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XLIV
RIVISTA MILITARE ITALIANA
DISPENSA I. -
,1° GENNAIO 1899
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ROMA VOGHERA I
ENRICO
Tll'O(IRAFÒ'.EDITORE
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.LUIGI BLANCH E L'EVOLUZIONE DELLA · SCIENZÀ DELLA GUER_RA
Poichè la continuità del pensiero è condizione incbpensabile al progredire di qualsiasi scienza,• de_vono ritenersi sommamente benemeriti d i ·g,u ella della guerra gli scrittori, i quali, trasmettendosi l'uno all'altro i còncetti maturati nel loro intelletto, f~vorirono potentemente 'l'e"\l'ol uzione de11a scienza ·predetta.· ,Percorrendo a g~·andi tratti il campo della lettetatura militare nei due ultimi secoli, si affaccia alla mente il ricordo dt tre scrittori il cuì. .-pensiero, quale si .r ivela nelle loro 9pere princip.ali, ebbe appunto l'u.:fficio di stabilire1- attra· . verso il tempo, quella continuità ct:ti si accennava, in modo che le opere suddette costituiscono le vere colonne miliari \ della scienza della guerra nel suo inc.e ssante progr esso verso gli odierni ideali. ,,, È facile riconoscere negli auto;ì d,i quelle opere i nomi del Palmferi, .del Blanch e del Marselli e ricorda.re altresì i concetti fondamentali dei loro scr itti che rappresentano la parte più alta e-d origin)lle della lett eratura militare rhodérna. Il Palmieri riescì a dare car attere e forma scientifica alla serie delle pratiche che costituivano ai suoi tempi ·l'arté · della guerra; seri vendo un trattato nel quale traccia cçm mano sicìna i principi della, scienza g neri;esca, ·men~re tut~a la letteratm;a militare europea dell'epoca an,uovera soltanto memorie e saggi isolati, anzichè vere opere scienti:q.che: Il B lanch, avanzando di 1m passo nell'evoluzione delle séi.enze militari, pone in rilievo la ;eìazione intima che · intercedé tra le dette scienze e la , civiltà; stabilisce i rapporti tra la gli.etra e le scienzE: ;naturali~ esatte e morali con'ispond_enti ai ' tre elementi primar't dell'arte : gli 'uomini, Ct1·mi, gli 01·clini, g.ià determinati dal Palmieri, e gi-tta le fondamenta
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E L'EVOLUZIONE DELLA SCIENZA DELLA GUERRA
LUIGI BI.ANCH
fanteria, ove pervenne al grado di capitanò. Nell'anno 1806 si trovò a.l comba.ttimento cli Campotenese colle truppe borboniche le quali, dopo l'occupazione di Napoli_p~r ~a.rte dei Fnmcesi, si ritirava.no nelle Calabrie. Fatto prigioniero nell'azione colla quasi totalità di quelle truppe, venne cond~tto in Francia. Entrato in seguito nell'esercito napoletano rioro-auizzato da Giuseppe Bonapartè, fece nello stesso anno 1806 la ca.mpagna. di Calabria contro gl'Inglesi, come aiutante di campo del generale Stroltz. Prese ·poi parte alla campagna di R ussia 11 ella quale morirono 84 uomini della sua compagnia, ed in ultimo a quella del 1815, g~audo M~rat tentò di unire i' Italia. Combattè alla battaglia d1 Tolent ino. Nel 1821 abbaucl.onò le armi (1) e si diede agli studi, i \ quali, come ben scrisse il Ferrare.Ili, nell'ozio d.ell' Italia. di~ I visa erano azione. Morì il 7 agosto 18'72 nella tarda eta d1
della :filosofia dellà storia ne,lle cose militari. Il Ma;selli infine, proseguendo arditamente nella via tracciata dai due illustri_ precursori, ~viluppa gli studi relativi alle leggi di evoluz10ne della s01enza della ,guerra; leggi che, per la prestabilita. intima correlazione •tra -la scienza stessa ed il sistema . sociale, sono, .come egli stesso pone in rilievo, la ripercussione in un campo particolare _della legge generale di evoluzione della sooietà (1). Sarebbe superfluo ricordare gli scritti del Marselli. Di quylli del Palmieri ebbe già a trattare magistralmente il Ferrarelli in questa stessa Rivista (2). Le opere di Luigi Blanch sono invepe oramai ' pressochè dimenticate al pari del suo nome che, a titolo d'onore, venne ricordato soltanto· dal l\farselli (3). Non sembra perciò fuori di proposito un cenno ~ullo scrit!;ore che, pÌ'imo fra i moderni, vide la guerra sbtto il suo vero .;t.spetto di un co:i_nplesso fatto storico e seo-.iaò l' indi0 rizzo degli odierni studi militari.
88 anni (2).
(·l ì ;1" ,1R.~t;,)i. - La guei·ra e l a sua sloria. Libro T, La scienza storica della guerra. • (2J FEnnA n1; 1,1,1. - Il 1narchese Palrniei·i e le su.e « Riflessioni critiche S'fll'(w/.e delta guena, - Rivista 1nfWare italiana., maggio ·1885. · (3) OP, ci t. , id. id. " (<1,) Si riporta il testo dell 'alto di nascit(L di l.uigi Blanch, estratto in data lO novembre ,1898 da ll' ,frchivi-0 capitolare della R. cat\edrale di Luccra.
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(i) Sono riuscite senza risultato le ricerche. Lestè faUe cleUo si.alo ài m·v izio di Luigi Dlaoc:h. Nell'al'chìl'i cli Stato cl i Napoli s1 e potuta nn 1·eruro soltanto la data precisa della dimissione del IJlaoch. . . !hl protoco ll o del 1° Ripartimento, i ° Carico dell'anno-lS2i del Mm1stero della guerra, al N. to,9 si legge la seg11ente registrazione : . . . . . , n capitano aU/1 ,1" classe D. Luigi 131.A NCH domanda la àtmissi.one.
· Accordata 16 giugno 1821.
(2) Alla mor te ci i Blanch venne decretato dal commissario regio allora preposto ~ l~ l'amministrazione comnnal.e di Napoli rli sep[)~llinie la salm.~ nel rec,n to deg li uom1n1 illustri. Ciò per,1.ltl'O non ebbe effetto ed i res ti 1nortali di Luigi Blanch 1urono clepost1 nella cripta nella còngregmiionc di S. Ferdi1111111lo nel cimitero di Napo ii. . . . . (3) La ra"ione per la quale il Ferrarell i lm làsciato scritto in taluno dei su?' ncord'. sul Blanch ~1e questi si dimise nel i820, seb~cne gli Austriaci siano entrati 1~ Napoh il 23 marzo 1.821, deve rinvenir,i nella t radiiione, la quale includeva tllttl : ncorr.11 d1 quel periodo storico nel i820, fo rse perchè gli avvenimenti J>iù im1iortantl ciel ç1etto periodo si svolsero 11iù nel 1820 cl1e nel I82L
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Le ragioni che det·erminarono il Blanch a r1t1rars1 a ~1ta privata non sono note, nè sarebbe facile ricercarle. E~h soleva dire al Ferrarelli: 11enuti gli Austdaci a Napoli, non volli pù,ì servire e mi dimisi (3). La rettitudine d'a.nimo ~d ~n elevato sentimento militare potranno forse avere contribuito a rendere, in quell'epoca, meno accetto' al Blan.ch il servizio di una dinastia ohe aveva attirato sul suo paese l'invasione stranier~.
Luigi Blanch, discer1denta da antichissima famigiia napoletana, r..acqu-e in~Lucera il 29 marzo 1784 (4). Educato nel coll@gio militare di Napoli, ne usci nel 1798 e servì nella
• Die xxi~ Jlfensis Alartii Anni t784. , ' .• ·isgo infrascriptus Curatns IIUJ.US Il.li:; Ecc siae Cath.lis I,uceri ae baptizavi infantem· • ·<lie hesterna, hora clecima natum ox conj ugibus O.o Raymundo Blancl1 Civ.is Nea• po lis ex llo.rchionibus Campilactnrii et O.a Theresia flraune Cil'.is Si. Sebnstìani iri. • Càntabria ex Comi tibns J3raune Civ.is Ouhlinl, pracclictae Calh.lis nl ian is cni imro, • si tum fuit no men Aloysiu,,;, Xistus, .rusep h. Pii trinus fui tHispaniarnm Prima; t ae classis • Marchi(l Oe los Bal~oses S1iinoh Genuensis, cujus nunine infantem de sacro fonte • snscepit Sac: J!'. Gabriel Morelli Ord, Cappuccinonun. Et in fidem Dom.us M.a mcci • Curatus , ' f 1'alc atto, di cui allra volta venne fatta inuLi le ricerc.a presso le clliCSE! parrocchiali di L1rce)'a (lo staio civile di q uel comune comincia dal 1809), contiene importanti indic,mom in torno alla fnmiglfa di ·(,uii,:i Blnnch e pone .term ine alle contes tazioni fino ,id ora P~i,;tenti ~ntorno alla ritta natale rlell'jlÌIJstre scrittore. ·
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LUIGI Br,ANCH
E L'IWOLUZIONE D):<;LLA SCIENZA DELLA GUERRA '
Ebbe Luigi B1anch robusto e versatile l'ingegno, str~orclinaria la memoria, tenace il volere. Di cJ.wre nobile e buono, amò. la patria a modo sno, cioè coi fatt i più che colle parole; l'amò illustrando il nome italiano colla profonda sapienza dei suoi scritti . Sebbene fortemeute:dissentisse dai più notevoli uomini politici dell'epoca attuale, pure egli era alieno dti quella volgare indifferenza per gli .affari· del proprio paese, così , colpevole e così dannosa. An(}he in tarda età si occupava di affari pubblici, d~va cons.igli e seguitò a dettare qualche scritto. A coloro che lo avvicinarono, no·n era facile dimenticare il fascino del suo discorso, nel quale così · ~1rmon"iosamente si rivelavano la semplicità del :filosofo, Fnrbanità del gen- . t iluomo, la schiettezza del vero militare. La sua dottrina era vasta ecl ordinatissim~, la parola lucida e concisa, e la sua convers~zione poteva dirsi un vero viao-o·io nei vasti , 6b , campi della storia, nella quale egli era una validissima gnida, non essendovi fatto che no,n conoscesse e che, per la potenza riflessiva del suo ingegno, non avesse seriamente meditato. I molteplici studi di Fltoria, di politica, di economia, di filosofia é .di scienze militari, nei quali salì in afta fama, • prùéurarono a Lùigi B lanch l' ammirazione e l'amicizia di molti fra i più illustri uomini del suo tempo: Romaguosi, J omini, Humboldt, l'arciduca Carlo, il ma.resciallo Marmont, il generale Gneisenau, Hallam, Guizot, Adolfo Th'.iers, Pellegrino Rossi, Sismondi, Napoleone III. D'indole modesta e riservata, non si valse del suo ingegno e della fama con esso acquistata per conseguire gradi ed onori. Ad ufficiale, il quale gli disse avere il r e Gioacchino osservato che era poco ambizioso, rispose: « d.ite a,,l re che quest~ « male non è cqntagioso. » La serena filosofia, di cm i si mostrò dotatp fin dalla sua gioventù, ~uigi Blanch, non ismentì mai nel corso della sua lunga vita. Assorto dall'!nces~ante attività del suo pensiero, ed alienò sempre da q uanto costituisce l'attrattiva del comune degli uomini, soleva dire·: « Gli. stud'ì mi hanno
« preservato dai vizi nella gioventù, e dalla noia nella vec« chieiza. » No bile concetto che è la sintesi della vita di un saggio. Questo è il carattere dell'uomo, quale ci fu dato di costruire coi preziosi ricordi che di Luigi Blanch ha lascia.te sparsi nei suoi scritti.il Ferrarelli (1). Se nulla di notevole, nel campo dell'azione, si rinviene nella lunga e non agitata vita dell'Dlustre uomo, sia nel ventennio nel ·quale appartenne all'esercito, sia nella serie degli anni successivi, che· dedicò esclusivam~nte agli studi, si manifesta peraltro in Luigi Blanch una correlazione intima tra il soldato e lo scrittore, lU quanto questo fn preparato da quello.
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' Il concetto fondame:ntale della relazione fra le scienze della guerra ed il sistema sociale fu intraveduto da Luigi Blanch :fin nei suoi primi stucl,i giovanili: Pa taluni ~suoi ricordi inediti, ch,e verranno fra breve riportati in questo ' · scritto, risulta infatti che nel 1804, ,cioè a 20 anni di età, Ù Blanch aveva gia; preso a svolgere il concetto stesso in u11a memm·ia che non fu mai pubblicata: Per la sua età giovanile, il Blanch non potè prendere parte a i fatti di gueiTa del periodo Napoleonico se non serv'e ndò n ei grrdi inferiori dell'esercito. lVIa lo studio di quei fatti schit1deva al pensatore la via ai nuovi ideali sulla 'guerra, che si ri-:elarono più tardi nella sua opera maggiore: I discoi·si. . Sotto la modesta divisa dell'ufficiale di fanteria, fu dato al g iovane Blanch di 1assistere d i persoM alla nascita degli eserciti, delÌe leggi, delle istituzioni nuove ; al loro contatto ' colla vecchia soèietà preesistente ; contatto · che diede un fiero tracollo alle ultime tradizio'n.i del medio evo, che trasfuse e , ridusse g_uasi . allo stesso ~i vello nei diversi popoli (i) Gnm;vpi,; F6nRAt1s1.1.1, gia cap itano del gen[o; Schizzi. - Napoli !SH. - Il collegio rnililnr e di Napoli, , Riv. mi!. italiana JSS7. • - Cenni biografici di Lu(lii Blanch ; pubblicati nel giornale Cl Piccolo dell'S agosto .f8i2. .
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dell'Eur~;Pa c~ntra~e.lc idee n:ode1:ne di libertà, d'indipendenza, d1 naz10nahtà. Retagg10 utile e benefico, residuo storico permanente dell'epopea napoleonica. La mente sintetica del giovane ufficiale riuscì forse fin dapprincipio ad afferr~1:e, in .1:1ez~o ~gli incessanti sconvolgimenti sociali, polit1c1 e m1htan d1 quell'epoca singolare, il risultato positivo e stabile di tante vicende e di sì lunghe lotte; ed a rav. visare in quello: « la dichiarazione formale e divenuta le~ gale che il principio di classificazione sociale, che caratte« rizzava il medio evo, aveva ceduto al principio di fusione « che sostituiva le condizioni ai privilegi, che è il cardine sn «·cui lo stato sociale dei moderni opera i suoi movimenti « iutti » (1). · N~n è senza interesse il notare qui' che questo gran fatto rtori.c~ n~n poteva essere intraveduto dalla generalità. degli uom1m d1 quel tempo; poichè, come lo stesso Blanch osserva, gli avvenimenti che scuotono l'umanità, che urtano le abitudini e ,trasformano il benessere e ,la moralità delle nazio.ni, c?st~tui~c?no per la cor.o.nne degli uomini periodi eccez:onalt d1 crisi, « nei quali le leggi che regolano l' in.« telhgenza e la volontà umana sono sospese dal loro corso « OL'dinario e soppiantate da movimenti che non sono su« scettivi di spiegazione secondo il naturale ordine delle « cose » (2). Soltanto il riferimento nlle leggi che nascono dalla filosofia della ~toria, osserva ancora il Blanch, pnò condurre alla conclus10n~ che quegli avYenimenti che hanno compro messo tante esistenze, e fatto tanGo male, erano il risultato di uua secolare elaborazione, che non crearono ma rivelarono bensi e misero in luce quella ::;erie di modificazioni che il corpo sociale su bi va e le presentarono nel loro insieme così coordina.te nei metodi, come determinate nello scopo~ « Questo punto di vista (egli conclude) fa rientrare nel corso « delle cose umane questi grandi cataclismi del mondo l 1) Discorso IX. pag. 202-~03 rlelln prima ,idizione napoldlana <lui 1usco1·si (·183~) al la 'i uale Sèmpr,1 ci rif11 ri rerno nel prnsr,nte scriLto. ' (':?)
E r;EVOLUZlONE.DEr.T,A SCIENZA DELLA GUERRA
LUIGI BIA ::S-Cli
DiscOl'SO 1'111, pag. 131.
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morale, come la cognizione perfezionata delle leggi fisiche
« vi ha fatto rientrare quelli che si operano nel r:O.ondo ma« teriale » (1).
Lo stesso concetto, sul quale crediamo d'insistere ad nlteriore comprova dì quanto abbiamo accennato circa le cause che prepararono l'evoluzione delle idee propugnate poi da Ilo scrittore, venne espresso da Luigi Blauch nella prefazione della seconda edizione dei Discm·si, là dove osserva che « la « moltitudine degli avvenime'n':}i che si sono compiuti so~to « i nostri occhi, l'azione potente che hanno ·esercitato sulla << sorte dei popoli: la rapidità delle trasformazioni sociali « di cui fummo testimoni, tutto, in. questo grandioso spett~« colo, richiamava la nostra attenzione e ci confermava nelle <.< nostre prime idee, le quali, nel corso di trentacinque anni « acquistarouo una forza sempre crescente per la conferma « che contemporaneamente ricevono, sia dai fatti che dalle « produzioni della scienza. )) Al soldato filosofo, cui le leggi immanenti della storia si rivelano in prima luce, in mezzo alla coilgerie cli avvenimenti svariati· cui ebbe ad assistere, doveva perciò essere riservato di scoprire e mettere in rilievo quell'attinenza della scionza della guerra col sistema sociale, che ora tutti vedono, e ~i assorgere al pensiero moderno che la guerra non f 1 è un semplice fatto militare, ma un complesso fatto storico.
"" \ Qnanto risulta da questa rapida analisi dell'evoluzione delle idee nello spirito di Luigi B lanch è confermato dalle considerazioni rctrospetti ve che egli stesso ha fatto sni Discorsi molti anni dopo la loro pubblicazione, allorquando, rappresentando alla sua rneote i singoli periodi di quell'evoluzione, si compiace di vedere oramai universalmente riconorniuto il principio fondamentale che aveva in quelli propugnato. Non può forse immaginarsi un compiaci.mento maggiore di quello che ha dovuto prornre l'illustre scrittore. il quale, \
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Discorso VIII,
pag. 13L.
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LUIGI BLIINCl l
I, L'El'Ol,UZIONE DELLA SCH:NiA l)ELl,A GUERRA
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giunto alla vecchiezza, potè così assistere al coronamento del grandioso edificio scientifico, cui aveva nella virilità dedicato t ntte le forze deUa sua intelligenza.. Tale compiacime13,to traspare infatti vivissimo in taluni suoi ricordi inediti, dove egli gode di vedere da insigni scrittori ed i;iomini di Stato sostenuti ed applicati i co~cetti, dei quali sent.e spettare a lui indis.9utibilmente la priorità (1). · · Ed a proposito delle idee espresse specialmente i~1 Francia dal Montalem bert e dal Beaufort intorno alle relazioni , tra· ]!esercito e lo stato sociale di una. nazione, ·Luigi Blaneh soggnmge: « Noi abbiamo riunito questi divHrsi brani (2) come dimo« strazione che l'idea che l'esercito è , l'espressioue della so« cietà e che ne segnava tuttf le variazioni nei diversi. tempi « e presso 1~ .d iverse nazioni, acquista ogni giorno valore ed « è accet tata riferendosi a ciò che il Gibbon dice : ...chè l'.cwte « della gue·rra considerata come scienza si è perduta ed è « rinata colle scien::;e cleUa g'uerra. « Que~ta idea, che nel 1804 esponemmo i~ ·una memoria « manoscritta che conserviamo, è la tesi che indi sviluppammo « nel volume che pubblicammo nel 1834 (3) sulla scie~za mi« litare considerata sotilo questo aspetto e che è stato tradotto ·« in francese nel .1854 (4) e non possiamo negare che siamo « l usingati di vederla accettata da giudici çompeteuti, es« sendo stato il primo, non certo a .scoprirla, ma ,a dargli « for ma ed unità. >> '
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(·li ì\'on ci ftl possi~ile rintracciare la data precib di tali preziosi ricorrli in editi di Luig i 13Janch che per,dtro, in relaz ione ag·li studi cd ai discorsi ai quali si rHei;iscono, devono esserll stati scri tti ali' incirca verso !'anno :1.8~6, o t85i quando cioé il 'Blanch aveva già olt.repassato il settalltesimo anno di etù. . (2) Gli es tratti cui allude Lufgi Olanch so~o, t ra altri, del discor.;o pr,:muncialo da/ Monta.!embert a l Corpo leg islativo francese in fl'-vore della Jeggr: St. Cy r, sull'esercit-0, perfezionata nel :l.83~~e di una memçn-ia del visconte di Beauforl sulla questione posta allo s tudio dail' Accademi(, àelte scienze mo.rati J)er il ,1856, circa J •infl t~enza clel le is tituz ioni mìli tari ia Francia ~uHo slato socia le.o s ull'ordiname11lo drllo Stato. (3) La pt'inia cd izi()ne 1rnporr1nna rlei Di.~corsi. ' (1.) L.t tradl1ziooc dei Di.~co,·si venne l'a tl,t dal c:,ritano di fanteria francese .Haca e putJl>lica ta a Pa1·ig i appunto nel !851,. -
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Riferendosi poi in modo speciale ai concetti del Montalembert intorno al carattere aemocratico ed eminentemente S?· ciale delle moderne istituzioni militari, prosegue : « Noi non possiamo dissimulare' la nostra viva soddisfa<~ zi.one di vederè che l'idea, che ha occupato tutta la nostra « esistenza, ha avuto dei commentat,'ori sì d istinti. In effetto « in ql1esto' estr~tto chiaro apparisce che l'oratore considera « l'esercito come l'espressione della società. Il discorso di cui « abbiamo tentato di dare ~n'idea è nel suo insieme il eom<1: mentario del nostro lavoro, il qo,ale non ha · precedenti, ·· « giacchè il fatto è stato da molti veduto, ma la ragione del « fatto, la formola che lo generafoiza, la legge che riproduce « questo costante fenomeno, che apre un altro aspetto allo · « s,rolgersi dei fatti e delle idee, e ne mostra la connessione « più stretta, non lo è stato. »
I concetti maturati dal :filosof~ napoÌetano apparirono delineati -con i:igore scientifico nei Disco?·si della scienza mili-
ta1·e considerata ne' suoi 1·apporti colle altre scienze e col sistema sociale, pubblicati nel Prog1·esso delle scienze, dellél lette;-e e clelle ar-ti, uno dei periodici che fiorirono in Napoli nel secondo· qqart0 dì seèolo e che, tollerati dai reggito!J d i' allora, prepararono, col rinnovamento della col tura, la via alle rivendicazioni politiche. I nove cliscorsi vennero poi:,riu-! ;_iti dal Bla.nch e stampati a parte nel 1834, coH'aggiunta di un breve premessa, ove ,è data rag_ionè dello scopo dell'o· pera, ed è accennato altresi al progetto vagheggiato fin d~allora dall'aatore, di assorgere da quel preliminare lavoro ad una storia. completa delle scienze, belliche considerate sotto l'aspet~o stesso preso di mira nei Discorsi. L'opera del Blanch, che considerava, per la prima volta, la storia della milizia e de' suoi fatti in relazione a quella della ci vil,tà e delle sue manifestazioni, riscosse l'ammirazione universale ed un plauso unanime innéggiò al geniale scrittore. L a qepressione degli spiriti, che in quel tempo in~ombeva sulla penisola, 'politicamente e. militarmente avvilita dai
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E L'EVOLU7.IONE DE LLA SCIENZA DELLA GUE&RA
LU!Gl BLANCR
suoi governanti indigeni, o stranieri, i mpedì forse che le robuste pagine del Blanch venissero gui apprezzate giusta il loro ~evo :7alore. All'estero invece l'apprezzament; ne fu alto e lus~ngh~_ero,_pei _g iudizi pronunciati in proposito da autorevoli scrittori (1), per l'esame critico che ne fecero allora ed i~ se_~ui~o le più accreditate riviste (2) e per f onore che ebbe d1 pm d1 , una traduzione. . Il solo titolo dell'opera basterebbe a rivelarne eccezionale 1mportll:nza, se si guarda al~'epoca in cui venne scritta, poichè fu appunto la mancanza d1 non avere considerato l'arte militare nei suoi rapporti col sapere nello stato di c1.viltà. che · fe' riescire infruttuosi gli sforzi dègli scrittori i quali' a;vevano precéduto il Blanch. ~n r elazione al concetto fqrmulato dal Oousin nella nona le~1_one_d~l corso del 1828 (3), le ricerche delle istituziqni m1htan ~ dello spirito che le regge non 'Sono più circoscritte, 1 secondo tl Blanch, nella sfera peculiare delle scienze belli~ che, m~ rivestono un carattere più generale, si ;·annodano I colle scienze morali in tutte le loro diramazioni e· certa1 inente non sono estranee al progresso di quelle fisiche, esatte.
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. (·l) !l gcne'.ale Jom!ni nel la prefazione posta in fronte al suo quadi·o analiti~o cte'll~ commbaz1om della. guerra nota come molti sa"'gi vennero Jlur ratti per ,. na. t .· d 1 0 J'• rl · 1· · s 011 a o" a e m1·1·1· 1,11.e da Il'an tic uta. fino ai. nos'tri giorni ma. che a para"one de"I° ·tt· d l 0 1 'rran.cl\ant-Laven'te, del Carion-Nisas del Roquai;cou rt d'ei' rn•a,;~ . scri .1. e_ , d ·, · , ' ' ·, "ootore -pru.;s1ano C1nac1 e_ el s~o continua_toreJ_l ~pera de l capitano Blancll, la. quale contiene un'analisi' intere,santé dei_d1vers1 perrod1 clell 'arte scri tta e dell'arte pratica, era quel la da tene/si in conto eh pn1 utile e pregevole (Precis de l'ai·t de la gueh·e ou nouveau t bl lut·q d .. · te . . a eau ana., i _ ue e~ 1>~ 11:cipa s. combina·1sons de la stràtl/gic., de la g1·ande tactique et d l potitiq·ue milttawe, Pans 1838, deroière éd ition, pag. 2&.-2-:l). e /i
d E' 1iltresi da ricordare il cenno che dei Discoi·si do! lllan•'h f• 1·1 , 1·g De 1 , , . , ' v " s . a 1,arre u Pa~c ne l <>• ~ volume della ~to1"1a. delt a.rt'e eletta guer1·a (·1864). (~} Lo Spectateur ·1nihtaire nel fascicolo d t g1u"'no 4835 pn'·bli·· va una Il" t· I 0 ,,. t b.bl' '-' ~· , , «r ,co are"· .,1a a 1 1ografìa de1 Oiscat·si del Blallch ;,ed ebbe più volte in aeguito a. parlare anco;a di tal e o~era,_ad esempio nel fascicolo del 45 marzo -1836 ecl in quellv del i5 ottob 8 48 ,., · ta spagno r l•~ .a proposito . . , . cli una . an nun'ciata , ris tampa . clell'opern stessa, . N°" pai·lo , ' la R"ivts a rn successive rassegue, una del,e_C1Ltal1 nel fascicolo del n1aggio -181,5 , la Revue aes deux 111ondes nel fascicolo del ~ luglro 4843 ed in se"'Ui to nei bollet·t 1 ·no t ·bt' fl d ··J 4g•e '. · .. n · l 1 1ogra CO el 4o · a~ 11 e. ~.,, a._p1opo~1t? della gia accen nata tradazione francese dei Discorsi; la Rivista di J.ubmgen m_ un articolo del pror. Volz sui congressi sci.en tifici italiani. (3) • Datemi lo stato militate di un popolo e il suo modo di· 'ai· 1-, gue . . d · m'·nc · d' · . . ,, · " na , e 10 ' 1 arico 1_ rmtntcc1ar tutti gli elementi della Sila s toria. perchè t utto a tu tto ' i - • lega al pen.s1ero come princip io ed all'azione come effetto nella metafi ··c 11' "guerra.u l t :st,aene il 0
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e naturali. E sempre riferendosi al principio stabilito dal!' illustre francese, che adduce in appoggio alla propria tesi, Luigi Blanch ricorda c~e quando il 'Ouvier diceva potersi da qualsivoglia membro di un animale perduto ricomporre tutti gli altri, intendeva che nelle produzioni dellu, natura vi è tale armonia che si pnò· da uno degli elementi sco- , prirne g li altri' (1). Dopo d i che lo scrittore napoletano è èondotto a ritenere che a chiunque osservi, sotto un aspetto un po' largo, la questione delle militarì istituzioni, si rivela, anche senza averlo imma.giuato, lo stato sociale· del popolo d i cui ,analizza le tendenze ed i bisogni, e che per conseguenza tali studi sono utili, non per una sola classe, ma per quanti vogliono conoscere e dirigere le nazioni (2J. Dipendentemente dal cpncetto. fondament<1:le sopra indicato, Luigi Blanch è -condotto a riuvenfre l'origine della guerra iu un ordine di idee più, razionale e più in armonia cogli effetti e colla costanza di questo fatto sociale che non è quello di attribuire il fatto stesso alla degenerazione, o al capriccio dell'umanità.,. di fare cioè risalire le sorgenti della guerra ad un principio anormale. « Se la guerra (egli ~< osserva) è talvolta un istrumento di male, non ne è perciò (< la causa .prima; serve, al contrario, a reprìmerl? al pari « di quanto fanno !_e leggi sociali. La guerra non è in con« seguenza un'anomalia nell'ordine naturale, ma piuttosto (< un portato inevitabile delle· condizioni dell'umanità,- ep« però non soltanto non è incompatibile con queste condi« zioni, ma è anzi atta a dare impulso a certe virtù che « sollevano Ìa nostra natura. » (3) . All'ampliamento dell',orizzonte delle scienze militari, che è .la base programma e lo scopo dell'opera del maggiore èlel Blanch, fanno riscontro, nelle meditate pagine di questa, la
(!J Spil"ito delleistituzio-nimilitiiri ciel maresciallo MAn,110N'f. Studio critico di LutGI Or,AXCH, pubblicalo nell' Aritologi a ·miliiai·e 1wpolet.a.na, anno decimo, voi. XX, i8~6. (2) !11. id . Id . • (3)
Premessa all a secon_çla. edizione dei Discorsi. I
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LU1Gr llLANCH
E L' E\'OLUZIONE DELLA SCIENZA. DELLA GUERRA
.,;apiente disposizione del materiale storico, l'indagine profonda, la sjntesi potente, il g iudizio sereno ed E'levato. Dotato in sommo grado della facoltà di generalizzare quanto a lui si offre e di ricercare la ragione .prima delle cose, lo scrittore napoleta;no non scende a discutere, a narrare minuziosamente, a sviluppare ì fatti storici. Ma ·questi fatti, sintètizzati sotto la sua penna potsnte, servono di base ai suoi ragionamenti e li appoggiano. Pre$entandoli sempre con impareggiabile precisione e chiarezza e con rigore di logica, la discussione che su di essi· intraprende ,richiama l'attenzione del lettore' senza affaticarne la mente. La profondità del suo sapere, la robustezza del suo pensiero gli permettono di dominare ì singoli avvenimenti che vengono · a rannodarsi per divenire l'espressione di un principio. Tali sono i çaratteri generali d.ell'opera, della quale riuscirebbe impossibilé fare un'analisi distesa, perchè mal sì potrebbe raccoglÌere ed ordinare in poche pagine tutto iutiero un volume, dove sono pure con .r apidità di stile raccolti tànti fatti, tanti ragionamenti stretti e concatenati. Basterà, per dare una sommaria idea del contenuto dei scorsi riportarne il pì·ogramma sintetico,. delineato dall'autore stesso nelle seguenti parole (1) : \ . « Il presente lavoro si propone di determina:r~ l'origine « della guerra come fatto sociale: i suoi effetti nell'ordine « generale e la correlazione che esiste fra · quella e il ,d etto « ordine generale: di ricercare in qual modo la guerra « sì è · manifestata presso i popoli civili d e_ll'antichità e nel « medio évo; come ha contribuito a trasfor~are la ci-·« viltà del medio eyo nella società moderna; quale azione « ha esercitato sull'insieme delle .nostre conoscenze e sullo I « stato sociale, e, reciprocamente, quale influenza le cogni<~ zioni umane ~ lo stato di civiltà hann6 esercitato sulla « guerra, sia dal punto di vista della scienza, che da quello « dei fatti; ed in.fine come risulta da tutto ques~o esame che
« la storia della guerra può essere consìderata come un sim« bolo, come l'espressione della società. »
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O~!la preme,sa al la seconda edizione.
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Dei nove discorsi, il primo tratta della scienza militare e delle sue relazioni colle altre scienze e collo stato sociale; il secondG dell~ differenza tra la ~cienza militare degli antichi e quella dei moderni; iÙerzo dello stato di essa nel medio evo_, delle sue relazioni colle altre scienze e collo stato sociaìe nel detto periodo. Il quarto espone le condizioni ~ìella scienza della guerra dalla scoperta della polvere finq al risorgimeni,o d!:lllà scienza stessa coi Nassau e con Gustavo Adolfo; il quinto nel periodo compreso tra il 1555 ed il 1648, tra l'abdicazione di Carlo V e la pace di Westfalia; il sesto nel periodo che corre eia· detta pace a quella di Passarovitz nel 1,718; eq il settimo da questo punto fino al 1789. Nell'ott~v0 si svolge tutto il periodo dalla rivoluzione francese al congresso di Vienna nel. 1815, e nell'ultimo si esaminano _i rapporti della scienza militare collo stato sociale sotto un aspetto_ generale dall' an~ichità fino all'epoca, contem.120rauea. L'originalità delle idee, d i cui sono ricchi i Dis;oi·si si manifesta ad ogni tratto .ne!Fesame delle vicende dell'arte militare attraverso la storia. Ricordiamo, ad esempio, quanto I osserva Luigi Blanch nel Discorso IV circa )e cause che ritardarono nel secolo xvr lo sviluppo de1la strategia ed il vero risorgimento delle scienze militari. Tali cause lo scrittore, profondo conoscitore del carattere dei tempi, rin vie~e nel culto esclusivo dell'antichità, esteso più alla forma che alla sostanza delle cose, che portava a celebrare e ad imitare gli ordini guerreschi dei Greci e dei RoI11~ni, Sf?nza penetrare i concetti della scienza militare degli antichi, la . quale racchiudeva il seg reto di tante vittorie. Questa universale tendenza era inoltre per le scienze militari accre-sciuta dal fatto che, in quel periodo, l'insegnamento di dette scienze, a1~zioh~ agli uomini di guerra, generalmente poco colti, era riservata ai letterati ed agli eruditi. A sostegno della propri~ idea, Luigi Blanch riporta quànto ìl Foscolo nei suoi commep.ti al Montecuc~oli osserva in 2 -
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€ !.'EVOLUZIONE DELLA SCIENZA DEL T,A GUERllA
proposito dello stato teorico della scienza della guena che seguì la scoperta della polvere, « .Le divisioni provinciali, il sistema feudale d'Europa e « le cattedre della letteratnra, usurpate da gente senza « amor di patria e senza cuore, allontcl.uarono dalle guerre \(. del secolo xvr le grandi teorie degli antichi. MoJ.te furono « le battaglie, poche le risultanze; si operò sempre e non « si meditò mai. E mentre h fortuna e le passioni gover« navano le guerre, innumerevoli traduttori ed interpreti « discussero esattamente Je istituzioni ed i metodi della « Grecia, prima inventrice della disciplina militare, di Roma « conquistatrice del mondo; ma si tradusse col lessico e si « commentò colla grammatica. Raramente la filosofia, e più « raramente l'esperienza, concorreva.no negli studi eruditi. « Si ammirava l'anti0a milizia, si notornizzavano ad una ad « una le imprese; ma chi mai dalle scuole di Giusto L ipsio « e di Giovanni Meursio poteva risalire alle ragioni univer« sali delle vittorie greche e romane? Così .i guerrieri ab« bandonarono i maestri di guerra agli ant iquari.» (1). Una dolce filantropia alita sempre nelle pagine dei Discorsi e si unisce all'er udizione senza · pedanteria, alla nobiltà dei pensieri, alla originalità delle idee, alla purezza ed eleganza dèlle stile. Nulla è azzardato nella tesi che il Blanch prende a sviluppar e, tutto è fondato nella storia; tutto si collega al principio fondamentale. È un'analis_i viyeute e completa delle vicende del pensiero umano attraverso venti secoli di storia, presentata da un filosofo .che pone sempre in cima al suo pensiero la gloria e la prosperità della sua patria. Nel por termine a questi rapiai cenni, non possiamo trattenerci dal riprodurre quanto, in relazione alle conclnsioni del primo dei 'i)iscorsi, ed all'assunto generale dell'opera, il Blanch ossèrva nel suo ultimo Discorso, dove conchiude : «, che 1~ « g uerra è una manifestazione della nostra natura, che ìl suo « uso è la difesa di tutto ciò che costitui_sce gli interessi
« materiali e morali dell'umanità, i quali non può abbandonare « senza degradare d'azione od oft'rire un premio al valore « brutale, più avido di togliere l'altrui, che di conservare il « proprio, che la guerra siegue, esprime e modifica la società, « che ha rapporti colle scienze naturali, esatte e morali corri« spondenti ai tr e elementi primitivi dell'arte : gli uomini, « le armi e gli ordini; e che contribuisce a sviluppare le << facoltà intellettuali e ad elevare la volontà ad un grado « di altezza, il quale onora e lusiga l'uomo che sia capace « di raggiungerlo ... .. « . . ... La scienza e l'arte che pr oduce tali effetti è alta, « conservatrice ed ammirabile ~ meriterebbe che invece di « un sì imperfetto quadro uno ne fosse delineato da ma.no « maestra seguendo quan to il ls'oscolo prescrive, che, non « nel merito, r.:ia nel metodo, è quello che abbiamo seguìto « nelle vedute generali. » (1).
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Discorso IV, pag. t,3·4'•.
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I Discorsi di L\ùgi Blanch .sono piuttosto un'introduzione · alla storia delle scienze militari, anzichè ,la storia delle scienze stesse, · sono un lavoro preliminare in attesa di un più ampio sviluppo. Ciò ebbe a riconoscere lo stesso autore il q uale, nella breve premessa alla prima edizione dei discorsi, notava già le parti che avrebbe dovuto più distesaniente trattare. Nella prefazione alla r istampa dell'opera, torna con maggior diffusione sull' argomento ed accenna al proposito ma.turato di servirsi del suo primo saggio come di un'orditura e di t rasformare i nove discorsi sviluppandolo in altrettanti libri, destinati a costituire la, vera storiit delle scienze militari. Dipendentemente dall'aspet,to sotto il quale la storia stessa deve considerarsi, sembrò al Blanch che, nello scriverla, occorresse, non soltanto esporre lo stato delle scienze esatte e à' osservazione, · ma inoltre, e più indispensabilmente ancora, dare alle scienze morali, come la legislazione, la (I J Discorso IX, png. 204-205.
E L'EVOLUZIONE DELLA SCIENZA DELLA GUERRA. LUIGl IILANCH 20 filosofia, l'economia politica, ed alla letteratura, uno svilu ppo commisurato alla loro importanza, in relazicne al principio fondamentale -che la storia militare è un'espressione della società; sen.za di che il principio stesso avrebbe potuto venire a suo avviso contestato. '11ali considerazioni determinarono lo scrittore ad aggiornare la corirposizione della grandiosa opera, che avrebbe frattanto fatto precedere da una serie di stud1 parziali legati-fra loro da scambievoli rapporti, e destinati a dimostrare ciò che è soltanto asserito 11ei discorsi. In questo concetto si rinviene anzitutto la ragione d ei numerosi studi che Luigi , Blanch, fino dal 1836, imprese a pubblicare sulla legislazione, sull' economia politica, sulla fi losofia e sulht letteratura. Di tali studi alcuni videro la luce in una miscellanea stampata nel 1836, altri furono inseri ti nel Progresso. Per avere un'idea del meto'do di svolgimento di questi studi sussidiar-i, che attestano la profondità di coltura dello scrittore nelle scienze morali e :filosofiche, si accenna, come esempio, al concetto direttivo di quelli, intesi a stabilire i rapporti che intercedono tra la leo-islazione l'economia po"' ' ' , litica e le scienze milita.ri. La legislazione che impone regola e limiti all'umana volontà, assegnandole un fine nella società civile, deve · essere soggetta nel sua- sviluppo alle stesse fasi che subiscono nel proprio le scienze milit~tri, per la ragione che la, forza pubblica è costituita dalla legislazione che detta forza ha per scopo di garantire contro i nemici interni ed esterni. A porre in chiaro la correlazione della scienza che espone i metodi della produzione, della consumazione e della d istribuzione della ricchez~à, colla scienza ' che intende à: o0·3,. rantire questa contro tutte le opposizioni che una nazione può incontrare nel suo int~rno o nelle r ivalità con altre nazioni, Luigi Blauch talvolta sviluppa memorie ·originali, talvolta ricorre all'analisi di opere riguardanti l'economia politica, i suoi metodi, le diverse forme che ha rivestito presso i popoli orientali, presso i greci ed i romani, nel medio evo e nella società moderna.
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L a profondità <ilelle cognizioni storiche dello scrittore, gli ba r eso meno difficile la dimostrazione di quauto ebbe ad asserire nei Discorsi. Assodato infatti che il movimento sociale, considerato sotto tutti gli aspetti, si è mantenuto sempre parallelo a quello delle scienze militari, ne conse- \ gue che la conoscenza dello stato delle predette scienze presso un popolo, deve condurre alla conoscenza del suo ~tato sociale: Un'altra preparazione di materiali pel grandipso edificio storico divisato dal Blanch si rinviene nella numerosa ser ~e di studi . di carattere militare che trattano, in modo particolareggiato, le questioni secondarie della scienza della guerra, }5onendo in evidenza le loro relazioni colle questioni principali: Tali studi, pubblicati nei venti volumi dell' Antologia militare rtapoleta.na dal 1836 al 1845, crescono il preg io a quella tuttora _interessante raccolta. Il loro coordinamen to ad uniço e ben determinato scopo, che pone in rilievo il legame c.,b.e intercede tra quei studi, si rende manifesto dal loro esame sommario. Dallo stt1dio sulle : Lezioni di strategia del capitano del genio Francesco Sponzilli (1) e dall'analisi del Saggio di fortificazione di Vincenzo Degli U berti maggiore del genio (2), Lu. ig i Blanch perviene a lla conclusione che la bo-uerra non è 1I scienza esatta, ma approssimativa e riveste perciò i carat- \ t eri delle scienze morali, anzichè delle scienze matematiche ' e naturali. L'articolo sulla biblioteca, storica e militarè pub- ! blicata da Leskine e Sanvaut (3) giunge a rincalzo della concl usione precedente, ponendo in qhiaro il principio che la guerra, la quale, come tutte le scienze in generale, ha la parte filoso.fica, deve essere considerata sotto qnesto asp·e tto per poterne scoprire gli intimi rapporti colle scienze morali, e che per conseguenza riveste i medesimi caratteri di queste ultime, di essere cioè, per loro natura, n on esatte, ' ma soltanto approssimative. (i) Antologia militare. anno Il(, n. 6, l.833. (2) Antoiogi(I militare, anno I, n. 2, 1836. (3) Ant.ologia ·milita1·e, serie 2•, anno Vll, Vol. XIV, 1842.
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LUIGl Bf,A:\"CIJ
Le considerazioni sulla guerra di Spagna, coillbattuta dal 1808 al 1814 (1) ; sulle Jler,io1·ie del maresciallo Saint-Cvr · relati"'e alla campagna del Reno fino al trattato di Campoformio (2) : sulla vita, sngli scritti e sulla corrispondenza di "\Vashiugton (3) che hanno per scopo di esaminare se l'entusiasmo popolarn basti per trionfare degli eserciti regolari, mettono in luce, secondo l'autore, i deplorevoli effetti che possono derivare dalla falsa idea, originata da uno studio su• perficiale degli accennati esempi cli guerra. }Ientre, secondo tale idea, qualunque nazione, indipendentemente dagli altri elementi della sua difesa, clalle altre condizioni, si naturali che accidentali, potrebbP, pel solo effetto dell"entusiasmo popolare, resistere con snccesso ad eserciti numerosi, agguerr i ti e disciplinati; i risultati di. una razionale analisi, che pone in chiaro le cause speciali le quali essenzialmente decisero in quelle campagne della vittoria degli eserciti popolari, valgono a dimostrare il coutrario. Negli articoli sulla spedizione di Russia. del marchese cli Chambray (4) , sulla guerra di successione di Spagna, del generale Pelet (5) ; sui grandi capitani considerati sotto t l doppio aspetto dell'influenza che hanno esercitato sulla scienza e sulr arte della guerra (!'>) ; sul ristretto delle guerre di Cesare, dettato dtt Napoleone a S. E lena (7J; -sulla campagna del generale Pasckievitch neU-Asia minore (8); sulla guerra ~
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{!) Antologia mi/ilm·e, anno I, n. J, 183ti. (2) A11,totooui mitita,·e, anno Il, n. 4, !837. - MénWil'es dii maréch((l Safrr.t-C/j?' Campag11e du llhin - lQuatriérnc l'O lume in s•, \819). (31Antologia militare, serie 2', anno V. 1•01. X. !.8IO: \!ic et t'c;·il et co1·respondaiice de \Vcuhington, ;publfre, d'apri.i l'editio1l amèr ,caine, précdée d 'ui1e i11troduction de ,11. Guizot. Di q11esto stud io di Lui~i 131anch si trol'a un ceòno 11ello Spectale1w militairè (fascicolo di agosto ¼8~2). (4) Antologfa militare, anno IV, ,·oL VII, 1839: B.cpéditio,i de li iissie pur le mm·quis du Chcunbrny. . (5) Antologia t11.ilit01·c, serie 2". ,umo v r, l'O I. Xli , -lS~l cd mino IX, voi. XVI II, i8.H : ,1/èmoil'e et coi'1'espondai,c ,• de la guer1·e dc succe.1si1,n d 'E.1pag11e, pi,bblie pa,· 01·dre àu oovernemenl et précéilé <L' ime intro t11ctio1i rlu gé11. Pel;it. (6 1 Anlologia mi/ila,·e, anno Il, n. 3, l83i. (7) Antotoqia mililnre, anno 111 1 n. 5, 1S3S. (8) A».tolog1a mitilal'e, se1·ie 2•. anno VI, voi. Xl, l.8H. La Russie dans t' A sie 111inew·, on ca.mpag11e du manfo/1111 /Jcis/.i Pwi/sch en 1828 et t829, par Ft:u ~ Fo:no:-i, Paris, lSIO.
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E 1,\;,0LUZIO::-E DELJ,A SCIENZ.\ DELL\ GUERRA
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de i Russi ,0on tro i Turchi del generale Valen tini (1 ì ; Luigi 1 1 Blanch si propòse di esaminare se nelle applicazioni della scienza della. guerra esistano limiti dipendenti dallo spazio, dal tempo e dalle condizioni locali: se tali ostacoli possano venire superati dal genio di un condottiero; e quali metodi contribuiscano ad averne ragione; se i grandi condottieri fecero scuola e fino a qual punto è circoscritta Ja loro azione; se lo guerre contro popoli bp,rbari ba:1tiuo a formare la loro ri puta zioue. Dalresame di tali complesse questioni, condotto magistralmente dal• Blanoh sulla ·traccia dei ricordati lavori, emergono conclusioni che lt, scrittore pone chiaramente in rilievo e delle quali non è tuttora diminuita l"importanza. Basterà accennare, tra i tanti., al segnente f[Uesito posto d&.llo scrittore se, cioè. una nazione può militarmente sollevarsi allo stesso livel.lo di nazioni più civilizzate, senza che raggiunga contemporaneamente il livello di quelle come stato sociale, Al quesito Luigi Blanch è condotto a rispondere negativamente considerando che, quando anche una tale nazione pervenisse per nn momento a raggiungere que-:sto stesso livello militare, ne dovrebbe ben tosto discendere pel solo fatto che gli ordini militari più elevati non trovano riscontro in un corrispondente stato sociale. Nei fatti e vicende dei popolt italiani dal 1801 al 1815 (2) è posta in rilievo r influenzaeserci tata dallo stato di guerra, non soltanto sulle condizicni civili e politiche del momento, ma anche sn quelle avvenir('\ di una nazione. Quantun<'l,ue, in quell'importante periorlo storico l'Italia non abbia avuto peso come potenza, il fatto che circa duecentomila italiani sotto nomi diversi e combattendo anche per canse opposte, comparvero con onore sul campo di battaglia. e mostrarono che nella lunga pace nulla qui si era perduto d'intelligenza ed energia., costituì il plrnto cli partenza degli avveni.menti politici e militari che ebbero luogo nella penisola durante il presente secolo. ( I) Antologia mili tare, seri~ 2", an no VII, voi. Xl ii ,, lS\2 TrMlè rie gnerl'e coi.tre le gén~r:.i.l V,1 u,:rn1-'<1. - n,•rlin, 1839. (2) A1~tnlol)i'I. militare, anno I\', 11. 8, 1839.
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E L'EvOLUZIO~E DEI.LA SCIEN2..\ DELLA GUERRA
LUIGI BLANCfl
L'analisi del libro del nfaresciallo Marmont sullo Spirito - delle istituzioni militari (1), della quale venne già precedentemente fatto cenno, offre a Luigi Blanch largo campo allo sviluppo d el concetto fondamentale della oorrelazion e della guerra collo stato socia.le e gli dà occasione di dimostrare quanto aveva in proposito asserito n ei dù,corsi. Per ciò che riflette l'esame di talune questioni seco_u darie della scienza della guerra, considerate in rapporto al concetto sopra accennato è da ricordare lo studio sul Comando e l'ispezione (2), dove è posta, con singolare chiarezza, in rilievo la differenza essenziale che esiste tra le attribuzioui di questi due organi direttivi d i un esercito in tempo di pace, come pure lo studio dell'amministrazion e militare presso gli antichi (3), dove si determina l'infl uenza dell'amministrazione sulle cose di guerra e si dimostra che il governo di un esercito è tutt'altro del comando. Si collegano infine, più o meno direttamente, al concetto fondamentale svilnppato da Luigi Blanch le altre pubblicazioni di carattere militare che vengono qui appresso ricordate n el titolo e nello scopo. Nello studio: L' Ewropa e l'Oriente considerati sotto l'aspetto politico e militare dell'epoca nosl1'a (4) sono esaminate e poste in rilievo le ragioni della superiorit? che, in qu asi tutti i periodi storici, ebbe l'Occidente sull'Orienta. Nel 8omma,·io politico e militare d_glla campagna del 1815 del generale J omini (5), l'analisi dell'ult ima campagrla, che chiuse in Europa un periodo di grandi guerre. offre allo scrittore napoletano il mezzo di porre in rilievo, sotto uno speciale aspetto, la correlazione deìle scienze militari collo stato sociale di una nazione, dimostrande come i fatti di guerra, che in quella campagna si svolsero, si ran nodano a tutto ciò che cade nella sfera della :filosofia della storia : lo
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Antolol}i !l militare. Studio già citato precerten temente. (2) Antotogi!l milita1·e, serie 2•, anno X, \'O l. XIX, ! 81:i. (3) Antalo9ta milit,,re, serie 2•, anno V, voi. IX, 1810. (,L\
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(:i) Antol o(}ia militare, serie 2•, anno IX, voi.
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scibile ; le condizioni sociali, politiche ed economiche del paese; le idee predominanti, le credenze. N ell' esame della storia dalla guerra d'indipendenza di Spagna durant e il periodo napoleonico, pubblicata dal Napier (1), dei concetti cui è informata, e del valore scientifico della pr oduzione; come pure nel riassumere i r isultati politici, militari ed economici di quella g uerra, il B lanch pone in rilievo l'influenza che il m ovimento intellettuale, ed anche economico, dell' epoca, esercitò sugli avvenimenti militari che si svolsero n ella penisola iberica, ove entrò, come fattore principale e decisivo della lotta la resistenza popolare. Infine, nell'analisi d ei due volumi della corrispon denza di lord Wellington, pubblicata da lord Granwood (2), si dimostra l'utilità, negli studi militari, dei documenti scritti al momento d i porre in esecuzione un dato concetto, in quanto siffatti documenti danno un'idea chiara del carattere di colui che li ha concepiti, dell'intima condizione dei· tempi in cui operava e della natura degli avvenimenti. Questo rapido sguardo ai lavori militari di Luigi Blanch (3) basta per dare un'idea della grandiosità. delle linee che ne forma la caratteristica, massime avuto riguardo al tempo in cui vennero scritti, e per dimostrafo che non vi è aspetto sotto il quale fa, sciElnza della gnarra può v en ire considerata, tanto per" sè stessa, quanto nelle sue relazioni collo stato sociale, cb,e non sia stato contemplato dal fecondo scrittore. Raggiu nto dalla vecchiezza, non potè il Blanch avvalersi del copioso materiale che aveva preparato, per scrivere la di visata opera della scienza. della guerra. Ma il lavoro persoverante d i questo pion iere della storia militare apriva la strada, sulla quale altri potè poi camminare spedi to, ed il concetto fondamentale da lui sviluppato della rag ione intima dei fatti d i gnerra, ragione non soltanto militare ma anche, (I) Antotogin niilitare, serie 2•, :.nno vnr, voi. XV, 181,,3. NA PIEn: G·11e1Ta nellçt pe1iiso1t, àat 180 7 at 1811 con no Le ciel generale DAllAS ,pe,· far seguilo ai saggi sulle ca111pagn.~ dal 1799 al 181 I. Traduzione italiana. Napoli, 18¼3 pag. 2001 in s•: (2) Antologia mititare, serie 2', anno X, voi. XI X, !815. (3) Molti dei Jiwori so1irn accennali sono ri{or<la.ti clal [?or rarelli nei giit ci tati Schizzi all'articolc> Li$1Ci di motti /{lvori militari di luigi Bl(lnch, pag. 55.
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LUTOI BLANCH
e sopratutto, sociale, delineava il carattere dei moderni studi. militari, fissando il vero punto di partenza dell'odierno metodo d'insegnamento delle scienze belliche.
Qnantunqne sia trascorso oltre mezzo secolo dal tempo in cui sèrisse Luigi Blanch, e lo sviluppo della critica storica ed il progresso delle scienze naturali e sociali abbiano impresso un più sicuro indirizzo agli studi militari, i suoi lavori esercitano sempre il fascino delle opere d'arte, per chè in quelle pagine alita la potente intelligenza del pensatore, rafforzata dalla profonda conoscenza della storia e delle leggi che la regolano. Non pnò, inve~o, negarsi che una qualche ruga si mostri negli scritti delBlanch, massime dove accenna alle cause finali che presiedono allo sviluppo progressivo dell'umanità ed alle ragioni supreme, nella cui sfera si svolge la storia. Ma è pure da notar e che nella prima metà del secolo la teoria dell'evoluzione, considerata presentemente come la base di tutto l'edificio della sciènza moderna, era ancora in fasce. Soltanto da pochi anni, il potente impulso impresso dagli odierni mE\zzi d'osservazione alle scienze biologiche ed il loro connubio colle scienze mora li ha posto in chiaro la relazione intima fra la natura e la storia, ed na dato origine al conéetto fondamentale dell' unità della vita : concetto che, intuito .già nell'antichità dai filosofi greci, è il portato della critica moderna (1). Senza dire che anche ora, dopo le maravigliose scoperte delle scienze biologiche, la :filosofia. della storia non può considerarsi ferma sulla sua base, variando nei principii secondo la varietà delle scuole. Infine, dato i l carattere degli studi del Blanch, che hanno per scopo di' considerare i fatti • come apparenze di un fenomeno più complesso, di esaminare la nàtura e la fnnzione dei fenomeni storici, e di determinarne il collegamento e l'efficacia, l'indagine delle cause ultime del dinamism,o sociale non presenta reale importanza, (il G. Tni;zz,1. - l a c1·ìlica moderna.
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E L'EVOLVZ!ONE DELLA SClENZA DELLA, GUERRA
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ed è indifferente, che a gnida di tale indagine si prendano, sia, come fa il Blanch , i principii della scuola teologica, sia, ' come fece altri le nebulose teorie egeliane, imperanti, fi no , ' . oltre la metà del secolo, nel mezzogiorno d'Italia massime , in Napoli; ovvero éhe si assorga al concettv moderno della ', evoluzione.
L o scopo cui tende questo breve cenno degl~ . scrit~i di. Lui()'i B lanch sadt completamente raggiunto se varra ad invi~are alla loro lettura, e sopratutto a quella dell'opera maggiore, i Discorsi, dei quali sarebbe assai oppor~~na. una r istampa, essendone oramai esaurite le diverse edizioni napoletane. _ .. Ad ogni modo, dato il posto eminente che gli scntt1 del Blanch occupano nell'evoluzione del pensiero umano sulla O'Uerra1 non sarà stato vano l'averne rievocata la memoria, ;erchè ' nella genialità degli studi, come nelle tradizioni a~tistiche, risiedono i veri titoli di nobiltà della grande famiglia italiana; perchè il ricordo di una intelligenza con~ac1:ata tntt.a al raggiungimento di un grande ideale solleva 1 animo ad alti sensi; perchè in:tìne giova meditare il concetto che un uomo di cuore retto e di mente elevatissima ebbe sulla guerra, la quale ora, nelle brillanti pagine di un g iovane scrittore, in omaggio agli ideali di una scuola, è giuclici:1ta, come già lo fu al tre volte, il prodotto della degenerazione sociale. ENR WO
RoccHI
mayyioi-e del genio.
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1: OR.GAN'ICA A' TEMPI DI MON'l'ECUC COLI E
L'ORGANICA A' TEMPI DI MONTECUCOOLI R DI LOUVOIS
Cònti1iuazione. -
Ordinamento.
IV. -
'
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l'adi dispensa XXIV, 1898
Prima ancora di procedere alle operazioni di r eclutamento, il governo determinava la forza e la composizione che avrebbe dovuto avere l'esercito, la proporzione tra le varie armi, ed in base a questo fabbisogno rilasciava il numero occor;rente d i commiss~oni per regg imenti e compagnie di fanteria e di cavall~ria. La proporzione tra le due armi difendeva dal teatr~ della guerra; nelle Fiandre, ove_si faceva più guerra d'assedìo che campale, nel frastagliato e coperto P iemonte, in Rossiglione occorreva meno cavalleria che nelle pianure germaniche ed ungheresi. Dipendeva anche ·dall'avversario ; gli Olandesi, gli Svedesi, gli Inglesi, il duca di Savoia avevano poca cavalleria; molta ed ottima ne avevano i Francesi e· sopratut to i Cesarei. In qualunque teatro di guerra però, contro qualunque avversario, la proporzione di cavalli era fortissima in confi;onto di quella in uso oggi, e non scende,,,a mai al d i sotto del terzo dell'esercito. Montecuccoli ad esempio per un'armata di 40,000 t1omini propone 24,000 fanti, 2000 dragoni, 12.,000 cavalla.rmati (cavalleria pesante) e 2000 cavalleggieri; tre , fanti per due cavalli. Ho già precedentemente accennato alla momentanea pre, ponderanza tattica della cavalleria sulla fanteria; v'erano
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ultre cause co ncorrenti a tenere in auge quell'arma che costa va caro ad arruolare, era difficile da mantenere al completo, soffriva doppie cause di 'diminuzione che non la fanteria, era lunga da istruire. In tale preferen.za aveva larga _p arte la tradizione feudale del tempo in cui la gendarmena era tutto e la pedonaglia nulla. Il servizio in cavalleria_era _P_iù ricercato, meglio pagato; il fante era un soldato; 11 mil:te ~ cavallo era il cavaliere, il maestro; in cavalleria tutti gh ufficiali n'obili; i borghesi si rifugiavano in fanteria; a~zi in alcuni corpi, i cora.'zzie~·i dell' imperat~re, la geu~ar~en~ del re di Francia, i gregari erano trattati da nobili. S aggrnn gano le molle funzionanti oggi ancora, la fantasia che f~vorisce l'arma più br.illante, in cui il servizio coi:p.porta miuor fatica corporale. In quanto all'artiglieria, n on esisteva come arma; -~veva uno stato maggiore, generali, ufficiali d'ogni grado, capi. cannonieri, capi conducenti, capi operai, ma nessun sol~ato. Er~. la fanteria che, mediante 'retribuzione, imprestava 1 soldati per il s~rvizio dei pezzi ~ la costruzione 'd elle batterie.. La base dell'ordinamento era insomma il pare<?, mentre ora e la batteria. l!.,u però nella seconda metà del secolo xvn che si incominciano a vedere truppe d'artiglieria. Precede, come sempre allora, la Fra~cia che costituisce ~ompag~ie d~ cannonieri e di bombardieri per avere abili serventa, ed 11 ~egg imento fucilieri, riser'va di serventi'. scorta per_mauente dei pezzi, addestrato nella costruzione de~le batt~ne, ma_ con~ siderato pur sempre come truppa d1 fan tena; dagli altri reo-o-imenti differiva solo perchè a-veva fucili, anzi che mo"'0 . f . t schetti, e picche, e pe1· il suo impiego tattwo, raziona o sempre . al seguito qèlle batterie. . Pochi anni dopo anche il Pi@monte)bbe le sue compagnie can nonieri ed i suoi· fucilieri; ma la ·sorte dei due corpi fn ben d i versa. I fucilieri piemontesi non furono che per po~o t empo adibiti al servizio dei pez~i; aum:ntate le c?mp~gme cannonieri, i fucilieri d ivennero 11 reggimento, po1-_brigata, Aosta, la veja. All'incontro i 'fuci lieri francesi si t1:as~or: marono sempre più in artiglieri, assorbirono i ,cannon1en ed .
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i bombardieri e sono diventati ora i quaranta reggimenti ed- i diciotto battaglioni, di cui va orgoglioso l'esercito dell4 terza repubblica. L'Austria in ciò rimaneva ancora indietro; andava adagio ad adottare le novità galliche. Rudimentale quale era, quella dell'artiglieria era un'organizzazione; essa formava un corpo costitnito, autonomo, dipendente dal Gran maestro dell'arma;, era l'ossatnra ~.'un corpo; quadri che si riempivano al momento del bisogno con serventi tolti dalla fanteria, con carrettieri nolegg iati. Ma il Genio non a veva neppure quelrembrione di formazione ; mancava affatto negli esercì ti: quando occorreva costruire una piazza, si assumevano ingegneri, come farebbe ora chi si volesse costruire ,:i.ui. palazzo; nella guerra d'assedio si r icorreva_ad ingegneri specialisti od a qualche ufficiale di fant eria, che per studio o per pratica d'assedi, dimostrasse attitudine per quel genere di servizio La fanteria forniva i lavoranti. Vauban, capitano di fanteria, incaricato d i fortificare Lilla, era obbligato di chiedere, come un favore, l'esenzione dal turno di guardia otdinario. X snoi coadiutori si riunivano quando c'era da fare un assedio,. poi ritornavano al reggimento. Alla fine del se.colo solamente si videro qua e là, comparire ingegneri militari fissi, compagnie di minatori, scuole per trasformare in poliorteti ufficiali di fanteria. La Francia, anche qui, precedette; istituì il corpo degli ingegneri ordinari; coadiuvati, all'occorrenza da ingegneri straord inari, ufficiali di fanteria tratt,i come primi), dai reggimenti. Ma si pnò dire insomma che l'epoca classica della guerra d'assedio, l'epoca d'i Candia, di Vienna, di Namur, non aveva .un vero corpo del genio. Nell' intemo delle armi, bi~ognava .fa;sar e la proporzione delle specialità, o sotto-armi, secondo un'espressione francese che manca nella nostra lingua militare. La cavalleria si divideva in pesante e leggera, e dragoni. Ai nostri tempi le varie specie di cavalleria tendono alla permutabilità; 1 cor azzieri si sforzano di fare l'avanscoperta I
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~ gli ussari si cimentano all'urto. Allora i~vece i compiti erano ben det erminati. La 'cavalleria pesante era la vera, la cavalleria per antonomasia, que1la che custodiva, le tradizioni . n obiliari dell'arma, i reitri tedeschi, ]e corazze cesaree, la gendarmeria e la cavaller ia francese, i reggimenti di cavalleria piemontese, le guardie inglesi. Era. il nerbo degli eser. citi, l'arma d'urto e di resistenz~ quella che decideva le battaglie. « r..e corazze non sono da meno dei fanti in un fatto « d'arme e sono come torri inespugnabili che si mantengono « unite e salde, massime contro la cavalleria armata alla leg« giera. Vogliono fare le imprese a piè di piombo; non pos<< sono stare senza trincee alloggiando... ma stanno saldi· « nella bàttaglia e rin chiusi dentro i trinceramenti. » In quanto alla cavalleria leggera;, suo compito non era la batt aglia a cui nor: era atta; era « d i far cavalcate, scorrerie, « sorprese, co~vogli, .perseguitare l'inimico, pi.gliar lingua, « portare avvisi, difendere il paese dal guasto e cose simili. » Ma di quel genere di cavalleria non se ne vedeva che nell'esercito imperiale; gli ussari ungheresi e croati erano ne· cessari in Ungheria per fronteggiare la numerosissima <.;avalleria irregolare del Turco; ma nell'Europa occidentale in cui la guerra. era lenta e compassata, non si sentiva il bisogno di una cavalleria da raicls. I cavalleggeri francesi non erano che gendarmi con nome diverso . Quando occorrevano qualche scorreria, si adoperavano partiti tolti dalla_ cavalleria grave e sopratutto i dragoni. Questi non erano allor a, come oggi una cavalleria del ge· 110m - delle altr e, intermedia, com:e statura di uomini e di cavalli, tra la pesante e la leggiera; non erano neppure, come nel secolo scorso ed ai tempi napoleomci, una cavaUeria ad; destrata anche al combattimento a piedi ; erano una vera fanteria montata, erano null'altro « che fanti posti a cavallo, « con moschetti leggif r i un po' più. corti degli. altri, con « mezze picche e spade, per occupare con diligenza un posto, « per prevenire l' ÌJ?.imico ad un passaggio; epperciò forniti « di zappe e pale, .e porsi a cavallo in mezzo e nel voto dei « battaglioni per quindi tirare sopra gli altri, combattendo
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« essi altrimente per l'ordinario a piedi. Una fanteria che « per gir più veloce cavalca.
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Un'arma come si vede poco brillante, ma utilissima nelle sue attribuzioni moltiformi, che tenevano della cavalleria e della fanteria leggiera; scorte, esplorazioni, protezioni di ritirate, avamposti ecc. Abbiamo già vista la proporzione dello diverse cavallerie in Austria; in Francia di solito si tenevano due cavali.-3ri per un dragone. Anche la fanteria aveva le sue specialità. Una grande suddivisione era resa necessaria dalle speciali della guerra e specialmente dalla oo-uerra d'ascondizioni . sedio. Il numero delle piazzo forti s'era talmente moltiplicato, che non era possibiie t enerle tutte bon presidiate, neppure sul teatro della guerra. Nei soli Paesi B assi v·ara oltre un centinaio di fortezze che ' ' a volerle mu?ire tutte di convenienti guarnigi,oni, avrebbero voluto mezzo milione di uomini; molti più cioè di quanti Francia, Spagna ecl Olanda messe assieme avrebbero potu~o levare. Era necessario quindi il ripiego di tener· nelle piazze quel minimo di presidio indispensabile pel serviz10 di guardia, per impediro una sorpresa, aspettando a mettervi una guarnigione proporzionata che vi fosse una seria minaccia d'investimemo. Le guarnigioni d'assedio erano composte di battaglioni tolti dall'esercito di operazioni ; ma ai presidi normali, si provvedeva con compagnie presidiarie, dette compagnie franche perchè non iureggi'-o.entate. La differenza tra lè compagnie di linea e quelle presidiarie era sensibile. Differenza di servizio, differenza di paga; i presidiari meno esposti allo fatiche ed ai pericoli erano meno pagati. Differenza d'armamento; i presidiari generalmente non avevano picchieri. Diffèrenza di forza; le compagnie presidiarie erano più forti delle altre. Differenza sopratutto di personale; in quelle compagnie si cacciava lo scarto del reclutamento, i rifiuti delle compagnie di linea; veterani troppo logori, ragazzacci discoli delle città, reclute mal tagliate e giudicate poco atte alle fa. tiche della guerra. . La differenza tra il presidio normale ed il presidio definitivo aveva la sua influe:g.za sull'andamento della guerra. >>
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Il giuoco solito era di minacciare contemporaneamente parecchie/piazze ed allora incominciava un assalto di scherma astuta, finte e parate. . L'attaccante cercava di eludere la vigilanza del difensore, d'ingannarlo di distrarre la sua attenzione per riuscire ad investire una piazza mal presidiata; il difenspre se ne stava in_ vece tutt'occhi e tutte orecchie, prouto a gittaro truppe buone ufficiali esperti nella piazza realmente minacciata. Un assalt~ in cui generalmente l'attaccante riusciva vincitore delle continue parate dell'altro. Altra specie di fanteria, della quale ho o-ià discorso erano i fucilieri, anfibi tra la fanteria e l'artiglieria, come i dra. goni tra la cavalleria e la fanteria. Ho pure accennato che, .mentre i corpi di cavalleria erano omogenei, i reggimenti di fanteria comprendevano diverse specie di soldati : pic~hieri, moscht>ttieri, roodaccieri, granatieri. La ragione della consistenza dei picchieri e dei mo~chettieri · sta va, come dissi, nel nou essere ancora il fucile o moschetto, arma da fuoco ed arma bianca contemporaneamente; occorr-evano perciò soldati per l'azione vicina, soldati pel fuoco. La diversità d'impiego implicava diversità di r equisiti. I picchieri erano tutti soldati vecchi, scelti per anzianità di servizio oro· bustezza di corpo; meglio p~gati, anche perchè i soldaLi ripugnavano geueralmente a lasciare il moschetto per la picca. I rondaccieri, avrebbero dovuto essere soldati scelti armati alh1, romand., di spada. e scudo tondo (rotella), da porsi davanti ai moschettieri per difenderìi dagli attacchi; ma poichè non no vedo fatto cenno che negli Aforismi e non nella storia , delle campagne dell'epoca son) indotto a crndere non fos · sero altro che una delle parecchie proposte, non attuate, del Montecuccoli. Una proposta in vece che incontrò fu quella, dei granatieri che -ogli avrebbe voluto veder gettare granate a mano o meglio con ~e frombole. Le fionde furono lasciate in disparte, ma i granatieri rimasero ed incominciarono la loro fulgida carriera; altro esempio, come i dragoni, della fortuna di 3 -
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certi vocaboli sonori che parlano alla fantasia. Il nome di granatierì dura ancora at;traverso parecchi significati; dap· prima di soldati scelti coll'incarico di lanciare speciali proietti, poi riparti di soldati scelti per operazioni speciali; poscia corpi scelti di riserva; infine solciati di statura superiore alla media. Quando furono istituiti furono pochi soldati per compagnia, un decimo circa della forza; porta vano la tasca dll. granate ed il fucile ad armacollo, alla gr-anatie'ra, per avere le braccia libere ; spesso venivano riuniti in una compagnia per reggimento. In quanto alla proporzione tra picchieri e moschettieri, era di uno a due; le rondaccie proposte avrebbero dovuto essere un ventesimo della fanteria. Finora non si è parlato che di ·due unità militari; la compagnia ed il reggimento; ,erano allora, come sono adesso, le unità amministrative. La differenza coi tempi attuali sta in questo; che ora esistono unità puramente tattiche ed unità tattico-amministrative; allora esisteva un doppio fra.zfonamento della forza, il frazion_amento amministrativo in compagnie e reggimenti; ed il frazionamento tattico in plotoni; battaglioni, brigate. La cosa derivava dall'organizzazione amministrativa ad impresa; quella doppia scala or· ganica era un compromesso tra gli interessi amministrativi ed i tattici. Dato il sistema ad appalto, ern chiaro che esso non poteva avere grande uniformi~; si poteva fino ad un certo punto prescrivere un organico unico per tutte le compagnie, enti amministrativi minimi che non esigevano una gran messa di fondi. Non così pei reggimenti, il numero delle compa· gnie che li componevano, l'estensione della zona di reclutamento concessa, variavano in ragione dei capitali di cui disponeva il colonnello. V'erano capitalisti per reggimenti da 10, 20, 30 compagnie e più; quindi accanto a reggimenti di 500 uomini, se ue vedevano altri di 2 o 3000 uomini; i reggimenti, di cui il sovrano era proprietario diretto, ne numera.vano anche di più. Quella disparità di effettivi f
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sarebbe ora un inconveniente; lo era assai di più allora che gli eserciti si schieravano secondo una certa ordinanza abbastanza rigida; due linee ed una riserva; ogni linea., un centro e due ali; in totale sette frazioni dell'esercito da disporre simmetricamente, con. evoluzioni lente e complicate. L'asimmetria delle unità era quindi un male grave al quale bisognava· rimediare; ed il rimedio fu appunt o quello di formare una unità tattica di forza media sensibilmente costante; dai 500 ai 700 uomini; unità di misura e di manovra; il reggimento ne formava uno, due, tre o più secondo il numero delle sue compagnie, e le armate si contavano a battaglioni e squadroni; poichè per le stesse cause anche la cavalleria riuniYa da. due a sei compagnie in uno squadrone. La compagnia non si prestava ad essere unità tattica; indipendentemente dalla. sua esiguità, in fanteria per ragioni di. reclutamento, essa si componeva di un terzo picchieri e due moschettieri. Le esigenze tattiche i1nponevano invece che .picchieri e moschettieri fossero disposti in reparti maggiori per battaglione. Ogni compagnia aveva quindi di consueto plotoni di picchieri e plotoni di moschettieri, coman· dati da ufficiali subalterni o da sergenti. Da quattro a dieci compagnie formavano il b<lttaglione ed in esso tutti i plotoni picchieri e moschettieri venivano schierati senza riguardo a compagni,), secondo le r~gole tattiche. I capitani prendevano posto sul fronte secondo la loro anzianità, ma non avevano comando diretto, meno il caso in cui per anzianità spettasse loro comandare il battaglione. Altra unità tattica era la brigata, che però in quell'epoca non appare che nell'esercito francese e talvolta nell'olandese, e, naturalmente, nell' inglese che n'era la copia. Gli altri eserciti avevano reggimenti piuttosto forti, ma in Fra.nei~ abbondavano i reggimenti ad un solo battaglione. Per fa. cilitare l'esercir.io del comando, si aggregavano in modo permanente (per la dnrata della campagna) un certo numero di reggimenti che formassero quattro o più battaglioni. Di solito ad un reggimento vecchio a più battaglioni si accoppiavano parecchi reggimenti recenti ad un battaglione solo; ne avvantaggiava anche la. solidità dell'assieme.
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A.l comando della brigata costituita, era destinato un apposito brigadiere, quando si mettevano assieme parecchi reggimenti nuovi; ma: nel caso a.i aggregazione attorno ad un reggimento vecchio, funzionava da brigadiere il colonnello del reggimento più anziano, cosa che vedremo non essere tanto assurda quanto sembrerebbe a prima vista. Avanti a tutti i reggimenti, prendevano il passo quelli delle Guardie. In quei corpi distinti di bellezza di uomini e di uniformi, destinati alla, guardia del sovrà.no, meglio pagati, a:flluivano gli ufficiali della · più a lta nobiltà che trovavano così il modo di conciliare la vita militare con quella di corte. Cesare non aveva che qualche trabante pel servizio interno dei palazzi imperiali, ma il suo cugino di Spagna aveva i suoi alabardieri, le sue guardie spagtruole e vallone, ogni principotto tedesco aveva il suo Leib- regirnent; vedevano la luce i futuri cavalleggieri di Kamara, i futuri granatieri di Sardegna, le guardie del duca di Savoia; il re d'Inghilterra aveva ·1e _sue guardie del corpo, i suoi granatieri dragoni, le sue guardie turchine, le sue guardie a piedi. Ma nulla eravi di paragonabile alla Maisort clu roy di Luigi XIV. Era un esercito nell'esercito., e non solamente un esercito di parata ,per la guardia ,ai palazzi reali, a Marly, a Versailles, alle barriere di Louvre; ma un esercito di reale e provato valore ruilitare; veterau.i di parecchie guerre e giovani volontari pieni di fooco sacro. La cavalleria comprendeva le guardie del co!pO; -i gendarmi e cavalleggeri della guardia, i moschettieri; detti grigi o neri dal mantello dei loro cavalli; poi i granatieri a cavallo, eletta di vecchi soldati; in t utto circa duemila cavalieri. Poi, a piedi, le guardie francesi, allora in tutto il loro splendore; · la· ritirata prncipitosa, a modo di anitre, attr~verso il Meno, il reclutamento fra i soiiieneiws dei sobboro·hi o di Parigi, la defezione della Bastiglia,_ non avevano ancora oscuTata la fama dell'uniforme azzurro ad alamari bianchi. Erano quattromila cinquecento uomini in sei battaglioni, con un tenente generale alla loro t esta. Indi i duem,ila sueltissi~i svizzeri della guardia, m rosso con alama\'i pure bianchi, il
reggimento fedelissimo che finì massacrato il 10 agosto 1792 sulla -gradinata delle 'ruileries, il leone morente di Thorwaldsen. In tutto dlbgue 8500 soldati del più grande valore. Pec-cato.che Luig i XIV se li tenesse ,sempre vicini; e che mentre essi facevano la lenta e maestosa guerra d'assedio in Fiandra, i reggimenti vecchCe piccoli vecchi, Pie1:o.011te, Picardia, Na~ varra_, La }\farina raccoglies:;;ero maggiori allori nella guerra di marcie sul Reno, e nella guerra di montagna. J Gli effettivi delle va.rie unità erano enormemente differenti da paese' a paese, da corpo a corpo. Di quasi fìsso non vi era che la forza del battaglione, da~ 500' ai 700 uomini, e dello squadrone di 100 o. 200 cavalli. Ma le compagnie oscillavano dai 35 uomini delle compagnie che Oa:rlo Emanuele II mandava a servir~ in Fiandra, alle compagnie franche di 300 uomini.' Fra questi estremi tutta ui1a scala, i cui gradini sono le compagnie inglesi e francesi di 50 o 60, le ungheresi ed olandesi di 100, le compagnie di 150 fanti dei reggimenti imperiali t~deschi; e quelle svizzere invariabilmente di 200 i11. qualsiasi servizio. Non meno vari gli effettivi dei reggimenti; gli estremi si riscontravano in Francia dai 4500 uomini delle guardie francesi a certi reggimenti di gentiluomini che stentavano a met· tere assieme uri battaglioncino di 500 soldati. In generale si notava nell'esercito francese e nel savoiardo, che n'er·a nn' imitftzione, la tendenza ad impiegare numeros·i ufficiali in 9ompagnie e reggimenti minuscoli. Una tendenza clie in Piemonte non· _a veva cattivi effetti, perchè là anche g li stipendi erano piccoli; ma che in Francia, ove si voleva far grande anche in. fatto di. paghe, aveva per risultato che UI?,O stesso numero di battaglioni costava di più al re di Francia che all' imperatore e dagli Stati generali, i quali contenevano nei limiti dello stretto necessario gli stati maggiori. Il passaggio dal piede di -pace al pi·e de di guerra importava parecchi p·r ovvedimenti rignardanti il completamento della ' forza sotto le armi, "indipendentemente dalla creazione di nuovi corpi nazionali od esteri e coll'assoldamento di
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interi corpi stranieri di cui ho già d iscorso. Iu previsione di una guerra si usava pre~crivere che ciascuna compagnia arruolasse un certo numero di uomini in più per accrèscere il suo séarso effettivo di pace, oppure si concedeva a qualche reggimento la facoltà di formare un altro battaglione. Mezzi naturalmente lenti molto. Diramare gli ordini pel rinforzamento ,d elle•unità; mandare in giro i sergenti ~ fare uomm1; istruire le reclute; ci volevano parecchi mesi. Ma erano tempi in cui la guerra si faceva colla massima comodità. Non contrasti improvvisi, non ultimata imperativi, non ordini telegrafici di mobilitazione. Le guerre stavano un pezzo, prima di scoppiare, allo stato latente; 1a diplomazia, fin da quella sua infanzia, era già maestra nell'arte di tirare le cose. .in lungo; anzi il fqrmalismo dell'epoca. appi()'li . . b 1gnot1 ogg1g1orno. Occorrono due mesi al cristianissimo per compiere i suoi preparativi e portar via una piazza al re cattoliéo? I diplomatici trovavano facilmente il modo di guadagnare quel tempo; un buon congresso e, per comincia.re, un mese di discussione pregiudiziale per sapere, se nel protocollo il re di Spagna ab~ia o no diritto di prendere il titolo di duca; di Borgogna. Gli Spagnuoli insospettiti dopo lunga discussioi:;i.e ce_dono. Troppo presto! i preparativi non sono ancora ultimati ! ma l'occhio esercitato dei diplomatici francesì scopre nel suggello degli Spagnuoli la croce .di Bor. gogna, frammista alle torri di Aragona ed ai leon i di Castiglia; al tra discussione. Intanto i racoleurs sguinzagliati compiono l'opera loro, i reggimenti completati si avviano al luogo segretamente scelto per la radunata, e la piazz~ è sorpresa e presa, prima che sia deciso, se al re di Spagna sia lecito di inquartare le sue armi con quelle di Borgogna e di circondarle col Toson d'oro di Carlo il Temerario. · D'altra parte una guerra non si risolveva mai in una campagna sola ed i lunghi quartieri d'inverno pe;mettono agli esercif',i di prendere 'fiato, di reclutarsi, di rimontarsi, di raddobbarsi senza timore di essere disturbati dall'avversario, oc- . cupato da parte 3Ua in simili cure.
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L'amministrazione.
Ritroviamo ·nell'amministrazione lo stesso sistema che ab· biamo visto funzionare nel reclutamento . Il colonnello, il • • r • • capitano ricevevano un tanto per masmma giornata; con c10 dovevano pensare a nutrire, vestire, equipaggi.are, paga.re i loro uomini, foraggiare i loro cavalli. Col nostro sistema lo Stat,o si appropria le economie e sopporta le maggiori spese; allora, non . poteva avere maggiori spese, ma le economie non erano sue. Occorse O'ià b ,d'accenuare ad una delle cause di quella ten- · denza all' impresa, all'insufficienza cioè dell'organismo statale, che mancava di organi per soddisfare a tutte le necessità dell'esercito. Ma la causa m~ggiore, la causa delle c3,use, era d'ordine finanziario. Il sistema. ad impresa era di gran lunga il più economico. È probabile che in ogni Stato si siano fatti tentativi di gestioE.e diretta, ma l'esito non poteva che essere disastroso; per cambiare sistema sarebbero occorsi molti danari e l'imperfezione del :fiscalismo, il poco sv.iluppo economico dei popoli, la mancanza di credito tenevano gli erari in continue anguJtie. È una banalità economica che lo Stato è cattive, industriale, che per ottenere lo stesso risultato spende assai più dei privati; che le sue transazioni sono semp_re onerose, che le sue industrie mancano di pi·ogressività, che molte economie gli sfuggono e molte altre non può attuare ecc. ecc. ' Sta bene; sono cose risapnte; ed è pure risaputo che lo Stato non deve esercitare altre aziende che quelle cl' indole tale da non potersi lasciare in mano a privati. Ma s'era sempre creduto che l'amministrazione militare fosse una di tali aziende. Nasce d 1a;ltra -parte spontanea la domanda: d'onda sc~turiva il graade risparmio dell'appalto sulla gestione diretta? Chi forniva tutte le economie? Risponderò: una parte la forni~a lo Stato stesso frodato; una parte i soldati e le pro\·incie, e lo Stato chiudeva gli occhi; il resto ,,-
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lo pagava il nemico e lo Stato era connivente. Gli accollatari di lavori pubblici offrono ribassi spaventosi e si riserbano in petto di non eseguire il capitolato : così il colon- · nello accettava una somma derisoria per mantenere il suo reggimento, ma sapevano tutti, ed il Ministro della guerra pel primo, che non ci avrebbe ximesso, salvo il caso di disgrazia o di cattiva gestione.· 'Sono aff~rmazioni queste: ora entro nella dimostrazione; ma bisognerà mi si COJ?.Ceda che l'onore varia, non solo secondo le classi sociali e le latitudini, ma anche secondo i secoli. I baroni del medioevo aspettavano i viandanti al passaggio; i colonnelli çli Luigi XIV malversavano; i generali di Napoleone estorcevano somme e nessuno di -essi si credeva disonorato. Noi stessi commettiamo inconsciamente chissà quali azioni. che ai nostri nepoF sembreranno contrarie alle leggi dell'onore. Dunque; mediante un.a certa somma, il capitano provvedeva di vitto, di vestiario, di foraggio, di paga la sua truppa. Era il caso più generale, il pi1\ lauto pel capitano, il sistema nor male in Francia. In Piemonte il Governo forn iva parte del vitto in ,natura., .e naturalmente lo deduceva dai fogli paga delle compagnie; sui quali non erano contemplati. che il deconto, il prestito e le piccole spese generali. Altrove, come in Austria, il vitto era fornito dalle provincie, ove stanziavano le truppe, e ciò occasionava una complicata contabilit~ di darè ed avere tra le autorità auliche ed i govèrni provinciali. In quanto 'agli ufficia.li, la loro paga comprendeva una parte fissa, un assegno per dir così personale, molto me~chiuò; quindi una specie d'indennità di carica che consisteva generalmente nel permettere al capitano di portare qualche uorno in più della forza reale delle paghe cioè d i favore secondo l'espressione in uso; poi delle indennità in natura, razioni viver~ e foraggi, in proporzione del grado; finalmente una parte incerta,, le economie lecite od illeci·te che si potevano fare sulle competenze del soìdato. Come si vede, era grande il.......divario fr~ il capitano éd il subalterno, I
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che n on aveva se non il magro assegno personale e poche razioni. Così vantaggiosa era la posizione del capitano che gli ufficiali super iori e gli stessi colonni,lli non volevano colla promozione perdere la loro compagnia, la loro cascina, la lor o mucca; ottenevano quindi di conservarla facendone tenere il comando da un subalterno o da un capitano poco anziano o poco ricco, che prendeva in qualche esercito il • nome di capitano-luogotenente e che, naturalmente, versav~ al proprietario della compagnia .le paghe di favore ed il meno possibile di casuali. Del resto il colonnello aveva i suoi pr oventi particolari tutt'altro che spregevoli. Anzi tutto gli assegni delle compagnie passavano per le sue unghie; poi _aveva la vendita. dei o-radi le economie su. ciò che si, chiamerèbbe oggi la o ' massa. generale; in ultimo la parte del leone sulle prede belliche. Questo sistema funzionava con molti abusi, . ma funzio nava in tempo di pace; ma a'llo stesso modo che le esigenze tattiche imponevano uno speciale frazionamento sul campo 'di battaglia, in guerra, esigenze logistiche modificano il sistema amminis tr àtivo. Ed anzitutto, per assicurare il vettovagliamento cl.ella truppa, era di r egola che il pane venisse provvisto dall'intendenza che lo confezionava in panifici da campo o faceva contratti con imprese. Altrettanto accadeva pei viveri, nel caso molto frequente, in cui ,il soldato colla SUa paga aYrebbe difficilmente potuto trovare companatico nel paese devastato. Allora, prima in ]'rancia, poi · altrove, si formarono quei grandi magazzini eh' erano l'orgoglio di Louvois; lungo l'inverno in determinate piazze accuratamente scelte, e non _m eno accuratamente tenute celate al nemico, s\wcumulavano mùnizioni da guerra e da bocca, polvere, piombo, carne in piedi, farine, fieno, ju quantità tale da assicurare il rifornimento ed il vettovagliamento dell'esercito d i operazionè per qualche mese. Questi magazzini furono una delle cause dei trionfi francesi ; re Luigi poteva, appoggiato ai magazzini, entrare in campagna fin dalla primavera, mentre gli avversari erano costretti ad 1
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aspettare l'erba di maggio ed il grano d i luglio I ma.gazzini si rifornivano, sia mediante consegna da parte deì fornitori, dei mun izionari, sìa, a preferenza quando lo si poteva, per mezzo di tolte e contTibuzioni sui paesi nemici. Ed a proposito di magazzini, un episodio .caratteristico dell'ambiente amministrativo e morale. Quando il Governo francese prepara.va l' in~asìone della . Olanda, e formava i suoì magazzini nell'elettorato di Colonia, ebbe la geniale idea di comperare le polveri dagli Olandesi. I numerosi ebrei portoghesi, i sephardim, sparsi in Olanda, incettarono guantità enormi di munizioni da gtrerra, che fecero passare a Colonia. Quando i signori Stati generali s'accorsero di qttel traffico'. la Francia aveva. accumulato fin troppe munizioni. Fin troppe, perchè quando qualche anno dopo fu costretta a ritirarsi dai Paesi Bassi, la piazza di Grave, ove s'~rano ' riposte le polveri, era un' immensa polveriera. Il principe d'Orange minacciava di assediarla e v'era pericolo che al primo giorno d i cannoneggiamento la piazza saltasse ìn aria; d'altra parte, alla capitolazione gli Olandesi avrebbero ricevute per nulla le loro polveri e ciò rincresceva. Ed ecco che Louvois consiglia al comandante della piazza di far le viste di rubare la polver e al Re, rivendendola agli Olandesi. Il comandante eseguisce; gli Olandesi pagano caro la poivere che avrebbero avtita senza spesa alla capitolazione e Grave prolungò la sua resistenza. Con o senza magazzini, il soggiorno de-Ila truppa non era mai gradito alle popolazioni ; anche se erano esonerati dal fornire il vitto, gli abitanti dovevano provvedere l'alloggio col lume, e n on era certo piacevole l'ospitare dei dragoni. Inoltre ì comuni dovevano, sotto il nome ·a.i utensile o kùchenbedorf, un certo contributo giornaliero di qualche lira per ciascuna compagnia acquartierata per migliorare il rancio e ' riparazioni al vestiario. Era un'imposta qualunque , che avrebbe dovuto essere iI corrispettivo dei vantaggi molto problematici ridondanti al comune dalla presenza della truppa. Il fatto è che, fl,llora, i soldati nessuno li
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voleva., i sindaci non chiedevano truppa e neppure i macellai e fornai. Col sistema d'ammi'nistrazione ad impresa, era da prevedersi ìl caso che il colonnello od il capitano impresario non potesse far fronte ai suoi impegni. Talvolta era una bancarotta fraudolente: il capitano s'era gi-uocati i denari destinati alla compagnia, o se lì era mangiati in allegra società, e'd allora il caso suo era chiaro: riformato con la ' aggiunta di qualche anno di fortezza, se lo scandalo era stato troppo forte. Alle volte però era un semplice fallimento ; non doloso ; dovuto a cause di forza maggiore. Dopo di una campagna, accadeva spesso che bisognava vestire ed equipaggiare di nuovo il soldato, ed il capitano, se la campagna non era stata lucrativa, non era in grado, malgrado l'utensile, di sopportare quella forte spesa. Ed allora si cercava qufl,lche colonnello abbastanza ricco per rimettere in buono stat o il reggimento, salvo a rifarsene con r itenute straordinarie e con contribuzioni nella prossima oampagna. Se poi il colonnello ricco non si aveva sottomano, od il vecchio non voleva l . cedere ìl suo posto, il sovrano, sospirando, sborsava del.suo e rimetteva le eompagnie in stato di far campagna. Altre volte era il caso inverso; il governo chiedeva una moratoria. Le tasse erano insufficienti, lente a venire; le contribuzioni suì paesi nemici avevano fruttato poco; i banchieri non volevano più anticipare somme; ed allora, o si facevano pazientare i fornitori _con larghe promesse d'interesse e con opportune chiusure. d'occhi; oppure, ed era il cai:;o più. freguenpe, perchè i fornitori sanno sempre far v~lere le 1oro ragioni, sì dimenticava il soldo alle truppe. E facile prevedere quello che accadeva; i cattìvì soldati disertavano a frotte; ma i buoni, gli energici, i veterani, re. stavano sicuri di non morire di fame, finchè avevano le ' . armi alla mano. Ed infatti non morivano di fame, ed anzì, qualcosa avevano sempre in tasca per i vizi .: ma gli scorticati • erano i borghesi che si trovavano a portata. Il maresciallo di Luxembourg notava lo stato perenne di ostilità tra ìl soldato
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e la gallina; ma erano inezie. Quando mancava la paga, il soldato dichiarava la 00-uerra alla vacca al maiale alla ' ' botte di vino ed al gruzzolo nascosto dal contadii;i.o in una calza. Strilli, reclami, petizioni, ma che farci; bisognava bene che i soldati avessero pane ed anche cotnpanatico. Di abusi non ne commettevano solamente gli uomini di truppa; erano più gravi riuelli commessi dagli ufficiali. La carriera militare si chiamava la carriera dell'onore ; ma la paro la, ripeto, non aveva il senso che noi le attribuiamo. L'onore militare consisteva nel porta1·si bene al fuoco, nel non tradire la fiducia del proprio so:vrano o di chi vi stipendiava pel momento; ma non mai nello scrupolo esagerato di rispettare i qanari dello Stato e del soldato. Anzi vi si faceva roano bassa appena lo si poteva. Il modo più frequente di frodare il governo era quello dei passa'l)olanli, o paghe morte, o Luckenfuller, o Blinde Leute. L. abbondanza dei sinonimi rivela la frequenza della cosa; la intonazione schernevole dà a ,edere che la si considerava , come un peccato veniale. Si sa in che consistesse la gherminella. Il capitano doveva avere 50 uoreini in compagnia; ne t,eneYa soli 48 · e intascava la paga degli .altri due; il giorno de l la rassegna vestiva. da soldati dei vagabondi della città od i propri servitori o si faceva imprestare due uomini dalla compagnia vici11&.. Appena il commissario aveva voltato le spalle i vagabondi ed i servi posavano r uniforme, i soldati presi ad impresti to correvano alla loro compagnia ,,era ed il governo seguitava a pagare due soldati che in realtà non aveva. Per da.re un'idea dei guadagni che si poteva realizzare con simile frode. citerò dei capitani svizzeri al servizio\ di Francia che a11zici1è 200 uomini in compagnia ne tenevano 1,10 o 150 ed intascavano 50 o 60 paghe al giorno. A.ll' entrata in campagna il generale che credeva avere diecimila uomini ne aveva molto meno; i colonnelli ed i capitani cercaYano di dissimulare la debolezza dei loro effettivi fino alla prima scaramuccis.. Allora, dopo quattro fucilate scambiate con un partito di dragoni .nemici, si denunciavano
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cento o duecento morti e la contabilità era regolarizzata. Il generale esperto, che riceveva il rapporto, capiva c~e quelle perdite corrispondevano alla cifra dei passa.volanti del reggimento; se era novellino, ammira.va la solidità di quel r~ggimonto che era stato decimato e non s_cosso. Lo storico militare deve fare una larga tara sulle perdite nelle battaglie del secolo xvrr. ed in ispecie nelle prime battaglie d'una campagna. . Era un abuso grave e sempre rinascente, contro 11 quale ogni governo prendeva misure di rigore. Il capitano colto in .flao-rante era licenziato ; il passavolante o .tappabuco veo . ., ni va fustigato, privato del aaso, spesso anche 1mp1ccato;. 010 non bastando, si ricorse alla denunzia: il soldato che rive lava la presenza nei ranghi d·una paga morta, riceveva una gratili.cazione, o, se lo desiderava, anche i l conge~o. illsca potente; ma per far cessare completamente l'abuso, c1 vollero da una parte la maggiore estensione della nozione dell'onore nel corpo degli. ufficiali, clalraltra il perfezionamento della contabilità e sopratutto l'essersi lo Stato ~ssnn~e. tutte l~ somministrazioni in natura·, tutte le spese d1 vest1z1one e d1 equipaggiamento. Ai tempi nostri la ±~ode del pass~vo~ante, anche se, per impossibile, si trovasse chL la volesse riattivare, esigerebbe la connivenza di troppa gente e darebbe un meschino compenso. Un.altra fròcle stava a quella degli uomini di paglia, come l'abio-eato al sequestro di persona. uomini erano a! completo, ma quasi nudi, ed alle rasseo-ne erano capi -di corredo e d'arredo che -viaggiavano da u:a compagnia alraltra, ed il commissario si meravigliava di trovare in tutte le compagnie del reggimento una stessa toppa, una stessa macchia d·olio, lo stesso sette che lo aveva colpito fin dalla prima compagnia. . . . . . Non parliamo dell'artiglieria e del genLO; _il sen~z10 d1 quelle armi aveva un carattere completamente mdustnale, le relazioni di servizio erano press'a poco quelle che possono esservi tra un ingegnere direttore di lavori, i suoi assistenti, gli appa~tatori, i cottimisti; ~a.tegorie di persone che cercano
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di fare i loro interessi l'uno a danno dell'altro e non si collegano che contro il disgraziato committente. . Si_ usa~a spesso anche defraudare lo Stato nelle contribuz~om bell1c?e. Era un genere aristocratico di prevaricazione riserbato ~i ~radini più alti della gerarchia. S i imponevano versamenti d1 danaro ai paesi conquistati, ma non tutto entra,~a. nelle casse dello Stato. E ra come il Reno che più si avvwina ~ll~ sua_ foc~, meno acqua ha; tante sono le prese ed I canali d1 derivazione che ne ·scemano il volume. Ma al gen~rale abile ed attivo si perdonavano facilmente quei salassi che potevano considerarsi come la percentuale sulle riscossioni concessa agli esattori. Certo lo Stato preferiva ad .u n generale o_nesto che requisisse, ed effettivamente versasse sole 100,000 lire, u~ generale meno scrupoloso che sapess~ smungere 300,000 lire e non ne versasse che 200 000. Pii.\ odiose erano le frodi verso il soldato. Ohi ~li faceva pagare . troppo caro il rancio, chi gli somministrava un vitto rnsuf.6.c1ente; altri stt:tdiava di continuo n uovi motivi di ritent~te . straordinarie sulle magre .paghe; altri lesinava sul vestiario e ~andava i soldati scalzi in giro per risparmiare se~rpe. Abusi tanto più odiosi in quanto che il soldato non aveva la risorsa di reclamare: nessun gli avrebbe dato ascolto. Leggasi al riguardo il racconto del l ugubre fatto di Fribu~go nel_ 1~83. S_'erano fatte ritenute illegali sulle paghe dei solda ti, 1 quali si erano presentati per reclamare al co~a~da~te della piazza. Questo generale n on appurò i fatti e nm1s~ 1 rec_lam~nti_ ~Ila discrezione degli ufficiali del corpo. Questi, parti e grnd101, ne condannarono uno alla fucilazione e la condanna fu eseguita. senza che il disgraziato fosse in~ teso. Ciò,. e la ·continuazione del malgoverno, spiega come cento anm dopo le soldatesche francesi insorgessero reela~a~do la distribuzion e delle Masse nere, di certe competenze ClOe che pretendevano gli ufficiali si fossero appropriate. In presenza di tanti e così moltiformi abusi, il governo cercava ' naturalmente di tutelare i suoi interessi. Se i soldati erano frodati, ciò non interessava che indirettamente il oo-o. verno, ed m quanto solo ingene=ava indisciplina e diserzioni;
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ma sugli effettivi e sugli equipaggiamenti il governo non poteva transigere; era quistione di spendere bene i propri denari. Fu perciò istituita in tutti g li Stati una gerarchia speciale, mezzo ci vile, mezzo militare, un commissariato che provvedeva ai servizi d 1intendenza e contemporaneamente controllava, ed il controllo si ese~citava con visite e rassegne improvvise. Arr ivava in una guarnigione un signore misterioso, si smantellava, comunicava i suoi ordini; era il commissario delegato. Gran movimento ; le compagnie passa vano in rango; si faceva l'appello che doveva quadrare colla forza risultante dalle situazioni e dallt=i richieste d'assegni; si vedeva se al soldato mancava nulla, se aveva nce· vuti tutti· i suoi averi. Qualcosa di simile vigeva nel nostro esercito sino a non molti anni fa; gli attuali nostri capitani si ricorderanno di aver visto tutto 'il r eggimento, colonnello in testa,,vivandiere in coda, sfilare davanti al ,g enerale di brigata che faceva l'appello : poi l'aiutante di campo od il capitano commissario, salire in carrozza ed andare rapidamente ~i corpi dì guardia, a i l~oghi di cura, alle car~eri, per controllare l'esistenza dei mancanti all'appello. Il passavolante non si trovava naturalmente ~nai, e la funzione J:!On aveva più significato; mà, sebbene preistorica, non urtava perchè presieduta da un superiore diretto di arma combattente. Ma, allora, il commissariò borghese era accolto orribilmente male dall'ufficiale nobile che vedeva compromessi i suoi privilegi, la sua autorità, le sue fonti di lucro; tanto più che spesso il corpo di controllo esorbitava dalle sue attribuzioni e voleva imtnic schiarsi in .q uistioni di istruzione e di disciplina. F iguriamoci che cosa succederebbe oggi, se un capitano vedesse arrivare un bel giorno in q.u artiere apposito impiegato dell'intendenz.a di finanze che vÒlesse ·fare l'appello degli uomini, passare la rivista dei cavalli a pelo, ispezionare le armi, vedere se la biada la mangiano solamente i cavalli. e volesse per g iunta discutere la tenuta degli uomini, l'orario giornaliero, .le punizioni della situazione; eppure avremo una pallida idea delle resistenze che la n obiltà di spada
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opponeva a simili riviste; fra i r ischi professionali dei commissari v'era quello d' essere. legnati o buttati nel cana.le viciniore. R esistenze: quasi sempre. Talvolta però il commissario e l' ufficiale andavano d'accor do ed era la pace dei lupi e dei cani che fa tremare le pecore. Ma accadeva di rado ; la stessa avversione fra combattenti e commissari, le diverse d ipend enze gerarchiche riesci vano quasi sempre ad impedire quelle alleanze a danno clell'erario. La seconda metà del secolo XVIC vide generalizzarsi l' uso dell' uniforme. Preciso : nell'uniforme sono da distinguere la foggia ed i colori. La foggia era da un pezzo uniforme, o quasi; era la foggia dell'abito borghese con le modificazioni rese necessarie dal maneggio dell'armi e dàl porto dell' equipaggiamento. Le cavallerie nobili avevano per un pezz.o conservata liber tà di vestiario ; ma nei reggimenti che élo·veva~o manovrare· collettivamente con simultaneità si riconobbe presto l' imp,ossibilità di permettere ad ogni soldato di port~re capi di vestiario a sno genio. Accadde quelle che, possiamo vedere nella 'marina mercantile; non vi è, a rigore, prescrizione di tenuta, ma, salvo che nei colori, gli. uomini vestono pross'a poco allo stesso modo. 'nel modo cioè più adatto alla vita speciale che debbono fare. L' uniformità dei colori venne fuori nella guerra· dei trent'anni ; i reggimenti svedesi comparvero in campo vestiti tutti a un modo; la novità piacque e persuase e la imitarono per primi i Tedeschi ; poi, siccome in ogni esercito v'era qualche reggimento tedesco, l'imitazione si diffuse; nessun colonnello voleva sfigurare, ed alla :fine del secolo era cessata la variegatura dei reggimenti. Non fu però unicamente questione cli JUOda, perchè i reclutatori .non tardarono ad accorgersi che ì corpi che avevano un'uniforme, si reclutavano meglio e più presto degli altri ; d'altra parte l'istituzi.one de\ reggimenti permanent_i agevolava la generalizzazione dell'u niforme. Gli In.o-lesi avevf'.no già fin d'allora il loro .tradizionale· o ' abito rosso, e rossi erano anche gli Svizzeri. Azzurra la.
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<lavalleria francese e, credo, anche gli Olandesi. Il colore do· W:inante però era, per economia, quello della lana non tinta, il colore beige; bi,a,nco sporco insomma. Mo'>treggiature di colori vivaci distinguevano i reggimenti. La foggia era sufficientemente comoda; la prussomania n on aveva ancora resi attillati gli abiti. Su di u:qa sottoveste senza maniche un abito a larghe. falde che si poteva facilmente slacciare sul davanti, un cinturino dal quale pendeva la spada, una bàndoliera per le munizioni ~ per sorreggere una tasca che fungeva da zaino; calzon i larghi e corti, calze e sti valini allacciati per lit fan te ria ed i dragoni, stivaloni per la cavalleria. In capo un cappellaccio a cencio con larghe tese, L' nnica eccezione al cappellaccio era, credo, l'elmo delle corazze cesaree con coprinuca e coprinaso. Un punto buio dell'organizzazione degli eserciti d'allora era l'avvenire r iserbato ai vecchi soldati. Invero, col reclut amento mercenario, colle idee del tempo, il governo non , aveva altro obbligo che quello di corrispondere esattamente la paga a chi lo servi va e per la sola durata del servizio. L'arruolato conosceva i rischi professionali ; li doveva pon. derare; ed allora non erano state ancora inveni;ate l'assÌ· curazione obbligatoria contro gli infortunii sul lavoro, ·e la cassa nazionale per gli operai invalidi. lVIa alla lunga i cuori si commossero alla vista di soldati storpiati chiedenti l'elemosina, di vecchi uffic iali coperti di cicatrici e soffrenti la fame. L'interesse stesso del reclutamento esigeva che alle reclute l'avvenire non sembrasse troppo buio, ed allora qua e là si escogitarono provvedimenti. Pei sol~ati, si obbligava ogni convento a mantenere qualche invalido, colla qualifica di laico o d'oblato, oppure, poichè era ben. difficile cb,e , frati e veterani andassero d'accordo; a pagar loro una piccola pensione. In Inghilterra si accordava ai vecchi soldati il privilegio di mendicare non molestati in certe località. I meno invalidi trovavano posti t ranquilli e poco faticosi nelle compagnie presidiarie; poi furono anche istituiti ricover i per invalidi e veterani; un 4 -
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' dei 1vlutiny Acts in Ìnghilt erra, delle orclonnances francesi, degli atti e rescritti cesarei facevano le veci di codici; ma è chiaro che quelle collezioni di circolari, di disposizioni tuttora in vigore dovessero ;presentare lacnne, con- . traddizioni alle quali la coltura giuri.'dica dei giudici suppliva assai med.iociemente. L'Inghilterra quando acconsentì infine' alle corti marziali, ordinò che non potesserò · sedere che fra le otto e le tredici, non essendo, dopo quell'ultima ora, prudente affidare la vita d'un uomo a giudici che avess •, / ser~ g 1a pranzato. · Non basta ancora; i tribunali, militari vedevano l'opera · loro intralciata dai privilegi reggimentali. In ogni corpo il colonnello aspirava ad. essere F unico inappellabile giudice det suoi solçlati e non trovava mai che fosse il caso di denunciarli al tribunale. Tutt'al più, li faceva giudicare da un consiglio di guerra com.posto di ufficiali e gradl}ati del. reggimento. Quello che era un abuso in molti corpi, era un , diritto per certi altri che pe11 anzianità o gloriosi servizi · resi avevano il privilegio d'una giudicatura propria. 'l'ale privilegio era accennato nelle capitolazioni· degli Svizzeri, ·era pattuito, quacdo un reggimento · passava dal soldo di I una potenza a quello di un'altra. Liti continue t ra i comandanti di corpo ed i prevosti o profossi dell'esercito;' ·i n fondo litigi, beccate di corvi sopra un cadavere; l'oggetto della contesa era la fucilazione v l'impiccagione di un soldato. ! Conflitti, di giurisdizione, instabilità dei tribunali, man-canza di codici, poca coltura nei giudici; s'aggiunga quella razza di gente che andavano a scovare nei sottostrati sociali i ràcoleurs, la necessità · di energiche repressioni e si avranno le cause del caratter~ C)'udele e capriccioso .della disciplina di allora. Nell' esercl.to piemo'nte:;e, ·esercito di paese piccolo, in cui, si potrebbe dire, tutti si conoscevano, era.no vicini di casa, la disciplina lia ~vuto sempre una certa mjtezza ch'era affatto sconosciuta negli altri eserciti e sopra. tutto nelle truppe mercenarie delle potenze rnarìttime. L' esercito cesareo era quello in cui.il sistema punitivo era forse il più equ~ e il più costante, ma era e 1 oveva essere
capriccio della bella N ell Gwyn foce sorgere Chelsea e la pietà della saggia Maria, Greenwich; la. Francia superò tutti in sfarzo col duomo des lnvalides, creazione di Louvois. In Piemonte fu costituito un corpo invalidi e veterani, dei quali i più validi prestavano servizio nelle piazze interne, i più disadatti ricevevano una pensioncina. Agli ufficiali erano riserbati posti nelle case d'invalidi, comandi di piazze e compagnie franche, pensioni di favore, benep.ci sui fotldi di certi ordini cavallereschi trasformati, come il nostro dei SS. Maurizio e Lazzaro. Altra ombra del quadro, il sistema disciplinare. Ai nostri tempi è completamen.te definito e r egolato il sistema punitivo militare. Distinti i delitti e le contravvenzioni comuni al militare ed al borghese, da quelli speciali del militare o che le necessità della vita militare richiedono siano punite con maggior rigore. Ed anche, tra questi ultimi, si distinguono i dditti giudicabili da speciali Tribunali, dalle contravvenzioni la cui repressione è lasciata al patérno arbitrio del comandante di corpo. Sicchè un soldato d'oggi, quando ruba una gallina ad un contadino, o diserta, od esce essendo consegnato, sa da chi sarà giudicata la sua mancanza e1 ~nche, in certi limiti, di approssimazione, quale pena gli , toccherà. Ma nel secolo XVII v'era molta cb;nfusione in quepa materia. Anzitutto il militare tendeva a non essere giudicato che da militari e lo otteneva quasi sempre, ,com'era n{tturale, in un secolo in cui ogni classe sociale, il clero, la no· biltà, la borghesia aveva il sno tribunale particolare. I militari non erano mandati ,da·vanti ai tribunali comuni che in Inghilterra ove la nazione era gelosissima della libertà e sospettosa dei militari, ed in Olanda, ove le truppe erano composte in massima parte di me-roenari stranieri. ed erano trattate colla rigidezza spietata di cui le aristocrazie di Cartagine e di Venezia avevano già dato . esempio. Non .è da meravigliarsi se in tempi privi di codici ber1 , coordina.ti, la giurisprudenza dei tribunali militari tosse un po' caotica. Certe raccolte cli editti in Piemonte, la serie
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severissimo, date le genti semibarbare, Panduri, Aiduchi, Morlachi che lo componevano, dato l'indurimento di costumi dovuto alla guerra di Trent'anni ed alle frequenti campagne contro il Turco. Era tutta una graduazione di pene, delle quali 11::: minori sembrerebbero g ià esorbitanti ai ·nostri tempi un .po' ramolliti; il piantone coll'o zaino o la sella in f>palla; il cavalcare l'asino di legno, i ferri; le bastonat& applicate dalla brava mazza di nocciolo del korporal; il passare per le verghe (per gli staffili in cavalleria); il taglio del naso e delle orecchie, l' a1·quebusi1·en. L'impiccagione. Le pene corporali ripug~avano ai Francesi; non volevano bastonate, al più tolleravano le piattonate; i ferri e la prig ione erano le punizioni più usate. Normalmente la disci.plina era poco severa; molto si tollerava; ma quando I),ascevano scandali o disordini. ·troppo gravi, si passava allo eccessq opposto. Il gran prevosto coi suoi arcieri ronzava ,attorno ai campi, ,acciuffava a caso e pur di dare esempi guarniva di « strani frutti penzolanti » gli alberi vicini alle tende. Dovunque per le mancanze c9llettive si usava il far tirare il biglietto dai condannati sul luogo stesso del supplizio. La sorte decideva chi dovevti essere suppliziato; agli altri , il éarcere o la galera ; ammeno che per non perdere soldati, non si facessero rientrare senz'altro nei ranghi dopo aver 's ubita la salutare emozione.
LE VIE MILITARI ROMANE '•""
Continuazione a fi 14o. -
Una monoorafia deìla via Cassia s.arebbe irta delle più spinose controversie. 'f~to vollero discutere gli arcbeologi, infatunti di,ipotesi eru~ dite, a· segno che perfino il nome le si volle contendere ; s_t ,che al~un_1 autori la dissero Clorlia e non Cassia, accettando I' autor1ta degli 1t1~erari antichi, con fiducia in·vero non meritata da coteHi scorrettissimi documenti. Affron terò, .:;econdo le mie forze, i vari· punt.i controversi . . Non riescirà nnovo a· molti che la via Cassia fu rest1n1r,Ha o terminata dall'imperatore Adriano, esseoqo cw1·ator di es~a C. Oppi~ ~abino.: Molto divuloatn è infatti la scoperta della •18P cotonna mil l1,are di qnesta strad~1, faua nel 15~4. in un luogo (secondo l'Hol:neoio) 1:osto a sei miglia da , Ct1iusi . Questa pietra fu da prnna tr,1s port~ta a_.~ion~ tepulci11no, per il che durò molto tempo ad esser d1'.aw.ata da~ doiu la colonna di Montepitlcùino; poi veune collocata nell atno dell Opera del Duomo in Firenze. Un epigrafe, che vi si ler,rge incisa, reca la notizia che l'imperatore Adriano Oglio del Divo Traiano Panico e ~ipote del Divo Nerva, correndo il VI( anno 1ella di lu i potestà tribnn1m, e il III della consolare, viami Cassiam vetiistate collcipsam a Clu.~inorum {i.nibus Florent·iam perduxit ('I). . . ,' . Il Gori (2), che pubblicò l' iscrizione più correttamcote .dt c10 che il G!'ntero ed altri· facessero , notò che tra la sigla ili. P. o il numero XXCI delle miol ia conono due lioee illeggibili per la corrosione dei caratteri, ~ . . .' . senza la mancanza delle qua li wremmo apprese da essa not1z1e pm interessanti. Così come la iscrizione si trova, la scoperta, aozichè servire a clilucidare l'istoria, ha dato origine a inconciì i:.ibili di,parità di opi· nioni. Il Targioni (3) , basandosi sn l valore della parola pe1·d11xit, 1
CHAPPEltON ALESSIO 1naggio1·e.
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...
l. c. tomo I; p,1g. 4.22 . (2) Go1u . - Inscriptionum antiquaru.m. (a) I. e tomo IX, pag. 229 .
(i) a.;11G1&n. -
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l'edi dispensa XXI V
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{Continua.).
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LE VIE lllLITARl ROllANE OHE PASSAVANO PER FIRENZE
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Lrì-VIE MILITARI ROMA NE CHE PASSAVANO PER F IRENZE
sostenne che l'imperatore Adriano dovè prolungare fino a. Firenze la via Cassi,1, già anticamente term inaillfl a F01wn Cnssii (Vetralla), poi, dopo la compiuta conqu ista del la Toscana, condotta fluo a Chiusi: e per conciliare il suo as~erto ccl fatto attestato da Cicerone che essa, tanti ann i prima di Adriano, co11d11 ceva a Modena, ri tenne cosn certa che fino da quel tempo esistesserò altre strade (forse due) nellP quali le via C:i~sià potOV/l im ùoccarc per men:ire a quella città . [I Lami ('1) rimbeccò che l'espressione retwslatl' co/lapsain suppone apertamente clie la via esistesse. avanti Adriano, e che que~ti la rifaces$e, o resta urasse stmplicemente, conducendo i la vori dai conrì11i di Chiu~i a Firenze. Anche escluse il prolungamento il Guazzesi (2), scriveudc. che Adriano « ridusse in 01timo stato p'er molte miglia la via Cassia da Chiusi a Firenze. , Siccome stn in fotto che il contenuto del la iscrizionè è ambiguo, a mn pare ozioso accum ula re opinioni ed argomenti che non potranno mai dissipare interamente tale ambiguità; e mi limiterò a chit:dere alla lapide fftl llnto può darci con cortezza, vale a dire l'assicurazione elle, a parti re da ll'anno settimo dell'impero di Adtiano (col qnale coincide la seuinrn pote.;tà tribunizia), ossin dal 123 dell 'èra volgare, <Juesta via militare f11 ridotta i o buouo stato fino a Firenze. Il We::.seling, uuo dei quattro dottissimi commentatori dell'Itinerario di Au toniuo nell'odiziono di Amsterdam (·1730, iu-:~ 0) fece ogni sforzo per prov11re che la strada da Roma a Firenze per Chiusi ed Arezzo doveva chiamarsì non Cassia rna Clodia. Il Bergier (3) chiamò (.;assi11 la via che, separnudosi dalla Flaminia pre.,so Ponte MilviQ, per Yiterbo e Bolsena tir.wa a Chiusi e Arezzo; e Clocli(l (seguendo gli iti nerari antichi) quella che vi andava per Vetral l,1 e nolsena senza toccare Viterbo. L' Orlandi (\.) credelle con mnnifesto errore che la Cassia e la Clorlia fra Bracciano e Bolsena fossero una sola e medesima strada: il Guazzesi (5) opinò che la via Cnssia, diramandosi dalia F:,1minia sei migl ia sopra Ponto Milvio, tirasse prr Nepi, Amelia e Perugia, men tre la Clodia passasse n Sutri e Bol~ena, riunendosi con quella a Chiusi. Secondo il Lami (6) la Cassia era un ramo della Flamin ia che per Sutri, Yotrn lla, Viterbo, Bolseua, Chiusi, andava a .Firenze; e da esso s1 deduceva la Claudia che per Arezzo, Firenze e Pistoia, conduceva (i) I. c. ivi. (2) I. c., )làg. 103. (3J I. c .. I. pag. 425-26. (5) De u,·bis .Sen<11' 11ntiquilafe, (!i) I. c., p:ig. W5. \ti) I. c., pag. 63 e Gi.
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a Lucca, Doversi solo, argomentò egli, annoverare J,1 Cassia tra lo tr~ vie militari che da Roma menavano a )fod~na, per questo che a Firenze imboccava nella Claudia. . Da tutte queste opinioni dissentirono l'Adami e il Targi_oni._ li pn'.110, beu pratico, come .di Jni l'u detto, della Toscana Snb1.1rb1cana, _scrisse co~i: « La Cassia costeggia,•a la Selva Ciminia e passava p~r Vetrall~ che Foro di Cassio si appella : e lasciando a man destra ti lago d1 Yico e la montagna di \"iterbo, inoltrav.isi a Yolsena, passav3 il Ponte Cassio sul fiume Paglia, oggi Ponte Giulio, e portan a Chiusi. (1 ). E il secondo, a sna volta rivendicando il nome di Cassia alla via che segue tale andamento, nPgò che si _possa_ senza _errore attribuirle quello di Claudia o C:lodia. Imperocche la v'.a Clod1a c_orreva da Bologna a Piace11za, o la Clandia crn unn via dem·ata b~~s1 dalla Flaminia e pas~anle per la Toscaua, ma che raceva _cr1po a S1ona (2). La Cassia e la Claudia er11no vicinissime qnando s1 staccavano dalla Flaminia, ma beo presto rli\'"erge,ano, restando separnte dal lago di Bni cciauo; e al più avranno avuto comun icazJone tra loro per qunlche traversa. Il 'l'11rgioni auri Imi la falsa deEominazion~ tli Clocli_a data alla via Cassi:1 a negligenza o ignoranza di amanneos1; ma nllermò _elle, qunndo pure nell'archetipo si fo~se letto ~lodia, ~isognerebbe asc1~vere tale ler.ioue a un brutto errore del comptlatoro, .il quale avrebbe scam'biato un nonle coll'altro (:3). E io tale opinione consente il D' Anville (i). ln base :i tali con:;ideraziooi, il Targioni propose che senz'altro debba le""ersi neoli itinerari antidti fter Limam pc1· Cassiam in l11ogo che pe1· Cl;diam: ~ delineò l'andament-0 di questa \'ia per Sutri, \"etrall~, Bolsena Chiusi ravvisando in quello per Nepi, Amelia, Todi, Perugia (che' sarebbe' la vera via Cas~ia secondo il Guazzesi, e_ verisimilmente corrisponde alla via \"ejentana) uoa variaute delln Cassi~ _ste~sa_ comunicante ron essa a Sutri. Ed io mi atterrò alle propos1Z1on1 d1 questo le <1uali, anco considerale come ipotesi, offrono il acll ,·1~,imo inoeo-no o ' I .. vantaggio di nschiarare la q1,1esliono, liberandola ~la u_na !Ilo e !a~t~osa di intricale discussioni, e riducendola a una amm1rab1le semphclla . Uscendo da noma, la via C11ssia prendeva l"anda mento della !n~derna strada per Siena, che consen·a,·a !ìpo a _Bolsena. Sc~uen~o 1_lllnerario di Antonino, 11·0,·iamo le post~ /3accanae (8acca110), S11trwm • -~
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(1) SI orla dl \"olsenn, p:u te I, pag. ,lai. (2) òh:n,\Tont. _ Anti!Jt1il11ttun itulicarum medii nevi,
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p:,g.
28.
ltolia antiquo. pni;. l~J I. c., pag. 230.
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l4l .Inali.ii delt"flaliet, pa;::. '1~1.
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tomo li, pag. t~2. - Cr.un:111.
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Ll,; VIE )IJLITARI RO)TANE CUP. PASS,\vù·o PEij FlRlsNZE
(Sutri). Forum Cassi i (\ etralla , primo cni è S. )!aria a Forcassi), Vuhini'i (I3ol$ena), Glu.~iwn (Chiusi). Dopo Dolsena la strada dirigeud~si .a nord.-ovcst pass,1va il fiume Paglia sul Ponte Cassio, oggi Ponte Grnlio (rovinato) e tocca,·n Chiusi: dopo di che iucoatra,·a la posta ad Statnas che la T,,vola Peutiogeriana chiama ad .\'ovas, e che fo rse doveva dirsi ad :Vocas Statuas. ln questo luogo alcuni vollero ricouo~cere J) outepukiano: l'llol$tenio invece ravvisò io ess0, nou so con <prnl fondamento, il Poule a Yali,,aa. Proseguendo a nor<l- ovest, la via giungeva ari A?·retillm (A re:i:zo) . In que~to trauo la 1'avoln P,HHingerinna registra, oltre quelle che ha comuni colr I tinerario di _\ntoaiao, le poste ad Se:rlttm, l'eii (Isol.1 Faroes~). e ad .\"ora~, tra Roma e Sutti11m. omeneudo 13acconae; di Vicu.~ ,llatl'ini, (Vico :-econdo il Cl nverio), tra Sut1·i11m e Formn Gassii, o di ad Aq1ws Pa.5sen~ (Bagno dei Pala1.zi), tra Forum Gassii e Vulsi,1/i. La po~ca ad Fines mLrmned ia, secondo l'IlinerHio di ,\ntonino tra A.rretium e Florentip, Tttsconon (Fi renze), che il Birndrnnd v~lle, contro og-ni lume di ragione, fare coim·1dere con S. Casciano. fu eredoto cl.il Cluverio e dal!'Holsteuio che potesse c~sere tra San Giùvar1t1i e Fig-liuc. Il Repelli la colloca :i Certiinaao, dove tron un luogo chi:imato tuttora Casa di Cçsare; nome r-hc secondo lui foreb l,e riscontro a quello ud Casa~ Caesaricmas che I' llioerario di Antoniuc, auribui~eo :iltrosì alla po:-t:i cul Fine~ (I\ PPr alrro Ccrtiguaao è :;nlla destrn d'Arno, lra Castelfrnuco di Sopra e Loro: nè so come ciò possa couciliar~i coll;i comune opiuiooP, tenuta per bm,na dallo stesso Repelli (2), che il trntlo della via Cassia apcno o restaurato da Adriano tenesse la sini str11, senr.a passare l'Arno all 'Incisa, come crotll, il Guazzasi (3), uè in 11ltri luoghi. Rrduceodo l'nndameoto iii nomi moderni, questo trailo do,·,•va pas~are per il Bast,mlo, il Bucine, Pian Frauce~P, Pon1e .igli Strulli (stupenda costruzione di opera mnnifcstamente romana), Va l di Cintoja, Ponte a Ema e Hicorboli; en traudo in Firenze per il luogo, posto ai piedi del colle tli Sao Giorgio, dove fu giii ua:i delle porte del secondo cerchio clic si chiamò Porta Homana (i.). In vece di ad Fines, 1:, Tavola Peutiu~eriana re1,tistr:i tra Arretiuin e Florenlia Tusco1·11m le posto od Graeco.~, ad .fo.olandem. Bitiinca, e aà Eq11ilia1n te/ ud Aquiliam: luoghi di inc(•rti$~ima situazione che ditfondono sul tratto Arezzo-Firenr.e una den$a o~cu rità. Il Clu verio (i ) Di:;io11ario geor,ra(ico (i!) I. c., ivi.
LE vn: llJLITARI ROMANE CIIE PASSAVA~O P.ER FIRENZE
pose ad Graecos e ad Joylandem trii Montepnlciano e Lovaoe:· Bit·uricct da al tri fu scambiata per lhturgia (Borgo Sn11 Supoicr'o), menu·e il padre Reretta benedettino la creJè Citerna. Ma questi luoghi sono nella valle Tiheriua, e non hanno che fa re colla via Cassia . Equilia od Aquilia pensò iI Gluv::.rio che fosse tlove ò ora l'lncìsa; e I' Ro lstenio, che fu suo compagno nel viaggio d'Italia, ln pose ve1:,;o Figliue dalla parlo del Chi:inti. Il Repelli considerò Aquilia (I) corru1,ione di Jquaria, nome rimasto aoc be nei bassi tempi a S. Et/ero. Quanto all'~ndamento dctcrminnto da queste p•lste, snppose il Guazzesi (2) <:be fosse una variante o traver~a della via Ca~si.i, che dn ad Noras Stat11a~ torcendo a destra arrivasse all 'Am bra per ad Graecos e ad .lor,tandcm, e rru iadi pel' Bi.turica ed Aq'll.itia toccasse Firenze. A questo potrehLe corrispondere una strada che pa.ssando per i rnoderui lno~hi Ponte a ral:aoa, l•'ojano e Monte San Savr uo, per le valli dell'Esse e dell'Ambra raggiungesse il \'aldaroo superiore. Il Targioni però, con uno di quei tratti di lucida intutzione che gli son'l propri, (3) giudicò nou potersi dissipare la confusione indotta da"li • • • le> 1lracrar1 , se non ammettendo che es~i registrano due diversi rami di strada, ciascuno dei quali per UD/\ del le rive d'Aruo conducesse a Firenze. Uno cioè, che è quello già descritto per la sinistra, sui quale vnda collon,~a la posta ad Finrs, si tu:ita verisimilmeate al confine dell:i colonia fiorentina o dell'aretina che coincideva press'a poco çoa qnell o delle attuali diocesi di Fiesole e d'Arezzo; l'altrù, più lungo e probabillllPu te più antico. tirato rasente la montagna del Pratomagao, per il ponte a Rigna no e Pontassieve, iu modo da evitare le montuosità del Valtlarno Superiore e quelle del Ch iahti . Su que~to 'tr,uto, che forse hn legato il proprio nome al Pino di r.ascia, tra Reggello e CasLell'raoco di Sopr:i, e alla chiesa pleb,ma di S. Pietro di Cascia nom inata ia nna Bolla del 115G, (4) andrebbero colloc:ite lo poste cul Graecos, ad Joglandem e arl Aqu,iliam: qnauto a Biturica, non avtindo migliori notizie di quel_le a cui uno ad og~i ~ono pervennte le dotte ricerche degli archeologi, è prezzo dell'oporn uoa occuparsene, riteuendo che fJuel .11,lme sia sem piitement.e l'effetto di un errore cl i c~om pi !azione. JI qua le po· trebbe non fenza prohabililà ripetere origine dall'aver confuso la ria Cassia con un'altra via miliwre : e cioè quella nperta dal console C. Fla mi nio Nepote l'anno 566 o t\67 di l:loma tra Arezzo e Bo logna, che potò 1
storico d~Ua 1·o~ca11a, tomo V, pa::. H:i. (l)
c., pag. li I. (!,) Lu11 G. - S. F{ore11tinrie cccl e.,iae 111011u111(•11ta, tomo 11, pag. i0i7.
(3) I.
I. c., ivi.
(2) I. c., pag. HG.
(3)
Le., Lomo IX. pag. 235-36.
cq Ur. 111-: LL1. -
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flalia s1ici·a,
tomo III, r1ag. 2m.
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LE VIE MILITAM ROMANE CHE PASSAV ,INO PER. FIRENZJ;;
passare dall'a·lta valle del Tevere nel Valdarno di riva destra e da questo bacino in quello della Sieve, per varcare I' Appeu oiuo nel Mugel lo e andare a Bologna senza toccare Firenze. Confusione che sarebbe quasi giustificata se fosse vero il fatto, tenuto da molti per tale, ohe la strada aperta e restaurata da Flam inio uo terzo di secolo prima che Cajo Cassio . Longino esercitasse la censurn, venisse a prendere col tempo, per la varia fortuna che incomba sulle cose umane, il nome di questo ultimo. Confo rta l'i potesi del Targion i l'autorità <lei Repetti ;, il quale, Qur arr1111ettendo che tra le difficoltà della storia aritica di Roma vi è quella di non potere conoscere il preciso andamento delle vie militari che attraversavano la Toscan~, (1) ·dichiara _essere indiscutibile che una via Cassia uno dai temp i di Cicerone passava per il mezzo della Toscana, ·ma elle diversa da essa devesi ritenere quella che Adriano prolungò o restaurò dai confini di Ch iusi a Firenze ('.2) . Da Florentia 1'uscori1,m 'a Pistores, che non si può dubitare sia stata sul suolo del la moderna Pistoia, l'Itinerario di Antonino non ref5 istra mansioni: la Tavol.i Peutingeriana porge ad Salaria, che il Cluverio credè esseré Campi, mà più verisimilmente si r itiene corrispondere a Pizzirimonte, (3) kupposto che la strada corresse alle falde di Monte lVIurello e dei monti di Prato e Pistoia, per evitare gli acquitrini che dovevano oc,cupare le pianure di Campi e del Poggio a Cajauo. L'andamento di essa sarebbe al lora rappresentato dalla linea Ponte a Rifre<li (dove fnrono trovute dne iscrizioni antiche) , Sesto Fiorentin~, Pizzirimonte, Figi ine di Prato e Mont.emurlo. A. 9 miglia antiche dalla posta .ad Solaria, la Tavola Peutingeriana pone ilei lana, che proba bi Imente giaceva a piede di Montemurlo. e Dopo Pi;tores, l'Itine1:ario di Antonino registra Li1,ca1m (Lucca) e Limam (Luni) iib'i jimgitur Aiirèl-iae. La Tavola Peuti'f1gerianà aggiµnge tra P'istores e Luca la posta ad Afa1·tis, ovvero Fammi Jllartis che è Pescia secondo il Cluverio, é tra Lucci e Luna quella di Forum, Claudii (Pietra'santa). Vfo da Faenza a Firenze . - U tia via da Faenza a Fi1·enze, che pro-segue per Pisto ia e Lucc;i , è segna ta nell'Itinernrio di Antonino colle 1 poste in Casfel/,wi (m . p. a Pat,entia .XXV) . .4ncianum o Annejarmm {m . p. XXV e XXXII, secondo il .Codice Gaddiauo) e Florentia {m . [t . XX).
(-t) I. e, tomo v, pag. 709. (2) Ivi, pag. 715. • (3) TARGIO~t. - l. c., Lomo JX, pag. 238.
LE VIE MIL! 'rARf ~Ol!ANE CHE PASSAVANO .PER FIRENZE
......
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Di q,uesta strada discorre a lungo Pietro Cavina matematico faentino, (·1 ) notando che per essa passò Narsete dopo la espugnazione di Lucca. Delle mansioni interposte non si ba notizia. Annejano doveva significare fondo o possessione della ~ente uinnaejg,. Alla via Faentina apparteneva l'antico ponte di Sagginale sul la Sieve, · rammentato dal Brocchi (2), che però si inganna nel ch iamarla via Cassia. Nana qu~sto autore che a suo tem po esiste.vauo ancora dei tratti di questa strada pavimentati di pietre qu,1dr,:ate; eiò che conferma !"alta antich ità e il raugo di via militare di essa. . Alcuni hanno creduto che il trovarsi scritto Forentia auzichè Florentia nel Codice Gaddiano e in due e.dizioni rlell'Itinerario di Antonino, (3) po,tesse far- dubi tare che la via non passa_sse pèr Firenze, ma rnggiun,gesse di retta men te Pistoia. · · ' Io :p1esto caso la 'strada non poteva essere differente da quella che per C:istiglion dei Gatti, Vern io e Yaldibisenzio fa capo a Prato, per la.quale uaTra il Buoninsegni che passò nel 1fi ,1O il re Ludovico coll 'esercito. fnfat__ti qtrn lunque diversio~e l'avrebbe condotta a coziare nella parete orientale del .Monte Murello, o io quella nord-orientale dei mouti di Pistoia. Non credo che questo dubbio, anzi scr~polo, sia fondato; attesa la esatta coincidenia della distnoza tra la supposta Forent'ia e Pi.c,toia, data dal l'itinerario, e qnella che corre effettivamente tra Firenze e Bistoìa. Si aggi ung,a che la distanza tra Faenza e Forentia, · di LXX, m. p. pari a 56 miglia fiorent ine, corrisponde approssir~iativamente alla distanza Faenza- Firenze Q~ando fo sse vero che quesla scono~ciuta Forentia esistess~ a 25 mi~ glia rom:ine da Pistoia, essa doveva giacere al passo della Futa, o nei prnssi di San Piero a Sieve. . La via Faentina non poteva distostarsi gran fatto dall'attuale decorso che passa per il 11orgo _San Lorenzo, Ronta, Gio~o di Casagiia, Crespina, Fagoano, Marradi e Brisighella. Nei bassi tt:mp1, la stra~a .per Faenza passava per Pontassieve, Dicomano, San Godenzo, Mod1.gliana, ~ per il ·castello delle Alpi ; ma i Faentini furono ob))l1gat1 da i conti d1 Battifolle a pigl iare quell a per Marradi e lasciare l'altra, nel H 95. TonQUATO GoARDuccr
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maggiore cl'artiglieria . (i) co,;imercio dei due 1nari Ìldrialico e Mediterra.neo. . /2) Descrizione del 1lfugello, pag. 33. . . . . . .. (3) F. ASOLANI in aedib us Ald ii, iJDXVlll. - E. To1mw1n Par1g1, in aed1bus Hennc1 8tophani, lllDXll. /
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NOrrJZIE POLITIC0-1\fILITAH,I
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Alla Camera continuò nella quiodici11a la discussione dei bilanci. Viva ed interessante fn specia lmente quella dei bilanci deo-li esteri edell'interno. . "' La discussione sul bilancio degli ,dfari est.eri cominciò il giorno 15 con un notevole discorso dell'on. San Giuliano. Egli notò. come l~ ~olitica estera delle potenze ~i distingua oggi per due caratter1 ~ssenziali e cli crescente importanza, cioè la necessità .dì indirizzo costante ver;;o fini prestabiliti e la prevalenza del fa ttore ec 0 •. nomico come sostrato iu tntte le questioni. È la lotta delle nazioni pe) po::.sesso esclusivo dei grandi rnereati. Que'.:'t.a lotta oggi di si combat.te special mente fra la rnza slava, aiutata dalla Francia, e la razza anglo-sassone a cui fin irà per unirsi la German ia. Scomparsi i 1pttori secondari, Olanda, Spagna, Portogallo, ne è vennto in scena uno 1rnovo: l'Itali a. Essa strinse le al le11nze imposte dai suoi intoressi Ml Mediterraneo, pel quale passano le vie più brevi fra i popoli c?ncorreoti; ma, non risul ta ch'essa sappia trarre da queste alle~nze I utile che dovrebbero dare e non è sicur:a che ai suoi prodotti e alla sua popolaz_ìone non vengano ch iusi dall'espansione altrui i principali mercati . · ' Occone ora pi~'t che r:iai cl~e l' It11lia rafforzi i suoi · :vincoli colle po· tenze alleate, e s1 mostn cosciente della comunanza d'interessi che recirrocnmente ci lega; è necessario che eviti di perdere la fiducia deo-Ji 0 un i, seoza acquistare quella degli altri. Due opposte tendenze si contrastano; e~se d,1 una parte èorrispondono alle Decessità nostre di raccoglimento per le nostre condizioni economiche e finanziarie, e d'al11·;i parie fil bisogno di una politica attiv11 . per imped ire che l'espansione altrui ci precluda l'avvenire. ·· Queste due tendenze invece di contemperarsi, armonizzando come ~o_vrebbero,. si .alterna~o, donde oscil !azioni pericolose P.er la nostra polit,ca, c.he rrnmscouo I daom delle due tendenze opposte senz~ darcene i vantaggi.
NOTIZIE POL1'1'1CO-MIL1TAR1
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L'oratòre crede che con poche 'spese avremmo potuto tutelare meglio 11 nostro avvenire sul mercato ch inese, appoggiando la politica .inglese ,della porta aperta e inviando qualche stazioIIo::~ nei mari della Chi na. L' Ita lia oramai produce oltre la prop1·ia capacità di assorbimento. Ciò comincia ad essere causa di crisi e lo sarà anche più per l'avveuire. Il Governo tedtsco, con opportuni provvedimenti (che l'oratore enumera) agevol.a l'esportazione; atti di quel Governo che sembrano puramente poìitici, come l'al leanza colla Turchia e il viaggio imperiale ·in Palestin11, mirano a scopo commerciale. . Assai megl io si provvederebbe alle cl11ssi lavoratrici, se invece di buttar via dodici milion i per riduzione di canoni daziari, si otte.nesse .coll'aumento dell'esportazione (e quindi della produzion9) un rialzo uei .snlari:
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** L'orat.ore, approva la corivenziooe commerciale èoll11 Francia come 'J)egno di pacificazione ed avviamento a miglior pol itica doganale, ma ;<:.rede illusori i vantaggi cbe molti se ne ripromettono. Approva il mantenimento dell'altipiano eritreo, ma non è sieuro che i l Governo abbia seguito rn Africa una· polit.ica atta ·a risparmiarci la &celta fra il disastro e l'umi liazione. Respiogendo le proposte di .lliangascià, abbiamo ristabilito a nostri danni l'unità etiopica; abbiamo tra5curato di coordinare la nostra po· litica coloniale ai fini della nostrn politica estera che dobbiamo, io Africa e nel l\iediterranec, avere comuni col i' Inghiltena . Ed è a temere che il Negus fra pochi giorni si avvicini ai nostri confin i con poderoso esercito, cosi che dovremo o combattere contro forze inadeguate, o cedere :1Jle minaccie e ritirarsi. Unità etiopica e permanenza nostra sicura sull'altipiano sono due termini incompatibili; questa un ità uoo è solida, ma i nostri errori la ricostituiscono, quando il ritornc, costante della storia etiopica la dissolve e ne seguono Dogali e Ad ua. Questi errori derivano dall a politica miope ed empirica che non guarda più in là dell'opportunità del momento, o tutt'àl più del la dul'ata ·media cli un ministero. Continuando in ta le politica, sa remo costantemente vinti nella grande -concorrenza delle nazioni, cli.e oggi più che mai meri ta di essere ch iamata lotta per la vita.•
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NOTIZIE P OLITlCO-MILITARl
N OTIZIE POLlTICO~lllI LIT.ARJ
Abl~iamo riassumo ii discorso dell'on. San Giuliano per rileval'e o-Jr appu~ti fatti alla politica estera del governo dall 'opposizione moden~ta e rag1one~ole . Non ~i fe_~meremo sugfi altri discorsi, trovando più op· por tuno riassumere 1a r isposta delJ'oo. Canevaro, ministro ùeali affari esteri, che è un'esposizione chiara e completa della politi ca ester~ seouita d,~ go'.leruo nelle principali question i che interessan·o il paese. '.ç) . Egli com inciò assicurnndo che siamo nelle migliori relazionj di amicizia col Negns, presso il quale abbiamo un incaricato di affari che ci dà notizie frequenti e pienamente rassicuranti. Ancora 11iorni sono eoli ci _ba fatt? sapere che il Negus.è disposto a trattare con ~oi la questio~e ~et confi ni con molta larghezza; che anzi è disposto a lasciarci la front1e~a attuale co(la ~ola condizione che, ove ci r itirassimo d.:il\'alti piauo, egli sol.i fosse m dmtto d1 occuparlo. N'on è asso lutamente d~ credersi che il Negns muova verso il Tigrè con intenziooi osti,Ji a noi. Pre?ati da_ ras MangascÌà d'interporre i nostri buoni ufrizi presso Meuehk., abbiamo comigliato a lui di sottomettersi ed al l\'egus di accettare la sottomissione. <, • Quèsta. iuterposizione non impegna affatto l' azione nostra in caso di eventuali conflitti. Vi è naturalmen te l' imprevisto, m,1 le nostre forze nell 'Erit.rea sono tali da permetterci di resistere fino alJ'arriv'o da i rinforzi dall' Italia. « Il goveq10 continua la politica de' suoi predecessori . La forza delle cose costrinse il gòveruo precedente a restare sull'altipiano e vi costrinoe aocJ1e ~ne:to. Sul!'altipia~o staremo, Jlnchè la situazione n?n ci p:i·. metta d1 ridurre l occupnz1one alla sola Massaua ». Passando poi ad altri arg"omeuti e rispondendo specia lmente all'onorevole San Giuliano, il ministro disse di non poter ammettére l'accusa alfatt~ ingiusti'.icata, che la politica estera dèl governo sia fatta giorno per giorno ; dice che è una politica dì continu ità; natura lmente la poIttica nostra deve determinarsi a seconda dei diversi eventi; 'ma, nelle sue linee genera li, il gove1:no seg~e la politica estel'a del precedente gabinet_to. _Così le no!:>tre alleanze non furono mai più ferme e Je nos7re relazioni co lle altl'e potenze non ful'Ono mai più amichevoli. Terminò l'on . ministro accennando al trnttato di commercio colla - ~ran_cia, im?ortante dal punto di vista economico ed anche pìù da l punto di vista poli t1co, percl.tè varrà ad eliminare dissapori malauguratamentesorti fra due nazioni che hanno comunanza di origini e d'ideali. /
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Nella serluta del 16, alla discussione ùei capitoli fu risollevata la questione del! 'Eri trea. L'on. Dd Balzo domandò se lo stanziamento per le spese dell'Eri trea (8 mi lioni) sia sufficiente a garantire i con fin i contro ogn i eventualità. ricordando :ivere l'on . .Pelloux. tempo addietro affermato che non si poteva restare sull'altipiano con una spesa inferiore ai 19 milioni . Rispose l'on . Pelloux , presidente del Consiglio, che in quel :empo le condizioni e1:ano affatto differenti d,.J le odierne. Allol'a l'Eritrea si. doven considerare come colonia rniÌ itare e com.e base d'opernione contro l'A· bissinia, ma oggi l'Eritrea f:'i è mutata in colonia civile e, dat11 la politica tranquilla che il governo in tende seguire in Africa, lo stanziamento proposto basta. Dopo ciò, I' on . Costa Andrea a nome anche di a Itri deputa ti del l'estrema sinistra, svolse il seguente ordine del giorno : « ·Ja Carnera delibera di cancellare dal 'bilancio la somma di 8 mi lioni ,130,800 lire contr ibuto dello Stato per le spese civi li e milita ri della colonia Eritrea . » Disse che quest'ordine dd giorno risponde al sentimento di coerenza di coloro cl1e hanno sempre avversato le aYVenture africane, ed ora che sovrastano aVvenimeuti pericolosi, intende propone ancora -una voltà che si fin isca con un' impresa di cui non si può prevedere · il risultato. L'on. Bovio propose un ordine del giorno anchò più reciso : « la Camera non rassic:urata delle ùichial'azioni del ministro, invita il governo ad abbandonare la colonia Eritrea. » È inutile di re che il aoveroo non accettò nè l' uno nè l'al trr, . Sull'ordine del gioroi Bovio ve'nne chiesto l'appello norniuale e se n'ebbe il seguente risult.ato : sì. 81, contrari ,17'.2.
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** I l ,18 dicembre· venne in di$Cussione il bìlanèio degl' interni. Presero la parola molti deputati fra cu i molti dei cosidetti capi gruppo. Rispose a tutti, es ponendo cli iaramente il programma del go·ver no nel la politica interna !'on. presidente del Consiglio generale Pelloux, con un ascoltatissimo discorso ; ci limitiamo a riassumere questo, senza parlare degli altri , pel'chè dal la r isposta si deducono I(;) Cl' iticbe e le osser vazioni che vi diedero luogo. ·
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NOTIZIE POLITICO - MlLl'l'ARl
L'oo. Scal~a (disse il presidente del Consigl io) 11a fatto la diagnosi delle amm inistrazioni proviru:ia li. Il goverJJo ammette che i prefetti debbano innanzi ttHlo arom iuistrllre imparzia lmen te, e che per aver buoui prefetti e nei:essario dar toro un buon indirizzo e maggiore stabilità di residenz,,. A questo criterio il p1~e,;ente ministero ha infor111a10 la sua azione e non intende dipartirsene. Per il riordinamento del pe1·sonate delle prefetture ha µresentato opportuna proposta al Consiglio. di Stato. I prefetti ebbero istruzioni di non turbare le amministrazioni comunal i, specialmeute per motivi elettorali, e di non tener conto d'infiuenze parlamentari che, oltre ad essere illegittime, sorio di grande imbarazzo al l'nmministrazione.. Parlando' del domicilio coatto, !'on. Pel toux. dlce di non essere tenero di questa istituzione, ma che frattanto bisogna togliere di mezzo quella numerosa schiera di delinquenti comnn1, che sono un · pericolo perrr.anente per la puhblioa sicurezza; per ri.uscire a questo scopo vi è una legge sul dom icilio coatto e fiuchè esi,te, bisogna appl icarla. A coloro che s1 sono occupati dei coatti in Assab risponde che, quanto vitto, %Si -hanno la stessa razione del soldato; quanto alle condizioni general i di residenz,l, esse vennero migliorate nei limiti del possibile. ' . Venendo a parlare di qnestioui più essenzialmente politiche, !'on. presidente dPI Consiglio dissè di non poter accettare le censure dell'on . Sonnino relative ad nna soverch ia riservn in fatto di criteri di politica interna e ad una eccessiva ri lassatezza nel governo della finanza. Per una discussione finanziaria non essere il momento opportuno; quando essa potrà farsi," sperare cbe la Camera riconoscerà le proposte del governo non pericolose per l'erario e rispondenti al criterio di risriarmiare le classi più bisognose.
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Alt'on. Prinetti, il qnale aveva domandato se non bastano le leggi attrlali per mautenere l' .ordi11e pubblico, I' on. Pelloux rispose: « antico li bera le, non intendo allon tana rmi da lle vie della libertà, ma converrà 1·itocc.Jre, forse modifica~·e alcuna delle leggi esistenti, per stabi li re più netiarnPnte fin dove possa andare il Governo e come debbano le libertà pol itiche ~oociliarsi colle esigenze dello Stato e del !' ordine pugblico . » Crede dovere del Governo di vigilare sulle inceue di· grano; non -dev,. essere permesso di affamare la po.polazioue.
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NOTIZIE POLI'l'ICO-MlLITARI
Qu::tnto alla stampa, non crede normale
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soppressione dei giorna li ;
ma, quando un simile provvedi mento sia consigliato da sup_rema nece:sità, bisogna ricorrervi. Egua li dichiHazioni fa l' on. m1n1stro relau-
va men te al diritto d1 riun ione. Lo Statuto lo wncede; il governo non lo contrasta; ma, davanti a pericoli manifesti per l'ordine pubblico, il governo nou può rim,mere inerte nè disarmato . . . Relativamente ai fatti di Milano, risponde all' on. Guerct cbe non s1 poteva far~ diversamente di quello che ha fatto il generale Il.ava : Ali' on . Socci dice che ai carcerati pei fatti dello scorso maggio viene usato il trattamento imposto dai regoìamemi; per qualcheduno potè essere modifica to stante cond izioni di sal ute o di età, ma per la geoeralità i regolamenti debbono esse1:e osservati. Desidera che il governo non abbia ma i da ricorrere allo stato d'assedio ; ma ciò non toglie che sia opportuno un diseguo di legge iì quale ne determ ini le modalità. Ri leva· la connessione tra la . pol itica interna e la finanziaria e dice che rispetto a !l'una e al l'attrn il ministero ha fatto conoscere il suo pro' gramma . Indi conchiude : a Per questo programma, una maigio1anza parlamentare ~péro che ci sia; se non ci fosse bisognerebbe trovarla, perchè sono cosi evideoii le necessità del governo, come il desiderio del paes~ di essere beo goverrnHo. » Questo discorsu del. presidente- del Consig)io fn saluta t? da vivi e pro lungati applausi ff 22 corrente, approvato il bilancio dell'interno, la Carnera prese le vacanze natalizie, agg1ornandosi al 25 gennaio 1899. 1
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Fra i progetti di legge presentll ti alla Carnera e venuti_a ?ognizione del pubblico duran te la qu indicina, notiamo come important1ssuno quello per mod·ificcizioni alle leggi di /.eva d·i, terra e d1;-1nare. · . È noto che rla gran tempo si stava studiando una nuova legge eh reclutamenio; il progett.o presentato contie4e, sotto formll semplicissima, .le modificazioni più urgenti. alla legg'e esistente. Il 10 articolo di questo progetto stabil isce che gl' inscritti di Je,,,1, riconosciuti idonei alle armi, i qual i non abbiano diritto alla 3a categoria, sono ascritti alla 11• categoria. Con ciò la 2• categoria resta abolita. 5 -
ANNO :XLIV,
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NOTIZIE POLITTCO-mL11'ARI
NOTIZ IE POLITIC0-)111,lTARJ
Seguono nell'a rt. 2° disposizioni riguardanti ~I' inscriLLi di leva residenti all'estero, le quali hanno per iscopo di facilitare ad essi la soddisfazione del loro obbligo di leva, col minor dan110 possibile- dei loro interessi. L'articolo 3° ~tabil isce un nuovo caso di esenzione o per dir meglio un nuovo diritto di assegnamento alla ~a categoria. Avrà diritto a que~to assfgoameuto il fì glio unico o primogenito, naturale, legalmeme riconosciuto, di madre non maritata o vedo~·a. E' noto che finora questo diritto era concesso soltanto al figl io naturale unico o prioiogeoito, riconosciuto dal padre; ragioni di equità richiedernno evidentemente la stessa concessione al fì gl io naturale riconosciuto dalla sola madre; ma il timore, non in fondato, che sotto al riconoscimento potesse nascondersi qualche immorale fìnzioue, aveva finora impedito la concessione di rruesto diritto. Nel l'attua le progetto si è volnto essere larghi e rigorosa mente equi. CrHdiamo che questo :-ia il partito migliore; nrn ci pare che si potrebbe evitare ogni pericolo d'inganno meLlendo per condizione che il riconoscimento sia avvenuto all'nuo di nascita, o almeno fìnchè il fonciul!o era ancora in tenera età. L'articolo .~o stabilisce il modo con cuì deY'essere co~provato in generale il diritto all'assegnamento alla 3• cntegoria, e fissa per l'esercizio di questo diritto il pagamento di uua quota (tassa militare) cho varia da lire 45 a lrre 2000, cresreudo pro;:ressivamente secondo il reddito delle famigl ie a cui l'inscritto appartiene.
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** L'articolo 6° 1ratta delle forme ed è del seguente tenore: <Contraggono: a la ferma di 5 anni, i sottufficiali Jollc vario armi, coloro che si arruolano nell'nrma dei reali carabinieri, i capi armaiuoli, gli alliev i sergenti, i maniscalchi, i musicanti, gli uomini di gornrno degli stabilimenti militari di pena, i militari dei depositi cavalli stalloni ed i mili tari riammessi iu servizio di qualsiasi arma e di qualsia~i grado; « la ferma di anni 3, gli in5critti dì len che non hanno diritto aIle ferme più brevi indicate iu appresso e coloro che si arrnolu10 volontari nelle vario nrmi; « la ferma di 2 anni, gli inscritti stati mandati rivedibili, r.be vengono arruolati nella leva che sussegue immediatamente quella :dia qualo concorsero per ragione di età, e gli inscritti che, per ragione del numero e:;tratto, vengol\P assegnati dal ministro della guerra a detta ferma;
« la ferma di
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mesi, gli inscritti stati mandati rivedibili, che vengono arruolati dopo ·due leve da quella alla quale coucorsero per ragione di età, e i volontari di un anno » . Tralasciamo quanto riguarda gl' mscritti delle 1,,ve marini me. L'articolo 7° riguarda le cbiamate dei milit.iri in cc,ngedo. Per quelli appartenenti oll 'esercito, è concepito così: « l militari dell'esercito permanente, della milizia mobile e della milizia territoriale iu congedo illimitaro, possono, con decreto reale, essere ch iamati sotto le anni in tota[ità, ovvero in parte, per classi; per cate gone, per arma di ascrizione o di proveuienza, per corpo o per distretto militare·, ed anche per comune o per prece110 personale, moto per la istruzione loro, quanto per rassegne o per eventualità, quando il Governo lo - giudichi op portano ». L'articolo 8° :ippl_ica ai richiamati appartenenti all'armata le disposizioni relative ai soccorsi alle fnm iglie bisognose, già in vigore poi mi.. .litari appartenenti all'esercito. Seguono altre poche dtspo~iziooi di minore importanza. . Il. prog~tto ò ~ccompagnato da un'accurntissima relijr.ione colla <1trnle s1 da ampia rag10ne delle disposizioni io esso contenute. 'f
** Fra le principal i disposizioni d'interesse militat·e, emaMte nella •Juindicina, notiamo le seguenti : - IL l\linistcro della guerra e quello dell'interno, di comune accordo, lianno stabi lilo cbe vi si:1 obbligo di salnto da parto dei militari del regio esercito, non iodrappellati, verso gli ufffoiali delle guardie di città iu divisa, sia della capita le sia delle provincie; e da . parte delle guardie di città e loro graduati, non indrappel late o in divisa, verso ~li ufiiciali del re~io esercito. - Un R. Decreto ha stabilito <:be l'e$,une speciale contemplato dalla legge d'avanzamento per i tenenti dell 'al'ma dei carabinieri, i qua li aspirino all'avanzamento a scelta, cousisterù: a) nello svolgimento per iscritto cli on tema rillettente il servizio dell'arma dei carabinieri; b) nella discussione orale di questioni rinettenti il cod ice penale comune, il codice _eenale milirnre, la legge e il regolamento di pubblica sicurezza, quella sulla requisizione dei quadrupedi, il regolamento per l'esecuzione della legge di recinta mento, il regola mento rii disciplina militare, il regolamento sul servizio territoriale e i regolame,!ti speciali dell'arma.
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI
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NOTIZIE POLITICO- MILITARI
Sono ;tali soppressi i corsi all ievi ufficiali istituiti presso seguenti corpi o riparti: ·10° reggimento fan teria in C11gliari ; 70 id. art iglieria in Pisa; ,11° id . id. in Alessanrlria; 2a brigata d'a rtiglieri a da cost~ in Ancona; t~a id . id. in 1\ie$Sina; Ra id. da for1e1.za in Piacenza. Reggimento artiglieriii da montagna io Torino. Viceversa poi sono stati istituiti nuovi corsi di allievi ufficiali presso 1 seguenti corpi o riparti : g.Qo reggimento fan teria in Napoli; Direzioni di comm issariato militare di Palermo, B.oma e Torino, per aspiranti sottoteheoti di complemento nel corpo contabile; Di rezioni di comm issariato mil itare di Genova e Napoli, per a5piranti sottotenenti di complemeo10 nel corpo di commissariato. - lu attesa di conoscere se i risultati delle contra'tt.izioni consent11no di mantenere la quota di cinque centesimi assegnata nel 1898 per la parte completiva della razione, il Ministero dell a guerra ba determinato che la quota .;tessa sia provvisoriamente mantenuta anche dopo scaduto il corrente anno.
- Sono slatL pubblicati io quattro distinti fascicoli varie aggiunte e v,ariant.i alle seguenti istruzioni : ,f O fciscicoletto. - Aggiunte e varia oti : n) all'istruzione sulle armi portatil i per l'artiglieria da campagna, a cava ll o e da montagna (edizione 1898); b) all'istruzione sul servizio dei e.annoni da 9 B, da 7 da campagna e da 7 per batterie a cava llo (edizione 1897); e) ~])'istruzione tattica per le batterie da campagna ed a cavallo (ed izione •1897) ; d) all'istruzione sul 1iro per l'artiglieria da c;ampagnti ed a c11vallo (edizione ,1897); e) all'istruzione sull'affarJellamento, attendamento e acca\11pa-; mento per l'aniglieria da campagna ed a cavallo (edizione ·I 898) ; f) al l'istruzione sul servizio del cannone d~ 1 da montagna (edizione ·1898) ; g) all'istruzione tattica per le b<1tterie da montagna (edizione 1898) ; h) all'istruzione sul tiro per l'artiglieria da montagnn (ed izione
1898). .]>..
;4° {(fsticoletto. - Aggiunte e varianti (3" serie) all' istruzione sulle formazìon i e caricam~nto delle batterie da 7 da mon1agna (edizione
·1897);
3° fascicoletto. - Aggiu nte e varianti (3• serie) al volume che riu[lisce i foscicoli di caricamento del carreggio per servizi di mobi litazione; .1,0 fascicoletto. - Variante al l'istruzione a piedr per l'artiglir:ria da costa e da fortezza (ediziòne 1898).
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** , Vennero pubblicate nuove disposizioni per semplificare i conti delle masse individuali presso le legioni dei carabinieri, il corpo inva lidi e veterani e la sc uola di sani1à militare. - Venne pubblicato il regolamento dì esercizi del genio che sosti·tuisce molte delle attua li istru'zioni le qual i pertanto restano abol ite. - Venne pubb licato il contratto pei trasporti mil itari extra.ferrovia che costitu isce appendice ai tra$porti mi litari sulle ferrovie e sul lago . di Gardn. - È stato pubbl icalo il fascicolo di caricamen to della carretta co----,p~rta per ca.rti;cce ·ridotta pe·r vfoe•r<i di ·riserva. - È staia efl'ettua1a la stampa del nuovo volume delle istruzioni pratiche dell'artiglieria, avente per titolo: Ist:ruzione sul gioco balistico per l'artiglieria. da campagna ed ci cavallo. E' stata p\1re effettuata la stampa dei nuov(, volume intitolato: Istruzione sul gioco balistico per l' at·t.igz.ieria da montagna. - Venne pubblicata fa 6a serie di aggiunte e varianti all'istruzione s ulle munizioni .
Roma, 29 dicembre 1898.
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NOTIZIE MIL ITARI ESTERE
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NOTIZIE MILITARI ESTERE BELGIO.
Scuole 1·egg?°?nentali di canto. - Seguendo l'eserr.pio ·aella Germania e della Russia, il Ministro del la guerra lia deciso di creare nel Belgio io tutte le caserme di fanter ia una classe speciale di canto. Colpito dagli eccellenti risultati di resistenza alle marce, ottenutisi da alcuni reggimenti di sta nza a Liegi e a Verviers, nei quali da più anni si era metodicamente adottata la canzone di marcia, il .Ministro è venuto nella risoluzione di estendere a tutti i corpi d' al'mata l'insegnamento del solféggio elemenrnre. J.\. wl fine nelle caserme di fanteria avranno luogo due volte la sett.imana delle classi musicali, di rette da l sotto capo-musica di ciascun reggimento, alle rpiali sono obbligati di intervenire solo i soldati, che dimostrano quakheattimdine. Già più di 25,000 libretti contenenti una rnccolta di ,100 a 150 canzon i patriottiche sono stati stampa ti, e distribuiti per cura dei comandanti di corpo. Nel prescrivere l'organizzaziooe e la generali zzazione di queste classi di canto, il Ministro. ricorda che il numero dei ritardatari è dimi nuito del 70 °/0 in Russi11, dopo che le canzoni di marcia si son0 rese ob bl igatorie per le marcie forzat,e. ,, CHINA.
Trattato segretb {m Russ,ia e Chùia. - Secondo il giornale americano Sun la Russia avrebbe concluso colla China nn trattato ~egreto, nel quale, tra altre condizioni, è previsto il caso dell'impiego delle truppe russe in China per certi determinati scopi. fincbè le forze militari .ch ioesi non ~arnnno abbastanza forti da poter fare da sè. Gti foglesi a Wei-hai-Wei. - Secondo il 1\mes non si sarebbe fi nora fatto nulla per la sistemazione difensiva di Wei-hai-Wei, benchè siano passa ti 6 mesi dal l'occupazione inglese di que lla piazza . Nessuno dei vecchi forti non venne riparato, la flotta non ha alcuna protezione, mancano buone com unicàzioni telegrafiche. Que,;t11 stato di cose contrasta in modo troppo evidente col i' immeosa atti'vi tà che vanno spiegando i Ru~si a Port- Arthur.
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Secondo le ultime notizie sembra però accertato che si.sta fo1:mand~ Wei-hai-vYei un re<n:rirnento di ,tOOO uom ini, tutti• chn1es1, 1 qnah 3 ~V • • , • saranno istruiti d11 ufficiali e sottufficiali inglesi, i qua li pero sonù partiti a tale scopo dall'Ingh illerra solo il 6 novembre. Notev.oli son~ le pagh~ eh~ avranno questi sottuffi ciali: 5000 lire all'anno 1 funer1, 3800 1 -sergenti. .. _ . , . Notizie dalla Corea. - Secondo 1\ National Ze1tung la lotta t:~ ,l' in fluenza russa in Corea e quella dell'Iughilwra, del Giappone e degh Stati Unìti sarebbe accanitissima. I Russi si. appoggiano sul der? e _sulla nobiltà (il cui fa vore sembra essere acquistato dalla Russia 1~ buon~ parte con rlana_ri) ossia sn quel partito che colà si ch iama « dei vecchi -conservaLOri. » Inglesi, Americani e Giapponesi ~er me.zio dei loro c~nso li, si appoggiano sul partito « degli i~dipendeot1 ~ ossrn su quel partito -0he è sempre stato molto favorevole a,_'G1ap~ones'.. Questo p~ruto ,·orcran izzò un l'.)c:r iorno una <•rande dimostr~z1one dwanz1 al palazzo 1mpe1 1ale• l'.) t:> • • • perchè vtlnisse cougcdata la guardia del corpo, 10 cui v1 erano troppi Russi che comandavano. . 11 parti to russo6 1o fece un cont;.odimostrazione e si venne a~che all_e .armi con effusione di saò1Yue. I Russi nl lora l'iuscirono a far chiudere 11 .~lob degli « indipendenti ~> il che diéde luogo da parte di questi_ad altre dimostrazioni. L' iro reratore dopo di avere promesso e poi d1sdeuo la riapertura del club, non sapendo più come c,omporlarsi, si rivols~ al r:,a ppone perchè si mandassero truppe g1appooes1 a Seul. Ma gh, I'.\,,l~s 1, temendo rappresaglie russe, sconsigliarono la c;os~; vennero. p~ro wvrnte .a Cemulpo, porto di Seul, la nave da gut1rra lllglese flerm10n e la n::rve giapponese Niniva. . . Spie giapponesi a Port-Artlwr . - A Port-Arthur I Rus~1 h_anno sorpreso sette ~pie giapponesi, le·qnal i, d'ol'drne delle autonta russe, v1mnero subito.J'nci la te. FRANCIA. {a commissione militare superiore delle ferrovie. - Questa commi;sione è incal'icata, come si sa, di preparare in tempo di pace i trasporti di truppa ed il materiale necessario per ìa co?centrazione delle annate in tempo di guerra. p,sa non compren~eva. fl~or~ il sotto :apo cli stato maggior~ generale che ha, fra le sue attr1bu~10rn , _1 alta direz1~ne del servizio delle ferrovie allo stato maggiore dell esercito. Un dec1eto del ~ 8 novembre ,189S riorgan izza tale commissione, aggiungendovi <1uesto uf~ci~le genera le.
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NOTIZIE MILITARI ll:STERE
In cons<>gueuza essa comprenderà per l'a vven) re: C?me presidente : il capo di stato maggiùre generale del! ' esercito; Come membri mil itari: l'uffic iale generale ·designato ad esercita re presso le .·armatE> la direzione genera le de !Je fer rovie e delle tappe: l'ufficiale generale sotto-capo di stato nrnggiore generale nelle cLJi attribuzioni trovasi l'11fficio delle fe rrovie allo stato maggiore dell'eserci to: l'ufficia le superiore capo dell'u ffici o delle ferrovie allo stato maggiore dell'e~ercito: un uffic.iale superiore d'artiglieria.- un ufficiale superiore de lle truppe ferroviere; un ufficinle (li marina: i commissa ri militari delle sette commissioni di rete. ' Come membri civili: il diret101·e delle ferrovie al Ministero dei lavori pllbblici; due ispettori general i o ingegneri-capi delle mine o dei ponti e strade: i comm issari tecnici delle sette commissioni di rete. Come segretario: l'uffic.ia le superiore, so!lo- càpo dell'ufficio delle fe rrovie. I due generali mem bri mil itari sono vice~presidenti della commis, sione. Fhlancio de LI.a guerra per il 1899 . -- I l relatore del bi la'ncio della guerra ha sottoposto all'esame dell,1 c.ornmissione del bilancio Ja sua relatione, proponendo : ·1 ° riduzion i ed economie, ,H:cettate da l Governo, che si elevano al la cifra di 9 milioni e mezzo circa; 2° una riduzione di circa 500,000 fran chi non ancora accet.tata dal Ministro della guerra. Ne risu lta che il bilancio dell a guerra sarebbe ridotto da 659,789,.:i,33 franc hi al la cifra di 6/i.9,437,700 franch i. A ncbe con questa riduzione il Li lancio del ,J899 avr:ì · un aurnen to di iJ O !11ilion i circa sn quello del ,J898 . Le cause principal i sono : la con tinqazione del programma relativo alla c1·eazione dei quarti hattagli ooi : lo sdoppiamento del 6° corpo d'armata : la creazione di batterie a pied i; l'applicazione delle nuove leggi relative al ristabilimento, d~gli aiu tanti di battaglione e al la creazione di spab is algerini. Il relatore fa notare che 1·aumento dei c.red iti del bila 1cio per il 189(} corrisponde ad nn accre;;;cimento reale e notevo le di forze militari, che risulta dalla crenione del 20° corpo d'armata, dalla costituzione dtli quarti bauaglioni _e influe dal la incorporazione dei contingenti i più elevati che si siano avuti da 25 ann i a questa parte, essendo di 55-7,00(} uomini circa l'effettivo del 11899 : ta le cifra si può considerare come trn ma.xirniim nello sta to attuale della legislazione. -
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NOTIZIE )!ILITARI EST ERE
Istruzione di t'iro. - Il Ministro ha io viato recentemeate ai corpi di truppa le o;;servazioni intorno ai rapporti annuali di tiro del ,1897, richiamando sopratutto l'attenzione su i puoti seguenti: Si dovranno fare senza interruzione esercizi dei quadri, prr paratori·i alla condotta del fuoco, ponendo i grad11.1ti di fronte :1 situazioni tattiche svariate e improvvise. Non si trascurerà neppur~ lo studio riflessivo di situazion i ben preparate sia con l' aiuto della ca rta , sia con precedeoti ricogn izioni del terreno. D'altr.1 pal'te la tru ppa dovrà essere addestrata all'esecuzione inappuntabile dei fu ochi 10 m.1ssa . .Riguardo ai campi di ti 1·0, si farà menzione ne.! rapporto annuale delle domande di miglioramen ti, che, rivolte precedentemente al genio , n'OO ~iano state soddisfatte. In quanto al materi~ le di tiro, il Ministro cita !"esempio di q1Jalche corpo, che, specialmente in rnonta~na, ha sostitui to al rnateri\ile regolamentare io legno dei telai io tela, ohe si possono arrotolare su picchetti, ottenendosi co~ì un materiale più leggero e meglio trasportabi le. Autorizza p.erciò i corpi a meucro io esperimento, nel corso dei tiri di combat1.imen to, le disposizioni che loro sembrano le più pratiche e le più economiche. · Infi ne egli insiste pere.bé si utilizzino nei tiri di combattimento e nelle mnuovre di tiro i bersngli scompàrenti che non riman gono in vista che per no tempo determinato, poichè permettono di dnre varietà agli esercizi e sono trn rner,zo ec.cellente per abituare i quad ri a regolare rnpida men te il tiro. Carnp·i di tiro. - Da qualche tem po si stanno studiando 31 Ministero del la guerr(l ì progetti , mandati da vari comandanti di corpo di :wmata, per isti tuire campi di ti ro a grandi distanze, nei qnn li una brigata possa e$egui re delle manovre di tiro. · Finora quelli del campo di Chftlons, della Valbouue e del R nchard souo presso a poc-0 i soli atti allo scopo. Perchè le truppe possano tu tte, tra la primavera e la 6ne del l'estate, alterna rsi nei tiri di com lrnttif1ento occorreranno .molti altri terreni, sopratutto nel centro, nell'ove~t e noi mezzogiorno. Si dice che il ~fiuistro porrà, cruesta questione uel pros· simo hilanci0. Uff'icùlli a.,pirant'i, ci/lo stato maggiore. - Da una quindicina d'anni era uso· in Fi:ancia di mandare allo stato maggiore dell'esercito, a fa r vi il periodo di esperimento (stage) (d ue iuu i), un certo.numero di uffi- . ciali, che uscendo dalla scuola di guerra erano ~tati clas,ificati i primi . Su proposta del c~po di stato maggiore, il Ministro ha invece ora deciso
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NOTIZlE MILITARI ESTERE
die a partire d~I 1° gennaio prossimo tuui gli ufliciali che devono fare l'esperim_onto siano ripa rtiti negli stati m.1ggiori di corpo d'armata o di diYisi?ue per acquistarvi la conoscenza dei dettagli del sen•izio di stato maggiore e dar prova delle loro attitudini, del loro modo di servire, del loro caraltere, dei .loro sentimenti, ecc. Scuola special-e militare. - Con decisione del 5 dicembre 1898 il Min_istro del la guerra ha fissato a 500 il numero degli allievi da amm~1ters1 nel 1899 alla scuola speciale militare, in seguito· a c.oncorso. All'uscit:i dalla scuola gli al lievi saranno ripartili nel modo seguente: li'antcria dell'esercito • di marina Caval leria
370 60 70
Per il 1898 queste cifre ernno r ispettivamente di t~20 , 60 e 70: vi sarà dunque una diminuzione di 50 allievi . . P~oùttili del n1t0to cannone a. tir'o rapido. - I giornn li francesi rl ~er,sc~no .eh~ la direzione dell'artiglie1 ia ha riconosciuto che Ì proietti li destinati a1 cannoni a tiro rapido non avrebbero 1'1fetti abbastirnza potenti; perciò la fabbricazione di proiettili del modello adot'tato sul ~rincipio è stat.a sospesa, ed è stato stabilito un nuovo tipo di proiet- ' t ile, _la cu i fobbricnzione incomincerà presto. Si era costi tuita già nn:i considerevole do1azione dei primi proiettili, i quali si consumeranno nelle scuole a fuoco tlel pr-ossimo anno. 1\'~wr,i bnttaylioni d'artiglieria. -La legge del .25 luglio 1893 :m~va prev1s_to la cre~zione .di due nuovi battaglioni di aniglieria a piedi. Coi decrett del ·I 8 lebbr:uo ·1896, del 17 agosto ,t 897 e del 25 settembre ·I 898 si ~ll'euuò la formazione di 1 stato maggiore ui bauaglioue e di 8 ba11er1e, sulle 112 previs1_e da ll a legge. Ora il Min istro del la guerra ha pro~ost:i la creazione d1 due nuove batterie, sicchè non rimarrà più a formo re, per la com ()letn esecuzione della legge 25 luglio ,J893, che uno stato' maggiore di battaglione e due batterie. 1
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GERMANIA.
Òrganù:;;a;;ione dell'esercito. - Il 5 dicembre corrente venuero presentati a1 « Reichstag » due progetti di legge riguardanti, il primo -la for·;:;a p1·esente di pace, iI secondo le varianti alla legge mi li tare de/1.'nnpero del 2 maggio 18i4. Riassumiamo brevemente questi dnc progetti di legge.
NOTIZIE MILITARI ESTERE
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.A cominciare dal 1 • ottobre 181l9, la forza presente di pac<-: sarà gradatamente aurneutata in modo da raggiungere uel corso dell'auno 1902, la cifra di iJÙ2, 506 tra soldati e appuntati. 1n relazioue a questo aumento, che rispetto :il!'attuale fo1·za presente è di 23,277 uomini, si avranno &lla flue del 1902: Battaglioni di fa11teria . 625 Squadroni di cavalleria 482 Batterie d'artiglieria da campagna 5i.\. B2.uaglioni d'àrtiglieria a piedi. . 38 Id. pionieri . 26 Id. di !ruppe addette al servizio delle comunicar.ioni ('I) 11 Id. treno . 23 Complessivamente da ll'nuno 1899 11 1 ·1902, sono progettate le segueuti nuore formazioni : Comandi superiori : 3 comandi di corpo d'armata (i corpi d'nrmata cl.'\ 20 vengono portati a 23); 5 com nodi di divisione ; I comando di bri~wta di fanteria ; 26 comandi di brigata d'artiglieria da campagna (2); ·I ispezione delle truppe addette al servizio delle comunicazioni. Farlleria: •I comando cli reggimento; 4 battaglioue. Cavnllerill : 3 com:1ndi c]j reggimento; ·1 O squadron i. \ Artiglieri a da cam pagn:i : 51 comandi di reggimento (2); 26 comandi di briga ta di batterio; 80 batterie. Artiglieria a piedi : 1 coma udo di reggimento; 1 battaglione. 1
(l}
Vcrlrnhrstmppen, os~ia ferrovieri, areostieri e
toJegmtlsti.
(2) L'artiglieria da c&mpagna cessa dt far parte dei corpi d'armata e pa~sa, sin dal
tempo di pa,o, J!le div isioni, cho avranno ciascur,a 1 br igatci di dite reggimenti d'artiglieria da r.ampagna. I reggirnmli s.iranno formati su un motto minor numero di batterie (genorulrnente 6, mentre ora si hanno da 8 a !3) e , i avril quindi un grande aumento nel numero dei comandi di reggimento. ·
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NOTIZIE MILITARI ESTilRE NOTIZIE llILl'l'ARl ESTERE
Pionieri: I battaglione; comandv di b:iuaglione e :2 compagnie Ferrovieri : 1 comando del reparto d'esercizio; /i. compagnie. Areostieri : ,J compagnia. Telegrafisti (I ) : . 3 com11udi di battaglione; rn compagnie. Treno : 2 comandi di battaglione; 5 compagnie. Queste nuove formnioni ed :i:cune varianti negli organici bilanciati, importano, oltre l'at11nento di 23,277 uomini, tra soldati e appuntati, nella 'forza presente di pace, anche i seguenti aumenti: u llìcia li . 86 1 ('2) med ici militari 84 impiegati 190 sottufficiali . 3299 Ci\V.J lli . . . . . 7202 (:3). ~e progellat-e varianti importano complessiva monte la maggiore spesa ordrna ria annuale di marchi 27,388,000 e la spesa straordinaria di una sol volta di mlll'clii :1.32,778,000. U) La specialitit telegrafisti non esislc in Germania ed il servizio vi,; no ora disimJ>egaato dai pionieri. (il) Fanteria . !50 Cavalleria .
59 412 33 {9 49 21 7 Hl
Ar tiglieri a . Pionieri
Ferrovieri e areostieri Telegrafisti
Treno. Formazioni spPciali . . Ufficiati non reggimentali To tale
(3)
Cavaller ia Art iglieria da campagna
861 1.847 4339 -1016
Treno Totale
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A ciascnn progeuo di legge fa seguito una illotiva::ione sulle ragioni che rendono necessarie le progettate varianti . J)alla parte genera le di tali motivazioni togliamo cruanto segue: , Con viva compiacenza il popolo tedesco può volgere lo sguardo sugli ultimi anni passati; una politica saggia, appoggiata su un forte esercito prontv alla guerra, gli ba dato la pace in tutte le cÒntingenze politiche. • Le condizioni che resero nacessario il rinforzo del 11<>stro esercito 5 anni addietro, non sono mutate. In conseguenza della sua posizione geografica, la German ia è minacciata _come pri ma; gli armamenti degli Stati vicini sono stati intanto continuati a seconda un determinato piano e con grande dispendio. « La proposta di pace di S. 1\1. I' imperntore della I-lussi 11, offr~ bensì la sicurtà che presentemente da questa parte .non si ha intenzione di muo\'ero guerra, ma no disarmo non si ebbe in nessun Stato e nelle attuali cond izioni difficilmente osso è da attendere. « L':rndamento della guerra ispano-americana con spaventosa chiarezza ci offre la prova, quanto si faccia duramente sentire la mancanza di una accurata e metodica preparazione alla guerra. Di questn preparazione nessun popolo che vuol es.;ere considerato ~ mantenere i suoi possessi , può farne a meno, e l'avvenire ci proverà. ancora che un esercito forte e bene organizzato è la salda pietra fondamenrn le dello Stato assieme alla più sicura guarentigi:i di pace. • I nostri vicini - la Francia e la Russia eu ropea - lavorano 'incessantemente al perfezionamento dei loro eserciti. In relazione a una for~a pre;eute di pace molto superiore alla no>-tra, essi portarnno il loro contingente annuo di reclnLc a 250,000 e 300,000 uon,ini, mentre in German ia la forza bilanciata di reclute è di circa 227,000. L'organizzazione di guerra dei nostri vicini si è in questi ultimi anni per molti riguardi sostanzi11 lmeute completnta; in Germania su tale via si fece un sol passo con la trasformazione, effettuata nel 1897, dei quarti bauaglioui dei reggimenti di fanteria. Ma l'esperienza ci insegna invece, che nel corso del tempo in tutto le armi si presentano imperfezioni e lacune, alle quali si òeve pro vvedere, per non menomarne a poco per volt~ l'auitudinc al combattere. ,
...
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7202
;·
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NOTIZIE MIUT,1.RI EST~ltE
RUSSIA.
.1Im·cia di tras/'erimento di batlerie di rirtiylieria lier!:O l'est1·emo Oriente. - È degon di menzione la marcia compiutA dalla divisione nu1.onoma d1 artiglieria del Tr,insbaical (2 haLLE>rie) . EsM ad eccezione delle allre truppe tra:;ferile all'e~trclllo Oriente, compie il suo trasferimento· da Yinoitza (circoscrizione militare di Kie,·) a Nerciu:;k (Siberia orientale) per via di terra. PMtiva da Vinditza il o maggio e giungeva a destinazione dopo qua uro mesi, percorrendo 5i- 72 chilometri in ferrovia e ~ 833 chilometri per via ordinaria: 7305 ~1ilometri io tutto.· Al di lit del lago di Uaical dovè attraversare .una regione. infes1ata da epidemie. Malgrado questo, quelle bnttcrie lasciarono nel le infermerie mi litari luogo il percorso un numero non r1levan1e di uomini: I utlkialo e i2 uomini di truppa, di cui uno morì; si pertlettero .solamente 2 cavalli. La forza delle due batteri e~ all'atto della pnrtenza era di circa 4-60 uomini e 3(ì0 caval li. · .llatrimonii per gli uffi.ciali. - È in corso di studio presso il :\Jioistero della guerra un progetlo per meglio regolare le disposizioni· vigenti circa il matrimon io degli uffi,;iali . li progetto tende a restringere le troppe ampie faco ltà Ci11orn esi:;tenti per contral'l'O matrimonio. Pare che In legge sarà informata agli stessi principii vigenti ora presso l'"sercito irnliano, ·che la dote della sposa od i capitali dell'ufficiale, riuniti allo stipendio fisso, costituiscano una data rendita annua, ad esempio di 1200 rnbli per gli ufficiali in feriori. LeM dl'i 1898. - Noi corrente anno saran110 chianrnti alle armi pel complemento dell'esercito e della nona :286,500 inscritti di leva, più otiOO indigeni del Caucaso ('292,100 uomini in totiile). Gli inscritti di leva SOII O 737,821 . . Fe1·roliia ,llenc-Ku11chk. - Il 18 dicembre 1898 s'ioangurerà la ferrovia ~Ierw-Kuschk. l:i quale ,li partendosi dalla ferrovia dell' .-\sia centrale, conduce presso dei confini cieli' Afgan 1stan non lootano da Herat. Questa linea, lungu 315 chilometri ha un a itnportanza militare molto rilevante. La Russia nell'estremo Oriente. - L'agenzia Dalziel annunzia, e sembra ormai confermato, che il ·15 ouobre scorso u11 rt>ggimento di fanteria rmsa proveniente da Port-Arthur occupò il porto di NiuCiuang cd i forti chinesi della piazza . Le truppe chinosi sollo il comando del generaUl Su11g-Cing, dititro ordine dell' I mperatrice, si
NOTIZI E MILITARI ESTER.E
riti rorono immediatamente in direzione ili Pllchino,. ~enia opporre alcuna resistenza. fl porto di Niu-Ciuang si 1rova all'estri>mità settentrionale del golfo di Pet-ci-li presso la foce del fi ume Liao e costilllis-ce l'unico sbocco delln Manciuria sul mare; esso si trova inoltre lungo il percorso della ferrovia in costruzione che dalla Siberia, nttraver~o la Manciurin, deve meuere capo a Port-Arthur. Poco più di 109 chilometri ad ovest di quel porto trovasi la città di Kin-Schn ove mette capo la ferrovia proveriiento da P ech ino. Per Lai modo J' oecupazione militare di Nin-Cinang da parto dei Rn s:;i, oltre al servire validamente alla protezione della feÙovia in co strnzioue, si può dire che meue definitivamente la Manciuria in mano ai Russi, e dà a questi 1n faco ltà, a tempo opportu no, mediante un breve spostamento pet via di terra, di recarsi a K.in-Seh u, e di là su ferrovia verso Pochino. Le sole trn ppe chinesi che si trovano fra Nin -Ciuang e Pechino e che potrebbero opporsi albf marcia dei Ru ssi, sono comnmlate da istruttori rn ssi . lntanlo a \fing-Ciuani:; si va radunando una quantità enorme di materiali per la costruziooe della fer rovia attraverso la Manciuria, ed i lavori della farovia stessa veugouo spinu avanti colla massimn ala eriti1; .oel solo tratto presso Nin-Ciuang sono impiegHti nei lavori non meno di 4-0,000 coolies e 65 chilometri cli ferrovia sono quasi ultimati. Lungo tutta la linea fino al confine della Siberia è sleso un cord,rne di truppe cosacche, le quali non lasciano onnai alcun dubbio sulla occllpazione mi litnre defi nitiva e permanente della 1'1,wciuria. SVEZIA.
La nuova organi:;zazione dell'esercito svedese votata da l « Riksclag 1 nel 1892, e J'effelluazione della quale veuoe di~·isa in o anni, è oramai un fatto compiuto. Con la nuovn orgnnizzaziono si reso più omogeneo l'ordinamento delle trnppe a piedi, venne migliorato l'11ddestr,1moulo della caval leria, i battaglioni del treno e dell'artiglieria vennero raddoppiati, venne aumentato il numero degli ufliciali del genio. La ripartizione di pace delle divisioni vcnue posta in armon ia con quella di guerra, venne 1,t1tu1to un corpo ili cornmi~sa riato e venne più che raddoppiato il periodo di tempo per istruzione dei soggetti alla leva.
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NOTIZIE MlLlTARI ESTERE
::s'OTIZIE }IILITARI ESTERE
La Svezia di;poue ora di un eserci to di ca mpagna di circa 100,000 uomioi ripartiti in 6 divisioni e 1 divisione di ca,,alleria; ma oltre a ques;i di 110 numero consirlercvole cli truppe ~i complemento e di riserva. I reggimenti d'artiglieria e il treno so110 assegnati alle divisioni sin da l tempo di pace. Per l'ulteriore fabbricazione dt1i fucili e cnrabìn6 da millimett·i 6,5, la fabhrica d"armi dello Stato sarà posta in grado di fornire 20 ,000 fucili all'l,nno. Per l'acquisto di munizioni saranuo spese 750,000 corone, (1) dopo di che si avranno disponibi li 36 mil ioni di cartucce pel ca5o di rnobi lil3ziooc. Il bilancio della guerra per l'! nno ·1898 porta la spesa complessirn di 3 1,530,000 corone. (Dal M·ilitiM·- Wochenblatt, n. 81).
a di visioni indipendenti : l'ufficio del lo stnto maggiore, l'ufficio topografi co federale, lo stabilimento della regia, l'amministrazione delle polveri, ecc.: in tutto 17 divisioni, comprese quella dello fortifi.cazioni e quella della giustizi a militare. Le divisioni attuali, ed in special mo~o il commissariato di guerrn, ricevono un' organizznziono alquanto cl,fferentc.
SVIZZERA.
Con·, di 1·ipelizione della fanteria di lanàwehr. - Poi' decisione del dipartimento militare i corsi di ripetizione per la fauteria di landweh 1· sarauuo regolati come ap presso: 189H: brigata di fanteria XX (39° e 40° reggimento); 12° battagl ione carabinieri; tre bauagl ioni del 43° reggimento (·l 1'.2, 1,14 , •I2\l) . Io tuuo ,1O battaglioni. 1900: brigata di fanteria XYII (33° e 3.i- 0 reggimento); 9° battaglione curabiuicri; ,Ho reggimento fonleri,1. 1O battaglioni . ,190 I: briga ta di fouteria XIX (.31° e 38° reggimen to); H O hattagl io110 carabinieri; 42° reggimento fonteria; il battaglione 132° del 43° reggimento. IO battaglioni . 1902: brigata di fa nteria XVIII (35° e 36° reggimento); ,10° bau.aglioue carnbioiori. 7 baunglioni. Bior[!a11iz;:,a;:,io1ie del dipa1·timenlo militare. - Il Consiglio federale ha discusso il progetto di decre10 relativo alla riorganizzazione del dipartiu1e1,to militare. Que., to progetto non contiene iouovazioni ca pitali, mn si propone essenzialmente di regolarizzare l'organiz1.a1.ione attuale e ri,olvere qualche questioue lasciata aperta nell'organizzazioue militare. Oltre le sezioni delle differenti armi sotto la direzione dei loro capi d'arme, sono elev a te 1
(Il ·I
corona =
iOO
ore, vate
franchi l ,39.
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TURCHIA.
Riferi ~mo, desumendolo dai giol'llal i l,11. questione macedone. esteri, il progrnmma di azione della lega che mantiene viva t'agitazione in Albania e ~Jacedonia: ·1 o Ottenere l'indipendenza e l'antonomia dell'Albania e della 'l\Tacedouia; 2° Fondare uno Stato ronfederalo ,on un governo indipendente, del quale farebbero parte 1u1Li i popoli di quella regione, qualunc1ue sia la loro razza, religione o lingua. 30 Opporsi ;,; ogui modo a qual.uriquc tentati vo che non apparisse favorevole alla piena indipeo<lenza del l'Alba nia e Macedonia . t~o Respingere qualunque intervento ~traoiero, provenga esso dai grandi o dai piccoli Stati vicini. 50 Respingere pure qualnn~ ue ten tati vo che tendesse ad un _regime separato nei due paesi. unacre questi scopi eò in previsione di una lolla prossima Per raaai 01> l'> e decisiva, la lega si è proposrn, ed è iu buona parte riuscita a riunire le idee ed i sentimenti degli abitanti tutti di quelle r,:gioni, face ndosi coadiuvare da emissari ed a;:onti che da Ildiz- Kiosk estendono la loro azione fì no sollo In più misera r.3 panna dell'Albania e del la Macedon 1a. La lega attende solo il momento opportuno per dare il segnale di una insurrezione genera le. Come io· tutte le cose di Oriente, sembra che la Hnssia non abbia :i\•uta piccola i11flueoza nella formazione di quella lega, sembrerebbe anzi chè vi sia llll piano combinato al riguarao. I giornali russi indicane come molto prossima la decisione d~lla qnestione albano-mncedone; ma sostengono in pari tempo, che a d1lTerenza di quanto dovè fare la Russia per la questione di Creta, per quella della :,\facedooia e per la definitiva sistemazione di quella regione, essa non solleverà in nessun modo l'inter vento rlel concerto europeo; dovrà essere unica men&e la Russia che potrà interveuire nella questione e deciderla. G-
ANNO XLIV.
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NOTIZIE MILITARI ESTE RE
Giova pérò ricordare come il 18 novembre ultimo scorso, i Ministri turchi ri uniti in consiglio, 10 seguito alla situazione minacciosa che si andava accentuando iu Macedonia, decisero di applicare in q1,1el paese serie e gi·audi riforme. Non si sa se questa decisione avrà, o no, un principio di esecuzione; in ogni modo, se la Turchia prende a ter:bpo la iniziativa delle riforme, ciò varrà certamente a sconvolgere il programma deJJa lega albauo macedone. 1
·RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
STATI-UNITI D'AMERICA.
Il signor Hawley, presiden te de~ omitato militare ha presentato al Senato un bill preparato dal generale Mi l<'l_s che stabil isce la forza delFesercito permanente in 100,000 uommi ed istitnisce il grado di generale (uno) e tenen te generale (due); lìnora il grado di maggior generale era il più alto dell'esercito degli Stati-Uniti . Cinque reggimenti di fanteria re,1tolare han110 ricevuto l'ordine di prepararsi immediatamente per prP.star servizio nelle Filippine; 3600 uomi ni imbarcberanno a New-York sui trasporti .Mobile e Mohà.ick che si recberauno a Manilla per -il canàle di Suez; il rimanente s'imbarcherà a San Francisco. La corazzata Massachu ssett.~ ebbe a riporw_re del le gravissime avarie andando da New-York ad Hampton-Roads (Virgini a) . Presso l'isola Go, vernor essa urto• contro qua Iche ostacolo, e l'acqua penetrò in diversi compa rtimenti in. modo che essa pescnva circa 60 cen timetri di più della sua pescagione normale. Introdotta in bacino si constatò che la corazzatura era rotta da una parte per una lunghezza di oltre 9 metri aprendo tre compartimenti e danneggiando gravemente l'in terno dellà nave . Le rìparnzioni prenderanno oltre tre mesi.
Rivista marittima.
1
Nc,vembre ~ 898. - Lcl famigha torped:iniera, per G. RoNCAGLI.
Di recente Vittvrio Vecch i scriveva :« .M:i vanto di non aver mai ere. duto all'efficacia delle torpediniere e sono rimasto impenitente; il tempo mi ha dato ragiqne. " L'autore condivide la prima parte che è una professione di fede; quanto alla seconda che è un' affermazione intende studiarla u·u po' per esteso , dichiarando però subi to che la sua professione ' di fede è un po' più ampia ma anche un po' meno assoluta di quella del Vecchi': Il silu~o ha ~5 anni, e la sna storia di quarto di secolo si riassume nel seguente specchietto : .A.zio.nidi guerra compiute o tentate col sitwro dalla siia 01·igine ad og,9i. Condizioni dell'attacco
Contro navi in moto. »
a n corate'
,>
~ Tentati Riusciti 3 8
,. Navi a ffondale
o
o
5
5
. Ù cifre della prima linea attestano chiaramente del nessun risultalo ottenuto. Le cifre della seconda linea darebbero il 62,5 ¼ , e vi sarebbe tanto eia andarne contenti ina s'impone la necessità d'illustrarle, in quanto ess,_e emanano da fatti cbe si svolsero in condizioni tutt'altro che normali e che _d iventano ano rm alissime c1uando sieno riferite allo stato presente dei mezzi d'offesa e di difesa di cui possono disporre oggidì le navi da guerra. 6' -
ANl'iO XLI V.
/
84:
-
RIVISTA DEI PE}UODICI MILI'.rARI
l cinque episodi cbe la storia registra come fasti del siluro sono questi: ·.10 La (?) affondata dai Russi a Batum il ~8 gennaio 1878 ('I); 2° Il Blanco Encalada, affondato dai Balmacedisti nella baia di Caldera, il 2/~ apri le 1891; 3• L'.4 quidaban, affondato dai partigiani di Peixot0-- nella baia di Santa Caterina, il '15 aprile 1893; (l. 0 La Tinr; Yiwn; affon~ata dai Giapponesi a Wei-hai-wei, il 5 febbraio ,1895 ; 5° Il Lai Yi1en, rovesciato dai Gi~pponesi a Wei-hai-wei , il 6 febbraio 1895. E l'antorn dimostra appunto che ~ esti cinque episodi avvennero in circostanze anormali, come prima aveYa afferniato. L'articolista ·passa quindi ad esan!inare le circostanze per lti quali nel passato potevasi accordare qualche valore alle torpediniere. Oneste circostanze si riassumono nella ~orpresa notturna resa possibile dall'oscurità, dall'ombra d'una terrl'l eliwata, ecc. Ma, al presente, si ha il fascio luminoso, che dalle navi può gi ungere effi cacemente a distanze enorm i e rendere ormai impossibile a qualsivoglia barca , navicella o nave celarsi quanto basti per . giungere di sorpresa a tiro di sil uvo. Incertissimo in conseguenza il saccesso dell'un ico mezzo d'offesa ùell a torpediniera . Giova però ricordare che dall'America vennero le torpedini e che di - là già muove, lenta ma sicura, ver.,o la palestra della guerra modtwna, l'iùea nuova che· darà forma e vita a nuovi ordigni gnerresch i, onde andrà distrutta ogni potenza militare della più studiata e forse men degna di fid ucia fra le torpedini, il siluro. Nell'altesa vigile rimanga il siluro .Olipite delle navi, non gradìto ma tollerato finchè il momf nto sia giunto di cerlere ad altri il posto.
Marina, fìn(J,nza e polit'ica, per C. 1
,.
MANFRONI.
Sotto i) titolo 1l:farina e Finanza si è pubblic:it-0 nel fascicolo del 16 ottobre della Nuova Antologia, un articolo importantissimo per la
nostra marin11 . ha fotto sa pere l'ex-deputato si . tentissimo nelle (i)
n nome
L'autore ha voluto . conservare l'anonimo e solamente ch'egli' è un ex-deputato; e il M:aÙ froni osserv,1 cbe rivela uomo di profondo e maturo giudizio e compequestioni marinaresche ed anche nei bilanci .
cli questa nave è r imas to sem1ire sconosciuto; pare che si trattasse cli
una picco la nave di l.500 a 2000 tonnellate.
85
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
L'ex- deputato esprime. in riassunto il segnente concetto : la nostra potenzialità marittima dipende da llo stato delle nostre finanze; ~i credemmo ricchi io un tem po non guari lontano, e facemmo grandi spese per le costruzioni l'.icorrendo al credito; ma vennero ben presto le disillu sioni, ci nccorgemmo d'essere poveri, e ci convenne 1·idurre il piede d'i. casa; per ineluttabile necessità anche le spese navali risentirono il contraccolpo di questo sq~ ilibrio, che la marina aveva contribuito a ereare; fu opera s.aggif! e patriottica quan.tunque dannosa il ridurre le spese d'armamonto u specia lmen te di riproduzione del naviglio per evitare il fa lli mento, la rovina; ora possiamo largheggiare un poco; ma !,adiamo a non farci nuove illusioni, e non creare nuovi debiti, cho grave1:anno sui bilanci futuri; la storia del passa,to è lì per ammonirci, per tratteilerci sulla china pericolosa; .se è vero che si faranno domande esa<,ernte di fondi dal ministro della marjoa, vi op ponga dunque un freno ~ ministro del tesoro. « Dal canto nostro, dice \'au.tore nella ch iusa , desideriamo ardentemente che si forniscàno alla marina col minore ritardo, i più larghi mezzi P.ossibili; ma con uguale ca lore faccia~no voti pcrchè i provvedimenti ai quali si ricorrerà per pr~curars1 q~estl mezzi vengano informati alla più oculata e severa previdenza o s1eoo wl i da non l:>oenerare in futuro una sit~azione finanziaria falsa •e grave, • •• come quella che è stata l'unica c.:1usa di quelle deficienze ne, serv1g1 della marina a cui ora si vuol rimediare. » Il Man froni ri~ponde bri llantemente che la questione qu~ le è posrn, e nei termini in cui è esposta dall'anonimo autore non è completa. I due ele.meuii Marina e Fihanza non possono mai andare scompagnati da un terzo, che è la Politica, intesa nel suo significato più vasto di relazfoni ìnternazionali, condizio1i'i interne, relazioni pa.rlarnentM'i. Non è esatlo l' affermarn che pel passato spendemmo molto per la marina credendo di e:,sere riccbi; ma esseozialmente fu mmo tratti a for quelle spese dalle difiicili condizioni politiche di quegli auni. . lt ovvio pertanto che la politica non può trascurarsi in una questione di tanta importa nzà. Politiw e Finanza,: ecco i due scogli per mezzo ai quali dovrà passare la nostra na 1'e. L'ex-deputato leva alta la voce 1nnmonendo di evitare lo scoglio della finanza; il Maofroni soggiunge che l' illustre uomo forse avrà ragione epperò vuole ricordare al nocch iere il notissimo Incidit in Scyllam cupiens vitare Char ybdin.
I
ll pensiero nciva.le rnodern.o, per O. GA 1'0TT1. [,ci questione clellr frontiere fm il Chi/e e l' Atg.entina, V. GRoss1.
I
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
R.IVIS'l'A DEI
lt magnetismo navale, per E. GELCICH. Lo stato e la coltivazione clei mari, E. G1A.COB1N1. Mahan e Calwell, dott. BoN.uuco. Tnfwmazioni e notizie.
Dicembre 1898. - Al Garigliano; per C. Cons1. Si rende conto ,della ricogn izione sul basso Garigliano , eseguita il 29 ottobre 1860 dai reggimenti di cavalleria Piemonte Reale, Novara e Milano e dai quattro battaglioni bersaglieri del IV corpo, 6°, 7°, ,J,Jo e 120, da una batteria di obici e dv-una sezione di cannoni i;jgati, sotto il comando del genera le Savoiroux. Narrazione interesirnnte, ché ci trasporta a q1,1ei tempi fo rtunati in cuL andavasi formando l'Italia, alla quale poi aggiunge non poco pregio lo stilr. cosi brill~nte del noto e chiaro autore.
Con mol to senso pratico e in modo a-ssai rarticolareggiato, l':iutore svolge quanto ha trau.o alle missioni delle pattugl ie : Contiene pure altri importanti articoli :
L'Insalata ippica, pel maggiore Fo1rrn; Non esageriamo, del maggiore E11BA,. e · Il f'abb'isogno di cavalli in un reggimento di cavalleria, per F. D. O.
In questa' terza parte del suo pregevole lavoro ii D'Ottone prende a
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Norme pe.1· l'ammaestramento tattico detla eavalle1'ia. (Continuazione) pel maggior genera le S·rnFANONI M.~INONI o'INTIGNANO.
Sunto storico e determinanti della fimzione str·ategù;a e d' a-oanscope•rta della cava.lleria; pel colonnello D'OTTONE. (Continuazione).
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MILJ'l'ARI
pnò a meno di atrofizzarsi, come appunto avvenne per la caviilleria france:;e in quella campagna. . Coloro adunque che Mgano all a cavalleria o non riconoscono l'a lta sua importanza, è d'uopo confes~ino di non credere ad alcun piano stratecrico da attuare o di non ammetterne nell'avversario; cosa di per sè e) • ' stessa assurda e che apparirà evidentemen te ta le sol che si pensi: alla eno1'01e mole decrli eserciti moderni, alle. loro larghe fronti di operazioni, e) ai vasti teatri di guerra 10 cui si svolgeranno e di conseguenza alle manovre strategiche che esse daranno luogo ed a cui dovr:rnno esserne contrapposte al tre per panilizzarne la lorò azione; d'onde lr, necessità di possedere da ambo le p~rti numerosa ed abile cavalleria, giacchè senza di quest'arma non sono possibili I~ une, nè è dato di opporvi le altre, e <[Uel <.:he è peggio si è che oon si può essere padrc,ni del campo strategico, nè avere qnindi libertà di mosse .
Rivista di cavalleria.
breve disamina l'impiego della cavalleria nella campagna franco-p russiana del ,1870. Rilevata Ja nessuna parte presa. dalla cavalleria francese nel servizio strategico e per contro il largo e in'telligen te impi~go fattone dai Tedeschi in cotesto servizio, l'autore osserva che la co lpa non fu tutta quanta della cavalleria francese, nrn sibbene di coloro che, ma lgrado i luminosi insegnamenti lasciati da Napoleone il Grande , presiedettero al sno cattivo ordinamento e ne paralizzarono ogni sua funzione. Il maresciallo Bazaine poi mancando~di ogni conceao strawrico si attacca all a fo rtezza di Metz, men tre ·il comauao supremo tedesco agisce sempre secondo il piano prestabilito, ch'era quello di: stacoa1·e fo a1·mate f1·ancesi da Pa.rigi e spingerle verso nord ed accerchÌarle. Questo conferma ancora una volta che lo sco,po è la principale det~rminante del servizio stra!egico della cavalleria, pèrchè da esso sot:ge d1 necessità, la funzione di, essa e si manifesta la libertà d'azione noochè la speciale costituzione da dm;i a qu_!3st'organo dell'esercito. Senza scopo non può susgistere fimzione akuna e senza di questa manca la ragion d'essere d' ogrii organç, il qua le se già sussiste non
PERIODICI
Revue du Cercle militaire.
Numeri !~7, ,1-8, t~9, 50, o1. Il servizio di du~ anni nella fanteria tedesca. (Contin uazione e fine).
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L'a rticulista osserva t:he per i Tedesch i il senizio di due anni ha tlll solo vantaggio: quello d'aumentare la forza dei preserlti .sotto le armi ; 'epperò il servizio di due anni riguarda sol\anto la fan teria, mentre l'articrlieria e la cavalleria èòn;ervano la solita fermn . icOr·a il 1•a11t'1<raio che M tragcrouo i Tedeschi non si verificherebbe per ( c)è) ' noi Francesi, e perciò adottau~o il servizio tli due anni non ne snbi. , _ remmo che gl i inconven ienti . Infatti, dal •1893 l'es6rcito tedesco incorpora annualmente 54,000 reclute di più, ciò che gli permette di portare il suo effettivo d1 pace' a 551,093 uomini, compresi i sotmtliciali. .Secondo il Berliner Ta.geblatt, ~
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KlVlSTA DEI PERIODICI MILl'f l\ltI
la l'orza solto le armi sarebbe aumentata, per un al tro periodo di cinque anni, di 30,000 uomini, probabilmente per formare i terzi battaglion i dei 4-0 reggimenti, che ne hanno soltanto dùe. La forza dell'esercit~ permantjnte salirà cosi a b87,093 uomini. Per l'esercito francese invece il servizio di due ann i porterebbe act una diminuzione della forza anual'e sotto le armi. Nel 189'7, l'esercito francese incorporò 159,162 inscritti per la ferma di due e tre anni, e 72, ·H 6 reclute per un anno; e così io totale 23,1,278 uomini. In conseguenza, l'esercito permanente francese, che ora l1a unu l'orza effettiva di 56~.000 uom ini, ·col servizio di due anni, scenderebbe a soli 4-62,336 soldati (non .compresi i sottufficia li riaffermati), poichè i.n Francia si incorporano già tutti gli uomiui riconosciuti abili al st::rvizio miliwre. · Ora ~uesta questione è importante . Nel le guerre future ò possibile che le sole trnppe attive si,eno chiamate a comba ttere le prime battaglie, mentre le truppe di l'isen•a attendono alla loro rnobi litazioue. Per assicur~rsi qu indi una probabilità di successo, è prndcnte di 1ivere un esercito permanente di -una forza alme,no egua le a qnel lo tedesco. Ora soltanto il servizio di tre anni ci permetterà di non essere inferiori sotto questo rapporto ai nostri vicini del l'Est. 1
Nancy; pel capitano
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11Picard combatte poi l'erezione di un grande campo trincerato a Nancy ed opina c:he i 30 mii ioni occorrenti - se pure basterebbero sarebbero spesi a~sa i meglio nel perfezionare i mezzi d'offensiva e di una rapida adunata, e cioè nell'aumentare la potenzialità delle ferrovie; oppure nel migliornre i mezzi màteriali d' istrnzione delle truppe: campi di manovra, campi di tiro, tettoiP. coperte, maneggi, ecc. Ricorda infine che per Naucy, in luogo di farne una grande fortezza, vi è una soluzione più razionale basata sulle risorse ed il valore della fortifi cazione passeggiera. Le spectateur milita.ire.
Puntata ·196 -
HS novembre 1.898. -
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La guerra spagnuol1.i- ame-
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P ICARD.
la creazione del 20° corpo d'armata, col suo comando generale stanziato in Nancy, hanno di nuovo posto sul tappet0 la q;estione delle f'ortilicazion'i di Nancy. La stampa militare e non mil itare si è occu1iata di essa ed in «eoerale accètta le idee espresse, nella Noucelle Ue'liue, dij l c.ipita no Gi lbert, il qua le pone il seguente di lemma: O ritirare da Nancy la -sua forte guarnigione, poichè essa non sarebbe in grado di coprire per otto giorni una città aperta, e sarebbe votata ad una perdita certa, insieme alle altre truppe di copertura accorrenti. in suo aiut0. O formare di Nancy una grande fortezza, destinatn a contrcbilancia re Met.z. Il capitano P icard ò di opiniou13 <iiametralmente opposta. Egli esamina le probabili operazioni dei Tedeschi e ritiene che due corpi cli armata, iucaricati di cor rire 1'adu~1ata, non con·ano alcun serio pP.ricol9, quando occupino una posizione all'esl di Nancy, fra la Seille e la i\'Ieurthe, proteggendo così indirettamente I' iutiero corso della Mosel!a sino ad Épinal.
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RIVJSTA DEI PE1U0Dl0I ll1ILITARI
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Le truppe alpine ,:n ftalia e ùi Francia. (Continuazione), pe l maggiore E. B. Le truppe alpine italiane non sono sufficienti per assicurare la difesa della frontiera montana, e perciò gli Italian i hanno ['lreparato la mobilita~ioue di un certo nup:iero di brigate miste destina te, eventualmente, ad operare nelle Alpi. Queste brigate la cui com poaizione pr,escnta una grande analogia colle nostre brigate delle A1pi, com prenderebbero : uno stato maggiore di brigata; · règgimeoti di fanteria e di bersaglieri ; uno squadrone di cavalleria; batterie d'artiglieria da campagna trasformabili; un distaccamento del genio; un convoglio di sussistenze. L'autore così conchiude il suo studio, su I le nostre truppe alpine: « In riassunlo l'Ita lia ha dato alle truppe incombenzate di cop1'ire la sua mobi li t,,zione e rli formare, ali' inizio delle ostilità, l'avanguardia delle sue ar;nate, un effettivo imponente, ed, in pari tempo, un ordinamento perfettamente adatto alla na tura specia le delle sue frontiere così felicemente disegnate dalla magnifica cintura delle Alpi ... Ma, e non sarà mai troppo il ripeterlo, il valore principale di•queste truppe non risiede nè nella loro forza numerica, nè nella rapidità più o meno grande co lla qua le esse possono entrare in linea . Ciò cbe le rende sovratutto, eminentemente proprie ::illa missione speciale loro affidata, sono· le qualità innate, ch'esse deb bono al loro sistema di reclutam1mto locale e di allenamento metodico e razionale. È merito pertanto della creazione italiana gi aver introdotto
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI RlVlS'l'A LJEJ PERIODICI MILITARI
in un ordinamento di questo geuore, sotto il triplice aspetto dell11 forza, della preparazione· completa e del l'istruzione pratica, tulLi i perfezionamenti necessari, richiesti dalle condizioni della guerra moderna che non ammette più nn periodo preparatorio. Questo merito non sembra lieve, se si pensa ali' influenza che i pi·i mi scontri esercitano di solito sul corso ulteriore di una campagna. » L'autore principia quindi lo studio sulle truppe alpine francesi, di. cui in questa prima parte narra la storia della l~ro formazione e dol loro auuale ordinamento.
appropriate allo condizioni del tel'l'eno. Massima cura fu accordala al seniz10 di sicurezza delle colonne di fanteria. Gli squadroni divisionali circoncl:rno la truppa, che coprono e n cui debbono forniro le necessa rie ioformnziohi, :i mezzo di numerose pattugl ie, le qual i senza spingersi oltre i :3 chilometri, assicurano ali., fanteria una zona più che sufficiente d'immediata sicurezza. L'~niglieria non è mai spio la molio avanti uelle coloone, ed in conseguenza entra in linea piuttosto wrdi, e tende volontieri a scegliere posizio11i alquanto lontane. Gli spostamouti sono nìri e poco celeri. In complesso le manovre austriache del 1898 dimostrano la cura con la quale vi compio l'istruzione degli uffic i11 li e della trnppa.
.R evue milita.ire de l'Etranger.
~ovembre ·1898. - Le manoure cwstro-ungai'iche nel 1898., Alla narrazione' particolareggiata e pregiovole per conc.isione o chia, rezza, dello singole giomate di manovra, fanno seguito hrevi cousidorazioni generali, che stimiamo utile di riassumere. L'articolista nota anzitutto che le manovre di Ruzias non seonano una o nnova fase nello sviluppo cieli' istruzione dell'esercito austro-ungarico . Tuttavia hanno fornito una prova evidente della continuità de! metodo messo in opera dal F. Z. -'l. barone Beck e dallo siato maggiore generale. l{ispetto alla tattica, è notevole come si verificò nègli anni precedenti, la rapidità dello spiegamento e la cura pos:a nella ricerca di movimenti avviluppanti; e cosi pure l'a~senza totale di una linea avanzata nella difensiva. A facilitare poi i rapidi spiegamenti si ricorso alla formazione di numerose colonne, e I~ brigata ru l'unità di marcia preferita. Di solito i fronti di combat\imento presero un'esteusione assai grande e questo specialmente presso il YU corpo d'annata, il quale quasi sempre spiegò le sue truppe su di una linea di combattimento superiore agli 8 chilometri. Ne veDue perciò mancanza di cocsioue nel combattimento, che deviò in episodi parzinli, non aventi alcun legame fra loro. Pare che In causa principale di ciò sia stata la presenza di tre divisioni sulla stessa li ne.i, uon potendo co~ì il llOmando far selltire la sua azione immediata su di una linea così ostes:i. La fanteria si è mostrata assai re$istente in quei terreni dillicili e con un caldo soffoc.,ntè. Le marcie e gli spiegamenti furono nssai corretti. La cavnlleria si è dimostrata all'altezza della sun riputazione, o nel coml>attimonto di grandi unità seppe trovare nuove formazioni d'nttacco,
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Per la Direzione Looovrco CrsoTTÌ Ttn•nt• t{llonn.ello n. A., imaricato
DE~1AR-CHf CARLO,
gerente.
Schizzo per l'intelliger.za
DELLA. MARCIA. del Corpo di.J'prdizwne dal !4-ul:!6lu:'f'iol866 .
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' IL COMBATTIMENTO DELLE THE ARMI H>
Generalità.
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Col presente studio mi sono proposto di esaminare il combattimento delle tre l:(.rmi sulla base delle opinioni domin~nti nella letteratura militare, abbandonando interamente il desiderio di voler fissare criteri determinati, che oggigiorno, meno che per lo passato, è possibile stabilire sia per il periodo di trasformazione in cui si trova la tattica delle tre armi combinate, sia per le . nuove idee manifestate da eminenti personalità militari sullo svolgimento di una lotta futura, sia perchè in pace non vi è modo di risolvere questioni controverse, . non potendo 'le manovre, pure eseguite con grandi forze, offrirci sicuro fondamento per desumere risultati razionali e conformi alla vera natura della guerra. E che la tattica delle tre armi si trovi in un periodo di tFasformazione lo prova il fatto che mentre da una parte è cresciuta considerevolmente la potenza distruttiva della fanteria e dell'a.rtiglieria quasi da costituire l'elemento principalissimo di ogni azione tattica, è dall'altra diventata almeno dnbbia l'efficacia della cavalleria nella battaglia rispetto a quella di una volta, per quanto essa, se ardita e volonterosa, abbia sempre, indipendentemente dal servizio di avanscoperta e d(sicurezza, l'altro ufficio importante di render vana l'a· zione della cavalleria avversaria durante il combattimento e possa riuscire utilissima nell' inieguimento di un nemico battuto. Inoltre il fuoco di fucil!3ria ha acquistato oggi efficaci~ a d istanze che una volta erano riservate alla sola artiglieria, (i)
Conferenza letta agli ufficiali del Presidio <li Firenze.
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ANNO XLIV •
lL COM.RATTIMEN'l'b DELLE TRE ARMl
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e per conseguenza i punti di contatto fra la tattica d i fanteria e quella cli a;rtiglieria vanno sempre aumentando. In quanto a idee nuove sullo svolgimento di una lotta futura mi contenterò d'accennare che il generale Lewal nel suo importantissimo studio: << Stratégie de combat )>, pubblicato dalla Revu,e des Scienèes MiZ.itaù·es (1) espone larghi criteri che si scostano da quelli OJ:'.a generalmente ammessi ed esce dai limiti di un programma ordinario di considerazioni tattiche nel senso che discute a fondo i combattimenti nottu;ni e le battaglie di più g iorni. Gli uni e le altre, egli tiene p er fermo, avranno grande parte nelle guerre future molto più di quanto ordinariamente ·si creda. , E a proposito dei combattimenti notturni, per i quali egli' intènde principalmente l'avvicina;re e preparare durante la notte bo-randi masse di truppe per procedere all'attacco allo • .spuntar del giorno, egli dice: « Tutta la quistione ha una grande importanza. L'effi<< cacia del fuoco è oggi sempre considerevole, ma in date ·« oirco::ltanze può costi tu ire ,un ostacolo · così forte che potrà « superarsi solo con l'aiuto dell'oscurità. Per conseguenza « sarà qualche ·v olta inevitabile di operare di notte e tali « operazioni diventeranno tanto più frequenti quanto mag<< giori sar~nno i progressi ed i perfezionar.q.enti nelle armi « da fuoco ». Il generale insiste ' perc-iò sulla necessità che esercitazioni -di questo genere formino oggetto dell'istruzione in tempo di pace e in quanto all'artiglieria da campagna· si riferisce al seguente paragrafo del regolamento tedesco: « La necessità di recarsi allo scoperto sotto il fuoco ne« mico p uò indurre a g iovarsi dell'oscurità; in questo caso << l'artiglieria si avvicina nel giorno precedente ai limiti della <.< zonà battuta dal fuoco nemico e col favore della notte le « batterie occupano la pJsizione prescelta e possibilmente « preparata per iniziare quindi il co.mbatt,imento allo spun<< tare del giorno )). (l) Tomi dal 57 de l 4895 al 6! ciel {896.
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lL CO l!BATTIMEN'l'O DJ,:LLE 'l' &E ARMI
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Per la fanteria il procedi mento sarebbe lo stesso., Il miglior r1sultato si avrà q_uando con la sorpresa si accoppi l'avanzata energica e non i'nterrotta. In Germania si sori.o già fatte esperienze .sul modo di fare ' avanzare masse di cavalleria di sorpresa con l'aiuto della notte ed in Russia si è cercato di studi~re. acconce prescrjzio11i per il caso di lotta n otturna. A ogni modo con tali imprese si viene a 1'accomaµdare una specie cli tattica d'urto che nella lotta di giorno non risponde alle esigenze moderne. In quanto alle battaglie di più giorni, esse noµ sembrano verarnen'te separabili da una guerra di posizione. E anche qui l'impiego delle tre armi dovrebbe seguire in parte nuove vie, poichè come dice g iustamente il Lewal: (< la battaglia « futura richiederà allora certi' procedimenti delle guerra da « fortezza e si tenderà· ad aumentare la potenza · distruttiva << dell' arbiO'lieria. Si lavorerà di notte, ma senza affaticare o « le truppe, affinchè esse siano · in grado di riprendere la « lotta con l'apparire del g iorno ». Se la guerra dell'avvenire dOvesse realmente foggiarsi in tal g~isa, e le probabilità veramente non mancano, perchè gli eserciti moderni impiegano.ora miI?,or. t empo per ricercarsi .e più tempo per battersi,, l'azione dell'artiglie.ria da oampagua in unione con batterie di grosso calibro di verr~bbe presso che deyisiva ed al suo impiego dovrebbe freguentementè uniformarsi quello della fanteria, mentre ora il caso è perfetta'mente l'opposto. . In queste condizioni sarebbe molto diffì.cile anche a provetti .ed esperti ufficiali di voler delineare u na 'teoria sul compattimento. A ogni modo lo studio si può restringere ' a conside~ razioni generali ed all' esan:ie delle questioni più notevoli discusse nella letteratura militare e servire a scopo di orientamento per formarsi un concett~ delle principali tendenz.e tattiche moderne.
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IL COMBATTIMENTO DELLE 'l'RE ARlll
Tattica della fanteria. E prima di ogui altro occorre rivolgere uno sguardo alla ' tattica della fanteria, fondamento indispens~bile per lo studio del combattimento delle tre armi. Se infatti è vero da una parte che l'àrtiglieria rappresenta l'ossatura del campo di battaglia, non è men vero dàll' altra ohe la fanteria, assegna al combattimento scopo e direzione. Per conseguenza non si erra dicen,do ohe la tattica di ciascuna delle altre armi, senza nulla cedere della propria 'importanza, si trova in: un certo rapporto di subordinazione rispetto alla tattica della fanteria. Esaminando anche sommariamente i problemi principali di questa, sarà più facile formarsi un criterio delle grandi linee di una battaglia fntv:'.ca e di scrutare quei punti di contatto, ohe vanno sempre più aumentando, come si è già accennato, fra la tattica della fanteria e quella d'artiglieria. L'anno passato in altro lavoro (1), ohe ebbi il piacere di leggere agli u:ffioiah di questo presidio, parlando delle n uove tendenze ohe vanno manifestandosi nella tattica di f~nteria, accennai già ad alcune quistioni che si discutono nella letteratura militare, fra le quali principalissima e non ancora. riso~uta, quella dell'attacco frontale in terreno scoperto. · , Accennai pure come per la soluzione di quest'ultimo pro- a: blema convenga affrontarlo in tutta la sua difficoltà ossia mettendo da parte tutte le illusioni sui probabili vantaggi che può trarre l'attacco da condizioni favorevoli di terreno o d~ errori commessi dal, difensore nell'organizzazione della sua posizione. Conviene invece studiare come sia possibile esegu~re risolutamente l'attacco di fanteria contro po::lizione ben preparata, con oamp9 d i t iro scòperto fino al limite delJ'effioaoia utile dell'artiglieria, contro un avversario ben coperto e difioilmente ri:conosci bile, abbandonando i concetti ('" circa . il combattimento dimostrativo e decisivo, i quali non ( I) Progi·essi nei 1)1'incipali esei·citì eiwovci. Rivista militare italiana !89i.
IL COMBATTl1\fENTO J)ELLÈ T RE ARMl
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di rado possono èsser causa di equivoco in quanto all'energia da adoperarsi nell'attacco. Non sempre nel caso vero l'azione dimostrativa e la manovra a::lsumono quella foggia che esse possono avere in un'esercitazione di pace eseguita generalmente don poche forze e con l'animo tranquillo per l'assoluta mancanza del pericolo, che è invece l'elemento essenziale che qitali(ìca la giter1·a. Le opinioni . dei tattici non sono certo concordi sull'esecuzione dell'attacco della fanteria, per quanto su di versi punti le differenze vanno gradatamente appianandosi. E a me pareutile riprodurre qui i criteri dominanti, aggiungendovi, a solo scopo di studio, qualche modesta oonsidera-zione I personale. Secondo il colonnello Keim (1), noto fra i fautori di un metodo regolamentare per l'attacco di fanteria, le· norme principali da · seguirsi sarebbero le seguenti. L'attacco dev'essere ben pi;eparato e quindi preceduto ad accurata r icognizione. Questo periodo, ohe appartiene tanto alla condotta quanto alla preparazione del combattimento, è importantissimo per l'ulteriore svolgimento della ' lotta e r ichiede calma e ponderazione, Se in strategia, come dice il Moltke si correggono difficilmente gli errori commessi nella prima adunata, in tattica avviene lo stesso per la formazione di grandi masse di fanteria. Molti sono i fautori autorevoli della tendenza di passare presto dalle grofondi colonne a formazioni d'ammassamento, perchè così si facilita l'azione simultanea delle masse, si accresce la poten za dell'attacco. Per conseguenza l'ordi~e per l'attacco sarà in massima preceduto da quello di schieramento, restringendqsi a indicare quei punti, fuo ri della zona battuta efficacemente dall'artiglieria, verso i quali le masse devono dirigersi per fermarvisi provvisoriamente. Comincia soltanto allora l'orientamento tattico, in armonia col quale va dato l'ordine per l'attacco. In questo periodo sono più che mai ({)' Ved i Lobell's lahresberichte 1896. Tal,ti/; der Infanterie un clas Ge(~cht der vei·bundenen Wa{[e.n.
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IL COMBAT'flMEN'fO DELLE 'rRE ARMI
IL CO}IBATTIMENTO DhlLLE 'l'El.E ARJ\11
indispensabili calma, sangue fre~ldo, circospezione; poichè una volta dato l'ordine per l'attacco, i cambiamenti di direzione, gli sposoamenti di truppe e simili poss.on0 essere ' causa di gravi inconvenienti ed il contrordine è generalmente seguito dal disordine. Val meglio l'energica esecuzione di una mediocre disposizione piuttosto che il volerla mutare o modifica.re per far meglio. Oltre le difficoltà che s'incontrano, si corre fischio di danneggiare moralmente la truppa, che perde la fiducia nelle proprie forze. ' , La distanza alla quale avviene lo schieramento, sarebbe· vantaggioso ridurla al minimo per ragioni tecniche e morali. ì\fa se questo è possibile in terreno vario, che offra protezione contro ,i tiri d'artiglieria e quelli a grande distanza deHa fanteri1:., non lo è più contro una difesa bene ordinata, che disponga 'd i un campo di tiro vasto e· scoperto. E come si è g ià detto .è questo il c~so che conviene considerare, poichè se è ·vero che uno dei vant.a ggi dell'offensiva strategica è quello d i dettar la legge al nemico, è :vero anche clie nel èombattimento accade l'opposto, cioè che l'attaccante de-ve sempre regolarsi :;econdo le disposizioni del difensore. Per conse.guenza non sarebbe buona 7egola immaginarsi delle condizioni favorevoli per dimin uire la difficoltà dell'attacco e torna meglio, ripeto, affrontare il problema in tutta la sua difficoltà. Se ora si ammette che 1~ difesa abbia un campo di tiro fino -al limite dell'efficacia utile delle artiglierie QS$ia fino a distanze fra i 2500 e i 2·7 00 m., si deve concludere di necessità che nel caso più favorevole la posizione preparatoria per la fanteria dovrà e~:;ere -fra le dette distanze ed è per conseguenza a cominciar e da tali distanze che la fanteria , dev'essere esercitata a schierarsi per combattere in modo rapido e sicuro. Iu questo primo schieramento si-li:?-atta di stabilire il posto sul quale dovrà combattere' tutta la massa di fanter ia, almeno di una divisione. Secondo il Keim, l'ideale sarebbe dì lanciare nello stesso tempo tutta la fanteria di un corpo d'armata. Nè manca il tempo per preparare un tal genere d'attacco, se si pensa a que~lo occorrente pel d·uello d 1artiglieria pri.ma
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che le masse di fanteria siano in grado d'avanzare decisamente. Nè manca il modo, se in precedenza si stabiliscano i punti d'attacco, si assegni il posto di combattimento alle singole unità :fino ai battaglioni, si determini l'esatta costituzione degli scaglioni con l'indicazione approssimativa delle distanze assegnazione delle truppe di collegamento e via dicendo. A questo primo periodo del combattimento appartiene ancora il mandare innanzi alle schi~re, che abbiamo già deli-1 neato il loro ordine di battagl_ia, una catena di pattuglie, che formino un velo di cacciatori. La fanteria francese ha già un sistema reo-olamentare di tali pa.ttuglie (32 uomini per com,:, . pagnia, comandati da un ufficiale), però l'utilità della nuova disposizione è danneggiata dalla forza eccessiva stata adottat a. Siccome il' battaglione francese inquadraj;o spiega in cacciatori .due compagnie intere, così si tro-rano sulla lorofronte 64 éclafr-eurs,. i quali . spesso riescono d'impaccio, e. quà e la si sente ripetere : éclaireiws-geneurs. Secondo il K eim un velo di cacciatori di forza moderata, da 8 a 10 nomini per compagnia, che proceda da 400 a 500. m., mette al sicuro dalle ·sorprese, facilita l'orientamento, evita uno · schieramento prematu r.o e serve di traccia alla linea futura di cacciatori, quando è a distanza conveniente dal nemico ·p er l'apertura del -fuoco . Con la, forza accennata si esclude. pure il pericolo che le pattuglie si mettano in un combattimento prematuro prima che la vera linea di cacciatori occupi la posizione vohita per iniziare il fnoco. Se lo svolgimento di questo primo periodo dell' impieg0;. della fanter ia nella g rande battaglia non è indifferente, presenta tuttavia maggiore importanza tattica quello successivo: l'avanzata sotto il fuo co hemico. E qui non ostante le differenze esistenti l'opinione dei t'attici è più o meno con9orde ,1 su i seguenti essenzialissimi punti: 1° L'attacco di fanteria una volta iniziato dev'easer e condotto a fondo risolutamente fino all'assalto con la baionetta ; 2° Per la' buona r iuscita di un'attacco di fanteria bisogna prima conseguire la superiorità del fuoco; punto notevole che
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IL ()OMBATTIMl.lNTO DELLB TRE ARMI
costituisce senza dubbio il perno di tutte le considerazioni tattiche; 3° Per conseguire la superiorità del fuoco ossia per scuotere il difensore moralmente e materialmente, è necessario che l'attaccante si metta in grado nella così detta posizone decisiva da infliggere tante perdite al difens0re da ucciderne la forza morale, secondo la folice espressione del Clausewitz; 4° La distanza dal nemico della posizione decisiva varia secondo le varie opinioni fra i 700 e i 450 m. e probabilmente si avvicinerà al limite delle piccole distanze ossia fra i 500 e i 600 m . La tendenza quindi è di otte,nere la superiorità del fuoco con modo, direi, meccanìco. Ma 00n questo noll' si vuol negare l'importanza dei tiri concentrici consigliati da Napoleone. Nella maggior parte dei casi però è concesso solo ad una frazione délla fanteria attaccante di agire col fùoco concentrico. Nella battaglia di Gravelotte-S-Privat, tipo della battaglia normale, tre corpi d'armata e mezzo, tedeschi, esegt1.irono un combattimento con fuoco puramente frontale. Non si pu'ò quindi stabilire un metodo d'attacco fondato ~ul fuoco concentrico. Come deve ora regolarsi l'attaccante per raggiungere la posizione decisiva e conseguire la superiorità del fuoco ed i vantaggi tattici che ne d ip-endono ·? Nella conferenza che lessi l'anno passato, accennai a quest,o proposito all'opinione di parecchi tattici, specie austriaci, che la fanteria attaccante si debba r ecare con uno sbalzo ad occupare la posizione principale e .con fuoco sopraffacente annientare il difensire, il cui animo, secondo essi, sarebbe già scosso dalla terribile marcia avanzante dell'avversario. Ac·Cennai pure alle potenti ragioni contrarie a questa teoria, le ·quali ora non sono che cresciute dopo la pubblicaz'ione, di due oper e importanti, una del generale Rohne (1), noto arff > Das Geftchtsmàssige Schiessen dei· lnfwntei·ie u. der Feldr,,rtill.eri e. Vedi traduziono del tenente Seg:·e d'art iglieria nella puntata cli gennaio l.896 della Rivista d' Ar-
,tigtieria e Genio.
IL COMBATTIMENTO DELLE TRE ARMI
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tigliere tedesco, sul tiro di combattimento della fanteria e dell'artiglieria da campagna, e l'altra del generale Massa: « La fucileria con le armi nuove » (1). Pur riducando considerevolmente i {·isnltati dedotti dai due autori e fondati sugli insegnamenti della balistica, bisogna necessariamente persuadersi, che anche premesse adatte formaz ioni di combattimento, una truppa che si reca con uno sbalzo solo sulla posizione principale, soffre durante la marcia tali perdite che non è più in grado di eseguire uu fuoco sopraffacente. Se è ovvio che una buona fanteria non debba lasciarsi sgomentare dalle perdit~ non è men vero che lo scopo della lotta e la vittoria e non la coscienza d'essere stati battuti eroicamente. Le opinioni perciò concordano che sulla posizione decisiva si debba giungere con. sbalzi successivi, coordinando il movimento della linea antistante di combattimento con quello dei rinforzi, e provvedendo col rifornimento munizioni a che la linea di combattimentq esegmsca fooco intenso e dell~ massima efficacia. (1)
Voi. in-S0 ed ito dal Voghera.
( Continua). ALFREDO CASELLA Capitano del 10" i·en. artigliei·ia.
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L'OROAN!OA
L'ORGANICA A' 'l'EillPI DI :lCONTECCCCOLI E DI LOCVOIS Continuazione e fine. -
VI. -
Vedi disT?ensa I
La gerarchia e l'esercizio del comando.
Ogni tanto in questo mio studio, conviene che io mi ripeta, che ribatta gli s~essi chiodi. Qui, nella quistione del comando, ricado sulla difficoltà di conciliare Je e::;igeuze dell'arte militare colle 0ondizioni della società. Ma il maggior contrasto, 'tra la soèietà e l'organica teorica, fra quello che era e quello che avrebbe dovuto essere, lo trovo arrivato a questo punto. Di due ordini di fatti, di tendenze, conveniva tenesse conto l'organizzatore d'allora, sotto pena di fare della teoria pura, delle semplici. enunciazioni di principi, senza attuazione. Le assemblee della prima repubblica francese fecero centinaia di ,l eggi; ma, poichè esse non si basa vano sulla realtà delle cose, ma sopra astrazioni, sopra una società ed un uomo di convenzione, la maggior parte di tali leggi non ebber~ alcun effetto all'infuori dell'aula in cui furono discusse e votate; argomenti di discorsi .eloquenti, teorie di verbi difett ivi, dice Oarlyle. Ma chi vuol costrurr e edifici solidi, durevoli, utili, deve guardare' il terreno su cui vuole edificare, i materiali di cui dispone, l'uso al quale deve servire il fabbr-icato. Se non ne tiene conto, i suoi progetti sono ineffettuabili o se attuati non producono che rovine. Uno dei fatti che s'imponeva all'organizzatore era la costituzione economica della società, la penuria finanziaria dello Stato ch'era costretto a valersi dell'opera e dei danari degli abbienti per tenere 1n piedi l'esercito. Altro fatto era la
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tradizione feudale; se il feudalismo era scomparso, come · potenza materiale; era ancora su nella sua forma esterna; viveva ancora nella memoria degli uomini, nel sentimento della classe nobile che si credeva ed era creduta la casta militare ad -esclusione d'ogni altra., L'organizzatore non poteva trascurare quelle due aristocrazie, quella · del sangue e' quella del denaro; se le avesse volute tenere in disparte, avrebbe dovuto cambiare l'ordinamento finanziario dello Stato e cercare nuove fonti. cli reclutamento per gli ufficiali; opera immensa che avrebbe vo. luto piolti anni di pace. Era più saggio invece valersi. nel miglior modo possibile delle forze esistenti, anzi che crearne delle nuove; far concorrere i r icchi al mantenimento delle truppe, darne il comando alla casta nobiliare. Onde, un doppio problema apparentemente insolubile; conferire i comandi ai più ricchi ecl avere le truppe ben éomandate, oppure impo_rre all'esercito una gerarchia affatto diversa dalla gerarchia sociale. La ricchezza può esser p'tesunzioue di capacità amministrativa, non mai di capacità tattica; ed i vincoli della disciplina sono più stretti quando le distinzioni sociali collimano coi gradi militari. Scogli da tutte le parti; avere corpi comandati da qapi inetti o doverne sopportare tutte le spese; conferire i gradi ai più altolocati, o vedere continui attriti, continui dinieghi d'ubbidienza. Ogni qualvolh però un problema è ben posto nei suoi termini, la soluzione di esso, sia pure approssimativa, non può .essere lontana. Un fatto veniva intanto in aiuto agli organizzatori; meno che in Oland,a, era rara l'aristocrazia puramente fihanziaria, la plutocrazia. Le ricchez7;e erano quasi tutte in mano alla nobiltà, e, se qualche borghese saliva in 'auge per averi, veniva per lo più nobilitato e faceva razza di guerrieri. La nobil tà poi, ricca o povera, era, salvo debolezza di costituzione, educata, cresciuta alle armi; era quello il suo :i;nestiere e vi sì preparava fin dai primi anni. Il ricco che aveva fondi da acquistare un reggimento non ,era un bauchiere panciuto, non un possidente podagroso, non un gracile bellimbusto; era un giovanotto avvezzo fin. da fanciullo
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all'idea cli dover servire; ardito, abile in tutti gli esercizi di corpo, spesso anche istruito nelle discipline militari; se, sulle prime, faceva un po' difetto l' esperienza, v' era in lui la stoffa d'nn buon soldato. Questo fatto dell'educazione militare impartita .alla gioventù ricca e nobile, attenuava, ii.on eliminava completamente le d ifficoltà; malgrado le cure dei precettorj e dei maestri, il giovane che si destinava al comando dì un reggimento poteva crescere una completa nullità, un perfetto imbecille, capace di gnidare forse un cavallo, di sostenere brillantemente un duello ma assolutamente inetto a condurre della ge!\te al fuoco. A. ciò si rimediava in parte col non concedere una compagnia od un reggimento a chiunque. La ricchezza era necessaria, ma non costituiva diritto, e, come una compagnia non era concessa, se non a chi era stato subalterno; così il colonnello d oveva aver dato prova di sufficiente abilità nel comando della compngnia. V'erano natnra1mente eccezioni, ' ma non frequen.ti, e si capisce come lo Stato si facesse pagare ben caro in simili casi. ' Del resto il colonnel~o inetto trovava sempre iSotto di sè nel maggiore, o sopra nel brigadiere, chi gli risparmiava errori troppo grossi. S'era çl.ovuto. infatti pensare 3inche alla carriera dei molti che non avevano danaro per comperarsi un reggimento, una commissione. Finchè si trattava di ufficiali di ordinaria levatura, poco inale che rimanessero nei ,gradi subalterni: ma v i poteva essere nei ranghi un ufficiale di alto merito, ma povero, che l'interesse stesso dello Stato consig liava ad innalzare. Ed e-cco che per ben conciliare la ragione militare, che consiglia il diritto ad ava112amento dei più degni, colle esigenze finanziarie e le tradiz,ioni n.obiliari, s'introduce, se non in diritto,.in fatto una doppia gerarchia. ' I gradi subalterni erano comuni; ma, se un b1,1on luogot'3nente non aveva di che acquistare una compagnia, 'o i:n casi rari per grazia prelibata il sovrano gliela regttlava o, più spesso, il colonnello, il luogot enente colonnello, il maggiore, erano ben contenti di affidargli l,a compagnia di cui avevano conservata la proprietà. Il luogotenente diventava capitano
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luogotenente o capitano in seconda; capitano gerarchicamente, tatticamente; ma amministrativamente un delegato del comandante, un fattore del proprietario della compagnia. Da. capitano luogotenente quell'ufficiale passava maggiore, gr~do che non occorreva comprare, perchè non importava obbligo di proprietà di compagnia. Un grado f~.ticoso , allo.ra, quello del maggiore; era il factotum del' reggimento; lm relatore, lui aiutante maggiore in 1°, lui incaricato dell'addestramenj:,o d,elle reclute ed in · generale dell'istruzione del r eggimento; lui s,3mpre presente anche d'inverno, quando il colonnello oziava a corte o nelle sue tetre. Era però un grado che si at\ tao-liava benissimo ad un ufficiale di molto merito e di pochi de~ari. Da maggiore a tenente colonnello il passo non era difficile. Non mancavano colonnelli che, per età., o per acciacchi, o perchè diventati ufficiali generali, non erano eh~ proprietari del reggimento; e tale si capisc~,. era il_ caso .de~ reggimenti di proprietà del Sovrano. A tali regg1ment1 s1 nominavano come luogotenenti colonnelli, senza che avessero , a sborsare capitali i maggior{ che avevano fatta buona prova. Rimaneva un ultimo passo da fare per concedere all'uffi,ciale di fortuna di raggiungere il generalato; e fu fatto anche quello. Poco per volta i brigadieri ed i marescialli di campo francesi, i brigadieri,, generali maggiori, generali Wachtmeister degli altri eserciti; vennero tolti non solo dai colonnelli ma anche dai tenenti colonnelli. · P~ichè per passare da capitano a colonnello, non . era di obblio·o essere stat.o maggiore e. tenente colonnello, s1 erano venute praticamente a formare due gerarchie parallele; a?canto alla gerarchia in cui si progrediva per danaro, previo accertamento d' idoneità, la gerarchia riservata al solo merito. Lo specchietto seguente · indica la corrispondenz_a dei gradi e la loro progressione :
COIJ)itano· Colonnello
Sottotenente Luogotenente Ca;pitano-luogotenente 11'Iaggiore Luogotenente-colonnello, Uffìciali generali.
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V'era qualche differenza, più di denominazione che di sostanza, da Stato a Stato: per esempio, in Austria, il tenente colonnello non era che il più anziano dei comandanti di battaglione. L 'ufficiale superiore che aveva il comando effettivo d i un reggimento senza averpe la proprietà, prendev~ il t.itolo di colonnello titolare, per. distinguerlo dal colonnello
p1·op1·ietario.
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La difficoltà non stava tanto nell'agevolare ai più meritevoli l'accesso ::ti gradi elevati, quanto l'ottenere che la gerarchia fosse" rispettata, che il supetiore ordinasse e l' infariore u bbidisse. / Ciò dipendeva. dal fatto, già accennato, delle tradizioni feudali che ancora imbevevano la società. Nell'età di mezzo la società era stratificata in classi congiunte l'una all'altra da rel~zioni di doveri e di diritti reciproci, da vincoli feu dali insomma la possente mano dei sovrani aveva bensì conseguito di spezzare guei vincoli, ma noh aveva distrutta la qla§sincazione sociale; tolti i vincoli, gli strati poggiavano ancora per forza d'inerzia l'uno · sopra l'altro, e ci vollero molti anni, molti rivolgimenti, -prima che si confondessero in una sola massa, omogenea. · Non solo una netta distinzione fra nobili e plebei ; ma -s uddivisioni, classi nelle classi. La borghesia che non voleva dare sold?,ti, èd avrebbe voluto dare ufficiali, e ,pel momento forn iva commissari e munizionarì, era ben distinta dalle plebi rurali ed urbane, tra . le quali agivano i reclutatori. Anche la nobiltà aveva le sue suddivisioni, nobiltà di toga e di spada' ;, aulica e provinciale; mediata od immediata; ricca -e povera. Un duca e pari francese e ra ben altra cosa di un semplice sire; un duca inglese di un laird scozzese; un prin.cipe immediato del sacro roma~o impero di un qualunque Freiherr di Vestfalia, un grande d i Spagna di un Hidalgo affamato. Il · male nei rispetti militari stava in ciò che le due ge·ra1~chie sociale e militare, così potentemente organizzate, così · ben distinte nei loro gradi non coincidevano sempre; un .duca poteva tenere il comando d i un reggimento ed avere
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per brigadiere un vecchio soldato di fortuna uscito dal rango; il marchese comandante di compagnia era esposto a subire i rabbuffi di ,un maggiore, rigido, ma di poca nascita; al signore toccava ubbidire al proprio vassallo; il figlio del munizionario impinguato c~mandava il reggimento ed il nobile autentico, ma povero, vegetava ne i gradi subalterni. Finchè il superiore, inferiore sociale, s'imponeva colla intrepidità, coi servigi resi, colla abilità, le cose passavano più o meno lisce; qualche attrito in principio; ma poi in campagna, al momento del pericolo, il prestigio personale riprendeva i suoi . diritti e sostituiva la nascita. I -guai seri accadevano quando quelle qui:Llità milità.ri non emergevano tutte in modo evidente; l'orgoglio_ patrizio che taceva da-, vanti ad un superuomo, si ribellava violentemente ad un superiore plebeo eh~ sembrava un uomo come tutti gli altri. ~rutto dipendeva allora dal pugno del sovrano o di chi per esso. Se il pugno era fermo\, due o tre esempi di uffi. ciali incarcerati, o cassati, facevano riflettere gli altr i ; ognuno pensava ai casi propri e rigava dritto, di buona o di mala voglia; rna se la man.,o era bìanda, indulgente, s e ascoltava protettori, se subiva influenze, la indisciplina infieriva ed intralciava tutte le operazioni militari. La presenza del ne= mico non era sempre sufficiente a domarla, ma e:1,sa si dava sfogo specialmente nelle marcia, negli alloggiamenti, negli schieramenti. Unico rimedio, l'energia, nel re, nel mirristro, nel comandante d'armata. Altra lotta analoga e prodotta in parte dalle stesse cause si combatteva fra il potere cent'r,ale ed i comandanti d' armate, nel determinare la condotta delle operazioni di guerra. . Il potere centrale costretto a valersi pei grandi comandi di gran signori, se ne fidava naturalmente poco. Ho già acnato ai precedenti dell'età imrnediatamente anteriore. Ogni Stato aveva esempi di pronunciamenti. In Francia s'erano dovute abolire le massime cariche militari per non dare troppa importanza a sudditi; il re s'era dichiarato colonnello generale della fanter ia ed aveva con ciò avocato a sè il diritto di nomina degli u~ficiali: aveva soppresso la carica di
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contestabile e, alla morte di Turenna aveva lasciat o vacante anche quella di maresciallo generale; si studiava di concedere il posto d i gran maestro dell'artiglieria ,a gran signor,i di . così poca levatura da ,non riescire pericolosi. Condè e Turenna avevano entrambi preso parte ai moti della Fronda; entrambi avevano capitanatieserci ti stranieri contro la Francia; e non era molto tempo che il contestabile Lesdiguières nel Delfinato, i Condè iu Borgogna, il (\uca d'Epernon nel mezzodì si erano creati ver i grandi feudi, ove l'autoriHt regia era quasi n ulla. , • I La nÌemoriiL di ViTallènstein turbava di continuo i sonni della corte di Vienna; nè la rinfrancavano gli esempi successivi di ribellione per parte di generali ungheresi. E questo era forse il segreto del successo degli Ita liani negli eserciti Cesar ei. I Tedeschi lavoravano per se, cercavano di fars i principati ind ipendenti secondo gli illustri esempi di W allenstein e di Bernardo di vVeymar; gli Ungheresi erano infidi, sempre pronti alla rivolta, sempre aspiranti alla corona di S. S tefano, rimanevano i Lorenesi e sopratutto gli Italiani che non potevano a1rere aspirazioni a sovranità terr itoriale; i P iccolomini, i Montecuccoli, Caprara, Eugenio, Serbelloni, 1Conti, i Colloredi, gli Strassoldi ed i Collalti comandavano con fedeltà ed onore gli eserciti dell'imperatore Romano. L'Inghilterra, diffidente p!'lr tradizione degli eserciti per. manenti aveva sempre davanti agli occhi il governo di Cromwell, l'oligarchia. dei maggiori generali, la presa,. d'armi di Mon.k che aveva rimessa la corona i ·1 capo a Carlo II; l'Olanda infine n on amava ricorrere che in casi estremi ai suoi Nassau. E ra quindi un'abitudine generale, -una regola di governo di tenere le redini corte ai generali, i quali se erano disposti ad ubbidire ai sovrani, sent~vano velleità di rivolta, quando sapevano di dover mettere in esecuzione le pensate degli uomini 'della Corte. Ti·anseal in Austria, dove il consiglio aulico era un consesso dì generali, invecchiati ·per lo più, ma ius.omma rispettabili per un lungo passato militare. Ma in Francia, dove chi dirigeva imperiosamente era un borghese di nascita e di professione, figlio q.i borghese, le ripugnanze
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erano vivissime, le discussioni acerbe, sopratutto quando comandavano gli eserciti uomini che come Turenna, Créquy, Luxembourg, evevano coscienza del loro valore. V'era pertanto sempre il pericolo che il generale assediasse altra piazza di quella che si voleva, t desse battaglia quando si credeva utile di temporeggiare, o si ritirasse quando si desiderava un'azione vigorosa, o che per mire sue particolari si trattenesse in una provincia anzi che in un'altra. Pericoli tutt'altro che fantastici. A Saint-Deuis, Guglielmo e Luxembourg combattono una battaglia · sanguinosissi~a, pur avendo avuta comunicazione ufficiale, o guanto meno ufficiosa, della pace di Nimega, firmata pochi giorni prima. Ma si disse che l'Orange non volesse perdere una favorevole occasione di perfezionarsi nell'arte della guerra, e' che il maresciallo francese, visti i preparativi d'attacco degli Olandesi, non stimasse onorevole per le armi del re di Francia e di Navarra di evitare la battaglia. Risultato del desiderio di accrescere le proprie condizioni nell'uno e del punto d'onore cavalleresco nell'altro, una battaglia indecisa e sei mila uo· mini fuori combattimento. La storia si ripete; la.prima rivoluzione non ha inventati i rappresentanti del popolo agli 'eserciti; Gambetta e Freycinet imitayano esempi assai più vecchi. I Veneziani usavano tenere provveditori accanto ai loro generali, si chiamassero questi Oarmagnola o l'Alviano; e gli Olandesi mandavano al campo dei deputati agli Stati Generali per sorvegliare l'impiego dei loro :fiorini e per badare che le operazioni dei generali corrispondessero agli interessi della repubblica. Lonvois ·aveva un organo di comando in quel corpo tutto suo del commissariato che aveva così molteplici attribuzioni: intendenza, controllo amministrativo, sorveglianza occulta e spesso anche consiglio; l'intendente d'armata teneva g li occhi e gli oreèchi aperti ad ogni accenno cl' insubordinazione, ad ogni mossa che non fosse consona al piano di operazioni antecedentemente fissato, ad ogni mormorazione od atto di dispetto, e riferivano assiduamente tutto al ministr<:,> onnipossente. 8-
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Nella contesa sempre rinascente, entrambe le parti avevano buone ragioni da addurre. I comandanti allegavano l'impossibilità di dirigere da lontano le operazioni di guerra; si lagnavano che si legasse loro le mani, mentre poi erano tenuti responsabili dell'insuccesso. Da parte loro, i ministri accampavano la necessità di coordinare i movimenti delle diverse armate, di variarne gli effettivi e gli obbiettivi a seconda della complessa situazione politico-militare. Tutto si sistemava quando il sovrano prendeva in persona il comando dell'esercito ; ma non tutti lo potevano, o la sapevano, o lo volevano fare. Vittorio Amedeo II, Guglielmo III, il Grande Elettore, erano sovrani e geneTali ; alla Staffarda ed a Landen, a Marsaglia ed alla Boyne, a Fehrbellin ed a Torino avevano indossata la corazza e combattuto come semplici ufficiali. Ma Luigi XIV non aveva di tali ardori; ama.va la guerra d'assedi, comoda, di risultato sicuro, senz~ incidenti e pericoli impreveduti. Una volta ebbe occasione di dar battaglia e si fece consigliare di non darla. Faceva un grandè assedio per campagna e poi l'uomo que sa grandeiw enchninait au ,-foage, mentre Condè si lanciava nel Reno coi suoi squadroni, ritornava a Versailles a dirigere da lungo le operazioni col bellicoso e poco battagliero Louvois. Egli almeno, da lontano o da vicino comandava; il suo costante avversario Leopoldo I andava a caccia, condiva di postille anodine i piani di campagna del consiglio aulico, ed opponeva alla fortuna, avversa o benigna, sempre la stessa fronte apaticamente sorridente, Se v'era lotta fra i comandanti in capo ed il p.otere centrale, non erano minori gli attriti fra i comandanti stessi e gli ufficiali generali dipendenti. Nessuna grande divisione dell'esercito al di sopra della brigata era stabilmente costituita. Si ·assegnava a ciascun armata, oltre il comandante, un certo numero di generali fra i quali venivano volta o volta distribuiti i comandi in marcia, negli alloggiamenti, in battaglia. Ma come distribuire equamente g li itinerari, gli accantonamenti, le sette parti di cui si componeva l' ordine normale di battaglia?
Era, lo si capisce una perenne sorgente di recriminazioni B di gelosie ; chi era bene e ohi male alloggiato; chi doveva attraversare un paese grasso, e chi doveva stentare per lande incolte; chi aveva un compito brillante, chi rimaneva sacrificato. Una norma ci voleva pure per determinare le attribuzioni di ciascuno e scaricare il comando in capo di un cumulo di quistioni personali, sempie ripullulanti, col loro inevitabile strascico di rancori e di odi, che rammentavano alla lettera il classico campo di Agramante. Si ricorse al sistema del turno, del riJulement, contro il quale naturalmente si ribellarono da principio i prepotenti, quelli che, o per posizione elevata, o per influenza sull' animo del comandante, riuscivano sempre a trovarsi in posti di onore e di lucro; col turno poteva loro capitare anche qualche posto -secondm-io, l'alloggio in qualche censa o cascina, dove ·non si trovava nulla a mettere sotto il dente: erano obbligati a marciare a turno, a fare la giornata pel servizio generale, ad andare distaccati a turno, a prendere nell'ordine di batta.glia il posto che spettava loro in quel giorno. Il frazionamentò del comando si riduceva alla tenuta di un registro di servizio; era comodo, ma rigido : la sorte cieca si divertiva a sco:nvolgere l'ordine logico delle cose proprio in un giorno di battaglia, sicchè comandasse la riserva un uomo focoso che s' impegnava intempestivamente: un'ala di ?avalleria poteva essere condotta da un generale che avesse sempre servito in fanteria; e le missioni ardite potevano capitare a persone indecise. Un passo avanti fo la determinazione dell'anzianità; gli ufficiali di ciascun grado erano disposti per anzianità e coprivano i varì posti dell'esercito secondo l' or·dre du talJleau. « Dove più uffì.ziali concorron~ in carico uguale, << il più anziano precede, senza riguardo d'altra oondi« zione o dignità, onde rie nasce un ordine inalterabile che « toglie di mezzo ogni cagione o pretesto di dissenzione o « di disputa. » Neppure questo sistema era perfetto; ma, poichè in ogni Bsercito era ' invariabile e determinato dall'anzianità, anche
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l'ordine co:u cui si schieravano i reggimenti, è facile comprendere come nelle battaglie, salvo morti, malattie o distaccamenti, gli stessi reggimenti fossero sempre condotti dao-li stessi generali; e non doveva essere cosa impossibile co:porre il quadro delle persone generali d'µn'armata in modo che ciascuna di esse _avesse l'impiego più conforme alle sue attitudini. Nel servizio cesareo la cosa si otteneva naturalmente col tenere divisi :fino al maresciallo i generali secondo le loro armi di origine. In quanto ai distaccamenti la regola generale era che vi fossero destinati i generali ad arbitrio del comandante :in capo, senza riguardo a tur,.ni od a anzianità, col solo riguardo di affidare il comando nelle località aperte a generali di cavalleria e nelle città chiuse ad · ufficiali di fanteria. Un'eccezione apparente all'ordre clu tableau stava nell'uso francese che in mancanza di brigadiere prendesse il comando il colonnello del reggimento più anziano: e che fra ufficiali superiori ed inferiori di reggimenti diversi, la precedenza spettasse, a parità di grado, agli u:ffici,a li dei corpi più. vecchi. Un reggimento non valeva l'altro; v'erano corpi t\3n~ti i14 piedi per la sola durata della campagna e 0ongedat1 alla pace ; ed altri che rimanevano permanentemente costituiti coi loro quadri provati, compatti, veterani . .Accanto a corpi di ufficiali che avevano fatte parecchie campagne, corpi di ufficiali improvvisati di minor valore. Il passare da un reggimento giovane ad. un reggimento vecchio, anche collo stesso grado era considerato come una promozione ; e_ra come passare da straordinario in pianta ; senza contare che i privilegi concessi ai reggìmenti ari.ziani venivano a tradursi in aumento di stipendio.Era tale il vantaggio di appartenere ad un reggimento di a.ntioa formazione che, anche ammessa la compra dei gradi, il sovrano non -perme-tteva l'acqu_isto di un9 di quei reggini.enti che .ad ufficiali di grande nascita o di grandi meriti, che potevano bel)- pretendere il pasèo sui lòro colleghi novizi o di mediocre , nascita dei reggimenti nuovi. , In complesso dunque, con qualche attrito con qualche lentezza il comando funzionava e, d'altronde, il problema
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della ripartizione delle truppe e dei compiti tra i capi secondari dell'esercito è aasai complesso e non si può dire neppure completamente risolto adesso · coll'assegnazione permanente degli ufficiali generali ai grandi reparti dell'esercito. E bene che le truppe siano comandate sempre dallo stesso capo e sarebbe anche bène che i compiti fossero d istribuiti fra quei capi in ragione del 101:0 caratt_ere e delle loro particolari attitudini. Fra le due esigenze. opposte abbiamo saprifi.cata la seco;n.da alla prima ; e nol?- dico si sia' nel falso : ma mi si conceda che un sistema che tenga conto anche della se• conda, che non consideri dei generali come parti p!=Jrmutabili senza inconvenienti, n on sarebbe preferibile al nostro. Dalla gerarchia comune stavano all'infuori gli artiglieri che avevano una speciale graduatoria sotto il loro Gran Mastro, e sotto i luogotenenti d'artiglieria, ufficia~i generali che comandavano l'arma nelle armate; gli ufficiali superiori prendevano il t itolo di commissari ed avevano presso a poco le funzioni dei nostri direttori territ oriali: più in giù ufficiali puntatori, capitani di. carreggio; cannonieri brevettati ecc., ecc. Nel secolo successivo qu ei grad1 si .assimilarono a quelli del resto dell'esercito; ma r imase a lungo la tradizione che l'artiglieria fosse cosa a parte nell'esernito ; un'istituzione parallela, ma distinta, co~e la croce E.ossa ed il Tiro a segno Nazionale. Ancora nel 1797 sui ruolini dell'artiglieria frau·cese si leggevano le seguenti ultime variazioni circa due giovani ufficiali dell'arma : , Viesse de l\farmont Augusto co- ) d 1s ' t acca t 1· aIl' eserc1·t o 1onne11O . ( d'Italia. . Bonaparte Napoleone capitano ) Q;1alcuno al comitato aveva pensi inteso dire che· il colonnello faceva da aiutante di campo al capitano ; che questi comandava centomila uomini ed aveva riportat'a qualche vittoria; ma erano voci vaghe della stampa, non risultanti da alcuna variazione regolare e per l'arma i gradi riportati a11' infuori di essa per servizi non tecnici erano come guadagnati agli stipendi del Sofì di Persia; non contavano.
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L'esclusivismo si sconta ; v' ha il rovescio della medaglia; al tempo stesso di Napoleone, l'ufficiale delle armi speciali, qualunque fosse stato il suo grado e la sua anzianità n on poteva far le veci d'un comandante di corpo d'armata o di divisione. F in nel 1837 il corpo d'operazioni che prese Costantina era comandato dal tenente generale Danrèmont che era anco~a capitano, qu!;tndo il V ll.lèe, comandante l'artiglieria .dell'armata, era già .tenente generale. Ucciso Dan· rèmont durante ·l'assedio, secondo le regole il comando avrebbe dovuto ricadere sul più anziano dei comandanti di divisione; ma questi, un principe del sangue, il giovanissimo duca di N emours, se ne schermì modestamente e lasciò proseguire l'assedio sotto il comando di Valèe. Indi grandi discussioni nei giornali militari del tempo fra chi ~oleva e chi non v,oleva che quel fatto servisse di precedente. Altre discussioni, pochi anni dopo, alla nomina a maresciallo del Dode de la Brunerie che aveva dirette le fortificazioni di Parigi, titolo che malgrado i precedent?' di Vauban e di Ashfeld non sembrava a molti sufficiente pel conseguimente delPaltissima posizione militare. ' Un'ultima parola suicomanai territoriali. Brevemente, non esistevano; un comandante di armata poteva essere nominato governatore militare del paese conquistato o rl'una provincia minacciata; ma era un'auto\·ità precaria e temporanea che cessava colla guerra e con la minaccia d'invasione. In pace ogni corpo dipendeva unicamente e direttamente dal potere · centrale. Tutt'al più, i governatori o comandanti delle piazze erano investiti sui corpi della guarnigione d' una certa autorità simile press'a poco a quella dei nostri comandanti di presidio; un'autorità che era più. che altro intesa a regolare il servizio territoriale, ad impedire litigi, a distril;iuire alloggiamenti; ma che non poteva in nessun modo ingerirsi nelle cose interne dei corpi.
VII. -
Nel campo organico campeggiano in quest'epoca due nomi ai poli opposti della politica europea, Vienna e Parigi. In Spagna si badava a tutt'altro che ad organizzare; le cure del grande Elettore e dei principi che regnarono a Torino, per costituire eserciti d'un importanza superiore all' estensione dei loro stati, rimanevano per forza, tentativi in scala ridotta. In Inghilterra si faceva e si disfaceva con assidua vece l'eserqito; Cromwell formava i suoi reggi?J,enti di Teste Rotonde e di Costole di F erro, che la Restaurazione s'affretta va a disperdere; Guglielmo scioglieva in parte ed in parte mandava in Fiandra le truppe messe assieme da Giacomo II; a lla pace d~ Ryswyck un voto del parlamento riduceva a seimila uomini il potente esercito che ayeva combattuto a Steinkerke ed a Lariden ed aveva ripreso Namur. Le due grandi potenze militari del continente possedettero invece organizzatori di gran mente che ebbero un largo campo di azione e di osservazione, e la cui opera rimase in un libro celebre ed in tradizioni non ancora completamente scomparse. In poche cose però si rassomigliarono il Montecuccoli e Lo~vois ;, altro punto di contatto non ebbero .forse che l'essersi con temporaneamente occupati dell'organizzazione degli eserciti; ma erano talmente diversi l'indole ed i precedenti dei dne uomini, l'ambiente in cui vivevano, il potere di cui disponevano, il frutto dell'opera loro, che un parallelo fra i due si riduce ad un'enumerazione di dissimiglianze. L'uno di antica e celebre famiglia, venuto fuori dal suo triste castello del F rignano sotto la protezione dello zio già generale al servizio cesareo, gittato giovinetto nella lunga procella della guerra. dei Trent'anni, emergendovi poco a poco campag~a dopo campagna, in venti anni di guerra. La pace di Vestfalia non gli dà ri~oso, il Baltico, la Polonia, · l'Ungheria, la Foresta Nera lo vedono ancora combattere,
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Gli organizzatori.
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fìnchè termina la sua laboriosa carriera a Linz carico di a~mi e di ? loria. Il sapere era in lui frutto di lunga esperienza e d1 profondo studio,, di acuta osservazione; nulla di improvvisato, di congenito; uno di quei geni militari delìo stampo ~i ~t:renne, di Moreau, di Suchet che non rifulgono fin da pnnc1p10, ma che col tempo trovano la loro via che g!i anni perfezionano e la cui ultima campagna è la più bella d1 tutt~. Ma in lni l'organizzatore di eserciti passava in second~ lmea; conosceva quella che di poi si chiamò organica per riflesso ; era un tattico, uno stratega che sapeva come doveva ~sser~ costruito lo strumento che aveva da adoperare; un ammiraglio che conosceva le regole dell'architettura navale ; più Federico II che Federico Guglielmo I. Louvois è più giovane di trenta o quarant'anni · malo-rado 0 il_suo _ti~olo. marchionale, è di una borghese fam.'iglia d'im· p1egat1, 1mp1egato egli stesso. Dei tre figli , manda all'esercito i due più discoli e serba all'amministrazione il più promettente. Ama le guerre che fann o emergere le ·sue chiare doti di amministratore e ne aumentano l'infl.nenza a corte ma non ha coraggio fisico e, girando attorno agli e6erciti i~ ca~pagna, trov~ modo di non assistere a battaglie ; pei militari prova un misto d'amore e di repulsione; li avversa come casta'. come ge~te che crede saperne più di lui, come gente che s1 appropria una parte della sua gloria; l'odio del tiuilian pel militare; pure deve curarli perchè sono il suo strnmento. Neppur lui è un organizzatore improvvisato; del resto se si P:UÒ discutere s~gli strateghi, sui tattici nati, credo non vi sia persona che possa sostenere che si nasca organizzatori. Ed infatti. due maestri ebbe Louvois; uno fu suo padre, Michele Letelher, astuta volpe invecchiata alla scuola di Mazzarino ~ra i raggiri dell'alta burocrazia aulica, al qnale non era ~gno~a. alcuna delle magagne milit ari, e che, ceduto al figlio 1~ Mm1stero della guerra, ne guidò i primi passi nel labi~ rmto delle ordinanze e degli editti. Il secondo maestro fu Turenna in persona. Alla campagna del 1667 « Luigi XIV « prese p~rte_,per studiare l'arte. della guerra sotto il più « grande 11 p1u completo dei maestri». Il re trasse veramente V
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poco profitto dalle lezioni; non così Louvois che fece anche esso la campagna « ma non per iniziarsi nella scienza che dà « e vince le battaglie, ma per perfezionarsi in quelÌ'altra « scienza quasi della stessa importi:l,nza, sebbene più oscura, e « senza la quale la prima non sarebbe che una vana conce« zionè, la scienza che dà al generale i suoi mezzi di azione, i « suoi strumenti, le sue risorse, uomini, cavalli, munizioni, « viveri ». ~n ciò Turenna aiutò il giovine :Ministro della guerra « colle su e lezioni, coi suoi consio-li o colla sua stessa .se« verità ». Venne però un tempo in cui Louvois non ebbe più bisogno dei consigli di 'Purenna, ma si ricordò unicamente dei rimproveri ricevuti. In quanto a Letellier cessò presto di consigliare quel rampollo che lo aveva superato di tanto e si limitò a guardarne, con un mis~o di compiacenza e di spavento, le audacie, la inftessibilità. Dei due, il yecchio s0ldato è assai meno assoluto, meno imperatorio del giova;ne impiega.to. Il primo ha ubbidito a lungo prima di comandare, conosce le difficoltà del mestiere· ' comprende gli errori, li ammette a nzi, li fa entrare in conto; sa quanta parte ,nella guerra abbia la fortuna, sa che « J e « armi sono giornaliere»; è benigno pei suoi sottoposti; ama il soldato, non solo 9ome uno atrumento di gloria, ma come un compagno di fatiche e di pericoli a cui si deve gratitudine. Louvois invece non ha mai ubbidito che al re; giovanis. simo ancora si è trovato a capo di un esercito che conta più vittorie che sconfitte; nella sua mente si è formato un ideale ai generale, che pensi più alli:l, gloria di. Luigi XIV e di Louvois che alla propria, che segua i suggeri'm enti del segretario di Stato, non discuta e vincc1; un tipo di soldato che, una volta esattamente pagato e ben nutrito, non abbia altra aspirazione che quella di morire pel re e per Lou vois; e quando i generali non vincono, o vincono discutendo, ,quando i soldati non vincono, o dopo la vittoria si permettono svaghi contra1,i alla disciplina, incendi, saccheggi, uccisioni non pre- · scritte, Louvois non conosce indulgenza. Infaticabile lavoratore di gabinetto, mente acuta, non ammette nei combattenti debolezze, errori, stanchezza~ l'età, la malattia, la disgràzia,
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L'ORGANICA A' TEMPI DI MONTEOUCOOLI E DI r,O UVO lS
L'ORG ANICA A ' TEMPI DI MON'rECUOCOLl E DI LOUVO!S
non trovan o pietà presso di lui; spezza gli utensili disadatti; non adopera, o adopera il meno possibile, chi ha mente tale da nòn essere un semplice esecutore di ordini; Turenna il ma. resciallo generale, il maestro del r e e di Louvois, vede prima di morire i suoi servigi pagati con rimproveri, sgarbi, missioni sacrificate; il grande Condè comprende che i -tempi sono cambiati, e va a nascondere sotto le ombre di Chantilly la sua podagra e la sua sazietà della vita; Lu~embourg cerca di lottare, p_rova le dolcezze della Bastiglia, e, minacciato nel capo, diventa lui, un Montmorency, cortigiano di Louvois. Quando questi muore, tutti, compreso il re. fanno quell'ouf'! di sollievo che Napoleone prevedeva dopo la propria mor te. L'ambiente in cui vivevano i due organizzatori ne faceva m~ggiormente emergere le differenze di carattere. Suppo n iamo Montecuccoli alla corte di Francia, e che Luigi XIV, contrariamente ai suoi metodi di governo, l'avesse nominato segretario di Stato per la guerra. Certo il conte modenese avrebbe esercitato il suo poter'e con serenità, con · cor tesia di modi, con ragionevolezza di ésigenze, con riguardi personali; ma in quel paese, dove tutto s'inchinava alla volontà del sovrano; al quale bastava un cenno per avere uo· mini e · danaro, con quell'organismo statale accentrato e perfetto per l'epoca, il Mont.ecuccoli, forte dell'appoggio del sovrano, avrebbe assunta un'attitudine consona all'autoritarietà di Luigi, alla passione di conquiste della nazio,ne, avrebbe voluto, avrebbe preteso. · Figuriamoci ora, per impossibile, Louvois presidente del consiglio aulico; obbligato, prima di dare ordini, a consultare i membri del consiglio, a redigere un rapporto da far firmare a Leopoldo al ritorno dalla caccia, a litigare cogli stati provinciali per otteneru~ levate e contribuzioni; a dare ordini ad eserciti variopinti, composti di contingenti fede~ rali; a mant enersi in una corte esclusiva in fondo, malgrado il suo vantato .cosmopolitismo romano, circondato da una n obiltà /fiera dei suoi t itoli, mezzo sovrana ancora. L'animo domin atore di Louvois si sarebbe prontamente r ibellato a
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questo stato di cose; o, se l'ambizione avesse trionfato, egli avrebbe imparato a navigare tra gli scogli della politica viennese, a girare le difficoltà, anzi che spezzarla; ad essere paziente, transigente, a pretendere poco per ottenere qualche cosa ; avrebbe insomma cambiato carattere, non sarebbe stato più lui. Ma Louvois era ·a Parigi e Montecuccoli a Vienna. L'or0-00-lio e l'ambizione di Luibo-i esaltavano le stesse qualità in b b Louvois ; il popolo francese che ama essere guidato da un polso sicuro e felice ubbidiva volentieri ; il carattere imperioso del ministro si attagliava mirabilmente all'indole assoluta del sovrano, alla remissività ambiziosa della nazione, alla costituzione unitaria dello Stato, mentre il cauto modenese, incanutito negli affari, aveva ampio campo d'i esercitare la sua prudenza, la sua pazienza alla corte meticolosa ed indecisa di Ces.are. 'n elle complicate trattative militari coi principi minori te.d eschi e colle diete delle provincie, nello stimolare il suo indolente e quieto sovrano. L e stesse cause ìnftuivano sul modo di comprendere'o di att~are la guerra. P el minìstro giovane, ardente, onnipotent e d'un re megalomane, la g uerra è. invasione, è conq,u ista; se si sta stilla difensiva vers0 un confine, è per meglio straripare dall'altro; l'esercito deve essere organizzato in quel1' intento le istituzioni militari devono tender ~ tutte alla offensiva.' Il vecchio generale di un sovrano, li,mitato neil'intelletto, passivo nell'energia, è condotto naturalmente, anche contro i suoi convincimenti alla difensiva; è un modo di guerreggiare subor dinato ai movimenti dell'avversario, e che, nel caso di Montecuccoli, elimina và molte difficoltà quasi insuperabili ; il fare adottare piani offensivi, il vincere le timide esitanze, l'organizzare per tempo i mezzi di invasione. Montecuccoli 'alla corte di Francia. avr ebbe probabilmente preferito prendere l'iniziativa delle operazioni militari, vincere il nemico prima di combattere colla rapidità dei preparativi, portare la guerra in territorio nemico; in Austria era . costretto ad una scherma .di parate e risposte, che l'arte sua sola poteva r endere attiva, vivace, prodnttiYa.
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L'ORGANICA A' ·r1n1P1 DI lUON'rECUCCOI,! E DI tOCJVOIS
~on vale il paragone con Eugenio che poco dopo in uu ambiente non molto variato seppe organizzare r offensiva. Il principe ~i ~~voia, era giovane; i ~randi successi riportati iìn da prmo1p10 avevano rese impotenti le cabale di corte; la sua stretta unione con Marlbo1·ough ed Einsio rafforzava la posizione; e poi Mont'ecuccoli aveva da fare con Turenna, ~ugenio con Villeroi, e Tallard, e Marsin, e La feuillade; V1llars stesso, malgrado Denain, non era capitano da stargli di fronte. Louvois era in una posizione tale da far emerO'ere le sue . . b em1nent1 qualità organizzatrici. Una volta persuaso un sovrano ohe aveva piena fiducia in lui, non aveva ohe da dare ordini per vederli attuati; i suoi concepimenti si traducevano tosto 'in fatti; egli aveva il potere creativo. Montecuccoli d~Yeva. limitarsi a dare consigli ad una corte tardigrada, ~1sone1?a, se~pre a corto di danari, se~pre alie prese con d1:fficolta costituzionali; le idee del feldmaresciallo rimanevano q nasi sempre allo stato di elucubrazioni teoriche irrealizzabili, di 1·éveries, come avrebbe detto il Maresciallo di Sassonia; un compito ingrato, tedioso, demoralizzante. D~e uomini er~no in Montecuccoli; l'esperto generale conos01.tore pe~ pratica lunga, per lettura costante, per riflessione, dei s~gr~t1 dell'arte sua; il presidente del consiglio aulico che s1 dimenava cont;iuuamente t;ra gli scogli, che si lOO'Orava nel vincere attriti e doveva limitarsi a miO'liorare ~1 n ord~na~en(;? c_he si rite1:-eva manchevole, a correigere i difetti minori d1 un organismo ch'egli avrebbe voluto rinnovare. I suoi aforismi sono una. serie di consiO'li un'accolta di deside-rata, di proposte, anzi che un'esposizio~e dell'arte milita.re a quei tempi. Errerebbe chi volesse desumere da qu~l~'o~era. le .istituzioni del!' Impero; tutt'alpiù i difetti di tali 1st1tuz1om potrebbero trapelare dall'insistenza e dal ca. lore con cui l'autore crede necessario enunciare alcuni suoi principi. Da Montecuccoli organico a Louvois, corre la differenza che .è tr~ il teorico ed il pratico, tra chi seri ve e chi agisce, tra 1architetto che ha ideato un palazzo e non ha trovato
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fondi per eseguirlo ed il capomastro che bene o male ha costrutto un gran casone di rapporto. Lo scrittore deve accennare all'ottimo, l'organizzatore pratico deve accontentarsi del possibile. Che cosa rima.ne di Montecuccoli e di Louvoìs? Non parlo del posto che occupano nella storia e che è dovuto più che altro alle gesta strategiche del primo, all'attività politica del secondo; ma bensì dell'opera loro di organizzatori. Del Modenese resta un libro continuamente studiato, che, malgrado alcune parti caduche, attesta ai posteri l'acuta elevatezza della sua mente, la universalità delle sue cognizioni. In vece l'opera tutta pratica di Louvois fu longeva, non eterna. Aveva resistito all'incapacità dei successori di lui, ad una s~rie di campagne digraziate; sotto Saint Germain ravevano rintonacata alla prussiana senza mutarle forma. 11:a venne la grande rivoluzione; sciolse in un amalgama azzurrognolo i vecchi reggime.nti bianchi, cancellò due secoli di storia militare; unificò, democratizzò l'esercito, ne cambiò la· base di reclutamento; la cerchia di piazze che Vauban aveva erette al nord ed al nord-est della Francia scomparve anch'essa dopo il 1870; e del lavoro indefesso straordinario dell'uomo non rimane che l'Hotel des Invalides, sotto la cui cupola l'ingratitudine non gli permise di dormire il sonno eterno. Un libro ed un edificio; ecco i vestigi tangibili dei due uomini. Ma sebbene imponderabile, è d'assai maggior momento l'opera loro nelle menti e nei ..cuori dei posteri. L'uno si rivolse alle menti e formolò pel primo le regole di quella scienza, che crebbe innominata con Eugenio, Federico, Napoleone, e che Clause,vitz e J omini tennero ai fonti battesimali, quando aveva raggiunta tutta la sua maturità; la strategia. L'altro agì sui cuori; l'esercito francese ha un carattere particolare, una speciale tendenza, che, a se0onda degli effetti che produce e delle passioni di chi ne discorre, si chiama spirito militàre o militarismo, amor di gloria o chauvinisme, che sopravvisse a sconfitte come Rossbach e Sédan e si esaltò a vittorie come Fontenoy, Austerlitz e Solferino.
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L'ORGANICA A' TEi\IPI DI MONTECUCJOLI 1s DI LOUVO!S
Quel caratteristico ardore militare non esisteva ptima di L ouvois, non chetò più dopo la sua morte ed è ancora vivace, malgrado i deprimenti delle sçonfitte, dell' intellettualismo e del sentimentalismo, malgrado le negazioni socialiste e le suspic10m radicali.
DA OMDURMAN .A FASHODA
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Khor Shamot-Omdurman . 5 settembre )898.
Venerdì, 26 di agosto, dopo mezzogiorno, l'artiglieria lasciò Wad Hamid e verso le 9 del giorno dopo toccò l'altra sponda della cateratta di Shabluka. Il di successivo marciammo con l' intero esercito verso un luogo detto E l-A.berdah, dove stabilimmo un regolai'e servizio cl i: ricognizioni. Il giorno 30 (mercoledì) l'esercito si mise nuovamente in cammino, e a mezzodì del 1° settembre si accampava intorno a un piccolo villaggio, a 7 miglia da Omdurman. Verso le 12 e mezzo ci giunsero notizie che circa 30,000 nemici si trovavano a tre miglia di distanza, con l' intenzione di attaccarci. Distribuito immediatamente il rancio, ci disponemmo in ordine di battaglia, ma il nemico quella notte non si avanzò ulteriormente, e si accampò invece a poca distanza da noi, verso il . deserto. Noi stessi tornammo al villaggio suaccennato, trincerandoci intorno ad esso e collocando un pezzo d'artiglieria a ciascuna delle sue estremità. Io occupava l'estrema ala destra. Durant~ la .notte fummo repentinamente destati da un grido d'allarme; il nemico s'avvicinava ad un colle situato a èirca 1600 metri di distanza dal nostro centro e cominciava ad aprire il fuoco, ma debolmente; alle 6 del mattino, credendo che esso si fosse r itirato verso Omdurman, lungo il deserto, caricammo le salmerie e ci preparammo per una
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nuova marcia. A un tratto ci pervenne la notizia che il nemico si avanzava, con l'evidente proposito di assalirci all'impensata. Rientrammo nelle ·t rincee e ci preparammo a sostenerne l'urto. Alle 6 e mezzo esso apparve difatti, o±r-rendo al nostro sguardo uno spet~acolo imponentissimo; non meno 35,000 uomini ci stavano di fronte ed alle 6 e 40 minuti io li vedevo a una distanza di tre chilometri appena. Diedi ordine d'aprire senza indugio il fuoco, al quale però essi non risposerp, preferendo di gira.re intorno alla posizione sulla nostra ala diriUa. Evitarono anche il fuoco della n ostra artiglieria: e giunti a circa due miglia e mezzo dal nostro centro, presero posizione a sinistra d'una collinetta che sorgeva a quella distanza. Nel frattempo le brigate inglesi ave-· vano respinto un tentativo d'attacco operato dal lato opposto, e il 21° lancieri si avanzava contro il nemico. Fu allora che ricevetti l'ordine di prender posizione con la mia batteria • verso l'ala destra,. della 1• brigata, la quale si · teneva agli ordini del colonnello Macdonald. Ci eravamo appena ~wanzati di circa 500 metri, allorchè vedemmo della masse dense di nemici apparire di fronte e intorno alla nostra ala destra, e ci trovammo d'un tratto entro la cerchia. del loro fuoco . Nello stesso tempo le nostre batteri~ entrarono in azio:6.e, ma fnrono attaccate valorosa-· mente da un corpo di cavalleria e di fanteria. • Non vi sono parole che bastino a descrivere il tumulto che usciva da quelle masse procedenti, nè il loro torbido entusiasmo; eravamo impegnati in una mischia spaventosà, nella quale uno dei due eserciti doveva rimanere ineluttabilmente sterminato : non c'era via di scampo, non mezzi di ritirata alcuna, e l'ultimo nemico cadde infatti a una distanza di appena 100 metri dalla bocca de' miei cannoni ! Erano appena stati respinti, allorchè io ebbi dal colonnello Macdonald l'ordine di portarmi sul fronte, per iniziare un nuovo attacco. Giunto al luogo accennato, vidi nuove masse di dervisci, che a bandiera spiegata, si precipitavano contro di noi ; quasi simultaneamente circa 150 nemici diedero assalto alla mia batteria, appoggiati da una massa
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portentosa di fanteria. Io a".'eva due reggimenti d~ ~anteria a destra, due a sinistra e il 9° sudanese ohe fu add1nttura de- · cimato; è certo che senza il contegno verament e eroico delle nostre truppe i Dervisci sarebbero riusciti a rompere le nostre· file : e le conseguenze d'un tale fatto nessuno avrebbe potuto prevedere. In quel momento noi sostenev~m_o l'urt~ impetuosissimo di quattro diverse masse di Der v1sc1, le cm cariche andarono tuttavia diminuendo di ferocia : ta1ohè la battaglia · ebbe termine non appena gli ultimi corpi nemici ci furono a cir ca 500 metri di distanza. Il contegno dell'artiglieria egiziana in quella circostanza fu veramente esemplàre ; nella mattinata, e prima ancora delle 11, essa sparò 900 colpi di cannone, seµza perdere un istante la .calma, e portando lo sterminio nel campo nemico: Nel mio reggimento io ebbi un soldato ucciso, un ufficiale e due soldati feriti. Al tocco dopo mezzogiorno movemmo verso Omdurman e alle 5 vi entrammo. Mentre il fuoco durava ancora sulla nostra destra, il Sirdar, con quattro battaglioni e tre bat,.. terie, si spingeva verso Omd'urman, che noi traversammo, per porre quindi, verso le 9 della se_ra, l'accampa~ent~ al~ l'estremità opposta del luogo, sul deserto. La mattma d1po1 rientrammo a Omdurman e vi stabilimmo gli alloggiamenti. Avevamo ottenuto una completa vittoria ; essa era stata riportata contro un nèmico d'un coraggio s~raordinari~ e di un entusiasmo - figlio sia pure del fanatismo - 0-q.1 non bastano parole a descl'ivere; e la domenica succes~i:a la bandiera deU' Unione fu issata accanto a quella eg1z1ana .
« Dal » (Nilo bianco). In cammino per Fashoda -- 14 settembre.
Il 10 settembre ho imbarcato tutti i cannoni e 70 soldati della mia batteria. La nostra flottiglia si cordpone di 3 cannoniere di due battaglioni di truppe sudanesi e d'una compagnia di Jlighlanders: Questo sul quale mi trovo presentemente è 9 -
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DA O)!DUR11A:N A FASHOt>A
il naviglio dello stesso Sirdar, e a bordo son meco il Sirda1\ il colonnello Wingate e i tre aiutanti ' capitano Watsoh; lord E. Cecil e il giovane Roberts, figlio di lord Roberts. Navighiamo da quattro giorni risalendo il corso del Nilo allo scopo di pervenire a Fashoda situata a. circa 500 miglia da Kartum. È ginnto _,a nostra, conoscenza che Fashoda sia spedizione -occupata da alcuni europei.. Si tratta certo della I Marchand. Ecco, del r esto_, lo stato ielle cose: prima che ci avanzassimo, i Dervisci avevano mandato due bastimenti alla volta di Fashoda: ma appena vi furono giunti vennero assaliti dalla colonia europea i vi esistente, ed uno di essi tornò immediatamentè a Kartum per chiedere rinforzi al Kalifa. Senori.chè questi era intanto decaduto dal potere e il bastimento venne nelle nostre mani. I_ Dervisci pertanto, i quali ignorano gli avvenimenti accennati, attendono 1sempre .i ·chiesti rinforzi , è avranno da attendere per un pezzo. Nel contempo noi siamo ùsciti dall'arido deserto egiziano -ed ora ci ·tr_oviamo in una regione dove la vegétaf iOne densa e ricchissima si estende meravigliosamente a perdita ,d'occhio. Il viaggio riesce delizioso, anche per il fatto· che il Sirdar e "\Vingate ci danno dettagliate informazioni di -0ia:scun villaggio nel quale ci fermiamo.
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Dispersi i nemici, prendemmo possesso di quanto essi avevano lasciat o, e ci impadronimmo di numerose pecore, di c~pre e di tredici grosse tartane. Il Safi,eh sarà rimor· ehiat o fino ad Athara, ed ivi si provvederà al cambiamento della caldaia. Ci troviamo tuttora nella densa e grandiosa foresta tropicale, e la nebbia -che nella notte ci avvolge, è quanto si può immaginare di opprimente; a ciò si aggiunga il tormento delle zanzare, che qui volano a milioni, e la noia degli ippopotami che circondano il nostro vascello man.dando grida infernali. Dio ce la mandi buona!
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i8 di settembre. - Alle 7 e mezzo di stamane è apparsa una grande tartana sventolante bandiera francese. Come ci fummo ad essa avvicinati, ci venne consegnata una lettera di Marchand, nella quale l'esploratore francese informava il Sirdar che in ~eguito ad ordini del proprio governo egh aveva occupato Fashoda e dichiarato possedimento francese uno spazio di circa 600 miglia sul Nilo. Il Sirdar fece esprìmere a Marchand il suo desiderio di vederlo e quando questi venne alla sua presenza, ebbe luogo tra di loro un convegno, nel quale il Sirdar dichiarò nettamente non avere ormai più i F rancesi alcun diritto di rimanere colà. Marchand rispose che la sua:. presenza in quei luoghi era st~ta determinata da ordini del proprio governo e che qualora il Sirdar adoperasse la sua forza prevalente, a lui, Marchand, non rimar;ebbe che resistere e morire, ove occorresse, al suo posto. Il Sirdar rispose, a Sl1a volta, essere egli ben lungi da tali propositi, e che avrebb'e, anzi, permesso alla colonia francese di rimanere ulteriormente, finchè giungessero nuovi ordini dal suo governo; lascierebbe intanto 600 dei suoi ~soldati di presidio, alzandovi la bandiera egiziana. E così v enne fatto immediatamente, tra le salve di .t utte le artig lier ie.
16 di settembi··e. Abbiamo catturato non soltanto un piccolo veliero dei Dervisci, ma anche il loro più grande bastimento Safi,eh. Sapevamo della sua esistenza in queste acque, e verso le 6 antimeridiane dell' altro giorno sorprendemmo un accampamento di Dervisci,. con il loro vascello ormeggiante. La cannoniera Su,ltan aprì contro di essi immediatamente il fuoco, e dopo una mezz' ora i Der~sci erano o uccisi, o feriti, o in fuga. ,Lo stesso Sa(ieh ebbe la caldaia perforata <la un proiettile. Questo Safi.eli ha una storia. E ~so apparteneva già alla · tlottiglia di Gordon e fu su di esso che lord C. Beresford si recò à Kartum nel 1885.
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Presentemente facciamo rotta. per Sobat, dove stabiliremo due presidii; io passerò frattanto sulla cannoniera A.bu Klea che deve procedere a 60 miglia tra Fashoda e il :fiume Sobat.
2 O di settemb1·e. - In questo momento ricevo l'ordine dì far rott a per Bahr-el-Ghazal e Bahr..:el-Jebel per issar ivi la bandìera egiziana.
Cannoniera « Abu Klea >>. Babr- el-Ghazal, 29 settembre.
Siamo di ritorno da Sobat (che abbiamo lasciato il medesimo giorno déll'arrivo) ed~ Nosma, dalla quale ci separa ora una distanza di circa 30 miglia. Non starò a par'l are di questi luoghi : le, pioggie torrenziali sono cessate e abbiamo dei giorni in cui il cielo si mostra sereno, ma siamo rientrati nella regione delle zanzare che qui sono addirittura sanguinarie. Non v'è riparo éhe giovi a salvarci da simile malanno. Per poter prendere · un po' di riposo - dopo otto gior1ri di insonn~.a ! - ho dovuto coprirmi la testa con un ampio cappello dì feltro sul quale ho girato 11n denso velo, fasciandomi fl collo con un fazzoletto di seta. Le vesti strettamente abbottonate, le mani coperte di guanti, i polsi difesi da nuovi fazzoletti, tre paia aì calzerotti, calzoni doppi e una quantità d'altra roba, non mi hanno salvato se non in parte dai morsi dei terribili insetti; e nel destarmi mi son trovato il gir0 del collo, le mani, il petto · gonfi di punture. Oh le zanzare di Bahr- el-Ghazal ! esse riescono a dilania:l'vi traverso tre ·grosse paia di calzerotti ! La navigazione, frattant o, si è resa di mano in mano sempre più difficile tra questi intricati canali, ostruiti dal· Sudd, specie di densa aliga che fluttua a fior d'acqua e la cui resistenza è tal~.,.che rallenta talora perfino il corso.
delle navi. Domattina, tuttavia, navigando incessantemente, spero che arriveremo a Sobat e di là a Bahr-el-J ~bel. e Bahr-el-Zeraffe, due rami del Nilo che conducono a Victoria e a Nyanza.
1_ di ottobre. - Sono giunto da sabato a Fashoda, _dopo un percorso di 700 miglia di navigazione fluviale. 0
*** 3 d'i ottob1·e. - Eccomi di ritorno e diretto a Sobat . A Fashoda ebbi un convegno col governatore del luogo, maggiore H. \V. J ackson, per stabilire con lui il ~a _farsi. ~ bbiamo testè sorpreso ~n accampamento di Derv1sc1 a cui h~ immediatamente imposto di deporre le armi e di render.s1 prigionieri. Dopo cinque ore d'attesa, son venuti · alla nost~a volta 300 Diaka sudanesi che si recavano a rendere omagg10 al nuovo potere; erano seguiti da 170 Dervisci che _si arrendevan~, consegnando 75 fucili. Li ho imbarcati per Fashoda perchè siano consegnati al governatore. . Non ho nulla da aggiungere; ho eseguito una seconda ricocrnizione su Bahr-el-Jebel e Bahr- el-Zera:ffe, i due rami del Nilo che conducono a Uyada e ai Grandi laghi. Che tristezza! Che ·luoghi ! In 28 giorni abbiamo percorso 1000 miglia di navigazione fluviale. Come mi sento diviso dal mondo! Quando mi giungeranno nòtizie di. qualche creatura nmana? (1).
1
(·I) Dal Jotirnal of Royal Uniteà ·1nst'it 1tl.ion, del l.5 tllcembre '189$.
A.
B tSCON'f'INI.
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LEGGE1'DO
E, come i selvaggi, i due popoli si iugiurimrn, si provocano, si sfidano. Da una parte acuisce I;, malignità dei sentimenti, la rabbia di un popolo giova ne e i1ttel ligente che vede vin via intorno a sè chiudersi ooni sfo<ro 3J le sovrabbondanti forzo delle sue braccia e del suo coro "' vello ; dall'altra il timore di nua ri,·alità impreveduta e intollerabile. Drnmrnatici fa tti manifestano i crescenti od ì comprossi. Tra le due na zioni meridionali, eccitabili all'estremo, convinte degli illimitati diritti della sovranità pùpolare di cui godono, senza freni noli' esercizio di quei diritti, la guerra fatalm ente scoppia. Nessun governo, nessuna volontii umana può impedirne lo scoppio, come non lo potè in Francia nel 1870, e in Grecia ed a Cnha ... Tale è l'antefatto. Di fronte all"avvicinarsi di cruesta guerra che nulla può stornare, il ministero si regola alla meglio: non vuole inquietare iJ paese per no~ aumentarne la feb bre : $en te il peso dei gravi doveri cbe stanno per incombergli. Contraua alla sordina grani, carbone ed armi, prepara mag111.1.iui e nega l'opera nella quale s'affatica . Tace i suoi timori, i suoi nubbi, le sue speranze, al popolo cui poco dopo snrà costretto di ch iedero i maggiori sacrilki di un momento supremo: non si arrischia di fargli misurare i precipizi contro cui esso sla ciecamente correndo, di cl1iamarlo a comprenderne ed a dividerne le imminenti responsabiHtil, per poi stupire se questo popolo ignaro, come sempre. delle conseguenze degli aui suoi, so rpreso dalla guerra e dagli obbligh~ e~ le impone, vorrà reagire contro l'una e gli altri. O i bei tempi in Ctli il Cavour altnrneote professava le conseguenze bellicose cui indiscutibilmente collegavansi i destini del popolo italiano, spiegava ad esso od al mondo le vie per cni si sarebbero compiuti, e l'aveva con' corde sulla via per la quale voleva condnrlo. ~la che diamine? Torniamo al libro, e il libro è fantasia. llla fantasia impront.1ta da t:i l senso di realtà, che par tale. La guena scoppin. I .Romani , pace all 'animn loro e a clii li cita, avrebbero in tal caso creato un dittatore; noi m:;nteniamo sminuzzata la direzione della pnbblica cosa, aperta la doppia palestra della eloquenza parlamentare e giornalaia . Omero, non uoi a tre01i la anni di distanza da lu i, trovava pazzo dei molti il regno ; e dalla doppia palestra, proprio in quei momfoli magnifici discorsi sulla fratel lanza dei popoli vengono a indeboliro le convinzioni quando esse dovrehbero essern più concordi e ferme, o sulla situ~zione del ministero aggi tmoono incertezze a coloro che dovrebbero sostenere per aiutarli a snpe"'rare la più grave crisi che po~sa lor capitare- nel governo dellu pubblica
LEGGENDO I
La guert·(i del 190 ... fa terra e in mare - La questione della marina militare in Italia - Gli articoli dM, principali 11eriodici - L'Italia è potenza inarittima o te1Testre? - Importante opuscolo del M .\.:ffREOr - Le 'idee del Lo~rnnoso sJilla grandezza di Venezia - Un libro del MoLMENTI sii Sebastiano renìer - Biografie d1: guerrieri italiani.
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. ~l presente.'. a ben. considerarl o, può essere solida base a utili prev1s1on1. Se c10 non fosse a che servirobbe l'esporienza uman"? Perciò vengono di tempo in tempo li bri che cercano di descriverci il futuro misurandolo dalle__conseguenze che nel presente si .preparano. Sono volgarizznmento d, idee e contengono. profetici avvertimen ti. A questo genere di letteratura appartiene il libro che ho sotto <rli occhi, e discende in linea retta da un lontano e vecchio libro della Ba~tar;l-ia di Dorki,ng ('I). Quello feco utile chiasso in Inghi lterra; questo ... non scuoterà la fiaccona nostra. ~on monta. Entrambi sono una buona azione. Scorri:unooe le pagine principali.
*** Siamo all'alba del ventesimo secolo. L'animosità tra la nostra ed una nazione limitrofa giunta al parossismo. Stampa e tribuna parlamentare, ognuna per·ragioni proprie, allizzano le ire. È febbre acuta, provocata da un terribile assillo il quale versa e torna a versaro nuovo e potente veleno nelle vene dei giornalisti e dei parlamentari. L'assillo dell'ambizione di sentirsi c:ipaci di scatenare le forze e lo passioni di un intero popolo.
(t) La g-uer,·a net 190 .. , In terra e in mw·e dì
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A. - Spezia. (Tipografia della Lega
Navale cli F. 7.ajlpJ, l899).
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cosa, o peggio ancora · molcendo pericolose passioni nel popolo suscitano le dissensioni e la sommossa . Dinnanzi alla guerra stranamen te si comporta il genio nostro per eccesso d'inlel ligeuza inchinevole alla analisi, ai dissensi, al pessimismo . Nel 1796 ,.illucinato prese il conquistatore straniero per . un Messia liber~tore; nel •18t8 disertò la lotta per l'indipendenza per discutere sulle migliori forme di governo e nel 186·1; senza il saggio intuito di Garibaldi, stava per rompere la bella concordia che ci diede le meravigliose vicende déi due ann i precedenti. Una profonda conoscenza del nostro carattere e delle nostre tendenze traspare dal li bro in cui si contiene la visione di una guerra sul principio del secolo prossimo venturo, e la storia viene così facilmente a riprova dei rapidi ed infocati cenni con cui è sbozzata la situazione degli animi e delle cose alla vigilia di quella futura guerra. Siamo alla Spezia. Alcuni sperano sul!' intervento dell'Inghi lterra. Verrà, ma quando sia il momento buono per lei e non per noi, scrive in risposta il comandante d'allora del Benedetto Brin. Le sue lettere costituiscono il fondo principale del libro e la drammatica tela che lo ri unisce. Egli è nn generoso e intelligente campione quale dovettero ·essere i vecchi nomin i di mare aenovesi e veneziani· ceriamente per rispondere in tal modo alle illusioni forma te sull' intervenlo straniero, dovettero passare innanzi al suo crrveìlo i risultati di tutti gli interveo ri da ·quello di Carlo VIII e martellare ·1e sue orecchie certi versi del Manzoni ·che rispondono ad altre consimili illusioni, e si possono leggere nel {:Oro del!' Adelchi. ·Ma i versi son vecchi oramai di più che mezzo secolo. Ad ogni modo nella visione apparsa allo storico della futura guerra, gl'Italiani si trovano sol i nell'affrontarla. È imminente l'assalto sulle ' Alpi, son minacciate le coste. Sta bene,' scrive il comandante della Bri.n, freddo e càlmo come 111 ragione ineluttabi le del le cose, al nipote d1e si trova sull'Alpi ; sta bene, vi terrete fermo, ma non deciderete la • -vittori a se la floua non vi garant.isce l'arrivo dei rinforzi che dalla ,penisola _devono unirsi a voi per dare la gran battaglia. E la vittoria della flotta non basta a dare questa garanzia di sicurezza nell'adunata. Perchè ila flotta riporta una vera vittoria coli' impedire al nemico soverchiantè di nuroero1 di so rprendere la Spezia; ma la sua vittoria non impedisce a pochi incrociatori di recarsi in•>sservati a ruinare gallerie e poJ?ti della ferrovia costiera in modo da renderla i nutile per parecchie ,settimane. I reggimenti rifluiscono nella penisola invece di proseguire verso la frontièra; l'adunata s'intorbida, alla battaglia deci~iva mancheranno i battaglioni su.cui contavasi. E allora'? 1
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** Tra le voci del coro confuso e yario del popolo italiano con somma arte lo . scrittore due ne sceglie: quel la del deputato che, nelle alte sfere in cui vive, mo lte cose giudica ed impone, e l'altra della gentile moglie del comandante dell a B . Brin che trepida e piena d'affetto scrive al marito accoppiando ai nobi li sentimen ti da, lui ispirati quelli suggeriti i1 lei dagli affetti di moglie e di madre. Anche l'organ ismo del depulato, quello le cui lettere sono raccolte nel fantastico libro della visione guerresca, è alte:ato dall'a-;sillo delle aspirazioni sovrane, tanto da avvedersene nella stranezza dei giuiiizi e nella inoppor.tunità delle proposte, gli uni e le altre .originano esclusivamente dall a importanza che il suo io assume in seguito al mandato di cui è investito. La fìducia di co loro che rappresenta lo mette in grado di chiamare innanzi al suo giudizio uom ini e cose e dal posto che occup·a trae competenza a sentenziare impavido su tutto e su tutti. Questa enorme sproporzione tra i strani latti che si svolgono intorno a lui inlliggendo il marchio dell' impotenza perfino alla vittoria, e la misura a (;UÌ li sottopone il deputato per giudicarne creano un umoristico contrasto e provocano un doloroso sorriso non privi di inllnenza,sulla impressione destata dal libro. La ma.cchietta nascii tutta di un pezzo neHa mente del'o scrittore, ma è macch ietta viva. Questa mediocrità inconcludente quanto operosa è piena di buon volere. Sono al mio posto di combauimento co me voi su l ponte della corazzata, hà il coraggio di scriver,~ al comandante della B. .Brin, che for se non conosce nemmeno e gl i chiede intanto qualche libro di cose marinarescbe per leggerne, dovendo illuminare il governo e destare l'attenzionr. dei. col legh.i. Perchè questo bravo uomo sì sente la responsabilità di grandi doveri qnali incombono ad uno che si senta in presenza della storia. Iu lui, per dire i-I vero, il ,cittadino è· scom parso, ma tutto il campo è preso dal gi udice sovrano che porta nell'esercizio di quei doveri le abitudini e i co?cetti-prevalenti nel l~ Corti d'assise. A lui il mondo apeare sotto forma dì un dibattimento cui egli presiede come giudice inquisitore ed in cu i il gran colpevole è il ministero. La vi ttoria della Spezia non ha impedito la rottura della ferrovia littoranea -e il. ministero sentirà lui, e se potrà res,i:;tere ai suoi tonanti rimbrotti sa rà miracolo. lntan.to alle ditlicoltà non piccole del momento aggiunge l'inopportuna e querula cri tica su quantò avviene,
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al gigantesco lavorio imposto al gover.no in quei giorni d'azione intensa unisce il ronzìo molesto delle sue inconsulte 11mbizioui che lo spingono n rovesciare il ministero. Ascriviamci a fortuna se questa macchietta così ben disflgnata e cosi deleteria per l'andamento della pubblica cosa abbia da rimanere in questo e nel venturo secolo nulla più che 111 concezione fantastica di un forte cervello e l'estetica ma nifestaz ione di una for te penna. . Di fronte appare la simpatica e nobile figura della moglie del comandante della corazzata B. Rrin nell'epoca futura cu i il raceonto si riferisce. A lei convergono i ,dolol'i in cu i è travol to per quel la guerra il popolo. ~elle ansie di quei giorni la notizia dell11 vittoria navale è conforto, ma il conforto è turbato dal contraccolpo dei panici che sorprendono il popolo cli Napoli. Il mare non è libero: i grani ordinati uon arrivano: la fame e gl i steuti cominciano a !:ierpeggiare e generano paurosi fantasmi. Torniamo pure ai fatti di guerra.
as:;ai 1esa cui nemmeno la vittoria riesce di giovamento, accelerano la ruiua. In tanta disperazione appare ancora un lampo di vittoria . La sorte arride alle audaci operazioni di un vero rimasuglio delle squadre italiane dolorosamente provate nei combattimenti anteriori. Per rimettersi esso ri para nel pol'Lo della Spezia, ma l'opinione pubbl ica non gli concede tregua. Esige da quei nol.iili avanzi nuovi sforzi. Escano da qualunque costo dalla Spezia ed affrontino il nemico. La traaquillitil del pae~e per un momento riguadagnata da qne.i b:irlumi di vittoria lo vuole. All'ordil),.e perentorio il comandante china la ti:,sta, e giuoca la estrema partita. La vittoria, una grande vittoria, ha vol uto coronare anche questo. sforzo. ì\Ia dolorosamente nell'esultanza dell'insperato evento una nuova e forte squadra france5e appariva innanzi alla Spezia. Per tenere testa 111 1a rinascente idra nou avevan più mezzi le squadre italiane. Le poèhe navi che ancora le com ponevano erano appena in grado di combattere; salvarono tuttavia l'onore della marina, ma pur troppo nell'ora stessa del loro sacrificio estremo generosamente offerto, le coste sicu le erano invase,· i colli toscani violati dal piede nemico. Un orribile fato pesa dunque sul!' infelice paese che nem meno la vittoria arriva a salvare? Qual colpa è esso costretto a pagare?
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lo ·altri tre momenti essenzil!.li è descrittft l'nzion~ della flotta nella futu ra guerra. Un numeroso n:n•iglio a;;sale e uombard:i Genova; :rnimosamente la squadra esce dal la Spezia 11, contando sul la propria Yl'locità, molesta il navigl io ne1nico e pa rte ne distrne da ll'opera distruttrice. Ma nou può fare di più, e l'audace impresa costa l)na del le corazzate, il Dandolo colato a picco. La secondn squadra era a Ila Maddn lena e vi si sta oca va uelle crociere e nei colpi di mano tenendo d'occhio quel la pa rte della flo lta a\'versaria che era a Portovecchio. Uno contro tre, e la flotta avversaria sfugge alla crociera e si avvia a Biserta, donde avrà da scortare uo grosso convoglio. La squadra arditamente la segue. Il Safot Bon urta collo sprone in una nave nemica . Quale'? Il comandante non lo sa : per un momento ha perlìoo creduto che la nave sua dovesse invece essere urlata: invece gl i abissi del mare hanno inghiottito il gigantesco nemico. Non è che un epis,odio: l'azione iucalza e tre navi affoudate nel cana le di Biserta duratite il vivace duello d'artigl ieria combauuto tra la ,second:J S(p1adra ed i forti della spi(lggia africana ritarderanno di qualche settimana, for~e da un mese, al convoglio nemico ed alla squadra che lo deve scortare il viaggio e lo sbarco progettato. i\la tanta audacia e tanto valore sono mal ripagati. Il bombardamento di N:ipoli e la rivolta in parecchie ciuà, provoca ta dal pro lungarsi di unn situazione
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** 11 quadro è grandioso quanto l'impressione da esso fatta è incal zante: un vero amore di patria lo ispira e compensa il pessimismo che 1,ivela. Vero è il punto di parteuza, vere sono le cifre, fantastico I' intreccio storico. Esso seduce il lettore e colla vivacità della forma che lo trascina può perlìuo nasconderl(li la grande lezione che ntl sgorga. E nella mente degli italiani è pieno di gravose inCOl(nite il problema connesso al la si tuazione del loro paese trn quella parte dell'Europa in çui pare più intc:ns;t la vita commereiale ed industri:i le ed il mare che conrluce alle regioni di nuovo aperte all'avidità de~li Europei. Sicchè se Lei Lega navale si è costituita interprete autorizzata ed autorevole delle nuove esigenze che la nuova condizione di cose impooe agli italian i, or qua or là appaiono sul le più .reputate Riviste della penisola articoli dovuti a peJ:sonaggi eminen1i, i quali cercano di chiarire l'opinione pubblica ciri;a la importanza della difesa navale di fronte alla terrestre, alle necessità e;he si rivelano nel lo stato attua le degli armamenti mnrin i, ed alla misura dei prov'vedimen ti da prendere. '
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Tra questi :;cri tti ci tiamo quelli del generale Pri merano sulla Niwva Antologia col titolo di Ar·1~i e_Nr~vi. La discussione ira un Ex deputato ed !l professore Manfrom dibattuta tra le pagine della Nuova Antologi.a e quelle della Ri·m·sta Marittima coi titoli Marina e Finanza,_ e llfarirna_ Finanza e Politica .... ed altri. P,oichè per le attribuz1om ~he ~serc1t.a sul!' andamento delle cose pubbliche il Parlamento presso di noi, ogn i quistìone che le interessi finisce col rit olve~si uoica~eote ~d esclusi~amente in una qnestione finanziaria perdendovì di vista ogn~ altra attmenza che essa possa av~re coi pubblici ipteressi della nazione. E questo cercano di evitare i militari e coloro che in generale :7edono più Ja_rgamente e più complessivamente quegli interessi . . E vogliamo pure citare nn opuscolo rinfrescato e messo a nuovo m una seconda edizione da colui che lo scrisse, cioè il Manfredi direttore dell' !tali~ Militare ~ 1lfa.rina. L'opuscolo ha per titolo la domanda: _L Italia di'Ve essere potenza terrestre. o marina (Edit. Vocrhera): fu compilato nel 1893 q9asi antesign·ano dell'interesse che qu~lla d~manda doveva sollevare poch i anni dopo, ed è così fresco ed opportuno c!rn la sua r'.stampa. sembra di vera attualità. La massima parte delle ci,:costanze n fl etteoti la questione vi sono nettamente adombrate sy1egate e discusse, sicchè possono suggerire al lettore un sicuro indi~ r1zz.o a_lle .sue cous!deraz_ioni. Lo scri tto è diviso in 1~ove capitoletti così 1~d1ca_t1: idee 'vecchie e. situazione n11ova e vorrebbe cbe questa nuova s1tuaz1one mducesse 1l Parlamento ed i I governo a dedicare [e sue . . ?u:e a1 mezzi nece_ssari per farle fro nte ; uno studfo ancora. da farsi, qu ello ,c1oe ~ella parte mcom beute alla flotta . in caso di cruerra. le nostre f1:onti~re terrest1:i pi~_diffi~ili a valicarsi oggi che in"' passa:o; il.pregiudizio che sul ~~ ~1 . dec1d~no le sorti della nazione, e i l caso possibile che qu~l preg111d iz10 s1 mamfestasse erroneo; la f1'ontiera marittima e Ja sua 1rnp?rtanza crescente, specie nel le guerre fu ture che ]' amore si ?o~p1ace d1 chiamare lotte per la prosperità e di descrivere come tal i md1cando il Mediterraneo come loro teatro. ' '· Ri~_ar1~ia mo; il l~uo~e al!' opuscolo per la concli,sione·riguardante le cond1z1001 dell Italia nspetto aIle sue ipotesi . Essa risponde alla tesi so~tenut·a nel ?ramm~tico lav~ro ~ol cui esame aprimmo quest 8 r~br1ca, ma notiamo d1 nuovo 1J br10, e la chiarezza con cui anclte nel1' ~puscolo_ del ~J_anfredi storia, geografia, relazioni politiche, asserzioui ~e1 grandi ~omm1 d1 guerra'. tendenze nazion~ li e pret~se straniere ~~no acco~piate per mettere m Iuce questa parte del problema della difesa naz1_ona le dal suo animo di pubbliciF-ta presentilo cr1à nella sua pien ezza cmqne anni prima che venisse ad attrarre più largamente il pensiero dell a nazione.
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,,. ** E siccome trattando di guerra di mare ricorre al pensiero non solo la storia delle nostre città marinaie medievali , ma più specialmente quella di Venezia, anchè gli uomini di scienza sono scossi al ricordo storico del passalo di quella città. Sicchè iI Lombroso ·si chiede nella Nuovci hitologia : Perchè sia stata grande Venezia : e, come spesso gli avviene, cerca la risposta piuttosto nei suoi preconcetti scientifici che nella I rèaltà storica, e colla massima buona volontà di rimanersene ai dettami del positivismo esorbita non differentemente da un I-Iegeliano della più bel!' acqua. E poichè nè l'esagerare l'influenza delle miscele etniche, dell'innesto climatico, della lotta per la vita cui paiono bastanti a risolvere la tesi che egli si è proposto, dà alla grande libet·tà politica esistente in Venezia la ragione della sua grandez!,a passata, e davvero questo grande esempio di libertà politica data da Venezia non ce l'aspettavamo con tutto quel lo che fì'nora ci fu insegnato dal\a storia. Dove riesce evidente l'azione preponderante di inlluenze geografiche e storiche, come ciò avviene per le vicende di Venezia, sembra inutile l'andare alla ricerca di altri fatti per spiegarle. Le rela1.ioni tra Vent1Z'ia e Costantinopoli sopravvissùte alla caduta dell' impero d'occidente, le relazioni tra Venezia ed i paesi dell'Europa occidentale a traverso la pianura ·padana ed i paesi ,mòntani del Bergamasco spiegano come il cornm·ercio dell'Oriente dovesse necessariamente aft1uire a quel posto anzichè a qualunque altro delle rive dell'Adriatico scarso d'altra parte di· porti. Rispettiva{nente ali' Oriente Venezia rappresentava il porto cui / si arrivava con minor tragiuo marittimo ed a cui corrispondeva una località dì sbarco assai interna rispetto al continente europeo. In ciò sta la ragione del la ricchezza commerciale di Venezta; perciò cessò la sua prosperità quando restarono obliterati i punti di partenza di quel commercio. E come città commerciale, Venezia ebbe governo oliga rcbico quale lo ebbero e lo hanno tutte le ciu.à eminentemente commerciali. Per difendere le vie del suo commercio col!' Europa occidentale dalle prepotenze dei signorotti e dalla preponderanza dei Visconti, Venezia dovette assicurarsi delle città di terraferma fino a Bergamo, ma la contemporaneità cli questa risoluzione e delle guerre che vi si collegano con la rivoluzione delle vie commerciali per effetto del passaggio del Capo e col!' espansione turca in ·Oriente non deve indurci nella credenza che
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quel l' occupazione delle città di terraferma sia stata causa della decadenza di Venezia . Non ostante l'attacco subito all'epoca della Le!.!a di Carn bray, e gl i sforzi successivi degli Spagnuoli, Venezia tenno città di terraferma per tre secoli e mezzo. Invece non ebbe forze sufficienti per fa r argine all'espandersi dei Torchi, dopochè le venne meno l'appoggio delle altre r.i.ttà commerciali ita lia ne e doli' Europa oc:cirlenta le.
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Ul ti mo episodio di quell'appoggio fu la famo s/J battaglia di Lerpnto ~cl 7 ottob~e Hi71 . U.na grande e memorabile vittoria nel campo tattico, una infeconda ed inutile vittoria oel campo strateo-ico come in <]uello dell11 storia. I ·particolari del combattimento nava~ sòno copiosamente narrati dai moltissimi che in questi ultimi anni ne scrissero e ne discussero cercando prove ·.ed 11rgomenti per difendere od accn~are i com~n~auti della llotta che presero parte alla battagli11 (•I). ~on o il caso dt nparlarne. Pi1ì assai interessa il porre io lnce come nem meno la vittoria più decisiva, e specinlmente una vittoria navale, non Yalga a raddrizzare una si tuazione strategica mal considerata, od una situazione politica erronea o· conrradditoria. li dominio del mare ò poderoso elemento per ottenere un risultato l':ivorevolmente decìsivo nell'andamento dì ttlla guerra, m:t non è di per sè solo scopo per una utile e feconda impresa di guerra. Stermiuata la Jloua turca a Lepanto, la repubbliGa di Venezia avrebbe voluto dai vincitori fosse almeno ritolto ~egroponte ai 1'urcli i. Invece non se ne fece nnIla. La flotin spagnuola si divise dall:t veneta e se ne tornò a Messina: la veneta rim:tse inattiva nel porto di éorfù. fu rinunciato al Yantaggio del predominio assoluto sul mare avuto colla vittoria di Lepanto, e siccome gli uomiui vivono su lla terra e della terra, occorreva un pj;rno. qualsiasi il quale alle operazioni di mare legasse quelle di tena, ed 10vece ad esso non erasi nemmeno pensato. Anche al Callwell parve che non dalla sola distruzione delle forze navali francesi a Trafalgar venisse il vanto per gl i inulesi di concorrere al la ruina dell'impero n:ipoleonico, ma bensì da ll'a~er sapu to approfi tta i'~. della possibilità di sbarcare truppe in ogni punto del litorale di quel! impero per corroderne.le basi. /
(i) Vedi i moltiss imi citati flal J.epant_o, da J)ng. 16t a pag. 167.
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nel Sebast'iano Veniero e la b!l/taglia cli
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Anche vittoriosa a Lissa nel ,t 866 la nostra flotta non avrebbe concorso ad avvantaggiare i risultati.della guerra se poi ~on approfìttaya della sua villoria per rendere più facì li e più decisive le operazioni terrestri (e non lo faceva rendendoci f:u.:ile uno sbarco in Dalmazia), come se fosse continuata la guerra dopo Lissa, le condizioni mnriuime degli avversari, ali' infuori della impressione morule, non sarebbersi mutate fin chè alla flotta austriaca non avegse potlllO stm bare le nostre opernzioni terrestri. La storia navale dei Veneziani, dal xvi secolo in poi, ricca di fatti, gloriosi fu steri le di risultati perchè la distrnzioue periodica delle Jlottc turche non bastava a ferire nel suo vivo l'impero turco basato sulla forza dei suoi eserciti e sulla loro fede nel su ltano di Costantinopoli.~ contemporanei della vittoria di Lepanto lo capivano che la vittoria naYale non poteva essere in quelle circostanze scopo a sè mede:;ima e che il predominio sul mare per essa assicurata ern nulla se oon sapcvasc11e trar profì uo. Si stupirono che le Oottc, o che a Imeno Ia flott11 veneta ' non vol"ossero dopo la villoria le prore verso Costantinopoli. Noi 1'l fecero o non seppero o non lo poterono fare, e la villoria· fu nulla. )la il go,•erno della repubblica veneta ,;eppo valersi della debolezza dell'impero bizantino fin<: hè du rò, 11011 seppe mai dirigere la sua condotta pol itica in modo da far convergere i propri con gli sforzi che la monarchia austriaca doYeva fare per difendersi dalla espansione turca . Xon ebbe bast:mtc coscienza della connessione esistente tra le m:rnovre delle sue galee nell'arcipelago e le marcie dei due battaglioni austriaci sulle pianure ungheresi. Politicamente la lega che condusse le navi cristiane a Lepanto era un assurdo e non resse; storicamente era un anacronismo e non lasciò traccie della sua influenza sul corso della storia : E evidente che ai Veneziani potesse interessare la riconquista dol predominio sul bacino orientai~ del ~Ieditorraneo loro rapito dai Turchi e che per riaverlo avessero caro di associare alle proprie forze navnli spagnuole. Uua vittoria sui Turchi poteva anche rendere più facile agli Spagnoli l'insignorirsi di Tunisi e delle coste barbaresche per s perdervi i nidi pirateschi oude veaiYa danno al libero transito a traverso il bacino occidentale del Mediterraneo . Ma che cosa pc~ava la sicurezza del piccolo commercio di cabotn"gio allora sopravissuto su questo bacino in confronto dei grandi iotore~ì inernnti alla conservazione dei vasti domini detla Corona di Spagna nella vallata del Reno, e nella penisola italiana? Un senso di riguardo pot~va indurre il re Cattolico ad unire le sue na,·i alle veneziane per combattere gl' infedeli ;. ma ogni riigione politica doveva consigl iarlo a far molta economia d1 forze che assai più utilmente potevano essere
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altrove richiesle, e pitl ancora a non consumarle più che a vantagoio proprio, anzichè a quello della repubblica Ji Venezia cioè alla più temibile Ira gli Stati italiani della penisola. Questa divergenza d' intrressi era bastante a rendere politicamente assurda la Lega tra Spagna e repubblira veneziaua per combattere il l'llrCo. E siccome l'andamento delle operazoni militari è riflesso della situazione politica'dalla 'quale hanno orioioe, cosi la vittoria di Lepnuto oon bastò a correggere le conseguenze ~lolla situazione assurda da cui ebbero origine le operazioni militari che ad es ·a condussero. Jn uu momento di resipiscema religiosa del cn ttolicismu riusci ad 110 santo Papa di raccogliere le forze dei due Stati cattolici più r.otenri sul mare e con lo idee sopravvissuto nel ricordo delle Crociate cli lanciarle contro gl' infedeli. Quel Papa potè llolennizzare doppiamente il suo trionfo, ma l'orientamento politico dell'Europa erosi in un secolo troppo cambiato specie per la mutazione avvenuta nelle vie commerciali perchè si rinnovassero le gesta delle Crociate.
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cercare nella 5-_toria mi litare strani~ra. La penna di quello scrittore, :ifTinata oram:ii dalle molteplici opere rese di pubblica ragione, dà al libro tutta la vigol'Ìa eri il brio per cui riesce piacevole ed ellìcace la sua lettura. Intorno ::illa fi gura del Veniero appaiono come in uno sfondo l'avvenimen to rlella battagli4 di Lepanto od il suo breve dogato e sono l'uno e l'altro tocc~ti con mano maestra dnl )loLMENr1 cui la grande cono scenza della storia veneta e l'abitudine alle ricerche rl'a~chivio rendono agevole il narrare mantenendo l'economia che es,;ge un libro io relazione al suo sogg::.LlO. Lo vorrem mo quindi fotto model lo della serie di biografie cb,e la solerte casa editrice dei 11arbern a Firenze ha cominciato a pubblicare colla vita del Vespucci, e nella quale desidereI remmo che La luno dei nO$tri ufficiaii inserisse taluna biografia di capitani delle compagnie di ventura tra cui parecchi sono deg~i di studio per le loro doti eome per le loro gest:i, o dei comandanti delle nostre gnerre d'indipendenza Lra cui molti per la loro spiccata personalità meritano di essere ben conosciuti .
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** All'infuori di queste considerazioni non prive d'importanza nelle condizioni od ierne del la Sloria europea in cui Stati forti esclusivamente sul mare sono in procinto di trovarsi .1lle prc,~ con Stati essen1.ialmente forti in terra, in cui sparsi frammenti di dominio coloniale non dissimilmente disposti da quelli rimasti a Venezia dopo l'invasione turca, debbono essere cousen•ati dallo Stato che li possiede, in cui lo spostamento avvenu to a causa dell'espansione europea hn sconvolto tutte le tradizioni politiche cui connettevasi fino a pochi anni or sono il regime delle alleanze, ed ali' infuori pure dell'interesse che lo studio di quolla battaglia desta negli eruditi troppo teneri per le loro glorie .municipali, essa può riuscire valida base allo studio delle passioni umane e dei CMa tteri um:111ì. Il )Ior,ME~TI ci diseg-na con tratti pieni e sicuri un11 bella figura di uomo nel Sebastùmo Venùro comandante della Ootta veneziana a Lepanto. Sotto parecchi :ispeui ci ricorda la energica personalità di Xino Bi).io. più prossimo ai Lempi nostri. Altissimo sentimento della patri.i, rarida concezione e pronto impulso all'agire, scallo improvviso di potenti ire, criterio sicuro anche sollo l'impeto della passione, somma modestia suggerita dalla inOueuza degli :iffotti fam ioliari. Perciò indichiamo il libro del )JoL11ENT1 ai nostri ufficiali perchè imparino a cerca re nella storia militare nostra esempi e fotti che abitualmente siamo attraui a
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NOTIZIE POLITICO-l!{ILlTARI
NOTIZIE POLITIOO-MILIT ARI
Appena uscita la rappresentanza del s.enato, entr? qu~lla ?e~la Camera dei deputati, con a capo il suo presidente, on. Zana1 delh, 11 quale pronunciò queste parole:
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li p,rimo gennaio, col .solito cerimoniale, ebbero luogo nella reggia i ri-
·covimcnti di capo d'anno .All'una pÒmeridiane le LL. l\fM. il Re e la Regina ricevettero le deputazioni del Senato e della Camera. li presidente del Senato, on. Sa racco, a ca po doli a com missione dei senatori, avanzatosi verso il trono, lesse il seguente discorso: «
Sir~!
...
La Camera dei deputati obbe recentemente l'.on or.e a·1 . e~primervi . .. sull'indirizzo di risposta al discorso del11:1 Cor~na, 1 suo, v~t1, 1 suoi m~ tendimenti politici, ed oggi le è caro recarvi. con devor.10,ne .leale, 1. voti, i sen1.imenti, gli auguri che essa sente vivamente nell a~1m.o ye1 la vostra persona, per l'nvveuirc felice di voi, della nostra graz1os1ss1ma reo-ina e della famiglia reale, . l'!' Possa l' Italia, sotto ìl.vostro regno, raggiungere un ~lt~ ~ra~? di prosperitù, di potenza, cli gloria I I? so che que:to au~uno ~ 11 .~rn grad~ cheaoi possiamo rivolgere a voi, s,re; a voi, che la vost111 ~,ta, co~ un cullo altissimo del dovere, avete interamente consacrato alla p~tn~, la quale, nella monarchia nazionale, ravvisa il palladio della sua rnd1penden1.a e della sua unità. . . ., . , E fervido l'auuuriò s'ìnnalz..'I a voi, augusta regma, cui . p1u fulgida <I.ella corona regaie cinge la fronte l'aureola di quante ,virtù,. se~•ere fosieme e gentil i, possono formare la forza di un trono, I a~m1raz1one , «
Sire!
« Coll'antica devozione e sempre colla stessa fede nei gloriosi destini clolla vostra Casa, pegno e immagine vivà della graI1dozza della patria italiana, noi vi portiamo, ' o sire, il rivercme saluto d.el Sonato del regno e il più fervido voto che sappia use.ire dal petto e dall'anima di ciascuno di noi: che fino da quosto prirno sorgere o nel corso non interrollo del nuovo anno che si aranza, ullimo del secolo memorando sopra ogni altro nella storia dell'Italia nostra, piaccia a Dio che scl'Uta i cuori dei grandi come dei picco li della terra e dà a ciascuno, secondo il merito suo, colmare la maestà vostra dei suoi doni più preziosi che tornano maggiormente acce~ti al vostro cuore di re, di sposo e di padre e spa rgcl'e con egualo larghezr.h le sue grazie sopra questa reggia dove un'augusta donna, modello di sposa e di madre, impera sovrana sui cuori colla nobiltà della vita e coJJ'escmpio di tu ite le cristiane virtù. « Così avvènga, o sire, siccome noi vi angu ria mo con pienezza o sin· cerità di cuore che, circondato sempre dall'affetto, dalla riconoscenza <lei paese, B regno di Umberto I duri per anni molti e rnolti altri ancora, sempre glorioso e felice per fortuna di 'JUOSto popolo clie riconosce e saluta nel suo re il più strenuo difensore delle libertà statutarie; il caval iere sell(,a macchia, il primo e il più leaìo cittadino d'Italia.» S. M. il Re rispose ringrnziando il Senato degli auguri esprqssigli, disse di aver caro cho il Senato circondi d'affollo la sua Casa ed a!!'giunse di far sempre pieno assegnamento sul patriottis1110 e sull'effica~e opera de)l'alto consesso.
di un popolo. . .. . . . . . bT « Dn voi quindi, traendo gli ausp1c11, 1nsp1randos1 alle in~ornpa 1a 11 tradizioni che sono vostro retaggio, l'Italia, sotto l'usbergo .d1 una lunga tiace, con provvida saggezza assicurata al paese,. dalla. rigoros~ o~be. a di' tutLi alla ler.we dalla giustizin resa con imparziale reltttudine, d1en>1 oo ' · • d l dal fedele rispetto delle pubbliche libertà, dall'onnipossente v1rlu e . dalle fecond e concordie civili, potrà derivare . salute Iavoto, ,. e grandezza r t1ell'emula gnra di tu lii i pubblici potet·i convergenti ali intento e I rendere altamente benefiche le nostre istituzioni. . , Tari sono oli auouri di cui alle maestà vostro fanno reverente omaggio, I:) I:) ·c111 . sicuri iriterpreti dei voti popolnri, i rappresentanlt e a nazione. )) S. l\~ il Re risposo cli avere grandissima fede ~~Ila rap~re~entanr.a nazionale, di contare grandemente sulla sua opero!>tta e patr1ott1smo, e conchiuse congrntulandosi per lo zelo e l'operosità dimostratn dalla Camera nel primo periodo di questa sessione.
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NOTIZIE POLITICO - MILITARI
NOTIZ18 POLITICO-lULITARI
I sovrani ricevetlero in :seguito i ministri, i sottosegretari di Stato, la rapprese~t.anza dei grandi corpi dello Stato, dell'esercito, della pro.-incia, ?el mumc1p10 ecc. ecc. Gli ulUciali della guarnigione e moltissimi di quelli m congedo fecero ala al passaggio delle LL. MM. quando si ritirarono nei loro appartamenti.
e la minaccia di guerr.1 immediata alla Francia se non si fosse eseguito lo sgombro. Risoluta 111 q uestionc·di Fashoda colla ritirata dei frnncesi, ed inviati messi inglesi al campo di Menelik (i messi inglesi nei paesi barbari non si presentano mai a mani vuote) questi restò dapprima perplesso, poi, a quanto pare, rinunziò ali' impresn; o almeno perdette tanto tempo nell'incertozza, che oggi non gli resta se non tornare indietl'o.
Le cose del]' Abissinia, durante la quindicina attrassero l'attenzione del mondo politico e militare non solo in Italia, ma diremmo quasi in tulta l'Europa; perchè stante gli addentellati che la questione abissina ha con q~ella del. Sudan e indiretta mente con quella d'Egitto, l'Italia non è ~~ù la sola mt~'.·es~ata a quanto succede nei paesi del Negus, ma è sempre I m.teressata p1u d1rella e la principale. E noto che Menelik aveva raccolto nel campo di Borumieda oltre centomil~ uomini, provvisti dell'occorrente perchè un esereilo abissino possa marciare e tenere la campagna per alcuni mesi. L'avanguardia di quest'esercito (40 o 45 mila uomini) 1:omanda ta da Maconnen si avanzò fino al 'figrè, vi entrò senza colpo feri1:e, ed ora t~~\'asi n.ei dint.orni di Macallè. Suo scopo immediato - oggi non v'ha piu dubbio - e di sottomettere e forse togliere di seggio ras Mangascià ribolle al Negus. II grosso dell'esercito, con ì\fenelik alla testa, giunse fino nelle \·icin3oze del lago Tsana, poi si fermò ed ora dice:si che torni indietro. Qual era il suo obbiettivo '? ~on corlo la sottomissione di ras Mangascià, pe~chè lo sforzo sarebbe stato superiore al bisogno, e ad ogni modo se s1 fosse creduto necessario tarito esercito per il detto scopo non si sare~be ~oi ~~r.mato a mez~~ ~trada. . . . / E neppu1e puo dus1 che Menehk s1 fosse mosso con mtenz1om ostiJi all'I talia, pcrchè in tal .caso aHebbe seguito nel Tigrè il corpo di Ma- · connen. D'altronde stanno contro questa ipotesi le costanti assicu razioni di an~icizia fatte ~a Maconnen e da :\Ieuelik, sia con messi speciali e lettere dt l\faconnen al goYernatore dell'Eritrea, sia con una lettera autografa. de( Negus al Re d' Italia. Si aggiunga che il nostro rappresentante allo Sc1oa, capitano Ciccodicola, invitato dal Negus stesso, si trova al suo seguito. Dunque non resta se non ammettere che Menelik avcss(\ in mira l\feternma e il Gallabat. Si rammenti che quando. eaJi eseauiva la sua faticosa ra dunata,. i Francesi occupavano Fashoda; si rammetti l'importanza_ che a tana parve esagerata - data dall'Inghilterra a questa occupazioneI'}
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** Lasciamo dunque Menelik col suo esercito e veniamo a )Iaconneu. Dapprincipio si credeva che l'l!aogasci~ sarebbesi sottome~so senza combattere; ed in\•ero i preti abissini correvano da un ras all'altro esercitando il loro uffizio di pacieri, come sono soliti a fare con molto zelo, ma con poco frn Llo. Sembra però cbe J.\,l:lngascià. abbia oramai stancato la pazienza del negus (che dal suo punto di vista uon ha torto) sicchè questi l'avrebbe - pc1· 11sare una nostra espressione - rin°osso dal grado e dall' inlpiego, nominando l\faconnen in sua vece. Posta fa cosa in questi termini, l'accordo dive.ola impossiLile; infatligli ultimi telegrammi recano che le ostilità. fra i due sono cominciate. Come finirà'? E' difficile dirlo. Maconuen è induLitatameute molto più forte, ma se i Tigrini sostengono .Mangascià e questi può ti l'are in lungo, l'impresa di :Maconmm può diventare molto difficile :;tante la penuria che, già si spe1·irnenta nel campo scioano e crescerà ogni giorno . E oramai noto e accerlato che gl i eserciti abissin i non possono tenersi in piedi se non per un tempo proporzionato alln quantità di vi,·eri che si portano appl'esso e nlle razzie che possono fore in paese. L'allluenza gi-aduale continua di mezzi di su3sis1enza dalla base di operazioni al campo è impossibile, per mancanza di stradP, di ordinamento e di mezzi di trasporto. Si aggiunga che in prima vera comincia la stagion e delle pioggia. È oramai noto e certo che se nel 1896 il comandante italiano avesse temporeggiato ancora per un mese, ~lenelik sarebbe stato vinto senza combattere o almeno sarebbe stato obbligato a ritirarsi non vinto, come fece il ne~us Giovanni al tempo della spedizione San òlarzano. Lo stesso può succedere a :\'faconnen, se non riesce a sbrigare la faccenda; ma quasi tutti credono ch'egli abbia i mezzi necessari per riuscirvi. D'altra parte è certo che Maugascià, tanto inferiore in forze, non si trova, quanto a viveri, molto meglio dell'avversario; perchè il 'l'igrè,
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teatl'o permanente di guerre, di discordie, di sommosse era esausto anche prima che i\faconnen arrivHsse, nè può quindi Mangascià av~rne tratto grandi risorse.
Le conseguenze deJJ:i fame per questi due avversari sono, fino ad un certo punto, un pe ricolo per noi; anzi, date le buone intenzioni dell'uno e dell'. altro a nostro riguardo, sono forse in questÒ momento 'il pericolo maggiore, perchè la fame può spingerli a violare i confini, malgrado le buone intenzioni. I territori dell'Okulè-Cusai, dell'Hamasen, del Serae non razziati, sono una gran tentnione per orde affamate del genei·e di quelle che si contendono il Tigrè. Certo le mandrie e gli armenti furono ritirati dalla zona di confine e internati, sia per ordine del Governatore, sia per il previdente interesse dei possessori, ma questa misura necessaria non è pienamente rassicurante per ch i sa quali distanze percorrono in poco tempo gli abissini. · Che cosa faremmo noi se rn.zziato1'i di una parte o dell'altra violassero il confine? Crediamo ~be la questione sia stata ventilata nei consigh del nostro Governo, ma non sappiamo che cosa sia sta to deciso . • Fu avanzata da un giornale la proposta di provvedere noi stessi i viveri a l\'laconnen, a vendo Menelik, per patti stipulati, il diritto di approvvigionarsi, mediante pagamento, sulla piazza di Massaua. ' Ma si può osservare che i pa tti stipulati non contemplano il caso di guerra; ad ogni modo altro è permettergli di approvvigionarsi con personale proprio, mediante pagamento, a Massaua, e trasporta re con carovane proprie, i viveri al suo campo, altro è incaricarsi noi di questo servizio, il cui pagamento potrebbe mettersi anticipa tamente fra le quote inesigibi Ii. :Non ci fermeremo a considei·are quali conseguenze potrebbe avere per la Co lonia Eritrea la pien;i sconfitta di ~angascià e l'insediamento tranquillo di Maconnen a ras del 'i'igrè; certo il consol idamento dell' unità abissina non sarebbe a vantaggio nòstro, ma per fortuna 1vi è un'alt.ra potenza qu:mto interessata noi a che questo consol idamento non si faccia. L' Abissinia unita sotto lo scettro di un uomo guidato dai consiglieri francesi e russi è una minaccia permanente per la dominazione inglese nel Sudan e, di conseguenza , in Egitto . Siamo dunque in buona compagnia. A buon c:onto le ultime notizie recano una serie di picc:ol i successi ottenuti da M.angascià sopra Maconnen.
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Le altre questioni cbe ancora recentemente sembrano minacciare la. pace in Europa vennero in parte felicemente risolte; quelle non risòlle· sono entrate in un periodo di relativa calma. . Risol nta in modo da lasciare speranza che non risorga per un pezzo. è la questione di Creta. Il Principe Giorgio di Grecia, commissario delle Potenze sotto l'alta sovranità del Sultano ha preso pos:iesso Ù!')Jla sua carica fra il plauso delle popolazioni, le quali ben comprendono cbe questa alta sovranità è un nome senza soggetto, una finzione per salvare le ap-· parenze. Per tutJi gli Siati che una volta erano pr~vin~ie dell'Impero tu,·co, l'autonomia sotto l'alta sovranilà del Sultano fu 11 primo passo sulla1 via dell'indipendenza. · Cosi succederà necessariamente anche fer Creta. La situazione in Asia si mantiene invariata; nulla è stato l'ISolto, ma, la fretta che mostravano alcune Potenze di risolvere secondo il proprio interesse Je quegtioni del.l'estremo Oriente sembra diminuita, si dir~bbe che, per tacito accordo tutte abbiano con venuto d.i riman.clarne la soluz10ne· a tempo migliore, ma un .incidente può sorgere che le nmetta gul tappeto, da un momento all'altro. Continna la tensione di rapporti tra la Francia e l'Inghi lterra, dipendente da opposizione d'interessi in Asia e in Africa. Qualche 1:!_les~fa pareva che quest'attrito potesse mettere capo a una gue_rra. Ma og~, visto che all'attitudine siraordinariamente fiera del!' Inghilterra co1-r1-· sponde da parte della lrrancia un'arrendevolezza inàspettata, alla guerra nOll Si Crede più. I • La questione di Fashoda riso Iuta nel modo. che tutti sanno e là fe_rma ta, di :Menelik sulla via di Melemma sono grandi vittorie per l' lnglnlterra, alle quali fan~10 riscontro altre minori nelle quesiioni a_siatiche. Le forze marittime dell'lnghi\terra, argomento sottmteso nelle 1rat1ative diplomatiche, hanno creato a quel paese una supremazia _nelle que,stioni coloniali che agguaglia e fo rse supera quella che esercita la Ger-· mania nelle questioni cli tenaferma in E11ropa . . La Francia che non avrebbe esitalo a rpisurnrsi colla Germama pe1· questioni molto minori, sopporlò pazientemente i èis_corsi scottanti degli uomini di Stato invlesi e cedelte in tutte le questioni coli' Inghilterra. e . . Pas:,ando, ad altro argomento notiamo che la conferenza. mternaz10nale èontro gli anarchici, della quale abbiamo giù annunziato ~o sc!oglimento, pare che abbia dato risultati pratici di poco villo re; s1 assicu ra-
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che le principali misure propo.ste contro ·i medesimi, fra cui quella relativa al!' espulsione e ·all'estradizione non furono accettate da varie po· !enze fra cui la Svizzera e l'Inghilterra; è evidente che questa basta a rendere quasi inutile l'applicazione delle misure stesse in altri Stati. Un esito anche più infelice è destinato ad avere: se pure si riunirà, la co~ferenza pel disarmo. Le potenze non · possono accordarsi fra loro nelle misure con~ro gli anarchici, pericolo comune; pensiamo se pos, sono accordarsi per deporre le armi esse stesse I
NO'l'lZ!E POLITlCO - MILITARl
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Falla direzione del capo di stato maggi'ote dell'esercito ed alla dip~npenza diretta dell'uffizio trasporti. Le medesime. si compongono di. u~ uffiziale superiore' (commissario militare) un capitano, due sottuffi.z.1~li. - Giusta la facoltà concessa al Ministero di fissare il numero degh m· scritti (leva 1878) arruolati in ta categoria, che debbono assumere la ferma di due anni. è stato determ inato che siano i.I cinquanta per cento del numero totale· degli arr~olati in ciascun mandamento.
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Fra le più importanti Jisposizioni d'interesse militare emanate nella quindicina, notiamo le seguenti: .- Il .Ministero ha determinato che gli aiutanti maggiori in 2° debbano essere sce~ti tra gli ufficiali i ·quali riuniscano le seguenti condizioni : Avere il grado di tenente e quallro anni almeno di servizio di ufficiale, essere classificato comfl ufficiale ottimo o buono. Gli aiutanti maggiori in 2a non potranno rimanere in carica per una durata di tempo .superiore a cinque anni e non potranno essere un'altra volta nominati alla carica stessa; fatta pereì' eccezione 'per "li ufficiali del genio, per i quali la permanen'Za in carica è limitata: due anni, con faco ltà di esservi nuovamente nominati; in ogni modo la pérmanenza complessiva non potrà per gli ufltciali del genio superare i quatt.ro anni. In caso di mobilit.azione gli aiuLanti maggiori potranno restare in carica senza limite di tempo e potranno essere un'altt'.a .volta nominati. Col 1° luglio dovranno essere sostituiti gli attuali aiutanti maggiori ill' 2a la cui permanenza in carica abbia raggi unto o superato alla data predetta il li mite ai tomp.o stabilito. Successivarneme saranno sostituiti gli altri aiutanti m.a'ggiori attua lmente in carica, di mano in mano che la loro permanenza raggiungerà la durata anzidetta. - In seguito ad accordi presi tra il iliinjstel'o della guerra e queU-o della marina, aven~e determinalo che coloro i quali intendono presentarsi al concorso indetto per la nomina a medico nel corpo sanitario marittimo . possano essere sottoposti a visita medica presso le direzioni 1egli ospedali militari o presso i comandi d~distretto senza che occorra una ' speciale richiesta delle ;rntorità marittime. · - Vennero istituite fino dal t8mpo di paèe, .due commissioni militari _di_ linea, aventi sede rispettivamente a Torino e Bologna, le ,qua lC ,cost1tu1 ranno i merrrbri delle analoghe commissioni che dovranno funzionare all'atto della mobilitazione. Dette commissioni sono sempre .sotto
Un R. decreto ha determina to i requisiti che devono possedere i mi litari di truppa ascritti alla milizia territoriale, i c1uali aspirano alla nomina a sottotenente nella milizia stessa. Questi requisiti sono: idoneità fisica, buona condottn, posizione sociale ed economica tale da garan., tire il prestiglio del grado di ufficiale, non essere compresi nella categoria di persone dispemate per ragione di im_piego dalle c_hiarnate al!' armi, sentàre i titoli di studio indicati nel decreto stesso, oppure supera re appositi esami. Entro un anno dal loro passaggio nella milizia territoriale possono far domanda per otten,ere_ la nomi_na di ~ou°.tenente nella. st~s~~ .i sot~u~ciali in congedo (ed r caporali magg,1on !Il congedo d1chia1at1, _allatto del coiigedamento, idonei al grado di 'sottufficiale) che abbiano ot~enuto dalla commissione di avanzamento dell'ultimo corpo in cui prestarono servizio una dichia r1fzione comprovante che per condolta, qualità milit!iri, morati; intellettuali e fisiche, sono meritevoli di coprire il grado di s'O ttotenente··nella territoriale. Possono anche conseguire la nomina a sottot,enente nella milizia territoriale i riformati dai consigli di leya ed i co1\gedati in seguito a rassegne di rimando, ovvero ' rifar mati, purchè siano tra,corsi due anni dalla avvenuta riforma, sia prova to, mediante un giudizio .medico collegiale, che h · causa che avea dato luogo àlla riforma è cessa ta. I sottotenenti dell'arma dei carabinieri reali di milizia territoriale sono nominati esclusiva mente fra i marescialli congedati dell'arma stessa, che abbiano otten uto, all'atto del cC1ngedo, dai rispettivi c·oinandanti di legione , una dichiarazione comprovante che per condotta, qualità militari, morali, intellettuali e fisiche sono meritevoli di coprire il grado anzidetto. ~ Venne determinato che nell'anno corrente abbiano_1uogo, presso la scuola centrale di ti ro due corsi, per sottotenenti dal 18 febbraio al 30 apdle, l'altl'o dal Hì maggio al 12 luglio, e· tre corsi per truppa,
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l'uno dal 10 febb ,·aio al 6 maggio, l'altro dal H rnag~io al 29 luglio ed il terzo dal :1° ottobre al 30 dicembre. . I .s?ttote~enti saran~o chiamati ai corsi d'istruzione per ordine di anzianrta ed 1 loro uom I saranno pubblic::iti sul Bollettìiio delle nomine. _Per quanto riguarda i corsi degli uomini di truppa, interveranno al primo tre caporali maggiori moggiori o caporali o soldati di ciascuno dei reggimenti di. fanteria e bersaglieri del III, IV, V, VI e VII corpo di armata. · . Intervera_nno al secondo tre caporali maggiori o caporali o soldoti di ciascuno dei reggimenti di fant<:.ria e lw saglieri dell' VIH, rx, X, xr ·e XlI corpo di armata. Interverranno ili terzo tre caporali maggiori o caporali o soldl\li rii cias~u~o dei reggimenti di fanteria o bersaglieri del I e I[ corpo d'armata e d1 ciascun battaglione alpino. - Vennero pubblicate: alcune m_odifica~ioni al regolamHnto Hl luglio 1890 per l'applicazione aella convenzione pe1 trasporti militari sulle ferrovie; . alcune varianti all'istruzione su lla costituzione e sul funzionamento dei comandi militari di stazione in tempo di pace; alcune varianti all'istrn7.ionc sulle dispense dalle chiamate alle armi per ragioni d'impiego. ' -: Venne pubblicata la legge che pro1·oga al 3,1 dicembre 1901 la riduzione delle eccedenze nei quadrl degli ufficiali di fanteria. Vennero pubblicate nuove norme per la conservazione delle sostanze medicinali velenose nelle forrna()ie. . Venne pubblicato il riparto tra l'esercito permane~te, la miiizia mobile e la mili1.ia territoriale delle varie classi e catecrorie obbligate al ser0 .., vizio rnilitnre al 1° gennaio :1889. - È stata pubblicata la 3a dispensa delle Di.çposizioni speciflli per l'arti_qlìeria /
IL GENERALE SEVERINO ZANELLI
In Lerici sua patria è mancato il generale
SEVERINO ZAnel giorno 8 di gennaio del nuovo anno. Al dolore che afiligge i numerosi amici dell'estinto, al sentimento della grave perdita fatta si unisce anche la direzione deUa Rivista militare per il ricordo della valida e sapiente collaborazione dell'egregio scrittore. Riserbandoci a riassumere in un prossimo numero il valore dell'opera dello ZANELL"C come scrittore militare, intanto ne riportiamo lo stato di servizio che, nonostaiite la concisione dovuta alla natura del documento, manifesta assai bene l'attività e il carattere dell'ufficiale testè perduto dall'esercito. NELLt
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Roma, il :12 genna_io 1899. X.
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ZANELLI SEVERINO, figlio di Giova:nui e cli Passalacqua Bartolomea, nato il 6 novembre 1839 a Serra,(L~rici) proYincia di Genova . Soldato volontario di 1 anno come allievo nel corpo supplettivo della regia accademia militare, il 20 giugno 1859. Sottotenente nel 5° reggimento fanteria, l' 11 marzo 1860. Luogotenente in detto 25 marzo 1862. l à. in aspettativa per riduzione di corpo, 6 giugno 1861. Id. in eftèttivo servizio nel 6' reggimento fanteria, 6 dicembre 1868. Capitano nel tso regg·imento fanteria, il 13. dicembre 18'71. Id. nel 27° distretto militare (Napoli), 5 novembre 18'72 incaricato del comando della compagnia dei volontari di un anno. Applicato presso il comando generale del corpo di stato maggiore, 14 aprile 1873. :-' , · Id. professore alla scuola di guer~ 2,1'·gennaio 18'15. .,lfaggiore nell'arma di fanteria corauapdo come sopra, Hi gennaio 1879. là. a disposizione del Ministero ~ - guerra, 2'1 marzo 18'79. Id. nel 31° reggimento fanteria, 4 'agosto 1819. Id. professore alla scuola di guerra, llì aprile 1883. Tene1de colonnello continuando come sopra, 29 giugno 1884.
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lt, GENERALE
sevERlNO
ZANELLI
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Oolonnello comandante del 62° reggir11ento fanteria. 4 novembre 1889. Maggior gen,e,rale comandante la brigata Sicilia, 2'7 settembre 1896. là. incaricato funzioni direttore generale leve e truppe (Ministero guerra), 12 maggio 1898. Id. a disposizione, 10 agosto 1898.
NOTIZIE MILITARI ESTERE
Omnpagne·: Bassa Italia 1860-61. Id. Indipendenza 1866.
BELGIO.
Onori.flcem:e : Menzione onorevole al val or militare, per essersi dìstinto nel combattimento di Bauco (28 gennaio. 1861). Id. id. per essersi distinto nella repressione del brigantaggio in Monte Aqui (Isernia), 15 febbraio 1866. Medaglia d'argento al valor militare, percllè con soli 17 uomini lanciossi all'attacco di 2 cascine occupate dal nemico espugnandole successivamente sostenendo lungo ed accanito combattimento. Vinse l capitano dei tirolesi e salvò la ,•ita al caporale Nicelli), (decreto 6 dicembre 1866). Medaglia commemorati va per te guerre per l'indipendenza e unità d' Italia con te fascette 1860-61- 66, (R. decreto 4 marzo 1865). · Cavaliere dell'Ordine delta Corona d'Italia, (2 giugno 1881). Mt1daglia commemorativa Unità d 'Italia 1848-'i'O, (R. decreto26 aprile 1883). Cllvaliere dell'Ordine I dei Ss. Maurizio e Lazzaro (15 gennaio 1885). Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia di moto proprio di S. M. e alla gloriosa ricorrenza del 2•· centenario della creazione della brigata Aosta, (Ii marzo 1890). Commendatore dell'Ordi ne della ' Corona d'Italia, l O gennaio 1896. Ufficiale dell'Ordine di Ss. Maurizio. e Lazzaro, 4 giugno 1896.
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Codice dJi, proced1Lra penale militm·e. - È sottoposto alle deliberazioni della Camera un nuovo codice di procedura penale, che, a quanto dicono i giornali, la sezione centrale di essa aveva già esaminato da otto o nove anni . Si riml,)rovera al nuovo progetto: l' influenza preponderante dell'uditore e la presenza nel consiglio di guerra di due ufficiali comll)issari. . Però d'ora in poi l'uditore militare non po1rà più assistere alle deliberazioni del consiglio ,di guerra é un magistrato civile farà parte del consiglio, ma non lo pre~iederà, CO?Je molti desideravano. Il pr~getto ha il merito di rendere chiara e semplice una procedura imbroglia ta e antiquata. . . . . . , Reclutamento dell'esercito. - Da i g1orrial1 belga &1 rtle,,a la seguente notizil': Il ministro della guerra, do po parecchie conferenze avute col Re, col tenente generale Renard, capo . del corpo di stato maggiore ~ pare~c!1i altri O'enerali , ba preparato un progetto di legge, co l quale 1l serv1zto pei·so~ale sarebbe sostituito al rimpiazzo, il tempo di servizio ridotto a 8 mesi per la fan teria, e il col'l tingente annuale portato da-•13,300 uo mini a 2.0,000 éirca. FRANCIA.
La croce del «1lfer'ito militare» ag l'i 'tiflkiali dì riser'IJa e dell' esercito territoriale. - È stata di recei;ite p11oposta l'istituzione di' una croce o medaglia al Merito ~ ,i/,i ta1·e da concedersi sola.mente' agli ufficiali della riserva e dell'esercito territoriale, tale decorazione non comporterebbe che il solo grado di cavaliere. . . Ad essa avrebbero diritto gli ufficiali eh.e contino ·15 anni di grado da ufficiale, nella riserva o nell'esercito territoriale e che abbi ano compiuti 1O periodi.d'istruzione o di manovre in tale qualità. Gli anni passati anteriormente nell'esercito attivo in qualità d'~IT~ciale sarebbero calcolati nel computo dei quindici anni di grado prescritti, ma
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non tolgono l'obbligo dei dieci periodi d'istruzione o di manoue, ricbies tì per gli ufficiali di riserva o dell'esercito territoriale. La cro.c'3 al merito militare porterebbe in un~ del!e facce l'effigie della Repubblica Francese con i motti : Liberté, Egalité, Fraternité e sull'al tr~ un f~scio di bandiere con questa scritta quale ese~·ga : Pour la · pat1:1e toill)ours prét. Il nastro sarà rosso con righette bi,mche orizzontali. Le indennità di 'oiaggio . - Si 11nouncia l'apparizione di un nuovo regolamen to su lle indennità di viaggio. Le indennità ,concesse in caso di trasferimento sarebbero le seguen ti: Ufficiale generale, 60 lire; ufficiali superiori ammogliati, 50 lire; celibi, 23 lire; capitani e tenenti arnmo11liati tiO lire; capitani cel ibi, 15 lire; tenenti e sottotenenti cel ibi, 1O lire. . I~oltr~ lo Stato pagherà le spese di trasporto del bagaglio degli uf.tì-ciali a piccola velocità dalla stazione di partenza a quella ' di arrivo fino alla concorrenza di: 6000 ·kg. per i generali; 4-000 • per officiali superiori ammo11liati · 750 " » cel ibi; 3000 » per i capitani ammogl iati ,; 500 " " celibi; 2000 » per .i tenenti e sottotenenti ammogliati; 250 » ,, » cel ibi . . ~' in.dennit~ giorn~ liera di via sarà calcolata tenendo conto del la rapidita dei mezzi attuali d1 trasporto e non secondo le antiche prescriziol).i. · Per contro saranno soppresse le indennità di trasfem per servizi di corta dul'ata, specia li per gl i uffìciali general i, e saran~o rimpiazzate da una indennità chilometrica. È isti tuita per gli uffiix;1 c· li un'ir1denn ità speciale per l'allorrrrio ed il • e)?) vitto preso fuori dalla r ., idenza, quando la durata del l'assenza non pasrn le 24: ore. È stata ridotta l'indennità giornal iera f'-traordiparia degli uomini di t~uppa ed è stata aumen!ata quella degli individui viaggianti pe1· ragio~i d1 salute. In~ne J' indennità di marcia è stata aumentata di una lira per_gli uf- . fic iali superiori e subalterni. Reclutamento deg/1: utfìcial'i contabili per la cavalleria. -- A causa delle difficoltà che presenta in cavalleria il reclutamento de11Ji ufficiali contabili, il Ministero della guerra ha stabilito, in data del 7 ott~bre scorso anno, le seguenti norme : è)
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
NOTIZIE ~HLITARI ESTERE
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Ogni anno all'epoca dell'ispezione generale, l'ispettore-- tecnico potrà proporre.dei tenenti per l'impiego di capitano tesoriere e per quello di capitano al vestiario. · Queste proposte saranno fatte in favore di quegli ufficiali che sembra posseggano una speciale auitudine per qnesti impieghi e che prendono l'impegno di rt,starvi addetti per 8 anni a datare dal giorni, della loro promozione. I tenenti proposti slisterrauno, . ·davanti unn/ comrni~sione istituita appositamente presso il capoluogo di corpo d'armata, l'esame prescritto. In segnito al risultato degli esami la Commissione stabilirà la classificazione dei candidati. TaJe classificazione sarà sottomessa al la Commissione speciale dell'arma, elle st.abi lirà uua lista generale di tutti i tandidati per ordine di merito. Questi candidati saranno in seguito inscritti, fino alla concorrenza del. numero fissato per ciascun anno dal Ministero, e secondo la loro anzianità di grado, su un quadro d'avanzamento speciale ai gradi ed impieghi di <;apitano tesoriere e capitano al vestiario. crnsiglio St~periore de{la marina. ,_ Con decreto del ~3 novembre scorso anno, il Consiglio superi'ore della marina è stato ricostituito nel modo seguente : Ministro della mari.na , presiden te; Vice-ammiragli in attività che hanno avuto il comando in capo di Uila S(jUadra ; I Vice-ammiragli, comandanti in capo delle squadre del Mediterraneo e del Nord; Vice-ammiragli, comandanti in ca po, prefetti marittimi; Capo qi stato maggiore generale della marina. Il salto-capo di stato maggiore generale è addetto al. Consiglio quale relatore ed ha solo voto consultivo. Am,missione delle donne quali testimom: nella compilaz ione di documenti m·it,itari. -- La legge del 7 dicemb re ·4897 che modificava gli arti.co li 3T e 980 del codice civile, ed apportava varianti alla legge del 2.5 .ventoso, anno XI, riconobbe alla donna il diritto di essere testimone negli atti dello stato civi le e negli atti instrumentari in generale. Ora siccome ai termini della ·legge ;I 5 luglio ·1889 e del decreto 28 settembre seguente, gli atti di arrnolan1ento e di rafferma sono ricevuti neJie condizioni dell'articolo 37 del codice ci11 ile, ·in avvenire dovranno essere ammesse le donne come testimoni in questi atti. Per qu'anto rigm,rdii i certificati di posizione da produrre, ai con..:. sigli di revisione o ai comandanti di corpo, per i giova-ni che soll ecitano il beneficio defl e dispense previste agli :inicoli 2 1, 22, i9 e 50 1
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NOTIZIE lllLtTARl ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE
GJi effettivi cho servirono di base alle previsioni per il 1899 sono: por l'esercito atli vo 28,8ti2 uITiciali e 06-1,~,19 :1~mi?i di truppa; per la gendarmeria 74-2 ullìciali e 25, 169 uomm1 d1 truppa; quadrupedi I,l'2,333. Questi eITeitivi preseut.ino: per l'esercito attivo un aumento di /i.6 11 ufficiali do.\•nto ~Ila cre~zione dei quarti battaglioni, dvi 20° battaglione del genio e d1 battone d'artittlieria' a piedi ed all'aumento del numero dei medici, ed un aument; di 179 uomini di truvpa dovuto a variazioni nell'effettivo dei quadri delle scuole militari ; . per la gendal'meria una diminuzione di ~ iendarm1; . per i quadrupedi in aumento dè :l:34 d1 cui. non s1 conoscono con precisione i motiYi, ma dipendente ".°rta~e~te in parte dalla creazione delle nuove unità o dall'numento dei me~1c1 ('I 37). Cani da guerra. - T:Echo de Pari.~ de11'·1 1 novembre riferisce che fa prefel!ura della Senna , d'accordo con l'autorità militare ha fotto es~guire il censimento dei cani cho in tempo cli guerra snrebbero susc~ttt: bili\di essere requil\iti dall'autorità militare per cooperare alle operaz1on1 di veuovagliamonlo di Parigi. . Il censimento fu esecruiio esclusivamen le sui cani da pastore, i quali, Q d' 1:omc i loro padroni, sas,'-,uo impiegati uolla condotta_ delle m~ndre. _1 montoni e buoi destinati al l'alimentazione del campo trrncorato 41 Par1g1.
della legge, essi continueranno, come per il passato, ad essere stahiliti sotto la rosponsabilità personale di 3 padri di fam iglia. Infa tti risulta dal testo stesso della legge 7 dicembre 1897, che. la donna non può essere ammessa in testimonianza che solamente per falli materiali. Chiamate di classi in congedo nell'anno 1899. - 1°) Nell'auno 1899 saranno chiamati alle armi per uu periodo d'istruzione : a) i dispensati per ragioni di studi (partic. 23 dell a legge) della classe 4895 ; b) 1 dispensati per ragioni di famiglia (articoli '.:M e 22 della legge) de_lla classe 1895 che farnrmo domanda di coucor:ere alla nom ina di ulficiali di riserva; e) -i risèrvisti dtll'esescito attivo delle classi 1889 e~ 892, e quelli della classe 1887 che non hanno ancora fatto il loro 2° periodo d'istruzione. · Le date per le chiamate delle sudde1te classi saranno determ inate dai comandanli di . wrpo d'armata, per cui norma è detto che le manovre d'autunno avranno luogo fra il~ I agosto ed il 17 settembre; d) gli uomini dell'esercito territor(.ale della classe ·1883 del treno, delle truppe d'amministrazione e della gendarmeria. La ch iamata di questi uomini è ripartita su tutta la durata dell'anno. 2. Saranno chiamati per una rivista d'appello gli uomini della riserva dell'esercito territoriale della classe 1878 e gli uomini dei servizi ausiliari del le classi 1896, 92, 88, e 78. :1. Per la Col',ica è lasciato in facoltit del comandante del rn° corpo d'armata il determinare le classi dei riservisti e dei territoriali da chiamarsi nel 1899. ,t. In Algeria.e Tunisia sarnnno chiama ti i riservisti di. tulle le armi del contingente algerino e tunisino dèlle classi 1889 e ·188,1,. Quanto ai territoriali e riservisti tenitariali valgono le disposizioni date per le classi della metropolì. 5. Dell a marina saranno ch iamati : a) i dispemati per ragioni di studi della classe 1895 ed i r iscrvi,5ti delle classi 1888 e 1892 appartenenti alla fanteria ed all'artiglieria di marina ed agli armaiuoli; b) i riservisti degli equ)paggi delln flotta delle classi ·1890 e 1892. Per <[nesti il periodo è fissato dal 3 al 30 luglio.· , Bilancio della guerra per l'anno 1899. - I crediti richiesti dal :.\linistro della guerra col progetto di bi lancio per l'nnno ·1899 ammontano a fr. 647,998, ·109 e presentano un aumento di 8,0·10,1~2.su quello dell'anno in corso.
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INGHILTERRA.
Eser'cito. - Il rrenerale sir Hedvers Buller, comandante il distretto di Aldershot, l1 a ;i1hblica10 l'ord ine por le istruzioni di campagna e di tiro dell'anno io cor;o. La direzione delle istruzioni è lasciata ai generali comandanti di brigai.a i 11uali sono responsabili cbe l'istruzione degli ufficiali e della truppa sia completata prima del periodo delle manovre. L'istruzione di campagna por la fanteria comincierà per compagnia il 1o febbraio, per battaglione il 4 Oapri le e per brigala il 1° gingoo'. l'istrnzione di campagna del genio comincerà il 30 corrente_ e quella ~1 cavalleria ed ar1iglieria il ·IO marzo. I Liri delle recinte d1 cava Ilena e fanteria comiucieranno il 27 febbraio o quelli degli anziani il ii aprile. }<ra il 22 marzo ed il 18 aprile si esùguiranuo operazioni nouurne e le istruzioni non saranno sospese il sabato. I tiri comprenderanno tiri contro bersagli a sorpresa e contro bersagli rappresentanti cavalleria avanzante e vi saranno pure tiri individuali o collettivi contro sagomo :-comparenti .
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A..',XO XLIV.
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
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NOTIZIE MIT,lTA Rl ESTB'liE
Passaggio d·i uffìciali dalla milizia mobile all' ese1·cito attivo. - Il ·I -i, 15 e 16 marzo all' università di Londra avranno luogo esami di concorso per il passaggio di ufficiali della milizia all'esercito attivo. I posti vacanti sono •I95, cioè 20 in cavalleria, 4 O nell'artiglieria, 25 •nei Foot Guards, 430 in ri,nteria e '10 pel reggimento delle Indie occidentali. Quest' ultimo reggimeoto ha attualmente i trnadri degli ufficial i incompleti a causa della forma1.ione di un nuovo battaglione e per le perdite fotte sulla costa occidentale dell'Africa, ove dne suoi battaglioni vennero ,chiamati a prestar servizio. Mnrina. - Si fanno preparativi a Chatham per impostare una nuova nave d11 guerra; essa porterà il nome di Venerable e sposterà 15,000 tonnellate. La sua lunghezza sarà di metri ·124, 90 e la larghezza di metri 22,85 . Le macchine avranno tma forza di 18,000 cavalli vapore o daranno una velocità d.i ·18 nodì . Dallo stesso scalo fu varato nello ssorso mese I' frres'istible ed il 23 marzo ·I 898 il Goliath, sicchè nello spazio di 1O mesi furono in costruzione sullo stesso scalo tre nuove corazzate di prima classe . Essendo stato deciso dall'amm iragliato di distruggere la torpediniera N. 28 che s'era arenata qualche tempo fa in Kalk Bay, SouLh Africa, il comandante la stazione del Capo, sir Uobert Harris, decise di renderla stagna ed usarla come bersaglio. Essa fu quindi rimorchiata nella False Bay e la~ciaui alla deriva; le navi Doris, Jl.'lonarch, Ilfogicienne e Ta.rtan le sfilarono davanti aprendo il fuoco coi cannoni da •12 e da 3 libbre a tiro rapido; i primi tre colpi della naxe ammiraglia la colpirono, due di essi attraversandone la· parte ove sarebbero, state le macchine e le caldaie il che avrebbe certamente prodotto una esplosione. La torpediniera rimase non più di cinque minuti sotto il fuoco ma già dopo i primi quattro o cinque col pi era· in pericolo di affondare. Nuove cost1·uzioni. - Si fanno preparativi nei cantieri di Sheerness per la costruzione delle corvette Vestal e Shewrwater; per accelerare i lavori venne dato ordine di far eseguir~ re straordinarie di lavoro . Colonie. - È stato decisq di riarmare completamente le batterie pesanti .d'artiglieria in India. Prima della fine del presente anno finanziario la batteria di Cam pbell pur avrà Lutto l'armamento nuovo; le batterie a Jbansi Secunderabad e Multan saranno riarmate durante l'anno 4899-1 900 . I 'nu;vi p!'lzzi sono obici da centimetri ·13, 7 lancianti granate cariche di potenti . esplosivi. Si crede che queste saranno ancora più formidabili che quelle usat~ dalla batteria di obici impiegata davanti ad Omdurman. Riforma al !tfinistet·o della guerra. ~ Lord Lansdowne ha deciso di fare càmbiamenti importan ti tra gl'impiegati civili al !\1inistero della
guerra ed ha incaricato il signor Powell Williams, deputato, segretario finanziar io al Ministero suddetto di porre in effetto il riordina · mento preconizzato dal signor .Tohn Brodrick. Questi sco prì che molti registri tenuti da impiegati lautamente retribuiti erano inntili, e che certi dati raccolti con lunghi e laboriosi processi erano di nessuna utilità nè al Parlamento nè al segretario di Stato . Si calcola che sopprimendo tali impieghi e ponendo invece un impiegato finanziario nel]~ divisione del comanda ute in capo, almeno ,I.O impiegati saranno messt ~ riposo o trasferiti in a Itri uffici durante i prossim i 18 ·mesi, ottenendo così un rispasmìo annuo di 125,000 lire. Lord Wolseley co~J ivide pienamente l' idea di lord Lausdowne che è necessaria una riforma completa ed è d!opinione che coloro i quali prestarono servizio possano essere collocati a riposo anche prima di raggiungere il 65° 3UD0 di età. Dall' Army Order {decreto) n. ·165 è stabilita la gratificazione da ,corrispondere a tutti coloro (ufficiali e truppa) che presero parte alle operazioni a sud di Wady He Ifa ed in certi casi anche a coloro che furono impiegati a Wady Haifa ed Assuan. La gratificazione verrà .corrisposta a seconda del grado e della seguente tabella:
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Par t i
Maggior generale. Generale di brigata . Colonnello (stato maggiore) Colonnello e tenente colonnellq Maggiore Capitano . Tenente Sottotenente·
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Warrant officers (sottufficiali) I II Classe di paga \. III
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
.,.. NOTIZIE l\llLITARI ESTERE
L'unità delle parti sarà cli lire ital. 75 per chi prese pane a11e battaglie dell'Atbara e di Kartum, di lire 37,50 io ogni altro caso. .ilfarina. - La corazzata di ·i a. classe .lr1·esistible che era stata impostrir'a a Chatham l' l 1 aprile dell'anno corrente venne varata felicemente dalla principessa ChristiaJl il ·15 dicembre. Questa nave è del la classe del li'orm,idable varata il 17 novembre u. s. a Portbsmuth, e(l ha le stesse dimensioni ed armamento colla sola differenza che ha sei pezzi da tre libbre invece-di dodici e non porta che 2.0,iO tonuéllate di carbone. Vi sono 4 tub·i lancia-siluri sommersi per torpedini da 457 m1l limetri e le imbarcazioni saranno provviste di torpedini da 355 millimetri . Le imbarMzioni saranno ·18 delle quali quattro lancie a vapore; le due maggiori, della lunghezza di mP.tri 17 avranno una velocità di ·13 nodi e mezzo e saranno provviste di apparati per sommergere torpédini. Colonie. - Sebbene non siano ancora fissati definitivamente i dettagli per l'ordinamento ·del reggimento nuovo in fo1:~azione a Wei-Hai-Wei pure quanto segue è già stato approvato in massima'Il reggimento porterà il nome di < Primo reggimento chinese )) . 1\vrà la forza di 1000 uomini e si dividerà in otto o dieci compagnie. Gl i uomini saranno reclutati nella provincia di Shantung, entro i limiti di ·1O miglia della zona concessa all'Inghil terra. Era stato anche propost'o <li arrnolare uom ini iu Hong-Kong, ma si· abbandonò tale idea io vista della più spicca ta attitudine dei Chinesi del nord. Al colonnello comandante il reggimento, colonnello Hamilton Bower, che sostituisce il già destinato tenente-colonnello Wood, è lasciato iI fissare le condizioni dell'arruolamento, però si sa che la paga offerta sarà · alquanto maggiore di quella delle truppe ordinarie chinesi. Il reggimento sarà per servizio generale e non solo per Wei-hai-Wei; si parla già dell' isola Maurizio come una del le sue prime destinazioni fuori della China. ,Lo stato maggiore comprenderà una ventina di ufficiali . La durata della fer ma sarà pure tÌ'a le cose stabi lite dal colonnello Bower a~ suo arrivo sul sito. L'uniforme che si adotterà per ufficiali e truppa sarà prohabila:ienteuna forma modificata di quel la portata dal le truppe chinesi, gl i utlìciali ~vrauno inoltre per l'inverno una pelliccia simile a quella usata dalle truppe canadesi. Sono già in viaggio per la China cinque ufficrali e sei sottufficiali istruttori per prender, parte alla formazione del reggimento; essi raggiungeranno ad Hong-Kong il colon.nello Bower che darà loro lè ultimeistruz:ioni , indi proseguiranno per Wei-IIai-Wei . .
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SVIZZERA .
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Nuove, costrnzioni a S. Mm,rizio. - Il consiglio federale presentò alle Camere un ·messaggio, in data del 3·1 ottobre per la costruzione di nuovi 'alloggiamenti per la truppa alle fortificazioni di S. Maurizio. Queesi.i dovranno essere scavati nel masso o çostruiti di smalto e pictrn da taglio saranno resistenti ai proietti li, e avranno il carattere di accasermamenti di guena; salvo quel lo di Savatan e quello di Dailly, che serviranno da caserme in tl:lmpo di pace. Nell'ultima sessione di dicP.mbre 1,~ Camere approvarono per tali costruzioni un credito di 800,000 franchi, da ripartirsi in due o tre esercizi. Corsi milita?'i per il 1899. - I1 Consiglio federa le ha stabilito che dal 30 gennaio al 21 febbra io 1899 abbiauo luogo 3 Colombier i seguenti ,corsi mi Iitari: Scuola per i sottufficiali dei battaglioni fucilieri, dal ·1° al %O, 88°, 89°, 94.0, 95° e 96°; dei bauagl iooi ('arnbinieyi 1°, 2° e 8°; delle compagnie da posizione ·13 , 2a, 3a e i 3 ; dei bawiglioni del genio 1° e 2°; dell'equipaf!gio da ponte N. 1, della 3• compagnia da fortez1.n; delle truppe sanitarie e delle truppe d'acnministrazione del 1° corpo d'armata. •,;.>-,
STATI UNITI (AMERICA). Movimenti di truppe. - Il comandante le truppe a Manilla lrn mandato due reggimenti di fanteria ed una batteria, oltrechè l'incrociatore Baltìmo1·e n Ilo-ilo per mantenervi l'ordì.ne e proteggere _gl'interessi americani. Il Ministero delJa guerra ha deciso di mandare prontamente da San l!'rancisco tre reggimenti di fanteria· a Manil la; altri tre reggimenti salperanno verso il 17 gennaio da New- York per la via di Suez . Il reggimentò volontario chl'l tro, asi attualmente alle Fi lippine vi sarà trattenuto. Le corazzate Oregon e .Iowa sono giunte al Cn llao e l'incrocia_tore Buffalo a Malta, t.uui diretti a l\'lanilla. L'Oregon e l'Jotoa banno l'ordine di rimanere al Callao fino al ·1O gennaio in attesa di ordini ulteriori. Quattrocento . marinai son.o partiti iu ferro.via dalle coste dello Atlantico per S. Fraoà,co, onde proseguire per Hong- Kong per equipaggiare le navi da guerra spagnuole catturate, ivi in riparazione. la cannoniera Helena, a Na poli,. ricevette ordine di proseguire per Mani\ia. 1
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
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Secondo il Répertoire, al 31 luglio scorso, la marina mercanti_le del mondo contava H ,576 piroscafi di una stazza netta dt 1O.O e prn ton~ nella le cou una stazza complessiva di 18,887,132 tonnellate lorde e dt 44, 421,27·1 nette. · Il numero e il tonnellaggio dei piroscafi posseduti dalle principali nazioni risultano' dal prospetto seguente:
Rivista marittima.
Nazioni
Dicembre ·1898. - Le condizioni della marina mercantile italiana, per A. TESO. L'autore riassnme la consueta Rel(J,zione sulle cond'izip·wi della marina mercantile italiana, pubblicata per cura della Direzrone generale d'ella marina mercantile, e toglie poi dal Répe1·tofr général de la marine marchande, pubblicata dal Bureati Verìtas i dati di confronto tra la marina nazionale e quelle estere. Ne riportiamo alcune fra le notizie più interessanti . 'f
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Alla fine del 1896 gli inscritti nella matricola e nel registro della gente di mare erano 2 1:0,368, dei quali 126,5(1,0 appartenevano al persona le navigante e ·1 ·1 3,828 a quello addetto alle arti e alle industrie marine. AJla fine del •1897 il numero degli inscritti era sal ito a 246,663, dei quali •128,48!\. della prima categoria e 118, ·179 della seconda con un aumento di 6295 persone in confronto dell'anno precedente. · Nell'anno 1891 si'vararono "61 bastimenti di 17,430 tonnellate lorde e H ,458 neue, del valore approssimativo di lire '10,985,000 'compresi gl i attrezii e le macchine. Nel 1896 si costi/.uirono ·183 bastimenti di 10,630 tonnellate lorde e 6ti06 nette del valore di lire 7,315,000. Si ebbe quindi, net' 1897, una minore costruzione di 22 bastimenti , maun aumento di 6900 tonnellate lorde, 4-852 nette e 1l,670,000 lire di va Iore, essendo cresciuta la costruzione di basti menti di grossa portata. Al 3·1 dicembre 11897 erano inscritti, nella_matricola dei compartimenti· marittimi del Regno, 587z velieri di 526,827 tonn~llate e 366 piroscat1 di 259,817 tonnellate. In confronto dell'anno precedente si ebbe una diminuzione di 130 velieri e di 727 tonnellate, ed un aumento di ·15 piroscafi e tonrrellate 22,090. 1
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RIVISTA DEI l'ERIOD!Ol MILITARI
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Gran Bretagna Gérmania. . Francia Stati Uniti. Nùrvegia Spagna. Giappone I talia Olanda. Russia . Danimarc.a Svezia. Austria-U ng!1eri'a Brasile . Grecia . Belgio .
NumCl'O dei pirosc;t!i
Tonnellate nette
Tonnellate lorde
10,99;5, 1·11 ,625,52.1 952,682 810,800 628,4-93 520,81~7 4-39,509 tì.0,880 363,290 358,(1. 15 34-0,,13 1 3·15,996 298,990 1i\.3,890 •139,fi.3•1 ·128,805
5707
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878 54.7 502 6(1,6
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36'1 33/i.
2M 227 399 302 188 166
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·100 71
o,739 ,382 4,0 17,369 50 1,792 M6,59·1 ;19!\.,000 336,709 282,908 265,:377 250,768 2·'14-,089 2,16,80 ·1 219,959 183,569 93,229 S6,94.6 p1,H8 1
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Delle altre bandiere nessun() giunge alle •100 tonnellate di stazza lorda. L'Italia conservò, come l'anno precedente, l'ottavo pasto fra le marine a vapore del mondo. Nel 1896 la nostra marina a vapore era la settima, ma nel . ·I897 era diventata l'ottava perchè superata da quella giapponese. 1
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* *
Al 30 o-iuano ,1898 la marina mondiale a vela era composta di 28,885 ~ ~ I . bastimenti di 50 o più tonnellate nette, con una stazza netta comp ess1va di 8,693,769 tonnellate come si ri!eva dal seguente pros-petto.
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RIVISTA DEI l'ERIODICI MI LIT,\RI
Numero dei bastimenti
riazioni
'-
Gran Bretagna . Stati Uniti Norvegia. Germania'. Italia Russia Francia Svezia Turchia Grecia. Spagna Danimarca Olanda
8H25 3697 2582 ,1000 1597 240Q ,1334 1496 _ ·1347 ,1,147 H ·13 790 Ml
.,
2, 9,1o,r>55 1,285,859 11,14/i.,4:82 535,937 463,767 fi,58,392 279,4·12 2.72, 799 252,909 238,008 ,162,982 140,4-26 ·121, 10:l
1
Le segna/aziòni in ma,l"e, per ·G. G AVOTTJ. Alcuni studi sul bilanC'i,arnento deUe macchvne a 1iaJJore marine, per FERRON I.
Cenn·i sugli ordinamenti delle marine ital!iane del medio e·vo , per C. MANFRONJ.
Il magnetismo navale, GELCtCH. illarinà 1 finanza e politica, per un
\
Tonnellate nette
Nessun'altra bandiera ginnge alle 100 tonnellate di stazza. L'Italia, corne negli anni precedenti, ha. conservato il quinto- posto.
A.
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RIVISTA DEI PERIODICI MiLITARI
Calipro dei pezzi americani
6 libbre ,1 libbra 1 Ocentimetri (Jowa) . 12 centjmetri (Brooklyn) 15 centimetri '.20 centimetri 30 centimetri 32 centimetri 1
Totale dei colpi di ciascun calibro che colpirono il bersaglio.
4-2 ·13 3 6 7 18
77
2 f2 '15 3 12 0..,
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Ntunero dei bersag l i colpiti per cannone.
,1,83
8
0,,15 i\.,00 2,50 0,4-3 0,67 0,33 0,00
03
·1 ,"9
6
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Numero dei cannoni di ciascun calibro che spararono.
Dei 123 colpi che toccarono il bersaglio: la Maria Teresa ne ricevette 29 ,; I' Amiral Oquendo ne ricevette 57; la Viscaya ne ricevette 29 il Cristobal Colon ne ricevette 8. Ora, poichè secondo un calcolo approssimativo si ammette che furono sparati circa 6000 çolpi, si lia il 2 per cemo o, al max·immm, il 3 per 100 risultato che invero, a detta del1'1tulore dell'articolo, non è punto brillante.
Le truppe alpine ùi Itcilia e in Francia . (Continuazione). EX- DEPUTATO.
Le Spectateur .militaire.
Puntate del 15 e 31 dicembre ·1898. - La guerra spa_qnuola americana. (Continuazione). Interessanti i seguenti dati, tolti dal Sc'ientifìc amer'ican intorno al Liro delle artigl)erie americanf\ nella battaglia navale cotP-battp ta il 3 settembre scorso, nella quale ìn menò di quattro ore fu annientata la squadra spagnuola.
Preudendo a disamina la tattica di montagna, . l'articolista così riassume4i vantaggi e .gl i inconvenienti dell'offensiva e della difensiva. L'attacco ha i seguenti vantaggi: , ·1. L' iniziativa strategica; 2. La superiorità mor~Je. I suoi inconvenienti sono: ,1. La lentezza e la lunga durata dello spiegamento della colonna; 2 . La difficoltà di far eseguire marcie concentriche. I vantaggi della difensiva sono: ,1. La forza naturale delle posizioni di cui si dispone in montagna; 2. La cognizione più comp.leta del paese occupato; 3. La faci litù più grandtl di movimento, potendo il difensore preparare il suo terreno, crearvi vie di comun icazione o migliorarle; , Il- . la 1JOssibili t.à d'avere alla mano depositi di viveri e munir.ion i.
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RIVIS'l'A DE l PERI ODICI MILITARI
Ha per inconvenienti : 1.. L'obbligo di dover sorvegliare numerosi passa<mi sul fron te e sui 6anc h1, e, per conseguenza, di sparpagliare lo sue forze; 2. La difficoltà d, indovinare i progetti del nemico e di riconoscerne in tempo l'attacco princi pale; 3. L'impossibilità di recar rimedio ai difetti del piano primitivo a mezzo delle riserve. i. Una grande tendenza a lasciarsi rinchLndere iu un massiccio mon!agnoso, come . in una fortezza e ad esservi ridotto ad una parte pass1n. Comunque sia, non foss'nl tro che por ragioni d'ordìue morale, anche in montagna sembra che la bilancia propenda realmente a fa,,ore del1'offeusiva. . ~ella conchiusione poi dello studio l'autore dice che sarebbe logico d1 _por:e ~ raffronto le forze effettive delle tru ppe di copertura fra ncesi _e 11aliane pel caso che la guerra li ponesse di fronte sulle Alpi·. Ma 11_paragone è assai diffici le, per non dire impossibile. Ad ogni modo vuols, tener couto che dal principio, ec ioè dopo il 6° oiorno di mobilitazione i Fraucesi disporranno di 2ii,OOO uomini, men~re gli Italiani potranno opporne soltanto ·10,000. Più tarùi in vece, dai ,f O ai 15 giorn i, se gli Italiani, come è pron:ibile, avranno trasportato tutte le loro truppe alpine sulla frontiera francese. e ammettendo ~he a quel momento ambedue gli eserciti avranno compiu ta la mobilitazione delle tmppe territoriali, i Francesi non avranno più di 3 1,000 alpini da opporre ai 37,000 alpini italiani . ~oi (Francesi) avremo adnnque un rea le van taggio soltan to all'inizio delle ostilità. Ma - così h3rmina lo studio - è questo l'essenzia le. ~~
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Marchand dopo Fashoda. Journal des scien ces milit a ires . \
Dicembre 1898. - Massime napoleoniche, pel generale GRI SOT. Jl 1·e9,9imento cli fa.nterùi a qtiattro battaglioni. Il Progrès militaire del ·15 ottobre testè scor,;o pubblicava il parere di un ufficia le di ritorno dalle grand i manovre, le cui conclusioni erano co.mp_:utamente contrarie all'adozione del reggimentò a quattro batta,. gho~1. « Le prove, egli diceva, dì fo rmazione e d'impiego tecnico del reggimento a quattro battaglioni non banoo avuto buon successo, si è avuto troppa fretta di rendere pesante la divisione».
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
L'articol'1sta invece opina che codesta condanna è pronuncia ta senza prove all'appoggio, e che trattasi d'importante questione Ja risolversi soltanto dopo profondo esame della mcdes:ma . Egli non ammette che la divisione diventi per ciò più pesante, e ricorda che i reggimenti russi da mol to tempo sono a q11attro b,1 twglioni come alcuni reggimenti territoriali francesi, e che mai sorsero lagnanze al r igua rdo. Il comandante poi di corpo d'armata preferirà indubbiamente di avere ai snoi ord ini reggimenti attivi a quattro battagliooi al ricevere una divisione di riserva, poicbè avrà soltanto due divisioni di fanteria invece di tre e perchè gl i otto battaglioni complemen tari vammno 11 lmeno altrettanto dei dodici della riserva, o ciò specialmente per le prime operazioni che seguiranno la mobi litazione e dallo quali dipenderanno le sorti della guerra. Riguardo alla tattica del reggimento di fanteria a quattro battaglioni , essa non differirà molto da quella del reggimento a tre battaglioni, si presterà però ad un maggior numero, è, per conseguenza, ad una m·aggiore varietà di combinazioni. E qui l'anonimo autore sLUdia l'impiego del reggimento inquadrato, disposto su cli un'a la ed isolato, accompagnandone la dimostrazione con parecchie fì gure delle diverse formazioni, e chiude augurandosi, che pel lJene dell'esercito, si proceda al più presto a fornire ogni reggimento attivo del quarto battaglione.
Note sul Queyras e le valli valdesi, poi c:ipitano .FL. L'articolo si divido in due parti distinte: la prima contiene una particolareggiala descrizione topografica di quelle im portanti vallate alp ine; nell a seconda sono brevemente riassunti i falli di guerra svoltisi su quel terreno. In rìassuuto, le posizioni del Queyras e delle valh valdesi sooo sempre le stesse; e il massiccio di FurlaoJe, i col li di Vars, e di Giulan, che , furono occu pati dai Romani, da Berwick, da Catinat e dalle truppe repubblicane (francesi) conservano tutto il loro valore. L'occupazione st1ccessiva,durante le guerre di successione del la Spagna e dell'Austria della linea determinata dalla cresta del Peyrolo, da l campo di Roux., dal Mau rin, Fouillouse e Portiolette, mettono chiaramente in evidenza la sua utilità. La via Huburent- Portiolette-]1ouillonse utilizzata nel 1693 e nel '17·1O, presenta lo stesso valore offensivo . 1
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Ira ids csegniti dai Valdesi com,1ndati dal capitano Chairc, resteranno come modelli della c·outroffensiva, e mostrano i risul~ati che Ja difesa può trarne. In montagn(l, le operazioni militari, si rinnoveranno sempre. Mili ta.r-Wochenblatt.
N. ·1,1899 .
Riporta testualmente un Prit.as del principe lmeritinski, comandante generale delle truppe del dist retto militare di V11rsavia , rigua rdante le grand i manovre dcll11 scorsa estate, del seguente tenore : « Dal 22 al 29 a~osto 1898 nei dintorni di Mjechow-1'.jelzy-Radom ebbero luogo alla mia_presen~a, grandi manovre, alle qual i presero parte le truppe 1:llccolt~ Dei ca~p1 _del governo di Rad om e di K_jetzy. Higuar~o agli ord 1111 generali dei comandanti ho già, a suo tempo, fatto le mie osservazioni. « Mi rimane ancora di far menzione degl i errori verificatisi ;issai spesso nell'esecuzione degli ordini impartiti. « 1. La composizione delle colonne nao era sempre appropriata; talvolta non era loro addetto :ilcun repa rto di cavalleria . « Qu,esta mancanza riuscì sensibi le nelle manovre, poicliè la sicur~zza, I esplora~10ne.c talvolta anche il servizio d'ordinanza fecero perciò difetto presso I vari reparti. . « 2. I cornan~anti del.le colonne non accordarono all'_esplor·a1.ione vic,n.~ la n~ce~sana attenz1~ne._Mentre le pattuglie spedite a gran distanza, al I '.n:uo_ri eh .poch~ eccezwn1, portarono notizie abbastanza esatte sulle pos1z1.on1 e sui movimenti dell'avversario, avvenne che le in formazioni d1veu1vano sempre più scarse, m:ioo mano ci si avvicinava il nem ico di guisachè le co lonne in genera le capitarono sotto il fuoco nemico 'af. fc1tto all'improvviso. ' oc 3. Nel servizio di sicurezza ho rilevato grossi orrori . " Le ~isposizioni adottate dai riparti di sicurezza non rispondevano talvolta IU nessun modo, alla situazione e alle prescrizioni del He<>olamento sul servizio di campagna. l!> .« Nel par~ire dal_ bivacco anche di notte, si toglievano, troppo presto gli avamposti - prnna ancora che fosse giunta l'avanguardia. • Ho ossen·at? che delle truppe marciavano senza avanguardia. 0 senza ret~oguard1a Alcune volte le truppe di sicurezza e il grosso delle truppe ri posavano nello stesso posto.
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" IL Fra i si ngoli reparti fu tenuto un collcgamenco non sutlicicnte. Spesso accontentavansi di posti "OOlanti, e perciò di un legame assai debole, e si impiegarono pure drappelli di individui scelti (Jagdkom,ma,ndos) . Cio non è sufficiente, ed ancl)e compiutamente contrario al regolamen to. NoJJ havvi alcuna neccs1iità, per co llegare fra loro i vari reparti d'impiegarvi esclusivamente soldati scelti. • Se fra le colonne intercede una grande distanza, conviene for marciare, frammezzo ad esse un reparto speciale, il quale respingi\ colla forza qualsìasi tentativo dell'avversario di interrompere il collega mento . • 5. La cavalleria, sempre ed anche quando i due partiti non erano ancora io contatto, prese gli alloggiamenti dietro il reparto cui era addetta per essere coperta dalla fanteria. Questa consuetudine è dannosa, poichè ha per immediata conseguenza d'interrompere l'esplorazione. 6. Spesso iutieri repMti sebbene a grande distanza dal nemico, stavao o gia sotto le armi, pronti al combattimen to: gli uom ini col fucile alla mano, i cava lli sellati ed imbrigliati, i cannoni messi in posizione. çosi pure una volta un intero reparto occupò troppo presto una posizione di combauimento in luogo di aspettare al coperto io formaz ione preparatoria. In tal modo si stancarono inutilmen te le truppe e nello stesso · tempo furono facilitate le ricognizioni nemiche. « 7. Io un attacco notturno (23-2~ agosto) contro le truppe del partito Nord accampate presso lo. città di Piotschow, la 1• brigato. della Hl 3 divisione di cavalleria, appiedata io formazione d'aspettativa fu sorpresa da fanteria, fucilata con salve, ed attaccata dalla caralleria nemica . « [n ciò rilevo una assai grande mancanza di precauzione e di iniziativ a da parto del capo. • 8. Xell' urto di grosse masse vorrei vedere maggior coe~ione e una azione più concorde dei si ngoli repa rti. «In modo particol,1re rilevai ciò, il 28 agosto, nell' attacco ,de l partito Sud contro la posiz:one presso il vi llaggio Morowitza nel qnale la 7a divisione di fanteria auaccò il nemico molto tempo prima che la 1 ondiyisione di fanteria a lei vicina, e la 2a brigata cacciatori fosse ro giunti sulla linea e il /~0° reggimeuto fanteria Ki:iliman si precipitò avanti senza aspettare l'arrivo degli altri reggimenti dd la divisione. «Ta le maniera disordinata di entrare nel combattimento da pa rte delle truppe e l' azione sleg:ita che ne consegue, sono anzitutto il risu lta to della fretta e del la poca ca lma nell'inizio del comb:ittimeoto. Talora le truppe non si spiegano sul sito comandato, e poi entrano nel combattimento cosi male orienta te, che non ~olo i comandanti delle compagnie ma ancl1e i capi di reparti indipendenti , e i ca pi pure più elevati 1
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RIVJSTA ))Jl:l J?.ERIOD!Ol MILITARI
non conoscono abbastanza chiaramente il compito spettante alle loro truppe e l'accordo fra l'azione del le loro truppe e quella delle truppe loro vicine. dnoltre il difetto di unità nell'azione combattente delle tru ppe fa sì che il comandante supet·iore non tiene più nelle sue mani la direziùne del combattimento . "Senza toccare ali' indi pendenza dei sotto cap i, il com andante generale - ed egli solo lo può - deve dirigere I' arrdamento generale della pugna, cambiando, a seconda delle circostanze, la direzione delle mosse e al modo di eseguirle, del le truppe trovantisi sul campo di battaglia . «L'u rto decisivo - l'attacco della posizione - può condurre a felice successo, soltanto nel caso in cu i sia stato convenientemente preparato e sìa eseguito seçondo la decisione presa dal comandan te durante il corso del combattimento . « 9. Quandçi le truppe eseguiscono un attacco senza adempiere a quel le preliminari condizioni che garantiscono la riuscita degli auacchi ali{ baionetta i giudici di "campo più vicini debbono subito decidere di propria iniziativa e senza aspettare l'ordine del capo dei giudici di campo e del direttore delle manovre; imperocchè le loro decisioni non possono sempre arrivare a tell'\po . « Ai giudici di c11mpo corre l'obbligo nel caso di bisogno, non solo èti separare nuovamente i due partiti dopo l'avvenuto :ittacco, ma anche cl' impedire I' :.ttacco, quando questo sia coodotto non correttamente; ·e sia stato preparato io maniera così insufficiente, da preveder.si che in guerra vera non avrebbe potuto gi ungere sino al]' urto alla baionetta . ( Quando u11 attacco è dichiarato respinto, la truppa deve ritirarsi nella formazione di combattimento. La ritirata deve essere cotHinuata o sino alla località comandata, oppure sino a che si trovino tru ppe fresche col i' appoggio dell e quali si possa tentare di nuovo l'attacco. « ·I O. Ho osservato due volte, che riunendosi due colonne o reparti indipendenti il più anziano dei due comandanti - apparentemente per delicatezza - non assume i1 comando sopra l'altra colonna . Le conse'guenze 1annose di qu(~sto modo di agire si fanno poi subito sen tire. « Quando si ri uniscono parecch i riparti, è non.solo ovvio che il comando sopra le stesse debba essere assunto dal più anziano, ma ciò è pure prescritto dal regolamerHo, e perciò deve eff~ttuarsi senza difficoltà. « ,1~. Nel carreggio non regna ,,a sufficiente ordine.
RIVISTA DEI l?ERIODICI MILITARI
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« Ho osservato che il carreggio della truppa non solo marciava in un disordine maggiore di quello dei carri noleggiati, ma altresi che aumenta,•a i! disordine nella colonna . « Debbo finalmente osservare che il 2i agosto a~sistendo alla sfilata dell'intiero carreooio gu idato dal ~e della .t6• divisione fanteria di, riserva , tenente colonnello Antz del 18·1° reggimento ·di fanter ia di riserva Ostrolenka , lo trovai nel m11ssimo ordine e che perciò ne espressi il mio compiacimeb.to al capo. « 12. Per l'avvenire comando, che in tutte le manovre, dopo il segnale: .per tutt·i e alt le truppe si arrestino s~I posto ov.e ~i ~rn:an~ nel momento in cui odono il segnale, mettano le armi ai lasci, sr tolgapo i zaini, le truppe a cavallo mettano piede a terra e si aspettino le ulteriori disposizioni. « Dalle osservazioni di questo Prikas rilevasi che i maggiori errori furono commessi per insipienza delle prescrizioni regolamentari e per errone:i applicazione delle medesime. « Richiedo pertanto da tutti i comandaDti di corpo che accordino la più seria attenzione allo studio del regolamento sul servizio in cam· e che nelle. çonferenze degli u,fficiali che hanno luogo durante Paana b l'inverno sia dato à cotesto studio il posto che gli com pete. » I
internationale Revue iiber die Gesammten Armeen und Flotten. \
Novem bre 1898. - Lct capacità innate, alla ,guerm dei popoli europei. Nel caso · di una guel'ra mondiale, non sarà tanto, in tale estrema ·esplicazioM di tutte le fon.e, lo stato momentaneo del siste'?1a mil!t-are, quanto la forza generale innata e la capacità alla guerra dei popoli che condurranno al successo finale. L'autore in un brillante e dotto articolo, passa in rapida rivista le guerre degli ultimi secoli e specie dell'epoca napoleonica ed odierna, per dèdurne dati attendibili a proya del suo asserto. La nazione ital iana è quella cui oggidì si accorda uoa minor forza militare; tnttavia non è a dimenticarsi che nel medio evo essa non fece punto difetto, sino_a che rappresentò una parte politica· e comme~·eiale. Le città della Lega lombarda si comportarono eroicamente contro gli eser·· citi· tedeschi ed i Veneziani compirono nobili azioni sul mare sino al secolo. xvm, in cui Francesco Morosini battè i Turchi. /
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RIVISTA DEI PERIODlCl MILITARI 172 A.i nostri tempi la rivoluzione di Milano nel ,t 84-8 combatte collo stesso ardore ed en tusiasmo come ai tem ~i di Barbarossa. Nel 1859 il soldato piemontese e le sch iere garibaldine combatterono a fianco dei Francesi con molto onore ed a Custoza stessa, nel ·1866, le.br igate combatterono con molto valore. Nella recente catastrofe d'Africa i molti ufficiali e soldati morti nella pugna attesi.ano del loro eroismo; e l'artiglieria vi si coprì di gloria. Il soldato inglese possiede una stoffa, che sotto un gran capit'auo può fargli eseguire grandi cose. Il soldato russo , resistente alle fatiche, impavido di fronte alla morte, sì dimostrò per al tro sempre inferiore al soldato francese, dal quale fu ba ttuto ad Austerlitz, a F riedland, a Borodino, ed ultimamente in Crimea, e non è a presumersi che, per l'avvenire, richiedendosi ora pel soldato grande intelligenza e forza morale, gli eserciti russi possano divenire più pericolosi. L'Austria, sebbene abbia né' tempi passati subito molte disfatte è pur sempre, come già diceva Na poleone nel •I 809, una p,otenza assai forte, la più forte dopo la Francia. L'autore dice, in riassunto, che le forze militari dell'Ital ia non sono certameme da disprezzarsi, e che alle russe non a~corda superiorità. La gloria e il prestigio militare sono oggidì rappresentati : in primo luogo dalla Prussia-Germania, e poi dal\' Austria e dalla Francia . Ne consegue che le forze uni te d'ella Germania e dell 'Austria non hanno a temere, purchè apprezzino convenientemente le forze della Francia.
1n
I
Tene111c tolomtello Il . A., ,·nca-ricato
DEMARCHI CARLO?
,
gerente.
STUDIO CRl'l'ICO SULLA $~'.CONDA PARTE DELLA CAMPAGNA
1866
11, l'rALIA
J~ PJÙ. SPBCIALMEN'l",t,; SULLE 0PF:RA7..10NI PHR IL PASSAOGlO DEL PO E SULLA MARCIA
DEL OO!<eO DI SPEDJZION!S DAL JJAS$0 PO AU.'JSO:-<W (1)
I. - La situazione il 29 giugno. I
In seguito alle scure noti.zie arrivate al generale Cialdini fin dalla sera del 24 e poi nella mattina del 25, intorno al risultato della battaglia di CustoZìa, - notizie che avevano ricevuto ufficiale conferma nel ben noto telegramma del generale La lYiarmora: « Austriaci gettatisi con tutte le loro « forze contro corpi Durando e Della Rocca, li hanno rovesciati. « Non sembra finora inseguano. Stia quindi all'erta. Stato « ~rmata deplorevole, incapace agire per qualche tempo, << cmque divisioni essendo disordinate·» - il IV corpo aveva sospeso . il passaggio del Po eid aveva ripiegato su Modena. Informato il comando supremo della decisione presa dal generale Cialdini, risolveva alla sua volta d'abbandonare con l'armata del Mi:acio le posizioni prese fra Goito, Volta e Cavriana, e di ripiegare dietro i l. medio Po allo scopo d'unirsi al IV corpo per Cremona e Parma. Fatto così. massa di tutto l'esercito sulla destra del Po, e non appena le condizioni di esso fossero state per consentire,
1'entat'ivo di rivolta dei prigio'J'l;ieri di guerra francesi nel dicembre 1870 e ge'J'l;naio l871, pel dott. ENRICO JANKE. I picm"oni messaggieri pel mare, per v. ScarERllRAND. , L' esM:cito colonizzatore.
• Per la Direzione Lonovrco CrsoTTI
DAL BASSO f>O ALL'ISONZO
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U) Per qirnnto riflette la nanazionc degli ,w vcnimenti abb iamo quasi esclusivamente attinto ali '.opera ; La campagna del 1866 in Jlaliq, i·edatlci dallà sezione sto,.ica del co1,w di slalo maggiore, la quale, ·al lorchci ci occorrerà di citare, per brevità Jnò1cheremo con la denominazione di « Helaziono nflicialc ,. Per seguire le mosse delle truppe e per rendersi conto delle· relatrve situ,izioni, oltre dello schiuo annesso,· converrà consultare la carta t; 86.000 del Regno Lombardo-Veneto e quel la 600.000 d'antica edizione. In difetto rii queste potranno servire I~ carte nostre i: ~00.000 e i : 500.000. i2 -
ANNO Xl.(V.
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IJAL BASSO PO ALL'ISONZO
si intendeva di i·iprendere l'offensiva operando o attraverso il quadrilatero oppure attraverso del Polesine. Al generale Garibaldi era stato mandato invito di coprire Brescia. L'immobilità degli Austriaci ed il pronto. rimettersi dei corpi che avevano combattuto il .24, e più ancora la considerazione dell'impressione che una ritirata dell'armata del Mincio dietro~il Po avrebbe prodotto nel paese, impressione che il giornalism5> ed il governo centrale dipingevano coi più vivi colori, inducevano però il comando supremo ad arrestarne la mossa retrograda dietro l'Oglio.
.. •... Il 29 giugno la dislocazione dell'esercito italiano era questa: Il corpo dei volontari concentrato nel triangolo SalòBrescia-Lonato, coi grosso in quest'ultima località e con reggimenti distaccati a Padenghe, Salò, Brescia e Bergamo: due reggimenti in movimento dal mezzogiorno, dove erano stati costituiti. Una brigata di 3 batterie d'artiglieria da campagna, chiesta dal generale Garibaldi dopo la giornata del 24 per poter tenere con qualche probabilità di buon successo le sue posizioni sulla strada di Brescia, in marcia verso Lonato, dove sarebbe arrivata nel dì seguente. Il II ed il III corpo già in posizione qietro il basso Oo-lio . b da Piadena fino alla confiueriza dell'Oglio ' nel Po, con la 4° divisione (meno la brigata Regina) a Guastalla. Il I corpo ancora in marcia sulla sinistra dell'Oglio a una tappa da Pontevico. , Una divisione del III corpo (la 9°) era rimasta come retroguardia dell'armata sulla sinistra dell' Oglio, a Mariana, quale sostegno della cavalleri~ e più specialmente di quella · del II e del III corpo. · La divisione di cavalleria di linea era stata lasciata in posizione dietro il Chiese fra Leno e G.hedi per mantenere il legame fra l'armata del Mincio ed il corpo dei volontari.
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DAL BASSO PO ALL'ISONZO
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Il IV corpo aveva ultimato il suo movimento retrogrado, e trovavasi raccolto tra Castelfranco-Rubiera e Bastiglia, tranne la 20• divisione che era stata lasciata a Ferrara insieme con la l" ·brigata di cavalleria (Poniusky), e la 2a brigata di cavalleria (La Forest) che era a Mirandola. La riserva d'artiglieria .a Castelfranco; l'ar~iglieria e gli equipaggi da ponte di riserva del IV corpo, a Cento.
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II. - Il piano per il secondo periodo della campagna.
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Tale era dunque la situazione, quando nel pomeriggio del 29 gìugno i generali La' Marmora e Cialdini convenivano a Parma per combinare il da farsi. Rassicurato il generale Cialdini. così dalle parole del generale La Marmora, come da quelle del barone Ricasoli sulle · condizioni morali dell'armata del Mincio, « fu imma.ginato « un nuovo disegno offensivo pel basso Po con tutto l'eser«·cito, cominciando con un grande attacco contro Borgo« fol'te, che il generale Cialdini stesso avrebbe eseguito, « piuttosto per richiamar~ co]à l'occhio dell'Arciduca, che per « deliberata volontà d'espugnare quella fortezza. Coperto da . « quella mostra, il 4° corpo .sarebbe tornltto sul basso P o e « ne avrebbe tentato il -passaggio in punti diversi da quelli « del 25 giugno. ·se questa operazione fosse riuscita, il ri« manente dell'esercito, restato frattanto sull'Oglio a divagare « Pattenzione del nemico ed a terminare di rifarsi, avrebbe « raggiunto il IV corpo per far massa nel Veneto. Intanto « il generale Garibaldi opererebbe nelle Alpi, mirando a « Trento. (1) » · · A ciò si aggiungeva che anche i, règgimenti dei volontari t;ostituiti e rimasti attorno a Bari dovevano raggiungere Garibaldi e che press~ R eggio d'Emilia si doveva costituire (ll ~e la1,iollc \lflìcìa le, parte li , pag. 51.
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un corpo di riserva, forte di due diyisioni, a protezione della ba3e d'operazione, cioè a difesa più specialmente del tratto di Po fra Cremona e Piacenza.
punto in corrispondenza del quale si intendeva -d'operere il passaggio del Po, ed allontanarveli di tanto quanto bastava non solamente per eseguire il passaggio del fiume, ma altresì per attraversare il Polesine e per prendere possibilmente saldo piede anche sulla sinistra dell'Adige. Ovvia poi era la convenienza d'avere il maggiore tempo possibile a disposizione non soltanto per stabilirsi solidamente nel Polesine, ma anche per dar modo alla più gran parte dell'armata del Mincio . di raggiungere il IV corpo prima che questo si trovasse di .fronte tutte le forze del1'Arciduca. . I Come corollario con veniva quindi disporre la cose in modo che la separazione fra le due masse ·-- quella del Po e quella in quel momento raccolta dietro del basso Oglio - avesse a durare il minore tempo possibile. Molto desiGl'erabile appariva pure d'iniziare le operazioni offensive il più sollecitamente che s1 potesse, e ciò più specìalmente per ragioni morali. Tuttavia conviene ri~onoscere che il far presto allora non si imponeva ancora nella stessa misura con cui verine ad imporsi pochi giorni dopo, in seguito alla decisiva vittoria riportata dai nostri alleati a Sadowa, e più ·ancora in seguito alla cessione della Venezia all'imperatore dei Francesi. . ~
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La decisione d'operare con tutto l'esercito dal basso Po attraverso det Polesine, a parere nostro, era quella che meglio rispondeva alla situazione del momento, e ciò per parecchie ragioni. Caldeggiata codesta offensiva fin dal principio della campagna dal gènerale sul quale ormai, indiscutibilmente, si concentravano tutti gli sguardi e tutte le speranze, essa conf~riva senza dubbio a rilevare il morale dell'esercito, ed a far rinascere in esso la fìclucia~nella vittoria. Essa appariva altresì opportuna perchè promettitrice di risultati più pronti e più decisivi - e di questi ~vevasi sommo bisogno, più ancora che per rinfrancare gli auimi, per soffocare quel malcontento e quella sfiducia ne' capi. che la malaugurata gfon1ata del 24 giugno aveva suscitato. Pronti e decisivi risultati erano inoltre richiesti dalle notizie della fortunata offensiva dei nostri alleati in Boemia. · Se tutto niò è vero, non è meno vero però che l'offensiva dal basso· Po presentava maggiori difficoltà di ql!-elle che avrebbe presentato se fosse stata tentata in principio della campagna. Infatti, avendo già avuto un principio d'attuazione, meno facilmente potevasi sperare di trarr.e l'avversario in inganno e di sorprenderlo. Aggiungasi che l'ardita impresa doveva venire tentata da un esercito che - volere o no - aveva gli animi un po' scossi da un recente insuccesso, contro un esercito vittorioso.
Prescindendo però da codeste considerazioni, esaminiamo quali erano .le condizioni per la riuscita dell'operazione. Condizione essenziale di buon successo, a parer nostro, era quella che si riuscisse ad allontanare gli · Austriaci dal
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In relazionè dunque alle esigenze della situazione occorreva con un'abile · ed efficace azi9..ne dimostrativa da parte delle truppe lasciate sul bass6 Oglio e sul Chiese, attrarre e trat tenere il più lungo tempo possibile l'Arciduca sulla destra \lei Mincio; occorreva che il IV corpo si fosse venuto a stabilire in posizione tale da poter approfittare senza indugio della falsa mossa cui si riuscisse ad attrarre l'Ar.c iduca; finalmente occorreva che tutta quella parte dell'armata del Mincio che non era stimata indispensabile per rendere efficace la dimostrazione, passasse sulla ·aestra del Po per essere in mi sura di raggiunger13 il IV corpo nel Polesine quanto più soL lecitamente fosse possibile. • , ·
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*** ' I criteri di massima stabiliti nel convegno di Parma rispondevano alle esigenze della situazione? Se si accettano le condizioni da noi dichiarate come necessarie per rendere l'impresa di probabile riuscita, si è tra-tt{ ·· a dare una risposta negati va. La dimostrazione intesa a distrarre il nemico dal Polesine, per avere speranza di raggiungere lo scopo, doveva essere eseguita in ·direzione tale che _potesse veramente trarre in inganno l'avversario. Inoltre doveva tendere ad a.llontanarlo più ché fosse possibile dal basso Po. Col èlivisato attacco contro. '.Borgoforte non si poteva invece nutrire speranza di conseguire nè l'uno, nè l'altro dei due scopi sopraccennati - non richiamare colà l'occhio dell'Arciduca nel senso di fargli credere che proprio. presso quel punto il IV corpo si pro.ponesse di passare il Po per riunirsi all'armata del lviinci_o, perchè per oper.are -questa riunione non c'era bisogno d'attacca.re quella testa di ponte, bast,ava tenerla guard~t,a. Meno ancora .poi si poteva lusingarsi di far credere all'Arciduca che proprio da quella parte· ~ dove si sarebbe trovato Mantova coi suoi laghi e col Mincio l'esercito italiano pensasse· di penetrare uell' interno del qu.adrilatero. Si disse che la dimostrazione di Borgoforte ·offriva opportnno pretesto per avvicinare il IV corpo al Po senza destare sospetti negli Austriaci sulle nostre intenzioni . Ma a noi pare che codesta sia una ragione alquanto speciosa. Per av,vicinarsi al Po senza svelare prematuramente i nostri disegni noi non vediamo come occorresse attaccare Borgoforte. Se, p. es., avessimo portato il IV corpo fra Mirandola, Moglia e Carpi, noi ci saremmo posti in misura di ri".'olgerci· con eguale facilità o verso Brescello per unirci all'armata del Mincio, o ver1,o Borgoforte, o :finalmente verso Sermide, presso cu1 appunto si contava di passare il ·p o,
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Intanto però si veniva &.d avvicinare a circa una tappa di dista,nza il IV corpo , dal punto scelto per , il passaggio del fiume. Del resto, pur volendo ammettere che la dimostrazione . . . contro Borgoforte fosse riuscita ad attrarre l'Arciduca verso Mantova, non si veniva. però con questo ad allontanarlo sen- · sibilmente dal Polesine, perchè tanto da Verona quanto da Man.tova in due tappe si può trasferirsi a Badia. ' Che quella testa di ponte di Borgoforte costituisse per l'esercito italiano che doveva manovrarvi intorno, lln impaccio ed una tal quale preoccupazione, questo si capisce ; ma se codesta pr~occupazione poteva richiedere che un distaccamento - p. es., una divisione - rimanesse a guardarla; se si poteva fin anco ammettere l'attacco di quella testa· di ponte; essenzialmenté per distruggere il forti di Motteggiana stabilito sulla riva destra del Po, tale preoccupazione però non pare giustificasse il fat:to, che la mossa verso il basso Po dovesse venire cot>rdinata, ed anzi subordinata, all'attacco contro Borgoforte, tanto più -avuto riguardo alla circostanza che codesto attacco non si avrebbe potuto cominciare subito, essendo stato rimau'clato a Piacenza il parco delle grosse artiglierie. (I
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« Se questa operazione fosse riuscita - il passaggio cioè « del Po da parte del IV corpo - il resto dell'esercito, re<< stato f'rattanto sull' Oglio a divagare l'attenzione del ne« mico e da termihare di rifarsi, avreb~ raggiunto il IV corpo + « per far massa nel Veneto. » Così la Relazione ufficiale. Ma per « divagare l'atten,zione del nemico » era proprio necessario di lasciare dietro del Basso Oglio l'intera armata del Mincio? Un · corpo d'armata - p. es., il II -_ con la divisione di cavalleria, i quali avessero avvedutamente manovrato, parrebbe che sarebbero 'stati sufficienti per mantenere l'avversario all'oscuro sulla situazione, almeno fino al momento in cui il IV corpo a.vesse passato il basso Po .
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Nè ci sembra potrebbe reggere l'obbiezione che gli Austriaci avrebbero potuto aver sentore degli spostamenti che noi avessimo eseguito dietro del II corpo per, avvieinare il I ed il III corpo al IV. Il 23 giugno, in paese a noi favorevole per spontanea premura degli abit~nti a fornirci notizie sul nemico, noi siamo rimasti completamente all'oscuro intorno al passaggio del1' intero esercito austriaco per Verona ed al suo schieramento a pç>chit chilometri dai nostri avamposti, sulle alture di Sommacampagna, di Sona e di Castelnuovo. Fri1, il 7 ed il 10 luglio, quando il IV corpo stava attraversando il Polesine, noi credevamo il nemico grosso e vicino, mentre già da più giorni esso era in marcia per il Tirolo e per i.l Friuli alla volta del Danubio. Ora, per quanto si possa ammettere poco giustificata la nostra ignoranza sulle mosse ciel nemico, specialmente durante il 23 _g iugno, certo è però che la coper.tura fornita da un grosso corpo d'armata con numerosa cavalleria e da un grande fiume è tale che riuscirà sempre ben difficile all'avversario il sapere ciò ohe si fa dietro ad essi. Una vo lta P~, che il IV corpo fosse entrato nel Polesine, il nostro piano ormai era svelato, e non sarebbe stata eertamente qualche divisione di più lasciata dietro il basso Oglio che avrebbe Lrattenuto l'Arciduca dal trasferirsi con tutte le sue. for ze verso il basso Adige. Intanto però, avendo voluto Lrattenere sul basso Oglio tutta l'armata del Mincio fino a che il IV corpo non M·esse posto saldo piede nel Polesine, questo corpo si veniva a trovare abbandonato per ben ·u na set tirµ ana alle so.le sue forze ; ed anche se l'Arciduca. si fosse lasciato attrarre sulla destra dol Mincio, come effettivamente avvenue, ciò nulla meno, siccome in quattro, giorni esso era in grado di trasferirsi nel Pofesine, mentre all'armata del Mincio ne occorrevano almeno sei soltanto por cominciare ad arrivare con qualche divisione, così sarebbe giunto pur sempre in tempo per attaccare il corpo del generale Cialdini prima che questi potesse r icevere soccorso alcuno dall'armata del Mincio.
La tema cha il passaggio del basso Po da parte del I V 0orpo avesse a fall ire, indusse forse i generali La Marmora e Cialdini a non voler fare retrocedere subito una parLe dei corpi dell'armata del Mincio dietro il medio Po fra Cremona e Colorno ; e probabilmente ciò anche nel riflesso che codesta nuova mossa retrograda poteva produrre cattiva impressione nel paese. Il desiderio di lasciare ai corpi ohe avevano preso parte alla battaglia di Custoza il tempo e l'agio per « Lerminare di rifarsi » avrà contribuito pure a mantenere sul basso Oglio l'armata del Mincio. 'f utte ra- · gioni codeste che possono avere il loro peso, ma ragioni, a parere nostro affatto secondarie rispetto a quella che do_veva su tutte le altre prevalere: fa;·e massa, cioe col 1 TT corpo il più presto possibile per trovcirsi in buone condizioni alla.
gr·a11de batl(1glia che, o nel Polesine, o subito dopo pa.<isato l' rlctige, si sarebbe dovuto presumibilmente sostene;·e contro l'intero ese1·cilo dell' A;·ciduca.
...' Anche la scelta dello scacchiere d'operazione assegnato al ge1Ìerale Garibaldi offre, a parer nostro, argomento_ad utili considerazioni. L'esercito austriaco disponeva di due linee di ritirata, quella pel Friuli e quella pel Tirolo. Nulla di più ragion evole quindi, in quella speciale situazione strategica, che mentre la massa principale operava dal basso Po verso la linea del Friuli, si cercasse di manovrare anche contro l'altra ' linea - quella del Tirolo - tanto più che oltre alle ragio11i strategiche, anche alte ragioni politiche consigliavano a ciò. E poichè non si riteneva ancora il momento di wntare un'operazione mari~tima sulle coste dalmate, nè d'altra parte si stimava opportuno d' impiegare i volontari nelle grandi operazioni a fianco all'esercito regolare, si può ammettere che ad essi venisse affidata l'impresa del 'l'irolo, per quanto invero b en ardua per truppe novizie, male inquadrate e troppo numerose.
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Ma prescindendo da ciò, la direzione scelta per penetrare in Tirolo era quella da preferirsi? 1francamente a noi pare di no . Operando dalla L ombardia, l'unica linea cli marcia che potesse condurre presto sulla grande lltrada del Tirolo era quella della valle Sabbia, don.de Ò per le Giudicarie a Trento, o per valle di L adro e Riva a Rovereto. Questa linea di marcia si svolgeva attraverso una regione aspra, ristretta, fortificata, e nella quale i volontari avrebbero malamente potuto trarre profitto della Joro superiorità numerica. Aggi.ungasi che pochi, vicini e ben determinati erano i punti minacciati dall'offensiva italiana; facile per conseguenza il còmpito della difesa. Se invece si fosse accolto il primitivo progetto del generale Garibaldi di tendere all'alta valle d'Adige attraverso le Alpi venete, i volontari avrebbero trovato uno scacchiere d'operazione senza fortificazioni, più r~cco di combinazioni, più in armonia con le loro forze. Basandosi fra Primolano e Ponte nelle Alpi (allora denominato Capo di Ponte) essi avrebbero minacciato tutta la linea dell'Aòige-Rienz da Trento a Toblach. e nel tempo stesso essi avrebbero egregiamente coperto l'avanzata dell'armata d'operazione verso l'Isonzo dalle offese che le fossero potute venire per le valli della Brenta e della Piave. Aggiungasi ohe si avrebbe avuta una sola linea d'operazione, e quindi più continuo e più intimo il reciproco accordo fra le varie masse, nè si avrebbe posto il corpo dei volontari in una situazione che avrebbe potù.to diventare perigliosissima qualora le circostanze avessero permesso al.; l'Arciduca di manovrare internamente fra l'esercito r egolare ed i volontari. Nè ci sembra abbiano grande valore le obbiezioni che 11.l riguar!lo potrebbero venire fatte, e cioè che trasportando i volontari dal Chiese al Brenta ed alla Piave, si sarebbe perduto tempo e che si sarebbe scoperta la Lombardia ed essenzialmente Brescia.
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Il tempo che si sar ebbe perduto nello spostare la massa dei Garibaldini da Brescia a P adova si sarebbe guadagnato nella maggiore sollecitudine con cni, avuto riguardo alle circostanze precedentemente notate, si avrebbero potuto ottenere Yantaggi decisivi. Circa poi allo scoprire la Lombardia potremmo stabilire la pregiudiziale, e cioè ohe così gli eserciti come le flotte hanno per missione di decidere con la vittoria. della sone della guerra e non sono già destinati a coprire questa o quella provincia, questa o quella città, per quanto nobili, ricche, benemerite ed importanti, qualora ragioni strategiche di grande momento non siano per consigliarlo. .Ma prescindendo da ciò, osserveremo che per opporsi alle scorrerie delle forze austriache concentrate nel '.l'irolo avevamo Rocca d'Anfo in valle Sabbia e battaglioni di volon· tari e di guardie nazi<)Ilali mobili in valle Camonica ed in Valtellina . Aggiungasi 0he era stata già ordinata la formazione d'un corpo d'armata cli riserva al campo del Ghiardo, e con questo avrebbesi potuto pur sempre sventare presto le velleità offensive' delle truppe nemiche che fossero scese in Lombardia, .dal Tirolo, ed anche le eventuali, ma poco probabili scorrerie, dei presidi di P eschiera, di Verona e di Mantova. Ad ogni modo, poichè si voleva far operare - forse per ragioni politiche - tutti i Garibaldini per le Alpi lombarde, non sarebbe stato più opportuno che il corpo di riserva si fosse costituito a F errara anzichè presso Reggio? Ormai la vera linea di comunicazione dell'esercito doveva passare per il Polesine; non conveniva quindi distrarre, senza assoluto bisogno, forze altrove.
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Cerchiamo ora di precisare meglio le nostre idee intorno al modo come, a parere nostro, avrebbero potuto venire condotte le operazioni per il passaggio del Po. Poichè nel pomeriggio clel 29 s'era stabilito il nuovo piano per l'offensiva, e poichè le condizioni materiali e morali
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dell'armata del Mincio erano già tali da permetterle d'operare subito (1), ogni indugio era da evitarsi. Fino dal 1° luglio " quindi sarebbe convenuto avvicinare la 4" divisione a Borgoforte ed il IV corpo al Po, portandolo nei pressi dì Mirandola: dislocare poi opportunamente il 1° corpo fra Pontevico e Cremona (2) per metterlo in grado d'eseguire il suo trasferimento dal basso Oglio al basso Po per ferroyi~, e :fina,lmente ritrarre il III corp~ da Piadena fra Casalmaggiore e Colorno, face1~dolo sostituire sulla linea dell'Oglio da truppe .del II corpo. I volontari e la divisione di cavalleria avrebbero dovuto rimanere sul Chiese e sulle alture di Lonato. Nel dì seguente, cioè il 2 luglio, avrebbesi potuto ese.:. guire d.a parte del II corpo, rinforzato da una divisione del I (3), e col concorso anche della divisione dì cavalleria e di alcuni reggimenti di volontari, la dimostrazione verso ìl Mincio. Riuscendo questa ad attrarre gli Austriaci sulla destra del Mincio, se ne avrebbe dovuto approfittare subito per passare il basso Po e per fare massa nel Polesine quanto più. presto fosse stato possibile : così per es. il gettamento dei ponti avret!be potuto eseguirsi nella notte fra il 2 ed il 3 luglio, il passaggio del Po da parte del IV corpo fra il 3 ed il 4 ; e fin dal 3 il I ed il III corpo avrebbero dovuto inìziare la loro mo_ssa per raggiungerlo. Data l'urgenza del caso, non sarebbe s·tato pretendere troppo richiedendo dalle ~i visioni del III corpo cinque o sei tappe consecutive di 22-23 chilometri. '
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(tJ Oltre a quanto dice la Relazione nllicia!e sull e condizioni dell'armata del Mi ncio-. ecco quanto il genernle Della Rocca scriveva alla contessa, sua moglie, il ,28 giugno: , I miei soldati non sono punto demoralizza-ti; non parlano che di prendere una rivin•. cita; figurati che su .~6,000 uomini ne ho manrJati 20 soltanto all'ospedale: pare im• possibile». - Dal!' AutobiOg,·afla ili un veterano, volume Il, pag. 255. (2) Sulla cart,t i :600,000 annessa alla Relazione ufficialo è tracciato come gia in esercizio il tronco Cremona-Corlogoo, il quale immette su!la linea ~lilano-Piacenza: sulle altre carte <lell'epoca detto tronco non è segnato. Ad ogni modo sarebbe pur sempre convenuto d'iniziare il moviment.o dalla stazione di Cremona - almeno per le trupr)e che dovevano mo vere per le prime - anche a costo di dover far fare ai treni il lungo percorso Cremona-Treviglio-Milano-Piacenza-Bologna-Ferrara perché si sarebbe guadagnato almeno una giornata. ,, (3) Cioè quella di coda, la' quale non avrebbe potuto muovere per ferrovia che tre giorni do f)O.
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Conseguentemente le divisioni dislocate presso Brescello in cinque giorni, quelle dislocate presso Colorno in sei avrebbero pot1Jto trasferirsi a Ferrara, precedute dalla brigata di cavalleria. Quanto poi al I corpo, questo, come già si disse, avrebbe dovuto venir trasportato in gran parte per ferrovia (Qùartieri generali, fanteria ed artiglieria per ferrovia, cavalleria e grosso carreggio per artiglieria). Oggi su . una linea a semplice binario1 nelle condizioni di que~la Cremona-Codogno-Piacenza-Bologna-Fe1~rara senza diffLcolt,à si possono attuare almeno 18 treni militari normali al giorno. Ma nel 1866 siffatti sforzi non érano possibili perchè l' impiego delle ferrovie per i grandi movimenti di truppe non era anco1;a stato studiato abbastanza, ed anche perchè le linee non erano all'uopo predisposte. Limiteremo quindi a 12 treni al giorno la nostra richiesta - treni però che, date le condizioni favorevoli di quella linea, potevano contare una cinquantina di vetture. · Se si tiene conto che i nostri battaglioni nel 1866 non avevano che una forza di 600 uomini, e se si tiene conto che d'una parte del carreggio i corpi potevano far senza per alcuni giorn,i (ed infatti il generale Cialdini prima, e poi anche il generale La Marmora, avevano provvidament e disposto affinchè per certe mosse che occorreva fossero rapide, le divisioni avessero una formazione leggera, lasciando indietro il loro grosso carreggio) pare potersi venire alla conclusione che pel trasporto ferroviario d'una divisione ìn, form~zione alleggerita 13 ·treni sarebbero stati ,sufficienti. Il movimento ferroviario del I C'orpo avreb,be quindi richiesto non più di 4 giorni e mezzo. E presso a poco lo stesso tempo la ?raslocaziÒne per via ordinaria della cavalleria e del gr~sso carreggio del corpo stesso. ' l~fatti, anche ammesso che così quella come questo avessero dovuto seo-uire la via Emilia fino o . a Bologna, la cavalleria in quattro giorni ed il .grosso carreggio in cinque o sei potevano benissimo trasferirsi da Cremona a F errara per Parma e Bologna (180 chilometri circa).
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sacrifici gravi, e da parte del comando del IV corpo d'armata si avrebbero dovuto operare miracoli d'attività e dì energia: ma a codesti miracoli il generale Cialdini ci aveva abituati, oltrechè durante la campagna del 1860 nelle Marche, anche nel primo periodo di quella del 1866. La sera del 25 g iugn~ infatti tutto era pronto, co~e già dicemmo, per il passaggio del Po: « sette divisioni si tro« vano ammassate alla foce del Panaro coll'immenso mate« rìale d'artiglieria, fra cui parecchi pezzi da 40 e molti da « 16 destinati all'attacco del campo trincerato di Rovigo, ed « inoltre 1200 metri circa di ponti militari, Ìè barche dei « quali stavano già in parte galleggiando nell'acqua del Pa\t naro ». In seguito alla presa ~ecisione di ripiegare per Modena, si dispone per mettere in movimento di ritirata tutta quella immensa mole di impedimenta. « Per chi conosce « lo stato delle strade ferraresi nell'estate, costrutte senza « ghiaia di sorte akt1~a, per chi conoscé le difficoltà d'una << improvvisa contromarcia eseg\lÌta da un esercito conden« sato in breve spazio, in un angusto cul-di-sacco ed intral« ciato ne'- suoi movimenti della mole di tanto materiale e ·« dalla deficienza di cavalli, cui erasi cerc~to di supplire con ~< larghe requisizioni di buoi, co)'.!1-prenderà le fatiche e le . << angustie di quella notte. Eppure senza gravi iii.convenienti « e senza che il morale dèlle truppe ne fosse rimasto de« presso, tra il 28 ed il 29 il I V corpo si trovava concentrato « intorno a Modena ». Così a pagina .1.9 della Risposta a/.. l'opuscolo : il generale La Marmo1·a e la campagna clel 1866. Con tali precedenti si poteva quind'i avere. il diritto dipretendere molto.
Alla sera del 6 l~glio noi avremmo quindi potuto avere nel .Polesine, oltre al IV corpo ·con circa 400 boccb.~. da fuoco, tre divisioni del I corpo e la brigata di cavalleria del III; e nel dì seguente anche la rimanente divisione e la 1:>rigata di cavalleria del I carpe,, totale: dodici divisioni e quattro brigate di cavalleria; mentre a Ferrara in tale giorno sarebbero giunte due divisioni del 1II corpo. Ciò premesso, se noi ammettiamo che il 2 luglio gli Austriaci - o perchè attratti dalle dimostrazioni d~l nostro II corpo, o per proposito deliberato, come effettivamente suc· cedette - si fossero trasferiti sulla destra del Mincio ben difficilmente prima dèl 6 avrebbero potuto arrivare ;on le loro avanguardie sull'Adige tra Badi~ e Boara e non prima del 7 sarebbero stati in grado di far coRcorrere tutte le lorò forze· alla battaglia. Questa quindi avrebbe potuto '-venire sostenuta dalla parte nostra in condizioni di superiorità, numerica tale di rendere ht vittoria molto probabile. Il giorno 8 a cavallo del basso Adige avremmo poi po· tuto avere il I, III e IV corpo al completo; e fin dal dì prima sarebbe stato possibile di cominciare il movimento ferroviario del dorpo dei volontari che in tre giorni circa sarebbe stato ultimato. A Ferrara i reggimenti volontari provenienti d~ Bresoia si sarebbero uniti a quelli provenient{ dal mezzoo-iorno ed ' o ' a seguito dell'esercito d'operazione avrebbero raggiunto Pa· dova, per lanciarsi di qua nelle Alpi venete. Fina,lmente il II corpo, con la divisione di cavalleria, dopo d'aver coperto lo spostamento dal basso Oglio verso il 'J?olésine, avrebbe dovuto esso pure seguire la mossa generale, m parte per ferrovia ed in parte per via ordinaria.
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A giustificazième del fatto che soltanto il giorno 8 luglio si è passato il Po, nell'opuscolo dianzi citato, nel quale si rispecchiano non solamente le idee ma anche lo stile del generale Cialdini, ,è stato scritto ohe .« prima di riprendere la « offens~va e d'iniziare una nuova impresa, ei voleva e
Chiedere tutto questo era chiedere l'impossibile? ?ertamente per ottenere che per il 7 luglio quasi tre qumt~ dell'esercito italiano si potessero trovare nel Polesine, pronti a battaglia e padroni degli sbocchi sulla sinist,ra del1' Adige, sarebbe stato d'uopo d'imporre alle truppe fatiche e
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« doveva assicurarsi bene che non tornerebbe ,a succedere lo « sconcerto il malinteso del 23 e del 24 giugno. Ei voleva e
doveva assicurarsi bene che non si camminava ad una seconda e per acquistare codesta certezza avrebbe; impiegato tutto il 30 giugno e parte del 1° luglio. Solamente nella sera del 1° luglio cominciò ad occuparsi « delle detta« gliatissimeistruzio~iper mettere in movimento il suo corpo ,< e condurlo sul P-0 ion tale ordine ed assieme che rispon« dessero .alla difficolt \ ed ·alla importanza della operazione « a cui eravamo nuova nente risoluti ». E più sotto continua: « Riftettasi che il IV corpo trascinava seco quasi 400 bocche ,< da fuoco, tra le quali ventiquattro da 40 e cinquanta da 16, « e mille duecento e più metri di ponti militari, e che erasi « dovuto supplire alla de_:ficienza dei cavalli colle requisì« zioni di buoi. Riflettasi alle strade sabbiose del Mirando« lese e dei Distrett.i. E ~opratutto riflettasi che n on si po« tevano presentare addirittura le divisioni sul Po senza di « avere cercato prima di distrarre ed ingannare l'attenzione <( del nemico, senza essere ben certi che egli era altrove col « grosso delle sue fo:rze , e non pensava ad accorrere sul Po ». Qui appunto sta il nodo della quistione: d'accordo pienamente sulla delicatezza della operazione e sulla convenienza di attemr&i·e le gravissime difficoltl. tecniche e militari del passaggto del basso Po, distraendo il nemico altrove; ma precisamente per questo ci sembra che sarebbe stato necessario che si fosse scelto come obbiettivo della dimostrazione un punto il più lontano possibile dal Polesine, e tale che veramente potesse far supporre che là si aveva la intenzione di operare offensivamente con la massa delle nostre 1 forze. Ora la dimostrazione contro Borgoforte non permetteva di conseguire nè l'uno nè l'altro dei due sc9pi sopra indicati; e tanto meno appariva opportuna in quantochè per eseguirla si doveva aspettare il parco d'assedio da Cremona d6ve, dopo del 25 giugno, era stato rimandato. E che proprio il ritardo nel passaggio del Po deva,si ascrivere essenzialmente alla decisione di farl? precedere da una «
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grande dimostrazione contro Borgoforte ce lo conferma la Relazione ufficiale. A pagina 78 è detto: « Tutto ciò avreb« besi potuto effettuare in brevissimo tempo - cioè tutte « le operazioni preliminari al passaggio del Po - non « ostante i gravi impicci del manovrare a massa fori delle « grandi strade, con più di 70,000 uomini e traini uume« rosi e gravi, se quella gran massa di materiali pesanti di « artiglieria che abbisognavano per l'atto iniziativo contro « Borgoforte si fossero trovate là vicino quando l'attacco « fu deciso. Ma così non era; poiohè le artiglierie di grosso « calibro (96 pezzi) già raccolte dal colonnello Balegno il « 25 giugno erano state poi rimandate indietro a Cremona « ed a Piacenza. Fu quindi necessario di far venire da Ore« mona e da Piacenza a Guastalla (per ferro:via da Piacenza « a Reggio) un -parco d' assedio che fu di 104 cannoni da « 16 BR e 12 cannoni da 40 FR sotto gli ordini del colon« nello Balegno. L'ordine fu dato dal comando supremo il « 30 giugno. « Dal canto suo il generale Cialdini mandò ordine il « 1° luglio al colonnello Mattei a Cento che movesse subito . « coi suoi 50 cannoni da 16 e 24 da 40 per recarsi in tre « marce per Finale e Mirandola a Suzzara, ove doveva tro« varsi la mat;tiua del 4. A conto fatto fu visto non essere « possibile cominciare il foco contro Borgoforte con un cen« tinaio almeno di pezzi, come lo si voleva, prima della mat« tina del 5; e quindi calcolando tre marce per portare sul « Po le. tre divisioni, non potevasi eseguire il passaggio prima « del dì 8 ».
In armonia a tali criteri direttivi, il generale Cialdini esponeva al generale La Marmora in un telegramma in data del 2 luglio, il programma che si proponeva di seguire per condurre il IV corpo nel P olesine. Il telegramma era così concepito,: « Io avanzerò il corpo d'armata contro Borgo« forte che prenderò il giorno 5. Vedendo il nemico ,che l.3 -
ANNO XLIV.
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DAL BASSO PO ALL'ISONZO
« siamo vwm1 e col!egati, supporrà che io vada ad unirmi « a voi e rimarrà nelle sue posizioni sul Mincio. Ciò per· « metterà a me di ritentare con buona probabilità il pas« saggio del Po. Sé riesco, tutto è rimediato e ripiglieremo « la campagna con buoni .auspici (1) ».
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DELL'ISTRUZIONE DELLE RECL(JTE
( Continua.). LUIGI SEGATO
In un niio 'Scritto del ,giug40 189·7, pubblicato nella pun- . tata del 16 novrmbre di questa Rivista, dicevo non sembrarmi inutile trattare il sopra accennato argomento prima che fosse detta in proposito l'ultima parola. Che quest'ultima parola non sia neppure ora stata detta, lo prova il fatto che gli stessi reggimenti, i quali in quell'anno eseguirono l'esperimento per Pistrùzione delle reclute secondo l'opuscolo della scuola centrale di tiro di fan.teria, intitolato: Metodo di' istr·uzione ginnàstico-milita1·'e pei giovani soldati, furono chiamati' a ripete'rlo anche nel 1898 e lo hanno ripetuto nel mJse di aprile, Mi è quindi lecito ritornare sulla questione. Ma più che tutto m' induce a riscriverne l'aver veduto come nel nuovo opu&colo della scuola ·di Pàrma, stampato nel dicembre 1897 e. eh~ differisce in molti punti dal precedente {settembre 1896), sono state introdotte notevoli modificazioni che.... conviene esaminare. La nuova rr7.emoria - poichè così è 0hiamato il libro nell'avvertenza - venne divisa non più in due parti, come prima, mà in quattro. La prima parte contiene i ·principì generali del metodo -e le norme secondo cui si deve svolgere l' istf'uzione· ginnastico-militare pei giovani soldati ed è su per giù come la prima parte del precedente opuscolo in qualche punto migliorata. ,,. Nella seconda si riportano i soliti tre esempi prat ici dr riparti d'·istritzione e cioè quello in 35 giorhate pei giovani ·soldati, quello in 10 giornate per i richiamati dal congedo e l'altro in 15 giorni per , la preparazione degli istruttori . Esamineremo le principali modificazioni recate al rip~rto per l'istruzione delle reclute.
1'enente colonnello di S. ~r. (l.) Per verità la nostra Relar.ione ulJ1ciale sembra git1stifìchi pienamente J' attac-eo cli Borgoforte, poiché a pagina 77 ciel tomo Il si legge: , Ora una 11uova c\imostr,izione verso , il Mincio essentlo esclusa dal proposito fermo di operare con tutto l'esercito unito « pel basso Po, volendosi risp~nniare tempo quanto più si potesse, e tenuto conto « delle rispottive posizioni attua.li delle due parti, non v'era altro modo di coprire il « p:.1ssaggio del Po, con qualche speranrn cli buon successo, tranne l'avanzare <le! ~,. • corpo verso Borgoforte e un vigoroso attacco di questo punto, per confermare il oe• mico nell'opinione c1ie si vo lesse ri\1nire tutto l'esercito sulla sinistr~. del Po e ri• prendere le operazioni dal lato del Mincio,' tanto più che la posizione e gli atti di lui « da.vano a credere che egli tenesse già per fermo che gli Italiani ave:;sero rinunciato. , a!Tatto alla 01Te11siv3 dal basso Po • . Malgrado il grande rispetto oostl'O per i giudizi contenuti nella l\elazione In parola, ci semha nerò di aver provato: !.' Cl,!] la dimostrazione verso il Mincio oon ci avrebbe fatto perdero tempo : anzi p11r ese"llenctola, noi avremmo potuto avere il I, lii o IV corpo n~l Polesine il 7 'in~ece del luglio, giorno in cui giunse a F'errara l'ul tima divisione del lii corpo. 2• Che la dimostrazione ,•erso Borgoforte oon poteva tra1Te in inganno il nemico nel senso· di rich iamarn'è le fo1·ze lontano dal Polesine. Agg_iungasi Ìì nalrrH)nLe del resto che una gr:u1de dimostrazioDe ver,o il Mincio ebbe luogo. e precisamente fra il 2 ed il 3 luglio, se nonchè questa nor. essendo menomamen te coordinata con le operazioni del IV corpo, non aveva scopo.
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DELL'ISTRUZIONE DELLE RECLUTE
DELL'ISTRUZIONE DELLE RECLUTE
La terza parte spiega le norme d' esecuzione dei vari giuochi, che nel primo opuscolo erano invece intercalate nella seconda, di mano in mano che presentava-si un giuoco da doversi eseguire. La parte quarta descrive gli attrezzi di ginnastica e ne :fissa la dotazione permanente. Contiene qualchecosa di nuovo, ma nel complesso vi è detto tutto ciò che, al riguardo, nella precedente edizione era spiegato alla fine della parte prima. Ci converrà dare un cenno anche di essa.
è assai pm logico che all'esempio sia accoppiata una parola
spiegativa, e di quando in quando fin da.Il' inizio anche alcuni comandi, che meglio attraggano l'attenzione rivolgendosi non solo agli occhi, ma all' or~cchio e all'intelligenza. del soldato. Fu abolita altresi la massima di condurre le reclute da luogo a luogo a gruppi sciolti e venne invece prescritto di formarne drappelli che marcino col maggiore ordìne possibile e con bel contegno militare. Io, che cercai di dimostrare oome il condurre per le vie le reclute ad andatura libera ed a frotte scomposte senza riunirle in reparti formali non fosse pratico, non applicabile e non utile alla disciplina. non posso che applaudire alla nuova disposizione. Si è r iconosciuto pur e che l'istruzione del soldato-recluta non poteva essere completa, affinchè egli fosse convenientemente inquadrato con gli anziani, senza che avesse fatto le varie .istruzioni di servizio territoriale, di maneggio d'armi a comando, i movimenti collettivi di piè fermo e marciando, le is.truzioni preparatorie per il combattimento, l'ordine sparso di squadra e :finalmente la scuola di plotone. Tutte queste furono introdotte nel nuovo opuscolo, con grande miglioramento del metodo, anzi a necessario completamento dell' istruzione del giovane soldato. . Per tutto ciò io spezzo ancora, molto volentieri, una lancia a favore di ciò che forma la base di questo metodo. l'applicazione della ginnastica come fondamento essenziale della prima istrnzioue del soldato. Oramai io credo che ,. nessun ufficiale possa mettere in dubbio la benefica influenza della ginnastica nella istruzione e nell'ed1.1cazione dei militari, avendo essa moltissima efficacia per r endere in breve t-empo s~elti, arditi, resistenti alle fat,iche e :fiduciosi in loro stessi quei giovani soldati che ci vengono sotto le armi così rigidi, inerti e t imorosi. Un altro merito però, assai considerevole, dev'essere at· tribuito al metodo della scuola di Parma ; un merito tutt'affa tto morale forse non è apparso ai più di coloro stessi che l'hanno esperimentato ed è forse appunto per ciò che non
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PRIMA.
I principi generali del sistema esposti in questa prima parte sono nel secondo opuscolo gli stessi che nel primo e, come già scrissi, non potrebbero essere più giusti e più logici. Si j;ratta di considerare la ginnastiea come mez:;o elfica-
cissimo per acc1·escere n~i giovani soldati la fiducia in se e l'ardimento, e per renderli prontamente atti acl eseguire con equipaggiamento di gue-na gli esercizi .militari, a servirsi delle armi col mass-imo profUto, a reggere alle fatiche e alle. rapide andature, a superare con f'açilil4 gli ostacoli c?ie s' incontrano in campagna. Quindi non creare p ochi acrobati, ma esercizi ginnastici semplici, alla portata di tutti, facilmente eseguibili; nessun giorno senza ginnastica, ma lezioni brevi, che cessino prima cli aver prodotto noia e stanchezza; grande varietà éd interpolamento degli esercizi ginnastici con le altre istruzioni ; dove possibile, razionale fusione della ginnastica con le varie istruzioni militari. Insieme coi principt vengono esposte molteplici regole onorme per l'applicazione di quelli, ed in questo seco,ndo opuscolo sono state alquanto modificate, a parer mio, in meglio. Per esempio, fu abbandonata l'idea di far eseguire dapprincipio tutti i movimenti esclusiva~ente per imitazione :finchè le reclute non li sapessero eseguir bene. E davvero.
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Io vidi me_sso in pratica da tntti con le modalità, .che' meglio 11pparissero adattè a raggiungere il fine che con tal metodo si vuole ottenere, e le quali sarebbero certamente state ti·?· vate da coloro che avessero ben compreso lo spirito informa,tore. In -sostanza il sistema si propone di passare dal facile -al difficile, di partire da quanto il contadino e l'operaio sanno già fare a loro modo ,nella vita dei campi e delle città e portarli a poco a poco, senza gravi scosse, alla contemporaneità -tutt'affatto militari, e tutto ciò con l'animo _ sereno, con la ' prova continua che le braccia, le gambe e i polmoni loro possono senza grave sforzo riuscire a cose, a cui loro stessi non avrebbero prima creduto, e sostenBre fatiche senza alcun inconveniente, come mai non avrebbero neppure pensato. Tutto questo, come ben _si può comprendere, ha una portata efficacissima di educazione morale; non aliena gli animi da1la vita militare, anzi li conduce gradualmente e con la persuasione ad acquistar e quella disciplina, ohe negli attuali eserciti non può e non dev' essere frutto della coercizione o del timore, ma della spontanea e ~volonterosa sott,omissione degli animi a tutte l~ esigenze della vita militare in pace e in guerra. Tempo addietro, discorrendo appunto di queste cose con un amico mio lo trovai entusiasta del metodo della scuola di Parma pre~i$amente per questo carattere di graduale ed amorevQ.le insegnai:;nento, ma nel tempo stesso sfiduciato perchè, a parer sùo, dalla maggioranza degli ufficiali non si sa,rebbe compreso il valore importantissimo morale della innovazione e si CQntinuerepbe dai più, anqhe applicando iÌ nuovo· sistema per ciò che concerne puramente la oO'innastica' nei vieti metodi antichi di educazione disci'. ' ~ plinare. Io non condi viclo pienamente questi timori; innanzi tutto perchè so che molti, an~he assai prima d'ora ed in ispecial modo dal 1892 (cioè dopo l'adozione del n uovo regolamento d'istruzione), venivano istruite le reclute cercando di scioglierne le membra e di renderle· svelt~ ed agili con molta gi.,nuastica militarmente pratica, ed in secondo luogo 'Perch.e <
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parmi che g ià da gran tempo sia i~vals~ l'~_so di una educa.zione militare dei giovani soldati assai pm amorevole e graduale dì quella che si usava in tempi ormai a~ba~tanz~ remoti: tanto è vero che, indagando l'umore dei g10vam inscritti dopo qualche giorno che si trovano sotto le armi, io dacchè sono ufffciale -e e no~ sono pochi anni, :-- ho gen~ralmente dovuto riconoscere che sogliono scrivere alle loro case informando i parenti di avere buoni superiori e di trovarsi contenti della vita miJ.itare _più assai che non avessero prima immaginato. I ' Fu però, senza dubbio, come già scrissi l'anno scorso, ~ran merito della .s cuola di Parma l'aver reso generale fra gh ufficiali dell'esercito la conoscenza di tale sistema nei suoi principi e· nelle sue principali norme d'applicazione; e ~ipeto anche qui eh' io credo così convenie_nte sia sempre. pnì. affermata nella mente di tutti l'idea del metodo e siano :fissate le linee generali della sua pratica applicazione, da ritenere assai oppo~tuno che i principi su cui esso si basa e le regole fondamentali cla seguirsi nell'applicarlo vengano aggiunte, a mo' di brevissima appendice, nel nostro regolamento d'istruzione. ,, Farmi solo desiderabile che, ciò facendo, non abbiano ad essere alterate le auree massime d i· quest'ultimo, che non sia cioè menomata ia libertà d'azione dei comandanti cli compa· gnia e la loro conseguente responsabilità, che a nessu~o venga in capo di prescrivere un orario-riparto fatto esclus1va~1ente sulla traccia degli esempi pra,tici portati dagli opuscoli dell~ scuola di Parma; perchè, se è giusto far comprendere agh istruttori militari che l'istruzione délla recluta dev'essere fatta a base ,principale (non esclusiva) cli ginnastica, non è più giusto che si prescriva un modo unico di applicare t ale dstema. È bene che ogni compagnia, la quale deve essere adoperata in guerra dal suo comandante, ricev_a nella s~a educazione ed istruzione l' impronta .di quest'ultimo, c~e sia fatta, per così dire, a immagine e somiglianza di lui. E na.. turale che ogni comandante di compagnia, compatibilm~nte e·dipendentemente da ciò che prescrivono i regolamenti, s1
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formi a modo proprio quello strumento che egli deve adoperare nell'azione e in un'azione così importante, quale è guélla del combattimento.
alle vigenti prescrizioni del comando di presidio, ecc., non lo è più certamente per un'altra compagnia, che si trovi sotto tali aspetti in condizioni diverse. · Le compagnie del battaglione da me comandato, per esempio, si trovarono ad eseguire l'esperimento di questo Nfetodo l'altro all.no scorso a Palermo, e l'anno passato a Milano, e cosi là come qui (quantunque si cercasse di seguire il più che possibile in ogni loro modalità le prescrizioni del reparto proposto, appunto perchè si trattava di un esperimen to.) non poterono ottemperare proprio appuntino, giorno per giorno e nell'ordine ivi esposto, a tutto quanto in quell'esempio era stabilito. L'esempio pratico della scuola avrebbe, a mio avviso, la caratt.eristica di un riparto d' istruzioni fatte per allievi di un istituto, nel quale tutte le condizioni per seguirlo esattamente sono il più che si possa immaginare favor evoli, ove si hanno tutti, e sempre, presenti gli ufficiali e gli altri gra· duati istruttori, ove le località per l'istruzione di tutti i re· parti di truppa sono non solo molto adatte e più ohe sufficienti, ma a prontissima por tata, ove insomma tutto può procedere senza incagli, senza interruzioni o ritardi. Nei reggimenti la cosa è ben diversa, talvolta ad una compagnia mancano gli ufficiali subalterni o sono adibiti momentaneamente ad altri servizi; tal altra scarseggiano i graduati istruttori perchè taluni sono di guardia, essendochè la scarsità di essi durante il periodo di forza minima spesso non permette di esentarne neppur e una parte dal servizio territoriale. Molti, e pur troppo molti, . quartieri non hanno cortili abbast anza vasti per l'istruzione di tutte le compagnie, nè vi sono grandi piazze fruibili nelle immediate adiacenze, :>ude è d'uopo che la truppa si rechi assai lontano, con gran perdita di tempo, per t rovar modo di fare le istruzioni. Certi quartieri non hanno portici . nè palestre coperte che permettano le istruzioni pratiche o la ginna-atica quando piove. Le piazze d'armi sono quasi dovunque· fuori di città e spesso lontane dalle ca5lerme, e nelle grandi guarnigioni sono inoltre fissati i giorni in cui vi si possono recare i diversi corpi,
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SECONDA.
Che i reparti d' istì·uzione proposti dalla scuola di Parma non siano altro che esempi, e nulla più, viene dichiarato dalla scuola stessa in questo secondo opuscolo, meglio di quanto non era dt1tto nel precedente. Parlando intatti dei tre diversi esempi p1·atici di questa seconda parte, essa afferma appunto così: « Non vuol dire che « quello esposto negli esempi sia il modo unico di condurre « l'istruzione e neppur e il migliore: sono esempi che dimo« strano la possibilità di ripartire l'addestramento nel numero « di giorni :fissato, esempi ohe è bene aver sott'occhio; ma « ad essi ognuno potrà attenersi o no secondo che crederà o « non crederà di ottenere in tale o in altro modo i massimi « frutti dalì'applicazione dei principi generali del Metoclo. » Più· avanti, dove si tratta del riparto in 35 giornate per l'istruzione delle reclute, ò scritto : « Col presente esempio << non si è inteso che dit presentare una fra le molte possi« bili maniere di ripartire e alternare le varie istruzioni· i ' ' « comandanti di compagnia. hanno piena libertà di fare un « riparto istruttivo giornaliero differente da quello dell'esem« pio qui di seguito stampato, quindi anche la facoltà di sop« primere quegli eser cizi non str ettamente militari che rite« nessero non produttivi e quei ·giuochi che stimassero non « opportuni, purchè siano sempre osservate le caratteristiche « del Metoclo. » Così dev'essere, e non solo per la necessaria libertà e responsabilità dei comandanti di compagnia, ma anche perchè un r eparto d'istruzione qualunque, se può esser buono per una compagnia, date le sue circostanze special,j di quartiere, di guarnigione, ri~uardo alle località adatte per l' istrhzione,
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onde non si hanno sempre a propria disposizione. I terreni adatti alla ginnastica maggiormente pratica, quella di campagna e cioè con molta varietà di ostacoli, difficilmente si t~ovano a buona portata. Nei reggimenti sappiamo per pratica che le reclute ,·engono passate in rivista per lo meno due o tre volte e cioè dai comandanti di brigata, di divisione e di corpo d'armata, i quali desiderano di formarsi un'idea del personale ricevuto e delle loro condizioni di vestiario, e sono quindi due o tre mattinate in cui la loro istruzione Yiene sospesa. Settimanalmente presso i corpi vi ha pure un o·iorno ~tabilito per la pulizia della persona coi bagni a doccia, che m certe guarnigioni sono regolati fra i vari reggimenti da un ordine di presidio. Come si vede, tutte qu est13 e molte altre simili circostanze rendono assolutamente impossibile che presso i corpi nelle . cinque settimane stabilite per l'istruzione delle :reclute, 'questa ~ro~\da giorn~ per giorno e sino alla fine secondo un r eparto, rn cui tutto sia preordinato ad uso istituto oppure che sia fatto da chi non conosce le speciali condizioni di quel dato reggimento. 1n conseguenza accade che i 35 giorni fissati, i quali d0vrebbero essere di istru~ione effettiva, sono assai ridotti di numero; ed io so di poter asserire che quest'anno, nel luogo di mia guarnigione, la vera istruzione delle reclute, che fecero l'esperiri:iento, si ridusse, p~r diverse cause di forza maggiore, a 24 giornate, se pure intere. Il reparto dell'ultimo opuscolo della scuola di Parma è assai migliorato in confronto di quello dell'anno precedente. E, per esempio, fu diminuita l'importanza data ai giuochi ed il tempo ad essi assegnato, si è ammessa un po' più di cura nel maneggio d'armi e furono introdotte od aumentate talune istruzioni teoriche ed altre pratiche, di cui non si comprendeva bene l'esclusione o la poca importanza a loro attribuita. . Ciò però ha prodotto un tale agglomeramento cli istruzioni nel breve periodo di tempo assegnato, che io non so proprio dar torto a coloro che anche nell'esperimento precedente sostenevano essere questa una grande fantasmagoria cli istruzioni
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passate dinnanzi alla mente delle reclute e tale da non poter mettere in loro radici molto salde. ::xfi occorse di riconoscere- che in taluni giorni il reparto dell'opuscolo che consideriamo stabilisce tale quantità di istru. zioni che, a volerle far tutte (sia pure brevemente), e tenuto conto del tempo che le reclute dovevano impiegare nella mia . guarnigione per recarsi nei luoghi adatti o prescritti, avrebbero dovuto stare in esercizi od in moto continuo tntto il giorno e senza neppure che fosse dato loro il tempo per i due pasti giornalieri. Voglio ammettere che ciò non sia tanto colpa del riparto in sè quanto della sua poca adattèl,bilità alle varie circostanze speciali dei corpi. }fa intanto il difetto rimaµ e. A quale pro' dunque volere assolutamente ridurre l'istruzione delle recl1,1te a cinque settimane, che poi nella pratica non sono 35 giorni di istruzione effettiva, ma assai meno? È bensì vero che con: soli 24 giorni di vera istruzione, dato il grande impegno di tutti gl'istruttori e un pochino anche con raiuto di qualche stratagemma (che non mancano ma.i quando si vogliono) le reclute, ch'io vidi quest'anno, furono presentate agli esami facendo ottima figura, tanto ch'io sentii ripetere dal generale che vi assisteva: « non avrei mai ere« duto che in così breve tempo si potesse ottener tanto. » Ma ciò che cosa prova? Che forse ci si dovrebbe accontentare di quella lustra degli esami? Ciò è apparenza e noi dobbiamo mirare più alla sostanza. Il generale stesso e gli altri i vi presenti convenivano che occorreva uu liworo di raffinamento per correggere o perfezionare qua e là qualche istruzione. Orbene, se questo lavoro si çleve far dopo, oh, perchè non farlo prima che sia ultimato il periodo dell' istruzi~ne delle re clute? Queste dovrebbero essere individualmente istruite in °;odo il più che possibile per~tto, se si vuole che poscia procedano ?ene le istruzioni successive dei riparti maggiori, quando le reclute saranno inquadrate con gli anziani. Io credo adunque non sia stato senza matura e ponderata riflessione che venne prescritto dal no~tro regolamento il periodo di otto settimane per l'istruzione de1le reclute. Se
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consideriamo infatti che da questo periodo bisogna sottrarre le domeniche e gli altri giorni festivi e che bisogna tener conto delle altre cause, di cui sopra ho accennato alcune e che obbligano a diminuire i giorni di vera istruzione, noi troveremo come appunto il regolamento faccia il calcolo su di un'istruzione e/f'ettiva di 35 giorni o ben poco di più. Del resto, quando siamo in pace ed il tempo non stringe, anche l'assegnare qualche giorno di più dello str etto necessario per l'istruzione delle reclute, anzichè essère un danno non può risultare cho a vantaggio. Curiamo e perfezioniamo la loro istruzione individuale e li avremo tanto migliori soldati nell'avvenire. Come già ho scritto l'anno scorso, gli ef. fetti di tale perfezionamento si ;ileveranno, senza dubbio, dopo il loro inquadramento con gli anziani nelle successive istruzioni di compagnia e di battaglione, per le quali nel corso dell'anno il tempo sufficiente non può mancare. Chè a~ uno degli effetti stessi sarà appunto queUo di non dover ritornare su certi dettagli di esecuzione, come talvolta accade, e quindi di poter guadagnar tempo nei vart periodi assegnati a1l'istruzione dei raparti superiori al plotone. Ma nulla impedisce che poi all'occorrenza, eccezionalmente, qt!ando il tempo urge, quando si tratta di guerra imminente o che circostanze speci~i imprevedibili lo richiedano, si possa diminuire la durata dell'istruzione delle reclute anche al di sotto dei 35 g iorni, perchè appunto il sistema ginnastico-militare lo permette con minori inconvenienti.
Mi è sembrato che nel riparto di quest'anno sia stata data minore importanza ai giuot:hi, con gran vantaggio delle principali istruzioni. E dico questo per chè parmi doversi ritenere che l'esager ata molteplicità e varietà aei giuochi sia t utt'altro che un beneficio. Se non vengono tenuti in una discreta misura, degenerano facilmente in elemento di disordine, di p::>ca serietà e quindi di poca disciplina, ed il vantaggio che per essi si vuole raggiungere, tenere cioè di buon umore il sol-. dato nel tempo st esso che lo rende agile e svelto, viene frustrato dal passaggio alla sguaiatezza. Intendo io pure esser bene che i giuochi si facciano, perchè giovano anch'essi, sia come gli altri esercizi puramente di ginnastica e sia per quel po' di divagazione che 1(accompagna e che mette nei soldati l'allegria; ma, come bene prescrive l'opuscolo stesso nelle sue norme, devono esser fatti durante gl'intervalli delle istruzioni e. senza detrimento dei necessari riposi, ed io aggiun.ger ei altresì : in piccola misura, solo come breve ricreazione e p1·eferibilmente di1·elli dai soli g1·aduati di truppa, dovendo a mio avviso il comando o la direzione di una istruzione fatta con la presenza dell'ufficiale essere sempre indizio della speciale importanza e seriet.à dell'istruzione stessa.
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Qu,Ht'.rA.
L eggendo quest'ultima parte, dove sono descritti gli attrezzi occorrenti di ginnastica e dove no è fissata la dotazione, due considerazioni saltano subito alla mente: 1° Innanzi tutto bisogna domandarsi: vi è veramente la possibilità 'di stabilire tutti gli attrezzi ivi prescritti, in modo che si trovino a tale portata dalla tr~a perchè l'istruzione pr ogredisca regolarmente e di continuo nei 35 g iorni come vorrebbe il 1\!let;do della scuola? Io ne dubito assai, ma vediamolo. L'opuscolo assegna una serie di attrezzi per ogni battagliono. Ogni serie si compone di attrezzi, che io chiamerò
TERZA.
In questa parte del secondo opuscolo sono state messe le norme generali per l'esecuzione dei g iuochi, le stesse che si trovavano nella parte prima dell'opuscolo prece'Ìente, riunendole alle modalità speciali di ciascun giuoco, che prima erano intercalate per ogni giornata nell'esempio pratico. , f
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fi,ssi, come sono: la trave, l'a1·rampicata, il fosso, quattro piccole siepi, una g1·adinata e ostacoli varii (tratti di muro, arginelli, ecc.), e di altri attrezzi mobili, cioè : 48 appoggi, due palloni di diversa specie, -lO numeri con cordicelle e 12 banderuole. L'opuscolo dice: « Con gli attrezzi in dotazione non si « devono costruire palest'r e ginnastiche. Gli attrezzi servono « assai meglio se sparsi nei cortili, androni, corridoi e in « quelle località. qualsiausi ove si fauno istruzioni varie, eser« citazioni all'aperto, corse, gare, ecc. » Io poi aggiungo éhe è senza dubbio convenientE, che taluni attrezzi si trovino al ~iparo dalle intemperie per potersene sempre servire, tulti ~nol~re dovr~bbe1~·0 essere a pronta portata per evitare ogni · mutile perdita d1 tempo nel recàrsi a raggiungerli. . Ma qt:i torni~~o alla ~bestione delle condizioni di quart~er~ o d1 guarn~g1o~e dei var1 corpi. Io conosco molti quartieq,_ senza porticati, senza androni e con cortili così poco . vasti, che certamente non si avrebbe modo di collocarvi a sito conveniente, secondo le idee espresse dalla scuola, le tre serie di'attrezzi fissi. Anche quell'unica serie che forma le a~tuat:i palestre di ginnastica nei suddetti quartieri è già un mgombro non indifferente. Prima di tutto trovasi allo scop_er~o e quindi resa inutile nei giorni di pioggia; ma poi, se vi si dovesstjro aggiungere gli a ttrezzi fissi per altri due battaglioni, comunque sparsi, ~i impedirebbe~o QO'ni altra istruzione d'insieme e persino la stessa adunata d:l reggimento. Non sono ~elle medesime condizioni, almeno in generale, le c~serme d1 r ecente costruzione, a dir vero non moltissime; ma 10 credo che anche in esse la triplicazione deO'li attrezzi , fissi di_ginnastica incontrerebbe non lievi di:fficolt: di pratica attua_z1one ~ che ad ogni modo si sarebbe sempre costretti a restri~gere talmente lo spazio da loro occupato da farne delle proprie e vere palest?·e. A_ mio debole avviso, una sola serie di attrezzi fissi per ogm . quartiere può essere sufficiente. I tre battaa:lioni di oo·ni b reggimento possono servirsene in ore diverse, anche _ogni ~
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giorno; ed io vorrei pure che la ginnastica a simili attrezzi fosse di breve durata e da farsi solamente nei primi giorni d'istruzione e quando non vi è modo di allontanarsi dai quartieri. .Ma la miglior cosa, appena possibile, dovrebbe essere quella di andar in cerca degli ostacoli veri del terreno vario, come si trovano nella campagna, che sono numerosi e di infinite specie, e là esercitarsi molto alla vera ginnastica utile per la gnerra. Non ·mi si parli di difficoltà. per trovare simili ostacoli . senza danneggiare le - proprietà private. So per pratica che, volendo, si trovano benissimo i fossi, gli arginelli, i tratti di muro, le pendenze ripide, i dislivelli a picco, le passerelle, le siepi, i burroni, le piànte e mille altri simili accidenti del terreno, che possono giovare benissimo all'istruzione ginnastica del soldato, senza dover entrare menomamente nei coltivati o far qualsiasi danno alle proprietà.. È solo questione di accortezza ed abilita nel comprendere in qual modo ogni oggetto che si incontra per via o in terreno frastaO'liato b possa essere utilme-nte impiegato a scopo di istruzione ginnastica. 2" L'altra q11estione, a proposito degli attrezzi di ginnastica, è quella della spesa occorrente. Per rimpianto di una serie di attrezzi, l'opuscolo della scuola di Parma calcola una spesa di lire 234,20 che per i ~46 battaglioni di fanteria, granatieri, bersaglieri e alpini importerebbe un totale di lire 81,033,20. Supponiamo che si risparmi 1a spesa delle travi ora esistenti e si fruisca delle attuali capre in luogo delle cwl'ampicate. Supponiamo pure che tutti i reggimenti abbiano attualmente una trave ed una ~ap~·a. ~a spesa da detrarsi, come risparmio, secondo i prezzi 1nd1cat1 nella tabella degli attrezzi che sto -esaminando, sa· rebbe quindi di lire 17,825 ; per il che ri:s..arrebbe sempre necessaria la somma di lire 63,208,20 per il primo impianto. Le riparazioni degli attrezzi ed altre piccole spese relative sono messe dall'opusctlo della scuola a carico della piccola manu~enzione dei quartieri; ma poi l'opuscolo soggiunge : « ogu1 reggimento dispone inoltre di una somma uguale a
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« tante volte lir e 5 quante sono le compagnie, per rinnova« zione degli oggetti occorrenti e per aumentarne possibil« mente il numero provvedendo anche ad altri giuochi al« l' infuori dei descritti qualora si credano più opportuni. » Le compagnie dei suddetti 346 battaglioni sono 1371, per il che la f>Omma annua occorrep.te per rinnovazioni ed aumenti sarebbe di lire 6855. Corrispondendo però questa spesa alla somma annualmente 0oncessa da quanto è disposto nél n. 4 della attuale istruzione pe1· gli esercizi di ginnastica e scherma col fucile, è da riteners.i che quella verrebbe a sostituire quest'ultima, onde non deve essere calcolata come . aumento di spesa. Ma sta sempre che le 63 mila lire e più, di cui ·ho detto sopra, sarebbero necessarie, se si vogliono. adottare integralmente le proposte della scuola di Parma. A questi chiari di luna vorrà il Ministero acconsentirvi? Vi sono buone ragioni per dubitarne. Anche questa dunque della spesa sarebbe un'altra ragione per lasciare nei reggimenti una serie sola di attrezzi, o meglio una serie per ogni caser\na occupata da, un battaglione, af:6.nchè l'avessero anch~ i battaglioni ' dista{}cati. Del resto, per quanto io so, simili quartieri sono già provveduti dei rispettivi occorrenti attrezzi ! di ginnastica fissi. Rimarrebbe in tal caso solamente la spesa degli attrezzi mobili, dei quali per verità sarebbe più. opportuno. fosse prov' af:6.nchè, suddividendoli fra le comveduto ogni battaglione, pagnie, queste se ne potessero sempre servire in qualsivoglia condizione di quartiere o di distaccamento potessero trovarsi. . Secondo i miei calcoli, fatti in base ai pezzi indicati nella t abella dell'opuscolo, la spesa occÒrrente pei soli attrezzi mobili si ridurrebbe da 63 mila lire a circa 20 mila, che. po• trebbero ancora essere diminuite e che lo saranno poi d i certo, forse di una metà, considerando che tutti i reggimenti, i quali hanno già fatt o l'esperimento del nuovo metodo, si sono già provveduti di questi attrezzi.
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Per concludere oramai sul mio dire, ecco in breve a che si concretano le osservazioni che son venuto facendo. Ottim o, anzi, dicasi pure, su perlfl,tivamente ottimo il sistema, purchè lo si sappia appl+care non s~lo nella sua materialità, quanto più ancora nello spirito morale che ·lo informL · Grande il vantaggio dei due esperimenti che ne furono fatti , per essersene resa generale fa conoscenza fra gli ufficiali, e gran merito in ciò della scuola di Parma. Apparire opportuno che, per a-ffermare viemeglio l'idea del sistema .e :fissare le linee generali della sua pratica applicazione, siano indicati nel nostro regolamento di istruzione, come appendic~, i pr incipi su ctti esso si basa e le regole fondamentali per applicarlo. · Non convenire però J'l,ssolutamente che sia mooomat,a la .libertà d'azione dei comandanti di compagnia con la conseguente loro responsabilità e quindi, in pr atica, non doversi mai pr escrivere alcun 1·ùparto d'istr·uzione comune a più com· paguie, ma solo esaminare i vari repatti delle com pagnie dipendenti, farli correggere o modificare dove fossero contrari alle norme e prescrizioni regolam_entari, ma po i approvarli quand'anche diversissimi e vederne il risultato nella loro applicazione, c~me vuole il regolamento. Non essere necessario, anzi essere dannoso il r idurr e l'istruzione delle reclute a soli 35 g iorni, almeno fino a che il tempo non urge; ma clov-ersi conservar e la disposizion e regolamentare delle otto settimane in primavera e dodi'ci d urante l'inverno. Doversi considerare come assai migliorato il 1vletodo della scuola dopo le aggiu11 t.e e modificazioni fattevi con l'ultimo opusco~o, e specialmente per esser vi staia, compresa l'istr uzione in ordine chiuso ed in ordine sparso sia della squadra, sia del plotone; per esser stata abolita l' idea della esclusiva imitazione senza comandi; per aver abbandonata la prati.'ca U -
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di condurre dapprincipio le reclute a gruppi senz'ordine, e per aver diminuita l'importanza dei giuochi, Non parere che si possa nè cpe convenga triplicare in ogni reggimento gli attrezzi di ginnastica fissi per assegnarne una serie ad ogni battaglione. Essere sufficiente invece che i bat· taglioni abbiano la serie di attrezzi mobili e si servano alternativamente di u_n a sola di quelli fissi, con la qual cosa anche la spesa occorrente rimane assai limitata. Dopo ciò, auguriamoci pure che rimanga il più che possibile l'idea di questo sistema di educazione e di istruzione del soldato e che ne sia resa generale la sua pratica applicazione. Si appassionino gli ufficiali in questa loro arte, in questa preparazione dei nostri soldati alla guerra, ed escogitino pure nuove modalità, d1e giovino a migliorare il sistema. Anche in questo è possibile un continuo progresso. Sarebbe anzi ben desiderabile la gara fra le compagnie a chi meglio istruisse con diverse modalità le proprie reclute, per trarne continui ammaestramenti. La preparazione non solo"becnica, nia morale, del soldato è tutta opera degli ufficiali ed essi: debbono dedicarvisi con tutta l'anima ed averla costauterriente in cima ai propri pensieri. ANGELO ScHENONI mao11iore.
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IL COMBATIIMEijTO DELLE TNE ARMl o) Co,.ti>lw1cio11P e {illP. -
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A quale distanza bisognerà ora cominciare gli sbalzi?
In qualche caso la prima posizione per l'apertura del fuoco dipenderà dal terreno, ma non sarebbe giusto. fondare su . questo un procedimento tattico, perchè difficilmente una difesa bene ordinata lascerà all'attaccante la scelta favorevole del terreno. E qui le opinioni discordano non poco. Fautori delle salve a grandi distanze vorrebbero iniziare il fuoco già à 1600 metri o al minimo a 1200 metri. Altri invece, specie in Germania, che preferiscono i tiri individuali, sostengono che ,il fuoco debba aprirsi al più presto· fra i 1000 e gli 800 metri. Questo principio sembra tatticamente più giusto, perchè da una parte diminuisce la spreco di munizioni, consen·a dall'altra l'energia dell'avanzata e tiene conto sufficiente del momento psicologico ohe l'attacoant~, battuto efficacemente vuol anch'egli fai;e uso delle proprie armi. • I Tedeschi reputano difficile l'esecuzione delle salve alle medie e piccole distanze, ossia proprio nei momenti in cui il fuoco dev'essere decisivo, e dannosa la necessità che esse impongono di alternare il fuoco a comando con quello a volontà, perohè distrugge l'autonomia del tiratore. Es:;;i sono persua.si che se un' autonomia esagerata è sbagliata come principio tattico non ~o è invece per i tiri di fucileria, e tutta la loro istruzione si fonda sulla formazione di ottimi tiratori, affinchè al momento opportuno la somma degli sforzi individuali si risolva in successo tattico favorevole. Circa la formazione delle schiere se cioè su di una o su due righe, su di una riga' serrata o interv~llata (specie di
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IL COMBATTJMENTO DEI,L]J; TR!t ARMl
IL OOMUA'l"l'IMENTO DELLE '.l'!rn ARM1
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Veramente nel primo caso la truppa attaccante non sembra protetta eontro il fuoco frontale; e circa l'arrestarsi nuovamente a 200 o 300 metri dal difenso re si può obbiettare che si corre rischio di spezzare l'enel;gia dell'assalto. Non resta quindi co.me relativamente migliore che il fuoco marciando, bene inteso alle distanze, alle qu.ali si eseguisce l'assalto. Riepilogando, lo svolgimento dell'attacco frontale secondo le deduzioni del colonnello Keim, si può tratteggiiLre nel modo seguente. Il primo schieramento delle ±orze avviene già dalla posizione d'ammassamen~o, appena siano delineati a grandi tratti lo scopo e la direzione dell'attacco. E qui è raccomandabile la scelta di ampie fronti per il celere passaggio alla forma.1 zione di. combattimento (lunghe linee di cacciatori) da 1600 a 1800 metri dal nemico. Lo -stesso scopo de,e aversi pre· sente nel distribuire le. forze in profondità, in modo che la seconda e terza schiera non abbiano che da avanza.re direttamente per rafforzare convenientemente la prima linea di combattimento. Solo le riserve restano ammassate in posi- , zioue adatta, :finchè non siasi acquistata una idea chiara sul modo. e dove si debbano impiegiLre.
,linea di cacciatori) esistono pure opi'uioni diverse. Ma per l'accresciuta efficacia del fuoco, par e si manifesti la tendenza verso formazioni mobili e ,poco vulnerabili e secondo il Keim sembra che la formazione su di una sola riga intervallata abbia probabilità di esser e adottata in avvenire per le truppe che non siano ordinate in cacciatori, cQme pure per la. seconda e ter za schiera. E ciò anche per· ragioni tat1 tiche, poichè essa facilita il passaggio all'ordine sparso che presto o tardi è inevitabile per le schiere accennate. Altra tendenza è quella di costituire fin dal prinèipio linee fì~te di cacciatori. Il R ohne calcola nello studio già · citato ·che di. due linee di cacciat ori a distanza di 500 metri, una fitta di 100 fucili, l'altra rada di 50, ammessa uguale abilità. nel tiro, il rapporto iniziale di forza di 2 a' 1 d,i veuta d~o cinque m~nuti di fuoco, di 5 a 1 a favore della li~ea fitta. . 1 La tattica così de~ta economica, che si fonda sull'impiego di linee sottili di cacciatori in principio, che s'ingrossano, gradatamente· :fino ad acquistare la superiorità del fuoco sulla posiziose principale, non sembra quindi più'"in armonia con l'effiJacia delle armi moderne. Finalmentele opinioni sono differenti circa al procedimento ..... da seguirsi dopo conseguita la super iorità del fuocò. Si dice che ~ia impossibile percorrere di corsa l'u:ltimo tratto.che separa l'attaccan~e dal difensore (da 600 a 450 metri), nè pare che vi sia esagerazione, quando si pensi al caric:o clie ,ha addosso il soldato di fanteria e alle condizioni di forza in cui si troverà al momento dell'assalto. D 'altra parte, rinunziare al fuoco in questo periodo aniiperebbe il difensore alla resistenza. Per tali-·considerazioni alcuni propongono di avanzare a scaglioni, ossia mentre una parte della linea si scaglia all'assalto, l'altra r esti ferma continuando il fuoco: oppure consigliano di occupare ancora . un'ultima positione, prossima al difensore pel caso che questi acquisti nuova vita durante l'assalto. Altri invece vogliono che si continui il fuoco marciando, non solo per ragioni balistiche, ma anche per ragioni morali .
La p1·ima linea di combattimento deve avere la massima for--:.:a (in cla p1·incipio. Essa è preceduta da una linea rada
dì pattuglie di combattimento, le quali si arrestano da 1000 a 800 metri dal nemico, alla quale distanza gli stormi successivi di cacciatori apriranno il. fuoco con tiro individuale. L'avanzata successiva avviene a sbalzi fino alla posizion e decisiva a distanza èla 600 ~L 500 metri dall'avversario. La seconda e terza schiera seguono a distanza da 250 a 300 metri almeno, su di una riga. Esse hanno l'incarico di' conSE;lrvare la prima schiera nella massima forza, senza di che non è possibile conseguire la su periorità del fuoco. Le distanze accennate diminuiscono in seguito gradatamente. Segue finalmente l'assalto, dopo 'ottenuta la superiorità del fuoco e in quest'ultimo periodo sembra consigliabile continuare' il fuoco marciando, a meno che il nemico non retroceda dalle sue posizioni.
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JL COM BATT IM ENTO DELLE TRE ARMI
IL CO~IBATTUIENTO DELLE TRR ARMI
Con ciò non s' intende che per le variabili circostan7.e della lotta l'attacco di fanteria non possa assumere uno svolgimento diverso. Nè certamente il procedimento indicato può reputarsi c~me soluzione perfetta del problema dell'attacco frontale della fanteria in terreno scoperto. La suddivisione delle forze in profondità ed il bersaglio che presenta l'attaccante nell'avanzare sono mali inevitabili, che pel difensore si risolvono in altrettanti vantaggi balistici: Nè veramente sembra che la proposta formazione su di una riga intervallata per la seconda e terza schiera diminuisca tali inconvenienti, essendo per lo meno discutibile che dette schiere soffrano, così, minori perdite clai tiri diretti contro la prima schiera, che non prendendo formazioni più raccolte, le quali h~o certamente il vantaggio di essere più maneggevoli e comandabili e meglio atte a trarre pr ofitto di quei vantaggi che posso1~0 anche riscontrarsi in terreno scoperto. Per diminuire le perdite di uua fanteria ,a ttaccante si è sostenuta in Francia tenacemente la proposta di provvedere la fanteria di suudi portatili e la si discute tuttora sebbene ' . finora non si siano fatti pratici esperimenti. In Germania invece molti ta ttici tengono per fermo che l'attacl'.!o di una posizione preparaGa presenti oggi almeno le stesse difficoltà che una volta offriva l'assalto di una fortezza di vecchio tipo e che per conseguenza richiegga gli stessi procedimenti: approcci al coper to sotto la protezione di parallele (1). L'idea in sè stessa non è nuova. Già Federico il Grande e Napoleone, ai quali certo non mancava la predilezione per l'offensiva, raccomandarono per certi casi di adoperare nella gu~rra campa.le i principii della guerr a da fortezza . . ~ noto pure che l'idea accen.nata ebbe ampia attuazione durante battaglie di più giorni nella guerra di secessiòne di America. E se in avvenire la guerra di posizione, di cui Plewna è un esempio, dovesse r ealmente avere il predominio come vuole il Kuhn, la tattica della fanteria. dovrebbe
neces<;ariamente piegarsi alle nuove esigen7.e tecniche, dando alla vanga un'importanza, che secondo l'opinione di non pochi scrittori essa avrebbe già ora più di quanto sia uffinialmente riconosciuto nei vari stati. Tnttavia il t entativo fatto dal Keim di fì.ssare le idee sul modo relativamente migliore da seguirsi nel caso più difficile dell'attacco di fanteria, merita di esser preso in s.eria. considerazione, perchè mira essenzialmente a conseguire il vantaggio di sta.bili re un metodo determinato per l'istruzione in tempo di pace, evitando quelle variazioni continue nei parti· colari tecnici della lotta, che avvengono in caso diverso col mutarsi dei superiori e che non sono certo favorevoli all'addestramento della truppa e a lla salda preparazione del combattimento . .ID opinioue so,;tenuta dallo Scherff, dallo Schlichting (1), dal Boguslawski (2), dal Lewal, dal Keim e da molti e molti altri ancora che un procedimento normale, pnrchè non sia tassativo e sia dotato della voluta plasticità, faciliti l'impiego simultaneo delle forze risparmiando ai capi di ogni grado il lavoro non breve di stabilire proprio al •momento della lotta particolari tecnici di combattimento. ~è si restringe, cosi fa. cendo, la giusta iniziativa dei comandanti i.n sott'ordine. L'iniziativa può e dev'essere conservata nelle decisioni tattiche, come nell'azione tattica, purchè sia in armonia con lo scopo generale del combattimento, ma essa fa parto dell'educazione psicologica e non dell'addestramento tecnico ed è perfettamente conciliabile col desiderio che va sempre più crescendo di stabilire per la fanteria un metodo. normale di combattimento analogamente a quanto fanno le altro armi.
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Lt1IIELL'S JAIIIIP.~8P.RICII TE,
Tal.li/, der l n(anlerie, OeuBchland.
O) I.o Schlichting e ali:( Lesta dèglì avvorsari letterari del presente rogolamenLo per la fanteria tecles1:a, perchù non vede in questo precisato il concetto (!cli'unità cl"al.ione !:ittica in quel modo evi,lente che sarebbe desidera.bile. (:IJ /Jetrachtm1gen ii,ber lleerwesm u. Krieg(iilwung. Berlin 1897. R. E1sE:-1sc11MtoT. (Cunsirlcrazioni sugli ese rciti e la co ndotta clell:t gnerr:tJ. Si occupa di q11 istioni organiche, strategiche e tattiche. Sono respinte le form azion i su di una riga per la seconda o terLa schiera. Chiude l'opera con una battaglia immaginala di quattro corpi d"armata ~ontro tre, n~II' ipotesi che l'attaccante sia il piu forte e il più debole debhn cont.en ersi difensivamen te, di111ostran,10 come nell'impegnare un·a~ione guerresca non •l0ll· b1J110 mai rJirnenticarsi r.erti prinripii.
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IL CO~ll.lA TTlMENTO DbLLE TRE ARMI
COMBA'l'TIMENTO l>RLLk: TRE ARMI
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Le tre armi. Passando ora a considerare l'azione delle tre armi, premetto che non è il caso di occuparsi del combattimento· di unità isolate, perchè lo studio dell'impiego delle varie armi riesce pi1\ proficuo quando si fonda sulla grande bat_taglia. Così pure convi ~ne tralasciar'e il servizio d'avanscoperta, che essenzialmente· appartiene alla tattic'a della cavalleria. A. quest'ultimo proposito è bene però notare che va semp1'.e più man_ifestandosi la tendenza d' impiegare con le masse di cavalleria n_on solo le ·batterie a cavallo, ma anche truppa di fant~a: Cresciuti infatti straordinariamente gli eserciti, essi .· non occupano più come una volta zone di terreno relativamente ristrette, sulle quali bivaccavano, visibili qualche vol ta a occhio nudo come alla vigilia della battaglia di A.usterlitz. Oggigior~o 1e truppe occupano estesi territori, sono più invisi bili, si dissimulano nei villaggi, nelle cascine, nei boschi. Si sa che sono là, che occupano questa o quella località, ma s'ignora la loro forza, la loro disposizione. La stessa loro linea generale è variabilissima e presenta qua salienti, là rientrant( un villaggio occupato al mattino è sgombro al mezzogiorno, un altro che era vuoto rigurgita di truppe due ore dopo. _ In tali coni:l izioni ìa cavalleria sol.a non pnò certamente bastare per adempiere il suo mandato; tutt'al più potrebbe dare qualche vaga indicazione · sulla disposizione generale, sulla forma e !"estensione delle linee avanzate nemiche. L'aumentata gittata delle armi, la cresciuta celerità del fuoco , la polvere .senza fumo con la quasi i nvisibilità che crea> fanno sì che se la cavalleria deve << vedere e tastare >> dovrà ricorrere ora alle batterie leggiere per agire sulle testé e i fianchi di colonne in marcia, ora a truppe di fanteriit per penetrar~ attraverso le linee avanzate nemiche e cercarsi un punto di appoggio, u na ritirata al sicuro. · Tra i fau tori p~r l'assegnazione permanente di fanteria alle divisioni d i cavalleria, norma .già adottato da tempo 'V
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dall'Austria, si schiera fra gli altri il tenente colonnello bar one Von '\Vucherer dell'esercito austriaco nei suoi Studi su,l
servizio cl'avanscoperta e relativo irrtviego di truppe a piedi, opera pubblicata a Vienna nel 1896 (1). È il principio. della cooperazione di tutte le armi che esige la sua applicazione anche fuori del campo di battaglia.
La primà quistione, che si presenta nel combattimento delle tre armi è quella delle avanguardie, le quali, come ebbi già occasione cli accennare nella conferenza dell'anno passato, sarebbero con la loro odierna costituzione un ostacolo alle nuove ten d enze tattiche dell'azione in massa. Ed il principio della massa, nel senso napoleonico, _pare vada acquistando sem P,l'e più fautori non solo strategicamente, ma anche tattica~ente parlando. La tattica della cavalleria già segue questa via e non mira che all'impiego di masse indipendenti, prima, durante ~ dopo i1 eombattiment_o. Indipendenza ben int·eso; nel campo' operativo, perchè in quanto ai singoli gruppi, essi sono nei loro incarichi .strettamente subordinati allo scopo dell'azione generale e devono collegare la lor o opera forse più di quan to s'immagini, con quella delle altre armi. La tattica dell'artiglieria pure vuole .l'impiego a massa delle batterie quale principio fondamentale, e con l'abolizione dell'artiglieria ~i riserva ha certo fatto un gran passo dopo le campagne del 66 e del 70-71: ma non è riuscita ancora ad abbandonare recisamente la teoria del Clausewitz dell' impiego graduale delle forze ed assegna, dove più, dove meno un certo numero di batterie all'avangu~rdia. Questa suddivisione sembra in aperta contradizione col princ:ipio della massa e in molti casi le batterie dell'avanguardia potranno non solo trovarsi a mal partito, prima che giungano le batt _erie d el grosso, ma potranno anche obbligar e il comandante in eapo a dare u n indirizzo al combattimento di tutta la sua (-1) Sl,udier. iil1er uen A1i{Jaàrui1gs-dienst truppen, Wien 1896. Seictel u. Soli n.
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massa d'artiglieria non conforme e forse anche opposto a1 suoi intendimenti. ' E le tendenze della tattica di fanteria, come si è visto innanzi, sÒuo anche verso l'impiego compatto della'massa, più di quanto non sia riconosciuto ufficialmente. Non si aspetta l'azione decisi va da colonne precedute da cacciatori, ma da masse di cacciatori sostenute da col0nne, ed il concetto 'è ben diverso! Il generale Lewal dedica alle avanguar~ie un lungo capitolo del suo studio Stratégie de combat, dimostrando che esse nella loro presente costituzione almeno, hanno v~ntaggi problematici, inconvenienti e pericoli certi. Egli crede che una ~lta con le grandi distanze che separavano gli eserciti,. coi grandi intervalli che _separavano le colonne, con la scarsèzza di informazioni e di comunicazione, le grosse avanguardie potevano avere uno scopo; ma non oggigiorno che gli avversal'"i sono quasi a contatto appena scoppi la guerra, sono nQti i punti d'adunata, le .direzioni generali di marcia e c'è la cavalleria sulla fronte che fa il servizio d'avanscoperta e sul dinnanzi dei eorpi d'armata c'è la cavalleria di corpo che fa il servizio di sicurezza. L'avanguardia non può quindi avere missione esploratrice. Egli dice inoltre che in prossimità del liemico le avanguardie non fanno che diminuire la forza con la quale si può eseguire un attàcco improvviso: per conseguenza conviene avanzare in colonne leggiere, pronte a schierarsi rapidamente e provvedute di avanguardie di sicurezza ma non potenti . Se si conserva l'avanguardia la sua missione . ha cambiato natura. Es,s a non può essere più incaricata di riconoscere e preparare la via alla colonna. che segue, ma diventa obbligatoriamente il prìmo elemento della battaglia. Entra in azione definitivamente e riconosce combattendo. Il resto della colonna va successivamente alla sua altezza e continua la lotta. Per conseguenza essa dev'essere in prossimità del grosso per ricevere soccorso immediato; nè può essei:e per essa quistione di modo speciale di combattere, come talvolta ::;i afferma. L'avanguardia avrebbe quindi l'ufficio di semplice testa di colonna.
IL COMBATTrn~NTO DELLE TRE A!Ofl
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Il Lewal tratta della quistione in genere e non di circostanze particolari che necessitano la conservazione delle antiche disposizioni, quando per es. la marcia si eseguisce con una sola colonna e sono probabili le sorprese, nel caso di pas. saggio di una forte colonna per una lunga stretta e simili. Altri autori, fra i ·quali il Keim, vengono a conclusioni analoghe. Essi tengono per fermo che le forti avanguardie composte di t utte le armi tendono ad accettare combattimenti parziali con danno dell'unità d'azione generale. Essi proporrebbero di costituire avanguardie prive affatto di artiglieria, poca fanteria, molta cavalleria ed eventualmente con velocidipedisti. L'idea di togliere l'artiglieria sarebbe giustissima, poichè la sua assenza metterebbe un freno alla voglia di battagliare e faciliterebbe l'impiego a massa di tutte le batterie · ' disponibili. E se si pensa all'armamento ed all'istruzione presente della cavalleria, alla facoltà che essa possiede di combattere a piedi e a cavallo, sembra chiaro che ~er esercitare l'u:fficio di avanguardia essa potrebbe anche dispensarsi del.concorso della fanteria, specie disponendo di compagnie di velocipedisti. E che questi possan trovare utile impiego nelle guerrf) future non solo nel servizio di esplorazione, ma anche nel combattimento non è impossibile. Nelle grandi manovre. del '96 in Francia (1) si costitui rono speciali riparti di velocipedisti, che · agirono in diverse circostanze. Si distinse particolarmente una compagnia formata presso 1'87° reggimento di fanteria d i linea, comandata dal capitano Gérard1 autoi·e di un velocipede pieghevole che _ poi con modello analogo fu costrutto in Germania e anche da noi, Tale compagnia fu largamente iinpiegata nelle manovre di divisioni contrapposte per l'occupazione di punti situati avanti e lateralmente alla linea principale di marcia, 1 per assicurai.·e il passaggio di strette, per il :fiancheggiamento ecc.· Tutti i rapporti concordano nel r iferire che la (i) Lobetl's Ja.h-,.esbericl.te 96 -
1'ltlctil, dei· hifanterie, Fra,n l,reich.
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IL CùMBA'l'TlMEN'l'O D~LLE TRE Al!Ml
compagnia rese notevoli servigi procui:audo alla I truppa, alla qnale era assegnata, favorevoli condizioni di ccm.bat-. timento. Ed in Francia è stato propo~to dì formare provvisoriamente 25 compagnie di velocipedisti una per ogni corpo · d'ar~ata e per ognuna delle d ivisioni di cavalleria, permanenti ; e se la proposta sarà approvata l'esercito francese potrà disporre in cas6 dì guerra di 6000 velocipedisti combattenti. Negli Stati uniti d'America un distaccamento di velocipedisti di 20 uomini, comandato dal ténente Moss, e~eguì nello scorso ~no, a quanto riferisce l'Avenir Militaire del 26 ottobre 18H7 un'escursione veramente notevole. Partì dal forte .Missoula il 14 giugno e giunse a Saint-Louis il 25 lualio t) dopo aver percorso in 40 giorni 2000 miglia ossia 3200 chilometri circa. Gli uomini avevano il loro equipaggiamento di gne~-ra, le armi, una coperta di lana, parti di velocipede cl,i ricambio, munizioni e qualche oggetto da campo. Durante i primi dieci giorni · furono obbligati a marciare a piedi a causa della pioggia continua. Il 1" luglio sulle montao·ne di Mullins-Dividé trovarono la neve alta più di 12 centimetri e pochi gio1>'J.i dopo discesi nella pianura di vVyoning conti nuar ono la loro marcia, con una temperatura elevatissima che raggiunse perfino 111 g radi Fahr enheit ossia circa 43 o·radi centigradi. Soffr irono così freddo, caldo, fame, sete :enza contare in diversi giorni il tormento di n ugoli d' insetti. Anche se vogliamo accettare la ·notizia con un certo sconto sia per la provenienza come per ' l~ traversata che ha fatta· dell'oceano, non si può non ammettere che essa pr ovi come velocipedisti ben organizzati, ben istrutti ben condotti possano compiere in date circostanze utilissimi ser vizi. Nelle manovre del 97 vi sono state. esperienze sull'impiego velocipedis.ti in ~'rancia, in Germania in Austria in Russia ed in Italia, tendenti più o meno a provare : l i Fino a che punt o si possa allontanare una fanteria velocipedistica per occupare una posizione tattica ·importante e per ma11t!3nervisi ;
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2° Se una fanteria velocipedisti sia in grado di combattere efficacemente dopo aver percorso granai distanze, ciò che in ogni caso non dovr ebbe impedire a.i velocipedisti mandati così inna:o.zi di concorrere ampiamente al servizio di esplorazione. 3° F ino a che punto una fanteria di velocipedisti possa operare di concorso con le altre armi ed in quale misura diminuire il lavoro della cavalleria. Non ho dati sufficienti per esporrre qualche criterio esatto sui risultati degli esperimenti accennati. Ma a ogni modo si può concludere che l'arte velocipedistica avrà parte importante nelle guerre future, purchè _però la tecnica possa riuscire à, perfezionare le macchine in moélo che siano indipendenti dalle condizioni di servizio e di terreno e che corrano senza essere soo·gett e a frequenti guasti non ostante la · neve la . t) pioggia e le strade e.a ttive. La fanteria guadagnerà allora indubbiamente un nuovo elemento per la sua indipendenza tattica a vantaggio del servizio di sicurezza, di ricognizione, per la diramazione degli ordini in ogni circostanza e in dati casi potrà essere in grado di adempier~ incarichi tattici senza il concorso dì cavalleria. E così pure la cavalleria potrà combinare la sua azione con quella di compagnie di velocipedisti ed acquistare un alto grado d'indipendenza tattica che riuscirà di gran vantaggio specie pel servizio d.i sicurezza in marcia e di avamposti., fondato sopra un giusto impiego d i cavalleria. · Presentemente infatti non si può ancora p11evedere se il fiorire d1:,ll'arte velocipedistica militare debba riuscire più a vantaggio dell'indipendenza della cavalleria che di quella ddla fanteria . .lt bene però guardarsi dalle esageraziqni e t en ére ben presente che comunque possa perfezionarsi l'organizzazione dei velocipedisti nei vari eserciti, essi non potranno mai, neanche lontanamente, sostituire una buona cavalleria.
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IL (.;O)f13A'1"1' 1MENTO DELLE TRE ARMI
Di non minore i1;1portanza sono le quéstioni che s: presentano nel periodo de.ll'azione successivo _a, quello esaminato ossia nello svolgersi del combattimento. Che l'inizio della lotta spetti generalmente ,a ll'artiglieria · con formazioni tattiche che assicurino il suo impiego a massa è ammesso da quasi tutti, i tattici ; anzi si fa molto asseo-nab mento sull'indipendenza di quest'arma nel senso ben inteso, che essa non abbisogna nei primi stad i dell'azione di essere protetta dalle altre armi. E negli eserciti, nei quali l' artiglieria è armata di moschetto, si sostiene che essa abbia bisogno di scorta solo negli ultimissimi istanti dèl combatti1?-ento ~sia quando la massa di fanteria marcia all'assalto. E bene però non esagerare questo fatto dell' in.dipendenza dell'artiglieria per evitare l'uso di una tattica temèraria che potrebbe paga1·si a caro prezzo. Se le bati\erie vanno molto innanzi alle loro colonne per occupare rapidamente le prime posizioni potranno offrire occasione ad una ardita cavalleria avversaria di profittare con vantaggio della loro audacia. E il moschetto in caso di attacco inaspettato di cavalleria è di tJtilità molto problematica e molti eserciti che l'avevano si sono decisi ad abolirlo come impiccio inutile. Dopo l'adozione della polvere senza forno bisogna essere molto cauti nell'impiego d'artiglieria all'inizio del combattimento. Lo· stesso regolamento tedesco, che dopo il 70 si distingueva per' la sua audacia manifesta, ha adottato nelFedizione del 92, dopo la polvere senza fumo, mìsure di prudenza che possono sembrare perfino esagerate. Le opinioni sono poi in massim~ quasi tutte concordi che l'artiglieria debba aprire il fuoco a distanze che variano intorno ai 2500 metri e che tutti i suoj sforzi debbano tendere a sopraffare l'artiglieria avversaria. Così pure è ormai O'enerale il criterio che lo scopo principale dell'artiglieria sia q:ello di preparare la via all'attacco decisivo della fanteria. Nella guerra franco-ger'manica questo programma fu eseguito. in grazia della superiorità numerica, tecnica e balistic~ dell'artiglieria tedesca. È noto però come a Plèvma le co;e andassero diversamente: E se ora si ,c onsidera che la potenza "ti'
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dell'artiglieria degli eserciti odierni è presso che uguale dovrà essere almeno lecito di dubitare che il programma stesso pòssa, attuarsi felicemente anche nelle guerre future. Il duello d'artiglieria costituisce quindi il primo punto notevole nel combattimento delle tre armi, per il quale le pre· messe non sono esenti da obbiezioni. Gli scettici dicono che l'idea di sopraffare l'artiglieria nemica è partorita dal desiderio dei tattici che patrocinano l'offensiva. L' attacco di fanteria, essi pensano, è indubbiamente il più diffici1e dei problemi tattici e a molti sembra addirittura insolubile, anche quando sia esegui to con la preparazione del-fuoco d'artiglieria. E invero il fuoco è già· efficace a 2500 .metri e diventa sempre più micidiale senza che sia possibile alle masse di fanteria di difendersi fino a circa 1200 o 1000 metri nel caso più favorevole. È una lunga via sanguinosa che prima non si conosceva. Si cerca perciò, come asserva il Keim, di facilitare la soluzione del problema elimincl,ndo da ambo le parti il fuoco d' artiglieria come l'incomodo fattor comune di un'uguaglianza. L'artiglieria nemica, si dice, è battuta e Pattacco di fanteria non ha più da fare i conti che col fuoco della fanteria avversaria. Ma se non si riesce a ridurre al silenzio l'artiglieria nemica? L'attaccante non può rinunziare alla propria missione e dovrà iniziare ed eseguire il suo attacco con la fanteria. Anzi può trovarsi nella dura posizione di dover lanciare all'attacco la propria fanteria dopo che la sua artiglieria sia stata sopraffatta da quella del difensore Dovrà egli in questo ultimo caso rinunziare assolutamente all'attacco? La norma esistente nei vari regolame4ti che l'artiglieria sia dell'attaccante sia del dif~nsore, controbatte l'artiglieria nemica e poscia dirige i suoi fuochi contro la fanteria, che diventa da quel momento il suo obbiettivo principale, non pare quindi, sebbene giusta teoricamente, che possa costituire solido fondamento per la tattica delle tre armi, poichè il fattore principale, quello di ridurre al silenzio l'artiglieria avversaria è tutt'altro che certo.
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Secondo il Keim (1) sarebbe forse qui raccomanJ.abile di ritornare alle vecchie abitudini tattiche, di rendere cioè indipendente dalla cooperazione del fuoco d'artiglieria, l'atto tattico più importante dellà battaglia ossia l'avanzata decisiva della fanteria, rièordando bene però la cresciuta ef. :f:ì.cacia delle odierne ·bocche da fuoco . Per raggiungere questo scopo bisognerebbe foggiare il procedimento tattico dell'arma principale, la fanteria, in modo che l'attacco promettesse di riuscire non ostante il fuoco d'artiglieria del difensore. La vecchia tattica doveva ben tener con:to del fuoco a'-'metraglia nell'attacco di ·fanteria, fuoco che fu proprio ideato contro la fanteria stessa. Nessuno pensava che l'attacco non dovesse riuscire perchè bisognava superare tale difficoltà. Certamente il procedimento d'attacco non dovrebbe fondarsi sull'avanzata di colonne d'assalto, ma si tratterebbe cli stabilire adatte formazioni con stormi di cacciatori. A dire il vero l'analogia coli quanto avveniva una volta non sembra così chiara come apparif?ce al Keim, perchè il fuoco a metraglia aveva azione a brevissima distanza, mentre ora le masse èìì fanteria dovrebbero percorrere una ben lunga via sotto il ' fuoco dei pezzi nemici. A ogni modo se si riuscisse a str!ldiare un procedimento tattico_ razionale del genere accennato esso avrebbe il vantaggio non dubbio di non dipendere dalla premessa ~al sicura della buona riuscita del duello d'artiglieria. A queste considerazioni si può inoltre aggiungere ché in alcuni casi la battaglia non comincierà con un duello d'artiglieria come Napoleone ce ne h~ dato l'esempio a ·wagram, Friedland, Bautzen, Dresda. Se il difensore d ispone di 'terreno iavorevole e tiene celata la sua artiglieria, non converrà èerto all'attaccante di smascherare le proprie batterie e scoprire così al nemico la linea generale, l'ossatura del suo campo di battaglia. Bisognerà bene allora che la fanteria attaccante avanzi per ' (lJ Vedi liibell's Jr,,hreshei·ichte i896. - Tal,tik der ln{antel'ie i.nd 1111s r.efN/rl cln· Verbwnàenen Wa{Ten.
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IL COMBATTIMENTO D'.E l,LF. TRE ARMI
1L 0011-CBATTH>lENTO DELLE TRE ARMl
obbligare il difensore o a palesarsi e a fare agire le sue batterie o a ritirarsi per evitare la battaglia. Il movimento avauzarite dell'attaccante provouherà probabilmente analogo m ovimento della fanteria del difensore, ed allora anzichè avere un d'\lello d 'artiglieria si avrà uno scambio contemporaneo di colpi cli fucili e di cannoni e le due armi fanteria e artiglieria coopereranno nello stesso tempo al conseguimento dello scopo comune. OomuI).que si vogli~ però la linea delle batterie finisce prima o dopo col segnare oggi la fronte di battaglia, ciò ch e implica per ogni ufficia.le superiore e generale di fanteria la necessità imprescindibile di essere bene a giorno della tattica e della potenza balistica dell'artiglieria. E pari necessità, se non forse maggiore, esiste per tutti ufficiali d'artiglieria cli conoscere bene la tattica di fantei;-ia, a:ffinchè in ogni circostanza essj possano_ prestare il loro valido concorso nella misura voluta. Così facendo si potrà favorire l'accordo desiderato che ci dev'essere fra le due armi. Circa la convenienza per l'artiglieria cli prendere una sola posizione principale a non· molta distam:a dal nemico oppure eseguire cambi di posizione prima del periodo decisivo le opinioni continuano ad essere discordi. Concordano invece sull'opportunità della norma che le batterie devono secoùdare energicamente e celeremente la fanteria che procede vittoriosa all' attacco.
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* ** Molto pn.1 semplice si presenta il procediment<? tattico del difensore, tanto per la fanteria quanto per l'artiglieria. Qui· c_'è essenzial mente una sola posizione e la difesa, anche senza gran di vantitggi dì terreno, è oggigiorno tecnicamente e balisticamente in condizioni così favorevoli che sulla fronte principale di combattimento le bastano i provvedimenti tattici più semplici. 15 -
A!'iNO Xl.IV.
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Per una difesa n ormale vige il criterio che l'artiglieria d ispouibile debba entrare in azione fin dal principio, mentre la fanteria solo quando è in vista quella avversaria. S' insegna pure che il difensore non deve rimanere passivo, ma mirare sempre alla controffensiva. A questo proposito parrrii molto utile riepilogare le se· g uenti importanti considerazion~ del colonnello Keim. Già il Clausewitz ha inse,gnato 9he tatticamente la difen. siva è la forma più forte di combattimento e collegata con la controffensiva è la più efficace; sembra, che egli abbia , avuto in mente la battaglia di Austerlitz. Ma d'allora in poi la « diffensiva-offensiva >> è stata impiegata raramente e se lo fu qualche volta ciò avvenne in m isura limitata. Ghe la potenza della difensiva sia cresciuta dai tempi di Olausewitz .non pare si possa mettere in du bbio ; importerebbe foyse solo che un generale dell'avvenire sapesse trarre da questa ~resciuta potenza le conseguenze tattiche opportune senza preoccuparsi della teoria internazionale sui vantaggi incondizionati dell'offensiva t::1.ttica. Egli terrebbe fronte proporzionatamente ristretta, ricorrendo a rafforzamenti artificiali e quan do l'avversario avesse consumate le sue forze ilegli attacthi frontali g li piomberebbe add osso da un'al·a con forze s uperiori prima che si compissero i suoi aggiramenti. È senza dubbio uu gran problema', ma non lo si deve ri.tenera di soluzione impossibile sol perchè la tendenza tattica odierna assegna a p1°iori l a vittoria all'offensiva. -Per l'offensiva strategica vi sono soltanto buone ragioni, ma esse non sembrano abbastanza efficaci da far, sparire i vantaggi di una 1 saggia d ifensiva tattica. Oggi s'in segna pure q11ale princ1p1.0 tattico che il difensore debba a.vere le proprie forze ra.ccolte ed ammassate ed attendere l'ulteriore sviluppo del combattimento. La giustezza. di questo principio sembra veramen te du bbia se si considera che il difensore , con u na fronte proporzio-· nat amente estesa rende difficile all'attaccante l'esecuzione di aggiramenti, i quali indubbiamente riescono più facili quando il difensore abbia fronte ristretta e le sue forze disposte in ',t
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formazion e profonda. Inoltre la formazione profonda rit.ar~a lo schieramento del difensore quando questi sia esposto a u n fuoco concen trico dell'attaccan te. F~rse il Keim colorisce i vantaggi dell a difensiva tattìca, la quale seuza dubbio è cresciu ta oggi in potenza. E per tai ragione con vien pure ricordare gl' inconvenienti che essa presenta e ai quali accenna il Von der Goltz nel suo studio sulla « Condotta della guerra » (1) opera che se è piccola di volume, è molto ricca di so.s tanza. « Essere attaccati da parecchie parti - dice il Goltz « t enuti a bada sulla fronte e aggirati sopra uno o en t rambi « i fianchi, ecco il pericol o fondamentale cm soggiace 1~ « difensiva tattica..... » E in uri altro punto dii::e: « La :figura che ci mostra il n ostro difensore come allo « agguato, spianq.o nh errore del nemico :eer piombargli, t poi, addosso, sembra buona, per verità; ma .raramente ~i « può avverare. Non , si può piombare addirittura come una ~< tigre sulla preda con la rapidità del pensiero. L' occhio « v uol tempo per scoprtre l'occasione, il pensiero per matu« rare la decisione, l'ordins per giungere alle truppe, e queste « per raccogliersi e mettersi in moto. La somma di questi « tempi ,è tale, che l'attaccante, il quale trovasi già in pieno « movimen to, può superare quasi sempr e il momento peri« coloso ». N elle quistioni tattiche è bene non lasciarsi allettare ,da concetti troppo assoluti e conviene considerare in ogni cosa .anche i l rovescio della meda.glia. (:I)
Vedi traduzions de l r.apitano Meoma rtioo eclita a ~enevento nel l.896.
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Quale missione spetta ora alla cavalleria nel combattimento delle tre armi? Molti tattici reputano sempre più difficile. di mettere in I p·ratica le norme regolamentari generalmente esistenti che la cavalleria debba spiare l'occasione opportu~a per operare sui fianchi e alle spalle dell'avversario, collocan.dosi in massima alle ali e quella di visionale anche in mezzo alla linea · c~i ·battaglia. Essi vorrebbero che in certe condizioni si dispensa,sse , addirittura la cavalleria dal prender parte alla azio.ne delle altre due armi, avendo opinione che per lanatura del combattimento odierno, fondato essenzialmente sul fuoco, la missione tattica assegnata alla cavalleria possa essere compiuta solo in casi eccezionali; e che d'altra parte una cavalleria ben condotta possa adempiere molto bene il suo mandato in. g,uerra anche quando essa non soddisfi. tatticame!).te quelle esigenze che ora le vengono imposte in teoria. Contro qu~sti criteri, mani~estati in specie negli annali del Lobell del 96 e che peccano senza dubbio di radicalismo si è levata la voce del generale von Pelet-Narbonne, il quale nel novembre 1897, tenne al ,Circolo militare di Berlino una pregevole conferenza su quanto pos'sa aspettarsi dalla cavalleria in una fotta futura contro la fanteria e l'artiglieria (.1). Il generale osserva che la polvere ·senza fumo, la radenza, celerità di caricamento, la cresciuta efficacia anche grandi distanze dèlle armi da fuoco moderne hanno grandemente diminuite le probabilità. dì riuscita non solo della cavalleria, ma anche della fanteria, la quale potrà percorrere tratti di terreno scoperto, co~tro altra fanteria soltanto quando abbia conseguito la superiorità del fuoco. Non ostante la difficoltà del problema, non ancora risoluto, pure un comandante energico e circospetto non rinunzierà ad affrontarlo, e con buon diritto, perchè in un'impresa ardimentosa di simil genere hanno non poca importanza anche i fattor i morali. Per la. ' stessa ragione non pare che· basti fondarsi esclusivamente
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(i) Die Aussichten de1· Cavallerie i1n Kampfe gegen In.fanterie und Artille1•ie. Vedi Alilitiir- Wochenblatt N. !01 del i3 novembre 1897.
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sulla cresciuta importanza del fuoco per negare alia cavalleria il suo concorso efficace nel combattimento. Il generale tiene per fermo che nelle future campagne la cavalleria potrà adoperare la sua efficace azione nella battaglia quando l'avversario sia stato scosso d~l fuoco delle altre armi, sia perchè il suo morale sarà ora maggiormente depresso di quanto avvenisse ~ma volta, sia perchè le forme di combattimento della fanteria in ordine .sparso renderanno più diffi.c~le •ai superiori di tenere bene in mano le truppe, che con ]~ formazioni ammassate di una volta erano più comaudabili nei momenti del pericolo. E le occasioni di agire si present eranno in ispecie n ei momenti pericolosi del com· battimento quando rinforzi e riserve si sara.nno fusi con le linee dei cacciat ori. E contro artiglieria potrà agire, ora impedendo di aprire il fuoco a quelle batterie che non siano protette da scorta sufficiente, om attaccando quelle altre che nel colmo del combattimento abbiano perduta delhi lor? mobilità per i danni sofferti, · ora sorprendendo avantreni e carri da munizioni scagliona.ti alle spalle delle proprie unità. Inoltre anche gli attacchi non riusciti di cavalleria possono essere molto importanti per la condotta del combatt1mento, rallentando la marcia avanzante del nemico e facilitando la ritirata delle proprie truppe. La stessa minaccia di un attacco di cavalleria può in date circostanze influire temporaneamente ;ulle disposizioni del nemico. Dal cozzo dei contrari nasce il bello, d icono i filosofi; nel nostro caso nascerà probabilmente ·il vero. Senza dubbio i tempi di Holùmfriedberg; Rosbaeh, L euthen son.o passati e l' efficacia· del fuoco moderno non consentirà più a masse di cavalleria di caricare come a Marengo, Eylau W agram, Borodino e simili. Ad Eylau furono 72 squadroni che scagliò Napoleone ·per sfondare la linea avversaria e collegare le due ali del suo esercito. Ma allora i proietti arrivavano a 800 metri soltanto ; ora la distanza da per corrersi sotto il fuoco è da tre o quattro volte maggiore. Le condizioni sono cambiate e non p9co. Questo però non
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basta per giustificare un criterio così ecéessivo come quello dì volere escludere la cavalleria, dal campo di battaglia, sia pure in date situazioni. Masse della forza accennata sono certo poco veloci, poco mobili, poco elastiche e non sarebbero in grado ogg,i di tentare un'azione di sorpresa; esposte al fuoco dì fapteria sarebbero decimate. Oggi più che mai è necessario che la cavalleria si dissimuli e cerchi di giungere non vista alle posizioni nemiche, profittando della varietà àel suolQ, boschi, vie incassate, sentieri che corrono fra siepi vive e simili. Giovarsi abilmente del terreno quindi con masse poco numerose, un, reggimento o nna brigata, che sono elastiche, veloci, meno vulnerabili non che più' adatte per imr.rovvise operazioni ! 1). ' Ma questo· non basta. In uno dei suoi bei capitoli derla St1·atégie de Combcd (2) 11 generale Lewal afferma che n.ella battaglia la carica di cavalleria diretta contro fanteria o artiglieria 11611 ha ragione d' essere, nè valore, se non sia collegata con un movimento avanzante delle altre armi. Ogni carica eseguita isolatamente resterà infruttuosa, egli dice. F acile ad essere respinta, essa ritarda soltanto alcuni movimenti senza n ulla impedire e così non resta che la 'p ura perdita di oU;mi ele~enti. ,Questo principio non è nuovo ed è stato formulato dal Iomini nei seguenti termini: « Un attacco generale di cavalleria contro una linea intatta « di fanteria non può tentarsi con successo favorevole senza « l'appoggio di fanteria e di molta artiglieria. S i è visto a « "\Vaterloo ciò che costò alla cavalleria francese Li trasgres· « sione di questa regola e la cavalleria di Federico ebbe la « stessa sorte a Kunersdorf ». (Grande Tactigue) . Vi dev'essere quindi concorso di sfor;i. Lo scopo, è di guadagnare terr·eno, per conseguenza di occuparlo. La cavalleria
' (i) fl W AI.DSTATTEN nella decima edi zione della sua Tpltica (Die Talcti/.) pubbli-
cata a Vi_enna nel 96 propugna, Fr:i. gli altri, l'azione della caval!eria in pie.colo, masse, gru ppi c,oe di briga te o reggimenti. ('l) Studio già ci toto Tomo 61,' Cap. XXXIV, Cha1·!)e de cavalerìe - Raid de combat.
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può ricacciare momentaneamente la fanteria, ma non potrà da sola conservare il terreno acquistato. La carica prima e çlopo l'assalto di fanteria, s0ggiunge il Lewal, non ha , valore. Essa d~v' essere simultanea. Le dissertazioni sull'istante propizio da scegliere per caricare sono erronee. Se la cavalleria opera isolatamente essa carica appena è a contatto col nemico. Se opera con la fanteria l'istante è pure fissato e non c' è da ingannarsi. Quando la fanteria avanza per guadagnar terreno ed attacca, la cavalleria caricherà di fronte o di :fi.anco per raddoppiare l'effetto. In tal momento, come è facile scorgere, la sua azione è indispensabile, quaud) anche dovesse ridursi ad una dimostra· zioue. È super:fiuo ricercare se il momento sia propizio, se il terreno e le circostanze siano favorevoli. Tutt-o inutile, la · carica s'impone in qLlel momento di pericolo. « L'ensemble, le concours des efforts (conclude il Lewal), « est indispensable. Quand l'infanterie donne l'assaut et bat « la charge la cavalerie doit la sonner parcillement ». Nella ,campagna del 70 -71 si trovano relativamente pochi esempi di cariche di cavalleria da parte dei tedeschi nel combattimento e ciò ,può attribuirsi sia alla fortuna che li accompagnò in tutte le vicende di quella guerra e che richiese raramente l'impiego di cavalleria nella battaglia, siti perohè allora dominava piuttosto il criterio che la cavalleria fosse arma troppo preziosa per scagliarla nel coro.battimento senza Tignardi. Da parte clei francesi le cariche di cavalleria furono eseguite o inopportunamente o in terren o sfavorevole e senza la voluta energia.,Memorabili resteranno di certo le cariche della cavalleria francese esegui te a vV oer th e a Sedan come atti di sublime sacrifi.zio, ma non ebbero quasi nessuna ntilità pratica. Esse provano soltanto l'.i nutilità dell'azione della cavalleria ohe operi isolatamente. Certamente vi possono esser e circostanze speciali che giustifichino un'azione eccezionale di cavalleria. In guerra è noto, la fortuna sorride spesso agli audaci; , ma qnesto non può erigersi a regola.
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La buona regola che non pare discutibile e che vale anche per le altre armi, come si è visto, ~ che la cavalleria subordini 1a sua azione allo scopo generale del combattimento e che operi sempre d'accordo con le altre armi . Se essa per le mutate circostanze della lotta non ha più l'azione decisiva di una volta, potrà però sempre occupare degnamente il suo posto non solo fuori ma anche sul campo di battaglia.
NOTA BIBLIOGRAFICA
Dell'iniziati-Da de-i, comandanti ùi sott'ordine ne/. campo strcitegico. Studio del teuent1:: colonnello russo di stato maggiore SAJOKTSCH · 1rnwsKY. Versione tedesca autorizzata dall'autore per A. B. Lipsi11 e Vienna, Gèrhard, 1898.
ALJNtEDO CASELLA Capitano del 19° i·egg. a1"liglieria.
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Fra i molti scritti venuti in luce in questi ultimi tem pi intorno all'ini· ziativa ci sembra che queste, del tenente colonnello russo Sajontschkovsky occupi uno dei primi posti. Limitando la questione al campo strategico, egli la svi,cera a fondo, in modo da dedurne per l'avvenire, non solarhente norme direttive astràtte che facilmente possono essere dimenticate o violate, rna nu princi pio generale assoluto che s'imponga a tutti ed in ogni circostanz11 . L'autore non è per nulla uemico dell' inizintiva dei comandanti in sot· t'ordine nel t~ampo strategico, ed anzi fa assegnamento sull a medesima, giustamente appreziando che cogl i en0rmi esercizi odierni il comandante supremo non può essere dappertutto, non pnò Yeder tutto, non può quindi aM,racciare tutto l'insieme dell'operazione in corso di esecuzione; e di conseguenza non è sempre in grado di cambiare l'ordine emanato o di opportunamente modificarlo a seconda delle circostanze o nuove o differenti dalle suppo:;te. Il geoerale corr,and:rnt~ ha pertanto bisogno dell'intelìigente· concorso dei capi çla lui dipendeJHi, ma la loro iniziativa però deve tenrlf're costantemente ed unicam~n te .1 ll'attuazione del piano da lui ideato, ma giammai ad intralciarlo, a cambiarlo e tan to meno ·a' impedirne l'esecuzione. Ora è evidente che se l'iniziativa deve svolgersi soltanto in ta l senso, è rne~ti~ri elle chi ne fa uso sia completamente al corrente degl i ordini e delle idee del comand:;nte, diguis~cliè non ,,j possono ricorrere .che i comandanti delle grandi unità ma ma i, od almeno solamente in qualche caso ecceziool'\le, i capi delle unità inferiori come, a rnò d'esempio, i generali comandanti le brigate. E dato pure, che questi, · in qualche caso, conoscessero gli ordini del comandante supremo, è im po~sihile abbi.ano un concelto esatto dell'insieme del la sitnazione, e d'a ltra pt1rte il fat.to di
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trovarsi a contauo col nemico i rnpedisce loro di gi'udicare· la cosa spassionatamente, e colla ca lma iudispeusabile; e ciò anche senza tener conto della smania d'agire che li spinge per distinguersi. E qui l'autore prende a minuta disami.na p11recch i esempi storici tratti dal le campagne del ·1870-7 1 e del ·18 12, i quali, a suo parere, suffragano iu modo esauriente la tesi da lui sostenuta. Noi li ri assumeremo il più brevemente possibile. Il primo e>empio riguarda il genern le di brigata Walter von Mon tbary a Wonh. I l 4- agosto la 3" armata tedesca varca la fron tiera, balle a Weissenburg la divisione francese Douai, ma in segui to a quel comhattimento perde il contatto col nemico . Jl 5 agosto le r ir.oguizioni della cavalleria mettono in sodo che il marescìallo Mac-Mahon co11 grosso nerbo di truppa occupa una forte posizione dietro h1 Sa uer ol tre Worth. Il comandante dell'armata decide d'im piegare la gjornata del 6 per rinnil'e tutte le sue truppe per la battagl ia che intende di dare il gioruo 7. · I l generale wa 11her comandava l'al'anguardia del V corpo d'armata, aveva i suoi avamposti in immediato contatto su lla Sa uer con quell i ne· miei . Ilitenendo, per .1ver udito rumori di treni ferrov i:iri, cbe il nem ico stesse r,iti randosi, egl i, per appurare la cosa , intraprende uua vigorosa ricognizione . I Francesi accorrono in massa alle armi, e cosÌ hn princ~ip10 la batta~li:i di Worth combattuta in quel giorno contro _le intenzioni del comando· su premo. La vittol'ia arrise ugnalmoute ai Tedesch i, ma subendo 'ingen ti perdite, che proba bilmente si sarebbero in parte r isparmiate, ingaggiando la battaglia il giorno seguen te, con tutte lo tru ppe sotto mano e secondo un pia oo prestabili to. La vittoria poi copri col suo man to l'errore com messo, foa non è men vero che l'iniiiativa del genera le Wa lther non è giustificabi le, e che senza il pronto accorrere ,al cannone dellè truppe circostanti , avrebbe esposto il V corpo d'armata prussiano ad una sconfi tta . Data la si tuaziooe generale, dato l'ordine e il concetto del capo della III armata per la 'giornata del 6 agosto, è .ovvio che i ç.ar i in sot.t' ordine non,dovevano a vere altra ctira, per uniformarsi alle idee del loro comandante supremo e per asse<',_ondarle, ali' infuo1'i di ·quella di impedire la più pii;cola scaramuccia. 1
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Lo stesso giorno, 6 agosto, avviene la battaglia di Spicheren ; anche questa contro le intenr.ioui del comandante in capo, il quale ave va divisato pel giorno 8 di concentrare le due armate I e II presso la Saar e sconfinare poi il gic,rno 8 .
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Qui è il generale Kameke clte è in cruestione. I l mattino del 6 la sua divisione si reca a Saarbrucken, e durante la marcia il Kameke- riceve l'avviso che il nem ico ha sgom brato le alture sul la spon da si uistra della Saar e che presso Forbach aveva -luogo il ca1·icamento di trup pe sulla fer rov ia. Allora egli chiese al suo comandante di corpo d'àrmata di pot1ir occupare la posizione abbandonata dal nemico, ciò che fu concesso, ]asciandogli piena liber tà d'azione, e che fu anche approvato dal generale Steinmetz, comandante la I armata·, che ne fu tosto informaw. · 11 generale Kameke riconosce che ,la situazione è cam biata, epperò, sebbene educ,it.o alla forte scuola dell'iniziativa persona le, non osò agire per proprio conto e ne chiese l'autorizzaziono al suo superiore immediato; ciò che prova i;h~ gli ernno note le int" uzioni del comandante supremo. Fin crui ·pertanto il generale tedesco agisce con molta ponderazione e 11sshi "iustamente·, ma dal momento io cui ottenuto il consensù di avanza re, 1!> ' ebbe subito a cònvincel's~ che le cose stavano ben di fferen temente da guel le 1ct1'egli aveva supposto, la re$ponsabili1à di aver invggiato la bat· · taglia, a ragione non veduta, cade sopra di lui . Nel fatto, la villoria aoch~ a Spicheren, come a \V/irth, fu dei Tedesi;hi, ma fu pagata a caro prezzo , so!Trendo ingenti ·perdi te che potevaosi benissimo rispi,rmiare: D' altra pa rte la 'battaglia fu vinta da i Teclesd1 i non solo per Ì'eroico valore delle tru ppe e pel pronto accorrere .il 0 111 nÒne delle division,i più vici ne alla Saa r, ma essenzialmente percuè i Francesi non portarono sul cameo tutte le fone che pur con fa cilità vi potevano arrivare. A detta del l'ao tore, il generale Kameke, riconosciuto che le iul'ormnzioni avute erano errate, e che la posizione ch'egli credeva abbandonata, era invece forLemeo1e occupata dal nemico, doveva desistere dall' in tra· presa, poichè la sua iniziativ:i, in luogo di esplicarsi a favore del piano del coma ndo supremo, lo iotralciava . A noi pare però - e ci sia permesso dirlo - che la condotta <lei ),!8· nera le Kameke non sia paragonabile a quella del genera le Walther a Wor th. D'altronde recenti pubblicazioni uffi cio;;e tedesche hanno messo in sodo ehe .il genera le V. Kameke onlia poteva sapere dell'oì·dioe emanato dal principe Federico Carlo, perchè il genera le Stein metz aveva sti mato bene èlì non comunicarlo ad alcuno. Cadrebbe pertanto le premessa sulla qna le l'a utore basa le sue osserVàzioni, e di conseguenza l'a ppnn to form ulato in base alla medesima a carico del géuera le V. Karneke.
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** Il I~ :igosto la situazione stratel,(iCll è la segneu1e : L'armata di i\lac-1\fahon è in ritirata sopr.i Chàlons. Le altre truppe frano.:esi comandate da Dazaino stnu no raccolttJ sott0 il cannone di Motz sulle due ~ponde d<'lb )Iosella. , Il Vrrrai1 11uartiere Ooencrale tede,:co ha di,·isato di lasciar cli fronte alla• fortezz:1, ~ulla riva sinistra del fiume, la I armnta rinforzata da due corpi <l'arm:ita dèlla II arq1atn, e collo restnnti forzo di quest'ultima di passa re la Mdsella a monte di .Mctz, per tagliare, so possibile, In ritirnta verso ovest alresercito fr:mcese e spin~erlo ver,;o nord. Il I i ;igosto una speciale di1·cttira del grnn comando al generale Steinmo11. diceva, ch't'gli doveva rnauteuersi sulla !\'icd francese , ed osservare col mezzo di avanguardie spinte innanzi, se il nemico si ritira,se o procecle~~e alrattacco. Soggiungeva poi altre norme poi ca,o che il nenico auact'asse nell.1 direzione di sud, ma non accennava punto che lo si dovesse inseguire ove si ritirasse sulla sponda sinistra della i\fosclla. E il generale Steiumetz, a seconcfa della direttiva ordinava che si evitasse qualsiasi combattimento. . Come é noto, invece, il comandante dell'avanguardia del \"II corpo d1 armata, gP.nernle von ,lor Goltz, non appena s\1ccorse che I F rancesi iniziavnno la ritirata, li ouaccò, e ue venne la sanguinosa battaglia di r.olombey. Ancho qui la vittoria copseguiLa dalle.armi tedesche copri col suo manto l'errore commesso, ma non è men vero ch,3 il generale von der Goltr. agi contrariamente agli ordini superiori e provocò la battaglia che invece volevasi ev iwre.
L'autore pt'rò, come abbi:imo già dello, è t111t'ahro che un nemico della iniziativa, ed a meglio chiarire il suo conet}tlo, riporta ire altri esempi storici, oei quali aui d' iniziàtiva compiuti da coman danti in sott' orcliue riscuotono la sua intiera approvazione. Il ·16 ngosto il generale Warleusleben, comandante il III corpo d' ::irmala attacca !'iutiero esercito francese di Bazain, nella persuasione, giusta l'ordine e la direttivo riservata, di a,·er di fron te soltanto una forte retroguardia. Ma verso le due µome ridiaue e dopo quattro ore di aspro combnttimento, è costreuo a riconoscere che non è una retrogua rdia, ma
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)l0TA OIBL106BAFICA
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tuito l'esercito fr;)ncese col qua le ha in gaggiato la lotta. La si tuazioue strategica adunque è affatto differente dall a supposta ; egli ormai sa che le sue forze sono di gran Iunga inferiori a quelle nemiche, sa pnre cbe iu giornata, ali' infuori del X corpo, non pnò fare assegnamento sul soccorso di altro truppe <lolla U armata perd1è avviate verso la )Iosa per le strade site più al sud e distau ti da quella d,, lui r~ggiunta (V ionville-M:i rs-la-Tonr-Rézonvi lle) ; ciò nond imeno persiste nell'idea di continuare il combattimento. Alla situazione nuova, mezzi nuovi, ma diretti pu r sempre ad attuare il piano del comandante supremo di ritardare il nemico nella sua ritirata verso ovest, persuaso, il Wartensleben, che, nel caso, la disfatta del suo corpo d'armata riuscirebbe di vantaogio ali' interesse generale dell' e~erci10 tedesco. E l'autore approva in~~n<lizionatamente l'operato del generale Wartensleben, pe~chè nel far atto d' iniziativ11, si è strettamente conformato alle vedute de' suoi capi.
.,. * * GIi a Itrj due e,em pi storici sono trattì da Ila ca rn pngna del •I8·12. J1 5 agosto '10 due arrnatc rus,e I e Il erano riunito :;otto le mur~ di Smolcnsk e dovevano ritirarsi sopra 1'losca. Le truppe francesi, pure erano raccolte in gran numr,ro nei pressi di Smo lensk, e impedivano di usufrui re della grande strnda cito conduceva a .M osca; la quale per parecchi chi lometri er.1 esposta al fuoco del le ha~terie fr~ucesi. Il comando supremo russo, al fine di evitare m, <;onll1tto decise che le annate iniziassero la marci:i sopra due colonne per ~·ie secondarie. e rao11iun oessero poi. la granèw strada ,pres,o Lu bino. 00 La II~ armata a prolezione della perìco lo$a marc .ia d'1_ fì1~11co,_ doveva collocare una grossa retroguardia composta delle tre a_rm1 d1~tro Il fiume Koloduja (a circa metà strada fra Smolensk e Lub1 110), smo a iotale movimen to compiuto. Il 6 agosto alle 7 di sera la I armata si pose in marcia di retta n Lubino e preceduta da una forte avanguardia comandata dal gene:ale Tutschkoff. Dopo penosa marcia notturna, gi unto verso le otto a Lnbmo, il irenerale Tutschkoff trovò che la retroguardia della II armata ora già partita, lasciando indi etro soltanto tre reg?imenti di co_sa~chi, cl~e indubLiamente non sarebbero stati in grado d1 trattenere 1 }, rances1, ove ,wessero attai.:cato. . L'ordine im partitogli importava che da Lubino e~l i c~ntinuasse I~ marcia sino a Bredichino (a circa 4- chilometri ad est dt Lubrno); eppero
NO'l'A BIBLIOGRAFICA 231 considerando il peticolo proveniente dnll'asseoza della retroguardia della II armata, egli non ha un momento di esitazione, e in opposizione nll'ordine ricevuto, in luogo di avanzare verso est, si volge colle sue _truppe ad ovest, e va ad occupare la posizione lasciata da 1la retrogunrdia . L'autore a ragione elogia il movimento intrapreso diti generale Tutschkoff; a noi pare però che non trauasi cli uo alto di iniziaLiva r'iflcueote la stnitegia, ma sibhene di un semplice ano di ioiziativ-a nel campo tattico, altamente cvmmeudevole di certo, ma che non si può p11ragonare con quell i sopraccenna ti, che furono compiuti nel 1810 dai genera Ii tedesch i. ·
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L'ultimo esem pio inlìoe riguarda il geuernlù Docbturow nel per iodo dal 1O al '12 ottobre 1s,12. Le truppe rnsse al comando di Kutnsow, postate a Taroutino., avevano, fra gli altri, anche. il còm,pito di intercettare ai \Francesi (ritirantisi da Mosca) le strade tendenti al sud . Il 7 ottobre il generale Kutusow ebbe notizia che.In divisione francese Bronssier era~i avanzata sulla strada nuo, a, di Kaluga sino a Forninskoje. Il ·1O ottobre Kutusow o,·di nò che iI generale Doch turow col suo corpo d'armata si portns,,e a }'ominskoje, e respingesse quelle Lru ppe nemiche. l i ·1 O ouobre, dopo lunga m:ircia arrivò verso le ,1O di sera io Aristovo (a quasi metà strada fra Tarantine, e Fominskoje), e quivi apprese che presso Fominsko,io trovav1lsi. non· nua sola divisione, ma l' in ti ero esercito francese guidato da Nnpoleone stesso. La situazione era penanto affatto' differente dalla supposta . Continuando la marcia sopra Fomioskoje, a norma degli ordini ricevoti, il Dochtnrow esponeva le sue truppe ad una disfatta quasi certa, senza recare utilità alcuna alla sua armata . Era perciò necessario di prendere altro partito che rispondesse alla nuova situazione, pur mantenend.osi nelle vedute del comando supremo. A quest' uopo, nella considerazione ch'era im possibile battere la divisione Broussier, e che l'arrivo a Fom inskoje del!' intiero esercito fraµcese, indicava chiaramente l' intenzione di \lapoleone di accerchiare il fianco sinistro di Kutusow e ,ìprirsi così la ,,ia dire\la soprn Kaluia , il Docturow si diress~/1 11'.Ialojaroslawez, posizione sulla q\tale era certo 0
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di po~er preveuire i .Francesi e clie prestavasi ad energica resistenza. In questa maniefa egli entrava nel concetto del suo capo, e gli offriva il tempo indispensabile a prendere nuove ed oppormne disposizioni.
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Con questi vari esempi l'a utore ritiène di avere svolto io m0do esauri~ote la tesi da lui imì)resa a studiare, le cui deduzioni si possono così riassumere. , Co"li sterminati esérciti odierni, occupanti Pnorm i spazi di terreno, o • l' iniziativa strategica è ora assolutamen te indispensabile, e vuol essere seriamente co lt.ivata. I comandanti d'armata si troveranno soventi nella circostanza di dover agire di propria iniziativa, e lo potranno fare senza inconvenienti poichè es$i, per l'alto posto che occupano, si trov.ino in continuo rapporto col comnndo supremo e per tal mouo ne cono1,cono le ide~, ed hanno i mezzi per tenersi al corrente della _situazione generale, non solo del la propria armata, ma ancora di quella della armata vicina. I comandanti di corpo d'armata pos_sono pure trovarsi talvolta in circostanze tali da richiedere atti d' iniziativa strategicn. Sarebbe assurdo il voler porre ~lei limiti a <:otesta faco ltà , .poichè s'andrebbe incontro a risultati affatto negativi, ma non è °'1en vero ch'essi dovrnnno· osare assai pllrcameote e io ·quei casi soltanto in cui è loro dato di conoscere bene le intenzioni superiori e di poter valu tare le conseguenze del loro operato. Pei genernli di divisione e di brigata sarebbe illogico di proibir loro qua !sfasi atto di propria iniziativa; ma siccome soltanto in casi affatto ecce~ionali si trover~nno nella condizione di conoscere a fondo la situazione generale del!' esl:'rcito, e il concetto del comandan'te supremo, cosi s:irà unicamente in circostanze .eccezionalissi m<~ che potranno esplicare utilmente la loro ioizi3tiva. È uno studio profondamente pensato e che raccomandiamo agli uffi ciali .studiosi e che conoscono la lingua tedesca. ' B. D.
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NOTIZIE l'OLITIOO-MlLITARI
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NOTIZIE POLITIOO-MILIT ARI
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Io Africa fo scongiurnta la tempesta che minacciava di sconvolgere i' Etiopia e turbare d1 conseguenza la tranqui llità nella nostra colonia Eritrea. Oramai è certo che il grande esercito radunato dal negus a Borumieda e di là avanzatosi per varie tappe verso nord e ver6o ovest, senza che ne fossfl bene pree-isnto lo sco-po, oggi trov3si in piena ritirata, senza avere incontrnto nemici nè raggiunto alcun obbiettivo . L'avanguar.:lia li quest'esercito, o per meglio dire, il corpo speciale spinto innanzi con' ;v1aconnen per ridnt're all'obbedienza Mangarnià, che era o appnriva ribelle, entrò nel Tigrè senza colpo fer ire e si fermò anzitutto presso l\fakallè. Maog,1scià, impotente ad affrontare il nemico in aperta campagna. raccolse i suoi seguaci io forti posizion i presso Adagamus. · Cosi stettero vari giorni l'uno di fronte all'altrn, alternando piccoli co01bnttimenti e trattati ve di pace. Quest~ fu conch iusa, poi rotta, poi conchiusa di nuovo, quando pareva che non dovesse più conchiudersi, cioè quando di:i vari gior6i i telegrammi annu nziavano scontri vantaggiosi per àfang,1scià; fu conchi usà colla sottomissione di quest'ultimo. Le ragioni vere che lo indussero a sottomettersi· e le condizioni · a cui si è sottomesso non sono ben note. Maconnen si et'a avanzato da i\!Iacallè fino ad Adigrat, e venne annunziato dai telegr~mmi che di là m(nacciasse un movimento aggira nte· delle posizioni di Mangascià. Fu questa minaccia che indusse subito il ribelle a cedere'? Pnò es~ere ma ci sembra strano; ad ogni modo la causa non c'importa gran che; pigiiamo la situazione di fatto come oggidì. si presenta. Conch iusa la pace, Mangascià ha pubblicato un bando · con cui li1;enzia le truppe che avevano risposto alla sua chiamata . Queste, di buona o di mala voglia, ritornano alle loro case. Anche il corpo di Macoùnen, se non è in via cli scioglimento e çli ritirata, ha però cessato d'inspirare timori per la tranquill ità deìl'Erilrea.
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Sì dice, ma non è certo, che un11 parte delle truppe spioane sia passata sotto il ' comando di ras Micael ed ·abbia già ripreso la strada dello Scioa; è certo che il grosso si è al lontanato dai nostri confini, e trovasi in condizioni tutt'altro che prospere. La fame e la sete hanno sviluppato fra quelle truppe molte malattie, rnnto che Maconnen fu obbligato di ricor(ere per soccorsi sanitari al governatore cieli' Er itrea. Questi gli mandò il capitano medico Mazzetti , che ancora si trova nel campo scioano, dove impiantò alla meglio un servizio d' infermeria.
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Cosi è finita , per quest'anno, l'avventura abissina che non meritava davvero di sconvolgere tanto l'opinione pubblica in Italia. Il programma del governo era chiaro e preciso: ,f O mantenere la più stretta neutralità fra i due contendenti; 2° difendere i conlìni se da ll'uno o dall'altro fossero stati attaccati. Quesio programma sensatissimo venne fedelmente eseguito e fu coronato da successo . Domate il periodo della lotta tr3 i due ras, Maconnen inviò ripe· tutamente messi e lettere al governatore dell'Eritrea, per attestargli la propria am idzia. Allora si poteva credere che fosse una lìnzione consigliata dalle cond izioni precarie in cui si trovava Maconnen; ma le stesse affermazioni a contesa finita, l'allontanamento del le truppe scioane dai nostri confini, ed il ricorrere al governo dell'Eritrea psr soccorsi sanitari provano che quelle affermazion i erano sincere o che le rngioni di questa condotta di Maconnen sono permanenti. Nel qual caso, la finzione .vaie quanto la sincerità . Ed invero crediamo essere proprio così. I consiglieri russi e francesi del negus devono avergli fatto capire ehe oggidì le minaccie più gravi all'Abissinia non vengono dall'Italia, ma da un'a ltra potenzn europea; devono avergli fatto capire che se gl'Italiani lasciassero l'Eritrea, essa probnbilmente cadrebbe in mano di quell'altra poteµza, la quale in tal modo stringerebbe l'Abissinia da tutte le parti. Per ·queste ragioni che hanno un valore intrinseco abissino, e per altre che interessano specialmente i.co.nsiglieri (ma ch'essi nnturalmente presentano come d' iuteresse abissino) l' incubo di lVlenelik non è più l'Eritrea in mano all'Jtalia, ma è la valle del Nilo in mano all'Ingh ilterra . Ècco la ci:Jiave per spiegare gli ultimi avvenimenti. Non è certo per l'Italia che iVIenelik si era mosso da Adis Abeba.
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ANNO XLIV.
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NOTIZIE POLITICO-MILlTARI
Ricordiamoci che a Borumieda egli avea diviso i1 suo esercito in quattro éorpi : il primo doveva oper<Jre contro il re del Gogginm, sospetto di essere caduto sotto l'influenza inglese; il secondo contro Mangascià, ras del Tigrè, anch'esso sospettato; il terzo era destinato ad entrare nel Gallabat e spingersi verso il Sennaar; il quarto (corpo principale) comandato da Menelik in persona, restava come in riserYa, avanzandosi lentamente verso l' Hamara e Gondar, cioè anch'esso verso occidente, verso la valle del Nilo. Ricordiamoci che le ~vanguardie abissine da una parte e q nelle angloegiziane dall'altra erano già in vista ed un conflitto sembrava imminente; anzi qual~he vago telegramma (poscia smentito) annunziava che s'erl\no già scontrate. Ad un tratto la scena cambia completamente. Dell'esercito di Menel ik resta solo in campo il corpo di Maconnen; gli altri tre - oltre sessanta mila nomi ai - spariscono come ligure di lanterna magica. Che cosa era avvenuto? Niente su l terreno. E sul tappeto diplomatico? Non lo sappiamo. Possiamo dire soltanto che quando Mcnelik si avanzava verso la valle del Nilo, le relazioui tra la Francia e l' Inghi lterra erano così tese, da far credere imm inente lo scoppio di una guerra. Volto in ritirata Menel ik, le relazioui migliorarono. ,I ministri inglesi moderarono alqu!nto la vibratezza dei loro discorsi che aveva meravigliato l'Europa, e lasciarono com prendere che oi·a, sulle questioni secondarie ccii la Francia si poteva trattare. Gli ultimi avvenimenti del Tigrè, sui quaÌi pure aleggia il mistero, furono un episodio strozzato di un dramma rimasto nel la tromba, e per quanta oscurità regni a questo proposito una cosa è eerta ed è questa: oggidì, a. quanto succede in Abissin[a sono interessate varie potenze europee. La <1uestione abissina nel suo complesso è diven tata una delle ma tasse che la di_plomazia europea arruffa e dipana. La questione dei confini fra l'Eritrea e i'Etiopia, è diventata una piccolezza che non interessa più neppure Meuelik, e vate, solo come pretesto a taluni per agitare l'opinione pubblica in Italia.
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La Camera riprese le sue sedute il giorno '.24 e cominciò subito la di- , scussione del trattato di commercio colla Francia . Il Senato, riapertosi prima della Camera, discusse i bilanci, e poi nuovamente si aggiornò . ~ulla diremo delle discussioni in Senato che non presentarono notevoli
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incidenti; daremo un breve cenno della discussione di detto trattato alla Camera . · Questa discussione procedette abbastanza ordinata e tranquilla,_ ma fu strascinata per quattro lunghe sedute, ciò che non era necessario. Dal momento che la orande maggioranza era favorevole, e tutti lo sapevano, ~aleva meol io sb;io-ar la faccenda in una o due sedute, senza liriche, 0 0 . . senza piagnistei, e sopratutto senza le sdo lcinature dell'estrema sm1stra che ama non la Francia, ma il governo repubblicano. · Interessante fu soltanto l'ultimas eduta in cui parlarono l'on. Fortis, ministro di agricoltura e commercio e l'on. Luzzati, negoziatore del trattato. L'on. Fortis accennò alle condiziopi nostre rispetto alla Francia nel -campo commerciale prima che si venisse all'accordo ora stipulato. Constatò i danni della rottura dell'antico trattato, ma rettificò le affermazion i di vari dtiputati che li avevano es3gerati. Disse che la crisi economica sarebbe avvenuta in Italia anche senza quella rottura; dimostrò ,che, colle sole nostre forze e pdma di ristnbil ire le relazioni commerciali colla. potenza vicina, noi al!biamo superato la crisi e risollev:ito il nostro -credito. . Rispose al le critiche fatte all'accordo da vari oratori. Sostenne che le concessioni convenute tra i due paesi sono approssimativamente equivalenti. Disse immaginario il pericolo che i vini francesi vengano in Italia ~ fo re concorrenzn ai nostri. Conchiuse che dall'accordo il paese avrà vantaggi finanziari; mn i vantaggi maggiori saranno quelli che potremo -consé-(Yuire co i nostri sforzi e col nostro l11voro. NeUo stesso senso dell'on. Fortis parlò l'on. Luzzatti, che difese con la ~bituale e calda eloquenza l'accordo, discorrendo degl' interessi del I' in<lt•stria, dell'agricoltura e dei lor~ progres~i, ~ppoggiando le su~ argomen~ taiioni a precedenti parlamentari, framm1schwndo ad esse le risposte aglt oppositori , spesso condite di fina arguzia. . La Camera applaudi vivan:1ente tanto il Ministro del commercio quanto ,i~ negoziatdre del trattato. Dopo questi due disco rsi la discussione poteva dirsi esaurita . Par larono ancora brevemente !'on. Carcano ministro delle 'finanze e l'on·. Canevaro ministro degli affarì esteri . Ma la Camera era stanca. Messa ai voti la ch iusura della discussione generale fu approvata -con entusiasmo. Restava lo svolgimento degli ordini del giorno, mn quasi tutti i propo11enti, vista la situazione, rinunziano allo svolgimento del proprio. Non cosi l'on. Costa C:'d altri di estrema sinistra i quali tengono a dich iarare che approvano il trattato perchè esso significa il principio di un nuovo -0rient,amento politico . .Rumori e grida di no, no, accolgono queste di-
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NOTIZIE POLITICO- MILITARI
chiarazioni . Simile aécoglienza hanno il saluto ai socia] isti francesi e gli auguri al la fratellanza universale. Siamo -alla scel ta dell'ordine del giorno. L'on. Pelloux dichiara che il Governo accetta quello dell'on. Pinchia così concepito: • La Camera udite le dichiarazioni del Governo passa alla discussione degli artico I i. » Messo ai voti quest'ordine del giorno è approvato alla quasi unanimità. Si leggono quindi gli articoli del prngeuo che vengono approvati tutti senza discussione. Si procede finalmentéa ll a votazione del progetto a scrutm10 segreto , che dà questo risultato: votanti 260, favorevoli 226, contrari 3!L
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Nella seduta del 25 alla Camera il Ministro della guerra presentò, di concerto col Ministro del tesoro, un disegno di legge per spese str11ordinarie da inscriversi nel bilancio della guerra per il quadriennio dal 1 o luglio 1899 al 30 giugno ·1903. . Nella rel,izione che accompagna il progetto si fa notare come, sotto il cessato Gabinetto, il Ministro del la guerra avesse presentato un progetto per spese straordinarie da inscriversi in bilancio nel quinquennio dal IO luglio 1898 al 30 glugno ,1903, per un importo complessivo di 74,:iH 5,000.
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La Giunta generale del bilancio aveva proposto di app·rovare integra lmente il progetto, ma essendosi dov nto chiedere l'esercizio provvi:;orio delle leggi di bilancio e Mn potendosi , per la ristrettezza dei· tempo, procedere ad nna discussione sulle spese straordinarie, pari alla. importanza rlell'argomento, fu approvata soltanto la parte di tait spesechè si riferiva al l'esercizio ·1898-99. il · Col presen te progett0 di legge non si fa che sottomettere nuovamente· all'approvazione del Parlamento la parte di spese straordinarie che nel disegno precedente era as.segnata al quadriennio dal ,1° luglio prossimo. . al 30 giugno 1903. Il totale complessivo di queste spese è di L. 59,597,000, cioè differisce dal precedente disegno per la somma di L. H-, 6 18,000 già concessa per iI 1898- 99 . . Lo scopo del disegno .di legge è di assicurare, per le spese straordinarie i fond i necessari nei quattro esercizi successivi al ,1898-99, salvo. a· determinare anno per anno lo stanziamento per ciascun titolo, in mododa non oltrepassare tra le spesp, ordinarie e straordinarie del bilancio della guerra la somma complessiva di 239 milioni . 1
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Or ecco il testo del disegno di legge : \ Art. 1°. - È autorizzata sulla parte straordinaria del bil ancio del la guerra la spesa di L. 59,597,000 in continuazione degli assegni fatti colla legge 2. luglio ·1885, n. 322.3, e con leggi successive, per i seguenti titoli : 1
1. Fabbricati per Istituti e nuovi Stabilimenti mi-
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L. 2. Fabbricazione di fucil i e moschetti, rel3tive munizioni ed accessori, oggetti di buffetterie e t1:asporti dei medesimi. Pistole a rotazione per gli ufiìcia li. Nuovi alzi per fucili e moschetti . . » 3 . Carta topografica generale d'Italia • 4. Approvvigionamenti di mobilitazione, riparazione e trasporto dei medesimi . » 5. Fabbricazione d'artigl ierie di gran potenz~ a difesa detle coste, provviste e trasporti rel_ativi . » 6. Lavori, strade, ferrovie ed opere mi litari » '7. Lavori a difesa delle coste » 8. Forti di sbarramen\o e lavori a difesa dello Stato » 9 . Armamento delle fortifica.zioni, materiale per artiglieria da fortezza e relativo trasporto . » 1O. Acquistò di materiale d'artiglieri:i da campagna e relativo trasporto . » 1 1. Costruzione e sistemazione di fabbricati militari, impianto e riordinamento di poligoni e pi azze d'armi » ·12 . Dùtazion( di casermaggio per la trnppa . »
li tari
500,000
'15,000, 000 272,000 1,600,000 3,000,000 1,2.00,000 725,000 8,200,000 5,800,000 15,000,000
1
5,900,000 2,4-00,000
L . 59,597,000
Totale
Art. 2°. - La somma di cu i all'articolo precedeut.e verrà stanziata nella parte straordinaria del bilancio della guerra, assegnando L. ·1,i. milioni 560, 000 al l'esercizio 1899-900, e ripartendo la rimanente somma fra i tre esercizi fi nan.ziU;I'i successivi a quello 1899-900, per modo che, per il bilancio della guerr& di ciascun esercizio, non sia superata la somma di L. 239 milioni. Art. 3°. - La somma di H,,560,000 assegnata all'esercizio "18994900 sarà ripartita nei capitol i del bilancio della guerra come è qui di seguito indicato: 1
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Capitolo n. U . - Fabbricazione di fucili' e moschetti, relative munizioni ed accessori, oggetti di buffetterie e trasporti dei medesimi. Pistole a rotazìone per gli ufficiali . . L. Nuovi alzi per fucili e moschetti Ca pitolo n. fi.5.-Carta topografica generale d'Ita lia » Capitolo o. 46. - App rovvigionamenti di mobilitazione, riparazione e trasporto dei medesimi . . » Capitolo n.-47. - Fabbricazione d'artiglierie di gran potenza a difesa del le coste, provviste e trasporti relativi » Capitolo n. 48 . - Lavori, strade, ferrovie ed opere militari . . » Ca pitolo o. 50 . - Forti <li sbarramento e lavori a difesa· dello Stato . Capitolo n. 52.. - Armamento delle for tificazion i, materiale per artiglieria ua fortezza e relativo trasporto . » Ca pitolo n. 53. - Acquisto cli materiale d'artiglieria da campagna e relativo trasporto . » Capitelo n. 56. - Costruzione e sistemazione di fabbricati militari, impianto e riordinamento di po ligoni e piazze d'armi » Capitolo r1. 57. - Dotazioni d1 casermaggio per le ruppe . » Totale )f,
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4:,300,000 ,J 10,000 400,000 650,000 300 ,000 ,, ,900 ,000 , ;700,000 3,000,000
1,600,000
600 ,000 - - -. L. H-.500,000
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Venne pubblicato nella quindicina un R. Decreto pel quale il ruolo organico dell'amministrazione centrale della guena rimane stabilito come segue : J Ministro . . a L. 25,000 1 Sottosegretario di Stato » '10,000
Carrierci cwtministrat-iva e di ra,qioneria. o Direttori generali . a L. 9,000 8 Direttori capi divisione di fa classe. » 7,000 1.3 Direttori capi divisione di 2a classe. 6,000 29 Capi sezione di ,ta classe . 5,000 32 Capi sezione di 2a classe .. 4,oOO 37 Segretari di 1a classe 4,000 41 Segretari di 2a classe » 3,500 36 Segretari di 3~ classe 3,000 V
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30 Vice-segretari di i• classe 26 Vice-segret.ari dì 2a classe 18 Vice-segret:iri di 3a classe Volontari (numero indeterminato).
Carriera d'ordine. 1 Cassiere 5 Archivisti di ,p classe . 16 Archivisti di 2" classe . 40 Archi visti d'i 3a élasse . 86 Uffièiali d'ord ine di ,t a classe 75 Utnciali d'ordine di 2a classe 32 Ufficiali d'ordine di 3• classe
L. » »
2,500 2,000 1,500
a L . 4,000 )) 3.500 » 3,200 » 2,700 » ~,200 1,800 » i,500
Ecco le differenze fra questo.organico e il precedente. · Sono aumen tati nella carriera di concetto : l direttore capo divisione di l" classe, 3 capi sezione di 1" classe, !1, segretari di fa classe, 3 segretari di 3a classe. Viceversa nella stessa carriera diminuiranno : 1 direttore capo di 2" classe, 4 segretari pure di 2a classe, 3 vice-segretari di 1a. e i6 di 3a classe. Così la carriera di concetto ch'era in complesso di 288 impiegati resta ridotta a 275, cioe con 13 impiegali di meno, ma con sensil:iilc miglioramento di carriera, perchè gli aumenti sono quasi tutti nei gradi elevati e le diminuzioni nei gradi inferiori . Nella carriera d'ordine si verifica pu re una diminuzione di cinque impiegati perchè da 260 vengono portati a 2l'i~. In essa viene abolito il posto di copo degli uffizi d'ordine a L. 4,000, sicchè la carriera si arresterà d·ora in poi a L. 3,500; si diminuisce pure 1 arehivista di :l.(l. classe e t di seconda, più 26 posti di ufficiali d'ordine di 3a classe. In cambio però, si dà un miglioramento :igli impiegati meno retribuiti, aumentando 5 archivistLdi 3a classe, 5 ufficiali d'ordine di i• e i7 di 2a classe. Questo nuovo organico andò in vigore dal 1° gennaio '1899. GI' impiegati che si trovano in eecedenza saranno conserv,iti in soprannumero o collocati indisponibilità. '
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Fra le altre disposizioni militari cli maggiore interesse notiamo le seguenti: - D'accordo tr:1 il Ministero della guerra e quello del tesoro venne stabilito che da l i O gennaio 1899 le disposi1,ioni relativo al paga mento
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI
NOTIZIE POLlTICO-Mif,l'l'ARI
delle competenze ai geuel'ali e agli ammiragli ·in posizione ausiliaria e a riposo sieuo pure applicabili ai tenenti colonnelli e colonnelli in posizione ausiliaria nominali comandanti di distrett-0 militare in città capiluogo di provincia, ·limitatamente però alla loro permanenza in servizi.o nella carica di comandanti di distretto. - Fu notificato che pei viaggi con percorso sulle ferrovie continentali, sicule, sarde, sul mare, sui laghi, debbano presentarsi dai militari e loro famiglie seontrini ·separati rispettivamente per il percorso continentale, siculo, sardo, marittimo e lacuale, non essendo ammesso, a prezzo ridotto, un solo biglietto per due o più dei det.ti percorsi. Sono eccettuati i trasporti fra il continente e la Sicilia che si effettuano per mezzo delle tre grandi reti fenoviarie per la via di Reggio Calabria, pei quali è consentito il cumulo di due percorsi. - Un R. Decreto ha modificato lo specchio delle indennità eventuali: In seguito a ciò il comandante dei carabinieri reali e il presidente supremo del trib unale di guerra e marina avranno diritto al!' indennità mensile di L. 800, quando generali meno anziani di essi sieno no1; inati comandanti di corpo d'armata. L' ispettore degli alpini avrà diritto ali' indennità mensile. di L. ((.00, quando generali meno anziani sieno nominati comandanti di divisione. Questa disposizione avrà vigore dal 1° novemb re 1898. - Allo scopo di regolare il servizio delle cartuccie presso i reocriv men ti di fanteria e bersagliéri, in relazione all'attuale ordinamento di essi, venne determinato che in ogni reggimento le dotazfoni di cartuccie per armi portatili sieno divise in due gruppi cioè: 1° gruppo - dotazione per completa re in caso di mobilitazione il munizionamento degli uomini sotto le armi, e per il caricamento degli zaini, delle carrette da cartuccie ccc:; 2° gr-iippo - dotazione per l'equipaggiamento dei richiamati dal congedo, e per la costituzione dei ripal'ti di milizia mobile e presidiari a cui il reggimento deve provvedere. Le dotazioni del 1° gruppo saranno oonservate presso il reggimento e date in consegna ali' aiutante maggio1·e in i a; quelle del 2° gruppo saranno conservate presso il deposito ed affidate al capitano di fan teria addetto al medesimo. · ~è)
Venne pubblicato un R. Decreto che de1ermina le spese d'uffizio durante l'esercizio finau.ziario 1898-99 ai comandi ed uffizi non contemplati nel R. Decreto 9 aprile 1892, cioè :
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Comando del ·corpo di stato maggiore, somma per un anno lire 36,000' Istituto geografico militare, id. lire 7000. Magazzino centra le di Torino, id. li re 7000. Id. di Firenze, id. lire 3000. Id. di Napoli, id. lire 3000. Ufficio cl' amministrazione di personali militari vari, id. lire 6000. - Vennero pubblicati due decreti ministeriali l'uno dei quali stabilisce le indennità per spese d'uffizio per le direzioni del genio e l'altro quelle per le direzioni d'.artiglieria durante il 2° semestre 1899. - Alle disposizioni rigur,rdanti il corso d' equitazione presso la scuola di cavalleria venne fatta la seguente aggiunta : « I sottufficiali che, compito il corso di perfezionamento d'equitazione presso la scuola di cavalleria, siano giudicati or.timi o buoni, vengono nel rientrare al corpo nominati cavalieri scelti, senza esame purchè il coman_dante della scuola partecipi al comandante del reggimento che i sotti1fliciali stessi hanno tenuto buona condotta duran 1e il concorso ». - Il H'i fe bbraio p. v. sarà iniziato per cui-a del corpo di stato maggiore un corso ferroviario di stazione della durata di due mesi, al quale saranno chiamati capitani ed ufficiali subalterni delle armi di fanteria e di cava lleria, e saranno ammessi alcuni ufficiali in posizione di servizio ausiliario, più alcuni uflìciali subalterni di complemento di fanteria. II numero complessivo di ufficirili da destinarsi ·al corso è di 85, dei quali 41 saranno subalterni delle armi di fanteria e cavalleria in attività di servizio; :l6 saranno capitani in posizione di servizio ausiliario o prossimi a andarvi ; gli altri 28 sarnnno scelti fra gli ufficiali di complemento che, non essendo compresi fra gli indisponibili per ragione d'impiego, accettino volontariamente di com piere il corso, e di preferenza saranno ammessi quelli che attualmente prestano servizio. Tutti questi ufficiali saranno r{nni ti in tre gruppi, con destinazione rispettivamente in Torioo, a Bologna, a Roma, dove avranno luogo i corsi. - Fu notificato che la somma da pagarsi allo Stato per contrarre l'arruolamento volontario di un anno nel regio esercito per l'anno 1899 è stabilita in lire milleseicento per l' arrnola mento nell'arma di cavalleria e milleduecento per l'arruolamento nelle altre armi. - Venne pubblicato un R. Decreto che estende ai disegnatori le norme disciplinari riguard3~ti gli altri impieghi civili del Ministero della guerra. Roma il 29 gennaio 18~9. X
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appena terminata questa ispezione si procederà subito ai lavori pel miglioramento di quel porto. Sembra che l'Inghilterra sia pure in trattative colla China percbè I' istrnzione di vari corpi di truppa regolare cinese, lungo la valle dello Tan-tse-Kiang, venga affidata ad ufficiali inglesi.
NOTIZIE MILITARI ESTERE
FRANCIA. BELGIO.
Progetto di lavori per la difesa di Anvers<i. - Dai giornali francesi e svizzeri si rileva che il ministro della guerra, sottoponendo il bilancio aWesame delle sezioni, avrebbe date spiegazioni precise sui lavori proget_tati dal goveruo per la difesa d'Anversa, di cui si occupa da un pezzo l'opinione pubbl ica nel Belgio. Si demolirebbe completamente la cinta attuale, giu dicata insufficien te. Tra gli 8 fortini, che costituiscono, 5· ehilometri avanti, la seconda linea di difesa, si costru irebbero dei trincernmenti, sempl ici ma conti'qui, formando così una cinta molto più vasta della p:-ima. A completHe la difesa sarebbero necessarie •I .J ridott,1 almeno : t1·e sulla riva sinistrn dell'Escaut, due tra Ruppelmonde e Woeltem, tre fra la ridotta di Dnffel e Lierre, una tra Capellen e Scbooten e due tra questo forte e Lierre. Un primo credito 6arebbe stato domandato per queste due ultime ridotte. Sulla fine di dicembre il generale Brialmont pubblicava un opuscolo (Afl'aiblissernent de la piace d'Am,ers) in cui critica vivameute il prngetto del governo e specialmente la demolizione della cinta, esprimendo la speranza ,che il re vi si saprà oppone. BULGARIA.
Bi/anc,,io della guerrn pel 1899. - 'Il bilancio del la guerra pel 1899 venne fissato in 22,623,224 lire. Il bil~ncio generaie dello Stato pel detto anno è di 84,035,514- lire di spese e cli 84-,097, •197 lire di introiti. CHINA.
Azzone m'ilitare dell'Inghilterra. - L'ammirauliato ioo-Jese ha testè a a . ct· dec1so 1_ fo re di Wei -lrni-Wei una piazz11 marittima di deposito per la flotta inglese nelle acque chinesi. Vennero perciò inviate colà persone competen ti onde ind icare ~stabilirei lavori necessari al riguardo;
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Rafferme pe1· caporali e soldati. - La commissione dell'esercito lia proposto alla Camera dei deputa~i l'adozione d'un progetto di le.gge di iniziativ"a del sig. Mootfort, che, mùdificando quanto è prescritto dalla vigente legge '15 lugl io •I 889, autorizza i caporali, brigadieri e soldati di tutte le armi, a prendere del le rafferme di 2, 3 o 5 anni durante il corso del loro ultimo anno di servizio e nell'anno cbe segue la loro liberazione. · Nelle truppe coloni ali tutti gl'ìndividui potranno contrarre una rafferma dopo sei mesi di servizio. Ogni àono sarà lìssato · i I numero delle rafferme da concedersi. Tl di,rìtto al comando degli ufficiali dell'esercùo territoriale. - A tenore della legge ·13 marzo ,1875, gli ufficiali dell'esercito attivo hanno, a grado egua le, il comando sugli u1Jiciali della riserva e dell'esercito territoriale. Per una segue11te disposizione di legge però, gli ufficiali di riserva che banno già servito nell'esercito attivo conservano il diritto al comando che il grado o l'àozianità conferiva loro allorchè la sciarono l'esercito. Il Ministro della guerra ha presentato alla Carnera una proposta di legge per ottenere che questa seconda disposizione venga applicata agli ufficial i dell'esercito territoriale .nonchò ai fu nzionari ed ~genti dell'esercito che trovansi in analoghe condizioni. ' L"insegnameuto della l·ing~w russa a Sciint-Cyr. l i generale Maillarcl, comandante della scuola speciale militare, ha istituito un cot·so di lingua russa per gli allievi di detta scuola. Dei 500 che vi si erano · volontariamente iscritti solamente 1 1O ne furono ammessi, scelti fra queJl i che conoscevano meglio la lingua tedesca . Ta le in.segoameotò viene impartito dal dottore Lelong medico maggiore di ,1a classe deJl',l l 0 reggimento artiglieria. Le ammissioni alla sciiola navale nel 1899. - Il Ministro della marina ha deciso di ammettere alla .scuo la navale nel l'anno •I 899 ·I 00 allievi rnvece di 80 come preceden temente aveva stabi lito. 1
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NOTIZIE MI LITARI ESTERE
NOTIZIE MILI'l'ARI ESTERE
Costruzioni navali pel 1899 . - Nel 1899 saranno posti in cantiere i seguenti bastimenti da guerra: 1° Negl i arsenali: una corazzata di squadra (A-8) da costruirsi a Brest, i cu i piani sono in corso di studio e per la quale non è prevista alcuna dotazione. Un incrociatore corazza to (C-9) da costruirsi parimenti a Brest, per il qua le è prevista nna dotazione di , , 46·1, 9,i.3 fr:mc hi ; avrà metri ·138 di lunghezza su metri 20,20 di il1rghezza ed uno spostamento di 10,0,H tonnel late; s~rà armato di due cannoni da ,194 mill imetri, otio da ·164, sei da •I 00, tredici da 47, sei da 37 e due da 65; sarà inoltre fornito di ,~ tubi lancia-torpedini, di cui 2 sottomarini. Un incrociatore staffe tta , a Rochefort, per il quale è prevista una dotazione di 228,500 frand1 i ; avrà metri •120 di lunghezza su metri •13.60 di larghezza e uno spostMnento di 4,000 tonnellate: l'armamento consisterti iu otto éannon i da 100 milli metri, dodici da 47, quattro da 37, e quattro tubi lnncia-torpediu i, di cu i doe sottomarini. Sei sottomarini, tipo Narval , da costruir:;i uno a Cherbourg, due a Brest, uno o Lorient e due a Rochefort; riceveranno ciascuno nna dotazione di ,1 ,028,000 franchi, essi avranno metri 34 di lunghezza su me.tri 8.75 di lnrgbezza e uno spostamento di 10(:i tonnellate : ;;aranno muniti di 4 appar_ecchi lancia-torpedini. 2° Saranno costruiti dall' industria privata : Un incrociatore corazzato (C-·1 O) dello stesso tipo di quel lo da costrn ir.si a Brest. Un incrociatore-staffotta dello stesso tipo di qur1llo da costruirsi a Rochefort. Due-controtorpedioiere di squadra. Quattro torpediniere di squadra. Undici torpediniere di ,1a classe. A1·ruolamento 1)0lontar io nella flotta . - .Nei cinque porti militari saranno aperti per gli equ iraggi della flòtta arrnolamenti di giovan i che abbiano l'età d1 ,18 :1nni a Imeno. Il 5 gennaio 1899 per i macchinisti , operai elettricisti, carpentieri, fornai, cucinieri, sarti, ecc. Durante i quattro mesi che precedono l'apertnra di ciascun periodo d' istruzione, per gli apprendisti cauMoieri , torpedinieri, fucil ieri e timonieri. Dal 1O al '.20 del me~e che precede l'a pertu ra di ciascun periodo d' i'struzionti, per gli :i llievi fur ieri, distr-ihu tori e infermieri. Dal -10 al 20 del primo mese di ogni t.rimestre per gli apprendisti tamburi e trombettieri. A mano a mano che si facciano vacanze, per i musicanti. e per i calzolai e sarti dei depositi.
La durnta del servizio dovrà essere di r1 anni eccetto per gli operai elettricisti e cucinieri, che potranno arruolarsì per 3 anni; come pure potranno arruolarsi per 3 ann i i sarti e i musicanti, se l'arrno lamento di queste due ultime specia lità incontrasse difficoltà . Le manovre d'ciutunno nel 1899. - 1° Manovre d'a1·mata. -Vi prenderanno parte il V e IX corpo sotto la direzione del generale Giovanninell i membro del Consiglio su periore del la guerra. Per queste manovre la 1" divisione di cavalleria sarà destinata al IX corpo e 1a 5a divisione al V corpo. .2° Manovre di li'i,v-isione . .....,... Si eseguiranno nei corpi d'arma ta I, II, VI, VII, XII, XIV, XV, XVI, XVII e XVIII per un periodo di 16 giorn i, compresa l'andata ed il ri torno. Nel XX cor po per 12 giorn i solamente. 3° Manovre di brigata, di fante1·ia. - Vi prenderanno parte le troppe del III, IV, VllI, XI e XIII corpo d'armata per 15 giorni. Nei limiti di tempo stabili ti i comandanti di corpo d'armata hanno facoltà di raggruppare le unità da essi dipendenti, per I' esecuz10ne di quP,gli esercizi che credono opportuno di far esegnire. I quarti bauaglioni parteciperanno aJle manovre con i loro reggimenti, meno quelli del III, IV, IX e XX corpo, di guarnigione a Parigi, e queJli del VI, VII e XX corpo, di sta nza nelle piazze for ti e nei forti di frontiera . Manovre di cautlle1·ia. - E·voluzioni a,;, brigata. - Sarann0 eseguite dalle seguen ti brigate 4,a, 6a, 7•, Sa, 1·Ja, 12a, 13a, H,a, •15<1, 16a, 17a, 18a, 20", nonchè dal le briga te della 3a e 7a divisione. Avranno una dura ta di otto giorni. Manovre d'ins'iem.e. - Saranno eseguite 1lalla ,1..a divisione di cavalleria e da una divisione provvisoriamente costituita colla 1'\ 2" e 3a. brigata sotto la direzione del generale presidente del com itato tecn ico della cavalleria. Parte<;ipazione alle rnanoore di cmtimno. - Tutte le br.ivte di cavalleria assegnate ai corpi d"armata prenderanno parte al le m'anovre che da questi saranno eseguite. La ·I" e 5" divisione interverfnnno alle manovre come è stato indicato di sopra , la 2a divisione colle truppe della 2.0" regione e la 6a con quelle della 7a regione. · · Per le manovre sul le al pi , nei Vosgi, in Algeria ed in Tunisia s:iranno date speciali disposizioni.
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GERMANIA.
Viaggio di stato maggfore. -- Il giornale militare ufficiale comunica che nell'anno 1899 i I viaggio di stato maggiore per l'attacco e difesa di fortificazioni (Festung$-Genera lstabreise), avrà luogo presso il XVII corpo d'armata, e precisamente a Thorn. (Thorn, a cavallo della Vistola, trovasi a brevissima distanza dalla front iera orientale; dopo il ·1870 da piazza di 3° ordine fu trasformata in caro po trincerato col la costruzione di forti staccati). Gerarchia nella marina. - In segu ito ad ordine imperiale pubblicato nel « Marine Verordnungsblatt » , viene stabilito che il « ca pilano · di corvetta con rango di tenente colonnel lo » riceva la denominazione di « capitano di fregata. » Si hanno per conseguenza i seguenti gradi negli ufficiali di marina: ·1 o Flaggoffiziere: Ad mirai; Viceadmiral (tenente generale); Coutreadmira I (maggiore generale). 2. 0 Sta bsoffiziere: Kapitiin zur See (colonnel lo) ; Fregattenka pittin (tenente-co lonnello). (Questo grndo, di cui ora si cambia la denominazione, non esisteva affatto prima del ,1897); Korvetteub pitiin · (maggiore). 3° Kapitaulieutenant (capitano). ft.0 Snbaiternoffiziere : Lieutenant zur See (tenente); Unter-lieutenant zur See (sottotenente) .
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NOTIZIE MILITAR.I ESTER.El
NOTIZIE }fIL!TARI ESTERE
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RUSSIA.
Nuove, forma zioni di truppe e servizi.. - Con decreto dell' 8 dicembre u. s. •:enne ordinato il completa'mento del 20° battaglione zappatori del genio de lla brigata di Vilna, port?ndo il suo organico a 3 compagnie zappatori ed una di telegrafisti. Si ordinò pure la trasformazione del-mezzo battaglione genio del Turkestan in un battagl ione, sopprimendo in pari tempo la 3a compagnia zappatori del battaglione del genio della Siberia orientale; · questi due ultimi battaglioni dovranno avere in permailenr.a l'orga nico del tempo di guerra. A Nikolaievsk (Siberia orient.de) presso le foc i dell' Amur, venne ordinata la fd'rmazione di uua compagnia di artiglieri a da fortezza. Una staiione rii piccioni viaggiatori venne stabilita sul la piazza marittima di Libava. .Ferrovia Tifl:is Cars. - Questa ferrovia di grande importanza economica pel Trauscaucaso, _avrù pnre una importanza strategica non lieve, essendo l'unica linea che mette verso i confini del!' Armenia in direzione di Erzerum. Tutta la linea, lunga 297 chilometri è orma i tracciata; i binari vennero collocati su 494. chilometri. Essa è a scartamento normale con pendenze mai "uperiori al 3 per mille e con raggio minimo di 260 metri. Incom inciata nella primavera del -,1896 dietro espresso desiderio dell' imperatore Alessandro III. essa vtlrrà solennemente inaugurata per tutto il suo percorso I' H settembre del corrente anno; intan to essa venne aperta pel p~1bblico servizio nel tratto Tiflis-Karakl is ( 150 chilometri). La costrnzione di questa ferrov ia non lascia senza qualche apprensione la Turchia, data specialmente la situazione sempre minacciosa in Armenia. 1
SERBIA. ROMANIA .
A,rtiglieria a tiro celere e poligono di tiro . - I varii esperimenti di artiglieria a tiro celere sem brano avèr stabilita la superiorità dei cannoni Krupp a tiro rapido sui cannoni francesi Cha umont. Avrà mo lta importanza per l'istruzione del!' artiglieria rumena il grande poligono di tiro che si sta costruendo a Cornaua Jungo la ferrovia Bukarest-Giorgevo, poligono che avrà ·l 5 rhi lometri cli lunghezza e 8 di larghezza.
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Nuow ordinamento del corpo di stato maygion. - Lo stHto maggiore dell'esercito serbo non sarà più quind' innanzi corpo chiuso, ma ne fara\1no parte ufficial i di tutte le armi foclistiotamente, i quali abbiano fatto buona riuscita presso l'Accademia militare serba, o presso analoghi istituti esteri; eccezionalmente potrnnno essere ascritti al corpo anche u ffic iali di elevata col tura che non abbiano frequentà ti gli istituti ora detti. L' assegna;ione al corpo , di stato maggiore avviene do po due anni di prova presso il corpo stesso. L'organico del corpo di 5tl1to maggiore
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NOTIZIE !IIL!TA&I ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTÈRÈ
serbo sarà di 1O colonnelli, 1~ tenenti co lonnelli, 15 maggiori, 20 capitani di 1a classe e 15 di '.2· classe. Per le assegnazioni al corpo di stato maggiore, dà il suo parere una commissione permanente composta degli ufficia li più elevati in borado del corpo stesso; si . riébiede per tale assegnazione, oltre agli altri requisiti, la perfetta CQnosceoza delle lingue tedesca e franMse, fisico robusto ed attitudine a cavalcare. La stessa commissione presiede all'esame per le promozioni dei capitani dello st11to maggiore al grado di maggiore; questo esame consiste in temi scritti su di una esercitazione tattica di campagna, su servizi special i di stato maggiore, e sulla fortificazione campale, ed in una prova orale su esempi pratici cli tattica e strategia, sul servizio di stato maggiore presso gli alti comandi, sull'ordinamento ed amministrazione del le truppe, sulla g-eografìa y1ilitare della penisola balcanica e delle regioni finitime, sul diritto internazionale di guerra, su considerazioni taniche e strategiche riferite ad nna campagna posteriore al -1796. Gli ufficiali di stato maggiore vengono impiegati presso il comando supremo dell'esercito, presso i comandi di divisione, presso le ambasciate in qualità di addetti militari, e per altre missioni speciali. A capo del corpo sta il capo di stato maggiore dell'eserci to, il quale fa .anche le proposte per le promozioni e pei trasferimenti . Nei circoli com petenti si loda molto questo nuovo ordina mento del corpo di stato maggiore serbo; tuttavia si ritiene che l'organico del corpo stesso (72. ufficiali) sia troppo numeroso in proporzione dell'esiguità dell'esercito, e che 1100 sarà possibile tra qualche tempo ricoprire le vacanze nei 31 ufficial i superiori di stato maggio re, colla promozione dei 35 capitani del corpo; quindi sarà forse neces~ario addivenire a q\rn lche modificazione. 1
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ò) Per un fuci le Vetterli o una carabina mod. 1878-8,1, senza baio-
netta, 20 !'ranchi. Le baionette di que,;ti fucili saranno depositnte negli arsen:ili cantorrnl i a disposizione del com missariato centrale di guerra. l i prnzzo dei Vetterli e carabine cedn ti sarù portato in conto ai cantoni. TURCHIA.
La questione rnacedone. - Corrispondenze da Costantinopoli , riportate da autorevoli giornali esteri, fanno ritenere che la situazione in :Macedonia sta sempre peggiorando. Ne sarebbero cause principali il ritardo del Sultano nell'accordare Jc riforme ormai rìtcuute indi.spensahili, ed il fermento dei cristiani di Macedonia e della Vecch ia Serbia, ormai decisi, · come tutto fa credere, a finirla colle prepotenze e coi soprusi degli Albanesi e dell'am ministrazione centra le. Persone, che per la loro posizione, sono in grado di conoscere a fondo, e di giudicare esa ttamente la situazione in Macedonia, assicurerebbero cbc i Macedoni hanno iutenzio11t-i nella prossima primavern di ribellarsi apertamen te alla Portn, anche se ciò dovesse espor.li alla stessa sorte degli Armeni o degli isolani di Creta. Essi sarebbero convinti che i gahinetti di Vienna e di Pietroburgo li appoggieranno, esigendo dnlla Porla l'applicazione immed.inta di eque riforme. - Questa convi nzione, che effettivamente non è basata 1,u nessun fatt0 concreto, vale però a mantenere viva e ad accresc,we la tensione degli animi, e spiega l'audacia di q'uelle popolazioni decise ad arrischiare il tutto per tutto in un moto rivoluzionario. - Nè, dato che ciò avvenga, è diffici le prevedere che la Porta, già irritata per la perdita di Creta, sia per essere oltremodo severa nella repressione, ove le potenze curope1; le lascino mano liber11.
SVIZZERA. I
Cessione di fu.ciii agli uomini del lanclstiwm libet·at'i dal servizio . Un decreto del consiglio federa le del 22 novembre 1898 stabilisce che ali uomini del landsturm liberati dal servizio per aver raggiunta l'età prescritta dalla legge, potranno in seguito a domanda, conservare la loro arma da fuoco portatile, mediante il pagamemo delle seguenti ind~nnità; a) Per un fuci le Vetterli o una carahiua mocl. '1869-71, senza ba ionetta, 1 Ofranchi; 1
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ANNO Xl,I V.
RIVISTA DEI PERIODICI mLITARl
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. solo in speciali circostanz!l; epperò 11011 si può a meno d'insistere sulla importanza crescente della questione e sulla necessità di non trascurarla. l cavalli-animali ovun<iue cedono il passo ai cavalli-meccan ici trionfanti, inaridendo così lentamente, ma sicuram~nte, le sol'geuti della requisizione equina. Questa è una minaccia ben grave per l'avvenire, alla nostra rapida e completa mobilitazione.
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
Rivista di artiglieria
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Le nuo1,e pallottole inglcs'i. Notiz·ie sui ceru1> 'flolcmti, pel tenentè çolorinello DE FEo. Di zin manoscritto inedilo del secolo XVII pel maggiore Roccm. Lo studio della geogrcifici militare a proposito d:i 'Una recente pt1b-
genio .
bhcaziont.
A/.zo qnaclrante Korrod'i.
Dicembre •I 898. ~ Gli atllomobi,li, pe.r gross1; carichi e la loro importanza militare; per l\fmANDOLI, maggiore del genio.
Giiid1:z·i inglesi cfrca l'm·t,i:glie.ria d(i campa.gna a ti?'o rap·ido. Presso la Royal. A.rtillery [nstitiltion viene annualmente bandito un concorso per la trattazrone di un tema presta bi lito. Nel ·1897 [u assegnato come tenw : « Vantaggi e sv11ntaggi delJ'al'tigli1~ria da campagna· a tiro rapiJo. >> Furooo p1;esentati 27 lavori, e nei Proceecl'ings o( the Royal .4.rtillery Lnstitntion, di luglio 118!)8, furono pubblicati i due premiati con medaglia Ll'argento ed llltri tre cbe hanno ricevuto ' una menzione onorevole. L'autore riassume le idee espresse uei lavori premiati e nella discu,;sioue cht ne · fu fatta neli'a Royal United Service
Da :.ilcuni anni la trazione meccanica snlle vie ord111,nie ha cambialo nome, e per opera di inventori frnncesi si è ch iamata aillomobil'ismo. Ila essa perciò cambiato essenza? Sono stati risol ti soddisfacentemente e megl io che colle locomotive stradnli i prnolemi, per noi particolHrmentc interessanti, di sostituire con un mezzo abbastanza potente il servizio ferroviario laddove questo piL't non arriva, di emancip:i°l'Ci con un mezzo egualmente llessibile, dnl servizio di traino-a cavalli nei carreggi d'armata e dei parchi d'assedio? All'auto re francamente non p11re e .;erca dimostrarlo · in questo scritto. Da (1uanto egli espone, si deduce che le attuali locomotive stradal i sono di gran lunga superiori agli automobili odierni, sia per la maggiore utilità a trarsi dal loro impiego, sia pel miuor numero di specialisti occorrenti, si.i infine per la minor spesa. In confronto poi alle locomotive stradali d'oggi, dando la preferenza agli automobili di domani (èruelli d'oggi non potendo entrare in discussione), si spenderebbe il 50 ~/ 0 di più: si frazionerebbe la forza motrice, moltipli cando le macchine, senza per questo ottenere un mezzo di traino più flessibile, 11nzi lo si a vrebhe, oltrechè meno potente, più rigido perchè obbligato alla strada e disposto in più lunghi convogli. Si dovrebbe inoltre orgauir.zare un personale di specialisti cinque volte più numeroso. Questo è il progresso a rovescio che gli automobi li ci permetterebbero di renlizzare. Colla comparsa pertanto degli automobili, il problema dell a trnzione meccan ica di grossi pesi è rimasta suppergiù allo stesso punto di prima, vale a dire un diffici le problema suscettibile di soluzione conveniente
lnstitution.
Da ciò ehe è riportato si vede che sono molte le questioni circa le qua li vi~ disaccordo; e non potrebbe essere, a meno, tanti sono i dubb i,, stante le incertezze che si hanno sulla potenzia lità e su ll' impiego di fJuest'arma nuova che è il cannone , a tiro rapido; dubbi ed incertezze che si riflettono negli scrjtti anche più recenti pubbiicati negli altri paesi. Soltanto l'esperienza di diversi anni di sel'vizio e forse di una gue~ra sarà sufficiente a risolverli. In ogni modo vi è un concetto intorno al quale tutti sembrano uniti in Inghilterra, ed è il seguente : , L)vere un cannone capace di una rapidità di tiro maggiore di quella ora possibi le, assicnrerebbe nel campo tattico tali vantaggi, che per conseguirli si deve in ogni modo cercare d1 su perare le difficoltà tecniche e logistiche che potrebbero mettere ostacolo al la sua adozione. » Il generale Maurice, che presiedè l:i. r innione tenuta alla Royal-Un·ited Service Instittltfon per la discussione dei lavori premiati, concluse che « non è più i I caso di discutere se si acbba o no adottHre i cannon i a tiro rapido; ormai è nece;;sario adott:irli e senza ritardo. >>
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RlVlS'I'A DEI PERIODICI MlLlTA.RI
Gli apparecchi dell'aeronaut'ica, pel cap itano del genio PASET'I'l. Scritto interessante, nel. qu.1 1'3 si rende conto delle invenzioni e dei progressi fotti in questi ultimi anni e dei rel.1tivi e:;perimenti eseguiti cogli aerostati dirigibili e colle macchine volanti . Non si può non ammettere cl1e una quantità irnmen~a di perfezionamenti si sono ottenuti su moltissimi punti e che si sono superate grandi diflìco ltit. L.1 nave aerea, sebbeue si debba dire indirigibi le nel vero senso della parola, purè è provvista di tutti gli strumenti che possono garan tire la sicurezza dei passeggi eri; ed al riguardo l'ultima parola non è ancorn dett::i. Nel dominio dell'aerodinamica lo spazio percorsosi conta già a centinaia di metri, ed il tempo di sospen~ioue a niio uti, sicchè non siamo più ai pochi metri ed ai pochi secondi dei primi esperimen ti. Tenuto conto di <[lianto finora si è fotto, si può prevedere che· 1a macchina vola nte sa rà forse quel la che scioglierù il tanto ambito e ard uo problema di una veloce, :;icu l'a ed economica navigazione aerea. Dovesse anche la ,;oluzione di questo problema essere per l'uomo un sogno non realiz.:abile, si dovrà sempre riconoscere che l'aeronautica meriw di essere con molta cura coltivaw, in ragione del bel còmpito che fin d'on.1 adempie come ausiliaria nei bisogn i della vi ta e nelle in vestigaz ioni della scieuia. · , Ben 20 figure intorno ~i cerv i volanti illustrano e rendono cosi più iotell igibile il testo . Rivista di cavalleria.
Fascicolo ,f O• Gennai~ ,f 89\J. E.
Snl vedel'e
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coprire, pel maJ;giore
MOSSOLI~ . .
Sunto storico e lletermùianti riel/a fanzsione strateq'ica e d'avanscoperta de lta cawt/.eria, pel colonnello D'OrroNE. (Continuazione). In quest' artico lo l' esimio autore esamina la ca1Ò pagna n1 sso-turcn del '1877-78 . Elogia l' impiego fatto c!ella cavalleria dal principio all u fine di quella campagna, e lo stato maggiore russo cd1e seppe servirsi dell.a cavalleria nella modalità più conveniente pel ra.ggiungimenLo dei vari i obb:ettivi, anzichè considerarla come un'arma non adatta ad agire iu quelle specia li condizioni di terreno, di cl ima e di sco po. Fu la caval leria che disimpegnò continuamente la missione di esplorare il terreno, di coprire i movimenti delle armate, di aggirare il
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RIVISTA DEI P.ERlODICI MILI'l'ARI
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nem ico sia nel campo strategico, sia in quello tattico, di occupare punti strategici importanti, di coll egare i vari corpi, d'inseguire l'avversario, di distruggere ferrovie e tolegrafi,. d' irn pof.sessarsi d'approvvigionameuti, di costitui re gli avamposti per far ri posa re le altre truppe, ecc. ; in una parola fu dessa che ::idernpì tut.ti quei còmpiti.pei qua li, nelle guerre future, essa diventerà, nelle mani di chi saprà servirsene, una arma formida bile e preziosissima. Tanto la cava lleria quanto lo stato maggiore rnsso banno però commesso errori. Fra qnesti devesi anzitutto annoverare quello di avere arrestata la esplorazione strategica al Wid in luogo di spingerla al di là dell' Isler, di gui:;a che la cavalleria non fu in grado d'informare il quartiere generale del!' avllnza La di Osrnan Paclià e dell'entità delle sue forze. Altro errore fu quello di avere suddivisa la cavalleria, anzichè tenerla ri unita sotto un capo unico per in tercettare i rifornimenti .1d Osman. Pacbà, in :ùtesa di rinforzi. ·
Norme per l'ammaestramento tattico della cavalleri a. (Continnnzione) pe l maggiore generale Stefano MAJNONJ o' lNTW:-.ANO. Col la consueta competenza e diffusione vi si parla delle esercitazioni nel le evoluzioni appl icate del plotone e del lo s~uadrone . Non csageria·mo, pel maggiore EnnA.
L'a utore termina con questo articolo il suo pregevole lavoro, informato semprr: a vere idee cavalleristiche ma praLiclte. Convintissimo dell'util,ità dello sport divide questo in due categorie hen distinte. Alla ,Ja categoria assegna Lti(to quauJo è assolntamoute indispensabile cbc ogni ufficiale debba compiere dall' inizio fino al ter· mine della sua educazione cavalleristica· e sportiva. Questa comp rende-. rcbhe: Corsi elementari: Scuo la di ì\foden,1 - Id. di Pinerolo - Corso di perfezioi:iainento · a Tor di Qu into - Eq ui tnione al reggimento: Maneggio invernale - AddesLr~mento puledri - Corse reggimentali. L.1 2a ca tegoria 1:omprnnderebbe : Riunioni sportive mi liLari: Co rse criterium (per brigate) - Xliiitaries - Concorsi ippici (categoria ufficiali), A quesLa 2• catego ria 07gi tu tti po::;sono prender parte e troppi vi prendouo parte con 1c5rave danno della discip lina, del servizio, dcli' istruzione e del prestigio. Il maggiore Erba vorrebbe in vece non vi potessero concorrere d1e i pocli i eletti riconosci uti tali dalle antorità competenti.
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RIVISTA DEI PEl!,IODIOI ll! ILITAIU
ll!VlST A DEI PERIODlCl MILITAR!
Nell'articolo svolge poi succintamen te l'intero programma . Pregc1role articolo assai sensato è pure l'altro: Per l' in'iz10 della ca1-ri.e1·a, per Z.
di fronte difficil e se non impossibile, come si verifìcò ' pel X cot' po nel la manovra del 9 se Item brn. Vno lsi pure rilevare che le m11novre cominciarouo di sovente, 1'8, 9, 1 O settembre, uel cuore della notte ; tendenw questa, già mauifest~ tasi nel le manovre dr.I ·1897 . Per quanto ha tratto all a tatticl par.ticohire delle tre armi, non ru dato di riscontra!'e innovazione alcuna in quella .della fanteria, sebbene si reputasse genern lmet:lte che le recenti modificazioni arreca le al servizio iu campagna avrebbero inOuiLo sulla tattica di quest'(lrma . .\on fu invecr, possibi le di constatare 11lcuna dilforeoza fra la tattica impiegata nel le manovre cli quest'anno e qnella dellr, manovre precedenti. Così purn il nuovo materiale dell'artigl ieria non moclitìrò ~eosibil .. mente l'impiego della medesima. Le notizie della stampa sono concord i nell'a ffermare che i nuovi pezzi hanno dato prova cl i leggerezza e rli resistenza. La divisione di cimJlierìa addeua al X corpo tl'arm11ta, approfittando del fatto di non aYer di fronte un avversa rio della sua forza ha spiegato uu'energica attiviù . Pnrin1enti la cavalleria clivisiouale ha preso larga parte all'azi0ne. I vari attacchi eseguiti, furono, per la maggior parte clicbiarati d,1 i giudici di campo respinti perchè troppo audaci ; tu ttavia <tuesta stess11 temerità dimostra lo sp irito che anima attualmente la cavnlleria ted~sca.
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Revue militaire de l'Étranger.
N. 853 Dicembre ·1898. - Le manonre ·im1nria/.?; tedesche nel 1898. Alla narra1,ioue breve ma assui ch iara delle manovre eseguite, seguono alcune osservazioni sulle medesime tratte specialmente dai giornali te· deschi. Eccone un riassunto. La caniueristica delle manovre im periali tedesche, nel ·1898, sta nella varietà delle situa1,ioni imposte ai due partiti . La presenza ipotetica del le armate principa li ha permesso alla direzione del le manovre di far ese· gnire a ciascun partito movimenti che non erano una conseguenza dei fo tti precedenti. Le oper"zioni del le due ulti me giornate, e in particolar modo, l'offensiva del VII corpo d'a nnata, non si riattaccavano che im· perfettamente al!' ide;:i fondamenwle delle rnau.ovre, poichè quest.e era no virtual mente terminate la sera del l'8 settembre, dopo la vittoria del X corpo d'armata . È vero che la successione razionale delle operazioni, secondo un tema dato, conduce di!Tici lmente a pa recch ie giornate consecutive cli combattimento, che sono le sole istruttive sia pel' le truppe, sia per ì capi che 1fovrauuo poi guidarle sul campo di battaglia . .Fu senza dubbio per utilizzare il tem po ristretto desti1wto alle ma novre im periali (5 giorni) che la direzione delle manovre provocò giorn"lmente u110 scontro, introdnceudo lievi rnodificnion i nei temi iniziali dei due partiti . fi ispetto alla tattica genera le i corpi d'armat" tedeschi , offrouq una tendema a,;sai spiccata a muoversi per divisioni avvicinate, aven ti ciascuna uu distinto itinera rio; questo, che potrebbe chiamarsi la m::ircia in linea dì colonne. di chv'is'ione sembra divental'e la regola . I risul tati di siffatta lattica sono facili a constatarsi . Essi furono eccellenti nelh1 . giorn~ta de11'8, in cui il X corpo cl'armatn esegui il suo movimento durante la notte, e ·cioè dinnanzi ad un avversario immo-bile . E sembra che il più delle volte cimrlurrnnno ad avviluppamenti reciproci delle ali,. quando i due partiti snrauuo in movimcuto, come av. venne il 7 settembre, ovvero a puntare nel vnoto e ad un cambiamento
,...
Organ d.e r militar-wissenschaft;lichen Vereine.
570 volume. 5" pn11 taui, •I898 . - Dote si hrt biso,qno d'i f'orlezze? St·1iilio intorno ai vantaggi rnil.i lori c1, t1"arsi clalle fortezze, pel tenente
colonnello C. KuK.
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1t uoo studio assai particolareggiato intorno ali' importante questione dell'utilit;'l ù meno delle fortezze . .U coucet.to direttivo Jell'autore è il se.. guente : sebbene non grande partigiano delle fo rti!ìcazioni, pnre ne ri· conosce l' incoutestabi le uti lità, ma desse debbono rispondere no a solo alle esigenze della strategia ma ancora a quelle della tattica . .Ll com bat· timento moderno è quasi esclusi varneate combattimento di fuoco . Qual· siasi intrapresa dcll'attacc3 ntl~ o del difensore - il primo che avanza sopra terreno libero, l'altro che sta dietro le for tifi cazioni - mira unicamente a raggi ungere la superiorità del fuoco nel punto decisivo. ln conseguenza anche la fo rti rì cazione moderna deve au1.itntto serv in3 a que5to ,-copo . Ma il combattimento mo1lerno è pure qua$i esclusivamcutc
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RIVISTA DEI PERIOD1CI !ìILI'l'ARl
combattimento di fuoco della fanteria; e le altre armi hanno pe1· compito priuci pale di preparare la pugna della fanteria. La for tificaz ione moderna deve pertanto tener conto di questo fotto. Ora ie fortezze erette io tempo di pace a seconda dei più recenti ammaestramenti, non rispondono al le necessità di fo vorire la superiorità del !'uoco della fan te ria nel punto adatto, perchù non è prepa rat~ nè l'avantreuo, nè quello rntrostante alla fortiOcazione secondo questo punto di vista . Nella costruzione delle fortezze è rruindi importante occuparsi in maniera particolare rlella linea di difesa dell' avantP,rreno, cou esclusivo riguardo al combattimento della fanteria e del terreno situato dietro la stessa linea di difesa, che deve accogliere le truppe retrocedenti e permetter loro di cont1111111re la lotta. Ciò premesso l';iutore <rntra nel vivo diJIla questione e prende in minuto esame; I' irnportaoza del le fortificaz ioni nella guerr:i olTensiva e difensiva; le fortifi car.ioni dei piccoli Stati e quelle dei teatri di guerra dei grandi Stati. Nella terza p,nte. s'ocçupa della differenza delle varie pi,1zze forti, e nell'ultima infine dei principl fondamentali che debbono servire :dia 11LJova costrozioue delle l'ortezze e che rigua)'rlano il campo di tiro libero e spar.ioso, la profond ità, la libertà rii movimento e l'appoggio dei fianchi.
LE RISORSE LOCALI DEL VET1'0VAGLIAMENTO
IN'rRODUZIONE. Nelle guerre. moderne due fatti importantissimi interessano chi ha la responsabilità della preparazione a111ministrativa dell'esercito alla guerra, due fatti di capitalissima importanza, che occorre tenere presenti nella organizzazione dei servizi amministrativi per gli. eserciti operanti, e .cioè: 1° la grande massa. di uomini e cavalli· che viene portata sul teatro delle operazioni ; 2° la c_elerità delle mosse per la pronta risoluzione del conflitto. E l'amministrazione militare deve essere in grado di provved ere a tutti i bisogni materiali di tali masse, senza incepparne i movimenti, problema qnesto dei più difficili, perchè si tratta invero di conciliare due opposte esigenze: da una parte la massa di uomini e di cavalli richiede grande potenza di mezzi amministrativi, il che si traduce in un immane peso e volume di materiali e di derrate, che devono e~sere continuamente riforniti all'esercito mobilitato; dall'altra l'esigenza di seguire con facilità e celerità ovunque l'esercito, per non lascia.rgli mancare mai le risorse ad esso indispensabili, mena all'opposta necessità di ridurre al minimo gli impedimenti, che rendono lente, imbarazzate le mosse in avanti e disastrose le ritirate.
Le Rcornrie. degl,: Austriac'Ì 'in Sassonia e nella Frnnconia nella r;iien·a de/, l809.
Per ta Direzione Lonovrco , CrsoTT I .,,l!ll(!'llff: i'<llnnnf'lliì /(, :l , , ,· ,u:urirfl to
,.,,·DC<.:MAnc1-1r CARLO. r;erenie
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ANNO XLIV .
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LE RISORSE LOCALI DEL VET'l' OVAGLIAMENTO
PARTE
J.
Importanza e difficoltà del 11roblema del vettovagliamento in guerra. Tale l'arduo problema. Da esso emerge quanta e quale debba essere l'importanza di uno stndio profondo, incessante, intelligente e coscenzioso di tutto ciò che lo riguarda, di una preparazione valida dei servizi dai quali dipende taùta parte dell'esito delle guerre. Principalissimo frn essi il servizio del
vettovagliamento. « In materia amministrativa (scrive l'Appelius) non vale « improvvisare: in tal ramo dell'arte della guerra non val« gono che la previdenza· ed i più larghi preparativi. » (1) Ciò ha specialissima importanza per quel ramo dell'amministrazione, che sovraintende al servizio dei viveri, poichè, scrive il Lewal: (2) « A rigore è possibile supplire alla pe<<' n uria delle munizioni colla sciabola o la baionetta, ma non << si può fare nulla senza cibo. Esso è indispensabile ogni << giorno,. ed è ciò che dà alle sussistenze la preminenza sn « tutti gli altri bisogni. Per la sua frequenza, la sua quantità, « la sua varietà il rifornimento dei viveri presenta 11:1, mas« sima difficoltà. >> « Un buon servizio dei viveri è -cosa difficilissima, e forse << non v'è campagna la quale non abbia dato luogo a qualche << appunto su tal riguardo. Il S\lccesso fa stendere un velo « su tali inconvenienti, l'insuccess0 al contrario li fa esage« rate, e non è raro il caso che si tenti far cadere tutto il peso « dei rovesci patiti su qualche riancata cura amministrativa. « La rapidità delle marce, l'incertezza degli spostamenti, « la moltiplicità dei casi eventuali, la difficoltà delle incette, « l'insnfficienza dei mezzi di trasporto, la complicazione delle
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(il 1/ivista ,nilitM'f. i tal ian(i., anno l892, pag. ,1196-nota. (2) 1'actique (!es ravìlaillements, pag. WL
l.,~ R ISORSE LOCALI l)El, VETTOVAGLIMfENTO
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« distribuzioni, rendono i servizi amministrativi in genere, « quello dei viveri in ispecie, di una difficoltà enorme in « guerra » {l) . Scrisse lo J omini che: « l'arte di far v i vere una truppa « in campagna è delle più difficili, » e il generale Foy che : « vi è spesso un còmpito più malagevole che quello di diri- ,
« gere certe operazioni » (2). D'altra parte di nulla più che dei viveri il sqlda.to ha continno bisogno e nulla più che la maucaza, anche breve, di essi, ne scuote la :fidn.cia nei capi e la disciplina . · Gouvion S . Cyr disse che : « hnco11veniente di mancare <.< di viveri e di foraggi è il massimo che un esercito possa « prov-are; distrugge la disciplina nel momento in cui è più « necessaria; può rovinare in poco tempo un esercito » (3) . « La fame è più crudele del ferro e la inopia ha rovinato (1 più eserciti che le b1J,ttaglie » (4 ). « Per quanto si sia ideologi, spirituali, non si può a meno « di am'ruet tere la prosaica verità .c he lo stomaco è il focolare « dell' umana attività. Tutti sappiamo concepire gl' indi vi« duali eroismi e tL1tti possiamo perciò comprendere che anche « a stomaco dig1uno si possano compiere, in dati momenti, « grandi atti di valore; ma nelle operazioni militari non con« viene fare a fidanza con gli straordinari atti di eroismo « o con sovraccitamenti' eventuali e momentanei. L' entu« siasmo, l'esempiq dei capi, l'amor di pat{ia, l'emozioni della « lotta, il r umore del combattimento possono per poche or e, «·e forse anche per qualche. intera giornata, far dimenticare « i bisçigni del corpo, ma a lungo non si dura, e nulla de« moralizza tanto il soldato quanto -il vedersi privo del suo « frugale pasto, il pane. Egli, che nulla sa e nulla vede di ciò « che avviene poco lungi da lui, incolpa di trascuratezza i « capi e facilmente perde la :fiducia in ~essi » (5) . (I) Gen. MAZZITl,{,L(, Arte ·militare, pag. /,,70. (2) Vedasi LEWAt., op. cit ., pag. 4. (:l) Vedasi Lew ,,L, op. cit ., pag. 6. ((,} Vedasi LrmAr., op. cit., pag. 5. (5} MAZZL'l'r.1. u, op. cit. , pag. 469 .
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LE RISORSE LOCALI DEL VETTOVAGLIA.MENTO
· La storia militare ci dimostra che i migliori eserciti, come ad e::1empio quelli che N1:ipoleo.ne conci usse inebriati cli vittoria in vittoria attraverso l'Europa, animati dai più elevati sentimenti e :fìdenLissimi nel loro due~, il più grande capitano dell'epoca moderna, si sfasciarono ben presto, si sbandarono, . si diedero al saccheggio e furono decimati dalle diserzioni e dalle malattie, quando, come nella campagna del 1806 a Varsavia,' coQ[le nel 1812 durante la famosa ritirata da Mosca, come nel 1813, dopo il 6 settembre, attorno a Dresda, come nei monti della Boemia e durante la ritirata da Lipsia a Magonza, la mancanza dei viveri e degli altri approvigiona,henti li obbligò ad inaudite sofferenze. L'organizzazione di questo servizio è resa ancora più. difficile dal fatto che in tempo di pace n on si possono esperimentare i vad sistemi di vettovagliamento, come si esperimentano tanti altri servizi militari, di modo che aumentano le incognite, e il riparare agli errori commes~i .non è sempre possibile nel momento in cui l'esperienza dimostra i difetti della preparazione compiuta in pace; per cui è indispensabile supplire da un lato collo studio dell' ~ndamento dei servizi amministrati vi in quelle campagne che hanno maggiori analogie colle probabili guerre future, per trarne con un'accurata analisi ed una sapiente sintesi gli ammaestramenti per l'avvenire, e dall'altro lato colla perfetta conoscenza dei bisogni delle moderne masse militari, delle 1:isorse che i probabili teatri di g uerra e di operaziorù potranno offrire, e dei mo4i migliori· per isfruttarle. Risultato di tali studi dovrà essere una ragionevole e completa predisposiziorre del servizio sin dal tempo di pace, sia per quanto rigti.arda la costituzione dei necessari depositi di derrate e d i mater iali, sia per qnanto riguarda la prescrizione di buo'ne' regole per la direzione, e l'esecuzione del servizio in g uerra e la preparazione .di personali idonei a saggiamente applicarle. E non basta'. « Anche m fatto di amministrazione è lo « spirito ohe vivifica; la lèttera non ucciderà, come dice la « f3ibbia,, ma ad ogni modo non servirà .a nulla. Le nuove
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LE R ISORSE LOCALI DEL VE1'TOVAGL1AMENTO
« disposizioni, tier. eccellenti che sieno, non avranno nessun
« risnltato utile e pratico, se nell'esercìto non sarà penetrata « la per~uasione, che in ·campagna ne,;sun sistema di vetto« vaglia.mento può oggimai dare buoni frutti senza la volen« 'terosa iniziativa e lo spontaneo concorso di tutti, del ge« nerale come del soldat0, di chi deve per sua speciale ~<' missione provvedere corp.e di chi deve essere provve« duto » (1) . ..... « È dunque' necessario, dice il Lewal (2), ,attirare sui « rifornimenti l'attenzione dei capi militari, soli competenti « ~ ben regolarli; esporre i vari s1stemi per provocare la « discussione e sviluppare altresì l'istruzione presso tutti « gli ufficiali, · troppo disposti sino ad ora all'indifferenza « riguardo a questo servizio capitale ». , E su quest'ultimo punto occorre insistere. E troppo facile, troppo comodo d'isinteressarsi da tutto ciò che riguarda il rifornimento dei viv~ri, pensando che vi è chi, per suo speciale incarico, vi deve provvedere. Ma ormai il servizio ha assunto un tale sviluppo ed una tale difficoltà da rendere necessario che penetri bene in t utto l' esercito, e specialmente I negli ufficjali di qualunque grado, la convinzione della sua alta importanza e del bisogno asso~uto, non solo di non intralciare l'opera di ohi vi è preposto (come taJvolta in pratica accade), m~ di cooperare alla attuazione d i. esso, essendochè la più preparata, sapiente ed oculata amminist;azione a n ulla ' potrà riuscire quando le venga meno il concorso di qualsiasi autorità militare, alta o bassa che essa sia. E perchè ciò accada bisogna seriamente dedicarsi prima a sradicare i non pochi pregiudizi, che, ri.elle questi.o ni relative alla preparazione ed all'esecuzione dei servizi amministrativi, turbano in· molt i la serenità del giudizio, e poi a diffonaere le cognizioni che po,ssono abilitare gli uificiali a prestare la loro valida cooperazione.
(i) L'ufficiate ài ·vettovagliam.ento nel regotamenl-0 di servizio in gwwrn, lii vista mi-. lita.re italiana, i892, pag. H9G. (2) Op. cit., pa.g. l. e 2.
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LE R1SORSE LOCALI DEL VETTOVAGLIAMENTO 266 « Se noi avvezziamo i nostri. ufficiali a non preoccuparsi « seriamente e costantemente del vitto dei propr~ soldati, « come di cosa che non li riguardi, arriveremo, per esempio, « a vedere in operazioni di montagna - e non a caso, pur « troppo, · cito questo fatto speciale - q~rnlche corpo requi« sire per i bagagli degli ufficiali e per le cassette di can« celleria tutti gli animali da soma r eperibili e lasciare nelle « peste l'.amministrazione impotente a creare dal n:ulla i « mezzi di, trasport o per far seguire alle' truppe i viveri del « domani. E tutto questo non sarà da attribuirsi a poco in« teresse pel ~oldato e pel servizio. ma ad una ingenua in« coscienza del proprio dovere » (1) . « Ora non ci si batte tutti i giorni, mentre· tutti i giorni << bisogna vivere, e come tutti gli ufficiali possono essere . << .chiamati oggidì a .concorrere all' alimen,tazione, è ueces« sario che tutti abbiano almeno una idea generale d~i di« ·versi siste1ni stabiliti per assicurare in campagna, guestò « servizio » (2). Concludendo quindi: nella r isoluzione dell'importante problema, dalla quale dipende in gran parte la oo-lori.a stessa dell'esercito e la grandezza della patria, occorr,e che l'a,mministrazione si~ sussidiata dal concorso di tutti, inspira.to alla più gxande sollecitudine ed alla inclispen~abile fiducia; che la pre· parazione iu pace sia quanto mai accurata, poichè << la nostra « amministrazione in guerra sarà quale l'avremo rnaterial« mente e moralmente preparata in pace » (3). L'i mportanza di tale preparazione è tanta, che, dal la constatazione del fatto che il suo esercito non ha ancora prescrizioni relative al servizio delle sussistenze in 0ampagna, il colonnello di stato màggiore russo Maksejew è tratto a dedurre che « l'esercito russo, in conseguenza, è meno atto « ad un'o:ffen« siva e stesa delle forfe delle g randi potenze vicine >1 (4): I
(I) 1./uf{tdale.di vettovaglia1ntnlo nel regolamento di servizio in gue1·1·a. - tli vista ·m ilitare italiana, ·1892, pag. ' H93. (2) ){;11, vv, L ' atiment,a lion aes ar·mées ~n cainp agne. • (3) L'·u rficiale di vettovaglia.mento, ecc. - Rivista militare italiana, -1892, ()ag. H92. (li.) Af-is1we militari ed a1mninisln1,/.ive alte spalle dP.U'esercito. - llev tte de l'année belge, vo i. V, pag. i5J. ~
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LE RISORSE J,OCALI DEL VE'l'TOVAGLlAMENT O
Ed il Lewal avverte che (1): « Se _non si ritorna ad un « più sano appr ezzamento delle necessità, si ripet eranno i « dolorosi errori del passato con maggio~e intensità ancora, «. dappoichè gli effettivi saranno di molto accresciuti. Tutto « si lega in campagna. L'esercito è un cor po complesso. Vi « sono azioni recipr oche e riflesse tra le sue parti distinte, « ma solidali. La storia militar e d imostra come il sistema « delle operazioni abbia variato a seconda del modo di ri(< fornimento impiegato. È dunque del più alto inte;esse il « possederne uno buono ». Già n ella prima metit d 1 secolo scorso Fede1;ico il Grande osservava che: « il disegno del capo è conseguentemente sn· « bordinato alle sussistenze e le sue più alte concezioni si « riducono ad eroiche chimere, se non si è provveduto, prima << di tutto, ai mezzi di assicurare l'alillJ.entazione ». Al che il Lewal soggiunge : « Quanto le difficoltà sono accresciute « coll'au mento enorme delle truppe ! Quanto il capo di un « esercito è obbligato ad occuparsene ancora di più che per « lo addietro ! )> (2) . /
• Determinazione del sistema da 11referirsi.
Stabilita così la importanza e la difficoltà del problema del vettovagl\amento in guerra, passiamo a determinare, se ci sarà possibile, quale sia il migliore sistema da attuarsi. Ora il Bronsart vou Schellenclorf dice che: « come per « condurre le t r uppe con successo, in campagna, non vi è « affatto una ricetta che sia una panacea uni versale, così << non esiste un metodo esclusivo per assicurare il servizio «· dei viveri. 'l'uttavia, si possono, per le fasi principali di ~< una campagna, stabilire ·certi principi che meritano di non
(1) Op . cit. , r>ag. 3 e ,,. (2) Op . ci.t., pag. H .
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LE RlSORS.E LOCALI DEL VETTOVAGLI A!,rn:N1'0
« essere perduti di \l'ista, perchè sono il frutto della espe« rienza » (1 ).
all'altezza di esso, e, quando dovette internarsi nell'Asia, costituì una flottiglia sull'Eufrate, conciliando in tale modo la mobilità della sua' mossa colle esigenze del rifornimento. I Romani, robusti e sobrii, poterono fare fronte al loro vèttovagliamen_to portando personalmente i viveri, consi~ stenti per lo più in frumento, che essi stessi macinavano e convertivano in focaccie cotte sotto la cenere. Il rifornimento nel paese occupato era perciò molto facilitato e Giulio Cesare nelle Gallie. dimostrò di essere maestro nel non lasciare mai mancare i viveri alle sue truppe, faci1itato dal sistema di caricare di vettovaglie gli stessi combattenti. Celebre esempio di sfruttamento bene ordinato delle risorse locali ci è dato da Annibale, il quale a,ttraversò col sno esercito i Pirenei, il Rodano, le Alpi, il Po e l'Appennino vivendo sul paese, senza il sussidio di vie acquee, di flottiglie o di carri.
Ed è agli insegnamènti dell'esperienza appunto che noi andremo ad attingere direttamente come alla fonte più pura.
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Cenno storico (2).
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LE JllSORSE LOCAJ,I DEL VET1'0V,Hl l.1All1ENTO
TEMPI ANTICHI. - Anticamente prevaleva come sistema di vettovagliamento qnello di nutrixsi sul paese; raramente sì trova traccia di una organizzazione amministrativa, che tenda a provvedere all'affluenza dei viveri da tergo. Le. innumerevoli masse assire condotte da Nino e da Semiramide vissero sul paese. Si trova qualche traccia di trasporto di vettovaglie al seguito _nell'esercito egiziano che Sesostrì condusse alla conquista dell'Etiopia, come pure negli esercì ti condotti da Ciro e da Cambise. Serse e Dario esagerarono nell'applicazione del sistema dei trasporti a targo; fecero seguire gli esercitì da un'enorme quantità di carri, di portatori, di schiavi, che, oltre a diminuirne di ,molto la mobilità, ne affrettarono la dissoluzione e la disfatta. I diecimila Greci d i Senofonte nel loro lunghissimo viaggio da Cunaxa, nell'Asia, sino in patria, furono invece pi'l't che . decimati dalle inaudite sofferenze prodotte dalla mancanza dì viveri al seguito. , Alessandro il Grande nella sua spedizione nelle Indie volle alleggerire gli impedimenti e ridtlsse i trasporti nell'intendimento di sfruttare le risorse locali. Però nel dubbio che potess~ro mancare, supplì alla deficienza dei trasporti per terra coll'utilizzare le vie acquee e fece seguire il suo esercito, marciante lungo il litorale, aa una flottiglia navigante (IJ Pevnor.u:, AUmentaiion et 1·avito.il/e111ent a.es armées en ccw1:pagne. (2) Vega.si anche : L. VJNc1mzOTTI, tenent e com missa.rio. Oet vettovagliamento degU eserciH - Apvunt·i stm·ici, t897. • ;f.
MEDIO EVO . I Crociati (secoli xr, xn e xru) attraversarono l'Europa vivendo sul paese; soffrirond però molte privazioni a causa della assoluta mancanza di ordine, di organizzazione, di disciplina e di previdenza. Le bande del medio evo vissero pure sul posto colla rapina e col saccheggio. Nel secolo xrv i Turchi per primi dotarono i loro eserciti di convogli organizzati regolarmente.
Evo MODERNO. - ]furono i-mitati nel secolo xvr dagli Austriaci, a causa della assoluta mancanza di risorse nei deserti e nelle steppe che dovevano attraversare. Nella prima metà del secolo xvn Gustavo Adolfo regolarizza lo sfruttamento delle risorae locali, lo sussidia con magazzini mobili e stabili e proibisce il s·a ccheggio e la de-. vastazione, che erano iu onore presso i suoi a vversarì e che, dopo la sua morte, tornarono ad essere la rego'J.a generale. Era naturale una reazione, la quale, come tutte le reazioni }n qualnnque can;po si manifestino, condusse all'~ccesso opposto; essa si ebbe col sistema fondat o dal La Terrier
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LE ltISORSE \'OCALl DEL VET1'0VAGLJAMEN1'0
LE RISORSE DOGA LI D.ll:L VB'l'TOVAGLI AMEN'l'O
e per fezionato, o, per meglio dire, condotto alla sua massima esagerazion·e dal L ouvois. Si abbandona, anche nei paesi r icch i, il sistema . dello sfruttam~nto delle risorse loc-ali, per tutto attendere dall'amministrazione, che organizza le basi di operazione con magazzi~i fissi, ai quali le truppe si l'i-, f~cono con convogli. Le trnppe perdono la lor o mobilità, obbligate come sono a non allontanarsi dai magazzini più che non comporti la potenzialità di r ifornimento dei loro convogli . Le operazioni diventano lente e pigre. Si ha, . osserva il Lewal, la brillante epoca 'della guerra secondo la intendenza : la decadenza della strategia secondo i militari quando· Louvois, l'amministratore, acquista l'onnipotenza e · mette le mani sulle operazioni. Alle mosse strategiche si sostituiscono gli assedi sempre e null'altro che assedi (1). . Anche il Peyrolle chiama il Louvois: << nefasto ed esél u« sivo partigiano dei ~agazzini fissi » (2). L'esempio della Francia viene seguito dalle altre potenze, e si ha così generalmente adott:.,,to il sistema detto dei cinque giorni di marci'a o della guerra di magazzini, che dur ò fino al 1741. I Il genio di Federico II, il Grande, non poteva subire le strettoié di- questo sistema. Ègli ritornò ai principi razionali di Gustavo Adolfo; usò lo sfruttamento delle r isorse locali, e specialmente il vitto presso l'abitante, ed organizzò magazzini fissi ai quali andavano a rifornirsi i convogli mobili dell'amministrazione portanti da 20 a 25 giorni di farina, mentre le truppe traÌnavano al loro seguito 5 giorni , · di pane. Pel primo ebbe l' idea di un panificio relativamente mobiÌe. I suoi avversari· usar ono successivamente i vari sistemi senza regola, disordinatamente ed esclusivamente. Il sistema dei magazzini scompare completamente nelle g uerre della rivoluzione francese (1792-95). Benchè coll'istrnz10u~ del 16 ventoso dell'anno III si fosse stabilita una (1.) V. opera citata, (2) Opera- citata.
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organizzazione di basi successive e principali di approvvigionamento, con magazzint di 30 in 30 leghe; tra due basi \ principali vicine stabiliti d·epositi intermedi d i viveri, distanti da 3 a 4 tappe gli unì dagli altri ; magazzini e depositi da alimentarsi sia con convogli dall'interno, sia con acquisti snl posto; malgrado tali prescrizioni, che, per mancanza d i denaro, r imasero lettera morta, le truppe dovettero vivere aila g iornata, senza metodo con requisizioni disordinate. Con ciò tuttavia la mobilità degli eserciti aumen tò . Collo stesso sistema provvide al vettova,gliamento il Bouapart-e durante le campagne d'Italia e d'Egitto (1796- 99). P er la campagna del 1800 Napoleone costituì dei magaz.zini a Losanna, a Vevey e sul corso del Rodano, ma non servir ono, è le truppe vissero sulle u ber tose pùmure del P iemonte e della Lombardia. Col sistema dello sfrnttarnento locale però, anteriormente a Napoleone, il belligerante non si proponeva altro se no n di gravare sul nemico, come osserva il generale Von der Goltz (1), aumentando indirettamente le risorse del proprio paese e r isparmiando il _proprio , erar io; da Napoleone in. poi tale sistema si è attuato sopratut to per alleggerire gli eserciti .e r enderne possibili le celeri I mosse e gli ·inaspettati concentrameniJ sul campo di batta\ glia. Aumentate le mass·e, la questfone fi.nanziar iaperde ogni importanza (b~nchè alla sua volta aggravata) di fronte alla milioar e, che di gran lunga le sovrasta. Ma appunto perchè le masse. sono di tanto aumentate, sarà egli possibile farle vivere esclusivamente colle risorse del' territorio occupato, corne ai tempi d i Uristiano di Brunswick e di VlaHenstein? rn· aitri termini, possiamo noi ritenere che sia da abbandon arsi completamente il rifo rnimento· da tergo, co' suoi vantaggi e ::;vau~aggi, per fidare esclusivamente sulle non bene 1 cono~ciute risorse locali che si troveranno sì e 110 nel territorio da occu par~i? Proseguiamo, prima di rispondere, la nostra rapida corsa attraverso la storia.
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La nazion'e ar·mata..
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LE R!SORSB LOCALI DEL VETTOVAGLJ,UIF.NTO
LE RISORSE LOCALI DEI, VETTOVAGLI AMENTO
Per le campagne del 1805, 1806 e 1807 prima dell'inizio delle operazioni· si organizza, una_ base d'operazione sulla quale le truppe vivono durante il concentramento e dalla quale si devono far venire le risorse mobili portate sulle vetture degli impresari dei trasporti; riserve da noil consu- , marsi che in caso di insufficienza delle risorse locali. In marcia e negli accampamenti ristretti provvedono alle giornaliere distribuzioni i commissari di guerra con requisizioni; .negli accampamenti più estesi le truppe sfruttano le risorse locali.. Ma le piccole riserve mobili non poterono che raramente essere rifornite, e per mancanza di mezzi dì trasporto le risor~e accumulate nelle basi di opera;ione rimasero immobili. In conseguenza, _benchè nella campagna del 1805-il com· pito di vettovagliare' l'esercito francese colle risorse locali sia stato agevolato dal fatto che si attraversarono celeremente. e vittoriosamente ricchi territori e si espugnarono pia:zze forti dagli Austriaci largamente dotate di viveri, tuttavia non mancarono, come già si è ricordato, le privazioni, quando· sotto Ulma i Francesi dovettero rinserrare il blocco. Napoleone, sedotto dalla comodità della sussistenza sul paese, favorito dalla rapidità delle sue operazioni, non conosceva che le requisizioni. · Berthier scriveva il 2 ottobre 1805 a Bernadotte: (< Quanto « alle sussiste'nze, è impossibile nutrirvi con magazzini; ,ciò « non è stato mai, ed è al fatto di non essere servito dai « magazzini che l'esercito francese devè in parte i .suoi suc« cessi. Sua Maestà ha fatto preparare alcuni magazzini di « biscotto, ma per i casi anormali. ' Tutto l'esercito francese « ed anche l'esercito austriaco non vivono che colle requisì« .zioni. » ~ne_non...:ru.oJe ..al-seg:uito--d.eUe t ràppe.J!:!ge / vetture che quelle delle munizioni._La g_g erra deve nutrire --~_la guer_E.a_., _ L'errore si ripete con più, gravi conseguenze nella caro pagna del 1806; le privazioni si accentuano nel secondo periodo di essa, quando Napoleone, avendo trascurato di ap· provvigionare, nel novembre, la sua base di operazione
sull'Oder, ed in seguito quella sulla Vistola, ed avendo omesso di assicurare con magazzini intermedi il riversamento delle derrate dall'Oder alla Vistola, si trovò dalle difficoltà amministrative arresta.to su quest'ultimo fiu.m e. Si omette di riassumere, per brevità, quanto ne seguì ; il Thiers ne fa un quadro spaventoso. Troppo tardi l'imperatore colle famose operazioni amministra.t ive del campo di Finkenstein cercava di rimediare alla mancata preparazione e doveva riconoscere che battere i Russi, quando_ avesse avuto del pane, sarebbe stata opera da fanciullo, e che, come scrisse, ùel marzo del 1807 al ministro Talleyrand, l'arrivo fra qualche giorno del biscott o e dell'acquavite da lui richiesti, poteva sventare le combinazioni di tutte le potenze. Tali dure esperienze lo induss11ro a curare nelle successi ve campagne la prepa.razione amministrativa, e, se anche durante queste non manoaiono le più gravi privazioni e sofferenze, ciò· non devesi attribuire a d ifetto di previdenza e di preparazione; ma ad altri eventi di va.ria indole. Per la campagna del 1809 Napoleone costituì importanti approvvigionamenti sul Danubio scaglionati di 20 in 20 leghe; fi\ agevolato dall'impiego del treno degli equipaggi militari e Ìè--.truppe vissero nell'abbondanza col sistema misto dello sfruttamento locale e delle riserve mobili. Nella campagna del 1812 le requisizioni risultarono insuf. Jìeie'nti, stante il sistema di devastazione adottato dai Russi ; d'altra parte il rigore della stagione impedì ai convogli di seguire le trnppe. Ne derivarono le più inaudite sofferenze ed i più gra~i disordini nella grande armata . . Nella campagna del 1813 sino alle vittorie di Lutzen, Baut~en e Diesdà l'ese~cito potè vivere senza troppe privazioni, iri parte sul paese ed in parte sui convogli. La ritirata però fu disastrosa, perchè i convogli ori erano presi dal nemico o non potevano seguire l'esercito. Le,· campagne del 1809, 1812 e 1813 ci mostrano la sapiente cura colla quale il Grande Napoleone organizzò · il servizio dell'afi1.uenza. Chi, allo scopo di dimostrare che non, convenga preo_?cupt1rsi troppo ·di questo servizio accessorio,
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LE RISORSE LOCALI DgL VETTOVAGLIAMENTO
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ricordass·e la frase: « Non mi si parlì di viveri ! » pronunziata da Napuleone in un momento di impazienza, errerebbe, perchè la sua condotta in così grave argomento fu ben diversa. Tuttavia egli ebbe il torto d i non pensare ad organizzare le requisizioni. In ciò, osserva ,il Lewal, come in tutto, im- , provvisava. Le truppe provarono numei;ose privazioni e grandi sofferenze; gli effettivi si squagliarono in conseguenza del disor dine col quale si procedette allo sfruttamento delle · risorse locali. La indiscil_)lina èd il saccheggio furono il naturale frutto di tale disordine. Ai generali tutto mancav.a, procedimenti, agenti, metodo; s'ingegnavano come p-otevano e non sempre riusci vano; molti -anzi trascuravano ogni cosa. / Gli av.v~r~ar~ cli Napoleone vissero quasi esclusivamente L con r eqms1z10m. / Caduto il primo Impero e sopraggiunta la restaurazione degli antichi regimi i 1815), non· r icordandosi del ·sistema dello sfruttamento delle risorse locali che gli abusi, e d imenticandosene i vantaggi, si determinò una, fortissima / reazione e si ritornò al sistema esqlnsivo clell' affluenza. Toi:nano in onore le idee del Louvois; le idee razionali 'si oscurano e si applica in ogni guerra ed in ogni paese i) sistema delle basi d i approvvigionamento, dei convogli, dei maga7,zini fissi e rotabili; si caricano uomini e cavalli trasformando i combattenti in portatori . Il Lewal fa :un quad:ro colorito delle deplorevoli condizioni del sistema ch·e inceppa le operazioni militari, e ricorda che il Vauchelle insegnava, come dogmi amministrativi, delle.eresie del genere di questa : « Una r egola ammirabile; che Ùon è meno ·consigliata dalla « scienza che dall'umanità., è di subordinare i piani e le ope« razioni militari alle possibilità cleli'amministrazione » (1); ;mentre secondo l' Odier (2J : « Compagna e sorel'la della « tattica., l'amministrazione la previene molto spesso e la « second~i sempre; non la incaglia mai. »
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L' impiego esclusivo del sistema clell'affiuenza è incoragg iato dalle guerr_e, nelle quali le speciali esigenz'? lo impongono; ma se lo si pnò capire in Africa, in Crimea ed al Tu;ressico, non è giusr,ificabile nel 1823 in Ispagna e nel 1859 in Italia. Ricorda l'Odier (1), che nella guerra di Spagna (1823), occupati i porti di Rosas e di Palamos, l'amministrazione del 4° corpo non aveva più bisogno della Francia, ed il commercio affluiva da ogni pE,,rte. Ciò non ostante l' intendflnza francese si ostinava a spedire per terra dalla Guascogna e dalla Linguadoca i foraggi e gli altri rifornimenti, tanto. che il fieno spedito a Gerona costava più d i 20 franchi al quintale. · Il sistema francese si estese agli altri Stati. Nella guerra di Crimea (1854-55), per il ,modo col quale le çiperazioni m ilitari si svolsero, sarebbe stato impossi bile vivere colla risorse locali. , Nella campagna del 185.9 il sistema dell'affluenza preyale, tantochè l'intendenza frnncese fa spedire a Genova il fieno persino dall'Africa. Si ricorse a lle risorse locali quando, dopo Montebello, l'eser;ito austriaco sospese la marcia in avanti e si ritirò al di là <¼lla Sesia, e gli alleati si trovarono privi dell'a,ppoggio dellè ':f&:rovie e deficienti di carreggio in un paese già impoverito dal nemico. Il 6 lugho si dovettero, a sole due giornate da Novara e ad una tappa, da Milano, consumare i viveri di riserva. Milano bastò per pochi giorni, e, dopo il passaggio deU:Adda, gli alleati si tr ovarono nuovamente sprovvisti di viveri, mentre, per la distruzione del ponte sull'Adda, le grandi quantità di generi spedite da tergo per ,ferrovia si ami;nassavano a · Cassa110 e vi subivano forti avarie. In questa campagna 1,;i è esperimentata- largamente l' insuifici~nza delle r isorse locali, malgrado il patriottico appoggio delle popolazioni desiderose di libertà, e si vide che, ogniqL\al volta il rifornimento da tergo si trovò interrotto od osta~olato, le truppe dovettero
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op. cit. (2) Tomo TV, pag. 298.
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({ ) LEWAI.,
(1) Tomo
vr,
pag. 262.
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· sottostare a pri:7azioni. Sofferenze vi forono anche da parte austriaca i .il generale Corsi serive fra l'al,tro : « La perdita « della battaglia (di. Magenta) fu dagli Austriaci attribuita « in gran parte alle ,tarde e mal refsolate mosse dei corpi 3° « e 5", al cattivo uso fatto delle ottime truppe di quel primo, , « alle dubbiezze di Giulay, ai suoi timori per ciò ck1e poteva « avvenire_dalla parte di Vigevano, alla mancanza di vitto di « cui soffri vano alcuni corpi » (1 ). La guerra di secessione degli Stati Uniti nord-americani (1860-65) offre uno spettacolo interessante nei rigue,rdi ammi.nistrativi. « Da un lato il Sud, povero di mezzi a « confronto del suo avvetsario, pose ogni studio a . farne « bona ec~nomia ; dall'altro il Nord, straricco al paragone, fu « arciprodigo spenditore; ma di qua e di là dietro gli eserciti « fermi', e non ostante le scorazzate della cavalleria, un la. « vorìo immenso ed incessante di ferrovie, di ponti e di <( fortificazioni, d'armi e d'ogni altra cosa da guerra, e un « andare e venire continuo di grossi traini ferroviari. Una « guerra immobile alimentata con un eccesso di moto~» (2). Ma una operazione di gnerra si stacca completamente dalle altre, operazione celebrata sotto il punto cli vista strategico, e che noi dobbiamo ammirare sotto quello log istico-amministrativo: la marcia cioè di Sherma.n attraverso la Georgia nel senso della sua maggiore lunghezza, per A tlanta e Savannah per risalire a nord a tergo di Charleston, \iiTilmington, ecc., lunghissimo giro attraverso a monti, fiumi e terreni in g ran parte boschivi e paludosi, sempre in mezzo a nemici, e che presentava talÌ , e tante difficoltà da parer quasi follia il tentarlo. Iniziata la marcia nel maggio 1864, si co mpie alla fine del marzo 1865, dopo una lunga serie di combattimenti g loriosi, quando Sherman a Goldsboro si unisce a Shofì~ld, e, per l' avvenuta ritirata del nemico Thomas, ha eliminato qualsiasi ostacolo fra sè e Grant. 'Durante qu.e ste operazioni Sheiman era partito da Atlanta
nel settembre 1864 con 50,000 fanti ed 8,000 cavalieri, e, portando seco tutto il necessario, compresa una riserva di viveri per 3 giorni e foraggi per 10, vivendo a carico del paese, marciando a piccole giornate ,su due colonne coi carri e le salmerie in mezzo, con forti avanguardie e retroguardie, soffrendo qualche momentanea penuria di viveri, devastando il territorio, il 22 novembre aveva riunite le due colonne a Milledgeville; un mese dopo era padrone di Savannah e, dopo una nuova pausa di un mese, portata la sua armata a 70,000 uomini, alla fine del gennaio 1865 aveva r ipresa la marcia su dne colonne, per riunirle il 21 febbraio a Windsboro, da dove per Fayetteville giunse a Goldsboro. Basta gettare uno sguardo sulla carta ·geografica degli Stati Uniti per· r,endersi conte ·delle difficoltà logistico-amministrative che il generale Sherman ha dovuto superare! (1) . Nel 1866, in I talia, quando il corpo di spedizione (Cialdini) si ayanzò nel Friuli, non mancarono privazioni per l'insL1fficienza delle risorse locali. - Nello · stesso anno, in Austria, le armate prussiane · l' e 2• dovettero pure sperimentare l'insufficienza di tali risorse, qu~ndo, nella loro marcia in avanti contro gli Austriaci, si · dovettero allontanar&.,,_dalle rispettive tàppe ferroviarie di testa, e venne meno il rifornimento da tergo; la loro condizione era aggravata\ dalla ostilità degli abitanti. Dopo Sadowa la 2" armata ave~te la missione di inseguire gli Austriaci, che si ritiravano su Olmutz, dovette vivere in gran parte colle risorse locali, sottostare a forti pri vazi.o ni sovratutto dal 10 al 12 luglio in Boemia, perchè marciava a scaglioni su di una sola strada ed in vicinanza del nemico, e le colonne viveri per-::orrevano un'altra strada parallela a quella battuta dalfe truppe, ma separata da essa da terreno montuoso; e di nuovo dal 19 al 21 luglio, quando do· vette allontanci;rsi dai magazzini cost ituiti in Mora.via. Anche la l" armata marciante su· Vien~a su di un fronte che venne esteso fino 70 chilometri a Tubitsch e ristretto
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(il Sonmwrio di storia m.ilitare, voi. H, pag. J.81-82.
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(2) C. Cons1, op. cit., voi. Il, pag. 227 .
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Vedasi Co11s1, op. cit., voL Il, pa:g. 235-36.
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poi il 20 luglio a Florìsdorf a poco più di 30 chilometri, visse colle risorse locali sussidiate dai viveri di riserva portati al seguito con molto privazioni per 15 o 16 giorni. Nella guerra del 1870-71 da parte franceso si entra in campagna senza approvvigionamenti preparati in pace e col- , l'idea di nulla domandare a l paese, di tutto attendere dall'amministrazione, che, indipendente, non affiatata ~ spesso in disaccordo col comando, non diede buoni risultati. Soltanto sotto la pressione dell' assoluto bisogno e raramente i Francesi ricorsero alle requisizioni, ed il servizio dei viveri diede luogo a gravissimi inconvenienti. I Tedeschi invece, che già nel 186G avevano bene appli cato lo sfruttamento locale, se ne servirono largamente in Francia., combinandolo coll'affluenza e con un largo uso dei viveri di riserva. Le requisizioni diedero ai Tedeschi un terzo / delle derrate loro occorrenti; gli acriuisti in Francia non diedero in genere buoni risultati. Il Lewal osserva però '(esagerando), che nessun metodo, nessun sistema li dirigeva, o che agirono un po' a caso, secondo le circostanze. Anche le loro operazioni risentirono talvolta della mancanza dei viveri. 'r uttavia i Tedeschi in questa campagna aprirono la via al -progresso delle discipline che riguardano gli approvvigionamenti degli eserciti. I Russi nella campagna di Bulgaria del 1877-'78 non si valsero di tali insegnamenti, poichè ammassarono sul Danubio un'ingente quantità di derrate, che in gran parte rimasero inutilizzate, mentre le trµppe furono soggette a grandi prìvaziOJ?.Ì. , « La non si trova ancora traccia di un sistem:a razionale » (1), come del r esto si è già osservato.
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(l) r. ,1.wAL, op. cit., pag. -l7 .
( Continua). LUIGI GRIT'l'I W,1)itano
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DAL BASSO PO ALL'ISONZO ~-ruo10 unt'l'JCIO SUt.LA. SI.WONOA PAR'f& DEJ,,T,.A CA MPAùNA
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D8l, CORPO 01 SPP.Dti,o~i; l)Ar. RA~SO PO ALL '1so~1.o
Continuazione. -
Vedi dtspensci lii
III . - Il passaggio del Po. Nella notte Lra il 30 giugno ed il l° luglio l'armata italiana del Mincio, forte ancora di oltre 100,000 combattenti, compiva la sua lenta ritirata sull' Oglio e si stabiliva fra Gazzòlo e Pontevico, con una fr_o nte di 50 chilometri, te· nendo i passi, coperta sempre dallc3. 9" divisione, dalla cavalleria del III eorpo e da una parte di quella del I e II, colla divisione di cavaller ia di riserva alla sinistra, sul Mella. Fin dal 2G giugno la cavalleria austriaca del colonnello P ulz, sostenuta. da re-parti di fanteria, aveva occupato Goito e nel 30 aveva spinto squadroni verso Castiglion delle Stiviere, verso Gazzoldo e Marcar ia e verso Ceresara ; ne erano succeduti scontri con la cavalleria del III e del I corpo, la quale brillanto mente aveva respinho quelle scorrerie nemiche. Nel dì seguente l'Arciduca, lasciata la divisione di riserva a Oavalcaselle, passava il :Mincio con i suoi tre corpi d'armata a Peschiera, a Salionze ed a Valeggio e si veniva a stabilir.e fra Peschiera, Pozzolengo e Volta. Nol giorno 2 le avanguardie di questi tre corpi dovevano essere spinte fino all'orlo esterno dell'anfiteatro morenico, ma non più oltre. Anzi non era nemmeno nelle intenzioni dell'Arciduca cl i accettare battaglia sulla destra del Mincio, salvo che vi fosse a_ssolutamente costrett o. « S i capirà fa« cilmente - era detto nelle istruzioni da lui diramate ai.
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« comandanti de' suoi corpi d'armata -
telegrafato al generale Cialdini : « Carenzi informa che ne-. « miei sgombrano Polesine pér Verona. Non credete il mo« mento oppor!iuno ri~rendere vostre operazioni? La Mar« mora >>·. Ma il generale Cialdini rispondeva: « Notizia merita con« ferma e l'avrò per mezzo espressi spediti verificare. Gio« vedì mattina (cioè il giorno 5 ) faccio attaccare testa di « ponte di Borgoforte. Con gnesto pretesto . andrò avvici« nari.do trnppe Po )>. « Al doppio scopo - come era detto nell'ordine del ·co« mando supremo ·--· d.' eseguire una ricognil,lione ed una « dimostrazione » era stato bensì ordinato che nella notte dal 1° al 2 luglio il III ·corpo, rinforzato da due divi~ioni del II, · si spingesse al di là dell' Oglìo verso fino alla fronte Castellucchio-Gazzoldo-Pinbega. Ma questa avanzata la quale essendo venuto a mancare il tempo per i necessari preparativi, no:n potè poi e~eg~irsi che all'alba del 3, e che, come già è stato notato, non poteva avere scopo strategico beue dete;minato, venne ben presto arrestata. Le sue punte di cav~lleria poterono però accertare che appunto in quel giorno il nemico dappertutto ripassa~a sulla sinistra del Mincio. « La cagione era facile a capirsi · - osserva la Relazione uf« ficiale - pensando all~ notizie ch e venivano dalla Ger« mania)>. · Comunque sia il momento per noi più p ropizio per P!l-Jsar~-il Po ci e a sfoggito.
che non può essere
« mia i ntenzione impegnarmi in seri combattimenti sul ter« reno designato per tale accantoI).amento, non permettendolo « la debolezza numerica dell'armata. L'occupaz,ione di quel
« tratto di paese nemico non ha altro scopo che di frastor-, « naré le operazioni che il nemico sta già forse eseguendo « o fermarle con suo svantaggio, e _insieme togli~re per « qualche tempo le truppe dall'aria corrotta d'un :;angui« noso campo, con una mossa in avanti che non ci allon-
« tana troppo da quelle posizioni di battaglia che ci siamo « preparati ».
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Le ragioni adotte per spiegare codesto passaggio del Mincio pare a t1oi che' non avessero peso tale da giÙstificare u n allontanamento da Verona. Sta bene che l'Arciduca non era dispost o a lasciarsi' trarre verso il basso Oglio; ma ìu-tanto - come osserva la Relazione ufficiale - , ei s'allon« tanava dal Polesine, fissava la sua attenzione sul :Mincio, « e quivi aspettav.a di nuovo gli- Italiani; e tutto ciò per chè « all'offensiva por il basso Po da parte del nemico più non « credeya ». Si potrebbe domandare per quali ragioni· a co.desta offensiva più non volesse credere, come pure si potrebbe chie· d:ere se, dato che l'armata del Mincio, con la quale potevano pur concorrervi i volontari del 'generale Garibaldi, il giorno 2 si fos~e avanzata alle offese, egli avrebbe potuto evitare la battaglia _sulla destra del · Mincio, e se non potendola evitare, le probabilità di vitt-oria s'arebbero state dalla sua parte; ma prescindendo da tutto ciò, a noi basta di mettere in chiaro come l'Arciduca facesse il gioco nostro, agevolando spontaneamente la nostra offensiva dal basso Po, pnrchè si avesse voluto app:roiìttare senza indugio dell'occasione propizia, occasione propizia di cui fin dal 1° luglio il comando in capo degli Italiani aveva avuto sentore, tantochè aveva
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DAL BASSO PO .Af,L'ISONZO
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Sarebbe stato impossibile l'approfittarne? Non crediamo. Il 1° luglio la maggior parte delle nostre divisioni avev~no riacqùist.ato piena attitudine ad operare. Quinçli se ih segui to al. telegramma ·del generale La l\lfarmora cìrca lo sgombero del Polesine da parte degli Anstriaci, il IV corpo si . fosse t rasferto subito fra Carpi e Mirandola, e se in seguito alla conferma che ragguardevoti masse austriache erano sulla destra del Mincio, nel giorno..._~ corpo si fosse portato 0
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sul Po, il passaggio del fiume e l'occupazione del Polesine avrebbero potuto succedere con la sicurezza di n on trovare che deboli forze a contrastarli. Sta bene che il 3 luglio l'Arciduca ripassava il Mincio, ma per quanto avesse corso, non prima del 7 avrebbe po-' tuto far giungere sul basso Adige la sua armata. Ora per tale giorno non solamente il IV corpo avrebbe potut6,aver preso saldo pie,d ~ nel Polesine, ma avrebbe potuto venire raggiunto almeno da un paio di divisioni dell'armata del M:iricio che si fossero t rasportate per ferrovia. · Certamente la situazione sarebbe stata migliore se fin dal 1° luglio si fosse trasferito il III corpo sulla destra del Po ed avvicii.ia~o il IV ai punti scelti per il passaggio, co me precedentemente s'è cercato di dimostrare _ma sarebbe stata p_u r sempre tale da permette~·ci di sostenere con pr obabilità di buon successo una battaglia sulle r ive del basso Adige.
« conoscere questo stato di cose e proporgli per la Germania « come lo faccio a V. M. per l'Italia, la conclusione d\m « armistizio, come preliminare alle trattative di pace.
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«NAPOLEONE>> .
Re, paese ed esercito bene comprendevano quanto sarebbe tornato umiliante di ricevere la Venezia dall' Impere.tore dei Francesi dopo una battaglia perduta; d'altra parte si rendevano anche conto come gli interessi della Francia fossero contrari al proseguimento della guerra, essenzialmente per quel senso di « patriottica angoscia » che vi aveva pro· dotto la vittoria di Sadowa. La mediazione della Francia, non accettata, potevà venire imposta con le armi, ed in t al caso non solamente non si avrebbe potuto avere l'agognata rivincita, ma fors'anco neppure la Venezia. Occorreva pertanto cercare di guadagnare tempo coi negoziat,i, ed· intanto non perdere µn solo minuto con le ope· razioni militari, e penetrare nel Polesine per attirarvi a battaglia l'esercito austriaco - quella battaglia che paese ed esercito desideravano quasi più ancora della stessa liberazione della Venezia dalla dominazione austriaca. Ormai però non p·otevasi più contare su un notevole allontanamento degli Austriaci dal basso Po. Anzi era da prevedersi che il passaggio del Po ci sar ebbe stato seriamente conteso e_ che probabilmente nel Polesine avremo avut o sulle braccia l'intero esercito dell'A.rciduca n on appena fossimo riusciti a porvi piede, a meno ~e la speciale situazione del momento non fosse per indurre la nostra secolare nemica all'eroica risoluzione di abbandonare con il suo esercito dì campagna la Venezia,
**., Ad affrettare la nostra offensiva. nel l'olesinè, oltre al 'con'tegno prudente e riguardoso degli Austriaci ed alla notizia delia vittoria di Sadowa, un'altra ragione, ben più potente, si venne poscia ad aggiungère. Nella notte dal 4 al 5 luglio il Re Vittori o Emanuele riceveva da Parigi il seguente telegramm~; « A Sua Maestà il Re d'Italia. • Parigi u luglio . .
« Sire. L ' Imperatore d'Austria, entrando nelle idee e« spresse nella mia lettera al signor .Drouyn de Lhuys, mi « cede la Venezia, dichiarandosi pronto ad accettare una « mediazione per r istabilire la pace fra i belliger anti. « L'esercito italiano ha av.uto occasione di mostrare il « suo valore. Un maggiore spargimento di sangue è adungue « inutile, e l'Italia può giungere .on.orevolmente allo scopo « cui aspira mediante un accomodamento con ' me, su cui « sarà facile intendersi! Scrivo al Re di Pni'ssia per fargli
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Così fu. Ancora prima che fosse succeduta la battaglia di Sadowa, sulla Presse, organo l:ffici~so del _gabinetto aus~riaco, 1 si leggeva : « L'armata austriaca m Italia avendo lummosa« mente fatto svanire ogni sospetto che il timore avrebbe « potuto induwe l'Austria a conchiudere una pace d urevole
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« coll'Italia, ha ora ,altra missione da compiere, quella cioè di « recarsi a raggiungere l'armata del nord. >> Evidentemente la sconfitta di Sadowa doveva spingere più risolutamente l'Austria a prendere siffatta decisione. Infatti fino dal 5 luglio il generale La Marmora aveva ricevu_to in- • formazioni attendibili dell'imminente partenza dell, truppe austriache per trasferirsi sul Danubio a difendere Vienna, e ne aveva informato subito il generale Cialdini, sollecitandolo ' ad operare. Questi, al quale dopo della cessione della: Venezia all'impératore Napoleone, e dopo della iniziata partenza degli Austriaci dal Veneto pareva quasi « che il passaggio del Po avrebbe l'aria d'una buffonata », finì. coll'acconciarvisi, ed il 6 telegrafava al generale La Marmora da Reggi0lo: « Do« mani sera, come accennai a V. E., get~erò ponti. La prego. « caldamente non muovere finchè sappia termine operazione « riuscita ».
Mentre aveya luogo questo scambio di telegrammi, il IV corpo si era andato avvicinando al Po, ed erasi anche iniziato l'attacco di Borgoforte. Voleva il generale Cialdini portare dinanzi a Borgoforte due divisioni del suo corpo, oltre a quella del II (Mignano) che già vi si trovava; cannoneggiare con grande massa d'artiglierie di grosso calibro il forte di Motteggiana; e subito dopo, qualunque ne fosse per essere l'effetto, a meno che l'armata austriaca non accorresse al Po, cosa che non appariva guari probabile, portare sette divi;3ioni a passare il fiume fra Garbonarola / e Felonica, mentre la divisione Franzini lo avrebbe passato a Pontelagoscuro. Appena penetrati nel Polesine, organizzare la linea di comunicazione per Pontelagoscuro e Ferrara su Bologna. Il 5 veniva aperto il fuoco contro Borgoforte, sotto la direzion'.e del generale R icotti, con 128 pezzi da 16 e da 40, oltre a quelle delle batterie campali; « ma dopo poche ore di fuoco, « il generale Cialdini, vedendo il nemico disposto a resistere « e le sue batterie messe a troppo rischio co~ì allo scoperto
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« su quegli argini, non volendo più oltre spendere tempo e « munizioni in quella operazione per lui' secondaria, tanto « più che gran parte di quelle artiglierie dovevano poco dopo << passare il Po colle sue truppe e giudicando raggiunto ormai « lo scopo principale di quell'atto, quale si era di potersi av« vicinare al Po senza destare sospetto, comandò di cessare « e commise al genel'ale Mignano che facesse ritirar~ :be arti« glierie, cingesse la fortezza da sud colla sua divisione e « procedesse alla espugnazione med iante attacco regolar_e. « Tutto il resto della giornatà e la n otte seguente e una parte « della mattina di poi andarono spese nel ritrarre le artiglierie « e instradarle verso Guastalla e Suzzara a gran fafaca di « braccia, perchè i .buoi del traino ed i lor.o conduttori, spa· « ventati da quel tremendo cannoneggiare, erano scappati « per la campagna » - così la Relazione ufficiale a pag. 84. Al generale Cialdi.iti interessava infatti vi\ramente d'essere seguito da un con veniente nucleo di grosse artiglierie per potersene valere così per munir e fortemente alcuni passi sul Po e quindi sull' Adige, come per poter attaccare le ope1:e di · Rovigo ed eventualmente anche quelle di Legnago e di Venezia, ond'è che all'attacco regolare di Borgoforte non rima. sero che 74 pezzi di grosso calibro, mentre i 50 del colonnello Balegno seguirono il IV corpo.
Si può· domandare: dal momento che al generale Cialdini premeva di avere a suo seguito immediato numerose arti~ glierie di medio calibro per guernire le opere a difesa delle teste di ponte sul Po e sull'Adige ·e per attaccare i forti di Rovigo, e dal momento che alla riuscita dell'8;ttacco di Borgoforte non annetteva grande importanza,, non sarebbe stato - miglior partito di non impegnarvi che una/ parte relativamente piccola de/ nostri mezzi1 mandando il resto subito a Ferrara, sotto la protezione della divisione Franzini? ·
Dalla seguente tabella rilevansi le mosse del IV corpo fra il 5 ed il 7 luglio : ·
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DAL BASSO l'O ALL'ISONZO
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All'a lba. 4 luglio
<lei 5 , luglio
Quartier generale del IV corpo. 13• Divisione (M~zzacapo) Moglia
Laghino(aNO
di Tramnschio}
14•
Id.
(Chiabrera.) . Suzzara
15•
Id.
(Med ici ) . Polesine
All'alba.
All'alba
del 6 luglio
del 7 luglio
Mi randola
Casore (pressoSermicle)
Quattro Case (a SO di Magnacavallo
Fittanza (a S di Carbonara)
(a 1S O di
Schivenog·lia)
S. Croce e Vir gin ia (a SO di Sermicle)
12'
Id.
(Ricotti). Motta
18'
id .
(Della Chiesaì Mirandola
11'
Id.
(Casanova) . Carpi
MedolJa (a S di Mirandola)
Tramuschio
Fenilone Fratti (traDragoncello e Roversella)
17'
Id.
(Cadorna} Carpi
Motta (a SO di MiQ'andola)
S. Giustino (a N di Mira.ndol a)
Dragoncello
Quarantoli
S. Martino in Spino
Roversella
Risel'Va d'artigl. (Adami} Medolla
Mirandola
Poggio
'l'ramuscbio
Artig l. di riserva (Mattei).
'
·in azione dina.nzi Borgoforte
I
Concordia
S. Martino in Spino
Ferrara
Cento.
Eqnipaggi da forte \Quaglia) - Cento .
S. Martino in Spino
Casumaro Pilastri {a S (a E di Finale) di Roversella
50 Cannoni da S - Cento. 50 Cannoni da 8 -
S. Martino in Spino
fermi a Mirandola
Cannoni da 16.
Bardellona (d ietro S . Croce, aSOdiSermida)
Dragoncello Casa Rossa (a E NE di (a S di Sermide) Tl·amuschio}
Parco d'artiglieria del IV Villafranca (a S Corpo , S. Lorenzo della Pioppa di Mirandola}
Cannoni da 40.
La notte dal 7 all'8 L1glio, sotto la .protezione dei battaglioni be1:saglieri e delle compagnie zappatori del genio delle divisioni Mezzacapo, Medici e Della Ohie~a, ch'erano stati trasportati s ull'opposta sponda su barconi, e sotto quella delle batterie delle anzidette divisioni, che avevano preso posizione sulla sponda destra, venivano gettati tre ponti, due lunghi 320 metri ed il terzo quasi 360, il primo a Carbonarola, il secondo a Sermide ed il terzo a Felonica.. Ciascuna delle batterie ~divisionali del corpo d'armata e dell'artiglieria di riserva aveva mandato 10 pariglie di cavalli delle rispettive riserve di munizioni ai punti di passaggio, a disposizione dei pontieri. Si doveva passare il fiume col solo traino leggero, quale era stato fissato per la formazione a colonna ridotta, con tre razioni di viveri a secco; tutte le truppe dovevano posare gli zaini sulla sponda destra e non portare seco loro che le scarpe, le cartucce e le) t ende a tracolla. Tutto il grosso carreggio, insieme alle colonne di munizione delle batterie, doveva raccogliersi a Bondeno, donde un ufficiale superiore del treno d'armata l'avrebbe condotto a F errara. Gli. zaini -d@.lle truppe, affidati ad un soldato per · còmpagnia e due sottufficiali ed un ufficiale per reggimento, dovevano essere cai'icati su barche del paese e trasportati . a Pontelagoscuro. Per il ponte di Carbonarola passarono le divisioni Mezzacapo e 9h.iabrera con la brigata, di cavalleria La Forest, per qt1~llo di Sermide le division,i Medici e Ricotti e l'artiglieria di ris!'lrva Balegno, per quello di Felonica le divisioni Della Chiesa, Casanova e Oadorna, la riserva d~artiglieria Adami, l'artiglieria di riserva Mattai ed il parco di artiglieria. La divisione Franzini con la brigata di cavalle-ria Poninsky, -e seguita da due gruppi di 50 eanuoni ci~scuno, aveva l'ordine di passare il Po a Pontelagoscuro su due ponti formati da 120 grosse barche fatte giungere da Ravenna, spingersi quindi fino a Villa Mazzana e ,Polesella, mentre le altre · divisioni nello ~tesso g iorno iIÌI cui veniva eseguito il passaggio del Po, avrebbero dovuto occupare Bergautiuo,
Bondanello (sulla Secchia)
S.' Giacomo
S. Felice
Carobbio dell'Olmo (a E di Mirandola}
287
DAL BASSO PO ALL'lSONZO
Roversella
.' ,,.
j
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289
DAL BASSO PO ALL'ISONZO
PAL l.lASSO PO AI.L'ISONZO
Ca:stagnaro, Badia, Lendinara e Fratta Polesine, dove sarebbero venute a collegars·i strettamente con la di visione Franzini. Iu altri termini si trattava di raggiungere-subito l'Adige e l' Adigetto, d i sbarrare le due strade che conducono a Mantova ed a Legnago costituendo così urla grande testa di ponte, saldamente api:oggiata al Po, a_ coprime_n to dei tre pont.i di Carbonarola, di Sennida e di Felonica, nonchè di quello di Poi+telagoscuro. Sei divisioni, con potente massa d'artiglieria, avrebbero dovuto costituire la linea, periferica, due divisioni, con altra potente massa é:li artiglierie, la riserva fra Castelguglielmo e 'rrecenta. La cavalleria era destinata a stabilire i collegamenti. Una flottiglia di'barche da trasp.orto, raccolta sul Panaro, doveva uscir") n el Po e porsi presso F icarolo per i bisogni dell'esercito - per l'approvvigionamento sopratutto. Passata tutta la colonna di sinistra, il ponte Carbonarola doveva essere disfatto e i due equipaggi (400 metri) che avevano servito a costruirlo, dovevano senz'altro essere portati per Ceneselli, Zelo, Baruchella e Crocetta a Salvaterra a seguito della colonna d'artiglieria Balegno.
caneggio ed i loro zaini per parecchi giorni, finalmente per ottenere ciò si facevano seguire le batterie da un munizionamento ridotto, insufficiente al bisogno d'una grande bat; t~.1.glia.
L 'insieme delle dispos izioni date per il passaggio del Po, e di èui abbiamo qui ricordato soltanto le più importanti, pone in evidenza il concetto che le informava. Si vole,·a cioè sorprendere gli Austriaci - intorno ai qua·li 'non si avevano che notizie vaghe ed incerte - 110n solamente nel passaggio del Pò, ;na anche nella traversata del Polesine e nell'occupazione degli sbocchi sulla sinistra dell'Adige. Per ·ottenere tale intento non si esitava ad imporre alle truppe uno sforzo veramente straordinario, cioè una marcia che . ' . per tahi.na di visione si avvicina va a i 40 chilometri (la 12" divisione, R icotti, doveva percorrere 37 chilometri), e ciò dopo le difficoltà ed il disagio di passare su ponti d'equipaggio un ,fiume co·me il ·po nel basso suo corso ; per ottenere ciò non si esi;ava a far sta~·e le tr uppe senza il loro
.,
La: mossa dell'8 dovette però venire arrestata sul Tartaro .. e sul Canal Bianco. La lentezza con cui si ' fu costretti a procedere nel passaggio del Po, e le difficoltà che si incon· trarono a procedere per strade secondarie, a fondo poco solido, ed attraverso una r'égio.i;i.e tanto intersecata di canali, i cui ponti furono in gran parte trovati rotti, certamente devono avere contribuito molto a r itardare l'avanzata, tanto più che il passaggio delle artiglierie di riserva soffrì un considerevole r itardo. Infatti soltanto i.l 9 potè .;eRire cominciato e durò ben cinque ore sul ponte di SermidE;) e quattordici su quello di Felònica. ) « Ma più di tutto - a detta della stessa Relazione uffi~ ciale vi contribuirono le notizie che giungevano da « varie parti e specialmente dal quartier generale principale « della ritirata delf Arciduca dal Mincio, del ripasso della « maggior parte della sua armata sulla sinistra dell'Adige, « di un gran movime.nto ferroviario che si preparava presso « Ver ona, · mentre sapevasi che J.a ferrov ia di Rovigo era ~< stata aperta :fiu dal 20 di giugno - (ed. infatti il _23 su « questa linea era stato eseguito il tra,spodo della brigata « Scudier da Rovigo a Verona) - d'un considerevole 1·in« forzo del presidio di Rovigo, e persino della presenza di « un corpo di 40 e più mila uomini i12: quella parte ». Essendo stata limitata l'avanzata fino al Tart.a1!0 ed al canal Bianco, JÌ volle avere più sotto mano anch; la di visione F'r anzini, e perciò le si ordinò (li recarsi; inJieme alla brigata Poniusky, a Bondeno, donde nella giornata del 9 sarebbe venuta a passare il ponte di Felonica. A Ferrara dovevano per ò restr,e tutte le artiglierie che non faceva no parte organica della divisione.
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DAL BASSO PO ALL'ISONZO 290 Venne inoltre disposto a:ffinchè tanto il ponte di Carbonarola guanto quello di Sermide fossero fatti discendere fino a Felonica. La divisione Mezzacapo, invece di stabilirsi a Bergantino, come primieramente era stato disposto, doveva limitarsi a coprire l'operazione del ripiegamento dei ponti , e stabilirsi quindi a Calto. Alla sera dell'8 luglio il V corpo veniva pertanto a trovarsi con sette divisioni raccolte iu ristretto spazio tra ·Zelo, Trecenta, Castelguglielmo e Runci, la riserva fra Ceneselli e Salara. La divisione Frnuzini a Bondeno. Nel dì seguente il generale Cialdini avreb,be avuto sotto_ mano tutte le sue otto divisioni e le sue due brigate di cav,alleria per operare in qualunque direzione.
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Le notizie raccolte il g iorno 8 nei paesi occupati confer-. mavano la presenza di considerevoli forze a.ustriache nel Polesine, benchè non mancassero anche altre che ripetevano essere già cominciato il trasporto delle truppe nemiche per accorrere in difesa di Vienna. Ad ogni modo la prudenza si imponeva, poichè non era punto da esclndere che l'Arciduca non volesse lasciarsi sfoggire l'Òccasione d'ottenere una seconda vittoria sull'Adige qualora gli fosse stata offerta manovrando alla sventata per soverchia fretta. Il giorno 9 ·per cousegnenza non si fecero spostamenti dì rilfevo : le truppe si stabilirono più saldamente sulle po · - siziòni occupate spingèndo esplol'.azioui fino a Castagnaro, Badia; Crocetta, Santa Maria Maddalena. La divisone Franzini e la brigata Pon.insky a tarda sera giunsero a Ceneselli. Le esplorazioni e le notizie fornite dagli informatòri con· cordavano nel riferir.e che tntto il Polesine era libero fino a Lean,ao·o ed a Roviiro ·, ma con codeste rassicuranti inforo t:> -~ mazioni erano in contraddizione· quelle fòrnite dal oomaudo supre;m6. Così questo scriveva in data del 9: « Le notizie « che si ha'.nno quest'oggi confermano chf un certo nerbo di
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DAL BASSO PO ALI/ISONZO
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<< truppe austriache si concentra sul Po. Infatti oltre ai qua« rantamila uomini, che come già aununciavasi ieri, si trove« rebbero nei dintorni di Rovigo, vuolsi che altri seimila sieno « giunti a Padova ad altre truppe sieno quivi attese..., La « scorsa notte il nemico avrebbe abbandonato completa« mente la linea del Mincio, ed un':t considerevole colonna « sarebbe entrata in Mantova. » Agginngevansi poi altri raggnagli tendenti a far r itenere probabile la radunata di considerevoli forze nemiche verso il Polesine, benchè però non si potesse nemmeno escludere che le truppe che prendevano - stando alle notizie - la ferrovia a Verona dirette a Padova, invece che voltare verso .U basso Po, continuassero verso il Friuli. Ciò stante, bene si comprende come anche nella giornata del 10 luglio il IV corpo dovesse procedere cautamente, ond'è che esso si limitò ;1d eseguire una breve mossa d i fianco a destra, unicamente intesa a spostare la testa di ponte mo bile verso oriente in modo da vrenire a coprire anche Pontelagoscuro: « Sei divisioni e due bri%ì1te di cavalleria sta« vano così disposte ad a.reo colle ali appoggiate al Po, e il « centro coperto dal canale Biauco; una divisione in atto di « riserva centrale a Iiun0.i ed ùna a guardia delle nuova base « F icarolo-Gaiba. (1) » Anzi, malgrado le notizie che il Polesine era saombro "' dagli Austriaci, tranne, ben inteso, Rovigo, tanto possibile credevasi ancora, e sperava.si d'incontrare qualche resis.tenza, che il generale Cialdin i aveva tutto disposto 5e in quel giorno il suo corpo d'armata fosse chiamato a. battaglia.
La notizia della r itirata degli Austriaci dal 'Veneto era però pienamente vera. / . L'Arciduca, informato il giorno 8 che le truppe del generale Cialdini passavano il Po, aveva comandato che il presidio di Rovigo sgombrasse quella cit tà nella notte dal 9 (!) •
Relazione u[Jìciale •, _parte 1!, pag. ~00 .
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DAL BASSO PO ALt.'1SONZO
DAL BASSO PO ALr.'JS01\ZO
al 10, facendone saltare i forti, e si ritirasse su P adova, r ompendo i ponti sull'Adige, sul canale Gorzone e sul Baccbiglione. A veva poi dato disposizioni per la ritirata del 5° corpo per il Tirolo e del 7 e 9° corpo con la cavalleria per il Friuli. Il 10 gli Austriaoi avevano: una retroguardia, composta del 10° battaglione cacciatori e dal 13° reggimento ussari, in Vicenza ; il 7° corpo presso Cittadella; il 9° corpo presso Castelfranco; la brigata Pulz a Campo d'Arsego (a uorcl di Padova); il 5° corpo era già m marcia pel B renner.
toccare Stienta ad ovest e Polesella ad est. Ben 300 cannoni dovevano costituirne rarmamento. Tra l' 11 ed il 12 da ogni parte giungevano notizie particolareggiate e precise della ritirate degli Austriaci, i quali col grosso il giorno 11 erano già stùla Piave. Conseguentemente il IV corpo si portava tutto sulla riva destra dell'Adige fra L endinara ed Anguillara; nella notte dal 12 al 13 venivano gettati cinque ponti, la cavalleria veniva spinta su Este (brigata. Poniusky) e su Legnaro, presso Padova (brigata La Forest). Quest'ultima brigata esplorava su larga fronte verso Treviso, Mestre, e Brondolo. Dal 12 al 15 le divisioni del IV corpo rimasero però nel Polesine, tranne due che il 14 vennero· ad accampare sulla riva sinistra dell'Adige : Nel frattempo vennero raggiunte dai lori cariaggi, ch'erano stati lasciati sulla destra del Po, nonchè dai carri con gli zaini. . Le prime truppe del I corpo d'armata (1" e 5" divisione) cominciavano già ad arrivare. Tale la situazione quando il 14 convenivano in Ferr&.ra a consiglio i generali La Marmora e Cialdini, il barone Ricasoli, i ministri della guerra, della marina e degli affari esteri sotto la presidenza di S. M. il Re. « F u risoluto di proseguire « la guerra col massimo sforzo e :6.nchè fosse possibile, sia « quanto a tempo sia quanto a spazio. L 'esercito fosse ripar« tito subito, e senza fermarsi, in sette corpi d'armata, di « tre divisioni ciascuno, tranne il 7° che sarebbe di due sole, « più la divisione di cavalleria. Cinque. corpi {14 divisioni, « 150 mila uomini all' ingrosso) composti delle tmppe già « entra.te nel Veneto o pi~ vicine ad entrarvi, con nna pode.« rosa r iserva di artiglieria, costituissero un' armata detta « Corpo di spedizione sotto il comando del generale Cialdini « che dovesse marciare a grandi giornate verso l'Isonzo, « cacciare gli Austriaci da quella frontiera, appoggiarsi a « Trieste, e se il caso lo avesse richiesto passar e le Alpi e « marciare su Vienna. Gli altri due corpi e la divisione di « cavalleria rimanessero nel Veneto sotto gli ordini diretti di « S. M. a custodia della linea di operazione e ad assediare
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Nella mattina del giorno 10, quando cioè si stavano eseguendo gli spostamenti fra oanal Bianco e Po per avvicinarsi a Santa Maria Maddalena, di cui sopra s'ò fatto menzione, i generali l\Iedici e della Chiesa informava.no il generale Cialdini che gl i Austriaci avevano la uotte prima sgombrato Rovigo, facendone saltar e i forti e rompendo i ponti sull'Ad ige. La situazione dunque improvvisamente si chiariva completamente : gli Austriaci non solamente rinunciavano alla difesa del Polesine, ma quasi certamente anche a quella del Veneto; anzi correva insistente la voce che avessero sgombrato perfino Venezia. Conseguentemente il generale Cialdini disponeva ohe nel dì seguente il corpo d'ai'mata, 'per mezzo d' nn obliquo a destra, venisse a disporsi a cavallo della grande strada Ferrara-Rovigo Padova, c si spingesse fino all'Adige tra Badia ed Anguillàra con q nattro di visioni, mentre le altre <]Uattro si sarebbero disposte in seconda linea sul caual Bianco: alle ali la cava,lleri<t doveva ~pingere ricognizLoni verso Cavarzere, Legnago e Mantova : Si fecero avvicinare a Rovigo gli equipaggi da ponte per passare l'Adige e si dispose per la costruzione d'una testa dL ponte in stile passaggero a, protazione di Santa Maria Maddalena, le cui ali dovevano 0
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D.!L BASSO PO ALL ISONZO
« le fortezze. Una divisione per Valle Sugana si portasse a <<
dare mano a Garibaldi per la conquista del Trentino, che
« doveva essere affrettata quanto più possibile. L'armata.
« navale uscisse a provocare a battaglia la flotta nemica, mi« nacciando all'uopo qualche isola, o qualche punto della cò« stiera. Vintala e fattole quanto più male potesse; tenesse « l'Adriatico in sua balia e procurasse d'impadronirsi di « Trieste. Un piccolo corpo di truppa da sbarco sart1bbe stato « raccolto in Ancona a disposizione dell'ammiraglio. Quando « l'armata del generale Cialdini avesse potuto basarsi su « Trieste, avrebbe avuto per le sue ulteriori imprese d'oltre « Alpe il vantaggio d'una linea d'operazione assai più corta (< e siuura di quella che movendo dal basso Po sarebbesi « distesa per Padova, Treviso e Udine, e per Lubiana o « Klagenfurth verso Graz. Il generale Garibaldi con una « parte dei suoi volontari, sb,:igata l'impresa del Trentino, « avrebbe potuto essere spinto per Trieste verso l'Ungbe« ria, ecc. (1) ». A tutto ciò si aggiungevano disposizioni circa il corpo di riserva, già decretate in massima fin ·dal 29 giugno nel convegno di Parma, circa l'organizzazione difensiva del Polesine e circa l'impiego dell'artiglieria stata impiegata nell'attacco di Borgoforte, le cui opere vennero abbandonate dagli Austriaci il 18 luglio. Questo dunque il piano per la seconda parte del secondo periodo della campagna del 1866 in Italia : Prima però di prendere in esame i criteri direttivi cui esso era informato e di vedere come sia stato posto in atto, ci converrà soffermarci brevemente per ricordare come sia avvenuto il trasferimento dell'armata del Mincio dal basso Oglio al basso P o e per discutere così le operazioni per codesto trasferimento come quelle per il passaggio del basso Po da parte del IV corpo. ( Continua.). LUIGI SEG.A.'l'O
Tenente colonnello (i) , l\elazio ne ufnciale ,, secondo periodo della g11on·a, pag. HL
àt
S. Jf.
SUL TRATTAM~NTO DEGU AREONAUTl IN GUERRA
Nel 1870 Parigi, investita da ogni parte e sì strettamente -che nessun corriere poteva aprirsi un passaggio attraverso le linee compatte delle legioni allemanne, ricorse ai palloni per mettersi in comunicazione colle provincie, dalle qua.li era del tutto separata. Il 23 settembre infatti 001.1inciò una serie di ascensioni, continuate poi senza interrnzione durante i cinque mesi d'assedio, ed in cui furono innalzati no'n meno di 64 palloni col trasporto di 150 persone. tra cui M. Gambetta, che potè così andare a mettersi alla testa del movimento di resistenza nelle provincie. Non tutti questi palloni arrivarono al loro destino giacchè i T edeschi fecero loro una caccia spietata; non solamente profittarono dì tutti i rischi, di tutte le disgrazie e dei colpi di vento che facevano cadere i palloni entro la zona da ,e ssi occupata ma li perseguita1·ono col t-i.ro dei loro cannoni, ..arrivando, perfino, come dice il Calvo, ad inventare un cannone di forma speciale per colpirli durante il loro passaggio. Veniamo ora al trattamento delle persone trova.te sui palloni pres1 dal nemico: i primi docut?,enti che troviamo su tale argomento rimontano alla guerra del 70. Infatti in una lettera. diretta da Versailles il 19 novembre 1870 a M. Washburne, ministro degli Stati Uniti, Bismark dicrara francamente: « Tutti· coloro che sceglieranno questo mezzo per attraversare « le nostre lìnee senza autorizzazione e per mantenere rela« zioni a danno delle nostre truppe, saranno trattati,se cadono << nelle nostre mani, al modo stesso degli spioni, e t radotti per << consegnenza davanti a uri. consiglio di guerra. » E, fedeli
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SUL TRATTAMENTO DEG Ll AREON.AUTI IN GUERRA
SUL 1'RATTAllENTO DEGLI AREONAUTI IN GUERRA I
alla loro promessa, i Tedeschi internarono nelle fortezze della. Germania le persone presene i palloni naufragati in attesa di farle giudicare da consigli di guerr;i,. Tutti gli autori moderni di diritto internazionale hanno biasimato sevèramente tale misura, e non si può nega;re che essa sia basata su principii falsi ed illogici; basta entrare uh po• nel merito per persuaders.eue. , L'uso degli areostati può servire a due scopi: o c~me mezzo d'investigazione, o come mezzo per t rasmettere n otizie ed informazioni. Nel primo caso, come ben osserva il. Morin, se l'areonauta è gettato dal vento sul territorio occupato dal nemico, egli non può, nè deve essere trattato come spione per due ragioni: in primo- luogo perchè il pallone è 'v isibile ed egli ha compiuto o cercato di compiere apertamente la propri?t, missione, in secondo luogo perchè egli no:ç. è venuto di sua spontanea volontà a cacciarsi tra le file nemiche; queste due condizioni dovrebbero escludere la possibilità di una rassomiglianza agli spioni, le cui ca{·atteristiche sono la clandesti~ità e la segretezza spinte fino agli estremi. Sarebbe quindi molto più. equo considerare questo aereo osservatore come un agente militare inviato in ricognizione, ed usare dei riguardi verso chi per un caso di forza maggiore ha corso serio pericolo. Impiegato poi per portare dei dispacci al di là cl:el territorio occupato dal nemico, va considerato conie un mezzo di trasporto aereo, che non ha nessun contatto colle linee nemiche, perchè l'aria e io spazio ·vuoto non appartengonb ad alcuno. Se il pallone viene a cadere sul territorio soggetto al nemico, sia perchè colpito da proiettili; sia perchè s~intovi da altrp, ragione, bisogna rit<mere questo un caso cli forza ma.ggiore, e non un mezzo di spionaggio, l'àreonauta non essendo che un messaggiero, al quale venne impedito di compiere la suà missione, e se egli è preso, tutt'al più può esser fatto prigioniero di guerra. Pertanto non si può a meno di disapprovare il ragionamento col quale i Tedeschi cercarono di giustificare un procedi1'nento che al giorno d'oggi sarebbe ritenuto per arbitrario e contrario alle leggi della guerra .. Un'autorizzazione. V
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osserva il Morin, va da essi ritenuta. necessaria, per attraversare le linee nemiche; ma queste linee sono in terra, non in cielo, non potendosi ammettere che chi si eleva tanto alto possa esigere l'autorizzazione del nemico. Il dal vo sostiene · ohe possa assimilarsi il personale di un pallone all"equipaggio di una nave, che tenta rompere il blocco, giacchè in fondo una città assediata si trova nell'identica posizione di un porto bloccat o: ora questi marinai, se neutri si lasciano pas·s are liberamente, se nemici sono trattenuti prigionieri, senza ,c he siano sottomessi ad alcuna pena. Come dt1nque si riterrà per delitto di far nell'aria quanto è permesso di fare in mare? « Il mare libero, esclama il Guelle: questa è la massima con<.< sae:rata al giorn.o d'oggi, ed allora diremo lo stesso anche « dell'aria; forse M. B ismark si crederà possessore anche « dell'aria? » Il Bluntschli per giustificare, io credo, l'errore commesso nella guerra del 1870 ha formulato la seguente regola: « Finchè l'occupante può esercitare un potere effettivo <.< sullo spazio d'aria sottoposto all'azione dei propri cannoni, « esso è autorizzato ad impedire le relazioni per pallone. « Lò spazio d'aria al di là dì tale limite non è sottoposto « da parte del nemico ad alcun regolamento o penalità di « sorta. Se d'altra parte Ù neÌnico riesce ad impadronirsi di << nn pallone, potrà prendere tutte quelle misure di sicurezza « che crederà necessarie sia impadronendosi delle lettere e « dei dispacci, sia trattenendo provvisoriamente gli areonauti « ed i passeggeri, benchè questi ,non si siano 1ìesi colpevoli « di alcun delitto di guerra. » Se adunque il pallone è stato colpito dai proietti nemici, non vi può esser questione, perchè è certo che era passato entro il .limite di spazio sopra indi~ato ; ma se il pallone cade per altra causa accidentale, allora per appliqare la regola bisognerebbe conoscere esattamente a quale altezza sia passato. E qui sta appunto la difficoltà dell'applicazione della regola, g iacchè, come osserva lo stesso Bluntschli, nessuno può dire con certezza a quale altezza sia passato il pallone; senza pensare poi che con tutta la buona volontà degli ·areonaut i di
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SUL TRATTAMf,::'.\TO DEGLI AREO~AUT! IN GUERRA
man~enersi ad una data altitudine spesso per cause indipendenti dalla loro volont a sono ·spinti ad altezze varie ed anche a terra. Certo in qualche ca,ao può essere utile qualche presunzione secondo la costruzione, il volume, là forma, ecc. del pallone, ma non è possibile da questi elementi incerti e malsicuri trarre una regola generale da applicarsi sempre. Dice poi il Bluntschli, che il semplice· tentativo di attraversare le linee nemiche in pallone sarà punibile, anche quando non. è accompagnato da tradimento, ed ha per solo scopo di trasportare dei passeggeri fuori del blocco; noi non crediamo che si possa ammettere tale teoria. Il nemico infatti può tirare sul pallone al suo passaggio, a qualunque altezza si trovi, g iacchè esso compie un atto di ostilità, for zando l' investimento; può impadronirsi della corrispondenza contenutavi e d~gli areonauti, ma siccome questi agisGono alla scoperta, debbono essere considerati come belligeranti regolari, e per conseguenza non sottomessi ad alcuna penalità, m1;1, semplicemente trattati come prigionieri di guerra. La conferenza. di_ Bruxelles non ha esitato ad assimilare le ascensioni in pallone alle ricognizioni militari; nel corso 'della discussione il generale De Voigts-Rhetz espresse l'avviso che agli individui montati in pallone potesse intimarsi la discesa, e solta;nto qualora essi si rifiutassero di eseo-uirla b ' si potesse tirare su di loro, e una volta presi dovessero esser ritenuti come prigionieri di guerra, ed .in nessun caso trattati come spioni. A noi non sembra pratica la prima parte d i questo prqcedimento, giacchè il fatto d'intimare la resa ad un pallone che spesso si scorge a parecchi chilometri di d istanza, non è cosa faèile, e coi mezzi d i cui si dispone attualmente quasi impossibile, finchè si mantenga a. quella distanza; ad ogni modo a~che quando fosse possibile, riuscirebbe perfettamente inutile g iacchè il pallone cercherà in tutti i modi di co.m piere la sua missione e si guarderà bene dall'ubbidire. Si aggiunga inoltre che non sempre agli areonauti è permesso d i eseguire a loro volontà una data manovra e tutti ' sanno che la spinta delle correnti può far loro perdere la
SUL TRATTAME~TO DEGLI AH80NAUT1 IN OUEIIRA
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direzione della marcia, e gettarli quando meno se lo aspettano in balì.a del vento. Per tutte queste ragioni pertanto noi escludiamo l' iutìmo della discesa del pallone, e siamo c1·opinione che una volta segnalato e giunto a distanza utile, sia conveniente iniziare immediatamente il tiro sul pallone stesso, per obbligarlo a discendere per ±orza, e per impadronirsi degli areonauti e delle carte e documenti che essi trasportano. La seconda parte deI1a teoria del generale de Voigts-Rhetz concorda perfettamente collo stato attuale della questione, e 1;ton è il caso cli parlarne. Nè diverso è il parere del Manuale rli legge dell°' gueri·a (Oxford 1880), il quale alrarticolo 21 accorda il trattamento dei prigionieri di guerra agli areonauti civili incaricati di osservare il nemico e cli mantenere le comunicazioni tra le diverse parti dell'esercito o del territorio. Secondo il Ge:ffecken l'applicazione delle sottili distinzioni del Bluntschli, che noi abbiamo già esaminate, presenta in pratica molte difficoltà, e giustamente non le ammette; però egli è l'unico degli autori mode1;ni, che seguendo le teorie del Ltider condanna le prescrizioni del progetto di Brnxolles (articolo 22), secondo le quali gli areonauti militari e civili, impiegati a mant enere le comunicazioni tra le differenti parti dell'esercito non debbono essere trattati da spioni. Anzi a questo proposito lo stesso autore è d'opinione . che nel 1870 i giureconsulti inglesi della Corona riconobbero giustamente la procedura esercitata in materia dall'esercito tedesco e perciò non può biasimare lord Granville che rifiutò di domandare una indennità per il sarto Worth preso in pallone. Ma. ripeto, egli è il solo ad ammettere simili t eorie, ed al giorno d'oggi è universalmente accettato che il trattamento riservato agli areonauti presi iu pallone sia quello dei prigionieri di guerra, facendosi in tal modo una tacita assimilazione degli areonauti ai messaggeri od agli in formatori spediti in ricognizione. M. '\Vilhelm sul Jour•nal du cl1·oit interrwtional p,·ive (anno 1891) va più avanti, e sostiene che una volta ammesso tale principio di assimilazione, si dovrebbero mettere gli areonauti nelle identiche condizi6ni degli altri, e perciò provvederli di un'uniforme che designi
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SUL TRATTAhlENTO DEGLI A!!.I<ONAU'l'I IN' GUERRA
esattamente il loro carattere militare ed un titolo regolare che li protegga, quale la bandiera. Allora se il pallone viene a cadere tra le file nemiche, .n essuno potrà contestare al suo equipaggio la qualità di belligerant i regolari. Al giorno d'oggi questo desiderio del Wilhelm si può dire realizzato, giacchè quasi tutti gli eserciti principali hanno dei reparti di specialisti del genio incaricati del servizio degli areostati, e perciò non si può porre in . dubbio .c he nelle guerre avvenire g li areonauti, che saranno presi dal nemico, saranno rivestiti della loro uniforme ed il pallone marcerà protetto dalla bandiera della na0iorie a cui appartiene. Non voglio la.s ciare questo argomento senza prima toccare una questione che riguard~i più che altro il servizio dee;li areostati in tempo di pace, ma può presentarsi anche in tempo di guerra; può infatti avvenire che unareostato compia in tempo di pace delle osservazioni che possono esser e accusate di _spionaggio. Ognuno ·conosce i progressi che ha compiuto in questi ultimi anni la fotografia, e dall'alto di un pallone non è impossibile r itrarre delle vedute contenenti il panorama d'una piazza forte : e pur d'accordo col Calvo e col Wilh.eim che non possa permettersi ' che questo genere di sport sia . libero a tutti, non crediamo che il rimedio da loro proposto sia praticamente possibile. Infatti il sistema di far seguire il pallone sospetto per assicurarsi alla discesa che il suo còmpito sia puramente scienti.fico • offre molte difficoltà che di I leggeri s.i possono scorgere, e non sarà sempre facile superarle, talchè spesso po~rebbe accadere che il pallone sfugg isse a qualu4que ricerca. Rit~niamo quindi più conveniente che se il pallone si presentasse in vista di qua:che fortezza, o desse serii sospetti di _volerne riprodurre l' interno mediante vedute fotografiche, la cosa migliore sarébbe quella d'intimargli d'allontanarsi in modo qualu.nque, e ina,gari qllalche colpo di cannone tirato in una direzione prossima alla sua, ed ove queste intimazioni riuscissero infruttuose cercare di colpirlo coi proietti per calarlo a terra, e privarlo del materiale che avrà raccolto. Ma come impedire. che un pallone frenato si sollevi da un punto qualunque
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della linea di frontiera, e si valga della fotografia per ottenere i piani dei forti che sorgono dalla parte del territorio del nemipo? in tal ·caso trovandosi il pallone nel proprio territorio non può essere colpito dal tiro, e quindi avrà libern campo di compiere il suo mandato. Io non veggo che questo fatto si possa impedire, ma d'altra parte se manca il rimedio, . non si può negare al nemico la facoltà di fare altrettanto, e in tal' modo potrà essere ristabilito l'equilibrio. · dott-. Elm,ro VENZI tenente cl'a1·tiglieria.
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GLI AMMI1{AGLI E LA FLOTTA A CRETA
L'azione degli ammiragli a C;reta sollevò tali clamori al suo tempo, che noi crediamo debba riescire di qualche interesse riassumere il lavoro d'un ufficiale inglese che fu testimone oculare dt:lgli avvenimenti svoltisi in quelle acque. In esso l'autore non reca notizie le quali non sieno sostanzialmente più o men note; ma coordina e dà ragione d i vari fatti sui quali non era stata detta ancora l'ultima parola. Ecco perchè ci sembra utile riassume;e il suo lavoro.
*** Il 26 dicembre d.el 1898, gli q,mmiragli delle quattro grandi potenze, Francia, Russia, Inghilterra ed Italia, lasciarono l'isola cl.i Creta, che era rimasta virlualmente per quasi due anni sotto il loro comando, e cedettero il governo al principe Giorgio' di Greci,._a. Non sarà inutile trattare brevemènte dell'opera degli ammiragli durante quel tempo, ed esporre lo stato delle cose, pri~a che ivi g iungessero le corazzate europee. E, anzitutto, giovi affermare che la dominazione turca su quell'isola era per ogni ragione diventat~ impossibile. A ffermando questo, non intendiamo di dire che ciò derivasse da eccessive misure fiscali, bensì - e unicamente ..:...... perchè giustizia, legge, ordine, sicurezza delle proprietà e delle persone, ove queste persone professavano la fede di Cristo, erano, sotto la dominazione m usulmana, non soltanto un mito, ma percliè, da due secoli, quei crisl;iani vi soffrivano le più dure sevizie, per fuggir le quali non avevano scampo che nelle loro i,m praticabili roccie, mentre le lor donne e i loro bambini venivano trattati son spaventosa ferocia.
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È noto che nel "1896 il sultano fu indotto dalle- potenze e·uropee a promettere alcune riforme nell' ~mmiflistrazione dell'isola (un governatore e un giudice cristiani, una gendarmeria europea, ecc.). Nel fatto però tali riform~ 'fctrono irrisorie. Da ciò la d isperazione di quella gente, da ciò l'e .armi e le muri.izioni introdotte nell' isola dalla Grecia, e finalmente '10 scoppio della rivoluzione nel gennaio 1897. La sit~azione' ·militare d'allora era questa: un corpo di soldati cristiani - con molti Greci nelle loro file - tenevano il p,aesé, quasi fino alle mura dell~ città. Queste erano .pre- · sidiate da un èorpo di Basci-Buzuk, e -- sparsi per tutta l'isola o concentrati a Candia e a Canea - v'erano circa 12 000 soldati regolari turchi. Frattanto le potenze europee si erano opposte a che il sultano aumentasse- ivi il contingente delle sue truppe, ed avevano, allo scoppiare della rivoluzione, esercitata, sopra quelle che già 'v'erand, un attenta sorveglianza, affinchè esse non prenclessèro l'offensiva _s ui cristiani. · È a .questo punto che cominciò l'oper~ degli ammiragli. :Nella prima settimana ·del febbraio 1897 essi decisero di eserèitare la loro aziong militire e diplomatica. Il consiglio, com'è ben noto, era composto del vice-arnmiraglio anziano <Janevaro, di Pottier per la Francia, Andréef, ,per la Russia, von Hinke per l'Austria , Harris per l'Inghilt~rra e Koellner per la Germania. Ma dalla loro prima riunione apparve evident e che i Gabinetti europei non avevano ancora un concetto esatto -della linea- di condotta che ~ovevau seguire. Gli ammiragli mancavano d' istruzioni pratiche e- _precise, mentre gli avveni·menti precipitavano, e furono c0stretti (con quanta responsabilità persona~e ognnno agevolmente comprende) ad agire d i lor propria iniziativa. . Le corazzate europep eransi appena ancorate presso Canea, . allorchè alcune navi g\eche pervennero a quelle acque allo scopo d'opporsi, con la forza, ad un ulteriore sbarco di truppe turche. F u subit.p loro imposto d i ritirarsi e infatti ripartirou9 la sera st~SS8<. Qµas,i nello stesso tempo però, il 1
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colonnello Vassos, con 1500 soldati provenienti da · Atene, sbarcava a· Creta. Anche qui apparve il disaccordo dei Gabinetti europei sulla lin,e a di condotta da seguirsi. E infatt i, mentre gi davano ord ini che al principe Giorgio fosse ìmpedito di rimanere su quelle acque, si permetteva al colonnello Vasso:, di penetrare nell'isola. Ne conseguì che quando, dopo i primi scontri fra le sue e le truppe turche, i Gabinetti parvero destarsi e i depositi delle provvigioni di Vassos venivano catturati, egli chiedesse in una lettera agli ammiragli se, essendogli stato permesso di sbarcare, ora dovesse, insieme ai suoi soldati, essere costretto a morir di fame! Gli avvenimenti, ripetiamo, precipitavano. I cristiani di Akr.otiri, agendo di concerto con Vassos ass~lirono l'ava.nguardia turca. A tale assalto gli ammiragli. risposero occupando, con circa 900 soldati Canea ed issandovi la bandiera delle grandi , potenz'e. Ciò non ottenendo lo scdpo desiderato e gli assalti , inseguendosi ' rapidamente, il 21 febbraio avv~nne quello che passò celebre col nome di bombardamento di Ak1'0tih e destò tanto malsano sen,t imentalismo in tutta Europa. il fuoco durò circa ciuqne minuti, e, a quel tempo, si disse e si scrisse 0he perissero 15 persone fra le quali alcune monache. Ciò era assolutamente falso. Intorno al fortilizio preso di mira a ci-rea 5 000 metri e sul qua_le sv_e ntolava bandiera· greca, v'erano, quando cominciò il fuoco, due persone, una delle quali (un forte ed alto giovinotto) issò nuovamente dopo che era stata abbattuta da proiettile delle navi la bandiera g r eca al suo posto primitivo. Era falso, ripetiamo; ma quel clamore malsano destatosi in Europa indusse gli insorti a credere che nessuna altra mism'a sarebbe ·s tata ulteriormente presa contro di loro, ed essi divennero più aggressivi per tutta l'isola. . E allora fu necessario stabilÌrne il blocco. Esso mirava . a far intendere ~gli isolani che smettessero da ogni atto di una inconsulta violenza che si sarebbe doyuta fare cessare a qualunque costo, tanto· più che i Turchi, approfit tandone
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alzavano al cielo maggiori lamenti dicendo: « Voi non ci « permettete di ricevere rinforzi, non ci permettete di com<< battere, permettete però che ci ammazzino liberamente! ». In quali imbarazzi tutto ciò mettesse!gli ammiragli ognuno comprende. Il blocco portò un gravoso aumento di fatica sì per gli ufficiali che p.er i soldati. Le strade circostanti a Suda dovevano essere invigilate da maTinai, impegnati continuamente ad opporsi a qualsiasi assalto da parte degli insorti cristian.i; ma ciò non fu sufficiente, e poco dopo, mentr'essi ostinavansi ad investire un fortilizio occupato da circa 50' •rurchi sulle alture d i Melaxa, fu necessario dar loro un altro avvertimento. Tutta- . via, ancorchè ammoniti per lettera, . ?he non sarebbe loro stato permesso d'impadronirsi della posizione anzidetta, essi accerchiarono, il 25 di n1arzo, il fortilizio, ruppero i condotti dell'acqua ·e imposero alla p~ccola guarnigione ture~ di arrendersi a discrezione. Mentre si precipitavano dentro, i vascelli della flotta europea aprirono ·il -fuoco, ed un proiettile deÙa Bausan fece una b_reccia sul muro dell'edificio, esplodendo nell'interno di esso. Gli insorti fuggirono. Pareva dovesse bastare, e non bastò. RipP;tti.ti assalti fu. rono tentati contro il forte Tzzedin occupato da circa 300 Turchi. Tali assalti divennero così persistenti, che si trattò seriamente se non fosse il caso di agire come si era agito per Akrotiri. Quali le conseguenze in tale fatto esse ~o~ eran facili ad essere prevedu.t,e : giovi solamente dire che 11 forte era largamente munito di cannoni cl' ultimo modello c~n le bocche rivolte verso il mare, e che fra gli assalenti v'erano degli eccellenti artiglieri delle truppe di Vassos. Frattanto, alcune navi furono mandate lungo la çiosta: ma non avendo la loro presenza ottenuto alcun risultato, fu dato ordine alla corazzata inglese Gamperclown d'aprire il \ fuoco . Anche qu.esta volta, come ad Akrotiri, fu scelta una distanza di. circa 5000 metri. L'effetto fu i1:;tantaneo; gli insorti fuggirono ed i •r n·r chi issarono la mezza luna.
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Il maggiore Bor della corazzata Revenge fn allora mandato a prender possesso della posizione ed il fuoco cessò completamente: tuttavia. ciò valse a persuadere gli isolani che gli ammirag1i' nqn erano soltanto uomini d'azione, ma che sentivansi anche disposti ad agire energica~ente per il bene di tutti. • La sussegnente partenza di Vassos dall'is.ola chiuse la prima fase d'operazione degli ammiragli, le misure dei quali, .se possono anche al dì d'oggi parere a taluno aspre od eccessive, non si potrà ~egare c~e non fossero necessarie e, anzitutto .che non venissero coronate dal successo.
*** Entriamo ora nella seconda fase, la prn difficile forse, poichè trattàvasi di cercare o creare un modus vi'Oendi tra le fazioni avverse, :finchè un solo tutco rirnan.esse nell'isola. . La più difficile, 'ripetiamo; giova infatti ricordare che mentre i mercanti, gli avvocati, gli tl.1bergatori e simile gente non volevano ritornare ai loro affari temèndo le vio· lenze ·turche, i contadini e i proprietari di terre, ~usulmani, ora ridottisi nelle città, vecieva'no la loro unica salvezza nella permanenza dei loro correligionari nell'isola. Questa la difficoltà maggiore, e nella quale nessuno dei bO'Overni . voleva essere il primo a mettere le mani. Da ciò nuove complicazioni diplomatiche; da ciò.avvenne éhe sir Robert Han"is lasciò l' isola in gennaio, seguito poco .dopo da Canevaro; Andree,f fu sostituito da Skrydloff, e l'Austria e la Germania essendosi ritirate, rimaneva all'Inghilterra la oD'rave sorve. glian,za di Creta. Era questa città presidiata da UI!a guarnigione turca di 5000 soldati; centinaia di cristiani e gran numero d'abitanti delle varie città, specialmente di Sitia, vi si erano rifugiati: così chJ tutti gli elementi più facinorosi ed avversi vi si trovavano concentrati, Si aggiunga a ciò che l'azione degli ammiragli non era stata accolta favoi'evol -' mente ·da nessuna delle parti nemiche e che l'odio fra ·queste ~umentava, se ciò era possibjle, di giorno in giori~o, . perchè infiammato 'dal reciproco timore.
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'rale stato di cose durò tutto l'estate, fìnchè, il 6 settembre, l'insurrezione scoppiò nuovamente. Essa ebbe a pretesto la decisione presa dagli ammiragli di raccogliere tra gli isolani derrate ed oblazioni. in denaro, perchè fossero adoprate e spese a beneficio di tutti. Il giorno fissato a C~ndia per la consegna della dogana alle autorità inglesi, fu giorno sciagurato. La popolazione, sovreccitata da pubblici comizi, gridava che le si voleva estorcere il suo denato per consegnarlo ai nemiqi. Il governatore Edhem pascià, un fanatico musulmano, gittava paglia nel fuoco; pei· giunta, sir Robert Chermide, pérsona bene accetta alla maggioranza del popolo, trovavasi in Inghilterra. Quello che ne seguì tutti rammentano; un disperato assalto di plebe infellonita contro una piccola compagnia · di marinai inglesi, assalti simultanei ~ll'ospitale brittannico, e, da parte dei Turchi, un'attitudine d' ostile indifferenza se- · guìta da atrocità immani su donne' e bambini! Il giorno 12 successivo, pervenne nuovamente sulle acq1.+e di Creta la corazzata Revenge col contrammiraglio NoeL Questi, dopo una breve ispezione sul luogo di quelle tristi scene, fece intimare a Edhem pascià di presentarsi, pel giorno .dopo, a bordo della sua corazzata. Quando :B\dhem pascià giunse alla sua presenzg, l'ammiraglio gli r improverò la sua condotta e gli parlò della responsabilità di cui s'era grav&to non impedendo i preqedènti massacri. Gli impose quindi di far , demolire immediatamente tutte le case dalle quali era stato fatto fuoco contro l'ospitale inglese, di consegnar.e al- . cuni forti elevati sui bastioni della città, e, finalmente, di dargli nelle mani i prin~ipali facinorosi: avvertendolo, in pari tempo, che il disart?-o della popolazione verrebbe senza indugio ordinato. Edhem pascià ne r_imase allibito. L'accettazione degli ordini imposti , fu t.uttavia accompagnata da mille tergiversazioni, da interminabili scuse e pretesti. Ogni scusa, ogtii pretesto s'andò a infrangere contro l'inflessibile volontà dell'ammiraglio .
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, Ne.l cont ~mp? furono ~stitnite delle Corti di giustizia e s aprirono inchieste. I re1 furono identificati,, testimonianze vennero prodott~ ed. esaminate, la verità si fece larga strada, e sette malfattori udirono la loro sentenza di morte. · F1:attant_o l'ammiraglio Canevaro era diventato Ministro degli affari . esteri: l'opera di lui, altamente benefica, d.iede . . 1 s~~1 ~rutt~. Una-: no~~ diplomatica fu mandata alla Porta, c~ll mgmnz10ne d1 ritirare entro un mese le . truppe dal1' isola. . ~ 'oper_a di questo ufficiale, di questo vero uomo di S tato italiano m~o~tt? l'approvazione di tutti i Gabinetti europei. Le cond1z1om della nota diplomat ica essendo state accettate dal sultano, la partenza delle truppe cominciò 15 O'iorni dopo ch'essa era stata presentata. La · mattina del 5 dicembre resta:vano_ a Cand'ia, appena 600 soldati turchi, che furon~ fatti salire con le loro donne .e i loro bagagli, a bordo dell· Ocanipo. E tutto pareva finito, allorchè Shefki bei che aveva sostituito E dhem, mandò un messaO'o·io all'ammir~glio ' tt . bb bn -anmco, nel quale si diceva avere egli ricevuto or dini dal governatore di Creta di sospendere n on solo l' imbar. c~zione dei s?ldati, ma di esegnire lo sbarco ,di' quelli che s1 trovavano già a bordo dell'Ocampo. , L'or_d ine . de_l giorno . ~manato immediatamente dopo dal1 ammiraglio mglese spiega a sufficienza quel che n e seo-uì. Lo trascriviamo : b
ufficiali · turchi e i soldati ch'erano sparsi a compagnie per la città, furono tacitamente accerchiati dagli inglesi e spinti, insieme alle loro donne, snll' Ocampo, per essere quindi rim.... p·atriati. . . Alle 5 della matt.ina seguente 1~ ca.razzata fece rotta per Salonicco e la bandiera turca veniva abbattuta. Cosi terminò la dominazione m usulmana a Candia. Essa era durata due secQli éd aveva mutato una magnifica terra in un povero paese popolato da una plebe pezzente, sparsa per sudici vilh1ggi e per miserabili città ! Finalmente, alle 11 della notte tra il 20 e 21 dicembre, un principe greco, accompagnato da quattro corazzate europee, Biigeaud_, DU,he of Eclimburgh, Revenge e Francesco Morosini, lasciava Creta per giungere a Suda alle 9 della mattina seguente. Nessuna pen'na potrà mai descrivere l'ent usiasmo di quella gente n:elle cui vene scorre greco sangue. La bandiera ellenica fu issa.ta fra il pianto, di tutti e salutata dalla flot ta internazionale. · Gli ammiragli ave,-rano compiuta la loro opera santa, giusti,zia era fatta! (1) .
A.B.
(i) The Ad:n1.il'(ils and the Navy i n Crete by , A Nav<il Of[ìcier, pnbblica.to .nol -
i' UnitJd Servi ce il/a.!J(:Zine del febhraio corrente.
« Alla flotta, « Preparate soldati ed armate '1e imbarcazioni. Intendo « costringere con la forza le truppè tnrche ad imbarcarsi << dopo mezzogiorno. » ' « Al coma~dante clelle truppe brittanniche, « T~1tt~ le_truppe turche che r imangon,o in citt~ nel po-
« mer1gg10, s1eno fat te prig ioniere e costre tte ad imbarèarsi. » Shefki pascià fu informato delle deter minazioni dell'ammiraglio, ed accontenti ad imbarcare la sua gente. Tutti gli
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LA PICCOLA GUERRA NEL
LA PICCOLA GUERRA NEL 1870-71 ' A. PROPOSITO DI RECEN11ISSJ1l1:E PUBBLICAZIONI
Continuazione e fine . -
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La scorreria del generale v. Bredow era riuscir.a, come abbiamo veduto, a rintuzzare i partiti nemici che tenevano Ja linea del! ' Eurc: ma il risultato non poteva essere che momentaneo. E tale fu di fatto, poicbè l'avversa rio non era stato sconfitto a ri• ' ma . soltanto obblicra10 e piegare. Esso aveva bensì sofferto ~perdite abbastanza sensibi li ; tuttavia esse erano ben lonlane dal fiaccarne lo spi rito e la potenza . Così avvenne, che apptma il distaccamento v. Bredow, il 12 ottobre, fu rientrato ne' suoi aceanton:imenti, il ' nemico ricompa rve in quasi tu tte I~ località dalle qual i era stato respinto, attivo ed intrapl'enùcnte come prima. Ed è bene notare che questo avvenimento non si pronunciava soltanto di fro nte alla 5a div isione di cavallei,ia, le cui operazioni abbiamo più partico larmente prese a disamina, rn,a bensì di fronte alle val'ie divisioni di cavalleria, che al nord, ad ovest e al sud guardav:ino · immed iatamente le spalle di Versailleg, Questo movi mento, che mette in luce, in modo così caratteristico, la importanza della piccola guerra, non può essere compreso e giustamente appl'ezza to da chi non abbia una nozione ahbas!:.lnza esatta di quanto avveniva allora nelle provineie francesi; epperò intendiamo qui renderne conto, man tenendosi p<~r altro nei limiti più stretti possibili.
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** Caduto l'impero, il Governo della repubb lica non decretò la resistenza ad oltranza soltanto a pal'ole, ma con febbrile attività intese a creare reggimr.nti, divi:;ioni, armate, in una pa rola a solleva re in armi l' iu tiero paese non ancora, occupato dall e truppH tedesche.
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Verso la fine di settembre, nella Sologna, erasi gi~ costituito il XV corpo cl'11nnata, al comando del generale de la Motterouge e che, colla divisione di cavalleria Reyau comproudeva una forza dj ci rca 60,000 uomini. Nello stesso tempo, nel nord-ovest deUa Francia, andavano formandosi batt:iglioni di guardie-mobili, ai quali di poi si unirono l'iparti di fanteria di linea e di marina o che più tardi, verso la fine di novembre, fo rmarono l'armata dell'ovest. Il generale Delarue, presso Vernon ed Evreux, ass1curav~ la co~rnnicazione fcrl'ovia ria fra Rouen e il sud; e posta la sua sede m Evreux, già verso la metà di settembre, disponeva del reggimento guardie mobi li dell'Eure (390) -- tenente colonnello d'Arjuzou-, e del reggimento esploratori della Senna - tenente colonnello Mocquard - e cioè di 4000 uomini di fanteria al!' incirca. Il generale Delarue dipendeva dal generale conte de Gudiu, comandante la divisione di Rouen, la quale comprendova il dipartimento dell'Eure e il ci rcondario di ]es Andelys sull'al tra sponda della Sonna. li generale conte de Gudin aveva ai suoi ordini di retti circa 14,000 uomini, con due reggimenti di cavalleria, il ,12° cacciatori e il 3° ussa ri scampati alla catastrofe di Sédan, due battaglioni di ma1·eia e dodici battaglioui di guardie mobili. Guardie mobili trovavansi inollre in Rouen ed Elbceuf. Un decreto del Hl settembre stabilì che fossero ch iamati alle armi tu ui i ciitatlini dai 3'1 ai 60 anni ancora atti alle armi, e con altro deC1'0Lo del..21 settembre si dispose per l'armamento della guardia nazionale mobi lizzata, che fu ordinala· in compagnie e posta alla dipendenza e disposiziooe .dei' ministero della guerra. E con altro decreto del giorno precedente (20 settembre) erasi regolata la creazione dei franctireurs, e la relativa paga giornaliera . Da qùest'epoca ebbe princi~o l'incremento dei franctireurs, ai quali fu affidato il cò1npito di. disturbare ince3santemente .ed in ogni rnanier~ le truppe tedesche. . . . Era pertanto la guerra di pa rt.igiaoi, la piccola guerra che esigevas~ dai franctireurs, rna ,non riflettevasi che a quell'uopo non bastavano gli ordini da parte di chi comandava e la buona volontà di eo.lo)·~ ~he dll. vcvano eseguirli, ma che anzitulto erano indispensabili capi abil i e sol dati istruiti e di questi diffettavasi compiutamente. , Per quanto fu possihilf\ vi s,ipplì il valore pe,rsonale s,}rretto dal patriottismo. Cosi avvenne che i francti,·eurs in sulle prìme s1 limitarono a for la guerra, in piccoli gruppi, pc·r proprio con Lo, a scambiare fu<'ii:lte contro
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le piccole pau1:glie, o piccoli posti, ed essenzialmente a tendere ~imboscate. ~fano mano però accruista 1·ono pratica e andò di pari passo allargandosi la sfera delle 101·0 oper:izioni. ~osì a ~antes, _a Vernon, a Bonnières, a Meulant furono gli esploraton (.Eclaireurs) della Senna che opposero resistenza alla scorreria del generale v. ~r_edow da noi sopra narrate e alla ste;sa presero pur parte guardie mob1h e 700 volontari della guardia nazionale di Rouen, 0he eransi avanzate sino a Mantes. ~ a Vernon e a Pacy erasi trovato il 3-0° reggimento e un distaccamento spedito dal geuerale conte Gudin, e composto _da uno sq uadro~e del ·12° cacciatori e da quattro compagnie del deposito del 94° reggi mento dì linea, cui erami uniti il 1.0 battaglione delle guardie mobili dell'Eurc, il reggimento guardie mobili del Ca lvados (15°) e franctireurs provenienti da Louviers. A. Dreux, il 6 ottobre, per ordine del generale Malherbe, comandante la sotto.d.ivisione del!' Orne, era p11re stato :wviato il 2° battao-Jione delle 1 guardie mobili dell'Orno e più tardi anche il 3°. Fu così che'\1 generale v. Dreclow a Cberisy, a Pac/ ed a Oreux ~i t:rovò di fronte, c~me rrià abbiamo riferito, a grosso numero di fo rzo nemiche composto d'oo-ni ~c1~ere di truppe, di line,i, èi guard ie mo~ili, di guardie naziona li e dtfra~ct1rours. E bisogna pur convenire che cruello milizie, improvvisamente e da ~osi poco tempo costituite, fecero più di quan1;0 era raziona](, d'aspettarsi da loro. Ed è pure meslicri convenire che la tattica da esse impiegata, quella cioè di non accettare il _combatti mento che a rao-ion vcclula per superiorità di numero o per fo rte posizione da difendere,<'> e scomparendo a tempo, era la sola opportuna. _I! ~enerale v. Bredow colla sua brigata rientra va il 1.2 ott,obre nei pri?11t1v1 accantonamenti,_ e tosto la liIJBa dell'Eure era nuovament.e ~o più fortemente occo pata cTai reparti francesi. Il 20 otto bi-e era o- jà stato for~ato il così detto corpo d'osservazione dell'Eure. Esso com;onevasi : del 41° reggimen to dell'Ardèche (tenente colonnello Thomas), del 390 dell'Eure (tenente colonnello d'Arjuzon), del 6° ba ttaglione della Loira inferiore (maggiore Mouet), del i 0 reggimento e!>plora1:ori della Senna (colonnello Mocquard) e della 1" compagnia degli esploratori di Normandia (capitano Trérnant): in totale circa 8000 uomini, però senza caval leria ed artiglieria. Que~to corpo era pos1:o ;otto il comando del colonnello Mocquard, ed aveva 11 mandato di difendere la linea dell'Eure da Vernon sino ad Jvrv ' • la Batail le, e da qui sino a Oreux. Di fronte a questo corpo d'osservazione stava, come prima, la 5a divisione di cavalleria .
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** li comando 0,renerale di Versailles fu bentosto informato dell'aumento delle ba ode ne miche e delle loro mosse e in conseguenza diresse alla t:;a divisione di cavalieri/I l'ordine seguente : « L'm·mata del la Mosa partecipa di aver spediti distaccamenti m1st1 sulla riva destra della Senna sopra l'Oise e di aver occupato ì\'lagny, Gisors, Beau-vais, ecc. per occupa re quella zona di territorio e porlarsi avanti contro Rouen e Amiens. « Per tener;;i collegati coll'ala ~inistra di questi distaccamenti e per assicurare maggiormente le spalle della Il[ armala, è necessario che la 5a divisioue di cavalleria faccia avanzare un distaccamento misto sino a M:rntes, il quale occupi questa città e la riva destra ciel pie 10!0 fiume . (Vancooleurs) che ivi sbocca, possibil inente da Septeoil sino a Mantes. Deciderà il distaccamento sd modo di occupazione e sulle necessarie patttl"lie di ricognizione da spedirsi: in ogni caso esso dov rà occupare M:ntes, e cercare e mantenere il collegamento col dislaccamento c!ella armata della Mosa cumandato da S. A. R il principe Alberto (figlio) e che trovasi sulla sponda destrn della Senna. · « Il rlistaccamento sarà così formato: dalla fante ria bavarese, da una brigata di cavalleria e da una batteria a cavallo. Dovrà mettersi in ma rcia il 1.8 ottobre. « V. B 1. uMGNTJJAL «· Tenente generale e ccipo dello stato maggiore della TU armata>>.
. In adempimento di quest'ordino fu designata pc}l' l' oc~u~azione di l\fantes la 13a brigata al comando del generale Rcdern nnforzata da un riparto di fanteria òavareso di MO uomini; occupazione effettuata nel la stessa giornata del 18. . ~ . . . . Qu i sarebbe interessanlo l:\d istruttivo 1l r1 p.ortare 111 mo~o. particolareggiato le varie misure adottate d~l _gener_ale Red?t'n per d1~nnpegn_a~·e il mandato alfidatouli, e sarebbe parnnent1 assai 1strutt1vo il seguu ~, giorno por giorno, risul Lato delle pa~tuglie in viat~, P?ichè ~i.:_i offnrebbe il mezzo di Laccare con mano il penoso e difficile sei vmo_ fott_o da quei bravi cavalieri, e le idee allora prevalenti nella cavallena rl· spetto alla piccola guerra. ' l\fo questo non possiamo fare; in primo luogo perchè clo_v~·emmo est~nderci di molto, narrando minutamente le singolo ricogmi1orn eseguite, e secondariamente perché senza l'aiuto di una buona carta topografica
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persino a prefiggersi di attaccare Mautes, allo scopo di respingere il generale Redern e il suo forte distaccamento. L'impresa invero non riuscì, anzi fu arrestata sin dal primo suo inizio dall'avanzata offen5iva contro Vernon della brigata Redern. Ma non è men vero che il generale Redern scrisse al comando generale di Versailles che la sua posizione era assai critica, che temeva di non pol.t're sostenersi in ~1antes e che le sue comunicar.ioni erano di contin uo minacciate. Il comando della III armata, a sua volta rispondovagli assicurandogli un rinforr.o di squadroni della brigata Barby - , che nel frattempo era stata inviata ad Houdan - , ed ordinandogli di prendere con tutte le forzo un a enefgic11 offensiva contro il rumoroso e minacciante nemico. E l'offensiva <liede i comiueti risu ltati, poichè. le bande avversarie o furono fugate laddove accetta rono il combattimento, o scompa.rvero senza i,n pognarsi in una lotta della quale prevedevano anri~ipalamente la riuscita. E cli questo è pu r d' uopo tener conto, perchè altamente istruttivo, e cioù che di fronle ali' insurrezione del p:iese e contro milizie animate dalla maggiore buon;1 volontà e grande coraggio, rna poco disciplinate, poco istrui te, e manranti di abili ca pi, il miglior mezzo per trani d'impaccio e rin tuzzare i loro atti minacciosi,. sarà sempre quello di non lasciar,;i impressionaro da lla superiorità del nu111ero, di non rest,..ingersi a mezze misure ma di agire oO:ensivamente colla massima energia. E così vediamo che un'audace offensiva come nella grande guerra, così nella piccola, ò la sola che ci. metle in grado di signoreggiare le più difficili circostanze.
a gra~de _scala, sarebbe impossibile di renderci un conto esatto di quelle opera½10n1. Dobbiamo perciò limita rci al dire che dalla parte francese il colonnello :Mocquard pose in opera la massima energia ed au.ività per contrastare le i rnprese della cavai\cria tedesca e che le pattuglie e ricocrnizioni di quest'ultima giornalmente dovettrro fare i conti coll'avvers:i·io. Fu allora che, riconoscendo l'impotenza della cavalleria non armata di moscheuo di fronte alln fanteria fu adottato, come ripiego, il sistema d'invia re invariabilmente dis~1ccamenti composti delle tre armi. Noi invero_ non sapremmo additare a quali mezzi migliori avrebbe P?Luto appiglia'.·sì il generale Redern, per opporsi ai numerosi partiti cl , fanter ia nel\lica, che giornalmente andavano crescendo dì numero e di audacia. Fauo è che dal 3 novembre fu ordinato che piccoli.distaccamenti composti normalmenle di Hi cavalli e 25 uomini di fanteria eseguissero "Ìornalmente rico,gnizioni ad 0re fisse e precisamente alle 7 'h del nw~ino, · alle H 1/2 e ~ll e 2 1/2 pomeridi_anc, perlustrando i dintorni di Mantes e perc?rrendo un 1tm~rar10,pres_tab1hto. E, questo, ben s'intende, senza pregiudizio delle grosse ncogn1r,1on1 pure giornalment:e ordi~ate e che, di consueto, erano fai.te da distaccamenti misti e ti! volta di fo rza assai rilevante. Ciò che a noi importa mettere in rilievo, è che dalla parte stessa dei Tedeschi, si conviene francamente che il sistema adottato non diede affatto quei risultati ~he se ne riprnmettev,ino. La cavalleri&.era forzatamente costretta <li rinunziare a qualsiasi iniziativa, e a non usufruire della sua mobilità. L,1 sua sfera d'azione veniva per tal modo ad ess~re di molto ,:ist.ret1a; e c~ò ?he ?iù monta, la cavalleria, senza accorgersene, finiva per contrarre l .ab1tudme di non saper fare a meno dell' immed iato sosle"no ~ della fanteria . A questa - la fante ria - imponevansi dlJl'e fat.icbe mentrechè, se si fosse lasci:ita libertà d' azione alla cavalleria e si fosse impiegata la fanterw nell'occupazione di adatti) locali tà per accogliere la cavalleria nel caso di bisogno, si avrebbero ·probabifmente conse<ruiti risultati assai differenti. "' [I sistema poi d'inviare pattuglie giornalmente, della stessa foi-za alle stesse ore e sn Ile stesse strade, è indubbiamente condannabile; e nel' fatto non produsse seri inconvenienti, perchè il nemico non disponeva di ca~alleria, poichè se ne avesse avuto a disposiz:ione e avesse saputo abilmente 1m~,e~arl~ nel tendere sorprese ed imboscate, è facile immaginare quali sen danrn ne sarebbero derivati . Abbiamo sopra accennato 3ll'audacia <lei partili francc;;i guidati dal colonnello 1\locguard, e non l'abbiamo detto a caso imperocchè essi giunsero ,
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Insistiamo nel ripetere che le operazioni della o• divisione cli cavalleria tedesca - come del resto quelle delle altre divisioni .di cava lleria tedesche impiegate allo stesso scopo - contro l'insurrezione popolare nella zona di terreno circostante alla linea dell'Eure, rivestono un carattere di particolare importanza, imperocchè esse meuono in luce e rischiai·ano un lato della campagna del 1870-7-1, che è sfuggito, quasi r.ompiutamente, all'attenzione della maggil)r parte dei studiosi così numerosi di quella guerra. E a comp1·ovare maggiormente il nostr9 asserto, vogliamo qui sinLeticamente riassumere il corso di quelle operazioni. Nella seconda metà di settembre, il mandato della 5a divisione si restringe ad eseguire delle tolte fra Versailles e la linea ddl' f<:u re per radunare viveri e particolarmente foraggi, de' quali si soffriva grande penuria.
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All'ese_cuzio~e di questo còmpito sono im15iegati distaccamenti di media forza, .1 qua h, tutto sommato, si può dire che non incontrano set·ie dilfic.o~tà nel compie1:e il loro mandato. Dappertutto si constata l'aperta osti, hta del~a popolaz10ne, e quasi tutti i giorni ~i riceve e si scambi.1 riualche c?l po .d1 focale con piccoli gruppi di franctireurs, che sparato il loro fucile s1 nascon.dono e scompaiono;·ma nulla eravi di grave. Giornalmente però la situazione ~iv~n la s~mpre pììi seria-e pericolosa, perc.:hè l'avversano aumenta ogni d1 le sue forze. Al volontario cfl e,, per così dire, fa In guerr~ per suo conto, subentrano forze improvvisate sì ma milita rmente orgamzzale, _e, così ~i primi franctireurs s'uniscono guardie nazionali, guardie rnobd1, reggimenti di marcia; e col numero cresce l'audacia. . Da~la _Parte tedesca n_on _trattasi ormai più di eseguire tòlle, ma dai primi g1orn1 di ott.obre ha pnnc1p10 quella loua infecondà, ma lunrra difficile pe1:ico!osa, di tutt_i j giorni, di tut.ti i momenti che si protra: ~er mesi'. all unwo scopo d1 fronteggiare l'.wversario ed opporsi alle sue mìnaccie contro le spalle di Versailles. E la sola cava lleria non si mostra capace di dominare la si tuazione, e le occorrono rinfor1,i di fanteria e di artiglieria. Continuano le aiornaliere ri cognizioni e l' invio 'giornaliero di pattugl ie che battono tutt; le strade o,ì•·eostanti, ma sono distaccamenti misti cui si è costrett( riconere · sono pa ttuglie di fanter ia e cavalleria che sono sped ite; e tutti i "iorni s/ combatte,- E il guaio ù che s' impongoM grosse fatid1e aIle trupp:; che si hanno P.; rd.1te g1or~aliere, e che non si ottiene alcun risultato defì nitivo. D1 tratto m tratto non bastano più i gwrnalieri invii di ricognizioni e pa tt,1glie, nia è un' intiera brigala ehe deve intraprendere un~ speciale operazione e de!Ja durata di pa recchi giorni, e sostenere combattimenti abbastanza seri. Così si ebbe la scorreria, da noi sopra riforita del generale v. ~redow e più tardi quelle della brigata v. .Redern contro Ve;non, della bngata Barby con1ro Houd an, e cosi via. Ma la lotta diviene sempre più aspra ed insi~tenlé e nel noYembre non è più su~cicnte l'azione de.Ile singole brigate, ed il, l' intiera 5• divisione, spalle~g1ata da forte n~r:bo di fonteria, c~e si porta a Roudan, e sempre collo stesso mandato d 1mped1re al nemico l'avanzata oltre la linea delI _Eure; e sono nien.1erneno c:he tre brigate di cavalleria, 36 squadroni ·e cmque battaglioni d1 landwehr dell a Guardia che lrovan.o impiego in quella zona nstretta. La battaglia di Coulmiers vinta dai Francesi i cui risultati fu rono enormemente ingtandi ti da Gambetta nella comunicazione fauane al popolo francese, e, rappresentati come il principio, fina lmente, della grande vittona che non avrebbe potuto mancare, e che avrebbe cacciato l'odiato
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invasore dal suolo nazionale, o l'eccitamento alla resistenza, iucessante, diuturn3, promosso dallo stesso Gambetta, non potevano a meno di risve-· glia1·e le sperunze dei Francesi, o di sprouarli a continuare la lolla intrapresa con nuova vigorìa. La resistenza ad oltran za, proclamata con tanto vigore, non ~olo espiicavasi sull.1 Loira o delle provincie del nord, ove le graQdi armate ivi cost.ituite avevanti per obbietto di liberare Parigi, ma, com'era faci le prevedere, lendeva pure ad inriam mare viernaggiormr.n t.e le intrepide milizie destinate alla piccola g11errn. La tattica francese, impiegata da queste bande, si può dire. che fu sen~pre la stessa, informata al principio di recare continua preoccupnzione al nemico e di non lasciarlo tranquillo un solo momento, esponendosi il . - meno possibi le; epperò coll'andar del tempo, per l'aumenta r .delle fo rze e per l'acquisto di pratica esperiem::i, anche cotesta lattica, pur mantenendo inalterato il su menzionato principio, sulJì non lievi modificazioni, ìnq uantocbè giornalmente. fu accettato o si ricorse al combattimento, e 1a1vol ta, perfino, non si rifuggì dall'intraprendere grosse open1zioni offensive. E qui ci giova anche nota re che i Francesi apprestarono con grnnde curn il terreno circostante, sia oell'iniento di rinforzare la loro resistenza sia in cruello di accumulare difficoltà ai movimenti dell'avversario. Sull~ strade pra ticavansi larghi e profondi fossi da non potersi saltare, al fine di ostucolure e ritardare la marcia della cavalleria e dell'artiglieria ; nei villaggi e nei cascinali si innalzavano barricate, si apriv:.ino nei muri delle case ferritoie, e così via. E noi fatto le bande francesi si avvantaggiarono di molto di tali m~zzi, e i Tedesch i ue soffri rono danno. -Del resto a fo rmarsi un concetto esatto dcl i' entità .della rnsistenza opposta dai Francesi e dell'imporlanza dell'insieme di tu tte queste. opei·azioni di piccola guerra, l?rancesi e Tede,;che, ci sembra"sia più che sufficiente il considerare cÌì'e cotesta lotta durò, sempre viva e di tutti i momenti, per più di tre mesi, e che fu combattuta sopra una r.ona di terreno, e sempre la stessa, relati vamente, di pochi chilometri. Questa sola e semplice considernzione ci sembra più che esuberante a m~ttere i~ r_ilie.vo l_a somma i1~1portanza della piccola 1guerra combattutasi ne1 press·1 dt Versailles dalla nne del settembre a tutto dicem bre del i 870, e quanto sia essa meritevole di studio. 1
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Nella prima pnrte del nosl,ro lavoro in cui prendem mo ad esarnina rn le considerazioni svolte intorno alla piccola guerra nel '18i0-71 dal maggioro v. Oitfurtlt, abbiamo notato ch·ugli intendeva restri ugere il suo studio alle operazioni Ji piccola guerra e~oguitc dai Francesi sulle rctro"ie tedesche, perchè egli riteneva che la piccola g~crra co r11batL11 t11 da i l?rancesi contro la fronte e l'avanzata delle armate tedescho trovò la sua ragione d·es,ere in circostanze nlfot10 speciali che in una guerra futu rn non si ripeteranno più. A noi non pare che tale npprezzamenlo sia indiscutibile, e tanlo meno che lo si dehba internmente accettare ad occhi chiusi. Le guerre fu Iure s:mmno fatte cogli eserciti colossali, creali in quest: ulùmo ventennio, e a nc:ssuno, fo rse, è dato di prevedere ora a qual i grandi sorprese cs~e potr:inno dar luogo. E' evidente che le 1·etrovie, presentcrn nno ai pa rti1,dani un vasto campo th attivi1fi, prnmcuitore di gnrnd i ed elficaci risu Ita ti, poichè sulle mcd es ime dov rii effettua 1·si quell' cnornie movi rnen to, da l cui rpgolaro funzionamen to dovr\ trarre la vita q uell' enorme agglomeramento d'armati. E sia pu re, so così si credo, cito i partigiani debbano essenzialmente mirare alla rovina delle retro,·ie nemiche; ma non crediamo che con ciù si possa e si debba escludere la possibilità~ di esercitare util menle la piccola guerra sul rc~_tau10 teatro di guerra. E questo tanto più che sin dal pri1no scoppiar della guorra si avrà sotto mano un grande nu rnero tlisponibile di vecchi soldati e di capi espcrimeutati. Com 1mq ue sia ci pare che l'esem pio fo rnito da Ile bande fran cesi nel :1870 , nou debba andare perduto e riteniamo anzi che nell'avvenire la piccola gunrra, se già convenienteinente prestabilita e prepa1·0.ta sin dal tem po di pace, potrà e!;sere una potente ausiliaria della grande guerra.
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•* Nella guerra del ·1870-71 innumerevolì furono le fo rtezze fr;i ncesi assediate e fatte capitolare dai Tedeschi, e rra queste ;\fetz e Parigi, nelle cui mura erauo racchi usi grosse nrmate. Ch i vorr/1 nzzarda re a sostenere che fa tti analoghi non si ripeteranno nelle guerre fulure·ci E poichè nessuno di certo vorrò contradd ire a q11e$la possi bi li tà, ci torna in acconcio la cirnzioÒc di un concetto espresi-o dal Grande ~apoleone. Nelle sue osse1·vazioni intorno alla campagna dcii i 757, egli fo 2p· punto al p1·incipe di Lorena, racchiuso in Praga dalle truppe del re di
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Prnssia di essere rimasto inauivo, in attesa del soccorso del ma resciallo ''«li a suo parere,'avrebbe dovuto giornalmente ingaggiare il· comDau n. E ~ , d' battimento contro le truppe nemiche, oggi su di un punto, Jom~u1 su 1 un alLro diqmotralmente opposto, affine di battere le forze nem iche alla spicciolata e logorarle. . . . . :'\aturalment.e cotes~a manovra era poss'.bdt· co_ll? ar111a'.~ m~nus~olc di quell'epoca. e non sarebbe all'atto auuab1le ogg1(~1: ~a I 1mp1:go mvec~ della piccola guerra potrebbe pure condur_r~ a~ ut1_h r!s1ilta'.1. Se a m~1 ~1 e,empio il marescia llo Bnaine avessè 1u~t1_1 g'.orui_ r'.e. q11ah stelle c_hiuso in i tetz, disposto che 40 o 50 mila uomrn1, _npar.t1t1 1~ quattro o cmq~e gruppi, assa l1a,~sero la linea nemica su punti d1lforont1 _e abbaslan~~ d~stanti fra loro e tostochè conse~uito qualche succl·sso, s1 fos:1èro nt1r~t1, chi potrebbe negare che una tale condotta d_i gue~·rn av rebbe iu1lubh1a_mente avuto una sinistra inOuenza deinorahzzatnce sulle truppe av, e1 sarie? E data la parità di for;:e fra quelle assedia_illi _e le a~scJiate, come · a ·1 c:iso non è ammis,ibilc che i Francesi di Bazame o."i-ebbero CjUl ('I\ I • , · ' . . . . . potuio consegni re grandi vantaggi e rendere sonamellte crrt1.ca la pos1z1ono del!' avversa rio</ .. . . . Noi in via «onorale, siamo nemic:i delle suppos1z1orn; tuttavia c1 pare che CC:n qualche fondamento di esser~ nel vero. si ~ossa ar~'.1ire che !_'impiego della piccola guerra da par~e d1 tr'.11~pe_asserli~te, noi_! 1nt~n~o d~ t_onerc in contin:..:o allarme il nemico e d1 mfltggcr;d1 perdite g101 nahern, 1 non sia cosa da trascurarsi . ·
**• E abbiamo terminato. A bbia111o riassunto le principali Cmisùlernzioni sntla piccola 911errn nel 1870-71 del mnggiore von Ditfurlh, perchè r.i sembrarono offrire il ma,simo interesse. Dello studio del capitano .Junk, notevole specialmente por l' ulficiale di cavalleria. ci siamo li111i1ati a ri tra rne pochi cenni, riguardanti le operazioni di piccola 11ucrra comp111Le d:illa oa divisione di cavalleria dimostrandone l'importanza e il loro lato istruttivo. fl beoevolo lctlore, che abbia avute la pazienza di leggere tu tte queste poche pagine, assai probabilmente sarà rimasto deluso nella sua as~ettativa, poichò senza d11hbio nrreb.be desideralo che da ll'esposto avessimo tratto utili deduzioni. · Coll'esame delle Co11sidemzio11i drl Ditfurth abbiamo messo in evidenza le ide~ che si hanno in Germania rispetto alla piccola guerra, e l' impor1 tanr.a che le si aecoraa nelle guerre future.
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. Coll'es~'.no della pubblicazione del capitano .J unk procurammo di far nbsaltare. I 11J1portanza della piccola 0uucrr:i condotl•u d·i· F ra nccs1· Cùn tanta a negazione e valore, e gli sforzi fa Lti dai cavalieri teJcschi eI. _ baLtetla. P com O
IL CAPITANO IMPERIALE CINUZZ! E L'OPERA SUA
Vole~mo insomma richiamare l'attenzione sulla piccola guerra e sui vantaggi che se ne possono ritrnrre. Non s11 ppiamo se siamo riusciti nel nostro 111.tent~; se non ci siamo riusci Li non fu certo per maucanr.a di buon,1 volont:i. M A11z1,1r,t,; B1 i1Nc11 1 o'
Per gli incoraggia.menti venutimi da a.lcuni studiosi che accolsero benignamente le mie brevi recensioni sopra alcuni scrittori militari antichi, g ià pubblica te in questa stessa Rivista, proseguo oggi l'incominciato lavoro di esumazione di questi nobilissimi cultori delle militari discipline, che lasciarono tracce del loro singolare ingegno in quel periodo, veramente splendido in ogni manifestazione del pensiero, che fu il Rinascimento. L 'opera, che per sommi capi intendo di esaminare, è quella che porta il titolo seguente: La vera militar disci-
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Culo1111ello di riserva.
plina antica e moderna del capitano Imperiale Ginu.:zi
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(Siena per Salvestro Marchetti, 1604), e si trova, come le altre, nella biblioteca dell'Accademia. Militare. Il capitano Cinuzzi, fra gli accademici Intronati detto l' A,·dito, nacque in Siena, di famiglia. patrizia, probabilmente nel 1556. Infatti un ritratto dell'autore, inciso in principio dell'opera, e che porta sulla fronte il segno non dubbio di una cicatrice, ha intorno questa. leggenda : lmperialis OinUJitius Senensis aetal'is suae XXXXVII1. Se nel 1604 aveva 48 anni, avrebbE\ dovuto nascere appunto nell'anno sopra41!fta.to.
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Fino da g iovanotto si dedicò con amore grandissimo alle umane letliere, e compiuti con lode gli studi di fi losofia, intraprese CJ uelli legali, otten':lndone la laurea dottorale. E da qui incomincia la vita veramente avventurosa di lui, che spinto dalla. brama di mutare paese, per cercare onore e fortuna, si portò in Fiandra, dove preso a proteggere, per il su9 ingegno e dottrina da Alessandro Farnese, luogotenente degli eserciti per it' re Filippo di Spagna, nominò il Cinnzzi uditore del Terzo Ttaliano . Ma al giovane animoso piaceva allora la guerra più che i libri e le leggi: e lasciate
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queste iu disparte. si fece iscrivere nel rnolo dei soldati sotto il comando del capitano Cammillo Capozucchi romano. Ben presto, il valore accoppiato al talento, lo fece salire al graào di alfiere, poi a quello di colonnello. P iù tardi lo vediamo al comando degli archibusieri della fanteria italiana. Combattò da valoroso in più battaglie, nelle Fiandre e sul Reno. Nella Lega c\le fu chiamata Cattolica, marciò per la . Francia sotto il comando di Silvio Piccolomini, e militò pure in Ungheria e in Transilvania. Dopo dodici anni cli vita guerresca, egli ritornava in patria con fama di soldato valoroso e di sagaoe capita.no. Il granduca Ferdinando di Toscana, a prova della sua .alta .consid~razione, lo· nominava castellano della fortezza. di Belvedere. Dopo alcuni an ni, non si sa per quale ragione, egli se ne ritornava a Siena, e lasciate le armi e i puhblici uffici, tutto si dedicò agli studi prediletti, scrivendo i suoi libri. Morì in tarda età (1). La Disciplina antica e moderna, che, a quanto sembra, è l'opera sua migliore, è dedicata a Cosimo de' Medici, con lettera dell'autore scritta da Siena il 1° del mese di maggi.o del 1604; nella quale egli dice che fo spinto a seri vere il libro perchè « malgrado del tempo, la fama gloriosa dei « gran.di, finchè durerà questa bella macchina del mondo, « sarà pungentissimo sprone a muovere gli animi gentili « per rimuoverli dalle cose brutte, ed incitarli ad in:i,prese « magnifiche e laudevoli ed eroiche. JÌ} dunque bene dilet« tarsi della lettione dei fatti egregi de' valent' huomini « per mezzo della quale si fanno le cose passate, s' inten« dono le presenti e si fa giudizio delle foture. » E soggiunge, che un'opera militare, quale la sua, doveva necessariamente essere dedicato u.d un principe che per di- · retto retaggio discende dal signor Giovanni de' Medici delle Bande Nere, che è la gloria più bella del valore toscano. 'rutta q t1anta l' opera è divisa in tre libri, aventi ciascuno un distinto frontespizio e singola numerazione di U ) Notizie biografiche est.ratte dall'o1>era: Biblioteca Senensis Joan Niccolni Bandiera, M: S: del scc. xv111 esistènte 001111. bi l1Jioteca comu nale cli Siena, e gentilmente fa1•oritarni da quel biblio tecario.
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pagine. Ogni libro è preceduto da un comp_eudio_ dì ciò che 1:Jsso contiene. Così nel primo vi si tratta dell' importanza della Militar Disciplina in guerra, della g uerra e delle cose ad essa necessarie, Nel secondo è dimostrato come debba essere un generale d'esercito. Nel terzo si parla dell'educazione del soldato, della sua istruzione militare. Come si vede l'opera si presenta complessa e tale da in· vo·g liare a scorrerne le pagine ; ed è ciò che brevemente. faremo con la speranza d'interessare chi legge. ' Il lavoro nel suo insieme tende al rinnovamento morale e materiale delle milizì€1, le quali, l!enchè abbiano fatto in quel t ~po molti notevoli rrogi-essi, tanto da fare sperare nel loro avvenire, pur ntrnostante impedisco.rio la perfezione dell'arte militare, perchè in massima parte ancora· composte d i gente raccogliticcia; di questa arte « che è dai savi ri« putata la più nobile· e profi.ttevole al consorzio umano che ,< qualunque altra si voglia; » arte che è difficile ad apprendersi e ad insegnarsi, e sono le molte . difficoltà ç:h.e l'accompagnano, che la fanno, benchè esercitata da molti, posseduta da pochi. · Quanto lo scrittore ci verrà dicendo, egli lo ha tratto, non solo dallo studio, ma dalla esperienza di dodici, anni. continui Dassati fra le armi, militando, combattendo da semplice soldato, fino al grado di capitano, sotto gli ?r~iui .d i provetti condottieri, come Alessandro F arnese e S1lv10 Pie· ·colornini. Ciò viene. naturalmente a dare &.ll'opera una au41"'"'torità di giudizio, maggiore dì quello che si suole trovare in altre opere consimili scritte da eruditi e da dottriuar\ Incomincia il Cinuzzi a parlare della disciplina militare, la quale « consiste in ce1'ti ordini partecipati àal Comman· « datore generale dell'esercito a tutta la sua militia, sotto « il giuramento di una inviolabile osservanza militar e g uar~< data da desiderio d' onore e da timore d'infamia a fin~ << di superare i nemici e i sediziosi, e coloro che . il pub « lico bene impediscono. » Come esce viva da questa de · finizione tutta la missione nobilissima del soldato ! Ma la disciplina in un esercito deve scaturire dalla sciem~a del
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capitano, perchè è sempre _indisciplinato quel soldato che ha un coma1~dante inetto. E necessario quindi che colui che co1~auda abbia le pit~ bell.e virtù dell'animo e della mente, ~ per mezz0 delle quali egli potrà educare i soldati, perchè conco~ran~ a lla felicità degli Stati. E come · esempio incompara~1le. d1 perfetto c~pitano, è citato Alessandro Magno, c,~e n cl~1esto come egh .avesse fatto a conseguire così presto 1 1mpeno ~e] . m.ondo, .r~spose : eol consiglio, con l'eloquenza e con la d1s~1plma militare. E qui l'autor, ripensando alle sventure patite dalla patria, esclama, che l'Italia non sarebbe cert~ caduta oppressa .. dai barbari, se all' invti~ione dei Goti . e .dei .Longobardi, avesse opposti soldati agguerriti e <lisci. plma,ti. . 1,
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~ssen~o l'eser cito fatto per la guerra, è necessario parlar prima. eh questa ; e l'A : ne parla con tanto se11no, che non so re~nstere al desi~eri? di trascriver~ le sue stesse parole. « ~ ~er tanto se ma1 azione ~lc:rna, c~sì presente c~me futura, « ~1 deve con mat~ro consiglio considerare e r iconsiderare, « mvestigare e antivedere nel principio, nel mezzo e nel <( fine, acciochè tanto meglio si coùosca s'intenda ed all fi ' f.. ' ' a « ~e s1 ·.accia ed. eseg.uiscasi in savio ordine, senza dubbio, « pm che 1~ qualsivoglia altra.dobbiamo far ciò nella guerra, « avend? 1 ~cch~o non solo a1 progres~i di. essa presenti, « ma ~t1~11d10 a1 futuri, perchè dove ha .luogo un matnro « cons1g~10 non vi ha temerità. » Parole d'oro e che nou hanno bisogno di commenti. ?olui .che muove guerra, dice sempre il Oinuzzi, deve p~1ma. d1 tutto as~i.curarsi se è giusta, e J?OÌ provveq.ere alla v1ttona; e pnma eh venire alle armi devesi, ricorrere al buon dntto, ~ll~ ragione; alle leggi ; ma· quando queste non ba~tano, s1 r~corra pure alla forza, chè è giusta quella lotta che ,e necessaria, e ~llora si pu~~i .non co~ solo intento di sparger . sangue ed ~~c1d~re, che. e proprio della bestia, ,ma ,per dur~. necess1~~ d~ pubbh~o bene; il braccio colpisca, ma il cuorn perdom. S1, le arm1 sembrano crudeli, ma 11011 lo sono r~alm~n.te quan~o si pensi che per esse si mantengono i11vwlabih le leggi, per es:;e i nemici si tengono da noi lontani,
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ed i popoli vivono sicuri per la pace non t urbata. Come la gius'tizia uccide gli iwmini malvagi, così a sua volta la guerra usa la morte per conservare l'umana felicità,. La guerra è offensiva o d ifensiva, se si fa per elezione o per forza; in . ogni modo il ricorrere alle armi senza speranz~ di frutto è vera pazzia, chè alcune volte si corre il rischio di perdere i~ suo per acquistare l'altrui, ed un Principe deve pensare più a conservare che ad aquistare. Si viene quind i a p1.1rlare del vantaggio e della superio· rità nel combattere, d ipendenti dal n umero, dal sito e dal valore; e si aoc~nna più specialmente a queÌle imprese che richiedono ardire e accorgimenti maggiori. Le g uerre grosse sono da preferirsi alle piccole, perchè le prime sono br evi e possono finire in una sola giornata; ma per farle è necessario avare sottomano eserciti numerosi e ben disciplinati. Quando si è costretti a temporeggiare in aperta campagna, si ponga fra, noi e il nemico un ostacolo che egli non possa facilmente su parare; e se non siamo pronti a combattere, ci si allontani ; ma si rammenti sempre che il temporeggiare è fatale, e la storia antica ce .lo dimostra 1 - ed io aggiungo an che quella recente! Intornp alla guerra offensiva e d ifensiva l'autore detta regole e norme molte delle quali sono anch'oggi ricordate nei nostri trattati d'arte milit8fe, Ogni precetto è qui avvalorato da esempi scelti sempl e con molta competenza e oppor tunità. E si· passa all'approvvigionamento dell'esercito. Il soldato deve sempre essere ben provveduto di tut to, perchè se egli è nutrito come si conviene, è forte e p,ronto all'impresa. Si mantenga sempre nella guerra la massima segretezza « che « è tanto fragi le. in · ogni minima sua azione, che un mo« mento, un avviso dato pt·itna o dopo, una par ola, un mi« uimo cenno, d isordina talmente l'impresa, che a chi go« verna ogni consiglio riesce vanno. >> Si passà poi a parlar delle armi che sono buone solamente quelle propr ie, e lodasi Cosi mo dei Medici, per averle adot· tatE\· Esortasi ogni principe a tenere in gran conto. l'esercito, e a r ivolgere ad esso costantemente il pensiero per 2i -
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tenerselo caro se conservare v uole lo Stato e il trono. P ar, tigiano convinto degli eserciti na7.ionali e permanenti, egli, l'autore, n e dimostra in vari capitoli la grande utilità e saggezza, dicendo cose, bensì note, ma che si leggono volentieh, e che potrebbero anche oggi servir di risposta a certi moderni farisei del militarismo. Circa alla sceha degli ufficiali, il Ci~nuzzi fa alcune os· servazioni che mi piace di notare. Egli v uole che i capi, in genere, siano scelti con molta pruden; ;a; ogni ufficiale deve avere quel!,, libertà di comando necessaria per bene esercitare le sue funzioni e la missione ad esso affidata. 1\1.a gli ufficiali sarnnno buoni, quando avranno imparat o ad obbed ire prima di comandare, e quindi è indispensabile che essi siano stati, almeno per qualche tempo, semplici soldati. Per reclutare i soldati non bisogna andar tanto per il sottile, e pretenderli d'averli tutti foggiati come Cesare, ohe aveva - oomè dice Dante -- g li occhi grifagni, la testa diritta, lo stomaco elevato, le spalle larghe, le braccia lunghe, le dita forti, il ventre piccolo e i piedi .asciutti; ma basta che la recluta sia ben formata di corpo e \ sopratutto di cuore, perchè col primo possa resistere alle fatiche, e col secondo Possa ambire .all'onore e aÌla gloria ' che deve' considerarsi più della vita. Il soldato una volta arruolato viene ascritto alle varie a,rmi secondo la sua attitudine. Una volta composto e formato l'esercito, esso deve adunarsi in massa nella piazza d'armi per il giuramento. · Il soldato bisogna anche pagarlo, perchè nulla vale aver buoni soldati e prudenti capitani, senza' l'oro. Ed aveva rag ione T. Q. Fiamminio che motteggiando Filopomene capitano degli Achei, che aveva un gran numer.o di soldati, ma senza quattrini, gli diceva : tu hai sì delle belle mani e dell.e belle gambe, ma non hai ventre ! Devesi rammentare che se i soldati non sono, pagati, anderanno a pec01·ea, cioè a saccheggiare nemici ed amici. I denari per pagare l'esercito deve darli il popolo, e deve darli volentieri, perchè il suo onore e la sua grandezza riposano in massima parte, nell'e·sercito. Però nel chiede~ tributi si rammenti dal Principe
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il detto di Tiberio, che cioè l' uffizio del buon p~store è quello di tosare le pecore, non quello di scorticarle. E quindi prudenza il non intraprendere guerre quando lo Stato è povero d'oro, chè se è vero che le imprese condotte a buon fine arricchiscono i privati, vuotano però anche l'erario. Parlando dell'importanza delle varie anni, l'autore inneggia all'artio·lieria che ea-li chiama il secondo nervo dell'esercito, o o e dice: !< Oggi l'artiglieria è strumento col suo tuonare, lam« peggiare. fulminare e spazzar via più d'ogni altro tremendo « e di grandissima forza, e dove arri va, cessando tutti gli « altri stromenti e macchine dell'antica militia, quanto più « è simile alle armi che vengono da\ cielo ; perocchè quale « cosa ha più sembianza di folgore, così per lo splendore del « fuoco, e per lo strepito del tuono e per l'effetto che fa, che « questo istromento? » Il principe pensi ad accrescere sempre più le sue artiglierie, e gli artiglieri si paghino meglio degli altri soldati. Anche la cavalleria deve essere oggetto d i cure speciali., perchè essa serve massimamente per campeggiare, perchè i cavalli sono armi animate, che aggiungono ~.l~e forze dell'uomo agilità e pr estezza. Ma l'autore si rammenta che egli è stato un fantaccino, e per la fanteria ripete giù. per su il eletto che due se,li dopo di lui, scriveva Napoleone. La fanter ia la tiene in pregio grandissimo siccome quella che costituisce la vera forza d'un esercito, peruhè conserva sempre l'oi·clin e e l'ordinanza, ciò che costituisce il fondamento principale della vittor ia. Il Cinuzzi s'indugia quindi a parlare delle armi offensive e difensive dell'epoca, analizzandone i pregi e i d ifetti e det tando nonno per il loro impiego. R itorna poi a parlar di guerra e come essa si uo·ti:fìchi e dichiari, r.a mmenta a questo pr oposito, che questo deve essere atto da compiersi con molta_ solennità, e· cita, i primi Romani, che mandavano in gran pompa i Feoiali ad intimar guerra. al ·nemico. La vittoria, fine supremo della guerra, è da tutti stimata più. gloriosa quanto più essa viene acquistata con lealtà e con grandi pericoli ed affanni, e si abbia· presente, che il solo frutto della,
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vittoria deve essere la pace duratura dello Stato; se questa manca, manca il fine della guerra. Si giunge a parlare delle punizioni che debbono essere inflitte ai soldati; e le punizioni sono necessarie perchè Ogni città le barbe scopre a.l sole Per non puuir dei tristi lor malizia..
La pena e _il gastigo conservano intai ta la disciplina, ed il soldato deve essere sempre punito quando trasgredisce alle leggi militari, che si compendiano in questi cinque capi: 1° Che il soldato viva onestamente e virtuosamente conforme al mestiere delle armi; 2'' Che non offenda persona alcuna, senza ordine del generale; 3° Che. serva fedelmente il suo principe, il suo generale, il suo ufficiale; 4° Ohe eserciti il mestiere delle armi come ricerca del dovere; 5° Ohe osservi scrupolosamente il giuramento prestato. Ma perchè ogni soldato sia ossequiente ai propri doveri deve specchiarsi nell'ufficiale, perchè: E quel che il Capo fa poscia fan molti Che nel Capo son tutti g li occhi vo lt i. \
S egue il riassunto di un codice penale militare con una serie di a.rticoli che stab iliscono i gradi delle pene, a seconda delle colpe; moltissime sonp quelle punite di morte. Nel punire si deve essere inesorabili, e si ricordino i versi del P etrarca : • Poi quel Torquato, che il figliol percosse, « E viver orbo p~r amor sofferse " Della milizia, perch'orba non fosso.
Ma accanto ai gastighi, i premi, e come sono severi i primi, devono essere belli e grandi e generosi i secondi. E finisce il 1° libro.
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Nel libro 2° è detto quale debba essere un generale d'esercito, e come debba sapere sopratutto 9.ccoppiare alla teo.rica la pratica. Il soggetto, siccome quello che ha grandissima importanza per le sorti della guerra, è svolto d,1,ll 'autore con molta diligenza. Non dice certo cose peregrine e nuove ma diinostra una grande conoscenza della materia che tratta, e le osservazioni che egli fa seguire alla enumerazione delle virtù di cui deve andare adorno un condottiero supremo, sono tali l;he colpiscono per un' analisi sempre accurat~i e sottile. Sopra a tutte le doti deve in un comandante di esercito, rifulgere la scienza accoppiata alla intelligenza e alla esperienza; e sia forte, magnanimo, temuto, e nel tempo stesso amato dai suoi soldati . Allora egli potrà aggiogare al suo carro la fortuna. Sulla scienza ed esperienza di un g enerale l'autore scrive varie pagine, dimostrando come si acquistino \ 'una e l'alt.a. Nulla devesi trascurare per arricchire la mente di utili cognizioni, e seguir devesi, da chi è pre posto al comando di milizie, tutti i progressi delle scienze che . hanno attinenza all'arte militare, e sopratutto si debba da lui avere universale e particolare notizia di tutte le maniere di armi buone . Ma per potere esercitare sulle masse dei soldati quel certo prestig io che è tanto necessario per condurli, spronarli e farli combattere da prodi, è indispen_ sabile in chi comanda la 1•ipidazione, ·senza l,a quale non vi è autorità. La riputazione si acq uista con la prudenza e col valore: « l'una serve da occhio, e l'altra da mano, e con « l'essere buono, magnanimo e costante in tutti i pericoli ; « e col far deli:beratione di mettere in guerra tutti i comodi « e tuttt i piaceri da parte, · e presupporsi tutti i disagi, gli « stenti che si possono immagimire. » Inoltre il capitano deve avere compiute imprese fortunate, perchè la fortuna di un capitano genera la :fiducia n el soldato . Ma rammentiamo che la for tnna è amica della virtù, non si creda di averla sempre amica. Timeo Ateniese ai suoi concittadini che lo acclamavano
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fortunato per una vittoria diceva: « La fortuna non ha al« cuna parte in questo fatto, perchè.il buon fine dolla guerra « nasce dall'accortezza del giudicare, dal la diligenza del co« mandare e dalla prontezza dell'esoguire. Si rammenti in« fin e che la fortuna è donna, ed è necessario volendola « tener soggetta, batterla ed urtarla, perchè si lascia vincere « più facilmente da questi che da color? che freddamente « procedono; e però sempre, come donna, è amica dei gio« vani per essere assai meno rispettosi e più feroci, e co« mandandole essi, con più audacia. » Il generale d'esercito deve avere piena, intiera, assoluta libertà di comando; a lui lo sciegliere il tempo, il luogo e l'occasione per combattere, senza che i ministri od altri lo spingano a farlo. Infatti il Senato in Roma non facev!=l- che dichiarar la guerra stipular la. pace : del resto in tutte le altre cose 3i rimetteva pienamente al generale a cui dava libertà grandissima e liberissima. L'autore incomincia quindi a parla.re del modo di condurre. una guerra e dice cose, che se dovevano avere importanza grande ai tempi suoi, a' nostri non posson_o più interessare. Inoltre qui si entra nel campo dirò così tecnico, nel quale io mi t roverei a disagio: lascio agli ufficiali studiosi la cura di leggere queste pagine nelle quali trovera.nJ'.\O certo da sofferma're al pensiero. Si chiude questo libro con una. s erie d'afori.smi bellici, alcuni dei quali vorrei citare, se non temessi di sta.ucare soverchiamente il lettore, molto più che molti li ritroviamo, con poche varianti di forma, in altri scrittori militari del tempo.
procedere lealmente. La religione non deve esser bandita dagli eserciti, perchè n"ella fede si rafforza l'animo. Sia il soldato continente perchè abband0nandosi sovercb.iamente alla lussuria - e piacemi qui riportare le parole dell'autore - « lo spi~ito vitale, il quale insieme con la naturale umidità « si conserva nelle vene e traendosi da essa t utto il sangue « purissimo, si perde la conveniente umidità necessaria, e pe1• « ciò si muore o s'incorre in varia specie di malattie. » E a questo proposito cita due fatti tolti da Plutarco e da T. Livio. Nel primo si racconta che, avendo i Sardiani assediato la ciLtà di Smirne, agli ambasciatori mandati dagli assediati per trattar della resa, risposero che avrebbero tolto l'assedio finché non avessero avuto in loro potere tutte le mogli giovani e belle ehe si trovavano nella città. Indignati da questa domanda oscena e crudele i poveri ambasciatori se ne ritornarono disperati fra i loro concittadini loro narrando a quale odioso e orribile patto dovessero assoggettarsi per lib,arsi dal nemico. Si fece un gran piangere per la città e le donne mandavano grida e imprecazioni. e da per tutto era dolore angoscioso. Una certa schiava di gra.nde · bellezza, e a quanto pare di molto spirito, corse ai magistrati e disse loro; « vestite tntt~ le schiave <la donne libere e come se fossero altrettante vostre mogli, mandateleai nemici. )> Il consiglio fn accettato, e poco dopo il campo dei Sardiani era diventato il regno di Venere. Ma dopo l'orgia, infiacchiti e indeboliti dal soverchio piacere, non poterono resistere ad una sortita degli assediati· e dovettero abbandonare la città e toglier l'assedio. IL secondo fatto è consimile al primo ed è tolto, come dissi da Livio, il quale narra come i Romani mandassero ai Latini lo schiave in abito da donne libere, e come queste togliessero di notte le armi ai nemici, rendendoli cosi impotenti a combattere. Ogn i soldato deve- aspirare a diventar capitano, e questo pensiero servirà a lui di sprone pel: far sempre cosa lodevole od onorata, e per farsi sent~re meno le fatiche e le pri · vazioni. Due secoli dopo questo dicevasi fra i soldati na. poleonici, i qnali portavano nella loro giberna il bastone di
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Il 3° iibro tratta <lella vera e propria educazione del soldato. In alcuni punti l'opera ha sapore di modernità. Valoroso ed onorato soldato è solo colui che avendo perfetta cognizione della legge dell'onore e della disciplina militare, sa benissimo servirsi delle sue armi ed adoperarle · m,lle fazioni necessari~ alla guerra, e sa sempre obbedire e
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maresciallo ! E sopra ad ogni cosa si preferisca la morte al disonore che:
viene ad abbassare il proprio onore e la propria riputazione, pensando che si ha da fare con persona piena di vizi o di difetti. Le presunzione poi non deve albergare neìl' animo di un soldato· di qualunque grado esso sia, perchè uno che fa professione di sapere dimostra tutto il contrario, mentre colui che .finge ignoranza possiede il vero sapere. Gli ammutinamenti se avvengono si puniscono e severamente, senza riguardo a persone e a. gradi. Il marchese di Pescara avendo fatto bandire che nessun capitano d i fanteria potesse tenere nella sua compagnia più di dodici ciiva,lli e quattro donne pubbliche, uno che era reputato fra i migliori ufficiali si ri· bellò a quest'ordine e cercò di sobillare anche gli a ltri. Il marchese di Pescara, saputa la cosa, fece chiamare il prevosto e indicandogli l'ufficiale ribelle gli disse: « l'imperatore non « vuole di queste teste nel suo esercito : tagliatela 1 » · Non accenno a quanto l'autore dice intorno a,lla istruzione mflitare, del serv~io di campo, delle sentinelle,delle ronde, ecc., perchè cio non pù\'> avere un grande interesse, nè io potrei invadere un campo che non è più il mio. . L'opera si chiude con un ca.pitolo nel quale sono élettate le regole intorno all'uffizio del castellano cl·i foi·tezza; e v1 è detto come .egli debba mantenerla e difenderla. E il capita:r,o Imperiale finisce con guestf.1 parole: « E con l'aiuto di Dio, ponendo silenzio per hora al« l'opera prego ciascun soldato, se questa mia fatiga gli parrà « buona l'accetti; se no appaghi con la benignità sua della « pronta volontà mia, con la quale e l' offero e la pre« sento, havendo considerazione alle innumerevoli difficoltà « di una materia di tanto peso; e scusi me che sol pel de« siderio che ·ho di vedere che la nostra disciplina militare « italiana iu quell'alt.o stato di gr1tndezza ,che ell' era già, « mi sono messo a così fatta impresa. » E :finisco anch'io, sapendo di non aver certo fatto un lavoro completo d'analisi clell~opera; tutt'altro, ma nutro speranza che quanto scrissi servirà almen'o a togliere dall'oblio questo scrittore antico a cui ricorsero molti moderni per i loro trattati di educaziona militare .
La morte è fin d'una prigione oscura . Agli animi gentili: agli alt ri è noia Ch'hanoo posto nel fango ogni lor cura.
L'obbedienza deve essere in un soldato tanto abituale e spontanea, chè l'obbedire, in qualunque momento, non deve essergli di peso alcuno. E a. questa virtù l'autore inneO'gia o e n e dimostra tutta la grandissima importanza. Oltre ad eHsere obbediente il soldato sia spinto ad operare dall'emulazione sempre, dall'invidia mai. Sia il soldato fedele alla cousùgna e per essa si. affronti ogni pericolo e si spenda la vita. Erodoto scrisse, che un tal Cinigero inseguendo le navi .n emiche nella guerra persiana, con la consegna dt cat· turarle, riusci ad afferrarne una con la destra, ed essendogli stata recisa, la sostituì con la sinistra, :6.nchè monca anche questa., riafferrava la nave coi denti, e Sceva, centurione di Cesare che, posto di guardia ad una porta v1 si manten~e, , benchè avesse perduto un occhio e forate una spalla ed una coscia. Grande sia le cura del soldato per le armi, e non si perdino mai, perchè chi le perde ha contro sè una giuridica presunzione che le abbia vituperosamente perdute. L'insegna o bandiera de,•e essere ritenuta come emblema divino, e per essa si muoia volonterosi, e mai si tolleri che le venO'a ' o fatto oltraggio. Do.v e essa sta, vi è l'onore e la vittoria· dove scompare il disonore e la sconfitta: E bene fec!:l Servio Tullio, che per vincere il nemico, strappata di mano ad uno dei suoi un'insegna la gittò fra le file -degli avversari, dicendo ai soldati: ~ guardate, guardate, che il nemico porta seco le « nostre insegne!>> Q,uesto bastò la perchè battaglia fosse combattuta con tanto impeto e coraggio da riconq1~istare l' insegna e la vittoria. Ohi è soldato deve mantenere scrupolosamente la sua parola, « nè mai quella violare nè maèo« lare per qualsivoglia cosa al mondo, >> nè deve mai giurare nè bestemmiare, nè esser di mala lingua col dir male dei suoi compagni e dei suoi superiori; perchè così facendo, si
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Dell'opera Della vera disciplina antica e mode1·na se ne fecero varie edizioni, una del 1620 porta lo stesso titolo ,}on questa· aggiunta: Di nuovo ampliata di molte 'invenzioni militari e del vero modo di pacijica1·e con parl'ole qualsivoglia inimicizia (Siena, presso Bonetti). Un'altra, pur pregiata per alcuni miglioramenti fattivi dall'autore e che è pur dedicata a Cosimo dei Medici granduca di Toscana, con lettera . da Siena del 25 gennaio 1619. In fondo a questa edizione trovasi un l11·attato del vero onore. Il d' Ayala, nella sua Bibliogra-(i,a, dice stampato questo trattato in Siena nel 1604; ma veramente non esiste di questo lavoro un' edizione a parte a quanto mi consta.
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BAltGILLt.
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NOTE BIBLIOGRAFICHE
• Petites opérations de la g1terre d' a1Jrès t' e,i;pér'ience des cantyagnes d'wi ~iècle . Par Ch. BRmE, capitaine brevéLé d'état-major (réserve) avec 24, ct'oqu is. Paris, libia irie rnililai re Chapelot, ,1899. In questi ulti mi tempi la sta mpa milita1:e si occupa.io modo particolare della piccola guerra; epperò leggendo il titolo del presente lavoro del capi tmio Bride ritenemmo ch'egl i pure si fosse indotto a svolgere codesto tema che può.J.i..si d'att.ualità. Tutt:ivia nella lettura della prima pagina ci ~ccorgemmo tosto che la nosrr a supposizione era errata. Il capitane, Bride intende li mitare il sno studio « a quelle operazioni di guerra eseguite da un comandante in sott'ordine, con un numero di truppe generalmente ristretto, :ilio ·scopo di preparare la riuscit:i del la operazione pri ncipale di trar partito della vittoria 0 di attenuare le conseO'uenze di un insuccesso » Queste oper:izioni che i I capitano Bri de e chiama piccole operazion i di guerra, ma che a nostro parere non sono tali, sono le seguénti : Le ricogni1.ioni; I convogli; Le requisizioni e tol te; La distrnzione delle ferro vie ; I pass.aggi dei corsi d'acqua ; Le operazioni di notte; La guerra di montagna; I partigiani ed i franc-tireurs. Per ogni titolo l'a utore _espone brevemente i principi i tattici e le norme i:egolamentari riguardanti l'operazione presa a disam ina e qu ind i avvalora il sno detto riportando nurner')SÌ esem pi stot'ici a sostegno della ~~ a~. . È fuori dubbio che il titolo del libro ntm è esatto, o tanto meno non offre un'idea esatta della importante nrnJeria svolta, poichè difficilmente le rir.ognizioni, i passaggi dei corsi d'acqua (e fra gli esempi è notato il
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NO'l'E BIBLIOGRAFICHE
passaggio del Danubio eseguito d:i Napoleone nella campagna del ·1809), le operazioni di notte e la guerra di montagna, possono essere cl11ssificate fra le operazioni della picco la gue1Ta a seconda del significato consueto che si attribuisce alla· medesima. A noi, del resto, poco importa se il ti r.olo dell'opera si::i più o meno esn tto; l'essenziale è che il contenuto sia veramente ioteresssante ed istruttivo . E questo è il caso dello studio del capitano Bride, la cui importanza risiede tutta negli esempi storici riportati, i qua li sono as~ai numerosi e furono scel ti co1J molto ed opportuno <lisceroimeuto. Lo studioso pertanto si trova cu,ì ad avere sotto mano un vasto can1po da consultare con grande risparmio di tempo e di fatica e che gl i riuscirà di grande vautnggio per la sua istruzione. Lo studio della storia militare, trattisi di un'intera camp,1gu.i di guerra o di siogolè operar.ioni, sarà pur sempre il più proncuò per l'ulfiziÌile; e ·perciò non esitiamo a dare i I benvenuto all' interessante lavoro del capi tano Bride. Molti schi'zzi poi corredano l'opera per la migliore intelligenza delle orernioni narra~e. Essi, però, mancano di sca la, ciò che ci pare ne attenui il valore. E un dil'ctto di poco momento, e che l'antore potrà facil mente togliere iu un'altra edizione .
Di.e russische Armee ùi Einzelgchriften. Theil T: Taktik und neglements. Ileft I: Das Gefecht der russischen lnfantwrie. Auf Grund dcs Exerzir- Heglcmenb vom J Jhre ,1897 hea rbeitet, von FRE IHE lll\ von T1nTAu, ffaup tma11n . Berl in, Liehel, ,J89~L I l capi tano barone von Tettau si è prefisso di compilare nn'oper:i che diremo completa, intorno oll'esercito rnsso, ripartendo la vasta materia in fascicoli stacca ti, e che possano intiernmente stvr da sè . Rispetto agli e,erciti esteri, si ha un particola re interesse a conoscere anzitutto l' i,truzione uel combattimento, e ciò vale tanto più per l'esercito russo, pel quale in r1uesti ultimi .inoi furono co10pilati i nuovi regolamenti d'esercizi per la cavallel'ia (1896) e per la fa nteria ( 11897) e sono d' im.minllnte pubblicazione quell i per l'artigl ieria da campagna e su l servizio in guerra. In l>ase a questo concetto, l'autore ha di visato di svolgere nella prima parte, quan to lrn tratto alla tntiica ed ai regolamtrnti, limilatamcnte :i i loro rapporti coll'istruzione del combaui mento .
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NOTE BlBLIOGRAFICIIE
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La prima parte com prenderà sci foscicoli, e precisamente: Fascicolo ·1°: l i combattiment<i della fanteria ; regolamenti della cavalleria dall'anno 1896; ))
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Le prc~crizioo i di combattimento e di tiro per l'artiglieria; , i;o : Del servizio in guerra ; » (i": D<?lle istruzioni nel servizio interno. Ora fu pubblicato il 1° fasci colo, riOettente il combattimento della fouteria; diciamo subi to che l' iniportante tema svolto con .i nim irabile brevità e chi:irezza, difficilmente potrebbe essere trattato in modo mialiorr. Es50 dividesi in due parli : nella prima si prende in esame l' istrn;ione riouardante il combattimento, a cominciare dal soldato isolato sino <> alia divisione. L'istruzione del soldato si compendia : nell'insegnamento dellll scelta di arlatte. posi1.iooi per tirare e del proli tto a tr.irsi dai vnri- ostacoli copren ti; nell'ap prendergl i le varie specie di fuoco da ns,1rsi nell'ordine sparso, e finalmente nell'esercitarlo nei movi menti della li nea di cacciatori, sia nell'attacco, sia nel 1::t ritirata. Nell'istruzione pel combatt.imento della compagnia, del b(IHagliono, del re""'imentn della hriaat:i e della divisione, sono hrèvcmeu te de· ?>Q ' {' ) scritte le varie l'ormtizioni lormali, prOSl:ritte da l regolamento per l'e:;ecu1.ione dell'attacco e mosse relauve. Nella sP.conda parte sono poi ch iaramente rws;nnte le prescrizioni emanate d~I ·1897 por l'i111pie70 dell:1 fr1111cria nel co rnbflU.imento. Quesi.1 ~econda p;Jrte, come si compre11dc di lei::gicri , è la più importante ed i11 terc~sa nte. E~sa nou solo ci mette al corrente delle idee r.he :-i h1111no uell'eseri;ito rnsso rispetto al combauimenlo odierno della fao teria, ma iu pari tempo, (:ost.ituisce un prezioso rrrn nuale tattico per gli nllicial i delle varia armi. 1·au~ore il a curn di mettere in evidenza, si n dnp principio gli appnnti che o"eneralment~ movevansi al vecchio re0"0lameuto del 488·1 per le evoluzioni della fanteria. Questi appunti formulati dal generale Skugarewski, sono i seguenti : ·IO che il regolamento prescri veva nna ,ola maniera di esecuzione dell'nuacco, d:i nsani in tutti i rasi; 2° che non er11 prescritta una precedeatc ricogni7.ione in base /Jlla quale si do, essc poi prendere le opportune <li,posizioni per l'attacco; »
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NOTE l!IBLIOGRAFICEIE
NO'l'B BIBLIOGRAFICHE
30 che le linee di cacciatori erano troppo deboli, e di qui, per · conseguenza, nessuna sufficiente pre'parazione col fuoco e grandi perdite per l'attaccante; · 4,0 che la debolezza delle linee di cacciatori traeva seco la necessità di ri nforzare subito coteste linee ; donde un prematuro frammi schiamento delle unità e aumento di difficoltà per la direzione del combattimento; 5° che la prescrizione del regolamento, secondo la quale dovevasi iniziare l'11vanzata a salti e per piccoli reparti soltanto quando si fosse giunti ad 800 metri da l 11emico - nè prima nè dopo , e senza tenere ; lcun conto uè del terreno nè del lo stato del combattimento - arrecava lo svantooaio che la linea di cacciatori fosse impedita nel suo fuo co. t>ti Il nuovo rego lamento ha tolto di mezzo i lamentati inconvenient~. Non più schema alcuno per la formazione d'attacco ; Ricogn izione preli minare, e possibilmente personale del comando.nte del la posizione nemica , e facollà completa a quest'u ltimo di disporre le sue truppe come meglio stima a seconda del piano di attacco da lui concepito; Superiorità di fuoco da raggiungersi sin da principio collo ~tendere innanzi forti linee di cacciatori; . Compagnie in tiere da impegnarsi nel la formnione delle linee di cacciatori, e Direzione del fuoco conservata nella mano dei comandanti delle medesime; L'avanzata ali' attacco da iniziarsi sol tanto quando sia stata sullicientemente preparata dal fuoco, e da eseguirsi col contemporaneo avanza re clell'intiera linea di cacciatori e al passo. Q1testo movimentq dev'essere sostenuto dal fuoco di reparti fatti avanzare e convenientemente disposti su lle ali. Nel complesso, come si rileva faciimente, le norme direttive per l'attacco dell a fan teria, sono su per giù le stesse del regolamento tedesco, adottate poi in quasi tu tti gli eserciti europei, ma è intere::-s,mte ed importante di conoscerne i particolari. E questi ci forn isce il pregevole lavoro del capitano vo11 :reuau, cu i auguriamo <l i poter terminare nel minor tempo po5sibi le, l'opera da lui intrapresa .
R.uF.,ELLO GwvAGKoÌ,1. - Pelle,ql'ino Rossi e ta rivoluzione ronwna sn clocwntnti nuovi. Volume pri1:no. - Roma, Forzani e C. , bip. del Senato, 18!)8, pag. «08, con un ritratto.
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Quando· il professore G1ov.,aN01,1 consegnò atl nn suo libro il risultalo delle sue lunghe ed assiduo ricerche sui tempi che prepararono lo straordinario periodo del 1848 e su i prim i mesi di quell'anno memorando, la Rivi1:ta mil-itai·e si occupò <li quella pubblicazione acciocchè fosse conosciuta dai ·suoi lettori. E' quella 11n'epoca che sotto ogni riguardo dovrebbe essere l3rgarnente couosciu1a e studiata da noi . E' l'epoc11 del risveglio di un popolo e non mai esso si mo.;trò così a per\3 men te in tutta la pienezza dello sue buone e delle cattive q1rnli tà, come lo fece il popolo italiano, e non mai fornì più arnpi mezzi per conoscerne l'indole e per spiegarne le azioni. Questa conoscen1.a di noi stessi ci fa genera lmente difouo, e perciò all'infuori dei meriti in trinseci, parve cosa utile l'esaminare allora il libro del G1ovA1:.Nor.1 per additarvi q unle contributo potesse arreca.re alla conoscenza dello :;pirito che anima la stirpe cui apparten iamo. Quel libro traeva il suo titolo <lai Cicenwcchio, il tribuno romano o piuttosto il rappresentante tipico del romanaccio de Ron_ui coine lo conobbero le i,,rreneralioni della prima nrntà del secolo e lo ritrasse nei suoi cl isegni il Pinelli, ed il Don Pirlone, un giornale satirico e come oggi si direbbe, pupazze1t..1to, di quell'epoca, pu r esso 1·imasto leggendario nella memoria dei sopravvissuti ni tempi dell'assedio di Rorna quanto il vecchio Aschie'tto di Torino nella genenizione immediatamente successiva. Ora il G1ov.1a:i,ioL1 nel continuare le sue ricerche cd i suoi studi s'incontra con un alt.ro periodo della storia d1 Roma d'allora; quello del Pclkgrino Rossi. E l.Jadisi quando diccsi storia di Boma d'allora dicesi d'Italia perchè, volere o non volere, da Roma mosse il movin1ento che sconvolse tutta l'Italia, anli l'Europa in teni, nel 1848, ed a Roma riflui colla tendenza de_gli Italiani di quei giomi, alllitti e desolati dal loro vecchio mnle del niunicipalismo, di cercarsi un centro verso il quale .orientare le idee e le azioni. L'importanza del momcuto storico che il G1ovAC21<ou accentra intorno alla figura del Pellegrino Rossi è grandissima. Allora andò dileguandosi e cessando il movimento dest.:itosi colla grande illusione del Gioberti, che credette di poter pone il papato slOL'ico a baso dell:i fu tura grandezza d'Italia. Col Rossi quel movimento dette come un ultimo guizzo. La tragica catastr.ofo in cui quell'nutorcvole personaggio lasciò la vit.a sciolse anche l'equivoco dùstato da un'idea che confondendo tempi e tendenze avrebbe reso necessaria la risurrezione del medio evo in piena epoca moderna .
NOTA BIBLIOGRAFICA
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NOT I!. JJHlLIOGRA FIOH E
L'uccisione dell'ultimo ministro costi tuzionale di Pio IX fu con temporanea alla scomparsa delle ultime speranze che ancor rimanessero sul programma neo-guelfo del Gioberti, tre anni prima accet.tat/con tanto trasporto dagli Italiani come base dell:i loro redenzione politica. Ma nelle, studiare un momentn storico di così grande importanza, il GrovAGNOLI si avv iene iu uno strano enimma lasciato alla storia. Nella funesta giornatn del 20 novembre 18~-8 un p11gnale assassino recise la carotide del povero Pellegrino Rossi, men1re numerosi e torvi si agit:ivano per i portici della Cancelleria, ove stava per succedere il truce fa Lto, popolani ardenti per esaltazione politica. A chi appartenne la mano armata dell'omicida pugonlc? l popolt1 ni ardenti el'auo complici necessari o casuali dell'assassinio ? Dopo un lungo processo nel -1804 la mannaia del carnefi ce decapitò il presunto autore della uccisione : l'opinione pu bblica non volle mai credere la reità del condannato, e s11,su1Tò ,1ltri nomi come quelli, del vero n::o . Anzi tra gli esuli degli Stati ponti6ci, e fu ron<) moltissimi dopo la restaurazione del governo temportile del papa Pio IX, e perfino nelle storie furono indicati perfino i mandatari dell 'atroce delitto od i nomi non erano ccrtament11 o~curi. Ora il Grov.\GNOLI avendo messo le mani sovra g!i al.ti del lungo processo i:::titui to dal governo papale per venire in chi3ro della teneb1·osa fo ccenda, ritiene di aver trovata la chiave per sbroglia re r enimma storico du ra to per tanto tempo e consacrnto dal snnguo di un innocente decapita to a to1·to . Da questi precedenti ha origine il nuovo libro del GrovAr.Nor,1. La parte principale è certamente quella che ,;piega la inutili tà del grtinde tenta ti,•o fatto da un 1101110 che potendo vantare una dello migliori intelligenze d'Europa cercò di rendere possibile il governo costituzionale e tempE:rato del Papa. Ma appunto P.er spiegare quanto era oecessàrio <li descrivere, e su quale china fosse fatalmente avviato il Rossi per arrivare a tale assurdo tentativo, lo scrittore co mincia dall'esanii narne la vita eJ il pensiero. La maggior parte del vol_unrn venuto in luce comprende i pl'ecedenti del Rossi, e l'apogeo della sua vita, quando in Roma crndette di assidersi arbitro dei destini italiani e venne invece nel loro corso miseramente trn volto. Arri va lo a questo punto il libro descri ve e discute i primi ed incerti passi di una procedura appassionata ed incerta nel ricerca re il nome di colui che aveva ucciso il Rossi e dei suoi com plici se ne aveva È come il prologo di nna lunga e rlrarnmat;ica csposiiione in cui rivivranno i foschi tempi clie seguirono la restaurazione del governo pontirìcio ciel 18g,O. Non seguiremo il largo studio biografi co fottodal G10VAGN01.1 sul Rossi, nè enumereremo con lu~ ragioni che dettero tanta parte alla storia del pensiero
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e de1Ja politica in Svizzera ed in Francia a questo carrarese che già nel 18io aveva cr~duto di poter rivendicare l'indipendenza nazionale valendosi dello slancio di re Murat. Per quanto riconosciamo utile e nec,essario il ricercare nel passato del Rogsi le sue idee sul govern<;> costituzionale e sul papato rispett.ivamente ài suoi Stati ed all'Italia, fo rse lo scrittore si è alqua-nto indugiato nei primi capitoli a proposito di alcre questioni abbracciate dalla larga mente del Rossi e non collegate immediatainent,e collo scop~ del libro. Se ciò d~ _motivo di ammirare ,l'erudizione dello'scrittore e la sn~ cura diligente e coscienziosa, l'attenzione ne rimane alquanto stanca, ed ìl lettore si chiede se in certi punti una rapida sintesit fatta coll'e;ergia di cui la penn~ del GrovAGNOLI si sente talora C3pace, non varrebbe meglio che :iccurnnlare citazioni e consirlerazioni a proposito delle suindicate ·questioni. Breve inconven_iente largamente compensato n·eJla lei.tu ra del resto, che scusa e in gran parte giustifica queste premesse. Il libro si eleva veramente all a maestà della storia quando con molta cura ricerca quali sieno state le impressioni dei contemporanei nell'udire la notizia ciel tragico fatto che togl1eva il Ro~si d~l-numero dei viventi, QueJle impressioni dànno la misura del tentativo politico cui il rninist1;_0 aveva dato opera, e quello della stìma in oui era tenuto l'uomonell'u) tima - fas~ della sua Jholteplice operosi tà pubblica, e)e condizioni del pensiero , italiano oramai stanco e disilluso circa il sogno giobertiano. Vuomo 'politico era caduto non 1.nugi dal luogo in cui diciotto secoli p1·ima era caduto Cesare vittima pur esso del pugnale. Ma la differenza tra i rl ue, istorièamente considerati, è grandissima .. Il piano.politico ideato da Cesare per la pacificazione del mondo romano rivisse nell'Impern e di tte tranq'uillità 3\ popoli meditenanei per tre secoli al meno; lo sforzo della potente intelli- genza del Rossi non bastò a consolidare il governo costituzionale del papato. L'uno inizia un periodç. storico. l'alfro lo chiude, e i contemporanei ebbero coscienza di . un fallo e dell'altro. « Il pugnale inconsciente del Brunett.i spezzava addirittura ogni residuo di vincolo fra l'Italia e il Pa- ' pato, colpiva ~1 cuore il dominio po li tico dei- pontefici. » .Ma nel mettere Còsì l'uomo a raffronto r.oll'opè'ra sua e col giudizio di , coloro che vissèro con lui, lo scrittore getta le basi di un'altra e pregevole , parte del suo l~hro. Quella cbe eomprende le peripezie di un processo durato olt:re quattro anni e inezzo e indaga i. Je cagioni per cui la verità, che era uguo lmente nota e ai governanti -ponLi.6ci e ai capi del partito ri"'.<vUzionario, fu dagli 119-i e dagli alt.ri fin qui tenuta nascosta. » • Il :gome dell'uccisore è oggi chiar3mente designato dalle indicazioni contenute nella Nuova Antolo,gia.,_rese note da un accidentale compagno deJl'uccisore. nél giorno del terribile fatto. li PEL C&RllO che in un suo 23 -
ANNO XLIV,
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NC}TA BIBLIOG:&AFICA 342 interessante volume ,di Rivelazioni storiche sulle-c_ospfrazioni romane tra il 1817 ed il 1868 testè pubblica Lo dal Voghera, parla anch,e dflll' uccisione ' del RossL descrive sulla scorta di documenti le ultime ore del Costantini decapitato' come ,presunto autore del misfatto;, e nòmina, il vero"uccisore. Ma la critica del G1ovAGNOL1 sul processo avrà ben altra importanza, poichè sèguendo con molto, acume 1e giravolte del pensiero dei giudici, le alternative' nell'energia dei torturati innocenti, e le basse delazi0!3-i di animi còdardi o malvagi ricostruirà l'ambiente, del clima storico in cui quegli uomini vivevano, si ag.itavano e operavano, Dopo di averci presentato il periodo di preparazione ci far~ assistere à qQello dei postumi d~ un episodio rivoluzionario abortito, ed agli ultimi guizii delle passioni buone e cattive che esso ..aveva sollev~to. · · ' Sotto questo riguardo l'opera delle indagini desta grandissima curi5Jsità. Essa i{ semplicemente preparata in questo voh1me; nell'altro, dei cui otto capitoli sono indicati i sommari, si intravedono curiosissimi episodi ed uno strano avvicendarsi di persone appartenenti ad ogni classe so'ciale, da. quella del princip~ dì_Canino è dello .Stèrbini a, scendere in giù. - ; Ben venga e venga presto dunque l'altro, volume promessoci di questo libro acciocchè noi possiamo soddisfare alla bramosia destataci da questo che abbiamo letto ell esaminato finora.
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NC)TIZIE POLI1-1IOO-MILITARI La politica estera e la politica coloniale pare che sieno state, durante la quindicina, in vacanze carnovalesche, Nulla di nuovo e di al larmante venne segna lato in alcuna parte del mondo. ' , Dal!' Eritrea si annun~ia tranquillità perfetta, sia· nell'interno sia alla frontiera. Nel Tigrè si dicono ripresi i lavori dei camµ i e J'atti v·ità dei mercati. Dove sieno e che facciano .Maconnen e l\fangascià non è ben noto. Non si sa neppure dove sia l\ienelik col rno grande esercito; ma, dal mom~nto che non se ne parla, ciò vuol dire., per lo meno, che non fanno niente di male, p'erchè vale per l'Africa come per I' Europ~ il proverbio: beati i popoli che non hanno $\Oria. Gli uomini di Stato inglesi hanno smorzato i fu lmini della loro eloquenza contro la Francia, e ben a r~'gione perchè, a quanto pare, la Francia ha ceduto su tutte le questioni ch'erano oggetto di controversia, o almenq su lle priucipal i. Il .Messaggio . della regina Vittoria, con cui venne inaugurata la n'uova sessione parlamentare felici La le truppe anglo-egiziane per la -campagna del Sudan, e constata le _relaziooi amichevol i dell' Inghi lterra con tutte le pol-enze, Meglio così. In Creta il principe Giorgio si è insta llato senza contrasti e per ora vive tranqui llo e da principe coi quattro milioni in oro, prestatigli senza interesse dalle altre potenze protettrici, un~ per ciascuna; però non tutte le truppe straniere hanno sgombrato l' i~ola , :iuzi dicesi che le inglesi non la sgombreranno intieramente mai, , La Francia i> sempre tutta occupata nella que~tione Dreyfus, che ha messo !-'esercito di fronte alla magistratura ed ha portato tale perturbazione nella coscienz:i pubblica e nel l'atteggi amento dei vari partiti, da paral i~z;\re l'azione del governO' all'e;;tero, e rendere possibili le più strane eventualità all' interno. Non ,si èrederebbe, se non fosse un fatto, che una simile causa possa condurre a tali conseguenze, ma ,pronabilmente più che una causa essa è un sintomo della malattia . Gli Stati Uni ti, dopo avere conquistato le Filippine contro la 'Spagna, <levono ora conquistarle contro i nemici della Spagna cioè, contro gli insorti; i ,qual i comìnciano a ca pire di non aver guadagnato nulla
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NOTIZIE POLITICO - MILIT.ARl
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cambiando di padrone e si difendono come possono contro il padrone nuovo, senza probabili tà di ri uscire a sottràrvisi. Nell'estremo Oriente la· situazione è immutata, ma le preoccupazioni a cui dava luogo qualche mese fa sono provvisoriamente svanite. Pare che vi sia fra le potenze un tacito accord:> di rimandare a miglior occasiono la soluzione delle vertenze. In Italia uulla abbiamo a notare fuorchè alcuni importanti disegni di leggo presentati dal go,erno al Parlamento che furono, sono e saranno ancora per qua lclie tempo oggetto di vive discussioni nel Parlamento stesso e nel la stampa.
renderanno meno frequente l'impiego delIn forza armata ,a tutela dPll'ord ine pubblico . Lo spazio non ci permette cli addentrarci nell'esame dei singoli provvedimenti proposti; ci fermeremo solo un momento sul progetto .di mil itarizzazione del personale ferroviario, postale e telegrafico. Il ,progetto è basato su di un pri ncipio già accolto con plauso in Italin -e all'estero da tutti i propugnatori della vera libertà, :rnzi già attuato, non solo senza inconvenienti ne lagnanze da parte dei maggiormente interessa ti, ma potremmo dire con loro soddisfazione, perchè trovnrono nell a misurn governa tiva uua tutela, una difesa contro le pressioni o le insidie dei partiti estrem i.
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** Il presidente del consiglio e m1n 1stro dell'interno, di concerto co) ministro della guerra, con quell o della marina ed altri, ha presentato alla Camera una serie di provvedimenti di carattere politico-militar~ intesi alla tutela dell'ordine pubblico. Essi consistono essenzialmente in alcune .aggiunte e mo~ ificazioni alla legge su lla pubblica sicurezz~. a quella sulla stampa, ed in alcuni obblighi imposti ai militari in congedo appartenenti al persouale for. ro viario, posta le e tele~rafico. L'im portanza di questi progetti vi va mente desiderati ed attesi non ha bisogno ui essere dimostrata. Dinanzi ai gravi disordini della scorsa primavera, preparati da lunga mano e quasi favoriti da un regime di eccessiva tolleranza, e di semi-impunità per l'attiva propaganda che li ha preceduti, il potere esecutivo si è trovato, in certo qual modo,. clis:nmnto. Fn solo l'energia spiegata nel momento del maggior pericolo dalle autorità militari, cl1e, unitamente ad alcune misure adottate in tempo dal governo centrale, presenò il paese dai maggiori guai ed assicurò il tranqui llo fu nzionamento di alcun.i gràndi servigi pubblici partico1.,rmente minacciati. Questo stato d'impreparazione dì rronte agli :macchi dei partili so,·versivi, questa impunità assicurata alla stampa avversa alle istituzioni, e.sp0ne natu rnlmente il paese ·a sgradite sorpre;o. Le proposte presentate dal presidente del consiglio rispondono alle esigenze della situazione e uon possono essere avversate se non dn coloro che, dopo le. amnistie·, vorrebbero ricominciare da capo. I progetti sovraccenuati intercssauo anche l'esercito, siccome quel li che, mirando a contenere in certi li miti l'azione dei parti ti sovversivi,
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Vogliamo accennare al provvedimento preso nella primavera dello scorso anno di chiamare alle arm i una parte dei mil itari in congedo c,he presta,·ano ~ervizio nelle ferrovie; esso recò tali benefizi, che l'esperienza del fotto non deve andare perduta. Or, siccome il 30 gin!!no •t899 scade. fa faco lt~ concessa al governo di richiamare in servizio i militari appartenenti al person11 le ferrov iario, postale e telegra fi co, così fu concertato un disegno di legge col quale viene data permanentemente ~tabilita la fa. coltà al goveroo di sottoporre alla giurisdizione militare il personale predetto. Coll'articolo 1° del disegno di legge si stabi lisce che i militari in congedo dell'esercito e dell'armata, appartenenti alle amministrazioni ferroviarie, postali e telegrafiche, sono dispensati dal rispondere alle chia· mate per istruzione in tempo di pace. Questo privilegio già concesso, per disposizione regolamen tare, a talune cateiorie d'impiegati, viene così, per legge, esteso agl' impiegati ferroviari, postali e telegrafici, in corrispettivo delraggravio che loro si reca di essere sottoposti alla giurisdizione militare, con tutto le sue conseguenze, quando per gravi contingenze d'ordinè pubblico il governo creda ciò necessario, affine di garantire le comunicazioni e lo trasmissioni. L'articolo 2° stabilisce che, durante il tempo i"n cui detti militari in congedo sono sottoposti alla giurisdizione militare, essi continuano a prestare servizio nello ammioistraziooi cui ap partengono, nel la propria IJO · sizione di grado o c11rica e di retr.ibuzione; come pure - per eliminare i possibili incouveò ieuti cbe potrebbero deri\'are nell"esercizio delle loro attribuzioni, dalle differenze frn i gradi militari e quelli conseguiti nell'impiego civile - viene stabi lito che i gradi militari devono essere considerati come sospesi.
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I '.11ilitari in discorso non avranno a percepire alcun assegno sui bilanci della guerra e della marina, porché durante tale loro situazione speciale essi cominuano a prestare lo stesso servizio di prima. Finalmente il 3° ed ultimo articolo del breYe progeuo dice eh.e con speciale regolamento saranno disciplinate le modalità di questa le~ge. Torneremo sull'argomento quando verrà io discussione nlla Camera, sebbene sia lecito credere che non darà luogo ad opposizioni di qu:tlche rilievo; frattanto passiamo ad un altro progetto che, se meno di questi interessa l'ordine pubblico, interessa assai più gli ufficiali dell'esercito.
Gli otto oomaudi d'artiglieria ora esistenti, a causa della troppo vasta loro giurisdizione sopra territon appartenenti a diversi corpi d'armala e sopra truppe d'artiglieria di tntte 10 speciali tà, non sono in grado di esplicare colla uecessaria efficacia la loro azione diretti va. Pe1· migliorare le condizioni di talune brigate d'artiglieria da costa e do fonezza (contiuua la citata relniooe) si sono mostrati necessari -alcuni leggieri spos~menti di compagnie e la trasformazione di una Ili esstl, che ora è da forte1.za, i11 compagnia da costa . Rer effetto di tnli spostamenti-sorge il bisogno di creare tre nuovi comandi di brig.ita, due d'urtiglieria da cosca ed un.o da fortezza, pur rooservaudo inalterat-0 il numero delle compagnie. ' \-lentre, secondo le vigenti disposizioni, nei primi dodici reggim,mti <l'artiglieria da campagna e nel reggimento d'artiglieria a· cavallo, la carica di ufficiale addelto al materiale è retta da un maggiore, ne.gli altri dodici reggimenti da campagna ed in quello da montagna è retta tla un capitano. Questa differenza 0011 essendo ginstificata da una sensibile differenza di auribnzioni e di re~ ponsabilità, il disegno di legge propone di sostituire un ·maggiore ad un tapitano per I.a carica di ufficia le addetto nI materiale anche negli altri dodici reggimenti da campagna e nel ret,tgimento d:i rnontagua. , Oltracciò si propone di aumentare alcuni uffici.ili in taluni isr.ettorati, ullizi e stabilimenti d'artiglieri~, pei quali •tale aumento è statoriconosciuto indi~pensal>ilc; l'esperienza ha pure dimo,mato l'oprortunità che alcuni capi di servizio, i quali hanno ora il grado di teneule colonnel lo, sieoo invece colonuelli, cs~endo questo ,grado meglio rispondente · alle loro attribuzioni e responsabilità. fn complesso, l'attua1.ione di tutti i provve_dimenti sopra indicati porterà nella tabella orgnn ica degli ufficiali d'artiglieria le segue11ti vnr1azioni. Aumento di 8 colonnelli, 3 tenenti colonnelli, 18 maggiori, 3 ufficiali subalterni; diminuzione di 40 capit~ni. Quindi numcnto complessivo di 22 uffiziali.
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** L'on. ministro della guerra presentò alla Camera un disegno di legge per Modifica::ioni al l' ot·dinamento nell'eser·cito, o più special mente, per modificazioni alle tabelle organiche delle armi d'artiglieria e del genio. , L'esperienza (dice !'on. ministro Della sna relazione) ba dimostrato la necessità di alcuni Je~gieri 1·itocchi alla legge_di ordinamento dell'esercito - 28 giugno 1897 - per quanto concerne l':irma di arLigl ioria e quella del genio, affine di apportarvi quei miglioramenti che si sono ma-· nifestati utili nel fonziooamouto dei vari comandi e servizi, 11d anche nell'intendimento di meglio regolare l'avanzamen10 degli ufficiali di queste armi, in rapporto con qniillo degli ufficiali delle altre. Per quanto riguarda l'arma d'artigl ieria il disegno di legge comprende le seguenti disposizioni: ,1° assegnare uu comando di artiglieria per ogni corpo d'armata, eccetluato però !'XI, il quale, comprendendo pochissime truppe e limitati servizi d'artiglieria, può avere il comando d'artiglieria i11 comune col XII corpo, che si trova in ana loghe cond izioni. Occorrerebbe perciò aumentare di tre il numero dei com:indi d'artiglieria, e quindi di altrettanto il numero dei posti di maggior generale, port:iti dalla tabell a organica dello stato maggiùr generale. Ma a tale aumento (dice la relazione ministeriale) può farsi fronte impiegando tre genera li a disposizione; 2° assegnare ai comandi d'artiglieria, che hanno più vi1ste attribuzioni, un uflìciale superiore (colonnello) in più, il quale coadiuvi il cornanrlante, specialmente nell'esercizio delle sue atti'ihuzioni, sopra le brigate autonome d'artiglieri:i da costa e da fortezza . Le ragioni che militano in favore di queste morli6cazioni sono le seguenti:
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qnauto concerue l'arma del genio la relazione osserva che la diminuzione assai notevole di ulliciali apportata in quest'arma d.illa legge di ordino mento del ,1897 e l'aumento di lavoro verificatosi negli ultimi anni presso i rep;gimenti dell'arma stessa, a cagione delle altribuzioni
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POLITICO-MILITARI
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s·empre più numerose è svariate, hanno posto in diffici li condizioni di funzionamen10 sia le direzion i, sia i reggimen ti del genio . . Sarebbè desiderabile poter restituire l'intero numero di ufficia li soltratti, ma le esigenze del bilancio Ìm pongono di li mitarsi agli ·aumen1i strettame11te indispensabili e cioè : 1° Assegnazione a c\ascuno dei cincrue reggimenti del genio di un ufficiale a disposizione (Ìnagg iore ò capitano), per poterlo' incaricare particolarmente degl.i 5tudi_e delle esp~rieoze speciali che ora d: straggono dai loro compiti i comandanti di brigata e di com pagnia. 2° aumento di un maggiorè per la briga ta ferrov ieri e di alcuni ufficiali inferiori nelle brigate del genio più importanti. T,;nuto conto di t utte queste esigen-ze si propongono complessivamente nell'arma del 'genio i seguenti aumenti: 2 maggiori, 7 capitani , 7 ufficiali subalterni. Tali aumenti sono determinati esclusivamente da esigenze di servizjo. Quanto alla carriera, gli ufficiali del genio verranno a partecipar~ impl icitamente aì vantaggi porta ti da questo disegno ,Ji legge nella carriera degli ufficiali d'artigl ieria, perchè, secondo il prescritto dèlla legge~ luglio 1896, gli ufficiali del gen io devono essere promossi al grado snperiore per anzir1nitù nella propria arma, quando gli ufficial i d'a rtiglieria di pari grado ed auziao"ità ottengono la promozione nell'arma loro. La_.relazione fa in ultimo notare che cruesto disegno cli legge non importa aumeoto o mo-dilìcazioni nel quadro dei gerrerali , ma che è intendimento del ·ministro della guerra di proporre, nella prossima legge di bilancio, che due po:-;ti di com~ndame d'artigl ieria ed uno di comandante del geniq poss(lno eJsere occupati da tenenti genend i, affid.:i ndo ad un ,corrispondente numero di maggiori generali taluni <lei posti cb e, normalmente, per altri ser.vizi, sono ·occiipatì da tenenti generali; e ciò nell'intento di agevolare l'avanzamen to al grado snperiore dei maggiori gene1·ali. desti nali ad essere esclusivamente impiegali nel servizjo $peciale delle duèa rmi. ' \ L'on . ministro nel la sua relazione conclude : « Le modificazioni proposte, benchè contenute in limiti tanto modesti, valgono a po rtare no'ievoli perfezionamenti ,ne l servizio delle due a1'mi d'artiglieria e del , gen io, e in pari tempo a procurare agli ufficial i di queste armi un miglioramen\o di carriera, sulla cui opportunità già vénne chiamata l'attenzione.della Camem . »
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Tra le discussioni parlamenlari acc~nnererno soltanto a quella per l'amnistia ai co~dann1tti dai tribunali militari pei fatti dello scorso mag· gio ; essa fece pel'dere gra n tem po alla ·camera e la tenne agit~ta per varie sedute. Fra questi condannati vi sono, com'è noto, due membri , della Ca mf'ra: Turati, depu tato di Milaqp e De And rei$ di Ravenna. · Qual è' la coodizi.one dei loro collei!i? La giunta proponeva di dìchia. rarii vecaoti; l'estrema sinistra ch iedeva l'am nistia immediat~, il che avi:ebbe portato per conseguenza nessuna dichiarazione di vacanza e il manten imento del mandato. Norr éi fermeremo sul!;\ discussione ricca cl' incidenti , limi tandoci a i·iassu111ere le parole del presidente del Coosiglio che precedettero iI voto. Egli disse che il governo non può in siffa tta questione lasciarsi guidare dal cuore, eppereiò non accetta ordini del giorno-che conten~:,no un invito formale .ad ,accor~are l'amnistia : respi nge anche quelli che riconoscono la necessità o' l'opportuni/à dell'amnistia, perchè suonano egualmente biasimo al governo. Accetta quelli che si limitano ad esprimere una fiducia, una speranza. Il passato del governo deve essere garanzia sufficiente che, quando verrà il momento, ìl ministero ~aprà' prendere la ,opportuna iniziativa, ma non in tende ricevere imposizioni , di sorta. . La Camera può sindacare la con,do tta del governo ma non eccitarlo ad atti della cui opportun ità è solo giudice . Il mirJ istero desidera che venga presto il momento di proporre al re un atto di clemenza, ma gli deve essere lasciata la scelta di questo momento. Ciò detto, il presidente del Consiglio dichiarò che accettava l'ordine del giorno d,1ll'ou. Riccio così concepi to: « La camera prendendo atto deJ I; dichiarazioni del governo i1pprova le conclusioni della gi unta delle elezioni. » Quest'ordine del giornù fu approva to 'con 220 voti contro 50 e cosi il V c?llegio di Mi la~o e il I di Ravenna vennero dicliiarati vacanti . , Ali' indomani (,I- febbraio) ritornò in campo la stessa questione sottò forma_più generale, colla disCll~sione di petizioni richiedenti l'amnistia. Lon. pr~;;idente del consiglio dichiarò cl-i accettare l' im-io ~elfij petizioni · al governo, nel senso indicato dhll'art. ·57 di!llo Statuto . Aggiunse di non fore altre dicl1iaraziorii pei:chè non avreb be poluto se non ripetere quanto av,ea detto nel giorno precedente. 0
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NOTIZIE POLITlCO-MILITARI
NOTIZIE POLITICO - MlLITARI
. Queste parole del presidente del consiglio furono approvate da tutte · le parti della Camera salvo dall'estrema sinistra; ne segui una discussione vivissima ed altrettanto confusa, la quale finì colla votazione per divisione di un ordine del giornq, metà accettato e metà respinto . Fu ac, cettata la parte accettata dal goyeroo e respinta· l'altra nÒn accettata. La parte accettata e approvata SlJOna come l'ordine del gi?rno approvato · .nella seduta precedente. Così rest/l in: piena faco ltà ,del governo, senza inviti e senza racco· mandazioni , la scelta del .momento opportuno· per chi.edere al Sovr.ano .un nuovo atto di clemenza pei condannati dai tribuna li mìlitari, ma è opinioni\ generale cbe quest'. atto non si farà molto aspettare.
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Fra le più importanti disposizioni d'interesse mi litare emanate ' nella quindicina, notiamo le seguenti: _:_ Fu stabilito che annualmente, durante il periodo estivo e prima delle manovre di campagna o grandi manovre, gl i u_fficiali di cavalleria ese· guiscano· un esercizio di equitazione in tert"~no vario. Detto esercizio si effetLUerà in tutti i reggil:neriti alla presenzèl del .com:rndante di brigata, e consisterà nel percorrere al galoppo un tratto di terreno non inferiore ai cinque· e ·non· su periore agl i 'otto chi lometri, i·otto da O$l<1Coli natura li ed ·arti ficia li, delle dimensioni regolamenta~·i: -A tale ~sercizio prender~nno parte tult1 glj ufficiali di cavalleria, ad eccezione dei comandanti di cor po, cQn cavali-i di proprìetà. inscri tti· da tre anni almeno sui ruoli ,di servizio e con cavalli di carica .. , I comandanti di reggimen to prov~ederanno éhe gli of6.cial i dipendenti p reparioo conveo·ientemen te a quest' esercizio i lorò cavalli. Nei veoti giorni che precedono e nei clieei successivi; 'S<lfà distribuìta ai· cavàlli al'lenati la razione di marcia . - Vennero sta bilite :rnnualmente, nella stagione estiva, due ròarcie di ricognizione allo scopo di sviIu ppa re negli' ufficial i e nei cava Iieri scel ti l'au.itudine ,1 disimpegnare le varie missioni che possono essere, a loro iiffidate in guerra. Le dette esercitnioni si faranno per reagimento e cousisteran~o nell'adempimento di una missione· di. guerra, deter91.inata d.'a un t~ma il cui s~olgimento importi lina marcia da' 80 a 200 chi lo1 metri, da compiersi, secondo la clistanza, in uno o più giornf. ~ Vt prenderanno parte una .volta ogni due anni gli ufficiali suba lterni , ed una volta almeno, prima di1essere compresi n.elle liste di avanzamento al grado superiore. i capitani e gli ufficiali superiori salvo i comandanti dì corpo. I '
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I temi, informati sempre ad un concetto di guerra-, dovranno essere in relazione col grado degli ufficiali ai quali sono destinati: Il tema sarà rimesso all'atto cLella partenza; l' ufficiale dovrà · svolgedo durante l'a . marcia e consegnarlo al ritorno . - Il ministero ha determinato di dotare i comandi di reggimento di fanteria di linea, bersaglieri, granaiieri e alpini di un c.a11occhiale binoccolo iden tico a quel lo già, in distribuzione per i comandi di battagl ione e di .compagnia. - Fu -stabili to che gli esami di avanzamento per i tenenti dei carabiniefrreali avranno luogo in Roma nel prossimo mese di ottobre, e ne furono pubblicate le norme. - Vennero ordinate alcune modificazioni alla giubba di panno per la cavalleria, artiglieri:i da campagna ed a cavallo, per l'artiglieria da costa, da fortezza e da montagua, per il gen io e treno ·del genio. ·- Venoero stabi liti e pubblicati i limiti di anzianità entro i quali devono trovarsi compresi gl i ufficiali, in servizio auivb, nei vari gradi di ciascun ruolo, per essere inscri tti nei quadri d'avanzamentd ad m;izianità per l'anno 1900. · - Venne notificato che, col principio drll'anno prossimo, subentrando nuove imprese, saranno apportate sensibili varianti nella co mposizione della razione fo1'aggio con notevole vantaggio della. nutrrzione dei cava ili, · e frattanto venne stabilita una nuova razione foraggio a datare dal 15 ·corrente mese. - È stata approvata l'append ice al regolamento pel servizio térritoria !e: .Impiego delle truppe in servizio di pubblica sicurezza,. in :;ostit~·. zione del libro sesto dello stesso regolamsn to - Venne approvato un nuovo regolamento per le corse militari ed i concorsi ippici, in sostituzione di quello del 20 g_ennaio 1897 . . - Vennero apport~te notevoli modificazioni al regolamento per l'am· missione in collegi militari, alla scuola militare e all'accademia militare. Il corso di studi nei collegi _militari (Napoli e Roma) si compirà in quattro anni scofostici, in conformità dei pro; rammi assegnati ~Ile classi 1", 2a, 3a e ,j.• degl' istituti tecnici (sezione fis ico- matemauca) alle quali i quattro cors; de i collegi mihtan sono, per tutti gli effetti , puri'fìcati . Negli ultimi tre anni di corso vengono inoltre impartite apposite istruzioni mi.litari, per abilita re i giovani a conseguire la nomina di sottotenente di complemento in fanteria e in cavalleria . Compito con buon esito il corso nei collegi militari, i giovani sono ammessi senza esame alla scuola mili tare, soltanto quelli aspiranti alla accademia militare dovranno superare apposito esame completivo di
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NOTIZIE POLIT1CO-MIUTARI 352 matema tica. I l titolo di licenza del collegio militare dà inoltre adito all'esame di concorso per l'accadem ia nayale. I giovani che, ccmp iti i corsi in un collegio militare rinunzino a proseguirl i nelle .scuole mi litari superiori, ed abbfono compito il 1·9° anno di età , potranno essere nominati sottotenenti di complemen to in fan teria o in cava lleria, previo un servizio di quattro mc.si da prestarsi col grado di sergente presso uu reggimento ·delle dette armi. - Fu pubblicata una nuova edizione dell' istruzione pei matrimoni dei mil itari (allegato n. 9 al Regolamento di discipl ina militare) coordinando I' istrnzione per l'esecuzione del Regio decreto 28 marzo ,1891 sul matrimonio dei mili tari di truppa con l'attua le ordinamento del]'esercì to. - Si è pubblicato il nono fascicolo di aggiunte e varianti al modello per gl' inventari del materiale d'artiglieria e del genio.
Roma, il ·1J. febbraio ,1899.
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NOTIZIE MILITARI ESTERE BELGIO.
Tre nuovi regolamenti. - Tre nuovi regolamenti entrarono in vigore col ~ 0 gennaio u. s.: iI regolamento suI la vest.izione, quello su I servizio dei -viveri e quello sul servizio del casermaggio. Alla vestizione sl provvede per compagnia, squadrone o batteria e ciascuna unità possiede nrngazzìno e contabi lità propria. Il servizio dei viveri è st:i-to regolato nei più minuti particolari, e viene esclusivamente fatto da macelli, panifici, magazzini foraggio e fabbrict,e di conserve dello Stato. Anche il servizio del caserm:1ggio, per il maggior benessere del sol dato è stato preso :1 carico cle llo Stato. Pensione di capiuino comandante. - La società generale degli ufficiali in ritiro ha dir1itta una istanza al ministro della guerra, per ottenere un aumento a Ila pensione di ca pita no comandante, in attesa che una completa revisione della legge at.t.ribuisca a questo grado una pensione speciale. FRANCIA.
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Uffi.ciali cli seconda linea che si ammalano durante un ,periodo d' ist1•1izio~e. - Per un recente decreto presi~euziale, è riservato al .iliinistero della guerra lo stabil ire in quali condizioni può essere corrisposto il soldo d'assenza (d'absence) ad un ullìciale di 2." linea, il quale, entr11 to all'ospt:dale durante un periodo cl' istruzione per malattia contratta in servizio o per c.ausa di ser11izio, vi debba rimanere anche dop,) terminalo il dello per iodo . Il ministero potrà pure accordare una licenza di con valesceuza e il soldo cl' assenza all'ufficiale che, u!lcendo da !l'ospedale, si trnvi, a 1jarere dei medici curanti, nel ]' impossibilità di atLendere per · un cerio cempo all'esercizio della propria professione. PuJtizion-i disciplinari degli uomini in congedo.·- La legge mil itare del 1875 lasciava all'auto't'ità mili1are il clintto di punire discipl inarmente gli · uomini io congedo che si rende11ano colpe-voli d' infrazioni ai loro doveri militari, non costituenti crimini nè delitti . La legge del ,1889,
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NOTIZIE llILITARl ESTBR'K
abrogando la precedente, non fa cenno di ciò; sicchè l'aµtorità militare si trova disarmata di ·fronte agli uomini in congedo che ·mancano ai loro doveri militari. Per ovviare a ciò il ministro della guerra ha presentato un apposito progetto di legge, il quale contempla le seguenti infrazioni: 1° mancata present:izione del libretto persomde in seguito a richiesta dell'-{lutorità; 2° mancata dichiarazione di cambiamento di domicil io; 3° disubbidienza agli ordini dell'autorità militare. Il progetto di legge stabilisce che la punizione non possa essere superiore ad un mese di prigione. Questo massimo è ridotto a ,t ti giorni per gli uomini dell'esercito territoriale.
Unione delle società reggimentali. - Ii signor Paué, redattore capo del Soldat ed il colonnello Villebois-M areuil, avendo in mira di generalizzare e col tivare il seutimento di solidarietà rrn gl' indi vidui che escono dal servizio militare, si adoperano a trasformare le società dei militari in congedo in modo che i nuovi membri ricevano dai vecchi ai uti e consigli nella vita civi le, portando loro in cambio una nuova aura di spirito mi litare. Per rendere pratico questo progetto, si cerca centralizzare le risorse insufficienti di ciascuna società e fondare l'Unione delle società reggimentali con propri circoli, biblioteche, ecc. in tutto le ci tlà , dove ciò sia possibile. Dall'11 luglio •I 898 esi~te l' Unione di Par(qi, che affermò il suo successo nell'assemblea generale del 27 novembre scorso, alla quale interV(:lnnero 5000 persone sotto la presidenza del genera le Fabre, e il presidente della repubblica vi era rappresentato da l colonnello Méuétrez. Ciascuua delle società affiliate conserva la sua autonomi:i, fo ruèndo la sua quota e contribuendo col suo voto alla formazione del comitato effettivo d'amministrazione.
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L'Unione d·i Lione è bene avanti: a To'urs a Saint-Etienne se ne sono gettate le basi. Ufficiali <tppartenenti alla massoneria. - Alcuni deputati si sono pre· sentati al ministro della guerra per parlargli del caso d' un capitano colpito da misura disciplinare per aver preso parte ad una festa massonica. Il ministro ha dichiarato d'ignorare il fatto, e che avrebbe esaminato le condizioni nelle quali quell'ufficiale era stato punito, assicurando in ogni modo, che egli avrebbe mantenuto le sue precedenti istruzioni, colle qua li riconosce.il diritto agli ufficiali di prender parte a manifestazioni massoniche, allorquando esse non hanno ca~·attere pt·ivato.
NOTIZIE MILITARI ESTERE
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GERMANIA.
Corsi d'informazione e d' ist1·uzione pe1· ufficiali e co1·si d'esc,·citazione per sottuf!iciali. -- li giornale militare ufficiale comunica che nell'1inno 1899 avranno luogo pt·esso I.a scuola di tiro di fanteria i seguenti corsi.d'informazione: 2 corsi per complessinimente 66 tenenti colonnelli e maggiori ~elle truppe a piedi, artiglieria a piedi esclusa ; •I corso per 3~ comandanti di squ:idrone; 1 corso per 30 comandanti di reggimento e ufficiali superiori di egual rango delle truppe a piedi, artiglieria a piedi esclusa; Di regola, ai corsi suddetti dovranno essere coo1andati gl i ufficinli che, dall'anno 189,\. al l'anno ·1898, non haqno frequentato alcun corso presso la scuola di tiro di fa nteria. · · Al corso d'informazione per comandanti di reggimento, potranno anche essere comandati tenenti colonnelli di fanteria. Ai corsi d'informazione µer tenenti colonnelli e maggiori deùùooo, nella fanteria, avere la precedenza i tenenti colonnelli. Press_o la stassa scu9la ananuo luogo durante l'anno 1899 quattro corsi d' istruzione ai quali saranno comandati compless.ivamonte 2i0 capitani e 120 ufTiciali subalterni del le truppe a piedi, artiglieria a piedi esclusa. ~ell'a nno 4899 avrann o luogo corsi d'esercitazione per sottufficiali in Spandau-Ruhleben e nei ca mpi d'esercitazion i di Ilagcnau e Munster Vi saranno comandati C•>mplessivamente 4.'20 sottufficiali di fanteria e •120 di caval leria. li ministero delta guerra si riserva di aumentare e,,eotual mente il numero di coloro che devòno prendere parte ai suddetti corsi. STATI UNITI (AMERICA).
Ordinamento. - li progetto di aumentare l'esercito fìoo a 100,000 uomini fu approvato dalla Camera dei rappresentanti di Washington con alèune modificazioni, principale delle qua li una per cui la forza minim:i - sarà di circa 57,000 uomini e quella massirna di circa 95,000. Il presidente potrà fissare la forza dell'esercito regolare. la forza della fanteria potrà variare di 30,600 uomini e quella della cavalleria di 6,768. Incraciatore « Al.ba1iy ». - Il H ge.1,1naio a Elswik, l\'ewcastle-onTyoe, fu varalo l'incrociatore Albany costruito dal la ditta sir W.
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NOTI ZIE MlLl'l'ARI ESTERE
' i Stati Uniti. Esso è simile all' Amazonas Armstrong p'el governo degl costrutto dalla stessa ditta pel Brasile e che poi, com prato dagli Stati Uniti, prese parte alla guerra contro la ' Spagna sotto il nome di New Orleans. Lf' sue dimeusion i principali sono : lunghezza m. 109.·H , largbezz; m.13.33, immersione metlta m. 5,•13. Avra tina forza di 7,500 cava lli-vapore che gli darà una velocità 'di 20 nodi. L'armamento consterà di ·I pezzi da mm. ·I 52, 4- da mm . 120, ·1 O da sei libbre e 4 da una libbra. · Rinforzi e trupp~ alle Fili:ppiii,1. - Il 31 gennaio a Wash ingt9n vennero d3tì ordini di sollecitare il trasporto dei rinforzi spediti aìle Filip, pine; il trasporto Sherman partì il!~ febbraio da New-Yùrk per ~(~0 ·1 1 la, vi.i Suez, col 30 reggimento fanter ia e ,j, compagnie del 47°, in tutto ·1800 uomini; il trasporto Sheridan partirà il 9 feb"braio col .resto del •17° e.tutto il ·12° ·reggimento fan~eria. · Un altro reggimento partirà tra poco da S. Francisco. Il Ministero della marina è s.tato avvertito che l' incrociatore Buffalo con 700 marinai per la flotta dell'ammiraglio Dewey, è arrivato a .Manilla avendo impiegato M giorni da New-York. . Le truppe americaoe attualmente alle Filippine constano di sei reggimenti, circa 7,500 uomini. Altri r~ggimenti sono.tenuti pronti ,Per partire in caso di bisC\gno.
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITÀRI
Revue militaire suisse.
Gennaio ·1899. - Le manovre impe1.,iali aiisti·iache nel 1898. Breve descrizione delle manovre imperiali austriac_he, di_'ef._bero luogo in Ungheria nello scorso anno. Seguono alcune cons1der:.iz10.A1 sulle medesime, riportate dalla Rllmw militaire de l'étra,nger. Passagyio del Panix eseguito da nn battaglione di reclute dell' VITI di· visione.
Il colle del Panix è celebre da cento anni per la disastrosa ritirata compiuta attraverso il medesimo, coperto da 80 cent. di neve, dal generale Sonwaroff il 6 e 7 ottobre "7!)8, con 12,000 uomini e 700 cavalli e muli. . Il •18 aaosto •1898 lo stesso colle fu invece l'elicemente passato da uu battaalione dì recl ute federal i. Partito il mattino al le ore •I ,i-, ,i-5 da Obmoos arrivò la sera a Ilans, avendo percorso in .'1: ore e 1/! delle quali 111 1/ 2 di marcia effettiva, 27 chi lometri: ·10 ,7 in salita e 18 in discesa , sopra un terreno assai difiìci le e con una temperatura assai elevata. Quattro diser,ni fotografici illustrano il testo, nel quale è minutamente narrata la m:rcia e sono annoverate le difficoltà supérate, specie per la condotta a mauo dei C,\valli. ~
SVIZZERA.
ilfanovre del I corpo d'cwmata. - Con recente decreto del Consigl io . federale viene .destinato il l. corpo d'armata ad eseguire quest'anno lf' manovre autunnll li nella regione situata tra la Sarine (alllueo1e di sinistra dell'Aar) ed i lagh i di Neuchàtel e d(Bienne. Fanno parte di detto corpo d'armata: , ]a ·I a divisione, che si recluta nei cantoni di Ginevra e di Vaud e nella parte occidentale del cantone del Val_lese (Basso Vallese); Ja 2• divisione, i cui comingenti appartengono ai cantoni di Fribourg e di Néuchàtel, ed alla parte nord-ovest del oantone di Berne (Giura Bernese) . ' : Salvo qualclte eccezior: e le truppe entreranno in servizio il 29 agosto e saranno congedate il 15 settembre: le manovre propriamente dett~ cominceranno il 5 settembre cnn esercitazioni di reggimento contro reggimento.
La missione degli esploratM·i d'artiglieria, pel colonneJlo d'artigl ieria
E. RuFFmux. In tutti ali eserciti europei è all'ordine del giorno la questione degli esploratori~d'artiglieria, la cui utilità è da niuno contestata. p e.r I' H~t-. glieria svizzera codesta questione ha un'importanza affatto speciale, sia dal punto di vista della sicurezza, sia da quello dell'orientamento. « Rispetto alla sìcurezza: . . 1o per la poca cavalleria da potersi impiegare a coprire le b~ttene, e pel pericolo che faranno correre alle nostre batter'.e 1 numerosi squadroni nemici che con tutto loro agio manovreranno rntorno ad esse; 24. -
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ANNO XLIV.
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
2° .pel n?stro ~erreno coperto e rotto che faci lita le sorprese; e perciò
rn .marci~ ed lll pos121oue le nostre batterie hanno bisogno, non solo di so-
stegni eff~ttivi, ma sovratutto di osservatori o di esplorntori, che le prevengano m tempo dai pericoli che le minaccino. Parimenti dal punto di vista d~l l'o rient.amento, l'accidentata confi"U· razione dei nostri terreni e la copertura del suolo che limita la vr,ta re~dono più diaìcile al comandante dell'artiglieria la scelta della pos1z10ne e del la strada a seguirsi per portarvisi, e così puro la sorveglianza dell'avversario e l'osservazione degli effetti del tiro. . I I personale di cui si dispone oggidì, non può essere distratto dal servizio cui è adibito; tutt'al più si potrebbe fare ~ssegnamnnto sopra qualche trombettier,1;; ma l'istruzione generale e il livello intellettuale dei trombettieri, 1'1 i sufficienza delle loro qual ità equestri e del poco va Iore delle loro cavalcature escludono la possibi lità d' imp iegarli utilmente in questo servizio "· L'articolista rispondendo a coloro che negano la neces:;ità di creare speciali esploratori d'artiglie1;(a - necessità non nvvertita per il passato conforta la sua tesi colla narrazione di parecchi esempi tratti dalle manovre svizzere di quest'ultimi anni e dalla campagna del 11870, nei qua li nacquero inconvenienti per la mancanza appunto di esplorazione o di osservazione. L'autore p~ssa. quindi a parlare del còmpito che spetterebbe agli espio~ rator1, e che m riassunto sarebbe il seguente : a) attendere alla immed iata sicurezza delle batterie in marcia ed in stazione; b) eseguire ricognizioni, al doppio scopo di orientare il comandante sulla praticabilità del terreno e sul nemico; e) osservilre il tiro o il bersaglio, al fine d'informare il comandante del fuoco intorno ai dispositivi dei! bersaglio e al suo scaglionamento e intorno all'effetto del tiro; . d) assi~urare il collegnmeuto : 1~ fra le vari fraz ioni d'artiglieria (battena, brigata, reggimento), e fra le batterie di combattimento ed i loro scaglioni di cassoni; 2° fra gli esplora1ori di marcia o de ! terreno e le batterie, o fra gl i osservatori del tiro o ìl comandante del fuoco . -~ttualme.nte le artiglieria estere hanno in media da tre a sei esploratori, e p;sec1samente : la Francia : i batterie e si parla di portarne il numero a 6; . il Belgio: 3 sottufficiali e 3 esploratori presso lo stato maggiore di brigata; . l'Inghilterra : 4 sottufficial i per batteria; la Spagna: 4 esfl)oratori per batteria.
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
La Germania e l'Austria non hanno sinora ·creato speciali esploratori d'artiglieria, ma intanto istru iscono accuratamente, nei serv izi xhe loro spetterebbero i sottufficiali, i volon tari· ed i trombettieri . . Per la Svizzera l'autore formu la un progetto di ord iuamento del servizio d'esploratori pet l'artiglieria da c11mpagna, e in. esso pr?pone .ch~ cotesto servizio ~.ia assicurato eia un personale specia le, ali rnfuor1 d1 quello attuale delle J:ìa tterie, e cioè: . . a) da 2 a 3 ufficiali sopranumerari d'artiglieria (tenenu o primi te· Mnti) in ogni stato maggiore di reggimento o di brigata; b) da 2 esploratori montati per batteria; . . . . e) da 6 a 2 appuntati o cannonieri per battena che sappiano servn·s1 della bicicletta. ll niwDo cannone di carnpagnci francese. La spedizione anr,lo-egiziana nel Sudan. Jahrbiicher fiir die deutsche Armee und Marine.
Gennaio 1899. - Per l'annù)ersario 'd1; Federico. Federico ·i l Grande e Lesing, per Gumo GEEST. È una conferenza tenuta nella Real Casa degli Invalidi il 5 aprile 1898, 1
in Berlino da l tenente Geest addetto a codesta Casa, e compilata sopra documenti, non mai sinora stati pubblicati, e conservati nell'archivio del grande stato maggiore e nell'archivio di Stato di Breslau. Particolarmente interessanti e nuove sono le notizie in essa contenute, intorno al ordìnamen to dei corpi volontari (Freikorps) sotto Federico II. Federico il Grande non era molto propenso alla costituzione di b:ittaolioni e sc1uadroni di volontari; tuttavia, durante la guerra dei 7 anni l> ogni anno diveniva sempre più necessario di ricorrervi, per aver truppe legoiere e mobil i da opporre ai Croati e ai Panduri e percbè l'arruolam;;to delle reclute per l'armata rego lare diveniva sempre più difficile, e dovevano perciò essere accolti nelle righe elementi non sicuri o disertori, perchè nelle lontane provincie aumentava il perico.l o di diserzione. Federico il Grande pa recchie volte si è espresso assai sfavorevolmente al riguardo di quei corpi; nel ,1759, a mo' d'esempio, egli scriveva al ra ppresent:intc prussiano in Hellen: « gens q1t'i n' ont qu' à, proposer des lévées des corps de cornpagn'ies f'ranches, 'uous deiez les rernercier d'abor·d parce qiie je n'en ai plu~ besoin, pour ne pas dire à présent 1
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RIVISTA. DE I PERIODI CI MILITARI
qu'ordinavrement ces gens ne font ces .propositions pa1· un moti{ de zèle powr mon service, mais pour trouver l' occasion de piller impiinément. Più tardi Hellen propone 4 ufficiali pei corpi franchi e il Re ·gli rispose di accettarli : però dopo la pace li ,wrebbe mantenuti in servizio · nel solo caso in ciii avessero seroi:to con distinzione. Del hatt.aglione volontari Quintus Icilius il re diceva: Quintus ha sem7Jre qiwlche candidato degno d'essere .~caccfato, e a questo proposito scriveva al principe Enrico: Tl f'aut fnvre punir sévèrement les Quintil,iens, en passer quelqiiesuns par les armes, poitr imprimer le respect a!l'x autres; il /aut que les officiers les tiennent sons nne plus sévère discipline, vo·ilà le grand défaut de Qiiintus qu"il est trop 'indulgent. Lo stesso maggiore Quintus nel ,1760 ebbe \' incarico· di form are sette nuovi battaglioni franchi , t1 per la circo,tauza fn accordato un perdono generale per tutti i disertori prussiani che trovavansi nel la Polonia e nel regno. Il principe Ferdinando di B; unnswick gli prescrisse . per altro che la massa doveva essere di svizzen, e gli proibì di arruolare . di$ertori degli alleati, meno che io Oland:i. Il Catt racconta nelle sue memorie : il re udì un capitano del bat- · battaglione franco du Verger comandt1re a' suoi soldati di mettere il fucile alla spalla e uu soldato rispondergli : subito, capitano . Credetti che questa maniera di rispondere così iuaud i1a, e si poco conforme al servizio, e ~pecie al servizio prussiano avrebbe eccitato lo sdegno del re; ma mi inganna i; egli disse semplicemente, sorridendo, ad un ufficiai~ che gli stava al fianco : Il faitt convenir qiie je dois employet· de la bien grnnde canaille, que pourrait- on fa'ire avec cette 1·ace qiti n' est prop1·e, .fe cro·i:s, qu'à des {onctions cosaques? mais si ces boug1·es s'avisent dc piller ù;i, q1lon les assornme sans misérfoorde. Caratteristico e assai interessante un contratto (capitulat'ion) conchiuso col capitano di cavalleria von Schooy, che trovasi nell'archivio del "rande . "' $lato maggiore e riguardante la formazione di u n corpo franco di q. compagnie di granatieri ungheresi e 2 squadroni ussa ri. Detto c.ontratto fu conchiuso in Breslavia dal tenente generale von Taueotzien, e fi rmato il 3 gmgno ,1760 dallo stesso re Federico . Dal testo del contratto, riportato lettera ]mente quale allegato a]I'articolo, rilevasi che I' iutiero corpo doveva avere la forza di 61 ,\, uomini, che per la sua formnione erano accorda ti allo Schony 27,063 talleri, e che il suo costo mensile veniva ad importare 2663 talleri. Il numero 3 del contratto stipulava speciali condizioni per gli ufficiali , e precisamente elle lo Scb.9ny sarebbe promosso maggiore, e che gli uf-
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fiziali, dopo la pace, sarebbero mantenuti in servizro co lie stabil ite competenze anche nel caso cli riduzione del corpo, oppure che sarebbero differentemente impiega ti. Al contratto sono unite le tabelle di formazione delle singole un ita, colle competenze mensili attri buite ad ogni grado. Da esse emerge che la compaonia doveva constare di ,\. ufficiali, 8 sottufficiali, ,102 sol4ati e 1 chirur:o, e lo squadrone di !~ ufficiali, 8 souufficia li, ·102 soldati, ,t chirurgo, ,1 maniscalco, e ·1·13 cavalli . Lo stipendio mensile del ca pita no di fanteria, comprese le spese della compagnia, era di 4·1 ta!leri, quello del capitano di cavalleria r~o talleri. Il tenente di fanteria riceveva ogni mese ·I 3 talleri, quello di cava lleria 20 ; il sottotenente di fan teria ,11 talleri, quello di cavalléria 15. Il soldato aveva una paga mensiie di 2 talleri, quello di cavalleria qualche . soldo in più. · Fra le competenze dovute sono pure specificate le varie indennità accorciate per mese, per le ri parazioni deJl'uniforme, delle armi, della bardatur~, per medicinali agli uomini ed ai cavalli, ecc. Nd ,t 763 facevano ancor parte dell'esercito prussiano ;28 corpi franchi: 3 reggimenti e 3 battaglioni di ussar;, 3 reggimenti d1:agoni, o reggimenti e ·1 O battaglioni di fa nteria, 1 battaglione cacciatori a cavallo e 1 a Piedi ·1 re,rni mento bosniaci e ·I di croati. E iu essi aveano posto 1 mag"'"' 7 colonnelli , 4 tenenti colonne lli, (H maggiori, 159 capigior 'generale, tani, ,\.a-6 tenenti e sottotenenti e 78 fakariche (aspiranti ufficiali ) e cornette. E terminiamo riportando qui poche parole dal gr~n re dirette al principe ereditario di Brunoswik, che non riflettono i corpi franchi, ma la più alta questione rnorale che interessi gli eserciti: Voits àans votre ba.sse Saxse et, moy dans ma sablonière, nous n' avons ·rien à craindre que l'opulance degrade les sentimens de nos eoncitoyens et je pre{è.re notre simplie,ité, meme notre pauvt·eté à ·ees maiutites richesses qui pervertissent la d1·gnité de notre espesse, notre parit1·e doit estre l'honnenr , le courage, la magnanimité, le disintéressement et avec cela nous serons pt·éférables à tout les millionaires et à tout les Ctésus de l'imivers. Il fav.t chereher l'homme dans l'homme et non pas dans les dehors qui l'envi,ronnent mais q·u·ì ne sont pas à lug ... La ntarina di Schwa1·zenberg sop1·a Wolkowysfo. È noto che molti scrittori delit, campagna del ,18·12 hanno mosso grave appunto al marescia llo Schwartzeuberg, comandau te il corpo austriaco e quello sassone di essersi lasciato tenere a bada dalle poche truppe del generale v. Saken, e di non essersi recato allu Beresina, come ne avrebbe
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dcevuto l'ordine. L'autore dell'articolo prende a p~rticolarcggiata disamina le vicende avvenute presso il corpo austriaco, dimostra l'impossibilità iu cni trovossi lo Schwarzeoberg di ottempernre all'ordine avuto, e conch iudc collo scagionare il maresciallo della mancanza imputatagli. Contiene pure altri pregevoli articoli : Su.Ila guen·a dell'avvenire ciel maggiore generale a disposizione von ZAPPELE~, e sulla Contesa di Faschoda.
Internationale Revue fiir die Gesammten Armeen und Flotten.
Gennaio ,J899. -
Tt ser-vi;;io sanitario rnl campo di battagNa .
ii una particolareggiata rivista dell'ordinamento sanitario militare in German io., cui fanno seguito, in breve riassun to, le analoghe disposizioni vigenti in Austria, Fr:incia e Russia. Dal la parte riguardante i treni sanitari per malati e fe riti leggi eri, estraiamo le seguenti interessanti notizie. :'.\ell'anno 11870-74, il 48 luglio fu ordinata in Germania la formazione dei treni militari sanit11ri; il 7 agosto, dopo 20 giorni, il pri mo di questi treni pani per Weisseuburg e il :J·I agosto portò feriti a Mouaco. Io t-Otale I' cs~rcito tedesco con una forza da 936,000 uomini, evacuò circa 290,000 ammalati e fer iti, L'esercito ru sso, nel ,(877-78 con una forza di 736,000 uomini ne evacuò 2!~0., 000, e l'esercito a11· striaco nel ,J878 con una forza di ,(50,000 uomini circa 23,000. L' eva· cuazione degli ammalati o dei feriti dal teatro di guerra della Bosnia presenta nn lato :issai interessante, poichè la principa le linea fer rovia ri a Serajevo-Brod non foce va ca po ad alcuna altra linea ferroviaria e l'unica linea Sissek-Agram, per 111 quale potevansi raggiungere le altre lince fe rroviari.e radiali Agram-Budapest, Ag\am-Graz-Yienna , e AiramKarlswdt-Fiume, non aveva, al suo punto terminale di Sissek alcun collegamento praticabile col! 'interno della Hos11 ia. Fortuna La mente Brod e Sissek sono riunite a mezzo della Sava, e le ambulanze di bastimento, opportunamente organizzate in:tempo, portarono gli ammalati ed i feriti al punto d'inizio del trasporto ferrov iario. Furono fo rmate 6 ambulanze e ,\. treni militari san itari dall' amm inistrazione militare, e 2 d11ll'Ordine di Malta. Le sei ambulanze trasportorono, io 100 viaggi, 2292 feriti e ,J 0,'228 nmmalati; in totnlo 15,220 ammalati e feriti. Dei ,J 00 v.iaggi, 75 ebbero luogo fra Brod e Sissek, e
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RIVISTA DEI PERI00101 MILITARI
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gli altri 25 sopra Budapest (3), Rreka (H) Ret-Gradiskn (i), Hajevoselo (4), Samac (2), e ?ilitrovitz ( 1). I ,i, treni sanitari dcll'amministrazione mi litare trasportarono 1840 feriti , per la maggior parte tolti dalle ambulanze, gli ammalati furono distribuiti fra le seguenti città: 773 a Klagcnfurth, 607 a Lubiana , 404a Fiume, 694- a Pettau, 8li4- a niarburg, 161O a Vienna, 802 a Graz, 798 a Budapest, ,J 00 a Presburgo. Oltre a questi , ·I 084- nmmalati e feriti legoieri .furono trasportati con vagoni ordinari attaccati ai treni sanitari e ~ondotti nelle varie località racch iusè nel raggio fi ssato . Al principio del!' occupazione, il gran priore clell'O ~d inè di .Malta, preparò i due treni saojtari, di cui si è detto sopra. Il primo, det~o ~reo~ scolastico sanitario austriaco, sotto la direzione ciel conte Merav1gl1a, s1 recò a Sissek, il seco[ldO, direuo dal conte Tbun-Hohenstein a Trieste. Anche questi due treni fu rono in continuo movimento giorno e 1_1oue, e trasportarono 3258 malati e feriti (di questi ultim i 1,199) a Lubiana, a Pettau , a Marburo, ed a. o a Klagenfurt, a Graz, a Vienna, a Budapest .. Gorz. A mezzo poi dei treni per ammalati 5802 ammalati furono mviau ad Agrnm , Lubiana, G·raz, Vienna Tulla, Briinn, Zoaim, Iglau, Olmiitz, Josephstadt, Koaiggriitz, Ung-Skal ik, Presbu 1·g, Bud_apest, Ka~cl'.au, Iglo, Leutschau, ~eusohl, Eperies. L'evacuazione degli ammalati si ~ffettuò quasi senza eccezione per la valle della_Nar?nta e _quindi per via fluvi ale sul piroscafo Gargnano trasformato rn 1ulermeria, dal Porto a Tolero ·allo sbocco deila Karenta siuo agli ospedali d~llà costa del111 Dalmazia (Ragusn, Makarska, Spalato, Zara) e sino a Trie:te, e da <J:'.1i nell'interno della Monarchia . Il piroscafo Ga1·gnano compi 29 viaggi e trasportò 2326 ammalati e 96 feriti, oltre ad un riguardevole numero di rnarinaì ed operai civi li ammalnti. . I bastimenti del Loyd trasportarono pure 3602 ammalati e ft.3 feriti dagli ospedali della costa della Dalmazia a Trieste. Dall'esercito italùino, pel capiLano A. D. von G RAEVE Nl'l'Z . . :È, la continuazione, si può dire, ~ell'ariicolo pubblicato ùella punta!a del luglio 1898, e nel quale rendevasi conto dei moti scoppiati_ in .Italia nel rne,:;e di maggio, e specialmente di qnelli di Mi lano, e m cui tributavasi ca ldo elogio alla truppa ed a'suoi capi, per la condotta tenuta nella capita le lombarda . Io q nesto articolo si accenna ai rapporti del com~n~a~~e del III co_rpo d'armata generale Bava-Beccaris, e del comandante_cl1 cl1Ytstone Del M~m?; sono ricordate e lodate le disposizioni adottate per 11 personale ferrovia no (< la cui Lega dei ferrov ieri organizzata con principii socialistici ò una potenza colla quale è mestieri contare. »
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RlVIS'rA DEI PERIODICI MILITARI
Il Graevenitz tocca poi alla questione dello stato d'assedio, rilevando come l'Italia sia il solo paese che non abbia una legge sullo stato d'assedio in tempo di pace, e quindi rende conto, in succinto, ma colla massima esattezza, delle vicende del nostro esercito e delle disposizioni emanaté anche di lieve importanza, riguardanti il medesimo da l luglio alla fine dell'anno testè terminato. E termina il suo articolo con uno sguardo ali' Africa ital!ana, notando con dispiacere che non sia stata, ancora definita la questione dei confini meridionali della nostra colonia.
Per la Direzione LODO VICO
0ISOTTI
Tenentecoltmnellu h . .4 ., incar,'ea.to
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DEMARCHI CARLO,
gerente.
TOLSrroI EL.A. GUERRA Colle sue tendenze mistiche Tolstoi non poteva rimanere indifferente al movimento d'opinione relativo alla pace perpetua. Anima a:fft,ttiva e sensibilissima, ha considerato con strazio le ferite, le uccisioni, le carneficine delle guerre; fi lantropo, umanitario, Jra constatato .con infinita tristezza che le cause delle guene non sempre sono giuste, nobili, procedenti da pro:(londo e spontaneo sentimento popola:re; filosofo, pensatoi:e, erudito, ha condensato la: storia del genere umano, fissando il suo sguardo indagatore sui misteriosi moventi delle grandi masse di uomini che determinano frequentemente irresistibili correnti, a cui,' vol,mti o nolenti, debbono partecipare grandi e piccoli, umili e potenti. Nei sentimenti etici che sono patrimonio comune di tutti gli nomini, Tolstoi, ravvisa il grande crogiuolo nel guale si fondono e si·sperdono le passioni individuali, impotenti a mutare il fatale andare delle cose; convinto della natura buona dell'uomo e della sua missione d'amore sulla terra, ha mirato sempre a diffondere i sentimenti di solidarietà, di fratellanza e di pace. La smentita insistente della realtà, non scoraggia e non confonde i credenti ed i profeti, e la visione della concordia di tutti gli uomini per conseguire gli alti ed imperscrutabili fini assegnati all'umanità rimane desta, viva, potente ad informare tutti i concetti del grande scrittore russo. Nelle .solitarie meditazioni di questo pensatore, le gran·diose ed elevate tradizioni umanitarie che attraverso ai secoli, da Pitagora a Kant; illuminano il pensiero e scaldano il cuore degli. nomini, aggiunte alle ferventi controversie, ai conflitti, alle passioni suscitate, nei tempi nostri, dalla questione della pace perpetua, presero forme e proporzioni_ di profonde co1nvinzioni. 25 -
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ANNO Xl.I V.
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TOMTO! E LA GUE&RA
TOLSTOl E LA GUERRA
Egli vi portò l'ardore dell'anima sua nobilissima schierandosi fra i più decisi avversari della guerra. La ~enacità d~ Cobden, di _Bright, i quali, dopo i clamorosi congressi . d1 Londra e d1 Bruxelles da loro presieduti, portarono la questione nello stesso parlamento inglese; la facondia di Victor Hugo che presiedette il congresso a Parigi del 1849; l'aureola di Garibaldi, che ebbe la presidenza onoraria del c?ngre~so di Ginevra del 1867, si rìpercuotevano sullo spirito agitato dello scrittore russo, portando nuovo alimento alla ~ran :fiamma. Napoleone III, allora all'apogeo della egem~nia francese, mentre affermava che: « L'empire c'est la pa1x, » faceva nel 1~62 ufficialmente la proposta, . accolta dalla piena adesione di tutt,e le potenze, di ;riunire un congresso « per studiare il modo di ridurre gli eserciti stan~iali, perico~o ~ minaccia p~r la pace del mondo. » Egli mtendeva d1 npresentare il grande disegno della confede. razione europea concepito da Enrico IV e· messo in iscritto dal suo ministro Sully, che segna nella storia del diritto internazionale una delle svariate manifestazioni del pensiero umano sul bisogno universalm~nte e costantemente avvertito di godere i benefici della pace. Seguendo l'impulso della sua natura, Tolstoi, entrò in lizza cbn lavori artistici, -nei quali eccelle insuperabilmente e non con lavori dottrinali o polemici; egli affrontò direttamente la questione nel1a sua grande opera pubblicata nel 1869 « La guerra e la pace» la quale, nella lunga serie dei suoi libri, rimane il suo capòlavoro. Le convinzioni forti e sincere dell'autore, ' ricevono una vigoria straordinaria dal suo amore per la verità. Scrive,ido contro la g~erra _egli ~i mantiene nondimeno scrupoloso narratore dei f~tt1, analizzatore :fine, e sincero, di' tutte le pas~io~i, _mostrandoci con impa~zialità la generosità e h perfidia, 11 va!ore e la spavalderia, l' inaenua fraailità e l' in:fi~ssibil~ fermezza. La sua indagine i:tima, m~uziosa e rapida, d1 ogni carattere ne sviscera e svela Je più lievi ondulazioni,_ le pi'ù recondite pieghe; e le sue alte coanizioni tecniche e :filosofiche, lum~ggiano ogni sua pagina ~ 011
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un'efficacia affascinante. Egli tratta di cose b~lliche con piena cognizione di causa, sia che descriva il combattimento, sia ohe ne discuta i dispositivi. Tolstoi era ufficiale al tempo della guerra di Crimea. Col suo spirito di osservazione, colle sue attitudini speculative, colla sua abilità espositiva, il giovane ufficiale doveva necessariamente uscire dalla carriera comune, ed emergere colle opere della sua. mente eletta. Scrisse in quei tempi « Sebastopoli in settembre. » Scrisse poi « I Cosacchi » « I due ussari » ed altri libri di carattere militare. Con essi e con le altre numerose opere pubblicate in quaranta anni di costante lavoro; Tolstoi ha raggiunto quell'alta fama ·che lo pon~ fra i µiù gloriosi scrittori contemporanei. L'opera « La guerra e la pace)} suscitò al suo ~pparire l'entusia~mo della Russia, della quale esalta lo spirito di sacrificio e l'incrollabile patriottismo. Il periodo di otto anni, dal 1805 al 1812, è descritto con sommo magistero in tutti gli aspetti della vita russa, alta politica, passioni popolari, aristocrazia, intrighi, amministra.zione, esercito. E poichè scopo dell'op1:rra è quello di anate~izza.re la gùerra per 'fare emergere ì benefici della pace, cosi sono le cose della guerra che formano, del libro, l'argo-' mento principale attorno a cui si coordinano tuttì gli altri. Hollabrun, AusterJitz, Friedland, Borodino, sono i punti salienti .dell'opera, nei quali la descrizione dei combattimenti è fatta con tutta evidenza, perchè scaturisce dagli ordini, dalle disposizioni, dagli incidenti, dallo stato d'animo dei combattenti d'ogni grado, dàl generale in capo, ai capitani e d ai soldati. Il lettore sente stringersi il cuore assistendo alle spasmo-diche agonie dei feriti, alla contrazioni dei muscoli e dei vi-sceri lacerati, alla manifestazione di pensieri sconnessi, ma -sommamente tragici dei deliranti, taluni dei quali, per inavvertito artificio dell'autore, sono conoscenze care e simpatiche del lettore stesso. Le conseguenze materiali e morali delle stragi sono esposte con tanta arte, che l'anima assalita da so-oo mento, sente come un velo di morte stendersi su tutta la natura.
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Sempre per la naturale successione delle cose, il lettore. senza che se ne avveda, passa dal campo della strage, nel: l'interno delle famiglie, a lui già note per il fasto o per la felice gaiezza, dove i genitori o le spose, ricevono l'annunzio del disastro e della triste sorte dei loro cari. Allora l'autore, dopo abili dissertazioni, viene a.a esplicite conclusioni c0ntrarie alla guerra, contrarie alle cause di essa, contrarie al modo di farla, contra.rie a t.utto quanto ha con essa attinenza, eserciti, organamenti, comandanti, milizie, armall!enti. Dà.Ila naturalezza delle cose narrate, dal bagliore di verità che le presiede, dal fondamento scientifico delle argomentazioni, dalla grandezza dei sentimenti, dalla bellezza della forma, scaturiscono impetuose le deduzioni e trascinano il lettore nell'onda di convinzione che le ha inspirate. L'influenza 'sul pubblico in generale di questa sublime opera d'arte, si ripercuote con varia e graduale efficacia sulle differenti classi dei lettori, e non può non s~uotere sensibilmente la classe dei militari, che, nella vita.moderna, partecipa vivamente ai movimenti dell'opinione pubblica. Ora è difficile sottrarsi al fascino delle opere di amena letteratura, precedute dalla celebrità dell'autore, ,a ppunto perchè non essendo lette con intenti meditativi, lasciano impressi, nella maggioranza dei lettori, i sentimenti ed i concetti abilmente in esse sviluppati. Preoccupato di questo, il generale Dragomirow, yigile custode della cultura, dell' istruz.ione, della disciplina e delle tradizioni militari russe, si è assunto, di confutare quanto di arrischiato e di unilaterale è contenuto nell'opera « La guerra e la pace» (1). Abile polemista quanto vigoroso ragionatore, il generale si prepara a combattere dichiarando subito che nella bellezza delle descrizioni e nella finezza delle analisi psichiche, ~rolstoi è sommo maestro; paragona « La guerra e la. pace >~ all' « Esercito francese nel 1867 » di ({) Guen·e et paix de/J'olsloi au point de vue miti/aire, par le général Dr\AHO:.irnow Paris, Baudoin, l.896.
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'rrochu, e trova fra i due una stretta parentela, entrambi mirando alr intimo aspetto morale dei fatti di guerra. In questi due libri, il generale vede spuntare l'aurora di un',era novella nella quale saranno esaminate le alte virtù, le vergognose debolezze, le abnegazioni sublimi, e le ambizioni feroci degli uomini di guerra, capaci in un giorno di marciare impavidi all'assalto di un bastione sotto un torrente di proiettili, in un altro di fuggire vilmente al primo grido di « siamo girati. » . Volendosi occupare soltanto del romanzo di Tolstoi, il generale dichiara che sotto l'aspetto descrittivo, esso formerebbe il più utile comple111ento a qualsiasi corso teorico nell'arte della guerra. Più grande e più autorevole elogio non si potrebbe tributargli. l\Ia quanto alle deduzioni che Tolstoi vorrebbe trarne, esse sono, al dire del generale, al di· sotto della più indulgente critica. Il libro di Dragomirow di 106 pagine grandi e fitte, è d iviso in sette parti e tratta una ventina di guistioni. La pri~a parte di 29 pagine è quella che elogia Tolstoi per la descrizione dei fatti e per la verità dei tipi morali fatti agire ; tutte le altre sono destinate a distruggere le ded uzioni di Tolstoi.
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L'impronta della vita militare presentata da Tolstoi è la più completa ohe si possa immaginare: masse di soldati in movimenti di giorno e di notte; accampamenti, accantonamenti, battaglie. Discorsi di soldati, discussioni di stati maggiori, tutto vi è descritto minuziosamente artisticamente. Tutta la gerarchia militare è illustrata con tipi vari di ogni grado . . Di parecchi generali vi sono biografie complete; di moltissimi i ritratti; di ogni arma, di ogni servizio, vi sono cclonnelli, ufficiali superiori, capitani, tenenti, sottotenenti, alfieri, soldati, ognuno dei quali porta l'immagine viva della sua carica, del suo ambiente, della sua età, delle .sue aspira.z10u1.
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Non pos~~ indugiarmi qui ad analizzar.e, questa parte stret~amente m1ht.are del~' o_p era. di Tolstoi, che per ogni ufficiale · e ~ma fonte mesaunb1le d1 ammaestramenti. Ma se tali ammaestr.ame~ti scaturis~ono dalla narrazione, non è però ·alla loro d1~us10n~ che mira l'autore. Da quelle figure, da quei caratteri stessi, tanto vari che ognuno rammenta di averne conosciuto degli uguali, l'arte trova modo di ritrarne per un verso o per un altro, argomenti contro la guerra. Perchè la tesi che vuol dimostrare l'autore è questa: « La guer1~a è un avvenimento in pieno clisaccm·do colla 1·agione e con tiitte le leggi cli/~ine .ecl umane }> (l). Su questa proposizione Fautore fa converc,ere con finissima 0 arte i fatti guerreschi, la vita dei militari, . e tutta la trama bella, geniale, verista del suo romanzo. La storia stessa come esp,osi~ione e come scienza, è anche piegata a quello scopo, e cosi pure la :filosofia, quale studio delle cause di tutte le cause di quals~asi ordine èosmico, fisico, metafisico. Perchè quest~ autore .e_ ve~a~ent~ .straordinario nel trovare la perfetta opportumta d1 d1squ1s1re so.p ra tutto lo scibile, senza stancare. Tenterò di mettere in evidenza l'arte dell'autore tanto abil~ente ri~sc~sta., sia risp.etto al carattere dei personaggi veri 0 rnventat1, sia ~1spetto a1 f~tti, .alle teorie, alle cose narrate. La. figura d1 Kutuzo:ff, storicamente la più importante, 1 è posta ?,el, romanzo in così piena luce da farne vederé tanto i lineamenti fisici della faccia e di tutta la persona, come le qualità di carattbre, i pensieri e tutta la sua natura morale. La storia aveva già stabilmente consacrata la grande fermezza d i carattere di questo generale, al cui confronto attraverso ai secoli, il solo Fabio Massimo pote~a reggere. ivla Tolstoi colorisce la, sua :6.g~ua con una tinta di sapienza ingenita, innata, intuitiva, etnièa, che diminisce la sua personalità . militare, tecnica e scientifica, per farne un simbolo quasi inconscio .(!) Q~esta. dich '. arazione dell'auto~e è trascritta tcstlla!wentc dal voi. m, pag. 25 della .t ed1Z1one italiana. Treves, Milano. Nella t raduzio ne franccso la stessa rrase e scritta come seglle :, « Lii guerre est un événement cqntraire à la rais6n humaine età tou~e J~ n~tur~ de l'homme. • Per facilita.re ai lettori le ricerche nel testo, porrò talvol_ta I md1caz1one del vohune e delle pagrne, nelle quali l'autore espone pensieri, giu d1z1, teorre, od affermazioni notevoli.
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del genio russo. VuoÙenere alto l'uomo, ma vnole ~bbattere il militare; insomma, per guanto in.credibile, vuol dipingerlo quasi ,contrario alla guerra. A tal fine dimostra che è tollerato e subito dalla corte; invidiato; odiato, criticato, ostacolato dai colleghi ; amato dai soldati e dal popolo russo. Parlando col principe Andrea Bolkonsky (il protagonist~ del roma:o.z~) Kutuzoff stesso, solitamente r iservato e nemico delle recnminazi~ni, si lagna di essere stato. trattato male fin da quando dirigeva fa, guerra contro i Turchi sul basso Danubio;· nello stesso discorso, Kutuzoff espone il suo pensiero dominante sul modo di dirigere .la guerra, che consiste nel « saper aspettare». La conversazione avviene prima di Borodino; « a Bu«.carest, ... sì mi hanno sopraffatto di r-improveri, laggiù, e per « la guerra e per la pace. Eppure tutto è stato fatto a suo « tempo, poichè tutto ;viene in punto a chi sa aspettar~. Anch~ « laggiù i consiglieri pullulavano veramente come qui... Oh! 1 « consiglieri I Se fossero stati ascoltati noi non avremmo con« clus,e la pace colla Turchia, e ~~ guerra durerebbe ancora ! << Kamensky sarebbe perduto se non fosse morto·, lui che eon « 30,000 uomini prendeva d'assalto le fortezze! Prendere una « fortezza non è n ulla, ma condurre a buon fine un~ campa· « gna ecco i l difficile! per giungere a tal punto non basta dare ' ed attaccare. Ciò che bisogna avere è pazienza e rie· . « assalti ·« chezza cli temvo. Kamensky ha mandato def soldati per « prendere Rustchuk, ed ·io, col solo mezzo del tempo e d~lla « pazienza, ho _preso più fortezz e di lui, ed ho fatto mangiare « ai Turchi molta carne di cavallo. Credimi - aggiunse scuo« t<?ndo la testa e battendosi il petto - anche i Francesi ne as« saggeranno della carne di cavallo, credi alla mia parola » · (III, 187). Della disfatta di Austerlitz, Kutuzoff, secondo l'autore, fu il capo espiatorio. La ·ma.levolenza, le disapprovazioni che Kutuzo:ff aveva accumulato sul suo capo, si accentuavano ancora più vivamente per il contrasto degli onori resi a Bagatrion ... Non si parla va di Kutuzoff se non per biasimarlo e accusar lo dì essere una bancl,erU'ola d~ cor te ed un vecchio satiro. Durante tutta la campagna del 1812 la sua condotta fu incess~ntemeute criticata e biasimata, e nelle alte sfere russe
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TOLSTOf E LA GUERRA
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delle circostanze. Ma i suoi gen.erali, scrive Tolstoi, specie gli stranieri, ardevano dal desiderio di segnalarsi personalmente, di far prigioniero un duca od un r e, epperò si ostinavano a trovare il momento propizio per dare una battaglia in regola, sebbene nulla _ci fosse di più ass1,1rdo. Eglino, perciò, non cessavano di presentargli piani, il cui solo risultato era l'aumento delle mhcie forzate e un aumento di fatica per gli uomini,laddove il piano un,ièo cui fermanente si era attenuto Kutuzoff, da Mosca a Vilna, era di diminuire pei suoi soldati gli stenti di quella campagna. Per quanti sforzi abbia fatto fu non di meno impotente a mettere un freno a tutte 1~ ambizioni che gli si agitavano intorno, e che si manifestavano sopratutto quando le truppe russe venivano inopinatamente a cadere sulle truppe francesi. Questo è ciò che accadde a Krasnoe, dove invece qhe aver a che fare con una colonna france-se isolata, si dovette urtare contro Napoleone stesso, circondato da 16,000 uomini; « colà fn im« possibile a Kutuzoff di risparmiare· al suo esercito una « funesta ed inutile collisione; la strage degli uomini sban<< dati dell'esercito francese, fatta dagli uomini sfiniti del« l'esercito russo: continuò per tre giorni. Si fece un gran « numero di prigionieri, si presero varii cannoni ed un « bastone che chiama vasi bastone di maresciallo; ciascuno, << finalmente, ci tenne a provare di essersi segnalato. » Rappresentato così Kutuzoff, ripugnante come un asceta. dal combattere, l'autore pone subHo al suo confronto gli altri generali, fra i quali, dopo la collisione fu un alterco generale; tutti si rimproveravano gli uni cogli altri di non aver fatto prigioniero nè Napoleon-e, nè nessuno dei suoi marescialli. Questi uomini trascn.uati dalle loro passioni si riguardavano come altrettanti eròi, e si sentivano . persuasi di essersi condotti nella maniera più nobile e più meritoria. Kutuzo:ff, specialmente, era l'oggetto della loro animosità; essi l'accnsarono di aver loro impedito, fin dal principio della campagna, di battere Napoleone, di non aver pensato che ai propri interessi e di non avere arrestata la marcia dell'esercito a Krasnoe, se non per·~hè aveva perduto la testa
non è ancora spento il rancore per quest'uomo veramente benemerito e molto popolare. L'autore sostiene che eo-li era tu~to intento a risparmiare i suoi"soldati, ad evitare la ~tri3:ge dei combattimenti. l\fa i generali sottoposti, lo premevano, lo calunniavano, lo spingevano, lo ponevano in cattiva luce presso l'imperatore. Dopo l'urto dei due eserciti ch'ebbe luogo a Viazma, dove, secondo Tolstoi, era stato impossibile a Kutuzoff d'arrestare lo slancio dei suoi soldati, desiderosi di atterrare il nemico e di tagliargli ·1a ritìrata, la fuga dei Francesi e l'inseguimento dei Russi, continuarono senza nuova battaglia. La fuga dell'esercit0 francese era talmente rapida che quello russo non poteva raggiungerlo; i \ cavalli dell'ar-' tiglieria cadevano spossati- sull{t strada; i soldati russi estenuati dalla stanchezza per la corsa incessante di quaranta verste in ventiquattro ore: non potevano più accelerarne la velocità. Quanto segue varrà a dare un'idea del grado d.i sfinimento a cui era giunto l'esercito russo: dopo Tarutino, esso non aveva perduto, tra morti e feriti, se non 5000 uo· mini, di cui un centinaio appena erano stati fatti 'p rigionieri, mentre, nell'arrivare a Krasnoe, era già ridotto alla metà dei 100,000 uomini di effettivo, che conta va all'~scire da Tarutino. La rapidità del suo inseguimento agiva quindi su di e~so in modo altrettanto dissolvente, quanto la fuga. sui Francesi, colla differenza però clr'esso marciava di sua piena volontà; senza sentirsi minacciato, come il nemico, d'un annientamento completo, e che i suoi sbrancati venivano raccolti dai loro compatrioti. Invece i Francesi, rimasti indietro, cadevano infallibilmente tra le mani dei Russi. , Kutuzoff, dice Tolstoi, fì.nchè lo potè, adoperò tutta la propria attività per non intralciare la ritirata dei Francesi, anzi per favorirla, in pari tempo che facilitava il movimento in avanti delle truppe rnsse. Dopo le fatiche e le perdite da . queste subite, un'altra ragione lo costringeva anuora a temporeggiare. Soltanto a condizione di seguire i Fran~esi a distanza (?) potevasi sperare di girarli nella loro corsa disordinata. Kutuzoff, come, qualsiasi soldato russo, sentiva che il nemico era vinto, e irrimedia~ilmente vinto per la sola forza
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n~l venire a conoscere la presenza di lui; di esere con lui in rapporti, e perfino di esserglisi venduto ecc. ecc. Dopo questo confronto 0011 g!i altri generali, Tolstoi considera Kutuzoff di fronte ai contemporanei ed alla stària. Egli dice che sotto l'influenza di sentimenti appa~sionati i contemperanei non soltanto hanno male giudicato Kutuzoff; ma, mentre la pos.terità, e la storia decretano a Napoleone il nome di « Grande » gli stranieri dipingono il generale russo come un vecchio astnto, come un cortigiano corrotto e indebolito; e i Russi come un essere indefinibile: una sps:icie di fantoccio, utile pel momento, grazie al 'Suo nome, essenzial.mente .russo! Negli anni 1812 e 1813 lo 'si accusava ad alt~ voce. L' imperatore n'era malcontento, e in un libro di storia, recentemente scritto per ordine 'Superiore, Kutuzoff viene rappre senta"to come un cortigiano intrigante e, furbò, che trema perfino al solo nome di Napoleone, e capace d'avere impedit~ alle truppe russe, coi suoi falli, di riportare una luminosa vittoria a Krasnoe ed alla Beresina. «·Tale è la sor te di « c.oloro che non sono proclamati g'randi itornini, scrive « Tolstoi; tale è la sorte di quelle isolate personalità, le quali, « indovinando i disegni della provvidenza vi sottomettono « la loro volontà; la ma,ssa degli uomini la punisce per aver « capito le leggi 'superiori che reggono .gli affari di questo « mondo, col versare su di esse il disprezzo e l'invidia. » La speciale antipatia che Tolstoi nutre per Napoleone I, lo porta a farne un parallelo con K utuzoff per esagerarne le differ enze. Napoleone, quest'infimo_ strnmento della storia, è pei R ussi medesimi, un soggetto inesauribile di' esaltazione e di entusiasmo : ai loro occhi ~gli è · il grand,e. Si ' faccia un parallelo ,fra lui e Kutuzo:ff. Questi 'dal principio alla fine del 1812, da Boroèlino a Vilna, non si è smentito neppure una volta, nè con u'n'az1one, nè con uua parola;. è , un esempio senza precedenti della più' assoluta abneo-azione· o ' presentisce con rara chiaroveggenza tutti gli avvenimenti che accadono intorno a lui e l'importanza che questi debbono avere per l'avvenire. K utuzoff viene r appresentato da ·essi
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come un essere incoloro, degno tutt'al più di commiserazione; e tuttavia non si potrebbe ,trovare un personaggio storico, il quale abbia sempre mirato verso un solo -~ medesimo scopo con maggiore perseveranza, e che lo abbia . raggiunto in modo più compinto e più conforme alla volontà di tutto l\u popolo. Egli non ha mai parlato dei quaranta secoli che guarda.vano i suoi soldati dall'alto delle Piramìdi, dei sacrifici che a-veva fatti alla patria, delle sue intenzioni e dei suoi piani! E ancora meno egli parlava di se stesso; ei non rappresentava nessuna parte. A prima vjsta, era un uoi;no tutto fraùchezza e semplicità, che non diceva se non cose affatto ordinarie. Egli scriveva alla ·sua figliuola ed alla · signora di Stael, leggeva romanzi, amava la compagnia delle belle donne, scherzava coi generali, cogli ufficiali, coi soldati, e non contradiceva mai un'opinione contraria alla propria. Racconta 'l'olstoi che quando il conte Rostoptchine gli vol,se dei rill:!proveri affatto persona-li avere abban~nat.o Mosca, ra;mmentandogli la sua ' promessa di non cederla senza battaglia, Kutuzoff rispose : « È c,iò che ho fatto io. » E tuttav~a Mosca era già abbandonata ! E quando Araktcbeiefi v~une a dirgli da parte dell'imP,.eratore che bisognava nominare J ermoloff comandante dell'artiglieria, Kutuzoff rispose : « Gli è ciò che stavo per dire» benchè un momento prima avesse detto tutto il contrario ! <( Che importava a « lui che, solo, in mezzo a quella folla inetta, .rendevasi conto « delle conseguenze immense del fatto, che le sventure della « capitale venissero imputate a lui, oppure al conteRostopt« chine? E che gli importava sopratutto della nomina del « tale o del tal altro a capo dell'artiglieria? » Insomma, secondo Tolstoi in siffatte circostanze, come in tutte le altre, quel vecchio, arrivato, per re~perienza della vita, a convincersi che le parole non sono i veri motori delle azioni , umane, ne pronunciava spesso dì tali che non avevano senso, le-prime che gli venivano Ìn mente. Ma non ne ha mai pronunciata una sola durante tutt.a la sua carriera, che non tendesse a llo scopo in cui voleva arrivare. E non ostante, la triste certezza che aveva di non essere compreso, gli è
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accaduto più di una volta di esprimere . nettamente il proprio pensiero, e ciò in occasioni ben diverse le . une . dalle altre. Egli per ese~pio ha sempre sost.enuto, parlan.do della battaglia di Borodino, prima causa dei dissensi fra lui e chi lo circondava, che era stata una vittoria. Egli lo ha detto, lo ha scritto anzi nè suoi rapporti, e lo ha ripetuto sino all'ultima sua ora. Egli ha altresì dichiarato non essere stata la perdita di Mosca, la perdita della Russia. Nella sua risposta a Lauriston, ha affermato che la pace non era possibile dal mo~ento che era contraria alla voloutà nazionale. Egli, scrive Tolstoi, è sta~o il solo, durante la ritirata, a considerare le manovre russe siccome inutili, persuaso che tutto sarebbe ~er minato da sè, meglio di quello che noi potessimo desidera~e; che bisognava fare al nemico « un ponte d'oro »; che 1 combattimenti di Taruntino, di Viazma, dÌ Krasnoe erano inopportuni, che bisognava raggiungere la frontiera col maggior numero possibile di forze · che per dieci Francesi non avrebbe sacrificato un Ru~so. Lui che viene dipinto come un cortigiano, che mente ad Araktcheie:ff a fine di piacere all'imperatore, è il solo ·che, a Vilna, abbia osato dire a voce alta, attirandosi la disgrazia imperiale, ohe la continuazione della guerra oltre le frontiere.era incresciosa e senza scopo. Non basta d'altra parte affermare ~oltant o ch'ei compreudess'e l'importanza della situazione; i suoi atti sono là per dimostrarlo : egli comincia col concentrare tutte le forze della Russia, prima di venire alle mani col nemico, lo ~atte, e lo caccia finalmente dal paese, cercando di alleggerire, per quanto gli è possibile le~ o:fferenze qel popolo e dell'esercito. Lui, quel temporeggiatore1 la cui divisa era « Tempo e pazienza » lui, l'avversario dichiarato delle decisioni energiche, dà la battaglia a Borodino, imponendo a tutti i preparativi una solennità senza esempio ; e sostiene poi, contro il parere dei generali e malgrado della ritirata dell'esercito vittorioso, che la battaglia di Borodino è una vittoria per la Russia, anzi insiste su lla necessità di non darne altre, di non cominciare una nuova guerra, di · non oltr epassare le frontiere dell' impero. f
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Come mai, domanda Tolstoi, questo vécchio ha potuto, in opposizione con tutti, indovinare con tanta sicurezza il senso e la p~rtata degli avvenimenti al punto di Yista russo?... Si è che questa · meravigliosa facoltà intuitiva prendeva la propria sorgente nel sentimento patriottico che vibrava in lul in tutta la,sua purezza e la sua forza. Il popolo lo aveva compreso, e ciò lo aveva condott9 a dòmandare, contro la volontà dello Czar, la scelta di quel vecchio disgraziato a rappresentante della guerra nazionale. Portato da questa acclamazione del paese a quel posto elevato, v'impiegò tu.t ti i suoi sforzi nella sua qualità di comandante in capo, non già per mandare i suoi uomini alla morte, ma per risparmiarli e conservarli alla patria. « Questa figura, « semplice e modesta e, per conseguenza, grande nel vero « senso della parola, non poteva essere fusa nello stampo « menzognero dell'eroe europeo, del sedicente dominatore · « dei popçli, tale e quale fu.inventato daila storia. » Alla fine della campagna del 1812, l'imperatore Alessan dro si recò a Wilna, ove fu ricevuto dal comanda.nte in capo Kutuzoff: « Rimasto solo cou lui, non gli nascose il « suo malcontento pei falli eh' egli aveva commessi a Kras« noe ed alla Beresina, come pure per la lentezza addimo« strata nell' inseguire il nemico, e terminò coll'esporgli il « piano di una campagna '\fuori di paese. Kutuzoff non fece « nè obbiezioni nè dimostranze.. Il suo \70lto non esprimeva « altro che una sommissione intera ed impassibile, la stessa « ch'egli aveva mostrato sette anni prima, nel ricevere gli « ordini dell' imperatore sul campo di Atzsterlitz. » Tutti erano . consci della nuova guerra. Ma Kutuzoff non ne voleva sapere, 'e diceva ad alta voce che un'altra guerra non avrebbe potuto nè migliorare la situazione nè aumentare la gloria della Russia; che il suo prestigio ne sarebbe stato, al contrario, diminuito, e che la sua situazione all'int'erno sarebbe diventata peggiore. Tentò di provare alall'imper~tore la difficoltà di far nuove leve, e gli fece perfino intravvedere la possibilità di una sconfitta. Sembrava a lui, rappreséntante del popolo russo, e russo di cuore,
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che dal momento in cui il nemico era stato schiacciato, la patria liberata, e pervenuta all' epoca della gloria, anche l' 1:1poca stessa sarebbe stata finita a questo punto. Tolstoi esclama : « Non restava dunque ·altro al rappresentante della « guerra nazionale che di morire; ed egli morì. » Valgano questi cenni sulla impronta data da Tolstoi al grande generale russo, quale saggio d~lla suprema arte di lumeggiare persone e cose nel senso da lui voluto. Tutti i personaggi del romanzo subiscono la stessa acconciatura. Accennerò soltanto di volo ad alcuni altri tipi. Napoleone I è irriconoscibile. Contro il comandante di tanti eserciti, contro il vincitore di tante battaglie, contro il genio della guerra, contro l'imperatore francese, l'appassionato fautore della pace, si avventa .negandogli ogni sentimento di equità, di giustizia, di buonafe1e; Jo dimostra vanitoso, crudele, insensibile; lo copre di · contumelie e di insulti; dichiara nulla l'influenza sua sugli avvenimen.ti; nulla per.fino sull'andamento delle b~ttaglie. Dice che Napoleone era così convinto d'essere infallibile, chè tutti i suoi atti, fossero ' o no d'accordo colla legge del bene e del male, dovevano per forza essere giusti, dàl momento che erano suoi (III, 49). Lo accusa di ayer violato il diritto delle ge~ti per essere entrato in Russia senza aver dichiarato la guerra (III 35). Nella conversazione coll'ambasciatore russo generale Balachoff, Tolstoi fa dire a Napoleone; « Vi dò 1a mia parola « d'onore che ho 520,000 U:oìnini da questa parte della Vi<< stola » e poi l'autore soggiunge: « dimenticando che la sua « parola d'onore non poteva iuspirare <fiducia. » E siccome nella con-versazione stessa N apoleòne si era accalorato, l'auto~e osserva che era « ognor più eccitato della coscienza « 'stessa, della ~ua menzogna )) (III, 47). Ripetutamente formula la gravissima accusa che Napoleone abbia ordinato la fabbricazione di rubli russi falsi in carta, coi quali faceva pagare gli approvvigionamenti (III, 25, 33, 159 - IV, 157). « Nei primi di ottobre un parlamentario c6nsegnò a Ku« tuzoff una lettera di Napoleone che conteneva delle propo« ste di pace; quella lettera portava una data falsa di Mosca, 'V
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« poichè Napoleone trova vasi _allora un po'innanzi alle _tru~p~ « russe sulla vecchia strada d1 Kalugn )> (IV, 172). Gh errori
comme~si da Napoleone colla fermata a Mosca,. col sa~cheg· gio della oittà, colle marce su ~alo _Y aroslawetz, col ritorno a Mosaisk, col riprendere la via d~ Smollens~o devastata, condussero alla distruzione dell'esero1to. « M_a dire ~h~ ~apo~ « leone, lo perdesse volontariamente o per mcapac1ta, e cosi « falso come l'accertare ch'egli aveva condotte le sue truppe « sino~ Mosca colla forza della propria volontà o colle com({ binazioni del suo genio. « Nell'un caso come nell'altro << l'azione· personale di lui non aveva più_ i~fit:enza dell' a« zione personale dell'ultimo soldato, e s1 h~1ta:a a con<< formarsi a leggi delle quali il fatto era 11 n~u~tato )> « (IV, 153): « Napoleone che ci si presenta ~uale 1st1gatore « del moto, così come agli occhi dei selvaggi la :figur~ sc~l<< pita sulla prora di un ~astime~to. pare ne sia 1~ ~wda, in « quell'epoca della sua vita _e ra s1~1le ad un bambmo, ch~_ag« grappato alle corr egge çl.ell' interno della carrozza, s 1m« mao-ina di essere lui quello che la conduce )) (IV, 160). « Il suo cor,.senso e la marcia indietro delle truppe, non « provano in modo v'eru~o che q_uel movimento lo abbi~ ~o« mandato lui; egli subiva le mfluenze delle occulte forze « che agivano in questo senso su tutto l'esercito» ~IV, 79}. La çorsa di Napoleone a' Parigi dopo la Beresma, e sinistramente commentata: « fuggì via, lontano, abbandoando tutto il suo esercito ad una sorte sventurata! Questo «n ·1t' « fatto ìn lingua volgare sarebb~ semplicemente una v1 a )) · (IV, 221, 222). . , L'autore però non nasconde la venta sul grande ascendente di Napoleone sull~ truppe, e lo rende evidente col segnente episodio: · . . , « Giunto alle sponde del lago Niemen, Na?oleon~ si ~ermo « dinanzi ad un reggimento di ulani polacchi - Viv.a _i im_pe·« ra},ore f - esclamavano gli ulani, non meno entus1asti~a·« mente dei ]' rancesi, e rompendo le file per vederlo megho. « Napoleone esaminò il fiume, scese da cavallo, sed~tte su « una trave che giaceva a terra, e, ad uu cenno della sua
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« mano, un paggio, ohe non istava nella pelle per l'orgoglio, « gli consegnò un cannocchiale, ch'egli appoggiò sulla spalla « del giovanetto, per ispezionare con suo comodo la riva _op'<.< posta. « Poi studiando la carta del p~ese mormorò alcune pa« role senza alzare il capo; e due aiutanti di campo si slan« ciarono verso gli ulani. « - Che c'è, che cos'ha?- tosto si domandarono tutti nelle ~~ .file del reggimento, il cui capo aveva dianzi ricevuto l' or« dine di scoprire un guado e di passarlo. « Il colonnello, uomo maturo e di gradevole aspetto, do« mandò all'aiutante di campo, arrossendo e balbettando per « il turbamento, l'autorizzazione di non cercare il guado e « di passare il fiume a nuoto con tutto il reggimento. Era « facile vedere ' che un rifiuto l'avrebbe addolorato, e però « l'aiutante di campo si affrettò ad accertarsi che l'impera« tore non avrebbe potuto essere malcontento di quel soprap« più di zelo. A tali parole, il vecchio ufficiale, cogli occhi. « brillanti di gioia, brandì la sciabola gridando evviva; co<i: mandò ai suoi uomini di seguirlo, e si slanciò innanzi « spronando la cavalcatura. Siccome questa s'inalberava, « egli la battè con collera,. ed ambi saltarono e buttaronsi « nell'acqua, trasportati nella direzione della corrente e « tutti glt ulani seguirono il suo esempio; i soldati si ag-· « gavignavano, scavallati gli uni agli altri, alcuni cav::tlli « affogarono ed anche alcuni uomini, ed il resto dei cava« lieri continuavano a nuotare avvinghiati alla loro sella e « alla criniera delle loro bestie. « Per quanto era possibile, andavano in linea retta, mentre « lungi mezza versta . c'era un guado; ma essi andavano al« teri dì nuotare çosì e di morire, al bisogno, sotto gli oc« chi· dell'uomo ch'era seduto lassù sopr~ una trave, e che . « ·non si degnava nemmeno di guardarli. (< Allorchè l'aiutante di campo ritornò a fìa~co dell'impe · « ratore, e che si fu permesso di chiamare l'attenzione di « lui sulla devozione dei polacchi alla sua persona, l'omic« ciattolo in abito grigio si alzò, chiamò Berthier, e camminò
« con lui lungo il fiume dandogli i suoi ordinÌ e gettando a
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« quando a quando uno sguardo malcontento sui sold'a ti, che « annegandosi, gli cagionavano delle distrazioni. ·« Del resto non era cosa nuova per lui, giacchè era sicuro « uhe, dai deserti dell'Africa fino alle steppe della Mosco via,_ « la sua presenza bastava -per esaltare gli uomini, al purito, da « fargli, senza titubare, il sacrificio sin della vita. Egli risalì « a cavallo e ritornò .al suo accamramento. « Qua.ranta ulani scomparvero, a malgrado dei battelli « mandati in loro soccorso. << Il grosso del reggimento fu respinto _;.erso la riva da « cui si era appena scostato : soltanto il colonnello ed alcuni « soldati passarono felicemente e.si arrampicarono grondanti « d'acqua sulla riva opposta. Appena l'ebbero raggiunta gri« darono di nuovo evviva! e cogli occhi cercarono il posto « occupato da Napoleone. Sebbene egli non ci fosse più, sì « sentivano, in quel momento, completamente felici! » Dell' imperato!e Alessandro I / Tolstoi poco può parla re; ma contrapponendolo a Kutuzoff'., 1&,scùt capire tutto ciò che tace. Tolstoi, come si scorge dai passi citati, riduce questi ed altri sovrani e comandanti in capo a pur} strumenti di forze misteriose attinenti alla collettività degli uomini, ad una fatalità nebbiosa, indefinita, non assoluta, non derivante da una potenza estrinseca, inesorabile come quella che determinava il fato greco, il quale sovrastava agli stessi Dei. Alcuni pensieri raccolti qua e là in tutta l'opera oltre "quelli oO"ià riportati a proposito della niuna infiuenza . dei comandanti in capo, potranno dare qualche nozione della teoria di Tolst oi. Tuttavia si può affermare che non costituisce -gn sistema, ma soltanto una serie di_ vaghe proposizioni indefinite, le quali,. benchè posté in una certa successione, non reggono . al vaglio della critica. « Considerati nel rispetto del libero « arbitrio gli atti di Napoleone e di Alessandro, erano così « estranei al compimento del tale o del tal'altro avvenimento, « come quell1 del semplice soldato astratto a far le campa« gne dal reclutamento o dalf estr~zione a sorte » (III, 27ì. 26 -
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« Colui che negli avvenimenti rappresenta una parte, non
« ne comprende mai il valore; e se tenta di coglierne il senso « e di prendervi parte immediata, i suoi atti sono colpiti « da sterilità » (I V, 95). « .È 1a somma delle volontà: umane· « che ha prodotto la rivoluzione e Napoleone, com'è ancor « essa che li ha soppor tati e rovesciati » (III, 272). « Quando « si penetra nel fondo del minimo fatto storico, cioè in « fondo alle masse in cui si è prodotto, si constata che la vo« lontà di una persona, non soltanto non guida queste masse, « ma che essa medesima è costantemente diretta da: una « forza superiore » (IV, 138). « A.lla domanda di sapere quale st sia la ragione di essere dei fatti storici, ne · sembra assai « più facile il rispondere, che il cammino degli avvenimenti « di questo mondo. ò anticipata.mento decretato > tIII, 223). Dunque, in sostanza, la teoria di Tolstoi vorrebbe stabilire che i grandi uomini, siano potenti sovrani, profeti, eroi, geni, condottieri di eserciti, non hanno influenza alcuna sugli avvenimenti delle nazioni o della umanità. Questa teoria, pur nella sua indeterminatezza, rappresenta l'antitesi di quella con tanta vigoria di forma proclamata da Carlyle, quattro o cinque lustri prima di Tolstoi, che cioè: << la storia uni<< versale, la storia di quanto l'uomo ha compiuto sulla terra, « è, in fondo 1 la storia dei grandi uomini che quaggiù la« vorarono » (l l. E fra i due, di quanto sovrasta il pensiero sublime e limpido di Mazzini che si asside fra loro e dichiara che i grandi uomini sono gli interpreti del po· polo, e segnano, quali pietre migliarie, la via seguita dal l'umanità; ma che più grande di lor~ è la terra che li sostiene, la razza che li comprende in sè, e che sola può accogliere, apprezzare e tradurre in fatto il pensiero che in essi si agita (2). (!) CAnLnt:. Gli Broi, traduzione italiana, Pascolato. - l<irenzo, Barboni, 18~7, pagina 2. · {2l Mt.zz1i,1. Ge11,o e le11dt1~ze, ecc. Voi. IV, pag. 238.
clome i capi supremi, Tolstoi rappresenta ai lettori i ministri, i generali, e gli altri più umili personaggi, deprimendoli se fautori della guerra, esaltandoli se ad essa contrari) neutralizzandoli se simpatici e non riducibili. . Così secondo Tolstoi, Davont apparteneva alla categoria delle persone cui piace rendersi difficili le condizioni della vita per avere il diritto di essere cupi e taciturni, e fingere in ogni cosa una gra..n premura ed un lavoro opprimente. Afferma Tolstoi che Davout accolse l'ambasciatore Balachoff gettandogli uno sguardo di sopra agli occhiali, sorridendo sde()'noso e senza neppur salutarlo. E quando. l' ambasciao . . ., tore gli annunciò la sua miss10ne, Davout s1 mostro pm rigido e più rozzo (III, 40). Sul ministro Araktcheieff vi sono pagine che lo mostrano arcigno ed intrigante. Ma basti qui la seguente pennellata colla quale Tolstoi pone Davout in confronto di lui. « Da(< vout, era l' Araktcheieff dell'imperatore Napoleone, ne « aveva, colla poltronaggine di meno, tutta la severità e << tutta la esattezza nel servizio, e, al pari di lui, non sa« peva provare la propria devozione al suo signore, che con « atti di crudeltà.» (III, 40). Ecco un altro piccolo ritratto: « venivano incontro pa< recchi militari, innanzi ai quali, avanzava.si, su un cavallo « nero, le cui bardature scintillavano al sole, un uomo di alta « statura. Costui av~va sulle spalle un mantello rosso, teneva « stese le gambe, alla moda francese, e portava un enorme « cappello, sotto l'ala del quale sfuggivano ciocc~e di ~eri «-capelli; l'aria faceva ondulare il suo pennacchio ~ult1co: <.< lore, e i galloni d'oro della sua divisa scintillavano a1 raggi « ardenti del sole di giugno. Quel cavaliere dall'aspetto tea« tra.le, tutto luccicante di oro e coperto di braccialetti e di « gioielli d'ogni sorta... era il re di Napoli. (~II, ~8). La « battaglia di Borodino si prolungava con esito rncerto; « ripetutamente Murat chiese rinforzi; voltasi a Berthier
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« Napoleone disse: « Chi manderemo laggiù a quell'uccellino, « di cui ho fatto un'aquila? » (III, 251). Tolstoi è prodigo di elogi al generale Weirother, capo. di stato maggiore dell'esercito austriaco, che con zelo, intelli'g enza e straordina,~·ia attività ha indotto i due imperatori Francesco II cl' Austria ed .Alessandro I di Russia ad attaccare Napoleone·ad .Austerlitz, contro il parere dei vecchi condottieri Kutuzoff. e Schwarzenberg. Lo fa elogiare alla vigilia della battaglia dal suo protagonista:, principe Andrea Bolkonsky, per l'esattezza delle ricognizioni; lo fa elogiare · dai' generale principe Dolgorukoff, aiutante dell'imperatore, per la conoscenza dei luoghi, per la previdenza -di tutte le co.ndizioni, di tutte -le eventualità, dei menomi particòlari. Non si potrebbe per fer_mo immagin~re un complesso così vantaggioso, conie quello della nostra situazione attuale; << la « riunione della scrupolosa esattezza austriaca col valore russo; _« · che si- vuole di più?- » A lle dieci di sera si riupisce il consiglio per sentire il piano di W eirother « il grande ordinatore della battaglia ». Il disastro che ne seguì; lascia supporre che quelJ~ 1sperticate lodi altro ~on sieno che una fine ironia contro i militari sapientoni. L'autore sostiene questo caratter~ lungamente; ed ancora alla vi_g ilia di Borodinò criticando la debolezza delle_disposizioni date da Napoleone ripete che « le disposizioni date ·da W eirotber alla « battaglia di .Austerlitz erano il modello della perfezione in « quel genere» (III, 234).. , ' Benningsen l'intrigante, Barclay l'imputato di tradimento, · ,, Pfuhl il dottrinario inconcludente, riçiangono scolpiti nella ménte del lettore col carattere che Tolstoi ha loro attribuito ' in modo veramente scultorio. Dotchuroff e Konovitzin sono sincer!3,mente elogiati da Tolstoi, quasi per reazione, p~rchè ~ssendo modestissimi, furono sempre dimenticati. Bagration, lascia Tolstoi indifferente, ma il semplice racconto.lo sostiene nell'alta posizione conquistatasi nella storia. 1
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Toìstoi s.i adopera a dimostrare che la guerra scatena negli uomini tutte le mali passioni dell'animo. Fra gli alleati in guerra' è inevitabile lo sviluppo di so: spetti, di malintesi, di invidie e di rancori. Dopo_ Ulma i ·35,000 uomini di Kutuzoff, inseguiti da un'armata di 100,00? Francesi con Bonaparte alla testa, non incontravano che osti\ lità in pa.ese. Non aveva!1o più fid~cia ne~ lor_o al~~ati, ~an~ cavano di provvigioni; e, costretti all'a_zi~n~ all mfuon ~1 tutte le condizioni previstè di guerra, si r1 piega.vano precipitosamente. (I, 164). Dop~ Aus~e~litz i_ Russi ~ic~iararono apertamente di essere stati traditi dagli .Austn~m .. (I~, 13). L'esercito russo contando .nelle sue file u:ffic1ah d1 diverse razze, l'autore pone 'i n evidenza gli antagonismi fra q~el~i di una e quelli di _u n'alt~a, e c?me in ciascu~ grupp~ si di: laniasse la capacità, la tiputazione, l'onore dei membri degh . altri gruppi. Frà i Russi non si chiamavano altrimenti_ i Tedeschi che col dispregiativo di Salcicie, quand'anche s1 parlasse di superiori e di generali. Il princ~pe .And~ea, ~omand~nt,e di un reggimento, poc~. prima ~ella batt~gha d_1_ ~orod1~0, avendo visto passare i generali W oltzogen e K,ausew1tz, diceva ~ Pietro Besukoff in prese~za di alcuni ufficiali che non sara:nnp i signori tedeschi che guadagneranno la battaglia · essi non faranno che imbrogliare le carte più ch'è possibile, perchè nella testa di un tedesco n o_n c'è che un ammasso di rag.ionamenti, il migliore dei quali non vale un guscio d'uovo. Essi hanno abbandonato tu~ta l'Europa~ Napoleone e sono venuti. a dar lezion_e a noi... Eccellenti professori davvero (III. 222). I~ principe Andrea alludeva non solo ai due generali soprannominati, ma a Barclay, a Bennino·sen, a Pfuhl, a tutti i generali tedeschi. 0 I TedEischi a loro volta tenevano i Russi in concetto d'in. fericriti e· spregi.avano KutuzÒff che chiama:7ano i~ test~rd0 vecchio signore. Il culmine del dualismo fra 1 Russi ed 1 Tedeschi è dato dallo scoppio di sdegno di Kut:u~off, quando
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a Borodino Barclay inviò Woltzogen a far rapporto che le truppe erano esauste e fuggivano in piena rotta; Kutuzoff gli rispose: « dite al vostro generale che le sue notizie sono « false». (IIf, 286). Un'altra volta dopo la Beresina il paziente Kutuzoff perdette la calma e scrisse a Benningsen, il quale stava benissimo: « Io prego la vostra alta eccellenza, al ri« cevere dì questa lettera, di ritirar'Vi a Kaluga, a motivo « dello stato precario della vostra salute, e di aspettarvi gli « ordini ulteriori di S. M. I. » (IV, 249). Per mezzo di Pietro Be~ukoff, l'autore manifesta di prefe- t renza i sùoi pensieri umanitari e misobellici. Efreguentemente guasto personaggio osserva che nei momenti gravi qella vita pubblica, gli atti, le parole, l'espressione del volto dei soidati, dei militi, dei contadini, dimostrano che l'animo loro è compreso della solennità e dell'importanza di quanto accade e si associano di cuoreaU' interesse generale (III, 206, 2.10, 213 J. M.a negli stati maggiori ferve sempre un'agitazione febbrile prodotta da questioni d'interesse puramente personale (IV, 212). Anche il principe Andrea manifesta la · stessa opinione; parlando con Pitltro, egli dice che gli ufficiali generali e di stato maggiore coi quali Piet~o aveva visitato la posizione, non . aiutano in nulla l'andamento delle operazioni; anzi lo intralciano perchè non hanno assolutamente in vista che i loro interessi personali! Il momento attuale non è per ess1 che il momento in cui sarà più facile di soppiantare un rivale, o di ricevere una croce od un nuovo cordone (III, 221). Tolstoi fa prevedere dallo stesso colonnello principe Andrea in un momento di sovraeccìtazio:ne la :fine delle guerre causata dagli stessi eccessi inerenti alle guerre. La classe dei militari, egli dice, è la più onorevole; e tuttavia per assicurai:si il triònfo essi non rifuggono da qualsiasi eccesso, lo spionaggio, il tradimento, il saccheggio ed il ladroneggio per l'approvvigionamento degli uomini! Vale a dire, la menzogna e la doppiezza sotto tutte le forme e sotto il nome di astuzie di guerra... I milìtarì si sottomettono all\1,s senza . di ogni libertà, cioè alla disciplina che copre l'ozio, l'ignoranza, la ci;J..1deltà, la depravazione, l'ubbriachezza, e tuttavia ·
sono universalmente rispettati. Tutti i sovrani, eccetto l'imperatore d~lla China, vestono l'uniforme militare, e chi ha ucciso maggior numero di uomini riceve la più alta r icompensa. Lasciate che s'incon,trano delle migliaia d'uomini che si storpiano e si massacrano... Che vedremo. noi dopo? Dei Te Deum di ringraziamento per il num~ro di uccisi, di cui, per altro, si esagera sempre il numero; poi si farà sonare a stormo per la vittoria, poichè maggiore è il numero dei ~ morti e p~ù· essa è luminosa. « E quelle preghier!' co~e sa« ranno ricevute da Dio che guarda· tale spettacolo? dio non « può durare, ciò non durerà a lungo .. '.» (III, 224). Questi . concetti del protagonista, perdono, qui riportati, di efficacia perchè la loro esagerazione e la loro iniquità sono rese evidenti dall'essere esposti isolatamente. Ma nell'opera essi sono logicam~nte inquadrati in un med~tato svolgimento. Il principe è un valoroso patriota russo, che con slancio si è dato alla carriera militare per la quale ha le più sviluppate attitudini, e nutre la pi11 viva inelinazione. Stu<;lioso, serio e zelante, aspirava fondatamente alla- gloria. ~a ferito graYissiinamente ad Austerlitz, dovette sopportare la prigionia e lunghe soffer~nze; l'una e le altre smorzarono i suoi giovanili ardori. Nel seguito ebbe a subire parecchie disillusioni sia nella vita militare sia in quella privata. Gli morì di parto la moglie; gli morì il padre; vide le sue ricchezze saccheggiate; ed ebbe l'estremo strazio di essere tradito da una fanciulla di cui era pazzamente innamorato, e colla quale era. nozze. Tutto questo ambiente fidanzato per le sue seconde \ giustifica nella mente del lettore l'evoluzione del pensiero del protagonista; e secondo i fini dell'autore, dona autorità e forza alle ultime affermazioni sopra riportate éti questo personaggio, il quale le prommcia alla battaglia di Borodino, dove per di più, egli riceve altra gravissima ferita per la quale muore. Insomma è un tipo ben noto in Italia; un giovane dell'alta aristocrazia, largo di m~nte, di censo e di studì, patriota, soldato, scienziato, martire, che valorosissimamente combatte in battaglia e muore imprecando alla guerra; auspicando la pace universale. ·
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Altro tipo diametralme11te opposto, ma convergente allo .. stesso fine dall'autore perseguito, è il conte Pietro Besuk~ff la n~~a~ion~ d~ ogni attitudine e di. ogni incliuazione pei'. la m11Iz1a. ],gli è ri~hissiµio ed è nato per la filantropia, che professa ed ese~c1ta senza alcun sforzo, senza quasi avvedersene. . Tuttavia nelle estreme angoscia della Russia' si reca al campo _e prèn?e parte alla, ~attaglia di Borodino con grande cor~g?10. E durante l'incendio di Mosca è fatto ·prigioniero. 00~1 m .mezzo . alle fatiche, alle privazioni, alle stragi, all~ ferite, a1 morti, alle dure leggi belliche, egli manifesta le sue buone e sante inclinazioni, il suo orrore per la guerra,. e_per ~e sue con:.seguenze, ed il lettore non può a meno di simpatizzare con lui, fautore di sconfinato amore per tutte le ~reature, che vuòl riunire in un amplesso di solidarietà e d1 bene nella pace universale. Andrea e Pietro sono attori prin~ipali, e di essi tutta l'o.p er~ essendo ri~ie_na, non si possono indicare. speciali pagine, V1 sono molt1ss1me altre figure secondarie, ma efficacissime per il proposito dell'autore. / I fratelli Nicola e Petia Rosto:lf sono b'rillanti ufficiali di cavalleria. Il primo era alfiere ad )lollabrun, ove fu ferito e premiato; fa una rapida e meritata carriera. . Nel 1812 è colonnello. Ad Ostrowa eseguisce una carica in circostanze improvvise con esito felicissimo e riceve la croce -.di S . Giorgio. Ma 'rolstoi lo riduce a strumento suo facen- · dogli dire che in guefra si niente sempre citando fa;ti militari'. che in gu~rra nulla accade di qtfanto ci si figura, e come lo s1 narra poi (III, 74). Tolstoi diminuisce il merito della splendida carica di :t_il'icola, scrivendo che non comprendeva per,;hè e come egli agisse così, e lo faceva senza riflessione come lo avrebbe fatto a caccia (III, 82); anzi che ha caricato per non aver saputo reS'istere al desiderio di fare un buon , g~loppo su una pi~nura tutta eguale (III. 116). 'rolstoi ce Io dipmge buono, sincero, generoso e che abbandona il servizio - e~ una brillante posizione per correre in sostegno della madre rimasta vedova. Con questo personaggio l'intento dell'auto1:e )~
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è tanto più efficacemente raggiunto, quant~ più è insensibil-
mente insinuato nell'animo de l lettore. . 'rutti immaginiamo il dolore di un.a madre a cui si annuncia la morte del suo ultimo ·figlio. Ma la descrizione di tale dolore sofferto dalla contessa Rostoff e da tutta la famiglia quando seppe la morte del giovan·etto Petia, è tale ·che com- . muove ed opprime ad un_ tempo. Il lettore conosce la nobile natura di_.q uel figlio, in-quell'ambiente f~~igl~are tutto ~ioia ed arµore e spensieratezza; conosce la g1ovamle esaltazione, l'espansione benevola, il baldo ardimento, il .coraggio indomito del bellissimo sottotenente; e conosce i particolari della sua eroica morte incontrata caricando in luogo chiuso (IV, 209). Perciò gli strazi di quella famiglia e .di quella madre, presaga, che si era dichiarata contraria alla guen·a, sin da quando l'imperatore aveva emanato il primo proclama, destano veramente un sussulto nell'anima quale l'autore ha preved1J,to e desidera~o. Tolstoi presenta tutta una coHezione di .cattivi ufficiali, purtroppo molto vera.. Boris Drubetzkoi intelligentissimo, astQto, egoista, adulatore, ~ervile, intrigante come sua madre Anna Paulowna, sa rendersi necessario-negli .uffici dello stato maggiore nei quali fa tutta la sua carriera ricca di comodità e di decorazioni . . · Egli sapeva che ali' infoori della disciplina e della subordinazione scritte nei codici, vi è quella molto più efficace di rimanere all'ombra degli alti comandanti (!. 15, 275 - III, 212). Berg, ufficiale della guardia, esatto, minuzioso, ben pettinato, avaro, speculatore, millantatore. Lievissimamente ferito ad Austerlitz alla mano destra, ha portato per tutta la vita e, senza necessità alcuna, la sciabola colla Hinistra (I, 64, B5, 263 - I:t, 163, 189 - IV, 15). Talianine, ufficiale del reggimento di cavalleria Paulogrand, ruba la borsa del maggiore Denisoff~ ed è scoperto. Gli ufficiali, per un falso coi;1Cetto dell'onoratezza e dello spirito di corpo, lo obbligano di cambiar corpo senza denunciarlo; fa · passaggio nel commissariato, ov~ percorre una bella carriera,
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arricchisce; e trova modo di amareggiare l'ottimo maggiore Denisoff (I, 141 - II, 115}. Dologoff, anima perduta, dissipatore, audacissimo, intraprendente, capace di tutto. Degradato, risorge per coraggio misto a petulanza e spavalderia ad Hollabrun, e riprende il grado, continuando nella ·sua vita disordinatissima. Morì in un duello (I, 126, 211 - II, 23 - III 1). Degno' compagno di Dologoff è il tenente .Anatolio Karaguine, figlio del principe Basilio, gran oiambèllauo di S. M. l'imperatore. Egli e Dologoff insieme, commettono azioni nefande, prepotenze, orgie, seduzioni, ratti, recando il dolore e l'onta nelle famiglie, fra le quali anche quelle stesse dei Rostoff, dei Bolkonsky e dei Besukoff. .Anatolio è genuino rampollo di una famiglia detestabile per doppiezza, ·per ipocrisia, per immoralità. La depravazione di questa famiglia, inverniciata di tutte le finezze del lusso, di tutte le seduzioni delle ricchezze, dell'alta posizione, dell'avvenenza delle sue persone e della esteriorità delle forme convenzionali dell'alta società, non si può conoscere che leggendo il romanzo di Tolstoi. Elena, sorella di .Anatolio, prima moglie di Pietro Besukoff,. rappresenta la più raffinata perfidia muliebre, la più profonda,. la più fredda, la più meditata corruzione. Anatolio ferito ad una coscia, morì alla battaglia di Borodino. Dopo tante figure· di cattivi ufficiali, Tolstoi ne presenta altre belle, ammirabili per bontà e per coraggio. Solohè, egli tende a dar loro una natura dolce ·e timida, ripetendo liberatamente su ques'.ti personaggi q'invenzione, quanto raffinata,,mente ha osato di fare sul carattere storico di Kutuzoff: - Vuol presentarli buoni uomini, ottime persone, piuttosto che bravi militari. ' Timokhine è un capitano ai• fanteria, · che davanti al suo colonnello, uomo ruvido, gradasso e mestierante, si confonde, perde la calma, trema, non sa più nè parlare nè tacere. Ma alla battaglia di Hollabrun il reggimento, sorpreso, fugge, e con esso scappa il burbanzoso colonnello, mentre Timokhine tiene in pugno la sua compagnia, e sparando da un trinceramento a tergo dei Francesi li arresta, li fa retrocedere. Questo '
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capitano fu dimenticato~ perchè .il colonnello a rapporto fece il racconto, come se l'avesse eseguita, di una manovra, che, dopo la fuga, riconosceva che sarebbe stato bene che avesse fatta. A Borodino Timokhine è capo di battaglione nel reggimento del principe Andrea, e questi lo cita come esempio di uomo di gran sentimento (I, 124, 210, 228 - III, 221}. Tuschine è ~n capitano di artiglieria, ohe non aveva niente di militare, eppure produceva la migliore impressione. Trovandosi in batteria· ad Hollabrtm, Bagration gli rivolse la parola, ed egli salutò portando timidamente e goffamente le tre dita alla vis~era, come un prete che benedice anziohè come un militare che saluta. Ma nella descrizione che Tolstoi fa della battaglia, l'intelligenza ed il valore di quest'uomo timido e goffò risaltano splendidamente. Di sna iniziativa incendiò dapprima Schongraben, poi respinse due attacchi con spari a mitraglia. Poi venuta in posizione l'artiglieria nemica la c6ntrobattè vittoriosamente colla calma e colla précisione. Con ricchezza. di ripiéghi rip_arò alle perdite di cavalli e di serventi. L'ufficiale subalterno di Tuschine era morto; e diciassette uomini giacevano con esso ; ma i sopravviventi animati dalia presenza-del capitano sorridente, continuavano allegramente nell'adempimento del loro dovere. I soldati, di qne teste più alti, e di spalle più larghe del loro capo, lo interrogavano con lo sguardo come bambini in ~111 caso scabroso, e l'espressione del .s uo viso riflettevasi tosto in quei maschi volti. 'fuschine non sentiva il menomo timor.e, non ammetteva neppure la possibilità di essere ferito od ttcoiso. Questo v_ero eroe subì un severo interrogatorio per aver dovuto lasciare due cannoni in batteria per mancanza di traino, e non :fu punito, se non per l'intervento del principe .Andrea testimonio oculare del suo valore. Per quanto abilmente mascherata, l'intenzione dell'autore contro gli atteggiamenti altezzosi dei militari traspare lampante dai due ritratti di Timokhine e di Tuschine (I, 191, 199, 211). Tolstoi fa sempre grandi elogi dei soldati in massa, che fa vedere allegri e di buon cuore. Sono interessanti spe· cialmente le scene di bivacco, le spiritosità e le burlette I
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durante le marcie, e gli alt. Il conte Pietro Besuko:ff che si era portato eroicamente in una batteria a Borodino aiutando prima i difensori ~ respingendo p oscia gli. assalitori penetrativi dentro, tr ovava. che i soldati erano assai superiori a lui. Essi avevanQ diviso volentieri il loro vitto con lui. Essi avevano pregato dinnanzi all' immagine. Secondo lui, essi si staccavano da tutti glì altri uomini. ~ssi sono semplici; essi non parlano, ma agiscono. Di essi Tolstoi pone sempre i~ evidenza la compassione pei feri-ti, .il compianto pei morti. Egli però asserisce altresì ripetutainente che durante la mischia l'uomo non ha più altro pensieiro all'infuori di quello di salvare la pelle, e cercando la salvezza, si precipita innanzi, indietro, ed agisce sotto l'influenza esclusiva· della personale sovraccitazione perchè « l'uomo non è mai « così indipendente 6ome durante quel momento in cui si « agita. per lui una questione di vita o di morte » (IV, 152). Sono poi moltissimi i tipi personali di soldati." Uno no· tevole per incosciente coraggio; altro per abilità nel maneggio del cannone; altro n~l puntare; altro per audacia nel penetrare fra i Francesi; altro per aver salvato donne e bam· bini; altro per insigne pietà v-erso bisognosi; e così di seguito, L'~ntelligente cavallegger.o Lawruka, il forte e coraggioso volontario Tikone, e tanti altri, sono tipi indime~ticabili pel lettore. E fra essi primeggia il soldato Platone Karateie:ff, del reggimento di Apcheron c'he nel romanzo appare brevemente in uno dei drappelli di prigionieri fatti dai Francesi a Mosca. Come in altri soldati Tolstoi ha voluto rappresentare talune qualità del soldato russoi oosì' nel soldato Karateieff egli ha. voluto incarnare le qualità morali, il sen· timento, l'anima del popolano russo. Il carattere degli altri personaggi del romanzo, si manifesta al lettore graduatamente col progredire del racconto; quello di K11,rateie:ff si presenta di botto, come una apparizione. Egli entra in ca· suale conversazione col conte Pietro Besuko:ff, pure prigio niero, nel modo più naturale, nel modo che a tutti nella vita è capitato, trovandoci vicini ad una persona sconosciuta. Eppure l'a~tore riesce subito, · come per incantesimo, a 0
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suscitare nel lettore una simpatia straordinaria , pr.r quello interlocutore, semplice ed incolto. Ogni frase della sua conversazione sia domanda, sia risposta, nella sua semplicità e nella s11a naturalezza, è il riflesso di sentimenti profondamente mor.ali. La riguardosa delicatezza con cui Karateieff ,sorv0la e sfugge quanto può supporre men che gradito a Pietro destano amntirazione. ' Quelle due brevi pagine dànno ' ' ia fotografia di un uomo dabbene, di un cittadino esemplare, di un figlio devoto. di un bravo soldato. Il civile consorzio trova in tali uomini la sna vera base. Di tali uomini tutti ne ·abbiamo conosciuti_; specialmente noi mili.tari, perchè abbiamo avuto occasione di convivere colla moltitudine dei figli del popolo. Karateieff comincia col prender parte alle sofferenze ·di Pietro, quasichè non fossero comuni colle sue; poi lo consola; poi diviéle con Pietro le sue ec~ellenti sì, ma poche patate bollenti; e non dimentica il suo cagnolino festoso; si mostra prudente, gridando zitto a Pietro che parla forte di ingiustizia; interp,ellato perchè è triste, risponde che Mosca è la madre di tutte le città; a sua volta chiede a Pietro di sua moglie•e dei suoi genitori e dei figli, t utti tasti di note meste e stridenti, perchè Pietro è un figlio natural~, ed è separato dalla sua pessima moglie che non vrtol figli; e Karateie:ff conturbato, si affretta a raccordare quelle note con un'invocazione a Dio. In poche parole sincere parla di se stesso, di suo padrl:l, dei suoi fratelli, e benchè rassegnato, dimostra che il servizio militare ha turbato gra- vemente tutta la sua famiglia nei- più teneri e santi, affetti! Ed è a questo che Tolstoi voleva venire. Terminato il dia· logo Tolstoi esclama che Karateie:ff è la piu completa personificazione .di ·tutto quanto è veramente russo, buono ed onesto. Karateie:ff è soldato anziano. Quando ridèva, il che del resto gli accadeva spesso, lasciava ve.dere due file di: denti bianchi e sani ; la sua barba eél i suoi capelli non avevano un pelo grigio, e il suo corpp portava l'impronta dell'ao-ilità e ' della ris0lutezza e specialmente dello stoicismo. . Il suo volt9, quantunque solcato da molte piccole rughe ··aveva un'espressione commovente· d'ingenuità, di gioventù e
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d'innocenza. Quando parlava con la sua voce dolce e melodiosa, i suoi discorsi pareva scaturissero da una sorgente; egl~ non pensava mai a quanto .aveva detto o stava per dire, e la vivacità e la giustezza delle sue inflessioni davano loro una persuasione penetrante. Appena coricato, si addormentava con un sonno di piombo, ed alla mattina, quando si svegliava, era leggiero e gagliardo, e pronto a qualsiasi faccenda. Egli sapeva far tutto, nè troppo bene, nè troppo male; cucinava, cuci,va, rappezzava, si aggiustav.a le scarpe, e, sempre occupato in qualche ' lavoro, non si permetteva di discorrere e di cantare sè non di n otte. Ei non cantava come coliii che sa d 1essere ascoltato, ma ,come gli uccelli del buon Dio, perchè il canto era -per lui un bisogno, come quello di stirarsi e di camminare. Il suo canto era tenero, dolce, lamentevole, quasi femmineo; insommtt- in armonia con la sua :fisionomia seria. Allorchè, cl.opo alcune settimane di prigionia, la sua barba rigermogliò, aveva l'aria di essersi sbarazzato di tutto ciò che non era lui, del volto a prestito fattogli dalla sua vita di soldato, e d'esser ritornato come prima un contadino ed un popolano. Quando raccontava qualche cosa, era per lo più qualche episodio, caro al suo, cuore, della vita passata; i prov:~rbi che intercalava nelle sue storie non erano sconvenienti, nè arditi come quelli dei suoi compagni; si serviva di espressioni popolari, che, usate sole, non hanno alcun colore, e che, collocate a proposito, colpiscono per la loro profonda saggezza; esse, nel passare per la sna bocca., prendevano un valore affatto nuovo. Agli occhi degli altri prigionieri, Platone, non era che un semplice soldato, che, all'occasione, si trattava in aria di motteggio, che si mandava ogni momento a far nuove commi'.ssioni, ma, per Pietro, restò mai sempre il tipo perfetto dello spirito di semplicità e di verità, così come l'àveva subito indovinato fin dalla prima notte passata al suo :fianco. A proposito di Karateieff, l'illustre scrittore visconte De Voguè meravigliato che il conte Pietro Besukoff abbia potuto imparare qualche cosa da un umile contadino, deride Tolstoi ed i suoi seguaci, i quali nei tipi simili a KarateieJI:
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« propongono alla nostra immaginazione la forma vegetativa « dell'esistenza, e c'insegnano che l'ultima parola della sag« gezza umana è la santificazione, la divinizzazione del bruto « elementare, buono del resto e vagamente fra,terno (1). » Non si.possono accettare queste deduzioni da chi nutra fede nella solidarietà e nella fratellanza fra gli uomini. L' apparente superiorità sociale di molti uomini e famigli~ è. proprio soltanto apparente~ :fittizia, COn'Venzionale; frequentemente è dovuta ai merito delle singole persone; ma talvolta altresì , al· caso, non di rado alla frode, ed anche alla corruzione. Ml} in nessun caso essa può giustificare il disprezzo· ed il paragone del proprio simile al brÙto. Non occorre di invocare i precetti religiosi, nè i principii informatori della legislazioµ e moderna, per dire che questa è un'esecrabile bestemmia sociale. Tolstoi propugna il concetto, che tutte le creature umane racchiudono in loro i tesori morali e spirituali che . elevano l'uomo tanto in alto su tµtta la natura, e che questo patrimonio comune è la base della vita collettiva. Questo concètto veramente grande, generoso, umario, ha tale elevatezza, che al sno confronto le differenze fra gli individui. sono lievissime e trascurabili ; l'elevazione di alcuni sulla massa è come quella delle più alte montagne rispetto al raggio terrestre, cioè insensibile; in ogni modo i pochi eletti, mutevoli nelle persone e nell'elevazione sono il prodotto della massa stessa dalla quale traggono origine, vita e sapere. Nel caso concreto Karateieff è un uomo di animo semplice e nobile, un uomo attivo ed esemplarmente laborioso. Le sue qualità morali rivelano an0he una capacità intellettuale latente. P~rciò è destituito di ogni opportunità il suo paragone cou l'immobile fakir. Una società ben ordfoata, deve sapere elle le sue risorse vitali giacciono nella gran m~ssa vergine de,i Karateieff, e deve togliere tutti gli pstacoli che possono impedire alle forze latenti nelle molecole della massa, di svolgersi e di conquistare il posto che spetta ad ognuna di
(et)° Prefazione italiana.
il
libro La Pace e la Gueri·a.del
TOLSTOJ,
pag. x vn della tradu1.ione
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esse. Non a caso Tolstoi ci fa conoscere minuziosamente, sino al disgusto, il pervertimento della famiglia del principe Karaguine~ colla comune .radice del casato vuol farla paragonare alla famiglia Ka,r ateie.ff: la prima supremamente parassitaria, corroditrice, perturbatrice, corruttrice della società; la seconda obbediente alle leggi civili e -morali, amorosa e sottomessa in mod9 patriarcale alla patria potestà, produttrice di ric· chezze, esempio di buoni costumi. Può forse esservi chi non ama Karateieff perchè «, esala un acre puzzo di sudore, » e preferisce i profumati Karaguine; ma tale preferenza deve ritenersi una perniciosa aberrazio:p.e, essendo precisamente l'opposto ciò che sente ~ vuole ogni uomo di cuore e di senno.
*'** Avversario della guerra Tolstoi non manca però di solleva~e le questioni più controverse dell'arte militare, per pro· nunciarvi i suoi giudizii. La forza militare di una nazione, insiste Tolstoi, risiede essenzialmente nel sentimento del suo popolo. Ad un personaggio che non cess~ di esprimere i suoi rimpianti sullo stato povero e retrogrado della Russia1 risponde chJ3 nel pop·olo russo così radical mente puro ed unico nel suo genere, evvi una ricca sorgente di potenza e di fo,rza, e quella vivificante energia che g li aveva permesso di sostenere la terribile lotta sulle pianure coperte di neve. (IV, 259). Il popolo russo nel 1812, vince perchè rinunciando di continuare un d-qello ,alla spada secondo le leggi della scherma, butta via la spada e raccoglie una mazza per valersene a propria difesa. L'incendio delle città e dei vi~laggi, la ritirata dopo battaglie, la. ,mazzata di Borodino, l a caccia dei predoni, la le guerra di partigiani, tutto facevasi all'infuori delle leggi solite. Fort.unato quel popolo che invece di preS!3ntare p~r l' impuo-natura la spada al suo generoso vincitore, afferra la prim~ ~azza che gli ca.d e sottomano, senza darsi pensiero' di ciò che farebbero gli altri in pari circostanze, e non la depone ::ie non quando la coll era e la vendetta hanno fatto posto nel suo cuore al disprezzo ed alla compassione. (IV, 182).
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E perciò Tolstoi elogia Kutuzoff, perchè dopo Mosca, avendo ricevuto la lettera di Napoleone che gli proponeva la pa.ce esclamò : « Sarei maledetto dalle posterità se ~i ~i « considerasse strumento di un accomodamento quals1as1. « Tale è lo spirito odierno della mia nazione. » (IV, 141). La forza secondo 'l'olstoi nou risiede n el numero degli uomini, perchè si hanno n umerosi esempi nella storia, che i p ochi sconfi.2sero i molti. Di tntti i fattori della lotta che comunemente si prendono a considerare, u nd è grandissimo, esponem1iale, epperò gli f1ltri, pur essendo necessari, rappre~ sentano, al confronto di quello, coefficenti piccolissimi. Qnest1 che sarebbero il numero, l'ordinamento, il comando, l'istruzione, i cibi, le bevande, i fucili, i cannoni, i cavalli, i c"'rri, il terreno, le posizioni, le montagne, i boschi, le strade, ì fiu mi, i mari, le navi; il tempo per attendere, temporeggiare, star in agguato, affrettare, correre, caricare; la stagione calda, fredda, asciutta, piovosa, nevosa, nebbiosa; se criorno sereno o nuvoloso; se notte nuvolosa o serena,. colla o . luna o senza: tutti questi elementi sono di un valore mm1mo paragonati al sentimento che è in ogni soldato . Questa è la o-rande X che bisogna liberare, scoprire, coltivare, lo spirito delle truppe; cioè il desiderio, la smania di battersi, di esporsi nei pericoli per la causa comune. (IV, 184). · Con meraviglia degli astanti, il principe Andrea, portavoce di 'l'olstoi, nella memorabile conversazione, già cit"'ta, avvenuta poche ore prima di Borodino, esclamava« alla g uerra « un battaglione è talvolta più forte di una division e, e << tal'alt ra più debole di una compagnia. » Il rapporto della forza di d ue esei:citi r esta sempre incognito. Il risultato delle battagli.e non dipende dagli ordini degli stati maggiori; l'esito n on saprebbe essere e non è mai stato la conseguenza ~è della posizione, nè delle armi, nè del numero ! - Di che dunque allora? chiedono gli interlocutori. -- Del sentimento che è in me, eh.e è in lui, (e mostra Timokhine) .che è in ogni soldatò (III, 221). . . . . Nella controversa questione delle relaz10ni fra 1 belligeranti, Tolstoi non esita a pronunciarsi fra i più intra.nsigen t.i : 27 -
ANNO XLIV.
TOLSTOI P, LA GUERRA 398 egli dice che se non si facessero prigionieri, la guerra cambierebbe carattere, diverrebbe meno ctudele, cesser ebbe. Parlare delle leggi della guerra, di cavalleria, di padamentari, di umanità verso i feriti, è un ingannarsi mutuamente. Niente quartiere ai feriti, ucciderh senza misericordia, andare da noi medesimi alla morte. Se non ci fosse una falsa generosità · nella guerra, non la si farebbe se non per una seria ragione. Bisogna accettare la spaventevole necessità della guerra, seriamente con austerità. Bastino le bugie in questo mondo. Bisogna farla come si deve pensando che non è punto un giuoco (III, 223). Anche recenti autorevolissime pubblicazioni si sono pronunciate in questo senso, contro le convenzioni di Ginevra e di Pietroburgo. Lo stesso colonnello Cesare Aìraghi nella Rivista marittima ha sostenuto analoghi priucipii, poco prima di partire per l'Africa, dove incontrò morte tanto gloriosa. Coerente sempre allo spirito del suo popolo, Tolstoi, gin· stitica gli incendi degli abitati e dei raccolti per i quali deve passaTe l'invasore. I Russi sapevano benissimo che Berlino e Vienna, occupate dai Francesi, erano i:imaste intatte e che gli abitanti passavano allegramente il tempo con quei~vincitori pieni di seduzioni. Pei Russi il dominio francese era inaccettabile; perciò partivano, sljnza nemmeno sospettare quanto ci fosse di grande nell'abbandonare una b_e lla ed opulenta capitale all'incend io ed al saccheggio, divenuti inevitabili; perchè sia troppo vero essere contrario· alla mente del popolo russo il non incendiare e il non saccheggiare i focolari abbandonati (III, 281). E quando è stato presentato a Kutu· zoff, l'uomo del cuore di Tolstoi, un ordine da firmare per pao·are un indennizzo per guasti commessi dai soldati, dietro r e~lamo d'un proprietario, egli gridò al fuoco, al fuoco, si-tagli i~ grano, si brnci le legna fi;11 che si vuole, non sta in mio potere d'impedirlo e tanto. meno d'indennizzare. Quando si taglia le leo·ua i trnccioli volano. Bisogna prenderla come viene. (III, 186). A Barclay cle Tolly che aveva proibito di raccogliere irregolarmente legna e foraggio, Tolstoi osserva che era per lasciarlo a « lui, » \.,Napoleone, all'odiato n,emico. (III, 219).
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**·* Poichè di questi giorni si pone in rilievo la grande influenza che Tolst,oi esercita in favore della pace uni versale e che si collega Fazione sna morale col messaggio dello Czar sul disarmo, ho creduto opportuno di riassumere, senza giudicarle, quelle idee del celebrabo autore, che hanno attinenza ?-iretta. colla questione.che ianto occupa la pubblica opinione. _Tutta l'opera d i Tolstoi essendo inspirata all'esaltazione degli affetti, dei sentimenti, delle alte aspirazioni morali, esercita immancabilmente nel senso della pace un'influenza, rile vante;-i.n r~.gione della sua meritata celebrità ed autor~volezza. A chi studiasse però con rigore di logica le idee propugnate da Tolstoi, non tornerebbe difficile, non solo di opporre argomenti ad argomenti, ma bensì la diretta confutazione di molti ,ragionamenti suoi. È ciò che ha fatto il generale Dragomirow con irresistibile efficacia E si può anche trovare nello stesso romanzo, dei ragio~amenti che si contradicono l'un l'altro. Vi è per esempio il puuto, già ci.tato, in cni lui ·s tesso dice che bisogna accettare la spaventevole necessità della guerra seriamente e con austerità, ammettendo cosi implicitamente che la guerra è una necessità sociale. · Come si è visto egli ha negato. ogni influenza dei coman<lanti sull'andamento della guerra, ma in_ più luoghi, involontariamente, si disdice, sia che· chiami Napoleone il gran motore deUe battaglie (III, 263), sia che faccia Kutuzo:ff arbitro di fare la :pace o di con~inua.ro la guerra e mostrandolo risoluto a quest'ultimo partito. Il vero è_che se la s 1..1a vena cli idee è ricca, vertiginosa, fragorosa come un torrente alpino, il complesso di quelle idee è vago, incerto, nebbioso, e tiene e lascia l'animo del lettore sospeso e pensoso. Sia arte, sia proposito, sia natura, questo suo capolavoro, come l' « Anna Kerenine >> e gli altri minori, s.i sperde nel nulla, dopo una sequela di forti pensieri e dì commoventi passioni; ma forse è ciò appunto che vuole l'autore; perch.è le idee umanitarie, ultra socialiste, a cui ha dirette le sue mire, meglio sono assorbite e più ù
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abbagliano nella loro indeterminatezza, che non svolte con rigore di metodo. Vangelo e Corano informino. Il titolo stesso, non trova giustificazione nello svolgimento della materia, perchè nè la pace, nè la sua correlazione colla guerra, sono direttamente trattate o risultano chiaramente dal contesto del libro. Io aveva pensato di intitolare questo mio modestissimo studio: « T olstoi e la pace. >> Ma tutta_la tessitura del libro: « La guerra e la pace, » riguarda un periodo di guerre colle terribili conseguenze di esse. Soltanto indirettamente l'au tare infonde l'aspirazione alla pace, quale sospirato rifugio dai travagli e dalle calamità della guerra. Non molto tempo prima di lui Prudhon aveva pure scritto un'opera con identico titolo« La guerra e la pace;» ma questo libro di Prudhon, come un filo ta.glif'lnte, affronta. l'argomento sotto l'aspetto sociale, politico e g iuridico, e lo svolge con logica stringente secondo il suo punto di vista, che acci;itta e riconosce la. necessità della guerra. Tolstoi dà poco tempo soltanto è entrato in campo con lavori che direttamente trattano la pace universale; e la giovane : « Vita internanazionale, » milanese, ne ha presentato importanti campioni negli articoli intitolati: « Patriottismo e cristianesmo, Patriottismo o pace? » Dati gli intenti dell'autore, ben lievi sono gli appunti che si possono fare al suo capolavoro, che rimarrà monumento della sua facondia, della sua generosità, della ricchezza. scon. finata, se non della densit~ delle sue idee. Scrisse deliberata.mente contro la guerra; ~a con verità e coscienza, e tenendo sempre alto nel suo popolo il sentimento patriottico ed il valore in guerra. · La causa della pace universale,. sospiro e mèta lontana dell'umanità, non ebbe mai un profeta più convinto, un apostolo più efficace. Gennaio 1899.
PrrTALUGA GrovA~Nr.
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LE RfSORSE LOCALI DEL VETIOVAGLfA1'AENTO Co11l,i m1azio11e. -
Vedi di8pensa I V
Conclusioni. I
N_on a caso ci sia.mo alquanto dilungati in ques(,o cenno storico sui sistemi di vettovagliamento usati nelle diverse epoche e presso i varì eserciti, poichè da esso, tenuto conto delle mutate esigenze degli eserciti odierni, non solo di fronte a quelli antichi, ma bensì anche rispetto a quelli che fece~·o le campagne più importanti del nostro secolo emerge la riprova delle seguenti conclusioni: 1• Che in ogni tempo ed in ogni paese lo sfrutta.mento delle risorse locali può dare un 'efficacissimo a iuto, e, in certe condizioni di luogo e di tempo, può anche da solo • . d .. per un peno o pm o meno lungo sostenta.re una massa armata, che non sia sproporzionata alle r isorse esistenti; ~· Che però non si può fare esclusivo assegnamento s~ dr esso, _perche le grandi masse di armati, che oggidì s1 portano in campagna, presto esauriscono oo·ni risorsa · di fatto eserciti molto meno numerosi dei nostrtattuali si ~ro varono . spesso_ esposti . a privazioni per cause molteplici anche m paesi reputati fra i pit\ ricchi; 3' Che neppure si può fare e;;clusivo assegnamento sulla affluenza, perchè si richiederebbe una potenza di mezzi am~inistrativi, che renderebbe pesanti gli eserciti e ne impedirebbe le mosse, mentre è accertato che i rifornimenti dell'affiuenza non possono molto spesso o-iuno-ere in tempo e l b' o o nogo de . 1to ~er assicurare la sussistenza alle truppe. Per cm « vivere sul paese non sarà un sistema da sce" gliere a preferenza di un altro solo per ottenere maggiore
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LE RlSORSE L OCALI DEL VETTOVAGLIAMENTO
·LE RISORSE LOCAU DEL VE'.rTOVAGLIAllENTO
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« celerità · di mosse, per non lasciare risorse al nemico e per
« più. difficile, potrà accadere che talvolta restino momenta-
risparmiare impedimenta; sarà bene spesso una necessità « indeclinabile, sia che si operi in territorio nazionale, sia. « che si invada t~rra nemica (1). » 4" Che vi sono casi nei qua.li i viveri ordinart mandati avanti dall'affluenza, nè quelli dati dal paese occupato possono essere a tempo opportuno forniti al soldato, per cui occorre che esso abbia a disposizione, pei bisogni eccezionali, · dei viveri di riserva, preferibilmente caricati sul carreggio dei. corpi per impedirne lo sperpero che sono facili a farne le truppe, quando li trasportano negli zaini.
« neamente impossibili le comunicazioni fra le unità di guerra «egli stabilimenti di vettovagliamento rispettivi, oppure tra « o~li stabilimenti di l" linea e quelli della 2• « In questì casi non essendo prudente il ricorrere imme« diatamente ai parchi viveri di riserva dovranno allora ri« guardarsi come risorsa pei giorni di combattimento, sarà « necessario di ricorrere possibilmente agli acquisti d'urgenza · « nelle lo~alità, e di usare largamente delle requisizioni. «·L e truppe di sicurezza ed in avanscopena, le a"'.anguar« die ed i fiancheggiatori, potranno, anche durante le marce « di concentramento, vettovagliarsi iu moltissimi casi colle « requisizioni, « Il periodo sii combattimento, e sovratutto quello dei com« battimenti che si susseguono a b.revi interva.lli, costituisce « uu momento di crisi sempre grave per la sicurezza e la re« golarità del vettovagliamento. « L'alimentazione per mezzo ,delle somministrazioni dagli « stabilimenti di vettovagliament~ diventa allora incerto poi« chè la prudenza esige che le colonne di carreggio siano lon 1 « tane dai l uoghi di azione e, d'altronde, mancherebbe spesso « il tempo ed i mezzi per preparare le distribuzioni. « Quando pertanto le circostanze non permettano il rifornì<< mento dei vi veri ordinari, si è specialmente coi parchi viveri « di riserva, mantenuti a portata delle truppe, che si assicurerà « il loro vettovagliamento prima, e dopo i combattimenti. « Iu oo·enerale è dar itenersi ohe nel periodo . dei combatti « menti, siccome quello che presenta le più gravi difficoltà, « deve emergerem aggi or mente l'abilitàd elle disposizioni date « per assicurare il vettovagliamento delle truppe, come pure « l'abnegazione e l'attività di colore, che devono tradurle « in atto. » Il regolamento dà pure molto det.tagliatamente le dispo· sizioni relative al vettovagliamento negli inseguimenti e nelle ritù·ate e prevede come e quando i varì sistemi di vettovagliamento, sin qui ricordati, debbansi attuare apreferenza, a se.c onda della maggiore loro probabile utilità.
«
DISPOSIZIONI REGOLAl\IEN'rARI. Il nostro regolamento di servizio in guerra (Parte II. - Servi.zio di vettovagliamento) dispone: « L' approvvigionamento degli stabilimenti per il vetto« vagliamento dell'esercito in campagna si forma: « a) con provviste per mezzo df contratti, convenzioni o « compre d'urgenza; « b) con spedizioni fatte da 'altri stabilimenti; « e) con preparazioni di derrate nell'interno degli stabi« limenti; « cl) con requ1s1z1oni; « e) con prede fatte al nemico; . « r) con doni fàtti all'esercito. « Allo iniziarsi dello schieramento,, e delle operazioni, l'e« sercito lascia i suoi accantonamenti della zona di radunata. « Sul principio il rif'ornimenço regolare dei viveri e dei « foraggi nan potrà presenta.re molte difficoltà; ma a misura « che si accentueranno i concentramenti delle masse, diven« tando necessario che la maggior parte. del carreggio sia sca« glionato all'indietro, il rifornimento andrà facendosi sempre
(i) IlAnocELLI, Regnisizio,ii -
Rivista militàr'e itat. '1895, pag. ·107.
1
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LE RISORSE LOCALl DEL v gTTOV.\GLlAMENTO
Il regolamento tedesco del 1887 (art. 280) dice :« L'alimenta« zione degli uomini e dei cavalli da campagna è assicurata « dagli abitanti, dai magazzini amministrativi, a mezzo degli « approvvigionamenti portati dalle truppe o con requisizione « diretta. » Si osser va che : « Ciascuno di questi sistemi, applicato isolatamente, non < sarà sufficiente per tutti i casi. Bisogna preveder!( ed im« piegarli tutti, se non si. vuol essere prèsi alla sprovvista. « L 'insieme delle risorse, che offrirà il teatro della guerra, « aggiunto alla t otalità degli approvvigionament i, che sarà a possibile riunire alle spalle degli eserciti, non sarà di « troppo per fare fronte ai bisogni delle masse che si tratta « di alimentare . » (1) L'istruzione francese del!' 11 gennaio 1893 proclama che l'alimentazione degli eser citi' in campagna non potrà. essere assoggettata a regole fisse, e che non si possono che stabilire principi generali, la cui applica.zione varierà secondo il paese, le circo,:tanze, l'andamento delle operazioni e dovrà unifo rmarsi agli intendimenti del comando. (2) Il Peyrolle (3) così concreta tali principi generali a riguardo dell'esercito francese: « Prelevare prima di ogni altra cosa tutto ciò che si può « dal paese attraversato ; usare in seguito, sino all'estremo « limite, delle ferrovie e dei canali per il rifornimento diretto « alla via ferrata dei treni reggimentali e dei convogli am~ ministrativi e dei panifici (in farine), e non fare appello ai « convogli ausiliari ed eventuali che in caso estremo. » E soggiunge: <• Bisogna servirsi di tutti questi procedi« menti successivamente o simultaneamente, secondo la natura (( delle derrate che si trovano nel paese e di quelle che di« fottano - Ma non mai nn sistema, bensì intelligenza, ri(I ) /,es armee allemancles en cam7,c111ne d!apnis le rè!Jlemcnt du,23 111r1'i 1887. Revue militairr. de l'élmn9er. 1;; gennaio -LSSB, pag. 2::,. (~) Vedasi PsvnoLu:. Alimtnlation et ravitaillement des annees en campagne jlag, 65. (3) llésurnr du (onctionnement des m·vices administrali/s en campagne, pag. 79-i3 .
405 « flessione, iniziati va ed impiego radicale e variato di tutti i « mezzi che si presentano. » Presso l'esercito austro-ungarico « i corpi ricevono dall'in« tendenza, o si provvedono dasè, medianterequisi~ioui, tutti « i generi occoFenti per la sussistenza del soldato.» (1) LE RISORSE LOCALI DEr, VETTOVAGLIAlllEN'rO
DEDUZIONI. - In tutti gli eserciti quindi si vogliono coord inare, conciliare i due sistemi, che storicamente si sono avvicendati, affì.nchè da una parte il sistema della affluenza si adatti alle esigenze della moderna arte militare, in modo <:la non inceppare il movimento delle armate (al che giova assai un largo uso delle vettovaglie di riserva pei trasporti al seguito); e dall'altra lo sfruttamento delle risorse locali renda sempre più elastico, più adattabile alle varie esigenze il funzionamento dei servizi amministrativi. ~on bisogna naturalmente confondere il moderno sistema dei magaw:ini coll'antico. Caratteri$tica dell'antico era di lega.re le armate a pnnti determinati, dai quali esse si allontanavano mal volentieri e per poche giornate di marcia, il che oggi non potrebbe assoluta.mente sussistere. Il Von der Goltz osserva infatti che se oggi si parla. nuovamente di magazzini, come al tempo di Federico II, l'analogia non esiste che di nome. Caratteristica del moderno sistema dell'affluenza è invece di far seguire con linee di stabilimenti fissi e mobili, cou Jeggere colonne di carri ed anche col someggio e coi portatori, i viveri alle truppe ovunque al comandan,te sembri opportuno di condurle. Il servizio quindi deve esser e organ izzato in modo che la facilità e la disinvoltura del ripiego diano al generale la sicurezza del suo buon funzionamento, cosicchè non sia mai obbligat o a subord inare i suoi vasti concepimenti alle difficol tà. della sussistenza. Ed appunto per ciò non deve un esercito attenersi ad un solo sistema,
i l)
Atinient11zio11e del popolo e del soldato . -
pa::. 9S.
Ri vista -militar e italiana, t895,
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.LE RISORSE LOCALl DEL V.C:TTOVAGLIAMENTO
LE RISORSE LOCAI.I DEL VETTOVAGLIAMENTO
ma prepararsi a valersi cli tutti i sistemi possibili a seconda delle varie contingenze. Il generale Von der Goltz nella Hazione o:;·mata traccia le somme linee di una buona organizzazione amministrativa per un esercito in campagna, e, mentre suggerisce la costituzione di un ottimo servizio di riforniI)lento da tergo mediante diversi scaglioni di magazzini stabili e mobili, mentre si preoccupa delle difficoltà del servizio dei trasporti e della buona costituzione del servizio di tappa, avverte che cio, che deve caratterizzare il nostro modo attuale di alimentazione, è l'assenza di ogni sistema, e ricorda che non basta calcolare esattamente le quantità regolamentari corrispondenti strettamente al bisogno dolle trnppe, non basta prendere le migliori disposizioni per assicura.re ad esse tutto ciò che loro occorre, ma per ottenere lo scopo bisogna a~sicurare il doppio, il triplo del necessario. J~ indispensabile quindi valersi di tutti i possibili mezzi ed avere l'attitudine a.I simultaneo e spigliato loro impiego senzà scolastici formalismi e senza burocratiche pedanterie. A. ciò deve tendere l'educazione e l'istruzione delle truppe e dogli agenti dell'amministrazione.
Posto eminente però non significa posto esclusivo, e secondo noi, cade in una, deplorevole esagerazione il Lewa.l, quando, por 1a sua preoccupazione di dimostrare l'inutilità, ed anzi . il danno, della cooperazione dell'amministrazione colle truppe in pt·ima liuea, per una male intesa autonomia amministrativa di queste, vL10le convincere i rnoi lettori che « si troverà da vivere dappertutto sul paese », che il risultato, ottenuto facilmente dai Tedeschi sulla Loira cogli acquisti a contanti, sia con maggiori difficoltà egualmente possibile i.n altre contrade, e che si possa ritenere che in passato gli eserciti abbiano vissuto :ml ten:eno occupato, ·cosa che, secondo lui, non si può contestare. li. noi pare invece che la storia dimostri pr_ecisamente il contrario, non dovendosi concludere in base a fatti ·speciali, staccati, per quanto brillanti, ma considerare tutti gli avvenimenti storici nelle loro relazioni causali e nei loro risultati complessivi. Kè ha sufficiente valore l"osservazione del Lewal che, se per lo addietro le armate erano meno numero;;e, anche il paese aveva una popolazione ed una ricchezza notevolmente minori; poichè l'aumento enorme degli esercit i non adeguato all'aumento della produzione e dei mezzi di trasporl,o, tanto più che, come si avrà occasione di osservare, molto maggiori sono anche le esigenze individuali dei soldati odierni, e da a ltra parte la maggiore prodnzione è parzialmer, te assorbita dall'aumento della popolazione. Il Peyrolle dice : « L'impiego esclusivo delle requisizioni, « del pari di quello dei convogli, non può assicurare la sus· « sistenza dei numerosi eserciti moderni; bisogna combinare, « secondo le circostanze, questi due mezzi ed aggiungerne « un terzo: l'impiego delle ferrovie e dei canali » (1). Il colonello commissario Gara.velli scrive: « Il sistema di << approvvigionarsi mediante requisizioni è da molti accarez« zato come il più facile in campagna. ·Importa con~tatare « che questa fiducia può diventare una pericolosa illusione, << se non sì tien conto delle circostanze sfavorevoli che
Posto che nel multiforme ordinamento del servizio di vettovagliamento in campagna compete allo sfruttamento delle risorse locali. Da quanto si è venuto esponendo chiaramente risulta che lo sfruttamento delle risorse locali occupa un posto eminente fra i sistemi di vettovagliamento degli eserciti in guerra, e che, perduto il carattere di rapina e cli saccheggio, che gli è stato proprio per molti secoli, è diventato ora un sistema di vettovaglia.mento legale rispetto alle popolazioni, regolamentare rispetto agli eserciti, meritevole perciò dello studio più attento,
(l J
Alinientaliou, etc., pag.
64.
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LE RISORSE LOCALI DET, VETTOVAOLIA.llEI\TO
incontra questo modo di creare i mezzi di vettovaglia« mento » (1). Ormai non si discute più sull'opportunità di valersi dello sfruttamento locale ; la questione sta nel determinare la misu:a d_el suo effettivo rendimento in rapporto agli eserciti od1erm, a.Ilo scopo di armonizzare con tn.le rendimento la organizzazione dell'affluenza. · Sarà questo l'oggetto speciale delle nostre ricerche, E poichè il r endimento delle risorse locali si r icollega strettamente alla maggiore o minore criustificazione che il sistema di sfruttamento trovi nella cos~ienza giuridica delle popolazioni, così sarà bene brevemente esaminarne il fond~mento legale sia rispetto al diritto pubblico interno, sia rispetto a quello internazionale.
LE RJSOHSE L OCALI DEL VETTO VAGLlAMENTO
<
Suo fondamento giuridico.
Le r equisizioni nel proprio paese costituiscono una delle non poche limitazioni imposte pel pubblico interesse al diritto di proprietà. « Questo diritto trova la sua guarentigia nello Statuto, « che ne determina pure i confini, allo scopo di armonizzare « l'interesse individ uale con quello sociale > {2J. « Tutte le proprietà, senza alcuna eccezione, sono invio« labili. •ruttavia, quando l'interesse pubblico legalmente « constatato lo esiga, si può essere tenuti a cederle in tutto « od in parte, mediante una giusta indennità conformemente « alle legg i » (3). Questo principio giuridico già consacrato nelle leo-o,i più . h t>b ant1c e, non ha qui bisogno di dimostrazione. Su esso si (t ) Principi di amministrazione milita1·e, pag. 38. , !2) O?tt. L. G1wrT1 , teoonte commissario S011rn1ario di notizie sulla costituzione e l anmunrslraz1one dello St,,to 1lal1ano, pag i 03. (3) Statuto del 1/,gno, art 29.
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basano le disposizioni legislative emanate dai vari Stati per regolare la materia delle requisizioni. Seri ve il Barocelli che : « ..... perohè la reqnisizion e sia « legale nella sostanza e nella forma occorre darle a fonda« mento un concetto già da lungo tempo entrato nella co« sci1;mza giuridica delle nazioni civih, quello dell'utilità pub.« blica, che nello Stato moderno impone tanti limiti alla « esplicazione dei diritti individuali. Dipendono poi dal prin« cipio stesso, a guisa di corollari, il diritto di giusta inden« nità. e le più ampie garanzie di equità nella sua applica« zione » (1). Più grave è la questione a riguardo delle requisizioni in territorio nemico, poichè si entra nel campo dell)us gentium. Il diritto di proda fu per molti seooli esercitato e riconosciato come il precipuo mezzo di sussistenza degli eserciti. Dice il Fiore che: « Da lungo tempo si ammise infatti come « r egola generale che la guerra dovesse avere per fine di . « impadronirsi di tutti i beni appartenenti al nemi:::o, e di<< struggere tutto g uello che non si potesse o non si volesse « conservare per sè )) (2) . • Nel Digesto Giustiniano (3) si legge : « item quae e:r ho« stibus capiunl'lW, jiwe gentium statim capienlium fiunt 1> E secondo Gajo (4), uno dei sommi giureconsulti romani; « O,n,iium maxime sua esse credebant quae e;,; hostibiis coe« p issent. )> Grozio e Vattel seguono tali concetti ; il Wheaton ammette dei temperamenti per gli edifizi pubblici oivili, le J hiese, i monumenti, ecc. Ammette pure l' in violabilità di quelle proprietà private che non potessero diventare bot· tino di guerra. Durante il secolo xvu si determina una tendenza al rispetto delle private proprietà. ed a subordinare il saccheggio alla a utorizzazione superiore, il che però non trova (-1) {'.!J (3) (4)
Lavorò citato, pag. ~08. Diritto i ntcrnazioncdc J)ablilicn, voi. lll, pag. !60. I,. 5, § 7. De acqttfr. r er. domin., n. t , I.
Co1nme11t., IV, § {6.
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LE RISORSE LOCALI DEL VET'I'OV.àGLIMlENTO
LE RISORSE LOCALI DEL VETTOVAGLIAMENTO
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« soltanto di fatto, da parte del vincitore, si dichiara poi « risolutamente che fuori di questo esercizio temporaneo deb- \ « bono essere lasciate del tutto inviolate» (1) . Il diritto di requisire in territorio nemico è rtconosciuto dalle Istruzioni americane del 1861 per l'esercito degli Stati Uniti in campagna, dal pr.otocollo della Conferenza di Bruxelles del 1874 e dalle disposizioni vigenti nei vari Stati. Vi è invece questione molto dibattuta intorno il diritto all'indennità per parte di chi subisce la requisizion~. L'ar~ ticolo 60 del Manuale delle leggi di guerra del\' Istituto d1 diritto internazionale, l'articolo 38 délle Istruzioni per le .truppe degli Stati Uniti in campagn~ e: la d~chia:·azione della Conferenza di Bruxelles ammettono m massima 11 pagamento ·dell'indennità od il rilascio di una ricevuta, senonchè, se l'importo delle ricevute ~on è pagato .dal nemico. non si ammette nel cittadino il diritto di esigerlo dal proprio governo. In O'uerra si classificano le requjsizioni del nemico, non pagat:, nella categoria dei danni ·di .guerra. ~i~ :Pi~ga lari· luttanza delle popolazioni a secçmdare le reqms1z1om che non vengano pagate in denaro. Non è naturalmente ammissibile la imposizione di requisizioni iu un paese neutrale.
sempre applicazione, ed è noto quale abuso dei saccheggio sia,;i fatto dagli eserciti di Napoleone L Ormai, mentre nessuno disconosce il diritto di eseguire requisizioni in territorio nemico, si vuole che siano regolarmente operate esclusivamente per ordine di chi ne ha dalle leggi o dai regolamenti l'autorità e nei limiti dello stretto necessario. Regola generale è che « la proprietà privata dei cittadini « dello Stato nemico è inviolabile durante la guerra » (1), , coJl'eccezi.one però che i privati sono tenuti a sopportare tutte quelle. t urbative di possesso delle cose che ad essi appartengono, che sono imposte dalle necessità della guerra, e possono essere privati del godimento di tutto quello che può essere richiesto d'urgenza per provvedere alla sussistenza delle truppe, senza però che alcuno possa arbitrarsi a prelevare per contò proprio alcunchè, ma esclusivamente dietro ' ordine dei comandanti, che si rivolgeranno alle autorità municipali e limiteranno le loro pretese ai bisogni delle truppe (2). . · Il Vidari sost1ene che il diritto di r equisire è la sola conseguenza di questo, che pel fatto della guerra una sovranità si sostituisce ad un'altra, ed a!:'sume, benchè provvisoriamente e solo di fatto, l'esercizio dei diritti sovrani. « Chi ha diritto « al fine ha pur diritto a tutti i mezzi idonei a conseguirlo; « epperò chi ha il diritto di fare la guerra ha 'pure il diritto « di giovarsi di tutte le consegnenze che dal suo legittimo « esercizio derivano. « Ragioni di giustizia e di_~onvenienza politica consigliano « i belligeranti a non abusare della facoltà che loro spetta .d i « imporre tributi e requisizioni. « Colle contribuzioni non si viola il rispetto delle proprietà « private nemiche, ma si viene anzi a rico:p.formarlo; perchè « mentre si ammette che queste proprietà non possano sot« trarsi all'esercizio temporaneo di una sovranità, anche
*** Esame teorico degli elementi che sull' e'ffettivo rendimento delle risorse locali influiscono. Sul rendimento effettivo delle risorse locali per il vettovagliamento degli eserciti in guerra influisce un doppio, ordine di elementi, e cioè elementi di indole generale ed elementi di carattere speciale militar e. Esaminiamoli. ·
I (i) l?1onR, 011 . cit., pag. !69. (2) Cfr. F!OH~:, op. cit., pag. 1H·73.
(l) VtoAl\l . -
..,,
!53 e 155 .
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•
Del rispetto ctelle pro.Prietà pri·vate fra gli Stati in guerra, pag. t,iO,
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LE RJS0RS$ LOCALI DEL VETTOVAGLIAMENTO
... "
il) Elementi l°
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LR RlSORSB LOCALI DEL VETTOVAGUA:\IENTO
di carattere generale.
CONDIZIONE GEOLOGICA, GEOGRA.FlCA E TOPOGRAFICA DEL
PAESE. - Il rendimento è in perfetta relazione colla produ zione e col .commercio locale; ciò è assiomatico.- La produzione ed il commercio locale dipendono alla loro volta dalla condizione geologiua, geografica e topografica del paese. Perciò n ell'apprezzare quale assegnamento si possa fare sulle risorse locali bisognerà prima di tutto tenere conto della natura geologica del terreno, della sua configurazione, della sua condizione continentale o marittima, del clima che ne consegue, delle vie di comunicazione (1) che possiede, ecc., ecc. Evidentemente non si potranno domandare alle steppe della Russia del nord le stesse risorse, che si riscontrano in Lombardia, in Provenza o nella Terra di Lavoro. 2° SvrLUPPO DELL'AGRICOLTURA, DELLE INDUSTRIE E DEI COì'ilMa non sempre alla favorevoli condizioni geoloUElLCI. giche, geografiche e topografiche corrisponde, per un complesso di ragioni storiche ed economiche, lo sviluppo della agricoltura, delle indus·trie e dei commerci, fattori importantissimi questi della entità della ricchezza delle singole reg10m. 3" CoNmzroNr ETNOGltAFlCRE, DEMOGRAFICHE E POLITrcosocrALr. - Alla sua volta tale sviluppo non è sempre in diretta proporzione coi doni naturali del paese, ma varia anche a seconda delle condizioni etnografiche, politiche e sociali di esso. L'attitudine al lavoro incessante e proficuo è indubbiamente maggiore nelle razze nordiche, abitanti, paesi nei quali minore è il sorriso della natura e la feracità del suolo.
Popolazioni, che vissero per lunghi secoli nel servaggio po. litico, sentono meno lo stimolo all'espansione commerciale ed al proficuo impiego di tutte loro attività fisiche, morali, intellettuali ed economiche, di quelle che godettero di secolari libertà. « L'esame della situazione politico-sociale interna di un « paese ci fornisce anzitutto la misura gener_ica della i::ua ~< energia, che si rispecchia nelle sue attitudini militari. Oltre <{ a ciò esso serve a dare una prima idea della disponibilità « delle sue forze per la lotta, poichè se le condizioni interne « di un paese non sono perfettamente omogenee ed il suo « mov~nte della guerra non _interessa tutta intiera la sua « popolazione, si deve ritenere che solo una parte delle sue « forze potranno prendere parte alla guerra » (2). E noi sappiamo che parte importantissima delle forze di ~n paes_e rispetto alla guerra è costituita dall~ sue risorse ahmentan. Ove la proprietà è accentrata in pochi individui, la popolazione è più rada, meno affezionata al suolo. più riunita in pochi centri popolosi ma poveri; ivi meno numerose sono le risorse sparse sul territorio, estensi va essendo la coltura; ivi i g rossi proprietad ed i fittavoli vendono una parte dei prodotti, che viene esportata, e non conservano che il necessario per la propria sussistenza per l'armata (i fittavoli vendono per lo pi,\ alle epoche nelle quali devono pagare gli affitti). Ove invece la proprietà è divisa, pre·val-e la coltura intensiva; ivi le risorse sono più abbondanti, più stabilmente e più uniformemente distribuite nel paese; ivi la popolazione è sparsa, numerosa, laboriosa e facoltosa; il paesano specula poco; conserva prossochè intatto il pro~otto dei rac: colti. Nei comuui agiati non si ha premura d1 vendere; s1 attende il rialzo dei prezzi. I coltivatori poveri hanno invece bisoO'no di vendere subito dopo il raccolto, S~rive il Peyrolle : « I paesi agricoli e rurali offrono la « maggior parte del,l.e risorse, perchè il camp~g~uol~ con~ <~ serva ciò che è necessari9 per la sua fam1glta, 1 suoi (2) PORRO. -
(i l Yeda.,i Ponno. -
Guida 'lrtlo studio del/n geografia militare, pag. 353 e seg.
2$ -
Op. cit., pag. 345-346.
ANXO XLIV.
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LE RISORSE LO CALI DF.f, VETTOVAGLIAMENTO
« domestici ed i suoi animali sino al pros;;imo raccoIto. Si sarà « in condizioni più favorevoli ancora, se, avendo luogo le « operazioni militari immediatamente dopo i raccolti, il pro« prietario non ha ancora venduta la sua eccedenza. « Nei centri industriali e manifatturieri si trovano poche « risorse ; gli operai acquistano giorno per giorno ciò ohe « è loro necessario e non hanno riserve. « Le risorse delle città, pur essendo molto meno impor« tanti di quelle delle campagne, lo sono più di quelle delle « località industriali; perchè gli abitanti delle città hanno « sempre provvigioni per la famiglia. « Bisogna anche tenere conto del modo di alimentazione « impiegato nei paesi: perchè si consumano spesso dei pro« dotti che il soldato non accetta che difficilmente >> (1). Il Lewal osserva che le città contengono risorse superiori ai bisogni dell'agglomerazione locale, e che queste risorse sono tanto più importanti quanto più la popolazione è numerosa. Le quantità sono progressive, non proporziona li. Però nei grossi borghi e sopratutto nelle città le risorse non si dovranno cercare presso gli abitanti, i quali si approvvigionano invece quotid ianamente presso i negozianti; queste condizioni non cambiano però il risultato, e l'esperienza dimostra che i negozianti, i venditor i al minuto, gli imprenditori, ecc., possiedono l'alimentazione necessaria per un anno ·come nelle campagne. . Vi è, come si vede, discordanza di opinioni tra il L ewal ed il Peyrolle, la quale dimostra la difficoltà di fare esatti apprezzamenti generici; quest'ultimo osserva anche che nei comuni rurali la densità della. popolazion·e indica serµpre la ricchezza dei prodotti, che sono tanto più r iuniti e ·facili a sfruttarsi quanto più la popolazione è densa, ma che però la densità della popolazione non è elemento cli apprezzamento nei paesi industriali e neppure nelle città. In proposito il tenente colonnello di S. M. Porro scrive: « La densità della popolazione può essere un indizio dtil
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LE RISORSE LOCALI DEL tETTOVAGLIAMEN'l'O
« quantitativo dei generi alimentari esistenti in una reo·ione. « e servire ~u~ndi come un criterio per la soluzione del pro: « blema logistico dello sfruttamento delle risorse locali. Ma « anche in questo apprezzamento converrà procedere con « molt;a cautela, poichè la densità della popolazione non è -<< sempre proporzionale ai mezzi di sussistenza. Geueral« ~en~e. avviene che nei centri di popolazione e nelle re« ~10~1 m~ustriali la produzione dei mezzi di alimentazione .« sia mfe,1:10re al consumo, ed a; stabilire l'equilibrio inter-« v~nga ~ 1mportaz1one; mentre nelle regioni agricole i mezzi « d1 sussistenza s~no in massima superiori alla popolazione << e vengono contrnuamente esportati, cosicchè tali r eo-ioni « presentano nelle epoche immediatamente successive rac« colti dei massimi mezzi di sussistenza che vanno o-radata«. mente scemando. b • « Da ciò risulta come il solo criterio della densità della « pop?lazione non sia sufficientEl per fare una positiva in« duz1one sul quantitativo dei mezzi di alimentazione che « si potranno trovare in una regione. Perchè tale induzione « possa dirsi positi v~ è necessario risulti dal rapporto esi . << stente fra popolaz10ne e consumo, nel quale s'introduca -« a~che il · dato relativo air importazione ed all'esporta<< z1one » (1). Ora tali dati non ci possono essere forni ti che da dettagliate statistiche, che quasi sempre mancano. Concluderemo quindi col Barocelli che: « Ove non tro« :ins~ d~ti sta~isti~i attendibili sulle risorse di un paese, « 11 migliore cnteno su cui basare il q·uantitm da esio-ere in . • . b « u~a ~eqms1~1one è ancora la densità della popolazione. In « via ~1 ~assima è da ritenere che in una data superficie di < territorio Ja quantita di derrate alimentari - che sono l'og« ~et~o più importante e più frequente delle requisizioni ~ '<< e d1rettamente proporzionato al numero de' suoi abitanti << e che in qualunque paese ed in ogni giorno dell'anno si « ~ro~a se_m pre una certa quantità di vettovaglie superante -« 1 b1sogm della popolazione iu quel momento. L'eccedenza
ai
(I ) AUnicnl11tion, etc., ()al( Hl9-200.
(IJ Op. cit., pag. 3iS-i9.
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L"E RISORSE LOCALI DEL VE'rTOVAGL!AMENTO
LE RISORSE LOCALI DEL VETTOVAGLIAMENTO
« sarà poi maggiore o . minore a seconda· della ricchezza del
FIN E
« paese e della bontà dell'annata, ed anche a seconda delle, « varie stagioni » (1). 4° STAGIONE DEL L'ANNO. - In proposito occorre tenere presente che la popolazione rinnova i suoi fondi di vettova.gliè all'epoca del raccolto per circa un anno; per cui, man mano. che ci si allontana da esso, le risorse locali diminuiscono, come g i& si ebbe ad accennare con _parole del tenent.e colonnello Porro. È necessario tuttavia avere riguardo anche al movimento dell'importazione, alla quale l'Europa Occidentalè (ad eccezione dell'Austria -Ungheria) deve domandare le quantità, di cereali e di carne mancanti; ed osservare anche in quale epoca dell'anno si effettuino i raccolti in quei paesi esteri dai quali i cereali si fanno venire. Ciò contribuisce ~i modHicare i risultati; non si potrà quindi ritenere che la di· minuzione delle risorse sia u1;iforme a seconda che ci si allontani dall'epoca del raccolte,, come pensa il Lewal. In tesi generale però il rendimento del paese sarà minimo. negli ultimi mesi precedenti al raccolto, nei quali appunto. è pi1ì facile lo scoppio delle guerre (2). Secondo il Lewal si avrebbe in generale il seguente numero d i razioni viveri per ogni chilometro quadrato in ciascun paese alle date indicate nel seguente specchio:
STAT
(
I Ago~to
I
Febbraio rnetlt a n no
I
Luglio
Arnile
Belgio
51 -
25
5
l'1
-
5
1
Olanda
31
-
16
5
11 -
3
3
Inghilterra .
28
-
H
)0 -
2
s
Italia .
26 -
-
2
6
.
-
13 -
9
-
11
5
3 -
5
5
1
3
5
1
-
15
Austria .
16 -
8
S pag·na .
10 -
5
--
'Turchia.
9 -
f
5
· -Germania
30
I
3
- -
6
9
Sopra tali dati esso basa alcuni suoi calcoli sulla probabile produttività dei varì paesi i:i;i. rapporto ad una determinata forza; ci dispensiamo però b~n volontieri dal riprodurli, perchè non abbiamo a lcuna fede nel loro valore pratico, essendo troppo discutibile l'esattezza dei dati su cui si fon dano. La tabella sopra riferita è infatti troppo assoluta nelle sue risuitanze per poter avere un qualsiasi riscontro nella realtà. Per tutt-3 le cause sommariamente enunciate, e che r ichiederebbero certamente un esame profondo, si ha una grande d ifferenza da regione a regione, da località a località nel probabile rendimento delle risorse· loca.li .
(i) Lavoro citato, pag. 408.
racco li.i dei cereali. e specialment:- quelli del frum~nto, si fon.no in tempi mo li o • diversi ,secondv le co11dizioni del clima e della latitudine, come ,risulta dalla seguente•tabella : • Giugno. - Spagn,1, Po rtogallo, Sicilia, Italia, F1'ancia merid ionale, Grecia. , Ltiglio. - Stati Uniti, Francia, Austria, Ungheria, Ru<s i,t meridìonalo. , Agosto. - Iughilterra, Canadà, Belgio, Paesi Bassi, German ia. · « Settembre. - Canatlà settentrionale, Scozia, Svezia, Norvegia, nnssia. , Otto/Ire. - · Finland ia, Nuova Zelanda, Argentina, Chili. , Febbrai o-marzo. - India. • Aprile. - Messico, Egitto, Siria, Persia. « Maggio. - Marocco, Algeria, 'l'unisia, Asia Minore (nord), Cllina, Giappone. > (DE ScmmzEn, La ·vi ta economica dei popoli, pag. 1,5. 12) • I
(Continua). Lumi'
GRITTI
capitano commissario
1
'
418
419
N OT A STA'l'ISTlCA
NOTA :STATISTICA
Relazione sulle vicende sanitarie dell'imperiale e reale esercito austriaco nell'anno 1897.
Giusta il c.:onsueto, la terza sezione dell' istituto tecnico miliwre ha testé pubblicato il rapporto annuale intorno all,~ vicende sanita rie della truppa ~ dur3nte l'anno ,t897. Dal mede8imo e dai numerosi stati che lo corredano, è dato rilevare tutto iì movimento di spedal ità, delle infermerie e degli stabilimenti di bagni , e ciò non solo nel comp lesso, ma a seconda dei corpi d'armata, delle diverse guarnigioni, delle varie armi, eec.. Da cruesta grande copia di notizie, ne spigoliamo le pi ù interessanti.
In confronto all'anno precedente il numero degli ammalati ~ aumentato nel ,1o, 50, 60, 7°, 80, 13° corpo d'armata e nel comando mi litare di Zara , e la nrnggior diminuzione riscontrasi nel 38 , ·1/~o e •I 5° corpo d'armata. È a notarsi la sensibile diminuziont: :ivvennta presso il 3° corpo d'armata - da 932. 6 °/00 nel 11896 a 8:27. 3 °/oo nel ·1897 -mentre negli anni precedenti fu quello, insieme al comando militare di Zara, eh' ebbe il maggior numero di ammidati . Rispetto alle varie armi , come nell'anno precedente, il minor numero di ammalati si verificò u+<l 4897 presso le truppe tecniche d'artiglieria con 5·14. 8 ¼o e presso la cavalleria con 687. 2 °/oo , ed il maggior numero nei pionieri con 877. 6 °loo e nell'artiglieri a da fortezza con 837. 7 °loo .
Le giornate di malattia ammontarono: per i curati presso i corpi a . per i cura ti negli stabilimenti di cura n.
4,0!~7,86:3 '2,808,872
'
Totale giornate . ,;.
** La forza media del la tru ppa, compresa la fanteria della Bosnia-Erzegovina, fu nel ·1897 di 295,,iOO uomini. Il numero degli ammala ti ammontò a 2.Ht,H'.2 uomini, dei quali entrarono negl i stabilimenti di cura .J00,~95, donde si ha rispettivamen te un per °loo di 7•18. 1 (degli, ammalati) e 33:2 . 7 (degli entrai.i negli 8tabilimenti di cura). Nei due anni p~·ecedenti a veva~si avuti: nel ·1895, 225,6,U ammala ti e nel 1896, 2·13,703, dei quali entrati nei luoghi di cura •100,046nel ·I895 e 99,639 nel 1896. Di rrui rMevasi che nel ,1897, rispetto all'anno precedente, il nu mero dégli am malati diminu ì e precisamen te, riferendosi sempre alla forza media sotto le armi, del ·17. 6 °loo, e cosP pure diminuì il numero degli entrati negli stabilimenti di cura del 1 O. 3 °/oo; ciò che dimostra anche una dim inuzione di intensità nelle malattie. Il numero degli ammalati oscillò nei diversi corpi d'armata fr.> 608. '2. 0/oo del I.a forza media presso il 9° corpo d'armata e 93~. 8 °/ 00 µresso il ·I 3°. Al 9° corpo d'armata segue dappresso il 1oo con 608. 8 °loo, e al 43° il comando militare di Zara con 92·1. 7 °/~0 • 1
1
..,,
3,856,735
Donde si ha che sulla forza media di 295,!iOO uomini , spctt:,no ad ogni individuo ·I3. O giornate d'ammalato, mentre nel ,f 896 ne spettarono 13: 3 e uel ·1895 ,13. 8. Pei curati presso i corpi i qnali sono ammalati leggieri e rappresentano, per malattia, gli uomini indisponibili pel servizio, si hanno pei medesimi 9.1.1 ,368 giornate di malattia (contro %5,092 gioroate dell'anno precedente); numero che diviso per 365 dà in media 2,595 ammalati giornalieri, e cioè I' 8. 8 °/oo della fo rza media , contro il 9. O 0/oo del •I896 . In confronto all'annno precedente il numero medio giornal iero è diminuito di 4~ ammal:i ti, e cioè del O. 05 ¾o . La seguen te tab~lla ci presenta il movimento di questi ammalati per ogni mese e per ogui corpo d'armata. ·
421
NOTA S'rATISTJCA
Le malattie nei curati presso i 6orpi che· importarono il maggior·oumero di giornate di cura sono: Ascessi , postemi, antraci . giornate 222,812 Catarro bronchiale ac11 to , infiammazione catarra le dei polmoni . 95,258 Contusioni, piaghe per contusioni » 79,004 e feri te per morsicature . Catarro dello stomaco, catarro acuto intestinale, itterizia catarrale 7·1,702 Ferite dei piedi, seorticawre . M- ,771 • Totale giornate 523,54-7 e cioè 499. 6 °loo che è quasi_ la metà del totale giornate di ma lattia cur3!e presso i corpi. Presso gli stabilimenti di sanità, le ma lattie che richiesero un maggior nu mero di giornate si compendiano nelJe seg_uenti: . .Malattie ,croniche d' infezione. . giornate 850,·152 Malattie esterne . » 389,0·1,\. Malattie degli organi di respira365,%9 zione . 209,176 Piaghe per ferite CQrporali . Totale giornate ,1,s,1tl,30•1 ossia 645. 9 °/oo, e press'a poco i 2/3 del totale giornate di malattia. )f.
* * Movimento deç1h ammalati negli stabUimenti d:i sanità. - 'Il movimento degli ammalati curati negli stabilimenti di sanità, negli ospedali civtli e nell'ospedale della marina in Pola, non compresi quelli degli stabi limenti di bagni, si può così riassumere: Rimasti in cura negli ospedal i al termine dell'anno 4896, 8,839. Entrati ne{. 1897. 4,275 Mi litari personale permanente . 408, ·100 Militari di truppa. ·I 09,375 Totale ed inoltre individui non appartenenti all'esercito ('I) nel numero di 25,875. (I) Vecchi militari inval idi e pensionati.
I
'
422
NOTA STA'l'ISTICA
Uscit·i nel 1897 .
Riferendo le perdite soprarneu1.ionate alle varie armi e servizi si ha la seguente tahella che ne dà la percenlUale : Jnvi:1ti Con!te- Morti Totale in lieenza
Mi litar i del personale permanente . Militari di truppa .
1,264·101,680
Totale . Individui non appartenenti all'eserci to 25,7"12.
-I08,9H
Alla fine del 1897 rimasero in cura negli ospedali 8,001 persone. .Sul totale degli usciti, ,13,i-,656, ne uscirono : Guari ti Per morte. In altra maniera.
· 106,748 =:792. 1) ¾o 1,366 =: ,1O. 2 ( dell'intero 26,542 ·I 97. I ) numero 1
=
Dei ·I 08, 94-4- usciti apparte!).en ti all'esercito, ne uscirono: Guariti Per morte. In .altra maniera (11)·
=
88,073 808. 4-) ¾o ,1, 058 == 9. 7 t dell'intero 19,8113 ·I 8•1. ()) numero
=
i
Infine dei 25, 7•12 usciti non appartenenti i all'esercito, ne uscirono: Guariti Per morte. In al tra maniera.
,18,675
=726. 3 =
¼o
3_08 =- ·12. O dell' inte ro , 6, 7:29 26·1. 7 • numero
I risultati ottenuti nel la cnrn di quest'ultimi sono alquanto sfavorevo li; ma . ciò fac ilmente si comprende, trau.andosi di ind ividui vecchi e logori. Inv'ia t·i in licenza per malatti a, 1·if'ormati e 11iort1·, pet· t11tto resercito. - Degli individni sotto le armi, furono : 0 Inviati in licenza fino a ' /oo della tre mesi e più pE'r temfo rza poranea invalidità 10,551 ~ 34. 6 media Congeda ti per riforma . ·I ·1,437 _: 37. 5 sotto )foriror{o . •I ,2 12 4. O Je armi 1
=
Nei casi di morte 'sono compresi ; ·1,026 casi di individui sotto le armi ; 186 casi di individui sotto le ann i ma non portai.i ntdla forza pn'seute, e cioè di individui trovantisi in licenza per malattia, od isolati m viaggio, ecc. (!)
Riformati.
423
NOTA STATlS'l'lCA
33 .·1 Fanteri.:i fi.2.0 Cacciatori '1k.5 Cavalleria 3:5 .6 Artiglieria da campagna 4-9 .3 Artigli~ria da fortez1.a 3-1.,i. Artiglieria tecnica t>0 .·1 Truppe del genio . ·35 .0 Reggimenti ferrovieri e telegrafisti '.;?0.8 Truppe di sanità 28.3 Treno 15 .9 Altri suibil iment1 . 34.3 Media per l'esercito au~triaco ·. Fanteria della Bosnia ed Erzegovina. ,\.7.2 34.6 ~iedia totale
da.ti
38 .,\. ,i.3.1 33 .6 38.1 38 .7
3.3 3.6
8.fì
2 .8
,i.2.7 58.5 32 .5
4. 1\.
fi.4.5 16.3
1
n.i ,i.O .O 37.5
75.3
::J .8 3.,\.
88 .5 7::l.1
(l.0
17.0 9L6 1\.2.8 97.'2 9U
O.n
rl.'1
58.4 77 .7
3.9 2.8 3.9
35 .0 75.6
8.,\.
95 .6
4.0
76. ·I
E riferendosi al tempo di servizio si ha il seguente ¼o del nu mero tot,de delle perdite : Inviati
Conge-
-in li cenza clati
\'olontari di un anno Arruolati nel •I 897 ; nel ,1896 )> nel 1891.i nel '18~J!t. Di leve anteriori . 1
20 35 432
300 •168
Morti Perdita totale
3,\.
6
;1,7
436 32·1 120
1~8
233 37;3 2 12
43
67
.35·1 32 1 ,195
21
77
1
1
120 33
Negli individui in congedo si verifiearono le seguenti perdi te: Congedati per rifo rma . 9,098 Morti . 5,'16•1 diguisacliè la perdita tot~ le del!' esercito austriaco degli individui di truppa so tto le armi ed in congedo fu nel ·1897 di 26,908 nomini, e precisamente di 20,535 congedati per completa inabilità. al servir.io militare e di 6,373 morti in seguito a malat1ia. · Mortr;.lità per malatt'ia. - I casi di morte verificati::;i nel 1897 escl usi i suicidii che furo no 33fi. e 97 disgrazie con esilO letale - furono G9 presso i cor pi, e ·1,026 negli stabilimenti sanitari corri spondente a 3. 47 °/ 0 0 degli ammalati; mentre nei due anni precedenti la mortalità era stata rispe1tivamente del 3. 46 °loo e del 3. 67 ¼o . 1
..., " /
424
425
NOTA STATISTICA
~egli ultimi 20 anni la mortalità del la fo rza media sotto le armi fu: Nel ,1896 del 3. 46 °/oo degli ammalati ,J 895 » 3. 67 » della forza presente sotto le lìfm i ~ ~94, )) 3. 67 ))
» 1893 »
3. 9
))
1892 )) » ,t891 )) " ·1890 » )l 1889 )> » ,t888 )) » ·1887 » )) ·1886 » » 1885 » )) ·1884 )) » ,t883 )) » 11882 )) )) ,188·1 » )> ·1880 ~ » .,, 879 ~ » 1878 » » ·1877 ))
4. 5
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8. 9
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42. 5
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Hl. 4 7. 6
NOTIZIE PC)LIT'IC0-!1ILITARI
, ))
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))
Donde deducesi che la mortalità nei sei anni dal ·1888 al 1893 fu in media del 4. 4 ¾o, nei precedenti sei anni del 6. 2 °/c,0 e finalmente dal 1877 sino al 188•1 del 9. 6 °/ 0 0 • Nell'ultimo ventennio si totale del (j_ 1 ¼o. La mortal ità nell'esercito austriaco è pertanto dal ·1882 in continua diminuzione, ali' io fuori di un leggiero regresso ne l 1890 e ·1892 e che mani festasi anche nel 1897 con un minimo aumento sull'anno prece~ dente di O: 0·1 ¼o . Nel ·I 897 la mortalità presso i corpi 'Oscillò da 3. 36 ¼o degli ammn lati presso il 7° corpo d'armata e 3. 46 °100 presso il ,t 30, fino . a 7. H 0/ oo presso l' ·1 ,j O e 5. 90 ¼ 0 presso I I 12°. La fanteria della Bosnia- Erzei?ovina fu quella che soffrì la maoofore 1::1!> mortalità c~n 9. 33 '/oo, e il reggimento fe rrovieri e telegrafisti quello che ne soffn meno con O. 83 ¼o. 1
1
~
<
Il ,16 corrente è mo rlo all' improvviso Fél ix Fa ure presidente della repubblica francese. .li caso inaspettato com mosse non solo la Francia ma pure l' Iìalia, anzi tutta l' Europa. Egli era nato all' Havre i1el ·I 8,lA, da una famiglia d' industriali. Nella guerra del 1870-7·1 aveva coman dato il battaglione di milizia mobile del suo paese. Eletto depu tato nel 188·1 fu due volte sottosegretario di Stato. Nel ·1895 venne · eletto presidente della repubblica, nella qual carica diede prova di buon· senso, di mente elevata e di una equanimità ecceziona le, in tempi difficilissi mi. La sna morte fu universalmente rimpianta. La Cam'era italiana fece in proposi to una so lenne dimostrazione di lutto. Prese per il primo la paro la l'on. Pellonx, presidente del consiglio dei ministri, associandosi al cordoglio della nazione francese e ricordando che il presidente Faure aveva pocl1i giorni prima sanziona to l'accordo commercia le fra l'Italia e la Francia, accordo che dev' essere principio di più cordia li e proficui rapporti fra le due nazioni; propose quindi che,. , in segno di lutto, la Camera sospendesse .,per due giorni le sue sedute. Si levò poscia il presiden te della Ca mera , ou . Za,rn rdelli, e pronunziò elevate parole di lode e compianto per l'estinto, infine associandosi al la proposta del presid ente del consiglio Df' agi;i unse altre due, cioè che la handiera di Montecitorio fosse per tre giorni :ib bru nata e che ìa pre$ideoza della Camera rosse incaricata di esprimere nl!a presidenza della Camera francese i sentimenti di condogl ianza cieli' ita liana. Tutte queste pro poste vennero approvate all'unanimità. S. M. il re ha ordinato uo lutto di corte di cinque giorni ed ha diretto alla :;irruora Faure il $egueùte dispaccio: << P;ofoodarnente addolorato per la disgra-zia che vi colpisce in modo così crndele ed inatteso, v'invio le mie condùglianze e quelle d~l la regina coi sensi dell.i: più viva e si ncera simpatia. L' Ilalia iotiera partecipa al lutto del la vostra fam iglia e della F rn ncia per la morte del presidente, e si associa agli omag~i resi al le sue grand i virtù. » Ai funeral i del presidente Faure as,istette una rnppresentanza italiana così coro posta: l'ambasciatore ita liano a Pa rigi , conte Tornielli e il generale Leone Pel loux, c11 mandante il corpo d'armata di Genova, rappresentarono il governo; il generale Avogadro di Quinto, il maggiore
426
NOTI ZIE POLITICO-MILITARI
NOTIZIE POLITICO-MILITARI
Haimoncl i ed il cerimon iere di corte, marchese di Santasilia, rappresentarono la cas;i reale. Il 18 radunatosi a Versailles il congresso, giust:i le norme stabilite d_alla costituzione del_la r:pi~~blica francese, ven ae eletto a nuovo presidente della repubblica Emilio Loubet presidente del senato. Egli è nato a Marsanne nel 1838. Fu eletto deputato nel 1876 e gli venne confermato il manda to in successive elezion i. Fu nominato ~-~natore nel 1885, fu ministro dei lavori pubblici nel ,1887 fu ministro dell' interno e presidente del consiglio nel 1892; da qualcÌ1e anno era presidf'll te del senato. I funera li del presidente Faure d;edero luogo a dimostrazioni di qna lcbe 1m~ort:rnza e. conseguenti tumulti ed arresti, ma le cose in complesso passa ron o pi ù tranquillam,mte di quello che il pubbl ico ,i n pettava.
molto più libera li. Esse, escludendo ogni azione preventiva , non violano alcun diritto. Si è discusso intorno a!l'interpretazione da darsi all'espressione vie d·i fatto che verrebbero colpite dalla legge ; ma_basta riferirsi ai precedenti · legislativi per com prendere elle per vie di fatto s'intendono i mezzi violenti con cui si tenta di abusare del diritto di 11ssociazi,111e. Le modificazioni alla legge sulla stampa, che incontrano tanta opposizione, non urtrmo contro lo Statuto, come , crrnneamente fu delto, perchè lo Stntuto dispone esplicitamente che le leggi complementari possano venire modificate; non sono un :ittentato alla libertà, percbè non fanno se non affermare il principio della responsabilità in modo più. conforme ai dettami di giurisprudenza e al concetto della libertà stes$a. D'altronde l'a pplicazione di queste disposizioni è aflìdata non all'au tontà politic~, ma al potere giudiziario.
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Il ·I li- fobbrai~ comi nciò aJla Camera ital iana la discussione dei provved1ment1 _p~r I ordme pu bblico, cui abbiamo accennato nella precedente puntata~ c1oe; un pr?gett~ per mo~ificaziooi alla legge sulla st~ [Qpa, un pro.,,etto p~r rnod1ficaz1on1 alla 1egge sulle associazioni ed uno per la m1' 1tar1zzaz1oue del per~onale ferrov iario, postale e telegrafico. L'on: presidente del consiglio e ministro dell' interno, proponente dei progetti, aprendo la discussione come s'u:;a nel sistema delle due letture,_si_Jimit~ a ricordare l'origine dei progetti stessi, rimandando alle rela~IOill che h accompagn~no,_ per quanto rig1rnrda i criteri e le ragion i. ~ el. I uglio 1898 - egh disse - il ministero, in presenza dei progetti d1 legge presentati dal precede nte gabinetto, dichiarò che avrebbe fatte sue alcune del le disposizioni in e~si conten ute, riserbando ad altra epoca le pro!)rie deliberazioni intorno alle nitre. « I tre progetti che ora st~nno _dm_nanz1 al~a Ca~e r:i sono lo ~cioglimento della promessa . , Cos1 fu lU1z1ata la d1scu~s~one che prosegu i vivissima per vari giorn i e nel momento 10 cm scr1V1arno non è ancora unita. Parlarono contro ~ progetti molti ?eput~ti dell'estrema sinistra e non essi soli ; parlarono m favore altn d1 altre p~rti della Camera, fra cui oli onorevoli Colombo, Prinetti, Sonnino e Torraca. . "' · .L'~n, Finocchiaro, ministro di grazia e giustizia, disse che la recente espenenza fa '.ta da~ g?ver_no ha dimostrato quanto sia opportuno com pletar~ le a~tu~h leggi d ordme pubbl ico con altre disposizioni. Basta avere sottoc_ch10 J provvedimenti legislati vi degli altri Stati in nrnteria di associazione per accertarsi che le di sposizioni proposte s'inspirano a criteri
...,
427
Nella seduta del 25, essendo quasi esaurita 1~ discussione generale, prese la parola il presidente del consiglio, fra la più viva attenzione della Camera. I1 governo - egli disse - ha ricon osciuto che ·alcune leggi devono essere modificate per acquistare maggiore chiarezza e precisione e co lpire reati cbe loro sfuggono ; ma esso non intende attentare ad alcuna delle nostre libertà fondamentali, proponendosi soltanto di segnare i limiti delle attivitù lecite dei cittadini. Neppure esso ha la presunzione di ,tver fatto, coi suoi progetti, cosa perfetta : ma è dìsposto ad accogliere quegli emendamenti ,:he valgano a migliorarli, tanto più che sopra a Icu ne materi e si è rivelata nèlla discussione una grande disparità di opi nion i, Poichè gl i oppositori ammettono che l'editto sulla stampa e le altre leggi che sono in stretta connessione cou lo Statuto possono essere riformate nel senso di for nuo.vi passi nella via della libertà, non devono negare che sia lecito correggerne gli errori, e introdurvi quelle modificazioni che la praticu ha dimostrato necessarie. Il governo ha sicùra coscienza che i provvedimen ti proposti nu ll~ contengono di contrario alle pubbliche li bertà, nè sono stati proposti, come fu detto per ingraziarsi i conserva tori. Si tratta d'imperiose necessità di governo sentite da chiunque voglia mantenuto l'ord ine publico e sia fedele alle istituzioni . È stato. pur detto elle i provvedimenti politici piacciono a quella parte della Carnera cui disp iacciono i provvedimenti finanzi.Ìr i e '('-
428
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NOTIZJE POLITICO-MILITARI
N OTIZIE POLITICO-MILITARI
vicevers11; ma se cio è vero, d!mostra che il governo cammina dritto per la sua via . Il governo non manca di occuparsi delle condizioni economiche del paese. A migliorarle tendono molti dei provvedimenti presi ed altri si prenderanno a questo proposito; nè è qui il caso di discuterli; ma non può durare vero benessere economico senza ordine e tranqui llità . li passaggio alla seconda lettura, per se stesso significa sol tanto ch iusura della discussione generale e p11ssaggio a quella degli articoli; ma dopo una discussione nell:1 quale si sono agitate le pi ù alte question i di politica, cli libertà, di diritto, ecc., è naturale attribui re a questo passaggio il significato di fiducia nel la politica del Governo. Qui si tratta di vedere chi accetta i provvedimen ti nella loro sostanta; salvo ad apportarvi le opportune modificazioni, e ch i non li accetta. Ma intendiamoci bene, modificazioni che non tolgano effic:icia alla legge. « Non faccio que;;tione di articol i; datemene pure un solo, pnrchè qnesto solo va lga tuui gli altri che avrete scartati. >) La Camera accolse con grandi approvazioni le parole del presidente del consiglio; dopo di che fu chiesta da molte parti la chiusura della discu<;sione gene rale.. l i presidente della Camera diede ancora la parola ad un deputa ti) contrario .ii progetti e poi la chiusura fu posta ai vÒti, malgrado le proteste dell'estrema sin istra , ed approvata con H,,i, Vllli favor,woli, 88 contrari e •I 3 astension i.
necessari, replicò l'on. ministro invitando l' interrogante a formulare le sue proposte quaudo si discuterà il bilancio della guerra. - L'on. Vischi interrogò lo stesso ministro della guerra sui cosidetti ricreatori mi litari clericali. Disse che, quantunque partigiano della massima libertà di coscienza, era d'avviso che, se arti subdole tendessero ad una propaganda antipatriottica fra i nostri soldati, il ministero avrebbe il dovere di prendere energici provvedimenti. Rispose l'on. San \Carzano che il governo vigilò e vigila; 'inconvenienti gravi non si verificarono; all'educazione morale del soldato, alla osservanza della disciplina, al rispetto dei regolamenti, venne sempre provveduto e ~i provvederà con ogni cura anche per · l'avvenire; al èuni provvedimenti furono già presi rispetto a quesÙ ricreatori, ed altri, ove occorressero, si prenderebbero senza esitare. - L'on. Rampoldi interrogò il ministro del la guena circa uo'a!Termaz.ione contenuta nella relazione del generale Bava sui fatt i del rpaggio 1898 in Lombardia; affermazione che suona accusa ai professori del1' nniversità di Pavia, e non è giusta secondo l'on. Ram polcti, Rispose J'on. ministro, che il rettore cieli' università di Pavia, in seguito al rap porto del generale Bava, inviò una lettera allo stesso generale, in cui dimostrava che quell'affermazione, o per dir meglio quella accusa, non aveva fondamento; la lettera venne poi da l generale rimessa al ministero che ne prese atto e fu lieto di tale manifestazio ne; nè aveva ulteriori deliberazioni da prendere. Avendo però l'on. Rampoldi· insistito che, essendo stata pubblicata l'nccusa, si doveva. fare in modo che il pu bblico conoscesse pure la discolpa, l'on. San Marzano aggiunse di non avere difficoltà a precdere in es:ime la cosa e provvedere come di giustizia.
Negli intermezzi della lunga discussione su i provvedimenti politici, si svolsel'o varie interrogazioni ai ministri , fra coi qua lched una a·l ministro della guerra; ecco qneJJe che ci sembrano degni'\ di nota: - Gli onorevoli Miniscalchi, De Renzis, Luciano e Prospero Colonna, chiesero all'on. ministro della gu~rra « se, avendo presentato un disegno di legge che moditìca le taùelle organiche dell'artiglieria , egl i non creda conveiiiente di modificare anche quelle de.ll'arma di cava lleria, che si trova in condizioni per lo meno identiche. » Rispose l'on . ministro della guerra che qua lcl,e differenza nell'avanzamento tra le diverse armi è ineYi tabile, e che quella della cav~lleria non gli sembra tale da richiedere la presen tar.ione di uno specia le disegno di legge. Ad ogni modo, se qualche pro1;vedimen to sarà neces.sario, non esiterà a proporlo. Ed avendo l'on. )finisca lchi insistito, che la carriera degli ulTiciali di cavalleria è ri mastn grandemente ritardata m confronto a quella. di tutte le altre arm i, e accennnto a·provved imen ti
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* ** L'on. Socci e l'on. Santini svolsero uu'in.terpellanza ai ministri dellaguerra, dell'interno e dei lavori pubblici sulle condizioni dell'istituzione del tiro a segno. L'im. Socci in particÒlare chiese i criteri èhe hanno presieduto alla costituzione della Commissione centrale del tiro e sul riiardo pro po sto alla presentazione di un disegno di legge che discipl ini in modo efficace· l' istituzione del tiro a segno, conservandole un carattere essenzia lm ente . civile. Lamentò che lo scopo educatil'o e sociale dell'istituzione sia and11to, disparendo, da quando fu trasferita al Ministero della guerra . 29 - ANNO
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L'on. Santini si associò :1 molte consid0ra1.ioni dell'on. Socci, a cui disse però che le censure debbono rivolgersi non al militarismo ma alla burocrazia militare. . L'on. SaD Marzano rispose che nel 18\J7 il miuistero dolla guerra aveva promes~o un disegno di legge per mod ificare l'attuale carattere dell'istituzione <lei tiro a segno, ma egli credette bene di soprasedere, avendo l'on. Baccelli, miuistro dell'istruzione pubblica aununziato l'intenzione di presentare un progetto di legge per l'istruzione mihtari.z:,ata, la quale dovrà naturalmente avere con rruella del tiro a segno uDa grande aflinità. . _ . _ Escluse l'on. ministro che l'istituzione del tifo a segno sia m decadenza; l'ultima gart\ nazionale a Torino dimostra il contrario. Non crede cho le si possa fare l'accusa di essere troppo huroc~ratica; ad 0 ooni modo nou manelierà di verificare se esistono gl'inconvenieoti accennati dall'on. Socci e, se sarà il caso, provvederà. Quanto alla commissione centra le nota che intendo portaru alla sua composizione qualche riforma, bouchè ei;sa abbia solo caraLtere consultivo. Accenna agli stnrli clie si stanno facendo per l'adozione di bersagli mollo economici; conchiude che l'istituzione del tiro :i segno non manca di difetti, ma negli ultimi tempi migliorata assai e accenna a prendere uno sviluppo sempre maggiore. L'on. Baccelli, ministro della pubblica istruzione disse di avere iniziato d'accordo col ministro della guerra, studi per dare esecuzioue arl u1{ s~o concetto sull'istruzione militare cho dovrehlie integrare l'istru· zione che si dà nelle scuole; egli ha il profondo convincimento che il nostro popolo debba essere educato militarmente. Lo studio della storia ha ingenerato in lui quest.i convinzione. « l nostri padri cou 800 anni di ,ruerra hanno conquiso il mondo senza eserciti stanziali, pcn:hè la !or~ educazione era militare. » (lç perchè, on. Baccelli, non avevano ~serciti stanziali neppure i loro :ivversari). « Preparando ad un cosi alto ideale la nostra gioventù, noi avremo bene meritato della patri:i. • L'ou. Marsengo-Bastia, sotto-segretario di St:ilo per l' iulerno, dichiarò, anche a nome del presidente del consiglio, che l':icco(do è completo circa lo riforme da portare all'istruzione militare della gioventù e che si terrà conto delle raccomandazioni degl'interpellanti. Questi si dichiararonu soddisfatti solo in parte e rinnovarono le loro accuso contro la burocrazia militare, ma non presentarono alcuna mozione .e cosi ebbe termine l'interpolla uza.
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* * Il 25 febbraio l'on. ministro della guerra, di concerto col presidente del consiglio, prosen:ù al Seonto un progetto di legge sull'allevamento e mantenimento dei colombi viaggiatori. Lo svilnppo che ha preso l'allevameoto dei colombi viaggiatori, la rìconosciu ta utilità di essi per il servizio di corrispondenza, specie in tempo di guerra, la necessità di favorirne la produzione ed impedire in pari tempo ch'cssi possano venire impiegati a danno ai altri interessi e della sicurezza odio Stato, hanno consigliato da qualche tempo a varie potenze d'Europa di:;posizioni legislative che mancano da noi completamente. Si vuole riempire questa lacuM. I pericoli che possano derivare alla sicurezza dello Stato dall' uso criminoso di piccioni viaggiatori per stabilire linee di corrispondenza claudestiua, inducono necessariamente ad imporre rcstrinzioni alla facoltà di tenere colombaie, in modo da poterla concedere solo a persone di specchiata probità e di provato patriottismo . D'alt1·a parte, l'autorità militare, per trarre il maggior uti le dalle colombaie esistenti, ha bisogno di conoscerne con esattezza le condizioni sia rispetto alla località, sia rispetto alla quantità e qualità del prodotto. E per oiovarsi di questo in tempo utile, dev'essere autorizz:ita a requ isirlo caso di mobilitm:ione, analogamente a quanto le è già concosso di fare, per i quodru pedi, i carri ed altri elementi che le occorrono in grnnde quarrtità e con grande pron:ezza in tempo di guerra. Perciò nei primi articoli del progetto si stabilisce che nessuno possa tenere, allevare e far viaggiare colombi viaggiatori, senza averne ottenuto l'autorizzazione del prefetto; che chi riceve, 11 titolo permanente o provvisorio, colombi viaggiatori deve entro due giorni farne dichiar_azione al sindaco ; che il governo ha facoltà d'interdire qualunque movHnento di piccioni viaggiatori noli' inieroo del regno e llè loro provenienza dall'estero. Neo-li articoli seguenti è proscritto che ogni anno, all'epoca stabilita dal i;nistro dell'interno, si faccia un censimento dei colombi viaggintori in Lutti i comuni del regno per cura dei comuni stessi; che perciò nel mese di ottubre i proprietari di colombi debbano fare al sindaco le necessarie dichinr:izioni; che le autorità politiche e militari possano visitare le colombaie private ogni qual volta lo credono necessario; che in caso di mobiliw:ione g1,nerale o parziale il governo sia autorizzato a requisire tutte le colomliaic privato esistenti nel regno; che ai proprietari
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di colombaie requisite, i quali ne facciano domanda, sia corrisposta una equa indennità. ' Var_i articoli stabiliscono pene ai contravventori; gravi sono quelle commmate dall'articolo ,11 a coloro che facciano uso dei colombi via"giatori a scopo criminoso. " _ ~og_li arii col_i s~1cce~sivi_vu~lsi salvaguardare il più efficacemente possibile I colombi v1agg1a 1on da, loro nemici e specialmente dai cacciatori raggiungendo così il dop pio intento di garantire la missione delle colom~ baie militari e soddisfare ad un vivo desiderio di tutti i colombicultori. A tale scopo si prescri vo cho chiunque uccida, catturi O renda iuser~-ibili ~n qualsiasi mezzo co!o~bi viaggia_tori, che non gli appartengono, ~ 111 pumto c_on multa ostens1bile fino a lire 300 se in tempo di ~ace e fino a lire 5000 se in tempo di guerra. Torneremo su questo progetto quando verrà in discussione.
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.. * Fra le disposizioni militari di maggiore importanza, emanate nella quindicina notiamo lo seguenti : - Furono chiamati alle armi dal 15 · al ~O marzo i militari di ,f • c~tegoria del!a classe 1878, attua lmente in congedo illimitato provvisorio, fatt.i eccezione per quelli dei distretti di Cagliari, Cosenza, Firenze, Lucca e Udine che si presenteranno parto dal ·I 7 al 20 e parte dal 30 marzo al 2 aprile. - Vennero pubblicate le norme per l'ammissione rii sottufficiali al corso speciale presso la scuola mil itare nell'anno scolasticò ,f 899-190 O Potranno essere ammessi al corso suddetto •I 04- sc,ttufficiali allievi dei quali n aspiranti alla carriera nelle armi da cui provengono e a quella del corpo contabile militare. I posti disponibili per gli aspiranti alla carriera nelle armi wmbattenti so~o così ripartiti fra le varie ar01._i: 3i per la fanteria, <15 per la cavalleria, 20 per l'artiglieria, 5 per il genio. Possono aspirare al concorso i sottufficiali in servizio effettivo, vincolati ~alla ~e1·1n.1 speciale stabi,lita dall a legge sul reclutamento, semprec hè sodd1sfacc1ano alle condizioni prescritte dal paraarafo 55 del reaolamento sull'avanzamento.· ., " Il conc_or~o ha luogo per esame, secondo programmi già pubblicati . I sottullìcrnlt che hanno conseguito In licenza licea le o cl' istituto tecnico sono ammessi senza esame. - Venne 'notificato che per l'anno scolastico 11899-·l 900 saranno fatte ammissioni di nuovi allievi alla scuola militare e all'accademia militare.
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Il concorso avrà luogo per esame e, per essere ammessi al concorso, sarà necessaria la licenr.a licenle ·o cl' istituto tecoic?· Gli aspiranti poi . all'accademia subiranno un esame complementare di matematica. I concorrenti dovr:rnoo avere compito il 17° anno e non oltrepassato il 22° al ·I O ngosto dell'anno in cui ha luogo l'ammissione. li numero degli allievi da ammetter~i è di 1145 alla scuola militare, dei quali 100 per la fanteria e 4-5 per la cavalleria; il numero degli amm issibili all'accademia è •100. - Vennero pubblicate le norme per gli arruolamenti volontari di uo anno nel ·1899 . Ogni corpo potrà ammettere fi no a sei volontari di un anno per ogni compagnia, squadrone o batteria. I reggimenti che hanno diverse specialità di servi1.io potranno eccedere questa proporzione in alcune specialità, ~emprechè il numero totale non superi quello sta bi lito per il reggimento . Xel treno non potranno essere ammessi più di due volontari per compagnia. In ciascuna delle compagnie di sussistl3nza presso I~ quali saranno istitui ti corsi di allievi ut-ficiali di complemento commissari e contabili potranno essere ammessi otto volontari di un anno. · Nel le compagnie di sanità potranno essere ammessi volontari di un anno in ragione di otto per ogni osped.ile militare principale.
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- Vennero pubblicate le norme e i programmi per gli esami d' idoneità all'av::1nzamento dei tenenti del genio. Eccone uo sunto: I tenenti dol gen io che non haono freq uentato la scuola di applicazione o non vi banno compito con buon esito il corso di studi, e sono proposti per l'avanzamento nl grado di capitano dovranno pro.vara, mediantPesame, la loro idoneità a conseguirlo. Essi potranno concorrere all'avnnzarnento nella specialità zappatori, minatori, telegrafisti, pontieri, lagu· nari e nella specialità treno per quest'ultimo però non potranno optare se non quelli che vi prestano od hanno già prestato servizio Gli esami avranno luogo in Roma presso l'ispettorato delle truppe del gen io. - Il ministero ha determinato che siano riaperti i passaggi nell'arma dei carabinieri per i militari di truppa -<lei vari corpi (eccettuati i sottufficiali) che ne faccinno domanda prima del 3i marzo prossimo. L'aspirante dovrà avere la statura, l'idoneità fisica e gli altri requisiti stabilit_i dai paragrafi !•4 e 46 dell'isiruzione complementare al regolamento sul reclutamento.
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- Vennero stabiliti i periodi di tempo e le località nellé quali avranno luogo quest'anno le scuole di tiro dei reggimenti d'artiglieria da campagna ed a cavallo e delle brigate d'artiglieria da fortezza. - Venne ·pubblicata la ripartizione in articoli delle somme stanziate in ciascun capitolo del bilancio della guerra per l'esercizio finanziario
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1898-99.
- Vennero pubblicate le norme per un concorso di souotenenti di complemento in artigl ieria aspiranti alla nomina a· sottotenente in servizio attivo permanente nell'arma stessa. Condizioni per concorrere sono le seguen ti : Non avere 0Jfrepassa10 l'età di 25 anni, possedere la licenza liceale o d'istituto tecnico, avere compito un servizio effettivo di almeno tre mesi al 1 ° maggio p. v., essere celibi o com provare di 11vere la rendita di lire 2200, su per:ire 3ppositi esami equivalenti a quel li stabiliti per la promozione a sottotenente degli allievi dell'accademia mi litare . Per agevolare i sottotenenti di complemento nella preparazione.ai sud· detti esami, sarà loro svolto pl'esso la scuola di applicazione d'artiglieria e genio un corso speci:lie d' istruzione del la durata di tre mesi. Al termine di detto corso i concorrent.i subiranno l'es,ime sulle 1mterie svolte (arte militare, storia militare, nozioni di amministrazione e co~ta. bil ità, nozioni di diritto) uonchè su quelle indicate in apposito programma pubblicato dal Giornale militare. , Però d,ilJ'esan::.e su que~te ultime materie saranno dispensati coloro che,oltre il possedere la licenza nelle scienze matematiche, abbiano altresì coo:ipiuto con_~uccesso .i l primo anno di corso nelle regie scuole d'applicaz10ne per gh mgegnen, ovvero abbiano superato gli esami di meccanica razionale e di geometria descrittivlt in una delle università del regno. Le domande dirette al ministero, e corre<late dei voluti documenti, saranno presentate non più tardi del ·I O aprile p. v. al comandante dèl corpo o distretto da cui gli u!Jiciali dipendono. I nomi degli ammessi al corso saranno pubblicati sul Bollettino. , I sottotenen ti di complemento che, in $eguito ag,li esam i, saranno nominati sottotenenti effet.tivì, dovranno poi compiere un corso speciale di studi della durata di un anno presso la scuola d'applicazione di artiglieria e genio, per abilitarsi all 'avanzamento al grado di lenente. Roma, il 26 febbraio 1899.
AUSTE:-iA-UNGHERIA. G1·andci, 1nano1we nel 1899. - Secondo l:i 1lfil'l:tiir Zeitnng avranno luogo quest'anno manovre imperial i fra i corpi d'armata VIII (Pr~ga) e IX (Josel'stadt), e fra i corpi IIl (Grtiz) e XCV (Innsbruck). Non 11ncora è stato deciso se anche in Ungheria avranno luogo grandi manovre.
BELGIO.
Aumento ne,qli .~ti.pendi degli ufficiali'. - I l bilancio del 1899 compre11de :dl'(lrti colo ·12 (trattamento e soldo della fan teria) un credito di 259,675 fr:inchi per aumento negli sti rendi dei ca pitani, tenenti e sottotenenti. Questo creditt.1, giil. approvato dalla sezioue centrale, incaricata dell'esame del bil(lncio della guerra, rappresenta il primo terzo di tale aumento. Gli altri' due terzi s:iraono oggetto di crediti che si porte• ranno nei bi lanci del 1900 e ·1901. Pare cl1e lo stipendio saril. uguale per tutti gli ufficiali dello stesso grado, senza distinzioUP. d'arma e di servizii, solamente gli nllk i:il i momati riceveranno un' in,fonnità di 500 franch i per un cavallo e di 750 per due caval li. Gli stipendi :;arebbero aumentati nel modo segneute : Per il capitano comandante 5000 franchi ; Per il capitano in 2° (di 1a e '.2 3 classe) ~500 e iooo franchi; Per il tenente 3000 franchi ; Per il soltote11ente 2600 frau chi.
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FR.ANCIA :
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I reggi menti di zoitaves e d'i tiraUle.m·s a.lger,:n'i. - Recentemente furono promulgate le due leggi relative alla riorganizzazione di ques ti reggimenti.
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Per i zouaves si stabilisce di creare un 5° battavlione· in ciascuno dei quattro reggime·oti. Questi battaglioni saranno di g~arnigione in Francia ed avranno l'effettivo previsto dal quadro annesso alla legge stessa e cioè:
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li quadro complementare di ciascuno dei reggimenti ,1 ° e 3° è ;1umen.tato di un tenente colonnello. · Per i tirailleitrs venne stabilito che il numero dei battaglioni che ne c~stitu iscono i 4 reggimenti è fissato per decreto, sulla proposta del mirnstro della guerra ed in relazione ai crediti accordati dal bilancio ed al le risorse del reclutamento. La composizione dello stato maggiore e delle unità del reggimento tirnil leurs è fissata conformemente all'unalovo quadro annesso alla le"ae ~ che messo a paragone con quello della legge ·15 marzo 1875, dà le seguenti differenze: in ogni reggimento :2 tenenti colonnelli invece di ~ •1 ) 1 numero degli ·ufficiali iuferiori, aiutante maggiore, aiutante di battaglione, caporali-tamburini n trombettieri dipende da quello dei battaglioni. · , ç'J i=)
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. I nfine_ciascuua comp_agnia attiva comprende 5 ufficiali, 2,1 graduati mvece dt ~4 e HO uornru1. Totale ·166 invece di ·169 come era prima. Con decreto deJl'.H febbra io corrente il numero dei battaglioni fu portato da 4 a 6 nel ·1.", 2° e 3° reggimento e nel tempo stesso questi reggime~tt r1_cevette~·o 11 loro se_còndo_tenente colonnello ed i quadri per l'organizzazione dei loro nuovi battaglioni. , . La sezione tecr1Jicc~ delle costruzioni navali. - Cou decreto del 3 febb raio corrente questa sezione, creata il 9 luglio ·1895 presso il Ministero della marina, viene col locata sotto l'autorità e la responsabilità di tìn membro del corpo del genio rriai-ittimo. Lo. stesso decreto ne defin isce 'le attril;mzioni nel modo seguente : Pre~arare, _secondo i ?rogram mi trasmessi da l Ministero, i piani delle navi.e degli apparecchi motori accompagnandoli con i calcoli ed i rela1ivi preventivi .
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Stabil ire, nel modo più largc, possibile tutti gli studi di dettaglio necessari per l'esecuzione dei piani predetti, non~h~ l'esame di_ tali st~di. Esame e verilìca dei piani, calcoli e prevent1v1 domandati dal m1mstro aali inve"neri dei porti o ali' industria privata .. 0 Pct le modificazioni da apport;irsi alle navi già in costruzione, secondo piani pr~pai·ati dalla sezione tecnica, ed ap provati dal Minist_ero, occ~rre una decisione notificata sul Giornale ufficiale e sul Bollettirw 11tficiale della marina. · La medaglia, commemoraticoa e le operazioni a Madagascar nel 1898. - Con decreto del 26 gennaio, ulttmo scorso, il diritto per ottenere la meda"lia colon iale è esteso ai militari dell'esercito e della marina, europei o no, !!)di tutti i gradi, che soggiornarono a Madagascar durante il periodo compreso dal 1° gennaio al 311 dicembre 1898. . . Pertanto, non sarà concessa la medaglia colomale a quelli che furono insigniti della medaglia commemorativa della spedizione, . . P.reccmzioni igieniche da. tJrescrivere pe1· le mcmovre mvernah. fer ordine del ministro della guerra, ilo' istruzione co~plementare alla Istruzione medica del 30 marzo 1895, in datfl 2 1 gennaio ultimo scorso, prescrive ai medici dei corpi che prenderanno parte al le manovre d'inverno, di fare agli uffici-ali, sottufficia'li, infermieri e portaferiti delle -conferenze sucrli accidenti prodotti dal freddo, sulle misure profilattiche da prendere per ~vitarl i e sui primi soccorsi da [~restare agli uomini còlpiti_. Inoltre in queste conferenze sarà pure specialmente trattato delle vest1menta, della calzatura, dell'alimentazione e delle bevande, delle marce, <le"li accantonamenti e dei bivacch i. c,bicorporamento clel contin.~ente delta Riuni~ne, classe_ 1895. - :oo de'.creto 22 dicembre. ultimo scorso, venne ordmato che tl ,1° gennaio fosse messo a disposizione dell'autori tà mi litare la classe ·1895 del contingente del la Rinnione, meno gli uomini desigm,ti per il servizi•> di un anno. La det.ta classe \;'enne incorporata nei corpi dislocati al Madagascar. Uffici di recfo,tarnenlo alle colonie. - Con decreto 3 febbraio. ~!timo scorso venne organizzato il servizio del reclutamento alla l\iart1_rnca e~ a Ila G·uadalupa ed istituito in ciascuna di queste colonie un ufficio dt re-. clutamento con personale dell'amministrazione della guerra. Dopo tre anm i nuovi ufoci saranno retti da ufficiali del quadro attivo o in congedo dell'esercito territoriit le. Con ciò la legge clef mclutarnento 15 luglio ,1889 è applicata alle tre colon ie Riunione, ì\fartinic-~ e -~ua~alupa contemplate , dalla Jegge stessa . Alla Riunione la legge comrnc10 a fnnz1ona(e alla fin~ dello scorso anno colla chiamata del contingente del 1895 versato nei corpi del Madagascar, nelle altre due per ora viene impiantato il 5ervizio 1
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degli uffici di l'eclntamento ; altl'i decreti stabiliranno le modalità pel' la chiamata e l'incorporamento del contingente. Govel'natore designato della piazza di Brest. - È stato creato I' impiego di aggiunto al comandante in capo, prereuo del 2° circondario marittimo, governatore designato della piazza di Brest ed affidato al colonnello Lamac già comandante il 26 l'eggi mento artiglieria . Sono così tre i porti militari clie hanno nn ufficiale del l'esercito designato quale governntore della piazza, cioè: Ch,:rbourg, llrest e Tolone. Comando swperiore delle forze di terra dell' A(rica del no1·il. - Da un ordine del giorno del 30 gennaio dol generale Lorchey comandante del XIX corpo d'armata si apprendo che qnest' ullìciale generale ha assunto il comando in rapo di tulle le forze di terra dell'Algeria e Tunisia. Pare che ciò sia stato stabil ito con decreto presidenziale del 17 gennaio e con deci$ione ministeriale del 2·1 stesso mese. Questi atti del governo. pel'ò non vennern pubblicati dal Journal Offìciel, sicchè sen1bra che su questo provvedimento, come pure sull'invio di truppe nelle coste africane, siasi voluto mantenere il 5egreto. Creazione di nuove imitri di fant1:1·iti di mal'init. - t stata decisa la creazione di 20 compagnie di fanteria di marina, che saranno t·i partite come segue: 4- a Cherbourg, ove formeran no le compagnie 15a e ·1 G• di ciascuno dei reggimenti 1° e 5° (1 a brigata); 2 a Brost, ove prenderanno i nn meri ,15 e 1 G del 6° re<roj mento· i a Lorient (provvisoriamente a· Brest) per formare un 50 battaglione del 2° reggimento prendenJo i numeri 17, 18, 19 e 20; 4 a Rochefort, ove formeranno le compagnie •I o• e •1 (ìa di ciascuno dei reggimenti 3° e 7° (311 brigata) ; · 6 a Tolone, ove formeranno, col ,}0 uattaglione ,lei !io reggimento e le compagnie 13• e ua dell' 8° un nuovo reggimento di i2 compagnie, che prendel'il la denominazione di Bo rP.ggimento di .9uarnigione. Nelle nuove compagnie saranno versnti g)i uomini che la marina ebbe recentemente dall'esercito e che non possono essere mviati al le colonie. Si può ritenere che ~aranno unità adette in modo :;tabile a presidio dei · porti militari. ;:)l')
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Grandi esercitazion·i di t1'uppa nell'anno 1899. - TI giornale militare ufficiale pubblica l'ordine imperiale e alcune disposizion i relative alle gr:indi esercitazioni di truppa nell'anno ·1899.
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Viene stabilito: ,10 I corpi d':'\l'mata XIII (w(irttb.-Stnttgart), XIV (Knrlsruhe) e XV (Strassburgo) sono designati a manovrare:1Jla presenza dell'imperatore ('I); 2° a) Presso ciascuno <lei cor pi d'armata XIII, XlV e XVII (Danzica) sarà costituita una di visione di ca va Ile ria (2); /J) La divisione cavalleria della Guardia e le divisioui cavalleri:i che saranno costituite presso il XIII e XVII corpo d'armat:i, eseguiranno le speciali esel'cit.izioni di cavalleria pr_eviste dal regolamento sul servizio in guerra (3) ; . . e) Le divisioni di cavalleria che sarnnno cost1tmte presso I corpi d'armata XIII e XIV, prendernnno parte alle manovre che saranno eseguite alla presenza dell'imperatore; d) Al XIII corpo d'arm:ita viene assegnata, per tutta la durata delle manovre, la 25a brigata di cavalleria (Granducale assiana). Durante le manovre alla presenza dell'imperatore, i reggimenti di questa brigata saranno impiegati quale cavalleria divisionale; e) [ comandi e le truppe riunite presso il XVII corpo d'armata (Danzica) per le speciali esercitazioni di cavalleria, ultimato queste, pren1eilanno p11rte alle manovre di brigata e di divisione dei rispettivi corpi d'armata; 30 A ciascuno dei corpi d'armata XIII e XI\' viene assegrrnto un reparto areostieri; fa.o Il riparto del tempo por le mllnovre dei riuxaueuti corpi rl'ar.. mata sarà regolato a seconda delle pl'escrizioni regolllment.ari, avuto ri<ruar<l,i, possibilmente, alle condizioni del raccolto. ' ;:, . Le brigate di fanteria su /i. battaglioni eseguiranno le roanovl'e d1 brigata insieme ad altl'a brignta di fanterin del corpo d'armata. Nel caso che ragioni speciali consigliassero di eseguire separatamente le ma-. novre delle piccole brigate di fanteria, il )Jioistero della guerra, su proposta del comandante del corpo d'armata, può,autol'izzarlo. 50 Nella scelta del terreno di manovra e nella esecuz ione del le stesse, si avrà presente di limitare i danni nlla campagnn. Il rapporto su gravi danni sarà trasmesso dal ministero ali' impcrntore; (I) In questo caso il regolam ento ~ul servizio in guerra prescrive: 3 giorni per ma~ novre cli brigata, 3 giorni 11er manovro rli divisione, la gr:,.ndo parata e poi 3-4 giorni di mnnovre imperiali. (2) Le divisioni di cavalleria saranno formate ciascuna su 3 hrigat.e di due reggimenti e 1. grupPo (2 batterie) d'artiglieria a cavallo. Due divisioni avranno pure, ognuna, 1. distaccamento pionieri, e uno di questi distaccamenti sarà montato su biciclette. (3) So no destinali: 3 gi<>rni 11er esercizi di brignLa e 6 giorni por esercizi di divisione. A questi ultimi prendono anche pal'Le 2 batterie a cavallo e un dis taccamen to pionie ri •
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NOTIZIE nflLITAR! ESTERE
6° Presso i corpi d'armata: I, II, III, V, VI, VIII, XIV e XVI avranno luogo i viaggi d'esercitazione per la cavalleria. Per questi viaggi sono posti a disposizione : del I corpo d'armata . • . nrnrchi 2400 delVI » ,, » 2100 11800 dei rimanenti sei corpi d'armata, a ciascuno » 7° Grandi esercitazioni <lei pionieri avranno luogo: a) sulla Sprea e Oder tra Fiirstenwalde e Furstenberg; b) sul Reno tra Worms e Oppenlteim e sul Meno tra Florsheim e Hochst; o) nello Schleswig sull' Alsensuod, sui fiordi di Flensb~rg e sulla Schley; , 8. Le truppe a piedi dovranno essere di ritorno in guarnigione non più tardi del 30 settembre 1899. · · 1
INGHILTERRA.
Bilanci suppletivi. - È stato presentato al la Camera dei comuni un bilancio suppletivo del ministero della guerra per far fronte a spese non· previste nel bilancio votato pel corrente anno finanziario . La somma chiesta è di lire ~terl ine 885 ,000 (lire italiane 22,1125,000) . Le spese in più sono dovute in gran parte al rinforzo di molt.e guarnigioni di cavalleria, alla spedizione sudanese ed alla occupazione di Creta . Anche per la marina è stato presentato un bilancio suppletivo per la somma netta di sterline 450,000 (lire italiane ·11,250 ,000) delle qua li • 133,000 sterline (lire italiane 3,325,000) sono comprese sotto il t tolo ' di viveri, vestiario, ecc. e 3·17,000 (lire italiane 7,925,000) per costruzioni, riparazioni, manutenzione, ecc. delle quali gran parte fu spesa nel comprare carbone, Con questo il bilancio totale della marina per l'anno 1898-99 sarà portato a lire sterline 24-,228,r~oo (lire italiane 595, 'H 0,000) . . Annn-issioni agli istit11,ti militari. - I l 2.7 giugno com incieraono gli esami di ammissione alla r. accademia militare (Woolwich) e r . scnola militare (Sandh urst) . I posti dell'accadem ia sono 65 e ·10,1 quelli alla scuola di Sandhurst, cioè ,1O per la cavalleria , 6 per i Foot Gua rds (guardia a piedi), 80 per la fa nteria di linea e 5 pel reggimento delle Indie Occidentali . Vi sono inoltre ,12. posti per la fan teria di marina.
NOTIZIE MILITARI ES'fERB
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Riordinamento dell'a1·tiglieria nelle colonie. - Le varie compagnie di artiglieria indigena sono state riordinate ultimamente in due battagl ioni, quello di Hong-Kong, e quello delle isole Ceylan e ~1aurizio. FiMra le compagnie erano autonome e dislocate ad Hong-Kong, , Singapore, Ceylan ed isola Maurizio. Col nuovo ordiniHnento il battaglione di HongKong sarù composto di i.i compagn ie, 4. ad Hong-Kong ed ,1 a Singapore, il hat1aglione Ceylan consterà di !~ compagnie, 2 a Ceylao e 2 ali' isola Maurizio. Ogni battaglione è comandato da un maggiore d'artiglieria, le comhanno 1 capitano e 2 suba lterni ; la truppa è reclutata ne ll'India . paonio io • Nuova batteria da montagnti. - E stato autorizzato il reclutamento di una nuova batteria da montagna Goorkh:,. Essa sarà su sei pezzi ed equipaggiata come le altre batterie. l i persona le verrà reclutato tra i Lirnbos e Rais che sono di statura _più elevata che gli altri Goorkhas. La batteria prenderà il nome di « batteria da montagna n. 9 (Goorkha).> A.rmmnenti. - Il governo ha dato ordini alla ditta sir Wil liam Armstrong · Whitworth e C. per 28 pezzi da millimetri 234: dell' ultimo modello per completare le difese cosCiere. Combattimenti sulla frontiera dell'lnclia . - L'opinione pubblica è assai • preoccupata da nn fatto successo durante la notte del iS febbraio ed il giorno rlopo. Per punire una banda di predatori, appartenenti si crede al la tribù dei Waziri, fn organizzata una spedizione composta di 2 reggimentì indigen i (2° Si khs e I O fanteria del Pnnjab) e due pezzi da montagna. Circondato il vi llaggio di Gomatti, ove i bauditi s'erano rifu!riati ru aperto contro flSSi il fuoco, ma essi si ritirarono in due torri "' costrutte in pietra e non fu possibile di sloggiarneli nemmeno coll'aiuto del l'artiglieria. Le truppe inglesi dovettero ritirarsi colla perdita di 6 morti e 1 t~ feriti, di cui 2 urAciali. Si attribuisce la causa principale del fallimento della spedizione alla insufficienza del calibro dell'artig!iet·ia adoperata. Si teme che questo scacco riportato dalle troppe britanniche non abbia un'eco su tutta la frontiera tra quelle popolazioni fiere e bel licose che diedero già tanto da fa re alle autorità auglo-iudiaue. L'indomani una nuova spedizione trovò il villaggio abbandonato e le torri distrutte. Gomatti si t1·ova a circa quattro miglia al di là del confine. Il motivo per cai si allestì la spedizione è che i predatori avevano assal ito e saccheggiato il posto militare di Bannu, asportandone principalmente le armi e munizioni . Stcito sC1Jnitcirio delle tnippe nelt' Indici. - In seguito ad una interpellanza del maggiore Rasch (M. P. per Essex. S- E) venne comunicato
.
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alla Ca mera dei comuni cbe su 21,439 uomini dai quali fmono tratti i ,16, 600 d1e presero parte alle operazioni recenti sulla fronti era nordovest, 989 furono scartati perchè affetti da malattie veneree. In seguito ahri !~92 ne furono colpiti, formando un totale di 4r.s,1, circa il 7 °lo sulla forza totale di 21,4-3!). Il governo dell'India, conscio della gravità del fatto, sta prendendo delle miSLlre affine di diminuirè la prevalenza di tali mal~ttie fra le truppe inglesi in quella colonia. Nomi dette navi. - E stato proposto di dare alle navi nuove i nomi di navi antiche già famose per conservarne le tradizioni storiche, distinguendole però coll'aggiunta dell'.i~no in cui furono varate.
1 è
RUSSIA.
· Bilanc1: del,la guerra e della mat·ina pel 1899. - Riportiamo al riguardo i seguenti dati pubblicati dall'Invalido russo. Il bilancio generale del l' impero russo pel •1899 è di rubl i (,1) ·1,1-7:3,•128,203 di entrata e di ·1,f,7,1 ,732,64-6 di spese. li bilancio pel ministero della· guerra è di rubli 3~3, 79•1, 71 o ('/s circa delle spese totali), e il bilancio della marina di rubli 83,065,000 ('/io circa delle spose total i); dimodochè i dne bilanci militari ammouiano complessivamente a rubli 406,856, 7'10, pari ad 1/ 4 circa delle spese complessive del!' impero. Maggiori particolari dei bilanci militari sono indicati nel seguente specchio:
-
BIT, ANClO DELLA. GUEllllA
Bi lancio l.899 Aumenti cdiminu1.ioni 111 confronto a.l l.898
Amministrazione centrale . 2,lSz•l,14 ·1 t Amministrazione locale 8, 99·1, 396 Servizi tecnici e scuole 9,508,3M + Servizio sanitario . . ,i,205,89,1 -12t•,899, 972 + Vestiario ed equipaggiamento. · Viveri . 47,;100, ,195 t ·18,629,324 Foraggi . Stipendii e paghe 7Ò,863,871 + Affitto e manutenzione degli immobili . 20, ,193,937 +
69,634 403,984 ·I ,398,860 45,689 1,367, 91 o 1,25·1,739 , 98,006 6,228,8,1;9 2,668,622
+
13,633,293
+
A 1·ipo1·ta1·si .
207,·1'14-,01•8
(i) Il rublo in caria ha attualmente il valore di lire
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NOTIZIE MILITARI RSTE&E
NOTIZIE MILITARI ESTERE
2:70 in oro.
. R1:porto Lavori di costruzioni Fabbricazioni di pezzi e materiali d'artiglieria; perfezionamenti Artiglieria da campagna e da fortezza, esercitazioni di tiro Trasporti, traslochi , corrieri e telegrammi Spese per il ricevim ento del contingente di leva Esercitazioni derrli uomini della riserva t> e della milizia Gratificazioni e soccorsi Ritenute e quote da versarsi alla cassa pensioni per conto dello Stato Spese del governo generale del Turkestan Spese straordinarie . Spese di esercizio per la ferrov ia del Transcaspio . Penisola di Liau-dun Trasformazione di armamento Spese diverse. Credito di riserva Crediti pei bisogni del ·1900
..
Totale
..'
207,ni-,048 25,716,9"3
+ +
,13,633,293 i,215,326
9,,133,790
•1,3,i.,t ,481
2, 98:z,707
68,MiO
'11 ,!~98,570
+
365,297
•1 ,.35'1,676
+
58,002
2,959,460 3,650,68(1,
+ +
61,719 426,804-
4,9·13,886
+ + +
fi.84-,9•18
5,'100,1.7·1 5,000,000 -L 19,220,77:J ±' 2,4 05,7117 + 1.2,538,2/i.7 + 8,595,000 ±
9,+245,000,000
~
,2.V1-,,111 H65,897
323, 79'1, 74 O
+
•17,,192 6,321
o •I 53, fi,17 Hl,209,1H6
o 34,816,259
Sono da notarsi in questo bilancio I' aumento <li più di 6 milioni pel capitolo stipendi e paghe, dovuto al prossimo aumento dello sti~ pendio agli ufficiali, l'aumento di più di q. mili!>Ui per i la,,ori di costruzione, il nuovo assegno di 5 milioni per le spese per la penisola Liau- dun (Po rt-Arth11r e Talienvan), ed_il grande aumento di più di 42 milioni per credito di riserva , di cui si ignora per ora la destinazione. Vi è per coptro la diminuzione di 4,3,i.0,000 per la fabbricazione dei pezzi e materi11li di artiglieria, il che è un sicuro indizio, che, per J11 trasfol'mazionc dell'artiglieri.i da campagna in quella a tiro r.ipido, si ricol'rerà .i crediti straordinarii.
44b
NOTIZIE MILITARI ESTERE
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NO'rIZIE ~IIL!TARI ES'.l'ERE
BILANCIO DELLA MAfll::SA
Bilancio 1899 Aumenti e diminuzioo i ' m con fronto al :1898
Amministr11zione centra le e servizii dei 1,965,027 porti 50:l)HO + Gratificazioni e soccorsi 894-,222 Scuole 978,H8 + Servizio sanitario +,Mì3,2·11 Soldo ,1,247,803 + Viveri • 1,963, 142 Vestiario 1 1,758,775 + Navigazione 996,022 + Servizio idrografico . Artiglieria di ma ri na, servizio delle torpedini, illuminazione a luce elettrica 91 198, 720 34,062,537 Costrnzion i navali 4,038,929 Officine e cantieri Afntto e manutenzione di immobili, :3,584,685 nuove costruzioni . 729,000 }lissioni speciali. 1,242,905 Spese diverse . Porto Alessandro III a Libava e porto 5,200,000 di Vladivostok 2,i-7,394 Crediti pei bisogni del ,t 900.
+ + + +
1 1
1
+ +
+
Tota le
83,065,000
Dai risultati di tali esperimenti sarà in gran parte r isolta la questione \e truppe montate rlovranno essere fornite di pistola automatica o del revolver d'ordinanza di piccolo calibro.
5~
+ +
·138,727 ,i3,Hi:! ,t,i.0,764 f'2,,i-63 96, •l 59
2 13,19 1 1
1
Hi8,667 578,596 289,775 881,366 14,'745,561 330,708 608,292 3,900 72, 138 1
500,000
. '17,340 16,015,000
SVIZZERA.
TURCHIA.
Cavalleria redi{: - Secondo l'Invaliclo russo venne decretata la for mazione cli ·12 reggimenti di cavalleria « redif J> su ,j. squadroni ognuno.l Questi reggimenti si formeranno nei territori degli ordu di Cos~10tino poli, Sa lonicco e Adrianopoli. Fiuora però non si provvede che pel reclutamento dei cavalli necessari; i quadri del tempo di pace non vennero ancora formati. I depositi di questi reggimenti faranno parte dei depositi cli formazione dei reggimenti ,li fanteria redif. Il personale sarà tratto chi soldati di caval leri::i « nizam » in congedo. Finora esisteva in Turchia la sol11 cavaller ia dell'esercito permanente (oizmn), e la cavalleria irregolare Uamidiéb in Asia; la cavalleria regolare in caso di guerra deve fornire reparti di cavalleria alle truppe mobilitate di 2a linea (riserva o redi[), più numerose di quelle dell'esercito permanente stesso. Ora, nei tre ordu suindicati , che abbracciano tutta Ìi Turchia europea e. la ·parte occidentale dell'Asia minore, ~sistevano sole 3 divisioni di cava lleri11 (11~ reggimenti a 5 squadron i) le qu11 li in tempo di anerrn avrebbero dovuto frazionar:;i tra le 9 division i di fant•!ria nizam"' e le 12 divisioni redif che si mobilitano in quelli stessi ordu. La nuova formaziooe di '12 reggimenti di cavalleria redif, i quali probabilmente saranno assegnati in guerra uno per ogni divisione fanteria rerl if, renderà dispon ibile un maggior numero di reggimenti cava lleria nizam per le truppP- di ,1a li nea e pe1· la costituzione di grandi unità di c~valleria autonome. P1·ov'Viste d1; armi. - Secondo la Gazzetta di Ode1;sa il governo turco :1vrebbe ord inato ultimamente l' acquisto di 162 cannon i Krupp a tiro celere del calibro di centimetri 7,5, di 20,000 fucili Ma uscr aripeti zione calibro millimetri 7,6o senza bnionetta per la cavalleria ,' di 4000 pistole a ripetizione purn per la cava lleria e cli circa 65,000 shrapnels e granate per l'artiglieria da campagna. . Pro1;vedimenti per la, fiotta e per le difese ma1"ittùne. - Le tre navi da gue.rra casam:ittate Messud·iéh, .4ssir e Terfik inviate allo stabilimento Ansaldo per essere ritn!:'sse a nuovo secondo le odierne esigenze del la guerra marittim:i, saranno ultimate probabilmente tra dieci ann i ; dicesi che sar::1nno pure inviate a quello sta bili mento altre quattro corvette. Parlasi a Costantinoroli di un prossimo credito molto ri leva nte per la 1
Pistole automatiche. - Sulla finè di novembre u. s . .si riunì a Thoune una commissione incaricata dal dipartimento militare cli esaminare alcune pistole automatiche dei sistemi Bergmann, Mauser, Borchardt Lueger e ìVIann licher, nonchè una pistola semiautomt1tica di G. Roth. di Vienna. Furono fatti importanti esperimenti , in cui si constatò la perfezione di tutte queste armi, per alcune delle quali la velocità inizia le raggiunge i tOO metri, con una carica di grammi 5,5. · La commissione decise cli ·continuare in prim11vera gli esperimenti di pistole unicamente automatiche, esigendo che in esse anche il sistema di sicurezza debba essere automatico e che il peso ed il volume dell'arma siano alquanto ridotti.
'·
30 -
ANNO )(LIV.
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
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ricostruzione della flotta turca e dell'acquisto di 30 cannoni a tiro rapido del calibro di '1'.2. centimetri per la flotta stessa. Va notato pure il fatto che per tre settimane continue si eseguirono tiri di prova da parte delle artiglierie dei forti del Bosforo, cosa non mai fotta finora. Truppe inteniaz'ional?' a Creta. - Da una corrispondenza dèl Novoje ·Jlrem1;a del q gennaio le truppe internazionali uell\sola di Creta s~rebbero le seguenti : a) nel ,ettore internazionale : ,1 battaglione francese con 25 gendarmi; 2 compagnie italiane con 20 carabin ieri; 2 compagnie russe e 21.i gendarmi montenegrin i; 2 compagnie inglesi . Que:;te truppe sono accantonate alla Canea e dintorni . b) nel .set.tare francese: 1 battaglione fanteria marina, 100 marinai e 1~ gendarmi, il tutto dislocato in 25 local ità delle eparchitl di Sitzia, Mirabella, Hierapetra, Lassi ti e Viannos. · ~· e) nel settore inglèse : . 850 uomini del reggimento « Northumberland fnsiliers » e 850 uomini d~l la « Rifle _Brigade » con una batteria . Due battaglioni e la batterrn sono a Candrn, un battaglione nelle eparcb ie di Malevisi, Pèdiadà, Temerlos, Monofaci. · d) nel settore russo : 3 battaglioni di fanter ia con 20 gendarmi russi e 47 gendarmi montenegriòi: 6 cdm pagnie sono a Reti mo; iI rimanente è fraz ionato nelle eparch ie di Tietimo, Amari, .M:i lopotamos e Ai-Vassilo. e) nel settore italiano: G comp,1gnie con 30 ca rabinieri, frazionate nelle eparchie di Kissamo, Selino, Sidon ia e Sfakia. Della guardia (:i vica indigena, che si i:i_ta costituendo, sinora vi sono 100 guardie nel settore internazionale, 1102 nel settore francese, 563 nel settore inglese (di cui ·187 musulmani e 376 cristiani) 200 nel settore russo e ·100 nel settore italiano . . In complesso vi sono nell'isola ·I ,1 battaglioni di fanteria; ,f 00 marina i, 1 batteria, 182 gendarm i e carabinieri, 10fi5 gua1'die civiche.
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
Le Spectateur Militaire.
Puntate del 1° e ,f 5 gennaio •I899. - La g1wrra spagnuolo-americana. (Continuazione e fine). Notevoli sono le considerazioni e gli appunti sulla condo tta della guerra -dei due partiti avversari. Per le operazioni degli Americani l'autore si è ,particolarmente giova.lo del le pubbìicazioui e del le corrispondenze dei giornal i locali, e non manca di mettere in rilievo gli erwri, 8 suo parere, -commessi e i gravi inconvenienti verificatisi. Eccone un riassunto. 1° I mezzi impiegati per assicurarsi una regolare alimentazione delle truppe furono affatto precarì. Nul la fu ,fatto per migl iorare il War( di .Ba iguiri . A Silloney i lavori pri ncipiati non fu rono terminati. Il genìo, .al quale irn:ombeva l'esecuzione 1irgente di questi adattamenti, fu inviato a Acerraderos a costruirn un ponte per gli ausiliari cubani. I capitani incaricati dei trasporti meri tano il biasimo più severo; essi :agirono a loro talento, accomodaudo alla meglio gli interessi dei loro .armatori con quelli dell'amministrazione militare. E non trovasi mai un'autorità energica che sappia richiamarl i al rlovtlre, ali' infuori del generale Mi les a Port-of-Ponce e a Gnanica. Gli ufficial i, inoltre, del commissary and quarte.rrnaster's deJ.Jar·t,ment, sono giovani senza esperienza, e che non di rado debbono il loro posto al favore e all'intrigo politico. Il funzionamen to del meccanismo era indubbiamente difettoso; spettava al generale Shafter di ordinarlo, ed egli mancò gravemente a questo -dovere. 2° Il servizio di sanità, nella sua ignoranza colpe\'Ole delle esigeuzr .attua li, lascia altrettanto a desiderare, e devesi soltanto all'imervento de lla Croce Rossa se furono evitate grand i calam ità. Le ambulanze furono stabilite a tre migl ia dal campo di battagl ia man-canti di tutto, persino di lanterne. Il primo giorno, . il personale, addettovi constava di 5 medici, e 20 infermieri. Essi lavorarono vent'una ore <I.i seguito per operare ·I54- feri ti .
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R IVIS'PA DEI J?ERlODICJ M!Ll'l'ARI
L'ospita le di campagoa fu install ato pre,so le case contaminate di Siboney; invano il co lonnello Greenleef, direttore del servizio di sanità, ne reclamò la distrnzione. Tre navi furono. specialmente ad11ttate pel trasporto dei fenti e dei malélti; ma vi furono pure irn piegati altri bastimeoti !in condizioo·i tali da sollevare lo sdegTJo puhblico. · I soldati americani, atfraut.i dalle fati che, sott0posti a numerose privazioni, incuranti dei principì elementari delJ' igiene, per niente sorvegliati, furono le vittime predestinate della febbre gialla e della ma laria. Il 23 luglio erano ricoverati negli ospedali ·I ,350 uom ini, il 6 agosto gli ammalati erano sa liti a 3,68•1, dei qual i 2,638 colla fe bbre · poclii 0,,.iorni più tardi gl' iodispouibi li salirono a 4-,290, con 3,038 febbrici tanti. Notevo le il fatto che poco tempo dopo I' intiero V corpo d'armata dov.ette e$sere rimpatri~to e rimpiazzato a Santiago da reggimenti ritenuti ??nmuni. Le ferite mortal i generalmente furono solamente quelle alla testa e alla colonna vertebrale con lesione de l midollo. Sorp·rendeute il O\J mero ·dei feriti al petto gua riti con una cura di non alt.re i qu indici giorni. L' ìmpieio dei raggi X diede ottimi risu ltati. 3° Il V corpo d'armata disponeva di pochissima artiglieria, e i'articolista chiama responsabi le di questa penuria il generale Shafter. Il generale Miles av0va ottenuto dal Ministero della guerra la formazione di un parco d'assedio di 22 pezzi da ,12 centimetri, 118 obici da -11 centimetri e 6 mortai thi 17 ..:enti metri. Il comandame del corpo d'armata nou ne volle approfi ttare, e s'accontentò di. ,fQ pezzi. E lasciò poi a bordo 4 can non i rl'assedio, ritenendo che i mortai erano sufficienti. Delle 1O batterie di campagna destinate alla spedizione ne furono imb.arcate soltan to quattro, ed auche di queste, il ·I O I aglio, non si seppe trar profitto. Così alla fanteria americana maucò l'efficace so:;tegno dell'artigl ieria. 4° La preparazione tattica della battaglia del 1o luglio fu pressochè nul la. Lo stato maggio_re non e$egui alcuna' ricogn izione preliminare; lo schizzo rimesso ai general i è affatto insignifican te. Appoggiaco alle asserzion i del ca pitano Artur Lee, l'articolista dice che il programma pel ·I O luglio non portava affatto di attaccare le posiziooi spagnuole, e che sol tanto I' iudoma ni intendevasi procedere all'attacco di Sa n-J uau . .Ma con tro ogni aspettativa, nel la marcia ordinata Sumner e Kent vanno acl urta re contro la linea, avanzata spagnuola, e cosi il combattimento diviene generale. 5° Sono criticate le mar.cie di notte eseguite nel ia notte del 30 giugno al 1° luglio, ed in quella dal 1°al~ lugl io, che imposero grandi fat iche 1
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RIVISTA DEI PERIODICI MILlTARJ
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.ai soldati americnn\, che dovevano essere evitate, e che erano affattÒ inntil~ i fronte ad un avversario il quale si teneva strettamente sul la difensiva, e che in un terreno cosi coperto non potevasi avere la pretesa <li sorprendere. 70 I proce'Ssi tattici impiegati si sottrag7ouo ;id ogni mt1ca. Furnno bande confuse di sei a dieci nomini di profondità, capricciosamente di,poste, spinte ìonanzi dagli impu lsi generosi originati, d:>lla coscienza dell'ufficiale e dallo slancio ed impetuosità dei singoli indiv i<lui. In complesso l'insegnamento di reale valore a trarsi da questa breve cam pagq.a è questo: elle si è constatato ancora una vo lta qnHnt.o sia vana ed illusoria la fuoesta teoria del numero. I l successo uou di pen.derà unicamente dalla densità e da ll'estensione delle lioee disposte snl campo di battaglia; imperocchè il fuoco non basto; il fuoco è solamente un elemento di. pnparazione, e bisogna per l'esecuzione spingere i'at.t,a.cco a fondo e dare l'assalto. L'esercito degli Stati-Uniti ha dimostrato, neìle giornate di San-Jnnn e di Ellaney, di non possedere le qualità rnorat?: ind ispensabili per volere l'atto energico, senza il qnale la vittoria resta incerta o sterile. Per quanto hn. tratto nlle truppe spago uo le, la loro resistenza sotto Santiago prova la sublime devozione 'e il grande valore . dei soldati del IV corpo d'armata. Così pure è dovere di trib utare il meritato -0m:iggio ai valoro;;i difensori di San-.Juan di Pnerto-R ico. L'errore capita le commesso da lla Spagna fn quello di non aver voluto domare a tempo l'insurrezione coll a· forza e ridurla senza pietil, anzichè trat.tare con essa. Così, alle Fil ippine come a Cuba, rnancq, nel l'ora decisiva, l'energico impu lso d'un soldato che ripudiasse il concorso del l:i poli tic11, la quale, sempre, ostacola od affievolisce il successo delle operazioni militari. Neue Militarische Blatter.
Gennaio ·1899. - T progetl'i militari: e la ferma di rfae anni. La questione del la ferma di due o tre anni è di nuovo messa sul tap peto·; epperò si propone u11 nuovo provvisorio, estendendone la prova ad :ilt.ri cinqne ,rnni, L'articoli:;ta prende quindi io minuca disamina le prop0ste mod ilicazioni all'ordinamento mi litare ed i vani.aggi e svantaggi inerenti al servizio di due anoi. Col 1° aprile 1899 in luogo degli attual i 20 corpi d'armata se ne avranno 2:3, e il territorio dello Stato sarà diviso in 22 distretti territoriali di corpo d'armata invece. dei 20 ora esistenti.
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li nuovo ordinamento pertanto corn prenderit : · 17 corpi d'armata prussiani, (compreso cruello della guar d',a) , 3 » ha va resi ~ ' ,(, , sassoni, 1 , wurtemberghese. Ne,! 1890 ~urono creali i due nuovi corpi d'armata XVI e XYII. Da 'fUel! e.poca s1 ebbe un ~umen.to nella forza del lempo di pace di 70,000 uomm,'. e furono creati nuov, 69 bauaglioni di fallleria e numerose for'.naz,_on., nell'aniglieria da c~mpagna , m quella da fortezza e nelle truppe ~pe~rah. Tuttavia la formazione delle uuità stralegiche non camm inò di P?r.1 ~as~o con co~esto aumento della fona. I corpi d'a rmata ed anche le d,.vis,om son~ .qmndi divenuti .cosi ricchi di unità tattiche che n~n rapp,ese~tano. p~u u~ tutto orga n,co, rigpondente alle esigenze del comando e dell amm1~1straz1one, ma sibbene un 11ccumul:1mento di truppe. . .E q~iesto m. pace . In ~uerra l'ideale sarebbe di avere i corpi d'armat11 l,nmati co~e 111 tempo di pace. La discussione intorno alla composizione· del co~po d armata su due o tre divisioni non è ancora chiusa; in O"ni mo.d? il corpo.d'a~mata non può comprendere più di un certo numero" di ~mita, senza_ riuscire troppo pesante e renderne difficile il movimento r1 vettovagha~ent? e l'alloggiamento. Oltre a ciò devesi tener cont~ della. pro~ond u~ d1 marcia e del fronte di comba tti mt:nto, che troppo estesi ne·1mped1rebhero l'noità di direzione. Tre di visioni, ciascuna costituita normalmente dì 1'-> baitaolioni 0 } squadro · pur~1~soppressa I "" •d'armata, ' ·. n,,· '1"~ batte~1e, l'artiglieria di corpo 1 appresentaoo 1\ massimo Cll I s1 possa arrivure; epperò Ja formazion e normale ~el corpo d'armata dovrebbe essere quella su due divisioni esvi~ ecceziona lmente sopra t1·e. E principio cl~e in pace dcbbansi avere tanti corpi d'armata quanti se ~e ah(11 sognan? ID guerra: epperò si fece bene a proporne l'aumento, al fine di renderli maneggevoli, ed averli composti con quellè stesse unità i;he si porteranno in guerra. , . Al termì11e_<lell:an~e fin.ir1ziario ·1902, io coufront-0 del ,f89 9, J'eserc,to tedesco, r1part1to 10 23 corpi d'arm ata e 48 divisioni, comprenderà : Fanteria Ca ,•a lleria Artiglieria di cam pagna Artiglieria di forz.ezza Pionieri Truppe sussidiarie Treno
1899
f.902
624. fi.72
625
49/i. 37
23 7 21
4.82 574. 38
26 H
23
bauagl ioni sq uadroni batterie bat1aglioni ))
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RIVISTA DEI P.ERI0DI0l MILITARI
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A 1YrtS'p osito dell'aumouto della cavall eria, l'autore nota clte mentre pel passato si souo d1 continuo accresciute le forze della fanteria e dell'artigl ieria, quelle della cav~lleria, invece, son sempre rimaste le stesse. Ora soltanto si peusa seriamente a fare 11n primo passo proponendo la form11zìone di 3 nuovi reggimenti a , squadroni, mentre era corsa 1:i. voce che coi quinti squadroni di tutti i reggimeuti inten · devasi formarne un nu mero assa i superiore. Il governo seppe poi scegliere il momento opportuno per presentare il nuovo progetto militare, inquantochè le conclizioni finanz iarie sono più che soddisfacenti: epperò non vi è dubbio ch'esso sarù approvato. A proposito del servizio di due anui, l'articolista osserva che a torto !IÌ ritiene awrc il governo proposto di prolungarne la prova per altri cinque anni per facilitare l'approvazione del nuovo progetto militare. La verità invece è che l'esperimento finora fatto non è stato snflicientc a fornire tutti i dati necessari per la risol uzione dell'importante quesito. L'.iutore ha fondamento di cre.dere clie orm;ii è diYcnuto impossibile il ritorno alla ferma di tre anni , ed è appunto per questo che occorre una prova più luuga per formarsi un esa uo concetto in ti:>rno alle conseguenze dell'abbreviazione del .servizio militare , e per studi:irt{ tntli quei mezzi che sieno alti a rimuoverne gl i inconvenienti . L'autore esamina minutamente 111 questione d11i punti di vista dell'educazione, del l'istruzione, della disciplina, ccc., e conchiude che adottati gli oppùrtuni temperamenti, la riduzione dell:i ferma nou può presentare pericolo. T.a cavalleria tedesca nei combattimenti .rn/la fine della cwnpa_qna del 1870-71.
In due alrri precetleu1i articol i l'autore ha studiato gl i in seguìmen li eseguiti dalla cavalleria ' dopo l:i battaglia di Beaugeocy e la presa di J,e Mans. Nel primo c:iso I' inseuigmento non diede quei risultnti che pur potevanséne riprometlere, porcbè la 511 divisionB di cavalleria che ne fu incarica ta, non lo di resse abbastanza :i fondo contro le retrovie nemiche. Dopo Le .Mans la 6" divisione di cava lleria, c:ipitanata da l generale v. Sch midt, colse al lori ma con effetto limitalo, percliè legata alla strada seguita dal nemi(;I). In questo cd ultimo anicolo il narrato I' insegu.imento fatto dnl Xl.V corpo d'armata (generale v. Werder) e dalle truppe del generale v. )l:\nteuffel , dopo la battaglia della Lisaine, inseguimento diretto da parte del generale v. Werder, e incliretto e mirante ::i togliere all'armata di Bourbaki tutte le comunicazioni col sud-ovest della Fr:iucia
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DEI PERCODICl lUlLITARI
da parte del "generale v. Mantei1ffel, e che ebbe lo splendido risultato di costringere J' intiera armata francese a ripara1·e nella Svizzera. La cavalleria non pi·esc una parte ass:1i attiva al]' inse"uimento .perch~ il terreno aspro, montagnoso e coperto di ghiaccio e 1'.)a lta ne 1,~ 1mpecli:,7a un efficace suo impiego ; purtuttavia non rimase inoperos:i, ed anzi colle ricognizi,oni, col portare ordiui, col cercare e mantenere il collegamento fra Werder e Man teuffel opel'anti a gran distanza l'un dal!'altro, contribuì di molto al buon esito di quelle operazioni. lt articolo interessante perchè riporta pa rticolari poco conosciuti intorno al largo impiego fatto della cavalleria in quelle giornate, meritevoli di studio, specie da parte degli ullìcial i di ca val\eria. · Delle linee telegrafiche sottomarine; per II. v. Sc mERllU AND. ll sistema di fortificaz ioni dei piccol·i Stati degli Stati settentrioncih d? Europa.
Beiheft Zum Militar-Wochenblatt. ,1• Puntata, 1899. -
l combattimenti delle truppe imperùtli nel s'Udovest dell'Africa tedesca negli anni 1894-96, e inse,qnamenti u r·itrarre dai medesimi. - Conferenza tenuta a Berlino il •1U feb braio 1898 nella Società Militare, dal maggiore vo:-: LBUTWEir-, comandante delle truppe imperiali nel sud-ovest del l'Africa tedesca .
Le varie operazioni mi litari narrnie riguardano: 1° la campagna con~ro gli Ottentotti del ~ap itano.Hendrik Witbooi, dall'aprile 1893 al settembre ,1894:; 2° la èampagna contro la tribù degli Otteotolti-Khuas, da l dicembl'e· 189,i al gennaio ,t 895; 3° la c~ mpagna contro gl i Ottentotti-l(huas e gli Hereros dell'Est, dall'aprile al giugno 1896. Lo stesso maggiore v. Leutweio capitanò queste diver·se spedizioni e daì combattimenti da lui sostenuti e diretti .sul tea tro di gue;-ra del sad-ovest africano trae le seguenti interessanti deduzioui: , ·1 ° Devesi iniziare il com battimento possibilmente a breve distanza, auche da parte dell'artiglieria; . 2° L'attacco vuol essere. avvolgente e mirante alla completa distruzione del nemico; 3° Per regola, impiegare ~in da principio tntte le forze. J)i rado · avere noa riserva, sia a piedi, sia a cavallo, perchè nou sono ad 1
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.ispeitarsi delle sorprtise, e alla sicurezza del campo della lotta bastano poche pattuglie; 40 Anche in Afri ca l'attacco deve terminare cqll'assa lto alla ha-. ionetta. Anche là , però, è n~cessario di prepararlo accurlllamente col fuoco; 5° La ca val lerin non deve attaccare fanter ia non scossa; 50 Rispetto al servizio degli avamposti e di esplor.izione, ancor meno io Africa che in Europa, è adatto uno schema . .I vi un re parlo accampato lrn bisoono di sicurezza d.1 tutti i lati e perciò la cerchia degli :warnposti Q . <leve sempre essere ristretta. Il rinforzarl i con posti avanzati, come s1 usa io Europa, è utile nel solo caso eh<~ si conosca esattamente la posizio.n~ <lei. nemico; allora le pattuglie debbono spingersi sino ad essa, Qu.1 v1 pertanto occorre più l'esplorazione ofTensiva che.la difensiva. E questa è nel sud-ovest dell'Africa ln rarte più diffici le della condotta della guem1. Ma ,questo còmpito è iuattuabìl_e, ove non si possa disporre dei popo'li indigeni . . 7ò Altro insegnamento è quello cpe è completamente assurdo il pen · ~a re, che ottenuto il contatto col nemico non lo si debba più perdere. Dopo un combattimento il nem ico si sparpagl ia e per qualche tempo usa rii sccm parire. Un' immed iata inseguirnentp resta pertanto es(' luso, e il vincitqre bisogna ~,bbia la pazienza di starsene tra nqui Ilo presso alle fonti d' acq 11a conquistate, aspettando che le patwglie di indigeni, le spie o le. tratta,tive diplomatiche gl i focciano conoscere la località O\'e l'avver$ano :;1 _e d1 ouovo r::idunato. Allora non più alcun indugio, ma marc1e forzate g1or110 e notte, per togliere al nemico la possibi lità di ~comparire. È da notarsi che se non ~i riesce a trovare il nemico, ciò equivale quasi ad una disfatta, e ad una c·ampagna perduta se ciò si i·ipete di sovente . Ogoi giorno ìnoltre che passa sotto la minacci;1 del pericolo di guem1, r~ppresenta una sosta nello svi luppo della C')lon ia; perciò il nemico indigeno co~ ragione reput11 d'eosere vittorioso, quando gl i è riuscito solamente d1 tra rre la guerra in lungo . L'autore, come ultima conch iusione, dice che in Africa ci vuole un ardire partìcolare per principiare la guerra, io vece di lasci,~rla veoirc a noi. E ciò perchè soltanto l'evidente giustizia delle nostre ragioni c1 mette in orado di assicurarò il primo elemento di cui abbisogniamo per superare \e difficoltà della gnerra in quei paesi , cioè la cooperazione degli indigen i. indi"eni in uua mano teniamo la spada, nell'altra invece il Dl. fronte a(•li 1'> " pezzo di zucchero. li militare deve poi aver ·sempre pres~nte che nella guerra coloniale la maggiore difficoltà non sta nel conseguire la. v1ttorn, sebbene nel completo assoggettamento dell'avversario. L'alloro in Africn non spett~ ,i l vincitore, ma al ristoratore de\la · pa~e.
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Fanteria e cavcilleria, Y. Vojenni S bornik.
Si ril~va I' im~ortanza di Kla.usewitz, come s~rittore militare e si proJucono 1 .concet11 fonda mental i messi in luce dal celehre pensa tore nel suo classico lavorn Della guerra (Vom Kt·iege). L'opera Vom Kriege, attorno alla quale Clausewitz lavorò dodici anni, è quella che serve di co_ronu alle vofu_rninose sue prod uzioni (20 volumi) sulln ~tra tegia e storia m1htare, pubblicate dal •1832 al ·1835, sotto il titolo di Hinterla"ssene W.erke àes generals Cart oon Claus~wit:. iiber Rrieg und Jfriegs/uhrung Fino ad ora le operè d1 Clau sew1tz non furono tradotte in russo in parte a cagione della difficoltà di rendere con esa 1tezza il conceuo fil;sonco del loro contenuto. Ora , mercè l'inizia tiva de l generale Vo'ide è stnta tradotta l'o~era Gue1_Ta in lingua russa, e la traduzione sarà pubblicata nel VoJenni Sbornik, cominciando dalla prima puntata del ,J899.
'.'a
le spediziom· maritt'i?ne combinate, per N. A. 0 1rnuc1m,.
Si dà termine al lnngo stu.dio, esaminando le condizioni ·delle truppe 5ba_rcate qua~do souo costrette a ritirar~i dal luogo di sbarco. Pertanto lo scrittore analizza con particolarità il processo da seguirsi nell'imbarcare nuovamente le trupptl sulle navi e le norme per staccare le imbarcazioni dalla r iva.
A pt·oposito dell'ai·t1colo , Gli intendenti di corpo d'armata.
Viene dimostrata l'azione nociva che Asercitano sulla salute del cavallo le scuderie semi-oscure e troppo calde in cui essi sono l'icoveraLi, e l'alimento quasi uniforme ch'essi riceYono duraute tutto l'anno.
Sono di1?o~trate le proprietà del fuoco eseguito in direzione obliqua, souo angoli più o meno sensibili rispetto alla fronte, in confronto dell'ordina ri~ fuoco dirotto, qunodo il tiro ha luogo in senso perpendicolare alfa l 1_nea Jrontale, concludendosi che il tiro obliquo è un import,ante fattore nspetto alla poten7,3 ed alla enicacia del fuoco, tanto deÙ'artiglieria, quanto della fa nteria.
A proposito dell'articolo « Le funzioni dei comandi aiitonomi di br·igata e di d'ir;i~ione. • la regione del 'l'ranscaspio ney li iiltùni ot.t.o anni.
L'equ·itaz'ione e l'addestramento dei cavalli, per K. Wor.rr.
G1rzKr.
A Icune obiezi.on i ~i pri nc.ipi esposti in u11articolo scritto su argomento analogo nel Vo1enni Sbomik del mese di settembre 1898.
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»
I.o sto /o -igienico dei cat·atli d'i cnvalleria e sua importan::a pel loro 1a1·1e impiego in g1ierra, per P. To::1rAROFF.
li tiro obliquo in combnttimento, Y. M1T1rn,Trc.
La celerità di tir o delle batter ie d'artiglieria da campa_qna, K. Dvon-
GuEu&;,,z1KOF1'.
• La questione della attuale importauz:i della cavalleria seguita ad occnpare i tecnici e la stampa mlii tare. Se io questi ultim i tempi la missione strategica della r.avalleria è stai.i studiata con sufficiente accuratezza, il suo còmpito tattico ncl l'azioue assieme alla fa nteria, e contro di llnesta, non fu lino ad ora determinato nella misura dovuta. Lo scrivente trova una conferma di ciò facendo il confronto tra le prescr,izion i e norme dei regolamenti della caval leria (edizione ·I896) e di fa nteria (edizione ·I897), ora in esperimento pres50 i corpi di truppa. Inilicando le la:;uue, che a tale riguardo si riscontrano nei regol::tmenti sopn,cletti, e facendo delle proposte per colmarle. lo scrivente dimo~tra che tan to la fanteri:1 quanto la ca,•alleria devono essere pronti a vicenda ad offendere ed a parare le offese, o che se a tale riguardo non saranno prese disposizioni in tempo di pace, ~olio forma di esercizio normale e costante, sarà difficile in tempo di guerra di imparare ciò che richiede abitudine; giacchè la rapidità nel riprendere le forme regolamentari porta con sè la necessità dell'ordine e della com pauezz:i, solo possibili io combauimento quando siano il risultato della pra tica . Io conclusione si dimostra la necessi tà di adottare uM forma tattica per la fanteria corrispondente all'antico quadrato (tanto per la compa gnia o pel mezzo ban~glione, <Juanto pel hattaglione).
N. 12, dicembre. - Importanza di Clausewit:; nelle scien;;e miHtari moderne, per il generale K. Vo'ioit .
Viene esposto il sistema di addestramento dei cavall i secondo le norme s1ah1lite dal generale russo Rosenberg. .
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
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Si d/1 un cenno (già riassunto dall'Invalido rnsso e pubblicato nell~ 1/i'oista nvilitare del dicembre ·1898) dello sviluppo economico di questa regione, verificatosi durilnte gli onni ·1890-1897, per dimostrare maggiormen te l'attitudine della n~zione russa a propagare la coltur~ nei pae~i dell'oriente.
Lavori astronomici, geodetici e topoyrnfici eseauiti l'anno 189i dallo .~tato mayg_iore.
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In ·i;iagg io per l'Abissinia. Terminata con questo articolo 1;; descrizione del vi:iggio, l'autore conclude : ora che cosa è I' Abissi o ia? C.:h i è ~lene Iik? L' Abissi oia è una feo. genda. E gli cmi della f,l\'OI~ per gli abitanti di <p1el paese prim itivo sor~o il. buono o s:ig~io re Menclik, _l'eroico condottiero J1aconneu, il ma"ico sigoor Jllg, gl' rnvi:ir.i di S1ati esteri. "' L'A_bis_sinia è in_ 1:i1ar<lo di iOO aoni rispetto all:i civillà d'Europa; e qu_m~, _riesce _assa.' interessanre ,·isitarla, e vedere il fasto fcudalé di pnnc1p1-ras e 11 misero stato dei loro sudd iti sch iavi . ~~enel ik giù compreso il re.gresso del suo paese, o già si affrettò di al1:iccrare co ll'Europa relazioni per e~so preziosissime - ma e"l i non vide 0 ' essendo ancora l'E'~1 ropa e soltanto udì parlarne. Maconnen, stato in Ita lia ha già ~pp~eso ciò che sia In vita eu ropea , ed egl i si s for1.a d'imitarl.'1. Macon neu uen ?ran conto delle usanze europee. Ma ras Wa lcJ.1, ed altri tre o qu~ttro ero, della favola, come il rozzo r:1s Darghié, il semi demente Al~a-:\eg~s, ec~., .sono i difensori del secolare e narcouco tegg e del la pac1fìca vita ab1ssrna, non :immolli ta d:i esotirbe influenze. E di <Jliest6 pensa re fra il popolo ve ne sono migl iaia con tro decine. Morto Meoel ik, ch i gli succeder.ì 11el trono? Qua le sanouinoso con. lliuo sorger~ in questo favoloso impero e chi si avvanta~gerà di tale conflagrazione?...
~~ Gibnti s'i nterna u1'.a ferr~via . Grondi carovane d'enropei penetrano nel l 1111.erno del p8ese. G1but1 s1 è lrasrormat.o in 'JLrntt.ro mesi. )ta frat111nto quello re$terù il paese delle fa \'Ole con 1111 re le<>genda rio buono ed umani'. r: ' l 1·eyolMnenti d' eserc·i,zfo per la fanteria degli esen:iti 1·iuniti (Françia ' Germnuia, Austria, It31ia e Inghilterra), Y. L.\Z.\H Evnc.
Si comincia coll'e;;ame del regoIamento d' esercizio della fanteria fra ncese. Invalido russo.
N. 253. -
RIVISTA DEI PERIODICI MILITAR!
RIVISTA DEI PERIODI CI MILITA.ti
i,a
giterrci fapano- ame1·icana e 1·1 sistemci delle rnili.z'ie.
Da! te~ po _della guerra di secessiooc, gli America ni ritennero come co_s~ 111d1scnt1bile che le milizie possedessero al più alto grado l'abilìlà milnare e la prontezza alla guerra necessarie alla difesa dello stato in qualsiasi ev<311tualità, e che il s.istema delle mi li?.ie fosse in modo spec1nle confaciente agli Stati Un iti. Come si spiega, dunque, che ad onta
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delle vittorie riportate nella recente guerrn, ora molte persone negli Stati Uniti trovano il sistema dolle milizie in:;ulTìciente allo scopo e por lo meno ritengono che conviene aumentare In forza dell'esercito permRoente? La rispo~ta, sewndo lo scri ttore dell·articolo, st11 in ciò, che. da molli nou chiaro\•eggenti erasi ritenuto bastare un sol tratto <li penna ciel Presidente della repubblica per tar sorgere come d'incanto nu esercito nn merosis;imo e perfetta mente eqn ipaggiato, per muo 1•er g ucn a aali Spaonuoli e scacci:i rli da Cuba . ·Mentre l'attuazione della mouilit:zione 1~::mltò in decisa coutradizione col perentorio intimo fotto alla Spagn~ di sgombrare Cuba in ;l.j. ore. Dopo sci settimaue Jalla di_i..!~i:1raziono cl i guerra, pl'Osegue lo scrittore, il P1·esidente passava 111 r1 v1sta il 20 corpo d'armat,,, formato es~lusivamente da voìontari: interi reg"imenti 8fìlanno al'anti a lui 111aucanti di fucili, spro\'Vcduti dell'unifo rme rogolnre e degli oggetti d'equipaggiamo11 to. E gli altri co1·pi rl'armnta 11011 si tro v:wano in condizioni migliori. Veramente pronte non potevnno dirsi che le sole tru ppe regolari, la mnggior parte delle ~nn li (18,000 su 25,000 uomini) ru perciò spedita immedialameule nell.i Flori<la. Sta ndo çosì le cose si comprende porchè nel 5° corpo d'armata, formato alla fine di maggio per spedirlo a Cuba, s' incorpornssero so ltanto due reggimenti fanteria e uno cav11ll eria di volontari, benchè il rnedc3imo corpo contas,e ~8 reggimenti <li fanteria, 6 di cavalieri" , artiglieria e trnppe speciali. 01·a se si tien çonto che di tutte le tr~~pe che compunevauo l'esercito oporanw, çhi prese pa rte ve_rameote dec1s1,:a alla guerra ru sol t,11110 il 5° co1·po d'armatn, ri.;ull~ eviden te _quanto sia stata limitata l'utilità dei volontari nella guerra. ;\ ella marcia su S,,ntia"o pre,ero plrte il 2° e 71 ° reg~imento fonteria ed il ·1° r~ggimentn ca;all eria. Poco prima del coml.H1ttimeuto decisivo :irrivò ·I 1/2 regi,:imenlo di volootari, ma questi non vi presoro parte, eri impiegati poi ( l o luglio) nell'attacco del la posizione di Ak.vndores n~n ollennero n~ssuu risulrnto e doverono ritirarsi. Altri corpi di voloutarr, che furono 1mpe(!oati 11ei combattimenti, vi concorsero con assai poco profitto (come ~- e.il 20 reggimento volon tari che fu costretto a ritir:in,i i11 disordine_e con aravi perdite}. )la altri appun ti sono da farsi al sistema delle·m1lizie.0Dal rapporto dell'ispettore dell'esercito ri:;ulta che_ i volontari a~1e~ ricani dPl generale Sha fter hcn presto geuarono :1a I loro_oggetti cli equipag,((iameoto, come ia ini, teli da tenda, bastoni, ccc.. Risulta ~ur~ che ,:,uli umcirli sanitari dei reparti di milizia difeuavano d1. .preparazione . . . militare altrettanto quaoto I,! truppe stesse; molte prescr1Z1on1 san,t:ine noo poterono essere applicate pernhè gl i uomia i si riliul:irooo ~i eseguir~ <>li ordini dei medici milita ri, ~icche le mortnlitil da p~ 1·te dei volontnn
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risuharono superiori tlel 6 °lo a quelle delle truppe permnueuti. [..'articolo chiude osservando che le imperfe1.ioni delle milizie, così evidentemente provate dall'esperienzo della guerra, indussero il governo germauico nd aumentare la forza dell'esercito permoneute co ll'idea mauifesta di escludere dall'organico dell'esercito di campa~na tutti quei reparti di truppa che devono fo rmarsi soltanto in tempo di guerra. N. 254. . -
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Tl tiro celere per l'artiglieria da campagne ru.çsa.
In questi ultimi tempi si è manifestala nell'artiglieria da campagnn russa una pronunziata tendenza ad a.:colerare il fuoco delle batterie. A questo effetto il generale Trozki, .comandante la circoscrizione militare di \"il oa, prescrisse éhe d urn nte le esercitazioni invernali di qnest'nuno la celerità del la carica fosse nu meotata r.no a poter eseguir(' 20 colpi nl min uto. Le ballerie furouo infalti esercitate ad eseguire il tiro contro b,ma1li diverl-i, disposti ~ distanze varie da ,t 366 a ·1878 metri: formandosi, come in guerra. sul la posizione, aprendo il fuoco appena tolti gli a,·antreni , e seguitandolo per non più di 3 miuuti. Dopo alcuni giorni di egercizio 39 batterie riuscirono a sparare da ·12 a 22 colpi al minuto, molte batterie raggiunsero la celerità prescritta di 20 colpi ed alcune riuscirono a sparare fino :JO colpi al minuto; e questi ri,;ultati sarehbcro stati conseguiti aumentando, rispetto agli anni precedenti, il numero dei colpi utili ~ontro i bersagli. N. 260. -
Le {e?Toi:,ie militari da campo.
Un lungo nrticolo di questa rivista ospooe intcressnnti particolari ci rca l'esperien1.e eseguite recentemente ia Russia sulla costruzione di ferrovie da ca mpo, con trazio11e .a vapore e con trazione a cavalli . L':nticolo così esordisce : La forza dei moderni eserciti è tanto grande ch'essi non possono riforoirsi <li vettovaglie coi mezzi locali del te~tro d'operazione, se non in misura assai limitata. Oltre a ciò le' guerre moderne esigono una grande quantità di materiale da guerra. il quale non può essere trasportato colle trnppe, ed il consnmo che se ne fa in comba ttimento deve essere risarcito dalla b'ase d·operazione, mau mano che se ne ha bisogno. Per l'assedio di una fortezza occorre che dllll' intcrno sia pro,•veduto un parco, il cni peso complcssi,·o supera ora le 19,600 to1ine\latc. Pe soddisfare a rrueste esigenze riesce nP,cessa rio l'impiego delle f~rrovie militari da campo, con trazione a vapore e a cavalli, costruite al momento del bisogno e con celerità di lavoro pari alla veloci tà crl la quale si muove l'e;ercito operante. Esse non sono meno uecessariti
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quando ([orse in una sola notte) occorra concentrare~ portare direunmente in batteria centinaio di bocche da fuoco da assedio. . Sulla costruzione di queste ferrovie speciali nel settembre u. s. :.1 fece ro esperimenti li i poligono di Lublin (Polonia). eia pa~te c!el 2° bntta••lioue fe rrovieri, amtatu (pel tra5porto delle rotaie e d altri ~anclu , e ~ei lavori in terra) da alcune oompagn.ie <li fanter.ia. Essendosi provato da esperienze anteriori che, se le rot:11e posano direttamente s~tl suo_lo'. la strada rimane totalmente esposta ai danni delle p1ogg1e e de, turbin i di neve, si cominciò a preparare uu rilievo di terrn dell'altezza media cli metri 0.'13 . Lll posa delle rotaie si prosegui anche durante la notte illuminando il terreno con lampade Wells. Le rotaie sistema Vignole (aventi ~ O chilogrammi di peso ed I metro di lung~ezza)'. pre_via: mente unite ai traversini a modo di campato pronte, d, metri 0.75 cll scartamento e della lunahezza di 5 metri e del peso di /~60 chi logrammi, erano man mano.traspo~tate alla testata della posa dai vagoncini e quindi, adattate o fissate al suolo; su <li esso avan1.0.va il. treno man mano che prngrediva il lavoro. Ogni 2 1 ], chilometri si formavano degl! scamb! pel libero passaggio dei treni carichi avviati alla testata della linea e d1 , 1nelli scarichi che si portavano indietro. li tempo occorrente per_ la_ [)O $l1 di 1 chilometro di strada fu calcolato di ore 1 1/.: , lavorando d1 giorno, e di 2 ore, lavorando di notte'. . Il lavoro più concludende fu eseguito l' ·I ·1 e •12 settembre. !n questi due aiorn i si costrnirono 113 chilometri di strada f('rrata, (uo giorno per la m;ssicciata slradale cd un gioroo per la posa delle rot.aie) ciò che dà nna media di la voro di G '!t chilometri al giorno. Si ritiene però che per la costruzione di luoghi t1·utti di ferrovia (1 00 e più chilometri) il lavor~ potrà essere molto accelerato, e che, adottando. te _molte ~v~·erten1.e ed 1 vari spedienti su<>rreriti dai recenti esperimenti, sia possi bil e procedere 0 n~I lavoro colla t peditezza medesima colb quale marcin l'esercito in guerra, ossia in ragione di ·I 5 ed anche~ 6 chilometri a~giorno. Da calcoli fatti in base alle esperie,11.e so~)ra dette, s1 veu ue alla conclusione che una fer rovia (·on trazione a \'apore può trasport11re in 24 ore 11 11a distanza di '100 chilometri, un peso di 820 tonnellate, ossia le vettovaalie p1:r un esercito di 200 ,000 uomini. C~mpiuti i lavori della ferrov ia speditiva, si procedè ad _uo altro esperimeuto. All'estremità della linea fu costr~1ita una hatter'.a da armarsi con t~ cannoni da 6 pollici , 2 leggeri (ch1logramm1 1866) e 2 pesanti (chi logrammi 2442). [ cannoni, pronti per _il tiro, fu:ono cari~at! su vagoncini (i vagoncini pei ,\. pezzi e 2 per gh acr~s~or'.) cd . avv,at~ dalla distanza di 28 chi lometri alla batteria, colla veloc,ta di 8 ch domctn 1
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RIVISTA DEI PE810D1CI MILITARI
nll'ora . Dalla testata del la fer rovia alla batteria ('120 metri) i cannoni furono trasportati (da so ldati d'11r1iglier-i:1) e messi in batteria impiegando 25 minuti . Le e,perienze relati,·e ri lle ferrovie con trazione a cava lli ebbero piuttosto nn c11ratlcre d' istrnzione, e si eseguirono cou rota ie di vari tipi e con materiale vario. Un cannone da 6 poll ici le?gero fu trasportlllo alla distanza di I chilometro, impieganrlo la ferrovia da assedio, detta del sistema Dolbert (scRrtamento metri 0.70) sistema il quale ha la partic~ larità di permettere la posa dei binari direttamente su suolo senza alcuna preparnzione del terreno. Il vagoncino carico con un peso di 5.\.00 cliilogrammi (cannoue, accessori e concluconte) era tiralo da tre pariglie, colla velocità di 5 chilomctrr all'ora. Durante tre giorni si esperimentarono vari sistemi di ferrovie leo-gcre n cavalli (tutte celio scartamento di metri 0.70) pel trasporto di caric·hi d' intendenza, sistema Dollberg, Yalvetzky, Tuk htarev, Krupp, H~rde, ecc. In due giorni, lavor:rndò 12 oro al giorno, si e~egui la posa di 42 chilometri. Circa le ferrovie con trazione a cavalli risultò che la questione più seria d:1 r isolversi è quella relativa alla pesta las"Cia ta da ceotio;i ia di quadrupedi nel loro movimento durante le 24- ore, particolarmente qu~udo è tempo cattirn. 1
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Per la Direzione. Lonov1co C:csoTTI
OEMAl'\CHT CARLO,
gerente.
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IMPIEGO DEI MINATORI IN GUERRA PREMESSA.
In uno studio sull'arma del genio e le sue svariate specialità, che già vide la luce su questa Rivista {dicembre 1896; abbiamo detto che i minato,·i non costituiscono presso tntti gli eserciti europei. una specialità distinta delle t ruppe del gonio, e cho in Francia, ad esempio, si hanno compagnie, battaglioni e reggimenti di zappatori-miua!;o1:i. Soggiungevamo che, fra gli eserciti presso i quali i mina.tori formano una specialilià a loro, sono da annoverarsi quelli italiano, germanico e austro-ungarico, e che presso questi ultimi due essi vongouo chiamati pio,iieri da /orte:.;::a. Col loro ordinamento i francesi hanno voluto riservarsi la possibilità cli destinare le compagnie zappatori-minat0ri indifterentemente alle grandi uniti'~ di guerra e all'assedio o alla difesa di piazze forti, riflettendo ad ogni modo che quelle di tali compagnie, le quali sono estensivamente impiegate nella. guerra in campo aperto, devono pur sempre conoscere una pane dell'istruzione dei minatori, cioè le mine di campagna. Lo altre nazioni che hanno costituito appositi riparti di mina.tori o pionieri di forte:!za, invece, hanno avuto in mira di provvedere l'esercito di riparti del genio più particolarmente istruiti nell'impiego delle mine sia nell'attauco e nella difesa delle piazze forti, sia nelle interruzioni strnda.li predisposte fin dal tempo di pace, pur riservandosi la possibilità (I) Il 1>resente sludio fa seguilo ai seguenti tre già slali pubblic.~ti nella Rivista 111ililai·r: ! 0 • L'1p·111.a del grnto e te .me svariate s71ccl11litci (dicembre 1896). 2•. Impiego degli za11pato?'i del genio nella, guerra di campagna /sc ltembro 1897), 3•. Id. id. ià. id. di fortezza (novembre 169S) 31 -
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ANNO XLIV.
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IlfP!EGO DEI ll!NATORI IN OUE!tRA
di .adoperarli, all'occorrenza, anche come specialità zappat~r~, .esch~dend?ne però il servizio delle sezioni da ponte d1v1s1onah o d1 avanguardia. . I ~o~piti i;.ssegnati ad una compagnia di minatori, o piomeri d1 fortezza, sono adunque gli stessi di quelli di una ~ompagnia di zappatori o pioneri di campagna, se si toglie 11 gettamento ed il ripiegamento dei ponti con materia.le regolamentare, e se si aggiungono i lavori relativi alle mine di assedio ed il servizio delle interruzioni stradali predisposte fin dal tempo di pace. In massima, nella formazione di guerra dei vari eserciti et~ropei. non è prestabilita alcuna assegnazione di riparti mrnatori (1) alle grandi unità dell'esercito mobilitato. Allo scoppiare delle ostilità. o nel corso della campao-ua. o ' tali riparti sono destinati a far parte, secondo il bisogno, o del presidio di piazze forti, o di corpi d'assedio, o di grandi unità di guerra, eh.e devono operare in zone , per lo più montuose, ove sono già preparate interruzioni strada.li; oppure dove occorre, eseguire lavori in roccia por riattare strade, per costruirne tratti a nuovo, ecc. Eccezionalmente poi alcune compagni6 di minatori si assegnano a qualche, grande ripatto per fungere da compagnie di zappatori; in tal caso però dette compagnie vengono preferibilmente tenute in riserva ai comandi di corpo d'armata od ai comandi delle armate, anzi che distaccarle alle divisioni. I riparti di minatori impiegati in montao-na hanno in dotazione un pa1·co speciale detto appunto ;er minato'l'i; presso alcuni eserciti. poi, ad esempio il nostro, essi sono provvisti anche dell'attrezzamento portatile. Nell' a.ttacco delle piazze for ti, tali riparti impiegano gli strumenti ed il materia.le dei parchi d' assedio, e nella difesa delle piazr.e stesse hanno a loro disposizione il matei·iale del genio che costituisce la dotazione di ogni singola piazza. (I) O 1iionieri da fortezza o 1.appatori-minntori. Presso di noi, in vista dell'impor· tante serv(zio che i minnlori devono <lisim1iegnare uellu zona alpina, alcun i vl,rrCb· bero si ch1am,1ssero zap11atori alpini o z«ppato1·t lii montaona; ma, ,•.onulo conto degli a ltri còm11 iti loro affidati, ci semhra più logica la denominazione <ti nii11alo1·i 0 nwglio quella di zappatori-minatori. '
IMPIEGO DRI MINA.TORI IN GOERRA
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I riparti destinati a disimpegnare in guerra il servizio da minatore presso gli eserciti d'Italia, di Germania e d'AustriaUngheria, sono i seguenti: Italia: 18 compagnie minatori, di cui 12 dell'esercito permanente e 6 di milizia mobile, del 5° reggimento genio. Germania: 23 compagnie di pionieri da fortezza, ossia le quarto comt>agnie dei 23 battaglioni di pioni~ri, le quali in tempo di pace ricevono l'istruzione speciale da minatore e all'atto della mobilitazione vengono staccate dai rispettivi battaglioni. Pel servizio di che si tratta possono venire pure incaricate alcune delle compagnie di riserva e di land· wehr, le quali, in caso di gL1e1-ra, vengono costituite con elementi tratti dalle classi in congedo. Austria-Ungheria: 45 compagnie di pionieri da fortezza, che, all'atto della mobilitazione, vengono. formate attorno ai nuclei che si ottengono dividendo in tre ciascuna delle quinte compagnie dei 15 battaglioni pionieri. I n Francia, come fu già accennato, il servizio di che si tratta, è disimpegnato da. alcune compagnie di zappatoriminatori, le quali, in complesso, sono 72 dell'esercito attivo, e 65 dell'esercito territoriale; Un p lotone del genio con materiale someggiato è addetto, fin dal tempo di pace, ad ogni gruppo alpino francese. Da quanto precede risulta che, fra gli stati da noi consi-derati, presso i quali i minatori costituiscono una specialità .distinta delle truppe del genio, l'Italia soltanto ha le compagnie di detta specialità raggruppate in brigate (o batta.glioni), le quali. poi formano un reggimento. In Germania. .ed in Austria-Ungheria, invece, in tempo di pace le compagnie pionieri da fortezza sono aggregate una per ogni battaglione di pionieri da campagna, e, all'atto della mobilitazione, vengono separate dai battaglioni stessi. È a pre:S ume1·si però che se parecchiE:> compagnie di pionieri da fortezza si troveranno riunite nella stessa piazza forte od a far parte dello stes30 corpo d'assedio, esse verranno raggruppate in uno o più battaglioni, i quali dipenderanno direttamente dal comandante del genio delle difesa nel primo caso, e dal comandante del genio all'assedio nel secondo caso.
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IMPIEGO DEI MINATORI 1N GUERRA
l'l!PIEGO DEI M1NAT0Rl IN GUERRA
Qual'è il sistema preferibile, il nostro o quello delle due potenze nostre alleate? L'uno e l'altro, rispondiamo, purchè si dia il voluto sviluppo alle istruzioni e alle grandi esercitazioni del tempo di pace, riunendo, in ogni caso, per queste ultime, un certo numero di compagnie. A questo proposito aggiungeremo che in Austria, nel 1893, nella lunga discussione che precedette l'approvazione del nuovo ordinamento delle truppe del genio, i dt1e generali dell'arma Salis- Soglio e Killiches sostenevano la. necessità di raggruppare i pionieri da fortezza in battaglioni, mentre i l governo nou fu dello stesso avviso e riuscì a fare approvare il suo p rogetto di ordinamento ora vigente. Il generale Brialmont poi, in nno studio pubblicato in quello stesso anno (1), scriveva che il governo austriaco non volle adottare un simile raggruppamento nella persuasione che d'ora innanzi l'impiego delle truppe tecniche sarà alquanto l imitato. E l'illust re ingegnere militare soggiungeva: « Noi crediamo, in vece, che contro le piazze forti ben « costrutte tale impiego avrà ancora molta importanza e che, < come a Sebastopoli, avverrà ancora di trovarsi dinnanzi « a piazze forti le quali presentano una grande resistenza. << Ammettiamo che, con una forte superiorità in artiglieria, « l'assediante potrà, alla distanza di 1200 a 1500 metri, d i« strnggere la maggior parte delle bocche da fuoco coraz« zate di una. piazza forte, ma allora. - se essa è stata ben « cost,ruita - la sua artiglieria :fiancheggiante ed i suoi « rivestimenti di controscarpa saranno ancora intatti, ed un « attacco di viva forza, eseguito da truppe che avranno da« superare un largo spazio scoperto, non presen.terà alcuna << probabili tu. cli successo. Sarà dunqt10 necessario che l' as« sediante si ·avvicini alla piazza mediante approcci soste« nuti da parallele e che ad una certa distanza dal fosso egli « inizi i lavori d i mina per sfondare i cofani .fiancheggianti « e rovesciare una parte del rivestimento di controscarpa:
« in seguito, dovrà sistemare a forma di rampa la trincea « prodotta dallo scoppio delle mine, alfi.ne di permettere alle « colonne d'assalto di sboccare nel fosso, dopo che saranno « state distrutte le difese accessor ie esistenti sul fondo di « esso e dopo aver praticate apertm·e nel muro staccato o « nella cancellata che spesso sostituirà. questo muro al piede « della scarpa esterna del ramparo. Ne risulta che truppe « del genio, esercitate nei molteplici lavori della guerra di « assedio, saranno altrettanto necessarie in avvenire quanto « lo sono state per lo passato, e che il loro còmpito, lungi « dall'aver perduta la sua importanza, sarà al contrario più « difficile, più lungo, più pericoloso. » Il generale Brialmont h a così dimostrato che l'importanza dei minatori non è punto scemata nell'attacco delle piazze forti. Per ciò che si riferisce alla difesa delle piazze stesse, aggiungiamo noi, l'importanza tattica delle mine, avuto r iguardo specialmente all'effetto morale, è pure sempre la stessa, perocchè lo scoppio di esse sotto i piedi dell'attaccante, giunto s ullo spalto e già in possesso di qualche opera addizionale esterna, è il mezzo migliore per far fallir e gli assalti, e non è impossibile che ritorni il tempo in cui era vero il detto di Federico II: « nelle mine consiste la prin-
({) Ve;7gasi l'itude su1· l'infanterie lé(Jfrr. l'organisnfinn et /.'em7>loi de.i t,·oupPt du gè11ic llans la gnerl'e de rn111p,1!)1te et dan.i la ,quel'i·e de siege pa,· lo générn l Tln1,11, MONT (llecue de l'a1·mée beige, 48• année, tome Il, seplcmbre octobri•, i893).
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cipale f01·~a di una piazza; è solo colle mine che il difen-
« sore potrà prolimga1·e l'assedio. »
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Solo l'esperienza di una guerra, più o meno prossima, potrà fornirci dati concreti circa l'influenza che la guerra sotterranea avrà in avvenire nell'attacco e nella difesa delle piazze forti; ma se si dovesse fare sin d'ora un pronostico su tale influenza, noi lo faremmo nel senso che gli e ffetti micidiali delle armi odierne, anzi che rendere inutile l'impiego delle mine sia da parte di chi attacca sia da parte di chi difende una piazza od un'opera qualunqne, contribuiranno a r icon·ervi più che non in passato . Ciò premesso, passeremo a trattare dell'impiego dei riparti di minatori prima n ella g nerra cli campagna e poi in quella di fortezza.
IIII PIEGO DEI MINATORI IN GUERRA
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IMPIEGO DEI MIN ATORI IN GUERRA
In campagna, come abbiamo più sopra accennato, tali riparti possono essere eccezionalmente impiE>gati come riparti zappatori, ma, in massima, sono addetti a grandi unità (per lo più brigate o divisioni) destinate ad operare in montagna, ove occorre provvedere alle interruzioni stradali già predisposte ed eseguire lavori in roccia. E pertanto, rimandando il lettore al nostro precedente studio sull'Fmpiego degli .zappatori clel gen'io nella guerra cli campagna (pubblicato su questa stessa R ivista nell'agosto-settembre 1897) per quanto riguarda i compiti dei minatori impiegati con_i~ riparti di zappatori, tratteremo in questo dei loro comp1t1 speciali nella guerra di montagna. Così pure, nell'attacco e nella difesa delle piazze forti, ossia nella guerra di fortezza, tràlasciando di fermarci sui compiti comuni cogli zappatori, ci occuperemo in particolar modo della guerra sotterranea, che è compito principale dei minatori.
I. ·_ Guerra di montagna. I compiti assegnati ai riparti di minatori nella guerra di montagna sono i seguenti: 1° la costruzione di vie mulattiere e di tronchi d i strade rotabili, non che il riattamento di strade esistenti, per poter accedere a posizioni da occuparsi con artiglieria da montagna o da campagna ; 2° la costruzione di piccoli pont i. con materiale di circostanza o con travate metalliche; 3• la costruzione di piccole opere di fortificazione speditiva; 4° la distruzione degli ostacoli che si oppongono alla. marcia delle proprie truppe, od all'assalto di opere fortifìcatorie o di posizioni rafforzate; 5• il servizio delle interruzioni stradali, ossia la distruzione di opere d'arte stradali, tirando in massima partito dei lavori all'uopo eseguiti fin dal tempo cli pace;
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6° l'esecuzione di grandi lavori di castrametazione, spe· cialmente di ricoveri di legname o di pietrame a secco, di serbatoi e condotti d'acqua. Occorre appena accennare che i minatori, al pari degli za.ppatori del genio, sono ancora chiamati all'occorrenza, a combattere come truppa di fanteria. Esamineremo successivamente i compiti sopramenzionati raggrup pandoli in lavori cli comunicazione (1° e 2°), lavori cli forli(i.cazione (3°), lavori cli clisl1·uz ione (4° e 5°), lav01·i cli cast1·0.rmetazione (6°). a) Lavori cli comunicazione. - Se la guerra di montagna si facesse senza artiglierie, non ci sare bbe bisogno cli truppe tecniche specialmente esercitate in tale specie di guerra, poichè i piccoli lavori cli vario genere, sopratutto di comunicazione, che si dovessero eseguire, potrebbero venire affidati a riparti di zappatori del genio od anche a zappatori di fanteria. Ma « nella guerra di montag.qa l'azione dell'artiglieria è « ritenuta tanto più opportuna, inquantochè il cannone è « per eccellenza l'arma dei terreni accidentati, svariati di ri« lievo, nei qnali si alternano le posizioni elevate che permet« tono di utilizzare le lung he gittate dell'artiglieria, nelle lo« calità depresse, nelle quali importa cercare con tiri curvi il « nemico (1). » Per conseguenza, ai corpi di truppa destinati a gnerreggiare in terreni montuosi sono sempre addette, salvo casi eccezionali, batterie da monta.gna e spesso anc_h e batterie da campagna. Queste ultime sono generalmente impiega.te al fondo delle valli, ove il terreno si presta ai suoi spostamenti, mentre le prime possono essere condotte in regioni prive di strade rotabili, ma percorse da mulattierè. Se si riflette però che talvolta le strade m ulattiere n on giungono fino alle posizioni che permettono di collocare in batteria i pezzi da montagna, é che in qualche caso potri~ pur convenire d i appostare pezzi da campagna a qualche (il Veggasi: AL1,Asox - I m.p iego dell'<trU9 lie1·ia, in [}1Lc1·ra - Boma, Voghera , (889.
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UIPI SGO !)El )flNATORl IX OUE&RA.
Ih!PmGo DEI MINATORI IN OOEltR.A
distanza dalle rotabili esistenti, come pure che tanto le mulattiere quanto le rotabili predette possono esser e state guastate dalle intemperie, dalle valanghe, o dal nemico in ritirata, si comprende la necessità di eseguire lavori, per lo più in roccia, per costruire tronchi d i strade mulattiere o rotabili o per riparare strade esistenti. Lungo i tronchi di strada fatti a nuovo o riparati occorrerà pure costruire ponticelli sopra torrenti o sopra bnrroni : in guasti ponticelli s'im piegherà materiale di circostanza, oppure, avendone a disposizione, travate metalliche trasportato al seguito delle truppe operanti. I lavori di comunicazione di che si tratta si rendono necessari sia nelle operazioni offensive, sia in guelle difensive : nelle operazioni offensive, per chè di fronte ad una difesa preparata nel fondo della va.Ile, è naturale che l'attaccante tenda ad elevarsi sopra uno dei versanti o sopra entrambi, per giungere a quelle posizioni le quali, o pel loro dominio o por i loro sbocchi verso la posizione del difensore od a tergo di essa, costituiscono una seria minaccia per quest'ultimo; n elle operazioni difensive, percbè dal canto suo il d ifensore, per premunirsi contro quella minaccia è indotto ad occupare egli stesso preveutivamente le posizioni su indicate, od a raggiungerne altre che le fronteggiano o che le dominano. Tra i lavori di comunicazione, in una g uerra d'invasione, avranno una grande importanza quelli ohe si dovranno eseguire per ristabilire le comunicazioni stradali là ove il nemico, ritirandosi, le avrà interrotte. Detti lavori consisteranno nella costruzione di ponti, in gran parte, oppure nel riattamento di tratti d i strada a mezza costa o di gallerie. Per rendere più spedita la costruzione dei ponti, i principali Stati d'Europa hanno adottate travate metalliche, che traspor tano al seguito degli eserciti operanti specialmente in montagna. In tal.i lavori, i riparti minatori potranno, all'occorrenza, essere coadiuvati da ausiliari delle altre armi, scegliendo questi ultimi possibilmente fra gl' individui di professione minator i e scalpellini se si tratta di lavori in roccia, oppure
falegnami, carpentieri, fabbri, se si tratta della costruzione di ponti. b) Lavm·i di (orti(/cazione. - << Nella guerra da mon« tagna bisogna farsi attaccare e non mai attaccare » lasciò scritto Napoleone I (1). Questo pensiero del grande capitano, naturalmente, va interpretato nel senso che, nella guerra di montagna, la difensiva deve avere una prevalenza sull'offensiva, e non gi~. nel senso letterale, poiche, altrimenti, se i due eserciti avversari l'applicassero entrambi, rimarrebbero continuamente di fro nte l'uno all'altro. Il comandan te di un corpo destinato ad operare in montagna dovrà cioò crearsi una buona posizione difensiva sia che voglia attendere l'attacco nemico, sia che stimi opportuno di attaccare le posizioni dell"avversario: in quest'ultimo caso, la buona posizione difensiva dev'essere creata a tale distanza da quella nemica ohe, qualora ratta.eco non rìesca, egli possa raggiungere colle sue truppe, senza difficoltà, la posizione stessa ecl anestare ivi l'inseguimento nemico. Da ciò risulta che gli eserciti i quali, a scopo d'invasione, attraversano zone montuose alquanto estese, avendo di fronte forze nemiche non d isprezzabili pel loro numero o per la loro qualità, devono r afforzare successive posizioni a mano a mano che il nemico ò obbligato a cedere terreno. La ·viol.tzione di questo principio portò quasi sempre ad un insuccesso . Le opere for tificatorie che i riparti minatori, coll'ausilio di zappator i del genio e, occorrendo, anche con quello di zappatori o di soldati di fanteria, consisteranno in trincera· menti d i m uri a secco, per lo più, oppure di tr onchi d'albero od anche di neve, in blockhaus o piccole caserme difensive di legname o di muratura, ed ìn spianamenti con o senza ripari anteriori per l'artiglieria. Si potrà pure tTar partito di casolari isolati o di g ruppi di case per metterli in istato di difesa. (t) Veggasi : ,lla:~imes d,· !Jue1Te l'l pensécs <le /\'a11oléon J,,,, 5• édltion maine, fSG3.
Paris Du-
lMP!RGO DE1 MINA'l'OUI IN GUERRA. 470 Qualora poi il corpo operante avesse una dotazione dì fortini d i metallo (1), i riparti del genio sarebbero chiamati ad eseguirne la composizi one e la scomposizione. Quanto alla scelta del terreno da preparare a difesa e alla disposizione delle opere sul medesimo, rimandiamo il lettore ai trattati di fortificazione campale; faremo qui solo risaltare le differenze principali tra l'organizzazione a d ifesa di un~ zona di terreno piano o collinoso e quella di un terreno d1 m ontagna. Anzitutt o, come si è g ià accen nato, in montagna tale orO'anizzazione avrà un carnttere spiccatamente difensivo: solo . tanto a qualche breve tratto del fronte di difesa, ad esempio in corrispondenza al fondo di una valle, dove più facilmente si possono eseguire controattacchi, converrà applicare un ordinamento con carattere offensivo. Gli appoggi d'ala del fronte di difesa sai·auno, . in m~ssima, naturali, e cioè costituiti dai due contrafforti racchrndenti la valle che si vuol difendere, o che segna la linea di invasione Qualche volta però si. avrà la convenienza di trasportare il centro della difesa verso l'alto ossia s~lla _dorsale di un contrafforte, e in questo caso entrambi gli appoggi d'ala (od un o di essi soltanto), potran no corrispondere al fondo delle v alli laterali, e perciò essere formati da opere fortificatorie di carattere provvisorio, qualora non esistano sbarramen ti permanenti: u n esempio ci è offerto dallo storico altipiano del!' Assietta tra le valli della D ora Riparia e del Chison e. Nello sceo·liere le p osizioni da occuparsi con opere occao . sionali e nel fissare i l tracciato di qweste, si dovrà badare che le posizioni stesse non siano dominate da altre facilmente occupabili dal nemico e che siano ridotti al minimo possibil e gli angoli morti. . Le distanze tra i p unti di appoggio di una stessa ltnea di difesa, quella fra la l° e la 2a linea (quan do esiste) e
(.t) Il nostro Manuale per J!u{fìciale del yenio in guerra (18951 offre un t ipo ben studiato di fo rtino d'acciaio smon tabi le someggia lo.
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H IPIEGO DEI MINATORI I N GOERRA.
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quella fra la 2" linea e la posizione di ritirata saran no, in generale, minori delle analoghe distanze di un campo di battaglia organizzato in terreno piano o collinoso. c) Lavori di dist1.,u,zione. - Questi lavori, come risulta dalla enu merazione dei compiti affidati ai riparti di Iì1ina tori, sono di d ue specie: l'una ha per scopo di r imovere gli ostacoli ch e si oppongono alla marcia delle proprie truppe od all'assalto di opere fortificat orie o di posizioni rafforzate; coll'altra si producono interruzioni stradali per ostacolare la marcia del nemico. Gli osta.coli che un corpo di truppe può incontrare sopra una strada di montagna consistono e$senzialmente in frane nat urali o artificialmente prodotte dal nemico in ritirata, oppure in tronchi d'albero impiegati da soli o misti a pietrame, disposti attraverso la strada stessa. Per rimovere gli oradetti ostacoli, i riparti del genio, che natural mente marceranno all'avanguardia, impiegheranno spesso gli esposivi, trattandosi di ~pezzare massi d i pietra o grossi tronchi d'albero che, al trim enti, richiederebbero lungo tempo o macchine speciali per essere rimossi. Riguardo alle interruzioni stradali, nelle quali sono pure comprese le frane artificiali e g li sbarramenti di tronchi d'albero or ora menzionati, giova anzitu tto osservare che i lavori occorrenti per produrle. conviene siano in gran par te già preparati sin dal tempo ·di pace, p erocchè, all'atto di una guerra,. mancherà quasi sempre il tempo di eseguire ,, simili lavori. E di fatto, tut ti gli Stati i qu ali hanno ben organizzata la propria difesa territoriale, olt re alle opere di sbarrament o erette verso le fr ontiere, in qu esti ul ti mi anni prepararono sulle linee stradali, ordinarie e ferroviarie, attraversanti le frontier e medesime, camere da mina nelle pile o nelle spalle di ponti o di viadotti, n ei piedritti di gallerie e nei mu ri d i sostegno dei tratti di strada a mezza costa. A tali camere si giunge, secondo i casi, o mediante pozzi o mediante gallerie. Se si tratta di pile o di spalle di ponti, si trova pure spesso applicato il sistema delle mine t rivellate. Per ogni interruzione, fin dal tempo di pace, è p ure predisposto tutto il materiale e gli esplosivi occorrenti per il
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JM PIEGO DEl lf!NATORI IN GUERRA
caricamen to e l'intasamento delle mine d i che si tratta, pe;· modo che, affatto di una guerra, il compito de' r iparl;i minatori si ridnce ad allestirle ed a farle esplodere al momento opportuno. Qualora poi, sopra qualche linea stradale seguita da un corpo d"operazione, non siano stati eseguiti lavori relativi a interrnzioni stradali, i riparti minatori saranno, all'occorr enza., pure chiamati ad eseguire tali lavori ed a prepara.re tutto il materiale occorrente per il caricamento e l'intasamento delle mine relative. In questo caso p erò si applicheranno quelle specie di mine, ad esempio quelle trivellate, che rirhiedono minor tempo per essere preparate. Gli esplosi vi che più comunemente si impiegano nelle mine delle interruzioni stradali sono la polvere ordinaria, le d inamiti (preferibilmente quella nota sotto la denomina- · zione di gelatina esplosiva), il fu lmicotone, la melinite, ecc. L a polvere ordinaria si applica di preferenza in quelle mine colle quaìi si vuole ottenere proiezione di materiali, e perciò è specialmente indicata per le interruzioni d i tratti· di stra:la a mezza costa. L'incarico di far esplodere i fornelli di una data interruzione dovrà essere affidato possibilmente ad un ufficiale del genio, e ciò sia perchè, in mancanza di ordini tassativi del comandante il corpo d'operazione, oppure in circostanze eccezionali, il predetto ufficiale sappia assumersi la responsabilità di prendere egli stesso una decisione sulla con venienza, o no, di far brillare le mine, sia perchè possa ovviare a qualche inconveniente che si presentasse all'atto del brilla ment o, o poco prima, nel frattempo cioè che egli trovasi isolato dal proprio riparto. Fra le varie guerre dell'epoca nostra quella del 1866 offrì iu modo speciale al genio militare a ustriaco occasione çli fare un largo impiego di mine nella ~distruzione di comun icazioni, di opere di fortificazio ne e di edifici. (1) Sopra i (·\) Vegg:i.si: Demoliz ioni eseguile dal genio austr i11co n ella g11errn dell'anno 1866 - trad uzione dal tcrlesco del capitano del genio G. 0 :-iov ur. - C11salc, litogrnt!a del corpo zappato:,, {873.
lMPJEOO DEI MINATORI JN GUERRA
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due teatri della guerra furono infat ti rovinati ben 74 ponti, _9? case, 2 chiese, 4 magazzini a polvere, 13 opere fortifi catorie, e venuero altresì r ese impraticabili parecchie strade 'ordinarie e alcuni tronchi di ferrovia. F ra i ponti demoliti si tr ovarono pressochè tutte le specie di simili costruzioni, compresi i ponti metallici, sulla di.struzione dei quali non si era fatta ancora esperienza alcuna. Per a lcuni ponti, le camere cla mina erano state preparate· durante la pace, e un'apposita istruzione pubblicata in quello stesso anno 1866 dava le nor me per il loro caricamento, intasamen to e brillamento.; per altri, invece, le camere vennero preparate durante la campagna. . N el teatro della guerra del sud, poco avanti la battaglia d1 Custoza, g li austriaci dist rnsser o tutti i ponti sui canali dell'Adige fra Badia ed Adria per rendere difficile al nemico situato sul Po di irrompere nel basso Veneto. Qnando · poi l'armata del sud abbandonò J'Italia per accor rere in B oemia, fur ono successivamente fatti saltare o abbruciati i ponti sul Mincio, sull'Adige, sulla. Brenta, sul B acchiglione. sulla P iave e sul T agliamento. In tutto, i ponti r ovinati nelle provincie venete furono 43. ~el teatro della guerra del nord, delle 31 distruzioni di ponti eseg uite, alcune ebbero per scopo di completar e lo stato di difesa delle fortezze ed altr e di copr ire la ritirata dell'esercito combattente. d) Lavo1·i di castrametazione. - Qualora per talune posizioni d i montagna si pr eveda che, in caso di g uerra, saranno occupate da truppe preposte a guardia della frontiera t errestre, oppure verranno destinate ad impedire la marcia verso l'interno dello Stato di corpi d i truppa nemici, eh.e riuscissero a sbarcare in prossimità delle posizioni stesse, conviene, fin dal tempo d i pace, provvedere le predette posizioni di ricoveri di leg name, o di muratura per lo p iù a secco, non potendo fuomo resistere per più giorni di seguito allo scoperto od anche sotto una tenda contro la rig idità del clima e le intemperie a parecchie centinaia, od anche a migliaia di metri sopra il li vello del mare.
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DJPIEG O DE! ;)Ìl~ATORJ IN GUE RRA
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Ora, in quelle posizioni in cui tali ricoveri mancassero, o difettassero, spetterà ai riparti minatori, all'uopo aiutati da riparti di t ruppe alpine, di erigerli. I ricoveri si addossano possibilmente alla montagna dalla parte opposta a quella donde spira il vento dominante. Se poi sono cos~rutti in prossimità della frontiera, essi dovranno anzitutto soddisfare alla condizione di essere defilati alla vista e possibilmente anche al tiro eseguibile da posizioni nemiche poste a breve distanza dalla frontiera medesima. Il lavoro speciale da minatore in simili costrnzioni si è queìlo di preparare, colla m!j,zza, o mediante petardi, i pezzi di roccia occorrenti per la completa erezione dei ricoveri di pietrame e per rafforzare alla base quelli di legname. (1) Un altro lavor o di castrametazione di grande importanza che spetta ai minatori del genio si è quello della costruzione di condotti di acqua potabile, di serbatoi e di abbeveratoi. I serbatoi e gli abbeveratoi si scavano nella viva roccia, e gli acquedotti vengono fatti con tubi di cotto o di cemento, oppure con tronchi d'albero vuoti, od anche scavando un canaletto nel fianco della montagna. Naturalmente, sarà ap· plicato o l'uno o l'altro di questi sistemi secondo le condizioni del terreno, secondo. il materiale che si potrà avere a disposizione o secondo il tempo disponibile per l'esecuzione dei lavori. ({) ,A pag. 79·80 ciel nostro ~lanuale r er l' ufficiale del genio in guarra sono dali pnroccl1i tipi di, ri co veri di alln montagna. In proposito, vèggasi ancora lo stnclio del capi tano CASALI, 1a1bblicato sulla RiviSla di artiglieria e genio, anno t896, voi. lii.
(Continua)
B.
ZA.NOT'l'(
maggiore del genio.
DAL BASSO PO ALL'ISONZO STUDIO CH.IT(CO S ULL A s1,:coNOA PAR'rl': DEL I_.A CAl\JPAGNA
I?! 1:.i 1ù SPBC lA LMEN'l'I::
sur.LF.
1866
IN JTA LIA
01.)E.RAZIONI l'IUt. H. P:\.SSAOOIO nJ•:J'.. fl O g SULL A MAIU) TA
DEt, CORPO DI SllEOIZlONB DAL BASSO PO ALL'tSON:7.0
Con l,ìn 11azio11e. -
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l'ed.i dispensr1 I I'
Come già si disse il 10 luglio cominciò ad effettuarsi lo spostamento dell'armata del Mincio dal Basso Oglio al Basso Po. Riportia,mo qui l'ord ine al riguardo emanato dal generale La Marmo1:a il giorno 9 : 1< L'esercito deve trasferirsi dalle posizioni attualmente « occupate nell' Oglio ad occuparne altre sul basso P o. « Il movimento avrà luogo nell'ordine di marcia e di « tempo che sarà con altre istruzioni stabilito (vennero di« ramate la sera stessa al I ed al III corpo); si dispone in« frattanto quante segue: « Ogni corpo d'armata. formerà due colonne di marcia « così composte: (1) << Colonna A , corpi a piedi e piccolo bagaglio ; « Colonna B, corpi a cavallo e grosso bagaglio. « La colonna A, passando il Po a Casalmaggiore, raggiun« gerà Parma in due tappe, e da ivi proseguirà a destina« zione per ferrovia. « La colonna B, àistaccandosi dalla colonna .A a Colorno, « prosegL1irà per Brescello, Guastalla, Novi, Concordia, Mi« r andola e Finale a t,appe ordinarie; giunta a Finale tro« verà or dini per la sua ulteriore destinazione. (I)
\'u<li Allega to A.
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DAL BASSO PO AL!.'ISONZO
« La. colonna A marcerà sotto gli ordini diretti dol <lo« mando del corpo d'armata e dei comandi lo divisioni. « La colonna B marcerà sotto gli ordini del comandante « la cavalleria del corpo d'armata. A tale uopo sarà posto « a sua disposizione durante la marcia un ufficiale d~ stato « maggiore del quartier generale del corpo d'armata. « Il piccolo bagaglio che marcia colla colonna A è il se« guente: « 1 carro per ogui battaglione, colle marmitte o <Jnanto « altro occorre per il rancio; « 1 carro per ciascuno stato maggiore di reggimento; << 1 carro por ciascuno stato maggiore di brigata; « 2 carri por il comando e il quartier generale della divisione;
« i <:arri delle sussistem:e che portano al seguito delle « divisioni le due distribuzioni ordinarie di viveri; « i carri dei vivandieri dei corpi. « I signori comandanti dei corpi d'armata fisseranno il nu« mero dei carri del loro quartiere generale che deve seguire « il movimento per ferrovia, considerando la convenienza di « ridurlo per quanto possibile, in vista delle difficoltà che « incontra il movimento del carreggio per ferrov ia. « Prima di lasciare le attuali posizioni sarà distribuita alle « truppe una razione di viveri a secco, prelevandola dal!e « tre razioni che sono al seguito di ciascuna divisione. La « detta raziono sarà. conservata. dalle truppe per essere con« sumata occorrendo, dietro ordine che sarebbe <lato in pro« posito dai comandanti di corpo d'armata. « I comandanti dei corpi d'armata assegneranno alle co« lonneB il personale d'intendenza militar e e delle sussistenze « necessario ad assicurare ·il servizio dei vivel'i e foraggi du« rante la marcia. « L e tappe dovranno esse1·e fatte in modo da evitare asso« lutameute i grandi calori del giorno, e generalmente par« tendo nelle prime ore antimeridiane per giungere alla nuova « tappa non più tardi delle 10 del mattino.
•
Tabella di movimento ferr<:>viario (colom,e A) e di traslocazione per via ordinaria (co/o,111t B) dell'armata de Mincio per trasferirsi dal Basso Ogiio al Basso Po. N.JJ _ 1 lllO\'illlenli quali erano s lati o~·linati cfal ..:o mnndo s upremo, sonfl scritti in c;.r.:i.Uere commle, q u elli e r~ttiviun~r,te M:Cf!uiti. in~c=a:r aclt=e=ro=--' co=r.~'i~ 1·0~.~ ~ = ' - T - ~ = - - ~ - - ~ ~ = = = ~ . , = = = = = =
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UAL BASSO PO A1,1,'1SOi\ZO
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<< :( signori comancfanti di corpo pl'enderanno per il rancio · «della truppa quelle disposizioni che crederanno meglio con« seutaneo alla specialità del movimento che devono ese« guire. « ll generale d'armata « capo cli stato maggiore generale « At~'ONSO LA :;.\fAlt'.\COltA. »
La riserva generale d'artiglieria, i parchi di riserva del genio e tntto il grosso traino del quartier generale principale dovevano unirsi a Casalmaggiore alla colonna B del III corpo d'armata. I particolari del movimento ferroviario, per quanto rifer[vasi al numero e composizione dei convogli e alle ore di partenza da Parma, dovevano essere fissati per ciascun corpo d'armata da un ufficiale di stato maggiore, mandato anticipatamente a Parma, con un regio commissario tecnico spedito cola dal Ministero dei lavori pubblici. Giunti a Ferrara e collocate le loro truppe, i comandanti dei corpi d'armata dovevano mandare o prendere i loro traini a b--.inale. Il, tenente colonnello Agostino Ri cci, dello stato maggiore del comando in capo, studiò o diresse l'intero movimento ferroviario; a Lui fo pure dato l'incarico di dirigere in ge· nerale il fiancheggiamento dalla parte del Po delle colonne carreggio, le qua.li avrebbero dovnto provvedere alla propria sicurezza con L propri mezzi. Il U corpo e la divisione di cavalleria doveva.no rimaneresulla sinistl:a del Po a coprirA il movimento. Terminato il passaggio del III corpo, e tolti i ponti di Viadana e di Casali:naggiore, il II corpo avrebbe dovuto ripiegare su Ore- · mona, sua. base, in attesa d'ordini. Fiu dal giorno 12 ricevette però quello di segLlire la mossa degli altri con due divisioni (6" e 19"): l'altra di visione ( 10•) con un reggimento di cavalleria (lanceri d[ Novara) ebbe ordine cli rimanere da sola sul basso Oglio per poi seguire le altre nel Polesine, mentre la 4" 9-ivisione ora 11,ncora impegnata nell'attacco cli Borgoforte. ~~ -
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DAI, BASSO PO ALL'1soiszo
DAL BASSO PO AL l)1SONZO
Anche la divisione di cavalleria di linea fu chiamata a Ferrara. Dalla tabella annessa (vedi allegato A) risulta come se- · condo gli ordini del oomando supremo, avrebbe dovuto venire eseguito il trasferimento dell'armata del Mincio dal basso Oglio al basso Po, e come invece codesto trasferimentl1 siasi effettuato.
Le disposizioni impartite dal generale Cialdini per passare il Po e per prendere saldo piede nel Polesine sono certamente meritevoli del più. diligente studio e, nel loro complesso, esse possono proporsi quali modelli di preveggenza e di prudente energia. Si può tuttavia chiederci se per avventura non sarebbe stato piò. convenientè scegliere per il passaggio del Po una zona più vicina a Pontelagoscuro. Certamente tanto meno probabile sarebbe stato di trovare gli Austriaci sulle braccia quanto più lontano fosse stato il punto di passaggio del fiume da quello su cui si sperava di attrarre l'attenzione dell'avversario. Con l'attacco di Borgoforte e col tenere l'armata del Mincio dietro il basso Oglio noi cercavamo d'attrarla verso il Serraglio mantovano, ma questo non dista che due tappe dal Carbonarola, dove avrebbe dovuto passare il Po la nostra colonna di sinistra. Si potrà forse obbiettare che, volendo passare il Po tra B ondeno e F errara, il IV corpo, ch'era raccolto presso Mirandola, avrebbe ritardato il passaggio d'un giorno. Ciò è vero, ma è vero altresì che non ci saremmo trovati sulla fronte il grave impaccio delle Valli Grandi Veronesi, le quali -ci hanno fatto perdere almeno un g iorno per appoggiare più .a destra la nostra massa non appena passato il fiume, e ciò ' .allo scopo di farla trovar e in corrispondenza d'un fascio stra·dale discretamente condizionato per poter avanzare rapidamente verso l'Adige.
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Quella 1:ìopertnt'a sul fronte che a.I primo momento ci mancava e che del resto non era necessaria, noi l'avremmo avuta sul fianc~ sinistro, quando avrebbe potuto torn~rci veramente preziosa. Tutte le complicate operazioni che si sono dovute eseguire per il successivo ripiegamento dei ponti e per l'abbandono della linea d'operazione Modena-Mirandola-Felonica-Trecenta-Badia e per la costituzione di quella Bologna-Pontelagoscuro-Rovigo si sarebbero evil:ate, e molto probabilmente il tempo che si sarebbe perduto ma.rciando sulla destra, del Po per spostarci verso oriente, si sarebbe ad usura guadagnato nella rapidità con cui si avrebbe potuto eseguire il passaggio del fiume e la tra:versata del Polesine. Ovvie ragioni strategiche e logistiche consigliavano infatti di ristabilire dirette comunicazioni con Bologna; e se veramente ammirevoli furono le disposizioni date dal generale Cialdini per il graduale ripiegamento dei ponti di CarboJ.larola, di Sermide e di Felonica e per la sistemazione di un sicuro passaggio a Pontelagoscnro, se l'esecuzione d.i codesta saggia e non facile operazione rispose brillantemente a l concetto cui era informata, certo è però che concorse ad aumentare la lentezza e le difficoltà della nostra offensiva attraverso del Polesine. ~.
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La sera del 7 incerte not1z1e si avevano intorno al nemico: le più attendibili lo da vano col grosso delle sue forze presso Verona, e circolava insistente la voce che si prop?nesse - anzi che fosse già iniziata - la mossa per trasferirsi sul Danubio a difesa della capitale minacciata da vicino dalle vittoriose armi prussiane. Urgeva quindi far presto; attraversare cioè il più celeramente che fosse possibile il Polesine per prevenire il nemico sull'Adige se per avventura si fosse incamminato da questa parte anzichè verso il Friuli, e .per tentare di far cadere
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OA 1, B,ISSU PO ,ILL'ISONZO
Rovigo con un colpo di mano. Se poi fosse vera la notizia dell'abbandono del Veneto, la sollecitudine s'imponeva del pari per tentare di tagliare la strada agli ultimi corpi austriaci in ritirata verso l'Isonzo. Donde le disposizioni per l'alleggerimento delle divisioni fino al punto di lasciare indietro una parte del munizionamento delle loro artiglierie; donde gli eccezionali sforzi che si richiesero alle truppe. Queste disposizioni mettevano iu evidenza quanto il generale Cialdini possedesse chiara e lucida la coscienza delle esigenze della situazione, e come con ferma, vigorosa ed energica volontà egli sapesse tutto subordinare al conseguimento dello scopo capitale. Tuttavia, pur ammirando il concetto informatore di codeste disposizioni, noi crediamo di non andare errati asserendo, che anche senza le notizie che nel bo-iorno 8 bo·iunsero al generale Cialdini, le quali davano u n grande spostamento di truppe austriache da Verona verso Padova e probabilmente verso il Polesine, notizie che lo indussero ad ordinare che l'avanzata venisse limitata al Tartaro ed al canale Bianco, ben difficilmente all'Adige gti.el giorno avrebbe potuto arrivare altro che qualche avanguardia; il grosso si sarebbe pur sempre dovuto arrestare più indietro. Dopo eseguito il passaggio d'un grande fiume come il Po, è giiL molto se si riesce a spingere innanzi la massa d'un corpo d'armata di altri 10-15 chilometri - tanto più attraverso quei terreni e su quelle strade. Ad ogni modo torna qui opportuno osservare che tanta fretta per riuscire a prendere piede sull!Adige era imposta dal fatto che non si sapeva dove fossero gli Austriaci. Se il passaggio dei Po fosse stato eseguito quando si era riusciti ad attrarre l'Arciduca sulla destra del Mincio, tanta fretta non sarebbe stata necessaria, chè il generale Cialdini disponendo di almeno quattro giorni, avrebbe avuto la sicurezza di prevenire il nemico nel Polesine anche senza venire alla grave determinazione di far lasciare indietro g li zaini e una parte del munizionamento delle batterie.
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DAI, BASSO PO A LL'lSONZO
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* Dagli incompetenti vennero mosse censure al comando del IV corpo per non essere riuscito ad eseguire il passaggio del Po con tutte le forze e con tu tte le artiglierie che a.Ua fine del 9 luglio: a noi invece non solamente ciò non reca sorpresa, ma anzi ci desta ammirazione che 70,000 uomini e 400 bocche da fuoco in soli due giorni a bbiano potuto passare il Po e prendere saldo piede sulla rivl:L nemica, tanto più ove si tenga conto che subito al di là del Po si avevct il gran impaccio delle Valli Grandi Veronesi, e che, tranne la strada Salara, i,utte le altre per cui doveva moversi quella gran massa di truppe e di materiali, erano strade a fondo poco solido, strette e fangose. Nella Risposla alla 2' pm·te dell'opuscolo « 1l generale La Nf(1ff'mor·a e la campagna del 1866 » pubblicato a Bo· logna nel 1868 in quella disgraziata polemica allora sorta fra i sostenitori del Cialdini e quelli del La Marmora, a pagina 38 si legge: « su ponti lunghi 300 e più metri, se (1 qualche cavallo a mezzo cammino si spaventa, si rifiuta « o fa delle difese, lo scompiglio che produce, e le conseguenze « coe ne possono nascere, sono sempre imbarazzanti assai. Il <<: minor male che succede è quello di perdere molto tempo, << o·iacchè tutti i cavalli che sono dietro al ricalcitrante devono o « necessariamente fermarsi, sino a ohe o in un modo o nel« l'altro scompaia quell'ostacolo. « Ma ciò che è grave. ciò che è serio, ciò che spaventa, è il << passaggio delle artiglierie, dei carri e delle prolu,nghe; « si cominci a dire che per arrivare all'argine, vi è sempre « una grande salita da fare. L'enorme diferenza nella st::1.« gione estiva, fra il pelo dell'acqua ed il ciglio dell'argine, « rende indispensabile di praticare sul fianco interno del« l'argine una lunga discesa (rampa) colla minor pendenza « possibile, onde dar mezzo al carreggio di entrare nella « testa del ponte. Una tale discesa tracciata di fresco si
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DAL BASSO PO :1c,1.'1SONZO
« sprofo~da, si guasta, si rompe sotto il taglio delle ruote ' «. I carri non discendono che uno ad uno e sostenuti << dietro da 10, 15 o 20 uomini secondo il loro rispettivo « p~so. ~Ile _volte la graYità vince la resistenza, ed il carro « mmacc1a d1 venire giù a rompicollo è guindi di cadere « nell'acqua o di sfondare il ponte. « I carri inol~rati n el ponte hanno poi a lottare singolar« mente colle difficoltà e coi pericoli derivanti dalla ristret« tezza del ponte, dall'indòcilità e spavento dei cavalli da « qualche tavola che si rompa e via dicendo. ' « Giunti all'opposta riva, bisogna dare a ciascuno un < pro~orzi_onato rinforzo di cavalli per trarli dal basso e « farli ~ahre sull'argine. Un cavallo che cada, una rnota « ch_e s1 rompa, un carro che si rovesci, ed ecco qualche « ~muto,. forse un qu~rto d'ora perduto. Moltiplicate queste « d~f:ficolt.a, queste fatiche, questi inciampi, quest e perdite « ~1 tempo, per qualche migliaio di carri, ed avrete un'idea « mcompl~ta del tempo che si richiede ad un esercito per < passare 11 basso Po. Aggiungete che i pontieri orribilmente « s~nchi ~allo scaricamento delle barche, dalla costruzione « dei ponti e dal passaggio di tutta la prima 0o-iornata hanno ' « asso Iuto. b'1so_gno di riposo, e senza la presenza loro sul « ponte v1 assic~ro che non si passa. Aggiungete che di « notte, vale a dire senza lu0e, lfl artiglierie ed i carri non « possono passare: Deducete dunque le ore delle due notti « te~u~ conto di quanto vi narrai come testimone oculare: « poi ~1te se ne a~e~~ il coraggi o, che il IV corpo potea sbri« gars1 un poco d1 pm nel passare il Po. » Troppo viva e veritiera ci sembra questa descrizt0ne delle difficol~à che dovettero superare le truppe del IV corpo per passare il Po perchè noi dobbiamo aggiungere parola. Noteremo soltanto come nella campagna del 1809 si ritenne operazione splendidamente riuscita quella del passaggio del quarto corpo francese dalla destra del Danubio nel1' isola di Lobau, impiegando ben tre giorni dal momento m cui fu principiata la costruzione del ponte; ed il quarto corpo francese non cd'ntava che 30,000 uomin i. « e conviene sospend ere 1·1 movimento · per ripararla..
})Al, BASSO PO ALL'JS0);7.0
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•*• Data la possibilità di trovare il nemico sull'Adige, od anzi di vederselo venire contro in forza, era più. che giustificata la circospezione del generale Cialdini nei giorni 8 e 9 luglio. Per verità le notizie giunte il 9, che davano il Polesine da Legnago a Rovigo ormai sgombro dagli Austriaci, avrebbero forse potnto far sorgere il dubbio sulla attendibilità delle notizie prima trasmesse d'un forte concentramento verso Rovigo, tuttavia noi troviamo pienamente giustificate anche le disposizioni date per la, giornata del 10 - disposizioni che continuavano a rivestire quello stesso carattere di circospezione dei due primi giorni. - Però, pare a noi che, data la situazione politico-militare, non sarebbe stato forse inopportuno una ardita ricognizione di colonne leggere - cavalleria e bersaglieri, sostenuti da qualche batteria - - fin sulla sinistra dell'Adige per cercare di chiarire meglio le cose. Invece non solamente nel 10 luglio altro non fa il IV corpo che spostarsi verso Santa Maria Maddalena, ma anche dopo saputo che gli Austriaci avevano la not.te prima sgombrato Rovigo, facendone saltare i forti - il che mostrava all'evidenza le loro intenzioni d'abbandonare il Veneto ··nnlla si fa per approfittarne subito. E non è che nel dì seguente che 6 divisioni vengono spinte fino all'Adige fra Badia ed Anguillara. Dal 10 al 15 luglio il IV rimane fermo nel Polesine, limitandosi a spingere avanti, ma relativamente di poco, lo due brigate di cavalleria ed a far passare l'Adige alle due divisioni Cadorna e Mezza.capo, le quali però si ferma.no subito a.I di là, presso Bagnoli. ]'raucamente di questa sosta non sappiamo renderci ragione. Certo essa non rispondeva alle esigenze della situazione. Pare a noi che in quella speciale situazione politico-militare raudacia, quasi direi la temerità, s'imponevano. A costo dunque di non avere ancora completamente organizzata come
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DAL BASSO 1'0 Al.L'ISONZO
si voleva la linea. di comunicazione per Pontelagoscuro e Ferrara, occorreva, a parer nostro, che una gran parte del materiale da ponte fin dal giorno 11 arrivasse sull'Adige per modo da gettare alcuni ponti nella notte e far passare nel giorno seguente il fiume almeno a quattro divisioni spingendole fino alla fronte Este-Monselice-Conselve. Si obbietterà forse che rruesto truppe dovevano aspettare i loro zaini, il loro grosso carreggio e le colonne di munizioni delle batterie. Ma carreggio e colonne di munizioni fin dal 9 dovevano trovarsi a Bondeno ed i barcoui con gli zaini è da ritenersi che il 10 saranno giunti a Pontelagoscuro: non era dunque chiedere l'impossibile i] pretendere che per la sera dell' 11 le divisioni potessero ricostituirsi in condizioni normali. Ad ogni modo se per un complesso di ritardi, di equivoci, di atr,riti inevitabili in guerra, non si poteva far arrivare il carreggio e gli zaini alle d_ivisioni per la sera dell' 1~, certo è che nel giorno seguente ciò poteva e doveva avvenire. Invece non solamente il 12, nemmeno il 13, nemmeno il 14 quando già sull'Adige si avevano cinque ponti, e quando nel Polesine si poteva avere la fanteria cli due divisioni del I corpo. sostenuti da tutta l'ar tiglieria di riserva; il IV corpo passò l'Adige. Le obbiezioni di carattere logistico non ci sembrauo bastanti per spiegare e giustificare quella sosta nel Polesine. E neppure la ragione che prima di procedere a rapiaà offensiva verso il Friuli si voleva che almeno una parte notevolE> dell'armata del Mincio potesse raggiungere - il che ad ogni modo confermerebbe guanto sarebbe stato più opportuno che la mossa di queste truppe non il 10 ma. l' 8, o meglio il 7 luglio fosse cominciata e che fosse s tata anche meglio regolata - ma ciò non Loglie che in quella situa:::'ione i:;i poteva e si doveva, a parer nostro, andare avanti anche col solo IV corpo, ;;i,lmeno fino alla Piave. Ben si sapeva che due soli corpi ani:;triaci si ritiravano per il Friuli, mentre l'altro aveva preso la via del Tirolo. Per conseguenza anche nel caso che si avesse dovuto sostenere tma battaglia uo11tro
DAI, BASSO PO Al.L'ISONZO
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questi due corpi - non più di 50,000 uomini - il IV ~or_p~ avrebbe avuto pur sempre una considerevele supenonta numerica. Se il IV corpo il giorno 13 avesse passato l'Adige sare~be arrivato a trattenere gli Austriaci e ad obbligarli a battaglia? Il 13 la retroguardia austriaca era a Volpago, il VII corpo a Nervesa, il IX a S. Lucia e Mareno, la brigata Bienerth a Ponte di Piave, la brigata di cavalleria Pulz a Sprnsiano: cioè gran parte dell'armata austriaca, prescinden~o dal V c?rpo avviato verso il Danubio per il 'rirolo, era già dietro la Piave. Ciò stante, è evidente che se gli Austriaci volevano evitare la battaglia, potevano benissimo evitarla, tanto più q_ualor~ avessero distrutto - come poi in effetto distrussero - 1 ponti sulla Piave. Ma ciò non modifica il nostro ragionamento : del resto si può anche osservare che il lG gli Austriaci erano ancora sulla Livenza e cho per t,ale giorno il nostro IV corpo avrebbe potuto arrivare sulla Piave, Giunti i du_e avv~riì~rì a sì stretto contatto. può sorgere il dubbio se gli Austria.ci av~eb~ bero ritenuto ancora opportuno - non foss'altro per rag10m morali - cli continuare 1~ r itirata. Ad ogni modo certo è che se ciò avessero fatto, l'effetto della nostra avanzata, così sulle popolazioni come sulle stesse truppe austriache, avrebbe rivestito il carattere d'un vero inseguimento.
Altra quistione che offre utile argomento a consid~ra_zione è quella relativa allo spostamento dell'annata del Mmc10 dal basso Oglio al basso Po. . . Prescindiamo dallo insistere sui vantaggi che s1 avrebbero conseguiti anticipando la mossa del I e del III corpo dal basso Oglio al basso Po; limitiamoci a discutere la tecnica del movimento. L' 8 fu deciso il trasferimento dei due corpi .sopra detti da eseguirsi nel più breve tempo possibile.
OAJ, IJASSO PO AL1.'1SONZO
Da Piadena a Ferrara il trasferimento si può eseguire m sette forti tappe, da Pontevico a Ferrara in dieci. Accordando un riposo a ciascuna delle due colonne, ed eseguendo il trasferimento tutto per via ordinaria, l'intero III corpo poteva quindi trovarsi tutto nel Polesine il 16 ed il I corpo il 19. Il progetto del movimento redatto dal comando in capo, nel quale era contemplato un largo impiego delle ferrovie - anzi tanto largo che all'atto pratico, s'è dimostrato d' impossibile attuazione - ci avrebbe dato la fanteria di due divisioni il 13, quella di altre due divisioni il 14, le quali però non avrebbero ricevuto la loro artiglieria ed il loro grosso carreggio che il 16. Fra il 15 ed il 16 avrebbero potuto arrivare nel Polesine le fanterie delìe divisioni del III corpo, le quali sarebbero state raggiunte dalle loro armi a cavallo e dal carreggio il 18. Un certo acceleramento dunque l'impiego delle ferrovie ce lo sarebbero venute a dare, benchè forse maggiore si avrebbe potuto pretendere imponendo alle armi a cavallo tappe un po' più lunghe - la colonna B del III corpo non fornì tappe superiori a 35 chilometri - ed essenzialmente poi facendo partire la colonna B del III corpo da Casalmaggiore uno o due giorni prima, poichè se la strada di GuastallaMirandola-.F.'inale era ingombra dal carreggio del I corpo, nulla impediva che a quello del III venisse assegnata un'1dtra. strada, p. es., quella per Enzola-Castelnuovo di sotto-Correggio-Carpi- Cento, oppure anche la stessa via Emilia, come del resto in parte si fu poi costrett( a fare, essendo stata. resa pressochè impraticabile al carreggio la strada ColornoConcordia-Mirandola-Fin11,le nel tratto Colorno-Brescello, in seguito al prolungato passaggio delle grosse artiglierie impiegate per l'atta.eco di Borgoforte. Ben più lento ancora del prevvisto riuscì però effettivament-e il trasferimento (vedi allegato A.), e ciò perchè nelle condizioni d'allora non era possibile d'attuare per più giorni di seguito .su una linea a semplice bina.rio una ventina di t reni militari al giorno, quanti cioè sarebbero stati necessari
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DAL HASS0 PO ALL'!SONZO
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per poter trasportare giorn~lmen~e _i 36 ?attaglioni , di f~~teria, i quartieri generali ed 1 oarn d1 sussistenze e d1 samta di due divisioni in formazione ridotta. L'esperienza ha dimostrato che non si _poteva attuarne più di una dozzin,L, vale · a dir~ ohe no~. s1 . poteva t~~spor· tare più di una divisione al giorno all mc1rca, ond e che l'ultima di visione del I corpo non potè essere a Ferrara se non il giorno 15; ed il movimento ferro_via~io qel III corpo per conseguenza non potè cominciare eh~ 11 g10rno 16, quando ·· si· disse , l'intero d'arpo ~~ oome . d armata al completo avrebbe potuto trovarsi nel Polesme se fosse proceduto per via ordinaria. ' . . Avendolo voluto mandare per ferrovia si perdettero qurnd1 quattro giorni. o-i a rao-ion veduta, appare come il movimento dal Ogb ' b . ' basso Oglio al basso Po, avrebbe potuto vemre cosi regolato, anche ammesso che non si avesse voluto abbandonare il basso Oglio che fra l' 8 ed il 9. . . . J corpo. - Le divisioni, in formaz10ne nd~tta (13 trem per divisione) per ferrovia; il grosso carregg10 e la cavalleria per vie ordinaria seguendo la strada Colorno-EnzolaCorreggio-Carpi-Cento-Ferrara. Il movimente ferroviario comincia il 9 dalla stazione dì Cremona ed è ultimato il 1~. . . La brigata di cavalleria arriva a Ferrara 11 12, 11 grosso carreggio il 14.
. . . Le d ivisioni, in formaz10~e ridotta, e prec~dute dalla brigata di cavalleria, si trasferiscono a F~rrara in sette giorni seguendo la, strada Oolorno-Gu~stalla-~iuandol~F inale. Nello stesso tempo il grosso carreggio raggiunge Fer· rara per la via Emilia. . Tutto il corpo d'armata è a Ferrara 11 14. . . Il corpo. _ La 6" e 19a divisione,_in formaz1on~ ridotta, per ferrov ia a seguito delle di visiom. del _I corpo ; 1_1 grosso carreggio e la cavalleria per via ordmana a seguito dell~ colonna del I corpo, movendo però da Colorno soltanto 11 giorno 12.
III corpo. -
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DAL llASSO PO Att.'ISONZO
DAL R,1SSO PO ALL'ISo::.zo
Le due divisioni sono a Ferrara il 16, dove fin dal dì prima è giunta la brigata di cavalleria; due giorni dopo giunge il grosso carreggio. . Finalmente la divisione di cavalleria che il 14 era a Marparia e che iniziò la mossa il dì seguente, qualunque strada avesse preso, poteva essere nel Polesine il 20. senza sforzi straordinari. Tralasciamo di prendere in speciale esame il trasferimento delle rimanenti due divisioni del II corpo, per quanto possa inver o sembrare poco giustificabile il ritardo a movere la 10\ e pochissimo giustificabile la lentezza della marcia delle colonne B della 4a e 10a divisione. Ci limiteremo soltanto ad osservare che invece d'avere, ccme effettivamente si è avuto, nel Polesine:
di 11 divisioni, e se avesse saputo che due giorni dopo avrebbe potuto disporre di tutte le divisioni destinate a costi.t~ì~e i~ suo corpo di spedizione, ed inoltre che altre due d1v1s10m sarebbero rimaste disponibili per la difesa del Polesine e per guardare le sue spalle, non avrebbe egli, molto probabi~mente, passato l'Adige almeno fin dal giorno 13 con tutto 11 IV corpo, e non avrebbe egli proceduto verso l'Isonzo ancora più rapidamente d ì quanto fece? E se ciò fosse succeduto è dubbio se la ~ospensione d'armi sarebbe giunta a tempo per evitare quella battaglia che era nel desiderio di tutti gli Italiani.
il I corpo al completo . il il III » » il 2 divisioni del II corpo al completo il la di visione di cavalleria >> il
16 20 23 22
luglio; id. ; id.; id.;
sarebbe stato, a parere nostro, possibilissimo d'avere, senza alterare punto i criteri cui il comando supremo italiano volle informata codesta mossa, e soltanto meglio regolando i movimenti: il 15 luglio; il I corpo al completo. ,, il 15 id.; » il III 2 divisioni del II corpo al completo il 19 id.; » il 20 id. la divisione di cavalleria. Avverta.si che fin dal giorno 13 si pot~vano avere nel Polesine oltre a 3 dì visioni del I corpo, senza il loro grosso carreggio ma con le loro batterie, le due brigate di cavalleria del I e del III corpo, certamente poco utili se si fosse trattato di sostenere una battaglia in quei terreni rotti da canali e coperti, ma utilissimi qualora la situazione avesse concesso, come effettivamente concesse, di spingerle arditamente verso la Brenta e la Piave. Si può ora chiedere : se il generale Cialdini avesse potuto disporre fin dal g iorno 13 di quattro brigate di cavalleria e
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(Continua.). LUlGt SEGATO '/'e,iente colr,nnelln d i
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s.
,Il.
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LE !USORSE LOCALI DEL VETTOVAGL I AME NTO
LE RISORSE LOCALI DEL VETTOVAGLIAMENTO Conlirimi zione. -
B)
1°
v,ai dispensa
V
Elementi di carattere speciale mililare.
EN'l'I'l'A E COSTIT UZIONE DELLA )fASSA DA VET:l'OYAGLIARE.
- Ma dato anche, per ipote3i assurda, che le accennate differenze non sussistessero, è evidente che il rendimento delle singole regioni sarà in relazione all'entità della massa da vettovagliare ed alla sua · costituzione. A parità di numero di armati, i soldati della Guardia Napoleonica, induriti neìle fatiche e sostenuti da gloriose traJ.izioni, dovevano certamente avere minori bisogni dei soldati moderni formati in massima parte da giovani ancora deboli e non educati ai disagi dei campi. È pressochè scomparso il vecchio tipo del soldato vincolato a lunghe ferme, rotto alle fatiche, affezionato al mestiere delle armi,. devoto a i propri capi nell'avverso, come nella buona ventura. Il soldato odierno ha ricevute· una molto breve, per quanto intensiva istruzione ed educazione; non è quindi preparato alla vera vita militare. Perciò sono indispensabili maggiori cure per il suo buon vettovagliamento, il quale è pur esso un elemento d i forza quanto è più, di un buon fucile e di una ottima polvere. 2° SPECIE DELLA GUERRA CHE SI COMBAT1'E. - I popoli sanno sacrificare le proprie r icchezze alla patria in rao·ione diretta . o dell'elevatezza dei sentimenti da cui sono animati. Se quindi la guerra, che si combatte, sarà reputata g iusta dalla cosciem:a popolare, ed il sacrificio del contributo materiale sarà domandato dalle truppe che combattono sotto la band iera del paese sfruttato, sarà facile ottenere dalle popolazioni il massimo contributo di risorse locali; se invepe si
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tratterà di nutrire lo straniero, il popolo opporrà quella invincibile inerzia, che frustrerà qualsiasi più perfezionato met odo di sfruttamento. 30 0RGANl .:r.NC.AR'CCATI DELLO SFRGT'rAMENTO. A parità di tutte le alt,re condizioni, il rendimento del territorio sarà proporzionato alla capacità sfrutta.trice degli organi dell'esercito o dell'amministrazione ci vile di ciò incaricati. Agli altri elementi abbiamo appena accennato, poichè essi escono dal campo dell'arte militare e devono essere certamente conosciuti ed apprezzati, ma subì ti; su questa invece ci soffermeremo alquanto di più: perchè interamente dipendente dall'ordinamento militare e dalla preparazione amministrativa dell'esercito. La costituzione organica dei rifornimenti ed il metodo di esecuzione « non costituiscono una branca secondaria della « scienza della guerra, ma bensì una delle sue parti essen« ziali come la tattica del combattimento e la tattica delle ' <.< marce » (1). a) Or gani dell'ammist1·azione militare e suoi ausil'ia:i· i. Lo sfruttamento può essere affidato esclusivamente agli organi dell'a.mministiazione militare, come quelli che hanno lo speciale compito di vettovagliare chi deve sopratutto attendere a marciare ed. a combattere. Sarebbe superfluo spendere parolé a dimostrare l'importanza della buona costituzione di questi organi e dei personali che li formano, poichè ciò ormai è nella coscienza della parte più colta, se non della più numerosa, degli eserciti, ed è ogo·etto di cure che vanno sempre più aumentando, e o . . . . che tendono a mettere il valore degli organi amro1mstrat1v1 in armonia coll'importanza· del compito loro attribuito. « Un buon vettovagliat ore, scrive Dupré d'Auluay , deve « essere consumato nella pratica del suo servizio, conoscere « i più piccoli particolari ed i più importanti sull'acquisto, <.< la manutenzione, l'amministrazione, la direzione degli uf« fìci. Deve avere cognizioni di statistica, di commercio, d i <i) LEw.u, op. cit. ,' 11ag.
i o.
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I,E !tJSOltSE LOCA LI ])EL Vl, TTOVAGLlAMENTO
« cambio, di finanza, di contabilità, di leggi di guerra; « vedere presto e vedere bene, provvedere a tutto, essere « disposto a tutto » (1) . Importante è pure l'opera degli organi ausiliari dell'amministrazione. Il Von der Goltz dice che la migliore intendenza ridotta ai soli suoi organi dovrebbe fatalmente fallire al suo scopo. Consiglia perciò di valersi di negozianti grossisti, rotti agli affari, i quali presentino le volute garau.zie di onorabilità e che operino come agenti dello Stato; e ciò senza temere troppo le frodi, perche le case commerciali antiche e stimate amano non compromettere il credito che loro deriva dall'onestà. E per facilitare la direzione e la vigilanza commerciale di tali agenti incar icati degli acquisti sui grandi mercati, il citato scrittore suggerisce di porre a lato dell' intendenza un sindacato di commercianti, allo scopo di potersi giovare, verso una giusta rimunerazione, dei loro consigli tecnici; · e ritiene che non sarebbe difficile trovare chi, per desiderio di acquistare notorietà commerciale e meriti patriottici, assu·merebbe tale officio. Simile esigenza è resa ancora più impellente quando i l sistema di amministrazione adottato in pace non contribuisce per nulla (come accade da noi per ragioni di finanza e di tradizione) ed è anzi di ostacolo all'abilitazione del personale amministrativo (di commissariato) ad un'azione efficace sui mercati. L'avere quindi organi amministrativi militari ed ausiliad più o meno buoni eserciterà una grande influenza sui risultati dello sfrnttamento locale. , b) Truppe . - Ma tale sfruttamento non può essere sempre affidato ai soli organi dell'amministrazione. Per ragione di tempo, di luogo e di metodo può .rendersi necessario anche il concorso delle truppe o l'esclusiva loro azione. Occorre perciò che esse siano abitua.te fin dal tempo di pace e :fin dove la diversa loro posizione di fronte alla popolazione lo consente, a tale sfrut tamento, allo scopo anche di far (l) LEWAr,, op
cit. , pag. i fi.
LE RISORSE L OCALI DEL 'Vll:TTOVAGLIAMEN'l'O
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entrare il sistema nei costumi del popolo, specialmente quando si t ratti di vitt o presso l'abitante. Diversamente il sistema non potrà dare in guerra tutto quel rendimento del quale sarebbe capace. Di arande importanza, nello sfruttamento locale, è l'opera che p~ò prestare la cavalleria. Ad .essa inf~t ti può esser.e affidato l'inearico di preavvisare gli ab1tant1 delle somm~nistrazioni che saranno loro domandate, di accertare l'esr stenza reale dei generi ·che le statistiche segnalano, di sor~ vegliare la raccolta dei generi e di prestare ma~ forte. a chi esegue la requisizione, sino all'arrivo della fanteria, ed mfine di far affluire alle località occupate dalle truppe le derrate che esistono nelle località circostanti e prossimiori. « Queste attrib uzioni multiple sono molto penose. La loro (< importanza, la loro necessità sono indiscut~bili. ~ue~to com« pito meno brillante attrae mediocremente i ca_vaheri. n. lor~ « brio e la loro incontestabile dev_orione prefensc_e es~rc1tarsi « sul campo di battaglia; tuttavia devono apphc~rs1 1:°'olto « energicamente anche ài serviz1 accessori che essi soli pos« sono compiere» (1). . Nè mancano esempi storici degli utili servizi che quest'arma ha in proposito potuto prestare. Il Lewal riferisce i seguenti: Il 23 a a osto 1774 Federico II, arri va alla fronti era di Boemia .precedu; di una marcia da 4 reggimen.~i d~ us~ari e da: battaalioui aventi l'incarico di ammassare 1 v1ven necessari alle o
truppe. . Il maresciallo Soult il 10 ottobre 1806 ordmava al colon~ nello del 16° cacciatori di inviare un ufficiale con ?O ca:7all1 ad Anerbach ed a Langenfeld_per riconoscere i mov1ment1 del nemico e per ùquisirvi il pane. , . . Berthier scriveva il 1° novembre 1806 al prmcipe ~erolai_no: che la sua cavalleria doveva servire per far riunire 1 mezzi d1 sussistenza dei quali avrebbe avuto bisogno.
(,t) LEWAL,
33 -
op. cìt., pag. 237.
ANNO XLIV.
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LE 1-tISORSE LOCALI DEL VETTOVAG!,IAMENTO
Napoleone il 9 maggio 1809 da S. Polten ordinava al generale Colbert, comandante la cavalleria del II corpo spinta davanti all'arm~ta, di commissionare pane ovunque e di dirigerlo su S. Polten ove l'armata si rinniva. Riferisce il generale Corsi (1) che dopo la batta()'lia di Goito del 30 maggio 1848 « Radetzky aveva presa po~izioue « a breve distanza da Goito sulla linea Sacca-Oeresara e « Ja sua cavalleria batteva il paese verso il Chiese sino a « Medole ed .Asola, drappelli leggeri correvano il Mantovano « facendo raccolta di carri e di viveri. )> La 4a divisione di cavalleria tedesca adempì brillantemente a tale compito nel 1870-71. 1 Il regolamento francese del 23 luglio 1883 ne fa un dovere · alhL cavalleria. Jnoltre : « La cavalleria deve -vivere sulle r is0rse locali e non por« tare uè trainare nulla, se vuole essere all'altezza della sua « missiòne » (2). L'utilità poi della cooperazione daìla cavalleria in ispecie, e delle truppe in genere, non deve condurre a concludere, come fa il Lewal, che l'amministrazione debba restare estranea alle requisizioni, perchè non le può effettuare ; e che il funzionario amministrativo ad altro non serva che a ritardarne il compimento. A. tor to egli affetta di basare tale sua deduzione s ulla seguente opinione di un membr o dell'amministrazione, il Sotto-intendente Baratier (3): « Nelle requisizioni « l'apparato della forza convenientemente impiegato, sopra-· « tutto nel proprio paese, è indispensabile, e gli · agenti del« l'amministrazione sono impotenti !l:d ottenere qualcosa. )> . E videntemente in qualche parte della magistrale sua opera rl Lewal ama essere piuttosto un brillante polemista che un imparziale espositore di sane dottrine amministrativo-militari. Se è vero che l'agente dell'amministrazione nulla possa ottenere quanclo non sia appoggiato dalla forza, è altresì
(iJ Or>. cit., pag. 63. (2) L~:WAL, op, cit., pag. l.70. (3) L'Intendance penciant ta r,uene, pag. H .
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LE R ISORSE LOCALI t>EL VETTOVAGLIAllENTO
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· incontestabilmente stabilito che la sua opera, a causa delle sue speciali-attitudini, è molto proficua. Il generale Chanzy (1) scriveva: « Ogni generale di d ivi« sione farà r iconoscere nei villaggi e nelle cascine, in pros-<< simità degli accantonamenti, le risorse in derrate, foraggi e « combustibili suscettibili d i essere utilizzati per l'esercito. « Si collocheranno delle guardie per evitare ogni rapina, e « coll'aiuto di queste informazioni gli intendenti faranno le « regolari requisizioni. I corpi non dovranno, sotto qualsiasi << pretesto, e ffettuare da loro stessi tali requisizioni. >> « Le requisizioni ( dice il generale Marselli) fatte diretta« mente dalle truppe sono un sistema da adoperarsi quando « è impossibile ogni altro, perchè rallenta la disciplina ed è « inefficace )> (2) . Sarebbe ozioso aggiungere altro proposito, dopo di avere riferito così autorevoli attestaz ioni. c) Aut01·ilà civili. - È infine indispensabile la cooperaz ione benevola delle autorità civili, e specialmente delle municipali, che, per il loro.contin uo contatto colle popolazioni, ne conoscono perfettamente le r isorse e possono ottenere dai loro amministrati una più volonterosa prestazione, sopratutto pel fatto che hanno gli elementi necessari per equamente r ipartire i pesi. La cosa sembra delle più facili, almeno i:n. territorio nazionale; ma invece richiede molto tatto ed affiatamento fra le due autorità, la civile e la militare. Soventi il concorso di quella viene meno appunto per la mancanza di tali condizioni, le (]_Uali invece si verificheranno qualora : 1°) Sin dal tempo di pace si abbia cura di rendere frequen ti i cont atti tra le autorità militari e le civili, attuando anche, in base ad apposita legislazione, requisizioni in occasione di manovre, campi e simili; 2°) Si educhino le truppe al rispetto scrupoloso dei legittimi i'n teressi delle popolazioni e si inculchi in esse l'abitudine della urbanità specialmente verso le autorità (l ) lnstruction à l'arrnè~ de te, Loire, 5 deceml>re i8i0. (2) BAROC~èLL I,
lavoro cit., pa.g , !H.
LE RI SORSE LOCALI DEL VETTOVAGUAMENTO
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LE R lSORSE L OCALI DEL VF.TTOVAGL!A ltlENTO
civili ; 3··) Si diffonda fra gli ufficiali la piena conoscenza dell'ordinamento civile dello Stato, per rendere più spedite e proficue le relazioni colle varie autorità; 4° Si impieghino in guerra a preferenza pei contatti colle autorità civili quegli ufficiali (come ad esempio gli ufficiali di stato magg iore, gli aiutanti di campo, gli ufficiali co mmissari) i quali in pace hanno più frequenti occasioni di trattare con esse, e che perciò sono più idonei a mantenere cordiali i rappor ti in momenti, nei quali i contrasti d' interesse si fanno eccezionalmente acuti. È ovvio che non si potrà far e molto assegnamento sul concorso stesso in paese nemico, ove però sarà sempre u tile ren- · dersi, se non benevole, almeno non decisamente avverse le autorità municipali. 4°) Monr DI ESECUZ!ONE DELLO SFRUTTA)lEN'TO. - Il rendimento delle risorse locali è anche molto legato al sistema che si adobta per attuarlo. llenchè r incetta si possa fare e si faccia anche in seconda linea, noi riferiremo sempre le nostre osservazioni a ciò che accade in prima linea, perchè ivi essa assumo una 8peciale difficoltà, dovendo servire alla soddisfazione di bisogni quasi sempre immediati. a) compre - Ora il sistema che, specialmente in un paese ricco, può dare i migliori risultati, è senza dubbio quello degli acquisti clirelti a t1·attatfoa. ve1·bale, a p1·onta cassa ed a prezzi molto rimuneratori. « In paese abbondante in risorse e popoloso, anche quando « sia ostile, si trova sempre da vivet e pagando. largamop.te « tutto ciò di cui si ha bisogno » ( 1 ). « Il sistema più spiccio è l'acquisto su semplice fattura, o « d'urgenza, a pronti contanti » (2). Quando si è in paesi nei quali le derrate sono molto disseminate e manca il personale per farne ricerca s u ampia superficie, mentre si ha bisogno di grandi rifornimenti, è ottimo (tJ. Gen. noc;N1A-r, ArlP della guen·a, pag. 144. (2/ LKWAL, op. cit., pag. 178.
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s istema anche q uello degli acquisti a cassa apei·ta, special: mente per i generi che sono posseduti da. gra~ numer~ di abitanti (avena, fieno, paglia). Il sistema . co~s1ste nell ~vvertire con opportllni manifesti le popolaziom , che a yartm~ da un determinato giorno ed in base ad un prezzo nm uneratore prestabilito l'amministrazione mil_itar_e a~quisterà ~e. terminate derrate da versa'rsi dai vend1ton nei magazzim prefissati. Però è evidente che occorre. avere d~vanti ~ sè un tempo piuttosto lungo, e non tro_va~s1 pr!;l.s sat '. dal bisogno rriornaliero delle truppe. Sarà qumd1 applicabile quando la rruppa è ferma, o meglio in second~ lin.e~. . . 1~· I due sistemi di acquisto sopra n fen t1 presumono buon volere delle popolazioni. Quando queste siano ostili, s1 potrà ancora valersi con buoni risultati di un ~iste°:~ d: • · que1·1o per ~ommi~sion · • e'. 1·ncar1·cando O'h ausihan ac91U1tsti, . o . dell'amministrazione di acqmstare m proprio no~e, per conto . . d 1. essa e contr o una r icompensa percentuale. Evidentemente però questo sistema non è a~at_to alle esig~nze del. .sorv1z10 di prima linea; può essere utile m seco~d~ h~ea, e pm anc~ra per il rifornimento degli st11biliment1 d ~ n ~erva e specialmente per gli acquisti all'estero. Esce qurnd1 da campo delle · . nostre osservazioni. Gli a<:quisti con pagamento im rned iat~ sono. senza d:1bb1~ da preferirsi alle requisizioni anche in prima. h~ea; ess~ attirano le denate e rendono fiduciose le popolaz1om, che, sia per effetto della fidncia così mantenuta, sia per effe.tto del pa~amento percepito, si sentono spinte a riattivare _11 ~ommerc10, che in breve tempo rifornisce di derrate le regt0m sfruttate. Il vigente regola mento di servizio i~ guerra (parte . II, Servizio di commissa1·iato in generale) dice : « Le pro~viste « d'ur o·enza veuCYono sempre pagate a pr onta cassa, il che « rend~ questo si~tema. preferibile alle requisizion.i, sul nostro « territorio od in quello alleato, ovvero quando m pae~e- n e~ « mico, per speciali ·circostanze, si riconosca utile conciliarsi « le popolazioni. >> • . b) Requ,isizioni e cont1·ibu~ioni. - Pero t~le sistema non è sempre possibile, sia per ragione d i tempo. sia per malvolere
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LE RISORSE LOCAI.I DEL VJ;;T'l'OV .~G LIAM½NT O
delle pop_olazioni. « È da supporsi che in pratica, sopra.tutto « nelle circostanze difficili od urgenti, si userà volta a volta « della min~ccia (~elle requisizioni) o della promessa di pa<< g~mento 1mmed1ato (acquisti). La questione della spesa (< diventerà secondaria; l'importante sarà di prouurarsi ciò « di cui si avrà bisogno nel tempo voluto, a qualunque « prezzo» (1). Dobbiamo quindi esaminare brevemente la forma di sfruttamento delle risorse locali, che più spesso occorre attuare in prima linea e col cui sistema di applicazione hanno così stretta_ attine~za l'ordine e la disciplina dello truppe da una pa~te, 11 rend1ment,o del paese sfruttato dall'altra. · E alla requisizione che generalmente s'intende di riferirsi ogniqualvolta si parla di vivere sul paese, di sfruttamento delle risorse locali in prima linea. « Il vivere _snl paese non é sistema, come parrebbe a primo « aspet~o, facile ad attuarsi lì per lì senza lunga e s~ria pre« parazl(lne fin dal _tempo di pace. Solo una ben predisposta « e regolare attua,z10ne può t ogliergli, o almeno scemaroli di « molto, i gravi inconvenienti, che per sua stessa na.tur: por« terebbe seoo » (2). È noto di quale danno per la disciplina, e conseguentemen_te p~r le operazioni di guerra, sia stata per lo addietro la disordinata applicazione di questo sistema,. « Le requisizioni hanno per risultato or dinario di far spa<( nre le derrate, di esigere delle ricerche, un consumo con« sid~revol~ di tempo, e di non dare che risultati incompleti « ed mcert1. Ma sono spesso indispensabili per svincolare i « fittavoli o negozianti dagli obblighi anteriormente a:>sunti « verso i fittavoli od i clienti, o anche per vincere le resistenze « dovute alla paura di spogliarsi del necessario o di essere « accusa.ti di accordo col nemico » (3}.
(i} Lt-:WAI., O(l. cit.,
,,ag. 178.
(2) L'ul/icial e ài vetlo1Jaglìamento nel i·egolamenlo di servizio in g 1m-ra fl ivislC1 miiitare ilalia11 C1, t8n2, pag. U.$4. · · (3) P~:l'IIOt.L&, llesunié, c1;,c., pag . 79.
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« L'uso del sistema delle requisizioni è delicato, quando si
« vuole ottenerne prodotti abbondanti. L'energia non basta (<
sempre, e la brutalità resta ancora più impotente a vincere
(< la forza di inerzia che finiscono per opporre le popolazioni « a richieste troppo frequentemente ripetute » (1).
Sarà perciò opport:.uno limitare le proprie prtltese allo stretto indispensabile per non indispettire le popolazioni, ricordandosi, che, come scrisse il generale de Brack: (< I n pace (< sperperare è un torto, in guerra è un delitto » (2). Parè quando si debba abbandonare il territorio del nemico, dovrà, su questa considerazione, prevalere la necessitiL di non lasciare al nemico mezzi, che gli agevolino la. sua avanzata. « È un principio riconosciuto, dice F euquières, (< che bisogna togliere al nemico più vettovaglie che sia pos« sibila. » - « È cosa capi.tale, dice Vegezio, sapersi rego« lare in modo che i viveri non ci manchino e manchino al « nemico » (3). Sarà d'altra parte opportuno disciplinare le requisizioni nel modo più rigoroso, poichè soltanto sotto tale condizione sarà vero che« la requisizione favorisce l'interesse dell'eser« cito, cui assicura la snssisten'la, quello delle popolazioni, « che non sono violentate, e quello della disciplina, che resta « intatta; » (4) diversament.e, quando la requisizione sia stata male concepita e male eseguita, riuscirà nociva agli abitanti e di ben poco profitto per le truppe. (< La guerra è inseparabile dal panico che infonde negli « abitanti; ogni transazione commerciale cessa; i prodotti si « nascondono anzichè accorrere, come sarebbe necessario per « la riuscita delle requisi-2ioni. Ciò non esclude che un bene « ordinato sistema di requisizione, abilmente messo in pra« tica, non pol:'sa vincere molti ostacoli e produrre in alcune « circostanze eccellenti risultati... Si metterà in pratica la
(·I) KA111E111v. 11,vue m,litaire de l"èll"anger, ·15 gennaio 1888, pag. 32. (2l crr. LllWAI .. Op ci t., p~g. 212.
op. cit., pag. 39. op. cit., pag. l!l!i .
(3/ GA IIA VELI.I, {') LEW AL,
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LE RISORSE LÙCALl DgL VET'l'OVACJL I AMENTO
« massima: la _guer_ra deve nutrire la guerra; senza però ri« durre gh ab1tant1 alla d isperazione ed alla ft:wa e farsene . . 1 b , « deg11 1~p aca~ili nemici nel giorno cl' un rovescio » (1).
In Francia perciò è prescritto di considerare come non disponibili, e perciò non requisibili : l°) i vi veri occorrenti alla f~~igL_ia p~r t~e ?iorni ;_ 2°) i foraggi pel bestiame per quind1c1 giorni; 3 ) 1 gram e le altre derrate esistenti in uno s~abilimento indu_striale, agricolo od altro, e che nori sorpassrno la consumazione di otto giorni. Naturalmente tutto ciò è facile a determinarsi ali' atto pratico, e servirà soltanto. specie in guerra, come indicazione generica di massima. ·
La req~isizione si può attuare in due modi principali: l" vitto presso l'abitante; . 2° prelevamento diretto delle derrate (requisizione propriamente detta); e può essere retribuita o me~o. . Naturalmente il rendimento della requisizione sara maggiore, quando essa sarà pa,gata a pronti contanti. « Il pagamento fa spiccare l'ordine, la disciplina, l'equità; << fa accettare i sacrifici r isultanti dalle requisizioni, dimo« strando che si agisce per necessità, non per guadagno. Mo« r~lment_e e materialmente il vantaggio è. per chi paga>> (2) . ~ S 1 ha mteresse a d iminuire il sacrificio imposto ao-li «. abitanti, rimborsando loro il prezzo deo-li 00-0-etti req~i. , b Oo s1t1 » l 3). ' « Non si deve dubitare che un riparto che paga bene e « dove la disciplina è perfetta, non sia ampiamente (4)
(1) G,\l\AVELL!, op. cit., pa~. 38. (2, LllWAL , ,,p. cit., pag. 228.
LE RISORSE LOCALI DEL VETTOVAGLlA)IENTO
« approvvigionato dagli abitanti. Lo si è provato in Siria, in « Egitto, in Ispagna, nel Portogallo, nelle Alpi, nei Pirenei1 « cioè nei paesi meno fertili e meno civilizzati» (1).
1. VrTTO rm,sso L' A.BITANTE . - Il sistema del vit,to presso l'abitante è senza dubbio il migliore sotto il punto cli vista. del renrlimento delle risorse locali; ,mo « grande vantaggio « è questo, che facendo alimentare il soldato dall'abitante si « fa vivere trnppe in località. nelle quali con a ltro genere di « requisizione non sarebbe possibile. Messi otto, dieci, venti « soldati, sia pure coi rispettivi cavalli, in una masseria, dove « un commis.,;ario non avrebbe trovato più da reqnisire nè « una pecora, nè un chilogramma di pane o d'avena, essi « troveranno ancora la maniera di vivervi sufficientemente « bene forse per parecchi giorni » (2). Il vitto presso gli abitanti offre però il grave inconveniente di essere nocivo alla disciplina e di' rendere difficile il pronto impiego della truppa, richiedendo una grande dispersione di essa ; perciò è più adatto per le piccole colonne in lontananza del nemico, e per repar ti saldamente discipl inati (preferibil· mente quindi per quelli dell't:1sercito permanente, nei quali sono più forti i vincoli organici) . Ciò nonostante .il L ewal lo r itiene il migliore sistema di sfrnttameuto locale ed opina che sia un errore· il crederlo inamissibile pei grandi agglomeramenti d i truppe. Ma evidentemente non si può in massima accettare la sua arrischiata opinione.
2. REQUIStzlONE PRoPRI.A.MENTJ~ DETl'.A.. - Le requisizioni propriamente dette, « quando hanno per iscopo l'alimenta« ztone giorno per giorno, sono necessariamente locali; non
(3) 1/evue -militaire <le l'éll'anger, ! 5 gennaio 1888, pag. 3~.
(4/ Per apprezzare l'asserzi.,ne a lquanto Ol'tllnista doll"0,1ier non biso"na climentic~re_ che egli sceiveva <(tiando g li eserciti non avevano an(;o ra 'assunto 1,/'sviluppo numerico oc!i~rno. .
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(t ) Oo1En, tomo vr, pag. 226. (2) B.,Roc~:t1,1, la\· . cit., 1iag. 3{6.
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J,t,; RISO RSE LOCALI DEL VETTOVA17LIAl18NTG
« si. ha temro di stenderle lontano e sono generalmente li-
i facoltosi, mentre le requisizioni di derrate colpiscono tutti, spesso non proporzionalmente ai rispettivi averi. « Il denaro si trova dappertutto. È la cosa più facile a « procurarsi e tuttavia non si sa sempre prendersela. Spesse « volte si ò portata inutilmente una q uautità di uumerario, « e, neli.'ultima guerra a noi {è il Lewal, autore francese, che « parla) è mancato nel nostro stesso paese... La principale « risorsa sta nelle contribuzioni di gL1erra ripar tite s u tnttii « i punti abitati occupati dalle truppe. La guerra paga la « guer ra. Ciò è di diritto. Le più semplici nozioni di equità, « di ben inteso interesse e di fisiocrazia. comandan,o di non « devastare il paese nemico e di sfruttarlo con moderazione. « È vantaggioso, in guerra, il pagare tutto ciò che si esige « dagli abitànti, e la contribuzione di g uerra, coprendo in (< parte le spese fatte, è meno dura da sopportarsi dalle po« polazioni )) (1). Il Barocolli (2} alla sua volta dice: « Allorcnè mancano « i denari per pagare le requisizioni di derrate od altro in « paese nemico, il migliore sistema è ancora di requisire cle« naro, e con questo pagare le altre r equisizioni » . Ciò fece ~apoleoue nel 1805, 1806 e 1807; lo imitarono largamen te · i Tedeschi nel 1870-71. Nell'imporre la. contribuzione bisognerà tenere presente di non oltrepassare la potenzialità contributiva della popo· )azione, che, secondo il Lewal, si deve ritenere rappresen· tata nel suo limite minimo dalla quota delle tasse normali aumeutata del r esiduo _della imposta fissata per l' anno in corso. Questa norma generale può subire importanti variazioni da paese in paese, di pendenti da un com plesso cl i cause, che sarebbe lungo enumerare. Basterà, per noi teuere presente che si potranno ottenere risultati di gran hmga più favorevoli nelle città, ove abbondano più che nelle campagne, i capitalisti.
c: ~ 1tate all estensione degli accantonamenti; ma quando si
« d1spo~e del te~po per le introduzioni, quando, per esem« p10, s1 t~at~a d1 approvvigionare un magazzino o truppe « ferme, s1 ricorrerà a requisizioni generali, applicabili a « tutto un d.eterminatv territorio. Se si è in un paese ricco, . « a popolaz10ne densa, le requisizioni saranno localizzate· se « si opera in un paese povero, a popolazione dissemin~ta « bisognar~ .e~te~de~·le, e diventeranno generali » (1). ' Le r equ1s1z1om, siano esse eseguite dall'amministrazione soltanto (reg olari) o col concorso, o per opera esclusiva delle truppe (forzate), devono sempre essere condotte con un ben intes? rig?r e. Bisogna che le popolazioni si persuadano che non e lemto sottrarsi impunemeute alla volontà di chi ordina la requisizione. P r.r ciò il Peyrolle (2) dice che « una « volta ordi~ata la r~quisizione, si dovrà, a qualunque costo, « farla esegu1re, al bisogno a vi va forza, anche quando siano « state procurate in altri modi le forni ture domandate. » Affermato così il principio di autorità, sarà però utile, dopo avv~nuta la regolare consegna dei generi domandati, convertire la requisizione in acquisto a pa"'amento immediato' ., b e 010 sempre allo scopo di rendere la popolazione fiduciosa e benevola, il che si traduce in un maggiore effettivo rendimento delle risorse locali.
3. CoNTmnuzroNE. - A tale scopo si consiglia dai compe~~~i d.i ~are per l'av,·enire un maggiore sviluppo alle requ1s1z1on1 d1 denaro (contribuzionp al fine di impiegarlo per pagar e le requisizioni di derrate. Ciò costituisce anche un provvedimento di giustizia, inquantochò le contribuzioni ripartite per lo più in base ai ruoli delle imposte, colpiscon~ (I ) PEYROLLK, Ali111mtatio11 , clc. , pag. tS0-81. (:!) Op. cit. sopra, pag. ts-t.
U) Lrrn·A1., op. cit., pag. 991.. (2J 1..:ivoro cit., pag. 405.
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Si ritiene ragionevole non imporre ad una r egione pesi sproporzionati a qu·elli imposti ad un'altra, ma procurare in Yece di ripartire le contribuzioni equamente; a tale uopo è conveniente esigere dal paese occupato soltanto il fabbisogno in denaro pel manteni mento g iornaliero delle truppe, ben inteso colle modificazioni ehe fossero imposte dalla conoscenza della varia ricchezza delle regioni, che si dovessero successi varo ente occupare. Il Lewal calcola che occorra imporre in media lire 1,75 per uomo di truppa, lire 15,00 per ufficiale e lir e 1,50 per cavallo, per ogni gior nata di presenza; tal i cifre possiamo accettarle anche noi. 5 ') P n.EPA.RAZIONE STA.TISTICO- .AlU!IN[S'.fRA.TIVA. ALLO SFRUT-
Ora le condizioni essen• ziali perchè sia po~sibile un ordinato ed efficace sfruttamento locale in guerra sono le seguenti : 1° La esatta conoscenza delle risorse del territorio su ctu s1 ag1sce ; 2° La educazione delle popolazioni, delle truppe e dell'amministrazione del sistema. a) Statistiche. - La conoscenza delle risorse del territorio det'e essere cura speciale del corpo preposto al vettovagliamento, e si può conseguire colla compilazione di buone sta tistiche, coll'abitudine dell'apprezzamen to loro all'atto pra · tico, ed infine collo studio del territorio. La compilazione delle statistiche amministrative non è purtroppo cosa facile, poichè statistica non si p uò chiamare un qualsiasi raffazzonamento di numeri e di dati malamente rilevati, peggio interpretati .e pessimamente ridotti a sistema (1). Generalmen te si p rescinde da qualsiasi applicazione dei principii scentifici non solo, ma anche dall'uso della più elementare diligenza. Beato chi può trovare dei prospetti bell'e tracciati, nei quali inser ire g nei dfl.ti tan to '.fAMEN1'0 DELLE ltISORSE LOCALI. -
(i ) • La statis tica mctoclo logica si prorlonc ùi determinare lo norme per la rileva• zione, l'elab orazio ne o l'o.;posii ione dei fatti ,. V111G1L 11 , Statistica, pag. 3.~ /Manu ale Hoep li).
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RISORSE LOCALI OE I, VhTTO\'AGLIAMENTO
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esatti ( ! ) che pervengono dalle camere di commer~i~, dai comizi agrar't e sopratutto dai comuni! Completateli, 1 pro· spetti si passano ad ingrossare gli ar.chivi. Quelle non sono statistiche ; ad altro non servono che a creare, all'occorrenza, della confusione, a provocare lavoro inutile, dato, e non concesso, che si consultino. P er la preparazione quindi di un buon materaile che faeiliti lo sfruttamento locale e per l'abilitazione del pe1·::lonale ad eff:)ttuarlo sar ebbe ne0essario imprimere con precise norme uniformità al lavoro statistico attribuito al commissariato, ed affidar e a questo nel tempo di paco la compilazione di statistiche rilevate effettivamente sul terreno. Con ciò non si chiede una duplicazione del lavoro che viene fatto dagli ufficiali di stato maggiore. A prescindere _dal fatt~ che un rilevamento doppio di tali dati consentirebbe d1 merrlio stabilire la esatta approssimazione. delle risorse e rio . . sponderebbe ai p r incipii della scienza, riteniamo necossano tale diretto riternmonto dei da.ti statistici per abituare l'ufficiale commissario ad apprezzare, ad intuire all'occorrenza con una semplice rapida r icog ni:àone le r isorse del_ paese, facoltà che non si acquista che con una lunga p ratLCa . Tale lavoro di raccolta, fatto nella. buona stagione, si dovrebbe discutere nel periodo in vernale, sotto l'indirizzo del superiore di esso responsabile, per venire alla val utaz~one dei dati rilevati, al loro confronto, alla. loro compensazione ed alle finali conclusioni da sottoporsi al C)mando del corpo di stato magg iore (Riparto Intendenza , per il loro coordinamento e per le eventuidi correzion_i. Soltanto da uno ~crupo: Ioso lavoro di questo genere si potrebbero ottenere n~u~tat1 che di statistiche merit,ino se non altro il nome; stat1st1che che poi dovrebbero formare oggetto di particol~ri istruzioni invernali aO"li ufficiali commissari e di vettovagliamento. << La statistica è la. base di t utti i rifornimenti snl posto. « La si deve possedere più completa, p iù dettagl iata che sia « pussi bile e tenerla al corrent,e, perchè i suoi r!s~ltati s_i « modificano molto presto. L'avere una buona statistica sara « un grande van taggio al momento del bisogno. Essa I
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LE RISORSE LOCALI DEL VETTOVAGLIAMENTO
LE RISORSE LOCALI DEL VETTOVAGLIA.MF.NTO
(< costi_tuisce un documento indispensabile. Potrà peccare in
anche sotto l'aspetto amministratìvo, sarà opportuno tenerli al corrente (e ciò valga specialmente per gli ufficiali di vettovagliamento, come si è accennato) del lavoro statistico compiuto dagli organi amministrativi (lavoro che non ha ragione di soi:;tituire un secreto per gli ufficiali), allo scopo di mostrare loro il legame chH può passare fra le condizioni reali del terreno in fatto di risorse e le operazioni di guerra -che su esso si potranno svolger e. c) Preparazione clel ter·reno. - Dallo studio completo dei probabili teatri di operazione sotto l'aspetto delle risorse locali appariranno certamente le deficienze di talune zone rispetto a determinati bisogni. Ed allora, secondo noi, per parte del governo si dovrebbe cercare con opportuni accordi tra i ministeri interessati e con leggi acconce di favorire, specialmente nelle probabili zone di. radunata, senza scoprire lo scopo, quelle ind ustrie alimentari, quelle coltivazioni e quegli allevamenti, che si r eputino più convenienti a prep~rare le zone stesse ad un pi)--Ì. facile vettova.gliamento degli eserciti, e ciò senza scapito di quegli altri provvedimenti che il ~inistero della guerra suole prendere. È questa una idea alquanto vaga ed indeterminata, che noi enunciamo senza approfondirla, perchè non ne sarebbe qui il luogo. Certamente la protezione ed il sussidio dallo Stato accordati a determinate produzioni hanno intima relazione col complesso sistema economico-finanziario del paese; ma ci sembra che la cosa sia degna di studio, come lo è la predisposizione delle fortificazioni, tanto pitì. che in massima non si tratterebbe di immobilizzare capitali, ma di dedicarli allo sviluppo delle energie latenti dell'economia nazionale con speciale r iguardo ad un determinato scopo certamente importantissimo.
« qualche punto; la si rettificherà di mano in mano come
« si fa p~r le carte, che banno ogni giorno bisogno d i ;ualche correz10~e. e delle quali non si condanna perciò l'uso » (1).
<<
La statistica costituisce, dice il tenente colonnello di stato maggiore P orro (2), un mezzo indispensabile alla logistica e vale a rendere positiva la strategia. 8:li imprevidenti soltanto affermano l'impossibilità di offrire dati apprezzabili in questa materia. Certamente tutte le Htatistiche non danno che risultati ap~r~ssima_tivi: dai quali tut tavia si può dedurre la produtt1 v1ta media d1 ogni r eg ione. Non bisognerà fondarvisi come s~1 dati assolutamente certi, ma esse permetteranno sempre d1 regolare nelle grandi linee le marce. b) Ricogn_izioni. - Spetta alle ricogni;r;ioni il còmpito di accertare g10rna.lmente le quantità di derrate realmente esistenti, quantità che serviranno poi alla effettiva attuazione delle incette. Il còmpito delle rapide ricognizioni è devoluto soprat utto alla caval_leria, come quella che può visitare su breve tempo un magg10r numero di località e può constatare de visu con maggiore facilità l'esistenza dei generi, non essendo conveniente, come consiglia il generale Dufour (3), di fidarsi delle indicazioni degli abitanti interessati a dire di avere meno di ciò che effettivamente nel paese esiste. Opportunameute però il Peyrolle associa all'azione della ca:alleri~ _l'opera ~ei funzionari d'intendenza, l'esperienza dei quali m materia amministr<1,tiva potrà esserle di molto aiuto e conferire ai r isultati delle ri.:lÒgnizioni un carattere ,di maggiore attendibilità (4). · Ma non basta; anche le altre truppe non dovranno essere disinteressate dal grave còmpito, e, mentre si dovrà inculcare agli ufficiali l'abitudine dell'osservazione del terreno
(Continua) . A vv.
LUIGI GtnT'l'I
caJ>itano co1nmissario (i) Ll::WAL, op. ci t. pag. l.98. (2) cr,·., c. Jl . ci t JJag . 3i9. (3) Coiws de
(t,J
tactique, pag. 81, .
crr. Atimcntation ecc. pag.
i 9!Ì.
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LE GRANDI )IANOVRE 1N SERBIA
LE GRANDI MANOVRE 1N SERBIA 8ettemb1'e- Ottob1'e 1.898
L e grandi manovre svoltesi quest'anno .in Serbia nel corso del pass~to_ottobre hanno ~ivestito un carattere di importanza cosi singolare da mentare un cenno riassuntivo ed un posto di onore nelle effemeridi militari europee. Le grandi manovre si effettuarono nelle adiacenze della città dì Kruscevaz, posto strategico dì grandt1 rilievo posto allo sbocco del torrente Rasina nella Morava Serba (Zc1Jpadna .Morava) : Kruscevaz domina le strade ed i fasci stradali che adducono all'Ibar verso occidente e quelle che tendono alla Morava Bulgara, alla Nissa.va ed all'altopiano di Sofia verso l'oriente. È un terreno (1) sacro al patriottismo del popolo serbo e teatro delle sue epiche lotte in prò della nazionale indipendenza: Kruscevaz era l'antica residenza del Re Lazzaro che partì da q nesta città per r endersi al campo fatale di Oòssovo. Non lungi da Krnscevaz suonano c~ri all'animo dei Serbi i nomi di Takovo, di Brnssa, di Oursciumilia e di ùscize. La città è sede di una scuola militare e di una vasta caserma che porta il nome del Re Lazzaro. Alle manovre parteciparono due divisioni di fanteria sul piede di guerra, rinforzate dai rispettivi contingenti di riserva; e cioè la divisione Morava e la divisione della Sciu rr.tandja: in totale 32,000 uomini su 44 battaglioni, 23 batten_e e 23 squadroni con i relativi servizi: dol genio, di sanità e d1 amministrazione. . (I) V/ldansi le ral'le alla srala cJ,,JI' t-500.000 dcll' lstilu lo Geor;1·afico ~lilitare cli \'1en11a. - Fogli h:rnlte1•0-~isch-Pirot.
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L'attesa in Serbia era assai grande : a parte quella dei partiti politici molto vivi e battaglieri nel reame, per la prima volta dopo la costituzione del comando supremo dell'es~rcito permanente questo scendeva sul campo di manovre a dar saggio di quella compattezza e di quella disciplina che i nuovi ordinamenti avevano saputo conferirgli. Nelle relazioni economiche e sociali lo sforzo compiuto dalla Serbia nel preparare ed inquadrar riserve in corpi di manoYra di tanto rilievo, nel presentarle addestrate e fortemente fuse nelle principali unità dell'esercito permanente rappr esentava un prog resso così decisivo ed un indice di potenzialità militare da meritare studio ed attenzione. Sulla fine di settembre S . M. il Re Alessandro I giunse in Kruscevaz, unitamente al Re Milan, comandante in capo dell'esercito attivo e direttore generale delle grandi manovre divisionali serbe. A quell'ora il comando in capo e gli statimaggiori delle varie unità si erano completamente costituiti nell'ordine che segue : (1) Stato-maggiore della direzione delle manovre - S. M. il Re Milan - Capo di stato-maggiore: generale Dimitrie T. Marcovich - Aiutanti : maggiore di fanteria Nicolt1. Lucich - capitano di artiglieria Andrj a Matiascich. Corpo di stato-maggiore - Capo dello stato-maggiore : colonnello Svetozar Nescich - tenente-colonnello Z. Miscich Se1·vizio generale di a, ·tiglie,·ia, del genio, cli sanità e di commissw·ialo Giudici di campo - generali : Milovan Pavlovich - Michail Sretcovich - colonnelli: Oedomir ì\Iilcovich, O"osta Pautich, P able Iurisc.:h, Iancovich, Aracich - Giudici supplenl'Ì - t enen_ti colonnelli : Scivcovich, Pacich, Bosciovich - maggiori : Pannovich, Marinovich, Brancovich, Condich.
(i ) I dati presenti furono p ri ncipalmente ricavati da relazioni e corrispondeni.c Jo. e.ili. Circ.-i l'ordino di batl,,glia delle grandi manovre e!<So fu desunlo dagli arlieoli in, seri ti noi i;io rnali serhi. Spsclli Zavet (N. iG0-179). Vecernie NovosU (N. 272) e ,!late 1\'ovine (275-28~) .
34 -
AN~O XLIV.
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LE GRANDI MàNOVRE IN SERBIA
LE GRANDI MANOVRE IN SERBIA
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Partito sud -
Divisione della
CoRPO DEL MEZZOGIORNO -
.1'rf.orava. Comandante _:_ generale Mostich. Fante-ria: I brigata - colonnello Oizmich. I reggimento fanteria della Guardia Reale. II reggimento fanteria, Principe Michele. II brigata - colonnello Andrejevich. I reggimento fanteria, Principe Niilosch il Grande. XV reggimento di fanteria. XIV reggimento di fanteria (ii disposizione).
Truppe di manovra. CoRPo DEL SETTEN'I'RIONE Partito nonl - Divisione ·della Sciumand(Ìa. Comandante - generale Ilja Buchnich. TRUPPE - Fanteria: VII brigata - comandante colonnello Covacevich. IV reggimento fantei·ia della Guardia Reale. X.( reggimento fanteria Regina Nàtàlia. VIII brigata - comandante: tenente colonnello Stefanovich. X reggimento fanteria. III reggimento fanteria, Zar Lazzaro. III brigata - comandante: tenente colonnello Dannanovich. IV reggimento fanteria. V reggimento fanteria, Re J.viilan .
Cavalleria. II brigata -· colonnello Costantinovich. I regginien to di cavalleria. III reggimento di cavalleria. Batteria a cavallo.
Artiglieria. I
Reggimento di artiglieria del~a Morava. Re Alessanclro_I. , Compagnia zappatori del genio - Sezione telegrafisti e parco - Sezione di sanità - S~zione di s~ssistenze. In totale, il corpo del Mezzogiorno (Partito sud) contava aali ultimi di settembre 20 battaglioni di fanteria, compresa Guardia, 10 squadroni e 10 batterie, compresa la batte1ia a cavallo.
Cavalleria. I brigata p1·ovviso1·ia - comandante : generale Lazarevich. . II reggimento di cavalleria. IV reggimento di cavalleria. . 2° squadrone di cavalleria della Guardia - batteria a cavallo.
1:
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Artiglieria.
li;
La radunata dei due corpi fo fatta con molta sollecitudine nella' seconda metà del mese di settembre. Il corpo -d ella Morava, ossia il partito Sud, si concentrò nei contorni . di Procuplj e e di Alexinaz; quello della Sciumandja nelle .adiacenze di Terstenik, alla stretta della Morava Serba. Il 29 settembre, il grosso della divisione Morava era di·slocato nella valle della Morava; nelle adiacenze dei villaggi ,di 'rergnan e di Korman: alla medesima data la divisione della Scimmandia aveva preso accantonamento nei villaggi
Reggimento di artiglieria divisio~ale della Sciumandja. Compagnia zappatori del genio - Sezione e parco telegransti - Compagnia di sanità - Compagnia di sussistenza. In ?omplesso, adunqne, la divisione della Sciumandja (Partito nord) sommava sul uampo di manovra di Kruscevaz, 24 battaglioni di fanteria di linea, compresa la Guardia, 8 squadroni di cavalleria, 13 batterie di-artiglieria, delle quali una a cavallo.
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LE GRAND l MANOVRE ll\ S~RBIA
LE GRANDI MANOVRE IN SERBIA
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di (Ribnick) e di Strasce. Dividevano i due gruppi di manovra 45 chilometri all'incirca di terreno collinoso acci' dentato ed irriguo nelle vallate. Alexinaz e Kruscevaz stanno al nodo delle comunicazioni : le campagne intorno a questi due centri sono ben coltivate e di lieto aspetto, e ricordano assai bene lo spettacolo delle _campagne del centro della Francia. I due bacini fluviali della :.\forava bulgara e serba sono dfrisi alla confluenza di quest'ultima nella prima dal massiccio montano di Iastrobaz. Da K ruscevaz; per oriente e scendendo il corso della. Morava serba, si percorre un'ottima strada carrozzabile sino a Gaglovo, su pei monti; e di qui si guadagna Kaonik, con una diramazione parallela,, o quasi, al corso della Morava bulgara, sino a Grevci, quasi sulla cresta del massiccio di [as trebaz (1350 metri)., Un'altra can:eggiabile, da Kruscevaz scende tutto il corso della Morava serba e tende alla sua confluenza sotto Stolaz. Queste due linee doveano servire da direttrici di spostamento e di manovra dei due corpi ope·ranti.
Lo scontro fu aperto dalle due cavallerie ; l'artiglieria con slancio e grande sviluppo di fuoco coronò in te~po buo~e posizioni snlle colline nei contorni di Cetluch e ~1 Treb_otm. A sera, il partito sud, avvisato della presenza. d1 g_rossi nucldi di truppa. nemica. sul suo fianco aveva co~pmto . u~a conversione a sinistra, occupando la dorsale dei monti tra Gao-lovo e Golovodo. . . L a divisione della Soiumandia (partito nord) maggiore di forze aveva effettuato nel frattempo il suo co_ncentramento sul versante orientale della val di Rasina, che immette n~lla Morava ser ba sotto Krusceva.z. Il 1° ottobre aveva un ordine d i schieramento pari a 5 o 6 chilometri, a?bastanza. dens~ e compatto; il corpo del mezzogiorno per 1 combattimen~i del giorno precedente, aveva di alquanto allargata 1~ pro_pn~ fronte, nondimeno conservava buone posizioni dominanti gh .accessi di val di Rasina e di Kruscevaz. .. .. . In qt1esto primo g iorno di manovra dntram~1 i part1t1 d iedero prova di abilità e di resistenza alla fatica, sup~rando ostacoli ed accidentalità di rilievo, come le con~all~ della · na e sacrcrio di buon impiego tattico nonche d1 cooroc · R as1 , dinam,mto dell'azione delle varie armi . Il tempo ~10vo~~ rendeva anche più difficile l'esplicarsi dell'a%ione dei part1t1
L e manovre ebbero principio il 30 settembre. Concetto generale delle operazioni doveva essere la difesa. attiva della. linea della Morava bulgara, in quanto interessa il coprimento e la difesa degli accessi alla capitale del regno. La posizione assunta dalla divisione della Sciumandia corrispondeva in realtà ad una posizione di :fianco, a breve int ervallo dalla linea di marcia perco'rsa dall'avversario, in virtù delhi quale questi doveva forzatamente divergere e _porttire la sua attenzione sul corpo che lo minacciava così dappresso. Presenziavano S. M. il Re Alessandro I, il R e Milan quale direttore generale delle manovre, seguito dagli addetti mi1itari di Austria-Ungheria, maggiore di stato maggiore H erdIich, di Inghilterra, colonnello Wardrup, e d'Italia, colonnello di stato-maggiore Nava.
-0ombattenti . . . L'artio-lieria delle d ue parti riusci a schierare complessivamente0 120 bocche da fuoco, nella massima parte da cam1
pagna, in terreni assai difficili. . . . . . . 9. L e manovre continuarono nei g1orm successivi. Il ott obre il partito sud era dislocato nell'ordine che segue: Alla destra il XV reggimento di fanteria, la ca.vallena e la batteria a cavallo aggiunta alla brigat~ ~2") occu~arono le falde del Ciucotin-Grob- Lestar, in posizione dommante la strada di Gaglovo-Kaonik, in direzione di. Krusceva.z e della Morava. A l centro della linea del partito sud, sulla dorsale di monte Btvolgn la I brigata di fanteria con due brigate del reggimento di artiglieria della Morava _(36 cannoni). Sul fianco sinistro e sulla stessa cresta d1 monte .<,
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Bivolgn stendevasi il I reggimento di fanteria della Guardia. Rea~e con una brigata di artiglieria da montagna (1). Drntro a quest'ala trovavansi i rimanenti corpi della divis10ne Morava, cioè parte del reggimento di fanteria Principe Michele (N. 2) il XIV r eggimento fanteria ed i servizì· l'~la divenn~ adunque rinforzata in corrispondenza del mont~ B1volgn, chiave della posizione tattica. Il partito nord, il 2 ottobre, era disposto nell'ordine che segue . A destra, in colonna profonda, un ·reo-gimeuto di fanteria una' brig~ta ~i artiglieria_da campagn: (18 pezzi} ed un~ compagma d1 zappatori in prossimità di Kobilsèo Polie. Sul fianco sinistro era disposta la brigata di ca vall&ria di visio~ale, c_on la batteria a cavallo, sull'altipiano di Dobromir: 1mmed1atamente dopo a queste truppe tenevanò dietro una brigata di fanteria con due brigate di batterie da moutao-na (36 cannoni) a cavallo della diramazione della carreggiabile che da K ruscevaz sale a Gaglovo. Più indietro stava una colonna centrale, composta di un'altra brigata di fanteria e. di un'altra brigata di batterie da campagna, nelle adiacenze di Rosolach-Bovan. In riserva, dietro alla colonna centrale, stava la terza brigata di fanteria. Il partito nord aveva adunque assunto un laro-o ordine di marcia in battagìia, allo scopo di r espino-ere l'attacco del . o partito avversario e possibilmente di staccarlo dalla propria linea di ritirata. . Il . t . primo scon ro avvenne tra la colonna di destra del partito nord e l'opposta di sinistra del partito sud: da Kobilsco Polie le truppe della divisione d@lla Sciumandia avanzarono ardit~mente dapprima, occupando i poggi di Bovansche appoggiate da un formidabile fuoco della propria artiglieria da montagna (18 cannoni) . (:IJ .. Le brigate · in · ·s e1·b·,a ,ono ·· · cadauna, a sei pezi1· per . , 1r1. b atter,p su tre batterie batteua, s,a noll art1ghoria campale che in quella da montagna.
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LE GRANDI MANOVRE lN SERBIA
Ma il fianco sinistro ·del partito sud essendo rinforzato s~ quest'ala dalla riserva della divisione della Mo~ava (reggimento di fanteria Principe Michele e XIV re~g1mento fanteria) fu possibile al suo comandante ~i pass~r. pr~sto al contrattacco, favorito dalle buone ed ardite pos1z10m del monte Bivolgn. . . Erano infatti le 9 del mattino, cioè un'ora circa dallo scamb10 dei primi col pi tra i due partiti in presen~a, al~orqua~do il (,{IV reo·gimento di fanteria potè entrare m azione, rmforzato dat'rimanenti ripart,i della riserva djvisionale. Il comandante il partito sud, generale Mostich, era accorso in questo mentre sull'ala minacciata facendo appoggiare da quella parte la I brig~ta di fanteria col I reggimento della Guardia Real? e col reJYo-imento P1·incipe J.Vlichele. Il partito sud avanzo allora ri:clutamente occupando tutte le posizioni contrastate sotto gli occhi di S. ìVI. il Re Alessandro, del Re M~lan, co~ mandante in capo e direttore delle manovre e degh addett1 militari delle potenze estere. questo mentre il combattimeuto si era acceso anche sul centro e sul fianco des~ro del partito nord. A.l centro le truppe della divisione della Sciumandia guadagnavan~ ter~eno s': quelle della Morava, ma erano soprava~zate_e mm~cma~~ sui fianchi dalroffensiva risolntamente spmta mnanz1 nei contorni di monte B ivolg n. A.Ha sinistra il combattimento ri-
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mase incertp. . . Cosicchè l'ardito contrattacco del partito sud basto a decidere della giornata: l'ordine rinforzato sulla sinistra della divisione Morava, opportunamente condotto dal comandant.e generale Mostich, fece pendere in favore delle sue trupp~ ~l giudizio dei giudici di campo. A. sera del 3 ottobre la d1v1sione della Sciumandja ritraevasi sott o Kruscevaz, la divisione della Morava le teneva dietro nelle adiacenze di Bagdali. Sotto la pressione dell'avv~rsario il partito. nord si ritirava ~dunque, disputando il terren? p~ede ~ piede . mediante un'azione lontana sostenuta dall art1ghena. La difesa. aveva costituito la sua prima linea di resistenza, avanlinea o posizione principale, con una _forte ossatnra di artiglieria
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~ro_tetta da un minimo di truppe di fanteria, ocJupanti solidi punti di appoggio. . La di visione Morava aveva fatto assegnamento sull'effetto della sorpresa: l'avversario, al momento in cui meno si attendeva un vigoroso e straordinario impulso all'azione atto a rompere l'equilibrio e che in forza dei precedenti successi aveva acquistato forza ed ardimento, st trovò bruscamente in presenza cli una poderosa linea di fuoco che decise dell'azione in suo sfavore. E q~est~ azione di sorpresa della d i visione Morava fu di tanto . pi:\ possibile, in quanto più a lungo e tenacemente seppero res1~tere 1~ truppe di copertura della medesima, primieramente mrag10ne dell'opportuna distanza dell'avanlinea df.tl grosso, secondariamente grazìe alla facilità della missione da compiersi, agevolata dalla natura del terreno montuoso e r icco di appigli tattici. Quest'ultima g iornata delie grandi manovre di Kruscevaz mise adunque in rilievo la grande importanza delle avanlinee cli artiglieria, i~portanza che l'adozione delle polveri a poco fumo ac~resce d1 gran lunga. Esse pongono in luce il pieno ed ~:ffett1vo val?re ~elle avanguardie di copertura o di esploraz1o~e ~ . ~ers~no 1~ loro sdoppiamento, come consigliano taluni critici d1 tattica odierna: una parte dovrebbe essere spinta sul dinnanzi a formar organo nuovo, ben guernita e protetta dalle artiglierie, un'altra più ristretta sarebbe destinata aUa sicurezza vicina ed a guarentigia del grosso. Dal pnuto di vista più proprio dell'impiego dell'artialieria la convenienza di uno sbalzo avanti ~roporzionato alla po'. tenza dell'armamento moderno, sià fuci!e o cannone, si accentuò sempre più, acquistando una pratica sanzione nelle manovre e diventando infine r~gola e norma di azione. Con le armi lisce, la grande massa delle artiglierie era manten uta nelle colonne, piuttosto alla coda che alla testit ; con le armi rigate la massa dell'artiglieria passò all' avan,. g uardia e gli Austriaci lo hanno appreso prima del 1866 e lo hanno poscia insegnato ai Tedeschi nel 1870; con le polveri a poco fumo e sovratutto con i cannoni a tiro celere, la
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deve essere spinta fino alla grand e massa delle ar·t1·gl1·erie ~ esplorazione lontana. .. . I du~ partiti co mbattenti alle grandi manov~e d1 Kruscevaz, dopo un'ora al massimo dal primo scamb1_0 delle fu_cilate seppero spieo·are sulla rispettiva fronte d1 combatt1ment ~ oltre 1~0 bo:che da fuoco, ad onta delle difficoltà locali e delle difficili strade di montagna. Ne porgon o esempio i combattiment i dE1l 1° ottobre nelle convalli della Ra; ina. Il g iorno successivo, sulla dors~le di Bi~olg~, stavano 3~ cannoni in avanschiera, sostenuti a breve mtervallo da altri 18 cannoni da montagna (divisione Morava) e questa supremazia di fuoco assicurò certamente il favore della giornata alle truppe del partito sud.
*** Il 3 ottobre fu giorno destinato al riposo delle truppe serbe combat tent i: il 4 era giorno pr_efissato alla rivista dei · due partit i. Il tempo in questo mezzo divenne . piovos? e tale da ostacolare il movimento delle truppe nei campi. Il 4 ebbe luogo la grande rivista nella piazza d'Armi di Krusceva.z. · b V i parteciparono 32,000 uomini, e più precisamente 44 attao·lioni di fanteria di linea e della Guardia Reale, 32. batte;ie di artiglieria (138 cannoni da campagna, da m~nta~n~ ed a cavallo) e due brigate provvisorie di cavalleria, 010 0 24 squadroni. ' Entrambe le divisioni della _Sc~umandia e della Morava erano ordinate in d ue grandi linee: nelht prima la fanter ia e la cavalleria; e cioè a des~ra i :eggi ~ menti di linea della divisione Morava; al ce.n tro 1 regg1men t1 di linea della ·divisione della Sciumandia, alla sinistra la cavalleria di entrambi i partiti. La seconda linea comprendeva le 32 batterie dei due cor pi operanti, le truppe del genio, le sezioni ed i parchi di teed infine i servizi. learafisti 0 Sulla fronte dèl partito nord era collocato lo stat~ maggiore della d ivisione della Sciumandia, con a capo. 11 suo comandante generale Bucnich, su.Ila fronte del partito sud
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er a disposto lo stato maggiore della divisione Morava ed alla testa il suo comandante generale Mostich. Alla bella rivista presero parte S. M. il Re Alessandro I, il Re Milan, seguiti dagli addetti militari di Francia, Italia, Austria-Ungheria ed Inghilterra, dai ministri. Vladan Giorgevich, presidente del consiglio, dal colonnello Vuckovich, ministro della guerra, dai ministri Atanazkovich ed Andonovich; dai generali Belimarcovich, Boghicevich, Paolo vich_ e Sretkovich. Con quest'ultima solennità ebbero termine le grandi manovre di Kruscevaz. Da qualche tempo l'esercito serbo non aveva avuto un impulso così vigoroso e completo nell'istruzione e nell'addestramento di guerra. Ciò è merito anzitutto della recente creazione. del!' istituto del comando in capo dell'esercito attivo, esercitato con saggia vigilanza ed intelligenza dal Re Milan, e poscia dello studio e dell'energia spiegata nel suo èiicastero dal ministro della guerra, colonnello Vuckovich, primo aiutante di campo del Re Alessandro I. Prova e frutto di queste cure sono la sollecitudine con cui fu ·effettuata la radunata dei due corpi di manovra alla fine del. passato set~mbre, tra Nisch e Kruscevaz, il bel ordine con cui le truppe di riserva corrisposero all'appello, l'assetto uompleto di guerra e l'abbigliamento marziale con cui si p1 esentarono sui campi di manovra e nella piazza d'armi di Kruscevaz per la rivista finale. L e due di visioni rinforzate inquadrarono oltre 700 ufficiali, dei quali una gran parte richiamati dal congedo. Qneste ultime considerazioni valgono a dare un'idea adeguata dello sforzo compiuto dalla Serbia nell'apparecchiare il proprio esercito di campagna. L a fanteria diede saggio di larga ed efficace attitudine alla manovra, l'artiglieria di buona scuola nella presa delle posizioni, nell'impiego a massa e nel concentramento dei fuochi; la cavalleria di ardimento e di esperienz&. nella esplorazione vicina e lontana. 1
EUGENIO BARBA.ltIO!I Tenente 13• Pa11te1·ia.
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NOTIZIE POLI1~rco-MILITARI .. · uova· Ja quistione italo: ' E d' ·I e crediamo che debba troppo iotorb1da.i;lo. eco . i c t
È sorta sull'orizzome poht1co una questione ~
chinese ; ma non cosa si traua: . r i in disparte nelL' Italia 0orande potenza europei,, non pote,a tene s Il' t· mo • ' • 1 Il tenze europee ue es te l'azione che sempre più s1 nccentua t n e po .. ' . C.· O sia che realmente :;i prepari la spar t1z1one .del\ ~~1pe10 01 ,ente.sia che trattisi solamente di aprire al commercio all·m~ustr1a, leste, ·1a· della rnzza bianca perche anche ' .o · · opea (o me"e1·10 aIl' at1·.1v1, ' reo1 .om,. 1, (a Il att1v1ta eur Il . · e fertili .1 anier1 . cam. .sooo r1·a' i coocorrent1) que e imm eos 8 o 1 ~alia ha tutto l'interesse~' ì.ote.r~enìre.. d , darle neppure le Se lascia che oli altri s1 dmdano ,I mou o StlOZa . . . . " ,. . b rare come sch1av1 nei cnmp1 I bricciole, rnoriri1 d i~ed1a; no~ asta a~.o , Mo lte delle arterie della . Ile officine per !ar prospe1a nn::t nazione. . . e na . . d I I nuovt mezzi di comun1caz1one hanuo prosperita veooooo a ontano. . . . . . fallo si che oigi tutta la terra è un mercato! uomrn1 ed'mcr~l'.be~1g1ua:: · . come l'acqua da luogo a luogo come l' aria, . m cerca eq11 . 1 t uo. ,. , ·1· . posta in mezzo riel Med11erraneo, c,oe · di oltre trenta m1 10m . nazione . d'ole che corre dal Giappone d trada del commercio mon i sul.la gr~n e_ s , ,uò a) artarsi nel movimen to; una nazione che ali Iogl11lter1a, non ·,,1· ~ · d. l pem. orant1. non puo. d'"'nte1·essnrsi a quanto . t:;t ' ' 1 esporl>l og?1 me~o mio tali.\ o:aetto"di concorrenza per le nazioni europee. succede nei p~es1 che sono oe I . di a·sirurare alPerciò fece egregiamente il nostro governo e te c~:co, :; ' i sia l' lwlia un pied à terre su l suolo chinese, come gia I hanno la Rt s ,
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I' Iuohillerr:1, la Germania, ecc. ecc. . .I d. :uo è lo stesso T~luno dice: con qual diritto'? In teom, i .nos_tr.o. 111 . o la li detrli altri. iu pratica la misur:1 dei dmtt1 ò. pur tropp che que o n , . · . _1 • •• . • t)och i. elfotuvamente sono forza e a questa stregua i nostn u ll ittt ~ouo , hè ·1, . . ochi di quello che donebbero es:;ere a questa stregua, pere anc 1e p1u P . · d. b on impieoo delle non abbiamo nella nostra storia esempi recenti t un u o nostre forze. f n6tta (Lissa) u una sco d ) S '. J.;n• pr'1ma cd unica nomn .uattaglia navnle • I fitta (A ua . e COSI l'ultima no~tra battaglia colouiale fu un a tra sco~ ' il suo modesto non fosse , l'Italia non avrebbe . av11to . . cbe ad esp11mere desiderio per vederlo suuito sodd1slotto.
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*** Per fortuna fro le potenze europeo che ! ·1 . • n'è una che non terne la n t l, uno rntluenza in China ve resse .o trovarsi in no~tra°sc::~::~~~1·.e~~~neoii~ò avere un, certo inteFranc,a - si trova in nn'ora di te 0 eo ' o ' terra. Un altra - la ' rezza per noi · ha toccai cIie le ostilità laten ti contro l'Ital ia non l l ' . o con mano uè io Africa, e non pa,·e inclinata a ri e~e , ia~no g1.ovato uè in Enropa · ' . P de 10 Ch10a. La Germania comunque la · ' pensi, non può assumersi sitrice a !l'onesto desiderio di un al Ieat~ ropnr10 ~ssa, I.a parte di oppob o I . I'. , . ,a uss1a puo non vedere d.1 . u n occ HO intervento di trn amica d Il' I 0 nl II·i . detlo d' b l· e e teira, ma dal non ve i non occ 110 all'opporvisi è o"rande la d1·s1auza . p ... ercio ,1 momento era singolarmente favorevole . . . . fece bene a proGuorne chied d I . e il governo Jtalrnno . • en o a governo ch1nese · a quali condizioni - la baia di San M . . . - non sappiamo e Il . ,· . . . un, pe1 att11·are no commercio o e p10,rnc.1e l11n1trofe, proficuo tanro ali' Italia quanto alla Cl . . couS meravrolrn il eoove rno c·I11ne~e . I. o erreoerale . oppose un rifiuto' una, ma u )Il~ corse s~ 1 giorna li la voce che la Ch ina (a cu i la d~mand poteva giungere inaspettata e che perciò doveva , . a no~ sposta) fosse stata io , 00 · . • :Hei prl>parato la rie dalla 1-lussia; m/o~,:1~1!)~~\'1~a q;~.~,r~}uo tttegg_ia_mento dalla Francia torevo lmente smentila . quanto all R <·'~: a notizia venne subito au~ . . ' a uss1a non venne confe . '01 crediamo che la China sia stara ùi '. . . rmata. poca stima che fa delle nostre Co. ·1· co~a9giuta specialmente dalla ize mr rtan e della nostra · · .· po 1ittca. Noo giova illudersi. dopo I fi ct·' , importanza tutte le sue conseouenze il nos. t a_ ~con itta , Adua accettata con o ' ro presuo10 all'estero è scad . non poco a rialzarlo. ,, uto e c, vorrà Fratrnoto oggi, af momento in cui Sl:riviam I . punto: C) troviamo davanti :i un rifiuto dell ~j. e c?~e so1~0. a. que_sto cenda? E difficile dirlo. a 11 na. vome hu 1ra la lacLa questione fu portata anche nel Parhrn . . segretario di ,Stato Brodrìck rispond d 'd ento _inglese, ed il sottochiarato che il "Overno iuoÌe . en o a una interpellanza, ha die o se aveva assunto verso l'I1a1· ' . . eI1oe amichevole ' e l'approva·. . i:1 un att1tt.1• ziooe de ll'I nrrl11l1erra fu fio ·· . 1 procedimenti dell'Ita li ,· .. orn acquisita :11 . a consrs1ent1 rn negoziali diploma tici. fu interpellato ne Anche alla · · nostra Camera . ' 1·1 governo, e l' ouorevole Ca. v~ro, m1111stro d,}gh esteri, nella seduta del 40 . ' . d1cl11arazioni E111·, ~vev~ 0 .• , maizo, ,ece le seguenti ' e ., n 18 avuto 1onore d' · che aveva iniziato trattat· e I . I annunziare olla Camera ive co governo chinese per la cessione dell:, I!)
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baia di Son .Mno. Prima di fare un passo simi le il governo aveva preso Lutte le precauzioni opportune per non lanciare il paese iu un'avvou!Ura pericolo;a. La baia trovandosi lra due località 01re esercitano la loro influenza il Giappone e l'Inghilterra, queste due potenze vennero preavvisnte, il Giappone si dichiarò felicissimo cli avere.i por vicini, l'Inghilterra ci consigliò di non usare mezzi violenti ed in pari tempo ci prometteva il suo appoggio. Il miglior mezzo era dunque h1,·orare alla luce del giorno. presentare la domanda e darne avviso alle potenze europee perchè risu ltasse che il govorno ità liano non in"inndeva contrariare nessun interesse. Tutte le potenze ci dimostrarono la loro :;impatia, non esclusa la Russia, che per coocellare alcune fol sfl voci corse nei giornali, ci fece sapere ch'era lieta del ·passo che avenuno fatto. Ciò che accadde è noto. Il governo chinese respinse la nostra dimanda, adducendo per ragiono che ogni trattativa avrebbe potuto troncare le buone relazioni fra l'Italia o la China. Non gradim mo naturalmente qnel!a risrosta e chiedemmo al governo imperiale di ripren<lere la nostra nota, ciò che esso fece, ricusando però di trattare la que;;tiooe, A questo punto un telegramma ci recò la notizin dell'ultimatum, presentato dal nostro ministro a Pechino, telegramma che fu conferma to dn tÌn altro dello stesso De .ìllartiuo. La doci~ioue del governo fu immediilla, il ministro fu sconfessMo e richiamato; non essendovi alla nostra legazione un fnnziouario di !,(l'ltdO abba:;tauza elc1vato, la gereuza ne fu provvisoriamente affidata al ministro iuglese . Quest'incidt>nte è qrono ma uon grarn. Il governo cinese ha promesso cl.te il sno iuvi11to in Italia a1tualmou te a Londra verrà a Roma. Il govern,1 italiano continua nei suoi propositi , e ftdanclo su appoggi mora li e politici, spera riuscire nell'intento e condurrG a buon porto le trattative iniziate. Queste dichiarazioni riscossero le vive approvazioni dell:i Camera. Non resta che aspettare gl i avvenimenti con piena fiducia nel senno, nell'euergia e Oòl patriottismo dell'attnale Gabin etto, il quale è troppo compreso dell'interesse e dell'onore del paese per contentarsi di una soluzione che non soddisG all'uno e all'ijltro. Frallan to noi sa lutiamo la questione ita lo-chioese e la chiameremo lienedeua se varrà a sollevare un poco gli animi e le dì~c11ssioni dalle quisquiglie interne. L'Italia (e non l'Italia sola) traversa un periodo in cui, se le questioni estere uon si presentassero da sè, bisognerebbe nodarle a cercare, ,,llrià1eut.i i sempli'ci pettegolezzi interni assurgono alt· importanza di questioni politiche, le quali anch'esse danno guai e non pochi. L'Inghilterra è quieta ali' interno ed è grande perchè tutti i suoi partiti mirnno semprn all'estero.
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Alla nostra Camera continuò ancora per qnalche giorno del mese corrente la discussione in prima lettura del progetto per modificazioni alle leggi sulla stampa e sulle associazioni. L' on. presidente del consic,[io e ministro del!' interno fece nuove ed esplicite dichiarazioni sul[' inrerpetrazione che avrebbe dato alla votazione del passaggio a Ila seconda lettura, cìoè: accettazione dei criteri che informano il progetto, sai vo ad 3pportare in questo le modificazioni di forma che nel corso ulteriore della discussione fossero ravvisate opportune. In seguito a ciò, nella se~uta del 4 corrente il passaggio alla seconda lettura venne finalmente posto ai voti ed approv~•to con 310 voti fo vorevoli e 93 contrari. Benchè tntti s'aspettassero in tale questione una vittoria del governo, .pochi se l'aspetta vano così completa. Cominciò subito appresso 111 discussione in prima lettura di altri due disegni di legie pure d'ordine politico: quello su i recidivi e quello per la militarizzazioae del personale ferroviario, posta le e telegrafico. Anche per siffatti progetti la discussione fu vivissima, ma relativamente breve; il passaggio alla seconda lettura fu votato il 1O marzo a i,crrande maa;,, . gioranza.
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errori, può benissimo esercitare il suo diritto di deputato e presentare .un disegno di legge per modificarla. . . ,. . L'interpellante non soddisfatto presentò una mozione con cui s rnv,t~ il ~aoverno a provvedere. Essa 4verrà discussa dopo la terza lettura dei provvedimenti politici. . . Qui occorrono due p<1role di spiegazione: la questione port.ata alla Camera dall'on . Pozii è la seguente: La lerrne sul matrimonio deo li ufficiali dice che la rendita diviene disponibil:~ quando (fra gli alt;i casi) lo stipenr\io lordo d~ll'u.ffi~iale, computati i sessenni, raggiunga le L. ,i-000 o 3000, se?ondo 1 cas,. r,~pettivameute preveduti dall'art. 2, il quale stabi lisce che ,1 redd1t~ .richiesto in annue L. ,i,000 è ridotto a L. 3000 per gli uf6ciali che abbiano compiuto il quarantesimo anno di età. . . Dalle parole della legge sembrerebbe che un uffic.iale il quale goda uno stipendio di lire 3000, giunto all'età di 40 anm possa ottenere l~ svincolo dell:i rendita; ma così non sembrò al tribunale suprem~ d1 guerra e marina, il quale ha interpetrato la legge nel senso cb.e abb1an~ (iirittO allo svincolo quei SOii ufficiali Che avevano SUpe~a.tO I ann~ -quando contrassero matrimonio, e clte vi:Qcolarono perc10 11 redd1to , d1 sole lire 3000. · ' . Noi non vogliamo entrare nel merito della ques1ione..Vedremo che cosa deciderà la Camera sulla mozione dell'onorevole Pozzi.
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.Fra le interpellanze svoltesi in Parlamento duranti-: la quindicina ci limitiamo a notare la seguente: L' on. Pozzi chiese ai ministri di grazia e giustizia, della guerra e della marina come intendano provvedere affinchè abbiano esecuzione ali articoli 2, 6 e 9 della legge 24- dicembre ,J 896 sul mat.rimonio degli 1~1llciali, di fronte alle decisioni del tribunale supremo di guerra e marina, che ne discouosce (dice l'on. Pozzi) il senso e 1a portai.a, negandone l'applicazione agli uffìciali che concrassero matrimonio, vigente ancora la legge del 3·1 lugl io 487,t. L'oratore dice che la Carnera non può rimanere indifferente di fronte a quelle decisioni, in urto diretto collo spirito della nuova legge. Rispose l'on ...Finocchiaro-Aprile, ministro di grnia e giustizia, esami nando gli articoli della legge che hanno dato luogo ali' interpellanza, e giusti ficando con argomentazioni giuridiche I' interpetrazione che è stata loro data dal tribunale supremo di guerra e marina. Se l'interpellante crede (conchiuse l'ou. min istrn) che nella legge a1t11ale vi sieno degli
Fu pubblicata la relazione della commissio~e dell~ Ca~1era sul progetto di legge per la sistemazione dei subalterni comm1s~ar1. Questo progetto ha già una lunga storia. Approvato da(la C~m~r~ ne~la prima sessione di questa legislatura, subi alcune. mod 1~caz10n1 rn ~enato e ritornò quindi alla Camera, ma decadde pnma dt essere app10vato, per la chiusura del la sessione. . .. Apertasi la sessione nuova, il ministero m_odificò il progetto pr1~1t1vo, ..\dattandolo a nuovi criteri e lo ripre:;entò al Senato che lo approvo; ora si trova davanti alla Carnera. . . Nei primi articoli il ptogetto attuale non differisce dall'.ant1c.o, 11 q.u~le tendeva a far si che il corpo di commissariato, per pratica d1 serv1zw, per studi, per cognizioni dei bisogni delle truppe i~ pace ed in gue1;ra, per prestigio e autorità corrisponda alle ~oderne e~1genze. . La commissione della Camera è unamme nel nconoscere che il pro-cretto anche nella forma presente, tien conto di queste esigenze, ma con:tata'che i mezzi per soddisfarle hanno ca~biato di carattere.
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NOTIZIE POL)TlCO-lll! LlT.ARI
Essa acceha le mutazioni apportate dal ministero al progetto primitivo, in quanto obbligava una parte dei subalterni commissari a cambiare di servizio, od a passare in aspettativa p~r riduziooe di corpo; non ha perciò difficoltà di ammetteù che tutti gli attuali suba lterni del corpo di commissariato possano essere promossi in questo corpo, purchè rico nosciuti idooe: al grado superìore, come porta il nuovo progetto ministeriale: « SenoochÈ\- dice la relazione - l'artico! o o0 del progetto appro· vato dal Senato· allarga nnco1:a più ia breccia nelle primitive d,~posizioni. Io forza di tale articolo, nessun ufficiale de lle armi combattenti o del corpo contabile potrebbe essete ammesso come capitano comm issatio se non dopo i.;he ananno conseguito tal grado gli attuali subalterni commissari dichiarati promov ibil i. » E sia pure; ma basta consultare l' Annuario per convincersi che in questo modo l'organismo originaria mente concPpito non avrebbe esistenza se non fra dodici anni almeno. Orn la commissione non credendo di do ver legifernre sopra materia di là d11 venire, ha creduto di modificare il progetto di legge, togliendone quant0 riguarda il futuro reclutamento dei capitani commissari dai teneoti delle armi combatteoti e riel corpo contabi le. Il progetto ministeriale approvato dal Senato - e che i lettori già conoscono - era di ij articoli. Quello della commissione della Camera si riduce a due così concepiti: • Àrt1colo ,1° - ·Gli attual i subalterni del corpo, di commissa riato militare .Potranno essere man tenu ti nei qnadri del medesimo fino ad esaurimento del rispeuivo ruolo ora esistente. « Articolo 2° - I tenen ti e sottotenenti del corpo di commissariato ora in servizio attivo permanen te - compresi quell i in aspettativa - potranno con~eguire il grado di capi tano commissario, se, coo norme da stabilirsi per regolamento, s;,ranno dichiarati idooei all'àvanzamento a tal grado. » Così le vicissitudioi del progetto per là sistemazione dei subalterni commissari non sono nncora finite. Dato che la Camera 11pprovi quel lo sostitu ito dalla commissione a1 progetto ministeriale, nsso dovrà torn11re al Senato. Un'altra importante relazione parlamentare pubblicata nella quindicina fu quella dell'on. Afan de Rivera sul progetto per spese mi litari straord inarie. u·quale pure fu notevolmente modificato da lla comm issione della Camera; ma di ciò parleremo nella prossima puutata, non permettendoci lo spazio di parlar'ne in questa.
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NOTI7,JE P0LITIC0-MJI,1TARI
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*"* ~egli uffizi della Camera si disi.;ussero altri due progetti di legge mi litari, la cui relazione non fu ancora presentat,<i: quello per · il riordinamento dell'artiglier~ e quello per modificazioni al la legge cli reclutamento. La discussione sul primo fu lunga e vivace. Si formularono diversi quesiti a cui furono date dal min istro della guerra categoriche risposte. Un comm issario sollevò dubbi sull'esattezr.a dei dati contenuti in ta l i risposte, ma gli fu facilmente dimostrnto che i medesimi erano 5enza fondamento. Venne anche prnposto di sospendere il progeLto perchè l'adozione dd nuovo mnteriale da campagon e da montagna porterà all'ordinamento del l'artiglieria nuove modificazioni; ma questa proposta fu validamente combattuta e la maggioranza la respinse. · · Da tnttociò è lecito 11rgomentare che il progetto ministeriale sarà 11pprovato dalla commissione senza che subisca sostanziali modificaz ion i. Quanto al disegno rii legge sul reclutan}ento, alcuni commissari, i·itenendo che cliflìci lmentc si potrà po rtare presto nlln rl·iscossione della Camera nn progetto cosi complesso, sostennero la convenienza di occur par$i per ora solo delle disposizioni che riguardano 71' inscritti residental l'estero ed i fi gli naturali, rimanclando a più tardi l'esame del contributo (tnssa militare) per l'assegnazione alla 3° categoria. Ma su questa proposta non venne deciso e si passò senz'altrn alln discussione degli artico li. AI l'art. ·1°s'impegnò onn discussioni) più di forma che i:li stistanza. su lle denomin.1,,:ioni delle categorie 1a e 3a. JI commissario Nfarazzi le vorrebbe ch i:i mnre ·1a e 2"; il commissario ~l.irnrigi attiva e di riserva. Il commissario Afan de Hivera notò gl' inconvenienti cu i s'andrebbe incontro cou questo cambio di denom ioazioni. Si p'assò oltre seo·za decidere nu lla. L'art· 2° che tratt;i degl'inscritti residenti all'estero fu oggetto di discu5sione vivissima. Si fini eon votare a maggioranza che agl' inscritti residenti all'estero, oltrn oceano, si facciano le maggiori ngevolezze, esentandoli in qunlche caso cln ogni obbligo di servizio militare. Pfl~Cia f'uron o ile liberati iu massima questi punti: ,1° Ese,11.ione dal servizio militare agl'italim1i d'oltre Atlantico, verso· pngamento di una somma (non ancora determinata) esigibile in 3 ann._i ; 2° ::issegnazione alln 3a categorin del figlio unico, naturale, legalment~ 35 -
ANJ'iO Xl.IV,
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NOTIZIE POLITlCO-MILlTARI
NOT IZIE POLITICO- MILIT ARI
riconosciuto di madre nou maritata, quando il riconoscimento avvenga pr ima dei 10 anni del figl io; 3° esenzi_one comp leta a favore dei missionari che si re.ch ino fuori d'Europa od m l.evaote. Le altre parti del progetto, ·al momento in cui scriviamo, non vennero ancora esaminate. .y.
** lJ ministro del la guerra presentò alla Camera il progetto per la leva sui nati nel •1879. Nel la relazione ministeriale che aceompagna il progetto si osserva che fi no dal l'anno scorso venne presentato al Parlamento un disegno di leg~e per « modificnioni al testo un ico delle leggi sul reclu_iamento ;_ » ma sic• come i lavori parlamentari non lasciano sperare che 11 med_e~1rno possa esse.re approvato prima che abbiano principio le operaz1001 della leva, <;osi è giocoforza proporre di adottare, per que lla sulla classe •1879, quanto Ju pra tic11to per Je leve su lle classi 1872, ·I 873, ·1874-, •1870, ·I 877 e 1878 <;ioè: · · ,1o Arruolare in prima categoria tntli gl'inscritti di terra della_i;lasse 1879 che sieno dii;hiarati idonei e non abbiano diritto all'assegnazione alla 3a categoria; 2° ridurre in adeguata pro porzione la ferma degl'ioscritt~ stati rimandati per ififetti fisici 111 la suddetta leva da quelle precedenti (rivedibi li); 30 lasciare al governo la facoltà di stab_ilire il numero d~gli arruolati in 1a ca tegoria Ghe dovranno assumere ]a ferma d1 due anni. 1
'>(.
* * Frn le principa li disposizioni d'interesse mi litare emanate nella 4uiodicina notiamo le seguenti: . . . - Fu aperto un concorso fra i giovanì che abbiano consegu1_to _1 1 diploma di licenza 'Ìn i;cienze matematiche è fi:;iche per l'u mm1s~1on~, nel prossimo anno scolastico 1899- 1900, al 3° corso dell' Acca~em1a m1• litare, l'!vvertendo ch'e,;si pot.ranno aspir.1re soltanto alla non11na a sottotenente nell'arma di artiglieria, non in quella del geni.o, Il concorso, esclusiv.1mente per titoli, sarà per 40 posti. Nel caso die il num~ro delle domande fosse soperiore, si stabili rà una graduatona basata sui punti riportati negli esami di licenz11. I concorrenti dovranno aver compita l'età di 19 anni al •1° <1go.sto 18\J~ ,e · non superata rpiella di 24. Le domande d'arnmis~ione, corredate da i 1
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rispetl.ivi documenti, dovranno essere presentate al comandante di distretto se di borghesi e al comandante di corpo se di militari in ser• vizio. Du rante l'anno di corso all'Accademia gli ammessi godrauno dell' in tiera pensione gra, uitn, ma saranno a loro carico le spese del corredo -e quelle eventuali. Gli all ievi, in caso d' insuccesgo agl i esam i fì1111 li, potranno, per una volta, ripetere l'anno. - Venne aperto un concorso straordinario fra i sottufficiali di tutte le armi che aspirino alla nomina a sottotenente nel corpo contabi le militare. Il relativo corso avrà luogo presso la scuola centrale di tiro; incomincier·à il 1° maggio p. v. e avrà la durata di sei mesi. Pos~ono aspirare al concorso tlltti i sottufficiali in attività di servizio che soddisfacciano alle seguenti cond izion i : ,1o Sieno ce:i bi o vedovi senza prole; in cnso diverso comprovino ri i avere un'annua rendita di lire 2·200; 2° abbi;1no non meuo di 8 anni di servizio, non meno di 6 di grado da sottuffiziale, e non superino il 31 ° anno di età; 3° sieno da lle rispettive commissioni di avanwmento giudicati degn i di aspirare .a lla carica di ufìfoiale contabile. Possono essere ammessi al coucorso quei sottufficiali che abbiano già rrequent.ato i corsi speciali presso la scuola mil itare, purchè non ne sieno stati ri mand11ti per motivi disci plinari. Le domande per l'ammissione al concorso dovranno esser11 fatte in ·iscritto al proprio cornaridante cl i corpo. I sottufficial i, che termineranno -con buon esito il corso suddetto presso la scuola centrai~ di tiro, saranuo nom inati sottotenenti nel i;orpo contabile mil itare. - Fu notificato clie quest'an no avranno luogo gli esami pei sottotenenti medici di complemento che nou abbiano frequentato la scuola di applicazione di sanità militare, e cbe intendano prendere parte ad un eventuale concorso per la nomina a sotloteneote medico, in servizio attivo permanente. I sottotenenti medici di complemento che intendano partecipare a questi esami, dovranno farne domanda, enlro il mese di maggio p. v., al direttore della scuola d'applicazione di sanità militare. - Venne notificato essere aperta l'.1 mmis:,ione di so ldati e caporali sotto le armi (esclusi i carnbinieri) nelle guardie di città del regno. Gl i aspiranti devono essere robusti, d'età non superiore aì 35 anni, non aver subìto condanne penal i ne gravi punizioni sotto le arm i, saper leggere e scrivere. 1
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· Gli aspiranti faranno un Lirocinio di due mesi retnbuilo iu rngione di lire 750 annue; poi, se riconosciuti idonei, saranno nominati guardie di ciLtà con la paga anuua di lire ·I ·I 00. - Vennero pu bblicate le disposizioni per la leva militare sui nati nel 1879. La sessione di questn leva sarà aperta il .J5 aprile p. v. L'estrazione a sorte comincierà dal 26 d'aprile e sarà proseguita senza ritardo. Le $edute dei consigli di leva per l'esame definitivo cd arruolamento degl' inscritti avranno principio il 1e di giugno; la sessione del la leva sarà chiusa il 16 ottobre. - Venne· uotificato che, in conseguenza dei buoni risuhati ottenuti dalla contrattazione per la foro iLura dei viveri nel!' anno corrente, la quota assegnata per la parte completiva continuerà ad essere per tulio quest'anno di centesimi 5 quale fu provvisoriamente stabilita dalla circolare n. 206 del l'anno scorso.
Il genetliaco di S. M. .il Re, ricorrente il •I ii marzo, fu so lennizzato col consueto entusiasmo . S . .M. il Re, seguilo dal ministro della guerra, <la uno splendido stato maggiore e da tutti gli addetti mi litari esteri, pas,;ò io rivista le truppe della gu:iru igione di Roma . .\Ilo sfilamento assistettero S. àl. la Regina e S. A. l-l . la Duches~a di Genova madre. Nelle maggiori città <l'lt11l ia il fausto giorno fu festeggiato con rivi,;te militari e molte opere di b~neficeoza promosse da sodalizi patriottici. Roma, il 15 marzo ·1899. x.
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NOTI ZIE MILITARI ESTER E " B ELGIO. Amnnfo,ione alla scuola militare. - Saranno ammessi cruest'mmo .illa scuola militare 4-o can<li<la1i per la sf:'ziooe fanteria e cavalleria e 25 per quella <li artiglieria. Gli esami d'ammissiòne com inceranno il 31 di luglio. ,l}i/itari ammogliati che entrano all'ospedale. - D'ora innanzi i mil itari ammogliati (comprrsi gli n!Tir,ia li) ammessi in un ospedale, continueranno a percepirfl fa paga del lol'O grarto, e le sposo di trat111mento <lel malato saranno sopportate, secondo i casi, dal bilancio della guerra o da quello della gendarmeria. I detti militari non avranno però diri tto, per il tempo che passeranno all'ospeda le, :il soldo eletto « d'ospeda le. , Gli stessi vantaggi sono accordati a tutti' gli altri militari, non ammoµfo1ti, che entrano all'ospedale in seguito a fer ite o accidenti incontrati io ser vizio .
CH INA.
Ces.~ione dì territor'io nl Giappone. - Inform:izioni d11 Shaugh:ii recano, che la Chin;i ba ceduto al Giappone un tr111to di cosin di 1 O chilometri pres~o la città di Ni11-Ciang (angolo uord-cst del golfo di Petc i-li). Questa cessione avrebhe un ca rattere pnr:i mente commerciale, tanto più che la località si trova io pieno territorio riservato ali' influenza rnssa. Contutt.o ciò i Giapponesi, secondo le informazioni suatcennate, intrnprcnclera,nno colà dei grnndi lavori, tali da rendere Niu -Ciang lo scalo m:irittimo più importante dello Manciuriìl (NoPOie Wrern.ia ). Ferrovie inglesi . - Tra le concessioni ottenute a Pekino dall'inviato iogle,-e sir Macdona ld, vi è quella di una ferrovia da Tian-Kow sulJ'Jang-t~e Kiang a Kan ton. La costruzione della linea sarebbe già stata concessa alla compagnia inglese Mathenson e compag-uia. Questa ferrovia lunga •I 500 chilometri circa condu rrebbe poi per n!tri due tronchi nelle regioni del thè, cioè a Ci -Kiang e a Fo-Kien .
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
FRANCIA.
F01·mazione di guerra delle batterie, de-i gruppi e delt'artigl'ieria divisionale e di corpo d'armatci. - (Notizie ilesunte dal Projet de 1·églement de manmuvre de l'a1·tillerie de campagne, •18 juil let ·1898, in esperimento presso tutti i reggimenti d'artiglieria francesi). a)
BATTERIA MONTATA.
Il personale è ripartito fra 9 plotoni di pezzo. Ogni plotone di pezzo è comandato da un maresciallo d'alloggio (sergente) coadiuvato da un brigad iere (caporale). Ciascuno dei primi 6 plotoni attacca una bocca da fuoco ed un cassone. Il 70 plotone attacca 3 cassoni da munizioni d'artiglieria. L'8° plotone attacca la fucina ed il carro da batteria. Il 9° plotone attacca il treno reggi mentale che comprende il carroforaggi e 3 furgon i da viveri (ciascuno a 2 cavalli). I 9 plotoni di pezzo sono raggruppati iu ft. sezioni. I 6 primi formano. 3 sezioni simi li comandate ciascuna da un tenente o sottotenente (di cui uno di riserva). I 3 ultimi formano la 4a sezione comandata dall'aiutante. L'effettivo della batteria montata è il seguente:
ufficiali 4, di cui ·I di riserva ; truppa. '190 35, di cui 5 di ufficia li ; cavalli da sella cavalli da tiro ·126, comprese 6 pariglie di riserva; 6, ciascuno a 6 Cilva ll i; pezzi )) cassoni 9, • a 6 c/lvalli; cani da batterie . >) 1, carro-foraggi. )) fucina. ·I, furgoni da viveri 3, ciascuno a 2 cavall i.
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Per le marce ed il combattimento la batteria si !'raziona in batteria dì combattimento e treno reggimentale. La batteria di combattimento è costituita dai primi 8 plotoni di pezzo: essa può marciare a tutte le a'ndature. Cl treno reggimentale è costituito da l 9° plotone di pezzo ed è comandato dal m11resciallo d'alloggio d'approvvigiona mento. Non può marciare che a I passo.
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'fol le marce e nel cam po di baLtagli:1 la batteria di combattimento si fraziona in batteria ili tiro e scaglione di comba,ttimento. La batteria di tiro è costituita dai primi 6 plotoni di pezzi meno i CM· soni il ei pezzi 1°, 3° e 5°, gli att.endenti degli ufficiaii ed il 2° cavallo del capitano . Lo scaglione$, coni,battimcnto è co,tituito dei pezzi 1°,ed 8° e dal persona le e materiftle non compreso nella baueria di tiro. E comandato dall':1iutante. /J)
BATTERIA .\ CA VAL LO DI COHP.0 D' AHM A'l'A.
Questa denominazione non si trova nel regolamento, ma bensì in una nota è contemplata la batteria montata dei 80. Pare che sia in tutto simile alln batteria montata da HO. e)
8 .H TRRIA A CAVALLO DI DIVISIONE DI CAVALl,ERIA.
La ripartizione del personale è simi le a quella della batteria montata. Si notano le seguenti differenze. I l 7° plotone di pezzo di una delle batterie del grnppo attacca 4 cas· soni invece di 3. Di qnesti due contengono munizioni per armi portatili. :\!el la batteria il cui 7° plotone attacca 3 cassoni, uno solo di questi porta le dette munizioni. Il 9° ploto;1e di pezzo attacca 2 furgoni da viveri invece di 3. L'effettivo della biltteria è il seguente: 4., di cui 1 di riserv:1 ; ulficial i •185 truppa. 89, di cui 5 da ufficiali ; cavalli da ,;ella ,1 2r~, comprese 6 pariglie di riserva; cavalli da tiro 6, ciascuno a 6 ca valli; Pezzi da 80 . 9 o ·IO, ciascuno a 6 cavalli ; cassoni •1, a 6 ca va Il i ; carro di batteria. 1, » fucina, carro-foraggi. •I, » furgoni da viveri '.2, ciascuno a 2 cavalli.
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li frazionamento della batteria per le marce ed il combattimento è simile a quello della batteria montata, colla differenza che i tre cassoni 1°, 3° e 5° restano alla batteria di tiro, la quale cede allo scaglione di combattimento ,18 uomini non montati, cioè 2 conducenti ùd •I serven lc per ciascun pezzo.
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NOTIZIE l\IILlTARI ESTERE
d)
GRLll'Pl
1)1
J3ATTElUE.
J.I gruppo di batterie montate comprende, in ma;;sim.i , tre ba tterie di guerra; i grnppi di batteria a cava llo non ne comprendono che due. Ogni gruppo di ba'tterie è comandato da un maggiore cui sono aggiunti tn: 1iffeci<tli di ris1rrva, addetti rispettiva men te: al comando degli scaglioni di combattimento; al collegamento del comandante del gruppo col comandante dell'artiglieria; alle funz ioni di ufficiale di approvvigionamento del gruppo. Lo stato maggiore d'un gruppo di tre batterie montate com prende:
·I. maggiore comandante ; 3 llflici,1li di riserva aggi unti ; •I med ico aiutante maggiore; veteri nario; •I medico ausiliario (mon tato); caporale infermiere; •I caporale portn-feriti ; ·11 conducenti (di cui 6 attendenti); 8 caval li da sella (di cui 7 d'uffici,1 li}; 9 cavalli da tiro; ·1 vettura di snnità rer:gimeutalc (ad •I <:avallo); 2 furgon i da ba~agli (a 2 cava lli) ('I nei gruppi di 2 hc1ttcrie); ~ vettura da vivandiere (a 2 cavalli); I vettura da vi veri (a 2 cavalli}. Questa vett.ura non esiste nel 2° gruppo dell'artiglieria divisiona le, nè nel 2° gruppo dell'a niglieria di corpo quando questa com prende 4- gru ppi . Lo sta to maggiore del •1° gru ppo dell'artiglieria di corpo comprende inoltre •I capo armaiuolo ed 1 operaio armaiuolo . Tutto iI personale ed i quadru pedi di truppa sono aggregati ad una delle batterie del gruppo e riparti ti fr a 1'8° ed il 9° per,zo. Lo stato maggiore d' im qruppo di batterie n wvallo dett'arli!flierin di corpo, compreude : •I maggiore comandante; 3 ufficiali di riserva aggi unti ; •I aiutante veterinario; •I medico ausiliario (rnoutrito); 8 conducenti (di cui 5 attendenti) ; 7 caval li da sella (d1 cni 6 d'ufficia li);
...
NOTIZIE M ILlTARl E STER.E
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5 cavalli da tiro; ·I picco la vettura per fer iti (ad 1 cava llo); 1 furgone da bagagli (a 2 cava lli) ; 1 ve~ura da vivandie1:e (a 2 cavalli). 1
Il persona le di truppa ed i quadrnpedi sono aggregati ad una dello bat.terie del gruppo, generalmente al la 1a. Lo stato maggiore di un gruppo di batterie a cavallo di divisione di cavalleria, comprende :
. ,1 maggiore comandante; .
3 ufficiali di riserva aggiunti; ,1 medico aiutante maggiore;
·I veterinario; v~Joci pedi sta; medico ausiliario montato; 1 capora le inferm iere; •I2 conducenti (di cu i 6 attendenti); 8 caval li da sella, di cu i 7 d'ufftcia li ; ,J·I cavalli da tiro; •I piccola vettura per feriti (ad 1 cava llo); ,1 carro da esplosivi di cavalleria (a 6 caval li); •I fu rgone da bagngli (a 2 cavall i); •I vettura da vivandiere. 1
Il perso1rnle di truppa ed i qundruped i sono aggregati ad una delle batterie del gruppo, generalmen te alla .1a. Il fraz ionameoto del gruppo per le marce e per il combattimento corr isponde al frnz iona mento dell ,1 batteria, si ha quindi:
gruppo delle batterie di tiro, comandato direttamente dal rnaggio1:e; gnippo degli scaglioni di combattimento, messo sotto il comaud_o di no uflìciale, che può essere uno degli ufficiali di riserva aggiuutI, o un ufficiale di una delle batterie, nel quale caso questo è sostituito alla batteria da quel lo; comprende,_ol tre gli scaglioni delle batterie, In vettura di sanità, o quella per feriti, In vettura del vivandiere e la vettura da viveri de.Ilo stato maggiore; treno reggimentale del gruppo, comandato dal l'ufficiale di approvvigionamento . Il çomandante del gruppo dispone di 3 esplora tori per batterin, cioè: sottuffìciBle, •I ca porale, I trombetti_ere.
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NO'rIZIE MILITARI ESTERE
e) ARTIGLIERIA DIVISIONAl,E E ART IGLIERIA DI CORPO,
L'artiglie1'ia divisionale comprende 2 gruppi di batterie ed è comandata da un colonnello o tenen te colonnello assistito da due ufficiali di riserva. L'artiglieria di corpo comprende 3 o !~ gruppi di batterie ('1) ed è conrnndat11 da un colonnello assistito da uo tenente colonnello e d11 . 3 ufficia li di riserva, se l'artiglieria comprende 4- gruppi, d:i 2 ufficiali di riserva soltanto se l'artigl ieria comprende 3 gruppi. Lo stato maggiore delt'artiglieri:t divisionale o di corpo, oltre gli ufficia li suddetti comprende: 2 velocipedisti, 5 conducenti di cui !~ attendenti (in un'artiglieria 11 i gruppi, 7 conducflnti di coi 6 atten denti), 2 caval li da tiro, ·1 carro da bagagli. Personale e quadrupedi dello st.ato maggiore dell'artiglieria di corpo sono aggregati ad una batteria, quell i dello stato maggiore dell' artiglierìa divisionale fanno parte del quartier generale della divisione. I,'artiglieria di im corpo d'arnwta comprende l'artiglieria di corpo, le aniglierie divisionali e le unità di rifornimento . È comandata da un generale di br igata assistito da uno stato maggiore clle comprende: ,1 ufficiale d'ordinanza del generale; 1 maggiore o tenente colonnello capo di stato maggiore; cl ufficiali aggiunti, di cui ·1 capitano dell'esercito attivo o di riserva
e 2 tenenti u sottotenenti di riserva; ,1 guardia d'artiglieria; 2 segretari di staio maggiore, di cui ,1 caporale; 2 velocipedisti; 11 scorta composta di: 11 caporale e 5 serventi a caval lo; 8 attendenti del treno equipaggi ; 2 conducenti; 2 furgo ni per bagagli ed archivi. Il persoi1ale dello state> rnaggiore dell 'artiglieria di u.n corpo d'armata fa parte del quartiere generale del cor po d'armata . ,
{) lJNITÀ DI R.IFOHN!MENTO .
Si distinguono in: sezioni di munizioni di fanteria o di artiglieria; sezioni di riparazione cli materiale; sezioni di parco. (Il li regolamento non dice se nel numero sio compreso un gruppo di hat terie a cavallo; ma si ritiene elle il ~0 gn1ppo quando esiste sia di detta specialità.
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NOTIZIE MILITARI ESTERB
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I] personale cli oirni sezione è ripartito fra 6 plotoni di pezzo, comau~ f . d11ti da sergenti, meno l'ultimo che è comandato dal s~rg~nte ur,ere. I plotoni di iezzo ~ono raggruppati 2 a 2 formando 3 ~ez1001, coman~ate la •Ia e la 2• da un tenente o sottotenenle e la 3a dall'arntante. La se1.1one ò comandata da un capitano. La composizione di ogni ,sezione in uomini di truppa, cavalli e carreggio è la seguente:
Sezione cli munizioni di fantel'ia: ·I20 uomini di truppa; ·20 caval li da sella; ·130 caval li da tiro; 28 cassoni di munizioni di fonteria a ,; cavalli; 1 cano di petardi a 4. cava lli; I fucina a 4. cavalli; ,1 carro-foraggi a 6 cavalli; 3 fur<roni da viveri a 2 cavall i. 1:)
Sezione da munizioni d'm·tiglieria: 1 :~1 uomini di truppa~ 'AO cavalli da sella; ,16i\. cavalli da tiro; 20 cassoni da munizioni da 90 a 6 cavalli; 3 cassoni da munizioni da 80 a 6 c:walli ; ,1 fucina a 6 cavall i; ·I carro-forag~i a ti cavalli ; 3 furgoni da viveri a 2 cavalli. Sezione di riparazione di materiale : 1 O·I uomini di truppa; ·15 cnv.i lli d11 sella; ·I 14 cavalli da Liro; 3 pezzi da 90 a 6 cavalli ; 1 pezzo da 80 a 6 ca valli ; I affusto da 90 a 4 cavalli ; I affusto da 80 a 4. caval li; 9 carri da parco per materiali vari a ,. cavalli ; .;. fucine a 6 caval li ; ·I carro-foraggi a 6 ca valli; 3 fnrrroni di vi1•eri a 2 cavalli. E>
NOTIZJE MILITARI ESTER,&
Sezione di parco di corpo d'armata: "65 uomin i di 1rupp11; 20 cavalli da sella: 200 caval li da tiro; i cassoni da 90 a 6 cavalli: q. casson i da 80 a 6 cava lli ~ ' 4 fucina a 6 cavalli · 18 carri da parco a 6, cavall i; I carro-foraggi a 6 cavalli; 1~ fu rgoni da viveri a 2 cavalli. g)
SEZIONI Dr MUNIZIONI DI CORPO o',\RMATA.
Le. sezioni di muoi1.ioni del co rpo d'.rnnata sono r::u?grupp1110 in due . . . scagl_iont:_ U?o $Cag~t0no comprende un numero variabile di sezioni di muntz,_oin d, :anteri;, e d1 si>zioni di munizioni rl'arti,.lieria. Og~ r scaJgl,one è comandato da un m:iggiore coadiuvato da uno stato maggiore e 1e com prende: 2 tenenti o sottotenenti, di cui uno f unz,oon · da ufficiali di approvvigionamento; •I medico aiutante maaaiorc · N) , 2 vf'terinari; 1 medico ausiliario montato. 3 marescialli d'alloggio age;ti di colleoamento montai,. 2 velocipedisti; e • 4 servente a piedi infermiere· •12 conducenti, di cui 6 attend;nti. . ' 1 vettura di sanità a 2 ruote. ,' 4 fnrione da bagagli a due cavalli; ·1 furgone da viveri a 2 cava lli: 1 vettura per carne (à t>iand.e) a· 2 cnvalli. ,1 vettura da vivandiere a 2 cavalli. , ' " ~I person~le, i ~avalli ed il materiale dello stato magiiore sono aggre1,at1 alla sezione d1 mun izione che ha il numero più basso. h) P,\ll" o'ARTIGL!E ll l A DI CORPO ll'ARAIA'l'.\. Comprende: uno scn~lione_d\ sezio~i di ~uoizio~i ed il suo stato maggiore; una sezrone d1 11parazione d, materrn le · una ~ezione di parco di corpo d'armata/ un d'.Slaccam,mto di opera i d'artiglieria; un distaccamento di a~ificieri.
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Il parco <l'artiglieria è comandato da un colonnello o teoeote colonnello direttore del parco, coadiuvato da uno stato maggiore che comprende: 2 ulliciali aggiuuti (c11pitani o teuenti); ,f medico; 1 veterinario; 4, guardie d'artiglieria; ~ controllore d'armi; 2 operai di stato (I iu ferro, I in leguo); ·I capo artificiere; 2 velocipedisti; 1 servente a pied i infermiere; li conducenti, di cui 10 attendenti; ·I venura di san ità a 2 ruote; furgone da l.wga~li a 2 cavalli; fu rgùue da vi veri a 2 cavalli ; voLLura ùa carne a 2 cava ll i. Lo stato maggiore è aggregato alla sezione .di riparazione. 1
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GIIAi"i i'ARCO O P.\ll C(' o'AR)J .\TA.
Il gran pacro ~ comirudato .da uu c.olonuel lo o tencuLe c.olonuello direttore, coadi uvato da un maggiore souo-diretLOre e da un certo numero di copit.ani ed impit>gati proporzionato all' irnponanza del gran parco. 11 irau parco comprende un certo numero di divisioni di gran parco ed una riserva del gran pa1'co per la mauuteuzione del materiale e per vari approvvigiouamenti speciali. Al gran parco sono addetti : un certo numero di sezioni di parco, . truppe d'artiglieria a piedi, I distaccamento di operai d'artiglieria e I distaccamento d'arti fi cieri . Ogni divisione di gra n parw è provveduta di u11 er1uipaggio ria Lrasporto attaccato da uua sezione di parco; l'equipaggio compreude: carri da parco, 2 fucine, 2 ca rri-foraggio a .i, cava lli e 5 l'urgoui a 2 cavall i. I l personale ed il materiale di uua sezione di parco addetta ad un grau 'parco e ri1i:.u·tito fra 7 plotoui di pezzo comandati da sottuffìciali. La totalità delle munizioni del gran parco, ~alvo le munizioni riunite alìa riserva. è ripartita frn 5 scugtioni di composizione idbntica : le munizioni sono chiuse in casse hianche. Il I O ~caglione, col <Juale marciauo le sezioni di parco, è stabilito alle teste di tappa di guerra. Ln tornlità delle muuizioni di questo scaglione può essere mes:;o su ruote e trasportato da lle sezioni di parco.
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NOTIZIE lliII,lTA lU ESTERE
Il_ 2° scagl ione è oaricato su treui ferroviari detti en-cas-mobiles e situati oltre le stazioni-magazzini. Il 3° scaglione è stabilito nelle stazioni-magazzin i. Gli s~aglioni 4° e 5° restauo negli arsenali, ma possono essere porta'ti alle stazion i magazzini. &uola sitperiore d·i giwrra. - Nell'ulti ma settimana dello scorso gennaio ~bbe !u~go, presso i comandi di co1·po d'armnta, gli esami scritti per I amm1ss1one alla scuola superiore di guerra. Il numero dei candidati iscritti era di 680, ma solo oOO si presentarono al concorso. Scuota superiore di 1'11,(trina. - I l min istro della marina ha presentnto nl la Carnera un progetto di legge riguardante l'isti tuztone della scuola sup~riore d_i marina, fondata per decreti. Il progetto infa tti non è che la r1prodnz1ont>, a grandi lioee, .del le disposizion i i.;on teoute nei decreti del 23 luglio e 7 settembre ·1898. Formazione di un -nuovo 1·eggimento di fanteria di marina alle colonie. - In seguito al recente invio ,li due battaglion i di fanterict di marina al Senegal.' _in ~uesta colonia vengono a trovarsi 3 battaglioni, che per decreto m1n1stena le sono stati riuniti in un reggimento che ha preso il n. 14- sotto il comando di uu tenente colonnello. Il nuovo re"crimento com~r~nde uno stato m11ggiore, un piccolo stato maggiore, untsezione fuori nga e 12. compagnie, numerate da ·1 a ,t 2. Le prime 4 costituisco~o il b~ttagl1ouedel Senegal, le compagnie 5·, 6•, 7ae8•il 10 bat.t~glione d1 marcia, e le rimanenti il 2° battaglione di marcia. L'e(fot.. t1vo della comp~gnia è : 1 capitano,~ tenenti.o sottotenenti, 1 aiutante, ,t sergente _magg1ore, 1 sergen te fu riere, 7 sergenti, ,f capora le furiere, 12 capornli e 125 so ldati. ~e t1~ppe di marcia e la circolazione dei tramways e dei treni delle ferrovie rid~tte. - Il ministro dei lavori pubblici ba diretto una circolare ai prefet~1 per rego!are in modo preciso la circolazione dei tramways e rle1 trern lerrov1ar1 sulle strade ordinarie~ negl' incontri colle truppe in marcia. I treui incontrando fuori del'la città una colonn11 in marcia in direzione p13rpendi:i?~are od obl iqua a quella da essi ~eguita, debi)Ono rallentare la velofita ed al bisogno arrestarsi per qnauto occorre. Se il treno e la colonna seguono direzion i para llele, il treno dovrà r:llentarP, la sua marcia od arrestarsi prima di arrivare alla testa _od .:1 la coda delln colonna, secondo il senso della marci11, in modo da per~ettere_ al comandante ,di prenden~ le necessarie disposizioni per evitare -01sgraz1e ..
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NOTIZIE MlLlT A&l ESTERE
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Tanto nel caso precedente che in questo la fermat.a non dovra mai pl'O· lungarsi oltre i 5 minuti. Guerra e marina. - In seguito a proposta del generale di divisioue Langlois, comandante della scuola superiore di guena, e del contrammiragl io Bienaimé, comaodante della scuola superiorR di marina, e dietro -0ccordi presi fra i ministri della guerra e della marina, sarà svolta una serie di conferenze alle quali assisteranno gli ufficia li degli istituti sopra citati . Tali conJerenze tratteranno, alcune, della strategia navale, altre dell'impiego delle tru ppe di terra. Si ritiene così di poter creare, fra lo stato maggiore dell'esercito e quello <lella marina, uno scambio d'idee favorevole al buon im piego delle forze di terra e di mare nelle operazioni combinate. Clo,ssifìcazione delle g·uarn-igiom:. - Per ripartire ugualmente i vantaggi e gli incovenienti inerenti al soggiorno in una piuttosto e.he in un'a ltra citth, il Ministero della guerra ha mt:)sso allo studio recentemente, una specie di class ificazione delle guarnigioni in buoue, mediocre e cattive. Fra le prime e le ultime sarebbe st.abilito un turno regolare per periodi di un certo numero d'anu i. Vùi,qgio d'i stato ma,qg'iore e 1nanovre coi ttuadri. - I viaggi di 1 stato maggiqre <li corpo d'armata e le manovre coi quadri si eseguiranno nel •189~, secondo le prescrizion i in vigore e nelle condizioni -seguenti : •I O Un oi aggio di stato maggiore di e.or po d'armata sarà eseguito in ciascrnn corpo d'armata e nel governo militare di Parigi. Nella H,a -e ma regione si eseguirauuo speciali viaggi di stato maggiore uhe saranno regolati da ulteriori istruzioni;
2° Manovre co·i q1iadri: a) Corpi d'armata delì' interno : In ci11scuo corpo d'armata (meno nel 6° e ~0°) saranno eseguite due manovre coi quadri di di,·isioni attive ed una di divisione di riserva~ In ciascuno dei due corpi, 6° e 20°, le manovre coi quadri saranno -3 di division i attive ed una di divisione di riserva; Nel 7° corpo la manovra coi quadri della divisione di riserva sal'à so:;ti tuita da una manovra d'assedio coi quadri della dnrata di 8 giorn i; La brigata regionale di Lione eseguirà una manovra coi quadri , di brigata. b) Algeria e Tun isia: Sa ranno eseguite nel 19° corpo d'armata tre manovre di brigata coi {Jtrndri ed una nella divisione d'occupazione iu Tunisia. 1
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NOTIZlE MILITARI ESTERE
NOTIZI È !JltlTARI ESTERE
e) Divisioni di c.,walleria: Le 7 divisioni di cavalleria ed i 6 circondari d' ispezione permanente di cavalleria esegniranno ciascuna uoa manovra coi quadri di divisione. · Utilizzazione dei sacchi da distribuzione per lei costruz'ione di zattere e ponti galleggianti . - Da qualche tempo erasi già a cognizione degli esperimenti eseguiti di passaggio dei corsi d'acqua impiegando i ·sacchi da distribuzione della caval leria, per la 0ostruzione cli zattere o di ponti galleggianti. Da una recente pubblicazione ~i :ipprendono i particolari di questi esperimenti e si deduce il modo d'i mpiega re a tale scopo i sacchi in unione a scale, ,tavo le ed al tri materiali, che è sem pre facile trovare in campagna.
Costruita in tal modo ia zattera per metterla io acqua occorre avvicinarla il più che è possibile al la corrent.e, la si drizza poi su di un fianco in modo che i sacchi siano rivolti al corso d'acqua· e le scale dalla parte opposta, tenendola frenata con 2 o più corde, e procedendo lentaml'lnte si riba lta sull'acqua . Si ricopre quindi con tavole intervallate od ·a contatto Si legàno alle estremità della zattera 2 corde ugual i alla lar. ghezza del fiume. · Un uomo a nuoto attraversa la corrente avendo in mano l'eswemi:à di una delle corde. Dalla riva opposta tira la zattera nella quale vi. sarllnno due uomini destinati a rimpiazzarlo sulla unova sponda. La zattera può da quel momento funz ionare regolarmente.
COSTRUZWNE O! UNA ZATJEHA.
Per la costruzione di una zattera occorrono '12, '1fl., 18 e più sacchi da distribuzione, secondo le dimensioni che si vuole dare al gal leggiante. Ogni sacco è riempito con ·I O chilogrammi cli paglia, vecchia o nuova non importa , ma ben secca. I sacch i si chiudono con due legature a disianza di ·1O centimetri circa l'una dall':i ltra, riempiendo questa parte vuota con una zolla, in modo da evitare I' infiluazione dell'acqua nell'interno. Per formare l'ossa tura Jella zattera si adoperano 2 scale abbastanza forti e di lunghezza variabile. Tali scale si collocano par.:i l!elamente fra loro a•I intervallo di 50 a 70 centi metri; e parallelamente e mol to prossime alla conente. Quattro tavole da costruzione poste perpendicolarmente su esse, ad intervallo d: circa metri 1. 50, e solidamente legate cou fi lo di ferro, completano l'ossatura . Per le zattere che debbono tras portare carri, s' impiegano 3 scale invece di 2. ' Formata cosi l'oss~fra si legano i sacchi, una fi la per scala, con 2 legature, lasciando fra l'uno e l'altro un interval lo di •15 o ;&0 centimetri ed in modo che il fondo dei sacchi corrisponda all'interno e la bocca verso la parte esterna delta za ttera. Volendo avere una zattera più leggera si allargano gli intervalli fra i sacchi . I sacch i legati ad una sca la debbono essere in corrispondenza dei vuoti lasciati nell'altra. Se la zattera deve sopportare il peso di un cano i sacchi si mettono serrati l'uno con tro l'a_ltro. 1
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COSTRUZIONE DI UN PONTE GALLEGGIANTE.
Per la costruzione di un ponte galleggiante occorre procedere alle seguenti operozioni: 1° misu rare la larghtzza del corso d'acqua; 20 collocare sull a riva due file di 'scale d' una lunghezza corrispondente alla larghezza ciel corso d'acq ua; 3° costruire con ogni coppia di scale u,na zattera ; 40 segnare all'estremi tà di ciascun grn'ppo di scale il punto dove si devono fare le legature destinate a riun ire ciascuna zattera alle vicine. Si mettono le diverse zattere in acqua e quindi si legano l' una all'altra iu modo da formare il ponte gal leggiante lungo la sponda di partenza . Gli si fa quindi eseguire una conversione con perno a valle, in modo da util izzare la forza dell a corrente ed avendo l'avvertenza di tener fortemen te dalla riva una corda legata al cen tro del ponte. Compiuta la conversione si fissa sol idamente alla riva la corda che tiene il· centro del ponte e le estrem ità del ponte stesso con picchetti e corde, si collocano poi delle tavole per facil itare il passaggio dalle rive al ponte. t indispensabile nella costruzione del ponte di lasciare un intervallo fra i sacchi. Essendo i sacchi ad intervallo di ·15 o 20 centimetri si ottiene un ponte molto solido e che permette il passaggio alla truppa su 2 ri<rhe con una dist.anza di centimetri 80 fra le file. Francia si eseguirono parecchi esercizi e.on questi mezzi di passaggio. Ne citiamo qualcuno di quell i che più possono dare un'idea della robustezza che hanno tali mezzi di passaggio improvvisati: 10 Costruzione di una zattera per il passaggio di una sezione testa d'av::1nguardia e di un ponte per un battaglione di ,1000 uomini su lla Corrèze ( corso d'acqua largo metri '2.7 . 50).
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ANNO XLI V.
NOTIIE MILITARI ESTERE 544 Io un'ora circa mentre una corvèe di 4.8 soldati riempiva e chiudeva
78 sacchi, il drappello degli zappatori costruiva l'ossatura della zattera e
quella del ponte. La sezione testa d'avanguardia potè traversare il corso d'accrua in 1 O minuti, passando 1O uomini alla volta sulla zattera costruita con 2 scale lunghe q. metri e 14 sacchi. La zattera fu poi impiegata per completare il ponte, sul quale passò il liauaglione, facendo marciare gli uomini su due righe ed a distanza di metri O. 80 circa fr:i lo file. Tempo impiegato per il passc1ggio 20 minuti. li ponte comprendeva 12. ~cale, 78 sacçhi ed il numero di tavole rnfficieute per fare una discreta copertura. La resistenza del ponte al principio fu di circa chilogra mmi H. 700; ciascun sacco spostava 150 chilogrammi d'acqua. Dopo essere rimasto uc'ora in acqua il ponte fn ritirato e subito si pesarono i sacchi, ciascuno era numentato di 2 ch ilogrnmrni, ciò vuol dire che dopo un'ora il ponte presentava una rnsistenza ancora di chilogram mi 11,000 e più. Occorre qui soggiungere che tutti i ~aèchi erano in eccellenti condizioni, la più parte nuovi. Nei successi vi esercizi si impiegò sempre minor tempo per la costruzione delle z:ittere e dei pooti , perchè il person:ile acquistò sempre mag· gior pratica, e fu possibile costruire una zattera in mezz'ora . 2° Cou una zattera formata cQn due sc;ile e i ,j sacchi sì esegui il passaggio di nna compagnia deHa· fo rza cli '250 uomini , :i 1O per volta, impiegando 55 minuti, poi la zattera continuò a trasportare da una riva all'altra un drappello di H uomini in tenuta di corvèe dalle 9 del mattino alle 3 dopo me?.1,0!?iorno. Tirata a terra la 1.attera, i s,1cchi furono pesati e si riscontrò che ciascuno di essi era aumentato di 33 chilogrammi e f/2 . Quindi la for1.a di resistenza della zattera da 2000 chilogrammi al mattino, era diminllita sol,,mente di /~69 ch ilogrammi, ossia dopo 8 ore e ih, d' immersicne era ancora più di 4500 chilogrammi. 3a Fu anche eseguito il passaggio di carri impiegando una zattera più solida, essìl fu costituita con 3 sen te lunghe metri 5. 75, 39 sacchi e con piattaforma considerevolmente rinforznta. impiegando tiivole mollo robuste e lunghe per sopportare il peso della ve\lura e ripanirlò s11 tutto il g:illeggi:i nte. Una vettura sanitaria carica e del peso di 768 chi logrammi fu caricata sul In zattera servendosi di una rampa praticata sulla sponda del fiume e <li una piattaforma costruita :i ppositamente per servire da imbarcatoio.
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NOTIZIE MILITARI ESTER.E
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Durante l'imbarco 10 uomini furono collocati al centro ed all'estremità opposta del la zattera per impedire al peso del carro di far sollevare tale estremità. Tempo impiegato per l'imbarco 5 minuti, per lo sbarco 2 minuti. ,jo Fu ripetuto l'esperimento con una vettura di compagnia col carico completo di guerra (1070 ch ilogramm i). L a vettura attraversò sei volte la Corrèze. Su lla zattera aveva no preso imnarco oltre la vettura ancbe 45 uomini. Dopo 9 ore lasciata in acqua la zattera era ancora in buone condizioni e trasportò 19 uomini da una riva all'altra. Tale mezzo di passaggio fu impiegato spesso dalle truppe di cavalleria che sono forn ite di sacchi impermeabili . Sembra però che anche i sacchi in distri buzione all:i fanter ia, non impermeabili, possono essere impiegati utilmente a tale scopo, purchè nuovi. GRECIA.
Riordinamento, dell'eserc·ito. - Il progetto di riordinamento dell'esercito greco sì'lrehbe già ultimato ed appro1•ato dnl re. Questo progetto prevede la creazione di uuo stato maggiore generale su l modello german ico; la form11zioue di una intendenza con tutti i servizi annessi, /a cui defìccuza produsse risult"1lti così funesti durante l'ultima guerra; l' istituzione di una ispezione delle truppe allidata ad ulficiali stranieri; e la fondazione <li due scuole mi litari, la cui direzione verrà pure aflidata a stranieri. JI servizio obbligatorio per tutti sarà applicato nel modo più rigoroso e si provvederà al più presto pel nuovo armamento della fanteri:i. Per quan to riguarda l' ispezione delle truppe co rro voce che il governo greco cercherà di ottenere il concorso di ufficiali dell'esercito austroungarico. INGHILTERRA.
Bilancio della guerra. - Il bilancio presentato al Parlamento per l'anno fìnanziario 1899-1900 ammonta ad un totale di L. 20,617,200 ( lire italiane !,HU30, 000), in confronto n L. 19,2~0,500 (lire ita liane 1~80 .512, 500) ch ieste per l'esercizio ·1 898-99. L'aumento totale ammonta a 1,396,700 sterline (lire italiane :J~,917,500), ed è dovuto in gran parte a formazione di nuovi riparti ed aumento nella forza dei battaglioni di stanza nel Regno Un ito, l'i•>rdinamento della cavalleria e 1
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NOTI ZIE MILI'l'ARI ESTERE
NOTIZIE MILITARI E STERE
riarmàmento dell'artiglieria con pezzi a tiro celere, nonchè aumenti di ttffìciali e trnppa nei servizi delle sussistenze e medico. Inoltre sono previste le spese per la co:;truzione di quartieri nel nuovo campo di,ìstruzione della pianura di Salisbury. lstruz·ione della « m·ilit·ia. » - · Si stanno prendendo le opportune disposizioni acciocchè ,t 6 battaglioni della « mi litia » ,prendano par te quest'autunno per la durata di cinque settimane ad un corso d'istruzione di grandi riparti al cam po di Salisbury. Questi batt.,i.glioni furono scehi lra quelli che per la loro di~locazione o per altre cause finora hanno avute poche o nessuna occasione di essere esercitati in manovre d' insieme, e si spera che tnli esercitazioni tornino a grande vantaggio e della discipl ina · e della efficienza dei battaglioni stessi. Arma,m enti. -Avendo il governo invitato le ditte si r W. Armstrong Whilworth e C., e Vickers, Son e Maxim a presentare disegni per un nuovo pezzo di ,t 5 libbre a tiro rapido per le batterie a cavallo e da campagna, i due disegn i presentati fu rono trova ti uguali per merito, perciò il geverno ordinò ad entrnmbe le ditte una hatteria C'lmpleta pronta acl entrare in ca mpagna, meno .i cavalli ed . i forn imeuti. Con queste batLerie si faranno ripetuti es perimenti al poligono di Woolwich affine di detercninart:J quale sia l'a rma e ì'equipaggiamento migliore.
fin landese poteva anzi in e.irto qual modo servire di esem pio al resto dell'esercito russo. Sembra pertanlo che i suac~nnati provvedimenti abbiano prodotto sfavorevole impressione in Finland ia. Strada lungo l'Amitr. - Nell'estate del 11898 venne incom inciata In {',ostruzione di una strada rotabile lungo il fiume Amur da Khabarovsk (punto sull 'Amur ove giunge la ferrovia dell'Ussn ri proveniente da Vladivostock) fino a Blagoviecensk. Circa ·1000 operai vengono impie· gati nei lavori . Questa strada rotabiie viene costru tta invece del tronco della rerrovia transiberiana che doveva passa re per quelle regioni e che ora invece dovrà attraversare la Manciuria. I Ritssi in Manciuria . - Informazioni di viaggiatori recano che la Manciuria è quasi interamente occupata dalle truppe ru sse; lutto il territorio sarebhe già organizza to rni lit~ rmente; 3 battaglioni russi sono a San- Sing ed _a ltri 2 a Cicikar e Kbita lungo il fiume Sungari, amuente di destra clell'Amur; da Mukden in poi , lungo la gr:rnde muraglia, s' incontrnno avunque grossi distaccamenti; alcuni bnttaglion i sono accantonati lu~go il Sira Muren (confi ne nordico della provincia del Ci-li) ed ovunque si incontrano posti cosacclli . Due battagl ioni di zappnlori da Kirin stanno trasformando' in strada mulattiera il sentiero che, risalendo un aflluente del Sungari, conduce in Corea; parecchie compagnie del genio stanno costruendo la ferrovia che dovr3 attraversare quella regione. Corsi agricoli pe1· soldati. - In seguito a determinazione del Ministero di agricoliura a Bobruisk (governo di Minsk) nel 1898 durante la primavera e l'estate si fecero vari corsi di giardinicoltura r ·ai orticoltura a drappelli di so ldati dell a ,1.0a divisione fa nteria. Detti corsi dattero ottimi risultati; i soldati che più si distinsero ricevettero in dono istrumenti da lavoro, libri , sementi, ec(:.
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RUSSIA. Legislazione della Pirilondia. - Un rescritto imperiale del 13 febhra io, pur rispettando la speciale costituzione del granducato di Finlandia, prescri1•e una più stretta u01ficazione delle leggi del · gr:rndu· cato stesso con quelle dell' impero, dimodochè le specia li libertà e la semi autonomia ammin istrativa di cui godeva la Finlandia verranno in effetto ad essere di molto diminuite. Questo rescritto tenne dietro ad no altro ' decreto imperia le de l 28 gennaio con cui si dich iarava obbligatoria la conoscenza della lingua russa pei senatori e deputati lì nlaudesi e per tutte le pr incipa li autorità. Tra breve sarà pure modifica ta la speciale legge mil iwre della Finland ia, tendente a togli ere alle truppe del granducato quel l'ombr:, di autonomia che ancora loro rimane ed estendere ad esse gli obbli ghi di leva e di servizio in vigore presso l'esercilo russo. La Finlandia si conservò finora una delle parti più tranqui lle e meglio amministn,te dell' impero russo; in nes3Una regione r istruzione e la moralità pubblica è più estesa e più in onore; il piccolo esercito
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STATI UNITI. Oamvo d' istritz-ione alle isole Hawai. - Avendo il dipartimento della {.{uerra riconosciuto la necessità di avere sottomano delle m1p pt~ abituate al cl ima delle regioni tropicali e tali da poter operare in quelle regioni stesse ~enza incorrere nelle i,(ravi perdite, già subite a Santiago di Cuba per causa appunto delle difficoltà climatologiche, si sono iniziate delle pratiche per l'acquisto di llri vasto territorio a circa 30 chi · lometri da I-Ionolul u, capita le delle isole Rawai. l vi si stabilirebbe un campo d'istruzione dove si potranno riunire 12,000 nomini circa.
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NOTIZIE MILITARI ESTER.E
NOTIZIE MILITARI ESTERE
L' isola Oahou, ove trovasi Honolulu, presenta tutti i .:aratteri di un clima torrido pure essendo saluberrima e li bera da minsmi pestilenziali generatori di e:ravissime malauie; in tal modo il aoveroo deali Stati Gniti spera di :icclimatare truppe destinate si:i a Cuba. sia alle Filippine, senza mettere n rischio lo stato sanitario delle truppe stesse. Truppe per le FilipJJine, - Il 6° e il go reggimento fanteria furouo sullo scorcio del mese gcorso inviati a Manilla, per via di S. Francisco. .\ I Ministero della guerra si è d'opinione che bisogna intraprenrlere subito una campagna ·offensiva contro i Filippini. Pel H.i marzo le truppe del generale Otis saranno aumentati di altri GOOO uom ini delle truppe regolari pratici del ,ervizio contro i Pelli Rosse ed abituati ai climi tropicali a Cuba. Stato sanitario alle Filippine. - Da un telegramma ricevuto dal generale Otis, riguardante lo stato sanitnrio delle truppe americano fin dal loro arrivo alle Filippiue, si rileva che i decessi forooo in tutto 220, dovuti 4c0 a fedte e disgrazie, 65 a febbre tifoidea, 43 a vaiuolo, 22 a dissenteria, i rimanenti a malattie varie. Ha destato apprensione I' infierire del vaiuolo e furon o prese le misure più energiche per comba tterlo. P.romo;:iioni.. - l i Senato ha co11fermn to la promozione del generale brigadiere Otis a maggiore generale e quella del contrammiraglio Dewey ad ammiraglio. L'ammiraglio Dewey è così il terzo, <lacchè gli Stati Uniti ha11no nua nottti, a raggiungere ta le grado ; gli altri étue furono l'ammiraglio Farragut e Porter. L'ammiraglio Dewey gode in pntria dt una graude riputazione e quale comandante na valo e qua le diplomatico e lo si vedrebLe voieniien nom10ato governalore generale del le. F ilippine con pieni poteri. l)
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SVIZZERA.
lstru::;'ione vreparotoria ·volontaria. - .-\Ilo scopo ,li sviluppare l'istruzione mili tare prepara toria, il dipartimento mi litare ha co mpilato ut1 programma per l'istruzione preparatoria volontaria di 3° grado. È fissata da 17 a 19 anni l'età nella quale i giovani sono ammessi a paneri pare a questa istruzione; tuttavia vi potranoo essere nmm essi quel li che, com piuti i iJS anui, avrauno raggiunto uno svi luppo fisico sufficiente. Le sezioni d'istruzione dovranno formarsi per comune o per gruppi di comuni, con un effetti,·o minimo di 8 uomini. La confederazione fornisce fuci li, einturini con cartucciere e possi bilmente giulJLe d'e:;ercizi.
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Il programma d'istruzione comprende: 1o esercitazione di marcia, corsa, salto, passaggio di ostacoli, giuochi ginnastici ; 2° scuola del soldato con e senz'armi, preparazione al tiro; 3° conoscenza dell'arma; ,~ 0 teoria riel tiro; o0 tiro al bersaglio, per cui i' stabi lito un certo nu mero di cartucce; 6° stima dello distanze; 7° scuola di sezione. I corsi dovranuo essere di f>O ore almeno, e saranno ispezionati per cura del dipartimeoto mi litare.
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RIVISTA DEl PERIODICI MILITARI
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
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L'anonimo scrittore sviluppa ampiamente la sua tesi e la conforta collo svolgimento di alcuni tem i. E' articolo brillantr.mente scritto, e CÌ1e nel fondo, per quanto ha tratto al la specia le missione della· cavalleria leggiera , non difetta di seria base.
Il generale Espagne. (Co~tinuazione). Revue de cavalerie.
Puntata di gennaio 1899. - L'ord·ine sparso, per un ù·r-egolare. La cava lleria francese non sarà in grado di compiere grandi cose, e di eseguire degnamente il suo mandato innanzi alle armate, ove non sia completamente istruita, e costantemente sorretta nel gusto delle fo lli intraprese e dell'audacia, che ne' tempi passati ioscrisse tanti nomi gloriosi sui suoi siendardi. Oggidì la cavalleria francese è ben preparata pel combattimento contro qualsiasi cavalleria ed~ risoluta a rivendicare ]a . sua parte di sacrificio e di gloria nella battaglia, ma è mestieri riconoscere che nel servizio di scoperta e di sicurezza non ha pera neo raggiunto quel la perfezione che pur sarebbe desiderabile. E questo perchè non ha più cavalleria Jeggiera, poichè quella che ne porta il norne non riceve che una istruzione di corazziere o di dragon~-lanciere, e tutti i giorni cede loro il passo nel servizio d'avanguardia e di ricognizione . La cavalleria francese si limita quasi esclu,i va ri1en te a studiare i I còmpito delle schiere e le e1,o /.u zioni nel vuoto, cu i consacra la miglior parte del suo tempo, ma, bisogna confessarlo, non sa esplorare nè coprire, e non pensa che a battersi. La cavalleria leggi1mi dev'essere l'occhio della cavalleria, come la cavalleria è l'occhio del l'iirrnata; e questa preparazione la si otterrà coll'istruzione nelt'ordine sparso. Non trattasi nè del fuoco a cavallo, nè dei movimenti complicati dei t'i;raghatori e fiancheggiatori dei vecchi regolamenti . È questione di appl icare largamente l'ordine sparso ammesso dal regolamento: i foraggieri . gli esploratori, le pattuglie citi cornbat.timento, le ricognizioni d'ufficiale, le pattuglie di scoperta; e quando questi mozzi noo bastano, se ne cercano altri. Così l'ord·i,ne sparso pe1· lo sqiiadrone, sa rebbe una grande linea di colonne di plotoni o di colonne per quattro, avviluppanti le colonne in marcia, o che battono la strada sul loro fronte per riconoscere il nemico. Pel reggimento, l'intervallo fra gli squadroni varierebbe da 100 a 1000 o 2000 passi secondo la natura del terreno e l'esetnsione del fronte da coprirsi, e la prossimità del nemico.
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L'ist1·uzione per JJlotone. L'idea dell' istruzione per plotone, può, per molti motivi, affascina re -e sembrare a prima vista quel la che risponda ad un vero progresso: e nel fatto molto fu discusso in proposito.'Tutta via lo scrittore, esa minato minutamente iI proposto sistema, ne deduce che, nelle attnali circostanze, non è nè pratico nè utile. Da Bautzen a Pldswitz. Alaggio 1813. -
Per P. F. Continuazione. Nell'ammirevole studio intorno agli ordini e alle direttive emanate da Napoleone e al suo capo di stato maggiore e ai rapporti dei comandanti in sott'ordine in quella campagna. L'articolo riporta l'intiera cor' rispondenza della ~iornata del 30 maggio. Revue militaire 'Suisse.
Febbraio ,(899. -
Pro Memoria.
Sono alcune norme t.a ttico- logistiche, compi late l'anno scorso nell'occasione delle grandi manovre dal colonnello Zwicky, ca po di stato maggiore deJra IV di visione. Impronta te a largo senso pratico, scritte con linguaggio semplice e chiaro, desse debbono essere riuscite d'incontestabile utilità in un paese che non possiede esercito permanente. Merite\'Ole di essere rilevato ci sembra quanto segue: Nelle marcie della fan teria bisogna autorizzare t.utte le facilitazioni compatibili colla di,,,cip!ina di marcia, come togliersi il copri capo, sbottonare gli abiti, rimboccare le maniche, bere acqua, ecc ; devesi anzi ordinarle, prima che sia troppo tardi. Circa il fuoco, vi è raccomandato di iniziare l'azione con linee di fuoco di battaglioni o di r!'ggimeuti iutieri, d'un sol tratto, e di far aprire il fuoco simultaneàmente. La fanter ia deve essere in grado di spiega r:ii oeleremente per il coro.battimento dn qualsiasi formazioiie e in qualsiasi direzione, cercare di avvolgere il nemico oon linee di fuoco potenti, esfo1·zarsi dì assicurare al mo fuoco la s,1,pe1·iorità, a mezzo della sua azfone d'insieme e della ma. precisione.
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18'IV,lSTA DE'1 PERIODICI MILITAl!.l
RIVISTA DRI PERlODICI MILl'l' ARI
Nel combattimento 'r:emporeggiante, è necessario di a vere sostegH i e riserve per nutrire la linea di fu oco e portarla avanti. Quando invece vuolsi avere una pronta d11cisione (sorpresa, combattimento nei bosch i, colla nebbia, contrattacco) bisogna mettere sulla linea di fuoco il maggior numero possibile di fucili, disponendo per recr0 ]a, la truppa su due righe, o su di una quando vi sia posto suffici:nte, e su quattro righe soltanto qu:rnclo non si possa fare iiltrimenti. Il fuoco acceler::i to (feu de magasin) lo $i impiega con alzo abbassato per distanze minori dei 500 metri, prinrn dell'assalto, per respingere l'assalto o la carica, nell'inseguimr.nto, nel combattimento di sorpresa , nel contrattacco. Coll'a lzo lo si impiega per distanze supei·iori ai 50.0 metri contro bersagl i di considerevoli dimensioni, o contro bersagli, che importi mettere rapidamente fuo1i combauimento (a rtiglieria). \. Contro unà batteria si metta in azione il fuoco di una o due compagn ie e si prolunghi il fuoco accelerato per uno o due minut!. La form:izione più conveniente è quella in cacciatori o su d1 una sola riga. Coritro la cavalleria tirano soltznto le unità direttamente attaccate e contro le truppe di cavalleria che le attaccano direttamente; il restante della truppa, rinforzando il suo fuoco, continua a spara re contro il bersaolio di prima, oppure continu:i ad avanzare. Per l'attacco, si nota anzitutto che il fuoco dell'artigl ieria prima, poi quello decisivo della fan teria, deve precedere l'attacco ; qu indi, fra l'altro, vi è detto, che per scacciare il nemico dalla sua posizione si deve avvoloerne un'.ila o tutte due, in guisa di schiaccinrlo rntto un fuoco conè> cen trico, e permettere alle tru ppe destinate all'attacco, di irrompere nella .posizione nemica per uno o più punti. L.i riserva princi pale è diretta .contro il punto decisivo ; essa avanza opportunamente scaglionata per cercare di paralizzare il contrattacco . Quando non sia possibile di avvicinarsi di giorno alla posizione nemica , senza esporsi ad un fuoco di un'efficacia superiore, èrìlccomaudnto di avanzare duran te la notte, e di arrestarsi ·quando si è giunti a buona distanza di tiro. Al lo spuntar del gi.orao, si apre il fuoco decisivo colla maggior parte dei fucili e con tutta l'artiglieria, e appena questo abbia prodotto il suo effetto, si procede all'att~cco.
stiche, che militano sia in appoggio di cotesta tesi, sia conu·o la medesi ma; nota che le deduzion i della guerra del 1870-7 1 non sono, al riguardo, abba,tanza concludenti, poichè se in parecchi casi può forsi :ippunto all'a n igl ieria di cùi·po d'armata d'essere giunta in ritardo, o di avere imriegato soltanto un:i parte de' snoi pezzi, lo stesso inconveniente verificoss i pure talvolta per l'arti/d ieria divisionale. Nella stessa Germ:inia, dove l'argom':)nto fu mol to discusso, il parere delle individuali tà più competenti che se ne occuparono, è ben lontano dall 'essere unanimr., è se il tenente colonnello Gaedke, Scherff, Lobel l sono partigiani del l'a bolizione dell'artiglieria di corpo, Schlichting, Boguslaw5ki, Mekel, Schell ne sostengono invece la conservazione. In Svizzera, il tenente colonnello Manuel dice ehc le opinioni non si sono ancora nettamente manifestate; egli però ritiene che il comandante del corpo d'armata debba avere a propria disposizione un rE:ggimento di artigl ieria indipendente, insieme alla brigata di fanteria di landwehr e alla brigàta di cal'alleria che da lui dipendono direttamente. Se vnolsi ouenere una maggiore intimità fra le due armi, fanteria ed artigl ieria, si ch iamino sotto ,le armi gli ufficiali d'artiglieria più sovente ed in maggior numero presso le scuole centra li e presso a dt'i servizi di fanter ia; agli ufficiali di fanteria si iusegni a disporre ampiamente dellà loro artigl ieria, e si forniscano loro nozio'ni più complete intorno al suo impiego e al suo tiro. La fusione delle tlue armi verrà da sè stessa, con vantaggio d'amliedue. E l'autore conch iude : « L'artiglieria di corpo d'armata fu istitui ta nel 1892, allorché si formo rono i corpi d'i,rm11ta . « Dopo appena sette anni, per prete~ti che non sono tali , e per semplice imitnione della Germania, non si tocchi all'ordinamento attua le della nostra artiglieria da campagna, senza tener con to delle nostre istituzioni , e senza che ne risulti un rea le profitto per l'esercito. »
p artig lie1·ici
di corpo d'armata, pél tenente colonnello ED.
MANUEL.
È una del le questioni così dette d'attual ità, specie dal momento che il progetto militare tedesco testè presentato al Parlamento contempla l'abolizione dell'artiglieria di corpo d'armata per ripartirla fra le divisioni. Lo scriuore studia le varie ragioni, organiche, tattiche e logi-
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Il yra.nde stato maggiore 71russfono .
Relazione sttl tiro dello stabilim.ento lfrupp, pel capitano d'artiglieria
DE VALLll~RE. L'ultima re.I azione pubbl icata porta la data del ·l 89:2. e riferivasi alle .prove del cmrnone a tiro rapido di 6 centimetri, prova che lo stabilimento Krupp ronsiderava sol tanto come un primo Ras~o di una lunga serie di t-JSperimenti da eseguirsi nell'onicina o al poli 6ono. -La relazione odierna pubblica appunto i risulta ti di questi esperimenti, i quali avrebbero confermato il Krupp nel la sua opinione « che lo scopo del cannone a tiro .rapido deve essere cercato non tan to nella rapidità del fuoco quanto in
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uoa sem pl ificazione della costruzione e del servizio del pezzo. Questa semp lificnione potrebtJe portare un accelera mento del tiro. In ogoi modo l'efficacia del colpo di tiro isolato e la mobilità devono essere in feriori a quelle dei pezzi attua imeri te io servizio. » Segue un interessante rias$unto degl i esperi men ti fatti, dai qual i fu provato che un cannone in un terreno poco favorevole, con un accurato puDtamento, tirn da 5 a 6 colpi per 1ilinuto, e in cer ti casi 8 colpi ed anche pi ù, e così pure ·16 scatole a mitraglia.
Bse1·cita,zioni di marcia per ufficial'i. Si rende conto di un'eserci tn ione di marcia indetta dalla sotto-sezione di LÒsanna, per iniziativa del maggiore De MeuroD, e ch'ebbe , luogo il 15 dello scorso genna io. Ad essa presero parte 2.6 ufficial i, -15 di lanteria, 2 di cavallP-ria, 6 d'artiglieria, e 3 del corpo conta bile. Al loro \'.lfrivo al pnnt.o di riun ione, furono in for mati che dovevano esegu ire una ma rcia accelerata di 25 chilometri circa, e, p1~r la parte tattica , redigere un breve e semplice rapporto di ufficiale inviato in pattuglia, i11 base al tema clre fu loro cuusegnnto. I prim i arrivati impiegarono, per perc0rrere i ~5 chilometri: 3 ore, 1 minuto e 16 second i ; gli ulti mi tre : 3 ore, 51 mi nuti, e !~ ore e 8 minuti. · La marcia pertanto fu eseguita con una media di 8,5 chilometri, ciò che non è poco; ma fece pa lese il gran difetto della mancanza di alleDamento. In fatti l'esame medico, cui furono sottoposti gli uffi ciali al loro arrivo alla meta, constatò che In n1àggior parte dei concorrenti non sarebbe stata più in gn1do di continuare la marcia con. quell'andatura, e nemmeno per molto teinpo, ancbe con minore andatura. Di qui la prova della necessi tà, specie per l'u ffici ale di fanteria, di man tenersi allenato, e dell'u til ità di queste esercitazion i. Orga n der milita r -wissenschaftlichen Vereine . 1" punta ta 11899. -
la marcia della fanteria,' d(l,l punto di vista delle
nostre prescriz ioni regolament<i1·i e sanitarie, pel capitano F. SCH.NOTZ(NGEf\.
Il detto di Napoleone o, come pure si dice, del maresciallo di Sassonia, che la ·v'itto1·ia sta nelle gamtJe, cooserv11 tu ttora la sua particolare importanza ; ma è evide nte che quelle parole non vanno intese nel loro significato letterale, ma sibbeue in quello, cui quei grandi maestri della guerra hanno voluto, colla loro classica concisione, dare ad esse, che 111 vittoria spetta a quella fa nteria che nel tempo di pace fu megl io allenata.
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Detta m~ssi ma pertmto si riferìsce non tanto alla guerra, qua nto alla preparazione durante la pace. L'autore non si prefigge di dir cose nuove, ma di esporre alcune considerazioni dedotte dall'esperienza da lu i fatta, special mente nell'occasione dell'occupnione del la Bosnia ed Erzegov ina. Egli r icorda brevemente la disastrosa marcia eseguita il 30 luglio 11878 dal reggimento cui apparteneva - il reggimento fan1eria di riserva Re del Belgio n. 27. I l reggimento partito il mattino alle 4 dall'accampamen to di Hutweide al nord di Brod, ove passò la Sava, giunse a quello di Dervent alle 6 di ser:1, avendo. li3sciato per l:i strada, nel la m;ncia di circa 20 chilometri, la maggior parte dei suoi soldati e 8 uom ini morti per insolazione. Di 236 uom ini che componevano le singole compagnie alla loro partenza da G·raz so lta nto 20 circa per com pagnia arrivarono ·al la tappa di Dervent. Qual i le cause di tanto e così enorme disastro? Una fermat.a di un'ora ai ponti della Sa va in a~pettativa del turno di passal,lgio, il mantello port,1to a tracolla dalla spal la sinistra al fì,mco destro, la facoltà di sbottonare soltanto il bottone superiore della giubba ma più di tutto il non :iver curato ,,che i soldati avessero le bor1ccie piene d'acqtrn, e la grande fermnta faua in località non adatta, senza ombra e senza acqua e I per mettendo solo che i soldati si sedessero a ter ra senza deporre lo zaino e porre le armi al fascio. A detta dell'a utore le norme regolamentari relative al h1srìar bere i soldati in rnarcw, non sono suffìi;ien ti. Bisogna che il comando si assicuri preven tiv,1mente se l'aC'qua vi è, e nel caso con trllrio che provveda a farla trasportare al seguito della tru ppa, e co,ì pure è mestieri im parti sca ordini tassativi pel riempimento d'acqua delle bora cci e. A, mo' d'esempio, egli nota che il regolamPn to prescri ve di ingrassare le pezzuole da piedi. Il generale Knh n, nella campagria del 1866 in Tirolo non si limi tù a ~icordare ta le prescrizione, ma ordinò, che pri ma d' iniziare la ma rcia e al termine di essa, gli uf'fì zial i suba lterni assistessero o quell11. operazione. Così, mercè tali preven ti va disposizioni, fu possi hilf' di eseguire lunghe rnarcie e fa r frnn1e a1la superiori tà nemica . Lo scrittore si dilunga in mauiera assai panirola reggiata nell'esame di tutto ciò che pu ò avero favorevo,le o sinistr:.i iufluenzn sulle marcie: sca rpe - che vorrebbe sostituite dallo stivale, - vestiario - propone modificazioni al pantz.lone, - arredamento ed armamento, che non giudica come crede la g,rneral it/1 , tropp~ pe3an ti, ma che nel fatto sono tali per la trop pa debolezza del soldato. Molte pagi ne sono poi dedicate al lo studio dell' istruzione ind ividua le e d'insieme per la marcia: passo di .scuola, di cui enumera i grandi van taggi, corsa, sal to d'ostacoli, ecc.
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In complesso è uoo studio dell'importaote tesi pregevol issimo le cui conclusìoni si possono così riassumere: tu fanteria ha bisogoo di uomini forti ; devesi far uso d; tutti i mezzi pos:;ibi li per dar vigoria ai muscoli a all11 fibra del fantaccino. I l sold1110 di fanteria vuol essere ,1ccuratamente alleenato alla rn11rci11 ~ fioa lrneure è d\1opo che le norme e prescrizioni regolamentari sieno rigorosamente osservate, e, poichè esse non possono entrare in molti particolari, debbono es,ere complet11te da tutte quelle altre sugger ile ai capi dalla pratica esperienza acquis1a1;.
quale caricò a fondo sopra quella massa disordioata di fanatici oemici, ri porta?do, re la.ti ,,ament(;I, pochissime perdi te ('I) . JI generale Kitc hener, infine, si dimostrò all'altezza del còmpìto affi·datogli, poichè comprese che il successo di quella guerra dipendeva essenzialmente, noo dalla concezione di · piani strategici, ma sibbene dall'assicurare, con ogni mezzo possibile, il vettovagliamento. Il pregevole studio termina con pocha pagine dedicate nll'episod io di Fashoda. In esse si nota che il geoerale Kitchener diede prova, in quella contiugenza, di possedere pure le qualità di uomo di stato, e che la spedizione Marchand deve la propria salvezza alla vit.toria di Ondurmau, imperocchè, se questa fosse stata r itllrdata di una quindicina di giorni, essa sarebbe stata indu bbiameute massacrata dai sold11ti del Mahdi.
Jahrbiicher fiir die deutsche Armee und Marine.
Febbrnio ·1899. -
La ca1npagnci 1896- 98 ·inglese-egiziana nel Sudan.
Brevemeote narriite le operazioni dei diversi periodi nei quali si può r ipartire I' in ti era campagna nel Sudan (,1896, cam pago a di Dongo la; "897, campagnà di Berber; ·1898, campagoa di Ondurman), l'articol\sta espone notevoli considerazioni , specialmente intorno all' impiego tauico del le varie armi. Egl i rileva, anzituLto, che il generale Kitchener fu as5a i più fortunato del generale Baratieri, poichè gli r iuscì il compito prefissasi, di attaccare strategicamente, e di farsi attaccare nel ca mpo tatLico. li calilfo si dimostrò già poco abil e stratega , rin unziando al vantaggio mili. tare che offrivagli la forte posizione presa alla 6° cataratta che sbarrava la valle di Shabl uka, e maggior enore commise po i, nel giorno della battaglia di Ondurm:rn, coli' occupare le alture di Berreri con poche truppe, in luogo di concentrarvi tutte le sue truppe ed aspettar~ sulle medesime l'ass11Ito nem ico. E riouoziò pure ad intraprendere l'attacco di notte, ciò che riuscì di non poco vantaggio agli I nglesi. Le truppe del Madh1, come le abissine, fed eli alla loro tattica di accerchiamento, attacc11rono il fronte e le ali nem iche disposte su lunghe e profonde linee e con una aud11cia ammirevole. B a notarsi che il lo ro slancio fu completamer.te arrestato a 600 ed à 250 metri dalla posizione nemica dal tremendo fuoco del l",wver~ario, specie da quello dell'artiglieria postata sull'a la sinistra che li prend~va di fianco , e costretti alla ritirata. È cosi che si spiegano le poche perdite sofferte dagli Ingles i. Ottima la posizione fortificata presà dal generale Kitchener nell' immediata vicinanza del Nilo, coile ali appoggiate al fiume, che così assicurava le spalle e sul quale manovra va la squadra delle cannoniere per prender parte al combattimento. Le truppe anglo -egiziane compirono tutte valorosameote il loro doparticolar menzione vuolsi fare del '2·1° reggimento Ulani, il vere;
Cons·idernzioni critiche sulle operazioni marittime ditrante la guerra spagnuola-americana . Gi ustamente si os:;erva che non fu la caduta di Santiago che portò il termine del la guerra, ma la distruzione della squadra spagnuola, composta da lle navi p;ù celeri. Pur am mi rando il valore clell'amm ira"lio Cerveras, gli si fa appunto d'essersi trattenuto troppo tempo io Santiago, mentre avrebbe do1•uto uscirne subito, nel giorno seguente al suo arrivo, dopo aver approvvigionato le sue navi, per volgersi a minacciare la I unga distesa delle coste americane . In ogni modo quello che risult11 incomprensibile è la condotta del ministero della marina. Comm ise errore inviando a Cuba la sola squadra del Cerveras; a vrebhe. dovuto aspeuare che fosse pronta anche la squadra del Camara, e poi farle partire insieme. C:aratteristico sembra poi allo scrittore I' iovio della squadra del Camara al canale di Suez e subito dopo il suo richiamo, sperper,1udo così. inuti lmente parecchi milioni. Gli S pagnuoli soltanto potero.no credere che gl i Americani avrebbero diretto le loro navi contro laSpagna, se il Camara si fosse recato alle Filippine. Consumo d·i mitm:z·iom: de ll' artigt1:eria da campagna in segitito all' adozione dei cannoni a tiro celere, e relative dedu.zioni. L'esercito annoverese. I confini naturali. (i} Le ])erclite sopra 400 combattent i ammo nlarono a ~i morti, 20 feriti "r:i.vi e 30 Jeggieri, che continuarono a presta.re i l !<lro servizio a cavallo. "
Per la Direzione
LoDovroo Crso '1".r1
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Tenentecolcn1rn,llo R. A.• incaricaato
DEMARCHI CA R LO ,
gerente.