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RIVISTA MILITARE 1899 TOMO III

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DlDL{TrrrC1\ 1\1ILIT'ARE DI UN METODO PER LE lqTRUZIONI TEOR~CHE DELLA TRUPPA

Conferenza tenuta aglì ufficiali del presidio di Livorno

Continuazione e //,ne. -

Vedi dispensa Xll

III. . Dal'l ' istruzione deVa mente passando all'educazione dell'animo si può 1 dire purtroppo che: Se Messe_ne piang·e, Sparta non ~ide.

Lo sanno genitori, maestri, professori, fonzionari pubblici: lo sanno in ispecie i magistrati c~e assistono al progréssivo .incremento della delinquenza dt}lla. gioventù; lo sappiamo noi stessi che troviamo la ma.teria prima sempre meno .malleabile. · La g ioventù nostra è quale ce la ma.nd~no la famiglìa e la scuola. Ora, anche nelle campagne, la famiglia che è quella clie deve muovere i primi affe,tti, diradare l'egoismo animale congenito e · impartire lé ,prime norme di condotta civile e morale, ha perd!-1-to gran parte della sua azione educatrice;. e la scuola non .l'ha acquis~ata. « La . legge dalla quale si attendeva la educazione morale, «·e civile delle plebi », - dice un alto funzionario del Ministero dell'istruzione pubblica - « è rimasta _per qolpa di 73 -

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coloro che avevano il dovere di recarla in atto, nella parte « pm importante senza effetto e trascurata (lj. » Ed è certo che lo sconfor to e il disinganno intorno alla virtù educatrice della scuola ingigantiscono negli animi anche più liberali « perchè col moltiplicarsi delle scuole ele« mentari si è vista crescere la delinquenza dei minorenni, e « con la maggior diffusione della conoscenza dell'alfabeto, « è venuto meno, ogni giorno più, qualunque ritegno mo« r ale all' impeto degli istinti brutali della nostra plebe (2). » Invasati di patriottico furore contro il prete, la chiesa di Roma e il sillabo, abbiamo seminato il discredito sulla religione, che col prete spesso non aveva nulla da fare: abbiamo demolito senza saper riedificare: si è t irato di seggio Iddio, senza sapervi sostituire la Dea Ragione. Ora se all'educazione del cuore del volgo giovi più l'insegna~ento religioso o qu~llo della morale: se sia meglio considerare questa come indipendente dalla dottrina religiosa ; oppure derivar<> l'una dall'altra, cercando nel precetto divino la sanzione degli atti umani : se a.11' intento educativo infine, giovi più il catechismo o il trattato di etica civile, noi non diremo, Certo però che l'uno o l'altro do- . vrebbe esser posto a fondamento della nostra educazione, e che noi invece, da oltre un quarto di secolo, abbiamo privato famiglia e scuola del catechismo, senza riuscire a farvi penetrare il trattato. Ond'è che la famiglia alleva figl i disobbedienti, la scuola scolari irrispettosi; e nessuna delle due - e tanto meno poi la piazza, l'officina e la vita pubblica - favoriscono lo sviluppo di quelle abitudini di rispetto, d'obbedienza, d'ordine, di ossequenza al doverf\ che dovrebbero essere il sustrato della. disciplina. militare e che sono quelle che dànno consistenza e forza alle società ed agli eserciti: poichè - come ebbe a dire uno degli scrittori più giudiziosi e più sens11,ti della .nuova Italia - « è manifestissimo n ella storia

DIDATTICA i\llLlTARE

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(!.) G. N1s10. - La i str uzione primaria e la normale nell1i Esposizione nazional.e s·v1zzera del 1896. - 'forino i 896.

({) G. Nrsw. - Opera citata, pag. 344.

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(( e visibile a noi stessi oggi il fatto che la prosperità, la col· « tura, la forza d'un popolo sono sempre in proporzione di« retta. colla sua. disciplina., ossia che un popolo più è disci« plinato, più è laborioso, ricco, valido, rispetttato (1). » La colpa di questo stato di cose non bello è un po' di tutti; ma principalmente della nostra legislazione, sintesi della volontà dei più: talchè se fosse vero quanto dice il Machiavelli che la buona educazione viene ~alle buone leggi, bisognerebbe dire che le nostre sian tutt'altro che buone. E qui mi si conceda una piccola parentesi. Si sente sempre e dappertutto lamentare l'inosservanza delle leggi, ed è venuto di moda il ripetere fino alla sazietà il vecchio emistichio dantesco:

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Le leggi son ma chi pon mano ad esse,

Ora questa stucchevole querulità, par e a me nient'altro che un innocente sfogo di rettorica. A nulla rileva il ripetere che le leggi ci sono e buone; ma non sono osservate. Ma questa lamentata inosservanza. non è essa una prova della inapplicabilità delle leggi stesse ? A parte ogni altra considerazione, non è essa una dimostrazione, indiretta ma evidente, della assenza di senso pratico, del carattere astratto delle leggi e della mancanza di rispondenza fra le medesime e lo stato dei nostri costumi, della nostra coltura, del nostro modo di intendere la vita? In fatto di leggi - non escluse alcun e delle nostre militari - siamo ancora alla solita questione se sia nato prima l'ovo o la gallina : se la legge, cioè, sia figlia o madre del costume; se essa debba uniformarsi e seguire questo, oppure precederlo e in certo modo crearlo. Come è noto, i popoli nei quali il pensiero è stato da tempo svincolato dalle pastoie dommatiche preferiscono il primo metodo; perciò essi, apparentemente meno liberali, sono in effetto i più inoltrati nella via della civiltà: noi popoli latini, al contrario, figli in tutto dei postulati metafisici ( I) A. GA8E~U.

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DlDATTlOA MI LIT.AR.E

dell'89 e ancora imbevuti di quel classicismo che secondo la teorica del Taine ha dato origine alle dottrine politiche · ,moderne, ci atteniamo al secondo. Ed ecco comè e perchè non potendo far decrescei;e la delinquenza ci contentiamo di attenuare le pene in codici teoricamente perfetti; ecco perchè costruiamo strade ordinarie e ferrate, non per incanalarvi un traffico già esistente ~a ~ella speranza di farvelo sorgere; costruiamo nuovi quar'. tien che nessuno o pochi vengono ad abitare; rendiamo deserr,i di grano Ì campi {noi figli della vantata alma pa1·ens {~itgitm} per ~oltiva~·vi una vigna mal rimuneratrice: paghi dr aver raggrunto m poche diècine d'anni l'esteriorit à, se non l'essenza e i benefici, di una inoltrnta civiltiL. Di ch.iunque sia la colpa mi pare che su questo argomento s1 possa concludere .che la nostra gioventù, nel venire alle armi, porta seco, quale retaggio dell' eductl.zione popolare, un'insofferenza di ogni superiorità, alla quale fauno r iscontro il poco elevato sentimento di patria e di nazione e la completa ignoranza delle idee più elementari che alla patria hanno attinenza, quali il Re, la bandiera, ecc. . Bis~gna convenirne: siamo ben lontani dai tempi precomzzati- da quell'onesto spirito di Massimo d'Azeglio, il quale voleva che la nuova generazione avesse impresso « profon« d.amente nell'animo il rispetto, il culto, l' idqlatria, 0 se « sr vuole la superstizione della propria, bandiera. » · Altro che idolatria! ... molti, a venti anni di auesta nostra bandiera non conoscono neppure i colori i.'.. ~

IV. Intorno all'abilità e alla preparazione degli istruttori osserveremo che quella dei graduati di truppa è quale posson? ~arcela la coltura del paese e le progressive special'izzaz10m che sottraggono dalle file i migliori : vale a dire piuttosto scadente. Nè - fatta ragioue del grado - è del tutto idonea e sufficiente quella degli ufficìali.

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'4 Per funzioni che richiedono attitudini speciali di carat-

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tere e una vocazìone molto spiccata, noi non curìamo abbastanza (e il farlo sarebbe invero difficilissimo) di vedere se tutte le doti indispensabili alla carriera delle armi sia.n o latenti nell'animo, o in germe nel :fisico, del giovane ufficia.le: talchè se la eccessiva vivacità naturale dell'età può talvolta condurre all'espulsione dagli istituti militari, troppo di rado vi conduùono l' apatia, la pochezza di corpo, di spirito e d'animo; ed è forse più probabile, oggi, che indossi la divisa di ufficiale e percorra la carriera delle a.imi chi ha l'anima serafica di S. Francesco, anzichè vesta la tonaca del frate )( chi sente gli ardori guerreschi. Per di più, nelle nostre scuole militari troppo poco si fa per insegnare a conoscere l'uomo morale a coloro che saranno chiamati a comandare uomini e a farne vibrare le molle mora.li; poco o nulla · per insegnare a trasfondere in altri i propri sentimenti ed imporre i propri voleri. Così è che, fra tutti coloro che hanno, cura d'anime, n oi soli, fi no ad ora, ci crediamo dispensati dal conoscere Je re. gole dell'insegnare. ·Mentre il pret~ colla catechistica, il maestro è il professore colla pedagogiea si preparano .al· difficile compito dell'insegnamento, noi soli facciamo a meno .di ogni nozione sull'arte di educare: paghi dei vecchi sistemi empirici e sdegnosi di ogni ordine logico e sistematico che abbia, o meriti, il nome di metodo. Sbaglierò; ma a me pare che, in questo, noi arieggiamo da vicino l'esilarante protagonista di quella vecchia farsa: Il maestro del signorino, il quale vantavasi di avere « m1 metodo... senza metodo » !... Questa manchevolezza delle nostre scuole militari dimostra, a mio giudizio, una inesatta percezione in noi di uno dei caratteri precipui dell'ufficiale moderno. Pare che non si voglia riconoscere da tutti e in tutte le sue conseguenze questo, c?e mentre negli antichi eserciti l'ufficiale aveva qtiasi esclusivamente gli uffici di capo e di condottiero, · pei quali po· teva bastare la preparazione scientifica e professionale ricevuta nelle scuole o supplire il criterio naturale, l'ardire, il


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colpo d'occhio; nei moderni, oltre a quegli stessi comp1t1, l'ufficiale ha quello essenziale di ìstrutt<;>re e di educatore, pei quali è indispensabile una preparazione artistica che conferisca l'assoluta padronanza delle · idee da trasfondere nel soldato e de' metodi più ~onfacenti per comunicarle in modo progressivo, pratico, convincente, lontano dalle generalità nebbiose ed astratte. Con questo siamo ben lungi dal voler convertiti i nostri istituti militari in iscuole di magistero e gli uffìc_iali in pedagoghi : riconosciamo anzi che gli abusi e le esagerazioni dommatiche di questa scienza n uova od ammodernata che va sotto il nome di pedagogia, e i risultati poco confortanti dati da essa nelle scuole l'hanno fatta giustamente cadere in discredito. Tuttavia sarebbe irragionevole dedurre da ciò l'inutilità di essa sbtto lo specioso e comodo pretesto che ogni metodo è buono e che il buon senso e il criterio bastano a tutto. Del resto, se i frutti dei metodi pedagogici nella nostra scuola sono stati scarsi, rimane a provarsi se l'assenza di essi ne avrebbe dati di migliori. Perciò senza meritare l'idolatria di cui si è circondata in I talia più la forma che l'essenza della scienza e dell'arte pedagogica, pare che essa non meritineppure l'ostracismo al quale è stata condannata nell'esercito, ove pure occorre insegnare molte, svariate ed importantissime cose. A costo, quindi, di incorrere µella taccia meno gradita, quella di utopisti, ci pare conveniente far voti che le nostre scuole militari accolgano una cattedra di pedagogica militare; e che quella poca filosofia (verament e povera e nuda!. ..) che vi ; i insegna sia rivolta essenzialmente a favorire la conoscenza razionale dei metodi educativi,poichè, ripetiamo col Gabelli : « Se non si sdegna di occu« parei per imparare a coltivare bachi, lattughe e cavoli, si· « può fare almeno altrettanto, quando si tratta di coltivare « uomini. »

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V. A -rendere più sensibili i danni ed i pericoli di questo stato di cose, concorrono due tendenze dei nostri giorni. Una, derivante più che altro dalle non· liete n ostre condizioni economiche, la quale ci consiglia a ridurre, ogni giorno .p iù, la durata del servizio sotto le armi, già ridotto in pratica ad una ferma di due anni e meno (l ì. L'altra, conseguenza diretta dell'andazzo generale, che consiste nello scadere di quella giusta, virile ed in:fiessibile severità che temprava i caratteri e ,piegava lentamente le volontà ribelli: se.v erità che, a poco a poco, sta per essere sostituita da un'indulgenza paterna tnon nel senso romano della parola), discendente in dritta linea dalle teoriche educative del :filosofo ginevrino; la quale mira più all'uomo ideale che a quello reale e contraddice alle tradizioni di senno e di praticità italiana, condensate dal M:acchiavelli nostro in quell'aurea sentenza del Pr·incipe: « egli è tanto discosto da come « si vive a come si doverria vivere, che colui che lascia quello (( che si fa per quello che si doverria fare, impara piuttosto <( la rovina ohe la preservazione sua. » Contuttociò sarebbe cecità il negare che, n ei limiti del possibile, molto si è cercato di fare e assai si è fatto veramente ,per controbilanciare gli effetti delle oanse che siamo andati enumerando . . Così l'aver accresciuto_la coltura intellettuale degli uffi--: ciali; l'essersi la letteratura .militare dedicata più di proposito alla trattazione di argomenti inerenti all'educazione militare ; l'aver dato un carattere più strettamente pr ofessionale ali' istruzione degli ufficiali e della truppa, sono stati vantaggi non piccoli. ({) Diciamo di due anni e meno, percbé prcn()cn(lo a norma la circolare di chiamata alle armi della classe t879, vediamo il contingente diviso in due par ti eguali; l'una vincolata al servizio di 3 ann i (in pratica 30 mesi) e l'a ltra di 2 anni (oss ia i8 mesi): e cfo senza t.ener conto cli quell i obbligat i ad i solo anno, che si riduce a iO o 9 mesi.


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E di grandissimo giovamento è stato l'aver sostituito, nella istruzione, alla forma ostentatamente brusca ed imperativa quella più benevola e persuasiva, e l'avere - auspici i regolamenti che si sono messi audacemente alla testa del movimento - sfrondata l'istruzione del soldato di quell'_inutile ciarpame, che la rendeva ponderosa e seccante. Le evoluzioni rese più semplici ed apprensibili; il formalismo di piazza d'armi bandito e in via di scomparire; la ginnastica più curata e posta a fondamento dell'addestramento fisico; radiati molti insegnamenti che non avevano valore pratico, e fra gli altri quell'insulsa nomenclatura, croce della recluta e delizia del graduato-pappagallo; sono tutti fatti che hanno reso più semplice, facile e spedito l'indirizzo istmttivo del soldato, e de' quali va dato il merito a quel saluta.re risveglio che, per opera di pochi ma valenti ufficiali, ha avuto la letteratura militare nel campo artistico, professionale e pratico. · Se nella parte pratica e nell'adèlestramento :fisico si è rag· giunto un innegabile progresso, non pare però si possa dire altrettanto per la parte morale ed educativa. L a nostra letteratura militare in ciò che riguarda l'educazione è riuscita finora un po' sterile, per colpa forse di quella sua tendenza a rimanere nella sfera della scienza e dell'astratto, piuttostochè a discendere nel terreno artistico ed applicativo. E in generale i risultati pratici del nuovo indirizz0 regolamentare così liberale (forse troppo prematuramente liberale) sono stati inferiori a quanto era lecito sperare. Non bastano, purtroppo, i regoìament,i a cambiare un indirizzo di molti anni che ha radici dure e rigogliose nella forza passiva dell'abitudine e della routine. Agli uomini di oggi non si può applicare il rimedio usato da Ponocrate con Gargantua di purgarlo cioè canonicamente per ripulirgli tutte le alterazioni del cervello e fargli, per tal modo, dimenticare quanto aveva già imparato: perciò il cambiar metodo sottintende cambiare gli uomini, quando non accade ohe gli uomini nuovi seguitino a fare quel ohe faceva no i vecchi. Non basta mutare· la legge scritta, ma occorre mutare il costume: la forza riformatrice deve muovere da noi e non

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dal di fuori di noi; e questo ancora non è, per colpa del naturale dissidio fra la legge, precocemente progressista e moderna, e il costume e l'indole nostra rimasta ristretta ed antiquata. Quell'antipatico dr·ill, contro cui ha tuonato il nostro collega Guerrini nelle colonne della Rivista di fanteria, va perdendo terreno, è vero; ma non mi pare che lo acquisti quanto sarebbe desider abile lo spirito di una ben intesa ed attiva iniziativa : non mi pare che lo guadagnino la razionalità dei metodi e il senso educativo, col quale si dovrebbe ottenere, idealmente, dal soldato una obbedienza cosciente. fondata in modo esclusivo sulla persuasione. On<i' è che tutto il tramenìo della nuova regolamentazione ci ha appena sfiorato l'epidermide, forse perchè la natura, al dire di Rabelais « non sopporta subitanee mutazioni senza « grande violenza. » In realtà noi ci mostriamo audaci nelle dottrine, ma t imidi nelle opere; e nonostante il gran parlare del nuovo, ci conserviamo, in fondo in fondo, piuttosto vecchiotti, fedeli in tutto al noto aforisma: ama il mare, ma. tienti alla terra. Pare a me che sia successo entro certi limiti - pei regolamenti nuovi quello che è accaduto pel nuovo codice penale comune. Nello stesso modo che il codice ha fissato una scala penale, senza curarsi 'dell'esistenza degli stabilimenti adatti, (che non ci sono e non ci saranno per un pezzo); così i regolamenti nostri nel gettare il seme delle nuove idee, hanno tenuto poco conto del terreno su cui dovevano germogliare e non hanno, ad ogni modo, promosso sufficientemente nelle scuole militari la cultura pratica atta a farle fruttificare.

VI. Qualunque sia poi il progresso realizzato da alcuni anni nell'addestramento del soldato, è ad ogni modo certissimo che esso non si è esteso all'istruzione teorico-morale dei doveri militari; per l'insegnamento~ dei quali si richiede maggiore ·Operosità mentale, EJÌ.Ù attenta osservazione e completo possesso della materia.


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Ohe il soldato debba essere avvezzato a fare e non a parlare - come dicono i regolamenti - è cosa indubitabile. La· nostra arte è arte d'azione e non di speculazione, di fatti e non di parole: perciò il d-iffi.cile non è tanto il conoscerne teoricamente i doveri, quanto l'assuefarsi a compierli. Non è men vero però che una conoscenza esatta é razionale di questi dove~i ne rende più facile e spontanea l'esecuzione. Ora, anche in questo, . pare a me che si sia passato il segno. Mentre in passato 'gran parte, troppa parte del tempo era dedicata alle istruzioni teoriche ; oggi si ostenta di dar loro quasi nessuna importanza, cosicchè, non solo è scarso il tempo che vi impieghiamo, ma sono troppo poche le cure per ren. • derle utili e fruttuose. L'azione diretta. e la vigilanza oculata del comandante la compagnia non vi si fa sentire tanto quanto in passato e quanto sarebbe desiderabile; e tutto l'insegnamento teorico rimane abbandonato in pratica ai soliti manuali, dove tutto lo scibile militar e è catalogato a domande e risposte, fatte colle testuali parole dei regolamenti. Questa specie di discredito e di noncuranza per le istruzioni teoriche ha avuto, in certo modo, perfino la sanzione ufficiale del nuovo metodo per l'istruzione delle reclute compilato dalla scuola di Parma, il cui esempio pratico registra uu numero di istruzioni teoriche generalmente insufficiente; quelle in ispecie sul regolamento di disciplina, allegati e servizio in guerra, sul codice p1male e sul servizio territoriale (1). Eppure l'insegnamento teorico dei doveri e degli obblighi della vita militare non pare abbia oggi perduto d'importanza : perchè non giova il dire che questi doveri, riassumendosi nella formula « star negli ordini ed obbedire», sono .

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per lor natura intuitivi; e che, infine, i nostri sold~ti ~ssendo molto intelligenti (è sempre la ragnatela del patriottico pregiudizio Giobertiano . sul primato degli Italiani!} imparano aJ. volo, presto e bene. Io qirei, anzi, che queste istruzioni teorico-morali inveue che perderla, vanno acquistando un'importanza sempre ~aggiore, che deriva loro, per un verso, dal carattere peculiare degli eserciti moderni, nei quali i coefficienti morali tendono a pigliar del tutto il sopravvento su quelli materiali ; e, per l'altro, dal costante decrescere nelle masse della virtù dell'obbedienza,- che importa perciò non solo coltivare e indirizzare ai fini militari, ma addirittura far sorgere e mantenere viva col precetto e coll'esempio. Eppoi non si tratta solo di dare la conoscenza materiale di questi ·doveri; ma principalmente di trasfondere la convinzione della loro necessità ed imprimere la forza di adempierli: non è tanto, d unque, un esercizio delle intelligenze, quanto delle volontà, le quali non si piegano e si plasmano ·in pochi giorni, come alcuni fanno mostra. di uredere. Ora, come possono condurre al fine le poche massime stereotipa te del Regolamento, insegnate in fretta e furia, facendo appello s,lla memoria più che _all'intelligenza? Esse non possono condurre evidentemente che ad un'obbedienza supe~ficiale e meccanica; mentre sarebbe indispensabile nna conoscenza completa, assoluta e cosciente cli tutti i doveri disoiplinari e di servizio; se si vuol pretendere n_el ' soldato la r esponsabilità _g.isciplinare e penale gravissima inerente a certi servizi di guerra e di pace, tanto grave che può includere per lni e per gli alt;ri il pericolo della vita. Come possiamo, in buona coscienza, ritenere ad es. la recluta completamente edotta dei suoi doveri quando le abbiamo enumerato le sanzioni negative del Codice, piuttostochè le regole positive per non incorrere in dette sanzioni ? Con una legislazione penale come la nostra che, a cliffo. renza di quella di a ltri paesi, · :fin dal primo giorno di servizio sottopone la ·recluta, anclie~1ei reati purament'e militari, ' . a tut;to 11 peso della pena ordinaria, al pari del soldato

(i) Che le 5 is truzioni clcdirate al rego lamen to <! i disciplina ed allegati e a l servizio

g uerr~ , le 5 Ml codice r,enal e e le alt re 5 sul serv izi o territoriale siano assolutamen te i11sullieien1i , sara ;1111,ne.,so, crer1 o, da tutti coloro che hanno ~nelle un;i soh Hl

volta istruito recl ul o.

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esperto ed anziano; con una legislazione siftatta dico, come volete - a cagion d'esempio - gravare di tutta la responsabilità un soldato ohe, dopo 5 settimane di servizio, « mauchi « in qualunque modo alla c"bnsegna », se degli obblighi, dei pesi e delle facolth di questa consegna non hanno )).n'idea approssimativa nè lui uè, spesso, il caporale che gliela dà? La verità è che il tempo per fare di un contadino analfabeta ed estraneo ad ogni idea d i patria, di onor nazionale, di virtù militari, un soldato cosciente, è assolutamente scarso ed inadéguato. Le otto settimane del regolamento d'istruzione ohe parevano l'·eccezione ed ora son divenute la regola, e tanto meno le cinque del metodo della scuola di Parma potranno esser sufficienti ad insegnare alla recluta il meccanismo della scuola di plotone in ordine chiuso (per l'ordine sparso la bisogna va altrameute, direbbe un purista!), ma non paiono bastevoli a darle la padronanza del suo nuovo stato e il discernimento per fare da sola, in ogni occasione, giudizioso impiego delle armi che la patria le affida. Poiohè è vero fino ad un certo punto ohe ciò che non ha imparato prima avrà tempo di impararlo dopo, Ciò pnò ammettersi - ed anche con .qualche riserva - per la parte pratica; ma per quella teorica e morale, nonostante le periodiche ripetizioni, si può dire che il soldato quello che sa, sa; mentre poi di quel lo che sa, ed anche di quello che non sa; è chiamato a r ispondere perfino colla vita. Francamente ci pare che se l'istruzione del soldato deve servire non per la vana parata dell'esame, ma per dare ad esso la coscienza de' propri doveri e la forza di metterli in pratica, le cinque ed anche le otto settimane d'istruzione son troppo poca, cosa : perciò esprimiamo il desiderio, che senza spingerci fino alle 15 settimane, periodo normale in altri eserciti principali d'Europa, ci si attenga, per regola, alle 12 settimane volute dal nostro regolamento: cosa che non sarebbe tanto inconciliabile, quanto può parere a prima vista, colle esigenze delle altre istruzioni : o per lo meno che, anche inquadrate in capo a otto sole settimane cogli

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anziani per le istruzioni pratiche, le reclute ~ontin_uino .per altre quattro settimane, separatamente, la loro 1str~z1one_teorico-morale; e solo alla fine di questo secondo periodo siano immesse nell'esercizio di tutti i doveri e diritti di soldato ed adibite ai vari servizi, quello territoriale in ispecie. . Che male ci sarebbe per le reclute se eseguissero insieme coo-li anziani il tiro di classificazione e quello individuale 0 di campagna, anche continuando a chiamarsi e ad essere reclute? Sarebbe una questione di nome e null'altro, Senza di ciò (si può affermarlo francamunt~) l'istr~zio_n~ delle reclute i;arà sempre affrettata e superficiale; riuscir~ una specie di improvvisazione, al termine della quale, t~tt1, dal capitano che ha istruito al colonnello che. esamma, avremo la tacita consegna di mostrarci contentoni..... anche quando. non lo siamo punto! VII. ìvla se la preparazione degli istruttori è mand1~vole e_ la durata dell'istruzione scarsa, i procedimenti (non osiamo dll'e metodi) coi quali noi impartiamo le istruzioni sono essi almeno i più razionali e ri.spondenti al fine? A dirla schietta, non pare. . Prima di tutto, nell' insegnare i doveri militari e morali del soldato, noi abbiamo in genere il torto di pigliare la ~ecluta ex novo e di imbottirla di nozioni campate in aria; senza legame colla vita e coi rapporti cittadini; rinunziand~, così, volontariamente ad approfittare di quella ~aturale di: sposizione psichica dell'uomo, conosciuta s~tto 11 nome d1 appm·cezione, per la quale le ide_e nuov_e si fondono ~olle preesistenti, le cognizioni recenti _sL. u~1scon~ . alle a_nt1che e, nella specie, il concetto della disc1phna m1hta~e s1 ~on~ giunge ed integra quello della disciplina e degli obblighi civili. Eppoi queste stesse nozioni~sono esposte sotto forr~a di · generalità vaghe e indeterminate, con parole stereotipate poco famigliari ai più; e di rado mirano a far appello alla


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riflessione e al ragionamento, e a stabilire fra inferiore e superiore quel fascino misterioso che deriva dalla manife- · stazione della superiorità dell'intelletto e cl:el carattere., In che modo s'insegnino alla recluta i doveri morali e professionali del suo stato, lo sappiamo tutti. In massima due sono i mezzi: le istruzioni teoriche propriamente dette; e le istruzioni o parlate morali, fatte dal comandante la compagnia. O_ra, le prime - anche quando sono vivificate dalla presenza dell'ufficiale - _sono quasi sempre calcate pedissequamente sulla falsariga del regolamento; d'onde un carattere di aridità, di secchezza rigida e stecchita che loro toglie gran parte dell'attrattiva E' della _necessaria forza di penetrazione nell'animo dell'ascoltante: le seconde poi - tranne le onorevoli e non troppo rare eccezioni - sono improvvisazioni che manca110 di un intimo legame col rimanente delle istruz~oni; hanno un'intonazione spesso troppo umile, sarei per d ire troppo pedestre, e sono prive di colore e di anima. E a ciò concorre quel v.ecchio pregiudizio che ci fa considerare un'in u_ti.lità, _per non dire un demerito, il saper parlare cou ordine, chiarezza ed efficacia; e fronzoli rettorici ogni frase che non sia sbiadita o stinta. t, Mentre sarebbe desiderabile, in un'istruzione di questo o-ener~, che nulla fosse lasciat_o al caso o ad una fallace i:piraz1one del momento, e tutto fosse prestabilito in un diseo-no o piano didattico analitico, a giorno per giorno,; ora per ~ra, che ~o:7rebb~ essere ciò che è il bilancio preventivo per una ammm~straz10~e o una famiglia ben ordinata; i nostri programmi sono mvece molto sintetici, troppo sintetici e le lezioni non di rado saltuarie ed improvvisate. Ed an,che in qu~sto c'~nt~a per qualche cosa uno dei nostri più stucchev.oh pregm~1~ì, quello della concisione ad ogni costo : quasi che_ ~a brev1ta fosse sempre concisione, e la breviloquenza tacitiana o collettiana potesse sempre e per tutti conciliarsi . colla chiarezza, pregio supremo . Il ~oco lodevole sistema, non potuto sradicare fin qui, di legarsi alla lettera dei regolamenti e di fare con essi e sopra

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'di essi l'istruzione, quasi che senza di loro non vi fosse salvazione, è causa che, involontariament,e, tutto l'insegnamento si aggiri e consista nella lettura dei regolamenti medesimi; i1 cui testo, mandato a memoria, finisce per costituire una sapienza inorganica, frammentaria, fatta di definizioni e di generalità, che serve all'istruttore, all'istruendo ed anche al1'esaminatore. I regolamenti che, in generale, sono fatti per servire di norma e di guida nelle varie nontingenze e il cui dettato .conciso, lapidario, in forma di codice e non di ragionamento, no~ è fatto al certo per · essere mandato a memoria, finiscono, in tal modo, per divenire una specie di filotea, da recitarsi collo stesso fervore e la stessa coscienza colla quale le bigotte biascicano le giaculatorie latine. Lo svolgere in modo diverso e meno convenzionale l'insegnamento teorico non è cosa facile, ne con veniamo : oc, correrebbe, prima di tutto, una in~tau1·atio ab imisdelle nostre abitudini e della forma soprattu'tto da dare all'esame; e si renderebbe poi necessario pel comandante la compagnia un lavor o personii,lE;l non lieve per disporre, ordinare, raggruppare le varie materie; sceverare l'utile dal superfluo, il principale dell'accessorio; graduare le materie secondo l'importanza r elativa, ·condensando il tutto in lezioni progressive, formulate in modo piano, chiaro ed accessibile alle intelligenze medie. Sono appunto queste difficoltà;,, per nulla insuperabili, e una certa sfiducia di nòi stessi ehe ci hanno trattenuto fin qui dal mutar sistema. Per un misoneismo che mal si concilia colle tendenze progressiste dei regolamenti, e per tema che l'abband.or'-ar la strada vecchia possa farci uscire di carreggiata e render m~no splendido il trionfo dell'esame, noi preferiamo di la· sciare il nuovo regolamento a predicar contro il giuoco inefficace di domande e risposte; abbandonandoci dolcemente alla · corrente dell'uso, il quale, se non ci garantisce che il soldato abbia capito boccicata (direbbe il suddetto purista) di giuramento, di spirito di corpo, di pene infamanti e non

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e spogliate da quel convenzionalismo e da quella rigidità catechistica che hanno in oggi, perchè fatte colle parole del reO'olamento, esse sarebbero tutt'altro che inefficaci ed inutili: la for ma dialogica od erotematica in ogni insegnamento è la migliore, se non la sola, che possa condurre a~la cognizione razionale delle cose; ed _è univ~rsalmente riconosciuto il dialogo socrat ico come 11 meglio adatto a quella dinamica dell'intelletto, che è lo strumento più poderoso per l'acquisto di ogni cognizione. . . Ad ogni modo, data la scarsa coltura dei nostn soldati.e la difficoltà che trovano ad esprimere con parole proprie un' idea per quanto semplice, specie se debbono esprime~la in lingua, il metodo dialogico è il solo che ci dia una relativa O'aranzia di es~ere stati capiti. °ᓽ Con questo veniamo a riconoscere ingiustificate anche le ire che - in teoria - si sono scatenate contro l'imparare a

infamanti , ci assicura, per lo meno, che il g ran giorno dell'esame non ci saranno scantinamenti grossi e potremo giungere, senza burrasche, nel desiderato porto dell' idoneità. Dato questo sistema si capisce come i manuali segno « d'immensa invidia e di pietà profonda » continuino ad imperversare più fieramente di prima; nonostante il tuonar del Regolamento e di t utta la letteratura militare progressista. Alla quale letteratura, fra tanti titoli di benemerenza, è mancato fin'ora quello di aver voluto o saputo produrre per l'istruzione delle reclute ·e degli allievi caporali, un vade-mecum, un compendio, un manuale pratico, minuto, analitico, informato alle idee che essa astrattamente propugna: cosa questa della quale è vivamente sentito il bisogno, perchè, in fondo, per questa coni.e per tutte le altre discipline, la difficoltà più grossa non sta nel dichiarar.le e nel farne l'esegesi; ma nello scendere all'atto e alla pratica applicazione. Del resto, per non essere fraintesi e gabellati per iconoclasti, ci affrettiamo a dire che non siamo di quelli che vogliono la morte del peccatore: ci contentiamo che si converta e vi va. Perchè infine, questi manuali, dato che siano un male, sono certamente un male necessario: perciò non si tratta di disperderne la semenza o di non farne di nuovi ; ma piuttosto di farli meglio; di farli con criteri più rigorosamente logici e meno ... , dirò così, commercia li ; di farne lavori, se 11.on di creazione, almeno di coordinamento, invece che di semplice compilazione a base di forbici, come - nonostante le lodevoli intenzioni - sono parecchi di quelli che oggi vengono inalzati agli onori di libro di testo. ~ on volendo confondere il desiderabile col possibile, coll'ammettere la necessità ed anche l'utilità dei manuali, dobbiamo conseguentemente riconoscere che non è sempre e in t utto vero che il g iuoco delle domande e risposte sia. inutile : anzi crediamo che il bandirlo dal nostro modo di insegnare non sia possibile e, dato pure che lo fosse, non sia neppure vantaggioso. Quando le risposte e le domande fossero fatte con parole semplici e alla portata di tutti, con progressione razionale

«

memoria. Sta bene che il soldato debba essere avvezzato a fare più che a dire e a ripetere : è vero che il sapere a memoria ~on è sapere, quando ciò che si è imparato non è stato ~n~a capito : è vero che la memoria verbale è la carattenst1~a dei bambini o deO'li uomini incapaci di pensar e da sè stessi; ma è vero altre~ che la cognizione mnemonica facilita la coO'nizione razionale della cosa e ne assicura il ritenere, b

perchè Non fa scienza senza io ritenere ave re inteso.

VIII. Dopo queste considerazioni, o se piace meglio, divagazioni sulle condizioni morali e intellettuali delle reclute, sulla idoneità e preparazione dei loro istruttori, sul tempo dedicat~ all'istruzione e sui metodi di essa, per evitare l'accusa d1 padre Zappata, vf:lniamo ad esporre nelle sue linee ~~nerali un metodo che, fra i tanti possibili, pare preferibile all'attuale. H -

....

AKNO HIV,


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DIDA'l'TICA MIUTARE

DIDA Tl'lCA UII, ITAI\l,;

Dico pare, perchè, scendendo ... .. all'atto Dalla sfera. dell'astratto.

è più che probabile mi abbia da cascar l'asino: pur troppo il proverbio « volere è potere » va inteso più come un incoraggiamento morale che come una verità. Un rnfltodo dunque che, a senso mio, potrebbe essere ammissibile, sarebbe qm1llo che, pur rispettando i manuali quando fossero fatti meglio, rispettando l'imparare a memoria, purchè in essa si conficassero ad un t empo parole ed idee, semplificasse ;molte delle espressioni dei regolamenti; se ne svincolasse là dove occorre per l'ordine e la facilità di comprensione; e, soprattutto, unisse insieme con un processo logico i dettami morali e le prescrizioni positive analoghe od affini dei vari regolamenti. Si tratterebbe, in altri termini, di estendere alle istruzioni teoriche il metodo della scuola di Parma,, di fondere insieme i vari insegnamenti: fusione che, se nell'ordine fisico può essere, anzi è certamente utile, in quello mentale pare indispensabile, per non dire inevitabile. Intorno a questo metodo, non molto si è scritto, ma; molto si è parlato nell'Esercito. Dai fanatici per tutto ciò che è novità o ne ha l'aspetto, i quali hanno creduto di trovare in esso il tocca e sana a tutti i malanni della nostra istruzione; ai laudato~·es temporis acti che hanno brontolato le soli te esclamazioni: eh, ci mancava anche questa! dove andranno a finire! ... e simili, è stata u;na scala di giudizi; tutti sinceri, alcuni autorevoli, ma in generale agli antipodi gli uni cogli altri. .A questi giudizi, a costo di esser tacciato di immodestia, mi sia lecito di aggiungere il mio. Oh pe~cbè l'usignol fa. sì be' trilli, La bocca si dovran chiudere i grilli?

diremo anche noi col faceto Pananti. A me pare che i principi fondamentali del metodo, di rendere, cioè, piacevole, piuttostochè penoso l'acquisto delle

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cognizioni, di fondere iu un tutto armonico le varie istruzioni, di far lezioni brevi con poche spiegazioni siano accettabili senza riserva; anzi, si può dire che erano in gran P.arte ri- . conosciuti ed accettati in pratica da parecchi istruttori, prima ancora che la scuola di Parma li codificasse. È occorso però a questo metodo quello che suole accadere quasi sempre a chi vuol introdurre una novità e farla accogliere dall'universale ; cioè che, in buona fede, si sono esagerati il valore e la portata dell'innovazione e si sono tratte da quei principi deduzioui eccessive, che hanno condo~to ad applicazioni poco pratiche e poco opportune. E mancato, in altre parole, a questo metodo quella virtù che Goethe disse la più difficile di tutte : la virtù di saper trovare i propri limiti. E questa mancanza di misurn appare dall'avere esteso agli adulti - esagerandone le linee - il concetto froebeliano dell'utilità dei giu ochi liberi, essenzialmente applicabili alla infanzia; di avere spinto la fusione dell'insegnamento ad un eccessivo sminuzzamento, difficile a seguirsi in pratica; di aver .p ortato l'imitazione ad un limite che favori~ce la poca serietà e il disgregamento. Ma quello che più gli ha nociuto e gli nuoce è quello esempio metodico che è come il coronamento dell'edifizio e che, certo contro l'intendimento dei compilatori e nonostante le loro espresse dichiarafioni, tende in pratica, per la natura delle cose, a stabilir~ nei suoi minimi particolari un insegnamento ufficiale, ad annullare in rea.ltà ogni spirito di iniziativa, ogni autonomia, per modellare tutto su di una falsariga in aperta contraddizione col carattere degli attuali regolamenti e colle tendenze da essi promosse. Oontut;tocig résta sempre al metodo della scuola di Parma , il merito di avere, se non creato, di vulgato e tradotto sul terrei:io della pratica alcune delle nuove idee; incalzando il drill nelle sue ultime trincee coll'arma temuta della sanzione quasi ufficiale, e dimostrando che si può istruire il soldato anche senza irrigidirlo e sovraccaricarlo, con inutili ripetizioni. Se in alcuni punti, anzi in parecchi - secondo me esso ha pa.r.,sato il segno: se son troppi i ·giuoch{, troppo il


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DI0ATT10A ! 11(,lTARE

DIDATTICA MILITARE

lavoro per imitazione e troppo poche le istruzioni teoriche; l'esperienza, il criterio degli istruttori ed il tempo sapranno rimediarvi, riportando tutto a quel giusto mezzo c4e rappresenta il sommo dell'umana sapienza.

che sugo c'è a far ripetere a memoria alla r eclut.a la formula del giuramento (per toccare un -solo tasto) se prima, non si è, con acconci ragionamenti, f'atto capire che cosa è questa patria; dandone un' idea concreta coll'allargare l'idea preesistente del comune e del mandamento, a quella della provincia, della. regione, della nazione ; coll'accennare alla estensione, alla popolazione, alla forza ed anche alle speranze e alla coscienza di questa patria? Come _pronunziare la parola Statuto se non sì è, almeno per sommi capi, parlato della forma di _governo del nostro paese, delle leggi e d-i chi le fa e dell'ossequio che è loro dovuto? A che pro parlare del Re e dei suoi reali successori, se non si è almeno cercato di inculcare nella mente della recluta il concetto dell'indipendenza e dell'unità d'Italia, dei sacrifici fatti per conseguire questi beni supremi, e dei meriti e delle Yirtù della Casa di Savoia in quest'opera di rigenerazione? (1). Ma per faro le istruzioni a questo modo; per esporre la materia così fusa in una forma semplice' ed efficace; per riuscire ad avvivare fra superiore ed inferiore·quella continua corrispondenza di pensiero che fa penetrare l'insegnamento nella mente e nell'animo, mercè gli esempi, i raffronti, le spiegazioni più adatte, occorrono non soltanto doti naturali d' ingegno, di carattere e di fantasia, affinate dall'arte; ma anche un lungo, paziente e coscienzioso lavoro di preparazione (almeno in principio) sostenuto da una gran fede. Occorre poi che la lezione, o discorso, o parlata abbia un argomento ben determinato; che segua nn piano didattico precedentemente elaborato; che il soggetto vi sia enunciato fin

IX.

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Il metodo dunque che proponiamo si impernierebbe essen-z ialmente su questi tre punti: a) fondere insieme le istruzioni morali e quelle teoriche, in modo che queste fossero come la conseguenza e l'applicazione di quelle;' b) riunire in un solo insegnamento ll;l varie disposizioni riguardanti uno stesso soggetto, che sono sparse qua. e là nei vari r egolamenti; e) discostarsi, là dove occorra, dalla lettera del regolamento; sostituendovi espressioni più facili e comprensibili ed aggiungendo quello che i regolamenti non dicono - n~, data la loro natura, possono dire - e che pure è necessario ohe il soldato sappia. Il primo mezzo proposto, quello di fondere le istruzioni morali con quelle teoriche, implicherebbe un cambiamento radicale nella progressione dell'insegnamento: perchè, invece di incominciare le istruzioni dalla solita definizione qella disciplina per proseguire colla subordinazione e relativa graduazione e così via di seguito, il comandante la compagnia dovrebbe esporre egli stesso e sviluppare gli argomenti principali. Ad esempio, la patria - il Re - la legge - l'esercito - la disciplina - la gerarchia - l'obbedienza - l'ordine - la bandiera - il coragg io - il giuramento - il servizio - le armi - l'uniforme, ecc... , potrebbero essere altrettanti argomenti, intorno ai quali, scendendo dall'astratto al concreto, si potrebbero raggruppare e per così dire, saldare tutte le disposizioni positive dei regolamenti; non già come enunciazioni a sè, ma oome cor ollari ed applicazioni dei concetti generali svolti dal capitano. Perchè, io domando,

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li) A propo,1to della formula del giurament-0, domaudiam o se nel compil_;1roH nuovo regolamento di disciplina, che si dice sia allo sturlio, non sarebbe buon cons1g1Jo fare scomparire quel non so che di anOllologico derivante dalla pa~ola • Stato • (cn_te r.o· litico) e • stato • (condir.ione sociale), il cui diverso senso tutti sanno (ltianto sia d1f· llcile far penetrare nella mente del soldato. . Ch'io mi sappia, non si tratta di una formula statutaria che si possa avere scrnpoll a cambiare; e poichè, d'altronde, essa serve 11ei militari, mi pare che, sostituendo alle parole. tutti i doveri del mio stato,, qu elle• tutti i doveri militari• o • di militare •, oppure • della mia condizione, millt.ire • il doppio senso sarebbe beli' _evi lato .


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DIDATTICA Mll, lTAR.E

' dal

principio; che le idee svolte siano vivificate dal senti-mento e abb iano una certa correlaziona coi sentimenti delle' reclute; che la curiosità, chiamata dal Vico madre della scienza, sia tenuta costantemente desta e si leghi l'uditorio per mezzo dell'interesse, che non manca mai quando °ci sia nesso fra le idee, vivacità di sentire, schiettezza di esposizione e soprattutto fermezza di cC>'nvincimento. Mercè l'armonica composizione dei due inBegnanlénti morale e professionale - pare a me che meglio si raggiunga lo scopo di fare imparare, nel vero e più alto senso della parola: di fare cioè, n on solo sapere, ma anche sentire; non semplicemente conoscere· i nuovi doveri per averli appresi più o meno a memoria, ma sentirli vivi nell'animo ed avere la forza d i tradurli in atto.

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X. Il concetto di legare insieme le disposizioni positive dei vari regolamenti ed istruzioni che hanno rapporti più o meno diretti con un medesimo argomento, in guisa da farne un tutto logico e progressiyo, mi pare ancora più chiaro e meno abbisognevole di spiegazioni. Acca<le in oggi che le prescrizioni dei regolamenti sono insegnate ognuna da sè, omeopaticamente, stfwcate; senza cercare o curare il nesso che una può avere coll'alr,ra e vedere se questa non discenda logicamente da quella e serva a completarla. E questo non mi pare davvero l'ideale dbi metodi per dare idee chiare e precise. Perchè, ad esempio, separare il giuramento e l'infamia di cui si 1rnicchia chi vi manca (oh quella macchia quanti pochi la capiscono!) dalle sanzioni del codice per alcune forme del reato di tra.dimento? Non sono queste due idee legate fra loro come causa ed effetto? Quando è che la mormorazione e la maldicenza dell' inferiore verso il superiore esce dai limiti delìa mancanza disciplinare per di venire rsato -ii calunnia e di diffamazione? Quando la parola sconcia o villana trascende all'atto di

...

,~

insubordinazione con insulto? Sono queste due idee tanto lontane l'una dall'altra da doversi insegnare separate ; oggi una col Regolamento di disciplina, fra quind ici giorni l'altra col Codice penale? Perchè fare la litania dei vari gradi, senza aggiungere parallelamente la designazione del reparto inerente ad ogni grado e il nome del superiore che lo comanda? Per qual ragione la mente del soldato deve essere obbligata ad andare a pescare gli obblighi, i do.veri, le responsabilità ed i pericoli di chi è incaricato di portare un ordine o d ispaccio, a spiZZ!CO nel Regolamento di disciplina, nel Servizio territoriale, nel Servizio in guerra e nel Codice penale? Perchè accanirsi a far sapere al soldato la pena che gli so-vrasta se in te mpo di guerra o di rivolta, incaricato di portare u:n ordine, trovandosi in pericolo di cader prigioniero o esser sorpreso, non avrà tentato ad ogni modo e ad ogni costo di distruggerlo, se non gli si è prima insegnato materialmente il modo di regolarsi nel maggior numero prevedibile di cir costanze? (1) . Come fa il ~ol.dato a d isbrigarsi in mezzo a quella selva selvaggia dell'obbligo del saluto : saluto da solo (Regolamento di disciplina), salnto nei luoghi pubblici, ovvero presentandosi ad un superiore nelle diverse ocèasioni (Norme di contegno), saluto in sentinella (Ser;Ìzio territoriale) ? Non sarebbe utile ridurre tutto alla più semplice espressione, mettendo insieme queste varie prescrizioni; condensandole in poche norme progressive e sfrondandole, per la recluta di tutto o gran parte di quel bagaglio di personaggi con nomi difficili, che dal SS. Sacramento va fino al Comandante di Presidio, passando attraverso ai Sovrani e capi di Stati esteri, ai cavalieri dell'Annunziata e ai senatori e deputati riuniti nel solito corpo e nella solita deputazione? .

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(il Con tuLto il rispetto· dovu to al Codice, il • trovarsi in pericolo, e • l'esser sorpreso , paiono due idee ditllcilmcntc concilin bili; la sorprosa presnppone la mancauza di previdenza. del pericolo imm incnto ; poiché, se di fron te al pericolo più o meno' 1onta.no, i latori di ordini dovessero sempre distruggerli, non arriverebbe più un ordine a destinazione.


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DIDATTICA )IILlTARE

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E giacchè ci è venuto fatto di mentovare le norme di con· t egno, domandiamo umilmente, perchè non siamo mai riusciti a saperlo, · se le çlette norme, raccolte in un libriccino piuttosto arcaico (è stampato a Firenze nel 1868) e riprodotte in tutti i manuali presenti, passati e futuri forse, ba o no un carattere ufficiale? Se, posto che non lo abbia, non sarebbe conveniente darglielo : e se, àvendolo, non fosse op· portuno di rivederlo e di ammodernarne alcune prescrizioni un po' antiquate? E poichè siamo sul chiedere, domando se il culto per le virtù guerriere e pel valore in tutte le sue manifestazioni sia proprio e.osi alto e così radicato nelle nostre masse popolari, da consigliarci a passar sopra. ad ogni segno esteriore che valga a distinguerlo e ad onorarlo. E se ciò non è, o non è almeno fino a quel punto che sarebbe desiderabile, come a. me pare, non avrebbe una certa importanza morale il rendere obbligatorio per gli ufficiali e soldati portare all'occhiello sempre il nastro della medaglia al valore, e l'estendere ai soldati isolati l'obbligo di salutare i loro colleghi ed anche i facenti parte di corpi militarizz-eti e gli stessi borghesi decorati di medaglia al ·valore; obbligo ùhe oggi è limitato ·alle senti nelle, le quali già salutano troppo; e non fanno, anzi, quasi altro che salutare?! Riprendendo il nostro esame, è vero o no che in quanto riguarda i. reclami o rapporti collettivi il velo che divide la mancanza disciplinare dal reato d'ammutinamento è tenuissimo? Così pure, dove finisce lo sciupio di oggetti, considerato dal Regolamento di disciplina e da, quello di amministrazione, e dove incomincia il reato di rendere inser vibili gli oggetti di vestiario e di equipaggiamento, di cui all'articolo 212 del Codice penale? La differenza sta nella volontarietà dell'atto, mi si potrà rispondere, e va bene; ma poichè l'atto è pres~'a poco identico, perchè non parlare insieme dei due casi·? È logico, è opportuno, è utile che i doveri del soldato in sentinella (di diritti non si parla mai: eppure ne ha e ne

ha di formidabili) debbano imbandirsi sbocconcellati in pillole, a una settimana di distanza l'uno dall'altro; un po' sotto forma di Regolamento di disciplina., un po' di ser vizio interno, una. parte di s~rvizio territoriale, un'altra di Codice penale? Ma le sanzioni negative del Codice non sono esse il più naturale e necessario commento a q nelle più o meno positive del servizio ter ritoriale? Perohè dunque non metterleinsieme? E qui fo punto cogli esempi: non perchè quelli addotti siano i soli ed i più eloquenti; ma semplicemente per amore· di brevità e perchè chiunque ne abbia voglia, può, spigolando fra i regolamenti, aggiungerne a sua posta.

XI.

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Più breve discorso mi occorrer à a dichiarare il terzo punto, quello cioè del discostarsi dalla lettera del Regolamento, togliendovi il superfluo ed aggiungendovi il necessario. Che la forma sintetica dei regolament i sia la più adatta ad esser capita e ritenuta, pochi credo vorranno sostenere, e quei pochi non saranno certo fra coloro che da anni ed anni stanno istruendo n,clute. Basti accennare alla definizione e alla illustrazione dello spirito di corpo e alla bandiera nel Regolamento di disciplina, al Codice penale quasi tutt'o e a gran parte del ser. vizio in g uerra ed anche del servizio territoriale. A provare poi che vi siano delle cose superflue, anche nei manuali dove la sapienza è più condensata, mi limiterò a ricordare nel solo Codice penale quella distinzione, ormai moritura, fra pene infamanti e pene n on infamanti e quella... ahi troppo scientifica! enumerazione di alcune circostanze aggravanti, come la premeditazione, la prodizione o l'agguato: quando, « discendendo per li rami, » non accade di giungere ai di versi gradi della scala penale. · Che, al contrario, manch~ ai regolamenti più d' una cosa utile a sapersi dalla recluta, sarà chiaro quando si rifietta a questo: che mentre si parla sempre di graduazione gerarchica,


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DID ATTICA Mit,ITAl!E

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nulla si dice per far acguistare un'idea adeguata dell' importanza d'o"gni grado e comando e della fo rza numerica alla quale in g uerra è preposto: mentre si pretende c1i far imparare a memoria lo scopo dell'istituzione dell'esercito, inducendo molti, poco familiari col traslato, a pigliare quel « sorr eggere il trono » nel senso materia1',, della parola; si cura pochissimo di dare un concetto della forza di questo esercito, della sua d ivisione nei grandi scaglioni e del genere e della durata degli obblighi di servizio inerenti ad ognuno di essi: tutto ciò perchè i regolamenti non ne parlano. Mentre si perdono lezioni intere a spiegare le punizioni e le pene•e la loro durata e si fa, passare davanti agli occhi della recluta intontita una fantasmagoria di prigione, di carcere, di reclusione, di fucilazioni fra petto e schiena, si sor vola. generalmente con disinvoHnra sulle ricompense: o, tutt'al più si enumerano senza approfondirne l'essenza e l'alto valore morale e civile, senza talvolta spiegarne neppure i segni esterni. Ci sarebbe qualcosa di male, o non ci sarebbe invece molto di bene, se alla recluta si insegnasse quali sono, secondo le leggi, gli atti cl.i valore pei quali il soldato può rendersi meritevole della più ambita o più ambibile delle ricompense, quella al valor militare? Ma sì! I regolamenti tacciono e noi tacciam con essi.

XII. Dopo quanto ho detto fin qui mi pare di avere, non solo affermato, ma fmche in pa_rte dimostrato che il mqdo attuale di insegnare i regolamenti è piuttosto saltuario, slegato ed incompleto e manca d i nesso logico: perciò non favorisce la facilità del comprendere e del r itenere e soprattutto la çhiarezza delle idee, tanto necessaria per la recluta, sbalestrata d"'un ~ratto in un genere di vita del tutto nuova e messa a fronte di r esponsabilità delle quali, fin'allora, ignorava perfino l'esistenza. Con ciò non si vuol dire che il problema dell'insegnamento teorico-morale sia risoluto e risol uto nel modo migliore

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:mediante il metodo proposto : e si è lontani dal credere di aver trovato la quadratura del circolo 0 la pietra filosofale, e tanto meno (Dio ci liberi da simili atti di superbia! ) il mezzo di. tenere alto il tanto mentovato morale dell'esercito. È un metodo, null'altro che un metodo; e i met odi n on hanno mai funzionato da fulcro nelle leve morali e, di per sè soli, non hanno mai rialzato niente. J}; uu metodo che pare a me elimini od atten ui alcnne delle attuali insufficienze e tenda a dai:e maggior razionalità· all'insegnamento ; ma che può essere migliore o peggiore di un altro - anche dell'attuale - a seconda delle par ticolari inclinazioni, dell'operosiLà e dell'attività. mentale di chi si proponesse . di applicarlo: è un metodo, infine, che mi è stato ispirato in b<Yrau oarte dai ricordi dell'emp irismo e della materialità che exano i caratteri precipui dell' ist:ruzione teorica, nei tempi (ahimè molto lontani!) ne i quali io stesso ero recluta; carat,teri dei quali fino ad oggi non si è perduta la semenza. F ra le molte e varie accuse ed obbiezioni che possono muoversi a questa prdposta, due ne prevedo di più probabili e generali : quella di voler portare la rivoluzione nelle istrnzioni teoriche e quella della difficoltà di applicazione. Alla prima mi sia lecito rispondere che, dato pure che a q ueste modeste innovazioni potesse attagliarsi la qualifica di 11i voluzionarie, una vera rivoluzione si è appunto iniziata e sta svolgendosi sotto i nostri ocdhi nell'educazione fisica e morale del soldato ; che questa rivoluzione, promossa sul t erreno delle idee dai regolamenti che ne sono ·stati i veri precursori, si è diffusa sul terreno dei fatti, colla volgarizzazione d i procedimenti più semplici, nat urali e spigliati per l'addestramento fisico; nulla osta quindi. anzi tutto logicamente consiglia, ad estendere la rivolnzione anche all'insegnamento teorico-morale, rimasto fino ad oggi meno sensibile al soffio della moderuità. In quanto alle d ifficoltà, d i applicazione, d iremo -che esse sono più apparenti che r eali e non paiono nè gravi nè sproporzionate ai vantaggi conseguibili ; come ho avuto io stesso occasione di constatare, t raccìa.ndo per mio uso un sommario ~


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di lezioni od istruzioni ispirate alle idee che qui si propugna~o .. A~ ogni modo esse non sono per nulla al di sopra dell intelligenza, dell'operosità e della fede di tutti i nostri . colleghi ; ai quali non può certamente parer grave un po' di lavoro di più, quando con esso si abbia, se non la certezza, almeno la probabilità .di concorrere al migli~amento del1' istr uzione e dell'educazione del soldato: come non puè parer grave ai superiori sottrarsi alle blandizie dell'abitud ine, per soccorrere di un benevolo incoraggiamento ogni tentativo che miri a rendere più chiara e cosciente in tutti la nozione del dovere militare.

EQUIPAGGIAMENTO DELLA FANTERIA NUOVE PROPOSTE E PROPOSTE SPERIMENTATE

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Livorno, feb braio 1899.

P.

ScB.IARINI Capitano 9° bersaglieri.

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Ometto le ragioni che consigliano d'alleggerire il carico del soldato di fanteria, essendo tale necessità generalmente ammessa, e, prima di passare alle nuove proposte, confronto l'equipaggiamento che fu sperimentato nel 1895 da cinque reggimenti, con quello ritenuto oggi il più rispondente alle esigenze di guerra. L'equipaggiamento reputato come l'ideale permette di potere, in circostanze speciali,. abbandonare parte del carico e trasportare comodamente in ispalla soltanto i viveri e le cartucce in esso contenute. L' istessa proprietà avevano gli zaini n. 2 e 3 da me proposti nel 1883, descritti. sommariamente nella Rivista militare del maggio 1887, ma tale proprietà non fu ritenuta utile. I critici disserQ : « Pur t:oppo ~ truppe hanno la « tendenza di disfarsi del carico, per dovere anche loro fa« cilitare tale · còmpito » e forse avevano ragione. Coll'equipaggiamento sperimentato nel 1895 e da me pro· posto nel 1888, cioè, quando tutti gli eserciti trasppr tavano nello zaino parte della dotazione di cartucce, l'alleggerimento si ottiene invece abbandonando totalmente lo. zaino e riponendo nel tascapane i soli viveri di riserva, essendo le cartucce permanentemente trasportate indipendenti dallo zarno. L'operazione di estrarre i viveri dallo zaino per riporli nel tascapane importa una perdita di tempo, tempo invece che si utilizza collo zaino , che chiamerò, ideale e che perciò lo fa ritenere più vantaggioso. Ma tale perdita di tempo,


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E QO ll' AGG IA)IEl);TO DELLA FANTERI A

EQUIPAGGlA)fENTO DELLA FA'.'. TERIA

che sarebbe fatale soltanto nelle ritirate, ove ogni istante è prezioso, non avrà campo di far sentire, in esse, la sua influenza, perchè, nelle ritirate disastrose, il soldato nop si cur erà di abbandonare solo parte del carico, ma abbandonerà tutto il carico per meglio distanziarsi dal nemico. In tale circostanza, anzi, l'eqJ.1ipaggiamento da "me proposto risponde meglio di quello ideale, perchè nel mentre con questo il soldato abbandonando lo zaino abbandona viveri e cartucce, con quello abbandona soltanto i viveri di riserva. Ma dato pure che lo zaino ideale risponda meglio al cÒQl· pito dell'alleggerimento, occorre esaminare quali e quante trupp e, in pratica, potran no fruire del beneficio, per poterne calcolare l'utilità. A mio parere fruiranno del beneficio soltanto i piccoli riparti, giacchè i grandi riparti, quando s' inducessero ad approfittarne, finirebbero per non pigliare più la parte di carico lasciata, e tento dimostrarlo. Quali saranno le circostanze in cui si sentirà il bisogno di alleggerirsi? Le più probabili credo siano : L 'occupazione di alture difficili a raggiungersi; P er mettere in grado la fanteria di seguire armi a cavallo. Le marce celeri. Nell'offensiva, per permettere alle truppe di traversare più rapidamente la zona d'attacco, per tenerle meno esposte al fuoco nemico. Ad occupare posizioni difficili e per scort.are armi a cavallo non saranno certamente delegati forti riparti, quindi, in tali circostanze, saranno piccoli riparti queUi che potranno fruire del beneficio. Ma hanno essi proprio bisogno di uno zaino speciale per alleggerirsi? Io credo di no, perchè essi potrebbero anche meglio compiere la loro missione abbandonando totalmente lo zaino per ripigliarlo ad operazione compiuta., non correndo pericolo di rimanere sprovvisti di viveri, qualora non potessero più riprenderlo, perchè l'esigua forza permetterà sempre loro di rifornirsi colle provvigioni delle truppe colle qua~i si verranno a trovare a contatto.

Nelle marce celeri, ove grandi riparti potrebbero fruire del beneficio, il còmpito di ripigliare la parte di carico lasciata. diventa molto arduo, perchè, i grandi riparti per ripigliarla, dovr ebbero rifare per altre due volte la strada già percorsa, cosa che difficilmente vi sarà probabilità o convenienza di fare, quindi essi :finirebbero per abbandonarla definitivamente. Lo stesso avverrebbe per la parte di carico lasciata allo inizio d'un combattimento offensivo. Si ha un bel dire: vincendo si torna a ripigliare il carico, e perdendo ]o si ripiglia nel retrocedere; ciò è molto problematico, giacchè una truppa se vince resta sulla posizione conquistata o va innanzi, se perde non si cnrerà certamente di riprendere il carico ritirandosi, essendochè nelle disfatte sia più facile vederne far getto anche da chi lo possiede. Del beneficio quindi dell'alleggerimento, favorito dallo zaino ideale, o ne fruiranno i piccoli riparti, pei quali non è indispensabile tale zaino per alleggerirsi, o se ne fruiranno i grandi riparti, finiranno per non ripigliare più il carico lasciato. Qui certo si risponderà: « S e non lo ripiglieranno ne fa« ranno senza, l' interessante è di potere, a momento oppor« tuno, fruire del beneficio. » Ed effettivamente è così., ma appunto perchè il beneficio è grande, e specialmente nel combattimento, azione comune a tutte le truppe, ne avverrà che il momento opportuno si presenterà sempre, e dopo breve tempo la maggior parte delle truppe avrà abbandonato parte del carico. Ma allora per disfarsene alla prima occasione e subire ,il disagio che deriva al soldato dal rimanere sfornito di alcuni oggetti indispensabili, meglio è non distribuirla fin da principio, e dotando il soldato del puro necessario, tenerlo permanentemente alleggerito. Questo era lo scopo che io mi era proposto col mio equipaggiamento e l'alleggerimento, sia assoluto, sia relativo per il metodo di trasporto, P ottenni escogitando i mezzi seguenti:


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EQUIPAGGIAMENTO DELLA F ANTERIA

EQUIPAGGIA.MENTO DELLA FANTERIA

1°_Ridurre il corredo all'indispensabile in campagna; 2° Distribuire più vantaggiosamente il carico sulla persona, senza concentrarlo tutto nello zaino; 3° Fruire del beneficio del contrappeso; 4° Disimpegna-re il corpo dalle cinghie Im;leste.

Ridu~ione del corredo all'indispensabile in campagna. . Il corredo attualmente prescritto per la truppa fu stabilito ·qnando le guerre duravano lungamente e la povertà delle reti stradali rendeva difficile il rifornimento. Pe:i: tali ragioni si sentì la necessità di distribuire al soldato un corredo abbondante, per metterlo cioè in grado di poter far fronte ai bisogni di corredo per tutta la durata di una campagna. · Caratteristica delle guerre moderne essendo la brevità, e potendosi oggi fare anche largo assegllamento sul rifornimento, reputo che il corredo si potrebbe impunemente ri. ,durre ad una quantità più limitata. .Attualmente il soldato di fanteria è quasi generalmente dotato di due indumenti della stessa natura· a mio vedere ' ' qualche duplicato di tali indumenti potrebbe sopprimersi, -senza discapito dell'esigenze igieniche, tattiche e logistiche a -cui un buon equipaggiamento deve soddisfare. Equipaggerai cioè il soldato nel modo seguente: Farsetto a maglia. - Distribuirei il farsetto a maglia anche d'estate, per tenere sempre il, soldato premunito contro i possibili squilibri di temperatura. D\estate ìl farsetto ven·ebbe di giorno riposto nello zaino, e la notte indossato; il cappotto -servirebbe da coperta. !l d_otare permanentemente il soldato del farsetto a maglia -evita 11 doverglielo poi distribuire, a guerra inoltrata, al cominciare della stagione rigida, operazione certamente diffi.-coltosa per l'estesa dislocazione delle _truppe. · Giubbà cli tela. - .Abolirei dall'equipaggiamento di guerra la giubba di tela (economia di peso grammi 630).

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. In campagna tutti i servizi si compiono in tenuta di marcia; quindi la giubba di tela, in servizio non viene mai indossata e fuori servizio nulla impedisce al soldato, nei forti calori, di rimanere in maniche di camicia nell'interno dell'accampamento, cosa che egli, pur provvisto della giubba di tela, generalmente pratica. Occorrendo al soldato di dover asciugare il cappotto, bagnato o inzuppato di sudore, egli potrebbe attendervi indossa-udo il farsetto a maglia a guisa di giubba. Pantaloni. - Distribuirei in campagna soltanto i pantaloni di panno (~conomia di peso grammi 500) . I pantaloni di panno fanno parte di quegl' indumenti che anche strappati rispondono al loro ufficio e che possono essere riparati dal soldato istesso, quindi suscettibili di lunga durata. Non occorre sostituirli dopo una pioggia, perchè abbassate le falde del cappotto, i ·pantaloni ripiegati nelle uose si bagnano pochissimo. Il dover marciare poi nei forti calori in pantaloni di panno, riescirà sempre meno molesto del marciare in pantaloni di tela e gravare le spalle del peso di un chilogramma, peso del pantalone di panno riposto nello zaino . Piccoli oggetti. - Raggrupperei i soldati per quattro e distribuirei al primo la spazzola da scarpe priva del manico, al secondo quella da fango, al terzo quella da abiti ed al quarto la borsa di pulizia, eliminando così uno di tali piccoli oggetti dal corredo (economia di peso 100 grammi). ~ Dalla borsa di pulizia eliminerei il rocchetto a .filo ed appiccicherei gli aghi ad una pezzuola; vi aggiungerei dello spago impeciato e sostituirei il punteruolo con una lesina, per mettere in grado il soldato di poter effettivamente fare delle piccole riparazioni alle bufetterie ed alla calzatura. Munirei di pettine e di refe ciascun soldato e gii altri indumenti li distribuirei nel quantitativo attualmente stabilito.

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ANN O Xl,[V,


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EQUIPAGGIAME NTO DELLA FANTERIA

EQUIPAGGIAMENTO DELLA FAN'l'ERIA

Distribuzione più vantaggiosa del carico sulla persona.

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Il carico è attualmente concentrato quasi tutto nello zaino, cosa che genera i segùenti inconvènienti: a) Per l'eccessivo peso, lo zaino, premendo fortemente con gli spallacci contro le cavità ascellari, limita l'escursione respiratoria e genera que_lla specie di affanno che spesso vince anche i soldati più volenterosi; b) Trovandosi sosp~so verso la parte superiore del corpo, cioè fuori e al disopra del centro di gravità, t,e nta a rovesciarsi ed obbliga il soldato a curvarsi per mantenersi in equilibrio, cosa che contribuisce ad affaticarlo. Sottraendo parte· del carico dallo zaino ed impedendo a quest o di rovesciarsi, i precitati inconvenienti r estano attenuati, e collocando più in basso la pai·te di carico sottratta dallo zaino, si dà maggiore stabilità alla persona. Ciò permette lo zaino seguente, in unione alle giberne e cartucciera di riserva. Zaino.

È capace di contenere comodamente anche tutto il corredo attualmente prescritto. Presenta i seguenti vantaggi: a) vuoto pesa 700 grammi meno del regolamentare; b) essendo privo di assicelle, evita -la dolorosa impressione che produce alla schiena l' assicella inferiore dello zaino in uso; e) mediante le cinghie reggi spallacci impedisce allo zaino di rovesciarsi indietro ; d) può essere in campagnt~ riparato dal soldato stesso non dovendovisi togliere la cassetta di legno per riattaccare qualche fibbia, come occorre di fare collo zaino regolamentare;

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.e) lascia libero il movimento delle braccia, essendo dieci centimetri più stretto dello zaino di prescrizione; f) falicita le operazioni di .carico e scarico sulle ferrovie permettendo al soldato di entrare comodamente in vagone .collo zaino in ispalla. Troverei utile rivestire i soli fianchi dello zaino con. assicelle isolate, perchè, non alterando per n ulla le . sue proprietà, permettono di allogarvi il corredo con facilità, cioè nel modo prescritto per lo zaino r egolamentare. Giberna snodata. (Differisce per capacità da quella sperimentata, contenendo quella soltanto due pacchettì di cartucce). .La g iberna snodata pesa 400 grammi e consta di due scompartimenti snodati, in ciascuno ,dei quali contiene un pacchetto di cartucce ed un caricatore sciolto. Ogni soldato trasporta due giberne snodate infilate alla fascia del cinturino, poggiate contro l'addome. · Presenta i seguenti vantaggi: a) essendo snodata, si adatta alla · rotondità dell'addome senza comprimerlo come la giberna regolamenta1'.e rigida e r ettilinea; b ) è solida, non essendovi tramezzi che facilmen te si dissaldano ; e) contenendo in ciascun scompartimento snodato un-sol pacchetto di cartucce ed un càricatore, diminuisce nella corsa, ove venga lasciata aperta la giberna, le perdite delle munizioni. Cartucciera di riserva. Contiene quattro pacchetti di cart,ucce, due per ogni scompartimento snodato. Vuota pesa grammi' 40,0 e si trasporta infilata al cinturino poggiata contro i lombi. Presenta i seguenti vantaggi: . · a) alleggerire totalmente lo zaino del peso delle cartucce·;


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1!:QUIPAGGIAMENTO DELLA FANTERIA

b) tendendo indipendenti le cartucce dallo zaino, obbliga

il soldato a conservarle quando si disfà di questo ; e) permette alle truppe, che debbono lasciare lo zaino di riporre nel tascapane soltanto i viveri di riserva, e non anche le cartucce come occorre collo zai~ regolamentare, , che rendono il tas~apane oltremodo pesante e disagioso a portarsi; d) mette nel combattimento tutta la dotazione. di cartucce a portata di mano del soldato, evitandogli l'estrazione dei pacchetti dalla cartucciera dello zaino, operazione sempre difficoltosa sotto al fuoco, specialmente poi quando lo zaino porta la coperta arrotolata. Le giberne e la cartucciera di riserva permettono di trasportare 168 cartucce; volendo rimaner .ferma la dotazione a 162 si sopprime un c.a ricatore da uno scompartimento. Il peso della cartucciera di riserva vuota viene compensato dal minor peso dello zaino.

EQUIPAGGIAMENTO DELLA FANTERIA

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Presenta i seguenti vantaggi: a) lascia le ascelle perfettamente libere dalle cinghie del tascapane e della borraccia, che sottoposte agli spallacci dello zaino riescono moleste; b) permette al soldato di comodamente servirsi del contenuto del tascapane e della borraccia ; c) evita gli sbattimenti durante la corsa. Il tascapane indossato deve lambire col lato superiore quello inferiore dello zaino. Riassumendo: coll'equipaggiamento proposto il carico del soldato viene alleggerito di chilogrammi 1,280 complesso di peso ctei capi di corredo eliminati; il peso dello zaino risulta circa quattro chilogrammi più leggiero dello zaino regolamentare, per la mancanza di cartucce, corredo alienato e minor peso dello zaino vuoto ; le mnnizioni da guerra vengono trasportate con poco fastidio, perchè disposte uniformemente lungo la cintura e portate a contrappeso; le cinghie del tascapane e della borraccia · non molestano il soldato.

Fruire del beneficio del contrappeso. Le cinghie reggi-cartucciere permettono di trasportare a contrappeso le giberne colla cartucciera di riserva, senza. farle gravitare sulle ossa iliache.

Disimpegnare il corpo dalle cinghie moleste.

Tascapane con borraccia. - Il tascapane porta fissata sulla faccia . esterna la borraccia e ne sopprime la cinghia. Si trasporta poggiato contro i lombi, agganciato a due campanelle fissate sugli spallacci dello zaino, ed a tracolla. quando questo non s'indossa. (Il campione non ha la saccoccia di tela p 9r contenere la borraccia, come quello sperimentàto, ma due cinghie per sostenerla) .

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Altri ogge.t ti d'equipaggiamerito sperimentati.

Stivalini pe1· fanteria. - ~l maggior peso e costo degli stivalini viene compensato dal peso e costo delle uose sop· J~ presse. Presentano i seguenti vantaggi: a) si adattano al piede col!' istessa facilità della scarpa regolamentare potendovisi, siccome in esse, intaccare. latomaia per allargarli quando il collo del piede è molto alto; b) non producono escoriazioni al tallone avendo il contrafforte molto basso ed il gambale di un sol pezzo, e non ne ·producono al collo del piede, non essendo muniti di linguette o soffietti compressi dà legacci; e) evitano le storte essendo frenati al piede; d) garantiscono il piede dal!' umidita e dalla pioggia.


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EQ,UIPAGGlA~IENTO DELLA FANTERIA

EQUIPAGGI AM!i:N'l'O DELLA FA NTERIA

Tenda mantellina. - È identica alla tenda regolamentare ~unita solt~nto ~i un nas~ro scorrevole, che permette di fog~ g1arla a gmsa d1 mantellina, da utilizzarsi durante le marce per ripararsi dalla pioggia.

Bor1·accia. - · Identica alla regolamentare, priva soltanto della parte di cinghia necessaria per t rasportarla a tracolla. Si trasporta pogg iata contro il fianco sinistro, agganciata a due campanelle :fissate su passanti scorrevoli sulla fascia del cinturino. Così. confezionata, la borraccia, permette al soldato di comodamente servirsene e non sbatte durante la corsa. Quando non s'indossa il cinturino, la borraccia si aggancia traverso la cinghia del tascapane. Tasca,pane. - Il tascapane è provvisto di due ganci per :fissarlo e due campanelle cucite sugli spallacci dello zaino, e di due taschette di stoffa cucite a cavaliere delle cinghie, destinate a contenere ciascuna due pacchetti di cartucce, disposti col lato maggiore verticale. I pacchetti di cartucce sono allogati in sacchetti di pelle per preservarli dalla pioggia. Il tascapane si trasporta poggiato contro i lombi e quando non s' indossa lo zaino si trasporta ugualmente agganciando i due ganci fra loro sull'addome. Il tascapane munito di taschette per le munizioni presenta tutti ì vantaggi indicati per la cartucciera di riserva. Dovendosi abbandonare lo zaino i viveri d i riserva si ripongono nel tascapane. Il peso del tascapane, così caricato, che riescirebbe insopportabile trasportato a tracolla, riesce quasi insensibile trasportato poggiato contro i lombi. Non richiedend0 il trasporto del tascapane, caricato colle cartucce, uno speciale allenamento, si potrebbe tralasciare di distribuire al soldato le munizioni in tempo di pace. Sciabola baionetta. - Si trasporta poggiata contro il fianco destro e si può trasportare anche nel modo attualmente prescritto. Ridotta la lunghezza della lama, non occorrendo più lo sbraccio per sfoderarla e di sostenerla durante la corsa, la sciabola baionetta poggiata contro il fianco destro si sg uaina e ringuaina con maggiore facilità. Nel trasportare il fucile a bracc-arm, la baionetta si sposta iu avanti, come è prescritto quando il fucile si trasporta poggiato sulla spalla sinistra.

Nuove proposte.

Zaino 1·iclotto. :-- Contiene il ·corredo ridotto e può contenere anche tutto 11 corredo prescritto. Le dimensioni dello zaino sono: larghezza centimetri 31 altezza centimetri 24 ; profondità identica a quella dello zain; regolamentare. I lati dello zaino sono rivestiti con assicelle, ma le assicelle sono indipendenti e non connesse fra di loro, in modo che gli angoli restano snodati e tutto l'assieme dello zaino non rigido ma elastico. La mantellina dello zaino è munita di due risvolti che preservano lateralmente il farsetto dalla pioggia. Sullo schienale dello zaino, ed a cominciare da otto centimetri dalla sua sommità, vi è una contromantellina destinata a c~ntenere ~a biancheria. La biancheria cosl allogata produce 1 seguenti benefici : · a) rende soffi.ce lo schienale dello zaino ; b) facilita il trasporto dello zaino, mantenendo distaccata la sua parte inferiore dal corpo e permanentemente inclinata in avanti la superiore; e) aumenta i punti di contatto fra, lo zaino ed il corpo per la conformazione dello schienale. Lo .zaino ridotto_oltre possedere le proprietà dello zaino già descritto presenta 1 seguenti vantaggi: · a) permette di puntare comodamente dalla. posizione di a terra, non oltrepassando l'altezza delle spalle ; b) si può· costruire riducen~o gli zaini regolamentari. Giberne. - Identiche alle già descritte; sono. sorrette dalle cinghie reggi-cartucciere regolamentari nel modo attualmente prescritto.

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EQUIPAGGIAMEN·ro DELLA F AN'l' ERIA

Tralascio di fare qualsiasi considerazione a favore del metodo di trasporto delle nuove proposte, perchè il semplice esperimento del campionario convince della sua bontà, più di qualsiasi dimostrazione. Ga:rnbaletti. - Confezionati per utilizzare le scarpe regolamentari. Presentano i seguenti vantaggi : a) permettono di alleggerire il carico del soldato del peso di un paio di uose (grammi 180) ; b) s'indossano e tolgono con maggiore facilità delle · uose; e) evitano le storte tenendo fre~ate le scarpe; d) preservano il piede dall'umidità; e) non producono escoriazioni sul collo del piede, non essendo muniti di soffietti compressi da le.o·acci · o ' f) sono resistentissimi. I gambaletti si allacciano sul davanti come gli stivalini degli alpini. Bastoni da tencla 1·idotti. - Sono identici ai regolamentari, modificati soltanto nel tubo che è scorrevole invece di fisso . Presentano i seguenti vantaggi : a) Collocati sopra lo zaino, non sporgendo da esso, non rit:1scono molesti nelle manovre in ordine chiuso e specialmente nei fuochi in massa; · b) Non si deformano battendo contro terra nel deporre lo zaino, essendo i tubi rivestiti per tutta la loro lunghezza dal legno del bastone. I tubi si mantengono rient~ati quando le parti del bastone vengono riposte sopra lo zaino.

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IL SUDAN EGIZIANO RICONQUISTATO

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GRASSI capitano 53° fanteria.

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Nel 1891, il 19 febbraio, si era combattuta fra AngloEgiziani e Dervisci l'ultima battaglia di qualche importanza, a Tokar, 12 ore a sud di Snakim (1). Dopo quest'ultimo atto di energia, da ambo le parti si erano abbassate le armi per una più o meno aperta convenzione, e non ostante le ultime vittorie riportate dagli Inglesi sui Dervisci, il governo egiziano non mostrò alcuna intenzione di riprendere i paesi perduti in seguito alla sanguinosa insurrezione. Dalla fine del 1881, epoca della comparsa del Mahdì Mohamed-Ahmed, fino al febbraio 1891 la guerra nel Suçian e nell'alto Egitto era costata, oltre alla perdita preziosa di tanta parté di 1territorio, parecchi milioni di spese e oltre 50,000 morti agli Anglo-E giziani. Essi poterono ferm!1rsi saldamen~e a "\Vadi- Halfa presso alla 2" cataratta del Nilo, - e tennero quel posto quale estremo limite meridionale di occupazione n ell' interno, mentre a sud-est restava in loro potere Suakim, sul mar Rosso. Dopo i trionfi guerreschi del i\fadhì e del Califa, suo successore nèl Sudan, il malgoverno di quest'ultimo aveva scossa di molto quella compagine di Stato riunitasi ftlla meglio sotto una bandiera . di riscossa e di reazione a vecchi soprusi. La ribellione dilagatasi vittoriosa attorno alla casta dominatrice dei Baggàra, aveva procurata la indipendenza dallo straniero, ma in cambio della soggezione ad un sovrano crudele, sospettoso, avido e tristo, che più non potendo tr ascinare alla vittoria e al saccheggio le sue turbe, (t) La battaglia fu vinta dagli Anglo-Egiziani, condotti dal colonnello Holled-Sro ith . I D~r visci guidati dal no to Osman Digma, vi perdettero oltre 700 uomini e parecchi capi.


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I L SUDAN EGIZIANO RI CO NQUISTATO lL' SUDAN E GIZIANO JtlCONQUISTATO

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nessun altro ascendente riusciva ad avere sui suoi, oltre quello della riformata religione. Il mahdismo pertanto, per cause molteplici derivanti dalla tirannide di Abdullahi, dava chiari segni di decadenza morale e materiale, offrendo faci lmente il fianco alle offese. Il Calìfa provò perfino di invadere la nostra colonia Eritrea, che per l'occupazione dei Bogos nel 1889, e di Agordàt, più ad ovest, nel 1893, avvicinava i confini italiani a Cassal~, occupata d~i suoi Dervi~ci. In due avvisaglie secondarie, ad Agordat e Serobet1, nel 1890 e nel 1892, essi furono dai nostri battuti, fino a che il 21 dicembre 1893 non furono gravemente sconfitti di nuovo a.d Agordàt in sanguinosa battaglia dal colonnello Arimondi mentre tentava.no di puntare su Cheren. Il 17 lug lio 1894 i Dervisci erano scacciati per sempre dal loro covo di Cassala dal generale Baratieri. ·

Al 1° marzo 1896 noi fummo battuti da Menelich sul campo di Adua per la grande sproporzione di forze : la colonia E ritrea versò in grave pericolo dalla parte meridionale, ma finalmente il Negus d'Etiopia ripiegò sui suoi passi a sud. I Dervisci allora colsero il momento critico per attaccare con un loro corpo Cassala, e la investirono il 18 marzo circuendola al largo : il 2 ed il 3 aprile erano ric~cciati coi combattimenti a Monte Mocràm e Tucrùf, ingaggiati dal colonnello Stevaui. Frattanto, il 14 marzo, il governo inglese ordinava la spedizione per la ripresa di Dongola, tenuta dai Dervisci fin dal febbraio 1885 in seguito all'abbandono fattone per la caduta di Cartum (1) . L ' interesse dell'Egitto, e per esso dell'Inghilterra, r ichiedeva che il Sudan perduto n on lo dovesse esser1:1 per sempre. Ma è d'uopo tenere cont o che in quel torno di tempo essendo in pericolo Cassala, ancora (i) c ,irtum ru presa dai Der visci il 26 gennaio i8S5. Gor don vi fu ucciso assieme a più di 4000 persone: la città fu saccheggiata per t re giorni di seguito.

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in mano agl' Italiani, ogni a ltro esitare per una azione energica contro i Dervisci sarebbe stato imprevidenza e cecità. Un nuovo tentativo su Cassala avrebbe potuto farla cadere, riaprendo la serie dei pericoli per- l'Egitto e moltiplican • dogli le difficoltà per riprendere i vecchi paesi perduti. D'altronde, coincider~do questo alto interesse anglo-egiziano con l'opportunità.di r ender servigio all'Italia con una diversione opposta ai D ervisci, nulla s'opponeva perchè si dichiarasse sentimentalmente come l'Inghilterra avesse pr esa tale decisione inaspettata ed improvvisa, per puro desiderio di giovare alla nazione amica, l'Italia. Lo storico di questa impresa concepita dall' Inghilterra e condotta nel nome dell'Egitto, coordinerà senza dubbio t utti gli elementi necessari a scrutai:e nei celati diseO'ni della t:, diplomazia, e non tarderà a dedurre come da un complesso di vitali interessi nella valle alta del Nilo ed in tutta l'A.frica in generale, questa campagna di Dongola non poteva avere semplicemente lo scopo di assicurare di nuovo questa importante provincia all' Egitto liberandolo dalle razzie di frontiera.· Essa doveva avere un seguito, e lo ebbe, sia uer schiacciare la potenza mahdista, che per opporsi ad ardimentose concorrenze europee (1):

Intanto alla metà di marzo 1896 Egitto e Sudan avevano così ripartite le loro forze armate dei aue paesi:

In Egitto. 1"7,000 uomini: F anteria: 11 battaglioni egiziani, 5 battaglioni sudanesi (2), 3 battaglioni inglesi. Cavalleria: 8 squadroni indigeni, 1 reggimento inglese. (i) La Fran cia con successive, spedizion i ed .esplorazioni negli ultimi anni tendeva chiaramente a cerca rsi u r, posto sull 'alto Nilo, far.endo atto evidente di conconenza. (2) li ·l °, 2", 3° e 1,• ba ttaglione erano comandati da ufficiali ingles i e sottulUciaH egiziani ; il 5°, 6°, 7° ed 8° da ufficiali e sottufficiali indigeni; il 9°, l0°, H, t2• e 13' (battaglioni sudanesi) da ufficiali inglesi; il 15° e 16' da ulliciali e sottufficiali misti inglesi tl'iadigeni ; Il u• da ufficiali e so tt ulliciali indigeni.


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IL SUDAN EGIZIANO RICONQUISTATO

Artiglìeria: 7 batteriè (1) indigene, 2 batterie (2) inglesi. Servizi vari: Alcuni reparti del genio, del treno, della sanità e sussistenza (egiziani ed inglesi). Forze :fluviali: 3 cannoniere (3) blindate, con obici e cannoni a tiro rapido, 4 vaporetti armati.

.Net Sudan. 107,000 uomrn1: Fanteria: 40,000 circa armati di fucili di vario modello ' 60,000 circa armati di lancia. Cavalleria: 7000 cavalieri. Artiglieria: 60 cannoni circa, di cui molti di dubbio effetto, perchè ad avancarica, con cattiva polvere e cattive e scarse munizioni e poca pratica nel servirsene. Di queste forze il governo kediviale aveva la massima p?,rte concentrata nell'alto Egitto su "\Vadi-Halfa ~ Suakim, tenendo presidi relativamente piccoli negli importanti centri del basso Nilo. Il Califa Abdullahi teneva più della metà delle sue forze compresa la sua guardia speciale di oltre 10,000 uomini) attorno alla sua Omdurman, eletta capitale del Sudan; alcuni corpi guardavano i confini meridionali ed altri sorvegliavano da Suarda, Do·ngola, Abu-Hamed,' Berber e Aderamat i presidi egiziani.

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Campagna di Dongola

~ La /

(da mcwzo a settembre 1896).

direzione delle operazioni per la ripresa di Dongola fu affidata al generale Kitchener, Sfrdar· (4) delle forze egiziane. Si prescelse quale linea di operazioni la via :fluviale del Nilo, sussidiata da una ferroviaria a scartamento ridotto.

(tJ Ol queste batterie 2 erano da montagna., ! a cavallo, 3 da fortezza., ed t di depomt~ _ (2) { batteria. da. campagna eJ ! da. fortezza. (3) Le cannoniere si,.nomavano: "1elem11ie; Ta1nai ed Abu-Klèa. (t,1 Sirdar·, generale in ca.po.

IL SUDAN EGIZIANO RICONQUISTATO

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Quest'ultima doveva percorrere discosto · dal fiume e passando pei pozzi di Ambigol il tratto Sarras-Acascè (80 chilometri). I lavori di questa ferrovia si spinsero senz'altro con sol~ lecitudine febbrile, facilitati, per la rapidità, dall'aver potuto utilizzare molto materiale ferroviario trovato sui posti (1) . Contemporaneamente affluivano nell'alto Egitto per via fluviale uomini, viveri, munizioni, materiali e bestie da soma. Occorreva tuttavia ché i viveri potessero affluire in n umero bastevole ad evitare contrattempi e delusioni, e d'altra parte bisognava aspettare che la ferrovia avanzasse, per iniziare, col suo mezzo, concentramenti ed operazioni d' importanza. In ultimo, prima dell'agosto, epoca della piena del Nilo, non era possibile utilizzare completamente i trasporti per acqua. Intanto il Sirclfffr Kitchener spedì il 24 marzo da WadiHalfa ad Acascè una piccola colonna di 3 batt aglioni, 2 squadroni ed una batteria, che il 27 giungevano a destinazione fortificando la località. Questa specie di avanscoperta doveva servire: a diminuire la distanza dal nemico per prendere - - - ulteriori informazioni: a proteggere i lavori della ferrovia. Nulla occorse di notevole. nello spazio di tempo passato dalla metà di marzo a ' tutto il mese di maggio, oltre un tentativo (già tante volte ripetuto per l'addietro) di attacco a Suakim da parte dell'irrequieto Emiro Osman-Digma. Ma. anche questa volta egli fu respinto, da distaccamenti speditigli incontro da Tokar e dalla stessa Suakim. Osman-Digma si ritrasse all'abituale suo posto di Aderamat. CoNOENTRA.MENTO. -- A.i primi di giugno, utilizzando per ,---metà della strada la ferrovia, che era giunta ai Pozzi di Ambigol, si concentravano ad Acascè altre truppe, che unite a · quelle arrivtte fin ·dal 27 marzo, sommarono a circa

(i) Questa linea fu rifatta sullo stesso tracciato di quella già costruit-t (da $arra..~ ad Acascè) nel J.884, ed abbandonata dagli Anglo-Egiziani quando nel luglio t885 si

ritirarono a. .Wacli-Halfa.


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I L SUDAN EGIZIANO lllCONQUISTA'rO

IL SUDAN EGIZIANO RICO !i'QUIS'l'ATO

6000 uomini (1), così ripartiti : 10 battaglioni, 7 squadroni, 3 batterie, 4 mitragliere e il corpo monta to su cammelli. La fanteria formava una divisione, a 3 b1·igate, così suddivisa :

Co:M:.BATTIMEN'l'O DI FERKÈ (7 giugno 1896). La colonna del generale ·Kitchener giungeva a 5 chilometri da Ferkè, inosservata, e si arrestava a pernottare: aveva percorsi 20 chilometri: alle 2 della notte fu ripresa silenziosa.mente la marcia, ed alle 4 1/ 2 , quasi all'alba, si era 'in vista di l!.,erkè. Il nemico, sorpreso, fu attaccato immediatamente. Mez7,'ora più tardi appariva sulla destra dei Dervisci la colonna BurnMurdoch. In due ore di combattimento, che fu sostenuto con scarsa energia dai difensori di Ferkè, questi, minacciati di .avvolgimento, si misero in piena rotta. Perdite degli E giziani furono una ventina di morti ed una ottantina di feriti: i Dervisci perdettero, secondo le . notizie ufficiali anglo-egiziane quasi 2000 uomini. Fu preso bottino di 50 bandiere, circa 1000 fucili, e molte armi bianche, cavalli, cammelli e pecore. Fu questo il combattimento di Ferkè. In esso la cavalleria e l'artiglieria ebbero largo ed efficace campo di azione con.correndo ampiamente al rapido sbaraglio del nemico. I servizi di avanscoperta ed esplorazione, e quelli di sicurezza alle spalle del corpo operante ebbero inappuntabile esecuzione, e si dovette ad essi il poco disturbo che ebbe in questo periodo la non ,breve linea d i operazione. Al successo militare di non grande importanza andava unito il gran vantaggio di distanziare di gran tratto il nemico, evitandone lo spionaggio dei movimenti. Il corpo di operazione rimase afforzato a Koscè tenendosi validamente guardato innanzi da, uua gran-guardia a Suarda, fortificata. ·

1" brigata -

2a

30

» »

3° e 4° battaglione eg1z1ano, 9° e 10° su-

danese . - 110, 12° e 13° )) sudanese. - 20 70 e go » egiziano.

Coma.udava la clivisione il colonnello Hunter; comandavano le .3 brigate ufficiali superiori inglesi. Per procedere con sicurezza nell'avanzata della linea ferroviaria occorreva spostare a sud il corpo operante, mentre il ,Sirda1· Kitchener era informàto che nn grosso partito di Derv isci si aggirava tra Ferkè e Suarda, lungo la riva· destra del Nilo. Ammontavano costoro a circa 3000 uomini, e si erano spinti innanzi per tener d'occhio il nemico e tormentarlo alle comunicazioni. A VANZA.'1'.A. - Il generalissimo egiziano la sere:\, del 6 giugno ,avanzò con la massima circospezione su due colonne verso · Ferkè, che ultime ricognizioni egiziane gli assicuravano già occupata. Un corpo (2) di 7000 uomini, guidato da lui, doveva attaccare di fronte, seguendo la riva destra del fiume: un di!:ftaccamento di circa 20QO uomini (3), agli ordini del .maggiore Burn-MLudoch, doveva aggirare ad e;:;t ia destra del nemico, tagliandogli la ritirata. Tali disposizioni tendevano ad obbligare i Dervisci ad accettar 'battaglia.

(1) Fra queste truppe erano comprese anche c1uelle del presidio di Suakim. Esse si erano trasportate pel Mar Rosso all'approdo di Kossei r : di là si erano di rette a Kenè sul Nilo, d 'oude aveYa110 pcosegLtito risalendo il li urne. A Suakim fu sosUtuito il presidio con una brigata indiana composta cli 2 reggimenti di fanteria, i di ca1'alJeria, 2 batterie o piccoli riparti del genio e della sanità. Rimarteva però a Suak:m quale rappresentanza di tt'ttllPe egiziane il '16° battaglione. (2J Formavano queSk'l colonna: i batk-iglioni 2•, a•, 4•, 7°, s0 , 90, ,10°, u• e t3°; 11 batterie e 2 mitragliere e un ospeda le da ,campagna. ' (3) l!'ormavano <f!Uesta colonna: i 7 squadroni, il 12° battaglione, il corpo montato su cammrJlli, l batteria, 2 mitragli~re. una seziono di sanità.

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SBALZO .t1.VAN'r1. - Alla met,à di agosto, quando il corpo -del generale Kitchener aveva completati i rafforzament.i e gli approvvigionamenti per procedere innanzi, ìa ferrovia lo aveva raggiunto a Koscè (1). Si era potuto far superare l e suc·cessive cascate del Nilo a 4 vaporetti armati e 3 di ({) Si erano stesi HO chilome.t.l'i di linea in 5 mesi.


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LL SUDAN EGIZIA.NO RICONQUISTATO

trasporto, fino a raggiungere Koscè, e si poteva pr esto montare le cannoniere i cui pezzi disgiunti erano arrivati. Il Sirdar Kitchener, dopo avere largamente impiegati per un paio di settimane i suoi uomini nell'aiutare i lavori della ferrovia, iniziò senz'altro alla fine di agosto lo spostamento pel deserto, diretto a Sadin-Funti, per evitare la via lunga del largo gomito del Nilo. Il movimento era stato eseguito da più della metà delle truppe, ma fu turbato dai seguenti contrattempi: a) Si dovette someggiare a camelli la provvista dell'acque, impiegando lunghissima colonna-salmerie, e sopportando la perdita parziale del prezioso liquido; b) Un terribile uragano di sabbia gettò il disordine in uomini e bestie, rovinò i materiali ed interruppe dietro a sè la linea ferroviaria per parecchi chilometri. Cosi si dovette lasciare indietro circa un terzo dei 6000 uomini. Il movimento fu per tanto sospeso. Ma ben presto si riordinarono le truppe; dietro ad esse fu riattata la ferrovia e si potè il 10 settembre riprendere la marcia. Il 12 le tre brigate erano a Dulgo, il 14 a Fereig. Il 18 giungeva dal Cairo, pel fiume, un battaglione Inglese del reggimento North- S1:1'affordshire (1).

riva, le loro cannoniere giungevano vittoriosamente a forzare il passaggio per acqua. Riuscita così l' astuta manovra, cessò la resistenza ad Hafir, e i Dervisci la sgombrarono per accor rere a coprire Dongola. La lotta, durata qualche ora, riuscì tuttavia quasi mcruenta. Fu notevole ad ogni modo l'accanimento da ambo le parti nel voler raggiungere il proprio obbiettivo a tutti i costi. L'ottima posizione, eziandio rafforzata, di Hafìr, pareva fatta per smussare qualunque velleità di un attaccante; ma l'energia ed il ganio di Kitchener trionfarono, riuscendo a sloggiare il nemico, a prendergli 25 barconi a vela carichi di viveri, e a colargli a fondo l'unica cannoniera posseduta. I Dervisci di H afir si erano ritirati nel colmo della notte, e quello stesso giorno, il 20 settembre, il piccolo esercito egiziano di oltre 13,000 uomini con più di 3000 quadrupedi iniziava il passaggio alla riva sinistra del Nilo coi propri mezzi di trasbordo, oltre i legni presi al nemico (1). Le cannoniere ritornavano il 21 da Dongola (che avevano trovata sgombra di difensori), rimorchiando altri legni carichi di viveri. Kitchener il 21 stesso lasciava Hafìr, avviandosi lungo la riva sinistra a Dongola, trovandosene all'indomani, 22 settembre, appena 10 chilometri lontano.

ScoNTRO DI HAFil.t (19 settembre 1896). - Il generale Kitchener si disponeva il 19 settembre ad attaccare la posizione fortificata di Ker mè, sulla riva destra del Nilo, quando fu informato che il posto era stato evacuato e i Dervisci si rafforzavano invece ad Hafìr, sulla riva sinistra. Allora il Sirdar fece aprire dalla riva destra un vivo fuoco delle batt erie, appoggiato dal fuoco delle cannoniere nel fium e. Ma Hafir non risentiva alcun danno. Poco dopo l'artiglieria di terra riusciva a colare a fondo una cannoniera dei D ervisci e mentr.e invano dalla riva destra gli Anglo-Egiziani tentavano di forzare il passaggio all'altra (,t) rn questa prima parto della campagna sudanese, il battaglione del reggimento North-Straffo1·ctshire costituiva l'unica truppa inglese impiegata.

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PRESA

DI

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DoNGOLA (23 settembre 1896). -

All'alba del 23 - - - - -

il corpo di spedizione ripartiva dal suo campo per attaccar e D ongola, che si sapeva guardata. da.i Dervisci fuggiti da. Hafìr. Le cannoniere il giorno innanzi avevano fatta una corsa rimontando il :fiume ed erano state accolte da vivo fuoco di fucileria ed artiglieria; i Dervisci parevano disposti a resistere ad oltranza. (t) li passaggio del Nilo ru operato in 30 ore.

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ANNO XLI\',


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Il Sirdar Kitcheuer arrivava di buon mattino davanti al campo di Dongola, e mentre la flottiglia bombardava, senza · trovare alcuna resistenza, il campo ed i forti di Dongola, le sue truppe avanzavano su larghissima linea spiegata, appoggiandosi con la sinistra al Nilo. Tre brigate erano in prima linea, e negli intervalli fra loro erano collocate le batterie; una brigata (1) marciava in sostegno, mentre sull'ala destra si spiegavano l'artiglieria a cavallo e la fanteria montata su cammelli. I Dervisci, davanti a tanto apparato di forze, tentarono uno schieramento per resistere verso le 7; ma subito dopo si ritiravano verso sud senza combattere, e lasciando circa un migliaio di prigionieri (quasi tutti fanciulli e donne) e la loro artiglieria in mano agli Egiziani. Così cadeva la piazza di Dongola senza combattimento.

L'obbiettivo della campagna, ·la ripresa di . Dongola, era raggiunto. Il nemico era fugato, e nessuna ripresa offensiva era temibile pel momento; sì che il corpo di operazione fece sosta occupando e fortificando i posti più importanti. 700 chilometri dalla valle del Nilo erano tornati all'Egitto, e la campagna, condotta con oculatezza, energia e tenacia non comuni, ebbe più facile la riuscita per gli AngloEgiziani dalla fiacchezza dei piccoli corpi dervisci, e dalla incontestata superiorità del nuìnero e dell'armamento,. specie · dell'artiglieria. Non poco contribuì al successo il concorso delle tribù rivierasche del Nilo, che per forza avevane innanzi subìta 1~ tirannide mahdista. (1) Alla metà di seuembre era stata form:1ta una 4• brigata, inviata per acqua al corpo operante su Dongola.

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Campagna di Berber

(da settembre i896 a settembre 1.897).

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La. campagna di Dongola terminata, il Sirdar .K itchener ritornava in Egitto, ed al Cairo s'avviava anche il battaglione inglese del reggiment o North -Stratf'ordshi?·e. La flottiglia intr"'prendente era giunta il 26 settembre fino ai piedi della 4• cataratta del Nilo, a Merawi. Ma quivi ltl operazioni militari non ebbero fine, sì bene una sosta. Si era infatti deciso dal governo inglese, fin dai primi successi ottenuti nel Sudan, di proseguire le operazioni alla.rgandone il concetto, di sradicare addirittura dal Sudan ogni potenza dei Dervisci. Ciò ammesso, non si poteva tut• tavia proseguire ad occhi chiusi, giacchè se il sistematico ritirarsi dei seguaci del Califa aveva r esa agevole la prima ~ campagna, nulla faceva supporre che Abdullahi avrebbe sempre ceduto il passo. Il proseguimento delle operazioni doveva in ogni modo essere preceduto da varie circostanze favorevoli e da vari preparativi; bisognava accumulare viveri, fortificare punti importanti, ass~curar~ i rifornimen~i, e, sopra _tutto, orga~i~- / _ zare il paese nconqmstato. In ultuno, non s1 _potevano m1ziare operazioni d'importanza, senza aspettare la pie.na del Nilo, in luglio, sia pel valido concorso della flottiglia, che per assicurare i trasporti per acqua. Per tutte queste considerazioni le truppe egiziane si fermarono a Dongola, tenendo posti avanzati a Debbé, a Merawi ed a Korti, punti stradali importanti, per le comunicazioni nel deserto tra Kartum e Dongola. Fra Dongola e Merawi le cannoniere servivano efficacemente di collegamento, e a distanza, sul fronte sud e sud-est, .le tribù amiche e la cavalleria tenevano il corpo di occupazione ben guardato.


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IL SODAN BGlZl ANO RICONQUISTATO

lL SUDAN E GlZIANO R ICONQ.UISTA TO

Il generale K itchener pr eparava intanto gli studi per la ripresa delle operazioni. In base ai concetti sottoposti personalmente a Londra al governo inglese dal Sirdar, occorreva, per la continuazione della campagna ed il conseguimento del secondo obiettivo, la presa di Berber : a) Non aumentare le forze mobili, perchè essendo sempr e più lunga la linea di operazioni, non sarebbe stato assicurato il r egola.re rifornimento. b) Evitare di seguire il Nilo nell' ampia cur va di 1100 chilometri tra Wadi-Halfa ed Abu-Hamed, e costruire per conseguenza una ferrovia pel deserto, tra questi due punti. o) Rinforzare la :8.ottiglia fluviale. Concretato così il piano di g uerra su tali ba.si, il corpo di operazione non ebbe mutament i di forza. Come nella campagna di Dongola era stato impiegato un battaglione inglese, si fece intervenire a quella di Ber ber altro battag lione sostituito a quello del reggimento North-St,·anordshire. Furono assegnati poco meno di un centina.io di ufficiali inglesi ai vari servizi delle truppe di spedizione, e si stabilì di aumentare la flottig lia delle tre cannoniere con alti-e 6 da costruirsi, e che sar ebbero montate, come si era fatto anche prima, con equipaggi inglesi. Cominciarono i lavori della ferrovia (1) che doveva esser e lunga 360 chilometri, da W adi-Ka lfa su Abu- Hamed, in dicembre del 1896. La linea ferro viaria, destinata ed augurata ad un lungo avvenire, era a scar tamento normale, metri 1. 40. Come era accaduto per la campagna precedente, i lavori si spinser o con alacrità. febbrile, g iacohè per questa rapida via attraverso il deserto di Nubia si sarebbe traslocato il grosso della spedizione Kitchener, mentre il largo giro flu-

viale avrebbe solamente funzionato da linea sussidiaria. La via ferrata alla metà di maggio: funzionava già per circa 150 chilometri; ai primi dì luglio era a metà della strada. Occorreva pertanto parare al pericolo di esser e disturbati nel proseguire i lavori, giacchè meno di 130 chilometri li separavano ora dagli estremi posti dei Der visci. Necessitava eziandio proteggere il passaggio delle cannoniere per la 4" cataratta profittando della piena del Nilo, e il Sirdar Kitohener decise senz'altro una piccola spedizione lungo il fiume su Abu-H amed, guar data da poche centinaia di nemici. Il generale Hunter ebbe questa missione, con una brigata di fanteria., 1 batteria da campagna, ed u n piccolo drappello di cavalleria (1). Queste truppe erano state concentrate a Kissirrger, sulla destra del Nilo, dai piccoli presidi avanzati di Dongola, Debbé, Korti e Merawi, dove frattanto dalle retrovie si affrettavano a sostituirsi altre truppe.

({) (,a ferrovia. Wadi-Halfa·Kermé, servi ta per la campagna di Dongola, non poteva utilizzarsi per questa campagna di Oerbcr, nè tanto meno pi·otungarsi da Kermè ad Abu-Hamed, percliè avrebbe allungata assai la linea di operazioni.

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P.a.rMo SBALZO. - Il 29 luglio partì la colonna Hunter lungo il fiume, percorrendo in mar cia fat icose e per 9 giorni poco più di 200 chilometr i : il 7 agosto giungeva presso ad AbuHamed, guardata da un mezzo m igliaio di Dervisci.

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Co:r.cBA.T'.rIMENTO DI ABu-HAMED (7 agosto 1897). - Il corpo · __,,,,.. del generale Hunter, forte di 3500 uomini, ebbe facilmente ragione della piccola forza nemica. I Dervisci, dopo breve ma vigorosa r esistenza, si misero in fuga, lasciando in mano al nemico altri prigionieri imbelli, come era avvenuto negli scontri precedenti. P er dite degli Anglo-Egiziani : 23 morti ed una sessantina di feriti.

(i ) l,a brigata era su , battaglioni (3° egiziano o 90, t0° e H0 sudaneso) a.gli ordini del colonnello Mac-Oonald. La batteria era la 2• di nume.razione.


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Campagna di Omdurman

. Come f~ gi~ ricordato, dalla :6.ne di agosto ai primi di settembre 11 Nilo è nella massima piena, e tale congiuntura affrettò pel 29 agosto l'arrivo per acqua ad Abu-Hamed di un piroscafo e legni a vela che avevano passata facilmente la quarta cataratta. I rifornimenti così non furono mai interrotti. Le truppe avevano lo spirito sommamente elevato. La ferrovia procedeva rapidamente, i viveri e le munizioni abbondavano, sicchè nulla impediva di andare a cogliere il secondo frutto della campagna : Berber. BERBEit (6 settembre 1897). - Qui si era rafforzato l'Emir'o Mahmoud, luogotenente del Gali fa Adbullahi. Ma_ i~ C~lifa, ~nform~to ~ tempo delle inte~zioni degli Anglo~g1z1am, ordinò all Emiro lo sgombro della posizione e ripiegamento su Omdurman. Così Berber fu occupata subito senza combattere : provvisoriamente vi entrarono tribù amiche, ed il 6 settembre vi giungevano pel Nilo le cannoniere e vi sbarca.vano truppe regolari, non senza fare subito dopo un'incursione più a monte, ohe fruttò la cattura di alcuni legni a vela del nemico. Berber, secondo obbiettivo, era raggiunto. E qui la campagna ~bbe altra so~ta per dar tempo alla ferrovia di prolungarsi: con essa s1 provvedeva costantemente al regolare ed abbondante rifornimento, e si trasportavano uomini quadrupedi e materiali. ' Durante questa ferma ta. nelle operazioni è notevole una punta fatta dal generale Hunter ad Aderamàt sull' Atbara d'onde scacciava definitivamente Osman Digma dal suo covo'. A.deramat fu incendiata.

(da settembre tR9 7 a settembn 1898)

PnESA DI

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11 raccoglimento, per così dire, dopo l'occupazione di - Berber, fu lungo. In questo intervallo il governo italiano cedeva Cassala al governo egiziano, ed il colonnello inglese P earsons ne prendeva consegna in dicembre dello stesso anno 1897, ocoupandQ subito facilmente i posti del nemico sull' Atbara, di Osobri ed El-Fascer. Finito così qualunque disturbo di scontri di posti stacca.ti e secondari, si vedeva chiaro ohe il Califa riuniva attorno a sè 1~ magg iori forze per opporsi con una contr offensiva, o almeno con una energica. difensiva., all'ulteriore avanzarsi del -nemico. Ma ancho questa volta bisognava and are coi piedi di piombo. Si era raggiunto il secondo obbiettivo-Berber. Si voleva ancora ricacciare indietro la potenza dei Dervisci, e l'operazione avrebbe presentate difficoltà non comuni. E a ricordarsi che se la linea ferroviaria dtt '\Vadi-Halfa, per A.bu-Hamed, aveva proceduto molto innanzi, mancava ancora del tempo perchè potesse giungere ad Abu- Ha.med: sicchè i rifornimenti continuavano ad eseguirsi per il fiume; e non ostante la numerosa flottiglia di trasporto fluviale, non era facile provvedere completamen te in un'eventuale avanzata. Si aspettò quindi ohe la ferrovia avanzasse i lavori, e si utilizzò il t empo nell'accumulare provviste, fortificare ed organizzare la provincia di Berber, e in ultimo il generale Kitohener fece aumentare il corpo operante, ritenendo che il Califa avrebbe impiegato il suo massimo sforzo a trattenere la marcia trionfale degli Anglo-Egiziani.

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Così a~pettando ed organizzando, si era giunti senza incidenti di sorta alla metà di marzo 1898, alla cui data già · la ferrovia a scartamen to normale Wadi-Halfa-A bu-Hamed era arrivata dai primi dell'anno in quest'ultima posizione e l'aveva sorpassata di 120 chilometri più a sud, :fìno a Nedì. Le retrovie erano così assicurate: il corpo operante si concentrava da vanti a Berber, e si era pronti ad una azione decisiva. I Dervisci avevano frattanto, fin dal principio dell'anno, il grosso corpo dell'Emiro Mahmoud a Metemmè . Alla fine di febbraio l'Emiro era passato all'altra. sponda coi suoi, fortificandosi a Scendy, dove gli si erano riunite le poche forze di Osman Digma. Ai primi di marzo Mahmoud procedette a nord lungo il Nilo ; il 10 era con l'avanguardia ad El-Aliab e col grosso a Scebaliya.

Le forze ammontavano a 13,000 uomini, 24 cannoni da campagna e 12 mitragliere (1). A queste si debbono aggiungere quelle costituite dalla :flottiglia sul Nilo, composta di : Molte centinaia di- trasporti a vela ; Un piroscafo ; 6 cannoniere.

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FonZE ANGLO EGI ZIA.NE. - In marzo le truppe sotto gli ordini del generale Kitchener erano così composte: Una brigata inglese - generale Gatache: con il 1° battaglione del reggimento Lincolnshire; » » Warwìckshire ; » » Cameron.:.Highlanders; » » Seafo1•tli-Higlan-

ders. Una divisione indigena, su, tre brigate - generale llunter : ( 3° battaglione egiziano; l" brigata indigena (ten. ) 9° 10° e 11° battaglione sudanese; colon. Wae-Donald. I 2 batterie Nor·denfeldt ; \ 2 » Maxim. , 1° e 2° battaglione egiziano; 2• brigata indigena (ten.1 . 12° e 13° battaglione sudanese; colon. Maxwell). 2 batterie Maccim; 2 squadroni egiziani. ( 4 battaglion i egiziani; 3• brigata indigena (ten. i 1 batteria su camelli; colon. L ewis). , 11• corpo su camelli.

IN1z1o DELLE OPERAZIONI. - L'Emiro Ma.hmoud, destinato con circa 20,000 uomini a fermare la marcia inesorabile degli Anglo-Egiziani, aveva compiuto, unitamer.te ad Osman Digma, il suo movimento eccentrico allo scopo di aggira1:e il campo nemico, evitando contemporaneamente le cannoniere del. Nilo. Il Sirdar Kitchener, dopo avere allo scorcio del mese di febbrai o mandate a Scendy le cannoniere, che avevano sorpreso oolà un piccolo presidio nemico, muoveva per terra in direzione dell' .A.tbara. Il corpo di operazioni giungeva ad Umdabia il 6 aprile, in vista del campo dell'Emi'l·o Mahmoud. ATBARA (8 aprile 1898). - Il 7 aprile verso sera, le truppe angl0- egiziane lasciavano il campo e bivaccava.no nel deser to. Il campo di Mahmo~d era nascosto come sotto terra in una forte zeriba (2) ohe circuiva la posizione completamente. All'alba gli Anglo-Egiziani erano a circa mezzo chilometro dal campo nemico. Il Sirdat· Kitchener iniziò l' attacco con le truppe così disposte: 2 brigate indigene a destra ed al centro; la brigata inglese a sinistra, ed in riserva un' altra brigata indigena all'altezza dell'ala. sinistra. B AT'l'AGLIA DELL'

(l l Jn quest'epoca erano a Kassala , col colonnello Pearsons: i battaglione d'indigeni; l battaglione egiziano; i corpo montato su camelli : in tutto cir~ '1000 uomin i. . . (2) Zeri ba. - È un recinto fatto di , abbattute , di alberi e di alberelh ed ostacoh di ogni sor ta, per chiudere e rafforzare un accampamento.

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Al segnale dell'avanzata la brigata Gatacre (inglese) mosse ad occupare un' altura che dominava la zeriba nemica, ed iniziò il fuoco, ben corrisposto dai Dervisci. . L'artiglieria anglo-egiziana appoggiava l'azione. Dopo circa 20 minuti il Sirrla1• Kitchener ordinò l'assalto ~ e· la zeriba fu presa di viva forza a.Ila baionetta. Ma pure preso il campo, durò la lotta accanita nell'interno, alle n umerose trincee che i Dervisci disputavano disperatamente finchè n on ne furono del tut to scacciati. "-- L'Emiro Mahmoud fu praso prigioniero - Osman Digma si mise in salvo. Perdite: gli Anglo-Egiziani perdettero circa 700 uomini, e i Dervisci, dicasi 2000.

Con la battaglia sull'Atbara dell'S aprile J.898 era finito il primo periodo di operazioni della campagna di Omdurman, felicemente per gli Anglo-Egiziani. I Derv·isci erano stati volti in fuga, L' Emi?·o Mahmoud, luogotenente del Califa Abdullahi, era stato preso prigioniero assieme a più di 2000 persone, fra cui erano in maggioranza le donne, i vecchi ed i fanciulli, tutta gente che non ·aveva fatto in tempo a mettersi in salvo. Per riprendere la campagna, cqn serena attesa del trionfo finale, occorreva anche questa volta assicurarselo con somma oculatezza e precisione metodica nei preparativi. La linea di operazione, cui si faceva capo pei movimenti di vi veri e di munizioni, si allungava sempre: ed aumentando la distanza della base di operazione aui;nentavano le difficoltà pel costante concorso della :flottiglia. Occorreva radunare altri r inforzi di truppe trattandosi ora d i affrontare :finalmente il grosso dei Dervisci, minacciato nel suo covo. Si era in aprile e non si · poteva utilizzare abbastanza la via fluviale, che all'epoca della piena del Nilo. Si avevano, così, per aspettare il settembre, cinque mesi · _ _ _ _ - di tempo,,e non si può dire che furono troppi, se poniamo attenzione a quanto fu apprestato;

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a) Si proseguì rapidamente la costruzione della ferrovia; b) Si allestirono a complemento e rinforzo della flotti-

glia 3 altre potenti torpediniere ; o) Si fece attiva e proficua· politica per attirarsi le tribù rivierasch e del Nilo; d), Si aumentarono oltre ogni pericolo di deficien ze i depositi di rifornimento a Berber e sull'Atbara; e) Si aumentarono le forze, aggiungendo altri 4- battaglioni inglesi e 2 egizian i (1). t) Si raffittirono coi prigionieri i battaglioni sudanesi; g) Si completarono, migliorando e perfezionando, tut ti i servizi e lavori che avevano in precedenza deficienza e difetti.

Forze dei Der"visoi ai primi di agosto. - Circa 50,000 armati, fra Kerreri (presso la 6" cat aratta) ed Omdurma,n. Fol tZE ANGLO-EGIZIANE.

Tritppe inglesi. Una divisione (10,000 oomioi).

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Comandante: generale Gatacre. l° brigata. Comandante: generale Mauèhope. 1° battaglione Cameron-Highlanders. Comandante: tenente colonnello Money. . 1° battaglione Seafort-Highla.nders. Comandante: tenente colonnello Murray. 1° battaglione Lincolnshire. Comandante: t enente colonnello Lowth. Battaglione Warwickshire. Comandante: ·tenente colonnello F orbes. 350 ca;mmelli da trasporto. (Ogni battaglione della forza di 900 uomini). (i) I 2 battaglioni egiziani che _non n1ggiunsero il corpCY tli operazione erano stati lasciali anteriormente a Suakim ed 'a ·Merawi.

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2• brigata. Comandante: generale Lyttler. · 1° battaglione guardie-granatieri. Comandante: tenente colonnello Ricards. 2° battaglione della brigata Rif!e. Comandante: tenente colonnello Howard. 1• fucilieri del Nortumberland. Comandante: tenente colonnello Money. 2 ' fucilieri del Lancashire. Comandante: ter,en te colonnello Calleìzward. 350 cammelli da trasporto. (Ogni battaglione della forza di 900 uomini). 21° reggimento lancieri. Comandante: t enente colonnello Martin. l" batteria artiglieria da campagna. Comandante: maggiore Williams. l' batteria artiglieria da campagna. Comandante: maggiore Ebruslie. 1" batteria con due cannoni Armstrong. Comandante: Blowintzer. 1 distaccamento artiglieria con 2 mitragliere Maxim.

Trwppe indigene. Una. diviaione (l 5,009 uomini).

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Comandante: generale Huntèr. 1• brigata. Comandante: tenente colonnello Macdonald; 170 cammelli da trasporto, 11" brigata. Comandante : tenente colonnello Max.well; 170 cammelli da trasporto. 3• brigata. Comandante: tenente colonnello Lewis; 170 cammelli da trasporto. 4• brigata. Comandante : tenente colonnello Collison ; 120 cammelli da trasporto: 7 batterie artiglieria da campagna a tiro rapido. 2 squadroni ca valle ria. 1 squadrone Jl10ntato su cammelli.

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Prima di iniziare spostamenti di grande importanza, il

Sirdar K itchener avviò innanzi una brigata egiziana fino alla 6' cataratta, da cui, se aveva retroceduto buon nerbo delle forze nemiche ad Omdurman, durava ancora una minaccia per avervi il Califa lasciat.a una forte guardia. Ma qui dove per la nat urale condizione di luogo si sarebbe potuto opporre accanita resistenza, nulla accadde, avendo A.bdullahi ritirate ad Omdurman le forze rimastevi. L'avanguardia anglo-egiziana non trovò dunque ostacolo. AVANZATA FINALE. Il 15 agosto, lungo la via sinistra del Nilo, mossero tutti i quadrupedi di trasporto e gli squadroni, giungendo alla 6" cataratta il 22. Contemporaneamente erano avvìatì per acqua i materiali di artiglieria e tutte le fanterie, - - facendo fino alla detta 6'' cataratta circa 150 chilometri.

ADUNATA E CONCENTRAMENTO . COMPLE'J.'O. - Tutte le .forze erano riunite ad El-Hagijr, testata della ·6· cataratta, sulla via sinistra del Nilo, il 24 agosto. SBALZO IN AVANTI. Dal 24 al 28, per avvicinarsi ad Omdurman si percorsero 40 chilometri fino a Kerreri, quasi in vista della agognata capitale mahdista. 9ramaì le forze contrapposte si squadravano addirittura e in poco tempo si sarebbe svolto il dramma.

Il generale in capo delle forze anglo-egiziane invia sei cannoniere difilate su Omdurman, il 1° settembre, e queste iniziarono ardimentose un vivo cannoneggiamento sull'abitato. Le forze dei Dervisci, uscite all'aperta pianura, avanzano a settentrione in tre linee di fanti, e con l'ampiezza di 3 chilometri, fiancheggiate alle ali da numerosi stormi di cavalieri. A K errerì gli Anglo-Egiziani attendevano dì piè fermo nel loro campo fortificato ed appoggiati alle due ali al Nilo. Dopo 3 ore di avanzata (da mezzogiorno alle 3 p0-m.) i Dervisci arrestarono il movìmento,sostando fino all'indomani, INIZIO DELL'ATTACCO.

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2 settembre. All'alba, essi avanzando in larga fronte, ingag. giano la partita, m,nciando con forti stormi di cavalleria alle ali ed allargandosi sempre per tentare ravvolgimento. ~

LA BATTAGLIA Dl 0 :MDURìlfA.N (2 settembre 1898 Prima fase . - La cavalleria egiziana, fronteggiando ad ovest sul fomco destro della linea anglo-egiziana, manda a vuoto valorosamente con ripetute cariche il tentativo di avvolgimento da una parte. Tutta la linea tiene testa ai Dervisci che hanno la fronte a settentrione. In questa fase il reggimento di cavalleria inglese, 21° lancieri, sorpreso da un'imboscata di 2000 Dervisci, ebbe perdite gravi, ma riuscì tuttavia a ri<trarsi con onore, ripetendo impetuose le cariche. , Seconcla fase. - Il Sirdar Kitchener alle 9 circa ordina di - - - procedere all'attacco, a scaglioni di brigata. I Dervisci accentuando sempre più, ma invano, il loro ·sforzo maggiore all'ala destra del nemico, giungono a cam, biare completamente la fronte, da nord ad est, e mettono in pericolo quell'ala degli Anglo-Egiziani. Questi, parato prontamente il colpo, eseguono con relativo buon ordine il cambi11mento di fronte ad ovest, con la destra ritratta indietro per appoggiarsi meglio al :fiume. La battaglia, che si poteva prevedere continuasse accanita, ·a questo punto cessò inopinatamente ... I Dervisci si volsero in fuga ancora la volta suprema! Il fuoco era durato quattro ore; i morti, dicono, furono 'quasi 10,000 da parte dei Dervisci, con 3000 e più pr igio'nieri. La ·vittoria era costata agli Anglo-Egiziani, se dobbiamo prestar fede ai rapporti ufficiali, appena 46 morti e circa 350 foriti ! Contro i 25,000 Anglo-Egiziani si erano presentati al campo 30,000 Dervisci; era quello dunque lo sforzo supremo del Cali fa nel 1898? .A.bdullahi poté mettersi in salvo, riparando nelle provincie occidentali.

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- AMMAESTRA.MENTI. - Con questi cenni sommari ho tentato di narrare a larghe linee come ebbe origine e si svolse l'azione anglo-egiziana per la riconquista del Sudan. _Dalla metà di marzo del 1896 ai primi di settembre 1898, si erano in ventinove mesi concretati i succe~ ivi piani d'invasione, apprestati i colossali lavori di preparazione, ed eseguit i i movimenti con serenità di giudizio, previdenza ed esattezza, messi a con· tributo della inesorabilità e fermezza del carattere inglese. Lo storico militare troverà in questa mirabile campagna larga messe di studi, tanto più preziosi, per quanto pur troppo nei fasti coloniali dell'esperienza non se ne può avere mai abbastanza, sopra tutto in Africa. L'inclemenza del clima, gli ostacoli molteplici opposti d&.lla natura e dagli uomini al al lib.ero espandersi dell'a,ttività élell'europeo, gli pongono davanti, ad ·ogni passo, ad ogni caso, un problema nuovo, che 'non sempre ha pronta la buona soluzione. Ma se non nuovi e pure preziosi dettami strategici e tattici noi troviamo scrupolosamente osservati dal generale Kitchener, non dobbiamo poco ammirare la ·parte logistica di questa colossale impresa, alla quale concorse in così breve tempo il tracciamento e la costruzione di 760 miglia di ferrovia e 2000 di linee telegrafichè, oltr e ai complessi e nmµe rosi mezzi fluviali di armamento e di trasporti. Se esaminiamo superficialmente i lavori che servirono alla campagna di Dongola, l'opera anglo-egiziana ha proporzioni mirabili. Con l'arrivo delle prime truppe a Koscè, la linea di operazione era già lunga dai 1400 ai 1500 chilometri, dovendosi calcolare il vero punto di partenza al Cairo, per i rifornimenti in viveri, munizioni, personale e materiale. E :quando, nei primi lavori della linea ferroviaria si doveva utilizzare questa pei trasporti del materiale, n on s i perdè tempo per accumulare i rifornimenti in buon numero e a qualunque costo, organizzando parallelamente alla ferrovia forti colonne di cammelli, muli ed asini. Eppure non v'erano


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IL SUDAN EGIZIANO RlCONQUISTA'l'O

IL SUDAN EG IZIANO RtCONQUISTATO

di linea d'operazione, perchè il già lungo percorso sarebbe stato di troppo allungato per la posizione eccentrica di queste due piazze. A fine quindi di accorciare la strada, fu scE1lta la via diretta da Wadi-Halfa ad Abu-Hamed, che congiungendo queste due estremità del grande arco del Nilo, avrebbe avuto un percorso di 360 chilometri. Questa volta i h~vori della ferrovia da costruirsi furono affidati ad ufficiali, con numeroso concorso di manovali presi tra i prigionieri e gl' indigeni, e di un battaglione di 1000 ferrovieri egiziani. La costruzionè\:;ominciò alla fine del 1896, e a luglio 1897 altro battaglione di ferrovieri concorreva ai lavori di quella linea, che a differenza della precedente aveva. lo scartamento ordinario di metri l. 44, perchè destinata a far parte della futura grande arteria lon·g itudinale dell'Africa.. Alla fine dell'anno 1897 i progressi del corpo d i operazione· resero necessario il proseguimento della ferrovia· a Berber, e nel giugno 1898 la linea lo oltrepassava, d irigendosi addirittura ad El-Damer, sul confluente dell'Atbara col Nilo.

sulla frontiera che appena un migl1aio di bestie . da soma, e nulla impedì che con rapidità incredibile fossero dal basso Eg~tto avviati lungo le rive del Nilo, o addirittura nei barconi a rimorchio, altri 3000 anima) i. I basti si costruivano febbrilmente al Cairo ed erano inviati sul teatro di guerra giorno per giorno. E uon è meno ammirevole la constatazione del fatto, che appunto nella campagna di Dongola, cui occorse tanta preparazione in pochissimo tempo, si giunse a riunire alla fine di_ ~aggio del 1896 tre mesi di viveri per più di 10,000 uomm1 ad Acascè; quindici giorni dopo erano concentrati i :iveri _di un mese per 10,000 uomini a Ferkè ancora più mnanz1, e due mesi di viveri per 2000 uomini a Suarda, 100 chilometri avanti ad Acascè! Tutte queste riserve erano gi:1~te sui posti, unitamente alle razioni quotidiane per uomm1 e quadrupedi che giornalmente si erano consumate. A Koscè, destinata a grande base secondaria di operazioni si costruiva un'apposita officina per montare i pezzi dell; cannoniere inviati daU'Inghilterra; si apprestava una grande banchina d'imbarco sul Nilo, e si riempivano ampi mag~zzini di carbone e di depositi di ogni sorta. FERROVIA. - Il rapido compimento della ferrovia ha qualche cosa di straordinario. Data in appalto ad un costrutt~re, _fu aiut~~a. ~al go:7erno con numerosi manovali improvv1sat1 e reqms1t1 m Egitto · e sui luoghi; ciò non bastando a farla progredire secondo il bisogno, vi fu adibito anche un app?sito battaglione di ferrovi~ri, organizzato in Egitto. Si aggiungevano lungo la linea numerosi gruppi di soldati del corpo operante. Grazie a questi mezzi si ebbe una media di 1200 metri al giorno _di ~trada ferrata. Così la linea potè oltrepassare alla fine d1 gmgno Acascè, alla :fine di luglio Ferkè, e raggiungere Coscè ai primi di agosto. Oltre questa località e verso sud erano impiegate oltre 5000 persone. In tal modo la ferrovia potè raggiungere felicemente Kermè. Nella campagna del 1897-98, con gli obbiettivi Berber ed Omdurman, non efa più possibile utilizzare questo tratto

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TELEGRAFO. - Efficace concorso per la rapidità deo·li or. b dini ebbe in queste campagne il telegrafo. È notevale l' impianto nella campagna di Dongola della linea telegrafica alla metà di aprile del 1896 ad Acascè, coordinata ad un regolare servizio postale a cammelli lungo il Nilo. Alla metà. di giugno il telegrafo raggiunge\,a Suarda, parallelamente ad una serie ininterrotta di stazioni ottiche, costituenti altra linea telegrafi.ca indipendente.

...

IMPEDmENTA. Gli sgombri dal fronte erano organizzati su due linee; la fluviale e quella terrestre, ferroviaria od ordinaria a seconda dei posti. Pel fiume vi erano battelliambulanza, per terra vagoni e cammelli di ambulanza, i quali ultimi someggiavano sedie e barelle. 0.spedali importanti furono impiantati a Wadi-Halfa, a. Saras, ai Pozzi di Ambigòl, ad Acascè ed a Ferkè n el 1896, e numerosi posti secondari di medicazione nei punti più prossimi alle truppe operanti. Tutto si prevedeva con chiarezza e precisione di intuito, 77 -

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IL SUDAN EGIZIANO RICONQUISTATO

ed a tutto si provvedeva senza lesinare e senza preoccuparsi di ostacoli. Alla saggia direzione della campagna anglo-egiziana, ed alla saggia atti\•ità dell'intendenza è dovuto il risultato matematicamente preciso delle previsioni fatte in precedenza., di scacciare il' Califa dalla sua Omdurman, indebolendone al massimo grado le forze ed il prestigio. E tra le campagne coloniali di questo secolo, la riconquista del Sudan deve avere a buon diritto un posto di onore, per i miracoli di energia e di attività spiegati dal Sirdar· Kitchener, che ha ben saputo servire agli intei·essi dell'Inghilterra, la quale sa quel che vuole, prepara ed esegue, fiduciosa nella propria forza, ma più assai con:fidentè nella propria energia. Le cifre di questa. campagna nel cuore del Sudan sono anch'esse eloquenti ed istruttive. Nulla fu sperperato, nulla male impiegato. Furono costruite 760 miglia di ferrovia per un valore di quasi 60 milioni di lire italiane, 2000 miglia di linee telegrafiche e 6 nuove cannoniere pel Nilo. Tutta la c~mpagna costò complessivamente 67 .milioni di lire, da cui deducendo i 57 milioni di ferrovie (veri lavori pubblici per manenti), restano a carico delle spese di vettovagliamento e rifornimenti vari appena 10 milioni impiegati ( 1). Ora il Califa è riapparso sulla scena, e gli si att ribuiscono serie intenzioni di riprendere la partita. L'E gitto, e per esso l'Inghilterra, benchè forse oggi erano uu po' troppo fidenti, è probabile non cederanno un palmo dei territori conquistati, e riusciranno a dare l'ultimo col po decisivo alla potenza mahdista. ' (i) Questi sono i dati ut"flciali , ·dichiarati da Kitcheoer al governo inglese. È molto probabile eh.e vi sia stato nei c,tlcoli un modo s peciale di enumerare le spese, giacché è difficile anche comprendere come si siano spesi solo· iO mìlioni di lire italiane, in più dell'ordin,irio costo di queste truppe nell e guarnigioni di pace. !Ila, comunque, è indubitato elle la. campagna è s tata fatta som a sperpero, e con spese ben pi·oporzionatc ai bisogni.

ARNOLDO N rcoLETTI-ALTIMA.ar capita-no net 69° fanteria.

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NOTIZIE P()LIT'IO()-J\111 LI'I'ARI r,._

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Il 22 corrente alla Camera dopo una seduta tumult.uosa, provocata dall'estrema sinistra a proposito del calcolo dei voti in un appello nominale, l'ou . Pelloux, presidente del consiglio lesse un Decretò Reale che prorogava fino al 28 dello stesso mese le "5edute della Camera e -del Senato. Questa m1sura era necessaria e altamente reclamata dall'opinione pubblica per metter fine ai disgustosi incidenti che si ripetevano ogni giorno, e rner1tre da nna parte abbassavano la dignità della Camera e scteditavano al cospetto della nazione le istituzioni parlamental·i, dall'altra impedivano al Parlamento stesso di compiere il suo uffizio che è quello di discutere e volare le leggi. Una ventina di deputati avversa al noto progetto sui provvedimenti poliLici, aveva adottato contro di essi1 e manteneva ostinatamente il sistema del!' ostruzion'ismo, cioè iI sistema dei lungh i e inconcludenti discorsi , . della rich ie;ta di appelli nominali per ogni piccola inezia, e · della provocazione ,di rumorosi incidenti . Per tal modo era riuscita a far perdere alla Camera una Yentina di giorni, e non si vedev11 ancora il principio della fine . Si era tentato di mettere un freno : all'ostruzionismo modificando il regolamento del la Camera, ma gli ostrur,ionisti impiegarono subito -contro la proposta di modific.azioni al regolamento la stessa tattica sperimentata con successo contro i provvedime.nti politici. Allora si vide ch iaro non esservi altra strada che la proroga del Par-laménto con ciò che veri.ne appresso. Al Regio Decreto · che prorog,wa per una settimana il Senato e la Camera, tenne dietro un Decreto-l egge che rende esecutivi dal 20 luglio p. v. i provv~dimenti poli tici tanto contrastati. Qnesto Decreto-legge, controfirmato da tutti i ministri, è preceduto ·dalla seguente relazione che ne spiega le cause, e giustifica ampiamente la risoluzione del governo: «

Sire,

( La Camera dei deputati ri conobbe solennemente il ,i. marzo scorso la necessità di nuove disposizioni per la difesa dell'ordine pubblico e·


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NOTIZIE POLIT ICO-)IILITARI

NOT!Zlb: PUL1TIUO -l\1ILl'l'A1U

delle istitu zioni, approvando, a grandissima maggioranza di voti , i conceLLi informatori del disegno di legge chP. le era staio preseniato dal goveroo. « Iniziata il 40 giugno la seconda lettura di questo disegno, una piccola minoranza deliberatamente ed apertamente si propose di impedire alla Camera di condurre a termine l'esame dei provvedimenti presen tati. « A rimediarvi furono proposte opportune modificazioni delle procedure l'egolamentari, mn anche contro t.1li modificazioni fu opposto lo stesso sistema di deliber11to ostruzionismo. , La situazione cre11ta da queste condizioni impone al governo il dovere di procurare che la volontà ed il diritto della maggioranza possano, secondo lo spirito degli ordini costituzionali, ottenere la loro legittima prevalenza. « ~ on si può lasciare che una es:gua minoranza impedisca alla Camera dei deputati l'esercizio delle sue funz ioni. « Perciò il Consiglio dei ministri, con del_iberazione unanime, non esita II proporre a V. :\i. che le disposizioni più essenziali di quel disegno di legge, riunite iu un testo, che è anch e conforme a quello definitivamente deliberato dalla Commis~ione parlamentare eletta per esaminarlo, siano sancite in un R. Decreto, il quale abbia effeuo esec~1tivo col 20 luglio prossimo, e venga tosto presentato al Parla mento per la conversione in legge. , Rimpne in tal modo integra ai due mmi del Parlamento la potestà di discutere e di deliberare intorno &Ile disposizioni del Decreto pri ma che esse siano applic11te. ( A tutela pertanto dello stesso credito e dell'autorità del Parlaroent-0, sottoponiamo a V. i\1. l' unito Decreto. , Di questo Decreto riporti11mo solo le disposizioni fond amentali : Art. 1 . - L'autorità di pubblica sicurezza può vietare, per ragioni di ordine pubbliGO gli assembramenti e le riunioni pubbliche ed i con· travventori al divieto saranno puniti ai termini dell'art. 433 del codice penale. Art 2 . - Non si potranno portare nè esporre in pubblico insegne, stend:,rdi o emblem i sediziosi; i contrnvveniori sa l'anno puniti coll'arresto fino ad un mese. o colla mu lta lino a lire 300. Art. 3. - Oltre le associazioni delittuose punite dal codice penale, il ministro dt:ill'interoo può sciogliel'e con decreto motivato, tulle quelle allre le quali sieno dirette a soV\'ertire per vie di fatto gli ordinamenti sociali o la costituzionP dello Stato.

Arl. ,~. - G' im piegu.ti, ·agenli ed operai addetti alle ferrovie,· alle poste, ni telegrafi, ali' illumioazi_one pubblica 1t gas o a_ luc~ elettric~, che in numero di tre o più, previo concerto, abbandonino il proprio ufficio od incarico, ovvero omettano di adempiere il regolare funzionamento del pubbli,:;o servizic;, s11ranno puniti con l'nrre:;to fino a tre mesi o con la multa lino a li re -1000, oltre le pene portate d11ll'articolo 181 del codice penale, quar:do si tratti di pubblici ufficiali . I promotori e i ca pi saranno puoiti con l'arresto fino a sei. mesi e con la multa Ono a lire 3000. Arl. o. - Tutte le disposizioni pena li rel ative alle contravvenzioni, alle (eooi sulla stam pa ed ai del itti comme!-si per mezzo delln stampa 0 sono a p~l icabili; 1o al gerente del giornale o periodico; 2n agli autori e cooperatori delle pubblicazioni incriminate.. . . . . Quando l'autore o i cooperatori delle pubbhcaztont s1eno condauuatt e ri siedano nel re"no il gerente va esente da pem1. Art. 6. - Il 0proprietario del giornale o del periodico e il_ ~ropl'ie111rio della tipografia in cui viene slampato sa ranno sempre c1vdmeote e solidalmente responsabi li delle pubblicazioni avvenute snl giornale o period ico medesimo. *

** Mentre nelle sedute pomeridiane della Camera si perdeva il tempo come abbiamo detto, nelle sedute antimeridiane, si discutevano da pochi deputati, ma con molta cal ma e competenza i bilanci della guerra e del la marina. Già nell 11 puntata precedente abbiamo dato un cenno delle questioni trattate nelle prime sedute in cui si discusse il bilancio della guerra: ora quantunque lo discussione sin finita e il bilancio ap ~rovato, crediamo dovere far cenno di alcune question i discusse nelle ult1:ne sedute. L'onorevole Sc:hiratti rilevando lo scarso lavoro del tribun:de supremo di auerra e marina, manifestò l'avviso che convenga decirtersi a decretar: e la soppressione, sia per ragioni di bilancio, sia per il prestigio del tribunale stesso. Vari deputati, da diverse pHti della Camera, manisfestarono la stessa C1 pinione e ricordat'OOO una mozione votal3 dalla Camera due anni or sono, la quale era di condanna pel tribunale supremo, con incarico al governo di eseguirla. Solo l'onorevole Maurioi difese il tribunnle supremo. L'onorevole Mini, ministro dPlla guer;a, espresse la sua opinione che il _tribunale supremo si possa abolire senza da nno per l'esercito, e che s1 possano


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NOTIZIE POLITlCO-,-MILITAfU

anche ridurre i tribunali militari. Quindi ·accettò il seguente ordine del giorno che venne approvato dal la Camera: « La Giunta genera le del bilan_ cio riconfermando i voti già più volte espressi dalla Camera, confida che l'onorevole ministro della guerra continuerà gli studi per la soppressione del tribuna le supremo di guerra e marina, e presenterà entro l'anno corrente alla Camera il relativo disegnodi legge., Altre questioni di minore importanza si sollev·arono a proposito dei viveri per la truppa , dei fora?;gi e delle rimonte ; questioni tutte a cui il ministro della guerra diede esaurienti risposte. Quanto alle rimonte disse che l'attuale sist-ema di depositi abbisogna di una riforma ; con essa si potranno ottenere ca valli egualmente buoni ed a prezzo minore. Una viva discussione s'impegnò a proposito 'delle fabbriche d'armi; ma fu questione unicamente tra i fautori della soppressione e i fautoridella conservazione. Il governo fece la parte di conci li:1tore. L'onorevole Marazzi, relatore , disse necessario pensare fin d'ora a dare assetto alle fabbriche d'armi, perchè., compita la dotazione dei nuovr fuci li, quelle fabbriche che già sono specia lizzate dovrebbero chiudersi, non essendo neanche sperabile conservarle p~r le riparazioni . Nè la chiusura fin d'ora porterebbe ad una crisi delle classi operaie, perchè gli operai avventizi no11 souo molti e quelli a ruolo hanno diritto a peusione. Del resto, dato anche il bisogno di nuove fabbricazioni, l'industria privata potrebbe rispondere allo scopo, con vantaggio notevole pel bilancio dello Stato. Conchiuse raccomandando la votazione di un ordine del giorno della Giunta, con cui s'invitava il governo a provvedere, col dovuto riguardo. dei legittimi interessi locali, alla cessione di una parte delle fabbriche d'11rmi ali' industria pt·ivata . Vari deputati p<trlarono nello stesso senso, ed altri, fra cui l'onorevole A.fan de Rivera, i11 .senso contrario. Un deputato presentò l'o rdine del giorno puro e semplice e !'on. Mirri, ministro della guerra chiuse la discussione acc,ettandolo e promettendo di studiare la questione. Le altre che seguirono furono piuttosto raccomandazioni fatte al ministro che vere discussioni. Noteremo fra le altre la raccomandazione dell'on. Rocca per la demolizione di alcuneoperedella piazza di Mantova che inceppano lo svi I uppo dell a città, ed altra dell'on. Fabbri relativa ad opere della piazza di Piacenza . Rispose l'on. Mirri che la città di Mantova potrà avere grande van- · taggio quando, costruendosi il nuovo campo trincerato, si potranno atterrare i fortilizi della cinta esterna. Quan:o alla cinta interna non crede che vi sia diìlicoltà a concederne fin d'ora la demolizione.

NOTIZIE POLI'r ICO- ~l!LlTAlll

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Rispetto a Piacenza disse esser.e in corso una legge sulle servitù militari dalla f'(uale detta città potrà ritrarre gra'ilde benefizio; e per essa, come per Mantova, osservò che si potranno demolire le vecchie fqrtificazioni quando vi sieno i fond i necessari per costruire nuovi forti più lontani dalla città. Il &iorno H, approvati, pe~· :ilzata e sedntn, tutti gli articoli, il bic1 • • lanci'o della guerra fu approvato dalla Carnera n scrutmro segreto. 'f

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Il ,16 comincio 111 seduta antimeridiana la disc1 ssion~ del bilancio della marina; ma non si potè terminare per la proroga del Parlamento; si protrasse per tre sedute, ed una sola questione fu dibattuta con molta vivacità , ma non risolta: quella degli arsenali; per l'importanza della questione in se stessa e per gli addentel lati che ha colla difesa del paese in generale, crediamo utile darne un cenuo. . È una questione che pende da vari anni, ed ora venne riportata davanti alla Camera dalla relazione della sotto giunta del bilancio (relatore Randaccio) in termini molto chiari e recisi. Dopo una breve storia dei nostri arsenal i marittimi il relatore fa notare come da molto tempo fosse una cosa intesa che, compito l'arsenale di Taranto; si dovesse cedere all'industria privata quello di Napoli . Fino dal -1875 il ministero, presentando una le~ge pe~ _l'arsena l~ di Taranto, diceva nella sua relazione che « la mannn mi11tare avra così anche sulle coste meridiona li del regno un arsenale non più e.~posto tome, quello d·i Napoli a tutte le o(f'ese nemiche, il quale potrà concorrere con quelli di Spezia e di Venezia al pronto allestimento, e alla riparazione del naviglio. » Il compianto ministro Brin dichiarò inoltre di riconoscere ( che l'arsenale di Napoli non risponde alle esigenze moderne e che in caso di gueh·a non potrebbe nemmeno_servire alle ripnrnioni. » A rnmetteva quindi che detto arsenale dovesse scomparirP. o cedersi all'industria privata. Ora - c,intinua il relatore - l'arsenale di Taranto è finito, o almeno è in grado di raccogliere il materiale e il personale di quello dì Napoli e del cantiere di Castella mare. Ma nulla accenna all'e:;ecuzione di quanto si ern disegnato per l'arsenale di Napoli . Il relatore prosegue dimostrando i danni economici derivanti' dalla esuberanza di arsenali, la quale - per qnanto a prima vista sembri strano - ha anche per effetto di ritardare le costruzion i, per la necessità di dare lavoro a ciascuno di essi, donde · una grande dispersione


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NOTIZIE P0L1Tll:0-MILI1'ARI

NO'rlZIE POLIT I CO -illlLl'r .!Rl

di lavoro; cosicchè noi impieghiamo sette anni a costrurre una corazzata , mentre gl'foglesi ne impiegano tre e i Tedeschi anche meno. Devesi dunque proseguire per questa via disastrosa, mantenere cioè l'arseoa l. e di Napoli e il cantiere di Castellamare ancora che esposti, in caso di guerra, a certa e rapida distruzione, e continuare a spendere milioni per l'arsenale di Taranto? , Questo - conchiude il relatore - è il problema che s'impose all'esame della giunia, cui sembrò oramai giunto il momento di mettere la questione nettamente davanti alla Camera. >> Segue un ordine del giorno invitante il governo ad operare la tra sformazione dell' arsenale di Napoli. Questa cosa allarmò naturalmente tutti i deputati della città e provincia di Na poli, i quali non solo propugnarono la conservazione dell'arsenale di Napoli e del cantiere di Castellamare, ma reclamarono per tali stahi lim(lnti una quantità di lavoro maggiore di quella che loro veniva finora assegnata.

Quest'affermazione de;ta com m~nti e meraviglia, ma l'onorevole A.fon de Rivera spiega ed appoggia il suo c,mcetto, dicendo press'a poco così: .Basterà incrociare il fuoco di numerose e poteq,ti batterie stabilite nelle isole di Procida, Isch ia, Capri, nonchè sul promontorio rii Miseno e della punta Campanella, per chiudere completamente l'entrata del golfo di Napoli, ba ttendo tutto lo specchio compreso fra le. dette isole, il solo che ir) passato presentasse serie ma non insormontabili difficoltà alla difesa, mentre non ve ne furono mai per la piccola bocca di Capri, pel cana le d'Isch ia e pel canale di Procida. Indubbiamen te un'au dace flotta nemica, con adatta formaz ione allungata e forzando di macchina, potrebbe anche penetrare n~ golfo di Napoli, pur essendo potentemente for tificate le bocche d' entraìa; « ma ·essa verrebbe a mettersi in una vera trappola quando vi fosse una squadra .nostra alla vista del golfo senza contare le difese accessorie. » Viceversa poi, se i;i lasciasse N.ipoli indifesa dal lato di mare - vi sia e nùn vi sia l'arsenale e il cantiere - es,a sa'rebbe certamente il pr·imo obbi.etti1J°o di tbna {fotta nemfra. · L'oratore accenna alle idee dell'ammiraglio Aube sul modo rii condurre una guerra marittima e a quel le di rnofti scrittori francesi che le svilupparono, tanto che adesso formano il Credo della marina francese; ne deduce.che, in una guerra colla Francia, Napoli sarebbe indubbiamente attaccata . È un obbiettivo così facil e e cosi importante che propr'io invita il nemico. · Le conseguenze politiche e militari di un attacco contro Napoli indifesa possono .essere gravissime. È dovere dell'Italia proteggere Napoli. L'oratore concb iuse: , Mi sia lecito fa re una · raccomandazione al mini'stro del la marina; rinforzi la flotta più che può, non badi a sacrifizi, a lamenti, a grida . E poi si pensi al resto. I tristi episodi della Guerra del 190... non devono verifi carsi. » Questo discorso, che portò la que~tione in un ca mpo impreveduto, fece profonda impressione alla. Camera.

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* * Troppo lungi ci porterebbe ripetere i ragionamenti Jaui da questi onorevoli in nome degl'interessi di Napoli ( che non dev'essere ulteriormente spogl iata, » in nome delle tradizion i, dei diritti acquisiti, della giustizia distributiva e via dicendo; ma non possiamo tacere del discorso dcll'ouorevole Afan de Rivera, pèrchè considerò la questione da un punto di vista affatto nuovo o almeno Hnora poco avvertito, e gettò nel Parlamento, anzi nel mondo militare, un'idea sulla quale non arrischiamo per ora un giudizio, ma che merita di essere profondamente studiata e che certo sa rà oggetto di vive discussioni. · Qual è la ragione principale-'- disse l'onorevole Afan de Rivera per cui da tanto te'.llpo è all'ordine del' giorno la so ppressione e la trasformazione dell'arsenale di Na poli? È la pretesa impossibilità di difen dere il golfo. Or bene : questo è un pregiudizio. « Chi dice Napoli e il suo golfo non difendibili, dice cosa che non fu mai intiera mente esa tta e che è oggi assolutamente inesatta, grazie ai progressi realizzati dalle artiglierie e all'aumento della loro gittata, per dire soltanto ciù che a tutti è noto. » Prosegue l'oratore affermando che, raggi unta « con grande relativa esattezza la gittata di quattordici chilometri dalle grosse artiglierie, nes~ima· locali tà mat·ittùna potrà difendersi così facilmente e così formidabilmente com&il golfo di NaJJoli. >>

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Fu pre.seutato dal mi nistro della guerra alla Camera e già esaminato ed approvato dalla commissione il di$egno di legge per la leva sulla classe del •1879 per l'esercito. Questo disegno non differisce. sostanzialmente da quello dell'anno sc.orso. Tutti gl' inscritti riconosciuti idonei, e che non abbi ano diritto \


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NOTlZlE POLlTICO-MILl'l'ARI

NOTIZI E f'VLITlCO • llilLITAR:

alla 3a categoria, saranno arruolati in 1a, ad eccezione di quelli provenienti da leve arrteriori che, per il numero toccato in sorte avessero dovuto essere inscritti in 2a. È fatta facoltà al ministro della guerra di stabilire il numero degli uomini di prima categoria che dovranno assumere la ferma di un anno. - Un altro progettino che sta dinanzi alla Camera dispone: 1° Il passaggio nell'esercito dei militari iu congedo inscritti nell'armata, ed appartenenti alle amministrazioni ferroviaria, postale e telegrafica; 2° il passaggio nella milizia territoriale dei militari inscritti nella riserva navale. . Il primo provvedimento ha la sua raglone di essere nel progetto che i lettori già conoscono - e che aspetta esso pure l'approvazione del Parlamento - per il quale i militari in congedo, appartenenti alle ammiuistrazioui suddette, sono in date e,•entualità sottoposti alla oiurisdizione militare . La convenienza di sottoporre questi personali ad"un unico tratta mento disciplinare e giuridico com,iglia evidentemente di riu• nirli sotto un·unica direzione. Il secondo provvedimento ha lo scopo di valersi nell'esercito di uomini che non troverebbero impiego nella marina . Questi uomini, restando nella riserva navale, non sarebbero forse richiamati in servizio mai· venendo così a godere, di fronte a tutti gli altri militari in eongedo, ct{ unaposizione privilegiata, non compatibile cogli obblighi del ser vizio -eguali per tutti. OItracciò recenti studi, il cui ri sultato _fu pienamente confermato dalle· manovrs ·del ·1897, hanno dimostrato l'utilità di valersi, pel servizio delle compagnie costiere, degli elementi della riserva navale, sia per la conoscenza che han.no delle navi sia _per altre ragion i. Si tratta dunque di provvedimen ti inspirati unicamente a motivi d'interesse pubblico, provvedimenti che non ledono alcun diritto, cbe sono di utilità indiscutibile e a cui perciò l'approvaziollé del ,Parlamento non può mancare. '

all'artiglieria da montagna; e) i militari di

categoria della stessa classe

1871, ascritti ai telegrafisti del genio.

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Unitamente agli uomini di truppa saranno chiamati C()n apposito Bollettino: a) gli ufficiali di complemento nati nel 187·1, ascritti all'artiglieria da montagna e ai telegrafisti del genio; b) gli ufficiali di complemento nati nel 187·1 e 72, ascritti a IJrl briga cl d',1rtiglieria da costa . Il coogedamento avverrit io mùdo che gli appartenenti all'artiglieria da costa giunga no ai rispetti vi comuni nou più tardi del 9 agosto e gli altri non più tard i del H detto. - Venne notificato che l'esa me complementare per l'ammissione all'accademia militare comincierù a Torino il '1:it settembre e che la commissione esamiuatrice si trasferirà poscia successivamente a Modena presso la scuola militare, a Roma ed a Na poli presso i collegi militari. - Venne indetto pel n luglio l'esame in scritto per l'ammissione dei sottufficiali al corso speciale presso la scuola militare nel prossi mo auno scolastico ·1899-1900. - Venne notificato che nel prossimo ottobrn avranno luogo in Roma gli esami d'idoneità all'avanzamento a scellll pei tenenti di fanteria e di cavalleria; possono concorrervi tutti i tenenti delle dette armi i qual i entrino nella prima metà del ruolo organico dell'ar ma rispettiva quale risulta alla data ·18 giugno ·1899. - Venne notificato che nel mese di novembre p. v. avrà luogo in Torino l',~same di coltura tecnica per-accertare l'idoneità all'avanzamento a c;ceha pei tenenti d'artiglieria e del genio, e nel successivo dicembre avr/\ luogo, per i medesimi, in Roma, l'esame di coltura militare. Possono concorre ai detti esami i tenenti che abbiano rnggiunto Ja prima metà del ruolo organico della r.ispettiva arma, saivo alcune eccezioni specific.ite dal Giornale militare. - Un R. Decreto ha determinato che in caso di deficienza di ufficiali provveduti del diploma d'idoneità della srnola di guerra , gli aiutanti di campo vengano scelti tra i capitani che sieno ritenuti in possesso dei requisiti necessari per coprire tale carica dando la preferenza: a) a coloro che conseguirono l'avanzamento a scelta, mediante esami, al grado di ca.pilano; b) a coloro che hanno compito due anni presso la scuola di guerra ed anche uno; e) a coloro che fossero nominativamente proposti dai comandanti delle brigate a cui fosse da provvedert>. - Venne pubblicato un R. Decreto che approva le modifi~zioni al regolamento sul senriiio in guerra. - Altro R. Decreto che determina i requisiti da posgedersi dni mi litari 1

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* * Fra le più importanti disposizioni d'indole militare emanate nella qui odicina notiamo le seguenti: - Vennero chiamati alle armi per un periodo d'istruzione: a) i militari di ,1a categoria delle clas;;i 187 1 e •I 872 ascritti all'artiglieria da costa. Essi do,•ranno presentarsi il 16 luglio. I sottufficiali tl caporali mao-aiori il 6 detto; b) i militari di 1a categoria della classe ,1s1,1 appart:r~enti 1

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NOTIZIE POLITICO- MILITARI

NOTIZIE POLITlCO-MI LITARl

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sanatoria dell' operato dol governo, epperciò di fiducia nel governo stesso . Il risultato della votazione fu il seguente: Voti favorevoli 208, voti contrari ~ 38, astenuti H. Il ministero ha pertanto 70 voti di maggioranza. . _!n. s~guito. a_ qnesto voto I~ Corntnissione per i provvedimenti polit1c1 s 1 taduno il 29 e prese 10 esame il Decreto-legge presentato dal governo. D~po breve discus6ione la Commissione approvò il Decreto-legge e nomrnò relatore l'on. Crip po. .

di truppa ascritti alla milizia territoriale aspiranti alla nom ina a sollo.tenente nella milizia stessa. - Altro R. Decreto che concede amnistia ai renitenti ed omessi di leva ed ai militari stati denunziati disertori o mancanti per inobbedionza alla cbiamata alle armi, i qual i si trovino in date condizioni. - Altro R. Decreto che approva il regolamento per l'acquisto diretto .. del pane e del foraggio per le regie truppe. - Vennero pubblicate alcune modilìcazioni al regolamento sugli stipendi ed assegni fiss i del regio esercito. - Alcune varianti all 'Ist-ruzione sulla costituzione e sul funzionamento dei comandi militari di stazione io tempo di pace. - Alcune varianti ed aggiunte alle istruzioni per l'arma d'arti· glieria. - Nuove norme per il trnttamento delle truppe nelle localiti1 di .alta montagna.

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al: , *

I'. 29 passò_ ~bbas1a~za tranquill o, mn si vide il deliberato proposito dell estrema s101stra d1 continuare nel sistema dell'ostruzionismo anzi fa_r peg~io ch_e ~ai . Il 30, per una causa insignifican te, per una' ques~10ne d_appl1c.;z1one del regolamento, scoppiò una tempesta quale non si era vista ma, nelle acque torbide di Montecitorio e fi ni con una catastrofe per la "dignità del111 Camera. I l giorno appres~o un colpo di vento provvidenziale ricondusse il sereno, cioè un R. Decreto chiuse l'attuale ~essione legislativa del Senat<> e della Camera.

*

** Il 28 corre.ate, giorno fissato per la riconvocazione del Parlamento, fon . Pelloux presidente del Consiglio comunicò alla Camera due R. Decreti : l'uno con cui veniva ritirnto il vecchio progetto sui provved imenti politici, l'altro che rende esecutod i provYedimenti stessi nel nuovo testo a cominciare dal 20 luglio, lasciando così alla Camera il tempo per discu terlì . Le ragioni di questo secondo Decreto nppariscono da lla relazione -che l'accompagoa e che abbiamo r.iportato io principio. Ln via seguila dal governo era la sola atta a risolvere praticamente la situazione lasciando intatte le prerogative parlamentari. Bisognava uscire da una situazione intollerabile. Il goYerno spera che la Camera vorrà legittimare il suo operato, tenendo ronto dello scopo. L'on. Pclloux conchiuse di rinviare l'esame del detto Decreto alla commissione che ha già €esaminato i provvedimenti politici nel vecchio testo. Su queste dichiarazioni e su questa proposta s'apri una discussione vivis5imn che non riassurn~remo venendo senz'altro alla conclusione. La proposta dell'invio del R. Decreto :ili' esame della commissione pei prc,vvedimepti politici ru posta ai voti, coll'espressa dichiarazione del presidente del Consiglio che questo rinvio aveva il significato di

Homa, il 1° luglio 1899. X.

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NOTIZIE MILITARI ESTERE

Il progetto di bihmèio del ·1899 presentava dunque in confronto a quello del ·1898 un aumento di li re 8,0,10,,122. Ora con la legge 30 maggio -1899 il bilancio fu stabilito nelle cifre seguenti; 1a sezione, spese ordinarie

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spflse straordinarie .

BELGIO .

Con una delle ultime decisioni dell ':rnno scorso venne modilìcato il servizio del rifornimento delle mun izioni per la fanter ia sul cam po di battagli.a. Tale servizio non sarà più fatto da uomini della linea di ·combattimento, mandati indietro a prelev::re dai carri le cartucce necessarie, ma mediante drappell i special i, forni ti per questo scopo dalla riserva, i quali, dopo aver distribuito le cartucce, dovranno rimanere al fuoco. Quando ì cassoni dì battaglione potranno a l':mzare fin sull::i linea dì èornbattimento le munizioni saranno da essi prelevate direttamente. Il soldato di fanteria belga può disporre in campagna · di 262 car· tucce, cosi divise : Cartucce portate dnl l'iudividuo. '1'.20 Nel furgone di compagnia ·15 ' Nel cassone di battaglione 30 Dalle colonne di munizioni 97 • Totale. 262 Questa dotazione sarà probabilmente rrnmen tata. Mitm;zioni . -

FRANCIA.

Bilanci dell'esercito è della marina per l'esercizio 1sg9. - Esercito. - li progetto di legge presentato alla Camera dei deputati il 25 ottobre ~898 fi ssan il bilancio generale del ministero del la guerra per l'eserciiio 1899 nelle cifre seguenti: 1 ! • sezione. 63 180 509 . . L. :' 1647,998,109 · 2a » . . » 1o,8n,600 I

Come è noto il bi lancio generale dell'esercizio 1898, votato con la legge 113 aprile -18\18 era: ·1 a sezione L. 6H\, ti54,,23i \ ., ,..,,~ 639,987,987 2a » » 9~'i', 633 :i. '/.J 0

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L. 624,552,28fi » 2<\.,9g.3,750 6ti.9,/~96,036

Si ha dunque un aumento di L •10,000,000 circa sul bilancio dell'anno precedente.

I principa li aumenti (cifre arrotondate) si riscontrano nei seguenti capitoli della ,fa sezione: Soldo df.Jla fan teria L. 3,000,000 circa. Soldo delle truppe d'amministrazione. » 500,000 > Soldo dell'artiglieria . )) 500,000 » Soldo della cavaileria . » no.ooo » Sol'do del genio. » -175,000 , Viveri. • -1, 350,000 • Indennità di viaggio • 500,000 » Materia le d'exploitation » '1 ,000,000 » Stabilimenti d'artiglieria (personnel d'exploitatioo) . . . . . » 660,000 » Stabilimenti d'artiglieria (matériel d'exploitation) . » 850,00 Stipendio agli ufficiali generali ed assimilati del quadro di riserva 507,000 » ))

Nella 2a sezione: Armamenti delle coste. Fortificazioni (frontiere e coste)

L. 260 ,000 » )) 3,000,000 j)

Mat·ina. - Il dipartimento ·della marina sottopose al Parlamento per 1'anno l 899 uo progetto di bilancio fissato nell.i somma di L. 304,,078,400. Com'è noto il bilnncio del ·1898 era di. » 286,956,9g.6. Si ha dunque una differenza io più di . . 17, 12·1, 45,L Ora con la legge 30 maggio ·1899 il bilancio fu sta·bilito nella cifra ·seguente. 303,600,510 1

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· Si ha dunque un aumento di L. ·16,000,000 circa sul bilancio delfanno precedente. /


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NOTIZIE MILITAltl ESTERE

NOTIZIE MILITARI tr.STERÈ

I principali aumenti (cifre arrotondate) si riscontrano nei seguenti capitoli: Equi paggi della flo tta, agenti diversi Tru ppe della marina Costruzioni nava li . Artiglieria. Nuove costruzioni. Trasformazioni . Armamento del le truppe Lavori idraulici Viveri

L. 3,343,000 circa » 1,980,000 )) » 7,2.80,000 » » 2,000,000 . »

• 2,320,000

»

» 2,500,000

»

Riorganizzazione dell'ammin:istrazione centrale clel ministero della guerra. - Con decreto ,13 gennaio u. s. venne soppresso il segretariato generale costituito con decreto 7 novembre ,1895, e creata una divisione del contenzioso, affidandole alcune attribuzioni già disimpegnate dalla direzione del controllo, cioè i lavori parlamentari, le questioni operaie, il contenzioso e l'esame dei capitolati e contratti sotto il pnnto di vista giuridico, e riunendo in essa l'ufficio che tratta della giustizia mililarn già appartenente alla direzione cavalleria, e !'. ufficio deile pensioni egratificazioni di riforma che faceva parte del servizio interno. Con lo stesso decreto dal gabinetto del ministro venne staccato l'officio incaricato del personale della amministrazione centrale e dei soccorsi, pas:;andolo al servizio interno. La ragione della soppre,sione del segretariato generale, addotta dal ministro nel rapporto che precede il decreto, è che esso presentava alcuni inconvenienti dal punto di vista del pronto disbrigo degli alfàri . L'istituzione poi della direzione del contenzioso fu motivato dall'opportu nità di riunire in una sola dirnzione tutte le questioni di carattere giuridico. La nuova direzione ·è organizzata come segue :

Servizio speciale.

,1• sezione (sotto gli ordini diretti del direttore). Tratta i lavori parlamentari eccetto quelli di competenza della divisione del controllo e le questioni operaie. 211 sezione (retta da un impiegat-0 speciale assimilato a capo o sotto-capo ufficio) . Tratta del contenzioso e l'esame dei capitolati e contratti sotto il punto di vista giuridico.

1° u,/'fic'io (retto da un capo ufficio coadiuvato da 2 sotto-capi ufficio). Tratta della giustizia militare.

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2° ufficio. - (Retto da un capo ufficio coadiuvato da un sotto-capo ufficio). Si occupa delle pensioni e delle gra ti ficazioni di riforma . Un nuo·vo campo d'istr·iiz1,one. - Un nuovo campo d'istruzione sarà stabilito a sud del dipartimento dell'Aveyron sullo altipiano di Sarzac. Esso sarà assai più esteso del campo di Chàlons potendo contenere ed accampare tutte _le truppe di una numeros.? armata con i rispettivi servizi . Questo campo, che misurerà una superficie di 4000 ettari e si estenderà nei comuni di Hospitalet, Mill11u e La Cava lerie sarà specialmente adibito per le truppe dei corp/ct armata 15° e ,160. J'artecipazione degli ufficiali delle scuole alle manovre autimnali. Il ministro della guerra ha ordinato che gli ufficiali di fanteria d'ogni grado addetti al le scuole militari partecipino a turno alle manovre a· tuonal i coi corpi di truppa delle regioni circostanti, e ciò per la considerazione che le funzioni che essi devono disimpegnare necessitano che la conoscenza della condotta delle truppe sia sempre conservata. Condizioni sanùarie delt'eserMto durante l'anno 1896. - Dalla statistica sanitaria testè pubblicata dalla 7a direzione (servizio san itario) del ministero della guerra rilevasi che le condizioni sauitarie dello esercito nell'auoo 18H6 fur ono assai migliori che nei due anni precedenti, ·189 ,i- e ,1895. I calcoli furono fatti in base all 'effettivo di: 508,825 presenti di cui: O, 95,1 ufficia li, 35, 02:2 ~ollnfficia li, 259,212 soldati con due o più anoi di servizio e •I 96,570 soldati con meno di un anno di servizio. Gli ammalati dettero il 513 per mille mentre nel •I 895 raggiunsero il 634 ed il 592 nel ,1894. La ci fra totale dei morti fu di 2,959 corrisponden te ad una .mortalità generale del 5,2t per ,1000 assai più bassa della media degli anni precedenti . Le diminuzioni furono principalmente osservate nella febbre tifoidea e nelle malattie acute degli apparati po lmonari. Furono colloca ti a riposo o riforma ti per infermità '12,839 militari. Su 226,880 riservisti richiama ti nel I8H6, per i period i d'istruzione .si ebbero 25 1111Jrti sotto le armi e 2.or~s riformati. f local'i delle scuole e delle 'in(errnerie diirante le rnano'1Jre. ~ - L'attenzione del ministro è stata rich iamata sulle conseguenze a cu i possono dar luogo, da l punto di vista dell'igiene pubblica, l'u tilizzazione eventuale, durante le manovre dei locali de lle scuole per la cura degli ammalati.

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ANNO XLIV.


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NOTIZlE MILIT.-\Rl ESTERE

Per l'avvenire sarà evita~o, meno il caso di forza maggiore, l'im pianto dei depositi di ammalati, di ambulanze e di qualsiasi altra fo rmazione sani taria in detti lo~a li. Nei casi eccezionali in cu i occorresse dero;('(are da qutJsta prescrizione, appena dopo la partenza delle truppe i locali dovranno essere disinfettati accuratamen te. Spetta al medico capo de l servizio sani tario impiantalo di avvisilre il comandante dell'accantonamen to e l'autorità municipale per prendere i necessari accordi per l'esecuzione della disiufezione. AggfaMa ai membr'i della commissione permanente del consiglio s11perfoi·e delle colonie . - La composizione della commissione perruanente del consiglio superiore delle colonie, iuc11ricata di esprimere il ~uo pM·ùre, sotto la presi<leuza clel ministro del lA colon ie, sn tutte le questioni concernenti 111 espansione commerciale e industriale della Francia nel le sue colonie, è swta modificata col decreto 1° giugno 1899, il quale stabilisce, a com plemento dell'art. 2 del decreto ·19 seftembre ·1896 lì$saote la composizione di tale commis$iooe, cbe sono membri di diritto della com mi,;siooe stessa anchr i delegar.i eletti dalle colon ie. Pertanto ora la composizione della commissione permanente del consiglio superiore del le colonie è la seguente (./ournal officiel, 20 septernbre ,1896): 1° due sena 1ori e due deputati scelti da l ministro delle colonie fra i rappresentanti di possedimenti francesi; 2° i membri di &iritto, va le a dire i presidenti delle camere di commerci9 di P~rigi, Lione, Marsiglia, Bordeaux, Rouen, le Havre, Nantes. Li Ile o loro delegati; 3° il segretario geuerale del ministero del le colc,nie, il direttore generale della cassn di depositi (; consegne, il direttore generale delle dogane; 4° il direLt0re degli affari consola.ri e commercial i al ministero del comm erèio; ' 5° l'ispetiore generale dei lnvori pubblici delle colon ie, i dt-Jlegati eletti dalle colonie. 1lfarcia d',intJasi:one nel SU,d alyerino. - Apprendiamo da lla Depeche Algérienne del 1° giugno che il rn maggio la colonna del maggiore Pujat, comandante superiore del circolo di Touggourt, è rientrata dopo più di 4- mesi di nssenza. K;sa era partita da Touggourt 1'4 ,1 gennaio per tenrnre di penetrare pacificamente nella regione Sud algerin:J , perforando pozzi tra il for te Lallemaud (Bel-Hèirane) e Temassimine.

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Dopo lunghe prove e fatiche e non ost:rnte la stagione inol trata, il comandante Pujat potè ~tabilire tre nuovi pozzi d'acqua (4 ): Hassi-Makhanza, Hassi cle la Bogne e Hassi-'l'artrat, que$t'ultirno a f>O metri di profondità. L' itinerario dal forte Lallemand a Temassim ine è stato rilevato ed il tenente Chardennet del lo stato maggiore della divisione di Costanti ne, sezione affari indigen i, studiò sul posto il progetto di un borlf:j (2) a Ternassirnine. Il tenente Tou lat dell'anne~so E l Oued comanda il goum {3) destinato a proteO'"ere 11 ç~rosso del convoglio sotto gli ordini del tenen te Savry. ee ~ ~· • Operando di concerto con quèsta colonna il ca pitano .Muzeom ed il tenente Cottenest dell'ufficio ambo di Toug~ou rt, facevano scavare 4- nuovi pozzi tra Touggourt e for~ Lallemand . Presentemente una colonna mobile del le tre armi potrebbe raggiungere Temassimine, es,endo il riforuimeoto dell'acqua il solo ostacola. alle,desolatn regioni dell'estremo su d Costantioa le. - Questi primi saggi di penetrazione leota ma sicura sono seg111tì con, attenzione da chi ()'u:ir<la alla colon ia LUnisina e alla politica del Sud, tanto più che qnes;i principii fortunati ·pare non siano che il preludio di. una campagna stud iata da molto tempo e con cura e che avrà seguito nel l'invero o prossimo venturo. INGHILTERRA.

L'esercito nel l898. - Da nn lib1·0 azzurro pubblic.1to il ,to giugno anticipatamente al rapporto geneni le annuo, si rilevano i segueuti dati imorno all'esercito nelì'aano 1898. La forza media 1Jnnua di tutte le armi rudi 225,02,7, con un aumento di 57H sulla forza media del ·1897 ed nn aumento di 3t\.;737 su quella del 1879. La forza media del le varie armi fu l'anno scors,) çome segue : caval leria Household 1,305; cavalleria di linea •17,8t\.8 ; artiglieria a 1

(1) E~co il signitlcato dei 1iriuci11ali vocaboli del Sahara: Atii sorgen te, /Jir pozzo in mattoni, Hassi pozzo senza rivestiment'l in ma tto ni Ero plurale Are!J gruppo d.i dune, Fcidj valle tra le dune, con \'eget'lziono, G11ra [llurale GM.w collina isofata, rocciosa, erta, Gassi corridoio fra le dune, con suolo duro, senza vegetazione, Nama1la altipiano roccioso, Reg sabbia t'e rnn con ciottoli, /I' di?· pozza <l'acqua., Seb!.ha bassofondo con suolo salato. (2) Bo1·dj (nella provincia d'Algeri e Orano specialmente) forte, fortino. (3) Gomn reparto di cavalieri ambi irregolari. In ca.so d'insurrezione in Algeri,t, i Frnncesi utilizzano talvolta i goiuns delle tribti rimasto fedeli, 111a non li impiegano che con grn ndc circospezion e. /


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NOTIZlE MILITAltl ESTER.E

NOTIZIE MILITARI ESTERE

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di uomini nel .Regno Unito che al 1° gennaio ,1899 possedevano la medaglia di buona condotta con premio era di 508, mentre altri 73/~ avevano la medagl ia seoza premio; di più 34-,73,\. uomini portavano il distintivo di buona condotta. Della truppa presente io pntria alla stessa data 79,00 ·1 erauo inglesi, 8,890 scozzesi. -12,578 irlandesi, ·1325 oati nel l'Iudia o nelle colonie, 33 e5teri e 21:ì'2 di nazionalità dubbia. Il numero totale degli arruolati di ogni grado nell~ riserva, milizia, yeomanry e volontari era di (t.33,>163 e mancavano 56,85·1 uomini per com pie tare J'organic,o. Il 1° gennaio 11899 la riserva comprendeva 78,798 uomini di cui 45,059 di meno di 30 anni di età.

cava.Ilo 3,669, da cam pagna H,932, da montagna •I ,383, da piazza 18,326; geo io ·7,860; guardia a piedi 6,958; fanteria di linea 138,033 ; corpi eoloniali 6,3'12; servizi tecnici •I ,373; corpo sauitario 2,835 · servizi amministra tivi 580 . Raggruppa ta per gradi questa fo rza medi; era composta nel modo seguente : Ufficia li 7,880; warr::mt offìcers (sottnffici,ili a brevetto) 9:23; sergenti H-, i35; trombettieri e tamburini 3,494 .: capora li e soldati •198,295. La forza media nel Regno Uuito fu di •I 02.,202 uomini, 75, ,i-32. in Inghilterra, nel paese di G,dles e nelle isol.e Norma nne, ,~,069 in Scozia e 22,70:1 io Irl1mda; fuori del Regno Urn to ,122,82ti, 49,932 nelle colonie e 72,893 nelle Indie. La forza effet tiva del ,Jo gennaio 1899 fu di 23'1,8iH di tutti i gradi, cou 8,i.8 caporali e soldati mancan ti per completare l'organico. Alla data corrispondente del •1898 la fo rza effettiva era di riH2,393. Durante l'anno ·1898 vi fu un aumento di H ,303' uomini di truppa; 2,578 morirono, •12,983 furono congedati e vi fu una diminuzione tota le di 37,323, lasciando un aumetHo netto di 9,980. Delle reclute arruolate definitivamente, iu torale 38,89 0, 30,764 furono reclut-arc in Inghi lterra, ;l,950 in Scozia e q., 06 in Irlanda . Durnote. l'anno ·1898 il numero totale di reclute fu di 40, 701 di cui ·I ,530 sotto i ,17 anoi, 2·12 sotto i 18, -17,362 sotto i ,19, 8,538 sotto i 20, ,'1-,262. sotto i 2·1, 2.,738 sotto i 22, 2,rn2 sotto i 23 ·1,3·13 sotto i 24, 1193 di 25 ann i e più, inoltre non si conosce l'età di ·1,46·1 nomini che entra rono nei corpi co loniali . Non meno di •12,ì·15 di queste reclute ernno di statura superiore a 1. 68 e 6,238 di statura inferiore a ·I. 625. Il maggio1· numero di nomini alti fu arruolato per la fanteria di linea , cioè ,\.,02fr-; 3,200 per l'artiglieria, 2,'197 per la guardia a piedi · e 2,06,f per la cavalleria di linea; la cavalleria Household ebbe ,12,1 reclute di cu i 11·18 distaturasuperioread •l.68e3inferioria·1.62. 2-,981 uomini che avevano terminato dt'lle ferme di 9 o di ·12 anni presero delle rafferme e 4,806 che s'erano arruolati per la ferma breve c,,mbi,1rro~ questa in una lunga . Furono congedati ·12, 983 uomini, di cui 11,9!~5 per cattiva condotta e i.l.683 per riforma. Il numero delle pensioni accordate ammonta a 2,773 di cui '1,178 permanenti e ·1095 temporanee. Per quanto riguarda il numero delle diserzioni, la cavalleria fu quel la che ne ebbe il maggiore per cento, cioè ·1 ,8 °lo, la gnardia a piedi ebbe l' ·I ,5 ¼, l'artiglieria !' 1,2 "/o, e la fanteria d1 linea eJ i co rpi coloniali I' 1 ¼- I l nomero maggiore di nomini multati per ub br1ache1.za fu dato dalla fanteria di linea , cioè il 5,5 ¼, men tre che nella cavalleria Household non se n'ebbe che l' 1 o;.. Il numer.o totale

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SVIZZERA. Provviste !l'i grano. - I l commissariat.o centrale ha portato gl i appro vvigionamenti di grano a I 000 vagoni, acquistandone '100 da Ila Russia e 50 dall'America . A ta le fornitura hanno potuto partecipare un certo numero di case, essendo essa stata divisa io lotti _di "20 vagoni l'uno. Nuovi cannoni. - Sei:ondo il Zofinger Tagblatt e altri giornali, il c;oasiglio federa le sarebbe per domandare i crediti necessari per la trasformazione completa del materiale d'artiglieria. Si sa che da parecchi anni si fanno studi al riguardo dal dipartimento militare. Sembra che tali studi siano or:i sul punto di essere terminati e che sia definitivamente approvato il model lo del nuovo cannone. La trasformazio~e dell'artiglieri~ imporrà alla coufederazione la spesa d'una quindicina di milioni almeno,: alla quale si provvederà con un prestito .

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RIVISTA DEI PERIODICI MILl'l'ARl

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Il priot:ipe Eugenio 3i mostrò afflittissimo per la sua morte, e scris~e ali' imperatore « aver perd uto l'e~ercito un ufficiale di rar;1 grandezza

RIVISTA DEI PERIODICI l\ITLITARI

d'ani mo e di mente. "

Caval-ieri e C'iclùt1:, pel capitano lh 1nEt.Ll. La cavalleria deve risolvere il problema· cli munirsi ellìcacemeute di fuci leria. A quest'nop!) servirebbero fucilieri -ciclisti da assegnarsi io un dato numero ad ogni sqnad rone di cavalleria. Qnesra ci sembra l'idea dello scrittore, e diciamo ci sembra perchè _in dur~ lunghissimi articoli, divagando di qua e di là non ha ancora ;spresso le sue idee al riguardo. li concetto è originale e potrebbe anche farsi strarla, rna importava svolgerlo chiarameot~ io poche pagine, pnic,hè I' op portanità e la ne_cessità dell'appiedamf'nto r. da tu tti ri conoscinta, tanto è vero che ormai ogni cavaliere europeo è armato di moschetto.

R ivista di cavalle ria.

Fascir.oli liQ e 6° m::iggio e giuf! nO ,1899. - Un ca1Jnliei-e italfon.o del -'VII secolo (continuazione e fìn e), pel c.~pit:rno K Ross,. Con cpiest' ultima parte ha termine il poderoso lavoro ciel cn pit:ino Rossi i11Lorno alla vita e alle vicende rnili tnri, veramente straordinarie, di quell 'a udacissimo condottiero di cavalleri:1 che fn il Da-Via . Ecco nn cenno intimo a tu lune delle sue nltime imprese rruotidi_aoe; nell'u lti,1111, anzi, de;le qua!i b1sciò la vitll . 11 Da-Via batteva giornalmente la campagna con l' uuo o l'a ltro degli squa droni che aveva fo rornto per adde:;tr:Hli. l i Hl ottobre, da Gavardo ov'era di stanza, (·110!~) si recò a Deseuzan o, città murata e presidi;ita. cl.ii Veneziaui. Vi entrò di sorpres:i, vi arrestò uoa'famo sa spia al servizio fraoce5e, ce rto capitano Marco, e lo impiccò in mezzo alla piazza princip,,le. 11 20 ottobre corse :igli sp:ilti di Mantova e se ne ritornò con 20 prigionieri t' 20 cava lli . Il 2/J, novembre seppe di un grosso magazzino rran('.es~ a Soncino, vi si portò improvviso, ne fu gò la gnardia e lo diede alle fiamm e. li 28 novembre trovav;isi in caccia ver~o il hasso Chiese. al lorchè ebbe iJotizia che il fratello Nicola, giovinetto diciassettenne che faceva le sue prime armi , in una scaramuccia era cadut.o prigioniero. Ri tornò immedia tilmente il Da -Via_ a 0avardo, scelse una nHrno dei suoi più arditi soldc11i e si volse con 'loro al campo fra11 cese. Poco prima dell'alba del gioruo '29 peuetra audacel!lente fra le tende nemiche, as,a le fur iosamente le scolte e le gnardie ai prigionieri, libera i: fratel lo e altri sold<lli imperi:lli e con essi su cavalli pred;,ti, felicemen te s'invola ai picchetti che da _ogo i parte ,,ccorrono :ili' insegni meuto . . Pu rtroppo, a breve distanza dagli a v:irn posti, un:, moschetta ta tiratzoli a tradimen to da nn contadino imboscato, lo col piva mortalmèute 11 el dorso. Condotto a Ga varclo lo stesso giorno alle 7 pomeridiane, appena trentenne, rendev[I l'anima invitta quel fiero soldato, gloria del le arr111 ital innc.

La cultnra degl'i itfficia/.i , per F 1L1rPo

AR 1GNENTE.

Si propugna caldamente e v~lentemeute il bisogno di una seria cultura degli ufficiali, ch'essa sia inco raggiata, e si raccia qua lcosa per porre io onore la passione dello studio. « E per raJ,!giuugere questo scopo, conchi ude l'A.bigoente, noi vorrenirno che scen4es,e dall'a lto 1111 atto di esemplare glorificaz ione della scienza; noi vorremmo che ogni addottQrato io qualsiasi fo coltìi, pnrchè ne ave,se l'n ttitndine morale 9 fisicn, fosse senz'al tro accew.Ho nel !' esercito col grado di uflìcia le. » E qui lo scritto re si lascia /'orse trascin are troppo lontano ; iu ogni modo, la tesi ch'egli sostiene. è uun tesi sacrosanta, e sosteneu<lola egli compie, in pari tern po, un'oper::i buon3.

Ca1,cilleria, pel maggiore di stato maggiore l\fossoLIN . Sono poche pagine, ben pouder~te, ueile quali si rileva la diversità di vedute rigua rdo a11' impiego della ca va li eri a in guerrn, espressa mente per quan to ri lleue il suo mandato cli vedere e cli scoprire. Giustissima l'os,ervazione che lc1 discLtssione di disparate oprn,oui uon può che giova.re, ma che per altro sarebbr~ d'uopo ri iissu mere ogni tanto il cammino fa tto dn lle idee. A questo devesi provvedern con i regola menti o con apposite istrnzìoni. Le norme. per l'i mpiego del le p·e armi uel combattimento rispondono precisamente a questo scopo. Occorrere bbe, dice il Mossolin, concretare· al lo stesso modo un'istruzione per 1· im piego della cavalleria Ml campo str~tegico; e noi siaO}o interamente del sno avviso.

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RIVISTA DEl PERIODICl MlLITARl 1222 Una proposta relati-va al recliitamento degli uomiwi d·i cavalleria, per F. M. In questi ultimi tempi è alquanto migliorato il reclutamento degli uomini di ca valleria, ma non sono del tulio cessati i motivi di lamentanza Sll questo argo mento. Sembra che coi soli buoni elemen ti che riuoiscoiìo i requisiti stabilili per l' assegnazione alla carica, non si possa riuscire a completare il contingen te dell'arma a cavallo. La legge sul reclutamento e il regolamento relativo, non ammeuouo che il soldatc, avente diritto al congedo, si trattenga sotto le armi con un qualsiasi prolungamento di ferma ; epperò lo scriuore propone di concedere ai soldati e c~ porali di cavalleria la faco ltà di fermarsi sotto le ar mi con una nuova fer ma cli due anni, o di essere riammessi in ;;erv izio con ferma di due anni, purchè non si trovino in congedo da più di no anno. Tale espediente potrà dare numerosi frutti ed anche scarsissimi; è impossibile sta bilirne a pri ori lii portata, in ogni modo converrebbe ten. tarne l'esperimen to. Noi crediamo che il sig. F. M. abbia intieramente ragione, e saremmo ben lieti di udire che la sua proposta fu presii in considerazione, poichè siamo ,;onvinti ch'essa è assai pratica, e, se desse buoni risultati, ridonderebbe a grand·e vantaggio della cav:illeria.

RIVISTA DEI PEJ.tlOJ)lCI MILITARI

Allri interessanti articoli sono i seguenti: 24 giugno 1866, per CARLO Cons1; La ca1Jal./er-ici ·italiana in Spagna. Campagne del 1808-i809, p8l' Q u 1N'l'O CEN)(t ;

Corse di 1·esistenz<i a cava./,to , pel ca pitano d'an iglieria Lu1G1

P & L-

LEI\ANO ;

Vel-0cità e resistenza del cavallo 1nilùare, per G. B ENZON I. Revue du cerole militaire.

' N. 21 , ~2 e 23 del 27 maggio, 3 e 'IO giugno ·1899. - il!odi ficazion·i necessarie alla legge sul reolntamento dell'ese-rcito , per il tenente colonnello IC Dopo la mobilitazione, quando ogni reggimento di fanteria subdivisionario, avrà costituito sei battaglioni (attivi e di riserva), ne risulterà che 6000 uomini conterranno circa 75 sottufftciali riaffermati, e anche questo supponendo che il c-orpo attivo sia al completo di sottuffi ciali colla raffermo. È evidente cli'essi non potranno di ceno giovare o dare

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solidità ~Ila truppa, poichè, smarriti fra tanta mass11, la loro azione sarà non solo insnffìciente ma assolutamente insensibile. Nei tempi passllti la qualità bastava per vincere il numero; oggidì invece perchè si possa fare fondato assegnamento sull'esercito, bisogna ch'esso possegga il numero e la qualità. Il numero lo abbiamo, ·ma la guerra soltanto saprà dirci se abbia mo pure la qual•ità. Frattanto vuolsi notare, che fra le condizioni, le quali assicurano la qualità di un esercito, ve ne sono di indiscutibi'li, come: la vocazione di un gra~de numero per il mestiere delle armi, che procura all'esercito il suo v;ilore morale, e la durata della presenza sotto Il-! armi di on grande numero la quale crea la coesione, l'esperienza e l'abilità. Di queste ç.ondiziooi si tenne conto nella costituzione del nostro esercito, ma soltanto per una parte ass~i piccola, poicbè non interessano che gli ufficiali in servizio attivo e i riaffermati. Così per un reggimento subdivisionario, per inquadrare 6000 uomini si hanno soltanto 123 individui del mestiere, cioè ci,·ca ,1 profes3ionista per 50 uomini, mentre ne oc(:orrerebbe ogni 5 uomini. Bisogna ad ogni costo aumentare uei nostri reggimenti il numero degli uomini del mestiere, e trovare una soluzione, la qua le nè costi un soldo allo Stato nè ferisca l'obbligo del servizio per tutti. . A quest'uopo lo scrittore propone le seguenti modificazioni alla legge sul reclut1Hnento: ·I O eccetto i sostegni di famiglia, che continueranno ad essere obbligati i,d un solo :inno di servizio, ogni_francese valido, sarà obbligato a tre anni di servizio militare attivo; 2° ogni francese valido dovrà compiere almeno un anno di serv:zio; 3° ogni francese, avendo compiuto un anno di servizio attivo, e se è giudicato istruito, potrà farsi rimpi~zzare dur:inte gl i altri due anni di ser·vizio :ittivo che gli restano a fa re. Lo scrittore dimostra che i I sistema di rimpiazzo da lui ideato è mo1·ale, moralizzatore e vantaggioso agli interessi economici della nazione, e :ill'appnnto che facilmente gli sarà mosso di non essere demo cratico, risponde ch'esso è basato sulla libertà - di farsi rimpiazzare e cli rimpiazzare - e perciò riveste uno dei caratteri delle istituzioni democratidie. Del resto, ammesso pure che il sistema proposto non sia sufficientemente dP,mocratico, vi è una consideri,zioue ben più elevata da me1tere nella bilancia, t, questa è la nectlssità di prendere immediatamentt! delle misure efficaci per dare alla nazione un esercito capace di garantirle l'esistenza. /


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RIV ISTA D.81 PERIODICI )!ll,lTA ltl

lUVISTA DEI PERIODICI MlL 1'1'ARI

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Rispetto poi :ti I' or<U oa rnento <!ella di fe;:;a, si pMsono adottare due siste·ni: il lineare e q11 .. 110 11el senso (lella profondità. Ln difesa lineare r_ichiede molLO perso11a l~, e non si è vernmente fo rti in nessun post.o. E d~ prefe rirsi In dife•a 11 ..1 s'"'nso della profo111lit~; sul cordone non si meue che l'indispensabile, e ttllle le altre truppe sono colloca te indietro, di fronte al ctmtro della rHgio 11e costiera " proteggersi. La difesa vuol esst:re fissa e mobile. Per la di fesa fissa occone : 1° 11n per,;o 1i.1le cli ,orvegli:i11za per segonl~re i movimenti del nemico Htlle coste e rer oppor,:i alle piccole ricognizioni che si volessero eseguire s.ui limiti <le ll r1 ,piag!!ia; '2° uu personale di !!t1ar11 igione per il ~ervizio dei fronti di mare, delle batterie di costa ecc, composto per la maggior pnrte di c,1ononieri. Ls difesn mobile s11n•lilie impiegata: · 1° Nel complt:tare la i::uar11ig1one delle città marittime im portanti con hat1aglion i di fauteria e batterie di campagna , sem pre pronti a portarsi sul punto minacciato dcli .i loro zona, per opporsi ad uno sbarco o reoderlo più le11to, e per mettere .il sicuro di un co lpo di ma110 la locai i tà or.Ila qua le si Lrovano ; 2° nel tenere in riscrvn, uelle loro guarn igioni, iudietro del lit11ra le, brigate di rauteri:,, rinforzMe da uno sq uadrone di cavalleria e bauerie di campngna, per clirigerl e, se vi è bisogno, sul puuto iuvaso; 3° nel costituire, iu6ne, unà riserva irn portante co llocu ta ,d ce11 tro dei settori che si debbono <lifeudere. Questo per la difesa cootineotale afO darn al rninist<1ro della i;-;uerra; per quella delle colooie la marina s'i nspirerebbe, per qaan10 è fattioile, agli ste,si toncetti.

Con tale sÌ5t<)ma non si tarderebbe ad avere; nei sotturficiali e nei caporal i, soitanto dei p1·ofessionisti, senza cbe lo St~to sborsasse un tentesimo; e q111'sto è appunto lo scopo da conseguire.

La · difeso delle coste, pel maggiore RAGEor.

L' ioeideute di Fashoda fu unari velazione, nel semo che fece intravedere la possibilità di una guerr11 col l'Inghi lterra. 11urouo prese prontamente misure di circostanza per mettere le nostre coste al nparo d'ogoi eventualità, nrn ora che è subentrata la calma, importa sLUdiare con cura la loro difesn , e stabi lirla sopra basi durevoli. Due questioni debbono id riguardo essere prese a disamina: A chi de-resi affidare la difesa detle coste, e questa riso lta : Come. organizzare questa di/esa. Al primo qnesito, in base al principio che la terra spetta al ministero del la guerr~ e l'acqua alla marina, lo ~crittore rileva l'erroneo ordinamento attuale secondo il quale, giusta i decreLi del 11890 e del n febbra io ·18~H-, furono organir.zati 19 setto ri assolutamente ind ipendenti dalle regiooi di corpo d'arnrnta e comandati da uu capo, sottoposto al prefetto ma ri ttimo o avente sotto i suoi ordiui tutte le rruppe costiere, fisse o mob ili. Egli vorrebbe pertanto che la difesa delle cos te della Francia, della Corsicll ,dell'Algeria e della Tunisi;1, fronti di terra e di mare, fosse lascia ta intieramente al ministero dell,1 guena. Alla marina invece coadiuvat11 da ll'armata coloni3le, spetterebbe la difesa delle coste co loniali, ed anche delle colonie. Hispetto al secondo quesito, il Rageot premette che il mare è senza coutestazione la migliore e la più sicura frontiera, ed è una vera fortilì cnioue naturnle. "Essa però, come la rerr~stre, presenta punti forti e punti deboli: epperò la difesa del le co,te 1,i può riassumere nel ri'oforza re e consolida re le parti deboli e nel sorvegl iare soltanto le parti forti. Fra i punti dt;boli del continente, che sono speci,ilmente da rinforzare e difendere, egli nota : ·1° la costa compresa fra Dunkerque e Bou logue; 2° le bocche della Seooa; 3° in via genernle, tutta Ja·co,ta compresa frn le bocche della Vire e le bocche della Gironde; ti 0 sul l'\'fediterraoeo, il littorale compreso fra il delta del Hodauo e la frontiera ita liana. Nelle altre zone che si possono dire forti, eccetto alcuni punti, come Dieppe, Saint-Jean-de Luz, Port-Veodres ecc. la natura ha fatto tutto e le operazioni nemiche souo poco temibili .

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la critica nelle mano·vre, per P. ~J. F.

Dall' Atlantico al Mar Rosso ; per h1·

Drn EZION R.

È uu articolo ben r.11to, breve ma che fornisce sufficienti indicazioni, intorno ,il lu mis~ione compiuta dal capitnno lVforch:rnd . Partito da Loan go il ~9 settembre ~896 rlopo aver ,1ura11ersato il Coul!O, le regioni del1' Au bau~h i e ritll Bah r-e 1-Gltaza I, il 1O Iuglio del ·I 898 arriva a Fash od [I, e ne parte l' I ·I dicembre per recarsi a Djibuti, pas!-nudo per l'Abissinia e l'Harrar. , Il nome dP,I mnggio,·e ~IArclt anrl, conchiude lo scriuore, resterà da oggi in poi scolpito io lettere d'oro nel liuro Jelle no~tre glorie militari, e ciascuno dei suoi eroici c11mpagni rivr:ì il diritto di dire con fierezza: Facevo parte della. missione Congo-Nilo. »

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RIV1STA DE I P ERIODICI MILITARI RIVISTA 01>1 PERIODICI MILITARI

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Le truppe coloniali, formate con elementi indigeni, sarebbero ripartite in corpi speciali , di cui si fisserebbe il numero, la composizione e denominazionè per mezzo di decreti, seconrlo i bisogn i ed i crediti del bilancio. · Nel caso in cui le truppe coloniali uou bastassero, il ministro avrebbe facoltà di ricorrere alle truppe d'Africa. L'articolista conchiude col dire che evidentemente questo progetto non è perfetto, e sovratutto, che non soddisfarà lulli, ma spera che per pa· triottisrno, tutte le opposizioni e le iutransigenze cesseranno di fron te alla legge suprema dell'interessr. del paese e d~la difesa delle colonie. L'ammzamento nell'esercito, pel generale X. L',1nonin;io autore spezza una valida lancia a favore delle promozioni a scelta. Per la promozione ria tenente a capi tano vorrebbe che 2fa o la metà dei posti fos;e devoluto all'avanzamento a scelta . Le promozioni poi per gl i altri gradi superiori avrebbero luogo unicamente a scelta . Non comprende che si continui a recl utare gl i ufliciali di artiglieria e del genio fra gli allievi della scuola politecnica, mentre il servizio del cannoniere e del pioniere non richiede cognizion i maggiori di quelle del cavaliere e del fantacéino.

Journal des Sciences militaires.

Fascicolo di maggio 4899 . - L'armata coloniale e it sito 01·diM.mento. Da molti anni è ricono~c1 uta In nccessith di creare un'a rmata coloniale, ma la questione è sempre rimasta insoluta. Ormai la si tuaziooe da anormale è divenuta critica, e perciò s'impone d'urgenza la soluzione . Haono in particolar modo con tribuito a difli0oltare il lavoro della Commissfone dell'ese1·cito le tendenze politiche, gli iniere~si privati, la questione di persone e sovratutto l' aotagonismo dei v3ri mini steri poichè quello della guerra poco sicura dal regalo che gli si vuol fore col porre le truppe coloniali alla sua dipendtmza, quello della marioa non vorrebbe cedere alla guerra i suoi reggimeu ti di fanteria o d'artiglieria di marina, e infine il mioisLero delle coloni e, che non ha truppe,fa di tutto peraverue. Lo scrittl!re passa qui ndi ad esaminare il còmpito delle truppe coloniali, il loro ordinamen to attuale a quello delle truppe coloniali estere, e le considerazioni saoitarie, secondo le quali l'elemento .europeo dovrebbe entrare iu codeste truppe nella minima proporzione possibile. E viene alla conclusione: che le truppe europee non sono adatle per fa r la guerra nei paesi tropica li, o tantomeno che ne :ibbisogua u II piccolo numero, per modo che, senza esagerazione di spese, si possa assicurar loro nn grande benessere; che l'elemento bianco deve essere reclut.'lto snll'iusieme dell'esercito, come, press'a poco, si pratica pel ·I \1° corpo (Algeria); che si farebbe un gran passo verso la soluzione del quesito, se anzitutto si decidesse che l'armata coloniale, pur essendo specializzata, non fosse autonoma. Questo aveva scritto, allorchè l'autore apprese dai giornali che il governo avrebbe in breve presentato un progetto d'ordinamento dell'esercito colonialP-, di cui i grau tratti sarebbero i seguenti : L'esercito coloniale è sottoposto al ministero della guerra , e si compone: 1° di truppe reclutate fra gli elementi francesi a mezzo di arruolamento volontario, e fra i contingenti forniti dalla )iartiuicca, dalla Guadaluppa, dalla Riunione e dalla Gnjana ; 2° di truppe reclutate fra gli elemeuti indigeni nelle val'ie colonie e nei paesi di protettorato. Cogli elementi francesi si costituirebbero: olio regf?imeoti di fanteria di marina, un corpo discipliu:i re, due reggi menti di artiglieria di un numero variabile di batterie a piedi, montate e di montagna, compagnie d'operai d'a rtiglieria; un hauaglione del genio; unità delle tre armi stanziate111le colouie, e st.iti maggiori particolari di fan teria, artiglieria e geoio .

Bescinzone e la 7a lliv·isione militare nel 1870-71. Sono note buuate giù giornalmente durante la campagn:i fra nco- germanica da ptmona <:he prese porte alle vicende di qtiella divisione militart\ ora rivedute e mes;e insieme per poter esser puhulica te. Sono pagine che ri,•estono uno speciale caratterP. di interesse, poicbè gettano una luce veramente caratteristica su qncgli avvenimenti, e in particolar modo sulle persone che vi presero pa rte. Va lgano al riguardo i pochi cenni seguen ti. Allo scoppia r della guerra comaudava la divisione di Besaozone il generale Abe le Donai, cbe ch i11mato al comando della 2° divisione del 0 ~ corpo d'armnta, fu rimpiazzato dal generale de Prémonville, il quale dal •I 860 copriva la ca rica d'i s pettore generale della gendarmeria. « I l genera le de Prémonville ooo incontrò nella popolazione un' osti lità positiva, ma, com.i quasi lutti i generali imperiali, destò diffìden1.a ,i e il prefetto del Doubs il 3 ottobre scriveva al ministro della guerra a Tours, perchè volesse sostitui rlo, esse11do opinione della guardia naziona le e di tutta la popolnzioue, ch e il geuernle, ormai vecchio, non fo;se in grado di esercitare l'impol'lante coma ndo afrìdatogli; opinione ch'egli pure divideva. E cosi terminava la sua lettera: , la partenza del generale Cnmbriels ha prodotto qui il miglior effetto; quella di cui ho l'onore di parlarvi compirebbe per Besanzoue uo rinoovamento necessario. » /

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RIVISTA DEI PERIODICI llILITARl

RIVISTA DEI PERIODICI MILITAR!

· I l geaerale <li Prémooville fu infatti rimpinzato da l capitano di vascello Rolland,'. c~ ldamen te appoggi:1to dal prefetto, da lla gua'rdia naziona le e dall rntiera popolazione . . Bracc_io destro del Roll and era il suo capo di stato ma~giore. maggiorn B1got. G:imbetta lo promosse tenente col1)Unel lo il ·18 ottobre al fioe di ~argl i l'autorità necessaria per adempiere al le funzion i della 'sua carica, e il Ro llaad, per lo stesso mot ivo, lo nominò colonnello il 5 febbraio del 1871; promozione per altro non confermata dal go ,·erno per mancanza d1 po:;tt vacanti . Curioso il telegramma seguente; 1

«

Besanzoue, 31 dicembre 1870. 1

« Il tenente colounello Bigot ca po di stato maggiore, al la guerra, Bordeaux .

« Ricevuto il vostro telegramma che mi offre il posto di capo di stato magglOI'e del 24- 0 corpo d'armata. Nel mio interesse sarei pronto ad accettarlo, ma il generale Roll:ind, cui ho comunicato la vostra idea m'incHica di farvi coooscere ch'egli non consentirà a con,5ervare il su~ comando a Besanzone se i0 non re~to con lui come capo· di stato maJYgiore; ch'egli mi considera come indispensabile nella situaziooe ecc:zionale e assai complicatn che le circostanze di guerra fanno alla 7• di- . _visione, di cui non vuole accettare la responsab ili 1à senza di me, perchè 10 ho lavorato dal principio del la guerra a organizzare fo difesa del p,1ese cbe conosco a fondo ed ove, più che uu a ltro, posso rendere uti li servizi, tau to per la direzione delle truppe del suo comando, giornalmenle impegnate col nem :co, quanto auche per la direzione della linea di difesa del Doulis e per concorrere al la direziooe dei corpi ' operanti nella nostra regione. In questo stato di c~ose, il generale Rol land , essendo, a mio avviso, indispensabile ali,\ testa della 7a divisione militare, ove fu chiiirnnto dal voto genera le della popolazione, mi pare 1mposs1bde, qnaluuque sia il vaotaggio personale che me ne r idonderebbe, cb'io nbbandoni il posto di capo di st:ito maggiore della 7a divisione >> . . 1 periodi irtvero sono ben lunghi, e tolgono il flaio a chi li legge, ma, 10 compenso, sono sin troppo chiari!

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Organ der militar-wissenschaffiichen Vereine.

Pontata 4-a; 4899 . - Le /'orze regie ed imper iali a. Cretci. - Conferenza tenuta al casino militare di Vienna il 27 gennaio 11899, dal capi tano di marina VoN GEZA DELL'Ao.uu. Lavoro ioteressante, noo taoto per la parte presavi dalle forze di terra e di mare austriache, ma perché sono in esso brevemen te e chiarnrnen te ri assunti ali avvenimenti tutti svoltisi ultimamente ne,ll'isola di Creta, da i primi "moti dell' insurrezione (i febbra io 1897) sino a l termine della medesima. Così è riusci to allo scrittore di compilare una prewwole mono/!raLia storica di quel cruento episodio che fu In sommossa cretese, e che fo domata so ltanto per il pronto intervento ed energicu impiego delle navi e del le truppe dd le principali potenze eu ro pee.

Come si potre/1be ese_guirc l'esercitazione pr-t:ncipale di t-iro di cornbattùnento in condizioni possihilmente 1tguah a quelle del/ci giwrm ? pel maggiore di fanteria B. PAWELEK . L'istruzione austriaca sul tiro per !a fanteria ed i cacciatori prescrive una principale eserGi1azione di tiro di comb~uimento, e dice al n. 225: « I l tiro di combattimento è la parte più importnnte di tutta l'istruzione sul tiro. È sc.opo del mede,;imo: Istruzione e perfezionamento del tiro in coodizioni conformi a quel le campali, rendersi conto dei r isu ltati otlenuti, educ,11.ione nell'azione individuale, e nell a discipli na del fuoco istruzione dei graduati nella condoua di grossi riparti in ordioe chins.o e :,perto nel combat.timento, e nella direzione del fuoco , iu condizioni dinìcili che possibilmente si avvicinino a quelle della guerra. » Non abbi sognano parole per mettere. in ri lievo l'importnnza delle prescrizioni regolamentari, cui dovre!Jbe ioformarsi l'esercitazione finale della scuola d i tiro; ma nell'altuazione delle medesime si è sempre urtato contro difficol1à di differente genere, :il punto che molti dubitano e della possibilità dell a loro applicazione ed anche della loro opportun ità. Il maggiore Pawelek , convinto invece della necessi tà assoluta di tale eserci tazione, fa u11' ingegoosa propost,1, che qui prncureremo riassumere io modo abbastanza ch iaro. Anzitutto egli propone clrn l'esercitazione si faccia· per brigaw, anziche' pe1· re1rnimento e maoari vi si •.:uisca · anche un battaglion e di ne> ' D cacciatori. E que,to per avere maggior denaro a disposizione per costrui re quanti bersagli po:;souo occorrere, e per formare i due partiti /


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RIVISTA DEI PERIODICI MILITAR.I

avversan ciascuno d'un reggimento, di cui l'uno eseguirebbe là vera e·sercitazione di tiro, e l'altro rappresenterebbe il nemico e fornirebbe i segnatori ecc. Ne ciò basta: l'importante da ottenersi è che graduati e soldati :;i rendano conto dell'efficacia del loro tiro durante il tiro stesso, e perciò si prl'>pone che i ber.,agli colpi ti in pHti della figura rappresentat,\ che senza dubbio porrebbero l'individuo fuori combattimento, sieno immediatamente abbattuti. A maggior spieg11zione del la cosa, valga, a mo' d'esempio, il seguente programma di un'eserci tazione: ·1° I due reggimenti, A e B, sono accampali, la notte precedente al.l'esercitazione, in difTerenti località, distanti l'u na dall 'al tra da 1 O a ·15 ,chilometri. li rrggimento B, che non esegnisce l'eserciwzione di tiro, accampa o sul campo di tiro scel to o già esistente, o io prossimità ,del medesimo ; · 2° Il reggimento B io base al programma di esercitazione, innalza, durante il pomeriggio e la notte, opere di fortificazione cam pale, la voro che nel caso il reggimento A cercherà di disturliare. Queste fortificazioni debbono servire, in luogo delle fosse, a coprire i segoatori, ed i foss i interni debbono perciò avere h1 conveniente profondità; 3° Nel mattino seguente: AvanZ11ta del reggimento A, attacco delle fortificazioni difese d~d nemico rappresent11to dai bersagli . In con~eguenza di qnesto programma l'esercitazione abbraccierebbe: Accamp11mento, collocamento d'avamposti da ambedue i partiti, la- . vori di fortificazione per un panito, e tentativo da p~rte dell'altro partito di disturba re quel lavoro, il cruale naturalmente dovrebbe es· sere preceduto da ricognizion i di pi1ttuglie; · Avanzata del reggimento attaccante; e finalmente l'esercitazione di tiro. Lo scrittore svilup pa molto diffus:imente queste sue proposte, ma non lo possiamo seguire, perchè saremmo tratti molto lontano. Ci basti il fJOt'O detto, d11l qua le per altro riSblta a sullicienza quanto le idee del 1n.1gg,ore Pawelek sieno meritevoli ·di speciale considerazione.

IL PENSIERO DKL GKNERALE NICOLA MARSEI.Ll NELLA SCIENZA DELLA GUERRA E NELLA S'rORIA

Gli scritti del generale Nicola Marselli dimostrano che è tuttora viva nell'ingegno italiano la versatilità, la quale fu la nota caratteristica dei nostri' artisti del rinascimento, e rivelano un'alta affinità intellettuale cogli autori delle opere di quell'epoca gloriosa. Come allora in tutte le manifestazioni dell'umana attività, anche estranee ad intendimenti artistici, quali la costruzione delle fortezze, o la fabbricazione delle artiglierie, emergeva il trionfo del bello, il pen, siero di Nicola Marselli, anche se rivolto alla ricerca dei veri scientifici, appare sempre irradiato dal sorriso dell'arte. Nelle sue opere, sia che riguardino soggetti di geniale cultura letteraria, sia che si riferiscano a studi di carattere storico o milita/e, o allo svolgimento di concetti filosofici, o all'esame di complesse questioni politiche, rifulge costantemente l'intelletto d'artista, che riesce a dare vita ed anima alle relazioni tra . i fatti e le idee, rivestendo di forme splendide le argomentazioni più rigide. Questa dote dell'ingegno italiano, che si afferma sovrana nel grande quadro sintetico delle opere· di Nicola Marselli, sembra debba essere posta singolarmente in rilievo, nel presente tentativo di ricostruire, con un sommario ricordo delle opere stesse, il pensiero del robusto scrittore.

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-->,,.C:<--

Per la Direzione LoDovrco C rs oTTI Tetumte colottnello R. ,C., it1c.aric(lt()

DEMARCHI CARLO,

gerence.

Importa in particolar modo rivolgere lo studio a quelle fra le opere del generale Marselli che, avendo segnato più larga traccia nella via del progresso scientifico, rappresentano appunto l'evoluzione del suo pensiero nelle discipline )9 -

ANNO Xl,IY,


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IL PENSIERO DEL GENERALE NICOLA MARSELLI

Nll:LL A SCIENZA DELLA GUERRA E NELLA STORIA

storiche e militari. In omaggio alla memoria dell'illustre scrittore il quale, mirando come ad ideale supremo alla grandezza della sua patria, dedicò tutta la vita a.Il'esercit;o che. di quella grandezza ritenne uno dei principali fattori, devqno questi cenni esordire col. richiamo alle sue opere militari.

La guerra e la sua storia, dove il generale l\farselli ha impresso orma così potente del suo geniale intelletto assorgendo ad arditi concetti scientifici, dove per la prima volta alla storia militare è applicato il metodo sperimentale della scienza storica sociale, costituisce una splendida conferma di una gloria italiana, quella cioè di intendere la guerra nel senso più elevato e contemporaneamente vero e realistico. L a detta opera segna inoltre negli studi militari la continuità del pensiero, che è fattore principale e potente dell'evoluzione di qualsiasi scienza. D opo il marchese Palmieri, il quale nelle Riflessioni critiche si~ll' arte della guerra riescì a dare carattere e forma scientifica alla serie delle pratiche .disgregate che costituivano ai suoi tempi la tecnica militare, dopo Luigi Blanch, che nei Discorsi pose in rilievo ]a relazione intima che int ercede tra la scienza militare e la civiltà scoprendo i rapporti tra la guerra e le scienze naturali, esatte e morali, il 1\farseUi assorge ad una sintesi ancora più vasta, e delinea a grandi tratti la legge di evoluzione dell'arte mnitare. Al concetto elaborato dall'ingegno sintetico del Blanch viene il Marselli a dare vita e moto coll'accennata legge di evoluzione, la quale è la riperoussiòne in un campo particolare della legge generale dell'evoluzione sociale. Il rinnovamento apportato dall'opera del Marselli nella condotta degli studi storico.militari è così sostanziale che basterebbe da solo a costituire altissima la fama dello scrittore. Seguivasi dapprima nello studio della storia militare, che essenzialmente si compendiava nella esposizione delle principali, campagne di guerra, quella critica incompleta, àffrettata e superficiale, la quale non sa mettersi dentro ai problemi storici, ma vi sorvola sopra, non crea niente di

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fecondo e di sintetico nel pensiero, ed, i.n abile a trovare la relazione tra loro di fatti in apparenza disgregati, non assorge alla sintesi delle idee, fuori della quale non v'ha scienza, nè arte. 'l'ale critica, non potendo afferrare il concetto scientifico delle cose, non era atta a produrre nulla di nuovo e d'organico nell'arte militare, nè a scoprire il legame che intercede tra gli avvenimenti di guerra dei successi,·i periodi storici, nè infine a ricercare in essi quella legge di evoluzione che è l'anima della storia sociale, come della storia naturale. Il concetto scientifico della storia militare posto dal Mar$elli risiede nella necessità che quella non soltanto illumini i fatti colle ragioni, ma si connetta colla civiltà in generale e colla politica in particolare; che, quando abbraccia tutto lo svolg imento dei fatti militari, ritrovi e ponga in rilievo ' nèl suo campo spei::iale le medesime leggi della scienza stor ica generale e, coordinando gli avvenimenti salienti del detto svolgimento, assorga alle 'leggi che lo regola,uo. La storia militare viene così snllevata all'altezza di una vera scienza storica della g1·ande gu,erra, come la storia generale è il fondamento ed il punto di partenza de.lle scienze sociali, ed al pari della storia generale risiede nello studio dei relativi fenomeni, e delle leggi che li governano. Ma quale sarà il metodo da seguire nella ricerca delle leggi che regolano i fatti militari? Non è lontanq il tempo in cui la storia dell' umanità e quella della natura venivano considera.te come due mondi separati da un abisso. Soltanto il positivismo scientifico, fondato sui progressi della biologia, ha segnato fatalmente la caduta delle credenze teologiche e delle dottrine metafisiche ponendo in evidenza la relazione che intercede tra la' natura e la storia. « L'uomo non essendo che una delle forme delPevolu« zione della natura, la storia dell'umanità non può essere « che la continuazione di quella del regno organico, epperò, « di sotto alla diversità del fenomeno, perdura l'identità « delle leggi, le quali devono ricercarsi con metodo analogo. /

),.

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lL PENSIERO DEL GENERALE NICOLA MARSRLLl

NELLA SCIENZA DELLA GUERRA E NELLa STORIA

« La storia generale dell'umanità pertanto, e quella delle « sue guerre in particolare, devono essere trattate col me-

Soltanto l'odierno indirizzo delle scienze sociali, che vengono trattate (com~ ebbe già ad accennarsi) al pari di quelle naturali col metodo sperimentale, applicato all'elemento morale della grande guerra, poteva condurre a risultati positivi e proficui, come avviene nel campo degli altri fatti sociali. La storia è necessariamente il terreno di tale applicazione, che deve servire di avviamento alla ricerca di prin · cipii, di leggi, di regole ché governano la psicologia miÌitare e che, connesse con quelle già scoperte nel mo:q.do delle cose materiali, possono allargare i fondamenti della t eoria, sospingerla ad unità più alte e renderla migliore guida nella pratica. Di qui l'origine di una positiva teoria strategica la quale deve risolversi e compiersi nella storia. Analoga fu ht legge di evoluzione della scienza tattica. Prima a tenere lo scettro fu anche per questa la scuola matematica, nella quale lo studio era soprattutto rivolto alla ricerca delle varietà, degli ordini di battaglia ed alla classificazione geometrica d i tali ordini. Alla scuola della riga e 'd el compasso successe, col gener ale Dufour, quella del predominio dell'elemento topografico che è riescito ad acquistare sempre maggiore importanza, massime per opera dei Tedeschi. P er giungere peraltro alla piena comprensione della teoria tattica, questa doveva essere posta in rapporto colla sociologia, poichè la ragione intima ed essenziale del vincere sta nell'animo di coloro che combattono, ed il fondamento delle virtù milit;i,ri trovasi nel carattere del popolo, nell'educazione scolastica: nelle condizioni morali della società cui appartengono i combattenti. L'autore iilustra con calde parole questa t esi sulla quale s'impernia la base del militarismo moderno, vale a dire la suprema necessità di un'alta preparazione morale degli elementi combattenti ed inneggia al Clausewitz, al grande filosofo della guerra, il quale pose l'energia dell'urto, 11el quale consiste l'atto finale di quella, nel fondo dell'anima umana. Agli accennati concetti s' ispirò Nicola Marselli nel.: trattare la teoria della grande guerra, ampiamente sviluppata nel libro V della sua opera.

« todo della storia naturale, adattato però alla specialità « del fenomeno » (1). Tali sono le basi del grande edificio della storia generale e militare creato dal Marselli, il quale traccia con mano sicura la genesi, il concetto, i limiti ed il metodo dì quella scìenz·a ancor nuova.. Per ciò che in particolare riflette la storia militare, collegandosi, colla continuità del pensiero, che è, come si disse, gloria italiana, al concetto sviluppato dal Blanch nei Discorsi, il Marselli considera la guerra in rapporto colla civiltà e muove, nelle nuove indagini, dallo studio di tale rapporto. Propostosi di delineare la legge di evoluzione dell'arte militare, esamina e discute in primo luogo i principìi della composizione e dell'ordinamento degli eserciti, cioè della preparazione dello strumento, e passa quindi a sviluppare la teoria della grande guerra. Questa, intesa nel senso di dirigere e coordinare l'azione deg li eserciti, comprende i principii generali della strategia, in sè ed in rapporto col terreno (geografia militare), del movimento delle truppe (logistica) e dell'urto (grande tattica). La ·scienza strategica, escita dalla sua fase poetica (quando cioè sembrav_a che soltanto la magnetica intuizione del genio fosse in grado di orientarsi, e divinare) attraversò col Bulow, col Jomini, coll'arciduca Carlo la fase che potrebbe dirsi geometrica. Col richiamare le menti alle forze morali ed alla loro in{iueuza determinante sui fatti di g uerra, alle situazioni definite e relative, col ' rJ.sollevare il valore della tattica, Clausewitz preparò la creazione di una posi ti va teoria strategica, che non· potè peraltro fondare pel fatto .che le grandezze morali, delle quali riconobbe, come si disse, l'alto valore più assai che non avessero fatto gli scrittori anteriori, dovevano ancora, ai suoi tempi, sembrare inassegnabili, sic::iome dipendenti dalla libera attività dell' ànima, d'onde il largo dominio del caso. ·r; (i) La guerra

e la sua storia. Voi.

m,

pag. 9, ~· edizione. Milano: Treves, l.8Si.

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·lL PENSIERO DEL GENERALE NICOLA MARSELLI

Considerando la guerra in relazione alla storia, cioè al reale, sentiva peraltro l'illustre scrittore la necessità di evitare il pericolo del pr edominio assoluto dei principì direttivi. La scienza è progressiva e sarebbe vano pretendere che quei principì costituissero le sole leggi eterne della . grande guerra, le sole verità costanti. Epperò la teoria del.la guerra deve essere conformata al bisogno generalmente sentito di affrancarsi dallo stato di schiavitù contro tirnnnici principi, come da quello della ribellione contro ogni maniera di leggi, e di conquistare la libertà del pensiero scientifico e dell'arte pratica. 'rali idee, che formano il punto di partenza della teoria generale della grande guerra, vengono dall'autore sviluppate nel geniale studio sulla Guerra 1°eale (1) cioè sulla guerra vista nella sua meravigliosa complessità e varietà, vista nelle sue relazioni colle più recondite idealità, e contemporaneament e con quelle particolarità senza delle quali un concetto strategico non pu.ò divenire una vittoria. In detto studio, posto in chiaro ch e il vero progresso consiste nel richiamare la mente alla realtà dei fatti storici e delle situazioni concrete, senza r innegare i principi e le regole, è delineato, con efficacia d'immagini e con riferimento alla storia, il modo di concepire la guerra reale che all'autore si presenta più opportuno « a formare la mente ragionatrice e positiva, « a distruggere l'antagonismo tra la teoria e la pratica, a « non irrigidire gli . ingegni cogli assoluti, a r enderli pie«·ghevoli alle esigenze delle situazioni relative, a far loro « comprendere l'alto valore delle' forze morali, a non essic« care la sorgente delle felici ispirazioni, a n on spegnere la « poesia dell'animo » (2). Passando dalla teoria nel campo delle applicazioni, l'autore con ardito concetto tenta una classificazione di tipi strategici simile a quella trovata da Linneo e da Cuvier pel (i) Lo studio intitolato: La guerra realP. venne pubblicato dalla • Rivista militare italiana • dell'anno !8i6, voi. I, e poi aggiunto come appendice a.Ilo studio della grande guerra nel secondo volume della (}uerra e la sua storia nella. seconda edizione del !88J. (2) Op. cit., voi. Il, pag. t,26.

NELLA SCIENZA DELLA GUERR A E NELLA STORIA

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regno animale. Il meraviglioso quadro nel quale gigànteggiano le figiue di Federico II , di Carnot, di Napoleone e di Moltke, e che dà modo di abbracciare l'evoluzione della scienza strategica dal primo a quest'ultimo condottiero, è degno dello scrittore artista e lascia nell'animo del lettore quel diletto che sempre si manifesta dinanzi alle opere dei grandi maestri. , L'ammirazione che si prova nel vedere lo svolgersi di quegli avvenimenti di guerra sotto l'impulso del fato della storia, non è minore· di quella che desta la lettura dei Di· scO'rsi di Luigi Blanch, dove il .;uccedersi dei fatti guerreschi dell'umanità, dal suo affacciarsi sul limitare della storia fino ai nostri tempi, è presentato in intima relazitme· collo stato sociale dei popoli. Non potendo dilungarci a delineare i pregi di tale stupenda opera d'arte ed a porre in rilievo le bellezze che ad ogni tratto si manifestano, basti qui accennare, per darne un pallido riflesso, al riassunto della ,' campagna del 1815. Nelle brevi ·p agine dedicate alla narrazione di quel rapido succe· dersi di avvenimenti guerreschi è raffigurato con efficacia impareggiabile il trionfo d~lla ferrea legge sociale, che, inesorabile non meno del fato della tragedia greca, non permette ad nn uomo, per grande ed inesauribile che sia, di vincere gli immutabili decreti della storia. La campagna del 1815 venne iniziata colla manovra d i Montenotte e la coincidenza,· nel ciclo delle campagne napoleoniche, del punto d'arrivo con quello di partenza potrebbe sembrare, a primo aspetto, una bizzarria storica. Per altro la bizzarria scompare quando si rifletta che, se lo stesso uomo manovrava in una situazione presso che identica per la direzione delle strade e per la ripartiziqne delle forze nemiche, esistevano radicali differenze fra la campagna del Belgio nel 1815 e quella del Piemonte nel 1796; « differenze dipendenti da che questa era « l'ascensione per la via della vittoria, quella la precipitosa « catastrofe di un dramma che era durato· troppo » (1).. (-1) /

Oo.

cit., voi. lii, pag. 288.

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IL PENSIERO DEL GENERALE NICOLA MARSELLl

NELLA SCIENZA DELLA GUERRA E NELLA s·rORIA

Nell'ultimo libro (il VII) è delineata a larghi tratti la legge di evoluzione dell'arte militare e propriamente del modo con cui gli uomini vengono ordinati e disposti per combattere. Questo è il fatto più concreto della g uerra e quella legge è il più alto risultato della sua scienza storica.

,Lo stesso concetto, cui venne informato il grande lavoro, del quale furono testè delineati i tratti caratteristici, amma il precedente scritto sugli avvenimenti del 1870-71 (1). Dopo circa un trentennio decorso dai fatti politici e militari cui quelle pagine si riferiscono e dopo i numerosissimi studi di ogni genere cui i fatti stessi diedero origine, non è facile rendersi conto dell'interesse destato dalla comparsa di un li.bro che, scritto « mentr'e era ancora ass~i intrecciato il dramma franco-germanico e non dopo la catastrofe » (2), previde, fra l'incredulità di molti, le colossali vittorie degli eserciti tedeschi. Basterà ricordare il plauso che quel libro riscosse da uomini d'alto intelletto, tra i quali Teodoro Mommsen e Luigi Blanch, e soprattutto il posto importantissimo che il libro stesso occupa nell'evolu~ione del pensiero di Nicola Ma.rselli, in quanto ne segua il primo distacco dalle speculazioni metafisiche e l'avviamento verso il culto del po!itivo e del reale. Il mio lavoro sugli avvenimenti del 1870-11. è il primo in cui io sia io (3), ebbe a di0hiarare egli stesso in uno sguardo retrospettivo dell'evoluzione della sua mente. Fu infatti in quel lavoro che il robusto pensatore si ritemprò al contatto della storia, e da quello, come da un primo saggio, prese le mosse verso il metodo sperimentale, che doveva condurlo a risultati così fecondi negli ulteriori studi sulla storia militare e sulla storia generale.

Dire dei salutari effetti apportati dall'opera del Marselli, che ha segnato il rinnovamento della cultura nel nostro esercito e gettato le basi per lo studio scientifico della storia militare, sarebbe superfluo. Perchè il nostro massimo istituto militare potesse corrispondere degnamente allo scopo prefissò di sollevare a maggiore altezza l'istruzione degli ufficiali, s'imponeva la necessità di richiamare sul terreno sintetico delle idee informatrici l'uditorio il quale doveva, nella maggior parte dei corsi, venire dalle esigenze qidattiche condotto su quello analitico dei particolari tecnici. Soltanto a questo modo era possibile raggiungere l'~quilibrio delle facoltà intellettuali, e conseguire tra i diversi metodi quell'armonia che spiana agli ingegni la via della pratica razionale. L'insegnamento scientifico della storia militare e quello della st.o ria generale, professati entrambi dall'illustre scrittore alla Scuola superiore cli gu,er1"a nei primordi della sua creazione, servirono a_ssai acconciamente per arrivare al nobile intento dì stimolare le facoltà sintetiche e coordinatrici, come per elevare il sentimento della gioventl\ militare. Chiamato l'insigne maestro a più alti uffici, le auree pagine dell'opera, che questi aveva scritt,o per rifare colla cultura lo spirito dell'esercito, s~rvirono di guida, negli studi di storia militare e generale, agli allievi del detto istituto. Se il pregio intrinseco di un libro deve misurarsi dalla forza di espansione e quasi di suggestione che esercita sui lettori, e _d alla vitalità che contengono in genere i pensieri ivi espressi per fecondarne altri in relazione al moto progressivo delle idee, difficilmente potrà rinvenirsi tra le opere di carattere storico-militare, prodotte in quest'ultimo quarto di secolo, altra che raggiunga l'alto valore di quella di Nicola Marselli. ,

')'ra i lavori militari, pubblicati dal generale Mars·elli prima del 1870, sono da ricordare: ·Il problema militare clell' indipendenza nazionale (4); studio a grandi linee dove la fortificazione è considerata in relazione alla tattica, alla strategia, all'artiglieria ed 11ll'ap· plicazione per la difesa d' Italia. È una prima battaglia (i) Gli avvenimenti del 1870-71. Studio politico e militare. (2) Avvertenze aJl a terza edizione (1873) del I vol ume.

Tori110, l.87:1.

Appendice alfa pri ma parte della Scienza della storia (Le (o.si del pensiero storico): Questo stu(lio venne pubblicato a più riprese nel la /livi sta -mililare italiana, negli anni t867-68·69. (3) (&.)


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IL PENSIERO DEL GENERALE NICOLA MA.RSELLl

NELLA SCIENZA DELL A GUERR,A E N ELLA S'l'ORIA

combatt uta dall'autore pel rinnovamento intellettuale dell'esercito, del quale, nell'epoca in cui quello studio fu scritto, si dimostrava urgente il bisogno. Con }argo svolgimento d'idee e con eloquenti esempi viene posta in rilievo la necessitiL di seguire la legge, la scienza, il risultato, la sintesi dei fatti, di attaccarsi alle sane tradizioni ed ai sempre sani principi dell'arte militare, anzichè stazionare n ell'empirismo, non ancora bandito in quel tempo dal nostro esercito. Il Disco1·so siil generale Jomini (1), pronunciato il 6 aprile 1869 alla scuola superiore di guerra, nel quale la genia,lità artistica della forma è pari all'elevatezza del concetto, tende a costituire il carattere e la coltura del nostro esercito : scopo primo e supremo di tutti g li scritti militari dell'"illustre pensatore.

coltivare gli studi storici e filosofi ci. In questi fu sedotto dalle dottrine hegeliane, che rappresentan 0 invero la sintesi più vasta, più profonda e più ricca cui, dopo Aristotele, siasi levato il pensiero umano. Sotto l' ispirazione di quel sistema che è alle scienze filosofi che ciò che il cristianesimo è alla r~ligio~e, egli scrisse i suoi primi lavori di carattere artistico-letterario: L'a1·chitettura in relazione alla storia del mondo (1); i Saggi di critica storica e le Ragioni della musica moderna. Tali studi, che rivelano g ià la profondità del pensatore congiunta a lla genialità dell'artista, posero il giovane ufficiale del geuio tra i seg uaci napoletani di Hegel. La spiccata tendenza alle speculazioni della metafisica idealistica, che regnò sempre nel mezzogiorno d' Italia, predispose, nella prima metà del secolo, gli a nimi ad accogliere il movimento filosofico della Germania. Una schiera di giovani studiosi si diede ad imparare il tedesco, a meditare e disputare sui sistemi .filosofici allora prevalenti presso quella nazione e massime sulle dottrine' di Hegel. « Io vi ~pparte« neva (narra il Marselli) (2) e .mai più dimenticherò le ine« narrabili gioie provate in quell'eletto cenacolo. La scienza « ci compensò delle tristezze dei tempi oscuri e ci conservò « la mente libera ed il cuore p.obile e :fiero. » Per meglio comprendere queste calde parole dell'illustre pensatore, è da ricordare che qnei giovani cnltori delle dottrine hegeliane rappresentavano quanto di più eletto per ingegno e per elevatezza d'animo produsse in quel periodo la nobile terra del mezzogiorno d' Italia, Quei giovani si chiamavano Bertrando e Silvio Spaventa, Francesco D e Sauctis, Camìllo De Il1eis, Antonio Tari, Stanislao Gatti, Stefano Cusano, e nelle meditazioni :filosofiche e nell'attività del pensiero, allora che il pensiero era azione, prepararono il terreno alle rivendicazioni politiche. Molti di qu13i giovani si trovarono infatti in prima linea tra i congiurati ed i combattenti per la libertà e l' indipendenza nazionale.

Il tentativo felicemente compiuto da Luigi Blanch di porre la storia della guerra in relazione allo svolgimento della civiltà è il portato, nel ristretto campo degli studi militari, delle tendenze della scienza moderna. Per l'incarico avuto, come ebbe ad accennarsi, di fondere i dne insegnamenti della storia militare e della storia generale, Nicola Marselli, seguendo su più vasto terreno la continuità del pensiero italiano, riescì a dare attuazione completa al programma dello scrittore lucerese, coordinando nella scienza e nella storia 0iò che nella vita è uno. Le tracce lasciate dal l\farselli nei suoi saggi di studi di storia generale, informati ai pri~cipì del positivismo moderno, allargano il campo della scienza storica e sollevano l'a~imo al culto della verità ed al rispetto dell.e leggi eterne della natura. Durante il corso di studi al collegio della N unziatella, non essendo le teorie matematiche sufficienti ad occupare la robusta e versatile sua mente, Nicola Marselli cominciò a

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(1) Pu bhlicato nella Rivista mitil,lre italiana, anno l869, voi. II.

(1) Rivista mitita,·e itciliàna, anno Vili (i863-64J, voi. Il e lii. (2) Appcnclice alla Scienza della storia - I. Le (asi del pensiero storico. /


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lL PENSIERO DEL GENERALE N ICOLA MARSELLI

Ma il nitido ingegno di Nicola Marselli non poteva tardare ad essere attratto dalla scienza positiva e dal metodo sperimentale in nn periodo nel quale i potenti mezzi d'osservazione e d' indagine che si posseggono hanno dato così valido impulso alle scienze biologiche, ed operato il loro connubio colle scienze morali. Già un irrefrenato spirito di libe1,tà aveva impedito al l\farselli di divenire un servile seguace di H egel. « Mi muoveva intorno al sole hegeliano (osserva « egli parland o di quei suoi primi lavori), ma con un certo « mio moto proprio. Balzava di gioia quando poteva trovare « il debole della corazza, qualcosa a raddrizzare, uno spira« glio per cui la mia' personalità potesse penetrare ed affer« marsi ... Fuvvi sempre in me il seme dell'italiano ribelle · « alla tirannide e nulla valse ad intedescarmi fi no alle mi« dolla » (1). In questa confessione retrospettiva è accennata l'evoluzione della mente d i Nicola lVIarselli ve~·so concetti filosofici più positivi delle idealistiche t eorie hegeliane. Quello inna,to spirito di libertà erompeva in una geniale pubblicazione: .La critica e l'arte mode1~na (2) che porta per epig rafe il motto: 'il pensiero invade l'arte, l'arte il pensiero, la libertà tiitto, ed è dedicata a Napoli, alla te1··1··a del libero pensier·o, del forte sentire italiano. Nel fantastico viaggio attraver so l'arte moderna nelle sue multiformi manifestazioni · nell'architettura, nella. scultu,a, nella, pittura, nella musica,' nell'arte della parola, Nicola ìviarselli spiega la bandiera della libertà completa. Il suo non è programma d'u.orrio p0lit.ico o · diplomatico, ma di libero scrittore, e di sentinella avanzata del progresso. « Sottrarre lo spirito del popolo dall' influenza del pedan« tismo nell'arte, della teologia nella scienza, del prete nella « religione, deve essere lo scopo di qualunque scrittore abbia « coscienza della sua deputazione umanitaria>> (3) . .

NELLA SCIENZA DELLA. GUEl.tl{A E NELLA

(2) Napoli, RalTaele Ghiò editore, 1866. Op. ci t. , pag. 29t. - Conclusione.

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A d una mente così libera da pregiudizi sociali, da quelle scorie medioevali che tarpano le ali a tanti nobili intelletti, il genio della scienza positiva, quale si afferma nelle odierne discipline naturali e storiche, doveva rivelarsi in tutto il suo splendore. Sottrarre la natura ad ogni volontà trascendente d' Iddii, comprenderne ,le leggi meccaniche, mostrare l' affinità dell'essere umano cogli esseri del mondo, riprodurne in noi le norme e conformarvisi colla rassegnazione virile di chi conosce il proprio destino ed il luogo ch'ei tiene nell'evoluzione fisica della vita; sdegnare speranze impossibili che farebbero codardo il premio della virtù ; mantenersi :fierament e devoto alla verità · scientifica, nè violarla mai nella propria CO$Cienza e nell'altrui; moltiplicare le energie del pensiero e trasmetterne all'avvenire l'eredità sacra ; sono gli ideali del positivismo moderno. Contro il fascino che questi dovevano esercitare su di un r obusto intelletto, già temprato nelle lotte per la ricerca del vero, mal potevano lottare le dottrine hegeliaue che daile cime dell'assoluto sdegnano le scienze biologiche e vagheggiano una idea di là dai centri nervosi, di là dagli organi, di là dal cervello. Nella patria d1 Lucrezio, di Galileo e di Giordano Bruno, le d ottrine della scienza biologica, elaborate principalmente presso i popoli di razza germanica, sono ch iamate a r icevere largo sviluppo, conformate per altro alla natura ed al genio del popolo italiano. . Questo concetto sorrise all'illustre pensat ore il quale voleva che « noi figl i di u~a nuova Italia, dovessi1no bensì « conoscere e studiare a fondo le colture forastiere, ma do« vessimo fare escire dal nostro genio una coltura nostra e «nuova» (1); e colla potenza della sua mente e colla versatilità del suo ingegno affrontò l'ardua opera di riassumere i progressi della scienza storica odierna per preparare al popolo italiano una cultura nuova e vitale che fosse frutto del · suo genio e degna del presente progresso.

(!.) Appendice citata. (3)

s·ronIA

(i) Appendice, citata.


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IL PENSIERO DEL GENEll.ALE NICOLA MARSELLI

NELLA S01ENZA DELLA. GUERRA E NELL A STORIA

Nel concetto dell'autore la scienza storica doveva dividersi in tre grandi parti. Nella prima era da dimostrare come il pensiero siasi a poco a poco sollevato al concetto scientifico della storia e da esaminare i principali sistemi storici da Erodoto ai nostri tempi. La seconda doveva trattare dei rapporti tra la natura e la storia dell'umanità, ossia delle questioni relative a ll'origine ed all'antichità dell'uomo, alle razze, ~tl linguaggio, e della ci viltà considerata ne' suoi elementi e secondo le sue leggi. La terza parte doveva infine comprendere lo . svolgimento storico dell'umanità, cioè costituire un sunto di storia ragionata universale. La prima parte venne pubblicata nel 1873 (1) col titolo: Le /a si del pensiero stO'i'ÙJO. Alla seconda parte, che potrebbe chiamarsi della filowfia della storia, si riferiscono le due monogi·afie che portano per titolo: La natura e l'incivilimento e le 01"igini dell'w,nan'ità, pubblicate nel 1879 (2), come pure lo studio delle gmncli 1·azze cleWumanità, pubblicato nel 1880 (3). I ricordati . studi, quantunque non esauriscano il prog ramma di cui sopra e non oltrepaHsino i preliminari della grande scienza délla storia, valgono a porre Nicola Mar· selli tra i più valenti ed i più convinti propugnatori del positivismo moderno. In quelle pagine appare sempre luminoso il concetto che la natura e la storia non sono se non due fenomeni d i una stessa vita, salvo che nei fenomeni della storia, più r ecenti e più vasti, le leggi si rivelano più. vaste. La natura e la storia costituiscono tutto il reale co' suoi gruppi meccanici, chi-miei, biologici, storici, che ascendono a forme sempre pi1ì complesse e più ideal-

mente vere, nelle quali si riassume l'esperienza dei secoli e si, perpetua l'eredità della vita. . Al pari della robustezza del concetto scientifico emerge negli scritti storici di Nicola Marselli un'altissima idealità morale ed una salda convin zione che la scienza può dar fondamento all'etica e che le idealità sociali, sebbene fenomeni storici, sono più efficaci dE5lle idealità tramandateci dalle scuole teologiche e filosofiche. « Nel'ver o francamente pro« clamato noi dobbiamo trovare la poesia dei nobili affetti e ·« la religione dei grandi doveri. E questo .vero si fa manife« sto nella scienza e nella storia. Le menti bene equilibrate « possono con .fondamento ripromettersi dalla scienza e dalla « storia insieme collegate il rinascimento di una più larga « e più profonda fede nell'ordine che intreccia il mondo so« ciale, fede che è solido istrumento di moralità. Nel regno « della libera scienza nulla sparisce di tutto quello che è « grande, ideale e generoso; ma solo cambia di base e la ri« trova più solida. La piramide delle nostre idee e dei nostri « sentimenti poggierà sullf1 terra e non penderà dal cielo. « E sempre bello sarà per noi il sorriso dell'arte, sempre no« bile l'amore per la famiglia e per la patria, e vieppiù po· « tente quello per l'umanità. La famiglia, la patria; l'urna· « nità ameremo di amore più tenace quando sapremo che la « conservazione di tali culti è indispensabile condizione d i « non effimera prosperità; noi le ameremo di amore più puro « quando nella nostra soddisfazione troveremo tutto il nostro « compenso. Se questa dottrina non è fatta pel volgo; il torto « non è di lei e nemmanco del volgo. Illuminiamolo e rendia« molo sempre più degno del vero e del bene. In questo la« vorio èhe mai non si compie sta la vita della Civiltà » (1). Posta in rilievo nelle Fasi del pensie,·o storico la neces· sità di ricondurre i fatti ad unità di sintesi con solidità di metodo e con verità di dottrina, nelle 0-r·igini cleWiimanità Nicola Marselli svolge il concetto del trasformismo dar vi· niano che ha prodotto nelle scienze, le quali hanno per

O) E(lito re Ermanno Loescher. Roma, Torino, Firenze. Que~te monografie vennero pubblica.te primieramente nella Nuova Antologia, la pnma nell·anno t878 (Vo i. Vili, seconda serie) co l titolo: L'aziono della nattwa sulla civili ii secondo i modemi studi ; la seconda nell'anno 1879. (VoL XIV, seconda serie) . (2)

col tilolo: Le nostre ol'igini.

.

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~-

(3) Di questo scritto pubblicato dal Loescher, come i preceden ti, venne inserito nella Nuova ~ntologia (anno ¼880; Voi. XXIV-XXV, secondà serie) il capitolo sui Jledttei-·r anei.

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(l) Le fasi del pensiei·o sto1·ico. Prefaz ione, pag. Xl-XII.


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IL PENSIERO DEL GENERALE NICOL A MARSELLI

oggetto il mondo organico ed il mondo morale, una rivolu, zione pari a quella. prodotta nelle scienze :fisiche dalla legge di attrazione univer sale, ed illustra il grande principio della. scelta naturale che è alla biologia quel che la legge di gravitazione è all'astronomia. Nel libro : La natura e l'incivilimento dimostra come la natura modelli questo e come questo trasformi quella: come il solo modo di comandare la natura stia nell'obbedire alle sue leggi eterne e nel viaggio ascendente dell'umanità esista un cerchio più alto di quello da cui si gode delle vittorie dell'uomo sulla natura: il cerchio in cui l' uomo riposa nell' armonia della natura Lassù la scienza è Beatrice ( 1). Nelle grandi razze dell'Umanità l'autore procede ad un lavoro di classificazione dei tipi anatomici e linguistici che gli uomini hanno in parte riportato dalle loro sedi origi · narie, in parte acquistato mediante l'incrocio con altri uomini, l'adattamento in altre contrade e la trasmissione ere· dita.ria che alle forme porge rilievo e stabilità. Il sorriso dell'artista irradia sereno sulle severe rivelazioni della scienza positiva. Con quel sorriso geniale, lo scrittore, convinto che da tutto questo prodigioso lavoro della scienza escirà no'n soltanto il novus ordo, il nuovo ordine sociale, ma anche una nuova poesia, inneggia al grande poeta che al popolo amministrerà. in un nuovo catechismo il succo_d~i nuovi veri poeticizzati; mentre augura al suo paese d1 riconquistare nella repubblica della coltura quel posto elevato che come Stato ha già preso nel concerto delle nazioni presenti e di entrare nel movimento ·degli studi morali con una sintesi storica, elaborata secondo il suo genio tradizionale e secondo il progresso dei tempi nostri. Fu questa la nobile ambizione che spinse Nicola Marselli a pubblicare i suoi studi sulla scienza della storia, ed il richiamo a tali elevatissimi sensi sembra l'omaggio più affettuoso che alla memoria dell'illustre scrittore possa farsi in queste pagine, troppo invero inferiori alla. grandezza del (i) La

natura e l'i11ci11ilime11to. Loescher, i879, pag. 86.

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soggetto. Non è peraltro senza un intimo compiacimento che vediamo questo sincero tributo di ammirazione, dedicato al filosofo artista dalla generazione che lo segue, intrecciarsi con quello della. generazione che lo ha preceduto: della generazione politica, la quale con fermo proposito preparò le rivendicazioni nazionali. Basti qui ricordare le calde parole con cui uno dei più illustri rappresentanti di quella generazione, Luigi Settembr ini, accoglieva l'opera storica e filosofica di Nicola Marselli (1): « Ora. ho finito di leggere il vostro libro (2) e sento il « bisogno di scrivervi per stringervi forte forte la mano e per « ring raziarvi del bel libro che avete dato all'Italia. Oh, mi « sento il · cuore pieno, respiro liberamente, intendo tutto « chiaramente. E questo me lo avete fatto voi. Ho sessan« t'anni e tra poco me ne vado : ma mi consola che in I talia « io lascio uomini molto migliori di me. Possa. io vivere an« cora. da leggere gli altri volumi vostri. « Vi conosco poco, non vi ho scritto mai, ma vi a.mo ~ molto, di quell'amore d'animo che intendete. « Dimani ricomincerò a leggere il libro che tra gli altr i beni « mi fa. sentire meno le fitte della podagra che da tre setti« mane mi tormenta. Io lo voglio assaporare rileggendolo. « State sano ed accogliete i cordiali saluti di un vecchio « che vi ama e vi onora assai. - Luigi &ttemlYrini. » lii

• * P er l' intima relazione che intercede tra la guerra e la politica, il Marselli fo, e doveva essere, uomo politico ; ma anche nella politica portò il concorso dell'opera: sua al consolidamento delle istituzioni militari J.el proprio paese, ed alla lotta. per l'affermazione delle idee largamente liberali e pratiche. Gli studi di carattere politico- milita.re quali: Politica ester·a e difesa nazionale l3); Ciò che più iwge in ({) Lettera di Luigi Settembrini a Nicola llarselli, datata da Portici, 3 aprite 1873. (Ep istolario di Lu10 1 SETTelJ0111N1) , (i ) Le fasi aet pe,isiet·o st-0rico, (3) Nuova Antol-Ogia, anno ( 881, seconda serio, voi. XX VIII, 8~ -

ANNO XLIV,


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NELLA SCIENZA DELLA GUERRA. E NELLA STORIA_

Italia (1) ; L'esercito italiano e la politica europea (2); pubbli-

equanime dell'uomo di scienza ed il giudizio sempre ispirato .a,lla severa imparzialità di questa permisero a Nicola :Marfìelli di affrontare con serenità l'esame di quE:istioni politiche <l'indole assai delicata, come nella Rivoluzione parlamentare, -e spesso lo condussero ad esprimere pensieri opposti alla corrente d' intendimenti che allora prevalevano nel governo. Così, non credendo a trasformazioni rap~de ed.insieme utilmente efficaci, dall'estensione del suffragio politico presagisce :Scarsissimi frutti pel trionfo dell'idea liberale, Ad altissimo intendimento politico mira lo scritto: Gli Italiani del mezzogiorno (1), diretto a completare la fusione morale delle varie regioni d'Italia ed a stringere vieppiù i legami della fratellanza nazionale « con l'invitare gli Italiani ·«·del settentrione a conoscere meglio gli Italiani del mez~· zogiorno e questi ad avere maggiore coscienza di sè e « fede più viva nel loro avvenire, il quale si confonde col-« l'avvenire d'Italia. »

cati nel 1881-82, quando gravissimi avvenimenti scuotevano il sentimento nazionale degli Italiani e inducevano le menti a rifle·ttere sulle condizioni della nostra patria, tendono a porre in evidenza l'ineluttabile necessità di una robusta organizzazione militare per aumentare la dignità del regno nel concerto delle nazioni e la sicurezza e la prosperità della sua vita àll'interno. Nelle poche pagine dedicate alla marina, nel primo dei ricordati studi, dimostra come questa si debba considerare la difesa avanzata nel mare dell'esercito che combatte a terra, allo stesso modo che gli alpini lo sono per le Alpi, e conchiude che il non provvedere in modo degno alla marina equivale al non volere ohe l'esercito possa de· dicarsi tutto al suo principale ufficio. « Chi legge nell'avvenire non può non rimanere convinto « che il bacino del Mediterraneo diventerà un'altra volta il « teatro di storiche lotte, co~ì guerresche, come commerciali. « La penisola Balcanica e tAfrica appariscono già come le « terre aperte all'attività di quest'Europa che soffre per un· « grande disagio sociale, il quale spinge e spingerà sempre « più i suoi abitanti a camminare in quella direzione, an« zichè nell'altra della lontanissima America. La nostra patria « dimostrerebbe di non avere diritto a vivere se non vo« lesse nemmeno svolgere e proteggere i suoi traffici col« l'Oriente e col mezzogiorno d~l Mediterraneo. J> Gli scritti di carattere esclusivamente politico (3), che sono una conseguenza logica della vita parlamentare di Nicola Marselli, hanno scopo sempre ol::!biettivo, tendenze non partigiane ma nazionali, e caldeggiano una politica positiva e liberale, non peraltro informata ad un positivismo ristretto è volgare, ma ad un positivismo largo ed elevato, il quale nella teoria costituisce il punto di vista scientifico e nella pratica quello dell'armonia tra l'i/leale ed il reale. Il criterio

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· T ale fu lo scrittore il quale nelle più varie manifestazioni del robusto e versatile intelletto, nelle sue opere militari, -storiche, letterarie e politiche,, fu sempre; e sopratutto, artista, se l'arte risiede, secondo giudicava Platone, nello splen<lore del vero. Come avviene degli uomini profondamente pensatori, gli scritti di Nicola Marselli s'intrecciano con nodi inestricabili agli avvenimenti della sua vita. L'indirizzo -scientifico delle sue opere rivela, sotto tutti gli aspetti, l'ambieute intellettuale e sociale nel quale il suo spirito cominciò a svilupparsi e quello nel quale pervenne a maturità completa, e rispecchia nitidamente l'evoluzione del suo pensiero determinata, non soltanto dal carattere degli studi professionali, ma anche dalle condizioni politiche d'Italia e perfino, ·come egli stesso riconosce (2), dai luoghi in cui visse. Così, ·dopo il 1860, mentre da una parte nuovi incarichi di

(!} 1Vuova Antologia, anno !881, second:i. sorie, voi. XXX.

(2) Nuova Antologia, anno !882, seconda serie, voi. XXXII. (3) La rivotuzione parlamentare det marzo 1876, (!876); Raccogliamoci, ({878); La situazione parla·mentare, (!880, lettera); La politica nello Stiito· italiano, (l882).

(I) Nuova Antologi<L, anno 188r., seconda serio, voi. XXXIII, XXXIV. (2). Appendice citata.

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carattere militare lo portarono ad imprimere un nuovo indirizzo allti sue idee, la convivenza in mezzo ad un popolo pratico ed analitico, come quello dell'Italia settentrionale, valse a modificare in lui l'eccessivo idealismo metafisico, pur lasciando sempre l'adito a quelle elevate aspirazioni che le aure meridionali avevaho impresso nel suo spirito. Dopo · 1a ricostruzione, per quanto incompleta, che tentammo di fare in queste pagine del pensiero di Nicola Marselli per mezzo dei suoi scritti, poco rimane a dire delle sue azioni, tanto più che nulla fu maggiormente azione di quei scritti, i quali costituiscono uno dei più potenti fattori del rinnovamento intellettuale del nostro esercito. Condannato, n ella sua prima gioventù, a vivere in tempi avversi ad ogni libera manifestazione esterna, Nicola Marselli si seppellì nel mondo interiore del sentimento e del pensier o. L'arte e la scienza assorbirono tutta la sua vitalità intellettuale nel decennio dal 1850 al 1860. Divenuto ufficiale dell'esercito nazionale, cominciò a studiare seriamente la g uerra ohe comprese a5sai meglio di coloro ché l'avevano studiata sempre, poiohè portò nel nuovo studio il largo contributo della sua potenza intellettuale, e coll'aiuto degli studi generali potè allargare l'orizzonte di quelli militari. L 'influenza ohe (secondo si ebbe già ad accennare) esercitarono sul suo spirito il rinnovato ambien te intellettuale e le mutate condizioni polìtiche fu decisiva. Egli stesso ricorda l'entusiasmo con cui pose da un canto gli studi speculativi, i quali, per l'indirizzo esclusivo della mente verso u~ ordine. d'idee, « andavano logorando la sua sa.Iute e pietrificando il suo cervello » (1) e si volse agli studi milita.ri e pratici. Se non che l'orma impressa sull'intelletto umano dalle profonde e diuturne meditazioni filosofiche è incancellabile, e mentre, al contatto della realtà, gli studi generali si praticizzavano svincolandosi dalle speculazioni hegeliane, gli studi militari si allargavano e si idealizzavano.

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D'onde quel sano equilibrio fra le idee e la realtà, fra la sintesi e l'analisi, ohe costituisce la dote caratteristica del magistero scientifico di Nicola Marselli. « Non si diviene « uomo intero (egli notava) senza temperarsi nei pratici of« fici e non si diventa nemmeno filosofo vero senza conso« lidarsi in istudi empirici ed applicativi » (1). Sotto l'aspetto morale, nulla di più nobile può immaginarsi della vita di Nicola Marselli, pel quale l'ideale supremo fu la costante osservanza di tutti i doveri, salvo di quelli ohe aveva (sebbene vissuto in tempi_nei quali prevale l'egoismo) verso se stesso. Come nello scrittore l'artista, predominò nell'uomo il cittadino ed il soldato devoto alla patria. In magn~nimo cor In patrln è tutto.

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Era un bel verso che egli ricordava sempre. E non era soltanto un bel verso, ma segnalava per lui la nitida enunciazione di un dovere che a tutti gli altri sovrasta. La patria. antepose sempre alla famiglia, di cui era amantissimo, e nel 1866 chiese di entrare in campagna, ciò che lo costrinse ad abbandonarla ed a contrarre un debito. « Sono io che ho chiesto « (scriveva a Giuseppe Ferra.ralli) di prendere parte alla « guerra. Questa risoluzione, che nessun dolore mi farà male« dire, mi ha fatto lasciare nell'isolamento a Torino la mia « povera famiglia e mi ha posto nella dura necessità di con< trarre un debito ». La morte di Vittorio E manuele pianse più di ai_uella del padre. « Quando il sentim ento nazionale ba bisogno di er om. « pere dal tuo petto (scriveva il 13 gennaio 1878 sempre a « Giuseppe Ferrarelli) tu ti ri0ordi del tuo vecchio amico, col ~ quale hai fin da fanciullo sognato e amato · l'Italia. Ora « l'Italia esiste ma ne è venuto meno inaspettatamente il suo « principale artefice. Una grande forza abbiamo. perduto a ti « assicuro che io ho pianto la morte del Re Vittorio Emanuele « pi'G. che non piansi la morte di mio padre. » Tanto era caldo l'amore della patria in lui e nei migliori suoi coetanei.

({) Appendice citata. Ct) Appendice ci tata.

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NELLA SCIENZA DELLA GUERRA E NELLA STOIIIA IL PENSIBRO DEL GENERALE NICOLA MARSELLl

L 'alta. onestà intelletttia.le, ehe si rivela n egli scritti di Nicola Marselli esclusivamente e sempre diretti alla ricerca del Vero, fu la ba.se di tutta la sua vita. pratica. Egli stesso delinea con nobil~ franchezza. l'évoluzione del suo spirito quando espone come il suo pensiero, oltrepassato il contenuto metafisico e religioso in genere, venne a trovar.,i nella regione della scienza positiva. Del trionfo della logica sulle contraddizioni di un cattolicismo a posticcio volle sempre onorarsi, mentre una gran parte degli uomini si compiace di vivere tra equivoci e compromessi (1). Conscio dell'avversione che il libero e schietto sentire e la rigida onestà senza riguardi non di rado procurano, reputava dappoco coloro ohe sono lodati da tutti, credendo che gli uomini i quali hanno valore ed onestà debbano essere amati ed odiati; amati dai migliori, e odiati dai tristi e dagli sciocchi. Il suo cuore fu grande come la sua mente e come questa. robusto il carattere. Il cuore di Nicola l\farselli si rivela nel racconto delle gioie e dei dolori della. vita milita.re, in quel bellissimo scritto dove l'arte s'intreccia al sentimento, che erompe vivissimo dalla sua penna quando ricorda la partecipazione comune a quelle gioie ed a quei dolori (2). Il suo carattere fu quello di un pensatore robusto e di una mente sempre in azione anche nei periodi di apparente riposo. I suoi riposi non erano infatti ozii, ma preparazione, mercè la meditazione e lo studio, a nuovi lavori. « Io non scrivo, < cerco di ritemprarmi nel silenzio e leggo Shakspeare, « Dante e le campagne del principe Eugenio, uno dei più « ar monici tipi di capitano, uomo di Stato e galanttwmo. »

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\( maschie vir tù che furono il fondamento degli Stati forti « e prosperi. » A tale r iflessione, che spinse, or sono dodici a.uni, il generale Marselli a rievocare la memoria di Enrico di Beauregard e di Alessandro P oerio (1), non crediamo fuori di luogo di richiamarci ora, perchè anche ora, come quando il l\farseUi scriveva quelle pagine, impor ta che gli esempi tramanclatici « dagli uomini del p assalo non vadano perduti pei pre« senti (2). Pur r iconoscendo, coll' illustre scrittor e, i pregi della nostra età progressiva e pur confidando nella elasticità e nella vitalità del carattere italiano, ampiamente dimostritte nella storia, si manifesta la necessità che questo carattere sia sollevato ai nuovi ideali e temprato dalla cultura moderna, la quale soltanto potrà porre le classi dirigenti nel nostro paese in condizioni di guidarlo dove fatalmente lo sospinge il moto storico . E pperò il ricordo di colui che, n ella sua vita d' incessante lavoro, to,nt o prezioso materiale seppe accumulare per indirizzare le menti vel".SO i nuovi idea.li e pel rinuovamento della nostra cultura, deve esser e mantenuto vivo nella mente e nel cuore di tutti gli I taliani. Adempia Napoli al dovere di tributare alte onor anze a.Ila memoria del suo illustre cittadino di elezione (3), ma seO"uano la nazione e l'esercito, che di quella è una delle forze ;ive la via tracciata da Nicola Marselli nell'evoluzione del ' pensiero italiano. (i) Due uomini del passato. Nuova antologia, anno !.887, te1·za serie, voi. XII. (21 Id. Id. i(). (3) Nel consiglio comunale di Napoli sarà fatla propos_ta. afflncl~ ò la salma. d~I ge~

aerale Nicola Marselll sia collocata nel recinto degli uomm1 illustri , una y1a d1 Napoli si chiami dal suo nome. e si a11ponga uoa lapide sulla casa dove egli abitava.

« Quando i tempi cominciano a farsi tristi ed i germi di « decadenza a rendersi palesi nella vita di una nazione, « nessun modo migliore per sollevar l'animo e ritemprare « la fibra che il rifarsi agli ideali e propriamente a quelle (!.) Appondice citata. (2) La vita del reggin1mlo. Os,ervazioni e ricordi. Pubblicato nellt1 Nuova anlo•

logia, anno i888, terza serie, voi. X V.

Maggio, 1899. E :rmrcoR occRl lene11te colonnello del genio.


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di von der Goltz o poetiche di De Amicis, più delle prescrizioni dei trattati d'arte militare (prescrizioni spesso falsate dai ricordi }i questa o di quella campagna) è necessario avere conoscenza ésatta dell' organismo animale; di questa macchina che pensa e si muove per poterne trarre un utile massimo al momento opportuno. E · non occorrono per questo studi speciali: l'osservazione sola dei fatti che ogni giorno si svolgono sotto i nostri occhi offre criteri sufficienti per comprendere il meccanismo complicato delle marce. · Ma.. . de minimis .non cu,·at p,·aetor.

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, La ratigue seule est la véritable maladie du , marcheur. Df; POUVOURVILLll, >

« Il buon successo d13l combattimento dipende in gran parte « dalle marce che lo precedono. Mal regolate, producono « sciupio di forze e influiscono in modo deleterio sullo spi« rito delle truppe. » (Regolamento di Servizio in Guerm,

Lavo1·0 e fatica. Riposo. - Il lavoro è un eserc1z10 del corpo fatto allo scopo di rendere forte, dèstro e sano l'organismo. Agenti immediati del movimento sono i muscoli che però hanno bisogno di un atto volitivo, meccanico, :fisico o chimico - un urto, una puntnra, una scarica elettrica, il contatto d'un acido energico, ecc. - per sviluppare la loro forza di contrazione: i nervi, il midollo spinale ed il cervello sono agenti intermediari fra l'atto e il movimento. La fatica si ha quando i . muscoli perdono l'energia che loro è propria, e si accumulano nei tessuti i residui della .combustione organica attivata dal lavoro (leucomaine, acido carbonico, acido lattico, acido urico, ecc.) ·(Lagrange). Questi cletdti, che hanno origine dai processi chimici della vita nelle cellule, o vengono bruciati per mezzo dell'ossigeno del sangue, o distrntti nel fegato, o eliminati per mezzo dei reni (Mosso). Allora solo cessa la fatica. Lo sforzo esagerato del lavoro mnscolare produce i seguenti sintomi: 1° stanchezza dei m nscoli, 2° palpitazione e affanno,

parte I). È necessario quindi che gli ufficiali diano tutte le loro forze, materiali e morali, perchè nelle marce accada il minor numero possibile di inconvenienti che possano in qualsiasi modo scuotere la fiducia delle truppe. Ai soldati non piacciono molto le esercitazioni di marcia. Indagarne il perchè non sarebbe facile, e potrebbe anz essere scabroso; però non credo d~ esser lontano dal vero affermando che la direzione delle marce è quasi sempre t1·oppo teorica. Si crede da molti - e non si convincono dell' errore che quando si sono applicati quei tali paragrafi e quei tali alinea, tutto possa procedere senza il minimo inconveniente. Per condurre bene uu corpo di truppa iu marcia, bisogna aver marciato, e molto. Più delle descrizioni coreografiche (·l ) Ho raccolto questi appunti marciando, e ho dato loro forma consultando le opere di igienisti e ,Ji scrittori militari; opere elle In parte avvaloravano le mie idée. Per evitare le rrequeuti citazioni ne dò l'elenco: ·

La mare/le au point de vue militaire. Physiologie des exel'cices du corps. L AVÉRAN, Hygiène militaire. MARCBY, La maohine animale. Mosso, Fisiologia dell'uomo sulle Alpi - La fatica. P&l'TIGREW, La loco·motion chez les animaux. PoUVOURVILU: (DE), 1Voles sui· la marche. Istruzione sulle Al'mi e ml Ti1·0. Jst-ruzione sull'Igiene militare. Regolamento sut Se,·vìzio i n Guerra (p:irte I).

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CORTJA1.,

3° SOnfO,

LAGRANGB,

)._,

4·· deb?>lezza, necrosi dei tessuti, sincope ; . sintomi la cui gravità varia a seconda della durata dello sforzo stesso. Provoca inoltre speci&,li stati patologici quali l'imbarazzo gastrico-febbrile, la febbre tifoide; ed è spesso origine di

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I N DIAR CIA

parecchie malattie (reumatismo, colpo di calore, varici, m10siti, traumi, ecc.). La fatica eccessiva crea uno stato cachettico e una spossatezza particolare; genera una suscettibilità morbosa per tutte le malattie dovute al freddo e all'umidità; ag grava le indisposizioni leggere, risveg.iia le predisposizioni ereditarie e le malattie che s'embravano sparite. Opposto' al lavoro è il riposo, periodo di tempo necessario agli organi per riparare le perdite sabite. Ha per scopo: 1• dì far cessare le sensazioni dolorose; 2° di dare il tempo necessario per l'eliminazione completa dei det?·iti. 3° di permettere agli elementi plastici del sangne d i so stituire i materiali tolti agli organi per -la combustione del lavoro; 4° di rendere n uova energia ai muscoli ed ai nervi. (Lagrange).

bacino, si limita il giuoco dell'articolazione cotiloide e si. ha una perdita cli lavoro utile.

J.11a1·cia in generale - Suo meccanismo fisiologico e tecnico. - La marcia, secondo la definizione classica, consiste in quella maniera d i locomozione in cui il coi-po non abbandona mai il suolo (Màrey) . Quando uno si mette in moto porta il peso del corpo, leggermente inclinato in avanti, sulla gamba destra (si parte sempre colla sinistra); allora si fiettono le articolazioni della gamba sinistra, ed il piede con movimento simile a quello del p~ndolo, si porta circa 60 centimetri avanti. Al momento in cui il piede sinistro si posa sul s uolo, quello destro si solleva sulla punta, e vi ha un periodo brevissimo di cloppio appoggio dei piedi sul terreno. Il peso del corpo g rava sull'arto inferiore sinistro; la gamba destra eseguisce a sua volta un'oscillazione intorno alla cavità cotiloide e il piede destro va avanti. E così di seguito (Lavéran). Si chiama passo la distanza che separa i due piedi nel mo· mento in cui si appoggiano insieme per terra. Marciando, non bisogna muovere il bacino nè la colonna vertebrale ; quando si imprimono movimenti di torsione al

Ore, fermate, 1·iposi. - La scelta delle ore di marcia è cosa importantissima e complessa : dipende dai riposi che si possono concedere alla truppa, dal suo stato, dalla stagione e dalla regione che si percorre. Bisogna evitare le ore calde, perchè il soldato presto si stanca, e , salvo casi eccezionali, le ore della notte. Nella parte centrale e meridionale d'Italia è bene, in estate, g iungere alla tappa fra ìe nove e le dieci. Molti scrittori militari notano che non è -conveniente lasciare la scelta delle ore d i partenza ad arbitrio dei comandanti di piccole colonne (reggimenti, brigate , quando queste mar· ciano isolate. Si potrebbero contrarre in tal modo abitudini dannose al morale della truppa ed anch e un po' al suo fisico. Il Regolamento di senJiz io in guen·a dà norme precise e dettagliate sulle fennate durante la marcia; norme che ad onor del vero, ben di rado ho visto applicar e. Ogni comandante, con l'orologio alla mano, conta g li alt che lo separano ancora dalla tappa o dalla caserma, come si contavtmo una volta le pietre milif!,ri. Ciò che più. in teressa è, quando possibile, scegliere con criteri la località adatta per la fermata. Causa quel benedetto orologio che sta per segnare il cinquantesimo minuto, l'alt si fa quasi sempre due, tre, quattrocento metri pr ima o dopo · qualche sito dove c'è una fontana, una casa, un po' d'ombra. Il soldato, costretto a camminare ancora per andare ad attingere acqua o a ber_e un bicchier di vino, esprime il suo malumore con frasi vivaci, che purtroppo, bisogna fingere di non sentire. È non curando questi precetti elementari d'igiene che la truppa comincia a dubitare dei suoi capi.

Principiis obsta. ! La frequenza e la 1lurata delle fermate, non deve essere misu-rata soltanto dal ·te!rrpo e dallo spazio percorso ma anche dalla specie di terreno su cui si è camminato (de Pou vourville). Il 1·iposo è necessario. P iù che un bisogno, è un diritto che ha l'uomo; diritto che va rispettato .

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A vent'anni non e'è bisogno di riposo è frase di qualche pazzo che crede di spronare in tal modo l'amor proprio dei soldati. Se scopo fata.le della. guerra è la distruzjone organica di uno degli avversari, che cosa si vuol distruggere con truppa esausta? Se fosse compresa da tutti la necessità del riposo dopo il lavoro, i regolamenti militari e i tr attati d'igiene non ci insisterebbero tanto sopra:. Ma non è cosi. Preoccupazione grande all'arrivo alla tappa è l'allineamento delle tende; cosa che si potrebbe ottenere benissimo e con risparmio di grida e di punizioni, se fosse fatta dopo aver concesso un po' di quiete ai soldati. Ma... dopo c'è da passare una rivista alle armi, al corredo; ci sono i sassi da togliere dall'accampamento ..... Si sovraccari.ca così il soldato di lavori spesso inutili, la,·ori che hanno il solo scopo di aumentare il numero nei malati pei giorni successi vi. Quanto si guadagnerebbe invece igienicamente conducendo le truppe ad un fosso, ad un torrente vicino per farle lavare le estremità. e i piccoli oggetti di biancheria!

Andatura. - I vari momenti dell'azione decidono sulla rapidità. di andatura delle truppe. Conviene però rammentare che: a) Allungando il passo, la contrazione dei muscoli del femore è assai forte e può diventare penosa se si ripete per qualche tempo {Oortial) ; b) Il peso portato dall'individuo che marcia, produce una scossa ogni volta che un piede si appoggia in terra: tali scosse sono oltremodo sfavorevoli al buon uso delle forze meccaniche (Marey); e) Il passo cadenzato è un'a.ndatura faticosa, e bisogna usarne il meno possibile; d) Èsigere senza imperiosi motivi sforzi non proporzionati all'allenamento delle truppe, è dannoso perchè ne scuote la fiducia in sè stesse. (Regolamento di Se,·vizio in Guerra); e) La vulnerabilit.à dei bersagli dipende in massima parte dallo stato fisico e morale dei tiratori. (lstr·uzione sulle Armi e sul Tiro, parte II).

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Alimenti. - L 'alimentazione del soldato è una delle questioni più importanti dell'igiene militare. Federico il Grande disse: « Quando si vuol avere un esercito, bisogna occuparsi prima di tutto del suo stomaco ». È necessario però che il soldato conosca le regole elementari dell'igiene della nutrizione affinohè non si abbandoni ad eccessi nel mangiare e specialmente nel bere, anche quando ciò possa recargli momentaneo benessere; eviterà così di spendere inutilmente il proprio danaro e di danneggiare le sue funzioni digestive. Si è detto e ripetuto migliaia di voite che il lavoro minuto e coscenzioso del tempo dì pace darà buoni frutti in. tempo di guerra. Ma questo lavoro non consiste soltanto nell'esigere che le cinghie dello zaino sieno costantemente arrotolate, o che la fibbia del sottogola sia sempre all'altezza del lobo dell'orecchio: bisogna occuparsi un po' più dell'uomo, e persuaderlo che tutto ciò che si prescrive non è parto di un capriccio momentanee, o di un abuso d'autorità. FatE\ delle marcia di dieci, di cinque chilometri; ma insegnate al soldato a saper resiste.re alle .tentazioni della gola'. rese ancor più acute quando s1 cammma. Allora ne:ssuno s1 allontanerà dalle righe, nessuno lamenterà dolori di stomaco per aver mangiato frutta acerbe o roba. guasta, ne~suno cadrà in terra all'improvviso per aver bevuto troppo vmo. Questa la sola, la vera disciplina delle mar9e. Come bevanda è da,consigliarsi l'acqua e zucchero. Nel 1895 si fecero alcune prove in proposito al 69° fanteria. Il tenente Paroni, fondandosi su alcuni studi presentati all'Accademia. dei Lincei dal dott. Ugolino Mosso e da è:1.ltri medici, propose l'esperimento, ohe riuscì. Il tenente medico, dott. Tancredi C+obbi così scrisse nella sua relazione : « Nell'auto-intossicazione lo zucchero è efficace a dimi« nuire il senso della stanchezza; l'acqua poi da un lato è « utile a rinfrancare l'organismo dalle cospicue perdite che si « hann? col sudore, ~a!l'altro p:or,ce u~ !a:7aggio sui ~essuti « trascmando con se 1 prodotti t1elenos1 1v1 accumulati. « Si possono col saccarosio rendere meno gravi e scongiu« 1.:are del tutto i casi d'insolazioue.


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« Le sostanze zuccherine producono poi sulla faringe rina « leggera iperemia e giovano ad attntire i sensi della « sete» (1).

La fatica in marcia. - « L e fait de marcher en nombre « et à rangs serrés augmente indubitablement la gene et la « fatigue du marcheur . Par les temps chauds, la chaleur est « plus grande dans une colonne qu'à quelques metres au delà.

« A vec le vent arrièr"e ou debout, la colonne marche dans « un nuage de poussière des plus incommodes. D ~ plus, le « marcheur ne peut choisir son chemin; il est obligé d'aller « droit devant lui en franchissant les obstacles ou d'allonger

« sa route s'il doit les tourner. Si la troupe est nombreuse et

« la route accidentée, il se produit des à-coups suivis d'une « course précipitée pour les derniers rangs de chaque grosse « unité. Les hommes se heurtent fréquemment entre eux.

« T ou tes ces causes augmentent la fatigue du marcheur. » (Cortial). Le marce in vicinanza del nemico, coi plotoni affiancati. e con le a,•mi frammischiate affaticano sempre più il soldato. « La marche était très fatigante lorsque le marcheur devoit « $'arreter sans cesse pour repartir ensuité; lorsque, en un « mot, il y avait des à-coups (sussulti) dans les colonnes. e Il emporte donc que les marches soient réglées avec beau« coup de soin, sour tout lorsqu'il s'agit de longues colonnes « de troupes (division, corps d'armée en marche); chaque « troupe doit arriver en temps voulu au point initial de « manière à prendre sa place dans la colonne à l'heure fixée, « avec une exaotitude mathématique. » (Lewal, citato da Lavéran). Il fonomeno dei sussulti di marcia è frequentissimo nelle strade in discesa. I comandanti non possono forzare l'andatura dei 1oro ca valli; la colonna che è dietro procede lentamente ed è costretta ad arrestarsi ogni dieci passi. (l) Ho citato gli esperimenti ratu al ~9° fanteria ora che sono venuti dalla Germania studi completi sull'uso dell'acqua e zucchero nell'esercito, studi cho molti hanno applaudito, naturalmeate, come novità.

IN MARCIA

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Nelle salite accade il cori tra.rio. I cavalli allungano il passo e le teste delle colonne, per ragioni che nessuno ha mai saputo spiegare, accelerano l'andatura. Lascio immaginare la gioia di chi è in coda delle colonne stesse. Uno spettacolo poco edificante, causa. spesso di disordini, è dato dagli attendenti degli ufficiali a. cavallo, Col pretesto di eseguire ordini immaginari, trova.no sempre il modo di stare in mezzo alle file. L à caracollano superbi, sicuri di non essere disturbati, senza curarsi affatto di chi deve digerire la polvere che sollevano. Queste le cause principali della fatica, vediamone ora gli effetti. Tyndall, parlando della sua. ascensione al Weisshorn, disse: « Nella fatica eccessiva diventiamo più ottusi, e siamo « qualche volta come istupiditi dagli sforzi continui e ripe« tuti; io ero. in questo stato, e dovevo sorveglia.re su me « stesso perchè l'indifferenza non diventasse negligenza. » Tutti i soldati soggiacciono a questa specie di istupidimento, a questa anastesia mo1·ale. Si notano subito le faccie spaurite o imbambolate negli individui, quando la marcia. comincia loro a pesare. · A poco a poco tutto tace; la colonna, quasi in uno stato di incoscienza ipnotica (Tissiè, citato da Mosso) procede automaticamente {Mosso). « La fatica fisica può dare un esaltamento nello stesso « modo che la fatica intellettuale produce delle allucinazioni. « Il primo passo lo vediamo in noi quando dopo una giornata « di lavoro intenso stentiamo a prender sonno. . . . . « Alla Capanna Regina Margherita, nei giorni di burrasca « quando per la tormenta era più faticosa l'ascensione, le « guide e i passeggeri arrivavano così eccitati che parevano « brilli. . . . . . « Sul Monte R osa ho veduto un mio collega far delle ca« priole sulla neve, buttarsi supino con le braccia in croce, ri« dendo e parlando in modo tanto di,·erso dal suo contegno « abitualmente serio, che tutti eravamo ip apprensione pel suo « stato, sapendo che non aveva bevtfto.


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IN !IARCLA

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« Lamercier racconta nella prefazione al libro di Zsigmondy « che vide due Inglesi gettarsi in ginocchio sulla vetta del « Monte Bianco e cantare ad alta voce il God save the Queen. « Piachaud parla di un . alpinista che arrivato sul Monte . « Bianco si mise a piangere a calde lagrime.

« . . . .. « Il logorio incessante dell'energia produce un grave esau« rimento del sistema n ervoso, il quale modifica il carattere, « ·nè può dirsi che questo in generale migliori. Fatte le debite

« eccezioni, dopo una grande fatica si è meno gioviali ed al« legri.

« Saussure. aveva già notato queste cose fino dalla sua « prima ascensione al Monte Bianco :

. « Il nous parut qu'en général nous av1ons le genre ner« veux pl us irritable, que nous étions sensiblement plus « altérés. » « I ciclisti che corrono faranno diventare proverbiale « questo mutamento d i carattere. Lo sappiamo dalle invet« tive e dalle ingiurie che distribuiscono lungo la strada del « loro percorso. quando prevedono qualche intoppo. Solo « qualche volta gli alpinisti per mod~razione scend_ono ~l « livello dei 1·ecordmen, ed è quando dopo una marcia fati« cosa vengono molestati nelle capanne; quelli che distnr« bano loro il sonno sono salutati con la medesima buona « grazia e gli stessi sacramenti. » (Mosso). Così e dei soldati: all'arrivo alla tappa questionano per un nonnulla e prorompono in invettive contro tutto ciò che può turbare il loro riposo. ', Casi · parziali e caratteristici di ubbriachezza ner·vos~ (Mosso) raramente si notano fra i soldati, più · abituati dei touristes alla fatiche. Fra gli ufficiali invece è più facile trovarn e: in generale si manifestano con eccessi di_ ~e:o che, dato il luogo e le circostanze, riescono incomprensibili: . Le questioni, tutte oziose del resto, sono frequentissi°:e. Ricordo di averne avuta una abbastanza seria con un carissimo collega per la divisione dei posti delle rispetti:Ve compagnie, in un accantonamento. I posti in r ealtà non esistevano;

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u no dei d11e doveva sloggiare. Due ore dopo ridevamo di gusto snll'accaduto.

Marce delle reclitle. - Durante l'istruzione speciale delle reclute è prescritto un certo numero di marce. Non esito a dichiarare che se non ci si attiene scrupolosamente alle prescrizioni dei vari regolamenti, queste non hanno scopo alcuno. 1vfarciare non è camminare. Un uomo sano, di robustezza media, percorre solo, in un g iorno, da quindici a venti chilometri. È quindi perfettamente inutile far camminare deD"li individui pecuditm moi·e, per poter dir e a l primo supe;iore che s'incontra al ritorno ; « Fatti tanti chilometri ; « nìente di nuovo. » Nelle marce delle reclute si richiede in vece l'insegnamento contin uo della clisciplina di marcia ; d tsciplina poco conosciuta dai soldati, avvezzi fino dalla nascita a camminare liberi, e ciò nel senso più lato della parola. Esercitaziani annuali di ma:f'cia. - « A chaque instant, « dans la pratique, le médecin se heurte à des cas qui l'éton« net et qui seraient inexplicables si le surmenage n'était « pa.s invoqué comme cause des faits obs6rvés. « Une caserme est ancienne; ses murs et ses plafonds re« cèlent sans doute c1es microbes, car une épidémie se déclare : « la fièvre typhoide décime les hommes. On blanchit les « murs, on désinfecte : l'épidémie augmente et fait rage. « On change de colonel: la maladie disparatt comma par <, enchantement . C'est qu ' un chef moins rerrw,ant a pris le « commandement: les hommes n e sont plus soumis à un « surcroit de manoeuvres. « Plus de promenades de 50 kilomètres, plus de prouesses « <le O'Vmnastique et de voltige destiuées à faire l'admira,:,., ·1 « tion de la populat ion civile. Le soldat, r amené au tra.vai « strictement règlementaire, n'est plus sous le coupe du sur« menage; une diminution de fatigue a suffi pour , teindre ~ l'épiMmie. >, (Lagrange). Si -

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ANNO X LIV.


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Le eser citazioni annuali di marcia debbono servire di allena.mento prima, e di esercizio dopo i campi e le manovre. Or a b isogna ricordare che il soldato non è un recordman che debba fare delle volate davanti al pubblico ; per cui allen amento ed esercizio debbono essere regola.ti in modo da ot~ nere col primo che una colonna. in marcia possa percorrere 1n media 25 chilometri al giorno, e col secondo il tot quot su(ficit affinchè non dimentichino quanto s'era ottenuto.

l'effetto del fuoco aggiungiamo la stanchezza e l'affanno, seminer emo al vento parecchie migliaia di pallottole e probabilrue?-te ci faremo scacciar e dalla posizione acquistata. E m eglio, cento volte meglio che sul fronte di combattim en to arrivi una compagnia, un plotone che sia in grado di far fuoco efficace, che veder arrivare più battaglioni alla spicciolata coi soldati sfiniti che si buttano a terra appen a arrivati.

1.Warce noUurne. - Le marce di notte sono nocive nel senso più _Iato della parola. Alla disciplina perchè senza uno scopo tatt100, senza un nemico qualsiasi che tenga desta la nostra attenzione, non si può in modo alcuno ottenere che si marci : egolarmente; alla salut e, perchè interrompono bruscamente 11 corso regolare delle funzioni animali e lasciano in uno stato di a?brutimento che si risente almeno per tutto il giorno successivo . . Non bisogna p~rciò abus~rne; perchè è utopia i m ~ bile credere che s1 p ossa abitua.re l'organismo a stare sve()'lio e a lavorare di notte. b Miglior modo sarebbe fare queste ma.ree nelle prime ore del mattino.

Accidenti prodotti dal calore. I nsolazione. Colpo di calore (1). - Questi accidenti sono frequenti nelle truppe in marcia, n on solamente nei paesi caldi, ma anche nei climi temperat.i. Il colpo di calore, che non bisogna con fondere col colpo di sole, o eritema solare, ha colpito molto spesso l'esercito in glese delle Indie, come lo dimostrano gli scritti di Longmore, R usse!, Monat, Brougham, Barclay, Taylor, Fayler. In una marcia da Nuddea a B erhampore il numero dei soldati colpiti fu 63 in un solo battaglione: 18 ne morirono. Il 71~ di linea arriva~o nelle Indie n el 1858 ebbe dal 5 magg io al lo agosto 89 casi. (Morehea.d). Il colpo di calore più di una volta ha attaccato seriamen t~ le nostre tr uppe in A lgeria. Nel 1834 un g ran n umero d'uomini fu colpito; e nella spedizione diretta dal maresciallo B ugeand si arrivò in poche ore a 200 soldati, di cui 11 si suicidar ono. « I soldati male « equipa_ggiati per quel clima cadevano fulm inati dai raggi « cocenti di un sole d i fuoco, riflessi dalla terra rossastra e « brnlla. » ( Campagna d'A fr ica del duca d' Or·leans, pag. 161). In Europa gli accidenti del colpo di calore si osservano di frequente e, fatto notevole, si sono avuti anche in certi giorni in cui la temperatura esterna non oltrepassava i 25° cen tigra.di. Nel ) uglio 1778 durante le marce forzate da Bernburob a Dresda l'armata d el principe E nrico perdette un gran

Marce in ,vicinan.::a del nemico. - Nelle esercitazioni di combattimento appena la cavalleria esplorante ha trovato il contatto col partito avversario, i comandanti lancia.no la loro truppa nella direzione indicata e non la fermano che al momen to di fare fuoco. Gor-r·ere dove tuona il cànnone è una frase bella e nobile ma qualche volta, vuota. ' Se il cann one t uonasse a. dieci o a quindici chilometri, bisognerebbe proprio percorrer€\ questa. distanza tutta. d'un fiato? Credo di no. P arlando della velocità di andatura si è d etto che gli effetti del fuoco dipendono dallo stato della. truppa combattente. ~orrendo. si ~rriverà prima, è indubitato; ~a se alla. falange · d1 coeffic1ent1 mora.li e materiali che tendono a menomare

(I) Ho UIJjto al le mie note questa parte che parla del colpo d i cal ore traendolo dall' lgi,me .m ilitare di LAVÌ:RA!(, per far conoscere gli ultimi studi sulh, patog~n~ (li questo ncc1dente, t.1n10 frequente nelle marce. f /


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numero d'uomini: ad ogni· passo si trovavano soldati che aveva.no perduto i sensi. Il 21 maggio 1827 i corpi della Guardia che manovra vano fra Berlino e Potsdam furono compl.etamente disorganizzati per i n umerosi casi: sezioni intere cadevano ai lati della strada. L ~ cavalleria perdette molti cavalli. Nel mese di luglio 1849 un battaglione di cacciatori a piedi percorrendo il breve tratto fra Vincennes e Parigi \18 chilometri) risentì talmente dei colpi di calore, che ap· pena un quarto del battaglione arrivò alla tappa; un gran numero di soldati si era gettato a terra lungo la strada: molti morirono. (Champouillon). L'8 luglio 1853 un reggimento belga partiva dal campo di Beverloo per andare ad Hesselt; in questa marcia. i due terzi degli uomini caddero come fulminanti; 150 soltanto arrivarono a Bruxelles. Nella guerra d' I lialia (1859) gli accidenti d'insolazione fu . r ono comunissimi nel nostro esercito; nella giornata del 4 lnglio più di 2000 uomini della di visiona del genera.le d'Au· temarre, forte di 12,500 soldati. caddero nelle file. (Guyon). Alla rivista delle truppe della guarnigione di Parigi passata nel mese di luglio 1877 quasi 170 individui caddero, e qualche caso presentò dei sintomi assai gravi malgrado i pronti soccorsi api;>restati. (Lecossagne). Nel 1878 durante roccupazione della Bosnia le truppe austriache ne soffrirono molto ; un r eggimento in marcia ha avuto iu poche ore 320 malati: 31 morirono. (F. Muller citato da Hiller). I n questa campagna il numero totale dei casi d'insolazione arrivò nell'esercito austriaco a 2131 e quello dei morti a 50. Comunissimo è anche nell'esercito tedesco. Hiller constata che in sette anni la statistica ne registra 773 casi e 116' morti. Si vede da questi esempi come il colpo di calore sia un accidente che per la sua frequenza e per la sua gravità merita in primo luogo d'essere stud iato dai medici militari .

Patogenesi del colpo di cawre. Gav,se predispone~t_i. -:-- I ~ genera1e cr}·1 accidenti si hanno in queste cond1z10n1 : 11 O

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soldato affaticato dalla marcia è in abbondante traspirazione il sudore gli scorre sulla faccia; sE:'lnte un dolore di test~ più o meno vivo, un'oppressione e una grande r ilassattezza; la respirazione è rapida, i battiti del cuore molto accelerati i~ malato_.vacilla sulle gambe come un ebbro, la faccia è pai'. hda, o, pm sovente, r ossa e iniettata. Durante questo stato il soldato continua a marciare, ma non tarda a perdere i sensi, si accascia, e se non è presto soccorso, la respirazione si rallenta, il polso diviene debole e irregolare e arriva la morte. Qualche volta i malati sono presi da delirio e si ammazzano. Non è di questo libro fare la storia clinica del colpo di calore, ma conviene arrestarsi un poco sullo studio della sua patogenesi, perchè questo studio fornisce dei dati importanti alla profilassi. Lo studio sperimental e degli accidenti prodotti dal calore · stato fatto da un gran numero d'osser vatori. Bernard, nelle ~ bel_le lezioni sull'azione del calore ha conchiuso che esso etermma la morte agendo sui muscoli e coagnlando le fibre muscolari, quelle del cuore in particolare, quando arriva negli animali superiori a 45° e questo illustre maestro riassume la sua opinione dicendo che il calore agisce come veleno dei muscoli. Il dott. Vallin ha osservato che nei conigli colpiti in pieno sole nell'estate, la morte arrivava quando la temper atura rettale s'elevava a 45°, sezionandoli potè constatare la r igidità del cuore é del diaframma in seguito alla coagulazione della miosina (fibra muscolare). L e condizioni di esperimento in cui hanno agito Cl. Bernard e M. Vallin differiscono da quelle in cui si produce d'ordinario il colpo di calore nei soldati in rnarcia. Cl. Bernard introduceva gli animali in una stufa scaldata a 80° o 100°; M. Vallin li esponeva al sole legandoli sul dorso, oppure li métteva, come B ernard, in una stufa fortemente scaldata. Ora gli accidenti del colpo di calore si producono sovente nelle marce quando la temperatura esterna non supera i 25° e il soldato non è esposto ai raggi del sole.


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' dimostra che l'eccitabilità dei nervi motori cresce IN MARCIA

Harless con la. temperatura fino a un certo limite, variabile a. seconda della specie, e che al di là di questo limite l'eccitabilità diminuisce e poi sparisce del tutto. Altri osserva.tori sono arrivati a dir~ che tali accidenti erano dovuti ad un'alterazione del sangue: o per un principio tossico (Hirsch) o per difetto d'ossigeno. Lindsay paragona la morte per insolazione all'asfissia per gas deleteri o per sommersione. Obernier ha voluto spiegare gli accidenti dell'insolazione con la presenza dell'òrina nel sangue; ma la quantità d'urea da lui trovata. nel sangue degli animali morti per il calore non giustificano affatto le sue conclusioni Vincent di0e che l'elevazione esagerata della temperatura agisce principalmente sul sistema nervoso centrale, ma in modo indiretto; si avrebbe. cioè un avvelenamento dell'economia materiale per i prodotti della cor.ibustione che si accumula.no nel sangue. Nelle ricerche fatte dal dott. Regnard e da me sulla patogenesi del colpo di calore ~iamo arrivati a conchiudere che in questi casi si ha la morte per azione diretta del caldo sul sistema nervoso. Se gli sperimentatori non· sono ancora d'accordo sul meccanismo intimo della morte per mezzo del colpo di calore, vi è nondimento un punto che è perfetta · mente stabilito, cioè si ha la morte quando nell'uomo e negli animali superiori la temperatura arriva a 45° circa; questo ci basta dal punto di vista per noi interessante dell'igiene militare : esso può e deve servire di guida per la profilassi del colpo di calore. Evidentemente per prevenirlo bisogna mettersi in guardia contro tutte le circostanze capaci d'elevare la temperatura del nostro corpo, e favorire al contrario quelle che possono abbassarla. Una delle cause principali che predispone al colpo di calore è il moto. Un gran numero di fatti dimostra che questo e la fatica hanno gran parte nella patogenesi deì colpo di calore. Nell'esercito è quasi sempre il soldato di fanteria che ne è colpito ed è in marcia che a-0ca.dono questi

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accidenti. In cavalleria, i cavalli sono colpiti più dei cavalieri. Ma è importante stabilire, mediante esperienze, come e in qual maniera il moto continuato favorisca il colpo di calore. Il dott. Regnard ed io abbiamo fatto costruire a tale scopo un apparecchio speciale. Un armadio a vetri porta imperniato al suo centro di figura una gabbia cilindrica di filo di ferro, che gira su sè stessa mediante una manovella. In un angolo dell'armadio vi è una stufa; attacca.ti ad una parete alcuni termometri ; in alto un aereatore. Noi abbiamo fatto la maggior parte delle esperienze su cani; alcuni si prestano benissimo facendo girare da se la gabbia in cui sono rinchiusi; altri si prestano meno e allora bisogna farla girare con la manovella. È indispensabile coprire i loro piedi con pelli di daino, affinchè non si ~c~ano male e non si possa.110 servire delle loro unghie per attaqcart al filo ~i. fe~-r?. . Inl..queste cond1z10m e facile costatare che il cane che lavor a è pm facilmen te colpito da accidenti gravi e anche mortali, di quell'altro che riposa sul fondo dell'armadio. Ciò risulta nettamente da tutte le nostre esperienze. L'azione del moto sul colpo di caloi:e è suscettibile di varie interpretazioni : si può chiedere se il moto prolungato favorisce il colpo di calore aumentando la temperatura interna che allora si eleva rapidamente e agisce sui muscoli o sui nervi; oppure se sono i danni che risultano dallo stesso moto che aggiungendosi a quelli che risultano dal riscaldamen to del corpo attivano l'auto-intossicazione. Si può cre~e.re finalmente che sotto l'influenza di un moto prolungato l'acido carboni~o si accumoli nel sangue degli animali e che la morte abbia luogo per asfissia. Risulta però dalle nostro esperienze che la morte non è dovuta nè ad auto-intossicazione, nè all'asfissia ma semplicemente all'azione ipertermica, agente sul sistema ner voso ed in particolare su quello ganglionare del cuore. Non v' ha. alcun dubbio che il moto prolungato aumenti la temperatura interna; quella di un cane che lavora in


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un'atmosfera calda arriva più presto a 45° dell'altra di un cane esposto alla medesima temperatura, ma a riposo. Sotto l'influenza solo del moto la temperatura cresce ma in modo molto più lento. Il moto prolungato favorisce quindi il colpo di calore . perchè è di per sè stesso causa di riscaldamento del corpo. Sotto l'azione combinata del moto e del calore esterno la temperatura del corpo raggiunge un grado incompatibile al funzionamento dell'organismo. In tutti gli animali (cani, conigli, ecc.) morti nel corso delle nostre sperienze la te:r:nperatura rettale era di 45°,5 al minimo: in questo punto siamo dunque d'accordo con Cl. Bernard e M. Vallin. Negli uomini morti di insolazione si constata pure una elevazione considerevole di temperatura. W ood, Banmler, J acubosch hanno riscontrato 42°,8 di temper.atura sub ascellare in individui morti; Lewik in un caso .43°,3; Dowler é Roch 45° in sette individui; Zuber, in parecchi casi 42°, 43° e 43°,5; in un caso 44° al momento della morte, 45°, 30 minuti dopo: bisogna però notare che il termometro segnava quel giorno 47°,5 all'ombra. P er i primi soccorsi da prodigare a coloro che sono col· piti da insolazione, valgono le norme del nostro Regolamento

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I. UNO SGUARDO ALLA REGIONE DEL GARDA.

__[\In

d'igiene. Bisogna però che siano applicate subito e senza esitazione. Sarebbe bene che tutti i soldati conoscessero tali norme per pot,1rle applicare in caso di bisogno, e scongiurare così degli accidenti gravi.

·E. C.

...'~..

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questa regione che vediamo chiusa fra · 1,Adige, il Chiese, la pianura mantovana ed i monti tirolesi, echeggiò fino dai remoti tempi il cozzo delle armi, sì che dell'epoca romana, barbarica e longobarda, come cli quella franc,i sono ancor vive tracce e memorie. E più spiccate tracce si hanno delle violente lotte tra Guelfi e Ghibellini, tra Scaligeri e Visconti e tra questi e la repub· blica veneta nel periodo del feudalismo, dei comuni e delle signorie, quando Italia « nè per guerra acquistavasi gloria nè per: pace quiete! » (1). Qui colse ·Eugenio di S.avoia non pochi allori; qui l'esule di S. E lena attinse quella celebrità che dovea condurlo al trono e qui pure cadde miseramente, dopo ·undici secoli di vita, quella veneta repubblica che, sull'alba del xv1 secolo, aveva sap11to fieramente · resistere al cozzo di mezza Europa coalizzata a Cambrai. Qui, in fine, dal 1848 al 1866, pugnarono tre generazioni di principi di Savoia pel risorgimento italiano. (!) CANTÙ,

Storia degli., Italian i.


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quello dello aggiramento delle difese di questo fiume at traverso il lago di Garda, e di due fatti d'armi infine a Castiglione delle · Stiviere, uno d'assedio e l'altro di sorpresa.

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** Certo non mancherebbero di attrattive le rimembranze del periodo romano, di quello successivo medioevale, di quello delle compagnie di ventura, di quellp in cui tuonarono all'espugnazione dei fortilizi di questa regione le prim:e artiglierie, e di quello iu cui gli eserciti di Luigi XII re di Francia, di Massimiliano I imperatore di Germania, di Ferdinando d'Aragona e di altri, devastarono a più riprese questo suolo (1). Ma amore di brevità c'induce a limitare il nostro sguardo storico riassuntivo al secolo trascorso ed a quello che volge al suo fine contrassegnati entrambi da vasto genio di capitani e da spiccati eventi quali sono: la g ~1erra per la successione di Spagna, l'altra per la successione del ducato di Parma e Piacenza, le. guerre francesi della rivoluzione, del consolato e dell' impero e qu~lle infine più caratteristiche del1' italica risurrezione.

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Della guerra per la successione di Spagna ~ono da considerarsi, nei riflessi dei paesi del Garda, le campagne del 1701, 1705 e 1706 combattute dal principe Eugenio rispettivamente contro il maresciallo di Catinat, il maresciallo Vendome ed il duca d'Orleans (2), che fanno bensì capo, rispet· ti vamente alle battaglie di Chiari, di Cassano d' Adda e di Torino, ma che ci porgono per ques~a ragione fra altri fatti quello dello aggiramento della posizione di Rivoli; quello di due passaggi del Mincio, . uno riuscito ed uno fallito; ({} Non vogliamo però tralasciare d.i richiamare l'attenzione del lettore su taluni principali eventi quali la battaglia di Lugano (anno 268 e. v.} dove Claudi o I imperatore sconfisse gli Alemanni che avevano tentato il sacco di Verona: l'assedio di Adelchi in Verona per parte d.i Carlomagno (anno 773); la distruzione di Castelnuovo e la presa di Peschiera per parte di Federico Barbarossa (anno H54); l'assedio e la presa di Peschiera per par Le guelfa contro i ghibellini capitanati dai Monticali alleati ad Ezzelino; le continue tenzoni in tulta la regione fra le truppe scaligere e qu6lle viscontee, dapprima ({387-1405) e tra queste e la repubblica veneta di poi ecc. ecc. (2) Nipote cli J,uigi XIV allora• regnante.

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Nella guerra per la successione del ducato di Parma e Piacenza, questa regione, mediante un semplice avviso al Senato veneto, fu invasa a più riprese da truppe del mare· sciallo Noailles per fronteggiare gli Austriaci sia sull'Adige, sia attorn~ Mantova, e sia nelle posizioni di Rivoli. Come si sa, contro l'Austri'a stavano Spagna e Francia cui arasi collegato[fè)Carlo Emanuele III che, alla testa delle truppe sarde e / fra1cesi (1), s'impadronì in· breve della Lombardia, spili.~occupazione fino a Brescia e Salò, sicchè in forza del trattato di Vienna che serbava all'Austria la Lombardia con la aggiunta di Parma e Piacenza, n'ebbe in compenso Novara e Tortona. In allora Mantova servì di rifugio alle forze austriache che ne fecero il perno della loro resistenza contro i Francesi; e di certo non privo d'interesse sarebbe lo studio delle ope· razioni che si svolsero attorno-a quella piazza in tale circostanza; ma ciò non può formare oggetto del presente esame. 'I-

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*

Le guerre della rivoluzione ci portano a considerare, anzitutto, la celebre campagna del 1796-97 nella quale B~naparte, disgiunti nell'aprile gli Austriaci dai Piemontesi, . e costretto Vittorio Amedeo III alla pace, batte nel maggio Beaulieu ed occupà la Lombardia con parte del Veronese ponendo l'assedio a Mantova. Posteriormente, un altro esercito austriaco capitanato dal maresciallo Wiirmser essendo tornato alla riscossa su due ({) Erano le francesi comandate dal Villars in sott'orriinc a Carlo Emanuele lll. I


.. linee di operazione costituenti due distinti attacchi, Bona1274

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parte, mentre pareva · trovarsi a mal partito, toglie l'assedio a Mantova e con audace manovra interna batte a Salò e L onato l'attacco secondario proveniente da Valsabbia (31 luglio-3 agostoj e rompe a Castiglione (5 ag osto) il maresciallo \Viirmser che col grosso dell'esercito era disceso per Val d'Adige. Il mese dopo, mentre questi ha organizzato in Tirolo un terzo esercito, Bonaparte gli si volge c·outro, lo incalza a marce forzate per Val Brenta e lo sbaraglia a Bassano (8 settembre) sicchè il Wiirmser ' riesce a stento a salvarsi in Mantova. ,

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** L'Austria man 1Ò in Italia. con un quarto esercito il maresciallo Alvinzi il quale pure si avanzò adottando due diKtinte linee di operazione ; una secondaria per Val d'Adige, l'altra principale pel Friuli. Bonaparte affronta l' Alvinzi a Caldiero e trovatolo qui assai tenace, lo rende fragile sugli argini di Arcole (15-17 novembre), e, mentre g li Austriaci' si ritirano da questo lato, egli corre a restaurare la sua linea d'operazione minacciata. a Castelnuovo dal Davidovic il quale, battuto il 21 novembre a Rivoli, ripiega su Ala.

..

** Ma l'Austria non si dà per vinta; e con mirabile costanza rimanda l' Alvinzi con riordinato esercito e per le stesse linee con la, variante che l'attacco principale procede per Val d'Adige e quello secondario pel Friuli. Il maresciallo Provera che guida quest'ultimo, spingendosi su Mantova, deve attrarvi B onaparte permettendo così al corpo del T irolo, comandato dall'Alvinzi, di attaccare di fianco ed alle spalle; e qualora Bonaparte si volga in vece prima contro l' A,lvinzi deve il Provera assalir.lo da tergo.'

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Bonaparte, che era a Bologna, a tale nuova minaccia intuisce esattamente col suo genio quale sia l'attacco principale; porta a Rivoli il gr?ss~ delle s~e ~ze, vi batte lo Alvinzi (14 gennaio) e qumdi con r apide jar~e accorre a Mantova e mentre il '\Viirmser tenta . una yortit~ per congiu~gersi con Pw:er~, Bon~p~rte apw-cca1~ttagha alla Favorita ed entrambi li sconfigge (16 g'ennaioJ. \

..

I

* * Mantova , oppressa dalle armi e dalla fame, tenta ancora di protrarre la resistenza, ma le è giocoforza arrendersi il 2 febbraio. Poche settimane dopo, Bonaparte imprende a marciare sn Vienna. Al Tagliamento un sesto eserci to austriaco, comandato dal valoroso arciduca · Carlo, tenta invano di attraversaro·li la strada, chè, battuto (16 marzo), è costretto a lasciargli lib:ro il passo. Si fu allora che l'Austria ridotta a sterili azioni di retroguardia, stanca, atterrita, esausta di risorse; doyette acconciarsi ai preliminari di Leo ben (18 aprile) seguiti . dal trattato di Campoformio (17 ottob re}, pel quale l'aquila francese protese i suoi artigli sull'Italia ed il leone di S. Marco, pria che ruggisse, fu insidiosamente soffocato.

..

* *

Nel giugno 1798 Bonaparte con forte esercito invase l'Egitto per dominare e minacciare di là i possessi inglesi nelle Indie· ma la disfatta di Aboukir (1 ° agosto) sollevò contro la Fr~ncia eziandio la Rnssia, la 'rurchia e l'Austria, le quali si collegarono all'Inghilterra. · L' A.ustria riprese perciò nel 1799 la guerra tanto sul R eno quanto in Italia., dove, accanto all'esercito del Melas (1), calò pure un esercito r usso capitanato dal SoU'\'varov. I F rancesi sconfitti sul Reno dall'arciduca Carlo ed in Italia sull'Adige, (i) Temporaneamente sostituito dal ltray. I


.t.

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ARMI E SEPOLCRI

AR!II E SEPOLCRI

sull'Adda, sulla Trebbia ed a Novi, furono sul punto di_ vedere invaso il loro territorfo, quando 1\fassena riuscì a sconfiggere i Russi nella battaglia di Zurigo salvando così la Francia dalla temuta invasione. Intanto però pel trionfo degli :A.ustro-Russi in Italia, re· stauravansi in gran parte i caduti governi

*

1277

)f) *

Nei riguardi della storia region~ e che io riassumo va notato ohe mentre Napoleone (p?oce'éleva su Vienna, Massena aveva concentrate le sue trd']?,pe fra Peschiera e Verona per 1 fronteggiare gli Austriaci. L'esercito austriaco che, al comando dell'arciduca Carlo, era sull'Adige, non volle, come poteva, agire energicamente in attesa degli eventi ; e ciò fece sì che Massena, conosciuta la vittoria di Ulma (16 ottobre), prese l'offensiva, e, movendo dall'anfiteatro morenico del Garda, occupò Verona, urtò a Caldiero l'arciduca Carlo e lo inseguì fino alle Alpi Giulie, dove solo arrestollo il fatto che gli Anglo-Russi erano sbarcati a Napoli.

)f

* *

Bonaparte, conscio delle tri.stissime condizioni in cui ver- , saYa la Francia, salpa dall'Egitto e, scansati gli incrociatori inglesi, approda a Fréjus (9 ottobre), vola a Parigi, e un mese dopo, disciolto con la forza il consiglio dei cinquecento, si fa eleggere primo console e concepisce il disegno della campagna del 1800. Battuto a Marengo il Melas (14 giugno), questi, in seguito a condizione sottoscritta il giorno dopo, si ritirò sulla sinistra del Mincio. I Francesi ricuperarono, meroè questa sola vittoria, Piemonte, Liguria e Lombardia. S'intavolarono tosto tratta,tive di pace; ma, poichè andavano per le lunghe, Bonaparte riprese le ostilità. L'esercito francese al comando di Brune forzò coi combattimenti del 25 e 26 d1cembre Ìa linea del Mincio a Pozzolo, Borghetto e Salionze contro l'austriaco maresciallo Bellegarde che, ricacciato sull'Adige, chiese tregua. ·

,. * * Nel 1809, per essere Napoleone ingolfato nella guerra di Spagna, l'Austria credette venuto il momento di tentare la riconquista dell'Italia e vi mandò l'arciduca Giovanni con 60,000 uomini contro il vicerè Eugenio, che aveva forze superiori ripartite fra Piave ed Isonzo, fra l'Adige e il Chiese ed in Tirolo. Ma, salvo talune operazioni di poca entità nell'alto Adige, null'altro havvi che interessi questa regione.

.,

,. ** Dopo la pace di Lunéville (1801', per la quale la repubblica cisalpina conservò il confine dell'Adige, quetarono le armi in questa regione. Nel 1805 formasi la terza coalizione contro Napoleone, che egli doma ad Ulma e ad Austerlitz. La pace di Presburgo, che ne seguì, tolse Venezia all'Austria riunendola al regno italico insieme al Tirolo ed alla Baviera.

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J ..

La tremenda catastrofe del 1812 provocò )a campagna del 1813. La g uerra cominciata con fervore nel febbraio sulla Vistola si ripercosse in Italia nell'agosto. Il vicerè Eugenio ripiegava dalla Drava sul Tagliamento donde gli per vennero domande di aiuti dal corpo del Tirolo che, al comando di Giflenga, si era ritirato oppresso prima


i21s

I

ARMI E SEPOLCIU

ARMI E SEPOLCRI

su Ala e poscia su Rivoli, che quegli occupava con avamposti alla Corona ed alla Ferrara. Il vicerè Eugenio allora rinviò rinforzi e retrocesse ancora. Rintuzzò vittoriosamente a Caldiero (14 novembre) il maresciallo Bellegarde e si accingeva ad averne r agione, quando apprese che re Murat, alleatosi all'Austria, avanzava pel Ferrarese. Tale minaccia da fianco e tergo di un non presunto nemico decise il vicerè Eugenio a ritirarsi sul Mincio dove con 3000 uomini, appoggiato ai capisaldi di Mantova e · Peschiera, resistette con intelligenza e valore a 6000 Austriaci che sconfisse nella « battaglia del Mincio » li 8 e 9 febbraio 1814; battaglia oostituita da una successione di com- . battimenti a Pozzolo, Monzambano, Salienze e Borghetto. 'f

* * Ma il colosso è caduto! Re Murat, Bellegarde ed Eugenio stipulano una convenzione per la quale i Francesi consegnano le fortezze e sgombrano dall'Italia. Il vicerè E ugenio, malgrado avesse nelle mani un esercito vittorioso e fosse tanto da questo quanto dalla Romagna e dall'Emilia p1:egato di accettare la corona italica, offeso dal contegno del senato e dallo scempio del Prina, si ritrasse disgustato in Baviera. E al senato italiano che, dominato da interne discordie, non aveva saputo discernere la situazione, rispondeva beffardo il trattato che cedeva all'Austria il Lombardo-Veneto e scioglieva quel consesso. 'f

* * Dalle guerre sin qui ricordate sono adnnque meritevoli di rilievo nei rapporti della regione le operazioni contro Beaulieu e Wiirmser nel 1796, contro Alvinzi nel 1797, contro Melas-Souwarov nel 1799, contro Bellegarde nel 1800 e nel 1814.

,

1279

Abbiamo in ess_e a?zitutto ~a1cchi es~~pi di pa~saggio ci~ viva forza, del Mmc10, con spwc~te affin1ta verso gli analoghi fatti accaduti nel 1701-1705-17Q6 ed eziandio nel 1848. Se si consideran_o poi syrlta--sihistra del Mincio le posizioni prese da Massena nel 18Ò5, si vedrà che esse sono precisamente le stesse che furond, difese dai Sardi nel 1848, occupate poscia dagli alleati nel 1859 ed assegnate, infine, quale meta all'esercito del La Marmora nel 1866. Si ha poi Pidentità topografica nei reiterati combattimenti di Rivoli, che in tutte le campagne si verificarono sul terreno stesso della leggendaria battaglia del gennaio 1797, nè poteva essere diversamente, essendo quella posizione chiave di sbocco del Tirolo . Presentano_pnre tale identità i fatti d'armi del 26marzo 1799 e 6 maggio 1848 intorno a S. Lucia di Verona. Si noti anzi, per incidente, che il maresciallo Radetzki, a distanza di mezzo secolo, 's i trovò ad entrambi i combattimenti. Infine nelle ·anzidette campagne dell'epoca di Napoleone offrono argomento di esame e di studio, oltre ai combattimenti che ebbero luogo a Salò, Lonato, Pozzolo, Valeggio, Monzambano, Salionze, ecc., ecc.; i terreni della battaglia cli Castiglione, la quale ha riscontro con quella di Solferino. .'f

* *

Delle campagne per l'indipendenza italiana interessano la regione, non occorre dirlo, quelle del 1848, 1859 e 1866; ma sui fatti che è bene ricordare, ci intratterremo snl luogo stesso ove essi si svolsero, intorno ai mon umenti che li rammentano, e che è nostro scopo descrivere, designandoli all'affetto e alla religione della nuova Italia. Taluno forse potrebbe desiderare maggiori ragguagli, ma giovano a ciò mille pubblicazioni di egregi ingegni. Ho creduto dovermi limitare ad una brevissima sintesi, essendo . mio solo scopo quello di condurre il lettore senza sua soverchia fatica a far meco un'escursione per gli storici campi 82 -

A:iNO XLIV.


1280

AR~ll E SEPOLCftl

ARlll E $~LORI

-di battaglia, dove accanfo a

1281

tracce ·di estranee con tese stanno i mausolei del nostro risorgimento non da tutti conosciuti ' e non da tutti mer itatamente apprezzati p13r la virtù e per l'ammaestramento che essi rappresentano.

La linea costituita da qu:;;i- Iillaggi indica il fronte di batta.glia del 6 maggio 1sM;ttaglia che fu, tra Italiani ·ed Austriaci, la ripetiziobe dell'identico fatto d'armi del 26 marzo 1799, tra :B.,rancesi ~d Austriaci, i quali così, a mezzo secolo di distanza, riportarono sulle stesse posizioni due vitt0rie.

II.

* *

ESCURSIONE AI MONUMENTI (1)

Il monumento ivi eretto ricorda appunto il fatto d'armi del 1848 (1) e consta di una svelta, scannellata, elegante

"

Veramente quant' io del regno santo Nella mia mente potei far tesoro, Sarà ora materia del mio canto.

No pur le cre,1ture, che son fuore O'intelligonzia, qu~st'arco saetta, Ma quolle ch'hanno intelletto cd amore. DANTE,

A

s~

Paradiso, Canto

L

Lucia.

Muoviamo pel nostro viaggio cominciando dalla città rifìodta di stirpi longobarde, e che cliè a' nepoti 'ii .cognome di mdice ge1·manica (2), nei cui pressi sta il villaggio di S. Lucia. Sorge questo sulla sponda destra dell'Adige a breve distanza dalla città. · , A intervallo fra loro di qualche chilometro si ergono a settentrione di S. L ucia i villaggi di S . Massimo, Crocebia.nca, Chievo, Parona ed a mezzogiorno quello di Tomba, e se ne vedono, dal piano,· distintamente i campanili. (i J Il lettore farà béne a monirsi di un:\ caria topogra.lica dell;J, regione alla scalo di i: 25000 oppure t: 75000; che se poi vorrà farne anche senza ritenendo sufficienti le

facoltà comprensive ciel suo sguardo e della sua mente, potrii in tal caso attingere ·semplicomonto sue silo, dag li a))ltanti, le oGcorrenti informazioni sulle varie Joc,di ti\. cit..~te in (JuesLe escursioni. (2) C••oucc,, Dis,01·so suU'opero. di Dante. Zanichclli, !888.

Fig.

}a.

colonna con capitello sormontato da un'aquila nell'atto di spiegare il volo (:fi.g. l") . ({) Pres~o S. T,t1cia una pietr:1 con stemma gentil izio ricorda la morto ivi avvenuta, durante la battaglia, riel tenen te colonnello austriaco del 1,2• reggimento fanteria OioYaoni No1,omuceno Leutzenclorr. I


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ARMI E SEPOLCRI

L'aquila porta impressa sul petto la croce di Savoia. Alla base del monumento vedonsi quattro altorilievi relativi a quattro episodi di quel giorno, e cioè : dei granatieri ohe attaccano il cimitero, dell'artiglieria che tira contro il oampan~l1:yèl.·i-~na carica dei ~anoieri d'Aosta su S. Lucia e del duca d1 Savoia ohe con la brigata Cuneo protegge la ritirata. Sotto ai quattro altorilievi si leggono le seguenti iscrizioni:

sogni dei patrioti ohe nei moti del 1820-21 e del 1830-33 avevano riempite le prigioni e lasciata la vita sui patiboli, e dello stesso Re ohe già aveva scontato con un primo esilio il culto alla libertà.

,,. **

QUIPUR!i: CARLO ALBERTO, RE DI SAROEGN_-\. O~N UX PUGNO DI AUD.A.OJ.

A"l?.JJ'RONTANDO GLI ESRR.OlTI DEGLI ASBURGO INDl('Ò ALL'ITALrA LA STELLA DELLA SUA UNl'l'À

VITTORIO EHANUI~LE, DUO.A. DI SA VOI.A. ]'.E lWINANDO M ARIA, DUO.A. DI GENOVA SU QUrlSTI C,UU'I PROV.\ROXO

AI Sl~POLTI EROI DI SUPERGA LA BON'l'.l\ LEGGENDARIA DEL LORO SANGUE

Fu il primo e non ultimo rovescio, ma. anche gii accenna.ti trionfi n on furono i soli ; chè ancora ne conta quella cam· pagna a Goito, nello stesso giorno in cui pur cadde Peschiera (1), a Rivoli (2), a Governolo (3) . Senonohè nell'ultima settimana di luglio la fortuna impallidì nelle pugne eroicamente sostenute a Sona, Sommacampagna, Valeggio, Custoza e Volta, pugne che indussero alla ritirata le armi italiane, nuovamente avversate poi dalla sorte nel duello di onore attorno Milano.

SULLE VOSTRE OSSA

,..

O GLORIOSI 'FIGLI DM!, PICCOLO PIEMOX'l'I~

*

DEJ?ONF: RICONOSCENTE li, SUO GRAN BACIO

*

LA PATRIA

A PIETOSO RICORDO DEI O.A.DU'.l'I

Nl~L

6

'll.A.GGIO

1848

AUSPICE LA SOOIE'l'À DEI R0DUOI I'T'ALIA E O.A.SA SAVOIA VERO~A, LA PROVINCIA E I.L PRESID IO ERESSERO '

'

6 MAGGIO 1882

,,. ** Fu quest0 primo insuccesso del 1848 ohe annebbiò l'es11ltanza provata pel trionfo delle cinque giornate, per le fugate retroguardie a Goito, Borghetto e Monzambano e per la vittoriosa espugnazione di Pastrengo conseguita appena una settimana prima! Vantaggiosi successi che parevano coronare i

E ccoci davanti a, Villafranoa. A mille passi dal paese scorgesi il cascinale di S . Giovanni, presso il quale nel 24 giu, gno 1866 Umberto di Savoia oppose l'impavido petto alla irruenza degli ulani. Eroico e terribile fu quell'episodio, col quale l'intrepido Principe esordì nelle italiche pugne con quell'altissimo valore che ancor rifulse, quando, salito al trono paterno, associò il suo Nome glorioso a tutte le vicende luttuose o liete della patria. Tra il lampo dei quadrati della brigata Parma ed i fendenti dei cavalieri italiani che guidati dal colonnello Strada controoarioarono con urto a fondo gli irrompenti ulani , lasciar ono costoro sul suolo ben settecento cavalieri !. .. (l) 30 maggio. (2J 10 giugno. (3) i 9 luglio. '/


1284

ARMI E SEPOLCRI

ARMI E si;;eo1,,:R.1

A ricordo del quadrato in cui si rifugiò il principe di Pie, monte, fu eretto un obelisco, di cui diamo qui il dise01no (figura 2") alto 10 metri, portante sulla sommità la stella, d.' rt'a lia ed a11 a baseJe seguenti iscrizioni:

A Monte Croce.

7

~

J

1." epigr afe. QUI 'NEL MA'l''.rIXO DEL

24

GIUGKO

1866

IL 49° REGGIME~TO FANTERIA.

,

DISI>os·ro IN QUADil.ATO PER IMPROVVISO ASSALTO DEGLI AUSTRIACI SALVÒ

UMBER'l'O DI SAVOIA Al, VALORE DEC,L' ESERCITO ALLA VIRTÙ DE L PRINCIPE P RI MO

NELLA BATTAGLIA

GLI ABIT ANTI DI V ILLA.FRANCA

8

DIOEUBRE

1880

2" epigrafe.

,

Q,U~;STO l\10.Nt;MENTO OHE YIOLllJN'.J.'O '!JRAGANO Al3BATTEV'A. IL

27

GIUGNO

1889

IL qmrn~E DI \ ~lLLAFRA.XO.A. COL CONC OitS O DI ALTRI CORPI ~!ORALI L'l' FORMA PIÙ GR..L~DE E I>Jù SOLIDA

POCO LUNGI DAL SITO PRIMIERO

Fig. 2•.

RICOSTRUSSE

1895

1285

Ed ora inerpichiamoci su Monte Croce. Da esso l'occhio spazia sull'amena ampia distesa delle colline che formano, ad archi concentrici, l'anfiteatro morenico del Garda. È questo anfiteatro bisecato daì Mincio e s' innesta ad oriente, per l'altopiano di Rivoli, al Monte Baldo, e ad occidente, coi poggi di Lonato, al ramo orientale dell'Adamello. L' estrema dorsale dell'anfiteatro signoreggia tutta all'in giro l'adiacente pianur a fra Adige e Chiese e costituisce una formidabile posizione militare. Dominati da mille svariati pensieri, su queste alture ci sentiamo diversi da noi stessi! Sotto i raggi del sole che scintilla maestoso pare ancora di udir&, di poggio in poggio, il meraviglioso agitarsi di masse umane, il nitrir dei cavalli, lo squillar delle trombe e l'eco assordante di v ulcani di fuoco che solcano e rendono acre l'aer e ! Passano davanti alla ment e, come in una luminosa visione, file di uomini, di corsieri, di cannoni, di carri ora diritti ora serpeggianti, giù e su per le chine, che si premono, si lacerano, si urtano a vicenda. per giungere .primi là dove si contenderanno più tardi, a prezzo della vita, palmo a palmo il terreno. G:i:aude è la folla delle memorie di belbci fasti che qui si affacciano alla mia mente, o lettore, e che io dovrei esporti ; ma solo col pensiero e col cuore tu potrai completare le omissioni che amor di brevità m'impone, nè potrei far diversamente qui dove ogni strada, ogni colle, ogni campo, ogni villaggio, ogni casa ha la sua storia e tracce ancol'. vive di sussulti e di sangue!


1286

A RMI E $EPOLCRI '

,,.

* * L ' ob~J.,iscoch@, sorge su Monte Croce rammenta le gesta dell~t divisione· J rignone. Il 24 g iugno 1866 essa doveva portarsi da Valeggio per Oustoza a Sommacampagna, sostenuta dalla divisione Ougia che, da Pozzolo, doveva per altra strada r aggiungere pure Sommacampag na, mentre la divisione Govone, da Goito aveva ordine di traslocarsi a Pozzo Moretto, .e le due divi~ioni Bixio e principe Umberto dai pressi di Roverbella dovevano avanzare su Villafranca seguit e dalla divisione di cavalleria.

1287

A RMI E SE POLCRI

destra del Mincio la divisione Pianell. Questo movimento inteso a stabilirsi fortemente contro la linea dell' Adige, assicurandosi i fianchi per ulteriori intraprese, era completato con la dislocazione su Mantova del corpo di Oucchiari (1). Il corpo di Cialdini, cioè altre otto divisioni di fanteria con una di cavalleria (2), stavano sul Po fra iì Serraglio ed il delta di Codigoro in atte8a di agire. Ora si sa che le cose non andarono come si credeva. Sulla destra si raggiunse Villafranca, ma le mosse del centro e della sinistra furono arre:state dal nemico e ne vedremo le tracce più avanti.

Ma fermandoci ora al monumento che abbiamo sotto occhio (fig. 3•) ricorderemo che i granatieri di Sardegna e quelli di

Lombardia, col principe Amedeo in testa, frenarono l'irruzione delle brigate '\Veckbeker e Bock su Monte Croce e sul Gorgo, giù nella valle, presso la I cascina che si vede contornata da pini. , E, mentre su Villafranca infuriavano att.o rno all'Augusto >, fratello gli ulani di Pulz e di 0 Bujanovics, si fu presso tale cascina che una palla austriaca lacerava il. petto di quell' Amedeo di Savoia che più tardi sul Mansanare doveva dare di sè n uove e più rilevanti prove di invitto valore e di a1i imo saldo e gaglia1:do. A ricordanza di tal fatto venne eretto nel 1894 un monumento' dovuto alla iniziativa del comÙne di Sommacampagna (:fi.g. 4"). ·..

f {!

I~

Fig. 3•.

A nord poi della divisione Brignone altre due divisioni, OP-rale e Sirtori, dovevano da Monzambano e Valeo·aio por. bo tarsi fra Sona e. Sandrà a fronteggiare Pastrengo ed isolare Peschiera alla cui osservazione, del resto, rimaneva sulla

Divisioni Mignano, Cosenz, Angiolett.i, Longoni. (2) Dh'isioni Casanova, Rico tti, Mezzacapo,· Chiabrera, Mettici, Cadoma, Della Chiesa, Franzini, Poninsk i. (!.)

I


1288

ARMI E SE POLClll

A&Ml E SEPOLC&l '

Il monumento consta di una guglia di porfido sorretta da basamento a dado e contornata da altorilievo ricordante la. pugna.ed iyprincipe-nell'atto che veniva ferito. Sulla. faccia del) dado· evvi in lettere d'oro fa, segJ1ente epigrafe: .

"

e

Qur AME;DEO DI SAVOIA DUCA D'AOS '.l'A IL

24

GI~GNO

1866

'VENNE FERITO

PER L'ITALICA LIBERTÀ CO:MIM.T'l'ENDO

'· .A GLORIA E RICORDO PERENNE

H monumento di Monte Croce è costituito da un o·belisco di granito sorretto da un dadO' a, foggia, di, cubo. L:altezza, del monumento è di metri 7 (v. fig. 3•). In cima all'obelisco evvi una croce di ferro, e tra l'obe:-· lisco ed il dado sono interposti quattro piccoli cannoni pure di granito. A base del monumento sta poi un· agglomeramento di piccoli macigni. . sulle facce del dado le seguenti iscrizioni : LegO'onsi b . lL

2°

GRAXA'1'IERI AI COMPAGNI D' ,rn\m Ol(E su Q,UESTE .A.I/!'URE

LIBERI CITTADINI POSERO IL

24

GIUG).'0

1894

Il monumento è alto da' terra alla sommità dell'asta. metri 8,50 (1). O) Nello stesso giorno furono pure inaugura.te due lapidi inviate dall'ordine milit,tre di Maria Teresa in memoria degli umciali austriaci cacluti sul campo nelle due battaglie del l.848 e 1866. Pol'giamo qui in calce il testo delle lapidi avvertendo che, come veoremo più avanti per parecchi dei nomi in esse ricordati, già esistevano speciali ricordi commemorativi'. Prm1A LAPI DE. - Alta due metri, in marmo nero a caratteri d'oro, (per .H ufl'ìciali caduti: il 2.~ luglio 1848 ci Sona,' a 11/adonna del ,1fonte eli a Sommacampagna;

il 24 luglio 18'18 a Salionze ed a Sommacampagna; il 25 luglio ad Oliosi, Sommaca·mpa,gna, ViUa{ranca e Custqza ed il 24 giugno 1866 ad Oliosi, Campagna-Rossa 11/onle Cricol, in Alonza1nba110). Porta la iscrizione: In memoria dei caduti sul ccirnpo dell'o;tore, ed i nomi ·~cguenti: Fanteria. - Jlegg. n. 7: luogotenente V. Rerniere. Jlegg. n. 17: cap itani Enrico ,lliiller, Adatl>erto bm·one Neugebauei·-Furnberg, Giovanni Lil.oser, llob•rto Sctwamel,, luogotenente 'ffoli/.sch. Regg. n. 30: capitano Simone Boxich. là. n . 47: capitano Cristiano Elfe1·t e luogotenente Clemente Cerrtni di Monte Varchi. Regg. n. 48: primo luogotenente Lnigi Swates de..Jlossar. Id. n . 50: colon11ello· Carlo Schwaiger, mr1ggiore Pederico Krippel , p r imi 1-uogotenenti Giorgio PoJlp, Carlo Susta, luogotenente Ottone 1!/ùlle1-, Carlo Steinb6ck, Carlo Boe/e, Jlegg. n. 52: capitano Adalberto Brucht. Id. n . 54: tenente colonnello Federico bà1·one Stmslenan. Inoltre del già 2° 1·eggimento confini-banato {oggi regg. n. 16): pi·imo luogotenente Giacobbe. Pertep det r eggi111ento confini-banato-tedesco (oggj diviso net reggimenti n. 29 e n. 61), i maggiori S11ech v. Szepfalu, e Francesco Dimatschel,; i capitani Poti,· Poppavie, Carlo Diamely, i luogotenenti Giovanni 11/ilita.vow e Gi-useppe

1289,

COMJ3AT·TENDO L'AUSTRLA.CO CADDERO

L. T. Colonnello STA'1'ELLA VINCENZO Maggiore CAPPA CARLO Capitano CASELLI PIETRO Luogotenente GIULINI ANTONIO ùuor;otenente w AT'rEVILLE nr~ LOINS <HJGLI:E:LMO Luogotenente :M:IROGLIO Dl MONCF:ST.fNO AOHILJ,E Sottotenente SANTI FELICE l'ASETTI rn::·r RO Sottotenente 'J.'lIOMI'l'Z E DOARDO Sottotenente BRANCHINI LUIGI Sottotenente Sottotenente i\(ANCINI S'!'EF ANO Sottotenente GAUDIEZ GIUSKPPE I S OTTUF :&'ICIALI, CAPORALI E GR.ANA'l'lERI

24

GIUGNO

1866.

AJitloschevic ; del regyimento confini-Ogluin (oggi n. 53) primo tenente Ga1idenzio Lopassic; del 1·eggimento (lgtuin (oggi n. 79) primo tenente ,lfichele Csokes~a. Reggimento cacciatori-imperiali: c,1pita no l<'rancesco cav . v . /Iotrern, prnn? luogotenente Roberto barone Ko11al ed i luogotenenti Enrico Bsthnge1-, Federico cav . V. IJa1•tmW1tn.

go battaglione .cacciatori: caJ)itcmo Giovanni Bisner e .p1·imo te11ente Bdoa·rdo v. Griising. 11• battaglione cacciatot·i: 1n·i1no luogotenente Piet1·0 Speltini. .%' id. icl . : capitm10 PilipJJO Amsta'dlei·. .~7· il!. id. : tuogoumente Cai·lo 1'/oser. 5• reggìme11:to ussari : ·m1Lggio1·e Carlo conte Szecsen. 12• . id,. ulani: l·uogotenente (Jgo v. Wii.rtli. 2• batteria a cavalla': luogotenente Antonio· Bauer. . S.ECONDA LAPIDE. - Alta due metri, in marmo nero, ( p e1• 47 utllciali rimasti il 2,1, giugno J.866 a Fenile Mongabia, Jese, Fenilone, Monte Vento, Orolino, S. Rocco di


12~0

1291

ARMI E SEPOLCRI ARJH E SEPOLCR I

,,. ** E sei assalti sostennero quassù i · granatieri di Sardegna contro i reggimenti austriacj, mentre qui pure, l'eroica batt eria del capitano P elloux fro nteggiò in quel dì ben più numerosi cannoni nemici! Fu qui che il colonnello Boni nel momento in cui le sue,truppe accennavano a qualche scompiglio fè snonare, tra lo scherzo, l' ironia e lo sdegno, il segnale notturno del silenzio, segnale di s0nno che invece sorprese e riscosse i gTanatieri dando loro lo slancio dì un solo uomo, mentre pur ripercuotevasi per l'aere infiammato l'eco della fiera risposta data dal portabaooiera (Bel viglieri) al colonnello che gli chiedeva l'insegna per portarla contro il nemico: « Signor « colonnello, la bandiera la porto io e non la cedo a nessuno! )) Se tu, o lettore, vorra i posare il piede a settentrione di :TYionte Croce, là dove uno svelto campanile ti addita il Palazzolo, Casa Molinari, Ca val china, Gorgo, ~!onte Moli menti e Torre, Monte~rocc e Ilei vedere, Custoza o Villarranc.,: e sepolti iusieme). Porta la iscrizione: Ono,·e ai cactuti eh.e la morte ha 1·iu11ito: ed .i nomi seguenti : Fanteria. - Regg. n. 19: maggiore F ,·ancesco v. Zonfal, f)rimi luogotenen!i Cm·!o Bdy, Federico Cam.me,·e1· e Cado 1'oron!J lay. {legg. n. 28: i capitani Gustavo Zivsc, e Gtiilio Gylek, primo ltiogotenente Bqnolf ba1·one Rodei· e lt'ogote11e11le Eman~le B"li1igei·. Regg. n. :n : capitano Carlo esazy. Id. n. 36 : m.agyiore Antonio v. Stoiger, i capitimi Carlo v. John ed Eniesto barone llandel-1Jfazzetti, primo ltiooolenente Antonio 1Vinlcle1·. Rcgg. n. 30: i capitani Giuseppe K nranda e Giulio IVellmann, i primi luogole11e11U Fer<linando llibitsch, Guscavo IVei<llìch e Giuseppe l'amosy, i t11ogote11enli Frane. Kamp(,11uller, T eoctoro llo((mam1 e illicllele Rossler. Regg. n. 63: capiJano Vince11zo Klein e pl'i1110 luogotc1umle Alfonso co11te Breco1irt. Jet. n. 6S: capitano Cal'lo Reil, ltiogotene11teFmncesco lfaschek e Giovanni Jagodic. Regg . n. 66 : i W))itami Giovimni cav. v. l/ze/Ji11sl~i, Francesco Ilaci(Jea, Eaoa?'dO Jl'l"uschlia, primo luogo tenrnte 'l'eodoro Kirko wicl,, luogotenente Paolo Fischer. Regg. 11. 70: luogotenente Lui!]i Sch1·eiber. Id,. n. 75: capitano Giovanni Persina, luogotenenti Giovan11i b:apom1ek e Carlo cav. v. Zutch11er. \ Regg. n . 76: 21rimo luogotenente mchele cav . v . Violana e luogotenente Ludovico Ctausnitz. Del regyimenlo caccialoi·i ·im))Cl'iali t-ii·olesi : i capitani Carlo ,lf aye1· e Car lo Sle((el;, i primt t11ogole11enli Carlo Carlt, Maa; co11te Sa1wma ed. Ig11azio cav. v. Vinlschgau, luogot.e11e11te G1tgl~lmo v. L ewetzow. D el reggime,llo usseri n . 14: p,·imo i,iogoten.cntc ca,·to /Ja,·one flinkelàey. · Id. • ulani n. 12: maggioi·e ca,·lo barone Sl:1·ben.d,!J. !ti. n . 13: i l capita110 Alfonso barone ,11-iilllen, e l uogotenente Francucn Prausclle1·.

comune di Sommacampagna (1), potrai compiacerti nella seguente iscrizione, posta sulla facciata d i una casa di proprietà Terzi: CARLO ALBER'rO RE DI SARDEGNA ADITÒ QUÈS'.rA OASA NELL'APRILE

18LJS

liEN'l'RI<.: ASSIEME COI :FIGLI VITTORIO

E:u.ANUEL·r; DUCA DI SA vou

1•: FERDL'\f.à.NDO ]yfa.RIA DUCA DI GEXOV.\ 00:MDA'J:'.L'~V.A. CONTRO GLI AUSTRU CI LA PRDL\ GUERRA l>ER L':c;"DlPENDB:NZA Dl~~LA P..\.'L'LUA PER RIOOXOSOBS~i

ALL'AN'l'ESIGSANO DBL XOS'l'RO RISCA'Lv.ro PER MEMOJ:UA

Dl UNA LOT'I'A. INJ,'.ELICE :MA GLORIOSA

'

IL C011UNE DI SoIDCACAMP..\.GNA POSE

24

GIUGNO

1879.

,,. ** E laggiù · dove fra lussureggiante vegetazione ~org_e l'amena villeggiat ura d i Guastalla Nuova, u~' altra. 1scnzìone, opera del conte Giovanni Cittadell~, ncord~ 11 so~giorno .che ivi fece in una piccola stanza 11 duca d1 Savoia n ell'aprile del 1848, quando passato .il lVIinoi? con_ 1~ sua divisione mosse poi a partecipal'e ai combatt1ment1 d1 Pastrengo e di S. Lucia. Ecco il testo della lapide murata sotto la :finestra dèlla piccola stanza: QUI NELLA PRIMA VERA DEL

48 Alll'.L'Ò

Vl'l'TORI0 ElIAXUELE

CliE INVANO 11..\. O:XOR.E VOL)U,:NTE ALLORA. TEN'.rA'rA COL PAD RE E COL Ji'RATEL LO LA UIDIPENDENZA D' TT.A.LlA RE ~E CO)ll?Ì L;\ LIBERAZIONE NEL

1870

CORAGGIOSO PROVVIDEXTE ASSIDUO. (il Nei pre,si di Somm.,.Lcampngna, in loca.Hti\ eletta Pe~zarnnt_, v! è u,n picco_to monumento eretto cl:ii;li ufficiali del 51,0 regg. fanteria austrmco Prmc1pe Emillo eh Assia al le11~11te Federi.go Preyher,· ivi cad1.t-0 net 1848.


1292

A RlII

E SSPOLCRi

•

** E poichè t'indicai la Cavalchina che da Monte Croce nettamente _si distingue, lascia che pur ti ricordi che a guadag_na~la_ sei volte cozzarono inutilmente su di essa. i granatieri d1 Lombardia. · Solo al settimo -assalto, guidato dal tenente colonnello Vayra, fu loro dato d'impadronirsene scacciandone l'austria~o battaglione Duca di Toscana che tenacemente · si era difeso. ' Senonchè il nemico tornò più tardi con nuovi aiuti alla risc_ossa, e mentre il Vayra assalito da forze triple ritraevasi su Monte Torre, un .ma.nipolo del 2° r eggimento o-ra~a~ieri, ~he nel trambusto non aveva fatto a temp~ a np1egars1, colto e circuito nel cascinale volle aprirsi un varco di viva forza..... . . E allora _cadde primo l'ufficiale che per primo era.si slanciato avanti. Il suo nomo è consacrato nella seguente iscrizione esistente sn lapide apposta alla stessa Oavalchina : MESSAGGI S'.1.'EF.A.NO

DI

I

TREVIGLIO T.ENP::NTE

24

2° ORAN.A.TlERI 1866.

GIUGNO

Prima di lasciare ì\foute Croce, non t' incresca, o lettore, che io t' indichi altresì qui, pre sso la valle, una croce di pietra, alta poco più di un metro, che la pietà di una madre pose iu un prato attiguo al cascinale del1' Osteria, presso il Fig. 5•. Gorgo (fig. 5°).

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ARMI E SEPOLCRI

Si distingue :nettamente. È uno straniero caduto anch' egli sul campo dell'onore. Sulla facciata anteriore orizzontale della croce si legge: TIIEODOR KIRKOWIO

66° 1866.

K. K. Ol3ERLIEUTENAN'1'

REG.t

24.

JUXI

INF. 8

A. Cnstoza. Ed ora volgiamo i passi al sepolcreto di Custoza. Non ci separa da esso che un vallone; e ne scorgiamo di qua sull'opposto colle in tutta la solenne maestà le candide pieghe. La poesia e -la religione attrassero sempre i popoli apre.gare sulle alture e quell'ossario ben sorse per noi lassù qual santuario a vivificar e nell'animo nostro il culto dell'amo1· di patria. Il colle del Belvedere, su cui esso sorge, imponevasi di preferenza alla scelta, chè lassù il 24 giugno 1866 echeggiò fino al tramonto il glorioso grido della invitta divisione Govone.

•

** Su tale divisione e su questi poggi si addensarono alla fine della battaglia quasi tutte le forze della riserva au. striaca; onde l'eroismo e l' intr epidezza dei nostri cassero al numero e fu duopo ripiegare... E accanto al nome del generale vogliamo ricordare anche quello del soldato Fuggetto di Siracusa, che, qui presso, colpito da una palla ad un braccio, continuò coli' altro a servire un cannone; e, trapassato dal piombo anche l'altro braccio, rimase pur sempre eroicamente al suo posto animando con spartana fermezza i compagni .


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~

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L 'ossariò è di for~ ottagonale (:fig. 6·). Da quattro facce, più ampie delle altre, sporgono quattro pronai con colonne, archivolti e cornici. Al disopra dei pronai corre, 'tutto all'ingiro, una loggia con balaustrata dalla quale ammirasi amplissimo orizzonte e per tracciate visuali i punti più salienti dove furono le pa.rziali lotte. Dalla loggia si er~ un' attica sormontata da un obelisco. Dai pronai si accede nell'interno dove èur{a . ' cappella, e da questa si scende ad una cripta con ambulacro, nella quale sono· accumulati e disposti in bell' ordine teschi ed ossa appart enenti ad o 1tre 2000 scheletri esumati. Fig. G•. Oh! il buon genio della patria vegli onde. da queste sacre zollé non sorga voce alcuna cli amara rampogna aìl' ingratitudine dei redenti! E nella pace di oltretomba i nostri martiri fremano di contento per essere stati compresi e corrisposti! (1) (J) Nel cimitero di Custoza sono ricorclati con lafJidi e monumenti , i seguenti \1lliciali austriaci morti combattendo ii 2; giugno lSGG: 'l'e:11ente Carlo Edy, i 9° nggimento fmile1'ia.

Capitano Carlo Cwzy, 3 1° i d. id. 'J'e'llenle Ritte!' Vwlmut, 76° id. id.

Sottotenente Lmlin Cla u.snilz, 7 6° id. id. capitano Ernilio Stef/èl,, regg,me1ito Kcii,;e1· Jage1·, Tmente JÙ1wzio Bintlcgim, id. id. id. 'J'enente Saurma FeUsch, id. icl. W.. S0ttote-11ente P1'inz z14 Scil1n-Si,tm, id. i,L. i,t.

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" ** Due sono ,le d_a te che quest'ossario ricorda; date memorabili che, innestandosi alla lunga serie derle altre, costituiscono l' odissea delle italiche pugne e valsero alla patria quella gloriosa corona onde le fu dato di cingersi a sdegnosa risposta contro l'irrisione dei Lamartine e dei Metternich! Che se l'italian o soldato non sempre riuscì a mostrare come si vince, in ogni tempo però seppe immancabilmente provare come si muore a gloria del proprio vessillo!

*"*

,>- .

La storia contemporanea è la piu difficile da scrivere. Se nòn che sulle due Custoze se ne son dette tante! . Eppure in quella del '48 poco mancò che Radetzky vemsse a_ddossato al Mincio e tagliato fuori da Verona! Unica sua ventura fu che le truppe sarde non erano ben inf~rmate della rispettiva dislocazione, caso però su1 quale egli non aveva ragione di · fate preventivo a~segnameuto.' 'f

**

È appena necessario ricordare che il 23 lnglio R adetzky, avendo forzata la linea del de Sonnaz, erasi portato col grosso delle forze sulla destra del .l.\fincio lasciandosi a di~esa del tergo una sola brigata che fu battuta a Staffalo 11_ 24 da una parte sola del Corpo di Bava. Questo nel giorno successivo proseguì l' o:ffensi va senza il concorso delle !J.ltre truppe rimaste attorno a Mantova, concorso che ove si fosse verificato avrebbe avuto, o·iova crederlo non lieve influenza su quella prima Custoz:. ' Il caso non è certamente semplice come qui può sembrare, ma quante volte il risultato è l'unica stre.()'ua del 0 · giudizio umano? Vaeh Victis !

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,\NNO XLI V.


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** Radetzky dopo il rovescio del _24, compreso il pericolo a cui era esposto, r ipassò il fiume con gran parte delle sue forze che, p1'.evalenti per numero, costrinsero i Sardi a ritirarsi per Villafranca su Goito.

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"

** Della Custoza del '66 già dicemmo i dispositivi che, prendendo· le mosse dal Mincio, la originarono: nove divisioni, di cui una di cavalleria, do-vevano portarsi dal Mincio, tra' Villafranca e Peschiera, per riprendere il fronte già tenuto nel 1805 dà Massena e nel 1848 dai Sardi. Gli Austriaci al comando dell'arciduca Alber.to postatisi alla sera del 23 (colla div_isione Rupprecht e coi corpi Rodik, Maroicic e Hartung) fra Pastrengo e Sona miravano ad occupare il 24 il margine sud dell'anfiteatro morenico, credendo di poter da esso sorprendere e colpire sul fianco sinistro l'esercito italiano ritenuto in marcia verso il basso Adige per dar la mano al corpo di Cialdini. Fortuna volle che quelle dominanti posizioni fossero da noi occupate prima del nemico. Senza di ciò chi può dire qu.el che sarèbbe avvenuto in una lotta dal piano contro l'esterna morena del Garda? /

.

Si sarebbe preferito il piano del generale Fanti consistente nel tenersi in posizione difensiva contro il Mincio e puntare col grosso pel basso Po su Vienna girando così il quadrilatero e tendendo la mano ai Prussiani. E ffettivamente nel successivo luglio l'esercito agli ordini del generale Cialdini costituito ~u quattro corpi d'armata (1) invase sotto· tale nuovo concetto il Veneto, ed era giunto fiu quasi all'Isonzo, quando intervennero i preliminari di Nikolsburg che ne troncarono l'esecuzione.

"

**

..

Sulla linea di questa morena, o poco innante, si svolsero quei parziali combattimenti che ,si riassumono nei nomi di Villafranca - Monte Croce - S. Lucia - Monte Vento O liosi - Monzambano, combattimenti che nel loro insieme .costituiscono la battaglia di Custoza.

.

Il concetto strategico che condusse a Custoza fu acerbamente criticato. Eppure i Prussiani in Boemia agirono ugualmente su due linee separate convergenti con l'aggravante della difficoltà attraverso frontiera montana, anzichè fluviale,

nonchè della inferiorità di ciascuna delle masse prussiane all'·esercito di Benedek, mentre da noi ognuna delle due masse italiane era superiore a quella austriaca. Fummo sfortunati! e non ripeteremo col Vial che la differ enza dei risultati tient à la difféi-ence des deux armées, ma diremo col Metastasio che non giova il senno e l'arte quando amico il ciel non è!

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Ma « del senno del poi son piene le fosse! >> è proverbio antico. Del resto le due Custoze furono determinate da due opposti movimenti di conversione uno a sinistra e l'altro a destra: e l'uno ci portò colle spalle, l'altro col fronte all' Adige: l'uno ci ricondusse sul T icino, l'altro ci spinse all'Isonzo; nell'uno s'incarnò la pr emessa del nostro risorgimento, che fruttò all'Italia restaurazione e reazione, nell'altro si affermò l'unità :della patria e la libertà, soave aspirazione della giovinezza, legittima ambizione della virilità, respiro degli animi eletti e gentili, sebbene non di rado, pretesto a violenze degli animi foschi e turbolenti. (lJ Comandat i dai generali Piancll, Petitti, Cadorna e Brignono.


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,,.

** Vedi laggiù a breve distanza da;l Cappellino, fra questo e l'orecchiuto r.isvolto che fa ivi il Tione, una croce sorretta da piccolo dado che si eleva su alcuni gradini d i pietra? (fig. 7°). Sotto quella croce ebbero comune sepoltura cinque Austriaci ed un sol- · dato del 19° reggimento fanteria del quale non si potè conoscere il • I . nome (1). I I Ma a noi tanto basta per r icor~-=-=-;;=~==~;;;;.=:-=---..,==• dare e salutare in quella croce un caduto della valorosa divisione SirF ig. 7•. tori, la quale su queste posizioni di S. Lucia del T ione si sostenne dalle sei del mattino fino alle tre di sera, finchè stanca, logora, oppressa di fronte dalla brigata Bauer 'e Moring e di fianco dalla brigata Piret fu costretta a ripiegare, salutando il nemico con gli ultimi getti di piombo di dué battaglioni della brigata Valtellina (2). E noi salutiamo altresì il forte generale, che, mentre le granate scoppiavano da ogni parte a lui vicino, obliando sè stesso, esclamava all'ufficiale d i stàto maggiore che gli stava dappresso: 1vli r·aUegro con/ lei che sta bene al fuoco !

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NOTA BIBLIOG.RAFICA

D, G1ona10, tenente di fanteria. - Le Memorie d'Africa del generale Baratieri: e il soldato italiano. - Estratto dalla .R{vista politica e letterah1i. - :Maggio '1899, Roma, stabi limento tipogra!ico della Tribnna, 1899.

ANTONINO

Le Memorie d'Africa, ultimamente pubblicate d;il generale Baratieri - e di cui testè vide la luce un'ed izi.one in francese con prefazione dP.ttala dal noto ,accadem ico Claretie - passi1rono a!fatto inosservate in Italia. Giudizio e lezione ~ravissimi pel generale Baratieri. Tuttavia il tenente Di Giorgio, pur apprezzando a dovere l'oblio sotto ~ui si vol lero seppell ire quelle infelici' Memorie, ,tima opportuno e convenien te di rintuzzare quella parte del libro, nella quale contrariinnente .alla verità, è detto del contegno tenuto dalle truppe bianche nella giornata di Adua . E noi assai volen tieri rendiamo conto ai nostri lettori di ,questo pregievolissimo e importante opuscoletto. '(,

'(, * 1

(i) ()iscrizione del monumento al Cappellino (Feniletto) contempla: GUSTA vo ZIIIZA, E GRNOLF 8ARON,

ROEDER V. DIESDURG, G1LEK, EMMANOEL ElU!INGER, UN SOLDA ro l)~;L i9° REGGIMENTO l' ANTB l\(A.

iuuus

0

(2) 20 battaglione del 65° R. F. (magg. Bosticco) e 3° battaglione del 66° R. F. (tenente colonnello neverberi).

.....

(Continua).·

È noto il telegramma del Baratieri del 3 marzo 1896, col quale anmrnziò al governo il disastro di Adua e iu cui con parole roventi stigmatizzò il contegno delle tru ppe bianche. Nel mese di gi ugno dello stesso anno, il generale presentò i suoi sol,dati io un atteggiamento molto diverso. Davanti al tribunale di Asmara, .dopo cli aver qualincato infelice il suo telegramma del 3 marzo, « fece una dichiarazione che pan•e e poteva credersi, una sincera resipiscenza, una onesta reui6ca, una leale riparazione offerta spontaneamente alla verità offesa. » Disse : · « Fu la ritirata non il combattimento che lasciò così dolorosa impressione. Nel combattimento tutti fecero il loro dovere e molti caddero gloriosamente col nome dell'Italia sulle labbra e ne l cuore .... Io mando un saluto ai va lorosi che caddero presso A.mba-Raio .... Sia gloria alla loro memoria : la mia gratitudine e il mio affetto per essi diireranno eterni. ,

A. TRAGNI catonnello comandante il 65° 1"egg. fanteria

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NOTA B!BLIOGRAF! OA

NOTA lllllLIOGRAFICA

.Ma nelle ll{emorie d'Africa il generale dimentica questa :;olenne dichiarazione e ritorna alle sue affermazioni del teltlgrnmma infelice ; « e non so lo tali affermazioni ripete, ma le ribadisce, e le rende più gravi con un teotatìvo di ragionamento; e dà liiro aspetto più allarmante, estendendo il suo giud izi() a tulio il nostro organismo miliwre e facendo il vaticinio, ove prontamente non si corra al riparo, di più grandi inevitabili scagure. » • Non illudiam~ci, egli esclanrn, sulla costituzione del nostro eserci to, e teniamo grànde conto del bisogno che abbiamo di quad ri saldi, di ferma disciplina, tli COO$ÌSlenza organica. » Secondo lui, riepi loga il Di Giorgio, le cause efficienti del disastro fu- • rono la poca solidità dei quadri, la poca ferma disc~iplina dei soldati, la poea consistenza organ ica delle truppe che si sbandarono senza combattere. Ed è questo l'argomento attorno a cui s'impernia tutta la difesa sua, tl che forma colle accuse contro il l\iinistero, con tro ai capi in sott'ordine, contro tutti, come il leit-moti( del grosso volume. Parlando poi del telegram ma del 3 marzo, insinua che il contegno delle truppe potesse aver bisogno di pietose bogie, poicbè dice: , Se quel telegramma fosse stato pel pubblico avrei $Critto diversamente, nè mi sarebbe sfuggita una parola che avesse potuto far torto al soldato italiano. » E il Di Giorgio giuswmente osserva : « pel generale Baratieri dunque la verità ha molteplici aspetti e forme, e cambia a seconda ch'essa si espone ad nso e consumo del pubblico, o del ministero, o del tribunale. »

come osserva benissimo il Di Giorgio, « è giusto notare come la verità giuoch i al generale questo curioso tiro : quando egli si trova di fronte ad essa, ed alle prese coi fatti concreti, armati di lor muta eloquenza, finisce quasi sempre col subirne il fascino irresistibile, e dimentico delle premesse così laboriosamente architettate e della tesi presa a sostenere, li racconta come rea lmente si svol$ero; nel più stridente contrasto e colle sue premesse e colla sua tesi. »

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* * /

Il Di G·iorgio, di fronte a ta li ripetute asserzioni , opina - e con tulta ragione - che è del massimo interesse sia sfatata la infame, la ingiusta leggenda, secondo la quale i no~tri solda ti avrebbero ad Adua sooo-iaciuto al timor panico; le1rgenda molto diffusa in Italia e spe· ~r, •..,..., cialmente all'estero, che permane e getta una fosca luce sul nostro esercito. E poichè il Baratieri, a proposito della nuova edizione francese delle sue Memorie, « dichiara superbamente che giammai una sola delle sue afTermazioni è stata coutradetta, egli in tende di contraddirne parecch ie, tutte quelle anzi che si riferiscono al nostro soldato, dimostrandole, colla scorta dei fatti ben .:i.ccertati e col conforto di argomenti positi vi, coutrarie al vero. • E questo assunto compie l'autore in m:miera più che esauriente, e, ciò che è strano, con fatti attinti al libro stesso del Baratieri, poichè,

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...

Intervertendo l'ordine tenu to dall'autore, vediamo prima, assai brevemente, cio ch'egli dice intorno alle condizioni organiche e allo stato morale del soldato. Dopo Arnba-Alagi il paese com prese subito che non trattavasi di una semplice guerra coloniale ma di unii vera e propria guerra nazionnle in cui erano in giuoco il prestigio e l'influen;rn nostra in Europa, e dalla quale bisognava uscire con onore. E fu una specie di delirio che s'impossessò di tutti, che con fiori, abbracci, evviva accfamarono al le truppe partenti. ' E come era nÌ1tura le di questo novello ardore le caserme furono invase in modo speciale, e le richieste del ministero furono in qualche reggimento tre o t1uattro volle coperte dalle domande dei volontari, gicchè era tra questi che la sorte doveva decidere, e sottufficiali t: caporali domandarono persino di riuuniiare al grado, pur di poter partire. L'insinuazione del Baratieri che dai reggimenti si colse l'occasione per di:;farsi dei peggiori elementi è pertan to contraria al vero, come l:i sua affermazione che i soldati partissero ~coraggiati. , Nelle lunghe marcie poi di otto o dieci ore in media, per sentieri difficilissim i, da Massaua ad Adigrat, sopra 9500 uomini non rimasero indietro che soli 250 uomini; il 2,5 per cento, quota inferiore a quella del le ordinarie esercit:izioni del tempo di pace. E giova ricordare quale esempio memorabile della loro abilità manovriera, della loro .solidita e consistenza organica, la marcia a trnverso il 9ol le Alequà per sentieri ritenuti fino allora inaccessibili a una grossa colonna di truppe europee. l i reggimento di coda, partito come gli altri da Adaga-Harnus la mattina del 1° febbraio, impedito nella sua marcia da ogni sorta di impedimeuta, giunse al campo di M:ai-1\Iergaz la sera del 2 alle 22, essendo stato quarantci at·e sotto le armi senza las,;iare ind'ietro 1m solo soldato. 1

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NOTA 81BLIOGRA FICA

NO'l'A BIBLIOGRAFICA

Durante il mese di febbraio poi, allÒrchè erano concentrati a SauriàZalà circa 20,000 uomini, i so1dati diederngiornalmente prova con dati di fatto positivi delle più alte virtù militari: col numero esiguo degli ammaìati, colla scarsezza e natura delle · mancanze disciplinari, coll'assenza completa di reati , e sopratutto coi discorsi animosi e cogli alti propositi che solo sen tivansi nelle marcie e nei campi, e. che costituivano il solo conforto - unico ma grande - per chi viveva in mezzo ad essi.

5. Che la ritirata, fu quale ·poteva essere la ritirata di due migliaia e mezzo di uomini uscenti da una mischia sanguinosa , aventi al le costole forse più di 50,000 nemici, non protetti da alcuna riserva, fu quale sempre era stata, quale sempre sarà, la ritirata di truppe che hanno resistito validamente e nella lotta hanno già esaurito tutte le forze. E termineremo co l riport:ire il seguente specchietto ('1 ), dal quale si può vedere quale posto occupa la nostra disfat ta fra le più onorate del secolo, fra quelle subìte dagli eserciti più agguerriti d'Europa.

* ** Rispetto alla triste giornata del ·1° marzo, sono fuori questione: la brigata Albertone perchè composta unicamente di truppe indigene e la brigata Dnbormida, pur formata nella stessa maniera delle altre brigate bianche, di cui unanimemente si riconosce il valore e l'eroismo spiegati, ed elogiati dallo stesso generale Baratieri. Restano le brigate Arimondi ed Ellena, le quali pugnarono sotto gli occhi del generale in capo e che col loro contegno avrebbero lasciato sull 'anino di lui la penosa impressione che gli dettò le gravi parole del telegramma e le amare pagine del libro. Qui sarebbe proprio il caso di riprodurre integralmente le poche pagine, nelle qual i l'au tore narra così beoe come si svolse l'aziooe di quelle due brigate (-1 O battagli oni e 4 batte[ie, in tutto non più di 5000 uomini), ma saremmo tratti troppo lungi. Restringendoci alle conch iusioni, noteremo coll'autore : 1° Che la brigata Arimondi - composta di soli 4 battagl ioni schieraw in modo difettosissimo da Monte Raio allo Sprone Beh1 h sopra una lioea spezzata lunga qu:isi 3000 metri, con una fronte cioè che sarebbe stata troppo estesa per forze otto volte maggiori, si sostepne per ben tre ore, dalle nove a mezzogiorno, contro forze immensa mente su- . peri ori . · 2.. Che in iziò la ritirata solo in seguito ad ordine del generale in capo e dopo aver subite perdite ljhe sembraoo favolose. 3. Che la brigata Ellena sostenne anch'essa due ore di fiera lotta, tenendo fermo da lle dieci a mezzogiorno, e fu infine vittima di una . situazione che sarebbe stata insosten ibile per qualunque altra truppa. 4. Che sul campo di battaglia restarono la metà delle forze, mentre il genernle Ba ratieri telegrafava al governo che le vere perdite cominciarono nell a ritirata.

Battaglia, data. Marengo, 1800. Eylau, ·1807. Doroàino, ·1812. Waterloo, 1815. Solferino-S. Martino,

Forza delL' esecilo scon/ìtlo. 30,000 Austriaci. 61.,000 ,illeati. 126,000 Russi. 72,000 Francesi. 133,000 Austriaci.

Forza dell'esercito vittorioso. 27 .000 F.rancesi. 80,000 Francesi. 1!3,000 Francesi. {29,000 alleati. J6i,OOO alleati.

Quota percentuale •lelfo J)C1'dice i rl morli e feriti

suhìLa dall'esercilo sconfitto.

AUS!riaci: 22. Alleati: 33. s. Russ i: 22. Francesi: 29. 6. Austriaci, ·16. 3.

{859.

Sado\va, 186G. Wòrth, !870. Spicheren, !870. Grave!otte, -1870. Sèdan,. t870. Aclua, i896.

Prussiani. Tedeschi. Tedescl1i. Tedes·)hi. rno,ooo Tecleschi. 100,000. Etiopi.

215,000 Austriaci. 50,000 Francesi. 2;, 000 Francesi.

'220,000 96,000 36.000 203,000

rno,ooo

Francesi.

117,000 Francesi. 10,000 Italiani. 6,500 rnct igeni.

Austriaci : 6. 2. Francesi : 16. Frane.esi : 8. !francesi: .9. Francesi: ,t r.. 5. Italiani , 53 ( t,3·16 morti, -1000 feriti).

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Dobbiamo essere ben grati al tenente Di Giorgio, il quale nel suo breve lavoro, lta saputo magistralmente mettere in ril ievo che i nostri soldati, non solo valorosamente combatterono ad Adua ma col loro eroismo segnarono una pagina d'oro nella storia del nostro esercito. E quef;tO opuscoletto, scritto, fra l'altro, così bene, nel quale ogni fatto è dimostrato con inoppugnabili al'gomentazioni e documenti; nel quale ogni conclusione scaturisce in via naturale dalle precedenti dimostrazioni, in cui vibra altissimo il sentimento patriottico e militare; questo opuscoletto - lo ripetiamo - vorremmo trovasse la più larga diffusione non solo fra i militari ma in tutto il paese. Scritti simili fanno del hene, e il numero dei lettori dei medesimi non sarà mai abbastanza grande . (t) 1 dati sono estratti da uno studio stali, tico sulle batta:llie morlerne dal 1792 al t 87!, dal capitano austri(ICO barone von GOTT1~s11Er.11 . pnliblicato nelle dispense di gennaio e febhraio t 879 dello St-reflleur's oest.~1Teisllisch.e militcirische Zeitschrift.

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NO'fA BIBLIOGRAFICA 1304 Ci si permetta infine di esprimere un desiderio che crediamo sentitv da tutto l'esercito: quel lo cioè'che si compili al più presta possibi le una relazione uflìciale del l' ultima campagm, d'Africa. Ormai non può fare difetto tutto il materiale indispensa bile. Detta storia chiuderà la bocca ai denigratori dei nostri soldati, e costituirà un monumento eretto alla memoria di quella falange così straordinariamente numerosa di eroi, morti nella giornata di Adua o che bagnarono del loro {angue quell'infausto campo di battaglia.

NOTIZIE POL1T'ICO-A1IILITAL\J Per I' irl!provvisa ch iusura della sessione parlamentare motivata dall'ostruzionismo e dagli scandali di cui abbiamo parhito nella precedente puntata, rimase~o in sospeso multi progetti di legge interessan tissim i, e, fra gli altri, i segnen·ti progetti militari, tutti con carattere d'urgenza: ,1° spese straordinarie militari sull'esercizio 1899 -,1900 (già ~pprovato dal la Camera dei depu tati ed in istato di relazione al Senato); 2. 0 sistemazione_degli ullicia li subalterni commissari (già ap provato dal Senato eçl in istato di relazione a Ila Camera); 3° modifìcnzioni alle leggi per il reclutamento nell 'eserci to e nella· armai.il (in istnto di relazione nlla Camera); 4- 0 morlilìcazioni allà legge sulle servitù militari (in ista lG di relazione nl la Camera); 5° disposizioni per la lev11 di terra su i nati nel 1879 (in isfoto di relaiione al la C3mera); ' 6° disposizioni per la leva di ~are sui nati nel 1879 (in istato di relazione come sopra); 7° pas:;aggio dalla ma rina all'esercito ui ta.lune categorie di ufficiali in congedo (allo stato di relazione come sopra); 8° maggiore stanziamento per la ·marina snl l'esercizio ·1898-99 (ancora presso la com missione nominata dagli uffiz i della Carnera); 9° modificazioni all'ordinamento dell'esercito per le armi d'artiglieria e del genio (allo stato di relazione); ,10° reclutamento ed avanzamento degli assistenti del genio navale {ancora presso la commissione). Ad alcuni di questi progeui arenati - come pure ad altri che non citiamo f)erchè non aventi carattere militare - dovrà probabil mente supplirsi con decreti-legge da presentarsi poi al Parlamento. .Le disposizioni per la leva non possono rimandarsi; la sistemazione dei subalterni commissari si strascina da qualche anno, e non è giusto tenere ulteriormente tanti ufficial i incerti sulla propria sorte. Nè meno urgente è provvedere alla mancata approvai.ione del progetto per sp1:se militari straordinarie sull'esercizio ·1898-99. Non si può sospendere l'armamento delle fortificazioni, ia trasformazione delle artiglierie ecc., non si possono chiudere gli arsenali e le fabbriche d'armi, percbè si fu obbligati a chiudere la sessione parlamentare.

B. D.

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NOTIZIE POLlTICO - MILITARI

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.. * Nè la mancata approvazio~e agli accennati progetti di legge fu il solo danno di questa che chiamarono crisi parlamentare; fra ~ssi è da ~n~?verarsi anche. la mancata sistemazione della q1Jestione dei sottufficiali 1n attesa d' impiego. . , È noto come fino dai primi giorni della sua assunz10ne al potere I attuale Gabinet~ si preoccupò seriamente di tale questione e nominò una commissione composta di al ti funzionari di ciascun ministero e presieduta dal generaltl Tarditi, sottosegretario di Stato alla guerra, coll' irwirico di concretare proposte da convertirsi poi in progetto di legge, per risolvere la questione del!' impiego ai sottufficia li, io concorrenza cogli impiegati straordinari già da parecch i anni in servizio nelle varie amministrazioni. La commissione, sotto l' impulso energico del suo presidente, compiè rapidamente il lavoro affidatole, e io nna relazione al presidente ~el ~o~siglio riunì una serie di. proposte che, men tre avrebbero re~o g1ust1z 1a alle due categorie di persone io attesa 1 da anni. di uno stabile collocamento, ,1vrebbero tolto, senza danno della finanza, una grave cau~a di perturbamento' mMale nell'esercito e nelle amministrazioni. . Ma le buone intenzioni del governo, l'alacre lavoro della commissione e le speranze di tanli poveretti s'infransero contro lo scoglio delle condizioni parlamentari. Al Consiglio deL ministri, distratti da unn lotta continua, mancò il tempo di esaminare le proposte della commissione e tradurle in un disegno di legge_: ma quand'anche l'avessero fatto, a che sarebbe giovato? Questo disegno di legge avrebbe subito la sorte di tutti gli altri cui abbiamo accennato più sopra. Noteremo ancora un'altra deile questioni rimaste in so3peso: quella delle ferrovie senza vagoni. È nota la, deficienza del materi ale mobile delle nostre ferrovie, la quale va giornàlcnente aumentando; son noti i danni di questa deficienza e le relative lagnanze; è noto pure clie vi erano state in proposito lunghe conferenze tra i rappresentanti del governo e quelli delle società ferroviarie e che finalmente si era riusciti ad un accordo per la provvista del materia le n,~cessario. Non è qui il caso di esporre su quali basi l'accordo fosse , ma piuttosto di rammaricarsi che la chiusura della sessione parlamentare abbia impedito di discuterlo. Qualche giorna le esprime il voto che si provveda a questa necessità, come a tante altre, per decreto reale. E veramente questa sarebbe fors~

NOTIZIE POI,ITICO - MILITARI

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la me11lio ,,, ' tanto più chP, la mancanz~ del materiale ferroviario non porta solo i danni di cui il pubblico - special·mente quella parte di esso che attende al commercio - si risente ed empie di sue. lagnanze i giornali ; ma presenta pure un pericolo gravissimo cli cui il pubblico non si a?corge e di cui J:1 stampa non parla : il pericolo di non poter fare m tempo la mobilitazione e la radunata se scoppiasse una gnerra. ·**

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Tra i fatti di cronaca più importanti avvenuti nella quindicina, noteremo l'incendio della esposizione di Como, alla quale aveva concorso il ministero della guerra e iii larga copia quello della nrnrina. Indetta per onorare la memoria del comasco Alessandro Volta, dell a cmi nascita ricorre il centenario, questa esposizione aveva specialmente per isèopo la mostra di quanto' si riferisce ali' elettricità; ma poi si era allargata in modo da r:iuscire un'e$posizioue dell'industria lombarda, e, sotto qualche rapporto, dell'industria nazionale. Ora il fuoco distrusse quasi tutto: preziosi manoscritti ed oggetti artistici c\'i valore andarono perduti; ma se, come si annunzia, l'esposizione risorgerà dalle sue ceneri, la ·prova d'energia che daranno i Comaschi, o per meglio dire i Lombard i, avrà un valore morale che compenserà ad u,mra i danni del fuoco. L'altro fatto di cronaca notevole è l'arresto, In condanna e la grazia del generale Gi I etta. Questo nostro generale, nizzardo di nascita, e proprietario nel contado di Nizza, si era recato in questa città , sia per vedere i parenti , sia per i propri interessi, e facendo escursioni iri campagna, pare che, per istruzione e gusto proprio, prendesse annotazioni sull'i mportanza e percorribilità di alcune strade ed appunti per cor~ggere una carta topografica. Arrest.ato e processato come spia fu condannato \a cinque anni di carcere ; condanna enorme perchè era evidentissimo che l'operato del Giletta, fosse pure stato imprudente - pei tempi che corrono ~ non aveva assolutamente scopo di spiouaggio perchè nessuno gli aveva dato quest'incarico. L' impress'ìone di tale condanna fu pessima io tutta l'Italia; ma la grazia del presidente della repubbl ica, giunta pochi giorni appresso, cancellò questa impressione, e mostrò che il governo assennato ed equanime non condivide i-timori e i pregiudizi dei giudici che avevano dettato la sentenza di condanna. ·


NOTIZIE POLlTICO-MILlT.tRI

.NOTIZIE PULIT ICO · MILITARI

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Frn le più importanti disposizioni d' interesse mi litare emanate nella quindicin;i notiamo: - Furono chiamati alle armi per il % luglio e per un .periodo d'istruzione di giorni 30 : a) i mi li tari di 1" categoria delle classi 1868 e 187·1 ascritti agli alpi ni; b) i militari di 1a categoria delle classi 187 1 -e ·1872 ascritti all'artiglieria,da fortezza ed appartenenti ai distretti di Ascoli, Bologna ed altri (pei · sottuffici:ili e caporali maggiori . la chiamata è anticipata di 10 giorni); e) i militari di 1° categoria nati nel 1862, 63 e 6J, ascri tti alla milizia territoriale d"artiglieria da fortezza ed 11pparteueuti ai distretti di Pinerolo, Ivrea; Vercell i; d) i militari di i" categoria della classe •I 871 a~critti agli zappatori del genio, esclusi quelli dei distretti di Alessandria, Casale. Cnneo ed altri; e) i militari di fa categoria delle. classi 1868 e 69 as(:ritti alla milizia mobile del genio, specialità zappatori, esclusi pure quelli di varì distretti; f} i mil itari di 4a categoria della classe 1868 e 69 ascritti alla milizia mobile dei zappatori del genio appartenenti ai distretti di Ancona, Arezzo e molti altri. .Unitamente agl i uomini di trn ppa saranno chiamati con apposito Bollettino molti ufficiali di pomplemeuto appartenenti alle sopra indicate . classi e speci1dità . .L'assegnazione dei richiamati ai corpi verrà effettuata secondo le norme prescritle per la mobil itazione. I richiamati saranno ·congedati in modo che giungano ai rispettivi comuni di residenza non più tardi del 2i ago$lO. - Con disposizione successiva vennero chiamati per il 5 di _agosto e per un periodo d'istruzione di ~5 giorni tutti i mi litari di ,1a categoria delle classi 187·1 e 72 ascritti all'artiglieria da fortezza ed appartenenti a tutti i distretti del regno, s,alvo quell i compresi nella chiamata precedente. , Valgono anche per' la chiamata del 5 agosto le disposizioni di cui abbiamo sopra parlato, relative ai sottufficia li e caporali . maggiori e quel le relative agli ufficiali di complemento. 1

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,- Venne notificato che il ·1 ° agosto p. v. avrà principio presso l'arsenale di costruzione in Torino un corso pratico d'istruzione su l modo di riparare gli arcioni _delle selle. _A tale corso dovranno intervenire due soldati per ogni réggimento di cavalleria e tre del réggi mento d'artigl ieria a cavallo.

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- Venne notificato che i militari i quali abbiano ottenuta l'ammissione nel corpo delle guard ie di città del regno, laddove cessino di appartenervi, mentre gli u.omini del proprio grado e della propria classe sono ancora sotio le Hmi, devono compiere la ferma nel R. esercito. Un R. decredo modificò nel modo seguente gl i assegni degli ufficiali in posizione ausi liaria: ,1° Il servizio prestato dagli ufficiali io posizione ausiliaria si collega col servizio precedente agli effetti del computo per la concessione degli aumenti sessennali o del supplemento all' indenuità aonna; 2° Agli ufficiali io ausil'iaria stati promossi durante tale loro posizione è dovuta l',indeunità annua stabilita per il nuovo grado, e nei ca;i di richiamo in servizio, il supplemento dell'indennità annua commisurato sullo stipendio attribuito al nuovo grado. - Il ministero ha determinato che per i militari in congedo aspiranti al grado di sottotenente veterinario di complemento, il periodo di esperimento da compiersi anteriormente al la nomina sia di ·15 giorni. L'ammissione a tale esperimento sarà coacessa io qu:i lunque epoca delJ'an!lo, su domanda dell'interessato, previo accertameuto ch'egli possieda i requisiti ecc. - È stata adottata una nuova bareÙa per il trasporto dei feriti in campagna, per uso della fanteria di linea e dei bersaglieri dell'esercito permanente e della milizia mobile. ' - Furono modi fi cate le disposizioni riguardanti l'assegnazione del ca vallo di carica. D'ora in poi il cavallo di carica sarà facoltat ivo per i capitani nuovi promossi e destinati ai reggimenti d'artiglieria da campagna ed a cavallo e per quelli trasferiti nei reggimenti stessi . Sarà obbligatorio per gli ufficiali suba lterni, con facoltà però ai comandanti di corpo cli autorizzare coloro che ne facciano domanda, a sostituirlo con altro di loro proprietà. ç - Il ministero. ha determinato che gl'impiegati civili di peadeoti dal ministero della guerra che sono assimilati di rango a grado militare, quando indossano la rispettiva divisa , abbiano riguardo al saluto, gli stessi diritti e doveri che gli ufficia li ai qua li sono assimilati di rnngo. - Venne stabilito che ai militari in licenza ordinaria e straordirn1ria debbano i corpi fornire in tempo, oltre gli scontrini di viaggio, anche le indennità di trasferta e di trasporto loro dovute per il ritorno.


NOT IZIE POLI'l' ICO - ll!LITAR I

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' NOTIZIE POL l'J'ICO- MILITA RI

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** - Venne pubblicato un R. decreto c;he approva il decreto del commissario civile nel!' Eritrea, relativo agli organici dei comandi, degli ufiìci e dei riparti militari nella colonia. - Venne pubblicata la seconda dispensa delle Disposizi oni speciali per l' ai·tiglieria.

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- Vennero pubblicate le disposizioni per le grandi ~ an_ov~e, . manovre di campagna, esercitazioni di cavalleria , ed e5erc1taz1on1 d1 as· sedio che avranno luogo quest'anno. Le g~andi manovre \i faranno dal 28 agosto ali'~ settem~re (in d~e periodi) fra Bra e Torino. Vi prenderanno parte il T ed 11 II corpo d'a1·mata. Gli altri corpi d'armata e~egufranno manovre di campagna : il .III a sud del lago di Varese (divisione di Milano) e nelle alte valh del Chiese e del Mella e regione del lago d'Idro (divisione ·di Brescia) ; il IV nelle alte val li del Tan11ro e dell'Argentiera (divisione di Genova) e nella valle del Taro (divisione di Piacenza); il V fra Adige e Brenta (divisione di Verona) e frc1 P iave e Tagliamento (divisione di Padova); il VI sulle linee Bologna-Bazzano, Vignola-Sassolo (divisione Bologna) e nel la valle del Lamone (divisione Ravenna); il Vll sulla cost.a 11driatica da G1·ottammare a Rosburf?o; !'VIII fra Dicomano e Borgo S. Lorenzo (di\'isione Firenze) e al passo dell'Olmo (divis.ione di Li \'Orno); il rx· fra Bracciano, Vetralla e Nepi (una solasrossa divisione) e in Sardeo-na fra Ozieri e Pattada (divisione Cagliari) ; il X fra Caserta e dint~roi (divisione Napoli) e fra Maddaloni e Cancello (divisione Salerno); l'XI fra San Gervasio, Spinazzola, Gravina, Al tan:iura, Santeramo; il XII fra Lingu::iglossii e Raodazzo. Le esercitazioni di cavalleria avranno luogo per il II corpo da l 16 al 28 a"'o-osto nei dintorni di Cameri; .,oer ìl III dal ·1 O settembre al ,10 ottobre tra Somma e Gallarate; per il, V dal 12 al 27 settembre nei dintnrni di Pordenone ; per il IX dal ,1O al 25 agosto, fra Roma e Tea no; per il X dal ,17 settembre al 1° ottobre fra Caser-ta e C11pua. Le manovre d'assedio si fa ranno attorno alla piazza di Susa dal ,1o al 23 agosto.

Hanno diritto al soccorso la mogl ie l~gittima del militare richiamato sotto le armi ed i fi gli legittimi o legittimati, che nel giorno stabilito per il richiamo del loro padre non abbillmo iincor.i com pito Hi anni, ovvero sieno inabil i a qualunque profi cuo lavoro. I ;;occorsi sono ~iornalieri e st~biliti come in 11 ppresso : per la moglie nei comuni capoluoghi di circondario, centesimi"cinquanta ; negli altri, centesimi quaranta; per ogoi figlio d'età inferiore agli ann i ,15 o inabile al lavoro, centesimi 25 nei ca poluoghi di circon chirio, centesimi 20 negli altri comuni·. La concessione del soccorso è subordinata alla condizione che la famiglia del richiamato venga a trovarsi in asso lut.o stato di bi~ogno. ll soccorso viene corrisposto da l giorno io cui il mil itare siasi presentato al rispettivo centro di presentazione e continua fino a tutto il giorno successivo a quello in cui il militare sarà tornato al comune di sua residenza per termine di chiamata. Nel caso di 'mone avvenuta in servizio, il soccorso cominna fino al novantesimo giorno da quello in cui il mi li tare avrebbe dovuto fare ritorno nel suo comune. Se al termine della chiamata il milita re fosse ri.covera to in un ospedale, il soccors~ sarù eon tinuato fino all'o ttavo giorno dall'uscita dall'ospedale, e per novanta giorn i se il mi litare sarà rimandato a casa con dichiarazione d' inabilità al lavoro. Il soccorso cessa quando il militare richia mato sia dich iarato disertore o condannato· al carcere. Se al termine della chiamata il mi litare si trovasse per punizione in un11 compagnia di discipl,ina, il soccorso oisserà quando il militare avrebbe dovuto essere manda to a casa . Nelle brevi licenze il soccorso non viene interrotto; se il militare è mandato a casa in licenza di conv11 lescenza, il soccorso continua 1ìno al richiamo della classe; se è mandato in licenza straordinaria per moti vi di fa mig li11 , il soccorso cessa il giorno suceessivo a quello del rito mo a c11sa . Seguono disposizioni sul modo con cu i i soccorsi vengono pagati e conteggiati . Roma, il 13 luglio ,1899, 1

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Venne pubblicato un_decreto ministeriale per 111 concessione dei soccorsi al le fam iglie bisognose dei rich iamati alle armi nel corrente anno . Ecco un sunto delle norme secondo le quali i soccorsi verranno concessi:

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ANNO XI, !V.


NOTIZlE MILl'1'A Rl ESTERE

NOTIZIE MILITAR.I ESTERE AUSTRIA- UNGHERIA.

Aumento di diw sc•.wle wdetti di fanteria. - Con decisione imperiale inserta 9-el Giornale Mili'tare. del 23 gi ugno corrrnte an·oo, la scuola provvisorià per cadetti di fanteria di Strass presso Marburg (Stiria) diven terà permanente a·comiociare dal principio dell'aont, scolastico ,18991900; inoltre verrà istituit,i un'altra scuola cadetti di fanteria. in Lamberg capoluogo dell'XI circolo militare territoriale. Per tal modo le scuo·le cadetti di fanteria saranno ,16, e cioè quel le d1 Vienna, Budape~t, Praga con apposito riparto per cadetti del treno, Karlstadt, Karthaus presso Briinu, Lobzow presso Cr11covia, Bermauostc1dt, Trieste, Liebenau presso Graz, Presburg con apposito riparto pei CHdetti delle truppe di sanità, Ino.sbruck, Temesvar, l\larburg, Kamenitz, Strass presso l\farburg e Lemberg. BELGIO .

Apparecchio di dis'i,nfezione « Aescnlape » per ogni caserma. - Su proposta dell'ispettore generale del servizio di sani1à dell'esercito il Ministro della guerra ha deciso di dotare ciascuna cat;erma, . occu pata dalla truppa, di un disinfettatore « Aesculape • alla formalina di Scherring. Questo apparecchio, che si alimenta per mezzo di pastiglie alla formalina sarà, eventualmente u1ilizzato per la ·ctisinfezione dei locali e. oggetti di casermaggio. Gli apparecchi saranno collocati nella sala della visita medica e non potranno essere impiegati che coll'intervento del medico di servizio, che ne sarà responsabi1e; -le pastiglie saranno acquistale dai corpi al prezzo di 4 franchi al centinaio. FRANGIA.

Istruzione sulla organizzazione, delle biblioteche rnilit'ari. - Fi-· nora le biblioteche militari io Franci11 erano rette dalla istruzione provvisoria ,1° giugoo •1872 e da circolari di varia data fino al gennaio ·1886. Ora con determioazioue ministeria le (de Freycinet) 7 marzo 1899, n. 6·1 inserta uel B. O. P. R. o. 61 - veooe emanata la « Istruzione

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,snlla organizzazione delle biblioteche militari» le cui principali di$pO· sizioni si possono così riassumere : Le biblioteche militari sono di due categorie, cioè: 1° le bibl ioteche di guarnigione che comprendono le bibl ioteche .per ufficiali e bibl ioteche per la truppa; 2° le biblioteche reigimen tali. Le prime sono costiluite o soppresse con ordine .ministeriale: sono di proprietà dello Stato, po"souo ricevere, sui crediti inscritti sul bi lancio .della guerra, sovveuzioni in denaro : parteeipauo a distribuzioni di opere. Le seconde sono fondate o cessano d'esistere per iniziativa degl i uffi ci.ali: sono di loro proprietà privata; non ricevono sov'(enzioni dallo St11to. Il servizio del le biblioteche_di guarnigione entra nelle attribuzioni -dello stato maggiore dell'a rmata (sezione storica). Quelle di uf(iciali sono i,;tituite per servire di centro di studio agl i ,ufficial i 11ssimilati e impiegati pareggiati ad ufficiale di una stessa guarnigione. Quelli in servizio attivo sono membri di diritto e d'obbligo. Quel li dell11 riserva e del l'armata t~rritoriale sono ammessi, in seguito a loro domanda, e sotto le condizion i fissate da( regolamento della biblioteca interessa ta. Q11e~te bibl ioteclie si propongono il fine di mettere a disposizioue 1 -degli uffi ciali uoa sa la di lettura, di loro fare imprestiti di libri, come .pure ai corpi di tru ppa e distaccameJ!ti viciniori. Le opP.re delle biblioteche provengono d~ invii fatti dal Ministero della _guerra, da compere fatte direttamente da ciascuna biblioteca, da doni. Quattro ufficiali delle diverse armi nominati dal comandante della guarnigione costituiscono sotto la presidenza di questo la commissione .a cura della qua le e sotto la cui responsabilità la biblioteca funziona. I fondi messi a disposizione della commissione sono la sovvenzione ministeriale, le quote degli ufficiali, i doni e i lasciti autorizzati nelle forme ordinarie. La sovvenzione ministeriale è esclusivamente riservata alla biblio.teca anche nelle guarnigioni dove un circolo militare o un luogo di ,rinnione degli ufficiali. è annesso alla biblioteca. Avvertasi che la commissione dispone del li! sovvenzione ministeriale senza dover fornire documenti giustificativi. Doa commissione, nominar.a dal Ministero, sotto la presidenza del capo .della seiione storica, è incaricala di scegliere le opere destinate alle biblioteche di guarnigione.


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NOTIZm MILl'l'ARI ESTERE

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NOTIZIE MILITARI ESTERE

Le biblioteche di tru ppa sono destinate a dare ai sottufficial i e soldati il mezzo d' impiegarè le ore di ozio, svilu ppando la loro istruzione e fa. cencio loro contrarre l'abito dello studio e del lavoro. Sono stabilite nei quartieri , oeEli speda li, nelle prigioni, e sono di proprietà dello Stato. I corpi di guardia hai:tno io generale piccole biblioteche di 30 o 40 ~·olu mi forniti dai corpi della guarnigione posti in una cassa chiusa a chiave e fermala al muro. Al le bibli'oteche di truppa i libri sono, in genere, forni ti dalle società donatrici autorizzate dal Ministro, come la società Franklin, l'associazione .delle dame francesi delle doone di F rancia, l'opera delle biblioteche dei sottufficial i e solda ti. Le riviste e le pubblicazioni periodiche che non trattano di politica o . di c1oestioni sociali possono essere ammesse nelle biblioteche di tru ppa. È di competenza del coma ndante del corpo o capo di servizio e stabilimen to il prendere le misure necessarie per assicurare il buon funziouameuto della biblioteca di truppa. Gl i imprestiti hanno una durata limitata. Nei cambi di guarn igione la bibl ioteca non segue il corpo, ma viene rimessa al subentrante con processo verbale di cui una copia è mandata al Ministero (Stato maggiore dell"armata sezione storica). L-a f'ebb1·e tifoidea a Valenza ed al campo di Carpiagne. - A causa della febbre tifoidea scoppiata a Valeu~a, e dietro parere del coo3iglio di sanità, le :10 batterie del 6° artiglieria che verso la fine di giugno erano a Cbambaraud rientrarono a Grenoble il 28 cieli& stesso mese e vi occuparono le caserme del 2° artiglieria che partiva per il campo di Chambaraud . Il 6° farà ri tor no a Valenza nella 2• quindicina di luglio. Al campo di Carpiagne la stessa mala ttia scoppiò con maggiore -violenza, fra i due reggimenti H1 ° e U. 1° di fanteria, ivi dislocati provvisoriamente pel tiro di guerra, si avevano verso il 2.6 giugno 258 individui colpiti dal male ed a quell'epoca già èranò avvenuti una diecina di decessi. Perrness'i per i lavori agticoli. - Il bilancio del 1899 prevede un numero rilevante di giornate di assenza e perciò i comandanti di corpo o capi di servizio dovranno, nel corso di quest'anno, accordare il più che è possibile permessi per i lavori agricol i (raccolta del fieno e del grano, vendemmia ecc.). À tale scopo non .sarà tenuto conto alcuno pel 1899 nè delle date indicate per l'invio delle domande di permesso, nè del nu mero massimo, anteriormente fissato di mi litari ai quali debba essere concesso tale vantaggio. 1

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INGHILTERRA.

Automobili -rri-ihtari. - All'esposiz:one dell' • Automobile Club » tenu ta a Reichmond ·nella penultima settimana di giugno destò interesse un automobile pèr uso militare del sig. Frederick Sinnus. Esso consiste in on riuadriciclo mun ito di motore a petrol:o del la forza di un cavallo e mezzo, capace d1 dargli una velocità di 18 miglia all'ora per una distanza di 120 miglia, od anche più con una provvista di riserva di petrolio. Esso è a dopp[o uso, potendo portare o due persone, oppore una persona sola ed una mitragli<1trice Maxim leggera; in questo caso il pezzo è montato sulle ruote anteriori in modo da poter sparare avanti, a destra ed a sinistra mentre l'automobile è io moto. Un truogolo posto inferiormente a port:i ta di mano del gu idatore contiene ·I 000 cartuccie. Un altro automobile, molto più grande e più pesante venne prnsentll to {)allo stesso au tore; esso è corazzato tutt'intorno, porta 2 mitragliatrici Maxim in picco le torreue ed ha una specie di ariete avanti e indietro, è guidnto per ' mezzo di specch i in modo che coloro che io montano non si <levono mai esporre fuori della corazzatura; è munito d' un proiettore elettrico, la cui dinamo è messa in moto dal motore principale, che è un motore Dai mler svi luppante una forza di 16 cavalli va pore; inoltre trovandosi l'automobile in mezzo al namico l'apparecchio elettrico può essere adoperato per fulminare ch i t.enta toccarci l'esterno del l'antomobile. Le ruote sono costruite in modo dn permettere di attraversare anche terreo i rotti. ll nuovo incrociatore Pioneer. - Questo nuovo. iocrociatore, del tipo Pelorus alquan to modificato, venne messo in cantiere il 16 dicembre 1897, e varato a Chatbam il 28 giugno ·1899. Dati: Iungbezza tra le perpendicolari metri 92., 96; l:irghezza massi ma ni.etri 11,28 ; immersione avanti metri 3,66; » indietro metri ,\-,57; spostamento tonnellate 22·15; 4- macchine a triplice espansione; 8 caldaie sistema Thoruycrol't che svilupperanno 7000 cavalli vapore dando una velocità di 20 nodi. Porta MO tonnellate di carbone. Equipaggio 22,!: tra ufficiali e marinai . Armamento 8 canooni :i .tiro n1pido da millimetri 402.,8 Hotchkiss <la 3 libbre e 3 Maxim da millimetri ·I ·I . 1

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NOTIZIE ~!ILITARl ESTERE

SVIZZERA.

Espéi·irnento di rnobilùazione. - Per mettere le, fortificazion i det Gottardo e quel le di S. Maurizio al sicuro di qualunque sorpresa, prima

che la mobilitazione sia terminata, i comandaoti di esse ha11no ai loro ordini: ,f O le guardie dei forti ; 2° la Thalwer, la qua le ,:omprende tutti gli uomini atti alle armi (élite, landwehr e !andsturm) residenti nei comuni ' circonvicin i. Questi uom ini rientrano alle loro unità ord inarie, •non appena sia ultimata la mobilitazione del le truppe della difesa dei forti. Nella notte dal 5 al 6 aprile venne dato ordine al comandante della pinza di S. Mau rizio di mobilizzare la Thalwehr, di cui egli deve di- · sporre in ca,o cli guerra e che è disseminata nei H- comuni del Va llese e di Vaud, più vicini ril la piazza . Il mattino del 6 al le t~, l'ordine di mobilitazione venne trnsmesso per telefono ai comuni interessati . Gli uom ini immedia tamen te riuuiti in ciascun- comune, si avviarono sol lecitamente su S. Maurizio, donde vennero diretti alle opere di Da illy ~ di Savat.an . Al le 1 ·l la Thalwehl', al completo, occu pava i fronti Nord e Ovsst della piazza, essendosi suppos~o una violazione del la neutralità svizzera da parte della .Francia. Al le 3 t;2 p. m. le truppe erano passate in rivista e qu indi licenziate" I risultati di tale esercizio riuscirono pienamente soddisfacenti . '

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RIVISTA DEI PERIODICI :MILITARI

La Rivista di fanteria.

l•'ascicolo V, maggio ·1899. -

L'edncazionea.ll'ofl'ensiva.

Il N. 5 della nostra lstruzione per le esercitaz·ioni di combattimento prescrive che nelle esercitazioni si deve far larga parte alle manovre atte a sviluppare nei ca pi e nella truppa l'attitudine all'offensiva. Così pure le esei:citazioni dirette ad ammaestrare per l'azione difensiva, devono essere informate al concetto che questa non è se non una preparazione all'oO.'trnsi va, dri prendere a momento oppol'tuno. A tal· concetto non risponderebbe un'esercita7,io11e che si proponesse soltanto di occupare una posizione, senza poi svolgÙe la fase successiva della controfl:'esa. Lo scrittore invece afferma, che, forse per una disgrazia toccata a lui solo, dal Hl92 ad oggi, ben raramente ha visto delle manovre - sia con la truppa, sia coi quadri , sia sulla carta - inspirnta ~al bellissimo concetto contenuto nel paragrafo sopra citato. Ha sempre visto da un canto un partito che attacca, dall'altro un partito che si difende ; il primo ha l'obbl igo d'attaccare, il secondo ha l'obbligo di difendel'si; tanto obbligo che allorquando non potrebbe più teuel'e la posizione su lla quale si è abbarbicato, se ne va, e la manovra è fi nita . Ha sempre visto il pa rtito cbe attacca avere forze superiori a quello che difeude, /Immettendo così che per attaccare occorre sempre superiorità di forze e che l' inferiorità obblighi senz'liltro alla difesa. Un tale sistema non gli sembra raziona le, ed è fa tto apposta per abituare alla guerra di posizione e per creare idee assolutamente folse sul valore e sul l'opportunità della difensiva e dell'o!Iensi va. Io . generale i tt~mi per le manovre .dovrebbero essere ~emplicemente co,ì : « Partito nero : In colonna di via deve recarsi da B in ,l'J. · È probabile l' incontro col nemico >> . « Partito bianco: In colonna di via deve recarsi <la H in· A. È pro,. babile l' incontro col nem ico,.


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RIVIS'l'A DEI PE!tIODIOI MILITARI

RIVISTA DEI PER10DIC1 MIL1'l'AR1

Allora non si saprà dove avverrà il combattimento, allora non si saprà a p•riori quale dei due partiti sa rà il più forte, al lora non si saprà quale sia lo scopll del nem ico, nè dove si presenterà. Allora ogni decisione dovrà es,ere improvvis11 ta, e allora il terreno sarà usufruito e la truppa adopernta secondo l' inspirazione più o meno gen iale dell'uomo e del momento. Allora risulternnno evidenti i grandi van ta~gi dell'offensiva, e si toccherà con mano come l'offensiva sia anche il migl ior mezzo di difesa e che il vantaggio è quasi sempre dalla parte di chi sa prendere l' iniziativa delle mosse e dell'azione. Che la difesa non debba mai andare disassociata dal la controffesa è principio ormai ammesso da tutti, ed è poi arnpiament,e svo lto nelle nostre Norme generali per L'impiego delle tre armi nel comhattirne1ìto. Che. in qualche esercit,azione non se ne sia tenuto conto; può essere, ma ciò sa rà accaduto per qualche motivo, come mancanza di tempo, pochez·ta di forze, ecc., non · di certo per disconoscere ta le principio. Rispetto alh compilazione dei temi, noi dividi1Hno compiutamente l'opinione dello scrittore qnando trattisi delle manovre con piccoli re parti . Nelle esercitnioni invece di forze di una certa entità, a com inciare da quel le di più compagnie contrapposte, riteniamo indispensabile che nel tema sia chiarita l'operazione che intendesi eseguire. E un cenno intorno alla si tuazione del momento riteniamo indispensabile per le esercì tazioni di grossi re parti . L'autore ha toccato qui di volo ad un quesito assai ponderoso e dibattuto, e intorno al quale occorrerebbe scrivere, per svolgerlo conven ientemente, molte pagine. Del resto noi ci accostiamo a lui, per prnclamare la necessi tà di temi semplici e chit1ri, 5ebbene li vogliamo alquanto determinati, e che nell'esecuzione dei medesimi si lasci la più ampia libertà ai comandanti di partito.

per la promozione per scelta al grado di capitano nelle armi di fonteria e di cava lleria: circa l'ottanta per cento di bocciati. E una ragione di codesta strage vi dev'essere, poichè essa è in contraddizione col fotto ben sicuro che proprio da qualche decennio a questa parte nuove fresc he e fecond i c6rrenti di coltura serpeggiano precisamente <:on molto buon successo, tra gli ufficiali in(eriori . La causa princi pa le di tan to insuccesso, a giudizio dello scrittore, è la indetenn in.J tezza del programma di esami, combinata col preconceuo particolare alle armi di l.inea che non si possa arrivare all'avanzamento pei' scel ta se non per la via della scuola di guerra . È invece indisp~nsabile per i I bene del ser'Vfaio che cp1esti due istituti: degli esami p.e r la promozione per !'celta a capi tano e la Scuola di guerra, si aiutino vicen devolmente, s1 completino l'un l'altro avendo ciascuno tracciata la propria vin e la sua meta. Originali, e, a nostro parere, meritevoli di considerazioni le proposte dell'a rticolisw. È mestieri, anzitutto, estendere la coltura degli umcial i e trovare un mezzo sicuro per potere poi di essi portare un esatt~ giudizio. A quest'uopo egli preipone : , Conferenze tenu te almeno una volt;1 per settimana da ogni nffizi<1le superiore agli nfficiali del proprio batwgliooe su argomenti di tattica, di logi:;ticé1, sui regolamenti tecnici nazionali eri esteri, sul tiro, sull'arnministrnzione, sulla topografia, sulla storia militare, su ll a geografia mil it~re, sulla sto ria generale e su altre materie direttamente util i. Coufereuze veramente socra tiche, dove senza pompa di cattedra, ciascuno dica alla buona quello che sa e quello che pensa . Ciò come ginnastica mentale. Come lavoro sportivo per le energie fisiche, secondo le stagioni e l'età degli uflfoiali, I~ ginnastica, la scherma, l'equitazione, il tiro, il nuoto, il ciclismo, le marciè di gara, le escu rsioni, il rilievo a vista del terreno, la visiia di local ità storiche · militarmente importanti e sim ili. Tutto ciò senza preGipitazione, senza annoiare, senza scolasticismo, perchè gli ufficial i sono uomini, ma dirigeDdo, guidando, tP.neodo in carreggiata il lavoro altrui. Con tale sistema molti uffic ial i subalterni emergerebbero nei diversi reggimen ti. Questi ufficial i per due o tre mesi dell'anùo sarebbero riuniti presso il comando della divisione per attendere ad una coltura più diffusa e più profonda. · Anche qui alcun i emergerebbero ancora . I primi fra di essi d'ogni divisione, per cura del comandante il corpo d'armata dovrebbern

L'avanzamento 11er scelta, e la scuola di 91ie-rra. Nella società mil itare come nella civile è una necessità, non solo a van taggio dell' individuo ma oell' interesse dell'esercito, che gli elemellli migliori possa no farsi strada ed avere una carriera accelerata. Ba predom inato sinora l'anzianità come un d·iritto sac1·0, sebbene pur essendo sacro non sia però un diritto naturale, nè rn:àonale, nè s~orico: oggidì s' impone la scelta dei m·igUori. A questo si è provveduto cogli istituti degli esami per la promozione a scelta a capitano dei tenenti delle varie armi e della Sc uola di "uerra. Ma negli anni 1897 e ·1898 meschinissimi furono i risu ltati degli esami '

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RIV'IS'rA lJKl l'Elll0Dl0l MILITARI

RIVISTA DEI PE IUODICI M ! Ll1'AR I

essere riuni ti almeno una volia per biennio per fore un corso di perfezionamento. Si avrebbero così, ullicia li, sopra gli altri, m1:gliori ed eletti : i pri rni potrebbern concorrere agli esami per la promozione per scelta a c~ piiauo; gli eletti sarebbero proposti per la scuola di guerra come all ievi ufficiali di stato maggiore. È lavoro assai ponderato, che s'ispira soltan to al bene dell'esercito e in cui osservazioni e considerazioni giustissime sono sparse a liirga maoo. Pur disseillendo dall'autore io mol ti pumi, lo stndio di lui ci appHe pregi'l:wolissimo .

Nei temi troppo larghi si fa subito evidente la sproporzione fr:i il tema e le poche forze disponibili, ma tale incon veniente è ric0mpensato ad U$ura dalla maggiore li bertà d'azione che ne viene ai comandanti di partito.

Le campagne degli Italiani ùi Africa. -· Osservazion·i a proposito di ima recente pubblicazione, pel tenente generale nella riserva O. BAl\AT!EHJ.

La prima parte di questo lavoro fu pu bblica ~a nella puntata del maggio, e noi, segnalanclolo, ci riserbammo di par larne allorchè fosse tutto reso di pubblic:i ragione ( I); e ciò appunto intendiamo ora di fa re. Sono nsservazion i intorno ad una recen te pubblicazione del nrnggiore B u JA C : PrrJcis de quelques carnpagnes contemporaities, di cu i il terzo 1'0lume tratta specialmente delle ultime campagne in Egitto e al SudatJ e delle operazion i degli Italiani in Africa. Queste os,er vazioni , però, nciu mirano essenzialmente a comba ttere appunti e critiche espressi nell'op~ra francese , ma in via generale vorrebbero ~olamen te reitifì care o completare alcuoi fatti ed apprezzamenti sui medesii:ni, al fine di giova re alla 1 verità storica. . Le osservazioni c;ontennte nell'articolo del mese di maggio non hanno grande importanza e souo le seguenti. La prima r i.t1ette il tradimento di ras ~fongascià, alla fine del 18\H, che da tal unì fu messo in nauzi come un pretesto immaginato dal generale '13a1:atieri per invadere il Tigré e procurarsi così un facile trionfo. Ras l\1angascià aveva promesso di man;iare co ll e sue trnppe verso il Glteclaref contro ;· Dervisci per contribuire alla difesa di Cassa la da noi occupata cinque mesi prima. Egli invece raduoò le sue bande sulla nostra frontiera, per approfittare dell' insurrezione scoppiata nell'Oculé-Cusai e coll'.iutenzione ben chiara d'invadere la colonia. A proposito del viaggio in llalia del gener:i le Bara tieri e delle sue richieste di rinforzi, il Bujac scrive : « Ma le lodi ufficial i, le ovazioni popolari deprimeranno il suo carattere; egli r it.ornel'i1 a Massaua senza nulla aver ottenuto. • Il Baratieri nota l' inesattezza di quest'ultima frase, poichè, sul fatto, egli ottenne dal governo: 1° l'arruo lamento immediato di quanti indigeni fosse possibi le procurarsi; l'acquisto immediato di 700 quadrupedi per i bisogni normali ~5

I l'imiti d'età e l''in.,oecchfomento de'i quadri.

ln terra ed 'in mare. - Replica vivace e brillante alle osserV'azioni fatte d::i ll ' autore della c ,uerra de l 190... ali' esa me del suo libro pubblicato sulla R. di F. Lo scri ttore ha ragion i da vtJndere, e noi siamo perfettamente d'accordo con lui iu tutti i suoi apprezzamenti.

Le Spectateur militaire .

Fascicoli del ,f O e '15 giugno 1899. - (Continuazione) .

Le grandi manovre, per lt. G.

Lo scrittore conlinua a discutere dei tem·i delle manoore, esaminando in modo particolareggialo cruelli dati per le grvn_di manovre: nel ,1893 nel Beauvoisis, nel ,J 896 nel circonda rio d' Angou lèmè, nel ·1897 nel nord e nel ·1898 su ll 'alta Loira e nell'est; e nel ,f895 per le manovre di riparti d'armata. S_egue un interessante capitolo sul le manovre d'autunno di divisione e di brigata e sulle' esercitazioni di cavalleria. Anche per queste manovre l'autore vuole tem i beo concepiti, ed abbastanza larghi per non toccare all'indi pendtJnza dei comandanti dei pa rtiti. E debbono biasimarsi qnei temi troppo previdenti, che restringono i capi in limiti tr.oppo stretti ed 'impediscono loro di scegliere una decisione. · I direttori poi non debbono rnai dimenticare cbe non è loro còmpito di occuparsi del minuto_ dettaglio, ma che ad essi spetta soltanto <l'intervenire con ord ini ed infor m:izioni supposte, ove i partiti si scostino da quelle direttrici che egli solo ,conosce ed h:i ~cPltP.

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(1) Vedi fascicolo della Rivista del 15 giugno scorso.


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RIVISTA O.El PER10Dl0l M.ILITARI

KlVISTA DEI PERI0l)l01 MILITARI

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dell'occupazione, e finalmente un bilancio or1linario portato da 9 a ,13 mi lion i; 2° la promessa solenne, proclamata al la Camera dal ministro degli esteri, che si formerebbe subito in Ita lia un corpo di spedizione pronto, per qualsiasi eventualità, a partire per l'Africa. Il Baratiuri poi soggiunge: « Scrutando lealmente la mia coscienza, mi pare che si dovrebbe cercare il motivo del mio ritorno in Africa non nella depressione dell'energia, ma in un sentimento affatto diITerente. « L'energia affievoli ta dalle ovazioni mi incita va piutto;;to a restare in Itclia, frammezzo agli applausi de' miei ·compatriotti, a confìnarmi nei godimenti di una vita comoda. « Ho commesso un 'errore (ritornando in Africa) , ma a mio pregiudizio, per un sentimento eccessivo di responsabili tà,.

. « Vi corsi, il dovere dicendomi che il mio posto era in Africa e non in Italia, ove mi sembrava odioso di godervi riposo mentre la colonia era minacciat3. Finalmente io credeva (a torto od a ragione) che ncssnn altro governatore si troverebbe al pari di me, in una silUazione così vautaggiosll sia per negoziare la pace sia per combinare delle alleanze. » A proposito di Macallè e delle voci corse cbe il Baratieri - agente per ordine del He - ·avesse stipulato patti secreti, egli ricorda che oltre ai telegramm i pubbl icati nel Dibro verde, due rapporti ufficiali e confiden ziali furouo compila ti su queslo incidente: l'uoo da lui VS aprile '1896, quando non.era più goveroritore, l'altro alla !:>tessa data dal cav. Felter. Questi documeuti furono chiesti dal ministero Rud ini, successo :.il ministero Crispi, e non si trovano nei Libri verd'i. « Questa ommissio11e potrelibe confe rmare i sospetti ... Ciò nonostante dò la rn ia parola d'onore che in quei documenti, non solo non è fatt:1 menzione di condizioni subite da pa rte del nemico, ma v-i si trova inol tre una fone protesta con tro le losche insinuazioni diffuse allora in Italia. » R iguardo agli approvvigionamenti, il m3ggiore Bujac critica la sce lta fatta dal Baratieri del tenente colonnello di stato maggiore Ripacnonti per affidargli la direzione del $ervizio di intendenza . « Non credo, obbietta il genera le Baratieri, di meritare questo l'improvero: stimo, invece, che il tenen te co!onnello Ripamonti dev'essere lod&.to per l'attività e l'eoergia con cui diresse il più importante di tutti i servizi. Sono conviato che nessun al tro :Jvrehbe potuto fare meglio di lui, sostenendo aspramenttl l:1 lotta contro diffico ltà d'ogni sorta, per

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milnteoere in una regione montuosa, ad un'alti tudine di più che 2000 metri, un corpo di spedizione rilevante a 200 chilometri da l porto da cui tutto doveva arrivare. « Il funzi onamento deplorevole del servizio delle sussistenze non aveva per causa determinante l'ordinamento difettoso dei mezzi d'azione nella colonia. È l'insufficienza della preparazione in Italia che bisogna cri ticare. Dlllla madre-patria non fu inviato che un numero troppo ristretto di bestie da soma, e quest,~ anche, senza selle e finimenti. Non furono inviai i nè ufficiali nè truppe speciali; i traspor~i dovettero quindi essere assicurati con uomini distaccati dai corpi - dai peggiori elementi - i capi di corpo conservando per sè ciò che avevano di migliore. » .L'ultima pa rte del lavoro, pubblicata nel fascicalo di giugno, ha tr.Hto 1in icamente alla battaglia di Acltrn. Innanzi tutto il generale Bar3tieri si dilunga non poco per ricordare e confutare la vocE> corsa - cui per altro pochi prt.lstarono fede - - che il movente da cui fu spinto ad andare ad :.itwccare gli abissini fu la notizia :ivuta di essere stato sostituito nel comando dal generale Ba ldissera. Il maggiore Bujac non solo non accetta ta le insinuaiione anzi difende a spada tratta il Baratiel'i, ammet.tendo e ponendo in ri lievo che furono soltanto motivi militari, i qual i determ inarono l'avanzata contro il campo nemico. E perciò non si comprende bene qual ragione abbia mosso il Baratieri a parlare di uu argomento che non era punto in discu ssione. Vengono quindi brevi osservazioni ad alcuni , appunti d'importanza · affatto secondaria e concernenti la marcfa di notte del 29 febbra io, cui segue la parte veramente. iuteressante dello scritto, quel la cioè riJlettellle il grave giudizio portato dal Bu.iac su lla condotta dei gene rai.i Albertone e Dabormida e la decisa difesa che di essi fa il Varatieri. li Bujac scrive testualmente: « Albertone per il primo, poi Dabormida i comandanti delle due ali, ambed ue senza alcuna valida scusa disobbediscono alle istruzioni formali del generale in capo tl sotto il pretesto d'iniziativa, si rendono colpevoli di atto di precipitazione e d'indipendenza. Questa indipendenza dei comanda'nti in sott'ordine è la causa princi.pale del disastro. Al confessionale della critica, tutti gli altri enùri non sono che peccati . veni ali.» E il Barati eri risponde: , Ho il dovere·di respingere un 3pprezzamento d'una severit.à così· rigorosa contro due generali che fu rono sotto i miei ordini, di cui l'uno è morto gloriosamente su l c3mpo di battaglia alla testa della sua brigata, e l'altro, dopo aver mostrato l'energia la più ten3ce, dopo aver invano


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&!VISTA DEI PERIOl>!Cl MILITARI

R IVIST A DEl PEIUODIC! .MILl'tARI

Situazione e tendenze dell'esercito francese (marzo ·1899).

chiama to la morte, fu .trascioato prigioniero in Etiopia. Un inestrigabile conca tenamento di ci rcost.:inze ci strin~e, paralizzò ogni movimento, mandò a monte ogni prev idenza; e volse contro di noi perfino le nostre qualità; rendendo l'i niziativa dannosa e l'eroi.smo inutile . . . .. « Il generrde Albertooe, spi ngendosi si n verso Abba -r: arirnn, ha ~g-i to in irrtiera buona fede, e lo prova il suo biglietto datato da Chidaoe-Meret, alle 7,30 del maui no .. . . . « Giammai ho potuto scrivere, dirlj o solwnto pensare che il genera le Dabormida gettanrlosi nel val'lone di Ma riam-Sciavitu, abbia ceduto alla tentazione di disconoscere i miei ordioi e di agi re per suo proprio conto; affermare il contrario, è rilìntare l'attestato delle mie ilfemorie e volerci c~l unniare, il gen-erale Dabormida e me . » Queste le osservazioni d&I generale Baratie'ri al _libro del Buj~c ; osservazioni .che abbiamo stimato opportuno di riassumere largamen te, non per la loro intrinseca import11r1za - che invero ne lumno assai poca - ma perchè siamo di avviso che qn:into vieoe scriao intorno alla ultima nostra cam pagna d'Africa, specie in torno all a bat1aglia di Adna, ha un particol.,re iut1,resse pei nostri ufiìciali e vuol essere da essi conosciu to . Ci duole però .di non avere sott'occhio l'opera del maggiore Bujac. Di essa il Baratieri fa i più ampi elogi, e panicolarmentt- ne encomia l'imparzialità e la prnfondità del giudizio. Al tri per cnntfo ne esprimouo un giudizio assai, ma assai differente. Comunq ue sia, notiamo, per essere giusti, che il Bujac tributa un largo omaggio al contegno delle, nostre truppe, al loro valore spfato. al sac1·ift<Yio.

Neu e Militarische Blatter .

5a puntata, maggio ·1899. - Alcwni pènsiM"i mtl'istruzione individuale dal punto di vista della guern'i. pel tenen te A. A tlLE t'l'NER . È un articolo breve ma interessaute, nel quale è posto in ril ievo il vantaggio di applicare l' istruzione individuale a tull.a l' istrnzione militare del solda to. M.olto e di buono fu scritto e in Germania e al· l'estero intorno all' istruzione individuale. I no~tri regolamemi fa nno largo· asòegnamento su di essa, ep però è mestieri faroe il mas~imo uso, al 6ne di mettere il soldato in grado, di esplica re. il massimo delle s ue forze fi siche e intellettuali, in qualsiasi circostanza di g~erra.

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Nell'ultima parte ora pu bblicata di questo studio serio e assa i bene compi lato, si prende a disamina !"addestramento tattico delle truppe, per quanto è dato desumt>re clafle graodi mauovre. Queste, sino a poco tempo fo, poteYarn,i considerare soltanto come esercitazioni a fuoco eseguite col le tre anni, po ichè preveutivamen te èrano fissati, nou solo l'anda men to geDernle, ma pnr anco i partico lari delle singole giorn11 te di manovra . Io questi ultimi anu i, per opera specialmente del già capo di st~to maggiore dell'esercito, genera le Boi:;dèfre, si sono anche in questo ra rno rea lizzati notevol i progres.,i e il sistema ado ttato si avvicina di molto a quello seguito da.i Tedeschi. E particolarmente interessan ti riusci rono le grnud i manovre del ·18!:l8 sul la Loira dirette dal generale NégriPr, nel le qtrn li, fra l'al tro, dovevansi es perimenta re nuovi principi, formu lati dallo stesso Négrier, per l'attacco e la difesa da esegnirsi con grosse masse di fante ria . Così si poterono vedere colonne di marcia di divisione della mioor possibile profondi•.à , ammassameoti ristretti del le grandi unità e schiern men ti per l'attacco dalla distanza di 3000 a iOOO metri. Si ebbe pure cam po di osservare che per l'attacco di un cor po d'armata pre,diligeya;i la disposizione per ala, colle diYision i, e nelle divisioni iti brigate, poste l' una awrn to all'al tro, e mirando sempre ad avvolgere un fianco del l'avversario. Di qui ne venne spesso uu'estensiooe del fronte di combatti men to troppo grande," e di sÒvente pure clrn si ebbero due combattimenti, per lo spazio e pel terreno, affatto distinti e separati ; d'onde naturalmente emerse il .pericolo cbe un avversllrio destro e riuni to potrebbe inframmettersi fra i due attacchi . I l generale Négner per ottenere la necessaria profondità e nel lo stesso tempo ovviare a ll 'inconveoiente di una esagerata estensione del fronte, raccomandò l'impiego delle divisioni Ptll" schiere; e questo concetto, giusta le i;truzioni del predetto gene. raie, fu anche applicato ai riparti di mioor forza . L';ittacco di fanteri a, secondo le vigenLi prescrizioni del regolamento <lei 1894. difi'ei·enzia dal tedesco ne' seg11eoti punti capita li: 1o Per uo anticipato spiegBmento di cacciatori, che s'inizia collo spingere innanzi soltanto i così detti éclai-r"eitrs, i quali precedono le compagn ie di prima linea e col loro fuoco a gran distanza debbono rendere possi bile l'avanzata del grosso senz"I impedimento; 2° Per lo stendere in cacciatori di intiere com pagnie, spel:\so già da grandi distanze; 3° Per un aoticipato aprire il fuoco , facendo uso norma lmente e al più lungo possibile del fuoco a salve;


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RIVJST.A DEI PEllJOD fCT MILITARI

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4° Per l'avanzare a salti,. per la marci11 della seconda li nea già formata sopra una sola riga, e 111 sua entrata nelle linee di cacciatori, per aumentarne e rinforzarne il fuoco; 5° Per l'esecuzione dell'assalto col trarre innanzi lt:l schiere retrostanti, la cui formn ione è lasciata in facoltà dei capi in sou'ordi'ne, a seconda della situazione e del terreno. NP,lla difensiva, come presso i Tedeschi, si ha cura di dispone le trnppe nel senso del la profondità . Tuttavia la prima linea è assai forte e il fuoco, pure a sa lv11, è aperto da convenienti distanze. Lo scrittore termina col riconoscere che nell'esercito francese si lavora molto e con di ligenza, ed è oggidì ùn avversa rio ben differente da quello del t 870-7'1.

Una qiustione ardente. l battelli, sottomarini, per F. E1sENHARDT. Lo scri1tore è decisamente contrario ai battelli sottomarini, .dei quali si parla ora per l' importanza che volle accordar loro il ministro della marina francese, Lockroy, a proposito del (;usta?Je Zédé. Egl i ricorda i nomi di ùeu 36 inventori e costruttori di batteJli sottomarini, nomi per la maggior pa rte rimaste sconosciuti, imperocchè non una delle molte navi da essi costruite ottenne successo. Vi è chi domanda una nave di tal genere per ogni grau porto della Germania, ma la Germania non ne ha 11Jcun bisogno per la specialità del suo mare, ammesso pure che i battelli sotto- marini possano essere utili; ciò che non è attualmente e assai probabilmente non sarà mai. I sosteni tori di questo genere di navi non possono credere alla, loro utilità, della quale non se ne ha nemmeno una sola prova; ma vi sono indotti dal ragionamento che le grnndi navi costano molto denaro, mentre per la costruzione dei battelli sotto-marini si richiede poca sres11 .

Schizzi dall'eserci to 1·usso. (Continuazione). R.1issì a e Finland1:a dal punto di vista mi_litare. -

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Per ta Direzione Lonovrco CrsoTTI T1ntentccolot1nclio Il. ,l., incan'c(llo

DEMARCHI CARLO ,

gerenie.

L'INIZIO DELLA CAMPAGNA DEL 1809 NEL VENETO E

GLI ITALl ANI ALLA BATTAGLI A DI SACILE

I. Il principe Eugenio, appena fondato il regno d'Italia, si era alacremente dedicato alla costituzione d'un esercito che pot~sse in modo efficace coadiuvare quello francese nelle guerre colossali e frequenti dell'imperatore, mantenere energicamente l'ordine all'interno, ed al tempo stesso difendere l'integrità del nuovo S tato dalle continue, cupide minacce dell'Austria. Napoleòne da Parigi o dagli altri luoghi ove chiamavalo la sua affannosa politica, indicava al figlio adottivo e vicerè, mediante un carteggio attivissimo, con continue, minuziose disposizioni la via da seguirsi sia negli intricati làbirint1 del governo interno, sia nelle complessa relazioni cogli S tati esteri; sovratutto gli suggeriva i mezzi secondo i quali all'esercito ed alla difesa del territorio dovesse provvedere. Però questo metodo di dirigere minuziosamente le azioni del vicerè, di far sentire ad ogni istante l'accentrante ten· danza del potere imperiale metteva non di rado il principe E ugenio in condizioni delicate e difficili. Egli, bong1·é, malg1·é, doveva ubbidire agli ordini spesso duri, quasi sempre recisi del sovrano, il quale non esitava a rimproverarlo aspramente ora accusandolo di disobbedienza, ora di zelo eccessivo, senza mai addolcire le sue ingiunzioni e le sue rampogne con parole affettuose ; d'altra parte il principe osservando, per trovarsi egli sul luogo, le cose pu bblìche da un punto di vista diverso da quello di Napoleone, dovea tentare , di non disgustare il paese e provvedere spesso con criterii concilianti la volontà suprema coll'interesse locale . $5 -

ANNO XL I V.


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L'INIZIO DELLA CAMPAGNA DEL

1809

NEL VENETO

E GLI ITALIANI ALLA BATTAGLIA. DI $.ACILE

alla sicurezza esterna ed . interna; ciònonpertanto rispondeva mite, rispettoso, senza mai una parola irritata, sforzandosi per quanto gli era possibile d'eseguire fedelmente · le tassative, dispotiche istruzioni imperiali, onde meritare la corolla d'Italia alla quale sfrenatamente agognava. Da ciò si rileva che il regno trovavasi del tutto in balia di Napoleone ed era da lui, indirettamente, ma non perciò meno inflessibilmante, .governato. Nè il principe Eugenio per -1' indole sua mitissima, per la docilità dell' animo, per l'ingegno non molto pronto sarebbe stato uomo da opporsi alla corte di Parigi. E gli nel 1809 non contava che ventisette anni, essendo nato nel 1781, e da tre anni copriva la carjca di vicerè; aveva trascorsa la prima giovinezza sempre a fianco di Napoleone, combattendo valorosamente ·s u tutti i campi di battaglia dal 1798 in poi; e però chiamato dalla sorte a reggere qua.':li un trono non poteva portarvi che le qualità d'un soldato al quale era mancato durante la breve, agitata esistenza iì tempo di crearsi una coltura. Napoleone stesso, pur nutrendo stima per lo spirito militare del figlio, non lo giudicava tuttavia molto lusinghieramente nè come ge- · nerale, nè come politico considerandolo un non gran genio; secondo i contemporanei il vicerè possedeva 1+na mente limitata, un temperamento psichico incerto, un cuore perplesso .come asserisce il Foscolo. Il Marmont, a lui per gelosia di potere avverso, gli attribuisce talenti poco estesi. È naturale quindi che non ispirasse una piena :fiducia a Napoleone, sì che questi ritenesse opportuno·guidarlo passo passo come un dipendente qualsiasi. Il vicerè, quantunque non sor~et.to da fine perspicacia, aveva nel 1808 subdorato e conosciuto in parte e per tempo il lavorio segreto o palese degli Austriaci, le loro mene per invadere il regno d'Italia, gli attivissimi apprestamenti militari e non mancò d'avvisare con frequenti lettere, con rapporti dettagliati Napoleone, ragguagliandolo con esattezza dell'incombente pericolo. Ma l'imperatore, malgrado l'acutezza dello sguardo politico che ben poco avea da invidiare a quello strategico e

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-tattico non credeva la guerra tanto vicina e perciò n_o n avea ,ordinato pel 1809 in Italia alcun concentramento di milizie. Anzi nei primi mesi dell'anno in parola, alle notizie di mi,naccie fornitegli dal vicerè, Napoleone rispondeva con molta tranquillità, attribuendo la cagione di queste comunicazioni pessimistiche alla smania del giovane principe di scendere in campo alla testa d'un esercito e coprirsi di gloria mili·tare. L'intimità col padre, la vita avventurosa condotta per paesi diversi, fra cimenti d'ogni genere, non potevano non .accendere in lui bramosia d'allori marziafi. Non è pe-r.ò a .credere che Napoleone non fosse alquanto preoccupato degli .armamenti dell'Austria; egli soltanto s·ùpponeva che lo .i;coppio delle ostilità non fosse imminente. Ancora trovan-dosi in Ispagna negli ultimi mesi dell'anno 1808 aveva prov-veduto all'eventualità d'una guerra con casa_d'Asburgo dando .disposizioni per ]a costituzione definitiva sul piede di guerra -d ell'esercito italiano. Esso quind,i ,nei primi mesi del 1809 appariva ordinato nel modo seguente. Lo formavano quattro divisioni di 3 reggimenti ciascuna, con una forza di 9 a 10,000 combattenti. Prima della fon-dazione del regno, Melzi avea un esercito di 15,000 uomini; nel 1805 la coscrizione ·ne diede 6000; nel 1806, 9000 ed .altrettanti nel 1807; nel 1808 ne vennero alle armi 12,000. Queste successive leve aggiunte alle truppe già esistenti ,p ortarono alla fine del 1808 l'esercito ad un effettivo cli 50,000 :uomini, dei qu.a li 40,000 pronti ad entrare in campagna. In base al decreto imperiale 27 giugno 1808 i reggimenti di -fanteria italiana si trovavano costituiti come quelli francesi, cioè su cinque battaglioni, quattro attivi o di guerra, come .dicevasi allora, ed urio di deposito. Ogni battaglione aveva il proprio capo-battaglione, coadiuvato da un aiutante mag.giore; comprendeva sei compagnie ed una di queste constava -esclusivamente di granatieri, cioè degli uomini più alti del -corpo, una di volteggiatori o di truppa leggera scelta fra i soldati di più bassa statura ed esperimentata agilità, e quattro -0.i fucilieri; l'effettivo d'ogni compagnia ammontava a 140 -combattenti, e. l~ forza del reggimento completo ascendeva

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L'INIZIO 01!:LLA CAMPAGNA DEL

1809

NEL VENETO l'! GLI ITALIANI ALLA BATTAGLIA DI SACILE

alla cifra di 3920 militi. I. reggimenti di cavalleria possedevano 4 squadroni, ciascuno di circa 150 cavalli. Sullo scorcio del 1808 l'esercito italiano comprendeva 1 corpi seguenti:

Guardia reale. Granatieri. Cacciatori. Veliti . Dragoni Guardie d'onore Artiglieria e treno

2 2 8 2 4 1

battaglioni . » » squadroni compagnie compagnia

1,600 uomini 1,600 » 2,400 » 300 » 600 » 150 •»

Totali,i

6,650 uomini

A1·tiglie1·ia e genio. Artiglieria a piedi. » a cavallo Treno Zappatori e minatori.

2 battaglioni 2,400 uomini 6 squadroni 600 » 1 battaglione . 600 » 2 » 1,500 » T otale

5,100 uomini

Fanter·fo. Sette reggimenti di linea 28 battaglioni 'fre reggim. di fant. leggera 12 » Cacciatori d'Italia . 1 »

22,400 uomini 9,600 » 800

»

Totale 32,800 uomini

''

Cavalleria. Due reggimenti di dragoni. 8 squadroni 1,200 uomini Tre » di cacciatori 12 ba,ttaglioni . 1,800 » T otale

3,000 uomini

Totale complessivo 47,000 uomini

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Componevano la fanteria di linea il 1°, 2°, 3°, 4°, 5° .e 7° di linea ed il reggimento dalmata; la leggera il 1°, 2° e 3°.

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Il battaglione cacciatori di Brescia fu il nucleo per la formazione del 3° leggero. A queste truppe conviene aggiungere la legione dell'isola dell'Elba, forte di 2000 uomini, costituita di cittadini renitenti alla leva, di condannati per lievi reati di ribellione alle autorità, e d'individui d'abituale cattiva condotta. In seguito con questa milizia se ne formò il 6° di linea, che ben presto acquistò fama per prodezza e licenza. La marina contava 6000 uomini d~equipaggio per una squadra di 3 fregate ed altri legni minori. Dal totale complessivo suddetto devesi togliere all'inizio del 1809 gli effetti vi delle cl ue divisioni Pini è Giuseppe Lecchi, che combattevano nella penisola Iberica, scrivendo anche là col sangue nuove pagine dell'eroismo italiano. I soldati portavano divise scintillanti, caschetti di pelo di orso e di lucidissimo cuoio, fibbie, spalline, pennacchi, bandolier.a, galloni d'oro, d'argento, di seta, elmi di terso acciaio con lunghe e folte criniere, gualdrappe di panni vari o di dorsi di tigre, tutto ciò insomma ché occorreva per imporre alla folla. La guardia r eale, già guardia del presidente della repubblica cisalpin~, veniva scelta fra i ri.obili ed i ricchi del regno, formava un corpo aristocratico,· splendido per sfarzo e molto orgoglioso; in . essa primeggiavano le compagnie d'onore che portavano i nomi di Milano, Brescia, Bologna, Romagna; Napoleone le privilegiava, fors e per ~rte di astuta politica accarezzando in quella truppa la parte pi1ì elevata della popolazione e propiziandosene l'affetto; la · passava in rivista indossando l'uniforme di colonnello del -0orpo e nella battaglia la teneva spesso sotto i suoi ordini diretti; queste preferenze palesi rendevano però quel brillante manipolo inviso al resto dell'esercito. Fra le persone più eminenti per valore e per dottrina militare, che troviamo nel 1809 all'apertura della campagna nelle file italiane cito i nomi splendidi dei: generale di divisione marchese Achille Fontanelli, di Modena, che dal 1796 in poi fu sempre ai servigi di Napoleone e resse anche il Ministero della guerra e marina nel


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E GLI ITALIANI ALLA BATTAGLIA D I SACILE

;NEL VENETO

regno; di robusto temperamento, d'indole buona, d'animo generoso, di svegliato ingegno. Zucchi nelle sue memorie lo qualificò prode militare, ottimo cittadino, animo impareggiabile;. generale di divisione Filippo Severoli di Faenza 'c he, dopo tre anni dal suo arruolamento, trovavasi generale di brigata (1800); combattè sempre da prode alla testa dei propri soldati, rimanendo anche più volte forito; Zucchi lo giudicò così: « Per vero era un soldato intrepido di fronte ai maggiori « pericoli, aveva grande onestà d'animo, ma poi si lasciava « andare alle maggiori adulazioni verso i Francesi, ne usava << costantemente la lingua scrivendo o parlando in mezzo ai « soldati italiani e, piuttosto che arrecare qualche noia agli « ufficiali superiori dell'esercito francese, avrebbe tralasciato « di far rendere giustizia ai suoi subalterni. » In questo ritratto, oltre a formarci un concetto assai esatto del Severoli, osserviamo un difetto dell'ambiente d'allora, .che cioè l'influenza francese si subiva inconsciamente anche dai migliori, fino a scendere a cortigianerie disapprovate da spiriti fieri come quello dello Zucchi; generale di brigat~ Filippo Bonfanti°di Milano, comandò quel 6° di linea d i cui parlai più sopra; fece le campagne di Germania, di Spagna, d'Italia, di Russia. Il Vaudoncourt lo _d ice senza talenti e senza capacità militare; ma i giudizi di questo storico non bisogna accettarli in modo assoluto, modtrandosi egli per principio poco favorevole ai generali ìta.liani; generale Teodoro Lecchi, comandant e la guardia reale; passava pel più leggiadro e più elegante ufficiale superioredell'esercito; arditissimo, si coprì di gloria in molte azioni campali; comandante della guardia anche in Russia r iesciva a salvare le aquile dei veliti, che poi donava a Carlo Alberto nel 1848, fondendo con atto di gentile, poetico patriottismo le tradizioni napoleoniche coll'ideale del nostro risorgimento; il generale di brigata Bertoletti, lodato dal maresciallo Suchet come « uomo fermo, ' di mente fredda, ed attiva »; si arruolò nel 1786.

1333

Degli altri ufficiali di grado elevato non ancora avevano ottenuto grande notorietà o facevano le loro prime anni : Vìani, Battaglia, Martinengo, \Vidmann-Re~zonico, Moretti , Floriano Rossi, J ulhien, Maffei, Marini, Pietro Varese, Salvatori, Oggero, Ventura, Lonati, Bucchia, Arese, Porro, Ba.rbieri, Bellotti, Soldati, Moroni, Schedoni , Milo, Gasparinetti.

A.i primi di marzo il generale Andreossy, ambasciatore francese a Vienna, abbandonò quella residenza e la guerra allora si presentò imminente; il 10 dello stesso mese giun. gevano finalmente a Milano gli ordini imperiali circa gli armamenti e le concentrazioni delle milizie; il principe E ugenio si tenne pronto a collocarsi alla testa delle sue truppe e dispose 1>erchè il quartier generale venisse portato a Mestre. L'esercito italiano fo così ripartito : D1v1sI0NE F oN'l' A NELLI:

Generale di divisione: Fontanelli; Generali di brigata: Bertoletti e J ulhien; Capo di stato maggiore : aiutante comandante Paini.

·T1"itppe :

l r

2 battaglioni del 1° leggero: capi-battaglione, Jabin e Maffei; 2 battaglioni del 2° leggiero : capi-b~ttaglione, Marini e Varese Pietro ; 1 battaglione cacciatori d'Istria: capo-battaglione Salvatori; 2 battaglioni del 3° fanteria: maggiore ,Oggero, capibattaglione Ventura e Lonati ; 2 battaglioni del 4° fanteria: maggiore Peri, capo-battaglione Marogna ; 2 squadroni cacciatori Principe Reale: capo-squadrone Bucchia;


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E GLI ITALIANI ALLA BATTAGLIA DI $ACILE

NEL VENETO

· 2 compagn~e d'artiglieria a piedi / Millo maggiore e 1 compagnia del treno \ Zorzi capitano ; 1 compagnia zappatori: tenente del genio Colella; 1 distaccamento d'equipaggi militari pei servizii riuniti con 6 cassoni e 57 cavalli; 1 distaccamento di 21 gendarmi a cavallo: ca.po-squadrone Masi, comandante. Forza totale 6300 uomini, 600 cavalli ed 8 pezzi d'artiglieria.

'!'ruppe: 2 squadroni di guardie d'onore: capitano comandante, colonnello Battaglia; capitani colonnelli delle compagnie: Martineno-o, vVidmann-Rezzonico; 1 batta~lione di veliti reali: capo- battaglione Schedoni; 2 battaglioni della fanteria della guardia r eale: capi-battaglione Moretti e Rossi Floriano; . 2 squadroni di dragoni della guardia reale; capitano .Mussi; 1 compagnia del treno d'artiglieria: tenente Champigny.

COMPOSIZIONE DELLA DIVISIONE SEVEllOLl:

Generale di divisione: Severoli: Generali di brigata: Bonfanti e Peyri (che non raggiùnse la divisione); Capo di stato maggiore: aiutante, comandante Marte!.

COM.POSIZIONE DELLA RJ.SERVA

(formante i presidii deU' interno sulla ch·itta dell'Adige):

Truppe: i1

4 battaglioni del 1° fanteria: colonnello Zucchi; maggiore Arese; capi-battaglione Porro, Dubois, F erri, Barbieri; 3 battaglioni del 7° fanteria: colonnello Ballotti; capibattaglione Tra.col, Duparc e Soldati; 3 battaglioni del r eggimento dalmata; colonnello Moroni, capi-battaglione Penin e Xisconsicl1; 1 battaglione del 2° fanteria : maggiore Boretti; 1 squadrone cacciatori reali a cavallo: capo-squadrone. Gaspa.rinetti; 1 squadrone dragoui Napoleone: maggiore Odier, caposquadrone Gisbert; 1 compagnia. d' ar.tiglieria a cavallo ( . . · d e1 ·t reno d"·ar t·1g1iena capita.no F ort1s. . . 1 compagma Fu riunita a questa divisione il 112° di fanteria francese di 3 battaglioni, comandato dal colonnello Penne. CO'.\IPOSIZIONE DELLA DIVISIONE DELLA GU.A.RDJA .RE.A.LE:

Comandante le truppe di fanteria: generale di brigata L ecchi Teodoro; Comandan te le truppe di cavalleria: generale di brigata Viani.

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Generale di divisione: Fiorella; , Generale di brigata: Peyri; Capo di stato maggiore: aiutante comandante Balathier.

Truppe: 3 battaglioni del 3° fanteri,L di linea: colonneHo Levvié ; • • ) i capi-battaglione trovansi 0 1 battaglione del 4 fanter~a sostituiti dai due capitani 1 batta0<Ylione del 7° fantena ') più anziani; 1 squadrone cacciatori a cavallo Principe Reale: maggiore Rivaira; 1 compagnia d'artiglieria a piedi; 1 compagnia del treno d'artiglieria. Vi era infine un corpo distaccato così composto: 3 battaglioni del 3° fanteria leggiero: colonnello Varese, maggiore Pasqualis, capo-battaglione Omodeo; 4 battaglioni dragoni regina: colonnello J acquet, )llaggiore Galimberti, capo-squadrone Charpentier. . Il <Yran parco adunato in Verona aveva scarsezza d1 cavallio da tiro; rimase perciò in quella città para1·1zzato sino al 12 maggio, ed allora soltanto una porzione potè riunirsi all'esercito.


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L'INIZIO DELLA CAMPAGNA DEL

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NEL VENE'l'O

...

I

. I consigli_ di prudenza che l'imperatore mandava al prin01pe Eugemo; ponevano costui in un'ardua posizione di fronte ai minacciosi, incalzanti preparativi dell'Austria. Si trovava condannato ad una pericol9sa inazione, e ciò che maggiormente accresceva il di lui imbarazzo era l'ignorare per quale degli sbocchi dell' Allernagna si sarebbe presentato il nemico. Ai primi d'aprile egli, ancora incerto delle intenzioni dell'avvèrsario faceva una rapida esplorazione nel Tirolo, percorrendo la valle dell'Adige, le comunicaziÒni del Trentino col Bresciano per la valle d'Anfo, ove si trova un'ottima strada praticabile anche all'artiglieria, e di cui se ne attribuisce la costruzione a Carlo · Magno. Ma poco mancò che in quel g iro venisse colto dagli abitanti di Sal~rn che avevano ordine di consegnarlo ~ll'Austria. Allora, ripassando per Verona, da dove mandò una dettagliata relazione della sua ritirata all' imperatore (lettera in data 7 aprile) trasferì il quartier generale ad Udine. Una dimo-· strazione offensiva su un punto qualunque della frontiera austriaca sarebbe stata molto opportuna per obbligare il nemico a svelare il proprio piano d'operazione; ma non potendo servirsi di questo mezzo il vicerè dovett~ premunirsi da tutti i Iati dai quali 1)0teva venire attaccato. Perciò pose le divisioni Lamarque a Verona e Fontanelli a Montechiaro per sorvegliare gli sbocchi del Tirolo. La divisione Severoli a Padova poteva aiutare 1e, milizie suddette in caso di necessità. In Friuli le divisioni Seras ad Udine, e Broussier a Venzone sull'alto Tagliamento osservavano la prima il pas~aggio del!' Isonzo, la seconda gli sbocchi delle Alpi; tuttavia la convergenza delle strade di Pontebba e di Gorizia sul Taglia.mento si presenta in tal modo che qualor a una delle due divisioni fosse stata battuta scopri va e comprometteva il fianco dell'altra. Ad attenuare questo dife.tto fu posta fra Sacile, Conegliano e Pordenone la divisione Grenier che con una giornata di marcia poteva portarsi avanti ~

E GLI ITALIANI ALI.A BATTAGLIA DI $ACILE

1337

garantire la ritirata dei due riparti ora citati; la divisione Barbou parte a L egnago e parte a Bassano era in tal posizione da recarsi con eguale agevolezza sul Tagliamento o sull'Adige a seconda dell'opportunità. Disposte così le sue trnppe, al principe Eugenio non rimaneva più che attendere le mosse dell'Austria e secondo queste regolare le proprie; è innegabile però che la, situazi.one come si offriva ai Franchi-ltaliani nell ' imminenza della guerra non appariva soverchiamente ridente e doveva di certo generare serie apprensioni nell'animo del giovane principe Eugenio, per la prima volta posto al comando d' nu esercito. II.

L'Austria, lungi dall'essere fiaccata per le numerose sconfitte ricevute dalle armate napoleoniche, attendeva con quella Illirabile tenacia, che è uno dei pregi dominanti nelle razze nordiche a riprendere una rivincita. Sin dal 1807 avrebbe voluto tentare la sorte delle ·a rmi, . inclinando, senza poi .decidersi, ad ·entrare nella coalizione della Prussia e della Russia; allora il gabinetto di .Vienna appariva scisso da due opinioni diverse; i più fieri ne.miei della Francia, capitanati dall'arciduca Giovanni, insistevano presso l'imperatore perchè aprisse le ostilità, cambiando il cordone neutrale della Slesia e Galizia in esercito operante al fine d'approffittare dei primi rovesci che Napoleone . toccasse in P olonia per ·marciare su Breslau e tagliargli le comunicazioni; e costoro venivano segretamente sostenuti dalla Prussia e dall' Inghilterra, gli altri. più prudenti e dotati di maggior calma, opina vano essere allora la guerra per lo meno immatura e doversi prima organizzare fortemente l'esercito. Varii contrasti sorti fra i generali Grune, vVimpfen e l\fayer, che erano posti a capo dell'ordinamento militare ritardarono il lavorìo di formazione delle truppe; ma l'Inghilterra che alacremente si adoperava presso l'Austria per farle dichiarare la guerra e la considerazione che buona parte del- . l'esercito francese si trovava assai impìgliato nella guerra


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L !NIZIO Dl<LL A CAMPA GNA D~:r.

1809

NE[. VENETO

E GLI ITALIANI ALLA BATTAGLIA DI SACJLE

lab~ri~sissima di .Spag_ua infiuirono in maniera gagliarda sull ammo del .Kaiser, 11 quale nel 1808 decretò l'armamento generale, mentre la dieta ungherese promoveva una leva st~·aordinaria; la stessa Inghilterra largì soccorsi in denaro (circa cento _milio~i) ohe furono acoonciamente impiegati per armare 1 forti, che proteggono le fron tiere austriache verso la Baviera e l' Italia. Il 12 maggio 1808 fu emanato il decreto d'or O'anizzazione delle r~ser ve; la . mi~izia provi11ciale (landwehr) si costituì, un n.rc1duca venne mviato in ogni provincia onde sollecitare i provvedimenti ed alla testa di tutta questa febbrile ope:·osità fu 'posto l'arciduca Carlo, uno dei più abili c~pitam ~el secolo. Delle varie regioni del vasto impero molte era~s1 prestate . con ardore come conviensi per una g uerra nazionale; la dieta ungarica concesse ventimila reclute e si adoperò per raccogliere ancora ventimila fanti e qui~dicimila .ca:7alieri; _l'insurrezione (o leva in massa) schiavona fru~to . ci~quemt!a fanti; la croata dodicimila uomini a piedi e d1eo1m1la a cavallo; l'esercito doveva contare trecentomila uomini per le operazioni attive e duecentomila di riserva. Al momento che le ostilità si iniziarono, l'Austria poteva mettere in campagna sessantadue r eggimentr ·di fa~teria dieoiotto di confinari, quattro corpi franchi, centosessan~ battaglion;i di landwehr, sessantamila uomin i d' artiglieria e caval_lena, quar~ntamila dell' insurrezione ungherese; in tutto cmquecentoom 1uantamila armati. Mentre fervevano i preparativi militari non si trascuravano le ~e~e intese ad accattivarsi l' appoggio dei soggetti àl do~1n10 fr~nces~, ~utrendo _l'Austria viva fiducia che i popoli stanchi dell agitato regime napoleonico, divenuto oramai in molte parti della nostra penisola, insopportabile, si ~oll~vasser o ~ontro _i dominatori; buona parte del patriziato italiano, nemico dei nuovi tempi, delle repentine innovaz10m P?litiche e degli uomini che regnavano e governavano s1 manteneva fedele all'aristocratica casa di Asbux·ao e continuava a militare sotto le s ue bandiere. Il barone d i Hormayer fu incaricato di far insorgere il T irolo, che si

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mostrò sempre affezionato all'Austria, e che de»iderava vivamente togliersi di dosso il giogo dei Bavaresi, allea.ti alla Francia. E su questa insurrezione molto si con tava sia per l'aiuto che avrebbe por tato alla guerra la natura bellicosa _di quelli alpigiani, sia per creare una gravissima minaccia sulla sinistra d'un esercito italico, marciando verso l'Isonzo; i capi dell'insurrezione tirolese mandarono nel 1808 una deputazione a Yisnna per accordarsi sul modo d'agire. La società del Tugenbund in Allemagna, costituita presso a. poco come la setta dei Carbonari, presieduta dal duca di Brunsvick-Oelt, del maggiore prussiano Sohill e dal generale vefstaliano Doremberg, agitava i popoli per far loro ricuperare la perduta naziouali'tà, segretamente aiutata in questo lavorio dal ministro prussiano Schvarzhost. Il maggiore SaintAmbroise, il colonnello piemontese L atour, il genovese marchese Asser eto dovevano suscitare le t urbe a ribellione contro i Francesi in Piemonte, negli Stati romani, nel Reame Napoletano ed inoltre adoperarsi 'attivamente a P a lermo ed in Sardegna per combinare ·uno sbarco di Inglesi, gli instan. cabili nemici di Napoleone. Rodolfo P arravicino e Corrado J uvalta di lui cognato accettarono la. missione di rivoltar e la Valtellina che dal dominio dei Grigioni. era passata a far parte del regno d'Italia. I Materzani agitavano la Valtrompia e la Camonicà. A t,utti questi rivolgi menti dovea risponde_re la Dalmazia, della cui ribellione erano principali agenti il cok>nnello Maccarelli, il maggior e Dabovio' e perfìno il frate Dorotic', generale dei francescani. Il principe Carlo divise l'esercito in nove corpi d'armata di prima linea e due di riserva, composti dai trenta ai quarantamila uomini ciascuno. I sei primi corpi formavano il nucleo principale e dipendevano direttamente dall'arciduca Carlo, che doveva guerreggiare in Allemagna; il settimo comandato dall'arciduca Ferdinando, quello stesso ohe si distinse sotto Ulma per la generosa determinazione di sottrarsi colla spada alla mano piuttosto che capitolare, doveva collocarsi a Varsavia per fron teggiare le milizie polacche del principe Poniatowschi e di là muovere poi alla conquista della

l


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L'INIZIO DELLA CAMPAGNA DEL

1809

Galizia. L'arciduca Giovanni coll'8° e 9° corpo doveva calare in Ita lia per la Carinzia e la Carniola, spingere una di visione (12,000 uomini) in Dalmazia sotto il generale Stoichenich, ed un'altra in 'rirolo al comando del generale marchese di Chasteler allo scopo di sostener e efficacemente l'invasione e mantenere il collegamento fra gli eserciti di Germania e d'Italia. Ai primi di marzo del 1809 l'esercito austriaco venne dichiarato sul · piede di guerra. Il corpo dell'arciduca Giovanni constava d'un organico di 62 battaglioni e 48 squadroni che si concentrarono cosi: 30 battaglioni e 19 squadroni (8° corpo) agli ordini di Chasteler, a Klagenfurt; 32 battaglioni e 29 squadroni, comandati aal generale Ignazio Giula.y, bano di Croazia, a Lubiana; questo esercito contava ima riserva composta di 37 battaglioni di landwer. Dirigeva l'intendenza dell'armata il conte di Gaes; capo di stato maggiore ne era il generale Nugent, uomo destro nonchè abile stratega; il comando dell'8° corpo, quando Chasteler partì per il Tirolo, fu assunto per inte1·im dal generale Alberto Giulay. Negli ultimi mesi del 1808 e nei primi del 1809 non si trascurarono le opere di fortìficazione; ed infatti dalla parte d'Italia, con alacrità lodevolissima., i luoghi di Sachsemburgo, Malborghetto, Predil ed il colle di Prevald, ingressi agli Stati ereditari vennero chiusi da opere provv.isorie; campi trincerati s'innalzarono dietro Tarvis e Laibak allo scopo precipuo di permettere alle armate austr iache il rannoda.mento e .la riorganizzazione in caso d'un rovescio. Il quartiere generale dell'arciduca Giovanni risiedeva ancora il 4 aprile a Gra.tz; ma nello stesso giorno l'arciduca si muoveva da quella città e scendendo la vallata della Sava. si recava a \Villa.k ove perveniva la sera del 7. In questo luogo compiè la definitiva riorganizzazione della sua armata, così ripartita:

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E GLI ITALIAiSl ALLA BA.T1'AGLIA DI SAOILE

NEL VENETO

8° Corpo.

Comandante interinale: luogotenente generale Alberto Giulay . Batt..1glioni Squad roni Uomi,ii Cavalli

nrigate

t

Colloredo Luogotenente generale Gaioli · Frimont W etzel in sottordine Schmidt

» 7,200 » 7,200 2,400 600 2,400 1,200

»

6 6

.))

4. 8

2 2

9° Corpo. Comandante : luogotenentè genera.le Ignazio Giulay, bano di Croazia. . ,· Kleinmayer Luogotenenti ~e:era.h :\ Kalnassy Knesev;,10 , Hager W olfskehl Ì Spleny in sottordine (\ Marziany

6

»

4

» 12 » 16

» 4

»

7,200 » 4,800 )) » 1,800 4,800 » » 2,400

Avanguardia.

Gavassini 16

18,400

»

»

C01·po del Tirolo.

Comandante: luogotenente generale Chasteler. » 6,700 Feuner 6 3 7,200 Marschall 6 » 4,400 4 Aura.cher

» 4,50 »

In Dalmazia. Stoichevich 10

1

12,000 150

Rise1·va di landwehr.

Luogot. generale Zach

»

20

Totale

. 92

>>

22,000

»

44 106,000 6,600


.i

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L'INIZIO DEU,A CAMPAGNA DEL

1809

E GLI ITALIANI ALLA BATTAGLIA DI SACILE

NEL VE NETO

Il Chasteler inizia il movimento in T~rolo, avendo con sè il barone Hoi·mayer, quale intendente generale, ed il generale Buol, incaricato di reclutare e costituire i battaglioni dei Tirolesi insorti. L 'arciduca Carlo contemporaneamente alle istruzioni particolari dirette a ciascun capo dei differenti corpi rivolgeva un enfatico. proclama al patriottismo dei pop.oli tedeschi, mentre l'arciduca Giovanni muovendo verso l'Italia ne pubblicava un altro non meno rettorico ed altisonante, eccitando gli Italiani ad insorgere contro i Francesi, avvertendoli che, se non avessero ascoltato le paterne esortazioni austriache, avrebbero corso il rischio di rimanere un popolo senza nome e senza diritti; al contrario qualora si fossero uniti strettamente e fiduciosamente ai loro liberatori (!), l'Italia avrebbe potuto riprendere un posto fra le grandi nazioni, e forse divenire quale già fu, lii. prima di tutte. Seducenti promesse, ma .ahimè, sempre troppo palesem.e nte smentite da tutte le dominazioni austriache che infierirono nel nostro paese. Entrambi i suaccennati proclami erano opera dello scrittore Gentz, il quale innamorato dapprima delle idee liberali inglesi, ben presto ne fu disgustato ; e la vista degli eccessi della g rande rivoluzione, nonchè i metodi adottati dai seguaci di questa, lo spinsero a divenire uno dei più feroci reazionari. Rimangono di lui 6 volumi di opere storiche e politiche, la più parte relative alla rivolu;ione francese ed al dominio di Napoleone (1764-1832). Il piano di guerra dell'arciduca Giovanni scaturisce naturalmente da quanto sinora ho avuto occasione d'esporre. Il . comandante austriaco, seguendo la morbosa abitudine di ,coloro che dirigono imprese guerresche in determinati territorì,. avrebbe bramato attirare tutta l'attenzione dei popoli e degli eserciti nella propria zona e trasformare l'Italia in teatro principale d'operazioni. Ma egli non poteva violentare leleggi della natura e l'immutabile situazione creata dalle,

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circostanze storiche; poichè come non poteva impedire che il Danubio rappresentasse per Napoleone la.strada che in modo più diretto conduce a Vienna, così gli era impossibile esigere che il grosso delle forze austriache si addensasse in I talia anzichè in Austria. Roso da fiera gelosia per l'indiscutibile superiorità di sno frat,ello Carlo, rinfor zato in questo difetto. dal proprio stato maggiore, invidioso a sua volta dello stato maggiore supremo, . aveva mosse molte d ifficoltà sul piano d i guerra proposto dal comandante in capo. Mira del principe Giovanni: dapprima sarebbe stato di penetrare in Tirolo passando 'dalle sorgenti della .Drava a quelle dell'Eisak per Brunneken e, Brin, scendere per Trento su Verona e far cadere così tutte le difese avanzate dei Ji.,rancesi, facilitato nell'impresa dall'insurrezione tirolese. Questo piano presentava il vantaggio di mantenere l'arciduca Giovanni vicino alla Baviera ed in condizioni di poter partecipare direttamente, qualora ve ne fosse sta.ta opportunità, alla guerra che si combatteva sul Danubio; ma possedeva altresì i seguenti gravi inconvenienti: 1° Che avanzandosi con una rilevante massa di truppe nella valle dell'Adige, gli Austriaci erano costretti a procedere lentamente e con circospezione a. causa delle inevitabili difficoltà ed asprezze delle ·regioni montane, nonchè delle numerose, pericolosissime insidie alle quali si prestano ; 2° Avrebbero dovuto a lungo misurarsi colle continue e spesso ottime resistenze dell'avversario, il quale favorito dal terreno e da molteplici opere di fortificazione non avrebbe certamente trascurato di contrastare il passaggio all'invasore; 3° Lasciavano 'liberi o per lo meno molto deboli ( qualora vi si mandasse un distaccamento) gli importanti corsi del Tagliamento e dell'Isonzo, permettendo alle truppe del principe Eugenio cli superare agevolmente i colli di Predil e di Tarvis, e d'operare nelle vallate della Drava e della Sava, entrambe adducenti al bacino del Danubio; 4° L'esercito aµstriaco pervenuto a Trento trovavasi obbligato a scindersi in due porzioni; l'una doveva continuare a scendere l'Adige, l'altra la valle Sugana (Brenta) per 86 -

ANNO XUV.


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L'IN IZIO DELLA CAMPAGNA DE L

1809

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NEL VENE'l' O, ECC.

impedire le minaccie sul franco dal nemico il quale poteva · razionalmente sboccare da quest'ultima vallata. Le discussioni attorno a questo piano riescirono lunghe e laboriose, principalmente perchè le autorità che dovevano . decidersi in ·proposito apparivano rivali l'una dell'altra. Finalmente questo disegno venne in parte abbandonato ed in suo luogo si adottò il seguente: Un corpo separato dal grosso doveva, come già accennai, invadere il Tirolo e penetrare nella valle dell'Adige, mentre l'attacco principale muoverebbe dall'est e superando le linee difensive dell'Isonzo, del Tagliamento e della Piave si congiungerebbe sul basso Adige al corpo del Tirolo. Ho detto che il gen•erale Chasteler fu incaricato del movimento sul fianco ed il grosso comandato dall'arciduca stesso doveva svolgere l'azione principale. Concorreva all'offensiva dell'Austria la flotta anglosicula, minacciante le coste della penisola dal capo d'Otranto e Reggio fino ai porti di Venezia e Genova. Sia esternamente dalla parte del mare, e dalla terra, che all'interno gli assalitori avevano modo di trovare protezione ed aiuti essendo tutte le loro linee d'operazione affatto libere e sicure, e contando sull'azione segreta degli agenti che arruolavano clandestinamente milizie o spargevano su terreno fecondo i germi della ribellione. Il governo austriaco, esaminando il complesso di questa situazione, sperava fervidamente che al primo rovescio toccato alle armi del vicerè, i popoli della, penisola non avrebbero esitato a strapparsi dall'influenza e dalla dominazione francese, specialmente se gli Anglo-Siculi sbarcati su qualche' punto, approfittando di momenti propizi a:vessero vivamente agito colla loro presenza sull'animo delle genti italiche.

I POLIGONI DIVISIONALI

(Contiwua)

G.

CAPPELLO

ten~nte di fanteria alla scuola militare

L

Le moderne esercitazioni delle truppe a piedi ed a cavallo esigono l'uso di vaste ed accidentate estensioni di terreno, se si vuole che riescano veramente proficue al massimo grado. L' uniforme e prativo terreno delle piazze -d'armi pil\ non risponde all'odierno addestramento tattico . delle truppe: esso è solo acconcio per eseguirvi le preliminari istruzioni individuali dene reclute e per svolgervi le evoluzioni in ordine chiuso a 'preparazione delle riviste ,e pan~te. Prasentare il minimo bersaglio, facendo fuoco, ora appostati ora avanzando, è il principio tattico che, se bene ap·plicato, ci assicura la massima in vulnerabilit à dal fnoco nemico: da ciò l'impiego di formazioni rade e sottili; l'oc.cupazione di estesi fronti; il mascheramento dei riparti, avvalendosi delle accidentalità del suolo. Perchè un tale metodo di c9mbattere riesca famigliare, istintivamente abituale, a soldati e ad ufficiali, occorre che non eccezionalmente, ma normalmente, direi, il più quotidianamente possibile, piccoli e medi riparti siano addestrati in zona e~tesa ed accid~utata. Ciò per la fanteria. Per la .cavalleria, il principale suo còmpito essendo quello della esplorazione, operando a stormi e suddivisa in piccole e grandi pattuglie, s'intende come per essa lo esercitarsi in terreni estesi variamente frastagliati da ostacoli e da cuoprimenti, sia eccezionalissima condizione perchè possa riuscire, -s in dal primo inizio di una campagna, a disimpegnare bene la sua difficilissima missione.


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La stessa concl nsione sta per l'artiglieria, la quale, sin dal primo iniziarsi dello spiegamento, e dura,nte la lotta dovrà lascia.re le strade per muoversi in campi e prati~ guadagnando erte, attraver.,ando guadi, superando difficili . passi, ecc. Da noi, attorno le città., specialmente dove risiedono grossi presidi, per esteso raggio, i terreni sono coltivati intensivamente. Siffatta circostanza riduce le nostre eser citazioni tattiche presidiarie in semplici esercitazioni di marcia. Nesazione di combattimento può essere simulata, i sinO'oli suna . . e riparti essendo costretti a rimanere incolonnati nelle strade, giacchè ove pochi soldati, o cavalieri, si azzardassero a varcare una siepe od avvicinarsi ad un cascinale. r eclami d'indennizzi si solleverebbero da ogni parte. I d~uni, dai reclamanti stessi, ad arte accresciuti, darebbero luogo a rilevantissime spese d'indennizzo. Nè crediamo che i campi di divisioni e le gr~ndi manovre, solo in taluni anni indette, rimedino all'inconveniente avanti accennato, poichè sì gli uni che le altre, per ·ragione di. spesa, s~no di troppo· breve durata, e, quel che è peggio, sviluppate in modo che mai l'azione di combattimento ha intimo nesso colle accidentalità del terreno, naturali o artificiali, così come avverrebbe in guer ra vera. Intendo alludere alla forzata e quasi abituale soppressione che in simili manovre si fa degli affossamenti, della creazione o distruzione di ostacoli, nel gettamento di ponti, di passarelle, in quella misura che il caso reale richiederebbe. Vero è che · siffatte ultime istruzioni si eseguiscono dagli zappatori nei loro poligoni, ma colà le cose si svolgono con carattere tutto tecnico, in modo astratto, senza che siano informate ad un concetto, ad una situazione tattica da tutti veduta ed apprezzata cosi dal fare entrare bene nella mente di tutti, come l'azione del combattere, offensiva o difensiva · che sia, non consiste solo nello spiegarsi e far fuoco più 0 meno celer mente, ma, essenzialmente nello avvalersi, con giudizioso criterio, della forma, dei mezzi che il terreno pre· senta, in modo che ·spiegamento e fuoco riescano a produrre,

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a noi, minime perdite, all'avversario, massimo danno. Campi e grandi manovre d'altronde mirano più a svolgere una azione di insieme delle grandi unità tattiche o logistiche a guisa di epilogo o di applicazione di quanto venne appreso alla sede presidiaria, anzichè all'addestramento tattico del1' individuo e delle piccole e m!3die unità elementari, che è qua.nto si intenderebbe di ottenere presso le grandi guarnigioni divisionali. Dal suesposto emerge chiara la necessità che, a similitu dine di quanto si è praticato per soddisfare alle esigenze delle esercitazioni di tiro dell'artiglieria, anche per le esercitazioni tattiche delle tuppe a piedi ed a cavallo, artiglieria compresa, si abbiano a disposizione nei pressi di ogni sede di divisione estesa zona campestre, ove, in ogni tempo dell'anno, piccolo e grandi unità delle varie armi vi si possano recare il mattino per rientrare nelle ore pomeridiane, consumando il primo rancio sul luogo, ed usufruire coc;ì di gran parte della giornata per eseguirvi tutta quella varietà di manovre e di esercitazioni che nè nelle piazze d'armi e nè nelle !randi manovre possono avere pratico ed intensivo svolgimento. li<

* .. Ma non è solo il moderno manovrare che esige l' uso quasi quotidiano di vasta plaga di terreno ; lo richiede anche, e più fortemente, l'esercizio del tiro fatto colle nuove armi. Abbiamo un fucile il cui proiettile ha tale velocità iniziale che cade - e può anche ferire - alla distanza di 3200 metri: velocità e durezza d'involucro del proiettile determinano rimba l½i e quindi anomali deviazioni nelle traiettor ie di lancio, allorchè urta contro le minime asperità del suolo, contro spigoli, contro tronchi d'alberi, ecc.; dopo l'urto, quando il rimbalzo avviene, il proiettile conserva tanta velocità residuale da produrre gravi ferite pur colpendo


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I POLIGONI DIVISIONALI

di terreno lunga e larga tanto che basti perchè le previdibili anormali traiettorie non escano fuori dai limiti del poligono. Le stesse proposte ?.:Olle campestri che noi chiameremmo poligoni divisionali dunque, oltre che per le ~voluzi~ni .tat~ tiche, potrebbero essere usufruite per le vane eserc1taz10m del tiro e basterà all'uopo scegliere in esse apposita striscia di terreno scoper to - o da re~dersi tale, nel caso che non lo sia ..:_ nella più rispondente ubicazione in riguardo alle condizioni di sicurezza pèr r ispetto a coloro che transitrno o permangono nei terreni limi trofi al ·poligono di visionale.. Qualcuno potrebbe osservare che la duplicità dell'uffic10 che si vorrebbe assegnare ai proposti poligoni divisionali, e cioè, essere ad un tempo campi di manovre e poligoni di tiro, non potrebbe praticamente essere conseguita, dato il rao·o-uardevole numero dei riparti divisionali che in essi do· vr: bbero esercitarsi, giacchè nei periodi nei quali avranno luoO'O le esercitazioni del tiro l'intero poligono non potr à ess: re utilizzato per le manovre · ,&attiche. Rispondia mo che trattandosi come abbiamo aià accennato, di campi di grande '• t:> estensione, disponibili in tutte le epoche dell' anno ed a breve distanza dalle sedi divisionali, in essi, potendosi nel senso della lunghezza stabilire numerose linee di tiro, molti riparti - opportunamente alternandosi - potranno eseg~ire le diverse lezioni di tiro e quindi ottenere il complessivo svolgimento di tali esercitazioni in breve periodo, sì da r estare disponibile tempo sufficiente per lo svolgimento sul luogo stesso delle altre esercitazioni. Riteniamo pertanto che con opportuni turni e studiati riparti divisionali per le istru zioni di poligono - quelle cioè che non possono essere svolte nei. cortili delle . caserme, nelle piazze d'armi e negli esistenti campi cli tiro presidiarii o . sociali - tutti i r iparti dislocati nel territorio di ciascuna divisione potranno usufruire del poligono in quella misura e modo che sono richiesti dal bisogno (l).

a grande distanza dal punto in cui il rimbalzo avvenne (1). Per siffatta circostanza le truppe non possono più usufruir~ per l'esercitazione del tiro individuale dei r: umerosi campi di tiro a segno sociali - che pur tanto costarono - e nè lo potranno l e stesse società il giorno in cui anch'esse avranno i~ nuovo fucile, giorno ché .non dovrebbe esser lontano se n on si vorrà venir meno al principio stesso per il quale l'istituzione del tiro a segno venne creata. Vero è che il Ministero della guerra, in seguito a studi e ad esperimenti, ha finito per adottare un tipo di campo di t iro per armi mod. 1891, da applicarsi nell'impianto dei nuovi poligoni sociali e nella sistemazione degli esistenti, mà. è da t enere presente che un tale tipo consente il tiro soltanto alla massima distanza di metri 200 (2). Per le màggiori distanze, fino a metri 500, alla quale sarà pur necessario eseguire il tiro individuale, se si vuole seriamente e proficuamente istruire iu tal genere di esercitazion~ le truppe, per il tiro collettivo, per quello di campagna, è giuocoforza ricorrere ai poligoni liberi e quindi all'uso di estesa zona.

(i) Al poligono di Sassuolo, nel decorso anno, duranfe il tiro di combattimento un contadino elle stava lavorando in un punto distante metri· l.500 circa dai tiratori a metri 500 a sinistra d1;1la direttrice di tiro, venne colpi to da un proiettile nella mammella si nistra; il proiett.ile passò il corpo da parte a Jlarte e per fortunato caso non ave ndo leso nessun organo vitale, il contadino vive e sta bene. La grande dev iazione della traiettoria non potrebbesi attribuire che alt' effetto di un rimbalzo, sembrando difficile che possa e;sersi verificata una sì forte deviazione di lancio. È però da osservarsi che il suolo del poligono di Sassuolo è il letto di un torrente e perciò nelle più sfavorevoli condizioni in riguar-00 alle cause dei rim balzi. È da ritenersi perciò che una de~iaziooe di rimbalzo nelliÌ misma di quella avvenuta a Sassuolo non potrebbe verHìcarsi in un terreno privo di ciottoli o del tut.to sabbioso. (2) li nuovo tipo di campo da tiro si fon(la sul principio che tutte le traiettorie di lancio partenti dl un fucile, in deviazione dalla linea cli tiro, rlel)bono essere contenute in un cono le cui generatrici non possono incontrare nessuna specie di ostacolr esistenti nello spazio che intercede frn il tiratore ed il bersaglio; esse generatrici debc. bono essere solo intercettate dal fermapalle che sta ap pena dopo il bersaglio. Si soddisfa ad un tal principio obbligando il tiratore a mirare colla bocca del fucile introdotta di· qualche centimetro in apposito anello del diametro di {5 o l.O centimetri a seconda che si tira a distanza ri i .fOO o di 200 met,ri. Per il tiro a iOO metri occorre· un rormapalle alto metri i2; per il Uro a ;100 metri un fermapalle alto metri t5. Da ciò la limitazione del tiro ai 200 metri poiché alle maggiori distanze si richiederebbero rermapallc talmente alti da esigere forti$Sima spesa.

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(i) Avendo a disposizione t renttl linee rli ti ro, che si possono sta!Jilire in una .striscia di terreno larga 200 metri circa, in quindici giorni è possibile eseguire tutte le varie specie di tiro (c.o mprese lo gare) cli t1'e baltaglio11i, alternandoli con venientemente;


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1° Avere forma pressochè rettangolare lunga metri 3200 e larga metri 1250 circa. 2° Presentare il carattere d1 campagna naturalmente ac· cidentata, avere cioè, fossi, piccoli canali, guadi, siepi, tratti boschivi, tratti con vegetazioni alte e basse, muri di cinta, qualche cascinale; ecc., e possibilmente, trovarsi parte in pianura e parte in zona leggermente ondulata od anche di

Un'altra considerazione crediamo opportuno qui aggiun- · gere, sebbene essa non riguardi l'istruzione militare, ed è la· seguente: data la ragguardevole superficie dei proposti poligoni, della quale in appresso diremo, nessuno pregiudizio n e avrebbe lo svolgimento delle diverse esercitazioni se, in essi, alcuni ettari di terreno opportunamente scelti fossero destinati ad uso di podere-scuola per l'insegnamento agrar10 da impartirsi ai soldati. La bene intesa augurata iniziativa, non potrà · approdare ad alcun pratico risultato se sarà applicata e svolta soltanto nel campo teorico delle conferenze.

Bellissime proposte sono le vostre - dirà qualcuno - e nemmeno del tutto nuove. Crediamo però che esse resteranno qual sono : accademiche; giacchè alla loro attuazione si oppone un ben duro scoglio, il :finanziario, al qualè avre~te dovuto pur pensare. Certamente, le idee e le conside:razioni qui svolte non costituiscono un trovato del tL1t~o nuovo di zecca; tutt'altro: anzi siamo convinti che esse sono mature nella coscienza e nella mente di tutti; ma siamo del pari persuasi che alcuno non credette mai presentarle alla p:ubblica discussione sol perchè spaventato dalla enorme spesa che la loro attuazione implicherebbe, spesa inconciliabile con le attua.li strettezze dei nostri bilanci militari. Ebbene: affrontiamo brevemente ed in sintesi la tratta zione del problema; stimiamone la sua entità finanziaria, per accennare, poi, al come potere sonhontare il famoso scoglio.

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colline. 3° Essere a tale distanza dalla città, sede di divisione, che le truppe non debbano percorrere più di cinque o sei . chilometri al massimo di strada per giungere al suo accesso. 4° Essere provvisto di fabbricati occorrenti per l'alloggiamento del riparto di custodia, per il deposito di attrezzi e strumenti inerenti alle varie istrnzioni, per il confeziona· mento e distribuzione del rancio . Tutto all' ingiro il poligono divisionale dovrebbe essere circuito da una stecconata con pali di ferro con antistante fosso. Dopo quanto si è detto 'relatiyamente allo svolgimento delle moderne esercitazioni tattiche e cii t iro specialmente, torna superfluo espor!e le ragioni che impongono le due prime delle cennate condizioni, e solo, in r iguardo alla ~~­ conda di esse, si aggiunge che ove tutte o parte delle accidentalità enumerate non si rinvenissero nei terreni che costituire debbono il poligono divisionale, vi dovrebbero essere create. In rirruardo alla terza delle condizioni medesime .occorre, b anzitutto, premettere che, stante l'uso permanente del poligono e la conseguente manomissione dei terreni, è da esclu; dersi a priori l'idea di prendere in affitto la zona campestre da d'3stinarsi per uso del poligono divisionale. Sarà forza, dunque, ricorrere all'acquisto, e perchè questo possa effettuarsi ad eque condizioni, sarebbe necessario che apposita disposizione legislativa dichiarasse di pubblica utilità iterreni occorrenti per l'impianto dei poligoni in discorso. Ora, i terreni, salvo speciali eccezioni, costano tanto di meno quanto più essi d istano dai grandi centri abitati; ragioni d'economia consiglierebbero quindi che i proposti poligoni

Le condizioni tecnico-militari alle quali ogni poligono divisionale dovrebbe soddisfare perchè possa piènamente rispondere ai bisogni in questo scritto designati dovrebbero essere le seguenti : sicchà i rlodici battag lioni della divisione potrebbero svolgere le esercitazioni del tiro nella clorata complessiva di due mesi; e resterebbero perciò altri quattro mesi ctella buona st:tgiooe per sviluppare le diverse eserci tazioni tattiche.

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I POLIGON I DIVISIONALI

I PO LIGONI D1V1SI0NALI

l'acquisto dei terreni occorrenti per ciascun poligono ascenderebbe a lire 960,000 alla quale aggiungendo lire 40,000 circa per l'esecuzione dei lavori nella misura accennata nella quarta condizione, si avrebbe la soinma di lire 1,000,000 e perciò per i 24 poligoni divisionali occorrerebbe ii1 totale la spesa di 24 milioni. Enor me spesa! dirà in cuor suo, il lettore: ed in vero tale essa è, se la si coiisidera alla stregua delle nostre necessità di bilancio, dimenticandoci, oltre che dello scopo importantissimo, direi, vitale, da raggiungei·si per la istruzione delle nostre truppe, delle tante altre spese che verrebbero annualmente a sopprimersi man mano che la proposta adozione dei poligoni divisionali verrebbe a realizzarsi int egralmente. , Ed anzitutto, conviene rilevare come la cifra dianzi determinata ripete dalla sfavorevole implicita ipot esi che i terreni tutti, d'acquistarsi, appartenere dovessero alle medie qualità, e fossero tutti intensivamente coltivati, mentre che, all'atto pratico, nei pressi di parecchie s~'d i divisionali, e nei limiti di distanza già menzionati, sarà possibile indudere nella zona del poligono terreni d'infimo o, nessun valore come sarebbero i letti dei torrenti ampii ed ~scitft ti nella gran parte dell'anno, i relitti, i boschi, i gerbidi ecc.;_sicchè, il prezzo unitario per ettaro verrebbe a r isultare alquant o inferiore di quello nel calcolo nostro adottato, e quindi una complessiva spesa notevolmente minore della summenzionitta. Inoltre: nessuno domanda che una siffatta somma dovesse essere spesc1, in uno, due o t re anni. Accettato che sia iì concetto tecnico, niente impedisce che esso gradualmente e compatibilmente colle esigenze del bilancio possa essere a lunga scadenza del tutto attuato : basterebbe, ad esempio, che in ogni esercizio finanziario venisse importata solo la somma di un milione di lire a titolo di « impianto di poligoni divi« sionali » perchè nel t urno d i 24 anni si finirebbe di avere quanto è, idealmente desiderabile. Se cosi si fosse ragionato e operato, oggi, dopo più di trentacinque anni dacchè la nostra patria assurse a nazione, avremmo ovunque ottime caserme, in luogo di tanti vecchi conventi di costosissima

dovessero essere stabiliti in località molto distanti da tali centri. Se non che, conviene avere presente che l'economia nello acquisto dei lontani, talora, potrebbe essere eliminata e, probabilmente, anche essere superata, dalla spesa per lo impianto di baraccamenti in muratura occorrenti per l'alloggio delle truppe e per i varii servizi, perocchè la lontananza implicherebbe il pernottamento dei riparti stil luogo, circostanza quest'ultima, che a sua volta, causerebbe altra ragguardevole spesa e cioè l'indennità d'accantonamento da corrispondersi alla truppa ed agli ufficiali che risiedono alla sede divisionale. Ciò però va inteso come massima generale potendosi verificare per date sedi divisionali circclstanze speciali da consigliare diverso apprezzamento. La minima distanza di 5 o 6 chilometri dei poligoni dall'abitato, mentre da una parte render ebbe possibile alle truppe del presidio divisionale - ed a quelle distaccate che all'uopo vi si dovrebbero temporaneamente trasferire a turno - di recarsi al poligono il mattino per rientrare alla sera senza molta perdita di tempo e grave fatica, consentirebbe, d'altra parte, l'acquisto a prezzo relativamente non molto oneroso .dei terreni, il cui costo è elevatissimo allorquando, per essere vicini alle città, sono sparsi di ville, giardini, orti e cascinali. Il soddisfacimento della quarta condizione, infine, deriva da considerazioni di sorveglianza, di permanenz'a e di vigilanza del poligono per le quali è ovvio dar rag10ne. '1-,

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Ed ora entriamo nella parte spinosa dell'argomento : la finanziaria.. Riferendoci alle dimensioni già a'ccennate, indispensabili per i poligoni divisionali perchè potessero consentire la massima libertà nelle varie esercitazioni occorrerebbe che ognuno di essi itvesse un'area di 384 ettari. Stimando di 2500 lire il prezzo medio per ettar o dei terreni nelle condizioni di distanza dai centri abitati. dianzi accennate (esclusione fatta dai terreni irrigui e di quelli coltivati a vigneti) la spesa per

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l l:'OLIGON! DJV!S!ONALl

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all'ettaro. Per ogni poligono quindi si avrebbe un provento annuale di lire 19,200 e per i 24 poligoni l'introito complessivo di lire 460,800. Aggiungendo a tale somma quella che verrebbe risparmiata per la soppressione delle spese dianzi annoverate, se ne avrebbe quel tanto che basta por ottenere, a lunga scadenza, la reintegrazione del fondo erogato per l'acquisto ed impianto dei poligoni divisionali. Nel por fine a queste nostre considerazioni, ci si consenta aggiungere una·osservazione, ed è questa: l'adozione dei. poligoni d ivisionali contribuirebbe efficacemente all'applicazione di un sano concetto '. di r ecente stato esposto nella Nuova Antologia dal generale De La Pen ne; concetto la cui attuazione tenderebbe a dare un pil\ rispondente e pratico indirizzo alla nostra istituzione del tiro a segnò, rimu'ovendo nel tempo stesso - in buona parte almeno - l'inconveniente presentato dal nostro sistema di mobilitazione, quello cioè, che i richiamati verrebbero incorporati in r eggimenti diversi di quelli nei quali ricevettero 1~ prima istrnzione ed edu- · cazione militare. Gli individui appartenenti alle classi in congedo - secondo lo scrittore - chiamati in dati giorni dell'anno e r iuniti presso stessi reggimenti dei quali dovrebhe1:o far parte in caso di guerra, sotto l'alt a direzione dei rispettivi comandanti, dovrebbero eseguire non soltanto le prescritte lezioni di tiro nei campi di tir o a segno sociale, esercitazioni queste, non le sole e nè le sufficienti per trasformare cittadini in buoni soldati nell'ora del cimento, ma anche effettuare marce e manovre tattiche a ricordo di quanto · già appresero durante il servizio militare prestato. Di tal guisa si otterrebbe, fra truppa richiamata, truppa sotto le . armi, ed ufficiali, quella r eciproca conoscenza, quello affiatamento che è tanto fatt ore dell'omogeneità dei singoli riparti indispensabile in guerra. Ora, quale più adatto luogo dei poligoni divisionali per ottenere un siffatto intento? Le gite a questi poligoni costituirebbero, per i richiamati, proficue esercitazioni di marcia non gravose, come dovrebbero e.sserlo per persone non allenate, alle fatiche militari; colà potrebbero eseguire

manutenzione, negazione d'ogni igiene per i nostri soldati, e taluni di essi nemmeno decorosi per l'uso al quale sono destinati. Accennammo a delle spese annuali che l'adozione dei po· ligoni divisionali, seccmdo noi, consentirebbe di risparmiare; tali spese sareobero: a) indennizzi per occupazione temporanea di terreni per lo impianto di campi divisionali e compensi per danni causati durante le esercitazioni nei terreni viciniori ; b) indennizzi per danni nelle esercitazioni presidiarie e interpresidiarie; e) affitto di terreni per i poligor:.i liberi della fanteriit; cl) indennizzi per la servitù del tiro nei terreni limi.trofi ai detti poligoni; e) indennità alle truppe ai campi ed ai poligoni. Non abbiamo elementi sufficienti per determinare l'entità di ciascuna di siffatte spese perchè non ci è stato possibile il procurarceli, esigendo la loro ricerca opera non lieve presso taluni uffici dell'amministrazione cehtrale, ma incliniamo a credere che esse, nel loro complesso, debbono costituire annualmente rilevantissima erogazione di ±ondi. Ma oltre al risparmio al quale abbiamo precedentemente accennato, all'attivo della proposta avremmo un non trascurabile provento annuale; intendiamo riferirci alla somma che lo Stato potrebbe ricavare dai terreni dei poligoni divisionali affittandoli come pascoli. Tutte le nostre piazze d'armi, siano esse di proprietà municipale o demaniale, vengono affittate per uso di pascolo ed in mèdia se ne ritrae un affitto variabile dalle 20 alle 30 lire per ettaro. Nei te neni dei poligoni, certamente, il calpestio, per parte delle truppe e dei cavalli, sarà minore di quello che si verifica nelle piazze di armi - data la loro g rande estensione - ed in essi perciò olt re che il pascolo, sarà possibile il raccolto delle erbe; e sarà pure possibile il ricavo di buona quantità di legna da ardere per la potagione degli alberi. Sicchè, riteniamo non essere lontani dal vero, stimando che i terreni , dei poligoni potrebbero essere affittati al prezzo medio di lire 50

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approfondito studio in terreno ancora più pratico, meglio di quanto a noi sia stato possibile il farlo. Certo è che, dato l'imposto limite massimo del bilancio militare, non sarebbe possibile incontrare nuova spesa senza sopprimerne altra equivalente; è quistione di esaminare e stimare bene quale sia il men duro. sacrifizio ,,da fare nel1' interesse dello scopo supremo che il pa.ese intende si raggiunga col consacra.re all'esercito buona parte delle sue risorse finanziarie. Noi intanto ci_domandiamo : a che vale il disporre di armi di massima precisione e di gran numero di armati, se armi ed armati, per deficienza di razionale addestramento tattico nel tempo di pace, non potranno essere in grado di funzionare sul terreno del campo di battaglia nel modo migliore perchè, e, dalla precisione delle armi, e, dalla superiorità numerica degli armati si possa trarre il massimo vantaggio, per conseguire l'obbiettivo finale: la vittoria? Ohe se per a,vventura nella di~isione dei poligoni divisionali si ravvisasse - . come noi ra vvisii.mo - oltre che il mezzo di meglio e più celermente istruire ed educare alle tattiche discipline ufficiali e truppe, la possibilita di meglio preparare alla guerra le classi in congedo, sarebbe da pensare se non convenisse il tenere qualche tempo di meno il soldato sotto le armi, anzichè continuare a vivere, per la sua istruzione, e per quella dei congedati, di ripieghi e mezze misure insufficienti allo' scopo e dispendiose ad un tempo. Senza essere ferventi partigiani delle brevi ferme, non vedremmo un grave guaio nel far permanere solo dieci giorni di meno le classi sotto le armi : · ,:;e ne sarebbe abbastanza per provvedere in ogni anno allo acquisto ed allo impianto di uno dei proposti poligoni. Così facendo si avrebbe anche il mezzo di assicurarci gradatamente, ed in modo pratico, della convenienza tecnica e finanziaria di proseguire o no nell'attuazione del proposto provvedimento. N A'l'AL E GIUSEPPE

non solo le esercitazioni di tiro, che nei campi sociali non possono essere svolte, ma anche quelle tattiche con più utile risultato e con maggiore libertà di quanto potrebbe ottenersi nelle piazze d'armi, .nelle quali, del resto, nemmeno sarebbe conveniente far manovrare persone non in divisa ed armate esposte alla curiosità ed alla critica del pubblico. Siffatto procedimento, secondo noi, potrebbe essere applicato non soltanto ai congedati che dovrebbero raggiungere i reggimenti aventi stanza nella sede divisionale, ma anche a quelli destinati ai reggimenti distaccati, sol che, per questi ultimi, il richiamo dovrebbe essere stabilito per una serie di giorni coincidenti col periodo in cui i reggimenti disl.ocati fuori delle sedi di visionali dovrebbero · recarsi a turno alla sede anzidetta per eseguire le esercitazioni di poligono. Bene inteso che in tal caso, ove la stagione non consentisse attendare truppe e richiamati al poligono, all'alloggiamento loro dovrebbe provvedere, come di obbligo, il municipio interessato. · Nessun dubbio che dal lato tecnico, quanto proponiamo possa essere, di massima, riconosciuto conveniente ed accettato per parte dei più; ma nemmeno vogliamo illuderci col non pensare che non pochi rimarranno perplessi, e dubbiosi avanti le difficoltà finanziarie alle quali è vincolata la proposta nost.ra ancorchè essa sia da attuarsi gradualmente nel modo come abbiam_o accennato. Così pure non ci dissimuliamo che, date alcune circostanze speciali, come, difficoltà cli ,alloggiamenti, scarsità di truppe residenti in talune città sede di divisione, impossibilità di "trovar e nei desiderati limiti di distanza o di estensione la zona campestre atta allo scopo, ecc. , le proposte di che trattasi possano non avere piena applicazione e che perciò siano suscettibili di notevoli . emendamenti. Qui, per altro, più che una completa e dettagliata soluzione del problema abbiamo voluto porre i termini generali della questione, perchè altri, più di noi competente, e per alto ufficio, in possesso dei mezzi e degli elementi all'uopo occorrenti, possa, volendolo, formarne oggetto di speciale ed

maggio1'C d el genio.

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1358

ARMI E SEPOLCRI

1359 presto per nuova tenzone, avvolta e sconfitta da tergo, mentre perduto Valeggio, non rimarrà più aperta, come nel '48, che la ritirata per Goito !

AR~11 E SEPOLCRI Contin1uizio11e. -

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Vedi dispensll Xl V

Un disastro sembra adu~que imminente, quand'ecco su quelle verdi plaghe, che dal Monte Sabbione e Torrione piglian nome, già da più ore irrprate di sangue italiano, echeggiare il g rido di guerra della brigata Aosta che assieme ad un battaglione del 44° reggimento fanteria ed altre t~uppe condotte d~l generale Pianell, irrompe - insperato amto - al suono deìla musica del 6° reggimento fanteria, e sventa la gravissima minaccia, catturando non lieve numero di già baldanzosi aggressori.

A tremila passi ad ovest di S. L ucia del Tione (1) signoreggia il celebre colle di Monte Vento di cui scorgesi all'ingiro per ampia distesa l'alto pino che dalla vetta si aderge al cielo. Risuona ancora colà il fragoroso rombo dell'artiglieria 401 prode colonnello Bonelli che, postato su quel disgregato colle e sugli altri che lo fiancheggiano, fronteggiò l'artiglieria avversaria postata fra S. Rocco ed il monte Cricol.

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** Sono soli ventiquattro pezzi d'artiglieria italiana contro quarantotto pezzi austriaci! Quell'eroico duello dura ben quattro ore sotto una :fitta gragnuola di granate, sì che il suolo ne è tutto coperto e la storia si muta in leggenda!. .. Ed è a tergo di quel t urbine di fuoco che han protezione e si ritraggono sanguinanti le truppe di S. Lucia.

**

Ma il nemico guadagna terreno ! L a brigata Piret avanza contro Monte Vento. Incustodito ne è il fianco destro verso S. Lucia ed a.Ila sinistra, su Monzambano, incalza altresì minacciosa contro i resti della divisione Cerale l'onda dei battaglioni della divisione Rupprecht. Il momento è grave, solenne, terribile! A quella minaccia che preme ed incalza i già decimati avanzi che van riparando a Valeggio, non si hanno forze da opporre e l'eroica artiglieria del Bonelli sarà (I) Nei pressi del Tiono, in contrada Casello, un piccolo monumento ricorda la morte che ivi incontrò combattendo, il i5 luglio 18~8, il tenente Ludwig Oorntere von Langwieseo del 1• reggimento fanteria austriaco.

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i

Ed il pericolo fo scongiura to ! L'insuccesso non ebbe per epilogo un disastro! Le posizioni attorno Monte Vento vennero dopo abbandonate, e furono, a ,più salda protezione del passo di Valeggio, traslocati fanti e cannoni, sulla lunata di colline che, avvolgendo da settentrione il villa.o-o-io si afoo ' faccia con scoscesi fianchi sul Mincio. La divisione Pianell si ritrasse su Monzambano e vi rimase in atto di minaccia contro la destra degli Austriaci, che limitaronsi perciò, da questo lato, alla occupazione di Monte Vento.

Ad Oliosi. Ma è tempo ormai di volgere i nostri passi su Oliosi o Monte Criool. La strada che da Monte Vento vi conduce è quella che da Valeggio mette a Castelnuovo e cioè la stessa che fu percorsa dalle brigate Villahermosa, Villarey e Dho. Attorno a tutti i cascinali che rispondono ai nomi di Cà Marzago, Cà Redolfo, Cà Brusà, Cà Corradini, Cà. Fontanafredda, Cà Maragnotte, Cà Busetta, Campagna Rossa, Cà Valpezon ecc., e ohe vedonsi a levante e ponente della strada. Si -

A~NO XLI\".


ARMI E SEPOLCRI 1360 che adduce a Castelnuovo, èhbero luogo vivacissime fazioni e si svolsero, specie nel 1866, non pochi episodi. Certo giovevole sarebbe l'evocarne i ricordi; ma ciò condurrebbe lont ano· dal compito che questo lavoro si prefigge, mentre un diligente esame delle tante pubblicazioni che si hanno su tale argomento potrà appagare quella maggiore curiosità storica di cui al lettore prendesse vaghezza.

,,_

**

Un'eccezione faremo però per la cascina Benati che giace presso il quadrivio di Oliosi ad un centinaio di passi a settentrione di q uesto casale. In quella casa un. manipolo di circa 40 Italiani in gra.n parte del 44• reggiment o fanteria, separato dai compagni, si asseragliò per difendersi e salvare la bandiera disgiunta dal reggimento per repentino tafferuglio causat o da due sfrenate cariche di ulani, che, con tre plotoni dapprima ed un altro di poi, avevano fatto improvvisa quanto temeraria irruzione sul grosso della divisione Cerale passando su di essa · come un soffio di vento. Accanita fo la resistenza di quel manipolo contro i reiteniti assalti dei Kaiser-Jager prima e di due battaglioni del 17° Hohenlohe dopo. Senonchè gli Austriaci stanchi degli infecondi assalti appiccarono il fnoco alla cascina e gli assediat i, perduta ogni speranza di soccorso, esausti di munizioni, oppressi dall'incendio, dopo .due ore e mezza di' lotta si rassegnarono alla resa (1), salvando però la bandiera che alcuni mesi dopo, riportata in Ve;nezia al reggimento, fu dallo stesso solennemente in piazza S. Marco ricevuta.

(l.) Di questo episodio ne ò esposta bellissima narrazione nell'Album storico-art~ stico ..militare pubblicato da. Qu1NTO CENNI. Ne porgiamo al lettore il seguente stralcio: 0

Le· p~ll; i~ta~t~ fi~cl;ia;,o ·su.Ile· p~reti, Si · lì~ca.~o ·neÌÌe· tr~vi, s·ca~t~n~no· sii_piti '.e ;Pi_~ "Oli, si dividono incontrando le sbarre delle inferriate ; scl1egg1e di legno, calcrnacc,, ri:ammenti di vario genel'e scllizzano da ogni parte, e la fucilata dalle finestre si mantiene viva.; il dt·appello si riconosce: al capit.ano Baroncelli, il più aniiano di tre capitani presenti, spetta il comando ed egli L'assume. Le offese dei nemici crescono, i colpi dei nostri diminuiscono, i cavalli legati alla

ARMI E SEPOLCRI

1361

Vive ancora a Cà Banati una buona vecchierella che raoc0nta come, guadagnata la cascina, gli Austriaci le ordinas sero di app.r estare il caffè ; sì che essa dice: « Ebbi un bel « da fare, tutta tremante, à contentarli ! » sbarra della. fines tra della casci na verso il fienile, disturbano seriamente il tiro d'uno dei gruppi dei difensori. , Tagliate le brigl ie • grida il capitano. Le briglie sono tagliate, ma quelle povere bestie intontite e ferite benché libere non si muovono. Uno stormo di nemici si most.ra dal fienile e si slancia contro le finestre; dei colpi. di baionetta hanno finalmente respinto i cavalli, ogni impedimen to è tolto, un fitto di soldati si affaccia, colla bocca della canna fuori dell' inferriata, vomitando una scarica eflicacissitna, mentre dall'altro aperture il fuoco clivénta piL'l celere. li nemico che era quasi riuscito a portarsi soLto, dà addietro, esita, ma un'altra. scarica lo determina a lasciar piecle e cercare un riparo . . . . . . . . . . . . Altri intanto salendo per una staia di legno, dalla cucina sono andati al piano superiore, (love s'apre un'altra finestra sull'osterno della casa; di là scoprono altri nemici che attorniMo !11 cascina, e anche qui incomincia il fuoco ; alt.ri sono saliti al solaio, qualcuno si é anampicato al tetto, e cosi i gruppi dei tiratori si sono disposti facendo fuoco da tre lati . . . . . , . . . '. . . . . . . . . . . . . . . Il rumore della battaglia si é allon tanato, tutti capiscono di essere isolati in mezzo ai nemici; alcuni soldflti arrotano le punte delle baionette sulla pietra del focolare, tutti sono disposti a difendere sioo all' ultimo, anche da soli, la bandiera che è in mezzo a !oro. • Ma il fuoco degli Austriaci si fa rado, poi cessa ed i cacciatori spariscono, un grido viene dal porto ne: • Viva l'Italia•; il cuore dei valorosi ba tte di speranza. • I nostri, i nostri , alcuni si affrettano alla sbarra della porta per aprirla; • No fermi. .. Fuoco per Dio • grida una voce. I soldati che da fuori si precipitano in massa pel portone gridando: • Viva l'Italia , sono cacciatori austriaci; alcuni sono già vicini alle finestre, gli altri seguono a corsa sfrenat'1, ma il bravo drappello -li ferma, li respinge, ed il combattimento riprende l'an· damento di prima. Dopo un certo tempo un terzo attacco è respinto egua.lmente, poi cessa il fuoco ed i nemici sco mpaiono. Per tirare più presto si erano deposte tutte le cartuccie sul tavolo, si contano; rimangono sei colpi 1Jer tiratore ed ti evidente che il nemico prepara qnalche grosso assalto. li silenzio e l'assenza di .Austriaci continua. I soldat.i provano se la gh iera de lla baionetta é ferma alla canna, tutti aspettano silenziosi la spiegazione <li questa sosta misteriosa. • li fuoco L viene dato fuoco alla casa• avverte. il capitano Scapucci: in ratti dal vicino lìeoile poco dopo divampano le fiamme. Non si sente più frastuono di combattimento, il cannone elle tuona da lontano avverte che irremissibilmente la battaglia si è portata altrove, e va sempre più distante. Non c'é speranza di aiuto I Il tempo scorre e l'incendio si propaga . . . . . . . . . . . . . . . . . Quelli del tetto o del solaio sono i primi minacciati dalle fiamme, il fuoco li investe ed essi discendono al piano di sotto ; crolla il tetto, la stanza superiore si riempie di Curno e il soffitto minaccia di cadere, tutti calano alla cucina dove il rnmo comincia .ad introdllrsi . . . . . . . . . · . . . . . . . . . Tutti hanno fatto il loro dovere, non resta che la resa . . . . . . . . . . .


1363

ARMI E SEPOLCRI

ARMI E SEPOLCRI 1362 Essa addita ad ogni visitàtore il fieni.le a cui fu appiccato il fuoco. la mobilia che servì a barricare la casa e narra · tanti altri d~i particolari di assedio ai quali le fu dato d.i assistere. Il venerando crine e le vivaci espressioni, onde nel nativo dialetto infiora i suoi racconti, destano insieme pietosa ed esilarante impressione.

" ** L'obelisco è di granito sostenuto da un grosso macigno cubico che poggia su base foggiata a tronco di piramide. Il monumento, alto tre metri, è rinchiuso e riparato da sbarre di ferro tenute in sistema da quattro termini di pietra. Sulle quattro facciate dell'ob elisco vi sono le iscrizioni che qui riportiamo:

A. monte Cricol. Ad ottocento passi a settentrione di Oliosi lo sguardo incontra Monte Cricol dalla cui cima quale invitto fantasma em~rge e biancheggia il marmo del Villarey (:6.g. S·). •

AL FORMIDABILE CAPI'.l:ANO E AI COM.PAG:NI PAR'.l'EOIPI

[

l

SE QUESTO SUOL O FELICE

CH E or SOR'.l'ì · Inoro STRANIO OLTRAGGIO

A LA SU A MORTE

MINACCI

IN QUESU O.AMPI

IL SANGUE

IL VIGESDIO QUARTO GIORNO

DA VOI VERSATO

DEL GIUGNO

1866

•sur FULMEATI

1,A BRIGA'.l'A PISA

SUOI PIANI

SENZA PIANTO

SAR,À. li'AVILLA GAGLIARDA

ERGEVA

AD ACCENDERE OG N I SUO FIGL IO

2"

Fig.

s•.

È un obelisco che ricorda le gesta della brigata Pisa, la quale al comando del generale Rey. di Villarey, insieme al 18° battaglione bersaglieri, prendendo le mosse da Monte Torcolo; àttaccò e guadagnò quel poggio e le posizioni ad esso adiacenti scacciandone a tutta prima la brigata Benko, che, come si sa, tornò poi alla riscossa.

P1rncHÈ

SIA VI O PRODI

IL NATALE PAESE

Lil~ VE LA TERRA

SORGESSE

I l'RESENTI

LIB E RO - UNO - GRA NDE

E I POSTER.I

FRA IL CRUDO URTO

VISITANDO

DELLE BA'.l''.l'AGLIE

QUESTO SACRO CIPPO

SQUARCIA'l'O IL SENO

RICORDERANNO

DA AUSTRI ACHE PALLE

CON DEGNO ORGOGLIO

NON DOMI

LE VOSTRE GES'l'A

NF;I PIÙ BEGLI ANNI

ED IL SAORIFIZIO MAGNANIMO

SERENAMENTE

Lm'l'O AUSJ~JCIO

P ERIRONO

A LA PATRIA


1364

Ma la lapide tace quanto noi possiamo invece rammentare, l' epis.odio cioè del trombettiere Tommaso Bevilacqua che, sebbene ferito in bocca, seguitò a suonare la carica mandando, col fiato, fuor dalle labbra fiotti di sangue :finchè cadde esausto di forze.

'I-

** Dacchè il m_onumento fu inaugurato ( dicembre 1867), il popolo l'ha sempre chiamato e riconosciuto al nome di Vil· larey per la comm0zione che ancora risente innante all'epico quanto pietoso caso dell'eroico Nizzardo che, precedendo le sue truppe all'assalto di Monte Cricol, al grido di -Viva il Re, '/Jiva l' I talia, veniva, in quel mentre, colpito da tre palle alla carotide ed alla spalla, e cadeva fulminato sotto gli occhi del proprio figlio che quale aiutante di campo lo • I . seguiva ....

.~

** Ritornando sulla strada di Castelnuovo, presso Mongabia, si presenta alla nostra osservazione un'ultima lapide a forma di paracarro appiattito (:fi.g. È di stranieri, e rammenta pure la lotta qui avvenuta fra le truppe della brigata 'Villarey e quelle della bri- M,,., ,:'.::?" 0;~1: ;,.,. ,'f.\ lJ1 j Ott l\ ~1 fllL !Ul\o\! gata Benko. Faceva parte di questa rwol.!!'!VTf: 1..tt U'!Cl1,\,'nJO$! Prt riEs JC.Y.. Ot:'<i1 HttE GiAN~.rIH -il 12° reggimento confinari (Banato l1 oni:.,;,. xEGù•'Jr.r, r G~SiORBfNf lii H~ tedesco) al quale appunto appar1s66 tenevano il maggiore ed i due lu9gotenenti caduti a Monte Cricol:e dalla pietosa lapide ramrnemorati. La lapide porJ;,a la seguente iscri- L.- --------111a• zrone:

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N JL0$(ttf \f

** Alle falde meridionali di 1.\fonte Cricol, verso casa Pigno, una lapide si offre alla nostra vista fra ubertosi vigneti e zolle fiorite, r eligioso tributo consacrato dal 18° battaglione bersaglieri a memoria dei compagni caduti nello accennato attacco di Monte Cricol, al 11~r,,.t. cA f. ·i\,vc,uil.i r,,s1u.. f. t.l•OCOl;' tJG.0 Cli\ f'.l, l quale iJ. battaglione concorse inJ tl41A:.1 C('llUi.rrrn~oJAl'ailr,; C1ì i>ilEAO H, 1.l,G.HIGJ:Cl804 sieme alle truppe della brigata Pisa :01 :HGvtri1Uono ro1i~11~1a f 11;;'; ,'.tJ$EUH •, St.?,~.\(Ui\lll (:6.g. 9"). 5(ijt fR.l.i MJ [I, r• !~O«HTl (>. r:· KARt lr< ( i f 11.t ltu111t..i1 Nella strenua tenzone quel battaUfi; ~.\ RCh! , ' E'- Bl,~B,\ Dtlt'; ( Rt:i?O glione lasciò sul terreno molti fer_iti ed undiòi, morti ai quali ultimi si L - - - -Fig.- 9'.- ----- r ifierisce il ricordo marmoreo che porta scritti i seguenti nomi: Capitano AUGUSTO P ASELL Luogotenente U GO CIARLI .Fitri<ire

A.NSEUH

Sergente

Sergente

FRAIDAS

:M:ONETTI Cctporale Bersa,qlie·re RINALD!

i\iART1NI Caporale Bersagliere MARCHI

»

Be1·saglie1·e

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ARMI E SEPOLCRI

ARMI E SEPOLCRI

ÙRISPO

A OO.A.RISI

!(IH.ACH'ì

H XER RUifEN - l\1AJOR FRAN Z DÉ)C TSOHEK - LXEUTENANT JOHAN MILITAROV • U ND LI.EUTENAST JOSEPH MILOSCHEV - DES K. K .

12 1866.

DEUTSOHE GRAN.A.TIER IN .DER 8CHL AOH1' -

GRENZ rmGnll~N'l' - GESTORBENE

** Lasciando questi campi per spingerci a nuovi orizzonti c1 sia dato, intanto, il ripetere col Prati:

I

L

D'un figliuol, d'un l'ratel, d'un marito L'olocausto ogni terra qui diede!

E col Carducci (1) ai fratelli caduti O cari, già il musco severo A voi sopra i tumuli crebbe; Deh come felice vedeva io con voi Le notti d'argento, vermigli i bei di!

DEL BARBA (,1) ,

Tombe precoci• (Odi barbare), Zanichelli !882.


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ARMI E SEPOLClt!

AR!III 1 E SEPOLCRI

Snll'nHopiano cli Rivoli. Ed ora piacciati, o lettore, di seguirmi sull'a.ltopiano di RitQ"oli, dove ci attende larga messe di memorie e di ricordi e di là per balze fiorite e brulle porteremo altresì un saluto ed un fiore ad una croce che s'erge romita sull'alto declivio di Monte Baldo. La strada dove siamo, ci conduce.

,. * * Pa~sando da Càstelnuovo, l'antico Benevento distrutto da Barbarossa, c'imbattiamo in quattro iscrizioni che fan di sè bella mostra .s ulla facciata di una casa di proprietà Angelini e che ci:mcern:ono il periodo storico dal 1796 al 1866 (1). Proseguiamo la via, e passiamo per Sandrà-Pastrengo, op• pure per Colà-Calmasino e quindi per Cavajone ed Affi a Rivoli. Tutti questi paesi sono insigni di storia speaialmente nazionale ; ed i riflessi del sole che ne allietano le circostanti verdi piagge giungono al nostro animo come bagliori di patria gloria.

l

e Sigismondo ed. una fortunata carica dell'allora maggiore Alfonso La Ilfarmora, contro due squadroni di ussari austriaci. Pastrengo senza dire del riuscito attacco di Serrurier avvenuto il 26 marzo del 1799 (1) contro la brigata Gottescheim, rammenta la felice espugnazione fattane nel 1848 (2) dalle brigate Savoia-Cuneo-Piemonte-Regina, ecc., che, al comando del generale De Sonnaz, ma pur guidate da re Càrlo Alberto, insieme ai volontari pavesi (3) e parmensi, marciarono su tre colonne contro la di visione W ocher ricacciandola su Verona. Non possiamo non ricordarè la memoranda carica fatta in quella· occasione da tre squadroni di carabinieri al comando del maggiore San Front, il quale nel moment o dello scompiglio generato dalla vivissima fu cilata nemica onde erano state accolte le truppe della brigata Piemonte, fucilata che aveva spaventato e volt,o in fuga il drappello dei carabinieri che precedevano il Re, essendo· questi rimasto scoperto, si decise a quell'atto che, mentre giovò alla riuscita del combattimento, coprì e salvò nel tempo stesso la persona del Re :(4). E ci sia grato ripetere col poeta:

,.

Modesti ignoti eroi. vit~me oscure E grandi, anime salde in s alde membra

**

. . . . . Onore, onore ai prodi Carabinieri ! (5)

Limitandoci alle principali rimembranze del 1848 osserveremo che Sandrà ricorda i vittoriosi combattimenti (2) della brigata Savona contro gli Austriaci q.el Wohlgemnth

marzo. · aprile. (3) Era fra questi Benedetto Cairoti. Cogliamo tale occasione per ricordare che in quella prima campagna nazionale, oltre i nomi di coloro che militarono in reparti regolari, figurano altresi i nomi di Enrico Cialdini, Marco Minghetti, Alberto Cavalletto, Arnaldo Fusinato. Massimo d'Azeglio, Daniele Manio, Nicolò Tommaseo, Fortunato Calvi, Poerio e Rossaroll e tanti altri volontari che lasciamo alla ·buona memoria del lettore. • · · (4) È bene rammentare che allo aprirsi della campagna del !848 vennero formati, a scorta personale del Re, tre squadroni di carabinieri d~i quali assunse il comando il maggiore conte Negri Adi San Front. Comandavano poi i singoli squadroni, il capitano. Br1)netta d' Usseaux, lilcisa di C:1.merana e ,Morelli di Popol,o. · (·l ) 26

La 4• dice : Ne l luglio i796 Buonaparte circondato da sessantamila Austriaci qui tonne consiglio di guerra. Mentre tutti vogliono la ritirata egli çoncenLra al lago i suoi tremila uomini e vince a Salò, a Lonato, a Castiglione. La i• dice: Nell'aprile 1848 i legionari illanara qui resistendo salvano parte clei Castelnovesi mentre feroci nipoti di Barbarossa distl'Uggono con rogo immane 236 case e vittime innumerevoli. La 3• dice: Nel luglio 1.859 quf più volte convenne Vittorio il Re Galantuomo e Napoleone lii, presso Baragnay d'Hilliers che qui stette con sessantamila vincitori di Solferino. La 4• dice: Da qui nel 25 g·iugno !866 partiva Alberto d'Asburgo coi suoi alla patria loro per sempre ·chiudendo da Attila a Francesco Giuseppe tutte le nordiche invasioui. (2) 28-29 apri le. (i)

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(2) 30

(5) COSTANTINO N!GRA,

La rassegna di Novara. ·


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AR.~I E SEPOLCRI

ARMJ ,E SEPOLCRL

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** A Colà combattè, pure n'el 1848, guadagnandone i poggi (1) la brigata Piemonte. E Calmasino, già noto per le pugne che attorno ad esso avvennero nella campagna del 1796-97, rammenta la spartana difesa che del villaggio ed adiacenti posizioni fecero nel 1848 (2) contro la colonna Zobel la 3° compagnia bersaglieri (volontari e studenti) ed una compagnia del 4° reggimento fant eria; sì che fu poi possibile, col sussidio di intervenuti soccorsi, di prendere l'offensiva e · fugare il nemico che lasciò sul suolo numerosi morti e feriti t3). E Cavajone ed Affi e tanti altri paesetti vicini figurano in molteplici fatti d'armi, sia dell'epoca napoleonica, sia di quella nazionale: Ma troppo mi dilungherei enumerandoli, chè non può capire in breve epilogo di escursioni, la ricca storia di questi aprichi e smaglianti dintorni. 'f

** E di Rivoli occorre forse evocare i bellici ricordi? lY[a essi sono sulle labbra di tutti, chè . da questo posto transitarono, quasi sempre, tutte le nordiche invasioni. Per non internarci in molto lontana storia rammenteremo ·solo le continue contese che per esso ebbero i belligeranti nelle guerre per la successione di Spagna ed in quella della rivoluzione, dell'impero, e più. speciàlmente negli anni 1701, 1703, 1796 (4) e nel 1797 (5), nel quale fu combattuta la celebre battaglia, onde si ritrasse in grande rotta l'esercito di Alvinzi, ed infine nel 1799, 1813, 1814.

. Nel 1806 i Francesi, a rammentare gl' incessanti trionfi che avevano ottenuto attorno R ivoli, e, specialmente, a ricordo della mentovata grande battaglia del 1797, eressero su di un colle poco distante dal villaggio un monumento di cui sono ancora sul luogo i ruderi e che ci è dato di poter mostrare nella sua integrità, cioè quale era prima che venisse rovinato (1) dagli Austriaci dopochè riebbero il LombardoVeneto (:fig. 11°).

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Fig. 114 •

Sulla facciata del monumento (2) l~ggevasi: ALLE GEST A DE LL' IXVINOIBILE ARMATA

({) 28 aprile. (2) 29 maggio. (3) Esiste nel cimitero di Rivoli una lapide commemorativa eretta dai suoi com pago i d'armi al c~pitauo austriaco Wenzel Laimel del !.9• reggimento fanteria di linea unghernse caduto nel combattimento di Calmasioo. (4) 30 maggio, 29 luglio, 2 settembre, 18 novembre, ,,. novembre. (5) H gennaio.

E DFJLL'EROE OHE LA CONDUSSE .AI TRIONFI ORA AUGUSTO IMrERA'.l'ORE E RE D 1 l'l'ALIA (i) l.2 febbraio i8H.

(2) !}altezza dal suolo era di ve"nti metri.


ARMI E SEPOLCRI

ARMI E SEPOLCRI

'I-

** Nel 1848 le posizioni di R ivoli furono oggetto di quattro distint i combattimenti (1) contro gli Austriaci per parte delle br igate Piemonte e Pinerolo. Dell' ultimo combattimento (22 luglio) contr o le truppe·del maresciallo Thurn si hanno ancora le vestigia nella salma del capitano P rola sepolto nella chiesa di Rivoli e più in alto presso valle Basiana sulle romite balze del Monte Baldo là dove un battaglione del 14° reggimen to fanteria con due cannoni oppose valorosa resi\ stenza all'irruzione nemica (2). 'I-

* * In quel solitario loco una, croce di marmo alta èirca due metri sorge a ricor dare t aluni Fig. 12•. dei militari ivi caduti. Ne diamo qui il disegno (:fig. 12"). Da un lato della croce è incisa la seguente iscrizione : ROSANO BARTOLOMEO G IMBERGL\ MICHELE -

BOCCO GIOVANNI

'rOMA'l'IS COSTANZO -

TOMATIS LORENZO

22 LUGLIO 1848 14° PINEROLO

MORTI COMBNl'TE NDO I L CACCIA'l'ORI DEL

e dal lato opposto si legge : QUI RIUNITE LE S.A.Ll\(J!; MOR'l 'ALI D I ESSI Dl ALTRO C~\CClATORE E TRE AUSTRI ACI

14° R.EGG:IMEN'rO FANTERIA POSE ANNO 1877

({) rn, il , i 8 giugno e 22 luglio. ' (2) Nel cimitero di l\ivoli esist() una lapide a doppia iscrizione in memoria del capitano austriaco Wenzel Laimel, caduto nel combattimento di Calma.sino il 29 maggio !848.

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E noi davanti a quelle ossa c'inchiniamo riverenti ed esclamiamo : « Sia pace ai Mani dei caduti e venerato riposo a ~ queste ceneri che pure concorsero a fondere in una l'Italia « dei sette principi l »

Sul Lago. Dal piano di R ivoli per varie vie si giunge al lago dalle terse e profonde acque, dove, accanto a r uderi di vecchi manieri, assidonsi ameni e fo:is~hi paesi che coi giocondi campanili e le diroccate. torri si proiettano sullo sfondo di belle montagne ridenti sotto .l'azzùrra corona del cielo. Onusto di storia è il lago ed artistiche e recenti tracce ne porta. Notevoli sono le lotte impegnate su le sue rive e nelle sue acque da Ezzelino, dai Visconti, dai principi di Trento, da Eugenio di Savoia, da Bonaparte, da E ugenio Beauharnais e dagli I taliani nel periodo del . risorgimento.

** È ancor viva la memoria della meravigliosa flotta che nel 1439 il senato veneto fe' condurre pel Monte Baldo ed immettere nel lago per combattere quella del Visconti. Questa, vincitrice dapprima nella battaglia navale del 9 novembre di quell'anno, soggiacqul di poi n ella seconda bat: taglia del 10 aprile 1440 contro una seconda flotta del senato. Ben quaranta legni co:O:tava essa, e solo ventuno ne aveva il Visconti, sicchè dopo accanitissima pugna la flotta. viscontea venne interamente rotta e disfat ta. Le navi rimaste a galla, peste e malconce, furono allora tratte con oltre quattrocento prigionieri, trofeo di guerra, nei porti della flotta veneta. 'I-

**

Notevole è pure il transito attraverso al lago delle truppe comandate da Eugenio di Savoia che girava, non avendo potuto forzarla, la linea del Mincio. Degne di menzione sono


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le vicend che vi ebbero luogo nelle campagne 1796, 1797, 13, 1814, quando col dominio del lago compieronsi e facil'itaronsi numerose operazioni di attacco, o di difesa, di importanti posizioni circonvicine. Così n~l 1848 assediandosi Peschiera, ad impedirne il rifornimento di viveri, munizioni, ecc., fu dai Piemontesi stabilita una crocera di alcune navi, le quali il 28 maggio cannoneggiarono gli Austriaci che tentavano per Bardolino di irrompere su Peschiera. Così nel 1859 la flottiglia austriaca impedì ogni nostra operazione attraverso al lago e nel 1866 numerosi battelli, dei quali sei ad elice armati ognuno con quattro cannoni, ebbero facile vantaggio sulle nostre scarse e deboli cannoniere e poterono scorazzare in lungo ed . in largo pel lago, cannoneggiando i paesi della riviera lombarda.

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.A P eschiera.

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** Fra i paesi bombardati nel 1866, fuvvi Gargnano che con~ serva ancora in molte ca.se, incastrati nei muri, i proiettili da cui essi furono colpiti in quell'anno, ed una lapide commemorativa apposta sotto il portico municipale ricorda:

Tra i più antichi paesi del lago occupa il primo posto Peschiera che trae speciale importanza dal trovarsi allo sbocco del Garda postata a cavaliere di una riviera del Po e lungo la più grande ed antica arteria. di comunicazione tra il Veneto e la Lombardia, e la cui origine, per notevoli scoperte fatte di antichi avanzi di palafitte nelle sue adiacenze, risulta risalire indubbiamente all'età del bronzo. Questo punto fortificato, nelle remote età ed in quella. di mezzo, variò nome e forma di castello, e fu impigliata in belliche vicende sì da richiama.re persino l'attenzione del nostro grande poeta che, nel canto XX dell'Inferno le dedica le due note terzine : Siede Peschiera bello e forte arnese Da fronteggiar Bresciani e Bergamaschi, Ove la riva intorno pili discese. lvi convien che tutto quanto caschi Ciò che in grembo a Benaco star non può; E fassi fiume giù pe' verdi paschi.

L' AUS'l'RlAC.A. FLO'l'l'lGLIA G,\ll,GN,\t\'O DA l'l'.A.LI VOLONTARI PRESIDIA'.l'O BOAIBARDAV.A. 2, 4, 6, 19, 20 LUGLIO 1866

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Nella grande pluralità delle sue vicende Peschiera corse le stesse sortì di Verona. con la cui storia si collegano quindi i fatti che la riguardano e che vennero altrove esposti (1). Ricordando qui i principali suoi eventi storici, ci limiteremo a menzionare gli assedi subiti da Peschiera · negli anni 1207 quando fu espugnata dai Guelfi contro i Ghibellini che vi si erano rifugiati, nel 1235 quando fo tolta a mano guelfa. da Ezzelino che però la riperdette nel 1237

** Ed ora salutando gl' incantevoli paesi che fanno corona al lago di Virgilio (1), sul qnale pur si specchia ridente la gentile Salò, che, non seconda ad altre città d'Italia, seppe ezia.ndio degnamente commemorare con patriottiche lapidi i fasti nazionali ed i propri concittadini, caduti nelle guerre dell'indipendenza, soffermiamoci a considerare il più importante punto for tificato che al vecchio Benaco chiude da remotissimo tempo lo sfogo del Mincio.

(tJ Pescliiera - S1"' 01·igine e ·11ice11de. (Cenn i 5torici del maggioro A:-Gtll.O 'rnAGN1). - Legnago, tipogralla Bardellini, i89:I.

(1) G. CAnoucc,, Piemonte, Ode.

1.


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., ARMI E SEPOLCRI

per Iriguadagnarla ancora nel 1258 allorchè debellò i Guelfi . impadronendosi altresì di Brescia. Nel 1266 passò Peschiera nel dominio degli Scaligeri. Ad essi fu poi tolta da Gian Galeazzo Visconti nel 1387, anno in cui forono le sue mura smantellate dalla artiglieria che appa;rve per la prima volta nei suoi dintorni. Nel 1405 passò Peschiera con Verona alla Repubblica veneta, ma fu poi di nuovo ritolta dai Visconti, poi ancora nuovamente ritolta dalla Repubblica veneta quando le sue navi riportarono memore vittoria sul lago. Riperduta in seguito dai Veneti, ai tempi della Lega di Cambrai, contro Luigi XII che la fece saccheggiare, fu di nuovo da essi riguadagnata nel 1513, per cadere però indi a poco in mano spagnuola e ritornare poscia ancora alla Repubblica veneta nel 1516. Si fu in tale epoca che i Veneziani si diedero ad ampliare le fortificazioni di Peschiera con opere delle quali vi sono ancora oggi ricche tracce. Ciò non tolse però che nel 1701 venisse occupata dai Franco-Ispani al comando del Catinat (che combatteva contro il principe Eugenio) nonostante ogni più viva protesta di neutralità invocata dal senato veneto, e abbandonata poscia fu poco dopo rioccupata dal Vendòme nel 1704, :finchè per nuovi trattati, quetando le ar'mi nei suoi dintorni, Peschiera ritornò alla Repubblica. veneta. Ma, sulla fine del secolo scorso, i flutti della rivoluzione francese urtarono eziandio su questo punto fortificato e nuove schiere la attraversarono r~plicatamente. Bonaparte si valse di esso in vari combattimenti quale saldo appoggio d'ala quando l'ebbe in sua mano, e fu costretto a scansarlo se in mano nemica.

,,. ** Lunghe sono le vicende di Peschiera in questo turno di tempo, in cui fu a vicenda lasciata e ripresa da Francèsi, Austr.iaci ed Austro-Russi, finchè, restaurata la Repubblica

AR'l!l E SE~OLCRI

...

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Cisalpina, Bonaparte ampliò le sue fortificazioni e vi diede quello assetto che valse al vicerè Eugenio di sostenersi poi sul Mincio, allorchè impallidì la stella di Napoleone. Venuta Peschiera in mano dell'Austria pel trattato del 1815, questa vi spese somme enormi (oltre 20 milioni di lire), e più ve ne avrebbe speso senza il trattato di Praga, per migliorare e sempre più ampliarne le fortificazioni che assunsero rilevanti proporzioni ed estensione dopo la campagna del 1848 e più specialment~ dopo q nella del J.859. I'

" * Memorabili sono le operazioni d'assedio sostenute da P ~schiera clall' 8 aprile ·al 30 maggio 1848. Le granate piemontesi piovvero su cli essa con vigore ed efficacia. specialmente nella seconda metà di tal mese, ( 1) sì da decidere il generale Rath, che trovavasi anche ~llo stremo di viveri, alla rèsa dopo 50 giorni di assedio, mentre nell'ora istessa ferveva la battaglia di Goito e la vittoria dispiegava le sue ali g loriose sul sabaudo vessillo. Uscirono allora da Peschiera 1700 Austriaci eon impegno di astenersi dal combattere per un anno contro l'Italia, nè la gioia.di quel dì poleva essere turbata dall:,, fat,idica e tetra. visione dell'Haynau che il 9 agosto doveva poi accerchiare con 52 bocche da fnoco Peschiera e intimarne, sotto un turbine di fuoco, q uella capitolazione che fu baldamente rifiutata dall'assediato generale Federici sotto la pioggia delle granate e la lunga eco cli scoppiata polverie1;a. Fu questo l'ult imo e più notevole degli assedi sostenuti a~ Peschiera, i::vvegnachè in seguito, sebbene essa vi si fosse solidamente apparecchiata, non echeggiò più il cannone sui suoi spalt i.

( t) Nel bombardatnr.nto dal 48 al 30 maggio le batterie sulla.dc~t ra del ~lin cio espio· sero 2278 colpi, e quelle s ulla sinistra 3000 colpi; in Lota lo 527S co lpi. (Vedi: Peschiera, - S1te origini e vicende, op. cit.).

88 -

ANNO XLIV.


µ ARMI E SEPOLCRI

ARMI E SEPOLCRI

' Dopç> Solferino intervennero i preliminari di Villafrauca e dopo Custoza il trattato di Praga, pel quale ultimo Pe- · schiera passò all'Italia coi suoi 140 cannoni sotto indennizzo di circa un quarto di milione di lire. '/-

** Nel settembre del 1898 per cura del Municipio di Peschiera fu, con lodevole pensiero, apposta sulla facciata del palazzo comunale e festosamente inaugurata una lapide in CUl SI legge : .NEL MILLE OTTOCENTO QUARANTOTTO FU IL TRENTA DI MAGGIO PJ•'.R LA RESA DI PESCHIERA E PER LA l3A'J."rAGLIA DI GOITO ALLE ARMI !\'OSTRE IL PIÙ GLORIOSO ALLA. PAT lHA I L GIORNO PIÙ LIETO E NEl, SUBITO DEC~INARE DI FORTUNA RESTÒ BUON ·rRESAOIO DELLE ·v_IT'l'ORIE CHl:: HAN NO .B'AT'rO l 'l'ALIA SIGNORA DI SÈ.

IL 1,fUNJiOil'IO NEL

18

SETTEMBRE

1898

J?OSE

Ed, ora (1), portiamoci per le rive del Mincio su Goito.

· Sul Mincio . Il Mincio comincia da Peschiera,, chè diverso nome ha il rivo che dall'Adamello nutrisce il lago. Quattordici secoli addiet{·o esso sboccava in Adriatico donde fu distolto dai Romani, vaghi di una via navigabile da Ostiglia a Mar..tova. Nei tempi fin qui trascorsi, fu questo fiume ~all'un~ al~ r altra via pa~sato e ripassato le mille volte nei pressi di (i) Varie ,ti tre lapidi esistono in Peschiera che ricordano il periodo della sua trasformazione sotto la Repubblica veneta, la quale appose sott.o l''.1rma del leone d1 S. Marco che campeggiava in ril ievo sulla porta, la fiera iscrizione: Discehaec moneat 31raecelsa leonis imago - Ne stimu/es, Veneti ce1.i leo in oste vigellt.

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Ponti, Salionze, Monzambano, Valeggio, Pozzolo, Goito, punti che segnano col discendente corso del fiume il nostro . . viaggio. Persino Attila vi fece capolino usando una delle due leggi che, a detta del De Cristoforis, governano il mondo, quella, cioè, del più forte e quella del più astuto. Di quest'ultima però fece uso soltanto il pontefice Leone I che, con lusinghe e doni, riuscì ad allontanare il terribile fiagellum Dei. '/-

* * A Ponti è viva la memoria della difesa che nèl 1848 (1) fecero .ivi presso gli Italiani contro le truppe della brigata W ohlgemuth che aveva forzato il passo di Salionze, nè vi è spenta l'eco della lieta e festosa accoglienza che s'ebbe la divisione Durando nel 1859 allorchè (2) dopo S. Martino, vi I giungevi>. pel divisato assedio di Peschiera.. Neppure Salionze ha obbliato il passaggio che ivi fece nel 1701 Eugenio di Savoia; cosa che, non più riuscitagli nel 1705, lo indusse poi alla narrata diversione da Lazise a Salò attraverso al lago. Ma ciò non è tutto! Nel 1848 da Salionze passarono eripassarono, come in uno stereoscopio, combattèndo, e Piemontesi e Parmensi e Modenesi e Toscani e Austriaci, creando e rovinando ponti, prendendo, abbandonando e riconquistando più volte le rive, talora espugnate anche di viva forza! (3) E nel 1859 lo stesso fenomeno! Gli andirivieni si succedono agli andirivieni fra Austriaci, Piemontesi e Francesi che, rispettivamente, da Verona vanno a Montebello, P alestro e a Magenta, e di là tornano a Verona, per riavanzare poi su Solferino e ripassare :6.nalmentEI, ancora una volta, il fiume seguiti dai Franco-Sardi che vogliono, e ne hanno diritto, transitare anch'essi. Minore è la ressa nel 1866. ({) 23 luglio.

giugno. (3) Brigata liarar.fanor contro il 3° reggimento provvi,orio. 24 ·luglio.

(2) 29


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fu· E che· direnio di Monzambano? Dei via-vai rievocati per Salionze è evidente che esso sentì intenso contagio. E ciò sia detto non solo per Monzambano, ma anche per gli altri paesi dianzi nominati. Monzambano· però ha memorie ancora più salienti sia è.elle guerre del secolo scorso e più ancora di questo che volge alla fine. Onde è appena necessario di rammentare gli episodi che attorno ad esso si svolsero nelle due battaglie del Mincio 1800 e 1814, nonchè quelli inerenti alla espugnazìone delle sue posizioni _a cavaliere del fiume compiuta nel 1848 dalle truppe della divisione Broglia (1) contro gli Austriaci, ed infine quanto si riferisce all'azione che nella giornata di Custoza 1866 spiegaron o nei pressi di J\fonzambano le t,ruppe della divisione Pianell. Nè del 1859 va omesso il ricordo che Monzambano ospitò Vittorio Eman1;tele dal 2 luglio fino all'ar mistizio di Villafranca.

" * *

Ed ora viene Valeggio. Anche qui una folla di memorie, che fa ·grande il · mio imbarazzo nello scegliere la materia! Sceveriamo il ,mperfluo e ricordiamo.semplicemente l'occupazione fattane da Eugenio di Savoia nel 1701, la vittoria dell'austriaco ViT entzel che nel 1706 forzò ivi il fiume contro il francese Medavi sconfiggendolo poscia a Goito; i due combattimenti fra Austriaci e Francesi nel 1796 (2) e l'occupazione di Valeggio fatta da Kh1y nel 1799 dopo la batt aglia di Magnano. L a storia nazionale ci ricorda poi la conquista del paese per parte dei P iemontesi dopo le pugne dell'aprile (3) 1848 e. la perdita fattane dopo lo sfortunato combattimento del (L) A quell'azione conco rsero truppe del i 0 e :1.6° reggimeoto faoteria e del reggi- , men to cavalleria Nbvar,i con artiglieria e lo stesso re Carlo Al berto che in Monzambano pochi giorni dopo distribuì di sua man o le ricompense per quel f~tto d'armi. (2) 30 maggio - 6 agosto. (3) 9-i0-!1.

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luglio (1) cui non valsero a riparare le gloriose successive gesta della brigata Aosta per riguadagnarlo. Ed infin e, durante gli andirivieni degli eserciti, ricordiamo il frequente soggiornare in Valeggio di principi, di r e e di impera tori; e notiamo che da Valeggio nel 1866 presero le mosse e vi tornarono sanguinanti le truppe della divisione Sirtori. * "*

Passiamo ora a Pozzolo presso cm tragittò il Mincio, nel 1866, Ja divisione Brignone, villaggio già tanto :fieramente contrastato nelle battaglie del lVIincio fra Brune e Bellegarde nel 1~00 e tra questi ed il principe Beauharnais nel 1814 ; e quindi per Ferri, che pure va notato per bellici andirivieni di Austriaci e di Italiani fra il 1859 ed il 1866, rechiamoci e sostiamo a Goito. Tralasciando per brevità ogni citazione .di fatti anteriori alle campagne del nostro risorgtmento e le frequenti contromarce onde Goito fu oggettd dal 1859 al 1866 per parte di grossi corpi austriaci ed italiani (2), ci limite1:emo a notare i due fatti. d'armi del 1848 che ivi ebbero luogo nell'aprile (3) e nél maggio (4). E rammenteremo che furono due splendidi successi ottenuti il primo dalla sola divisione d'Arvillars (brigate Aosta e Regina) ed il secondo dalle brigate Guardie, .Aosta, Cuneo, Casale, Acqui coii, reggimenti di cavalleria Nizza, Savoia, Genova ed Aosta. Il combattimento dell'aprile fu effetto della marcia offensiva dell'esercito piemontese che, indetta la guerra, si avanzò dal basso Oglio in due masse sul Mincio contro Peschiera e Mantova. La battaglia fu invece causata dall'offensiva austriaca avvegnachè Radetzki erasi prefisso di assalire di rovescio le posizioni degli Italiani per addossarli al Mincio e rifornire . (:l) 23.

(2) Nel :1866 passò il !lume a Goito tutto il 3' corpo (Della nocca) con la divisione di ca vaHeria. (3) 8 aprile. (4) 30 maggio.


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l'assedfaatt P~schif.ra ormai stremata di ·forze. Senonchè · ment;e l'~~iemontese riportava vittoria a Goito, giun- · gev.a pure novella della caduta di Peschiera e fu quello per gli Italiani un momento di grande esultanza. Il Carducci nella sua ode « Piemonte » parlando di Carlo Alberto così ritrae quel momento solenne: Agli accorrenti cavalieri in mezzo, Di fumo e polve e di vittoria allegri, Tra.sse, ed, un foglio dispiegato, disse Resa Peschiera . .,Oh qual dai petti memori degli avi, Alte ondeggiando le sabaude inseg ne, Surse ·fremente un solo grido: Vh•a Il Re d' Italia!

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Il primo paese che si scorge più d'appresso al Mincio è Volta e seguono poi Uavriana e Solferino. Al gomito che fa la morena per volgere in direzione di tramontana su Esenta e Lonato giace Castiglione metà su basse pendici e metà in piano. Numerose strade dal piano lambiscono il margine delle alture e lo attraversano per condurre nell'interno dell'anfiteatro ai paesi in riva del lago od al M;incio, oppure al centro stradale di Pozzolengo anch'esso noto nei nostri fasti militari.

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* *

Nell'au1a consigliare del municipio di Goito esiste ·una lapide del seguente testo: A VI'l"l'ORIO EMANUELE · CHE IL

30 MAGGIO 1848

TINSE D ' EROICO SANGUE Q,UES1'I MEMORI CAMPI FIGLÌO E PADRE DI Q,UELLA ITALIA

CHE EGLI }'ECE LIBERA E GRA NDE

Go1To RlCOS OSCtrnTE

1891

..

,

* * Se da Goito si volge lo sguardo sul piano che va a Castiglione delle Stiviere, vedesi su questo tratto sollevarsi per una distesa di ben trenta chilometri l'esterna linea di altura dell'anfiteatro morenico benacense, e dalla cresta di gueste alture, che, naturalmente perchè esterna, è la più elevata, si scorgono, dominanti la pianura, tre popolosì paesi circuiti da lussureggiante vegetazione.

F ig. 13•.

Su tutta la mentovata linea di alture signoreggia la rocca \ di Solferino conosciuta anche sotto l'appellativo di Spia · d'Italia per l'esteso campo di vista che dà ~ssa si gode e che le consente di vedere e di essere vista dappertutto. Ne diamo qui il prospetto rivolto a settentrione insieme a qnello del castello che tanta parte ebbe nella giornata di Solferino (fig. 13").


ARhll E S,EPOI;OR[.

ARMI E SEPOLCBI

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quanto battuti dalle artiglierie. Anzi il nemico ingrossò tanto da parere che su quelle vette nascessero, come per incanto, a migliaia gli Austriaci; e fu ventura che giungessero in buon punto .il 17° reggimento fanteria ed i reggimenti cavalleria Savoia e Genova a proteggere la ritirata delle truppe che. nel villaggio eransi per l'altissima tenzone logorat e!

* *·

Non t i sembri, o lettore, monotono questo nostro viaggio. Bisogna pur penetrare nel recinto della storia per coglierne gli ammaestramenti della vita in quanto rammemora stranieri domini, valore di luoghi e di armi, nesso di avvenimenti e splendore di uomini. Del resto noi, anche da questa parte, ci fermeremo solo a toccare ne!Ja loro sintesi quei fatti salienti che avvivano il nostro culto. .,

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** Quel fatto d'ar.qie costò al P iemonte settecento uom1111 e seicento agli AustN;iaci. Carlo Alberto, convocati .al mattino dopo a Goito i generali e sentito lo stato delle cose, chiese un armistizio : poi lo rifiutò per le gravose condizioni che volevansi imporgli. E Volta vide partire i Piemontesi e restare per un buon decennio ancora gli Austriaci, finchè trà le sue mura passarono i due imperatori di Asburgo e di Francia col re di Sardegna. E sette anni dopo ritornava altresì in quelle posizioni, con le ar.mi ·iu pugno, un corpo italiano per parare e neutralizzare da tal parte ogni eventuale rinnovazione della mentovata irruzione del 1848.

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** Ecco Volta! Davanti al suo turrito castello si ravvivano nel nostro pensiero i combattimenti che ivi si svolsero gior110 e notte il 26 e 27 luglio 1848 per parte di truppe del De Sonnaz (brigata Savoia e 16'' fanteria, battaglioni parmensi e modenesi) ·contro la brigata Liechtenstein sorretta dalle brigate Herpan, Schwarzemberg e Giulay. Allorchè quei nostri fratelli riuscirono ad irrompere nell'abitato vi trovarono già gli Austriaci, e dai muri, dalle case, dai risvolti, dalle barricate s'impegnò un fierissimo combattimento. Il villaggio cadde in potere dei nostri; senonchè gli Austriaci, ridottisi ed asserragliatisi nella chiesa e nel castello, spiegavano quivi tale e tanta feroce (1) e tenace resistenza che non fu in alcun modo possibile di scacciarneli ! Suonava la mezzanotte; le truppe piemontesi stanchè e logore si ritrassero al piano.

A Solferino. Ed ora troppo ci attraggono i colli di Solferino 1 Questa parola schiude la nostra mente ai gloriosi ricordi di Montebello ·-- P alestro - Magenta e alla trionfale avanzata degli alleati in Lombardia e sul Chiese. E tale rimembranza posandosi su provvidenziali relazioni di cause e di effetti si estende anche sino alla Cernaia, dove il genio di Cavour creò il legame fra il '48 ed il '59; legame che nel con· gresso di Parigi, e dopo di esso, si rese sempre più saldo, finchè il gran R e potè non essere insensibile al grido di clol01·e che cla tante parti d'Italia si levava ve1·so di lui, e Napoleone III dichiarare casus belli il passaggio del Ticino p.e:r parte dell'Austria.

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** All'alba successiva con l'aiuto della brigata Regina si riprende la pugna. Si combatte tutto quel dì fino a sera e si guadagna terreno, ma non cadon.o i menzionati ridotti per ({) A dare un'idea di tale ferocia il 80nTOLOTTI narra che furono trovati .morti un savoiardo ed un tiro leso con le rispetLive baionet te infllzate l'uno all'al tro .

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EFAustria varcò il Ticino con spinta più politica che strategica, e non fece in tempo ad isolare il Piemonte e prevenire i Francesi. Cosicchè, per nostra fortuna, la politica gu_a stò la strategia, e le masse austriache, procedenti per la sinistra del Po, esposero il fianco in una zona di obbiettivi meno importanti di quelli che il concetto strategico avrebbe indicato sulla destra. Eppure - a· detta del De Cristoforis - anche Solferino poteva evitarsi! Se tutta la massa degli alleati avesse potuto trovarsi a l}!fa~enta sul luogo dell'azione, con quello slancio di valore personale addimostrato, da tutti in genere e dal corpo della Guardia in ispecie, Magenta sarebbe stata .la distruzione · immancabile dell'esercito austriaco e per batterlo non sarebbe occorso· un nuovo colpo sul Mincio! Ed ecco che al mattino del 24 giugno 1859 duecento battaglioni con cento squadroni ed oltre trecentocinquanta cannoni costitu~nti le forze alleate, muovendo dalla sinistra del Chiese, stanno per urtare altrettanta forza austriaca che dal Mincio muove contro, sostenuta da quasi doppia artiglieria. Sono insomma trecentomila uomini in moto gli uni contro gli altri; che devono sui colli di Solferino decidere dell'indipendenza ed unità d'Italia.

Non ci fermeremo alla d.escrizione della battaglia. Cento storie possono soddisfare ogni più ampia curiosità. Noi solo ricorderemo che i Francesi tenevano il centro e l'ala destra, i Piemontesi l'ala sinistra: cli.e alle sei del mattino, iniziatosi il combattimento sugli avamposti austriaci, la pugna fecesi · tosto accanitissima su tutta la linea; che a mezzodì Solferino, centro, resisteva ancora ed i Francesi erano pervenuti sulla destra a S. Cassiano, Guidizzolo e Medole e i · Piemontesi sulla sinistra a S. Martino; che gli Austriaci fronteggiavano solidamente su tutti questi punti gli alleati, e che il loro movimento avvolgente, appena iniziato, era stato arrestato nel piano. ( Continua).

. A. TRAGNI colonnello comaadalile ·i l 65° refH/· fan teria

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** Quali concetti ispirano l'avanzata di queste masse? Gli alleati sono disposti su una' fronte di quindici chilometri fra Carpenedolo e il lago; gli Austriaci su una fronte di venti chilometri fra Peschiera e Goito. Gli uni sul Chiese, · oo-li altri s~l Mincio. I primi .mirano ad un ritorno offensivo con mossa avvolgente da sinistra contro la destra avversaria; i secondi intendono stabilirsi fortemente sul Mincio per a,:erne base offensiva sul quadrilatero . I propositi dei Franco-Sardi sono reciproci di quelli degli Austriaci. Laonde sulle linee di traslazione delle due parti è inevitabile l'urto.

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NOTE llIBLIOG&AFICHE

NOTE B IBLIOGRAFICH E

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Annali degli alpini, 1873-1878. - Scritto dal tenente BouR_DoN pEL i\loN'l'E SAN'fA MARIA. - Con introduzione del generale G. P1mRucCHETTI. .., Opera dedicata al la nostra Augusta Sovrana. - In vendita presso l' Unione tipografico-editrice torinese. Splendido pensiero fu quello del tenen1e Bourbon del Monte, ora capitano dell'alpini, al compiersi del primo quarto di secolo di vita del le nostre truppe alpine e al i' indomani del lol'o glorioso batte'iimo del fuoco, di raccogliere ed il lustrare quanto ·esge fecero Onora per costituirsi, per accìuistare la più larga ed unaoime simpatia , e per afferrnnrsi quali 1•igili e temuti guardiani del le porte d'Ita lia. E si capisce di leggieri lo abbiano sorretto I' augnst.o patrocinio di S. M. la Regina e il benevolo, efficace concorso di coileghi ed amici. L'opera si comporrà di circa 8 fascicoli, in grande formato di 32 pagine ognuno, con aunes,e tavole a colori ed in eliografia r iprodotte da bozzetti di va lenti artist.i. Il testo inoltre sarà illustra to da numerose foto -inci!'.ioni, riproducenti fatti, vedute di luoghi notevoli, monumen ti, ecc. ecc. Le sole tavo.le, riunire in cartella-custodia, costituiranno, per i soggetti che illustrano, la raccolta dei Fa.sti alpini ,o il L-ibro d'oro delle azioni ai: valo1·e e di benemerenza compiute da alvi:ni. Il primo fascico lo, testè venuto in luce, ci dimostra la sontuosità della pnbblicazione. Facendo anche astrazione dal testo, per i caratteri, per la carta, per le illustrazioni in quadretti separati e intercalati nel fasci -· colo che insieme sommano a ben ili, ci si accorge subito trnua rsi di opera di gran lusso, vorremmo quasi dire, veramente regale. Come testo, il primJ fascicolo è intierarnente assorbito da una geniale lntroduzione del generale Perrucchetti, e non dubitiamo che i seguenti fascicoli •con tinuennno l'opera così bene, come è iniziata dall'inspirato lavoro del l' illustre generale.

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* .. Ad un'oper~ intesa a raccontare i fasti degli alpini, non poteva di certo mancare 11 ponderoso aiuto del generale Perrucchetti, che di tali truppe fu il primo ideatore e il cui nome è ad esse indissoluhi lmente lega~. ' ~'b~trodnzione _da lui dettata, col cuore di soldato, nel la quale da ogrn riga traspa~e il suo grande affetto per gli alpini, la sua grande pass'.one per le Alp, e la profonda conosceoza di esse, non è pre~,ievoliss1ma soltanto per lo scintill io della forma e per la succinta u~~·razione delle_gesta svoltesi ne' tempi passati fra le Alpi, ma assume una capit~le 1m~ortauza per l'accenno in essa contenuto ad un più forte e stal)lle ord inamento del nostro sistema difens ivo alpino . · . Il Perrucchetti dapprima, con que l lingqaggio proprio di chi scrive d1 cosa alt~mente sentita, passa in rapida rnssegn~ le leggendarie lotte sostenute Jra le loro a5pre montagne dai Valdesi a difesa della loro fede e del loco natìo, mette in rilievo i miracoli della loro resistenza , dovuti non solo al loro tiero carattere, all'amo1;e della pa1ria e del loro Sovrano, ma ancora all'appoggio ad essi fornito da i loro mon ti. Passa poi a dire dei Cadorini, i qual i <la tempi immemorabili diedero tali prove di costante valore contro ogni prepotenza straniera da far p~rer~ ns_ort-~ quel la virtù che -nei più eroici tempi di Roma fr ustrò le vittorie d: Pirro e di Annibale. » . Per n?n dilu_n~arsi di" molto, egli accenna per sommi capi l'opera de, prodi Cadomn nelle guerre del nostro risorgimento. « Come fu ricordato, egli scrive, in una degoa commemorazione de<,ti avven,~c_nti pei qua li venne testè insignita della medaglia d'oro ~al va lor m1htare la bandiern del Cadore, ne!l'auno 11848 i Cadorini abbandonati da tutti, sen.zci che alcww di fiwri li sostenesse, li si,ssidia.sse non pu.r di_ soldati ma di strnmenti di _guerra, di danaro, di viveri, compirono i~nci rlife~a veramente degna di poema e di storia,. E questa lotta non ha forse l egucile in alcunct delle più celebr-i difese popolari dell'Italia, della Spagna, della Grecia, deltlt Polonia, delt' Un,qheria. » Con linguaggio ca ldQ, inspirato dall'entusiasmo per sì nobi li fatti il Perrucchetti ricorda i gloriosi combatlimem ti di Chiapuzza, Ri\ralgo, corvo, alla Ciusa di Veoas, al Passo delln Morte e le strette del Tagl iamento, del Piave, del Boite, la valletta di Rindemera, che « novelle · Termopili, viddero i nostri montanari pari in vn lore, snperiori in for'. tuna ai leggendari compagn i di Leonida. »

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NOTE llIBLIOGRA:FJOHE

NOTE BillLIOGRAFIOHE

E ricorda pure la gloriosa pugu.i sostenuta nel 4866 ai Tre Ponti , « dove un pugno di prodi ricacciav.a, c~n scorno, una colonna austriaca

a veri miracoli di abnegazione che solo il fascino ecL il senso di guerra di Garibaldi potevano produrre.» Questo dice il Perruccbetti, e dice proprio la cruda verità. Fortunatamente venne il ~tisv·eglio, e non si indugiò a riconoscere quanto fossero manchevob nella regione alpina i nostri ordinamenti di fronte a quelli di un tempo ed a quello contemporaneo dell'Austria. Le discussioni militari poi fattesi più vive e più approfondite dopo la guerra del 1866 e del 1870, portarono i più benefici effetti col la conseguente creazione ·delle compagnie alpini. In pari tempo, per opera specialmente di Quintino Sella, promotore del cl ub alpino italiano so1·to nel 1864, si svegliò nel paese la più viva passione per le Alpi, ravvivando cosi con la.conoscenza dei siti il culto delle memorie patrie. La balda gioventù rispose con calore all'appello, ed ormai essa gareggia vittoriosamente cogli alpinisti stranieri.

~ ? d i '1300 uomini scesa dal Comelico a molestare il paese, malgrado l'ar istizio già firmato a Cormons. » 'f

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A tutte queste mirabili imprese - la cni storia è in gran parte da rifare e da scrivere - è però giusto aggiungere cruelle compiute dagli eserciti stranieri le quali, per così dire, completano la storia militare delle nostre Alpi. E il Perrucchetti accenna: alle discese di Francesco I, del Trivulzio e del Conti per l' Argentera e per l'Agnello; alle imprese non meno sorprendenti del Lesdiguières, di Luigi XIII, di Berwick, di Catinat, del Bellisle per il Monginevra ~ passi vicini, nonchè a quelle più recenti e più conosciute co~piute da Napoleone· (passaggio del S. Bernardo per la via mulattiera) e dai suoi generali, attraverso il Gottardo, lo Spinga, nel Tirolo, nelle Alpi Giulie, ecc.

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** Tanto patrimonio di ricordi mifoari non ebbe però presso di noi il culto che meritava, e l'attenzione nostra fu dallo svolgersi delle prime guerre per l'indipendenza deviata dalle Alpi ed attratta sui campi lombardi, sul quadrilatero veneto, e giù, lungo l:1 penisola, fino all'estrema Sicilia. Così dimentichi di tanti ammaestramenti non si pensò a preparare la guerra di montagna. Così avvenne che le operazioni dell'anno 1859 nel le alte valli del Chiese, dell'Oglio e del l'Adda, e quelle compiute nel ·1866, su più larga scala, nelle valli suddette, nelle Giudicarie, nella valle del Brenta e nel Cadore, per quanto interessanti, non ebbero che una funzione secondaria. Il soldato e il volontario italiano dimostrarono il loro valore, mn provarono in pari tempo quanto sia indispensabile di essere preparati all.1 guerra di montagna . · « 1 primi volontari di .Manara, accor$i dopo le m:nque giornate di Milano a fronteggiare le milizie tirolesi , i cawiatori delle Alpi nel ·1859, il corpo dei volontari nel 1866, ed i reparti dell'esercito permanente che ebbero occasione di lottare contro i difensori del Tirolo, dovettero per mancanza della nece3saria preparazione alla guerra di montagna, sop· portare sacrifici che spesrn paralizzarono il successo delle armi. E se, malgrado la ben prepa rata e beo diretta difesa austriaca del Tirolo ottennero, qualche volta anche a prezzo carissimo, risultati, lo si dovette

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li Perrucchetti consacra di poi poche pagine ai nostri alpini e al le truppe di fanteria chiamate a manovrar~ in montagna. :Egli rileva l'ot· tima tempra del nostro fantaccino e come esso sia riuscito a superare ogni difficoltà, ma ci ammonisce pure che se le truppe di fanteria superarono felicemente I.a difficile prova cui furono sottoposte, non debbonsi per altro trarne esagerate deduzioni. Anche noi siamo oramai come ,qli-alpin:i, and·iamo dove essi -1,anno, e sfidiamo come loro ogni difficoltà, ha udito l'egregio generale esclamare più di una volta da qualche buon fantaccino, ed egli soggiunge: « Di quì al dire: non c'è più bisogno di alpini, potrA forse parere breve il passo all'osservatore superficiale, ma, invece, c'è un abisso. Certi risultati s·peciali non si ottengono e non si mantengono e perfezionano senza speciali istituzioni. Senza la razionale divisione del lavoro non si arriva che alla confusione. » Ci pare sia da questo concetto, per noi giustissimo, che è mosso il Penucchetti a fare l,1 proposta cui accennammo sia da principio e che ci prefiggiamo di sottoporre a breve disamina. JI Perrv,cchetti, stralcianrlo noi qua e là, così premette: · Oggi le nostre truppe alpine. fidenti nel pronto aiuto dell'esercito e nell'appoggio di tutto il paese possono ripetere con piena coscienza e senza iattanza: NON SI PASSA; Le mal vietate .4.ljJi . . riprendono la loro vera funzione, come ![tiando, guardate dalle aquile romàne, arrestarono per secoli altre invasioni barbariche;


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NOTE BIBLIOGRAFICHE

NOTE BIBLIOGRAFICHE

Nla guai a noi, se credendo di aver già fatto abbastanza, lasciassimo · ingigantire quel « No:-1 s1 PASSA » pel repertorio delle frasi rettoriche, . di fianco all'altn1 dei « [J'iganti di ghiaccio guardiani delle porte

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d'ltalia; »

~ Rini nè ghi:icciai potranno mai bastare da sol i; Tutto ~.r1 sisiema di mezzi di offesa e di difesa dovrà essere pronto a fnnzi,Jre aIla frontiera senza portare rurbi,mento a Ila mobil itazione dei gra~i reparti dell'esercito; Nel tempo nostr,>, in pochi anni , molto si è fatto, ma molto ancora rimane da fare. E poichè si tratta di una vera nec11ssità di difesa , ogni ri tardo dev'essere bandito; Il concetto di lasciare- le Alpi in halìa dell' iov:isore per aspettarlo · snl Po, ba fatto, fortunatamente, il suo tempo, e l'Italia può oggi prepararsi a battere con vantaggio i suoi avversari nel momento, per essi più critico, del flagrnnte pass~//'gio delle Alpi; A tale scopo dovrà essere migliorato l'nssetto difensivo del terreno e l'ordinamento del le forze vigilanti sulle Alpi. L'autore, iuHne ricorJato, per quanto lia tratto alle fortificazioni, che le stesse non si improvvisano, specialmente io montagna, passa a dire della sua proposta che qui riportiamo testua Imente. ~ Circa le fo rze da tener pronte stabilmente a custodia · delle· Alpi, mi sia permesso di esprimere un voto, che cioè: a rincalzo dei nostri impareggiabili reggimenti alpini, siano disposti permaneT1temente i nostri splendidi reggimenti di bersaglieri. Essi, è bene ricordarlo, nel primo concetto del loro ideatore, erano appunto destinati ad operare uei luoghi di meno agevole accesso. « I bersr1gl ieri convenientemente accresciuti nella forza organica di pace e distesi, in sedi fisse, lungo la folda alpina, potrebbero com:.. pleinrne, nel miglior modo, la vigile difesa. « Con 1a le provvedimento si eviterebbero per sempre gli inconvenienti di distogliere, ad ogni cambio di' gnaroigione., dalla frontiera, truppe che appena allora hanno fini.to di ~tudiarla : di improvvisamente impieg(lrvi truppe che non vi han rio ancora fatto la necessaria pratica e di scompiglinre anche, inev itabil mente, molti corpi, distraendooe reparti per coadiuvare gli alpini, nei primi momen ti della mo1 bil itazione. « Un raggruppamento poi di alpini e di bersaglieri in brigate miste, potrebbe rendere più regolare e com pieta, fin dai tempo di pace, la gera rch ia dei comandi e meglio proporzionata la divisione del lavoro, accumu lato oggi nei comandi del le division i e dei corpi d' armatn di fron tiera. »

Tutte le idee, ttltte le considerazioni dell'esimio scrittore, da noi sopra menzionate e riunite come pL'emesse, da un lato involgono tante questioni ben meritevoli di ampia discussione, dall'al tro, nel loro complesso costituiscono un nesso e connesso. intimamen te legato colla. tesi principale che ne sc1turisce, quella cioè della destinazione dei bersaglieri a · permanente SO$tegno degli alpini. Per non dilungarci di troppo ci occuperemo essenzia lmente del quesito principale. Noi - diciamolo subito - siamo profondamente convinti che, o presto o tardi, la proposta del Perrncchetti sarà favorevolmente accolta. Nessun dubbio infatti esiste intorno alla necessità di avere truppe disponibili a rincalzo degli alpini; nessun dubbio può accamparsi intorno alla convenienza che codeste truppe sieuo sempre le stesse, essendo questo iI solo mezzo per a vere sempre conoscitori pratici del terreno e prepal'ati alla guerra di montagna; nessun dubbio infine che codesto còmpito sarà, sotto tutti i punti di vista, splendidamente disimpegnato dai · nostri bersaglieri. , A questo riguardo soggiungeremo an&ora che per tal modo si. darebbe ai bersaglieri il .posto che ad essi compP,te per la lq_ro specialità. Comunque ciò sin, certo è che oggidì non si sente il bisogno di corpi di. fanteria scelta , imperoccbè ogni fantaccino deve ricevere la ' stessa massima possibile istruzione ed essere in grado di prestare qualsiasi servizio . L'esistenza di corpi speciali è giustificàta soltanto da · particolari circostanze, e noi appunto ci trovia mo in questo caso, poichè dobbiamo provvedere con . truppe adatte alla difesa stabile , della cinta montana di frontiera. Ma noi abbi·amo due corpi specia li, gl i alpini ed i bersaglieri, uno di essi pertanto è di troppo, a menochè si sappia fon. derli in un tutto armonico e rispondente alla loro specialit.à. L'attuazione della proposta"Perrucchetti presenterebbe nuche il van• taggio di dare a questa qnestione la più raziona le e conveniente soluzione, e non v'è dubbio che i nostri bellissimi e valorosissimi reggimenti di bersaglieri andrebbero fieri dell'importante ufficio loro attribui to. · E in pari tempo ne ritranebbero sensibile vantaggio i reggimenti di fa nteria di linea dei corpi d'armata di frontiera, i qual i sarebbero sollevati da un servizio, che invero aumenta mirabilmente la loro istruzione e preparazione alla guerra di montagna, ma, per non essere fisso, non può dare quegli effetti che pur sarebbero tanto desiderabili.

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ANNO n1v.


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NOTE BlBLlOORA'FICHE

NOTE BIDLIOGRA 'FIO.BE

D'altra parte non si ei-cluderebbe con questo che iutere divisioni rii' fanteria ed anche corpi d'armata di frontien1 si <1ssociassero alle bri-. gate di alpini e bersaglh,ri per compiere nelle alpi, come già si cominciò a fare da <rualche anno, le loro manovre di campagna. . Del ~ oi pare proprio superfluo l'insistere su questo argomenLO, intorno al quale siamo persuasi che tulli nell'esercito la pensano su ll . per giù. come no'1. Resterebbe1; dire delle modalità di attuazione della proposta Perrucchetti; modalità accennata di volo dall'illustre generale, che probabilmente si astenne dal dar loro maggior sviluppo per non variare i limiti impostigli da una semplice Introduzione . Tuttavia, quelle modalità sono di particolare importanz11, poichè debbono rispondere ai criteri cni ,,uol si informare il miglioramento del· l'auuale ordinamento. I cardini di base del concetto del proponente sarebbero i tre seguenti: ·1 . Designare permanentemente i reggimenti di bersaglieri a sostenitori degli alpini; 2. Disporli in sedi fisse lungo la frontiera; 3. Formare briga te miste di bersaglieri ed alpini. Al n. 1). A quanlo abbiamo già esposto sopra, ci giova soltanto aggiungere che il bersagliere è pur anche particolarmente a_tto a prestar servizio in montagna per le sue qunlità fisich e. Il bersagliere infaui è reclutato fra i giovani cli media stalura, dalle larghe spalle e dall'ampio torace, epperò rappresenta il ti po del soldato robusto. Ma tenuto conto dell'allenamento speciale, più di ogni ~llro corpo con viene che un reggimento di bersaglieri abbia effettivi e rinforzati per non trovarsi all'eotrnta in campagna cou una maggioranza di richiamali dal congedo. Al n. 2). Col disporre i reggimenti bersaglieri luogo la fron tiera alpina e in prossimità della medesima, si"'Stabilisce il carattere principale del nuovo sistema di difesa. Non è tanto gli uomini che preme nere sottomano ma sono sovratutto i loro magazzini di rifornimento, di mobilit~zione che è assolutamente indispensabile si trovino in località adatte e luogo la frontiera stessa. E la scel ta di coteste località sarà cosa uè indi[erente nè di poco momento, poichè, a nostro avviso, dovranno. trovarsi nell'immediata vicinanza di quel tratto di frontiera su cui i1 reggimento sarà c.hiam:ito a spiegare la sua azione.

Con lo stabilire opportunamente lo sedi fisse per le trn ppe destinate a Tincalzo degli alpini , e quindi i rel:11ivi magazzini di mobilitazione e di rifornimento allo sbocco delle vallate, si avrà un sistema razionale per lo s·post:imento e il cooceo tramento di quelle forze ove occorra il massimo sforzo di resistenza o anche di azione offensiva. Poichè, guardia· moci beoe dal cadere nella guerra di cordone, gli alpini stessi, che in pace gua rei ano i passi, non dovranno già in. guerrn e_sser tenuti spar: pagliati lungo la frontiera, ma aver modo d1 spostarsi o concentrarsi -ove occorra. Al n. 3). La formazione di brigate miste di alpini e bersaglieri, avrebbe non solo i vantaggi sopra indicati dal Perruccbetti ma se mal non ci apponiamo, costituirebbe quasi la pietra angolare del nuovo ordinamento offensivo. li generale comandante la brigata rimpiazze. rebbe, per cosi dire, nella sua iona l' ispeuore generale degli alpini, determiner~bb~ il còmpito s pettante agli alpini e quello dei bersaglieri, presiederebbe allo studio del terreno, sorveglierebbe i magazziai. Per esso insomma si avrebbe un indirizzo unico sull'intiero ordiaamento della difesa e della preparar.ione al la stessa. Questo ci pare il miglioramento proposto dell'ordinamento difensivo ~elle nostre Alpi; ma ci vorrebbe ben altra penna che la nostra per metterne in elridenza tutti . i lati v:intaggiosi. In ogni modo, anche dal poco che ne abbiamo detto, risulta indiscutibile I' import;inza della pro· posta, oltre a quella che le viene dall'alta personalità che l'ha formulata.

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maggiore generale. - Schnellfeuer-Feldkanonen (Cannoni Parte prima, con 103 fi gure in 7 tavole ed intercalate nel testo. - Berlino, ·1899. R. Eisenschm idl.

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da campagna a ti1·0 celere). -

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L'illustre autore del Cann-01ie da campagna d~ll'avvenire si ò proposto d i esporre un quad ro completo di tntte le prove e di tutti i tentativi fatti finora per risolvere la questione della rinnovazione del ma teriale di artiglieria da campagna. In questa prima parte dell'opera egli descrive ,i materi:ili finora costruiti dagli stabilimenti industriali privati ed esamina i risultati ottenuti nelle prove sperimentali eseguite coi medesimi, riservaodosì di esporre nella seconda par10 i risultati delle esperienze -eseguite presso i varii eserciti, e di degcrivere i nuovi materiali già uf· ficia l mente adottati, per quanto ciò è possibile, dato il segreto che ovunque

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NOTE BIBLlOClltAFICHE

:;i cerr.a di mantenere. Completata così la parte descrittiva, l'autore ·si propone di procedere ad un esame compara1.ivo, e di dedurre da esso in modo genernle quali debbano essere, dati i' risultati ottenuti coi materiali già costrutti, le proprietà fondamentali e caratteristiche di un modern~ ateriale da campagna. · Quant~nqu il contenuto del presente volume sia in gran parte già noto a cl11 ha seg~1to sulle riviste tecniche lo sviluppo de lla questione del nuovo m~e:f'.ale da. ~ampagna, la nuova .pubblicazione presenta una grande u@1ta perche m essa trovasi riunito tutto quanto fu finora pubblicato relativamente ai materiali di artioJieria costrutti dall'industria . ~ pn vata, -senza le deficienze e le lacune, spesso inevitabili, nelle descrizioni date dalle riviste. Dei materiali p~ivati finon1 costrutti mancano s?lo. quello ~rupp e quello di Chfttiilon-Commentry. Del primo l'autore s1 ris~rva d1 fa~e u_n esame completo nella seconda parte dell'opera, _perche la pubbl.1?a~10ue della_ ditta ad esso relativa apparve solo quando il_ volume era g1a 10 corso d1 stampa; quanto al sec0ndo egli dichiara d, non aver potuto raccogliere dati sufficienti per poterne fare una descrizione meno che sommaria. Ai materia li privati l'autore credette ~llile di aggiungere anche quel li provenienti dalla trasformazione dei materiali attualmente in servizio, te5tè adottati in Inghilterra ed in Russia. Il volume è preceduto da un quadro sinottico nel quale sono riuniti tutti i dati numerici relativi tanto alla costruzione quanto alle proprietà b:ilistiche dei vari i materiali , ed i valori del rendimento considerato sotto d!ve:~i aspetti. Sono in tntto 63 date per ciascun materiale ed è quanto d1 pm completo er:i stato finora pubblicato al riguard'). Inoltre altri due specchi presentano i divers( materiali ordinati rispett.ivamente secondo la loro potenza palistica e secondo il peso. L'opE:<ra è preg~vole per l'abbondanza dei dati forniti, per la chiar.ezza delle descrizioni, conci,,e ma complete, e · per l'arte colla quale J autore ha saputo rendere attraente un argomento per sè stesso arido. Il suo pregio es:;enziale è però costituito dàlle osse1·vazioni c1·itiche che seguono l'esposizione di quanto riguarda èiascun materiale, osservazioni fatte con molto acume e colla nota competenza dell'autore, e che meritano di essere oggetto di studio per parte di tutti qnanti si occupano della questione del nuovo materiale da campagna. ~a quanto l'autore dict!iara . nel'la prefazione, scopo-della sua opera è d1 tener desta la questione del nuovo materiale da r.ampagna . Egli è convinto che il nuovo materiale testè adottato in Germania sia deficiente, e non possa quindi rappresentare una soluzione definitiva della questione. Ta le sua convinzione egli vuole infondere nei suoi colleghi

NOTE BIBLIOGRAFICHE

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dell'artiglieria germanica, perchè prevedè che gli studi e le e:;perienze che si stando eseguendo presso tulli gli eserciti condurranno alradozione di materiali nei qua li i più recenti progressi del la metallurgia, dell.e costruzioni meccaniche e della tecnica degli esplosivi saranno utilizzati in modo più completo che non nel nuovo ma teriale germanico: Agli entusiasti ammiratori di quest'ultimo fa intravedere la possibilità che i risultati ottenuti da qualche altrn potenza, di quelli che p:ù a lungo hanno attese, a decidersi, sieno tali da costringere l'artigl ieria germanica ad una seconda rinnovazione dell'armamento del le sue batterie da campagna. La principale deficienza del materiale germanico Sl3 secondo l'autore principalmente nella poco elevata potenza balistica del cannone. Dalle osservazioni critiche c:he egl i fa esaminando i diversi materiali appare che, secondo lui , i risultati ottenuti coi materiali già costrutti dimostrano che si può arrivare a costrurre uo cannone che comunichi al proietto una forza viva iniziale che si appro;;simi ai 150 dinamod i (per il nuovo cannone germanico sembra che la forza viva inizia le del proietto si aggiri intorno a ·I 00 dinamodi) e ciò senza che sia necessario, per ridurre il rinculo entro limiti tali da assicurar~ una sufficiente celerità di tiro, di superare i limiti di peso imposti dalle esigenze della mobilit.à. Per ottenere l'intento consiglia di r.inunciare agli affusti rigidi e di mettere da parte quello che egli chiama pregiitdizfo cbe molti hanno contro l'impiego nei materi.ali da campagna del freno idrau lico, apparecchio che secondo lui non è nè più pesante, nè più complicato, nè di più difficile costruzione e manutenzione degli altri apparecchi usati per sopp1·imere il rinculo. Le idee dell'autore che nel presente volume sooo semplicemente accennate avranno un completo sviluppo nella seconda parte dell'opera, nella quale speriamo di trovare esposti diITusamente i mezzi c!Je si devono impiegare per pervenire al risultato che egli ritieoe raggiungibile. Non si può prevedere se le idee dell'autore sar:rnno attuabili in tutta la loro integrità, ma data la sua competenza specia le sull'argomento, è certo 1:he la presente opera apporterà un nuovo ed importante contributo alla soluzione dell'intricato problema di determinare un perfetto materiale da campagna. b.


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occorrenti per il quinquennio Hì01 -905, ripartite in at·monia alle esigenze sopra accennate, si venisse n salvaguardnre la lì nanza ed a provvedere, nel migliora modo possibile, all'i.nteresse delh1 difesa nazionale. L'onorevole ministro della guerra avendo accettato queste conclusioni, modiucò il progetto di legge impostando in 13sso soltaoto le somme che effettiva mente si potranno spendere ne l prossimo esercizio fi nanziario. L' uffizio centrale del Senato (relatore Tavern:i J, non volle entrare nell'esame delle qut1stion i sollevate dalla· comm ission@dello Camera eletti va. nè della proposta di ritardaro l'allestimen to delle nuove armi portatili a favore di altri provvedimenti: notò che col disegno di leige in esame - limitandosi la richiesta alle somme che effetti va mente possono occorrere nel prossimo esercizio - In questione resta impregiudicat11, e propose quindi al Senato l'approvazione del disegno di legge.

NOTIZIE POLIT'ICO-MILIT ARI Nel srlenzio del Parlameuto, daremo uu 1:enno di due documenti parlamentar~ pubbVoati nella qui ndicina: la relazione dell'ufflcio centrale del Senato sul À>rogetto di spese mi litari str:ic,rdinaria per l'esercizio ~ 899-900 e I, relazione dello stesso uHìzio centrale sul bilancio ordinario della guerra per il medesimo anno . Del progetto di legge sulle spese mil itari strnordi narie giova ricordarele vicende. Nell:i passala sessione fu presentato al Parlamento nn disegno di legge su lle spese straordinarie militari da eseguirsi nel quinquennio dal ·1° luglio 4898 al 30 giugno 1903 per la som ma di lire 59,597,000. ripartibi li in modo che il totale annuo delle spese militari non oltrepassasse i 239 mi lioni di bilancio consolidato. Tenuto con to di tale condizione, fu cbiest.i per l'esercizio 1899-900 lasomma di U-,500,000 divisa in vari capitoli. Scnoochè la com missione della Camera elouiva, ohe riferì su taleprogetto di legge, trovò che aku ue delle necessità della difesa naziouale· a cui s'intendeva di provvedere hanno bisogno di ulteriori studi , i qua li potrebbero condurre ad un diverso ripa rlo delle spese proposte per il qui nquennio. Così, per esempio, rispetto alla dotazione ùelle armi portatili di nuovo modello, la commissiono ritenne che la somma di i5 milioni richiesti per il quinquennio si potesse ripartire in un maggior oumerC\ di esercizi, malgrado che la somma totale ancora occorrente per tale oggetto sieno 27 milioni. La commissione vorrerebbe inohre che_ con gl' introiti della vend ita delle armi di vecchio modello e dei terreni delle vecchie fortificazioni che devono essere radiate, un.i ti a quanto si dovrebbe togliere dalla spe:;a di 15 milioni destinati alle armi portatili, si pensasse a quelle altre esigenze militari che il progresso può mettere in evidenza, come sa rebbero nuovi materiali d'artiglieria, nuovtl fortificazioni, eco. Perciò parve alla detta commissione della Camera elettiva, che, limitando le somme contemplate nel proge1to in esa me a quelle stretta mente neces;arie per l'e~eroizio 1899-900 e faceuùo in vito al ~li oistero delI a guerra di f)'resent!ll'e a suo tempo il riparto delle somme straordinarie1

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Quanto al bilancio ordinario della guerra per l'esercizio 1899-900 riferim mo a suo tem po ch'es$O venne discusso ed approvato d11 1la Ca mera ; mn è no to che, per l'improvvisa chiusura della sessione p11 rlamentr1re, non polè essere discnsso ed approvato dal Senato. Fu però esaminato dall'uffi zio oentr:i le che ne propose l'approvazione. Il relatore, sen~tore T:iv11rna, do po :ivere constatato che il totale dei foudi richiesti, fra spese ordi narie e straordinarie, è contenu~o nella cifra consolidata di 239 milioni, nota cho la spesa ordinaria per l'e~ercito si riduce a lire 222,970,000. Con questa somma si manterrauo o sotto le armi 2,12 mila uomin i di tru ppa, cioè t,, 77 io più dell'aooo scorso. Ma di questi la massima parte spetta ai càrabinieri reali, e mie aumento non porta maggiore aggravio al bi lancio della guerra, p«m:hè la relati va spesa viene sopportatll dal bi lancio dell'interno. Il prodotto della leva sui nati nel 1878, che è in origine di circ., 99 mila uomini - i qnali si riducono a 97 mila dopo le rassegno - con• frontato con la forza bilancia ta, lasciava il dubbio che si verrebbe ad avere un eccesso di forza effeuiva su quella bi lanciata . .Ma a tale possibile eccesso di fo rza si potrà rimediare congedando anticipatamente parte della classe ,1877 con ferma di tre anni. Questo congeda mento però, secondo i calcoli dei Ministero, dovrà sempre essere inferiore ai 6000 uomini . Tenuto conto di tale li1:tmziamento anticipato e della cbiamata avvenuta in dicembre scorso dei rivedibil i di dne leve (circo 8500) la forza _della compagni a di fanteria. detra tti gli stati m:1ggiori ed i depositi , sarà 1


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NOTIZlE POLITICO-MILITARI

NOTlZlE POLITICO-MILITARI

approssimativamente di 100 uomini dal marzo all 'ottobre del corrente anno, e di 64 uomini dall'ottobre al m;1rzo del ,1900; dal marzo poi al luglio del ·1900 si avrebbe la forza di ,102 uomini per compagn ia. · Durante le manovre questa forza viene notevolmente aumentata per il richiamo delle classi in congedo. Nel periodo invernale, la forni delle compagnie sopra indicata in 6~ uomini è quella media a ruolo; . se però si tien conto deaJi uomini co~ man_da~i altr-~~ · quel li fissi ad. un servizio, degli amma lati, degli uomilll d1 guardia ecc., questa cifra dovrà f!Ssere di molto ridotta. Dopo siffatte consi erazioni d'indole generale, la relazione passa allo esame dei singoli c ~ -i- che non presentano variazioni d'importanza da quelli del bilancio precedente. Non seguiremo il relatore in questi particolari, riserbandoci di tornare sull'argomento quando il bilancio della guerra verrà io discussione al Senato:

È però naturale che l'uno e l'altro dei belligeranti debbono avere il diritto di visitare e perquisire le navi-lazzaretto dell'avversario, per con· trollare se queste rispondano realmente ed unicamente agli scopi del servizio sanitario. Per quanto riflette i medici, gl'infermieri e i ministri del culto, è stato ei;pressamente stabi li to che non debbano essere fatti prigionieri e che lasciando per qualsiasi ragione la loro nave - possano prendere seco ·gli oaaetti necessari per compiere il loro uffizio. ~v Riguardo ai feriti, ai malati ed ai naufraghi, la Conferenza ha adottato il principio fondamentale della Convenzione di Ginevra, ossia che, anche nelle guerre _navali, non appena sieno fatti prigionieri, spetti al nemico proteggerli e curarli a. qualunque nazione appartengano. Que~te sono le linee principaii del progetto. Le disposizioni secondarie saranno meglio fi ssate in un'a ltra conferenza internazionale cui prenderanno parte le principali autorità mediche dei vari Stati ed i rappresentanti della Croce Ro~sa. L'importante è che sia stato riconosciuto il principio della neutralità, non solo del personale, ma pure del materiale n,ille guerre navali.

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La conferenza dell'Aja, che contin ya impropriamente a chiamarsi conferenza per la pace e il disarmo, è al termine de' suoi lavori e non si può certo dire che abbian fotlO lavoro inutile; ma questo non fn nel se11so clell11 pace e de.I disarmo , come credevano gl i utopisti, sibbene nel senso di umanizzare e reqolamentarizzare la guerra; cosa possibilissima, come abbiamo detto in precedenti puotnte, ed altrettanto civile ed utile quanto possibile. Anzitutto la conferenza ba deliberato di estendere le disposizioni della convenzione di Ginevra alle guerre navali. Tutti conoscono I benefizi arrecati dalla convenzione di Ginevra (agosto ,r 86,i.) :tll'umanità nellé guerre terrestri; $Ì erano fatti ripetuti tentativi per applicarla alle guerre marittime ma avevano tutti abortito. Ora pare che la conferenza abbia elaborato un progetto che rende possibile, almeno in parte, quest'applicazione. La nuova convenzione si limit.erebbe sol~nto a fissare le norme crenerali del_ servizio sanitario nelle guene marittime, lasciando libero~ogni Stato d1 applicarle secondo le proprie uecessità ed istituzioni; larghezza ben intes11, perchè altrimenti si correrebbe pericolo che tutte le disposizioni restassero lettera morta. Anzitutto la conferenza ha riconosciuto il diri tto dell' inviolabilit.à, sotto determinate condizioni, per le navi che si dedicano esclusivamente alla cura dei fer iti e dei malati. Condizione indispensabile è che tale navi si facciano inserì vere nella categoria di uavi-lazzaretto presso gli Stati bel Iigeranti .

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Mentre una comm1sswne della Conferenza si occupava di quanto abbiamo accennato, un'a ltra rivedeva e ritoccava, in senso umanitario le leggi di guerra. . Si è stabilito che un esercito invasore possa sequestrare soltanto il patrimonio mobile del paese invaso, nonchè le ferrovie, i telegrafi, i telefoni e relativo materiale, anche se appartenenti a società private e neutre. Furono riconosciuti alle popolazioni armate i diritti di belligeranti, cioè fu riconosciuto alle popolazioni il diritto di nrmarsi e combattere per la difesa riel proprio territorio. Fu proibito di negare quartiere e minacciare di negarlo. La discussione circa la qua lità delle armi fn molto appassionata . La proposta di ridurre le armi di tutte le potenze ad un sol tipo ve_nne respinta, perchè di esecuzione impossibile. li control lo delle armi fu giudicato offensivo per l'onore nazionale delle singole potenze. La questione del bombardamento di città aperte dal lato di mare fu tolta dall'ordine del giorno, causa la difficoltà di venire ad un accordo. Si è stabilito che coloro i quali é'ompirouo una missione di spia in temp() di guerra, non possano essere sottoposti a processo di spionaggio, s~ fatti prigionieri dopo che la missione è compitn .


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NOTIZIE POLITICO-MILITARI

NOTIZIE POLITICO-MILITA.81

I prigionieri fuggiti non potranno, se ripresi, essere sottoposti ad alcun · castigo, salvochè si fossero impegnati a non fuggire sulla propria parola d'onore. Non potrà essere applicato alcun c.-istigo collettivo per la trasgressione di singoli individui. I ca pitoli relativi ai parlamentarii, alla capitolazione delle piazze forti ed agli armistizi restarono immutati. Furono approvate, dopo viva discussione, le disposizioni relati ve al trasporto dei feriti e degli ammalati - senz'armi e senza munizioni - attraverso i paesi neutri. Queste disposizioni vennero in priucipio C05Ì concepite : « lo Stato neutrale dovrti pem_1ettere ilya-ssa,g.~~ nel p~oprio territorio, dei malati e feriti appartenenti alle p~te~ze belh erant1 ed aver cura ~he i trasporti non contengan~ materiali _d~ guo/ra· » Ma avendo. van rappresentanti di piccoli Stati fatta obb1ez10ne~Vmodo con cui era concepito quest'articolo, perchè lendente il principio di sovranità dei singoli Stati, l'articolo venne modificatO nel senso che il trasporto non possa avvenire senza il consenso dei singoli Stati neutral i. Fu pure stabilito che lo Stato neutrale·, nel cui territorio entrino dei bellige_ranti non malati nè feriti, debba internarli in località le più poss1b1lmente lootane dal tea tro della guerra ed averne cura in modo corrispondente_alle esigenze dell'umanità. Dopo la pace le spese del mantenimento devono essere rimborsate. Venne finalmente sta:bilito che l'esercito occupante possa bensì ri scuotere le tasse secondo i ruoli esistenti, ma non imporne delle niwve sa lvo per i bisogni dell'esercito. Le requisizioni di generi alimentari e le prestazioni di danaro da parte ~egli abitanti e dei comuni devono essere chieste in proporzione delle morse del paese. In nessun caso gli abitanti possono essere costretti ad operazioni militari contro la pro'pria patria.

su questa materia. Discutere sul disarmo era non solo inutile ma po· teva compromettere l'accordo sul resto. Una quistiooe che fu discussa e sulla quale, staoclo agli ultimi dispacci , si sarebhe anche venuti ad un accordo, è quell a degli arbitrati ; i tMrmiui precisi dell'accordo, al ìnomento in cui scriviamo, non si conoscono ancora, ma, data la natura della questione, è lecito credere trauar'li di un accordo così elastico, che non modificherà gran fatto lo stato di cose esistenti. Si tratta della costituzione di un tribunale arbitrale a cui gl i Stati possono sottomettere le loro controversie; ora tale costituzione non è cosa facile, quando si voglia dare ad ogni Stato una rappresentanza proporzionale nel tribuoale stesso ; ma quand'anche si fosse riuséiti ad accordarsi sul modo di cùstitnirlo, sarà sempre impossibile precisarne e rendere obbligatoria la giurisdizione. Naturalmente, vi ricorrerà chi crederà di rieorrervi ed in generale vi si ricorrerà per quelle piccole con troversie che anche oggidì si , sottopon~ono ad arbitrato. Tutta la differenza starà in ciò, che invece di nominare gli arbitri di comune consenso fra le due o più parti in teressate, vi sarà il tribunale già formato. Le grandi questioni internazionali ~he realmente minacciano la pace in Europa e fuor i e che, se oggi dorm'ono, possono svegliarsi da un momento 11 ll 'altro, non saranno mai sottoposte ad arbitrato, e se anche lo fossero, la loro d.ecisione sarebbe una nuova controversia . Duutiue gli ide~li degli utopisti uon furono raggiunti; quelli dei semi utopisti non si raggiungeranno, ma .vi sarà nond imeno da ra llegrarsi dei risultati ottenuti dall a Conferenza dell'Aia. se le decisioni delle quali abbiamo sopra parlato sa ranno concretate e rese obbligatorie in uoa convenzione fra i diversi Stati . Quanto poco valore materia le e morale abbiano finora le decisioni della Conferenza del l'Ai:i può desumersi da l seguente fatto caratteristico. La Conferenza condannò all 'unanimità - meno due voti - i proietti detti Dum-Dum, palle da fucile scoppianti nel corpo dei feriti. Un proiettile più barbaro non può immaginarsi. Le due nazioni che ebbero l'onore di votare in f11vore di questi proiettili s"no l'Inghilterra e gli Stati Uniti cl' America, i cui delegati dissero che le palle comuni dei nuovi fuci li a calibro ridotto, se non colpiscono 1.-i testa od il cuore, non mettono un sel'oag_gio fuori combattimento. Malgrado ciò quei proiettili furono condannati. Si disse barbarie l'adoperarli Or bene dopo qnesta condanna, l'Inghilterra continu11 a mandare in Africa grandi casse di siffatti proiettili . Il governo, interrogato in Par,lamento, ammise apertamente il fatto e n~n dierle altre spiegazioni.

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Come si vede, tutto il lavoro della Conferen'za presuppone la guerra, sicchè la Conferenza stessa riuscì una grande delusione per coloro che la credevano sul serio un congresso per stabilire le basi della pace universale ; ma i veri umanitari devono esserle grati di essersi messa sul terreno pratico, perchè solo su questo era possibile ottenere qualche risultato. Del disarm_o si è parlato poco e non si è concluso nulla, l'argomento fu tolto dall'ordioe del giorno, perchè i conferenzieri, uomini positi vi, uomini di governo, s'accorsero subito dell'impossibilità di un accordo


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NOTIZIE POLITICO-lllLITARI NOTIZIE P0.L ITI 00-MILIT.ARI

Sarà ancora cosi qu;.,ndo una convenzione fra i govern i abbia reso obbligatoria le decisioni della conferenza? Speriamo di no, quantunque nella recente guerr:i ispano-americana, siano state più di una volto violate le prescrizioni delln convenzione di Ginevra, firma te dalla Spagna e dagli Stati Unili, e quantunque, nel caso dei proieuili , la decisione della conferenza dell'Aja di non ammettere controlli - che, a dir vero sarebbero diITicilissimi ed urrnnti la snscet.tibilà dei singoli Stati - renda age,•ole eludere qualsiasi prescrizione.

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** Fr:i le più importanti decisi ni d' interes~e miliiare emanate nella quiudicin,1 notiamo: Furono rich iama ti atl'armi per il 17 agosto e per un periodo d'i3truzione di 25 giorni i mili rnri di ·1a categoria delle classi 1867 e 1868 ascritti alla milizia mobile, di fa nteria di linen e dei bersa alieri in molti fotreui del regno, più i militari di ,Jn categoria delle cla:si ·1868 e •1869 appartenenti alla milizia mobile del genio, specialità zappatori (escluso il treno) in molti altri distretLi. Unirn mente agli uomini di truppa furono rich iamati gli ufficiali in congedo assegnati ai reparti di milizia mobile che dovranno costitu irsi coi richia mati di fa nteria e dei bersaglieri nonchè gli ufficiali di complemento ascritti alla fanteri a e ai bersaglieri , nati negli anni •1868 e •1869 residenti nei distretti stessi a cui appartengono i richiamati di truppa. I quadri dei riparti di milizia mobi le saranno, per quanto è possibile quelli stabiliti pel caso di mobilitaziboe; co mprender.i nno perciò anche ufficiali in servizio attivo ai quali saranno affidate le cariche di comnudaotc di battaglione, comandante di compagn ia, aiutante maggiore, ufficiale di vettovagliamento. Furono richiam11ti pnre gli ulliciali di complemento uati uegl i anni ;1868 e i 869 ascritti alla milizia mobile del primo e secondo reggi mento zappatori del genio, residenti nel territorio degli stessi distretti ai quali appartengono i richiamati di truppa della stessa specialità. Coi militari di fanter ia e dei bersaglieri richiamati sì costituirà una di visione di milizia mobile di fanteria; i diversi riparli appena costituiti si avvieranno per ferrovio al cnrnpo di Sau Maurizio. _r.o_i richi~ma ti :iscritti al genio si costituiran no quattro compagnie di milizia mobile, delle qual i due presso la flede del 4° reggimento genio, una presso il distacca mento di Homa dello stesso reo-gimento cd una l:), presso il distaccamento di Bologllil del 2° reggimento genio

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I richiamati verranno rinviati ai rispettivi comuni di residenza in modo che vi giungano, possibil mente, non più t11rdi del I O settembre. Coi mili tari di truppa verranno congeda ti 11nche gli ufficiali richiamati. - Con disposizione successiva vennero chiamati alle armi per il 22 agosto e per un periodo di 20 giorni: a) i militari di 1a categoria della classe ·I 87•1 ascrit.Li ai granatieri, alla fa nteria di linea ed ai bersaglieri di tntti i distretti del regno, eccetto quelli dei distretti di Cagliari e Sassori che già risposero alla ~hiamata; b) i militari di ,1a categori11 della dotta classe •187 1, ascri tti .:ille com· pagnie di sa nità e di sussistenza, ed appartenenti a vari distretti; o) i militari della stessa classe 187 ! ascritti agli zappatori e minatori del genio ed appartenenti a tutti i disiretti del regno, eccetto quelli di taluni distretti già compresi in nn:i chiamata precedente. Saranno parimenti chiamati alle armi per mezzo del Bollettino gli ufficiali di complemento unti nel •1871, 11 ppartenen ti ai granatieri , alla fa nteria di linea ed ai bersaglieri, e quelli effeuivi del 10, 2° e 50 reggimento gen io, residenti nei distretti cui appartengono i richiomati di truppa; più gli ufficiali di complemento medici, commissari o contabili nati pure nel ·187,t ed effettivi oi distretti cui appartengono i ricbiamoti di truppa. - Fu pubblicato un R. Decreto che reca alcune modi Gcozioui, al regolamento per l'esecuzione della legge d'av11nzamento nell'esercito, fra cui la seguente aggiunta: p11ragrafo 90bis: • L11 promozione 11i gradi di ufficiale generale è subordinata alla condizione che vi sia vncante il posto di titolare di una carica attribuita al grado immediatamente superiore, per la quale il cand idato sia giudicato idoneo: - Venne disposto cho, a modificazione di quanto venne precedentemente stabilito, la 36a compagnia da fortezza eseguisca la scuola di tiro al poligono di Bracciano anzichè a .Maddalena. La citala corn pognia, senza i richiamoti dal congedo si troverà io Bracciano il .t agosto, e ultimata la scuola di tiro farà ritorno alla propria guarnigione. I richiamati dal congedo del detto riparto ri ceveranno l'istruzione presso la ga brigata da costa in Maddalena. 1

** * Vennero pubblicate le disposizioni relative alle grnndi manovre. Queste saranno divise in due periodi, il pri mo dal 2.8 al 311 agosto, il secondo da I •I O a11'8 settembre. Vi prenderanno parte il I ed il II corpo d'armata . Direttore delle manovre sarà il generale Leone Pelloux .


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NOTIZIE POLITICO-MILITARI

Al I corpo d'armata s;irà aggiunta una divisione di milizia mobile; al II corpo d'armata non divisione di cavalleria. Nel primo periodo avranno luogo : esercitazioni di brigate e di divisioni contrapposte; nel secondo periodo avranno luogo due esercitazioui di corpi d'.irmata contrapposti fra Bra, Sommariva del Bosco e Carmagnola e un'esercitazione di armata fru i torrenti Chisola a Sangone. L'8 settembre tuue le truppe che avranno preso parte alle manovre saranno passate in rivbta da S. M. il Re a 'l'orino. La truppa avrà il completo equi paggiamento individuale da guerra . Ogni militare di fanteria e dei bersaglieri armato di fucile o moscl1etto avrà ri4 c:irtuccie da salve; ogni cavaliere armato di moschetto né avrà 2,i.. L'artiglieria avrà 190ciirìò-e~· per pezzo .. Il servizio sanitario, compati~ilroente coi" mezzi ~isp_onihili, d~vrà essere fotto StlCondo le norme dt guer~J?'trsso la direzione supenore . delle manovre si costituirà una direzione trasporli d'armata, tra.sformando e completando opportunamente la commissione militare di linea in Torino. Essa dirigerà l'attuazione di tutti i trasporti pei movimenti d'armata. e di scioglimento delle grandi manovre in armon ia cogli studi e cogli ordini di movimento concreta.li dal comando del corpo di stato maggiore. Ca.po·dei giudici di campo fu nominato il generale Heusch. Al capo dei giudici di campo sono assegnati due ufficiali inferiori ed a ciascuno dei giudici di campo nn ufficiale inferiore. tratti da quelli che hanno compito coo successo il corso presso la scuola. di gnerra. Gli addetti militari alle ambasciate presso il Re d'Italia sono ammessi alle grandi manovre. La scuola di cavalleria fornirà un drapp~llo di venticinque cavalli scelti con accuratezza .: il drappello sarà ngli ordini di un ufficiale ; detti cava lli serviranno per gli ufficiali esteri che assisteranno alle grandi manovre, e per quelli ufficiali generali e superiori che v'intervenissero con missioni specia li. Alla. direzione superiore delle manovre è assegnato nn uffic.iale soperiore coll'incarico di agevolare le relazioni tra gli ufficiali esteri che, invitati, assisteranno a.Ile m~novre e la direzione della medesima. Un altro ufficiale suµeriore richiamato dal congedo sarà pure addetto alla direzione coll' incarico di reggere l' uffizio d'informazioni ai corrispondenti dei giornali che abbiano avuto l'autorizzazione di presenziare le manovre e sieno muniti di apposita tessera di riconoscimento. Dnrante le grandi manovre verrà assegnato alla divisione di cavalleria una compagnia. di bersaglieri ciclisti ; verranno pure assegna.ti alla cavalleria di ciascun corpo d'armata drappelli di ciclisti del genio, per

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NOT IZIE POLITICO- MitlTAR.l

simulare interruzion i di fe rrovie, distruzione o preparazione di stra.de, di guadi 13cc., e pel funzionamento di~ ta.zioni telegrafistiche dello Stato, supposte ahbàndonate dai rispettivi impiega.ti. Al II corpo sarà assegnato un panificio composto di mezza sezione panattieri, con dodici forni carreggia.ti, in relazione all'istrur,ione per la. mobilitazione da impiegarsi a titolo di esperimento pratico. Presso la direzione delle manovre sarà sperimentato l'impiego di palloncini frena.ti e di cervi volanti al lo scopo di l'endere più facile il recapito degli avvisi, e le indicazioni d'interruzione, ripresa e termine della manovra.. 'f.

** Rispetto a quauto abbiamo detto più sopra relativamente a.Ila conferenza delI' Aja dobbiamo aggiungere che un dispaccio del 29 corrente reca avere tutte le potenze firmato l'atto finale della conferenza. La coven'-Zioue per l'arbitrato è stata fi rmata da undici potenze, altre furono firmate da. quindici, altre da diciassette. Torneremo sull'argomento nella. prosfima puntata. Roma., il 30 luglio 1899.

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NOTIZIE MILITARI ESTERE

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30 Trasformazione del quadro di battaglione di riserva del reggimento numero 2 (comando del la "{1i~esa del pae_se, In.ns?ruck) in_ batt~· glione da campo, per cui tale reggimento sara costJtm_to, a par_t1re da! ·Io ottobre, di ft. battaglioni da campo e un quadro d1 battaglione d1 complemento. li comando ed i p1·imi tre · battaglioni del reggimento avranno sede a Linz ; il ,i.0 battaglione avrà sede a Salzburg. ,1. 0 Nuova ripartizione del circolo territoriale di landwehr di Praga in 5 circoli di reclutamento di landwehr e 5 circoli di landsturm corrispondenti ai 5 reggimenti del circolo territoriale .di land'."ehr. I circoli di landsturm saranno di visi in altrettanti circoli d, ballaghone landsturm quanti sono i battaglioni di lanclwehr del eletto circolo territoriale di landwehr. 50 Nuova ripartizione del circolo di landsturm di Linz (comando della difesa del paese Innsbruck) in ft. circoli di battaglione di landsturm corrispondenti ai battaglioni di landwehr del reggimento numero 2. (Linz e Salzburg). ·' 60 Costituzione dei comandi rlei circoli di landsturm nùmen 6, 7, 8, 28 e 29 nel circolo territoriale di Praga, e costituzione del comando del circolo numero 2. nel comando della di fesa del paese di Innsbruck; ed in pari tempo soppressione ,tlegli ·I 1 comandi di circol i d! landsturm preesistenti nel circolo territoriale di Praga e dei tre comandi di circoli di hindsturm preesistenti nel comando della difesa del paese di Innslfruck. I nuovi comandi sostitu iscono quelli soppressi. Ognuno dei nuovi cireoli di Jandsturm sarà diviso in 3 circoli di battaglione di landst1mn, meno quello corrispondente al reggimento. numero 2 che sarà. diviso in ft..

NOTIZIE MILITARI ESTERE AUSTRIA-UNGHERIA.

Varianti all'ordinamento delta fanteria della landwehr cisleitana.

- Analogamente a quanto fu fotto lo scorso anno (vedi Ri·vista militare del 1° novembre 1189· pagina 005), col ,1° ottobre dell'anno in corso avr:rnno luogo le seguemi val' anti all'ordinamento della fanteria della landwehr cisleitana: 1° Costituzione di un nuovo comando di brigata di fanteria con sede a Pi lsen nel comando di landwehr di Prag.. . Per tal modo il numero dei comandi di brigata sarà 1,1. 2° Trasformazione dei reggi menti 6, 7 e 8, i quali attualmente sono il 1 ° a 3 battaglioni da campo, un quadro di battaglione di complemento e uno di riserva e gli altri 2 a ,~ battaglioni da campo, un quadro di battaglione di complemento e uno di riserva, in 5 reggi· menti, ciascuno a 3 battaglioni da campo e un quadro di battaglione di complemento. I due nuovi reggimenti avranno il numero 28 e il numero .29. Concorrernnno a formarli i quadri di battaglioni di riserva dei reggimenti 6, 7 e 8 e i quarti ba ttaglioni da campo dei reggimenti 7 es·. La ripartizione delle unità nel comando di landwehr di Praga appare dal seguente specchietto.

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BELGIO.

Ammissione alla scHola di guerra. - I concorsi d'ammissione alla scuola di guerra nel 1899 hanno avuto principio il 24- luglio scorso . Saranno ammessi 20 allievi al ,1° anno di studii e 2,1, al 2, 0 • Gli ufficiali di tutte le armi, con almeno o anni di grado, potevano presentar5i agli esami <l'ammissione al 1 ° anno o direttamente a ~nel!! del 20 anno: per i primi era stabilita l'età massima di 32, an01, pe1 secondi di 33 : il corso completo durerà 3 anni. I candidati che, avendo superati gli esami d'ammissione, non avranno potuto ottenere l'ammissione alla scuola di guerra pe1· mancanza di posti, riceveranno un certificato speciale d'attitudine, di cui sarà fatto - menzione sui loro fogli caratteristici (état biographiq11,e). 1

Sede del comando di brigata

Praga.

6° Eger. 8° Praga ) 2.8° Pisek \ 7° Pilsen .

Pilsen

Numero e sede del comando di battaglione

Numero e sede del comando di reggimento

Ì 29° Budwe1s

1°, 2° e 3° battaglione, Eger. 1o, 2° e 3° battaglione, Praga. 1° e 3° battaglione, Pisek. 1

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· / 2° battagl ione, Beneschau. 11c e 2° battaglione, Pilsen. · I 3° battaglione, Rokitzau. I ·1° e 2° battaglione, Budweis. · I 3° battaglione, Neuhaus.

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ANNO XLIV ,


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NOTIZIE MILITARI ES1'ERB

FRANCIA.

La « Vareitse » o wiv,bba, per 1ifficiali ed assimilat'i in campagna. Il ministro d'ella guerra ha fatto pubblicare la descrizione della giubba o blu8a ( Vare1.1.se) adottata per glì ufficiali, assimilati, aiutanti ed impiegati militari di tutte le armi e di tuui i servizi che debbono portare questo oggetto di vestiario in campagna. Se ne riporta qt1ì una sommaria indicazione. La va1·euse è del panno del dolman o della tunica e dellù stesso colore foderata in satin nero. Si chiude sul davanti con una bottooiera di nove bottoni come quel li del dolrnan e come questo è lunga. ~Sul petto lateralmente alla~onie a si aprono 6 tasche, tre per parte. La vareuse si adatta ),éggermè-n.t alla persona. Sul fianco sinistro un'apertura pennette il ~assaggio del pendaglio del cinturino . I l col letto è diritio, i p~ramani a punta, e tanto questi che quello sono come la fi lettatura delle tasche dello stesso panno. La vare.use è guarnita di due spalline di panno fermate con un bottone in vicinanza del colletto. Portano questa giubba o blusa: I funzionari dell'intendenza, medici, farmacisti, veterinari, agenti superiori delle sezioni di strade ferrnte, ufficiali di stato maggiore appartenenti alle armi che fanno u~o di quest'effetto di vestiario, ufficiali éd aiutanti di artiglieria del treno degli equipaggi, stato maggiore particolare dell'artiglieria e del genio, ufficiali ed aiutanti di amministrazione, archivisti, agenti della tesoreria e delle poste, funzionari del telegrafo, personale della giustizia militare. Solamente gli uflìciali ed aiuianti di fanteria, cavalleria e genio non fanno uso del la vareiise. La musica negli ospedali civili. - Per disposizione del ministro Freycinet in data 3 maggio allo scopo di -procurare un po' di distrazione ai vecchi ed agli ammalati, le musiche o le fanfare militari, dietro richiesta dei direttori delle commissioni amministrative degli ospizi o ospedali, suoneranno quanto più ;;pesso è possibile nell'interno di questi stabilimenti. La circolare ministeriale soggiungeva che nell'ottemperare a tale disposizione non doveva nascere alcun inconveniente pel servizio delle musiche oè alcuna spesa pel bilancio della guerra. Occorrendo fa re eseguire un viaggio alle musiche le spese saranno a carico dell'amministrazione della ciltà interessata.

NOTIZIE MILITAR.I ESTERE

Medaglia d,i: /1ronzo pet· ricompe1f a:n gli atti di coraggio ~

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'fi · - Il presidente della Rep\ibbhca con decreto <eri zio . . del · c1·3 gmeno· ha

,istituita una medagl ia dì bronzo per ricompensare ç(h atti I coraggio e -di sacrifizio. . , Essa prenderà posto fra la menzione onorevole e la medaglia da r.-gento di 2a classe. . . . I titolari di una medaglia d'oro di ·1• o di 2• classe so_uo a~tonzzat1 a ·portare snl nastro della medaglia una rosetta tricolore d1 cu, 11 diametro -è di un centimetro. . . . Tenuta dei ve/.ocipedist'i,. - GJ 'indivirlui di truppa d1 fanteria, arti· . .- e aenio destinati definitivamente quali velocipedisti conservano la .g I1e11 3 e . ., . , . , ·1 I ·foro tenuta e ricevono rn pm una g,ubbl!, rva1 euse- dolmu.n) pe1 1 oro -servizio speciale di ciclista . , .. Invece dei pantaloni di panno rosso del modello prescritto per la faniteria, porteranno un pantal0oe di panno del modello adottato per la ca. valleria senz.a il gambale di cuoio. Circolare rei,dti va ali.a constatazione dell'att'itudine ~s·ic_a _àegli iifdì,cial·i chi amati a set·vire al.le co/0111ie: - Il 30 .maggio '. ' mrn1str~ d~lla ,marina ha mandato uoa circolare re!atn;a. alla coustata_z1one dell att1tu•dine fis ica degli ufficiali chiamati a ,;e,rvi re alle _col~me. . ln essa lamenta che ufficiali mandati alle colonie siano dovuu far ~uìbito rimpatriare per causa di salute; dicr essere que~to stat_o ~l1 ~reg,?~ -0izio agli ufficiali, ·aJ tesoro, al servizio; o~din~ che 1~ cons1gl_10 d1 samt~ ,visiti o-\i ufficiali per constatare la loro attitudine o rna1titudme al se1·vizio ;!tre mar.9', e che questi uon possano partire se non .hanno ottenuto JI relativo certilìcato dal consiglio di snui tà. ' GERMANIA.

Dipendenza dell'a,:tiglieria da campagn~ d~'i comandi di . corp~ ,d'armata e d'i divisione - In seguito ali ordrne 1mpen_ale 10 d~tc1 .25 marzo 1899 (si veda la RùYista mi l-ìtare ·ital'ian~, fascicolo ·1° giugno ~899) un altrn ordine di gabinetto i_n_ data ·16 _grngno ·1899, P?h· iblicato dalla dispeni'>a 20a del giornale· mtl1t~re ufficrnle prus~1a~o'. impartisce le seguenti disposizioni circa la dipen?enz~ _dell'art1gl1ena da ,campagna dai comandi di corpo d'armata e d1 d1V1~1one. . _ ,to L'artiglieria da campagna dipende per tutto _ciò_c~~ ngu~rda il ~uo servizio dai comandanti di corpo d'armata e d1 d1V1s1one, 1 quah -sono responsabili della prepnrazione alla guerra . di quest'arma , preci- :Sa mente come lo sono per la fanteria e la cavallena.


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NOTIZIE lllLITARl ESTERE

NOTIZIE MILITAlU ESTERE

2° I comandanti di corpo d'armata e di divisione, nei loro viaggr annua li per le guarnigion i, ispezionano i repa rti d'artiglieria da campagna nel le e;;ercitazioni di combattimento e iD quelle di tiro al bersaglio nei poligoni, e nelle esercitazion i di reggimento. Le ispezioni dei comaodanti di divisioDe avranno luogo, per quan to possihile, contemporaneamente a quelle dei comanda nti di corpo d':mnata. 3° L'ispettore dell'artiglieria d11 campagna dirige lo sviluppo di. tutto ciò che concerne il tiro, promovendo lo studio delle prescrizioni esi ,ten ti al rig1rnrclo. Egli sorveglia l' istruzione sul tiro dei reparti di truppa per quanto riflette la giusta intelligenza e applicazione delle prescrizioni . Egli coopera all'ulteriore progresso del materiale dell' artiglieria da campagna e provvede alla diffusione de e-cognizioni tecniche nel corpo degli ufficiali, mediante la sua azione resso le scuole ed istituti a ciò esisten ti. Se ritiene nocessarie dell e •arian · Ile pre,crizioni rego lamenta ri , egli le promuove rivolgendosi al ministero della guerra. Nelle assen_ze (licenza, malattia, ccc.), l'ispettore viene sostituito per gli affari correnti dal comandante della .p briga ta d'artiglieria dii ca mpagDa della Guardia. <i 0 L'ispeuore dell'artiglieria da campagna assiste tulli gl i anni, sui poligoni di tiro, alle ispezion i di un 1111m1:ro pos_sibilmonte grando di reggimenti di lll'tiglieri a da campagna. Circa alla scelta dei co rpi di truppa egli presenta le sue proposte al gabinetlo militare di S. M. I pe!'iodi pel ti ro al bersaglio sono fissati dai comandi di corpo d'arm arn. L'i~pettore assiste regolarmente alle grandi esercitazioni au tunnali dei corpi d'armata che prendono parte alle manovrr. imperiali. Qualora egli ritenesse necessario di rendersi :inche conto dell'operato dell'artigl~eria da campagna nelle manovre autnm1 ali di altri corpi d'armata, trasmeu~ le relati ve proposte al ministero della guerra. 5° E in faco ltà dell' ispeuore dell'ar:igl it'ria da campagna, di fare proposte al ministero della guerra relativamen te 1dla ri partizione d<•lle munizioni per le esercitazion i e dt:i fondi per le esercitazioni di tiro. 6° La posizione ddl' ispettore dell'artiglieria da campagna rispetto alla scuola di ti ro per l'artiglieria do campagna , alla comm issione di esperienze d'artiglie ria, alla scuola d'app licazione d'artiglieria e genio, alla scuola per artificieri, è regolata dalle prescrizioni vigenti per questi istitnti.

Tutte le destinnioni di ufficiali per lo cruali deve disporre l'ispettore, .come pure la de,tinaziooe di uomini di truppa presso la scuola per artificieri, hanno luogo in base alle proposte dei comandi di corpo d'armata. 7° La corrispondenza tra I' ispeuorato dell'artiglieria da campagna -ed i reparti di trnppa ha luogo gerarchicamente, p11ssc1odo per il comando di corpo d'arm:ita. 8° L'ispettore trasmette al comando di corpo d'armata interessato, un succinto rapporto sulle osservnzioni raue durllnte le ispezioni . l comandanti di corpo d'armata sono in obbligo di unire questi rapporti ai rapporti sulle ispezioni che a lor volta devono trasmettere a S. M. I' imperatore e rl). L' ispettore, nell' ioviare i suoi rapporti ai comandi di corpo d'arrn11ta , può manif~stare il suo parere e fare propo,te su tutto ciò, che pnre non -essendo di sua dipendenza, egli ha avuto occasione di osservare durante ~e ispezioni. Sn queste proposte decido il comando di corpo d'a rmato, se esse non imporrnno varianti alle prescrizioni regolamentari o al materialo; le proposte in quest'ultimo ~eoso !'aranno immediatamente presentate :li ministero della guerra. 9° Gli elenchi delle domande ed i rapporti personali e qualificntivi sugli ufficiali dtllle brigate d'artiglieria da c:nnpagna, saranno trasmessi. .a mezzo dei comandi di corpo d'armata, al gabinetto militare di S. i\l. 10° AIla chiusura d'ogni anno d' ispezioue, l'ispettore deve trnsmet· 'tere al gabinello militare suddeuo un rapporto riepilogativo generale sul le sue osservazioni. Di tale rapportll egli comunica ai comandi di corpo -0'armata quanto è necessario per le corrispondenti istruzioni :ille truppe, notifi ca ndo ciò con tempw-aneamente al ministero della guerra. È in fn·coltà dcll'ispeuorc di aggiungere nelle anzidette comunicazioni ai com:indi <I.i corpo d'armaw, notizie ptJrsooah sugli urtìciali d'artiglieria da campagna, specialmente dei più anziani, che ha veduto.

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RUSSIA.

Ra!lgni,ppamento i n~ corp'i d'armata delle t1·nppe del 'l'ranscaspio del Turkestan. - Pochi mesi fa Yenne annunciato come di tutta la regione dell'Asia centrale (circoscrizione militare del Transcaspio e del 1'urkestan e provincia di Sem iriecensk, prima rncente parte della Sibe ria) venisse formata una circoscrizione militare unica; detta del Tnrkestan. Il lavoro di riordinamento e di conccotrameoto militare e politico di <1uella regione si conferma coll'ultimo decreto imperia le n. ·161 del ~8 (30) giugno u. s., con cui venne ordinnto il raggruppamento in ~


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NOTIZIE lUILl'l'ARI ESTERE

2 corpi d'armata di tutte le truppe residenti nell'Asia centra le, mentreprima uon esisleva formazione superiore al la brigata. Secondo quel decreto i due corpi d'.irmata saraono così com posti : I co1·po d'armata del Turkestan (Tasckent): Brigata cacciatori del Turkestan (4- battaglioni) a Tascken t; 2a brigata fanteria del Turkestan (60, 8°, ,120, ,130, "70 e ,igo batta-·. glione) a Samarlrnnda e altrove; 3.1 brigata fanteria del Turkestan (20, i 0 , 10, ,15° e 18° battaglione) a, Marghe]an e altrove; Brigata locale di fanteria qi Tasckent (·1°, 10°, ·1 1o e 200 battaglione· . quadro) ; 1a brigata artiglieria del Turkestan (5 batterie da campagna e •i damontagua); · 2a batteria tJ caval lo cosacchi di Orenburg_: Batteria a cavallo d~ montagna del Turkestan · Brigata caval leria cosacca del Turke~tau ('2° Jlggimen to Ural, 4-0, 50, e 6° di Orenburg, totale 16 sotnie) ; Battaglione zappatori del genio del ' f l ~ . Totale del I corpo d'arornta del Turkestan, I 9 battagl ioni di fanteria ,. ,f ba ttagl ione -genio, 8 batterie d'artigl ieria, 116 sotnie cli ca vallerin . II corpo d'nrmata del 'l'urkestau (~'.lerv) : ,fa brigata fanteria del Turkcstan (30, 50, 9° e Ho battaglione); ,t a e 2a brigata cncciatori del 'l'rauscaspio (8 bai taglioni); Briga ta locale del Transcaspio (16° battagl ione fanteria . del Turkesta 11 ; -13 r1°ata . . ) 2 reggimenti del Cuban a 6 sotnie l' uno·' cava ll erH1 · " . ,f O e 13a sotnia cosacchi di Astrakhan · cosaccb1 del Tran. . . ' ' ' scas io. 2 sotn1e cavall_eri:1 1negolare turcomanna. P Totale •I6 sotnie. 2a brigata artiglieri,1 de l Trnnscaspio: ,,\. batterie da cam pa ooa •I dì, mortai ; ' . " ' 4a batteria a cavallo cosacchi del Cnban · Compagnia artiglieria da fortezza di Ku;ck; Battaglione zappatori genio del Transcaspio. Totale del II corpn d'armata del Turkestan, •I3 battaglioni fanteria ,. ·l battaglione genio, ·I c0rnpagoia artigl ieria da fo rtezza, ,16 sotnie di, cava Ile ria, (; batterie d' a rtiglieria. . Le truppe del!' Asia centrnle 11011 inquad rate nei corpi d'armata sono il _1 ° _e ~0 ba ttagli?oe ferroviM i del genio del Tran,caspio, i due battaghoo1 fanteria d1 riserva di Askhabad e di Kuschk e le truppe della, 1

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NOTIZIE MILITA[tl ESTERE

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rovmcia di Semiriecensk (,} battaglioni fanteria, ·18 sotuie di cavalleria , . Per tal modo i corpi d'armata del tempo j1i pace dell'es~rcito russo sonc• attualmente nel numero di 27; più 2 corpi d'armata d1 cavai lena .

p . 1· . ) e 2 batterie di art1g 1er1a .

SVIZZERA.

Ese1·cizi d.el landstur-m. - Nel mese di agosto _avranno ~1~ogo gli · · ·del lands· tui·m ·irmato (un noiorno) ·· il diparum<mt. eserc1z1 · e . . o. rmlltare .ha fati.o conoscere con manifesti il luogo e la data d1 rrnn1one per ciascuna unitit. . . . . ··t · l' . · _ Essendosi la commissione d' art1gheria pronuuziata A 1 i g iena. . . . , · . ·_ in favore del!' introduzione d1 un obice da campagna, , en?e mcan cata una commissione di ufficiali superiori per la scelta di un mo-

dello. · d' b' · · Si studierà in seguito il modo di ripartire le batterie I o 1c1 nei corpi di truppa e vi sarà per~i? un probabile riordinamento dell'arti,rf ieria ria montaana e da pos1z1one. . ti s· . o · airn; a· Thonne akuni esperimenti col cannoneI' da· cent1']. I e~e~ Ulf, · metri 8,1~, al cui affusto venne adattalo un vomero per 1m1tarne 1 rinculo e rendere il tiro più celere. . . , . · 1" celerità di 5 o 6 colpi al. minuto lun. ,. e 11 pezzo . S1 raggmnse " zionò perfettamente, resistendo ad un tl:o _di olt:·~ co_lp1., . , _ A Thonne stesso durante la scuola di tiro deil ai t1gl'.er1a da campa . gua furo no eseguiti tiri sino alla distanza di 1~800 rnetn con sei nuovi cannoni a tiro rapido « Kallba ch ».

~?O .


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RIVISTA Dl!:l PERIOD101 MILITARI

Colla capitolazione di Montréal, le truppe fran?esi fur?no imbarcate -e spedite io Francia, e il Canadà divenne possedimento mgles_e. . Lo scrittore afferma che sebbene il C,madà app,H'tenga aglt Ingles'. da più che 130 anni, purtutta\·i~ noo sono rius~'.ti ,a . tirita~iizzare. 1 Canadesi, Peì costumi, per la lmgua e per la ~hg1oue e nmasto francese. La difesa delle coste, per il maggiore fhGEOT, (Continuazione e lìoe).

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI Revue du Cerole milit~ire.

Numeri 24 e 25 del "7 a '44 giugno ,1899. del Canndà, per il cap itano PAINVIN,

Gti ultimi d·ifen,sori

Il Canadà fu scoperlo nel ·1534 da Giacomo Cartier, ma fu soltanto nel ,1608 -- alla qual epoca fu fondata Québec da de Champlain , allora governatore del Ca nadà - che si pensò aj.sii.t irvi stabilimenti ed a t1:arre all'alleaoza fr:mcese le nazioni selvaggf, sia a rn .zo della guerra, sia con trattati. Nel :J 663 infine, sotto il ministero olbert si stabili un piano di colonizzazione e d'allora la colonia divenn . fioren te, Nel ·1759 il governo inglese capitanato da Pitt decise i impossessarsi di quest'isola e vi spedì 60,000 uomini ben provvisti di tutto, mentre i Francesi ridotti i poche migliaia di uomini, mancanti di viveri di munizioni, di scarpe, furono abbandonati a loro stessi . ' Lo scrittore si limita a ricordare i principali avvenimenti di quella lotta, di cui del resto già prevedevasi il risultato finale, . Nel '17()9 il 2.3 luglio gli Inglesi s'im padroniscono del forte Niagara, 1] 13 settemb~e. ha luogo la sanguinosa battaglia di Québec, nella quaie cadono da ero, 1 cap, delle due armate avversarie Montcalrn e Wo lfe e il '18 è firmata la capitolazione di Québec, per la quale la piazza di Québec è consegna ta agli Inglesi, le truppe francesi ne escono cogli onori di guerra. , 1,1 29 aprile '1760 i Francesi intraprendo~o Jass,:dio di Québec, ma a:~1vata la, flo~ta, i_n~lese comandata da lord Co!leyil le, il ,17 maggio si l'll1rano net pr1m1t1v1 accantonamenti di Montréal. Nell'agosto seguente gli Inglesi cominciano l'investimento dì Montréal e il mattino del 7 settembre tre armale inglesi l'iunite si preparano ad attaccare la piazza, 1'8 settembre Vandreuil , cedendo alle istanze dei notabili della città e non potendo resisiere con pochi uomini in quella località circondata da un s.e ~p_lice_mu~o di t~rra, 1·iunisce il Consiglio di guerra, e questo, a unan1m1ta d1 voci, decide che debbasi ca pitulare.

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Àbbiarno già, a suo tempo, reso conto delle al tre parti di ~nesto interessante lavoro: in quest'ultima il maggiore Rageot_d~P\Jr1ma tratta delle quet;tioni tecniche riguardanti specì~lment: l'~rt1 ghena :. e pre,~,'~ ·samPnte delle batterie da costa, del matenale a 1mp1~garv1, d~t depo,~11 di materiale, degli accasermamenti per le truppe, e dei veterani guardie-coste, , , , , Originnle ciò che lo scrittore afferma del m~te:rale· cnnnom , e er oe <ihe per mettere fuori di combattimento qu_alsrns1 nave, ,non occorron~ nella difesa delle coste cannoni mastodonti. Bastano all uopo cannorn di medio calibro, ed anche soltanto cauDoni dì campagna, purehè possedano una velocità iniziale suflìciente,i e proiettili adatti a qu~sto ge~ nere di tiro e possano tirare rapidamente, per approfittare dei brevi istanti durante i quali la nave presa per obbiettivo viene a trovarsi nella zona d'azione della batteria. E questo perchè una nave corazzata ha parti vulnerabili che basta colpire, non per mandarla a fondo, ma per paralizzarla, , ~ Cosi pure non occorre tirare a distanze esagerate. E una st_oltezz.a sprecare la polvere, e tirando alle grandi dìswn_zc si perdono troppi colpi, come fu provato anche nelle ultime lotte navali. Il Rageot viene quindi alle segue~ti conchiusi?ni: , , La difesa delle coste di Francra , della Cors1cn, cieli Algeria e dell~ Tunisia , dev'essere unicamenLe affidata all'eserci to di terra. Non vr dev'essere più dm1lismo neila difesa degli arsenali marittimi ; . La difesa della colonia dev'essere ìntieramente riservata alla ma rwa; La difesa dev'essere prepara ta in modo, da non impiegarvi, nel tempo di pace, cl1e poco personale. Per ii tem.po di guerra, prevedere il caso in cui si avesse a far fronte ad est e ad ovest; Concentrare la difesa delle colonie soltauto sopra alcuni punt!; Avere batterie per tenere a distanza le squadre nemiche che mmacciassero i porti di commercio e gli arsenali marittimi; . . . l:hittere col cannone le baie e le rade, che possono servire d1 nfu gio alle oavi nemiche;

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UlVlS'fA DEI PERI0DI01 MILITARI

RIVISTA DEI PEl:UOOICI MILITARI

Prevc-dere la difesa dei fronti di terra delle lo.:;ali tà marittime per sottrarle ad un col po di mano; · . _Fare largo uso di batterie di piccolo c~libro, disponendole, non nun1te, ma_ spars_e qua e là, per renderle meno vul nerabili; Organtzzare I nostri veterani guardie-coste, che diverrebbero uno el~meuto util~ delln difesa per la perfetta conoscenza de lla costa ove ab1ta_no. D0bb1am~ essere persuasi che fra essi si troveranno sempre uom1111 pronll ad imbarcarsi al pri mo segnale, per andare a riconoscere 11 1 largo Je navi che si mostrassero all'orizzonte. · L_a difesa stabilita su crneste ba&i, renderebbe, per così dire, il nostro terntorio rnaccessibile per mare, e il nemico che volesse avventurarvisi correrebbe gravi pericoli. . Lo scrittore vuole poi che le. p~polazioni rr-1~'.ime siano rassiçurate rntorno alle conseguenzti d' un boll!J:ardame~to,_~ quale non può pro~urre ~he dann i mate1;ia~i fac il menìè'-t½trfl.tbili - incendio O di$tru1 z~on_e d1 qua,che_ nave e d1 alcune ease - mentre le persone hanno facil ita d1 sottrarsi ad ogni perieolo, ri tirandosi al di là i/ella portata dei cannoni. In Francia si ha torto di paventare esageratamente la potenza ma rittima inglese. , U~ a. guerra contro l'Ingh ilterra non potrebbe che rinscirle fa tale, a cond1z1one però d_i conservare il nostro sangue freddo , se anche qualche ab1 to rosso appar1sse sulle nostre coste od invadesse taluna delle nostre colonie. In una guerra colf'Inghilterra còrnpito della nostra marina dovrebbe essere : Cercare anzitutto di completare la d.ifesa delle nostre colonie, traspQrtandov1 uomini, armi, munizioni, ecc. ecc.· C~ ntribuire alla difesa del litorale e degl{ arsena li maritti mi, tenendo r1 mare nella misura de' suoi mezzi } 1\iirrncciare le çoste nem iche, per modo ' òi. tener sem pre in movimen to lll sua marina; At.taccare le sue navi tu tte volte s;avi probabilità di suçcesso m' evitare di iogaggia1·si a fondo in nna grande batta;lia nava le il c:ii ri~ sn lta~o sembrasse dubbio, perchè un disastro marittimo avrebbe deplorevoh conseguenze so pra una popolazione così irnpressiooabile come 111 francese. Lo, scopo, io~omma, cui mirare in una guerra contro l'Inghil terra, non e qne 11o eh for presto, ma sibbeue di trarre le cose in lunrro per rovinare il sno commercio ed usare le sue squadre. n '

Journal des Sciences militaires.

Fascicolo di giugno 1899. - Tre r,olonnc al To nclv~no (1894-1895), per il genera le GA. LLI ENI. 1

Il ·generale Gallieoi, mentre teDeva il comando della <z• circoscrizione mi litare del Tonchino fu inca ricato dal generaie in capo di di rigere parecchie opernzioni contro le bande di pirati, in pos.;esso allora di tuLta l'alta regione. 1n questo interessante lavoro egl i narra la spedizione eseguita con tre colonoe nel Ka·i-Kinh contro il capo pirata B.i-Ky e nel Yen-T he. Io questa prima parte son0 desçriue le operazioni svoltesi nel J(a·i-Kinh n~I dicembre ·1893 e gennaio 189,\., e la narrazione riesce molto interessante, pei documenti che la accompagnano, e cioè gli ordini del giorno impartiti :ille varie colonne, dai quali è dato desumere le particolareggiate disposizioni prese per la marcia delle tre colonne, per la loro riunione al momento prestabilito e per assiç:1r11rne il vettovagliamento e il servizio sanitario . -Come benissimo dice il G~ llieni, i grandi principt della guerra sono sempre gli stessi in tutti i pae$i e c~utro qualsiasi nemico, ma la loro applicazione varia a seconda delle regioni che servono di teatro di oper11zione, ed a seconda dell'armamento e della ta ttica del nem ieo contro i;ui si combat.te. Così nn comandante di colonna non adouerà le stesse disposizioni di marcia e di combattimento, se opera nel Sudan o nel Tonchino. Al Sudan la colonna prenderà qnasi sempre la form azione in quadrato, si traui del bivacco o ùel combattimento, ed i piçcoli po,;ti o le seutinelle di sorveglianza saraono collocati a poca distanza in nanzi alla trup pa. Al Tonchino, invece, si im pieghenrnno piccole co lonne separate e indipendenti concorre,ni allo stesso scopo, ma io grMlo di farsi strada faci lmente altrnverso alle strette ed ai passi diflìcili, che costiLuiscono il car:ittere principale topografico dell'alta regione. Il sistema di sicurezza delle truppe accampa te vuol f.ssere più perfezionato che al Sudao, disposto sui coll i Il sulle acçi~ental ità del terreno, coprendo così la posizione. Al Tonchino stesso variano le regole di condotta delle truppe secondo le regioni, e noo ;;i combatte nella stessa mauier,1 nelle fore:;te del Yen· Thé e nelle montagne del Ka1-Kiuh . Il racconto di questi avven imenti militari stati diretti d111l'autore, mette appunto in ev idenza l'applicazione razionale delle norme sopra rifer ite, e riesce perciò nno studio assai va·nwggi•lSO. 1

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RIVISTA DJU PERIODI CI MILlTARl

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RIVISTA DEI PERlODIOl MILITARI

Il grande Federico - Tattica dell' artigl.-ier'ia, poi colonnello BouRDEA u.

Curiosa l'osservazione che per evitare perdite alle proprie truppe, era principal cu ra del Gall1eni di lanciare avanti i partigiani (indigeni), delle cui perdite infatti non rende conto.

Gli esercizi e 'Ì cor·si della scuola di ilfarte, per An-runo CROQ UET. Il ·1° giugno 179,1, la Convenzione nozionale decretò che " da ogni uis1ret10 dello republica sarebbero inviali a Parigi sei giovani ciuadini, sotto il nome di allievi delta scuola di Ptfa1·te, dell'età dai 16 ai · ,t7 anni e mezzo, per ricevervi, a mezzo di un'educazione rivoluzioa.,ria, tutte le cognizioni ed i costumi d'uu soldato repubblicano. ,, In ragione della sua popolazione, Parigi fornì 80 allievi. Dei sei allievi di ciascun distretto, dn scìegliersi tutti fra i figli dei sans-oulottes, tre dovevano essere presi nella campagna; e gli altri tre nelle ciuà, di preferenza fra figli di volontari feriti o sotto le armi. I primi .illievi arrivarono il 4 giugno, a,li ~ltimi 1'8 luglio . La scuola fu st.ibilita noi piano dei Sabl,ms, sotto le tende, per dimorarvi fino a che la stagione lo perr®tte<se. Tolto il campo, gli allievi dovevano rito rnare alle loro case, in attesa d'essere posti in un corpo di truppa, ove ricP.vcrebbero altre istruzioni, sewDdo le loro at· ti tudini . La sorveglianza immediata della scuola speUò al Comitato di salute pubblica, il qual<l distaccò due de' suoi membri in permaneDza al campo di Sablons. Il comitato fu autorizzato a prendere tutte le misure utili oc per raggiu ngere lo scopo di quella istituzione repubblicana » ed a lui incombeue di scegliere gli istruttori. Fu deciso che gli esercizi d' istl'uzione della scuola compl'enderebbero: 1° nel campo: i particolari del servizio, la mnl'cia, il vestiario, il maneggio delle armi, le piccole evoluziQni, la pratica del cava llo, la manovra cJel cannone; ~0 fuori del campo: le grandi evoluzioni, l'esercizio a fuoco , le ricognizioni militari, gli accamp:iment1, le fnrtilìcazioni passeggiore, le manovre della cavalleri1,, gli nuacchi dei posti, i simulacri di combattimento. Lo Chuquet rende conto minutamente del l'andamento di quel corso e la sua scrillura riesce assa i dilettevole ed istralliva, e nello stesso tempo ci fa toccar con mono che quegli uomini del comi tato nazionitle conoscevano bene a fondo lo scopo cui tendevano, e sapevano pure adottare tutti i mezzi per raggiungere la meta prefis;asi .

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L'esercito nel 1000 - Ciò che è e oiò che do-vrebbe essere, per EN111Co 8ARA'.'.DE. Lo scri ttore ammette, anzitntLo, senza che vi sia bisogno di dimostra:done, come una evidente verità che la llrancia Lio hi;;ogno di un graodo esercito; epperò si propone di :,tudiarne la costituzione auuale, e le modiGcazion i eh~ vi si potrebbero recare. L'esercito ha seguito i progressi della scienza ed essenziali modific:1zioni furono introdotte nel suo ordiuarnento, nell'armamento, nel reclutamen10, nella tattica, ecc.; ma l'istruzione è il comando su per giù sono rim 11 sti gli stessi e non sono più in ::iccordo coi costumi nuovi e collo nuove idee. Vediamo ad unque l'esercito qnale è o quale dovrebbe essere . · L'esercito si divide in due parti beo dif-tinte: i ~oldati ed i cnpi. Questi ultimi appartengono a varie categorie: i sottufficiali, gli uffi ciali di 1rt1ppa. lo !\tato ma~giore. Ciò p1·emcsso, lo scrittore tratta in quest'articolo rlel soldato. Per i1 soldato e<>li vuole il servizio di un anno, dice cho s'impone ed è sufficiente, p~rchè si adotti un metodo conveniente per ioqu_adrare l'esercito'. e si rinunzi all'errore funesto di considerare soltanto il numero, che e nulla, e di trascurare la qualità, che è ltlLto. Bisogna conciliare le d~e cose, facendo passare ~otto le armi l'intiera nazione e dando all'eserc110 un potente ordinamento. . . .. Oggidì l'esercito non è composto rli solda ti, m:1 di g10:an1 .ves_t111 cl~ soldati. Risogna formare dei soldati di carriera, degli anziani; ess~ saranno i rappreseo i:mti delle tradizioni e della rliscipliua e snrann~ gh istruttori della recluta, alla quale, in~ieme ai particolari del mestiere, insegneranno il rispetto del capo, l'obbedienza, l'amore dello patria, il culto della bandiel'a. L'autore vuole soppresso il grado di caporale, sostituendolo cou l'anzinoo. Questi anziani, Cf•!l una rafferma di cinque, clieci e _qui~dici ~n_ni , riceverebbero, al termine del loro servizio, pt:nsione ed 1mp1ego ~,~de. . Tutto ciò si applicherebbe alla fanteria, al genio ed al serv1z10 ausiliario. Per la c.wnlleria e l'artiglieria abbisognano altri temperamenti. . Le truppe di ('11valleri3, essendo impossibile cli form~re un ca".aliere io un anno, dovrebbero essere composte di arruolati volontari colla ferma di cinque anni e di anziani riaffermati. Per l'artiglieria sarebbe necessario di adottarn il sel'vizio cli due onni.


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RIVISTA DEI PERIODICI h!IL11'AIU

RIVISTA DEI PERIODICI MILITA RI

L'esseoziafo è di a vere io ogni arma on certo nucleo solido di soldali anzi:iui, volontari o riaffermati, poi.chè il soldato di carriera è indispensabile all'esistenza di uu esercito. Egli ne è la ba~e fondamentale, e senza di esso si avrà il numero ma giammai la forza.

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che altre soluzioni siano erronee. Vi possono essere differenti modi di vedere ; debbono però esser basati su lhi logica e sulla chiarezza.

Il i;elocipedista combattente, pel colonnello a disposizione SPOHR. È difficile oggidì di leggere una scrittura così àvversa al velocipeclìsmo militare come questa del colonnello Spohr. E lo sue consicler:izioni sono basate soprn ragioni non prive di un fondo di verità e perciò abbastan za serie. LI cicl ista è legato alla strada e questa bisogna che sia buona ; così pure ha bisogno che il tempo sia sempre buono . Nel caso di grande pioggia, sopra $tracie ri dotte a pozzanghern, o èoperte di neve e di ghiaccio la bicicleua non serve più . E tau10 meuo il ciclista può andare attraverso i ca mpi dove, ammesso anche trovi terreno per lui adatto, ciò che sarà quasi mai il caso, qualunque piccolo ostacolo, un fosso qualsiasi bastnno ad arrestarlo. Per combattere unn truppa di biciclisti deve almeno avere la forza di una compagnia ; ma cosi costituisce una colonua di notevole profondità e facilmente vi~ibile da lou tano, mentre poi non ha il mezzo di provvedere alla sicurezza laterale distaccando i necessari fian cheggiatori. Attaccata ri i sorpresa da fonteria nemica, cannoneggiata dall'nrtiglieria o assalita da cav:illeria, in breve momento sarebbe posta fuori dì c;ombattimento. Per combattere inoltre bisogna metta piede a 1erra e trasporti a mano il velocipede che in tal caso costituirà un gra ve e ~crio impedimen to. E poi qua li risultati sono d~ aspettarsi dal combattimento di pocbi ciclisti, legati alla loro macchina, timorosi di esserne separati, che non possono contare sopra alcun rinforzo nè di ritirarsi sopra un prossimo sostegno? Generalmente si intende fore largo assegnamento su ll' impiego dei ~iclisti , sia avanti alla cavalleria , sia al seguito della stessa, come rin· calzo. Ma lo Spohr contesta cotesto impiego. A suo parere una colonna di bicicli~ti che precedesse la ca va Ile ria sarebbe fat:i le preda del nemico e specialmente della cavalleria che l'accerchierebbe, e tan to meno può servire di sostegno alla cavalleria, perchè uon è in grado di seguirne le mosse. E lo scrittore si spinge ancora più in lit e neg11 perlì no cbe si possano usa re i velocipedisti nel servizio di corrispondenza, imperocchè o per la cattiva strad:i, o per I' ir1clemenza della stagione, sia infine per la popolazioue osti le o per guasto alla macchina, uella pluralità dei casi si dovrà pur sempre ricorrere alle ordinanze di cavalleria . In tutto ciò vi è certo della esagerazione, ma sta di fatto che gli argo, -menti tutti portnti dallo scrittore contro il velocipedismo hanno qualche consistenza. E non è a dimenticare che assai probabilmente l'opposizione

Besanzone e la 7 3 dfo'isione m·ilita,r e nel 1870-7'/. - (Continuazione). Con molti par1icolari sono narrati gli avvenimenti militari svoltisi nel mese di ottobre nel raggio d'azione della fortezza di nesanr.one. La g11e.rra della successione d'A.ustria 1740 -174.8. Jahrbiicher fiir die deutsche Armee und Marine.

Puntata di giugno 189ç,. - l'attir,itù d'i ilfoltlce q1tale capo del.lo. stato maggiore generale, pel tenente colonnello 80111ssow, ca po di stato maggiore della fo rtezza di I wangorod . È il pro~eguir~ento del b;ll issim~ e prof ~o studio del colonneI lo russo Ronssow rutoroo ali opera d1 ~Joltk . l'n questa parte del suo lavoro egli.- prende a disamina: • arteci zione agli organi in sott'ordine dei dnti necessa ri riferentisi al pinno di guerrn, le nomine dei cap i delle arm ate e dei loro stati maggiori, l'istruziooe e la direzione del lo stato maggiore; la raccolta di notizie rlel proprio stato e di quelli vicini, l'attiviti1 di Moltko nel periodo delle complicazioni politiche e durante il periodo della rnobi lirnzionc. Particola rmenie interessanti le c9nsiderazioni del Borissow sul metodo seguito da .)foltke per l'istruzione dello staro maggiore. Appoggiondosi alla RaccoUa dei temi tattici dell'illustre maresciallo, pubblica ta dal grnnde stato rna~giorc nel ,I 892, egli ne deduce che ~loltke prcliggevasi con quei temi : ·I O di offrire occasione all'uffoiale di stato maggiore di ponderare e sciogliere temi che gli riuscissero di utilità in guerra; 2° di apprendere la condotta delle tre ~umi ; di svil uppare logicomente il pensiero e di meuerlo io iscriuo in modo chiaro e iu buono stile: di rormarsi infine un t:liiaro concetto e un giudizio militare e.salto del terreno ; 3° di impa rare a mettersi nella situazione dell'avversario, erl a prendere giuste decisioni io relazione alla medesima ; ,~o d'insegnare agli uffiziali l'importanza della teoria nell'arte della guerra; 5° Moltko ripete di continuo che lo scioglimento i:la lui dato al tema rupprr.seota soltanto il suo modo di vedere, e che ciò non Yuol dire 1

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RIVISTA DEI PE RIODICI MILITARI

al ciclismo mil itare trova forse un motivo plausibile nella smisurata propaganda di coloro che non vedono, non sognano che biciclisti. Per noi la verità, come in qu asi tutte le cose, · sta nel giusto mezzo. Crediamo che il velocipedismo militare sia chiamato nelle guerre dell'avven ire :i rendere utili servizi, tnttevolte però il suo impiego sia contenuto in modesti confini e si sappiano convenientemente valutare pregi ed i difetti inerenti a cotesta specialità ùi combattenti.

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L IN!Zl0 DELLA CAMPAGNA DEL 1809 NEL VENETO 1

E

GLI ITALIANI ALLA B ATT A GLIA DI BA CILE

L'esercit-0 e la marina dell'Itali a nel .2° semestre del 1898 . È un riassunto assai bene compilato di tutto ciò che av venne nelle nostre forze mi litari nel periodo di tempo so pr:ldetto.

Continuazi()11e. -

Vedi cti.,-pen.m X V

Noti zie intorno all'eset·cito e alla marina della R1"8sia.

Vi si esam ina brevemente il nuovo regolamento di servizio io ca mpagna testè pubbl icato, e si mette in rilievo che il pregio principale del medesimo consiste nella tendenza ad edncare gli ulfìciali tutti, a qualsiasi grado appartengano, ali' iniziat\tWÌ. 1 R!sp~tto oll'o~d_ina_men to de~~ercito, si fa notare che il numero dei col'pt <l armata s1 e clt bel nuovo arrmetr<aio essendosi ripartite le truppe del Caucaso in due corpi. Il ·I O corpo d'armata del Caucaso (Alexandropol, prima Tifl is) si compone d'ora in avanti : della 20• e 39• divisione di fanteria , della 1° e 2" divisione di cosacch i del Cauca:;o, del 11} e 2° battaglione del Knban-Plastun, della 20° e 30a brigata d'nrtiglieri11, della 2• e 5• batteria cosacchi del Kuban , e dol 20° e 390 parca di arLiglieria volante. Il 2° corpo d'n rmata (Tiflis) consta: della 21.• divisione di fanteria, della divisione di cavalleria del Caucaso, della brigata cacciatori del Caucaso, della brigata cacciatori ind igeui del Caucaso, della 2•1• brigata di artiglieria, del riparto d'artiglieri a cacciatori del Caucaso, del 2·1° parco d'artiglieria e di quello cl' artiglieria cacciatori del Caucaso. Per 111 penisola di K.wantun (Porto Arthur e Talienwan) fu cre11ta, una speciale artiglieria da fortezza consistente pel momento di 6 compagnie, tolte da altre fortezze.

Per la Direzione L onov100 C xso TTI

DEMARCHI CA R LO,

gerente.

III. L a natura alpestre del terreno, le intemper ie d'una stagione eccezionalmente rigida, il divieto di effettuare ricognizioni, le quali potevano provocare il risentimento del nemico e gettare sul principe Eugenio la responsabilità della guerra rendevano assai difficile agli Italiani conoscere i movimenti dell'avversario, e questi ne approfit tava per avanzare rapidamente. · Tre grandi strade si aprivano all 'invasore nel teatro di guer ra orientale ; la pri ma è quella che passando per la Pontebba entra nella valle del Tagliamento e scende ad Osoppo; la seconda penetra al Predi! nel corso dell'Isonzo e per Ca.poretto e Cividale va ad Udine ; la terza provenendo dalla Carniola discende dalle Alpi Gittlie sul basso Isonzo, che supera a Gorizia e sbocca a Palmanova e quindi a Codroipo ove si allaccia alla strada della Pontebba. La prima e la terza di queste vie sono quasi sbarrate da due fortezze (Osoppo e P almanova) che forse avrebbero r itardato l'avanzata dell'esercito austriaco; quindi l'arciduca Giovanni non le seguì; scelse perciò la centrale, difficilissima, poco praticabile, sprofondata in anguste gole che obbligano le truppe a. sfilare in · sot tili colonne. Qualora l'esercito nemico fosse stato riunito tut to in Friuli, l'arciduca Giovanni per sboccare da quella via avrebbe dovuto torcere 91 -

A:-.:-.0 XLIV.


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L' lN IZÌO 01<:LLA CAMPAGNA" DEL

1809

NEI, VENETO

molto filo. Infatti se il principe Eugenio avesse potuto concentrare subito fra Isonzo e Tagliamento quattro divisioni, ne poteva schierare due dietro il basso corso del fiume Torre per prendere di fronte l'avversario, una lasciarla presso Venzone sulla via della Pont,e bba onde impedire aggiramenti da quel lato, e colla quarta cogliere sul fianco, passando per Faedis ed Attimis, la colonna austriaca impigliata nella valle del Natisone. Per non ricevere molestie al passaggio dell'Isonzo faceva · d'uopo all'arciduca attirare l'attenzione delle dne divisioni Seras e Broussier che, come abbiamo visto, sole trovavansi in quei paraggi, verso il nord ossia sull'estrema sinistra austriaca. /) Quindi fece a~~~~a;~.. ~r ;rà strada Tarvis-Pontebba un distaccamento comandato dal colonnello Wolkmann e èomposto di 3 battaglioni e 2 squadroni; queste truppe dove· vano il 9 occupare L eopold-Kirchen a nord di Malborghetto, ed il 10 aprile spingersi a Pontebba; il capitano Zuccari :fiancheggiò questo movimento per la montagna dirigendosi con un mezzo battaglione alle sorgenti del Piave. Un altro battaglione marci°ò sulla sinistra del corpo Wolkr:oann costeggiando il laghetto di Ra:lb; a R occolano sul Fella doveva riunirsi al "\Volkmann. Queste operazioni s'erano iniziate e svolte senza che nè da una parte nè dalì'altra fosse stata lanciata la dichiarazione di guerra. La sera del 9 aprile il principe Eugenio giungeva ad Udine, ed il giorno seguente un ufficiale spedito in tutta fretta dalla divisiòne Broussier lo avvertiva che al mattino il principe GioYanni aveva fatto consegnare .agli avamposti la ritardata intimazione di guerra ed alcuni istanti dopo nuclei di nemici s'erano scagliati sui primi appostamenti francesi, traendone parte prigionieri. Una tale notizia produsse v:ivo stupore nell'animo del vicerè, poichè non credeva tanto imminente il contatto austriaco, com'egli stesso afferma in una lettera al ministro della guerra francese, conte d'Anebourg, spedita da Vicenza il 23 aprile 1?09. Effettivamente l'episodio dell'attacco d'avamposti si svolse così:

E GLI ITALIANI ALLA BATTAGLI A

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SACl!,J,;

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La divisione Broussier, stanziata attorno a Venzone; avea .collocati i posti avanzati, fornit i dal 9° reggimento di linea francese fra Dogna e Pontebba; all'albeggiare del dieci si presentava dinanzi a questa truppa un parlamentario accompagnato da un trombettiere portante la bandiera bianca di prammatica, e venne :rimesso al comandante degli avamposti un comunicato dell'arciduca Giovanni, che diceva di .aver ricevuto ordine dall' imperatore d'Austria di penetrare in Italia e di trattare come nemici tutti coloro che avessero voluto opporsi alla di lui avanzata. Questa intimazione allo stato in cui già trovavansi le cose rivestiva i semplici ca'l"atteri di una formalità di diritto internazionale; infatti mezz'ora dopo, senza attendere alcuna risposta, numerosi distaccamenti di cavalleria e fanteria leggera del corpo di vVòlkmann si precipitarono sui posti francesi comandati -dall'aiutante Schneider. Quest' ufficiale ripiegò allora a\}a Chiusa, che non essendo fortificata offriva poca garanzia I di difesa; perciò ritenne più con veniente portarsi ancora più indietro a Villanova, -0ve prese posizione con circa 100 uomini, complessivo dei posti raccolti nel ripiegamento; un picchetto occupò il ponte -sul Fella a tergo della posizione. Ma le compagnie austriache -scendenti da Roccolano attaccarono quel postò, obbligandolo .a ritirarsi in disordine a Resciutta, ove ers.vi un altro nucleo fancese. Schneider preso alle spalle cadde prigioniero con .57 uomini. L'ufficiale che comandava il posto di Resciutta alla sera -si ritirò sul villaggio di Portis, mentre Wolkmann occupava Villanova . Contemporaneamente l'arciduca, che aveva riunite le proprie forze fra Caporetto e Plezzo, dopo aver respinti alcuni reparti della divisione Seras avanzatisi a Stradella, a Ma<lonna del Monte ed a Stupizza, con missione d'osservare l'alto Isonzo ed il Natisone, perveniva la sera dell' 11 a Cividale con 30 battaglioni e 44 squadroni. L'avanguardia a~striaca comandata dal generale Gavassini, malgrado possedesse gli equipaggi da ponte, non aveva potuto giungere a


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I,'INIZlO DELI,,A CAMPAGNA DEL

1809

NEL VEN€TO

causa delle pioggie, e riusciva con imbarcazioni aquisite a superare il bass.o Isonzo fra Gorizia e Gradisca, avvicinandosi ad Udine, attorno alla quale accampava la sola divisione Seras. Il principe Eugenio, ricevuto il dispaccio di Broussier, edotto della forte minaccia sul medio e basso Isonzo, comprese d'essersi spinto innanzi con troppa leggerezza e rapidità, senza aver prima · accuratamente provveduto a raccogliere le sue forze; infatti adesso gli si rivelavano interi i danni della situazione poichè in ogni luogo egli presentava ostacoli debolissimi alla marcia in avanti del nemico, e qualora si fosse incapponito di tentar il mantenimento delle attuali infelici posizioni, avrebbe senza dubbio dovuto assistere al cozzo della mole completa d ' versario contro i propri riparti disseminati, deboli, eccessiv meme lontani l'uno dall'altro per potersi scam.bi~volmente sot tenere, ed in condizioni quindi di soffrire successive e forse irrimediabili sconfitt.e. Il vicerè si sentì profondamente turbato da un complesso di fatti, così critico e così nuovo per lui; in tali imbarazzanti frangenti non gli rel'ltava che porre immediatamente rimedio all'errore commesso ed operare al più presto la mancata .concentrazione delle forze, retrocedendo per avvicinarsi ai suoi, ed impartendo a questi ordini per accelerare il movimento della radunata. AbbaE.donando la linea difensiva dell'Isonzo così intempestivamente scelta e difesa nel modo tanto inefficace sùddescritto, era d'uopo per opporre resistenza al nemico eleggersi up.' altra linea; e dopo l'Isonzo il difensore potrebbe occupare còn qualche vantaggio per contrastare la marcia dell'invasore la sponda destra dei fiumi che scendono dalle Alpi e vanno a scaricarsi nello Adriatico, quali sono il Tagliamento, la Livenza, il Piave, il Brenta e l'Adige. Il Tagliamento (1), guadabile per quasi tutto il suo corso, ~ cioè fino a Latisana, non si presta gran chè alla difensiva. (i) È noto come il Bonaparte lo superasse nella. celebre campagna del i79i, in ordine spiegato di fronte a tutto l'esercito dell' arciduca Carlo disteso sulla s11onda. sinistra.

E GLI ITALIANI ALLA BA'f'l'AGLIA DI SAC!LE

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La Livenza sarebbe una linea di maggiore importanza per-0hè da Portobuffole. in giù non permette il guado e la sua potenzialità difensiva viene accresciuta da un fondo melmoso e da sponde ricche di paludi e stagni. Presenta però i non lievi, inconvenienti di essere girabile pei buoni ponti di Sacile e di Brngnera ed inoltre offrire diversi guadi dalle sorgenti a Portobuffole. Ciononostante il prin-0ipe Eugenio parve preferirla al Tagliamento sia pel suo valore difensivo intrinseco, sia perchè scegliendola come luogo di riunione, si allontanava maggiormente dal nemico . ,e da,va agio ai riparti dispersi di potersi più facilmente raccogliere. Ma doleva atrocemente al vicerè troppo ripiegare; perciò rimase qualche tempo in forse su quale fiume portarsi, perplessità biasimevole in un comandante in capo, ~ che fu , una delle principali cause del susseguente insuccesso di · Sacile. Mandò adunque in tanta incertezza ordine al generale Broussier di riunire la propria divisione al villaggio di Ospedaletto a sud di Venzone nell'alta valle del Tagliamento ed in quella località resistere con energia, ed al tempo stesso .,mandare truppe ad Osoppo; al generale Seras 'di concentrare le proprie milizie al campo di S. Gottardo e di spingere il 6° reggimento ussari in ricognizione verso N ogareto, ed alle divisioni Grenier, Barbou, Severoli, Lamarque e Grouchy di affrettare il passo e di portarsi fra la Pia ve ed il 'ragliamento. Il generale Schilt • con 3500 uomini tolti dalla diviHione Severoli si rinchiuse in Palmanova, fortezza ohe possedeva 132 bocche da fuoco, con provigioni e munizionamento da poter resistere per 3 mesi. Però questa piazza al pari di quella d' Osoppo se trovavasi in grado di servire come ottimo punto d'appoggio, non vantava (per inesplicabile lentezza posta nei lavori degli ingegneri militari) fortificazioni tali da creare serii imbarazzi o molestie alle spalle od ai fianchi d'1m nemico invasore. Ne.Ilo stesso giorno (11 aprile) nel quale si effettuarono movimenti testè esposti, il principe Eugenio proclamava i ,s olennemente ai popoli d' Italia :

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L'INIZIO DELLA CAMPAGNA · DEI,

1809 Nl(l. VENETO

« L'Austria ha voluto la guerra! Sarò · dunque per un mo(< mento lontano da voi. Va;do a combattere i nemici dell'au-

« gusto mio Padre, i nemici della Fran~ia e dell'Italia. Voi. (< conserverete nella mia lontananza quello spirito eccellente, ,< del quale mi avete dato tante prove. Sono certo che i nostri s( magistrati saranno come lo furono fino adesso degni del « loro sovrano e di voi. In qualunque luogo io mi ·trovi, voi ,< occuperete sempre la mia memoria ed il mio cuore. » Ed alle truppe : « Soldati d'Italia! il giorno d:e-1~ gloria è sorto anche per « voi; disciplina, fidncia; ogn no di voi faccia il proprio « dovere e coll'aiuto : i Dio riteremo l'approvazione di « N a poieone! >> . Il 13, in seguito a decreto del vicerè, alle ore 3 pomeridiane, si adunava a Milano il Senato consulente _(l) e veniva introdotto nell'aula un messaggero di Stato, latore di una lettera del principe Eugenio, annunciante che il gabinetto austriaco aveva dichiarato la guerra: « In tempo che noi riposavamo sulla fede dei trattati >> diceva il dispaccio « e ch"l la nostra fiducia era autorizzata « dalle generosità del nostro Sovrano verso l'Austria, la di « lei perfidia preparava da lungo tempo una nuova guerra. >> Il vicerè aggiungeva che sebbene s'indugi sempre a credere alla possibilità d'uno spergiuro, pure oramai era vano· l'illudersi poichè gli Austriaci avevano già invaso il territorio italiano, il quale sarebbe divenuto nuovo . teatro di trionfi per le truppe del regno, e conchiudeva: « Chiamato, « dall'augusto mio Padre all'onorè , di comandare questi va(< lorosi, farò tutto per giustificare la sua confidenza. Io stesso « sarò di tanto più tranquillo perchè mi rammenterò di con« tinuo lo spirito eccellente del quale sono animati i popoli ,< del regno e perchè ho la speranza, giustamente fondata che, \i)

Que; t'assemblca truvav,,si ai suoi primi atti, 'poiché era stata aperta solo il

t • aprile -1809. Eugenio ne\l'inaugu,·arla disse: • Grazie alle armi dell'imperatore Na-

• poleone non vi sono più Lombardi, Venezian i, Bolognesi; una nazione si ha fioa!, mente, una nazione italiana! , La coscienza na,.ionale e l'1clea dell'un ificazione della patria andavano in moct<> len to, ma ineluttabi le rr,rmandosi.

E GL I ITALlAN l ALLA llAT'rAGL IA DI SACILE

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,, voi, col vostro esempio, saprete mantenere questo spirito « e che con un'attitudine ferma e tranquilla in tali circo,, stanze, vi mostreréte degni di essere stati collocati al primo « rarigo delle autorità, del regno d'Italia. Questa lettera n on << servendo:ad altro fine , prego Dio, signori senatori, che vi « abbia nella sua santa custodia. » · Da tali documenti si sprigionano a mio avviso delle considerazioni importantissime e che caratterizzano le aspirazioni, i difetti, le passionalità di quei tempi in generale e di quei popoli italiani in particolare. Infatti dai proclami e dalla lettera citati, si deduce che al vicerè premeva in primo luogo far pubblicamente conoscere come la guerra ·fosse stata . provocata dalla malafede e dall'ostinazione austriache; e questa . cura lascia supporre nd principe Eugenio il timore che le popolazioni non avrebbero appoggiato di buon grado una guerra accesa per mire ambiziose, e forse dubitando della sua giustizia e necessità l'avrebbero ostacolata; ma dopo aver scaricata b colpa della lotta sull' Afustria, il principe non si sentiva ancora troppo sicuro sui sentimenti dei proprii sud: diti, sulla loro ~evozione al governo attuale e tentava perciò di propizia/sene sempre più la sottomissione, rievocando alla loro rriente con insistenztL. l'affascinante figura napoleonica e filtran.tl.o nei loro .animi la convinzione che un successo militare avrebbe coperto di gloria il nome italiano, donato ai popoli . del regno pace, g randezza, benessere ed aperta la via a più alti ideali di libertà nazionale.

Ma le accarezzate speranze ed i lieti presagi minacciavano rovina fino dall'inizio della campagna. E fu con rammarico, con un principio di scoraggiamento che il principe E ugenio . si trovò nella dura condizione di retrocedere; nè ci stupisce questo stato d'animo del generale in capo, riflettendo ch'egli era giovane e senza gloria, conquistata sui caqipi di battaglia, che ai suoi ordini militavano ufficiali e soldati napoleonici, testimoni e compagni del gran capitano nelle sue splendide

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L'INIZIO DELLA CAMPAGNA DEL

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NEL VENETO

azioni guerresche e, che diffidenti dell'inesperto condottiero attuale mal si rassegnavano ad un ripiegamento non appena aperte le ostilità. - Per affrontare e vincere nello svolgersi di imprese milit,:iri alcune apparenze poco favorevoli alla azione del comando supremo è necessario che alla testa di un esercito risieda un generale famoso, il quale goda illimitate la fiducia e la stima dei suo(dipendenti; ma iì principe Eugenio non si trovava in tali desiderate condizioni e quindi appare naturale la sua ripugnanza a retrocedere; da questo increscioso stato d'animo del giovane capo scaturì quella incertezza nell'operare che doveva b~n-~ esto riescirgli fatale. L'esercito austriaco dopo il lieve ·contro d'avamposti alla Pontebba superò l'Isonzo ~za in.5 ntrare ostacoli e si presentò dinanzi Udine; il genenrl~Seras non avendo forze sufficienti di resistere all'inimico, nè avendo probabilità di ricevère rinforzi, abbandonò la città ed indietreggiò sino a Campoformio. ]hattanto la posizione, che Broussier occupava ad Ospedaletto diveniva pericolosissima, aven do sulla strada di Venzone la minaccia del corpo di W olkmann e potendo da un momento all'altro venir e tagliato sulla destra da forze austriache che da Udine avessero eseguito una punta sulla via Artegna-Osoppo. Il vicerè quindi venne alla giusta determinazione di far abbandonare Ospedaletto da Broussier ed ordinare il ripiegamento della divisione di questo generale sulla destra del Tagliamento, superando il fiume al ponte di Dignano. Quest'ordine venne mandato al Broussier il giorno 11 e contemporaneamente se ne spedì u~ ' altro a Grenier, ordinandogli di occupare Codroipo onde assicurare la ritirata di B roussier, ed a Seras d'abbandonare Campoformio e recarsi pure a Codroipo. Il Seras eseguì l'operazione nelle prime ore del mattino; il Broussier invece trovandosi assai distante dal quartier generale (risiedente 1'11 a Valvasone) non ricevette il dispaccio che nel pomeriggio. Le truppe di quest'ultima divisione presentavansi così disposte; iì quartier generale della divisione con tutto 1'84° r eggimento di linea (composto in gran parte di Toscani e

E GLI ITALI ANI ALLA BATTAGUA DI $ACILE

1431

Romani) e con due battaglioni del 9° ad Ospedaletto ; un distaccamento costituito dai rimanenti battaglioni del 9° a sud della confluenza del Fella col T agliament;o e precisamente nel villaggio di Venzone coll'incarico di sbarrare le due strade, nazionale e mulattiera che seguono le valli di quei due fiumi; il 92° ad Osoppo in osservazione sulla strada Artegna-Osoppo, dalla quale potevano giungere, staccati dal corpo austriaco principale nuclei tendenti ad avvolgere sulla destra Broussier. Alle 8 antimeridiane dell' ll il generale Wolkmann pro· -cèdendo per la valle del E'ella allo scopo di continuare l'in<licato movimento aggira,nte, mandò un battaglione _contro il villaggio di P ortis, occupato dai posti francesi ritiratisi da Resciutta, ed aprì subito uu fuoco vivacissimo, riuscendo -dopo breve tempo a far sgombrare quel villaggio. Gli Austriaci si avanzarono allora su Venzone; quivi il 9° fanteria sostenne vigorosamente l'attacco, difendendo il luogo sino alle 10 antimeridiane; a quest'ora p~rvenne l'ordine di ripie.gare su Ospedaletto ed il movimento si eseguì con ordine inappuntabile. :J3roussier dinanzi all' incalzare del nemico riunì con sollecitudine la divisione e si collocò alquanto a nord d' Ospedaletto sul monte Coruielli, dominante il Tagliamento e la stra(Ìa interposta fra questo e le scoscese pendici montane. Dexais con due battaglioni del 9·· fanteria trovavasi sulla destra della posizione, sulla mulattiera det ta dei Capuccini che da .Venzone conduce a Gemona, girando tle falde del monte Comielli. Due battaglioni del 92° fanteria formavano la riserva al villaggio di Bertosi, ove si biforca la· strada; un ramo conduce a Gemona, l'altro ad Osoppo. A mezzogiorno cominciò il combattimento; il nemico si rivolse con violenza contro la destra di Broussier, respinse i due battaglioni di Dexais ed occupò la falda orientale del monte Oomielli; otto compagnie di Croati agli ordini del capitano Zuccari si presentarono sulla sponda destra del nume, tormentando con un'accanita fuci~ata i Francesi. Lo slancio e l'assieme degli attacchi combinati di Wolkmann e Zuccari furono tali, che Broussier temette d'aver di


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L'INIZIO L>ELLA CAMP •.\GNA DEL

1809

E GLI lTALIANI A LLA BATTAGI, IA Dl $AC ILE

NEf, VENg'l'I)

·concentrazione cominciava quindi ad effettuarsi, ma nell'animo del giovane principe continuava a regnare terribile l'esitanza. Egli infatti (così si rileva esaminando la di lui corrispondenza) dopo il combattimento d'Ospedaletto, giudicava ancora necessario osservare le forze e le intenzioni del nemico · da vicino e qualora lo avesse scorto debole ed indeciso pensava fosse conveniente investirlo in modo gagliardo colle quattro divisioni di ctÌi E ugenio disponeva; ma dato invece che l'avversario, come era probabile, si fosse inoltrato con un vigoroso nerbo di truppe sul Tagliamento, guadabile quasi ovunque, allora sarebbe stato d'uopo portarsi decisamente indietro sul Livenza, organizzarsi e d i, qui ripigliare l'offensiva con tutte le forze. Questo appare a grandi tratti il piano che la sera del 12 il principe Eugenio delinea nel suo :rapporto all'imperatore; ma tali proposizioni riescivauo troppo difettose dinnanzi al com plesso di circostanze avverse che gravava sulle armi franco' italiane ; la pioggia dirotta e continua che da qualche giorno imperversava, gonfiando i torrenti rendeva malagevole e lente oltre ogni dire le marce; perciò la volontà del comandante veniva stentat;ment8 tradotta in atto, ,,tentre ora più che mai si s&.rebbero bramate mosse rapidissime, sia, in un'immediata offensiva, per riunirsi ed impedire al grosso dell'esercito austriaco il passaggio del Tagliamento, sia, qualora si fosse seguito il partito della prudenza e dell'attesa, per portarsi celeremente molfo indietro onde operare completa la radunata, frap ponendo subito fra sè e l'avversario tanto spazio che desse la certezza èìi condurre a tArmine la divisata operazione senza subire molestie. Ad accrescere. la lentezza nelle nuove azioni concorreva l'esaurimento delle truppe franco-italiane, prodotto I dalle lunghe, affannose marce, e dallo sconforto che cominciava ad invadere l'animo dei soldati in conspetto all'avanzata austriaca ed alla nostra continua retrocessione.

fronte una rilevante porzione dell'armata austriaca. Durante lo scontro arrivò al comandante francese dal vicerè il menzionato ord ine, nel quale gli s'ingiungeva una celere. ritirata passando il Tagliamento al ponte di Dignano. A tale dispaccio (giunto alle ore, 3 pomeridiane) il Broussier rispose che trovandosi troppo seriamente impegnato non poteva ma.ndare ad effetto l'ordine che sul cadere della notte. La disubbidienza del generale francese, sebbene motivata da nobile spirito militare e da bramosia di arrestare l'imbaldanzito ·avversario,poteva riuscire assai perniciosa non solo alla divisione che combatteva, la quale arrischiava di venir schiacciata di fronte e forse anche di fianco dalle preponderanti forze nemiche, senza avere alcuna probabilità d' e(se{e sostenuta alle spalle, . ma purancoalladivisione Seras:7:co promettendo il passaggio sul Tagliamento che ques~1ltima tava effettuando, qua.lora un maggior numero d' Austri ci presentandosi sul campo della lotta avesse ricacciato Broussier. Il combattimento si protrasse sino all'imbrunire (ore 6 pomeridiano); il generale Dexais, portatosi alla testa dell'84° fanteria, composto, come dissi, quasi totalmente d' Italiani respinse più volte i furibondi · attacchi dei soverchianti nemici, rimanendo egli stesso ferito. Questa os'tinata resistenza che gli Austriaci non erano preparati a ricevere, ispirò loro maggiore circospezione e ne frenò alquanto l'avanzata. I Francesi ebbero circa trecento uomini fuori di combattimento, gli Austriaci circa cinquecento, dei quali duecento prigionieri (1). Nello stesso giorno di questo fatto d'armi la divisione Grenier perveniva a Valvasone, e s.nl far della notte giungeva a Pordenone l'avanguardia di Barbon. La desiderata ('1)

mcco come il principe Eugenio descrive (fl1est':1zione ,ili' imperatore. Valvasone, !2 aprile -1809.

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Prima di abbandonare la posizione d' Ospitaletto il generale Broussier ebbe a sostenere un brilla ote combattimento, che e di buon :rngurio pel progredire della guerra. A due ore e mezzo venne assalito nella sua posizione d'Ospit:1letto da forze superiori del doripio delle sue. li 9° reggimento fanteria ed il i 0 battaglione dell'S1,• resistettero sino alle 6 di sera allo sforzò del nemico e costantemente rintuzzarono i suoi assalti ostinati..... li generale Broussier s1 loda assai del sangue freddo e del coraggio delle truppe.

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L'INIZIO DELLA CA MPAGNA DEL

1809

NEL VENETO

E GLI ITALIANI ALLA BATTAGLIA DI SACILE

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Il 12 la. divisione Séras abbandonò Campoformio e prese posizione dinnanzi a Valvasone sulla sponda destra del Tagliamento, accanto alla divisione Grenier. Il 106° di linea -occupò la testa di ponte di Dignano non ancora compiuta. Nel medesimo giorno alle ore 6 antimeridiane pervenne a Dignano la divisione Broussier ohe proseguì per Spilimbergo dopo aver lasciato in rinforzo al 106° il 4° battaglione del 9° reggimento fanteria. In giornata questa divisione spinse una ricognizione su S. Day..iele nde attingere ut~li ra~guagli ,mi movimenti nemici. Wolkman col grosso dei suoi battaglioni non aveva superato Ospe al tto, limitandosi di manda.re qualche distaccamento a Gemona. e ad Osoppo. Appena giunto Séras a Valvasone Grenier lo abbandonava, a ttraver· s·ava il Tagliamento arrestandosi sulla sinistra di Codroipo, mandando nuclei sulle strade di Udine e di Palmanova. Ma nessuna delle suddette ricognizioni ebbe la ventura di incontrare il nemico. Alla sera il generale Grenier ripassò il Tagliamento e venne a rioccupare la primitiva posizione dinnanzi a Valvasone. Alle divisioni Seras e Grenier si riunirono il 6° d'ussari, il 6° e il 25° di cacciatori; l' 8° cacciatori si dispose fra Latisana e S. Vito. (+li Austriaci mantennero quasi invariate le loro posizioni il 12: solo l' 8° corpo si spinse sino ad Udine, e Gavassini dalla sua stanza sul fiume Torre dispose le operazioni per stringere d'assedio la piazza di Palmanova. Il giorno 13 l'arciduca. Giovanni condusse a bivaccare nei pressi d'Udine i due suoi corpi d'esercito; Gavassini completò l'investimento di Palmanova. Il generale Frimont portatosi all'avanguardia con quattro battaglioni ed otto squadroni occupò le località di Zompicchio e Codroipo. Due squadroni del r<"ggimento drao-oni di Hohenzollern marciarono su S. Daniele onde aver o notizie del corpo di W olkmann e mantenere questi in rel azione col grosso. Il colonnello Gyurcovvick, con due battaglioni e due squadroni fece una punta nella. direzione di

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Latisan.a per osservare le intenzioni e le forze dell'8° cacciatori francese che, come dissi, stendeva.si fra quel paese e S. Vito. Questi movimenti eseguiti con riprovevole lentezza dalle milizie austriache fecero perdere all'arciduca Giovanni i vantaggi che avrebbe potuto ottenere approfittando della dispersione delle forze nemiche e piombando loro addosso con continuata celerità, non accordando tempo nè per ordinarsi, nè per riunirsi. L'arciduca,, che aveva invaso il ]'riuli per la strada di Ci- ' vidale avrebbe dovuto subito spiegare la propria armata fra Udine e S. Daniele tagliando così la divisione Broussier ed obbligando Eugecio a ripassare presto il Tagliamento non a vendo forze sufficienti per dar battaglia; quindi gli Austriaci poterono operare una conversione coll'ala destra portandola da S. Daniele a Sacile per la pianura d'Aviano, compromettendo così assai seriamente la linea di ritirata d'Eugenio ed obbligando la divisione Severoli (a Conegliano) e Barbou (a P ordenone) di ripiegare onde non essere colte alle spalle; si rendeva quindi impossibile la riunione delle forze nemiche sulla sinistra della Piave. Ma invece il principe Giovanni compiè appena una ventina di chilometri in t.re giorni permettendo a.i Franco-Italiani di concentrarsi ed offrendosi ad essi a Codroipo proprio s.ulla loro linea d'operazioni. Eugenio rimase dietro il Tagliamento tutto il giorno 13 colle quattro divisioni finalmente raccolte. Sperando poi che 1 la divisione Lamarque avesse lasciato 'Veronal' 11 (1), giudicò che essa il 15 al più tardi sarebbe giunta a Sacile e perciò stimò conveniente resistere al nemico sulla Livenza. Ordinò frattanto a Seras di avanzarsi arditamente, perlustrando i dintorni di Codroipo; l'avanguardia della divisione, trovati in questa città gli Austriaci di Frimont, li ril acciò dopo un breve combattimento; costoro ripiegarono su Campoformio ; ma alla sera i Francesi ripassarono il T agliamento ed allor!;l, Wetzel con due battaglioni e quattro squadroni riprese Codroipo. (t) Questa divisione invece per un inesplicabile equivoco non ri cevette l'ordine

di parten,.a che il t3 aprile.


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L'INIZIO Dl!:l, LA CAMPAGNA DE L

1809

N Ef, V~NETO, ECC .

Nella medesima giornata Gavassini intimò a Schilt di ced ere la fortezza d i P almanova ; al rifiuto dei Francesi spiegò alcuni battaglioni e dell'artiglieria di fron te alla piazza; gli avamposti della difesa con un languido combattimento respinsero gli Austriaci di Gavassini, che fu sostituito nella conservazione del blocco dal generale Tomasich con una forza di quattro battag lioni, due squadroni e due batterie. Intanto i due squadroni del reggimento Hobenzollern, lanciati verso S. Daniele onde aver nuove di "\Volkmann, attaccarono a Dignano il 4° battaglione del 9° di linea, che li respinse infligg endo loro non lievi perdite. La se el 13 B roussie.r richiamò il detto battaglione o dopo ece demolire il ponte sul Tag liamento, per obbedire ad oJdini in p~o-r /osito ricevuti. Il 14 aprile l'esercito austriaco posò il bivacco a Codroipo e l'avanguardia del generale F rimont si appostò dinanzi .alla testa di ponte di Valvasone. W olkmann s'impadronì di· Dignano e Gyurkovich di Latisana. L'arciduca Giovanni, edotto che il principe E ugenio aveva abbandonato il Tagliamento, decise di effettuare su S. Quirino, nell'ampia pianura di Aviano, una forte ricognizione, capitanata da lui stesso. I reggimenti d 'ussari arciduca Giuseppe, Ott, Frimont ed i dragoni di Savoia e di Hohenlohe (complessivamente 36 squadroni con 12 pezzi) prendevano posizione sull'imbrunire a Valvasone; contemporaneamente i generali Wetzel e Schmidt con quattro battaglioni, otto squadr oni ed una batteria dovevano passare il Tagliamen'iio. Al grosso dell'esercito venne ingiunto d i superare il detto fiume nelle prime ore del 15 e percorrere la grande strada di Pordenone; a destra W olkmann con tre battaglioni e quattro squadroni doveva muovere su S. Quir ino e quindi sn Sacile ; a sinistra Gyurkovich fi ancheggerebbe il g rosso passando per Cordova.do e dirig endosi su Motta di Livenzà.

( Cont'inua) G. Ca PPELLo

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L/A RTIGL!ER[A TECNfCAE L'INGEGNERIA M[LITARE

Ora che, non è molto, si è riaperta la discussione s ul vecchio argomento della separazione delle carriere nell'artiglieria, (1) crediamo opportuno dare alle stampe questo lavoro, -0he, nelle conclusioni, tocca l'argomento in parola, e che, due anni or sono (in forma più estesa) leggemmo ai colleghi della 2• brigata d'artiglieria da costa. Nel pr esente studio ci proponiamo di esporre alcune considerazioni relati ve al ser vizio tecnico dell'artiglieria, ed alcune proposte intese a conseguire lo scopo di poter ottenere personale tecnico molto com peten te e materiale che risponda egualment e bene alle esigenze della tecnologia ed a quelle del buon impiego in guerra. Ci fermeremo per conseg uenza sui seguenti punti: 0 l ) esposizione delle nostre impressioni circa lo · stato .attuale del servizio tecnico di artiglieria ; . 2°) requisit i a.i quali dovrebbe soddisfare un buon ufficial e tecnico-soltanto ingegnere ? oppure ufficiale tecnico-0ombattente, buon ing eg nere e buon artiulier o .e? 3°) proposte.

Cominciamo adunque dall' esporr e lo stato attuale cfel servizio tecnico di artiglieria come è apparso ai nostri occhi, non dissimulandoci che l'esposizione nuda e cruda delle nostre impressioni, potrà forse sembrare esagerata. In ogni

te11r11le di fa11teri a <tlla s,uola 'fldli ta1·e

{I) Ne.I corso cli questo breve sturtio, co.n tràssegnercmo con asterisco quelle no1·e ehe Ja polemica attuale ci suggerirà.

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t.'ARTIGLIERIA TECNICA E L'INGEGNERIA MJl,ITARE 1438 modo, noi desideriamo francamente dichiarare il nostro pensiero al riguardo. Il personale dei nostri stabilimenti e delle direzioni i'art iglieria, è misto ; consta cioè, di ufficiali, di capi-tecnici .e di ragionieri. Inutile dire, che se si è manifestata la necessità di mettere a :fianco dell' ufficiale un personale borghese, assimilato a grado di ufficiale, e che . si occupa dei due rami, tecnico e contabile, ciò significa che l'ufficiale non deve (o non può) entrare, che per poco, nella parte tecnica ed in quella amministrativa. Che non si annetta anzi grande im- . portanza allo sviluppo dell'att~t"'a~ficaf, dell'ufficiale, v~ . sono altri fatti che, oltre al (preceden~ .lo attestano. S1 ammette, per esempio, che per il solo motivo che tutti gli ufficiali hanno dato gli stessi esami all'uscita della scuola di applicazione, possono poi tutti, ugualmenle od indistintamente, coprire qualsia carica, durante la loro carriera. ldea splendida, se potesse in pratica riuscire, idea che farebbe dell'ufficiale di arti glieria un essere degno dell'ammirazione di tutti, perchè atto sempre, in ottima maniera, a disimpegnarsi in qualsiasi carica e spe?ialità. P_uò darsi eh~ el~menti così scelti si sieno potuti vedere m una cerchia ristretta com'era quella dell'artiglieria piemontese e l'altra. dell'artiglieria napoletana; non già in un corpo di 1500 _ufficiali proYenienti dalla scuola di applicazione, dove, specialment e in questo momento, l'affluenza delle intelligenze non è certamente. spronata dall'esca di una brillante e r~~ida carriera. In forza del menziona.o postulato che stab1hsce, l'uguaglianza delle attitudini e d~lla coltur~, noi_ :7edia~o, per esempio, destinare qualche ufficiale agli sta?1hment1 O· alle direzioni non per altro che per la sua cagionevole salute, 0 perchè la morte ·improvvisa dei cavalli e le poco floride condizioni :finanziarie gl' impediscono di rimanere alla. batterie da campagna; altri debbono invece ad una gamba rotta la loro destinazione; altri ancora trovansi al servizio del materiale semplicemente perchè poco adatti a quello del personale. Aggiungasi a tutto_ ·ciò. a~c~e 1~ dis~~sizione d~i trasferimenti a domanda degh ufficiali; d1::,pos1z1one che., il

L'ARTIGLIERIA TECNICA l, r:rNGEONERlA 1111LITARE

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pm delle vo1te, farà chiudere un occhio sul trasferimento d i un ufficiale ad uno stabilimento di una data città, per accontentare l'ufficiale che ha i snoi interessi e desidera non altro che trovarsi in quella tale città (1). Le destinazioni fi. niscono quindi per - riuscire t utt'altro che lusinghiere pel servizio del materiale, sebbene in mezzo a queste stranissime destinazioni capiti spesso qualche b uon elemento, il quale, una volta piovuto nell'ambiente tecnico, procura di adattarvisi impi egandovi tutta la propria intelligenza. Ed è appuntò · con questo sistema che si finisce col dar sempre maggiore importanza agli altri due elementi d.el personale, radicando la convinzione che l'ufficiale degli stabilimenti è posto lì soltanto per l'alta sorveglianza e per appore la propria firma alle carte che gli vengono presensentate dai capi- t ecnici e dai ragionieri. E che questa sia proprio una verità, ce lo conferma non solo la · nostra osservazione personale, ma benanco, il conversare di alcuni ufnciali superiori coi quali ebbimb occasione d'intrattenerci sull'argomento. Fra questi ultimi, un distintissimo nostro superiore (non più in servizio attivo), ci raccontava che essendo stato da capitano in una fonderia, egli si guardava bene dall'immischiarsi nelleI faccende della parte tecnica, giacchè a questa era addetto il suo capo-tecnico, il quale mandava soltanto ad avvisarlo quando trattavasi di qualche getto, ed allora egli vi si recava per soddisfare la propria curiosità e non per altro. Ciò conferma adunque come sia proprio nel sistema e nel convincimento della maggior parte degli ufficiali l'idea di non dover prendere parte attiva in ciò che riguarda le tecnologia; ma di dover soltanto far atto di pr esenza perchè valga l'autorità del grado a far perseverare gli altri elementi del persona.le nel proprio dovere.

(,1) Qualcuno giunse perfino a. dire che gli stabilimenti divengono addirittura depositi di convalescenza, od anche per talnni ufficiali destinazione di punizione (Ese,·cito Italìano, ¾899, n. 49). 9! -

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ANNO .XLIV .

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L'ARTIG LIERIA 'rECNICA E L'INGEGNERIA MILITARE

L' ARTIGLIERIA TE CN ICA E L'INGEGNERIA MlLITARE

Anche l'insegnamento delle poche materie tecniche della scuola di applicazione, conferma pienamente l'idea predominante di fornire all'ufficiale una coltura che possa dargli un'idea della tecnologia militare, in modo eh' egli non si trovi ·completamente nuovo davanti ai procedimenti industria.li impiegati negli stabilimenti; ma assolutamente non si può ammettere che le scarse cognizioni tecniche, lo scarsissimo eser cizio nella compilazione dei progetti e la ne~sunissima pratica nelle manipolazioni e misure di laboratorio, possano rendere idoneo l'ufti.ciale ad accudire, da solo e con competenza, alle svar iate lavo~ on\ per la produzione del materiale da guerra. ( \ ) Dal lato della contabilità., vediamo succedere presso a poco la stessa cosa e gli ufficiali curarsi ben poco delle disposizioni amministrative e dei registri, ma molto' spesso firmare ad . occhi chiusi le numerose carte presentate dai singoli ragionieri o dal relatore. Bisogna però anche riconoscere che vi è sempre qualche ufficiale che vuol darsi la briga di capire per bene il meccanismo dell' amministrazione; ma, se per iscrupolo, o per tema della r esponsabilità, gli saltasse in mente di aver ragione di ogni firma che dovesse apporre, siamo quasi cer ti che il corriere non partirebbe che con imminente ritardo, ed allora si presen terebbe naturale la decisione di fidarsi ciecamente dei ragionieri e di firmare senza tanti timori. Anche dal lato tecnico, vi sono delle eccezioni e noi possiamo con orgoglio affermare che fra gli ufficiali di artiglieria ve n e sono attualmente di , quelli che realmente s'intendono di tecnologia e per nulla ,rimangono indietro · agl'ingegneri industriali per quel che riguarda le produzioni <lei nostri stabilimenti. P erò, la presenza di questi ottimi elementi non può mo<lificare, nemmeno per poco, quanto abbiamo detto circa l'andamento generale, giacchè non bastano poche personalità per dare un buon impulso a tutto un organismo così esteso e complesso com'è quello dell'attuale servizio t ecnico <lel l'artiglieria.

Ciò poteva accadere in addietro, e si può anzi affermare ,che nel 1845, l'artiglieria piemontese tenne il primo posto fra le artiglierie europee principalmente per merito di molti suoi ufficiali i quali seppero illustrarla colle opere e colle invenzioni. Più che la bontà degli ordinamenti e dei sistemi, prevalse il valore personale degli ufficial i, i quali, usciti dalle scuole .teo1·iche-pratiche con ottimo corredo di cognizion·i. sepper o -cogliere allori nel campo dell'attività,. Nell'ambiente ristretto del Piemonte, e con lo stato delle -scienze e delle industrie di 50 anni or sono, potevano pochi uomini supplire alla mancanza di ordinamento tecnico razionale e far sentire la loro benefica influenza sul pers<?,nale e sul material1:,. P oteva un Cavalli (anche col solo .grado di tenente) fare approvare il suo progetto di equipaggio da ponte ed ottenere in brev'ora l' attuazione. Ba-stavano pochi nomi : Morelli di Popolo, Cavalli, San R o-bert, Sobrero ecc. per caratterizzare il periodo d'oro della .a-rtiglie.ria piemontese. Così pure · potevano bastare pochi .uomini pef dare lustro all'artiglieria napoletana, che poteva ·vantare ufficiali di · gran valore tecnico- scientifico, ottimo materìale, nonchè una fonderia che seppe, ancor prima di -quella di T orino, gettare cannoni di ghisa. Ma col rapido progredire delle scienze e delle industrie, .adesso che coll'unità d'Italia si è costituito un forte esercito, n on si può più dire di poter fare assegnamento esclusivo sull'opera isolata dei migliori ufficiali di art~glieria, i -quali dovranno percorrere ben lunga carriera prima di giun_.g ere a mettersi in evidenza e ~d avere autorevolezza per ,t radurre in atto i loro disegni, per quanto giusti e di valore. S e Cavalli, San Robert, banno doYuto combattere, ama-reggiarsi l'esistenza per far trionfare i loro disegni, che cosa .succederà adesso che il meccanismo burocratico è molto più vasto, complicato e appassionato? Nel ristretto campo dell'artiglieria piemontese, era ben ;breve il percorso centripeto per giun gere dalle più lontane -vene al centro della cirqolazione vitale., mentre ora il sistemai

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L'ARTIGLIE RIA TECNICA E L'INGEGNERIA MILITARE

r,' AH'fIGLIERlA T&CN ICA E C7 I NGEGNERIA Ml[,ITARE

sanguigno del nuovo organismo è così esteso e ramificato da rendere lento, e talvolta impossibile il cammino per passare dalle piccole vene periferiche al cuore od ai polmoni, e poter quindi riuscire ad ottenere del sangue arterioso, utile all'organismo. L'ufficiale, considerato isolatamente, avrà sempre davanti a sè molte difficoltà, talune su perabili, alt\,~ insormontabili, e per quanta buona volontà ed intel · ge ,41,.,,egli possa a vere, non potrà, che in iscarsa misura, ontribuire al progresso tecnico dell'arma. Lo scopo verso cui miriamo è quello di vedere assicurato con metodo, con ordinamento speciale, il funzionamento tecnico dell'artiglieria e non è quindi all'uomo che rivolgiamo la nostra, analisi, bensì al sistema, il quale, una volta indirizzato sulla via razionale saprà trovare negli uffici;li elementi scelti e più che idonei a.i compiti elevati e;he loroverranno affidati . Ne sono arra i n umerosi colleghi che con amore sì occupan o di cose tecniche e che altr o non attendono se n on il momento propizio per dare ottimi risultati nel campo pratico della tecnologia militare. Però temiamo che quest'életta schier a d i ufficiali studiosi vada man mano assottigliandosi, giacchè, in qnesti ultimi anni, ebbimo occasione di vedere valentissimi ufficiali infer iori abbandonare l'arma per trovare nella carriera dello atato maggior e quel compenso che invano avrebbero potuto attendere rimanendo in artiglierià,, anche distinguendovisi in modo spiccato. E quegli ufficiali non erano una semplice promessa per l'artiglieria tecnica, eglino erano già àddeutro nel campo produttivo. nel quale orma.i non avranno più oppor tunità di dare fru tti, attesochè non ci conforta affatto l'idea d i rivederli, anali stelle comete, di tanto in tant o ricomparire nell'arma, : empre però preoccupati dalle quistioni strategrche e Lattiche, nelle quali a·vranno certamente acquistato quella grande competenza che prima avevano nella r eietta tecnologia. Tecnologia che per ora è affidata quasi comp'letamente alle cure dei capi-tecnici, .i quali, ci affrettiamo a dirlo senza far torto a nessuno, non sono, nè possono essere, al livello

degl'ingegneri industriali, sebbene vi sieno in ognuna delle classi di capi-tecnici di quelli dotati di sana coltura, e, fra i capi-tecnici principali vi ha pure qualche ingegnere. Se per ò diamo uno sguardo alla ma.ggioranza, noi vediamo ,che, anche per causa del r eclutamento, non si possono avere elementi degni di portare il pomposo· titolo di capo-tecnico. Che cosa si può pretendere infatti da un ingegnoso operaio che, nelle ore di riposo, ha studiato per superare gli ,esami delle scuole tecniche istituite presso alcuni dei nostri ·s tabilimenti? Come uomini, noi dobbiamo certamente lodare, anzi ammirare l'operaio che seppe conseguire l'idoneità dall'ultimo corso delle scuole tecniche ed ottenere poi, per concors~. il posto di capo-tecnico. Ma come critici del sistema, non possiamo ammettere che il metodo di r eclutamento possa fornire elementi idonei a coprir e la carica di capo-tecnico, e -e crediamo di poterci dispensare dal portare argomenti in .appoggio di questa affermazione, tanto ci sembra cosa, evidente. In ogni modo, pur ammettendo che realmente il titolo . d i capo-tecnico possa anche diventare sinonimo d'ingegnere industriale, (cosa che <iel resto ci · sembra molto lontana) non potren;,.mo ancora ritenere risolta felicemente la quistione, come meglio vegremo in seguito. Ci piace non pertanto rincalzare la nostra tesi accennando .a qualche inconveniente che ebbimo occasione di riscontrare s ul nostro materiale e che a noi sembra di dovere attribuire all'ingerenza combinata dei due elementi: ufficiale e ,c apo- tecnico. A ino' d'esempio, possiamo pr~ndere in esame le parti che negli affusti e nel carreggio sono destinate a t enere a posto il caricamento esterno. Tutte queste parti, indistintamente, vengono fucinate, e quando la distanza dei .diversi membri non è molto grande, il r eggi-armamento viene r icavato da un solo pezzo di ferro. Abbiamo cosi dei veri capo -lavori di fucinatura che pigliano poi nomi per similitudine, come ad esempio: granchio a forchetta. Anzi, ,qualcuno di questi oggetti potrebbe, per un profano, rappresentare addirittura un animale della famiglia dei polipi, ~oi numerosi tentacoli contorti e senza regola irradiantisi

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L'ARTIGLIERIA TECNICA E L'INGEGNERIA MILITARE

in varie direzioni. Informi _a questo proposito il reggi-maglio e g ravina del carro per munizione da 9. Queste par ti esigono per la lavorazione somma pdrìzia e non possono quindi affidar si che ad operai quotati per le massime paghe, e per conseguenza il ?rezzo dell'oggetto riesce piuttosto rilevante. Come spiegarci l'esigenza dì qu,s-tia~fficpe fu cinazione in un solo pezzo di oggetti che (si sareb~·0 potuti invece costruire in più parti a vantagg,,io dell'economia? O dobbiamo ammett ere che il progetto sia stato compilato con un sol tratto di matita da un semplice disegnatore, oppure dobbiamo supporre che l'obbiezione, che certamente avrannorivolto i pratici capi-tecnici, circa la difficoltà di lavorazione ed il maggior costo, ·sarà stata, nella discussione cogli ufficiali, so l'f'ocata dal principio, forse troppo assoluto,_ di vo- . lere nel carr~ggio guerresco dimìnuito più che sia possibile il numero deJle connessioni, chiodature, avvitature ecc. . Principio che, del resto, non troviamo rispettato negli affusti da campagna in lamiera, dove, i fori per chiodi e chiavarde, banno finito per indebolire taluni punti degli affusti in misura tale, da richiedere il ripiego di fasciature e piastre di rinforzo; mentre sarebbe stato sufficiente (in questo caso) foggiare diversamente le parti da. applicarsi per risparmiare· quei fori che hanno finito col compromettere la resistenza dell'affusto. Nell'affusto da 9 vediamo, per esempio, che, con intenzione di aumentare la resistenza, il calastrello di testata venne ripiegat o agli orli superiori per appìicarlo sotto alle orecchioniere. Capita molto spesso ' che per effetto del tormento, dopo un certo nnmero di spari, il calastrello in parola si rompe appunto in corrispondenza delle suddette ripiegature e ciò molto probabilmente per due motivi: 1• perchè nei punti della ripiegatura la:resistenza del metallo venne indebolì ta; 2° perchè avendo messo a contrasto il calastrellocoll' orecchioniera, viene aumentata la rigidezza delle parti vicine agli orecchioni, e quindi il tormento, anzichè estrinsecarsi in deformazione elastica dell'orecchioniera (come succederebbe se questa non fosse a contatto col calastr~llo), finisce-

L'ARTIGLIEETA TECNICA E L'l~GEGNERIA )IILITARE

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invece col . produrre la rottura del sistema rigido m corrispondenza della ripiegatura del calastrello stesso. Ci si presenta pure alla mente un'altro inoonveniente di ordine economico: quello delle tariffe pei lavori a cottimo. Qualcuna di queste resulta troppo bassa, ed allora vediamo g li operai lavorare alacremente pèr ricavare, a male pena, la propria giornata. Qualche altra tariffa è invece molto larga, in modo che gli operai debbono, verso la fine del lavoro, battere la fiacca per non oltrepassare il famoso 33 °/ di guadagno sulla paga ad economia. E l'andare a rilent~ riesce loro senza alcun inconveniente, inquantochè, in generale, non si sorvegliano molto g li operai a cottimo, ma si sta invece addosso a quelli che lavorano a giornata, mentre invece una rigorosa sorveglianza sui cottimi potrebbe condurre à più numerose proposte di rettifica alle varie tariffe. ~ncbe in questo caso, riteniamo che le tariffe troppo stringent i siano il risultato della preponderanza d'influenza dell'ufficiale, mentre quelle troppo laute dipendono invece dalla naturale benevolenza dei capi-tecnici verso gli operai. A questi pochi inconvenienti se ne potrebbero aggiungere degli altri i qua.li tutti finir ebbero col dimostrare ancor più l'effetto della eterogeneità dei due elementi del personale tecnico, ed anche, molto spesso, la poca perizia del persona.le stesso.

Ed entriamo ora nel terreno dell'ingegneria militare, per quel che riguarda il ramo dell'artiglieria. Abbiamo detto ramo dell'ingegneria militare, attesochè ormai non è più possibile tenere accentrato in un solo ingegnere militare, ·Ie doti e le cognizioni inerenti a tutto il nostro campo tecnico. Finora si chiamò (eù. anche adesso si chiama) ingegneria militar e quella che r iguarda il disegno e la costruzione delle opere difensive, e per conseguenza col titolo d'ingegnere militare si designerebbe il solo ufficiale del genio.


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L'ARTIGLIERIA TECNICA E_ L'IN_G EGNERIA MILITARE

Ma, come all'infuori del nostro campo, si sentì la necessità di distinguere l'ingegnere civile da quello meccanico, industriale, così, anche nel campo militare, si rende. ov.via una distinzione dal momento che l'ufficiale di artiglieria deve curarsi della fabbricazione degli esplosivi, del getto delle artiglierie, della costruzione degli affusti e deJ carreggio. R es~a, pe~ conseguen~a,_ naturale di_prra:· ' r~ u~ciale ~el gemo all'mgegnere c1v1le, e l'ufficia d1 ar 1gl ena, all'mgegnere industriale. , , All'ufficiale di artiglieria attuale non è stato ancora ·conferito questo titolo d'ingegnere che il suo collega del genio ha sempre avuto; si deve perciò ritenere ch'egli non ne sia meritevole, o che gli sia stato fatto torto :fino adesso? Per· il momento però lasceremo in sospeso questa secondaria quistione di amor proprio, e, senza · preoccupazione, ··s enza alcun preconcetto circa la correlazione fra la qualifica . di ufficiale e d'ingegnere, vediamo quali debbono essere le doti e la coltura della persona tecnica di artiglieria: È indiscutibile che, tanto per dirigera uno stabilimento militare, quanto per reggerti una semplice sezione di questo, occorra possedere solide e profonde cognizioni sulla tecnologia_chimica, se si tratta di polverificio od _a ltro stabilimento basato su prod uzioni risultanti da trasformazione di materia con proced imenti basati su combinazion i, reazioni, ecc. Occorrerà poi, per qualsiasi stabilimento (ed anche pel precedente) la conoscenza clella tecnologia del calore, e della tecnologia meccanica; senza d imenticare di noverare i rami speciali : delle macchine termiche, pe~ quello che ha relazione con la produzione della potenza motrice colle sorgenti calorifiche; dell'idraulica, qualora trattisi di potenza motrice ricavata da cascate d'acqua, ecc.; dell'elettro-tecnica, quando trattisi di bene studiare e condurre gl' impianti d'illumina· zione · elettrica, trasporto di potenza motrice a distanza, galvanoplastica ed altre applicazioni industriali dell'elettricitii. Dovrebbe bastare questo semplice quadro per far compren- • dere l'importanza dell'istruzione teorica e pratica del personale addetto agli stabilimenti, considerando lo stabiliment o

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~'AR'l'IGUERIA TECNICA E L' INGEGNERIA !lflti!TARE

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:;;emplicemente dal solo aspetto industriale. Se si pensa però che la produzione è di carattere tutt 'affatto eccezionale, e che ogni prodotto deve rispondere a requisiti speciali, che assolutamente non hanno nessun riscontro con le ordinarie produzioni industriali, si capirà subito come la direzione e la sorveglianza tecnica di tali stabilimenti non potrebbero venire affidate a semplici ingegneri indnstriali ; ma si renderà necessario in vece, di stabilirvi tale perso1+ale, che, oltre alla conoscenza della tecnologia dell ' ingegneria industriale, abbia quella profonda, teorica e pratica, delle esigenze del materiale da prodursi. Con tale personale, p otremo pretendere che le materie esplosi ve, le macchine di guerra, i congegni di punta· mento, il carreggio, ecc., che uscirebbero dagli stabilimenti militari, fossero l'ultima espressione del perfezionament o industriale non solo, ma tali da riuscire con caratteristiche acleguate agli 8copi cui verrebbero destinati, adattandosi ciascun oggetto al suo còmpito guerresco, e, soprattutto, al personale destinato a maneggiarlo. Dal lato economico, i prodotti darebbero garanzia di lunga durata , perchè ciisegnati con dimensioni ben propor zionate agli sforzi cui do'vrebbero soggiacere, e costrniti con materie prime scelte e sperimentate, e lavorati con tutte le regole dell'arte. foutile dire, che il costo dovrebbe risultare inferiore a quello dell'industria privata, e meglio ancora di quella estera, at.tesochè · tutto troverebbesi in condizioni favorevoli per la economia. Tanto più poi il.lato economico verrebbe favorito se la nostra persona tecnica si curasse direttamente dei pre ventivi di costo, ed avesse pure gran competenza nella parte contabile ed amministrativa nel quale ramo, le responsabilità verrebbero divise fra i diversi rami della gerarchia, lasciando ai pochi e veri contabili le parti di secondaria importanza e le mansioni manuali di r egistrazione. Abbìamo detto che g l' ingegneri indnstriali non potreb· bero, a nostro avviso, con buon risultato condurre uno stabilimento militare. E tanto più rimarremo nel nostro con vin· cimento anche con gli f'I Sempì dei famosi stabilimenti Krupp,


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Canet, Armstrong, Gruson, ecc., giacchè ci piace far rilevare come non tutte le produzioni di questi famosi stabilimenti, riescano in perfetta armonia col buon impiego del materiale in Ocruerra (1) > e che talvolta la réclame di quelle case mette I su falsa strada i governi, impegnand i anche in ispese non: del tutto rimuneratrici (2) .. ~ Se diamo · poi un fugace sguardo 1 passato, vedremo che 1 dal 1350 fino ai tempi di Gribeauval, pr.incipi e repubbliche si rivolsero . sempre ai. fonditori borghesi per prov vedersi le bocche da fuoco. Basti rammentare che molti di essi eran0 semplici fonditori di campane, sebbene alcuni giungessero a molta fama, come la famiglia Alberghetti di Venezia, l'ungherese Orban, che colò il mostruoso cannone di Maometto II, ed altri ancora. Però la tecnica e Parte ri:.ilitar.e · in mano ao·li ecclesiastici ed ai secolari non diede certao . mente buoni frutti. Proporzioni sbagliate, lunghezze d'anima · enormi (fino a 58 calibri) (3); foggie strane e non pratiche (4:}; n.i unero straordinario di calibri (5) :fino a Càrlo V, col quale sorsero i sistemi di artiglie1·ta. I militari poco si curavano, in qnei tempi, della parte tecnica, e preferivano prendere tutto bell'e preparato senza

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preoccuparsi affatto di far progredire le armi e l'arte militare (1). La tecnica militare non avrebbe forse progredito mag; giormente se invece di essere nelle mani dei semplici fonditori di campane ne avessero prese le redini militari. colti e provetti 1 A noi sembra di sì, e tanto ci sembra giusto questo criterio anche ai ' giorni nostri, che ci spinge ad affermare che, .a8solutamente, non si possono produrre bnoni congegni per uso di guerra, se non si è bene addentro nelle norme d'impiego, e se non si ha vissuto in mezzo alle fortificazioni, tra i cannoni, e soprattutto a contatto del soldato, di quell'uomo che ha bisogno di macelli.ne semplici per poterle con frutto impiegare durante le fazioni, quando la mente è turbata da un complesso di preoccupazioni. Dopo ciò, a noi sembra che bastino le considerazioni pre· cedenti per vedere ben delineata la persona che avrebbe diritto al ·titolo d'ingegnere militare per l'artiglieria. Essa non dovrebb'essere altro che l'ufficiale di artiglieria con la seria coltura e la pratica razionale dell'ingegnere industriale. E non possiamo assolutamente concedere che, mettendo un ufficiale con semplice infarinatura tecnica, accanto ad un ingegnere industriale, possa il connubio essere equi valente ad un ingegnere militare; inquantochè ci sembra che due uomini di cui uno pressochè digiuno di tecnologia, ma provetto in arte mUitare, l'altro i11vece perito nelle industrie e profano dell'art.e della guerra, non possano andare sempre d'accordo per produrre materiale che soddisfaccia egualmente bene ai reqnisiti della tecnologia ed alle esigenze dell'impiego g uerresco. Due teste intelligenti potranno pur sempre accordarsi su due terreni che spesso producono contrasti, ed esigono contemporaneamente la conoscenza p1·0/onda, minuta, dei

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(i) Nel materiale a tin> rapido, per es., non si è aocont riusciti a riso lvere il p~ob lema della soppressione o limitazione del rinculo, e la tanto clecantala rap1d1ta d1 llro si riduce a ben poca cosa con l'impiego dello shrapnel (che per l'artiglieria campale costituisce il caso normale di tiro). Inoltre, ebbimo rure notizia che nel conco rso per la rinnovazione del nostro materiale eia campagna, al cune case private ·presentarono modelli ingegnosisimi dal lat.o dell a meccanica, ma ben poco in armonia con le esigenze d'impiego. . (2) Torri corazzate per cannoni da costa. ', i~) Un,t culubrina di tal lunghezza venne sottoposta ad esperienze sega ndone successivamente dei pezzi di volata e, man mano che, per' tal modo risnlta"a accorciata l'anima, il ti ro dava gi Ltata sempre più grande, lino ad :.in certo limi te che rappresentava. nella t,occa cl,\ fuoco, proporzioni assai diverse dalle pnmiti ve . . (41 Ogni arma usciva ornata di fregi ottenuti colla fusione e col .cesello,. m altre si adattavano llgure, teste di uomini o di animali, vasi ecc.: • anzi (dice 11 Prom1s) a , tanto trascorse codesto lusso di ornare, che si giunse a mutare per,ino la forma della • cos;t ecl una bombarda ernvi nel castello di Mi lano, l'anno !460, colata in ferro, ta , quaÙ è in (oi·ma 1L'un Lione; proprio a vedere 11a·re che (t giacere stia, dice il !?ila< rete. Le quali strane forme rlovevano per certo nuocere non poco ,tll~ scopo .. ~ (5) Al castellu di Milano, dove eravi otto qualiti1 di bocche da fuoco, to1·maot1 m totale 238 pezzi, si sarebbero potuti avere soltanto otto calibri diversi; inve.ce,. • ~e1· la « negligenza di fonditori • si avevano 238 calibri diversi, e fiU111d t 238 varieta di proietti, arm3menti , ecc.

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(i) L'egregio signor tenente colonnello E. lloccbi, dice al principio dol suo articolo:

La coltura. e te armi: • Non sono òa noi lontanissimi i tempi nei quali tra gli accen-

• nati due termini dovesse esistere antinomia, nei quali l'energia veniva molto spesso , identificata còll' ignoranza, e tra gli stessi ufficiali la dottrina era meno causa di • stima che cli sch11rno . , (1/ivis/(i militare italiana. - Dispensa X VIII, i5 sett.embre i 895, pag. :i628J. ·

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particolari di entrambi i campi? Riuniscansi invece in una sola persona le due doti, e si avrà unità di concetto, pro · duzioni omogenee, armoniche; si otterrà infine il desi'f],er at·um, q uasi la perfezione (1). Ed eccoci così condotti a fare deilb proposte, ricercando q.ua!i ~ai·ebbe~·o, in massi°:1a, i mezzi\ t'ler ottenere che l'ar , t1gheria tecmca potesse g m n ~ ssedere i suoi ingegneri militari, che saprebberp ognor più farla progredire, e mant,enerla, rispetto alle al~ e nazioni, quel posto elevato che con tanto onore seppe tenere l'artiglieriH, piemontese intorno al 1845. Seguendo appunto le tradizioni lasciate dall'artiglieria piemontese, si dà attualmente a tutti gli ufficiali la stessa coltura, e dalla R. accad~mia e dalla scuola d'appliog,zioue escono gli u'fficiali in numero sufficiente per costituire i quadri dei 2R reggimenti da battaglia, nonchè quelli da as· segnarsi alle 11 brigate da costa ed alle 11 brigate da fo rtezza, dimod ochè possiamo dire che tre quarti del totale

verrebbero destinati alle batterie, un quarto alle brigate da costa e df1 fortezza. All'artiglieria da campagna non occorrono grandi cognizioni tecniche, mentre grande sviluppo dovrebbe avere per lui la parte tattica e l'addestramento pratico. P er gli ufficiali delle altre cl ue specialità, bisogna esigere maggior , coltura tecnica in vista della gran varietà di materiale· ohe debbono impiegare e della complicazione dei metodi di puntamento. Volend o dunque trarre, in numero limitato, i nostri ingegneri militari dagli ufficiali d'artiglieria, sarebbe ovvìo rivolgerci a quelli da costa e da fortezza, ritenendo perfettamente inutile che la gran maggioranza degli ufficiali dovesse studiare i rami della tecnologia dal momento ohe una volta assegnati alle batterie da campo, essi non avrebbero più occasione di applicarvisi, ma anzi in brev'ora, dimenticherebbero le cognizioni apprese perchè, iì tempo trascorso al maneggio, al governo quadrup edi, alla scuola del condurre e alle .evoluzioni di piazza.1d'arme, assorbirebbe quasi tutta la g iornata, di qualsiasi stagione, impedendo all'ufficiale cli tenersi al corrente colla tecnologia, ch'egli, dopo non molto finirebbe col perdere di vista, come ritengo succeda anche ora per quelle materie teoriche di cui molti superarono gli esami, anche con brillante risultato, al momento dell'uscita ~elle scuole. Al posto della coltura tecnica, si potrebbe proporre che, P,er gli ufficiali aspiranti alle batterie. da campo, venisse invece dato molto s':iluppo alla coltura storico-sociale e all'arte militare, coltura che dovrebbe ornare ogni ufficiale, ma sovratutto caratterizzare i brillanti ufficiali delle tre armi da battaglia. Per gli ufficiali da costa e da fortezza invece, converebbe accentuare l'insegnamento della tecnologia, dando alle scuole un indirizzo essenzialmente p1·atico, in modo ohe l'ufficiale, all'uscita dalla scuola d'applicazione, potesse essere in grado di operare con profitto in u n laboratorio chimico, in un officina meccanica di precisione, eco. ecc. P er conseguire questo scopo, bisognerebbe riformare completamente i programmi dell'accademia e della scuola di

({) Il signor generale dc na,la, che primo riarr, il fuoco per la separazione del le carriere (Bsei-cito itaUano, l.899, n. 44), propone che la persona tecnica sia senip licemcnte i11geg11e1·e indt1sti-iale e che, in omaggio ai concetti forestieri della specializzazione, i vari ingegneri rimangano eternamente addetti ad una data produzione. Non occorrerà spenrlere altre parolCJ per mostrarij quale sia h1 nostra idea, solt.anto ci piace osservare che anche nel criterio della specializzazione non occorre spingere le cose all'esagerazione. e che conviene anche tener conto delle di fferenze etniclH) tra l'Italiano, il Teclc~co e l' Inglese, tenendo hen presente che la dote pCJr la quale brilla il nostro ingegno, si o a1ipunto quella della facili tà coo la crualc può applicarsi con successo a co,e svr.riate. Volendo 1)er consegL1enza. te.nere in de bito conto le due considerazioni e rimanere entro gi usti limiti, ci sembra. che la noitra proposta ci riprometl.a ancora buoni risull~ti, giacché, se da un lato riten iamo condizione necess,,ri<i la coltu ra tecnic;1 pari a quella tlell'in,1eg nere industriale, d'altrn part._e ntcniamo non meno necessarin la pr,ttica dell'armi, e per conseguenza inl'CCC di 1>roporre la prcsenia di due persone agli sta bilimenti, ci semb,·a ovvia la sol u1.ion& di fondere in una le duo doti J)er ri sponrlr r~ alla csigen1.a di sodd h;farc egualmente oene la condi1.ione n ecessaria e (Juella. sn{!ìcien t•.

Non riten iamo p<>i che valga nerpure la 1>ena di ris pondere ad un anonimo (f.1(1/i<i mil,tare e 1narina., -1899, n. -100) che port,\ ad esemp.io gli « opifici privali che prospe· • ,·ano sotto la dirozione di uomini l!Sclusivament.e tecnici. • E chi mette in dubbio la 111·osperitil rl i quegli opillci ·1 Alludendo 1>oi alle irlcc del colonnello Allason l llaha militare e mcii·ina, i899, n. 88) (idee che in gran p~ rte rlividiamo) afferma, come cosa evidente, che • chi ra 1•ita ora Degli opifici eu ora 1>resso le tru1>pe comba ttenti, non • riesce generalmente che ad esser~ un mediocre ingegnere ed un mediocre coman• d,uite di tl'u ppc. • Cici può for~.e rispecchiare qualclie c:i.so rtello sta to nt,wal e, non certamente <Juello che 1,otrebbe essere se le nostre proposte venissero concretato nel moclo che indicheremo in seg uito.

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applicazione, render..do l'insegnamento degli ufficiali di art ig lieria ·aa costa e da for tezza molto affine a quello per gl'ingegneri industriali ; mentre pei· il, momento le maierie tecniche hanno soltanto un leggero contatto con l'ingegnere .civile, essendo in comune con alcune di: quelle destinate all'arma del genio. Quelle speciali per la tecnic d' artiglieria, come sareb.bero il corso di materiale d'artiglieria e quello di polveri, non rispondono completamente 'ill'esigenza di formare dei veri costruttori di artiglieria, dal momento che il corso di materiale si riduce alla pai·te descrittiva esercitando l' allievo a fare degli schizzi di materiale esistente. Il corso di polveri. alquanto perfezionato in questi ultimi anni, oltre -ad esporre la fabbricazione degli esplosivi (senza pe,rò conforto di · analisi) e la r esistenza dei cilindri cavi, g iunge .anch6 alla compilazione del progetto di una bocca da fuoco. Progetto che per r iuscire di valor e realmente pratico do·vrebbe essere fatto in modo da obbligare l'allievo a pr esentare tutte le tavole di costruzione, non solo relative al pezzo, ma anche all'affusto ecc. con tutti i calcoli delle dimensioni ecc. ecc. Circa il corso di balistica ci sembr a che l' attuale svolgimento bene si confaccia agli ufficiali delle brigate da costa e da fortezza, i quali oltre alfa, parte pratica d~bbono ben ..conoscere la balisticit razionale e quella sperimentale per poter accudire a. tutte le esperienze di tiro come appunto adesso si pratica. Per l'artiglieria da campo invece, dovrebbe essere sufficiente la balistica prati'ca con poche . nozioni sommarie relative alla balistica razionale, in modo da poter apprendere queste u ltime senza concorso di calcolo infinitesimale, ma con la semplice definizione di funzione, ricorrendo .il più delle volte al metodo sintetico geometrico, il quale molto più appaga lo spirito che non i procedimenti puramente analitici. Il San Robert, nelle sue Nlemorie scienti(i,che, ci dà un -saggio di questo metodo impiegando la teoria di P ointot ~sulla rota.7.ione dei corpi. Del resto non mancano esempi

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di esposizioni piane e semplici per far comprendere anche i principì delle scienze più complicate. Nei trattati moderni di fisica ~s~eri11:1entale, t 7oviamo ad esempio esposti, con poco suss1d10 d1 matematica, i principi fondamentali della meccanica. Possiamo anche rammentare che l'immortale Lapl~ce, dop~ ~~er trattato la meccanica celeste impiegando gli attrezzi piu complessi dell'analisi, ci seppe presentare un volume classico, leggibile dai profani <iella matematica, e nel quale espose il Système· ctu monde. Ma anche nel c::ampo della balistica abbiamo un bell'esemp_io d i esposizio~e semplice e concisa nell'abolito preziosissimo vol. VII, t1t. II delle nostre Istruzioni pratiche, nel quale l' illustre Siacci seppe concentrare le parte balistica pratica necessaria e sufficiente per l'esecuzione del puntamento e del· tiro. · Per conseguenza riteniamo che non sarebbe necessario per l'ufficiale d'artiglieria da campo il calcolo infinitesimale la geometria descrittiva, J.a meccanì ca razionale ecc. ecc. ; ~a -· basterebbe un buon corso di fisica sperimentale e la par te elementare di algebra e di geometria col complemento della trigonometria piana, così utilmente impiegabile nel campo del puntamento. Ammesso questo programma per la coltura degli ufficiali da destinarsi alle batterie da campo, quali proposte si potranno fare per il loro reclutamento ! I Molti avanzano la proposta di reclutarli alla scuola militare sciegliendoli fra gli allievi aspiranti alle armi di linea. Può esKer\3 accettata una simile proposta che, se da una parte offre dei vantaggi, dall'altra crea molti inconvenienti e malumori ?' Non si potrebbe invece proporre che anche gli aspiranti alle batterie da campagna entrino alla R. Accademia, se~uendo in parte alcuni corsi coi loro colleghi che più tardi s1 voteranno alla parte tecnica ed alla specialità da costa e da fortezza? Ma noi non vogliamo insistere su questi punti scabrosi ritenendo però che anche limitando la. coltura tecnicc-scientifìca 1

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t.'AR'l'IGLIERIA TECNlCA E J,'1NG8G'NBRIA MILITARE

agli aspiranti alle .batterie da campo, si potrebbe ave~e ancora un ottimo corpo di ufficiali, i quali saprebbero continuare le tradizioni dei loro predecessori. . • Siamo certi che molti ufficfali delle bat terie da campo non faranno buon viso a questa pro~o:ta, nÒ\ pertanto abbiamo creduto utile dire la nostra opm1~ne su ~uest~ _punto, pu_r sapendo di urtare contro lo scogh de a./trad1z10ne._ ~nz1, ci sostiene il convincimento che s pure qualche art.1ghere, fiero delle tradizioni, vorrà con la parola combattere le nostre . idee, egli nel profondo dell'animo dovrà pur riconoscere che non abbiamo torto, e che l'artiglieria da campo sarebbe pnr sempre in grado di farsi onore anc~e coi nuov_i ufficia~i. La quistione si connette colle polem10he che d1 tanto m tanto fanno capolino sui g iornali militari riportando sul · tappeto il problema della separazione delle carriere; ~er conto nostro propugnamo la fusione dell'elemento tecmco coll'elemento combattente e soltanto r iteniamo che si debba forz atamente limitar·e il reclutamento di un personale che deve rivestire qualità così scelte. Sorvolando adunque su quest o argomento ed ammettendo o-ià attuata la proposta, vediamo come dovrebbe acquistare Ìa pratica tra le armi e tra le officine il nostro ingegnere militai-e. D icemmo che l' artiglieria da costa e da fortezza fornirebbe il personale per gli stabilimenti; per conseguenza l'u~fìciale dopo non meno di due anni di permanenza alle bno-ate pot rebbe venirtr asferto a qualche d irezione, stabilimento :econdario,, ecc., per cominciare a' .far pratìca ed ~wquistare le cognizioni tecniche, ed anche quelle contabìli e~ amministrative relative al materiale, nella stessa :Qlamera che all'accademia o-li avranno insegnato la semplice e facile contabilità di c~mpagnia. Dopo circa un anno, rientrerebbe alla brigata per gli altri due anni circa per stare a contatto dei pezzi e dei soldati. E così alterner~bbe, per tutta la car· · riera, e per periodi più o meno grandi, la s~a p~~mauenza alle brigate ed agli stabilimenti. In que~ta ~a~1e~a l mgegnere militare non avrebbe contatto con l·art1ghena da campo,

e siccome le fonderie, officine, ecc. dovrebbero produrre, anche il materiale da campagna, così l'ingegnere militare dovrebba fungere pure da uffeciale al materiale presso i reggimenti, e in tutte le occasioni di manovre, tiri, ecc., dove· . si potre bbe avere occasione di vedere il materiale in azione, verrebbero comandati molti ufficiali degli stabilimenti e delle brigate al seguito delle batterie per osservare studiare il modo dì comportarsi del materiale, sia rispetto al traino, sia rispetto al tiro, sù1 sotto il riguardo della facilità d'impiego, ecc. In questa gnisa, il nostro ingegnere militare acquisterebbe tale un corredo pratico da assicurare il buon risultato in qualsiasi disegno di materiale nuovo, ed in tutte le modificazioni da apportarsi al materiale vecchio. · Ed ecco così sparita la necessità della presenza dei capitecnici, giacchè all'ingegnere militare basterà avere alla sua d ipendenza dei capi-operai, o tutt'al più dei capi-officina, 1 con modestissima coltura. Anche il lusso (1) dei numerosi ragionieri, potrebbe spar ire, essendo sufficienti per gli stabilimenti, pochissimi contabili, mentre alcuni ragionieri potrebbero rimanere negli uffic i superiori ( comandi, ispettorati, ecG.) dove succederebbe una specie di revisione dei conti e dove, col concorso dell'amministrazione centrale, verrebbe data unità d'indirizzo. alla contabilità; procura,ndo di renderla più semplice che fosse possibile.

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(i ) La [larola lusso non è punto esagerata; hasti un semplice confronto. In un:1, ~itta troviamo un' imp'.)rtantissima olilcina privata per la costruzione rl'istrumenti di

precision,,, do1•e molto spesso lnvorano più cli cento operai, e, nell~ stessa cittit, troviamo pure una direzione d' ai·tiglieria di secondaria impurtllllza, <love, tra operai e lavoranti arrivano a mala pena ad una settantin,t. - All'officina privatR ,•celiamo cl1e un segretario, aiul,tlO d1t uno scrivano, manda av,mti l'azienda fungenrlo da consegnatario clol matcrblc, da cassiere o da contabile e due ingegneri, un ca110 ed un sotto· capo-officina si o·ccupano nella tecnica. - Alla dirczi_o rw abbiamo in.vece un tenente consegnatario, un ra)?ioniere principale (relatore), tre altri ragion ieri, tre scrivan i locali e tre scritturali. - Facendo poi un piccolo conto si avrebbe che il personale di rigente, tecnico, amministrati1•0 e sorvegliante, ascenccrebbe a 2i persona. sopra 6(} operai rea lmente impiegal;i al lavoro. Ecl ora , si esageri pure lln che ~i vuole l' importanza degli ufllcial i, impiegati, ec,:., ma c;i fl/Lre che non si potrà mai giungere a .giustilicaro pienamente la propo rzione di uno ri i essi (ullici,1 Ii,. impiega.ti) pe,r ogni tr...operai che l,ivorJno. 93 -

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Per tal guisa, verrebbe anche evitato l'inconveniente d i avere negli stabilimenti persone assimilate al gr.ado di ufficiale e quindi questioni di precedenza, che, oltre ad ii:tgenerare attriti personali, possono anche riuscire d'inceppamento al buon andamento del servizio, come già ebbimo occasione di far rilevare a proposito dell'ul~ « Istruzione per ser·vizW del materiale di arligli~ia

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Dopo quanto abbiamo detto ci sembra r ealizzabile il disegno di poter ottenere un'eletta schiera d' ingegneri militari, sui quali fondare le più lusinghiere speranze per un migliore avvenire dell'artiglieria tecnica. Ma questa eletta schiera di ufficiali teori':lO·combattenti, bisognerà stimolarla con ogni sorta di allettamenti, perchè, per quanto si voglia declfl,mare inni all'abnegazione ed al senti mento · del proprio dovere, bisogna pur riconoscere che per ottenere buoni risultati bisogna e~sere pratici. Se vogliamo che quegli ufficiali studino e si arrovèll ino la mente per produrre cose buone ed utili, occorre che possano dedicarsi al lavoro con lieto animo, senza preoccupazioni per la carriera e per il benessere loro e delle loro fa. miglie. Occorre adunque che, sia per la carriera, sia per gli assegni ordinari e straordinari, il nostro ingegnere militare abbia l'animo tranquillo sotto la convinzione di sentirsi retribuito come lo meritano i suoi studi e le sue fatiche. Questo ingegnere n on dev'essere un semplice impiegatuccio della categoria dei soliti travet. Inoltre, se vblete che le intelligenze mirino tutte al perfezionamento del materiale di artiglieria e dei metodi di puntamento, bundite spesso dei premi, dei concorsi per le migliori opere su argomenti speciali, per i migliori disegni relativi a materiale nuovo, e così vedrete anche i vostri ingegneri militari in 11obile gara con le case

(IJ Vedi l'Esercito ila/ia1M, n, ·IOO, ~nno 18%.

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private industriali quando si tratterà di rinnovare qualche parte importante del materiale da guerra. Ogni fatica merita guiderdone, ogni promessa di premio ,s timola l'amor proprio ad operare per conseguire la brillante meta, fonte sicura di soddisfazioni morali od anche materiali.

Dopo ciò vorremmo chiudere. questo studio, senonchè ci .p iace dichiarare che non ci sono sfuggite le immense diffi-0oltà che incontrerebbe l'attuazione delle nostre proposte. ,Comprendiamo benissimo come non sia facile, da un momento all'altro, cambiare la provenienza degli ufficiali, cambiare i programmi delle scuole. N ou abbiamo bisog.no che ci venga fatto rilevare come non possa essere nè semplice, ,n è umano dare un tratto di penna sui capi-tecnici e sulla maggior parte dei ragionieri, necessitan.do d i procedere al l'eliminazione di tutte queste cariche senza produrre gravi ,danni agl' impiegati ed alle loro famiglie. ' Il periodo di transizione sarebbe irto di scogli; ma gli statisti, i governanti non aspE:1tterebbero certamente da noi u n bu!'..m consiglio, da noi che abbiamo a mala pena saputo ,e sporre alcune idee, alcuni desideri dettati non da altro che dal grande amore che portiamo alla 11ostra arma, alla quale ,ci sentiamo strettamente legati nonostante che non ci so'.sten:ga la speranza di una brillante carriera. ANTONIO ÙALICHIOPU!,O te11e11te d '11rti9tieria.


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GLI lSTRUTTORI DEI SOLDATI

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La conoscenza del soldato è precisamente una fra le cose più difficili, anche per chi hl3, vissuto lunghi anni fra le tri.1ppe e nelle caserme; si può dunque immaginare quanto ·sia pil1 difficile ai giovani ufficiali nsciti ieri dalla scuola militare e che purtroppo non hanno una preparazione psicologica e una coltura letteraria adatte allo studio dell'essere umano. Non vi è quindi da meravigliarsi . se questi giovani, provenienti da istituti in .cui la disciplina e il for malismo ·stanno sopra ogni cosa, siano poi tratti al loro primo giun.gere al reggiment o ad usare soverchia severità verso il sol.dato ed a punirlo troppo spesso e senza discernimento. Quah i rimedi? E prim~, e dopo: prima in una seria riforma del metodo educati VO alla Scuola milit are; dopo, al reggimento COÌ COn· ~igli dati dai superiori ed anche dai .~olleghi e con l'osservazione continua e minuziosa dei fatti che possono aocadere, perchè il soldato va studiato in caserma e nell'ambiente ~ociale in cui è vissuto. · Le ferme brevi e i vari servizi, in special modo nelle grandi guarnigioni, non facilitano certo· questo compito; il -soldato si vede di rado, e spesso quando circostanze di luogo -e di fatto impediscono di occuparsi · dell'individuo. P erciò soltanto coll'abnegazione e con molt_o bupn volere il nuovo promosso potrà fo:rmarsi un concetto della vit~ militare, ,qual~ ella è veramente.

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La febbre modero• delle in ve ozi 2 0,tando èa m biamen ti r~d~cali ~elle ~rmi, e ~ella tattica, ~;?cl.otto in ques~i ultimi aum uu lavono mtenso, fecondo d1 msegnament1; e i regolamenti militari, sebbene non ancora completi a causa. delle _c?ntin~e in~ovazioni, tendono a far dei soldati cooperatori mtelhgent1 per la difesa della patria. · Anche gli studiosi di cose militari che si occupano della parte superiore dell'arte della guerra, ora ricercano · metodi pratici per educare nel soldato non solo il difensore armato ma anche il cittadino nelle migliori sue qualità civili, ed ~ ciò danno molta importanza. A tale proposito non è molto che l'egregio capitano Schiarini, nelle pagine di questa Rivista, combattendo antichi pregiudizi e viete teorie, proponeva· un nuovo metodo didattico militare. iVIa purtroppo per sràdicare le inveterate a.bitudini si richiede lena e . tempo, molto tempo; perchè converrebbe riformare anche l'educazione militare e l'istruzione di chi dovrà poi istruire i soldati.

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Giova pertanto affrontaré il problema nei suoi particolari. Una disciplina salda e sicura si fonda principalmente sui rapporti dei superiori verso gli inferiori. « Il ~uperiore deve conoscere l'inferiore » dicono i regolamenti. Ma q uante cose non prescrivono i regolamenti che nella vita pratica di ogni giorno riesce assai difficile adempiere bene ed in modo completo ?

Il programma della. scuola di Modena concede v~sto campo all'insegnamento dell'arte militare, nei suoi variati rami; poco curata vi è la letterat ura, negletto lo ·studio delle matematiche. E si aggiunga che anche nelle mater ie più nece~sarie ed utili per l'ufficiale, talvolta si cura .molto il superfluo. Ad esempio: quei simulacri di operazioni logistiche e tattiche, quelle costruzioni dei forti ... dell' avvenire, la scelta

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OLl ISTRUTTORI DEI SOLDATI

GLI JSTRUT'i'ORI DEI SOLD/\TI

affrettata di posizioni per corpi d'armata ed anche per armate (posizioni che l'allievo spesso giudica da.Il' orizzontepiù o meno esteso che si scorge da un albero di pesche o di ciliege ) non so se sia. più utile o più dannoso. A tutte queste specialità di studio che costituiscono la vera coltura g~ner·ale de~~'uffi~iale, e andr~bbero svolte più brevemente e m modo p1u raz10nale, si d rrebbe unire una.. intensa e sana istruzione storico-lette aria e andrebbe sviluppato un po' più· negli allievi lo spir"to di osservazione. Qui è bene intender si. Di letteratura e di storia alla scuola militare se ne fa. parecchia. Però a lla letteratura arida dei trattati, piena di date e di nomi, si possono sostituire lezioni fatte più o menosecondo il metodo che usava Luigi Settembrini, ~eguite,.. quando è possibile, da letture di poeti e prosatori moderni. Lasciata poi la storia milita.re come ausiliaria prima dell'arte militare perchè con numerosi esempi afferma le leggi e i pre· cetti strategici e tattici, con verrebbe aggiungere l'insegnamento di quella politica per l'analisi degli avvf!nimenti più. che per la conos(1enza dei fatti . Sono proprio impossibili questi desideri? Non è da credersi : tanto più che in una scuola comple· °:1-entare, sia ~ssa come quella d'applicazione per l'artiglieria e pel genio o come l'altra di tiro per la fan.teria, si puòdare all'ufficiale t utta l' istruzione tecu ico-militare che si vu0Ie.

Il sottotenente arriva al reggimento assegnatogli. Sa di essere guardato da tutti e cerca di fare del suomeglio per non cadere in errori. Così passano le prime settimane di noviziato, fra gli elogi e i rimpr overi dei superiori, e gli avvertimenti dei compagni. Ecco intanto le n uove classi sotto le armi, molti comandanti di compagnia, per ragioni che riuscirebbe difficile a.

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comprendere, ne affidano r istruzione al nuovo arrivato, mettendolo così nell'imbarazzo. Istruire! Ma due, d ieci, cento anni di piazza d'armi fatti coi sistemi in uso presso la scuola mi litare non saranno mai sufficienti per dare un crit erio esatto sull' individuosoidato. Là l'allievo comanda un plotone, una compagnia di allievi, che per amo1: proprio manovrano bene, e tutto si riduce a tre ore quotidiane d i scuola di comando e di ripetizione pappagallesca dei movimenti da eseguire, e dico pappagallesca perchè tutti la sanno. Istruire! Ma se i regolamenti teorici, tolto quello sul tiro che bisogna poi insegnare praticamente, sono appena svol ti ; e con ragione, perchè ba.sta leg gerli un paio di volte per r icordarli. Il superiore deve anche e sopra tutto educare i soldati. L a questione qui diventa scabrosa. · Cosa facciamo noi per educare le reclute? Leggiamo loro i regolamenti e li commentiamo, rapidamente con qualche esempio. Il culto della patria, della bandiertt, la, santità del git1ramento, il sentimento del dovere, lo spirito di corpo, l'abnegazione, il sacrificio sono tutte cose belle, sublimi, ma che non fanno molto effetto nelle menti vergini dei soldati, tanto più se debbono ritenere a mente tali concetti con le frasi concise del regolamento. Molti lamentano, e non si può da.re loro torto, che nel nostro esercito si sia lasciata demolire quell11. potente forza morale che era data dalla religione. L ' uomo, anche il più rozzo ed an zi perchè rozzo, sente ed opera sotto l'influsso di idee superiori; se ne ebbero e se ne hanno pr ove in tutti g li eserciti. Il genera.le Alfonso La Marmora, nei suoi « Quattro di« scorsi s ulle condizioni dell'esercito itali ano » ( 1) dice a qttesto proposito: (i)

r': bene rammentare, a sca nso di ralse interpr4'Laiioni, che qu!'sti discorsi furono

1>u bblica li nel t8i I.


1462

GLI TST&OTTORI DE! $01,l) A'l'I

GLI !S'l'ItOTTORI DEI SOLDAT I

« L'abolizione della messa, nelle nostre popolazioni fece

-ed invitò tutti ad un solenne servizio funebre in suffragio dei caduti e per deporre, all'ombra della sacra bandiera d'Ita.lia, ogni rancore sulla fossa di coloro che erano morti con le armi in pugno per il compimento del proprio dovere. Ed ora che cosa abbiamo sostituito all'foflusso benefico .della, religior;te ? Nulla, purtroppo. Ora il soldato è insidiato dalle parolone degli oratori da piazza, dai libercoli sovver,;ivi e quegli che subisce questo .lavorio sovversivo alla sua volta può corrompere i compagni, ed è così che lentamente vanno ruinandosi le istituzioni e i principi che reggono l'esercito. Di chi la colpa? Di tutti e di nessuno; e credo di penda anche dal fatto che l'istruzione morale non è tenuta in quel -conto. che richiede la sua grande importanza. Qualche comandante di compagnia prolunga le riviste fo. ·stive per arrivare all'ora del rapporto, e condensa tutta quell'istruzione in quattro frasi che non concludono nulla. Capisco; l'eloquenza non è mai stata una dote militare, e lo stile conciso non è tanto facile; ma alla concisione che · -dice poco o niente, è da preferirsi la verbosità che esprime un concetto, che viene ad una. conclusione. E abbandoniamo anche l'idea dell'istruzione morale a ore determinate; vi sono· in una giornata parecchi momenti da -cui si può prendere argomento per_parlare ai soldati. Riassumendo : otterremo buoni risultati dalle reclute ,quando i giovani ufficiali avranno acquistato un carattere :saldo e deciso e una istruzione sana e razionale .

« pessimo effetto. « Non solo le popolazioni rurali, ma tutte quelle ch<f·VÌ· « vono di stento e di lavoro, e che somministrano i migliori « soldati, amano la loro chiesa e ci vanno volentieri.

« Mi si dirà che nei reggimenti vi sono protestanti, sci « matici, israelÌti, ecc. « Ma ciò che importa?

« Io non vi dico di obbligare i soidati a confessarsi e a « comunicarsi.

« Tutti, cattolici e non cattolici, credono in un Dio solo e « nei suoi comandamenti, basi di ogni morale e civile or« dinamento. « Non si tratta perciò che di un ser:vizio divino qualsiasi, « al quale tutti possono assistere, sern:a fallire alte proprie « rispettive credenze. « Nè mi pentirò mai, quando eravamo in Crimea e le · (< operazioni di guerra lo permettevano, di aver fatto cele« brare la messa al campo. So bene che taluno, da lontano, « se ne burlava, ma i soldati vi andavano volentieri; e non « meno rispettosi vi assistevano Inglesi protestanti, Russi « scismatici e moltissimi Turchi. « ... se togliete in un paese ogni importanza al senti« mento religioso, il sincero e puro patriottismo cederà il · « posto a un patriottismo ·alterato o calcolato, per degene« rare poi ben presto in un egoismo più o meno dissi« mulato. .. « Vedete con quanta arte strategica sa maneggiare il sen« timento religioso l'attuale imperato~·e. di Germania, guan« tunque di Tedeschi vi siano quasi in egual nu~ero pro-· « testanti e .cattolici. << Ogni cosa colà è anzitutto attribuita alla Divina Prov« videnza, a cominciare dal trono imperiale. » Anche il generale Cialdini, resa Gaeta, si giovò della religione, perchè un sentimento superiore, divino, dissipasse i risenti men ti di una lotta ci vile e per affratellare i · due ~serciti, entrambi italiani. Fece erigere un altare sull'istmo

1463

.. Doma.udiamoci ancora: dopo quattro o cinque anni i no·stri giO'Vani ufficiali hanno forse acquistato e progredito sensibilmente nel metodo di istruzione? Non pare. Avranno accresciuto la propria coltura, alcnni 8Ì prepareranno per la scuola di guerra, altri per dare gli esami a


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OLl ISTHU'l'TORI DEI SOLDATl

scelta; li sentirete parlare con cognizione della campagna franco prussiana del 1870-71, dei contrafforti alpini da porsi in stato di difesa, dei mezzi logistici in uso, ma di i~truzione e di educazione delle reclute, niente. Incoraggiati e lodati oggi, rimproverati domani, forse annoiati per dover ri pa,tere sempre le stesse cose, finiscono. col seguire la r·outine e sono lieti quando il comandante· della compagnia affida ad altri tali istruzioni.

Ma si dirà: e non c1 sono i graduati di truppa·? ... Vi ha ancora chi rimpiange i bei tempi passati, tempi· . in cui bastava. la presenza sola di un furie1:e per ordinare un reggimento. E citano con piacere il fatto di quel sottufficiale tedesco che nella guerra franco -prussiana. guidò· all'assalto un battaglione, e gridano anatema contro l'istruzione moderna che darà un esercito di letterati e non di. soldati. Si può rispondere che non sappiamo che farcene di ietterati, ma non vogliamo neppure ignoranti, perchè oramai è arciprovato che senza un briciolo di coltura non c'è nep-· pure un briciolo di criterio. I vostri vecchi sottufficiali, venuti su a poco a poco , erano all'altezza clei tempi, come lo ùrano quegli ottimi ufficiali cbe avevano past,ato metà della loro esistenza sui campi di battaglia e che sapevano appena leggere e scrivere: ora stonerebbero. E q nel sergente tedesco fu certo un eroe che primo si slanciò sul nemico e si tirò dietro l'intero battaglione; ma. non pensò neanche per sogno a guidarlo nè a prenderne il comando. - Veniamo ai sott·ùfficiali moderni - ma lasciamo da parte quei soldati che a furia d i sagrifici' raggiungono il grado di sergente e occupiamoci. di quelli che provengono dal plotone allievi.

1465,

GLI 1STR:U'l'TORI DEI SOI:,l>A'l'l

Accanto al giovane istruito, capitato là; dentro per dissesti di famiglia, troviamo l'operaio che sa appena appena leggere e scPivere, e non di rado anche qualche fannullone, mandato dai parenti nell'esercito quasi per puni~ione. . , Quanto sia nociva questa diversa provemenza tutti 10 sanno ed è inutile fermarcisi sopra. Appena promossi sergenti si dividon~ sub}t? in due ca: tegorie: quelli che aspirano al grad~ .d1 ufficiale ~ que!h che non vedono il momento che arrivi qualche bemgna 01rcolare che li prosciolga dalla ferma prima che abbiano com· . . pìto i cinque anni. Qualche ro:f'a avis eccezionalmente contmna la carnera del sottufficiale. Gli aspiranti, li chiemeremo cqsì, sono esflnti da parecchie istruzioni, hanno scuole speciali per prepararsi, permessi per recarsi nelle biblioteche e fanno il loro comodo, e su loro non bisogna più fare assegnazione. , Quanto agli altri, appena si sa che se ne vogliano andare, si lasciano in disparte e si abbandonano a loro stessi. · « Tanto da quelli li non si ricava nulla di buono » dicono taluni. · Adao-io ! Prima che se ne vadano in congedo hanno due o tre an~i da f'are, ed in questo tempo si può bene ridurli. alla vita militare, e istruirli quel tanto che basti per far loro com· piere almeno i doveri d i capo-squadra in co~pagnia. . . Così si potranno evitare in parte spettacoli poco ed1ficant1, quale quello di un ufficiale obbligato ad assicurarsi_ di mi~ nime cose come ad esempio della pulizia personale dei soldati. ' . . È vero che coi tempi che corrono conviene sacrificarsi, ma sit modus in r ebuç.

.

..

Concludendo: Conviene bandire ogni idea vecchia nell'insegnamento dei regol~menti nuovi e, nei momenti di minor lavoro istruire ed istruire gli istruttori dei soldati.


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OLI ISTRUTTORI OEt SOLDA'l'I

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Istruirli, se così ci si può esprimere, moralmente e intollettualmeute e di più nella pratica. E l'istruzione p~atica sia fatta all'aperto, ìn campagna, più che sul terreno uniforme della piazza d'armi, con esercitazioni semplici che si svolgano per temi adatti alla circostanza e ~erosimili , senza divagazioni strategiche e senza ipotesi tattiche, che confondono ed alterano lo scopo vero dell'istruzione.

AR~1I E SEPOLCRI

E . C. Co11 tinuazit11te. -

Verti <li.,pensn XV

Due ore dopo, riuscita la breccia nel cimitero e nel castello di Solferino, i Francesi mossero all'assalto e se ne impadronirono insieme al villaggio. Poco dopo impadronironsi pure di S. Cassiano, e l'da sinistra austriaca, ohe aveva il mandato dell'avvolgimento, erasi esaurita di fronte alla fiera resistenza francese. Guadagnato S . Cassiano, volsero i Francesi su Cavriana, · ohe dopo le q uattro pomeridiane cadeva pure nelle loro mani. In quell'ora gli Austriaci resistevano ancora all'ala destra su S. Martino dove trovava.si iniziato l'ultimo attacco sospeso per lo scoppio di subitanea bufer a. * *

G,·ande bataille, grancle ·victoi·re ! fu il laconico telegramma che Napoleone III inviò all'imperatrice ! Ed invero erano fuori di combattimento ben quarantamila U(l.mini pressochè i11 aliquote eguali fra le due parti; laonde ben potevasi ri patere il detto di Wellington : « Noi « abbiamo picchiato il nemico, ma anche lui ha picchiato « noi . » Non è nostro compito di soffermarci a considerare le cause della successiva inazione_ dei Francesi e della doma.uda di atmistizio fatta dallo stesso vincitore quindici giorni . dopo Solferino.


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Alnfl E SEPOLCRl

Solo ricorderemo che i preliminari di pace a Villafranca fra i due imperatori furono stipulati senza l'intervento del re di Sai·degna, e · che in essa fu progettata la federazione italiana sotto la presidenza onoraria del papa, la cessione di Nizza e Savoia con settanta milioni alla Francia, ed il pagamento di altri cento milioni da parte del re di Sardegna all'Austria!

.. " *

)

Chi ricorda quel tempo del resto non tanto lontano - rammenterà il clamore che sollevarono in Italia i preliminari di Villafranca pei quali Napoleone III fu . persino chiamato spergiuro e traditore per non avere compiuto il ... suo programma. Ben pochi considerarono allora che a tergo dell'Austria . prostrata sorgea minaccioso lo spettro della santa alleanza., e pochissimi pensar,mo che, fatto il primo passo, l'opera della totale redenzione era meglio fosse affidata agli stessi I taliani, acquistando essa, così, ben altro merito, ben altro orgoglio! Ma eravamo tanto avvezzi a non far nulla senza aiuto ,straniero ! .,.

* * Nè mancarono a tale opera grandi Italiani, quali Cavour, G:a1:ibaldì, Crispi, Minghetti, d' Aze~lio, F arini, Fanti, Cialdm1, La Marmora, Mezzacapo, Ricasoli ed altri che, collaborando col gran Re, completarono il risorg imento della patria, riuscendo con insperata fortuna e in breve tempo, a riuuire sotto il suo favo rit,o vessillo provincie da secoli ~isg iuu~e, popoli per trenta milioni cli anime differenti per m~o!e,_ 1dee, c?stn mi, educazione, tradizioni ed anche per ong1m ; popoli non mai prima uniti se non dit violento imperio di armi; popoli ai quali la meta che fu invano sospiro di tante generazioni, conseguita così facilmente, parve

AHMJ E SEPOI.Cl{l

1169

fosse tanto poca cosa da pensar quasi che si possa trastullarsi a proprio talento a sfasciare e rifare la patria come un giuoco di scaechi !

Nella torre di Solferino sono depositate molte armi, parte .r accolte sul campo di battaglia, e parte donate. Son fra esse alcuni cannoni e fucili di quelli rigati che ,c omparvero, come si sa, per la prima volta nella campagna ·.del '.59 .ed ai quali, come più tardi si fece pel fucile ad ago, si attribui allora tutto il merito della vittoria. Ma il Rùstow - e parla in causa propria - seri veva a -chiare note che non furono nè i cannoni, nè i fucili rigati, nè la tattica che vinsero in quel dì, ma la superio1·ità del co-

.mando siipremo (1) .

,.

•• Le perdite pressochè uguali a J ue d ue parti stanno effettivamenté in favore del concetto espresso dal Riistow e noi ci giòvia~o della ~ua parola per ricordare una volta di più ai profam delle cose militari, ai bollenti iLQ. provvisatori di nazioni armate, quanto sia imprescindibile che alla virtù del -cuore faccia congruo riscontro quella della mente per l'ora -0.el bisogno ! ~ si noti che il De Cristoforis scriveva in quell'epoc::t che ·« 11 far fuoco al di là di settantacinque passi era tempo :« perduto! » E che direbbe ora con fucili che hanno l'alzo pel tiro a -due chilometri e cannoni da campagna che hanno tavole di -tiro fino a cinque chilometri.? Non è agevole dedurre da ciò che le condizioni dei tempi .affatto mutate esigono, in chi comanda, qualità intellettuali -anc?:i; più spiccate che in pa.ssato, lunga ed accurata preparazione sorretta dalla certezza di sapersi compresi? . O) !Vedei· geZ()gene l.cinonen, n och gezogene Gewehre, noch. Kleine tal:tische Kunsl .31ucf;e s1egte.n, d 11ss viel me/1-1· rter Sieg sich 1w( die Seite ·neigle, ari{ we/cher der OberJn(ehl d er uberlegne W(tr .


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ARMi E SEPOLCRI

ARMI E SEPOLCRI

Dico sapersi compresi, e non a caso, oggi · che dai partiti estremi si .tira a palle infuocate contro gli eserciti e che molti cittadini ed egoistici. Cresi si associano ad essi nel venir meno a q nei riguardi, a quelle testimonianze di affetto, etalora anche di rispetto, dalle quali un esercito attinge gran parte di quella for za morale onde emana il disprezzo della vita nei supremi cimenti. Su tale proposito ci pi~ce ri-· corda.re quanto diceva Napoleone, e cioè : Les 1•ichesses ne

sont point le partage des militaires; ·il {aut les en dédommagm· pa1· la considération et les égards. Le respect qu'on leur porte entretien t le point d' honneur, qui est la vèritable fo1·ce d'une nation.

• Lorsque tonte la popnlat ion d'Athénes quitl.,t cetle ville sur la foi de Tbèmistocle, lesAtlJ èniens a ban<lonnèrent-ils lcur patrie, ou l' emportérent-ils avec eux sur leurs vaisseaux ? • X AVIERS DE MAIST RE .

Poco discosto dalla torre di Solferino, su di un colle dove durante la battaglia era una batteria austriaca, sorge l'ossario (1), di cui diamo il disegno (fig. 14n).

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-

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--·----

..

In alto a 230 metri sul livello del mare sulla piattaforma. della torre di Solferino, alla quale si accede per agevolerampa, è saldato orizzontalmente un marmo in cui si legge: LA BA'.CTAGLIA DI

So LFERn-o i::

s. n:1ARTrno

cos~:ò ALJ,' I•rALIA

ALl,A FRANCIA

2 Genernli

\. AuGJm

l

Drnu JouR.JON

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1 Generale

ARNALDl

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LAUR.E

Fig. 14•.

L AC'.R OIX

7

Colonnelli · .

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BROUTTA

0A1'IN

I LE

3 Colonnelli

' CARMINA'l'f ) BERRETTA

l B.UEGNO

MALLÉVXLLE

- - - - ,-

DoNAY

200 altri 1iJficiali 6500 solclati

La chiesa che lo costituisce preesisteva, ed ivi pure gli Austriaci sì erano asserragliati nel giorno della battaglia.

7 6 alt1·i ittficiali

2200 soldati

ITALIANO CHE QUI VENIS'l'[ RA}(MENTA QUESTI NOMI E <.1,UJ~STE CIFRE:

(i) Tanto questo ossario, come quull o di S. Martino, dovuti ;tll' iniz iativa del conte Luigi Torelli, furono inaugurati nel l.870, poche settimane prima che scop piasse la • guerra franco-tedesca . Non aYenclo potuto l' Italia per supremi motivi politici unire le sue armi alla FTancia, la società dal Torelli presieduta mandò coo mezzi propri erl altri racco lti per oltre 80,000 lire di oggetti ai !?rancesi pr igionieri in Germ~nia.

94 -

ANNO XL IV.


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(

ARMI E SEPOLCRI

Surse esso nel concetto tanto della gratitudine verso i morti per l'Italia, guanto nel senso civile e umanitario, di dare, altresì, pietoso asilo alle spoglie dei nemici caduti. Nell'abside della chiesa, come nella cripta, sono riposte in appositi scaffali ossa esumate che si ritengono costituire gli avanzi di oltre settemila caduti. Nella chiesa sono altresì esposti molti busti di generali italiani e francesi, nonchè vari oggetti rinvenuti sul campo. Era fra questi un: orologio d'argento, fermato dal sangue penetratovi del proprietario ucciso. Segnava le 4. 35 pomeridiane, ora dell'ult imo combattimento a Cavriana; ma questa preziosa reliquia fu vilissimamente rubata. Nell'ubertoso giardino che circonda l'ossario Vl è uno speciale obelisco eretto al generale Auger.

ARMI E SEPOLC RI

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A celebrare la vittoria di Castigli.one avevano i Francesi i naugurato in sul confine fra Castiglione e Montechiari, e propriamente presso la cascina ora denominata Guglia, un .colossale monumento (:fig. 15").

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Fig. 15a.

La battaglia di Solferino fu la ripetizione ampliata dell'altra battaglia detta, in senso lato geografico, di Castiglione (5 agosto 1796) nella quale .Napoleone Bona~art~, con ?och~ forze e -con estremo slancio e valore, salvo se ed 1 suoi da temuta catastrofe contro l'esercito di . Wurmser, calato dal Tirolo a riconquistare la Lombardia. La differenza fra Solferino e Castiglione sta però non solo nel minor numero di armati e di armi che furono nel secolo scorso in azione, ma eziandio nel fatto che Castiglione fu frutto di offensiva tattica e di difensiva strategica; Solferino di entrambe le offensive; l'un_a costituì una sola battaglia, l'altra due; l'una faceva capo a linea d'operazione in paese straniero e l' altra in casa propria; quella avev~ carattere di conguista, questa· di liberazione, e l'una de01deva di un periodo e l'altra cli una, età storica. Magenta, infine, poteva stare senza Solferino, non però Lonato poteva reggersi senza Castiglione; quindi anche sotto tale • aspetto, va osservato che Solforino fu conflitt? cerc~to ~entre Castiglione fu cozzo impreteribile per evitare 1mmmente rovina.

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Consisteva questa in una colo:lrna di quindici metri eretta ,sul ver.tice di un cono avente base di cento metri di dia.metro e altezza di trenta metri. L'altezza totale del monumento era dunque di quarantacinque metri. Nella lapide incastrata sulla faccia del cono e di cui por.giamo qui appresso copia al lettore, è detto che l'inaugurazione seguì il 28 termidoro anno XIII (1) (fig. 16·). Tramontato l'astro che aveva abbagliata l'Europa e dato :splendore al monumento, questo fu infranto e distrutto nel 1816 come risulta da verbale esistente presso il municipio -di Montechiari. Nel cono del monumento erano stati riposti libri, codici, medaglie, un cannone, un fucile, una carabina, un pa.io di pistole, una sciabola, ecc. Allorchè, il 19 marzo 1816, l'imperatore d'Au8tria recavasi al campo di Ghedi ad ispezionare le sue truppe, venne a lui offerta, gran parte d1 tali og.getti che vennero poscia trasportati al museo di Vienna. \i ) 16 agosto 1805.


ARMI E S E POLCRI

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Da Castiglione volgendo per ~senta su Lonato troviamo \ in questa localitiL, ancora intatti, vecchi trinceramenti relativi alla occupazione fattane dal Vend6me nel 1706, ed altre traccie di storia (1\. Nei pressi di Lonato al Casino detto del Paradiso (sul monte della Rova) un'epigrafe rammenta ehe ivi « tre giorni ,< prossimi alla battaglia di Castiglione, albergò Bonapar te. > 1 E sulla torre di L onato leggesi: A PERENNE R ICORDANZA DEL PROCLA:MA'.('0 REGNO D'ITALIA IL DÌ XVI MAilZO MDCCCLXI AD ESEMPIO PE:I FOTURI DI

CONCORDIA DI FEDE 1 IL MUNICIPIO 'POSE I L DÌ I GJUONO MDCCCLXII.

Noti pure per antiche tradizioni, ed altresì per vicende <li storia nazionale, sono i paesi che dalla torre si possono contemplare; come Carpenedolo, Montechiarì, Calcinato, De:senzano, Rivoltella, Castel Venzago,. Pozzolengo, ecc. Citiamo solamente che sulla linea costituita dai primi tre paesi si combattè nel 1706 (2) aspra battaglia fra gl'imperiali e le truppe del Vendòme, che, vittoriose, cacciarono g l'imperiali su Gavardo.

(i) F11A'.'ICESCO MORATI, Ce,n;ni storici, Franchilli 1Si8 , Verona. (2) f8-t9 april e.

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L 'AHMEE D' ITALIE I

R ASSEMBLEE SVR CE CHAMP DE BATAfLLE I

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ARMI E SEPOLClU

ARMI E SEPOLCRI

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base da un avancorpo cilindrico di periferia quasi pari all'altezza della torre. Dall' avancorpo si accede al pian terreno interno costituito da un grandioso salone da cqi, per comodissima rampa dello sviluppo di oltre quattro ettometri che mette capo a sette piani (1), si sale sino alla sommità donde si offre allo sguardo un meraviglioso panorama.

A San Martino. Germogliò dalle infrante ossa disperse La rinnovata libertà .....

N1GnA, La Rassegna di Novara.

Ma ormai attraggono la· nostra attenzione, la grandiosai torre di S. Martino e l'ossario ivi presso ubicato (fig. 17°' e 18").

Fig. 18•. Fig. 17•.

La colossale torre alta settantaquattro . metri (1) campeggia gigantesca sulla vasta regione del Garda, sorretta alla (t) Non si tien c.onto dell'ast.a (pe,· Ja bandiera) che munita di parafulmine sormonta, la torre per altri 22 metri.

.,,.

Non è nostro compito l'esporre qui i particolari interni della torre, nè il. descrivere le opere d'arte in essa contenute. (i) Ciascuno di questi è des tinato per uso di museo per ogn una tielle setLe campagne combattute per l'in,iipendenza italiana (i848, 49, 51,, 59, 60, éH, 66, 70).


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ARMl E SEPOLCRI

A&Ml E SEPOLC&l

Citiamo però la r iuscitissima statua del gran Re (1) (fig. 19") che in mezzo a.I salone signoreggia con fiero atteggiamento di s1)ldato nell'atto che impugna la sciabola per continuare, dopo S. Martino, la grande opera sua; statua alla quale fanno corona quattro dipinti (2) eseguiti sulle pareti, r elativi alle quattro spiccate fasi che caratterizzano la vita del gran Re, e cioè quando rifiutò a Radetzky di abolire lo Statuto; quando si frammischiò agli zuavi nella. pugna di Palestro ; quando con Napoleone III entrò a Milano; ed infine l'ingresso in Campidoglio a Roma. · Quest'ultimo dipinto è allegorico.

Di buon mattino due di tali distaccamenti guidati uno dal colonnello Cadorna, e l'altro dallo stesso generale Mollard erano quasi giunti a P ozzolengo, ed avevano inizit1to l'attacco quando, vivamente assaliti, dovett ero ripiegare su S. Martino, donde poscia furono scacciati da forze superiori.

Ed ora che cosa si può dire di S. Martino senza tema di portar vasi a Samo Fi g. 19 e nottole ad Atene? Proveremo a riassumere, a grandi tratti, l'azione. Ci basti ricordare che mentre l'esercito francese marciava contro il fronte Solferino- Guidizzolo, qùello piemontese, muovendo da Calcinato, Lonato e Deseuzano, avviava.si su P ozzolengo percorrendo tre strade: quella che · costeggia il lago, la ferrovia e la strada. di Castel V tmzago. Marciava a destra ]a divisione D urando, al centro la divisione Cucchiari, a sinistra la divisione Mollarci (3). ·" , Queste divisioni erano precedt,te da grosse avanguardie a scopo di ricognizione e fu l'urto parziale di questi distaccamenti che impegnò la mischia e deter minò l'accorrere delle r estanti truppe. 1.

..*·• Dopo questo primo rovescio (erano le nove del mattino) si avanza la brigata Cuneo, che si slancia senza far fuoco su S. M~rtino. Vi giunge, è respinta; ritorna e si stabilisce sul centro dell'altura. Giacciono, fra altri, a terra uccisi il colonnello Berretta ed il maggidre Solaro; feriti il generale Arnaldi ed i maggiori B orda e Longoni. :::

* ~. L e truppe spossàte dal sole ardente, da faticosa ed affrettata marcia, dal compiuto vigoroso assalto e prive di capi, non ponno regkersi. Il nemico ingrossa, incalza. La brigata Cuneo retrocede. Il 4° ed 8° battaglione bersaglieri e lo squadrone del capitano S pinola arrestano l'inseguimento. Gi.unge, nel fratt&po, la brigata Casale. Sotto un violento fuoco si slancia essa pure all'assalto e con esemplare va· lore scaccia il nemico. Cadon fe riti il colonnello A veuati, i maggiori Manca e Zino ed altri; ucciso il maggiore Poma.

•

* • Modellata dal Zotto di Venezia e fusa dal Murnnetti di Torino. (2) Opera del Bressanin di Venezia. (i)

(3) La divisione Fanti era in riserva e la divisione Cialdini a Salò e Breno.

Il nemico ingrossa ancora, torna e riesce ·alla riscossa. Si slancia allora all'assalto la brigata Acqui e per la quinta volta si riprende S. Martino. È mezzogiorno. Ma le riserve

C)


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ARMI E SEPOLCRI

ARMI E SEPOLCRI

ma contro di esse si ~piegano tosto tre batterie piemontesi e la tenzone diviene più che mai violentissima. Dura già da un'ora hi, crudissìma pugna, quando scoppia subitanea bufera. Restano uccisi i colonnelli Ba.legno e Caminati ed il maggiore ,Bosio, e tra i feriti il generale Cerale, i colonnelli Via.lardi, Plocchiù, i maggiori Pollastri e Batteri.

mancano; il neruico è invece imbaldanzito da nuovi sostegni. Lo sforzo di tan_ti va.lorosi resta frustrato. La brigata Acqui un' ora dopo retrocede.

*** In quel mentre lanciavasi pure innanzi la brigata Pinerolo. Senonchè il generale Mollard interruppe l'attacco, e ripiegò in attesa di indispensabili rinforzi. Aveva intanto levato il campo e marciava avanti a grandi passi la divisione Fanti (brigate Piemonte ed Aosta). Intanto il Molla,rd con le brigate Cuneo e Pinerolo si portò dietro la ferrovia a cavaliere della via Lugana, nè ivi fu molestato dagli Austriaci bisognosi anch'essi di tregua. Più indietro andavano riordinandosi le brigate · Casale ed Acqui.

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(Continua). A. TR.A.GN I colonnello comandante il 65° regg. fanteria

Alle 4 pomeridiane giunse là brigata Aosta; e Vittorio Emanuele, lui, proprio lui, il gran Re, volle che il suo bravo esercito vincesse e lo infiammò con la celebre frase: Figliuoli p1·endiàmo S. Martino, se no S. Martino clovremo f'a?°lo no-i! Fu deciso così un attacco su tutta la linea. L'esercito sardo marciò questa volta riunito su due linee con le brigate Pinerolo ed Aosta innanzi, la brigata Cuneo in seconda schiera, tutta la cavalleria sulla destra e la divisione Cucchiari scaglionata a sinistra, con ordine all'.artiglieria di portarsi avanti· senza far fuoco, per aprirlo a breve distanza dal nemico.

L'esercito piemontese avanza sotto un fuoco v1v1ss1mo e con titanica lotta guadagna palmo a palmo il terreno. L e brigate Aosta e Pinerolo impegnano :fierissima zuffa. Il nemico fulmina colle sue artiglierie dal ciglione di S. Martino,

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NOTE BIBLIOGRAFICHE

NC)TE BIBLIOGRAFICHE Secol~da ~pedizione Bòttego. L' «Omo"· Via,qgio di esplorazione nelAfrica orientale, narrato da L. VA1'iNU'l'ELl, I e C. CnERNl sotto gli auspici della , Società Geogr<1fica Italiana •. - Milano ',1899 U· Hoepli editore. Un volume in 8°, pag. XVI-650. Con 141 illu~ strazioni nel testo, ·1 if tavole e 9 carte. Prezzo L. 1 O. . Da poco ha veduto la luce, coi tipi dell'Hoepli, una di quelle opere che v1v_r~nn.o n_ell'avvenire, preziosa per i cultori degli studi geografici, cara agli 1talian1 come testimoniaoza delle.virtù nazionali. L' ~·mo, com~ s' i~titola !a narr:izione delle vicende del la spedizione Botte0 0, desta m noi amm1raztone schietta e profonda per l'operato di quei quattro valorosi, t.re dei quali ufficia li dell 'esercito e deila marina cui no.n p_oteva più degnamente venire affidata la missione di portare ij nome 1talw~o attrave~so. regioni in parte ancora non esplorate da europei. R1assum1amo brevissimamente. · _Nell'a.utunno del 1895 pmiva alla volta del Benadir una spedizione cui la_ « Società Geografie:. Italiana» aveva affidato un compito di altissima 1mporrnnza scientifica, la attuazione del qua le avrebbe esaudito i voti di più generazioni di studiosi : esplorare tutta. la reoione sconosciutii 0 che si estende fra l'alto Nilo, il fiume Sobat e la costa Sotnala · riconoscere _quei paesi irti di montagne, coperti da dense foreste ; studiare quei popoli che avevano fama di bellicosi e crudeli; risolvere il problema della pertinenza del gran fiume etiopico, L'Omo; fissare i! posto del lago Abbà o 1~b~ala; e ancora, se possibile, rilevare ad' occidentP. l'altopiano della Etiopia . Questo per la parte scientifica ; per la parte commerciale, dove.· vasi fondare una stazione a Lugli e stringere patti di am icizia con le tribù sottoposte al protettorato italiano della Somalia, abitanti nel bacino del Ganana . Componevano la spedizione tre eletti giovani: il dottore in fisica Maurizio Sacchi, il tenente di vascello Lamberto Vannutelli, il tenente di fan. teria C_arlo Cirerni; li comandava un uomo di tempra ferrea, di indomito coraggio, d'energia senza pari, già provato nelle esplorazioni africane, il capitano d'artiglieria Vi ttorio Bòttego. Animati, sostenuti da no alto

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ideale scientifico, consci dei pericoli cui muovevano incontro, degli ostacoli che una natura selvaggia e popoli più selvaggi ancora avrebbero loro opposto, essi partivano, pronti a fare quanto era umana mente possibile per il buon successo dell'impresa, pronti 1rnche a sacrificare la giovane vita in pro della scienza, della patria. Il titanico programma ebbe piena attuazione : per merito della seconda spedizione Bòttego rimane acquisito · alla scienza un nuovo lago, il Pagadè, battezzato col nome augusto di Regina Margherit.:i, bacino indi pendente dall 'Omo e dai laghi Zuai , per essa sappiamo che il fiume di Ennarea e di Gim ma va a metter foce nel lago Rodolfo, bacino chiuso anch'esso; il Sobat, ulLirno grande al1luente di destra del Nilo, è per buon tratto rivelato nel suo corso superiore formato da un nuovo fiume, l'Upeno, chiam3to Saint-Bon dagli scopritori; final mente nuovi e im portanti dati abbiamo ;,ulle c11tene montane che a ponente limitano il sollevamento etiopico. A traverso quali vicende, a prezzo di quanti sacrifici tutto ciò si potè ottenere lo narrano i due superstiti del la memoranda impresa nel l'opera che ora sotto l'egida del nome di Vittorio Bòttego, hanno licenziato al pubblico, opera che si può affermare la più imponante fra quante trattano di esplorazioni africane, comparse d.i molti auni a questa parte. Scritto con semplicità, come si conviene a soldati che non sanno nè vogliono conofucere la preoccupazione di avvincere il lettore con lenocin'ì di forma, con preziosi tà di stile, ma che rendono couto d'uua missione loro affidata, questo libro, degno monumento di gloria alla memoria dell'impavido duce, ha in sè un'alta potenza suggestiva. Da lle sue pagine emana il fascino misterioso della terra africana così ri<:ca di contr:1 sti; leggendolo si vive dtll la vita stessa dell a piccola carovana, in lotta continua, quasi diuturna, con tribù fi ere e numerose, spesso insidiata, ma che procede ~empre intrepida, ma i $COraggiata, fi no al raggiungimento supremo dello scopo, intenta ognora a trane la m11g,gio,:e somma possibi le di conoscenze sui luoghi percorsi, sulle genti incontrate. Alla narrazione del viaggio fanno seguito gli studi che scienziati ita. ìiani hanno~ompiuto sui materiali ri portati dalla spedizione. Così al professor Millosevich è dovuta la discussione delle osservazioni astronomiche fatte dal Vanoutelli; al dott. D. Peyra la memoria meteorologica; ai dottori G. De Angelis d'Ossat e F. l\'lillosevich lo stndio petrografico e geologico delle regioni percorse; al dott. R. Gestro !'.esposizione sulle collezioni zoologiche. Di capitale va lore scientifico sono le carte geografiche annesse al v()lume, costruitr e disegnate dal-valente cartografo della • Società Geografica, Achille Dardano, le quali da sole basterebbero a dimostrare la grandissima im portanza che ebbe questa spedizione italiana.


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NOTE BIBL10(lRA.FICHE

NOTE BIBLIOGRAFIC HE

I :atti compiuti; il sacrificio della vita di 1301tego e di Sacchi; oli s.tent1 della dura prigionia di Vannute)li e Citerai; il molto pregio ciel hbro, sono cose che parlano alla mente ed al cuore di ogni italiano con e~oquenza be~ maggiore di quello che qualunque lode, qualunque plauso ai componenn della spedizione potrebbero. A questo noi dobbiamo accompagnare una grnnde gra titudine per loro, che hanno unito gloriosamente il nome d1 Ita lia ad una delle esplorazioni più importanti e difffcili di questa fine di secolo.

nostrp asserto, notiamo, per esempio, che è erroneo e contrario alle prescrizioni regolamentari quanto egli scrive intorno alla carica di cavalleria contro cavai Ieri a,e cioè .che sarà necessario di avanzare al trotto, passando da questo d'irettamente alla carriera giungendo a circa cento passi dall'at1iiersario. Così pure tutto ciò che l'autore scrive intùrno al combattimento dell'avanguardia in uno scontro col nemico, non si può accettare che con molto beneficio d'inventario. Il còmpito dell'avanguardia di un grosso partito che essendo iri marcia si scontra col nemico, sempre delicatissimo, non si può tratteggiare in modo assoluto, dipendendo esso dalle più svariate contingenze, e segnatamente dalle forze che presenta in linea il nemico, dal terreno e dagli ordini del comandante del grosso. Ciò che il Rubadi scrive in proposito è troppo tassativo, ed iippropriato per alcuni casi non lo sarebbe più per molti altri. E di queste inesattezze ve ne sono parecchie. A parte questi piccoli nèi, il .lavoro del capitano Rubadi è commendevole sotto ogni rapporto risponde pienamente allo scopo ch'egli erasi prefisso, e indubbiamente riuscirà utile agli allievi ullìciali di complemento e agli uffidali incaricati della loro istrnzionè.

Nozioni elementari di arte militare. Lezioni svolte agl·i allievi ii(ficfoli d1 c?rnpl~niento nel 1898, di ETTORE Ru0Ao1, capitano d'artiglieria, Tonno, ditta Para via, ,1899. · lnc~rica_to .di ~volgere agli allie~i u~tkiali di complemento della 1.oa bri11 ~ata d1 artiglieria d.a costa le Nozwni d·i arte militare il capitano Rubad1'. s_ebbene abbia fotto molte ricerche non potè trovare un libro da cons1~liare a1 suoi allievi che servisse loro di guida nello studio della materia contenuta nei limiti assegnati dal programma. · Negli ottimi e numerosi libri di arte militare che esistono O la materia vi è trattata troppo diffusamenl.e o vi è soltanto riassun;a : nè ·/)'li uni nè gl i altri rispondevano perciò allo scopo. · lo Il capitano Rubadi stimò allora conveniente di sobbarcarsi a non lieve fatica, compi lando egli stesso un sunto delle lezioni da dettare a' suoi al lievi. Nel suo lavoro si è valso delle opere dei maestri dell'~~·te e .segnatamenle delle più recenti, e, con ragionP,, si attenne p1u ;pecial n~en.te. al i~ massime sancite nei nostri vigenl-i regolamenti. L opera s1 d1V1de m sei capi : il capo ,1° in 9 lezioni tratta della definizione dell'arte militare · e delle definizioni e dei principi generali della strategia e della tattica· . i capi 2°, 3° e 4°, svol~ono quanto h11 t1~att_o, rispettivamente ali; tattica della fanteria, della caval leria, dell'artiglieria, e contengono pure un cenno intorno al loro armamento· il capo 5° tratta della coml.,in,,;ione delle varie armi, e finalmente il ca po 6° deli'infl uenza del terreno sul le operazioni tattiche. L'opera del capitano Rubadi si raccomanda per lo stile piano e chiaro per la progressione e lo sviluppo dati alla materia rispondenti al pro: grammH prescritto. Qua e là però sono sfuggite all'autore alcune inesatte~ze che in altra edizione converrebbe toglier di mezzo. Noi non intendiamo qui di esercitare una critica minula, ma soltanto a prova del

Passage des cours d'eau par la cavalerie, par le géuéral P AuL DE BENOIST, commandant la 2oe brigade de cavalerie. Paris, librairie militaire R. Chapelot et e.e ·1899 . In tutti i tempi si è riconosciuta la necessilà di mettere la cavalleria in condizioni. tali che un corso d'acqua non costituisse per essa un ostacolo insormontabile. Dinanzi ad un fiume, ad un torrente che non si pqssono guadare non basta il punto d'onore o la decisa buona volontà di voler p:issare ad ogni costo, e il tentativo di attraversarli a nuoto, possibile, sebbene sempre coil serio pericolo, per pochi uomini e cavalli, non offre probabilità di successo per grossi reparti. Gia N:poleone I aveva ordinato che i reggimenti di cavalleria fossero esercitati nel passaggio della Senna, ma poi, alle guerre del primo impero subentrato un lungo periodo di pace, non se ne parlò più, e le cose andarono avanti come prima . È soltanto in quest'ultimo decennio che si volse di nuovo l'attenzione sopra l'importante argo1mmto, e che, dal più al meno si intraprese presso tutte le cav:illerie europee a studiare seriamei:ite la questione, a pnticare esercizi di nuoto pei cavallì e ad e$cogitare mezzi opportuni per traghettare gli uomini. ··


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NOTE lHBLIOGRAFICHE

Io Russia ed in Francia questi esercizi sono diveoiati normali e si eseguiscono lutti gli anni , ma non vi sono istruzioni regolamentari al riguardo e pare che ogni reggimento scelga a suo beneplacito quei mezzi di preparazione e di auuazione che giudica migliori. Il generale de Benoisl, in questo suo breve ma interessante lavoro rende appunto conto particolareggiato dei mezzi da lui adouati e di qualche esercizio da lui ordinato. Partendo dal principio che la cavalleria debba bastare a sè stessa, il generale, anzitutto, osservo che essa non può costl'Uire ponti o passerelle o zauere che debbano poggiare sopra cavalletti, botti, tronchi di alberi, od analogo material e che è difficile trovare ed è altrettanto diffici le di trasportare e riu nire sul posto ove se ne ha bisogno. Tali costruzion i rich iedono molto tem po e un numeroso personale pratico; in ogni modo intrn Iciano la mobilità e rapidità delle mosse della cavalleria, che ne sono la principale caratteristica . A suo parere gli uomini possono attraversare i COr$i d'acqua soltanto: sopra un:i passerella da stabilirsi rapidamenté, o sopra una zattera o io una barca, o, infine, a nuoto. Per i cava lli poi vi ò un solo mezzo, cioè il passaggio a nuoto, io piena li bertà, o tenuti a mauo a mezzo delle redini del fi letto o di una correggia. Per gl i uomini, s'intende da sè che vogliono essere cercati i mezzi migliori e differenti, che rispondano alle due eventua lità : del passaggio del corso d'acqua da pane di grosse unità o da parte di piccoli riparti (pattuglie ecc.) . Evidentemente, quando trattisi del passaggio di grosse unità, il tempo necessario n costruire la pa ssarella sa rà relativamente breve, ed occorrerà pure trasportare al posto il materiale incli!-pensabile; in tesi generale però, e io modo assoluto per i piccoli diswccameoti, il materiale occorrente non dev'essere portato al seguito della truppa rna bensì dai cavalieri stessi . I grossi corpi useranno le passerelle, distaccamenti di plotone e çli sq uadrone le zattere, le pattuglie ha rchè o zattere di piccolissima dimensione. La vera novi:à del sistema sta in questo che le scale, le tavole ecc. che servono alla conrezioue delle passerelle o delle za ttere poggiano sopra i sacchi dei soldati (impermeabili) riempiti di paglia. Coi soli sacchi mantenuti a posto per mezzo cli sciabole o meglio di lancio - se la trnppa ne è armata - si formano le zattere pel passaggio di pochi cavalieri. I sacchi dei soldati, le corde a fo raggio di cui gli stessi sono muniti, qr,alche tavola di legno il paglia, sono gli unici oggetti che richiedonsi a fo rmare le zattere. E il geoenile de Benoist afferma che questo sistema,

NOTE BIBLIOGRAFICHE

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i~vtiro assai se'.11plice ed ingegnoso e che non esige alcuna inch iodatura, risponde com piutamente allo scopo . ' In ~ari capitoli parla poi minutamente del modo da usarsi per fa costruzione delle passerelle e delle zattere e dei passa1ro • ~ nuoto A . • . i,i, 1 « . ssa1· 1ntere~sante il . capitolo nel quale è dato il peso portato nell'acqua dai cav~lh de~le d1~ereoti ;mddivision i dell'a rma; e l'altro in cui è descritta la costr~ztone d1 una passerella gettata sulla Meurthè il 26 Mosto ,f897 duran te il corso tiell e evoluzioni della 20• briga ta e il snccti~sivo passaggio della brigata. Alla costruzione della passerella presero p11rte : 1 uflicia le ; ,I. sottuffiçial i; . -i caporali; 60 zappatori o allievi zappatori. L'a llestimento _della passerella, doppia, del la larghezza di 3 metri, e lu_nga 60 metn, da costruirsi con scale , ta vole, sacch i ripieni di p~glw, corde a foraggio, e senza un sol chiodo, iniziato alle 7,30 del matt100, era terminato per le H ore. Priocip'.ò quindi il passaggio della brigata. La brigata si formò in ~l:~na d1 massa a 100 ~etri circa dalla sponda del fi ume, e il pass,1g~10 ebbe luogo successivamente per squadrone e per ploton e in og; 1 sq ?ad~on_e. ·12° d'.·agoni che pa,s? p~I primo vi _impiegò ,f ora e ..,O rnmut1, _11 o ussari 11 ora e ·10 rnmull, avendo qnesto approfi ttato dell'es_per1enza d~I ~eggimento che lo aveva preceduto per semplificare alcuni part1colar1d esP.cuzione. In '.ot~le la bri_gata, d11I suo comandante fino all'ultimo cav:tliere, e~euuo il pas,agg10 della llieurtbe, larga nel punto scelto (presso SaiotN1c0Ins-d'.1-Port) 55 metri, in due ore e mezzo, senza che si verificnsse alcun :rnc1deote oè per gli uomi ni oè per i cavalli. Il ~euoist pass~ quindi a dire degli esercizi di nuoto pei cavalli e ue fi~sa m modo . part1colareggiato la progressione. A suo parere bastano '15 sedut~ per impratichire a suffìcie nza uom ini e cavall i io questa importante istruzione; e precisa mente: 4° esercitare i cavalli a nuowre nudi: quattro sedu te · 9o , · ct· ' .... passaggio I un eorso d'acqua da parte di nno struadrone e di un reggimen to 10 tenuta di campagna : ùue sedute · csercita~e i ~avalli a nuotare col carico; cinque sedute; ,i passaggio d I un plotone di scoperta : due sedute · 5• passaggio di una ricognizione d'ufficiale : due sed ute . Totn le : quindici sedute.

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ANNO U IV.


NOTE BIBLIOGRAFIC:f!E . 1488 In un'appendice, infine, l'autore dà un' est_es:'I descri.zione ,~i un~ passerella, costruita nel mese d'agosto 1898 da_i zappato_ri d.el 5 ussari~ sotto la direzione del capitano Gourmel e sulle sue 1ud1cazion1, ed atta al passaggio dell'artiglieria del carreggio di combattimento e di quello reggimentale. . . . , Anche dal poco che ne abbiamo detto si n leva foc1lm~ote _che que~to del generale Benoi,t è un lavoro assai interessante ed unportante per l'arma di cavalleria, e indubbiamente potrebbe essere consultato coo utilità anche rlai nostri reggimenti a cav11 llo. È bensì ver~. che il sacco a biada del nostro cavaliere non è impermeabile, ma qnando tosse realmente constatato che da esso. purchè impeuetrabile, si potessero . ritrarre così notevoli vantaggi, non vi sa rebbero. poi grandi dilficoltà a superare, per modificare convenientemente il sacco auua_le'. . Comunque, il la voro del generale de Benoist è assai 1strutttvo e interessa io modo affatto particolare l'arma di cavalleria. 1

.. Général GALLIENI, ancien command11ot du 2e territo1re milit.aire au Tonkin. Trois colonnes au Tonkin 1894- 1895. Paris, lihrairie militai re R. Chapelot e e.e ·1899 . Conquistato il Tonkino, numerose bande di pirati_presero ad_ infestare il paese e specialmente tutta l'alta . regione, . 1m~onendos1 al(a popolnione della zona che occupavano COI_ massac~,, es1~endo ~ontnbuzioni, e contrastando con grande audacia 11 domrmo dei lrances1. . Il generale Gallieni , allora colonnello e comandante la 2,a c, rcoscn~ zione territoriale militare, in questo pregevole lavoro rende conto d1 alcune spedizioni da lui eseguite contro i pirati per ordine del comandante in capo, e precisamente: ", . . delle operazioni nel Cai-Kinb nel dicembre ~ 893 e gennaio ·1 894-; delle operazioni contro Ba-Ky e sull'alto So~g-Cau nell'a_prile 1895; delle operazioni nel Yen-Thé nel l'ottobre-d1cemb1:e 1895. Queste spedizioni, che tu tte furono coronate da ~1eno successo: che con lievissime perdite condussero al la totale distruzione del nemico e all'occupazione del paese da lui tenuto, non hanno, dal se~ phce punto di vista militare, <,rande importanza poichè trattasi sempre d1 un avversario il quale dis~)one soltanto di poche ce~ti~a~a di fucili. Per_ contro la narrazione che di esse fa il gener:i le Gall1em e sommamente mter.essante ed istruttiva, perchè appoggiata tutta a documenti incontestabd, , 1

1489 -quali gl i ord ini del giorno d11 lui emanati e la sua corrispondenza colle -:3u torità superiori, dai quali è dato rilevare la massima cura colla qpale •preparava le operazioni, ì' eccellenza delle disposizioni e precauzioni ,prese; il carattere insomma di quel la guerra speciale e la condotta a se.gui rsi per portarla a buon fine . E non sono soltanto utili insegnamenti militnri che si possono ritrarre dall'opuscolo del generale Gallieni, poichè le sue consider3Zioni su ll'amministrazione delle colonie e sulla pacificazione dei paesi con.qu istati, frutto dell'esperienza da lui acquistata · non solo al Tonkino ma ancora nel Sudan e ai Madagascar, sono invero assa i notevoli. Ci restringeremo qui, per la brevità impostaci, ad accennare a taluno -de' principali precetti e pensieri svolti dallo scrittore. Il generale premet1e che i grandi principi della goerra sono sempre -gli stessi in tlltti i paesi e contro qualsiasi avversario; tuttavia la loro applicazione varia a secouda della natura del te.-tro d'operazione, e -seco ndo l'armamento e la tatt.ica del nemico che si combatte. Le stesse norme per la marcia e pel combattimento non servono al Sudan e al Tonkino. Al Sudan la colonna accamperà e combatterà .formata sempre in quadrato. I piccop posti o le sentinelle di sorveglianza sarnnuo co lloca ti a poca distanza innanzi alla truppa. Al Tonkino, invece, si d!:'ve agire con piccole colonne separate e indipendenti coocornmti allo s.tesso scopo e in grado di passare facilmente aura-verso alle strette e ai vallr,ni che costituiscono il carattere principale topografico aella regione montagnosa. Il sistema di sicur~zza delle ·truppe al bivacco sarà più perfezionato che al Sndan, e comprenderà numerosi piccoli posti e gruppi di sentinelle disposti sui colli e sugli .accidenti del terreno che coprono le posizioni. E il Gallieni operò appunto sempre con tre piccole colonne - d'oude il titolo del suo libro - indipendenti nella marcia d'avvicinamento, e che, per le,ottime disposizioni prese, nel giorno e ali' ora prefissata, si riunirono nella località designata, dalla quale doveva aver principio -~I combaLtirnento. . Una delle prime cure però del comando, se non ne è la prima, -dev'essere qoella di assicurare il vettovagliamento, e perciò di procedere colla massima dil igenza all'ordinamento dei convogli, i quali ·sono form:iti coi oool'i, dei paese, con alcuni loro c,1 pi, e con piccoli -riparti di truppa per la sorveglianza e la disciplina. Il peso individuale da addossare i.d ogui cooli non deve superare i 2.0 chilogrammi, e il numero totale dei cooli - senza ca lcolare i loro -capi dois e cais che uon portano - dev'essere qnello di cui realmen te NOTE BI BLIOGRAFICHE

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NO'rE BIBLIOGRAFICHE

NOTE BIBLIOGRAFICHE

si ha bisoguo in base al calcolo di 20 chilogrammi da tr;isportarsi da ogni indi vi duo, aumentato del ti per 100 ci rea. Così facendo si può foci Imente disporre di sei giorna te di viveri al segu ito del lo colonna, due portate dai soldati e quattro dai cooli. Un errore da evitare è quello di voler trasportare ad ogoi costo una enorme quantità di riso, che richiede un gr11n numero di cool i, i quali delihonsi' mantenere. « Importa essenzialmente, scrive il Gallieni, non ridursi ali' ultimo momento per decidersi ad eseguire le operazioni necessarie, ma bi3ogna, al pos,;ibile, prevederle abb:1staoza in tempo per procedere prima ad acquisti sul posto, o, meglio ancorll; per :issicu rarsi, coo una politic., µreviggente, basi di ri fornimento naturali e permanenti con centri di approvvigionamento beo costituiti. ~ Riguardo alle munizioni, giova riunire sollo il comando unico del1' ulliciale d'artiglieria non solo i canuoni col loro munizionamento di prima linoo, ma anche, come una sezione di munizioni, tutta la riserva di munizioni del l'artiglieri11 è della fan tel'ia che la colon oe trasporta al suo seguito. . Rispetto alla pacificazione e all'ordiun meuto delle colonie, il generale Gallieni posa i due principì seguenti: ,to L'ordinamento amministrativo di un paese dev'essere compiutamente in rapporto colla natura di quel paese, de' suoi abitanti e dello scopo cui si tende; 20 Ogni ordinamento amministrativo deve seguire il paese nel suo sviluppo morale. Kel primo periodo della conq uista i soli mezzi cui si può ricorrere sono: uua buona politica e la forza. L'aziono politica vi ha una µarte preponderante. È dessa che sugcrerisce 11i comandanti le misure più acconcie da adottarsi; misure clH' I) e\•identemonte saranno differenti secondo la natura del paese, le sue risorse, l'indole degli abitanti, ecc., ma t!'lndenti sempre a discerner.e ed a trane partito degli elementi locali' da cu i si po~sa ripromettere un profitto, a neutralizzare ed a distruggere gli elementi· locali non uli Iizzabi Ii. L'azione coll., forza vuole essere inforniata al principio a~sol'Uto, che oani movimento in avunti deve avere per sanzione l'occupazione è> elfottiva d~I terreuo conqt1i!;tato. Tuttavia anche nell' impiego della forza è>criova non varcare certi limiti, se appena è fattibi le, sforzandosi • • di risparmiare il paese e gli abitanti . Importa sovratutto evitare ogni distruzione inutile; e se le circostanze di guerra . hanno imposto, a mo' d'esempio, la distruzione di un villaggio, tc,stochè siasi ottemi ta la

sottomissione degli abitanti, prima cura clell' ufl-iciale sarà quella di ricostruire il villaggio, di crea rvi subito uo mercato e di stabilirvi una scuola. . È l'azione combinata della politica e della forza che deve avere per flsuluito la pacificazione e il pri mo ordinamento del paese conquistato. Viene allora il secondo periodo, che mira a condurre ad nn ordinamento stabi lo: quello dell'azione economica; e ad esso il Ga llieui wn,;acra parecchie pagine veramente interessanti. Il concetto che ne ~catul'i~ce, riassunto in poche pa role, è il seguente: l'ufficiale diventa un .igente amministrativo: l'azione della truppa è riimetta alle poche . misure di polizia che risultano necessarie. In questo tempo nel quale le guerre coloniali sono nll'ordine del giorno, il lavoro del gAnerale Galliani veramente rimarchevole, costi1uisce una pubblicazione di attualità e sarà consultato e studiat-0 con .grande vantaggio. Parecchie carte topografiche hen compilate illustrano il testo, facifaano l' intelligenza delld operazion i in esso d%critte e porgono uo' idea abbastanza .chi.ara del. difficile e montagnoso terreno sul quale il genera le Gallien1 fu chrnmato ad esplicare la sua azione militare ed amministrativa.

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NOTIZIE POLITICO - MILITARI

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NOTIZIE POL1TI0C)-MlLIT ARI La conferenza dell'Aja si è chiu sa e, secou<lo il giudizio di. tutti, aochedei pi.ù ottimisti, non ha çorrisposto alle a~peuativ~ che av_ea ~atto ,:;or11ere nel la oente facile ad illudersi e che I governi d1 tntt1 gh Stati forse per tompiacenza - avevano mo:;trato di condividere. Le :sne conclusioni , dopo Lunghe e faticose. discussio_ni , ,:i ri~1~con_o a sempl1c1 a~fer~ mazioni di principio, in matena d1 arbitrato, d '.~piego tl~lle armi, d1 soccorso e tutela dei feriti ecc., alle qu:lli non t.utt1 1 governi hanno aderito e non è certo che i dissenzienti, presto o tardi aderiranno. Il .lavoro della conferenza si riassume in tr~ convenzioni, ti:e dichia-razioni e cinque voti. .. .. Le tre convenzioni sono: -1<> convenzione per la defìn1z1one pacilica dei conOitti internazionali; 2° convenzione relativa al.le leggi _ed_ u_si di, guerra; 3° convenzione che applica :dle guerre '.11a'.·1 tt1 me I pnnc1p1 sta-· bi liti per le guerre terrestri dalla co~venztone t!t Grnev_ra (1 ~6•l). . Ora ecco le tre dichiarazioni: la prima mlerd1rebbe d1 lançia.re p~o1et~ tili esplo,ivi mediante areostati; la seconda vieterebbe l'uso _di pro1~ttdt a venti l'unico scopo di spandere gaz asfissianti; la terza pro1b1rebbe I uso di palle cbe scoppino nel corpo d:i feriti (1i~o dum-~um). _. Veniamo ai cinque voti : col primo la conferenza s1 aug_ura che, pe1. 11 bene materiale e mor11le dell a società, sieno li,mit.ati gli armamenti e quindi alleviato il peso finanzi ario che ne risu lta; il secondo voto riflette· i diritti dei neutri, sui quali non si po~è venire ad alcu~ accordo ~ st augura che la questione venga iuscri~ta n·el programma di una pros~ 1m~ conferenza; il terzo riguarda le armi esplosive da usarsi n_el la manna, col quarto si prende in considerazione I' iniziati~a della Svizzera di so~toporre a revisione la convenzione di Ginevra; 11_ qurnto fina l_men'.e. rimette ad una futura riunione le proposte che dichiarano mv1~la~1h I~ proprietà private nelle guerre marittime, i porti di ci_ttà aperte, 1 vtllagg, non fortificati ecc.; nonchè le proposte per regolare I bombardamenti da, parte delle forze n:wali. Tutte queste convenzioni, dichiarazioni e voti dovranno essere presentati ai governi per la rispettiva approvazione, ma già nel corso della,

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conferenza parecchi governi hanno opposto eccezioni o formu lato riserve sopra di versi punti. Stando alle notizie che conono, nove Stati non firmarono le tre con venzioni e questi sarebbero: la Germa.nia, l'Austria , l'Inghilterra, l'Italia, la Svizzera, la China, il Giappone, la Serbia , il Lussemburgo . Quaudo le convenzioni che costitu iscono la parte essenziale delle decision i della conferenza mancano della firma di quattro grandi potenze europee, fra cu i la Germani:, e l'Ioghi ltP.rra è inuti le cercare chi abbia o non Rbbia firmato le dichiarazioni e i voti ; coila sola mancanza di queste orme alle convenzioni, il successo della conferenza è più che dubbio:

~1a poteva riusçi're altri menti, dato l'attuale scacchiere politico in Europa, anzi nel mondo. Vi sono potenze forti~sime in armi, che meditano concruiste e dominazioni, le quali predicaoo pace e disarmo alle altre pacifiche . Queste. non potavano essere tanto ingenue da accogliere sim ili inviti. Anche il modo con cui si sarebbero di~'isì gli St.ati per firmare o non le convenzion i è molto istruttivo. Non fi rmarono, per quanto si assicura, la Germania con la sua ù ppendice, il Lussemburgo; I'. Austria con la sua dipendente,,la Serbia; l'Inghilterra cou la sua pupilla la Cbiua; la Svizzera che teme tut.ti i vicini e l' Italia che sa per esperienza qua li pericoli la minacciano da l di fuori . firmarono invece la Russia e la sua alleata la Francia cou un 7ran SPgu ito di piccoli Stati che, arim,ti o disarmati, pesano poco sulla bilancia, e incapaci non solo a conquistare ma anche a mantenersi sanza l'aiuto e la discrezione altrni, hanno tutto. l'interesse di risparmiare arm:1menti che, per essi, sono un:i lustra o poco più. I disil lusi dicono che questo risultato della conferenza è tanto più doloroso, inquantochè giammai le promesse erano state più·ridenti, giammai l' iniziativa era partita da tanto alto, giammai le adesioDi erano state più spontanee, più ca lde. Tntti lavorarono a rimuovere gl i ostacoli; gli egregi uomini a cui i rispettivi governi avevano affidato I' incarico di rendere meno probabili le conflagrazioni tra i popoli trovarono incoraggiamenti da tulle le prirti. Perfioo la stampa militare dì tutti i paesi ha cordialmente partecip3to - sebbene con poche speranze - a questo movimento dei governi e dell'opinione pubblica; contuttociò la conforenza dell'A.ia riuscì, poco più poco meno, un'accademin internazionale tenuta da rappresentanti dei governi, simile alle accademie dette

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interparlamentari, di cui l'ultima edizione l'ahbiam o avuta appunto quest'anno a Cristiania, e della quale $i è poco parlato, perchè ub'i major minai' cessat. Ed in verità, meo tre i rnppresentanti di qua3i tutti gli Stati del mondo tenevano confere11za all'Ajn, faceva una fi ~tua abbastanza mescliin11 , quella raccolt11 di ~enatori e deputati che, r:1p~ presentando soltanto se stessi, discutevano suilo stesso argomento a Cristian in. Concbiudi,,mo: la con ferenza rlell' Aja fu un insucce!-so, perchè )'attuale situazione in Europa anzi nel mondo non è il risul tato di cau$e artifi(:ia'li che si possa no rimuovere a volontà dai governi, ma è il risultato di leggi superiori che reggono i destini delle nazioni e del1' umanith. Si può sperare che il sentimento della pace e della· operosa concordia tr8 i popoli sia riserbato a maggiori trionfi nell'avvenire; la weranza è l'ultima dea ; ma in pari tempo si può essere certi che la si tuazione nella quale sarebbe possibile la realizzazione di queste speranze dipende da cause che non è in potere dei go\'eroi regola.re.

Quanto più diffuso e profondo s:irà lo spirito marino della nazione tanto più salda, efficace e fo rte sarà la marina da guerra , che nell'economi a di un paese marittimo rappreseuta la tutela del prestigio, del credito, dell'attività nazionale all 'estero . « Mi basti oggi (conchinse il mini3tro) esprimere il voto che le memorie, che qui palpi tano sempre vive, po,sano an imlll·e e rinvigorire la coscienza naziona le per richiamare il pa ese al mare, dol'e i nostri padri ebbero gloria e ricchezza. Iu questp concetto, in qw~sto voto deve riassumersi lo spirito del nostro programma marittimo, che mi propongo rli svolgere con quella tenacità di propositi che questa terra sa infondere nel1'11nimo dei figli suoi. Afforzate col vostro affetto l'opera mia e la vittoria arriderà ad un'Italia rigenerata nella vita del mare, compresa della necessità di conseguire e mantenere quella inlluenza marittima che le sue trad izioni e le ragioni della sua esistenza le impongono . " Non si poteva più fe licemen te e con miiggiore sobrietà delineare il programai:.i da seguirsi in Ital ia per mettere la marina da "'Uerra in caso di rendere al paese tutti i servizi che da essa si atte11d~no. Non basta aumentare il bilancio della marina nè accrescere il numero delle navi, conviene 11ncora alimentare e fecondare tutte quelle forze che costituiscono lo spirito marino della nazione. Non interpetrano certo questi intendimenti coloro che si iihbanrlouano ad esagerazioni d'o11ni ,. e e"'enere a che pretenderebbero improvvisare una graode marina , senza l'ambiente necessario a fo rla prosperare e a ben determin11rue gli scopi.

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** Nella penuria di fntt.i militari durante la quindicina, nel silenzio del Parlamento e dei mioistri, crediamo opportuno tener con to di due fatti che interess<1no la marina da guerra : il discorso tenu to .dall'oo . Bettòlo ministro della marina, il 3 corrente in Genova ed il varo dell'incrociatore Varese. Sull a fine di u11 banchetto dato a!l'oo. Bettòlo da' suoi eleuori·, presenti quasi tutti i senatori e i deputati liguri , il genera le Leone Pelloux:, comandante del IV corpo d'armata, il sindaco di Geno~a, ecc, l'onorevole ministro, dopo avere ringrazii'. to, eer il ~~niale ?onvegno da _cui era stato e$cluso, con giusto senso d1 oppor,lllrnta, ogrn colore poltt,co, entrò a parlare della marina, dicendo che non si 1rnsconde le difficoltà ond'è circondata l'opera sua: .b:$se dipendono, non tanto da ristrettezza del bilancio, quanto da deficenza orgirnica di quegli elementi che sono i fatto ri principalissimi della potenzial ità mari tti ma di un paese; poicbè J' influenza ma riuimi1 che può esercitare una nazione non è s1>lamente dovuta alle forze nava li militari di cui essa dispone, ma a tutte quelle fo rze che costituiscono lo spirito, l'attitud ine, l'.ittività maritt-ima nazionale e che hanno per conseguenzR un'attività economica, dalla capaci tà marittima alimentata e fecondata.

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Il 6 corrente a L~ oruo, dal cantiere dei fratel li Orlando, presente il ministro della _marina molti senatori e dep ut11ti ecl uflicia li di terra e di uiare, venne fe licemente va rato il R. incrociatore Varese. Questa nave appartiene al la classe degli incrocia tori corazzati e deve considerarsi come uno dei tipi più riusciti. Di tali navi ne furono riprodotti in questi ultimi tempi sette esemplari dei quali cinque furono ceduti all'estero con autorizzazione del goveroo. Le due ultime de11a serie sono il Garibaldi varato poco tempo fa dal cantiere Ansaldo di Sestri Ponente ed il Va1'ese di cui parliamo. I piani di queste navi si dehbo110 all ' i~pettore del genio nav~le Edoardo Masdea, con modificazioni del compianto Benedetto Brio. Le principali dimensioni e ca ratteristiche della Varese, in numeri tondi, sooo le sE>guenLi : lunghezza metri 1,H, larghezza metri 18, altezza metri ,12. 400, spostamento tonnellate 7500 , forza-cavalli 13,500 1


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veloeità nodi 20. L'armaroenlo consta di 27 cimnoni di varie dimensioni, !1 mitragliatrici, t~ tubi lancia-si iuri. La prulezione della nave è data da una corazzatura . dello spessore ,di millimetri ·150, le cui piastre sono di nichel, cementate, dì estrema dureu.a. La nave è dotata di un potente impianto elettrico, capace di fornire l'euergia occorrente a scopo d' illuminazion~ della nave, di mette1:e in molo i ventilatori elettrici , dare forza ai mol teplici eleva tori, ecc. Gli aÙoggi e i mobili di bordo sono intieramente metallici, p<ir modo che il Je"name è stato ridotto ai minimi termini. La" costruzione della Varese fu iniziata il -~ settembre ·I 898 e quindi il tempo impiegato fn di mesi ,1•I. Fatto da rimarcarsi è che la Varese ~cese in mare co n la sua corazzatura abbastanza avanzata. Or.1 che la nave è varata, i lavori di completamento saraP,_no spinti alac.remente è si procederà bentosto al montamento a bordo del suo apparato motore che ora si trova nelle officinè meccaniche della: ditta Orlando. Si può quindi contare che presto la. Varese potrà entrare in linea con le altre navi della nostra Jlotta. ·

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* * Souò cominciate le manovre d'assedio intorno alla piazza di Susa , che devono durare dal ·IO al 23 corrente. Direttore delle medesime è il magoior "eoerale D·e Maria comandante d'artiglieria a Piacenza. Il partito d'att;cco e quello della difesa ·sono r·ispettivameote agli ordini del maggior genera le Cardone, comandante d'artiglieria ad Alessandria; e del colonnello d'artiglieria Sollier, direttore dell'arsenale di Torino. Queste manovre ha nno una specialt:l importanza , sia per il numero e la quantità di truppe che vi prendono parte (fanteria, alpini'. ber5aglie.ri, artiglieria e genio coi rispettivi parchi e,<l_ualche drappello d1 cavalleria) sia per la lpcalità prescelta e il tema da svolgersi. Irnperocchè, propriamente parlando non si tratta solo dell'assedio di Susa, ma dell'attacco e difesa dello sbocco del Moncenisio (ferrovia e carreggiabile) e delle strade coocorreoti, il che importa naturalmente l'attacco e la difesa delle relati ve opere di sbarramento. , La direzione delle maooHe risiede a Molaretto, dieci chilometri da Susa e tredici dal Cenisio. I primi quattro giorni furono impiega ti da lle truppe dr.i due partiti in marcie, ricognizioni e presa di posizioni; la mattina del 5 cominciò a tuona re il caunoàe . Torneremo su queste manovre quando avranno avuto il loro svolgimento

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* *,. Le numerose chiamate.di uomini . dal congedo che hanno luogo quest'anno e i successivi congedamenti sarnnno, fino ad un certo punto, un esperimento delle innovazioui introdotte nell'ordin:nneoto dell'esercito, esperimen to che rntto fa sperare debba 1:ioscire soddisfacente. Compinto orarriai l'anno del p:issaggio al nuovo ordinamento quale fu stabilito dalla legge 25 giugno 1897, era desiderabi le che non tardasse l'occasione propizia per vedere all'atto pratico i nuovi enti costituiti o chiamati a compiere parte di qudle funzioni che in passato erauo affidate ai distretti. Certa mente, meglio sarebbe stato che l'esperimento avesse potnto farsi su più l~rga s(,a l~; ma in attesa che le condizioni del bilancio permettano la mobi litazione comp leta di almeno un corpo d'armata, possianio ora contentarci dei risu ltati di un esperimento parziale, quale è quello della chiamat:1 all'armi di varie classi in congedo. In (Jueste chiamate, e specia lmente in quelle indette per giorni "7 e 2"2 corrente, saranno messe a prova abbastanza concludente le ruove disposizioni rignardanti l' iovio diretto da i comuni ai depositi dei militari richiamati, e qnelle relative al ricevimento e all'equipaggiamento dei medesimi per parte dei depositi e poi la successiva loro assegnazione aì coi·pi . I . risulti:t.i di ta le esperimento sono tanto più importanti, in quanto che il ministero ha molto opportunamente sta bil ito che tutte le dette operazion i sieno in quest'occasione compite come lo sa rebbero in cnso di mobilitazione. · La chiamata della classe 187'1 riguarda nte tutti i digtretti del regno, potrà anche darci una buona prova del funzionamento de11li .., uffizi munici p,il i, in relazione ai còmpiti loro affidati dal nuovo ordinamento per .'l'invio dei richiamati alla sede dei depositi e corpi rispettivi. Tutti i detti ullìzi appl ichernnno così per la prima volta le istruzioui ad essi impartite, venendo quindi a compiere, su sc~la ridotta, un bivoro simile a quello che dovrebbero disimpegnare io caso cli mobilithzione gf}nerale. Il còmpito allida to ai sindaci nella mobilitazione è molto importante e, secondo alcuni, costituisce un punto debo[P, del nuovo ordinamento; pertanto, se l'esperienza ci rassicurerà da que;to lato, ci mostrerà cioè che le autorità municipali del regno, :iiutate opportunamente da lle autorilà militai:i, riescono a compiere abbastanza bene i nuovi còmpiti loro affidati, avremo fatto un gran passo innanzi e potremo attendere con lìdncia il giorno della prova genera le. 1


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- Venne ooti6cato che i sottoteneuti di complemento del corpo veterinario proven ien ti da altre armi o corpi, in appli cazione del dis.posto d111l'articolo 2 della legge d'avanzamento 2° comma, dovranno, entro · un anno dall a data del trasforim entò in detto corpo, prestare un mese di servizio presso un reggimento d'a rma a cavallo. - Fu stabilito che a datare dal ,J O agosto sieoo istituite due infermerie presidiarie di 11,a classe, uua in Vinadio e l'altra in Colle di Tenda. Esse dipenderanno dall'•>spedale mi litare princi pale di Savigliano . - Per normll delle amministrazioni dei corpi, il Ministero ba avvertito avere la Corte dei conti deciso che ai sottufficillli in attività di servizio inviati fuori della loro sede in esperimento per la nomina ad impieghi civili, od in attesa della nomina di assistenti locali, non compete l' indenoità di tramutamento in applicazione dell'Atto ,J63 del 1898, spettando ad essi , per raggiungere la nuova residenza, gli assegni di viaggio come mil itari . Il diritto ,1 1111 indennità di che trattasi è però conservllto alte rispetti ve famiglie, sem prechè esse raggiunga no il loro capo dopo la sua nomina ad impiego civile. - Il Ministero della guerra ha determinato che i passaggi nel personale di governo degli stabili menti militari di pena, dei militari di truppa sotto le armi di altri corpi, di cui tiatta la Circolare u. 72 del corrente anno, chiu~i col ·15 luglio ultimo scorso, siano riaperti e possano essere effettuati sipo a nuovo ordine. - Il giorno '25 del mese di settembre prossimo, av rà principio presso la scuola di cavalleria un nuovo corso mi litari\ di masca lcia . Le domande d'ammissione saranno trasmesse direttamente dai corpi al Ministero non più tardi del 31 agosto corrente, e dovranno essere corredate del foglio matricolare e caratteristico, oonchè del la relativa proposta motivata del comandante il reggimento, il quale si accei·terà .che gli aspiranti posseggnno i requisiti ricb iesti del l'Atto suddetto. · Essi non dovranno però contrnrre la ferm a di cinque anni prescrina dall'articolo :12,\. del .test.o unico delle leggi sul reclulamento.

.Ma l'esperimento che sta per compiersi ha pure un'altra non lieve importanza; esso sarà non solo un es perimento pei sindaci e pei depositi di fanteria e dei bersaglieri in generale, ma a taluni di questi depositi porgerà occasione di attuare il loro còmpito nella costituzione dei riparti di miliz:a mobile. É notò infatti che alle prossime grandi manovre concorrerà una divisione cli milizia mobile da costitnirsi con truppa richiamata dnl con~edo. Or bene, la costituzione dei singoli riparti di questa divisione avverrà, per la prima volta, presso i depositi dei reggimenti di fau tem e dei bersaglieri interessati, il che forà vedere praticamente il funzionamento dei medesi mi in una speci,dità di servizio affi data per lo passato ai distretti. · Inoltre l';,filuenza, a breve iuterv,dlo, ai depositi stessi dei mi litnri di due dassi di milizia mobi le e quiudi di una classe dell'eserci to permnnente, ponà a larga prova il funziu11amento dei magazziui e1lei compartimenti di vestizione; il che sarà di .arande vantaocrio per l'istr~!00 zione del relativo personale, e per rimediare in tempo gl' incouvenienti che potessero rilevarsi nel fuo zioaamento di en ti recentemente costituiti. Siamo al primo esperimento di un ~istema ~he ha radicalmente trasformate le basi della mobilit~zione nel nostro esercito; non è quindi diffici le che (1ua lche lacuna si rilevi, qualche inconveniente si verifkh i; ma tn t.to fo credere che, nel suo com plesso, iI sistema risponderà alle esigenze; non sarà poi difficile alle lacune e agi' incon:venienti, messi in luce dalla prova, trovare rimedio.

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** 1''ra le principali disposizioni d'interesse militare emanate nella quindicina notiamo le seguenti: . - In ,e~uito ad nccordi rra l'amministrazione della guerr11 e quella delle società ferroviarie, la tariffa chi lometrica ridotta di cui nell'allegato ·1° al regola mento dei trasporti milita~i venne estesa alle biciclette sciolte di ~erl'izio io consegna ai mil itori di truppa. - Venne notifi cr1to che dal ,J O novembre pros~imo andra io vigore il nuovo Reyolamento pel ser·nizio territM"iale, approvato con R. decreto 4- giuguo ,t899. Rimane cosi abrogato il regolameuto sul serv izio territoriale approvato il 5 gennaio 188-3, ad eccezione dell'appendice al medesimo approvata il 5 genn:iio corrente anno, la qua le resta tuttora io vigore; come rimangono pure in vigore, ma solo provvisoriamente, le parti seguenti del citato re;olameoto 8 luglio ,1883: l' iutiero ca pitolo V del libro primo e I' iu tiero li bro terzo,

Assolutamente povera di fatti fu la cronaca in Italia durante la quindicina. Non sap piamo chi per il primo abbia detto: • Camera chiùsa, paese tranquillo >> 1M la veri tà di questo detto in Italia trova la sua conferma da parecchie settimane. Quei provvedimenti politici, la cui discussi~ne all a Carnera suscitò taote tempeste e d11lla cu\ applicazione si diceva che dovesse nascere il

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fi oimondo, si npplicano regolarmente dal ~O luglio come se foss ero In cosa la più o:iturale. Il paese non fu mai più lraoquillo. . Dall'EriLrea pure giungono notizie di tranquillità perfeua; la questtooe dei confini non ò 1rncora risoluta, mn pare che noo vi sia danno 1101 ritardo. Secondo recenti notizie sarebbe in viaggio uoa nuova lettera di Meneli k al nostro Re $ li qneslo argomento; ma la cosn non venne ulficialmente con fer mat.a. li oovernatore della colonia si trova in Itnlia. I giornali discutono, traoq~illamente, a tempo perso, i SU()i veri o supposti piani stradali e ferroviari. Questo è quanlo può dirsi dell' Eritrea. La questione italo- chinèse, che sembrava così importante, restringe ogni giorno le sue proporzioni e J.iminuisce ~' inter~sse. N~o se_ ne parla quasi più. Per quanto è· noto, s1 sarebbe r.mu_oz1a10 ali ~cc!msto_della baia di San Mun chiedendo invece age1•olaz1on1 commerc1ah che il Go• verno chi nesc non sarebbe alieno dal concedere.

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,. * * Insomma, per quanto rigunrd:i l'Italia, tutto è cosi tranquillo dentro e fuori, e le questioni politiche sono talmen te as~opite, che la oostra st.impa giornaliera non troverebbe modo di riempi re 1~ sue ~!onne, se in buon punto non fosse comincia to un processo s.trnn 1e1:o: 11 process? Drcyfus. Ne facciamo cenno perchè da qualcl_1e giorno 10 Ita.l1a,. anzi_ in J~uropa, non si parla d'altro; m:t non vogliamo ~1ddentrarc1 ne suoi particolari e molto meno fa re commenti intorno a~ esso. . . . Ci rootenter,)mo di chiamarlo un processo nazionale io Frauc1a, anzi internazionale, perchè implica non solo :;\I" interessi, i sentimenti, la dignità della Francia, ma un poco anche quèlli di qualche nazi1>ne sua vicina. Detto processo cominciò i I 7 correo te senza incidenti degni di nota; tenne variP. sedu te a porle cbiu~e per l'esame di documenti segreLì; si riapri al pubblico il giorno '12 con due depo~izioni inte~·essantissime e poco in armonia tra loro; l' una di Ìlf. P_errier e~ p.res1dente della repubblica francese, l'altra del gem,rale Merc.1er ex cn1~1stro della guerra . Per la qualità dei deponenti e per le cose messe 1n luce o almeno affermate, queste deposizioni , al momento in cui scriviamo, sono ogdi ,,ivi commenti in tutta l'Europa. ,,euo l) Per oggi uon diciamo nitro; torneremo forse sull'argomento. Roma, il ·12 agosto •1899.

NOTIZIE MILITARI ESTERE FRANCIA. NtiOM gùt/Jba JJer la fante1·ia. Gli all ievi dell:i scuola mili t,ire di Saint Cyr hanno già adouato la nuova giubba per la footeria quale è stabilita con 1101a ministeriale i\ . 62 io data 8 marzo 1899. Questa giubba destinata alla fan teria, ai cacciatori a piedi, alla fanteria ieggera d'A frica, oi quadri delle compagn ie di discipli na ed alla legione straniera, presen ta notevoli dilfereuzll na quella attua Imento in uso. Essa è coofezionata io panno bleu-scuro ed adattata alla persona, senza essere troppo stretti\; ha una fi la so la di 7 bottoni nel me1.zo del petto, il da vanti sinistro porta una fil ettatura dello stesso colore della tunica; sulle cucitnre cb~ uniscono il rlorso ai fianchi vi sono due finte tasche (pattes) di pauno riel fondo fil ettate dr!ll o stesso che si estendono da circa ~ 5 millimetri sotto la vita a 20 mi lli metri da l lembC1 inferiore; esse sono ornate di 6 grossi bouoni da uniforme; la looghozza della falda varin da millimetri 260 a '220 :iecondo b.1 taglia. Il colleuo diritto è di panno color robbia ,per i reggimen ti di fan teri:, di linea e la legione straniera, fil ettato di panno color del fondo, cd èdi pauoo bleu-scuro per gli altri corpi; esso è ornato agli angoli da due mostrino di panno di diversa grandezza a seCQnda del nu mero del reggimento che debbono portare cucito soprn, tal i mostri ne sono robbia per i reggimenti stranieri e bleu-scuro per gli :1 ltri corpi; i numeri sono in panno da sottufficiale di color robbia per i reggimenti di linea, blou-scuro per i reggi menti stranieri e giunchiglia per gli altri corpi. Lo manica è omata in basso da un paramano di panno del colore del colletto ornato di tre piccoli bononi da uniforme, lungo la cucitura esterna. Sul fian co sinistro della giubba all'altezza dei fianchi vi è un passante reggi-cio turino, cucito in basso ed abbottouato in alto; le controspal line di panno del co lor della tunica si abbououaoo a '20 milli metri dal colletto da una parte e sono cucite alla spalla clall'altra estremità. Nell'interno del petto sono cucite. nella fodera due t.ische dette « a portnfoglio ».


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NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE

Le differenze princi pali tra la giubba attualmente iu uso e quella nuova si possono riassumere come s!:l~ne: . . .. . .\ o la 11iubba nuova ha la falda d1 1O centimetri pm corta , 20 è at>d un petlO solo con una fil a di 7 bononi; . 30 \a filettatura è sem pre del colore del panno, cbe e, come prima,

Circa poi i progetti di riordinamento della gi ustizia militare il ministro Krontz dichiarò che una commissione sta elnborando un progetto di riordinamento del codice di giustizia militare, che il lavoro è a buon termine, essendo state definite importanti questioni di principio. Rammentasi che l'ex ministro Freycinet aveva presentato un progetto .di legge per estendere il principio delle circostanze attenuanti a tuue le disposizioni del codice militare, che la commissione del Senato ·aveva adottato tale progetto e nom inato relatore il signor Cbaumié. Il signor Massé, deputato della Nièvre ultimamente presentò un progetto di legge the rnccolse finorA molte firme per modificare in tre punti i codici di giustizia rnilit~re del 4 giugno ,1858 (armata di mare) e del 9 giugno 1859 (esercito di terra). Secondo questo progetto : ·1 ° Punto. Si toglierebbe in tempo di p:ice ai tribunal i militari la competenza sui reMi, delitti , contravvenzioni di diritto comune commessi da militari.

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blen-scuro; ,1o sono aggiunte due finte tasche nel dorso; 50 è ca mbiato il colore del colleuo; 50 sono aogiunte due paramani, di panno colore del colletto; Cv . . . 70 è ao11iunto il pnssante rei;;g1-cmtunuo; ot> . go sono aooinnte le tasche mterne. la giubba a~~almeote io uso continuerà ad essere adopernta fino a consumazione. . . 20 Si sostituirebbe il voto a scrutinio segreto a quanto prauca~1 presentemente in proposito; si ammetter~bbe.ro le circostanz~ att~nuafttr, uoncbè misure per im pedire la comun1caz1onil al cons,gho d1 documenti non conosciuti dalla difesa ; . . 30 Infine si darebbe 11 i eonsigli di guei'rii la f:icolta d1 accordare , ·1 bene!ìcio della \eoo-e (de snrsis) d'indu ~io e si esigerebbe dal eom· 1 i:m ·1 · I d' \icenmis:;ario del governo addetto al consiglio di guerra I t1to o 1 ziato in diritto (avvocato) . . . . A queslo proposito, giova notare che appunto ~arted1 27 grngn~ s1 è riunita al Ministero del\11 guerra, sotto la presidenza del gene1 ale Braul t, capo di stato maggiore generale, coll' int~r:ento del contr?l\ore oeoer~le Cretiu. direttore do\ contenzioso militare o della .grn· stizia~ la commissione ,;peciale istituita dall'ex-ministro ~e .Fr~y~me~, tre mesi or sooo , per studiare la revisione del Codice d1 g1 ust1~1a. mllitare, e la commissione si è occup:ita per l'appunto della questione relativi, alle circostanze attenuanti per dire se possono. o ~o. esse.r~ accordate in materia militare. Ha pure lratt~to della grnsuz1a militare nello stoto d'assedio o in cam pagna. ' , . Riforma della giustizia mibitc'1·e. - Nella s~duta dell 8 grngno la Ca· mera rlei deputati ha votato \a seguente ief,!ge, già stata votata dal Senato. Articolo unico.

Le disposizioni del primo para g~afo dell'~rticol.o ~ della legge,, 8 • di·1897 relative al termine d1 tempo 10 cu1 l mcolpn to de, es~ere cembre · · · 7 8 9 1O I ':) I 3 4 t, ioterrogato e le disposizioni de?l.1 art,~oh 3'. , , , . . ,. ..., : ~ ~ della stessa legge sono applicab1\l alla 1struz1one davanti I cons1"'\l d, guerra giudicanti in tempo di pace e con sede terrestre. 0

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RUSSIA.

NuoTJa numerazione delle brigate di {<tnleria di rùerva. - Con decreto o. ,137 del 26 maggio (7 giugno) u. s. venne mutata la numerazione rlelle brigate di fan teria <li riserva, dando pure un numero d'ordine a tutti i reggimenti e battaglioni che ne fanno parte. Alle briga te di fa nteria di riserva del Caucaso che prima a ve vano una numerazione a parte ('I a, 2a, 3• e i 4 brigMa di fanteria di riservo del Caucaso) venne dato un numero d'ordine consecutivo 11 quello del le briga te della Hussia Europea . Delle brigate di fan teria di riserva 6 SODO su 4 reggimenti ognuna di 2 b~uaglioni e cioè la !6a, ,Via, .i 8a, 50a, 65& e 66a (queste due ultime corrispondenti alle già 1a e 2n del Caucaso); .J4 SODO su ,~ battaglioni ognuna e cioè la 51a, 52", 53n, Ma, 55", 5(.\a, 57", o8n, 59", 60a, 6~ ·, ,,• 62\ 53a e 64.• (queste dui; ultime corrispondenti alle già 3a e r~a del Caucaso). Esistono inoltre altri H battaglioni di fante ria di riserva autonomi . Colla nuova numerazione non asiste la 4-9• brigata; il che fa ritenere prossima la nuova fo rmazione del la brigata stessa, probabilmente su 4- reggi menti. NitoTJa compagnfa di zcippat9ri del geni o da (ortez:ta. - CoQ decreto n. 108 del ·1 ° ('I 3) aprile u. s. venne ordinata la formaz ione di 1

96 -

ANNO XLIV.


1504

NOT!ZlE MILITAltl ESTERE

o o

GRADO

STIPENDIO ORDIN!\l\10

:ad ,; N

&2 .2

~

Generale .

2,100

Tenente g enerale. .

1,800

Maggio r generale . . Colonnello . . . . . . Tenente colonnello .

~ ,:~~ ,

1

4,860

1

Alfiere . . . . . . .

660 600

I

Ordinario Rinforpto

405

2,940

'144

2,4'1 2 2,004

fd. Id. ·

1,536 l ,344

Id. Non es iste

I:·~:~ ~ l\ :~: )

1

~

5,6'70 (I}

O)

~

, ~ ::: 1,080 :.:: 2,916 .S ~ r o:$ ; ,- · ·~ , .2,430 "'s ;i°'_ Capitano . . . ,. . : . · · 90· o -,, "',80 "" 2,106 :1 Ca.p ita no ·111 2 °. . . '" .~ _ 'i20 1,944 § 0 Tenente . . . . . · · o -"'

Sottotenente . . . .

Per gli utlìcìali rtella guardia

ru bli

ru bli

1,182 l ,620

'

. I

549 534

1'11

1408

Come contro

1,080 rubi 10801rnbli 1344 948 900 1080 'iSO 948 816

1i , 366

804

' 324

'i32

120

8'76

, Lo stipendio rinforzato è conces,,o agli ufficiali che prestano servizio nelle lontane regioni dell'impero o aventi incarichi speciali, (I)'

Venne calcolato il ru blo a L.' '2·.70 in· oro.

1505

NOTIZIE MILITARI ESTERE

un.a compagnia zappatori del gei.iio da fortezza con trn dra ppello.di tele,,ralisti a Kvao-tun (P;ort- Arthur) . . . . . , l') Àfodifìcazioni ed aumenti agt,i stipendi degli ufficiali.:-. Gli assegni ~gl i ufficiali russ i, s.econdo la legg!:l del 1.. 859 e successive co_ostavauo della stipendio, degli a~sego,i per tavola, del supplemento agli assegni .per i.avola e di assegni i)Ventuali . · . . . Lo stipendio degli ufficiali d',a1;tig,lieria e genio era alquanto _supe~1or~ a quello delle altre armi . .G.li ufficiali della guardia aveyauo ,stipendio d1 un crrado superiore a qne\lo degli ufficiali .di linea. . C~u decreto n . .,J,i,,t, del rn ('4'7) giugo9 u. s. venne abnlita la differenza di stipendio tra gli uffic~a,li di; ar.tiglieri.a e genio e cruello degli uffici_ali delle altre armi , tutti gl i stipendi venne.ro notevolmente aumenta\1 ~ venne compreso negli assegni per tavola e nello stipendio il .supplemento agli assegni , per tavola, il quale per tal modo ri_m:ine_ a~olito. Ri°!a~e ancora in vigore la differenza di trattamento. .tra glt ufficiali del la guarcha e quelli di linea. Secondo il decreto suindicato dal ·1° (•13) lu.((lio del corrente anno gli stipendi netti da ogni ritenuta per diversi gi·adi di tutte le arm i sono ·i segueoti :

Gli assegni per la ta vola prima divisi in 1·12 categorie, restano ora divisi in 2i categorie con un massimo fisso 5700 rubli ed un minimo dì 96 rubli. Ai comandanti delle circoscrizioni militari gli assegni per- tavola vengono determinati volta per volta da ll' im peratore: Non tenendo conto degli assegni eventuali e di speciali indenni tà il complesso degli assegni (netto da ogni ritenuta) della maggior parte degli .ufficiali combattenti in n1giono del grado e della carica è il seguente:

" I ·~:,;~

o

'o

:ii

,,,~s

c.

~

<~

rubli

rubli

.Corn andante di copo d 'a.rma.t,a, general e . . . . . . . . · 1 2,1 00 ,Comandant~ di corpo d 'armata., tenente generale . . .

Q.

II

~

...~

I rubli

Icomplessivo Amnen to

~

in rubli sugli stipendi ed ossegni precedenti

so

... lire

I 5,iOO

'1,800 21.060

105 I

1,800 5,700 7,500 :?0,2501

144

I

,Comandante di divisione. tenente generale.

1,800 4,200 6 000 16,200

744

.Comandante di brigata. maggior generale

1,500 2 .ìOO

4,200 ll,340i

483

-Comandan te di reggimento, maggior g eneral e ..

1,500 2,70()

4.200 ll,340i

159

I

'

I

,Comandante di reg!!imento, col0nnello .

I

1,200 2,100 3 .('00 10,530!

389

·Comandante di ba ttaglione, tenente colonnello. . 1,080

660

1.740

4,698,

·Comandante di compagnia, ca.pitano

900

360

1,260

3 382'

228

780

360

1,140

3 018

135

(;omaudante di compagnia, capitano in 20 . ·Tenente. :Sotto tenente .

I

:I

720 660

I

I

360

-

720

1.944.

225

-

660

l,i82·

183

,1

Giova notare che tutti gli ufficia li russi, oltre alle competenze suiadi.cate, hanno inoltre diritto all'a lloggio gratuito nei fabbricati militari, o .ad un compenso in danaro, se non ne usufruiscono; compenso che varia dai 2000 ai 70 rubli annui,


· 1506

NOTIZIE MILITARI ESTERE

1507

Calcolando questo compenso per alloggio in ragione dell:i media del suo importo per ogni grado, ed alcune altre piccole indennità permanenti (non comprese le indennità per cavaJli e di Céll'ica), lo sti pendio 'degli uffici ali russi , tradotto in lire, e pnragonato con quello degli ufficiali degli altri princi pali eserciti è attualmente il seguente: Russ ia

Germnnia

Francia

Austria

Italia

1,895 2,1 50 2,830 3, i 60

•1,800 2,200

Ungheri a

S01toteneo te 2, ·187 2,:·l(J,9 Tenente. Capitano in 2a . 2,5H-3,4.29 Capitano. +,095 Comanda nte di : 5, 575 bauaglione reggimento H,6 10 brigata 12,690 divisione . 18,:!60 corpo d'arm.• 3i ,860

2,000 2. 4-90 2,6'.20 2, 680-2,870 li, 4 70 5,930 3,600- i,O'lO 8,300 ,1,1,030 ·13,830 22,220 38,110

7,000 rn,9oo 16,850 28,260 31_,800 1

3,200

o,660 t~,4 00-5,200 7; 750 7,900 rn ,o50 10,~00 rn,2:~o 14,1f00 20,000 46,8(10

Come risulta da questo specchio, mentre gli sti pendi degli ufficiali russi prima degli attuali provvedi menti enrno pressoché gli infimi di Enropa, ora vengono subito dopo a quegli degli ufficiali tedeschi e fran cesi. Facilitazioni vei 'Diag11i in ferrovia deyl·i uffeciali in con!]edo. Difficoltà fina nziarie hanno impedito di concedere facilitazioni di viaggio in ferrovia a tutti.gli ufficiali russi in conge• lo, di cui il numero è rilevantissimo. Però con decreto imperiale del 2o giugno (7 luglio) venne concessa la facoltà di viaggiare io ,1a classe, con biglietto di 2•, oppure io 2a classe, con biglietto di 3a a tutti gli ufficiali generali ed ammiragli in congE:do; agli ufficiali superiori ed inferiori in congedo decorati dell'ordine di S. Giorgio, oppure sotto la protezione del comitato , Alessandro» pei feriti, venne coocessa la fitcoltà di viaggiare in 2• classe con biglietti di 3a, Per tal modo, in attesa di poter estendere mano mano queste facilitazioni a tutti· gli ufficial i in congedo, si cercò mediante la di~posizione suindicata di ricompensare in f1ualche modo gli ufficiali che più lungamente ed onoratamente servirono nell'esercito e che riportarono ferite in guerra. È noto, come per gli ufficiali russi in servizio attivo le facilitazioni di viaggio in ferrovia consistono nel poter viaggiare nella classe superiore con biglietto della classe inferiore.

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI La Rivista di fanteria .

Fascicolo VI 30 gi ugno ,1899. - Sui monti d'Ancona, pel tenente !?8· nerale CAnt.o Cons1. La ca mpagna nostrn dell'U mbria e dello Marche ·ucl 1860 è un mo-dello del genere per la condotta della guerra e pel valore dimostrato dalle tru ppe. · Il generale Corsi volle qui ricordare uno splendido episodio di quella .c.impagn:i. uoo dei più brillanti falli d'a rmi della nostra fanteria, la presa d'm:salto dei fo rti d'A ncona, 25, 26 settembre ·I860. E il gene•rale fn invero felicemente inspirato nel sciegliere c1uesto tema, perchè, come dice benissimo egli stesso, la ca_mpagna del ~ 860 non è tra quelle <:he sono tratto.te am pio.mente nelle Scuole militari e può darsi che non pochi ufficiali , anche di qu~lli che appartennero alle truppe che presero parte a quel fatto, ne ignorino i particolari, o oe abbiano idee non esatte. In un arLicolo :;pigliato, quale ~a scrivere il Corsi, narra per disteso l'occupazione dell'Altavilla il 25 settembre e la presa d'assalto il 26 dei forti Monte Pelago e Monte Pulito; fatti veramente eroici, de' quali si onorerebbe qualsiasi eserci to e che furono compiuti dai baldi qersaglieri del 23° e 25° battaglione e dai fucilieri del 39° e t0° reggimento di fanteria (brigala Bologna), trascinati da ll'esempio di va lorosissimi ufficiali. , Era la prima volta ai tempi nostri , (scriveva già il Corsi trent'nuui fa e ripete qui opportunamente) che truppe italia ne assalivano cosi allo scoperto una posizione formidabile per natura, afforzata da grandi opere d'arte, uno spalto, uo fo sso largo, profondo e scoscesco, un alto e ripido parapeuo; difesa da un nemico numeroso e già avvertito, non affievolito dalle precedenti offese; avevamo a fronte non molti papa lini della vecchia stampa, m:i gagliardi soldati tedeschi: e tutto ciò sotto gli

cn

(I) Nel lil)fo, troppo poco nolo, l'enlichique a rmi in lla li i 18-l4.-JS 69, por CA Rl,O C0Rs1 stampato

11.

Firenzto n<>I i870.


1508

1509

RIVISTA DEI PER!OOJCI MILITARI

RIVJSTA DEI PE RiODICl MI LITAR!

occhi di uu generale francese che aveva delto: Gl'ftaliani non si battono » . Oh oenerale Corsi frucrate nella vostra memoria , nei vostri numeEJ rosi scritti, e dateci di sovente di ques!i articoli che ricordino le gesta gloriose, ai più ignote, dei nostri bravi ed arditi soldati·, dei nostri valorosi ufficiali. E ciò, perchè non bas1a che i singoli corpi commemorino i fatti d'armi cui presero parie, ma giova, nell'interesse dell'esercito e del paese, che le impre:;e bri llanti, .che formano · le tradizioni mi.l it.ari e il patrimonio glorioso dell'esercito, siallO conosciute da tutti, gli ufficiali, e se fosse pos,,1bile, dai cittadini tuui.

è tutta riposta nel grado cui la revocazìone non toglie. Questa è la

,

I!)

'

Le due sciw le. Lo ~crittore è d',wviso che quando nel ·1892 comiucia'rono· a venire ,. alla 'luce i nuovi regolamenti, iniziando un rivolgimento in tutto q~antO' concerne il governo e l'istruzione delle truppe, l'esercito ùon era aucora sufficientemente maturo per l'audace riforma·Così molti accettarono con entusiasmo le nuove idee, ma in generale senza comprendeme la iotieni porlata e senza essere apparecch iati a capire che cos·a veramente quelle novi1à rappresentassero. AItri sin da principio, le osteggiaronopiù o meno apertamente. · Così andarono formandosi due scuole, due correnti, éhe tuttora esistono realmente. Così lo scopo. della riforma iniziata nel •I 89.2, · nou proseguita, lasciata a mezzo e ostacolata da tante contrarietà , non so'lo non ha dato tutli i buoni fr utti che si speravano da essa, ma ba prodotto anche dei mali, e fra i maggior i questo di creare e legittimare nella p1;eparazi~ue della truppa e dei quadri incertezza e indir~zzi. di versi. L'articolo è scritto benissimo; i ragionamenti e le deduz1on1 sarebbero· giustissimi se la base da cui partono fosse realmerite quella supposta, mentre invece non lo è. Che le novità abbisognano di qualche tempo per essere universalmente accettate, e per~orrere dritto il loro cammino, è· cosa sapu ta da tutti. Non poteva quindi accadere differenlemente nella società militare a proposito dei nuovi règolamenti, e l'autore ove rifletta , ponderatamente e non voglia soffermarsi sopra qualche ca5o speciale, converrà facilmente con noi di vedere, le co:;e troppo in nero, e· che nel suo scritto vi è esagerazione. Gli ufficiali re Docat'i dall'impiego. L' ufficiale revocato conserva il grado, sicchè il solo fallo della re1;0Ca•· zione non è sufficiente a metterlo fuori del consorzio della gente per bene ; anzi è proprio tutto il contrario, visto e considerato che la dignitit

legge, cioè - in questo. caso _;... la teol'ia: ma rion oecorrono parole per dimomare come alquanto diversa sia la prat.ica. · Si notano · poi le ·anomalié, per le qua li l'ufficiale revocato coriseì·v~ il diritto di vestire l'uniforme, non è alla dipendenza di ~lcnna autorita mil itare non fi gura ·suIl' Annuario ecc; e in vi sia cli queste manche~olezze Òell'istitu·to della revocazione dall;impiego si invocà un rimedio.

Gli addetti m.il,itar-i . ' Si prende a disami ua,· con .fi ne spiri to, l'articolo pubblic;ato dall'oilogenerale Mocenni nella Rivista. politica e lettei'aria sull'importante tesi degli addetti mi litari. L'autore qu indi scrive che gli addetti mi litari sono specia lmente graditi là dove le Corti sono mi!'itari e ammo le p:,rate nelie quali l'addetto rappresenta la parte del l'orchidea nei salotti ; a in quei paesi non certo esiste comùnanza di vita fra l'addètto militare e gli uflìcial i in· digeni ed anzi vi è sorvegliato, impedito, spiato. In ni tri paesi - e tra questi potrebbe essere il nostro - gli addetti mi litari' non sono considerati come pi,nte ornamentali, ina sono sem. plicemente subiti, e qu indi per reciprocità si subisce l'obbligo morale di inviare ufficia li nostri a fare l'orchidea: Al postutto, gli addetti militari, esam inando , studiando, confrontando; possono riuscire ad acquistare una vera conoscenza del 'Vcde-re ·del I' esercìto che ossenano, e questa è la sola parte utile delle loro /unzioni, e quindi la sola noci'Va all'esercito studiato , Due soli partiti vi sarebbero da prendere : •I O O. si crede rea lmente al pericolo degli addetti militari e allora si deve sopprimere noi per i primi i nostri, ma unicamente per ottenere là reciprocanza. E, subordina tamente, se non si ci'edesse attuabile ciò senza gr:,vi inconvenienti, trattare pure noi gli addetti militari esteri come... :. orchidee. · · 2° 'O si crede che in fon do gli addetti lascino il tempo che trovano, vi e a li ora bisogna avere lo sp irito di sopprimerli, dicendo agli altri: diverte ·contimrnte a tenerli, ' Queste sono, a giudizio deWarticolista, le due sole soluz ioni logiche,· ma prevede che fra i dué partiti prevarrà il terzo : quello di lasciare che l'acqua vada per · 111 solit11 china.

se


1510

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

·RIVISTA ,DEI PERIODICI MILl'l'ARl

La R i vìsta di cavalleria.

Fascicoli VII e VIII, luglio e agosto ,1899. - Cavalùlti e ciclùti, pel capitano G. B ER'r &LL I. In un articolo lunghissimo ed interessante pel brio con cui è scritto , per la grande · dovizia di notizie e di esempi storici riportati, l'autore svolge ampiamente la tesi, da nessuno per altro impugnata, della grande util ità che la cavalle1;ia ritrarrà dall'uso del fuoco, allargandone così la sfera d'azione, e aumentandone l' indipendenza. E sin qui tu tto eorre ahbastauza dritto, sebbene non poche delle sue affermazioni e derJu.zioui si prestino a discussioni; ma non siamo più in accordo con lu i quaudo egli chiama questioni bizantine quelle dell'ord inamento della cavalleria, della formazione del reggimeuto sopra 4-, 5 o 6 sq uadroni, degli sq~a- . dl'Oni piccoli o grossi. Io ogni modo, sebbene ad ogni trll tto emergesse la sua predilezione per il fucil iere ciclista, ma i avremmo potuto immaginare che il Berteli i, che pur si dimostra uf!iciale intelligente e dotato di estesa coltura, venisse all e seguenti conch imioni e proposte: Ridurre l'effettivo caval li dell'arma di 2720, il che permetterebbe un assai migliore rec\11tament0, che si tradurrebbe in forza effeuiv:1; · Portare i reggimenti a _cinque squadroni, lo squadrone a ,100 cavalli effettivi e cinqua nta biciclette; così si avrebbero '1_6,000 cav:illi e 8,000 fuci Iieri ciclisti ; Formare 32 reggimenti della forza reggimentale çli battt:tglia di 500 cavalli e 250 fucili ; Assegnare un reggimento 3. ciascuna delle 2!~ divisioni di fauteria , e coi rimlìnenti 8 reggimenti forma re due divisioni di cava lleria pe1:m:1nenti. Il BerteHi, ammesso come assioma che senza i l concorso della fu c·ileria ciclista la cavalleria non può ript·ender·e più il po,çto efficace nel combattimento che occupama prima d-ella battaglia d·i Sodowa, è stato tratto alle proposte soprariferite; ma ègli è vittima di una grande illusione. In tutti gli eserciti si studiò e si studia tuttora l' impiego a farsi della bicicletta, ma sino ad ora non furono formati reparti di tir.listi che in misura affatto microscopica . . .E le ragiùn i sono troppo evidenti. Lasciando da parte la questione, pur capitale, dell'impiego ta ttico, il solo fotto che il ciclista può muo ver:;i soltanto su buone strade e con bel tempo, basta a inval idarne l' uti lità . Se nella seconda parte- della guerra del '1870-7·1 la cavall eria tedesca fosse stata ordinata come il Bertelli, saprebbe egli dirmi qua li

..

1511

vantaggi avrebbero ritratto i cavalieri tedeschi dai loro ciclisti su quelle strade coperte di neve e di ghiaccio o ridotte ad un grande pantano? La ritirata dal 1llinc'io all'Ogtio nel :1866, per C. CousJ. Durante la ritirata dal Mincio all'Ogl io, e mentre l'esercito sostava sulla linea di quest' ultimo fiume, sino a che intraprese la marcia verso il Po. largo uso fu fatto della cavalleria invi:ita di sovente ad esplorare anche a grande distanza. Il Corsi rende minutamente c91110, in questo pregevole lavoro, di taluqe delle principa li ricognizioni eseguite dalla cavalleri a del I corpo d'armata, al cui comando egli era addetto, del noto combattimento di Medole e delle altre avvisaglie, per n.oi sempre fo rtunate, avute in quei giorni colla cavalleria austriaca. Fatti brillanti, nei quali i nostri ufficiali dimostrarono intelli~enza, .ardimento, arte, energia, i nostri cav,dieri ardore e coraggio, i nostri cavalli possa ed animo. Gli Austriaci stessi resero giustizia alla nostra .cavalleria nei colloqui coi nostri ufficiali, dicendola r.'lpida, audace, impetuosa. E il Corsi giustamente si leva a dire: Rammentate la campagna del 4 866, in c~1ì 1;i fiorì lo spirito marzialeI dell a cavalleri(I italiaua. Corsa di resistenza a cavallo, pe r il capitano d'artiglieria

LUIG I P&L-

r,ERANO .

L'esimio capitano presenta dapprima una relazione abbastanza parti·Colareggiata della corsa dei singoli concorr~nti alla corsa di resistenza -cli 354- chilometri ch'ebbe luogo lo scorso anno in Piemonte, e vi fa seguire ·interessa nti considerazioni sull'utilità dalle corse di resistenza e -sull'allenamento. È un lavoro uti le e di lettevole, perchè scritto con grande passione per quel genere di esercit:izioni e con uon poca eompe.tenza. Quest'ioni 'Vecchie e l'ibr·i mwv'i.

.

La nuova edi:àone della .2& parte del regolamento di eserc·i:à per la ùnpehale e regia cavalleria aiisiriaca, per M. R. D. Ne riparleremo a l:ivoro terminato. La caMlleria -italiana -in Spag,ui nelle campagne del 1808-1809; per Q u 1NTO CENNI, (Continuazione). Le. scuole. di ccwalleria in Franc-ia, Austria e Germania , per M..

I


151:2

RIVISTA Vl-)1 PERIOD ICI MI LI.TAH.l

RIVISTA PEl PERlOIHCl ~ I LlTAIU

Revue du Cercle militaire .

N. 26, 27, 28 e 29 del ·1°, 8, 45 e 22 l,uglio· ,1899.

Contengono pochi aniroli originali, molti, per contro, tradotti da periodici esteri, e opportunamente commentati. Dal punto di vistà istruttivo dell'ufficiale che si vorrebbe fosse al corrente di ciò che .si fa, si studia e si scri ve all'estero, è certo che l'andamento ora preso da Il a Revue, e già da noi su bi to rilevata , è fra i più atti· a cons~gnire lo sçopo . Fra le traduzion i 11otiamo: Uno studio del ca pitano di stato maggiore austriaco von LuTGENDORF:. De( modo , di dare ,gli ordini ÌrJ, un distaccarnento ?in guerra., con osservazioni critiche del traduttore. Un anniversario a Solferino. , Un bel lavoro, specie da l purlto di vista austriaco, intorno alla battaglia di Solferino, riprodotto in extenso dal\' A nneeblatt. .L.o scrittorefrancese non vr ha messo che ·quattro righé di cappello, ma è bastato per introdurvi il grosso errore di fatto, che la vittoria di Solferinoebbe per risultato la liberazione dell'Italia daU'Alpi all'Adriatico. E la guerra del ,1866 n qual scopo ru combat\uta? e quali risultati ne conseguirono? Sembrerebbe che 110 scriuore frnn cese lo -ignori compiutamente. I nuovi forti di 111etz .,

1513

le valli della Seille e della M.os_ella, e minaccieranno specialmente Pontà · ~fousson. Le opere d_i Gorgimont e di S. Blaise opporranno un serio ostacolo ad un'offensiva francese, e ci renderanno impossibi le di sboccare sia pe~ burrone di Gorze sia .per la valle del Ru pt de Mad, per attraversare la Mosella a monte di Corny nell'inte.nto di contornare il settore sud del campo fortificato di Metz. · · ., L'artico lista ritiene, sebbene i giornali tedeschi non ne parlino, che i Tedeschi seguiranno sulla f~·on tiera r·ussa il sistema iniziato nell:AlsaziaLonma.

Degli esplo.sitii nella giwrra di cwm,pa,gna, per S. Z. È un lavo1·0 bene elaborato nel quale è specialmente studiato quanto ha tratto agli attual·i preparati esplodenti, e alle differenti distruzioni da e.,eguire. Notevole la conchiusione che tutte v·olte trattisi di operazioni di poco momento, come la messa fuori servizio d'un certo tratto di strada ferrnta od aprire una breccia sopra una linea di difesa, basterà generalmente il personale di truppll di qualsiasi arma; per la distru· zione invece di un'opera d'arte od an~loghe operazioni si ·dovrà sempre ricorrere alle truppe del genio. A.oche per la cavalleria in esplorazione e' indispensabile abbia ,a disposizione distaccamenti del genio per l'impiego dell a melinite.

st

Qnestioni d'arti,gheria . Designaz-ione degli obiettù;i, pel colonnello PERCIN, comandante il 27° reggimento d'artiglieria.

rende conto minutamente dell_e attu.ali fortificazioni di Metz, e uno, schizzo facili ta l'intelligenza del testo. Nel l'altra parte soµo riprodotti due articoli della Gazzetta della Croce che trattano appunto !'.argomento della costruzione di nuovi for ti, c~i faun o seguito opportune con, siderazioni . Così conchiude il compilatore: l ledeschi quindi disporranno fra poco d'un vasto campo fortificato, i cui limiti saranno segnati da forti avanzati di primo ordine, aventi essi stessi opere staccate e batterie annesse. Tutte le valli, tutte le linee ferra·te e le vie di comunicazione principali,, che conducono nella regione fortificata, sarnnno sbarrate o comandate da forti avanzati. Le opere di Gorgimont e di Saint-Blais~ sono di gran lunga le più importanti, poichè comanderanno la nostra frontierà , · le strade ferrate.

L:i preparazione del ti ro richiede: ·I O Un punto di partenza dal quale partiranno tutte le spiegazioni ulteriori ; 2° Un punto di puntamento che servirà a definire esattamen te le ali dell'obiettivo~ sul qnale si punterà il primo colpo; 3° Dei punti intermedi' che saranno dei punti particolari pei differenti pezzi, nel çaso che il fumo od altro motivo impedisse i puntatori di rettificare i loro tiri individuali. A prima vi~~a__~embra che lo stabi lire un punto di partenza differente da qùe\lo di puntamento sia un complicare le cose e rendere più lunga l'operazione. Vi ha, invece, un guadagno di tempo e di precisione, ·poichè i sistemi :;;oliti danno luogo a conversazioni senza fine durante le quali, di sovente, noli ci si intende.

È un lavoro ben messo rns1eme. Nella prima parte, originale,


1514

lf>lf)

RIVISTA DEI PElUODlCI MILITARI

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

Relazione ml reclntamento dell'esercito francese, pe.1· l'anno 1898, per H T. L'anonimo compilatore ne fo un sunto succinto; ne ricaviamo i dati .principali. Le operazioni dell'estrazione del numero ebbero principio il 16 gennaio 1898 e terminarono il :1 O febbraio; le sedute del consiglio di revisione cominciarono il 2,1 febbraio per terminare il 20 giugno. Sulle liste di leva erano inscritti 33·1, ·I 79 giovani, con una diminuzione di 7,148 rispetto al numero degli inscritti dell'anno precedente; 8,251 nè si presentarono nè si fecero rappresentare presso il consiglio di revisione per la visita medica, 26, ·198 in seguito alla visita medica furono dichiarati non idonei a qualsiasi servizio, sicchè il numero degli inscritti -sulle liste di leva discese a 30fi.,98L Questi furono cosi ripartiti fra le selle parti ~ella lista di lava :

-Per l'Alg~ria le liste di leva comprendevano 5280 giovani, al termine delle prescritte operazioni il contingente disponibile era ridottoa 3292 individui, che furono così assegnati:

parte : Idonei al servizio (3 anni) pa1·te: Dispensati dal servizio per l'articolo 2·1 parte: Dispensati per gli articoli 23 e 50 parte : Già in servizio 511 parte: Mandati rivedibjli (ja parte: Classificati pci servizi ausiliari 7a pm·te: Esclusi .

1• .24 3a 4.a

Totale

Al la fanterin . » cavaileria , artiglieria Al genio . Al treno A Ile tru_rpe d'a mmini:;trazioue Revue militaire . rédigée à, l'état -inajor de l'armée.

'15·2,94 ,i. 511,24-7 . ,1.-,44-9 30,018 45,276 20,929 ·H8 304-,981

Compi1ite tutte le operazioni, il contingente disponibile per la chiamata sotto le armi si trovò ridotto a 230,399 uomini, i qua li furono ripartiti fra le varie armi nelle proporzioni seguenti : P/\l servizio di l anno di 2 o 3 anni

l<'anteria. Cavalleria Artiglieria G1mio Treno Truppe d'amministrazione. Totali

'

63 ,·151 8,6/J:7 1,218 ,, ,2,18 2,0,1.,1

103,030 20,9·12 20,390 3,876 2, 01~0 3,876

76,275

154:,-124-

Qnesti 230,399 inscrit~i raggiunsero i loro corpi dal 14 al '16 novembre.

19H 05 600 ·I 00 ·135 '288

~i

I r

Fascicolo del giugno •I 899. La prima parte (eserciti esteri) contiene due pregevoli lavori Sulla guerra s1iagmt0la-americana e sul piano d'operazione di Moltke perla campagna del ·1866. Nel primo, ·accennato alle cagioni di attrito, da lungo tempo esìstentr fra questi dne Stati, è, poi, ampiamente svolta la tensione politica che ,condusse alla guerra, mentre nè l'un~ nè l'altra delle due unioni vi· era preparata; « guena che fu dichiarata sotto la pressione dell'opinione pubblica americana senza che il governo degli Stati Uniti avesse terminato i snoi armamenti e nemmeno cominciato un ordinamento militare indispensabile per una seria. <:ampagna. » ~el secondo, si mett.tl, specialmente, in rilievo ·che l\foltke, contro le· idée de' suoi collaboratori del grande stato maggiore, si mantenne fisso nel suo concetto cbe gli Austriaci intendessero invadere la Slesia anzichè avanzare per la Boemia. Verso la metà di giugno però, Moltke si persuade che gli Austriaci si radunano in Boemia, riconosce l'inutili tà del movimento di adunata, eseguito dall'esercito prussiano verso la . Slesia e modificando i suoi progetti prende l'audace risoluzione di trasportare la guena in Boemia. e di radunare le forze prnssiane sul territorio nemico. Riportate le nuove disposizioni, prese in conseguenza del cambiamento di idee sopravvenuto, lo scrittore constata elle la vittoria ha sanzionato le ardite previsioni del. capo di stato maggiore prnssiano, e che se le circostanze non permisero la r iunione delle forze prussiane nefla direzione prefissata di Gitschin, questa si effettuò sul. campo di battaglia di Koniggratz. Nel fatto, il piano audace del generale v. Moltke poggiava sul calcolo del tempo e dello spazio. La marcia pertanto, in.


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RI VISTA DEI PERIODICI MILITARI

RIVISTA DEI PERIODICI -M~LITARI

colonne separate e concentriche ha nel ·1866 vittoriosamente subìto la prova dell'esperimento, Da parecchio tempo mol ro si discute intorno al sistema di solito praticato dal genera le v. Moltke, e che oUE-nne anche nel 1870-'1 1 favo revole successo a Worth , a Orléam e a i\fans, di marciare divisi e riunirsi sul (:ampo di battaglia, ed intorno a quello di Napoleone di presentarsi alla battaglia colle proprie forze già riunite. « Rea lmente sono <luo principii opposti - vi è detto citando le parole scritte in proposito dal Goltz - ed ambedue. hanno · condotto a grandi risnltati, sicchè non è possibile di dichiarare l'uno dei due superiore al l'aÙ1·0. Ciascuno <li essi corrisponde ad una data situazione strat~gica. » Certo fleundek fii vinto sulla linea interna e v. Mnltke vinse a mezzo <li marce concentriche; epperò giustamente osserva il Iìognslawski: « l'insegnamento a trarsi da questa campagna, è che il successo è dovuto, nè al la linea interna nè alla linea esterna ma al generale in t.apo e al suo esercito.»

1·ilevas1 da un dispaccio del · maggior generale, 5econdo la quale il servizio di tesoreria doveva funzìonare soltanto dopo il passaggio della, frontiera, e che sino a quel momento alle spese dell'esercito dovevano provvedere le casse locali. E se, per l'andamento ,!ella guerra, l'eser-cito non varcasse mai il confine, come difatti av l'enne ?

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Organ der militàr-W issenschaftlichen Vereine. .l',a

~eguono poi molte notizie spicciole degli eserciti esteri, Nel la seconda parte (archivi storici) è continuato lo studio rimar-chevole sull'Origine delle grandi manovre, nel quale sono riportate notizie documentale e assai interes5anti sui campi d'istruzione nei secoli xv11 e xv111; ed è pure continuato il h1voro non meno notevole su ll'esercito di Reno e Mosella nella camp~gna del ·1796, cou molte lettere del generale Moreau al Direttorio e da questo :il Moreàu. Diario del 5° corpo d'armata nella guerra del 18i0-71. Fu scritto dopo la campagna dal colonnello Clémeur, ex-sotto capo <li stato maggiore al 5° corpo, ed intieramente approvato Ml comandante del corpo, generale de Fai lly, per quanto rille1te il tempo del suo comando. È una pubblicazione che altamente interessa gli studiosi tutti di quella memorabi le campagna. L'articolo si' riferisce alle giornate dal 16 al 22 luglio inclusivamente, dal giorno cioè in'cui il generale de Failly, a quell'epoca comandante il 3° corpo d'armala terriroriale a Naucy, fu investito del comando del 5° corpo, coll'ordine di tosto recarsi a Bitche, ove andava formandosi il nuovo suo corpo. I molti documenti pubblicati, lettere di de Failly, di Razaìne, del ministro della guerra·, mettono in luce il massimo disordine nel quale si operò la mobilitnione dell'esercito france se, per la quale nulla erasi preparato. ·Mancava p~rfino il denaro per lo !'.tipendio degli ullìciali la paga della truppa . Cur iosa e caratteristic:i la prescrizione del rP.golamento. di contabi lità che

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.,

Puntata ·1899. - Maria Teresa, il · suo esercito e i snoi popoii nella g nerra ai1striaca di successione. Conferenza tenuta a Vienna il 27 febbraio 1899 nel C%ino militare dal capitano di stato maggiore M ASS !M I LIAM VON HOEN.

A voler narrare per disteso le vicende del regno di Maria Teresa -occorrerebbero cer-to parecchi volumi. Lo scrittore dovette quindi, per tenersi nei limiti di una conferenza, restringersi ad accennare brevemente alle varie !'asi di quel ]ungo periodo storico che terminò col ren.dere immortale la grande imperatrice. · Con mano veramente magistrale riesce allo scrittore di tratteggiare in poche pagine le condizioni di qnel vdstissimo Stato, composto di paesi così dispa~ati per coltura, tendenze, e nazionalità, venuto io possesso ,della casa d'Asburgo per matrimoni, eredi tà e per coutratti; di rileva re come all a salita af trono di .Maria Teresa ('17,\0), fosse miserevole lo -stato del paese esausto dal le guerre sin allora sostenute, e ~uello delt'eserciro stremaw di forze, e demoralizzato per le sconfitte patite ; di mettere in evidenza la grande opera di Maria Teresa nella lunga fotta mossale da numerosi suoi nt'\m ici per strapparle la corona impe·riale: lotta, di cui, pel suo forte carnttere e la sua intelligenza ed attiyità, fu !'.anima, l'ispiratrice. la di rettrice. Da quell'aspr:i tenzone l'Austria ne sorti più grande e più forte elle mai fosse stata pel passato. Nella guerra contro la Prussia 'aveva, è vero, perduto alcune provincie della Slesia, ma l'imperatrice avev& ottenuto di rintuzzare gli altri nemici, di far forte e temuto il $UO esercito, di vedere stringersi intorno ad essa tuui i suoi popoli, animati da vera devozione. E non meno grande fu poscia Maria Teresa nel seguente periodo di pace, per l'ordine portato nell'amministrazione, per le cure rivolte all'esercito, per gli sforzi saggi e previdenti diretti a creare un regno unito, per quanto il permettessero le condizioni speciali e storiche di quello Stato.


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RIVISTA, DEI FERIODJOl !tlI LITARl

Il capitano Hoeu si era addossato il diflicile còmpito di forn ìre in poche ,pagine un concetto abbastanza esatto dell'opera di quella amata sovran,a , e vi è riuscito in modo ammirevole.

Pensieri stilla occupcizione istruttiva presso la tl'iippa, per un ufficùile di· stato maggiore. Lo scrittore vuole chf\ l'ufficiale sia istruito praticamente e teoricamente nel tempo di pace, in tutto ciò che gli spetterà di compiere nelle differenti contingenze della guerra. Gli si debbono mostrare le sue incombenze durante la mobi litazione del reggimento, durante lo schieramento dell'esercito; deve studiare i vari còmpiti che gli possono tòccare· durante le operazioni e la difficile ma importante questione del vettovagliamento, ecc. Nel11, varie istruzioni gioverà poi fo re largo uso di esempi tratti dalla storia militare. Bisogna non dimenticare mai che l'elemento del soldato è la guerra e in ogni istruzione, in qualsiasi occupazione del tempo di pace , aver ~empre presenie lo scopo pratico della guerra. A1•mi da fuoco portatili aut-01natiche. -

Conferenza tenuta nel casino militare di Budapest il 25 gennaio ·1899 dal tenente colonnello Huoo Ì\'.[ULLER VON l\fuHLWERTH.

Le armi portatili presentano vantagl:?i ed incon venit:nti: fra questi ultimi quello principale del gran consumo di munizioni. Esse per altro sono indispensabili per l'utilità 1ihe se ne può trarre in tutti quei casi, nei quali è necessario di esercitare sul nemico l:1 massima azione efficace col fuoco, da breve distanza e nel minor tempo possibile. Così, a nio' di esempio, le armi automatiche troveranno utile impiego nelle sorprese, nei combattimenti di notte, nel la difesa di località, specialmente nella pugna nei boschi , nel combattiinento contro cavalleria, e in quello di, cavalleria a ppiedatà .

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Per la Direzione · LODOVICO

C~SOT T I

T,mente r.olom1ello R. ,t .• inc<&riento

01<:MAUCHI CA R LO .

gerente

DELLA LEVA SU1 GIOVANI NATI NEL 1877 E DELLE VICENDE DEL R. ESERCITO DAL 1° LUGLIO 1897 AL 30 GIUGNO 1898

La direzione generale delle leve e della truppa del Minister o della guerra ha testè pubblicato la relazione della leva sui giovani nati nel 18'77 e delle vicende del Regio esercito dal 1° l uglio 189'7 al 30 giugno 1898, e noi crediamo di far cosa grata ai lettori della Rivista militare affrett andoci ad esporre e ad illustrare brevemente le risultanze generali d i questa pubblicazione, la qt1ale non può non avere un g rande interesse per quanti si opcupano d i cose militari e sociali. Abbiamo voluto innanzi t utto dare uno sguardo alle pubblicazioni congener i che si fanno in altri Stati d'Europa, e specialm':lnte in Francia ed in Germauia, per r enderci conto del modo come procede in essi il servizio della statistica militare in confronto al nostro e farci, a seconda del caso, dispensatori di lode o di biasimo . Or bene, siamo lieti di poterci concedere una soddisfazione 1~ quale, pur troppo, non capita molto spesso, ed è di affer· mare che il nostro paese non solo non è da meno degli altri, ma ha innegabilmente il primato in studi che hanno, come questi, tanti e così diretti rapporti colle più importanti manifesta.zioni della vita moderna. Infatti, mentre le statistiche militari estere altro non sono se non una semplice esposizione di notizie quantitative, le quali non sempr e possono essere di grande aiuto al lettore, le r elazioni che vengono annualmente pubblicate dalla direzione generale delle leve e della truppa non solo danno modo, per la accurata disposizione delle materie, d i seguire il succedersi delle varie fas'i 97 ·-

AN/\0 XI.li'.


15.20

()ELLA LEVA SUI GIOVANI NA'I'l NEL

1877 DELLA Lf,;VA SUI GI OVANI N ATI NEL

nelle qua1i si svolge il procedimento d'ella leva o che riguardano le vicende dell'esercito e di formarsi in conseguenza un giusto concetto sia dell'insieme che dei particolari, ma re'ildono conto delle disposizioui emanate nell'anno pér regolare i servizi relativi, costituendo così, nel loro insieme, la storia -esatta e completa del teclutamento in Italia e delle numerose questioni che vi sono collegate. Sotto un altro aspetto ci sembrano altresì meritevoli di considerazione le relazioni predette, ed è per quello che nei trattati si chiama la inditzione statistica e che consiste nella ricerca delle cause dei fenomeni rivelati dai dati statistici e nella determinazione delle leggi che li guidano. Abbiamo anzi notato che tale studio è fatto con una encomiabile larghezza di vedute, specialmente nella parte che r iflette le notizie sulla validità fis ica degli inscritti di_leva per il servizio militare, laonde è lecito affermare che le relazioni sulla leva e sulla composizione dell'esercito che vengono date alla luce in Italia. non solo costituiscono una pubblicazione statistica militare .di prim'ordine, ma sono altresì un vero ·e proprio contributo alla statistica demografica, cioè a dire, come ebbe a definirla il Maj orana (1), allo stitclio clelle leggi sulla popolazione o più largtJ:tnente clella ·vita sociale con le clete1·minazioni delle infiuenze della natura fisica su essa e cli qu,elle di qualsiasi ordine. Sarebbe però opportuno che, per meglio raggit~ngere gli sèopi ai quali tende, la direzione generale delle leve ·e della trnppa continuasse a valersi del sistema delle rappresenta: zioni grafi.che, le quali sono di grande utilità non solo perchè servono a dare un'idea più completà ed efficace del fenomeno al quale si riferiscono, ma anche perchè, in virtù degli speciali raggruppamenti o delle speciali disposizioni figurate di cifre che ne risultano, possono dar modo di scoprir e nuove relazioni fra i fatti osservati. Il sistema dei cartogramm( e dei d iagrammi fu dalla direzione generale predetta adottato nella (l) G. MA .1 C11U NA·CAr.. ,1TAHIA:>.O. i ion« na rllera , J8SS.

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La stati sli,;a teoricrt ett applica la. - Firenze. P1li-

1877

l52l

relazione della leva sulla classe 1873, e ricordiamo .che su , .questa Rivista noi face mmo plauso alla felice innovazione convinti che colle dimostrazioni grafiche le statistiche mili~ tari venivano arricchite di un prezioso ele1nento. Non è perci~ senza ~or~resf1 che abbiamo veduto che, dopo un solo ~sperimento, 11 sistema è stato abbandonato, e facciamo voti c~e esso sia ripreso in avvenire onde, anche sotto questo .a.spetto, le nostre pubblicazioni rimangano un modello del .genere . Un altro desiderio crediamo di dover esprimere ed è che sareb~e utile di se~nplificare in qualche parte la relazione, -soppr1mend ~ ta.lum prospetti numerici i quali non hanno ,~n grande mteresse statistico e sono anzi più che altro di mgombro. Citiamo, ad esempio, quello riguardante il trasporto a tariffa militare degli inscritti di leva che debbono present:;i.rsi per l'esame definitivo e p~r l'arruolamento al capoluogo cli circondario. Questo prospetto, che è irto di ·?olon_ne ed occu pa parecchie pagi'ne della relazione, espone ·1 d~ti _sulle conc~ss~oui del ribasso fe rroviario distinti per reg10111, per provmcie e per circondario, mentre, a nostro avviso, basterebbero ,p oche cifre riassuntive. · Sappiamo che presso la direz-ione generale delle leve e -della truppa sono appunto in corso studi peÌ' introdurre al·CU1:e sem~lificazioni nelle relazioni sulla leva e saremo lieti ·se m a;:venire potremo constatare qualche miglioramento in proposito. · ·Ed ora, per concludere prima di entrare nell'esame dei dati statistici, . . . un altro voto - è il terzo , , ma, non si· :,;paven~mo 1 ~ettor'., perchè è l'n~timo - e questo riguarda non già •1 comp1laton della relazione, ma gli studiosi. Vorremmo -che il numero di coloro che si occupano di questa relazione fosse un po' maggiore di quello che è attualmente e che molt i -di quelli che con grande facilità discorrono di cose di leva, invece di lasciare gneste pubblicazioni polveroso ino·òmbro -de_lle biblioteche, si abituassero a leggervi dentro e a ~avarne ,,gli ammaestramenti che se ne possono trarre. Quante af·cfermazioni, quante discussioni, quanti ei;rori di meno si M


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DELLA LEVA SUI GIOVANI NA'l'l N E L

18i7

avrebbero se l'esame dei fatti - quel benedetto metodo sperimentale che è pure. una gloria italiana - diventasse una abitudine tra noi! E il nostro rimprovero non è diretto soltanto a coloro èhe si occupano di cose militari - forse essi lo meritano meno degli altri - ma anche a quelli che, trattando di altri argomenti, pretendono d{ trovar e nei r isultati della leva la conferma d i alcune loro opinioni. Per citare un esempio solo, tra i tanti che a tale proposito ci vengono alla mente, ricorderemo che in ti.no ,studio comparso nella Rfoisiapolilica e letterm·ia ( 1) fu accennato che in un libro del professor Mosso r ignardante l' educazione :fisica della gioven't ù era contenuta una grave affermazione, cioè che la popolazione italiana era in un periodo di dege- · n erazione :fi..sica, inquantochè la statistica della leva segnava la progressione continua coila qual.e era cresciuta la g racilità degli inscritt i cl.i leva negli ultimi anni. E, a riprova d i tale affermazione, venivano allineate varie cifre r iguardanti le . riforme pronunciate dai consigli di leva o in seguito a rassegna speciale per gracilità e per deficenza toracica, cifre che erano effettivamente in aumento. Era però agevole osservare come del resto fu fatto nel citato articolo della Rivista politica e letlera1·ia, che, nel mettere a confronto i dati statistici sulle riforme , bisoo·nava tener conto delle disposizioni positive emanate dal b . ministero della guerra circa i criteri che devono servire di guida nelle decisioni· relative, disposizioni che, per l'indole loro, dovettero subire frequenti e importanti modificazioni. Da nn esame, anche ripido, delle relazioni sulla leva pubblicate dalla direzione generale delle leve · e della tr~ppa si sarebbe infatti rilevato: 1° che, mentre i primi elen· chi sistemtLtici delle imperfezioni ed infermita esimenti dal servizio militare non stabilivano alcun limite di perimetro toracico, nè, tanto meno, alcun rapporto tra detto perimetro e la stat ura per la idoneità o per motivare la riforma degli ( 1) L. C1wn1. -

1898.

La i·i(orma deWednca zione. llivista politica e le/leraria, mJggio-

DELLA LEVA SOI GlOVAJS"J NATI NEL

1377

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inscritti, coll'elenco dell'8 settembre 1881 fn determinato che n essun inscritto poteva essere dichiarato abile se la periferia del suo torace non misurava almeno 80 cent imetri, ogni qualv olta la sua statura non oltrepassava metri 1. 60, o la metà della sua statura se questa superava il limite anzidetto -20 che con regio decreto 24 settembre 1882 fu modificato il sistema, stabilendo l'aumento d i mezzo centimetro nella periferia toracica per ogni due centimetri in più di statura, a partire da un determinato rapporto minimo iniziale, e che con regio decreto 13 maggio 1888 vennero, a scopo di semplificazione, fissati qnattro soli gruppi d i statura, prescrivendo l'aumento di due centimetri di torace da un g ruppo a ·quello· immed iatamente superior e - 3° che con decreto 21 marzo 1889 fu tolta pel giudizio di idoneità al servizio militare degli inscritti di leva ogni prescrizione di rapporto fra ia loro statura e la periferia del loro torace, fissando come limite minimo d{ sviluppo toracico per la idoneità la misura di 80 centimetri per tutte le stature - 4° che infine con r egio decreto 30 aprile 1896 fu r ichiamato in vigore il precedente sistema del rapporto tra statura e torace, attenua ndone però il rigore. Ora, tutte q ueste ,mutazioni, delle quali è da to esatto conto nelle r elazioni sulla leva avrebbero dato la spiegazione delle differenze verificatesi anno per anno nel numero dei riformati, e noi abbiamo ravvisato opportuno di diffonderci un po' su questo particolare perchè ci sembra che Bsso dimostri all'evidenza la esattezza della osservazione da noi fatta circa la necessità che le ricerche statistiche non siano lasciate in abbandono. ' E qui ci piace di accennare che la direzione generale delle leve e della truppa, la quale ha evidentemente seguito il dibattito provocato dalla pubblicazione alla quale alludiamo, raccolse con opportuno pensiero nella relazione della leva sulla classe 1876 (1) tutte le notizie r ig uardanti le (l) Relazione delln le"a $Ui giov;ini nati nel ·1876 e clelle vicettde ri el regio e~ercito dal f O lu glio i896 ;11 30 giu gi: o ·189i , png. H.


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DELLA LEVA SUl GIOVANI N.\Tl NEL

1877

disposizioni date per determinar e la gracilità guale causa. di riforma, ricostruendo così la storia di quesl;a importante parte del servizio delht leva. Chiuso il lungo preambolo, riassumiamo ora le notizie riporta.te nella relazione della leva sulla classe 1877. e sulle vicende del regio esercito dal 1° luglio 1897 al 30 giugno 1898. Della leva sui giovani nati nel 18 77.

DELLA LEVA

sur GIOVANI

NAl' l NEL

1877

È superi-I.no accennare che il metodo della categol'ia unica, applicato alla leva sulla classe 1877, lo fu anche in quella successiva e lo sarà in quella attualmente in corso sulla classe 1879 e che la questione si avvia ora alla sua definitiva soluzione, essendo stato nel disegno di legge sul reclutamento che trovavasi in esame alla Camera dei deputati prima · della chiusura della sessione parlamentare inserite disposizioni éli carattere permanente al riguardo. Gli inscritti sulle listt1 d'estrazione della leva sulla classe 18'77 furono 420,389, e di costoro vennero : per c~11to

Questa leva ha una speciale importanza perchè con essa. si fece ritorno al sistema della categoria unica. Sanno i lettori che tale sistema, secondo il quale tutti gli inscritti idonei al servizio militare non aventi titoli ad esenzione vengono arruolati in l ' categoria, fu adottato per la prima volta, auspice l'on. generale Pelloux, per la leva sulla classe 1872 e continuato sino a quella del 1875. To_rnato poi al ministero della guerra l'on. Ricotti, il quale non aveva mai fatto mistero della sua· poca simpatiii per le nuove idee dominanti in fatto di reclutamento, sua prima cura ·fu di ripristinare per la le va sul.la classe 1876 il sistema del contingente :fisso di l " categoria e del conseguente arruolamento in 2• categoria di tutti gli inscritti rimasti in esuberanza alla quota di contingente spettante al 1rispettivomandamento. l\fa la permanenza al governo dell'on. Ricotti fn nel 1896 assai breve e, succedutogli l'ou. Pelloux:, il sistema della categoria unica fu ben presto,. richiamato in vigore. Si può dire anzi che esso non ebbe. nemmeno pie1m attuazione nella leva sulla classe 1876, dappoichè con circolare n. 148del 15 ottobre 1896 fu, a modificazione di altre disposizioni. date in precedenza, determinato di ripianare i vuoti verificatisi nel contingente dopo la uhiusura della sessione per asseo-nazionì o passaggi alla 3" categoria ed in seguito a.. rass:gna speciale. Infatti, per effetto della detta circolare, il :c.umero decrli inscritti assegnati alla 2• categoria, che do"' veva essere di 10,411, si ridusse a 1,681.

13,L154 cancelìati dopo l'estrazione 3. 20 riformati. 85,256 20. 28 rimandati alla leva successi va 95,643 22. 75 dichiarati renitenti . 26,450 6. 29 iLrruolati e computati in l '' categoria 104:,820 24. 94 arruolati in 2" categoria 551 O. 13 \ arruolati in 3" categoria . 94,215 22. 41 420,389 100. -

I cancellati, i renitenti e g li arruolati in 3· categoria sono su per g iù in proporzione eguale a qnella delle leve precedenti; in diminuzione è invece il numero dei riformati, dei rimandati e degli arruolati in ~· cat,egoria; in aumento quello degli arruolati e compn tati in 1• categoria. Per le riforme e i rimandi (specialmente 1~ causa di rivedibilità a senso degli articoli 78 e 80 della legge sul recluta me.ato) le d iminuzioni, le quali sono assai sensibili specialmente se si prendono come termine di confronto i risultati · della leva precedente (il 24. 43 e il 23. 36 per cento) dipendono principalmente da due cause: l" dalle speciali raccomandazioni che, in considerazione dei troppo rigorosi criteri adottati dai consigli di leva nelle opera0ioni della classe 1879, furono fatte dal ministero della guerra per ottenere che nella visita e nelle decisioni circa la idoneità o non al servizio militare degli inscritti i consigli preµe tti procedesi\ero in guisa da riformare o da mandare rivedibili soltanto


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DELLA J,EVA S UI Gl uVA?\I ?\ATI !>El.

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coloro che risultassero effetti varnente inabili in modo permaneute o tempora.neo a l servizio militare; 2° al diminuito numero di inscritti porta.ti in capo delle liste d"estrazione com'.e provenienti dai mandati rivedi bili. Infatti, gli inscritti mandati rivedibili nella leva sulla classe 1875 e portati quindi come tali in capo lista della leva successiva erano nella p?opor zione del 30. 73 per cento sul totale dei visitati, mentre quelli mandati rivedibili ·nella leva sulla classe 1876 e portati in ciipo delle liste della leva alla quale si riferÌ,'3ce la relazione rappresentavano soltanto il 25. 16 per cento dei visitati ; e quindi gli inscritti presentatisi nella leva anzidetta all'esame dei ·consigli di leva costituivano in massima un element,o fisicamente più valido al servizio militare. Non occorre spiegar e le rag ioni della diminuzione verificatasi n el numero degli inscritti arruolati in 2' categoria. Sarebbe forse il caso di accennare perchè, malgrado il sistema adottato di arruolare in 1" categoria t.utti g li uomini idonei al servizio non aventi diritti per F assegnazione· alla 33, si siano av uti 551 inscritti arruolati nella 2• categoria; ma chi ò pratico di leva sa che il § 206 del' regolamento sul reclntamento stabilisce che coloro i quali provengono da leve anteriori nelle quali avevano d iritto, per il numero avuto in sorte nella estrazione, ad essere ascritti alla categoria ftnzidetta, cvnservano tale diritto nella leva in cui vengono arruolati. I 551 inscritti di cui trattasi sono in conseguenza individui nati anteriormente al 1872, ovvero noll'anno 1876,· che si trovavano nelle condizioni indicate nel 206 suindicato. Le cause infine dell'aumento negli arruolati e computati in 1• categoria vanno ricercate nell'abolizione della 2• categoria e nella diminnzione degli inscritti mandati rivedibili alla leva successiva e, soprattutto, in quella dei riformati, come si è sopra accennato. Notiamo soltanto che tale aumento, il quale, in confronto al contingente della leva sulla classe 1876, è d i 10,125 uomini, fn otten uto malgrado che nel numero totale degli inscritti nelle liste d'estrazione si fosse avuta la diminuzione non trascurabile di 23,004 uomini. Colla cifra di con tingente risultante nella leva sulla

s

DELLA LEVA SUI GIO VANI )<ATI NEL

1877

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classe 1877 e che, come vedremo nel prossimo venturo anno, fu anche superata in qu ella successiva, il ministero dolla guerra può dire di avere risoluto il problema della forza occorrente in base al nuovo ordinamento dell'esercito. È noto infatti che, giusta l'ordinamen to stabilito colla legge 28 giugno 1897 numero 225, rendevasi indispensabile di trarre annualmente dalla leva circa 104,000 uomini onde averne, dedotte le perdite consuate, almeno 100,000 disponibili per la assegnazione ai corpi. È noto parimente che il contingente di l" categoria, il quale aveva toccato nelle leve sulle classi 1872 e 1873 la cifra di 100,000 uomini all'incirca, era andato poi sensibilmente declinando. Colla cifra cli 104,820 raggitmta nella leva sulla classe 1877 non solo quindi si è riguadagnato il terreno perduto, ma si è acquistato quel tanto di più che occorreva. per fornire ai corpi , e segnata.mente alla fanteri a di linea, il fabbisogno per la loro forza organica.. Ri{O?"flta,li e dichiarali 1·iveclibili.

Nel primo esame i commissari d i levlL dichiararono inabili al servizio militare 89 inscritti. per le deformità e imperfezioui ind icate nel relativo eleuco . Nell'esame definitivo i consigli di leva ri(orma.rono 80,364 inscritti, dei quali 61,433 perchè riconosciuti inabili in modo assoluto al servizio militare per talune· delle infermità ed imperfe~ioni indicafo nell'elenco predetto e 18,931 per deficienza di statura. Altri 4803 inscritti, di cni 4729 per le infermità e le imperfezioni contemplate nell'e lenco e 74 per dife tto di statura, vennero inoltre riformati presso i distretti e presso i corpi in rassegna. speciale alla quale furono sottoposti dopo il loro invio sotto le armi come militari di 1° categoria e prima che avesse termine ìl 2° periodo della leva. In complesso adunque il numero degli inscritti rifor mati ascesa a 85,256, come venne innanzi indicato. Le imperfezioni ed infermità che provocarono la maggior quantità di riforme furono , come al solito, la deficienza dello


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DEI.LA 1.lé;VA SUI OlOVANI NATI NEL

sviluppo toracico e la debolezza di co.s tituzione, che da sole diedero il terzo di rifot:mati sul totale (più precisamente il 33 . .71 per cento); seguirono poi le ernie viscerali, la oligoemi~ ed altre cachessie congeneri, le congiuntiviti croniche manifestamente persistenti oltre il periodo della rivedibilità i vizi · di . conìorma:.>,1one del casso toracico, le varici e così via dicendo. . Il trist~ t1:ibuto delle riforme fu pagato principalmente dai Cll'condan d1 L anusei, Aosta,.Reggio Emilia e N uoro, che ebbero una quota di riformati compresa tra il 40 e il 42 per cento sul numero totale degli inscritti nelle liste di estrazione e dai circondari di Girgenti, Sondrio,. Algher0, Oristano, Ter~anova e Breno nei quali la q uota fu del 33 al 40 per 'cento. Ebber~ i~vece il minor numero di riforme (intorno al 10 per cento) 1 circondari di Civitavecchia, Pesaro, Sciacca Verona Rieti, Viterbo, Frosinone, Imola, Trapani e T reviso'. ' I consigli di leva rimandarono inoltre per r.{ vedibilità a senso degli articoli 78 e 80 della legge, sul r eclutame;to (uon ci occupiamo dei rimandi per altri moti\·i, non avendo essi u.n !~articolare interesse), 87,646 _inscritti, di cui 50,287 perche nsultarono affetti da infe rmità presunte sanabili, 32,147 perchè riconosciuti .di debole costituzione e 5212 perchè avevano bensì. o superavano la statura di metri 1. 54, ma non raggiungevano quella di metri 1. 55 stabilita dalla legge come minimo per l'idoneità al servizio militar e. Oltre g li 87,646 inscritti suaccennati, ne furono rinviati alla, leva s~ccessiva _s~lla classe 1878 altri 4457, i qnctli, dopo· stati arruolati m ia categoria dai consio-Ji di leva ed essere . . b avv1~ti sotto 1~ armi, vennero presso i distretti o presso i corpi sottoposti a rassegna speciale e, in seguito a questa dichiar ati rivedibili. ' Dei predetti 4457 inscritti, 3178 furono mandati rivedi. bili per infermità presunte sanabili, 1165 per debolezza di costituzione e 114 per deficienza. di statura. L_e rivedibilità ammontarono quindi in totale a 92,103 e, aggmngendo a questa cifra quella di 3540 riguardante i rimandati per legittimi impedimenti o perchè riconosciuti inabili in seguito a visita all'estero, tornano i 95,643 rimandati ~

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da noi g ià indicati nel riepilogo generale dei risultati della relazione. Il numero ma,ggiore di rivedibili si ebbe nei circondari di Gallipoli (circa il 43 per cento), di Casoria, Cagliari, '.Alg hero, Patti, Grosseto, Gerace, Piazza A.rmerina, Barletta e Bari (dal 33 al 40 per cento). Il numero minore (intorno al 10 per cento) si ebbe in vece nei circondari di Sondrio, B obbio, Casale Monferrato, Frosinono, Reggio Emilia, Novi Ligure, Lanciano, Vicenza, Susa e Obiavari. La brevità dello spazio non ci permette di fermarci a considerare il significato delle cifre esposte; ma non possiamo astenerci dal manifestare la impressione dolorosa che in noi produce il fatto ohe vi sono località nelle quali il numero dei giovani affetti da gracilil;à o da altre malattie od imperfezioni è quadruplo di quello che si -riscontra in altre località. I pubblici poteri dovrebbero meditare su queste enormi e persistenti disparità, le quali spesso dipendono da condizioni di clima, di suolo, d'acg1,1a, nonchè da condizioni ~conomiche, le quali sarebbero suscettibili di miglioramento . >(

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X

Renitenti.

<'

I giovani che alla ehiusura della le va sulla classè 1877 risultarono renitenti perchè, senza giustificati e legittimi impedimenti, non si presentarono ai consigli di leva per essel.'e sottoposti all'esame definitivo, o, se residenti all'estero, non vi si fecero rappresentare da altra persona per essere arruolati per procura, furono 26,450. È però da notare che il numero effettivo dei renitenti deve essere ritenuto minore di quello suaccennato di un terzo all' incirca, potendosi calcolare che a tanto ascenda il numero di coloro che, giusta le vigenti disposizioni, vennero inscritti sulle liste di leva e d i estrazione quantunque fossero sconosciuti e probabilmente morti. Conseguentemente, il numero effettivo dei g iovani che non hanno risposto alla chiamata della leva si deve ridurre a 18,000 soltanto.


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DELLA LEVA SU I GIOVANI ::,-ATI NEr,

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Un dato statistico importanLe relati vamcnte ai renitenti è quello delle amnistie. Sanno i lettori ohe frequenti furouo in q uesti ultimi tempi le concessioni di amnistie fatte pPr reati in materia di obbl ighi di leva e militari. La fausta ricorrenza del 25° auniversario della liberazione di Roma, il matrimonio di S . A. R. il P rincipe eredit,ario ad il 50° anniversario della promulgazione dello statuto albertino fornirono occasione a S. M. il Re di fare atto di clemenza a favore dei renitenti, omessi, disertori e mancanti alle chiamate per istruzione e per eventualità (regi decreti del 2 ot· tobre 1895 u . 593, dol 24 ottobre 1896 n. 467 e del 3 marzo 1898 n. 42) . Un altro regio decreto di amnistia (U giuguo 1899 n. 206) fo poi altresì emanato; ma, non r iguardando esso il periodo al quale si riferisce la relazione in esame, non è il caso per ora di occuparcene. I renitenti delle varit3 leve di terra stati ammessi al godimento dell'amnistia dal 1° luglio 1897 al 30 gingno 1898 fu rono 12,772, dei quali 781 appartenenti alla leva sulla classe 1877. Se si tien conto ohe, come risult~ dalle relazio::ii d~lle leve sui giovani nati nel 1875 e nel 1876, dal 1° luglio 1896 al 30 giugno 1898 a,ltri 7948 renitenti erano stati ammessi alFamnistia hrgita coi regi decreti del 2 ottobre 1895 n. 593 e del 24 ottobre 1896 n. 467_, si può con· eludere che, per effetto della clemenza sovrana, ben 2,0,720 forono i renitenti che poterono regolare a tutto il secondo semestre del decorso anno la loro posizione di fronte alla . leva, senza contare gli omes,;i (49), uonohè i disertori e i mancanti alle chia mate per istruzione e per altri moti vi dei gual i si parlerà in appresso. ·

Ari·uolati e computati in 1.· catego1·ia. D icemmo già che per la leva sulla classe 1877 fu richiamato in vigore il sistema della categoria. unica· stato già applicato nelle leve sulle classi 1872, 1873, 1874 e 1875. Infatti , colla legge del 4 l nglio 1897 n . 238 fu, iu att,uazione di tale sistema, stabilito che g li inscritti della classe 1877

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riconosciuti idonei al servizio militare e non aventi diritto alla assegnazione alla 3" categoria venissero dai consigli di leva arruolati tutti in ·1· categoria, fatta eccezione per quelli provenienti da leve anteriori a quella sulla classe 1872 e per quelli provenienti 'dalla leva sulla classe 1876 che, pel m.1mero già avuto in sorte, avessero dovuto essere assegnati alla 2' categoria. Colla legge predetta fu inoltre ripetuta la disposizione riguardante la ascrizione alla ferma di un anno o di due dei rivedibili di due leve e di una e venne data faco ltà al ministro della. guerra di stabilire il numero degli uomini che dovevano assumere la ferma di due anni in ragione del numero d'estrazione. Gli inscritti che nel giorno stabii'ito per la chiusura della séssione (15 ottobre 1897) rimasero arruolati o Mmputati in 1· categoria forono 118,707. Durante il 2° periodo della leva, che ebbe termine il 31 marzo 1898, si verificarono 1608 aumenti per nuovi arruolamen ti ed altre decisioni e 10,495 diminuzioni per riforme e rimandi per rivedibilità. in seguito a rassegna speciale, nonchè per assegnazioni alla 3• categoria · in sede di ricorso e per passaggi alla categoria stessa in seguito a modificazioni nella composizione della famiglia, laonde al termine delle operazioni della leva sulla classe 18 77 la P categoria risultò composta d i 104,820 inscritti, dei quali er ano: uomini computati numericamente nel conting~nte quali arruolati prima del g iorno stabilito per l'esame definitivo degli inscritti del proprio mandamento (ufficiali, allievi negli istituti militar i, volontari ordinari e di un anno ed arruolati nel 2" periodo della leva sulla classe 1876) . capilista ai quali spettava dì far parte della l" c11,tegor ia . inscritti nati nel 1877, omessi, surrogati di fratello, eco. .

4,413

22,781 77,626

-104,820


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DEr, r, A LEVA SUI GIOVA~! NATI N l,L

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Dei detti 104,820 uomini, 8 ,828 erano stati mandati rivedibili nelle leve sulle classi _1875 e 1876 e forono in conseguenza ascritti alla ferma di un anno e 13,104 erano stati mandati rivedibili soltanto nella leva sulla classe 1876 e .fo. rono ascritt;i alla ferma di due anni. Quanto agli uomini che dovevano assumere la ferma bien· nale prevista dall'art. 124 della legge sul reclutamenlio, il ministro, il quale aveva ricevuto dalla legge di leva della classe 1877 la facoltà di fissarne il numero, si attenne allo stesso criterio di ripartizione prescritlio dalla legge di leva della classe 1876, cioè del 50 °/ 0 • Conseguentemente, dei 104,820 uomini arruolati in 1• categoria, 52,810 fo1:ono ascritti alla ferma di tre anni éd altrettanti a quella di due, computando però tra questi ultimi g li inscritti che, per essere rivedibili di una o di due leve, avevano diritto alla ferma di due anni o di uno. La chiamata alle armi del con tingente fu, giusta il sistema invalso, eseguita in due volte. La prima volta vennero chiamati g li uomini che nella visita subìta jnnanzi al èonsiglio di leva erano stati prenotati come irlonei per il servizio in cavalleria e nelle batterie di artiglieria da campagna ed a cavallo e la seconda volta vennero chiamati tutti gli altri. Insieme cogli uomini preno.tati per le armi a cavallo, cioè nella prima ripresa, furono pure chiamati g li uomini della classe 1876 stati trasferiti dalla 2" alla l" categoria pel ripianamento dei vuoti del'contingente, che erano stati lasciati in congedo illimitat.o provvisorio a disposizione del governo, a mente della circolare dell'll marzo, 1897 n. 37. P er effetto delle due chiamate, le quali ebbero luogo il 25 novembre 1897 la prima e dal 7 -al 12 marzo 1898 la seconda, avrebbero dovuto essere assegnati ai corpi l23,904 uomini complessivamente, dei quali 8730 della classe 18'76 e 115,174 della classe 1877 (cifra corrispondente al numero degli uomic.i di detta classe che nei giomi in cui avvennero le chiamate alle armi risultavano arruolati in 1" categoria). Di questi 123,904 uomini ne furono però effettivamente assegnati ai corpi. soltanto 101,793, perchè, dei rimanenti

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22,111, parte erano già alle armi come v~lontari'. parte fo. rono perduti in seguito a rassegna e parte mfine risultarono morti, diserbori, arruolati nelle guardie di finanza, ecc....... Interessanti sarebbero le notizie riguardanti la distribuzione del contingente assegnabile di ciascun distretto tra i vari corpi, ma ciò porterebbe assai in lungo dappoichè c~nverrebbe istituire uno studio comparativ() circa la potenzialità delle varie zone di reclutamento in relazione a_lle d iverse armi e specialità e circa le esigenze della mobilita· zione. Dobbiamo quindi limitarci a poche cifre riassuntiv!:). I 101,793 . uomini assegnati dai comandanti di distretto a1 corpi risultarono così distribuiti : granatieri . fant eria di linea alpini . bersaglieri. cavalleria . artiglieria . gemo ca.rabinieri reali. compagnie di san ità compagnie di sussistenza corsi allievi ufficiali ed allievi sergenti

1,390 61,809 4,529 5,392 8,891 12,755 3,563 1,371 1,062 828 403 101,793

A1·,·uolali in 3" categoi·ùi.

I consigli di leva assegnarono alla 3• categoria 93,353 inscritti dei quali 92 958 in modo definitivo e 395 temporaneam~nte (art. 94 della legge sul reclutamento). Altri 8~2 inscritti furono poi trasferiti dal ministero alla categoria predetta perchè, per modificazioni sopraggiunte nello stato di famiglia, erano venuti a trovarsi in alcuna delle condizioni per effetto delle quali avrebbero avuto diritto ad


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esenzione al tempo del loro concorso alla leva (art. 96 legge prec.). . . . . Gli inscritti della leva sulla classe 1877 r qualr al termme delle operazioni della leva st~ssa facevano parte della 3• categoria ascesero quindi complessivamente a. 94,215. · I titoli pei quali si verificò un maggior numero di esen · zioni furono, come al solito, quelli di inscritto avente u n frntello consanguineo al servizio milit;are dello Stato (8. 27 °lo sul totale degli inscritti nelle liste d'estrazione), di unico figlio di. padre vivente (6. 25 °lo), cli figlio primogenito di padre non avente altro :figlio maggiore di 12 anni (3. 21 °/o) e di figlio 0 primogenito od u nico di madre tuttora vedova (l.79 e l.p4. / 0 l:· Gli altri titoli di esenzione sono rappresentati da ·proporz1om inferiori all' 1 °fo. · , Le decisioni dei consigli di leva formarono, come al solito,. aro-omento di ricorsi al ministero della guerra, al qua.le spetta, o-i~sta l'art. 18 della legge sul r eclutamento, di decidere ù;evocabilmente, sentito il parere d i una speciale commissione. I ricorsi riguardanti gli inscritti della leva sulla classe 18'77 si r iferivano nella quasi totalità (2345 su 2358) a questioni di assegnazioni alla 3• categoria e quindi, senza farne un capitolo a parte, preferiamo discorrerne nel presente capitolo, anche per ragione di brevità. . . . I detti ricorsi furono presentati: 2318 da mscr1tt1 nel loro interesse e 40 dal presidente o da membri dei consigli di leva nell'interesse della legge contro decisioni ritenute irregolari. P er 11 ricorsi la decisione del 111.inistero non fu pronunciata o rimase priva di effetto per essere stati i r icorrenti riformati o mandati rivedibili in seguitò a rassegna speciale nel frattempo. Dei rimanenti 2347 ricorsi, 1205 ne furono accolti, revocando la decisione del consiglio di leva, e 1142 ne furono r espinti, confermando la decisione stessa. Confrontando queste cifre colle corrispondenti delle leve precedenti si riscontra un sensibile aumento, specialmente nei ricorsi accolti favorevolmente, il che dimostra che la

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conoscenza delle disposizioni in materia di reclutamento tende sempre più a generalizza.rsi negli i nscritti, i quali si tro· Vitno perciò meglio in grado d i conoscere e far valere i diritti che loro accorda la legge. Notizie vo:l'ie.

· Innanzi di chiudere questa prima parte della nostra recensione spigoliamo qua e là qualche notizia che può interessare il lettore. Per eseguir e le operazioni della leva sulla classe 1877 i consigli di leva tennero 6848 sedute. D i queste, soltanto a 609 intervennero entrambi i consiglieri provinciali ; a 3456 ne interven11e uno solo e alle rimanenti 2783 non ne intervenne alcuno. Vi furono anzi 14 circondari nei quali i con• siglieri provinciali mancarono a tutte le sedute del consiglio di leva. Questo abbandono nel quale le autorità civili lasciano le operazioni di leva, alle quali la legg 1 li chiama a partecipare · nell'i nteresse dei loro amministrati, è veramente deplore· vole e noi vorremmo che il ministero dell'interno si occu·: passe della cosa. TJna speciale at tenzione meritano le notizie riguardanti le visite per delegazione nel regno e le visite, per procura all'estero, dappoichè da esse risulta come le disposizioni emanate per facilitare ai giovani residenti fuori del proprio circondario di leva o fuori del regno il modo di soddisfare ai loro . obblighi coscrizionali abbiano precisamente conseguito lo scopo che il ministero della guerra si era prefisso. Infatti, 12,021 furono gli inscritti che, trovandosi in circondario diverso da quello in cui concorrevano alla leva, chiesero ed ottennero di essere visitati per delegazione dinanzi al consiglio di leva del circondario di residenza, 1171 quelli che subirono la visita all'estero dinanzi alla legazione od all'ufficio consolare sotto la cui giurisdizione trovavano e 7505 coloro che, risiedendo parimenti all'estero, vennero arruolati per procura facendosi rappreseu tare da altra persona presso il proprio consiglio di leva. Opportu:q.i confronti

si

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-· ANNO XUV.


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statistici istituiti nella relazione dimostrano che la media dei riformati, dei rivedibili e deg li assegnati alla 3a cat egoria neo-li inscritti predètti non è superiore alla media generale, lao:de rimane provato che colle faciljtazioni suindicate,. pur giovando ~d- un gran num~ro di gi?va~i e~ all~ _lo~o fa°:iglie, non sonos1 m alcuna guisa pregiudicati gl mteress1 dell'esercito. Poco conforta,nti sono invece le notizie circa il g rado di istruzione delle reclute. Su 199,586 giovani arruolati in 1", 2• e 3a categoria, 121,457 sapevano leggere e scrivere (60. 85 per cento) e gli altri 78,1:29 erano illetterati a ff~tt~ o sapevano appena leggere (39. 15 per cen to), dal che _s1 n le-va che ,la legge sulla istruzione obbligatoria è s_tata bensi u~a gran~~ · conquista civile, ma purtr oppo non ha dato ancor~ 1 benefi_m che era lecito aspettarsene. F ortunatamente pero, anche m ciò l'esercito rende qualche servigio, giacchè se mettiamo a co~fronto i dati sulla istruzione letteraria che i militari di 1• categoria possedevano al loro giungere ai corpi e quella ri scontrata in essi nell'atto del congedamento s1 nota un sensibile miglioramento. Infatti per la classe 1875, di cui si occupa la r elazione nella 2" parte, le prop_o~zioni d i . coloro che sapevano leggere e scrivere e di qu~ll1 11l~tter~t~ o che s_a· pevano leg gere soltanto, proporziom che s1 avv1~mavano m origine a · quelle della classe 18'77, erano, al 30 gmgn~ .1898, rispettivamente del 74.86 e del 25.14 per cento, e pm co~fortanti risultati si riscontrerebbero se, come sarebbe desiderabile, la direzione generale leve e truppa pubblicasse i dat i relativi dopo il congedamento 'cpmpleto della classe. La statura media di tutti gli inscritti misurati della leva sulla classe 1877 (365,190ì risultò, come al solito, di metri 1,63 e quella di coloro che raggiungevano o supe~~vano la _rr~isura legale stabilita per essere dichiarati _~b1h al serv~z1~ militare (metri 1.55) fu di metri 1.64. A1 due estremi d1 questa lunga fila di 365,190 inscritti sottoposti a misur~ si trovavano un giovane del circondario di Gerace che misurava metri 0,55 ed uuo del circondario di Roma alto metri 1,98. ;Le provincie nelle quali si ebbe maggior numero

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d'inscr itt i di bassa statura furono quelle di Caltanissetta, Cagliari, Avellino,Potenza, Foggia, Sassari, Girgenti, Reggio Calabria, Sondrio e Benevento. Le provincie in cui predominarono invece le alte sLature furono quelle di Udine, Sondrio, Treviso, Lucca, P adova, R oma, Vicenza, Venezia, Belluno e Verona. Delle vicende del regio esercito dal 1° luglio 1897 al 30 giugno 1898. · Assai difficile è riepilogare in poche pagine, come noi siamo costretti a fare, le notizie riguardanti le vicende . del regio esercito, tanti e così differenti sono gli aspetti sotto i quali l'esercito si può considerare dal punto di vista statistico e sotto i quali la relazione lo presenta. Ci limiteremo .ai seguenti punt i principali: forza dell'esercito - arruolamenti volontari e riammissioni in servizio - corsi d'istrn· zione per gli allievi ufficiali e per gli allievi sergenti - oon·Cessioni di rafferme e di impieghi_ civili - chiamate alle armi per istruzione e per motivi d'ordine pubblico - con· gedi illimitati, passaggi alle milizie e congedi assoluti e rassegne di rimando.

Forz a dell'esercito.

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La forza complessiva degli ufficiali dell' esercito per manente in servizio effettivo, in disponibilità e in aspettativa era ·al 30 giugno 1898 inferiore di 240 ufficiali in confronto a quella risultante alla stessa data dell' anno precedente. Essa ascendeva cioè a 14,084 ufficiali, dei quali 13,834 trovavansi in servizio effettivo e 250 in disponibilità e in aspettativa. Dei 14,084 ufficiali erano: 53 tenenti generali, 90 magg iori generali, 315 colonnelli, 494 tenenti colonnelli, 877 maggiori, 4337 capitani, 6420 tenenti, 1401 sottotenenti e 97 capimusica.


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Fra le varie armi e corpi i 14,084 ufficiali predetti erano così r ipartiti: 152 appartenevano allo stato maggiore generale, 124 al corpo di stato maggiore, 11 al corpo invalidi e veterani, 571 ai carabinieri reali, 7368 alla fan teria, 945 alla cavalleria, 1669 all'artiglieria, 614 al genio, 297 al personale permanente dei distretti, 62 al personale delle fortezze, 621 al corpo sanitario, 316 :tl corpo del commissariato, 1148 al corpo contabile e 186 al corpo veteri-· nario. Gli aumenti verificatisi dal 1° luglio 1897 al 30 giugno 1898 dipesero principalmente dalle nuove nomine in numero di 540, di cui 301 dagli allievi degli istituti militari, 151 dai sottuf· :ficiali, 85 dai sottotenenti di complemento e 3 dai militari . di truppa e dai cittadini. Le diminuzioni più importanti dipesero: 32 da dimissione volontaria, 52 da dispensa dell'effettività di servizio con inscrizione tra gli ufficiali di complemento o di milizia territoriale, 21 da rimozione dal grado e dall'impiego, 15 da rivocazione dall'impiego, 9 da riforma, 29 da giubilazione, 252 da collocamento in posizione di servizio ausiliario e 363 da morte. Le dette variazioni sono quelle che rignardano la situazione complessiva degli ufficiaÙ dell'esel'cito permanente; ma altre ve ne sono le quali, pur lasciando inalterata taie sitmLzione, riguardano i gradi e la posizione . degli ufficiali e meritano perciò di es~er~ menzionate. Tali variazioni consistono in : 1760 promozioni al grndo superiore, 166 richiami dall'aspettativa e dalla di;;pouibilità e 237 collocamenti in aspettativa e in disponibilità. '' Dei 14,084 ufnciali dell'esercito permanente, 5608 t·isnltavano ammogliati al 30 giugno 1898 è, cli costoro, 283 avevano ottenuto nell'anno il regio assentimento di contrarre matrimonio. Per quanto ha tratto alla forza degli ufficiali in congedo notiamo che quelli effettivi di milizia mobile da 18, quanti erano al 30 giugno 1897, discesero, il 30 giugno 1898, a 12 quelli di milizia territoriale da 4677 a 4500 - quelli di complemento sa,lirono invece da 9811 a 9914 - quelli in

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posizione di servizio ausiliario discesero da 1196 a 1036 e quelli iu vece di riserva salirono da 6116 a 6219. In definitivo, negli' ufficiali in congedo vi fu quindi una diminuzione di 137. Al 30 giugno 1898 la forza complessiva dei militari di truppa era di 3,221,726 uomini, di cui 318,012 sotto le a;mi ,e 2,903,714 iu congedo illimitato. A.l 30 giugno 1897 detta forza era di . 3,263,297 uomini, dei quali 237,660 sotto le armi e 3,025,637 in congedo, laonde rilevasi una differenza in più . di 80,352 nei militari alle armi ed una differenza in meno di 121,923 nei militari in congedo illimitat·o. Per gli uomini sotto le armi la differenza dipende in gran parte dal fatto che al 30 giugno 1898 trovavansi ancora sotto le armi i militari di 1• categoria delle classi 1870, 1871, 1872, 1873 e 1874, nonchè i ferrovieri di tutte le classi e categorie, stati richiamati dal congedo nel maggio 1898 in occasione dei disordini verificatisi in quel tempo. Per g li uomini in congedo illimi,tato la differenza dipende principalmente sia dal fatto suindicato per gli uomini sotto le armi, sia dalla circostanza che al 30 giugno 1897 erano inscritt i nei ruoli, oltre gli uomini normalmente vincolati al servizio militare sino al 31 dicembre dell'anno in cui compivano il 39° di età a senso dell~ legge organica sul reclutamento, anche quelli di 1• e di 2• categoria della classe 1857 deì quali con la legge 28 giugno 1891 n . 316 era stato pro~ ~·ogat~ l'obbligo di servizio sino al 31 d icembre dell'anno (1897) rn . cm compivano il 40° di età. Sotto questa data furono invi~ti_ in congedo assoluto: e quindi al 30 giugno 1898 gli uomim della classe 1857 non erano più tenuti in forza. D ei 3,221,726 uomini inscritti sui ruoli alla data anzidetta, 814,459 appartenevano all'esercito permanente, 465,349 alla milizia mobile e 1,941,918 alla milizia territoriale. Più precisamente, i militari predetti erano ripartiti nel modo seguente :


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2,016

I

--

5,394

Totale

rn,121 58,602 2•12,623

- -

-

2,016

- -- - ----

- .-·318,012

8,279 84;719

11,028 45,923 4'77,61 l 2e,002

28,918 201,868 l,~27,909 46,521

18,237

9,301 1,375,960

1,898,498

9,611 71,226 386,659 363,639 10,968 · 9,556

-

Milizi_a

territoriale

5,394

310,602

sottufficiali. caporali . . soldati . . militari addetti al servizio o ferrovia.1·io e telegrafico '8 ed altl'i dispensati dalle eo A chiamate alle armi. oo .:: 1 uomini mai chiama.ti alle - \ anni per istruzione.

Miliz_ia \

D ELLA LF.VA SUI GIOVANI NA'l'I NEL

-

--

503,857 463,333 1,936,524 2,903,71 4

- -

'fOTAT.F. GENERALE .

•

•

814 459 465,349 1,941,918 3,221,72

A?-·ruolamenti volontari e 1·iammissione in servizio. Gli arruolamenti volontari ordinari furono aperti, come di consueto, a datare dal 1" novembre 1897 fino al 30 aprile 1898. Nei carabinieri erano per~ s~ati ~iaper~i sino dal 17 aprile 1896 e non furono più chrns1. I g10vam che, non avendo ancora alcun obbligo di servizio, si arruolarono volontariamente nel regio esercito furono 4578; i militari che fecero passaggio dalla 2" o 3° categ~ria alla l" per libera elezione furono complessivamente 321. Quindi il totale di coloro che vennero volontariamente sotto le armi fu di 4899. Dal 1° luglio 1897 al 30 giugno 1898 furono ammessi al volontariato cli un anno, in applicazione sia della legge del 4 aaosto 1895 n. 479, sia dei r egi decreti ema_n ati nel 1892, 1893 e 1894, 1522 giovani, dei quali 405 ottennero d i ritardare la prestazione del servizio militare fino al 26° anno di età, 392 si trovavano già sotto le armi. e 725 impresero servizio il 1° novembre 1897.

1877

1541

I militari in congedo illimitato stati riammessi in $ervizio effettivo nel suindicato periodo di tempo ascesero a 463. Di essi, 427 provenivano dall'esercito permanente, 24 dalla milizia mobile e 12 dalla milizia terri toriale. Corsi d'isl:l'uzione pe1· gli allie-v i se1·genti e pe1" gli allievi iif'(iciali.

Per gli allievi sergenti la relazione rende conto dell'esito dei corsi iniziati il 1° gennaio 1896 e il l" gennaio 1897 e delle ammissioni fatte al corso iniziato il 1° gennaio 1898. Nel primo dei detti corsi, su 609 allievi che si presentarono agli esami di sergente, 551 furono riconosciuti idonei, risnltando .così classificati per capacità, condotta e autorevolezza: 1.62 ottimi, 282 buoni e 107 mediocri. Nel corso del 1° gennaio 1897 furono approvati 724 allievi su 781 colle seguenti classificazioni: 214 ottimi, 363 buoni e 147 mediocri. Gli allievi ammessi al corso iniziato il 1° gennaio 1898 furono 1672. Dell'esito :finale di questo corsò vedremo i risultati nella futura relazione della leva sulla classe 1878 e noi ci auguriamo che siano così lusinghieri e confortevoli come quelli dei due cor.;;i precedenti Per gli allievi ufficiali di complemento abbiamo nella relazione in esame le notizie riguardanti l'es~to del corso iniziato il 1° gennaio 1897 e quelle riguardanti le ammissioni: ai corsi iniziati il 1° novembre dello stesso anno. Nel primo dei detti corsi, su 791 allievi presentatisi agli esami per la nomina a sottotenente di complemento, ·761 furono approvati e conseguirono la nomina stessa, Prima di esporre i dati statistici relativi al corso del 1° novembre 1897 reputiamo utile riassumere alcune notizie per la migliore intelligenza della materia. Coll'art. 3 della nuova legge d'avanzamento del 2 lnglio 1896, n. 254, fu, come è noto, disposto che il tempo per la promozione a sergent e può, per g li aspiranti alla nomina ad ufficiali di complemento, essere ridotto a quattro mesi. In relazione a detta disposizione il ministero della guerra istituì, in via cli esperimento, speciali plotoni allievi ufficiali di complemento della


1542

DELLA !,E VA SOi GIOV,\Nl NA 'l' l NEL

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durata di sei mesi (otto per l'artiglieria e pel genio) pei giovani provvisti di licenza di liceo o di ist ituto t ecnico ovvero di un titolo superiore dì studi. P iù precisamente, venne stabilito che i giovani ammessi nei detti corsi, compresi quelli d'artiglit3ria e del genio, e dichiarati idonei nei prescritti esami sarebbero pr omossi caporali al compimento dei primi tre mesi del corso. sergenti al compimento del sesto e sottotenenti di complemento dopo sei mesi di- servizio come sergenti. I giovani che ottennero la ammissione ai cor~i speciali di sei mesi furono 859 che, per vari motivi, si ridussero poi a 843, dei quali 760 conseguìrono la nomina a sergènte: Nella ventura relazione vedremo il risultato degli esami per la nomina ad ufficiali di complemento. Ai corsi ordinari di nove mesi, che furono parimenti aperti il 1° novembre 1897, vennero ammessi 442 giovani, dei quali 80 cessarono, per vari motivi, di seguire i corsi e 297 furon o riconosciuti idonei al grado di sergente. Anche per questi vedremo nella futura relazione quale fo l'esito finale. · Concessione cli rafferme e impieghi ai sott,ufffoiali. Dal 1° luglio 1897 al 30 giugno 1898 furono ammessi 3327 militari alle rafferme di un anno senza premio e venne accordato a 77 soldM.i di rimanere sotto le armi se~za vincolo di ferma quali attendenti di ufficiali. Delle rafferme con premio accordate in virtù della legge 14 giugno 1874, n. 1973 e che sonq destinate a scomparire in seguito alla legge del 28 giugno 1891, n . 3H\ 938 erano tuttora in vigore al 30 giugno 1898 e di esse fruivano 421 militari. Alla medesima dat~L del 30 giugno 1898, 11,3i3 militari godevano inoltre dei premi di raffer ma stati accordati iu base alla legge del 28 giugno 1891 sopra menzionata -1915 fruivano del soprassoldo di lire 109. 50, 1854 di quello di lire 219 e 2616 di quello cli lire 365 - 36 sottufficiali godevano infine della differenza fra l'abolito caposoldo di

DELLA LEyA SUI GIOVANI NATl NEL

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1543

Jìre 150 e l'aumento dell'assegno giornaliero di paga di cui all'art . . 30 della legge 8 luglio 1883, n: 1470. Il n umero degli impieghi civili concessi durante l'esercizio 1897-1898 ai sottufficiali che avevano compiu to 12 anni di servizio fu cli 221. Sono così 2332 i sottufficiali che rimangono tuttorn in attesa d'impiego. Lo stato di cose indicato da tali cifre è veramente grave e noi confidiamo cbe gli studi testè fatti sotto la presidenza di S . E . il generale Tarditi per risolvere la complessa questione valgano a togliere gli ostacoli che sono stati sin qui frapposti per l'ese-cuz10ne della legge clell' 8 lugli'o 1883. Chiamate alle ar·mi per ordine pubblico.

.

Con regio decreto del 3 aprila 1898, n. J.07, erano state ·s tabilite varie chiamate per l'istruzione dei militari in congedo illimitato, ma esse vennero poi revocate in considerazione delle chiamate che si dovettero fare per motivi di ordine pubblico. Tali chiamate vennero indette coi r egi decreti del 25 gen· naio, del 29 e 30 aprile, del 7 e 10 maggio 1898 e comprendevano i milita1;i di 1a categoria delle classi 1873 e 187 4 .ascritti alla fanteria di linea, ai bersaglieri, al personale per manente dei distretti, agli alpini, all'artiglier ia da costa e -da fortezza ed al genio (meno il treno), nonchè quelli delle classi 1870, 1871 e 1872 appartenenti ai carabinieri reali ed infine i militari di tutte le classi e categorie addetti al per · sonate ferroviar io delle reti Mediterranea, Adriatica ed altre minori in talune determinate qualità (capi-deposito, macchinisti, foèhisti, ecc.). I detti militari del personale ferroviario non ftirono asseg nati ed inviati ai corpi del regio esercito, ma vennero lasciati nei servizi ferroviari cui erano rispettivamente adi biti, sottoponendoli però alle leggi ed ai regolamenti militari iu quanto riflette la disciplina e là giustizia militare. Gli uomini compresi nelle chiamate suindicate erano in complesso 129,807. Di essi si presentarono effettimmente ·


DELLA LEVA SUI OIOV.-\Nl NATI NEL

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alle arrµ i 111,633, nella proporzione dell' 86 "/. sul- totale. Dei rimanenti 18,174, 1±,873 furon o dispensati dalla chiamata o r inviati ad altra successiva, trovandosi nei casi st,a biliti dalle disposizioni in vigore (11. 46 °/.), e 3301 vennero dichiarati mancanti (2. 54 °/.). Di questi, però, 1057 giustificarono in seguito la loro mancanza; diguisachè gli uomini che alla data del 31 dicembre 1898 furono denunciati ai tribunali militari ascesero a 2244, vale a dire l' l. 73 °,0 soltanto. Sono queste cifre assai confortanti perchè d imostrano che il sentimento del dovere militare ha radici profonde nelle po· polazioni italiane, ed infatti il contegno tenuto dalle nostre truppe nelle giornate dolorose delle repressioni fu ammirevole. Poichè parliamo di mancanti alle chiamate aggiungeremo che, per effetto dei decreti d'amnistia di cui tenemmo avanti parola, 896 furono i militari delle varie classi denunciati all'autorità giudiziaria militare che poterono regolare la loro posizione dal 1° luglio 1897 al 30 giugno 1898 e che altri 1006 la avevano già regolata nel periodo tra il 1° luglio 1895 e il 30 giugno 1897 (veggansi relazioni delle le,te sulle classi 1875-1876ì. Prima di chiudere il presente capitolo, vogliamo far cenno delle pro.v vide d isposizioni date dal ministero della guerra per la concessione dei soccorsi alle famiglie bisognose dei militari richiamati alle armi. Disposizioni di tal genere esistevano già in Svizzera, in Russia, in Austria, in Germania ed in Francia. Da noi la questione trovavasi in studio da alcuni anni ed erano stati già concret,_ati alcuni disegni di legge, che non potettero però essere presentati alla Camera dei deputati, non avendolo consentito le condizioni parlamentari. Avvenute le chiamate per motivi d'ordine pubblico del maggio 1898, il ministero della guerra, r otto ogni indugio, emanò, in mancanza di un provvedimento legislativo, la circolare del 19 maggio 1898, n. 98 colla quale determinò le norme per regolare la cbncessione dei soccorsi, norme le quali erano sosta_n zialmente le stesse già concretate nei pre· cedenti progetti di legge e che sono state ora riportate nel

DELLA I.EVA SUI GIOVANI NATI c'iEL

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decreto ministeriale del 6 luglio .1899, n. 131 per le famiglie bisognose dei militari richiamati alle armi per l'istruzione nel corrente anno 1899. Più precisamente, i soùoorsi furono stabiliti nella misura di lire O. 50 al giorno per la moglie nei comuni ca.piluoghi di provincia e di circondario e lire O. 40 negli altri comuni; in lire O. 25 al giorno per ogni figlio di età inferiore ai 15 anni e per ogni figl io di età superiore inabile al lavoro nei comuni capiluoghi di provincia e di circondario e lire 0,20 negli altri. Tra i benefici effetti prodotti dai provvedimenti in discorso vogliamo accennare a questo. E ssendosi constatato che tra coloro che facevano domanda per ottenere i soccorsi trovavansene di quelli che avevano contratto matrimonio col solo vincolo religioso e non potevano quindi fruire delle concessioni fatte, il ministero della guerra diede opportune istruzioni alle autorità militari onde facilitare ai richiedenti la celebrazione del matrimonio c~vile. Da un prospetto pubblicato nella relazione rilevasi che 1145 furono coloro i quali, in seguito a tali istruzioni, chiesero ed ottennero di contrarre il matrimonio civile e si può quindi affermare che c0i provvedimenti riguarda,nti la concessione dei soccorsi non solo si provvide ad esigenze di carattere economicor quali sono quelle di dare il sostentamento alle famiglie povere di chi è chiamato a compiere un servizio nell'interesse generale, ma si ottenne altresì il vantaggio di d)tre regolare assetto a tante famiglie che erano costituite illegalmente. co·ngedi illimitati, passaggi alle milizie e congedi assoluti.

Dal 1(' luglio 1897 1:1,l 30 giuguo 1898 furono inviati in congedo illimitato per anticipazione 8159 militari i quali si trovavano in posizioni speciali (decaduti dal diritto di est:n zione per non averlo esposto o comprovato a tempo, venuti alle armi prima della chiamata della classe, ecc. ...); furono inviati in congedo illimitato 81,347 militari delle classi anziane, cioè quelli della classe 1874 con f'e rma cli tre


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DEl,LA LEVA SUI GIOVANI NATI NEL

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.anni, della classe 1875 con ferma di due e della classe 1876 con ferma di uno. Venne inoltre disposto il passaggio alla milizia mobile di 67,992 uomini di l" e 2" categoria della dasse 1868 E' il passaggio alla milizia territoriale di 83,397 uomini di l" categoria delle classi 1862, 1865 (compagnie operai d'artiglieria) e 1868 (carabinieri r eali) e di 2· categoria della classe 1862. Fu infine stabilito l'invio in congedo assoluto per età di 249,395 militari di 1• e di 2' cat egoria nati nell'anno 1857 e di 1•, di 2a e di 3" categoria nati nel 1808. Col congedamento assoluto degli uomini nati nel 1857, i quali al 31 dicembre 1897 a~revano compiuto il 40° anno di età, terminò di avere effetto la legge 28 giugno 1891 n . 316 nella parte riguardante la proroga degli obblighi di servizio fissati dalla legge organica sul r ecluta mento.

Rassegne cli rimancto. Dei militari di truppa sottoposti a rassegna di rimando dal 1° luglio 1897 al 30 giugno 1898, 14 furono passati al -c orpo dei veterani perchè riconosciuti inabili, dopo 18 anni di permanenza alle armi, a continuare nel servizio attivo per cause indipendenti dal servizio stesso, ma idonei a quellq sedl"ntario - 325 furono passati ad altri corpi per· essere stati riconosciuti inabili al servizio nel corpo al quale appartenE}vano - 2609 furono inviati in licenza di convalescenza di 3, di 6, di 9 o di 12 mesi per essere stati rìco· nosciuti affetti da infer mità presunte saµabili, senza trovarsi però nelle condizioni di ferma e di permanenza alle armi per essere mandati in congedo illimitato per anticipazione - 1379 furono invece mandati in congedo anticipato perchè, oltre ad essere stati riconosciuti affetti da infermità pre· -sunte sanabili, contavano già un det~rminato periodo di servizio ìu relazione alla ferma - 4287 furono infi.ne conge·dati definitivamente pernhè riconosciuti inabili in modo assoluto al servizio miritare. Di costoro, 477 ebbero una g ratificazione raggnagliata a 3, 6, 9 e 12 mesi di assegno

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in considerazione della gravità della malattia od imperfe,. zione in essi riscontrata e del servizio prestato ; gli altri, non ebbero alcuna gratificazione. Le rassegne d i rimando di cui sopra si è parlato riguar· dauo i .militari sotto le armi. Nelle rasseg.ne di rimando semestrali stabilite per gli uomini in congedo illimitato furono, congedati in modo assoluto 350 militari d i truppa:

Notizie va1·ie. I militari d i truppa che risultavano ammogliati al 30· giugno 1808 erano 27"70; di essi, 348 avevano contratto matrìmonio nell'anno od erano stati riammes:li in servizio sebbene ammogliati -·· 33,721 furono i militari che ottennero pro mozioni nel periodo al quale si riferisce la relazione, 24 gli esoneràti per volontaria domanda o di autorità dal grado che rivestivano, 111 i sospesi, 713 i retrocessi e 54 i rimossi - i militari passati alle compagnie di disciplìna di pnnìzione e ·speciali furono 1048, quelli che ne uscirono 1204; il movimento negli .stabilimenti militari di pena, cioè reclusori, compagnie reclusi e compagnie carcerati, è rappreser1tato da 828 ammissioni ~ da 7'72 liberazioni. . Nelle diminuzioni, sia delle compagnie d i i:lisciplina che degli stabiliment i militari di pena, è da tener conto dei condoni e delle riduzioni concesse dalla clemenza di S. M. il Re in occasione del matrimonio di S. A. R. il principe ereditario e del 50° anniversario della promulgazione dello Statuto i militari che disertarono nell'anno furono 1186, dei quali 975 non risposero alla chiamata alle armi della loro classe e 211 abbandonarono il corpo. Fu cancellata la nota di diserzione a 1353 militari delle varie classi, dì cui a 426 in seguito ad ~imnistia per effetto dei regi decreti del 1895,. 1896 e 1898. In seguito ai detti decreti erano stati già amnistiati dal 1° luglio 1895 al 30 giugno 1897 (v~ggansi relazioni delle leve sulle classi 1875 e 18'76) 1681 militari, laond ~, riunendo le cifre già citate nei capitoli precedenti relativi ai renitenti,.


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ì:>RLLA LEVA SUI GI OV ANI NATI NL,L

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.agli omessi ed ai mancanti alle chiamate, si ha che 24,778 furono gli uomini che regolarono la loro posizione in conseguenza delle amnistie largite nei tre an ni suindicati. Chiuderemo infine la nostra esposizione sommaria sog- . giungendo che 475 militari di truppa furono collocati a riposo e giubilati per avete compiuto 42 anni d i età e 20 di servizio o perchè divenuti inabili alle armi in modo assoluto -e permanente per eventi di ser vizio - 132 furono cancellati dai ruoli perchè, per reati commessi e per condanne riportate, si erano resi indegni di appartenere al regio esercito -- e 962 morirono sotto le armi, di cui 826 per malattia, 47 per infortuni, 16 per uccisione e 73 per suicidio. Delle dette morti, 30 sono da attribuire a cause di servizio ,e 932 a cause indipendenti dal ser v1210.

·saremmo lieti se questi rapidi cenni invogliassero i nostri lettori a fare, sul testo stesso della r elazione, ùn })iù completo -esame dei fatti esposti ~ se la modesta opera . nostra potesse in tal guisa contribuire all'incremento degli studi statistici uel nostro paese.

L'INIZIO DELLA CAMPAGNA DEL 1809 NEL VENETO. E

GLI ITALIANI ALLA BATTAGLIA D I SACILE

Conlimrn~ione. -

Vedi <ii~peusa XVI

La Livenza offre nua discreta liueà d ifensiva e tale, che dava speranza ad Eugenio di potervisi mantenere indisturbato sino all'arrivo delle truppe di Lama.rque e delle due divisioni di cavalleria Pully e Grouchy. Ottenuto ciò egli disegnava di r ipassare il ponte e costringere l'avversario ad accettare una battaglia obliqua in una località fra P ordenone e Sacile. La sera del 14 le milizie franco-italiane occuparono le seguenti posizioni : Il generale Sera,s col 58", 106(' fanteria ed il 6" cacciatori a Brugnera. Broussier a Polcenigo, a Gargasso ed alla Santissima; Grenier ad est di Sacile e dinanzi ad una br eve distanza, presso F ontanafredda i quattro battaglioni del 1° leggero ed il 25° cacciatori agli ordini del generale P agès. Barbos dinanzi a Fratta, sbarran te la strada che conduce a Treviso; gli I t~liani di Severoli s'erano avanzati da Conegliano a Bilbano e :Brugnera distaccando nna compagnia volteggiatori del valoroso 1° di .linea (colonnello Zucchi), gli zappatori dello stesso reggimento con 25 cacciatori a cavallo a P ort,o Bufole ed a Motta con missione di rompere i ponti, brucia.re le barche e fermamente contrastare il passaggio del nemico; inoltre dovevano osservarne i movimenti. Gli altri corpi, che sventuratamente non erano ,ancora giunti sulla linea, stavano sparsi indietro- nel modo seguente :


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L'INIZIO DELLA CAMPAGNA DEL

1809

NE L VENEfO

E GU ITALIA;,(! ALl, A l.lA TTAGLIA DI SAC!l.E

La divisione Lamarque a Vicenza col 13• e 29° di linea francese; Grouchy coi dragoni (meno il 7° reggimento spedito a Trento) in marcia fra Verona e Vicenza; Pully fra Padova e Mestre; la cavalleria della guardia a Padova, la fanteria ancora Brescia. Fontanelli colla propria di visione italiana era partito il 13 dal campo di Montechiaro, dirigendosi a marcie forzate sµ Trento per opporsi a Cha:;teler e soffocare la sollevazione recentemente scoppiata nel Tirolo. Il generale Sahuc occupò Pordenone col 6 · ussari, 1'8° cacciatori, tre battaglioni del 35° di linea francese e quattro cannoni. Ricevette l'ordine di non risparmiare le misure di sicurezza e di assumere numerose informazioni durante la notte dal 14 al 15; il mattino del 15 doveva inviare una ricognizione SLllla strada di Valvasone. Non aveva assolutamente ad impegnarsi in modo compromettente; qualora il 15 fosse stato forzato nella sua posizione, doveva ritirarsi sopra Fontanafredda, iu guisa da porsi alla si'u istra dell~ truppe di Pagès, che come abbiamo visto, occupava quella località.. Però il vicerè doveva ben presto espiare crudelmente l'errore d'aver lasciato un generale · non molto abile come Sahuc (1) fuori dalla propria vigilanza e con una missione della massima delicatezza, siccome è quella che s'addice alla retroguardia in un'azione di ripiegamento, con alle spalle un nemico preponderante per forze materiali e ringagliardito moralmente per successi riporta'ti. Giace la piccola città di Pordenone in un terreno ir1.tersecato da canali ed argini, ricoperto di fitta vegetazione, la quale limita assai il campo di vista -~cl agevola le sorprese. Ad accrescere gli ostacoli, che lo stato topografico del luogo prtsseutava ad un minuzioso servizio di scoperta, soprago-iunse nella notte dal 14 al 15 una bufera violentissima, b ' che andò sempre più infi erendo all'appressarsi dell'alba. Le pattuglie di cavalieri inviate nottetempo, sia per negligen¼a o per caso, rientrarono alle prime luci del giorno senza

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alcuna nuova del nemico, sebbene esse si fossero spinte sino al letto ciottoloso della Cellina. Nel frattempo pervenne a Sahuc l'ordine di rinviare il 33" di linea francese, vecchio e prode reggimento delle truppe d'Italia, al generale Seras; allora confidando di non aver nulla da temere dal nemico, si permise alla cava1leria di togliere le selle e di attendere ac1 abbeverare, rifoci llare e pul1re i quadrupedi.

a

Vediamo ora come si svolgevano glì eventi dalla parta austriaca. Verso le 10 pomeridiane del 14 l'arciduca alla testa di quattro fra i cinque reggimenti di cavalleria, ammassati nei dintorni del ponte di Valvasone, superò il Tagliamento e, malgrado l'impetuosa bufera, si spi use con lentezza e cautela verso Pordenone. Giunse alle· 3 antimeridiane alla località detta Croce d i Pietra, che contrs-ssegna nel letto della Cellina la separazione delle strade di Valvasone e Spilimbergo; quivi s'arrestò, prese posizione/ e spedi uno squadrone di ussari in scoperta sulla via di P ordenone. Alle 6 antimeridiane i cavalieri, dopo aver eseguito la loro missione con maggiore profitto degli esploratori francesi, sebbene non in modo perfetto, basando più le notizie sulle afffnnazioni clei viandan ti che sulle proprie constatazioni personali, erano di ritorno riferendo trovarsi a Torre di P ordenone un piccolo posto di fanteria ed in Pordenone un presidio di due o tre centinaia d' uomini al massimo. Ma l'arciduca non prestò cieca fede a tali informazioni e deciso di impossessarsi di Pordenone, dispose le truppe come se di fronte avesse ad incontrare una resistenza assai robusta, superiore certamente a quel la. che potevano esplicare due o trecento soldati. Coll'avanguardia dei generali W e.tzel e Schrnidt, che all'alba avevano raggiunto la cavalleria dell'arciduca, si formarono

(I) L'imperatore in t1na sua lettera ad Rugenio qnaliflca Salnic come nno di quai generali. • qiil ont assez de la q,ier1·,i >,

99 -

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A :>i!\O ~LIV •


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L ' INIZIO UELLA CAMPAGNA DEL

1809

NEL .VENETO·

quattro colonne. Il generale Schn:iidt con due squadroni ed un battaglione doveva muovere sulla destra della strada principale, girando Pordenone per il villàggio di Rorai Grande; il tenente colonnello Collembach con un battaglione e due squadroni aveva la missione d i marciare fra la detta colonna e la strada; il generale \Vetzel con due battaglioni avrebbe percorso la, strada; in r iserva dietro quest'ultimo nucleo marciavano quattro squadroni ed una batteria a cavallo. I dragoni di Hohenlohe e di Savoia, e gli ussari dei reggimenti Arciduca G iuseppe e Fr·irriont, ric.e vettero l'ordine di recarsi nella pianura che si .s tende fra S. Quir ino e Roveredo in maniera d'essere a portata di mano in caso di necessità. Da· queste disposizioni risalta lucido il concetto dell'arciduca; sorprendere cioè la retroguardia dell'esercito franco- italiano ed attaccandolo sulla sua sinistra interporsi fra essa ed ·il corpo principale. Il piano così semplicemente eppur razionalmente architettato venne con la massima diligenza tradott,o in atto dai comandanti e dalle truppe; infatti, data la biasimevole trascuratezza dì Sahuc, questi · non solo sarebbe stato battuto, ma nessuno dei suoi sarebbe riescito a salvarsi se il caso, che ìn guerra non di rado rappresenta uno dei fattori principali n ella soluzione degli avvenimenti, non fosse intervenuto ad attenuare gli effetti dell'eccessiva fiducia del generale francese. Ed il caso qui si offrì nell'ordine dato ai due battaglioni del 35° fanteria francese di adunarsi àll' alba per raggiungere la divisione Seras; imperocchè questo r iparto trova vasi pronto per part ire quando inaspettati apparvero Austriaci. Il posto del 35" stabilito a Torre, non ancora stato ritirato, fu ·il primo a dare colle fucilate il segnale d'allarme. Allora il 35° già ordinato per muovere si formò con prontezza in quadrati dinanzi a Pordenone ed incominciò a respingere la cavalleria nemica onde dar tempo mercè una ostinata ed onorevole resistenzf1 che il rimanente della re· troguardia si ricomponesse e si allestisse per la lotta. Il generale Sahuc s'a.ffrettò di ?,mmassare il 6° ussari e l' 8' cacciatori alla sinistra del 35° di linea. Dal canto suo però

gli

E GLI I TALI ANI ALLA BATTAGLIA DI $ACILE

1553

l'arciduca, accorgendosi d'aver di fronte un corpo più forte di quanto gli era stato riferito dalle pattuglie d i scoperta, mandò ordine alla cavalleria spedita a S. Quirino e Roveredo di raggiungerlo con celerità. La terza colonna austriaca (\Vetzel) perven uta dinanzi Pordenone venne impetuosamente e con fortuna caricata dal 6° ussari ; e già un principio di scompiglio verificavasi nei battaglioni attaccanti, ma h r iserva che seguiva .a poca distanza riuscì ad arrestare lo sl.ancio della cavalleria francese. Contemporaneamente alla riserva, la l" e la 2a colonna austriache, presentandosi sulia sinistra della linea francese l'attaccarono di fianco e di rovescio. Il 6·' ussari fu r espinto e nella ritirata precipitosa trascinò l' 8° cacciatori che accorreva a sostenerlo. Allora la fanteria nemica rinforzata da una batteria di otto pezzi si r ivolse contro il 35° fanteria, mentre la cavalleria austriaca penetrava in Pordenone. Il generale Sahuc raccolti alla meglio due squadroni d'ussari tentò di soccorrere la propria fanteria. M:a mentre i cavalli francesi stenti1vàno a 1nuoversi nel terreno fangoso furono colti alle spalle e dispersi dagli ussari dei reggimenti Gi useppe e F rimont, sboccanti fra Talponedo e Rorai Grande. Il 35° abbandonato a sè stesso operò miracoli di eroismo ; ma, dopo aver abbattuto molte centinaia di riemici, si trovò privo di cartucce; per continuare l'azione esso adunque non poteva contare che sulle baionette, mezzo assai meschino se non affatto insufficiente contro una cavallerù1 numerosissima, riputata la migliore dell'Austria, occupante Rorai Piccolo e Pordenone, cioè la linea di ritirata dei Francesi. La strage si fece quindi. sanguinosa; il. t erreno in breve fu coperto di caduti che scontarono colla loro morte eroica la negligenza imperdonabile del comandante. Sahuc dovette ritirarsi con pochi superstiti e due cannoni lungo la strada di F ontanafredda e Sacile. Le perdite dei Francesi furono molto gravi; in mano del nemico rimasero quattro pezzi, l'aquila del 35° di linea, 1600 prigionieri e sul campo di battaglia 600 morti e n umerosi feriti; gli. Austriaci contarono invece, malgrado la splendida condotta del 35°, solo


0

1,'INJZJO DELLA CAMPAGNA DEL 1809 NEL VENETO 1654 400 uomini fuori di combattimento fra i quali il colonnello del reggimento cavalleggeri di Hobenzollern, che rimase seriamente fe-rito.

Il fatto d'arme di Pordenone prostrò assai dolorosamente il morale dell'esercito fra "lco-italiano ed accrebbe lo slancio degli Austriaci, che per la prima volta dopo lungo tempo vedevano le milizie napoleoniche indietreggiare e cominciarono a nutrir fiducia di vincerle in una giornata cam pale. Ad aggravare la già penosissima situazione del principe Eugenio concorrevano i gravi rapporti dal Tirolo, ove si trovavano il generale francese Baraguay d' Hilliers e · l'italiano Fontanelli; infatti si ann unciava che fin éial ·giorno 11 aprile l'avanguardia del corpo del generale Chasteler, forte· di circa 20,000 armati era giunta a.Prunneken ed ora continu~va arditamente la marcia, sostenuta dalla popolazione (insorta il 10), dirigendosi. a Bressanone; nè la sommossa limita vasi solo al Tirolo, poichè s'era propagata altresì nella Val Sugana minacciando Bassano. Perciò Eugenio correva pericolo d'essere attaccato oltre che sul fronte anche sul fianco e sui .rovesci dal nemico che poteva sboccare per Bassano (Brenta) o per rrrento (Adige) ; opportu1ro quindi sa1·ebbe stato ch'egli, in luogo della Li venza, avesse . scelta la Piave come linea difensiva per mettersi più sollecitamente in comunicazione colle truppe lasciate verso Verona. Ma varie considerazioni d'ordine morale e tattico distolsero il giovane principe da questo consiglio; giacchè le popolazioni dei territori i che Eugenio lascia va indifesi nella sua marcia retroO'rada cominciarono a protestare fieramente e l'indignaz~ne si poteva in modo pernicioso comunicare agli altri dipartimenti del regno; un' irritazione sorda serpeggiava. fra le file, foriera di maggiori disastri, e che solo la mano di ferro d'un generale da lungo addestrato al comando avrebbe potuto frenare: poichè i vecchi soldati di Napoleone poco abituati a ripiegare dinanzi al nemico, superbi d'aver

J; GL I lTALJAN I ALLA BAT'l'A GLIA f>l $AC ILE

1565

appartenuto alla famosa antica armata d'Italia, si lamèntavano ad alta voce e chiedevano arditamente d'essere condotti contro a vversarii che mostravano l'audacia di inseguirli. Guai se durante le vicende d' una guerra il comandante in eapo subisce il dominio dell'opinione pubblica o si lascia prendere la mano dallo slancio dei propri dipendenti; egli ineluttabilmente e ben presto espierà le proprie debolezze! Ciò che di meglio restava a fare al principe Eugenio in queste critiche contingenze, giacchè aveva deciso di ritirarsi, era il persistere nel suo movimento finchè gli si fosse offerta una linea solida per la difesa; e quindi riunire dieiro ad essa tutte le sue forze. Il Pia ve perciò, come accennai, sarebbe stato utilissimo per una r esistenza, sia per il volume d'acqua che lo rendeva meno superabile della Livenza, sia perchè la linea difensiva appoggiandosi alle a lture di Boseo Man-. tello impedì va in parte il g ioco della numerosa cavalleria nemica suli'ala sinistra, sia .infine perchè il fiume in discorso più della Livenza trovavasi vicino ai corpi f~ancesi retrostanti; inoltre Eugenio avrebbe pot,uto mandare un distaccamento sulla sinistra che risalèudo il torrente Soglio fino a Serravalle e scendendo poi per Ceneda a Sacile, forma:;;se una continua minaccia sul :fianco destro del nemico, ritardandone l'avanzata. Ma il vicerè era giovane, assai suscettibile in fatto d'onore e pieno di dignità personale; i motti, le accuse dei soldati, le insinuazion1, che non gli risparmiavano gli stessi generali, gli cadevano scottanti come gocce di lava ardente sul cuore. Sin prima del fatto d'armedi Pordenone il principe Eugenio, scrivendo all'imperatore, manifesta l'intenzione di prendere la offensiva appena giunto sulla Livenza e di dar battaglia, spinto in ciò anche dal desiderio di mandare in caso d'esito fortunato una divisione (la Lamarque) in rinforzo al gene•r ale Baraguay d'Hilliers, colla quale nel Tirolo si giungerebbe a -formare un corpo di 18,000 uomini e 28 cannoni; 11) molto probabilmente la brama d i dar battaglia si rin vigori (tJ Vecli lettera d'Eugen io a .Napo leone, in data H apri le t809.


1556

1

L 1NJZIO DELLA CAMPAGNA DEI;

1609

NET. VENETO

B Gl.l ITALIA.Nl ALLA BA'f1'AGLIA DI SACILE

di S. Quirino. In seconda linea a sinistra la brigata Spleny <li 10 squadroni, a destra quella del colonnello Fulda cli 8 s~~adroni. Il 9° corpo col'.!stava di tre linee. Nella prima a sm1stra add ossata alla Torre di Pordenone la brigata Kalna.ssy di 6 battaglioni, al centro la brigata Gavassini di 5 battaglioni, a destra la brigata Marziany di 2 battaglioni. In seconda linea appoggiata a R ogaredo la brigata Kleimmayer forte di 6 battaglioni. In terza linea la brigata H ager con 12 squadroni di dragoni. Le brigate Spleny, Kleimmayer ed Hager ubbidivano a.gli ordini del tenente-generale Wolfskehl. . · Le forze delle truppe dei due eserciti che il 16 dovevano urtarsi, appaiono dalla segnante tabella:

nel principe e parve necessità ineluttabile dopo lo scontro del 15, date le generali condizioni strategiche e tattiche aggravate, nonchè lo stato psicologico agitatissimo degli abitanti e delle mtlizie. Egli infine suppone va che l'arciduca dopo Pordenone, avesse nutrita l'intenzione di attaccare il 16 mattina onde respingere subito le truppe nemiche, che gli impedivano il passaggio della Livenza, e questa credenza di Eugenio non era affatto irragionevole se avesse avuto di fronte un avversario abile nell'appro:ffi.ttare dei vantaggi r iportati, pregio che mancava al principe Giovanni. La sera del 15 il vicerè riunì i suoi generali, che trovò sconcertati al pari di lui, poichè sotto Napoleone aveva.no contratto l'abito di brillantemente combattere, non quello di comandare o di suggerire consigli; possedevano in grado elevatissimo le virtù dei g regari, ma difettavano in modo deplorevole di quelle dei capi. A tutti però ripugnava il partito di ritirarsi e perciò il pxinci pe Eugenio risolse di prevenire rarciduca ed impegnare battaglia nelle posizioni che occupava, su un terreno che non conosceva, che non gli assicurava alcun vantaggio e sul quale le sue truppe non a.vevano avuto ancora il tempo di raccogliersi.

EsEfWL'l'O FrtANCO-I'rALlANO Oil·isioni Battaglioni Scrnnilroni Uomini

Seras. Broussier Grenier . Barbou Severo li. Corpo di Sal1Uc

IV.

Dopo il fatto d'armi del giorno 15 il quartiere generale dell'arciduca rimase a Pordenone, ove venne raggiunto da tutto 1'8" corpo ; il 9° si stabilì a Cordenons; l'avanguardia (Frimont) si spinse sino ai villaggi_ di Palse, Porcia e Talponedo. Il Wolkmann colle sue truppe {tre battaglioni e quattro squadroni) si arrestò fra Roveredo e Castel d'Ariano, ed il colonnello Gyurcovich che fino ad Udine aveva fian cheggiato la sinistra dell'armata con una colonna di due battaglioni, uno squadrone ed una mezza batteria arrivò la sera del 15 a Portogruaro. L'8° corpo si era disposto su due linee; nella prima figurava la brigata Gajoli di 5 battaglioni, co)la. sinistra appoggiata a Pordenone; a · destra la brigata Colloredo di 6 battaglioni, disposta parallelamente alla strada

1557

Totale

8 9 13

'± 4 l

9 10

1 5

49

15

5,HOO o,300 9,100 6,300 7,000 660

Cavalli

500 500 150 »

150 650

34,300 1,950

Vi era inoltre un corpo distaccato comandante dall' aiutante Baithier forte di 4 battaglioni e 2800 uomini. ESERCITO AUSTRIACO. 8° corpo

-~

Drigate Battaglioni Squadroni Uomini

Oolloredo Gajoli Spleny ]'ulda.

6 5

» »

Cavalli

»

7,200 6,000

»

10 8

» »

1,500 1,200

>>

))


1558

L'nazro DELL;\. CAMPAG N A uEL

u·

l l:!09

E GLI ITALI ANI ALr.A BA'tl'AGLIA l> I SAC!LE

N E L VEN ET O

cor po

Brigate flallagl ioni Sq11actroni

Kalnassy . Gavassini Marziany Kleimmayer Huger

6

»

5 2

»

6

»

»

12

»

Uo min i

Cav., Jli

7,200 >> 6,000 2,400 7,20(; » 1,800 1,800 >)

))

Avanguardia del tenente genf:.rale Jlrimonl .

Schmidt .

2

7,200

600

2

4 2

3,600 2,405

600 300

41

38

6 Corpi distaècali

\Volkmann. Gyurkovich 'rotale

3

49,200 6,000

Da questi specuhi si scorge la sproporzione rilevante uhe correva fra le truppe dei due eserciti ed in .i.special modo fra le cavallerie; il principe Eugenio doveva perciò con accorte disposizioni tattiche ed utilizzando razionalmente il terreno dir.qinuire i perniciosi effetti che potevano scaturirgli dalla suddetta inferiorità. Deciso di prendere l'offensiva, sperando di ricevere nella notte il desiderato r inforzo della divisione Larnarque e della cavalleria agli ordini di Pully e Grouchy, malgrado le. strade devast1:1.te dalla · pioggia pO'.JO si prestassero ad una marcia celere, dej icò buona parte della giornata del 15 a r iconoscere accuratamerùe la zona ove doveva 1mpegnarsi l'azione il dì appresso. Fra la Li venza ed il torrente N oncello (affluente di destra della lVleduna) si stende una pianura di circa 10 chilometri quadrati d'estensione, chiusa a nord da una leggera onèl_:1lazìone sulla quale è praticata la strada Sacile Pordenone, e portante i villaggi. di Vigonovo, Fontanafredda e Porcia; questa linea collinosa separava l'esercito franco - italiano dall'austriaco ; a nord poi della detta cresta si apre il piano

vastissimo di Roveredo e S. Quirino, attraversato dalle strade rurali clie conducono a Valasone, a Dignano ed a Spilimbergo. A mezzogiorno dei colli ora descritti il terreno digrada dolcemente, rotto dai letti dei n umerosi affluenti della Livenza e della Meduna, ed otfre varii ostacoli che vennero fortemente occupati da riparti Austriaci. L'inferiorità in cavalleria del prineipe Eugenio gli suggerì d'evitare di dar battaglia nella pianura d'Aviano e di Roveredo, approfittando invece dei vantaggi che gli accordava il terreno verso la destra; e r isolvette di forzare l'arciduca Giovanni ad una azione obliqua, impegnando la destra e tenendo ripiegata la sinistra. Tutti i suoi sforzi dovevano essere d iretti a strappare al nemico il villaggio di Porcia, obiettivo tattico della giornata, e minacciare quindi Pordenone, obiettivo strategico; poichè qualora l'avversario fosse stato costretto ad abbandonare Porcia, doveva naturalmente concentrare in Pordenon~ .la maggior parte delle sue forze; nè poteva arrischiare contro la debole sinistra francese un attacco la cui direzione seguendo quasi parallelamente la stri:1,da maestra Sacile-Pordenone, offriva il fianco a truppe occupanti Talponedo e Porcia. E qualora riuscisse ai Franco· Italiani d'impossessarsi anche di Pordenone, agli Austriaci non rimaneva che ripassare i.l T agliamento, non prestandosi per loro alcuna altra posizione alla difensiva sulla destra del fiume. Nel movimento ideato dal vicerè l'ala destra si p rolunga va. eccessivamente e poteva perdere in caso di rovescio le comunicazioni con Sacile; ma le restava ancora il ponte di Brugnera ed un terreno per ritirarsi, che rendeva difficili le azioni della cavalleria nemica. Inoltre si contava rinforzare la sinistra colie tante attese soldatesche di Lamarque, Pully e Gronchy. Al vicerè però meglio sarebbe convenuto, approfittando dei vantaggi topografici e della dislocazione nemica, in luogo di presentare una linea troppo sottile all'avversario, tentare con una dimostrazione delle d ivisioni Seras e Severoli d'attirar e gli Austriaci dell'8° corpo nel malagevole t,erreno di destra a T amai, e colle d ivisioni Greniel', Barbou


L'INIZIO DJ.:CLA CAMPAGNA DEL 1809 NEL VENETO 1560 e Broussier formare una niassa compatta di 24,000 uomm1, marciar e risolutamente sulla strada maestra di P ordenone, attaccare questa città e facendo perno su essa scindere 1'8° dal 9,, corpo e battere quest'ultimo, indi 1'8° impigliato negli impervii terreni suddesoritti. Ma certe propizie ispirazioni,. che illuminano i generali di genio, anche nelle p iù affannose e complicate vicende d'una campag11a, non sorridono generalmente a coioro che, come il principe Eugenio, rimangono sempre in sott'ordine, esecutori scrupolosi di volontà elevate, ma punto creatori; inoltre Beauharnajs mancava di consiglieri, che potessero sorreggerlo coll' esperienza e e coll'aiuto; egli anzi, come incontrasi di frequente nelle intelligenze limitate, subiva l'ascendente di alcuni cortigiani o la suggestione d'influenze subdole, affettando poi riprovevole disprezzo, per chi avrebbe potuto in guisa egreg ia indirizzarlo, come ad esempio pel :M:assena ( 1).

Nella notte dal 15 al 16 le truppe franco-italiane, in base al concetto formulato dal vicerè, si distendevano nel modoseguente: Alla siutstra del t orrente Santirone, a nord di Tamai, la di visione Severoli, con uno squadrone del 2° ca:cciatori italiani (capo-squadrone Ga.sparinetti), spalleggiata dalla brigata GfLrreau, della divisione Seras; l'altra brigata Roussel di questa dìvisione ed uno squadrone del 6° cacciatori francesi , formava la 2a linea. A ,woteggere il ponte di Brut ' gnero sulla Livenza rimasero due battaglioni francesi, ed CL) Ciù si 'rileva ilalla stessa co rrispondenza di Napoleone con Eugenio, e precisa· mente nella lettera che l'imperatore mandava al vicerè: da Burghausen, 11 30 apn le 1809. CiLo te frasi che pvssono interessare il letto re :

· I~ ;o ~h~ it; It:,lia ~s ~entai"e ;lispr~gi~ ~er·M;ss~n; ; ·m; s;io av es;i ~ar;d;to lu.i, ,;o,; sarebbe accaduto quello clte accadde. Massena ha. talenti militari, ,dinanzi ai 11uali bisogna far atto di riverenia, dimenticando i difetti ch'egli ha, perchò tutti ne hanno. o:(ndovi il comando dell'esercito errai; avrei dov uto mandar cos ti Massena e a voi dare il comando della car,1lleria sotto i suoi ordini, 0

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0

1561 il 4° battaglione del 1° reggimento di linea italiano col riparto zappatori. Grenier ebbe il comando del centro dell'esercito ed occupò colla sua divisione, :fiancheggiata da uno squadrone degli italiani dragoni di Napoleone , la crssta cli Fontanafredda verso Vigonovo; in seconda linea stava la cli visione Barbou nell' alto corso del San tir one. La Broussier, schierata. su tre linee occupava l'ala sinistra, a n ord di Vigonovo; il 92° trovavasi in testa fiancheggiato sulla sinistra da tutto il 25° cacciatori. Il generale Sahuc coll'8° cacciatori e coi resti del 6° ussari formando in t utto cinque squadroni, serviva come riserva presso S. Giovanni del Tempio. L 'aiutante-comandante Barthier con due battaglioni_tolti alla divisione Bronssier, due alla Barbou e due cannoni si stabili nelle località San;_ tissima e Polcenigo, per tener d'occhio gli sbocchi per i quali i nemici potevano aggirare e rovesciarsi suUa strada di Conegliano, cogliendo alle spalle Sacile, La battaglia aduuque doveva iniziarsi dalla destra, avanzando per scaglioni, offrendo al nemico un fronte obliquo ; Seras e S ever oli avevano di fronte quasi tutto l' 8" corpo a~striaco, assai più numeroso delle due divisioni francesi riu1;1ite ; faceva d'uopo per soyerchiare il nemico e prevalere sulla sua abbondanza d'armati, urtarlo, colla massima v1. vacità. Alfalba del 16 (giorno di domenica) le truppe, felici che alfi.ne venissero condotte contro il nemico, trovavansi pronte . per a c0enclere la zuffa. Tut,tavia la divisione Lamarque ed i dragoni, che si attendevano nella notte, non erano ancor giunti; il loro contingente (circa 10,000) nomini appariva in · dispensabile di fronte all'esuberanza di forze del nemico; perciò al vicerè sembrò opportuno pazientare qualche ora prima di cominciare le mosse nella speranza che le agognate milizie giungessero. L ' esercito r ima.se inattivo fino alle 9 antimeridiane; ma a quell'ora Eugenio non frenando più la bramosia d'impegnare la lotta e paventando che una troppo lunga aspettativa avesse a demorali2:_zare le truppe, diede ordiue a Severoli ed a Seras d'avanzare su Palse. E GLI ITA LI ANI ALLA llA'l'TAGLIA DI $ACILE


1562

L'INrnro DELLA CAMPA GNA DE L

1809

N E f, VEN ET O

L e due divisioni partirono dai bivacchi di Tamai, for, mando ciascuna una colonna, con in m~zzo lo squadrone del 2° cacciatori. La brigata Garreau marciante in avanguardia si slancia decisamente su Palse; lo occupava la frazione dell'8° corpo, capitanata dal Frimont; a questo generale, sino dall'albeggiare, era stato riferito da un ottimo servizio d' informazioni che i Franco-Italiani preparavano minacciosi movimenti; egli perciò stava sull'avviso ed all'avanzarsi di Seras fece prendere le armi alle truppe; dispose due battaglioni a Porcia per presidiare fortemente il villaggio e raccogliere b granguardia di Palse; sei squadroni d i ussari (reggimento Ott) e quattro di cavalleggeri (reg gimento Hohenzollern) furono collocati sulla strada maestra Pordenone-Sacile, dinanzi una cappelletta, edificata nelle adi_acenze di RoraiGrande. Il posto di False ripiega · all'urto gagliardo di Garreau; ma Frimont riordinate le fanterie le trascina all'assalto ed alla riconquista del villaggio ; dopo un breve ed accanito combattimento nel quale lo stesso generale Garreau cade ferito la brigata francese si ritira nel massimo scompig lio e Palse ridiventa preda degli Austriaci. L'insuccesso dei Fran·· cesi non demoralizza le truppe italiane che accorrono rapidamente- sul . luogo dell'azione; Severoli marcia alla testa dei suoi prodi animandoli colla calda parola e coll'eroico esempio. I comandanti di corpo imitano il generale, g ettano le loro truppe sul nemico, facendo vibrare alta la nota del patriottismo: « Questo è il momento, gridano, volgeudosi agli animosi soldati, di mostrare che siamo degni di avere una patria!» Gli accenti entusiastici dei capi trovano un'eco generosa in tutti i cuo·r i; la brama a lungo compressa d'av ventarsi sui nemici, l'aspirazione febbrilmente accarezzata di rivelarsi, superiori ai Francesi, tra.sformano i soldati di Severoli in altrettanti leoni; è il sangue italiano che s'accende, quel sacro sangue, che non molti anni appresso doveva. spargersi per il grande ideale dell'indipenden:2,a nostra. Gli Aµstriaci barricati nel villaggio aprono un fuoco feroce contro la

.i,;

GLI IT.H,IANI AL LA BATT AGLIA DT BACI LE

1563

baldanzosa colonna ità.liana; ma questa, sprezzante d' ogni pericolo si rovescia sui nemici, abbatte gli ostacoli, e, combattendo audacemente, riprende Palse; la cavalleria italiana completa la brillante azione inseguendo i fuggiaschi e facendo numerosi prigionieri. Frimont allora si r itira su Porcia, deciso a resistère :fieramente all'ardore nostro; Seras, giunto a poca distanza dal villaggio, commette il g:rave fallo d'arr estare la colonna e spiegarla, sacrificando un tempo prezioso, nel quale il nemico ha tutto l'agio per riordinarsi e disporsi ad una vigorosa difensiva. Alla destra degli Italiani vengono posti il 53° di fanteria francese ed· i cacciMori ; i.I rimanente della divisione francese si mantiene jn riser va. Frimont, comprendendo ch'era necessario esplicare la massima tenacia nella posizione occupata, onde esaurire su essa le divisioni Seras e Severoli, dando così tempo al resto dell'esercito di disporsi in ord ine di battaglia, approfitta della sosta, che il nemico gli concede per aumentar e le disposizioni difensive e, mandato avviso all' arciduca che la battaglia è seriamente accesa, si decide a pr endere la controffensiv~. Conoscendo che alle di lui spalle si trovano pronti a sostenerlo undici battaglioni dell'8° corpo , sguinzaglia arditamente tutti i sei battagli,oni di cui dispone contro la divisione Severoli. Contemporaneamente la fu minacciare sull'ala destra da un corpo di cavalleria, che spedito a celere andatura da Pordenone, giungeva allo scopo di garantire la sinistra aust riaca. · Le trnppe italiane non si perdono d'animo dinanzi a quest'attacco furibondo e gagliardo; per lungo tempo mantengono bravamente la posizione guadagnata a prezzo di sangue, e quando vengono costretti dal numero esuberante degli avversari ad indi.etreggiare, contrastano palmo a palmo il terreno; frattanto il generale Seras, scorta la mala piega che assumeva l'azione, manda .la brigata Roussel a trattenere l' inimico. L'arrivo de1 soccorsi accresce coraggio e fermezza nei valentissimi Italiani, la fiducia rinasce negli animi, la mischia diviene oltre ogni dire micidiale, cru.entissima; ma il nemico, per -quanto superiore di forze, non riesce più a


l564

L'INI ZIO DELLA CAIIH'A GN,, DE L

1809 N EL

E GLI ITALIANI ALLA BÀ TTAGLl A DI SAC I LE

VE NETO

scuotere il baluard o di petti che gli si para d inanzi ed 'è costretto ad arrestarsi nel suo movimento d'avanzata.. S i consigliano allora i generali Severoli e Seras sul partito da prendere, e credono sia gi unto l' istante favorevole per ri~uad~g n~re sull'avversario il perduto vantaggio ; decidono infat ti d1 eseguire un attacco generale con entrambe le divisioni ; la speranza che questo atto sorta un esito felice è data anche dal sopragg iunger e sull'ala sinistra di tre battaglioni della divisione Barbou, che durante il combattimento erasi SJ)Ìnta sulla .r iva sinistra del torrente Sant irone. Capitauav~ g~esto rinfor~o il generale Sorbier, aiutante d i campo d~l prmcrpe Eugen10, ed uno dei suoi prediletti consiglieri. 11 cozzo ~elle d ue divisioni cogli austriaci si compie con tale robustezza, che i battaglioni del genera le Frimout non solo vengono respinti da P orcia, ma , inseguiti dai nost ri, si rifugiano nel massimo disord ine d ietro la linea d'alture che dig rada a tergo di quel villaggio.

~' arciduca Giovanni che, all' inizio della battaglia trovavasi col suo stato magg iore ad udire la messa in Pordenone, appena ebbe sentore che la zuffa s'era impegnata, balzò in sella e g iunse sul campo precisamente quando i sei battaglioni di Frimont abbandonavano con sommo scompiglio e sgomento P orcia. Vede i l comandante in capo austùaco che g li attacchi nemici hanno per obbiettivo la sua ala ·s inistra e pensa di portare il g rosso delle sue forze sulla sinistra del fronte franco- italiano, onde prendere alle spalle E ugenio, precludergli la comunica.zione col ponte d i Sacile, e stringerg li t utto l'esercito fra la L ivenza e la Meduna. Spicca ordine al 9° corpo d' in_oltrarsi con rapidità e frattanto attendendo l'arrivo di questo sul campo di battaglia commette alla brigata Cajoli ed a dodici squadroni della brigata Hager di dir igersi contr o Vigonovo. Presso questo villaggio la colon na '

1565

.austriaca scorge la divisione Broussier che si recava per r inforzare Gr enier, . il quale a sua volta aveva spedito la brigata Teste a rinvigorire l'azione di Seras e Severoli. Broussier, minacciato dur ante la marcia, s'arresta e dopo aver pr eso posizione, volge il fronte al nemico; un altro combattimento si riaccende. Nè alla destra ha. tregua la lotta ; Seras, dopo aver r igettati gli Austriaci da Porcia, raccoglie' le sue milizie, ed avendo sempre in avanguard ia i baldi Italiani di Severoli si avanza con audacia su Pordenone; a sinistra lo coadiuva in modo efficace la brigata di Teste. J\fa a Frimout vengono spediti dall'arciduca la brigata ·Colloredo di fant eria (reggimenti San Giidiano e Str asolclo) -e la Spleny di cavalleria (reggimenti Frimont ed arciduca Giu,seppe l, onde gli Austriaci riprendano il tanto con trastato Porcia, meta di sì :fieri sforzi. Queste n uove truppe si collocano dietro Rorai Piccolo. L'urto fra le due masse dovette certo essere spaventoso; da una parte · i Franco-Italiani/ rianimati dal successo, lieti ·di ottenere alfine il sopravvento sul nemico, decisi a lottare sino alla morte, anziché cedere; dall'altra gli Austriaci, decimati ma ognora crescenti di n umero, come le teste della mitologica idra d'Ercole, mercè gli i mportanti ed opportuni rinforzi spediti dall'arciduca. Il combattimento diviene d'unf.t terri bile ferocia. · Severoli cade ferito alla testa dei suoi Italiani, ma è prontamente snrrogato nel comando d'11 generaie Bonfan ti; il :generale Teste rimm1e pure colpito e viene sostituito dall' italiano colounello Giflenga, aiutante di campo del vicerè; molti ufficiali combattendo acca.nto ai soldati, da.udo loro l'esempio del più nobile coraggio, stramil,zzano mor ti o feriti. Le due colonne si battono con pari vaJore ; nessuno si decide per -qualche tempo ad indietreggiare, coprendo il suolo di -caduti; infine le schiere austriache non reggorro più a lungo sotto la mortale grag n uola degli Italiani e cominciano lentamente a perdere terreno. Ma un nuovo soccorso giunge al nemico poichè il r eggi.mento Strasoldo di 3 battaglioni di granat ier i con 1 batteria


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L'INIZIO DELLA CAMPAGNA DEL

1809

~EL VENgTO

d'artiglieria compare a prestar mano forte a Colloredo, che aveva impegnato il solo reggimento San Giuliano della propria brigata. Il nucleo novello di truppe scelte e fresche infonde vita nelle file austriache e le sospinge un'altra volta all 'offesa; la compatta colonna si rovescia sugli ardit i incalzanti: li arresta, li ricaccia in Porcia; nè dà t empo agli Italiani di trincerarvisi; la ferocia cresce col progredire dell'azione, la r abbia s'acuisce col terribile fluttuare delle sorti della giornata. I nostri, quasi spronati da magnifica emulazione, gareggiano coi Francesi nel rivelare al nemico qmiJi splendide qualità posseggano. La disciplina, l'ordine, la fermezza non vengono meno ai prodi neppure nei tristi momenti della lotta. Il primo reggimento di linea, fiero del nome d'intrepido, che si è acquistato in cento brillanti fatti d'arme, opera prodigi di valore. Il quarto squadrone italiano dei dragoni Napoleone accorre su tutti i punti ove la sua presenza è richiesta, minacciando e molestando instanqabilmente il nemico. La battaglia sembra tutta inasprirsi e riassumersi attorno a Porcia. Greni~r e Broussier frattanto sentendo che la mischia ferv e alla destra, appoggiano verso Fontanafredda, lasciando tre battaglioni a Vigonovo per tenere testa agli Austriaci di · Cajoli. Ma la mossa dei due generali francesi è un _nuovo passo falso, poichè gravitando tutto l'esercito franco-italiano verso Porcia, rimane sempre più sguarnita l'ala manba, age volando in tal modo le intenzioni del nemico. Nè, forse per dimenticanza, sono richiamati i quattro battaglioni inviati a Polcenigo erl alla . Santissima; ess\ rimangono percio là inoperosi e col pericolo di venire separati dal grosso dell'esercito. Ne.Il' infuriare della battaglia gli atti di valore s1 succedono con mirabile frequenza, e fra il crepitìo delle fucilate e gli w 1·ah delle cariche, gli individui ed i riparti italiani ar. rischiano serenamente la vita per acquistare gloria alla patria ed a S"l. Ma queste azioni eroiche se bastano a salvare l'onore delle armi e ad accrescere nuovo splendore marziale ai COJ:'.pi, '!Sono insufficienti a correggere i difetti del

1567 piano di batt'aglia e gli erronei ordini che di continu0 dànno i capi, intestandosi a rimanere m un sistema di disposizioni tattiche affatto inefficace. E GLI ITALIAN I ALLA BATTAGL!à D I SACILE

Frattanto la proiungata resistenza dell'avanguardia austriaca aveva permesso all'arciduca di raccogliere il suo esercito; ma si limito iu principio di mantenere le truppe ammassate nei dintorni di Pordenone , attendendo lo svolgimento delle manovre del principe Eugenio, sulle quali non era ancora ben sicuro ; ignorando che le di visioni Lamarque ed i dragoni francesi non avevano ancora raggiunto il vicerè e che quindi l' enorme inferiorità numerica della cavalleria vietava ad Eugenio di misurarsi sulla pianura di Roveredo e S. Quirino gli aveva dapprima attribuito un piano affatto differente da quello in effetto sviluppato. A veva cioè considerati i movimenti delle di visioni S everoli e Seras quello che realmente avrebbero dovuto essere, ossia una semplice dimostrazione, pensando che il grosso francese ammassato fra Vigonovo e Fontanafredda, doveva, appena l' 8° corpo austriaco si trovasse impegnato a percorrere parallelamente ed al nord la strada Sacile-Pordenone ed impossessarsi di quest' ultima città di rovescio. Il 9° corpo trova vasi troppo lontano per giungere e prestar soccorso a tempo opportuno e la metà dell'armata austriaca sarebbe stata rigettata nelle paludi del N oncello e del 1VIeduna. J.VIa quando l'arciduca s' avvide che le divisioni Grenier e Barbou del centro accorrevano a rinforzare la destra, disegno d'approfittarne attaccando il centro e la debolissima sinistra francesi, minacciando, come già dissi. Sacile. Il 9° corpo austriaco entra in azione; le brigate Kalnassy, Gavassini e Marziany si spiegano di fronte a Vigonovo; i dragou'i del generale . W olfskehl presso Rorai-Grande; Kleimmayer rimane in riserva a Pordenone. Da quest'istante (ore 3 pomeridiane} le divisioni Grenier e Broussier hanno di fronte due terzi dell'esercito nemico. iOO -

ANNO XLIV.


1568

L'INIZIO D.E L.t.A. CAMPAGNA DEL;

1809

NEL VENETO

, Il comandante i:t;t capo francese, comprendendo finalrqente l'.e rrore gravissimo commesso e paventando d'essere interciso dal ponte di Sacile, manda d'urgenza ordine a Broussier di disporsi perpendicolarmente al fronte dietro l'ala sinistra di Grenier, in guisa d'impedire all'avversario d'avvolgerlo; contemporaneamente provvede affinchè la divisione Grenier formi una massa con una brigata di Barbou, ment re l'altra brigata guidata da Gifflenga ed unitasi alle divisioni Bonfanti e Seras dovrà con esse lentamente e sempre battagliando, ritirarsi su Palse. Ma quest'azione di.raccoglimento suggerita dalle serie esigenze del momento, se serve ad accrescere forza ·materiale alle milizie franco-italiane, rialza d'altra parte il morale degli Austriaci, che la considerano come un augurio ed un preludio di prossima vittoria. A destra del fronte franco-italiano le soldatesche di Frirnont, e di Oolloredo, a cui si aggiunge ben presto la riserva di Kleimmayer (sei battaglioni) non si stancano di tormen. tare i nostri nei loro movimenti di ripiegamento ; l'l;l,rciduca si porta sulla prima line~t ed anima con vibrate parole i suoi a perseverare nella lotta. Nè d'altro lato meno 0oraggioso e valente sì rivela il principe Eugenio; sprezzando la fitta tempesta di proiettili che cade in ogni luogo,. si inoltra ove più ferve la mischia e lancia frasi che elettrizzano i soldati; quantunque spossati dal lungo, feroce lottare, gli Italiani non si sgomentano, nè si avviliscono; compiono 's crupolosamente _gli ordini -ricevuti, accogliendo le parole e l'esempio d' E ugenio colle frenetiche grida di: - · Viva l'imperatore, vi va il vicerè, viva, viva l'Italia! -.. ,

Ma il comandante franco-italiano non nutre più illusioni; r.iconosce con vivo dolore -che .deve rinunciare al successo tanto febbrilmente · agognato·;. ufficiali · d' ordinanza spediti indietro gli annunciano essir.e impossibile l'arrivo di Lamarque e ,dei dragoni; è assolutamente d'uopo{quindi, onde -evitare c;he il campo di battaglia si trasformi in un completo

E GLI I T:ALIANI ALl,A BATTAGLIA. DI $ACILE

.

1569

macello, di disporre per la ritirata. Bisogna approfittare con sollecitudine dei ponti di Sacile e di Brugnera, prima che l'imbaldanzito nemico giunga ad impadronirsene; perciò, alle 5 pomeridiane, le divisiord Grenier e Broussier comin0iauo a ripiegare su Sacile, mentre un'eguale operazione eseguiscono Severoli, Seras e Barbou alla destra. Tuttavia la ritirnta, onde non si cangi in rotta disastrosa, deve venire convenientemente protetta dalle truppe che subirono meno perdite ?uraute il combattimento; il nutrito fuoco dal 52° reggimento di linea protegge la marcia retrograda della brigata del colonnello Gifflenga, e la riserva della divisione Barbou Òppone validamente argine onde garantire la decimata divisione Seras. Il nemico però non dà tregua ed incalza sempre furiosamente le truppe che con ordine esemplare si ritirano; gli scaglioni nel movimento si proteggono reciprocamente con vivaci scariche d{ fucileria; la cavalleria italian a con attacchi splendidi frena l'inseguente; a quei prodi , si uniscono, gareggiando di slancio e di animosità, il 6° e 25° reggimenti di cacciatori francesi. Broussier dà agio a Grenier di ritirarsi, .e non opera a sua volta il movimento ché quando quest'ultimo trovasi in salvo; allora ordina i suoi battaglioni in quadrato e si pone in marcia. Ma, ultima dello scaglione di destra rimane· sul campo imperterita la divisione Severoli, ora comandata dal prode generale Bonfanti. Malgrado che quei forti reggimenti abbiano infaticabilmente combattuto per tut.ta la giornata, malgrado che le loro file si sieno assottigliate per le perdite prodotte dal fuoco e daf ferro · nemico, tuttavia li troviamo ancora là pronti a trattenere al pari di truppe fresche ed intatte l'irrompere del gagliardo avversario, disposti anche 1.1.d immolarsi sino all'ultimo, onde permettere che le divisioni Seras e Barbou si ritirino senza molestie; il cavalleresco valore italiano in questa battaglia doveva dal principio alla fine mandare sprazzi di luce gloriosa. I nfatt,i quel pugno d'eroi si schiera in ordine di combattimento sulla sinistra sponda del Livenza, e compatto, fermo come una


1570

.

L'INIZIO DELLA CA~IPAGNA DEL

1809

NEL VENE'r'O, ECC.

torre, impedisce con salve nutrite ed incessanti, che , il nemico continui a guadagnare terreno. Ma poco .mancò che gli Italiani fossero -tristamente ricompensati della loro alta abnegàzione; imperocchè, appena Barbou, che colla sua divisione fu l'ultimo a passare sul ponte di Brugnera si trovò in salvo, diede ordine, non si comprende per ·q uale motivo, di rompere il ponte prima che i nostri lo superassero; e già gli zàppatori francesi avevano cominciato l'opera distruttrice al.lorchè di gran trotto giunse Bonfanti, il quale colle recise intimazioni e colle sciabolate obbliga a desistere daU' insano lavoro. Quando Barbou e Seras si trovano al sicuro, si ritira anche il reparto itàliano, e quindi, questa volta opportunamente, il ponte viene demolito onde impedire l'inseguimento incalzante dell'inimico.

( Continua) G.

CAPPELLO

lenente tli fanteri a alla scuola milittwe

1571

AR1\t1I E SEPOLCRI Con(inuazione e fine. -

VP.di dis-pema XVI

Tra raffiche furiose e ve@menti scrosci di pioggia i lampi si susseguono e sembra quasi che il cielo associ l'ira sua a quella di un popolo, che vuole scosso il giogo straniero. Finalmente la tempesta si dilegua, l'aere s'acqueta, ed allo spettacolo di desolazione di uomini e di cose che si presenta e che nessun pennello saprebbe ritrarre, si riaccende con suprema violenza la zuffa. Tra il pensiero e l'azione non vi è più intervallo e tutto travolge il turbine della lotta. L e brigate di prima linea, sanguinanti, sfinite, ma non affrante; guadagnano finalmente S. Martino. Le altre seguono: !'artiglieri~ si porta, allora, più innanzi a fulminare dal conquistato colle il nemico che invano tenta ritornare sui suoi passi e grande è il clamore delle trombe e dei tamburi inneggianti alla vittoria dopo quattordici ore di lotta! Sulla destra, dopo logorante pugna, riusctva pure a·stabilirsi a Madonna della Seoperta la divisione Durando. Era g ià sera quando gli ultimi avanzi austriaci volsero al Mincio, e ufficiali e soldati pernottarono sui colli di S. Martino, confusi fra morti e feriti, alla raccolta dei quali non era possibile in quel momento provvedere che in parte.

L 'esercito piemontese pagò assai cara la vittoria. Ottanta ufficiali morti, centotrentasei feriti, e degli uomini di truppa duemiladuecento morti, milleottocentoquaranta;sette feriti !


J5'(2

:.\R MI E SEPOLCRI

ARMI E SE POI,CRI

Senza pur contare i feriti, si verificò adunque a S. Martino l'olocausto, in un sol g iorno, di tante vite italiane quante ne avevano in precedenza divorate le due campagne del 1848 e 1849 prese ìn;:;i.eme (1). E all'incerto crepuscolo confusi Van balenando i; bianche righe i nudi Scheletri. - Ancoi: paÌleggiano le ·1ancie Le scarne destre e lib rano i fucili Insolito cla.n gor mettono le tube Imboccate dall'aride mascelle, Come squillo d'Arcangelo . . . . . (lii

·'

Oh! quanto meschino e spregevole di fronte al sacrificio di tanti eroi è il doloroso spettacolo d'un popolo inconscio dell'immenso bene di libertà, onde gode, immemore ed apata verso chi g lielo procurò, pago solo della coscienza di avere ) compiuto un alto dovere!

S . Martino perdettero entrambi il loro capo. Che dai pressi di C. Bonata il maggiore di Revel fulminò il nemico con .18 pezzi .( l '} i quali nell'ultimo attacco, per assiqurare il succ<:isso, furo no poi traslocat i sull'altopiano (2) in posizione così arrischiata da giustificare la frase che il 1\follard, a bat- \ taglia finita rivolse al di R evel : . Vous ave,; fa'it une charge à la bayonnette avec 'VOS pièces ! Noteremo altresì che nell'attacco finale, mentre le brigate A.osta e Cuneo scacciavano il nemico dalla Chiesa, dalla Contraccania e dal R occolo, le brigate C~tiale e A.equi puntarono verso Ortaglia e la brigata P inerolo si portò fra la Colornbara e la Coutraccania.

.. Ma fu in quest'ultimo fabbricato, specie di ampio ridotto che porta ancora vive sulle facciate le tracce d i violentissima lotta, che si agitarono tutto il dì Italiani ed Austriaci per contrastarsene fieramente il possesso. Parteciparono ai combattimenti là dentr o avvenuti quasi tutte le brigate dell'esercito sardo. ·specialmente però vi si azzuffarono il 1° ed 8 battaglione bersaglieri e la brigata A.osta che scrisse a S. Martino la pagina più splendida della gloriosa sua storia. 1

Troppo ci vorrebbe a ricordare i mille episodi avvenuti nelle località che si vedono at'orno alla T orre, quali il Roccolo, la · Colombara, Perentonella, Selvetta, Bonata, A.rmea, Ca Nuova, ecc. (3) l Ci limiteremo solo a ricordare, tra le fasi salienti, che le tre ultime cascine furono guadagnate dal 5° reggimento fan teria, e le case Chiodino dal 6° reO'o-i. b o mento fanteria e tutte strenuame:qte espugnate. 0h0' fra il Roccolo e la Chiesa, la brigata Cuneo pagò il suo slancio colla mortale ferita del suo comandànte generale Arna ld i e con la morte del colon nello Berr<:ltta. Che il R occolo fu successivamente conquistato dal 13° reggimento fanteria e la Colombara dal 14° reggimento fanteria, r eggimenti che a .

.

.

.

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O) T morti sul ·campo od io seguito a ferite nelle campagne dol 1848-49 per J'eser~ito sardo furo no· 1746 . .- B0nTOL<1TT1, · ~toria dett'esercUo sai·do, pag. 425. · 1 . 2) COSTA NT INO NIGHA, La rassegntt di f\'ov.a ra. (3) Tutti questi appellativi ,ono da me riporta ti quali risultano su ll a carta J:25,000.

*** Accanto alla meravigliosa torre sorge l'ossario di S. Martino. Fu adoperata a questo scopo . quella stessa cappella che ricoverò i feriti durante la battaglia. Era una cappella gentilizia dei conti Tracagni, già circondata, come al presente, da cipressi. Fu restau.rata dai danni patiti nella battaglia e in essa e nella cripta furono allogate ossa di scheletri esumati in quantità; ali' incirca, ugnale a qnelle deposte nell'ossario di Custoza: (l) Batteria 8ottilia (J.5•:, batteria De Bassecour t (5') e iiarte della batter ia Casa·nova (6') alltt quali si aggi1iose poi sull'altip iano parte della batteria Vassalli (9°/. Ol La trnslocaz1one dei peni fatta a Jl ochi passi dal nemico fu protetta da arditissima carica <lello squad1,ooe cavallnria Monferrato a l ~ornando ctél capi tàoo Avogadro.

\


1574

A IUii E SEPOLCRI

Presso l'ossario si osservano dieci speciali ricordi marmorei eretti da parenti dei caduti e dedicati : al volontario

VINCENZO VANORRI

di Lodi,

» » ERNES'.l.'O 0HrAPPARI cli Oremona, » » LEONE GIACIN'I'.0 di 111.or begno, » » GIOVANNI BELLONI di Lodi, » » Vrl'TORIO BELLEZZA di To1·ino, » capitano RINALDO DEI CONTI SETTO di S ettimo 'Vittore »

»

ALESSANDRO TEBALDI

di Verona. ,

'

» volontario ALBERTO BACO! di .Modena, » tenente GASPARE NORIS di Be1y;ctmo, » capitano ENRICO FoRM'.E NTI di Parrnct.

r

..

poi fiaccarvi e speculare a loro esclusivo vantaggio sulle sciagure di una patria che più non saprebbero restituirvi dopo tolta. . » Dirò a voi, nuove generazioni: « stringetevi attorno al vessillo che sventolò da Pastrengo a Porta Pia, e con fermo carattere, salda coscienza e dignitoso diportamento, placate le ombre dei nostri defunti e lottate senza viltà, s011za tregua contro ehiunque, scettico od ipocrita, tenda a spegnere negli animi vostri la face del supremo ed ineffabile amor della patria! >> E cosi se un giorno, per ineluttabili leggi che governano la vita dei popoli, giunga dall'Alpi sacre o dalle italiche prode nuovo squillo di guerra, ho fede che noi tutti, col cuore ancora caldo . delle antiche e recenti memorie, coll'animo acceso all'urna dei forti, scioglieremo il sacro voto di riconoscenza e di amore ad Essi che ci diedero una patria, rendendola, coi nostri petti, inaccessibile, nei secoli, ad armi straniere.

Fa poi solenne mostra di sè un obelisco di granito sormontato da un'aquila in bronzo, eretto dalla brigata Aosta, nella ricorrenza del suo secondo centenario, a1 commilitoni ivi caduti nel giorno della bat~aglia.

A complemento delle notizie fin qui raccolte porgiamo più avanti alcuni dati sul bilancio di sangue che costò la patria. ~

....

1575

ARMI E SEPOLCRJ

I

Ed ora vorrei chiudere con le stesse parole che sono ·s ulla. torre di Solferino. Ma dirò a voi,,. nuove generazioni, che rappresentate .il futuro : « mirate 'in alto dove vibrò il pensiero di chi morì per noi, pel nost;o bene, per procurarci un libero vivere irradiato dai luminosi raggi delle antiche tradizioni della patria non più vilipesa, ma rispettata e felice nel trionfo delle sue glorie! » Dirò a voi, nuove gènerazioni nate al sole della libertà: « non vi prenda disamore- o disgusto per tale immenso bene che senza fatica possedete, e siate guardinghe contro i sicari di questa lihertà, che vorrèbhero _di essa giovarsi, per dividervi, per

Il libro d'oro (lella, patria.. In questo capitolo vorreri1mo pubblicare indistintamente. i nomi di tutti coloro che nel tessere l'indipendenza e l'unità d'Italia si .ebbero lacere le carni. La raccolta adunque, dovrebbe pressochè contenere un mezzo centinaio di migliaia di nomi, computando - beninteso - - in essi quelli di circa diciottomila Francesi morti o feriti nel 1859 (1). (il Citiamo a rìpI"O~a i seguenti dati attinti dalle varie relazioni:

COMBATTIMENTI Mootebello. Paleslro. Robecchetto .Magenta. M!)legnano . Solferino

lr

TRUPPA

UJ<'FICIALI morti

I1

feriti

.I GH

64 30?

52 l2 209

feriti

morti

rn,. 50 2H

285 40 512 Hi

2951 6fi9

6500

5500

Due generali francesi morirono: Auger, Dieu; tre furono feriti·, Larlmirault, 'oouay1 Foroy.


1576

1577

ARMI E SEPOLCRI

Ognuno vede ehe per tanta mole di lavoro, oltre allo spazio, ben altro tempo e ben altri mezzi occorrerebbero, maggiori ch'io non abbia. Laonde, mentre mi aug uro che · altra penna laboriosa, valente e ricca, quu.nto non è la mia, colmi siffatta lacuna e completi tale vero libro d'oro della patria, ioi senza restringermi d'altro lat;o alla pura citt1zioue del sangue versato nella sola regione del Garda, come r1 taluno, ed a stretto rigor di titolo, potrebbe per avventura sembrar appropriato, ho stimato più conveniente di porger gui, di tal futu ro libro un frammento, dirò così, a prio.ri ed il più prezioso nello elenco degli ufficiali italiani morti o feriti in tutte . le guerre combattute per la redenzione della patria. Mancheranno di certo molti nomi, r elativi, specialmente, a corpi volontari, che non mi riusci di rintracciare per scarsezza di notizie e, forse anche, per insufficienza di d ocumenti negli archivi che mi fu dato di consultare. Cosi pure qualche nome non sarà forse trascritto del tutto esattamente, e ciò per averlo trovato riportato sol:.to varie d izioni d i consonanti o vocali e per mancanza cli documenti che lo autenticassero o comunque lo pr ecisassero. Ho dov uto quindi per essi adottare quella dizione che più parevami attendibile o che più spesso ho trovato ripetuta. Sarò quindi grato a tutti coloro che vorranno, in qnalsiasi guisa., ri parare alle eventuali, quanto involontarie, omissioni. Ma ho fatto quanto era in me per non incorrere in errori od omissioni tenuto anche conto ohe il presente lavoro non poteva altrimenti E1ssere redatto se non nei r itagli di tempo che sopravanzano al servizio. Mi regge guindi la coscienza, di chiudere con la vecchia quanto inevitabile perorazione: Feci quod potui, faciant meliora potmtes 1..

A. TR.A.GNI co/on1>eUo. coinantlar>te it 65° rsgg. fanteria '

Nota. - A. questo lavoro segue il lungo elenco' dei valorosi mort i o feriti nelle ghcrre d'inrlipenò erlza, · ch o s i trova.1iobblicato nell'estratto, non potendos i riprorlm;re por intero u~lla no, tra llìvista. ·

N(JT'E BIBLIOG RAFI CHE

n voK TET1Au, ·Hnuptm:rnn. Die russische Armee in Einzelschriften. - Thr.il I. Takti.k und lley lement,s IIefL ~ u. a. Die f(wwl.lerie Reylements vom Jahre 1896. - Berl in, ·1899. Verlag

Ft1Ei11 E•

der LielJclsrheo Rucbhandlung. A suo tern po, nella dis peo~a del 16 fehbraio u. s. reudendo conl.o del fo scico lo allora puhbli,·ato, abbiamo detto del lo sco po pn·fi~sos1 dall'aulOre capitano vo11 Tell,JU con qnesto suo pregevole lavoro : quello cioè di fa r couoscllre l'e5ercito russo i11 ogni sua parte. i\ella 1a Parte, ora io corso di pubbl icazinue, il Tet1.:n1 svolge quanto ho .trutln alla i.ittica ed ai rego lamenti, li mitatamente ai loro rapporti . . . . coll'istruzione del comhauimento. Nel ·I o fascirnlo , come abbiamo visto, è preso a disamina il comb:itll meut.o del la fanteria in base al regol aroe11 to di esercizi del ·1897 ; :ilio steti:-O fece ro seguito i fo sci coli 2° e 3°, de' rprnl i aprun10 intendiamo qui occu pa rei. . . . ,\mbedne i fast,icoli comprendono l'esame dei Regolameo!l d, cavalleria veuuti in luce rial 4896 in poi . Il 2° fascicolo tratta dell'istrnzione indi vidurile siuo ul le evoluziot1 i rii regginwnlo inclusivamente; il 3° del comlJ;, l!imeu to dei ~ros~i corpi di cava lleria, del comba ttime~to a pi~di,_ del passaggio dei corsi d':icqna, della maoier:i di se'.,•irsi d~1 ~valli d, cavalleria pel tr:iiuo dei ca!lnon i, e fiu:ilmente, dei segnali d1 tromb3:

,1o

coo note. È in~oroma, uno sltHlio obbnstaoza pal'licolareggiato dell'intie~·o reg~lamento di esercizi per la c:ivalleria russa, pubblicato nel 1896, m sostituzione ciel regoh1mento si no allora in vigore e ch'era del i ~8fi. .. li nuove, regol,,mento è nssoi più succinto e semplice dell'auuco; esso consta di soli quattro volumi , sebbeae vi si sian o introdoue molte uuove . . . prescrizioni, mentre l'antico coot:,va otto _,,olumi. l compilatori del nuovo regolamento s1 sono sforzati .?1 semphfìca~e al possitiile le evoluzioni di cava lleria, in analogia a c10 che fu praticato pe1 regolo menti dtdlo altre cavallerie europee. L'opera loro segna


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NOTE BIBLIOGRAFICHE

· un notevole p_rogresso, che an-ebbe anche potuto essere assai maggiore se avessero saputo svincolarsi completameote da tutte le pastoie del passato come e.mergerà da quanto diremo in segui to. Eccq un breve riassunto· dei due fascicoli. Dell'istruzione individuale a caval lo ed a piedi, compreso il maneggio delle armi, è notato in poche pagine.soltanto quakbe particolare. Noi rileveremo le sole prescrizioni riferentis,i. alle andature, le quali debbono usarsi secondo la cadenza seguente: JJasso: 5 -6 verste (1) all'ora,. •I versta in 10-'12 minuti; trotto: 12 verste all'ora, 1 versta in 5 minuti; galoppo : •I 6 verste all'ora, 1 versta in 3 minuti e if,,. ; galoppo da campo, - di nuova adozio11e - 24- verste all'ora, i versta in 2 minuti e mezzo. Seguono le scuole di squadrone e di reggimeo to. Ri leviamo: Nella colonna di via è mantenuta la colonna per tre e per sei, mvece di que lla per quattro in uso negli altri eserciti; l'allineamento e la direzione sia su I posto, sia in marcia, sono presi norma Imente su Ile ali ; in marci(! anche su l centro. Nello squadrone se il suo capo dà il comando dietro a me spetta al sottnfficil)le dell'ala destra del 3° plotone di seguirlo e di assumere la direzione della m:wcia. Nelle evoluzioni di reggimento è designato !o squadrone di direzione; però guida di direzione non è mai il centro del lo squadrone ma sibbene !'a.la. Nei singoli squadroni il coùtatto è pure verso l'ala dal la parte dello squadrone di direzione. Le formazion i del plotone e dello squadrone sono le ste3se, su per giù, del nostro regolamento. Gli ordini in colonna e in linea del reggimento sono pure le stc~sse del no$tro regolamento. Per la carica non vi sono prescrizioni. speciali per l'attacco delle Varie armi. ', Nei l'attacco in ordine aperto i cavalieri prendono un passo o poco più d'intervallo fra loro, ma lo squadrone resta sempre formato sopra due righe. La ~a. riga prende sei passi di distanza dalla .Ja. La famosa Lawa, la formazione cioè adottata pei Cosacchi, è la stessa precisa in uso presso noi per la carica in ordine aperto - a stormi nella quale i cavalieri s'irradiano al gnloppo, quelli di 2a riga si recano 1

(i) L,t

ver.s ta. = ·l chil. e 07.

1

NOTE BIBLIOGRAF ICHE

1579.

a sm1stra del loro capo-fila, e s'allargano di quanto basti per abbracciare possibilmente la fronte d'attaéco. . Fu questa sempre la formazione di solito presa dai Cosacchi per la manovra e pel combattimento; ora fu regolamentarizzata. Sembra però dalle prescrizioni regolamentari che -sulla Lawa si facc ia assegnamento per manovrare, cioè per spossare l'avversario e indurlo a fa lse mosse, piuttostochè per attaccarlo. · . Nel nuovo recrolamento furono introdotte brevi norme intorno alla raco ' colta dopo l'attacco, che nel vecchio non vi erano. Nessun cenno pero vi è fatto del!' inseguimento dopo un attacco che abbia sortito buon successo. , Noteremo finalmente che il principio dell'inversione è in massima pienamente accettato : però in ta luni pass:iggi dal!' ord ine di linea a quello di colonna, è prescritto che gli squadroni prendano nella formazione del reggimeQto, il loro. posto normale, se per avventura precedenteinente non l'avessero. Accenneremo da ultimo arl una prescrizione che vorremmo fosse pure introdottii nel nostro regolameuto: cioè che la sciabola va soltanto estratta per'rendere gli onori e per muovere al lr carica. 'f.

** 1

Le grandi unità dell'arma di cavai leria sono in Russia: la bricrata che è formata da due reggimenti; la divisione normalmente formata da due brigate, ma che può anche constare di tre; il corpo di caval leria composto da due o più divisioni. Di questi corpi al presente ne esistono due, stanziati nel circolo militare di Varsavia. Ad ooni divisione di cavalleria sono addette due batterie. Le p;escrizioni e norme, che regolano il combattime.nto di queste .,.rosse unità sono assai particolareggiate e s'accostano di molto ai con~etti generali espressi al riguardo nell'ultimo regolamento di esercizi della cavalleria tedesca . Durante la posizionP, di attesa i grandi riparti sono disposti o in colonna di masse o in linea di masse. Per la formazione di combattimento, nella considerazione che essa deve· provvedere alla contemporanea sicurezza de_i fianchi , ~d ess~re tale da frqnteggiare tutte le contingenze del combatt1mento, la forma z10ne_ .sopra fre schiere è indicata come quella che meglio risponde a cotes.te esigenze.


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NOTE BIBLlOGRAFICHE

· Spetta al comandante di determinare la forza d'o1arni singola schiera tenendo conto delle norme se!,!ueuti : che la 1a. schiera dev'e.ssere più forte de.Ila ,1a ,chiera avversaria, poir;hè il succe$SO del· combattimc>nto di cavalleria dipende pr1ncip~lmente dal successo del primo urto (1); che la 2a schiera ha per còmpi to di appoggiare la 14 e di as~icurarne i fianchi; • che la 3a ch iera è destinata a parare al le eventualità della puana e ad assicurare il succtsso fi11ale. . " li comandante d'un grande riparto non deve poi a:<petwre l'ordine superiore per la carica. Il 1;apo dell11 primi, ~chiera per contro agisce secondo l'ordine e le,i11dicazioni del coma n,fante, quello della 2a sdiiera agisce tota lmente di sna iniziativa, e quello del1a 3a 6m ane a di,pos1z1one del corr.andante. · · Le prescrizioni, o, pP.r ffi:egl io dire, le norme per gl i attac:('.hi dei grandi ripHti contro le varie armi, sono abbastanza mi nute, ma non sono regole ta<s;itive e lasciano ampia facohà al comandante del riparto cli di,porre del le sue truppe come meglio creda. Sono rlel re,to, pres:,'a poco, le stesse norme ado1tate da tutte le cavaLl.erie ·europee. Pochi cenni sono con;acrati a ll 'iuseg-uirrninto e .,Ila raccolla.

NO'l'E lllBLIOGftAiB'ICHE

1<

158.1.

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Ancl1e questi due fascicoli che rapidameote abbiamo esaminato, dimostrano uel modo pjù evidentt> l'importanza dell'opera del capitano vou Tettnu. p..,r es,a, ~en1.a consultare altri volumi, con poca spesa, e con p(1co d1~peudio di tempo, è dato formar,;i uo esatto concetto dei vari I egolu men ti del l't·~ercito ru,so. Opera iudi:;pPnsabile ~i grandi comandi e alle biblioteche militari, sarà pure di µr aude ntilit-à :)le(li urficiali tutti studiosi. B. D.

La difesa di Candia. Cornbattirnenti negli ann'i 1667-1669. Studio del colouuello BurnE ('I ).

A questa succede la parte che svol_ge le disposizioni riguardanti il combattimento a piedi. È noto che per il passato si anm,tteva in Russia 110a m~::s;ma anzi esagerata imponanza a questo combattimento, di gu 1sa clrè era irivals11 la credenza che de(la cava lleria russa si volesse fare piuttosto urrn f~nteria montata che nna vera cavalleria. Certamente nell'esercito rnsso si fa maggiore assegnam ... nto su ll'a ppiedameut.o · e combattimento col fuoco d.el la caval leria che negli altri eserdti, m~' 1;iò d1 pende da pecu liari e11·costanze. In con~P~uenza le norme e prescrizion i pel combattimento a piedi sono molto dettaglia te e meritnoo I' attenzio11e di coloro che s'occupano dell'importante argomento; e ciò tanto più che da esse è fa1;i le dednrre the io Russi11 si hanrio su ll'appit!dame11to 1lel la cavalleria e sul suo impiego id,..e abba;tanza d'1tforenti da quel le che geoe-1 ralmente si hanno negli altri paesi.

i'fol l'estate del ~ 891, l'i$tituto btorico prussiano di Roma comunicava alln ,tato maniore, chP. nell'archivio st>greto del Valicano esi-steva un 111ateri,. le ~umeroso e ass;.i pr..gevole pe11 lo studio dell'arte e della storia militare Nella suppos1z1one chf\ si potessero trov,,re quivi documenti interessn 11 ti le camp,1gne di Fed ... rico il grande, la storia delle qua li si stava appunto scrivendo dallo stato rnaggiure, l'all,,ra mag~iore Bigge, del la ,-ezi1111e , torica, ebbe l'incarico di indagare nel suddetto archivio e in quelli di Ve11ezia e T11ri no. Oltr~ .. lla utilizzazioue di d,1cumPnti allo scopo prefì,,so, il maggiore Bi 11g-e: tr'ovò rwtl'arch ivio del Vaticano nn serie di rapporti ancora inediti d. ... 11'ammi1·aalio Vi11cenzo R"spigliosi , romandante del la flotta papalina, o . che pre,-e µartP. negli anni 1668 e ·I 669 alla difesa della fortezza di Candia dell a repubbli,·a di Ve11ezia contro i Turchi. Un esnme auento di questi rapporti,' complet,,to da altri studi negli ,fr,·hivi e liiblioteche di Homa ed, Venezia, indusse il maggiore B1gge a serivere il libro tes1è pubbli..ato per cura del la sezione storica del gm1de :-lato ma,zgiore ~ermanico . · . , Questo scritto cht: non interessa direttamente fatti riguardanti la Ger-· m,rnia, può. sem brare, a prim;) vi~ta, che oltrepa,si i limiti propost1si

il concetto precisò, espresso quasi con le stesse parole, dal nostro regolam~nto. V. ·Parte lV, n. :1.8~. . · .

(i) Kriegsgeschichtliclie Einzelscln'i{ten, Hrfl 26. Jalwen 1667-1669, Mittler und Sohn, Berlin, :1.889.

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Der 'Kariipf uin Canàia in dtn


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NOTE BIBLIOGRAl"IC HE

NO:r E BI.8LIOGRAFICHE

dallo stato maggiore con la pubblicazione delle moriografì,e storiche le qua li sono più che altro destinate a completare opportunamente le rr:a"· · giori ope~e di storia, specia lmente dell'ultima guem1, raccogliendo pi~ dettagl1at1 ragguagli sull'impiego delle varie ar mi, sul serv izio di sicurezza e piccola guerra, sulla fortificazione, sulla composizione e vettova~li~m~nt? degli eserc;iti. Ma ciò non toglie però, che lo scopo di questi scnttt sia 111 generale quello di promuovere sempre più lo studio della storia militare, onde è anzi stabilito che possono essere pubblicati in questa speciale raccoh.a i lavori che voloutariamente foss1Jro offerti da"li u~cia li. '.Jell'es~rcito. _E occorre ancorn di . aggiungere, che si tratta 1i d1 avvenrment1 1quah conservano .tutt'ora tradiziorrnle importanza, e che, ciò che costituisce la ragione principale della pubbl icazione, i fotti puramente mil itari presentano ancor oggi molto interesse. I rapporti del Rospigliosi sono iufatti di grande imporianza per la co1 noscem:a della condotta del la guerra nel xvu secolo, principalmente per quanto riguarda la guerra di fortezza che al lora aveva parte assai importante e spesso decisiv11. Essi ci fanno pure conoscere le opiuioni elle allora vigevano sul l'azione concorde di eserciti e flotte e l' influenza deJla potenza ma rittima sugli ·avvenimenti. Ln guerra della repubblica di YenHzia contro i Turchi durò dal principio dell'anno ,164/S smo all'a utunno dell'anno 1669, ossia sino al la caduta .?ella. fortezza di Candia, l'ultimo baluardo, in quelle regioni, della gia cos1 potente repubblica. Questa guerra, provocata più assai che dal_la ragione occasionale - la cattura di navi turche da parte dei .Malt~s1 - d.all'~nwgonismo antico e da lla minaccia continua che il possesso d1 Cand,a sign ificava per Costantinopoli, fu una delle più lunahe san. ;:, ' gumose e avventurose che la storia ricordi. Invano i Morosini, il Grimani, il Riva, i MocFmigo, i Marcello illustrarono per lunghi anni in celebri e accan ite lotte il nome italiano· "li sforzi della repubblica e degli altri Stati cristiani clie entrarono più ,~;di nella lotta, non furono abbastanza coordinati e concordi per riuscire ne!l'arduo còmpito che tenne per decenni sospesa tutta l'Europa cristiana e ti mondo maomettano. E Candia sarebbe caduta molto prima, se i Tur~hi non fossero stati occupati nella guerra in Ungheria e Transil· vanta, trascinando quindi molto fia cca la guerra contro la repubblica, alla cruale anzi offrirono la pace verso la cessione di Candia. Il senato respin~e bensì questa proposta, ma, come in altre circostanze, non· seppe approftttare del favo revole momento per proseguire con deçi_sLvo vigore le .operazioni di guerra.

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Nel 166,1· il c11pitano generale Giorgio Morosini cerca e batte 11uovament(l la flotta nemica pres,o l'isola di Tine. Qnestri vittoria segna l' ultimo tentativo dei Veneziani di condurre la guerra offensivamente: non si combatte più che per l'onore delle armi. D'altra parte il posses~o di Candia aveva gradatamente perduto d'importanza per la repubblica, la lunga guerra avendo quasi. distrutto il commercio col levante. Nel '1666, conclusa la pace con l' Ungheria, tutti gli sforzi della Turchia si concentrano nell11 guerra per Candia . Un grosso eserci to, comandato personalmente dal granvizir, uomo di grande acume e valore, invase l'isola, obbli gando ·i presidi veneziani a rifugiarsi nel le for tezze di Candia, Suda e Garabusa . Io tale frangente il senato elesse a capitano generale il quarantottenne Francesco Nforosini, provato e famoso uomo di guerra. La sua difesa di Candia, difesa durata tre anni, è uno dei più import,anti avvenimenti militari che la storia registri. · Tra i sovrani che in questa circostanza maggiormente vennero in aiuto dell11 repubblica va ricord.ito Clemente IX, il quale; dopo concessi denari e uomini, allestì una Ootta che pose 11gli ordini di suo nipote Vincenzo Rospigl iosi. E venne stabi lito che questi, quale ammira~lio del papa, il c11po del cristianesimo, assuJ1esse il comando supremo delle flotte, affine di dare cosi all'impresa anche maggiormente il ca rattere di crociata . I fatti provarono poi quanto poco felice fosse questa scelta. · Oltre· che da Cleme'nte IX, la repubblica ebbe durante tutta la lunga camp:v,na aiuti considerevoli da.Il'Ordine cli Malta, · che fu, come si . disse, la ragione occasionale della sfortnnata guerra. Troppo lungi ci porterebbe ora il seguire gli avvenimenti dal ,1668 al •1669, e basterà, in questo rapido cenno, di ricordare, cho Luigi XIV di F1,ancia, il quale per non guastarsi col la Porta si era dapprima limitato a soccorsi pecuniari, si decise infine, dopo laboriose trattative con la corte di Roma, di intervenire a favore di Candia. Fu al lestita una poderosa flotta agli ordini dell'ammiraglio di ];rancia, duca di Beaufort, con numerose truppe di sbarco comandate dal tenente ge-. neralè duca di Noailles. li comando supremo di tutte le forze cristiane, fu convenuto rimanesse a Vincenzo Rospigliosi . .L'11i uto dei Francesi non ebbe si può dire miglior risultato che la mal · preparata e sfortunata sortita che questi fece ro il 25 giugno ,1669 e nella quale il duca di Beaufort trovò inopinatamente la morte. Le conseguenti discordie coi Veneziani portarono alla quasi assoluta inazione di tutte le forze, alla indisciplina di capi e sc,ldati, ai lamenti, alle diserzioni e così di seguito. Leggendo quelle pagine documentate , rimane ~

!Ot -

ANNO ):LIV.


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NOTE Bll!LlOl>RAF(CHE

come l'im pressione eh~ i Fr:mcesi non avrebbero potuto agire più acconciamente nell'-intere·sse dell'avversario, nè avrebbe ro potuto contenersi in morlo più indisciplinato e tracotante. , Rospigliosi non era l'uomo atto a dominare la diflici le situazione che le discordie principalmente avevano creato; nessun uso egli seppe fore della sua autorità, e iuvece di recarsi nella città a:;sedia ta e assumere persona I menw e quale generalissimo il comando, se ne rimase tranqu ilio sulla sua galea. presso.l'i sola di Standia, limitando la sua opera a un'attiva corrispondenza saiua coi comandanti veneziano e francese. Il 20 agosto il duca di Noaille, imbnrca le sue truppe, la sciando la città ai'seeli ata nella più grande costernazione e dando così lena id uemico cbe snbito tentò una sorp're,a. In questa circostanza rifulse di nuova gloria il Morosini che vediamo combattere e cercare la morte accanto alle va lorose scbiere tedesche (Q,000 uomini), che con grande slancio presero parte alla rrociata bandita dal papa. L'esempio dei Francesi e del duca della Mirandola, sopraggiunto allora con pugno d'uomini che lasciò mentre si ritirava personalmente, 1100 essendo nella sua dìgnità di essere coinvolto nella caduta della fortezza, fu prnsto imitat<> dai Maltesi e Savoiardi. I soli Tedèschi stettero fermi sino a)l'ul1imo, sebbene il loro capo, il conte Waldeck, fosse da tempo caduto e ben due terzi di questi va lorosi avessero trovata la morte sui bastioni di Candia . Un ultimo tentativo fece Morosioi prima di capitolare. Egli scrisse al comandante supremo chiedendo facesse valere tutl/1 la sua influenza, per ottenere dai Fra11cesi soli 3000 uomini, coi quali si impegnava di resistere sino a che sarebbE'ro giu nti nuovi soccorsi. La rispo:-ta di Rospiglio,i è ca ratteristica per il modo col qualt< que:;ti intes11 il suo cçmpito di generalissimo. Rispose che in uom~ del papa disapprova va la determinazione di capitolare, ma dte nulla poteva fore per la salvezza di Candia. Che i Veoe:1,iani confìdassero io Dio ! - Egli, seguendo gli ordini di Roma, sarebbe partito con la fll)tta il giorno seguente, affine di non essere test1mooio della consegna della fortezza agli infedeli. Rospigliosi aveva invero l'ordine di ritornare se la' fortezza capitolava o se un'altra flotta di soccorso abbandonava l'impresa. Ma appunto cosi, seguendo strettamente le istruzioni ricevute, egli affrettò ciò che invece doveva impedire: la cadnta della fortezza. Clemente IX, infatti , ricevette assai m:ile il nipote che nulla :iveva operato, e non migliore accoglienza trovò presso Luigi XCV il duca di Noailles.

NOTE BlllLlOGRA F!CHE

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....** Così ebbe fine l'interes::aute dramma magistralmente descritto dal colonnello :3igge, al qm1le 1,oi Italiani specialmente dobbiamo e~sere grati, perchè i do~11menti che egli ebbe cura di raccogliere riguard:ino uno dei più importanti periodi rlella storia di Venezi~ e portano nuova e viva lnce su molte e complicate questioni e divergenze di concetti inerenti alla caduta di Candia. Sarebbe interessante ora di sP~uire l'nutore nelle sue ultime considerazioni e segnatamente in quelle che esaminano: l'influenza delle forze na1:ali .ml c01·so deg(i avvenimenti di Candia.. Ci limitiamo di notare, che la conclusione finale alla quale giunge l'Autore, ossia: « che la potenza di uno Stato è rappresentata dalla sua potP.nza marittima, e che questa, e quella sono reciprocamente così dipendenti, che l'1ma nori può sussistere senza l'altra » ci sembra addirittura eccessiva, ·sebbene non manchi di im portanti riscontri ~torici e ancor più rispec.chi il presente momento politico-m ilitare.

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NOTIZIE POLlTICO-llllLITARI

N()TIZrE POLITIOO-MILIT ARI

Nella quindicina ebbero luogo le manovre di cavalleria,· si compirono le manovre d'assedio in val di Susa e cominci:irono le. manovre di campagna e le grandi mauovro. Al le manovre o esercitar.ioni di caval leria presero parte due division i, l'una nei dintorni di Roma , l'altra sul la brughiera rli Ga ll arate. Quella di Roma, composta dei reggimenti di cavalleria Monferrato ("3°), Alessandria ('14-0 ), Lucca (116°) e Catania (22) era ::il comiindo del gen.erale Asioari di Bernezzo; quella di Gallarate, composta dei reggimenti lancieri Piemonte Reale (2°), laucieri d'Aost,1 (6°), cavalleggieri di Caserta ( 17°) e cavalleggieri Umbèrto I (23°) era agli ordini del generale M.ainoni d'Intignano, ispeltor,e della cavalleria. AIJ' una ed all'altra divisione erano assegnate due batterie d'artiglieria a ca va llo. Non entreremo nelle particolarità dei terni e del loro svolgimento noteremo solo che in tutte le corrispondenze relatjve a queste manovre, sia, nella campagnn romana, sia nel le brughiere di Gallarate, venne ~egoala to l'impegno sommo che ufficiali, sottufficiali e soldati mettevano nell'esecuzione della parte loro assegnata. Per esempio, la curn delle pauuglie per scopri re senza farsi scorgere, quella delle ordinanze per portare in tempo e con· sicurezza ordini ed avvisi non avrebbero potuto ·essere maggiori in guerra vera. Non parl iamo dell'abi lità dei cavalieri e della resistenza dei cavalli che fecero pure prova eécellente. Queste esercit~zioni hanno dimostrato ch è la nostra cavalleria possiede oggidì tale istruzione ed è avviata su tale indirizzo che uniti, all'ardimento di cui nessuno ha mai dubitato, fanno cli essa un istrumento validissimo di vittoria. Si vide pure che i nostri modesti cavalìi hanno slancio, hanno fibra, hanno tale forza di resistenza, da meritare tutta la nostra fiducia, malgrado la loro democratica apparenza e le chimere di chi vorrebbe screditarli. Nessun inconveniente ebbe luogo durante queste esercitazioni di cavalleria, salvo una disgrazia di cui fecero rumore i giornali, ma non grave, non imputabile ad alcuno. Ed ecco come: fra le esercitazioni 1

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della campacrna romana vi furono la mattina del ·13 due brillanti cariche nella ~asta pianure fra Frosinone e Ferentino. Fatalità vo~le ch_e, in una di queste cariche, no gruppo di cavalieri no~ avvertisse J~ tem po un fossato, coperto da folta erba e vi precipitasse deotl'O. Cosi rimasero feriti due ufficiali e parecchi soldati; nessuno però gravemente; una parte sono già guariti, gli altri in via di guarigione. Al le esercitazioni sulla brughiera di Gallarate prese parte una compagnia di bersaglieri ciclisti, la quale interv~r.rà rure a~le gr~ndi m~novre. La compagnia si compone di ,t 20 uomrni compresi sette uffici ah; ad essa sono aggregati qu.ittro capitani, i quali diverranno alla lor? volta comandanti di altrettante compagnie di bersaglieri ciclisti se l'espenmento della istituzione avrà l'esito che si spera. Si assicura che alle manovre di caval leria la compagnia dei bersaglieri ciclisti fece prova eccellente.

,,. ** Delle rn11novre d'assedio in val di Susa - che più propriamente potrehhern chiama rsi manovre di att:icco1e ?_i fesa degli sbocchi del Moncenisio e posizioni adiacenti -- abbiamo gia dato un cenno_nella pre~ cedente puntata . Oggi diremo ch'esse riuscirono ioteressanti e bnllan~1 io tutto il loro svolgimento. Alle ultime fazioni assistettero~- A. R. '.l Duca d'Aosta, S. E. il Ministro della guerra, i generali Besozzt, Heusch Tonett.a ed altri, oltre quelli che a vevaoo par-te nelle manovre. Ques;e si chiusero il 15 dopo un :macco alla posizione d~I Giaglione. Effettivament.e la difesa non sarebbe ancora stata ~sau'.·1t_a, ma era finito il tempo assegnato alla durata delle manovrE·. Eppoi_ 1 movimenti di truppa e di materiale avrebbero dovuto e~ettuars'. attraY-Or.,o cam pi coltivati e vigneti promettenti . E' vero che. ti contn~neute avrebbe goduto lo spettacolo, ma questo non lo .avrebbe s?dd1~fatto senza il pagamento di grosse indennità e ciò convernva poco ali erano. S'aggiunga che le truppe, avvicinaodo~i l_'azi~n~ ~ Susa . dovev_aoo allontanarsi troppo dai loro accampamenti, s1cche ti ntorno , appre~entava nna lunga marcia. . . Nelle manovre di va l di Susa, che si svolsero colla massima rego~ Jarità e senza il minimo inconveniente, le truppe furono amm~ra_b,h per ]'abnegazione e )o slancio con cui sopp?rtaro~o _foti<'.he grav1s~'.me sia nel le ma rcie preparatorie, sia nelle varie fazion i, s1 a per ca11camento scaricamento e trasporto di materiale da guerra. Queste manovr~ nel lo~o codiplesso dimostrarono che sforzare le difese degli sbocchi


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NOTIZIE l'OL!TlCO-MIUT.11t1

alpini è cosa ardu:i assai ; molto più ardn:i di 'luaoto ge11cral rtwute ,;i crede. .Po_ic,bè sia mo a P~:lare <li eserci tazioni, voglillmo dire 111m parola de, tm :i mare eseguili dalla terza e quarta brigata d':miglicri:i d:i costa nello stretto di Messina, i quali ebbero splendidi risultali e dimostrarono iacontrast~bilmcnte che ne;;suna flotta corazzata potrebbe sforzare lo stretto sCJtto il fuoco dell'artiglieria da costa d'ambo le sponde.

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.. * Per le grnndi nrnnovre, al momen to in cur scri viamo, si fanno nel e uel. 11 cor~o <l'armata le dispc,~izioai e i movimen ti prep11 raiorii, co me s, fanno in tutti gli altri corpi d'a rmata per le manovre di campagri~..Fino d~I. ~iorno ,J9 si è costituita e si esercita al campo di San l\'1a11 nzw In cl1v1s1o~e di mi lizi,1 mohile elle deve preudere pa rte alle grnn<l, manovre. Dr queste e delle mano,ire di campagna parleremo nella ~eguente puntata. . C:on. moltù senso di opportunità il Ministero cieli,, guerra, nel disporre rl n cbiamo alle armi dei mi litari che dovevano fo rmare la divisione di mi lizia mo~ile e di qnelli che dovev::ino rinforzar>¾ i corpi per le ma novre, ha disposto che la presentazione, il ri·~evimen to e l'anedameu to dei richi~mati avessero luogo colle nuove norme stabilite per il caso di mobi Iitazione. . Per la prima volta quindi, dopo la trasformazione dei di,,tretti, i sind11ci doveltero io\'iare direttamente ai depositi od ai centri di 01obilitaz1011e, stabiliti ne lle tabelle permanenti ad tlssi distribuire, i militari r ichi.ima1.i ; i dc:posi ti o i centri sud<letti dovettero :11111 loro vol t.i provvedere all:i vestizione e nll'inqua,lrameato degli uom ini nel modo stabilito pei casi di guerra. 1 depo~iti cli fanteria dovettero inoltre, per la prima volta , costituire di s:i oa pianta i riparti di milizia mobile, e com pi ere inie la vCJro colla maggiore sollecitudine, dovendo poi, a soli cinqu e giorni di distanz 0 , rke,,ere, vestire ed inquacl r,1re gli nomini della dasse 1871 de1l'es1,rcito permanente. Fu certo un lavoro di gran lon)!a inferiore a q uel lo che avverrebbe col richiamo di dodici classi in caso di mobilit, zione, ma fu sempre un la,·oro importante e tale da costit.uire, fino ad 110 cerLo segno, un esperimento del nuovo sistemn. Or bene da tutte le notizie risul ta che le inoltc:: plici operazioni relative a queste ch iamate, sia per quanto rignarda l'opera dei sind~ci , sia per

·xoTIZIK POLITICO-¼IILITARI

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quanto riguarda quella dei depositi e ceutri di mobilitazione, proceJettero regolarmente e senza inconvenienti di sorta . È inutile parlare della pu ntut1 lità con cui i richiamati si presenlllt'O uo alle armi, perchò questa non è una novità, è la cosa ~oli1a di lutti gli . annr.

11 problema dell'alimentazione della trnppa è, come molti altri, reso diffi cile in Italia dalle ristrettezze del bilancio, coutro cui vengono ad una re ed infrao~ersi tutte lo aspirazioni ad un miglior e trattamento del nostro soldato: eppure la questione non è ~olo di sentimento, ma è questione cl' igiene, questione militare, per l' influenza che il trattamento usato alla trnppa esercit:i sul fi sico e sul rnon:ile della medesimt1. Perciò il pubblico intese cO Ll vivo compi acimen to che presto uscira nno alcnn1 provvedimenti diretti a migliornre il vii.lo del la truppa e che si spera di raggiungere l'intento senza oltrepa~!'are i limiti di spesa imposti dal bilancio. In for:rn di questi provverlirneoti il numero di distrilinzioni auounli di caffè o di vino - che ora è di '200 - sarebbe portato a 250; per tal modu e con un leggero aume11to nella quota per il migliorameuto del rancio, sarebbe reso possibile ai corpi di distribuire il cafTè od il vino tutti i giorni ; ciò che costituisce per il nostro so ld ato un conforto di molto rilievo. Considerando poi che l'alimento si è palesato in qualche caso alquanto limitato, specia lmente prP.sso quei corpi per il cui reclutamento si ricerc.Jno specia li condizi oni fisiche e dai quali si ri chiEc1de in generale maggiore quantità di lavoro, perciò si sarebbe stabilito di antorizzare questi cor pi a concedere con ma~giore larghe1.za, razioni supplementari di pane, applicando liberamente la racoltà ch'l il regolamento, io via affatto eccezionale, co ncede a tutti i corpi. Questo temperamento è certo migli ora che se si fosse concess11 indistintamente a detti corpi una razione ·pcciale, la quale avrebbe potuto parere u11 privilegio. D'altronJe il bisognù di maggiore o rgioore ~l imeuto varin da orgnnismo a organismo, ep perciò Mn tutti i solda ti, anchf\ in detti corpi, possono aver bisogno di nn alimento maggiore. Perciò è ragionevole la mi sur:i di lasciare al prudente giudizio dei comandanti di corpo la facoltà di adattare il provvedimeuto alle circostanze, regolando la razione pane secondo i bisogu1 effeui v11mente ricooo~ciuti~


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NOTJ ZlE POLITICO-MlUTARI

NOTIZIE .f>OL11'IC0-MIL1TARÌ

Questo provved imento si sarebbe tuttavia di per sè stesso risolto a dann? d_el la gestione del vitto uei corpi stessi, perchè finora i supplemenli di pane a111farono a cari.co della massa rancio, se non si fosse opportunamente mod iticata quest' u!ti ma disposizione. Si calcola che la portata economica degl i accennati provvedimenti non oltrepasserà il limite della quota vi tto presi\ nel suo complesso; vi saranno qua e là disavanzi nelle masse di alc.uni corpi, ma il Ministern si gioverà delle economie, che certo si verificheranno in alcuni, per coprire i disavanzi negli aìtri, e fare che tutte le masse si pareggino. ~

** Se ora uscendo dall'I talia diamo un'occh iata attorno, vediamo tutta l'Europa intenta ad un processo : il processo Dreyfus. [ giorna li ne sono pien i; nei crocchi d'ogni specie non si parla d'altro . Cosa singolare! Tutti sono invasi da lla dreyfusmania, come se del l'esito del processo di Rennes dipendesse la sorte del mondo. Non ci lascieremo trascinare da Ila correùte, tanto più che l'argomento mal si presta ad essere trattato in queste pagine, ma non possiamo negare l' io teresse, l' im portanza , diremmo quasi internazionale, di qnesto processo, per la gravità delle questioni che vi si annettono e per le conseguenze che può avere qualunque ne sia l't}Sito. Un complesso di circostauze che sarebbe im possibi le enu merare, fece di tal processo il punto occ:,sionale di acce111rarnento di tutte le passioni, di tutte le spera oze, di tutti timori dei partiti in Francia di tutte le malattie mora li della nazione francese. Il giudaismo del protagon is1a (che da uoa parte gli valse le cieche antipatie di quanti per pregiudizio religioso o per concorrenza affaristica si dicono antisern isti , e dall'altra parte gli portò l'ai uto efficacissimo di una razza altrettanto tenace quanto tle$Sìbi1e, altrettanto compatta quanto di,persa, una razza potente di borsa e di pe~ùa , che fece sna la causa di questo suo fig lio) fola prima del le circostanze favorevoli allo svi lu ppo deJ germe rncchiuso in questo processo di spionaggio militare; il resto venoe da sè, a poco a poco, di conseguenza in conseguenza. Ed ora l'af. fare Dreyfus non è pi ù sernplicerne_n te un processo contro un individuo, un processo di spionaggio, è una que.;tione di Stato. Basti notare il fatto cli e alla sbaàa dei testimoni sfi Iano e r i sfUano mezza dozzina di ex ministri della guerra, una dozzina di genera li, una fo lla di ufficiali superiori, poco d'accordo fra loro e con sè stessi, i quali, alle abili domande di un avvocato inciampano, s'ingarb~1gliano,

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fa nno davanti all'Europa uoa figura cbe, per dir poco, chiameremo meschina . Dei falsi venuti fuori in questo processo, a cqminciare da quello con-,.... fe,sato dal maggiore Henry prima di suiridarsi, non ci vogliamo occupare, ma non possiamo tacere del la smentita data al gene ra le Roget, d.1 1 nostro ex addetto militare a Parii i, colonnel lo .Panizzardi . E!!li inviò al Figaro e questo pubblicò il seguenw dispaccio : < Secondo il resoconto del le udienze delConsigl io di guerra, il g~nerale Roget avrebbe dich iarato che, all'epoca del l'arresto del capi tan~ Dreyfus, io avrei diretto al comm. Ressman un rapporto, nel quale avrei dicl~iarato che il colonoello Schwarzkoppen era in relazione co l ca pi tano Dreyfus. , Affei:mo che questo rapporto non ha mai esistito. « Affermo pure che questa dichiarazione non ha mai esistito. « Appre6i il nom!:< del capitano fra ncese soltanto quando fu arrestato, come d'altronde bQ dich iarato per iscritto ed in via ufficiale sul mio onore di soldato e d1 geçtiluomo. , Passiamo ad al tro. ~

* * Quasid1è non bastasse il processo Dreyfus a sconvolgere la Francia, una grave notizi:i è giun ta d:tll 'Africa . Due ufficia li francesi, il tenente co·loonello Klobb ed il tenente Meynier, assieme alle loro truppE\ sono stati assa liti ed ucci si da truppe fran cesi comandate da uffici,il i francesi presso J<ayes a Zindf.l', nella regione del Niger, mentre si recavano ad assumere, per ordine del governo, il comao,lo del la spedizione agli ordini dei ca pitani Voulet e Cba noine. Questa ·notizia, che a prima vista parve increrlibile, veone qu:isi su uito ufficiosamente e poi uffici::dmente confermata. I due capitani Voulet e Chanoine (quest'ultimo fig lio di uu ex ministro della guerra) avevano avuto incarico, nel ·1898, di completare _le ~o~!!ÌUnzioni tra il Sudan e il lago Tchad, ed occupare nuovi territori, m quelle reg ion i, per far valere il maggior numero possibile cl i diritti di oc,.;upazione d\ fronte ali' Inghilterr:.1. . , . La :spedizione bene organizzata e !)en armata part1v:i per 1,_A fr1ca nell'autunno scorso, ma il suo scopo, in complesso, perdeva cl im portanza stante l'accordo che nel frattempo interveniva tra la Francia e l'Inghilterra per la df'limitazione dei rispettivi possedimenti nelle regioni del Niger e del Sudan.

in


. Poco dopo l'arrivo della spedizione in Africa, gravi lagni si solleva-

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NOTIZIE POLITl<:0 - MlLITARI

rono nei di~tretti coloniali francesi, per le crudel tà e le prepotenze commesse dai membri deHa spedizioue . medesima; lagni che andarono aumentando man mano che la spèdizioue avanzava. I l ca pitano Chanoine, specialmente procedeva incendiando vi llaggi quasi a di vertimento e giustiziando e martoriando indigeni con gusto neroniano . Nell'aprile scorso i I governo francese, venuto a conoscenza. di questi fatti, ordinò al genende Trentinian, <.: omandante militare dei possedimen ti fran cesi nell'Africa occidenta le, d'inviare un uftìciale superiore ad assumere il comando della missione Voulet-Chanoine, e di aprire un' in.., chiesta sui fotti den unziati. Essendo caduto amm11 lato, per sua fortuna , il colonnello Pinau che aveva denunziato i due capitani, fu a!Tidato il pericoh so incarico al colon nello Klobb, cbe lo accettò a malincuore, quasi presago d·ella sorte che lo attendeva. Frattan to erano arrivate al genernle Trentinian nuove accuse contro Vonlet e Chanoine, sicchè il colonnel lv Klobb r icevette ordine di affrettarsi ad arrestarli appena li avesse incontrati. Egl i, passando per diverse località, r~ccolse i lagni dei capi indigeni e dei fuuzionar i colonia li ed inviò un rapporto al governo centrale, poi mosse risolutamente incontro ~i due preva ricatori . Quando il tenente colonnello Klobb e il tenente Meynier, accompagnati da un picco lo drappello, si avvicinarono al campo della spedizione, fu loro dato l'alt. Voulet dichiarò a Klobb che non lo avrebbe lasciato ac- · costare e gl' imimò di ritirarsi . Le truppe erano allora due o trecento metri di distanza. Il colonnel lo Klobb e il tenente Meynier, compresi della loro responsabilità e forti del seotimeuto del dovere avanzarono. Poco dopo, le truppe di Voulet e Chanoine fecero co111ro di loro una scarica a comando, seguita da fuoco f, volontà. Meynier cadde subito ferito mortahnem~; Klobb, ferito leggermente, continuò ad avanzarsi, ma cadde poco dopò colpito da una palla in testa. Questi sono i fotti concordemente uarrati e èonfermati da dichiarazioni ufficiali. Non bastano a farne du b.itare le paterne denegazioni del generale Chanoine. I commen ti li faccia il lettore. Diremo solo che p~r noi il fatto è di una grnvità eccezionale e getta una fosca luce sul la disciplina e i sentimenti dl'lgli nfficialdrancesi in Afric::i ; si direbbe il C')Otracolpo del processo Dre-yfus in Europa. L'a tto dei capitani Voulet e Chanoine non ha il carattere di un delitto mi litare o di un delitto comune commesst> in un accesso di febbril e

NOTlZJE POLlTJCO-MlL!TARI

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esal tamento, ma sibbeue quello di freddo premedilato assassinio di un superiore e di 1·ibellione al.lo pawia. _ . Non troviamo un esempio simi le nella storia recente di alcun esercito. ~

* * Tornando iu Ita li a, diamo uno S§!Uardo al le principali disposizioni di interesse mil itare emann te nella qnin licina . . . Esse souo le seguenti : _ Fu ptÌbblicato un R. Decreto che istituisc0 una eomm1ss1one $U · prema misla di geuen,li e di ammiragli per la ~1fesa (~elio Staw. Questo Df,creto è preceduto· dal la seguente relniooe rrnn1stenale al Re: . . « Io conformità a riuanlo fu già praticato in passato e allo scopo d1 da re all a difesa dello Stato unità ,ì' indirizzo e carattere di stabilità, promuoveudo e mantenendo trn le più eleva te autorità nell'esercito e della marina il voluto affiawment<> nella trattazione delle più importanti questioni che si riferi,<.:0111J alla J ifesa stes$a, il miuistero della guerra dicomune accordo con quello della marina, ha riconosciuta la neces~ità di. nom inare una Commissione suprema di dift'sa del lo Swto, com posta delle rnao"io ri au torità del re"io esercito e della regia marina, alln qua le pos~~ ~ . 1 sano essere deferite tutte le questioni sopraccennatr. Per conferire a ta e Commissione carattere perman<mte, e in vi;t.a del l'altissimo còmpito che 1~ verrebbe afnduto, si è ritenuto opportuuo che la Commissione med,~sim:i c;ia istituita con regio Decreto. >> Or ecco le disposizioni del n. Decreto: . •I. È istitui ia una Commissione suprema per 1\1 difesn dell o St11to, cm speu:1 risolvere, in tempo di pace, le più impo rtanti quistioni concer'nenti Ja prep,H'azione della difesa nazionale. .2. La co mpongono : S. A. Il. il principe ereditario, presidente; S. A. l:t il duca di Genova, vice presidente; utlìciali geneni li ed ammiragli, membri effettivi ; . uflicia li generuli ed ammiragii, membri con,mltiv1; 1111 ufficio di segreteria. 3. Sono membri effettivi, ed intervengono a tuttt:l le riunioni della Commissione:

Per l'esercito: uli ullìcial i Qrrenerali , comandanti designati delle aÌ"h,~ <i te .: • l'ullici~ le geuerale, ca po di stato maggiore dell 'esercllo. ~


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N01'IZIE POUTICO - mLITARI

NOTIZIE POLl1'ICO -MILITARI

Per l' ar-mata :

l'.uffic!ale amm!ragl!o, presidente del coosi7lio sup.eriore di marina; l '.1fficia.J~ a~m,raglro, designato al comando di una forza navale in caso di mob1l1taziooe; l'ufficiale amm irnalio, capo dell'uf6cio di stato maaaiore de ll · ~!!'> a reg,a marina. 0

'

.'i-.. Sooo membri consultivi, ed intervengono alle riunioni della Cnmnms10ne, se invitati dal presidente: Per l'esercito :

gli ufficia li generali comandan ti di corpo d'armata · gli ufficiali generali, ispettori genera li di ,irtiglieria' e del genio. .Per l'armat a:

gli. ~ffic_iali ammiragli, comandanti io capn di di partimenti e comandan ti m1htar1 marittimi; il d'1rettore generale di artiglieria ed armamenti presso il Ministero della marina. · Costituiscono l'ufficio di segreteria: l'ufficiale superiore, ca po dell 'u fficio del capo di stato maggiore dell'e~erci to; l'ufficiale superiore, capo del I riparto dell'ufficio di stato maoaiore 0 della marina; . " un uflici,,le inferiore dell'ufficio del capo di stato mamriore del· <><> l'esercito.

...

* * - Fu pubblicato un H. Decreto che' determina gli affari sn cui il . ?onsiglio .superiore di marina è chiamato ad ' ell?ettere il suo parere. Sono 1 seguenti : ,1° progetti per In costruzione di navi della reJ)'ia rrrn rina · " ' 2° progetti per modificazioni e per grandi riparazioni di navi della regia marina ; . 3° progetti di leige relativi alla marina mil it~re e mercantile; 4° progetti di bil,rncio preventivo della re«ia marina· 5° costituzione organica e normale del naviglio militare del rerrno per ciò che riflette il numero e la qualità delle n~vi che debbono co"mporlo; ;,""l

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6° costituzione normale dei corpi e del personale per ogni ramo di servizio; 7° quadri di avanzamento; reclam.i per anzianità, collocamenti a riposo ed .in posizione ausiliaria e reclami rela tivi . Azioni di valore della marina militare e mercantile; 8° dotazion i normali di matèriali e condizioni tecniche relative alle provviste, agli acquisti ed alle commissioni affidate all'industria priv,1ta; 9° pfogrammi e condizioni per concorsi e per esam i di aminiss ione di individui nei vari rami del servizio marittimo e degl i stabilimenti di educazione della regia marina ; ·I 0° regolamenti riOetteÌlti i. rami di servizio della mariua militare e mercanti le, convenzion i relative ai 1.raspor1i marittimi; ,1,1° questioni, progetti, rapporti di fine di cam pagm1 e memorie di vario genere, invenzioni ecc. defE'riti per giudizio dal ministro della marina . 'I,

•* - Vennero pubblicate .le norme per il congedamento delle classi anziane attualmente sotto le armi . Eccone un sunto : 1 11. Colla d,lla del ·1 O settembre p. v. avranno principio le operazioni per l'invio in congedo illimitato : a) dei militari di ·I• categeria · del la classe 1816 con ferma di tre anni , di tutte le areni ; corpi e specialità, esclusa la cavall e_ria; t,) dei militari di 1• cateioria del la classe '1877 ascriui o design~ti per la ferma di due anni, appartenenti a tutte le armi, corpi e specialità; e) dei militari di 1• categoria ascritti alla classe ·1878, di qualunq ue fermtJ, quali provenienti da leve anteriori come omessi, renitenti ecc. che nel corrente anno abbiano compiuto o compiano il 39° anno di età. ~ 0 I l congedamento dei militari predetti av rà luogo colle ·norme seguen~: · a) i corpi e ri parti che prenderanno parte alle grandi manovre, alle manovre di campagna e alle es~rci1azioni di cavalleria, e$eguiranno, in massima, il congedamento dopo che saranno ri.entrati alle rispettive sedi, eccezione fatta di taluni dei reggimenti d,estinati a cambiare di guarnigione che, dovendo dal luogo di scioglimento delle manovre di·. cam pagna e grandi manovre, partire sn bito per le nuove sedi, effettueranno il congeda mento nel luogo stesso di scioglimento delle manovre. b) i corpi che non· prendono parte alle grandi manovre, e alle manovre di campagna, eseguiranno il congedamento incominciando dal giorno ,1O settembre;


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NOTIZIE POl.)Tll:O-M!l, 11'ARl

NOTIZIE POLI'l'JCO-M!Ll'J'ARI

e) il reggimento d'artiglieria da mooragna e le brigate d'artiglieria da fortezzD effettueranno i I congeda mento dopo le esercitazioni estive a cominciare dal 1O settembre e secondo gli ordini che loro saraou~ dati dai cornand~uti di corpo d'arrn11ta; d) i battaglioni alpini della fron.tiera orienta le i quali compiono le escursioni estive sulla. frontiera occidentale eseguiranno il congedarnento dopo rientrati alle loro sedi normali, secondo gli ordini cli~ saranno dati dai· comandi di corpo d'armata; e) le compagnie di ~anità e di sussistenza, le scuole ed istituti militllri effettueranno il congedamento sotto la data che snrà stabilit~ dai comandi di corpo d'armat.!l, in relazione alle esi1,renze del servizio. 3. Con lo stesso giorno 1O settembre e succE>ssivamente s11ranno inviati in congedo illimitato per anticipazirH16 i militari della classe ,/878 e qùelli giunti al le Mmi con la stessa classe, di qua I unque ferma ed arma, dei quali sia stato accertato il titolo al èongedamento anticipato in base alle disposizioni di 0ui ai paragrafi 692 e 693 della Istruzione complemr.ntare al regolamento sul reclutamento ed alla Circol are. ,10 ma()'oio ,1892, n. 29, sempre che abbiano compiuto gli otto mesi di ser;i;io al l'uopo prescriLti.

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Lettere italiane 2 - .Matematica 2 - Lingua francese ,1 - Lingua tedesca ·I - Storia ·I - Geografia 1 - Fisicn ·1 - Chimica e storia naturale ,t, - Disegno ornamentale •I - Disegno architettonico .J. Ove speciali esigenze di servizio lo richiedano, l'insegnamento della chirnica e della storia naturale potrà, presso ciascun collegio, essere disgiunto ed affidato a due distinti professori, uno dei quali sarà però soltanto ·incaricato. . I profes,ori effettivi (titolari od aggiunti), ora in servizio che, all'at. tuaziooe del detto riparto veni~sero a risultai:e in P,Ccedenza al numero di rlocenti stabi lito per ciascuna materia, e che, pe.r i loro titoli didattici, non potessero essei·e incarica ti dell'insegnamento di altre materie oppure trasferiti in altri istituti mil itari, saranno collocati in disponibilità. - È stata soppressa . a datare dal ·1 ° settemb re ·I 899 la sezione staccata d'artiglieria a Livorno (Direzione d'artigl ieria di Spezia). - È stato pubblicato l'elenco dei sottufficia li che, avendo conseguito l'idoneità nel!' esperimento scriuo, sono chiamati aili esami orali che avranno principio il 2 ottobre prossimo venturo presso la scuola militare. Roma, il 28 ago5to ,1899. X.

- Il Ministero ha determinato che i soltote.nenti di complemento, i quali provengono dai militari di ·1 a categoria che presero servizio' con la classe 1877 nei corsi allievi ufficiali della durata di nove mes'i mti inizii,ti col ,1° novembre 1897, siano inviati in congedo illimitato non appena abhiano prestato tre m~si di effettivo servizio, decorrenti dal giorno della loro presentazione al corpo cui furono destinati come sottotenenti di complemento. , - Il Min istero ha determinato di prorogare al ~5 settembre prossimo il termine della presentazione delle dom~nde e dei titoli di studio dei giovani i quali ioteudono prendere parte a I concorso indetto, con la Circolare n. 30 del corrente anno, per l'ammissione al 30 corso dell'acçademia militare, per conseguire la nomina a « sottotenente nell'arma di artiglieria ». - Fu pubblicato un regio decreto col quale si stabilisce il nuovo riparto dei professori titolari ed aggiunti in servizio nei colleui militari di Roma e di Napoli. . Il numero dei professori per ciascun collegio è così stabilito; 1

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NOTIZIE )JIL!TAlU ESTERE

2° stabi lire un tratta mento annuale di •1700 a 1800 franchi per gli ~iutanti, di HlOO a ·I 300 per i sergenti maggiori e di •1-100 a ·I'200 per i sergenti; . 30 creazione degli aiutanti di squadrone in cavalleria, degli aiu· tanti di reclutamento e delle sezioni di. segretari; ,i, 0 stàbilire l' avllnzarnento secondo un unico quadro generale.; 5° le pensioni proporzionali sul la base dei t5/25; 6° classificazione snlla lista degli impiegati civi li a!1che in mancanza di p0sti disponibil i; , 0 applicazione di questa legge anche al le truppe della marioa, ecc. 1

NOTIZIE MILITARI ·ESTERE BELGIO.

Contingente dell'esercito pe1· il 1899. - li contingente dell'esercito per il 1899 è ripartito tra le provincie nel modo seguente : Anversa . f 560 uomini Brabaot . 2fi.67 » )) Fiandra occidentale ·1635 )) , orientale. 2067 )) Hainau . 22.32 Liége •IU7 » )) Limbourg 515 Luxembourg 4-83 ». Nllmnr . 694. » 1

Tot:ile '13,300 uomini FRANCIA.

· Dispensa accordata ai g·iovani che rientrano in Francia dall'A lger·ia o da determinate colonie. - Con recente disposizione ministeriale, i dispensati da 2 anni di servizio perchè residenti in Algeria ed in alcune colonie, sono stati ammessi a godere dei vantaggi accordati ai dispensati per ragioni di fam igl ia, quando trovandosi in una delle condiziooi previste dalla legge per questi ' ultimi, rientrino in J<'rancia prima del 30° anno. Tali vantaggi cessano se vengono a mancare le rayioni che l'avevano prodotti prima' del congedamento della propria classe. Stato de'i sottufficiali. - La Commission de l' Armée, ha pJ"eso recentemente in esame una proposta di legge del deputato M. Bazille circa i sottufficiali raffermati. Le principali proposte di questo progetto sarebbero: ,1° soppressione dei comm1ss1onati e creazione delle rafferme di uno, due, tre, quattro e cinque anni;

INGHILTERRA.

Tmttamento degli ufficial·i negli e.~erciti colon·iali. - Gli stipendi offerti a:;1 i ufficia Il delI' eserr,ito inglese che presta no servizio nelle nuove forze locali io Africa sono i seguenti: Forza di frontiera dell'Africa occidenta le: tenente lire italiane 7500 al l'anno; capitano lire ·10,000 e 1500 d'indenn ità di carica; inden,oità speciali: 5 lire al giorno; razioni viveri . , . e lire 750 d'entratn in campagna. Reggimento dell'Africa occidentale: tenente lire 2,9,55 al giorno ; capitano lire 3ii,65 tutto compreso. Protettorato della Costa del Niger: lire 7500 che aumentano ogni 18 mesi'di lire 1250 fino a raggiungere lire 1O, 000. Compagnia reale del Niger: lire 6750 all'anno ' con 250 lire d'indenni tà mensile per il vitto. Fucilieri dell'Uganda: tenente lire 12,500 all'anno; capitano lire ·15,000 . _ Pr.otettorato dell'Africa centrale : tenenrn lire 1500 all'anno ; capi-· tano lire 10,000. Protettorato dell'Africa orientale o fucilieri dell'Africa orientale: tenente lire '10,000 all'anno ; capitano lire ·12,500. Tali stipendi ed in. dennità furono :;tabi liti avuto il dovuto riguardo alle considerazioni del clima, del prezzo dei viveri, ecc. · Gli ufficiali appartenenti al reggimento chinese di recente forma'zione a Wei-hai-,vei godono degli stipendi seguenti: Comandante lire 20,000 annue; comandante io 2.0 lire ·16,250 ; capitani lire 10,000; tenenti lire 7500. L'ai utante percepisce inoltre lire 2~75 annue; l'aiutante. in 2° lire '1350 ed il quartiermastro lire 1125. 1

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ANNO XJ.IV,


'.'IOTIZIE MILITARI E STE RE

N01'1Zlb: MlLlTAIU ESTERE

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SERBIA.

RUSSIA.

Tiri di notte. - 11 13, H-, '19 e 20 gingoo ti. s., seconrlo le pre1;crizioni della uuov1J istruzione sul tiro, da parte dei reggimenti di fanteria da forte.zza di Varsavia vennero e5eg1jiti dei tiri di uoue mediante -illuminazion e. I bersagli r:ippresentanti la catena nemica vennero posti a 500 passi di distanza, a 700 quelli rappresentanti i sostegni, a 1200 quell i che indicavano una batteri a nemica, ed a 1,HJO ber,;agli coperti con1 ro cui si doveva eseguire un tiro preparato all'a ppoggio. Due proiettori elettrici , proiettili rischiaran1i H raccheltP, dovevano servire µer l'illuminazione dei bersagli. Siccome gli effetti del tiro di notte. dipendono quasi internmente dalla illu minazione dei bersagli, fu non lieve danno per il tiro che nemmeno uno dei proi<ittili rischiaranti prendesse fuoco. . Poche racchette vennero impiegate nelle prime esercitazioni, 66 invece in quella del ·19 giugno; quando esse c~devano vicino ai bersagli , questi erano molto bene illuminati; ma la loro luce troppo viv,1. abbagliava i ti ratori i qu:di puntavano male, anche pel fatto del brevissimo tempo della dura ta della illuminazione. Generalmente la prima raccbettu serviva solo per dare la prima ~irezione al fu,:il e, meotre si sparava al momento dello scoppio della seconda ~acchetta. Nt1l la esercitazione del 19 giugno, in cui si fece tanto consumo di nicd1ettt>, riusci a for fuo co solo una compagnia per regl!imen10 (30 c11rtucce prr :;olrfoto). Io complesso l'im piego delle racchette fu una vera del11 ,ione per lutti, tanto che apparve evidente la nP.cessità di perfezionare o modificare que-,to genere di ilil;iminazione . I l tiro delle alti-e compagnie dei reggimenti venne fatto mediante I' i11 umi uazione con riflettori elettrici, di g1'a u lunga su periore agli a Itri mezzi impiegati; tuttavia , se si vedevano bene i bersagl i, er,1 molto difficile invece dirigere la linea di mira, inquantochè la tacca del l'alzo ed il mirino male si potevano scorgere. Così vennero eseguite b 12• esercitazione ordinaria di .tiro e la 7•, 8• e 9a lezione del tiro di guerra con risnl1ati, ma lgrado tutto, veramente splendidi. Per la 12a lezione di ti ro ordinari.o si ebbero 2586 punti colpiti e 5000 per le tre lezioni di tiro di guerra su nn tot·1le d1 3600 tiratori. 1

A1·mamento per l'esercito. - Seronrlo la [(,reuz- Zeitung, dopo lun ghe tratta1il'e tra il governo serbo e la casa Deutschen · Waffen und Munitions Fabrik di Berl ino, si sHrebbe ora conclnso il contratto <'on questa casa ste:1sa µer la fornitura completa del unovo armamento del\'esP,rcito ~erbo, e cioè di 90,000 fnci li a ripf:'tizione, di 50 mi lioni di cJrtncce con pa llott,Jle a involucro 1t1~ta llico e di t11Ue le sciabole per la cavid leria. SVIZZERA.

Nuovo equipaggiamento pe1· gt1: ufficiali a p·iedi . - l i nuovo equi· paggiameuto per :;li nfficiali, già me~so in esperimento si compone degli oiigetti seguenti: Sciabola ('On cint 11rino; Revolver con ;1stuc,·io; Binoccolo con astuccio; .I Tasca per carte ; Zaino e suoi accessori. La sci1Jbola è a lama diritta, nichelata, e di tre differenti lun/!hezze: 1 metri ,1,0t. metri 0,99, metri 0,94- e del peso variab ile a seconda dell,1 lungh,:zza d,1 chilogr111omi ·I . ,~O a chilogr~mmi ·1,70. Essa è atcata con 1111 s11 I pen· l&gl io al centL1rino. Questo è .io cuoio verniciato per gli uflicin li ,11b:dtern i, in cuoio rico;1erto d'una l11 rga stri:,ci:i d'argento per l!'i nffkia li superiori; si fì,sa attorno alla vi1a al rlisopra della tn11 ic,1, 111ediaotP- una fìbl, i,1 qùa lr::ita . Al ci11t11rino souo ,o,pesi: av:inti ed a sinistr:i della fibbia, il re~olver '· davauti e a destra della lì llliia ~tess~, il binoccolo; sul. la10 de~tro la tasca per c/lfte. Lo zaiuo somiglia a quellu della trnppa 111n è JJiù piccolo, fauo .con pelle di fuca fl cuoio veruici,,to nero e uou ha lo scompartime11Lo per le 1u11n izion i. Gli spa llacci olel lv zain,, sono muniti di ci11ghie ausi liarie che si .iftibhiauo al c1uturino per su,Leuer lo, e surhi :;o.,tituite, qu11nrlo l'ufficiale 11,.,n porta z:iino, da una correggia, provvi,1:i di un ·ga ncio .a ciascuna estremiti1 . chti pas$a dietro la n11(~ fl compie lo stPsso 11ffì cio. Conferenze degli -i~truttori: di fante1·ia. - Tutt_i g li anni l'i:,;truttore capo della fanteria, gli istruttori di circondario, l' istruttore dPI tiro ed il com:,ndanle delle si:uole cen trali si riuniscono per di,wutere sulle


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NOTIZIE MILITARl ESTERE

modificazioni da introdursi nel le vnrie i:;truzioui del la truppa, decidendo io modo definitivo sul le questioni che eotrauo nella loro competenza e formulando, sulle altre, prrposte all'a11tor1tà mili tare superiore. I risultati del la conferenza !li quest'anno, comun icati ai comandanti di corpo d'armata, divisioni, brigate e reggimen ti, sono in rias,rnmo i seguenti : Iri tutti i progammi di tiro verranno iotrodor.ti due esercizi : . Fuoco a caricamento succes:,;il'O , ,iOO metri, ber:;aglio I, a terra a braccio sciolto; Fuoco del serbatoio, 300 metri, bersaglio I, in ginocchio. Nel progr11mma di tiro per le scuole di reclute il primo esercizio viene e~eguito a 200 metri, ber,aglio I, io piedi, arma all'appoggio, sarà sostituito dal seguente: 300 metri, bersaglio I, a terra, arma all'appo1Zgio. Allo scopo di sviluppare Tattitudine delle truppe di fanteria alle mane si raccomanda di fare esercitazioni di 10 a "5 d1ilometri, nelle quali si cerch i di raggiungere· 111 velocità di ch ilometri 5,500 all'ora . Prinw delle marce non devono farsi visite mediche special i ·e si deve evitare che le vetture seguano im.mediatamente le colonne, perchè i pigri non siano invogliati ad approlìttarne. È raccomandatp l'uso del lo zuc· chero come di3Setante, e si ricorda di esercitare la truppa ad attiugere /acqua durante l:i marcia, senia fermarsi. Si domanda al dipartimento militare l'adozione dell' istruzione sulla segnalazione ottica esperimentata l'anno scorso. . Nel!' insegnamento della scuola del soldato si prescrive di non fare \ ihe una sola volta la spiegazione completa d'un movimento, lim itandosi dopo a farlo ripetere e II correggere rapidamente gli errori. Per acquistare una grande mobilità nelle evoluzioni in terreni difficili· i reparti devono prender punti di direzione lontani più che sia possibi le. , . · Il servizio delle pattuglie dev'essere esèguito colla massima cura. Non bisogo11 obbligare gli uomini a deporre lo zaino nei piccoli alt. Al grand-alt si raccomanda di fare preparare il caffè o il thè nelle marmitte individuali. Quando si presenti l'occasione bisogna nelle manovre correggere e ·rafforzare il terreno con lavori di fortificazione. Occorre dare ai sottufficiali maggiore libertà d'azione e insieme m'ag.giore responsabilità. . . ',

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI Revue du Cercle militaire.

N. 30, 31, 32 de l 29 luglio, 5 e ,12 agosto ·1899. - Tl mese milita.r~. pel tenente colonoel lò FnocAno. Poe he settimnne c:i separano dal le manovre di autunno, e da penutto, in Europa, si lavora alla preparazioue di queste importanti esercitazioni. Sn I mare ebbero luogo le manovre navali inglesi; jl tema strategico è com.piuto e lo scrittore spera che quelle manovrn cootribuiranoo a forn ire uu importante studio della tattica navale. . Frattanto tregua profonda agli studi di fondo e alle profonde modificazioni dell'ordinamento degli eserciti. Accennando ai lavori di tattica esteri che la Rivista. ha impreso da qoalche tempo a pubblicilre, il Frocard scrive: « Dare della tattica francese era buona · cosa, ma migliore quella di presentare della tattica estera . Cosi ci è dato d'iniziarci ai metodi seguiti dai nostri vicini e ciò sotto una forma assai più di lettevole che non sia la didattica. » Egli però vorrebbe per tr~rne vero profitto, che l'esposizione di questi problemi fosse seguita da discussioni. Così foceudo si arriverebbe ad avere una cogoizione veramente completa delle dottrine estere e si saprebbe a quali armi si è esposti. Non sappiamo se l'appello del Froca rd troverà ascolto; quello che è certo è che la sua idea è buona e pratica e prornetter:te profit.tevoli risultati per I' istrnzione degl i ufficia li.

Le palle di piccolo calibro, pel maggiore B. È un lungo articolo , interessnnte, nel qua le sono prese io esame tntte le dicerie cbe, intorno alla loro poca efficacia furono spar~e in questi ultimi ~nni. Parlando del nostro fucil e, e del quale pure si è scritto che le sue p,dle ad Adtrn nè uccidevano, nè producevano gravi ferite, l'autore osserva, anzitut.to, che ad Aclua i. oostri soldati non erano armati del fucil e modello 1891, di mil li metri 5, ma sibbene del fucile antico del calibro di millimetri '10,4.. Consegueolemente, tutto ciò che fu uarrato di 1


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Abissini , colpiti dn cinqne o ,ei palle, e che malgrado ciò po 1erono gettarsi addosso ai oostri soldélti e ucciderli , si ritorce con tro i fucili di calibri maggiori. Ciò del resto si spiega col fo llo che un fuoco mal diretto non arresta una carica di. cavalleria, e che del resto, rosse anche ben diretto quando si ha di fronte (e questo fn il caso degli Italian i) un uemico abbastanza numeroso per riparare le sue perdite e abbastaozaenergico o foo atico per 0 011 lasciar:;ene impressionare, que~to nemico avanza pur sempre. Ma uon sono gli individui colpiti o 200 metri c;he si slanciano sulla posizione, nè gli uccisi che la conquistano ma quell i che furono risparm iati dalle palle o che si pre,eutano quaudo il ·difensore ne lta più da invivr loro. Lo scri ttore reDde poi conto di mo lte esperiem.e fatte contro alberi, cavalli vivi e morti, ecc., per stahilire l'efficacia dei proietti e conchinde col dire che dalle medesime risulta nel ruodo pi,ì positivo che la palli, dei fucili di piccolo cn libro, almeno sino a quel lo di mi lli metri 6,.i8, è dotata di una potenza effeuiva e sufficiente per uccidere.

Lei Svi:.zera in caso di conflitto europeo (continuazione), pel capitano A. P .

Le mcmovre 1;on fuochi reali, pel maggiore n. È uoa questione intorno àlla quale mollo si discute all'estero, ma l'esperimento fu già fatto anche in Francia colla manovra di tm distaccamento delie tre arnii con fiwchi real·i, diretta a litoto di prova dal generale l anglois nel 1896 .

.L'autore conclude : a) che queste mano vre sono iuulili all'istruziooe della trnppa; b) ch'esse non possono dare ai quadri un'istruzione completa, percliè sono troppo poco numerose; e) che sono poco utili ai quadri , perchè non procurano il mezzo di perfeziouarli nè uella condotta del fuoco, uè nel!a coudoua delle tru ppe sollo il fuoco.

La ·vita nazionale e ,~tserv1:zio mili tar·e, pel tenente colonnello Fnor.A no. Del modo d'azione delle !rttppe di copertura, pel coionoello X. È uno studio interessan1e dell'im porwnte quesito, bas11 Lo sino ad ora nei primi due articoli pubblicati, sulle misure che al riguardo furono prese dai Tede$chi nella guerra del ,t 870 . Ci spiace sia un lavoro che non ci è possiliile riassumere: epperò a suo tempo 'ne. daremo le coucbiusiooi.

Ne stralciamo le ultime righe che ci riguard:rno. Le for tificazioni francesi, vi è detto, difese da truppe tecniche della riserva e della territoriale, sulle quali si appoggieranno le I.ruppe alpine, ammirabilmente ordinate ed istruite (72 com_pagnie con t2 batterie di montagna di 1• linea ed altrettante di 2° lin ea) basteranno per arrestare, per parecchie settimane, la mnrcia offensiva degli Italiani. Per conseguenza gl' Italiani concentrando se: o nove corpi d'armata sulla nostra frontiera, non sarebbe di grande utilità alla Triplice, sul teatro di guerra del nord. P rocureraono perciò di utilizzare le loro forze altrove. In vista della neutralità svizzera, fu convenuto a Berlino, nel 4888, cbe l'Ita lia, !)el Breuner spedi re!;be almeno due corpi d'arrnat~ in Germania . La Svizzera dividerà allora non più due alleati ma le armate d'una stessa nazione, e ciò può divenire assa i pericoloso per la ueutralità svizzera, quando si considerino gli effeuivi degli eserci ti odierni e gli spazi limitati sui _quali manovrnranno. 1

' Le Spectateur militaire.

Puntate del 15 giugno, ·t O e "5 luglio 1899. (rontinu:izione) , per F. G. 1

le grondi manovre

L'anonimo autore, ma dotato di particolare competenza, prosegueil suo lungo e minutissimo studio sulle grandi manovre; studio del quale rendemmo già conto parec.chie volte. Prende a disamina i temi delle grandi manovre degli aoni ~ 897 e 98 e le manovre d'autunno di brigata, di divisione. e di caval leria. Le manovre di divisione contro divisione del 9° corpo d'armata nel 189·1 riuscirono molto istrutti ve, perchè il tema dato fu ampio. larga iniziativa fu lasciata ai comaudanti dei partiti e il direuore intervenne in quei 50li casi, gin· dicati indispensabili. Interessante è pure ciò che l'autore scrive intorno al le m.inovre speciali del 3° corpo d'armata :il campo di Chàlons nel 1898. Dette ma· novre speciali avevano per scopo di perfeziona re l'istruzione « dal punto di vista della condotta del fu oco reale e delle regole tattiche del movimento e dlll fuoco; .. e lo scrittore dice subito che, appena cominciate se ne riconobbe subito da tuui lo poca utilità . Nel fatto tratt&vasi semplicemente dei soliti lfri di guen·a annuali dei reggimenti di fanteri;i, con maggior apparato esterno e con effettivi più 1


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numerosi. ln orni mQdo amme:<so anche~ e se ne può dubitar molto fosse possibi le ritr:irne un concetto :;u l più o sul rneno di precisione del tiro, non si potrà mai dedurne idee e regole t::i ttiche. Non valeva certo 1:i pena di mettere in dileggio le vecchie rappresentazioni teatra li di combattimento che si esegu ivano sul lo stesso terreno prima del 1870, per farne poi di simiii, anzi di più preparate. • Lo scrittore domanda quindi se si è .realizzato un progresso rispetto al le manovre, e dice, che si deve rispondere: no. Tutt'al più, alcuni potranno cambiare questo no brutale in un dubbfo, e altri esprimere l'opinione che ·non si può far meglio. A suo parere, si ritorna a poco a poco alle mauovre del tempo passato che si facevano al campo di Chàlons. Nè meglio si pratica al l'estero . ln Germania le ·grandi m~novre sono delle grandi parate di grosse unità riunite, e in queste parate si presentano alle i.ruppe gli alti person:iggi militari ai quali l'imperatore destina, nel caso di guerra, 'il comando delle su<• armate. Questi personaggi sono ben noti pel loro carattere, pel loro passa to, per la loro situazione gerl"!rchica, e fapprofìtta delle grand i manovre per mostrarli sotto l'aspetto delle loro cogmzioni mi litari ; e perciò le manovre $O DO prepara te come in Francia, per uon esporre ad una critica troppo viva co!Ol'o che debbono essere i capi di tutti in caso di guerra. L' imperatore stesso non sdegna ta lvolta di assumere il co'mando, ed è evidente che tutto clev' essere preparato per assicurargli il successo. Sembra, del resto, cl/egli teuga assai più a mostrare del carattere, del l'energia, della fur·ia teuton'ica, che a passare per un militare sapiente; e il suo più grande piacere è quello di mettersi allà testa di molti squadroni e caricare a fondo la 8Ua fanteria. Le manovre te.descbe, insomma, come le france::i, presentano al più altn. gpdo, questo sentimento dello spettacolo rn:il'i,t._are, il più impressiomnte possibi le. Le manovre am,triache sono più didattiche:, se è per messo servirsi d'una parola cosi poco applicabi le alle operazioni del tem po di pace. Vi si svolgono dei gr,)lldi temi cbe per mancanza di tempo non si risol vono mai intierarnente, e anche perchè lo scopo priucipa,Je di queste riunioni è di avvicinare al po,,sibile i corpi d'armata del la monarchia, un poco disunita pe r la vnrietà delle razze alle quali non si· poté imporrn una completa uguaglianza di reclutamen to e di servizio mi lirnre. Vi si apprende poco, e se si è ri,olutarnente progressi:e:ti, si è pi ut· tosto pel dettaglio che pei grandi movimenti.

L'Ital ia pure fa man()vre di parata. Siccome i suoi effetti vi di pace debbono essere di molto aumentati per presentare reggimenti suflìcienti, essa ogni unno - come uoi del resto ma in maggiori proporzioni - opera un miscuglio d' uomini del servizio attivo e della riserva, ai quali impone ,-ovratulto la correttezza che tanto si :,mmira presso i Tedeschi. Ne approfitta pure per unire insieme uomini, che, per i loro luoghi di nascita, sono in condizioni assai differenti tli idee, di abitudini e di sentimenti . Io Russia pure l'idea della par:1ta è dominante. La ripartizione delle truppe su quel l'immenso impero, la lontananza del le guaruigionì e sovratutto il loi'o sparpagliamento che obbliga, quasi d,1 per tutto, a re. stringersi ad esercizi i di dettaglio, rendoi:io indispensabi le di mostrarle le une alle altre ed è a questo principalmente cbe si tende nelle riunioni per le manovre. Comunque sia, l'util ità del le manovre è indiscp tibile. Tuw1via bisogna far entrare le manovre nella serie del reparto metodico della istruzione grne1·a le, abitnnndosi ogni anno ad audare alle manovre, come ogni settimana si va alla marcia mi litare, ed ogni anno od ogni due anni al tiro di guerra . I Bi;ogn a inoltre e assolutamente, sopprimere tutte quelle istrnzioni preliminHi, che, senza scopo, senr.a motivo, pel semplice piacere di diffondere qtrnlche idfa nuova, s' indiriiwno specialmente alla fanteria la qua le, come le ahre armi, non ne ha punto bisogno. Circa l' iniziativa, lo scrittore non yuolt\ parlarne, poichè pare clie essa sia una par0la senza significato. Dire ché l'ordine sòpp~·ime l'iniziai iva, può esser vero nel senso letternle; rna fra l'ordiue e l'esecu·r,ione. dell'ordine vi è qu3Jche cosa, ed è questo qnalche cosa che dà lnogo al l'iniziati va . Ed è questo qualche cosa che paralizza iI direttore, volendo rei,(olar tutto, prevedere tutto, indicare iutto . Articolo notevole per grnnde ch iarezza di idee, e per le non poche verità che vi sooo dette. Le mitmgl'iatrici a1nericane a Sant·iayo, pel maggiore H. D1~ M1ssY .

Sino ad ora ritenevasi che le mitr:11Jiatrici non dovevano essere impiegate sul c11mpo di battaglia che in certe coudizioni speciali. Ritenevasi cioè, che, poco adatte al combattimento offensivo, cooveni~se ri-, partirle fra i battaglioni di fonteria incaricati della difesa di una posizione. A questo concetto erasi venuto per l' irraziona le impiego fotto delle mitragliatrici nelle prime battaglie del •1870-7,J. A Froeschwi ller, a Forbach erano state riunite in batterie com") l'artiglieria, ed impiegate


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couiro la fanteria ed anche a controbattere l'artiglieria nem ica. Ne risul1ò che in breve tempo furouo poste. fuori combaitimento. In analoga ma.niera le mitragliatrici furono usate nelle manovre di a1Hunno inglesi del if 898, e il genera le · Wolseley, comandante in capo l'esercito inglese. nell11 sua relazione su quelle manovre, ne criticò vivamente cotesto impiego « che non fu, come egli si esprime, nè :,bi le nè soddisfacente. Il concentramento di questi pezzi e la loro riunione in batterie devono essere evi tati. Queste armi debbono ~ssere addette ai batt~1~lio?i di f11utèria in certe circostanze specia li, principalmente nella d1Jens1va. Far cooperare le mitragliatrici al combattimento in tutte le circostanze, sieno esse favorevol i o no è purè un o-rande ' ç) errore. » A Gravelotte, infatti , il ·I8 ngosto ,1876, il 2° corpo d'armata Fross11rd ne fece largo uso per difendere la su:1 posizione ali' 11la sinistra fraocese, e contro di essa si infransero tutti gli assalti tentati dai Tedeschi. Ora il tenente Parker del l' esercito americano, in un suo scritto: Les Gatlings à Santiago, rende con to minutamente della parte presa del le mitragliatrici all'assalto di Santiago; pa rie assai bril lant.e, che :rvrebbe ouenuto grandi effetti, e scon,·olgerebbe quindi le idee sopra ncordate. . Colla scorta del libl'O del Parker, l'autore desr.rive la giornata del 30 giugno, in cni gl i Ameri cani riuscirono a sloggiare le trn ppe spagnuole dalla forte posizione che occupavano innanzi a Santiago, e la parte assai ri levante che vi ebbero le mitragliatrici. Durante la preparazione deWattacco, le tre mitragliat.ri ci , di cui disponevasi, avevano sparato in 8 minuti e mezzo, circa 20,000 cartucce. I pezzi avevano raggiunto una tempe1·atura assai alta; però qne~to risc:ildamento uon ebbe alcuna dannosa influenza nè su lla velocità nè su lla precisione del tiro. I l Parker è pertanto d'opinione che le mitragliatri ci possono con molta utilità essere impiega te sul campo di battaglia tanto nell'offensiva quanto nella difensiva . Egli ritiene, anzi, che con vantaggio si possano impiegare nell'azione decisiva, e che l'efiìcacia dei 'loro fuochi è così potente da diventare in un momento dato, un fa ttore importan te. La guerra spagnuola-americana è la prima, combattuta fra nazioni civili, in cui siasi fatto uso delle mitragliatrici nell'attacco d'una posizione fortificata; difesa da truppe regolari e da una pote!.lte artiglieria. Il tenente Parker crede che i risultati assai importantt ottenuti colle mitragliatri ci in quel combattimento, segnino un' epoca nel la scienza tattica, e ereino una nuova arma della quale si dovrà tener conto nelle guerre dell'avvenire.

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I l maooiore De Missv si limita a riferire le opinioni emesse dal lo scrittore ame1·icano, ,enza farle seguire da alcun commento. (. è.)r)

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Considernz'i.oni sulla. difesa dell' A lgeria-Tu.nisin e l'armata d'Af1·ica; pel capitano R. Fmscn. · L' In<>IÌilterra tende a· Ceula e Port-Mahon, per instaiIarsi solidamente nel bacino occidentale del M.editerraneo, Malta e Gibiltena non bastando più dOJ)O la crear.ione del porto di Ilizerta . . L'Italia, coli' impareggiabile sua situazione geografica, C'olle sue isole, ba 11 ssicurata una sfera d'azione all'ovest, al sud e all'est. Sopra ciascuno de' suoi tre fronti di mare, essa po,siede un porto di guerra for1ificato, compiutamente ordin~to per costitu ire un'eccellente . base maritti~na : Spezia ad ovest, Venezia ad est, e finalmente Taranto a sud. La d,_p_lomnia inglese cerca pe.rciò di tenere l'Itn lia nell'orbita della sua po!111ca mediterraoea, ma11tie11e con cura la discord ia nel Mediterraneo, ed e per che l'Italia sogna di deltar la legge su l lago latino. L'amSil a isti(Yazione n ,, " . bizione ·di marciare alla pari, in caso di guerra , a fìa~co d~l la_ uott~. rnglese emerge nettamente da tutti gli studii e dalle d1scuss1om pol1t1ehe e m11rittime dei nostri vicini . . • 1 Quali disposizioni ha preso la Francia di fronte co'.esta s.Jtuazwne formidab ile, e che le ambizioni inglesi ed it&liane m1naccrnno d, ~enden~ ancora più formidabi le, per assicurare ogni eveotualità, nel bacino occidentale, la libertà di mare, indispensabile :1lla sictirel.za, esterna dell'Alaeria-Tunisia? Dovremmo essere i padroni di quel bacio,), e invece nu l~ abbiamo disposto in proposito. Al nord Tolone e le nostre coste della Provenza colla Cor;ica ci <:rea no una po~izioue assai vant11f.(giosa , · e incontestabilmente saranno in grado di dominare tutto il bacino oc· cidentale, rendendo inespugt1.abili le tre sommità del tria_ngolo_T?loneBiserta -Mers-el-Kebir, colla Corsica come pun to d'appoggio . 0 1 B1serta , poi, g·ià da luogo tempo si avrebbe dovuto fare un porto riforni~1e?to e di rifugio, un arsenale completo e formidabilmente difeso, e vi si potrebbe anche aggiungere l'iso la rii Djerba. . Lo scrittore si diffonde nel dimostr:ne l'opportunità ed importanza dell e sue proposte che debbono ass icurare l'integrità della gri.lnde co. lonia africana contro le squad re del la tripl ice alleanza. È articolo scritto con non poca pretesa, e merite,·ole, dal punto di vista francese, di essere discusso. Notiamo che la direzione dello Spectateilr sembra annettere qualche importanza allo scritto, poichè lo stampa con grandi caratteri speciali.

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RIVISTA DEI PERIODICI lllLITARl

R evue m ilitaire rédigée à l'état-major de l'ariµée.

Fascicolo di luglio ,f 899. -

Ese1·citi este1·i.

È continuata la narrazione della gue l'ra spagnuola-americana . Vi si pren_d:' a .disami_na l'ordinamen to delle forze di terra americane e la loro ~obilrt~~IOne. E uno studio assai pregevole e contiene molti particolari d, gran rnteresse. · Segue .quindi altro studio assai ben compih,10 su l:

Bi lanc·i:o della guerra tede.~co per Cesercizio del 1899. _ È evident: la massima cur;a col la qua le lo stato maggiore francese ~egue tutto ciò che ha tratto ali esercito tedesco. L'assedio di Gi bilterra nel 1782. Nel cors~ della guerra sostenuta , verso la fine del secolo passato, dalla Fr:1nc1a , la Spagna e l'Olanda .contro I' Inghilerra, iu favore deoli 0 Stati Uuiti d'America, la fortezza di Gibilterra fu bloccata per terra e per mare. Nel '1782, questo blocco, che durava .da due anni, fu convertito in un assedio cui presero parte forze franco-spaguuole: sulla terra un'arma rn di 20,000 uomin i agli ordini del Duca di Crillon; sul mare, una flotta di 50 vascell i di liue:i, coma ndata da don Cordova. Gl i sforz i strnordinari degl i assedianti e la difesa degli assediati, diretta del gener~ le Elliot, governatore del la_ p·iazza, richiamava l'allenziooe dell'Europa. · Fu deciso l'attacco per mare, e a quest'uopo fu chiamato da ll a Francia l'ingegnere d'Arçoo ch'era as$ai versato 1wl la :;ua arte. Ad eviuire il sagrificio enorme ed infruttuoso delle navi, poichè la lora penfan sarebbe ~tata certa doveutfo stazionare almeno un paio d'ore dinauzi alle muraglie della piazza, il ù'Arçon propose di eseguire l'attacco per mare a mezzo d1 batlerie flottanti, iusumergibili e incombustihili. L'operazione fu fissata per il 13 setlernbre, ma il tentativo non riuscì affatto e le ba tterie furono incend iate non dal fu oco nem ico, ma, per inavverten:a: ?a quel li stessi cl~'erano i?carica ti di metterle in opera . La ,tivista pubblic;. al r1gu~rdo 10teress:inti lettere dello stesso ingegnere del genio, genera le d' Arçoo , le cui carte sono conservate pres$o la biblioteca di Re$an<;on .

RIV1S'1'A DEI l'ERIUVIC L MILl'fARJ

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Gli istoriografi. militari lii.le armate. Armata cl·i Reno e lllosella. Campagna del ·1796. (Continuazione) . Nell'anicolq trattasi del passaggio del Reno, eseguito a Kehl nella nott~ del 5 al 6 giugno '1796. Interes;anti le lettere scritte sulla progetwta operazione e dopo il fe lice esito della medesima, da Moreau al Diretti?rio, e sovrawllo !'.ordine del generale del gen:o Boisgérard, nel qua le sono minutamente specificate lo disposizioni da attuarsi, per i passaggi del Reno a Kehl ed a Gambsheim e pei tre fa lsi attacchi che dovevano _condiuvarli: il ·1 ° in faccia di Ma issenheim , il 2° sul\' isola di fronte alle batterie di Beckler e del Ca-ira, e il 3° di faccia alla ridotta d' I~aac. Come è noto, i Francesi, pe1·- le ·ot.time disposizioni prese ri uscirono a sorprendere il nemico ed a pas::;nre il fiume a Keh l. Sono documenti i_uestimabili, che non posson11 a meo0 di attrarre l'atteuzioue degli studiosi delle èose militari. · La guer1·a del ·I 87 0-7,J. -

Il diar io storico del 5° corpo d'armata.

( Cont.inuazione) . Sono registrate le vicende del 5° corpo I d'a rmata durante le giornate del 23, 24-, 25 e '26 luglio. l i corpo d' armata da Bitc.he si trasferisce a Sarreguemines, e sono riportati i dispacci giornalieri scambiati _fra il suo comandante, generale Frossard.e i m,irescia lli B:izaine e l\fac-.l\fohon, e altri generali, nonchè la dislocazioue delle singole truppe e gli ordini generali diramati, fra cui uno del 24- giugno prescrivenie l'ordine di marcia di parecchie divisioni in vicinanza del nemico. ed altro del 2,6 col quale si ordinava una grande r icogni.zione pe l mattino' del 21 di parecchi sq uadroni sostenuti da batwgliuoi di fanteria. J ahrbiicher fiir die deutsche Armee und Marine.

N. 334, luglio ·I 899. - L'attività. wi Jtfoltke quale capo dello stato maggiore (con tinuazione), pel tenente colonnello BoR1ssow, capo di stato maggiore della fo rtezza di Iwangon,d . L'eminente scrittore rnsso prosegue il suo studio, e in questa parte prende a disami,na l'azione i:nilitare di Mol tke durante il pf\riodo dei trasporti in ferrovia si1io :al termine del_lo schieramento dell'intiero esercito. Della campagna del ,1866 sono considerati due periodi, ch'egli chiama del primo e secondo trasporto, rispettivainente'dal ,16 al 2'3 maggio e dal 23 maggio al 5 giugno. Per la campagna del ,1870-7·1 esamina la


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RIVJSTA DEI l'ERI.OOICJ ll!LITARI

RIV ISTA DKI PEIUOlHCl Mll.lTAkl

di,locazione delhi tre armate in ogni giornata di tra~porto e gli ordini impartiti da Moltke in ogni giorno. , Il ,1O ayosto - conchi nde il Borissow - al termine dello $Chieramento, l'ese rcito tedPsco trovnva~i nella direzione prevista da l\foltke nel pinoo di openlziooe. >> Se si pongo ne, a raffronto le di:-po,izioni sia bi lite. da Monke già in pace per lo schieramen to ·.1vvenuto è mestieri per$uadersi chn il fotto d'aver dovuto for scenrlere le truppe dalla ferrovia più indietro della zona previ:;ta, no11 µrotrasse il momento in cui dovev;i es,ere compiuto lo schieramento, poidiè la linea r.he, secondo i! pi:mo del 6 maggio ,i 870, inte11deva~i prendere nella 25a giornata di 1nobilit,1zione, fu re;1lmente raaO'i ..lllta il 1O aao• V 10

félici tP des rn\scè,; que vous avez ohtenus. Mai:; pas de repos; poursuivez l'ennerni l'épée dans la rnain, et cuupez lui tonles le:; commuoicatioos. >> « Ordini di questo genere - dice a buon diritto l'irntore - non si trovano nelle raccoite degli ordini-modello, non sono nemmeno scri tti in bel france,,e; epptfre quanto sono incisivi t »

Sguardo retrospettivo strate.qicn agli avvenimenti svoltisi sul teatro francese sud-orientale nel dicembre 1870-71. pel rolonnello a disposizione

Puntata di luglio ,1899. - Notiamo, inuanzi tutto, che quesrn Ufoista, una fra le principal i tedesche e che con ta una vita di brn quarant'anni, col 1° di lugl io è passata di proprierà dell'editore Scbrtider,. eh~ principalmente attende alle pubblicazioni militari . E!o(li si preligge non :;olo di • mantenere la Rùdsta in quell'alto posto cui è pervenuta, ma di arrecarvi pure perfezionamenti. L'abbonamento annuale, frattanto, da 36 mar~hi fu abbassato a ·:U, pagabili per :;emestrn.

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Neue militarische Blatter.

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Dopo Sé 1,111, soggiog:1te ormai tutte le forze rrgol,,ri francPsi, l'esercito tedesco si trorò di fro111e l'in1iero pae~e. ~orto io ::inni e disposto al la più energie.a resisteoza. Non tratt:ivnsi più di una guerra normale frn i due eserciti permanenti, ma sibbeoe di una ìoira popolare SMteou1a rlall'mtiern nazione. Premesse queste c1rco1,tanze di fatto che anestavano l'offeosi va ,trategica tede:;c:i, .lo scrittore sottopone quindi a particolareggiato es:.ime la camp~g11a dell'armata di Bourbaki sul teatro di ~uerra sud-orientale della Fri,ncia. Ne d,1remo le concl usion i a l:ivoro terminato.

La compilazione degli .ordini. Sguardo retrospettivo storico-1nilita1·e.

La com pilazione deç:li ordini è del la massima im port:1nza , poichè presa una decisione bisogna impartire alle truppe gli nrdiui per tra1l11l'la in atto, ma a qne,-t'nopo non vi ;;ono nè vi possono eg~ere rrgole P. leirgi n~sf'. L'autore riporta ou lnugo ordi ne di Federico II per l'avanzala di Pocorell sopra Mollwitz, un altro di Suwarow del ·16 giugno 1799, giorno precPdente ;illll battagl ia della Tr~bbia, e parecchi di Napoleone, com pil:iti dal su o capo di ;;tato maggiore Bertbier o dall'imperatore siesso. Egli osserva che anche io questo ramo della tecnit'a rnili'lJre $i è di molto progredito, tuttavia -ricouosce che quelli di Napoleone souo su ,periùri a Lntli. Il ·12ottobre ·1805 l' imperatorescrive a Soult: « Si l'ennemi n'est pas à Memmiogeo, descendez cornme l'éclair jusq'à notre bauteur. C'est vous qui ramasserez tout, je Je prévois, il ne doit pas vous en échapper un.) ' li giorno prima, l'H Ottobre, :iveva ordinato a Murnt: " .Te \'OUS 1

Esercito ed educazione popolare, pel barone C. von Lo stato mit'iUire del Chilì. ·

L'istruzione prelim-i,nare dei nostri ufficiali. Per il prossimo anno 1900 furono richiamate in vigore le.severe disposizioni che già regolavano gl i esami degli aspiran ti ufficiali e ciò ·per ottenere chP, l'istruzione degli ufficiali risponda alle od ierne necessità. L'articolista si dilunga di molto nell'.esame de' vari istituti e sr.uo le dalle quali provengono gli ufficiali; osserva che le swole di guerra sono un moéiello del genere, e coni;hiu•ie colle seguenti proposte : ,1° che gl i aspiranti ufficia li abbiano compiuto con successo 1 corsi del ginnasio, o d'altro istituto reale :i quello pareggiato, o delle scuole dei cadetti ; · 2° che il servizio di uo anno da farsi presso un corpo, eccezionalmente e in seguito ad attest:1ti particolarmente buoni, ,ia ridotto a 9 mesi; 3° che il corso delle scuole di guerra sia ridotto ~d undi ci mesi . Il nostro esercito, soggiunge lo scrittore, di fronte 31Je condizioni interne che diventauo sempre più difficili , ha bisogno che i suoi ufficiali sieno uomini di valore. E ciò si. può ottenere soltanto ~lev11udo le esigenze rispetto al corpo degli uflìciali . Indispensabile pertanto che il giovane possieda già una soda coltura, eh~ compia presso la truppa un più. lungo servizio pratico, e, se possibile, che i corsi delle scuole di guerra abbiano. una . maggiore dorata.


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Delle corazzatn1·e nella giterra di te-,Ta, coo 1•I disegni, per W. STA· • VEN HAGEN.

L'esercito russo e la qitestione de l d'isa1 ·mo, per A.

voN DnYGALs Kr.

IMPIEGO DEl PONTIERI IN GUERRA (I)

fo questa prima pan e del suo lavoro, il Drygalskì getta un rapido sguardo sull'ordi~amento dell'esercito rnsso e sulle condizioni interne del medes imo. Nul la, per altro, egli sa dire che non sia già conosciuto. Considerazioni sulle qitestioni mil-ita1··i inglesi , per A.

Hol\N UNG

CIIAR LTON..

CENNI STORICI.

L'autore esam ina in questo articolo il reclutamen to e l'esercito dei volonta ri, e dimostra che anche al!' I.nghilterra s' impone la necessit-à e l'urgenza di provvedere ad un migliore ordinamen to delle sue forze militari ter_restri. Interessanti i particolari forniti intorno a! rechùamento degli anni ·1897 e 1898, e sop ra i vo lon tari, la maggior parte dei quali sono soldati che liann? fotto -1'2. ore di servizio.

L'arte dei pontieri è antica guanto la guerra. Nell~ stori~ dei popoli orientali antichi n~i- t roviamo c~nno .di, ponti provvisori costr uiti dagli eserc1t1 per passare i corsi d acqua che ostacolavano le loro mosse. Si utilizzavano all'uopo leggeri battelli di legno· trasportati, come gli alt~·i bagagli, al seo-uito delle t ruppe ben 01·ganizzate, a dorso dr quadrupede, e la restante parte del materiale s~ traeva facilmen~e dalle numerose foreste che allora esistevano. Tali battelli servi-; vano pure per passare le truppe da una sponda all'altra dei fiumi o dei torrenti. . I primi corpi di sostegno, . dei. quali ci fu tr~mandata certa notizia, son o quelli impiegati da Alessa:µdro i~ Grand~ (rv secolo av. O.) pèr passare l'Indo. Erano ~uest~ battelli scomponibili in due o più pezzi, ciascuno dei quah era trasportato da una bestia da soma.

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Le forze di mare degli Stat1; marittini-i nell'anno 1899 .

Mentre per le forze di ~erra si hanno un it.à uguali pre:;so Lutti gli eserciti, battaglioni, batterie ecc., per quel le di mare la cosa è affatto di tferente . L'uomo è null a senzà la uàve, e queste per costruzione, grandezza e allestimen to differiscono da una poteuza all'altra a ta l punto che non è possibile stabil ire alcun paragone. Un incrociatore va dalle 1000 alle 12,000 tonnel1 ,1te, è corazzato·, o non ha. alcuna corazzatura, è provvi,to di cannoni a tiro .rapido, oppure è armato di vecchi canno ni. É quindi evidente la diffico ltà di classificare queste unità. Segrie uno specchio nel quale, per ogni Stato ma rittimo sono notate le navi in costruzione. L'irntore espone quindi aicune considerazioni sui principa li Stati marittimi. Dell'Italia egli scrive : oc l'Italia rimane fedele alle navi corazzate più graudi. Nella Lepanto, col suo dislocamento di quasi ·16,000 tonnellate, essa possiede già la nave più grande del mondo: le tre nnvi in costruzione sono invero più piccole, ma pure sempre di "2,700 tonnellate.

(i) Il presente studio fa seguito aJseguen tialt t'! gi~ stati pnbu,licati: i.• f/a,·,na dei genio e le s1ie svariate speciahlii (dicembre !S96J. 'l• I mpiego degli ;z;a.pptitori del genio nelli1 g11erra di campagna (settembre 1897/ ;. Id . · id. i d. icl. ili fortezza (n ovembr e :1.89$). ~-· frn1)iego dei minatoi·i in gne1·ra (marzo 1899) .

(2) Vegga$i: , . TI · s Pari' a) L. TucVAL. - Pa$Stiges des cottrs d'ea·u dans /es operat.tons mi t awe · >, Dmnaine ( Baucloin) :1.ssi; . . . . · 1 . ò) G. B. ANDI\KO!.I. _ Cerini _storici sntt'orJ_ttm:zzaz1011P- dei pontieri e su1 010 materiale. - Rivista cli al'tiglier1a e giniio, :188a, . . . . . . e) P. SrACC,1MHA. / poi!lier i negli esei ·citi d'EM·opa. - Rtvist.a di artiglieria

Per la Direzùme LODOVICO

ÙISOTTI

TeMnte colonFMllo n. A., ,·nean·cato

DEMARC HI CARLO,

<2>

Ì! genio, d) E\.J.892; VAN

gere.me . .

WET1"ER . -

Bcrger-Levrnult, 189!,. !03 -

I

•

ANNO XLIV.

pn.esage°des coun d'ea u et ponts milita-ires. - Paris, ~,


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lllPIEGO DEI PONTIERI 1N GUERR A

Alessandro il c+rande fu poi il. primo, a quanto sembra, che ha fatto uso di galleggianti ancor più legge1·i dei batt elli di legno, costituiti oioè di pelli d'animali ripiene di paglia, di foglie secche, o di. altra materia leggera, od anche sem~licemente d'aria. Altrettanto fece, circa un secolo dopo, Anmbale per passare il Rodano, mentre discendeva in Italia. Giulio Cesare (verso la metà del I secolo av. C.) impiega, nelle n umerose guerre da lui c0mba ttute nelle Gallie, equipaggi da ponte completamente organizzati, dei quali ci ha t~ama~dato. notizia ne' suoi Commenla1·i. I corpi di sostegno d1 tah equipaggi erano formati di grossi t ronchi d'albero scavati col fuoco, oppure di uno scheletro di vimini ricoperto con pelli di animali. IL peso e la r esistenza clei materiali adoperati pel tavolato erano in relazione col peso e colla resistenza dei corpi di sostegno. Nei predetti Commenta1·i, il gr ande capitano romano ci fa ancora sapere che, dopo aver fatto passare alle sue legioni il R eno ed il Danubio sovra ponti provvisori, egli ritirava questi ponti per SElrvirsene a ltrove e li sostituiva Con altri di palafitte per ottenere una comunicazione più sicur a e di maggior durata. · Il_servizio dei ponti così ben organizzato durant e le guerJ:,.e galliche fu una delle principali cause degli strepitosi successi riportati dai Romani nelle guerre stesse. _Sino ~11~ caduta dell' imper o romano (v secolo dell'E. V.) gh eserc1t1 fecer o bensì ancora uso di equipaggi da ponte del tipo di quelli sopra indicati, i quali soddisfacevano completamente a.i loro bisogni, perchè ,erano abbastanza leggeri ed erano dotati della robustezza necessaria per resistere alle pressioni che dovevano sopportare, ma tali equipaggi andarono man mano scomparendo, e si ricorse sempre più su larga scala ai ponti for mati con materiali di circostanza. Nel medio evo, cogli eserciti regolari scomparvero pure completamente gli equipaggi da ponte, i quali non tornano a riapparire che nel secolo xvr, allorquando cioè, ritornando in fiore lo studio dell'ar te della guElrra, cominciarono a r i-0ostituirsi gli eserciti ben organizzati.

lMPlt:00 UEI PO/\TJERI lN GUERRA

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Siccome pexò, al tempo stesso, l' invenzione ed i suoce:sivi perfezionamenti delle artiglierie avevano reso possibile l'impiego di guest~ ultime in g uerra, così gli equipaggi da ponte dovettero farsi J?iù resistenti di quelli degli antichi. Anzi, alcuni di questi~uovi equipaggi, impiegati vantaggiosamente durante le guerre de' P aesi Bassi, verso la fine del secolo xvr, erano stati costruiti così pesanti, affinohè avessero la voluta resistenza, ohe n on erano neppure traspor tabili per via di terra. I primi equipaggi da ponte dell'epoca moderna trasportabili al seguito degli tlSerciti campali li troviamo adoperati nella guerra dei trent'anni (prima metà del secolo xvrr). I corpi di sostegno erano robusti battelli di quercia del peso di circa 2000 chilogrammi, provvisti di piccoli cavalletti da barca poggianti sul loro fondo e destinati a dar e diretto sostegno alle travicelle del tavolato. Le tavole, di quercia, erano unite fra loro e colle travioelle sottostanti mediante travetti ad esse inchiodati. La carreggiata del ponte era larga circa 4 metri. Ogni cor po di sostegno veniva. caricato da solo sopra una vettura, la quale ciò malgrado pesava da 3400 a 3500 chilogrammi e perciò richiedeva pel traino da 8 a 12 cavalli. Con vetture così pesanti, naturalmente, la mobilità degli equipaggi da ponte lasciava molto a desiderare; ma, come è noto, anche le artiglierie e il carreggio in genere era a quei tempi molto pesante e quindi poco mobile, e alla lente,zza delle operazioni guerresche non si dava alcuna importanza.. Infatti con tali equipaggi, durante la guerra sopra menzionata, si gettarono ponti sul Weser, sul Meno, sull'Elba, sulla Vistola, sul Reno e sul Danubio senza ritardare le mosse delle truppe. Se non che, gli equipaggi da ponte non seguirono poi i perfezionamenti apportati all'artiglieria campale, la cui mobilità andava sempre più crescendo, nè in genere i progressi delle truppe le· quali divenivano ognor più manovriere. Si verificò per conseguenza il fatto che in alcune operazioni guerresche della seconda metà del secolo xvu gli equipag gi


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JMPIE,GO DEl PON1'lERl lN GUERRA

da ponte o arrivarono .troppo tardi sul posto ove dovevano essere impiegati, o quantomeno ritardarono le operazioni stesse. E si fu allora che si riconobbe la necessità di mettere la mobilità degli· equipaggi stessi in relazione con qt{ella del carreggio dell'artiglieria e coll'ordinamento degli altri elementi degli eserciti. Si giunge così ad un n uovo periodo, iniziato dagli Olandesi verso il 1672, che è quello deg,li equipaggi da ponte leggeri, i cui corpi di sostegno consistevano in barche di lamiera di · ferro, dette pontoni. · Nel secolo seguente i Francesi, s~ll' esempio degli Olandesi, adottano pure pontoni metallici, però di rame anzi che di ferro . · Ogni pontone pesava circa 350 chilogrammi e la sua resistenza giungèva sino ai 4000. chilogrammi . Le travicelle avevano una lunghezza di 5 metri, le tavole erano ancora riunite due a due. La carreggiata del ponte era di 3.161 metri. I materiali di ogni impalcata venivano caricati sopra una . sola vettura, la quale pesava complessivamente (col carico) 1800 chilogrammi ed era trainata da 6 cavalli. Stante la loro grande leggerezza, la quale li rendeva adatti al servizio d1 avanguardia, questi equipaggi, con pie• cole modificazioni, vennero adottati da quasi tutti gli Stati europei, e cioè, oltre che dall'Olanda e dalla Francia, dai seguenti altri: Spagna, Portogallo, Prnssia, Sassonia, Inghilterra, Russia ed Austria. ·,,. Ma l'esperienza delle numerose gu~rre combattute in Europa nel secolo xvm, dimostrò che, se i parchi leggeri predetti erano vantaggiosamente impiegati sui corsi d'acqua meno importanti e pel passaggio di colonne seguite da carreggio non troppo pesante, coi medesimi non era più possibile gettare ponti sopra larghi e rapidi fiumi, come il Po, il Reno, il Danubio, e per colonne pesanti. Ciò che con essi erasi acquistato in leggerezza, e quindi in mobilità, si era perduto in resistenza.

Ufl'U:GO DEI PON1'1Eltl IN GUERRA

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Colla sostituzione del metallo al legno nella costruzione dei corpi di sostegno si constatarono altri inconvenienti, e cioè: 1° che i pontoni metallici sono soggetti, durante i tra· sporti, e sopratutto nei carichi e negli scarichi, a guasti difficilmente riparabili; 2° che la stessa difficoltà di riparazione s'incontra quando i pontoni stessi sono for:ati dal tiro nemico o da altra causa durante il loro impiego; 3° che se essi sono di lamiera di ferro, questa va soggetta alla ruggine. · In alcuni casi, al :fine di aumentare la resistenza degli equipaggi che consideriamo, si cercò di avvicinare a brevissimi intervalli i corpi di sostegno, ma su correnti rapide la costruzione del ponte riusciva allora difficile, e talvolta impossibile. , Fu in conseguenza degl'inconvenienti sopra accennati che, verso la fine del secolo scorso, furono rimessi in onore gli equipaggi da ponte pesanti, abbandonando l'impiego di quelli leggeri, oppure conservando questi ultimi soltanto pel servizio delle avanguardie; inoltre, molte potenze d' Europa riadottarono le b~rche di legno come corpi di sostegno . Di fatto, vediamo la Francia . costrnire verso il 1770 un equipaggio tipo Gribeauval, con barche di quercia pesanti 1800 chilogrammi, aventi una resistenza di 16,800 chilogrammi, e colle travicelle lunghe 9.48 metri; le barche si collocavano a 7 metri circa da asse ad asse e la carreggiata del ponte era di 4.74 metri. Per ogni impalcata occorrevano due vetture (una per il barcone, l'altra pel restante materiale) trainate da 4 o 5 pariglie ognuna, essendo il peso di ciascuna vettura, col caricamento, di 2700 chilogrammi. Altri equipaggi Gribeauval vennero costrutti durante le guerre napoleoniche, nelle quali però il loro impiego fu piuttosto limitato per la difficoltà di traino dovuta al loro peso piuttosto considerevole. Quello che servì a getta:re ponti sul Danubio durante la campagna del 1805, per èsempio, era così pesante che si rinunciò di ricondurlo in Francia, e fu venduto a Vienna.


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I MP!l.i:GO 01::l PONTl8R! IN GUERRA

Napoleone I , a differenza di quanto operò in tutti o-Ji ~Itri .rami dell'arte della, g uerra, non fece fare alcun pa:o nnportante al materiale da ponte. A lui però si deve la, regolare costituzioµfl in Francia di un corpo specia le dette dei pontonieri (o pontieri), facente parte dell' artio-lieria e destinato al servizio dei ponti con materiale r egola~enta.re, mentre fino allora tale servizio era stato affidato alle maestranze degli eserciti, cioè agli operai legnaioli, fabbri, muratori a l seguito degli eserciti. Tale costituzione fn tosto ~mitat~ ~agli altri eserciti dì Europa (1), presso i quali poi i pontieri, se non ne fecero parte subito, passarono successivamente a1l'arma del genio (2) . « Un primo risveglio dell'arte del pontiere - scrive il << capitan? Andreoli - si ebbe nel tentativo fatto, snl prin<< cipi o d1 questo secolo, per alleggerire gli equipaggi da ~ pont~ co~ s~s~itu_ire ai ~01yi di sostegno galleggianti ,< quelli fissi, c10e ai pontom 1 cavalletti. Questi ebbero ori<< gina.riamente la forma qei cavalletti da muratore cioè a ,< quattro gambe. fis~e e furono cos trutti in modo da potersi · (< smontare e qumdi trasportare facilmente. Però il ·colloca1< men.to di questi .cavalletti richiedeva sempre molto tempo, << dessi adattavanst male alle irregolarita del fond o ed of'« frivauo molta presa alla corrente. « Birago, valente ufficiale del genio al servizio dell' Au•< stria, essendosi ptoposta la r icerca di un tipo di cavalletti « esenti dai sopraccennati difetti, pensò per prima cosa (nel « 1823}, di distaccare le gambe dalla banchina, di farle a ,< d ue a due incrociare e di sospendere la banchina sullo « incrocicchio delle gambe per mezzo di funi attaccate alla ,x loro parte superiore. » In seguito, dopo molt.i e:-:;perimenti, il Birago introdu;,;se parecchie modificazioni in tali cavalletti, e ne risultò il tipo t,ntto~a in us.0, cioè a dne gambe mobili che passano in mort1se praticate a ciascuna estremità della banchina la quale è sostenuta. da catene attaccate alle gambe stess;. , (l) conviene per,J notare che in Austria i pontie,-l erano St-'lt i crcat.i nn dal u: 3 12) Sollqnto nel llelg,o i /JMliet·i ranno anc.,ra oggid, parre <lclrartiglieria.

lMPlBGO DEI PONTIERI IN GUERRA

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Oltre al cavalletto come corpo di sostegno principale, il Birago studiò e fece pure adotta.r e un tipo speciale di barca, divisa cioè in due pezzi (l' uno prismat ico e l'altro a prora, del peso di 300 ·chilogrammi ciascuno) destinata a servire per collocamento dei cavalletti, non che quale corpo di sostegno secondario -e quale mezzo di navigazione. Alla sua barca l'inventore attribuiva parecchi vantaggi, tra cui principali quelli che la barca ha la uecessaria robnstezza senza che i singoli pezzi siano troppo pesanti, e· i::b e il trasporto cli ciascun pezzo riesce più comodo non richiedendo carri molto lunghi. L'equipaggio Birago, dopo µ1olti ben riusciti esperimenti , venne dall'Austria definitivamente adottato nel 1841, e, salvo alcune variant i, tra le quali va menziona ta. quella relativa alla sostituzione delle barohe metalliche (anno 1859) a quelle di legno, è tuttora in vigore. Il materia le da ponte Birago, pure con leggiere modificazioni, venne in seguito adottato da parecchie potenzediEuropa. . Quasi contemporaneamente agli studi e agli esperimenti fatti in Austria dal Birago, un giovane ufficiale dell' artig lieria piemontese, il tenente Cavalli, lavorava indefessa.mente a migliorare lo scarso materiale Griheauval che allora possedeva il Piemonte ; e anzi, più che a migliorare l'oradetto materiale, il Cavalli mirava alla creazione di un materiale da ponte n uovo meglio corrispondente ai bisogni della guerra. E vi riuscì. · Osservando che, nella costruzione dei ponti. le barche pos:::ono essere impiegate quasi dappertutto, mentre non sempr e si può far uso di un cavalletto là dove si impiega facilmente una barca, e che inoltre le barche servono a formare porti e treni atti a navigare e trasportare uomini e materia.li a ttraverso o luugQ i corsi d'acqua, il giovane artigliere ritenne la barca. quale corpo di sostegno principale, attribuendo al cavalletto un compito affatto secondario. Dopo averlo sottoposto al parere di commissioni competenti, l'equipaggio da ponte Cavalli fn adottato presso l'esercito piemontese nel 1832.


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IMPJEGO DEI PONTIERI 1N GUERRA

Questo materiale, con alcune modificazioni apportatevi nel 1860, è quello tuttora in uso presso l'esercito italiano · sotto la denominazione di materiale cla v.onte rnod. i860. Fra le innovazioni introdotte dal Cavalli nel suo mate· riale, merita menzione quella delle traverse da barca, disposte in traverso sui ' bordi della barca e munite ciflscuna verso il mezzo di due piuoli di ferro, ai quali vengono, mediante fori, adattate le estremità delle due travìcelle consecutive, testa contro testa. Questa innovazione così semplice portò con sè importanti vantaggi, e cioè: acceleramento nella costruzione del ponte; indipendenza fra di loro delle varie pa,r ti: del ponte; possibilità di alleggerire di molto la barca (il cui peso fo ridotto a 540 chilogrammi) rispetto a quella Gribeauval, senza diminuirne di troppo la resistenza o portata (che è di 9400 chilogrammi). Un'altra semplificazione fu quella risultante dall'adozione del travetto a piuoli per le coscie del ponte, lo stabilirà le quali richiedeva prima un'operazione molto complicata. II cavai.letto, facente parte come corpo di sostegno secondario dell'equipaggio da ponte Cavalli, è del tipo Birago. . Presso l'esercito piemontese poi, fin dal 1849, su proposta dello stesso Cavalli, si incominciò ad esperimentare il materia)e da ponte Bìrago. Le esperienze durarono parecchi anni, e, quantunque dalle medesime fosse risultato l' inferiorità di detto materiale rispetto a qi..lello Cavalli, tuttavia possedendo il Piemonte parecchie sezioni di tale materiale, venne deciso di assegnarle alle compagnie zappatori del genio pel gettamento di ponti su piccoli corsi d'aÒqQa, per i quali esse più specialmente si prestano. Dapprincipio tale distribuzione fo fatta in via provvisoria, ma dal 1888, arl;nO in cui il materiale Birago presso di noi si modificò in modo da renderlo quasi identico a quello modello 1860 (la differenza principale sta nella barca, sempre eostituita di due pezzi), la distribuzione venne fatta in modo definì ti vo . Recentemente poi (1896 -97) alla barca Birago delle sezioni da ponte delle nostre compagnie zappatori fu apportata una

IMPIEGO DEI PONT!EIU lN GUERRA

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nuova variante consistente nella soppressione del pezzo prismatico, e quindi ora i . pezzi sono tutti con prora. Abbiamo così accennato ai progressi fatti dall'arte dei pontieri per .opera specialmente del Birago e del Cavalli, rispettivamente presso l'esercito austriaco e presso quello piemontese ptima e italiano più tardi. Ora aggiungeremo che g,li altri eserciti d'Europa, o facendo per loro conto studi ed esperimenti sul proprio materiale da ponte, o traendo partito dei risultati ottenuti in proposito in Austria e in Italia, finirono per adottare o equipaggi da ponte poco diversi da quelli Cavalli e adatti cioè anche al passaggio di larghi e rapidi fiumi, oppure il materiale Birago, introducendo in questo tutt'al più qualche lbggera. modificazione. Gli eserciti che costituirono i loro equipaggi con, questo materiale, tra cui menzioneremo il russo, lo spagnuolo, lo svizzero ed il danese, non ebbero bisogno di ricorrere ad altro materiale speciale pel servizio d'avanguardia, prestandosi esso per la sua leggerezza a tale servizio; degli altri eserciti, invece, alcuni, assi~me agli equipaggi da ponte più resistenti, ma un po'pesanti, adottarono un _materiale meno resistente, però più leggero e quindi adatto al servizio or ora accennato. Noi troviamo pertanto presso i principali eserciti di Europa il materiale da ponte distribuito fra le grandi unità di guerra, in modo che piccoli equipaggi o sezioni da ponte, in · massima formati con materiale leggero, facciano parte . delle singole divisioni, mentre equipaggi da ponte più grandi, e per lo più costituiti con materiale più pesante siano assegnati ai corpi d'armata oppure alle armate. Quanto al personale del genio destinato· al servizio dei ponti, furono in passato, e lo sono tuttora, seguiti l'uno o l'altro dei si~temi seguenti: 1° Esso è fornito da una apposita specialità del genio (i pontier·i) ta.nto per i grandi equipaggi da pontE< quanto per le sezioni da ponte divisionali o d'avanguardia (ad esempio in Spagna);


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DIPIEGO DEI PON'l ' lER l rN GUE RRA

2° I pontieri servono i grandi equipaggi di corpo d'armata o d'armata, mentre il servizio delle sezioni da ponte divisionali è affidata agli zappat ori o pionieri di campagna (ad esempio in It.alia) ; 3° Tutto il servizio dei ponti è affidato agli zappat ori o pionieri di campagna (ad esempio in G ermania da molto tempo, in Austria ed in Francia ,fa pochi anni) . A proposito di questo 3° sistema è bene osser vare che esso può essere ap plicato in modo che in ogni battaglione di pionieri una compag nia sia particolarmente incaricata del ser vizio dei grandi equipaggi, mentre le altre pro~vedono a quello dei piccoli equipaggi o sezioni da ponte d 1avanguardia, oppnre che tutte indist.int'lmente )e compftgnie di ogni battaglione pionieri facciano un sarvizio identico circa il materiale da ponte. Nel primo caso si ricade in sostanz_a, nel 1° sistema, poicbè, se non si hanno reggimenti o battaglioni (brigate) pontieri, si hanno però vere compagnie di queste specialità; nel secondo caso, invece, la specialità pontieri scompare per cedere il posto ad un'unica specialità delle truppe del genio c_he, in guerra,. assieme al servizio di zappa, delle mine di campagna e talvolta anche del servizio teleg rafico, disimpegna pure quello dei ponti regolamentari. ,Aggiungere mo che la Germania, la quale, durante la campagna del 1870-71 aveva in ogni battaglione pionieri una, compagnia pontieri, dopo la campagna, in seguito ad inconvenienti verificatisi, soppresse tale compagnia, o meglio fece scomparire ogni differenza fra essa e le altre compagnie del battaglione. E il nuovo sistema ger1panico dovrebbe essere il migliore, se si rifi~tte che in questi ultimi anni esso venne imitato dall'Austria e dalla Francia, le quali sciolsero a tale uopo i · loro vèc:hi reggimenti pontieri. Qualunque sia il sistema applicato, quando si tratta. di impiegare un equipaggio od una sezione da ponte in una determinata operazione di guerra, si può ritenere che il personale incaricato di questo servizio, mentre disimpegna il servizio stesso, sia costituito da pontieri, anche se le unità d i cui esso fa parte non appartengono a questa specialità,

IMPIEGO DE l POiSTIERl I N GU E R RA

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ed è perc10 che · nel trattare dell' Impiego clei pontiei·i in guer·r a, n oi ci 'rij'eriremo a t utto il servizio che riguarda il materiale da ponte regolamen tare presso gli eserciti mobilita ti. Prima però di passare a tra~tare d i t ale impiego crediam_o opportuno di entrare in alcuni particolari relati vi all'ord1namento odierno del servizio dei ponti con materiale regolamentare presso g li esercit i di alcuni dei principali S.tati europei, e precisamente della Ger mania, dell' Austria, della Francia e dell' Italia. Ciò servirà a. far meglio comprendere il seguito del presente studio.

Ordinamento dei pontieri presso alcuni eserciti d'Europa. Gei-mania. - In ogni corpo d'ar mata si hanno tre equipaggi da ponte, di cui due divisionali (uno per ciascuna divisione) e i1 terzo di corpo d'arh1a,ta. Ogni equipaggio di visionale consta di 14 car ri, ciascuno trainato da 6 cav!1lli, e per mette la costruzione di un ponte lungo metri 36,50 al massimo. L'equipaggio dì eorpo d'armata si compone di 33 carri con 223 cavalli, e con esso si può gettare un ponte normale di 132 metri. Totale della lunghezza di ponte di cui può disporre il corpo d'armata.: metri 195. 'L'equipaggio d ivisionale dipende dalla compagnia o da una delle compagnie pionieri addette alla divisione, la quale, nelle marce, distacca pel servizio dell'equipaggio stesso un drappello di pionieri. A quello di corpo d'armata, invece, è assegnato permanentemente un distaccamento di pionieri composto di 2 uffi~iali e 63 uomini di truppa; esso dipende dal comanda,:tite del corpo d'armata. Neg li equipaggi da ponte tedeschi la barca, che è il cor po .d i sostegno principale, è di lamiera d i ferro zincato, pesa chilogrammi 450 ed ha una portata di chilogrammi 5000. Il cavalletto è del sistema Birago ed è un corpo di sostegno


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IMPIEGO DEI PUNTIERI IN GUERRA

H!PIEGO Di,;l PONTl E Hl IN GUERRA

affatto secondario. Le travicelle, di abete, sono di due lung hezze diverse, cioè, di metri 6. 60 (ordinarie) e di m~tri 5. 50 (a denti). Le tavole, pure di abete, sono lunghe metri 3. 75 e grosse metri O. 035. Nel ponte di barche semplici, che è quello generalmente usato, la lunghezza dell'impalcata è di metri 4. 50 per il passaggio della fanteria per 4, della cavalleria per 2, dell'artiglieria da campagna e del carreggio ordinario per vettura (1); riducendo l'intervallo a metri 3. 30, sul ponte possono passare i cani del parco d'assedio del ·peso massimo di chilogrammi 4700, e, riducendolo a metri 2. 40, il passaggio può permettersi anche a carri pesanti fino a 10,000 chilogrammi. Se si vuol limitare l'uso del ponte a fanteria per 2, l' intervallo stesso può portarsi a 6 metri. La carreggiata del ponte è, in ogni caso, di metri 2. 93. Il ponte vien munito di pa· rapetto.

La barca è di lamiera di acciaio, formata di d ne pezzi, di cui quello a prora pesa chilogrammi 414 e quello prismatico chilogrammi 397; la sua "portata è di circa chilogrammi 9700. Il cavalletto, che per gli Austriaci è un corpo di sostegno d'importanza pari, se non superiore, a quella dl;llla barca, ha la ·banchina di abete e quattro specie di gambe, la cui lunghezza è rispettivamente di metri 2. 53, metri 3. 79, metri 5. 06 e metri 6. 32. Le travicelle sono pure di abete e tutte a denti: sono di due lunghezze, cioè, di metri 7. 08 e di metri l. 95. Le tavole, di abete, sono lunghe metri 3. 26 e grosse metri O. 04 Il ponte no'l"'tnale che si costruisce col materiale austriaco è quello di barche semplici formate ognuna dei due pezzi di cui è composta; esso può dar passaggio alla fanteria per 4, alla cavalleria . per 2, all'artiglieria da campagna e al car· raggio ordinario per vettura. Per dar passaggio a carri di peso considerevole- si costruisce il così detto ponte pesante, nel quale ogni barca viene allora ,formata di tre pezzi, di cui uno prismatico e due di prora, o viceversa, oppure si ricorre al ponte per portiere se la corrente è poco rapida. Col loro materiale gli Austriaci possono ancora costruire ponti speciali (con cavalletti posti ~ntro barche, oppure a 2 ed a 3 vie, ecc.). La lùnghezza delle impalcate è di metri 6. 60 e la carreggiata metri 3. 05.

Auslria-Unghe1·ia. - . Possiede in tutto 60 equipaggi da ponte mod. Birago, di cui 15 leggerÌ;, e 45 normali, con ciascuno dei quali si può costruire un ponte lungo 53 metri. · Gli equipaggi leggeri sono assegnati in numero di uno per ogni corpo d'armata e suddivisi, d'ordinario, in du.e equipaggi da ponte divisionali; quelli normali, invece. sono ripartiti fra i corpi d'armata e fra le armate, secondo i bisogni (in media 3 per corpo d'armata). Ogni corpo d'armata dispone quindi di metri 212 di ponte d'equipaggio. Ogni equipaggio leggiero consta di 20 carri, trainati da 4 cavalli (meno il carro per cavallè~ti che ne richiede 6); ognuno di quelli normali ha 14 carri, tutti a ·6 cavalli. In, massima, l'equipaggio leggiero si assegna metà per ogni divisione, la quale peroiò può disporre di 26 metri di ponte. Sì gli uni che gli ~ltri equipaggi sono serviti dalle compagnie pionieri, però un distaccamento di 16 pionieri (fra graduati e soldati) accompagna ogni equipaggio. (i) In tend iamo per carreggio ordinario quello costituito ,fa carri a due ruote flel peso non SuJ)eriore 3i chilogrammi 1500 e ria carri a quattro rnote riel peso Uno 2500 chilo·

gi·am ru i.

Francia. - A ciascun corpo d'armata è assegnato un equi· paggio da ponte servito da una delle compagnie del battaglione di zappatori-minatori addetto al corpo d'armata stesso, ed ogni armata può disporre di un particolare equipaggio da ponte, che risulta dalla riunione di due equipaggi di corpo d'armata e che, si ritiene, sarà servito, all'occorrenza, da una compagnia zappatori-minatori dell'uno e dell'altro dei corpi d'armata dipendenti. Ogni compagnia zappatori-minatori ha poi un piccolo equipaggio da ponte (d'avanguardia) formato di materiale misto - di legno e ferro - con cavalletti per corpi di sostegno, e


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llllPl!WO DEI PONTIERI IN GUEHRA

lMPJEGO JJEI PON'rIERI lN GUE<tll.A

col quale materiale può gettare un ponte lungo 15 metri capace di diir passaggio a tutte le armi. L'equipaggio da ponte di corpo d'armata comprende 38 carri con 282 cavalli, e quello d'armata 76 carri con 564 quadrupedi: col _primo si può gettare un ponte lungo metri 100 di sole barche, e metri 123 dì barche e cavalletti, e col secondo la lunghezza del ponte risulta circa il doppio di quella indicata per ognuno dei due casi. ' Supposto che ogni armata sia form~ta su 4 corpi d'armata e che il suo equipaggio da ponte venga ripartito in parti uguali fra i corpi d'armata di cui è costituita, ogni corpo d'armatà potrebbe disporre dì metri 150 di ponte di sole bar· che e di metri 185 di barche e cavalletti, non contando il ma.teriale da ponte d'avanguardia. La barca, che negli equipaggi francesi come in quelli tedeschi, costituisce il corpo principale. di sostegno, è di abete, pesa, asciutta, chilogrammi 600 E)d ha, una portata di chilo· grammi 9000 circa. Il cavalletto, corpo di sostegno secondario è del sistema Birago colle garhbe lunghe metri 3. 00 (vi sono poi gambe di ricambio di metri 2. 00 e di m . 3. 90). Le travicelle sono di tre lunghezze d ifferenti e cioè: metri 6. 00, metri 6,30 e metri 8. 00. Le tavole sono lunghe metri 3. 9.0 e _grosse metri O. 04. · Cogli equipaggi di che si tratta si possono costruire 2 specie di ponti: di barche semplici e di portiere. Il ponte di barche semplici, che è quello ordinariamente impiegato, ha le impalcate lunghe ~etri 6. 00 e permette il passaggio alla fanteria per 4, alla cavalleria per 2, alFartiglieria da campagna e al carreggio ordinario per vettura. 'L~ carreggiata è di metri 2. 96. Per dar passaggio ai parchi d'assedio e ad altri yeicoli più. pesanti del carreggio ordinario, si aumenta la resistenza del ponte accrescendo il numero delle travicelle di ogni imJ?alcata e diminuendo l'interasse fra i corpi di sostegno.

modello Birago modificato, colla quale si può costruire un ponte lungo metri 41. 40 al massimo. Ai corpi d: armata· non è assegnato alcun materiale da

Italia. - Ogni compagnia zappatori addetta ad una divisione di fanteria è provvista di una sezione da ponte

pont ~. Ciascuna armata conta fra i suoi servizi una brigata pon tieri, costituita da 2 o da 3 compagnie; ad ogni compagnia è assegnato un equipaggio da ponte col quale si può gettare un ponte di metri 216 di lunghezza. Supposta un'armata costituita di 3 corpi d'armata su 2 divisioni ciascuna e la brigata pontieri addettavi formata su 3 compagnie, ad ogni corpo d'armata corrisponderebbe una lunghezza di ponte di 298 metri, ossia alquanto superiore a quella cli cui può disporre il corpo d'armata presso le altr e potenze sopra considerate. La sezione da ponte per compagnia zappatori, che può essere all'occorrenza suddivisa in due mezze sezioni, consta d i: 4 ::iarri per barche ; 2 carri per cavalletti; 1 carro da trasporto. ,

I

7 carri in totale.

Questi carri portano compless1:;_,amente: 4 pezzi di barca (t.u tti a prora), 4 banchine per cavalletti, 8 gambe corte (di metri 2. 50), 8 gambe mezzane (di metri 4) e 16 gambe lunghe (di. mètri 5 e di metri 6), 8 false gambe, 8 catene di sospen · sione, 8 piedi, 32 travicelle, 144 tavole, 4 travetti da ponte con piuoli e 4 senza piuoli {per le coscie), 12 traverse da barca, 4 àncore, 12 remi. La barca è costituita dall'unione di due pezzi, di barca, ì quali sono di legno di larice, ciascuno del peso di 380 chilogrammi e· della portata di chilogrammi 4300, e quindi la portata complessiva della barca risulta di chilogrammi 8600. Il cavalletto è del tipo Birago, ma la banchina porta sulla faccia .superiore 6 coppie di piuoli di ferro. Le travicelle soqo di abete, lunghe metri 7 e di O. 117 X O. 160 cli sezione.


1G30

IMPIEGO t>EJ PONTI ERI IN GUERRA

Le tavole, pu1·e di abete, sono lunghe metri 3. 27, hirghe metri O. 29 e grosse metri O. 04. Per costruire colla sezione il ponte della lunghezza mas· sima di metri 41. 40 sopra indicata (6 impalcate) si fa uso o di 4 cavalletti e l .barca, oppure di 3 cavalletti e 2 barche. Impiegando i soli cavalletti, la lunghezza del ponte si riduce a metri 34 circa (5 impalcate), e usando le barche soltanto a metri 20 circa (3 impalcate). Le varie specie di ponti oradette permettono il passaggio alla fanteria per 4, alla cavalleria per 2, all'artiglieria da campagna e al carreggio ordinario per vettura. Pel traino della sezione da ponte occorrono 34 quadrupedi (di cui 2 da sella e 4 di riserva) con 25 uomini di truppa clel treno. L'equipaggio da ponte assegna.to ad ognuna delle compagnie pontieri addette alle armate, è come già fu altrove accennato, del mod. 1860 (~ìpo Cavalli modifica.to) e si compone di : 22 5 10 3 1 1 3 1

carri per b~irche e travicelle; carri per barche e tavole; carri per tavole; carri per cavalletti; carro per barchetti ; carro da parco coperto ; carri da batteria ; fucina da campo.

46 carri in totale.

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I principali materiali che si trovinç, caricati nei carri predetti sono : 27 barche, 9 cavalletti completi, 220 tra:vicelle, 709 tavole, 54 mezze tavole, 9 travetti con piuoli e 9 senza piuoli (per le coscie), 149 traverse da barca, 29 àncore, 2 ancorotti, 158 remi, 15 graffi, 2 barchetti. La barca, come negli equipaggi tedeschi e francesi, è il corpo principale di sostegno; è di legno di larice in un solo pezzo, pesa chilogrammi 450 ~d ha una, portata di chilogrammi 9400.

1631

JMPIEGO DEI PONTIERI IN GUERRA

Il barchetto è pure di legno, pesa chilogrammi 380 ed ha la forza di chilogrammi 468. · . Il cavalletto è del tipo Birago colla banchina a 6 coppie di piuoli di ferro ed ha tre specie di gambe lunghe rispettivamente metri 2. 50, metri 4 e metri 5. Le travicelle, come quelle della sezione per zappatori, sono lunghe metri 7, ma la loro sezione è un po' minore (metri O. 11 X O. 15). L e tavole sono lunghe metri 3. 30, larghe metri O. 33 e grosse metri O. 05. Le mezze tavole sono lunghe metri 3. 50 e laro·he metri O. 12. Coll'equipaggio da ponte mod. 1.860 si posson.o gettare le specie di ponti indicate nello specchio segu~nte, riportato con qualche variante dal Manuale per l' ufficiale del g.enio ~n guer1·a (Roma, Voghera, 1895) nel quale, per,. ogm specie di ponte, è inoltre indicato: la lu~ghezza d~ll.1mpalcata, l.a larghezza della carreggiata, a guah e.lemen ti e per~:sso 11 passaggio, e la massima lunghezza di ponte costru1b1le col mate-riale di un equipaggio.

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di cavdllet ti . di ba1·che e ca.valletti

6.80 6,\)0

2 22 > ti.glieria da campagna ,' ) e al carreggio ordina2,22 rio per vettura.

'1,00

2,29

anche a carri a 4 ruote pesan ti kg. 3500.

98

'1,00

2,29

98

7,00

2,78

anche fL carri a 4 ruote .,,. 4fi00. del peso d i k•.,. anche a cani del peso 1 I di kg. C\500.

di portiere (con uno strato di t avole) di portiere (con due strat i di tavole e "i travicelle per impalcata di bat·coni ;con due strati di tavole}

2,

196 68 216

63 "i~*

• Se si pnò disporre <li 51 traverse di circostanza, oltre le i l,.~ regolameotai·i. 40~ -

AN'.'iO ,LIV;

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~632

!MPlEGO DEI P ON'l'IER I lN GU ERRA

Nel ponte di por tiere se si impiegano anche i cavalletti, la lunghezza del ponte può raggiungere i 116 metri. Il ponte rli barche semplici, che è quello normale, oltre che a impalcaté successive, può essere costrutto per pa1·ti e per conver·sione. P er la sua costruzione occorrono 3 nfficiali e 204 pontieri (fra sottufficiali, caporali e soldati) {l). La forza ora indicata è pur quella richiesta per la costr uzione del ponte di barche e cavalletti. P er le altre spe· cie di pon ti occorre una forza un po' minore. Il ponte di barconi (ossia a barche accoppiate) s'impiega, invece di quello di portiere, nelle correnti molto veloci. Col ma,teriale mod. 1860 si costruiscono anche ponti affatto speciali, come quello di cavalletti entro barconi, q uello di cavalletti a due piani, quello di portiere con due o tre barconi (2). Tutte le varie specie di ponti sopra menzionate sono munite di parapetto, al pa.ri dei ponti costrutti col materiale, tedesco. Col materiale da ponte italiano, còme del resto con quello. degli altri eserciti, si possono traspor tare uomini e materiali da un punto all'altro di un fiume, costruendo porti (girevoli o scorrevoli), oppure mediante galleggianti sciolti, cìoè barche, barconi, treni, o portiere . La barca semplice italiana può contenere 25 uomini in armi e bagaglio e la portiera di tre barconi {con parapetto) ne pontiene 375. P el traino di un equipaggio da ponte italiano occorre una sezione treno formata di 3 ufficiali (2 del l;reno e 1 veterinario), 153 uomini di trupRa e 212 quadrupedi (di cui 4 cli ufficiali, 12 da sella cli tr'hppa e 12 d i riserva). ~

Osser1Jazione. Chiuderemo questi dati riguardanti gli eq uipaggi da ponte, accennando a l t empo occorrente per la costruzione dei ponti cogli equipaggi stessi. (I) In caso di deficien1.1 cli personale, la squadra può essere riùotta a -122 o(l anche a 80 pontieri.

(2J Negli scorsi g iorni (!W-22 luglio 1899) s i ò e.-;1,crimentato,.sull'Adigo a Verona, un nuovo tipo di ponte speciale di barconi pe1· rorro1·ia, id.i.1to dal tenente Fogliata del ,1.• reggimento pont ieri , o pare che le esperienze abb iano dato buoni risul t.-,ti.

DJPlEGO DE l PON 'l'IERl IN GUERRA

1633.

Nell'esperienza decisiva,, eseguita il 23_ lugli? 1843, dopo la quale fu adottato iu Austria il matena~e B_irago, venne costrutto con questo materiale sul Danub10, m 3 ore, u~ ponte di 325 metri d i lunghezza. formato . d i 4 cav~llett1 (ver<Jo una delle rive), 31 pontom alteruat1vamen~e _d1 3. ~ di 2 pezzi ed altri 13 cavalletti (Verso l'altra riv~)- 010 concorda coi dr~ti dei manuali , e cioè che per costrmre una impalcata di ponte col predetto materi_ale si richied~no. d~ 3.5 a 5.5 minuti primi se con cavalletti e da 2,.5 a 3.b pnm1 se con barche. Il ponte normale con l'equipaggio tede:co ~i ~orpo d'armata (lungo 122 metri) si getta in 40 m~nut1 pnmi'. ed essendo formato d i :28 ,impalcate, ognuna d1 queste ncluede

1 '/ ~ primi circa. . . .. I nostri pontieri impiegano nella cost.ru~1ou~ d1 ogni 1°:1: palcata di ponte dì barche da 2 a 2 prnm e /2 , ~ .percio costruiscono i 196 metri di ponte d i barche sempkn,_ m~ssima lung hezzi:J. fornita dall'equipaggio di compagma, lll un'ora e mezza circa. A proposito di questa celeri tà d i costruzione dei ponti d ~ equipagg io cred iamo opportuno di fare le· due seguenti considerazioni. , · Anzitutto, i dati sopra riportati riferentisi a tale ce: lerità sono qu'e lli dedotti da esperienze fatte in tempo di pace, ai soliti scali, con calma, e, sopra.tutto, senza alc\ma preoccupazione di un possìbil~ attacco per yart~ del nemi?~· P.er conseguenza, in tempo d1 gnerra, tah dati dovrebber~ essere mòltipl'icati per un coefficiente, il cui valore non si potrebbe indicare neppure approssimativamente, o ~uanto meno dovrebbe essere compreso fra limiti molto .estesi. Ecco ciò che lasciò scritto al riguar_do il B irago : « La tanto vantata rapidità nella costruzione dei. ponti è « basata in gran parte sui risultati delle manovre _eseguite ({ durante le ispezioni annuali dei pontieri. La ma~g10~· p~r te « del lavoro consiste in prepcwativi che sono terminati prima « della rivista. Nell'esecuzione della manovra tutti i fattori « del t empo necessario all'operazione spariscono, e, di fatti,


1634

DIPlEGO DEI PON'l'IE&l IN GUERRA

Jll1P1EOO PEI PONTIERI JN GUERR A

1635

« non si saprebbe eccita.r e in modo migliore la m~raviglia

« delle persone che non conoscono il segreto di tali manovre.

« Per quanto innocenti siano questi stratagemmi e questa

I_. - Guerra di campagna.

« fantasmagoria che spiegano le t ruppe speciali in molte ri-

« viste, esse non sono meno dannose, perchè servono spesso « a far nascere ed _a· diffondere false nozion i sul servizio che « si può attendere dai corpi speciali, di guisa che, troppo so« vente, le combinazioni di coloro i quali sono incaricati della <I condotta delle opera~ioni militari e che non appartengono « se non raramente ai corpi speciali sono fondate sopra cifre ,, dedotte da queste manovre di parata e che non si possono « effettivamente raggiungere all'atto pratico. » I prepcwativi a ccti accenna il Birago consistono essenzialmente nel trasporto del materiale in vicin:anza del luogo ove deve essere gettato il ponte, scaricandolo all'occorrenza dai carri, nel m ettere le barche all'acqna e nell'allestirle quando non lo fossero (ciò che si verifica per gli equipaggi tedesco, austriaco e francese) e nel· sistemare le sponde nei punti in cui devonsi costrurre le cQscie del ponte, tutti la- . vori questi che possono richiedere un tempo superiore a quello necessario per la costruzione effettiva del ponte. La seconda considerazione che vogliamo fare è questa. Per poter utilizzare un ponte costruito con materiale di equipaggio (come pure con materiale di circostanza) occorre sempre preparare ie rampe d'accesso al ponte stesso, e spesso !:l.nche tronchi di strada per collegare ques.te rampe colle strade ordinarie esistenti. Ora, il t empo necessario ad eseguire questi lavori, nella maggiç_>r parte de' casi è tanto superiore ,a quello richiesto sia dalla 'costruzio.n e effettiva del ponte sia dai preparati vi dianzi accennati, che. quando pure dei lavori stessi siano incaricati zappatori del genio o di fanteria, la grande celerità di costruzione di che si tratta perde molto della sna impor tanza.

Passiamo ora all'impiego dei pontieri in guerra distinguendo, come abbiamo fatt,o per altri consimili studi, la guerra cli campagna da quella cli foi·tezzu.

Giammai come in questo scorcio di secolo, stante l'au~entata mole degli eserciti, è stato vero il detto di Napoleone I che il seg1·eto della guerra sta nel segreto delle comunica-

zioni.

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È bensì vero del pa,ri che i mezzi di comunicazione ordinari vanno ogni giorno crescendo; ma essi non potranno mai bastare a permettere i rapidi .s postamenti di grandi masse di truppa, in dat i momenti di una campagna, p~r portare dette masse sul punto decisivo a tempo op~ort~no: Ora, siccome n ella guerra di campagna le comumcaz10m sono specialmente ostacolate dai corsi d'acqua, così ~ppar_e che l'importanza dei pontieri, i quali sono appunto mcancati di provvedere rapidamente allla costruzione di ponti provvisori o di altri mezzi di passaggio su tali corsi, con materiale trasport~to al seguito dell'esercito, non solo non è diminuita. ma forse è aumentata. Diciamo ~he forse è aumentata anche pel fatto che, coi nuovi potenti esplosivi recentemente trovati, riuscirà più faciìe, in avvenire, a qùello dei due eserciti avversari che fosse obbligato a battere in ritirata, distruggere i ponti esistenti, i quali perciò dovranno essere sostituiti con ponti provvisori dall'altro esercito che voglia avanzare. Non si creda tuttavia che coi 200 o 300 metr:i di ponte regolamentare che abbiamo visto assegnati ad ogni corpo d'armata si possa assicurare buone comunicazioni attraverso a tutti i corsi d'acqua che s'incontrano sul teatro d'operazione; se r iserbasi però l'impiego del materiale predetto a rendere facili e spediti i movimenti .dell'esercito di prima linea, surrogando non appena sia possibile i ponti costrutti con esso mediante altri ponti fatti con materiali di circostanza, la quantità di metri lineari di ponte sopra indicata pet ogni


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IMP11iGO DEl PONTIERI lN GUERRA

IMPIEGO DEI PONTIERI IN GUERRA

corpo d'armata si può r itenere sufficiente per 'provvedere a tale servizio (1). Ciò premesso, tratteremo separatamente del servizio dei pontieri : nelle marce (in lontananza del. nemico) ; nei pas: sagg i di c0rsi d'acqua di viva forza o di sorpresa ; negli accampamenti e negli accantonamenti; accennando ad un tempo all'impiego delle sezioni da ponte divisionali o di avanguardia ed a quello degli equipaggi da ponte di corpo d'armata (2 1.

A.)

SERVIZIO NELLE :.UA.ROE.

Trattando del seniz'io nelle marce, ci riferiremo sempre a marce eseguite in lo.ntananza del nemico> poichè i passaggi di corsi d'acqua effettuati in prossimità del nemico richiederanno in più di quelli che qui considereremo soltanto misure di sicurezza se non vi sarà che il pericolo dell'attacco, senza che q uesto avvenga effettivamente, oppure rientreranno nella categoria dei passaggi di viva for za, di cui d iscorreremo più avanti, se il nemico si opporrà ai passaggi stessi. Conviene distinguere le marce avanti dalle mar ce in ritirata.

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1. iYiarce avanti. - S econdo che un· corso d'acqua è parallelo (o quasi) alla direzione d i marcia delle truppe operanti nel campo logistico, oppure ha una direzione diversa

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(i) Fra. i materiali da po nte di circostanza tengono il primo posto i gal leggianti esi-

s tenti nei !lumi sui" quali si devono eseguire i pass.1,ggi o nei !lumi attigui. Questi galleggianti resero importan ti servi zi nelle passate guerre e ne rende ranno pure nelle "uerre dell'avvenìt'e tuue te \'Olte che i pont ieri sapranno t rarre da essi il maggior ;tile possibile sia nella costruzione di rionti, sia nello stabilimento di porti e s ia nr.1l' impiegarli sciolti, pet passaggio <li tr uppe e materiali dall 'una all'.,ttrn sponda dei corsi d'acqua . Durante la campagrHL del l8i0-7l, i Te,1eschi ricor,ero sovente a detti galleggi:tnti, quantnnque clispones.,cro di un materiale da ponte che permetteva loro di gettare complessivamente 3500 metri cli 1>on tc. (2) Presss> cl i noi, com e gia ru accenna to, gl i equipagg i cla ponte, scr vìti ognuno da una compagnia pont:eri, sono riunìli in numero di 2 o 3 per ogni armata; ma, all'allo pratico, essi potranno essere ripartiti fr.i i vari corpi d'al'lna ta, analogamente a quanto si pratica presso gli altri eserciti.

...

1637

da quella ora accennata, esso influisce diversamente sui movimenti delle truppe suddette. Nel primo caso, se il corso d'acqua è navigabile, esso può considerarsi come via di trasporto alle spalle delle truppe e come mezzo d i comunicazione ausiliare per i movimenti offensivi. In questo senso fu utilizzato il Nilo da Napoleone I un secolo fa e lo fo negli scorsi anni dagl' Inglesi operanti contro il Suda.n egiziano. Tu detto caso l' incarico principale dei pontieri è quello di provvedere, mediante la navigazione fluv iale, al trasporto di uomini, cli materiali e all 'occorrenza anche di cavalli; tale n nvigazione sarà per lo più affidata agli equipaggi da ponta cli coToo d'armata. Se poi il corso d'acqua non costituirà un punto ·d'appoggio laterale nel movimento d'avanzata, ma dividerà in ·d.ue parti le truppe in marcia, i pontieri cli quando in quando ·potranno pure esser e chiamati a gettare ponti o stabilire porti, oppur e a impiegare galleggianti sciolti, per per mettere spostamenti di truppa dall' una all'altra sponda del corso d'acqna. Questo secondo incarico sarà disimpegnato, secondo· le occorrenze, o dalle sezioni da ponte di avanguardia delle divisioni che mii:ciano sulle strade prossime al corso d'acqua, oppure dagli equipaggi da pont~ da cor po d'armata. A questi si dovrà naturalmente sempre ricorrere quando si tratti di gettare pont,i su fiumi importanti, e perciò, in previsione cli un tale impiego, uno o più eq uipaggi da ponte dovranno essere assegnati alle divisioni di testa delle colonne in marcia, anzichè al 1° scaglione del carreggio del corpo d'armata, od al c&.rreggio d'armata come si pratica presso di noi. Il seco.u do caso, cioè del corso d'acqna che taglia la direzione di marcia delle colonne operanti, è quello che si presenta più. frequentemente in pratica,. Il bisogno c'.i g~ttare ponti (consideriamo il sistema più comunemente rn1p1egato, essendo il passaggio mediante p01;ti e quello su gallego·ianti sciolti affatto eccezionale) può derivar e dal fatto• t:, • • che o il nemico, ritirandosi, abbia distrutti o guastati 1 ponti esistenti sul corso d'acqua che si considera, oppure, se questi


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IMPIEGO DEI PON'l' IERI lN GUEHRA:

sono intatti, abbiano una portata logistica inferiore a quella · della strada che vi adduce. Per :fissare le idee, supponiamo si tratti del caso più comune, ossia di una colonna in marcia cost;itnita da un corpo d'armata. Se il comandante della cavalleria esplorante incontrer à un corso d'acqua, sul quale non esistano ponti praticabili, o, se esistono, siano di portata logistica insufficiente relati vameute alla colonna r etr ostante, ne informerà tosto il comandante dell'avanguardia, .fornendogli in proposito i maggiori dati possibili e specificando bene se la propria cavalleria potrà passare il corso d'acqua coi mezzi a sua disposizione, oppure se dovrà attendere all'uopo la costruzione d i ponti provvisori (1). Il comandante dell'avanguardia, in base alle informazioni e ai dati ricevuti, disporrà, tosto se del caso, per l' invio della sezione o delle sezioni da ponte che avesse sotto mano, oppure le richiederà al comandante della divisione da cui · (l) Per mettere in grado la cavalloria di poter continuare, in simili casi, il ~ervizio di esplorazione senza ri tardi sensibili, presso alcuni eserciti si é già adottato un materiale da ponte speciale, leggerissimo, per la cavalleria, e presso alt.ri si fanno studi ed esperienze per tro·varo il materiale più adatto a raggiungere il suaccennato scopo. Così in Germania, fln dal i893, sono state assegnate ad ogni reggimento di cavalleria j barc,i scomponi bile (in 3 pezzi) e ripiegabile ed una certa quantità. di materiali d' impalcata, caricato il tutto su un carro tirato da 6 ca valli. Con tale materiale si può costruire un ponte normale lungo S metri, coli,• carreggiata di 3 metri, che può ser vire al passaggio della e3valleria e dell'artiglieria da campagna, oppure una passerella ilmga 20 metri. Riunendo il materiale di 2, 3, ,1, reggimenti si possono costrurre ponti normali !ungili i5, 24-, 32 metri. La passerella serve a far passare i cavalieri, mentre i cavalli si fanno traversare a nuoto tenuti per le redini. La port.ìcra può trasportare 3 cavalli, oppure un nezzo da cam1)11gna col suo avantreno staccato e i relativi serventi, od anche 25 soldati. Con siffatto materiale la cavalleria tedesca foce hl questi nttimi anni, sui principali fiumi della Germania, numerose esercitaìiqni che ebbero un Felice successo. In Austria, nel settembre i895, si fecero im1iortantì esperienze impiegando diversi sistenii per trasportare cavalleria attraverso la Theiss. S'impiegarono per le truppe a cavallo otri cli gomma elastica e sacchi di tela impermeabile, che si utilizzavan& pu re come sacchi da biada. Tali sacchi si riempivano cli paglia, di lieno o di altre simili matede leggiere e si riunivano quattro a quattro, ottenendo cosi un galleggiante Sll cui si collocava la bardatura dei cavalli e le robe dei soldati. Alcuni cavalieri vi $i mettevano a cavalcioni, e guidavano i cavalli che nuotavano lateralmente, tenuti col motto. I cavalli trascinavano il galleggiante, all'occorrenza spinto anche con remi e con grallì. Si sono pure sperimentati battelli D'Orel formati con sacchi di tela Impermeabile o capaci ognuno di trasportare da i2 a u. uomini equipaggiati. In It;aliasi fecero esperimenti di passaggio della ca1·alleria c?ll'aiuto di barche rl 'e1~uipaggio o del commercio, nelle quali si collocavano gli uomini e te bardature, mentre 1 c1ua<1rupedi, tenuti a redini lunghr, nuotavano dietro le barche.

IMPlEGO DE I PONTIE RI 1N GUERRA

163~

dipende. Ciò se sul corso d'acqua, stante la sna larghezza e la sua natura, sarà possibile o conveniente gettar,e il ponte .od i ponti necessari col solo materiale divisionale. Iu cas~ contrario, ne sarà tosto riferito al comandante del corpo d1 armata, il quale manderà avanti le altre sezioni da ponte e all'occorrenza anche l'eqnipaggio di corpo d'armata se pure, come è più probabile, l'oradetto comandante non avrà g ià prima inviato tale materiale all'avanguardia, o quanto meno non l'avrà aggiunto al carreggio della divisione d i testa appunto in previsione dell'impiego del materiale stesso. Tale' previsione non sarà difficile a fars i basandosi suUe informazioni e sni dati, esatti e completi il più possibile, riO'uardanti i corsi d'acqua del probabile teatro di guerra, ~he lo stato maggiore si sarà procurati fin dal tempo di pace. Mancando siffatta prevision e per parte del comandante di corpo d'armata, la marcia della colon na subirebbe almeno un giorno di ritardo, poichè le sezioni e l'equipaggio da ponte predetti per portarsi dal posto ch,e normalmente occupano nella colonna (rispettivamente alla coda del grosso del corpo d'armata e col 1° scaglione carreggio) all'avangnardia dovr ebbero percorre'r e dai 20 ai 30 chilometri. Qui occorre fa.re un'osservazione. Qualora sul corso d'acqua che si considera vengano. gettati due ponti, oppure, uno solo in prossimità di un altro già esistente, non è necessario, per profittare dei due ponti, avere due strade indipendenti : « Basta avere solamente per ciascun ponte un tratto d1 « .~trada indipendente lungo quanto il massimo scaglione (1}; « cosiffatti piccoli tronchi possono facilmente aversi ripa« rando q ualche strada campestre, od anche lungo la riva « del fiume scostando sufficientemente i ponti, e possono es« sere abbastanza brevi diminua'ndo convenientemente la « forza degli scaglioni. La colonna si presenta alla biforca« zione dei tronchi di strada che conducono ai due ponti

Il) È noto come, in lontananza t1e l nemico, per scemare gl' inconvenien ti che Pl'?duce alla regolarità. c.lqlla marcia l'anormale allungamento della colon na.. convenga n'J)artire questa in scaglioni di reggimento di fanteria, di brigate rii batterie, ecc.


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IMPI EGO D EI PONT JERI IN GUERRA

l:11PIEG:O DEI PONTIERI I~ GUERRA

« for m.a ta 0011 le n or.mali distanze, ma in modo che gli sca« glioui d,ispari siano destinati a passare sopra uno dei ponti « gli scaglioni par~ sopra l'altro. Dopo il passaggio, la co~ « lonna si riforma sull'unica strada colle normali distanze « subendovi quella lieve perdita di tempo che deriva dall~ « inevitabili oscillazioni ed in perfetta coi ncidenza all'arrivo « nel punto di confluenza » (1). E ffet tuato per parte della colon na in marcia il passaj)'D'ÌO del corso d'acqua, il comandante del corpo d'armata a:cid.e rà se e quali dei ponti gettati dovranno venire ripiegati, e, all'occorrenza, se qualcuno di essi dovrà essere sostit uito ccn un altro ponte costrutto con materiale di circostanza. Converrà ripiegare tutti· i ponti costrutti col materiale r egolamentare nel caso che la colon na debba proseguire la ma,rcia verso il n emico, in modo da avere il materiale stesso d isponi bile pel passaggio di altri corsi d'acqua. Sarà bene poi, se levati! sostit uire tali ponti con altri ·di circostanza qualora si sappia che il nemico non è molto lontano e si debba prevedere, tra le ulteriori ·operazioni, anche una marcia in ritirata.

q uegli altri formati con materiali di equipaggio che i nostri pontier i vi avevano gettati in quella stessa giornata. 3° La notte del 7 all'8 luglio dello stesso anno, sotto la protezione diretta dei battaglioni bersaglieri e delle compagnie zappatori del genio delle divisioui 13", 15" e 18', stati in precedenza trasportati sulla sinistra del Po mediante barconi e sotto la protezione indiretta delle batterie delle su dette divisioni, le quali batterie erano state messe in posizione sulla sponda destra del fì.nme, le compagnie pontieri del IV corpo d'armata (generale Cialdini ) gettavano tre p·o nti a Oarbonarola, a Sermide, a Felonica - i primi due della lunghezza cli 320 metri ed il terzo lungo 360 metri . Su di q nesti ponti passò nei giorni 8 e 9 q uasi tutto il corpo d'ar mata (70,000 uomini con 400 bocche da fuoco ,, il quale, ricacciando dinnanzi a sè i cordoni di guardia nemici, occupò tutto il P olesine pr ima di marciare verso l'Adige. 4° Due settimane più tardi, lo stesso corpo del generale Cialdini, un po' modificato nella sùa composizione e ittcarìcato di marciare rapidamente verso l' Isonzo e più oltre, tro· van:dosi dinnanzi il Tagliamen to coi ponti stabili rotti dagli Austriaci in r itira'ta, vi faceva gettar e (24 e 25 luglio) due ponti di barche a Latisana, ed uno. di barche e cavalletti presso il ponte della Delizia lungo 211 metri . 5,, La I armata tedesca, costituita. dai corpi d'ar mata 1°, 7° ed 8° e dalla 1· e 3" divisione d i cavaller ia, giunta il 13 agosto 1870 alla Nied francese ad Or iente di Metz, trovò ~u quel :fiume 6 ponti, che sarebbero stati insufficienti ad essa per passare il fiume in buone condizioni. F u allora che i pionieri del 1° corpo (1) costruirono 4 ponti con materiale di avang uardia nelle vicinanze cli Etangs (mentre q uelli del 7° corpo ne costruivano altr i 5 a Pange ed a Courcelles con materiali dì circostanza). ·

Esempi. - 1° Durante la campagna del 1859 i pontieri del· l'es.ercito piemontese getttLrono sulla Sesia presso Vercelli alcuni ponti, sui quali il 29 e 30 maggio passar ono le quattro di visioni l", 2\ 3 ' e 4 ", 0he dovevano come avanguardia dell'e~ercito a.~l~ato coprire lo sbocco dell'ar mata francese, prendend.o pos1z10ne sulle strade che conducono a Mortara e Novara. ", 2° Il 23 giugno 1866, mentre g li ' Austriaci si ritiravano dietro all'Adige t ra Verona e Legnago .lasciando sul Mincio un semplice cordone di g uardie di cavalleria, sostenute da poca fanteria leggera, i primi tre corpi dell'esercito italiano, agli ord ini del generale L amarmora passarono il Mincio sui ponti stabili che il nemico vi a:veva lasciati intatti e su (i)

Veggasi , ,Jlimi o!'ial e pc1· l'·u(ficial e cli stato m.aggio·r e in gu erm. (Roma, Vo-

ghera, 1892), n. 312.

•

2. Marce in 1'itirata. - In questa specie di marce, anche se eseguite col contatr,o del nemico, il gettamento dei ponti (I)

Ogni corpo d'armata prussiano aveva, dm·ante quella cam1>a.gna, 3 compagnie

pionieri , di cui la 1• più particolnnnentc istruita nel servizio dei pontiel'i.


1642

BI PIEGO DEI PONTIERI I N GUè:R.RA

su un dato corso d'acqua. avverrà fu ori del contatto di esso, p~rocchè . tutte le t rnppe che devono attraversare il corso d acqua s1 trover~nno ~ra i~ nemic0 e il corso d'acqua stesso. .Nel ca~o ~h~ il 1;1em1co insegua, però, sarà eseguito in sua presenza 11 ripiegamento dei ponti. Alla costruzione dei pon ti si provvederà, secondo i· casi,· . . o co11e sez1on1 da ponte divisionali o colrequ · · d d" d' rpagg10 aponte r corpo armata, che all'uopo saranno fatti marciare in testa al grosso della colonna in ritirata, o meglio che recederanno questa colonna, p Se il. terre~o, ~ateralmente alla strada percorsa dalla colonna, e p:·at1cab1_Ie, converrà almeno disporre di tre ponti sul corso d acqu~ d a passare a fin che tutto il corpo d'armata possa superare l·ostacolo in poche ore. . _o_ccorre arpe~a. r~mmentare che il passaggio dovrà essere ~1z1a.to da.Il a:t1gliena destinata a prendere posizione al di 1~ _del corso d acqua per proteggere col suo fuoco prima la r~t1rata ~elle altre truppe, poscia il ripiegamento dei ponti dr mat~r1al~ regol~mentare e la distruzione di quelli perma?e~t1 _e ~1 quegli altri che fossero stati costrutti con materiali dr circostanza. N?n s~mpre_ riuscira possibile di ripregare sotto il fuoco nem1po l ponti regolamentari; ma questa operazione dovr· sempre essere tentata· i · t · . a . . ' n casi es remi, non rmscendo a r itirare rl pro~ri_o materiale, i pontieri dovranno distrug(Y~rlo o con espl~s1vI o coll'incendio, o quantomeno rovinarlo con strumenti da guastatore.

Esempi. . .

In un r1·ass t d · ~ · · . . . un o e1 pnnc1pah passaggi di

cor~1 d acqua eseguiti dagli eserciti nelle epoche antica, medioev_ale: modern~ e con_tempor~n.ea,_dato dal capitano Thival (1) Si ~~l.OV~ che l _ pon~1. costru1t1 sino al .1881 per passaggi d i cor::s1 d acqua rn ritirata erano 35. Fra questi, riferendoci al nost.ro secolo soltanto, meritano menzione quelli fatti (t)

T 111VAL -

Passage des cours à' ea1' dan 1 l · · , · · t· . · es operallollS mtlitawes, prècis histo-

r ique 0t tra,·•'- d"d 0<;

,

ac 1que. - Par,s, Baudoin, 4882

lllPIEGO ORI PONTIERI IN GUERRA

1643

costrurre: a) sul D anubio nel 1805 da Napoleone I, dopo la battaglia di Essling; b) sul B ull-Run, nel 1861 dall'armata federale e sul Chicahominy nel 1861 dai confederatisti, durante la g uerra cli secessione d'America; e) sulla Marna nel 1870 dall'armata di Parigi. B)

PASSAGGI DEC CO(tSI I/ACQUA Dr VIVA .FORZA O DI SORPRESA.

I corsi d'acqua di una certa importanza sono utilizzati come ostacoli naturali di difesa, sempre quando è possibile, da quello dei due eserciti belligeranti che, o per essere inferiore in forze, od in eguito a rovesci patiti, è obbligato alla difensiva. Dal canto suo, l'esercito che prende l'offensiv3:, . sia per raggiungere lo scopo principale che avrà in mira, cioè di cercare e battere l'esercito nemico, sia per conseguire qualche scopo secondario, come ad esempio occupare una posizione importante, o invadere il territorio nemico, o procedere all'investimento di una piazza forte, avrà interess~ di superar e, colla minor perdita di tempo possibile, siffatti ostacoli che si opporranno alla sua marcia, e per conseguenza dovrà cercar di passare i corsi d'acqua di che si tratta di ,vfoa forza o per so1·p1··esa. A prima vista, sembra che il passaggio di un fiume di viva forza in presenza di truppe ri~olute a difender e il fit1me stesso sia un'operazione di riuscita molto difficile. Tuttavia le difficoltà non sono che apparenti, e una tale operazione riesce quasi sempre allorquando è stata ben preparata e ben condotta, e, al momento dell'esecuzione, non sopravvengono accidenti impreveduti. La storia militare, di fatto, ci apprende che piccolo è il numero cl i simili operazioni mal riuscite in confronto del numero di quelle tentate. Secondo il Van Wetter (opera citata) , su 98 passaggi d i viva forza intrapresi, 18 soltanto non furono corona.ti da successo, e se di questi ultimi havvene 8 che non danno luogo ad alcuna osset·vazione, esaminando gli altri 10 si acquista la convinzione che il loro insuccesso è dovL1to, non alle


164'1

BIPIEG? DEI PONTIE RI 1N GUIJ:RltA

difficoltà inerenti all'operazione propriamente detta, ma sibb~ne a accidenti, a errori commessi o all'insufficienza delle disposizioni prese dalle truppe attaccanti. Ciò, del resto, si comprende facilmente se si riflette che il difensore, i l quale si è sup.posto già inferiore in forze all'assalitore, deve generalmente sorvegliare un lungo trat to d~l corso d 'acqua, ch e non vuole sia oltrepassato dal n emico, e quindi :finisce di essere debole dappertutto, o meglio a n~n trov~rsi, a tempo, in forze sufficien ti nel punto che il 11em100 avra p rescelto per i l passaggio. · Il passaggio dei corsi d'acqua di che trattiamo per parte di una grande unità di guerra, ad esempio di un corpo d'armata cor~e _supporremo noi, si esegnisce sempre su ponti di materiali regolamentari, gettati al momento del bisoo·no e se P?ssibile anche Sll ponti permanenti in prossimi tà del ~unto dr passaggio. A proposito del gittameuto dei ponti in presenza del nemico ecco ciò che sta scritto nelle nostre Norme generali per l'~mpiego clelle tre armi nel combattimento (ediz. 1891 ): « 81 hanno condizioni favorevoli per questa operazione se « il corso d'acqua presenta un'accentnata concavità verso il << nemico e se la propria sponda ha dominio sulla sponda « opposta. «·Quando l'artiglieria e la fanteria appostata presso la << sponda hanno acquistato col fuoco sopravvento snl ne« mico, si gettano alcune truppe sulla sponda opposta, fa« cendo loro traversare il corso d'acqua su imbarcazioni o « in quell'altro modo che le condizioni di questo e le circo« stanze permettono. S otto la protezione di queste truppe, « appoggiate all'occorrenza dal fuoco della fanteria e sopra« tutto dell'artiglieria in posizione di qua dal corso d'acqua, « si eseguisce il gi.ttameuto dei ponbÌ. » Fra le truppe gettate sulla ,:;ponda opposta, .impiegando all'occorrenza anche le barche delle sezioni da ponte o dell'equipaggio di corpo d'armata, converrà ~omprendere alcuni riparti di zappatori del genio, i quali, dopo aver contribuito a l)reparare afforzamenti sulla riva nemica in modo da

Hll?IEGO D,EI PONTIERI IN GVERRA

1645

coprire la testa dei ponti e lo spazio necessario all'amIDa~samento della normale avanguardia di marcia, saranno impiegati a collega.re convenientemente i ponti con le strade adiacentì. Nella costruzione dei ponti s'impiegherà, secondo i casi, il materiale delle sezioni divisionali o quello dell'equipaggio d i corpo d'armata, dando la preferenza a ques~'ultimo, ~e lo .• si può avere alla mano senza ritardo, al fine dr tener d1s~onibili le sezioni da ponte da far marciare coll'avanguardia. Si dovrà tuttavia aver presente la convenienza di g ettare un numero t ale di ponti da poter eseguire il passaggio nel minor tempo possibile, e qualora in omaggio a q~esta. esige:°'za, dovranno essere impiegate, assieme ai grandi eqmpagg1, anche le sezioni da ponte destinate all'avanguardia, i ponti gettati con queste ultime, saranno ripiegati, anche prima che tut ta la colonna abbia esecruito il passaggio del corso d' acqua.. b U~'altra avvertenza da aversi si è quolla di gettare i ponti a tale distanza fra loro da facilitarf) lo spiegamento delle truppe a misura che sboccheranno dai ponti. L 'ordine di passaggio sarà, in massima, quello della colonna in marcia in' prossimità del nemico; però, se po-;sibile, la cavalleria. dovrà passare tutta, o almeno in parte a o-uado. b L'operazione del passaggio poi non potrà c_onsiderarsi riuscita, se non nel caso in cui, nella stessa g10rua~a., 1~ testa della colonna sarà giunta a.lmeno ad una decma d1 ch ilometri oltre i pon ti ed avrà occupata una buona posizione difen:siva. Se le forze d el nemico saranno piuttosto limitate e non molto attive, il gettamento dei ponti in sua presenza p otrà esecruirsi nel modo sovraccennato, ossia cli viva fèn·za, durant; il giorn~. In caso contrario, e sarà il caso più ~re~ guente, si dovranno disporre le cose in modo che le sez1om e l'equipaggio da ponte giungano al corso d'acq:1a, col: l'avano-uardia sul far della notte e che la costruz10ue de1 b ponti sia possibilmente compiuta prima d~ll'alb~ .. In tal modo, non conoscendo il difensore i punti prec1s1 ove s1 ·


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lMl'IEGO DJ::! PONTIERl IN GUERLU

lavorerà al gettamento dei ponti, difficilmente potrà disturbarne il lavoro co' suoi tiri (1). Talvolta però neppure la precauzione di eseguire di notte una simile operazione potrà bastare a rimovere t utte le dir~ :ficoltà che essa presenta contro una buona riuscita. E allora si dovrà a.gire di so1•p1·esa. A tal fine, si attirerà l'attenzione e la forza del nemico su uno o su parecchi punti del corso d'acqua, e, una volta riusciti a dissemina.re le sue forze, si getteranno {preferibilmente di notte) i ponti in un punto meno sorvegliato o mal difoso. Così fécero i Russi per passare il ' Dun ubio a Z imnitza, il 27 giugno 1877. A fin che la sorpresa riesca, è necessario dare a.i finti attacchi tutta l'apparenza di attacchi Yeri : ciò è tanto più. necessario in quanto che, per circostanze impreviste, si sarà spesso obbligati di t rasformare la dimostra,zione in un'operazione effettiva, come avvenne n el 1795 al passaggio del Reno eseguito da J ourdan (nn attacco secondario riuscì a ' Dfi.sseldorf, mentre l'operazione principale a Urdingen non venne effettuata che sotto la protezione delle trupp~ passµ,te nel primo punto). Si danno poi dei casi in cui, mediante rapidi movimenti o mediante marce forzate, si riporta il tentativo di passaggio in un punto del corso d'acqua lontano dalle posizioni occupate dal difensore; ma in simili oasi,· tra i quali si può citare il passaggio del Po e della Sesia eseguito dall'armata francese nel 1859, l'operazione, più che aver e un carattere di sorpresa, si pnò ritenere che entri nel dominio della strategia.

Esempi. - 1° Durante la campagna del 1860-61 nella bassa Italia, i nostri pontieri gettarono, 'in presenza del nemico, un ponte sul Volturno' presso Capua (20 ottobre) ed uno sul Liri. .

(i) Di qui la necessità di esercitare molto i pontieri e gli zappatori (o pionieri di campagna) nel gettamento rJi ponti durante la notte.

11\IP!EGO DR! PON T!F.HI IN GUE RRA

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2° « Nel 1877 i Russi, in esecnzio_n e del loro disegno « di cruerra, per passare il Danu bio al centro della Bulga« ria,"' scelsero Zimnitza d i fron te a Sistov~1, e perchè l'op6« razione riuscisse cercarono di attirare l'attenzione del ne« mico su altri punti. » Quando tutto fu prepamto, t enta.rono il passtiggio nel punto su indicato. « A t ale scopo i Russi riunirono sull' Aluta nna grande « quantità di materiale da ponte; stabilirono sotto il fuoco « del nemico sbarramenti di torpedini sul Danubio, all' al« tezza dell' Aluta e della Vede, per proteggere le imbarca« zioni contro g li attacchi della flottiglia turca; carreggia<( r ono in prossimità di Zimnitza i pontoni destinati alle « imbarcazioni ; schierarono batterie per controbattere quelle << dei Turchi e per tenere sgombri i punti destinat,i allo « sbarco, e avviarono al Danubio, proprio all'ultimo mo« mento, le truppe incaricate del primo passaggio (14" di« _;isione dell' VIII corpo). L'ora e 1il posto esatto del pas« saggio furono indicati in modo' preciso solamente alla « vigilia, ed al solo comandante dell' VIII corpo. _A lle tru? pe « venne ordinato çl.i non far fuoco, di serbare 11 massimo « silenzio e di usare la sola baionetta an che sulla sponda « nemica. I Russi speravano così di poter guadagnare la riva « destra cli sospr·esa. . « Nella notte dal 26 al 27, gettate in acqua le imbarca« zioni, incominciò ad un'ora antimeridiana la traversata: « divisa in sei scaglioni, composti delle tre armi. I ponton~ « veni vario spint i a forza di remi e impiegavano tre qua~tl « d'ora per il passaggio del larghissimo fiume (800. metri): « Il primo scaglione eseguì il passaggio senzB, :he 1. T m:ch~ « se ne avvedess~ro; i successivi furono scoperti, bersag hat~ « dal fuoco nemico, e un barcone calò a fondo senza che s1 « udisse un lamento. Il passaggio per altro continuò, e sul « far del giorno i Russi contavano già una brigata e~ una « batteria sulla sponda nemica, le quali con un'energia ~f<< fensiva costrinsero i Turchi acl allontanarsi dal Danub10 « e dal posto d'imbarco. » tO;) -

ANXH

:o.,v,


1648

HIPIEGO DEl PONTlB lU IN GUERIL-1.

IMPIEGO DEI PONTIERI IN GUERRA

Verso mezzodì passò l'intera divisione (14.), ch e attaccò e prese Sistova, respingendo i Turchi verso Rustscìuk. Il tra.gitto continuò nei giorni successivi coi pontoni ed anche con un vapore: il 28 com~nciò, col materiale galleggiante fatto discendere dall'Aluta, il gettamento del ponte, che venne ultimato solamente al l O luglio. Così passarono (30 giugno) il resto dell' VIII corpo, il XII e una divisione tiragliatori (in tutto circa 75 mila uomì1li). Il passaggio continuò nei giorni seguenti, e così il grosso dei Russi sboccò sulla riva dest.ra del Danubio. (1)

C)

SERVIZIO NEGLl ACCAMPAMEN'l'I E NEGLI ACCA N1'0NA'MENT!.

Negli accampamenti e negli accantonamenti, ossia negli alloggiamenti, come soglionsi denominare con una sola parola, le sezioni e gli equipaggi da ponte troveranno impiego soltanto in determinati casi speciali, ossia quando, trattandosi di alloggiamen ti di posizione, e quindi della durata di alcuni giorni almeno, la zona di terreno occupata è attraversata da corsi d'acqua. In tal caso, sia g li zappatori o pionieri di cam pagua sia i pontieri potranno essere chiamati a gettare ponti, o stabilire por ti, od a eseguir~ passaggi con galleggianti: sciolti ~ui corsi d'acqua predetti al fine di mettere in comunicazione più diretta sia il comandan te del corpo d'armata coi comandanti in sottordine e questi ultimi fra loro, sia i vari riparti di trnppa del corpo d'armata stesso coi magazzini di d istribuzione dei viveri, del foraggio, ecc. oppure coi parchi di rifornimento delle munizioni o del materiale di artiglieria e del genio. Se l'alloggiamento si estende alquanto nel senso della direzione di un corso d'acqua navigabile potrà ancora -i mpiegarsi il materiale da ponte in trasporti per via d'acqua qualora facciano difetto le stra.de nella stessa direzione. (!) Appunti di stol'ia militar e del capitano di stato maggiore Modena, Società tipografica, !883.

VINCENZO F&RRARC

II. -

1649

Guerra··da fortezza.

Nelle guerre d'assedio combattute i-u passato si è sempre verificato il fatto che l'esistenza di corsi d'acqua di una certa importanza, diremo meglio di fiumi, sul terreno d'assedio assicurava un rilevante vantaggio a quello de' due eserciti, difensore od attaccante, il quale. essendo meglio provvisto di materiale da ponte, poteva facilmente spostarsi sul terreno predetto. · Un tale vantaggio si renderà tanto più palese nelle guerre d'assedio dell'avvenire, quando si tratterà di pi11,zze forti a grande campo trincerato od a regioni forti~cate,_ a _di~e~dere le quali saranno impiegate decine e decme d1 n11ghaia di uomini e per attaccarle ne occorreranno centinaia di mio·liaia. Nell'attacco di siffatte piazze, invero, i due eserciti, dato il grande sviluppo della linea lungo la quale si front eggeranno durante l'investimento /(impiegato o come mez~o principale di attacco o come mezzo sussidiario dell'assedio regolare), oppure , durante il periodo preparatorio del bo~bardamento o dell'attacco di viva forza, si troveranno m ,condizioni poco dissimili da quelle ordinarie della g uerra d i campagna, nella quale a:bbiamo visto quale importanza assuma il servizio dei ponti militari. L a differenza principale, riguardo a questo servizio, fra le dne specie di guerre starà in ciò che, mentre nella guerra di campagna i ponti ven, gòno in .massima parte gettati col materiale deìle sezioni da ponte divisionali o degli equipaggi di corpo d'armata, nella guerra di fortezza, tanto l'attaccante quanto, specialmente, il difensore, potranno disporre di altro materiale regolamentare, come ad esempio di travate metalliche sistema Eiffel, di cui in questi ultimi anni sono stati dotati sia i parchi d'assedio sia le piazze forti presso alcuni Stati d'Europa, come pure potranno far e un maggior impiego di ponti di circostanza. Siccome però la, costruzions di siffatti ponti con travate metalliche o con materiali di circostanza non riguarda


1650

IMPIEGO DEI PON'l'IERI I N GUERRA

propriamente il servizio della specialità del genio che consideriamo, così nel seguito di questo studio non ce ne occu, peremo. Circa il gettemanto di ponti col materiale delle sezioni divisionali e con quello degli equipaggi di corpo d'armata nell'attacco e nella difesa di piazze forti , dobbiamo poi notare che parecchi di tali ponti dovranno essere costruiti con carattere rinforzato, cioè con portiere o con barconi, per permettere il passaggio delle artiglierie q'assedio e da difesa e al carreggio pesante dei parchi d'assed~o o di quelli speciali del difensore (per esempio ai generatori d'idrogeno del sistema Yon del nostro parco aereostatico da fortezza e alle macchine locomobili ·a vapore per i nostri parchi foto-elettrièi). Ciò premesso, accenneremo alle particolarità dell'impiego .dei pontieri separatamente nell'attacco e nella difesa. A) AT'l'ACCO .

.Nell'attacco di una piazza forte (che, per s.t are nel caso più generale, supporremo a grande campo trincerat,)) l'impiego delle sezioni e degli equipaggi da ponte sarà richiesto qualora il terreno esterno alla piazza sarà solcato da· corsi d'acqua e verrà applicato l'investimento totale o parziale sia come modo principale di attacco, sia come mezzo sussidiario del bombardamento o dell'attacco di viva forza o dell'assedio regolare. In tali casi, pertanto, il corpo d'investimento, oltre alle ordinarie sezioni da ponte · di visionali e agli ordinari equipaggi di corpo d'armata, potranno ricevere, occorrendo, · un soprappiù di µ;,.ateriale da ponte tratto dai parchi d'assedio o da depositi speciali di materiali del genio. Questo soprappiù _di materiale sarà aggiunto agli equipaggi di corpo d'armata o ~otrà costituire una riserv~L del corpo d'investimento. E noto come ;:;i procede all'investimento di una grande piazza ·forte.

I MPIEGO DEI PONTIERl IN GUERRA

1651

·11 comandante del corpo destinato a compiere questa operazione distacca, ad una od a due giornate di marcia, un'avanguardia composta di truppe leggiere delle quattro armi eombattenti e destinata a occupare attorno alla piazza le zone· percorse dalle grandi arterie stradali che irradiano dalla piazza; rafforzandovisi con opere speditive. Giunto poi ilgrosso a conveniente distanza dalla piazza,, il comandante predetto destina le varie grandi unità che lo compongono (corpi d'armata o divisioi1i) ad occupare i vari settori che egli, in seguito a ricognizioni fatte eseguire o a dati che si sarà all'uopo procurati, avrà loro rispettivamente assegnati. Ora, è appunto in questa marcia di spostamento, che deve es8ere fatta il più rapidamente possibile, che le sezioni e g li equipaggi da ponte saranno molto impiegati, ed è in tale operazione che nelle guerre passate si è palesata l'insufficienza del materiale di che si tratta assegnato ai corpi d'investimento. Tale insufficienza si è pure manifestata, nelle guerre stesse, durante l'investimento per collegare i diversi settori d'at-· tacco e per facilitare la concentrazione rapida di una buona parte delle truppe di blocco in un punto qualunque dellà linea di investimento. N all'investimento di un piazza si presenterà pure il caso accennato trattando del servizio in marcia nella guerra di campagna, di dover sostituir:e ponti costrutti di materiali regolamentari con altri ponti fatti di materiali di circostanza, al fine di aver disponibile un certo numero di sezioni da ponte e qualche equipaggio di corpo d'armata, coi quali poter gettare improvvisamente, e nel minor tempo possibile, altri ponti là ove si dovessero eseguire sppstament i di grossi riparti di truppa per opporsi a grandi sortite del difensore. Tale matèriale di riserva dovrà essere convenientemente ripartito fra quei settori di attacco attraversati da corsi d'aequa, sui quali se ne prevederiL · più probabile Fimpiego.


1652 .

H!PIEG0 DEI P ONTIE RI IN GUERRA

IMPIEGO DEI PONTIERI I N GUERHA

Nel trattare dell'impiego dei pontieri nell'investimento di uJ.a piazza forte ci siamo riferiti specialmente all'investimtnto impiegato come mezzo principale di attacco. Qua.lora poi esso fosse applicato come m ezzo sussidiario dell'assedio regolare, del bombardamento, o dell'attacco di viva forza, si fa solo osserv:are che: nel primo caso, in corrispo11denza della fronte o delle fronti di attacco, i pontieri dovranno gettare i ponti della massima resistenza possibile qualora occorresse provvedere a spostamenti attraverso a corsi di acqua delle artiglierie e del pesante materiale d ei parchi d'assedio; nel secondo caso, siccome esso si verificherà per piazze di limitata estensione, e non si ricorrerà d'ordinario ad un blocco completo, ma si occuperanno attorno alle piazze stesse soltanto le posizioni più convenienti dalle quali riesca più facile eseguire il bombardamento, così l'impiego della specialità del genio di che si tratta sarà piuttosto limitato; e nel terzo caso, in cui si tratterà sempre di piazze poco estese, le sezioni e gli equ ipaggi da ponte saranno maggiorment,e impiegati nel settore in cui ~i svolger~· effettivamente l'attacco di viva forza, non escludendosi però che, per ingannare il difensore e lasciarlo incer to sul settore oradetto, anche una certa qnanti tà di materiale da ponte possa venir messa in moto sul terreno di altri settori e si compiano pure alcune operazioni 1 se n on tutte, occorrenti al gettamento di ponti.

Esempi. - Fra gli esempi d'impiego di pontieri nell'attacco di piazze forti che si possono citare, il più importante vuoi per la quantità di equipaggi da ponte impiegatovi, vuoi per il gran numero di ponti gettati col materiale stesso, è quello fatto dai Tedeschi sotto Parigi, durante la guerra del 1870-71 ·, 1). Come è noto, all' investimento della piazza, verso la .metà. di settembre dovevano procedere le due armate tedesche, · III e IV. (l )

Veggasi: TmVAL, opera ci tata.

•

165~

Quest'ultima, di recente formazione, detta anche armata della Mosa, doveva coprire il terrtmo compreso fra la Senna e la Marna, a nord e a n ord·est di Parigi, mentre l' altra armata aveva avuto l'incarico di passare sulla riva sinistra dì questi due fiumi stendersi verso l'ovest man mano che giungessero i corpi in marcia. Le dne armate disponevano di due divisioni di cavalleria ciascu na, le quali precedevano la rispettiva armata per coprire momentaneamente l'intervallo esistente fra le medesime. Nei quattro o cinque giorni in cui durò l'esecuzion e dell'investimento (16 -20 settembre) furono eseguiti dai pionieri tedeschi 8 passaggi di fiumi con materiale di equipaggio, e cioè : _ 1° 17 settembre, dai Bavaresi sulla Senna a Corbeil; 2° stesso giorno, dal V e VI corpo pure snlla Senna a Villeneuve-S .t George; . 3° 18 settembre, dal V corpo, sempre sulla Senna e nel l noo-o ultimo accennato; / "' 4° stesso giorno, dai W urtemberghesi sulla Marne aLagny; 5° stesso giorno, dal IV corpo, sull'Oise a Pontoise; 6° J.9 settembre, per una divisione di cavalleria sul l'O ise; 7" 20 set,tembre, dal IV corpo sulla Senna a Triel ; 8° stesso giorno, dal V c0rpo, :RUre sulla Senna a Les Tauneries. Durante il blocco poi, vennero eseguiti, sugli stessi fi.nmi, complessivamente a.Itri 23 passaggi con materiale regolamentare, così che in totale furono 31. i passaggi di fiumi eseguiti dai Tedeschi sotto la capitale francese, col materiale suaccennato. I ponti gettati in tali passaggi furono in massima di pontoni e cavalletti (16) o di soli pontoni (14); uno solo venne costrnito non impiegando che cavalletti. In massima, il gettarnflnto avvenne fuori d ella presenza del nemico (fanno eccezione quelli di Villeneuve sulla Senna, 17 settembre, per i r1uali il gettamento fu esegnito di viva forza) . Oltre a questi ponti regolamentari, i Tedeschi ne costmssero parecchi altri con materiale vario.


1654

IJIP!EGO DEI PON'l'IE.11.I IN GU EllRA

B)

DlPESA.

L e piazze forti a grande campo trincerato od a. regione fortificata poste sopra corsi d'acqua di uua certa importanza, sarà bene che, oltre il materiale da ponte delle sezioni divisionali e degli equipaggi di corpo d'armata, assegnati alle truppe del loro presidio di difesa, posseggano fin dal tempo di pace una dotazione speciale di materiale da ponte o dello stesso t ipo di quello custituente gli equipaggi delle truppe mobili, oppure di altro tipo anche meno mobile ma più resistente (1). In tal modo, il comandante della difesa di una di tali piazze, in caso di a.ttacco, potrà effettuare più prontamente spostamenti di truppa dall'uno all'altro settore di difesa sia per opporsi ad attacchi di viva forza, sia per organizzare grandi sortite. E per rid urre al minimo il tempo occorrente a preparare un passaggio, sarà bene che, o fin dal tempo di pace, o meglio nel periodo di preparazione a difosa della piazza, si preparino nei punti più conveni enti dei corsi d'acqua che ì'attraver:;ano, rampe di accesso, e occorrendo anche le relative strade d'accesso, nello stesso modo che si preparano spianamenti per l'appostamento di pezzi mobili nelle posizioni meglio adatte colle relati ve strade che vi mettono capo. P oichè giova notare che, pur esist~ndo sui fiumi attraverversanti la pi,izza ponti permanenti, non sempre con verrà fare grande assegnamento sui medesimi, potendo essi venire rovinati, o quanto meno battuti insistentemente, anche durante la notte, dall'artiglieria dell'attaccante, il quale ne conoscerà la esatta posizione. Svantaggio questo che non si verifica coi ponti provvisori, i q uali si possono gettare, di (Il Il maggiore G1sc1.,1 1u, del genio rrancc,c ha i•leat-0, per la .,.Hresa delle pia.1.ze forli, un li po di ponte gal leggiante più resisten te di quello cos tru11)ile col n,ateriale tr,tsportato al seguito dcll'<J~e,-cito. I<:sso consiste in divcr~i tronchi di ponte suscettibili di navigare e che possono mettersi a posto per conver.,ionc. . Ù"lli grande piazzr1 forte aurn versata da numi d,:>vrebbe ricevere, Un ò,LI tempo cl! pace: in dotazione il mate rialo occorrente per costruire alcuni di sirraLti ponti.

•

llH'lEGO DEI ·pONTJERI lN GUERRA

1655

notte, ad insaputa del nemico, e cambiarli di posizione ·a volontà, quando esso li abbia presi di mirn. · Anch~ nella difesa di una piazza forte, i passaggi dei corsi d'acqua potranno aver luogo senza essere disturbati dal nemico, ma più frequentemente saranno eseguiti di viva forza o di !:iOrpresa.

Esempio. - Prendiamo anche questo dalla guerra francoprussiana del 1870-71 (difesa di Parigi) (1). Il 29 novembre, la 2• armata francese, che si era trasferita in meno di otto giorni dal nord al sud della piazza, doveva tentare una sortita iu questa ultima direzion_e, passando preventivamente hi .Marnà fra J oinville e Bry, sotto la protezione dell'artiglieria dei forti e delle batterie di posizione. Oltre l'azione per Arrou e St-.Maure, all'estreme della linea di battaglia, lo sforzo principale doveva essere secondato da diversioni su tutto lo sviluppo della linea stessa. 11 l" e 2° corpo avevano per obbiettivo le P,osizioni di Villiers e di Coeuilly, mentre che il 3° corpo, all'ala destra (Bellemare) avrebbe prese di rovescio queste stesse posizioni, da Neuillysnr-Marne e Noisy -le-Grand. Il materiale da ponte, che era stato riunito, il 28 sera, presso il canale di St-Maure, comprendeva 54 pontoni col rispettivo tavolato pel pas'saggio dell'a.rtiglieria, oltre a molto altro materiale di requisizione. Il passaggio del fiume doveva aver luogo di sorpresa nella. notte dal 28 al 29, ma le difficoltà incontrate nel riunire il materiale al posto stabilito avendo causato un ritardo di 24 ore, si dovette ricorrere ad una operazione di vi va forza il 30, all'alba. D urante la notte dal 29 al 30 alcuni ponti sono gettati presso J oinville e sn di essi passano 4 divisioni francesi che respingono gli avamposti dell'attaccante. Nella giornata d~l 30 altri ponti vengono gettati a N enilly e a B ry, sotto 11 fuoco dei Prussiani. In tutto, 9 furono i ponti costrutti e (i)

Vegga~i

T11 1vAL,

opera citata.


1656

Dll'IEGO DEI PONTIERI IN GUERRA IlIPIEGO DEl PONT IERI IN GUE&RA

che servirono alla 2· armata francese per passare sulla riva. sinistra della Marna. Quivi però l'armata stessa, come è noto, non potè sostenersi, e il 2 dicembre essa, battendo in ritirata, r ipassava il fiume sui ponti sopra indicati, che venivano poi tosto ripieg9.t i.

CONCLUSIONE . Da quanto venne fin qui esposto appare manifesta l'importanza che in tutte le epoche della storia. ha avuto il servizio dei pontieri in guerra, e si comprende come presso i vari eserciti si studi continuamente di migliorar e detto serv1z10 sia col perfezionare il materiale da ponte, sia col distriblÙr3 alle truppe combattenti i grandi e i piccoli equipaggi di questo materiale in modo che, in ogni contingenza dì g uerra tanto di campagna qu anto di fortezza, le truppe stesse possano essere in grado dì passare i corsi d'acqua che incontreranno nelle loro mosse senza perdita di tempo, o colla ininor perdita di tempo possibile. Roma, luglio 1899.

B.

Z ANOTTI

maggio1·e del genio.

~OTA.

Come si è accennato nello stud io: L'an11a del genio e le sue svat·iate speciali tà \d icembre 1896), pt·esso d i noi l'arma det'genio conta fra le sue specialità. anche quella dei ltigtmat·i, la quale uon trova. riscontro in nessuno degli nitri eserciti. Stante l'affinità di detta. specialità, con quella dei pontieri, e l'impiego limitato che essa avrà in guerra dovendo servire quasi esclusivamente nella difesa della lag una veneta, crediamo opportuno di tratt::n·e brevemente di tale impiego nella presente nota.

•

1657

Im piego dei lagunari in guer ra. li 1° luglio 1817 venne creata n Venezia una. compagnia lagunari, che fu la 14° de l 2° reggimento genio (le altre 13 compagnie erano di zappatori). ll 1• gennaio 1888 si formò un'al tra compagnia di lagunari, cbe, unita. a quella già esistente, costitul una brigata., facente parte del 4° reggimento g~n io [pontier i), di nuova. formazione, la quale brigata non subi più alcuna rrodifi caz ione ne i s uccessivi r iordinamen ti che <l'a llora ir, poi furono apportati all'ar mn ' de l genio. In caso di guerra verrà poi costitu it.n una terza compag-nia lagunari di milizia. mobile. Il materiale regotamentare, di cui può disporre la brigata. lagunari pel disimpegno de l servizio che le è a.fiìdato sia in pace sia in guerra, consis te in rimorchiatori a va pore, bat telloni (per uomini), prame (per cnvalli) e peote (per carri). Olt re a questo materiale, detta brigata. può valersi di materiali analoghi da. requisirsi in laguna o nei fi umi che vi mettono capo. Dnrante una guerra, la brigata di che si t ratta può essere chiamata a svilu ppa1·e il carattere di pe rno d i manovrn che assu merebbe la piazza fo rte di Venezia qua lora l'esercito avvefoario, penetrato in Italia dalla froutiera nord-est, volesse proseguire la sua marcia nel basso Veneto. lll tal cnso però essa non svilupperebbe che un'azione passiva, poichè avrebbe per compito principale di t rasp0t"tare corpi di t ru ppa dall'uno all'altro capo della. veneta lag·una, ossia un compito analog o a quello modesto, ma pur sempre importante, che è affidato al treno militar e, sussidiato all'occorrenza da quello bo rghese sulle strade ordinarie. La stessa brigata, invece, non agirebbe soltanto passivamente, ma svilu ppereb be un'azione molto attiva nel caso che Venezia venisse assediata. I ser vizi da prestarsi dai lag·unari, in questo caso, possono disting·ucrsi in due categorie:

1° Se1·vizi di frasp01·to, i quali hanno per fine: d i procurare alla città. soccorsi di uomini, munizioni, materiali e viveri, presi dalle ri ve del Po; di eseguire quegli spostamenti attraverso la laguna di ripat·ti d i fanteria e di artiglier ia occorrenti alla difesa dei vari punti della laguna stessa; di provvedere, se possibile, al rimorchio di treni-ospedali galleggianti dal la lagu na alle città più vici ne situate su l Po o ,;; ul corso infe riore dei fi umi che sbdccano nella laguna . 2° Servizi di sicurezza, che comprendono: la difesa in unione alla fa nteria. dei canali della laguna e delle lo ro ostruzioni; la perlus trazione con leggere imba rcazioni attorno ai n uclei di difesa , lissi e mobili, stabiliti in laguna; i l servizio di informazione. Per cui, in questi servizi


1658

1659

Ull'lEG O D EI l'ON'1'1ER l I N GUERRA

lagunari banno missioni analoghe a q uelle delle t ru ppe di scopert11 e dei cacciatori nella g uerra di campagna (1). Si fa a ncora notare che, qualora la piazza di Venezia non venisse assediata , nè dovesse servire come perno di manovra, supposto, com'è molto probabile, che le · 01>erazioni principali di guerra si svolgessero nella valle padana, i rimorchiatori della br ig ata. lagunar i potrebbero essere utilmente impiegat i nel trasporto di materiali sul Po e lungo il corso inferiore di qualcuno de' suoi principali afJ:lueoti, . Così, ad esempio, durante la campagna del 1866, prima ancora che fosse creata la prima compagnia di lagunari, i vaporetti della lag una fecero importan ti r imorchi d i materiali da guerra, fra cui la trazione da Casalmagg iore a Piacenza di 50 e più portiere, che doveva no servire alla costruzione di un ponte per dar passaggio al I e II corpo d'armata mo· bilizzati.

{_I) Veggasi in 1> ro1>osito l'articolo La b>·igaia tag,mare nella difesa d.i Venezia ciel capitano (ora maggiore) del genio ANGELO CAPON, ruh hlicato in questa stessa J/i'Vi$ta nel luglio !886.

B.

ZaNOTTI

maggion

L'INIZIO D.ELLA CAMPAGNA DEL 1809 NEL VENETO E

GLI I TA LIANI ALL A BATTA GLIA DI S A CILE

Cont huuizione e fine. -

Vedi dispe11S(i X VII

P ericolosi frangenti attraversava frattanto la divisione Broussier, che indietr eggiava formata sn quadrati di battaglione. Stretta dalle masse austriache preponclerrmti per forza. e baldanza, avviluppata dalla nuirnerosa cavalleria nemica, muoveva stentatamente, lottando in modo indefesso. Ed un nuovo episodio so:rge da questa tormentosa manovra. Eugenio, vedendo nelle in'c erte luci crepuscolari, fra le dense nubi di fumo, le pastoie nelle quali si dibatte la divisione Broussier e paventando seriamente di perderla, vuol tentarne la salvezza.; dà perciò ordine al generale Sahuc, che cogli squad roni rimast i fino allora in riserva, accorra a prestare mano forte al Broussier, Sahuc, infatti, desioso di vendicare lo scacco subito a Pordenone, si slancia sugli A ustiaci con lodevole veemenza; ma appena i dragoni nemici {reggimenti Hohenzollern e Savoia) scorgono il mani polo dei cav~i.lieri francesi, lo affrontano con vigorosa audacia, e dopo breve mischia lo pongono in rotta. Nè s'accontentano di ciò, e colle sciabole alle reni perseguitano i cavalli in fuga; Broussier a tal vista apre dei varchi nelle sue compatte schiere ai compatriotti nonchè ai nemici, iniziando subito una fucilata ;micidiale contro gli inseguitori, i quali efficacemente danneggiati cercano scampo dietro le proprie fanterie, che proseguono imperterrite l'avanzata. ~


1660 L'INIZIO DELLA CAMPAGNA DEL 1809 NEL VENETO Tuttavia le aperture, richieste nelle file francesi dai disordinati ussari di Sahuc, apportano tristissime conseguenze alla laboriosa ritirata délla divisione Broussier, poichè la compagine 'fino allora robustamente conservata nei battàglioni, comincia a venir meno; il dissolvimento s'infiltra nelle soldatesche, l'impressione dolorosa prodotta dai cavalieri fuggenti lascia tracce irrimediabili. Le tenebre che scendono trovano il principe Eugenio infaticabile, audacissimo che si ingegna di raccogliere gli avanzi della divisione Broussier; le parole del giovane comandante s uonano incoraggiamento e minaccia; ma le frasi vibranti di patriottismo e di alto sentimento militare fanno lieve presa s ull'animo abbattuto dei soldati, che scorgono nell'oscurità della notte addensarsi da ogni lato il pericolo; la pioggia accresce terrore alla disperata situazione; il momento appare solennemente tragico; ed in tanta ruina, nel crollo di sì accarezzate speranze l'italico valore sfolgora sempre. Attorno all'aquila dell' 84° reggimento di linea si raccolgono poche centinaia di soldati, in gran parte Toscani e R omani, r isoluti a morire piuttosto che abbandonare il sacro labaro. Verso le 7 pomeridiane i dragoni di Savoia e d' H ohenzollern si rovesciano su questo manipolo, ma sono accolti quasi a bruciapelo da un fuoco ben diretto e respinti. E mentre l'esercito decimato affolla sotto il fulminare dell'artiglieria nemica il ponte di Sacile, cercando febbrilmente un varco, g li I taliani dell'84° con pochi ufficiali e soldati d'altri corpi ;rimangono sulla sinistra della Livenza, proteggendo eroicamente il pon te sino alle 9 di sera. In oo-ran disordine sfilano frattanto per Sacile con verti-. ginosa rapidità carri, ambulanze, cannoni, cassoni, soldati sani e ferit i. La difesa dei pochi Italiani si sarebbe protratta lungamente se ad un tratto non fossero s)::mcati dalla strada Vigonovo-Sacile sette battaglioni del 9° corpo, comandati_ dal genenile Marziany. I nostri prodi che s'erano asserragliati nelle prime case del paese tentarono opporre una disperata r esistenza anche contro questo nuovo, inaspettato attacco_; vennero fatte alcune scariche d'artiglieria, ma ben presto si

E Gl,l I TALIANI ALLA BA'rTAGLIA Di SACILE

1661

comprese essere follia resistere più a lungo e per non cadere prigionieri i nostri difensori si r itirarono sulla sponda destra della Livenza, senza avere la precauzione di distrug· gere il ponte in muratura.

Al principe Eugenio, di fronte a tale rovescio, n~n ri_m a: neva che riparare alla 1~eglio il danno snbìto; e~nano qm_nd1 a tutti i o-enerali ed ufficiali superiori l'ordine d1 ra.ccoghere e concent;are i loro corpi sulla riva destra del Piave ; la r i.tirata si oompiè nel più grande disordine. Sebbene gli Austriaci a causa del lungo, feroce combattimento , dell'afa precocemente eccessiva della giornata, della necessità di rifocillarsi, della copia di .t' nioo-o-ia sopravvenuta desistessero dall' inseoo . . cruire il nemico e completare in modo decisivo la rotta 1111· :iata, tuttavia i Francesi, già troppo scossi, danneggiati dalla luno-a tenzone, trovarono serii ostacoli n ell'improvviso gon:6.ar:i e straripare dei torrenti, nei carreggi ingombranti le strade nell'opprimente st anchezza ohe invadeva tutti, e g iunsero i~ stato depl~revole sul Pia ve. Solo gli Ita.liani si distinsero anche n ella triste sorte; l.-1 .divisione Bonfanti, rimasta l'ultima durante la notte in Brugnera, non partì che alle 2 antimeridiane del 17 dopo essersi riordinata; e la marcia venne esegnita con tale disciplina e con tale tranquillità, doti mirabili in truppe battute che si ritirano, da non per · vènire a. Co·negliano che alle 10 antimeridiane. Qui fece dne ore di sosta; ricevette una distribuzione di vivexi, r ipartì a mezzogiorno, attraversò la Piav~ al ponte della. Prinla all~ 5 pomeridiane, e nella notte dal 17 al 18 pose gh avamp~sti a circa un mio·lio dalla sponda destra del fiume. Splendido esempio appar: questo cli devozione ai capi, e di 1:ispett? ai principii militai·i, in un corpo che dopo ave1:e mtrep1damente lottato l'intera giornata, mentre tutto 11 r esto dell'esercito si abbandona ad una fuga disordinata e precipitosa, possiede l'energia di ricomporsi sul campo di battaglia e con serena calma esegue mosse, come se si fosse tornato . nelle


....

E GLI l'fALlANl Al.LA BATTAGLIA Dl $ACILE

1662

1809

L'INIZIO DELLA CAllPA.GNA DEL

NEL VE)IETO

normali condizioni ciel tempo di pace; l'atto cli quei prodi, fo rti anche nella sventura, rimarrà memorand0 nelle cronache più gloriose delle milizie italiane!

*** L'esercito franco-italiano perdette nella battaglia di Sacile 7000 uomini; di questi metà caddero prigionieri e nella fuga inconsiderata vennero abbandonati sul campo anche quindici cannoni. Fra i morti si contarono molti ufficiali; parecchi anche nei gradi superiori rimasero feriti come i genera.li Severoli, 'l'este, Dutuny, Pagés, Garreau, Marte!, i capi battaglioni Jlerrn, Barbieri (italiani) cd a ltri. I nemici ebbero circa 3600 uomini fuori combattimento di cui soli 500 prigionieri. Gli Austriaci in luogo di trarre dalla vittoria i massimi frutti , inseguendo e terminando di distruggere il nemico fuggente, ristettero e si accantonarono nei villaggi onde riparare le soldatesche dalle molestie delle intemperie; e solo il 19 giudicarono opportuno l'avanzare verso Conegliano ove il 20 rarciduca Giovanni stabilì il proprio qu!i.rtiere generale (1) . (i) Credo non compiere cosa inutile riproducendo testualmente la seguonto lettera scritta dal principe Eugenio ali' imperatore Napoleone subito dopo la battaglia : Eugenio a Na1ioleone, <talle sponde del Piave it 17 ap1·ile 1809. Si re! Ebbi già l'onore di annu nzia re a. V. M. come ogn i 11'1 più crescesse la necessità di rhlr battaglia 1111' inim ico: 1•) 1>erché il 1lrincipe Giovarml ,0111incia.va ad incalzarci da_ presso; . . 2") perché io non sapeva adattarmi ad abbandonare due d11iarument1 del regno d1 V. )[. senza co lpo ferire; a•) percl11), da ultimo, la mossa del generai~ Chasteler noi Tiro.o, o il di lui arrivo a OressanontJ il ·l~ corrente, rorHlova sornprc più necessario ass;ilir l' inim ico. Ieri aduuque elle/l i battaglia e duolmi (lovor ann unr.iarle che l' ho perc~u.ta. . I.a battaglia cominciò alle 9 del mattino; sino alle 3 p~m- ttvem~o ?01. 11 vant~gg10 ma verso sera l'inimico spiegò tanto numero di cavalleria e di art1glier1a, da r1port.1rc decisamente la vittoria. Le nostre milizi e dovettero ritirarsi nel massimo disorrJine. Tanto maggior <lolore provai por tale smacco, poic~é no lto sperimentato .' ~ runeste conseguenze. impiegherò la giornata d'oggi n. nwcogbere e r1orclmare ~e. m1lrz1e. D_omani mi ritrarrò in ! colonne sull'Adige, doro lasciato un buon pros1d10 a Venezia. Avrò poi l'onore d" inviare a 'f. li. una specillcal.:! relazione del fatto. . . Comech è possa sembrare 1ioco crellibile, puro è verissimo che ebbero a notarsi moltr atti cli valo re e che Lutti i ca pi rccero ottimaméllte il loro dovere; le perdite dell'Inimico furono gra vìssime. In questa circostanza più che mai ho d'uopo dell"indulgcnza o del paterno a ll'etto di V.111.

1663

Altri fatti d'arme nelle successive campagne dell'esercito napoleonico svelarono al mondo di quale slancio, di quant~ abnegazione, di quali saldi principii milit ari fos~ero_ capac~ i cuori italiani· nelle inevitabili privazioni della vita dei campi, nel sost~nere impavidi e fern:i-i c_ome baluardi l'urt~ del nemico irrompent e, nel rovesc1ars1 ad un cenno dei capi, col furore di fiumi straripanti sull'avvers~ri~ i soldati della nostra penisola diedero sempre alta prova d1 se; ma esaminando il combattimento di Sacilc, il primo nel quale reparti composti esclusivamente da Italiani e comandati da ufficiali della medesima nazionalità si trovassero ad affrontare in numero rilevante il cimento accanto ai vecchi soldati francesi, non rimanendo certo al d isotto di loro per va· lor e e disciplina, ci sembra ~li scorgere u~'~lb~ tenue e lontana della grande epopea delle lotte per 1 md1pend~nza. I •i fronte alla valentia dimostrata in questa battaglia da ufficiali e soldati italiani non si può che approvare con en~ tusiasmo la frase pronunciata dal /principe Eugenio pochi giorni dopo, vedendo dalle alture di 'l'arois stilare al passo di corsa gli Italiani marcianti all'attacco : « Voyez m~s Ita· « liens ! si j e n'avais eu qu'eux à Sacile, je n'y aura1s pas « essuyé l'h umiliation d'une défaite » (_l). . . . . E prima di chiudere questo mio studio _m1 sia con~esso mnalzare un saluto reverente ai combattenti del 16 aprile 1809, oscuri e remoti precur sori delle gloriose battaglie del nostro risorgimento! con noi, che riferisce questa-frase (1) I;, ·I 1 vaudoncourt' non scmt>re molto benevolo "-· • V 1· ' •86 lusingh iera. /Ji.itoire pol. et ,ntt. du prince nugene i apo eon, pag. • .

G.

ÙAPl'ELLO

tenente di (anterili attci sruota milita,·e.

0

{00 -

A:S1'0 Hl\·.


1664

L'INlZIO

..

DELLA CAMPAGNA DEr, 1809 NEL VENETO, Ècc:

1665

FONTI STORICHE. T1vARON1.

L'Italia du1·a1ite il domi?iio f1·ancese,

Tomo

I. _ Edìtori

Roux e C. THIERS. Histoire du consulat et de l'empfre, 'l'omo v. LA__uomR. Fasti· e vicende dei popoli itaHani dal 1807 al 1.81.5, Vol. v . - Firenze, 1838. Z:iNOLr. Ce1ini st01·ici sulla milizi'a cisalpi11a itaUana. _ Milano Borrom e Scotti, 1845. ' ZuccHI. 1lfemo1·i!J pubblicate pe1· cura di .Nicomede Bianchi. _ Ed"t 1 M. Gu igon i, 1861. ore

LOMBROSo G1ACOMO. 0-alleria militare. CANTÙ. Il principe .Eugenio - Memo1·ie Corona e Caimi, editori, 1865. C..i.N·rù. Gorris"'ondenza di diplomat··c· ,,, • • d'Italia.

Milano, Borroni e Scotti 1842. del 1·egno d'Italia. _ Milano ' "«e lla repu òòlica e del 1·egno

TuRO'l"rr. Storia delle a1·mi italiane dal 1.796 al 1.81.4. Vol. II. _ Milano, 1858, Francesco Sarnito. VAuooNcou~T. Histoire politique et militaire du p1·ince . .Bugène .Napoléon. - Par1s, 1828, libr. Mongie. Du CASSE. Memofres et corrispondence poli"tique et militat're du prince .Eugène. - Paris, 1858. · SAN'l'ALENA. Treviso nelle vice11de napoleoniche (1.791.-1813). _ '!'ip. zoupelli, Treviso. • · lACOPETTI. Biografie di Àckille Fontanelli; di Francesco Teodo1·o Ai·ese e di Pietro Teuliè. - Borroni e Scotti, Milano, 1845.

MILIZIE DI ALrrRl TEMPI<11

IL P rima della cr eazione dei reggi menti . (1738) la repubblica -d i Genova spendeva ogni anno dalle ottocento alle novecento mila lire genovesi, per mantenere una forza di circa 3300 uomini, compresi 500 di presidio in Corsica e « con moderata ufficialità» (2). Non sembra che la somma fosse esuberante ai bisogni, percbè da un foglio (3) dell'anno J- 733 risulta invece che la truppa era «svestita in modo di essere incapace alla fazione» da non poter assistere « alla parata del giovedì santo » es.s endo ridotta la maggior parte « con la sola camicia ». L'insufficcnza si palesò meglio colla formazione dei reggimenti a causa degli assegni spettanti ai colonnelli ed agli stati maggiori, e lo sbilancio crebbe a dismisura per gli .aumenti delle compagnie e dei reggimenti, occasionati dall'approssimarsi della guerra (1745-48) . .I preparativi per questa furono fatti con una certa larghezza, superiore forse ai mezzi di cui Genova poteva disporre. .Dobbiamo crederlo se ripensiamo che le semplici tende- padiglioni pei colonnelli costarono ciascuna nientemeno che 413 lire circa (4) e in proporzione quell~ per i rimanenti (1) V<Jdi Rivista milit1we rlel 1• apr ile !Sll!I. (2) A, d i S. d i Genova. F'ilza 292i. (3) A. (li S. cli Genova. Fi lza {61. (lo.) A. cli S. d i Genova. Archivio segrnLo, lilza -2880. Cost ~ d i nn1t tenda-padiglione ·.per : maggiore lirn 292. t.\. solcli. IO danari ; t enente colonnello lire 344. 6 so ldi; colon · uello lire H2 . 18 soldi. 8 da nari . La lira gonovese (circa so ccotesimiJ si d ivicteva in :io soldi e il sotdo in danari.


1666

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MIL!ZH,; DI ALTHI TEMPI

JIIILIZJE 1H ALTRI TEllPI

gra:di. A.nohe i premi di « ingaggio >> furono aumentati e triplicati: ciò che sarà stato necessario fare, non dico, per diminuire in breve tempo grossa schiera di militi, ma che importò sempre un forte aumento di spesa. Durante la campagna poi i soldati ebbero un soldo di più al giorno sulla paga, sicchè per non dilungarci su altri aggravi inevitabili in gnerr a, tntto concorse a peggiorare le sorti del bilancio militare e dell'erario, grandemente còmpromesso dalle urgenze straordinarie. Sappiamo già che appena firmata la. pace Genova. si affrettò nel tornare alla quantità di milizie che il magistrato di guerra riteneva indispenc,abile per i bisogni della repubblica in tempi ordinari. Infatti non solo fu stabilita la riduzione di numero; ma si adottarono parecchie economie, alcune delle quali si svelarono ben presto soverchie e dolorose, al punto che il magistrato di guerra dovette avvertire i collegi (lettera del 4 agosto 1750) che faceva « pietà « vedere per Genova ufficiali che chiedevano l' elemosina << dopo aver servito tanto tempo » (1). La lettera dichiarava impossibile altri tagli negli organici e nelle paghe del personale: « Maggiore riduzione è « impossibile perchè quando si armano le galere bisogna « diminuire i corpi di guardia..... Quasi tutti i tenenti co« lonnelli riformati... rimasti tre 1:1.lfieri per reggimento, es« sendosi riformati gli altri con 25 lire al mese, conservando « l'obbligo di servire e marchiare (marciare) colle com« pagnie... » Quel che si riteneva. impossibile di venne necessario quattordici anni appresso, quando fu incaricata una commissione di studiare le riforme necessarie per contenere le spese mi~ litari nei limiti del bilancio. Questa accertò essere il reddito per le truppe di 821 ,220 lire 16 sold-i e 3 danari; somma costituita dai migliori cespiti d'entrata della ~epubblica. E propose, giacchè non v'era altro mezzo, di ridurrè le truppe a cinque reggimenti di 500 uomini l'uno: in totale

2500 uomini, oltre 25 bombisti e 118 bombardieri, il corpo degli ingegneri e i giubilati. . . Nel 1765 vennero approvate queste conclusionl e, come . vedemmo, furono sciolti tre reggiment~. È incerto se negli anni di poi il fondo per la guerra n· sultasse bastante. Ulteriori riduzioni non vennero fatte; ma forse per principale ragione di economia si lasciarono scoperti parecchi posti di ufficiali e di truppa.

(1) A. rii S. rii Genova -

prntichc l)ubhliche. Filza t741>, i agosto.

I 2500 uomini dovevano così ripartirsi sul t erritorio della r epubblica: 1300 di guarnigion~ i~ Genova, 9~0 nelle provincie di terra ferma; 250 a Bonifacio e a Capraia. . . Secondo il turno, ogni anno in maggio uno 'dei re~g1_menti partiva da Genova per distribuirsi nei _vari ?res1d:, ove concorrevano altresì piccoli drappelli degli altri r~ggi: mer.ti, sino a formare giusto numero. I di_staccar_nent1 . po~ nelle isole erano dati complessivamente dai regg1ment1 di stanza in Genova. . . Ed ecco come si divise in maggio 1771 11 reggimento Sarzana: (1). . Comando del reggimento e della granat1era Cuneo, con 65 granatieri. a Savona e 9 a Genova_; Comando della compagnia Quaglia, con 49 fucilieri a Finale, e 26 a, Savona, 16 a Genova, 2 a Gavi; .. . Comando della compagnia Calzetta, con 44 fumhen a S. Remo, posti di levante 3, posti di ponent~ 17 ; . . Comando della compagnia D 'Oria forte S . Man a (Spezia), Comando della compagnia Damasco a Gavi.

P er confermarci sul come procedevano le cose p~r l'arrolamento di reclute in circostanze normali le ~aggio ~elle straordinarie) basterà citare una deliberazione dei collegi (2) (il A, di S. <Ji Gc1101'(L Rolli i77L Fi11.a ·1337. . . (:l) A. di s. di Genova . Riforme nel milìt3re, 5, 'li, 23. ottobre

,

n~s.


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1669

i\lll,IZIE Dl .H,TRl TEMPl

MILIZIE DI Al,TR[ TEllPI

dei' 23 o·ttobe 1748. Diceva: « fra trenta gio1;ni i capitani deb« bono completare le compagnie (60 uomini). Per facilitare « il compito, se pel giorno indicato le compagnie saranno <\ al completo : « spetterà ai capitani 12 lire per recluta ». Se (< iu detto termine conteranno almeno 50 effettivi avranno « ìire quattro per recluta, ma perderanno della propria paga « soldi 40 (2 lire), per ogni recluta che mancherà al numero ,< di 50... se non avrà 30 uomini il capitano sarà riformato « e la compagnia ripartita nelle altre... non si conteranno « gli inabili, nè per il premio d'ingaggio i disertori ritor« nati al servizio, che faranno solamente numero». La mi naccia di perdere l'impiego, forse più che la speranza del compenso, doveva certamente agnzzare·le menti per riuscire in un modo o nell'altro, per vie lecite e per astuzia, a racimolare i giovani. Ed era il governo stesso che così or.dinando provocava e in certo qual modo riconosceva come legale tutto quello che di meno onesto tentavano poi i sergen ti nei vari giri pei paesi in cerca di reclute. · Non più a lungo di qualche mese appresso i collegi si trovarono nella necessità di affrett~re i congedamenti, a causa delle ristrettezze finanziarie. È. notevole vedere nelle nuove disposizioni per sollecitare il rinvio degli uomini, il riflesso di certe idee che lungamente in passato tennero divisa la patria nostra « dovendo ridursi, di preferenza rifor(< mare i forastieri principalmente quei che fossero piemon« tesi » (1).

« schioppo » e quattro pietre focaie. I granatieri 3 granate a mano. Sui carri, a disposizione degli ufficiali, 48 cartuccie per ogni soldato; col parco d'artiglieria seicentomila e in riserva un milione (1). Per ripa.rare dalla pioggia le armi dei soldati, le compagnie ebbero due tende «mantelli» del costo di lire 24 ciascuna, sotto le quali, nei campi si ammucchiavano dette armi. Da un regolamento del 1749 rilevasi (2) la posizione del fucile, sostenuto alla batteria colla mano sinistra e il braccio piegato in modo che la mano stia alla cintnra. Il calcio del fuoile « spianato in mezzo alle coscie a la canna più in can« dela che sia possibile ». Saluto del fucile, sei tempi: I. Si porterà l.a mano dritta alla canna all'altezza della piegatura del gomito sinistro; II. Si porterà il fucile spianato col calcio sulla destra « fa« cendo un quarto, o mezzo qnarto secondo le convenienze « a dritta». III. Si abbasserà la bocca del fucile col r ivoltarla a terra. I rimanenti tempi per ritornare alla posizione del fucile Lo stesso saluto era fatto marciando.

I soldati di Genova parteciparono alla gnerra con fucili di diverso calibro. R esta a dire che· nel partire da Genova per il teatro di operazioni (anno 1745), i soldati por1~rono ognuno 24 cartatiwce (car tucce) più « un cornetto di polvere « con cui rinfrescare di quando in quando il polverino dello (1) A. <li S. di Genova Biforme nel militare, H marzo 1749.

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Il manifesto stampato in luglio 1797 che annunziava le r iforme nelle truppe (3) stabilite clal governo democratico, ci dà notizie delle paghe .fissate pei vari gradi. Non poteron qùeste differire di molto dalle altre assegnate negli anni precedenti epperciò, in mancanza di dati più esatti, abbiamo un criterio che ci sugg!lrisce come fosser o ricompensati i militari di Genova in tutta la seconda metà del secolo scorso. Cioè: maggiore lire 300 al mese, aiutante maggiore lire 130, alfi.ere 60, capitano dei ,granatieri 160, capitano dei fucilieri 150, t enente 90, sottotenente 70, cappellano 50, sergente maggiore 50, sergente 45, caporale 35. Paga (ll A. di S. di Geno,•a. Archi vio segreto . Filza :isso. (2) A. di S. rii Genova - pratiche pubbliche. Fil z:t 1~53. (3) A. di 5. di Genova. Filza t~so, 22 luglio.


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MILIZIE DI ALTRI TEMPI

Mll,I,mi, DI ALTRI TEllPl

~iornaliera dei comuni una lira, granatieri un soldo di più. Della paga 4 soldi a disposizione del soldato, 8 per l'ordinario, 6 pel vestiario, e i rimanenti due per spese comuni. Gli ufficiali versavano alla cassa vestiario il 3 °/ delle paghe. 0

Per avere diritto alla pensione, o per essere riformati .come allora si diceva, i militari di Genova dovevano in tempi comuni raggiungere la cifra cento sommando gli anni cli servizio con quelli di età: ciò che implicava nella maggior parte dei casi una permanenza in servizio di almeno quaranta anni. Ne veniva la conseguenza di una lunga durata nei gradi, tanto più che il governo per economizzare le pensioni o per altri motivi spesso e volontieri dimenticava di còngedare coloro che potendolo non insistevano per essere riformati (1). Poco per volta, non provvedendo il governo, gli ufficiali di grado meno elevato, introdussero un curioso sistema per decidere i superiori a lasciare il servizio : cioè offrivano una certa sommetta di danaro col patto che se ne andassero. Fu un abuso, contro il quale insorse un anonimo (2} che denunciò ai collegi i contratti che si facevano nei corpi « per cacciare i vecchi di grado « più elevato in g iubilazione col dare una mezza paga. » Il consiglio interrogò il generale, che sentì il parere dei corpi. I comandanti di Sarzana, R. Palazzo, Corso e artiglieria, si pronunciarono in favore dell'abuso e lo scusarono dicendo che in fondo se ne avvantaggiava il servizio: il reggimento Rastrumb si mostrò contrario e Savona contrarissimo. (i l I capitani Cuneo e CiLlzetta figu rano con 10 stesso g1·aclo nei Ht10Ji del l.748 e del iiH, cioè per 23 anni (li seguito. E forse restarono nel grado qu:1lche altro anno ancora. (:li A. di ·s. di Genova. Pratiche pnbhliche. Filza ·1579, 30 luglio 96.

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Maggior accordo avevano dimostrato sul principiare dell'anno 1796 i comandanti di reggimento in una supplica ai collegi per invogliarli a provvedere all'indigenza delle casse pel vestiario. Converrà riportarne alcuni particolari. Le casse, oltre le spese ordinarie, dovevano sopportare: il pa· gamento di lire 40 per la cattura d'ogni disertore arrestato; pagare il « cappotto... se il soldato fuggendo di sentinella « lo portava seco ; » anticipare il costo del trasporto dei soldati sui bastimenti (1) in ragione del doppio del convenuto tra lo Stato e gli armatori, chè altrimenti si sarebbero ri• :fiutati; dare 360 lire all'anno per i letti degli ammogliati, che non rimborsavano se non la terza parte; e provvedere « ·a molti altri articoli di minore entità. » Di più « di~ « quattro anni è cessato il vantaggio dei sei fazionanti per compagnia ... le casse sono addebitate non solo, ma impos· sibilitate a continuare l'approvigionamento. >> I comandanti concludevano « pronti per altro i suppli« canti medesimi di fare constare a chi meglio VV. SS. Ili.me « stimeranno che la loro gestione fu ed è la più oculata « ed economica possibile. >Y Conforme al solito, dopo più di due mesi, i collegi incaricarono « l'Ill.mo generale di riferire quello che stimerà. »

I letti... ~forniamo per un momento al 1750. Chi li provdei poveri. In ogni vedeva alle truppe era il magistrato \ letto dormivano insieme tre soldati, ma il numero complessivo dei posti era inferiore .a quello che avrebbe dovuto essere e non raggiungeva che la terza parte. (~) l distaccamenti ,ullc riviere si mandavano per via rii mare e non a tappe, non essen<lo,·i allora la grande strada della Cornice.


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MlLl;:11;; DI ALTRI 'tE llP I

)!lLIZIE O! AI, TR [ T E MPI

Ad aumenl;are la clefi.cenza dei letl;i nei dormitori comuni concorrevano gli ammogliati, t enuti in disparte, e quelli che andando in distaccamento portavano con sè il letto. Avvicinandosi l'inverno; più volte il magistrato di guerra richiese, per mezzo dei collegi, all'amministrazione dei poveri di completare il numero di letti occorrente, ma, come il banco di S. Giorgio, anche il magistrato dei poveri vantava crediti insoddisfatti e finì col ricusarsi assolutamente se non fosse stato pagato (1). Succedettero promesse ed acconti d'una parte, r imostranze e cessioni dall'altra finchè probabilmente la questione fu fin ita, n on coll'aumento dei letti, ma colla diminuzione del numero dei dormienti.

« barbaro ed ignorante >> che della larghezza s'era giovato soltanto per infestare il mare con nuovi e più poderosi assalti di corsari : talehè la repubblica, qu ando meno se l'aspet tava, dovette armare in fretta le sne navi ~ raddo~p~are o·li sforzi per difendere quel po' di commerc10 man tt1mo ~he l'era rimasto in tanta decadenza di cose e di uomini... Non v'ha dubbio: la civiltà sa farsi strada ovunque, ma solo lentamente e con grandi stenti giunge a tr ionfare sulla barbarie. Intanto. per quel che ,•ale, ricordiamo l'episodio: certe pietà morbose, che al pari dei maggic'.ri avv~nimenti possono avere il loro ricorso storico - beumteso m una o in altra forma - possono tornare di grave danno e produrre .effetto contrario alle speranze più lusinghiere e seducenti.

E d ora un episodio della storia di Genova, che non è abbastanza ricordato nei giorni nostri, mentre parecchie nazioni militar.i europee ed anche l'Italia si trovano a contatto di popoli meno civili, neri o gialli che sieno . Quando a Genova nel 1'797 si stabilì il governo democratico, molte fnrono le esagerazioni sentimentali, spontanee od artificiose. Tra l'altro, parve doveroso il liberare gli schiavi africani incatenati sulle galere della repubblica. Il 14 luglio (anniversario della presa della Bastiglia) le ciurme furono condotte in piazza, e lì in presenza di molto popolo, vennero spezzate le catene fra abbracci, evviva, danze e va dicendo. Ma non bastò : per maggior concessione i già schiavi furono poi sbarcati liberissimi sulle loro.spiagge natie. Ahimè! tre mesi più tardi la Gaz zetta naz ionale Genovese (2) confessava con molta malinconia, e forse con altrettanto dispetto, che la liber tà accordata il 14 luglio agli schiavi africani e il loro ritorno in patria non avevano « prodotto alcuna favorevole impressione .in quel popolo (O A. di S. dì Genol'a. Pratic! ,e pubhlich~. Filza 135, . ('l.J Fogl io del ¼4 ottobre l.i9i .

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Dalla stessa Gazzetta, dell'anno 11814 traggo un grazioso epigramma sulla Restaurazione. E sarà un per finù·e : «

Qui ne serait pas pa.rtisan d'un Bourbon

« Si on nous donne u n Louis pour un Napoléon '/ » E UGENIO G .U,LI u1,7iilat10.


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NOTE J:llBL!OGRAHCHE

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N01 E BIBLIOGRAFICHE

non si saprebbe come stabilire il punio esatto ove termina I~ strategi_a _e comincia la tattica, intende arbitrariamente - come egli dice - dlVI· dere il suo es~me delle battagl ie napoleoniche nelle due parti: strategia e ta/.tica.

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** La bataille napoléonienne, par H. CAMBON, chef <l'escadron d' artillerie, breveté d'ék'\t major. Paris, librairie militaire R. Cbapelot et C.ie., 1899. 1

Da qualche tempo e specialmente in questi ultimi anni, le campagne napoleonichè formano uno dei principali e de' più accurati studi da parte degli ufficial i francesi. E invero non hanno torto, imperocchè, sebbene l'ordinamento degli eserciti e i mezii di guerra abbiano oggidì subito le più radicali modificazion i, cionondimeno Napoleone permane pur sempre e resterà ch i sa fino a quando, il più grande maestro della scienza della guerra. Il maggiore Cambon, in questo breve ma notevole lavoro, si dimostra appunto uno de' diligenti studiosi -di Napoleone, e i suoi apprezzamenti, le sue rillession i, le sue deduzioni offrono largo campo di proficua discussione. L'opera consta di un proemio, di due parti e di una conchiusione. Nel proemio l'autore espone l'idea che se si studiano a fondo le vari.e_ ' battaglie di un gran capi tano, si rileva ch'esse hanno caratteri comuni, una rassomiglianza innegabi le che perrneltono di far le derivare da un ti po unico. Nessuna batll!glia avrà realizzato compiutamtnte questo tipo ideale del generale·; le singole battagl ie, a seconda delle circo· st~uze e dei mezzi disponi bili, vi si accosteranno più o meno; tutta via un'analisi ben condotta porrà in .:videuza che il procedimento usato per consegu ire la vittoria, press'a poco, è sempre lo stesso. Un solo tipo di battaglia ò basiato a Napoleone; ma esso ha subito delle evoluz'ion:i, a partire dal piano di battaglia di Jena per terminarC' con quel lo di Lip$ia, passando per il ti po di 'Bautzen. · Una disamina delle battaglie sarebbe ·singolarmente facilitata se fosse possibile di separare nettamente la preparazione della battaglia da lla sua eseciiz'ione, cioè la strateg,i a dalla tattica. Ciò è assai facile con Federico; impossibile invece con Napoleone, perchè la sua ·bauaglia è straitegica; è, cioè, la risultante inevitabile delle sue manovre strategiche. L'autore pertanto, pur ricono.scendo che)

Nella ·Ia parte, infatti si esamina la strategia, nell a 2a la t.attica ·di Napoleone; ep però noi non ·seguiremo minuziosam_ente lo sc1:itt?re_nel suo interessante studio, limitandoci ad esporne qui le conch ms1orn.

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* * L',idea di Napoleone, a della del Cambou, che presiede al !' in!zio di tutte le sue campagne, è sempre la stessa; avere una battaglia immediata e decisiva, e con essa una vittoria che termini la guerra d'un sol colpo: Marengo, Ulma, Jena. A questo fine Napoleone usa il procedimento di gettarsi con tu~te l~ sue fo rze riunite sulla linea di ritirata de,I nemico, per non lasciargli altra alternativa che capitolare o tentare d,i farsi strada attraverso l'avversario. Questo pretende il Cambon fosse il procedimento strategico n?nnal~ di Napoleone in tutte le sue campagne, in cui si sentiva supen ore di f0rze materiali e moral i, sommate tutt'insierne. Trovandosi per contro inferiore di numero rispetto al nemico, egli i·icorse al sistema delle linee interue, come l'a ttestano le campagne d~l ,1796 in Italia del 48 13 in Germania, del 18 14 in Francia, del ·I 8•15 nel Belgio; ca~ pagne che sono fra le più bel le da lui fatte, e nelle qu~li maaaiormente riful<rono le risorse del suo genio. "e " . t uttavia, il procedimento normale di Napoleone è quello sopra m_enzionato, di portare le sue fo rze con una manovra preliminare,. e immaginata a priori, sulla linea di ritirata dell'avversario per costrmger lo alla battaglia e demora lizzarlo. Il Cambon non è con Clausewitz, il quale scrisse che Napoleone usava marciare dritto sull'esercito nemico, senza preoccuparsi per niente del p'iano strategico del suo avversario, sapendo che ttilt~ dipenàe dài risultati tattùJi e non dubitcindo yiarnm~i d'i otte:ierli . Noi non intendiamo di certo ingolfarci in una discuss10ne che c1 trarrebbe il101to lungi; ep però ci restringiamo a notare che la teoria del Cambon, nel fatto, è applicabile a poche campagne di Napoleone, a 1

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NOTE BIBLIOGRAF ICHE

NOTE UIBLIOGRAFICHE

quelJ? pr.ecisnL~ente di .Marengo/. di Ulma e di Jona, o che anche per quesLulttma s, possono meuere m campo non poche riserve. La teoria di Cla usewìtz, per contro, è applicabile a tutte le guerre uapoleoniche, e Napoleone ne sorto ancora più gr~nde che col concetto svolto dall'aULore. Rispetto alln ba1taglia il Combou ammette che Napoleone ebbe trP tipi di battaglia. 11 tipo normale della battaglia n:ipoleonica, chiamata strategica, ;, quella in cui la massa principale e la massa secondaria hanno potuto avvicinar$i e rioserrnre fra 1~sse il nem ico come fra le hrunch e di un:, tenaglia. È il tipo di Jena-Auerstiidt, realizzato mollo davvicino anche a B:iutze11. Nel secondo tipo Nnpoleone mantiene le sue forze riunite, e si limita a distaccare, nel mattino stesso della battaglia, una debole massa aggirante, incaricata di av,·olgere una delle ali del nemico. La battaglia d:i strategica di viene llltlica, come quella del la !\foskowa. AumeaLanclo, infine, gli effeui,·i, e con essi la difficoltà di dirigerP personalmente l'aziono su lUtta l'estensione del fronte immenso, ~apoleo11e si appiglia ad un terzo tipo di bnttaglia, aggiungendo al campc, offensivo un camvo difensivo nella parte opposta all'auacco avvolgente. E ques-to è il tipo della battagli a di Li psia che sarà - e qui ne coo\'e· niamo iotieramente - il vero tipo delle batLaglie fu ture. Riguardo alla stt·uttura interna della bauaglia napoleonica, l'autorP ne ricorda l'auo capitale cioè l'attacco decisivo, dal quale di pende l.1 , vittori a o la disfatta, e ne studia minutamentt1 la preparazione e l'attua~ zione.

,,. * * È lavoro assolutamcme orig:n.ale, uno di quei lavori che a noi piac:ciooo assai e stimiamo molto utili, perchè obbl igano il leuore a riflettere, a ponderare il pro e il contro delle molte ide~ espresso. Come si comprende di leggieri è opera che con profitto può esser !ella da coloro sol tanto che conO$cono abba$tanza a fondo le guerre napoleoniche e hanno studfoto gli scritti numerosi ciel gran Capitano ma questi - e fortunat,imente oggidì non so110 pochi - troveranno grnnde diletto nello studio di questo libro. · li Cambon però ba un torto e non lieve, a nostro parere almeno. E!!l1 non deveva accontentarsi di appoggiare le sue asserzioni ed opinioni. col dire semplicemente : « cosi fece i\"apoleone iu questa o in quella

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battaglia. » Egli dOVl'.Va sottoporre a mini:ita disamina quelle campagne, quelle battaglie, e trarre da esse le sue affermazioni. Le tesi da lui svolte richiedevano ben altro spazio di quello dato da 08 pagine, e il suo lavoro avr~bbe allora assunto uoa grande importanza, e nemmeno da lontano paragonabile cou quello che rea lmente hn quale fu pubblicnLo. Xon sono i mezzi di certo che fanno difetto al Cambon per un'opera simile, poichù l'attuale opuscoletto lo dimostra ad esub('· raoza fornito di forti studi i, e forse allora avrebbe anche modificat n taluna delle sue idee, che sono in aperlo contrasto con quelle generalmen te da tut.ti accettate. Comunque, vorremmo ci capitassero spesso fra le mani libri come questo del m11ggiore Cambon, che onorano l'ul1iciale che lo scrisse e auestaoc, della sua intelligenza e della sua pn;.sione per lo studio. n. D.

Essai sur la tactique - Esercices sur la carte- Redaction des ordres. - Troisième édition. Paris, librairie rni litaire n. Chapelot e C.0

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1899.

Tessere gli elogi di questo pregevole laYoro, accolto dal pubblico militare francese con molto favore e ben conosciuto anche ali' estero, è opera affatto superflua. 11 fatto stesso che ora so ne pnbblica la 3a edizione ò la prova più manifesta del suo merito. In esso sono raccolti, nella ~a parte, i 20 temi tnttici che furono dnti da sciogliere negli esami scritti dell'ultimo ventennio agli aspir::mti nll'ammissione della scuola di guerra. Questi temi riguardano un còmpito ben determinato, affidato generalmente nd un'a vanguardi" od a una retNguardia d' un corpo d'armai-a, od a uu distaccamento composto delle trn al'm i. Nella 2a parte è data una breve soluzione dei singoli temi cui fa seguito una minuziosa discussione della medesima. È da parecchio Lempo che in Francia si coltiva con molta diligenza lo studio di queste mano1>re si,lla carta, e taluna delle ri,•iste militari fran cesi pubblica pure analoghi lavori compilati all'estero. Dal giorno - e sono ormai trascorsi quasi trent'anni - in cui il generale Verdy du Vernois stampò i suoi noti Studi sulla condotta delle truppe, la manovra sulla carta fu considerata in lutti gli eserciti europei, come una del le principali istruzioni degli ufficiali, e ben a ragione, perchè non si saprebbe immnginare metodo migliore per formare il criterio tattico degli ullicìalì.


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NOTE BHILIOGRAFJCUE

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La pubblicazione, pertanto, della quale ci occupiamo, è Ja ben venuta, pel'chè ci offre una chiara idea degli studi che al ri guardo si fau no in Francia, e, anzitutto, perchè ci pres~nta un buon materiale per uno studio proficuo. Non vi è dubbio che un ufficiale, il quale abbia la pazienza di sciogliere per proprio conto i 20 temi della 1a parte, di confrontare quindi la sua soluzione con que lla contenuta nella 2a parte, e di ben riflettere sulle discussion i delle operazioni ivi svolte, avrà di molto aumentato il proprio corredo d'istruzione tattica. È libro inoltre, che con vantaggio potrebbe essere letto e commeutato con utilità nelle conferenze reggimentali , e servire pure d' ottima guida pei direttori della Manovm sulla ca1·ta. Sfortunatamente non si stimò opportuno di unire al testo le relative carte topografiche, ma a q nesto inconveniente è facile ovviare, poichè io lutti i corpi vi sono ulliciali rosseswri rlella Storia della guerra ,J 870-il . compilata da l grande stato maggior& tedesc-0, e nelle numerose carte che corredano quell'·>pera vi si trova l'occorrente. Certamente nou è opera, che nemmeno da lontaqo regga al confronto cogli Studi del Verdy fo Vernois, nè coi Temi tcittici di Uoltke, ma non ne .ha nemmeno la pretesa. È opera m'odesta, ma assai bene compil ata, e la critica della soluzione proposta è, quasi sempre, d' incontestabile valore, e prova che l'anonimo autore è nn serio e pratico cultore di studi tattici. E ciò è ancor più · riimostrato dall'introduzione del libro, la qn(l le;, consiste in uua lettera sulla Ulttica, diretta ad un amico che l'interpella , io proposito - secondo il sistema adottato dal principe di Hoheolohe nelle sue lettere sulla strategia - e che si può citare come model lo del genere. Sono poche pagine - 13 in tutto - ma in E<sse aleggia sempre un così sicuro dominio del la materia, un concetto cosi esatto della di fferenza, spesso enorme, fra la teoria tattica e la &ua applicazione alla realtà del combattimento, che ne fanno un articolo di capitale importanza e che la mass::i degli ufficiali può consultare con vantaggio.

B. D.

NO'I'JZIÈ POLIT'IC()-~IfLIT ARI

~on parleremo delle:: manovre di campagna e delle grand i manovre, che si svolsero in questa quindici llll, se non per dire ch'esse riuscirono pienamente soddisfilcenti e risposero largamente allo scopo per cni veonero i~Lituite. Come iI richiamo di tanti uomini dal congedo fu un piccolo esperimento (bene riuscito) del nuovo sistema di mobilitazione, così le ma.:. uovre di campagna e le grandi manovre furono una ripetizione delle an~ tielle prove di buona volontà, cli resistenza alle fa tiche, d'in:ilterabile disciplinn , da parte delle nostre truppe e contemporaneamente di abi liià, di zelo, diremmo quasi di entusiasmo da pyrte dei nostri ufficiali. • Per for tunata combinazione, le manovre di quest' anno andarono anche quasi esenti da quelle disgr:1zie individuali fo rtuite, che fanno tanteparlare i giornali, sicchè il coro .di lodi uon fn turba to da geremiadi . Tu tte le corrispondenze dai campi sono piene di ammirazione pei militari richiamati, che, come sem pre, gareggiarono con quelli trovati al r1!ggimento, per dimostrare che qòalche anno passato in mezzo nlla fa .: miglia non ha diminuito in essi io spirito militare, nè fatto dim enticaré l'istrnzione avn tn sotto le armi. A siffatti encomi ebbe una grande e rneritat:i parte la di visione di mi lizia mobile che concorse alle grandi manovre. Di queste non dirèmo i temi, lo svolgimento, gli episodi, le fasi successi ve ; noteremo solo che per la condotta gP-nerale, per quella dei . ~ingoli partiti, e delle maggiori unità costitùent.i i medesimi, devono essere state ~nanovre modello, se nessuna delle solite spietate ci·itiche apparve sui giornali. Ammirevole sopratutto per opportunità e precisione di mosse (a quanto si rileva dalle corrispondenze) fu la manovra d'armat~, contro nemico, in parte rappresen tato e in partè segnato, eh' ebbe luogo sotto Torino; comandante dn una parte il generale Leone Pelloux, dall'altra il generale Sismondo. S. 1\1 . il Re seguì le manone durante tutto il loro svolgimento , sempre accompilgnato dal generale Mirri, tninistro della guerra e dal •geuera le Saletta, capo di stato maggìore generale dell'esercito. i07 -

ANNO XLIV.


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NO'rIZJ E POLJTICO- M! LlTARl NOTIZIB: POLiTICO-HILITARI

Gli ulfic!?._li ,_·appl'e~en tanti degli eserciti esr.cri poterono la rgamente e s~oza restnz1on 1 segui re queste eserci tazioni, vedere alla prova il fuo1,1onamen10 del comando e dei servizì. Erano ra ppreseutate: la Germania <lai tenente colonnello von Jacobi; l'Austria- Ungheria- dal umente colo_nnello Marenz_ie dal sottotenente della riserva d'a r tig!ieri ,, LoewenthalLmau; la Russia dal colonnello pri ucipe Troubeskoi e dal sottotenente di ca va lleri~, Guardia imperia!e, principe Ouronsoff; l' Inghilterra dal colonnello Needham ; la Francia dal colonnello Girarci- Pinsonnière; la S_ragua dal co!onnel)o ~alles y Soler de Aragon; l'Olanda dal capitano d1 stato maggiore D Ha1necoart; la Svizzera dal colonnello Fama, coman_d~nte il reggin,ento artiglieria d,1 mo11tagoa, e da l maggiore Albertm1. È discutibile se convenga, per massima, ammettere alle arandi mauo~re_gh uffici~l i e,;teri con tanta larghezza. Per parte nostra 1operò siamo l1et1ss1m1 che s1eno venu ti in buon numero e che abbiano avuto a"io di e vedere e di gi11dicare.

Il giorno 8 settem bre tulle le tru ppe cbe avevano preso par te alle grandi manovre - raccol te in Torino - rurono passate in rivista da S. M. il Re e poi sfilarono davanti il Re e la Regina. Non diremo l'ordi ne di schieramento e di sfi. i'<imento, nè l'immedso concorso di popolo, nè gli entusiastici applausi ai Sovrani · diremo che <ruesta rivista e sfi lamento - stupendc1mente riusciti _: coronaron~ degna mente il successo delle grandi manovre. Tranne i bersaglieri che hanno sfil ato di corsa, le altre truppe a piedi hanno sfilato al passo ; l'ar tiglieria di campagna e i parchi ilf'e·ostatici al trotto ; l'artiglieria a e.avallo e la c.ava lleria al ga loppo. La fanteria e i bersaglieri erano fo rmati per battaglioni in linea di ~olonne di compagnia ; il genio per com pagnie in linea ; l'artiglieria in colonna per batterie ; la cavalleria per squadroni io linea; la compagnia ciclisti in colonna. T utti s filarono bene; stupendamente alcuni ba.ttaulioni di 'bersa<rlieri <:) ç) ' .alc1rni reggimenti di fanteria e di cava lleria, l'artiglieria in genere. Uno scoppio d'applausi sollevò il passaggio della milizia mobile per il fiero incedere di quei vecchi soldati richiamati dal congedo. La Regina assistette a tutto lo sfi lamento, rispondendo al saluto delle bandiere.

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Il Re espresse la sua viva soddisfazione al ministro della guerra .che gli sta\'a vicino, quindi i Sovr:mi seguiti dai Principi e dalle Prin.cipesse rientrarono alla reggia salutati da interminabili applausi. Nel pomeriggio il generale Leone Pelloux, direttore superiore delle ,grandi manovre, ha diretto alle truppe il seguente ordine del giorno: «. S. M. il Re si è degnato esprimere ri petutameote la sua alta soddi. sfazione per il buon andamento del le grandi manovre e della rivista final e. , L'Augusto Sovrano ha lodato specialmente il contegno, la tenuta e l'ordi11e osservato dalle truppe, l'ottima vo]()ntà di mostrata da tutti in ,ogni circostanza. « In un periodo di quindici giorni di marce e di manovre eseguite con .una temperatura inclemente, i richiamati dell'esercito permanente e della . milizia mobile gareggiarono con i soldati sotto le armi di zelo e di serenità d'animo nel sopportare i disagi e le fatiche dei campi; tutti si mo- . ~trnrono animati del migliore spirito. La disciplina fu sempre str,etta.mente osservata e lievissimo si mantenne giornalmente il numero degli .ammalati. , Tutte le armi ebbero campo di dar saggio dei progressi raggiunti nel l' istruzione militare e tecnica, la fanteri a specialmente diede nuove {lrove d.i quell'abilità spiccata nel m~novrare sui terreni più difficili che .costituisce una delle qualità caratteristiche per le quali il soldato italiano ,non teme rivali. « Lieti dunque della prova superata e delle !odi del Capo supremo, .· ;tntti possono tornare al cons~eto lavoro col rnntimento del dovere egregiamente compiuto, pronti ancora e sempre in ogni evento a mostrar.i .degni della fiducia che nel l'esercito ripongono la Patria , il Re. » 'f.

* Ultimate le granài manovre cominciarono le disposizioni per l' invio .4U congedo de: militari richiamati e della classe anziana . I corpi che devono cambiare di guarnigione, se si tr.,vano fuori dalle ,foro sedi, vi fanno ritorno, salvo tre che muovono direttamente· per la· .ouova destinazione. Questo ritorno provvisorio alle antiche $Cdi (conducendo seco ì richia. mati e gli anziani perchè ì congeda menti sì faccian o nei rispetti vi de,positi), ha per iscopo di ripartire in uno spazio di tempo più lungo il movimento ferrovia rio a cui danno luogo questi cambi di•guarnigione ed .invii in congedo. La cosa fu chiesta dalle società ferroviarie ed accordata dal ministero ,per non intralciare il commercio, precisamente. nella stagiooe in cui il 'f.


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NOTIZIE POLITTCO-MIT,ITARI

trasporto dell'uva richiede un movimento ferrovia rio mal)',, l t b .1 . · . . ' (')"'wre,a qua 1e cr ~~n e asta I materiale r.otabile delle nostre Società . . I~ ~1~1ster~ a?ì opportunamente accondiscendendo ,dia domanda delle S0c1eta_ lerrovwrre, ma quando ogni anno, in questa stalJ'ione si· sentono d~ ogn'. parte elevarsi lamenti per la mancanza di vago:i e si legl)'e sui g'.or~alt _che ne_vengono presi a 1wlo centinaia e centinaia da ;ocietà estete, · caso d.1 . . s1. affaccia alla mente una domanda·· come ·51· f·ii·ebbe , m b ... ll}O . 1h_taz1o~e gene1:ale? Per fortuna a questa deficienza di materiale fer' rov,ano sara sollecuamente provveduto. . App.unto in_ q~esti _gio~·n_i v~nne ufficiosamente annunziato al pubblico che ~ rl Con~i~l,c, de, ~m1str1, su proposta dell'onorevoie ministro dei ~~vor, J)Ubbhc1, ha .delrbernto che siano indette le gare per la costruz10_~~ d,_H ~ l~como~rve, k automobili, 458 carrozze, 56 bagagliai e 3050 cal!J, t1 ch,est, dall irnmento del traffico delle Reti Adriatica e l\fedi- · terranea . (t'ffi 1 ·1

« Questo m.~teriaJe, che importa la spesa di circa ti3 milioni, sarà ap• P_altat~ senza rndug,o metà per gare, a cui potranno concorrere ditte nazionali ed estere, e metà per gare limitate ai soli stabilimenti nazionali» , Que~t? materiai~ ~arà ,pronto per l_'anno venturo, nel rprnle coincid~ I espos1z10ne a Pat1g, e l anno Santo a Roma. . Tutta__l~ s~a.~npa si ralle~rò di_ siITatta deliberazione, per il vantaggio che n.e 11sent.ua 11·commercio nazionale, e ne colse occasione per tributare 1 _dovu tr encomJ all'on. Ministro dei lavori pubblici . Noi ce ne rallegrnmo non solo per i vantaggi del commercio nazionale ma anche per gl'interessi milit3ri, perchè la mobilitazi one senza vaoo~i è un problema di soluzione impossibile. <>

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Le feste di Torino non ebbero termine colla rivista di cui abbiamo poc'anzi parlato, ma continuarono e si accentuarono nell'iuauourazione ' del rn_onumeuto a Vittorio Emanuele, ch'elibe luogo il 9 cor~ente. Ed a~ch~ di queste_ feste conviene fare uh cenno per i1 loro significato patriottico che unito alla loro grandiosità, non manca di una certa im. portanza politica . ~r~no pres_enti le LL. MM. il Re e la Regina e tutti i Principi e le Prmcl'pesse dr . Casa: Savoia, ministri, senatori, deputati numerosissimi rappresentanze di provincie, di cit1à, di soda lizi, popolo immenso. ' Fece il discorso inaugurale l'onorevole CMana, sindaco di Torino. Egli notò che solt.anto un sentimen to profondo di ammirazione · e di

NOTIZIE POLITICO-MILITARI

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gratitudine a Vittorio Em3nuele, aveva tratto a Torino tanta folla di popolo, tante rappresentanze di associazioni e di comuni italiani, tanti reduci dalle patrie battagl ie, mutati d'aspetto ma sempre caldi d'entusiasmo, come all'epoca in cui furono compagni d'armi del Gran Re. Questo prova che non è ancora intristito in Italia il fiore della riconoscenza . L'Italia non dimentica che nel nome e per la ~irtù di Vittorio Emanuele si compì il suo nazionale riscatto. Quindi l'onor.evole Casana rievocò l'epico periodo del risorgimento, nel quale cosi luminosa campeggia la figura del Gran Re. « Le più nobili intelligenze -:- egli dice i cuori più ardenti cooperarono, ~a la loro azione sarebbe stata, ancora una volta, opera vana, i loro sforzi frustrati, col triste epilogo di nuove nobili vittime inutilmente immolate sull'altare della patria, ove le prove di valore personale -e la fermezza di carattere di Vittorio Emanuele, br.illando di luce vivissima, tra i rancori partigiirni, le tendenze reazionari e, e gli armeggii settarii, non gli avessero conquistata la fede del popolo, che si compendiò nel motto: ltali(i r; Vittorio Eman1,ele. « E quella fede oggi rivive e si manifesta imponente. Il monumento che oggi Torino consacra rimane a testimonianza perenne di devozione alla memÒria di Vittorio Emanuele • . Il sindaco concluse ringraziando i Reali che vollero con la loro pre-senza agginngere solenn ità al grande avvenimento. Quindi al suono delle musiche militari che intonaròno la marcia reale, fra gli spari delle artiglierie e gli applausi del popolo, si scoperse il monumento. All'indomani, sfilò davanti' aci esso, per molte ore, un interminabile corteo di associazioni e di rappresentanze; caratteristico e commovente sopratutto lo sfilamento dei veterani nelle .antiche uniformi; vecchi col. petto coperto di medaglie, parecchi mutilati, alcuni che si strnscinavano a stento 1 ottuagenari, nonagenari. Alla testa di questi avanzi delle patrie battaglie era il generale Cucchiari di 91~ anni, nella ~ua .antica uniforme di generale dell'esercito piemontese, co.lla quale comandò una divisione alia battaglia di San Martino . "'

* * Se ora diamo una rapida occhiata anche al di là dei confini d'Ital ia, troviamo che durante tutta la quindicina l'attenzione e l'interesse delfEuropa intiera si concentrarono sulle ultime fasi e sull'esito del pro.cesso Dreyfus.


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NOTIZIE POLITICO-MILITARI

Ne diciamo due parole anche noi per debito di cronisti, senza fare Un• commento. Esauriti i testimoni dell'acwsa e del la ctifesa, ne venne fuori unoinaspettato: uno straniero che depose contro Dreyfus. La difesa ne colseoccasione ptir chiedere che fossero citati gli ex addetti militari d'Itali a e· di Germania, Panizzardi e Schwarzkoppen, la cui testimonianza non era. staia precedentemente concessa per la ragione ch'erano stranieri. Pare che questi, interpellati dalla difesa, abbiano dichiarato di esserepronti a deporre, v er rogatoria, presso i propri magi strati. Cano ò chela dife,a fece istanza in proposito e il tribunale la respinse, malgrado che· il pubblico ministero non si fosse opposto. Lo stesso giorno nel Reichsanzeiger (giornale ufficiale dell'impero te-· desco) usciva questa nota: « _Siamo urficialmente autorizzati a ripetere le dichiarazioni seguenti· che 11 governo tedesco ha fatto parecchie volte circa l'affare Dreyfus, per tutelare la propria dignità e compiere un dovere d'umanità, pur mnn teneute lealmente' la necessaria riserva, perchè trattavasi di un affare in-· terno di uno Stato estero. « Dopo aver ricevu to gli ordini dell'imperatore, l'ambasciatore tedesco. a Parigi, conte di ~lunster, dichiarò, nel dicembre 1189!! e nel g~n-· naio 1895, al ministro degli esteri, Hanotaux, al presidente del Consiglio, Dupuy, ed al presidente della repubblica , Casimir Périer, che J'a mLa-· . sciata tedesca in Francia non aveva mai avuto uè direttamente nè indi-· rettamente rapporti col capitano Dreyfos. • li segretario di StHo, de Bulow, fece inoltn:, il 24- gennaio ~ 898, alla commissione del bilancio alla Dieta .del)' impero la seguente dichiarazione: « Dichiaro nel modo più formale che nes.mn rapporto e nessuna relazione hanno mai e5istito tra il cnpitano Dreyfus e funziona ri tedeschi di qualsiasi specie, . Siffatta Nota venne dal ministero degli esteri io Francia comunicata ufficialmente al tribunale per mezzo del signor Paleologue, delegato del ministero stesso al processo di Rennes. Il giorno dopo il tribunale emetteva la sua sentenza che Dreyfus era riconosciuto colpevole di tradimento cotte circostar,ze attenuanti! e conJMnato a dieci anni di detenzione. Abbiamo detto che non faremo com menti. Chi ne desiderasse apr:1 un giornale qualsiasi ; sono tutti concordi.

NOTIZIE POLITJCO-HILlTARl

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Frn le più importanti di sposizioni d'indole milit_:1'.'e notiamo : . - Fn nominato una commissione telegrafica mil itare per lo studio e la preparazione delle disposizioni e dei provvedimenti d_a a~tuar:;i, tanto in 1empo di pace quanto io tempo di gnerr:i affi ne d, assicurare il perfetto fu.117.iooomento ·<~cl servizto te!cgralìco in ca~ p~gna ._Qu~s~:i commissione è composta d1 due membn, ri ppresentant1 I uno 11 ~1111~ stero della guerra, l'altro quello dell e poste e telegrafi. I me~b~, 1!1 tale comm ission~ gono rrl' intermediari ordinari frn le due ammm,strazioni per lJUanLo ~i rife~·isce all'ord iuamento del servizio telegrafi co in guerra e alla predisposizione di tuttociò che si richie_de_lìno dal _tempo di pace per regolnrne il funzionamento : La comm1ss1one avra sede presso i I comand o del corpo di st~to_ mn~g'.or~.. . . . . _ A schiarimento rii precedenti d1spos1z10UL 11M1mstero ha s1gn1Gcato che In concessione dei cavalli di carica deve esi-ere limitata ai soli ufliciali iuferiori di c:wafleria e rli artiglieria che prestano effettivamente ~ervir.io presso i reggimenti delle rispettive r1rm!. . . , . . Xe Jebbono per conseguenza rimanere esclusi tutn gl, ufT1~1alt ~1~11~ armi predette che trovansi in servizio fuo ri del corpo, q1111l~ u_ff1 c1nl'. d'ordinanza e aiuwnti di campo, o come nddetti a comandi, 1st1tut1 scuoi~, ccc. Relativ::rmente poi alla estensi(lne fatta della concessione predetta ai c::ipi di stato maggiore fu notificato clic essa non è applicabi le ~ q1~elli che trovansi in servizio presso il comando delle regie truppe d Afri ca . _ A reo-olare e facilitare la scelta <!egl i nlficiali da destinarsi negh ù istitnti militari , il Ministero ha stabilito le seguenti norme: . • ·1 ° L'ufGciale che desidera esser destinato io un i~tituto milttnre ùovrii oelln domanda, da presentarsi nell'epoc., prescriua dalla Iswuzione pe1· /a, comJJilazione delle note caratterii;tiche, dicl1 iarare quole inse"oamento sarebbe dispo~to ad assumere. Commissione del le note caratteristiche compi latrice dovrà pronunziarsi, sull'altitudine dell'ufficiale pel servizio ,:ui aspira, e sull'effettiva capacità all'msegnarnento da lu i indicato. . . .. Nelln clomanda per gli ospiranti alln desLinnione ne, co l!eg1_ militari oon ,arit fatto cenno dell'attitudine ad iu:-egnamento sc1ent1fico o letter:irio dovendo oli ufGciali in questi istituti nttendere, in massim~. a funzi o~i di gover~o disciplinnre e nel istruzioni militari.

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NOTl~lE l'ùL l'J'ICO-MILITARI NOTIZIE l'OLIT!CO-MIL!TAR.!

2° Dopo la compilazio:::e del le note caratteristiche, il Ministero comunicherà ai comandanti degli istituti mili~ari i nom i degli ufficiali, che essendo stati riconosciu ti idùnei, possono essere trasferti nei singol i isiituti con · l'indicazione delle materie di iosegnament.o alle qua li l'ISpirauo. I comandanti segn&leranno al Ministero, a misura ehe se ne presenterà il bisogno, quali fra gli ufficiali indicati, desiderano che vengano prescelti. . 3° Qnando trn gli ufficiali inscritti i comandanti degli istituti non t1:ovrno l'u~ficiale cui affidare uno speciale insegnamento, essi potranno proporre direttamente al Ministero altro ufficiale che essi "iudichino 0 atto al l'incarico che dovrà essergli aflìdato.

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- Il Ministero ha determinato che non più tardi del giorno 30 del venturo ottobre dèbbano pervenii-gli le note caratteristiche e Je proposti di avanzamento degli ufficiali di tutti i corpi, comandi ed uffici. I reggimenti di fanter ia, i quali debbono cambiare di guarnigione nel prossimo antunno, ecC'ezione fatta per quelli della brigai, . Venezia e per 1'8° reggimento bersaglieri, compileranno' e trasmetteranno ai comandi di divisione le note caratteristiche e le proposre d'avanzam~uto prima di lasciare le attuali gu;rn igioni. 1 reggimenti della brigata Venezia e 1'8° bersagl ieri compileranno le nqte caratteristiche e le proposte d'avanzamento nelle nuove sedi. I reggi menti- èa val leggeri di Monferrato ('13°), di Aless11ndria (H 0 ) , di. Lucca (·16°) e di Catan ia (22°), che sono già in marcia per cambiare di guarnigione, compileranno le note caratteristiche e le proposte d'avanza mento al le nuove sedi. I reggimenti Genovn cavalleria (,!, 0 ) e lancieri di Fireuze (U 0 ), i quali pure debbono cambiare guarnigione, compilenrnno i documenti dianzi indica ti nelle attuali o nelle future sedi, secondo che stabiliranno i com.in dauti dei corpi d'armata cl.ii quali ora dipendono, in relazione alla data·. di p11rtenza dalfe sedi attuali . . -: In analogia a cruauto venne determinato per le note caratteristiche degli ufficiali il ministero ha dispost.o che la com pilazionc e trasmissione delle note caratteristiche dei raaionieri di artirrlieriu ra"iouieri ~ geometrici del genio, capi tecnici, assistenti, disegn.Hori ecc. eçc. sia regolat;i in moc!o che taii documenti giungano al ministero non più tardi del 30 ottobre prossimo ve1n uro. . ( 'J

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Venne notificato che nel mese di dicembre p: v. saranno chiamati a sostenere gli esami d' idoneità per l'avanzamento a ragioniere principale di 3a classe i ragionieri di ,fa classe che l'.1i~no· scorso no.n poteron~ presentarsi agli esami per un motivo qualsiasi, semprecbe trovans1 nelle condizioni presuitte per essere ammessi. \Tello stesso mese saranno chi.imati a sostenei·e l'esame d'idoneità per l'avanzamento a ragioniere di artiglieria di 2a classe gli aiutanti ra$iO. nieri con anzianità a tutto luglio ·180i . . Gli esami avranno luogo presso l'ispettorato delle costruzioni d'artiglieria . Gli Hlen0hi di pro~osta dovranno· pervenire al ministero non più tardi del ,15' novembre p. v. ' - A completa esecuzione di cpMnto prescrive il R. Decreto 2.3° marzo u. s. vennero chiama ti alle armi per il -10 ottobre p. v. e per un periodo d'istruzione di giorni 2.0 i mi litari di 1a categoria del.la classe ,f 8i1 ascritti al l'artiglieria da campagna (escluso ti treno) 10 ' tutti i distretti del regno. La presentazione dei rid1iamati ed il loro invio i~. co~gedo illi mitato si effettueranno , presso t centri stabiliti per la mobd1tn1one. Un itamente agli uomini di truppa saranno richiamati per mezzo del Bollettino "li ufficiali di complemento mi'ti nel ,18711 ed ascritti all'artiglieria campagna. La loro presentazione sarà. fissa~a. d~e giorni prima del la data stabil ita pe•: la rresen.tazione degli uom~m di tl''.l~pa; essi dovranno in questi due giorni coadrnvare al le operaz1om relat1:e ~] ,ricevimento, equipaggiamento, ed invio a destinazi.one qe'. richiam~t1, disimpegnando ie attribuzioni clie loro sarebbero alfìdate 1n caso di mobilitazione. L'asseanazione ai corpi dei riehiamati sarà effettuata secondo' le norme prescritt; per la mobilitazione . I richiamati, appena inquadrati nel regaimentò o riparto al quale sono assr~gnati, prenderanno parte a tutte le ò . . 1stri1zioni ed esercitazioni del reggimento o riparto stesso. J richiamati verranno congedati dai centri di mobilitazione cui si presentarono, e rinviati ,ai rispettivi comuni di residenza in modo che vi rriunrrano l)ossiuilmente non più tardi del giorno ~9 ottobre.

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** - Venne notificato che nel pros·simo mese di ottobre avranno luogo le rasse"ne di rimando semestrali per tutti i militari in /Joogedo illi0 mitato, ; qualunque classe e categoria appartengano,. i qu.ali per ragione di sa lute ritengano di non essere più idonei al serv1z10 militare.


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NOTIZlE P0 1.11' 1C0- MIL1T A R1

Per essere ammessi a tali rassegne i militari dovranno farne domanda su ~arta do bollo da ceot. 50, e trasmetterla, per mezzo del sindaco j comandante ~el distretto mi li tare io cu i risiedono, 000 più tardi del 1~ ottobre prossimo, corredando la domanda stesi:;a del loro fo n-1·0 d. d ' jf' · o I l Conge o 1 1m11ato e di un certifi cato medico da cui risulti l'infermità d Il quale sono affetti. a a C~lo~o che, pur rite~~ndosi inabi li nl servizio militare, ma non si va lesse10 dell opportum ta delle rassegne semestrali per far coost 1 la 1 . bT . bb a are oro rna 111_a, _non p~tre ero poi esimersi dal rispondere alla chiamata alle armi 31a per istruzione, che per mobilitazione. . - Venne .n~tifì_ca~o eh~ fu~on? are,_·te'. fino a tutto il 31 ottobre pross1~0 !e _ammis:.1001 ai corsi al11ev1 ulfrciah di complemento che avranno prrnc1pt0 nel ·1° ~icembre successivo. Un apposito ,l fanifesto, pubblicato per cura dei comandanti di distretto, ha fa tto conoscere le foca. lit~ ed i c~rpi presso cui questi corsi vengono istituiti e lo condizioni per esservi ammessi. . - . Venne notifi.cato che i sottotenenti di complemento del corpo :anitan o provenien ti, d~ altre armi o corpi, in applicazione del disposto del capoverso del! art1c;olo ·1'2 della J_egge d'avanzamento, dovranno, entl'O Un ann.o. dalla data- del trasferimento in detto corpo, e,i·estare un mese 11 serv1z10 presso un ospedale mili tare. - E stai.O apert.o un nuovo eone.orso per l'ammissione di allievi nei collegi militari di Napoli e Homa, per l'anno scolastico 1899-•I 900 che avrà prin cipio il 17 ottobre p. ~·. L'ammissione aVl'à lno1ro esclusivamente per ti toli al 1° ed al 2° anno di corso. i:> Il numero massimo di all ievi da ammettersi in ciascun colleaio sarà 0 il seguente : · ·IO anno di corso, collegio ùi Napoli 32, collegio di Roma 25 ; 2° anno di corso, col legio di Napoli 22, collegio di Roma 1. Le condizioni di età cui debbano soddisfa re gl i aspjraoti sono : .\ver compiuto •13 anni e non superato i 15 al ·1° agosto u. s. per gli aspiranti al :1° corso ; i:ver compiuto H, anni e non superato i ,17 al ·1° agosto u. s. per gli :ispiranti al 2° corso. U titolo dt1 esibi re consi~te nel certi fi cato o nella pagella scofastica, da cui risulti essersi oonseguita l'am missione od il passaggio al corrispondente corso cl' istitu to tecnico. - Venne pubblic:ito nn H. Decreto che apporta alcune modifica zio1~i ,1 1 re?olamento per l'esecuzione della legge di avanzamento nei regio eserciti}. La più importante di queste modificazioni è la segut!n te :

N OTIZIE POL ITICO-MILITARI

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« I sottotenenti di fa nteria e cavalleria di nuova nomina, qualunque sia la loro provenienza, prima di essere destinati a prestare servizio nell'arma, devono rispettivamente frequentare apposito. corso complementare d' istru·zione, . GI i allievi che aI termine del corso non possono ottenere la nomina a sottotenente per non avere ancora compito il ·I 9° anuo di età, sononominati sergenti e possono a loro domanda essere lasci11ti in licenza. o essP.re destinati a prestare servizio pre.,so un corpo, od. essere. am: messi a freq~entare il corso complementare in attesa di .compire 1 diciannove anni. In modo consimile si provvede qualora 11 numero · dei posti vacanti di ufficiale subalterno sia inferiore a quello degli aspiro nti ad occuparlo. . . - Yenne pu bblicato un fascicoletto di Aggiunte, varianti e co1-rezioni all'i,;truzione sui passaggi dei piccol·i corsi d'acqua (volume 6° delle istruzioni pratiche del genio) in datn ·12 maggio ,1897. - Vennero pubblicate alcune norme relativ11 alla profi lassi della tubercolosi, da aggi ungere alla I str~ione per l'igiene pei ,nilitari del regio esercito, pubblicata 1'8 ma r~o 1893. . . .. Tali norme sono anche pubblicate a pa rte m apposito fa scicoletto, affinchè i corpi, istituti e stabilimenti militari possano pi~ faci lmente a•rniunoerle in tutti ali esemplari dell' Istr1Lzio11e che .hanno m consegna. . e><> o o

Roma, ,12 soltembre ,1899. x.


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NOTIZIE MILITARI ESTERE

Le nuove spese ordinarie riiggruppate per categorie sono. le seguenti: .st1 . pendi. deg1·1 u m·r 1e Aumento ne..,li 1c10 i. 0

NOTIZIE MILITARI ESTERE

BELGIO.

Il bilcinc'io dello guen·a per it 1899. - Il bilancio definitivo della guerra per il ,1899, presentato all'esame della Camera, si eleva a 52,837,800 franchi, con un aumento di 1>'12,rno franchi rispetto a quello dell'anno scorso . Le spese eccezionali figurano per una somma di franchi 4,308,73,t. 75 così divisa: · 1° Nuovo arsenale ad Anversa . . . . . . Fr. 6i3,23!~. 75 2° Continuazione degli armamenti della posizione di Anversa . . . . . . . . . » 1,090,000. 3° Materiale d'approvvigionamento, reti telefoniche, vie militari di Liegi e Namur, compimento del!' arma·mento, illuminazione elettrica ecc. dei forti della Mosa » 805,000. ,l,° Costruzione della chiesa al campo di Beverloo » 200,000. 5° Acquisto di un bastimento pel servizio del genio a Ostenda . . . . . . . . . , 10,000. 6° Nu9vo. forno a Namur . . . . . . . » 75,000. 7° Servizio dei letti militari , ripreso dallo Stato. » 1, 375,000. 8° Compra di biciclette. . . . . . • 40,000. 9° Acquisto di vetture per il servizio telegrafico in campagna . » 22,000. ,10° Materiale scolastico per le scuole reggimentali e per la scuola mi litare. . . )) ·18,500. -

Fr • 20 Spese relative alla scuola det· cadetti· . . » . . . .. · . : : , 30 Aumento nelle .mdenmta ,~o Aumento di soccorsi ai vecchi m1htari, alle loro . )) vedove e ai loro fìgI1 · • · • · ' · · • · · · . 1>0 Aumento di spese d'ufficio, acccordato al capo di }) stato maggiore . . · · · · : )) 60 .\fuove suore negli ospedali )) 70 Servizio dei cappellani . 80 Riscaldamento dei loca li per ca~·1u_cce : : . · . '.> 90 Spesa d'istruzione degli ~fficiah di ar11glieria d1· staccati all'istituto di elettricità d1 L1e~1 . . » 100 Assegno alla musica ~el_,10 guide . » ·I ·I o Foraggi per 2 cavalli di nn nuovo ulficiale d'or. . }) dinanza de1 re . · · · · · .

• .

Totale . . · Fr.

34- 1(H3.• ·103,,105. ., 30,000. 1

25,000. 19,300. -15,300. 2,790. 1,500. 800.,i.,OOO.1,000. -

----54- 9,!~0s. -

. 1ianno subìto Je mod ificazioni seD' altra parie le spese ordinane

guenti: . e della 9 a compamia della scuola dei 10 Sop press,on ,., Fr. pupilli. · · · · · · · · 1 • d_- pr~parazione 20 Soppressione del corso centra e 1 • >' alla Scuola militare . · · · · · · · · · · . , · · deI caserma..,aio M ,, 30 R·1duzione nella spesa rlel servlZlO militare . è)

•

•

98,662. 50 2,300. 200,000. -

1

Tot~le

. .Fr. ii,308, ì3 1k 75

- =

Tota le .

. Fr.

300,962. 50


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NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE

. F RANCIA. (a>

Obblighi d·i s~rvizio degli allievi della scuola di san'ità e della .scno_la ve~ennaria. - Su proposta del ministro della. guerra un decreto p1:~s1~enziale ha soppresso l'arruolament'o di tre anni obblio-atorio per o-!i ~_lhev_i della scuola di sanità militare e per quelli della \cuola vet~rmaria .

_Per l'avvenire questi giovani nell'entrare alla scuola , o alla loro no~ m10a c?me a!lievi mi litari, pr~nderanno un impegnò speciale per il quale s1 obbligheranno a servire nell'esercito attivo durante 6 anni almeno a da.tare ~alla loro nomina al grado di medico o farmacista aiu· tante magg10re d1 2a classe o di aiutante veterinario. Essi ric~ver~nno nel tempo stesso un brevetto che conformemente ~~Ile prescr1ZJ?n1 della, legge ('I), li farà considerare quali aventi soddi:sfa'.t? a)la chiamata aefla loro classe senza _pregiudizio delle altre pl"escr1_z1on1 della stess,:1 legge (~) che obbligano ulteriormente al servizio milit.a_re cruelli_ che non adem_pio~~ a_l servizio sessennale, }e! quale si ~ono_ impegnati, e senza preg1ud1zto inoltre di quelle altre disposizioni m v_igòre, concernenti "il computo degli anni di studi anteriori al conseguimento del grado.

Utfici~U ~revet_ta_ti_ ed itfJiciah d'ordinanza. - Il numero del capitani ò:evtHL~t1. d1~pon_1b1h eras1 a_ttµaJmente ridotto perchè quasi tutti i posti tl'. -~ffic'.ah_d ordmanza venivano · occupati · da questi ufficiali; da ciò la -diffi~olta ~, provvedere in modo soddisfacente agli impieghi vacanti nel -serv1z10 d1 stato maggiore. Per riparare n tale inconveniente il ministro della gu~rra ha ridotto i posti di ufficiali di ordinanza per i capitani brevettati ed ba emanato le seguenti disposizioni: , , I gener~i- ~overna~ori di Pari~i e di I.ione, _i comandan~i ·di co rpo <l armata, .,h ispettori permanenti della cavallena e del le rimonte, il

\ (~)- Per _e~ror,e della dispensa XVI de[ i6 agos to u. s. di questa Riv ista, nel capitolo .N~t~z1e m1lltan eslel'e. ..:.. Francia: una parte dell'artlcolo Riforma della giusti1:i a militare fu stampata di seguito al! 'articolo N1iova giubba pe,· la fanteria. Occorre quindi -correggere co me_ segue: pag. i502, dalla riga H-• alla 3-t • inclusa, devesi considerare di .seguito alla pagma i503 dopo la riga t6•. U) Articolo 30 della legge i889. (2) Articolo 29 della legge {989.

I.

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~omandan te della cavalleria dell'Algeria, hanno diritto a due ufficia li d'ordinanza del grado di capitano o di tenente; uno dei due dovrà es-sere scelto fra gli utliciali non brevettati . GI' ispettori d'armata avranno diritto a tre ufficiali , di cui almeno uno sup<lriore, ad.detti alla loro persona, uno dei quaii dovrà essere non brevettato. Tutti gli altri ufficiali d'ordinanza saranno scelti fra i capitani ed i tenenti brevettati se i bisogni del servizio d_i stato maggiore permettono tale as~egnazione. In difetto di ufficiali brevettati disponibili, i general i, meno . i comandanti di brigata che esercitano un comando territoriale, potranno portare la loro scelta sopra ufficiali dello stes~o grado non ·brevettn ti. Un num;o 1·egolarncnto di esercizi e di mano·lìre per la cavallerfo. Con decreto del ,12 maggio 1899 è stato approvato un nuovo regolamento di esercizi e di manovre per la cavalleria. Esso è divis~ in 3 volumi . Nel primo si tratta delle basi dell'istruzione individuale. Il ·secondo comprende l'istruzione d'insieme e l'impiego della cavalleria nel combattimento, alle rivi:-te. ed alle parate. Finalmente nel terzo sono -riunite le prescrizioni riguardanti l'allenamento dei cavalli, il nuoto per uomini e cavalli, l'a rmamento, l'equipaggiamento, le bardature, i segnali di fischietto e di tromba. ln ciò che concerne la preparazione della cavalleria al combattimento fo escluso tutto ciò che r:on si riferisce all'impiego della truppa per la guerra, e vi è nettamente stabilito che il nuovo regolamento debba rite· nersi quale una guida che nou ,lispensa nessuno dal riflettere e dal volere. Diverse semplificazioni ed innovazioni furono introdotte nella scuola di plotone e dello squadrone avendo sem pre di mira l'impiego della .truppa in terreno var io. , Istruzione riguardante gli utficial·i d·i ·1·isei·va e dell'esercito territo·riale. - Fu pubblicata ultimemente una lnst•ruction sur l'adm1:nùtration des officiers de réserlle et des otficiers de l'armée territoriale, in data 28 dicembre 1898, che sostituisce ed annu lla quella _del 28 di,cembre 11879. Essa ha per iscopo di precisare r punti di dettaglio che non possono <trovare pO$lO nei decreti anteriori e completi specialmente l'istruzione <lei 1'6 giugno ·1897 sut reclutamento, la ripartizione, l'istruzione e r ispezione -deoli ufficiali di riserva e degli ufficiali dell'esercito terri· 0 ' itoriale. Passaggio dì corsi d'acqna. - Nel mese di maggio decorso il 9° reggimento nsseri di guarnigione a Marsiglia eseguì un ardito passaggio


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~OTIZlE )IILITARI ESTERE

NOTIZIE lIILlTARI ESTERE

sulla Du:an~e ~ Cade~et io cui la larghezza del fi ume è di circa 900 mctn, d1 cu, 800 circa guadabili e 90 con profondità di metri 2. 70 e con veloci tà di 2 metri al secondo. Per l'esecuzione del passaggio fu rono impiegate delle zattere formate con. 2 s~~chi legg~rissi mi ~i seta e caoutchouc, di fo rma rettangolare e riemp,11 e! , pagllH ~ foghe secche. Questi sacchi del peso di chilogrnmm, G circa possono facilmente essere traspor ta ti sul la se lla N_~l!'esporimento e~eg.ui~o ~al 0 ~sseri i sacchi furono ri~mpiti e mes,,1 rn acirua accopp1au, m ·, m1uut1. Ciascuna zattera portava •12 uom ini oppure le bardature e I' equipaggiamen to d'un plotoni1 . Nuo·oe presc1·izioni per l'ammissione alla scuoia di guerm. _ Col n.uovo anno -1900 aud rà in vigore una nuova istruzione per J'ammissrone alla scuola di guerra. Gli csa~ni di concoi·so sar~nno di visi in 2 gruppi: ·1° c1uq11e prove :;critte d'ammissione, dette di 1° grado, · di cui la levata con itinerario avrà luogo in un giorno da fissarsi dal comandaot~ di presid io in ciascuna guarn igione; le· com posizioni di tattica, gtoria, tedesco e dise,qno nei giorni ~3, 24- e 2:j gennaio nel ca poluogo del comando di corpo d'armata ; • . 2° le prove scritte di 2° grado, le prove orali e un esame di eqnitazrone, che saranno dati a Parigi o decideraunt> dell'ammissioile. . Que~te ul.time p.rove. comprendono tre com posizioni: di ,qeogrnfia, d1 fortifìcazione , di leg1,çlazione e rimmin,istraz·ione. Gli esami orali sono tre e. cioè: organica 1nilita1·e e tattica d.ella fanteria; tattica della cavalleria e topografia, a1·t.f,qlieria, e tedesco. Per dare poi agli ufficiali, am me:;si alla scuola di guen a una completa conoscenza delle altre ar mi e per perfezionare alcuni fra essi nell:~sercizio a cavallo, è stato prescriuo che questi ufficiali compiano, nell mterno del corpo d'armata, due periodi di servizio di due mesi ciascuno in cava lleria ed artiglieria, queHi di fan teria e del aenio in fanteriil cd artiglieria 'T uelli di cavaller ia ed in Fanteria e c:vall~riii quflli d'artiglieria . Pel'iodi di se1'uizio degli 1tffeciali di marina ammessi alla scuola supet·iore di (Jttel'ra. - Il ministro della marina ha deciso che 11li ufficiali delle trnppe di . marina Hmmissi bili all a scuola superiore l'>d i gt'.er'.·a debbono compiere, nel periodo che passa tra gli esami e J'amm1ss1one all:i scuola, due periodi, di due mesi ciascuno, di servizio in cavaf!eria o artigl ieria quelli di fa nteria mariua, ed in fa nteria e cHva lleria queJli dell'artiglieria di marin11.

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Cou tale disposizione tutti gli ufficiali che frequentano i corsi della scnolr, di gnena avrauno, per pra tica, conoscenza dell'impiego tn ttico o del servizio delle armi diverse dalla propria. · Eserci:.i di telegt·afìa militare. - Presso la scuola di telegrafia del governo militare di Pa rigi, fu eseguito, a partire dal 17 aprile, un periodo d'esercizi diurni e notturni al carnpo di S. 1'1i'lur, consistenti nell a posa e nel ripiegamento di linee telegrauche e stabil imento di posti di trasmi!>sione di ricevimento. Fu pure eseguito l'impianto di tutto il scrv1z10 telegr:ifico presso un'armnta, formata di due corpi d'ar mata cd una divisione di cavalleria, che si suppose in marcia, contro un nemico proveniente da Corbeil, e rlavanti al quale fu costretto a ripiegare sulle posizioni de l' Ilay, Chevill y, Villeneuve-le-R oi. Il servizio telegra fi co di quest'armata venne forma to da 2 sezioni tele~rafichc milit,1 ri e da un parco leggero por divisione di cava lleria. L'azione si svolse a sud di Parigi nella regione compresa fra la Senna e la ferrovia di Limours. A questa importante manovra presero pnrte 46 ufficiali e ,196 uomini di truppa. Furono anche esegu iti molti ed intere!iSanti esercizi di telegrafia /senza filo da 11Ionte Valerien con una stazione stabilita in Parigi. Ad alcuni rii 4uesti esperimenti assistelle il ministro Freycinet. Conl'ed~menlo de'i sostegni d'i famiglia. - Finora i sostegni di fa· migli<; designati dai comandanti di corpo venivano inviati in congedo quando avevano compint.o csauament.e i~ tempo. loro prescritto, cioè co~ un riwrdo di 2 mesi circa sugli altri d1spensat1 che ven ivano congedati colla classe anziana . A tale disparità di trattamento il ministro Krantz ha voluto mettere Jìne ordinando che il coogedamento di questa categoria di dispensati avvenun ugualmente colla classe anziana. Ufficiali in non attiv'ità per gospens'ione dell'impiego. - Ln non attività e la posi1.ioue dell'nlficiale fuori quadro e senza impiego. La me~sa io non attiv-ità per sospensione d' irnpieio è decretala dal president,1 della repubblica su proposta del Ministro della guerra. Il ri. chiam0 nell'attività vien pronuuciato nello stesso modo. Il tempo passato in questa posizione è calcolato come servizio effettivo per il ritirn e per la riforma solamente ma è dedotto dal l'anzianità del grado, per cui il diritto all'avanzamento ò sospeso durante questo tempo. · Gli ufficia li in non attività per sospensione dall' impiego sono sempre soggetti alle regole generali della disciplina e della snbordioazioue sotto {03 -

A'.'!XO XLIV,


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NOTI2llE MILITARI ES'rE&E

NOTI ZIE mLITA&l EST ERE

, la sorveglianza del generale comandante della suddivisione di regione in cui risiedono. Le infrazioni a quesle regole, a seconda della loro gravità, rendono l'fafficiale passibile di detenzione in una prigione militare o dell' invio davanti ad un consiglio d'inchiesta . La non attività per sospensione dell' impiego non ha durn ta fissa, ma no_n può _esser: prolungata oltre i 3 anni senza che un consiglio d' inchiesta sia chiamato a dare il suo avviso sulla convenienza o no di riformare l'ufficiale. Nou è permesso all'ufHciale di vestire l' uniforme, meno nelle circostanze in cui è obbl igato dj presentarsi ad una autorità mil itare. Lo stipendio che spetta in quesrn posizione è présso. a poco uouale alla metà di quello che vien percepito in attività . Ne viene pri!ato. l'ufficia le ogni qualvolta si assenta irregolarmente dall a residenza scelta. . Per poter stabilire domicilio nel dipartimento del la Senna deve poter dimostrare di avere mezzi di sussistenza sufficienti per agiatezza di famiglia o per impiego ottenuto. . L'incartamento del pet·sonale riguardante l'ufficiale che trov:isi in questa posizione è, tenuto dal genefale comandante -la regione di corpo ~'armata m cui esso risiede. Il genera i/.: comandante Jrl suddivisione di regione ispeziona due volte all'anno l'ufficiale per assicurarsi se sia suscettibile di essere mantenuto in quella posizio:cre fluo ali' ispezione seguente, se possa venire rich iamato in attività o se debba essere proposto pel ritiro o per la ri'forma.

Il fi. settembre ebbe luogo nel poligono di Strassburgo la rivista del XV corpo d'armata e della divisione di caval leria B .: meno la 28a brigata di cavalleria Qhe passò la rivista col suo corpo d'armata (XIV) . Il 7 settembre ebbe luoge presso Stuugart la rivista del XIII corpo di armata e della divisione di cavalleria A, e 1'8 settembre la rivista del XIV cor po d'armata presso Karlsruhe. Dopo le riviste le truppe hanno eseguito marcie e ricognizion i sino a tutto il giorno 9. Il '10 settembre, domenica, si ebbe riposo generale e servizio religioso da campo. Le manovre imperiali propriamente dette h:iuno durato clall'i I al 1l1 settembre, svolgendosi tra Stuttgart e la Selva Nera. 1

INGHILTERRA.

Varo delln cora~zcita Venge:ince. - La corazzata Venqectnce del tipo Ca,nopus costruita dalla ditta Vickers, Sous e Maxim a Borrowin-Fur-

nes, fu varata il 26 luglio u. s. Le sue dimensioni prini;ipali sono : Junghezz:i tq1 le perpendicolari metri •118. 87, larghezza metri 22.. 55, immersione rr1etri 7. 92, sposta1 mento ,12,950 ton;ellate. Essa è costrn ita sul sistema della doppia carena; la corazza tura si estende per quasi· i due terzi della nave, formando coi tramezzi corazzati una cittadella lunga metri 10. ·1 O e larga cruant'è larga la nave; entro questa cittadella verranno collocati non solo i pezzi, ma anche tutto quanto ,riguarda la manc.vra della nave duran te · iI combattimento. La corazza è dello spessore di millimetri 152 .ed i tramezzi di millimetri 254-, i'nentre avanti e dietro della cittadella continua un rivestimento di acciaio nichelato di 50 millimetri. Per la intiera lunghezza dell a nave si estende un ponte corazzato di 50 milli1netri che protegge le macchine, caldaie, ecc., mentre vasti carbonili sono collocati lungo i fianchi della nave aumentando così la protezione contro i tiri nemici. L'artiolieria pesante consisterà di 4 cannoni da millimetri 305 del peso ogn~rno di ,50 tonnellate. Essi saranno collocati due a due in barbett~ poste all'avanti e al\' indietro della cittadella; le barbette hanno metn 41 . '28 di diametro e sono costruito di piastre d'acciaio dello spessore di millimetri 305 rivestite internamente di legno di tech. I pezzi sparano proietti li. del peso di 850 libre con velocità iniziale capace di perforare millimetri 91['S di ferro fuci nato; la carica sarà di 150 libre di cordite. Oltre all'artiglierie pesanti vi saranno ,12 cannoni a tiro rapido da mill imetri HiB in casematte corazzate dello stesso spessore. 1

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GERMANIA.

1liano1rre i mperiali. - Alle manovre imperiali hanno preso parte in quest'anno i corpi d'armata XIII (Stuttgart), XIV (Karlsrulrn) e XV (Strassburgo) con le seguenti forze : 91 battaglioni di fan teria, compresi 4- di cacciatori; 92 ~quadron i di cavalleria, dei qu:iii 2 cli caccia tori a cavallo; 70 batterie d'artiglieria, delle quali 8 a cavallo; 4- battaglioni di pionieri. Non tutte queste truppe appartengono ai suddetti 3 corpi d'armata, ma 30 squadroni e 2 batterie a cavallo furono presi da altri corpi di armata. Rispetto alle manovre imperiali dello sco1;so anno, hanno preso parte in più : due battaglioni, 32 squ:idroni e ,( batteria.. Inoltre in quest'anno le truppe che hanno partecipato alle manovre, essendo dislocate nelle guarnigioni di fron tiera, ernno in gran pane su organico rinforzato.


1698

:SOTIZIE MILITARI ESTERI,;

Quattro di e~si potranno sparare direttamente a prua e quattro direttamente a poppa oltrecl1ò di fi anco; di più vi saranno 30 altri pezzi di calibri minori. Vi so rà una coffa su ognuno dei due alberi che sono molto alti a scopo di segnalazione. Il Vengetmce ha due elici, ognuna mossa da macchine indipendenti a tripiice espansione con cilindri verticali della forz:> di 6 750 cavalli a vapore, 10 tutto •I 3,500; le caldaie del tipo Belleville saranno 20. I fumaiuoli saranno due del diametro di metri 3. 35 ed elevantisi metri 27. !~3 da lle grate del le ca ldaie. È da uowre il ratto che questa è la prima corazza to costruita cb lla ditta Yickers, Sous e )Iaxim. RUSSIA.

L<i ferrovia Trcinsiberiana. - Attualmente è in eserc1210 fino ad Irkustk ad occidente del lago di Baikal. A Itri 660 km. di forrovia .;ono ultimati ad oriente del lago nella Transba icalia fin verso Strietensk ed il tronco Cita-Striecent è già aperto al servizio: La ferrovia delia piberia, per la parte già 005trutta, ebbo in questi ultimi tre anni un rapid isfoim9 numento di movimen~o in passeggeri e merci. Così nei 1896 è ssa trasportò 3!~4-, 000 passeggeri e 19(),000 tonnellate di merci; nel 4897 512,000 passeggeri e Bi,·000 tonnellate di merci e nel ·I 898 9i8,000 passeggeri e 606,000 tonnellate di rneroi. Questo ra pido aumento di traf(ìco è cosa iuaspettota per gli stessi Rus;:;i, e già dinota chiaramente quale sarà l'avvenire di quella fer rovia, la quale, cosmttta a scartamento ridotto e con mezzi molto economici, dovrà essere tra breve · ridotta a sc11rtame11to ordinario e rinforzata ovunque, cosa già del resto iniziata in parecchi punti. Su tutti i principali fiumi, che attraversa la linea, si costruiranno porti ampi ecomodi per le navi del commercio, i quali, mediante tronchi secondart di fe rrovia verranno mossi :n com unicaziotic colla ferrovia principale, come si è già fatto pei fiumi Irtisch, Obi, Cium~la e Jenissei . Il principale ritardo che incontrerà la lit10a nel suo percorso sarà il lago di Baikal, clie si ;:;tende perpendicolarmente ,1 ll a linell stessa. Era in progetto di fa re il trasbordo da una parte all'altra del lago (62 chilometri) passando sul ghiaccio, che là permane per più di 7 mesi al l'anoo; ma i movimenti continui del ghiaccio prodoui da una massa d'acqua profonda più di 4000 metr i avrebbero reso il passaggio molto pericoloso. Cosi, come rin da principio pareva in~vitabi le, venne testè deciso di costrurre la fe rrovia tutta attorno alla parte meridionale del lago.

NOTIZIE MILITARI ESTERE

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stesso. Questo tronco di fe rrovia att11averso a prec1~1z1 selvaggi sari1 una dello opere piit gr~ndiose del mondo. Esso avra la lungllezza d1 256 chilometri e co;terà qm,si 4·00 milioni di lire. Ftottiglia dell' Amu-Daria. - Questa fl ottiglia, .creata_ nel ~ 89 'i' a~ lo scopo di garantire 111 sicurezza del confine trn I Afganistan, il K.1an.uo di Boccara ed i possedimenti russi dell'Asia Centrale, con_fìne se~nato appunto dal fi ume Amu-Daria, ed anche per poter esercitare stretlll sorveglia11za sull'Afganistan ed influire e~entualmente nelle sue coso interne venne testè :rnmenlata di altre navt e n ordinata cornpletament~Essa' si compone ora di 5 piroscafi armati (Tsar, Tsarit.~a, ~sa'.·ev1~, Velikii'. Kniaz, Velikaia. l{nùrsna Olga) e di ·13 imbar~n1on_1 mmon, con un organ ico di H ufficiali, 3 im piegati, 300 uorotot dt trup pa, 74 maMvali borghesi. Port- Artlmr-Ta-lien-van. - Oltre alle somme destinate al ~omplet? riordinamento delle opere di fortificazione di Port-Arthur, _altn_ ,(,I mi~ lioni di rubli (circa 80 milioni di lire) vennero assegnati pe1 fa,·~rt del porto consistenti nella costruzione di due moli, nel!" approfondire fino a m.' 9,70 tutlo il porto, i bacini interni e l' iugresso al porto stesso, nell a costruzion~ cli bacini di carenaggio, di magnzzini, depo~(ti, ospedali ecc. . Con manifesto imperiale del 30 luglio (1 •I agosto •I 899, venne ordinato che la nuova città russa che sorge rà a nord _di P~rt-Arthu~ lungo l'ampia insenatura di Ta-lien-van, donà denom1oars1 « Daln11 » (la Lon.tana). . . . A quella ciuà farà capo la grande forr~;•ia_ trans1_berwna. Essa costituirà un porto franco, libero al cornmcrc10 di tutto ti mondo. . Appare evidente con qtfanta serietà di. propos!ti e con qtrnle _vastità di concetti la Russia sta gettando le solide basi pel suo anremre po· litico e co mmerciale verso l' Asia e l'Estremo Oriente. SVIZZERA.

Utensili da ;;appatore portatili. - Le scuole di reclute !1?nno ri~e: vuto, aÌlo scopo cli metterli in esperimento, alcune utens1lt portat1h sistema « A von Hellfeld » e cioè: pale, zappe e a!'.ce. . . Questo materi11le che somiglia a quello in uso finora, ne d11Ter1sce in qualche pa rte essenziale. I manir,i sono in lamiera d'acciaio stira to, presentando CO!'.Ì. maggiore solidità di quelli in legno.

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NOTIZIE MILITARI ESTERE

_Yi so~o due modelli di pale ; una quadrata ed una arrotondata termrnante punta. Il manico delle pale è for ma to di due tubi, uno allùgato nel! al ~ro, e por lavorare si allunga estraendo il tubo interno. Nel manico della zappa si può introdurre altro manico di leono fac; litare il lavoro. e per Il peso di questi utensili in coufronto di qnello degli auual i è il scgueutt:::

:n

Pala quadrata Paln rotonda Zappa . Ascia .

]\.g .

Utensili attuali

Utensil i A. von Hellfeld

0,880

0,800 0,700 ,, ,050 0,830

))

J

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1, 350 0,930

m l tiro per l'art'iglier ia da campagna. f dIstrwzione· I

I l Co ·01·IO , n sln .e era e lrn approva to una nuov~ [st,ruzione sul tiro per (artiglieria ~n campagna, .la quale non contiene _novità essenziali, ma ò compilata ID forma concisa ed esatta e con senso pratico, più di quella del 1890. Essa comprende due parti: la prima traua delle generalità e riporta alcuni da~j sulla traiettoria, sull'effetto dei proiettili, sulle probabilità di tiro ec!c.; la seconda parte tralta interamente dell'ese,~uziòne del tiro . L'impiego del fuoco è stabilito in modo p~eciso, così il fuoco celere sarà adoperato per abbattere iu bersaglio, e perciò dopo che la batteria abbia regolato il suo tiro. Il fuoco per pezzo non sarà fallo che contro bersagli a distanza inferiore di ,1500 metri. La salve di batterie servirà a regolare il tiro, quando l'os~ervazione dei colpi isolati non forn isca d.at, sulT!cieuti (~alve d'observation~ o a baLtero bersagli, che appur1scono 1mprovv1samente o per breve tempo, a distame conosciute (salve d'elTic.,cité) . Il ca~i tolo sull'~sec,~zione del tiro indie~ alcnne regole per i tiri a . percussione o per , t1r1 a spolettn; come 'principio è stabilito che alle distanze inferiori di Hi~O m~tri, si adoper i esclustvamente il tiro a spoletta, Un certo numero cli pagme sono consacrale ai Liri su bersaoli mobili cui viene attribuita una grande importanza: tutto il tiro iodi~etto vien; invece tra tt11tato in modo molto so1r11nario.

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RIVISTA DEI PERIODICI MILJ'rARI w, La R ivista di fanteria.

Fascictlo del 3·! luglio 11899. - I regolwnvmti tattic-i, della nostrn f'ante1·ia . È un articolo ponderoso, nel quale son considerati i vari nostri rego· lamenti per la fauLeria, a cominciare da <1uello pubblicato il 20 dicembre 1817 , essendo ministro il Sau Ma rzano, sino llll'ulti mo attualmeute in vigore, prima per l'esercito piemontese, poi per l'italiano. ·con molta competenza l'egregio scrittore not., le diverse C.'l ratteristiche dei succedentisi regolamenti e rileva, ben a raiione, qnale enorme passo siasi fatto sulla via del progresso cogli odierni regolamenti. Rispetto a quest'ultimo, si nota ch'esso « pur essendo per molti ri ouarcYi tracciato sulle linee del regolamento tede~co, se ne è staccato al"quanto nella fo rmulazione dottrinaria delle teorie conceuive », ma che ciò è conforme alle nostre diverse esigen ze. Giustissime le seguenti osservazioni: « Non va dimenticato da ooi che i rei•olamenti oassati paralizznvaoo beosì il criterio dell'insieme col rigio I di,;mo dei dettagli, ma rispondevano ad esigenze e a necessità d'addestrarne11 to, di disciplina, di taLtica, alle quali è pnr necessa rio provvedere col detwglio,. determinavano il metodo e metodo oggi pure occorre ; tradu· cevano in materialità. pratiche l'astrazione di concetto o alla pratica de\•e ·pur riuscire la preparazione ed ucativa per riuscire al suo intento. , E coteste osservazioni non solo sono giustissime, mn anche sono dette beni:-simo; epperò avremmo desiderato avessero avu to mllggiore sviluppo, per la parte che da esse deriva ai regolamenti nuovi. L'autore, per fini re, accenna brevemente alle due opinioni opposte dello Scherff e del nrousart von Schellendor f, pro e contro l'odierno indirizzo regolamenta re tedesco. Lo Scherff desidererebbe nel regola-. mento tedesco maggior formalismo, più regole, minor concettività astratta. Il Bronsart, invece, è propugnatore della conceuività astr11tta dell'attuale regolamen to e combatte corno pregiudizio qualuoque idea di ordini normali; però lo Scherff, for mali sta a suo modo, è cont.rario a


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RIVISTA DEI PERIODICI illlLITA RI

crualunque formali smo di pinzza d'armi, men1re il Bronsart è partioiano ]• 1 • • ~ queslo, e pwpugna, anzi, come ottimo mezzo educativo [a rigidezza dP.ll'escrcizio. :r,I • Le conclui~oni dei due noti scrittori, dice l'autore, sono opposte e contradditorif 1.ma dall'interno del loro pensiero i medesimi elementi emergono. Ed·Sascnno pel proprio verso vede la necessi tà di restringere e delimi tar,; '. ':irmal ismo a un còmpito particolare nel vas10 campo dcll • CJ: • I . . d i,add estran"',.; >, e ciascuno pe propno verso clue e tuttavia al formalismo il concor~o suo alla prP.parazione educativa.» E questo è il concetto che noi avremmo voluto che l'autore a,·es~e trattato a fondo, con q1uella singolare com petenza dimostrata nel suo interessante lavoro. 01

L'articolo 25 d-0lla legge sull'avanzamento.

L'artil:olo 25 della legge sull'avanzamento dà facoltà ai Miuistero della guerra di proporre con speciali relazioni a S. ~1. il Re eccezionali promozioni a scelta cl i ufficiali di qualsiasi grado clie se ne rendessero meritevoli per fotti mil itari straordinari O· per insigni servizi militari resi allo Siato, ovvero possiedano qual'i,tà militari cos'i spiccateldapotcrsi fondatamente presumere che la lo1·0 p1·omozione ridonderà li beneficio dell'esercito e dello Stato Lo scrittore lamenta clte l'u ltima parte di cotesto articolo, nei tre aoui <lacchè fu promulgata la legge, non sia stato applicato clte per due ulli ciali <lei genio. Egli non crede che per queste ecceziouali promozioni s'abbian da proporre soltanto individui eccezionali , una specie di semiportenti. A suo parere la legge non richiede elio l'ecceziona lità del caso, l'ufficiale cioè spiccatameute distmto, che per eccezionali ci rcostanze non possa, sanza un avanzamento straordinario, giungere a quei gradi ai quali sarebbe vantaggioso all'esercito e allo Stato ch'egli arrivasse. L'autore domanda quindi che non se ne ritardi più oltre l'applicazione se si riconosce che sia cosa utile P, gi usw . Per conto nostro appogginmo la sun domanda, purchè, ben s' intende, trattisi real mento di ufficiali dotati di qualità così spiccate da potersi fondatamente presumere che la loro promo:::ione ridonde1·à a bene~cio dell'esercito e dello Stato; mn 1'11rticolista converrà di leggieri con noi che ciò è assai difficiie coustatnre. D'a ltra parte sia il fatto indiscutihile clte la leg~e con questo articolo non lrn inteso con templar.,, che ca&i veramente eccezionali, e di conseguema che non si possono verificare cl1 e assai, nrn assai rnromente.

RIVISTA DEI PERIODICI ~JL!T .... IH

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Noi siamo fatti i,e1· la 9uerra.

La lliuista ha recentemente ricordato questo recchio pensiero, ma desso uon è piaciuto :ii colleghi dell'Armi t Prog1·esso, i quali vogliono ammonire che quel pensiero fu etl è padre di assai intricati equivoci, e, angus1amente interpretalo • dà causa ,·1a1a ai nostri avversari», ossia ai nemici dell'istituzione militare. J:a1:1icolista risponde brillantemeato a codesto monito, e a sua volta rimbecca i valenti col leghi del!' Armi e Progresso, per aver scritto che quando l'ora della guerra dovesse suonare, sarebbe ad ogni modo una S'Vetitura. Egli ritiene che quella affermazioae deve essere loro sfuggita uell'a ll'rettato fervore della polemica, e però ci piace riportare qui i due seguenti periodi veramente meritevoli di considerazione. « La guerra è talora un:i fortuna: t.alora è più che una fortuna perchù è la salvezza : talora 111 guerrn è la salveu.a, anche quando non èJ coronata dalla vittoria: t:llora la guerra è una sa lvezza, giusto eù unicamente perchè non è coronata dalla villoria. (( Per questo protestiamo noi adesso e protesteremo sempre contro la idea clie la guerra solo perchè è guerra sia uoa sventura. Ed in ciò fare noi ci sentiamo veramente gionni, e non ci pare in alcun modo di essere rigidi conservatori d'una tradizione militare ristretia. ,. Quante pagine si potrebbero scrivere sopra queste elevate e gi ustissime idee!

La gu.erm e la v ace. È Jn traduzione 1111 po' libera deJie parti sostnnziali di un articolo della Revista militar portoghese, nel quale è bre,·emente riassunto tutto quello che di più note,·ole fu es(·ogitato, o tentato, nei secoli passati, prossimi e remoti, per abolire la guerra.

Revue du Cercle militaire.

Numeri 33 e 34 delli 19 e '.26 agosto 4899. - La i;ita nazionale e il seroizfo militare, per il tenente colonnello FnocARD. L'esimio di reltore della Rivista constala in questo suo elaborato studio che ormai è impossibile opporsi alla corrente la qualt: chiede la riclnzione del servizio militare. Per suo conto uon è contrario nemmeno alla fo rma sotto le anui di un anno solo, ma non se oc fa pa rtigiano,


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RIVISTA DEI PERIODICI MILl'l'ARl

RIVISTA DEI PERIODICI MlLITAlll

peréhè la sua adozione ne è vivam,mte combattu ta, ciò che gli fa venire de' dubbi al riguardo. Del resto trai.tisi di ridurre ln ferma a due 3uni o ad uno, la riduzione, più o meno presto, è inevitabile, e non la si deve paventare, quando vi si prepari in tempo. Ed è appunto di , cotes_ta preparazione che essenzialmente s'occupa l'autore. ' Il Frocard invoca, anzitutto, una misura, da parecchi scrittori milìtari francesi gagliardamente propugnata per altri motivi: qnella cioè di avere nelle righe nn ingente numero di graduati e di soldati anziani rafferma ti. In luogo r/ei 30,000 individui che formano l'attuale quadro permanente, egli ne chiede ,JiSQ,000. Si capisce facilmente che con tale ossatura di provati elementi militari , i corpi sarebbero posti. in ?rado di ovvia re, alme:1ò in gran parte, ai ~ravi inconvenienti che Jo;o ne verrebbe da un'ulteriore ridu~ioné del~servizio militare, ma noi crediamo fermamente che è pascersi · d' illusioni il ritenere che si possa fare certo assegnamento sopra un numero così grnsso cli riassoldati. Il Frocard tratta pure, in via secondaria, del quesito capita le riguardante i graduati di truppa. Egli dice che è un errore il pensare che il loro reclutamento possa suscitare imbarazzi, ove si adottino misurn opportune per reclutarli; e combatté l'opinione di coloro che pei sottufficiali vorrebbero l'istituzione di scuole analoghe a rruelle pei sottotenenti. Il buon sottufficiale, a suo avviso, non lrn bisogno di un' istruzione molto estesa, basta che abbia vigore fisico, onestà di carattere, il gusto del dettaglio, e mediante la pratica · sarà messo in gn,do di apprendere il suo mestiere e cli rimpiazzare un tenente nella condotta della truppa. Però bisogna rleterminar bene la sua posizione e garantirgliela, non ca mbiando ogni giorno la legislaiione, e allora non si avrà penuria di sottuffici~ li. ' In quanto ai caporal i, la loro formnione è più semplice ancora. Poco o punto teoria, ma un buon insegnamento pratico, ; ffìncbè possano aiutare i sottufficiali nelle operazion i giornaliere e nell'istr~zione. Non si troverà dif6coltà a trovare adatti soldati anziani da nom inare cnporali, ed è frà questi caporali che si recluteranno, in pace ed in guerra, i sottufficiali. Origina le poi è il punto di vista dal quale lo scrittore considera · l'aumento che dalle sue proposte verrebbe al bilancio. I l Frocard prevede una maggior spesa di ·150 milioni pei riassoldati, che da 25,00030,000, quali sono al presente, salirebbero a ,150,000; di 25 milioni per la creazione degl i opera i militari; più d'altre somme supplementari per miglioramenti cui urge provvedere, quali l'aumemo dei cavalli d'artiglieria, l'aumento dello sti pendio dei capitani, ecc:. A questa

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maggior spesa egli contrappone un'economia di 450 milioni circa derivante dalla libera:rione di nna classe, altre economie ottenibili col la riduzione ciel qui,dro dei tenenti <la sostituirsi con aiutan ti, e colla diminuzione del numero degli ufficiali di alcuni servizi detti non combattenti, semplificando i servizi amm inistrativi, introducendo una grande economia nel servizio del vestiario, ecc.; ma confessa che, malgrado tutte queste t·iduzioni, si dovrà pur sempre far fronte ad una maggior spesa . E allora si fa la domanda, ~e è possibi le d'imporre questi nuovi sacrilìci al paese, e in quali limiti, e così vi risponde : « La dnrata dell'attività dell'uomo corrisponde 11 11' incirca a quella della vitn media diminuita di 20 anni, poichè il giovane, prima dei 18 anni, non rende sen•izi utili, e i due anni di servizio militare ritardano d'altrettanto il periodo produttivo. Si può adunqu e valutare a 2-i, anni, al più, nelle attuali condizioni, il tempo durnnte il quale rende al suo paese servizi capaci d'accre;;cere la ~ua ricchezza. Il bilancio totale oscillando ali' intorno dei 3 miliardi , si può am mettere senza grande errore una maggior entrata di un ventiquattresimo, ossia ,125 milioni, senza aumentare i pesi relativi e di minuire 111 ricchezza puhblica. Un aumento di 50 milioni al solo bilancio della (!;u,ma sarebbe 1 3cl uoque fac ilmente sopportata.» " 11 ripiego, invero, per fa r fronte alla maggio1· spesa, è trovato abbastanza ingegnosamente; però dubitiamo forte che nessun ministro della guerra, compreso quello francese, possa fare as~egnamento su di esso. Del modo d'azione delle trnppe di, copertura, pel colonnello X. ·È uno studio fatto iutierameote dal punto rii vista francese cli una guerra colla German ia, basato su ciò che si fece da una part.e e dall'altra nel ,1870, e, per l'avvenire, su quanto scrissero in propo~ito i più :;timati scrittori militari . Lo stesso anonimo autore riconosce che il suo studio limitato ad una $Ola campagna (quel la del ,[870) e ad un solo teatro di opernione, non ha potuto essere che incompleto; in ognì modo se ne possono, pur sempre, trarre utili insegnamenti. A suo parere, le pri me istruzioni debbono indicare l'n ppostamento iniziale 'delle truppe, le direzioni da esplo rare, i settori da copr ir~, le linee eventuali di ritirata. Man mano poi prosegue la mol>ilita1.ione, aumentano anche le truppe di copertura, s1 disegnano le imprese offensive, si trasformano le situazioni, cambiano le missioni. Occorrono. allora alt.re istruzioni, tuttavia la mancanza di queste non ginstirìcherà


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a dare agli ufficiali un'istruzione pratica su fficiente, e ad aumentar~ ìl · periodo di ·13 giorni del!' istruzione annua le, pe~chè tro~po h1:eve. ~ mestieri inoltre sforzarsi di trarre da questo periodo d' 1struz1one il maggior profitto possibi le, ttlnendo gli uomini all'aper.to, in c:impag.na, per I' intiera giornata, uscendo dalla caserma al mattino por non rientrarvi che alla sera.

mai l'inazione. Circa i principì che regolar debbono l'azione di coteste truppe, l'autore così li riassume: ' Prima del la dichiarazione di guerra sforzarsi per avere informazioni, tenersi a distanza dalla frontiera e osservare ciò che vi si passa; Dich iarata la guerra , rassare la frontiera, spingere l'osservazione mobile, la sicurez,a di prima linea sino al nemico , prendere il contatto e conservarlo; questo è il còmpito della cava lleria ; Per la protezione immediata e la sorveglianza fissa scecr]iere un terreno chP, permetta una vista estes11. Formare avamposti, composti di fa nteria e caval leria. Nel caso, avere riserve con arti11lieria f)ronte ' o ' a sostenere le truppe di prima linea; Se la vicinanza, infine, del nemico è pericolosa, prendere l' offensiva per ch iarire la situazione, limi tando quest'offensiva alla zona del distaccamento; Osservazione spinta da per tutto sino al nemico, difesa sopra dati punti sino all' ultima estremi tà e offensiva, se non della massa pri ncipale, almeno di un gran numero di di~taccamenti inca ric111i d' immobilizzare !'avversario. '

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proposito del disarmo, per L. M. Articolo d'attualità, nel quale con molto acume si considera, souo

i vari suoi aspetti, l'im portante quesito del disarmo generale e si viene alla conch iusione che la pace perpetua attualmente è impossibile e che non è nemmeno da augurarsi. È però evidente che la guerra tende ~

divenir~ meno frequente, ma la pace esiste e si prolunga perchè Luttt temono la guerra. I fi lantropi, pertanto , non ne deducano che tor? idea sia in progresso e che le generazioni futur e la vedranno real.1zza~s1. Cho la carn pagna di pace crei nuo stato di cose che ronda. men~ 1uqu'.etante la prospettiva dell' urto degli eserciti, e non tarderà a napparire una serie non interrotta di guerre.

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l a Svizze1·a nel caso di un conflitto eiiropeo (continuazione e fin e).

Besanzone e la 7° divisione m:il·itare nel 1870-71. (Continuazione).

Ecco, in riassunto, le conchiusiooi dello studio del col,)11ne!Jo svizzero Weber. La Svizzer,11 dev'essere preparata a difendere la propria neutralità. Molto si è fo tto per ord inare e aurnental'e le forze militari; ma molto resta anc0l'a da fa re se si vuol essere assolutamente pronti ad entrare in campagna, e disporre di tru ppa istruita e disciplinata, e di comandanti ca paci e all'altezza della loro missione. E così termina: « Se oggidì la pace eterna fosse assicurata, e ne seguisse il disarmo, il nostro Stato, composto di elementi cosi eterogenei , sarebbe uno dei prim i a sfasciarsi . »

Le notizie e i documenti riportati, in ques~o articolo, e che riguardano le vicende della fortezza di Besanzone e dPI territorio sottoposto a quella divisione militare nel mese di dicembre, sono, come le precedenti, di singolare interesse per gli studiosi di quella campagna. Rileviamo il fotto che la famosa missione di sbloccare Belfort o u1 crl iare le comunicazioni dell'esercito tedesco colla madre patria e coil' interno della Francia, affidata da Gambetta a Bourbaki e ch'ebbe c<;>sì deplorevole risultato, non sarebbe stata ideata ~a Freycin~t·,.c?me si è credut.o fino ad llra, ma dal capo di stato maggiore del la d1v1s1one cli Besanzone, tenente colonnello Bigot. In uua conferenza tenuta a Besanzoue col m1111stro Gambetta nel mese di ottobre si sarebbero gettate le basi per un'operazione, il c~1i primo atto sarebbe stata nua potente diversione nell'est,. al fine di. m1~ nacciare le retrovie tedesche, occupando la Lorena e 1 passaggi d~1 Vosgi. In altra conferenza poi, ch'ebbe luogo a Lione il 20 ottobre, il Bicrot avrebbe esposto a Gambetta un suo progetto per sbloccare Bele che consisteva nel oirare le posizioni difensive del nemico, sbo~canùo alle sue spalle ~er gl i altipiani di Blamont e di Croix, ment.re l'armata di soccorso avrebbe fatto una grande dimostrazione

Journal des Sciences militaires.

Puntate di lugl io e agosto 1899. giore D. 1

L' esercito territorfale, pel mag. '

L' autore, molto 2ssennatamente, pone ìl dilemma: O si intende servirsi dell'esercito territoriale e allora lo si tenga come si deve, o non si ha quel l'intenzione e allora non se ne parli più. Bisogna pensare

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sul fronte della posizione, verso l\lontbéliard e Hériconrl. Per questa operazione tu Llo era preparato, epperò era inteso che avrebbe avuto luogo un mese più tardi, per aspeuare un:i migliore stagione. Altri Mticoli notevoli ~ono i seguenti :

li Gran FederiM; , L'automobilismo dal JJunto di vista militare; L'esercito nel i900; . La fante1·ia russa nelle sue 1·iun'ioni di estate.

Inte rna.tiona.l e revue iiber die gesammten Ar rneen und F lotten .

11oscicolo di giugno 1899. -· Le posizìon·i nvanzate, pel capitano BALCK .

L'esimio scri ttore discute a fondo l'importante quesito delle posizioni avonzate, ossia della loro con veuienzo o meno, de' vantaggi che in dati casi se ne posso.no trarre e degli inconvenienti che generalmeute sono da esse inseparabi li. Egl i riporta le prescrizioni regolamenta ri al riguardo da' principali eserciti europei, nonchè le opinioni espresse in proposito dai general i francesi Langlois, Derrecaga ix e P hiliber t. I l regolamento tedesco per la fanteria non fa alcun cenno di posizioni avanzate; quello delle fortifìc,azioni da campo dice al n. •13, che, nella pluralità dei casi , non è da raccomandarsi l'occupazione di posti av:rnza ti, perchè espongono fac ilmen te le truppe che le difendono ad essere battute, ed im ped iscono il fuoco dalla posizione prillcipale. Il regolamento austriaco non ò favorevole all'oacupazione di posti avanzati. L'attu ale regolamento francese, mentre i precedenti trattavano ampiamente dell' a-vantlivne, ora aflida il suo còmpito, di obbligare l'avversario a spiegarsi ed a mostrare le sue intenzioni, agli ulaireurs. Il regolamen to russo, per contro, è favorevole alle posizioni avanzate, e così pure le nostre Norme pel combattimento, delle quali son riportate le parti sostanziali intorno a questo argomento. Sono poi ampiamente svolti i pareri dei generali francesi sopramenzionati, i quali, in Lesi generai.e, sostengono l'i mportanza e !'utilità di coteste posizioni . Originale la proposta del Langlois, il quale vuole ancora un'an nlinea di artiglierin.

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È articolo assni beo compilato da consultarsi con Yrtntaggio da chi intenda studiare abbostanza a fo udo questa questione cosi l'Ontroversa . A nostro avviso, però, è abbastauzn singolare che nou si faccia menzione alcuna del terreoo, del quale ci pare sia il caso di tenerne qualche conto.

Jnfl·twnza delle cornzzat1ire sull'odierna costruzione delle f 01·tezze.

la critica .ml/e esercùa:àoni russe del 1898. Contrarianiente a quanto si ui:a nei principali eserciti europei, da qualche anno è invalsa l'abitudine in Russia che i co_ma_ndanti_ ;.upe~ior_i, al termine del periodo annuale d'istruzione, pubbhclnuo sui fogli militari ufficiali le loro critiche sulle esercitazioni compiutesi, e che sieno resi:) di pubblica ragione ..Questo sistema fu. iniziato _d_a una ~eq'.1ela di anni dal generalo Dragomirow, capo del circolo m_1htare ~1 !\ ie_w, _e ben [lresto fn se,•uito dao-li nitr i. E notisi che beo d, rado s1 d1stnb111o " . d scono elogi, e che di solito, invece, la critica è esercita1:1 senza n~ia_r o'. nè della truppa, nù ùe' suoi cocnnndanti, che spesso sono pure md1cat1 col nome. Comunque sia, il fallo è che tale sistema ottenne l'approvazione superiore eri ora è normalmente applic:ito in tutti i grondi circoli militari.' L'articolista rende un conto particolareggiato delle cr itiche por lo manovre del ·1898 del generalo 1'rotzkij, l!apo del circolo 1nilitare di Yilna, o del generale principe lmeri t. iuskij, capo del circolo mili ta re di Yarsnvia. Gli appunti e le considerazioni si riferiscono all'impiego dell~ varie armi, all 'applicazione delle norme regolamentari, alla condo~ta de, giudici di campo, ecc. Particola~i elo~i so~o rivolti alla_ ~a\'~ller1a per la pratica acquistnta nel passaggio dei corsi d acqua; s1 mc1tano però ma,,.,iormente ali ulliciali ad apprendere il nuoto. È""uno stu·dioo rimarchevole, specie per chi ha interesse a tenersi. aI corrente dell'andnmonto dell'istruzione dell'esercito rus~o. Neue Milit arische Blatter.

Puuta t.i di agost.o 4899. - L'esercito 9·usso e la. qnestione del disarmo (continuazione), per A. Y. Dtn-G.\LSKI. Quest';1rticolo è assai import:mttl, come quello che molle a nud_o talune fra le principali condizioni interne dell'esercito rnsso. In parllcolar modo è svolto quanto ha tratto all'ordinamento dell e trnppe cosacche, che aHebbe bisogno d'essere completamente modific1110, e :il reclutamento, avanzameuto, slipendio e alle pensioni degli ullicinli. ~elle stesse


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sfere ufficiali si riconosce che l'attt1ale stato· di cose· avrebbe bisogno di essere -sensibil'meute migliorato; qualche cosa si è cominciato a fate, già da quest'anno, per gli stipendi che furono anmeutati; e particolarmente quello degli ufficiali inferiori. Si indugia, per c9ntro, a procedere ad ulteriori pre.vvedimenti, pur ric9uoscinti necessari, per l'ingente spesa che i!n porterebbero. L'ordinament,o dei cosacchi è presentato assolutamente sotto una nuova luce, e ove non socconano capitali modificazioni, si rileva facilmente che per mancanza di buoni cavalli, di deficienza d'istruzione del soldato e per la poca abilità degli ufficiali, queste truppe non saranno , nel caso di guerra, nè cosi numerose nè cosi temibili, come generaimen te si crede. La questione poi del disarmo è trattato unicamente dai punto di vista russo . S i nota· il grande incremento dato alle forze militari russe in questi ultimi anni, e al quale si attende tuttora, diguisacbè fra le spese ordinarie e le straordinarie il bilancio militare assorbe quasi due terzi delle spese totali dello Stato. Lo scrittore pone pure in . rilievo cbe in Russia stessa alcuni pensano che sa rebbe megl io di por fioe al continuo aumento del l'esercito, per consacrare ii maggior danaro che sarebbe necessario· a migliorarne le qualità. Frattanto il quesito del disarmo è aggiornato ad calendas graecas; però il Drygabki termina col dire che·.se si riflette al denaro disponibile per mantenere l'esercito nello stato attuale e agli altri bisogni dello Stato, una diminuzione delle forze militari appare come un guada.gno positivo. Consideraz'ioni intorno ai quesiti wìlitciri ,inglesi, per R.

HoR°NONC.

La conclusione di questo lungo stndio , in cui !'iutiero ordinamento militare inglese è sottoposto a minuta analisi, è quella, cui già si accenna nell'Ingbilterra .stessa, che farà giuocoforza adottare il servizio militare obbl igatorio. I sott-ii(lìcùili e il servizio d·i due cinni, per' J.. -

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DEMARCHI CA RLO,

gerente.

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RIVISTA MILITARE 1899 TOMO III by Biblioteca Militare - Issuu