ANNO
XLII
'RIVISTA MILITARE ITALIANA . •
DISPENSA
XIII. -
1° LUGLIO 1897
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VOGHERA
ENRICO
TIPOGI\AFO-ROITORR
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SOMMARIO DELLE MATERIE CONTEN UTE NELLA PHESENTE DISPENSA
NAPOLEONE E WELLINGTON N a.poleone e Wellington. -
hl. DRA~OMIROF
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Pag. 1133
PREMESSA..
La. preparadone dei piccoli riparti dl fanteria alle azioni notturne. - Grnou.MO CAPPELLO, te nente nel 28° fanteria.. » 115"1 Istruzione pra.tlca. provvisoria francese del 24 dicembre 1896 sul servizio della. cavalleria. ln campagna. -
D. D. .
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Studio a.na.litic(H)ompara.tivo sulla potenzialità. milita.re della China, del Giappone e della. Corea e guerra Cino-Giapponese degli anni 1894-95 . - AvETA F EDEmco, capitano 'i'2° fanteria. - (Continuazione) ~ 1185 Notizie politloo-militarl. -
a:. . . • . • . .
» 1198
Nottz.ie militari estere: Inghilterra: IJila11ci o della marina. . . . . . . . Russia: Censimento ge1ierale dell'i'rnpero russo . . . Serbia: Trasfo rmazion( di battaglioni in reggimenti . Svezia: Bilancio della guerra 1.897.
Blvista del periodlol militari . .
C ASA EDITRICE LIOR~RlA
E.
VOGIIERA -
» 1811 »
1212
» 1214 » 1216 » 1218
PROPRI RTÀ LETTERARIA,
11 generale Oragomirof posLilla ;ilcuni appunti sopra Napoleone ~l'l sciaLi dal lo scrùtore francese Proudhon e pubblicati , non e molto, nel Cosmopolù, in cui si tratta del carallere e dell'innuenza del più grande degli uomini di guerra moderni . Lo scritto clel generltle Oragomi rof, con il ti Lo lo Napoleon,,. e Wellin.r;ton - Studio .~torico-militare, apparve nel Vajennji Sbornich del mag~io u. s. ed attende la. fine nel prossimo fasci colo di giugno della eccellente rivista militare di Hussia che è la con,.;ueta depositaria del pensiero dell'illustre generale. · ~on ostante tutto ciò che, specie ·dei giorn i nostri , é stato scri llo a proposito di Napoleone, i pensieri contenuti in questo studio rivestono un singolare caraltere di novità che non pnò recar meraviglia , qualora si pensi che esso è l'opera :;uggestiva delle riflessioni di uno scrittore francese di fo rtissimo in,re,rno l".! sebbene paradossale. Gli appunti del Proudhon, passati per la trafila specul1-1tiva·dello spirituale generale ru~so, il valoroso comandante della 14" divisione 111 passaggio del IJanuhio, posseggono ancora un'altra attrattiva. Essè hanno daLo luogo ad una ::erie di osservazioni che direttamente ci riflettono. li Prondhon, come ognuno sa, appartiene a quella schiera di uomin i che più . agit~rono il pensiero di ~~rancia dtiraote il travagliato periodo dal 1830 al •I848. La sua scllola, o meglio quella cui intendeva di appnrlenere, poichè il suo lihero e forte ingegno lo porl!t va ad essere pensatore sol itario, facev:igli dirnt ntkare ia ~rande parla che i conqui$tatori ~ gli uomini di guerra hanno avuto. nello s,,iluppo dell'istoria idell'umani1à. l) -
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ANNO XLH.
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NAPOLEONE E WELLINGTON
NAPOJ, EONE E WEU,ll\ GTON
Contro quest'ingiusto pensiero dell'autore della Guerre et Paix si ribella, il gen~rale Dragomirof, il convinto apostolo di una nuova etica militare, l'uomo di cuore e di · elevala intèlligenza. Ma s,iccome le idee· professate dal Proudhon ora rinverdiscono e formano quasi il fondo di una scuola che sembra nuova e vive invece di idee vecchie; come è faci le ar:gtri re da 'talune conferenze recentissime più curanti dell'arte e briose che esattamente positive, nelle quali spesso Io scintilli.o della forma vela un'eccessiva generalizzazione del pensiero; così ne consegue che lo scritto del generale IJragomirof toro~ opportuno, efficace e suggestivo.
Prouélhon, non ostante le sue condizioni, rinscì ad avere una educazione, ed ecco come né parla egli medesimo : « Sì, io sono (\° povero e figlio di un pover· uomo e vivo con i poveri e pro~ « babilmente morrò anche povero t... Cosa fare? ... Io sarei « molto contento di procac~iarmi delle ricchezze, e credo che « la ricchezza, cli per sè $tessa, sia una gran bella cosa èd « utile a ciascuno, anche al filosofo; ma io sono scrupoloso e « i mezzi per i quali potrei conseguirla sono ali' infuori delle « mie tentazioni. Del resto, l'arricchirsi , fìntantochè vi saranno « dei poveri, per me non · ha alcun valore, e sotto questo rap« porto, io sono come Cesare : nessmia cosci ha 1Jalore.se non è << finita: (Nil actiMn 1·ep1itans si quid superesset ctgenduin). « Ogni povero :ippàrtiene alla mia famiglia, mio padre era « bottajo; mia madre cuoca : si sposarono il più tardi possibile, «. ma ciò non impedì loro .di aver cinque fig li , dei quali io sono « il primogenito. A. qLLesti fig!i i genitori lasciarono come eredità « il lavoro continuo pei· tulta la vita e l'esempio della loro « povertà. Ed io farò come loro. Ecco: sono trascors i quaranta « anni di lavoro/ e co_me un povero uccello sballottalo dalla « bufera non ho ancora Lrovato un ramo verde sul quale com<< porre il mio nido. Non citerei mai la mia miseria se non fossi « accusato di audacia, volendo, nonostante le mie condizioni, «. parlare di ricchezza e del modo con cui è clistribuita ( 1). » In queste parole sta tutto il. Proudhon: rozzamente sincero, non sì intimorisce davanìi a nessuna dedu2.ione, nè in lui la pàrola si 'scosta per nulla dalla realtit. Talora si trova in contraddizione con sè medesimo, ma anche allora è sincero, perchè è in buona fede e crede a. quanto ùi ce. Intelligenza robusta, perspicace e decisa ; ma unilaterale, intol lerante fino alla ruvidezza . È quindi chiaro che ad un nomo di siffatla tempra la figura cli Napoleone non poteva andare a genio: ciò emerge dai suoi appunti; tanto più che egli fu costretto, sotto la presidenza di un altro Napoleone, che poi divenne il ' Terzo, ad esulare nel Belgio.
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I.
SotLo questo titolo , nel giornale Cos1nopolis (11) dall'anno passato, apparvero alcun i appunti trovai.i fra -le carte i·nedite del Proudhon. Come tulle le scr:itture di questa specie quegli appunti hanno carattere frammentario, nè si sa quinqi se p0tremo ricavarne qualche cosa di organico e che cosa saremo precisamente per ricavarne. Ma , poichè furono pubblicati, vale la spesa di, discorrerne; di tener dietro alle idee che ne sgorgano e di giudicarne. Epperciò anche le nostre considerazioni dovranno essere frammentarie; poichè se noi volessimo costruire còn questi appunti qualche cosa di concreto e di sistematico, ci potrebbe, fra le altre cose, accadere di omettere quanto sarebbe invece indispensabile di conservare. Ma anzitutto qualche cenno sullo stesso Proudhon, e la natura. del suo spirito varrà a spiegarci l'intonazione , ed il cai'attere degli appunti. , .Nato da gente povera, il padre era bot.tajo e la ma,dre contadina; ma questa , donna di gran cuore, e probabilmente di intel· letto altrettanto nobile, per quanto non educato (2). (1) Il Cosmopotis, a cominciare dall'anno passat,.o, s~ pubblica a Parigi in inglese, francese e tedesco. Nell'anno corrente, come si dice, vi si aggiungerà una parte russa. Il giornale è un 'ottima pubblicazione. (2J È comuoe opinione che uomini insigni traggano nascimento da marlri dotate dt doti singolari, mentre i padri possono esser~ di comune Jevàtur:1.
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(!) È eviden Le che anch<J dopo la IUvoluzione l F'r:rncesi 11011 si'allontanarono molto dal modo di pensare di qnell'aristocratico che udendo favellare d'Alembert, se non erro, obiettò : ça se méle a rciisonnei· et ç<t n'a ptu mille ècus ile t·ente.
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NAUO!;,EONr: E WELLlNGTOiN
NAPOLEONE E WELLINGTON
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antico 'tegime. E come stesse sotto quel regime lo si conosce per . il noto brano del La Bruyère. Lo stesso Proudhon, del resto, osserva « che il Barrère era ca<( doto in tale stato da non poter piLt giudicare dei fa tti ». Ma al.:. lora perchè ne riporla il giudizio pronuncialo · su Napoleone proprio quando avèva perduto 1~ coscienza. degli avvenimen ti ?
Gli l'.lppunti cominciano riportando · le opinioni dei membri della Convenzione, Barrère e Courtois, ricavate da un loro colloquio col professore belga Alltmayet:. Secondo Barrère la Rivolu~_io_ne era stat~ Ìlll~tile, lo stato della hazione peggiorò ; Ja coscrizione, la polizia, i balzelli, là guerra, l'accentramento, tutto cf uesto, !nfine, condusse alla disperazione. Ma chi era dunque I uomo virtuoso cbe dava questo giucJizio ? Uu dileltante avvqcato, l'Ana~re~nte della ghig liott,i,ia, come fu poi chiamalo, quando si .fece il difensore ufficiale e l'apologista eloquente delle ordinanz;e più dispotiche e feroci della Convenzione. Nella ruioa del Robespierre, lo· difese finchè ebbe qualche lusinga che potesse durare ancora) ma non si comprorriì'se fino ad affrontare il rischio di precipitare insieme ad esso. D'onde "enne la leggenda che quand~ Barrère si atteggiò ad accusatore di Robespierre, Ln nome del Comi tato di salute pubblica, tenesse due arringhe in tasca l'una prò e l'altra contro il Robespierre per' l_eggere . poi quel!~ cbe s_arebbe st~ta più oppo)'tuna nella piega che prendevano gli eventi. In seguito, fino al ;J8 Brumaio, il Barrère visse nascosto e p~i cominciò a scrivere articoli laudatori sul Primo Console. Ptù tardi però ri:uesto personaggio trovò che anétie Napoleone valeva 1,:ulla. « La sua giuria , si basa nelle campagne d'Ita lia <1: del ,J 1% e del -1800 (e gli par poco?) e nella pace conclusa. << f Francesi v~levano la vittoria e la pace: questo volevano ed « egli lo prom tse, ma tradì. la nazione deludendone le speranze <l in tal modo formate. » · questo un. gi1~diz io assolutamente avvocatesco e da equi librista : sta per il si come per il no. Napoleone non valeva nulla ~ .tuttavia vinceva delle grandi battaglie. Voleva la vittoria e la pace? ..Ma . per vincere · è necessario combattere. In quanto poi si riferisce alle condizioni del ponolo pecrcrjorafe 1 dopo Ia R.1vo I uz1one · lo credo esso medesimo mio-lior aiudice di qualsias i altro, ed interrogato, non vorrebbe più to1~are allo
Al Barrère lien bordone il · Courlois caldo fautore del colpo di mano del 18 Brumaio cui assistette qual membro del Consiglio dei Cinquecento. Egli cosi descrive Napoleone: (< Piccolo di taglia, non liello, giallastro, dai capelli lisci, sU(licio, , -« car'atterizzal.o dalla grande sfacciataggine e dall'accento italiano « talmente spiccalo da non lasciarsi comprendere. J'ai aoec moi <~ lou Diou de la giM:-rra et de la /;Jrtiouna I Fino a quindici anni K egli non conosceva il, frahcese. In famiglia egli parlava sempre <l in italiano >). • E qutiste sono tutte verità contro le quali nulla · è possibile di obbiett:ne altro che questo: che non hanno nulla da fare coll'argomento, e citate, tornano piuttosto a vantaggio che a danno di Napoleone. Ma se si cattivava, la volontit di quanti gli si avvicinavano benchè Ì1on fosse piacente nell'aspetto, bisogna ben dire -che av~sse· qualche altra dote la qua:le sfuggìva all'osserv~zione del C'ourtois. Quanto alla sfacciatagg in e, conviene anche ammett.ere che in frangenti della natura di quelli del 18 Brumaio nulla si conclude col riserbo di una zitella ; e se al partigiano potè.parere sfacciataggine, verso altri S\lOnò risolutezza dell'uomo che ne trae la forza di trionfare o di saper soccombere. Quale era Napoleone in guerra, tale apparve nel colpo dì stato , e sempre infine egnaie a sè medesimo in quanto riguardava lui. Se poi la duchessa d'Abràntes dice che si poteva non stimarlo, evidentemente appare ch e egli non teneva affatto all'opinione cbe avevano di lui le signore, ma pensava piuttosto ad avere da loro quanto gli, premeva di avere . In nessuna qt1èstione egli prefiggevasi un doppio obiet1ivo, e fino alla guerra di Spagna. mantenendosi fedele a questa norma, riuscì in ciò che desiderava. 1
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NAPOLEONE li WELLll'IGTON
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NAPOLEONE E WELLINGTON
Tra " fattori della sua fortuna, dir.e il Proudhon, merita di esserne· notato uno, più curioso di molti altri, ed è la ·persuasione che av,evano i Tedeschi nella imincibilità de. i }francesi . << Se mi << rittscisse di vincerlo in un ~olo scontro, diceva il BHicher ba~ sterébbe questa sola villoria ed egli sarebbe perduto: ~ ' Ed_ ern vero . Ma bisogna pur anche saper suscitare questa grande fid ucia nella vittoria de_i propri e toglierla negli altri, e questo non lo sa fare il primo venuto, ma è dote concessa solo ag_!i. u_omin'. eccezionali .. . L'eb bero e l'avranno sempre quegli 110 • m,ni m cui la potenza d1 volontà è fortissima, e coloro che arrivarono ad im padronirsi di un impero. L'aveva avuta anche Federico il ?rande, e non era corso moÙo tempo dal ,i 757 qua·~do i .Francesi, a Rossbar,h, fuggirono come lepri davanti ai Prussiani. Allora i Francesi, e non essi soli, ne trassero fede grandissima ~ella inv'.ncibilità di Fed~rico. Eppure, -appena quarnnt~ anni dopo, rnvece· d1 Rossbach, vediamo Jena ed Auerstàdt . .,1' _Proudhon stesso, uomo di forte tempra, · trovava strano che c10 fosse causa di successo e di gloria guerriera, tanto più che essendolo, dove,ra essere anche l'unica . .. Ove m~nca la fede nella villoria, là sta la sconfiua, comunque sia combinata ogni altra cosa. Né superiorità deali ordinamenti nè perfezi~ne di materiali , nè eccellenza di armi bastano ad ispi~ r~re fiducia nella propria invintibilità, ma colui cui essa è data vrnce:à cerlame?te, ~nche se 111inori saranno in lui le qualità guernere. Lo provò mcontestabilmente la diciottenne Giovanna d'Arco. · Si ig~or~. ~ond~ ~roceda lo spfrito d( Dio e dove sparisca! Tempo ,·erta m cui l umana favella , prodotto detl 'inteJlinenza sara voglia o non voglia, spinta a spiegare i fenomeni del~ volontà; allora questa travagliala inferma risorgerà nella sua inesprimibile grandezza, nel :rno morale candore, in tulla la sua forza ed erois_mo . Com'è n_oto , Bhic~l0r al~a fine arrivò a vincere Napoleone, il quale menando colpi a dntta ed1 a mancina aveva finito coll'insegnare agli altri l' arte della vil.loria. Napoleone trasse forza ~apa Rivoluzione e dallo spirito nazionale sprigi~natosi: ma· alla (me contro questo stesso principio urtò Napoleone, dapprima in
Francia, poi m Russia ~d infine in German ia, coi rirnltati che sono conosciuti. Gli furono funesti sopratut.to quando mirò a due scopi ad un tempo (Spagna e Russia) obliando ' una massima -cui era rimasto fedele fino al ,J 809. E dopo tutto questo, ci vengono a dire che Napoleone sia stato un ·casuista e che non sapeva parlare francese l. .. Bhicher fatto esperto governava le guerre secondo il detto di Francesco De Maistre: Vafo c1·1~ c·est avancer. In un consiglio di" • guerra così rispose allo Schwarzenberg : SÌ,, io marcio s il Pa-11·i,gi con 1.m ·esercito · battuto I... Le conseguenze hanno di mostrato che egli aveva ragione, ma sapeva però che la Francia era .allora estenuata e che nelle file del suo esercìto erano· accolti per.fino giovinetti quindicenni. E qui precisamente si è manifestato il tallone di Achille della ,coscrizione cbe faci lmente traligna. , Nelle mani di Napoleone ha dato tutto, ed id la perfine ha portato alla ruina. E poichè le coscrizioni si usarono ill imitatamente, . ~ove vano senza dubbio finire nel modo sopradetto ed i Francesi ,essere sopraffalli .da coloro che dispon evano di un maggior numero di gente. Colla 1·e;;taurazione la Francia abol ì la coscrizione nè alc~no osò neppure di concepire il pensiero di conservarla , tanto era diventata impopolare; mentre i Pru ssiani l'adottarono , migliorandola. I Prussiani stabi lirono n(tmei·osi contingenti e delle brevi ferme. Durante il t.empo di pace stavano sotto le bandiere comparativamente pochi so ldati; ma in tempo di guerra gli effettivi si .ac-crescevano di gran lunga ( 1). E qui sta, fra le altre cose, la ra~gione dei'successi delle campagne degli anni 1866 e 11870. In quest'ultima campagna i Tedeschi hanno cominciato a con-centrare H,0,000 dei loro, contro ,170,000 Francesi, frazionati. E che la coscrizione non abbia cangiate le sue caratteristiche lo prova tutto ciò che avviene sotto gli occhi nostri . 1
1
(1) è noto che i Prnssiani, in questo rispe tto, clebbono essere grati a Napoieor\e ..:he li, costrinse, dopo il tratt,-ito di Tilsitt, a mantenere non più di 1,0,000 soldati.
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NAPOLEOXE E WJ,; J,LlNGTON .
NAPOLEONE E WELLlNG'l'\)N .
Se iì sistema cosacco è usalo sollan lo ·da una dell e parli in una grande campagna questa olliene la villoria, laddove se è usato da entrambi belligeranti il sistema scema necessariamente di forza (1).
leso da sua parte; e preferi sce di rimuovere, anche con un allo non accademico, ciò che contraria il corso· dei suoi pen;;ieri. Per quanto si riferisce al genio imuyinario $i dirà più oìtre. IV.
m.
Tutti questi ragionamenti conducono Proudhon a discorrere del modo di scrivere la storia: « Annientare gli fdoli tradizionali, « dissipare le supentizioni; creare infin-e una storia verista e {i.lo« sofica, non camuffata (leggi Thiers) non dourinaria (leggi Guizot) « non a soggetto, non qnasi-idealisla, al la moda deì classici: ecco « il rrrande servi crio da rendere alla [?rancia ed alla specie umana. Y, Lo storico de,·e dunque prefi ggersi p~r i;;copo di indagare gli avvenimenti e le loro ragioni non altrimenti che il psicologo, le rivoluzioni nello st.es'So modo con cui si studiano le crisi, le malattie, le !ebbri, studiare di analizzare i presun ti grandi uomini, gli eroi od i 0oeni di -duhbio valore; di scoprire infine i moventi ed il mecca nismo dei grandi enlusiasrni nazionali, le contraddizioni della demagogia, la superfi cialità clei tribuni, la vacui tà degli arringatori. E ciò sta molto be_ne; ma chi leggeri1 e chi comprenderà una istoria cosiffattn? Certamente, meno che ogni altra persona, gli attori di ima stol'ia simile. Unn nazione di qualche dieci na di mili ,mi co nterà appena qualche centinaio di tali leuori; molle migliaia di uomini e quelli appunto che danno vita alla sioria, vale a dire la iutiera nazione, vivrà come prima con le proprie passioni ed emozioni; si pascerà di fa1 ti e lascieri1 da parte le sottigliezze. Alle massP. sono pane quotidiano gli ideali, le credenze ed i pre9iudi.z1,, nè tutto qne,to si dilegua a suon di argomentazioni; ma è sostituito da altri ideali, da altre credenze ·e ùa altri pregiudìzì. Tnui questi Jenomeni sono il prodotto della volontà e l''intell igenza non potrà nulla contro essa in que:;to campo ( I).
Gli appunti cli Prou dlion hanno 11 ca rattere di nn diario. Vitro-· viamo perfino un cenno sugli ordinamenti militari e un aneddoto riguardante ~apoleone negli anni 18 J4. o 18'15. Raccontasi che abb ia interrotto in maniera sconveniente un oratore de11· Istituto, che aveva accennalo alla pact-;. e ciò ·con una pedata in un posto delicatissimo della persona. li Proudhon rimprovera il Thiers di aver taciuto di questo aspetto, del carattere napoleonico, asserendo che avrebbe bene delineato l'uomo, non falsalo il genio nè mistificata la nazione! . .. (2). Ma non si può a meno di obiettare al Proudhon che cose simili , come l'appunto di cui sopra, sono molto facili a formularsi in casa e nel proprio gabinello, cheto l'animo. Ma imaginare che si possa pensare alla pace quando si è circongati da nemici è una fon Lasia che si comprende possa soltan to balzare in capo ad un uomo di quelli che Napoleone chi~mava ideologi; e quando già. dormivano quegli stessi nemici che, da gran tempo, lo aveano fallo cadere (3). ' Senza dubbio l'atLo incriminalo non era accade~iico, ma anche i più lontani accenni alla pa~e, in quei frangenti, non aveano postoconveniente; ben r ineuendo non tanto nlla.scappa:a dell'onorevole membro dell'Istituto qunnto all o stato monile in cui· si trovava, Napoleone. L'uomo è cosi fatto che la situaziQne ridicola dell'offeso lo rendedi ment·i~o dello stato del!' offensore, mentre quest' uILimo è anch~ 1
( L) L'autore int~nde: Se uno dei due pa rliti avversari adotta un sistema nuovo di roclutamento, d'armamento ecc. avrà ua ,•ant.~ggio sull 'altro, ma questo ,·antaggio, tvidentemenlc e.esserà quando il sistema adottato dall'uno lo sia anche dall'altro. (IV: del traa,itton}. 12) Come che il genio rlovesse esci udere la convenienza degli atti. (3J Proudhon, come tutti i contadini, era un uomo di volòntà, ma per il carattere delle di lui occupazioni anche un uomo tli intelligenza.
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(-L) Socondo uno stud io del Dn1gomirof cominciato a ()ubbl icare nella lle vue àu Cercle ,tli lilaire (5 "iU"oO i897J la storia sarebbe il prodotto della eterna lotta tra la volon la 0 e l'inlelligen;a, 1'osposizione della serie di ,·morie che una di queste lacolt:i ottiene, ,•ia via, sull'altra. Quando la vita collettiva prospera sotto l'impulso di una forte au torlLì allora predomina la Yolontà, quando la vita d'insieme declina, l'intelligenza (NO I,<• del traduttore). prenrtc_il sopra1•ycn to.
NAPOLEONE E WELLINGTON
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NAPOLEONE E WELLINGTON
li Proudhon, che credeva di lavorare per le masse, er:i invece un solitario che non le comprend eva. Agognava di scoprire il segreto dei grandi entusiasmi, tpìelii che alla sua maniera ch iamava misti fìcaz ioni. . Ma se vi , fosse riuscito avrebbe . anche compreso per prima, cosa che le masse vivono ed agiscono esclusivamente sotto !~pulso di qneste così dette mistificazioni, tòl'le le quali mancherebbero pure i fatti che ne procedono. Supponiamo la nazione fràncese composta, sul unire dello scorso secolo, da so li fi losofi. s·arebbero essi stati cnpaci òi s~l vare la Francia contro l'intera Europa in arllli1 , Non trattiamo dunque _con tanta leggerezza gli ideali e simili cose tanto care alle folle, e tenute , per qnantità trascurnbili dai doitrinari-idealisti. Analìu.ìno pure le ,manifestazioni collettive del popolo, scrivano essi la storia come lor piace, ma non manchino del dovuto rispetto verso quanto pone veramente in moto gl i effettivi attori dellci storia. Pro 11 dhon, cosi termina la discussione in torno al le caratteristiche del proprio ideale storico: « dopo aver ridotto gli individui, i par« tili e le sette all'espress ione di quantità . trascurabili, devesi « dimostrare rintìmo nesso degli avv"enìrnen\i dell'istoria, le arti ,~ della politica, l'ineluttabile fatalità dei mov imenti dì progresso e « di regresso. A lutto sovrasta un diritto supremo , invincìbi_le e « sempre vittorioso .. . » La storia scritta in questo modo d.arà una narrazione nè conforme al vero, nè filosofica,. nè affatto psicologica. Perchè essa sia · tale conviene rendere ad ognuno quanto gli spetta , secondo i suoi meriti, e dichiarare ciò che l'uomo, il partito o la setta hanno fatto; r.on dimenticando i ·particolari e le cafatterìstiche dell'ambiente loro. .E ben sì comprende, non sì debbono traltare che i falli degni dell' is toria ;· e non fare come il Taine quando narra che tal uni menibri della C0nvenzione non erano troppo forti in ortografia. Gìova,nna d'Arco era illetterata, eppure ha fatto molte cose I. .. In qµanto poi sì i·iferisce al diritto supremo, bisogna bene ìntende1:si di qual e dirì t.Lo si discorre. Se di qu ello della forza, allora
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non si può ·a meno dì essere col Proudhon, il quale afferma' che la forza del diritto è efficace solo quando è appoggiata al diritto · della forza ( l) .
V. Dall'ideale della storia il Proudhon, colla scorta del Thiers, passa alla enumerazione delle quali Là fìs ic~e e morali di Napoleon.e, e scende a tal i particolari che nemmeno un . neo gli sfuggirebbe. Ne viene un risultato nè bello nè Yero. Credo chè a qualsiasi eminente uomo dì azione si possa auribuìre quanto il Proudhon attribuisce a Napoleone, ed o!Lre al resto anche debolezze e difotti e.be ebbero Pietro il Grande, Cesare ed Alessandro Magno ; mentre anche i difet.tì hanno i loro pregi ed i pregi i loro difelli. Ma vi aggiunge che Napoleone non aveva genio, né presenza di spirito, nè prìncipìì poìchè a nessun prineip jo sì tenne fedele; che non creò nulla, che nulla comprese nè assimilò, e che infine .sp insè la Francia alla rovina materiale e morale. È vero che egli com piè quanto ebbe in pensiero di compiere, ma non importa: il Proudhon non vuole ammettere che Napoleone abbia ridonata la tranq11 ili ità ai l~rancesi e li .abbia tolti alle ansie della Rivoluzione, che compilò il codice civi le ancor vivent.e, che risolvette gli ardui problemi proposti alla Rivoluzione stessa e che diede stabile assetto alla Francia. La soccessìva flo ridezza di questo paese è dovuta al regime stabilito di Napoleone. << Ma, secondo il « Proudhon, Napoleone, all'infuori del male, non ha f'alto nulla. » « Egii non amò i filosofi. .. -» · Sì egli non li amò perchè era uomo d'azione e di forte volontil, e cotesti uomini non amano gli speculatori; come questi non amano quelli. La cosa è quind i perfettamente reèiproca. Anche Napoleone non amò la blagologfo, come il Proudhon. . . « Fu scrittore veramente originale, ma esclusivamente nella sua < sfera delle cose militari» .
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Guerre el paix.
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NAPOLEONE E WELT.1NGTON
NAPOLEONE E WELLINGTON
Con pari fonclamet>.to il Prouclhon potl'ehbe rimproverare al Gothe, . al Dìderot, e all'Hugo, di non aver fatto nulla a prò della letter·atura e dell'arte militare. « Il suo genio guerresco scaturiv(l dall'istinto e dalla rifles« sione » (1) . · 1fSiò. che egli chiama istinto è innata attitudine; rit1essione _è l' ~sperienza illuminata dall'opera del pflnsiero, chè pur esso e attitudine nutnrnle. Il desiderio di umili are Napoleone conduce la penna del Proudhon a tirar in ballo l'istinto, che è proprio anche alle bestie, secondo ,il linguaggio comune. · '· E Proudhon adotta questa espressione ... « ginmmai il su·o me« todo di condurre la guerra fu conosciuto e compreso ». l\fo· in ciò sta appunto la grandezza e la ragione dei suoi grandi successi. Per -vincere è · necessario di suscitare l'ammirazione. E nessunò ~apeva disporre di quest'arte tan to bene quanto Napoleon~, ed anche per questo motivo egli, incontes tabilmente, si reputa 1l primo genio tl i guerra di tutti i tempi . . È perciò manifesto che il Proudbon avrebbe fatto molt_o '.1~egl10 a non toccare simili tasti : Proudhon non ebbe neppure I p1u lon· , tani rudimenti dell'arte. In quanto· aJ metodo esso fu compreso e, disgraziatamente r,e·1· i Francesi, ~nche troppo bene dai P~ussi ani .. L'intera teot'ia dello ClausewiLz non è altro che l esposizione d, quanto fece Napo leone, teoria che trovò di scepoli as ennati e. loici 1 fra i conterranei tedeschi. 1
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Stancato infine di,: accusare Napoleone (cui dava anche la taccia di strano, di privo di sentimento morale, di bugiardo, di ciarlatano), il Proudhon riconosce, in ogni modo, che. esso possedeva. la dote insinuante cli s:iscitare l'ammirazione e una devozione che andava agli estremi . Questi fatti portano ai due seguenti postulati: ~ che egli noti ftJsse tanto colpevole quanto_ ctppare dalle autonroolt memorie o che a·vesse per com,plic'e l'intera nazione . . Qui sta appun to la ciue:;tione. La compl icità grave è i1fet:utabi le, poicbè egl i non sarebbe diventato l'idolo ~ella nazione,
se non avesse posseduto appunto le doti che spiacciono tanto al Yroudhon, e che alla stregua di nn giudizio meno passionato sarebbero state presentate in tutl' altro modo. Io penso che Napoleone rimarrà sempre nn idolo per i Francesi, non ostante l'impero dei' Terz o. Essi ne avranno forse ab bastanza per non far ritorno ai Napoieonidi, ma il capostipitè non sarà dimenticato Gntantochè vivrà la storia ; nè dai Francesi soltanto, ma dall',intero mondo europeo.
VI. Se Napoleone fu un despola, osserva il Proudhon, ciò derivò dal fatto che la naiione era inclinata al dispotismo, eccezion l'atta di una minoranza di borghesia intelligente. L'obbiezione è giusta all'infuori dell'ultima restrizione . CQ'n ogni probabili lit, si poteva anche dire che se quei borghes i appartenenti alla minoranza intelli • gente fossero saliti al potere, sarebbero apparsi tanto despoti qu~nto i rappresentanti della maggioranza; la qual cosa fu all'evidenza provata dal regime contemporaneo al Proudhon. Ciò è dovuto alla rana, e se volete anche al sangue ('I ), ma giammai alla m.inore o maggiore capacità intellettuale. E impos-'? ibile costituire una repubblica senza i repubblicani, nè uno statuto s'inoesta all'improvviso sui costum i della nazione, siccome ha pro{ondamente osservato il Beyle, il quale pel terzo decennio di questo secolo asseri.va che occorrono almeno un cento e cinquanta anni per assimi lare ad un popolo nuovi ord ini.: e noi ,ereùiamo piuttosto esigua che esagerata la cifra. Ogni convinzione è un fatto fisiologico e non logico ; se ciò è vero, come è mai possibile '!'i lludersi così da credere ingenua'!:Qente che appena qualche diecina di anni basti per rigenerare quanto vive e fu prodotto del lavoro ~i tredici sec.oli circa?... (2). Ed infatti quanto poco ci sia di rigenerato lo si scorge nella Fr!lncia contemporanea. Dalla· grande Rivoluzione sono 1rascor'si
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(I.) Sarebbe ,c urioso conoscere da <li!UI parte rfovrehbè derivare il vero genio 'di
guerra, secondo il Proudhon?... L
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Uf Vale
a dire che sono fenomeni prodotti' dalla volontà . (2J A, principiare da Clodoveo.
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NAPOLEONE E WELLINGTON
cento anni, e nondimeno sussistono tutti i partiti dei precedenti regimi, e nessuno vorrà credere che essi sieno per rinunziare alle proprie pretese per accordarsi fra di .loro e col regime vigente. Perciò è eosi arduo per una nazione cresciuta all'egida degli ordini •narchic i il passare alla costituzione repubblicano. ..... La nazione agognava ad una potestà vigorosa e l'ebbe da Napoleone. Egli ben conosceva le masse, e come con queste sia possibile di fare qun nto si vuole, a p:itto di soddisfarne i secreti istinti e le aspirazioni; tanto più forti gli uni e le allre quanto sono meno manifesti e il linguaggio <è meno capace di esprimerli. Gli intelligenti parlano, ma le masse vogliono, e quell i, di rado, si accordano con queste. Continirnndo sulle qualità dei Francesi il Proudhon aggiunge: .: ... la nazione mira sempre avanti; non sa 1·ecedere ne limitarsi; « e qu:indo accade un di:;astro si demoral izza ed abbandona tuLto ». L'artifizio delle antitesi trascina in questo caso il Proudhon fino a dimenticare la realtà. Quanto la natura umana è cnpace di soffrire fu sofferto dal so.ldato lrancese, ma ogni cosa ha un limite; nè è giusto l'accusare cli debole1.za la nazione (ed anche Napoleone) che dopo iI '18 11~ sopportò il '18"3, e dopo questo anche . il 18H- e mm. « Essa non sa limitarsi~ - Questo avrebbe potuto di1:e dimenti cando che se i Francesi non avessero attaccato sarebbero stati attaccati; e ciò avvenne prima cli Napol eone e durante il suo impero, e tale fu appunto l'eredità lasciatagli dalla Rivoluzione. Alla nazione sarebbe piaciuto di limi tarsi, ma non l'avrebbero permesso . ~apoleone lo comprese assai bene quando · disse: Se i~ {infrco cli fare la gnrna sono im uomo perclitto ! ... Se preferiva la guerra offensiva alla difensiva vuol di re che egli era ben persuaso della verità; che cioè sia piu proficuo l'attaccare del difendersi; e ciò sopratutto per colui che vede più chiaro del\'a v_versario. Il bisogno di difendersi politicamErote spinse, fino al "8.J3, Napoleone a prendere l'offensiva sul campo strategico, e nonostante sia stato dopo d,i allora via via rinserrato nella· sua azione, tuttavia fino agli estremi e sempre cercò di assalire . '
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Segue io appresso un rimprovero ai Francesi, che si dimostrano ognora pronti a spiega re le disfatte COì1 cause molto ridicole; come per esempio col tradimento. · Jla queste ragioni non sono poi tanto derisorie come sembra al Proudhon; spinto, come penso, dal la incosciente mira di deni orare " i suoi· compatri oti J3 Napol eone. ~ell e nazioni traviale dalla rivoluziof!e si riscontra uno st11to psichico speciale; ogni nomo vi dillida dell'al tro . E infalli come è mai possibile di conservare la fidnc ia in simili tempi che portano sulla scena uomini i quali , come comunemente si <lice, non hanno fede nè in Dio nè nel diavolo? Per rendersi conto di tale slalo ba~ta leggere l'eccellente studio nel Sorel su ll o spionaggio, al tempo de, Con sol i, nelle T..ectures histariques ('I); basta ricordare nella ~1lssc~ja Starincì (Antichità Russe) dell'anno scorso la proppsiz1one laua dal Tayllerancl al nostro. go verno cl i vennere i segreti di Stato, ben si capisce, a prezzo conveniente (2); basta infine ricordare il conte Bourmont, comandante di una divisione francese del corpo di Gérar<l., il_quale si arrese nel 1811S ai Prussiani sollo gli occhi de i suoi. . )fa basta un po' di rillessione per risparmiare all'esercito françese il rimprovero al sno vezzo di sp iegare le disfalle col tradimento. D'altronde io non mi rammento che nelle campagn e napoleoniche, sino al 18 h, siano mai stati citali casi di tradimento. È bensì vero che puossi obiettare che i Tayllerand ed i Fouché erano sconosciuti all'esercito; ma una cosiJiaua obbiezione non è possibile ch e per parte di uomini che non comprendono lo spirito delle masge nè valutano le invisibili correnti che le pervadon o. massa non iìa, ma sen te; essa non ha bisoono di conoscere 1'l la speciale casuistica di u,1 tradimento, ma allorquando questo esiste, sia pui·e nelle sfere meno accessibil i ad essa, ella lo presentirà in un mod o o nell'altro; ed il presenti mento sarit pegg iore della co1
La
(tJ Vedi Lecltiru histot"iques. « Un agence d'espionnage sou~ le Consulat •. In questa lettura il SonEL esamina la vita del conte d ' Entr:1ygues, uno tlei più noti avvcntnrieri Politici ilei tempo. !!:gli fu al servizio austriaco (i79H .799), russo (1800 -iSOOJ ed inlìne inglese. Disponeva di compagni che gli invia,•ano notizie anche dal ~ inlstero francese d_egli in~erni. Concludendo, le Lerfate., hisloriques meritano di es.,ere lette da chiunque s, compiaccia di istruttil·e letture. · ('.i) La propos ta non ru :1ccetlaln.
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noscenza, come lultociò cl~e riveste le forme ' de!' vago e dell' in<l efìnilo. Per certo , la massa non potea conoscere tutti i maneggi di artisti pari al Tayl.ra.nd ed al Fouché; ma le ciance e le dicerie qi antic~mera non si -saranno potute ,-ì facilmen_te <lissipare,da non arnvarne l'eco al basso, benc:hè svisate e gonfiate. E ·come non potevano arrivare, quando durante tLttto il regime napoleoni,co l'ari,l fn, per così dire, satunt di lradiment.o'? E sino a qual' punto fosse tale lo provano il tentativo di 1\fallet, a mezzo riuscito, nel ,J812, la ma.r,ch ina infernale al tempo del Consolato, e le cospirazioni dei ren!isti che tenevano agenzie perfi no in Parigi stessa . Infine il Proudhon medesi mo racconta cli aver saputo da tradizioni verbali, che hanno por esse una p·arte di verisimiglianza,, come al tempo delÌ' inco ronazi one qun ttro granatieri di guardirt' ai lati del l'altare dovessero fucilare Napoleone nell'atto ch'egli si imponeva la corona, tol ta da lle mani del pontefice; che qtrnsta trama venne scoperta ed i granatieri fossero ritirati a tempo opportuno. · . · Può esserè che questa sia un~ di ceria nondimeno essa spiega lo stato dej:!li an imi . A.du nque, riconendo ad una metafora conosciuta, e senza tema di esagerazione, ben si può dire che durante tnllo il suo dominio Napo leone abbi a ballalo sul cratère di un vulcano. E vivendo in una cotale atmosfera. così febbrile, non- si poteva essere tant<; fiducio si da non scorger~ ovunque il tradime~to, per sè e per l'esercito, nè ritenere tampoco qMst' ultimo immune dalla -ta be dei complotti. Ri epil ogando, non era dnnqne cosa ta nto ridicola, come parve al Proudh·on, di spiegare le sconfìtte col tradimento . Jt piuttosto vAro .che il èercare la ragione delle disfatte in cause poste ali' infuori della pusillaaimità e della insipienza è proprio :=i lla natura di tutti gli uomini, e non alla francese soltanto . Continuando nell e sue an titesi, il Proudhon dice di Napoleone: -« ..... volteriano e credente, leggero e caparb io come la nazione . (I. frarncese; macchiavellico e galant,uomo , umano e sanguinario, -<( economo e prod igo, coine la nazione francese ..... . » ecco gli
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tispetti del!' uomo, capace di grande bene, e per ciò appun to anche ~apace di grande male. · In questo parallelo ciò cl1e vi ha di gi usto e di vero non ri sponde solo alla Ìlazione fran cese, ma ad ogni altra e ad ogni suo em inentEI ,rappre:;entante; .e la parte meno vera non si riferisce nè a Napo{eone nè alla n_\lzione francese. Non è vero, per esempio, che Napoleone fo~se volteriano; Beyle, -contemporaneo di Napoleone ed osservatore profondo, lo caratt.er izza cnsì : cc . . ... odiava Voltaire, temeva i Giaco bini ed aveva ,« delle debolezze per il f'aubourg de Saint GeJ'main ». ' E in che mod9 poteva egli amare Vollaire, se adoperò ogni mezzo per circondare il go verno coll'aureola della religione e del prestigio che deriva dal la sncce;;s ione 'ereditaria '? In ciò trovano sp iegazione il Conco rdato e, le defio')zioni del -cerimoniale, la rigida etichetta, nonchè la debo lezza-di Napoleone verso il sobborgo di Saint Germain. Egli ben comprendeva ciò che ;gli faceva dife~to quando es.primeva,' il ·rnmmarico di non avere àntenati, e si adoperava a colmarne la lac ona. Com~ mai , dunque, · -que·s t' nomo reggente di popolo ed ali eno dalla ironia poteva es- · ·sere volteriano ? · Egli non soltanto non scherzava mai, ma, a quan to mi sappi;i, ,ben di rado rideva; seguiva attentamente la letteratura, specie la drammatica, acciocchè non vi si ihsiouasse il sarcas mo volteriano ·.a scuotere le basi_dell'ord ine sociale ; talmen te chè rappresentazioni della' specie della Bette HéLène, che incontrò poscia favore sotto il di Iui nepote non sarebbero state possibili sotto il suo regno. Si dice che egli poco amasse Tacito, lo scri ttore serio ; e ben se -ne capisce il motivo perchè « egli_scriveva la verità intorno ai
«Cesari :., epp,erciò ne scemava il prestigio e_l'autorilil di governo. Adunque non ri esco a comprendere che cosa mai il Proudhon abbia trovato in lui di volteriano. Personalmente, Napoleone non solo non era prodigo, ma piut<tosto incline alla parsimon ia ; in quanto alla nazione fi·ancese è .comunemente noto, anche a coloro che meno la conoscono, che .ama il' ri5parinio sino al punto di essere tacciata di avarizia . E il 73 -
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N Al'OLEON.l-: E WELLINGTON
NAPOLE ONE .E WELLINGT ON
Macchiavelli, uomo molto obieuivo ed osservatore ugulò, sentenziò che il francese è più avaro del suo danaro che del suo sang ue.
quel~i ~ono ?~·onti a strisciare e mordere i piedi stessi presso i quali sr umiliavano ... Cosa sarebbe mai sta to di Napoleone se eoli fosse morto - poniamo per ipotesi - ad Arco le? Egli all o;·a non avrebbe avuto fama di grande èondottiero, ma bensì di capitano di ventura, incapace di proporzi onare il fi ne ai mezzi di cui disponeva. E qui sta appunto il destino fatale di Ltllli gli uomini consi1~il_i : tante volte essi riuscirono nelle cose ch e parevano imposs1b1li che alfa fìne dell:-i loro ca rriera smarriscono la facoltà di a_mmetlere che esistano cose veramente tali . Illusione reLrospett1va ! Ad un uomo volgare i pericoli e glì ostacoli appajono oeneral mente _ingranditi, e gli eccezionali non li considerano affal~: fino a non ca lcolarli. · Di conseguenza, si svil uppa una rontine sui _generis, che non conosce limiti e corre oltre :.. . « occupata fa capitale termina fa guerra ».. - ma non si pen sa che occupala Madrid la O'uerra non era fi~ita , come nel ·I800, occupata Vienna, non termini del pari. « Andiamo a Mosca; là finirà tutto » - no, non finirit che per ricominciare.
Dopo aver par. o di tutto questo il Proudhon si volge all'istor ia. del Thiers nell a quale« gli errori di Napoleone sono così evidenti, « che inesplicabili, talmen Le che ci chi ediamo se egli fosse un pazzo « piuttosto che un genio ... o se lo storico abbia luLto saputo e.tutlo « compreso. « Il Thier;; non ha capi to questo, che Ni1poleone è la personili« cazione del aenio francese sospinto dalla Rivol'uzione sulla via della " « conqui:;La. I Francesi si erano prefisso il domini o sull'intera Eu« ropa e su tutto il mondo mercè la supl"emazia della forza e della « idea stessa che li animava. Con 11uesto impulso ogni insuccesso ed « _ogni intoppo era tenuto per un controsemo, per una diminuzione « e per una umiliazione. » Sta bene! Ma, è peccalo che il Proudhon se ne sia ricordato pro· prio nel comba1tere il Thiers, e se ne sia dimenticato quando parlava di :'i"apoleone. 8è fosse così come afferma, Napoleone non avrebbe l'atto pi ù di quanto fatalmente doveva fare; « uomo del destino » egli, come tutti i suoi simili , ha quindi compiute molte e grand i cose co n molti e gravi errori , ed alla rine e caduto dopo di avere compiuta la sua missione. li parlare poi dell' urto coll o stivale e delle am icizie con uno o con l'altro, risponde alla storia d'an ticamera e non a rruella vera. ~on si può negare che per carnlterizzare un perwnaggio sia tal· volta utile ricorrere a1J°che ai fatterelli ; ma usandoli non conviene dimenLicare l'amb iente storico per non cadere _dal quadro d'insieme nella caricatura. La que~tipne poi posta dal .P roudhon se Napoleon e fosse un genio o un pazzo, ocyupò anche i con1emporanei. . Molto tempo fa si disse : Jl n'y a pas grand' honime ,rnns un grain, de /olie. Un uomo tacciato di sacra follia ch e lo spinga ogni momento al rischio di vin cere o di perder tutto non può andare a genio alia ·gente dell'aurea mediocrità. Fj,pchè riesce vede tutti prosternati intorno a lui, ma non appena gli accadrà un infortunio
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E perciò egli è possib.ile muovere rimprovero ed accusa? Senza dnbb!o no. ?natale occupazione sarebbe a(fatto destitui ta di scopo; nondimeno mterpretare ta li fenomen i è possibile e doveroso. Da qualche tempo, si è, osservato che un avvenimento, già traTolto dalla fi umana del tempo, si deve analizzare alla streoua di un problema matematico; epperciò chi mai vorrà accusar~ che un _x_o un '.Il siano , per esempio, affetti llft un segno negativo o pos1L1vo? . Ciono_ndimeno, non accade mai che chi si accipge ad indagare si spogli affallo d1 qual unque idea preconcetta. • li Proudhoo osserva che le vif'lù rep ubblicane esistettero soltanto per un attimo. Per mio conto, io credo che non siano mai esi stite, nepp ure un attimo: tutte Ie cbiacchière su l civismo procedevano dalla Lesta e non dal cuore, qual i reminiscenze della cl~~sica letteratu'.·a; e ne fa fede la medesima fraseo logia dei po· ~ei 1_che'. come s1 sa, era stata tolta dai romani: p. es. i consoli , 1. Lribu~1 e~c... E quando veniva il momento di agire, lutti quei 1 epubbhcan1 apparivano realisti, ed ancora più dispotici di èssi.
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.NAl' Ol,EONE E WELLINGTOJS
J1 Proudhon rammaricandosi ·della fugacità di q uesto spirito re -
NAPOLEONE E WELLINGTON
pubblicano ritorn:1 alla s.ua tesi p'.edileLta; che i geo,~rali non , si distinguevano pe.castigatezza . di condotta: « Hoch~ fu ap~assionato , .Pichegrue, Kléber, Dessaix, Léfebre scos Lu~at1 - all. at~ tacco di Ebersberg si ebbe un a prova del come I generali d1 Napoleone facessero poco conto ·della vita del soldato. Oramai tutto era corrott9 e s-i faceva ritorno alle costumanze del vecchio regime ». Noi non sappiamo ch e cos_a il Pro_udhon abb ia inteso di dimo~ slrare con il suo EI;iersberg; ma sappiamo benissi~_o ·che. ch i vuole riuscire in "ueri·a non pnò riè ba il diritto di nsparm1are gli uomini; perchè l'insuccesso ver6t a costare sempre pi ù di un successo , per quanto sanguinoso. Questa prodigalità di umane : ile è_senza du_bbi~ effett.~ ~el la Rivoluzione e non già del vecclnu regnne . Grnte an essa I l•ran cesi sconfigge,,ano i · nemici i quali si limita.vano a mezze misu,re e, facendo la guerra, ne temevano i ~acrifizi. Dunque al Proudh?n, che per rnggiungere i suoi fini consacrava soltanto p~une, m:.. chiostro e crirta, questa energia di volontà pareva spaventosa e barbara. E che cosa avrebbe egli maj pensato , qualora avesse saputo che i Francesi hanno perduto, soltanto in ?fficiali, 706 di questi ad Eylau, 4659 a Wagram .e 2,200 a Borodi_no ... In-questo numero, a Borodino , si debbono contare ·1 maresc1allo, ,J ·I generali comandanti di divisione, 23 generali comandanti di brigata!. .. Oneste cose non si .possono fare all'acqua di rose - non si po~ono fare pei·chè in guerra l'obiettivo ùon è già quell o di diminuire le perdite; ma ben si la vittoria, senza alcun riguardo alle pe1·dite stesse. Chi desidera il fine deve al tresì accettarne i mezzi. Ma v' ha taluno che obietterà se queste cose fo ssero veramente necessarie. 16 non lo so; ma so· bene che viene un tempo in ° cui si debbono forzatamente fare, n?? -v'ha possa umana che sia da tanto da evitarle,.
. « Egli non ha capita l'idea del suo tempo (in che cosa essa
Leggendo la storia e riOettçndovici, il Prondhon credè di avere alla fine compreso il carattere, la. missione, l'apogeo e la caduta di Napoleone.
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« consista, il Prondhon tace avvedutamente) , ma soltanto divideva « iÌ caraLtet'e e le passioni dei Francesi, i loro pregi ed i loro « {lifetti, epperciò piacque ·ad 'essi e ne furono conquisi, lantochè « si elevò e cadde. » · « Se in ogni sua decisione avesse avuto la possibilità. di fare
« appello alle ' masse, egli ne sarebbe stato sostenuto ::.ostante« mente» . Che japoleone non abbia capila l'idea. del suo tempo, qualmente figuravasi il Proudhon, non è cosa da meravigliare; ma che egli, mercè la sua opera di sangue, abbia dato poderoso impulso alla vita europea anche sopra. di questo non v'.ha dubbio. , , Egli svegliò l'anima clelle masse, assopite in sonno secolare, e la sospinse a rivelarsi dove non esisteva, e dove e.ra late~.le. Con lui · si cominciò ad intravedere come ogni· soldato fosse 1wmo; egli fece sì che i governi più retrivi iniziassero rapporti con le società patriottiche segrete, che questi stessi governi perseguit~rono poscia di tuua forza non appena si fu dileguato l'urag;ano napoleonico . Egli 'riuscì infine a far sì che nn arciduca austriaco, al prìncipio del la campagn:t del 1809, sì ri volgesse agli .Ttaliani con un proclama così incendiario che la Convenzione stessa . avrebbe segnato. Ora a noi pare che questo risultato ben . valga il mili.one e mezzo di vite che si rimproverano a Napoleone. E éome egli fosse ~rande, è iacile anche arguire dalla pazza reazione che tenne dietro alla sua · caduta, per ogni dove, non esclusa la Francia; e dalla singolare concordia con la quale tutti i governi incominciarono a perseguitnre quelle società s~grete che a".eano pur blandamente Lrallate pr ima della caduta di Napò'ieone. No!. .. ~apol eone nòn spargeva il sangue per un nonnulla, ma grazie ad esso operò grandi cose . La reaz ione, come venne, passò. Si <;erca invano di concukare il seme gittato, ma esso non si perde, e dopo trenta o quaranta anni sviluppa. Ciò ammette, quantunque indiretlamente, anche il Proudhon, osservc1.ndo infine che « bisogna compatire la Fran cia. e Napo1
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WELLING'rON
« Jeoue per essersi ing.aLi in questa via ... mais il fatd honorer « son caraclèi'e d'avoir perséveré. >} Come dunque l... È scomparsa questa sua incapacità se persevera nel proposi Lo fallo? ..·. E come' è scomparsa? ... Involontarjamente, torna . alla memoria la figura di quel profeta. che venne per pronunziare l'anatema ed impartì invece la benedizione: « Sia coperto d'infamia - Quel pusillanime che oggi -Toc« chet'it con h sua stupida accusa - ' L'ombra incoronata - Glo« rj.a t ... Egli alla nazione russa - Additò l'allit sorte - Ed. <1 al mondo la libertà. eterna Ha fallo conoscere fra tenebre « dell'esilio. >; - ('I) . Ma d'un lralto, come si destasse, il Proudhon dopo aver trattato di vari argomenti, abbastanza nebulosi, ra -ritorno alle qualità. caratteristiche di Napoleone e trova ·che 11e possedeva delle v~ramente straordinarie: « prontezza di intuizione, logica rigida, « o.riginal iti1, potenza di pércezione e di stile, alle volte :;ofistico; « avt>a scarsi orizzonti, ma in questi limiti possedeva un'incon« testabile superiorità.. » .Bisogna essere non sollanto un - teorico, ma addirillura un pedante, per mettere alla pari lo stilé con le qualit~t sopra menzionate. Segue in iippresso il solito ritornello « che Napoleone non era « veramente un genio... qualora non si ammetta eh' egli fosse sol<< tanto un genio militare l . .. » E perchè questo gen io non si possa ammettere non dichiara il Proudhon, come egli non porge una delìnizione sul genio. Ma un poco più oli.re egli fa un'osservazione che permetle di indurre che cosa, secondo lui, sia il genio . « Gli uomini ghrndi ((. ne appa iono tali, se non considerandoli come grandi; bisogna « invece apprez:.mrli nel complesso delle loro parti e giudicarli a << questa stregua. » Ma da questo pun to di vedere ness11no avrù la misura élel genio . L'umanità considera in modo più. semplice e rngionevole,
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e riconosce per gen io qual unque uomo eccellente in qnalsivog·lia specialità, sia teoretica che pr.atica . In seguito, sforzandosi sempre più d.i demolire Napoleone , il Proudhon « osserva che egli cel èremente guerreggiando e ripor« tando delle vittori e di catti·vo genere, ed ammassando conquiste {< sopra conquiste, senza consolidarne neppur una, doveva alla .« (ine, di necessità, fin ire con una catastrofe. » . Forse le sue viitorie erano veramente di cattivo ~enere: ma è, certo pérò che il vinto non la p,Ìs;;ò liscia, prop;io coU:e' se fosserò di buona lega. Ma perchè le sue vili.ori e erano di cattivo genere? ... Perchè (direbbe il Proudhon) si ottenevano mercè l'idol:itria ·e non già mercè la forzci reale !. .. Concludendo dunque, quanto costituisce la grandezza di .queste vittorie agli. occhi de' compelènLi, appare invece a quelli del Prou- · dhon come cosa trascurab ile. · Se il Proudhon lo dica senza comprenderlo, o snaturi a bella posta i giudizi, con uno scopo prefisso, sta al lettore gindicar,n,e. Secondo il Prouclhon, le vittorie di buona lega si ottengono soltaoto quando si dispone di un esercito più forte numericamente . Egl i non ammette le· forze morali . « li decenne impero di lui (Napoleone) non fu che una ciar« lataneria di dieci ann i, senza un solo minu to di stabilità. >> Forse si possono considerare le cose anche a questa.stregua: forse tuLLo ciò significa anche arguzia di spi rito, ma non spiega gli avvenimenti. · Con eguale rrigione si potrebbe chiamare ciarlataneria l' impero romano, il quale sebbene sia durato per più lungo tempo oggi non esiste più. Ecl. iri tal caso,' gl'imperi di Alessandro il )facedone e di Giulio Cesare sai·ebbero ciarlataneria ancor più grande e più frivola, rispeLto al ' tempo, che quello di Napoleone . ' Appena il Pitt poteva senza dubbio considerare quest'ultimo impero come una fantasmagoria, perchè, in generale, ai rap- . presentanti di un regime già stab ilito, il nuovo pare fantastico. S~nza voler stuzzicare il Proudhon; mi pare che nemmeno il Wellington sarebbe riuscito senza gl i avvenimenti del ,J8 12 . 1
(·I} Pusé Hcx. -
hl motte di Napoleone !.
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~.APOLEONE E WELLINGTON
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Egli per certo avrebbe corso sorte toccala al suo compatriota, . :Moorè quando Napoleone, pe rsonalmentr, ·!enne il comando supremo in lspagna. E sarebbe accaduto lo stesso anche a Waterloo, sènza l'arrivo dei Pruss iani . Poichè è certo che al !' ap'parire di quesLi ulti mi sul campò di battaglia, le retr~stanti linee dell'eroe Welli ngton erano di già in piena r itirata. È vero, l'impero di Napoleone non era sempiterno; ma tutto ciò ch'egli recò seco attraverso l' Europa v i rìhrnse, nè il Proudhon, da pensatore, avrebbe dovu to obiiarlo . .. . Senza dubbio l'idolatria del Thiers è sm isurata e non si debbono creare degli idoli; ma d~. questa esagerazione aU'.altra di considerare Napoleone come una belva sitibonda di sangue, è· qualche cosa di più che originalittt. È bensì vero che la ricchezza, il potere e la gloria alla lunga conducono l'uomo alla corruzione, ma appuI)to perchè lo stesso, Proudhon afferma che tal sorte .tocca nece.;sariamente a chiunque ~ ·· non è giusto l'impu tarla al solo Napoleon'e.
(Continua). )l. DRAGOmllOF.
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LA PREPARAZIONE DEI PICCOLI RIPARTI Dl FANTERIA ALLE AZIONI NOTTURNE
Il regolamento di servizio in gueiTa dell'esercito francese dice:
« Le esercilazioni notturne sono indispensabili oellrt pratica del servizio in gue,~ra; del pari le marce ed i combattimenti notturni non sono avvenimenti rari alla guerra, le diflìcoltà che essi presentuno ed il modo d'azione che è loro proprio meritano di farne , l'oggetto d'eserci'l.ii ». Che i com ba ttimenti notturni non siano avvenimenti rari nella guerra è da tutti sapulo. SpecialmeQte nelie guerre moderne dove per la micidialissima etiìcacia delle armi è necessario diminuire le ' perdite usando negli attacchi in sommo grado i ripari naturnli, e possibil~ente le tenebre della notte. nia pitt che nella grande guerra, l'azione notturna trova il suo impiego nella guerra di partig.i,ani, negli auacchi di sorpresa, negli agguaLi, ecc. e sopratutto negli assedii; ne abbiamo prove pal pitan ti .d'atlualità nel recente attacco al forte di Macallè. Ora se il combanimento notturno riveste un carattere di tanta im_ro~tanzn nell a piccola gnerra, nella quale sono impiegati ripani es1gu1, perchè non si prescrive a!le nGstre compagnie, ed ai nostri battaglioni di accuratamente esercitarvisi per allenarsi con assiduità e pazienza a tal genere di azioni ? I nostri soldati sono nelle marce, nelle eserci tazioni diurne di combattimento egregiamente addestrati ; ma ricevono una ben scarsa preparazione per gli alti che devono essere svolti cli nouetempo, nelle ore che ,semlmrno dalla natura provvidamente destinate .al sonno ed al riposo. Ne consegue che le Lruppe, le quali sono valentemente preparate alle azioni diurne, sono bensì in grado di sopportare le marce fa ticose sotto il cocente sole di lugli o, tra l& soffocante polvere delle strade, ma non hanno fam igliaritò colle operazio.ni notturne, 'e sono incapaci di marciar e nottetempo,· do-vendo lot1a1·e ··ol sonn v • o> co Il a
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LA PREPARAZIONE DEI PICCOLI RIPARTI DI FANTERIA
ALLE AZION[ l\OT'l'URNE
stanchezza, colle tenebre; sicchè in caso di vera guerra dopo pocl1i ch iiometri di catmnino giun~erebbero esten uale e demoralizzate l.à -0ve noi vogliamo lanciarle àll'allacco. L'esercizio nelle azioni notturne, oltre ad addestrare la truppa ai disagi prodotti dalla mancanza di sonno e riposo ed a famigliarizzarla ca-Ile timebre, ha pure il vantaggio eminente di rendere i comandanti esperti nella condotta dei pl'opri riparti nelt'oscuriti\_, di preparare la loro mente alle dillicolià tatti che eh~ si presentano, .ed a prendern di conseguenza con più facilitit e prontezza risoluzioni giudiziose ed adatte alla situazione. P.armi quindi indispensabi le ctie sino dal tempo di pace, sino anzi dalle prime settimane di servizio delle reclute e dopo che hanno l'atto le prime marce, si dia un largo , profondo svilopp9 alle eserci tazioni. notturne onde in una prossima campagna i nostri ufficiali ed i nostri soldati si sentano a proprio agio anche nelle tenebre come si sentono in pieno giorno.
Perchè dunque non preparare i nostri organismi alle intemperie della triste stagione? Perchè non addestrarci ·a marciare · ed a combattere anche nelle nolti meno favorite di luce e di calore? Appunto in quelle notti tenebrose e moleste gli attaccanti nutriranno maggior speranza di successo; e nel buio fitto i nostri fan taccini, lanciati di sorpresa sull'avversario, sapranno far meglio vàlere l'opera della baionetta.
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La preparnione della trnppa alle marce ed ai combaltimenti notturni dovrebbe, seguendo sempre il mio ragionamento, ini ziarsi cogli atti della compagnia. Mi occuperò anzi escl usivamente di questo minor riparto, come di quello che ha maggior bisogno di essere isolatamente addestrato alle manovre notturne. La compagnia dovl'ebbe · alternare marce e combattimenti diurni con i notturni, in modo che alla. fine del corso d'is truzione prescritto dai comandante del reggimento i soldati ed i quadri si ~entano capaci di manovrare con pari scioltezza come di chiaro giorno anche nel cuor della notte . Nè a fare ciò sceglierei solo le no.tti favorite dal tranquillo e limpido pl~nilnnio, le tepide noll.i estive; , no, io vorrei che le compagnie uscissero anche nelLe rigide notti invernali .quando tormentoso soffia il Yento di tramontana e nel cielo non brillano astri . · In guerra la luna non ci volgerà sempre lo sguardo benigno nè le operazioni mili tar i saran fatte solo di primavera o di estate; le pi.ù recenti guerre mostrano che anche in inverno può esservi guerra. , I
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* * Le azioni militari notturne si possono, a mio avviso, scindere in due fasi distinte; l'una comprende l'avvicinarsi alle località occupate dal nemico; l'altra lo svolgimento della fazione. Bisogna · quindi occupa1:ci separalamente di q uestè dne .f~si, esaminando i caratteri proprii a ciascuna ~ le operazioni volute da ognuna per dare soddisfacenti risul t~ti. · La marcia notturna sarà impi'egala dalle piccole frazioni di fon. uwia- in alcuni casi frequenti in g~1erra. Ad esempio, per andar a tendere un'imboscata (che potrà sviluppars i sia nel cuor della nolte, sia ali' albeggiare) ; per la ricognizione di qualche punto importante della line? avversaria, per occupare una posiziòne di granguardia, ecc. Data una di qu8ste ipotesi il · c9mandante çli compagnia formulerà il tema per la marcia e per il combatlimento, il quale avvenendo durante la notte darà all'azione carat. tere di maggior verisimiglianza e snsciterà più grande interesse nell'animo degli ufficiali e graduati; richiamerà la loro attenzione sul caso che "Sta per svolgersi, pr9vocando da loro, e secondo il grado di ciascun d'essi, disposizioni adeguate alle circostanze. (;osi se la marcia notturna presupporrà il collocamento di avam · · posti,· il comandante di compagnia designerà in precedenza sulla carta il luogo della granguardia e dei piccoli posti;. giunto in prossir_nit~ del· luogo destinato per la granguardia si metterà in fermata protetta, indicando le località ove accampano le truppe" nemich e, le probabili direzioni d'attacco, ecc. In tal modo l'istruzione sarà maggiormen Le proficua poichè verrà spogliata dalla monotonia che imprime a molti esercizi mili.tari la màncanza 'di nn concetto chia·ro e razionale , di eauisa che
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LA PREPARAZI01'!E DEI PICCOi.l RIPARTI Dl FANTE RIA
. essi _si riducono ad un puro sforzo fisico . L'ufficiale ed ogni graduato, dall'esposizione del tema. comprenderanno l'uLiliLà, anzi l'a. n·ecessità di tali operazioni e vi porteranno l'interesse che è causa di egregi risultali. Dato e sp\egato il tema altri gr/'lvi obblighi incombono all'ufficiale che dirige la manovra; egli deve rammentarsi 'Che le fatiche·· notturne sono più esaurienLi di qnelle dinrne; che l'oscurità esige di modificare alquanto i dispositivi delle marce e che infine la . disciplina dnrànte la notte in tali azioni tattiche deve essere piÙi rigidamente osservata che durante il giorno = , sia per la ma< nroio1· n difficoltà che gli ufficiali hanno di esercìLare Ìçt, loro autori Là nelletenebre, sia per non svelare co n un contegno irregolare e cl'isor·. dinato il nostro avvicinarsi al nemico. · '
Osserviamo dapprima il dispositivo d'una marcia notturna. Le distanze fra gli scaglioni (avangoarclia-grosso-retroguard ia) sono diminu\te e gli uomini cli collegamento aumentati secondo il grado d'oscurità; nelle notli favori Le dalla luna qq.egli uomini potranno serbare fra loro lè distanze che manterrebbero in pieno giorno ; nelle notti invece fosche, nebbiose, gli scaglioni saranno il più vicino che sia possibile e numerosi fra essi saranno o-li uomini di . collegamento. Quesli esercileranno una vigilanza somma, special· menLe ai bivi i .ed alle svolte; anzi nelle nolli mollo' oscure ·ed insidiose, ai ripiegamenti della via rimarranno uno o due uomiò i che non lasceranno il posto se prima non saranno raggiu~li ·aai seguenti individni di collegamento ; e cosi di seguilo finchè t.nlta la colonna sia sfilata. L'nvanguardia, c~r~posla di uomini scelli, deve essere· ridolla allo strello necessario, e non avere dinanzi che qualche esploratore, a brevé distanza. · Non parmi che siano consigliabili pattuglie fiancheggianti, poichè nell'oscurità e specialmente in regioni poco conosciute corrono facilmente pericolo di perdersi; ed inoltre, siccome il pi~ delle volle scopo delle marce notturne è la sorpresa, conviene mante~
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nere una fronte ristrella -per strisciare verso il punto prefisso senza darne sentore. · ·. Tuttavia} avend_o assolutame.nle bisogno di guardare il -fianco, s~trà oppor~uno adoperare riparli fiancheggianti, , i quali percorrano una. v,a parallela al la direzione della marcia, con precise i 1l dieazioni di ritrovo, sia alla fine della marcia, sia·in un altro ponto. Questi riparli .fiancheggianti dovranno ·essere comandati o da ufficiali, o da graduati intelligen tissimi e cercheranno di mantenersi in relazione per mezzo dell'udito o della vista della coìonna princip,1le .
Qual'è l'arma ' della notte ? Certo . la baionetta. Torna utile in questo genere di combattimento rievocare la celebre frase del generale Suvaeoff: la palla è pazza la baionetta ·è saggia. · Se per le azioni dìur~e atluali qnesta' frase 'ha perso gran parte del suo valore e del la sua verità, la baionetta è la vera arme degli allacchi notturni e maneggiala da ~oldati dl cuore gagliardo darà brillanti risultati. '· Bisognerà quindi impartire agli uomini d'avanguardia l'ordine di . l)on far fuo_co che in caso disperato, ed a quelli del grosso di . non sparare che a comando degli ufficiali. Poichè se si tratta di fare una. sorpresa basta un colpo di fuc ile per dist.r\1ggere istantaneamente i più sagaci preparativi; se si tratta di una marcia nascosta una detonazione è pel nemico un avvertimento prezioso. .Per non destare l'attenzione, l'inquietudine dell'a vver~ario è d'uopo inoltre prescrivere un vrofondo silenzio, proibire <li fu- · mare, di accendere fiammifer1 , lumi od altro. Bisognerà che i soldati leghino streltamente sugli zaini i bidoni, le ' gàvelle, Je lant~rne da campagmt da lasciar spente. Inoltre quando la compaonia s1 troverà a breve distanza .daile posizioni a,•versarie, farà ot~ma cosa se abbandonerà la strada mae~tra, sulla quale ì passi della truppa danno rumori sordi e !iooori. · Sarà anche bene di sopprimere gli oggetti di colore bianco o mollo chiaro, i qnali spicca'no nelle tenebre. Quindi non si indosseranno, nelle operilzioni notturne, tenute di tela, nè si rnelt.érà
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l(l copertina binnca al keppy; i bidon-i e le .gavette saranno accomodati alla meglio sollo la· mantellina dello zaino, o ricoperti con drappi oscuri. Prima d'iniziare nn'operazion.e notturna il comandante deve es· sere perfettamente edollo della via da seguire, afTi.ncM non gli avvenga di smarrirsi, col pericolo di cadere egli stesso in imbosca la ,) di non poter più rimettersi s.ulla retta via. Dovendo quindi marc iare su un terreno ignoto, sarà bene che il comandante della compagnia requisisca per ·tempo alcuni indi, geni che gli possano far da guida. Costoro debbono essere scelt.i con perizia ed nvvedntezza, e si cerchel'à d;averli intelligentì e conoscitori profondi dei luoghi.' Però, marciando in terreno nemico bi sognerà adopern re colle guide alcune precauzi oni. Nel giorno antecedente at!'operazione notturna il comandante interrogherà minuzio~amente le sue guide sul!' insieme della regione nia in modo che esse non comprendano ciò che si sta preparando e non conosèano il momento' della partenza della compagnia; solo al1' istante in cui i soldati ·si porranno in marcia le guide saranno informate della direzione che· deve prendere la truppa e saranno incaricate di condurla. A.vendo a disposizione più guide converrà, durante la giornata, interrogarle separatamente; .esaminarne scru · polosamente le risposte, e -solo nel caso che queste risultino contradittorie, potranno porsi le guide a confronto per venire in chiaro della verità. • I Le guide interrogate non saranno per motivo alcuno rilasciat~; nè sarà loro permesso di comunicare insieme o con estranei; graduati di fiducia le sorveglieranno rigorosamente e se le faranno dormire accanto sino al momento della partenza. Nelle marce notturne, specialmente in prossimità del nemico, - un ufficiale marcerà colla pattuglia che precederà l'avanguard·ia; questo ufficiale, che chiamerò cli piinta, dovra essere accompagnato da una gnida; una seconda guida camminerà col grosso della compagnia, un'altra colla retroguardia. · . . Qualora si venisse a scoprire che una guida, sia per mala'6de, sia per errore, ha condotto la compagnia su una falsa strada, il comandante farà cosa lodevole se terrà Ifa.scosto ai suoi soldati, per quanto è possibile, l'inganno e lo sbaglio; si asterrà perciò
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dalle escand'escenze e dalle .espressioni di rammaric.o e di sdegno. Se non agisse in tal modo egli porterebbe a conoscenza dei propri dipendenti d'essere stato ·tradito e fnorviato e probahilmcnt.e cleprimerebbe ii' loro morale e diminuirebbe il loro slancio guerriero. Ciò che di meglio rimane a fare in simili casi è di fermarsi tranquillamente, tentare (qualora l'oscuriti1 lo permei.la) d'orientarsi colla carta e colla bnssola, interrogare tutte le guide paragonando le loro risposte e rimettersi ::;enza indugio sulla retta via . Il soldato, che il più delle volte non si cura delle strade che percorre, dinnanzi al contegno ca lmo dei capi non si preoccuperà g'ran che d'e.,sere sL•llo avviato su una fal sa via . Il comandante cbe nelle imprese fortunate riceve gloria ed onori., deve nei mo~ men~i difiicili m~ntenersi sereno e co1Bervare per se solo le terribili angoscia del comando. * ,
Qua!1do le marce notturne hanno il lìne di tendere una sorpresa debbono essere g:irentite da minute cautele, specialmente allorché la truppa attraversa luoghi abi tati. Qnesti sono assai pericolosi, poichè, quand'anche non celino forze nemiche e non forniscano agguati, concorrono però quasi sempre a svelare al nemico ·oon lontano il passaggio nostro sia pel l'nmoroso abbaiai·e dei cani, sia per l'istintiva curios ità e le natu ral i chiacch iere de~ paesani. -Perciò sarà consigliabile di evitare per quanto ò possibile O;.(ni villal{gio od ogn i agglomeramento d'abitazion i. ,; Tt! llavia se per qualche motivo speciale una compagnia fosse: f~l'zala ad attra,,er5are di notte.tempo un luogo abitato, · procuri,. dt seguire le slrad iccinolc secondarie, remote e sopratutto non lastricate nè acciottolate . Se la truppa ha superalo un ponte, lasci, addietro nn piccolo posto di guardia che formerà o disperderà eh ~ vorrà pa·ssare sino a che la compagnia non sia confusa nelle te· 1 1 ne,pre della ciuesl.o nucleo r;1C1• . notte; , nn iun nIerà il n(Yrosso veloce-· · mente e dietro chiare indicazioni avute dal comandante . l)iamo ora uno sguardo al le fermate che potrà fare la compagni-adurante le marce notturn~. Se gl i alt sono necessarii ai soldati checaru_minano il giorno sollo il so le e su!le vie poil•erose, saranno.
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molto più.bisognevoli nelle fatiche notturne, nelle quali la truppa deve lottare col sonno , colle io temperie, sovente anche coll a stan~ che:r,za per le fatiche sostenute durante la giorna.ta precedente. Però, a mio avviso, per le. marce nollurne non si può prescrivere tassativamente,. rigidamente il numero delle stazioni. Queste dovranno essere più o meno numerose secondo le condizioni fìsiche e moi·ali della truppa , secondo l'oscurità e lèt difficortà delle strade, seco ndo lo stato atmosferico è climaterico della notte. Qualora ci si trovi in anticipazione sull'ora in cui si deve arrivare al luogo prefisso si può, verrn la fìne della marcia lasciare il tempo supertluo agl i uor11ini aftì nchè ri posino sui lati della via ; ma bisogna rigorosamente esigere che essi non si sbflndino, che .mantengano .un ordine perfetto e non abbandonino mai, per nessun motivo, le proprie armi. Non tutti dormiranno ; un uon'lo per squadra vegliel'il.; gli ufficiali poi non dovranno c;hiuder;c occhio ed esercitare la propria Yigilanzn sia sui proprii dipendenti , sia sul front e nemico.
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Essendo le marce notturne più deJJil itanti di queìle e.seguile io pieno giorno s:irà indispensabile ri~uard i igienici maggiori di quelli usati normalmente. lnnaqzi lutto non verranno impie_gati per tal genere d'azioni truppe che posseggano un morale depresso od eccessivamente st'lri'che per lavorio immediatamente precedente; potendo, in guerra, si eviteranno i rigori ~roppo pronunciati del clima e I~ violenze estreme dell'atmosfera. Tul.lavia converdt in modo essenziale tener presente che, trallandosi d'una sorpresa, il freddo intens.o, . la pioggia dirotta, il vento furioso danno probabilità di riuscita giacchè lasciano il nemico (ìdncioso di -non essere attaccato, e sgombrano al tempo stesso le strade dai viandanti curiosamente molesti. U!Hciali disti-nti e soldati disciplinali sopportano e90 animo alto e forte le intemperie ed i disagi, quando sanno che ad essi è allidata una delicata ma gloriosa missione. La trnppa prima di partire verrà lasciata in riposo; solo pochi istanti innanzi cl'incamminar.;;i const1merà il caffè; ogni uomo poi, all'atto della. partenza, quando ciò sia possibile, rice;erà una .razione di carne è un poco di 'l'lunn od · altro liquore, ·specialmente se la marcia e l'attacco del;ba svolgersi nella cat.tiYa stagione.
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** Parte di queste oper~zioni, a scopo di istruzioni, verranno .svc,ltè praticamente dai soldati; tulle Je altre che per riguardi dovuti alla proprietà, agli abitanti. ecc., non potranno effettuarsi praticamenl.e. saran,no dal capitano o da un ullìciale subalLerno da lui delegato spiegai.e teoricamente ed in modo minuzioso e con linee più oeoeralr a1 soldati. •
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Q11elle sopraesposte sono a_mio avviso le azioni plll importanti iper le marce alle quali il comandante di compagnia dovrebbe al.~en;i.re il suo reparto sin dal tempo di pace. Ma le truppe devono €Ss~re abi litate non solo a marciare di noue, ma:anche a combattei·e. E di questo riguarderà la seconda fase della preparazione: ~he doHà alternarsi colle esercitazioni di combattimento diurno del plotone ,e della compagnia. · . L'arma della notte .è essenzia!prnnte, come dissi, la baionetta; la virttt. l'estrema .audacia del combattente. Le azioni che si devon~ svolgere nelle tenebre rivestono ·nella maggio r parte dei casi il carattere di sorpresa . Il reparto sarà quindi addestralo. eminentemente ad avvicinarsi in silenzio .Profondo, in ordine perfetto alle posiz!Q'ni n_e~i?he. . .. . ~ .Glr uom1m 1n ordine chruso , a bilan,c-arm, coi fucili ~arichi e . colle baionelle innastate, m1Tçeranno compàlli, striscia~doT-f-1· liname~te nelle erbe, approlìLtando d'ogni schermo o ri paro. Pervenuti a contatto coli' a,vversario lo scuoteranno se è il caso con una scarica a salve e quindi si getteranno su lui arditamente impegnando la lotta coi:po a corpo. Il 28° fanterin, che ha nei s~oi fasti il' brillante episodio di Levico, ammaestra della splendida riusci_ta di tal genere d' auacchi, quando sieno operati da truppe discipli nate e coraggio5e. · , Ma perchè al momento decisivo della mischia nollurna il solda_t~. s~gua devotamente l'ufficiale, bisogna che .possegga alte virtù. mrlitar1 , doti eccellenti d'animo e di corpo ed un solido orado l')
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di domestichezza col.l'oscurità. E queste qualita si po,sono ragoiunoere coi costanti esercizi del témpo di pace, coll'abituare it o o contadino rozzo ed ignorante a non impressionarsi delle tenebremisteriose, a distruggere nel suo animo _il sen~o dì ripugntnza che l'oscurità produce 1 a mantenersi calmo, freddo, sereno anche· . · nei momenti più difficili. Ma meglio che al soldato queste esercitazioni notturne debbono servire di ammaestramento ali' ufficiale; egli deve costringere il suo occhio a scrutare n~l buio,. deve imperiosamente comandare tranquillità al suo. animo per poter trascinare coll'esempio, eccit~re colla parola, produrre direi quasi, un fascino polente ed irresistibile sui suoi uomini. Deve accuratamente' le informazioni che . riceve dalle proprie v"oiiare v~ pattuglie d'esploratori ed accertarsi possibilmente egli stesso della vericidità delle notizie ricevute; un'erronea informazione può produrre nel cuor della notte falsi allarmi, eccitare nervosamente, rnopportunamerite gli uomini, generare quindi panico e scompiglio. Allorchè il comandante è sicuro di essere pervenuto a contallo dell'avversàrio, allorchè la lotla sta per essere accesa, egl i deve portar:;i alla testa dei suoi prodi e ~uidarli gagliarde.mente all'assalto ed alla gloria. Qualora la sorpresa non riuscisse, qualora ·il nemico respingesse gli attaccamenti, agli ufficiai.i r,imane un' allra missio.n~;: quella di raccogliere gli uomini, riordinarli e, se ne è il ,caso, trascinarli nuovamente all'assalto; se ciò non sarà possibile, de· vono almeno cerçare con ogni mezzo di disporre una ritir.ata calma e disciplinala. Gravi e difficili còmpiLi sono questi, ma appunto perciò è Mcessario prepararvi là troppo ~in dal tempo di pace. GmoLA)IO CAPPELLO, Tençnte ne! 28° fanteri<J•.
ISTRUZIONE PR ATICA PROVVISORIA. FRANCESE SUL SERVIZIO DELLA . CAVALLERIA IN CAMPAGNA
f.
Come il paese, dopo l'infelice guerra del ,1870-7-1, noJ1 ha mai lesin~to nell'_u~cor~a'.'e i mezzi necessari a ricostituire un potente esercito, cosi il m1mstero della guerra francese , ha sempre porlato la massi~na cura all'istruzione della truppa, cura che, in special modo, nflèlle i regolamenti. . È i\}fatti un continuo succedersi di nuovi regolamenti ed istruzioni riguardanti ·J_'i struzione e la preparazione della truppa alla guerra, come del resto avviene press' a poco in tutti i principali _eserc1t1 europei, ed in queste pubblicazioni'è costante lo sforzo di tener dietro ai continu i progressi e perfezionamenti che si vanno realizzando nell'armamento, e sopratutto di secruire le idee svolgent1s1 intorno allo Lattica delle varie armi. H nuovo regolamento che ci sta dinanzi, rifl ette l'am·maestra· mento tattico della cavalleria, ed è hen meritevole di tutta la nostra attenzione. Esso dividesi nei Preliminari, in 114. titoli ed alcune. note, e per esso restano abrogati i seguer1ti regolamenti: Istruzione prati,:a sul servizio di campagna del ·1 O lugl io ,i 884; . 'Programma dei lavori di campagna da eseguirsi dai zappatori d1 cavalleria del 1.887 ; Osservazioni sull'impiego delle truppe di cavalle;ia chiamate ad.oper~re con dis~accamenti di tutte le· armi del J6 febbraio 1890 · _ . lstruzion,e complementare s11gli esercizi pratici della cavalieri~ m campagna del 114 agosto 1189J,. ' . An~rem~ qui partitamente esaminando le pani che otfrono maggior. m~eres~e_, c~I raffronto, ove, ne sià il caso, delle corrispon- , dentt d1~pos1~1orn dei nostr.i regolamenti. ••
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IS'l'JWZ!ONE PRATICA PROVVISORIA FRANCE.SE, ECC.
ISTRUZIO ~E PRATICA PROVVISORIA FRANCESE., ECC .
l'REUMINARC. Si ' tratta nei medesimi : 1° del metodo d'insfgnamenLo; 2° di alcune prescrizioni generali. L'insegnamento del servizio di campagna, vi è detto, deve essere dato sul terreno. Questo procedimento colpisce gli occh i della re· cluta e presenta il vantaggio di fare appello al suo giudizio invece d'indirizzarsi esclusivamente alla sua memori~. Si può rendere i progressi più sensibili opponendo , tostochè possibile, due partiti, l'uno all'altro, il che rende più interessanti le esercitazioni e sviluppa l'iniziativa nei diversi gradi gerarchici. L'insegnamento del servizio di campagna forma il complemento del lavoro di piazza d'ai·mi. e deve essere regolato parallelamente a ·quest'ultimo, ap. propriandolo alle stagioni e alle circostanze e progredendo per tal modo dal semplice al composto, dal l'individualità ali' insieme. , Si raccomanda che l'istruzione sia. per quanto possibile individuale, e che i diversi _esercizi sieno dapprima eseguiti dagli an ziani dinanzi alle recl ute, poi da un gruppo misto di soldati anziani e reclute, infine unicamente dalle reclute. Si pone in rilievo l'importanza odierna delle operazioni notturne, e perciò la necessità di famigliarizzare i cayalieri cogii aspetti nuovi che assumono i differenti oggetti durante l'oscurità, per sottrarli ai · t'imori 1}aghi che pu'ò suscitare, e dar loro la cahna e ·i l sangue freddo indi.spensabili al successo delle operazioni di _questo genere, e di qui la conseguenza che i vari esei·ci.zi , sieno ripetuti di notte. E' si term ina col dire: « Le osservazioni precedenti hanno sol. tanto per scopo di posare le basi fo_ndamentali del metodo d'io· segnamento. Vi si è falla astrazione dai particolari per evitare di · paralizzare l'iniziativa dei capi delle un ità e di diminuire la loro responsabilità serrandoli in prescrizioni trop'po strette» . Parole tutte d'oro, ma che ormai e da molto tempo sono uri vangelo in Lutti i grandi eserciti europei. Comunque sia dalla prima is_truzione pratica sul servizio di campagna per la. cavalleria francese , che era un semplice . manuale a domanda e risposta, senza, il minimo 1
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accenno all'iniziati"va e alla responsabilità, a quest'ultima, il carn-, mino ,l'atto è indubbiamente enorme. Ma per avventura coll'ac·cennare soltanto a poche' idee generali intorno al metodo d'insegnamento e lasciare c•isi la più ampia libertà ai singoli istruttori non .si è incor:;i nell'eccesso opposto? A noi pare di si , come vedremo anche n~I seguito in modo più particolareggiato. Nel le P11escrizioni generali si nota che nei vari esercizi il nemico è sempre supposto, segnato (figurè) o rappresentato; ma non .vi è alcun cenno intorno alla dìfl'erente importanza dei singol i modi di rappresentare il nemico. Noterem,o infine queste prescrizioni : che si deve evitare di dare serì disturbi agli abitanti , e far guasti ai loro c~mpi ; che in nessun caso è permes5o fare prigionieri; · che, per non imporre ni ca,,all i un' inu.Lile fatica, ·generalmente si impiegano soltanto le andature di passo e trotto . A -quest' ultimo riguardo non possiamo a meno di osservare, che allora' non si offrirà mai al soldato un' idea esatta di ciò che è l'azione della cavalleria .
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. TITOLO ,j o
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Ordinamento dell'esercito.
·,
I~ indispensabile che Lntti gli ·ufliciali conoscano l'ordinamento gènerale dell' _esercito, e il funzionamAnto de' suoi prinèipa-li elementi ; epperò per queste nozioni si rimanda al titolo 4° del decreto del 28 maggio 11895 (il), per occuparsi in questo capitolò sol.,. tanto di quanto h:i tratto a'lla cavalleria. · - Il còmpito della cavalleria è così definii.o: quest'arma esplo1·r;, c(,p·re e combatte. · « Essa esplòra (éc\aire) prendendo il contatto col nemico per fornire al comandante le nOlizie necessarie ali' orientamento delle sue operazioni; il suo còrnpito è allora di esplorazione ; « Essa copr1J creando intorno all'unità da cni dipende una zona sorvegliata sufficientemente estesa per modo eh' ella disponga dello (I) · l~ il
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lleaola':'ento sul servizio delle armate in campllgM,. \
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ISTltUZIONK PRATICA PR0VVIS0It1A FRANCESE , ECC.
·IS?'R UZJONE PRATICA PROVVJSORlA F'IUNCESE, ECC .
spazio e del Lempo necessari alle sue manovre ·; il suo còm pito è allora di sicurezza. << Essa combatte traendo profilto delle qualità che le sono proprie· pel' concorrere a rompere la resistenza del nemico : il suo còmpito è allora di combattimento . « Essa deve soddisfare ai due primi còmpiti in modo pennanenLe durante l'intiero corso delle operazioni ; il terzÒ la tç>cca come per le altre armi , ad intervalli più o meno lontani, a seconda delle circostanze ». L'i mpiego della cavalleria è pertanto ben determi nato e ciò assume grande importanza dal fatto, che l'ord inamento e la ripartizione della cavalleria presso le varie unitit vengono fissati in base all'impiego che appun to s'intende fare dell'arma. f.o<;i a codesti tre còmpiti ben disLinti sono assegnati determinati reparti, e precisamente: Per l' esplo1·a::ion11, le division i di cavalleria formate da tre brigate - di cui una di ciascuna sottodivisione d'arma - ~ due batterie a cavallo, cu i possono essere addetti di stacc,!men ti di fanteria. Parecchie divisioni possono essere rinnite in c01·pi di cavalleria . È a notarsi che presso il quartier general e della divisipne, oltre ai servizi d~ll'intendenza, della posta, della giustizia militare, fun ziona pure il serv~zio dei piccioni viaggiatori; e che presso gl i stati maggiori delle brigate trovasi un certo numei·o di u!ficin li e di uomini di truppa (segretari , velocipedisti , conducenti , ordinanze), , .un capitano del genio, un interpl'ele e un gruppo di sollufficiali stnffette; il che dimostra cbe non solo, come è ra1.ionale, si annette la mass ima importanza alla trasmissione delle notizie, ma che si inteude ricorrere ~ tutti i mezzi dei quali oggi si può disporre per ~ facilitarla ed assicurarla nel miglior modo possibile. C1ldesle pl'eserizioni e disposizi6ni hanno peraltrò un lato assai dannoso, cruello cioè di creare di contin uo nuovi specialist nei reggimenti di cavalleria, ciò che alla fine ridonda a grande svanta<r<rio or dell'istruzione generale del corpo, mentre poi d'altra parte non sarà neppure un facile cò mpil.o cruello d'impartire conven ientemente siffaue numerose e speciali istruzioni.
Per copril'e: le brigate di cavalleria addette ai corpi d'armata le qual i hanno per incombenza di ass icurarne :a sicw·e,r.m lontana: Uno squadrone, detto di visionale, assegnato ad ogn i di visione Ji fanteria per provvedere alla loro protezione immediata . I l principio di separare !)ellamente il servizio di esplorazione da .quello cli sicurezza è indubbiamente assai pratico e conveniente, poichè è foori dubbio che le divis ioni ed i corpi di cavalleria in,viati innanzi alla fronte delresercilo in avanscoperta non polr:rnno per l'arvenire provvedere contemporaneamente al servizi-O di espi o-razione e di sic·urezza , come fu il caso della cava lleria tedesca nella g_uerra 1870- 71, nella qunle la rava·lleria francese non pensò mai nè acl esp lorare nè ad opporsi all'avanza ta dei cavalieri nemici. D'altra parte il ricordo delle numerose sorprese sofferte dai Francesi in quella sforlunala campagna e che lai ora, co me a Beaumont, ebbero terribili consegnenze, nGn può essere cancellalo dal .tempo; epperò è evidente la preoccupazione di volersi guaran tire <lnl ripetersi di si spiacevoli avvenimenti, ed i Francesi hn nno 4ulla la ragione di trar profitto da.Ila dolornsa esperi enza fatta. Tulta,,ia questo concetto g1nstissimo. tendente a creare una .ampia zQna di sicurezza in torno alle mas~e di fanteria, a mezzo della cavalleria dei corpi d'armata, sembra alquanto infi rmalo da altea disposizion e secondo la quale « la cavalleria di sicurezza di « t• linea può es3ere lasciata a disposizione dei comandanti dei « corpi cl'àrmala, ovvero ripartita il~ imo u parecchi gruppi essere « impiegata .~otto gli ordini dirett.i del comandante in C(l,poo. » E qu i nasco no parecchi dubbi. La cavalleria, lolla così, da lla dipendenz,t dei comandanLi dei corpi d'armatn deve però allendere sempre al serviz io di si curezza, oppure ci si pre rtgge di -distoglierla da q11el servizio per imp iegarla nnitamcnte alle divisioni di cavnlleria nell'esplorazione'? La facoltà filLtn di riunire codeste brigate in uno o più gruppi fasciflrebbe supporre l'intenzione cli creare lì per lì, nel caso di bisogno, divi.sioni di cavalleria provvisorie, le quali, naturalmen te essendo poste sotto il coma ndo diretto del comandante hl capo, non proVl'edercbbero di certo al servizio di sicurezza. ; ma allora a chi garò. nfrìdata la sicurezz'l looLana ? E veramente se è qu_esto il concello clie ha ispirato si.1Tatta dispo-
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s1z1(\ne regolamentare a quale scopo stabilire irna distinzione così tassativa delle varie missioni della cavalleria, e il riparlo dellemedesime fra le varie unità dell'arma , se poi altra disposizione regolamentare dà fac~llà al comandante in capo di disporr:e délll} cavalleria da lui dipendente intieramente a suo talento? Probabilmente durante le operazioni .campali, le brigate de~ corpi d'armata auenderanno all'uf({~io loro assegriato di ·coprire da lontano le proprie tr'uppe di fanteria, e la l'acoltà fatta a~ comandantA dell'armata di raggrupparle·, mira unicamente all'in· lendimento di riunire, appena dichiarata l.1 guena, le maggiori· forze · di cavalleria per gettarle alla frontiera, non tanto per co-· prire la propria mob ilitalione, quanto per opporsi all'avanzala eventuale di masse della cavalleria avversaria, ed anche nei caso di l'avore,•oli circo,stnnze, per penetrare nel territorio nemico, ;il fine di assumervi notizie, rompere le linee telegrafiche e ferroviarie, produrre insomma i' maggioi·i guasti possibili per dìfficoltare o ritardare sia la mobilitazione, sia l'adunata. Questa povera cavalleria. di cni prim·i del 1870 non si sapeva che farne, ora invece la si vuole impiegare dapperl.nllo, P, per quanto siano numerosi i reggimenti , ci si accorge che non se ne ha ma i abbastanza. Sta in fatto che molti sono i fauto ri di un largo impiego d1 masse di cavalleria , da seguire immediatamen te alla dichiarazione di guerra, e non è chi non veda quali brillanti e utili risultatt si conseguirebbero ove siffallo impiego potesse riuscire. Ma troppe circostanze favorevoli richièdonsi per tale successo·. Ed infaLLi èanziLulto indispensabile che il lerreno consenta simili operazioni, che il nemico vi si presti con binsi':}1evole incuria, ed infine, ci ò che è più importante di tutto, che vi sià l'uomo capace di comandare una mass,, di centinaia di squa.droni ( 1), nel campo strategico, ciò che presenta enormi difficoltà d'ogni genere.
Del restO" non ci dilunghe1·emo in considerazioni sull'impiego futuro della caval ieri ~, sia perchè ciò ci trarrebbe troppo lontano; sia perGhè ciò è quasi estraneo all'argomento di cni ci occupiamo; eppèrò sianio convinti di avere con ragione posto in rilievo l' importanza delle nuove disposizioni francesi; disposizioni che press'a poco vorremmo fo ssero adottale anche presso di noi. E precisamente vorremmo che anche nei nostri regolamenti fossero chiaramente pr'élscrilla una prima linea avanz11 La di sicurezza, da coprirsi appnnlo dall1t cavalleria di corpo armata, e che alle divisioni di fanteria fosse, fo via permanente, destinato uno squadrone solo. . A.I. corpo d'armata pertanto rimarrebbe addeuo, come al presenfo, un re~g imènto, ma di soli 4. squadroni invece di 6, e gli altri 2 s·q.uàdroni· i.uno per divisione) fo n;nerebbero la cavallerta divisionale. Nel •fatto anche noi riusciamo ad · avere questa prima linea di sicurezza, a mezzo della cavalleria cosi dell a esplorante dei corpi d'armata. . Il nostro Regolamento stll .Sel''viz io in guerra nelle Genm·p,lità sul servizio di sicnrezza, così si esprime: << le colonne composte « de!le varie armi in marcia sono inoltre precedute da ca.valleria « esplorante. » E le Norme generali sull'impiego delle tre al'lni'. nel combattilnenlo, pi ù chiaramente dicono: « anche quando si « ha avanti 'cavalieria in avanscoperta, la cavalleria addetta ai ri« par~i delle trP, armi è spinta innanzi in esplorazione, non ese sei1do còrnpito dell'rivanscoperta d: provvedere 11ll'esplorazione « per le singole colonne, e Il comandante della cavalleria esplor,10te, prima di mettersi « in m~rcia, riceve dal comandante superiore il 1mggior corredo « di indicazi oni e di istruzioni che valgano a guidarlo nel dnre f nn cònveniente indirizzo alla sua 'azione : » Come si vede; abbiamo anche noi, innanzi alle mas.se di fanteria., due linee di cavalleria , ma la seconda lin ea non esiste che momentaneamente e cioè durante le rnarcie, e colla mi~sione di esplorare in luogo di coprire . Al p oslullo è piuLtosto . differenza di terrµini che differenza di essenza della cosa, poichè la cavalleriq dei corpi d'armata mentre attende alla lim itata esplorazione
(il Nell' Jnstruction sur le ser-vice de la cavalel'/e éclairant u11e arrnée del 'J!T giugno 4876, ora abolita, leggovansi queste parole: « Il servizio di esplorazione Cl)· e inincia per la cavalleria dal primo giorno della campagna ..... , · • Attuahnente inf~tli dal principio dell e ostilità, la cavalleria dovr.i. non solo coprire la frontiera e. pr6teggere l'aaum1ta di grand i masse di truppa, gettate in poch issimi giorni sopra u:,a parte del terri torio, ma dovrà anco~a rischiara re da lontano le ar-· mate, fornire nolizie, ecl in(Juielare il nemico.•
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di cui è incaricata, evidentemente c9pre in pari tempo 'i.l fanteria eh e le slit dietro. La differenza sostan:,,,iitle sta in questo che le prescnz1oni regolamentari francr.si slabiliscono .·in via permanente, in marcia ed in stazione, questa linea lontana di sicurezza, mentre noi non l'otten iamo che imperfettamente e soltan.to durant.e le marcie. Crediamo perciò sarebbe molto conveniente accostarci al conceuo francese introducendo le necessarie modifìcaziòni nei nostri re-· gola menti. Rileveremo infine l' accenno :il possibile raggruppamento di parecchie divisioni di cavalleria per forma rne dei corpi cti cavalleria, che è il portato delle idee ormai da tutti accettate, che la cavalleria non può operare che in massa, ove voglia èonseguire qualche successo, e che una divisione di 24, squadroni è ben lontana dal r,1ppresentare una massa. E perciò si può essere certi che l'esercito 'francese entrerà in campagna non con divisioni, . ma, con corpi di ca1Jalle1·ia e che all.rettanto farà assai probabilmente la, Germania ('I). Noi, in paragone degli altri grandi eserciti europei, non di.spo.niamo che di pochissima cavalleria; epperò- la noslra divisione rappresenta e rappresenterà , ancora, chi sa pèr quanto iempo, l'u11i1à. massima di cavalleria ; ciò che non sarebbe -un grande svantaggio se la guerra si combattesse in Italia dove il terreno presenta generalmente insuperabilr difficoltà alle inanovre di grosse masse del! 'arma, .ma costituirebbe un grave inconven ienté, quando fo31;iroo chiamnti a combattere fuori d'Italia, . in paesi che si prestassero ad un impiego della cavalleria sopra vasta scala.
(l) Nella 3" rarte flell'u ltimo Regolamento di ese,·cizi clella c,;wcttlel'ia tc(tesca, io,,. Ìltii trattasi dell'istruzione sull'impiego della cavalleria in guerrn, considcrn.si s(•mpre la dll' isione come l:.i massima unità. Tu'tta1•b al N. 3:;3, linl)iego di -masse <Li cavC1tlerin. piit nuinerose, vi si leggono <1ue;te sintoma tiche 1i;1 role: , [,'obiettivo drll'at• t:ié~o può compor.;i rii trurpe ri i .J,ntte le arm i. In queHo caso sarit assaf ·vantag• gioso di riunire mas3e di cavalleria (IJ,u•ecchie divisioni.fi i cavalleria) o <li ral'le agi re « insieme. L:i proparaziooe <li quéslo masse su di un dato· punto del c,1mpo di IJat• tagl ia e sotto un, un ico comanclo, comr1ete al cù111and<> su1>erio rc, o al comandante ,. dell'armata, i quali decidono inoltre ~e ilebbansi loro aggiungére tielle rrazioni della .•< cavalleria divisionale. I capi sup~riori della cavalleria presente sul campo di ha.ttagli:i • h;inno il dbvere di prendere, nel caso cli bisogno, una mi,nra cli 11ues'ro genere snl « punto decisivo. ,
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TITOLO TI. -
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Degli ordini.
Sono date akune presèrizioni generali per la compilazione degli ordini e dei · rapporti e per la loro trasmissione, ed il modello della cart.a di cni devesi servire pei medesimi; il tutto identico alle nostr<:1 prescr•izioni. . . È singoiare la racco.mandazione fatta al latore di un ordine , d, non accelerare l'andatura sul principio, per permettere a quegli · che r ha spedilo, di richiamarlo fiìci lmenle ov_e desiderasse modificare l'ordine o farvi 'qualche aµg iun1a. ·
Tnor.o
In: -
Esploraz ione. '
Il grossò delle divisioni o dei co1:pi dr cavalleria incaricati del -
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fesplorazione, per quanto è possibile , vuole essere manlenut~ riuni to e sotlo la mano del capo, onf essere sempre in grado dì combatterè la cavalleria avversaria , e rompere la resistenza ch e ' si potesse· incontrare per determinare la posizivne o le linee di mari;ia della fanteria nemica, l' vstensi~ne e la profondità di ,,u.este ' linee" e cc,nserv'a,1·1iii il contatto . . ~ lo stesso preciso cancello espresso dal.. nostro regolamento, il quaJe dice: fmportci che i l comandante clel corpo in avanscopertq. si tenga sempr,i in grado cl·i attaccare cori vantaggio la car1ialleria nemica, e.io,~tP.nga raggnq,pa~a e sotto mano la rrwssùna qnantità delle siie forze, cui fa ri~contro la prescrizione del Regolamento tedesco,'secondo la quale, la divisione di cavalleria in servizio di esplora~ione, se ha di fronte caiialle1·ia nemi ca, demd!lnere il g1·oss? délle sue for ze concentrato, sino a che qiiesta · caualteria nemica sia stata cacciatci dal teatro di 01J1wazione. (Vedi Regolàmento di esercizi per la éavalleria , Parti?. 'III , Impiego della cavnlleria i~ gue'l'ra, N. 318) . Ci sembra però ,. se non prendiamo abbaglio , e.be il pensiero che · ha -prèsieduto alla dicitura del testo francese , sia più ampio di quello d~i r~golamenti italiano e t.edesco, i quali prenrlono in esame _la sola ,even1ual ità dell'opposizi one della cavalleria nemica. Il re-
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v:etture <li requisizione, cavalli allaccati o tenuti in mano dietro le vetture, ecc. Nè va passata sollo silenzio la prescrizio_ne tassativa cbe l'uffic iale in ricognizione non deve mai raggiungere il grosso dell'esplorazione, per quanto gl i semJ)rino complete le informazioni raccolte. P,reso il contat(o col nemico egli ha l'obbligo di conseirvarlo, continuando a spedire notizie con tntti i mezzi possibili.
golamenlo francese in vece, accenna bensì alla resistenza della cavalleria avversaria, che anzitutto importa vincere, ma allargando il concello, accenna pure alle opposizioni d'ogni sorta che si potesse incontrare, per giu.ngere dappresso alle linee della fanteria, il che è il vero e precipuo còmpilo della cavalleria in esplorazione. La scopei-La poi è a1Iiçla ta ad elementi assai mobili, il cui numero . e forza sono fissati dal comando, tenendo conto dello · scopo a raggiungersi, della possibile resistenza del nemico, del paese amico o nemico e della sua configurazione, delle esigenze della trasmissione delle notizie, ecc. In ogni modo è raccomandato d' impiegarvi la sola forza stretta~enle necessaria per evitare inutili fat iche e conservare al grosso il maggior numero possibile di combattenti. Questi elementi mobili sono: ricognizioni di ul.lìciali, distaccamenti di scoperta di forza variabile.
BicognÌzioni di ti//iciali. - Sono eomposte di un ufficiale e di alcuni cavalieri scelti, ben montati , eù in numero tale da assic.tì.., rare in ogni caso la trasmi:;sione delle notizie. Sulla 101'0 mobilità · si f~ il principal.e assegnamento per avere prontaménte le prime informazioni intorno al grosso del nen~ico. La loro azione è affatto indipendente;. nel caso di bisogno però possono trovare un punto d'appoggio nei distaccamenti dì scoperta operariti nella stessa zona. Così. pure si servono di cotesti distaccamenti per la trasmis;:;ione delle notizie raccoite. Le norme generali raccomandate per la concloLLa di queste ricognizioni sono su per giù le stesse che trovansi in tutti i regola-' menti li nostro 'Regolamento sul serv.izio in guerra, al capi tolo ricognizioni sebbene sia più breve del corrispondente testo francese, parli in generale _dèlle i-icogni;,,ioni, è non Jn modo speciale di quelle compiute dalle patluglie-uHiciali dell'ava nscoperta, pgr tutLavia fa cenno di un maggior numero di particola1~i. Notevole nel Hegolamento che esaminiamo è la raccomand~zione fatta, per portarsi nella zona nella quale si possono raccogliere util i informazioni , di us:ire, ove · Je circostanze lo permettano, di ogni mezzo per risparmiare le forze dei cavalli : strade ferrate,
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Distaccamenti di sco71erta. - Hanno lo stesso scopo delle .ricognizioni d'ufficiali, ma la loro missione ordinariamente ha una minore.portata di quelle , al cui paragone però presentano il vantaggio di disporre dì una forza che permette loro di d~r la caccia a'll'avversario, di sperdere le sue piccole pattuglie,. e di ollenere brutalmente notizie, mentre le ricognizioni d'nilìciali non possono .ottenerle che coll'astuzia. , L'aiidne dei distaccamenti è generalmflnte lirr1itata alla ricognizione o all'osservazione di dati punti,; di ,date direzioni e talvolta di una zona determinala dove, secondo le istruzioni emanate dal comaÌ:ido ed .i progetti che si presta no all'avversario, si suppongono forze nemiche di , cui si tratta dì constatare la presenza e fissarne · l'importanza. Nel raggio d'azinne, del!' esplorazione questi riparti possono essere incaricati di distruzioni sommari.e di linee ferrate e telegrqfiche, di eseguirn requisizioni, e di altre operazioni che potessero nuocere al nemico, Queste differenti missioni non presentano nè la stessa importanza nè le stesse difficoltà da superare, e perciò la forza dei distaccamenti può variare da un gruppo di alcuni cavalieri ad uno o parecchi plotoni, di rado vi si de,•e destinare più di uno squadrone, La: condotta a' seguirsi da questi dist::iccame.nti è nettamente tr~cciata dal regolamento colle seguenti norme: · JI distaccamento avanza a sbalzi successivi, e il suo capo si porta personalmente sui punti che gli permettono di osservare lezone sqccessive da percorrere, prima di impegnarvi la truppa ; Segnalata la vicinanza del nemico, il comandante del distac~am·e1,1to pr;ende le sue disposizioni per sorprenderlo ed attaccarlo; l;Jna vigorosa offensiva tende ad imporne ali' UV\'ersario, lo renae più circospetto e condnce a prendere su di lui l'ascendente morale;
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Come le ricogniziÒni di uHiciali, il distaccamento ha l'obbligo di conservi-ire il contallo col nemico· <lacchè sia- stato preso, sorvegliando senza tregua ogni suo movimento. In marcia lo segue, scegliendo sui' fianchi una strada parallela, in stazione ponendosi al' coperto, ma il più davvicino possibile. sia sÌ.11 fianco sia sulla fronte; Il comandante ha tutta l'iniziativa per quanto ha tratto alle moda-li là. di .esecuzione, ma deve attenersi esattamente agli ordini ricevuti, e non perdere niai di vista lo scopo della sua missione. Questi distciccamenti ·eh sco7Jerta rapp,resentano pertanto gli sqiiadroni esploranti del nostro sistema di avanscoperta ; epperò se si pongono a raffronto'!' insieme delle .norme diretti ve del nostro Regolamento con qu·elle sopra, ric1)1'date del corrispondente Regolamento francese, appare chiaramente .una sostanziale differenza fra il nostro sistema di avanscoperta e quello francese ; differenza che ci sembrn pregio dell'opera di qui l'ilevare. Il sistema franc~se comporta ·una linea che possiar110 chiamare di scoperta, sull(l quale si muovono due elementi mobili affatto· disti-O ti ; pattuglie-u·fficiali ·e i così detti distaccamenti di scoperta . ., Ambedue hanno la stessa missione di cercare i! ne~ico e procurare le notizie. intorno al medesimo delle qua li si ha bisogno, le pri ~11,S affatto indipendenti ed operanti per astnzia, i secondi tenuti a se? guire strettamente gli ordini ricevuti i quali specificano la dfrez1one dtlla marcia, la zona. da esplorare, ecp. ed agenti offensivamente. Dietro a qùesti il grosso dell'esplorazione, mantenuto il più possibile riunito, p'ronto sempre a combattere la cavalleria avversaria, o per superare quella resistenza che impedisse il suo accostarsi alle masse della fanteria . . Notiamo che il regolamento non contiene alcuna indicazione relativa alle distanze e a.il i intervalli fra i vari elementi del' sistema di avanscoperta. Il nostro sistema per contro comporta due lin.ee ben determinate di scoperta, la prima costi tuita dalle. pattuglie ufficiali in rko.:. gnizione, e dalle pattuglie di scoperta irradiate dagli squadroni ·esploranti, e una seconda linea formata daglt squadroni esploranti , i CJlW li agiscono in modo af1atLo indipendente e non rice-
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vono alcuna indicazione all'infuori di quelle relative alla zona da r.foonosçere, ed ai luoghi in vicinanza dei qual i dovranno sostare ,alla fin~ di ogni giornata. · Normalmente, come le _pattuglie di scoperta essi agiscono per astuzia, e non ricorrono al combattimento se non quando vi sieno costretti dalla nec.essità. di superare le parziali resistenze che ·impedisser9 di vedere o da quella della propria salvezza. Diètro a queste segue il grosso della divisione colla massima quantità delle sue forze raggruppate e sotto la mano del.comandante, precisamente come prescrive l'istruzione francese. · Completano infine il nos~ro sistema di avHnscoperta le pattuglieufficiali, incaricate di ricon_oscere punti lontani e ·più -specialmente importanti' e che sono inyiate in ricognizioue dal comandante dell'avanscoperta, · Non è nostro cç,mpito di discutere intorno al valore dei due opposti sistemi; ci basta di averne notate le più sensibili differenze. Chiudon.o questo titolo le prescrizioni per la trasmissione delle notizie fra il ·servizio di scoperta e il ~omandante dell'esplora' zione, ·e fra questi il comandante in capo, e quelle concernentF ' ' i posti di corrispondenza, · - Mentre il nostro regolamento si limita a dire che le notizie degli squadroni esploranti sono trasmesse per la \'ia più breve al cemandante dell'avanscoperta, quello francese per contro, - e questo è assai importante - entra in minuti particolari e vuol essere notata la considerazione seguente, quella cioè che i comanda11ti delle ricognizioni e dei distaccamenti debbono essere ben penetrati del principio che una informazione, per quanto sia · importante, ha valore soltanto se è comnnica~ in tempo opportuno per · essere uti Iizzata, . In complesso que$tO titolo è assai importante, e contiene precetti e norme, in specie quelle concernenti la condotta dei riparti di scoperta , assai pratici e interess,tnti; ma i principii cui s'informa il nostro sistema di avanscoperta e le nonne direttive che ne tracciano il modo di esecuzione, .ci sembrano, assai più rispondenti alle idee odierne che si s·ono manifestale intorno questo importante servizio, di quelli ~francesi.
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is·rROZIONE PRATICA PROVVISORIA FRANCESE, ECC.
ISTHIJ Z!ON E PRATICA PllOVVlSOHIA FRANCESE, ECC.
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Tratta del serv1z10 di sicurezza, cui, · giusta le Considemzioni generali del capitolo I spelta: . . « ·I O cli informare il comando intorno ai mov1ment1 ed alla « presenza del nemico in una data zona determinata ; « .:2° di proteggere la truppa còntrQ le sorprese e d_i da~e « al comando il tempo necessario per prendere le sue d1spos1« zioni · « L~ ' cavalleria per \a sua: mobilità. è speci,almente incaricala « di fornire le notizie necessarie alla ~_icurezza, e contribuisce, <( inoltre , a proteggere le trnp'pe opponendosi alle scorrer,ie della « cavalleria avversaria. « In un' armata, la maggior parte della cavalleria dei corpi « d'armata stabilisce un servizio di sicurezza di primfl, linea, « dietro ta quale si muovono o stanno - ferme le grandi unitit « dell'armata. « La sicurezza lontana riposa sopra que:;to servizio di prima ~ linea». .. Ed eccoci a codesto serl)iz·io di sic1irezza di prima linea, di cui abbiamo già parlalo incidentalmente, ma che ·ci imporla di esaminare in modo particolareggiato, imperocchè nei nostri re· golamenti non· havvi l,raccia di analoghe disposizioni , ed effet· tivamente trattasi di un servizio di capitale importanza.
· Serviz'io di siwre.z,rn cli prima line<i. - La cavalleria che ne è incaricata, ha per còmpito speciale: . « ,10 di informare ogni giorno il comandante intorno alla «· presenza ed alle 111osse delle forze nemiche che potessero in« quietare la marcia o la stazione delle truppe; « 2° di opporsi alle· scorrerie della cavalleria nemica; . « 3° di fornire tntte le notizie necessarie sulle vie di co« municazione e intorno alle risorse del paése dal punto di vista « della preparazione della marcia e dell'. installazione degli ac<< cantonameriti.
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« li comandante di un'armata dispone a quest'uopo di tutta -(( la cavalleria addetta, secondo l'ordinamento, alle unità della '(\ sua armata, eccetto gli squadroni divisionali. t• A· seconda delle circostanze, egli può lasciare questa cavalleria « alla qisposizione dei comandanti di corpo d'armata ovvero ri-« partirla in uno o più gruppi operanti sotto i suoi ordini diretti. << Distaccamenti di fanteria e batterie di artiglieria possono « essere aggiunti alla cavalleria incari cala della sicurezza di prima « linea. « La cavalleria incaricata òella sicurezza di prima linea ha « _l'obbligo di tenersi costantemente collegata colle truppe che ~ oopre. ~ Essa marcia riunita il più che sia possibile n_ ella direzione -« principale indicata dal comando. A mezzo· di ricognizioni di nf« ficiali, sorveglia tutte le vie d'accesso utilizzabili dal nemico « nella zona nella quale ricevùto 'l'ordine di operare. · (( La profondità di questa zona~' in generale, di una giornata « di !l)arcia avanti alle truppe. « Per rispond~re alle condizioni qui sopra specificate, il coman« dante della cavalleria di sicurezza di prima linea, messo al cor« re~te delle intenzioni de,I generale comandante l'arrn.ata o il corpo · <t d'.armata, rièeve inoltre l'ordine di operazione e tutte 'le indica« zioni necessarie per l'esecuzione del suo mandato. « Il comandante della cavalleria di sicurezza di prima linea, per <1 quanto ha tratto alle ricognizioni e al·combattirnènto segue i pro« cedimenti del servizio di esplorazione, appropriandoli al suo « ·còmpito speciale ». Sin qui il Regolamento francese, il quale, con dizione chiarisiima ed in modo formale stabilisce le prescrizioni e le norme dfrettive di questo nuovo servizio di sicurezw affidato alla cavalleria e la cui importanza non può sfuggire ad alcuno. È fuori dubbio che questa seconda linea di cavalleria, spinta innanzi ad una giornata di marcia dalle teste di colonna della fanteria· non solo servirà a coprire efficacemente le truppe re'troslanti ma rendendo sempre più dilficile il còmpito delle divi~ .sioni di cavalleria nemiche incombenzate dell'esplorazione, sarà
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ANNO XLII.
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ISTRUZIONE PRATICA P!\OVVISOHIA FilAN CESE, BCC.
ancora di valido aiuto alle proprie divisioni di cavnlleria formanti la prima lin ea. È superfluo far risa ltare l'importanza ed utilità di questa netta distinzione del servizio di esplorazione e di sicurezza innanzi alla front.e dell'eserci to, da disimpegnarsi da due lince di cavall eria, che nel caso possono anche prestarsi un vicendevole appoggio, poichè ciò è troppo evidente. Tuttav ia cotesto impiego della cavalleria, razionale e giustissima , richiede una tale quantitit di cavalle ria da impensi crirtl qnal unque potenza. Qnando .si verrà al ca so pratico, e scoppiata la guena si vorranno non solo mobili1 are ma porlar:e in campo tutte le armate che costituiscono oggidì gli eserciti, e quando forza tamente ::;i comprenderà che il servizio di esplorazione ri chi ede non divisioni ma grosse masse di cavaller ia, dove si andran no a prendere tutti i reggimeutr necessari? Non crediamo assolutamente che all'inizio di una campagna si, possa fare assegnamento sui reggimenti, pure previsti, d.i nnova formazione ; ed è d'uopo convenire che sarebbe assai doloroso dovere poi rinunziare. al momento del bisogno, a cotesto ser · vizio di sicurezza avanzatn chiamalo induhbiamente a rendere· pratici e utili ri sultati. Comunque sia, siamo convinti che non si !arderà in tnlli gli esercii i ad adottare il concetto · fondamentale francese èd a tradurloin tassative disposizi oni regolamentari.
Impiego della cavalleria nelhi guen·<i di montagna. Poco o nessuno assegnamento si fa sul!' impiego delht cavalleria nella guerra di montagna. Nelle marcie alcuni cavalieri ~eg11iranno i comandanti delle avanguardie e saranno impiegati individualmente od in piccoli riparti sia per osservare il nemico, sia per invigilare alla sicurezza delle colonne, e pochi altri saranno utiliz_zati pel collegamento dei differenti gruppi di marcia. Abituai· mente sa rii preferibile di tenere la cavalleria dietro le trupp.e chiamate a combattere salvo a farle riprendere il suo còmpit.o normale, inoltrandosi in nna vallata ('.he ne permAUa l' impiego.
Crwalleria dfoùioncile. - Lo squadrone di cavalleria adetto ad ogni .divisione di fanteria è agli ordini del generale comandante In divisione; più avanti 'però è detto che nelle colonne di corpo d'armata il comandante del corpo d'arma.I.a ha la fa coltà di riunire gl i squadroni divi::ionali , o di ripartirli a suo talento fra lenn.itit della colonna a seconda dei bisogni. Questa disposizione è evidentemente ispirata cfalla preoccupazione dell a poca cal'alleria di cui sono dotate le divisioni di fa nteria, ma non ci sembra scevrn d' inconveni~oti, sebbene ha dettata da retto senso di opport.un iLà. I diITereoti compiti assegnati agi i srruadroni divisionali, specie durante la m,1rcia, -~ono gli stessi coutemplati dai nostri regolamenti.
Colonna cli cavalleria isolala. - Questo che è i: capo lV del TV Lìtolo é in vero assai interessante, poichè in esso sono riunite tuLte le prescrizioni e norme regolamentari riflettenti la cavalleria in marcia ed in stazione. Una colonna. di cavnlleria in marcia si .1~opre con un'avanguardia, una retroguardia e con fìanr,heggialori e vi sono minutamente annoverati i doveri e il modo di comportarsi dr cotesti singoli reparti. Notiamo chtl non è data indicazione alcuna, relativa alla fo rza dell'avanguardia e della retrognardia, come pure rispetto alla distanza che deb ho no tenere dal g-rosso. La forz.a, vi è detto, varia a· seconda dell'effellivo che devesi coprire, e sovratutlo è subordinata alla situnzione e alla natura del terreno; cosi pure la distanza dell'avanguarclìa dalla t:olonna principale dipende d.al terreno e dalle circos- zc, però, per le grosse unità importa sia tale da assicurarle contro il fuoco dell'artiglieria. 01.Li irta prescrizione ci sembra quella, ~econdo la quale .J'ut'ficiale od il soLLufficiale capo della punta riceve l'i ndicazione esalta· dell'itinerario da percorrersi e prende nota pet iscritto delle località da attraversarsi. Vi si leggono poi norme assai particolareggiale e pratiche per la condotta a seguirsi dal cnpo e dai cavalieri della puoLa, che forse con vanLaggio potr~bbero trovar posto nel noslro regol amento sul servizio in I')ll'Uerra. Notevole è parimenti Lulto ciò che riguarda gli avam posti di cavalleria. Essi compre11dono lo trupp1' impiegate alla difesa deg li accanto-
118,4
1185
1sraoz10NE PRATICA PROVV1S0R1A FRANC ESE, ECC.
namenti i più avanzati, i posti (i nostri piccòli posti), le vedette, le ronde e le ricognizioni. I posti hanno la missione di osservare e a quesl'uopo impiegano le vedetle. La loro forza è essenzialm·ente variabile: dipende dalla natura del terreno da sorvegliare e dalla facilità relativa delle comunicazioni colle truppe da coprire. Normalmente vi si destina un mezzo plotone . . Le 1·onde hanno per còmpito di sorvegliare l'esecuzione del servizio, e si compongono di un capo - ufficiale o sottuffieiale accompagnato da uno Ò due cavalieri, In via generale non oltrepassano la linea delle vedette. Le pattiiglie sono destinate ad estendere l'osservazione oltre il raggio di ·quella della vedetta. Normalmente sono · comandate da graduati . · Le ricognizioni il piu sovente comandate da ufficiali, con alcuni cavalieri per la trasmissione delle notizie, a differenza delle pattuglie, hanno per mandato l' esplorazione lontana ma a scopo ben determinato. In complesso non vi sono novità,, che del resto non vi potrebbero nemmeno essere; sono le stesse disposizioni contenute al n. 156 del ~1osLro Regolamento: Norme speciali per gli avamposti di cavalleria; ma mentre il nostro Regolamen to accenna sol lanto ai criteri generali cui devesi informare cotale serviz io di sicurezza, quello francese entra invece nei più minuti partico·lari. B. D.
STUDIO ANALITICO-COMPARATIVO SU LL A.
POTENZIALITÀ MILITARE DELLA CHINA, DEL GIAPPONE E DELLA COREA
GUERRA CINO-GIAPPONESE DEGLI ANN I
Continuazione. -
1894-95
Vedi ài spenw Xli
2°. Dotazione di gnerra clel corpo, delle 8 bandiere di giwrdia al palazzo imperiale d'.estate (4-000 uomini), secondo le Labelle stabilite dal Ministero della guerra):
Bandiere con figura del drago » » della tigre. » per sentinelle . Picr,ole bandiere Fucili cinesi a forma di pistola Corni· di. polvere · Capsule · Fucili da cavalleria . Berrett_i Giubbe d'ordinanza . Grembiali. Tende grandi »· piccole Fasci di filo metallico Boni cl' inchiostro di China Tavole. Sedie smontabili. · L~nterne . Rastrelliere per lancia .
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1186
STUDIO A NA LIT ICO- (; O!f PARATlVO,
Lancie lun ghe Archi da freccie. Fasci di freccie . Dischi di bersaglio .
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STUDIO ANÀLITIOO · COM.PARATlVO, l!!CC.
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3°. Dotazione di giter-ra del battaglione di bravi t.f.00 uomini), secondo le tabelle stabilite dal Ministero della guerra : Grandi bandi ere. Bandiere di riparto. » da segnale » piccole. Ca nnoni per segnali Fucil i europei Parti di ricamb io diverso, per fuci le . Giubbe d'ordinanza . Berrelti Grembiali . Lancie lunghe Tende del cvmandante . .Tende .
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4°. Dotaz ione di gnerra del reggimento delle truppe di nu,ova formazione l7000 uomini), secondo le ta bell e stabilite dal Ministero della guerra) :
Bandiere colla figura del dril1,'.0 )} segnali . )) color di fuoco. )) con fi gura di tigri Fucil i europei Parli di ricambio per fucili Carabine europee P arti di ricambio per carabine Lancia lunghe Sciabole
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5• Dotazione di guerra del battaglicne di tigri ( 14-00 uomin i) -secondo le tabell e stabilite dal ministero della guerra); Bandiere con immagine del drago ~. 8 » .,, della Ligre » ·16 i. per senLinelle » '? » piccole » 160 Sciabole >:' . I ,,~00 Archi da freccie. 1> 1.4-00 Fasci di freccie . » I .-i-00 Faretre (guaine) . i. ,1,4-00 Lancie lunghe » 100 Conciglie special i servibili per fa re segnali . » 60 Lut-sau (a11.rezzi per danneggiare i pied i dei cavalli nemici distribniLi ai grad uali). » 80 Bare uneinate ~ ,1·:?o Tende grandi. > 8 11 piccole > 600 Fasci di lili meLall ici per fare dei reti c'nlati · -eonlro la cavalleria nemica . » 8 Reti di fi li metallici per fa re dei reticolati -contro la cavalleria nemica . >) IO Tavole. 11 t Sedie smontanti in pezzi » '16 Fusti d'ind 1iost.ro di China ~ 4, Giubbe d'ordinanza . » 1,400 Berretti » ·1,400 Lanterne & '16
6°. Dotazione di yuerra del ·reggimento ccwalleria ,J,i Sciao Tsan- Jfandui (74Q nomini) secondo le tabelle stabilite dal Mi-
cistero della guerra) : Bandiere grandi . > segnali. )) piccole. Carabine europee Sciabole
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. 1188
STUD IO A NALl'l'ICO- COMP,1 RATIVO, ECC.
STUDJO ANALITICO- COMPAR ATIVO, ECC.
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Giubbe d'ordinauza. Berretti Grembiali. Tende grandi. Piccole bandiere. Lancie lunghe
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7°. Dotazione di guerra del reggimento artiglieria d.a fortezza di p1·esidio a Tein-t.vin, denoniinato Tien-tsin-Dui (550 uomini), secondo le tahelle stabilile dal }I in istero della guerra: , Bandiere grandi . ,, » » segnali . )) d'artiglieria 120 )) 108 Pezzi europei con affusti e avantreni )) ,1 Cannoni Krupp )) :1,12 Parte di ricambio dei cannoni )) Giubbe d'ordinanza . 550 >) Berretti 550 » Grembiali. 550 )) Tende . 1>5 • • Annotazioni .
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1
Net nnmero delle lancie sono comprese anche le alabarde e gli archi. Dopo l'infelice campagna del 1860, il governo acquistò in diversi Stati esteri , delle armi da fuo co vecchie, di cali bro diverso, distribuendole specialmente alle truppe di guarnigione nella provincia · di Pe-ce-li, e a quelle distaccate lungo il corso del Pei-ho . Queste armi da fuoco consistono in: Hotschkisz (con magazzino), Snida (carabine) , Rem iogton, :\1 auser, Spencer, Winchester, in fu cili ad avancarica, in pistole, in éannoni-revolver e da campagna dal calibro di centimetri 4- , 6, 'i '/,i e 8. 1
I
1189
Gerarchia militare.
La gcrarclii,1 mi li lare nell'e;:ercito cinese è la seguente: Ti- du, maresciallo, tenente irenerale, a~miraglio. T.~un-Bin. maggior generale . Ts-u,ng-Binq, vice-ammiragl io. Pu-Tsian, colonnello. Pu-Tsin, capitano di freg.,ta. lnd-shi, capitano di 18 classe (comandante di ballagl ione). D1i-sn, capitano di co rvetta, · capitano comandante di compagnia. Tsian- t1mn, Lenente. Sciu-paì, sottotenen te di vascello. Ba-t.su.n, aiutante. Tscen-Tsim9, Bat-sung. cadei to. Vai -vei, sottufficiale. Ping, soldato, mari naio .
Competenze.
Le competenze dell'esercito cinése consistono normalmente . in pace, in competenze in danaro e in competenze in natura (ri,so), che sì danno dal semplice soldato al generale d'esercito e ai 7 ordini dì mandarini. Le com petenze in danaro si corrispondono in argento, in monete, e in mancanza dì queste in verghe, che i comandanti dì riparto fanno tagliare in pezzi e li distribuiscono ai loro dipendenti . Esse variano molto a seconda dei riparti. Quelli ·del corpo di Li-h ung-kang, ricevono le p°iù- laule, viceversa quelle delle bandiere verdi hanno le più scn rse. Per ~tabili re il soldo agli ufficiali e ai graduati si prende per base quelle del soldato e si stabilisce co l seguente criterio: Il caporale vale 2 soldati , e per conseguenza riceve il soldo doppio.
1190
STUDIO A NALITl tc O-O OMPAk ATt:vo, ECO.
Il sergente v,de 4 soldati, e per conse~uenza riceve il ~oldo quadruplo. Il $Ubalterno vale IO soldati, o per conseguenzr1 riceve il soldo quadruplo. il capitano vale 20 sold:,ti, e per conseguenza riceve il soldo quadrupl o. Il comandante del battaglione vale 30 sold,Hi, e per co nseguenza riceve il soldo quadruplo. TI comandante del reµgime nto vale I 00 soldati, e per conse~uenza riceve il soldo quadruplo. Il comandante la briga ta vale 120 soldat i, e per conseguen za riceve il :-oldo quadru plo. Il coma ndante la divisionn vale 1000 soldati, e per conse· gueoza riceve il soldo quadruplo. Per gli altri _l.{rac1i non Yi è null a di tassativo, se la paga del soldato è di 67 cash al giorno (minima paga) , eguale a. lire italiane 0,335 per quella della bandiera rerde, il caporale ne riceve ·i 3i, il sergente 268 ecc . La competenza di riso varia da un minimo di 6 m. c. al l'anno, ad un massi mo di 50 in. c. tsso yiene distribuito quattro volte all'anno, ed è custodito in appositi magazzini che po,-sono contenere sino a due milioni e mezzo di sacchi. La ciltà di Pechino possiede ·I 8 di qnest.i magazzini, esistenti 7 dentro le mura e 6 nei din torni. Il soldato che fa da nltendente agli ufficiali riceve solo •;. di paga. \'i è anche ;;tabilita un'indenn ità per la mensa, che però in pratica si dù soltanto agli ufficiali superiori. li vitto del soldato consiste in 2 o 3 pasti (a s·econda della proYincia , de'na stagione, e del servizio che si presta) di riso . Quando si può si mette, in mezzo in uno almeno, della carne di bne, montone o maiale, e dei legumi . Si distribuisce al soldatn , come be\'anda, l'acqua dov'è stato cotto il riso. Delle volte si d.1 anche il 1he o dei liquori . .Il pane non si usa .
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STU T>lO A N A l,J1'[C 0-(;0~fPA RA TlVO , EOL:,
FO RZ E NAVALI.
Le forz e navali della Chi na sono distribuite nelle seguenti .i squadre: ·la SQU ADR A
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Annota;ioni. - Questa squadra era la migliore . Ave,,a il compito di difendere il golfo di Pe,ci-li. Fu la. prima. ad essere mobilitata ed inviata contro i Giapponesi nella. oa.m pagna del 1894-95. Combattò a Ya-lu, come si vcdril. e fu d istru Ua. . AHualméote l'Inghilte,·ra, gli Stati Uniti d'America e la Russia hanno l'incarico di ncostruirla, pili formidabile di prima:
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1192
STUDTO ANAT.lTIOO·COMPAll,\TlVO, ECC.
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1194
STUDIO ANALl'l'I CO- COMPAIUTIVO, ECC.
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SQUAURA Dl CA~TON
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Categoria
Cannoniera
440 S20 820 820 S20 180 120 80 850 600 so 220 180 150 120 180 160
Lamba
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ST UDIO ANALlTlt::0-COMPARATlYO , BCC.
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Totale numero 17 navi con 10 cannoni di grosso oalibro, 76 medio e piccolo 16 dei quali a retrocarica.
Dove furono costruite
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Totale numero 21 tor ~l 6 1J pedinioro aggre~at & I J Di 1• 44 5 115I 9 4 · cla sse alla squadra di an ton, per la sorv eglianH delle estes& 39 4 69, 22~ coste del Mar Giallo 26 3 28 I 1st 33 4 24 19 Id. 2• id. I 26 4 20 18 1 19 2,'1
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, Opinione sull 'esercito cinese.
Annota:o/oni
TOHPEDl~IERE .~PPARTE'N EN'fl ALLA SQU AURA OL CANTON.
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119 5
Id. s~ id.
1
Dopo di aver minutamente esaminato l'esercito cinese, possiamo ora dare il nostro parere : A.nzitutto , non es iste unità di direzione e di comando. Le truppe di ciasc1111a p,·ovincia dipendono direttamente dal governa~ore civile e militare, un mandarino, il quale le dà quell' indirizzo che a lui piace ; per conseguenza, differenza nella discipl ina, nell'armamento, nell'eqnipaggiamento, nell'istruzione nella carriera e perfino nell a paga . Si può dire: che le truppe di una provincia formano un esercito a parte, specialmente se si tiene anche conto delle grandi differenze esistenti nelle provincie cinesi, di clima, di spirito guerriero (generalmenle poco svilupp:ito) di dialetto e di costumi . Tutti questi differenti eserciti dovrebbero dipendere dal governo centrale di. Pechino e <lai mini stero della guerra, detto Bin-bu , che in realtà non fanno sentire la loro influenza nè in pace, nè in . guerra ; anzi ogni go vernatore ed i suoi generali si credono in dovere di agire come a loro pare e piace. Quest.a tendenza si mostra a prima vista nello studio della eampagna •1894-95. Tutti i corpi cinesi agirono seoza unità di concetto e ·di sforzi. Il soldato cinese non ba nè spinto d'iniziativa nè potenza aggressi va. Si mette denlro un fosso, dietro un muro od un parapetto ed aspetta di essere auaccato, co uvinto che nessuno potra da lì cacciarlo, e quando invece è costretto ad abbandonare il riparo 1·esta completamente ·scosso ed avvil ito. Così si spiega il perchè i Giapponesi furono ovunque viLtoriosi , anche quando si trov.irono pochi con~ro molli. Essi avevano sempre la scelta del qnwulo volevano attaccare i loro nemi ci, del dove e del come; in poehe parole: piena libertà d'azione, ed in questo caso, le truppe cinesi non po tevano valere: che poco come i fatti lo dimostrarono.
ST UDIO .~NALITICO-COMPA RAT!VO , ECC.
STÙDIO ANALlTICO - COMPARATIVO, ECC .
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Il 19 lugl io 1894 , Suan-Sci-Ka i, rninistro cinese residente in Corea, che incoraggiava il re Li -Hui a resistere al le press ioni di riforma fatte dai Giapponesi, riuscite vane le sue pratiche. si imbarcava a Cemnlpo, :Su un bastimento da guena cinese e ritorna va in patria. Il giorno dopo. Otori, ministro gi,apponese, residente a Seul, consegnava al re un u!tiniatnm, con tre giorni di tempo al massim0, per attuar\\ le promesse riforme, m:1 non a.vendo avuto soddisfazione alcuna il .23, due battaglioni giapponesi circondano il palaz~o reale e prendono prigioni ero Li-Hui. Questo fatto esasperò la già tesa situazione tra la China ed il Giappone e subito cominciò tra dì loro una specie di gara nello ,spedi re truppe in Corea, al fine di appoggiare colle armi le risQetti ve pretese. Queste furono le principali cause, che determinarono quel con flitto, c,he mise in evidenza il valore e la disciplina dell'esercito gi'apponese, che pas,;ò di Yilto ria in villoria, ed in 6 mesi di guerra annichili quel colosso dai piedi di creta che è \' Impero, ·Celeste, 1
PARTE 2° .. LA GUERRA CINO-GIAPPON ESE DEGLI ANNI 1894-95.
CAPITOLO
I.
Cause diverse che determinarono il conflitto. Le cau$e che determinarono il conflitto, fra la China ed il G iappone sono da atlrìbuirsi : al possesso della Corea ('1 ), che fu ,;empre il vero porno della discordia frlì_ questi due Imperi , ed all'odio elle la China aveva pel Giappone, stantecchè questo si era spinto sulla via della civiltit europea ; anzi cerca di emulare le princi pali nazioni. Nell'anno ,1884-, Kirn· O-Kim, abile e potente ministro coréano, pel bene della sua patriii aveva ordito una: congiura, aiutato dal Giappone, per detr'on izzare il re Li-Hui, inetto al governo del .suo paese. La congiura fu scoperta ed il ministro Kim- 0 -Kim· fuggi nel Giappone . A causa di tale fatto stava per scoppiare le ostilità fra la Cina ed il Giappone; però le dette polenz.i, mediante un trattato, si obbl igarono reciprocamente: che nessuna di loro due potesse inviare delle truppe nella CoreH, . senza preventivamente avvel'tìre l'altra. La Corea preferiva l'amicizia dei Cinesi a quel la dei Giapponesi. Di fatti, nel ·18_89 il re Li-Hui, per danneggiare il commercio di questi ultimi, proibì. l'esportazione dei fag iuoli. Il Giappone gl' inviò diversi tiltimatu,ni, che rimasero sempre infruttuosi. · Nel 1894 il _Kim-0-Kim venne assassinato a Tokio,1_)are, per opera del re Li Hui. Poco dopo scoppiò un'altra rivolta, per rovesciare il cattivo governo degli Han, e gli insorti occuparono Seul, capitale della Corea. Il. re Li-Hui fugg ì e chiese aiuto alla Cina .
(Cunti-mui) AVRTA
FEDERICO
capitano 72 fa11te1·ia
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{l.) Perché ognuno di essi voleva profi ttare della debolezze e della pigrizia di questo regno, per sfruttarlo a proprio vant.aggio , l"'"4
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ANNO XL II .
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NOTIZIE POLI'TIOO-MILIT ARf Abbiamo già p3rlato nella precedente puntala della gita dei no,;trì; Sovrani a Napoli e del le festose e cordia li accoglienze fatte loro dalll'l popolazion~ <li quella cillà. Es~i vi prolungarono il soggiorno oltre l1ì previsioni, visitarono scuole~. ospedali, istituti di benefìcenza, stabilimenti mi litari, industriali ecc., sempre vivamente applauditi dalla folla riverente e commoss.i. . Per vari giorni fn in Napoli anche ]'on. Pdlloux, Ministro della guerra,. che accom pagnò il Re in alcune sue visite a stabilimenti militari ed altre ne fece per conto proprio, ma lo spnio non ci consente di de-· scriverle nè enumerarle . .Diremo di alcune. Il ·18 S. :M . il Re, accompagnato dal Ministro on. l'ellou x., dal tenente generale Ponzio Vaglia, dal maggior generale Appelius, dal maggiore del genio Verdinois, dtilla sua Casa militare, do l conumdanteil (:orpo d'armata tenente generale Sterpou e e dal comandante la ,1ga cli-· visio:ie tenente genera le Dal Verme si recò alle ore 9 aotim. nella caserm(I di Pi1.zofalcone, e visitò i locali occupati da l ·1• reggimento, fa nteria e dal 4 o• rtiggimento bersaglieri. Sua Maestà osser vò mlnutameute le camerate, fermandosi a parlare· con i soldati, gl i ulfici, la cncio11 e magazzini; poi nella bell a sala di convegno tenne a gran rapporto gli uffi ciali che volle essergli presentati, interrogando ciascuno sullo stato di servizio. Gli fu offerto ed accettò un 'IJermout. u~cendo dalla caserm a si con-· grntulò ·coi comandanLi per il modo con cui es~a ò tenuta. Dalla caserma di Pizzofalcone S. M. si recò a quella di cavallMia, in San Pasquale, ove sono acquartierati i pri mi tre squadroni del ~ 30 1lon ferrato. Anche qui :;i. iYI. visitò i dor mitori, la cucin11, i magazzini e le scu-derie; nella sala della mensa per gli ulficiali si fermò a ossenare mi- . notamente le pitture, ricordanti le c.1richc eseguite dal reggimento nelle· l)attaglic di Mont.ebello e S:1n Martino ; iu questa sala furono serviti• rinfresch i. È impossibile di1~e la grata im pressione che f1ueste visite di Su a, Maestà fecero negli ufriciali e nella truppa dei quartieri visitati e in tuLta la guarnigion.e di Napoli anzi in tutto l'esercito appena se n' ebbe notizia ~ nè meno buona impressione fecero nel pdbblico che ama di vedere il Re a stretto con tatto coll'eserci to e suo capo e1Tct1ivo di nome e di fatto_
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Dopo la v1s1ta al le caserme Sua Maestù ha voluto recarsi sulle navi della s11uadra di riser va ancorate in rada davanti a via Caracciolo. . Il 2~ alle ore U la nave ammiragli a del diparti mento sa lutava la discesa_ del Re nella barc.1 a va pore che l'attendeva nella darsena e tutte le navi .da g~1erra yresen1i. u.el porto alzavano la gran gala di ba ndiere. Su? Ylae~Lil vesl!VQ la dll'lsa ordinaria ed er;i accompagnata dai generai.i Po.nz1o-VagI1a cd Appelius, da l comandante il dipartimento, viceamm1~aglto n o_nzalas del Castillo, dal contr'arrimiraglio Di Bracchetti, suo amtante ?t campo, e ila pochi altri ufficiali di terra e di mare. , Al passaggio ~elli'. l~111·ca '.·cale gli ecruipaggi delle nnvi da guerra I ba~ salutata coi lri~h<:6 gndo di: Viva il n e, sa luto ripetulo dalle navi ~~Ila squo.dra d1 r1serv11 non oppeua si è accostata a porta ta di voce I 1mbarcaz1one reale. .Aue~dev~no Sua ~1.lestil ai piedi della scala de ll'ltal-ia il coutr'amm1.rngho .M1ra hello, ~h~ per la partenza dell'ammiraglio Morin per l'Ingh.•llerra ba le fuu1.1on1 d1 comand:inte in capo la squadra di riser va e 11 cornnndante di bordo, ca pitano 1H vaù:ello Rebaudi. ' ~ua Maestà appena messo piede a bordo ba espresso la sua ammirazione per la nave coloss~le che, com' egli si ù deonato di dire hQ o Se copte un ,.imponenza che affu~cina. - ' " Fattisi, p1:es~ntare gli u~cral i e p"ssato in ri vista il picchetto, è moul~to sul! a_l t1ss1mo pa lco d1 coinando dove si è trattenuto alquanto compiacendo~t d1 ammirare dali'aho la nave cho si stendeva luuaa enorme ma linda ed elegante. t, ' ' Da lassù, tra le ar1iglierie leggere che pochi isLan1i prima avevan :~lutat~ la .sua ~en~ t~, Sua M.:iestà ho .voluto manda 1·e un saluto alla re~ina V1ttor1a, d1 ctu appunl-0 1u quel giorno tutt.a l'(nohilterra celebnvo ti 600 d' . anno . 1 regno: e snb1to ha fatto segqalare nlla squadra ,di fare una .sal~a d121 col pi alza11do agli alberi la bandiera d'Inghilterrn. L orclme reale è stato eseguito con una rapiditìt che magaiore non si poteva e poscia S. M. si è recato nei ponti inferiori nd ispezio~ar In nave. Passando per l'ospedale ha vol uto interrogare quelli tra gli ammalati che lo ernno meno leggermentH degli altri, mostr:i ndo di interessarsi molto alfa loro salute. è)
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. Ne.I lasciare In nave S . 1\1. ha espresso ngli ufficiali il suo compiacimento per l'ordine e l'nccuratezza riscontrala dovunque. d Dopo la visita all'Italia S. M. si ù rocllta a hordo della Sardegna ?V' ù stata ricevuta dal comandante ColLellctti con lo stesso cerimoninle, le stesse salve d'artiglieria e lo stesso ~aiuto alla voce.
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NOTIZIE PO LI'rHJO-Ml!,ITARl
NOTIZIE POLITICO,-mLlTAR!
Alle ,1'7 precise il Re tornava nella sua barca che ha diretto subito '. per il porto militare. È superl1uo aggiungere che la visita reale ha lasciato in tutti, equipaggi e ufficiali, la stessa lie.ta e gradevole impressione che la visita alle caserme ha lasciato nelle trnppe di terra . . Le LL. MM,. tornarono alla capita le la sera del 21.i.
Rispose l'on. Ministro della guerra che il decreto 'ti luglio ·1896 ha ' iritrepretato esawimente lo $pirito della legge d'avanzamento applicando gradualmente il passaggio dal servizio attivo alla posizione ausiliaria in n-10do che la posizione di tutti gli 11f6ciali sia licruidata conforme alla legge entro un biennio. Nessun pl'egiudizio deriva agli ufficiali che debbono essere promossi. . Quanto alle pen~ioui si dà sempre :ii Decreti di collocamento in , posizione ausiliaria ed a riposo li~ quota che tonsen te il maggior ammontare di pensione.
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** Le LL. AA . RR. il principe e la principessa di Napoli pattirono il 18 per Londra onde assistere alle feste per il giubileo del sessantesimo anno di regno della Regina Vittoria. A Londra furono ricevuti con tutti gli onori dovuti al loro grado e alla loro qualità di Principi di una nnione amica dell'Inghilterra. S. A. R. il principe di Napoli ·prese parte ai banchetti, al corteo, alla rivi.sta e per tutto il ternp.o che . rimase in Inghilterra fu oggetto. tanto egli quanto la sua augusta con- . sc,rte, di speciali i·iguardi per parte della Corte e del governo e dimostrazioni di simpatia per parte della popolazione. Alla grande rivista navale ch'ebbe luogo il 26 corrente l'Italia era rappresentata da una squadra di tre navi coll'ammiraglia Lepanto, comandata dall'ex ministro ammiraglio Morin. 1
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Alla Camera in que$ta quindicina si discussero i bilanci e fra essi il bilancio della marina che fu app,rovato nella seduta mattutina del 29 giugno. Nella stessa seduta si approvò un disegno di legge per . maggiore spesa di sette milioni a favore della marina stessa, destinati alla riproduzione del naviglio. h1 osservato da ~olti che le spese per la nwt·iua incontrar-0no alla Camera pochi e non caldi oppositori; il che se da un lato dev'essere oggetto di compiacenza, dal['altro fa risaltare l'ingiusto divario con cni ordinar_iamente sono trattate le spese per l'esercito. Fra le interrogazioni che intramezzarono la discussione dei bilanci, numerose al solito e spesso poco' interessanti, vogliamo notarne una dell'on. Vischi al Ministro della guerra relativamente ali' interpretazione che il R. Decreto 2 luglio ,1896 diede al l'ari. 6'I · del la legge d'ava·nzamento riguardaqte i limiti d'età. Mentre la legge stabili due anni di tempo per l'eliminazione degli ufficiali che hanno passato i limiti d'età, detto H.. Decreto riduce il periodo transitorio a ,t 8 mesi. Tale disposizione (dis;se !'on. Vischi) compromette gli interessi di niolte famiglie, perchè taluni ufficiali restando qualche mese di più in servizio avrebbero diritto a un maggior numero di quote per la pensione.
La commissione d' inchiesta pre·sicduta dal · generale · S11n Marzano. e nominata col i' incarico di esaminare e giudicare la condoua cli alcuni ufficiali (due generali ed un colonnello) nomin11tivamente desitrnati n~11· ultima campagna d'Africa è specialmente nena batt11g1ia di Adna: ha ultimato il suo lavoro e preseutata la sua relnione. In essa, per quan to è noto id pnbhlico, si esclude ogni appunto su lla <1ondotta, diremo così, personale dei tre ufficiali sul caO')po di bauaglia, ma si fanno alcune 0$Servazioni riguardo al modo con cui due di essi disimpegnarono il loro uffizio. Il che provocherà forse a riguarrlo di essi qualche provvedimento. Del resto l'Africa ha quasi cessato di far parlare di sè ed /1 ~perabile che non dia pensiero per un pezzo. N~ll'Eritrea regna tranquillità perfetta, tantochè il generale Viganò ~he _esercita le funzioni di governatore della colonia ha potuto pa rtire rn licenza per l'Italia, lascianrlo a reggere qnell' ufficio il colonnello Canevil. ' Nf.lllo. Scioa proseguono tr~1 il maggiore Nerazzini ·e il negus Menelik le trattative di pace già be11issirno avviate e tntto iudnce a credere che si verrà presto ad una soddisfacente condusione. . J.\ proposito di queste trattative, corse la voce erronea della pretesa di venti mi lioni · che sarebbe stata avanzata da Menelik come indenni1l1 per il mantenimento dei prigionieri, ma questa voce fu to~to smentita. Qnale sia la cifra defìniti1:o, convenuta dal Nerazzini non lo si sa ancora, sia penihè Menelik non avanzò pretese determinate, ripetendo sempre la dichiarazione di rimettersi a 1pianto avrebbe deciso · il Governo italiano, sia perchù al N'erazzini fu data una certa latitudine. Si ritiene però generalmente clie qne~ta indennità non abbia a ratrtrinngere i dieci milioni. · l'J<> · Chiuderemo questo cenno su ll'Africn con un:i recente notizia int0rno a Cassala.
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NOTIZIE POLl'rlt:0 -MIL ITA IU
Si assicura che il Governo inglese avrebbt: i11Lerpellato il nostro pC'r sapere fin dorn potevn contare sul concorso italiano, da lla parte <li , Cassala nella rir,resa delln campagna degli :m1:tlo -egiziaai ohre Dongoln. Il nostro Governo avrebbe risposto che potrnhbe COQperure soltanto col prepararsi all'oveutuale difos11 dei vari posti for tilic:.iti sulla direttiva Agordat-Cassaln, -spingendo le ricognizioui e la vigihrn1.,, ad ovest di Cass~ln fino all'Atharn. Il Governo inglese avrebbe soggiunto cl1e gli basta sapere la piazza di Cassala si1fficiontemente difes:1 ed avrebbe lJnindi init1ioti accordi di dettaglio, in seguito :i i quali il comandante In colonia riceverà ordini di rinforz:ire ed approvvigionare i posti fortilicati sulla linea KerenAgordat-Ca:::5ala in attesa di ulterio ri disposizi1J ui.
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Il 23 ~iugno è st11ta distribuita In relazione dell"ufficio centr:ile del Senato snl progetto di legge per modificazioni al l'o rd ioamen10 1lell'esercito, già II pprovaLo dalla Camera. Nel dello uffizio conLrale il progetto fu studiato profond11mente e diede luogo a vive discussioni. L'onorevole Ministro della guerra v'intervenne più di una volta e forni ampi schi:i rimenti su tntle le questioni che §,(li furono proposte. L'uffizio centrale, a mnggioraoza, si dichiarù favo revole .al progetto, e la Relazione, dovuta al generale senatore di San ~farn100, è u11 documento notevole non soio per logica, chiarezza e piena conoscenz:i sulla materia, ma pen:hè esp-011e nuche le idee delle minoranza e quind i a nome della m11ggior.rnt1a h1 confuta. •Sicché In Llelazione stessa può dirsi un sunto antici pato del la discussiooe cbe avvenne poi nel l'aula senatoria. l i relniore com iucia col dimostrare che il Seuato può l>enza contraddirsi dare iI suo volo favo revole al progetto di legge che gli è sottoposto, A tullfl prim:i (egli dice) pnò sembrare che il Senato, dnvauti ;il disegno di legge che gli viene presentato, venga :i trovarsi io una situazione dirfìcilt•, poichù esso giit approvò col suo voto il precedente progetto del ministro Ricotti . Afa , se ~i considni·a che questo ultimo progetto incontrò vive opp1,,-izioni nel Sf?11ato, speria ltnente per le fo rti riduzioni negl i organici dell'esercito ,;u cui era princip:ilmente basato, e se si tien ~con to d1e la questione finanzia ria, a cui <1uel progotLo era informato, è ora uotevolmente mutata, si d,we concludere che, nelle circostanze presenti, non si f)Otrebbe trovare in nessnn modo il Senato in contraddizione con se stesso, ~e darà la sua approvazione .il nuovo disegno di ordinamen to nell'esercito che è chiamato a discutere.
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NO'l'IZIE POLITICO-}IJLITARI
12.03
:P~ernesso ciò, è o~,portuno :inzitutto notare che il disegno di legge del ·ministro Pellou:-.:, mira e,sP.nzial mente a dare swbil ità a quanto gin esiste per elfouo delle leggi del 4887 e riel 1892, o giù fu n1.iona fì n d'ora in ,ronseguenza di alcune p:irti dei decreti -legge, che hanno ricevuto at- . inazione. La n.ecessità di uscire finalmente da uno stato d'incertezza che dura -Ormai da oltre tre unui, e che è ,·erame111_e esiziaUl per le istituzioni mifoari, è co&ì genera lmente riconosciuta, e dal Parlamen to e dal piiese, -che ogll i parola ~pesa per dimostrarln sa rebbe superflua. Orbene, il progetto che vien,~ presentato pnfJ a·ppunto a parere delln m:iggioranza dell'uffieio dare quello stabile :i~setto atrii ordinamenti mi0 litari che tulti vogliono conseguire. Sno pregio essenzialf! è que llo di produ rre tale benefieo effetto , seuza introdtm·e fdLerazioui sost~nii:i li nel lo stato di co;;e esistente. Per per·suaderseoe, basta porre :i confronto l':nticolo ·I del di~eurio cli le""e ._ u on , ·ne.I _<flJale pnò dirsi compendiato tutto l'ordini1meuto proposto ora dnl mmtstr{} Pelloux, colla legge del ·1887, rnodific:ita da quella del ·1892. 1>a tale confronto risul tano In novità portate dal pri mo, che possono riassumer;;i nelle seguenti;
I. -
Ese1:cito pemianente.
a.) ln relazione :ili a soppressione della legge sulla circoscrizione ter·ri\Oriafe militare, è messo in evidenza, in 'lue,to diseiruo di leir11e o oe, il 110 _ mero dei cor pi d"armata e delle divisioni territoriali, compreodendo fra ,queste ul time anch<1 il comnntlo militare dell'isola cli Sa rdegna; b} Si è aumentato di uno il numero dei distretti, sopprimendo11e le '.98 com1}agnie permanenti ; e) ( depositi cli allevamento ca ralli sono ridotti d11 6 a 4. · d) Souo dim inuite G batterie da c11mpagua, ed aument:ite di ':iltret•tanto quelle da inont:ignn; e) Sciolti i 5 reggimeuLi di artigl iol'ia da for tezzn ed aboliti i loro -a depositi, le compagnie da fo rtezza e <ln cosw, aumentate da 68 a 78, -sono riunite in 2z brigate autouome; {) È crea to un nuovo reggi mento ciel genio, ed è re~a antonom::i la lhrigata ferro\•i eri, aumeotando le com pagoie di quest'u ltima da .\. a 6. ~
f f. -
Mili::;ia mobile.
:9) Sono sl:i li po rtati in aumento :
1 ba 1t11glione bersagli eri; J6 compagnie alpini;
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NOTIZIE POLITICO MILITAR!
h) Sono stati istituiti 3,1 squadroni di cavalleria iu . sostituzione dei 25 squadron i di riserva (compreso quello della milizia speciale di Snr- ., degna), di cui prima era prevista la co~tituzione; ·i) L'artiglier ia ha ricevuto un auniento di: 9 batterie da campngna; 6 batterie 'da mont; gna ; 38 compagnie· da costa e da fortezw; 9 compagnie del treno ; l), Nel genio sono state aumentate 22 compagnie delle varie specialità; m) Sono state soppresse le ·I 3 compagnie di sauità e le. ,13 compagnie di Su$sistenza (comprese quelle della milizia speciale della Sardegna) per incorporare il loro personale nelle corrispondenti unità dell'esercito permanente.
llL -
1lfili zia (erri torfolc .
n) 1 battaglioni di fanteria sono stati accresciuti da 320 a 324-;
o) Sono state abqlite le 13 compagnie di sanità e le ·13 compagnie di sussistenza, analogamente a quanto è stato fatto per quelle di milizia mobile. .l V.
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Scuole e stabilimenti .
p) È stato lasciato indeterminato il numero, che prima era fissato, . delle scuo'le e degli altri istituti. d'istruzicme militare, come pure quello degli stabdimenti militari di pena, e degli st;ibilimenti d'artiglieria e · del genio.
. Continua il Relatore dicendo che per le modificazioni enu merate ai titoli I, . II e III. e che si riferiscono alla parte vitale dell'ordinamento · · dell'esercito, nessuno dei membri dell'Ufficio ceotrnle ha segnalato opposizione alle proposte del Mini$tro, che del resto collimauo in buona parte con quelle già approvate nel decorso anno dal S~nato. Per le altre modificazioni di cui al titolo IV, e che riflettono par.ti complementari od acce:::sorie dell'ordinamento dell'esercito, vi fu discu~sione soltanto a riguardo dei collegi n1ilitari e degli stabilimenti d'artiglieria. Per qoanto riguarda i collegi . militari la mi.noranza, ha formulato il-Jesidario ch'esfi vengano conservati; ma fu facile ai difensori del progetto di rr,ostrare ch'e:;so non li aboli sce nè in tutto uè in p:irte.
NOTIZIE l'OLl TlCO-li!LlTARI
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Si tratta solo di fare un esperimento e, se riesce, 1100 solo :;aranno conservati i ·due collegi mi litari ancora esigten~i, ma potrnnno essere' ristabiJiti gli altri. Quanto agli stabilimenti d'artiglieria, non fu sol levata obbiezione alcuna l'elativame,n.te al loro numero; ma da taluno venne os~ervato come ·potrebbe non essere qpportuna la indeterminatezra in cui è lasciata una questione di tanta importanza. Su tale proposito l'ufficio centrale si astenne dal fare prGposte concrete; manifestò so ltanto la sua fiducia che il ministroJ adotterà grado a grado i provvedimenti llhe reputerà,, più oppol'tuni, tenendo conto dei progressi degli stabilimenti dell'industria privata, e salvaguardando io pari tempo gli interessi militari. Ma .ciò che ha sollevato una grave ed importante di:..;cussione nel seno dell'ufficio è sta ta la mobilitazione dell'esercito col sistema così dello m'isto, ed il fonzionameuto dei distretti e dei depositi dei corpi in relaziope a tale sistema. A vero dire, esaminando esclusivamente il d·isègno di legge presentato dal ministro della guerra, non si trova in esso, e neppure nella relazione che lo accompagna, che si accenni ad un sistema piuttosto che ad un .alt.rodi mobilitazione; ma la trasformazione dei distretti e dei depositi pprta pel' necess~ria eonseguenza l'ado"ione del ~istema di mobilitazione mista. · Dell'importante dis,;ussione clie si fece a questo proposito nell'ufficio centr11le (la quale diede luogo a un minuto confronto fra i rlue sistemi, nazionale e mi sto, e rese necessari glr schi:irimeoti ·dati dai ministro della guerra e riassunti Jal relatore in appositi allegati) non terremo conto in questo breve cenno, perc.hè dovremo riparlarne a proposito della discussione nell'aula. ,
L'u'fficio cen trale ha pure esaminato le modilìcazioni al regio decreto n. 5'05 degli s'tipendi e assegni fissi pel regio esercito da convertirsi in legge, e si è dimostrato favorevole alle modificazioni stesse. . Un'unica questione fn sollevata durante tale esame : quell11 cioè relativa alla concessione del cavallo "i capitani di fanteria. Anche su tale c1uestioue la minoranza ha fotto la seguente osservazione: « Si deplora · che ai capitani di fanteria non sin dato il cavallo. La .« questione, di poca importatJza iu tempo di p~c.e, assume una grande ' portata, materiale e morale, in tempo cli guerra. » . Le ragioni (dice il relatore) che consigliarono a limitare la concessi~ne del ca,,allo ai capitani di fanteria sono note, perchè ampiamente sviluppate negli atti parlamen1ari.
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.NOT IZIE POLITJCO-MlLlTARJ
Non è qui il caso di r ipeterle. Basta notare come esse siano s1a1e di tale gra vità da farla approv:ire dai dne r_ami del P:irlam(mto. .La maggioranza dell'ufficio non credene rerciò di proporre alcuna va- 1 rian,e al riguardo nel cli~egno dt legge ministeriale. L' ufficio ebbe anche a rivolgere la sua attenzione -~u Ile condizioni deg:li sc.rivan i locali e dei sottufficiali .in attesa d'impiego. Ìn quànto ai primi il Ministro, oltre nl cambiamento cli denom inazione vià compreso tra le modificazioni al regio decreto n. ~)01.i, non è alieno ~dall'adottare una ripartizione in classi che riduca sensibilmente la classe ulti ma a vanrnggio dell e altre. .Per ciò che rig1rnrda .i sottufuciali in atttisa d'impiego, il Ministro, 1~en1rn noJJ ha tr11scut':ll.O ..:he fosserò da essi sempre ocwpati tutti i posti disponibil i presso I' Amministrazione della guerra, non ha altresì maucà10 d'inter venire presso le altre anunini~trazioni dHllo Sta to, perchù sia salvaguardato il diritto a_ll'ìmpiegò che, pei sottnrficial i, è stabilito dal la legge. · . Per ultimo l'ufficio centrale si è occupato delle facoltà conce,se al ministro con l'ari.. 3, ed ha espres$o la fìdncia che il Governo, conformemente alle dichiarazioni contenute nella relazione che accompagna il progetto di legge, si atterrà strettamente nd emana re, mediani.e de<.:reti rea li, i provvedimenti vari che occorrono all'attuazione completa defirntiva dell'esercito, ed a coordinare le vnrie leggi militari esistenti, alle v,niazioni arrecate nell'ordio.irnento per effetto degli ,:rticol i ,1 e 2 del pr<)geno çli legge . La relazione couchi ude testualmente cos i: « li biso<YuO di affrettare uoa risoluzione che da lungo tempo è invo. ca ta erl attes:i, nou ci ha permesso di svilup pare, con maggiore copia cli particol::iri, le concl usioni a cui siamo stati condotti dal l'esame dei disegno di legge elle sta a voi dinanz i. Credia mo però cli avere ~dempiuto con cos..:ienza i I nostro mandato, segnalandovi . le questioni di maggiore importanza e quelle che lwnno dato luogo a notevoli dive1;genze d_i opi- . ninni. La m.iggior,)l)za delf'uffìcio :,pera che, conv inti al pari di noi ùella assoluta necessità di far cessare al più presto il pericoloso sMo provvisorio in cui tro vasi l'ordinamento · dell'esercito, vorrete venire atl un sollecito. voto che la rna)?gioraoza dell' ufficio augura sia pienamr.nte fa vorevole ~I disegno di legge presentato. • ~
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NOTIZ IE POL!TICO-MILI'l'A.RI
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. **• 11 !a5 erano all'ordine <lHl giorno alla Camera le seguenti interrogazioni al ì'l•Iinistro della guerra: Dell' onorevole Imbriani, « Per conoscere quando intenda comuni-e-are :i lJ.a Camera le conclusiou i- della Comm issione· di iuchicsta sulle responsa bi I ità afrirno e. » Dell'onorevole Triochera, oc Se intenda pubblicare subi to la relazione del-la Cornmis5ione d'inchiesta sulle responsabilità militari nella battaglia di Adua, e se creda di accettare e mettere in pratica le con.elusioni della stessa Commissione. b · · In assenza del i)fi nistro della o-uerra ha r isposto il sottosegretario di Stato onorevo]e Afan de_ Rive1~. ' Egli rispose presso a poco nei seguenti terrnm 1: Cbe il Governo, -dopo il proces~o Baratieri, ha rite11uto esaurita la questione delle responsabilità mil itari per la condott.i della cruerra contro l'Etiopia; che la relazione del colonnel lo Corti celli ha in"' modo ahba~ stanza convincente dimostrata la de6cieuza della preparazione mil itare, le omissioni e gli errori commessi rial comando in capo; che vi erimo 'hensì taluni ufficiali, comandanti in sou'ordinc, su lla cui condotta du1·~ute la campagna crnno sorti dubbi; che però per il gran numero d, ufficiali rimasti prigionieri :1110 Scio.i uon era riu,;cito possibile chiarirli. Ritornati in Italia tutti gli uflìcia li prigionieri, il Ministero dell a guena nominò una commissione composta di tre uffìcia,ì generali con l'!ncarico di leggere tutti i rapporti pervenuti ~ulla campagna del 1895-% d, sèntire le testimonianze degli uflìciali che potevano fornire informaz.ioni sicure, d'intel'rogare e sentire le giusti6caiiou i degli uflìciali che avevano dato luogo a quei dubbi. La Cornmi.,,:;ione ha esaurito il -suo mandato ed ha rassegnato al ministro della guerra le, sue couc.ì:.1siooi, in seguito alle quali il lVl ini~tero prenderà i provvedimenti che sono del caso . . Crme si vede, si tnrna semplicemen te dell'e~ame in ·via disciplinare di supposti dr~rneriti o defici enze da parte di talun i ufficiali. La Commissione U'Ou ha emesso alcun giudizio; ma si -è limit,ìta, com'era suo compito, ad esprimere il suo avviso se ciuelli ufficiali go<ievançi tuttora presso i loro w rnrnilitoui di tutto il prestigio .ncce,sa rio per _esèrcitare con uti le del sen •izio le funzi oni dei gradi' r ispettivi. Si tratta - ha couchiuso !'on. sottosegreta rio di Stato - di una speciH di- Com missione discipli nare, interna, sn mancanze attribuite a<l 1
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ufficiali; e come mai si e pensato di render pnbbliche le rirnltanze dei ·consiO'li di disciplina, così no n. si pensa àlfatto di pu bblicare gli o atti di quella Con1-:nissione. . Dopo brevi osservazioni dell'on. Iinbriani, l'iuterrogazrone rimase esaurita .
Il 2o cominciò in Senato la diswssione del progeuo di legge ;;ull' ordiuamento. Aprì il fuoco il generale ~enatore Driquet, il quale disse che sarebbe _. disposto :id approyare il progetto, quando si tenesse gran conto dei fattori morali; il che non è, pernhù il iiistema misto di mobilitazione rende impossibile lo spirito di corpo nei riparti mobilitati. Segui parl.mdo in senso :inche più contrario il senatore J~Jaser:oa. Il generale senatore Primerano disse che il pi'ogetto, nei suol car-diui principali, risponde ai snoi convincimenti e quindi lo voterà, sebbene dissenta in .qua lche particolare, di fronte alla urgenza di uscire da un pernicioso stato di precarietà. La più grave questi(lne è quella del la mobilitazione e su di · essa l'oratore non divide le autore.voli obbiezioni. degli onorevoli preopinan ti. Il senatore . Vitelleschi si dichial'ò contrario al progetto specialmente . . per ragioni finanzia.rie, Prese quindi la parola l'on. Ministro della guerra il qual e d1$Se che la questione del la mobilitazione mi~ta I' isale al •I890 quaodò si trattò ili rinforzare i presi.di situati in prossimità della f1·ontièra. Fin da allora sì vid~ che in caso di moùilitaziooe; si sarebbero dovuti allontanare dalla fro ntiera '.25 o 35 mila riservisti. La questione fu dibattuta alla . Camera nel ·I890; nel •I89,1 fu portata dinanti ai Corpi tecnicl competenti. La comniissione dei generali, alla croale fn sottoposta la questione scartò la proposta del sistema misto, e concluse che si dovevano rinforzare notevolmente i reggimenti di J'routiern, men tre alcuni propugnarono la costituzione di cinque o sei divisioni territoriali nella valle riel Po. Ricorda altri precedenti della questione e cita il parere del generale Pianell, il quale, pure riconosc;endo qualche inconveniente nel si,stema di mobilitazione .mista, ne ammetteva ampiamente i molti vantaggi. Ricorda che il sistema misto fu prima applicato ai corpi d'armata di frontiera, poi fn esteso a tutti i corpi .d'armata, ançhe dietro un
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parere del generale Coseni, allor"a capo di stato maggiore, di cui dà lettura. Fu con qne'sti criteri e coll'appoggio cli opinioni così autorevoli, che . egli éoncretò questo sistema; non può ora rinunziarvi, tanto più che il cambio delle guarnigioni ne attenua gl' inconvenienti. Di più il sistema migliora le condizioni della milizia mol,ìle. Dimostra che i 500 mila richi::imati potranno molto più celeremente mob!l~tarsi. Ma non solo vi sarà maggiore celerità,· saranno anche evitati perìcoli di confusioni, perchè tutto i~ ordinato con semplicità e chiarezza. Non volendo il sistema misto, non v'è che una via: il reclutamento wrritoriale, che pure suscita tanti dubbi e ha tanti· avversari. Dichiara chn 'si può mobi litare l'eserci to permanente con sette cl::issi , e de,tinare come riserva di complemento la. classe di leva chiamata o da -chiamarsi. .Riguardo alle riserve di complemento, nota (:he colla forz a attuale di guerra della compagnia (%0 uomini), una prima riserva è giil compresa nella formaz ione organica della compagnia stessa, potendosi ritenere che, finchù le perdite sono inferiori ai 30 o ai 35 uomini per compagnia, la forza rimanente sià ancora più cl_1e sufficiente pel qom-battimento. Se si . potesse avere una compagnia di pace più forte, sarebbe meglio e potremo averla di 88 uomini come si riserva di dimostrare. Però abbiamo la compagnia uguale circa a <ruella dell'Austria, paese col quale possiamo - per vari titoli - paragonarci sotto questo ~spetto·. IQ. tempo di guerra per l'esercito di prima linea la compagnie a 250 uomini è forse troppo forte e certo è troppo forte per la milizia mobile. Ri~grazia il senatore Primerano del!' appoggio dato al suo progetto. Prega il Senato di votar la legge come ò, stante l'urgenza, sebbene sia suscettiva di iniglioramenti. Cosi si chiuse la \liscussione il giorno 2n. *
* *
Fu ripresa il 26 con un notevole discorso del senatore generate 'Ricotti. EgÌi pure dichiarandosi contrario a questo progetto e principnlmente al sistema di mobilitazione m_ista, disse di essere tuttavia disposto a -votarlo, quando l'on. Ministro consenta a conservare i di'stretti, cosi ~ome s~no_ ora costituiti.
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI
In q11es10 modo non si pregiudicherebbe rlelìoiiivamente la questione della mobilitazione ed un :-illro )linistro potrebbe ritornare al sistema naziooa lo. ' L'on. Blaserna a nome della minoranza del la Commissione preselltù un emendamento .1 ll'articolo 1° per la conservazione degli 88 di~treui con 88 compagnie permanenti. · L'on. Ministro della guerra con un nuovo e molto eflìcace discorso ha confutato vittoriosamente le obiezioni sollevate dagli op positori .del disegno di legge. Dichiarò non poter accettare l'ernendamento del la minoran1.11 dt\ll'Ufficio Centr:-ile rel.1tivo 11i distrelli perchè sconvolgerebbe tuua la legge. Prese quindi la parola il Relatore genera le Di San Marzano, il quale dichiarò di non voler fare un discorso, non essendo 111::cessario. Si riservò di rispondere, presentandosi il caso, sugli articoli. Egli disse di essere stato contrario al si;;tema di mobilitazione mista ; ma dopo vi si avvicinò, per ragione di mobilitar.ione. · Inlìne sopra proposta del senatore Morra di Lavriano che si manifestò iocondizionawmeote favorevole alla legge, il Senato, dopo aver chiusa la discussione generale, deliberò di tener sedatu il domani domenic11 , 27. Io questo giorno la gran questione fa decisa. Parlarono ancora sugli arti('oli io vario senso i genera li senatori Driquet, Ricotti, Primenmo, De Sonoaz, contrari i rlae primi, favorevoli i secondi. Tutti gli articoli furono snccessivamen te approvati, e l'intiero progetto ebbe infine a scrutinio segreto 68 voti favorevoli contro 27 contrari. Fn un trionfo qunle i più ottimisti appena osavano ;;perarc. Homa, 28 giugno ·1897. X.
NOTIZIE MILITARI ESTERE INGHILTERRA .
Bilancio della marina . - L crediti richiesti per l'esercizio 1897-98 ascendono a lire slerline 2·1,823,000 (ossin 627,000, 000 circa) coll'aumento di lire sterline 15, 000 sull'esercizio precedeo te. Sebbene questo aumento sia insignilìc11 nte, pure i crediti richiesti per alcuni capitoli sono assai considerc,·oli e vengono compensati in gran parte dalla diminuzione di alcuni altri. Così ad esempio per quanto riflette il per$o-· nale, i crediti sono in aumeutb di lire sterline 3H. ;100 e gli effettivi dal numero di f)J,700 dovranno raggiungere quello di f. 00,050 in seg~ito :ìll'aumento cli: 1.2·1 ufficiali, dei rrunli 38 ufficiali di vascello, 9 d, f~nteria di marina , 34 medici, 30 contabil i e •IO cappellani; '.2,\.00 marinai, 26t, meccanici, 2000 fu ochis1i, GOO uomini di rau teri,1 n1arin11 500 d'11niglieri a e 51,\. operai. ' Per i lavori nei porti vi è un aumento cli lire sterline 30,400 e pel materiale d'artiglieria lire sterline ·131 ,800. Il credi to d'al1.rn pa rte pt'r le costruzion i naval i pre~enta nnn riduzione di 5H ,OOÒ lire sterline sulla somma [issata per l'esercizio precedente; quest:i diminuzione però è più appareote che re11le pel ratto che nel febbraio del ·1896, allorquando si lì ~sò il proornmnrn delle costruzioni nanli 11ttnalmente in corso di esecuzio ne, ri~a rtcndo i cred iti P.er l'ell'ettunio11e di esso nei tre esercizi iSn!i-97, •1897-98 e ·1898-99, si passò la somma di lire sterline 600,000 dal secondo esercizio al primo, l.'nde 11ccclerare l'cffettnnzionc del progeuosrnbilito. Cousideraudo perciò l'insieme di questi due anui fìoaozinri non si consta ta in rea ltil alcuna riduzione di que~Lo capitolo. Nel corso Jell'·esercizio ·I 897- 98 :;'iuizier~ la costruzione di ,\. coraz. zate di sq uadra, 3 incrociatori di ;J• classe, .2 corrette, 4 ca nnoni !~ doppia elica, 52 arieti torµedi11i eri, 8 vaporelli di poc11 pe~cagione per I"'· nnv1gnz1oue . . 11uv1a . Ie ed un yacht rea le. 'l'utto compreso il numero delle navi in co,;trnzi~ue coo quelle che stanoo per essere terminate aumenterà durante l'esercizio 1897-98 a : 14- corazzate di squaùra, 8 in1
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NO'l'IZIE MIUTARI ESTERE
NO'l'IZ! h MILI'I'ARI ESTERE
cr.ociatori di 1a classe, 9 di 2a '10 di Sa, 2 corvett.e, 4 cannoniere a doppia elica, 52 arieti torpediniere, 8 vaporett~ di poca pescagione ed un yacht reale, ossia ria$Sumendo 408 navi: Fra i lavori riflettenti il materiale d'artiglieria fa d'uopo notare la trasformazione dei caunoni di 6 pollici e di /1- pollici a retrocarica in cannoni a tiro rapido. ·
i48, 750, Khartov 00,682, Tifli s 159,862, Yilna ·I 59,568, Tashkent 456,506, Sar~to~ 1;);S,14 6, Kazau ·131,508, Ickateriuosla v 4'2'1 ,216, .Rostòv sul Don ,J 19,889, Astrakhan •H 3,075, Bakn H'2,%3, Tuia H 1,0.i-8, Kiscinev ·I 0-8,508. Nignii Novgorod 98,503. Iorslav, Driusk, Orernburg, Kovna, Voroneg, Minsk , Samara, Nikolaiev hanno una popolaziane tra 70,000 e 92,00P abita~ti. Altre 20 città !m ono una popolazione tra .50,000 e 70,000 abitanti. Essendo la superficie del I' Imperc, russo di chilometri quad 21,975,936 (non compreso il Mar Caspio, i! mar d'Azov ed il lago di Ural, aventi in complesso una superficie cli 554,, 062 chilometri quadrati), risulta che la densità media d1ll11 popolazione è di abitauli 5,88 per chilometro quadrato. Naturalment~ questa densità varia moltissimo secondo le diverse regioni d~ll'Irn pero. Nei 50 governi della Russia Europea (4,889,062 chilo,rietri quadrati) que$ta densi tà è di ·19,27 abitanti per chi lometro cruadrato. Essa è massima nei governi di Mosra (73, 2 per chi lo metro qu,Hlrato), Podolsk ,C:73), Kiev ('70), Polla va (55, 9}, scende a 51,5,47, 2, 46,2, !16, U, 43 rispettivamente nei governi di Kursk, Pietroburgo, Tuia, Khenkov, Cer·nigo:v etl Ariol ed è mini ma ~ei governi di Ko,troma ('11, 1) , Perm (9,1) -Oremburg'(8,5), Don ( 1lS,7), Astrakhan (4-,2), Vologda (3,,i.), Olonetz (2,3), Arkangelsk. (0,!13). La Finlandia (373,60.:i- chilometri quadrati) ha una densità media di popolazione di abitanti 6,7 per chilometro quadrato . La regione, più popolosa dell'[mpero è la Polonia ('127,3"9 chi.lometri quadrati) con una densità di popolazione di ahit:rnti 7 !i, ·1i per ch ilometro quadrato; i governi di Petrokhov ('H 4;7 abitanti per chilometro quadrato) e.di V11rsavia ( J,J0,4) rappre:;entano i centri di più fitta popolazione ,delI'Irn pero russo. li Caucaso (,\.72,554 ch ilometri cprndrati) ha in mer!ia 20,7 abitnnti per ·Chilometri quadrati con un massimo di 38, 9 nel go1:erno di Eri van ed un minimo di 7,8 nel governo de l Mar Npro. , I governi della Siberia danno naturalmente la densità minima di popolazìone con una media di 0, 1~3 abit11nti pp,i· ch ilometro qut1drato. I 1;oli governi di Toholsk'( I ,.i-38,655 abitanti - ·,1 per chilometro quadrato) e di Tomsk (1,9-17,527 abita uti ·- 2,3 per chilometro quadra to) rappresentano quasi la buona metà delln popolazione della ·siberia; nei govirni di Iakustk e,dell'Oceano Pacifico si hanno flppeua 0,,1 /.lbitanti per chilomet1·0 quadrato. · ' L~ provincie delle steppe hanno in media 1,6 abitanti per chilometro ,quadrato; d~nsità massima nella provincia di Semipalatiusk (990,243
RUSSIA.
Censimento generale dell'ùnpero russo. - Ecco i risultati del censimento ç~enera le, testè iihimato, della popolazione dell'Impero russo : ' Abitanti
Nei 50 governi della Russia Europea . Nei ,1O governi della Polonia Nel la Finla'ndia. Totale Russia Europea Nel Caucaso .
maschi
femmine
94,·188,750 Mi,4.33,636 47,755,"'14. 9,4-42,!590 !}, 153,879 4-,688,7H 1,277,375 4 ,2.50,fl.26 2,527,801 1
106,Hi9,H I 52,U7,9H · 53, 7•1 ·1 ,200 9,723,503 1),'129,93 1 ,\.,593,H2
1
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Abitanti.
Negli 8 governi . della Siberia ed isola Saki1alin . 5,731,732 Nelle 5 pi·ovincic delle steppe. 3,415,nfl. Nel Turkestan , Amudaria, Transcaspio e Pamir 4-,05,101 Sudditi Rt1S$Ì n Kiva e Bokkara 6;!1- 12 Totale Asia Centrale e· Siberi:,
·, ·
1
Totale oell"Impero Russo
13,328,4'19
7,04-8,4-08
6,260,014
429,2H, ,t13 64-,616,280 {ìli,59,\.,833
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~econdo i dati statistici del 1882 la popolazione dell'Impero Russo in quell'anno era di 10,i-,00·1,860 abitanti; in questi ultimi 15 anni risu lterebbe dunque un aumento medio aunuale di 1,680,000 abitanti. Tra le città che cc,ntano maggior numero di abitanti secondo l'ultimo censimento sonvi: Pietroburgo 1,267,023 abitanti, ·Mosca 988,MO, Varsavia 6Hi,7i.>2, Odessa ,l0,1,,651, Lodz 3H,180, Riga '.2.82, 9.\.3, Kiev 1
1
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ANNO XLII.
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NOTIZlE MILITA Rl ESTER.E
NOTIZIE Ml!.ITA.R.I ESTERE
abitanti, 2,6 pei' chilometro qua<lrat)) minima in quell,1 del Turgai (1,05 per chilometro quadrato. Le provincie del Turkestan e del TrnnsCa$pio raggiungono una densità di 2,6 abit.anti pel' chilometro quadrato, però con forti va riaz:oni: O, 7 abitanti per chilometro quadrato nel Tr11nscaspio, ·I 6,6 nel la pri'-· vincia <li l<'ergana e Pam ir. ·
Q.uestl battaglioni io tempo (}.i guern1 si trasformano, come in passato, in reggimenti di i battaglioni. I nuovi reggimenti fanteria seguitano a far parte delle divisioni terriloriali dove stanziavano i battaglioni rlai quali essi furono formati. CoLl'appJicazione complet11 del Il uovo ordinamento la fanteria dell'esercito permanente serbo consterà di -iO battaglioni. All'atto del la mobilita:1.ione le varie unitii di fao~eria non dovranno, come in passato, quadruplicarsi, ma soltanto sdoppiarsi: ogni mezzo batt.aglione per formare un battaglione; e ogni reggimento di 2 battaglioni per formarne uno di l battaglioni. . · Ecco la nuova denòrninélzione delle unità di fanter ia dell'esercito permanente:
SERBIA.
1'1·as(ornuizione d·i battaglioni in reggimenti. - Come è noto la fan teria del l'esercito serbo componevasi fìno a questi ultimi tempi di 5 battaglioni dellìl guardia (1°-5°) è di 15 di linea {l°-"5°) riuniti in 6 /el?gi• menti di fanteria (ciascuno di 4 battaglione della gu11rdia e di 3 di linea) che portavano il nome della · rispettiva circoscrizione territoriale: « l\forava », « Orina», « Danubio», " Sciumadia )> e r Timok ». · All'atto della mob!liwzione le unità di fanter ia dovevano quadruplicarsi, cioè rorrnare : ogni compngnia, un battrlgl ione rii 1 compagnie;. ogni battaglione, un reggimento di ,i- battaglioni; ogni reggimento, una divisiòne di !~ reggimenti. Nel giugno ,t896 si comiueiò ad applicare un nuovo si,;tema d'ordinamento per la fanteria. Sei battaglioni , cioè 5°, 7°, 9°, ,J.1 °, ,14.o e -150, furono tol ti da i rispetti vi reggimenti e tra sformati in reggimenti di 2 bat·tagl ioni. Ora, con decreto "5 (27) m-1,rzo dell ':urno corrente (. Vojni List :. N. :lO) que;te disposizioni· furono estese quasi a tutte le unità di fanteri a. Furono soppressi i reggimenti fanter ia ,« Morava», « Orina», ,t Da- · nnbio )>, ,e Sciumadi:-i >> e « Tirnok »; e i re,,taati 8 battaglioni fanteria di li nea , ed« il battagl ione fanteria della guardia >> furono trnsformati io reggimenti di 2 battaglioni. Contemporaneamente fu disposto che il 2,i battaglione fanteria di linea, e i battaglioni fa nteria della guardia 2°, 3"., -,i0 e 5° seguitino ad essere· assgnati :-i lle ri.:;pett.ive divisioni come battaglicmi au tonomi, ma per discipli.oa essi siano assegnati : il '2° b~tuiglione f;,oteri:i, ,/'11 ·1° reggimento fauteria della guardia; , 2° , l'anteria dellr, guardi11 , al 5° reggimento fanteria; » 3" » 70 ~
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Ecco il nuovo riparto clelle divisioni territoriali, dei comandi di distretto reggimentale e delle truppe di fanteria permanente.
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NOTlZlE MlLl'l'ARI ESTERE
NOTIZI.E MlLlTAR.l ESTERE
Coman<li di divisione territoriale
Dalla somma stanziata nel bilancio, oltre ·14- milioni sono destinati per lavori di fortificazione ai confini russi. II gioruale ru~~o Sviet commenta que:;te sue informazioni; o~,ervando che la Russia non ha alcuna mira bell icosa verso la Svezia, come ne fanno fede le scarsissime forie russe dislocate nelle regioni settentrionali dell' lm pero. Mentre i·dee aggre~sivc pare siano dalla parte degli Svedesi, coi~e lo provano i lavor·i che si stanno facendo per la èostruzione della ferrovia stratc\gica .di Torneo . i progetti presentati per a)Ìmentare la forza dell'esercito in generale ed iu particolare dell'artiglieria, e per ultimo l'assegno di 700,000 corone per eseguire un esp>.!· rimento di mobilitazione di 2.0,000 uomini . Il giornale conclude cbe la Sveziirnon osa dn sola aggredire la Russia nondimeno essa è pronta ad unire la sua azione a quella delle forze della triplice alleanza, ai primi sentori di nna iueJTa contro la duplice.
Comandi di. distretti Uoità. di fanteria permanente
r eggimeniali
I
Morava
1° di Vrania
l ' reggim. della guardia.
2° di Nish
1° regg·im. fanteria.
15° di Pirot
2° battagl. fanteria. 15° reg·gim. fanteria .
4°
ai
Ugitza
2° battagl. della ~;uardia,
5° di Valievo
Drina
6° di Sciahat.z
-1• regg·im. fanteria.
! 5•
'>
6°
»
f
·- - ----'--- - · - - -- -r--- - - - · - - -- -Danubio
· 'fo di Belgrado 8° Pogiarevatz 9° di Branitc
3° battagl. della guardia. , '1° reggim. fanteria.. !
so
»
9•
>>
-- -·- --- -- -':------- - -- -- 4° battagl. della guardia..
3° di Kruscevatz
Sciumadia
10° di Ciacia
, 11° di Kraguievatc
3° reggim. fanteria. 10° » )) 11•
i Timok
!. 1.2°
I
5• battagl. della guardia. :
di Kupria,
12' reggim. fanteria.
/ 18° di Krai
1s·
»
114° di Kniagevatc
14°
»
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. SVEZIA.
Bilancio della guerra ./897. - Quest'anno il bilancio della guerra è di 33,500,000 corone (1 ), un aumento quinrli di 3,'200,000 corone, rispetto all'esercizio precedente. O) Corona lire i,33.
L
RIVISTA DJ<;I PERlODIÒl MILl1'AR1
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI Revue militaire de l 1Étranger.
Maggio !897. - La guerra t1m:o-9reca del 1897. - Parte prima - Le . cause'- Della frontiera turco-greca nel i88i. È uno studio sistematico sulla recentissima guerra nel quale si stenta a ritra rre quella certa messe di osservazioni che la guerra stessa può offrire. Mili tarmente parlando, essa offre poco di notevole, ma l' inte-
resse si deve accrescere- esaminandola nei rispetti politici e sociali. H popolo gre~o trascina alla guerra il Govel'llo, penetra nelle forme della più invadente e violenta critica in tutte le manifestazioni militari, le contì'olla, le riprova, le condanna ; altre ne reclama ad alta voce nel frangente della bat.taglia, nella incertezza delle ritirate, n~Jlo sconforto delle sconfitte. La nervosità della popolazione si pl'Opaga nelle file dell'esercito e lo rende eccitabile all'estremo. Un allarme acquista , in breve voce di panico che diventa disastrosa ritirata e rovin:i. E sarebbe d_avvero interessante penetrare nella parte, per così dire psicologica dell'ultima guerra; dappoichè molti pregi "' difetti della popolazione italiana abbia mo comuni con fratelli dell'Ella de, e più largamente con tutte le genti del mezzodì, facili alle impressioni ed allo scoramento
'
Riordùiarne1ito della cmJal/eria di linea nell'esercito inglese. La cavalleria inglese riordinata il 3i marzo i897 porta i seguenti organici dell'arma: Reggimenti interni ad etlettivi elevati comprendenti' 3 squadroni a quattro plotoni . ed uno squadrone di riserva a que plotoni - in totale 696 uomipi, 427 cavalli - Reggimenti dell'interno ad effettivi ridotti, a 3 squadroni di servizio, a tre plotoni ed ·t squadrone di riserva a due plotoni. In totale 578 uomini e 337 cavalli. Reggimenti di cavalleria di guarnigione nell'Egitto e nelle Indie, su 3 squa_droni a 3 plotoni ed i ploto'ne di riserva. In totale 497 uomini e 360 cavalli. Reggimenti di cavalleria di stazione nelle Indie su 3 squadroni di servizio a 4 plotoni ed uno squadrone di rise1·va. Totale 625 uo~ mini, 498 cavalli. Queste truppe formano diversamente grandi unità di guerra nel!' ordine che segue : 12 reggimenti dell'interno formeranno
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brigate c.ome in appresso: i" brigata Q. G. Aldershot. - 3_ reggime~t! id effettivi rinforzati - 2• brigata, Cautorbery, 3 reggu~1~nt~ ad effettm rinfor~ati _ 3a brigata C11rrag.h, ~1 reggimenli ad ~ffettiv,. nnf~rzat1 ed uno ad effettivi 1:idotLi - 4a brigata Colcbester, ,{ regg11n1ent1 ad effettivi ridotti. In base al nuovo ordinamento dell'arma fa c:ival~ena 4n:glese consta di 3'1 regg_imeù1i, di cni '19 nel regno, 9 nelle Indie, 2 al Natal ed '1 in Egitto. La Transibe1~icma e la ferrovia della !l'fanciuria. - La sezioM del1' Arnur. . . . Il servizio del vestiario in Ge1'mania. - 1 magazzini region:ih d1 ~bli1"Jiament.o - Ordinamento di un nrngazzino regionale - Fu~~t0na~ento - 11 servizio vestiario nei co1·pi di truppa - A111mrn1:.trazione - Fondi - ~fobilitazione. JVotizie milita1·i estere. -· hi,ghilterra: L'esercito delle Indie - Il re. clutarnento dell'Indian Staff Corps. - Gerrnanic~: Riordinamento 1delle truppe 1ecniche - Scuola di tiro in Daviera - Medagl\a com~ memorativa del centenario d'ella nascita dell'imperatore Gughemo L _ Russia: Ispettorato degli stabilim1mti tocnici dell'intendenza. Streffieurs Osterreichische Mili tarische Zei tschrift.
Giugno ,1897. _
(;i·uochi eh y11e·r'l'a d1; cavalleria rt base di storiri ' "-iwititare. - Sen,izio di esplorazione. Il tenente colonnel lo SrnoBL, dello stato maggiore imperiale e reale . :austriaco inizia una serie di studi applicatici ,econdo i principi del Verdy d~ Vernois e del gernm,le Carlo Mathes di Bilabruch, snl ser~ vizio ·della cavai Ieri a in guerra. . Le· operazioni lei grossi corpi di cavalleria, egli dice, sia nell'_avanscopertll sia ncll:i loro marcia iu· avanti prima e d~po la b'.tttaglt~'. -debbono essere ili ustrnte cou esempi tratti da Ila storia. Eglt percio ' esamina l'impiego della cavalleria prussiana della 5a divisiooe, ne, gi9rni dal 6 e dal ,16 agosto 11870. A. questo prìrr'.o .saggio seguou~ -dne altri, uno sull'impiego delle masse dt cava llem1 10 hattn?,ltll, _d 1 •cbiarato con esempi tratti dai cornba~timen_ti d_i caval,le1:ia a _Yion:ille ,e Marsla-Tom", l'rtltro c:.ou esempi rieavat1 d11 1 comhi1tttment1 dt \ 11le . sur Yron. 11 cannone (U/torna.tico /lotchkiss.
,Recensioni . Dù Fesl!mg Sclnoet~r.
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der
!teut.in!/W /ù··ie{lfiihrnny
del ci1pitn1to
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RIVISTA DEI PERIODlCI MILITARI
Internazionale Revue iib'er die Gesammten Armeen un. Flotten.
Giugno ·1897. - lleclu.taniento e coltura degh ufficiali tedescM. Questioni di mctrina . - Le nuove costruzioni navali della com missionedel bilancio tedesco per il ,1897. Le porte ilforau e lli loro importanza stra·regica. Condiziom: della marina. ùiglese net 1897-98. Le nuo'De promoziorri dell' artig~ieria russa nel ,J897. J~'art.iglieria da campagna - L'artiglieria da fortezza - Specchi di formazione· e tabelle.
RJV1ST·A DEI . J>ER/0DIC! ,MILlTAltl
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Nuo'Ve pagine del generale Drar;o1ni,rof'. - L'nffi c:io storico della volontà. Not:i:iie mili tari frances·i. - Consumaziooe dei legumj crudi nell'esercito. - Le commis$ioni ippiche. - La gendarmeria coloni~le. .,.... Un iforme dei mil itari di truppa della marina in licenza od in congedu. - Società politecnica mili tare. Not·i.iie mi litari Mtere.. - Germ.a;nia :.Scuola di artifizieri. - Italia : bilancio dél la guerra e _delt~ mari11 a. - Le r.nanovre di campagna del 2° corpo d'rnnata. - L' inch iesta nella battaglia di Adua. lliiss1:a: Risultati del l'ultimo censimen to. Il ·concotso ·ippico di Lilla. R ivista di fanteria.
Revue du Cercle militaire .
5 giugno ·I 897. - La settimana militcire. - La settimana dei fiori. - L'Esposizioue di orticoltu ra.-La guerra greco- turca. - Le corrispondenze dai campi di battaglia. - Leuere edifica_nti indirizzate al Temps. - I combattimenti e le perdite. - 11 m/lleriale e gli approv vigionamenti . L'esercito e la colonizzazione.
Gli ammaestramenti,. mihta'ri della g1terra cino -giapponesc. La guerra fra Cina e Giappone durò circa dieci mesi e dovunque, sia in terra eh~ in mar~, le armi dcll' impero del Sole Levante sono state vittoriose. E dunque istruttiva la ricerca delle cause di questi successi. Questo studio è di altrettanto più profittevole in quanto che il (jiappone, già da tempo, ha adottato il servizio personale obbligatorio, mentre la· Cina non ricorre che agli ingaggi volontari. Puossi peÌ'tanto dire che gli . eserciti a tipo di sertfaio personale obbligatorio, hanno sconfitii. gli eserciti () tipo professionale. Il maggiore Rùgallà von Bieherstein, nel Nora itnd Su<l, ha pubblicato, non è guarì. in Breslavia uno studio di ritlessioni snlla guerra ci no-giapponese, che la Re-ime du Cerete militaire riassume come in appresso: Il principnle ammae$tl'amento della grande guerr~ asi11tica deriva dall'obbligo persona le militare. - L'im portanza della supremazia marittima per due nazioni, separate dal mare, si è nettamente rilevata. - ( uavarchi cinesi non màncavano di vascelli, ma di equipaggi e di comandami cap·aci. - La tloua giapponese superava l:t cinese in celerità ed ordioamento di manovra . - La cinese fu sopniffatta a cagione dell a sua inerzia e delb1 man ca nzr, di criteri direttivi 'di azione.
Aprile-Maggio. fic·,:ati.
Sul metodo cipplicati!oo per l' istntz·ione degli u(-
È una conferenza del ger.1era le CARLO CòRsr, letta agli a Il ievi del terzo anno d.ella scuola rii gLH}rra , nfl genna io ·I 889. Essa ha pBr iscopo un esame piuttosto largo del metodo applicativo negli studi mrli tari. Lo studio delle cose e dei fatti, molti e .diversi quanto è possibile, con modo quando ana litico quando s.intet ico, e quindi con procedimenti ora deduttivi ed ora ioduttiv(, giova a provare, confermare ed esplicar.e le dottrine ad educare il criterio, il tatto , senza del qnale per le nece:;sità. clell:i professione mil ita re non v'ha istruzione uti le. èol mezzo delle applicazioni la . scienza si ,1ssorla e l'a rte si coltiva. Lll con ferenza del· generale Còm;r ha larga trattazione e cousi~te in una serie di problemi da risolver$i silcces~ivamente sopra uu dato terreno, dal the è facil.e argorneot:He · come possano 11ccurnnlarsi in breve tratto di paese numerose e svariate .applicazioni di studio mi litare e come per conseguenza si possano ottenere frutti di buona istruzione anche negli infimi luùghi di presidio, e ciò che più monta anche senza fruppe. Ciò che dovrebbe servire di guida e di e::;empio ai detrnttori dei conti ngenti minimi, quando affermano che senza grossi effetti vi non v'ha istruzione efficace per gli uOìciali. Il Belgio e la Svizzera non hanno che scar- si~simi quadri, in tempo di pace, pure il corso degli ufficiali belgi e sviz.zeri è giusta mente alla testa dell'istruzione milit11re odierna . Il mel~do applicativo non pro voca altra gpesa all'infuori di qnnlche poco di fatica e molta buon11 volon tii.
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ll,{VISTA DEl PE1ti0D1CI MILITARI
RIVISTA DEI PÈRJODICI ~!IÙTAR.l
l due ·m etod·i della, Rivi sta d·i {ltnteria e della scuola di Parm a per l\struzione delle rechtte. - 0;;:,;ervazioni alia seconda partè del metodo della sçu ola 7 Ginnastica - Ginnastic~ senz'rll'lne - Ginnastica con l'arme - Scherma col fucil e - Esercizi alla palestra. - Giuochi - Continuazione.
La g1w1-ra eritreo-attiss-ina. Con serenità obiettiva la Rivista d·i fante1·irJ, $i propone di pubblicare ur.a serie di brevi scritture rel-ative agli t>pisodi più notevoli e più utili a studial'si dell'ultima campago1, d' Africa. La serie si apre con una succosa nota relativa al generalç Baratieri, a se egli avesse intenzione di auaccare il nemico. .L' a!llore di quewi notn si è opportunamente · valso del la . im portante mooografi~ pubblicata dal sjguor Elez nel Vaj enni'i Sbornich e tradot.fo, per c.m·a del Ia Rivista militare ·italiana , nella dispensa VH dell'anno corrente. Lo guerra secondo un {'autore della pace.
È una hella ed arguta recensione del recente volu me cli Carlo Letourneao La gue1'1'e dans /es d·i'verses 1·11ces hwnaùies, di fresco , voltato, in liugua it,diana dnl Lessonn, e pubblicato COI!_ i tipi del Voghera. La tesi del libro è la segueute : non devesi far meraviglie se leggendone il titolo non si ritrova la paroln · evoluzione perchè la guerra non conosce evoluzione in quello che ne co,tituisce il fondo; in realtà non è che una ricaduta nello stato selvaggio col risvegl io di tutte le tendenze della fiera; nu ritorno atavistico, la triste eredità di un passato sanguinario e male spento nei cuori. E l'autore inalbera I.i sua bandiera· su lla quale è scrit.to: 'il ladroneccio per mezzo dell'assassinio, com posta per l'occa.sioue dal lo stesso scrittore del libro. E con que~la tesi egli si accinge alla ricerca dei ladrooecci e degli assassini, a comip.ciare da ll'o· rigine biologica della guerra pµ,r terminare all'esame dei più complessi org:rnismi sociali e militari. La sua preoccupazione è di ~rrivare, ·ad ogni costo, ~Ila conclusi one che la. guerra è un flagello, attaccandone tutti gli apologi5ti. Il Letourneau In ritiene all' infuori delln evoluzione; e non si accorf!e di avere in siffatta guisa collocata la ~uerra fra i fenomeni bizzarri, senza alcuna sign ificaz[one scientifica, men'tre la guerra ed i fenomen i che ne sca turiscono cootinuàmente si modificano e si trasfot. nrnno. Studi il Letonrneau nn po' più dappresso tutto quanto avviene intorno a no'i; ricordi, ad esempio, la ti·a:-formaziorie del lo .stato sòciale e milita re del fo~·te Monteof.'g ro e ne anàlizzi le varie fa si. Yedrà allora che la guerra continuamen te si trasform3 , ed è principio' ed impulso poderosissimo di ci.siltii, di sele.zione e di irnodezz.a per qualunque popolo.
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La tattica della fante1·ùJ, russa.
È il Tia.ssnuto di articoli pubblicati nel Va,jenn-ii Sbornfch tr.adotti primarnerite dalla Revue du Cere/e mi"litafre, poscia dalla nostraR.fr'ista militare italiana, ed infine ricapitolati nella Revista tecnica di in(anteria e caballeria. ··
La campagna del .Ji08 nel Delfinato. -
Documenti inediti.
Cronaca . .....:., Belgio: Formazi<U1i di guerra. - Francia : Avanzamento. - Gernìanìa: 'Bilancio del la guena. - Alimentazione del sol-. dato. - Jnghilter·ra : Forza del l'éserc.,ito. - Sa,sonùt : Gli ulTiciali. - Serb-ia : A.umeoto delhr fanter ia.
Rivista marittima.
Giugno ·1897. -
Note sull'irnp·iego delle torpedinie·r e.
A· proposito del l'impiego ;iutonomo delle torpediuiere., basato rn cro~iere eseguite dalle torpediniere nelle .va'rie stazioni, fu pubblicatb u1w studio nel la lhvistci rr1uJ,1·itti1na del ,1° giugno ·I 896. Il rneJesimo ;i utore propugna ora un numero minimo di stazio11 i; pochi cen Lri per torpediniere ripartiti . sopra la grand issima esteosioue del littora lc ital iano. Caldaje Ble,;Jiynden. La marina yennan·ica. -
Ria-ssuuto di una conferenza teuuta dal signor Dm-rn1cu, cnpo delle costruzioni m,1111 li a Ilerlioo, specialmente iutcressaute cir1:11 la' situazione del la marina imperia le germanica. R,:;a comprende di versi' ca pi di trattazione che riassumiamo: Svi luppo delle l'orze marittime ('18G6-68) - · Oal ·I 870 in poi - Rifornimento dei material i - Struttura delle navi. Le ' legyi mariUi111ie di ;incona.
· Là deputazione marchigiM1a di :;tu ria patria ha ra1;colto, prima fra le Società italiaue, la proposta del signor lVIANFHOM di pubb licare gl i Sta· tuti ed , i trattati marittim i di Ancona . La collezion.e comprende gli Statut;i del mare, i dncumeoti e gli atti di po litica internazionale coochiusi fr~ Ancona e le altre repubbliche·rnarinare. Corm;ze p~r na·vi . - Prove americane , l:ontro cornze di acci11jo al ui ckel hHveyzzate, eseguile dopo il 1893. Lettei·e .al · D'irettore. - Sulla ricerca ùi un a vvcr,ario io mare - A propo;;itn delle rillPssioni sul combat.timento' fra navi clel coma11dante flAJO - · L'avi,nzarnento nell.i marina britauni<;a - Ancora ,o lla n:ln io11e Ve11 if' ro.
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RIVISTA DEI PE1tl0DICI lflLlTAHl
Jnf'orm.azfoni e notizie. - :iustria: La cornzata Wien. - ·Nnove tor- · pediniere - Brasile : Le pl'ove dell' incrociatore Barrozo ·_ Chili: Varo dell'incrociatore 0 . fligqins: - Franc'ia : f-rediti waordniari per la marina . - Notizie dellii corazzata Cha1·les . ' ilfortel - Modificazioni Hlla corazznta Baiidin - Cambio delle caldaie sul'i' incrociatore Fletwus :__ L' incroci:;tore Linois - Co- . struzione della controtorpediniera .Espinqole e Fauconneau. Germania : Circo fare relativa alla necessità cli maggiore incremento nelle costruzioni n::ivrili. - (riappone : V;n·o del l'incrociatòre Takasa.,qo - La nuova corazza ta Sichis1;.ma. - Inghilterra: Maggiore somma io~critta nd capitolo delle costrnzioni navali del bilancio ·I 89i-98 - Prove dell'artiglieria del la col'azzata Jfars e ·dell' ioçrociatore 1'er1·ible - 1\iodificazioui dell'incr~cia tore R a. le'igh - Cambio delle caldaie degli incrocia1ori Bellonn e Salamander - Varo dell'incrociatore Pyramtis è del le controtorpediniere Flitt, e Violet - Prove delle controtorpec!iniere WMtin,q, ChamO'is, Ea.rnest,. Foam e Griff'on - Scoppio rl i un cilindro · del le macchine della con trotorpediniera Star - Forze navali che parteciperanno alla rivista giubi lare - Costiwiione di ,una base di rifornimento alle isole Scilly. - Olanda : Varo del l' incrociatore Zceland. - Spapnci: Prove ciel Cristob(il Colon, Le spectateur militaire
rn giugno ·I8~ff
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Projcttili 1:no/Jew;foi,
fmbelle tel·1.i1n sine ù ttl, è il motto dello stud'io cui ha dato origine il movimento chP. eia qualche Lempo ~i manifesta nll'estero e fra noi, intorno all'eflìcacia del projettile di piccolo calibro in guerra . La questione vale bene la pena di essere studiata e sviscerata profonda mente, tanto pi ù che si dice che il nuovo fuci le, recentemente adottato dalla fan teria pmssiana. sia tale da eliminare qualsiasi dubbio in materia, e che lunghi ed accurati swdi furono fa tti per giungere a qnelle conclusion1.
Il corpo d'armata st1 quattro divisioni :__ I comandi nei corpi d'armata su quattro divisioni - Riunion'e dell'arliglieì-ia e del genio di corpo d'armata sotto un solo ed unico comandante - I.'alto comando - I comandanti delle piazze forti - Ricordi del 1870-i ,J II suffragio del ;;istema proposw, La !J'IWTa <ÙL partigiani.
J c01nandi in yiwn·a . -
RIVISTA DEr i'ERI01)!01 MILLTAR.1
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'l);oorazioni: croci e ,medagl?:e: - Ordinanze e decreti reiativi . · Cronaca della qnindù;ina, - 1:ladi,1zione degli ufficia li in ritiro - Il passaggio da I gervizio attivo al la riserva - Circolare sul 1~in~io~animento dei quadri ~ Il bilancio della guerra - Operaz1on1 d1 as, , sedio coi quadri - A Saint Quent1n. . Rivista della stampa m'i:lita·te straniera, - I\ bi lancio della guerra per il ·189i-98 - Biciclette mi litari. - lnghilterra: U n nuovo affusto da cannone·. - Italia : La onorn legge su ll'avanzamento. Bibl·iografin, - M.. r Thier:;, le cornte de-Saint-Vallier, le géuér?l de l\ianteuff~I ; Iibération du ten·itoi l'C ( I ~71 -73). Revue Militaire S uisse ~5
giugno ·1 897. -
ll duca d' A1.1:mate . -
Studio del colonnello LE-
COMTF.. .
Le pattuglie di u(ficiali nella cavalleria .
Non debbono, in generale, ~orpnssare il numero di quattro o cinque c.avalieri ; il capo pattugl ia rappresenta l'elerneuto spirituale ed il comandante in persona __,._ In guerra le pattuglie debbono essere inviate più frequentemente possibile; la precisione nella redazione degl i ordini è ele~en.to capita le nel servizio delle pattuglie. Questo esige una lunga _preparazione ed uno sreciale ~ddestramento, fino da l, tem po di pace. n ·capo pattuglia deve possedere ta li doti di coma udo da essere .capace di togliere la pattugli:-i da qua'.uuque c~udizionc _c1:i1ica. L'articolista si. diffonde ad esaminare partitamente 1 preparatlVl delle pattuolie di scoperta ' la loro ma rcia, la . [)resa di conrntto -col nemico, le ~ ~ informazioni ed i rapporti. Bicicle.!te · militan pieghe1,oh. - Con quattro fotografie. ll c(l;nnone a tù·o rapido, - Considerazioni e proposte varie. Not'i,zie e cronaca. - Società degl i utlicia li - Lezione vnldese. G1wmania.: l l riordinamento delle truppe tecniche. - Grecia: La guerra turco-ellenica . Supplemento alla Be·vue !t.fii.itait·e Suisse , - Studio intorno ad un nuovo màteriale per l'artiglieria svizzera - I cannoni a tiro ì·apido - Cannoni da campagna - Cannone Hotchkiss, modello ,1893 Cannone Schneider, modello 1893 - Cannone Schneider, modello 1895. - Cannone di Fiuspong, modello '1896 - . Cannone Cail; modello ~ 896 - Canuoue Ca net, modello ,J 896 - Tavola comparati va dei sistemi di arti.glieria da campagna a tiro rapì.do
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- Juformazioni e uotizie s~1 lle munizioni -:- Peso percentuale del peso della vettura-pezzo - Potenza e mobilità - Cannoni da montagna - C:rnnone Krupp, di Cnh:i - Cannone \fordenfe ldt (di Parigi) leggero - Caunone Nordenfeldt (di Parigi) pesante - . Cannone Schneider, modello ,1895 - Esposizione comparativa del la varia po.lenza dei ca rmoni da montagna . Revue du Cercle Militaire. ' ~2 giugno ,J897, N. •12. - La sett1;mana m1:litai·e. -
Inaugurazione del monumento a San Quin tino - · I l discorso del pr·esidente della . Repubblica e del ministro della guerra - La croce della legion d'onore nel le armi della città - L'ammiraglio Besnard a RoulaiX: - La 23a frsta ·anmrn le della federazione delle società ginnastiche di Francia . L'esercito e la colon'izzwzione. - Continuazione: . Gli_insegnamenr i ·1ri-ib1;tar-,: della guerm cfoo-qùipponese. - Continuazione.
La superiorità della llotta giapponese ed i risultati della battaglia di Y:ilù ìndic:mo a suffìcienza alla Cina la via che essa deve percorrere nell'a vvenire - I l Giappone, da sua parte, continua a fore ogn i sforzo per mantenere la supremazia conqui,,tata a così ca1·0 prezzo sulla Cina e nel dominio del mare. Una quanti tà di i)it;,,oli dettagli di arte marinaresca scaturiscono eia Ila ba uagl ìa di Ya Irì : p1·eponderanza delle navi estremamente mobi li, degli incrociatori e delle torpediniere. La grande massa dì questi ammaestramenti fu già sommariamente esposta in. vari e rlVlste e più specialmente nella, nostra jJfarit.tima., nella ReV?.1.e d'a.r tillerie, ed in quella Maritime et colon'iafo . La fortuna dei Q-iappou~si fu prìn(;ipalmente rlovuta alla potenza distruttiva delle loro ·artiglierie ed :il la lotta fra queste e la coraiz;) . Per ciò clre riflette in tattica le battaglie' di Yalù e di Wei-H:i'i-Wei, sebl)~ne combattute fra squadr; dì potenzialità alquanto inferiore a quella delle primarie flotte europee, esse hanno nondimeno dimostrato, al l'evidenza, la superiorità incontestabile dell'offensiva . I vascelli cinesi dell ' ammirnglio Tiug a WeiHai- Weì rimasero sn di una difensiva p11ssiva, mentre i Giappouesi manovravano. Il soldato turco secondo 'il generale
'!)On
der Goltz.
In un · recente ,tudio comparso nel Militàr WochenblMt, il generale von der Goltz desc.rive il s0lda to turco. Egli combatte l'opinionè comu-
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RIV ISTA t>El PERIODICI )fILITARI
RIVIS·rA DE I PERIODICI ;llILlTARI
nemente invalsa che il fana tismo religioso sia la caiisa prima della tenacità e della grande poten:.::a di resistenza del la quale è dotato il soldato musulmano. Ciò che colpisce chiu 11true abbia per poco cono.: sciuta l'intima compagi1te del l'esercito turco non è già i I fanatismo, m.i bensì la più larga tol leranza. - Ben •di freq uente le musiche militar:, in Costantinopoli, partecipano ai mortorii dei cristiani ed i .Greci hanno potu to, fino all'ul ti ma guerra, festegg iare a loro talento la P,1squa; schioppettando, in segno di gioi.i , per tti"tte le vie. - ~oucl imeno la religione ha uoa parte mol to importaute nel la vita del soldato tur,.;o. Essa lo sostiene moralmente e serve ùi ba~e 11Jla.. disc ipliua . Secoodo il genera le von der Goltz, clrn .è indubbiamente buon giudice in ma teria, il principale fa ttore degli impu lsi ottomani è l'orgoglio naziou~le. Ogni soldato con osce di appartenere ~Ila stirpe dei -eittoriosi e se ne v~nt~. La potenza morale dei comandanti è immeùsa e presso1~hè ill imitata. La sobrietà del soldato musulmano i> proverbiale. In complesso, secondo il von der Goltz, il soldato tm:co po,si,~cle eminenti qual ità mi litari che lo rendouo ada~to al disimpegno dei più rit·dui còmpiti guerreschi: · Cronaca francese. -
Servizio di intendenza militare - l{ingiovao imento dei quadrì - Amm issione di aiutanti-veterinari a Saumur - Scn<>le dì istruzione di fanteria nel governo mi litare di Parigi. Notiz_ie mil'itari estere. - Germania: Le lTillO?Vre imperia li - Au.çt·rio. Ungheria: Le rnr,novre di Dalmazia sospese - Le truppe bosniache - Caval leria Jella Jand wher ungl1eresc - Spayna : Scuola SLl periore di guerra e ·1e insurrezion i - S1.at'i-Unit'i: Un nuovo regolamento sul tiro' per la fanter ia. 19 giugno 1897. - La settimana militare. - Il gran premio di P,1rigi - L'auent11to ,:ontro il pre:-idente della Repubblica - I palloni dirif!ibili e l'accidente di Berlino - Il problema del l'armamento della cnvalleria - Uno sc:ic·co rlfgli inglesi alla frontiera afgan;1 I l rischio nel le imprese u 11 H1ne . La pot:enza ncivale inglese nell' Oceano lndfono. Il generale Champion de NanoÒnty . . L'eserc.ilo e la colMfizzazione. - ConLioo:iiione. C·1·onaca.francese . - Il bilancio del la guerra per il l8H8 - I.e truppe della marina ;11.le m!lnovre del ·1° e 2° coçpo d'armata .. Sotiiz:·ie mihtar1; estere. - Gemi.anici: La com missione ·di dife.sa dello Staio - G·li arno, uti cattivi nella guerra ruivn le. - Ingh·il(.erra: Il combattimento di Toch i. - Anstl"ia-Unghe,ria : Il nuovo armamento dell'a nigl ieri,'l da campagna . - Belgio: Manifestazioui in favQre del serv izio pPrsonale. - Russia : truppe del Turchestan. - S1;izzera: Riordinamento del l:i landwher. 1
Le
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ANNO
RIV ISTA DEl PEIHODlCl MI LITARI
XLII
Revista tecnica d e infanteria e caballeria.
• HS giugno 1897 . - La guerra. nei Patsi Bassi. - Cause che im pedirono a Don Filippo di al-tendere in persona alle Fianç!re - Sdegno del Re nel éoooscere l'nssal to e la devastazione dei tBnipli cristiani - Riunione del cousiglio della c-0.rona - Opposti pareri del principe di Ebol i e del dnca d'Alb:i - Prevalenza dell'opi nione di quest' ulti mo - Ritra.uo del duL:a d'Al ba - Preparativi mi li tari - . Imbarc-0 ùel duca per l'l talin - Concentrn mento delle truppe in Lombardia - Ri vi$l:l dell'eser,ito in Asti - Ordini di movimento - Ingresso a BruMlles - Prigiotiia dei conti di Egmont e di Horn. Una questione d·i _dfritt.o internazionale mili.tare. - r.oot.illuazione. L'ultima camvagna dell'esercito spagnuolo nel Perù (182t). - Battaglia di Ayacucho. - Con ti nuazione. Primo centenario della difesa d·i Por!o-Rico contro gli [n,9/esi . - La difesa di Porto-Rico nel 179i. Bibl'iografìa. - Ya1·ietà. - L'araldica e l'esercito .
RIVISTA MILITARE ITALIA NA
DISPENSA
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XIV. -
lG
LUGLIO 1897
/
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Per la Direzi-011,e L ooo vro o CrsoTTl llltlOtUe cofonnetfo
,,t. T. A., im:nrittito
ROMA VOGHERA
D F.M ARCHr CARLO ,
gerente .
EN RIC O
T I POGRAPO-EDITORI
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S0Ml\1ARIO DELLE MATERIE CONTENUTE NELLA Pl~ES l•:N TE DI SPENSA
TRA I RICORDI DI UN VETERA~O Tra i ricordi di un veterano. - Autobiografia di un velerano, - Ricordi storici e aneddotici dtl generale E:rn1co DELLA RocoA. -
C. F ABR1S
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Napoleone e Wellington. .fine).
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M. DuAOOMIROF. (Cmtinuazione e . . . . · . » 12,53
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Contributo alla. sieroterapia contro la. pleuro-polmonite equina. - Dott. EMA NUELE BERTE'l'Tr, capitano veter inario . ,, 12'14 Studio analitico-compa1·ativo sulla. potenzialità militare della China, del Giappone e della Corea e guerra Cino-Giapponese degli anni 1894-95. - AvETA FEDEn 1co, capitano 12° fanteria. (C'ontìnuazfone) . . . . . » 1285
La cavalleria italiana secondo un giudizio francese. )1. B. D.
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Varietà:
Il cartografo Rizzi-Zannoni. - P. .
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x. .
» 1304
Notizie politloo-militarl. -
Notizie milltari estere:
Francia:
Uso degli zoccoli JJIW le - Camicie di jla11el/a cli cotone per ltt truppa. 1·iposo. - btteri-en/o dr'(Jf-i ufficiali delle vat·ie di ti1·0 dell'arti'glie1·ia. - Jst1·uzio11i da te dal al '12° co1po d'annata . . . .. . . . . » 1315 ISTRUZI0:-8 ])ELLE TllUPPE, ll!A NO\'RE ORDINAJtrn M'a11C,v1·e di' masse dì (lì'fig!iei·ia. Camp i di tiro. - Ca1·tucce da be1·saglio. - Ai11.1,1issione di indigeni alge1·ini alla scuola SJJeciale milita1·e . . . . . . . . . » 1311 AR~!AMEl\TO·EGUil'A00 I ,UIENTO. -
truppe a JJicdi. - Calzature di armi alle SCWJle gcnei'ale 011jotlt
lHvlsta del p eriodioi millta.ri.
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J3ollettino bibliografico milital'e .
,. 1:329
CASA EDITRICE LIBRARI A
E.
VOGI-IERA -
l 3l9
P ROPRIETÀ LETT llRA RIA
Ricordi storici eanèddotici del genel'llle E Nmco DELL-l Rocr.A . ISOi -1859 , r,ol ritrnito dell'autore e uue car te .• - Bologna, Ditta Nit:ola Zanic.l1e lli, 1897, pag. 495.
.....tutobwg,·afta di un reterano. -
Il veceuio generale della 1-locca nelt'anniver~ario del suo no,·aotP.-simo ;1nno ha 11oluto regalarci il racconto dei primi cinquant' an11 i
,deila ,,ua vita; dal <1807 al •1859; dall'anno della nascita alla vigi li a del ,giorno in eni ebbe il massimo grado della gerarchia militare, un :grado divenuto oram,1 i un mito di cui egli ~tesso è depo,irario e rap4'reseota.u1e. Con immenso iuteres.se corremmo al libro in .cui so no contenuti 11oei ricordi. 1;i dovrebbe rillettere ~opra lutto nn raggio di quellri luce -che preparò in' mezzo a ,forzi inùicibili e non comuni i bei tempi in cui· fa patria nostra trovò forza di essere nazione e ~taLo politico ad un tempo. Lo oorl-ammo e vi trovammo la Yisione che appan•e nei suoi recchi :anni al veteran~. Intensa, ben precisa, ricca di r pisodi mentre si rivolge .ai &empi ~ssa-i l0ntani : aìquanto più sbiadirn, confusa nei tempi me<lilrni ove avremmo voluto LrovHe una spiegazione di ,ruel miracolo di con-n>rdia -eh.e fa il cinquar.tanove. Così avvieue di qnesto nostro cervello in 1 cui te immagini primP, come su cera vcrg_iue, si imprimono più 1)1'0 fonde. e le altre che Ycngooo dopo, come se trovassero più indurita la materia preparata per riceverle, o altre confu~e e intralciate ìmprcs -sioai, lasciano meno sicura e men profon,la traccia. Sicchè la memoria evoca e tra(lnce le più lontane con penna più ferma e più es:itta che non . zresca a far~ per le più recenti. j8 -
~:,;:,;o XLll,
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TR.A I IHCOHDI DI 1;::,; VETEflAJ\6
'l'P.A l RICORDI DI UN VE'fERANO
L
tera s1~l pr'inripio de.I ·~ecolo, e n?i tri,volti ancora dal movimento da es·sa prodotto non al.ibiamo potuto trovar tempo di ripensarvi e di giu-
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dicarne . lontauo van no quelle memorie di un vivente. Con tengono unahigia j)agina dell .epopea· napoleonic,1. ,\llora Torino era c11pÒluogo ài un dipar.timeuto [rancese e lo scrittore rr,nimenta di aver veduto, da fanciullo, i prigionieri di guerra s pagnuoli lavorare in toroo al ponte 1rn·òvo I sul Po, iu fondo a.Ilo spinzatD che doveva divenire piazza Vittorio Emanuele, ed in terro111 pere iI ,lavoro per vendere sigarette. fotte coi loro squisiti tabacchi ài curiosi clic intorno a loro ciar.n:nellav1rno. Anzi le memorie vanno assai più in là, e come a trav!)rso · un lembo lievemente alzato, ci fan vedere, altri 'tempi, ·altri costum i io cni la ferrea discipli11n della fam igiia vigevn ancora. L'avo del generale, un marchese G~spare dei ì\forozzo della Hocca e di Bianzè, I,) ;;tesso che la invasione· france5e aveva trovato possessore di 3M mila lire di rendita aon ua, sopravv ivc\'a. l. nuovi domipatori, nei ,pt;.imi momenti del loro democratico· fn rore, l'a;,eva110 voluto trasformare i·n r,iltadino e mandare a piedi in omaggio all'egnaglianza, q11 ella di T8rqnioio che wglia la testa ai p1ipaveri. Tolsero quindi i cavall i al vecchio rnarclte~e, e questi si divertì a, far~i mandare sei bellis,imi muli ed a !'arsi sci,rrozzar'3 co~ nuovo tr:iino, · sollo i Irnlconi degli usurpatori . .tngenuo ed iunorno dispetto di un ci-· dcvant. ~la peggio fece ai nepoti. 11fi gl io vd le prendere per sposa la si:gnora çhe gli pincqne . Sebbene la nuora fo3se scelta in una famigl ia nobile unu pia_cque ,il padre, il quale sellz' altro dise redò il fi glio e la fu •. tura di~cendeoza. Un vec~hio precettore conduceva a passeggio i s.ignorini nati da qnesto matrimonio, i L[LH1l i incontrando il nouno :;i togliev:111 0 rispettosamente e dis:;iplinatarnen te il cappello, mentre che egli vo i- · .rtva in dill'ereute il capo da un' altrn parte, ço~ne ,i , tratt.asse di incogniti . E ben
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e meno ancora. Alt.ri tempi, al tri caratteri, e sopratutto iil tri concetti sullerelnzioni socia li e fa migliar i. Le abitudi ni e le leggi cancell arono affatto quei contetti, edal!'lrn tico e ~erero padre del la fam iglia sostituirono l'affettuoso ed< arnid1evo!e compagno dei figl i. Fu bene? Fu male? Uoa cosa sola ì.· certa,, ed è questa, che un'onda di storia scouvol:se iti .poch i ,anui l'Eu ropa in.,
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Antichità di pro:;apia, ed ampiezza di parentado, procac,:iati dai matrimoni di otto zie, pos(3ro fino dai snoi primi :inni il veterano a contatto della reggia più che a quello col popolo. Vide quattro re: Vittorio Emanuele I, ricondotto sul trono avito tlalJa i.:ad nta di Sapoleoné, Carlo Felice salito al trono per con trostimoio alla rivoluzione, Cado Albérto ch ia mato a raccogliere la corona dopochè sparve estinto il rnmo primogenito dell'arùica fam igl ia, e Vittorio Emanuele che fil più tardi re d'Italia. Il foturo veterano genernle dell'e$ercito italiano avvicinò il primo per averlo veduto mentre da paggio frequentava la Corte, ebbe da n!Ticiale contano col secondo, conobbe il teno per gli uffici tenuti pr.esso la sua famiglia, e fu onorato dalla coufiden1.a anche più che dall'amicizia dell'ultimo . Perciò collo scrittore nùi • int.ra vediamo i quattro re rruali parvero 'a lni. Bonario nella piccola cerchia del Torino d'allora il veçchio Vittori o Emanuele I. Aveva ritrovato i moi linoni sudditi lieti di rivederlo, e ne ave,;a av11t0 feste gran:lissime. Vive\'(l tra loro patri:ircalmente colla persuasione clie i veò ti anni di domini<) strlìliiero non .ivesscro lasciato tracoia: 'in lui aveva no lasciato una grande antip~tia contro gli AJ1stri::ici ratllrnent,1ndo quanto male gli avevauo ratto come allelì ti. Un bel giorno i sudditi gli ch iesero, una costituzione, ed egli per non contrariarli e per l)On assu1uersi di Inci li re; pon:;ahili1il se ne andò . .;'fel Veterano rimane il ricordo tShe il re abb ia abdicato non nppena seppe dal San Marzano, reduce dal congresso di Lubiann, che questo ambasciatore nveva promesso ai ~ovr/,\ni che il Piemonte non avrebbe mutato le i.stituzioni . Può darsi che l'episodio ,;ia vero : ma è più faci le che così lo si raccontasse a Corte non 'sapendosi perchù il buon Re siasi fatto tanta paura della costituzione. Il %terano generalmente racconta c1uanto sentì dire .e se 1Je conten ia. Noi invece investigando i documen ti dell'epoca troviamo uno strano concetto elevato a massima di governo uella Coree di Torino di quei \empi ed era f[UeS.tO : che una COStitll:tione avrebbe· distrutto la COe$ÌOne
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'l'llA I lUCOltDI Df UN VETERANO
TRA I ll! CORDI ll l UN VE1'l( lt A :N0
di uno Stato compo-,to di Sa,·oiardi. Piemo11tt.lsi é l-ìeno'"e::-i, e n<•u conveniva quindi 111 governo di prepnrare le cau~e tiella ruina propria. Ca rlo Felice tra,·ersa il libro con pochi t1·atti , che lo presentano come autoritario ccl autoritariamente pettegolo. Un ufficiale osa r!mpro,·erare . un ~ervitore del re in li vrea; et! il re fa mettere agl i arresti l'urfì ciale per aver mancato di rispetto alla regia livrea :' io teatro tutti devono st;:i r zitti arrivando il re, il quale si prendeva il gusto di voler sapere il nome rii ogni faccia nuova, specialmente se apparteneva ad una signora. Con i grissini leggendari, mangiati in modo da non capirsi $e scompariv:mo noi In bocca o nel cr:w:mone, questi su per iiù sono i ricordi lr-sciati nel la men te del VetErano dal re che popolarmente fn chinrnato · C:irlo Feroce.
Xella pri ma epoca iÌ futuro Yèterano era allievo della Regia Accademia mi litMe di Torino, ed il corn11mlante aveva avviato lui ed i suoi giovani cnlleghi a Superga per impedire che i costituzionnli uou si impadroni:-sero di quel collegio di uobili famiglie e li tenessero m ostaggio, come er:i giil av\'en uto in Sp:igua. <:orse almeno questa spiegazione, tanto ii vero elio il Veteruno se la rn mmenta o lp rnm meota. Ma ru proprio questo il motivo per cui il cavaliere Ce~are di Snluzzo allontanò • di dubitarne, t.1nto da Torino gli accademisti? Saremmo perfino tentati più che lo sksso Vetcra!lO racconta poco do po di un cèrto solletico entrato tra ']Uei giovinoui di battersi contro i Tede:-:chi, e quel solletico poteva ben indurli a tradurre in fot to i desideri se alcnni di loro, e tra e55i il futuro g,rnerale della Rocca, fecero il tent:iiivo di fuggirsene per raggiungere l'c;;err.ito. Qu ando sn ranno pre;e di nuovo in esame le vicende che preclusero ed accompagnarono il nostro risorg imen t0 politico, e, lasciato da pnrte il consueto eent.one :i traverso il q1J:ile son prese11Lati i fatti, ~aranno invece stucl i:iti i compl icati m;ivcnt} che 11e furono caus:1, dovrà essere tenuto gl'an conto di questo profondo sentimento radicato nei Piemontes i dell:i prim(I metil del :;ecolo. 11 re Yitlorio Emanuele I nel volonta rio , esilio di Nizza, cui erasi ridotto per effello <lclln abd icazione, ch iedevo ansioso • se i :;uoi Piemontesi ue ave,sero falti toccare a quei Tedescacci »; gli allievi accademisli ardevano rii correre sui campi · delln prossima bauagli11 ~ontro il nemico orientale. Lunga tradizione di istinti guerreschi, l'odio accumulalosi per le angherie e le prepotenze di cui si ernno re;i colpevoli i ge11erali . austriaci durante il periodo rivoluzionario, un arcano senso de l futuro s·em pre vivo M Iia coscienza di ogui popolo concorrevano a far credere ai Piernonte~i del ·1821 clie fo sse suonata l'ora dell3 lotta. Parecchi cor~ero alle armi, ed il governo restaurato di Carlo Felice nella sua paurosa incoscienza non se ppe distinguere i sentimen ti che li aoi mava110. L'ora della guerra tardò ~ncora venti sette anni prima di ::;uonarc, coise alla spro1•vista il governo rna non il popolo elle, sev:eramente adempiendo un dovere, passò il Ticino e combauè qu11si solo l'impari lotta dell a indipendenza italiana. ~la torniamo a Carlo Alberto, quale lo descrive via via il Veterano. li briow subalterno del ,18·15 a poco, a poco iotristi$ce. Ln strana con- ·
Sulla in1eress11nte e tanto discussa fi guro del re ,C:irlo Alberto sono più ampi i panicolari. Essi tornano a des(;ri vere il person:igp-io in vari momenti della s1in vita . Elegante, allegro, brioso ed e~p3nsirn apparve qnaudo tornò aalla Francia o,·e era souoienen te nell 'esercito imperiale napoleonico. Carlo Fel ice e Mari:i Tere~a lo vedevano di mal occh io, e si buccin1n•:i c~e 111 rngione stesse nel suo rifiuto all'offerta di sposare 111m delle due fi glie di Mari a Teresn e del re _Vittorio Ema·nuele. Sulle vere ragioni dell' antiplltia di Carlo Felice e dellil regini1 Maria Teresa contro il principe di Carigoano furono scritti molti libri, e del rifiuto, se pur vi è stato, chè non parn, se ne porla appeno.- Ma · nei disc-0rsi di Corte. perchè fa<;Cia no effetto, occorre immedesimare i sentimenti iu un fotto, e impersonare le impressioni in un individuo; COS L D::lSMll O le leggende, e le Memorie le avvivano, le C00$3Wlll0 , e le propagano. Nei ricordi del Veterano ~i sovrappongono evidentemente le som messe chinccltien~ fatte durante le incertezze dei tem pi nel 1821 tra gente non ben per.suàsa di ciò che volern e di ciò che volevano gli altri, le spiegazioni messe insieme nel contorno del principe di Cnrigoa no reduce dall'esiglio e io qualche modo reintegrato io faccia alla stima del re Carlo Felice e quindi della Corte, ed un'eco delle numerosi: produzioni letterarie comparse specialmente nei lempi piit vicini a noi per spiP.gare quegli che 'il poeta si com piacque di chiamare l' Italo Amleto. 1
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TRA I RICORDI DI UN VE TERAlx°O
TRA I RlCORJJl D! Ul\ VE'l'ERANO
dizione io cui si trovò, giovane assai ed ahhandonato dai più posMi · consiglieri, nel 18:21, l'esiglio e la solitudine di° Firenze, il prezzo del ritorno, le' calunnie dei li berali .e quelle della polizia anstriaca, la di f- . ficoltà di trovllre mezzi di difesa od uomini 311torevoli che lo difendessero, dovettero conficcare una a\' l'eleuata spina uel cuore del fu turo re. Quando tornò da Firenze. « parlav11 poco, 11011 ,gullrdava in Yi~fl , el'a divé'nnto timido in apparenza, in realtà sospewn:a di Lutto e di t111ti; .. ..... non aprì mai più l'ani mo a spontanee espamioni, e 11011 sen~ più affetto nè tenerezza se non forse per alcnne arniche che !iep· pero conq uistare il suo cuore e trntteuerto ». Tale il ricordo che ue conserva il Veterano, c-he fu « vicin0 .il re p;recclii anni dopo e per lungo tempo », ed agginnge d io divenuto re Carlo Alberto -~< serbaYa qua lche cosa della soa an tica giocondità e di quel brio sarcagtico che provocava e manteneva l'allegria •. A Ra<:conigi io hrere giro di persone compiaecvasi « lungo e snello corn 'er.1, di saltare sn llc sponde del bigl iardo e da quella tri lmna ìmprov1·isM/I, con le ga mbe pcnzoloni,·pr,rlava di t~tto nn p~', del presente, del·ya~sato, nanavc1 i suoi viaggi, la guerrn di Spagnr,, le coi-e vedute, la gente conoseiuta e rifaceva il verso alle persone, imitandone a perfe zione i modi e ln voce Que~t'ultirna uo11 cc la :::a r~mmò certamente aspcttMa. Ma vennero ternpì più grll vi , e eon essi i di$ordini dell a Savoi.l, il rombo di un~ ri v~lùzione :111cora indecisa ·nei rnoi scopi, i terrori i.ndetermiu~ ti degli uom ini che avevano la responsahilitil dfllla quiete pubblica, le repre~,;ioni esagerate ,3 perfino ingi ugte. « Il Re ne rimaneva accascia to, ani rnu tol ito •. P8revagli che il_ tradimento lo circondasse ovunqLie. Anche uno degli amici snoi, un giovime n!Iici:i le di ;1 rtiglieria, rli~,e al La Rocca. comunicanrlogli l:i ·uotizin di una nnova fng,, avl't·nuta e credendol.1 causata dal te1Tor,) di trovHsi comprome~:;o. • I rn pos::.ibi le, rispondeva il La R.nccn , l"amico mio non può esser fuggito, rnH è :;ernplicemente cor;o d.ietro ad nna bella signora ... .•. E co~i era di fatto. Ma qnel trovarsi così nel punto 0 1'8' più fo rti n;anife~tarnn, i gli nrti tra l' im pu lso rivolnzionario e Je resistenze conservative dei go rerni logora1·n l',rnimo del He, aggiungeva tristezze t1
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,diJJi<leoze a rruelle clie lo graY/l\'ano già. Tra queste angosce esso .:indò :temp randosi e furono certo assa i più amare che le minacce ed i tormenti dei $ettari· mazziniani e gesuiti, di cni ( i primi cercavnnn di -lusingarlo c?n i regni della terra , i- second i co l regno dei cieli >> rnrne ,osserva, con fo cile fra se raccoltu più tardi, il Yeterano . li Hc cercò nel profondo della co;cienu, e nel ricorso a Dio la forza dw gli era necessaria per tra 1·crsa re i 1.em pi nnovi, e t-a le,, irn pas, ibile, r,1ssegnato e fiduci oso ad nn 1empo apparve tra i soldati del sno ese1·cito nel ,J8 1•8 -0vuoqne es$i hanno avuto occasione di eom l.iattere. Aveva con:,acrato sè, i fi gli , la famig lia alla iri dipenclenzn italiann; per es,.ì corse i campi ,di battag) ia nel ·18:\.8, riprese la spada nel ,18:\.9: ebbe ancora un raggio di speranza di rinsci tu alla Sforzem,, e due giorni dopo penluta ogni -fiducia a ~ovarn, prese In via dell'esiglio lasciando 1~ \'ittorio Emannele, <figlio suo, la cnrn di compiere l'opera che a ln i per la precocitù dei .\empi non era riu~cita . Accade clie nel conta tto rontinno con nua pcr.sona , ~rninnzznndo troppo le impre.~sioni che se . ne- risentono, sfugga 'I uol concet to sin, tetico che altrimenti ci sa rebbe stato possibile cli fo rmarcene freqnen-• ,tandola ad intervnl li ed in momenti se nÒn solenn i al men~ cnpitali ,della vita ;,.ua . Lo scrittore del le memorie del Veterano dipinge con tratCo formo e sicuro i vecchi re del ramo primogen ito, prende e riprende ad in tervalli anche il Re Ca rlo Alberto cerca ndo di darei le ·Su'Ccessi ve trasfo rmazion i a vven nte nel suo ca rattere od almeno nel sun ·Contegno, ma arrivando al Re Vittorio Em anuele non si curn più di ,dipingercelo . Già primo scudiero di Ini quando era nncora principe, sno ·Ca po di strr LO ma~giore uellc1 campagna rleJ ·18 1~8, $110 min istro riella guerra nel ·18,Hl e pi·irno aintao t'l cl i campo di lui da quando ru re, il futuro Veterano ebbe trop pe oc.casion i rli :1vvici11:1re Vittorio Emanuele, per cogliere qnella in cui gli poteva tornare utile od opportuno di de,scri vercela . Ori :il rneno il gra n He, di cni noi ci siamo l'onn~ti la me·ravigliosa fì gnra, ardito e sngace segnirt1 ed asseco11cla re il moto cieli' 1Ùdi·pendenza e d;:ll'nn ìtà italiana e soffnso di glo ria segnarne l'ultimo. .atto con la venuta in lloma; è 1roppo diverso da quello che ap pn re ulla
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TRA I RlCORDl lJl U~ VETERANO
mente d~I Yeterano « nei venticinque ann i durante .i qual i, salvo due· viaggi, quasi non passò giorno senza che egli ,edesse Yiuorio Emanue·le , . Ma è que~tione di !)Unto. di vista. L'arrischiato cacciatore, Venergico, freq uentatore di montagua, e il moschettiere del seicento di cui ·aveva H• tipo fisico cd indossava i costumi » è tipo ormai leggenda rio. Noi pure lv Yedi11mo « uè superbo nè altezzoso cd anzi piuttosto fomigli.ire con le persone del suo servizio, e tutlavia gelosis.simo ddla digoit~ !'.ua- principesca e personale , sappiamo anche uoi che « con la donna non credeva mai di 11hbas:;arsi : bast11vu che fos,e giovane, hella, piacente, nou fa cesse la ritrosa » ma sinceramente questo non ci bastn ed nvremmo desiderato· di rndere anche il re, il capo del piccolo Piemonte che con sin-golare ardimento si atteggia a grande Stato europeo ed n rappreseot_antc delle aspirnzioni di tutta ltali:i: vorrem mo vedere l'animo dell'uomo che si è crea to un posto non co1,1u ue nelia storia. E per di re la verit;ì, io questovolume almeno che ora i· pubblicato, 'IUe;to nostro desiderio non è soddisfa tto. Speriamo che così non sia nel secondo, e che attraverso l'uomo, scorgasi anche il 1·e il quale fu grande assai. :Ma in complesso trascelta co.;ì la parte che riguard11 i Hea h, e trascunito, se si vuole, q11alche epì,odio meno im po!'tante, o rimesso" ad, altro punto il parlard cleUo scriuore e di qua lche sno compagJJo, ohre· a quauto è scritto sulla propri.i famiglia poca cosa riman e nel libro· delle cento e cinquanta pagine che comprendono il periodo ,rnteriore al ·18.rn.
u. Il generale dellJ Rorc~, giil paggio d'onore di S. A. H. il J>riocrpc· di Carignano, uscito luogotenente dall'Accademia mil itare di Turino il 24- agosto ·1825 arrivò ol fast igio della carriera militare trentacinque· anni dopo colla nomina di generale d'a rmata avvenu ta il 6 ottobre ·1860~ l\leno pochi giorni, un mese nll'incirc?. , durante i quali fu comaodrnte della Lrigala Ac<1ui, egli non fu mai :il contatto immediato delle
TRA I RICORDI DI \JJX VlèTERAKO
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truppe. È vero che come comiindante del la brigata Acqu i fu al la Sforzesca od a Novara nei giorni dei combattimenti del 18,i9. Uscito dall'Accade1uia , passò nel corpo di stato maggiore. , Gli ufficial i, in picciol numero, er::ioo considerali più come ingeg_neri topografi fac('uti parte dell'eser.:ito, che come militari. Nel ·I 831 fu aumentato il numero degli ufficiali e parecchi furono destinati a fare sen·izio attivo o burocrati co prJsso i co mnnrlanti del le ~livisiooi militari. onde si trovarouo oblJligati a tenere cnvallo, ciò che prima uon era: si tol· :;ero gli specinli vantaggi di uo decimo di auzianità su ogni gr;1do ; la paga fu stabilita egua le a quella degli ufricia li rli cavalleria ... >J Noll'Mtate gli nl'ficia li erano inc:nic;1ti dei lavori lOpogra Gci e geodetici io campagna e ~ulle mouwgoe ; nell'inverno mettevano in pulito i laniri e~eguiti nell 'estate. li Della Roèca tr.i il ·1826 ed il ·1841 partecipò o.i Jnvori di triangolazione e geodctir:i por I.i preparazione della. Carta derrli o Stati Sordi. Da rngaZ1.o e .prìina tli entrare io Accadem ia cm stato paggio del principe di Carigoano ; quando questi fu re Carlo Alberlo fu da lui nom inato secondo :;curliere e come tale accudì tli tanto iu tnuto al servizio rMD$ile nella uuov::i Corte, tornando, ap penn libero, r1 quello dello slo.to maggiore; nel ·183:1 e nei dut> au·ni seguenti prestò servizio dura nte il campo :il ({Ullrtier geoer11le di un11 divisione, e dopo che nel ,18,~0 fu no111inato primo scudiero del duca di Savoia accompagnò sempre i! principe al le manov re. · La c.impagna del 18i8 gli diede il grado di colonuello e la posi zione di capo di stato maggiore della divisione rli riserva c,he era CO· mandata dal dnca di Savoia. Il nuovo colonnello che si era « trovato sempre nelle migliori condizioni per approOttare della istrnziooe prntica data all'esercito nei campi , specie per l' .izione combinata delle varie .armi, uon l'u troppo ·sgomeuto » per la carica cui .cri'l chi,11»<Jto. La guerra del resto, colse i111preparati tnLti; I' e,ercito piemontese che l'affrontò con grnnde aoinio più che con preci~i conceui, facendo fidan za sull'entusiasmo degli J tnli11ui e sul concor:-:o degli altri eserciti regulari della penisola per compensarti la propria scar~ità numerica, gli Italiani tntti contando sulla capacità guerresca dei capi dell'esercito · piemontese. Giova raccogliere •1ues1e impres~iooi la cui manifestazione
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TRA l
'.l'llA 1 . R.ICOltDI
ll!CORDl DI U~ VE T E fl ANO
riesce cl, iara negl i scritti di quanti si tro varono in quei n1ornenti iudimentica hili e strnni in cni scoppiò la guer r:i del 1181~8. . Ln divisione vide il fnoto nemico a Pastrcnirn. Da lla de$crizioue , I e appare ev idente quanto sc:irs·a l'o:'se tra lutti l'esperienza « nell'azione to mhinata delle varie nrrni . » La divisione crn posta in ·p.nrte rnll:i destra e in pa rte al centro. Uffici,1 li e solda ti con impeto ind~scri1·il;il t' si 11rrampicarono sull'erta, in -vetta all :, qua lr ernno le po;;izion i di P,ìstr"'ngo occu pate dagli An"triaci. r: generale Biscl'l rctti e pa rte dell a sua hrigatn si porla ron1> nvanti con la ota 1·elocitù dn fa rsi ri ehia nrn re ,ìl1·ordine (?) dal duca ... Mentre fer veva l'aziooe sull'ertn di Pastrengo m!nccorsi che il nemico chi Verona potev11 prenderci alle spa lle. Il pericolo . uon ern staio preveduto .. . partii di ga loppo nelln ùir~zioue rii S11nta (}iustin11 . V'era colà una f'orl e batteria in posizione ... ord inai ai comnndanti delle ,ezioni di lanciare gr11rrnte in direzione delle colonne DU$tt'iache .. , su una strada in mezzo nd una col li na, le cu i trìncee la incassauo a destra e sioism1, in nn luogo donde non si può veder nnlla trova la brigala di cavnlleria in colonna serrat:1, che a:'.peu.ava ordini.» Richiesta del con corso « obhiella la mancanza di fouteria-non essendovi che nnn se3santioa di grnnatieri per prestnre man forte ad essa ed nlk1 vicina b:1 tteri a. • Finisce che la ,-e;;s:1ntina di f!T,1natieri. ;miti arl nn certo numero cl i C'a valieri appiedati, per consigli0 del capo di stato maggiore della divisione di riserv::i, $i schierano in modo ria tener 1.estc1 al nemi co :;e aves$e tentato di penetrhre sulle al ture ove trov:.iv:.1$i il rcst0 della brignta di cavalleria. Notisi che h1 località è in 11icinan7,a di O.,terin del Bosco ed nvea davanti grnn parte del la pianu ra veronese. Cur ioso e non ultimo caso di cani lleria . posta sotto In protezione della fo ~teri11 e tenuta ra nrrgrnp pr1ta per ti more r he non le avvenga di peggio. Se è 1rad izion,1 ·ai esperienza raccol ta nei tempi 1,nt.ichi, i temp i in cui queli'esperienzn fu cercl'l la sono hen nntich i. Una ~ettimaoa più tardi fn ia volta del combnttimeo to di Santa Luc:a. Le brigate ~i nvanzano una dopo l'a ltra iocap,1ei di tro va r legami trn loro. La brigata Cuneo si ania verso S. l\fos,;imo, che n vederlo da nn ca mpani le pareva sgombrcì dai nem ici. ' .Invece la 1Jorg11t.1 eni ben ;life$a, ed auzi la bri~ata Regina avel'a com in cinto nd n~~n lirla e poi aveva in -
Dl
lii:\ VETERA::SO
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terrotto il comhattimeuto per rccar:;i a Santa Luci:,, ove In presenza del ,quartier generale aveva dato maggiore imporlanza all'azione. A s~nta Lucia fu ehiamnta più tardi anche la !)ri gata Cuneo: vi arrivò al le q uattro e vi sosti tu ì la hrign ta Guardie nelle posit.iou i da questi\ occupate. «Le truppe aerauo vi ttoriose e padrone del ln posizione: altre fre,che e prontissime erano già 11 rri vate e disposte... :,ìlorùhè pervenne la noLiiia clrn il Re . ~veva com andato la ritir~ta . ·nimnnernmo olLrernodo meraviglioti e delusi ricusa_udo pe1:li t10 di prestn r fede n tale notizia. » Più 111aravigliati dobbiamo restare noi che leg$endo_oggi l'ordine dn to eia I quartieÌ'e generale per il movi mento offrrnsivo vi troviamo prev·1ste chiaramente_le J i:;po,izioni « allorchè si <l::i,rit priu cipio al movirne11to di ritorno :i i vari ncc,ìntonamenti )> e sembraci str:i no che dovesse tornnr nuovo 11 coloro die a,·evano letto rruell'ordine stnm pato da molti anni co-lln Helniooc del Bava, L~ test.irnonianza incontesta bile del mondo nel •1na le eni concPpita la guerra nel 1848 dagli stessi generali dell'esercito piemontese . A.cl ogni modo era questa probabilmente una conseguenza inelu ttabi le ,della opernionc intr:ipre:;ri sHmfl scopo ben determ iMto. « Poco dopo ginngeva il Bava. io gra 11 teonta , con tutte le decMazioni rilucent~ come per unn fo3ta - e ciò soleva (:i re ogni giorno di ùat. t:igli::i e inc.:hi nandosi al duca con la perfetta deferenza di un gentil uomo ver:;o nu pri ncipe in una sala d:L ha llo, gli di,$e: - · Col permesso dell'A ltezza Vostr:i, ord inerò e gu iderò io la riti.raia, pregando \'. A. d i. proteggerl a in retroguardia. E subito con voce cl1iara lanciò i conwncli d11 piazza d'3rmi, im per1
turbabile sotto il rnoco nemico : - .Ritira ta per scaglioni !.... » Così 1rent' anni di fHìCe avev:ino fatto perdere interamente il sen~o dell a realtil. Queste erllno esernitnzìon i dn can1po cli S. Maurizio 111 cni bellHzza stava oell' essere fo tta davnnti 111 nemico. Ma 111 guerra &i conveniva io una giostra, il corn battirneoto diveniva scopo a ;;(· medesimo, fd i gl'nndi sc,)pi pe r cn i un esercito marcia co11tro un ,dtro erauo inter:unente obl inti. l nvnlontarir,mente ripensia mo nl c'cst beau, mais .
-0e n'esl pa s ltt r,ue·1-re . Poc.:hi giorn i dopo si tr:111:i rn d'impedire la congiunzione del N'iit Hnt -
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T R A. l R ICORDI DI UN VIsTJ:;llANO
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col Hadetzky. li capo di sta to maggiore della divisione di risern ha, il :mo piano, • ardito sì, ma dalle ci rcost,mze reso non impossibile. Traltavasi di passare l'Adige di .notte e .1lla chetichella, tra Verona· e Legnago, sopra un ponte volant.e, per andare a rinforzare il Durnpdo. Se lei cosa riitsciva bene, i nemici molto probabil11iente non, si sn rebbero accorti del passaggio se non quando il• nostro esercito. fosse in marcia a grande diswnza, e se ci aves,;ero inseguiti ed .1nche raggiunti, era tale l'entusiasmo ecc., ecc. .. tanto -pit't che il nemico si ~arebbe trovato tra. due fuochi 11uel lo di c~rlo Alberto attaccante c~n due corpi di esercito Verona di fron te, e rruello ùi Vittorio Emanuele dalla pa.rle dell'Adige con la sua divisione e con la briguta Savoia, in tutto 60.000 uomin i circa .• (tra quelli sotto Verona e quel li che dovevnnQ· essere al di là dell'A dige per dare la mano al Durando). Ma e se la cosa non rittsciva bene'? Così dovette pensare il Re, cui il dnca di Savoia , invaghito del disegno del suo capo di stato maggiore, l'aveva riferitp chiedencfonc pien di fervol'e l'attuazione . E la separazione che ne avveniva trn forze sufficientemente esigue di per ,è? e i viveri·? - Il Re chiese alquanto dnrarneute al figlio se si credesse di· ventato sul serio un gener,1le perchè ne indos~ava la divisa'. A mezzo. secolo di distanza e colla conoscenza che noi abbiamo oggi del la situazione dobbiamo dar ragione al Re che non volle l:1 separar.ione in cltrn rlell' esercito, il qun le, già scarso di forze, si sa rebbe tro vato diviso nientemeno che dall'Adige, a meno di non finire, con la difficile· impresa di appoggiarfi al Veneto per continuare la guerra e di cambiar base di operazione, trasportando ol tre I' Adig;· tutto l'esercito con· una delic:itissirna marcia di fianco e lasciando scoperta la Lombardia, e tutto ciò a quei. lumi di luna di sospetti e di diffidenrn che empievanci già. l'.infuocato aere del Quara;itotto. Tra le esitazioni pl'odotle dalla situazione stessa delle cose ct{e aveva addoss?to all'esercito piemontese un pL'oblema insolnbil,) per la sproporzione delle forze col _compito, vennero i giorni del la crisi: la sortita del Radetzky da Verona impadronendosi della coll ina fino al i\iincio e tagliando ·io due l'esercito nostro disteso da Rivoli a Mantova: il valoroso attacco di S0mrnacamp<1gna e di Custoza: l'eroira qna nto inu-
TRA I R lCOROI PI UN' VE'l'ERAN'O
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tile resistenza di Custoza per dnrp tempo al De Sonoaz di arrivare ali~ spal le del nemico . Ed intanto lo slegamento di uu'nione che si spai1)a~liava sn una vasta linea, la dispersione deg_l i ~forzi f~tti s~paratai:nente sen1.a chiaro concetto direttivo; la sintesi d1 unt. situazione ]unoamente preparata dall::i ioe,perienzii dei c~1pi più abili nel manovra;e i battaglioni che nel coiidurre gli eserciti, dall'am.piezza dell'impegno .1ddossato 1\1 piccolo esercito piemontese, dall'assenza di unità di ~vednte e per'fino di c,orrispondenza nel linguaggi-o tecnico mil itare tr~ coloro che erano inci'lricati del comanrlo, tut.to questo insieme manifestnv,,si in' quel conl'uso battagliare di ire giorni che snl fìne ili rriuouo del ,1s/i.8 decideva la ritir;Ha dell'esercito piemontese. i:, La campagna era finita in modo assai <liyerso da <ruello che lo lasciavano presairire I~ speranze concepite tre mesi prima. Rip~esa nel marzo dell'anno seguente in tre giorni la guerra fn troncata a Novara. Tra una c::i rnpagna e l'altra l'urooo rimuginati i ricordi di quella combattute io Lomhardia . Il cape di stato maggiore della divisione di riserva erfl lieto dell 'opera sua « ogni cosa anrlò ~em pre come meglio non si Sì'r;,bbe potuto desideral'e) e lo ascri~se all'essr.rsi tr0vato oc in · circostLJnze speciali molto favorevoli, qu:ili invt\ce non ebbe il capo di stato maggiore dell'esercito presso Carlo Alberto » il quale era il Sa'iasco, che in complesso non sembri uotato sulle pagine interamente fa ~orevoli nel libro dei ricordi del Veterano. 1")
Tra gli episodi ricordati ne trovi.1mo parecchi, ma per lo più, dobbiamo dirlo poco interessanti. Un bel giorno la brigata Guardie era in marcia. Pass::i il Re. Si ren· dono O non si rendono gli onori? li Comandante fa eseguire il d'ietro front, presentare le armi e suonare la musica. Era il generale Biscaretti valoroso e audace generale, ma alquanto scettico e burlone. 11 Re loda la brigat.1, ed il Biscaretti strizwndo l'occhio ngli :istanti prende le lodi come assenso i:he gli onori non dispiacciano mai io nessun posto ed in nessun cnso. Dici?.molo francamente nel suo complesso ·l'episodio non risponde al concetto che un comandante di brigata deve é nemmeno ::il momento io cui aveva l'onore di avere per il sùo
Re
vederlo ..
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TRA l RICORDI DI
IJ:s' f'ET E:!UN O
'l'RA 1 R-ICORD I DI UN VETERA]:\'O
:\ Goito il 30 giugno il duca di Savoia ed il suo capo di stato maggiore s-ì trovnvano sotto il ~gran~ioio delle palle: e quest'ultimo espresse sommessamente al sno principe la prol)al;ilità di trovarsi a :;era insieme a cà d' Berqnif/: Ho tutt'altra . intenzione, ri~pondeva il ,duca, e stasera c'è dii m'aspetta a Vcltn e non ti Ber9ni/j' - e rnéntre così . scherznv11 t't( ; isto portare la maoo al ·fiancc, destro, dicendo, senza mnt~r di tuono: son ferito. ~on era nè irnpn\l idito nè commosso. Dietro una siepe starn un ch irurgo; virle la fe t·ita ed era uo lungo ma non profondo taglio all'inguine fatto da noa palla di rimbrilzo. Seuza nemmeno forsi . medicare, il Duca ri~alì a cavallo ; e ciò rassicurò le truppe tra le quali erf1 corsa voce della · rerita. !ila in comp lesso quesJa guerra lungamente desiderala, fatta iu 1wc~i uuovi e,<l iu mezzo alle pa;;sioui ardenl.i di un popolo d10 insorge, ha lasciato nel la mente del Ve1.erano qu.alche apprezzamento complessiYo su l valore del le truppe e più su ll 'afrratnmento tra coloro che :1ppa rtenevnuo al quartiere gen('rale, qualclie impressione personale nell'incontro di conoscenti, molti, e forse troppi accenn i ai fastidi materia li. che uon maucarono all,1 vita di campngrw e qualche rammarico su ll a poca fjdu cia che gli ispinm1 il patriottismo dei J)llesa11i del · Veronese. 'Si direbbe che nua ,;ac;r:i ,rnr:i reci;ge,se il contorno io mezzo al quale si tro vò il capo di stato maggiore della divisione di riserYa, é. • non lo lasciasse · veder molto oltre esso, o che le impr~ssioni .che gli po;;sono esserP, veuute daf di fuori uon sieno state da lui ritenute deonc di memorin e quindi uè raccolte nè curate. i')
Vorremmo averne saputo di più di quella vita i utirna che superiori ed ioferiori finiscono col condurre al campo gl i uni al co11tatto cogli altri, e della corri$poddenz~ di affetti elle c:reano la hnttaglia ·e le sofferenze in comune patite. Sta bene, che « tuuo sia st(lto p1·eveduto ed a tutto provveduto " per la divisione, ma le pagine che raccontano i fatti di guerra da essa compiu ti paiouo strappati' :ille memorie di un generale di Luigi XY, tanto ne ritraggono . la incosciente indifferenza per tutto r!uello che riguarda la truppa. Ci piacerebbe più di avervi_ trovato un po' di quel- fnoco e cli quella . vivacitil che brillano nei ricordi degli ullìcia li napo leonici. Del resto ciò è questione <li gusto, e
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-non è detto che debba pi:,cere agli uui quanto piàce agli altri, nè dw si debba pretendere d,) un libro più di r1 nanto lo scrittor~ ha avuto in,. animo di mettervi. Aggiungasi che la fi ducia <lei principe nel suo ca po di stato maggiore :fu talnìente rinforzaw nel corso della ca mpngna, che divenuto re, lo ohiamò a raccogliere il portafoglio della guerr:i nei grnvissimi m~menti che seguirono la rotta di Novara, ed i priini giorni del nuovo
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regno.
U_n arduo programma 6' inipon;va al rnini;u·o del la guerra: provvedere (llla diminùzione dell'esercito volutn dalle esauste D1rnnze e ma_ntenere snlllcienti forze per negoziare la diffici le e s10uta1a pace; sistemare la sitn;1zione dei numerosi italiani c;.he, nou essendo piemontesi, erano oramai ascritti a corpi che facevano parte d~l l'f:sercito piemontese ; riordinare 11uest'eserc.ito, correggendo i difetti che le passate c'ampa nc•ne avevauò resi maoiresti e ristnbi len<lovi la fiducia reeiproca . tra i rnppresent:rnti dei diver;;i grndi la r1un l fidncin er/l alquanto • scossa sia per effetto della rnplic3ta :;cçnfittn , sia per le passioni che rihollivauo iu tutto il paese. ~on era lieve impresa il ragg;ungerc il porto con questo programma. il nuovo minìstr0 aveva ;-1cccttato il grave inc.arirn per sentimen lt> di devozione nl suo principe; rimase in carica per cinque mesi o poco più: dal 27 mario al 7 di settembre del ,18t9. Prcivvide :ille cose pi ù urgenti ù non d01•euero essere poche; per l' opera di riòrdìuamento fece appell o ad una comm issione di generali, ;,.otto la presidenza del duca di Genova, e lasciò il portafoglio al 8am.
IlI. La vera ed e11icacc oper.i di riordinamento delle isti tuzioni militari piemonte$i, e la preparazione dell'esercito clie combattè nel ·1859 si collega col nome del La )farmorn . A giudicare da quanto è scritto nel libro del Veterano, tra lo scrittore ed il La Marmora non dovette mai correre buon 5angue e
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'!'RA 1 HI CO RD ! n! U N' V.ETERA:-;O
TRA I RICORDI DI Oli V&TERANO
qullsi si direbbe che il libro si diletti nel mclltffC io evidenza qu:into può provare questn asserzione. Ln dorcn, essere incomp:itibili tà di carattere uat:i $ui banchi di scnoln, mentre i clne futuri genernl i erano nell';\rcodemin militare. La rigida e leggendaria figura del I.a \\lnrmora esce qua lche poco modilìcata dalla letturn del li bro. Il 'per$Ona~gio è co:: ì intimamente lagato alla storia delle no,;;tre guerrl;l d" in dipendenza e così im,r.edesimato nell'esercito piemònte~c, che fn cre:izione sua e sul quale si l'o rinò l'esercito itlllinno, che nessuna te,timonianz:i valevole a meglio c-0110$cerlo vuole e;;:;ere trascur:itn. i\l!} le nuove testimon ianze non devono farci _porre da parte il tipo impresso nell a mente uostra ; $crvira11no 111vece a meglio precisarlo, in quanto noi le crediamo spa~sionate. Proviamoci a ralligurarcelo. Predomioava in lui l'enel'gia <lell11 volontà, e neces!-ariamente dipendeva da profonde COU\'inzioni uell11 bontà del proprio giudizio. l n Accadem ia • detta va legge :ii compagni (dice il li bro del Veterano) per~bè ora audnt:e, iotr:ipreudente, in tell igente , o piuttosto per una s pec:iale confùl'mazionc dell' iutelligenr:a che gl i permetteva di vedere rapidamente un lato delle cose, di conforma re nel esso i propri apprezzamenti e di radi ca rli inHnClliotarnente in motlo non solo da nou poterne e:;scre smosso, ma da seutirsi indotto ad imp(lrli n quan ti lo <:ircond:wano. Nella coudolln coi propri compngni dell'Accndcmill pare gii, cli vedere l'uomo che nel -1866 non rnol subire i piani del1' Usedom, nò la legge dell'alleato quand' anche :i~bin per interprete il Bisrnark. Uomini cosiffatti sono necessariamen te unilaterali, nù io loro l'orizzonte intelleuuale è asS1ìi ampio. Non procedono por paragone e per escl us!one : vedono dritto e secondo una linea non secondo on cono: se lo linea è rcita, vedono giusto; se la linea è obliqun, dnnno nel folsl,; se scoutorta, nello squilibrato. E in La .Marmora la linea era rettn , m11:1tennta tale da pochi criteri , tra cni fond:imenta le quello del!'onesti1. Il libro avverie che i compagni d' Accademi1.1 non lo con sidcravnoo eome dotto co ntrariamente a rrunnto dice la leggend:i, e che non era studioso. Studiò più tardi, viaggiò e lesse mol to, fl da t:iò ritras~e
,. la istruzione e la coltura che gli mancavano rruando usoi da ll'Accademia , . In com plesso però aveva del saccente. Quando era scudiero ·del Duca di Genon , col suo fare autoritario, un po' prepotente » spiacque 111 Duca: volev:i dettar legge, impancarsi a professore. ,A Vittorio Emanuele, allora Duca di Savoia, non garbavano cruei modi di farsi valere sempre e talora con . parole un po' brusche. « Allora il · principe cercò di vederlo di rado , , non ebbe mai per lui la ammirazione, fa simpatia che nudriva il Duca di Genova. Vittorio Emanuele lo definiva nn venditore. di vasetti . Lo stimò per le sue qualitit di perfetto ga lirntuomo, se ne servì perchè _gli fa~eva comodo, ~ssendogli ·utile la popolarità di .cui godeva il La llarmora, e perchè non ora mai titubante, anzi disposto sempre a prendere tutte le responsabilità. Iu fondo però non lo amava, « e si irritava di quel suo fare da despota, "talvolta tirannico, .
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Le preziose confessioni contenute in questi due periodi valgono tant'oro e mettono a posto la situazione reciproca dello scrittore, del Duca e del La Marmora. Si desidera però qualche cosa che spieghi le ra- · .gioni della popola ri til del.La Mar mora, qnella stessa di cni poteva va- . lersi il Re. A giudicare dal libro, alla scar,m simpatia tra il Duca ed il stto ·futuro ministro, corrispondeva poco meno clte una vera antipatia tra lo scrillore del libro e lo scudiere del Duca di Genova. Cl libro, che non è ricco di episodi circa i contemporanei dello scrittore, non perde '<>Ccasione per mollere in vista quanto avviene al La Marmara: e tuttavia gli aneddoti non sono scelti tra quelli che tornano a suo vantaggio. Il La l\larmora, allora m:iggiore e comnudantc delle due batterie a -cavallo, era achletto alla divi~ione ciel Duca cli Savoia sul principio .<folla guerra del I8i8. Se ne llpprofiuava, colla sua instancabile attività ·e curiosi1il, per girellare per conto suo in ricognizione, in pattuglia, ecc. Erano ini1.iati ve non comuni in qnella guerra in cni ciascuno aveva 'il suo posto fisso e per lo [1ÌL\ al seguito del como11danto. Nel la gior• nata di Pastrengo non lo si era mai veduto <lai componenti del qua rtier ,generale della di visione; infatti mentre questa era _sulla destra della: 79 -
Al'lt,0
ILII.
'!RA I RICORDI. DI UN VETERANO
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Hnea egli era andato col generale De S0nn11z verso la sinistra oveparevagli più risolutiva la lotta . A battaglia finita si presentii impol~ verato alla. tavola del quarti'er generale per mangiare. Allungava il braccio per prendere ,una pagnotta, quando il Duca di Savoia gli chiese • · dov e fosse stato fin · a li ora, e sulla risposta avutane, .gli :ece osservare· che ;ivrebbe fallo meglio a rimanere al suo posto. Il La Marmor~ , ferito sul vivo dal rimprovero fece una mossa di spa lle e borbottòlJUalche parola. Il Duca, risentito a sua volta, molto eccit_ato, gli lan~iò in piemontese: « eh' a rada. piwa do-ve e' a veul; a l' ì mach un gran e::,.. I) E il Lc1 Marmora acceso di collera usd precipitosamente. Il Franzin ~ nel!' indomani accomodò le cose, presen tò il La Marrnora al Duca « ed essi prima di lasciarsi si strinsero la mano più o meno rappacificati». Poi il la .Marmora passò capo di $la to maggiore de l Duca di Genova che ebbe il comando della !1-• divisione, e non appare più che quando volgendo a male le cose, fu unito ai generali inviali a Radetzky .per un armistizio sul Mincio. « Nei suoi viaggi aveva conosciuto parecchi dei comandanti austriaci, quindi mnbrava che più facilmente di ogni altro avrebbe potuto intendersi con loro per una breve sospensione d'armi. » Nota così il Veterano, quasi persuaso che la cosa dipende%& dalla intluenza del parere di molti su l vecchio maresciallo, e non dovette essere proprio q~esla la ragione dell'invio del La Marrnora, ma piu~tosto un risultato della sua attività persona!<~ e della stima i~ cui era per essa tenu!o. Pochi giorni dopo .fu il La l\farmora che accorse con una compagnia di, bersaglieri a liberare il Re sequestrato dai tumultuanti nel palazzo Greppi in Milano. Nell'intervallo tra le due campagne il La Marmora partì alla ricerca di un comandi,nte dell'esercito. Il ricordo è accompagnato da una intonazione così acerba che rivela un dissenso crescente tra i· due persomiggi che godevano la fidu cia .dei dme principi di Savoia. « Alfonso La Marmora, t he era grande amico del Dabormida e volentieri bazzicava tra Ja gente di governo, accettò l'ard.ua missione di andare ali elemosinare un duce... Accettò, come a reva accettato durante la campa:,,tna di recarsi a Pe:;chiera e poi a Goito e nello stesso modo tornò a mani · · di ouesta 0rescente animosit.à tra i due uomini , vuote... , Le rag1om 1
'!'RA. 1 RICORDI IH UN Vlil'rEl!ANO
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' sfuggo.no, nè sono ben accennate nel libro. Forse stanno oel reciproco ·carattere di entrambi; gli effetti furono determinati da qualche episodio, ·che tnon. conosciamo, e si manifestano di nuovo ed a lor modo eccitati : dal ricordo del dolore che allora doveue arrecare quel vedere un paes~ alla ricerca di un generale. Ma non tanto dovevasi incolpare l'amba-: sci~tore, quanto le invidie e le gelosie di tutti coloro che intorno al re Carlo Alberto avevano ·creato la terribile situazione, per usci re da Ila quale in un modo qualsiasi, il La Marmora andava a Parigi .E non hanno dunque un riflesso di quei sentimenti anche le amare parole con cui nel libro è accennata a mezzo secolo Ji distanza, o poco meno, la missione del La Marmara? Ancora oggi riandando colla mente tutte le guerre comb~ttute dal nostro esercito dopo quella, siamo costretti a domandarci, quando mai ci sarà dato di veder concorde lo sforzo di coloro che hanno · ìn esse un comando; o se dobbiamo disperare nelle guerre future di, ·v.edèr. sorgere l'uomo che saprà incatenare le passioni nocive acciocchè intorno a lui non allontanino le probabilità della vittoria, già prima di combattere '? Quando mai, insomma, ci sarà dato di veder deviato. dall'èsercito l'afflusso di sangue acre che vi vien da l paese e vi crea invidie, gelosie, dualismi che nessuna prova di valore puù correggere e tanto meno sanare? O la storia del passato non ha ad · esser mai profama ove bollono le passioni '? 11- La, Marmor~ era lii tre anni maggiore del La Rocca : la loro carriera correva quasi parallela; la pacificazione di Genova giovò al La l\farmora, accelerandogli di otto anni la promozione di luogotene~te generale. Il La Rocca, allora . ministro della guerra, aveva da prendere il comando della spedizione di Genova. Il Re aveva già fatto appron1a,, e il brevetto di promozione a luogotenente gent;lrale, ritenendo che al•comando di simile impres:-i fosse, necessario un personaggio insignito dii quel grado. Una desolata notizia interruppe i progetti. Gli insouti avevamir ucciso un fratello al ministro della guerra, il quale ormai non, avrebbe più potuto dirigere l'opera di repressione. Essa fu quindi as!• segnata•al La Marmara, il quale ( in pochi giorni, a suo grande onore eita beneficio della patria, rimise, le cose a. posto, > e giova aggiunge.re chlJ:ravviò la r.apida o perir di pae,ifiuazione,.
TRA l RICOUD1 ])I UN VE'l'llRANO
TR~ J &ICORD! DI U}.' VETERANO
A La l\ila1mora ricadde l'incarico del riordinamento dell'esercito piemontese. Il generale La Rocca fn posto a capo del corpo di stato maggiorE>, e volle che fosse « ~oa specie di officioa ove si sarebbero preparati i futuri conduttori dell'esercito, e ad ogni modo, gli ecclettici dell'arte militare., La spe~izione di Crimea cominciò a mettere a prova il valore dcl1'.)sercitc, ricostituito. I prepar;,tivi rimisero a contatto il ministro del\11 guerrn t!d il capo di stato maggiore, ed a questi rimas~ l'impressione che « il La l\ilarmoni, accarezzato dal Cavour, che lo giudicava, non senza ragione, istrumento adatto iill'attuazioue dei suoi disegni politici. non fosse, co me molti il credevano, un buon organizzatore. ~ei cinque anni di mio i.stero tutto era stato disgregato per fallo suo: nel_l'esercito non vi era una ,ola divisione com piota. :i una mancava l'artiglieria, a un'altra il genio e gli zappatori ... , Le condizioni in cui il La Marmora raccolse l'esercito dopo la campagna del 184-9 e quelle in cui lo presentò ,1 1la decisiva prova del ·1859, lasciano credere, per dire il vero, coi più, che qualche merito di organizzatore il La Marmora lo avesse, e siccome oon per altro poteva il Cavour giudicarlo strumento adatto all'attuazione dei suoi iuteudimenti, se uon come uomo capace di presentare con i piccol i mezzi di cui poteva disp'>rre il Piemonte forz~ cosi solide e compatte quali potevano corrispondere all' audace linea politica segui ta dal governo, ci sia permesso di schierarci ancora colla opinione del Cavour il quale ebbe per parecchi anni compagno il La Marmora nell'opera che doveva cond11rre ali' iud1pèndenza del oostro paese. li dissidio evidente dal contesto dei 'ricordi contenuti nell'autobiografia, tra lo scrittore ed il La Marmora , scoppiò apertamente sul principio della campagna del 1_859. L'uno era sempre mini~tro della guerra e come tale « si riservò di seguire il Re come ministro a latere, l'nltro era capo di stato maggiore· generale presso il Re. In attesa dell'arrivo dei Francesi, i quali avevano cominciato a sbarcare a Genova e le te~te già allo sbocco di Novi, e facevano capolino agli sbowhi del le Alpi, l'esercito piemontese si era concentrato nei dinto_rni
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di S. Salvatore, in posizione tale da essere appoggiati alle due for1ezze cli Casale e di Alessandria , e da trovarsi ur.ll'aogolo formato dal Po e dal Tanaro, che mette fo<·e in esso, due fiumi che per impor. ìanza coprivano assai bene la fronte dell'esercito, e noi;i potevano essere passati dal nemico con troppa faci lità. La posizione ern stata già studiata e co me !aie posta a poroo del In difesa tlel Piemonte in caso di attacco. dll parte dell'Austria. {I Parlamento suba! pino con solP.nne disc11S$Ì00e av~va concesso i fond i per miglior:ire le cond izioni difensive di quella l'egionA: gli Irnlinni avevano, come loro er:i stato possibile, concorso col denaro ad :,!!giunge1>vi arenamenti . Dopo un le![gcro accenno di dife6a della Dora, tutto l'esercito piemoutese, _meoo la divisione ~li cava llol'ia , era tra Ca!;a le, S. .S11lvatore, 8assignnna; cinque divisioni . L'esercii.o austriaco del Gioia)' io Lomellina , e la incertezza delle sue mosse comunicava incertezzn negli avversari. « Lasci:mdo un corpo d'esercito in osservazione da'va11 ti a Casa le e Valenza, avre~be' potuto facilmen te passare il Po per attaccarci sulla riva destra gettandosi tra Alessan~ria e Genova, por urrestare la marcin dei Frnncesi cbe scendessero da :-iovi su Alessandria. >> (Parrebbe che iu questo caso gli Austriaci (erimu centomila) dopo di es~ersi di visi, avrebbero posto una parte dei loro L!'a PiemonLÒsi e Francesi). - Eravamo bensì appoggiati dalle fortezze di Casale e :\.lessantlri.i; ma prudenza a vrcbbe voluto che una de lle due, Alessandria, per o~em• pio, fo~se tra noi e il nemico(?), sicchè gl i Austriaci, dovendo impiegare piirecchi giorni per impadronirsene, avrebbe lasi.:iato tempo ai Francesi di e$eguire la loro conginnz:iooe col nostro esercito... » La possibilità che l'avversario potesse opporsi a questa congiunzione, puntando alle collinù cli Novi e Serravidle (e si sa,rebbe trovnto coi Franr.esi in fronte e i Piemontesi alle spalle), su Torino per shamire lo shocco del Moncenisio, o passando il Po per iufr:imrnetter5i tra ',\lessandria e Casa le, ed .altre considerazioni, consigliarono il capo di stato maggiore dell'esercito tli pl'oporre al re, la mattina del 3 maggio di trasportare una parte delle truppe in posizioue di aspettativa sulle e~lline tra Novi e ..\equi •. Dello e fatto « una parte dei nostri en, i:ià in moto quando orritò (<
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'l'ltA I RIC0R01 ,Dl UN V·E'?'Ell,A:NO
TRA I RICORDI D! U-N VE'fERiA.NO
a S. Salvatore il La Marmora. Subito gli si appressò il Delia Rovere, t11lora ìntendente generale de!l'esercito e grandè amico suo. Egli non · aveva ct'issimulato il proprio m;lcontento per il cambiamento ordinato, che veniva a distruggere tutte le disposizioni da lui già prese ~11 vista di uu soggiornò d'aspettativ11 nelle posizioni già occupate. Gli toccava ora di far trasportare ogni c:osa in un hatter d'occhio ... Il La Marmora, tenacissìmo nelle proprie idee, tanto più quando Lrattavasi di cose att.uate p~r ordine ed opçra sua, corse dal Re per persua_derlo a· non dar seguilo all'iniziato spostamento.. . finì col persuaderlo éhe In disegnata mossa avrebbe potuto es$ere interpretata come una ritiràta davanti ,,1 nemico. Vitto rio Emanuele, molto sensibile a tutto ciò che sembrasse anche indirettamente offendere l'onore militare, ........ mi mandò subito un contr'ordiue per formare In marcia verso Acqui. Non mi restò altro che far vo~i affìnchè Dio ce la mandassi buona, accecando il Giulay sui vantaggi della sua posizione». Già il M,1ssari nei suoi Ricordi sul La Marmora aveva raccontato il fatto, e narrato il vivace dialogo avvenuto tra il Re ed il MinistFO d~lla guerra, com preso l'intervento del ma reseiallo Canrobert chiamato a dare il suo giudizio in una 0ircostanzn di supremo impegno. Oggi a tanta distanz~ dai fatti, colla conoscenza dei docum1mti che li riguardano e sono di pubblica ragione, ci sia pHmesso di dar ragione al • .La Marmara, il qua le non volle che la guerra fosse cominciata co.n una ritirala, che una parte del l'esercito si separasse dalle fortezze per prendere la via di Acqui, ed ebbe fede nell'importanza dei due corsi d'acqua i qual i difendevano Je· divisioni piemontesi, e nella mobilità di queste le qual i tra Casa le ed Alessandria potevano facilme nte mano"' rare per contrastare agli avversari il passaggio di uno dei due fiumi e I".:1vanzata tra le fortezze. La sorte del combauimenlo è in mano a Dio, ma se il Giulay, rimase· per parecchi giorni indeciso a rouzare jntorno alla posiiione presa allora dai Piemontesi, e tenacemente con• ·servata come era sta ta s:1.ggiameute preparata, con viene dire che egli, piuttostochè cieco. 110n si sentisse bastantemente !forte da tentare una impresa nou facile .
Dopo quell'o~c11sione il dissid io appare sempre più acuto. Il La l\larrmora si aggirava « a suo talento attornrJ al q·nartier geuera le, dettanèlo ,leggi e consigli più o meno ascoltnti ... )>. Se, dalle passate guerre vorremmo trarre qualche insegnamento , ci ,sembra che quest'uno basterebbe per tutti ~li altri, di cercar modo fin ,d'ora di rendere innocue o togliere le profonde e per.ieolose gare che tra le spiccate personal ilii prossime al comando supremo non mancHono ,mai è forono noo ul tima causa di rnvesci ogni qualvolt:i il va lore -dei . soldati non riusci a forvi contrappeso. Tra i popoli meridionali, checchè ·se ne dicll, la pianta uomo è robnsta assai , ed altrettimto sono vigorose le passioni, sicchè all'uno ed all':iltre non sempre l'energia del comando e il · sentimento della gerarchica subordioazione arriva a far argine. ~1a ,queste son delicate questioni che riguardano la costituzione del comando 1in .guerra e troppo ci ~r11scin::mo loptani da l li bro in cui ci '.': Ornpiacciamo . ·di cercare il riflesso del -passai.o.
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lntP-ressante e piacevole libro da noi sfiorato più che esami.nato. Ogni fatto, ogni aneddoto, ogni ricordo eccitano in noi nuovi ricordi, nuovi .fatti e nuovi aneddoti , e dobbiamo esser grati alla gentilezza dello scrittore. se avendo dettnto le sue memorie per i nepoti, volle farne parti:, al. lf)Ubblico. Vi rivivemmo; e vi rivivemmo ponendoci nel piccolo e forte paese in cui si raccolsero e preparnròno le armi per la conquista della ·nostra indipendenza. Nessun luogo poteva esser migliore per segnare le 'tappe del -cammino fatto dai tempi del buon Re Vittorio Emanuele I, .-a traverso quelli dell\wtoritario governo di Carlo Felice, al le tempestose .prove di Re Carlo Aiberto. ed 1111a frauea e spedita marcia del re Vit'tor.io Emanuele IL Col ,1859 il libro si arresta; e sul più bello riml!niamo interrotti. Qunndo più cresceva l' interesse nel leggere del periodo in cui fu (:olto il frutto con tanto trnvaglio maturato, un delicnto·riguardo suggerì allo scritl.ore di lasciare passare nuovo tempo alla pubblicazione di ricordi che potrei). bere ecci·tare discussioni e polemiche. Egli ci indica soltanto i sommari
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'rRA I RICORDI .DI ON VETERANO
dei capitoli di un secondo volume che un giorno vedrà la luce, e da, q~ei sommar.i abbiamo maggior i_ncentivo a conoscerli, o forse crediamo di intraved.erc il contenuto. Non è desiderio di polemica che ci spinge a desiderarne la lettura, etultavia n·on so.lo queste ma nessuna pagina che riguardi la storia del nostro risorgimento può lasciarci freddi. Non è spirito di polemica checi ag_i ta; è desiderio dì cercare le ragioni dell'esser uostro nel nostro. recente passato, e di acqu istare coscienza delle nostre qualità e del nostro carattere, quello che ci spinge al la discussione ogni qua l volta ci si presenta un li bro, che come questo si ispira alla · real\à. Lo scrittore nella sua lunga vita ebbe « in dono una certa filosofia che gli per. mise di non dar mai agli uoniin i ed iii fotti imporrnnza maggiore di quell a che non abbiano >> . Nulla mPglio dei suoi rico~di ci può allora condurre alla equanimità necessaria per chiedere ammaestramen ti alla storia. Perciò speriamo che un nuovo pensiero possa consigliarlo a volerci far conoscere anche il secondo volume dei R'icordi di cui ci dette un indice, persuaso che un trentennio di storia abbia oramai inlepidito tanto le ·ceneri di cui tesse il calore, che soffiandovi dentro ce ne venga che il vantaggio di imparare a conoscere il vero sulla · nostr:i storia. E non .sarà poco, se .anche per guadagnarcelo dovremo passare a traverso .a bollenti discussioni. Gli insegnamenti non sono mai graluiti quando, debbono essere efficaci.
c.
FAllRIS.
NAPOLEONE E WELLINGTON Co·11lhrnazic,~ic e fine. -
Vedi Dis,pens.a X/Il
vu. All'osservazione del Proudhon che il potere, la ricchezza, e la gloria alla lunga corrompono l'uomo, l'editore crede necessario di aggiungere· la nota che altra volta lo stesso Proudhon avvertiva che le società vivono di principi rel igiosi e filosofici, che il Wel- lington nel :18Hi diceva che i Francesi ·mancavano di principi, e che oggi ciò· risulta evidente; sicchè anche dei tempi nostri il l\oyer Collard (·I) potrebbe deplorare che la societii va in polvere e, di essa riman gono solo le rimembranze, le utopie, le scempiaggin i e la disperaiione. E·ciò è vero, anzi è naturale, tanto che perfino il Va ngelo dice che_~ lìncb è non sboccia il seme non cresce, e fi nch è non cresce « non se ne hanno frutti ». Perciò non devesi disperare ma lavorare. Quanto nas..:.e e cresce ha bisogno di Cermen lo e se ì vecchi ideali sono scompn rsi i n~ovi non sono ancora rnalu-ri. Il CrisLianesimo ebbe hisogno di Lrece nt' an ni almeno per cominciare ad attecchi re, dai;chè cominciò ad essere predicnto, e nemmeno allecchì interamente ed ampiamente. L' imperatore Co· stanti no eh.e la dichiarò religione ufficiale ed ificava contemporaneamente chiese cristiane e templi pagani; e tra i cristiani à' allora molti continuavano a sacrifìcare dinnànzi agli "idoli. (t) Royer Collard nacque il 21 giugno 1763 in Compuis (Cham1lagne) e fu av\'ocato del Parlamento di Parigi. Mori a Chateau\'ìeux (Saint Aignan) il ~ .settembre t845. Le sue ultime parole furono, • Il a'y a dans cernondede solide que les idées religieuses: • rrc les abbandonez jamais ;· ou si vous en sortez, rentrez-y, .
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NAPOLEONE E WELT, JN GTON
N APOLEONE E WELl,ll,"GTOl'.
Ciò b tanto vero che l'imperatore Giu·iiano (uomo di grande Yal ore morale) trentacinque anni dopo Costantino, lentò di re,;lau rare il paganesimo ! La stessa epoca del Rina.scimento non è che un 1:itorno al paganesimo intelletluale, il quale sedusse quanti scri ssero e pensarono al decimosesto secolo, cioè ,rnoo anni dalla venuta di Cristo. ' Disse eh.e la società non Ira principi ! Ma quali erano i principi i onde moveva il Wellington'? Forse quelli che indussero la plebaglia inglese a rompergli le' vetriate defla casa, non so bene in qual
,per cominciare la guerra (fol 180,9, contro l'Austria , egli , per .,effetto della campagna spagnuola, travolse dinnanzi aì tribunali llupont, coprì di rampogne Massena, Soult.,. ,Tourdan, Ney e ,p ose agli arresti il fratello Giuseppe. Ma non aveva dunque ragione Napoleone? Il Dupont non concluse forse una vergognosa capitolazione 1 I marescialli norl' si· curarono · più delle reciproche gelosie cl1e della vittoria sul nemicoL ... È comunemente noto quanto fossero invidiosi tra loro i marescialli; si sa come Napoleone soltanto potesse imbrigliarli. Quella imidia trovaYa. la sua r.agione nella natura delle cose . La guerra fa scaturire le eccelse come le basse Lra le qualità umane; da una parle il sacrifizio e l'abnegazione, dall'altra la gelosia , l'in costnnza e l'invidia. È noto quanto accadde dopo la morte di Ales~andro il Macedone fra i suoi marescialli. - ·~fa Alessandro non era solamente generale supremo dell'eser· ·oitoJ ma era anche monarca ereditario . Non così Napoleone. li tenente di artiglieria era riuscito · di assidersi fra gli imperatori ed aveva stuzzicato gli appetiti. Ognuno pensava: se egli lo poi.è perchè non lo potrei io pure "?... E questi appetiti si ridestarono tanto più violenti in quanto egli commise l'errore di di1ltribuire corone fra suoi congiunti. Se Mural divenne re, qual demerito avevano Hernadotte ,. Soult e gli altri per non divenirlo essj pure ? Ben si· comprende che se tale ragionamento poteva e$sere sprone a ben fare per gl i unì, rivoli.o ad altri poteva coslit11ire un se\·io pericolo da evitare. A precipitare le conseguenze dell'errore s'aggiunse il sistem.11, . -0ontinentale, che danneggiava i commercianti. 'PoichèJ ammesso per un momento fosse possibile di. perdonare a Napoleone il nepotismo; il bottegaio offeso nei suoi' interessi ed -« il r'ublo » non perdonano mai. Non conoscono che il trionfo o la morte: Cartagine o Roma.
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anno? ... Egli non seppe mai uscire dalla venerazione per la sterlina e dal gretto, e caparbio programma dei conservatori inglesi. E perciò egli avrebbe fallo meglio a non tacciare cli man1~.anza di principì proprio coloro che andavano cercandoli . nelle sfere delle più alte idealità. L'assenza degli ideali e inevitabile nel periodo di passagg.io dalle '\'tJCchie alle nnove credenze: le l'ecchie divinità sen vanno e le nùoYe, benchè visibili, non hanno ancora un con torno ben de· termi nato.
Ma col Welli ngton dimenticammo l'eresia paradossale pronunciata dal Proudhon riguardo allo spirito delle masse, coll'ammettere che le società vivono di principi religiosi e filosofici . Reli)!iosi - si; - Glosofici - no . L'uomo vive soltanto per la fede ed ha poca fiducia nella filo. .sofia ; tanto vero che la fed e sparisce dove cominciano le soui gliezze filosofiche. A<1oiunaasi che ia filosofia non sarà mai accessibile alle masse, e rimarrà sempre retaggio di una minoranza intellettuale assai limitata; tanto più incapace nella vita pratica, quanto più saprò sol · levars i nella speculazione. Dopo di ciò il Proudhon torna alle note accuse contro Napoleone: « fedifrago come non ha l'eguale, politicamente subdolo, ciarlatano << quando non era sfacciato, in conclusione un uomo odioso ed un « catattere disgraziato .. ... » · Noi non ci occuperemo di qoesti aspetti del caratLere di Napoleone. Soggiungeremo soltanto che costretlo a laseiare la Spagna <:)('>
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Ma tor:niaroo ;11 Proudhon: La sua tendeqza ad um ili are Napo· ,, leone appare anche là dove non può neg:irne assoluta men.Le il valo!'e. « Supponiamo. dice il Proudhon , che il credito nazionale si • fosse as$estato sotto il Consolato, le finanze. riordinale , il paese
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NAPOLEONE E WELLINGTON
NAPOI, EONf: E WEsLLlNGTON
« pacificato, la sÒcielà rigenerata ~ ebbene tutte queste cose si
Propriamente siffatte fandonie e siffatti paradossi traggono involontariamente sotto la pena il molto di Napoleone: <( l'abito di un gigante non si adatta al pigmeo')}.
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compirono nell' intima coscienza della Francia, e spontaneamente. ,,. Bastava un vigile custode per sorvegliarle, invece quanto fece << politicamente Napoleone veniva da mala semenza>>. Dio sia lodato ! Ma" se il custode ha fatto il dover suo non va ringrazialo per questo '? E se la . Fl'ancia seppe fare tao te belle cose da se medesima, perché non I' avea fatte, per esempio, fino dai tempi del Direttorio? . .. Perché quando Napoleone parli per l'Eaitto le cose di Frnncia avevano subito preso unacattivapiega'I ..• A Lali obbiezioni non trov iamo sodd isfacente risposta ., ne ~a, premmo trovarle senza spiacere al Proudhon. Ma troviamo indi appresso una nuova perla impareggiabile nel giudizio che egli porta ,sul gen io militare di Napoleone: << Il suo o·e nio, dice il Prott<lhon, s'impernia sovra un solo pen« siero, contrario alle r(J,re leggi di gt~erra: puntare contro il « centro dello schieramenLo nemi.co, spezzarlo e.d annientarne .se« paratamente i frantumi» . Non è. po i detto qtrnl i leggi militari , violasse Napoleone, e come le violass~ . . .E noi, per ragion di sLima verso ì nostri lettori, non star.emn ,t confutare qnesto contro;;enso, ma ci lim iteremo piuttosto a rile. vare.come il Proudhon, evìdentemente, non abbia compresa nè la questione nè la sua impo.rtanza. Non si tratta di una idea che può essere concepita da eh iunqne, ma del la sua applicazione, la quale importa la intuizione del modo co l quale l'avversar io è sthierato, la scelta del punto del suo schieramento e del momento dell'at tacco, erl infine, la pfontezza, l'energia, la precisione. e l'ordine dei colpi da vibrare . Òì·a Luilo questo lavorio rl' intelletto e di volontà .sfugge al . Proudhon, il quale del resto non lo può apprezzare mancando affatto c1 i cognizioni circa la gue_rra, e di più sentendosi trascinato dal preconcetto e dallo sforzo passionato di dare ragione al Barrè1·e quando disse che Napoleone non valetJa mlllct. t poi inrttil e dire che .Napoleone non si Lenne sempre e unicamente all'azione per li nee interne. Operò anche sui fianchi (Jenli ed Atierstéidt) e su lla fronLe·; e molte volte si dispose in maniera da far scoprire il fianco allo stesso avversa rio (Austerlit.r) . I/
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VHI. Dopo avere definito il genio di Napoleone con l'esattezza ed eqµa nimità che abbiamo veduto, il Proudhon s'accinge a parlare dell'anno 11814. < Gli alleati penetrarono in Francia per diversi punii, avevano le m~sse ·frazionale meni.re Napoleone stava in casa propria. Ora è facile comprendere che con un grosso di 25,000 uomini, il quale ad onta delle perdite incessantemente s'accrebbe e fino all'ultimo, egl i fosse in misura di infliggere ai nemici una tale orrib ile strage che, nes:rnno avrebbe poturo resistergl i. E dopo tntto ciò, per me è incomprensibile coin e lino storico abbia potuto trovare in questo .anche lii più piccola traccia del gen io . ~ È bensì vero che Napoleone per infliggere ali' avversario quelle suc<:essive sconfitte con arte e con precisione, basavasi di continuo .sul calcolo del tempo e del luogo, celeremente trasferéndosi da un ~osto ad un altro, dove adattava meravigliosamente le varie armi alle circostanze ed i sistemi di attacco di una posiziòne, di un. esercito e di una città fortificata. Ciò nondimeno, egli appare povero di inventive, sempre monotono; e le sue guerre sono lotte da belva feroce, da brigante e non mai da uomo. « Senza dubb io, gli alleali, per lungo 1empo, non riuscirono a, comprendere quella sua tattica di sterminio, e non è compresa intierame~te nemmeno oggi. Le loro perdite furono molto rilevanti, ma scema!'ono (?) .quando gli e.;erciti furono a fronte, cioè in condizioni pari di forze. Ed è quindi immortale la JJloria del Wellington per la vittoria riportata su Napoleone, a forze pressocg.è ugual i ». I Tante stravaganze quan te sono le p~role; e Ci esprimiamo anche mitemente. Lo sconfiggere i più con i meno è per noi cosa f!e· niale; ed è inconcepibile per il Prondhon. Saper calcolare lo spazio, ;1 Ìt3mpo, . moltiplicarsi per mezzo di cel.erì'tà (se mu,ltiplier' plir
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NAPOLEl)NE E WELLINGTON
NAPOLEONE E WELLTNG't'ON
la· 'IJitesiJe), adoperare alla perfezio ne qualsivoglia specie di armi, adattarle alle situazioni; tutto ques Lo è gran r.osa per noi, ed invece al Proudhon pare scarso di fa ntasia e monotono; manifestazione di guena bestiale ·piuttosto che umana. EvidenLemente il Proudhon non comprese quanro disse. ma da contadino caparbio, ,figurnndosi di ben sapere quanto conosceva appena, egl i volle esprimere senza rigua rdi ('I) la sua opinione basandola sopra un ideale di guerra tolto da Lemp i più che remoti. Ed a tutto questo aggiunge che guerra ingegnosa è soltanto quella che varia e non è monotona. A questo punto accanto al contadino si rivela l'ideologo, il quale crede che la varietit sia possibile nelle man ifestazioni della vjta attiva come in letleratura. Infatti egli attenendosi a tale criterio un giorno scrisse il Jfanuel du, spéculatem· d la Bow·se, nel!' indomani il Système de~ contradictions écononiiques, nel dopo domani La guerre et la paix, e più tardi ancora De la justice clans la rlfvolutù.m, et dans l' ég lise ». Ma nella vita pratica non )lVViene precisamente così. L'uomo che quotidianamente si occupa di una medesima cosa, con ·précis ione e perfezione, é uomo di talento e spesse volle anche di genio. CotP.sti ideologi ci rammentano quell'inglese ch e si suicidò, come è fama, per togliersi la noia di mettersi e di levarsi ogni giorno da lle mense. L'intera pratica delle cose umane è segnata dalla uniformità. e dalla monotonia, come risulta dalle fu nzioni fisiol ogiche, le qnali pure esse non variano. Perfino nelle sfere intellettuali ve n' é una. che_ si dìst.ingue per aridità delle in ventive e per !a. monotonia, ed è quella delle matematiche: due più due fanno e fa. ranno sempre quattro, come il prodotto dei segni con.Lrari dara meno e quello degli uguali sempre pi ù. Ora la questione sta non già nel fatto che Napoleone continuamente ripetea la stessa cosa, cioè guerreggiava, ma nella maniera come egli ponevasi in condizione di agire, non sapendo preventivamente se avrebbe vinto o perduto; e appunto in ciò
egli manifestani una versatilità veramente inesauribi le e ;,"eniale .
(i) 'l'anto più senza riguardo, in quanto che gli appun ti sono di ~arattere intimo, e so fossero stati pubblicati in vita dal Proudhon avrebbero assunto un'altra veste.
M-a questo ca,mpo rimarrà. sempre un ' incognita per il Proudhon che non vide mai combattimenti, e volle giudicarne in base a chiacchiere od a libri ma l combi nati. Uno Lra i buoni scri Ltori russi disse anche lui '< Può esservi <C mai genio in uu uomo che comanderii ad un altro dì muover& « a destra eLl un altro a si nistra? ... )) Ma la 4ucstione non sta in ciò, ma nel prendere una decisione su dati spesso indiziari e cor:en~o il ~ischio di errare e di meuere a repentaglio la pr,opna riputazione, e sovente anche più che la riputazione. In una parola, si rinnova qui il processo a traverso il quale :ig:ìsce la volonLit, che ha parte primaria prima dell'atto e scompare a faLLo compiuto. Ora i pensa tori astratti sog liono giudicare soltanto dai falli; tani o varrebbe il parlare di un i.:adavere orba Lo dell'anima . Infatti molte volte sì ode ripetere: « .M a che razza « di vitto ria è questa? ... gli stavan conlro l'orze inferiori ùi nu« mero !... ». Sì; minori : ma sul pun Lo di prendere una decisione que~ta circostanza poteva essere ignorala. ln ciò sta la differenza tra l'uomo d'azione ed il pensatore : questo risale dal fatto alle ragioni di esso; l'altro deve necessariamente arguire da pochi indizi la realtà, e può cadere in errore. · li Proudhon oltre all'aver trascurato gli ell'eLti che produce uno dei più importami tra i fallori . delle umane azioni , è trascinato dal preconcetto ùi. deprimere Napoleone per esaltare il Wellìogton, senza che se ne comprendano bene le rngion i. Quindi dà a quest'ultimo gloria immortale per aver vinto l'altro, a forze eguali. Confesso che prima di aver letto quegli appurni io non avrei mai sospettato che si potesse giungere a conclusioni tanto barocche. ~oì abbiamo gii1 detto qual i risultati avr~bbe àvuto tiuesta pre~esa vittoria se non arrivava il Bliicher. ln quanto poi alla gloria immortale, anche oggi, a distanza di soli ouanta anni , chi conosce Welli ngton e chi non conosce Jnpoleone? E ~e oggi qualcuno conosce il Wellington ciò può dipendere dal fotto che eolì ha combaltulO :Napoleone. "
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N APOLEON E E WELI.!NGTON
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A:bhiamo detto che il' Proudhon scrisse di cose' ch e mal cono- . sceva. Non so . se mi sia riuscito di dimostrarlo, ciò nondimeno presenlerò ancora un ·esempio d~lla sua inco~pele.nza. Co~ 1ina si.cnmera unica-egli asserisce che . nei combatt1merrt1 frontali le perdile sono minori che in qualsivoglia altra disposizione; laddove noi soldati sapp iamo bene che è precisamente il conlrario.
IX. Al trettanlo erroneo è il .dire che Napoleone fo,se piuttosto no fab bricatore di piani di guerra ({aiseMr de plans) anzichè un uomo di azione. Infa'tti , ovunque lo potè, diresse personalmente le operazioni di (ruerTa. E che cosa occorrerebbe di più"?... Anzi riesce più stran~ ancora che il Proudhon dica questo dacchè aveva pro· prio sollo gli ocl~hi un vero fabbricaLore di piani nel Ca.rn?t. · 11 C,1rnot rese alla pntria ottimi servizi e n'ebbe_in premio ti soprannome di « orgariinatore della vittoria ». Nessuno megl.io di lui sapeva escogitare no piano di guerra, nè ~avarsela me~ho tra le pastoie burncraLico-mili tari, ma uomo cli azione non lo si potret~be veramente dire . .E dopo tutto queslo come mai il Prondhon << tro va « che n<>li uomini di azione ·sono molti ma. che invece gli uomini . « capaci di gen iali combinazioni di guerra sono in numer~ « nore, sebbene meno guerrieri dei primi , ma per la supenori~~ « dell'idea sulla forza essi riescono a comandare, e da satelliti « divengono signori )) . . Noi non rileveremo le contraddizioni evidenti del raiionamento perchè appaiono a chiunque sia fornito di buon senso. Osserveremo solo che simili fabbricatori di piani, come Napole.one, soaliono cominciare modesLamente, e se riescono a ,disLinguersi tra te file dei /'orli, ciò probabilmente si deve al fatto che essi si sono dimostrati più forti, dà fo1·ti . · Trascinalo da lln sua fantasia il Proudhon giunge infine ad asserire « che Napoleone noh sia stato uomo fatto per la loLta·inclì« vi duale; nè forte, nè audace tanto da poter comunicc1re la sua « bravnra a!l'e:;ercito e trascinarsi dietro le truppe >>. Napoleone. non era uomo fatto per la lotta individuale? Non si sa veramente cosa voglia dire il Proudhon. Napoleone non
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1·iusciYa a comunicare· la sua bravura all'esercito? Ma il Proudhori ,nòn sa dunque che le truppe più agg-uerrite, i generali ed i ma'!'escialli più celebri di Napoleone, in sua assenza, non combattevano cosi bene come qua:ndo egli era presente ( 1) . Se ne de,duce che anche i forti traevano la forza dal debolissimo f'aisewr plans, meno guerriero di 'loro. Tulle questé incoerenze facilmente si spiegano-Per la ten.denza ·,del Proudhon a voler umi liare Napoleone, e per le idee che egli :aveva sulla guerra ricavate dall'epoca romana; quando che Ìzli imperatori getl.aransi di persona nel la pugna e hen di frequente vi perivano. 1
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La critica che segue, relativa alle operazioni del 11800, sono una ben povera èosv. Napoleone non conosceva l'esistenza del fòrte di Bard, non corse in ai'nLo al Massena, rimase per set :giorni in Milano senza far nulla, occupandosi di tendere una rete ·da ragno all'esercito del- Melas (dunque non faceva nnlla ed era -0cmtpato nel medesimo tempo) . « Senza Desaix quella rete si sa" rebbe rotta». Ma il Desaix non piovve dal cielo, ed invece entrava anche lui nel sistema di quella rete; e se riuscì l.l soccor,rere B011aparle lo cloYelte al trovarsi a distanza utile. Circa po i al mancato· soccors.o di Màssena, questa è una frollo la messa in ;giro per la prima volta dal Lanfrey (2), come sembra; e priva di valore; perchè se fosse andato a Gen·ova, Bonaparte avrebbe aspos lo dapprima il fianco e po.scia il teqw ,1ll'esercito austriaco padrone ,tli Alessandria . · E dopo aYer parlato del progetto di sbarco in Inghil terra e ,degli insuccessi di Napoleone negli anni ·I 812 e '18'13, i.I Prou·d.hon dà infine la sua definizione del genio . ·ni\,ela genio, secondo lui, « i'uomo dotalo della capacità di ma-« nifestare (#gar1rw) una grande idea, di provarla, e di dedurne « una serie di conseguenze vantaggiose e molteplici. Esempi di tali (I) Oudinot, Macdon~ld ed anche Ney, r\el l8l3, diedero esempio di che cosa fossero capaci senza Napoleone. (i) LKNFREv (Pl~RI\E) fu storico e politico franc~se nato il 28 ottobre 1828 in Ciamberì da un ,·ecchio ufficiale doli ' esercito napoleonico. Egli pubblicò (1867-1875) una Hi&toire de Napoléon I in cinque grossi volumi. (Nola del traduttore).
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A:<INO H!I .
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NAPOLEO:-iE E Wr:LL!N GTO?I 1262 « idee sono la scoperla della graviLazione univer:;ale, l'analisi del} « Cartesio, il cakolo differenziale del Le.ibnitz, l'algebra di Volto('?) « i logaritmi del 'Niipier, la pila Jel Volla e la _circolazione del « sangue di Harvey, ecc .... In arte genio equivale all'intima con· «-nessioned~l bello col vero, e deil'imaginnliva con la nalura delle· « cose in base a dati affatto peregrini : in ogni caso il genio si (( pre(igge uno scopo ntile morale insien1e, e mira alla perfei zione dell'anima. Ma la guerra non presenta scopo veruno, nè: <1 utile, nè morale ». Queste definizioni riYelano un erroi·e sostanziale di rn'gionamenlo . . Dal bra no citato appare ch iaro come, il sole che il Proudhon, da ideolorro ,ammette soltanlo la 2:enialità dell'intelletto; e che per lui-,Ìa genialità. della volontlt, che dà impulso alla vita, ,la; genial1là religiosa ed infine l'amministrativa e mililare non esi· . stono . li Prondhon non comprende queste ultime, epperciò le nega per una sna speciale conformazione di me~le (,1). La guerra discipli na la nazione: e con ciò pare che quakh&. utilità la presenti; su scita gli eroismi e spinge lo spirito di aline-: gazione ad affrontare la morte, e con questo si può aire che ess&·non presenti nulla cli morale ! ... Ecco i ragionamenti del Prondhon :. « Genio mii ilare è genio 'negati vo, cioè genio della clilnrnzione ». Pur ammetlend~ che il genio mil itare sia un gen io negativo, non, cessa di essere genio ; ma. anche questa affermazione è erronea, percl1è appun to in forza di quest'opera di distnizione conduce alla creazio ne di nuovi ordini di cose. Quindi anche questa s-0rta d~ genio dà qualche cosa, · ed anzi non si possono ollenere grandi, e notevoli risultali altrimenti che con la guerra. Ci dispiace che il Prou.dhon non ci dia mezzo di risponderea questi quesiti : Se egl i bramava il ritorno al governo antecedente alla Rivoluzione. Se credeva che il nuovo regime si fosse potuto formare, . senza lotta sanguinaria. L'uon;o focilmenle dimentica il male passato come è s'olito ad' esagerare il presente . 11 Proudhon deve ricordare che coll'antico,
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(il Caràttcristica dell' inteJlello si è quel la di negare . ciò che non si comprende •.
NAFOLEONE E WELLINGTON
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regime e con la Rivoluzione, se la sarebbe passata in modo ben diver;;o che col regime èontemporaneo , qualora aYesse avoto a rispondere dei suoi scritti ; e, se sotto il Te·1·zo fu soltanto punito di carcere, ciò si deve appunto ali' opera del gi·ande avo del Terzo.
X. Passando a discorrere di guerra , il . Proudhon trova che di i . tempò delle Termopoli non progredì in alcuna maniera. Essa si mutò in quanto mutarono le armi., perchè non è possibile com- · battere col cannone e c9l fucile come con l'arco, colla lancia e col)o scudo, ma fuori di ciò nessuna invenzione e nessuna scoperta: sono sempre eserciti, balt:;iglioni, mezzi di azione e nulla di più e nulla di meno. Gli ord iui di battaglia, retto, obliquo, avvolgente, conosciuti e messi in opera non altrimenti che l'arte di lavorare il legno con l'accetta o con la sega. Noi aggiungeremo ancora di pi°ù, che l'arte della guerra è straordinariamente monolona e tutto si riduce al fatto di battere o di .esser battuti, e non v'ha nulla di più uniforme. « Essere più f'o1'te in nn dato punto, qui sta il segrino » aggiunge il Proudhon. Che l' arte militare non faccia progressi si comprende, nè può altrimenti essere, poichè . l'uomo fu sempre eguale a sè medesimo, sino dai tempi pi ù remoti, sia nei rispetti . fisici che morali .. Egli lolla sempre sulla stessa terra; e l'arma. in null'alLro consisle che nel migliorare della facoltà della mano ai scagliare ed a percuotere. Dimodochè non sono possibili che armi le quali agiscano da viéino e a1:mi che agiscano -da lontano, rimanendo escluse scoperte di qualsiasi altra sorte. Adunque, come nel1;1 rnolliplicazione, a fattori uguali corrispond0no prodotti uguali, anche quì i risultati saranno coslant.ement.e uguali, ecce:1.ion fatta di talune varianti non sostanziali. Abbiamò giil osservai.o più sopra che gli i deologi, in generale, trattano sdegnosamente lutto ciò che non progredisce e non muta ; essi nella loro « umilateralità >> non comprendono che nella vita umana la stabilità è l'elemento più importan te, e che il progresso è solamente possibile in limiti molto ristretti (ad esempio la sta-
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~APOLEONE E WELLINGTON
tura dell'uomo) mentre le funzioni della vita organica non can,giano da secoli. Anzi conviene ossèrvare che i fenomeni più stabili sono quelli d' importanza un iversale: non v' ha cosa piu _unifol'me della 1:ivoluzione della te1Ta intorno al proprio asse e della sua evoluzione intorno al ·sole. Ora tornando dagli elementi essenziali della guerra , all'esame del loro impiego, ve4remo subito una varietà infini ta di situazioni volute dalle contingenze di tempo, di luogo, di stato fisico e morale degli avversari; cosicchè quegli che ne dirige l'aziorie per dominarla deve essere dotato non solo di forte volontà, ma anche di spirito creiitore pari a quellù dei grandi inventori e delle loro scoperte. Naturalmente il Proudhon, da gretto scieùziato, non ha mai potuto comprendere la varietà \ii tale opera considerata nello spazio e nel tempo, perchè egli giudica all'infuori di essi . 0Mnuno capisce che pel' vincere è necessario di essere più forti del nemico in un dato punto: ma dal capirlo all'applicare il con· cetto ai fatti per assicurarsi la vittoria r,ì corre un buon po'. · Riuscirvi, e sopl'atutto nel punto più opportuno superando glt ostacoli che oppongono il tempo, lo spazio e l'avversario, e spesso anche quelli creati dagli stessi subordinati, non è in reallà t~nto facile quanto lo pare in teoria. · Dice il Proudhon : « Basta leggere le campagne di Napoleone « per convincersi che sono sempre le medesime; nè si capisce « come quell'uomo, se pur aveva genio, non sia stato alla fine tè· « diato ('I) da quel contin.uo ripetersi delle stesse vicende. In« fatti sieno le linee del Po, del Ticino, dell'Adige, quelle del« l'Elba e dell'Oder, esse ·si ripetono sempre; Dresda o Verona, «·passar fiumi, tagliar fuori eserciti, batterne ed imprigionarne « le parti, sopraffare il nemico in celerità, ·indugiare con le di' . « mostrazioni, sorprenderne le comunicazioni ed i magazzini, « stancbeggiarlo ed infine ucciderlo ... i piedi, i piedi, sempre i « piedi. >) • • (l) Sarebbe anche lecito chiedere al Proudhon come mai non si sia tediatò dallo scrivere, scrivere e sempre scrivere.
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J'uuo ciò è molto monotono, non è vero '? Ma non. si possono lro_yare due fiumi che esauamente ~i rassomiglino come due città, iilentiche, senza accen nal'e che giamma i le condizioni numeriche, mor~li e lìsiche degl i avversari . si equivalgono. In qu::.nto ai « piedi » Napoleone ben sapeva che la guerra si fa con essi ( 1) e o-be per -r isparmiare le teste occorre non risparmial'e i piedi; ma perchè il risparmio sia utile conviene sapere il perchè ed il come dell'andare. Ed il Proudhou tira via sullo stesso tuono, spesso ripetendosi e sp-esso contradd icendo;;i; senz;t trovare poe:;;i,1 in quanto ha esaminato. Ma è proprio da cercare la poesia dove si tratta delle sorti di una nazione·?... La poesia di solito segue gli avvenill!enti, ed è ,•era ed ispirata, non artificiale e dol.lrinaria, non venale; ma disinteressata nffat_t.o (2). E la poesia. segui anche gli avvenimenti napoleonici. E con quali nomi! Presso i Rnssi col Puschin, col Lermontof; presso gli Inglesi col Byron e con altri. _ Io penso che non v'abbia cospicua lelleratura in Europa i_ cui poeti non abbiano contribuito ad esaltare la tragica Jìgurn di Na· poleone (:)). · 1
XI. Segue, negli appunti, la ripetizione di cose già dette altl'e volle e l'e·spressione dei desiderio di mutare trattazione all'istoria. « ... Essa, per troppo tempo, l\1 considerata quale prodotlo di t alcune volontà individuali. Occorre invece esporre l'istoria, le « r_ivoluzioni, la politica e la guerra nelle loro ragioni sociali. « E necessario spiegare che il dispotismo è un prodotto delle « masse e non dell'individuo, che te · passioni e le idee di que· « -st'ultimo derivano dalle correnti ché agitano quelle. In questo « modo noi riesci remo ad ottenel'e l'esau.a misura dell'azione in<i) Lo disse anche un maresciallo sassone. Proudhon diceva clw Napoleone faceva la guerra. con i sabots o scarpe di legno. (2) Ogni poeta, di sua natura, è sintetico; vale a dire eg li ti capace di esprimere il · complesso delle parti del feMmeno. (3) Ci si possono aggiungere' oltre ,1ll'Heine in Germania, anche il nostro Manzoni che meglio degli altri riassumette con sicura frase l'epopea napoleonica. {Noto. del tradutt.ote).
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NAPOLEONE B WELLINOTON
NAPOLEONE E WELLINGTON
di viduale, di quella del genio, dei ,mediocri, e dell'influenza
« che esercit'lno le masse. ({ E cosi non nvverrà di disconoscere l'i nfluenza del genio senza « porre in conto ancf1e quella dell~ masse (cniquc sHuni), » Tullo ciò è giusto. ma sarebbe altrettanto gi usto l'affermnre cbe · una simile storia sarà letta solranto dagli inJelligenli e non dalle masse, e che quanto fu detto dal Proudhon su ~apoleone non si accosta affatto al suo ideale di giusta analisi dei rapporti che inlercedono fra gli individui e le masse: e che fondati una volta sopra qu esta base, sarà pur necessario proclamare !"innocenza è l'incoscienza degli individui storici, i quali non appari.ranno elle esecutori della volontà dei mandit tari: .aie n dire dell a volontit delle masse. Rimarrù cosi provato :ill'evidenza quel motto antico: « è mè« glio un esercito di pecore condotto da un · leone che un eser« cito di leoni condotLo da una pecorn », il quale è altrettant,o vero nella ,•ita degli eserciti come io quella delle mnsse e della nazione.
XII. L'u ltima parte degli sLuùi del Proudhon t: dedic11ta all'apoteosi del \Vellington, come grande cittadino e grande capitano, in confrnnto di Napoleone che ne resta umilialo; ma disgraziatamente, secondo il consuelo, esagera sia nel dir bene come nel dir male. • ... E veramente si può affermare, egl i di ce, riassumendo la « carriera milirare del Wellington, che questi in Ispagna e uel « PorLognllo, i.lHI 1808 al ·18-13; in Francia e nel .Belgio, dal « ,J 8H, al ,Jf: 115, fn il vero autore dell:l caduta del primo . im(( pero. WellingLon concentrò in se medesimo gli sforzi di tutta « Europa (?); da lui partirono i primi col pi, i primi impul:-i , le « prime idee ed i primi esempi. Senza di lui l'Austria nel 181 3, « e sopratullo la Russia, non si sarebbero destate; senza di lu i « il ginoco della campaina del "I 8113 sarebbe finito in tutt'alti"a « man iera . » È possibile di pro,•are tuLlo, ma con riene pur mantenere una certa misura. 1
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In che maniera il Wellington, -Occupalo in Portogallo, potesse
4'idestare prima l'Austria e poscia la Russia, l un segreto che il Proud~10n vuole mantenere per sè . O fo rse il Wellington abnsò della fiducia di Napoler;ne. spin.ge!ldolo con subdoli consigli a tral asl~iare le faccende della Spagna per ingolfarsi nella Russia'?. .. E dopo questo saggio il Prondhon .aspira ancora nll 'istoria verista e filosofi ca . È degno di nota che il Proudhon, poco sopra, abbia accen·uato al motore iniziale della tenace ~uerrn degli In~lesi cont ro .Napofoone, e ne abbia indicàto l'autore che fu il C' itt . « Una volta, in un pra nzo, cui assisrera nnche Wellington, il -« Pit.t ricevette la notizia che )Jack avea capitolato a Ulma e chè e l'imperatore slava marciando sopra Vienna . Uno degli nstanti < allora esclamò: Tutto è perduto; non vi sono più rimedì contro -« Napoleone I ... Ella è in. errore, ~oggiunse il Pitt, r'ha ancora ~ una speranz:1 se mi sarà concesso di accendere in Europa la -« guerra nnzionale, principiando dalla Spagna! · » Tutti si meraviiiliarono ed il Pilt continuò: « Sì. o signori, gli -Spagnuoli saranno la prima nazione tra < eui d4vamperà la guerra patriollica che sola può sn lvare l'Eu - · -e ropa. Mi giungono avvisi da quel paese, ed ho ragione di ri« tenerli si.--,uri, i quali mi garantiscono che ad onta della de-« generazione della nobiltà e del clero, cagionata dal callivo t. governo, e ~i unla a tal pun_ lo da .:;trisciare ui piedi del favo« rito, ('I) il popolo mantiene integra la sua onestà ed equan imiti1 < e conserva vivo l'odio contro la Frnncia, 'intenso più che mai « e pressoche eguale in intensità all.' amo re che porta ai suoi « regnami. Bonaparte deve persuadersi che tulto ciò è incom·« patibile con i suoi progetti sulla Spagna: egli faril il po,sibile ·(( per cacciarne i sClvrnni, ed io lo attendo a questo pun to che « pro,·ocherit la guerra ch e io desidero dal profondo dell'animn >> . Cnoegabilmen te vediamo cosi a Jeli nea rsi un uomo veramente grande e degno avversario di i{apoleone . Egli scopre risorse lit . dove nesslrno le aveva scòrte, egli intuisce il carattere ·del po:pofo a ttraverso la. putredi ne e la muffa det ln nobiltit e del clero, (iJ Il noto Go110·1, p1·iacip~ Julla Pace e ra 1·orilo tlclkt regina.
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NAPOLEONE E WELL INGTON
NAPOLEONE E - WELLINGTON
-0èculto all'occhio comune ; penetra nell'intimo del carattere diNapoleone così p_rofondamente, come se disponesse di ·rapport~ confidenziali e continui. Conviene confessare che noi ci troviamo davanti ad nn uo,mo non ·co mune. . E t.Ùlto ciò nell'anno •I80i.S, valfl a dire tre anni prima che H Wel linf!lon si sentisse spinto ai Pirenei. Intanto il Pitt non vide .attuarsi nemmeno il prin ç.ipio delle sue previsioni. L'annuncio di Austerlitz lo colpì a morLe ( 1). Ma ·il seme da lui gettato non undò perduto e portò frutto, : funesto per Napoleone. li Pi tt apparteneYa 3.: quella schièra di uomini la cui azione va al di là della tomba ! Ed il Proudhon attribuisce ogni cosa ~l Wellington, e CÌ'ede che senza di lui la Russia non si sarebbe mossa l Sen:t.:\ dubbio il Well ingto n fu uomo fortemente temprato, e· ciò vale assai nelle co~e di guerra; ma fu anche un gran caparbio: aveva bisogno di consolidarsi, di. fortificarsi, di preparare ogni cosa. La posizione di Waterloo, nd esempio, fu da lui studiata un anno prima di valersene; e badisi , ciò avvenne per caso fortuito e non ripensato. Tale. era l'uomo in tutte le cose : esecutore coscenzioso ma privo di genialità . Come gene· raie di secondo ordine il Wellington avrà certamente un posto· eminente; ma soltan to un nomo incompetente o sedo tto dai suoi obiettivi e dimentìco della verità storica può metterlo a pari dei, piu celebri e di Napoleone.
È' bensì vero che il sistema continentale, le consegue11ze della Rivoluzione e la chimera del dominio del mondo hanno perduto Napoleone; ma il · solo des iderio di risolvere cosiffatti problemi indica di quàl tempra rosse l'uomo, e quale dovesse essere il suo « destino)) per quanto possa parere stravagante questa espressione a certi lettori. · . Voglio dire ché tali uomini sono evidentemente sospinti da una forza ignota al conseguimento dei loro scopi, e non possono fermarsi tinch è non periscono sotto il peso degl i ostacoli sollevati da loro stessi. E con quali artifizi agisce questa forza!. . . Uomini cosilTatti possono scoraggiarsi nei primi anni della loro carriera per qualche contrar ietò, ma non dopo dieci anni ('1796t806) di continui trionfi. E come mai Na poleone non doveva aver fiducia nella proprià stella ? ... Epperciò il Proudhon ha ragione quandq affe rma che nella pc,litic~ e nella isloria. trionfa alla fine · la forza ~elle nazioni e delle cose . « Napoleone non deve aver nemmeno sospell.atò questa forza << all'infuori della sua personale; tullochè ogni uomo di stato do· « vrebbe ammetterla. E ciò perchè egli nella sua professione sope·« rava la maggioranza(!) de i contemporanei e sopratutto dei prin· « cipi, ed immaginava clie questo suo genio specialis~imo fosse « stifficiente per assicurargli ovunque e :;;empre· la vittori a. Ma « Napoleote dimenticava che il suo còrnpito era .imposto dalle « nècessitù della storia e dalla forza delle circostanze, all'infuori « quanto riguardava la sua persona >. E prosegue: « senza dubbio Na,poleone era un grande artista « di .battaglie e di vittorie e tnttci la S'tta 'V ita nnn è alt1·0 che « tm'epopea, al gusto della. nazione e degli ant,ichi . .Egli è eroe <1 ineomparabiie nelle lolle contro gli Dei e contro gli uomini e « cosi profondo calcolatore che riesce a sogiiogar la fortuna e « soccombe alla fine sotto i colpi dell'implacabile destino. Tale « carriera dà materia di canto per un poema, cento volte maggiore « dell'lliad~ e del Mahabharata. Così Napoleone è compreso ed -« ,amato dalla nazione ». A'nche questo si può dire sul conto di Napoleone, ma in tal caso che valor~ rimane a tutto il resto degli appunti d~l Proudhon?
Qua.le sarebbe sLata la. forma degli appunti del Proudhon , non sappiamo con precisi ç,ne, ma. molto probabilmente si può supporre che essi dovevano servire da materiale per un opuscolo, contro Napoleone III che ~llora gc,vernava. « Napoleone è il vostro idolo e grazie a questo voi vi siete sot«· !Omessi ad un altro . Ora osservate pèr un momento che valore- ~ <• ha l'idolo vostro !. .. » · Così il Proudhon voleva ·col suo libro mellere i Francesi sull'avviso della sorte che li avrebbe aspettati, se il libro avessevisto la luce. ' (I ) La battaglia di Austerlitz anenrie il 2 dicembre !805 ed il Pitt morì il i, gen1806.
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KAPOLEONE E WELLING'l'Ol\ 1270 E chi fo la storia~ La nnzione o gli ideologi~--: Senza dimenticare che in avvenimenti così· « 11,nif'onwi e monotoni » come il Proudhon chiamò le 1uerre nnpoleoniéhe, ora abbiamo stolTa · per venti poemi della m'ole dell'Iliade. . In <1uanto poi al dire come f:i il Proudhon che Alessandro il Grande, Cesare e Carlo Magno (cui piaceva compararsi Napoleone) rappresentassero nu' idea ed un tendenza dominante dei . tempi loro ('I), e che le nazioni li considerassero come una loro incarnazione, mentre Napoleone non rappresentava nessuna idea nè nessuna personalità, perchè secondo il P1·ou~hon egli ave".n· tra· dito la Rivoluzione, a nostro giudizio signilìca metter1;1 ;;ovra .un · terreno insostenibile. Ammesso pure che l'incarnazione delle idee in grandi personaggi :storici sia una fantasia di filo sofi Eghegliani , cioè a dire uo << t 1w1H historicns » fabbricato a « posterio1·i »; ed ammesso · anche il fatto che qnesti personaggi medesimi non conoscevano cerlamente il còmpito loro attribuito per compiacenza dei filosofi: bisogna tuttavia soggiungere che questa sagoma fantastica può adattarsi anche a Napoleone. Infatti Napoleone tende a Stilbi lire il pl'eclominio sull'. Europa orientale come Alessandro nel!' Asia orientale; egli fu un grande livellatol'e. quanto Cesare, e forse più perch è trasse dei l'e, dei principi, dei duchi, ùei c,onti, dei baroni dai postiglioni (Murat), . ' dai contr,,hbaqdieri (Ma5sena) e .elag1·I avvocati. Napol eone non cu rò I' eclucazion_e religio:\a delle nazioni vinte come aveva fatto Alessandro Magno. Ma altri l'aveva fatto prima di Ìui . Che poi la nazione francese riconoscesse in Napoleone la propria incarnazione Jo dice lo stesso ])roudhon.
Secondo il Proudhon la Rivoluzione aveva i seguenti scopi : ,1° Completare la missione clel\a monarchia cioè tradurre in allo il governo r,ippresenlativo sopraffatto dall'ultima assemble(l, (i) Alessandro rappresentava la confedorazione ellenica e l'egemonia snll'Oriente. cesare il riareggio della società romani\ e l'unità politica delle nazioni mediterranee, . ciò che poscia condusse all'al1olizione della schiavitù. -Carlo Magno l'educazione delle stirpi oordìchc per mezzo del cristianesimo e la loro p1·eparazione al lo scoro di soppiantare le stirpi ilei m ezzotli nel campo dcll'i,toria.
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degli Stati generali a favore del despotismo dei cardinali Richélieu, }lazzarino e del Re Luigi X IV ; · 2° Aprire la via allo spirito filosofico sorto nel xvm secolo, quello che il Condorcet nomò « proq1:ess_o .» ; . _·. · . · 3• Introdurre nel gover~o delle nazioni ti prrnc1p10 economico, destinato a soppiantare ler1tamente quello di autorità ed a regnare 1 da solo come una nuova religione della società. A nostro modo di vedere la Rivoluzione, come tutti i catacli;;mi, non si è proposto alcuno degli scopi sopra menzionati ; e come cataclisma che esso fu, non poteva proporseli . Infatti se il dispotismo di H.ichélieu e del Mazzarino ha sopraffatto gli Stati generali significa che esso era più forte d'ogni altro· principio di governo e che la nazione francese. per necessità storica, non era :mcora preparata ai nuovi ordini . Il Proudhon dimentica che fino al tempo di Luigi XIII la Francia non esisteva che nell'idea, mentre in realti1 parlavasi cli Borgogna , cli Provenza e di Guascogna, · di Bretagna e di Normandia , E ciò cònferma pienarr1ente se si ricorda quanto sopra abbiàmo detto, che gli anni non riescono a sopraffare il lavorìo dei secoli. Soltanlo il dispotismo poteva tenere riunite queste provincie. Uno dei primi provvedimenti della Convenzione fu la suddivisione della Francia ih dipartimenti, allo scopo di annullare l'autonomia lo· cale ed il particolarismo provinciale. Secondariamente, lo spirito tilosolìco del XVLft sec.olo era esclu · sivamente intellettuale ed era pilittosLo t~n· al'ma creata per de. molire il vecchio regime che uno stromento impiegato per sostituirne dei nuovi . Che più~ Trasporlare nella nuova vita qnesto elemento di critica disgregatrice sarebbe stalo un controsenso. · In terzo luogo. Nella vita delle nazioni il principio eco nomico non sarà mai quello ·che le governa e le dirige assolutamente. Le nazioni non vivono per mangiare ma bensì mangiano per vivere. Che anzi ci sono dei momenti nella vit.a della socie1à nei quali si arriva perlìno a dimenticare !li man~itLre pur di raggiungere lo :;copo.
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NA POLEONE E WELl:.!NGTON
E qui il Proudhon erra sostanzialmente: da contadino onparbio, egli sfodera un'intera serie di ragionamenti quando l'estro lo muove; e non considera frno a qual- punto si ad altino alla sua tesi. Infatti egli' impiegò l'intera vita per dimostrare che il mangiare non è una cosa di primaria importanza; ma trascina:os_i qu indi sulla china delle questioni economiche, senza più pensare alla coerenza , egli proclrimò che. il principio economico deve sostituire quello di autorità e diventare perfi no la religione delle nazioni. Ora imaginino .i lettori al luogo delle sembianze del Martire Divino che rese l'anima sua per l'Umanità, la fig ura del ·vitello aureo, o piLt semplicemenle., un sacco di monete d'ot:o e' d'a1:gento !... E che seguito avrebbe mai un'etJoliizionistci se venisse alla conclusione che verrà tempo in cui cuore e testa . umana saranno atrofizzati e si trasformeranno in ventre! ... Che il principio econom ico sia parte molto importante dellà vita umana è indiscutibile, ma non trovasi nell'istoria esempio che provi che es,;o sia fattore assotuto. Fu tempo in cui l'antropofagia si scus.ò, se non erro, con la manc.~nza dei viveri, e che i fanciulli e le fanciull e in ispecie, si esponevano per la medesima ragione. Ma nemmeno allora la. Umanità poteva sussistere senza i vincoli fondamentali che ce· mentano la vita delle masse; e ciuest, vincoli sono appunto ·la religione ed un regime qualsivoglia di governo.
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A'i "rimproveri fatti a Napoleone dal Proudhon questi ne ag- giunge un altro che gli sembra assai grave, cioè quello di non aver compreso il significnto del tratl.ato -dì Vestfalia che, a suo giudizio, è il fondamento inconcusso dell'equilibrio degli Stati di ijuropa .e delle rivendicazioni nazionali (?) Appena un anno dopo la morte del Proudhon, il Bismark dimo-strò la fragiliti1 di questa ,base, prima a· danno dell'Austria e d'ella Federazione Germanica, poscia della Francia (1). ' Le osservazioni seguenti del Proudhon sono della medesima oatura delle sop~·a nominate, e noi non le discuteremo per risparmiare ai leLLori la noja. T_ermin.eremo invece il resoconto degli appunti del Proudhoo :0on due gioielli· snll'equanimilil del suo giudizio: Il Wellington« un vero galantuomo, nn uomo libero che in« teramente si consacra nel servizio del pnbblico diritto, anche .« 'quando pht è calpestato e tutto il mondo lo abbandona senza ,« speranza ». •Napoleone: « È un uomo affatto morale, secondo atTerma lo « stesso Thiers. Oà1icida, bugiardo, falsomonet.irio, scostumato, « stuprai.ore, bigar:n,o, ci'arlaLano che rappresenta la parte del<d'eroe Carlo Magno, il gnerriero magnanimo I. .. ~ Il n'y a pas qrand homme pour son valei de chambre I M. DnAf;OMIROF.
Ecco le idee che secondo i' opinione del Prouclhon sla vano nello sp irito della Rivoluzione, e che Napoleone non comprese. Ma è proprio degli ideologi il ritenere le proprie fantasie per verità. Il Proudhon ha dimenticato cbe principi di natura di1Terente non posso110 sostituirsi a vicenda, e che tali ·sostituzioni non sono possibili dm tra fenomeni della medesima .natura. Il principio econoQ1ico, in nessun caso: non potrà sostituire quello cli autorità e quello di religione. E ne è esempio l'America Settentrionale che sembra completamente mancipia del principio economico e nondimeno, in mèzzo all'orgia capitalistica ed industriale da cui si sente travolta sente il bisogno di religione e di governo .
. (l)
Il Proudhon mori nel 1865.
CONTRIBUTO ALLA SIEROTERAPIA, ECC .
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CONTRIBUTO. ALLA SIEROTERAPIA CONTRO LA PLEURO-POLMONITE EQUINA.
La, R ivista niiUtare ecclettica non può éi meno , di a,ccogliere nelle sue pagine tutti quei lavori che, pur avenclo carattere speci:-1le, mentre segnano un · progresso scientifico, ha,11110 nel tempo st essa. un interesse pratico e generale per l' esercito. Tale · è a,p punto il presente hworo, che tratta di una cura nuo-va · in Italia, e che interessa del pat1. l' .A.111111~nistrazione della guerra e i comandanti tutti delle a,nni a cavallo, perch.è troncherebbe i11 bel principio· le epidemie d' influeuza che dominano fra i cèwa.Ui dell'esercito. Ne risentirebbe vantaggio ma teria.le e sensibile l'erario, diminuendo ·1a mortalità : tanti cavalli in meno perduti e tante miglia,ia di lire risparmiate. Sotto questo aspetto cl' interesse generale ~1ppunto pubblichiamo questo studio clell' egregio capitano veterii1.ario Bertetti, il quale nella esecuzione ·di esperimenti affatto nuovi :i11. Italia 'e bbe la cor~se colla.bora.zione dell'illustre prof. Tizzoni, deput ato al Pa.rlamento. INTRODUZIONE. Nella letteratura ve,terinari a domina ancora molta confùsione circa la natura, la nomenclatura e la classificaz ione di alcuni morbi infettivi che possono inlierire nelle agglome i;azioni di cavalli.
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La question·e ch e si dibatte prende di mira due JJUnti principali: · ,1° Stabilire una esatta differenziazione in base ai caratteri etiologici, clinici ed anatomici di varie malattie epidemiche del cavallo che hanno fra di loro molti punti di contatto e che vengono comprese sotto un a denominazione generica di inlluenza, tifo , ecc. ecc. ; 2° Determinare quale connessione vi sia fra i microbi che sono la causa di CfLteste diverse forme infottive, Il .Micellone (O tenente colonnello veterinario in posizione ausiliaria lìn dal "885 scriveva: << Circa la conven ienza d'una più « esalla distinzione di alcun i morbi »' specificando che intendeva alludere « ali' incertezza riferente:;i a quegli stati morbosi, · che ._ dai veterinari, della prima melù di questo secolo si indicaro110 « coi nomi di infltienz-ci - febbre catarrale 1?,er vwa - febbre « ne1·vosa r-enmatica - febbre putrida maligna - febbre all'i« nainica - gastro-en writ,i - tifo dei ca:tJalli - ti(o polmonare « in{lnenza tifosci ecc. ecc. »; e proponeva di designare come entità morbose distinte l'una dall'altra e non come forme di una . stessa categoria le seguenti malattie : ·1° Tnfluenza ; . :2° Pleuro-polmonite contagiosa dei· cavalli; 3° Febl1re tifica o tifoide ci; 4° Ti( o pet,icchiaLe od e8antemcttico. Il Micellone si basava specialmente sugli studi del Dieck:erhoff e del Williams; il primo denominan epizoozia equina (Pferdestaupe) il iii.orbo epizootico benigno che fu più generalm':lnte conosciuto sotto il nome di 'Ìnfliwnm e che comprendeva le affezioni designate per lo passato come forma catarrale, gastrica ed anche tifosa dell'influenza; e chiamava col nome di pleuro-potrnonite e,pi.zootica dti caMlli (Brustseuche der Pferde} un'affezione I con14giosa degli organ i respiratori del cavallo che prima si considerava come fo rma infiammatoria del!' influenza; il secondo diffe -. renziava le due forme morbose in « pan.zotie- catarral /è-ver, o
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(lJ M1c &;.1.o:.~. - Circa l <i con·ve-nienza à'·una pi-il esatfri distinzione ,li alcuni morbi. i885, Torino. ·
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CO.NTHO LA PLE U.RO-FOLMON I TÈ EQUINA
CONTRIBU'l'O A 1,LA SJ E RCJTERAPl A
inflwmza » ed in « Epizootie pleuritis and- plew·o-pnrn1;wnit'ÌS of the orse ». Il Leclainch e (,J) nel capitolo delle malauie dell'appardcchio respiratorio parla del!a polmonite franca o sporadica. ·dovuta alla 1 presenza di nn microorganismo (2) il quale si svilupperebbe sot.to l'azione di cause occasionali reuma.Lizzanti, ed in un altro paragrafo traua della pleuro-p9linonite in!'elliva la quale si distinguerebbe dalla prima per il suo carattere enzootico e per la difie~enza dei sintomi clinici . Nel capitolo VI, M'alattie genemli de~crive la febbre ti/oidea (3) comprendendo sotto la medesima denominazione anche l'influenza, citando cioè nella letteratura dell'infezione tifoidea, promiscuamente, tanto gli autori che tratLarono dell' inlluenza quanto quelli che studiarono la febbre tifoidea, come se si trattasse di un'unica. malattia. Ricorda che l'epizoozia estesissima del ,t 881-82 foruì nuove ricerche le qual i differenzia ~ rono la febbre t_ifoi<le dalla pleul'o-polmonite infettivft colla quale era generalmente confusa e che allora si dimostrò piènamenle la sua contagiosità. Nel ·1890 Galtier e Violet dichiarano che la febbre tifoidea del cavalfo costituirebbe colla pleura-polmonite infettiva, una malattia unica, dovuta all'invasione dell'orO'anismo • n di due microbi associati. L'infezione si praticherebbe per mezzo dei foraggi e dei ;grani avariati e quindi dovrebbe venire denominata pnewno -enterite in· fettivci dei foraggi. Queste, conclusioni sono basate sopra numerose ricerche sperimentali . L'inoculazione nel coniglio di prodoni diversi pi:ovenienti da cavalli ammalati (pezzi di polmone, d'intestino, liquido pleurìco, muco nasale, ecc. ecc.) produce ~na infezione mortale; l'inoculazione nel polmone o nella trachea di un cavallo sano, di colture pure dei microorganismi isolati o del sangue e della polpa di qualche organo di coniglio infetto, riproduce delle lesioni analoghe a quelle della malattia. originaria. Anche le iniezioni intra·tl'acheali di liquido nel quale vennero .lavati alimenti avariati (fieno, avena, e()c.) hanno co.stantemente P·récis àe pathologie vétédnaire, t89L (2) Confronta PERRONCITO. - Il pneumococco àel .cavallo (bacteritun pntwnoniae croup,m equi). - t885. (3) Confronta Pi,;nnox c1To. - Osservazioni sul tifo nP.l cat>t1lln. - t890, Torino.
1277
provocato nel cavalli:>, delle alterazioni multiple di pleuro-polmonite" e di enterite, e l'inoculazione dei prodotti di quest' ultime al ' coniglio dimostrò ln loro identità colln malattia sponta1_1ea. M. A. Barrter ( 1), veterinario militare francese in nna sua refazione su una epizoozia. di pnewni'J-enterite infettiva, afferma che fa detta malattia non è nè una malaltin di acclimatazione, nè una febbre · tifoidea, contraddicendo in Lai modo le osservazioni di Gallier e Vio let. e di altri antori. Le pneumo- enteriti, dice egli formano un groppo speciale di malattie nelle quali I' inl'ezione è la regola, l'agente infou.ivo molto oscuro e le manifestazioni mo,rbose multiple e distinte a seconda del la. natnra e. \'abbondanza d!3i II\Ìcroorganismi che ne sono i fattori, e del numero e l' intensità delle cause predisponenti od occasionai i. li Cadéac (2) ammetLe una 7Jolm,onite {ranrn, una polmonite di scu,deria, ed una polmonite contagiosa, le quali avrebbero comune il germ& in'fettivo, sono forme variabili di micrococco, diplococco , streptococco, bacterio ovoide di Schntz, però irÌ grado diver:;o cli vinilenza. La polrnonit~ f'ranca o sporcii.l-ica si farebbe notare per · Ja poca intensiUt dei sìntomi di:;pnoici relativamente alla superficie che occupa l'epat.iz1.azione. La polmonite di scuderia che attacca i soggetti (li una certa età che :;tanno molto tempo in scuderia avrebbe un'evoluzione lenta, terminante colla suppurazione o colla gangrena e perciò quasi co.,tantemente con esito letale. La potm,oniie contarriosa che attacca di preferenza i giovani · cavalli si farebbe notare per la sproporzione che esiste sempre fra i fenomeni locali e la gravità dei fenomeni generali . In questa si avrebbe qnasi sempre la complicanza della pleurite per diffusione di pr(>cesso cd una percentuale di perdite piuttosto rilevante. Anche il Cadéac fa notar~ che le epi.zooz-ie tifoidi a /'orma toracica r,ilevate da molli autori, corrispondono clinicamente ed a~àtomicamenle alle pneumoniù contagiose. Da noi l'Oreste (3) considera ht plettro-polmonite contagiosa del ccwatlo. o influenza pettorale come una malatlia a se più grave della semplice:inflnenza. Egli fa notare che le due forme non si
(l.) Ls:cLAINCHll. -
llecueille àe 11/éàeçtne Vètfrinaire, giugno i896. Pattwtogie intel'ne des 1inimau:c ào11iestiques, voi. IV. (3) OnRS'rE. -11/ataltie infettive degli animali domestici. - Nariol i J.892.
(l)
(2J CAOÉA<:. -
8-1 -
ANNO XLII.
1:rn;
..
CONTRIBU'JO ;\Ll, A SlEIWTERAPlA
CON'l' RO LA ('LE UR0 - POUI0 N1TE RQUJ NA
esclu'dono, bencht) sieno due infefion i diverse. Cl inicamente la; difTerenza starebbe in questo sol.tan to, che nella vera influenza i fatti pulmonali , qon nrlo si avverano, rappresentano un a compl ica nza, in quel la pettorale invece dominano su tutta la forma clinica .e c0stituiscono per così dire l'essenza del morbo. Accenna: nl fatto· che mentre in medicina. umana la parola. influenza ha un significato ben determinato, in veterinaria si è molto abusato di questo nome e che spesso si parla di inlluenza per uscire d'impaccio del diagnostico. Non parra della febb re tifoide ,;e non accennandola in questo periodo. (( A togliere l'abuso ehti tuttavia si fa della parola influénia, « dovrebbe essere riserbata una siffatta espressione, come han fatto « gl' Inglesi, a quella formà che Dieckerhoff eh iama /ebris catarràlis « epidemiw eqiwrwn, a cui appartiene in parte il ti/o e la feblm! « tifoide dei moderni veterinari francesi, mentre l'altra !'orma {l'i n« ·11uenz.a pettorale dei veterinari teclescb i, che i Francesi conside« rano· co me localizzazione po lmona le della ti ioide) la si do vrebbe« designare semp licemente come pleuro polmonite con tagiosa ecjuo« rum». La tratt,1zione dell' inlluenz~1 e della pleuro-polmon ite conL,1giosa è davvero e.~auriente e noi vi abbiamo potuto facilm ente riconoscere in quesL'nltima la fede le descrizione della forma clinica dell'infezione che dom inò pe r circa 4 mesi fra i cavalli del reggimento Umberto I (33°) . TI Levi (1) ammette la forma enzoo 1.ica ed epizootica della polm·on ite e la sua contagiosità , ma non fa una descrizione specia le d·ell a pleuro-polmonite contagiosa dei catJalli, accennandola s~l tanto come una possibile comp licanza di altre infezioni quali la febbre tifoidea ecc., ecc. Si diffo nde molto sull' hifluenza distinouendola ' a differenza clel Leclainche, dalla /ebbre tifoide, che· <') tratta in un cnpitolo a parte. Egli dice che fra gli autori vi è un di~acco11do completo nell' intendimento nosologico dell' inlluenza ·; ch e per alcuni , tu~le le inll uenze sono febbri tifoid i, mentre pe~· altri tutte le febbri tifoidi sono in Guenze locnlizza~e all 'apparecchio respirato ri o.
lf
** · Da quanto sopra emerge il disaccordo degli autori sul con. cetto e sulla classificazione delle malattre (in qui denominate promiscuamen te, in(lnen.za, febbri tifoidi ecc , ecc ., e sappiamo che è generalmente sentito il bisogno di stabilire dal punto di vista clinico nna classificazione _che sodd isfi e corrisponda a tutte le esigenze clin iche. Da comunicazioni verbalì avute sappiamo pertanto che nel Trattalo di patologia comparata - Brnsasco- Boschetti - si farà disLin:,;ione fra: 0 ,[ I,n{lnen~a o _qreepe e complica~ioni (edema poi monale, polmon iti ecc. ecc.) . 2() Plenro-polmonite -in/ettina o ti(o petiorale e complicazion i. :3• Ent.erite in/'cltiDa o tifo a(.iclominale od intestinale e complicazioni . V Meni11go-ence/'alile in/éttira o tifo oerebrole e compl icazioni. '> 0 A.1utsli'l'Ca idiopatico del Noulcy o tifo cutaneo e complicazioni. Questa classificazione pa'!'mi possa corrispondere precisamente alla verità clinica, pur lasciando li bera la discussione dal lato
batteriologico. .
' •
Epidemiologia.
Nostri stwli. - La malattia che è argomento d i qu esto lavoro ha fa.llo ·1a sua apparizione iI giorno H, settembre ,J 896 in un cavallo di i5 an ni e mezzo dello squadrone deposi to del reggimento di cavalleria Umberto l (23°), situato nel quartiere S. Francesco in Bologna . Detto cavallo è morto due giorn i dopo coi sintomi di una intensa congestione ·polmonare. Nel mese di settembre entrarono all'infermeria per la. stessa malattia N. 8 cavall i , H . ne ~n trarono nel mese di ottobre; 4-~ nel mese di novembre e 25 nel mese di 1 dicembre; infine nel mese di gennaio 11897 fino al giorno 1z (epoca in cui la.sciai il reggimento) entrarono due soli cavall i. 1
LEv1 !ano, i882 . (li
Lezioni di 1iaiologi1i in:fer n a e t.er-apeuUca. cliniw vefel'ina1·ia. -
W-,
12ì9 .
1280
CQ~TRIBUTO ,\LLA. SIEftOTJ;;RAPIA '
Si ebbe cosi un totale di ·l'i!,! colpiti sopra una forza me<fo di 34.5 cavalli di t.ruppa dei tre squadroni presenLi alla sede com · preso lo stato magp;iore e deposito , senza coQta,;e altri 11O cavalli di ufficial i'. · Dei :Ho cavalli, 199 erano sardi , di questi ne furono colp'iti 1109 cioè il ? >4 °/ 0 ; gli altri H.-6 erano di allre provenienze, parte italiani e parte ungheresi; ne furono colpiti solo 1<2· cioè 1?8 °/0 . Occorre notare però che questi H-6 appartenevano quasi tutti alle rimonte anteriori allaformazione del reggimento (anno ,J887) epperciò , salvo pochi .(8) , avevano un'clà. superiore ai 12 a~ni. [ primi casi si osservarono sui canlli delle ultime rimonte (etil anni 5 e 6) ed in seguito vennero anche colp ili quell i di età superiòre. Come si deduce dallo specchio che presento piu sotto, mentre la percentuale dei colpiti fu magg ior.e nei cavalli giovani, come quelli che oJTrono meno resistenza organica, la percentuale dei morti, invece i'u pressochè uguale sia rra i cavall i di età superiore ai 9 anni che fra quell i dai 5 ai 7 anni. Dei primi su 43 colpili, se ne perdettero 5 ; e dei secondi su 78 colpiti se ne perdettero 8. 1
1
1'avola indi ca1ite la pei·centuale dei colpi ti e dei niorN ~·ispetto all'età - - ·- - - - --·--- - - ----·--- = = = = =-- - -
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ciascuna voi La; in segu ito al quale trattamento, la malallia aveva preso un andamento cronico. Degli altri 12, uno morì dopo sole due ore di degenza ali' infermeria coi sintomi di una inlensa congestione polmonare, uno morì dopo ;3 giorni dì malallia, uno dopo ,1. e due dopo 5 giorni ; uno dopci G, uno dopo 7' ed uno dopo 1,1 giorni; tre dopo ·12 ed uno dopo un massimo di ·1;3 giorni . Perçentuale delle perdite 110,74 °/0 • Locali. - Le scuderie dove sono ricovernli in Bologna i cavalli del reggimento si trovano in 3 quanieri, distanti qualche centinaio di metri l'uno dall'altro. 1° Qllartiere S. Domenico .. Vi si trovano i cavalli del 3° e 5° squadrone . li primo di questi occupa urrn scuderia sotterranea, però, abbastanza ventilata. l'altro una bella scuderia che non lascia nulla a desiderare dal lato igienico; 2° Quartiere S. Gerv;~io. t occupato dal 4,• squadrone ; le scu.derie sono ablrn.st,rnza igieniche per quanto siano molto vecchie; 3° Quartiere S. Francesco. Vi è lo stato maggiore, che oc· cupa una buona scuderia, ha. però pochi ca valli, una quindic ina, e lo squadrone- depos ito che lrn una scuderia piuttosto lun ga, con poca luce e poca ventilazione ad llllit sua estremità. L'epizoozia ha cominciato, come ho già. deLto, il 14: settembre 18HU ed ebbe termine verso IA metà di gennaio c~ome risulta dal .seguente specchio dei cavalli entrati ali ' infermeria:
1
'I
z
I
1 1 3 l 4 abbatt uti l I
Settembre.
I
Ottobre
I I
Novembre .
4
:3
1
18
'7
13
2
Dicembre . Tot.ali
:1'15
121
35
'f.
1281
CONTRO LA l'LEURO ·POLMONITE EQ,OlKA
12 abbattuti
i
li cavallo abbattuto perch è ritenuto incurabile, aveva subito ripetutamente la toracentesj e la relativa disinfezione della cavità toracica , fatta con 500 grammi di soluzione di lisolo al 3 °/o
12 .Gennaio
II I
8 (i
44
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... squadrone ! non Come si vede dallo specch io , il o. Totale
24
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I 121
-
ha nìcun . cavallo colpito dalla malattia nel mese di settembre ed il primo
CON'.J;RO LA PLEU RO -POUl0Nl1'E EQUINA'
1282
CONTRIBUTO ALLA S1EB.OTER,1 P1A
entrato ali' in fermeria nel mese di ottobre cadde arnmai(lLO il . giorno ,J 7. , Se si tien conto che i1 3° e 5° squadrone sono ricoverati nello stesso quartiere e che hanno in comune gli abbeveratoi, il iua· neggio coperl.o, con molti altri punti di contatto fra di loro, ò degno di nota il fatto 'del ritardo di più cli un ri1ese dello. sv iluppo d~ll' infezione nel 5° squadrone . . Così pure nel quartiere S. Francesco do v.e gli abbeveratoi ::;ono comuni ai due reparti in esso ricoverati e dove lo squ::i.dr:onedeposito ha dato sino a Lutto ottobre il maggior eontingent e q.i amrn:llati , il primo caval lo dello stato maggiore viene colpito solo il 11° novembre. Il giorno ~3 novembre il 4° squadrone cl1e aveva dato il rnng· gior numero dei colpiti, viene d'ordine ministeriale, mandato in distaccamento provvisorio ad Imola. Appena giunto ha un cavallo colpito dall'infezione e dopo crua lche giorno due altri, di cui uno . muore . In un mese di distaccamento non ha àltri ammala ti e r itorna alla sede alla Jìne di dicemb re, rioccupando le scuderie del quartiere S. Gervasio che nel fra!lempo erano state diligentemente disinfettate . Per maggior sicurezza vi si l'ifece cornp.letamente il pavimento cambiando tutto il materiale dell'acciottolalo. Appena rientrato però ha tre altri cavalli colpiti e qu indi cessa. al la fine di rl icembre l'infezione al detto squadrone. fl deposito e lo stato maggiore nel mese di dicembre non hann() più ammalati ed anche negli altri squadron i 1· infez ione accenna a decrescenza tanto che io gennaio solo il · ij" squadrone ha ancora :3 cavalli colpiI i. L'epizoozia ha quindi avuto il suo periodo di accrescimento, setlernbrè: un maximum ù' intensità, ottobre-novembre ed un pe.-, riodo di declioazìone, dicembre. E:::ioloyia . -- Per quanto gli autori tulli ammettano la div isione delle cause nell e epizoozie in genere, in predisponenti, occasù:,nali e. deierminanti, in pratica rie$Ce pi uttosto diflicile separarle nettam ente e molte di esse possono essere classi fi ca te si~t fra le une che fra le altre. Nel ca~o nostro, Yere cause predisponenti non si possonp di mostra re nè riguardo all'alimentazione, perchè la razione non
1283
:aveva. SLlUÌla alcuna modi(icazione ed i gener i in distri_bu7:ion~ ch_e fa compongono non avevano dalo luogo a contestaz1orn; ne l'l ~ ,:,nardo al lavoro, ai local-i, all'acclinwtazione, ecc., ecc. l cavalli .: ra~o in nn periodo di semi-r iposo quando sì svil ~lPP? h~ ~afattia e prima non ebbe ro a subfre manovre straordrnane r1ch1e-0enti un esageralo consumo organ ico; Circa ni loc~li , non si l)eanche attribuir loro un:t grande parte nello sv il uppo del\ in. .fazione, perchè, :;ebbene le due primè scuderie _in_fet~e furono quelle che presentavano qualche menda dal. lato 1_g_,e01co, . nella ,totalilit dei casi esse non dettero un numero d1 colp1ll supen ore a .quello delle altre scudetie che si trovavano in migliori _cond.iz_ion_i. L'acclimatazione po i non entrò per null a nella pred1spos1z1one, perchè ·i cav;dli giovani cli nuova rimonta non erano ancora ;giunti e gli ultimi venuti si Lrovavano al reggimento da circa otto mesi, tempo più che sufGciente perd1è· il cavallo possa adalta.rsi alle esigenze del nuovo ·am biente . . Fi·a le cause da c!assificarsi fra le occasionali , la pr incip:ile a cui o[i autori atl.ribuiscono un' in(luenza consirlerevole, è data '.dalle"' condizioni così dette reumatizz:i nti. Il Levi (1. c.) dice: « Se ~< noi pon iamo questa cagio ne in conto clell' inf1uenza patogen~ « che ha l'az ione _del freddo sulla. ente, assolutamente non potra -« da sè ~ola svil uppare I' inlluenza: se poi mettiamo la cagione < reumatizzante come condizione debi litan te dell' organi smo, allora < q.uesla àvrit gran peso nell e deterrriin~zioni cau:;al!, perchè si << sa che l'organismo debole ò- più pred isposto a sub1re quesla e << t:inte altre infezion i >>. È sopratutto certo che· le condizioni sfavorevoli della_stagione -eccessivament1~ umida, hanno considere\O lmente tnflu 1Lo sullo sviluppo dell a malattia; infatti ~i è l}Otato che _gl i en_lraLi an'in:fermeria per ·detta malattia sono sem pre stati . 1~ r~gione drret~~ -ddl'aumento dell'umidità dell'atmosfera e d1minu1vano pel'ClO -dopo anche un breYe periodo di bel tempo . . . . . Ch.i-, la ccmsa dete1·1ninante sia sempre l'agente 1n letL1vo, orma1 ,è cosa non niù con testata; la domanda che qui ci si presenta ,r i•ruarda in,,;ce l'origine, i veiéoli di esso . Come è dimostrato tutt.i gl i .auLMi che i microbi patogeni [bacte1:io _delle _tuber-colosi, del carbonchio, ecc ., ecc,.) sì trovano neglt ali men ti, nelle
può
,d;
'
1284
CONTRIBUTO ALLA SIERO'rERAPIA , ECC.
1285
acqu~, nella ~olvere delle .strade, ecc., ecc. cosi è naturale che gli au10~1 francesi che arnme~lan? l'agente infeuivo de!le plenro-polmo~ 1te de~ cavallo che ess i chrnmano Di71lococcùs pneumo-enteritis: eqni_~G_alt1er) o quegli altri microbi che verranno àimoslrali agenti s'p~c1hc1 d~_lla mal~Uia, sia_no abbondantemenre sparsi sulla pol,erc che 11copre I foni ~g1, anche non avar·iari . Nell 'infezione · alluale ~er~ non si pot1·ebbe neppu re riconoscere il foraggio .come prmcrpa l~ veicolo dell'agente infeLl.ivo perchè altri reparti a c_av,illo (re:z~rmen ro d'.artiglierin) che usarono foraggi della med~s,ma ~roven,enza, ed erano sogge tti alle medesime condizionr cl1mater1che non presentarono alcun caso della malnttia in discorso.
STUDlO ANALITICO- COMPARA'f lVO SULLA
POTENZIALITÀ MILITARE DELLA CHINA, DEL GIAPPONE E DELLA COREA E
GUJ~RRA CINb- GIAPPONESE DEGl.,I A:< :< J
l SH-l-95
(Continua)
Doti..
EHA NUE LE BE1tTETT1 copita,tn veterinario.
Ccmtinuazionc . -
•
\'e<li <lispen ~a. Xllf
(APITOi.O [L
Operazioni in Corea. Per seda.re la rivolta :>coppiata in Corea , nella provincia · di Sciu- la, i governi cinese e giappone:,e, accampando l'ispetLivamente un certo diritto di prot~ttorato, inv iarono un uucleo di truppe. Dato l' antagoni smo esistenle tra lo due nazioni era naturale, che questi due nuclei ben presto doYessero venire a con flilto tra di loro . Il 15 luglio sbarcal'ono 3000 cinesi ad J san, porto or.cidcntale dell,1 Corea, nel golfo del Principe Giroloma; nel giorno 22 !l{glio approdarono oOOO giapponesi, comandati dal general e Oshimoh a Cemulpo, principale città marittima, nel .suo menzionato golfo. . I Giapponesi risolutamente mossero verso la capita le della Corea , Seul , e la occuparono, mentre che le truppe cinesi (che sono la vera negazi one della guerra, specialmente odierna, mnncando di spirito aggressivo e di slancio) dormivano placidi sonni , aspettando rinforzi. !Juesti non poterono arrivare, percbè il giorno z2 luglio,· un incrociatore giapponese (il Nanioci, i I quale insi eme al Foshino
1286 ,
STUDIO A);.,\1.,!TICO-;COMPARATlVO, ECC . •
e ali' Akitrnshima, ave,,ano ordine di sorveoliare ti n v., 0 TI\ · , 0 1· n 0 0 10 cin,e:e, can~o < 1 t_rnppe, p~rLiLo da Ta-ku) con una torpedi~e, co'.,uono a 1ondo il piroscafo '..(o wslwng, che trasportava i rinfoi z1. L1 causa ~1- questo primo in sucesso . la GoUfl .cine::;e si ~~anteneva s_ulla d'.lens 1va , nel_golfo di Pc-ci- li, mentre che quella ~tapponese 1ocroc1ava _nelle accp1e dd Mar Giallo, per sorvegiiare . la nemica e preparare , punti d1 sbarco. · . .C_nmbattimen~o di A_san-~eikan. ·_ Le truppe del genera le O, lmna (una_ bngata d1 lantena, nnn batteria da montarrna ·e uno struadrone d, cavalleria) si disposero ad 'àuaccare 1· ,·.,1·nen· d· · ... '· s1, comanat1 dal generale Y. ech, e appena lillerntisi , di costoro , si rivol sero verso il nord, per impedire r,he altri rinfon:i cinesi arl'i vass:'ro d,dla M~n_dciuria. I Cinesi presero posizione, al.ler;dendo da. ler~n? 1 nem1c1 (ioro abituale modo di ~om lmll.ere), presso. Asan -Se,kan . · La ?av~lleria ~inese, speditil in esplorazione, prese il contatto ~olia nemica a_~u-'.10h ._ li 28 lugl io i Giapponesi bivaccavano di f_r'.o~L:' _alle pos1Z10111 de, Cinesi . L' indomani mosse ro da Sussajo dl\'ls1 di un .re(J"imento cad11n"", due e,ompagn1·'0 ,. . in due . . colonne, . . "'"' lac~van? I ulhc10 eh colonne .fianch eggianti , una a destra e l'altra a srnm,stra. L_e colonne erano precedute da un 1.•ruppo di _ val , . . . 11, ·1· . ca • _1e1 1, que_ ,t t 1reLta a Seilrnn aveva il resto dello squadron e e nna batteria da moutagna . D.opo tre _or~ di i'uoco d'artiglieria e di l'ucileriR verso le ,15. Giapponesi si slanciarono alla baionetta , conti·o la, pos· · , . . ·1z1one nemica, e la ronq u1slarono. I Cinesi retrocèdettPro , . .. - , e con un lun r ,· r 1:,0 :.,1ro, P:1 · se 111vnre i Giapponesi, si portarono a Pion ". hng alle truppe Tso·Soi·I.1 qua1e ct·1spon ., (unendosi ·: . . . del . _nrrenerale . , , ,, 1 - ne~ ~- g1_,t ~1. 20,000. uom1~ 1 inviati dal vicerè Li-hung-:-ciang), pei passi d, Ka1 - song. Questi uomin i erano i migliori che la China possedesse, e appartenevano alle provincie di \fonde·11111.· d'1 - ' a (~ , J>e-ci-li.
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·, Qu:st'abi le riti.rata, d1Lrala un giorno, ill ustrò il generale Sek. f, gl1 Jaceva m'1rciare le sue truppe, quasi sempre .di n t· . Il·,1 c,1vct , . Il er.·ia nem1cll . le sue mo:'ise. J -e P"l'', .Il" ' l'iel o te, Ipe, v'eia. I e a . ~ '- .,,."' corn)at. timento d1 Asan-Seik>in fnrono di 70 uom ini pei (~i:tpponesi, un ottavo degli effettivi sui Cinesi.
STUDIO ANA Ll T ICO · COMPAR ATlVO, E CC.
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Battaglia di Piong-Yang (H·, ,1;j e 16 settembre ,18~H.). { Giapponesi avevano ri cernti diversi rinforzi (specialmente nel giorno '18 agosto), sbarcati a Kwang-Shu, presso le. foci del fiume Tatong. Era venuto a prendere il comando delle truppe il generale Yamagata . Ai Giapponesi premeva imp:1dronirsi della vallata del To-long; -0ccupando la città principale, Piong-Yang, e He-.io, forman done un'altra base per le success ive operaz ion i, verso il nord (la Mandciuria). Inoltre, essi dovevano impedire ; che i loro ,nemici si rnfforzassero troppo in detta cil.là. Per conseguenza il marescial!o Yarnagata, appena ebbe fo rze sufiicitn li all'impresR, rnosse · alla conquista di Piong- Yang . Egli di vise le truppe in tre colonne, comandate dai generalÌ Tatsum i a destra, Soàzù a sinistra, () .,hima al centro . Nel fratt empo era stato inviato a Gr.nsan, porlo acl Oriente ·della Corea, un distaccamento agli ordini del col onne!lo Sato , coll'incarico di convergere anch'esso a Piong -Yan g, pass11ndo pel passo di Song-song, e assicurando l'estrema destra delle t ruppe Giapponesi . A sinistrH er:1 stato invialo nn altro distaccamento , sbarcato Wang scin. presso le foc i del Ta-non_g. La .Gotta si mis·e in crociera. dr~ Cem ulpo sin presso la piazza forte ò i Wei-hai -wei . li giorno 15 agosto, tutte le forze G·iapponesi (men o_quella dei due distaccamenti alle ali), formate . su unn sola colonna, mossei'o da Seul e a Kai-vong, città della provincia di Kwang-Hai, nella vallata dell'lmtshia-gang, si imbatterono con on distaccamento cinese che fu presto messo in fuga . Dopo si diressero verso Pong-sau , che trovasi presso una stretta formala dalle din1mazion i àei monti del Kwang- Hai, contro la vallata del Ta-tong . I. Giapponesi si formarono a guardia della stretta , mentre spellavano che ui1 loro rinforzo cli circa 6000 uomini sbarcasse a Kwan g-syu. Difatti qnesto giunse quivi, verso la sera del 18 · ngosl.o, scortato da una pa1·te -del!a flotta, e nèlla sera del '30 era già unito a Pong-san , alle truppe del maresciallo Yarnagata. Dieci giorni dopo , il colonnello Snto sbarrn\'a a Gensan . I Giappo~esi alla fine di agosto , avevano git, trflsporlato nell a Corea cavall eria, ~ d'artiglieria e :3 112 reggim ent i cli fanteri a, 3 di 1
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STUDIO ANALITICO- COMPARA'rJVO, ECC.
battaglioni del aenio, forman'ti 3 division i. con una forza com· " : plessiva di 45 ,000 uomini . . I Cines i, invece aveva_no sin'ora nulla compiuto (fatta astrazione delle poche truppe inviate a Piong-Yang e sulla destra <lei Ynlu). Essi perdcv.ano il · tempo nel formare èonvooli d" " J truppa a Ta-ku } che mai potevano partire; mentre · la loro fl?tta_ era a protezione delle due piazze forti, di Port-Arlhur e di Wei Jiai-wei. · Il giorno 1O sellembre, la colonna giapponese del Salo "iungeva al pa~so Song- song, debellando un distaccamento ci~ese 1/he era a guardia di quella stretta. ' li maresciallo Yamagata aveva sotto mano solo 2 di visioni (perchè la terza .era scagl ionata tra G~nsan , Seul, Temul po e Fnsan . Essa aveva l'incarico di presidiare questi luoghi, d~ guardare le retrovie; ed assicurare il servizio di vellova"liam~nto, p~r. m~zz~ dei comandi di tappa a guardia. dei par;hi e dei depos1t1 v1ver1 e finalmente di stabi lire le comunicazioni telegrafiche). Egli divise la su:~ truppa in tre colonne: le colònne ~i destra e la centrale, c;omandnte rispettivamenl.e dai generali Tatsumi e Oshima, avevano -la forza di una bri"ata c~~lu~a; quella di si nistra, . generale Nadzu, doveva èssere m~lto pm lorte ed ebbe pertanto l'altra divisione intera. Essa doveva fa:e un moviment? aggirante e piombare sulla destrn del nfJm1co , mentre le altre due colonne lo attac.::avano di fronte allo scopo comune, di poterlo tagliare dal mare. ' . La ci.llà di Piong-Yang giace sulla destra del fiume . Ta-tong, e_fabb~·1catn su d_ìversi poggetti, ed è cir-:ondata, per· una di~~ c1~a .d1. cl11lbmetr1, da un grosso muro di pietra ; alto da 6 a 8 .metri. li '.~'a-tong, presso la città supera sempre il mezzo chi!ometro d1 largl.iez~a, ed è percorso da numerosi piccoli battel ~i; r~en l.re che I piroscafi entrando dalle sue foc i, debbono fermarsi a 25 km. circa da lla città . . A partire daWI·I settembre, le truppe, delle due colonne f1an cheggian ti, cominciarono a passare dalla riva sinistra sulla destn,_, ed ottenutosi il collegamento, a destra col colonnell'o Sato d "4 il maresciallo Yamagata , diede l'ordine per J'auacco generale, impadronendosi, dopo alcune ore colla colonna cen1
s •rlJOIO ANALITICO-CO MPARATlVO, ECC .
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('I) dall 'an tico pon te sul fiume, · ma non poi.è entrare
Non si riusci ad impadronirsi di fronte della tesla di fronte , perchè ern ben difesa dall'artiglieria nemica. Fu necessario f~rla attaccare alle ali dalla brigata Oshima. la quale s'impadronì di diverse opere ava nzate. Mentre che la colonna di sinistra entrava nella citlà, quella di destra prendeva un fortino situato a destra di P.iong-Yang . Si combaltè accanitamente le. intere n"i ornate del H del ,15. la notte dal Hi al il6 e solo .all'alba del ,16 , dopo due giorni e mezzo di lotta i (iiapponesi poterono entrare nella città. I Cinesi ebbero delle for ti perdite. Dei dt!e migl iori. general i presenti il Tso-Iorh con . molti ufficiali e circa "6,000 uomm1, restarono prigionieri; il Yeh e circa 2:500 uomini venn ero uccisi . I Cin esi scampati dalla disfatta si rifugiarono su lla Mand tiuria mentre che ai Giapponesi restarono aperte 'le strade verso gnestn regi one. I (iiapponesi perdetLero ,i.O ufficial i e 700 .u(~mini di truppa i Cinesi tra morti e feriti perirono 3000 uomin i. · CA PITO LO
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.Battaglia navale di Hay-yang-tau Yalu.
, . Mentre i (iiapponesi marciavano su Piong-"rang, il consiglio di ouerra cinese decise di mandare subito dei rinforzi in Corea. li .; iorno 1 i- settembre parti. da Ta-ku (porlo nel golfo di Pe-ci-li, presso le foci del Pei-ho, a sud-est cli Tien -tsin) un convog,lio trasportante 8000 uomini , scortati dalla flotta d~I nord, ·al comando dell'ammiragl io Ting . ll 116 giunse alle foci d~I Ya-l u, presso Wit-si11 e cominciò a sbarcare le trappe ed 11 materiale.
{!J L'ordine dato é il geguente:
,, . . La colonna centrale, alla tes ta della qnale marciava il Yamagata dopo u 1 .essersi schierata a song-hover, doveva attaccare arditamente 1'11nico ponte che trovast a sud <ii Pong-Yong s 11 t 'fastong per poter passare poscia, sulla _riva dcst:a .del fiume e lllll· tamente alle alt.re colonne già passate, procedere a,ll'assalto della c1tta.
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STUDIO A)IALl1' ICO- ~OMl?ARA'tivo, ECC .
Incontro cle/.le'
flotte. - tLa fl~lla giapponese muove in doppia lineà di fronte, da sud-ovest, venendo all'i$ola di Haiyaog; quella cinese in doppia linea di file, muove da nord-est dall'estuario del fiume Ya- Ln). Il giorno dopo v·el'so · le . H la squadra cinese, (ch'era rimasta sempre sull 'ancora e coi fuo chi accesi) vide in vicinanza dall'isola Ha v-Yan la flotta oiappo·· nese. (Questa era pari.il.a da Hir(lshima per iscortare i . bastimenti che avevano a bordo la 3· di\·isione, la quale insieme alla 0° ( 1a armata) avev,i già preso parte alla battaglia di Piongyang. Sbarcate -a Cemulpo dette truppe, incaricò 6 basti~1enti ( f't'ongo, Kaùno~i, _T:1,kao, Ten:tin, Vamato. Yayeyama) di perl:orrere, le coste occidentali della Corea, per seguire i moviment'. _della prima armata, anzi il giorno 15, avendo sap'uto , che questa combatteva a Piong-yong, fece rimontare le foci del Tn-toog a due cannoniere, ed alla squadrigl ia di torpediniere, per concorre_re all ·auacco di quella cittit. Così. non rimasero all'ammiraglio Ito, che 12 dei 3·1 bastimenti, d1e aveva quando parlì da Hiroshima poichè gli 11 trasponi li aveva gi ù , lasciali a Cemu lpo) . d11:e
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(spostamento :2300 ~onn. caduno); e di 2 avvisi 1orpediniere tang- l-Vei e Kwnng·Kcà (spostarnenlo ,J :300 1.onn. cadono). , In tota.le I O navi, aventi uno spostamento di ,J 3,000 tonnellate e col seguente armamento: 8 (:annoni da 30 centimetri \ 'I'ota I e IN. ,.1c,. ca n- Ì, 8
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jlise: Disposizioni di com ballimento delle due flotte (dalle ,l'.z alle ·12,30)'.
La ,;quadra ci n:se si schierò, prendendo la forma di un an· gol o ottuso, ccn due . navi indietro ed a rinforzo del lato sinistro. (Qui I~ opinioni sono molto discordanti. Alcuni vonliono che . l'ammi raglio Ting, -volesse attaccarla di fronte stt d;.,e linee : altri su due linee coi"le navi della seconda riga neo-li interval Ii, della prima : l> altri , che volesse tenerlrt tutta di fr~nte, su di una sola linea, cioè in linea di fronte: ma cl,1e l'i nerzia dei comandanti ilelle navi, per la gran differenza nella loro velocità, ne risultò una formazione a forma di ii V, colle due unità ·pit1 forti al venice dell'angolo). La squadra cinese si . componeva: di 2 corazzate a torre, Ting-Yne.n e Chen-Ynen · (spostamento 74.30 tonn . caduna); di 2 incrociatori corazzati (King Ywm e Lao-Ynen , spostamento aooo tonn . caduno) di 4. incrociatori protetti Chich-Jven, Ching-lnen, Tsi-lnen , Chao- fanq,
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Quella G·iapponese era formata da: 4, incrociatori corazzati, Josvino, Takaki/10, Akirrnshima e ·Namwa; 3 guardacoste protetti, ,Wat.'<ushinw, ftmhuskinw e /{a·shidate; 2 incrociatori protelli, Cll'iyoda, e lliyr:i; 11 corazzata Fuso; ·I cannoniera Akaqi; 1 incrociatore ausiliario: Sai-f(io, 1Jfava. In totale -12 navi aventi uno spostamento di circa 37,000 tonnellate, così distribuite: le navi numero 1, :5, 1; 8, di 4,300 tonnellate cadnno; leuavi numero H, .2, 4-, 9, di 3,700 , tonnellate caduno; le !mvi numero 3, Hl di 3,000 tonnellate ecc. Avevano il seguente armamento : " 4 cannoni da. 33 centimetri 'i Totale.~ . 80 can- \ Con 32 mitra2(i ·, » noni, di calibro \ gliatrici e 3/4» 4 » 1 >) )) 24· _5 » n?n in_ferior~ ~ 1 tubi_ la_ncia-Lor-4 » 71 n » \ Bcenl1metr1de1 ped1111. » quali 56 a tiro N. R. Dei ·1:32 » ,15 15 » )} ,12 » J rapido. . > cannonichea48 » \ Tota le N. i:i? can- 1 vflva. a bordo noni , a tiro ra- la flotta, '108 ,J,J )) » _tj7 mi ll imetri \J pido ·di ca libro · cioè i 9 / era10 }.) 4·1 » 1,7 » . non interiore a1. / no a. tiro ra} 47 millimetri . 1 pido. 1
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STUDIO ANALITICO-COMPARATIVO, ECC.
S'l'UDJO ANALITICO-COMPARA'l'IVO , ECC.
La squadra giapponese si disposé in doppia linea di fronte, co lle navi della seconda riga negli intervalli deliri prima. Poscia le due squadre si avvicinarono l' una all'altra , con un a veloci tà media di 9 nodi all'ora. ·
,. /ase (dalle ore 14,,30 alle 11>,30. - La di visione giappomese di testa ricacciata nell'estual'io lr1 div; siooe cinese, va in aiuto ,delle due n.1vi Hiyci e Akagi. La tlotta cinese perde le navi ~ e rn. Questa fau.o un a sin istra, le si dires~e incontro. La squadra principale 5eguitava in tn nto il suo rnovimonto aggirante , intorno .alla flotta nemica e 5i portava a sinistrn. Però nello sfilare davanti alle navi nemicl ,e, la deuole nave Hiyci , rimasta indietro .a causa della sua scar,;a velo.cilit, fu presa di mira dalle navi ,nemiche l(ing-Tuen e Chik-Tuen, le quali rimaste scoperte per la mancanza della Kwltng- lVei e della Chao-Ping nvevano abban-donato il loro primitivo posto di co mbattimento, per farne preda ; .mentre che essa facendo lrt corda della curva percorsa dalla squadra principale, cercava disimpegnarsi. L'A.kaqi, visto il pericolo dell a Eliyci cor:;e in suo aiuto , ma, -essendo anch'essa una tlebo le nave, poti) far poco; anzi si trovava insieme all'altra a mal partito . Allora l'ammiraglio h o fece -segno alla scruadra volar~te di andare in loro ai tlto. A.cc or$a a itnlto vapore, e passando Lra I' Akagi e le due navi nemiche ass alitrici, li berò l' Hiyci e l'Akagi, indi fece un doppio giro ·a si•Distril, e srilando, cli nuovo, innanzi alla destra nemica, si di,resse all 'inconlr;o della nave di tesla dell a squadra principale, cioè ~n senso inverso della sua rollà. Io questo tempo la flolla cinese era diminuita di altre due navi , ·Che avevano abbar~donata la mischia, la Tsi-foen (capitano J ong) ,e la Kwang-kai e soffriva molto del fuoco clelle due sq1ladre giap · .ponesi che le sfilavano successivamente alle ali.
:t fase (dalle 1'.2,30 alle ·13,30). - I.a squadra cinese minacciata sul fianco deslr0 e alle i:palle dal movimento avviluppante della giapponese, 3i mette in linea irregolare cli file, rronte a nord- ovest. L'ammiraglio Tto divise la sua nòua in due squadre. Collo.cò in testa i 4- incrociatori più veloci e dietro le altre navi e mise all'ala esterna i due bastimenti pi,·L deboli. Poscia si diresse verso la destra nemica per aggirarla e alla distanza di 3500 metri, fece aprire un fuoco ,,iolento, ott&nendo subilo una grande superiorità su questo nemico medi ante i cannoni a tiro rapido. 3a fase (dalle 13,30, alle H,30): - Comincia lo scompiglio nella flotta cinese che perde le navi N. 4 e 2. Li na divi sione n:i vale, rimasta pres~o l'estuario, composta di 4 riavi e 6 torpedini ere le accorre in soccorso. La divisione giapponese di testn le va incontro. A 3000 metri i cannoni a Liro rapido delle na,;i giapponesi facevano slrag~ del nemico, alcuni pezzi laµ ciavnno persi no a ·I 00 colpi per minuto. Le tre navi cinesi di destra, colpite da una grandine di proiellili, ebbero gravi danni , e l'incend io divampava ovunque. La Jang- W ei che trova vasi proprio al!' e$Lrema destrn fu ben presto avvolta dalle fiamme, e nodò fuori dalla linea dei combattenti, ritirandosi nell'estuario, dove si ril'ugiò il suo equipaggio. La Chao-Yang colò a picco, mentre cercava anch'essa di salvarsi verso terra. Appena sfilata la sqlrndra di destra, e girata la squadra principale all'altezza della squadra nemica, \'ammiraglio Ilo scorse a sinistra alcune navi cinesi , che venivano dall'estuario in soccorso delle altre. Erano la Ping-.foese e la Kwan9 Ping, le due cannoniere Fi,- L1i ng, Sh u-Vi , insieme ad una squa·driglia di 6 torped iniere. Queste navi erano rimaste nell'estuario del Ya-lu per garantire lo sbarco dei proprì connazionali . Allora l'a mmiraglio I lo fece segno alla squadra vol an te di portarsi contro di essa . 1
5• fase (dallo '11,,30 alle "6,30). - La flotta cine5e, in piena dissoluzione, si divide in due gruppi. Le due divisioni giappo<Desi si avviluppano facenòogli nncora pe,·dere le navi N. .f. e 8. L,t flolta cinese, ridolla a mal partito, si divise in due gruppi, ·credendo di potere Lenere meglio tesla al nemico, ma non fece ·che a[rellare la :'.Un rovina poiche perdette ancora la Chich-fuen. Finalmente la 1lfatsuslt'ima e il Yoshino si slanciarono contro il Cin'g-Tuen; lutle le altre nav.i giapponesi (mentre la .Jfatsu.shiina e il Ping -foen co mbattevano strenuamente alla dis tanza ' $i -
ANliO XI.li .
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di 200 °melri riportando entrambi delle grandi anrie) diedero., l'ultimo assa lto vigoroso contro le navi cinesi avviluppandole, lequali , perso ancora il Lai-lnen, ridotte soJo a quattro, riescoJlO· a d·isimpegnarsi dal combattimento. · In questa battaglia, a causa del movimento aggirante, eseguito dalla flotta giapponese, contro le ali dei Cinesi , cannon~ggiate succes·sivamente (11) , avvenne il $eguente fatto: la flotta . cinese· perde 6 navi, che erano precisamente I& tre d'ala destra e le· . tre d'ala sinistra. Separazione. delle due fiozte (•17). - La flotta cinese ridoLta,. come si disse a sole 4_. navi quelle segnate cvi N. 3, o, 6 e 7, seriamen te danneggiate si ritirò a Port Arthur. La flotta giapponese non perdette alcuna dell e sue ·1~ naYi, ne ebbe però 4 molto avariate, quelle segnate coi numeri iS, 1O,. H e 12. 1
1
(Continua). AVETA
FEDERICO·
cc,pilano 72 (~ntl!ria
(t) O meglio, i Giapponesi non combatterono impegnando le loro singole navi contro, quelle cinesi, ma concen trando tutta l::l loro Ootta (i l massimo sforzo e il · maggiorenumcro) contro un'ala nemica per voJt,1 (1;1 frazione in minima resistenza). Anche a Ya-lu la massima di Napoleone trova giusto impiego l
LA CAVALLERIA ITALIANA. SECONDO UN GIUDIZIO FRANCESE
La lleutte cle cavalerie in una lunga serie di articoli pubblicati nelle puntate degli anni 4894. e ·189o ('I) :;i occupò in modo assai part.1cola~·eggiato della nostra cavalleria, prendendone in minùto esame il suo ordinamento, la mobilitazione, i singoli regolare.enti, ecc. Nell'ultima puntata - giugno 11897......:.. ritorna sull',1rgomen1.o, e in un nuovo ~trticolo che chiama Appendice ritorna sull'argomento per rendei conto del nuovo Regolamento di esercizi, per parlare dell' impiego delia cavalleria nella c_ampagna di Abissinia e per esprimere un giudizio finale. Crediamo perciò pregio dell'opera di rilevare queste note dello scrittore francese , le quali sollo parecchi punti di vista, non sono prive <l'interesse. Intorno al nuovo regolamento di esercizi ed evoluzioni si spendbno pochl~ parole per notare che le disposizioni riguardanti le scuole di plotone, dì squadrone, di reggimento, della. brigata e della divisione non hanno subìto alcuna modificazione, e che fu cambiata soltanto la durata dell' istrm:ione n cavallo della recluta; istruzione che prim~ compievasi in sei mesi ed ora deve effettuarsi sol tanto in quattro. A questo riguardo l'autore francese dice che questo metodo di istruzione intensiva sembra dare risultali abbastanza buoni, imperocchè la recluta italiana è più precoce del giovane so1dato degli altri eserciti ed a 20 anni ha giit terminato il suo sviluppo; ep0 nerò soo-aiunne di molte critiche ~ o~ n che cotesto metodo forma l'o,,,getto v da parte degli stessi uflìciali italiani, e impone agli istruttori italiani un lavoro che rasso1Ìliglia di molto a quello delle Danaidi. Lasciamo da parte le critiche degli ufficiali italiani che non è . il caso di occuparsene. Tuttavia sta in fatto che il còmpito del· (i) E precisamente puntate di marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, sei.tembrc e novembre !894, e gennaio, marzo e ottobre 1895.
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SECONDO UN GIUDIZIO FRANCESE
LA CAVALLERIA ITALIANA
l'istruttore italiano è ìn cavalleria assc1i faticoso, tna per avventura non ,avviene lo stesso in tutte le cavallerie europee? Dal momento che lo scrittore ammeue l'intelligenza svegliata · e la completa idoneità fisica della 11ostra recluta, al che devesi aggiunge.re il · fatto che nella · maggior parte dell'Italia si possono fare le istru· zioni · all'aperto durante tutto l'anno, la. cavalleria italiana non si trova ·invece in condizioni relativamente miglìori di quella di tutte le altre cavallerie europee? A compensate la dìminuzione dell'istruzione professio1rnle del soldato ìtaliano . l'anonimo scrittore dice che vi si sforza al possibile di darglì una solida educazione morale, ed è vero, ma non fu afTallo questa preoccupazione che ispìrò il decreto del 3 dicembre 1896 che ridonava lo stendardo c1i reggimenti di cavalleria, come egli suppone. L'autore caldo e convinto partigiano di un larghissimo impiego della cavallE!ria in gnerra, ha voluto fare una cçrsa, sul terreno dell'ultima nostra guerra in Abi.~sinia credendo trovarvi una prova esauriente della sua tesi ; ma sia nel racconto sia nell'apprezza..,, mento dei fatti svoltisi è caduto in molte inesattezze, le quali infirmano di molto ogni sua dimostrazione seppure non le tolgono. anzi, ogn i v,dore. « L'armata aliissina, eµli scrive, composta da ·I 00,000 uomini « circa e da 30,000 cavalieri gal la, si raduna presso il lago Aschian· « ghi, mentre le 1.·orze italiane, ·I 5,000 nomini con alcuni pezzi « di artiglieria e sen:::a cavalleria, sono sp:1rsi l'ra Jlassaua e Amba« Alagè. . « li corpo di copertura (i-000 uomini) :tgli ordin i del generale « Arimor1di i.> pure rrazi,,u ato in due gruppi, ralmeute distanti l'uno « dall'aitro, che il prìmo sarà schiacciato, priina che ne giu nga la (( notizia al secondo. « Il maggiore Toselli comandaruè il primo gruppo è postato s1J« pra una forte posizione ad Amba- Alagè, sa dai $UOi emis,ai:i che « l'armata nemica si avvicina ma siccome non ila cava!J eria è sor« preso dell'arrivo improvviso dell'avangual'dia nemica tutta in« tiera, che la sera del 6 dicembre prende il contatto co' suoi avam« posti. Da quel momento non è più libero de' suoi movimenti: la
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« ritirata senza combattimento sarebbe disastrosa tanto quanto una « disfatta.. Il 7 è ci rcondato compiutamente dal corpo di ras Ma« connen e la sua colonna è distrutta. l fuggitivi inseguiti dai ca-
.« valieri galla cacfono quasi LuUi in potere del nemico. « Soltanto una veloce ritirata sopra Maca llè e Adigrat permette
« al generale Arimondi rima.sto indietro a Scelicot di sfuggire alla < stes:\a sorte.
« La mancanza di cavalleria nel corpo cli copertura. ebbe conse< guenze disastrose: Tosel li prevenuto a tempo dell'arrivo di forze
« superiori alle sue, avrebbe potuto rifìnlare il combaLLimento e « ripiegare. I due gruppi cli copertura dist.ànri l'nno dall'altro 50 « chilometri , non sono fra di loro collegati. Sono alcuni fuggiaschi « che informano il generale A1'in:iond i del disastro .di Amba« Alagè. » , .Povera storia come seì stiracchi11ta e falsa la per volerne trarre una deduzione preconcetta ! Povero maggiore '.l'osellì , come è bene riconosciuta la tua intelligente condotta dapprima e il tuo eroismo dipoi ! E come bene è apprezzata l'a;1,ione del generale A.rimondi e della sua colonna!! Invero non importa di confutare tutte le inesattezze che si ri scontrano nelle righe sopra ricordate, poichè si t-ratta di fatti troppo noti e narrati in documenti uflìciali ; rileveremo soltanto che partendo .da premesse erronee si doveva forzatamente venire a deduzioni sbagliate. N'è, per avventuri si <.:arn i>ia sistema co l µrocedere nel riassunto delle alt.re fasi della campagna . t:ome per Amba- Alagè - come !).bhiamo veduto - cosi ripel.onsi le stes~e in esa1 1,~,zze, le stesse erronee deduzioni per quanto ha tr,,u.o nlle ,opernioni prima di Adna, e alla. battaglia :-tessa di Adua. t sempr~ ht mancanza di <:avalleria che è fra le cause principal i dei no:;1ri disastri in Africa, mentre i 30,000 ccwalil'ri r1alla di cui dispone Menelik. gli rendono grandi servigi . Fortun·:1tameote per noi, Men elik prima di Adua, aveva inviato la sua cavalleria a ,i,() chilometri indi.el.ro per foraggiare e nel gi<?rn~ · della battaglia non aveva sot.to mano cr.e un mi gliaio di cavalieri.
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LA CAVALLERJA ITALIANA
Verso le ,1'J 3/ , quando Menelik dai monti di Abba-G-arirna. « di dove segue tulle le sne fasi ·della pugna vede gli stendardi dei « generali Baratieri ed Ellena che si r itirano grida·: Ah.f se avessi « la mia caualleria I i) E l'autore soggiunge: « Se i 30,000 cava- « !ieri galla avessero preso parte alla battaglia l'armata italiana sa« rebbe stata distruua. » Lo scrittore francese dice: « Questi fatti erano interessanti a ci« tarsi; essi provano che le necessità tattiche le q.uali esigono im« periosamenl.e la presenza delle tre armi in un corpo chiamato «adoperare isolat,nnente, sono assolutamente le stesse sotto ·t:utte « le latitudini; in Africa come in Europa. >'> E noi rispondiamo che è sempre inopportuno falsare la storia, e voler fai' dire ai fatti accaduti assai più di quanto realmente essi dicono. E questo sentiamo bisogno di esporre nell'interesse stesso della cavalleria, poichè l'esagerarne il compito o i risultati che dal suo impiego si possono ritrarre , -anzichè giovare ali' arma ne sono invece di grave nocumento. L'autore, che di certo non può amare la cavalleria più di quanto l'amiamo noi, si è lasciato trascinare dal ·suo zelo, e volle stravincere nella dimostrazione di un quesito che è da tutti ammesso: quello cioè che la cavalleria è necessaria -e utile anche· in terreno montagnoso pel · servizio di corri$pondenia , pd rol legamento delle colonne, ecc. (<
E veniamo al giudizio lìnalc intorno alla nostra cavalleria, che in vero sarebbe abbastanza lusinghiero, ~enz,t i se ed i rna che ne diminuiscono di molto il valore. « Se l'assioma, è detto, proclamato dal Regolamento sul ser< vizio interno è vero, se il valore di l!na truppa dipende uni« camente dalla qualità de' suoi ufficiali ( talci sono le truppe « qiuili 80no gli 1h{ftciali), gli squadroni italiani comandati da « uomini di cuore animati dal patriottismo più ardente e se« guenti con occhio geloso i progressi realizzati ali' esLero non « avrebbero nulla da invidiare ·ai loro rivali degli al tri eserciti ». Tuuavia si nota sub ito che « la cavalleria italiana si trova , in « un punto non dei meno importanti , in uno stato di spiccata « inferiorith, poichè la sua rimonta lascia mollo a desiderare.
SECONDO U:< Gl UD1Zl0 F!tANCESE
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/" « Quando si vede passare un reggimento italiano st e colpili « dalla mancanza dl omogeneità dei suoi cavalli i quali differi-~ scono troppo gli uni dagli altri per la statura e per le anda« ture. L' Italia possedeva. altre volte razze indigene dotate ad un (( .grndo eminente delle qualità che fanno ·il buon cavallo di guerra, -(( la sobrietà e la resi~tenza alla fa tica. 11 romano, il napoletano, « il s,1rdo, il persano ed il maremmano sopratutto erano giusta·« mente stimati. Da una cinquantina d'anni gli allevatori si sono · ·« sforzati di sostituire ai cavalli indigeni i tipi anglo-normanni ed « irlandesi. Essi sono riusciti a dare ai loro prodotti un poco più ·« dt statura .e di eleganza, a danno di qualitit più serie : ess i non ~ ·hanno raggiunto compiutiunente ii loro scopo e l'Italia ha per-« duto il suo antico cavallo cl'arme. « Abhiamo con~tata to che i reggimenti iLaliani non manca\'ano ·« ni <i'liltunt ni d'entrain. Gli ufficiali hanno veramente nn certo -« merito n&l conservare . intatta la loro l'ede nei destini della loro ·« arma tanto calunniata dai loro compatriotti. L'opinione pubblica ·« in Italia considera infatti la cavaileria come un oggetto di lusso, < hrilh,nt~ senza dnbbio, ma costoso . imbarazzante ed inutile. La ,« natllra montagnosa delle regioni che saranno forzatamente il ·« teatro delle prime operazioni nella prossima guerra ha dato a e queslO giud iz.i o un'apparenza cli ragione . Inoltre i bisogni del-« l'ailevarnento, e la divisione delle proprietà hanno moltipli c::ito ~ gli o.stacoli insuperabil i e le chiusure con fìli d.i ferro nelle cam1!- pagne da prima access ibili ai cavalieri. (~li squadroni italiani co« stretti a mover·si soltanto SLtllo strade (e,ndiqiiès sui· les ,;ontes) ~ potranno adunqt1e intervenire al massi mo col fucile alla mano -« nelle guerre future . Le ILrnghe cavafoate seguite da c~riche bril._,ianti che sono il so~no dei cavalieri russi, france.si e tedeschi , -« non può essere condiviso dal cavaliere itali,rno ; egli ha tullavia ·«:una missione essenziale da compiere: rischiarare e coprire l'e« serci to. {< Sconoscendo l'impoeta.nza di qneslo còmpito, gli Italiani ci o(( banno 1 ·ecentemente ricordato a loro spese che· senza la coo·« perazione delle tre armi non si può ottenere in campagna ' < alèun serio risultato. n
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LA CAVALLERIA l'rALIANA , ECC,
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~ on c'indùgeremo a rilevare gli appun Li d ie sebbene velat~ da parole assai misurate pur nondimeno sono abbastanza chiaramente rivolti olla cavalleria ilaliana. La poca omogen eità der cavalli , sia per la slalura, sia per le anda ture non ci preoccupa p un Lo ch è sa ppiamo Lroppo bene quanto il valore reale del· nostro cavallo sia di gran lun ga superiore al la sua apparenza. esterna. · Il iguardo poi alla limi tnzione dell'impiego della cav:d leria italiana, sulle strade e col fu cile alla mr1no è questione che si vedrà di· poi ; quello che è certo è che se il cavaliere italiano sarà. costretto a restringere la sua azione in così stretti confini , In cava lleria avversaria che lo frontegg erà non sarh certo in grado di fare di p iù. Nei terreni che permellerann o le lunghe cavalcn te i rPggimenti· italiani saranno indub biamen te al l'a ltezza di quell i esteri e ch iamati n manovrare nei nostri difficili teneni e sni cam pi irl.i d~ · dillicili ostacol i vi sapranno pure di:;irnpegnare il loro còmpito, mentre altri cavalieri abituali ai facili terreni :;;i lro,·eranno indubbiamente impediti nelle loro mosse, nelle )oro m:rnovre. .\I . B. D_
I I. C.\ RTOGR:\ FO lllZZf- ZA~ XO:'i [. All11 società di geo)!r,ifia di Parigi 11ella sed111a del :21 nrnggio prossimo ptissato souo stati posii in rilievo i gra11di meri1i scientifici e o;irtogmfim dell'illustre ingegnere italiano Rizz1-Zun noni. Io Italia questo riorne è venerato da quanti sono studiosi di geografia, perchè la traccia la~ciata oella c.1r1ografìa itH liu na' dall'uomo iasigue che lo portara, ri verhern :rnco ra la sna influenza sui grandiosi prodotti cartogralici della nuova ILOlia. La grande carta del Lombardo-Veneto, alla scnla di ·I : 86,.\.00, per la quale va gloriosa una schiera di ingegneri e di it rti$ti it;iliaui c.1pi tana,i dall' Oriani , trovò uei lavori eseguiti dal Rizzi-½annou i dei preziosi elementi . Ma nel napoletano le ricognizioni geodetiche per la gran carta d'Ita lia aila scala di ·1: al '100, 000, iniziata nel ,J86•1, furono ancora eseguite e.olla se.orta della cnrta del Rizzi-Zaouoni. Tutti gli ufficiali e gli impiega ti che i11 questi ultimi sette lustri pas.;aro uo per l'.lstituto geografico rniìiWre, imp:irnrono ad ammirare il graucJe geogrti fo nelle sue opere, siano basi, reti geodetiche o rilievi topogrn rìci , nei quali tutti non si-saprebbe ~e maggiormente pregi:11'e o il fonrlrniento scientifico, o la semplicità dei mezzi, o la speditezza dei lavori, o il sen so artistico . L'Istituto f!eografico mil ita re italiano, geloso custode di tanta tradi. zione, bo in molti .dei suoi nlli , memorie, relazioni, sunti storici reso omaggio al met·ito di qnesto ill ustre itali:rno. Ma le recenti notizie esposte alla Società ·di geogrufìa di Parigi lasciano sperare elle presto si avrà in Ira lia una completa monografì:i dell,1 SIJ.i vita e delle sue opere. Siamo pert:into persuasi di fare cosa gratissima a tutti i cultori <ld le scienze geografiche pouendo sotto i loro occhi, il resoconto N.ì ·I·I e ,(2 della sopraccennata seduta della Società geogra fica di Parigi, che è il seguente. • « li signor Lodovico Dr:i peyron , direttore dt:lla rivista di geografia, segrétnrio generale della società di topografia di Franci:i, comunica il )'isullato delle ricerche che egli ha folto dietro domanda del sig. :\Ido
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V .,RlET .Ì
Blessich , illu~tre geografo napolitano, su Rizzi-Znnnoni, l'nutc,re cli:!11:i grande C/lfta lopogratica in trentadue fogli d~l ì·egoo di Napo li .~ompih11a in conformità llÌ priucipì di Cnssinì di Tltury. Rizzi -Zanooni ha dimorato almeno ,19 ;Hrni a Pi,rigi (·1757-'1776) . Il signor Dr:ipeyron fu colpito a tutta prima da l grande posto che tienè nella nostra c:irtografì:i colui che il famoso abate Galliani chiama il primo geograPo d'Europa, e che malgrado ciò non fig ura in alcnn dizionario stori;io. Egli fu tunto fortuni,to da trovarn al deposito di carte del la mariu a, vi:i dell'U11i versitl, una notizia biografie.a cbe arriva sino al ,177.i e contrassegnata da Zanooni stesso, t.: così pure un diploma di ingegnere idrauìico che lo riguarda, diploma rive5ti'to d,1Jl;1 fi rma del Re Luigi, XV, che si ti·ova .allo stesso ministero, via' Royale. . « Zannoni nacque in Dalmazia uell'anuo -1736 ; fece bril lanti ,i.udii 11 IJ 'Un iversità di Padova, percor5e l'Italia e l'Oriente\ visitò Costantinopoli, la Russia, la Polonia, la Svizzera e la Danimarca ove egli fece dei la vori originali; <livenne ·in Gerrn!inia, membro dell' accaderni:i di Goettingne e~ deUa cosmografia di Nuremberg. Fu ch iamato in qualità di ingegnere gec>grafo nell'armata del principe di :Prussia , fratello di lìe. ,ierico il Grande e fu fatto prigioniero <lai Francesi nella battaglia di Hosbach (5 novembre •1757). A Parigi egli pubblicò il Teatro della guerra dei 7 anni a differenti · date; fece dei lavori cartografici encomiati dal P_ortogalio, dal la Il,wiera e da l Regno di :\"a poli ; illnstrò di carte i lavori storici di Velly, di Villaret e di Fontanieu. Egli elevò la c:artogra ria :id una grande imponanza politica, eseguendo pel due,, di Choi~eul e pel duca D'Agiuillon una carta della Polonia e un'altra della parte settentrionale dell'Impero ottomano. Nel ·1'772. egli divenne bibliotecario del deposito di m:irina, e poco tempo dopo, r,rirn o ingegne~·e idrau lico della marina. Egli fece allora la c:arta delln Manica e quel! ~ del !\fare del Nord . Egli .era protetto dal ministro del la.marina sig. Doyné:;;, e dal ministro degli esteri l\f. Vergennes. Di rii.orno a Venezia egl i fece il rilievo del Padovano . e rfol la Lom bardia, senza dubbio dietro preghiera di Cassini: Carte queste comunicate in aprile ·1897 al sig. Drapeyrou da S. E. i I cavaliere D' Arneth conservatore geoerale degli archivi dello Stato a Vienna. Nel '1771 Tu chiamato <la i primo ministro geuerale Actou e dall'abate Gartia ni a Napoli, ove morì nel 1SH- sotto il Re Murat dopo aver esegu ito opere cartografìche ragguardevoli, di cui ci intratterrà il signor Aldo Bles$ÌCh ». Non è questa In prima vo lla che la Rù;i'.sta militare italiana -di:,Corre dei lnvori e dei meriti del llizzo-Zannoni . C:ià nel rno tomo III
VAR!ET,Ì.
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del ~ s1;s nello studio intitolato Sguardo stori,co intorno· alla cartografia italiana, trova onorato postò l'opera dello illustre ingegner: . . . Nel primo coniresso geografico ita li:,no il Rizzi- Zanno~1 fu pm volte ricordato, ad iniziati vn specialmente del colonnell~ Anto~10 n?tto E nel ~econdo congresso italiano, il generale De Benedtctts d,s~~ a1 co~gressisti, fra altre cose, che « pressò l'Istit~llo geografico 1~1!1tar~ s1 ton_servano religiosamente non solo i rami della carta del R1zzo-Zannom'. ma il grnrometro del Ramsden, con cui egli fece I<: s~e oss~rvaz1om .azimutali, e si con:,ervano i riepiloghi di ben 401S staz10m esegmte i>. . P.
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N OTIZIE P0Ll'1'ICO - MIL1TAR1
NOTIZIE POLITICO-MILrr AliI .. Dopo l'applicazione definitiva della nuova legge d'ordinamento dell'esercito, le discussioni militari in Parlamento procedettero facili e tranqnille. l i bilancio della guerra fu approvato dalla Camera a tamburo battent~. N~lla. discus~ione generale nessuno prese la parola; in quella degh articoli pochi deputati fecero piccole raccomandazioni di cui il ministro promise di tener conto. · Qualche maggiore ampiezza ebbe il dibattimento in Senato, sebbene pur qui sia parsa supP-rflua la discussione "enerale. SuH'articolo 1° « Personale del Ministero della guerra » prese la parola il senatore Primerano, il quale disse che, in tutti gli Stati la percentuale degli impiegati del Mi nistero della guerra è · minore che in Italia. Di qui spostamento di attribuzioni e di responsabilità; distrazioni di ulfi~iali che pcitrebbero molto meglio servire nei reggimenti, ricorrendo mvece 3gli ufficiali in posizione ausiliaria ove fosse necessario. L'ou: ministro della guerra rispose assicurando che in realtà il Ministero della guerra sopporta per il suo personale una spesa n~n eccessiva,. ma che . però egli non ricusa di esaminare diligentemente la questione. Aggmnse che .potendo usufruire di ufficiali in posizione ausiliaria lo farà assai volentieri. Sul capitolo « Stati maggiori e ispettorati >> riprese la parola il senatore Pri'.nerano osservando che gli antichi comitati ora soppressi, rendevano dei buoni servizi. Si sono sostituiti gli i~.pettori, i quali potreb~ero pure fare opera utile, ma converrebbe lasciarne loro il tempo e la hbert.il, mentre invece sono sovraccarichi di piccole mansioni di dettaglio. Pregò quindi il ministro ed occuparsi della questione degli ispettori, la quale ha la sua importanza. Rispose !'on. Pellonx che la questione degli ispettori dipende mòlto dalle persone; comunque, terrà conto delle raccomandazioni del senatore Primerano. è)
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Al l'articolo ·1·1 • Corpi di cavalleria, • l'on, Primerano ri prese la · parol3 per raccomandare gli squadroni di milizia mobile, ai quali occorrono nucl1~i ed elementi. Ri,;pose l'on. Pelloux di accettare la raccomandazione ed aggiunse che la questione è allo studio. Così continuò la discussione e l'approvazione successiva degli articoli fra ,raccomandazioni del senatore generare Prirnerano ed accettazione delle medesime per parte del ministro della guerra. Relativamente ai carabinieri !'on. Chìala osserl'ò che la spesa per l'arma henemerita dovrebbe grnvitare sul bilancio del!' interno, e l'onorevole Pel loux. rispose: « Se fosse possibile ne snrei lietissimo; quando . però i carabinieri continunssero n dipendere dal l\1inis1ero della guerra .»
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Il senatore Primerano parlò ancora sui deposi.ti allevamento cavalli sul materiale d'artiglieria. Rispettù ai primi disse che furono ridotti da sci a quattro colla soppressione auche di quello di Sicilia, regione ~be diede sempre ottimi cavall i. Vorrehbe che almeno quest'ultimo uftìcio fosse risparmiato, anche nell'interesse della difesa locale. Ri:spetto al materiale d'artiglieria l'on . Primerano raccomnndò l'in dustria privata a cui, pure ricorre la marin:1 da guerra. È l'inclnstria privata quella :, cui ~i devono qnasi tutti i perfezionamenti; (·oli' inc!Ùstria nffìcial e, forse, s11remmo ancora coi fuc ili a silice. · ~ou ca pi sce per~.hè ricorri11rno :,ti uffiri;,ii del genio per fare da ar-0hitetti; affidiarnor;i francamente ali' industria privata per tutti i bisogni materiali dell'eseròto. · Anche ·queste osservazioni ebbero esauriente risposta dal mi.nistro della guerra. Quanto ai depositi d'allevamento, egli assicurò che non ne fu ~oppresso alcuno; solo due furono ridotti a sezione: la sostanza della' cosa rimane. ·Quanto al materiale d'artiglieria, disse che la 1ruestioue è grave e <:omplessa; si ricorre all'industria privata fin dove si può. Rispetto al genio è vero che molte cose che esso fa potrebb(l fari~ l'intlustria privata, ma in tempo di guerra ne abbiamo bisogno, e quindi conviene valercene anche in tempo di pace. Sul capitolo « Tiro a segno nnziooale, ) prese la par.ola il senatore Todaro. Egli osservò che ~ui diversi bilanci :;i è finora fatta per il tiro a segno ima spesa ordinaria di parecchi' milioni; ma oltre alla spesa -Ordinaria, vi è la·straordinari11. Rileva le somme abbastanza ingenti che
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NOTIZIE POLTTI CO - MlLlTARI
NOTIZI B POllT ICO - JliI LITAftl
sono costate le gare nazionali e i vari poligoni, iuc~mio ciando da <juel lo di Tor di Quinto. Dice che le somme spese per tale oggetto si possono già valuLare'· a 30 milioni, e chiede quali risultati si siàno ottenuti. La scarsezza dei risultati è dovuta principalmente alle variazioni di indirizzo, volendo alcuni che la istituzione sia civile, altri militare-. Per ciò I' istituziont. fu sballottata dal Ministero dell' interno al Ministero delln guerra e viceversa. Ciò è avvennto perchè ci siamo ostina ti a considerare l'istitu~ione del tiro a segno per sè sto:;sa , mentre deye considerarsi in relazione colle istituzioni militari. Non è contrario al tiro a segno, .perchè crede che il soldato in guerr3 deve aver fiducia nel suo fucile, e deve essere un bnon tiratore. Però il soldato deve essere anche fisicamente robusto e questo non si puù ottonare d ie coll'esercizio ginnastico, incominciato siÙo dai primi anni. Fa rilevare come, specialmente nel mezzogiorno d'Italia; si lamenti la deficienza di reclute fisicamente forti, appunto perchè vi è mancanza assoluta di palestre ginnastiche neìle quali i giovani si possano esercitare negl i anni di magpior sviluppo fisico . Vo rrebùc che le sorn_me stanziate in bilancio ,per il tiro a segno, vcq issero estese in parte anche al la ginnastica. Vorrebbe. che il ministro della guerra ottenesse : dal rnini~tro · dcli' istruzione locali per la ginnastica e che un poco di ginn:istica s'introducesse anche ·nell e società di tiro a segno. Coglie l'occasione per raccomandare la migliore produzione dei.maestri di ginnastica, mediante una buona scuola normale, di cui possediamo so.lo in parole un magnifico ordinamento. · Il maestro vi sta wlo dieci mesi, ciò che è poco pel molto che vi deve 'imparare: occorrono almeno due anni, come propose 1111él Commissione presieduta dall'oratore. A tale scopo il ~~ini ster? della guerra dovrebbe mandare ottimi sottoufficiali : solo con esercizi ginoast.ici llcconci potremo avere un esercito di acciaio. A queste osservazioni e raccomandazioni del senatore Todaro l'onore vole Pelloux rispose che, se l'opportunità parlamentare glielo avesse permesso, avrebbe già proposta una nuova legge sul tiro a segno,, secondo le pr9poste della nuova Commissione centrale. La presenterà in novembre. Niuno più di lui è fo utore del (ir? a segno e della ginna stica: egli intende la questione del tiro a segno come la si;;temazione ddla educazione fisica della nostra gioventù.
il tiro a segno dovrà essere accompagnato da acconcie eserci tazioni mil itari e Qinnas1icbe. · L'on. ministro" inline assicurò che uell'esercito si cura moh0 la ginnastica, e ch'3 .i sottufficia li che vano o alla Scuola normale di ginnasiic.a sono Sl'elti i'ra i migliori . . Dopo questa discu5sione dei capitoli, brevé e pacata, ma non priva d'jnteresse, il bilancio della guerra fu approvato dal Senato, come già lo era stato dalla Camera, a grandissima maggioranw.
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,. ** Lo stesso giorno (6 lnglio) in cui si disi:usse ed approvò dal Seuato il bilancio della guerra si discusse .ed ,1ppl'ovò. pure dal medesimo il . progetto di legge per spese militari straordin11rie. In questa occasione fu sollevata una questione che dorme da anni e avrebbe uotuto continuare a dormire senza danno dell'esercito e del . ' paese. Il senatore Ch iala osservò elle h spesa che si trattava di approvare, · con quel disegno di legge , si riproduce ormai in un modo od in un altro ogni anno, per cui es,a forma parte delle ordina·rie previsioni. Ora (egli dice) sarebùe opportuno tar cenno d_i un'altra categoria di spese veramente straordinarie e che sarebhero pure pienamente giustificate. Allude ali., spesa st.raordin aria per la costruzione del ridotto centrale di difesa di eui il nostro esercito è mancante. · Si augtWl che al riaprirsi del Parlamento a novem bre, il ministro vorrà presentare nna s1:rie di disegni di legge diretti a provvede1·e alln difesa territoriale dello Stato. Il senato.re Primerano parlò auèh'egli nell'ordi1rn d'idee dell'o!Jorevole Chiala. N:;tnralmente è necessario che nell'impiego della spesa annuale rilevanté che si trat.terebbe di approvare, :-i segua un programma. Orn eili sa perfettamente che un programma vi è; ma quanta parta nn fu coinpiuta e come fu compiuta'/ . Propone pertanto il seguente ordine del giorno : « ,Il Senato invita l'on . ministro della guerra , a voler presenrnre un apposito· progetto di legge, che, prendendo per base' le proposte della Commissione su prema che studiò per anni il problema della difesa del tenitorio nazionale, e tenendo conto di quel che fu attu~to, indichi e comprenda quan to ancora resta a fare ; iq mod o approssimativo va,luti la spesa occorrente, e proponga come ed in qnanti esercizi successivi si debba provvedtH'e·a lla completa di.fosa del territorio nazionale. »
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NOTIZI E POLlTICO·MILITAltl
NOTlZIE POLl'l' lçO-MI LITARl
Rispose Ton. Ministro della guerra che il 'problema della difesa militare d'Italia è di continuo studiato. Tempo fa si giunse a cal'cola re, presso a poco un miliardo la spesa occorrente, di cui 4-00 milioni urgentissimi. Però certo, per nuovi bisogni, il mil iardo non · potreb!Je bastare. Il programma, ripetE' col senatore Primerano, vi ò e si va svol~endo, e se le somme che si chledono d'anno in anno variano, ciò dipende appunto dal fotto che tal i, somme si chiedono annua lmente. Il ministro col prossimo novembre chiederà 111 sornma occorren te per un quinquennio, e nella relazione che accompagnerii il sno progetto, esporrà quanto si può esporre circa lo statll di fa tto del grave e delicato argomento. Riconosciuta così la giustezza dei desiderii espressi dagli onorevoli preopinanti, crede questi sara nno soddisfatti , e spera quindi che il senatore Pri meraao vorrà ritirare il su o ordine del giorno . Il senatore Pri mernno oppose qua lche · difficoltit a questo r1t1ro, poscia acconsentì, ed era, secondo noi, il meglio che potesse fare. Dopo ciò il progetto venne a grande maggioranza ap provato.
A<1IÌ onorevoli Curiooi, Biancheri ed altri, che avevano 'rivolto inter- · roga~ione al rninistrn della guerra « sul la iuterpretazion:' ~da essi in-. · ierpellanti ritenu la illegalmente ris.trettiva) che la com mrss1one per gh assegni vitalizi ai veter:mi delle patrie battaglie dà all'articolo unico della (J(Je ·27 (Jiu (]no -189,1 »' lo stesso on. Afau de Ri vera rispose che la lee~ · ~ e commissione è assolutamente autonoma e che segue, a suo parere, una iuterpetraiione corretta; quella desiderata dagl' interroganti recherebbe • .,,notevole aggravio alle finanze; gli effetti lì nanziari della le~ge · !tanno oltrepassato del doppio le previsi,rni . Infine all'on . Stell uti-Scala, che interro'~ò il ministro della guerra « sui provvedimenti che intende di prendere dopo gl' in fo rtuni accaduti nelle caserme di Bologna e di Me;sina e sulle responsabilità che intenrle -di assumere a ca,!!'ione degl'iufortuni medesimi», l'oo .. Afan de Rivera rispose che nelio infortun io avvenuto nella caserma di Santa Cristina in Bologna il ,1 ti maggio u. s., tanto l'inchiesta compiuta dal l'auto rità giudiziaria (che si chiuse con ordinanza del 30 stes,o mesfl del giudice istruttore di non farsi luogo a procedere per inesistenza di reato), quanto quella tecnico-:amministrativa atlìdata al generale ispettore del le costruzioni del genio, hanno escluso la colpa o negligenza da _parte dei funzionari . . No o è quindi il ca:;o di prendere altri special i provvedimenti ol tre -quelli suggeriti dal predetto gflnerale ispettore per migliorare il servizio . della direzione del geni,i di notogoa. Rispetto all' ìnfortonio dì Messina è cosa che rigua rda più speci11lmente il m.inistro dell' ioteroo, poichè a tutti i locali· per l'alloggio dei -carabinieri provvedono le provincie. Consta però che ;inche tale infortunio deve attribu irsi a cause fortuite ed impreved ibi li. i Circa ai risarcimenti dov1iti alle persone lese, l'on. sottosegretario di ,,Stato per la guerra osser vò che qnQste essendo militari in servizio, si· provvederà in conformità delle leggi speciali che regol ano le .concessioni di assegni a coloro che contra,$el'O ,informità per ragioni del serv:izi'o stesso .
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V.
* * Alla Camera dei deputati non si discussero progetti militari, ma vennero dirette n!l 'onorevole ministro della guerra varie interrogazion i, e giova tener conto di alcune delle relative risposte. Agli onorevoli Morpurgo e Pascolato, i quali chiedevano se il ministro intend3 proporre uaa modificazione 31fa legge sul reclu~amènto dell'esercito nel senso che il figlio unico r iconosciuto dalla madre sia ascritto alla terza categoria, rispose, iò assenza del ministro della guerra, l'on . Afan de Rivera sottosegretario di Stato. Egli disse che la questione non. è nuova, perchè altre volte formò oggetto d' interrogazioni nei due ram i del Parlamento. La soluzione però fu sempre differita iu attesa ·ai una riforma generale della legge sul recluwmen to. Riconosce che é una vera ingiustizia il uon accorda re il beneficio della .esenzione a sostegno della madre, quando si ammette pèl padre. Ma le diflìco ltà di applicazion~ di questo principio sono moltissime. La questione ? grave e complessa, e non va risoluta isolatamente; e siccome il ministro della gnerra intende di presentare un disegno organico sul reclutamento inspirato ai principii del disegno di legge del 1892, così prega gli onorevoli interroganti di attenderne la discussione.
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Cominci11 la stagione prop1z1a per le esercita1.ioni' militari in campagna, che qu-.est'auno avranno un'importanza speciale per il graride numero dei richiamati dal congedo a prendervi parte. . ' Notevoli furono quelle di attacco e .difesa di fort ificazioni, che già -ebbero luogo s ul · rnoute Scarpa, presso il campo di S11mma, per parte delln truppe del g~nio col concorso di batterie a cavallo, milizia mobile 83 -
ANNO XLII.
~OTIZIE I'OLITICO-MILITARI 1310 e milizia terriioria le, e che si chiusero il 7 corrente con una rivista passata alle truppe stesse dal comandante il terzo corpo d'armata. Diremo delle alt!'è ·a suo tempo; frauanto notiamo che, oltre le c1'1iamat~ al le armi per istruzio~e, di cui ab.biamo parlato nelle precedenti puntate, ful'ouo chiamati ptlr ll'n periodo di '.20 giorni i mi litari di trùppa della p cr,tegoria delle d:issi ·I865, ·I866 e ·I867 ascrilli alla i:~i lizia mobile delle brigate di artiglieria da fortezza e da costa . La presentazione dei richiamati :ivrù luogo il 5 agosto. Pei sottullìciali la permanenza sotto le armi è 1Ji 30 giorni: essi dovranno quindi presentarsi il giorno 27 luglio. Tutti i milit-ari di truppa richiamati dovranno recar.;i al comaado della riaata di artiolieria da fortezza o da CO:ita indicato in testa .ai fogli di b congedo, oppure all::i sede del distreuo militare nella cu i circoscrizionù territoriale si trovano. Il licenziamento dei pr~detti milita1:i sarà eseguito il 25 agos'to inviandoli direttamente dalle sedi delle brigate ai comuni di loro . resideoz,1. èoi Bollettino iiffic'iale, sarà provveduto per la designazione degli ufficiali destinati a formare i quadri dei riparti da costituirsi e perchè gli ufficiali di complemento chiam:Hi alle armi, si presentioo il giorno 27 luglio a 1 comando locale od aIla seziol}e staccata presso cui si costituiscono i riparti. Fu pure pubblicato l'ordine di chiamata al le armi per un periodo d'istruzione di giorni :30 di : a) tutti i militari rli truppa in congedo illimitato, compresi i sottufficiali, di I• c.:.itegorill , <lella classe i 872 ascritti ai reggimenti alpini ; b) i militari di truppa di ! a categoria di cl3ssi in congedo il I imitato dell'esercito permanente, ascritti ai reggimenti anzidetti, che, non risposero alla chic1mata alle armi della loro classe per aver ottenuto il rinvio ad una chiamata succ'essiva e si trovino tuttora ih ta le l')
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posizione; · . . . . . . e) gli utlkiali di complemento nati nel ·I 87'.z ascritti agli alp1m. I richiamati si presenteranno nelle ore antimeridiane del · ·17 agosto alle sedi dei magazzini indicati negli speéiali manifesti pubb licoti cbi reggimenti alpini, o al sindaco del proprio comune per ricevere gl~ scontrini pel viaggio in ferrovia, che abbiano da eornpiere pe~ recarsi a quelle sedi. Il rinvio in congedo avvenl1 per c.ura dei reggimenti alpini interessati in modo Ja raggiungere il comune di residenza Ml giorno 15 setlembre.
NOTIZIE POLl'I'lCO - Mll,l'l'AHI
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Coi militari di truppa sasanno licenziati anche gli ufficiali cliiamati dal congedo per l'istruzione. Potranno però essere trattenuti, purchè non oltre i tre giorni dopo lo scioglimento dei reparti, i comandanti di compagnia, i furieri, e gli ufficiali d'amministrazione, per la compilazione delle note cariltteristicile, e pèr la restituzione degli effetti avuti in consegna. ~
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Un regio decretò ha tlet<'rminato che gl i esami speciali, contemplati dall'articolo 36 della legge 2 luglio ,f 89·1, per i tenenti d'art iglieria e del genio, i quali aspirano alla promozione a scelta, consisteranno: 1° in un esperimento scritto di coltura tecnica: su questioni teorico-pratiche di tiro e q·uestioni di materia (per gli· aspiranti cli artiglieria), S ll questione cli costruzione e questioni d'. ingegneria militare in genere (per gli aspiranti del genio); ~ 0 nello svolgimento per jscritto <l,i uu tema di coltura genernle e di ~un terna di arte militare; in una prova per iscritto di conoscenza di lingua straniera, a scelta del candidato; nella sol uzione di temi tattico-logistici; in un esperimento di levata a vista; in un::i prova di aliilità nel cavalcare e di attitudine al comando effettivo cli .truppa. Il Ministero poi ha dato per i <letti esami le seguenti norme: Per essere am messi ogli esami i Lenenti d'artiglieria e del genio devono essere riconosèiuti così distinti sovra gli altri da giustificare pienamenll: i vantaggi di carriera <;he derivano dall'avnnz::imento a scelta e presunti di tale avvenire da lasciare fondatameate ritenere che dal loro . più celel'e avanzamento avrà reale vantaggio l'esercito. 'Essi pertanto devono spiccare in sommo grado per intelligenza, coltura, condotta, idoneità pratica, costante scrupolosa osservanza dei propn doveri, amore allo studio ed al servizio; per qualità: militari e fisiche; ed if?fiue essere dai loro superiori gerarchici concordemente giudi-cati ottimi ullìciali fìn dal b1ennìo prec·edente . N'e l corrente anno possono concorrere agli esami di avanzameu to a scelta i tenenti d'artiglieria_e quelli del gen io con anzianità a tutto il •1890. . Gli esami saranno divisi in due distinti periodi. Avrà prim::i luogo l'esame di coltura tecnica, e soltanto quegli aspi ranti che lo avranno felicemente superato, potranno essere ammessi ai susseguenti. L'esperimento s,critto di coltura tecnica avrà luogo in Torino nel prossimo mese di cticembre dinanzi ad una commissione, da nominarsi dal Ministero.
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NOTIZlE POLtT!CO- MILlTARl
Gli esami di coltnra g~ner:ile avranno luogo in Roma nel mese di gen naio 1.898. • L'esame pratico consterà di nn esperimento nel quale i concorrenti dovranno, mostrnre la loro ca pacità professionale ed attitudine al comando di truppe della sp.icia liLà dell'arma alla quale gli ufficiali appar1engono,. nr.ncbè dell::i loro abilità nel cavRlcare. ,. Altri P$am i furono indetti per i far mr.cisti rnilitari. Fu notificat•> cioè che nel mese di ottohre dul cor rnute anno e nai ~iorni dm verreono indicati sul Bollettino uffici a/e, snranuo chiamati a sostenere l'e~ame di idoneiti1 all'avanzamen to i fa rmacisti di 3a classe che ebbero la nomina all'impiego nell'anno ·1896. Questi esam i sar:rnno d:lti ion:lnzi ad una commissione composta nel modo se~uente. Presidente: il chimico-farmacista ispettore; {a sottocommissione: ub presidente e due membri per /;!li esami del primo gruppo; 2a sollocori1mis,ione : un presidente e due membri per gli es:imi del secondo gruppo. Gli esami del pri mo gru ppo comprenderauuo: a) nua lisi qualitativa di un miscuglio di sal i inorganici coutenente non più di duo basi e di due· acidi; b) saggio ana litico di una ~ostanz,1 merlicnme11tosa compresa nel manuale in uso nelle farmacie militari. Gli esa mi del secondo grnppo (:omprenderanno: e) lo svolgimento per iscritlo, senza ii concorso di libri o di mano;;eriui, di un tema rineiteo te gli ,d imenti del soldato e le disinfezioni; d) una prova verh11le sq q uesiti ·estratti a sorte. .Fra le altre più importauti disposizioni d'interesse mi litare notiamo le sogueo ti :
,. ** Fu st11bilito che dal -1• luglio prossime, il 3ervizio delle carceri miliuiri preventive viene pri,, a 10 alla dipencleuza riel com:rnrl o degli stabi· liman ti rnihtari di pena. Cli~f pure viene passi,to alla dipendenza dello ste,so comando il servizio di custodia degli uffic,ali rleteouti in attesa di 1iudizio e di quelli conda.nn:-iti al carcere ed ,tl l11 r,•clusione militare non assegnati a riparti di pena. I l rnini;;tero ha notificato d 1P- ~ehh,>n,• in baso ali' :irt. 28 rlella legge 2 Jugliu ·I 896, siasi fono~to per 1utt1 ,:11 uffir.ia li di complemento urt unico
:,;OTJZJ.E POLITlCO-MlLITA&l
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ruolo di aozianiti1 per ciascuna arma e corpo, tuttavia uull.1 deve intendersi innovati) circa la suddivisione degli ufficiali stes,;i nei due gr,rndi reparti dell'e,;ercito (e,erci 10 permanen1A e milizia mobile) sotto il punto di vista del loro impiego; e che debba quindi sempre farsi luogo ai passaggi di detti urriciali dall'nno all'a ltro riparto per ragioni di eti1, a ~eoso di quauto I pre~crive l'art. 6 della le1ge 29 giugno ,I$8'2. In scgnito pertanLo alla soppressione sull 'A nmturfo mil'itare della -suddivi5ione ora detta, venne Jeterm imllo che i passaoc,i dall' uno ""' Bolletiàu, all 'altro dei ri parti stessi non vengano più pubbl icati sul delle nomine. come praticavasi in passa Lo, !;P,,nestralmcnte, e che perciò alle variazioni matrio:ilari dipendenti <lni pa$saggi StRssi debbnno prov-vedere, c.1so per caso, le ,;ingoio autorità milit,1ri per quanto le riguarda, senza atte1Jdere lo relative cli,posizion1 minist(Jriali, valendosi della indicazione relativa all'età riportala sull'Annuari& per -ciascn o 11flìciale. Un H.. Decreto ha determinato che l'Eritren, i territori che oe dipendono ed i miliwri che ivi si trovano sono c-0niiderati ~u l piede di guerra da l 15 gennaio al ,15 febhn1io 1897. li Ministero ha determinato che, a com iuciarc dal I O I nglio <·orrcnte 11nno, sia iostituito a Bril un deposito di convalescenza . Venne slabilito che a d:ltare· dal 1° luglio prossimo l' :llto ·135 del 1895 riguardante il conteggio degli :issegni e le anticipazioni pel vestiario della truppa rimane aboli to. Gli assegni per il vestiario torneranno perciò ad essere con teggiati con le norme indicate ai §§ 268 e 29,1 del regolamento d'amministrazione. A modificazione dell'Alto ~ - 15-1 del 1896 si è determinato che non siano più istituiti i magazzini succursali del cM;enuaggio nei presidi cli Ivre;, e Vercel li nel I corpo d'armMa, di Terni nel IX corpo d'11rmatn, e di Capua nel X ·corpo d'armata, ln delti presidi provvederà al ,ervizio del cr,sermaggio il risprttivo coma ndnnte, ti'u noti fìc_ato che col IO seuembre p. v. si inizierà presso la scuola mugistrale militare di scherma, il corso per gli aspiranti istruttori di schermn, che procederà a norma del regolamento per la scuola ste~sa, in dnta 5 maggio ,1897. I sottufficiali che dopo il primo mese dell'arflmi:;sioue, durante il . quale sono , considerati iu esperimento , sa ranno r itenuti definiti-va mente alla ,;cuoia dovranno assumere una nuova ferma di cinque anni, decorrente dal giorno in cui ha avuto luogo il loro arrivn alla scuola stessa, cessaudo per essi l'obbligo di cornpiere 1:i loro ferma ili ~Ol'SO.
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NOTIZIE POLlT!CO-MILlTAlU
.Fu promulgata la legge ché autorizza la spesa di lire trecentomi la da inscriversi in apposito capitolo della p,1rte straordinaria del bilancio della guerra del corrente esercizio ·1896- 97, colla denominazione « Spese per in vio di truppe in Oriente. , ~ Questa spesa resta compensatà da corrispondeo te diminuzione sullo sta nziamento del capitolo 26 dello stesso bilaac\o oc Foraggi ai cavalli dell' esM·cito., Per la retta ed uniforme applicazione di alcune disposizioni contenute nella legge sullo stato dei sottufficiali venne determina to quanto segue : I sottufficiali delle varie armi e corpi - tranne quell i dell'anna dei carabinieri rea li, del corpo inval idi e veterani , i sottul'ficiali musicanti , i so1.t11ffìci,1l i trombettieri e i capi armaiuoli - .che contino dodici o sedici anni di effetti~;o servizio, · hanno rispettiv;imente diritto, indipendentemente · dal grado di cui sono rivestiti, agli assegn i da furiere o da foriere maggiore, sia che, a senso dell'art. 36 della legge 8 luglio ·1883, abbi;ino o 110 optato per il trattlimento dato da lla legge· medesin;a, sia che non siansi tro va ti in condizione di potere optare. È fatta però eccezione per il persc,na le di governo delle compagnie di disciplina e degli stabilimenti mi litari di pena e dei deposi ti cavalli stalloni, dove il diritto è limitato ai souufiìciali che, a seriso delle disposizioni transitorie della legge 28 giugno ·1 g9,1, abbiano optato per il trattamento stabilito dalla predetta legge del 1883, ·rimanendone per conseguenza esclusi coloro che, per non avei: optato, continrnnono nella loro posizione di rallermati con. prem io. Sono pure i1mmessi a godere del trattamento di cui al n1:1mero precedente quelli tra i sottufficiali trombettieri che, a seo so de l n. 5 delle disposizioni transitorie della legge 28 giugno ,18H1, abbiano continuato nelle rafferme con soprassoldo. Gli assegni del grado di furiere o di furiere maggiore sono dovuti a datarr. dal primo giorno del mese successivo a quello in cui i sòttu fficia li compiono il loro ·1'.2° o 16° anno rli servizio. I
Rom/I , il ,Jz luglio 1897 . '-
X.
NOTI ZIE MILITARI ESTERE 11
FRANCIA. ARMAMENTO-EQUIPAGGIAMENTO .
Uso degli zoccoli per le trnpp<' a pied1'. - _Con decisioni ministeriali 7 giugno e ·I2 novembre 1896 le truppe di fanteria e d'..irtigl ieria -a piedi furono 1,utorin:,te a far U$O dnrnnte l;i cattiva ·stagione, di mc-ceni (sabot- gei/oche) com~ calzatu ra di ripO$O nell'interno delle caserme. Qoest,1 calzaturn era stata adottata per le armi a cav~llo fìn dal ·1883. Cwm:icie di flanella di cotone per la l.h,ppa. - E stata recentemente adottata per la truppa una ca micia di 1lanellé1 di cotone in sostituzione della usuale càmicia di cotone. S;irit messa. in servizio a cominciare -dal 1° luglio p. v. . Calzature di riposo . - Quauto prima san1uuo me.sse iu esperimento nei 18 corpi d'armata francesi due $pecie cl i cspadrillcs (calzature di <1orda usa te dagli spagnuoli) da servire in campagna come calzatura di ' riposo ed e~:cezionalmen te di m;ircia in caso di piedi fe riti . .ln ogni ,corpo di fanteria due cornpagaie sarauuo incaricate dell 'esptrimeuto. ' Intervento degli, u(fi,c-iali del/.e vnrie ar·m,1· alle scuo le di tiro dell' artig lier ia. - - Una <~ircol are miuisteriale in dat.a 1.6 gennaio 1897, coor·dinanrlo precedenti di~posizioni, prese.rive cbe ogni anno no certo numero di ufficiali superiori di fan teria, di cavai leria e del genio (tenenti -colonnelli e colonuelli soltanto) siaoo io ciascun corpo d'armata designati, in seguito a loro·domanda, per assistere, per Llll periodo di fJ uattro giorni .a qualcuna delle scuole di tiro della brigata d'artiglieria del corpo d'armata. Tale designazione in massima non pnò aver luogo che una volta sola per ciascu nu grado. '. ' Anche ufficiali oenerali del la 1a e della 2a sezione !lei 4narlro dello ~tato maggiore dell'esercito potranno egualmeate e,sere autorizzati ad ,assistere alle scuole di tiro. Per quelli deHa 2• sezione però l'autorizza'a;ione è eccezionale ed è concas~a tenendo conLo del comando cui questi ufficiaA i genera li sono destinati per il tempo di guerra. •
i.':)
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NO'l'IZIE MILI'l'MU ESTERE
NOTI Zl!i MILITARI ESTERE
Le Vt1rie autorizzazioni sono accordat1; nei limiti dei crediti stabiliti ogni anno a tale sco po. U~a circolare del ministro della marina in data 6. marzo u. s. a ~plica le accennate disposizioni agli ufficia:i del la fanteria di ma'ri1l3, 'i quali quindi interverranno alle ,cuole di tiro dell'artiglirma di terra. lstr·uzwn'i date dal gene1·ale Gujot.h al 12° corpo d'a,rmata. - li comandante del 12.0 corpo d'armata ha emanato una circolare invitando i coma ndanti di divi5ione suoi dipendenti ad aduttare, sempre rimanendo nei limiti del regolamentò, i seguenti principii conteìlllti in una istruzione data dal ge'!erale Caillot in occasione delle ultime grandi" manovre. l reggimenti dovranno essere eserniLati a manovrare 5enz.a comandi dati a voce, ma a gest'i (mwnoeuvrer par assouplissement), ad effettuare marce in ordine chi uso iu campagna, a superare gli ost::irnli, il percorrere i boschi seguendo fempre ).)Da data direzionti, a v3 lersi del terreno nelle marcie d'avvicinamento. Essi dovranno pure essere adde1 strati a prendere la formazione a scaglioni che è la so.la che pérmetta di mascherare le nostre mosse e parare meglio alle offese ilei nemico nei suoi tentativi di aggiramento. Egli poi fa osservare che nelle ultime m3novre ha ·notato che le CO·· tonne non provvedevano al l,i loro sicurezza a sufficienti distanze, che il collegamen to frn queste lasciava a de.siderare, che il loro ;piegamento si effeuua:va con troppa len tezza e alle volte per mezzo di movimenti di lìanco che ;;ono solo amm issibili allorquando si è defilati dal wrreno, che si trascurava di p'reudere interva lli wffici~nti e che gli attacchi uouumi si eseguivano adottando fo rmazioni di comba ttimento anzichè procedere per piccole colonne precedute da p ichi e.;p loratori. Insiste perchè si addestrino le pitcole unità a s'piegarsi sempre al passo ginnastico ed a serrnrsi di _corsa. Nelle formazioni contro la cavalleria bisogna evitare i ripiegamenti difensivi, potendo queste cagionare serii inconvenienti alle truppe la\erali, data I.i grande pol'taw dèlle ll rmi attuali. In i1Itimo il generale rammenta le saggie raccomand~,,ioni del suo predecessore generale Poiilone de Saint-Mars sui la necessità di fare ogni anno, al più presto possibile, manovrare le compagnie e1l i batta, glioni sli terreno vario per formare il colpo d'occhio degli 'nllìci.ili, abituandoli a prendere pronte decisioni ed ammaestrnndo tanto i soldati quanto i gruppi a $apersi valere del terreno. Raccomanda. pme di perfezionarsi nei tiri di guerra che co~tituiscono, la base delfa eflicacia del fuoto . Speci,,le intere~~amentn sarìi bene de1
dicarlo al buon a(lclestramento degli esploratori formando tra essi dei corridori i quali potranno rendere iu terreno vario i serv izì che sono attesi più tardi dai ciclisti. . I tenenti co lonnelli iocomill(:iauo in genere troppo tardi le loro conferenze sul terreno, essi debbono p·ofitt:ire dei primi mesi dell'inverno durante i cluali i comandanti di compagnia sono liberi cd i campi percorribili. Per deita epoca i con~:,ndanti di battaglio11e devono avere terminatà la rivista di mobil itazione e le parti teoriche sul servizio io campagllll. Non è solo in vis1a <lcll'i~pezione generale che l' istruzione dei quadri deve essere com pinta, ma 11nzi tnllo per tenerli all'11ltezza delle loro attribnzion.i in 'lna lsia,i epoca del !',1uuo ed amncbò essi sieoo costantemente preparati a qua!:'.iasi nventnalitii . ,
ISTRUZIONE DELLE TRUPPE. MANOVRE ORDINARIE. •
I
Mano;;re d·i masse d' artiglie·ria. - A.l campo di Chàlons, sotto l'alta direzìone del generale di divisione Nismes, presidente del com itato tecnico di artigl ieria, sar:rnno eseguite le rn~novre di massa.d'artiglieria dal '16 al 27 luglio . V,i prenderanno parte: .La brigata di Donai: 15° e '27° reggi mento d' artiglieria; LabrigH:idiBourges : i 0 e:J1o • » L' 8° reggimento artiglieria ; Le batterie a cavallo clella :3a divisione di cava\leria; Una briga1a di fanter ia; Un reggimento di cavalleria. ·Per la prima volt.a elementi estranei aH' artiglieria, prendono parte a queste manovre, le quali appunto pet· ciò, presenteranno un interesse iutto particol8re. A qnesto proposito l'Echo cle Paris riferisce che dopo la festa del H lugl io, anche il presidente della repubblica si recherà al campo di Chi1lons per presenziare agli esperimenti che, in o~casione di queste manovre si faranno, su vasta sca la, del nuovo materiale d'artiglieria a tiro rapido. Camp'i !l'i tiro. - Sotto il titolo EsperieMe Ji -~1·tiqlieria Livenir militaire del 19 marzo u. s. riporta . la seguente notizia : « Una batteria del 32° artiglieria, . di stan,,a ~ Fontainebleau , ha se«.guito a Chitry, pn;:;so Aux.erzr, deg manoevuvreR nonr;e/les. • Purono eseguiti tiri con olws 1:hargés à mitl'ttille. È la prima volta {< che fuori dei p(fl igoni, nelle manovre in terreno vario, s' impiegano ( proiettili carichi.
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NO'l'JZlE 'M ILl'l'AIU J;;S'fEltE
" J dinturoi del l.Crreno, ove ebl!ero luogo queste manone, erauo guartlati da uno squadrone del 113° dr:igoni e da truppe del &. 0 fanLerin, . Evidentemente qni non si lra tta d'i esperienze di artiglierie nel ~euso comunemente inteso dell'espressione, ma semplicemente di uu tentat ivo di esercitazione con proiettili scoppianti in aperta cnmpagn:i. L' ohtis charr,és à mitrCtille non pn(Ì csrnre altro che l'olnts à rnitrai 1/r (shrapnel). , Secondo altre notizie, cle;;unte òa Ila Frnnce mi litaire. all' accennatn manovro avrebbero partecipato il .~o fanteria e lo sc1u:1drone del ,1;Jo dr~~on i. Con essa si snrebbe voluto dimostrare la possibiliti1 di orgauizwre vasti campi di tiro temporanei, come primo passo alla creazione de.i graudi campi di m:rnovra regionali qu:ili sono i,;tituiti io Germania. Che q 11 alche co;:;a in qttesto senso si vogiia fare :n Francia è rii mostrato dal fatto che una eorn missione di ufficiai, del le Vlll'ie armi :;ta stndinndo la lrasformazione ,lel campo di tiro di Avor, pres~o Bourgcs. in un vasto campo di rnano,·ra in cni lo fanlerio, la cavalleria e l'artiglieri3 possano eseguire mnnovre cornbiua te, che diano nna · immagine più cs;iua del la fruerra. che non le ~olite manovre autunnnli. Cartucce da bcrsar,ho. - L' Echo de C Armée del 4- :ipri le ri port:i che ii stala ideata P.rl esperimentata con ottimi risnltQti una cartuccia economicti per il fu cile Lebel, essenzialmente per uso della società di t,iro, che fino ad ora pagavano le cartucce re~olamentari io r;1gioue di L 1.30 ed anche~ ,50 ogni •IO . La uuova cartuccia come :-i r deuo ha da lt1 ottimi risulw~i. senza riscaldare la ca 1111a e senza insudici:irla c:ome :ivviene rego larmente con la poivere gialla IJ. J. Ammissione di indigen·i algerini alla scuola speciale milita1·e. l!na rec;ente decisione minislcriale autorizza i giovani indigcui dell 'Al;eria e concorrere d'ora innanzi all'ammissione al la scuola speciale militare nlle condizioni comuni , con la risen·a però che essi, nll' atto della loro ins(:ri1.ione al concorso, si ob blif!'hino per iscritt.o 1ì fors i nat11r11Ji1.zare francesi, io caso di ammissione, allor~hè diversanno maggiorenni. Quelli fra e5si che 0011 avranno raggiunto i 2~ :inni al momento in cui lasceranno la scuola saranuo nom inati ufficiali indigeni (o/'fìi:iers au titre. 'indigène) e non di verranno nflìcia li francesi (offìciers mi t·itre ('ni,nçais), che in $egnito :il la loro 11:itnraliuazione .
l.'H9
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
Neue Militarische Blatter.
Giugnc ~89 ì. -
f combattimmti dì Wei- Hai-Wei.
Dietro le indicazioni fornite dall'eccellente studio di Jouch ichi Ioouyo, The fallo{ Wci- Hai-Wei e pubblicato in Yokohama, la Ri-vista mi·litare italiana pro~·vide, lino dalla pri mavera del -1896, a compilare uno studio riassuntirn in materia che fu e pan·e di assolut1t noYità, precorrendo nell'ordine del tempo tutti 'gli studi consimili. - I.e Ne'ue Dfilit&n'.scl!e 13W.ttet· del gi uguo offrouo ora un saggio di trarlnzione dell'eccellente studio sopra citato. - Le ragioni della spedizione nE Ila penisola di Santung si debbono rintrncciare anzitutto nelle rliffi coltà incontrate dnl la ,1a nrmata, sulle Alpi di Mancinrin. p11sci,ì nel vivo desiderio della tloua gi1t pponese cli rendersi padronn :isso!ut.a delle ac<1ue del .'IJar Giallo . Lo ~rn10-mag1iore di Tochio ritcnevn per fe rmo che alla fine del novernhre '189/~ l:1 cadnta di Porto Arturo avrebbe ri ischiusa lo via .littoranea di Pechino ed agevolFtta la marcia :il generale Nozu, da Hai::c:hen~ in :ivanti. ,ra le pre\'isioui nou si av,·crarono. La Gibilterra del Ma1'1.! Giallo, come fn detta l:i piazz:i di Porto Arturo, non si dimostrò suffìcente al com pimeuto dei progettati disegni. Occorreva . una forre diversione marillirna con tro l'altra porta del crolfo di Pech100 che ancora resisteva; e cosi fu rre~tamente rlecisa l:i spedizione Contro Wei-Hai-Wei. [ preparativi di essa merinuo lu ngo crl accurato studio: il 10 gennaio 1895 fA lparono da Ujna 57 trasporti, e drizzarono le prore verso Talienvan, nella r eni!<ol:i di Liao-Tong. Quivi i vascelli si rifornirono, in territorio ben sicuro dalle · sorpreM cinesi; poscia. divisi in tre scaglioni, si avvill!'ono verso Wei -!Iiii-Wei. L'armata giappv11ese condoua dal ma resciallo Oyama, cinse di :issed io la P_iaz~a, mentre I~ squad ra rlell'ammiraglio lto bloccò nel porto la flotta cmese agli ordini de ll' ,1mmirnglio Tingo. Quest'ultim,1 capitolò il 12 febbraio , e I~ op~ra;:ioni del la :ia ,·,rnrn tr t1iappnnP::<' ebbero termine. L,,, guerra 9rero-t11rca nel I897. ~
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RIVISTA OEI PERI001C1 llllLl'fARI
IUV1STA DE! PERI0D10I MIL TTARI
Lo swdio e l;i continuiw.ioue cli quelli già pubblicati uelle Neue Jli/1:tii,hsche /Jli.i.tter nei fa$cicoli di nrnrzn, aprile e maggio con il titolo cl i Que.~lione cretese.
[ tlrayoni d:i Wii,rzbiu'y in Ungher ia d<tl 1706 al 1711 . CorÌ·isponden:w. m ilita·t e. - lì'ran,:ia. Journa l des sciences milit a ires.
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Federico il Grande. - Le lioee di comun icazione - Regola principale di strategia - Risogna a;:sicurare le linee di comunicazioni contro prob~bìli attacchi del oemico - Distaccamentj necessari per assicurare questa linea e loro forza - Io territorio amico qualunque timore per le liDee di comnoicazione scompare - Bella condotta del principe Enrico a Kunersdorf - Nel ,J 7,\.5, . Federieo costringe alla.ritirat11 il principe d1 Lo rena mii1aci;i:10dolo nelle comunicazi oni -'- .l\fanovra del Re prima dttlln battaglia di Tor~au .
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Giugno 1897. - I+ pei'icolo delle uiilizie. - Contiunazione dello · studio del generale Lewal - Il reclutamento fenda le .- Ritorno al ~oldo · - J: ·merceuari - li reclutamento s,otto Carlo VII. Le Racolaye - Le chiamate durante la repubblica e l'impero. lstruzioni date alla .2" di1iisione di ccwalleria. - Continuazione Istruzioni per il combattir~ento a piedi ~ Considerazion i generali - Riparto degli effettivi e progressio~e del combattimento - Direzione ed impiego del filoco - I rava ili a mano - ,Prescrizioni per l'istruzione deila brigatn - Evoluzioni e manovre - Comandi e segnali - Schieramento - Esploratori del terreno - Ricognizioni <li ul'fìcia li e pattuglie di combattimento - Fianchi offensivi - fo. terva lli - Impiego dell'artiglierj;:i. Il terreno, gli uomini e le arm.i·alla g·nerra . - Intlnenz<1 generale del . terren~, gli ,{omini e le razze - Con tinuazione . . Stìld·i sulla cainpaynci dal 1796-.J797 ·in Italia . - Terza parte - Il còllegamento con Moreau .
Libero di allontanarsi dal Piemonte, in qua l direzione e sino dove Napoleone doveva porwre le sue armi? Egli lo dichiara nel ra pporto con'segnato al Comitato di salute pubblica: (test l' Allemagn11 qu'il (cmt accabler. Intanto, alla fine di maggio, Moreau non si era ancora mosso: Bonaparte attenrleva dn un momento all'.dtro il suo passaggio del .Reno. Intanto v'erwo iu Italia '27,000 Austriaci dei qnali era ùrgente sbarazzarsi ;i] più presto . ~apoleone manovra in guisa da attirare e rigettare Bean lien nel Tirolo mentre cerca di espugna re ~fautova. M.a non giun. gendn notizie di Germania, l'ese.rcito d'Ital ia non può continua re la pro· gettatn lllarcia su foos briick . ' Jl ser,J'i:zio ili lHL mino. le nuoue ar mi. da fuoco portatili ed il serv'izfo s1initario in cmwpayna . La marcia del fantaccino . - Continuazione. _Il combattimento ed ·i, mo'l)imenti di fianco ne/l'esercito francese.
Rivista mensile del Club · alpino italiano .
Giugno ~ 897. - XXIX Conqresso degt1: alpini sti 'itali ani - Programma. Peregrinazioni nel bacino della Thuile . - G. Bo1111A, Cronaca alp ina. - Spedizione di S. A. R . il dnca degli Abruzzi nella catena del Monte S. Eliasi(Ala:,ka) - 1V1wve ascensioni: Fort Carra, Cime e (;ol de Caron, M. du B0rgne, 1 ·Col Ezendet, ,';;1ashorn , Tur• benjoch, Poncione di Monigolo, Pizzo Gallina, Pizzo ·s. Giacomo, Pizzo Graodinagia - Ascensiom d,:soe?'.: In Val G.rosiua - Ascensione al Gran Sasso e i colombi viaggiatori - Al Ga1·gano e le sette ,•ette .del Vuhure - Etna . - Escursioni sezionali: (Brescia) Ma' ·donna della Neve e Sella dell 'Oca - (Schio) Cima Vacc.arezza (Crl'mona) Motterone - (Palermo) Ventimigli a e )L Cane. - Carowne scolastiche : (Torino) Rocca della S()lla e Ilellavarda . Guide : Sui doveri delle guide - Guide ·per le Madonie - liOOme ascension i di gnide - Per la guida Ruppen . - Rfr01.,er1: e sentier·i: Rifugi della $eziono di Brescia - Rifugio dell' Argenetra - Capanna di Chanrion. Personalia. - Un banchetto di ~aiuto all'avvocato (;;ooel la in pa 1·ten1.a , per l'Alask,a . Variètà. - Lavori di rim bosch imento ..:_ Pel giardino alpino La Cha, nousia - Su lla pro prietà de i ghiacciai. · Let.tera.tura ed arte. - Revue alpine de la Sect. LyoJ1n ~ In Alto Bollettino tl'.irriestrale della S. A. merid . - Sicula - Alpi Giulie CACCIAMA1,1 : Geologia della çol li ua di Castenedolo, ecc. - .BALDACCl e SAcco : Ileiazione geologica su acqua potabile cli Vnl Sangone. Cronaca delle Sezion·i del C. A. . r. - Biella ,_ Como - Verbano. Altre .Società alpine. - Società degli alpinisti tridentini.
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RIVISTA
1)}:!
PERI I) DlCl Ml l,ITARI
Rivista di artiglieria e g~nio. ·
-Giugno ·I 89ì. - Sal puntamento preparai.o teorico delle artiglierie da 'tosta. - . V.I. Errori provenienti dalla · valutazione delle distanze e degli elementi del moto - Importanza dei telemetri - Errore probabile del telt1metro a base vertica le - Telemetro a base orizzontale - Aualisi dell'errore probabi le angolare di uu· telemetro - Errore della lettura dell'x - Errore della lettura dell'y - ConsidenizionA tiella formola generale - Errore della tangente dell'angolo iniziale - Errore nel la direzione iniziale - Errore dell'angolo rli contingenza e della ,ma tangente - Errore nel percorso elementare l~rrore nel raggio di curvatura - Errore nel percorso totale - Errore nell'ampiezza regolare .di rotiizione - Condizioni favorevoli alle osservazioni - Errore nella fo rmola generale - Specchio riassnnti vo.
r;t; organi direttir,i del servi:io del genio in 911,errn. li :,;ervizio del genio presso l'esercito mobilitato è altidato alle diverse specialit~\ di truppe tecniche che ne costituiscono gli Ol'gani esecutivi e ad un nucleo di ufGciali dell'arma che rappresentano gli organi direttivi del servizio stesso. Dei còmpiti delle truppe del genio in campagna e del loro riparto delle gl'andi unità di guerra è stato diffusam ente trattato in v,wie pubblicazioni. Non furono invece con medesima larghezza prese in esame le questioni che riflettono la direzione dei servizi del genio. Tali r1uestioni s'imperniano su due termini fondamentali: la definizione dei còmpiti degli organi direuivi ed il loro ordini,mento presso IP. grand i uniti, del!' esercito mobilitato. Armi portatili "d <~ut.omatiche Mq_user del. 9enerrzle Wi.lle. È co:;a tuttora dubbia se le armi porto tili automatiche saranno adottate io uo pros:;imo avvenire per l'armamento delle !ruppe di fanteria; sembra però certo che possano fino da ora convenire, sotto forma di pistole e carabine per l'armamento degli ufficiali e degli indivifoi appartenenti a truppe !\peci a li ed anche per la cavalleria . Se alla piccola mole, alla grande leggerezza, al facile maneggio, alla celerità del fuoco, accoppiassero ezi,rndio soddi sfacente e~attezza di ti ro e ~ufficiente efficacia alle di stanze in cui iI combattimento diventa decisivo, è e.erto che riuscirebbero di non lieve vantaggio per l'esercito che le avesse adottate. Sembra che da questo concetto sia stato guidato il ben noto costruttore d'armi signor
1.323 Paolo ~fousel', nello :;LUdiare e delini re alcuni tipi di pistole e carabine automatiche, aniichù un fuc ile di .fanleri:i. Di esse hasrn un cenno alfioe di seguire in tutte le sue fnsi i progressi che giorno per giorno le armi portatili vanno facendo. Le pagine. dedicate dari' articolista oou sono eh~ un brevissimo sunto dell·opuscolo : MauserSelbstlruter, testè pubblica to dal generale \Ville, che può cou3idcrarsi come un'appendice dcli' opera di maggior mole da lui pubblicala lo scor~o ,1ouo col titolo di: Selbstspanner. Anzichù limitarsi alla descrizione cielle ora dette armi, il Wi lle chiarisce maggiormente i prin(ipì fondamentali che debbono pre$iedere alla costruzione delle armi automntiche, ed è appunto per 'JlH'Sto che il suo lavoro ci sembra importon te. RIVIS'r .l
DEI P.t::ltiODTGJ ~111.ITARI
Studio di un m-0.teriale da montagna per l'a1·1iglie1·ia srizzero. Nel sunto che q11 esta Riv1..sta ha recen temente l'iportato dell' oper:1: /ntat·no alla quest'ione del cannone .da campayna. del genera le \Ville, si faceva un ass.ii ciwiso cenno del progetto di uu materiule da campagna per l'artigl ieria svizzel',, ,and iato da l colc;>rtnello Schu macher e dal tenente colonnello J>agan . Iliportiamo ora tlalla Reoue d'artilÙrie le parti es~enziali di un lavoro onalogo- compinto dagli stessi nlliciali pr·r un -materiale d'artiglieria da rn ontagoa. Il cannone da montagna orà in nso nell'est~rcit.o svizzero Jia il cali.bro di 75 millimetri e data dal ·I 877: ma da allora in poi li:i ricevuto diverse modificazioni che ne hnnno accresciu to l' e!Tic:icia, C0si è stat:-i aumentata la velodtà iniziale e si è adottato lo sh ra pnel come proieuo unico. Principali deficienze di rruesto materiale, in coufronto 11110 stato odierno dell'artiglieria, sono: clrn l'affusto non permette tln tiro ahbast~nza rapido per ouenere, data la relativa leggerezza del proietto (.\. ,ti chilogrammi), il nrnssimo effelto in un tempo minimo; che lo :-hrnpnel 0011 può essere spa rato a te111po ol tre 2g,00 metri ed ha scar:;:i ellicacia, e che il sno scoppio si osserva ·diffici lmente da lontnoo Il nuovo materiale dovrebbe rimed i,H'e a r{ltesti inconven ienti, o as:-icurare 11cl ~uo insieme nna potenza notevol mente maggiore. Come per il cannone d:i campagna, anche per quello da montagna lo studio dei due ulTìciali svizzeri comincia coll'esame ·delle condizioni generali e fondamenta li di mobi li t:1 0 di potenza , alle riuali il [11,1/Jrn materiale doHebbe soddi sfare. L(t r~zione cavalli dei reggimenh d'c1rtig tie1;fo. da cam.µaynci.
.llùcellanea. - A proposito dell efficacia del tiro delle batteri~ - Riduziotle dell'asta dei panJfulmini da fìs~n a girevole- .Giudizi ame-
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Questo nnmero, relativamente poco considerevole di generali di brigat,a si spiega per il fotto che In funz ione è indipé~dente d:i l grado, essendo molte brigate comandate da colonnell i. I generali di divisione ,;ono attualmente 96, fra i quali '17 principi o grandi dignitari senza spe, ciale comando. I generali, a seconda della loro .:irma di provenienza, sono,chiarnati generali di fanteria, di cavalleria o di artiglieria: sono io complesso 7,J. La dignità di maresciallo è destinata a ricompensare spe,. ciali e lunghi servizi dei generali. Attualmente J'e,crcito tedesco ne conta 9.
ricani circa diver;e questioni relative alle artiglierie ed alle corazze - Cond ilione per l' impi11nto' dei magazzini di dinamite :- L'artiglieria da camragna nei <:ombattimenti fnturi ed il suo;iddestranwuto in guerra - I fucili di piccolo c,alibro adopera1i per la caccia di gro$Si ;1ni01.:il i. • Notizie milita,r1; e;Stere. - Austria-Ungher,;a: La questione d~I ca ouone a tiro rapido da campagna -;- ,Tempora li svent11ti col tiro di mortai. - FranC?a : Manovre di telegra fia militare :- Manovre d'assedio coi quadri a Lilla - Precau1.ioni da prendersi nèll'iinpiauto di coni, duttori elettric:i in vicinanza del le poiveriere - Impiego deg li aerostati per esplorare il fondo dé! mare - Fusione degli stabi limehti del Mediterraneo e del Creusot - C,;lerità dei biciclisti mil iwri. Germania: Il nuovo cannone da campagna - Nuove sonerie nel-l'esercito tedesco - Anèllo per attacci1re cavalli. - Inghilterra; Obice da campagna - Artiglieria dn montagna - I volontari cicl isti - Rapidità di tiro di cannoni Elswick per la mMina - f-fogsict: ~fodificazioni nella scuola di tiro degli uffk inli d'artiglieri; . - Stati.Uniti: ( v::igooi blindati - Lastre di fer ro coperte coo alluminio. Svizz era. : Nuova tavola di tiro riel cannone!da campagna da 8. 4' ce~timetl'i - Propostn per la creazione di una compagnia d'aerostieri.
Ordìnarnento attiialc delle ll'llppe del genio neli'eserC'i,to tusso , Ordiname:1 to in tempo di pace - Trnppe di campagna - 23 b11ttagl ioni attivi di zappa tori - 2 battaglioni di riserva di zappatori 8 battaglioni pontieri - 5 parchi da campagna - ,I. battaglioni ferr0 vieri . - Caucaso: 2 battaglioni zappatori - •I pi1rco camp~gna. Asia : 1 battaglione zappa tori del Turchestan - ,I battaglione zappatori. del Transcaspio - _,1 compagn ia zappatori Siberia occidentale - 2 battaglioni ferrovieri - ,1 battagliolle ferrovierì dell'Ussuri. La composizione ·generale dei comandi del genio in Rnssia risnlta da llo specch io che segue: Brigll.le
haLtagl. zàppatori
hattagL pontieri parchi rrrrov icl'i
,1o ,1-a. brignta-Pietrobn rgo Guardia •I o, ,(go 4o 20 . ,;>o 30, f~o' ·I (;o 20° 20 ;30 2a brigata-Vilnn .. ' ' ;10 3a brigata-Kief 50, . (\o, 70, ,J 40, 2,1° ,\.O, ;-\O 4& brigata-Varsavia So, 90, ,t O~, H\ 0, ,t\)<> ('O 70 . so' ' ;\O ,Ho, ,1:zo 5· brigata - Odessa » )i \ Granatieri 6_o hrig11tH-Mosea » { ,13°, '17° di ri$erva » » 2° batt. riserva I ». )) » Fer tovieri-Vilna )) •I o, 20 Parco Brigata del Caucaso
Revue militaire de l'étranger.
G-iugno 1897. - La guerra yreco-turw. - Parte secoutla. - I teatri di operazione - I rrionti del Pindo - Il teatro di-operazione ad est del Pindo - Le vie di cournnicazione del teatro orientale di operazione - 1° gr uppo. Strade : Salonicco, Larissa, Far,;aglia, Lamia, Tebe, Atene e comtrnicazioui adiacenti - 2° gruppo. Strade: Monastir, Kailar, Koziani. SelpidiA, l~lrigsooa, Cardizza - li tPatro di operazioni ad ovest del Pindo - Vie di comunicazione fra i due teatri - Fortificazion i.
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Il gran comando nell'esercito tedesco. - Ordinamento del gran comando. La classe de~tli uffici,1li genera li (generalitiU) comprende qnattro gradi: ,1 °) generale di brigata (,qeneral-1iiafor); 20) gener;le di divisione (generai biutenant); 3°) geuerale (general der In/ànterie. der caMllerie, der art·illerie); t 0 rnares<;iallo (yenera,l-feldm,wscha,/l). I generali di brigata fi gurano sn!l'~o!1uari,) in uumero di 07, dei quali rn sono principi del sangue o graudi dignitari senz,1 comando.
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RIVISTA DEI Pl;:tUOt>ICI MlLITA Rl
RIV l::lTA l)EC Pli:l\lO DICI JllLIT AR l
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Notizie mil·itliri e.stere. - Inghilterm: J volontari. - Anst-rici-Un,gheria : Cambi ncigli alti comandi. - La quarta compagbia dei qua rti battaglioni di fanteria bosniaca . - Riform:i negli.swbilimeuti di edn- · cazione rn.ilitare 11ngl1erese .. - Ger11umia : Decreto 30 marzo ,1897 relativo a: servir.io delle truppe coloniali , - Ordinamento delle ferrovie imperiali. - Riordinamento dJlla scuola pirolcc:oica di Berlino. - Riissia _: Aumento dell'artiglieria d:i çnmpngnn , 81. -
ANNO XLII,
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RIVISTA DEI PER10D!CI iltILlTARt
RtVl61'A DEI PERI ODICI )llLIT.A RI
Revue · du Cerole Milita.ire.
Giornale medico de l regio esercito.
La settimana militre. - Il giubileo dell11 regin11 Yittori11. - La grande processione militare. - La rivi:aa navale :i Spithead. - L'espo~izione dei risultati e l'esposizioue dei mezzi. - I nostri possedimenti coloniali e l'opera compiu ta dai soldati fr:rncesi . - Lo Stato ccl i ci ttadini in Inghi lterra ed 111 Francia. ,\ Riforme iir9enli nelui {an/eri(I. - 11 carico del soldnto di fontcria in campagna. .Riordinamento delt' esercito it.cii'iano. La co11q1iista del Mossi. - Regione del Sudan centrale situat:i :i sud della grande cmva riel ~ iger, trn 1'1'1 ° e H 0 cli lntitudine nord. :1 luglio 1897. -
~ et 1893 il colonnello Azehiuard entrò in 8andiagara , capita le di Mnncina o del grande impero di Sougboi. Da quell'epoca i residenti frnncesi si successero senza interrnzioue e l'iullnenza dcl ln repubblica accenna ad estendersi ver~o 'l'o riente affine di congiunge:-si alla missione Band e \'ermecrsch . 1
Al Madagascar. Cronaca militm·e frnncese. - [I recl utamento cleil"P.scrcito net 1896. Hicaviamo le seguenti cifre'.: ,1a Pnrtc - Se1.-vizio di 3 anni . ~ 58,80·1 2a Parte - Dispensati (Art. 21). ,H,!HO ,. ,1~ao 3a Parte - -Dispensati (Art. 23-!.iO) . i" Parto - Giii obbligati al servizio. 30,t. 20 !13,t),:\.0 5a Parte - Uirnaudati . 61l Parte - Servizi a11 , ili:iri 2·1,2:rn 7• Parte - Esclusi . S6
Totale
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Giu c,no 1897. - Cura radicale dell'ernia negli ospitali milit.ari " d' Itcilia. A::ione dei ra::;zi Honty'eii S1'i microrr1rmism.i. Un caso cli ascesso cerebrale corticale acuto secondario. Wvista de'i period'ici me~ici. - Htr,1.. Pa togenesi della sincope cloro:.. formica - D oG Lt0TT1. Pleurite sierosa sterile come unica manifestazione di ascesso del fegato do, sta(,,loc:oc;chi - KLE Ml'J;n. Emor. rag'ia renale - Cum:1. l'nbercoloS'i del sacr.o envia1·io e verftoniW tubercolare - NAcc:1., noNE. L' aspe1·gi/lo:;i (vswdo-tubercolos1) G ASSER. Sul.la patogenesi dell'angina. di Lwl1cig CoRHAl)1, Intorno o.il' aliinen/a::;fone per la l)Ì<l sottocittanea. Riu·ista chirui·gfra . - APPtER. sw·iliz:;azione dei ca teteri ela.~tici mediante i vapori d'aldeide formi.ca - HALL. Ui~ nnovo metod.o d'ano.~tomo.~i inte;;/in(ile - L,NDI. la r11wr,;gione del cancro ep-iteliale? - ALBRRTOTTt. Hocchetto portofi.lo applicabile al portaaghi nelle suture chirurgiche - PnEonn.,ca~:ssKr. Ant.isep_si fisica nella cura delle fe 1·it1' - 1\1 uz10. Un c11.,o di strwma collo·,deo alla lhnAcc:1. Sull'op1·eqione glutea in 11na donna affetta ,la yo::;zo po,rtunit.ù dell' intel'l)ento chirurgfro nclt'appendit;ite - W1t1,1.,M s . ITeri.te del ettol'e e sutttrn del pericardio - t11w·1"igione - 'l'1 LLAUX. La cw·a dello .~chiaccìa1nento delle dita - T11, 1..\ UX. Cura razioncile dell'antrace - ARM STRON1;. L' interv<'nli> operatioo nella per-· (ora::; ione tifica - HosE1.ER. Sull'achillo<Hn'Ìa - GuRr:r. SULtistict~ delle n.arco.si. Quinto rapporto 1894 -95 - En1CKER. Un r.aso eh corpi estranei ncllu stomaco - So., VE. ltnorme spi.n~ fiifidn. Cw_·~ radicale con metodo osteoplastù:o. Guarigione ·- L,, sT.\RIA. < evimti di ~ bbci·C<irimri.
rl05,i80
Revista tecnica de infanteria y caballeria.
L'avanzamento degli ufficiali della riserva e· tlell'esercito terrilorialP - Ispezione generale :ille scuole di istruzione - ~h1seo istorico dell'~sercito dei volontari dei Vosgi - Scuole di istruzione di fanteria. Notizie militari estere. - !nghillerm: Il massaro di Tochi punito La rivist~ navale a Spithead. - Stati Unili : Truppe indinne. Tta ha: Le grandi rnnuovre nel 1897 - Perdite di C:l\'alli nel 4896. - llussfo: Malattie nen •ose. 1
'1 luglio 1897. -
La yiw·ra nei Pnes.i Ba~:si - Il Duca u' ,\.11.Jn Continuazione. Sorprese ed imboscate nella 9uerr<L di America. Una questione di din :uo 1:nterna::ionale 11i·i/ilare - Conclusione. l'uliimct campayn<t delt'ese1'cito spagmwlo nl' Perù (l8~H) - Lo hatlaglia di Ayacucho. /,ci selezione 'Ìn zootecwico,.
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RIVISTA DEI P.EltIODICI MILITAR[
RIVISTA DEI PBRIOD!Cl MILITARI
Il mwvo regollwitnto di disciplina nell'esercito portoyhcse. - Delle ricÒmpense - Facoltù ed estensione delle ricompense in pncc ed iu guerra - Etogi indi vidua li e colletti vi - Disposizioni diverse circa le ricompense - Disprsizioni transitorie. · Bibl.io,qrn(i,i varia. - (~loriosn epopeya·.
L~ parte professionale dell'i1ffic.iale di truppa. - Gli istruttori Il m11t.eriale didattico - Tempo della durata dei corsi - L'esten· sione della materia. Conside1'aziowi y,eneral'i su:i cibi e sulle bevande clal punto di i;ista. ·igienico . - Del pane ~ Del pane per gli usi mi litari - Suoi caratteri ,generali - Delle farine. · La nostrn caralleria . La band'iera. - Da l « ,Drapean » di J. Claretie. . Rassegna politica. Notizie mil-itari estere. - A.ustria-Uayhe1·ia; Pattuglie reggimeutali di telegrafisti - l:;truzioue degli zappatori di cava lleria - bpe· zioni. - Fra.ncia : Sbarco dei materiali di nrtiglieria. - Gcrman-ia : Questioui di avanzamento. --' Russia: Chiamata t.lella. riserva per il ·1 896. ·
Estudios ·rnilitares.
Ci'ltd:i::io storico critico sop·1·a don Ferdinando" il cattolico i;on:;·ider.ato militarmente - Continuazione dello ~Ludiu del capitano Casto Barbas:rn. La !f WJITCt ed i piccoli eff'etti1;·i,. detl'esercito. -. Continuazione. /4tenw deg li studi siiper iori di Madr id. - Quinta. conferer1za . LUtista ·mi litare ~stera. - Germanùi: Impermeabi li per tende da cllm· pagnn - 0 l'dinamen to della fa nteria tedesca . - Aust·ria-Unghe·1·ia: Alcune opinioni intorno al corso degli ufficiali superiori. Francia : Ordinamen to dei quattro battaglioni di fanteria nei reggimenti -suddivisionali - Ord inamento perma nente del consiglio superiore di guerra.
20 gi ugno ,1897. -
Jahrbiicher fiir die deutsche Armee und Marine.
Luglio '1897. - Gl-i, Hohen:wllern come ordinatori ed educatori de!Jli esercit,:. - Da Giovanni Giorgio sino all a reggenza dell'elettore. Sr11wrdo 1·elrospettiw nelle giornate del magy·io 1849 in Dresda. · Su lla baua9lia di Eoigny -Po1lpry. - Dalln recente opera del capitnno Honig DM; Volkskncg on der Loire. Della. fortificazione improvvùutci. - Alcune risposte a·llo scritto del tenente colonnello Wagner, per parte <lei colonnello H. Frobenius, Lo scaylionamento tattico. 1l nuow regolamento cli dìsciphna per l'esercito portog hese. Uno sp-ione di Napoleone l. Pù:cola tronaw militare . Romania Militara.
Magf!iO ·1897. - Euni:.-ioni disàplindri in fornpo di pace. La fanteria in sostegno della Clrnallerùi. - Compito della fanter ia in so~teguo del la · ca valleria nella guer.ra _delle strette - Raie!$ di cava lleria - La fan teria in .sostegno della cavalleria nella gnerrn da partigiani - Conciu$ione.
......... - - ·--_._. . _
BOLLin'TINO BIBLIOGRAFICO NIIUTAIH~ RIPRODUZlONE FOTOZlNCOGRAFICA DELLE J)R(NCJP:\LI ST1\MPE CHE RICORDANO GLI ATTI DI VALORE PERSONALE E FATTI D'A RME DELL' ESERCITO ITALIA NO. Da molti ·anni è esaurita la edizione della raccolta di stam pe pubblica.ta dal Ministero della guerra per ricordare gli atti di valore perso· nale, e i principa li fatti <l'armenei quali 1·e~ercito iwlia uo si ècoperto di gloria e nelln prospera e nell'avversa fo rtun11; e più rara ancora si è fatta la ·rnccolta che si riferi:;ce alla galleria degli eroi di Casa Savoja, benchè posteriore alla pubblicazione dianzi accennata E però l'istituto geografico di Firenze lia intrapreso fìu dallo scorso anno la riprodu zione fotozincografica delle principali stampe che fan no parte delle rac- colte suddette, per poter dar modo ai signori comandanti di corpo di alirnenta1·e nei loro dipendenti il sentimento del dovere verso la patria, e del la devozione alla dinastia la citrn le in sè ,1';centra l'amore di tutti _gli italiani e le gloriose vicende del nostro ri-;orgimento. · Né Ila nuova raccolta saranno comprese le riproduzioni di stampe, incisioni, e fo tografie dei migliori quadri a soggetto militare. li prezzo di ciaseuna stampa è .fi ssato a -cen tesimi cinquanta per il pnb'blico; ma per i signol' i. comandanti di corpo o direttori di istituti milital'i, che ne facciano richiesta _per distribuirle ,1i ,loro dipendenti
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' BOLLETTINO BlllLlOGRAFICO Mli.I'l'Altli
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BOLLETTINO BIBLlOGRAFIC@ MILITARE
COf!le premi nelle gare di ginnastica e di tiro, 1) come ricompensa per la spiccata atti tudine e l'amore al sel'vizio mi litare sarà accorda to il ribasso dd 70 ¼ , Ai signor.i ufficiali elle ne facciano domanda per . via gerarèhicà sarà ac.cordato il ribasso dei 30 ¼; ed in massi1ria silranno applica ti per _detta raccolta gli sconti stabiliti dal catalogo dell e carte e libri che sono in vendita pre·sso l'istituto.
ELENCO delle ripro(l1tz·ìoni /'otoz·ùìcografiche d,; stampe o quadri rappresentanti atti di valo·re o {att',; d' arme deg·1ri di essere ricorda.ti. .
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.J ) I! soldato Pei'rier del 1° reggiri1ento fanter ia nella campagna del 18fi.8. 2) li soldato .volontario Fadioi del reggimento ·cavalleria Moofenato al combattimento di Montebello, il 20 maggio ·1859. 3) Il foriere Bonifacio del 2° battaglione, brigata Aosta , alla battaglia <li Santa Lucia, il 6 maggio ·l 848. 4-) Le brigate Aosta e Guardie (ora Granatieri) nll'attacco di Sallta Lucia, il 6 maggio ·18,\.8. 5) Il maggior Mollard ed· il 5° reggimento fanteria, alla bau:iglia di Goito, il 30 maggio ·I fH-8 .. 6) Combattimento dei reggimenti SaYoja e Genova cavallerii1, a Volta Mantovana (26- 27 aprile •18,i-8). 7) Il re C:irlo Albel'to a Pastrengo (30 aprile •18l8). 8) Il luogotenente di fanteri11 cav. Riccardi del ,J O reggimento alla battaglia di Goito (30 maggio ·I 8.\.8). 9) Il luogotenente Ugo Bernardo Secondo del regio corpo <l'artiglieria · nelle vicinanze di Milano (ft. agosto 18,\.8). ·I 0) Il duca Ferdinando di Genova ,colla brigata Piemonte, due reggimenti di cavalleria ed uu battaglione di cacciatori sa rdi al!'attacco di Sommacampagna ('H luglio .J8,i8). H) Il reggimento Genov:i ca v:illeria al combattimento di Governolo . ('18 luglio :f848). 12) Il brigadiere Ciguetti Primo, del reggimento Genova-cav,1 lleria al combattimento di Volta :Vl~ntovana ('27 luglio •I8i8). 13) Il generale D'Arvillars eél il colonnello La Marmora, colla brigata H.egin~1, e con riparti di bersaglieri e dì Aosta cava lleria, all'attacco di Goito (8 aprile ·'18,~8). H) Vittorio Emanuele principe di Piemonte, alia testa delle brigate Granatieri e Cuneo, all'attacco di s.taffolo (~4 luglio 18i8).
"5) Vittorio Emanuele alla batLagl ia di Palestro (30 3•1 maggio ·1859) .. •16) Il principe Eugen io di Savoja 1tl la batt:iglia di Torino (170G). ·17) Il principe Renato di Savoj ;1 alla battaglia di Pavia ( 152,o): , '18) Il du!)a Carlo Ernauuele L alla battaglia di Crescentino (!~ settembre ·1625). 19) li 'duca Vittorio Amedeo II in soccorso di Cuneo assediata dai francesi (2.9-30 settembre •1691 ). 20) Il principe Luigi I di Savoja all'assedio di Tunisi (~282). 2.·1) Il pri ncipe Tommaso di Savo.ia sotto Orbetello (1'646). 22) Il principe I.nigi II di Sa vojn a Roma per la incoronazione dcll'i mpei:atore Arrigo VH ('I :H 2). 23) Episodio della hattaglia del Bricclietto, presso .MondoYì (S-1 :l· pr ile ·I 1%) . i4) Il conte.Rodrigo di Gattinara ili comba ttimento di Governolo ('I 848) . ~5) Il colonnello Barattieri di S. Pietro alla battaglia di Cilstoza (186G). 26) II luogotenente Peseuti alla battaglia di Custoza ('1866). 27) II secondo squadròne di Genova cava lleria alla Bicocca (l3 marzo , 8,i-9). 28) Il quadr~to del '•9° reggimento fanteria a Vi llafranc:1 (24 giugno ·18(>6). 29) La carica dei tre squadroni cli carnbinieri reali a Pastrengo (30 aprile 18.\.8). 30) 'consegna data d:1 S. ~foestù il re Umberto ciel nuoYo srnndardo alla , legione al lievi.car3binieri (Homa •I t marzo ,J 894). 3·1) Distribnzioue clel!è medagl ie :.d valore coticessc ai c3rnbinieri che ,i 4istinsero cor11ro i briganti della Maremma toscani1 (Firenze 2·1 febbra io 1897). 32) Combattimento della Sforzesca (21 marzo ·1849). 33) Combauirnen!o alla r:orooa (18 giugno 184:8). 3!~} Combattirneuto di Rivol i ('22 luglio '1848). 3~) Rassegna di Nouvra, po~1sia del conte Costantino Nigra già pub- · blicata iu Roml'I nel ,J815 a be11e!kio della ·societ.à per gli ossnri di Solferino e di Martino. Hiprodniioue nutorizzata d11ll':1ntore. 1
1
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--·····>'!!~---·- -
Per la Direzione . Lonovrco Cr soTTI femmM eolot1tict lo
DEMARCHI CARLO,
gerente.
.,1. T. ,4.• (m:aricato
A N NO
XLII
RIVISTA MILITARE IT A LIANA
..
DISPENSA XV. -
1° AGOSTO 1897
ROMA V O G H
ERA
ENRICO.
T!P0GRAF0•BD1TORII:
,
L333
S0Mlv1ARIO '
DELLE MATERIE CONTENUTE NELLA PRESENTE DISPENSA
IL DUELLO NELLA SOClOLOGIA Il duello nella sociologia. -
CAnLo LESSONA. •
Pag. 1333
Istruzione pratica provvisoria francese del 24 dicembre 1896 aul servizio della cavalleria in campagna. M. B. D. .
. ..
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. . . » 135.2
Studio analitico-comparativo sulla potenzialità militare della China, del Giappone e della Corea e guerra Cino-Giapponese degli anni 1894-95. - AVETA F EDERICO,
c!pitano '72° fanteria. -
{Continuazione) •
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Contributo alla sieroterapia contro la pleuro-polmonite equina. - Dott. EMANUELE BERTE'l'Tr, capitano veterinario. .::_ ('Cmtinuazione)
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Tra i libri - (FJ: La critica dei fatti d'arme del 1815 -
Un pode1·oso studio sulla campag11a L'indice del militarismo in Italia - Un bel li/J1·0 dì
pr,esie .
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» 13'.8
· Varietà: \
God save the queen. - (Pe1· tm docume11to sulle 1·ecenti feste giubilari). - A. B1SCONTI.:SI • ' • 1389 )>
Notizie politico-militari. -
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Rivista dei .perlodiol milltarl .
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t>adre Cristoforo, capitato nel palazzotto di Don Rodrigo in •,quel curioso momento psicologico chè è il fin di tavola, fu co-str-etto dalla vinosa insistenza dei convitati a decidere una que.stione cavalleresca, gravemente controversa fra il con le Attili o e il :Podestà. ~ Padr-e Cristoforo, invece dì pronunziarsi in merito, se la cavò ~n una pregiudiziale, dichiarando che il suo debolo pnrere era ,che non vi fossero nè sfide, ne portatori, ne bastonate. li dollore Azzeccagarbugli, invì1a'10 da Don Rodrigo a. deci,tfere - quasi in appello - sulla sentenza del frate, fini per <ehiamal'la una cel ia.' Non e'.i~ una céli:i, .ma il giudizio mite di un frate, il giudizio ,di ma frate che viveva in tempi eccezionalmente violenti, di un \frate che, al triste esito di un duello, doveva la vita di sacri .· .tizio intrapresa. ·Ma forse più che un giudizi o, nel senso scientifico della pa,rola, · era un'impressione. Or~ene nè di queste impressioni troppo · sintetich e. ' nè delle mQ/tte banalità ripetute pro' e contro il duello, nè delle inge,gaose dispute strettamente giuridiche, può appa;!arsi la soc.ioMg1a, indagatrice profonda· e positiva dei fatti sociali. "'
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CASA. EDITRICE LIBRARIA
E. VOGHERA -
PROPRIETÀ LETTER.~RIA.
·se non v, e più ragione che il duello ci preoccupi , vi è, pur ·.i.empre ,rag'ione che ci occupi. Non ci preoccupa perchè da tempo ha ~essato dal µie na re strage; perchè nessuno si batte più pei , r11ÙJi motivi che una volta erano .causa normale di duelli, come acèad,eva nell'epoca in cui, al dire di Colombey, un tale Dorsant .ebbe tre duelli in una settimana: il primo per essere stato guar'~5 -
AX;-;O XLII.
JL DUELLO :s'F.LLA SO~IOLO,GlA
IL DUELL') :'\ELLA S0C l0t,OGI:\ 0
dato di sb ieco, il secondo per essera stato gu ardato in fac cia, il_ terzo per non esser stato gll ardato :i lfallo ..Ha non per questo, ripeto, possiamo trovare inutile l'occuparci del duello che ci attrae sem pre, almeno come una curiosìtit psicologica. Non è i'orse interessanre l'e::aminare un fa rto, che si dice un anacronismo, una sopravvivenza strana di tempi che furono? Un fatto che mira a tutelare !'·more e che è tuttavia represso dall e le~gi, come se queste potessero riprovare la tutela clell·ooore ~ }Ia per noi italiani, lo studio del dueÌlo è quasi un dovere tradizionale.: sono cosa nostra le opere più antiche del duello; i) cosa qunsi tuua nostra la ricchissima bibliografia duellistica; e l'arte dell a scherma - base della ma/?gior parte dei dnelli va compagna :il diritto penale, alle lettere ed a!la musica per onorare all'estero il nome italiano. ~on si può pretendere di determinare il vri lore sociolo,~ico del duello, senza distinguerne accnr:itamente le varie forme stori che, senza determ in are i caralleri e lo scopo di ciascuna di e~se : solo questo processo discriminativo ed anali tico potrit dirr,i la filiazione storica del duello cavalleresco. l')
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La prima forma storica del duello è cos~1tll1La dal duello che ch iamerei materiale, dal duE:llo che è una sem pl ice prova di superiorità, senza alcun secondo fine, dal duello fatto col solo scopo di provare chi 0 il p,iù forte . Di questa forma di dnP.llo noi troviamo parecch i esem pi . Se è vero che nel mondo animale non vi è nulla di più spontaneo dell'accoppiarsi con un individuo di sesso diverso e del bauersi con un individuo del proprio sesso, è naturale che fra i bruti sia frequente il duello. Gli animal i duellano per la con· serv:izione de'J'individuo, per la conservnzione della specie, per la superiorità politica, cioè pel comando. E sollo qu esto riguardo il duell o animalesco pre~enta qunlche forma meno semplice . P. e$. si racconta che tre buoi selvatici, uno vecchio e du.3 giovani, vi· vevano nello stesso bronco . I due giovani assalirono e uccisero . à'accor~o il vecchio bue, e poi sì batterono in duello per la su-
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premazia sul hranco. 1:; più noto il duello fra le api regine, diretto a troncarne le rivalità. Quando accade che dne giovnn i regine nascano contemporaneamente, si avvcnt.ano l'una contro l'altra e le operaie as,;istono tranquillamente al duello, pronte a sot.tometLersi senza preferenza alla vittoriosa. Sono que,;Le lolle che in Lalune specie hanno lascialo un'istinLiva avversione fra individui dello stesso sesso, avversione che la fe rocia umana ha talora svi! uppata per poter saziarsi di poi in spellacol i orrendi come i combattimenti dei galli in lspagna . I giuochi fero ci fra i giovani delle razze primitive, i caratteri non miti di molli giuochi fanciulleschi , sono un residuo di queste lotte materitili dirette alla semplice prova della superiori Là"fisica. Anzi, secondo me, le no te Bestimmnngsmensiiren,. o duelli degli studenLi tedeschi ci dan no esempio di questi duell i. Ogni matricolino o f'ttchs. per essere iscritto nelle società studentesche, deve da.r pròva del suo valore fisi co, baltendosi alla spada con studenti già iscritti. Il duello si fa Liraodn solo di Lagl io : ma esclusivamente al viso - perchè il colpo lasr.i traccia mani festa: gli occhi sono coperli da occhiali apposi ti perchè non accadano disgraz ie snperiori allo scopo: lo studente che non abbia il viso deturpato da fe rite dnellistiche, è chiamalo 1:on scherno « facc ia da commesso viaggiatore 11. li: de l principe di Bismarck, ancora giovinetto, si narra, che appena giunto alla nniversitfa, chiedesse quali fossero gli sLUdenti reputati spade migliori. Saputolo, ,,i 1·ecò alla Kneippe, sfidò due campion i, si hattè ~ li ferì entrambi. L'a vv. Alherti, scrisse testè che questi duelli, intesi come scuola di coraggio, possono sembrare un avanzo di barbarie, e considerati corue .~pol't . .. può sembrar prefe ribile la bicicletlri. Ma i tedeschi li pigliano molto sul serio. Si racconta che l'imperatore Guglielmo II ab bia detto che i duelli studenteschi corrispondono ai tornei del medio evo e si sia a11g11rato che persista lo spirito cavalleresco che li ani ma, fi nchè vi saranno un iversità tedesche. · Si potrebbe l1ire, fo rse più esattamente, che i duelli studendeschi sono un esempio delle in iziazioni così frequenti in tutte le caste socia! i, iniziazioni che assumono presso i primitivi , la
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IL DUJ<: f, LO N t: LLA SOCIOT,OO IA
IL DUELLO JSbLLA SOCIOLOGIA
fol'ma di prove della forza (ìsica, · e in ci viltà più avanzate, quefla · di prove della forza .intellettuale e morale. Le iniziazioni, fati.e con f~roci es.perimenti di resistenza fisica, abboridano : ne citerò due sol i casi, Jl Lafitau ci narra che presso i Caraibi i capi di secondo onl ine - per essere eletti - dovevano digiunare durante sei settimane quasi totalmente. I loro co ll eghi, già iniziati, li frustavano spietatamente per lutto il corpo; bruciavano sotto la )oro amaca delle erbe fetide, an nodavano attorno al loro corpo una cintura piena di formiconi neri grossissimi e ferocissim i. Il capo pri ncipal e poi, d[!rante la sua iniziazio.ne, era sepo lto fino alla cintola in un form icaio e sottomesso ad un nuovo digiuno di nove. mesi . E il Presco tl ci riferisce che nel Perii. incas ico, i giovan i de l!a classe aristocratica, subivano una rii;:orosa iniziazione, durante la ,qua le do,,enno duellare restando spesso feri ti e talora ucc isi .
l'altro di ,quella dei Manda.ni : _duello proposto per risparmiare il sangue di molti bravi guerrieri; Mayeux ci dice esser uso fra Je tribù beduine di fin ire le guerre con un duello mortale fra d~e o più campiòni e .constata che il partito contro il quale si è prqnunziata la sori.e, si rassegna sempre alla sentenza del destino . Letourneau narra che anche oggi la forma consueta dei conflitti armati in Austr::il ia presso gli indigen i, è un,t serie di duelli . I due partiti si schierano in faccia l'nno all'altro, ed i combattenti, 1iscendo uno per vo lta dalle oppo:;te schiere, si lanciano scambievolmente i loro gia\Tellotti . Fi nita la serie dei duell i, la ·1a tribù più mal tratlala si dichiara vinta,- a meno che si fosse stabililo di ricominciare la prova a colpi di clava nello stesso modo. E il carallere giuridico di questo duelli) guerresco ò tale, che gl i Au; tr,~liani , a quanto si narra, solev;rno mun ire di armi gli Europei prima di :itt.accarli . . Anche gli Eb rei nelle loro guerre risparmiavano talvolta il sa-nguo umano, sia accettando, sia: pniponendo duell i. Ta le fu il duello [ra Dav ide -e Go lia, tale quel lo fra ventiqnauro campioni, che troncò le rì vaii.Là fra i partigiani di Sani e quelli di Davide. Nella Grecia omerica sono noi.i i duell i fra Paride e Menelao e fra Ettore ed Ajace Telan1on io per terminare la guerra 'di Troja, sebbene non abb iano npprodato a nu lla. ~el mondo protostorico latino , Virgilio ci pa rla del duello fra Turno ed Enea per decidere a chi . spetti il comando . Notissimo - fra tolti - il duello f'ra gli Orazii ed i Curia.zii, raccontato identicamente nella sua essenza da Livio e da · Dio. nisio. ):leuio Fufezio, dittatore degli Albani, propone che la guena , fra Alba e Roma un isca con un duell o d i tre contro tre. Due cittad ini , (acendo le veci di padri dei due popoli, sacriricano un porco, imprecando che Giove ferisca quello dei ùue ·popo li che mançherà ai patti cosi come essi feriscono il porco. anzi lo fe risca con tanta maggior forza, quant'è mag\(iore la forza. di Giove . Il duello guerresco con carattere giuridico è adunque un fenomeno largamente dilfoso nella umanità. ,Quaie ne· è la ragione, quale la bnse? Forse si potrebbe vedere in questo duello guerrei co la credenza che la divinità interve-
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** Nel complesso di fa tti suaccennati, abbiamo anzitutto la purn e sempliL~e lotta di individui per provare la loro s.uperiorità ; ma grado a grado a questo scopo veramente materiale, se ne viene aggiungendo un altro: si comincia a capire elle quella prova materiale, può produrre altri effetti. Da allora nasce quel secondo fine, estraneo al primitivo duello materiale, che genera e caratterizza il duel lo guerresco e il duell o privalo , entrambi con scopi giuridici. Quanto .al duello guerresco, di cui vogliamo parlare, bisogna precisar ne I' indole. Nelle guerre antiche, la lotta si riduceva ad una serie di duelli, mentre, nelle guerre moderne, il conflitto fra i combauenti è lotta di uno contro tutti, di tutti contro uno ; ma i duelli guerreschi, come forma necessaria di distruzione, come .modo di combattere, non hanno per noi importanza. Invece è importantissimo il duello guerresco con carattere giuridico, che si combatte fra uno o più campioni per dedurne la prova della superiorità, la prova della vittoria. Questa forma di duello è frequentissima . Il Catlin riferi~ce un duello guerresco fra due capi indiani, l'uno della tribù dei Corvi,
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IL l>l.iELLO NELLA SOGIOLOGL\
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nisse a giudicare; ma questa ipotesi sarebbe etTata. InfaÙi la credenza in un giudizio di Dio potevn coesistere anche collit gue1T:1 combattuta da lutti i membri delle tribù: ·questa credenza non rendeva necessario il ridurre la guerra a duellò.. Di più alcuo i popoli inferiori prèsso i quali troviamo il duello guerresco, manéano assai probabilmente del concetto che la divinità sia giudice fra le con· · tese degli umani. Sarebbe del pari errato il credere che al duello - surrogante la guerra ·- si addiveDisse per una spe,:ie di delegazione o ra ppresantanza: l'individualismo dei popoli primitivi liberi, il · dispotismo predominante ne!!li altri , escludono quel concet10 ih modo assoluto. Io penso che il fenomeno non si possa da menti moderne spiegare in modo che soddisfaccia completamente: tuttavia restano due spiegazioni che possono coesistere e che mi paiono ragionevol i, La prima consiste nel fallo che le guerre fra tribù vicine si riducono a riva lità personali (ra i capi; e così è naturale che nn duello fra essi, o fra çampioni da essi designati, tronchi la la rivalità e insi eme h1. guerra: a favore di questa · ipotesi sta l'i ntervento simbolico dei patres nel duello fra Orc1zi i e Cnriazii. Un' nltrn spiegazione, di caraltere moral e, è quella addotta nel duello indiano fra il capo d~i Corvi e quello dei Mandani e.consiste nel desiderio, più utili tario che umani tario, di rispimni are un largo spargimento di sangue . Comunque sia è sicuro che il duello guerresco ha un cerio . carattere giuri di co . E se un duello è ·reputato idorieo a far cessare le guerre fra ,tribù,, nulla di più logico che lo· si reputi idoneo a far cessare le controversie fra i privati. Di qui l'origine del du ello ginrùlico per deciden' le questioni f'ra ·privati. La vio lenza brutale, da sola, è la prova del buon diritto: e questo principio trova la sua conferma storica nelle forme di giustizia primitiva, forme modellate su di una mimica che ha per mira ev idente di ev itare una con test:izione violen ta, limitando$Ì a r icordarla.
Riassumiamo adunque: il duello è dapprima lolla per provare la materiale soperiodti:t; questa lotta viene poi a,sumendo <1u~lchc scopo giuridico nel duello guerresco e nel primiti_vo duello privato.
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* * Da quesLo duello. pur senipre maleriale, non tanla a sorgerne un altro, cioè il _dtiello riiielaf.ore del volere di·~ino. li ~nello p roveri1 sempre la superiorità; mn qnesta superioriti1, una volt:t pr<frata, non sarà più un fatto ,;emplice, ma parrà l;t rivelazione del volere divino . Nessuna meraviglia che ·sia avvenuto questo pass;~gio, perchè le religioni sono assorbenti ed at~raggono nell'orb ita dei loro principii tutto ciò che vi è di forte, di vitale nel mondo. La forza fisica, il valore massimo dei primitivi, diventa pertanto un fe nomeno , che la religione ,'interpreta e di cui si prevale. La forma più chiara del duello rivelatore del volere divino, è il diiello divinaiorio, di cu i Tacito ci porge un esempio narrando che alcune tribù germaniche traevano gl i au::;picii sulla iuerra futura , facendo combattere uno dei loro con un prigioniero nemico. Ora se la divinitit predice l'avvenire, potrà pure rivelare il pass:ùo ed il presente, ed ecco che sorge il duello giudizicirio . Sarebbe un errore il credere che il duello giudiziario sia nato · col cristianesi-mo. Lo asserì qualcuno , pel curioso intento di glorificare il Dio cri stiano, quasi fosse il solo meritevole di tanta ftducia . il solo capace di rivelare il vero a mezzo del duello . fl duell'o 'giudiziario invece esiste pressso moltissimi popoli non cris~:ani e con le più strane forme . Forse per la credenza di certe virtù riposte in alcuni animali, forse per un egoistico spirito di con5ervazione, non mancano esemp i di duelli giudiziarii combattuti da animali ne~l' i?te'.·es~e degli uomini . I Marghi fanno decidere le loro qnest1om ~111n_diche dalla lotta fra due galli sulla sacr~ 1'upe di Kobsch1 , risparmianùo sè stessi. In Unyoro si porge cibo ayvelenato a due poUi , appartenenti l'uno al\'accusalore, l'altro all'accusato. Stra-
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I L l>ùELLO NELLA SOCIO LO GIA
IL DUBLLO NELLA SOCl ò LOO IA
bone riferisce che i Celti credevano vi fosse in riva ail' Oceano, un luogo frequentato da due co·rvi, ai quali i contendenti solevanogettare ciascuno una focaccia: quello dei dne, la cui fo; accia venìvadivorat.a, pe,rdeva la lite ; la vinceva in vece quegli, la cui focaccia. veniva solo smi nuzzata. · Di questi. duelli curiosi, il più interes,ante ò cruello f;·a il cane e l' uom@ elle è variamente narrato in molte leggendo di Francia , e di Spagru. Ecco come lo riferisce il prof. Graf. Un ~rad itore della famiglia dei Maganzesi, Macario, non avendo potntD sednr:re Bianc?fiore, sposa dell'imperatore Carlo Magno (sposa i;ion mai sposata, nè esistita, sia detto in parentesi) · fa sì che qneMa sia creduta adultera:," e Carlo Magno la esil ia aflìdandoh1 a~ cavaliere Anbry de Montdidier. Macario la insegue ed uccide Aubry. Il cane dell'ucciso torna a Parigi al palazzo di CarloMagno, e, vedendo Mac,\rio, gli si scaglia furiosamente contro e lo addenta. Si trova il cadavere di Aubry, Macario è sospettato: Carlo Magno, per co nsiglio del duca Namo, ordina. un giudizio éli· Dio fra Macario , armato di bastone, e il cane. li cane atterra, Macario che confessa la sua colpa ed è bruciato. Oltre a queste forme strane e curiose di duello giud~ziario, pure rivelatrici di un concetto, troviamo il classico duello ai,udiziario barba rico, durato fino a pochi secoli fo e così nolo ; he è· perfettamente inutil e parlarne ancora. Ci basti solo ricord.a1'e che d~ellavano le pal'Li o per vedere chi aveva ragione, o per mandare ad esecnzio.ne la sentenza ; che si facevano duella re i testimoni se deponevano cose contradd ir.ori e; e che non parve ripugnante controllare la giustizia delle sentenze con un duello fra il condannato ed il giudice. Queste varie !'orme di duello oiudiziario possono ridursi a due tipi, perchè esso ora è un o-i:dizio· . compl~to, ora è soltanto uno dei mezzi di prova del o-indizio. Così è un giudizio completo presso gli Igorroti dove"'il giudice· si limita a graffiare con un uncino la testa dei due li tiizanti, dichiarando soccombente quello che perde _maggior copia di sangne . Del pari il duello è un vero surrogato del giud iiio presso gli Austral_iani. J contendenti, radunano i loro amici, e allora uno dei due tende il capo all'avversario e riceve un forte col po dj mazza, poi le pani s' invertono e così si dura fino a che uno dei due, cade tramortito, oppnre !"offensore si decide a ri sarcire il danno_. ~
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** Quale fu il valore storico del duello giudiziario ? Dnnte non esitò a dirlo necessario e giusto ; ma, a. parte questa opin ione, è p~r certo che non manca al duP.llo giudiziario qualche fondamento ; almeno dal punto di vista ps icolog ico. Non è strano infatLi che i popoli primitivi - pregiatori della. fo rza fisica, la dote 'pi1ì utile - credes.sero che Dio desse la forza al migliore. Neppnl'e può negar.si che il duello giudiziario abbia servito in qualche momento a frenare un prepotente contro il quale nessun ·gi nàice avrebbe osalo procedére e nessun Leste deporre, e che sia. stato preferibile ad altri mezzi di prova, come il giuramento, che noi serbiamc> ancora nelle nostre leggi, mentre lo n,>indicava peoaiore del duello gi ucli'l.i ario. vcrià Carlomaano ~ no ~
* ... Il duello giud izia.rio si combatteva per provare una verità giuridica c:ontrover,;a; ma molte verità, estranee al campo giuridico , sono con trovertiui li. Orbene, quando il duello fu invoca to a. prova di queste verità, assn nse il carattere carl(tlle1·esco . Il duell~ cavalleresco pertanto nelle sue origini , ha per scopo la prova d1 ui:l fa tto e. si combatte colle stesse cerimonie del duello giudiziario; ma assunse pure dél.le fo rme curiose. Nell'epoca attuale si disputa dottamente a qua le fra i parenti d' una clonna. tocchi battei'si contro chi l' abbia ini inriaLa.: in Rltri tempi le donne facevano da sè . Io vinco la tentazione d1 fa re una erndita. · pun ta nellct storia anedottica delle donne guerriere; mi limit.o ~ ricords1re che in Boemi a le vedove e le ragazze maggior, d1 d'ièiott' anni, in altri tempi , potevano combattere esse stesse, armale di scudo e spada; ma in cp1esto caso l'avversario era p-òsto in una fo5sa da cui sporgeva solo dalla cintola in su; la donna invece :;tava a piede libero, ·ma non poteva oltrepassare nn cerchio tracciato intorno alla fossa. Anche i Germani conobbero il duello fra uomo e donna, ed in esso l'u omo era armato di · bast,Jr;e, la do nna di una pietra legata in un velo.
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IL DUELLO N ELLA SO CIOLOGI A.
. Ma a?che i ~ duello carnlleresco ricorre fra le donne . Mentre teologi s.egu1tavano a . ripetere arma rnulierwn .mnt lacrymae et preces, lfl Francia, sotto Luigi XIIL si banno dnel li 'fra donne e d~nn~ ~ fra donne e uomini i qnali non ebbero la galanteria di lascrarsr vincere. Fu a quell'epoca che una dama si battè con un s~~ amante e lo :V''.1s; l?rnand~ poi ad amarlo, riamala assai più di ~r '.m~. S~t_Lo Lu1~1 u~a signora uccise tre uomini, in duello .. E_ 1~(1~e ar t~mp1 d1 1 oltmre la marchesa dì Nesle e la contessa d1 I ol ,gnac s1 hallerono alla pistola pel duca di Ric\ie!ieu, ch e aveva avuto lo smemoratezza di dar loro un 1·ende- 1Jo1ts simultaneamen1e. 11 , Non solo le ,donne, ma anche i preli hanno avuto i loro duelli: del reslo la cosa ,è meno strana di quanto pare, se è vero che un vescovo, a cu i s'era chiesto che cosa avrebbe fotto se gli fo,· stato da to uno schi~ffo, r ispose :.« Quello che do vrei far;, Jo ~;: ma quello che farei non lo so . » . Infa 1ti si narra che due preti, uno ariano l'altr·o tl . , . , ca . o1·,co. r,cors~ro ali _ordal_ia dell'ac~ua bollente per proYare la supeiiorit.'i d~lla_f_ede n,;pett,ya; che. d vescovo di Parigi e l'a.hate di San D'."nig, , ~~n u_n duello fra due campioni, deci:;ero una loro questione. V, e_po, una leggenda assai curiosa, che ci narra un duello ' ~ ~uono d1 campane fn1 due sacerd0ti, anzi quasi fra pap:-i e · · antipapa. 1
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** -- · poco . sua . . riforma . . reliaiosa I ulei·o ei·a< a~~a, .!\egli inizii . . della for lunato. · · · . . . l'\ e1 clllostr1 in 1:-;1Jec1e eali n rinsci va ,. a f,<11-e pocl·l1S~1Il11 proseliti· e . la cosa gli doleva in modo particola,·e u · · · ' . n giorn o me1_1tre _e~li stava p_ensoso a ricercare mezzi di propaganda effi~ ~ac1, gli 1u annunzrnta la visita di un fabbro. Lutero lo r ice-· ,,ette, e mentre forse stava per tentarne subi to la conver · 'd d I 1· s1one. ::.1 avvi e a e 1 scorso del fabbro che costui era a·: ·' 1 ' , , • • • · • < ç')i.1 p,u ~ ie con, e1 lito. Infatti gli propose la costruzione d'una campa na che da sol~ avrebbe operalo miracoli per la causa deliri, fede nuova ' Lutero ai.:cettò e pochi giorni dopo, su di una torre che ~orgeva fra due conventi, l'uno di frati . l'a ltro cl,· rnonac1ie . fii eretla la campana costruita dal l'a bbro. ç')
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I L DURLLO NELLA SOCIOLOGI A
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Un mattino, nell'ora. in cui la campanella di svegli,1 nei due ~onventi, soleva mandare i suoi rintocchi, la nuov a campana suonò it distesa; ma, invece di far udire le ~ote consuete, squillando ,gridò : il1ariez-i;o1is, 1nariez-voils - e ripete per un quarto cl'ora ,ehiarissimamente, l'invito rn;itrimoniale. Quella frase profana cagionò una indicibile sorpresa, ma a qnesta fece ro segu ilo gli ef-• .fotti che Lui.ero si riprom~ueva, anzi , con qualche anticipo sulla ,celebra1,ione, accadde per dirla con Prati, che . . . . :::, pesso in 1111 lettnc;cio Fu il velo ed il cappuccio: s·1 enorme è nella musica Di S atana il poter.
Lutero er.1 raggiante cfi gioia e non le~inò all'integnoso fabbro do'di e compensi. Lo ,scandalo, I.o spavento nel campo cattolico furono enormi , mentre la campana miracolosa, trasportata qua e lit, produceva -0vuuque gli stessi risultati. Un legaio ponlificio parti allora tb Roma e, appena giunto lil dove il celibato ecclesiastico era così vigorosamente sconfitto, mandò a chiamare il fabbro luterano e ri e.orrendo a preghiere, a den:1ri, a mi~rncc.ie, lo indusse a distruggere \'o.pera sua . Lru perciò costrui ta un'altra campana che, issata acca!HO alla prima, non appena questa ebbe fin ito di tuonare . il suo mw·wz-'Vons, suonò a distesa: Ne MW? marie:r pas, ne
'VOV,s mariez 7w.s. FL1 credulo un miracolo: certo nessun monaco osò più violare - cosi chiude la leggenda - il Yoto di ci,stit n. )(.
** È vero che gli antichi -
esclnsi i Germani -
ignorarono l'uso del duello cavalleresco'? · Se per antichi intendiamo i Greci ed i Romani , la cosa ò verissima; ma :vi furono popoli antichi, all'infuori dei Germani, che conobbero il nostro duello· cavalleresco o almeno quello da cni derivò immediatamente. Tito Livio racconta che in lspagna viveva nna tribù, i cui membri solevano decidere le loro questioni battendosi l'uno contro l'altro:
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IL DUELLO l'>ELLA SllGIOLOGIA
IL DUELLO NELLA SOCIOLOGIA
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!~ st?rico ro.mano se ne meraviglia, ed ragione dal suo punto· d1 v1sta. Nicolò Damasceno, che viveva circa un seèolo avanti
Cristo, r iferisce che gli Umbri, quando hanno controversie fra di _loro,. com.battono armati come in guerra e . credono che qnelli i, qual, uccidono gli avversari abbiano asserito il ve1·0.. · Secondo il Mayeux, i Beduini, da tempo immemorabile hanno il gus_to e la pr~tica del duello moderno. Spesso si ·balt~no per semplice esaltazione guerresca o per punto -d'onore. Accade so~ vente cl!e un ~iovane, per fare le sue prove , se ne vada a provocare il guerriero della sua o d'un'altra tribù reputato più bravo." Se un .Beduino si vanta pubblicamente di questa o di qnella prodezza, accade sovente cbe uno f'ra gli uditori si alzi e sfidi jl nanatore, unicamente per provargli che vale quanto lui. Non é raro che un discorso sul co,raggio fra due Arabi, appartenenti a tribù. diverse, finisca con un duello, poichè ciascuno di essi si fa un punto d'onore di sostenere la fama dei suoi: l'uso del tàlione - che pure è il punto cardinale della gi ustizia beduina - non inlerv_iene in caso di mori.e d,uno dei duellanti perchè l'opinione pubblica non ammette che si ricusi una slida. L'antichità classica ignorava affatto il duello cavalleresco. Gner- ri~ri di P.rofessione, con;ie Agamennone ed Achille, come A,iacei ed Ulisse, s1 offendono sanguinosamente, ma l'idea di sfi darsi non passa loro pel capo. E sì narra che Temistocle rispondesse: « Batti,, ma asco]La » ad Euri~iade, che_ lo min·acciava col bastone perch~ discuteva troppo vivamente nel Consiglio di guerra <~he p.recedelle la battaglia di Salam ina. . ~el pari gli anti~hi '. Romani ignorano il duello , tantocl1è fu poss'.bile.-:- secondo s, dice-'- ad un patrizio di schiaffèggiare quanti c1lladm1 _volle, conducendo seco uno schiavo carico di assi per pagare subito la tenue multa prescritta per ogni offesa . . . Al_gran~e ;~grippa, vincitore della battaglia di Azio, fu scagliata m piena laccia una coppa : ebbe ne la cosa non ebbe altro se. guito che una contusio ne alla guancia. Catone, fortemente ingiuriato da Cicerone, si limitò a rispondere, scherzando, che era lieto che Homa avesse un conso le di buon umore.
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Mario sfidato da un Cimbro gli risponde, romanescarneote, che, ·s e proprio ha voglia di morire, cerchi un albero e vi si impi cchi . Presso a poco lo -stesso risponde Ottaviano Augusto a i\'larco Antonio che oli aveva l)roposto di definire colla spada le loro contese. t Gli esempi si potrebbero moltiplicare; ma a noi importerebbe piuttosto il sapere perchè mancasse al l'antichi là classica l'istituto . del· due Ilo cavalleresco. Ver;mente qnesta ricerca è assai ardua. Vi fu chi disse man-care agli antichi Greci e Romani il senso dell'.onore ip.dividuale, ' -0 il concetto che crea il dnellog iudiziario, base di quello cavalleresco. Forse è piuttosto cred~bile che quei popoli, nei qualì lo Stato o fa famiglia furono così assorbenti. non abb iano avu~o quel sentimento individualistico, senza il quale non è pos$ibile una difesa _ dell'onore che ridonda a danno degl i interessi collettivi. ,
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* * faporre le modalitil e le forme del dnello c~valleresco moderno è cosa superfltta : mi pare invece più interessante ricordarne al .onne forme storiche abbastanza curiose. Kordofan, secondo il Pali me, spesso gl' innamorati si sficìano fra di lòro a duello;· e perciò, armatisi ciascuno di una frnsta di pelle di ippopotamo e nudi . si dànno alternativamente un co lpo, finahè uno dei due, vinto dal dolore o dalla stanchezza, getta la frusta. Allora gli avversari - come gentiluomini europei :-- si l'iconciliano strini:renclosi la mano, e fanno la pace bevendo un o ' bicchiere di lnerissa, che rappresenta il nostro sciampagna. Gli Esquimesi, popolo più freddo, si accontentano di duella~e .à parol e. Colui che si crede leso ingiustamente, compone una poesia satirica in cui · rimprovera all'avversario·la sua ingiustizia, e la fa ,imparare a memoria a tutti i suoi parenti e famigliari. Ciò fat~o, avvisa tutto il vicinato che egli intende cantare contro l'avversario , e~ quando tutti si sono riuniti in un luogo determinato, recita la sua satir;;t ballando al suono del tamburo con tutti i suoi,. che ripetono, .cantando, ogni verso. L'avversario gli risponde nello stesso modo, e la tenzone poetica dura così finchè un,1 delle parti si stanca di rispondere, e dà per tal modo vinta la causa àll'altrn.
In
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IL D UE(,LO N E LLA SOCIOLOGIA
Taccio di altre forme: come del duello all'americana, del duello in forma di caccia all'uùmo, per affrontare un'indagine_più elevata e più. interessante. V-
* * Se certamente il duello cavalleresco è una (iliàzione logica del duello giudiziario, quale ne è la ragione psicologica·? Io penso che i_l persistere del dnell~ abbia varie ragioni. Il duello cavalleresco, ri cordiamo lo, nella sua genesi storica, è una pr:ova del volere della divinità: orbene poss iamo con sicurezza affermare che questo concetto manchi attualmente? Nori mi pare , che la risposta affermativa , sia arrisch iata, se si pensa che v_i è · una fol'la di gente, anche superiore, che crede alle superstizioni del venerdì e del tredici , e che crede alla iett~tura. Nè basta: forsechè noi Ital iani non abbiamo creduto opportuno di affermare che Dio era co n noi quando si combattevano le guerre dell ' indipendenza? Se adunque non è scomparsa l' idea di una ingerenza di retta della divinitù nelle cose .urn~ne; i_ngerenza che è frutto di superstizione, non è improbabi le che quella idea si riproduca a proposito di quella superstizione ~lavica che è il duello . Superstizione a cui la, statistica sembra appunto dare base nel con·ceLto della giustizia divina, se pure è accett~bile l'asserzione del Tissier, secondo la quale i duelli ad arma bianca darebbero di regola la v.ittoria a ch i ha ragione. Un'alt.ra causa di duelli la trnviamo nel bisogno di vendicarci in molti casi, nei quali non è dato ricorrere alla giustizia o il ricorrervi è più dannoso che utile. Questo concetto è stato ripetuto da molti e lo Zanardelli ebbe a scrivere che il duello purtroppo s'impone per l'impotenza stessa della legge essendovi offese all'onore per le quali, mercè le sanzioni penali, non si possono ottenere che ri parazioni in adeguate, incomplete, talvolta derisorie, di guisa che il ricorso ai tribunali è sovente un rimedio peggiore del male. Ecco pe.rchè il duello è. anche 1J11 residuo dell e antiche guerre privai.e, ridotto nei confini strettamen te necessari, residuo che persiste nei popoli presso i quali la sfiducia nella giustizia · pubblica si accoppia ad Llll forte ihdividualisrno, come appunto io penso accada in Italia.
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Una tei·za ragione psicologica del duello ce la porge il suo carattere aristocratico. Se - come lo chiama Valsh - il duello è il maestro di cerimonie della civilUt, se esso è stato, tempo addietro, la prerogativa. dei gentiluomini, è naturale che la bo r~ o-ticsia lo abbia adottato, seguendo la legge d' imitazio ne. In ogni ;rapasso di potestà pòlitii:-a, il succes~ore _si . a_ppr~pri~ gli t~si del -predecessore e specie gli usi più c.a rattemt.1c1, gh usi che fn~·o~o apptin to la specialitit dei predecessori. II duell o - . cl~e ~ra un ab;iudine propria dei gentiluomin i, l'ab itudine che 11 d1slmgueva dal resto dei mortali - ·fu acco lto per ciò dalla classe borghese. Infìne è stato affermalo che la don na - ch iamata poco cavalle · rescamente la spugna dei vecch i pregi udizii - è causa del duello'. sia perchè il timore .de·l suo disprezzo è lo _stimolo normale a1 duelli ment1·e il timore del disprezzo maschile non avrebbe alcuna ~fficacia; sia perchè la donna ha una simpatia istint'.v~ per la fo rza (ìsica , per ·1a prodezza, e ury odio innato con!ro la vdta.
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* *
Dopo quest; , se mi chiedes"e il mio gi uclizio :ul duello, po t~ei difficilmente ev itare di ripetere cose già dette è npetute : tuttavia, .avendo seguito (in qui un metodo speciale d'indagini, credo possib.ili alcune conclusion i informate a questo metodo. Si suole dire che il duello non serve a nulla e, nel senso in cui lo si dice, la cosa è vera. . . . Ma si può pure rispondere che il d~.ello _non ser~e a, (mi che o-\i vooliono attribuire i suoi avversam. Dire che il duell? ~on dimos;ra ch i abbia ragione, è verissimo; ma è pure ver1s_s1m? che non ha per scopo quella dimostrazione. Del resto come s1 puo . sul serio affermare che un' istituzione non serre a_ nnUa qua?do risponde a un complesso di ragioni y sicologiche cosi porle~~se?_, Non si può inoltre negare che 11 tfoello n un_ b~on so~:1tutn o · pena1e, con18 c1·11·'ebbe il Ferri , moderando ,,g\1 effetti della , ~usceti tibi lità. Su questo punto non saprei che rimandare agli .sludì e el Fambri; ma mi pare curioso il J'icordare che anch_e gh ~\ustr~liani sono della stessa opinione. Quando due mogli - siamo in · regime poliginico - liti gano fra loro, il marito le arma cia~cuna
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d'nn bastone ed ordina loro di duellare; se esse vi si ri11utano il marito è tanto convinto che il duello è pacificatore, che percuot; egli stesso l'una e l'altra per ricondurre la pace ne1 santuario della famigl ia. · Sotto l'aspetto giuridico non fu mai seriamente confutata la teoria che sostiene la non punì bit ilà del duello fondandosi . sul principi'o volenti non fii iniuria che può volgarmente trarl ursi c?l proverbio « Chi è causa del suo mal, pianga se ·stesso ». Infatti, rigettalo il concel.l.o di dirilli assolutamente inalienabili concello che non ha più base scientifica - . comù pun ire chi fo. getto di ciò che è suo? E ciò anche a prescindere dall'acuta osserv_azion~ di Mi'. termaier, secondo il quale il dnello non è patto d1 r111unz1a all a vita, ma è pali.o di semplice combattimen to . C.ert.o che tutti i diritti dell' nomo, anche queUi sulla propria · persona ·- se possono chiamarsi così. - hari:no un limite di 'relativa inalienal:iililà che io r ipongo nell'interesse social e. . Ora se la società sentisse la le$ione dei suoi diritti per fatto del duello, come mai esisterebbe . un 'opinione pubblica che esioe il duello, che lo punisce mitemente, qnasi per teorico ri~pelto ~tl macchinario della sua giustizia penale, ma lo pun isce so lo in teoria? Perchè noi abbiamo fati.o del la brillante accademia giuridica p~r _st_ud'.rl!'e . il _modo migliore di punire il duell o; ma la pratica g1ud1zinria s1 nde di quelle logomachie teoriche e i le{Tislalori stessi ricusano di lasci~r punire per duello i loro colleghi, ~egando per tale reato le aut.onzzazioni a procedere. . ~o sono convinto - contro l'opinione di molli - che una pn- . n1z1one ::;evera, severamente applicala, sradicherebbe il duello; ma con$tato che questa punizione non si può nè scrivere nei codici , nè applici,re. Il duello e l'adulterio - il combattimento ill ecito e l'amore illecito - hannò avuto comune la sorte di pene feroci nei tempi andati e di grande pietà in quell i attuali . . ~d è qui tutta la forza del duello; la rispondenza a, bisogni sociali, la sua cresimazione per parte dell'opinione pubblica. Biso;;:na co~vincersi che, all'infuori dei reati di creazione politica, è inutile erigere a delitto ar Lifìcialmente i fatti che non hanno carattere di delitto naturale, secondo la precisa de11nizione che ne ha proposta il ('rarofalo. 1
l\'la contro il duello è sorta ancora un'accusa di attualità. Si è detto:· la legge, cosi severa nel punire effi cacemente la rissa dei popolani. non puoisc_e il· duello, perchè è la rissa dei borghesi , come punisce il gioco del popolano e tollera là bisca aristocratica. Quest'accusa, prettamente socia!ist.ica,' manca di base. Anzitutto è opinione concorde dei giuristi - e ciierò solo, in scuole opposle, il Carrara ed _il ìVJaino' - che il duello di fronte al codice', è sempre duello e non allro. indipendentemente dalla classe sociale acni appartengono i combattenti. Potrei anche soggiungere che il · duello non è ignoto alle classi meno elevate della società e così non è un pri vilegio di classe, neppure in fatto. Basta ché io indichi il lavoro forte ed orig inale del D'Addosio che appunto descrive e studia il duell o dei camorristi, il dichìaramento . Questo dichiat'amento colle sue fasi : ctppicceco, ragionam·ento, qnestione, col s'uo giurì d'onore, è regolato dagli usi camorristici come il duello borghese dagli usi. cavallereschi , così autorevolmente raccolti dal T'arise. · · · * * • Infine vi è un punto sul quale ch i si occupa del duello non può non portare la. sua attenzione, ed è il duello dei mili tari. Ottesto caso interess:-i, si l)llÒ dire, tutti i paesi civili. · Ali' infuori della Ingh ilterra, r1ove l'avversione contro il duello è tanto arande ' • n che si dice esservi una legge la quale priva di peosiont:3 la vedova dell'ufficiale morto in duello, negli altri paesi in sostanza non si capisce che un milita.re n,rn si bai.la. È _vero cbe in Francia il ministro Freycinet, nel 11889, in G~rman ia l'imperatore, a punto quest'anno, tentarono di frenar e i duelli degli-ufficiali : ma non hanno osato vietarli, anzi si sono limitati a regolarli daQdo così ad essi una specie di consacrazione l.egale . In Austria nel 1895 il :Ministro della guerra, nell a di scussione del bila.ncio, senza diferùlere il d·uello lo dichiar11va una ne_cessità militare e nel lo stesso senso si sono ripetutamente pro· · nunziati illustri generali italian i. Che più? Nel lo eserc ito pontifi.cio, racconta il Casati, un ufficiale della guai·dia nobile di Sua SantiHt che si ebbe uno schiaffo e non sfidò l'offensore, fu dimesso 'dal grado . Nè dal duello si possono astenere . le somme autorità militari. 1
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Pochi anni fa a Milano, due vecchi general i, onore della patria e dell'esercito, ritornarono, come argutamente disse uno di essi, a fare i sottotenenti battendosi alla sciabola per di_ssensi sul servizio. In Francia, due altri generali , reòuci dal Tonkino, avrebbero fatto lo stesso , se non era l'energica intromissione del Ministro della guerra, il quale però, poco dopo, si batteva egli stesso con un senatore per questioni parlamentari. Così essendo, non si può se non constatare col generale A.ngelini quanto sia ingi usto il sistema attua le : se un ufficiale offeso non si batte, viene ignominiosamente cacciato dall'esercito e si vede così tròncata la carriera; se si batle, viene punito ·dalle leggi militari e per giunta va soggetto alla pena del carcere che gli possono infliggere i tribuna! i ordinari i. E questo· accade in Francia, come in Ilalia. ReceiHissimamente in Francia, ·il Ministro della guerra .sottopose a una commission e d'inchiesta l'ufficiaie Fourgny perche schiaffeggiato dal capi tano 'Bouland, rifi utò di battersi e diede querela. In segui to al parere della commissi one fu revocnto dal grado. Contro questa revoca, il Fourgny ricorse con una petizione alla Camera e il sig. Lainé, relatore sùl la petizione, propose di reintegrarlo nel grado, pure dichiarando che non sempre un ufficiale può ricusal'e il duello. Orbene la contraddizione è così vera che non sono mancali tentativi autorevoli per farla cessare. Una disquisizione giuridica, analitica e sottile, sarebbe qui fuori di luogo: mi basta ricordare che, anche colle leggi attuali, io credo che il duello degli ufficiali non sia un reato quando l'uf!ìciale sfidatore fu l'o[eso o l'ufficiale sfidato non ftl provocalol'e ingiusto, purchè il du ello sia slato consiglialo , cioe imposto, dai colleghi di grado uguale o superiore. E questa scriminante, fondata sull' arLicolo 49 N. 3 codice penale, si applica tanto al duello fra militari, quanto al duello fra militare e borghes~, nè costitoi~ce un -privilegio, perchè non vuole impunito ·in ogni caso il duello del militare, solo percbè il duellan te è mi litare: Quanto al duello tra ufficiali, è notevole il progetto Costa di codice penale militare, secondo il quale cjuel duello sarebbe giudicalo non più dai tribunali comuni, ma da quelli mi litari, e così sarebbe giudicato tenendosi conto della quali tà degli imputati, dell'ambiente in cui vivono, delle norme tutte, scrille e con· suetudinarie, alle quali devono ubbidire.
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Dopo tutto io non so se debbo , anche più chiaramente, esprimere sul duello la mia opin ione: concludo solo co l dire che forse il metodo positivo nello studio di tale fenomeno ci rende più volontieri semplici osservatori, anzichè ·giudici decisi e sicuri. Ma una conclusione mi pare lultavia scaturisca da quel metodo: la lotta per la vita, vel'a nel mondo sociale come in quello animale, è una fa talità, e il duello non è che una delle sue forme violenti ; ma è una delle forme meno pericolose alla sicurezza sociale. CARLO L ESSO NA.
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ISTRUZIONE PRATICA PROVVISORIA FRANCESE, ECC.
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SUL SERVIZIO DELLA CAVALLERIA. IN CAMPAGNA
n rtì TITO .L O V.
Que.sto titolo si occupa delle marc ie, e l'argomento Yi è svolto con molla cura, in maniera adeguala :il la capitale im portanza del medesimo. Dopo aver notalo che le marcie si eseguiscoi10 seguendo regole variabi li a seconfa della situaz ione miìitare. (ciò che è_e.sattiss in:io), ed in ispecial modo della distanza del nem ico , esse sÒno ·distinte, precisamente come !Jel nostro Regolament.osnl servi;,,io in gùerra, in: marcie in lontana T)Za del nemico eseguita in Lotta sicurezzri ; marcie in vicinanza del nemico . Le dispo3izioni poi da prei1der.si per l'esecuzione delle marcie dipendono inoltre, dalla natura del paese, dallo stato delle vie di comunicazione,. dal modo con cui son o all oggiate le truJ1pe prima e dopo la tnarcia, dalla lunghezza del la marcia, e infine dal le circostanze atmosferiche. Si ricorda ancora·, che sol tanto nei casi di a~soluta necessità reparti cli cavalleria di qualche importanza debbono essere intercalati .nelle colonne com µoste da diverse armi, poichè la diffe renza di andatura del la fa11Leria e della cavalleria, si traduce per l'una e per l'altra in imuarnzo e fatica. Conceuo identico a quello e$pr esso dal nostro Rego lamento, il quale sta bili sce che nelle .màrcie in lontananza del nemico di un corpo com po.sto dalle diverse armi conviene lasciare a queste la maggior po5(!J
Vedi ,1ispens:, del t• lugli o 1897.
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sibile indipendenza, sempre quando non abbiasi nulla da lemere da popolazioni ostili , e che in tali casi , quando si possa disporre di più strade, è utile assegnarne una a ciascun'arma, o per lo meno far' marciare la fanteria sn una di esse e le armi a ca vallo sn una altra. Il nostro Regolamento, cruando non si disponga che di una sola strada, prescrive ancora, ad ovvi~re al lamentato inconveniente, che si incolonn_ino le diverse anni per ordine di velocità: vominciando dalla più veloce o pure in ordine inverso . I due Regolamenti pertanto , il francese ed il nostro , munvono dallo stesso concetto e .su·ggeriscono gli stessi mezzi per tradurlo in atto., ma il nostro entra in maggiori particolari, e quest~ non è certamente un difetto . Dopo queste os,ervar. ioni prnliminari il capilolo I si occupa: degli elementi coslitnenti le colonne ; dell'o rdine di marcia di codesti elementi; della formazione di marcia; del la formazione delle colonn e ; dell'ordine cli movimento (-!) ; dei preparativi per la partenza, e infine dei principii generali riguardanti le marcia . . Non è il caso di pre!)dere in esame dettagliato tutte queste singole prescrizioni le quali , su per giù, sono· le stesse che si trovano, non solo nel nostro . ma in tuni i rego lamenti che trattano ' ' di questo argomento. Rileviamo soltanto quelle prescrizioni èhe in modo 11otevole differiscon·o dal.le nostre. [l carreggio dì combattimento di una divisione di cavalleria , oltrè a quanto è necessario per attuare sul campo di ba ttaglia il servizio di sanità. e cli rifornimento delle munizioni, comprende: ' il personale e i! materiale dell a telegrafia leggiera ; la ve'ltura-colombaio; un cavallo a mano per ogni ufficiale generale o capo di corpo, · e pel capo cli stato maggiore del la divisione. . Il carreggio reggimentale (il nostro grosso carreggio) ·trasporla il complemento delle munizioni, i vive1..i, e il bagaglio, e con esso (l )
8 il nostro orci.i ne cl i operazione.
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marciano pure le vetture del tesoro e della posta e quelle dei cantinieri. I cavcilli ci mano degli ufficiali sono affidati a cavalieri i cruali con i.a no fra gli uomini a pied i e che montano alternativamente l'uno dei due cavalli che debbono condurre·' ciò che si spiec,a n soltanto , avendo presente che l'ufficiale francese, sino al c~'lpitano inclusivamente, è montato sopra un cavallo del governo. Preferiamo di gran lnnga il nostro sistema di far marciare i cavalli a mano degli uffi ciali montali dai rispettivi attendenti alla coda degli squadroni. Lu ngi dal nemico, la cavalleria marcia sull a strada in colonna per quallro, - non una parola intorno alla colonna per .due - i cavalli a mano per 2 e per 4 tenendosi sul lato destro, e lasciando libero il lato sinistro per la ci rcolazione. L'ordine di operazione, per quanto è possibile, dev'essere comunica to a tutti gli ufficiali . Generalmente comprende: informazioni sulla si tuazione del nemico e sullo scopo a raggiungersi; prescrizioni per l'esecuzione della marcia; i punti ai quali debbono essere spedite le informàzioni. Sarebbe gran bella cosa si potesse sempre comunicare a tulli gli ulliciali l'ordi ne di operazione, ma nella pluralità dei casi codesta disposizione rimarrà lettera morta. Prima di partire i cavaiieri debbono aver ·mangiato, e portano seco un pasto freddo . I cavalli pnre debbono aver mangialo e bevuto. La partenza è mai ritardata. Se l'ufficial e co~andanle non si Lrova alla testa della truppa allorché questa deve partire, l'ufficiale che gli segue nel grado immediatamente inferiore, la fa mellere in marcia. Prescrizione, questa, che a prima vista sembra affollo superllua, rnR che al!' opposto, ben ponderata. la si comprende dettata da rello senso pratico, ·e destinata, molto opportunam ente, sia ad evitare ritardi, sia, nel caso, a scongiurare possibi li atlrili. Nei ptincipii generali rig1tardanti le marcic avremmo in vero ci'-eduto di tro:vare prescrizioni ed avvertenze assai particolareggiate; invece anche qui I' btruzione si mantiene nella soli ta so·brietù, e contiene soltanto poche norme.
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• Ricordiamo queste : Durante la marcia si alterna il passo col trollo, ma normalmente non s' impiega qnest' ullima .andatura che sui terreni pian i; Non si debbono fare nè alt-orari, nè grandi fermate. Le fermate, sempre di breve durata, sono subordinate alla lunghezza de.Ila marcia, .e possono essere fatte di due in due ore; Lontano dal nemico, le distanze che dividono le unità della colonna sono regolate in modo da fac ilitare per oini elemento l'impiego del1e difTerenti andature in terreno favorevole ; Ogni comandante di squad rone sorveglia che la testa della propri a unità marci all'andatura regolamentare senza improvviso rallentamento e senza. bru sco aumento della velocità; Al passo le colonne di cavalleria éomprese le fermate percorrono circa 6 ch ilometri all'ora ; · Alternando il passo col trollo. la velocili~ della marcia varia colla natura del paese; una velocità. di 8 chilometri all'ora può essere considernta come andatura normale per le c.olonne di qualche importanza (reggimento, brigata, divisione); Gli ufficial i ed i sollufficiali sorvegliano in ogni unità la conservazione ùelle distanze, la regolarità delle andature, e fi·nalmente la posiiione a cavallo dei cavalieri , sopratutto verso il termine de!IA marcie, imperocchè è allora che 'l'abbandono della persona cagionato dalla stanch e~za può produrre molle fiaccature ai cavalli. Come si vede sono le solite norme ripetute in tulli i regolamen ti sul servi1.io in guerra, e press'a poco le stesse che trovansi anche nel nostro regolamento. l\fa in un'i struzione speciale per la sola cavalleria è certo ch e, senza timore di menomare l'iniziativa dei comandan ti, poteva dirsi molto cli più. Tant o meno non sarebbe stato fuori posto l'accennare al principio fondamentale d'ogni marcia, ed il solo che ne può assicurare la regolariLa, quello cioè relativo ali' imprescindibile necessità di mantenere sempre l'esatta cadenza delle andature, il che costitui~ce la base di ·tulto , tanto per gli uomini quanto pei cavalli. Principio, d'altra parte, assai facile ad enunciare, ma per contro assai diOìcil e ad esse r posto in opera, e
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che, per ciò, assai fac ilmente viene dimenticato . Ed è appunto pe!' queste ragioni che ci sembra non sarebbe stato inopportuno non solo menzionare codesto principio, ma metterne in rilievo la capitale importanza. , . IL fatto è che guidare la marcia .cli una grossa ~olonna cli cavalleria, non è impresa da prendere a gabb~, tanto più che non basta ad assicurarne iL buon successo !'abilità e I' esp'erienza del comandante, ma è d'uopo che quesl.i sia efficacemente coadiu· vato da tulli i capi in sott'ordin.e e specialmente dai comandanti gli squ1.droni. · Ottimo , perciò il precetto che i comandanti di squadrone sorveglino a die la testa del proprio reparto marci al)' andatura regolamentare e nou intervengano impro\ivisi ralÌe11uimenti nè repentini aumenti di velocità; ma que$ta, prescrizione non paò essere che il corollario di altri due principì che strettamente debbono essere osservati, quell o cht noi sovramenzionato, relati v0 all'osservanza della prescritta cadenza. dell e andriture, e l'altro riflettente una c~rta ·indipendenza dello squadrone nella .colon na: per . quanto ha tratto alla distarmi dal repai·to precedente . E ovvio che senza questa facoltà nccordata ai comandanti di squadrone qualsiasi contracolpo provenienle dalla testa della colonna o dai reparti antistanti non può a meno di ripercuotersi· nei reparti susseguenti. Tuttavia questa facoltà di aumentare le distanze sembrerei.Jbe implicitamente ammessa dal capoverso da noi riporL:1to t econclo il quale le dislanze sono regolate · in modo da facilitare l'impiego del trotto in terreno favorevole; ma sarebbe accordala soltanto per poter trottare sopra ten&no adatto a questa anela tura . In vero non sappiamo, per· r ispondere a questa esigenza, quali disposizioni possono esser prese, nè come all'uopo debbano essere regolate le distanze . E d'altra parte non include affatto quella cena indipendenz,l dello squadrone che è indispen sabile - ben s'intende quando si è lontani dal nemico -- ove vogliansi sul :;erio impedire perniciosi contràcolpi in tutta la colonna, ed ottenere che la te~ta d'ogni singolo squadrone conservi inalterata la cadenza dell'andatura regolamentare.
L'istruzione tace pure della durata .dalle riprese di trotto, mentre il nostro regolamento entra in maggiori dettagli, raccomanda le riprese di ·1O minuti, che però con trnppa convenientemente preparata ecl a\lenata_si possond spingere sino alla durala di mezz'ora. , Del resto, fortunata !a. cavalleria francese , che riunila per gran parte, già in tempo di pace, in grosse divisioni, è posta in grado di .trarre dall:1. pratica esperienza di Lnlti i giorni quelle norme, delle quali l' istruzione è forse lìn troppo parca.
CA!.'ITOLO
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Il.
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Contiené brevissimi cenni: . Sulle marcie, in lontananza cfol 1wmico, nel le qual i. anzitutto devesi tener conto delle comodità della truppa;
Sulle piarcie, in vicinan.w del nemico. - Vi è prescriUo che in vicinanza del nemico, il grosso della cava lleria si forma in colonne di masse. Lostochè abbandona le $trnde ed avanza , con ' ' ' sbalzi successi1'i attraverso i campi: In vista di un comi.Jattimento imminente, si concentrano tutti gli elementi delle colonne, per modo cla facilitarne un veloce spiegamento. I <rross i carré,roi marciano unitì sulle strade, a distanza dalle n ~~ . colonne. Ma sarà sempre possibile con grosse ma,se cli cavalleria, di marciare aur,werso i campi~ Sulle rnarcie /'orzale . - Vi sono dedicate poche linee. Le marcie forzate della cavalleriri. sono: o marcie veloci o marcie cli lunga durata, . me1Hre il nostro regolamento non contempla c~e quest' ultime. Nulla vi è detto ri guardante re marcie veloc,i. Per le marcie di lunga durata è raccomandata una 1rniggiore lentezza delle an· dature, di diminui1:e il numero e la dur:1ta delle riprese di trotto ' ·aumentando per ·contro la durata dei temp i di pasw, mentre
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presso di noi è invece prescritto di non aumentare la velocità deHe andature, e che il maggior percorso si deve ottenere con· tinuando la marcia per un maggior numero di ore. Indubbiamente· sono miglio1:i le preicrizioni del .nost1:o regolamento, le quali vogliono che anche in queste marcie . la cadenza delle andature rimanga inalterata. Il nostro regolamento ai.nmetle che in condizioni favo revoli di stagione e di strade, la cavalleria possa eseguire marcie forzate gino a 90 chilometri. L'istruzion e francese nulla dice a questo riguardo, ma osserva: « Qualunque sia la durnta e la velocità << della marc;a, una truppa di cavalleria deve sem pre es.ser.e in « grado di muovere incontro vigorosamente al nemico, ed in se« gu ito di inseguirlo. Quando queste · condizioni non ~onÒ adem:.. « pinte, le conseguenze che traggono seco debbono essere im« putate al capo che ha diretto la marcia », co ncetto che vorremmo riprodotto anche nei nostri regolamenti. · Sidle marcie di n.otte: da ricorrervi soltanto nel caso di necessi tà, poichè impongono alla cavalleria fatiche eccezionali. Vi sono esposte le solite norme. I , '
Disposizioni di dettaglio relative ai carreggi reggimentali (.q1·osso ca·l'reggio). - Ril everemo soltanto che in una divisione l'insieme dei carreggi reggimentali (cioè tutto il nostro grosso caneggio) è comandato dall'ufficiale di gendarmeria della divisione; ottima di1 sposizione sotto tutti i punti di vista. TITOLO VI.
Tralla· degli alloggiamenti, e la materia vi è svolta con arnnde abbondanza di particolari, che- invano si cercano negli nitri ;itoli. Le truppe fran cesi , come le nostre, sostano od accantonandosi od accampandosi sotto teade e baracche o all'aperto; per Ja ca-· valleria però il modo normale di staziiJne è l'accantonam ento e il bivacco non deve esse·re 7.1e1· essa che l'eccezione. È lo stesso con· cetto del nostro regolamento, tuttavia il testo francese è più chiaro, più tassativo, e perciò preferibile ;i.I nostro. Nella pratica però - e questo è !_'essenziale - presso dt noi è radicata la con-
ISTRUZIONE PRATICA PROVV!SO&IA FRANCESE , ECC,
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vinzione che la cavalleria deve sempre essere accantonata, e di fatto la si accantona sempre, tanto piu che al cavaliere italiano fu tolta la tend·a pel motivo appunto che non deve apcampare che nel solo -caso in cui assolutamente non si possa fare in modo differente. « L'occupazione di una zona di stazione - così continua la · «Istruzione francese - esige, in guerra, la stretta ossen,anza. \( delle prescrizioni relative al servizio di sicureiza. . · « Questa operazione si compie, in generale, sotto la protezione « delle avan(Juardie, IJt(l talvolta hct1Jvi interesse a nort prendere « possesso d;gli accantonarrwnti o b.i·vaccl1i che dopo arerli _fatt'Ì « oltrepassare nella direzione del ne~iico, dall'} colonne clesti~at~ « ad occuparli e sotto la loro direzione, poichè la ea·vallena 11 « realnimte padrona soltanto (le l terreno sitiia.to dietro' di essa ». Il compilatore dell'istruzione evidentemente si è lascialo p~endere la mano dallo . scrupolo di voler tenere stretto conto d1 un principio teorico, per sè stesso giu stissimo , ma di cui, in questo caso, si esagera la portala, e la .cui osservanza non serve ad. altro clie ad imporre ;lila cavalleria inutili fatiche . Nel fatto o le avan~ guardie sono in grado di permellere al grosso de~le co.lonne d1 ~ installarsi nei loro accantonamenti o non lo sono. Nel primo casi) è evidentemente superfluo che il grosso avanzi sino ad oltrepàssare la zona prestabilita degli accantonamenti , per ritornare di poi sui suo i passi. Nel secondo caso, non sarà di certo ques~a momentnnea avanzata del grosso che procurerà la desiderata. s1curezia, diguisachè sarit necessario spingersi avanti con tutte le forze se· è il nemico che minaccia troppo da vicino, ovvero prendere ùoli allo!!"iamenti in irna zona collocata piu indietro. f •Ò
.
CAPITOLO
II.
Minutamente vi sono svolte le norme ed avvertenze riguardanti i forieri di allog}(iamenlo, la preparazione · degli r,ccantonamenti, e l' installamento nei medesimi, nonchè gli accantonamenti d'allarme e ,,li accantonamenti-bivacco. Le dis~osizioni che riflettono l'accantona~e~t~ d!allarm~ che si prende .quando là truppa acéantona assai v1cwo al nemico, e quelle per l'accantonamento-bivacco cni si ricorre quando le ri-
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ISTRUZIONE PRATICA PROVVISORIA FRA:NCESE, ECC.
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ISTRUZlON ls PRATICA PROVVISORIA T,'RANCESE, ECC.
sorse dell'accantonamento non permeuono di mettervi tutte le truppe al coperto , sono poche ma otLime e su per giù identiche alle nostre, ma quelle general i rèlative ai forieri di all.oggiarn ento, alla distribuzione degli accantonamenti, ecc., sono le· so lite che si usano nelle marcie ' in tempo di pace e alle grandi manovre, ma assai difficilmen te potranno essere applicate in guerrq. anche in lontananza dal nemico a menochè si guerreggi net proprio paese. Assai più pratiche ci sembrano quindi lè disposizioni del nostro regolamento, le quali non contengonò che cenni sommari al riguardo lasciandone l'applicazione e le modati ti.t di esecuzione ai singoli comandanti -delle unità. CAPITOLO
[IL
Tralla di Lntlo ciò die ha tratto agli accampamenti. Il nostro regolamento dice: « Non la simmetria deve consi« gliare la disposizione della truppa nei campi, bensì. la confì" · gurazionè del terreno disponib ile >> , e porge quindi poche indicazioni per il bai.taglione, lo sqn11drone e la batteria, le quali però << vanno applicate e modificate secondo il terreno». « Per riparti maggiori i rispettivi comandanti designano questa « ,disposizione che nel caso pratico sembra loro più opportuna ». L'Istruzione francese entra invece nei più minuti dettagli e parecchie figure rappresentano il bivacco di un reggimento in colonna dì squadron i e in battaglia, coi cavalli attaccati alla coda, ovvero attaccati agli anelli (i nostri anelli d.a campo). CAPITOLO
T.V.
Vi si tratta del servizio negli accantonamenti e biv,icchi, e anche per questo servizio so no date le più minute disposizioni che per altro sono molto opportune, e per poco di fferenziano dalle nostre ma che noi dobbiamo rintracciare in parte nel Regolamento sùl servizio in guerra, e in part~ nel Regolamento di disciplina.
CAPITOLO
V.
È un capitolo assai inleressairte e assai' bene compilato, che tratta in modo speciale e sun icientemente parti colareg~iato clelle misure a preJidersi per la gic1t1'e,na e per l'01·cline negli accci?~to~ namenti e nei bùJacchi, le quali corrispondono alfo norme s~~ctali per gli a·vamposti dì nn corpo di cavalleria, di i~ui al N. b6 del nostro reg.olamento . Effettivam ente sembra anche a noi che queste nor11;e avrebbero trova to una sede più appropriata nel capitolo degli avamp~sti, ma qnestQ costituisce una questione affallo secondari.a, _e l _es, senziale è che I'ar~~omento vi è ampiamente svolto e ,m maniera risponden te alla grande importanza del me~es imo . In g~ne_rale nelle manovre di cavalleria del tempo d1 pace non s1 ~ie1~e a\;JbasLanza conto rlella necessi tà di una suflìcien tè zonr~ di si~ curezza degli accanton:nnenLi nè dell'apprest.arnento_a d~fesa de'. medesimi, per risparmiare alquanto le fat iche, di ~0!11.0 assai a . d' · decrli llOmin i e dei cavalli ; ma Cl)Il questo sistema non l'> 1an 1, ,,.. . . . (r . . , s'impratich iscono quanto sarebbe necess~n:10, ne u 1c1al1 ne truppa in questo importante ma deli~alo serv1~10. .. , , , Nelle manovre d' insieme d1 cavallena es~guite I_ ,inno s~o rso in Francia nel Gatinese da. I.re division i di cavalleria_ so_tto il comando del o-enerale J'essé - esercitazioni interessanl1ssim~ _so~LO ogni . punto d i vista e <lirette c~u sin~olare ahili~'.l ~ t1H1:H:ll. e trnppn ebbero largo campo di acquistare espe11enza. anch1, lll questo ramo di servizio, irnperocchè ·furono ser~pre strettamen~e praticale e dì giorno e dì notte, le norme clt sicurezza, come m vera rruerra. . No(' vorremmo che cotesto e~empio non andasse perd'.1to; l_e 1 4vvert,mze e prescrizioni dell' Istruzione francese sono p,u par: - . éolareggiate di· quelle del nostro regolamento, m~ _anche le ?~sir~, dettate da rello senso pratico, sono al l'uopo pm che snfhcienti . M. B. D.
STUDIO ANALITICO-CO:llPARATIVO, ECC,
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STUDIO ANALlTICO-COMPARi\ TlVO SULLA
POTENZIALITÀ MILITARE DELLA CHINA, DEL GIAPPONE E DELLA CORE/\ Il
GUERRA CINO-GU~_PPONESE DEGLI ANNI
1894-95
potuto, sorprendere la squadra cinese, nonchè i trasporti durante le operazioni di sbarco. 4° La pote·nza offensiva delle navi odierne, è molto superiore a quella difensiva, perciò non conviene _av~re delle navi _troppo grandi, per non perdere molto valore tn una sola nave d1strutt~. 5° La cornza è un elemento indispensabile di potenza difensiva. 6° [ _pezzi di grosso calibrq sono lenti nel tiro; però i loro . proiettili, bene a.[!giustati, producono sempre grandi perdite, al • per~onale di servizio, ai ponti ~d aHe b_a~te~ie. Come a_vvenn~ per la nave Matsiishima alla. qnale I pro1ett1l1 d1 grosso calibro misero fnori di combattimento 120 uomini. 7° Il cannone a tiro rapido è la vera arma, per- le baLLaglie navali. Esso in poco tempo copre di proiettili le navi nemiche. Di fatti la 1'hing-Yuen ricevette 200 proiettili dei cannoni a tiro rapido, la Chen-Ynen Hl O; e sebbene non ' penetrassero più di mili imetri 0,075 nelle loro forti corazze, pure ebbero delle serie avnrìe, anzi la prima cli queste navi era affondata di quasi un metro. 8° Nell'azione non passa tanta differenza, tra un incrociatore ed una nave di linea. Gli incrociatori giapponesi si misurarono colle migliori navi di linea-dei cinesi. 9• II consumo delle munizioni è diventato enorme, e le flotte d~vranno pensare .a farsi seguire da bastimenti speciali carichi di munizioni. 1o· Gli incendi· a bordo sono molto frequenti. Dopo mezz'ora di combattimento, molti bastimenti erano seriamente minacciati dall'incendio a bordo e verso la fine della lotta quasi tutti. Il Chen-Yuen lo ebbe 8 volte, il Lai- Yiien ebbe perfino delle piastre fuse dal calore. · ,J,1° La distruzione delle . navi tra due flotte potente e enorme, ed i pochi bastimenti che si salvano, sono costretti a rifugiarsi subito negli arsenali. 12· Una nazione marittima deve avere diversi arsenali, per poter dividere, dopo una battaglia navale, i lavori di riparazione. 1
Continuazione. -
Vedi dispensa Xli'
Co~siderazioni sulla battaglia navale di Ya-lu e ammaestramenti che ne derivano.
,1c La battaglia navale di Hay-iang-tau-Ya-lu, ha molta analogia con quella di Lissa. Poichè l'ammiraglio Ting, prima di pensare a sbarcare le truppe, doveva andare in cerca della flotta nemica, come l'ammiraglio Persano, prima di Lissa, obbietti\'o secondario, avrebbe dovuto prendere di mira la flotta di Tegetoff, che era l'obbiettivo primario. 2° La flolla cinesa, incaricata di scortare un con voglio, si mantenne troppo vicina alla costa (a 11:2 miglia) vincolando cosi le sue evoluzioni. · 3° Le flolte odierne debbono essere provviste di un numero adeguato .di incrociatori. Se la flotta cinese di scorta, ancorata a '12 miglia dall'estuario, durante le sue operazioni dello sbarco delle truppe e di scarico del materiale, avesse staccato in avanti un adeguato numero di incrociatori, avrebbe potuto per tempo essere avvertito dell'avvicinarsi della squ\ldra nemica, e andarle incontro, prendendo maggior distanza dalla costa; viceversa, la squadra giapponese facendosi precedere durnnte il combattimento (prima dell'incon tro, s'intende lo fece) da una squadra di incrociatori avrebbe
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1
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STUDIO ANALl'rlCo-coMPARATIVO, ECC.
·13° Che avendosi dovuto sospen.dere le osti! ità a causa delle grandi avarie subite dalle navi, la vittoria aniderà. senza dubbio, a qnella nazione che avrà saputo prontamente ripararle · e le avrà di nuo,,o messe in azione. · 1 14° Bisogua· possedere una squadra di ri~erva, per riparare alle ,perdit<~ subite da quella che ha combattuto. Ù5° È necessario avere sin da l tempo di pace gran riserva di uomini, munizioni e carbone. '/-
* * L'Italia !llilitare e Il1à1·ina, anno ,1896, a proposito di qn<ista battaglia. dice: « Nel:a lrnltaglia n,rnile di Ya-ln, è ai loro cannoni a tiro ra<< pido che i Ginpponesi devono il loro succe6so; è a questa « grandine non interrot1.a di proiettili che tutt.o sfracellava, demo« liva, inclinava, incendiava, che i Cinesi devono la loro scon« tilt~. « Il guardacoste giapponese 1lfa1snsliùna ha tirato sino a ,,J 00 « colpi da ,12 centimetri per minuto, in cene fasi del combat« timento,equesticentocolpi rappresentavano all'incirca '1000 chi« logrammi di acciaio e 200 chil ogrammi di esplosivo . Moltiplicc chiamo queste ci'fre pel numero delle navi giappopesi impegnate, <1 facciamo un-a larga tara pei colpi perduti, senza tuttavia : tr:a« scurare la procisione dell'artiglieria moderna e domandiamoci << se era possil)ile ai Cines i resistere ad un fuoco così violento « ed implacab ile quando non avevanò prr rispond ere che poche « artiglierie secondarie e.dei grossi cannoni Krupp ed Armsl.rong, « stretti pareri ti dei nostri da 1100 tonnellate e che non si po« Levano sparare che a parecchi minuti d'intervallo. « Occorl'e dunque tirar presto e tirar bene e queste due cose « non sono contemporaneamente concesse che dai pezzi di medio « calibro a tiro rapido ». N.B. - La flotta cinese che combattè a Ya-lu, era quella della squadra del nord, rafforzata da alcune navi della divisione locale dì Fu-ceu.
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STU D! O A~ALlTIC O-COM l'ARAT!VO, ECC.
Invenzione dell 'ingegnere lssel. Il f.,llo che nelle oditjrne battaglie navali, gli incendi a bordo sono foc ili e frequenti. ha indotto il signor lssel a studiare urr mezzo per rendere le pwti più importanti della nave incombus'tibili. Rivista No,1ttica , N. n del 11896, pag. a'.?6: « Nel · nostro numero di settembre parlando del!' importante « scoperta fatta dall'industriale Issei per rendere i~combustibili « i materiali proposti per la costruzione delle paratie e de, mo< bili sulle naYi da guerra, aggiungevamo che in ~eguito. a un « esperimento soddisfacen te eseguit0 davalìti ·a varie perSQ'ne, fra « le quali varì u(l.ìciali del genio navale, il signor Alberto Issei <t era stato invitato ad eseguire un'altra esperienza nell'arsenale « di Spezia davanti ad apposita. commissione. i Qnesta prova ultimamente nell'ar:,enale suddetto alla pre~ « senza del direttore delle costruzioni comrn. Nagar e degli in« oerrneri Farufini e Rota. «· Successivamente furono esposti alla fiamma viva d1 una lam« pada da saldature che fondeva lo zinco (gradi ,i,,12) scampol i cc ·di cartone stampato, tavolette di legno diversi, un sedile imbot« tito· e coperto di sto ppa. Gli oggetti non preparati e::;posti ·all o <e stes:,o calore per· p;1ragone ardevano allegramente, mentre le , « preparazioni antiperiali sottoposte all'asame rimanevano intalte. «. Per ultimo furono esposti all'esperimento dei piccoli mobili di ~ quercia di aspetto identico. l'uno eseguito coi rne1.zi 01:dinari'. · i l'altro fallo coi legni· e i cartoni preparati; dopo 35 m1nut1 d1 « esposizioni alle fiamme, il primo dei due mobili era ridotto allo « staio di scheletro carbonizzato, l'altro era intat.t.o sia all'interno « che all'esterno, le carte delle qnali era pieno non avevano sof« fer.to bruciature e nemmeno avevano àffumicaturé di sorta. cc È questo un trorato important.is:;imo di cui-è superfluo dim~« strare sulla importanza, e siamo lieti che esca da uno stab1« limento nazionale ». è)
è:)
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ANNO XLI I.
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STU 010 A:-!A LITICO·CO>l l'~.RA TI VO, J::CC.
V.
CAl' lTOtO
Operazionf della 2• armata nella penisola di Uao-tung. Dal 25 ottobre al 21 novembre 189.J..
La penisola. di Liao-lung si stacca dalla· Mandciuria estendendosi' da nord-est verso sud-ovest ed unitamente a quella di Shao-tung ch iude il golfo di Pe-ci-li. f: piuttosto montuosa, formata da una diramazione dei monti della 1\Lmdciuria. Viene attraversata da due· grandi strnde, una sellentriooale che . parle da New-càwang ì1elln Mandciuria e va a Port Adamus (che trovasi nel p·rimo :restringimento 9ella penisola), post.:ia. con un ramo seguita per K.int-Kev e· Port-Arthur. La meridionale quasi costeggia ndo il mare, parte da Wi t-shu in Corea, passa per Ka-wen-Lo e Gus-ki ho e si unisce a, Kint- 1-eo {secondo restringi mento, anzi vera strozzatura della pe-· ni sola), all'al tra, distaccando un ràmo che mena anch'esso a Port.Arthur. Entrambe le strade sono mal tenute; sono a fondo naturale, allraversano i fiumi senza ponti . Sono percorse da carri tirati da buoi, e da numerose mandre, d1e formano la prioci pale rie- · chezza <lei luogo. LI lerreoo adiacenLe alle strade è coperto di filla· vegetazi one. Date queste condizioni rlel suolo si compren de facilmente che le colonne giapponesi dovrebbel'o inconlrare delle dii'-· fi coltit nel percorrerlo, come difatti avvenne. FrauanLo che la 11• armata (maresciallo Yamagata) rimasta padrona della vallata. del Tai-tong, at.tenàeva r inforzi e si pl'eparava, · ad oltrepassare il fiume Ya-lu , conline tra la Corea e la Mandciur ia, per in"adere quest'ultima , lo slato maggiore giapponese preparava la spedizione dellèl 2° armata, la quale doveva invadere la penisola del Liao-lung, ed unitamente alla floua espugnava Port- .Hhu, una delle due piazze forti marittime che difendono l'entrala del go lfo di Pe-ci- li. Questa armata si radunò a Semonosaki e parli da Heroshima, imbarcata sui trasporti giapponesi, a scaglioni successivi . li primo· di essi giunse a Sh on Lo il 16 ollobre (alle foci del Ca i-dong), l'ultimo il 23. Di lit i diversi ~caglioni, imbarcati su ;'!OO giunche e I:5 scialuppe a vapore si avvi cinarono a K::iwa-ko, Kwcu·ko,' Kwa gurh
S1'UD10 A NALlTICO·CO llPARATIVO, ECC.
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o 'Hwa-gun . (Fu scelto co~e sito di sba rco, perchè lontano dai principali centri di adunala dell e truppe cinesi, trovandosi a circa metà strada. fra le foci del Ya- 111 e Port-Arthur, . ma. nello stesso tempo abbastanza vicino all'obbiettivo str:itegico) . Il generale Yamayi, che com~ndava il ,1• scaglione, composto della 1• divisione ( vedi tabella formazione delle tre armate giapponesi) vi giunse nella notte tra il 21- e il 25 ottobre, il 26 gi it marciava su Pashi-ko e lo occupava. Durante lo sfilare dei convogli, trasportanti i singoli sr.nglioni l'ammiraglio Jto collocò la sua flolla a prote?.ione di essi nel· seguente modo: Alcuni incrociatori ad ovest delle isole Eliot, verso la. baia Talièn-wan, il rimanente della flolta , ad es t di delle isole verso le foci del Ya-lu. Sostato a Pash i-ko una settimana il generale Yamayi, il giorno 3 norembre si mise in marcia ver.,o Kint-keo. Durante cp1esta marcìa, si ebbe unò scontro con un riparlo di cavalleria cinese, che fu messo in fuga. Il 5 la colonna giunse presso i monti· Bonze presso Kint-keo ed il ·16 prese la città. La divisione del generale Yam;iyi aveva ricevuto, in questo tempo , le s_ue truppe e m.. rcinvà su tre scaglioni, il primo dei quali, quello di testa, oltre la cavalleria per l'esplorazi one, aveva delle truppe del genio per riparare alla meglio la strada, che presentava molte difficoltà pel trascino di careggio.
Presa di Jùnt- Keo. -- Il generale Yamayi divise le sue truppe in tre colonne. Quella di destra formata. dalla 2· brigata era la principa le. Bssa doveva da principio, CO$lituire la riserva, lasciare agire alle altre due e permellere al!'arliglieria di aprirle qualche breccia , · e poscia slanciarsi all'assalto <lella cillil. La colonna centrale era formata dal ,1• reggimento fanteria e doveva opernre a .Port-A.rlamus, Kint-Keo, Pu-ski e Ko-Kint-Keo. Quella di si nistra formala dal 15• fanteria aveva per direLLrice di movim ento quest'ultima strada. Le tre colonne d'attacco era no munite d'a1tiglieria, da campagna per quella di destra, da montagna per le altre due. In realtà sin dal principio dell'azione, essa fu messa in batteria per preparare l'attacco, come appare dallo .c;ch izzo del combattimento, impi egando 6 batterie e lenendone I in riserva.
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S'l'ODJO ANAl,11'IC0 - COMPA RIA l'JVù, E C<; ,
S'l'UD10 ANALITICO - COMPARA TIVO, ECC .
Dopo un'ora di fuoco le batterie cinesi vengono ridotte al sileniio, e benchè non fosse stata ancora praticata alcuna breccia, il gen erale Yamayi , fa suonare il segnale dell'assalto, e l'agile fanteria gi'apponese, preceduta da nna compagnia del genio , avente l'incarico di far saltare colla dinamite la porla settentrionale della città , penetra nella pia_zza , mentre che il 3° fant eria, rimasto in riserva, cercn di tagliare la ritirata ai i'nggiasch i, i quali uscendo parie_da ovesl e parte da snd della ci ttà, cercano una via di scampo, :llcrmi dirigendosi verso Talien-,Yan, al tri verso Port-Arllrnr. Poscia il generale Yamayi, forma due colonne volanti caduna della fo rza di un reggimento di fa nteria e due batterie agli or · dini dei generali di hril,!'ala Nishi e Nogi, per inseguire· i cinesi slrnndati . Il giorno 7 il generale Yamayi ordinò l'attacco di Talien- \\·an. .Esso si doveva effetluare d,1lla 1• brigata, divisa in due colonne al comando del generale ì\ogi . L'altra brigata sotto gli ordini del generale Ni-chi, doYeva rim anere in riserva tra So-Katon e KintKeo. Ogni· colonna aveva per metn la presa d'uno dei dn e gruppi di forti, lfo-sho-lo e Shio-Kazan . Appena inii into l'attacco, i cinesi sgombrarono i forti , e dalla baia di Talien-Wan trasportali da giunche, si rifugiarono nei forti del sud di Porl-Arthur. 1
•tmmirabile ese//1,pio di difendere la patria! - Lasciare nelle mani del nemico delle posi7joni importanti fortifìcale. senza neanclrn provarsi a difenderle ! Fu una vera fortuna pei Giapponesi questo · atto di pusillan imità dei Cinesi, essi avrebbero avuto delle perdile immense, o meglio, non sarebbero neanch e riusciti a conquistare la posizione nemica, giacchb il generale Yamayi ebbe l'imprudenza di man- ' darvi solo meta dell e truppe e quel ch 'è peggio senza neanche assegnarvi una delle 6 batterie· che possedeva ('? da montagna e 4 da campagna). Durante la permanenza di Talie-Wan lii brigata ilasega" a, il ·parco d'assedio , molto carre2:Q'io e munizioni vennero ao-aiunaersi nn "' alle truppe del generale Yamayi , vale a dire, si riunì tutta la 2· armata agli ordini del maresciallo Oyama. Il giorno 17 novembre essa si direS$0 su Porl-Arthnr per conquistarlo. Era divisa =n
13ti9
due colonne. Quella d'i sini ~lra della fo rza di 2500 uomm, era comandata dal tenente colonnello MaLsumitsu e doveva per~ c~rrere la ca.sta rneridionale della penisola del Liao-tung. Quella dr destra, della fo rza <l i 15,000 nomini composta _di 15 battaglioni di fanteria, due squadroni di cavalleria, sette batterie, tre compagnie del genio, il parco d'assedio e l'ambulanza al comando del gen erale Yarnayi, percorreva ona sL.rada sabb iosa. Il "8 li1 cavalleria esp lorante comandata dal maggiore. .\kiyama, mal facendo il sno servizio, urtò a Sodaiko contro un forte distaccam ento cinese di circa 3000 uomin r. TuttaAia riuscì a (lisimpegnarsi perdendo I.3 nom ini. ln questo scontro vi fu un brillante episodio . Un solda to, llashimoto, vi5Lo a mal pr1rtito il suo capitano, Asaka\rn, essendo rimasto smontato a causa r1ella ~orte del proprio cavallo, lo caricò sulla sua sella, e lo portò v,a dal luogo della pugna, ri cevendo in pien o petto una palla la quale dopo al cune òre mise fin e ai suoi glorio.s i giorni. in
. Presn di 1-'or t-A.rthìH'. - La città di l'ort-Arthm· è la pi ù rmportnnt e piaiza forte che abbia l'impero Cinese. li criorno ·I H, i Giapponesi si avanzarono sin all a zona d' inlluenza i>dei fort i della piazza di Artllur. !'resero di vi va l'orza il vi llaggi o di Sben shi-Cing, e tutte le colline :::ituale a no rd ed a ovest di della piam~ per colloca rvi il pnrco d'assedio, e mi ser·o gli avrimposti . Questi, <htrautc la no Lte, furono di::;turbati d,t alcuni forti , i cruali, per mezzo dei proiettori elellrici, cercavano di vedere la li nea di osservaz ione dei piccoli posti dei Giappo ne;;i e li molestavano con dei tiri. ~el mauino dol tO il marescial lo Oyama, dopo di aver st udiate le linee di attacco, diede gli Ol'dini ai co mandanti delle colonne. \'erso le ore 14, i Cinesi f'ecero una sortita, incoraggiati ..rriore ,\ k.i\ama . dall'esito avuto il 18 contro la cavalleria del m,~ no J , e torse non conoscendo abbasl.i\nza bene la posizione occupata dai Giapponesi, essi cercavano di rompere la linea (l'investimento, ma dopo poche ore di fuoco furono messi in ruga, specialmeme per opera dell'arti glieria giapponese. Il 2 1 le truppe del maresciallo Oy:-1,na, div ise in tre colonne, aLLaccarono la pia1.za. I.a colonna più impanante era cruella di
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STUDIO ANALITICO- CO~!PAltA T IVO,
SrUDIO AXA L ITi t:0-COMPAkATIVO, ECC.
i::cc.
destra, ed areva il doppio incarico cl' impadronirsi dei tlue gruppi di forti , prim a del groppo Hisnzan, che trovasi nd ovest della cilla, poscia del gruppo Chofuzan, che era ·a norcl-ovest. Es::;a era fo rmala dalla 4• div~sio ne (Yamayi) . La colon na centrai~ {che pote\'a conside1:arsi anche di sinistra, stante che la colonu a ~'lasumissu era troppo lon,Lana) formata dalla brigata mista Hasegawa, doveva prendere i forti Niriuzan a nord della ci1ti1 : La colon na di sinistra (o meglio di estrema sinistra, del tenent e colonnello Masumitsu) dov eva attaccare la piazza di. nord-est. TI grosso di cavall eria a destra della colonna di destra. un di sLaccamenlo di essa doveva man tenere il collegamento L1:a la colonna di sinistra e quella di estrema sinistra appunto pcrch!'.' vi era molto vuo to. L'aniglieria era così collocata : quel la d'assedio i:i nord della cillà, punto pi ù forte ed importa11Le; quella di ca mpagna ;d ovest, quella di montagna ad est, punt o meno importante. La riserva co mposta di llll battaglione di l'anteria e di mezzo plotone di ca,·alleria, in posiziono sulle altnre a sud di Do shio-vì. do,·e si trovava il maresciallo Oyama. · · Il punto debole per penetrare nella piazza erano il gruppo dei forti Hisuzan, ch'era stato dato come prima meta alla di visione Yamayi. Esso componevasi di semplici l'idotle, senza fosso, sostenute in avanti da un muro poco solido allo due metri . Erano di fesi da pochi pezzi da campagna da 8 e da 'l 2 centi metri. Questo gruppo non avern fiancheggiamento, nè ~ra protetto da altri gruppi di forti. Alle oro 6 '/2 l'artiglieria d'assedio e quella di campagna aprono il fuoco; un'ora dopo dovettero sospendere a causa dell'intenso fumo . Alle ore 8 si riprende il f:io co, mentre che un reggimento. il 3° della bPi gata Hasegawa, s· impndroniva di una ridolla del gruppo Hisuzan e poscia delle altre. r1 3° reggimento perdette in IJUesta co nqnist.a molti ulliciali tra i quali quallro capitani . Penetrala da questa parte la l'an lena giapponese corse a prenòer d'assalto i forti Chof11zan, cb·e rano anche presi d'infilata dall'artiglieria da campagna. del generale Yamayi (avevano preso d' infilata anche il gruppo Hi sazan) il quale pare che non abbia concorso col la sua fanteria nll 'attacco dei llue gruppi di l'orli come
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,(lra stnlo stabilito. Verso mezzogiorno questo sec~ndo gruppo era anche in mnno degli assalitori, come pure il gruppo Niriuza n ad est, per parte della colonna Masum itsu. Questa colonna ebbe forti pèrdite perchè dovet te operare su ·terreno scoperlo, contro il fuoco dei ca nnoni e delle mitragli:1trici dei forti. Al mn LLino del 22 l'i ntera pi:izz~ el'a. in ma no dei .Giapponesi -e i Cinesi con tanti ·mezzi di dil'esn non avevano saputo tener tèsta ai loro nemici che per ~1 ore. Questo fatto dimostra la veri1à del vecchio canone militare: ·« La miglior fortezza è il petto del soldato. » I.a China si era provvista di Lrnon e opere di fortificazione seguendo il suo tradizionnl e modo di guerreggiare ; progeLln tc e -costruue da ulTiciali europei; ma non aveva l' elemento primo, il soldato. Esso era poco disciplinalo e privo di slancio e di -energia per conseguenza le fortifi cazioni ·nelle sue mani erano ,una qnantitil. nega1i,·n. 0
(Con tinnci) . ArETA
FEDERI CO
copi/11110 72 (nntel'in
CON'l'R !BU1'0 ALLA SIER OTERAPIA , ECC.
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CONTRIBUTO .ALLA SIEROTERAPIA CONTRO LA PLEURO-POLMONITE EQUINA.
Co ,;linuo;:;ione. -
\'edi di,J en~!l XIV
Coniagione diretta. - Le nostre o::;.servnzioni ci dimostrano, che la pleuro-po lmonite d1e dominò per circa quattro mesi · fra ieavalli del reggimen LolJmberto 1° .(2:3°), è stata importata alla nost1:a sede da un cavallo ent.ra to all'infermeria per p!euro-polmonile verso la Jine di lu gli o. Tale cavallo, ~ppnrl.enente ad un ufficiale del reggimento, pro\•enivn da un deposito d'al levnmento dove si trov,ivano riuni ti cavalli irlandesi da poco giunti in Italia e perciò soggetli alle solite malattie di acclimatazione; nu lla di più probabile che egli abbia portato còn sè il germe che doveva poi sviluppa rsi una ventina di giorni dopo il suo arrivo. Dello cavallo stette più di un mese all'infermeria, e cruando tolto _faceva credere ch e la malattia sì dovesse risolvere completamente, dovette inve ce soccombere per gravi compiicazion i sopnn:venute. (Enormi ascess i al dorso e conseguente assorbim ento di materiale purulento) . Dal giorno della sua morte, 30 agosto, al primo comparire dell'infezione passarono H-giurni; i primi però che la manifestarono, fu rono cavalli che durante lo stesso mese di agosto si trovavano all'infermeria per malattie chirur,((id1e, co11temporaneamente al cavallo morto di pleuro-polmrrn ite complicata da ,lllra !nfezione, e che ei·ano gi/1 ritornati negli squadroni, perchè guariti dalle loro malattie chirurghiche. Indubbiamente, detti cavalli avevano contratto l'infezione all'infermeria, che aveva allora il grave inconveniente di non aver '.ocali · per la separri zione dei colpiti da malattie mediche e chirurgiche. Si ebbero altri casi evidenti di contagio direuo nel corso della malattia, in quallro o cinque caval li ricoverati all'infermeria per 1
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malattie chirurgiche fin da, quando non eransi ancora man ifestati i casi infettivi ne~li squadroni; detti cavalli ·non avevano avuto alcun contatto e.ol i' esterno ed ebbero tutti la nia lattia però sotto forma benigna.
Sintomaiologùi, 1lecorso ecl esiti. - I primi casi che mi furono presen tati erano caratterizzali tuu.i da una sindrome fenomenica · gravissima (dispnea violenta, temperatura superiore ai ,i-0° C., pulsazioni da. 70 ad 80, anoressia, ecc. ecc.) che si ch iudeva per lo più co ll a 1norte degli an imali per congestione polmonale. Non è già. che la rnalattia si iniziasse con tali sintomi, da po. terlà ritenere un' infezioM fulminante , dobbiamo invece riferirci al fatto, come in genere nei primi casi di ogni infezione che i sintomi iniziali sfugg ivano all'osservazione_ dei soldati e g_raduati , i quali si avvedevano so lo che i loro cava lli erano malati quando questi, porta ti in piazza. d'armi per le solite esercitazion i, davano · segni manifesti di malessere. Dopo questi primi casi grav i, fra cui alcuni mori.ali, richie:;ta la visita del capo del sen izio veterinario al corpo d'armala, tenente colonnello ca.v. ~ola, si sospesero .le eserci tazioni rich iedenti celeri andature, e si diede ,1d ogni reparto un termom'etro clinico, nel precisò intento che al primo apparire in qualche cavallo di inappetem.a o di altro fenom eno generale, i maniscalchi n~ rilevassero la tem peratura rettal e. A ((lle~Le disposizioni attribuiamo l'av~r potuto impedire che fossero presentati alla visita altri ca.si gravi come i primi colpiti; ed a 1p1esto proposito ricordiamo per e::-. che su due c_ava ll i del :3° squadrone, i qnali alla distribuzione serale appetivano poco la biada e nei quali la l.t'mperat.ura rettale era solo 38" e qualche d_eèimo, al mattino successivo si constatò ri;;pet.tivamente 1 1° e 4-1°,7 C. · Evidentemente senza ![nesta disposizione del prendere la temperatura a ::;copo diagnostico, i detti cavalli $arebbero stati insellati e portati alle loro e~ercitazioni, perchè ritenuti sani, mancando ~ani seuno obbiellivo apprezzabile dai soldati, cosicch è quasi certamen te si sarebbe rinnovato il fallo di quei cavalli, che 0
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CONTRlnUTO ALLA SIEROTERA t> 'I.-1. .
,ci erano stati presentati tanto gravi da seguirne tosto la morte, co me se sì fosse ll'llttato dì inf'e-zio1w (nlminan(e. Ciò posto noteremo ordinat11 mente i sintomi che si presentarono in questa malattia: I cavalli com inciano a rifiutare la biada, la temperatura -è normnle od aumentata di ·pochi de'~imi , le mucose apparenti sono più o meno iniellate. Succede tosto temperatura elevata 3H,5; 1-Q; Id, ed allora si osserya pure dispnea pii1 o meno gr::ive, polso piccolo e _freqnentissimo, cuore talora .tumultuoso , altre Yolt c a toni quasi impercettibili; le mucose appflrenti prendono la tinta rosso mattone, la deambulazione si fa incerta , bar· collante, inceppata. Nelle poste glr an imali stanno cogli occhi semichiusi , popgiano il mnso sull~ mangiatoia, insensib ili nei casi gravi , agli eccitamenti esterni. Se si obbl igano a vollnrsi, lo fanno tutto d'un pezzo , col1Ìe se. i muscoli tntli fossero gravemente reumritizzati . Noto snbito che questo stato di rigidezza generale, perdurava negli animali anche quando erano entrali in convalescenza e che occoneva_molto tempo, . prima che riacquistassero la completa lìberli1 di moviménLi e la loro elasticitit naturale. Ben raramente si è potuto constalare la tumefazione delle palpebre ed anch e l'edema. delle estremità non si e rilevato molto spesso, anzi nella grande maggioranza dei casi questi edemi non apparvero. · Per molti giorni si notava nei c:isi gravi anoressia assoluta, e notiamo irnzi come l'appetenza sia l'indice -pi ù sicuro che si abb ia per il pronostico. Infatti, se l'appetito si manteneva, per quanto in grado minimo, o se ritorn11va, era ~egno che la malattia avern un andamento favorevole, mentrechè se persisteva l'inappetenza anche colla diminuzione della curva febbri le, era segn o che la malattia aveva più facilmente e,;ito infausto . Le mucose, specialm ente le congiuntive, sempre iniettate, color rosso ma ttone nel periodo febbrile, diventavano sub itteriche o pallide nella convalescenza. Il pol:rn quasi sem pre piccolo ed accelerato, da 60 ad 80 pulsazioni , si manteneva cosi anche quando dìminn iva la curva febbrile, ciò ch e prova che l'acceleramento non è sempre dovuto nl-
CONTRO LA PLEURO-POLMONITE EQUINA
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l'aumento di .temperntura, ma bens1 all' influenza delle tossine sui centri nervosi. Quanto all'apparecchio respiratorio si notò, oltre al rossore dell a mucosa nasale, in tulli, scolo dalle narici piit o meno mucoso , più O meno brunastro, rugginoso, più abbondante in genere da u:na nari ce sola, quella cioè corrispondenle al polmone ma!ato. Le respirazioni quasi sempre in numero doppio _e_d anche _tri~lo del normale si accompagnavano ai fenomeni relatlVl alla larmg'.le, la_i:ingo· tracheite, bronco-polmonite ed alla pl eurite ess1~daL1va, rilevali eolla ispezione, palpazione, ascoltazione_ e ~er~usswne. . ,' È caratteristico il fatto che in tutti i cavalli alletti da polmonite si riscontrò sin dal principio il classico contraccolpo del cavall o affetto da bolsaggine, qualche volta in grado esagerato, contrac·colpo che scompariva lentamente e solo nella convalescenza avanwta . . La tosse si risconlrò sempre sin dal primo iniziarsi della ma· Iauia, in qualche individuo si pre,senlò insisle~te, stì_zz~sa__tant~ _da richiedere ripelute iniezion i intra-tracheal~ c! 1 sol~z10Ill_ d1 sa~1 dt morfì nà; si trattava evidentemen te di cast m cui eravt local1zza·zione piuttosto forte' nelle prime vie respiratorie. . . Nella oeneralità degli ammalati si è notato coprostas1, m qual,ounn l'ani,o si manteneva beante, e l'irritazione intestinale era svefata dai ripetuti premiti per defecare, ma senza risultato. . . L'urina emessa nelia maggior parte degli ammalati av~va ~n · colorito scuro più o meno intenso. Jn molti si constatò emat'.nuria; i cavalli emettevano COO diffìcoltù ed apparente dolore un lll'I , color caffè carico, ed in pochi casi si ebbe pure vera emat_u na, constatabi le specialmente negli ultimi getti. 'Per ragioni indipendenti dalla nostra volontà, non si è potuto procedere alle dovute . ricerche cliniche sul sangue, sulle orine, ecc. ecc. L'andamento della malattia è stato differente a seconda che il focolaio infìamfoatorio polmonare t.rovavasi più o meno limitato, ed a seconda che l'essudato pleurico era più o meno abb<Jndante ; .anche le varie complicazioni influivano sull'andamento del la mnla tlia. · Si può però asserire che in tutti gli ammalati le p1eur~ pa1'.te~ !Ciparono aWinfezioGe con relatiYO versam~nto, perc)rn negli,ult1m1 -50 <'::ts i e;;sendo stata eseguita la puntura 1n lratorac1ca, nell 1nten-
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CON'l'RI.S IJ'l'O A.LI.A SIEROTEltAPj:A
dimento di a$pirare succo polmonare per ricerche batteriologiche si constatò in tntt.i, ni ,mo f:\CCettuato, versam,enlo sieroso nell a detta cavità , sia nei casi gravi r,he in quelli cl,le ·decorsero benignamente . L~ puutnre veonero eseguite qualcuna il 2° e qual cuna al :3° giorno di febbre, ed ebbero esitu positi vo riguardo alla presenza deli' essndaLo pleurico anche in quei casi guariti in pocb i giorni senza che si pote;;,;;ero constatare fatti gravi di in fiammazione polmonare. Evidentemen t.e le pleure parteciparono all' infezione non solo per diffusione di processo , ma anche indipendentemente ,dalle lesioni pol monari. ta guarigione 1\ :;tatù l'esito più comune anche in casi gravi, tanto che su '1"33 ,:olpiti corripresi •IO caval li di ufficiali , · &i ebbero solo ·I 8 mo rti di truppa · più uno cli ufficiale. Il Leclai nche (I. cJ riporta le ;;tatbtiche del Dieckeriloff n-· guardo alla percent.uali tà. delle perdite nella pleuro- polmoni\e contagiosa, le quali dr1.nno una mortal ità del 15 a 20 °/o. Nella nosl.ra infezion e non si ehbe invece che il ·I 0,50 °/ circa, fra caval li di t ruppa e quelli degli ufficiali. la scomparsa delle le,;;ioni rn completa in lui.li , sebbene in qualche caso molto leotameu1e, c.ioe co n una convale~cenza piuttosto lunga. In. parecchi cava lli conv alMcenti si constatarono zoppie, sia alle estremi tà anter iori che a)[e posteriori, causa!e da artriti e sinoviti , ultima espressione del J;!erme infettante. 1
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P1·onostico. - neve, essere riservato, salvo a modificarlo secondo · l'andamento della malaLLia e complicazioni . Come abbiamo delto, l'indice pi ù sicuro di un esito favorevole , l'abbiamo sempre avuto , in t11 Lti gli ammalati, dal man tenimento di un qoalche grado òi appelito. ln generale, l'an imale appena colpito dalla mal attiR Ja,,ciava la biada, seg uitando ad appetire in diverso grado il fie n<1 e se nel corso dell;1 malattia, anche con ('ebbre alta e 1~on sintomi gr,1vi di pleuro-polmonite, conl.inuava l'appetenza pet· quanto in debole grado, ed il cavallo beveva voJont.ieri, :;i aveva indizio qu.1si certo che nella lolla ingagg iala coi microbi, l'organism o :;arebbe riusci lo vincitore. Se invece gli ammalati presentavano diminuzioni anche regolari di temperatura, ma contin ua.va il coma e hi anoressia, tali da nep-
CONTRO LA. J?Lll'URO-POLb!ONTTE .M!U!NA
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pare avvedersi della so mministrazione del la foraggiata, allora si poteva essere certi di un esito infausto . . . Due soli casi fecero eccezione a que:;H' constataz1om, e furono due cavalli i quali si presentarono con feno men i regolari dian, dament.o fav orevole ed al terzo giorno morirono improvvisamente, con sintomi di lesioni cerebrali. Ali" autops ia si notarono le solite lesion i agli organi delle due .cavità, toracica ed addominale.; mn in grado leggiero, mentre I.a causa .della mori.e si r iscontrò nella c.1vit.:1 crnn iana, nella quale si trovò vera emorragia.
(Continna} Oott.
IKt11 ,lNUEL.E 13:EHTRTn copit.{Hi:1 11el trtn(J.r id .
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TRA I L!llnI
TRA I LIBRI n La, criticci dei fatti cl' arme - Un pode1·oso studio sidhi campagna del 18l5 L'indice del militltrismo ùi Italia - Un bel Ubro di poesie'., La, critica dei fatti d'anne è argomento nuovo o poco scrutato. li sicr11or capitano ARNALOI vi consacra .una trentina di pagine, pubblicate e . , . in Firenze dal Barbera, e naturalmente esse sono assai mteress·ant1. Nel fondo del pensiero animatore dello scritto, si travede il fastidio che gli reca la facile, imprudente e focosa critica, la quale scoppia irresistibile dopo ogni rovescio, e ~coppiò impetuosa e poco profiçua dopo il nostro rovescio d'Africa . . ì\ia quella è,critica o grido di dolore incomposto, ed esplosione improv., visa di parecchi sentimenti cui difficilmente potrebbesi imporre il bavaglio? Non è critica quel complesso di voci che erompono impetuose, . cercano di acquetarsi in un pensiero che non arrivano mai a soddisfare vorrebbero attutire, cancellare quasi l'avvenuto, esaltano o calpestan~ ali' impazzata e come lo spasimo del cuore momentanea1Ùente lo esige. Quella non è critica, è sfogo di passione, tanto meno coe,rcibile, co;;;e accenna lo sc1:ittore, quanto più eccitabile è il carattere della nazione, e, presso noi per conseguenza « malanno· incurabile. » Altra cosa è la critica: è anali$i paziente dei fatti: studio, paragone: opera calma e tranquilla della mente, la quale segue un determinato ordine cl' idee ed a quelle cimenta il risultato dei fatti per spiegarli, per dedurne dei giudizi, e quando lo può, degli insegnamenti. Qua e là l() :-;criitore accenna ai canoni di questa, èhe è vera critica : il suo lavo1'ìo deve essere calmo e paziente, confortato da buoni e larghi studi preliminari, conoscitore amplis<;1mo dei fatti, e sopratutto tollerante, molto tollerante. Più che condannare o lodare, deve spiegare, e solamente spie"ando i fatti potrà riuscire d'insegnamento. ç) · E facile c11·idare all'errore. Ma come avviene dunque che anche i migliori com:ettono in guerra errori che il più grossolane dei éritici ar; iva di primo acchito ad indicare? Le operazioni di guerra sono assai complesse, e alla mente del com~ndante sfugge spesso il principale mentre egli (:orre dietro all'accessono : spesso il comandante è fatalmente ed inconsciamente spinto alla sconfitta dalla forza di avvenimenti che sono fuori di lui, e solamente
l'osserYatore superiìciale può, ascril'ergli responsabilitit :;uperiori alle forze dell'umana natura. Oltre ai fatti stanno le cause dei faHi e .fìno. ad esse deve penet,rnre ],) spirito· del·critico se vuol riuscire vantaggioso. Non confondiam o affatto il critico col giudfoe, in caso diver:;o cadremo, nello stesso errore in cui cade il sentimento popolare negli scatti con cui manifesta ad un te1;1po il giudizio suo sui disastri che lo colpisconoe sugli uomini che vi uniscono il loro nome. li tribunale o la storia sono incari.cati di gi udicare la responsabilitf1 deg li uomini, la c1:itica 'deve spiegare i fat ti e suggerire i rimedi per cui essi non possano deviare per le vie Lorte, o dare i ' metodi per cui quei fotti non ~i abbiano a ripetere ,e furono dannosi, od in un caso e nell'altro elevare le menti aìl'abitudine di comprendere situazioni così larghe e com plicate quali sdno quelle che preparano ed accompagnano la hattaglia. Questo in fin dei conti, ci pare, è ufficio della critica, rivolta allo spi· rito che emana dal fotto. Ed allora non capirei come la critica dei fotti. militari debb3 procedere in modo diverso da quello degli altri fatti umani, disimpegnarsi dai precedenti, stac~ar;,i dal l'ambiente per riferirsi · allà sola mente del capitano, come lo vorrebbe lo scrittore: •< un fottomilitare non deve essere giuJicato alla stregua di uno civile. La preparazione per addivenire allo svolgi mento dell'azione non può pecc3re che contro la tccnic,1 militare che possiede dati e norme fisse per superare la materialità di avere una data forza in un dato punto. !\fa la parte vera, elevata, queJla che scaturisco dalla ment6 del capitano, viene dopo. Ed è questa da esaminarsi . » Ed invece « un fatto cii ,ile si presenta assai diversamente. La preparazione è t.utto e il fine raggiunto non é che la sintesi di esso.. , Lo studio dei fatti storici più che al fine. deve esser rivolto alle origini e al conseguente sviluppo degli avveniinep.ti che condussero al fine. Gosi non è, ripeto, cli un fotto militare. In quanto che la sua risu ltante sta nelle mani pi un uomo solo che con un colpo di spada decide della sorte. » Forse 1111 diverso concetto dell'ufficio della , twitica ci induce a non accettare questa distinzione. Perciò ci facemmo scrupolo di distinguerla ' dall'esplosione del sentimento popolare eh~ inneggia al vincitore o calpesta lo seonfitto, e nello stesso tempo dal giudizio supremo cu i è sottoposto per necessità di governo o per opera della Nemesi storica il . generale vinto o sfortunato. La c:ritica con fina con l'uno e con l'altro di questi due estremi, può confondersi con essi per qualche poco, ma non è nè l'uno nè l'altro. Essa tende a generalizzare anzic.hè a restrin~ ge\'e. L'azione del generale è ,eer lei un particolare, il quale potrà ripetersi a cagione dell'uniformità della natura umana e della comunanza 1
TRA I LIBRI 1380 di certi -sentimenti delì'uorno posto in una determinata pos1z1one, $ia ,egli Nàp0leone o Maek; ma nulla più che un esempio ,di casi che s1 possono rinnovare : ed allora nop sapremmo. in qual. modo la prep:nazione del fatto d'arme sfugga alla critica, e per questa sia tutto la preparozione del fatto storico. Più spesso che non lo crediamo la battaglia è la sintesi di molte premesse lungamente adunate, la crisi cli una situa7.ione lentamente prepara t3si. r dubbi del t:onsole Bonaparte alla vigilia di Ma,·enco, dopo le incertezze del suo schieramento in Lombardia, corrispondono alla slegat.ura della battaglia perduta per tre volte e vinta la quarta dall'arri'vo del Desaix. La lentezza di manovra degli Austriaci sorpresi in colonna di marcia sull'ultimo atto della b~ttaglia, e la tenacità dei Francesi obbligati a bilanciare un disastro indicibile in caso di sconfitta e le. promesse offerte dalla conquista di un bel paese come sapevano · elle era l'Italia, decisero di una deHe battaglie politicamente più decisive del periodo napoleonico. All'infuori del concetto geniale che fu 'base alla camp:igna del 1800, l'azione diretta ed immediata del comahdtmt~ ebbe minima parte alla vittoria, ed è probabilmente per questo che Napoleone non fu · mai contento del modo con cui era narrata la battaglia di :Marengo; ne fece rifare due volte la descrizione e non ,;i diede corso .. A lui arteGce della gloria e della potenza del norrie francese spitt· c~va che uno dei prineipali balzi su Ila via della rinomanza si fosse manifestato quasi all' infuori dell'azione sua . E allora come si può dire che oc la vittoria dipenda soltanto dalle qualità morali dél capo? )) E il caso citato non è il solo. Mac Mahon, che a· controggenio va a finire nelle bassure di Sedan, è la vittima designa:a dal destino nel cozzo tra ìl sentimento militare ed il dinastico. Chi è capace di rifare tut.ta la catena a traverso la quale fu affrontata la battaglia di Adua quando sapevasi che nessuna forza poteva correggere quella superiore a tutte le altre esercitala dalla evidente e conosciuta soverchianza numerica del nemico? A proposito di èhe è bene accennare che lo scrittore rammenta lord Clive. Ma se lord Clive ha vinto, aveva contro di sè gruppi eterogenei di popolazioni poco guerriere e malissimo armate; sicchè questi esempi staccati qua e là da lla storia non sempre si confanno ai pa1ogoni. . E per tornare alla questione fondamentale, che contiene la risposta · alla domanda se dal generale e soltanto dal generale dipenda l'esito di una battaglia, chi non rammenta il tragico scambio <li telegrammi tra il generale Benedeck ed il suo Imperlltore alla vigilia di Ktinigraetd
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-Quando l'infelice generale si. vedeva costretto ad affrontare una battaglia potenzialment-e già perduta? No: un fauo d'armi è la manifestazione di troppe volontii perehè la ,critica si adagi a poterlo ritenere vinto o perduto per effetto dell'inter'Ventò di un sol uomo per quanto sia gr.ande la sua autorità. Vale forse meglio il dire che ·la responsabilità della vittoria o della sconfitta è le;gata al nome del comandante, ma devesi aggiungere che una sana critica deve ricondurre il comandante in mezzo al mondo nel quale esercitò la 'Sua volont.ù, e lasciare che altri lo giudichi misurando l'òpera sua nei ,limiti del fattibile e del possibile. Certamente una di~crepama fondamentale corre tra il nostro ed il concetto che.lo scrittore ha sugli uf'.fici della critica. Es~a è strumento e non è scopo : si fa guidare dal raziocinio, prepara gli elementi pel' il giudizio, distingue i fatti dalle -cause, li separa per categorié, ma lascia ai tribunali degli uomini o della storia la bilancia delle respons11bilità, la spada della pun izione o .ìl lauro della gloria. ·k
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U'n bell'esempio di metodo nello studio critico della storia militare ·ce lo porge questo grosso libro di due volumi che da parecchio tempo ci_sta sul tavolino come un desiderio· e come un rimprovero. Desiderio <li dire cosa che gli corrisponda e rimprovero di non. sa peri o fare nei llimiti di queste brevi note. H libro è del professore Br srELLr, ed ha per nome : L' Wnigma di 'Lìgny e di Waterloo sti,,diato e Rciolto (-1° volume Cesena 1889; tip. Vi;grÌuzzi, 2° volume Viterbo 1896). \ · Pel'chè la campagna del 18H5'? Comliattut:, sovra un teneno as1-ai Jontano, tragicamente segnata sul tramonto di una carriera così fanutstica come fu quella dì Napoleone, svoltasi nella confusione di un mondo che scorn pa1·i va in mezzo alla reazione prodotta dalle ruine già in esso esistenti'? Tutte queste ragioni insieme indussero il Busrr-:u, alla scelta: in mezzo alle passioni di ogni natura che agitavano il m:>ndo -dei Cento giorni più difffoile ern il mantenere la cal rna del giudizio nel pesare la verità tra le memorie lasciate dai contemporanei. Egli stesso ce lo racconta. Soggiogato dnlla grandezza del genio di ,Napoleone volle conoscerlo sempre più da vicino e sopratutto · fermò .lo · ;sua attenzione lo. sforzo per c11,i quel Grande l'isorse nei Cento giorni; -volle sapere qua)e concorso abbia trovato nei suoi antichi compagni di· arme che a lui dovevano tanta gloria e ran1.e ricchezze: e volle eomlfl rendere le cause della rapida l'ic3duta dopo Waterloo rp111ndo ri mane-
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ANNO' Xl.li .
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TRA I LIB!tl 1382 vano a Napoleone ed alla Francia molti e possenti mezzi da tentare e sper11-re una rivincita. . Con questo intendimento il professor BusT1,LLJ, risalendo di fatto m fatto, rileggendo una cronaca dopo l'altra, fu trnt.to a ricostituire ne~ precedenti e nell'intel'o suo svolgimento il grandioso dr:nnma con cm tramonta la stella napoleonica. Dell'opera sua uscil'ono 'due gros~i volumi in 160, e comprendono l'antefatto e la cospirazione rni-litrtre francese di Ligny e di Waterloo. Avrebbe ancora da uscire alla luce col racconto di Waterloo la narrazione delle conseguenze che ebbe la battaglia sulle vicende immediate della F rancia. Il B u sTELLI confonM ai suoi metodi di critica storica comintia dal desie)'nare le fonti alle quali ricorse _enumerando non solo i libri di cni si è ~ervito, e la loro edizione, ma anche l'indole loro. Così limitava il giro delle sue cognizioni di fronte alla esposizione che ~e f~ceva : un nuovo libro, una nuova scoperta può mutare le sue deduz1om, ma egli ha aià avvisato il lettore di ciò r;he a lui ha servito . l ua critica delle fonti, segue l'esame degli uomini che presero parte al maestoso dramma Ci passano dinnanzi i generali che concorsero alle estrema riscossa napoleonica. Per sapere ciò che potrann.o fare è buono di conoscere ciò che hanno già fa tto. L'elenco ragiona,to e bfografico dei personaggi deve necessa1'iamente preludere all'azione. E di qui l'arguto critico prende la via alla discussione dell.e cause per cui a Waterloo Napoleone fu sconfitto. Le disposizioni eranE> ottime, i sol. dati ben disposti, ma la circolazione degli ordini e la loro esecuzione f1~~ rono difettose. Comanda_nti di truppa ahra volta arditi ed· intraprendenti si mostrarono incerti e neghittosi. La diserzione e la r uina apparvero improvvise ove non lo si attendeva. In coloro che parte~iparono ~Ila battaglia e nei contemporanei rimase il senso di esser stat.1 presenti ad un inesplicabilP avvenimento. Napoleone stesso dichiarò che un giorno il mondo conoscerà le altre cause per le quali Waterloo fu una sconfitta e Vittor Hugo, raccogliendo questo profondo senti mento, lo tramandò ai po· steri notando nel suo romanzo I Miserabili che Waterloo è un eni,gnw così oscuro per i vincitori come per i perdenti. . . Ne venne una numerosa biblio.teca da uomini più o meno passionali 1 quali vollero la <,oluzione dell'enigma, ed il Bi;srnu1 traversa con piede sicuro tutta questa biblioteca, non lascia libro che gli possa venire tra mano, aMlizza lo scrittore e le sue condizioni di animo, paragona asser~ zioni e giudizi ed istituisce un gJ"ande processo sugli av'venimenti, che s1 converte in una fina e sagace requisitoria a carico dei rei tra coloro che ebbero in quella giornata imponante comando od influenza.
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L'onesta coscienza dello scrittore arrivata a questo punto si chiede: fu el'rore o tradimento l'azione di quei rei 'l Disubbidirono e follarono in buona od in cattiva fede? Crndettero di operai" bene facendo male, od ebbero coscienza del 101·0 tradimento? Dopo di aver dimostrato quanto sia lontana la passione Ml suo verdetto lo sccittore è obbligato a' dichiarare che essi tradirono allora, e poi cerca rono di confondere ·la mente dei posteri alterando, confondendo e sopprimendo i documenti che potevano schiarire ai loro danni la coscienza della posterità, senza tuttavia ir1'-pedire alla critica di ristabilire i fatti colla scort:i di quelli stessi documenti di cui avevano fatto scempio. Seguire lo scrittore sarebbe impossibile, come sarebbe im possibile di riassumere una requisitoria. Invece è ut.ile di indicare il suo procedi, mento ad esempio.di simili studi, i qnali qono troppo raramente fa r.ti nel nostro campo militare. Sia che le conclusioni del BusrEr.r.1 paiano un po' restrittive, come lo sono, versando sopra sei soli uomini la colpa di un avvenimento che per la sua importanza sorpassa la volontà di quei personaggi, sia che quel le conclusioni dieno troppo valore alla volontà precisa di tradire nei generali chfl non seppero assecondarll Napoleone sul campo di battaglia, e sotto questo riguardo pa rmi che vi sia molto da dfre, l'opera del BrsmL1,1 è piena di merito. Noi vorremmo vederla nelle nostre biblioteche militari, e suggerirla agli studiosi di storia mili ta re, accio'.'chè lasciando una buona volta l'abitudine di riprendere e ripetere le frasi e le narra1.ioni conosciute, e di spaziare in lungo ed in largo a traverso ampi periodi di tempo, volesseroJimitare le indagini ad un brevt~ periodo, ad una sola campagna, e svisèerarne per ogni verso I' andamento, ricorrendo ai documenti originali, ed alle a:-;serzioni dei presenti, ' e vagliando documenti ed esserzioni secondo lo suiweriscono le leooi pt>r· C,c) ., cui muove il cuore umano. Perciò queste note adempiono perfett~meute al loro incarico indicando agli studiosi militari il libro del B u sTEL LI pe1· accrescr1·e la loro biblioteca. <:.i V
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* * Che co~a è il militarismo 'I Vogliamo per esso intendere la tendenzaed attitudine alla vita militare'? Così la intende in un s1w Saggio di geografia del militarismo in ftubu"il ctott. LIVI ; un articolo di poche pagine pubblicato nella Riforma sociale (anno in corso fase. 6°). Poche pagine, ma confortati~ da pa recchi quadri e grafìci i qua li riassumono lunghi studi. . . Il dottor LIVI, capitano medico di una competenza incontestata speeil))mente circa at,?li a1·gomenti di stttistica militare, si propone di mi-
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T RA I l,1Blt!
. .. l'aoo del militarismo in Italia desumendolo dal numero di coloro su1a1e e - · · I r che entra rono nell'esercito per libera elezione ~ ?a?de~·o 1~1. e,:a neg 1 ultimi otto an ni. Vi conta ufficia'li allievi degli 1st1tut1 m1lit.ar1 e volontari ordinari (sottufficiali), e li pone in confnrnto numenco con i provenienti' dal reclutamento ordinario. . . . .. . . Disponendo per serie dalla media maggiore .alla_ 1~110ore d1 u~1,cia.lt ed allievi, e di volont.ari ordinari per '10 mda 1scr1tt1 rnultano co~1 chspostc le regioni : Ufficiali ed allievi. Lazio, 2I ,7 - Piemonte, 21/1 - Toscana, 16,9 - Liguria H>,1 _ Campania, ·13,2 ~ Emilia. :12,J - Lor~1bard~1, 9,!) -:- .' '. en:~to, 7,3 -~ Sardegna , 6,3 - Marche, 6,'1 . - Pughe,. 5,<> -: Sw1ha n,2. Seguono Basilicata, Umbria, Calabria, Abruzzi e Molise. La media del regno è 10,L Vol<mtari ordinari . Emilia, 132,4 - J.,azio, 1H),7 Campania, 83,9 - Piémonte, Si 1o_ Toscana, 71 ,0 - Veneto, 70,9 - Umb ria 69,2 - .Marche, ()5 9 - Sicilia, 60,8 Lornbar'dia, 60,0. - Seguono Puglie, Sar<le;na Ca labria. Abrnzzi e .Mol ise, Liguria, Basilicata. e ' . La media del regno è 72,2. . .. Ma per avere l'indice della tendenza natul'ale alla profess10ne m1htare, lo scrittore vuole che sj tenga assai più conto della. tabel,la r~lat1va arr!i uffi~iali che dell'alt.ra . Questa gli sembra men~ urnforrne nei dati, più larga nelle differenze tra gli estremi. . . . . . . Le cifre delle medie rife remisi ai volontari orchnan osc1llano tra limiti aS$ai più ristretti (l: 3, quella della Basilicata c:orrisponde a .(i,'1.1 } di i]Uel\e che si riferiscono agli ufficiali (1: 6, qu.ella degli Abr~ZZl corrisponde a 3.3). Dunq ue uno. stesso moven te as1sce con magg10rc uni~ formità SU l U\tC le popolazioni del regno Se tende ad uguagliare I risultati del reclutamento volontario ordinario. E notisi che con ciò è "ià stabilito ab initio che grandi differenze ahbiancene . da essere tra :egione e l'egione nella intensità dello spirito che spinge i giovani all'esercito. . E quale può essere questa caus3: uniforme cho mette i~ .seconda linea 1c altre nel creare le vocazioni al servizio ordinario rn1l~t~re? C_ond:· zioni di famiglia, necessità di sbrogliare il fra tello dal serv1z10, d?s1derw di passare il tempo del servizio in una condizione più c~mod_a d1 r!u:lla .del sem plice soldato, suggerisce io scrittore. Ma <lacche egli prele.nsce di ~olgere le sue indagini alla sta tistica rillel.lente gli 1~fficial i, pomamo anche da parte queste interpretazioni insieme colle cifre_che ne sono ,oggetto .
TRA l L!BRl
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A prima vista nel Lazio e nel Piemonte la gioventù nutre maggior desiderio che altrove delle ~pa lline e della carriera militare. Adagio pere, alle ded uzioni troppo rapide. Cominciamo cfal dire che poco meno ddh1 rnetù della popolazione del Lazio è costituita da quella di Roma, nel cui eircondariò la prororzione degli ufficiali, cereata co me fu già indicato, sa le' al 40.7 per '10 mi la inscritti, ossia raddoppia . Per ve.nire n qualche solida eonclusiono che permetta di credere ad un i,tavisrno bellicoso nel Lazio, atavisrn,o che ci porterebbe ai. lempi dei primi Scipioni e fo r5o più add ietro, bisognerebbe sapere quante famig lie condotte a Roma dai doveri degli ufllci pubblici trovano un avvenire ai loro lìgli nelle pagine dell' Annuario. Ma Jagciando pur l'atavismo bellicoso, chè nessuno può supporlo a traverso lo spopolamento succes,,ivo del Lazio, e gli strati ripopolatori di Roma nel corso dei secoli, male potrebbesi dedurre dalla cifra statistica l'csisten;,a più vivace che.altrove di un fomite di spirito militare nella città dei sette colli. Invece la tradiz.ibne militare sopravvive ancora efficace in Piemonte, non. ostante la trasformazioni che rrnll' nltirna trentina di anni ha apportato nel paese lo sviluppo della vitti induwiale. La città, per parecchie ragioni <~videnti, dà rnaggio1· contribuio agli arruolamenti volontari della campagna.: e tra le città, come giustamente osserva il dotto1· LIV1, più le maggiori che le minori. Per misurare le conseguenze di questo asserto valgano le seguenti indicazioni· pe1· le quali sono disposte in seri<~ r.lecrescenti i risultati dell'arruolamento vo lontario in proporzione di 10 mila inscritti in nove circondari : Ufficiali ecl alli:evi: Torino 6(l,0 - Roma 40,7 - Napoli 38,2 Fifonze 37,:1. - Milano 3-1,7 -- Bologna 21,9 - Genova Hì,9 - 1.'enezia 13 12 - Palermo to,08. Volontari ordinarii: Roma 175,1 -- Bologna 16·1,8 - T~rino ,134,5 - Milano .t20,1 - H9,8 - Fi renze 93,6 - Pa lermo 8t1,9 - Velle'tia 75,3 - Genova Mj,0. Messe a raffronto queste cifre con quelle delle rispettive regioni, apparirà manifesto quanto \' elemento cittadino deve superare il carnpagpol~ 'nel fo rnire i volontari all'esercito. 11,1. complesso _il raccoglitore di queste cifre si mostra assai esitante I}el trarre più ampie conseguenze da questo suo accenno ad una geografia 1el milital'ismo. Ed in ciò segne i buoni principii della scienza sperimentale, che non permettono di erigere a fo rza di generalizzazioni una a·mpia fabbrica valendosi di sc::i1·si materiali . Non è certamente difficile di spiegare le limitate cifre ebc ~i riferiscono :il Genovesato, ove una larga tradiziÒne di l'ita com merciaie di$toglie i giovani dalle nspira-
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TRA 1 LlBRI
zioni militari : ma invece deYe essere assai complicato il fatto per cui l'Emilia dà un numero tanto grande di volontari ordinari in confronto degli altri poe5i. 11 punto di vista da cui si è voluto porre l'infaticabile statistico dell'esercito it:aliano è assai ristretto. Egli ha voluto prendere il momento in cui il gio,·inotto colpito dalla leva ha già precorso i suoi,ifTelli. Interessi di fam iglia ed aspirazioni militari si uniscono insieme troppo intimamente per distinguere se i risultali della scelta sieno provocati dagli u-ni o dalle altre. Spesso entrambi vi inll uiscouo, e va a fa re il soldato quello che tra i figli di casa ha maggiore inclinazione, e non vi andrebbe non ostante la inclinazione se gli inleressi di casa e quelli del reclutamento non lo esigessero . .l\fa in tal caso il campo dell'esame si estende e si trova c:hc ì risultati dipendono da ca use assai più comple,se, tra le quali oltre alla storia i~Ouisce anche la condizione economica e sociale di c:iascuna regione de: paese. · · Il dottor LIYI ha questo nuovo merito di :iver :iccennato ad uno dei grnndi problemi che rigua1:da col paese l'esercito e consiste nella conoscenza del le doti militari del nostro popolo. I pro biomi che riguardano il reclutamento degli ufficiali furono da noi finora e sempre risoluti indipendentemente dalle qualità militari del paese. Non è senza conseguenza il chiedere aù un popolo un nurnoro 1rn1ggiore di ufficia li •.li quello che nelle sue cond izioni sociali e intellettuali può fornire : nè è senza conseguenze sullo sviluppo educaLi\'O del populo l'accrescere od il dirninuire gli istil.uti di eclucnione militare ed il <listribuirli in un modo o nd l'alLro sulla superficie del regno. Bisognerobbe ricercare o·elle statisticb~ del Tone, se esse forniscono i mezzi, o altrove qua le attrnzione esercitassero i bauaglioni d'istruzione sulla gio\·entù dei paesi nelle rni adiacenze erano fonda ti: e certamente non eserci ta piccola influenza sull'arruolamento dei futuri ufficiai i la coesistenza dcll'açcadernia mi litare e della scuola di guerra in Torino, nè le truppe alpine sviluppano poco il desiderio della carriera militari! nella gioventù delle vallate dcli' ,\ lpi. Perciò sotto questo e sotto altri punti di vista vorremmo veder allargata la via agli studi abbonati dal dottor L1v1, acciocchè si cominci una buona volta a parlare della distribuzione dello spirito militare nel popolo italiano secondo dati certi procurati dalla os~ervazione, cd in seguito a ciò si $ludi se anche questo spirito non si possa colti,·are e far prosperare ove difetta. Mi ricordo di aver léLIO che nel ,ccolo xvi erb ass,,i sca rso lo spirilo militare nel Piemonte, e minore ancora la coscienza della nazionalità. Gli Grdinamenti ,nilitari di Emanuele Filiberto e la fe rma politica di Carlo E111a-
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nuele r prepararono l'esercito e la resistenza. di Vittorio Amedeo ff, t.:na tradizione nazionale che la energia napoleonica non riuscì 11 c;1ncellare ed una tradizione militare che ancor oggi manifesta il suo potere non ostante fo corrnnti avverse che i nuovi tempi e le nuove condizioni suscitano.
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Dopo lè cifre la poesia. Quelle pretenndono misurare le manifestazioni ,del cuore umano, questa lo eccita e lo spinge alle gra11di cose. è soldato ivi è poesi11. Uu in1.ero libro di versi scritto con entnsiasrno da soldato e con gentilezia di poet.a. La spada, la donna, il bicchiere, i molli tramonli, le balde energie, il ricordo delle passate villorie, il dolore della recente sconfitta, il camerata morto luntano d,,lla patria in Africa, i bersaglieri ·tra cui vive e di cui vive, passano via via dinnanii alla mente del poeta: ed egli afferra un pensiero fuggevole, una impre~ione, una immagine e la nota rapido ed ispiralo, sicchè su tutto il libro si spande uùa magia -speciale: quella che viene da l riflesso della realtà e chi'lla foga di un elevato sentimento. li librn ha nome: Spade a.zzw.,-e e l'ha dettato via via il tenente Prnn E M1L10 B0s1 (Editore E. Voghera). Perchè spade? Losciamo al poeta il diritto di porgere r1uesto omaggio al simbolismo invndente, è l'unico in tutto il libro. Ogni ,~ti1 dell' uomo ha le sue aspirazioni, ~ le sue delusioni; sono azzurro e sottili uss:ii nell'età giovanile quando l'amor!), l'arte e la fede tengono ogni posto nel cuore; dirnngono grige colle p1·ime disillusioni e finiscono via via collo spun1a1·si nel progredire della vii.a qua ndo l' uomo si abitl!a a guardare semp1·e più equanime le ,·ic-ende a traverso le qua li $Ì. sente trascinato. Tuuo ciò il poeta, riportandosi ad una novella orientale, chiama .~pada che via ria ferisce il cuore coi dubbi e colle disillusioni: il ·Cuore vi reagi,ce se liri fo rte nbru; sulle ferii.e sbocciano fio ri, e cosi s' intes,e la vita. Oltre il titolo non va il simbolismo . li con&enuto del libro è schietta realtà: per ciò il cuore del lettore vibra all'unissono con 'I udlo del poeta, lo segue a traveno i cento avvenimenti del!o vita, che egli gli de-scrive, perchè quella vita è la nostra, è q·uclla di quanti sono e furono soldati. [n ciò sta la ragione del libro e In ragione della lode fatta al libro. li grande poeta italia no vivente, che ebbe tra le mani queste poesie, ne riscrisse al poetn, di avel'vi leuo cose nobilissime e belle, tanto da parergli che soltanto :ii militari dovesse esser permesso di fa re .p~esie. Ed è vero: percbè la Yita nostra e lo scopo nobi li:.simo per cui ~IDgemmo la spada sono una poesia tanto elevata che a giorni pare per-
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fino che vada perdendosene il significato. Ma occt.:irre anche uno scrit-· tore come il Dosi che sappia interpretare I' int.imo .senso di quella poesia· che tutti abbiarnr> nel cuore e ce lo ripeta. · Abliiamo eia citare talune delle · poesie contenute .nel libro clw r.iassume tanta vita? Quale sceglieremo<'/ La prima: Io son nato in Italia, in cui già appare in tutta la pienezza l'alTetto per la patria e la coscienza, della sua grandezza e del suo avvenire di che ribocca il libi·o; ovvero La mia mamma è già morta., un rifl~sso dell'Heine; o l'Amleto cht" ai dubbi del prineipe danese i'isponde con bel garbo: - ((.Principe, che sai tu senza l'Amore<'/ Ei solo ò Duce e dubbi aspri non sa. - )> ovvero la Germania golida e robusta poesia, che dalla visione del ·passato trae argomento a sperare in altri tempi in cui il novello l mpero « faro di Luce e di Pace... plachi due razze in una ... - onde non sembri invano il nostro magnifico sogno - o vecchia e triste Europa: la fratellrrnza tua... i1 Lo spirito classico cerca di adattarsi ai mutati tempi. Ovvero passiamo alle numerose poesie di carattere militam: quella Alla Bandiera che i soldati stessi potrebbero leggere, ovvero la tragica li~ggenda del Colonnello, che carica a Heichshoffen, o l'inno alla Guerra:, , la bella Inesorabile... la Forza eterna ... l'invincitile progresso - che su le razze umane arbìtro pende» - ? Il libro ~i presenta così grazioso, con un bell'acquerello sul frontispizio, elegante; ·si forù s11·ada certamente tra i compagni d'arme del poeta, perché non si spargerà anche t1·a i sottufficiali e i soldati? Queiversi << fatti d'amor, di guerra pa rleranno ai mesti, ai buoni, ai forti -della lor patria terra J> essi perniò si dirigono a quanti fanno parte del-l'esercito. , · F.
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VARIETÀ GOO SAVE THE QUEEN (P, r un documento sulle recen ti fe,tc giubilari)
Una curiosa esumazione vien fatta d11Jl' Unitecl Se1'vice Gazetle, in uno de' suoi ultimi numeri, a proposito della elcvnione al tronù della regina Vittoria . Il documento risale al 24. giugno del 1837 e descrive l'avvenuta cerimonia. « Alle 10 i/i precise - dice l'articolo - 1m insolito movimento nelle sale del pa lazzo di St. James annunciò che la Sovrana s'avanzava. Sua Maestà, vestita in stretto c~3tu me dn maÙ.ino, accompagnata dalla madre e dai principi, appa/ve alla lìne,tra fra scoppi d'applausi e. d' urla di « Viva l<i 1'egina Vittoria!» . Gli uomini agitavano i cappelli, le donne i fazzoletti, in una grande ed unica manifestazione di gaudio. ~ua Maestà, evidentemente commossa, rispondeva con saluti ed inchini. - « Il rnmor della barida delle Guardie Reali, che all'apparire del la Sovrana avevano intonato l'inno nazionale, fu sopra[fotto dalle acclamaz.ionl della folla: e ne fu tale l'impressione nell':mimo della giovane Sovrana, ch'ella fll vista più volte recarsi il fazzoletto agl i 00chi bagnati di lagrime. , " Cessato l'inno, sir Woods, avanzatosi trii gli araldi e gli ufficiali, lesse l'atto col quale si notificn va l'elezione al trono di Alesc;andrina Vittoria I, e finì il suo dire col grido di Dio Slilvi la. Regina.! griJo che si propagò in un baleno tra la folla, mentre la recente Sovrann sorri1 deva ancor salutando. · « Ella rimase ;1 balcone ancora alcuni istanti, 'luindi rientrò negli , ppartamenti regali. « Allora si formò la processione che <loveva percorrere le vie per portare dovunque il fausto annuncio: e a quella si aggiunse il popolo acclamante. « L'aspetto della Sovrana era fi orente e quale di persona ehe goda una salute pLrfotta e cui allieti un avvenimento for tull'lso. La giornata era sple~dida. 11 grnppo de' cortigiani, degli :midi ne' ricchissimi costumi,
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VARIETÀ
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dei messaggeri, il seguitb di ·s ua l\faegtà, la Regina stessa, sua madre, i grandi ufficiali di Stato, tutto, insomma, formava uno spettacolo fna gnifico, indimenticabile ». T3le il documento esumato, dopo 50 anni, dalla Unitèd Sei-vice Gazetle, e leggendo il quale a me parve per un istante d'essere a Londra per le recenti feste giubilari, mentre la grande, nobile figura della nipote di Guglielmo IV, rievocata dalle memorie, mi appariva ancora 'una volta, illum inata dal raggio dell'eterno femminino . . Alessandrina Vittoria I entrava allora in -19 anni. Le era stata importita, fin dalla infanzia, un'educazione rigida, starei per dire claustrale: talchè sole van , dire salendo aI t.rono ella si sarebbe mostràta una povera bambola crualunque (a mere chit). Il duca di Sassonia soltanto l'aveva in antecedenza giudicata e conosciuta. cc Ella - aveva egli detto - è una donna di genio, sa dominare se stessa, saprà anche regnare.». E Carn Hobhouse, l'amico di Byron poi diventato lord Broughton; vedendola tra' minislri poro dopo la sua elezione, aveva esclamato: e< Non par vero con quale calma e con che nobile, corrello contegno ella si rivolgeva a' ministri, mostrando d'aver perfettamente ponderate le ·dimande e di sapere quello che non le spettava di conoscere •. Un'altra testimonianza ci è offerta. dal generale Goblet. inviato a sostituire nel 1838 il sig. Van Weyer a Lisbona e quindi richiamato a Londra. e< Conoscete la sala dove si riunì il Consiglio dei ministri la prima volta '? - aveva egli detto. - No'? Ebbene, sentite: questa è la tavola, questa la poltrona che fu posta per I' 01icasione, con dinnanzi un panchetto per la Regina. Quando l'uscio s':iperse, ella apparve composta, dignitosa, tranquilla come se a tali cerimonie fosse abituata da tempo . Non dimenticherò mai più quella voce dalla quale spira va tanta sincerità. Una sola· volta ella perdè la sua calma, e fu q1rnndo i due 'zii le s' inginocchinrono dinanii per baciarle la mano. Un sibilo rossore le soffuse le gote, rna "fu un istante. Quando venne la volta degli arcivescovi, provai un più vivo desiderio di veder ciò che avverrebbe. Eglino el'ano stati i suoi precettori, i suoi maestl'i durante due anni e mezzo nella preparazione della cresima. Ebbene: la sovrana accolse il loro omaggio come se li avesse veduti per la prima volta I ». E ciò basta - soggiunger<'> io - a far conoscel'e di che ncciaio fossero temprate le regine di quel tempo I. l\Ia - giova ripeterlo~ la sua educazione era stata rigid issima. A i8 anni aveva appena cominciato a Jeggern Wa lter Scott, sebbene il gra11de romanziere fosse spesso invitato a Kensington presso la madre di 11:li; uon le fu concesso di legg~re un solo racconto di Wnverley finchè
non salì al trono: tale lettura diede al suo carattere una lieve tinta di romanticismo, mentre la satira di Byron ne accreseeva il rigore. Del resto, per intuito e per istinto liberale, dl'era nat.uralmente, e senza ostentazione, aristocratica e fel'mamente convi~ta che per formare un gentiluomo ci vogliono tre generazioni. - · Oh tempi, oh costumi mutati' ,~fa quelli eran giorni di gloria. I poemi di Byron e di Kcats conevano ~ pe-r le mani di tutti; Leigh Hunt rivendicava la memoria di Percy Bysshe Shellev e la trndizionale pnulerie ingle:;e fremeva alla lettura del Prometeo, ·mentre gli ultimi suoi canti, così gonfi di lagrirne, ·facevano pen·. sare al dolce amore di Maria Godwin: e la Visione del mare, il magnifico, trionfale frammento ch'egli dettò begli ultimi anni della sua breve, travr,gliata esistenza, parevano una profezia della morte.· Lo si $euta, poiché par mi che nessuno ancora ne abbia tenta.la la versione: « È il terrore della tempesta. Le vele .sbrandellate fluttuano lunghe alla rallìca; da lla buia notte delle nubi., densa scroscia la pioggia. Le folgori gui;,zano, torrnnte orrendo di fooco, ~Ila cui tet.ra luce par che la massa diluviante turbini e s'abbassi, come se il cielo ch'ella nasconde con la terribile grandcz1.a le rovini di sopra. Esse passano e si sprofondano nell'oceano che rnugghiii, mentre le onde e il tuono, fatti taciti, lascian )'etra <~cheggiare. Il n1scello scaraventato sui vortici tempestosi, sì perde lontano fra tanto spaven to di cielo e precipita giù, giù, nelle viscere delle onde squarciate. S'alzano intorno le muraglie del liquido abisso... e come tetri specchi rifulgono, mentre la bava de' marosi, simile ·a caos di stelle. simile a incendio invadeute, simile a turbine di scintille scaturite da fcii'O rovente, circonda il nero vascello di tenore e di luce,· ~ vi s'arrovescia sopra in lividi fiocchi, mandando·un suono egua le allo scroscio delle grondaie ... " Crepita e scricchiola l'enorme nave come filbero che il tenemolo sradicfo, prima che il turbine che ne schiantava i rami sia passato. Le folgori, che frequenti piovono dal cielo, ne hanno infranto già l'albero maestro; essa ora sta nera e squarciata. S;.;cchiano le fendi.ture la morte. Lii 'pesante carcassa, mutilata, giace sulle onde come su ll'aren~ una caregna in putrefazione. Le acq.ue, penetrando, ne staccano un ponte: esso s'alza, si ripiega, scivola in mare, come massa di ghiaccio sulle onde d'un lago cbe sgeli. Chi è dall'altra parte'? È quella tu tta la ciurma che, come un rnoiLo nella bara, s'accoccola intorno all'albero</ Sono due tigri quelle che, quando le acque sormonìano, squassano, nell'agonia del terrore, le catene che le avvincono, ùivvicinano l'una all'altra accovacciate e c.onficcano la forza delle unghie uncinate sulle assi che vibrano</
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VAR!ET\ .
• Nove settimane l'alta nave errò sulla tranquilla espansione delleacq11e. Non un filo d'ombra r.oncedovn il tremendo sole meridiano: e infocati erano i raggi lnn ari. E una nebbia s'ulzò dall'abisso e fu ]a ~estilenza J Allora il gelo s:ilì strisciaudo sul vascello, corno golpe maligna su por le ~piche d'un fiuo campo di grano. E da mattina a ser:i, avendo ~e,·. _bara le an_guste cabine, i marinai, già resi stur.idi dal terrore e s11n1lr a ruort1 m sembianza, da vano le morte membra dei loro còmpagni all'abisso che li ingoiava. E i pescicani se ne divisero ln spogl ie, lietj, come israeli ti , di· questa manna che Dio cou~edeva alla tc'. r~i_da l_oro voraci'.ù. L'un dopo l'altro così i marinai peri,rono: e alla \'Jg1ha di questo g10rn~ in cui !a tempesta rillineava tutto lo spavento~o apparato delle sue nubi, selle solamonro rimanevano. Sei il fulmi ne incenerì e giacciono quali mummie su cu i il tempo abbia scolpite le sue beffard_e risate _d'imba)s_amatore : il setlimo, passato parte a parte dalla scheggrn acummata d un albero, dondola alla tempesta, osceno naufrago nel naufragio. . "~ u!l'altro ? Una donna più bella del cielo quando e ma re l:l terra 1rra~ra il sole_ scontlente, siede al timone, stringendo su lle ginocchia uu lumrnoso fanciullo. Ed egli sorride allp. folgori, sorrido alla tetra vicenda del cielo e del mare, od avido, meravi~liato, chiama le ti,,ri pcrchè s'a lzino e gli ::i facciano da presso. Vonebbe aiuoeare con ciue~li h' . 1 e e occ 1 cui o spavento ha reso più folgoranti delle meteore· e il cuore gl'. p_alpita, e :gli 1·a~~Jano gli occhi d_'ent11siasmo'. menti·e q~1elli di sua rnad1 e non danno p111 lnce. - Non 1·1dere, bamb1110 mio, non ridere _ ~lla g~me - e dormi d'un sonno dolce e profondo; dormi e dimentica 11_ ~encolo, qua luuq ue esso sia, ma pur sempre orrende poichè dovrai d1v1derl o meco J Che cosa è dunque la vita, che cosa siam noi se do." vremo 1~or_ire n_on _i'.ppena il viiscello sprofondi? Come? non vederti più, non s~iti~·ti m:n ptu? Essere nell'altra vira come se non ci fossimo nrni conosc111t1 ? Non p_oter to~caro ~ueste rnoni, non veder più. quelli' occhi, quelle labbra, quei capelli, quel tntt'nssierne che t'adorna, .o mia dolce creatura ..... che io ho così lungamente imparato a chiamare anima mi . . come I'arco baleno a cui io son lo pioggia ond'eoli h:i a, e che or ,·amsc1 la vita ? i,, • ~cc?,. il vascello si piega: la prora s' imrne:·ge profondamente: le d~e t1?r 1 mcatenare s_c3~ta_n? sen_rendo l'acqua salire; hanno il pelo, le 01ecchw, le m_embra 1rrw1d11e. Un ac11to, aspro lunao ru ac•ito eromi>e 1 li f " • " Ol"> ' r _a a orz_a tremendn delle loro fauci, (lei echeggia ne' vortici profond i, '"'.suo~a~do come tuono· da burrone a burrone, fra lo scrosciar dP-lla pioggia . li turbine, venuto da o~cidentr volse a oriente, correndo obli-
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quamente come serpe che, uscita da un'oasi, insegua un elefante a saetta. Il soffio torrenziale fra cielo ed oceano come un oceano passò e giunse all'estremo lembo del mondo, ove le nubi, salendo a spirale, si mili a colonne, sostenevano l'alto domo della tempesta. Fra quelle, il vento s'aperse un varco, come torrente fra gli scaglioni; e, scompigliate dall'urto, le nubi anda rono in rovina, simili in ciò a pietre d' uu tempio cbe precipiti: e, come la polvere ch'esso alza nella sua caduta, travolte in turbine vorticoso: quindi, come spume di torrenti, disperse. Ed ivi nella chiaritò del mattino, limpidi fulsero i raggi del sole sot=gente fro. le nubi, che, nere, apronsi più e più lasciando libel"O il varco allo splendore del giorno..... Le onde contemplano la calma profondità del cielo a7,ZlllTO, o - simili alle passioni cui molce l'amore - scorrono tremando nella sua benefica influenza ..... E dalle Ande oli' Atlantico, -0 intorno aù isole e a monti, irradiato dahonisò del cielo, L'immenso spazio delle acque vibra ..... » (1). La potenza della visione tragica è qui così intensa, che tocca l'allu,ciiiazione. E l'allucinazione non lardò a sop1·aggiuniere. Una sera i signori, William, con i quali il poela conviveva presso Li vorno, udirono dello urla: ed accorsi nella camera attigua, trovarono Shelley in uno stato di semi-catalessi . niavutosi, narrò d'un:i [igura avviluppala in un'ampia sindone. Eraglisi avvicinata, e P.Oi ch'egli l'aveva inseguiLa, ella s'era aperto il lenzuolo gridandogli: - Ora sei appagato! Una aIl ucinazione simile a quella cl' Aristodemo nella tragedia monti-ana, ma forse più tremenda, perchè 11011 ù detto ch'essa non si ,·icollegasse aI p~nsiero d' Em ichett.a Westbrook, così tragicnmen Le morta per lui. · Ma srnndiamo un velo su questo passato. So il, poeta errò molto, l'uomo espiò ad esuberanza le colpe giovanili. E passiamo oltre. Di fronte al potente lirismo sltelleinno, la classica forma di W ordsworth, lo sti lismo greco cli Keats, In fanlasiosa e gonfia immaginazione di Byron, l'esuberanza romantica (vuota talora di senso come qualche volta nel nostro Prati e pur sempre piena di fascino),di Campbell, senza toccar dei minori. Che magnifico principio di seco lo per J.' .lnghilLcrra ! Ed era su raie principio di secolo e su tale popolo, che regnava Alessandrina Vittoria I, poco piit che diciottenne!
(l) A Vtsion of the sea.
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V IR\ET,\
VAHIET.\
Giova ricordare a ogni modo che le sue grandi doti" naturali di donna e di Sovrana abbero modo di sviluppare maggiormente per la virtù e l'amore dei più gra ndi uomini di Stato che abbia avuto l'Europa. Basti citare Peel, Russcll, Aberdeen, Palmerston, Disraeli, Gladstone, Salisbury e Rosbery. Molti di costoro risalirono v.:i rie volte al potere. ì\lelbournc vi rimase· due anni e mezzo; Peel circa cinque e mentre i due sovrani · ernno ancor giovanissimi; e può dirsi ch'egli abbia instillato n-el loro carattere e fotto s_boc')iare dalle loro anime quanto in essi si manifestò poi di . miglior:P.. È risapu to del resto che al tempo di Giorgio IV RobeJ'lo Peel era l'uomo più stimato fra quanti aveva allora la Camera inglese. Wellington ebbe a dire alla Regina cli aver in lui la più profonda fiducia, di farsene un amico, un consiglie1·e, giacchè l'amicizia d'un tal uomo una volta guadagnala, sarebbe rimnsta incrollabile. Ed è strano che ìn sul principio quest'uomo non riuscisse ari entrare nelle simpati~ della Regina. :Ma ella era idolatta, per educazi,me e per istinto, di quanto v'è di più eletto ed elegante; si aggiunga che al suo tempo a Corte l'abborrimcnto per gli uom ini dai capelli rossi aveva raggiunto il colmo dell'esagerazione; e Peel era brutto e rosso di capelli per giunta. - La Regina - si soleva dire - . rifugge dal suo rosso ributtante. · Nulla dunque di strano in questa ripulsione femminile, tanto più se· si pensi all'odio che Leone X portava per le barbe"de' suoi cortigiani e che giunse a tale ch'egli finalmente si decise a vietarne l'uso a chiunque a])partenessa alla Corte pontificia. Onde il Berni, alludendo al D'Ancona, scriveva :
Una conversazione tenuta sul principio della rivoluzione francese (1.848) da quest'uomo con Guizot e Comte può dare la misura della sua conoscenza degli uorriini e dolle cose. Egli, pur mostrandosi pieno di deferenza verso Luigi Filippo e pel suo caduto MinisteÌ'o, si era espresso candida'mente così: « Luigi Filippo er~ sa lito al trono per virtù di popolo e, pervenut.ovi, s' era dimenticato di coloro che gli avevano fatto scal a a! potere. I miseri avevano innalzato il trono_di quel Re per essere da 1111 beneficati: lo disfecero quando s'accorsero ~he su quel Re non potevano fare assegnamento ». • Sir Robcrt nel frattempo era riusci to a cattiva rsi interamente l'LJnimo de' suoi sovrani. Per essi egli era pieno di deferenza, e ne ebbe la loro confidenza illimitat3. La Regina non gli nascondeva più alcuno de' suoi pensieri più intimi, ma se vi si fosse provata, egli glieli avrebbe letti negli occhi. Il Re era meno espansi,vo, ma ciò proveniva forse dal timor.e ch'egli aveva di non riuscire ad esprimere esattamente il ~uo pensiero parlando la lingua inglese che non era'· la sua Nel fatto, egli amava te~erament_e il suo primo ministro, talchè si solcva dire essere sir Robert diventato 11 balocco del Re, senza pensa re che questi neveva troppo per poter avere una qual unque volontà su altrui 'e che la sua princi pale preoccupazione era stata quella di relegar$Ì a Windso1· pc~r godervi dei piaceri della pesca! Scrivendogli, i due sovrani manifestavano a Sir Robert intero l'.:inimo loro; onde quest'uomo integro (qui egli appare in tutta la sua interezza), fece un cod icillo al proprio testamento, nel quale proibivn assolutamente ai suoi eredi di pubblicare le lettere a lu i dirette dagli augusti sposi du rante il suo potere, salvo il loro espresso ed assoluto consentimento. Talel'uomo dai capelli rossi. , Io conobbi intimamente Gambetta ~ scrive il signor E. Crawford in un magistrale lavoro pubblicato testè sulla Contemporarg Re11iew (l) e lo vidi alcune ore dopo il famoso lunch offerto al principe di Galles all'hotel Bl'istol. Gambetta mi disse: « Il principe mostra una forte inclinazione per la vita politica. e ne è anche addentro: ma io credo che un'esistenza intemerata come la sua non sia il mialior coefficente per talP. carriern: e sono persuaso .che non saprebbe mostrarsi im forte campione di fronte a un russo scaltr1to o ad un furbo americano. ~1a ciò che importa in questo caso assai più, è che egli ha ii_na profonda, illimitata fùhicia nei miaistri rli suci madre, non esclusone Beaconsfield ».
Ch i ria giammai cosi crude! persona Che non pianga a cal:J'occhi e a spron battu ti Empiendo il ciel di pianti e~ d i starnuti La barlla <li Domenico D'Ancona ?
Roberto Peel, o Sir Robert, come lo ch iamavano, era goffo, aveva delle mani e dei piedi enormi, che, discorrendo, si chinava di tempo in tempo a guarda re, gi rando poi su se stesso come un paleo, con movenze da ballerino e non curandosi di nascondere a chicchessia l'esagernto sentimento che aveva di se stesso. Per giu nta nel discorrere era tronco, conciso, senza facond ia di sol'La. Ne avev:i, come si vede, di avanzo per non riuscil'e simpat.ico a una donna e tanto meno a una regina. Come Canning era anch'egli conserva tore; liberale però nella politica estera. La sua forza derivava tut.ta dalla sua condotta integerri ma e dal suo solido genio.
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The Queen an<l her :1/inislers. July ,
:189i.
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VARIET.À
Frattanto Roberto Peel non era più. Perdendol0, la Regina, che, sebbene Giorgio vivesse ancora, era rimasta da tempo sola alle- 1·<~dini del governo, ne pianse amaramente. I ministri si succedevano. Palmerslon era salito al potere. Dis~ensi abbastanz(l gravi pare si producessero in quell'epoca fra lui e la Corte; e ciò avvenne nppunto allorchè egli, per imporre sempre ad altrui la propria volontà, àveva riconosciuto Luigi Napoleone imperatore dei Francesi, senza tenerne neppur parola con l~ fam iglia reale, in guisa che la RJgina venne a conoscènza del folto per-mezzo d'un ambasciatore straniero. Quand'ella gliene mosse giuste lagnanze, lord Palmerston"' rispose che egli non aveva tem po -di convocare inu ti li Consigli a Corte, per cose che esigevano la massima urgenza e l'iniziativa individuale. Lord Russe!, col qua le s'er:i messo i1t urto, s'unì a' sue.i avversari e sarebbe fo ,·se riuscito a soppian tnre lord Palmerston, ma gli avv~nimenti non erano ancora matu ri. Nelia sostanza, si trattava di pettegoleui nei q uali ambedue le pari.i poteva no, come sempre, avc1·e o torto o ragione a sec'onda de' giudizi unM ni, « giacchè la ragione e il torto - scrive M1mzoni - non si dividono mai con un tagli(J così netto che ogni parie abbia soltanto dell'una o dell'altro » . · Tali .di~sensi con la Corte s'accrebbero vie maggiormente quando lord Palmerstou, contrarissimo al matrimonio del priIWipe reale, dovè, per lo stesso suo utfìc10, annunciarlo alla Camera inglese. E lo ann,rnciò effettiva mente, ma in un tono così sarcastico da suscitare lo sdegno o le risate (a seconda dei partili) di quanti erano present.i. - La principessa - di$s'egli - ha tre rer1uisiti: è graziosa, prote·stan te, e di s·mgue reale! Qul:!ste nozze segnarono, come è notù, il pr;ncipio d' un periodo di guerre nel continen te, inizia te dalla Prussia. Prete:;to, la morte di .Federico VII di Danimarca e la successione ttl ducato Schleswig- Holsteiu. · A. Londra l'alta ;;ocietà si schierò tutta dalla pane della principessa di Galles, che diveÌltù a un tra tto la costellazione delle grandi sale. La Regina si ritirò per sempre alla vita privala, lasciando rifulgere l'astro nascente. Poco tempo dopo le moriva il principe consorte. L'Augusta !\ignora parve fulm ina ta dall'immenso dolore; ella si sentì sola, miseri>, abbandonata nel mondo, come l' ullimo dei mortali; ma rilrovò un po' di conforto nel libro di Zchokke, nell'amoì·e dei due esseri che ornai riempivano -la sua esistenza e nell'amicizia di Augu;ta Stttnley.
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VAlUET .;_,
Nelle terribili ore di scoramento la si vedeva sed uta innanzi al ritratto dell'Augusto defunto, meditabonda e tris1e. Talora, mentre a pa1azzo fel'veva la discussione politica, ella si ritirava nelle sue stanze a meditare su lui e sui passati, dolci 1·icol'di. Lord Palmerston non se ne mostrava commoss.o. Una volt.a anzi ebbe :ad esclamare ch'~gli il principe consorte non lo aveva .sentito da vivo .e tanto menò lo poteva sentir 3desso ch'era morto! Tutto cio ·era emi nentemente palmerstoniano, cioò ru vido, crndele, sotto un apparen te buon senso. · . _. Pe1· buona ventura salì al potere Disraeli; e mollo, troppo anzi, fu detto sulla ·simpatia.che la Regina dimostrava a questo nuovo ministro; ma quando si pensi eh' egli, buono, cortese, $ervizievole, succedeva a Palmerston; qu3ndo si rifleua alla salute in questo tempo tan to cagionevole dell' Augu,,ta signor3, e allo stato del.1 ' ani ma sua, ogni p~nsiero men che puro dev'essere sband ito da chiunqLic non abbia un cuore , ,e un' intelligema volgari. D'altra parte il rnpido successo di Disraeli sul Kedive Isinai l era apparso ·un colpo di genio non a lei soltanto m,i a tutti. Egli inolLre l'aveva fo tta proclamare imperatrice delle Indie, sottraendola così alla fostidiosa t.utela dell a Gerrnanìa e suscitando la impotente gelosia dello Czar che fu ad un punto di farsi nom inare i1111peratore d'Asia e Sc~avonia; per buona ventura vi si oppose il mctro;polita dell a Santa Hiissia ! Da allora salirono al potere e scomparvero i più illustri µornìni di .Stato che abbia dato l'fnghilwrra, ultimo Gladstone, il grandissimo vecchio; ma l'Augusta signora rimane come s1atua d'addamante sovra una ~ase granitica . . E a questa madre previdente, amo rom, a questa ~ov rana dai ca peli: argentei, il suo popolo guarda ancora con l' a/fotto col. quale t:iO anni or,sono la salutava Regina, mentre ella, co mmoss:i, sorrideva .bionda alla fqlla, da un balcone del palazzo di S~ James. E noi [taliani vol:.damù il memore pensiero a1l una villa della -nostra · Firenze ov e I' a\igusta signora suol prendere quasi ogni anno ,residenza: e uniamo il nostro al grido che ancora, come 50 anni or sono, prorompe dai petti del for te popolo inglese: God save the Queen! Dio salvi la Regina r 1
A.
89 -
ANNO XLII.
B1sc0NT1~1.
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NOTIZIE POLlTICO-J\fILI'rARJ
Il 15 luglio la Camera ha preso le vai:anze. Era all'ordine del gior110 il progetto per modilicazioni alla legge d'avanzamento nell'esercito, pro·· getto già approvato dal Senato. L'onorevole Ministro della guerra avevìi, ,. nei giorni precedenti, vivamente insistito perchè fosse discusso stante la sua ur_genza, tanto più che non poteva dar luogo a serie opposi-· zioni, epperciò era st.ato inscritto all'ordine del giorno. l\fa essendo:;i chiesto l'appello nominale soprn uno dei tanti incidenti che capiiano alla Camera (l'elezione Cipriani) si trovò che la Camera stessa non era in numero e non si andò più avanti. Le u ltìme discussioni in questo scorcio di ses$ione presentarono poco interesse; sol tanto vale la pena di ricordare il discorso pronunciato· dall'onorevrle Visconti-Yenosta, ministro degli esteri, discutendosi il suo bilancio. Circa le · co~e ,l'Africa egli disse che il gover!10 intende di far ces·· sare, appena sarà possibile, _l'occupazione di Cassala. Occupando Cassala noi abbiamo preso degli impegn i che non sono mistero per alcuno. La nostra intenzione è di ' mettere un termine alla occupazione R . un'epoca determinata in modo conforme a questi impegni. Quanto all'altipiano il nostro obbiettivo è di crearvi uno slato di· cose' che ci permett-1 di ridurre l'occupazione militare possibilmente· alla sola i\'lnssaua . ~lantenendo l'occupazione di Massaua manterremo anche la nostra· occupazione e la sovranità it;iliana sulle coste del mar Rosso ~he oggi fauno parte dei nostri possedimenti. Nelle circostanze attua li, un mutamentr che avveni-,so per opera nostra sulle coste di quel mare potrebbe sollevare rynestioni di ordine internazionale che è nell'interesse della politica iiali~na di non provocare . Colse, l'occasione per ~i ttestare la pien.:i fiducia del governo nel mag· gìo re Nerazzini, il quale nelle precedenti mi:,sioni, nou solo fu sagace e fede le inter prete cieli~ istruzioni onde ern munito, ma seppe altresì, col s_uo fermo e digni toso contegno, ottenere{ quei migliori risultati ·che,, nelle circostanze del momento, potevano conseguirsi.
NOTIZJE POLlTICO-)!IUTARl
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Assicurò che il governo intende tenHrsi ben lontano dagli ingranaggi di una nuova avventura africana che potrebbe riuscire onerosa e pericolosa :il nostro paese, senza possibilità di alcun compenso serio. Q'uanto alla politica generale il )Jinistro disse che noi rimarremo fede li alle ·nostre alleanzr, concorrendo al mantenimento della pace che è un grande e permanente interesse del nostro paese e coltivando colle al tre rnizioni delle relazioni amid1evoli ispirate da un sentimento di -concordia e di fiducia reciproca. Si compiacque dei migliorati rapporti colla Francia verso la quale il governo seguirà una condotta confoàne ai sentimenti del paese, il quale non- chiede che di vivere in buonn armonia colln nazione vicina . Il governo fu ed è sempre disposto ad c~aminare col governo frnncese l'insieme delle relazioni commerciali tra . i due paési allo scopo d1_ , sostituire allo stato attuale un'equa transazione dl intHressi. Ma una siriiilè tra ttativa non pùò essere intrapresa che quando vi siano le più grandi probabilità dì riuscita. Il governo deve quindi riservarsi il giudizio del tempo e della opportnni1à prima di prendere una iuiziativ.a. -Quiudi il Ministro difese la politica del governo dalle censure/drca Tunisi, compiacendosi di essere giunto ad una soddisfacente soluzione. Il governo che vuole for sì che il paese acquisti forza per for fronte a tut_te le pòssibili evenienze deve proporsi di non inasprire quei conflitti che potrebbero significare per noi una compromettente dispersione di forze. Tale sistema ha inteso di segu ire anche uella questione orientale. · Accettando la mediazione tra la Grecia e la Turchia, le potenze si proposero di moderare le condizioni della pace e di costitùire nell'isol11 di Candia quel regime d'autonomia che era stato promesso . L'azi.one diplomatica del le potenze ha incontrato ed incontra da p~rte della Sublime Porta dillìcoltà e ritardi i qua li prolungano uno stato di cos~ a cui l'interesse generale dell'Emopa reclama che sia posto un termine. Malgrado queste difficoltà, nulla è rnntat,) nell'accordo delle potenze. E si può confid<1re che, mercè la loro ferma volontà, esse potranno compiere la loro opera pacifica,trice. Le condizioni dell'isola di Candia sono molto dillicili, ma i r,omandanti delle tru ppe europee sono riusciti ad ottenere l'effetto di man. tenere una reJativa tranquil.litiJ nell'isola. li ritiro delle truppe europee sarebbe il principio di un eccidio. Se quelle .truppe non si trovassero ora colà, oggi non si parlerebbe più dell'antonomin dell'isola . Ed a questo oggeuo gli Italiani han contribuito ton onore.
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:--OTIZi E l'OLITICO-MJI.IT:\ R l
NOTIZIE 1'01.lTICO- ~1JLTTARI
. « In conclusione (disse il .Mioistro) la pol itica che il governo segne si ispira ad a:ti ide.1li ; e questi uo11 po-sono c~~rre se non gli scopi elevati cui i) paese seriamente· si prcpnra. « La politica c~tera 110n de,·e essere considera ta come cosa che stia da sè ; è iutimameute nnita a tutti gli elementi della vita oazioaale, ,1lla stia ricclwzza, nlle sue fìn.-iote, alla snu cultnrn , nlle sne .ispirazioni. »
Ecco il ,;omitnicato : Le in formazioni che sinora sono giunte intorno alla missione Nerazzini si compendiano uei sciuen'. i punti : « L' imperatorn Menelik propone, impegnandosi, dal can to suo, in modo definitivo, di lis~are per trnuato, nna fronti era migliore di qu17\111 che nel negoziato ·I 89·1 era sLatn :iccettnta dal pi erii potcmi:irio it:iliauo, ri manendo in tanto inalternto lo stntti qno LPrritoriale. co n a;;sol nta guarentigia di sicurezza e di tranquillità dalla parte del Tigrè. ~ E stato stipulato uo trattato di amicizin e commercio con for.o l1it per l'Italia di avere uua stabi le rappresenta1na presso il Negus. « I possedimenti italiani del Benadir, colla st::izioue di l.ugh, sono assicu rati couiro ogni r:izzio. « Xessuu nuovo :incordo è stato ~tipul:ito circ:i il manteQimento cd il rimpatl'io dei prigioo iari, rinrnnenclo a in ie rig11 :1rtlo in vigore il patto della Convenzione del '.2.(-i 01tobre ·I8\)6 cii,) lascia la determinazione dell ,ì somma alla discn•zione del Governo i1.alia110. " Du rante tutta la sua missione·. il maggiorn ~crnzini [11 fotto segno ai maggiori riguardi e a tutti gli onori dovnligli. l> · . I.I maggiore ~ernzziui ò in viaggio di ritorno e s1 calcola che µ03sa essere a Homa verso il ,10 i,go~to. l•:gli reca roo sù gli ultimi prigionieri che si trovavano allo Scioa e i Jne it:iiiaui :;nperstiti della ,pcdizione Bò11ego. · Giunse ad :\.deu il 25 corrente e s·imbnrcò il 28 sopra un vapore della Naviga:; ion1: qenerale, per ('Italin.
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** Questo discorso· pro1111nciato d,tll'oo . ~liuistro degli esteri prima tlrlla metà del 11tese, oggi ebbe giù in parte la conferma dai foti.i Gli srorzi delle potenze a cui si è nssocinta 1·11ali.1, per appianare la coo iesn ·greco-ture.i e rimandare n tempi mi:.diori la soluzione dt'lla questione d'Oriente., hanno rnggiu11t1J il loro scopo. La pace tra l:i Grecia e la Turchia è oramai ,1ssicurata e ne sono giù concordntc fra le poten ze cd accHtatc dalle parti le coudizioni prioci pali, le quali Sili· bi liscouo lo sgombro dell.1 'l'cssÌJglia por parte del la Turchin, la rettifica dcli.i fronti ern a favor,, di questa e il pagamento di un'in,ienni1i1 . di guerra da parte dell a Grecia. La Turchia, dopo mollo tergiver:;arc, si è arlnunta ailo sgo111bro della Tessagl i,1; la Greci:i si adatteri1 al pag:imento dcll'indcunitù. Rew1 l:i questione !-pcciale di Ca ndio m :) è da riteucrsi ch'essa sari1 risol t.i nel senso da gran tempo annunzi:ito, cioò nell'autonomia dell'i;;ola sotto l'ù lta sovrau ità del sultano. Ed è dii angurnrsi che ta le <piestione o a un modo o all'altro, sia presto risolto. affìnchi• l'Italia pos~a ritirare da quell'isola lo sue naYi e le sue lrnppr, che ,·i sono già rimaste abbast;rnza. e la cu i unica co nsolazione è cli vederci e n1os11·~re che non sono inferiori sotto nessun r:ipporto alle navi e al 11: I.ruppe di terra e di m:ire delle al tre poteuzc europee, che iuYiarono in q uelle ac11ue e su ifnCllc coste ti loro t:on Lin3en te.
..
Da '(Ualche tempo- {j torn.ita sul tappeto l'Afric:i, e ciò a propo~i10 dell'esito della missione Nerazzini allo Scioa; ,inzi può rlirsi che t:ile questione fo rnì l'argomento principale alle discussioni della stamp.i durante la quindicina . Non eutre.rcmo, senza filo o quasi, in <1uesto labirinto, m11 ci lim iteremo a riprodurre un in teressante comutiicato che stabilisce alcuni dati di fauo principali; discuteremo poi 1<r1uestione quando, dopo I' a:-rivo di N'er:11.1.ini, gi avranno notizii:, più particolareggiate e sicure
Un'altra notizia che fu oggetto di vive polemidie e lo sarà :incora è l'annunzio della pro::;,:ima gi1a di S. i\J. il Re Umlierto in Germania,
affine di assistere :i lle grnutli manovre . dell'esercito tedesco. Per .itto di cortesia l'Imperatore di Gcrm:ini.i lo invitò e il Re d'Italia acce!tò l'invito. Dapprima parve che questo vinggio riel uostrc Re doves~e suscitare i soliti rurori dell:1 :;tam pn frn oc1~se ; ma poi il b1t0D senso prevalse ; si comprese tra11arsi unic:,meu te di un :iuo di corte,,ia fra Sovrani , o le ire sbo llirono ; ma uon ò dillicil e elio si riaccendano quando il viaggio si affellucrà. 11 '21'\. correutc e!Jbe luogo a Livorno uun rest11 marittima che non dobbiamo passrire sotto silenzio: il v,n'O della nuo1·a corazzata Varese. Intervennero il Pre5identc del Coosiglio e il :\linistro della marina. Jì'iuo dalla sera precedente per accrescere 5oleu11ità all 'operazione, ave-
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NOTIZIE: POl,ITICO · MILITA R!
vano _d~to fonrlo nella rafia di Lirnrno le corazzate flalia, Lepanto e Duilio con o bordo il vice -ammiraglio Monin, ed 11ltri legni minori della nostra fl otta. La particolarità di questo Yaro consiste,·11 iu ciò che la narc, scendendo dallo scalo, ha davanti non gi!r il mare aperto, ma uno specc.hio d\1cqna ass:1i limitato, giacchè il cantiere è sito in un:i dar.sena ch iusa. Per impedire dunrpie alla nave di· correre troppo ~d andare a coz~are contro. la baocli ina di fronte;, si ern no di~tcsc numerose gomene m modo clie la. nave, scendendo in t!lare :indas~e ad urtarle strappandone successiva mente nn certo numero, ed estinguendo In Yelocitit m questi urti successivi. Si trattava dunque di un varo r.clativamcnte difficile, ma tutto era stato così ben collocato che .rim,èi egregiamente. ·Tolti i pun tel li ecominciato appena il lavoro degli :1rga11i, la gran mc,lc si mosse, prim3 lentamente, poi velocemente, fra li) entusiastiche grida della rolla, e, dopo avere spezzato :ilcune delle gomene che le attraversavano il cammino, s'arrestò al punto voluto; ,.neutre le ,i ltre navi do. guerra coi loro c,1nnoni saluta,·ano la consorella, ulLima Yenuta nella famiglia .navale, a teuer alta gui mari la haud iern fF Ctnlia.
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Promulgata let nuovn legge su ll 'ordina mento dell'esercito, si no,e ~ sto mano, presso il Ministero della guerra, al lavoro per la compilazione dei vari decreti di c:arattere legislnti vo, ell e il Ministero ste~so è in facoltà di emanare in virtù dell'articolo J0 della legge su<ldeita , per provvedere all'ordinamento delle varie armi, co rpi , istituti, ecc., e per det.ermioare gl i organici degli nOiciali (medici, co,~missari , cont~bili) e ~el persona lo. civile (professori, geo~rafi ccc.) io quanto uou sia provvisto e determi nato da'gli art.icoli ,1° e 2° delln legge stessa. · Quest11 serie di decreti che ,or:inno cmnnnti successivamente fi11 0 ~!l'epoca in cui ne sca_de la facoltà, p,J dicemhre p. v.) farà poi parto rnte~rante riel testo ur11co dell~ legge sull'ordinamento dell'esercito. Parall,;l.imente a questa prima ~erie di decreti ne pro~ederà u11a seconda di carattere Mewtir,o, in cui si stabiliranno le rnodali1ii di applicazione dei provvedi menti determ inati dni primi. Così, per esempio, un decreto di ca rattere IPgislativo (prima :;erie) stahilirit ,1i direzioni di ar~iglieria; quinrli un decreto cij cnr:1ttt~re esecuti vo (secoud'a serie) sopprimerù gli attuali coma 11rli di :inigliefr, che so110 4 2 e Yi 50~tituirà le n direzioni.
NOTIZIE POLITICO-MI LITARI
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In relazione a quanto si è detto fu rono già fi rm11ti da Sua ~Ia&stà (ma non sono ancora pubblicati al momento in cui scririaroo) i se,goènti decreti : Ordi namento dell'arma di fanteria; » di cavallerin; > • d'artiglieri:t ; ' »· del genio; » del corpo sanitarjo militare; delle scuole mili tari; Classifi cazione degli stabilimenti militari ; Costituzione del personale tecnico del!' Istituto ~eografico militare • se tabelle organiche; ' Gradi , · classe e t(,lielle dei rngionieri d'artiglieria; Gradi e numero dei personale della ·giustizia militare; Gradi e numero del personale farmaceutico; ' Formazione della mi lizia mobile e della milizia territoriale; (:ircoscrizione militare territoriale. *•*
Da gran tempo era vi ram ente lamentata um, differenza di traua•mento tra le famiglie degli ufficiali e quelle degli impiega;i in viaggio .per trasferta. L., differenza era tutta a danno degli uflìciali. Ora si ,annunzia ch'essa venne tolta. Il 22. corrente S. i\I. il lle firmò u11 decreto, non ancora pubbli•cato al momento in cui scriviamo, col quale si estendono alle fam iglie -degli ufficiali in sen·izio aui,·o e di quell i richiamati in servizio dalla posizione ausiliaria i benefizi del regio decreto 1876, concernente le i·n.denoikì. di trasferta agli impiegati civili . Ecco le disposizioni pri ncipali di quel decreto: « GI' impiegati civili dipendemi da tulle le am ministrazioni tentrali , ,escluso il Ministrro degli affa ri esteri, 1piando siano trasferiti da una .:ad altra sede permanente, ricever:inno un compeoso: a) Per ciascun chi lometro fino a cento : L. 0,16 Sulle ferrovi e . Sui piroscafi • 0,25 Sulle vie ordinarie di terra. " 0,30 JJ) Per ciascun chi lometro oltre primi cento: L. 0,·1 I Sulle ferrovie . O, ·I i.> Sui piroscafi 0,'25 . Sulle vie ordinarie di terra.
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' NOTIZIE POLIT! CO:..)IJL IT .U tl
NOTlZIE PO LlTI CO- MILl1'ARl
« Gli impiegati civi li riceveranno un compenso ugu ale a quello· su ddetto pe,r la moglie e per ciascuno dei fi gli rl' età superiore agli anni tre, eh.e siano effettivamen te a loro carico e che li segnooo nella nuova resirlenz11. L'avvenu to viaggio e le condizioni di fa.mi elia dell' impieg;, t.o dovranno prova ,·si coll'ntestll7.ioue dei c,ipo d' nÌficio del luogo (l'a rrivo. · « Per licruidare le indeooità di cui sopra la distnrÌza si mis ura dal luogo dell'antièa rnsidenza , e per gli impiHg-nti in dispon ibi lità od in aspettatiYa per moti ,·i di sal ute, <lai luogo iil . cui i rnede,imi riscuoternno i rel ativi assegni, a quello del la nuova destinazione, e secoudo I' itioernrio che r ichiecln una sR_e::a minore, tenuto conto' dei meni ordinari c1 normali di locomozione sulle ferrovie dove quesi.e esistono,. o mi piroscafi . « Il pagamento del compenso sarà ordiuato dopo avven uta la trasloc~1ziooc sopr::i_tabella dimostrativa sottoscr) tta dal l'impiegato od ugen te d, ba,~o serv1z10, e verifi cata dal suo capo ulììcio . « Si potranno tuuav i11, con regolare mandato spedito sui bilarici dei· ri:;;petti,,i Min isteri, concedere delle au ticipnzioui, che non snpe.rioo i due ·teni dell'indennità presunta, le 1rua li saranno porti1te in deduzione M ila tabella e di ITa lcate nell11 liquidazione fin ale» .
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Continuarono in questa ryuind icinn i richi.imi di classi a scopo di isfruzione. F urono chiamati alle armi per un periodo d'istruzione di giorni 25: tutti i militari di ,1a ca tegoria, compresi i' sottulììciali, del la cla,;;se ·1866 ascritti ~Ila fan teria di linea ed ai bersaglieri della mil izia mobile dei distretti di Belluno - nergamo - Bologna - Bre~cia - Como Cremona - Ferrara - Forl ì - Lecco - Lodi - ì\fan tor a· - Milano - ~fodena - tlonza - Padova - Parma - Pavi;:i - Piacenza - Ravenna - Reggio Emilia - Rovigo - Treviso - Udine - V,1resc - Venezia - Verona - Vicenza. Tutti i militari di truppa richiamati, dovranno, il giorno 31 agos.to, pre,entar$Ì al pro prio di3Lretto o in quello do ve r isiHdono. · Col Bollettino nfficiale saranno ch ia mati . in servizio gli ullìcial i in conge.do occorrenti alla formaziooe dei 11uadri dei vari ri parti di rnilizii1 mobile che dovrarrno costituirsi. \lei Bollettino stesso sa ranno compresi gli uffìxial i dell'esercito permanente che verranno destin:i t,i ai detti ripal'ti.
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I rich iamati verranno eongedati il giorno ':H settembre ed i comandanti di corpo d'arm~ ta intere5s11ti daraono gli ord ini nec.essB ri perchè i richiamati si trovino presso i di~tretti non pi ù tard i de l giorno preindicato. .furono pure chiirnrnti allo armi per un periofo di i5truziooe di 20 ~iorui: , a) i mili tari di 1n1ppa in congedo illi miwto, compresi i sottnfficit.li di ,1a categoria rlella classe 1872 ascritti ai reggimenti di fa nte:ria di liue11, granatieri, IJcrsaglieri, ,,.ll'tiglieria d;'I campai:;na, ;'I cavallo (escluso il treno) o da mon tagna, cd nl!e com pagnie di ,aui tì1 r, di sussistenz.i. Sono però escl usi i militari della delta classe ascri tti ni reggimenti di fanteria di lineil , granatieri e bersaglieri, ed alle com pa~nie di sanità e di sussistenza che a ppanengon•) per fatto di lel'a ai di~tretti di Cagliar i e Sassari , e quelli ell e, ·pur apparteneuùo nrl altri distretti mi li tari del Heguo, si sono già presernati al le ;:irmi in Sardegna . il 2'0 maggio u . $. ; . b) i militari di trn ppa in congedo, ;!limitato, compresi i sottuffi ciali, di ta categoria del la cla:;s(1 ,1868 use.ritti ai reggimen ti di fanferia di linea (esclusi i granatieri) e ai reggimen ti bersaglieri, i1pparle11e11ti_ 'per fo tto di Jevn ai distretti militari di Alessa ndria, Ancoua, Ascol i Piceno, Bergamo, flre;cia , C,h;nle, Chieti, Corno, Cremona, Cuneo, Fen ara, Forlì, Genova, Ivrea, Lecco, Livorno. Lorli, Lucca, Tllace.rnta, Muntov;i, Massa, Mila no, l\io ntlovì, Monza, Novara, Pavia, Pesa ro, Pinerolo, Heggio E mili a, llovigo, Savona, Teramo, Torino, Varese, Vercelli e Voghin1; e) i militari di truppa di 1a · cntegoria di classi in congedo ill imitilto dell'esel'cito permanente, appa rtenenti per fatto di leva ai menzionati distreni !!d ascritti ai corpi fl nzidetti, che 11 0 11 r isposero all,1 chiamata della loro classe, per aver ottenuto il rinvio ::id una chiamata siiccessi vn e si trovino tutt'ora in talti posizione ; d) gl i uffkiali di complemen to nati nel 1812 ascritti ;ii reggimenti c1t fa nteria di linea crnrnatieri, berst1glieri (c::;clu;i ryu(•lli cffetti v i ai distretti <li Cagliari è 's ;ssari) ed ai r;ggimenti di artiglieria da ca mpagna , n cavalìo e da montagna; . e) gli uflìcin li medici e commissa ri di comple mento nati oel ·18'72 (e,clusi quell i effettivi ai distretti di Cagliari e Snss~ri); . /') r.,li nflìciali di complemento nati nel ·1868 !lSCritli ;:ii ref(gimenti di faute;i a di linea (e:icl usi i granatieri) ed ai bersaglieri, ed ·cffetti>'i ai djstrntti militari pei qua li !i n luogo lu clii11marn. y
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NOTIZIE POLlTlCO-MlLlTARl
La presentazwne dei richiamati di truppa av ri1 luogo per tuui nelle ore antimeridiane del giorno 4 settembre. I richiamati verrarmo rinviati ai rispettivi distretti in modo da essere cengedati non più tardi del 2·.3 settembre.
...
** .Frn le disposizioni più importanti emanate dal Ministero della guerra merita speciale menzione l'istruzione per fa costituzione, iu via dì esperimento, dì speciali corsi d·istmzione per gli .1l!ievi urfìc.iali di complemento, aventi la durata di sei mesi. Eccone uu sunto. In relazione al disposto dell'a_rticolo 3 della lc1gge sull'avanzamento nel regio esercito, 2 luglio 1896, il Ministero della guerra ha determinato che, in via di esperimento, siano applicate speciali disposizioni relativamente alla costituzione di speciali plotoni .allievi ufficiali di . complemento, :illa durata e allo srolgimento del relatil'o corso cl' istruzione. Per gli allievi ulììciidì di complemento, che all'atto dHJl'ammissione in servizio siano provvisti . della l'icenza di liceo o d'istituto tecnico, , ovvero di 1m t-itolo snperfore di stud1:, il relativo corso di istruzione ù ridotto a. sei mesi.. . Per altri ufficiali allievi in cond izioni diverse si mantengono le disposizioni in vigore. Gli aspiranti 11Jl'amrnissione ai detti corsi, oltre al possesso di tutti gl i altri requisiti ali' uopo rich iesti, dovranno · produne i seguenti titoli di studio: · a) pei plotoni dei reggimenti di / anteria di linea , dei be·tsaglieri e degli alpùti, avere almeno conseguita 111 licenza di liceo o d'istituto tecnico; b) per J'arrna di ari,i glù:ria (eccettuato il treno), essere ascritti agli studi di matematica, d'ingegneria o di architettura nelle uni versità, nelle scuole di applicazione od in altri istituti supE>riori . governativi o pareggiati, od anche avere conseguito la licenz.i d'istituto tecnico nella sezione fisico matematica; e) per l'arma çlel g1mio (ecr,ettuato il treno), essere laureati in ingegneria ed architettura; d) pei corpi di commissar1·ato e contabile, essere muniti delln licenza d'istituto tecnico nelia sezione commercio e ragioneria o di un titolo di studi superiori nelle materie stesse. 1
NOTIZll!: POLITICO - nt!LlTARI
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Oltre i pJo.toni nnzidetti ~o~t!nuP.rann~ ad.es~e~~ costitui.ti, per l'~rm~ di (an teria e per la speciahta treno d artig/.ie1w, e gem.o, ~lotolll
Il~\
.<Juali potranno essere nmme~5i .quegl! aspiranti. che non swno p.rovvisti di licenza ìiceale o d'1st1tuto tecnico, nonche quelli che, mancanùo del prescritto titolo di studio, did1ìarino di sottoporsi all'esame di ,cultura genera le. . . . . . . . Nel l'arma d:i wvaUeria non .si costituiscono plotom al11ev.1 ~1f!tc1al1, ma verranno stabiliti, ove occorra, pre~so i singoli reggi1~ent1, 11 PP.O· siti corsi d'istruzione per i uolontan: di tm anno arruolat.1 ll~l 1:eg?1menti stessi che, all'atto dell:i loro presentazione alle àrrn 1, chc!11 arm~ di ·voler · seguire i detti corsi nell'intento dj presentarsi poi agli esa mi d'idoneità a sottotenente di complemento., . . . Nel .mese di settembre i distretti bandiranno i concorsi; 1 1:elatm corsi d'istruzione cominceranno poi col primo novembre successivo ed .av~anno termine col , giorno 30 aprile e col 3,1 lugl!o del.l'anno seguente, secondo che trattisi di plotoni il cui corso d' istruzione ha la durata di sei o di nove me:;i.
Fra le altre dìsposizi<'ni d'interesse·militare noti11m? le seguenti: - In relazione a quanto è stato ~tt,bilito per lo svolgimento delle. manovre di campagna e delle grandi manov·re, iì .Mini.stero ha determrnato . . quanto· segue _circa il covgedamento deJlc classi anz.ian.e.. · Colla data del 22 settembre p. v. avranno prrnc1pio le operaz100t per l'invio in congedo illimitato_: ~, . .. a.) dei militari di ,1a categoria della classe ·18 '.'~ con ferma d1 tr:.ann1, b) dei militari di 1a categoria appartenenti alla classG '1810 designati per la ferma di due anni ; . . . ~, . e) dei militari di 1' categoria appartenenti alla classe 1816 ~ 1 qualunqne ferma, quali pro'venienti .da le:·e anteri;,~·i come om~ss1, ·renitenti, ecc. , che ne.I corrente anno abl.Jiano c:ompmto o compiano il 39° anno di età. . In vista delle speciali istru zioni cui deYe iittendere l' ~rt.iglie~_ta da costa e da fortezza, il Ministero ha determinato che le g1.u.b!ie di t.e la per gli uomini di tali· specialitii (esercito permauenle e 1ml1z~a mobile? nbbinno i controspall ini fi ssati con cnciturt1 ,11le due~ estrem11a, a11z1clw con i $ei bottoni di frullo piccçili.
!f..
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fo dipendenza di ciò è adottata per es,i , e per ana logia di servizio, anché per gìi uomini dell'artiglieria da montagna, una giubba di tela senza sparati lateral i, identica a quella in n:w. Venoe annunziato che il giorno z,t del mese di settembre del corrente anno avrà principio presso l a scuola di caval letia un' nuovo cor,o militare di mascakia colle stesse norme date dalla Circolare N. 10 ! del ·18\l!L . _.\ soluzione di dubbi stati sollevati, il .Ministero ha avvertito clic, siccome i decreti-iegge di novernbt'e ·18\J:~non potevano rimanere in vigore, a $COSO della legge 27 llicern bre ·1896 (Atto .i, del ,1897), che fino al ;J(} giugno ·1897, le disposizioni innovative al Regio Decreto 6 novembre ,189+, u. 005, st,;to convertito in legge colla legge 28 giugno scorso, q. '.2:zl> (Atto n. Hl) s'intendono appli<.:abili, per ciò che si riferisce ~1gli a5~egni, da l ·I O corrente lugl io. Un H. Dc<.:reto ha dett:rminato che l'esame specJale contcrn1piato da ll'articolo J6 ..del la legge 2 luglio ·1890, p<t.r i tenenti del èorpo veteriuario mi!iwre; riconosciuti idonei all'avanzamento per anzim1ità, i quali às pirauo alla promozione a scelta, con::;i;;terà nel lo svoÌgimento verbale di temi di medicina veterinaria. *"'*
Le nuovi pu bblicazioni ufficial i d'intere,se mil itare ,1vvennte n0l mese sono l e seguenti: '11 stata :idottata e pubblicata ·una nuova .[s;r·ii:àone sulle satrnerie pe.r y(i alp'irii, in sostituzione di quella in duta ,1Oagosto ·1888. . E stato testè p~bblicato un fasc icolo contenente le norme provvisorie per stabilire i parafu lmini negli edifici mi litari. · Vennero pubblicate alcu ne nuove displlsizioni circa la compilaziorrn dr.i prnspetti statistici relati vi al ser vi1,io miIitare. Furono pubbl icate nuove disposizioni à complemento dcll 'istrnzione · per la concessione dei cnva Il i di agevolezza. Furono pubblicati gli specchi ind icanti i! caricamento regolamentare delle nnità sanit~rie. È stata adottil ta e pubblicata per l'impiego del velocipede come mezzo di corrispondenza sia in pac(~ sia in guerra, nn' apposita istruziont~. ln seguito ad accordi interceduti fra il ~fioistero e le Società ferro· viarie interessate, furono stabi lite e pubblicate alcunernoùi fìcaz.ioni al He-
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NO'l'!Zrn POL 11'1CO-M1LITARI
N01' 1Z1 E POLl'l'ICO-MILlTAltJ
golamento per l'applicazione della Convenzione 28 settembre 188l.i pei · trasporti mi litari . Furçmo pubblicate la legge 11 2:!8 portante di~posizioni per la lev;; · ·!'.UÌ nati nel ·1877, e la lrggf' n. :t2b per autorizz.azione di spese nella ~ar~e straor<linarin del biÌr:~cio deila gncrr~ per l',,scrcizio fìnanziari o 18~7-98.
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Furono pnbblicati il 6° fascic.o ln di aggiunto e variilnti al modello )er gl' inventari del materiale rhmiglieria e genio ed al .sno C$lrrttto, edi1 zione 4894; un fascicolo di fogl iétli ~, starn'pa contenenti le ::i/ctg,untc e le parti di composizione t.ipogra!ì ca da incollarsi n_ei vo lumi . (parte ,1a e 2~): u p fascicoletto di fogl ietti a s tampa per · le aggrnnte da 1Usenrs1 nell est.ratio del modello per g-J'inventnri; un nuovo regolamento snl ,;en •izio di cassa io campagna , che :;o!;tituisce quello annunziato all'Atto 22fi. del aocriunte e v.1ri:rnti all'elenco genernle e tarilfo dei medici·•• 88'1'v'· ,i1cuue c. i'>W nali : un nuovo volu me delle Istruzioni pratiche dell':1rtiglieria , i,veute ·per ;itolo : J.struzione sut ca~Ja llo, in sostituzione : . , /J) Jelle parti·\", 2a e 3"· e di alcuni pnragrafi della parte 6· dell'attuale volume II, titolo I (edi1,ione ,1888) ; b} delie parte P del!'attuide volume II, titolo III (edizione 188!~). Per norma delle amministrazioni militari nelle spedizioni di esplo,;iv i òelle categorii3 ,12.a, ,13a e H" l'odierno Giornale mi lita·re pubbl icò l'e-·le1lco delle linee e tronchi di linea uon percorsi da treni merci ordinari, ma serviti da treni misti, sui quali non possono effettuarsi trasporti di esplosivi delle suddette categorie salvo nei casi indicati nell' ullegftto 9 .alle tariffe e condizioni . pei trasporti (Rerolarnento pel trnsporto del le merci. pericolose e nocive) nl comma d) delle condizioni comuni per glì esp.Josi vi delle suddette categorie . Fu pubblicato un Regio Decreto che approva aggiunte e varianti all'istruzione sul le dispe11se. dalle chiamate alle armi pe:· ragioni c\'impicgo òi militari in congedo. f.'.;
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Roma, il 28 luglio ·18\'li.
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RlVI STA DEI .e.ERlODlCI MILI'l'ARl
Rl VlSTA DEI PERIODICl MILTTARl Bollettino della. Società geogr afica italiina.
Luglio ·18~7. - Atti della :;ocietà. Vi rileviamo con soddisfazione la deci~iooe dì accordare al socio ingegnere Luigi Baldacci un sussidio atnnchè questi prosegua le sue esplorazioni nella peuiwla balcanica occidentale, molto utili · p·er la conoscenza scientific11 del!' Albania o ùel Principato· del )Jontenegro. Co11wnica.zioni e relazioni. - Dornmenti abissinici tradotti ùi portoghese. L'Abissinia retta dal famoso imperatore noto sotto l1 nome di Preste Giovanni, alla ricerca del quale Don Giova~ni II <li Portoga1lo aveva fino dal H,87 spedito. Però da Covilh am ed Alfonso Paiva non tardò a preoccu pare il governo del ·successore Don Emanuele, poco dopo la scoperta di Vasco di Ganrn. E per la sua pnrte il Negus signore anch'egli di una nazione qna::;i fronteggiante co:1 il nuovo impero fondato nell'India dalle armi lusitane ed unic11 nazione cristiana in. mezzo a pagani e musulmani che ne mettevano in forse l'esistenza, capì immediata mente gli immensi vantaggi rhe sarebbero derivati al suo regno dall'amicizia e protezione del grande sovrano cristiano di Occidente. Di qn i uno scambio di messaggi fr.:t le due corti, del ritrnle. prese l'iniziativa il ~egus ed infine il soccorso efficace che venne prestato ali' Abissinia da un nucleo di Portoghesi condotti da Cristoforo de Gama, fig lio di Vascoche pagò ·con il suo sangue la difesa della libertà degli Etiopi aggrediti da lle bande dell'in fedele Re di Zeila ('I54-·1-15·13) che venne sconfiuo. - Lo studio di queste relazioni sarebbe oltremodo interessante, e ne dimostrerebbe il motivo per cui 111 prima civilt.à europea che fece capolino nell'Etio pia abbia avuto breve per quan to splend ido successo, e si11 stata alla fine costretta a ritirarsi non altrimenti che, ai nostri tempi, successivamente, la civiltà inglese ed italiana. G'iovanni Caboto ed il quarto centenario della scoperta del continente nord-americano.
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.1\lotizie ed appunti - Geografia yenernle: Congre~so ?olòn!al~ internazioMle - L'XI congresso internazionale degli or1en_talist1 - Necrologia. _ Europa: Alcuni risul tati dell'ulti mo ce~s1men10 m sso. _ Asia: Un recente viaggio nella Corea . - Africa : ~~a nuova spedizione nell'Africa _ori,entale preteso L'ago K1~1_arok L'abolizione del la schiav itù a Zanz1bor - Nuorn sped1z1one nel Sudan centrale - Esplorazione del comand:mte Brasseu~· nel Congo belga - Vi aggio nell'hinterlond dell(l Costa de!l' Avorio - America: Spedizione nella catena del )! onte S: ~ha. . Bibliografia : Una nuovn carte ùel M~ndo io.pro1ez:01~e. di )J~~cator~ Annuario tlel com nierd o e del! 10du:-tna dell I1,1ha - I opog1afìn di n oma antica. . Sommar io à,: articoli georirafi.ci: - Comunica:;ioni ~ella pr~.siden~a: Spedizione Bilttego. - ll/i1strazioni: Ritratto '.cli Sel,ast,ano Ca. bolO - Il .llallhew.
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Romania Militara.
Luglio ·18<;)7. _ .Vel dominio detta strategia : l i piano di guerra Il pì~no di operazioni. Le concmien.ze negli sl'11di , nil-itari : Forma e r_ondame~to_ generale degli stt~di militari - Diri1ti di a~tore - Le 1nnovaz1on1 - Dello stile - Degli anonimi - Concl us,ont'. . . di Il sen,i;:;io presso le tr11ppe. Considerazioni generati .s119li alimenti e sulle bevande dal punto 1;istci igienico . , . Jlemorie sul regolamento sul soldo nelL esercito. Il tiro <le/la {unterùt nel combattimento · · · · · • t ,· · L' I bl"<>o del serv1z10 personale Not1Z'!II mililart este1e. - Re gw . ?> _1i:i • • • nell'esercito. _ Bulgari<,: I conged i nei corpi_ eh tru ppa. - Fi a,ncicL: Eserci tnioni di tiro - Navi :;ouomanne Le mano, re nel ·1891 - L'avanzamento degli ulTiciciali . Biblfogrofui . Revue d'Artille rie.
Luglio 1891. - L'artiglieria da costa iny/e1:e. Lo. !?e vue tl' arti//er ic ha pn bblicato nel ,(8\ll~ un ria ssunto ,assai ~a . · l'ordinamento del! arug\Jena ticoIagg1ato ci· rea a1· pr,· nc·,p,· che rco"ono ·e;, · ., . . _ -Oa cosrn itali(lna : il medesi ma soggetto fn, a p1u riprese, tolto 10 e~ame
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!!.!VISTA DEI P.ERTODIC I MILITA IU
RIV ISTA Jllsl PElUODJ ç J MlLn'A RI
per l'arli;<ìieria co:<licra inglese. g sehl,eoc il regol:11nen10 anualmente iu Yigore sia quello del ,189'2, opportun:imentB ri rnd uto uel 1895, pure questo medesi mo coutiene tantll e tal i rnod ilicazio11i sullo st,110 e snl personale dell'arma che vale la spesa d.i trnuar ue più diffu~amcnte . - I principì che presiedettero alla redazione inglese sono i seguenti : i~truzione scm pi ice ed uniforme per i cannoni di vario modello, separazione del senizio di riforuimeoto da quello del servi.:i o <lei pezzo, di1'isioue delle operazioni per il punwmento, adozione dei · telemeLri, telefoni, proie1tori e comunicazioni elollriche. - I.o studio è suddiviso si,tem:\ticamenle nelle seguenti parti : Puu tanH:nto - Strumenti cli misur11zioue - Telemetro <li ·rlepres~ione \\"atl-.iud - Strumenti <li depressionP. a base ori1.1.on1ale - Materiale in servizio. Il matel'iale d1: art·i!Jl'ie.rici delle. /onclerie di Finspong (Sv'c1,ia) : Met: · ~uisn10 di cula11a - :.\Ioccanismo di cula lta a tiro ra pi\lo per cannoni <la millimetri 75 da ca mpagna e da centimetri •12 <lrt pinza ì\Teccnni~mo rii cnlat.ta per cau noni :i tiro r(lpido da rn iilirnetri 5i - C:D uuone da campagna da mm. i5 n tiro rapido, sistema Tron:::eu - Cnra tteri gener:ili - nocca da fuoco - Affu::to - :.\Iunizioni D.i ti numerici ·- Esperienze di tiro - Il ('annone da fo,:tezza da centimetri ·12 a tiro rapido. r Il •museo dell'artiglfrrfo: L'età della piet ra - L'cti1 del "bronzo - Il periodo della ~onquista delle Gallio - Dall'epoca merovingia al rinascimento - L'anigli cria uel xv, gecolo - Armnture massim iliane - Armature per uom ini a piedi - Arme bianche - Arm i da fuoco - li '17° 18° e 49° secolo. Il tiro della g1·anata, scoppiante de./ l'nrtiglierin da campayi.a. tede;;w secondo gf.i st-iu.vt del generale Hohne. Ma teriale dcL campagna e da montagna dell'.artiglieria ;.paymw!a . J\"otizi~ wrie. - Germania : Bilancio della guer ra per r anno ·1897 Condizioni _generali - Il ,bilancio dell'artiglieria tedesca. - .Inghilterra: Esrerienze nell'im piego <lell'affusto. - Stati 'Uniti: Notizie snll'ind11ritc. Rivista marittima.
Luglio •1897. - Nota su Ila di fesa costierci -
Considera.zioni: generai i.
In uno studio noli' impiego delle forze mobili navali per difendere un liuor:i lc esteso e ricco di obbiettivi costieri contro forze tatticamente superiori, la Rii;i,./a ·mari/lima enumerav:i akuni capisaldi di azione,
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frn i quali stavanc, io prima liuea le fortific.izioni permanenti. Ora riferendosi ad nno studio del colonnello Airaghi il tenente di vascello Secbi obietta che gli scopi loc:i li 110n possono iuJluenzare in veruu rnodo l'andamento delle operazioni terrestri : pocbe Lrn ppe ed anche le compagnie da sbarco bastano in questo c:iso. Non si potrà certo pensa re ad impedire sbocchi con fortifi cazioni pe'rrnanenti , giacchù ne occorrerebbero in no numero grnndi:;si mo di loca litù e si andrebbe in ,·ontro ad una 11cce::sirn p:inizionc delle forze, oltre che a l!randi spese. D'altra parte conviene notare che le truppe vostiere opportunamente dislocate perchè eoad iuva te da un buon servir.io di vigilanza e di informazioni che permett.1 di rndnuarle rnpidameote sul punto miuaccidtO, se non ginugernnno sempre a tempo ad impedire sbarchi potranno 11ondimeuo locali narne gl i effetti e riparnre prontamente ai dann i deri vatine. Inoltre uno sbarco può anche es~erc diretto all0 sco po di creare una linea di invasione mariuimn che pcrme1ta cli 11uaccare alle spal le o di fianco le forze oper.inti sulla frontiera tf'rregtre; di occupare lnrghe estensioni di territorio e separare l'esercit.o ,:he opera rnl la frontiera rln ll1iu· terno ciel pn~se: tali obienivi potranno c:onlrastarsi soltanto e-0n tru ppe di prima line;i che cloHauno es.,erc sottratte alle fo rze che operano alla froutiera contrnswta con sc.ipi1.o della difesa di quegta. Prima di afferurnre la necessità di qt1cstc fo rtifìcozioui sembra ad unqne più razionale esami nare se è possibi le 01tenere lo scopo cui mirano coliti /orze mobili nava,li, forze pur sempre indispensabili per garantire la difesa marittimn del littorole. Il trasporto per mare di un grosso corpo di truppe, esige un convo~lio numeroso la cui preparaziÒne non può tenersi nascosta. Per cp1este ragioni un grande sbarco può tentarsi solo da chi possiede l'assoluto domi nio ciel niarc.Esempi gl i sbarch i della :;;econda armata giap ponese a Porto Anuro e della terzn nella penisola cli Santung a Wei-Hai-\\"ei. - Per difendere dalle offese navali un liuora lc esteso e ri cco di obienivi costieri, occorre far sempre co11tri1~tarc all 'avversario il dominio del mare e prend ere cont;itto con le sue forze mobi li prim:i che siano troppo vici ne al lilt•)rale nazionale. Se rp1incli le fol'ze mobili navali $OOO sullicienti per contrastare al nemico il dominio del mare per tntta la dura ta dul ie o:-tilità e difendere il littorale nnzionn le se· condo i concetti dell11 strategia difcn~i va, le opere permanenti di for ti· ficazione rappresenteranno una spesa su pertlua. Rispetto al m:iteriale necessario per nppoggiare le forze mobi li, è evidente la necessitù (li una IJase di opennioo(' per ogni teatro di guerra. Le n_avi a vapore hanno bisogno di ri forni rsi·e di un porto di rifugio per riparare le avarie. Una sola base basterù per un teatro di guer rn non 90 -
ANNO XLII.
RI VISTA DEI PERIODI CI MILITARI
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troppo esteso, tenuto conto della possibilità che le n:ivi hanno di rifornirsi in rnde aperte ed anche al largo . La migliore ubicazione della base è il punto sul quale il grosso della flotta deve dislocarsi a.li' inizio delle operazioni : ess,1 deve essere difesa con i:1Vori di carattere permanente ed assicurarsi l' incolumità senza bisogno dell'aiuto della flotta. Pe1· evitare le offese die le possono giungere dalla parte del mare e necessa rio che le navi nemiche non possano permanere nello sp~cchio di acque dal quale possono effettuarle, e ciò si ottiene o impedendo ~d esse_ d_i en~ trarvi, o sistemando adeguate opere di difesa dalle quale sia possibile di crravemente offendere le navi nemiche. È ci:uindi necessaria la spe~a pe1~na digci foraneo e delle opere di difesa accessorie. Altri elementi di difesa di una piazza forte marittima, all'infuori ~ella digri sono : .~) uni~ diga interna che limiti lo specchio di acque adiacenté agli sfob1liment1 militari; b) difese subacquee; e) batterie costiere; d) difesa mobile, ecc. Determinaz'ione delle iongituclin·i mediante le occnltaziom; di stelle. cf;i pesca. Sul calcolo delle distG1nze ùi mare. Anco1·a rnlla condotta dei fuochi nelle caldaje delle marine da gue·rra.. Lettere al Direttore. - A proposito delle note sull'im piego delle tol'pediniere - La scuola snperiore per gli ufficiali di rliarina .. In(oi·mazioni e notiz·ie. - ~farina mibitare. - 'Aust1_'ia: Nu?~'e_ costruzioni. - Bulgaria : La costruzion·e di un avv1so-torpedrniere. - Fran,;ia : Manovre della squadra nel Mediterraneo - Notizie su alcune navi rna o~ c,~iori _: Corsa di resistenza della Charles Martel . - Prove della 1lfassena - Avarie ed inconvenienti dell'iucrnc1atore d' Assct.~. - Germania,: Abolizione della Commissioll(~ per la difesa uazional'3. - Giappone: Nuove costruzioni navali. - ln· ghilte·r ra: La grande rivista navale - Le manovre annuali del!~ flotta. - Spagna : Il nuovo incrociatore Rio de la Plata. - Stati, Uniti: Nuove costruzioni. - Tnrchia: Il riordinamento della flotta ottomana. Not'izie ·vcvrùL - Appunti sulle applicazioni elettriche a bordo delle navi - TelE:grafìa elettrica senza fi li - Caldaie Bellville - La Y.urbinìa. - Navigazioni a diporto - Spedizioni solari - Canale di comunicazione fra_il Pacifico· ed il mare del Giappone. Bibliogrci{ia, - lJn.:i nuova storia navale inglese - L'Hero'ic Japan .
Il d'iritto
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R I VISTA DEI PERIODICI MILITARI .
Revu e Militaire S uisse 45 l~glio -1897 , - Il duca d'Awnale - Couti11uazione e fine. .Equipaygio:mento personale della fanter-ia modello 1896.
La fanteria svizzera com pie quest'anno alcune esperienze relative ad , un nuovo equip\,ggiameuto ed arredameuto del soldiHo di fanter ia. Tutte 1e reclute dell'an110 ·1897 si1rauno provviste del nuovo equi paggiamento il quale deve realizz.ire due scopi ess1~nziali : IPggerezza e comod ità di porto, L'equipaggiamento si compone: a) rii. nno zaino pi1't lnngo rlel1'~ttu:ile ma più stretto. La parte inferiore è occup,Ha da una scatola cltP. s'apre sul fianco destro e destinata a contenere le cartucce. Lo zaino è portato a dorso nel senso della :;ua lunghezz~. Essendo alquanto stretto ·-esso lascia libero l'esercizio delle braccia. Lo zaino internamente con.tiene: due razioni di viveri .di riserva, una ca micia, un pantalone, un ~paio di ciabatte ed un fazzoletto. Nella parte anteriore vi è una scattola d1e contiene gli accessori d'arme, due caricato1 i, un paio di calze, l'asciugatoio, ed altri picco li oggetti di 1)roprietà pei'souale. Attorno allo zaino -si arrotola il cappotto e sul coperchio la gavetta di alluminio e la vanghetta. il tascapane è di tela· e la borraccia di tela incatramata. Il peso -del nuovo equi paggiamento del solrlato di fanter ia sarà di ·kg. '25 ,735. Cann.oni da cmnpa,gna a tfro rapido. Notizie e rronaca. - Soizzera: Equipaggiamento di corpo e materiale per le truppe combinate - Leggi militari - Corsi di rimonta Regolamenti per l'artiglieria ~ l\fanovre di. autunno . ....,.. Austria. Ungheria,: Nuovo armi,meuto dell'artiglieria da campagna . Francia: Cannoni silenziosi ed in visibi li. Revue du Cercle militaire.
'17 luglio 1897. ·- La settirnanci m1"litare. - La festa naziona le - La rivista di Longcham p e le misure del governo di Parigi - Il grande prem io di Pa ri€:i ciclista - Lo sviluppo delle forze piriche ~l'incoraggiamento del pubblico governo . L'antico ed il nuovo regolarnento per la .fantwia russa. 1
L'adozione del fucile cli ti·e l'inee nell'esercito russo, ha reso necessario un nuovo regolamento di esercizi e. di evoluzioni per la fanteria, da sostituirsi all'irntico de l '188·1. Uua C'ommissione convocata sull~ fin e
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. R I VISTA DE I PE RlQ JH Cl m LITARI
nell'anno ,I895, $lodiò e concretò il nuovo regolamento. La scuola del s.olrlato, la scuola di plotone e la scuola di compagnia, terminate il ,15 aprile ·1896, furono messe in pratica nei corpi rlnl luglio dello ste..-,so anuo. L'e~nme dei dati dell 'esperiouza ha però indotto la Com missione a ritornare sui lavori. Il nuovo regolamento, ornai ultimato, e del quale uscì di recente una traduzione tt1desca in Vienna, cornprende cioo,ue pn rti. La quauro prime co rrispondono alla pa r1izione_dell'antico regolame,n.10 del. 1188·1, la _quiota :i 11 '!struziono suIle ri vi.ste e paraw, soguiti\ da un 1stru1.1one per il soldato 111 ord10P sparso. Chitale l'opera no' istrnzio11 e sulle opcrozioni della f,\Jl terin. Riassumi,,n10 brevemente Ja vnrie parti. Parte vrima: J.1 passo or<liuario è ridotto alla t:adenzn di 120 per miuuLn , ma la lunghezza fq aumentnta d,1 c:eot. 7,1 a ccut. 89. Sono soppressi il p3SSO retrogrado ed il passo laterale a destra ed a sioislr:i. Allo scopo di ottenere una cena progressione nel nrnneggio d;:ll'arrni In commissione ha cred uto opportuno di conservare 11 lcu11i movimenti che nou haono alcuna utilità o impiego nel comùa ttinicuto. .La pane del maneggio dell'nrn1i che rifletLe il ti ro, fu messn in corri,pondenia ,;on J;1 nuova istrnr.ione suI tiro del -1896. La scherma di ba ionetla fn ridotta considerevolmeo 1.e, am111et1e11do ('hc uomiui ben istru itti ed addestrali al maneggio dell'a rmi uon hanno duopo di speciale istruzione per usare della lwjouetta nel com battimento. .\I la scuola di plotone su di una ri~ra i>.as.segnato un nrn pio s,·il 11ppo, o quelln cl i plotone gnidata dagli uffì c1::tl 1 uu programma ,1 ssil i n1 inore. · Parte second11 . - l plotoni nella compagnia e le s~ uadre · nel ploton e possouo f'$Se re col loca ti in ordi ne <l iffereute da l norrnn le numerico. Sono <fate ind ic:ir.ioni precise per il p:issaggio dalla formar.iouo su due righe a qnella su di un11 riga o viceversn. La fr on te delle colonne può restringer;;i raddoppiando o serrando le righe. L,1 ma rcia in ava nti della com pagni a spiegata può essere effeuuata rnedi~u te la marcia di fianco per mezzi- plotoni o per 'plotoni in tieri. Ques1a formazione di fi anco è rnccornnnd,ita $pecialmente nel cornhattirnento. È ammesso che la compagnia in fò rmazioue serrnta possa impiegare, oltre che i fuoch i a salve, i fu ochi a volontà. La prescrizione è suffragat11 dalle considerazioni seguen ti : ,1° A picco la distnnza dall'avversal'i,i, il rumore dei colpi impedisce di intendere i coma udi ; 2° Iu seguito 11 ll ' uso della polvere senzn fumo l'effetto del fuoco a volontà non è per nu lla inferiore di quello del fuoco n salYe ; 3° L' itnprossione sul nemico <lei fuoco a volontù rapido è di gran lunga superiore a quello del fuoco a comaudo;
BOLLETTINO BIBL\OGR APICO MILITARE
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Ìo :\fon si può impu tare :i l fuoco rapido a volontà il difetto di non poterlo fare cessa re che difficil mente, dal momento che ta le inconveniente non si ammette per l'ordine sparso. I l fronte di combnttirnento della compagnia è ridotto a 200 passi. . Parte ter.zci. - Il nuovo regolamento sopprime pP.r il bauaglione I:\ colonna <li qm1ttro e di due plotoni e la colonna di fil a. Il fronte di combatLimento del ballaglione ò ridotto a 4- 00 passi·. E raccornanuato di spiegare su lla c-01oua delle intere compagnie e non mai frazion i di compagnie. Le conÌ pagnio che for mano la riserva debbouo stare raccolte a I po5si bi le . Q111.lrlcl e qttintci pm·te. - Formazioni e rnaoovre di brigata e di divisioui - Riviste e parate. servi:=i scicntifìci e le scuole di mrrrina spagnuole. Riforme ur_ge11t1. nelln fcmteria . Una mwvo. diranu1zione del/11. ferrovict /.ranscaspiana. è ronacrt Francese. - La ri vi~ta del ·I .t luglio - L' inaugurazione del mu!\co dcll'e~ercito - Ordinamento degli esercizi pratici di tiro - Un unovo regolnmento - li ca nale di Strnz . Noti::;ie estere. - Ge;·1wrni1t : Pre$titi - li uuovo segretario di Stato per la ma rina. - Jn_ghilterm: La si tnniooe militare. - A11striaUn_gheria: Attivitil nello sviluppo della marineria mi litare anstroungarica. - Stati-Uniti: Impiego della bicicleua nell'esercito . Italur.: La cornzza la Enumuete P.ilibcrto - I mpieghi civil i per i ,;ottufficiali. - Russia: Costruzioni ferroviarie probahili . f
Journal de S cience s Militaires.
Luglio 1897. - il pericolo delle milizie. del generale LEWAL.
Coo tinu:izioue dello studio
Il reclurnmento al tem po della re~tauraziooe seguo completo abbaudoo,o dei sistP.mi di reclu tn meolo napoleonici. Un'osservazione arguta de) generale D1u G0~11 Rov così delineava la si t. uazione. N'e~ li ultimi tempi del primo impero si di mostrò il tallone di Achille della coscrizione che faci lmente traligna. Xelle mani di Napoleone ha dato tutto ed alla fine ha portato al l11 ro\•ioa . E poicl11\ le coscrizioni si usnrono illimitatameote, dovevn no, senza duùbio, fi nire nel modo sopt'il deuo ed i Francesi essere sopraffalli da wloro che disponevano di un maggior numero di gente. Coll(1 restaurazione la Francia abolì la coscrizione ne alcuno
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RIVIS'l'A DEI PEIUOD!CI MILITARI
osò neppure concepir~ il pensiero di' conservarla tanto era diventata impopolare, mentre i Prussiani l'adottarono migliorandola. Seguono nel lo studio del generale LEWAL, alcune osservazi·oni sul reclutamento sotto la monarc:hia costituzionale, sotto il secondo impero, e durante la campagna franco.:.prussiana. Istruzioni date t'illti ..2° divisione di cavalleria. Conferenze sulla tattica del combattimento della cavalleria - Princi pi genera.li sulln formazione della caval1eri1: su più. linee - Linee ·piene e linee vuote - Inconvenienti della li nea ·spiegata - Vantag~i della colonna Càriche obl iqu"e e di fiun co - La protezione dei fianchi - Il fronte d1ille linee - La carica - Artiglieria - Grai1di azioni <li cavalleria dopo il secondo impero - Ordinamenti attual i '-- Ciò che deve essere un ordine da combattimento - Carica contro fonteria :--- Carica contro artiglieria - Del comando. '· Studi Stblla .ca1i~pagnci del 1796-1797 in Italia. - Il collegamento con l\foreau . La manovra rli Castigli()oe non fu concepita di getto. Il genio questa volta si è rivelato in seguito ad tilla successione di calcoli e di riflessioni. La fermezza con la quale Bonaparte decise di l1ware improvvisamente il blocco di Mautovi, per cercare liberamente l'avver$ario è l'epilogo di questi calcoli. L'esercito francese poteva contare 4-0 ,000 uomini disponibil i e Wurmser altrettanti divisi in tre distaccamenti . Bonaparte può dunque lottare a forze pressochè eguali. La vittoria di Castiglione fo annunziata al Oirettorio in termini verameote esagerati, talchè questo con vinto che l'e,ercilo anstriaco fosse veramente distrntto e gli avanzi rifugiati nel Tirolo, ordina a Bonapane di ri(,ongiung~rs1 a Moreau tra Fiissen o Innsl,rii.c.lc .Ma l'esercito francese, dopo dieci giorni di marce forzate, era agli estremi ; le sussistenze non funzionavano, generali e soldati erano in capaci di fare un'altra tappa. Bon~parte doveva adunque 11rrestarsi per riorganizzare le sue trnppe ed i servizi. Soltanto verso la fine di agosto ('1196) egli si sentì in grado di operare. Ma in questo frattempo anche le forze dell'avversMio si sono riannodate . La manovra di Ba:;sano è una manovra di montagna: il ,i. settembre i Francesi a vevano fa tto 9 000 prigionieri e messo fuori di combattimento una metà dell'esercito austriaco . L'alto com.cmdo. Le f01,tificazioni di Nmicy.
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RIVISTA DEI PERTODJCI mLITARI
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La capitale della Lorena è solamente lontana di una tappa dal le posizioni di riva destra della Seil le, sul le quali gli eserciti tedeschi possono, in qualche giorno effettuare il loro concentramento. Essa vive, dunque, sotto la minaccia di un pericolo continuo ed immanente. Nancy padroqeggia un'importante nodo stradale, cioè quello del pian.oro di. Haye, màssiccio contornato da boschi, che importa fortificare per 1mped1re una sorpresa che potrà avere un'cffetto decisivo sulla condotta delle operazioni.
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La ' marcia del fantaccino . - Del l'addestramento - Marcia - Delle marce miliwri . - Marce di tappa - Marce di combattimento Marce forzate - l\force di notte - Marce speciali. Le condizioni della qu-crm del domani secondo il generale von dei· Goltz. È un riag~unto del libro sulla Condotta della guerra. Reyista de Engenheria Mili~ar.
Ginono 1897. - Dei covi sottomarini. - Riassunto genera le intorno "a11;invenzione dei cavi marini ed ·al successivo stendimento delle linee in Inghilterra ed in America . Considerazioni generati intorno cilla /ortificcizione _nei piccoh Stati. Rivistci bibliografica. Contiene un riassunto dello studio inserto nella Riv-ista di artiglieria
e genio sulle tende per ospitali da campagna in terreno montagnoso. .Lo stndio è dovuto al colonnello .MARzoccHr eri al capitano DE LLA Documenti, ufficiali del c01nando genera.le del _qenio portoghese. Bollettino bìbliogmfico mensile.
VALLE.
Revista Tecnica de Infanteria y Caballeria.
·1 o luglio ,1897. - La scuola centrale di tiro di fanteria in Parmti. È uu bello ed esatto riassunto dei eriteri che prevalsero nell'istitu· zione della nostra scuola centrale di tiro in Parma. È suo scopo perfezionare e completare l'istruzione degli ,officiali subalterni nel tiro, nei lavori da zappatori, nella ginnastica e nella seherma . La Scuola non si ,regge per via di speciali regolamenti, e perciò. il Mi~istero ha facoltà cl.i impartire ad essa nna serie di studi e d1 espenenze che debbono tornare utili alla conoscenza delle armi ed al loro progresso.
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITA R I
L'autore cita ad esempio il contributo portato dalla sctiola centrale di tiro al nuovo metodo di educazione ginnastica. Nomenclatura r,en('Jrale dell'a·rma di fanteri:a . Del sentimento religioso nelle giierre coloniali. Relazioni dei capitani genel'ali che hanno governato l' isolt1_ di Cubo. Rivistn militare stranùm.. Varietà. - L'autore dell'inno sulla guerra d'Afl'ica
ANNO
XLII
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RIVISTA. ~1ILITARE ITALIANA
DISPENSA XVI. -
16 AGOSTO 1897
Per l4 .Direzione · ,Lonovrco C r soT·T1 '
,emmttcQlomt~{lo Jf, T, :L , i,1,:.(J.rica:o
ROMA DEMARCHI CARLO,
gerente.
VOGHERA
ENRICO
TIPOG RAFO-KDITOH S
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s'o ìVllvIARI o DELLE ì\IATERIE CONT ENUTE NJ,:LLA PRESENTE DISPENSA
Verona nelle vicende militari d'Italia. RcccHETTI,
G 1uSEPPE
PEn-
maggiore generale comand. la bl'igata Rrggio ... Pag. 1421
Impiego degli zappatori del genio nella guerra. di campagna. - B. ZA1'0'ITI, maggiore del genio. - (Con carte) . » 1455 Coutributo alla sieroterapia contro la pleuro-polmonite equina. - Dott. EMA:« OELE BERTETTI, capitano veterinario. (Cmtinuazione )
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Studio analitico-comparativo sulla potenzialità milita1·e della China, del Giappone .e della Corea e guerra Cino-Giapponese degli anni 1894-95 : - Av.i::TA FEDERICO,
capitano 'i'2° fanteria. -
(Coutinuazione) • .
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,, 14ill
Istruzione pratica provvisoria francese del 24 dicembre · 1896 sul servizio della. cavalleria in campagna. :M. B. D . . (
» I-488
~"'~ ~'t.to~ _
Notizie politico-militari. -
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JJ• •
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Notizie militari estere :
Francia: La i·imonta del!'ese·r cito e la p ,·odttz·iotte equina. -
Cu1,tulo della p ensione· milita1·e con lo stipendio d'un impiego civile. Chtai-dict indigena del J11'ada,qascar. 1Uanov;·e autunnali. Soppt·essione di uno squadi·o?ie spaMs suda,;ese. _. .Ri:du.zione à'c.!l'ettivi ,uUe ti'HJJpe coloniali. - Movimenti di t1·uppe alle colonie. -- INunione ipJ!icct f1·a gli ufficiali della riserva e dell' ese1·cito tei·ritvriale. - Piccioni tiiaggiatoi·i . . . . . . » 1508 Stati Uniti: Un nuovo fuc i le pe,· la raa1·ina. [In espei·imento in òiciclclta . . . . . . . . » 1512
Rivista dei periodloi militari .
CASA EDITRICE Ln.rn. ARIA
E.
VOGHERA -
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PR OPRIETA L ETTJ<:RARlA,
VERONA NELLE VICENDE MILITAR[ D'ITALIA Ptima che la mano dell' uomo elevasse a Verona una fortezza, la natura vi aveva creato un punto di singolare importanza tattica, egualmente atto a dominarvi il passaggio del fiume ·ed a · sbarrare la via1 tanto a chi dal bacino alpino dell'Adige, per la r iva sinistra di questo, tenda alla pianura veneta; quanto a chi, rimonta.udo la stessa rìva, ,op~ri in senso inverso, o si diriga alla pianura lombarda, -0 volga cla quella a.Ha pianura yeneta. A Verona infatti il più gran fiume del Veneto si avvi<lina, per l'ultima voltf1 dopo il suo sbocco dai monti, alla falda alpina in guisa da lambirla colla sua fortissima corrente, prima di dirigersi al largo per la pianura al mare. Ta.le contatto ha luogo al piede di alture costituent.i po.sizione fortissima, dominante e riducente aq angustissima stretta il passo lungo la riva sinistr~·de.U' Adige.. Aggiungi -che ql1esto contatto coincide col vertice di un marcatissimo meandro del fiume, offerente tutti i vantaggi che possano militarmente desiderarsi. per un passaggio. dalla riva sinistra alla destra; poichè qui, dalla riva sinistra si domina e si avviluppa in grado efficacissimo buon tratto di terreno della ,opposta riva. Il gran fiume: che raccoglie le acque dal bacino sten,dentesi dal Tonale allo Stelvio al. Résceua al Brennero al Toblacco, e che, già fino dal suo sbocco in pianura, for.ma per la rapida e perénne massa d'acqua un serio e non guadabile ostacolo, largo tm centinaio. di metri, incontra presso Verona non solo l'estrema stretta alpestre a protezione dell'alta sua valle, ma ancora· un ap15oggio d'ala della linea difensiva che esso tracci~ nella , pianura; linea che posa -l'ala ·Opposta sul mare. Vi trova: inoltre, come si disse, il meglio ·condizionato punto di protezione pei· padroneggiare il passaggio dall'una all'altra riva. 91 -
,INNO XLII .
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VERONA NEI,LE VlCE~DE MJLITART n'TTALJA
* * * Questo complesso di vanta.ggi, dovette evidentemente es~rcitare una grande attrazione sui primi abitatori della pianura fra l'Adige e la Brenta, quando, sospinti da altri popoli verso occiµen te, furono costretti a ce~·care posizioni che permettessero di arrestare con poche forze -un avversario prevalente; e spiega e da fonda.mento alla voce che fo~1~a.~ tori di Verona sia.no stati gli Euganei,i q_ uali, sopraffatti da1 Veneti e cacciati dal paese dei Colli cui la.sciarono il nome, si ridusseTO sotto la protezione della stretta di Verona e, molto probabilmente, furono i primi a prepararl a a. ~ifesa ecl a fortificarsi sulle alture che dominano la stretta ed 11 fiume , per ricevere protezione ed appoggio ad un tempo da quest,o e da quelle. E poichè l'Adige col fortissimo arco descritto nel tratto fra gli attuali ponti di Castelvecchio, della Pietra ed Alea~·d1, vieno a costituire come si disse, ar piede delle alture un rientrante rispetto a ~hi occupa queste ultime - favorevolissim_o ner sboccare dalla riva sinistra verso la destra, tanto per 1l domini~ delle alture stesse quanto per la forma avviluppant~ della riva sinistra - ò naturale supporre che, profittando d1 t anto favore, i primi difensori delle alture verones~ abbia.no ivi stabilito il primo passa.ggio del fium e, passaggio cl1 e f_n poi, nell'epoca romana, munito di parecchi ponti e ci_o~ : 11 ponte Marmoreo, detto ora della Pietra, ed il ponte ~ nnho (1) interni all'antica cinta romana, il ponte Postumio e forse anche un quarto ponte, s_u l posto stesso di quello attmd e cli Castelvecchio, esterni entrambi alla cinta stessa.
(1) Furono trovati ruderi del ponte romano, che si ritiene a~partenesse alla vi11. Emilia, a circa 200 metri a valle del ponte della P1etr~. Un'iscrizione apposta lungo iI parapetto èlei muraglioni di riva s1.n istrn, di fronte all'abside cli Sa~ta Anas tasia ne precisa il posto, 1~'.' li attribuisce al Ponte Postumio che invece pare fosse situato pni presso all'attuale Ponte Kavi.
VERONA NEl,LE VICENDE Mil lTARI 0'1TAUA
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Così dovette sorgere la prima Verona: sbarramento alla via. che rimonta la sinistra dell'Adige, e piccola testa di ponte, naturalmente forte sulla riva sinistra e di. agevole difesa (per )a ristrettezza del fronte) anche sulla riva destra. Tale probabilmente la trovarono nell'anno 160 di Roma (593 a .. C.) i Galli di Belloveso quando ne cac,ciarono gli Euganei, e, poi , gli stessi E uganei allorchè tornarono, capitanati cla R eto., alla riscossa. Nella quale occasione, occnpatala, vuolsi la munissero di nuove fortificazioni. Più tardi i Galli di Brenno, occupata Verona, avrebbero eretto sulle alture i templi a Tentate ed Odino; la qual cosa farebbe supporre che sulle forti alture di riva sinistra anch' essi portassero la ]oro attenzione, piantandovi, in certo modo, coi templi la loro bandiera. Va subito notato che nell'anno 223 (a. C.), Verona, indi-. pendente, confederatasi coi Veneti a favore dei Romani contro i Cartaginesi, brillò di nn primo lampo di vit.a italiana, prendendo pa.r te alle guerre runiche contro il grande invasore straniero e preludiand o così alle splendide prove d'italianità che i Veronesi ripeterono : alla caduta dei Goti, chiudendo (al pa.ri dei Bresciani) le lor o porte in faccia ai Biza,ntin1; più tardi, al tempo del BarbiLross1.1, scendendo primi in campo contro i Tedeschi e collegandosi in una società o lega propria che poi si allargò nella T,ega L ombarda; infine al tempo dell'ultima invasione francese, insorgendo, colla fiera prot~sta delle Pasque Veronesi, contro le usurpazioni del vittorioso Bonaparte. Meritano di essere qui ricordate quest e qtrnttro nobili proteste di Verona contro straniere invasioni (di Cartaginesi, di Bizantini, di Tedesçhi, e di Francesi); e va osservato che, dalla prima di esse data l'allargamento della piazza sulla riva destra. Di tale ampiamento come di altri che avrebbero a.vuto luogo dopo la cacciata dei Cimbri, non trovansi però nelle storie limiti defìniti, mentre le più antiche tracce di ruderi della cinta rimontano al principio dell'era cristiana.
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VEllOiKA iKELl,E VIC E N DE MI LITARI u'tTA(.Ia
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Negli ultimi secoli della repubblica romana e nei primi tre dell'impero le fo rtifica.zioni di Verona erano costituite: sulla. ri.va sinistra da una rocca. (a1-x) sull'altura di Sa:n P ietro, doYe ritiensi fosse il veronese Campicloglio, collegata all'Adige da solide mura scenden ti fino al fiume e racchiudenti nella piazza i ponti Marmoreo ed Emilio. Sulla riva destra le mura dovettero dapprima seguire un tracciato quasi rettilineo e normale al fiume pa,rtendo da.11' .Adige presso S. Eufemia e per P ort a Borsari seguitando in linea retta fino oltre Via Nuova. Indi svoltavano per Pia,zzetta di S. Nicolò, Corte Noga.ra .a Porta dei Leoni, da, dove con una seconda svolta andavano di nuovo ad appoggiarsi all' Adige un po' a monte dcll' attuale ponte Navi. Verso la metà del terzo secolo (anno 265) questo recinto (cadente per vetustà e reso malsicuro in seguito alla costruzione del!' Anfiteatro per il dominio di quella vicina e grande mole, la cui erezione ritiensi cor~incia tfL nel primo secolo dell'era volgare) fu rifatto in gran fretta dall'imperatore Gallieno ed ampliato nella sna parte centrale per modo da racchiudere in esso l'Arena, come risulta dai ruderi di fondamenta recentemente scoperte, delle quali le tracce sono oggi poste in evidenza con rettang'oli a ciottoli bianclÙ' nel selciato ad ovest delFArena. Tale ricostruzione fu compiuta sotto la minaccia di irruzioni barbariche, in solo otto mesi, dal 3 aprile al 4 dicembre dell'anno 265 dell'era volga.re, utilizzando grandi ma,s::;i. di. pietra già in uso in altri edifizì. Queste mura salvarono Verona dalle irruzioni dei barbari · calati durante Pimpcro del successore ai Gallieno, Claudio II, il quale, probabilmente mercè la resistenza opposta dallo sbarramento di Verona, potè giungere in-tempo e far strage degli invasori nella loca.lità, ad occidente di P eschiera detta Lucania.
VE!!ON.~ NELLE VICENDE m:.lTAIH D ITAL IA
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Molte e dispai·ate opinioni furono emesse sui primi recinti romani di Verona., ma, dopo accurato esame, io credo, per ragioni militari evidentissime, debbasi da.r e la preferenza a quelle ciel Belvigli.eri e del Pompei, j quali con studi speciali seppero. ricercare e distinguere le t.racce delle successive costruzioni dell'epoca romana e éli quelle cli t empi posteriori. Ritengo pertanto che, secondo l'interpretazione del III libro delle !storie di Tacito fatta, dal Po~pei (1), nell'anno 69 del1'.era volgare, Verona fosse recinta, sulla ri.va destra,, dalle mura che staccandosi dall'Adige a S: Eufemia pei portoni di Borsari e piazza S. Nicolò, raggiungevano di nuovo l'Adige presso Parco dei L eoni, a monte delFattuale ponte Navi; e che un vallo sia stato dagli assedianti costrutto lungo la linea odierna del}' Acligetto. Infatti nella guerra combattuta. in quell'anno, prima fra Vitellio ecl Ottoné (vinto a Bedriaco il 14 aprile), poi fra Fla;vio Vespasiano e Vitellio (disfatto in quello stesso anno, a sua volta, nella seconda battaglia di Bedriaco) è chiaro che i Vitelliani. t enessero Verona ed i Flaviani, giunti da.ll'ori~nte, la investissero: dapprima sulla sola riva sinistra, indi, avendo avuto il rinforzo cli due legioni, anche stùl a destra. L'avere il Panvinio introdotto, nel testo latino a O'Uisa di ' b schiarimento una variante, la quale faceva supporre essere stati i Flaviani entro Verona invece dei Vitelliani indusse · parecchi scrittori (2) a credere che il vallo costrutto' dai "E'l aviani, come è riferito da Tacito, avesse servito a munire la città sulla riva destra anzichè ad investirla : qualcuno arrivò persino a dedurre che la si munisse così perchè sprovvista di ogni difesa su detta riva. (1) Intorno olle va1·ie mura della cilth cli Ve1·ona. - Saggio di studi del socio effettivo A ~'l'. P Oi\IPEJ. - Atti della Deputazione Ve-
neta di Storia Patria. (2) Non solo gl i scri ttori- dei tempi del P anvinio ma irnche altri, fino (\i.nostri giorni, e fra questi il capitano del genio Luigi Battizocco ch e raccolse con mol ta cura in un volnme col titolo: Ve1·ona militare (1876) i 1·icordi guerreschi di que;;ta piazza dai più remoti tell).pi fino a noi.
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VERON A NELLE VICENDE MI LITARI D'ITALIA
Ora tutto questo edificio cade colla chiara interpretazione di Tacito, fatta dal Pompei,risultandoevidente: che le legioni di Vespasiano, venute dall'oi'ìente, investissero prima dalla riva sinistra la piazza di Verona, già tenuta dai Vitelliani; e che, per precludere poi a questi l'uscita anche dalla riva destra e tagliarli così dalle altre truppe di Vitellio. raccolte allora fra Cremona ed Ostiglia, i Flaviani appunto costruis.sero un vallo probabilmente lungo la linea. attuale dell' A~igetto. La postura di questo vr1llo degli assedianti ed il suo andamento presso clte parallelo a quello dell'antica, cinta romana si accordano perfettamente colla ipotesi che questa ultima fosse t enuta dai Vitelliani assediati. Ed infatti, se Verona fosse stata aperta sulla riva d~stra, i Flaviani, una voita padroni di opei;are sulle due rive, avrebbero potuto sulla riva destra penetrar e senz'altro in città, avanzare fino ai ponti ~ passarli, od aJmeno precluderne gli sbocchi senza avere di coshuire un vallo della lunghezza di circa bisoo-no o 1200 metri, chè tanti ne misura il fronte lungo l'Adigetto. All'opinione di coloro i quali non solo negarono l'esistenza di un recinto sulla riva destra nei primi due secoli dello impero romano, ma ne attribuirono la prima costruzione a Gallieno, si oppone il fatto che l'edificio dei Borsari, desti.nato evidentemente fin dalla sua prima origine a servire da porta a città murnta, è costrutto in due diverse epoche. Nel suo piano inferiore infatti l'edificio è di architettura anteriore di oltre un secolo a ,quella dei tempi di Galliena, epoca quest'ultima alla quale pliò_ appartenere solo il piano superiore dell.'edifrcio. Come nota il Pompei la parte inferiore di detti ·portoni, più antica della superiore, è coeva della porta dei Leoni, e, molto probabilmente, è dei tempi di 'l'raiano, ed ha, come questa giuste le proporzioni, ottime le forme, puro il gusto degli ornati, mentre la· superiore ha forme meno pure ed ornati imbai·bariti. Vi si nota anco1:a clìe le finestre sono situate eccentricamente rispetto all'asse delle porte sottostanti cosa che non avrebbero fatto i classici architetti del tempo di Traiano. Nella parte più antica si vede poi )
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VERO NA .NELLE VIC E NDE .MlLl'rARI D 1TAUA
-chiaramente che fu cancellata una preesistente iscrizione e ·si dovette allargare ·la fascia, sulla. quale era incisa,. sca~pellando due ordini di fregi (1) per potere sulla fascia piana -0osì allargata mettere una iscrizione più lunga, a ric~rd? .dell'opera di Gallieno. A questa potrebbe _invee~, come d1ss1, ,essere coeva la parte superiore dei portom stessi. ***
Dopo avere a.rrestati, sotto Claudio II, i barbari, le mura Gallienane di Verona arrestarono, per qualche tempo, anche il grande Costantino, venuto dalla Galli~ nell'anno 312 a -contendere il dominio d'Italia a l\ifa,ssenz10; ed ebbero pe: ·,u n momento una parte che potè essere decisiva sulle sorti dell'impero e sull'avvenire d'Italia. . Costantino av~tnzatosi dalla Gallia « entrava a forza di -« armi in Susa, rompeva presso' Torino un cor~o di ~a~ -« yalleria coperta di ferro (2) non solamente gh uom11:1 ·« ma ancora i cavalli ed .era ricevuto con gran festa a M1·« lano » ma non osava di là continua:re la sua marcia verso Roma sapendo che « Ruricio Pompeiano _il più sperim~n« tato e famoso dai capitani di ì\fassenz10 colla mag~10r -« parte delle sue milizie si era fatto forte in Verona, dove « gran quantità èli gente era da più parti concorsa a sal-« varsi ». Da Verona mandò Ruricio una parte della sua cavalleria -fin presse, Brescia per disturbare la marcia al nemico. Ma al sopraggiungere dell'esercito di Costantino essa dovette ripiegare. . Gitmto Costantino sotto Verona, vista la difficoltà d1 pas:sare il fiume di viva f~rza, ed urgendogli d'investire da (Ì) Questi fregi sono lnvece rimasti intatti e si vedono ~uttora. nell~ parte della fascia rico"i.'.rente nello spazio intermedio agh archltrav1 . :sporgenti delle due porte. Essi rimasero intatti ~r:o all'iirnontro della faccia sporgente di ciascun architrave, dove poi ±urono rasi, per allàrgare l a fa.scia portante l'iscrizione. (2) M,\liF.EI. - Verona illust·rata, libro VII.
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VEHONA :-ELLE V!CEXDF: Mll,IT.!.Rl D ITAL!A
VERONA ?-ELLE VICENDE ll!LlTARI D' ITALIA
ogni parte la piazza,, mandò una parte dell'esercito a passare il fiume più sopra e lonta~o dalla città « dove era men ra« pido e meno difficile e dove non c'era contrasto » operazione che riugcì perfettamente. Ne seguì poi una lunga lotta manovrata su le due rive· dell'Adige, lotta che, preludiando nei concetti a quella dell'epoca napoleonica, pose in grande luce l'importanza di questa piazza. Mentre dinanzi alle solide difese di riva destì·a sostava una parte delle truppe di Costantino, l'altra parte, passata di sorpresa sulla riva sinistra, riusciva nell'intento cli ricacciare il nemico in Verona e ne respingeva parecchie sortite. Ma a momento opportuno, Ruricio Pompeiano,· profittando delle difficoltà che Verona presenta a<l un completo. · investimento (in quanto che il fi ume a monte ed a valle della piazza e le alture a nord di essa dividono in .tre settori il terreno circostante e rendono disagevole e lento ogni spostamento dell'assediante) forzò le linee ed uscì in cerca di rinforzi. E già ritornava còn questi, a soccorso della piazza, quando Costantino, senza lasciare il blocco, accorso con parte dell'esercito ad attaccare Ruricio, lo sconfiggeva in una accanita battaglia notturna, nella quale lo stesso generale nemico t rovava la morte. · Malgrado sì brillante risultato delle armi costantiniane,. Verona resistette ancora, fino a che Passediante, espugnata di viva forza la rocca principale (sull'altura di riva sinistra fra S. Pietro e S. Felice), penetrò combattendo nella città,. che a.bbandonò a terribile saccheggio. Poco mancò tutta.via che un esercito vittorioso, giunto dalla Gallia ed avente per obbiettivo Roma (do.ve l'avversario concentrava il grosso delle sue forze), non vedesse com promessa la sua impresa dai difensori di Verona; e che sui baluardi di questa piazza si spezzasse la fortuna di quel Costantino, che vittorioso poi di Massenzio sotto Roma doveva, col trasferimento della sede dell'impero a Bisanzio e colle prime concessioni alla chiesa di Roma preparare, nuove sorti al mondo romano: al papato ed all'Halia.
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Dopo l'assedio e la presa cli Verona per parte di Costantino, per un buon secolo e· mezzo, e cioè fino alla occupazione ed all'ampliamento della piazza per parte di Teodorico, la difese di Verona, danneggiate dal primo, pare siano state . lasciate in abbandono. Ed infatti clnnmte le irruzioni barbariche le quali, in quel torno di tempo, precedettero e seguirono la caduta dell'impero romano, sebbene i belligeranti fossero attirati quasi sempre sotto Verona per il fatto materiale dello incrocùtrsi delle grandi strade - (E milia, Claudia e Postumia, che qui valicavano l'Adige irradiando in cinque di1·ezioni diverse e cioè: verso la frontiera orientale col prolun. gamento delle vie Emilia e Postumia; ve1'.sO Germania per· il Tirolo colla Claudia; verso Lomba,rdia, Liguria ed Emilia coi prolungamenti da tali parti delle due vie ora elette e della Claudia) - la storia di Verona non registra alcun e. sempio di resistenza sostenutavi a lungo. Nel 402 il goto Alarico, giunto llalla Pannonia; occupa senza. contrasto Verona ed avanza nel Piemonte. Sconfitto a P ollenzo dall'esercito romano condotto da. tilicone, ed obbl~gato per patto acl uscire d'Italia,, ripiega su Verona ma non vi trova buon schermo a, coprire Ja sua ritirata. · Dopo avere infatti aercato invano, rompendo il patto, di farvi testa, ricevuta qui da Stilicone u,ua nuova sconfitta non arrivava a salvarsi che colla fuga. Ottantasette anni più tardi (489) un altro re barbaro, Odoacre dopo a.vere invano te~tato di arrestare all'I sonzo . (27 marzo 489) l' invasione degli Ostr6goti, non trovava migliore difes'a in Verona. E sconfitto presso questa piazza, anzichè rifugiarsi in essa., errò per la peniso]a in cerca di aiuti, fino a R oma; indi si raccolse coi suoi nella piazza di Ravenna dove, assediato da Teodorico, resistette per tre anni, . finchè fu preso ed ucciso (403). L e difese dì Verona ftdunque non valsero a fermare la marcia dei Goti di Alarico irnlla. sua prima invasiono, nè )
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VERONA NELLE VICENDE UI L1TARI D'!TALIA
VbR.ONA N1'L L€ VICENDE Ml LlTARI o'rrALIA
quella dei Romani di Stilicone inseguenti Alarico dopo P ollenzo, nè quella degli Ostrogot i vittoriosi all'I sonzo, come non av.evano fermato nel 452 i vincitori di Acquileia gl~ ~uni di Attila, il quale, come è noto, si arrestò poi aÌ Mrnc10, placato dalle preci del sommo Pontefice e forse ancora dall'oro del decadente impero di Roma.
rimase fuori delle mura. Altri ritennero dovessero collegarsi per l'alto alla rocca di S. Pietro e staccarsene di nuovo in direzione dell'attuale bastione Baccola, indi. scendere al1'Adige. A.Itri infine supposero che da S. · Zeno in Monte le mura andassero direttamente ad attaccarsi alla rocca di S. P ietro. Considerando il terreno e visto l'avallamento interposto . fra S. Zeno in Monte (dove finiscono le tracce delle mura teodoriciane) e S. Pietro, parrebbe a prima vista poco razionale 'i_, ipotesi per la quale le mura teodoriciane da S. Zeno in Monte avrebbero dovuto scendere per i dirupi di un avalla.mento sino al fo~do di val Donega e quindi r isalire l'opposto versante fino a S. Pietro, lasciando fuori delle mura tutta la testata di valle Douega e la domiua11te altura sulla quale sorse poi il Castel S . Felice. Ma la storia, d'altra parte, in:segna che non sempre si è fatto ciò che era più ragionevole e si vide infatti ad Ancona l'esempio di una cinta in condizioni identiche a quelle ora dette, costrutta dopo il 1860 lasciando fuori del corpo di piazza l'altura di Monte Pulito, che, come quella di S. Felice, d.omina l' intemo della cinta. Secondo la ragione militare converrebbe tuttavia supporre che le mura teodoriciane costituissero un completo recinto attorno alla testata di Val Donega seguendo a un dipresso i1 tracciato delle mura attuali fino a S. Felice e legandosi alla rocca dell'altura di S. Pietro lungo la dorsale che unisce questa a S. Felice. Da S. Pietro poi la cinta, come risulta da qualche traccia, sarebbe scesa alla Baccola e di là all'Adige, presso S. Stefano, segnando anche ivi un piccolo allargamento, esternamente alla primitiva cinta romana. . Ove non si ammetta il tracciato lungo la dorsale con. viene, come si disse, supporre: o che si seguisse fra -S. Zeno in Monte e S . Piet.ro un tracciato poco propizio per la difesa, oppure che si arrestassero le mura all'altura di S. Zeno in Monte creandovi con opportuni rafforzamenti un appoggio d'ala.
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Tuttavia il ricordo dei còmpiti importanti, ai quali in tempi più lontani aveva soddisfatto la piazza di Veron'a. e la postura di questa in sito centrale aali <lai o sbocchi aloini I . 11 il n uovo regno di Teodorico poteva ricevere ma<Yo·iore qua . . . 00 nunacc1a, indussero quel potente re a munire Verona di nuove mura, estendendo queste in più ampia cerchia su ambo le rive. L e nuove mura munite, dicesi,· di 48 torri, come rilevò il Belviglieri, seguirono : sulla destra dell'Adio-e il tracciato presso a poco de11' A.digetto, che fa da corda°al grande a.reo del fiume; e sulla riva s{nistra, si allargarono ad oriente della città: staccandosi dal fiume poco a valle d~l~'attuale ponte Umberto I (fra questo e pontè Navi) e dmgendosi di là all'a.ltura di S. Zeno in Monte. Non risulta in modo positivo, ma è lecito presumere che d~ quest? punto le mura seguissero la dorsale delle alture, g1raudo m testa al vallone Douega, compreso fra S. Zeno in Monte e S. Pietro, e, raggiunta la rocca, se ne staccassero di nnovo_ verso l'attuale . bastione Baccola, volgendo di là nuovamente all'Adige. L e tracce non dubbie di ;nura teodoriciane, trovate in Castelvecchio e presso il teatro filarmonico, a breve distanza dall'Adigetto, ed i ruderi stùla sinistra dell'Adige, presso il giardino Giusti e verso S. Zeuo in Monte permettono di precisarne in questa parte il tra-cciato. Del rimanente sviluppo di tali mura manca ogni traccia. Qualcuno opinò ~he girassero in largo attorno alla rocca principale dell'altura di S. Pietro e scendessero all'Adige presso la chiesa di S. Stefano che fìno al tempo della · repubblica veronese (1170)
V.ERONA NELLE VICENDE lflLITARI D'ITALIA
Questa ultima ipot esi, che lascierebbe credere 'acl una lacuna della cinta sulle alture a nord di S. Zeno in Monte,. e la precedente- che ammetterebbe un tracciato poco pro- . pizio a difesa fra S. Zeno in Monte e S. Pietro - per quanto a prima vista possano pa.rere difettose o poco ragio11evoli non sono tuttavia da escludersi del tutto. Ad ogni modo, queste mura teodoriciane, che dalle traccer imaste risulta fossero costrutte con somma cura e solidità e rafforzate da numerosissime torri, offrirono_per un b.uon mezzo secolo valida protezione al dominio dei Goti e cio~fino al giorno in cui, nella t erribile battaglia ai pi~ del Vesuvio (553) fu spenta, la loro potenza..
Verona, dopo essere stata., assieme a R avenna, una delle, più potenti e forse la principale fortezz'a di Teodorico, . resistette durante il dominio dei Goti a tutti i tentativi di attacço dei Bizantini. È noto infatti come - di fronte alla invisione degli eserciti di Giustinùmo, quando già i Greci avevano occupato Sicilia e Dalmazia, e presa Roma e Ravenna (538), dove cadde in loro mano lo stesso r~ goto, Vitige, e n:;tèntre già i Greci avevano ottenuta la sottomissione di molte città e luoghi forti dell'Alta Italia - la fortezza 'di Verona con poche altre, fra le quali Treviso, t enesse sempre alta la bandiera dei Goti e come in .uno dei momenti più critici il comandante di detta fottezza, Teodibaldo, fosse eietto re dei Goti. Alla morte di questo - e succeduto il nipote Totila., che· comandava a 'l'reviso -- avendo Giustiniano ordinato ai suoi (l) di riprendere l'offensiva contro i Goti, venne dai capitani greci congregati a Ravenna., deciso di espugnare prima, Verona e muovere poi di là contro Totila. In <l nesta decisione dei Greci appare chiar6 come essi considerassero Verona la vera chiave dell'Alta Italia_ (1)
l\L~F~'ET. -
Op. cit., libro nono.
VE RONA N &LLE VlCEKDE MILITAHI o'ITALlA
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Ma anche in tale occasione, il possesso delle fort ificate ~!ture permise ai Goti di conservare la piazza, .quantunque fosse riuscito ai Greci di penetrare a tradimento nella cinta della città bassa. Narrasi iufatt.i (1) come, giunto l'esercito greco ad otto miglia da Verona, fosse riuscito ad un drappello di cento uomini scelti di penetrarvi a mezzanotte per una porta aperta, a tradiménto. Questi però, dòp"o aver massacrato la guardia, avanzarono scorrazzando per la città, ma lasciarono senza custodia la guadagnata porta che nel frattempo non fu occupata dai Greci poicl}è il primo manipolo non veniva prontamente raggiunto dall'esercito, che si invece ~offermato a distanza di cinque miglia, per <lissensi na,ti fra i capi intorno a.J dividere la preda che avrebbero trovata in città. I Goti - che uella notte, credendo presa tutta la città bassa a ~~ll'esercito bizantino, erano fuggiti dall'opposta parte per altra porta e si erano raccolti sull'altura di S. Pietro - acc;ortisi snl far del giorno clella pochezza dei nemici, fioccuparono la città e tutte le porte, 'facendo strage di (luel primo drappello di cui pochi poterono salvarsi gettandosi precipitosamente dalle mura. Ne seguì che guando il grosso dei Bi~antini giunse alle porte, che credeva di trovare aperte, t rovò, coir sua sorpresa, i _Goti in armi e dovette ritirarsi. I Vero1rnsi stett ero spettatori indifferenti, non potendo ayere predilezione fra il servaggio goto ed il servaggio greco, ~, come nota i} lVIaffei « riconobbesi in quest'occàsione per« fettameute qual disposizione d'animo produca nei popoli « l'aver interesse e parte- in. un dominio, o il non a ved a; · « e si cominciò a vedere il nuovo effetto della se,rvitù, ta,nto « contrario all'universale costume delle prische età : poichè « se tal caso avveniva, alcun secolo prima, uon v'è dubbio « che i Veronesi, entrata dentro una truppa di Romani loro « confratelli e concittadini; non a.vesserq subito preso l'armi <:< in sussidio loro o non ~vessero almeno serrate le porte
era
(1) MAFPEI. -
Op. cit.
v1m.ONA NELLE v1çENOE llf1Ll1'ARI n'ITAI..IA
] ,!34
VERONA NELLE l'ICE1'DE lllILl'l'ARI D' ITALIA
dietro ai Goti, o apertane una all'esercito imperiale quando « ·giunse alle murà. » Quell'esempio però dovette scuotere l'animo dei Veronesi e farli. pensare che, se era indifferente il parteggiare fra stranieri, non era da trascurarsi il profitto che alla prima occasione avrebbero potuto trarre, per proprio conto, dalla fortezza del luogo natio. Ed infatti non appena fu spenta nell'anno· 553 a piè del Vesuvio la dominazione gota, i Veronesi, appoggiandosi alle fortificazioni della loro città fecero un tentativo di ritorno a quella indipendenza, che già, nell'epoca romana, avevano saputo per lungo tempo serbare. E, prese lo armi contro i Greci, riuscirono a resistere per due anni alle pressioni de1l' impero di Bisanzio ed a serbarsi in libertà fi no a che, il 20 luglio 555, Verona cadeva nelle mani di Narsete, al pari di Brescia, che pure era insorta contro lo stranierò. «
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Senza voler dare eccessivo peso a questi fatti credo utile però di porli in evidenza,, poichè r endono_ 1~eno attendibile l'asserzione di coloro che chiamal'o110 fort1ss1ma Verona nel tempo che precedette e seguì il dominio dei Goti. · Solo nell'epoca romana e nell'e~oca g?~a la fort~zza avea fornito esempi di valida difesa. Nei tempi intermedi a quelle due epoche e per quasi tre secoli dopo la seconda, V erona non valse menomamente a fermare invasori ~he sotto altre piazze, quali Ravenna e Pavia, èlovette~·o .sosta~e lung~mente conducendovi assedi, della durata persino eh tre an~i. AcL ogni modo Verona, per quanto foci~mente presa da Goti, da Ost.rogoti, da Longobardi e eia Fra~~hi, p~rve se~pre per la sua postura, importantissima a. tutt1: domina~~n del~ l'Alta Italia. E, dopo i Goti ed i L ongobardi, vedons1 ~nfatti anche i Franchi sotto Carlomagno, restamame le difese e munirla di nuo;e torri; e Pipino: segue11do in ciò le orme di Teodorico, fare di Verona la sede prediletta del suo nuovo · dominio in Italia.
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Pare probabile che i Bizantini smantellassero allora Verona, come fece poi, 1242 anni più tardi, l'esercito repubblicano di Francia. Sta di fatto che, dopo la resistenza opposta dai cittadini Veronesi, fra il 553 ed il 555, le fortificazioni di questa piazza,, per circa tre secoli, non diedero luogo ad alcuna difesa notevole. Ed infatti Alboino calato coi L ongobardi dal Norico per il Friuli, occupava senza sforzo Verona, mentre, più innanzi, trovava un serio intoppo nella fort ezza di Pavia che resistette per ben t?-e anni al suo assedio, come aveva per tre anni resistito R avenna all'assedio di Teodorico, che non aveva per Verona quasi rallentata ]a sua marcia. E giova ancora osservru.·e come più tardi (anno 773) Verona poco giovasse anche ai Longobardi quan do i F ranchj, loro nemici forzata la chiusa. de]]a Dora Ripa1·ia ed invaso il regno longo bardo - an·ivtwono p1·irna acl occitpm·e la per essi lontana Ve,·ona ove erasi rifugiato Adelchi, l'erede del trono, che non la v-ic·ina Pavia, tenuta dal re Desiderio.
* ** Alla caduta dei Carolingi, la stessa piazza di Veronar mercè i o-randi suoi vantaggi strategici contro invasori provenienti dalle Alpi e contro nemici manovran~i ~el piano diviso dalF AcliO'e da occasione al duca del Fnuh, Beren-. o' . gario, che in essa comandava, di prevalere sugh avversari e diventare re d 1 Italia. Berengario, in tutta la lunga lotta contr~ il duca di Spoleto, ed in mezzo ai destreggiamenti ~lell' imperatore ~ermanico fa tli Verona la sua base e qui fonda la sede d1 un nuovo ~·egno rafforzandovisi in modo spec~ale cou ~na f~rtissima rocca costruita sulle rovine dell'antico Campidogho, sull'altura di S. Pietro. Questa volta Verona diventa, per trentasei anni (888-924)r l'ancora di salvezza del primo re italico, il quale, appoggiato ad essa, corre nella bresciana (anno 898) a combattere il rivale, Guido di Spoleto.
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VERONA NELLE VICEND I,; MILITAR I D ITALIA
Berengario, battuto l'anno seguente alla Trebbia riducesi a r estaurnre le sue sorti sotto Verona, dove, cessa ;e le lotte e le pre.ssio1:i dei . duchi cli Spoleto e degli imperatori di
Germania., riesce ancora a mantenersi. Più · tardi nel 900 basandosi sulle piM1?.e di Verona e Pavia sostien: una :fier~ lotta anche contro gli. Ungheri. Stremato da tiuesta lotta e sopraffatto per tradimento in Verona da ·Un nuovo nemico, Lodovi.co III re di P r ovenza, Berengario si sottrae per un istante, riordina i suoi partigiani e favorito dai citt~dini di Verona riesce di nuovo, nel 902, a riacquistare la piazza e con essa tu,tto il 1·egno. Nel 923 Verona salva ancora una volta il primo re d'Italia d~lle a1:mi di Rodolfo di Borgogna, chiama,to da uiia cong~ura. di potenti signori italiani, e da tempo al re it.aliano d1 chiedere soccorso agli Ungheri. Nell'anno .seguente, ~pento per congiura Berengario, troncato quel primo tentativo di regno italiano, Verona diventò nuovan:ent~ strn~ento di signorie straniere, passando per 1~ mani dei ro eh Borgogna, di Provenza e degli imperatori di Germania.. · Un nnÒvo. e breve tentativo di regno italiano fu qui fa tto da. B~rengano II con anni ita.liane. Ma ben presto quel prmc1pe dovette riconoscere la sovrnniià di Ottone di Germania, il quale nel 951 diede a Verona una certa autonomia formando di essa e del suo territorio una provincia , indipendente del regno d'Italia sotto il nome di Marca Veron~se, provincia che venne .r iuni ta all' impero nella seconda disces~ (961) di queJl' imperatore, che si incoronava a Roma qua.le unperatore romano, dando al figlio Ottone II in Pavia la corona di re d'Italia. · ' '
Un ~erzo ma breve lampo di vita italiana, brillò stilla fortezza eh Verona nel 1002 quando Arduino marchese d'Ivrea eletto d'Halia d~i signori ita.liani coi~gregati a Pavia, si a~pogg10 a questa piazza per correre ad a.ffronta.rè i Tedeschi d1 Arrigo di Sassonia, minaccianti per le vie del Trenti;-10.
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E felicemente il novello re d'Italia iniziava l'impresa battendo e ricacciando il nemico fra le gole della valle ,d'Adige; ma nel 1004, minacciando Arrigo di sboccare per le vie del Vicentino,.. invano correva Arduino alla parata. Il maledetto germe della. discordia fra gli I taliani gli spez:za-va le armi in mano e sciupava, quel nuovo tentativo di vita nazionale, a.i primordi della quale la pia.z7.a di Verona .aveva fornito una propizia base. Ma il sangue di quelle prime vittime di. una idea italiana :germogliò fortemente accende1:1do gli animi nel risveglio dei ·Comuni italiani ad una nuova vita, ~ la lunga serie di ricordi militari d1e già si collegavano alla storia della piaz?.a ,di Verona fu un bene:lì.co faro a.i Veronesi nell' e P,oc1.i· pro·cellosa delle nuove ingerenze straniero che travagliarono l'Italia. I ±asti delle vecchie mura di Verona diedero animo ai suoi .cittadini a farsene baluardo di libertà. E d infatti per quanto i Tedeschi avessero tentato nella Dieta cPAugusta (952) •di .f are di Verona una città tedesca, staccandola dall' .Italia -assieme all'antico ducato del F riuli, quu.udo appunto si restituiva a Berengario ed Adalberto il regn:o Italico; per quanto gli imperatori blandissero poi vescovi o signori di Verona, per tenervisi a.perta uua porta d'Italia ; V eroua, forte delle sne mura so cercò di sfruttare i favori imperiali lo fece per r('sistere alle pressioni guelfe, ma 110.11 si fece ~ai docile strumento deJl'impero. E così, di fronte allo stesso terribile Barba.rossa, Verona, -ohblig!:J,ta per precedenti impegni ad accordargli il passaggio, non apre le 1iroprie porte ma gli fa pre1mrare un ponte sull'Adige, esteriormente a lla cinta. È noto come quel ponte ..si sfasciasse appena effettuato il p~ssaggi.o dell'esercito di Barbarossa., e contro questi accorresse nelle gole dì Val d' Adige un corpo di partigiani condotti da un nobile veron ese.
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** P er un lungo perìodo, .sotto l'egìda ~d_i q~este_ mura, _pro~ sperò la vita comunale veronese, e ;po~ch_e le mdustno :1 avevano preso grande sviluppo,· e la citta s1 era fatta _a mpia e popolosa si pose mano a nuovi ed est~si ,a llarga~enti della cìnta, la (1uale in poco più di tre secoli sr -a,llargo ta.nto da raggìungere qua.si l'i1ttuale perìmetro. . , . Già qualche anno prima della glon_osa batt~gha ~h Legnano, quando tutte le città italìane s1 e:i-ano cm te <h mura od aveano rafforzate le ant,ìche: ì Veronesi aveano restaurato (1170-1176) le mura teodori~i.an~, ed e_seguito un primo ~llarToscana_ la:3c1ando . gamento verso orìente,_in d1re210n~ di_ fuori questa chiesa ed m cludendo m c1tta qu~ll~ d1 S. ~aolor e di s. Nazaro e Celso. Questo n uovo tratto d1. 01nta_~rnv~va all'Adige rioco a valle del luogo dove è ora il ponte Navi, e congiungevasì sulla collina di S. Zeno in :Monte alle mura teodoriciane. Fra il 1203-1215 per opera della stessa :Repubblica veronese, fu allargato il recinto sull_a riva s~n~stra anche . ~rerso nord-ovest includendo la chiesa d1 S. St efano. ' Altri e maggiori ' allargamenti ebbero luogo sotto g l1' scalio-eri che fecero di Veronr.L la capitale di un nu9vo Sta.to, e n;n solo amplìarono la piazza, ma stendend?si n_el vasto .territorio con pocferosi castelli, prepararono dei ven e gran~1aP-poggi per manovrare al largo c~;1 sicurezza. I castel~i e .le murn di Soa,ve, di Cittadella, d1 Castelfranco ed altn prnsero allora lo sviluppo e l'importanza di piccole piazze da o-uerra concorrenti ad un'azione comune. Si iniziò in ce:to ~ do un lega.me fra, diversi punti isolati, r~ffo_rzat i _ìn origrn~ 10 a scopi individuali dal feudalismo o dai ~mgoh . comum: quando og·ni piccolo cen tro, ogni signore, s1 era rrnserrato dietro un muro ed una fossa.. , . Nuovi e notevoli passi nello spingere in fuori de~ rec1~tol e materiali difese di Verona, vennero ancora fatti da .Enr ico da Egna e da Ezzelino da Romano; il qua.le ::1lt1mo, usurpata per breve tempo la sovra.nità sui Veronesi, avea
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scavare nel 1250 un fossato che dalle mura di Verona continuava fino ad Isola della Scala. Conviene qui ricordare che già negli anni 1243 e '44 Ezzelino si era impadronito dei Castelli di S. Bonifa,cio e di Ostigli~, e che in quel tempo Villafranca era sta,ta dai Veronesi gagliardamente fortificata con fossati e t orrioni a difesa contro le incursioni dei Mantovani, i ·quali d'accordo coi Bresciani avevano conquistato Valeggio. . Ecco adunque, a metà <lel secolo tredicesimo, l'esempio di un vero quadrilatero organizzato a difesa, : Verona., VHlafranca, Ostiglia, S. Bonifacio, cui si era cercato di dare una linea interna e coperta di manovra mercè il fossato Verona I sola, il quale seguiva la strada che per I sola e Nogara unisce Verona ad Ostiglia; formandÒ una diagonale di quel quadrilatero. Dopo l'epoca r omana, nella quale celebri furono i grandi valli e trinceramenti (e basti ricorda.re quelli di Cesare lungo il Rodano savoiardo, di Traiano nella Dobrucia e nel Banato, di Adriano nella Calcedoni~) questo vallo di Ezzelino segnò uno dei notevoli ritorni a~ concetti grandiosi dell'antichità sulla fortificazione di e.stese zone, ed io credo prezzo dell'oper a porlo in rihevo. *
** Quasi un secolo dopo presso Verona fu attuato un novello e più largo impiego delle linee fortificate. Dal 1345 al 1355 infatti - quando già, per la perdita del dominio di Lncca1 declinava ~a signoria Scaligera - 1\-fartino II e Oa.ngrande II continuando a rafforzare Verona ed il suo territorio, diedero maggiore estensione e robustezza di difese al così dett o serraglio, che, rafforzato da nuove torri, fu completato da Nogarole a Villafranca ed esteso fino a Valeggio, dove poi nel 1393 i Visconti collegarono quest a lineiL alla riva destra del Mincio con un ampio ponte turrito: foi·temente difeso su anibo le rive .. Questo gran ponte, elevato à guisa di viadotto, fino a grande altezza dal fondo dello stretto vallone bagnato dal Mincio t
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VSRO>A J\ELLE VICE;>WE .MILITARI l>IT ALIA
VERONA i-1-;1,1,e VICE);DE ml,ITA !tl 0'1TALIA
era stato predisposto in modo da servire, come più tardi servì il ponte della strada ferrata a Peschiera, a sbarrare il corso del Mincio. Se nonchè : mentre quest'ultimo tende solo a trattenere e far rigurgitare per brev~ tempo nel lago di Garda lo acque del Mincio in quei casi in cui le piene del Po, minacciano Mantova col rigurgito del basso :Mincio; il pçmte visconteo era invece inteso a far deviare per canali laterali le acque del Mincio, e privare Mau·tova dell'aiuto della difesa acquea dei laghi. Ma, come notò Napoleone, l'impresa. degli idraulici lombardi fallì: e l'enorme massa d'acqna arrestata frontalmente vi.use e prevalse sul titanico lavoro dell'uomo. Merita tuttavia di essere posto in rilievo il concetto arditissimo. Come si è detto, due furono gli allargamenti della cillla dovuti agli Scaligeri. Sotto Alberto I della Scala (1277-1301) fu compreso nella cinta il Campo Marzio e furono rafforzate con torri le mura lungo l'Adigetto, e difeso con torr e il ponte della Pietra. Sotto Cangrande (1311-1330) fu portata innanzi, sulla riva destra, la cinta dal fronte dell' f\digetto a qnello occupato dalla cerchia attuale, e vennoro completati gli ingrandimenti sulla riva sinistra, scavando nella roccia la fossa attorno alle mura sulla collina, e rafforzando queste di torri. Più tardi (1355-57) Cangrande II. - per rendere più sicuro il possesso della città bassa, mantenersi apertll. in ogni evento una porta per rientra.rvi, attraverso ali' Adige, e per tenere in rispetto i cittadini (che nella ribellione di Frignano, scoppiata nel 1354 mentre egli trovavasi a Trento, gli avevano mostrato avversione) - elevava tm fortissimo propugnacolo nel Castelvecohio, unito attraverso l'Àdigc alla bassura di riva sinistra, per un ampio e forte ponte turrito o merlato, ricostruito pare sull'antico romano e protetto anche su detta riva da fortilizi. Dal forte maniero di Castelveochio Cang1:ande poteva essere sempre sicuro <li operare sulle duo rive, e colpire la par te più popolosa di Verona in caso di tumulti.
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Nel 1387 sottoposta Verona al dominio di Milano le sue difese presero un nuovo orientamento. ' Per la stessa ragione per la quale Cangrande II; tenendo anche la signoria di Trento, si era assicurato per ogni evento col Castelvecchio il ritorno da Trento a Verona, Gian Galeazzo Visconti organizzò nel .1389 a guisa di vasto ridotto, tutta la parte della piazza compresa nel vasto quadrato. fra il corso di Porta Nuova, il Pallone, l'Adige e quel tratto della cinta di Cangrande che si stende dal bastione di S. Francesco a Porta Nuova. Sicchè da tal parte il lato lungo l' A.digetto~ che da 'feodorico in poi era stato orO'a. o mzzato a difesa fronte a sud, fu preparato per far fronte a nord, cioè contro il resto deJla città; e lungo il corso di P orta Nuova, da questa porta fino ai portoni di Brà, . fu scavata una fossa ed eretto un baluardo fronte ad 0vest. · Con siffatta cittadella munita nell'interno di mao-azzini o , casernie, ospedali, il Visconti si assicurava un forte ridotto per dominare la città, e penetrarvi sicuro per la via di
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In pari. temp~, a rendere più sicure le difese dalla parte d~lla collma, erigeva un fortissimo castello, sul punto culmih~nte della cinta, a S. Felice, e restaurava le difese di S. Pietro. .. ~iffa~ti apparecchi difensivi, salvarono due volte il pre.:~d~o :71s~ont~o e pe~·misero a. q.uesto di reprimere i tentalVl .d1 r~belhone dei Veronesi m favore di nn pret endente Soahgero spalleggiato dai Carraresi.
*** N~l 1404, caduta, per un anno solo, dal 19 aprile 1404 al 23 giugno 1405, Verona in potere dei Carraresi; la ·cittadella fu abbattuta a furore di popolo. Ma ben tosto datisi i Veronesi a11a r epubblica di Venezia, questa fac~va restaurare
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la cittadella, che, ritornata ad uso di for tezza, fu scalata nel 1439 da Nicolò Piccinino. Essa era ancora tenuta ad uso militare nel 1516. Solo nel 1534 la :i;epubblica veneta ne ordinò b1tterramento, e nel 1568 ne scomparve ogni traccia. La Signoria veneta, sentendo tutta l'importanza di un solido baluardo a Verona contro i · nemici d'occidente, non tardò a seguire i progressi dei mezzi guerreschi per .migliorare il valore difensivo di questa piazza, e .v enne poi. largamen te secondata dal bo-enio del San lVIicheli, che fra il 1530 . ed il 154S applicò i primi bastioni alla difesa della cinta. Come si accennò Verona fu soggetta nel 1439 a,d un colpo di mano. del' Piccinino il quale nella ~otte dal. 113 a~ 17 novembre riuscì coll'aiuto dei Ma,n~ovani . a penetrarvi di sorpresa e ad occup111·e quasi· tutta la città ~assa; ma avendo i castelli di S. Felice e di S. Pietro ed ti Castelvecchio resistito; questi diedero tempo allo Sforza, gen~ral.e dei ·Veneziani, di accorrere dai pressi di Tenno (sopra. Riva), dove avea fino allora fronteggiato il Piccinino, e per Ga.s telvecchio penetra.re in città e cacciarne i nemici con l'aiuto anche d~i cittadini. Questa .volta Verona ebbe una parte importantissima nella guerra combat tutasi atto~n~ al }ago di Garda, e protesse anche l'arrivo della flott1gha v eueziana che r imontò l'Adige fino a Mori, da dove con meraviglioso sforzo fu trasportata nel gennaio 1439, attravers~ i monti, per l'insellatura di Loppio, a Torbole sul ,l11go di Garda. Nel 1509, do po la rotta dei Veneziani ad Agnadello (14 ma.rzo) il popolo di Verona accorso armato alle mura, seppe t~·ar .profitto della fortezza per chiudere il passo ai Francesi v1t~,oriosi; si rifiutò di ricevere in città gli avanzi dell'es~rc1to Veneto condotti dal conte di P itigliano; e, sciolto dal vrncolo di sudditanza veneta, chiamò in aiuto Massimiliano d'Austria. Più tardi essendo collegati .i Veneziani coi Francesi, Ve.rona, sotto il comando di Marcantonio Colonna, capita.no g1:r nerale al servizio dell'imperatore, resistette strenuamente ad un fortissimo assedio, respingendo tutti gli a.ttacchi del Lautrec - fino a che, in seguit,o a lotta combattutasi .altrove,
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·ed in forza del trattato di Bruxelles (1517), la piazza passò di nuovo dagli Imperiali ai Veneziani. ·Per una strana coincidenza, come nel 1866, la cessione <lel 1517 non avvenne direttamente, ma la piazza fu rimessa alla Spagna, con obbligo di p~1ssarla alla Francia per .consegnarla ai Veneziani. F u dopo questo ricupero di Verona che i Veneziani, amn;i.aestrati dalle vicende del recente assedio e dagli effetti ,delle nuove armi, rafforzarono efficacemente le mura, e ne migliorarono la difesa col fiancheggiamento, ottenuto, in massima, come si è accennato, dal S. Micheli per mezzo ,dei bastioni a fianchi ritiniti nella cinta di pianura, e per mezzo di vasti torrioni sporgenti dtdla cinta nelle parti collinose. * **
Questo solido assetto di Verona grandemente concorse a far quivi rispettare, fino all'epoca napoleonica, la neutralità 'Veneta, ed a respingere al largo le bufere delle armi in -Occasione delle guerre per la successione di Mantova (1630) ,e per quella di Spagna (J. 701-1706). La cinta sistemata dal San Micheli - quale è disegnata nella Ve1·ona illustrata del 1\faffei e nella Raccolta delle .ope1·e civ,i l'i e milita1·i del grande architetto veronese _:_ completata con alcuni miglioramenti a, Castel San Felice e presso porta Vescovo, stava mettendosi in assetto di difesa, e già si abbattevano gli alberi davanti agli spalti, q uando l'esercito francese, il 1° giugno 1796, non curando le imbelli proteste 'di neutralità. della R epubblica di Ve~1ezia, entrò senza - :altro in Verona prese possesso dei ponti sull'Adige e delle porte, e costrusse, ed armò ·con artiglierie, ridotti e trincee in faccia a porta Vescovo ed a porta San Giorgio. Il 9 luglio Bonaparte fece armare a suo talento anche la cinta. E · la piazza, rimasta interamente in sue mani, servì, come è noto, da valido elemento disgiuntivo fra i ripetut1 attacchi
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austriaci di quella mèmorabile ca.mpagna e largamente contribuì ai successi di Arcole e di Rivoli. Quando nella primavera del 1797 (e mentre l'esercito d'operazione francese era impegnato fra le.alpi orien tali) scoppiò in Verona, come in molte parti del Lombardo-Veneto, un fierotentativo di protesta contro l'usurpatore straniero, (1) fu nuovamente dimostrata, come ai t empi della sorpresa dei Bizantini, . e· di quella del Piccinina, che 11 Castelvecchio ele fortificazioni di S. P ietro e S. Felice erano le vere chiavi di Verona. E poichè queste erano validamente armate con artiglierie rivolte contr? la città e tenute da un forte presidio· fran cese, ed agli insorti mancavano mezzi di guerra sufficie11ti per oppugnarle, qilella virile levata, di smidi dei Veronesi fu soffocata nel sangue. Nelle successive campagne dell'epoca napoleonica continuò Verona a funzionare essenzialmente come t esta di ponte e sbarramento, disgiungente gli attacchi scendenti per Valle· Lagarina da quelli delle vie più occidentali (2). lVIa lo stesso Napoleone, considerandola in rappor to alla difesa. della linea d'Adige, trovava questa piazza t roppo ritirata per basarvi una efficace controffensiva verso l' interno della vasta tanaglia che il fiume forma fra Albaredo (alla foce dell'Al-· pone) Legnago e Rovigo. Napoleone riconosceva la necessità di migliorare la testa dì ponte dì Legnago e di erigere un forte in t erra presso, Albaredo, che permettesse di spingere avanti sull'Alpone ]a difesa dell'ala sinistra. I nfatti l'ala sinistra a Verona riusciva tròppo ritirata, e poteva essere facilmente paralizzata, come fu provato nei giorni che precedettero la vittoria di Arcole, ed anche in altre successive campagne, da.lla.
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0ccupazìo:ne - che il nemico proveniente da est poteva fare impunemente - delle posizioni cli Colognola-Caldier0. ,La caduta dì Napoleone impedì che quel concetto avesse · un principio di esecuzione e, diventata· l'Austria padrona del Lombardo-Veneto, t utta l'attenzione dei nuovi dominatori fu intesa a. rivolgere il fronte controffensivo di Verona verso le offese che potevano aspettarsi da' nemici di occidente. Coiwiene notare che la piazza aveva subito· rilevantissimi danni nell'anno 1801 quando - essendosi per il trattat o di Lunevìlle (9 febbraio) :fissato il filone dell'Adige come confine fra l'Austria e la Repubblica cis,ilpina - Verona era, rimasta a questa e Veronetta agli Austriaei. I Francesi, già impadronitisi di tutta la piazza, prima di rimettere -all'Austria le fortificazioni di r iva sinistra, vi por tarono la distruzione demolendo gran parte delle difese di San ]'elice e di San Pietro, ed il torrione che difendeva le;> shocco del ponte di Gastelvecchìo su detta riva. Gran parte delle cla,ssìche opere del San ,:Michelì fu in quella occasione rovinata su aì.nbo le rive, ·e parve miracolo che, per rispetto dell'art e, ·andasse salvo il basti0ne delle Bocca.re. Sulla stessa, riva destra non restarono intatti che ì bastioni di San Fracesco ·e quello di Spagna e le artistiche por-te. F u una vera mania di distruzione della qua.le presto si pentirono gli stessi Francesi, poichè nell'anno seguente si rimisero a restfrnrare la cinta. Ma così allora come più tardi, quando i F rancesi furono in possesso di tutta la piazza, e cioè fino al 1814 nessun notevole lavoro fu fatto, e solo vennero un po' migliorate le dìfesè di porta Vescovo e di port~t San Giorgio. * **
(1) ENltICO B :&VI LACQUA. - Le J>asqu,e Vefonesi. Monogl'afia docu-· mentata, 1897. , . (~) Avendo discusso già q uosto argomento nel libro Il Tirolo ('rorjno, Roux e Favale, 1881. 3• edizione, pag. 114 e seg.) mi limito. qui ad accennarlo.
Caduta nèl 1814: la piazza in manq degli Austriaci, fu ' da essi, p er un ventennio, la:;ciata nelle condizioni in cui · la trovarono, di una semplice città murata. l\fa dopo gli aYvenìmenti di Francia del 1830 parendo. imminente una confla.gi·azione europea, pensò l'Austria a mumre Verona
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dei caratteri contr9ffensivi dei quali mancava, a porla in grado di resistere ai progrediti mezzi di attacco ed a farne una vera grande piazza di manovra e di rifugio per il suo esercito d'I talia. Il generale del genio Scholl progettò allora i seguenti miglioramenti della cin ta, che vennero tosto compiuti. S ulla r iva destra, si sostituirono ad una par te dei bastioni, che presentavano estesi tratti di murature scoperte ai tiri, baluardi in t erra, rivestiti al piede da muri a feritoie, stacca.te, alla Carnot, e si praticarono larghe discese nei fossi ed ampie rampe nelle controscarpe per agevolare la controffensiva. Sull a riva sinistra si rafforzarono le vecchie mura merlate con una nuova sistemazione del Castello di San Felice e qualche altra opera addizionale. L o Scholl progettò inoltre una serie di opere staccate . .Alcune di queste erano .destinate a coronare il ciglione da ChievoperSantaLucia e Tombetta a Sa.ntaCatterina; ma tali opere non furono costrutte se uon dopo ch e i fatti di guerra del 1848 ne ebbero dimostrato tutta la necessità. Altre furono compiute fra il 1834 ed il 1839 e precisamente : sulla riva destra, a breve distanza dalla cinta e quasi a complemento di essa, il forte di San P rocolo, per battere l' imbocco del!' .Adige nella città e la bassura su ambo le rive verso nordovest; e, sulla riva sinistra, le opere di Santa Sofia, San Leonardo, San :Mattia e le quattro torri :Massimiliane d~lla collina di San Giuliano, per assicurare il dominio delle alture; infine altre due opere, Biondella e Gazometro, pure vicinissime alle vecchie mura di riva sinistra, per dare a queste una certa protezione. I pericoli corsi dall'esercito di Radestky sul principio della campagna 1848 fecero sentire a quel generale quanto foss e stato improvvido il rita,rdo frapposto, per ragioni finanziarie, alla costruzione dei forti staccati lungo il ciglione da Santa Lucia al Chievo. Infatti, durante le stesse operazioni di guerra, dovettero gli Austriaci affrettarsi a rafforzar quelle posizioni alla meglio, mettendovi in istato di
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difesa i villaggi e praticando feritoie nei recinti dei cascinali e dei cimiteri. . Come è. noto, gli sforzi veramente eroici delle truppe ~1emo~tes1 ~tavan o per es~ere coronati, quando, superata 1 accanita resistenza del nemico nel villaggio di Santa Lucia e, rov~sciatine i_difensori nella ba,ssura e verso la piazz; darmi grande (1), re Carlo Alberto si era avan:r,ato fi uo all'orlo del ciglione da dove, a soli 1400 metri si vede e si domin~ la ci~ta_ d~ :.erona. E là st~v11_ imp~vido, esposto al fuoco ~ell art.1ghena del corpo d1 piazza aspettando il segnale d1 .uno sperato tentativo dei cittadini - promesso· da un cor~utato veron_ese (2) per aprire le porte della città, ,eh~ era nmasta quasi del tutto sguarnita da truppe di fanteria, perchò R adestky aveva dovuto portare sulla linea del ;eombattimento fino all'ultimo battaglione (3) - ma invece (1) A 200 metri dall'angolo ovest della pia.i:za d'armi, un piccolo , monumento eretto sul ma1·gine della strada di Santa Lucia7 segna il ?os~o. dove fu respinta la cont ..offensiva a.ustrii1ca e portii la seguente rscr1Z1one: J oh. Nep. L <:Uzenrknf. I(. K. Ob<m;tlieut. b n. 13. L. I. Reg. f and. hier auf die(ein Felde den liJlzrent-0d-t als er an dei· spitze seines B~taillons den Femd stunnend angrif/' . 6 . rnai . 1848. È questo il vawro~o t?nen~e colonnello Leuzendorf, del reggimento Geppert cl i cu i. parla 1l Puwl11 nell:i. suii storia. (2) .Al 6 di maggio (come già nel ma.n~o, quando il vicerè del Lom~ardo-Ve°:eto, fuggito da ! filano insorta, cercò ricovero a Verona) se 1 Veronesi .avessero, coll~ vigoria di mostrata in altl'i tempi, ten tato un colpo d1 mano, le SOl't1 della g uerra e q uelle d'Italia potevano grandeme~1te mutare. :\fa a ciò sarebbe stat.a necessa1·ia una miglioro preparar.ione, che .nrnncò, mentre in Verona a frena re oli ardimen t i em ancora vivo ~! ri_cordo della reprc~sione ferocemen t: esemplare colla ,q~ale 51 amu pruna eta stato soffocat-0 nel san•~ue l'ultimo loro atto 0 di . ·1e m · d'1pondenza. Durante l'azione do! G maggio . viri come attesta 1 1 generale .della Rocca (A.ntobiografia di un vete1·ano, pag. 192) che ne fu _testunonc, re Ca rlo Alberto s i era portato pil'.t volte sotto le mura d! Verona nella, speranza di scorgere qualcuno dei sognali convenuti, o di r icevere qualche messaggio. I n una di quelle mosse avea corso rischio di essere preso da uno squadrone di ulani per fortuna scom p1g · 1·1at 1· a t e mpo da d ue pezzi d'artiglieria che ti ravano ' a mi-traglia. · (3) PINELU. -
Storia mili tar e det Pi.emonle,
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volume.
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di quell'aiuto sperato, giunse al re la notizia dell'insuccesso, dell'ala sinistra a San Massimo, e dovette ordinare la ritirat~; che fu protetta da un brillantissimo r itorno offensiv0, condotto personalmente dall'eroico duca di Savoia V ittorio Emanuele, il quale per un'ultima volta ricacciò gli estremi atta.echi nemici da.l ciglione e vi stette minaccioso, finchè non fu compiuta l'opera pietosa del seppellimento dei morti al Fenilo~1e.. e la raccolta dei feriti. La lezione di Santa Lucia non andò perduta ,per gli Austriaèi e ben tosto essi davano mano alla çostruzi0ne in stile permanente eh tutte le opere progettate dallo Scholl. Sorsero così, subito dopo quella guerra, i forti di Santa Caterina, T~mbetta, porta Nuova., Palio, Santa Lucia, ;ffenilone, San Massimo, San Zeno, Croce Bianca,, Chievo lungo l'orlo dell'alto ciglione ed un'opera in terra, ora distrutta, eletta. della Spianata, nella bassura dest inata a collegare la estrema destra della difesa del ciglione, col forte Procolo; verso. l'Adige presso la cinta d.i porta Catena. Sulla riva sinistra vennero pure in quel tempo estese le difese fino al contrafforte ad oriente di Val Pantena colle· opere tli P reara, del .. Castello di l\fontorio e di San Michele . ext1·a miu·os. Queste difese salvarono nel 1859 dopo la rotta di Solferino, l'esercito austriaco, come le precedenti e gli apparecchi difensivi del ciglione di S. Lucia lo avevano salvato nel 1848. l\fa) pa,s sata ht bufera, tutte quelle opere vennero riconosciute affatto insufficienti a coprire il corpo di piazza contTo la portata delle nuove artiglierie; ed è lecito ritenere che esse n on avrebbero resistito ad un serio attacco, se gli alleati nostri lo avessero voluto tentare. Apparve allora tutta la necessità di una lineft di forti - staccati a più conveniente distanza e fu costrutta, sulla riva destra la linea esterna dei forti di Parona, Lugagnano, Dos' Azzano, 'l'omba a circa 3700 metri dalla cinta del sobuono, corpo dipiazza: A complemento di tali difese furono poi aggiunte, nel 1866, le opere di Cavecchia (o forte Garofalo) e di Ca Bellina, improvvisate con legname e terra in soli 40,
giorni, sotto l'abile direzione del colonnello Tunlder, il quale preludiò con queste costruzioni a,d una novella maniera di valide .e rapide difese.
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~. Un g ruppo di forti sulle a.lture di Pa.str engo, un altro su quelle di Rivoli e sui fianchi del Mon te Pastello collegarono .in pari tempo le difese di Verona a quelle dello sbocco di Valle Lagarina e tennero aperta ai difensori di Verona., non solo la via per ripiegare nel Trentino e riceverne aiuti, ma ànche q nella per penetrare, con vanj;aggioso dominio fra . le colline dell'anfiteat,ro morenico del Garda. Gli Austriaci con tali apparecchi non solo tendevano ad in;tpedire ,il ripetersi del tentativo fatto dai P iemontesi nel 1848, qua.udo questi attaccarono Pastrengo, ma si prepara-vano una potente e sicura, controffensiva. I nvero questa sarebbe stata libera di muovere da Verona e ripiegarvi per la riva sinistra e cioè al coperto da.11' Adige, e di passare il :fi;ume a Ponton ed alla Sega per sbocca.re con vantaggio da P astrengo sul fianco della linea, di alture di Pala.zzolo,, Sona, I S9mmaca.mpagna così formida.bile nel suo fronte orientale e così favorevole a chi da occidente muove all'attacco d i Verona. • :È tropp.o noto come questo stato d i cosf nel 1866 ponesse l:!,l sicuro da ogni perioolo -l'ardita mossa dell'arciduca Alberto contro l'esercito italia.no. Negli ordini dati per la battaglia di Custoza, l'arciduca faceva grande assegnamento su questa linea coperfa, per il caso di ritirata che egli stesso temeva di dovere eseguire da tal parte - nella ragionevole ipotesi che tutte le for ze italiane operanti nella pianura, anzichè arrestarsi dopo un semplice' attacco di sola cavalleria, si fo ssero avanzate a miru1cciargli la via più diretta di rititata su Verona.
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Talt: la piazza lasciata dagli Austriaci, cioè: u'u forte a.m ese di guerra tutto rivolto in senso opposto a quello che occorrerebbe per noi. Non è da stupirsi pertanto se, poco dopo il 1866, in molte menti italiane balenasse l'idea di distruggere questa piazza e se - sembrando essa t.roppo avanzata verso la frontiera e troppo malo legata alleretrostantilinee di difesa - non apparisse quale pericolosa. tentazione ad attirarvi in caso di guerra troppa parte delle forze nazionali ed a diventare per l'Italia qualche cosa di simile alla Metz francese del 1870! Si ventilò persino il progetto di distruggere tutte le fortificazioni di Verona e vi fu un rnomen to nel quale la distruzione avrebbe tr ovato nella pubblica opinioné troppi proseliti, se dagli studi fatti in proposito non fosse riuscito manifesto che la distruzione era più dispendiosa del mantenimento richie.dendosi per la prima parecchi milioni di lire. P er questo, e per altre buone ragioni, sostenute dalle commissioni di difesa, prevalse sui destini della piazza di Verona· ìl concetto conservatòre - che per molti anni ebbe a principale propugnatore il generale Pia.nell , del quale tutti ricordano l'operosità prodigiosa e l'alto sentimento costantemente spiegati nel migliorare, malgrado la sca.rsità dei mezzi dispçmibili, le condizioni di questa fortezza. Ma appunto per la scarsità-dei mezzi si dovette abbandonare la manutenzione delle opere in istile semi-permanente, e di quelle della linea più interna (da Croce Bianca fino a Tombetta) le quali, .comechè mal costrutte ed anguste, non rispondevano ai bisogni odierni, e furono radiate, ma non distrutte; potondo eventualmente servire come semplici appigli , tattici cli seconda linea; come è detto nel rappor to del generale Pifmell sulle manovre d'assedio intorno a V crona. A.lle forti:lìca.zioni· lasciate dagli Austriaci nel 186G una sola aggiunta fu fatta verso oriente, rafforzando colle opere di M. Ca.stellotto, di S. Briccio e di Monticelli il contrafforte
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fra Valle di Squaranto e Va.lle di Mezzane, per modo da esercitare una certa azione fino sulle storiche alture di Caldioro e di Oolognola, rendere meno facile l'investimento nemico e meno lenta e difficile la controffonsiva nostra da quella parte. Rimangono però tuttavia ad attuarsi i lavori per stendere da una parte l'appoggio di tale linea verso il pi~1no fino all'Adige, e per collega.rla da.ll'altra. alle alture destinate a difendere Verona dal nord; alture che presentano condizioni veramente propizie a distanza di una diecina circa di ch1lometri dal corpo di piazza, e riescono situate quasi lungo la retta che unisco il già citato forte M. Castelletto al forte Ma.sua, il qua.le fa sistema. collo sbarramento di Val d'Adige. Questo semplice cenno dimostra come anche colla più de~ cisa intenzione di uon allargare di troppo la cerchia delle difese di Verona, q nesta piaz7,a difficilmente possa essere protetta fronte ad est ed à. nord senza un certo e.stendimento da t~l par te. L ' estendimento iu vista della portat.a delle armi attuali diventa una necessità per coprire bene il corpo di piazza. Esso poi qui trova un compenso nel compito che si raggiunge di far conc:orrere la piaz7,a alla difesa della frontiera contro le minaccie pr ovenienti da Val d'Adige o dai L essini, o tendenti a compiere trasversalmente a questi un aggiramento. Questo compito - e quello di dare un solido appoggio d'ala alla difesa della linea dell'Adige nella pianura - spiegano il perchè si siano iniziati da tal parte i primi rafforzamenti italiani della piazza di Verona; e questo basti al lettore, vista la natura delicata dclì'argomento. *
** Dopo .ciò converrà egli che alla piazza di Verona sia dato altro e maggiore sviluppo? Su questo argomento è molta disparità di opinioni, nè qui è il caso di discuterle. Gioverà però che il lettore rifletta come, per arrivare ad una soluzione, convenga in questo caso considerare la piazza di Verona nei suoi rapporti colla difesa interna dello Stato ; dal
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quale punto di vista non basta esaminarla in relazione a,lla difesa ed alla controffensiva della linea dell'Adige, ma bisogna tenere presenti le funzioni di Verona nel quadrilatero e gli eventuali legami della piazza colla principale linea di difesa del Po. Su questo argomento avendo già manifestato in parte il mio pensiero in altri lavori (1) mi limito qui ad osservare che il definitivo assetto della piazza di V erona non potrà essel'e stabilito convenientemente, a mio avviso,se non dopo che si sia in massima riconoscinto oppor tuno di adottare, nPJla difesa generale, l'uno o l'altro dei seguenti concetti e cioè : o di sistemare tutto il quad~·ilatero co~e elemento disgiuntivo e vero sbarramento della pianura fra il Lago di Garda ed il P o, facendo in modÒ che più non possano ripetersi impunemente i casi del '48, del '59 ~ del 1 66, di lasciare cioè all'attaccante libertà di stabilirsi nell'interno del quadrilatero; o di abbandonare interamente l' idea dell'antico qnadri.la.tero, e sistemare la controffensiva principale della linea dell'Adige sul lato Badia-Cavarzere; nel qual caso le difese del lato Legnago-Verona, assumerebbero car~1t t ere di. semplici sbarramenti. . La prima solu,,,ione potrebbe, contro qualsiasi invasore, da est, da nord o da ovest, costituire un potentissimo elemento di manovra, e, coprendo molto paese, permettere di protratTe la resistenza nella valle del Po e ricevere sicuri aiuti per mare, secondo i casi, da Genova e Spezia o da Venezia. La seconda soluzione risponderebbe unicamente alle esigen ze di difesa contro nemico proveniente da nord-est. A seconda che l'uno o l'altro <li detti concetti potrà prevalere, la piazza di Verona riceverà. maggiore o minore sviluppo ecl avrò. compiti assa.i diversi. Avrà però sempre (1) La difesa detto Stnio. Torino, Rou~ e f'av!lle, 18tH, pag. 208
e .1,53 e J,a pianU1·a Loinbal'do-Veneta o Le coste ndl'intiche : Studio
di geografia militare, idem idem, 1878; 2' edh:ione a pag. 25-70.
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-una spiccata importanza, poichè, anche nel secondo caso, per ·quanto più restrittivo, rimane pur sempre a Verona di -0~prire 11~1 interessante passaggio dell'Adige, o di appog.gtare le difese arnnzate Yerso il confine del Trentino1 e di costituire, <li concerto cogli sbarramenti delle vicine valli alpine, un scrio intoppo danrnti allo spiccato sagliente col quale la front,iPra austriaca si protem1e qni. Ycrso le terre italiane.
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Il lettore 0he mi avrà seguito ne lla rivista elci f\1tti che in queste poche pagine ho <;ercato cli porre in e\'idenza ri• , • I p ensi un istante ai muuerosissimi casi nei quali le sorti della nostra patria furono decise sotto Verona. Ripensi alla parte che questa piazza el>be favorendo la lega dei Veneti coi Roma~i cont:ro Annibal~ giìi. penetrato i11 Italia per le A lpi -0cc1dentah, alla 1.ittraz1one che \·erona esercitò sn Costantino nella sua marcia vittoriosa dalla Gallia su Roma; a.l disastro cui espose i barbari calati dal nord ai tempi di Clodio IÌ· alla protezione che diede a.i Goti contro i nemici esterni e/ ·Cadu~i i Goti agli. stessi Veronesi contro B isanzio; all'~.p~ poggio dato al pruno regno italico di Bereuo·ario di cni V f .. 1· d o , . eron~. u, per p 11~ t 1 .un terzo i secolo, ancora di salvezza ; r1pens1 il leLtore a1 pnmi for tunati t.entati,i cli re Arduino ,che qui si basarono, ed alla lnngi1 serie cli resistenze colle quali in tre secoli di continuo lotte il comune di Verona t ~nne alta la sua ba,ndiera contro tutte le prepotellze straniere i ripensi alla sicurezza; offerta dai baluardi di Verona alla Repubblica Veneta in mezzo a 1unghissime lotte. ai vantaggi strategici ivi sfmttati dal Bona11arte dai sn~i luoo-ot ~neut1'fino al B eanharnais, ed alla !)arte decisiva ' b che questa ptazza ebbe sulle nostre lotte del 1848, 1859, 1866. Se~za rreten·d<'re di dare ai ricordi storici un peso so-verc~10, qne~te premesse sono però tali <la rendere perplessi, e da mdurre a ponderare quali llnovi yantaggi, tenuto conto dei mezzi odierni e drlla mol<' deo-li eserciti 9() -
ANl\O Xl.li.
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14~5 1454
YERONA NELLE VICENDE MiLlTAR! D' lTALlA
possano oggi prepararsi nello storico quadrilatero di cuii Verona forma una così importante parte. Possano queste vagine generare in molti il convincimento. 9,el largo contributo che da.rebbe alla coscienza della nostra forza il quadrilatero, se fosse reso non più violabile nel suo, interno (come lo fu in pa,ssato) e sopratutto se fosse sistemato per modo : da lega,re solidamente la difesa, a.lpina a quella del Po;. sbarrando la piana fra il Po ed il Garda e coprendo contro inva.sori sia dal. norcl-est sia c1al nord~ovest tanta parte del nostro paese; da togliere il danno e la minaccia di quella punta di t erritorio straniero che gli ignari èlelle nostre condizioni difensive ingenuamente non esiterebbero a munire , di nuove, strade di sbocco anzichè di valide difese. • Napoleone, vincitore a Rivoli, a mezza giornata da1h attuale frontiera, arrivava, alF inc1oma.ni, a · cogliere colles.tesse truppe gli a1lori della, Favorita presso Mantova., ,,~ cioè ad un'alt ra mezza giornata da.I Po. Et hoc f 01·scin meminisse jtbvcibit. G. PEn:i:rncmrn'rTL
IMPIEGO DEGLI ZAPPATORI DEL GENIO NELLA GUERRA DI CAMPAGNA
PREWESSA.
I~ un ~rticolo, che ·h~ gii.t "."ista la luce ìn questa Rivista ('I), abbiamo tatto uno studi~ stonco sull'nrrna. del genio, indicando come sono sorte le svariate specialitit delle truppe che la compong~~o, qL~ale ru il loro successivo svo lgimento ed en11merando i còmp1t1 oggidì as.segnHti in guerra alle specialità stesse. Tra queste ultime la più importante si·a per iJ numero delle unità cbela. compongono, sia per i compiti ohe le sono assegnati è senza . dubbio la s.pecialità. zappatori o pionie1·i di cmnpagna. E siccome e~sa .trova 1! principale impiego nella guerra a campo aperto, co.sì c1 ed1~mo utile d1 trattare in modo speciale .dell'impiego degli zappatori nell a guerra di campagna. ,
Generalità.
·m a{l{)ior .ÌJeneral&.
I ' principali in(:a~ichi affìdnti agli zappatori o pionieri di campagna nella guerra rn campo aperto sono i seguenti: ,1° l'impiego della fo rtilìcazione passecrniera nel rafforzamento difensivo delle posizioni · e nell'ordina;~nto difensivo delle località.; . 2° la costruzione di nuove strade ordinarie e il riattamento dl quelle esistenti; , 3° la. costruzione di piccoli ponti con materiale occasionale e con materiale regolamentare (2);
m Veggasl puntata del i6 dicembre IS96. (2) li materiale regolamentare co mprende tanto H materiale delle sezioni da ponte quanto le trava te metall iche adot.tat<! presso i prineipali eserciti. '
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Il:IL'H:GO DEGLt. '.i\Al'PATOIO DE:L CH:1"IO
la distruzione, mediante strumenti da guastatore o media.9te mine. degli ostacoli cll'e si oppongono alla marcia delle proprie truppe o nll'assalto di opere fortificatorie o di posizioni rafforzate, come pure la distruzione di ponti, di viadotti e di Lralli cti binari di ferrovia per ritardare la marcia del nemico ; G l'esecuzione di grandi ·lavori di castrametazione negli accameamenti ed accantonamenti di lunga ·du rata; . 6° combattere come truppa di fanteria ('1), Per disimpegnare gl'incarichi sopramenzionati, . le compagn ie zappatori., come si è già accennato, sono in massima a~se1,;nate in numero di 3 o 4 ad ogni corpo d'armata e ripartite poi, secondo il bisogno, fra le divisioni e la riserva del corpo cì'.n mata stesso , Alcune comp:iguie possono essere messe a dispo · sizione d~l comando di ciaswna armata , Occorrendo di dorer esegnire lavori cli tale estensione, per i quali non bastino !e compagnie di zappatori di una divisione o di un c0rpo d'.arrnal~ , o si ricorre agli ausiliari delle allre arm i, per lo più di fanteria, oppure si riuniscono le compagnie zappatori di più corpi di armata . In talun i casi , le. compagnie zappatori vengono frazionate o in · mezze compagnie, o in sezioni, e talvolta si scende pure allo S'quadre o dr.ippelli. Gli strumenti e mnleriali messi a disposizione dellle compagnie che consideriamo sono: un attrezzamento portatile, un parco lef(giero di compagnia, e, come riserva, il parco del gehio di corpo d'armata e quello d'armata; inoltre, per il servizio dei ponti, nna sezione o piccolo equipaggio da ponte, oppure materiali da ponte così delli d'avanguardia, · L'attrezzamento portatile, il qnale presso i principali eserciti europei (eccez ion e fatta. dal nostro) si estende anche a buona parte della fanter ia, serve ad eseguire i favo ri più comuni là 0
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{{J Ecco collie il Regotamento sul servizio in campagna (e.liziorie 1SOi) dell'ose rci to tedesco defin isce il compito dei pionieri: • I pionieri possono anche comba ttere cotnc • t.ruppa di fanteria; ma la loro missione ~peciale .e essenziale consiste nell'c,ecuzionc • in pr·esenrn od in vicinanza ciel nemico di lavoro che. 11ossono avere una gran(lc i li\· e portanza per le altre armi e per lo svolgersi del combattimento ».
~ELLA.. GUElmA DI C.\'.\JPAGN A
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ove sorge il bisogno e 1100 si potrebbe o non converrebbe condnrvi il parco di compagn ia, il quale è destinato sia a contenen, strnmenti da zappatore e da guastatore da distribuirsi, al l'occorrenza, agli ausiliari, sia a porlare gli strumenti e materiali per lavori special i cbe non possono far parte dell'attrezzamento . pouatile . Il parco di corpo cl'at'mala serve a rifo rnire quello delle com pag_nie zappatori e a provvedere gli istrumenti agli ansiliari ; con quello d'armata si ril'orniscono i paì'chi di corpo d'armata. La se1.ione o piccolo equipagg io da ponte, od altro materiale analogo, è ordinariamente unito alla compagnia zappatori a. cui · appartiene, e se in qualche caso ne è separàto, il servizio relalìvo viene sempre disimpegnato du una frazione dell a compagnia stessa. Hassiamo ora ad esaminare c.orne i reparti 1.appatori disirnpegna<no gli incarichi loro aftìdati . Questo esame faremo, non considerando gli incarichi separatamente l'nno dall'altro, ma in relazione alle circo,;ta nze in cui possono trovarsi le grandi un ità a ·cui sono addetti, in guerra, i reparti di z,1ppatori . E pertanto tratleremo s11cce~sivamente- del servizio nelle marco, sul campo di battaglia, negl~ accnmpaménti otl accantonamenti e nelle retrovie,
Al
SEI\ VtZlO NELLE ll AR C!C
Dobbiamo distinguern lo marce avanti dalle mu,)e iu ritirata. L JlarM (mànti. - Tn questa specie di marce gl' incarichi di maggior importanza per gli zappatori sono quell i relativi alle comunicazioni (cioè il 2° e il 8° di quelli soprad istinti) , · « Le secrl!t de la y1wrre est dcms le SP,Cr<il des conwnication » ha detto Napoleone L - Per disimpegnare simi li incarichi gli ,mppatori <lel genio dovranno eseguire continuamente lavori più . o meno importanti secondo le condizioni di viabilità del territorio sul qLw le si marcia, l3 secondo r:he. questo territorio sarà stato o no percorso dal nemico in r itirata , Considerando il caso più generale, che il nemico
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N ELL A GUERttA Dl CA)!PAGNA
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IMPIEGO DEGLI ZAPPATORI DEL, GENIO
si ritiri dinnanzi alle colonne in marcia, i laYori principali che dovranno e5egui re gli zapppato ri saranno i seguenti (•I ) : a) liipara·re e consolidare i piani stradali néi qnali siansi prodotti ,guasti per l'<'ccesxiva 1:ircolazione. - Questi lavori consisteranno essenzialmente nel trasportare e spargere ghiaia, dopo averne rimosso il fan go , sulle strade vicinalì o campestri prive di massicciata. b) StClbilire i necessari raccordamenti ld dove s'incontrano due st·rnde, e~ fine di non rallentare la marcia ,ii dne colonne, le qtbali dove.~sero sfilare contemporaneamente per il punto d'incontro delle due strClde. - Cosi, avendo le due strade AB, CD, che si ta~liano in I (fig. 1°J e volendo far percorrere ad un:i colonna l'itinera1:io A l D e ad una seconda colonna quello C r B, per ' evitare che le due colonne s'incaglino in / , si costrni ì'à il tratlo di raccordamento r r' ossia si fari.i un allargamento in corTispondenza del punto d'incontro /. Così pure se una strada S S' (fìg. 'z'): nello attraversare un villaggio V V, si restri nge cosi da obbligare la fan teria a marc iare per 4 anzi che per 8, e l'artigl ieria per vettura, anzi · che per due vetture accoppiate, con verrà costrui re il raccordamento si; la colonna in marcia allora non dovrit rid urre a metil la sua velocità nell'attraversare ~I villaggio. Un caso analogo si presenterebbe qualora la co lonna in marcia incontrasse una forLificazione di sbarramen to F (fig. '3°), per para lizzare la quale bastasse un corpo di osservazione, mentre all a colonna stessa convenigse prose'g,uire la marcia. In questo caso però il tronco ss' di strada da costrursi avrà uno sviluppo nlqn anto maggiore, e dovrà essere defilato alla vista, se non ai Liri dell'opera forti(icaloria. - I lavori àa eseguirsi nei cas i ~ovra citali saranno, in massima, lavori di sterro e di rinterro, ma talvolta occorrerà pure costruire qualche ponti ceUo con materiale occasionale o e.on qu ello regolamentare. ({) Veggasi in proposito : a) Ntude sur l e service cl>-s tto1i1,es du gé11 ie d 1rns la guei·n de camva.yne p:ir A. DuvAL·I.AGUJERCf.:, lieutenant. colone! llu g~nic, prorcsseur de fo1'lifì calion à r ~,:olc supéricur de guerre cn France (Revue ·m.il . rllL génie, i 891; Paris, Berger LcHaull, {893). · bi ie service c!es troupes au,i; armées par Roc11 E, cap itaine du génic. Paris, ChJ.r!r:.J-.a vanzelle., i 89t...
c~ Cost1·uzione di piccoli punti, rafforzamento di p~1~ti esi: .•stenti o sistemazione di qnadi per permettere o per facilitare 1l_ fassagyio di corsi d'acqua alle colonne . in marcia, l,à dove tali . l l 1 •· la ove . ·pw· 11ianu/atti siano stati gnastati. l n nemico , oppi, v • .~istendo un ponte, la larghez.w di esso ponte si~ ltl1uant~ minore cli quella delta strada che vi mette capo. - f piccoli poµti -saranno costrutti, secondo i casi, con rnateriale regolamentare, o· ..oon materiale di circostanza ; quesL'ultimo converrtt qua,;i s.empre ~mpiegare qualora si tratti di ponticelli .ad nnit sola campatn. ,~oi piccoli pùnti oradetti si dovranno sempre cosLrnrre _le ramp_e, _e talvolta anche brevi tronchi cli strada per accedere ai medesnrn Il rafforzamento di ponti esi stenti consisterà, per lo più, nel· '.t'aumentare i punti d'appoggio delle campale, se cli legno o me(iaUièhe; oppure nell'armarne le vol te, se di mura~ura . . La sistemazione dei guadi richiederà la costruzione di rampe d1 .rve.esS-O e lo sp ianamento del letto del corso d'acqua . ~a profon·dità massima dell'acqua perchè sia possibile il passaggio a guado 'ili i.rn torrente O di un fiume, se la corrente è piuttosto clebole, ·è la seguente: metri ·1,00 per la fanteria; metl'i ·1,30 per la caval_:Jeria; metri 0,70 o metri ·1,20 ·per il carreggio, secondo che 1\ ..carico deve rimanere all'asciutto o può essere bagnato. Se la ve~ iocità della corrente si avvicina ai 2 metri, oonviene ridurre di "V, RLÌ '/3 Ì predetti limiti. La sola prati ca può far. acquistare i~ colpo d'occh io per fare la scelta del posto ove stabd1re un guad~: ,eome norma generale si deve ri tenere che le strade, pllr lo pm ·vioinali o campestri, ed i sentieri conducono ad un guado (1). 0
·(1) "i'll'a'ti"'l'er,u e un "Uado le truppe tlel'ono es,ern ,t righe aperte. Se il eorso l .L O " , . ,. e, > ' ' ' d l O' J:l'JO pe r '<d'acqua è piutt.osto rapido, conviene disporre alcmu ca,·al1en a monte e o1 .' • 1'ompcrc la corrente ccl altri :1. valle per soccol'rere coloro che fo;sero travolti dalla ,-corrente ste,;s,t. Avenclo a disposizione una harcheLt~, si ,.?st_it,1ira~rno ,~o,n que.s ~, con.i.tenente abili barcaioli e nuotatori, i cavat1er1 a valle. - :,e 11 cor,o d ,1equa e "elato, .~1 passaggio si puo eff~ttuare so11ra il ghi,tccio, pu rch~ rrue:;to abbia la gros,ez7.a di ' / metri O.¼O per le truppe a P.ied i, . • 0,15 » a cavallo, • 0,20 • l'artiglieria da \:ampo, • 0,'25 . , il grosso ca rreggio. . . . In tal caso, per ra,:ilitare !:i. tra vo rsat,1, conYicme :;pargere sul gh1acc10 sabbia o terra ,e disporre i cani sopra un'.l. specie di slitte fatte di tavole, cJlzan Ione bene le ruote. La traver,ata de' carri si può pure 811'CLtliarc su cl ue file (li ta,·o le, d1,po;; te sulla su· per!ìcie gelata à guisa cli rotaie. ::-;el!' uno o nell'altro ltlO(lu. <i conveniente. ra r trainare ii c.> rri da uomini. All'assedio di Parigi. il 1i e 28 dicemllrè \S70. akun, rip:il'tt pms. sianì nttraver,arono la Senn:1 gelat:1 a Villeneu,·e e a JU\'is)·.
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nlPlEGO DEGLI ZA!'PAT0l1I DEL GENIO
NEtL A GUERRA 1.H C,lMPAGXA
La costrnzione dei ponti e la sistemazione de' guadi dovrà essere possibilmente precèàota da una ricognizione. d).Sistemazione e,l alla1'(Jamento di sentieri e cost.nurione. cli numerosi ponticelii e cli passerelle in vicincmza del neniico. Alcnn i di tali sentieri avranno direiione parallela alla linea di· marcia, altri saranno perpendicolari a questa linea e servi l'anno ad allacciare i primi. Ciascun ponticello o passerella dovrà avere il propriQ sbocco, peroccbè se due o più avessero uno sbocco comune, uno so lo di cui ess i sare!Jbe utiliz:tabile. e) Or,qanizzazionè dif'ensioa di alcune posizioni importanti, dalle quali proteggere lo sfilamento di una colonna in ~arcia altra verso una stretta, sopra un ponte, ecc. , oppure il suo spiegamento. E ciò rinche in prev isione di un movim ento retrogrado a cui la colonna stessa fosse obbligata in segnito ad nn combattim~nlo con esito sfavorevole . Ora, come po tranno le truppe del genio facenti parte di una colonna in marcia. (divisione o corpo d'armata) disimpegnare tutti gl' incarichi sopra accennati sen1.a produrre ritardi nella marcia dellrt colonna'? Se consideriamo una divi~ione (s' inte.nde sempreJ di· fanteria,. se non diciamo altro), ad essa è generalmen te addetta ,una compagn ia di zappatori o di pion ieri di campagna; questa marcia coll'estrema avanguardia. seguìta a poca distanza dal proprio parco, e, qualora se ne preveda necessario l'impiego, anche dalla sezione od equ ipaggio da ponte divisionale - 35 a Hl metri di ponte (,1·) , e perciò a 3000 . o 4-000 metri dalla tesla del grosso del la colonna (fìg. J.'J. , · Se trattasi di un corpo d'armata, a cu i sono ordinariamente assegnate 3 o /4. compagnie zappatori, il posto assegnato nelle marcie :1 queste compagnie fino a questi ultimi anni era generalmente il seguente: la compagn ia :i:appatori della divisione che forniva l'av,rnguardia marciava col la testa di questa co me nel c11so
(I) Veggasi: a) .\'o;·me
generali per l'impiego clelle
l·l 'è
armi nel
b) lfandbuch. fi,ir den 1)·upven{ii,h\'er <lel capi t;ino pitano Mar;elli. - Torino, Bona, t89·1.
com{,allimcnl11. -
LEH~1in,
!891.
Traclnzione il ei ca-
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di una divisione isolata; le altre compagnie divi$ionali er,mo incolonnate o alla 'testa o alla coda della rispettiva divisione, oppure assieme alla compagnia di riserva, per lo più ·alla coda del grosso (fig . 3"). Con tale disposizione si aveva una sola compagnia zappatori che precedeva la testa del grosso di 6 o 7 chi lometri (fìg. 5), men tre le altre si trovavano dietro all'ora della testa e ad una distanza da essa variabile di 3 a 4. fino a '.20 e più eh ilometri. Gl' inconrnnienti di una t,i!'e · di:;posizione . sono gravi, poichè spesso, nelle marce, occorre di impiegare tutte riun ite le compagnie zappatori del corpo d'armata per rimuovere ostacoli importanti a cui la co lonna si trova di fronte ; e, per portare all a testa dell'avangu~rdia le compagnie che so no incolonnale col grosso, si deve per,dere qualche ora, senza contare che queste compagnie giungono sul posto ove devono lavorare giit stanche della marcia. Dura~·Le là campagna franco-prn ssiana, taii inconven ien ti si sono verificali parecchie volte e speéialmentc nellP, marce del X corpo d'armata prussiano verso la Mosella nella prima metà d' agosto 11870. , ~cl evitare simili inconvenienti è ora generalmente ammesso presso l'esercito germanico e quello austro-ungarico è ta.,sativa mente stabilito - di non assegnare un posto fìsso alle compagnie zapp~tòri nella colonna di un corpo d'armata in marcia: questo posto dipenderà dalle informazioni che verrann::i date dalla cava lleria esplorante, colla quale sarà bene che si I.rovi un ufficiale . del geni'o per rende1·si meglio conLo dell'importanza dei lavori da eseguirsi . . Così, quando le marce avranno luogo in un paese <love il nemico ò in ritirai.a, e quind i esso produni1 il maggior numero di interruzioni stra dali che gli sarà pos~ibi le, converrà far marciare riunite tuLte le compagnie zappatori del corpo d'armata all'a,vanguardia. . . Tt't1tta ndosi poi di uno o di più corpi d'armata dest1nat1 a costituire l'avarJO'uardia di una gros3a ,arn ncrenera le {o strate!!ica) " màta o di un gruppo di armate, tali corpi dovranno avere un numero maggiqre di comp:ignie zappatori, per rendere più spedito l~ marcia delie vahe colonne. Sembra appunto in omaggio
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IMPIEGO n ·EGLl ZAPPA T ORI DEL GENlO
a queslo cri terio che i Tedeschi hanno assegnati due b1ttaglioni pionieri (6 compagnie in totale} a ciascuno dei eorpì d'armata l , XY e XVI , poichè il I corpo è destinato a formare l'avanguardia generale sulla frontiera esL e gli all1'i due avranno una missione analoga in caso di guerra sulla fronLiera ovest. Se invece si marcerà in nn terreno ricco di comun icazioni stradali in buone condizioni, basteril che una sola compagnia V6nga assegnata all'avanguaròia (fìg. 5'), mentre le altre potranno. essere incolonnate col grosso. · Aèc,ennerem~~ ancora che alcuni autori voiTebbero for marciare normalmente una compagnia zappatori coll a cav,dleria espio· rante, e cioè a 11O chilo metri .circa dall'esLrema avanguardia, e perciò a 113 o 114 chilometri circa dalh testa dèl gro~so se si tratta di una divisione, ed a 115 o ,J 6 chilometri se . . traltasi òi un corpo d'armata (ve~gnnsi lì~.~-· e i.>"j. Ciò allo scopo di ritardare il meno· possibile la marcia della colonna . La compagn ia ora detta servirebi1e, al tempo stesso di sostegno alla cavalleria; e, per renderla più mobile, dovrebbe essere trasportata su appositi carri, del tipo d-i quelli usati dai pompieri per accorrere sollecitamente sul luogo degl' incendì . . t bensì vero che presso quasi tutti gli eserciti ·t sistono giil pii 1.,1ppatori di cavalleria in numero .8 per ogni squadrone,. ma ci sembra che si faccia troppo assegnamento su questi zappatori, dai quali non si potrà richiede're che piccoli lavori di riparazione, e tutt'al più qualche maggior lavoro di distruzione. · Il generale Brialmont, che·meritatamente è ritenuto il primo ìngeg;1ere militare dei nostri gior~i , in un suo studi_o pubblicato nel 1893 (·I), sostiene la necessità di costituire2compagniedi pionieri di w-wlleria per ognì corpo d'armata come pure crede indìspensab ile che ad ogni divisione di fanteria siano asse~rnate 2 compagnìe pionieri, ritenendo che le truppe del genio .sono insufficienti negli eserciti odiern i. Secondo le proposte del su detto generale, si . verrebbero ad avere 6 compagnie per ogni corpo d'armata su due dil'isioni, ciò 1
(1) Veggasi: i'tude sur l'infanterie lè{lére, l'Or{lanisalion et l'emploi des troupes du gt'nis 11am la guerre de cam11cigne et dans l.1 gu.e1Te de siège par le gènéra.l 13HIALMO:n - 1/evw?- de l'11rm èe beige, _t,>me Ir, settembre- ottollrc ·1893.
NELLA GUERRA DI CAMl' AGNA
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<:he recentemente è gii1 stato fallo, come abb iamo accennato pi i1 1odielro, per tre corpi d'armata in Germania. AMiun(Jeremo che nelle manovre di questi ultimi anni, in Gerni'ani;, ir; Franc;a, ecc. si è cominciato ad impiegare riparti di :zappatori o pionieri, eventualmen~e montati S\l carr_i , come ausi liari delle divisioni di cavall eria, rnvece del la tanteria leggera. · Oualora poi non si voglia variare l'<Jrd ine di marcia, generalme~te segÙito oggìdì, è necessario che il comandante dell'avanauardia faccia riconoscere il giorno prìma il tratto di strada da ;el'C')\'l'ersi da uno degli uffi ciali del genio della c?.mpa~nia da In'. _ ,dip-endente, a fine di vedere qual'è la natura e I 11nportanza de~ lavori che si dovranno eseguire . Ed in base al rapporto che glt verrà fallo dal su detto ufficial,e, egli farit precedere di parecchi e -0re l'avanguardia dalla compagnia del genio, o di p::i.rte di essa, con ·o senza il parco o la sez ione da ponte, e rinforzata , occorrendo , da ausiliari di fan teria ('l ) '. . . Essendo protetta dalla cavalleria esplorante, la coinpagnia zappal&i d'avanguardia difficilmente potri1 es~ere diswrbata dal ne-mico durante i lavori . Nel caso però che ciò avvenisse, non converrà impegnare a re~pingere l'allacco che il minimo possibile della for1.a , mentre il rimanente co ntinoeril a lavorare. Ad evitare perditempi però sarebbe bene far proteggere la eompagnia stessa, mentre lavora, da riparti di fanteria .
Esenipi. - Si potrebbero riportare numerosi esempi di l_avor'. svariati eseouiti da z~ppatori del gen io per favorire la marcia dei gràndi ripa;,ti a cuì erano addetti, ma rimandando gli studiosi alle Rel.izioo i particolareggiale delle campagne del corrente se~ .colo, si limiteremo ad accennare ad alcuni di tali esempi , tratti ~ , dalla campagna franco-pru:=;sìana del ;J870_-7·1 (~)., 0 ,. 1° La I armata tedesca, costiluila da, curp, d armata ·1 , ' ed 3° e dalla ,1'' e 3a divisione di cavalleria, gi unta il ,J 3 alla (·I) Siccome la compagnia zappatori adtletta ad una divisione_ in marcia dovrà spesso soppor tare pesanti fatichCl perché ht colonna relrost:tnte non s1a~.d ogni trauo obbligata a,1 arrestarsi, cosi appare Ja neces_sita di avere per og?1 ~1".'.',ion: due ~1tal: com· I in quanrlo s 1 darebbero 11 caml)IO Gali avan0 uard1<1. pa0" me e qua 1·1 d'1 lj\iando . ·t · d · · (2) veggasi: Op;:rations d1i corps (LU génie. allem::md par ,mTZ, capi ain u g,'. n1e ,prussien (tra.duclion frnn cai;e - Paris, Dumame, {813).
NELLA GUERRA ' DI CA .HPAGNA.
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I MPIEGO DEGLI ZAPPATORI DEL G~NlO
Nied francese, ad oriente di Metz, trovò in quel fi ume 6 ponti ,, che sarebbero stati insufficienl! ad essa per passare il fi ume stesso. in buone condizioni. Fu allora dato 01:dirie alle compagn ie pi o- · nieri del ·1° 6 · del 7° corpo d'armala (1'8° stava più indietro, in, riserva) di CO$trnire allri ponti ; i pionieri del ·IO corpo ne costruì rono 4 nelle vie inanze di Étangs con materiàli d'avanguardia, men tre quelle del ,• ne cost 1nirono altri !Sa Fange e a Courcelles. Cù ll materiali di circostanza (I). :z• Ai primi giorni di agosto , il '.2° corpo bavarese marciava, colla ·12" di visione di fanter,ia al l'ala destra della IU armata sulla strada da Weissembourg a Bitche. Questa. strada essendo sbarrata dal la fortezza di Bitche, e avendo il comandante di quel corpo tentato , ma invano, di indu l'la alla resa col bontbardamento, per· perdere tempo, venne decis~ di costruire una strada a &nd della fo rtezza, per aggirarla. I lavori, affidati alla 2" di visione del genio di campagna bavarese (2) , sotto la direzione del tenente colonnello Fogt, furono, cominciati il gi orno 8 sera e nel gio rno successivo venivano già compiuti. E conviene notare che il tronco di strada costrutto il quale collegava i villaggi d'Engels lrnrdt, e di Lemberg ai' sud della fortezza, aveva uaa lunghezza cli 9 chilometri e si sviluppava in un terrenomontuoso e boschivo alquanto difficile. Per eseguire il lavoro, i pionieri erano stati ripartiti lungo tutto il tronco di strada da apr_irsi. Il ·IO mattina di buon,'ora il 2° corpo bavarese aveva già oltrepassata la piazza, lasciandovi un distacc.amento acl osservarla. ;3• ~ella marcia or ora accennata della III armata verso !a .Mosella, j corpi d'armata 5° e ,t.t• facenti parte di essa trovarono parecchi ponti della. Sa1Te e del canale dalla Marna al Reno fatti saltare dai Francesi. Ma le loro compagnie pionieri tosto li ripararono o li sos tituirono con ponti di barche del commercio, così che i predetti corpi poterono senza l'itardo occupare l'importante cillò. di Nancy, ed ivi attenderù il risultalo delle battaglie attorno. a Meti, per poi proseguire su Ch..ì.lon:;. (2) Ogni corpo d'annata prussiano al'eva 3 compagnie pioni,~ri, di cui I;\ f • pi ù 11articolannente istruita nel servizio dei pont ieri . · (3) Le di visioni del genio di campagna ha\'arn,i Cù rrisponde\'ano ai l),rUaglioni pion ieri prussiani; eran o cioò su 3 com pagnic, di cui una (la 3') di pontieri.
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, 4• La 20• divisione ('1o• corpo) della II armata continuava , il 6 àgosto, la su~ marcia dal Reno verso la Sarre, quando a Hersehmieden, si trova dinanzi un ponte snl Langenbach non solido abbastanza da. permetterne il passaggio. La 1 a compagnia pionieri, che era all'av,angnardia, in due ore lo rafforza e mette ,così in grado la di visione di giungere prima di sera albi tappa prestabilita.. Il lavoro, eseguito da ;30 pionieri e 3 sottufficiali, sotto la direzione del capitano , consistette nel rafforzare il ponte medi:rnie dne cavalletti ed a co nsolidarne il taYolato con tavoloni del materia!ti d'equipaggio. SOiata la divisione, la compa~nia ritirò il suo materiale e giun se poi alla tappa alle ore 9 di sera. ·'.2) Jlfarce in ritirata. - In una marcia in ritirata, sia essa -eon,;eguenza di una sconfitta, oppure venia ordinata prima di una battaglia, le' tnippe percorreranno strade note, protette da una retroguardia, di composizione poco differen te da quella del favanauardia nelle marce in avanti . Per conseguenza, farà sempre parte 'ae\l'e::;trema retroguardia di una di visione autonoma o di ·un corpo d' armata una compagnia di zappatori. Questa, per quanto !e sarii possibile, procurerà di sbarrare o gua3tar le strade, distrnggere i pon ti e le linee telegrafiche, creare -Ostacoli all'inseguimento del nemico e sistemare a difesa le lo{:alità più adatte per facil itare al la fanteria e ali' artiglieria della 'l.'etr~guardia di appostarsi per proteggere la ritirata del grosso · -della colonna. Allo sbarramento ed ai guasti delle strade (ordinarie e ferrate) ,si 'ricorrerit solo allorquando il nemico non sarà n contatto, oppure, essendo a contatto, moslreril. poca energia nell'attaccare, per cui gli zappatori potranno lavorare, senza gravi molestie da ,parte. di esso, all'estrema coda della retroguardia. Gli zappatori· stessi saranno protetti, durante il lavoro , dalla . iantèria. e dall'artiglieria, ed essi non dovranno cessare di lavoTare, per combattere, se non nel caso di assoluta necessità. La distruzione dei pon ti si farà generalmente con sostanze -esplosive, ossia colle mine (11). Queste saranno preparate dalla (t) Solo in qualche raro caso po trà con1'e.nire di distruggere ponti o passerelle di '<li legname co n strumenti (la guastatore o mediante l'incendio.
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IMPIEGO DEGLI ZAPPATORI DEL GENIO
compagnia o dalle compagnie zappatori marcianti col grosso della colonna, se a questa saranno addette due o più compagnie di. zappatori; in caso diverso, da squadre distaccate dall'unica compagnia del genio, che farà parte della retroguardia, le quali squadre perciò dovranno marciare alla te~ta del grosso, od anche precederlo. Ad ogni modo, la squadra di zapp<1lori che ha minalo un pon te, vi lascierà. a guardia un paio uomini, tra i quah possibilmente un graduato o.i truppa, o meglio un ufficiale~ incaricati di dar fuoco all a mina secondo gli ordini preventivamente r i,~evuti dal comandante della colonna. Quest'ul timo, all a sua volta, dovrà dare ordin·i tassativi, e cioè se un dato ponte dev'essere · fatto saltare, · senz'altro, dopo sfilata tutta la colonna in marcia, oppure se si r iserba di dare l'o rdine al momento opportuno. E ciò per evitare disastrose conseguenze, analoghe a quella avvenuta alla battaglia di Lipsia, il 19 ottobt:e 181 a, che così è raccontata dal generale Còrsi (,1): <s. Ali' ,tlba del ,J 9 li alleati r innovavano l'attacco . Si com balle « dentro la . città, ove lo scompiglio ecl il tenore superano ogn i c1 confine. Rimangono tuttora sulla destra dell'El ster circa ,J 00 carri « di munizioni dei parchi d'artigl ieria dei corpi rimasti ultimi. « Vista l' impossibilità. di salvarli, i generali qrdinano che _vi sia « appiccato il fuoco. In mezzo a quello spaventoso disordi~e, frotte « di tirator i nem ici s' avanzano pei ·giardini lungo il Jìume sin « presso al pon te che è minato. A quella, il caporale del gen io, « rimasto quivi di guardia, lasciato solo in quel graviss imo fran« gente da' suoi superiori , fa dar fuoco alla. mina, mentre quasi « 4-0,000 uom ini rimangono tnttavia' sulla sponda destra. I più « audaci si gittano nel!' Elster, alcuni si salvano a noto, M acdonaJ, i< tra questi ; altri annegano, tra questi Poniatowsky; molti peri« scono sollo la rovina delle case o combattendo; il resto si arrende» .. D'altra parte, non si deve trascurare di far distruggei·e i ponti· prima c,he se ne impossessi ii nemico, perocchè altr)menti la marcia di quest'ultimo ne risulterebbe di molto facilitai.a. E fuor di dubb io invero . che nel ·1870, il Ponte di Pon t-it-Mousson e :ipecia lmente quello ·sospeso di Corny, la cui distruzione per parte de i Francesi
d,
(ii Cònsr. -
S01mnai-io (li storia mii.ilare. - Torino, Can<leletti, ·iSSI-.
NELLA GUERRA DI CAMPAGNA
1467
avrebbe r ichiesto poco tempo, hanno reso un grande servizio ai Tedeschi , i quali dovettero in pane alla loro conservazione il successo della giornata del ·16 agosto. I riparli o le sqnndre di zappatori che marciano col grosso della colonna provvederanno pure a guastare le ferrovie col rimuoverne alcune rotaie, alternativamente lungo la guida sinistra e lun(l'o la guida destra del binario . · Lelinee e le stnioni telegrafiche, invece, saranno rovinale dalla compagnia zappatori .o dal le altre truppe di retroguardia, al fine di non rendere dillìcili, durante la marcia le comunicazioni col orosso della colonna o con colonne laterali . e f . Alla sistemazione a difesa di località favorevoli per ,H'v1 resistenz~ successive, onde proteggere la ritirata, sarà provveduto dai riparti zappatori che marceranno col grosso, o che occorrendo , lo precederanno, coli' a:.isilio di lavoratori di fanter ia. Tale sistemazione consisterà essenzialmen te in trinc.ee di battaglia, lrince·ramenti speditivi, messa in' stato di difesa di margini, di villaggi · o di gruppi di case, fo rmazioni di abbattute, ecc. In massima , nell'ordine generale di marcia saranno semplicemente accennati ai lavori da eseguirsi dagli zappator i del genio o dalle altre truppe sollo la direzione di ufiiciali del genio: spellerà quindi ai comandanti in sottordine di dare le istruzioni particolari agli ufficiali oradetti . · . . A questo proposito crediamo opportuno di riportare uno stralcio dell'ordine di marcia del 18 e H) gennaio l8il, emanato dal generale Bourbaki, obbligrito a ritir,H·si da Montbéliard su Besan çon, dopo aver auaccato GOn insuccesso la li nea della Lisaine presso Eelfort. 1
« I armata della Loira. -
()uartier genen:dé di Bibre, 17 gen-
« naio ·I 8ì I • « Durante il movimento di ritirala, il genio mi litare marcerà colla retroguardia per eseguire i lavori di distruzione che sa« rarino giudica ti necessari. Il genio civile precederà la colonna « a u.na giorna ta di marcia, per preparare e racc-ogliere le r isorse <s.
1468
IMPIEGO DEGLI ZAPPATORI l>EL GENlO, l,lCC.
« degli abitanti, eseguire lavori d·i difesa e predisporre mezzi « per distruggere le opere d'arte. « I comandanti di corpo d'armata darnnno al genio civile e al .« genio militare tutte le istruzioni che riterranno necessarie per « l'adempimento della loro missione.
« Ii gen erale comandante in capo prescrive tassativamente di « eseguire, ogni giorno, sulle posizioni occupate dalle truppe, im-
« porlanli lnvori di difesa. Il omem !,• in cnpo {I )
ROU RBAKI
».
(I) P1Enno:-.. - ,1/étl!odes de guerre act11el!es et vers lii fine dii xix siécle. Tome IV, partie, Paris, Baudoin, l895. . Come è noto, durante la campagna del 18i0-71 , :111.i g randi unità Ili ;werra frln-cesi, oltre che ntncial i del gcnìo militari), erano :\ddt'tti ,1lcnni ingegneri ci vili. .i
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1469
CONTRIBUTO Al,LA S!EROTERAP!A oiCONTRO LA PLEURO-POLMONITE. EQUINA
Gonli1ma.:.i01ie. -
Vecli dispensa .'l'.V
L;sioni anatomo-patologiohe post-mori.ali . - Le lesioni anntomo\patologiche variarono a seconda della durata della malal.lia. Negli ,,individui morti dopo pochi giorni di degenza all'infermeria, le lesioni predominanti furono quelle degli organi dell a cavilil toracica, -eccezione fatta di quei due ca vali i morti in seguito ad emorragia ,<:erebrale , nei qnali, per quanto si notassero i fatti infiammatori •tn tulli gli organi delle dne cavità, toracica ed addominale, pur •tuttavia queste lesioni non erano tali, da determinare la morte -dell'animale, essendo soltanto allo stato iniziale. In tu tti gli altri individui morti dopo una degenza di circa 9 .,giorni in media all'infermeria, si riscontrarono le seguenti alte~razioni in grado più o meno accentualo . Così .si notarono semp re i , musèol i scolorati, rammolliti come se fossero colti, non offrenti re·sistenza :illa pressione delle dita. Nella cavità toracica: i polmon i, per lo più uno solo, quasi ,sempre il destro, con f>patizzazione ai divani sladii e con differente ,·diffusione di processo, secondo che le lesioni predominavano o no in essi . . In qualche caso, il polmone epatizzato prendeva proporzioni di "filassimo ingrandirilento, tanto da figurare il doppio del compagno, · ,ijl quale se non era esso pure epatizzato si trovava però sempre ,allo stadio congestizio. In alcuni casi si osservarono focolai gangrenosi più o meno estesi nel .polmone epatizznto. Le pleure sempre alterate dalla semplice intìammazione'all'ispes0·simento notevole con pseudo-membrane fibrinose, contenevano •
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ANNO X l. Il.
HiO ·
CON'l'RIB01'0 ALl,A SIEROTERAPIA
esrndato sieroso più o meno abbondante, qualche volta. sanguinolento, ed altra volta di color giallo sporco lalliginoso per presenza di pus . . . . . . . Il cnòre nella maggioranza dei cast s1 trovo aumentato di volume, il miocardio coslnntemente alterato dalla degeneraz ione granul.o. <rrassa ai diversi stadii , con macch ie ecchimotiche a\l'endocard,o. ,., Nella cavi tà addom in~le, la massa intestinale present.ava ~o~_tantemente delle estese macch ie ecchimotiche color feccia d1 vrno, sparse sia sulle intestina Le~ui eh~ sul le inte~ti,na . c_ra~se. Inter_~ namente sulla mucosa intestrnale s1 notavano I tatti ml,~mmatorn ma non si riscontnu·o!10 mai ulcerazion i per quunto mtensa e . ueneral izzata fosse l'infìammazione. ~ 11 peritoneo si trovò s1~m1~re infiammato . a d.ive~·s i gradi e~,. a seconda che trovavas i in contatto con organi lesi p1u o meno ~ravemente. Lri . regione più infiammata del peritoneo fu costantemente quella a con tatto col fegato, ~cl _i n .qualc~1e c~~o 01L1:e a_versamento notevole si .notaro no leggier1ss1me v1ll os1ta (ì}mno,,,e su tutta la sierosa addominale. . . li fegato quasi sempre ingrandito presen Lò, come gl, alt.r , organi parenchimatos i, la degenerazione granulo grassa ad uno stadio piuttosto avanzato. . ... La sua colorazione giall astra e la sua Cr1abd1tu ne svelavano le profonde alternioni . . . . . .\.nche i reni erano alterati per decoloraz1one, d11rnnu1ta consis~ern;a e numerosi punti di infarLi emorra~ici. La pelvi renale si ·trovàva quasi sempre riempitfl da catarro, qualche volta presentante pure i car(I Lteri macroscopici di catarro purulento. ~ella vescica si notavano punti ecch imotici . . La milza pure cosliìntemen te aumentata di volume, spappolabile, in ,,or(rata di sangue nero . . 1\:eLJa cav ità craniana, nei ~ue casi di mo rte per fenomeni cerebrali si trovarono co8guli sangui gni dietro il cer velletto, ed JTl tutli ooi si notò una colorazione giallastra spiccata nell a sostanza bianc;t del cervell o e li quido to rbidiccio nei ventricoli .
Ballt!rioloqia. -- L'esame batte riologico eseguito ;:; u l ~) casi, di matèl'iale es,Lrallo per punzione del polmo ne in vita, 13 sui viscen
CONTRO LA !'LEURO- POLl!ON!TE EQ,OIXA
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di 4- animali deceduti, ha dimostrato concordemente la presenza del cocéo ritenuto dalla m11ggior parte degli autori (·I ) come l'agénte patogeno di questa malattia; ma con alcun i nuovi caratteri di polimorfia che verranno descri tti in apposito lflvoro dai dottori Cenlanni e ~fozio assistenti nei Laboratorio di Pato logia Generale dell'Università di Bologna, di retto dall 'onorevole professore Tizzoni .
Cwra. - li traLLamen to dell'infez ione fu profilattico e curativo . Da principio si cercò di ailontanare tutte quelle cause generali che apparissero favor irne lo sviluppo , e cosi il signor tenente colonnell o veterinario cav . Nota dopo la visita ai locali o·ccupati dai cavall i, propose che venisse sospesa la distribuzione della pagl ia di riso per lettiera, la quale paglia quasi sempre contam inata da crittogame per l'amb ien te in cui vegetn, poteva essere doppiamente dannosa., sia favorendo lo svi luppo del germe nella lettiera , sia indebolendo l'organismo del cava llo a cui la paglia da lettiera serve dì complemen to di razione . Questa proposta venne sub ito accettala, come vennero pure mes:,e sollecitamente in alluaz-ione le allre proposte relative a certi lavori per migliorare la ventilaz.i,one delle scuderie. La disinfezione òelle scuderie, con soluzioni di vriri disinfettanti che si adoperavano al ternativamen te, si operava ogni qualvolta il tempo permetteva di mettere i cavalli all'aperto, ciò che succedeva all'incirca ogn i otto giorn i; ed ogni pos!a occupata dal cavallo che enlra va :di'infermeria colpito dal!' infezione veniva ancora colle. quattro lateral i, disin fettata ulteriormente. Anche gli abbeveratoi venivano regolarmente e periodicamente disin fettati, e per precauzione si cercò pure di disinfettare la pula del maneggio dove i cavalli faceyano la passeggiata durante il caltivo tempo, bagnandola con soluzion i antisell.iche. La cnrct ebbe« il duplice scopo di combattere la condizione in« feìtiva e mod ificare l'intensità dei fenomeni secondari che poté\< vano so rgere come espressione di localizzazioni diverse (2) ». Così . per rispondere all a prima ind icazione, appena i cavall i entravano alla
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(l) 1'11. l(1 n ·. - Specielle bacleriologfsche niagnosii k der einze!nen I n(eclions /,:r,m . keiten, p~g. 511.
(2) Lf:1'1. -
L. ';-- png. 509.
CONT RO LA Pf.EU!W -POLMOiS!l'E E ~UJ;-;A CONTRIBUT O ALLA S!EltOTElt AP1A
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infermeria, si procedeva alla disinfezione inle,tinale, cercando pnre di combattern e la su:1 insuflìcienza {1) con un purgante di aloe · unito al salolo. La do:;e dell'aloe si graduò in modo da ottenere un:·1 purgazione blanda per non indebolii·e di troppo l'organism~ co11 abbondanti scariche alvine, e si ot.lenne lo scopo con soli 20 r,ramrni di aloe ed 8 grammi di salolo, in un unico bolo. Occorre not;re, che appartenendo ad un reggimento di cavallegge.ri,. i. ca valli sono in medi,~ piuttosto di piccola statura. La d1s111tez1one intestinale venira poi continuala giornalmente con abbondanti en teroclismi tiepidi di lis9lo Nava alr.l "/o, oltre alla solita dose di salolo data per la via boccale. . L'apparecchio respiratorio, come più probabile port~ d, .en~ trala del germe, veniva di$infe1.tato giornalmente colle tn1ez1om tracheali della soluzione eterea di iodoformio, secondo la formala del Levi 10 °(ò; in se:.(Uito però si provò con ottimi risultati, la disinfezione del l'al bèro bronchiale, colla soluzione tiepida .di fi::;olo Nava al 2 °/,, e con 30 a 50 grammi di soluzione per ogni iniezione. Questa soluzione, non ancora usata da altri per inieziime tracheale, chr. io mi sappia, venne esperimentala su di un cavallo che era entrato all'infermeria .con 1:'1°,7 C. di temperatura~ la quale non cedeva nemmeno alle iniezioni ipodermiche di anlipirina a dosi elevate. Si segt1itò per parecchi giorni l'iniezione tracheale dt=:11~ detta soluzione di lisolo. e si constatò che il cnvallo malgrado il deèorso deliri pleuro-polmonite, continuò ad avere un certo g1?do di appetenza e ad essere abbastanza vispo sino alla risoluzione della malattia. Cosi si conlinnò, {lopo questo risultato favorevole, ad usare questa soluzione al posto di quella eterea di iodoformio nella considernzione che quest'ultima, stante la rapida evaporazione dell'etere, non può penetrare molto adden tro nell'albero respiratorio; mentre la prima non volatilizzandosi, può andare a disinfettare più profondamente la parte ammalata. ' La stessa soluzione tiepida di lisolo, però al 3 °/0·, venne pure usttta ipodermicamenle, senza però poterne constatare ristiltati efficaci apprezzali ili. 1
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'/1rM"ato Rnu~A, Cll nosc 111-:Tl't -
Parte generale, pa;. 1,6.
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Unitamente a <1t1e~ta med icazione giornaliera in tra-tracheale, si seguitava a somminist1\1re ai cavall i per la via boccale, del saloio; 8 granìmi, cot chìnino , 20 grammi in due boli , alternativamente al salicilato tli sodio da 50 a 60 grammi al giorno . G-iornalmerite .poi i cavalli ricevevano nell'abbeverala una dose varia da ,100 a 150 grammi di alcool, secondo cioè la gravità della malauin. Ques(a la prima cura, dirò così, interna usata i'ndistintamente irÌ tutti i cavalli, perchè tutti present:wano le medesime man ifestazioni e solo differivano fra cli loro nella gravi tit, ossia nella gra· ~uazione dei vari sintomi. ~nche del ioduro di potassio venne generai izzato l'uso per favorire il riassorbimemo <lei vari essudati, appena accennavano a decrescere i fenomeni febbrili . Venne pure nsata l'essenza cli Lremer1tina in elettuario, alternandola cogli altri meclicamenl.i ci'tati , e nei casi di fone ipertermia si usarono le iniezioni ipodermiche di antipirina. Liì caffeina, per iniezione ipodermica, venne usala 'soltanto in quei casi gravissimi, nei ffttali l'azione del cuore iroppo ribassata ne reclamava l'impiego. Per la seconda indicai.ione (modificare l'intensità dei fenomeni secondari) si cercava subito di diminuire l'iperemia polrnonale, con forti ed estesi senapism i ai costati, che si ripetevano in segu.ito anche ad altre parti del corpo, unitamente a frizioni generali angio-steniche. :\fa la medicazione che si fece apprezzare maggiormente, si fu l'applicazione come potente rivulsivo, delle iniezioni ipodermiche di essenza cl i trementina al petto. Queste s·i eseguivano con 15 a 20 grammi cli essenza in due o tre iniezioni. Si manifestava tosto nelle 24. ore una enorme tLtmefazione, la quale pas-,ava in suppurazione dopo circa 7 giorni. Per quanto lo sfacelo dei tessuti sotlocutanei, fosse e.:;teso, pure la g~1arigione dell'ascesso o meglio degli ascessi, perchè se ne formaval'Ì<J paricchi, non presemò mai . alèuna compiicazione. Fin dalle prime applicazioni, sì rese evidentissima la iie1~efica azione di . questo, fìn'ont insuperato, rivellente e se ne generalizzò l'ns~ a tutti quei .cavalli che presentavano fenomeni allarmanti. Ripeto che i risultati furono ollimi, per quanto molti autori ne · contro-indichino l'uso, appunLO per tema di complicazioni' settiche.
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C0:\'1',RlllU'J'O ALLA SiEROl'lsRA Pl A
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A proposito dell'adozione dtil le iniezioni ipodermiche di olio essenziale di trementina, allo scopo di produrre ascessi, che nella medicina d.è'J:puomo vengono chi,1mati di fìs.~aà one, trovo nella Riforma Medica del 25 fobbraio 97, in un lavoro del dott. Turnzza di Monselice, accennata l'azione benefica rii questi ascessi, in diverse malattie da infezione ... .Fochier l'avrebbe provata prima nelle infezioni ruerperali e quiodi nelle polmoniti, e sebbene Chantemr;se e Mar;e, oltre a non aver riscontrati vantaggi nella polmonite; accennino_quasi ad inconvenienti verific:itisi., pur tuttavia una pleiade di scrittori ne confermano l'effi. cacia. Secondo Fochier la ragione dell'e[fìcacia di questo metodo ,:.wrebbe in ciò, che un focolaio snppurativo rappresenta un mezzo rli epurazione del sangue, e che in mancanza di que$ta $U~pmazione salutare, il sangue resta carie.o di umori nocivi, di mate1·ùi peccans, la cui permanenza nel torrente circolatorio, significa avvelennmento continuo dell'organismo e morte. Anche contro rt!tre infezioni gli as<'essi di fissaz ione sarebbero stati adottati, e degni di notn sono gli splendidi risultati ottennti dal Turazza, sopra dne casi di erisipela e due di pustola mllligna guariti colla formazione di agcessi da fì.ssaz·ione. ' Boschetti (·1) P-bbe risultati negativi nella polmonite dei 'cani; ed il Silvn pµre mette in dubbio i'efficacia di questa cura che è stata applicata :inche contro la meningite cerebro spinale.
Sieroterapia. Dopoché il Behring, dando un novello indirizzo agli studi b:it teriologici ebbe dimostrato che ·« il siero di sangue degli animali «- stati immunizzati artificialmente contro una data ma.lnttia infet« tiva, inietLato nel corpo d'un altro animale della stessa specie, < o di specie differente, .vi spiega delle propriett, immunizzanti
(I) Ve<li Tra.t!,ito Rnrs.i ~co-Bosc irnTTl, p~g. ~73.
CO~TRO LA PLEURO-POLMONITE EQUIN A
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« ·o curative contro la stessa malattia infett i1'a » si cercò di ren dere pratica la scoperta, per combattere le infezioni sia preven en dole che curandole, per mezzo di sieri immunizzan ti o curativi·, e di questi se ne esperimentarono contro quasi tntle le principali malallie infettive. In Italia non si erano fatti ancora esperimenti di sieroterapia contro le malattie di cui discutiamo; mi riuscirono perciò preziosi i consigli favoriti mi al riguardo dall'illustre prof. . Tizzoni, il quale _ mi incoraggiò a tentare la sieroterapia, mettendo a mia disposiz;one i molti m13zzi del suo laboratorio. Dei noSLri autori, solo il Boschetti nella parte generale del già citato Trattato di patologia compa·rnta Brusa~co-Boschetti, dopo aver parlato della sieroterapia in generale ed in particolare di qnelle già entrate nel campo clinico, fa appena un cenno della sieroterapia contro la pleuro-polmonite equina, i·icordando sommarian'iente due esperirnentatori t.edescl1i, Hell e Topper. N'el recentissimo Jiliro, sulle immunità per le malattie da infezione (Torino ·1 89i) il Lustig a proposito di sieroterapia contro- la pleuropolmonite contagiosa dei cavnlli, si limita a scri1,ere che« È noto che « i cavalli i quali aLbinno super<1to una volta questa ~1leuro-polmonite, , acquistano un'immunità che consérvano poi per sempre: nou è però « ancora suffìcientemente dimostrato, benche akuni abbiano questa ·pre' tesa, che il loro sangue possieda un potere immunizzante e curativo,. Dalla cortesia dei dottori Centanni e Muzio assistenti del Tizzoni, che mi furono pure cortesi di attiva collaborazione, ebbi, riguardo ai tentativi fatti in Germania di immunizzazione e di sieroter.1pia contro l'influenza a forma toracica (Brnstseuche'., i seguenti dati bibliogra(ici, i quali mi confortarono e mi confermarono nella determinazione di domandare, col consenso del comandante il reggimento, colonnello cav. Oesderi e del tenente colonnello veterinario cav. Notu, l'autorizzizione ministeriale per intraprender e e3perimenti di sieroterapia , nei cavalli affett.i da pleuro-polmonite contagiosa e ricoverati all'infermeria.
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CONT RIBUTO ALLA SIEROTJ;P..A l'lA
Dati bibliografici degli espe1i.mmti fcilli in Germanio e5tratti dai! Bawngarten.' s .fahresbericht e dc1 l,ubarsch-Ostertag' s-Erge-· bnisse der Allgemeincn pathologie. lh:ni,: (Zeitschr. /: Veteriniirlmnde, Bd. ·1° ·1889 - I hid . Hd. 2° 1890}ì prima della sieroterapia aveva tentato di vacèinare i cavall i iniet- · taodo loro 4-0-60 gr. di cohura virulenta del diplococco di Scl,utz, parte ipodermic~meute, parte in trachea , ripetendo l'inoculazione · J-.i- volte. Operò' su un reggimento di cavalleria e su tuui i soggetti di un deposito di rim.)nt11. ?Ila questa vaccinazione sistemll Pa,teur si mostrò completamente ineffi cace. H EL LE (Zeitschr. (. Veteriniirkunde. ~ 893, N. 15) partendo diii l'osservazione che i cavalli che avevano superato l'inlluenza erano immuni verso di essa , il cui sangue doveva coo te uere principii ch imici protettori, ba pro va to la sierotèrapja. J.-lelle prendeva il sangue da· ca,·alli, che avevano avuto l'inlluenza nel 1888, ·1890, ·1892, con salasso allà giugulare di 6-8 libre in vasi cili udrici. Questo san-gue, nella ghiacciaia, separava in 2.\.-4-8 ore il siero che era preso · con una pipetL~ ed ioieLtato. Furono iniettati 51 cavalli del 2° ,squadrone X V usseri ; ad o;muno .j.0 cc. ora sottocute ora in trachea eutro 2-3 settimane, !• -6 ,·ohe, in tutto 200-24-0 cc. ;\essuuo dei cavalli iniettati ammalò pure essendo in favo revoli c.oodizioni di preudere il contagio. Mai seguirono disturbi dall'innesto. T ò1•l'KR (Berliner thieriirztl. Wochenschr., ·1803, pag. i 3 )iniettò in due· . fa ttorie 60 e U ca valli con 50 cc. ciascuno; in tuuo 400-200 cc. per cavallo. Conclude che per immunizzare ce ne vogliono ·I 50 cc. Ha provato· anche su cavalli già malati con ottimo risul tato e dice· occorrere 2-3 i{!iezioni di ~ 00 cc. per ciascuno. In una '.2,a memoria (lpid. pag. 3H) rifertscc di 90 cav8lli im · mnnizzati in 3 fattorie nessunC' dei qnali prese la malattin quan··· tunque in mezzo all'epidemia. Curò anche con buon risultato 3 e.avalli malati . E1c1111onN (Dw tsche thieriirztl. ll'ochensclw., ·1893, N. ·1.j.) ha i niellato · ·15 cava lli con ,I.O cc. per iniezione; in tutto 200 cc . per cav111lo. Iu questi casi l'inOueoza ern scoppiata prima della pratica delle· iuiczioni. L'osservazione dell':rntore si riferisce a 7 sellimane dopo fa tta l'inoculazione. Non si s11 qui ndi la durata della protezione. LtES u . B EnTRA ~1 (Berline1· thieriir;;;tl. IVochenschr., 1893, pag. 356}ha nno iniettato 54 cn valli, con 50 cc. per ogni iniezione; io tutto·
CONTH O LII PLEURO·PO LMONl'J'I~ EQUI NA
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150 cc. È stata solo disinfettata una scuderia dove erano 26 sorre getti inietta ti. Non ammalò nes,-un cavallo fra gli iniettali . Gli au tori però annettono qualche importanza alle misure di disinfez ione· e di isola01eut.o che si adottarono . P1 LZ (Z~it-schr. Veteriniirkunde, Bd: V, 1393, pag. 203) iniettò: 1° i cavall i di 3 batterie con ·10 cc. per iniezione; in tulto ':lO cc. Dopo l'iniezione ammalarono ancor11 ·IO cava lli di due batterie. Il siero venne preso da cavalli clte 2 ani\i prima avevano avuto la. influenza . 2° I cavalli di ,i. :;quadroni (del 4.- 0 squadrone solo 45 soggetti) con 20 cc. per iniezione, in tutto ·100 cc., e si ebbe che del 2° squadrone ammalò dopo l'iniezione ·I cavallo; del 3° non ammalò nessuno; nel 1° squ,,drone ammalarono 9 cavalli . ! ,~5 ca valli del 4° squaclron ~ furono messi in contatto coi malati, 2 di es~i ammalarono dopo 23 giorni dall'inoculazione. Venne usato lo ~tesso siero 1elle prime ricerche. Nei cavalli del ·1° e 2° squadrone l'infer.ione era scoppiata qirnncJo, si intrapresero le iniezioni. I cavalli del !~ 0 squadroue erano san i. N Bl!:SÈ (Zeitsclw. f. Vetet·iniirkun-de, 13d. V, ·1893, p:ig. 209) inocula n cavalli di uno squadrone dando 40 cc. per ogni iniezione ; in tuuo 2.0 cc. Dopo le inoculnzioni ammalarono ancora ·15 ·cavn lli,. presso a poco la stessa percentuale dei cav.illi non inieu.:lti. Il siero era preso da Gavalli che averano sofferto In m~l~ttia nel ,t 888. Wnr1G nella ·I a serie di ricerclie comprende o9 cav,llli di una batteria .dando per ogni iniezione -i-0-50 cc. ed in totale 200-2M cc. pet· ciascun cavallo. Dopo l'innesto uon ammalò più nessun cavallo. Il siero era preso da ca valli am malati ucl ·I 886 - 89-91 -92. La 2a serie di ricerche comprende 8:l ca valli di una batteria, tratLati colle stesse quanti tà di siero del precedente esperimento. Dopo l'innesio ammalarono ,1O cavnlli. Per.39 cavnlli il siero era preso da nnimali gnnriti nel ·I 886; per 30 nel ·I890; per 1'2: uel 1893. · ZscnoKKB esperimeuta soprn 30 cavall i di due sqnadrllni. Ogni cavai !<> ebbe .\.O gr. di siero, ripetendo l'iniezione per due volte coll'interv.-illo di due giorni , nella spalla. Gli effetti furono apparentemente bùoo i perchù nei dut< me:Si successivi non ammalò nessuno di questi c11vall i, mentre le stesse r imonte degl i nitri squadroni, non inoculate furono colpite dalla malattia in '1:2 soggetti. Dopo. di che inoculò le 3 ultime rimonte di 5 squadroni, ma la maJauia non si fermò e dominò fra i cavalli inoculati per 3 mesi.
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CONTRIBUTO ALLA SlE RO'{'.EltAPIA
esperienze col siero, tanto per immunizrnre quanto per curare a malattia sviluppata. La tecnica della pre$a del siero è un po' complicata ed è basata sull'impedire la coagulazione per mezzo dell'acido ossalico, il quale. com<: egli notò, è innocuo nella dose iniettata. Con que,to metodo si inietta il plasma libero dai corpuscoli rossi. Inoculati 32 Cllvalli del 5° squadrone ulani, dopo l'inrn~sto non comparve più Ja m:ilattia, quantunque non si disiofeUa$$8 la scuderia. Nel 2° squadrone dello stesso reggimento le inocnl?zioni ollennero lo stesso successo. '-(' Usò siero in pochi casi del ·1889 e ·1891, negli altri di crn•alli guariti di fresco. Nel 3° S({liadrorrn l'esito fu un po' meno favore vole; m:i l'autore stesso fa notare che egli aveva preso il sangue da canili guariti piuttosto da antica da '.11. L'autore ha provato anche l'iniezione negli ~mimali malati, no.tando una deci,;a inlluenza favorevole sul corso della malattia. _Inoculò 5-1-80 cc. ripe1eodo l'1oocnlaziooe al 3° giorno. Riporta pure i risultati egualmenle fa\·orevoli oueouti sopra i cavalli degli uffici:tli curati fu ori del quartiere. EBERTZ immunizza i cavalli di tl batterie in numero di 306, inocu lando ogni volta 50 cc. ripetendo l'opera1.ione con 110 giorno di intervallo. Siero preso da cnYalli di poco gu:iriti. fo sedimentare .i globuli rossi impedendo la coagulazione del sangue roll'llggiuÌl· gere il 1 O ¾ di una solùzione al 9 °/ 00 di acido ossalico. Dopo 8 seuim3ne, fra i cavalli inoculati si ebbero parecchi casi di malatti:i.
Srl!:FFENS fa
(Conti mw).
' Dott.,
E~rANUELE BERTETTI
cap i tano veteriua1'io.
STUDfO ANALITfCO-COMPARATIVO POTENZIALITÀ MILITARE DELLA CHINA, DEL GIAPPONE E DELLA COREA
G UERRA. CINO-GIAPPONESE DEO L! ANN I
Cori t i nua zione. -
1894-95
Vedi d ìspe'llsa , Xl'
CAPITOLO
Operazioni della
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IV.
armata nella Mandciuria.
Dopo la bauaglia di Ping-Yang, il maresciallo Yamagata , aveva ripreso la sua marcia verso il nord, senza incontrare piu alcuna resistenza. Il 24, ottobre l'intera 1• armata (3• e 5• divisione} em giunta a Wit-sju, e nella notte del -24 al 2r.> fu costrutto un ponte di barche, e si incominciò il passaggio del Ya-lu. Il colonnello Sato con 11600 uomini del ,18° fanteria, p·assò il liume a guado, presso Seci-ko-chiu per esplorare la riva destra, cacciare i r eparti nemici appostatisi ivi e proteggere il passaggio dell'armata. Egli dopo di averlo guadato, fece per un (ila a sinistra, percorrendo un lungo tratto da monte a valle, e disperse più di 500 Cinesi colà trincerati. Il 25 tutta l'armata plls.sò il fiume ecl ordinata in due colonne . si diresse a Hu-shan, che occupò nello stesso giorrio operando il congiungimento col colonnello Sato. I Cinesi in numero di :20,DOO circa al comando del generale Sung non ;:tvevano fatto che· una debolissima resistenza, e dopo ripassarono l'Ai-ho, affluente di destra del Ya-lu, e si rifugiarono in Kin-lienshing. 1
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STU l>lO AN'ALITJt:0-COMI'•.\ll. ,\T! VO , E CC,
Il 26 i Giapponesi si impadronirono di questa città, come pure di An-tong e di Ta- tong, non ostante che i Cinesi avessero Lirato lutla la none delle fucilate contro il bivacco nemico, credeudodi intimorirli. Il :3 1 ottobre un distaccamento dell'ar mala occupa Ten< ,-Hwan «" n Sheng, citlà di molta importanza strategica, perchè è la riunion& di 3 importanti strade. Quella di destra va nella parte la più montuosa della Mandciuria e poi voltando a si nistra, con lungo giro va a Muk-den, città santa e capitale di essa. La centrale raggiunge la capitale pi ù direttamente, sia passando per LiaoY.ang (l a più breve) sia spostandosi a sinistra per Hait- cheng e New-chvang. Quell a di sin istra va a Port-Arthu r, al.traversando la penisola del Li ao-Yang (dove giit cominciava ad operare la 3° armata sbarcata il '.:?5 ottobre) . La Cina aveva in Mandci uria le 3 armate seguenti : 1• armata del Liao- ya ng tra Muk-den e Liao-yan ~ della forza, di 30,000 uomini; 2 1 armata ,della bassa )landciuria, generale Sung, di 23,000 uomir11 ; 3' armata clell'Amur, gen erale Yi, cl\ 1,j,000 Tartari. Totale 67,000 uom ini senza contare i rinfo rzi che· potevanoricevere dai Pe-ci- li. n :.(enerale Tatsmi con parte della 3• . divisione (,I o• brigala}, fn incaricato di procedere per la slrada centrale e di !'a r 'fronLe· alle armate del Liao- Yang e del \'i. Egli occupò il passo ,\loth ien, disperdendo alcuni riparti della I• armata e poi si vo lse contro la 3• mentre il m:1resciallo Yamagala si diri geva verso New-chwang· colla sola 3• divisione divisa in 3 colonne; la principale per Sin- Yuen e New-chwang (generale Katsura); quella di destra 2 battaglioni , per Simut-cheng a New- chwang (generale Oseko); quella di sinistra, I battaglione ed ,1 $quadrone per Kai-ping (colonnello· Sato). . Il ,, 3 dicembre fa di visione si riunì a Simutcheno . ,,, ed il I.isi impadronì cli llait-cheng, separando la ·I · armata chinese. giunta presso New-cltwang, dal la seconda che era presso l{ai-pi ng·. Qu ivi il genefale Hodw , comandante la 1• armata giapponese (e:;sendo caduto amma.fato il Yamagata), attendeva il rinfo rzo 1
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ST UD IO ANALlT ICO-CO!!l' A RATlVO, ÉCC.
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,della ,1• divisione che si dirige\'a per Kai~ping in soccorso della P armata essendo ullimale le operazioni nel Liao- tung, rolla .caduta di Porl-Arllmr, 17 novembre . · Battagl·ia cli Kang- lVasdi. - Verso la metil. di dicembre una ,parte dell'armata del generale Suni si spostò da Kai- ping, colfoc::mdosi a metà strada tra qnest~l ciltit ed Hait-chen11;,_, e se·g_uitando ad ava nzarsi, il giorno 19 giunse a .Kang-Wasai, a · iiochi chilometri da quest' 11lti ma. Il generale Nodzu gli mandò incontro il genernle Oscko, co n tre hauaglioni, tre batterie ed uno squadrone, in totale circa '2000 uomin i. Quivi giunto, cosini si trovò di fronte n forze nemiche di molto superiori, e chiese rinl'orzo al generale Nodzu, ,il quale distava circa 7 chilometri dal campo di ùatlaglia, ed a .causa dell a molta neve caduta sulla strada, im piegò ore 3 e mezzo per percorrere questa _distanza, con una velocitit media di 2 chi lometri all'or,1 . La brigata del genernle Oshima ed 8 pezzi giun. sero in tempo per sostenere le truppe de!l'Osko , impegnato al combattimento da diYerse ore . Il generale Oslii ma. si lanciò alla baionetta contro il· nemico e· io sloggiò da Knng- \Varai , ,dove, secondo al solito, si era rorrifi cato costruendo delle ri<lotte. I Cinesi fuggi rono Yerso [ngt-su e New-chwani . 11 giorno 0 la ,,. divisione proveniente da Kint-cheo gium e a. 12 ch ilometri a sud di Kai-ping accampandosi a poch i chi. lometri dal nemi co. Battaglia di Jù:i.i-Ping . - II 10 gennaio i Hiapponesi si :avanzarono su tre colonne di due battaglioni caduna . Un o dei b(ltlaglioni centrali apre il fuoco verso le tì. Poco dòpo la destra, al comando del colonnello Oki, giunge ad un chilometro circa ad est di Kai-pi ng , facen do r ipiegare la sinistra -nemica. Poscia il centro e la sinistra si avanzarono, ed all e 9 Kai- pi ng era in mano dei Giapponesi. Il colonnello Oki seguitando ad inseguire i fuggia5chi sin dentro le case del paese, ebbe alle spalle qualch e ~ranata giapponese cs~endo sta to con fuso col nemi co. (~ questa battaglia, i Cinesi combattono con un certo valore, non attaccandosi mollo nlle tr incee e tenendo testa ai giapponesi si no che questi siano andati a fondo alla baionetta. 1
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~TUD10 ANALITICO·COMPARATIVO, .ECC.
Dopo questà battagl ia il genio gia pponese collocò il telegrafo tra Kai-pin_g e Hàit-cbeng, meltendo in comunicazione diretta la P divisione colla , a armata. Battaglia di Hait-chtng. - Il generale Sung, visto che le due masse giapponesi stav;1 no per congiungersi, $Ì · decise di attaccare Ifait-cheng per riprenderla. ( I CinEl5i cambiano tattica). Nei giorni 17 e 29 gennaio e I O l'ebbra io assalgono le truppe giapponesi, ma si debbono ritirare con grand i perdite, essendosi fol' tificati in quella località i soldati del generale Nodzu . ' Il Hl febb raio i Cinesi per la quarta volta si provano a t;acciare i loro nemi ci da Hait-cheng . Qu,esti erano così disposti. La bri gata Oshima ad est della cit~ù, il generale Oscko con un reg;imento ad ovest della cittit ~ ditre il ii ume, la riserva dietro la città. Gl i avamposti da Kwan-shi-shan sino al fiume New-chwan. I Cinesi in numero di 16,000 si schierano al centro, tra Can-sh im santai ed il fiume, la sinistra, a sinistra di questo villaggio; la destra, a destra del fiume . Erano ri· spettivamen te comandati dai generali Sku-tanga, Shan·sung e Sb i- kwand-tow. I Cinesi t'ecero del gran rumore col cannone e la fanter ia non si avanzava . I Giapponesi si divertono a f}1rle sprecare m~nizioni. Dopo due ore costoro aprono ii rnoco e con pochi shrapnels, scompigliano il centro, mentre che la fan· teria mette in foga le ali . In questa battaglia i Cinesi perdono un po' di riputazione guadagnata nella precedente. Mostrano inoltre di non saper far uso affatto del cannone è del fuei le. ' ' Basti dire: che in due ore cli fuoco e con tante cannonnte sparate e salve di fan teria fotte, riescono solo ad uccidere tre giapponesi e a fe ri rne al tri tre. Che valore. Battaglia di New-chwang . - Non ostan te i quattro insucce:;s i esposti, i Cinesi per la quinta vo lta tentano di cacciare i G·i<Jppones i da Ha it-cbeng, il ~t2 fe bbraio, capitanati dal gene· raie Wu, a capo di 20,000 uomini nuovi arrivati. Cercano di inga-nnare i ne1h ici inviando un distaccamento a Sem it-sheng; ma questo fu so rpreso e battuto e poscia toccò la stessa sorte al genera le Wu. Allora i Cinesi in numerù di 80,000 si · dispongono tra lfait cbeng, ~ew-chwring, Yagt-su e Muk-den senza pen,are come avevano sempre fatto 'a riunirsi.
ST UDIO ANAL11'ICO·COMPARATI VO, ECC.
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JI generale Nodzu stab ilisce di approfittare . della loro divisione e .ordinato alla 1• divisione di sorvegliare i Cinesi di Yn<l'" tsu e di Li.10-yang, per gettarsi col resto del le forze contro i difensori di New- chwang . Il 4, marzo una bri gata della 3a divisione (l'allra era in osservazione sulla strada Lias-yang) e l'intera, :Ja divisione attaccò i _Cinesi a New-chwang . O,opo poco tempo la brigata in osservazione, lasc iato un distaccamento, prende parte anch'essa alla battaglia. A mezzodì i Cinesi abbandonano le posizic,ni ; i Giapponesi li inseguono nella ciuà e li dovettero cacciare casa per casa dove si erano rifugiati, mediante un aspro combattimento che durò !) ore. . Mentre ciò succedeva a New-chwang, la 1• divisione si impadron iva di Yng-tsu, il 7 marzo e di Tien-shwan sui il 9. ()
CA PITO I.0
VI.
Operazioni della 3• armata nella penisola di Shan-tung.
Avanti di marciare verso Pechino non r imaneva ai Giappones i, che d' impadronirsi delJa penisola di Shan-tung al campo trincerato marittimo di Wei- hai-wei . IJ ,1O gennaio comincia l' imbarco, da H irosh ima, della ;1• armata e termina il IL Il 17 i trasporti erano naiii l:)uiunli. a Talien-wan, diventala la base d'open1zione dei Giapponesi . . . La 3" annata, al comando del maresciallo Oyama, lo stesso · che aveva . diretto le operazioni nel Lias-tung, si componeva della 2a divisio ne e di una brigata della 6" (l'altra era nel Lias-tung). Era im barcata su 50 trasporti, divisa in B convogli. ' li primo partì da Talien-wan il rn, il secondo il 20, il te rzo il 22 e giunsero rispeltivamen te ~H ore dopo. Pel giorno '2 I tutta la. 2a divisione aveva trasportato a terra uomini e materiale, pel 2,i. la brigata della 6" div isione.
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STUDIO ANALlTICO - COMPARATlVO, ECG.
STUDIO ANALITICO-COMPARATIVO, ECC . .
Il luogo di sbarco scelto era La-shu·tao: presso il capo Shant ung. Per celare ai Cinesi il vero obbiettivo, l'ammiraglio Ito ,i nviò /4. incrociatori celeri (quei tali che nella battaglia di Sa ltt formavano la squadra di tesla) a fare una dimostrazione verso -Che-fu. Una divisione, con tutte le torpedini, in numero di 15, fa mandò a sorvegliare la rada di Wei-hai-wei, ed egli col rimanente della · flotta (questa si componeva di . 25 . navi da guerra e 15 torpediniere, le prime divise in 5 di visioni) si ancorò a sud, del capo Shan-tirng, per proteggere ) 1 passaggio ,e lo sbarco dei convogli. . La 2• divisione appei;ia ultimate le opera:r.ioni di sbarco , si diresse su W~i-hai -wei : li giorno 22 si era già. impadronita di Yseng-shing. Essa percorreva la strada di sud, Yung- shingMobsho-Onsento-Horinsho, più lunga ma più sicura, mentre fa brig,ita della 6a divisione, si portava ~lh sna altezza dopo pochi giorni, essendole stata assegnata la strada a nord, a Yunshing-Hoku-Konzaho-Matenr,in , pitt breve, ma alquanto esposta ai tiri dei forLi d~lla piazza. La sera del 29 le due masse gi un· -sero nella zona d'azio_ne dei forti. La flotta che aveva scelto per base d'operazione Ix-san-ho 0 appoggiava i. movimenti delle troppe di terra, s pecialmente della 111• brigala (6° divisione) che operava a pochi chi lometri dalla costa. Nel mattino del 80 questa brigata si diresse contro il forte Matenzin e l'occupa (generale Odera) mentre un battaglione, eh-e si -era :-marrito, di sua iniziativa, occupa il forte, che trovasi presso la costa Riyu:..tiyo-shi, obbligando i cannonieri cinesi a, rivolgere i foro pezzi contro la squadra dell'a1ùmir;1glio Ting, ancorata nel porto. Nel frattempo un sottufficiale con pochi uomini, s'impossessa -del forte Roh-ka-kò shi; cosi dei 6 forti, che trovavansi dalla parte orientale del golfo di Wei · hai-wei, 3 caddero in mano dei Giapponesi quasi senza resistenza. Tanta era l'attitudine -del le truppe del Celeste Impero l Verso mezzogiorno gli altri 3 forti furono presi, ma il bravo ,generale Odera, vi perdette la vita. La 2• divisione (generale Sakuma) era destinata ad operare .contro le truppe della difesa mobile . 1
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Nello -stesso giorno s'impadroni sce delle coil ine di Kosan , poi -caccia i Cinèsi da Hor1n-sher ed ancora di sotto la ?piaggia., in poche ore di combattimento, mettendo in· fuga un nemico 'numeriéamente molto superiore. . Aggi ungasi che per colmo di avvilimento, i Ci nesi . avevano messo fuori di serrizio i pezzi dei forti orientali, del golfo Weihai-wei, per timore che i Giapponesi se ne servissero per tirare alle spalle contro la 1101.ta deil'ammiraglio Tinge contro i difensori delle due isole Liu-Kung- e Chenal e Ritto. La flotta dell_'ammiragl:o Ilo che nel giorno 80 aveva concorrn efficacemente alla presa dei forti orientali , nel giorno 3'1 dovette ricoverarsi nelia baia di Yung-shan1, a causa di una forte tempesta qi mare. Il 2 febbraio, rimessosi a sereno il cielo, riapparve nel golfo e cominciò a bombardare l'isola di Lao-Kung, mentre i forti orientali cinesi , riattaccati dai Giapponesi la prendevano d'infilata, ma essendo le distanze \roppo grandi niln si ottennero dei r isultati decisivi. I Giapponesi speravano in questa .giornata d'inl1uire, più per effetto morale, che materiale. Verso il tramonto del giorno 4- l'ammiraglio Ito si avvicina :ancora alle due isole e riprende il bombardamento, mentre dispone le sue torpediniere, divise in 3 squadriglie; la prima pronta per forzare il gol fo Ira l'isola Chenal e le coste orientali; la seconda e la terza trn. Lao·Kung- tas e le coste occiden.tali .. Durante la notte le torpediniere forzano il passaggio r iuscendo ad affondare la Ting-Yuen ed a danneggiare seriamente la €:hing - fo en ; ma restano fuori di combattimento 4 torpe,diniere. Nella successiva notte, ritentano l'assalto e ri escono ad affondare 3 navi nemicl1e . Il giorno 6 la flotta dell'ammiraglio Ito riprende il fuol~O contro le isole e contro la rimanente flotta cinese ; le torpediniere nemiche in numero di iJ 4 cercano di fi.1ggire dal passo ove:;t, ma inseguite, dagli incrociatori giapponesi, vengono colate a picco, meno due, che riescono a salvarsi. Il giorno 9 il maresciallo Oyama, fa riprendere il bombardamento contro le due isole, facendovi concorrere tutti i forti orientali, mentre l'amm iragl io Ito si teneva a distanza per non 95 -
ANNO XL!J.
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STUDIO ANALITICO-COMPARATIVO, ECC.
fare danneggiare inutilmente le sue navi; solo alcune le pi ù vecchie, le fece avvicinare a circa .woo metr i dai forti. li mattino del1' I ·I si riprende il bombardamento, questa volta aiutalo da una batteria di mortai da 9 cen Li metri, collocata sulle alLure occidentali del golfo. Nel giorno '12 i Cinesi innalzano la bandiera bianca, ad inviarono un messo all'ammiraglio Ito, per offrirgli la resa della piazza. li H viene firmalo l'armistizio, e l'ammiraglio Ting, i! genera le Ciong e i comandan ti le navi si suicidano bevendo dell'oppio. 1
STUDIO ANALITICO-COMPARATIVO, ECC.
Il 22 marzo i Giapponesi con 30 navi attaccano l'isola Formosa. d ) Il 30 ,. la bloccano unit<1mente alle isole Pon .,o-hat (Pesca _ ~res e s 1i:nposse.ssa?o dell'isola Mi-Kung. L'avanguardia della 1 arrn~ta gi un~e a K1~g-Tshu. La flotta incrocia presso Ta- ku, alle f?c1 del Per-ho. La capitale ci,nese è minacciala dai Giapponesi per terra e per mare. I l Celeste Impero, annientato dal Giappone rimane in preda alla guerra civile J
(Continua). CAPITOLO
VII.
Operazioni minori.
Cnduta la piazza di Wei-hai-wei, la 2• e la 6• divisione, inviate a Tali~n-wan aspettano l'ordine di essere trasportale a I han-hiv-wan, per operare insieme alle truppe della l\landc.iuria contro Pechino. Il principe imperiale Akito Komassu, feld maresciallo, comandante la divisione di Tokio, assume il comando di tutte le truppe desti nate ad operare contro la capitale cinese. Pel 1° marzo la maggior pnrte dell'esercito Giappon ese è concentralo nella baia di Talien-wan. L'imperatrice, avendo ricevuto uno schiafT~ dal marito, · adirato per la meschina sori.e della , guerra ·si avvelena. Il giorno 16 marzo arriva a Roma l'ambasciatore cinese KyngCiao-Kung, incaricato dal suo imperatore di far interporre i buoni uffici dell'ILalia, Francia ed Inghilterra per far cessare la guerra. li 2·1 il Vice-re Li-Hung-Giang sbarca a Sbimonosaki, per trattare col ministro del Giappone le condizioni pel' la pace. Il 24 mentre attraversava in palanchino la cill.à , un esaltato politir.o, certo Hoyama Kokunosukg, gl i spara a bruciapelo una pi stoleltala, ferendolo alla guancia sinistra. È degna di lode la risposta che egli diede ad uno incaricato dall'Imperatore di prendere notizie della sua salute. « Che importa la mia ferita, se essa può rendere qualche servizio al mio paese ». 1
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A ,; E'l' A
FEDERJCO
capitano ?2 fanteria
ISTRUZI ONE PRATICA PROV VISORIA FRANCESE, ECC.
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ISTRUZIONE PRATICA PROVVISORIA fRANCESE nt:r. ~{ nlCf.ll BRE !896
SUL SERVIZIO D'ELLA CAVALLERIA IN CAMPAGNA
lII TITOLO v11. -
(l).
Rimpiazzo delle nwnizioni.
Vi sono brevemente riassunte le norme i·iguardanli il servizio di rifomirnenLo delle munizioni, che in nessuna parte .,ssonziale differiscono dalle nostre. Giova forse mettere in rilieYo la prescrizione che il servi1.io di artiglieria deve, durante il combatlimenlo, ottemperare a siasi richiesta di munizioni ài un cor'nandante di corpo o ò1 distaccamento, non solo sulla presentazione del buono, ma anche, nel caso, sopra la semplice ricevuta del capo di una corul!e.
~na!-
TcTOLO vm . -
.4.limenta:ione delle truppe in campagno..
Il vettovar,liamento delle truppe di cavalleria in campagna in· o . dubbiamen te presenterà serie difficoltà nelle guerre future, sia perchè esse saranno, per la maggior porte riunite in grosse uni~à, sia perchè si troveranno sole innanzi alla fronte dell'eserc1Lo ed a considerevole distanza clalla massa del!' esercito. Nè ciò _è ·lutto, percliè vi saranno ancora molti distaccamenti di squ~dron 1, di plotoni , di pattuglie piccole e grosse, spinte a gr~n~e-d,s_tanza dai loro reggimenti, di piccoli gruppi ed anche dt 1solat1 per servizi di corl'Ìspondenza cli staffette ecc . E conviene ancora no· tare che è una illusione il credere che il carreggio reggimentale {'1) Vedi ll ispense del t0 luglio e t• agosto IS97.
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possa ogni giorno raggiungere le proprie truppe, e di questo ci pare che in generale si tenga troppo poco conto. Queste consi clernzioni del resto sono eviclenLi e note a tutti, e nel l"atLo tutti apprez;1,ano al loro gins10 valore le enormi difficoltà che si dovranno superare; ma l'argomento non fu mai ap· profonòito perchc - almeno cosi cr.cdiamo - non si sanno trovare norme acconcie a supcrarè cote!-te diftìcoJtil. I clue regolamenti, fran cesi e i1aliano, sono a questo riguardo identici , cio~ tutti e due ammettono che si provvede al vellovagliamento nei Lre modi generalmente adottati e precisamente colle risorse locali , - comprendendo in ques te le requisi;1,ioni regolari, cioè fatte per mezzo dell 'autorità municipale, le forzate e il YiLto presso gli abitanti - coll'a//ltien.za e co i 1Jiveri di riser i.;a. Il nostro regolamento non si occupa in modo speciale del la caval!eria; si limita al dire che le s1•:;ioni sw;.<;iscen.:(I ,{i dit;isione di caMlleria deuorio in massima attinyae dalle risorse locali tutto il necessario per LI' dislribn~-:ioni giornaliere. Il l{er,olamento francese che esaminiamo, occupandosi della ,., sola cava lleria, si sforza di sviscerare al possibi le l'argomento, ed effet.tivameute è abbastanza particolareggiato. Cosi rispetto al veuongliamento durante il corso delle operazi oni attive vi si trovano interessanti de_ttagli. Premesso che la cavalleria spinta innanzi in avanscaperla o per disimpegnare il serrizio di sicurezza di 1· linea, vive sul paese. sì aggiunge: « Gli uomini non portano su loro che i propri viveri « cli riserva e un pasto l'rncldo; le clistribnzion i sono fa tte, all'ar« rivo all'accampamento, per la sera e il mnttino dell' indom.i ni. « Le derrate necessarie sono prelevat e, per quanto è possihile, , dai carri reggimentali, i quali so no ricoslitùiti sul posto coi, « prodotti delle riserve locali , per mezzo di compere direlte o « di requisizioni. « Le derrate che non fanno parte degli approvvigionamenti « portati dal t!arreggio reggimen tale (legna, fieno, pa ; lia, carne1 ~ fresca) sono distribuite dopo che furono comperate o req uisite. <{ Tn caso di bisogno e sovratittto per gli'. isolati si ricprn al « ·vitto presso l'abitante; finalmr•nte, n,•i C((sÌ ecce:rional'i, i ccrna· « tieri possono ricevere lm' inclnmùd corrispon'dente rn denciro ,,.·.
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Relativamente al vitto prnsso l'abitante sono date le norme seguenti: « Questo mezzo di alimentazione dev'essere normalm ente im« piegato dai piccoli distaccamenti della cavalleria (posti di cor« rispondenza, telegrafisti, ecc.) e dagli isolati (staffette, veloci« pcdisti, ecc.) . · « Ii vitto è chiesto per mezza giornata o pei· giornata inliera, -« sollo forma di requisizione o per mezzo di com·enzione ami « chevole. « Gli ufficiali ed i cavalieri debbono accontentarsi della tavola « del loro ospite, se è loro offerto un vitto, che tenendo conto « delle abitudini locali, equivalga alla razione regolamentore. La « facoltà di prescrivere il vitto presso l'abitante può essere de· « legata ai comandanti di corpo o di distaccamento operan ti iso" latamente. « Il vitto presso l'abitante può essere anche ordinato dai co· « mandanti di accantonamento, se manchi loro il te~po p~r pro« vocare o ricevere, in tempo utile, gli ordini dell'autorità che. « ha le quali tà per impartirle. « I cavalieri che debbono es:.ere nutrili presso l'abitante ri« cevono a quesruopo ordi ni di requisizio!1i e ricevute, prelevate « da un quaderno a madre e figlia - già firmate ». Disposizioni tulle ouiine e che nella pluralitù dei casi raggiungeranno lo scopo che vuotsi raggiungere, e del resto, come ab· biamo già detto, perfeuamente identiche a quelle del nostro Regolamento, ma .. . norme ollime e pratiche, per le grandi manovre ed anco in guerra sino a che, disgraziatamente, si comballe nel proprio paese; epperò disposizioni destinate a rimanere pressor. hè lettera morta per tutti i distacca menti di cavalleria tostochè si porti la guerra sòpra il territorio nemico. E di certo non esageriamo. Tutte le istr~zi.on i sul servizio di campagna raccomandano giustamente che squadroni esploranti, pattuglie, ricognizioni e tutti, insomma, i piccoli dis taccamenti evitino al possibile le grandi strade, ed i luoghi abitati, pernot~ino nei boschi , e cosi via, e quando poi si tratta cli sciogliere 11 problema del 101;0 vellovagliamento , si vuole mandarli nei centri abitati per eseguire requisizioni e persino per sedere al
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<lesco insieme ai loro nemici. È tale c'lntraddizione che sa Ira troppo agli occhi: H fallo è, e ne siamo profondamente convmL1, che occorrono ben nitre disposizioni oltre di quelle sino ad ora escogitate e adottate in tulti i principali eserciti, per assicurare il veuovagliamento dei dist.accamenti di cavalleria. Si vuole che le pattuglie ufficiali , a mo' d'esempio, trovato il nemico non lo perdano più di vista, mantengano il contatto col medesimo, rimanendo ,qui ndi sempre staccar.e dal proprio raparlo; concetto cui oggidì sarebbe impo;;sibile rin unziare. È ovvio però che bisogna pensare ai mezzi di sostentare uomini e cavalli durante questo periodo di tempo; ed è incontrastabi le che questi mezzi non ,possono consistere nè nelle requi5izioni nè nel vitto presso l'abitante. E lo stesso dicas i, in taluni casi, anche per riparti di maggior forza, (come squadroni esploranti, ecc.) i quali pur pos~~edendo la forza necessaria per tutelare la propria · sicurezza, hanno d'altra parte massimo interesse a mantenere celata la loro presenza, e che in ogni modo non potrebbero fare in una loca•lità lunghe fermale, quali !:arebbero richieste per eseguire una gross~ requisizione, ~enza correre il rischio di mettere in forse fa riuscita del loro mandato. · I llegolamenti, francese ed italiano, prescrivono tassa!iramento -che non si tocchi ai viveri cli riservn, eccetto il caso eccezionale in ~ui sia assolutamente provato essere impossibile procacciar~i i viveri con tutti gli altri procedimenti prescritti, prescri7.ione che sarit giustissima dal momrnto che è generalmente arlottata , ma che crediamo non si attagli compiutamente al caso della cavalleria. · Le grosse unità cli cavalleria (divisioni, briirate rearrimenti) non • ii ' l'>~ mcontreranno indubbiamente difficoltà insuperabili per vivere sul paese eda seconda delle prescrizioni reaolamentari sebbene non traltis'i di semplicemen te marciare ed occupare degli acca ntonamenti, ma nel fatto ·sieno forti avanguardie abbandonate a loro stesse, e che onzitutto debbono manovrare; epperò i molti distaccamenti spioli innanzi per la scopert;i o staccati per la trasmissione delle informazioni e notizie, non po1rnnn0 che eccezionalmente vi· vere con codesii mezzi nel territorio nemico. 1')
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ISTRUZIONE PRATICA l'ROVVISORIA FRANCESE, E CC. 1492 Nè ci si dica, che alla fin fine trattasi, relativamente, di pochi uomini, i qual i coi lo ro ca,•alli, se la sbrigheranno alla meglio e· -come potranno. Questo ragionamento po trebbe anche calzare e forse ad esso sottoscriveremmo anche noi, se si traLLasse di un caso affatto eccezionale o che tutt'al più si ripetesse di tratto in tratto. Ma quest,à è la situazione normale di tutti i giorn i, di tutte le notti, di questi dÌstaccamenti, i quali per la forza stessn delle cose, andranno anche numentando di numero ed anche di forza. D'alt.ro·nde il loro ufficio ha tale importanza indiscutibile per tutto l'esercito che non si può va.lutare ad alcuna_stregua; epperò è me,-tieri , porre in opera· ogn i mezzo per assicurare, e nel morl0 più faci le e sicuro, il loro sostentamento, sia deg li uom ini, sia dei cavalli. A nostro parere il vettovagliamento dei distaccamenti cli cavai, leria in terri torio nemico può soltan to essere assicurato med iante le razioni di riserva e denaro alla mano. Casci nal i isolali nel la campagna, piccole osterie sulla slracla s'incon trano dovunque, e presentandosi improvvisamente e pagando a pronti contan ti, sarà facile, e senza perdita di tempo, di fars i conse;;mare ciò di cui _si ha stretto bisogno . Le razion i di riserva, portate in buon numero dall' individuo, serviranno sia a -com pletare il vitto giornaliero, sia, quando non si trovi altro, a rappresentarlo comp iutamente. Anche pel cavall o, non gl i si as5icurerò. mai una alimentazione snf!iciente siuo a che non vi saranno razioni di riserva ancbe -pel medesimo . Qui però la cosa procede io senso diametralmente. opposto di quello ch e_procede per gli uomini. [ cavall i dei distaccamenti troveranno fac il mente di che ntltrirsi ; le g·rosse unità invece incontreranno sempre e ovunque serie diffì· colta. E ciò è evidente, perchè rintracciare av~na, tìeno , pagli a per pochi cavalli non sarà diflìcile, mentre rint.racciarne li per lì e nella slreltezza del tempo, per migliaia e miglia ia di quadrupedi , sarit sempre opera non facil e. Le di~posizioni pertanto riguardanti il vettovagl iamento deile divisioni e brigate di cavalleria in dipendenti, tanto del nostro quanto del Regolamento fran cese, dovreb bere es,ere ritoccale nel sen so da noi esposto e con tèmplando i due casi dell' alimentaziune nel
proprio paese e nel 71Ciesr: nemico.
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Ci acèorgiamo di ess~re stati tratti ad una luqga digressione, esLl'anea a.cl un semp lice esanie dell'Istruzione francese e ne ch iediamo venia al lettore cbe ci avesse seguiti sin qui, in vista detJ'impol'tanza dell'argo mento , in torno al qnale abbiamo stimato con· ·veniente cli esprimere francamente il nostro parere, ritenendolo giustissimo e pratico. Prima di passare all 'altro titolo vogl iamo notare una piccola la_cuna nel testo francese, del resto a~sai facile a colmal'e. Per avventura non sarebbe stato opportuno in questo tito lo del· l'alimentazion e delle truppe cl i ca,,alleria in campagna, d'inserirvi lo specchio dell a razione di guerra spett,-.nte aJ:'uom0 ed al cavallo ? A noi pare di si . I seguenti titoli dal IX. al XCV trnLtano ri spettinmente: delle requ isizioni; dei dist11ccamenti ; delle r icogn izion i; dei convogli e loro ::;cori.e; del servizio del!a gendarmeria presso le armate; dei combt1ttimenti.
In complesso però non s,mo aHrn che un rias,rnnto, ben_ compi· lato, delle norme che al riguardo contiene l'Istruzione i;:enerale sul . servizio in guerra, più specialmente applicabi li all'arma di cavalleria, e per nulla dissimili da quelle del nostro Regolamento. Tuttav ia il ti tolo ri;;guardante il combattimento, ci sembra che a,vrebbe meritato magg iore sviluppo, mentre che si li mita ad fly· cennare ai doveri dei soldati e degli ufiìciali , e pP-r l'impiego delfarina nel combaltimento ri manda. al 1.it.olo IX del decreto 3 1 maggio 11882 e al Li tolo X[ Vdel decreto del 28 maggio 11891 . (Istruzione e Regolamento sul servizio delle ar male in campagna). Non abbiamo so tl'occhio i Regolamenti sopramenzionati per rilevare lo sviluppo ivi dato all'importante argomento, ma in ogni modo ci sembra che in questa Istruzione che dev' es$ere· il vademecum clell'uITiciale francese di cavalleria in guerra, vi avrebbero trovato posto conveniente alconi ricordi tattici, come quell i per . esempio , c'osì magistralmente svolti nelle nostre Norme qenerali per l'impiego clell<i trn armi nel combatiim ent 1.
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Le poche parole poi colle quali sono . tratteggiati i doveri dere,li ufficiali e dei soldati non sono ,per nulla paragonabil i a quelle così elevate del nostro Regolamento, nel quale con mano così straordinaria·mente felice è amp iamente ricordalo quanto ha tratto al contegno e ai <loveri nel combattimento. ' Seguono qu indi sei note, le qu,di in poche pagine vengono a forn ire un manuale prezioso per l'ufficiale francese di cavalleria mentre il nostro deve, per rin tracciamele, sfoglia.re lutti i nostri regola men Li. La Nota I tralta dell'orientamento e della ricognizione del terreno. Senza estendersi soverchiamente vi è accennato a tutlo qt~anto importa di sapr.re all'ufficiale e alla truppa di ca~alleria, e singolarmente interessanti sono le due pagine nelle' quali è fornita una esatta nomenclatura delle ferrovie. . La ·Nota n contiene alcune succinte no tizie intorno all e formazioni delle varie armi in Francia e all'estero (cioè ItaliH, Germania e Austria--Ongheri a), e sui modi di valut8re la forza dì una truppa in marcia ed in stazione. È superOuo ril evarne la utilità poichè è lroppo evidente. La Nota III prende in esamo i lavo ri di campagna, il passnggio dei corsi d'acqua e le distruzioni. La parte che troll.a delle distruzioni e rotlnre delle ferrovie è un vero e complelo trattato della materia. Le Note lV, V e VI contengono brevi cenni intorno · alla compilazione del « Rapporto situazione » da fornirs i.oo-ni aiorno inn v.l torno alla forza degli uomini e dei cavalli presenti , al rapporto da co mpilarsi dopo un combattimento, ngli stendord i, }11le lanterne ed ai bracciali degli stati maggiori e degii ·ufficiali del sernio di stato maggiore e degli individui di truppa e borghesi addetti ai vari servizi, rionchè intorno alla Convenzione di Gi nevra. E con questo il còmpilo che ci eravamo prefissi di esaminare, secondo le nostre . forze. il nuovo Regolamento fra.nce~e, sarebbe compiuto; tuttavia ci siano ancora concesse poche parole intorno al metodo d'istruzione, e all'utilità o meno di que~te istruzioni speciali per arma.
li- Il com.pilato re del Regolamento si mantenne strettamente li rrio
-al principio, proclamato nei preliminari, di voler posare solta;to le basi fondamentali del metodo di insegnamento, e di fare astrazione dai particolari, per evitare di paralizzar~ l'iniziativa dei cap_i delle un ita e diminuire la loro responsabilità. _E ~rue~ta la ~endenza odierna cui si sottomettono quasi tutti i pnn?pal_i .es:rc1ti europei, ne\l' intenl0 di sviluppare l'iniziativa degh utlrciali, ma resta a vedersi se i risultati saranno quelli cui si mira . Non saremo noi di certo che combatteremo il principjo, ormai generalmente accettato, secondo il quale spettct ai singoli comand.antt d~lle unità di dirigere I' istruzione dei proprii reparti e d1 scegliere all'uopo i mezzi rla essi reputati più adatti. E chi oserebbe oggidì combattere la necessità di una conveniente latitudine da lasciarsi, in special modo . ai capitani ed ai colonnelli nel dirigere l' istruzione della truppa affidata al loro comando? Ma fra l'ampia libertà invocata .'oggidì, e la prescrizione minuta dei singoli particolari dei tempi passati. havvi un'enorme distanza, e noi siamo profondamente convinti che la. mancanza assoluta d'ogni indicazione, d'ogni direttiva che serva di sicura g_uida nel!' insegnament9 della scuola di campagna, non può che ridondare a danno dell'istruzione della cavaller·1<n. ', E bene mettere in sodo che i capi veramente intelliaenti ~ ~o'.~iti. di solida istruzione militare, hanno sempre dato p7.ova di m1z1<1t1va, tutte le volte che se ne presentava l'occasione e che ali individui m~diocri, che pur troppo in qualunque esercito ra~pr~sentano la generalità, abbandonati a loro stessi, senza. alcuna guida nè direlliva, fini scono per trovarsi nel massimo imbarazzo ~, nell 'impossioilità di ·dare un giusto indirizzo all'istruzione del 'reparto 'da loro comandato. _L'istruzione della scuola di campagna è per la cavalleria della ~assima imp~rtanza, ed è assolutamente indispenrnhile che ~ell'istruzione della medesima si ~egua un- metodo uni forme in Lutti i reggimenti. Co l sistema ora invalso si hanno tot capita tot sententiae. Tutti gli anni alle manovre di cavalleria e alle grandi manovre - e questo presso tutti gli eserciti si lamenta un'imperfetta preparazione della cavalleria a questo
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principale suo servizio, e fra le molteplici cause che conducono a questo r.isultato, va di certo annoverata quella del metodo seguito nell' istruzione. Tutto ciò che è buono per la t'anteria non lo è, od almeno in egual grado, per la cavalleria, e noi crediamo che per insegnare à do~' el'e il servizio di campagna - e segnatamente per applicarlo poi in guerra - ahbisoirnano norme precise e abbas,anza particola reggiate. La generazione presenle, compresa, ben s'intende la mil itare, si pasce mollo di belle parole e fa cilmente se · ne accontenta senza sviscerare le questioni e considerarlo sollo lutti i punti di vista. E così avviene anche in <[ue5Lo caso, di cui ci occupiamo. Gli intelligenti, ma sono i meno, approfiLLano della latitudine loro lasciata con loro profitto e del reparto lor o affidato, 1)1a i mediocri, e sono i più, seguono, incrollabili, i passi della Yecchia routine applicanclo cioè il sistema da es~ i precedentemente appreso . Ed allora ? Parole, parole, e null'altro. La sola prescrizione, e ci pare tassativa, contenuta in qnesta l s1.rnzione francese è la seguente: nel servizio di pattugl ia, nelle r·icogniziooi, nel!' attuazione dell' aranscoperta, si de,·e sempre procedere a sbalzi , avanzando cli zona in zona , tostocltè questa ru esplorata . È un concetto che in complesso ci pare ottimo, purchè sia applicato con intelligenza; ma an ch' esso non si attagl ia a tutti i casi e posto in pratica materialmente talvolta farà. perdere · del tempo che potrebbe es~ere prezioso. Del resto l'Istruzione è provvisorin, e se nell a definiti va si seguir~ lo stesso principio di astenersi dall'entrare in qualsiasi menomo particohire riguardante il metodo d'insegnamento, vorrii dire ch e si è· riconosciuta. compiutamenLè la bontà. di cotesto principio e noi ri conosceremo che colle nostre osservazioni siamo caduti iu grave enore. Rispetto al!' utilità di queste Istruzioni speciali per arma, no, crediamo cl1'essa sia incontrastab ile, ed in special modo per l'arma di cavalleria.
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L'Istruzione francese sul servizio dali a caralleria in guerra, compl etata forse in. alcune parti, diverrebbe un Yero manuale per l'ufficiale di cavalleria in campagna, e cosliluirebbe per esso un prez ioso 11ade-mecwn. Con siffatto manuale si otterrebbe ancora il vanLaggio di liberarlo dalla necessitit di portare con sè i vari Regolamenti dell'arma, che poi, quando si p1·esenli l'oc~a;ione di consultarli, non si ha alla mano, perchè racch iusi nelle cassette. Noi esprimiamo il volo che anche per la nostra cavalleria sia compilato un manuale ufficiale cli siffatto gènere, che a nostro avviso, presenta molti vantaggi e nessun danno. M. H. D.
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NOTIZIE POLITIOO-MILIT ARI . ~·~ ~rrente _giunse a Boma, reduce dallo Scioa, il nrnggiore Nerazzrn1, mVIato cola dal governo italiano per trattare la pace col Xeous. Fu ricevuto dall'on. Rndinì, presiden te del Consiglio e dall'on. "\risconti Yenosta, ministro degli alfori esteri , ai 'Jllali presentò il concordato originale stipulato col Negus medesimo. , Ln sostnnza di questo concordato, secondo un comunicato del governo alla stampa, e la seguente : e L'imperntore )ienelik, cl!e, da l CMto ~uo, già ne ha con tratto l'impegno, propone, d:,Jla parte del Tigrè, una linea di, frontiera che, partendo da Tomat, sull' Atbara, raggiunge il Mare~ a Todloc, risale il M_areb fino alla confluenza del Mai-A mbessa, poi il ìliai-Ambessa fino alle ~ue sorgenti; ridiscende lungo il 1!ai-.Fecc.ià a.Jl'allo Mareb, di cui segue 11 corso fino alln confluenza del .Mai-Marettà ; risale il ..Mai-Marettà , e poi pass~ndo a sud ·di Gura , Digsa, Halai e Mabio, scende al piano.dE'lle Gallrne Faraone, mantenendosi pl)i paral lela al Mar Rosso a 60 chilometri da Ila costa. « La nuova frontiera migliora la linea del 6 feblJ rnio ,1891, inclu(~ndo ~ell'Eritrea i centri importanti di Debaroa, Gura e Digsa che quella lmea escludeva, non che Jlalai che, secondo quella linea, era punlo di confine. · « Dalla parte dell'Oceano Indiano, la propos"ta linea di ùelimitaziou e si mantiene a circa ·f 80 miglia dalla costa, ragginogendo il Giuba al nord di Bardera. Lug rimarrebbe, come stazione commerciale italia~a. 0cruareatita contro ogni molestia o razzin. « Non è prefisso termine alcuno per le decisioni del Governo ital iano, jl quale è libero di accettare, o no, la proposta linea di frontiera, rimanendo, intan10, im muta to lo statu quo di fotto. « Il maggiore Nerazzini reca pure il Trattato dì commercio stipulato con l'imperatoi·e Menelik. « Il trattato assicura ai cittadini italiani piena libertà di circolazion e e di commercio nell'Im pero etiopico, con ogni più ampia protezione delle persone e delle merci, e col regi me della nazione più favorita per le d ogane, i dazi interni e per il trauamento generale accordato ad ogni altro paese.
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• Le parti contraenti s'impegnano a favori re l'apertura di vie per meglio svolgerA i rapporti commercioli tra i possedimenti italiani del1'0.:eano !odiano e del Sud dell'Impero. In forza del Trattato, l'Italia potrà avere io Etiopia una stabile rappreientanza » . Il negoziato, come si vede, comprende due distinti oggetti: la deJimitnzione dei possedimenti italiani nel Mar Rosso (Eritrea) e nell'Oceano I ndiano (13enadir), in quanto questi i:,ossedimenti sonò li mitrofi all'Abissinia, e il trattato di commercio. Quest'ultimo, (salva la ratifica del Re Umberto) è definitivo ed af. fatto indipendente dalla soluzione, che pC'lrà ricevere la primn quesìione, quella dei confini. Discorreremo più ampiamente del concordato quando ne sarà noto i1 testo, tuttavic1 fio d'ora si può dire che, nel loro complesso, i patti convenuti sono abbastauza buoni. Quanto ::il trat1a10 di commercio, non si fa al1'11alia un trauamento di privilegio, ma la si mette alla paro delle n~zioo i più favori te. Pretendere di meno non era dignitoso; esigere di più era inopportuno e sarebbe stnto, nel quarto d'ora presente, forse vano. Ma il valore del tra ttato più che dalle stipulazioni scritte dipenderà dalla lealtà, con la quale sarà eseguito. Ed è qui che si parranno veramente il · buon volere e le buone disposizioni del Negus. Quanto al confine, osser viamo anzitutto che il concordato non da una concl usione definitiva, sicchè le tratt.itive restano aperte, ma il Negus, con dich iarazione scriua, si è obbligàto fin d'ora a. rispettare, per la parte sua, -il concordato stesso, donde ne viene che il con fine sovra descritto segna il minimo del territ(lrio che potrà avere l'Eritrea, ma non è escluso che con un nuovo · negoziato possa ottenersi qualche cosa di più. Ad ogni modo, il confine proposto dal Negus, migliora sensibilmente nei rapporti militari della difesa, la linea, che era stata consentita dall'Antonelli nel ,t 89 I, perchè include nei territori dell'Eritrea i villaarri • v e> d1 ~ebaroa, Gura e Digsa, che ~ano.fra le posiiioni militari più importanti dell'altipiano: nei rapporti agricoli o coloniali, · al paragone della Convenzione dfll ·I 89·1, nulla è mutato nelle condizioni dell'Eritrea; perchè quella convenzione non ~i dava, nè il Serae, uè l'Oc11lè-Cusai (le due provincie più fertili dell'alti piano) e questa che dovrebbe stipularsi ce la toglie egualmente; o per meglio <lire, toglio il Serae e due terzi dell'Oculè-Cusai.
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** Col maggiore ~erazz;ini giunsero . in Roma i due uffici ali snper,titi della spedizione Bouego, e da loro si ehbe un particolareggiato rappol'to dell 'eccidio della medesima . Eccone un sunto: Da Sancorar (22 febbraio 18%), per il Daka, la spedi1.ione giungern agli Amarr, riva sinislrn del Sagan; quindi piegava a nord e, tocc~ndo il lemho suù di Uollamo, dopo aver Yisitato il lago Pagaci,, ragg1 unoe"a il fiume Omo > sfu•rnendo min1colosamente all'inseguimentol ac.c.ao >< l' nito del Sultano di Gim ma Abbagi l'ar, poi del ra~ Uoldu Glmgl11 s ( ug 10 agosto 1896); riparava r1uindi al lago Rodolfo, dopo avere soste~nto, s;nza grar i perdite, continui attacch i per parte . delle ùcnse e hclhgere popolazioni che abitano quella fertile eù elevat1smna zona mootu~~a . La ::peclizione si recò anche 111 Bass Marlé ( nord del [..igo Stef:rnrn), risalì per alcuni giorni il Sagan e quindi pro:;e~uì per la nva occidentale del Rodolfo fiuo a 3°-8' <li lat. nqrd. . . Nel 3 novembre 1896 veni va dist.acca to il dottor Saccl11, perchc scar~i assendo i mezzi di trasporto, prernc\·à inviare in Ital ia, pei: via )iù breve e più sicura, le nnmero;:e e interessanti raccolte 1.oolog1che., l · ...Il suo v10gg10 ' . a,reva pe1·o. minoralocriche e l'avorio fru tto c.lelle cacc1e come scipo prin.cipale ,1uel lo· importantissimJ di dimostrare cl:c 1 commerci delle regioni dei laghi Rodolfo o Stefonia potevano oon s1c~1rezza convergern verso la stazione commerciale di Lugh, per la na Ascd1a-Borani, r1uella :ippunto elle egl i intendeva di sogu1~e. , .. La spedi zione piegava r1uindi vo:-so nord-ovest lambenoo l esire~ila occidentale dell'altipiano etiopico fì uo a poche miglia da Lu~l-Am.1an · L'aria malsana di quelle regioni minacciò seriamente la dr~trnz1011edel personale e del bestiame della speclizione, perciò es,sa ~t tlovett~ diricrere verso i monti risalendo l'Upeno. A quattro giorni da SaJO s'in~iò una lettera al Galla, capo di quel paese, per chiedergli il parmesso di attraversare il suo territorio, dandogli in proposito le necessarie spiegaziooi . Dopo ire giorni, alcuni sòldati ~li rinel cnp~ f'urouo inviat,i iucontro alla spedizione, invitandola a conlmuare la via ed ::is~ sicu ran<lo che la lettera era stata spedito. :il c.apo Ga lla Degiassm:ic di Legi:., da cui Sajò di pende. A S11jò i nostri si fermarrno in atle5a della risposta ed intanto ac<1uistarono, con talleri, ani m:,li da trasporto. (')O
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ti Degiassmac, non avimdo potuto leggere la lettera, inviò il fitaurari -sno fratello con pieni poteri . Questi disse che gli uomini <lell,1 spedizione sarebbero stati i ben venuti nei dominii galla e che si desiderava ,fare amicizia i:on essi percliò potessero insegnare la 'Via ,lei /11cil'i. Al fitaurar i e ad al tri capi si donarono due bellissimi rucili e due pistole con relative c.artucce. Egli accompagnù i nostri con tulio il suo s.eguito1 mostrandosi sempre cortese e premuroso, lino alfa resideuza del Oegiassmac, 0\'6 arrivarono il 16 marzo 1897 (circa in 8°-58' lat. 11or<I) ~ a breve distanza da Gobò. Si accamparono sopra un piccolo ,monte per evitare che i curiosi iovadessero il campo e rubassero come .già era acca(luto nei giorni procedenti. Il comandaote dell a spedizione inviò il solloteuenie Citera i tld ossequiare il D~giassmac ed a portargl i in dono trn fucile con cartucce et! altri oggetti . L'ull1ciale fu molto bene accolio ed ebbe per il cn pita no un:.i lettera nella rruale quel capo Galla riugrnzi(l ,'t, e ripeteva di essere ben fo r,wnato d'averlo nel suo paese. Piw. tardi il capitano stesso si recò da lui e fu col;nato di cortesie. tPareva .che tutto procedesse benf', quantunque fino dai giorni precedenti un mu:mlmauo di Gimma Abagifor, trattenuto a forza nel paese ,perchè sarto, avesse avvertito i DO$tri che riuel capo aveva iutenzione di dEirubarli, disa rmarl i e imp3dronirsi di loro perchè gli fab,bricassero dei fucili. Il contegno di quella gente era però fìu o allora ,tale da fa r credere che la informazione fosse fa lsa. Se non che dura11te il giorno, quella voce andava ripetendosi, mentre, ·gli indigeni illvitavano gli ascari a disertare dicendo loro che al mattino seguente ·si sarebbe combattnto e che essi sarebbero tutti periti per la grande ,maggioranza delle forze del Degiassmac (mille fucili) . Infatti nella notte dodici nscari disert3rono il campo con armi e mu•nizioni, sottraendo ::inche cassette di cartucce, e i nostri si accorsero di •esser~ circondati da i sold::ni del cam po. I<
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Non vi era più dubbio, erano traditi! Al mattino seguente, 17 marzo, ;il enpitano domandò le guide dicendo di voler abbandonare subito .quel paese, perchè i nativi fa cevano disertare gli ascari e rubavano •la rob1ì. Risposero nulla $apere dei disertori (mentre poi fu accertato che li .:avevano incatenati fin dalla notte) e rifiutarono di dare le g~ide. !96 -
AN:',O XLII.
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NO'l'IZl~ POl, l'l'JCO-MILITAR)
Non essendo possibile di apri rsi un passo colle bu,me, i nostri de-cisero di tentare la ·sorte delle armi, anzicliè cedere senza combatteree nelli, speranza di mettere in sa lvo il frutto del loro lavorn. La posizione dei nostri era assai sfav~revole, perchè li costringeva ad un ordine di combattimento molto· chiu.,o e li obbligava a far · fuoco solo in piedi; mentre il numero degli ;ivversari era molto superiore al loro. Ne fnrono contati oltre seicento.armati di fu cili a re-· trocarica. Fin dai prim i colpi molti dei nostri ll$Cari cadde ro; poco dopo il capitano, coraggioso c~me sempre fino l'llla temerità, cadde egli purecolpito da due proiettili ; l' 1:no alla tempia sinistra, l'altro al petto,. mentre il sottotenente Citerui veniva ferito al piede sinistro . Per quanto esiguo fosse il numero degli ascari, il fuoco fu sem pre· continuato rapido ed .elfic-ace; mo intanto al nemico gi ungevano di continuo nuovi rinforzi. l?inalmente per iscongiurare il pericolo della completa distruzione della spedizione, i nostri dccis".l ro di ritirarsi, e quindi di anendersi ,. uella speranza di sa lvare il frutto di due anni di fa tiche. La bandiera nazionale, donat,1 dalla regia nave Dogali alla spedizione, fu dai nostr~ bruciata. Di 86 presenti al principio del cambattimeoto, oltre 60 furono uccisi. {:ominciarono allora sofferenze d'ogni m:rniera; ma, mentre i uo:<tri meditavano uoa fuga pericolosa, fu rono avvertiti che presso il Negu, trovavasi persona che avrebbe trattato la loro liberaiioue, e che il :\'egus stesso 11Yeva dato ordini favorevol i a loro riguardo. Il 6 giugno, giorno della festa dello Statuto, fu anche per i due uffi ciali giorno solenne. All'alba furono chiamati e, offerte loro due caval-ca111re, si disse che per ordine del ~egus dovevano recarsi allo Scioa. Dopo avere gi rato le sorgenti dell 'Jabus, allraversato il Birbir, giunsero alla Diddessa, dove un corriere del Negus recò loro una lettera del maggiore Nerazzini che li rnssicurava snlla loro sorte. Pochi giorni prima di giungere alla metri, venne loro incontro un a~caro scioano, per affrettare la marcia. Nello stesso giorno essi ricevettero una seconda lettera clie li avvertiva e$sere deciso ii loro rim patrio. Il 22 giugno, in vista di Add is Abeba un capo del Negus venne loro incontro, per dire che l'im pera tore soltanto allora aveva saputo da l maggiore Nerazziui che viaggia· vano incatenati e che dolcute del fatto lo inviava a liberarl i e a offrire· vestimenta europee per l'isparmiare loro l'umi liazione di arrivare davanti a compatrioti malamente ve~titi" alla maniera degli indigeni. Poche ore dopo erano accom pagoati alfa residenza del negus.
NOTIZIE l'OLI1'JC0-~11LITA1tl
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. Grazie agli ordini di lui ~i potranno riavere i documenti che già fnrooo dai due su pers\iti raccolti e riuniti; siccb ~ del risultato della spedizione nulla andrà perduto, tranne le raccolte zoologiche ~ mineralogiche che erano state aìlìdatc al dou. ~faurizio Sacchi. Questi nella sua strada verso orieute pare che sia cad uto in una razzia omhara e vi abbia perdnto miseramente la vita. . Gli ufficiali della spedizione, signori L. Vannutelli e C. Citerni, così conchindono il loro rapporto: « La spedizione giungendo ,1 Gobò compiva l'esplorazione costitueDto il più al to idealo scien tifi co dello S0citlti1 geografica ital i.ma ».
Tra i fatti di cronnca più interessanti e discussi nella quindicina no. tiamo quello di alcune granate lanciate da una batteria fr,mcese che lirava al bersaglio, o cadute presso uno dei nostri forti del .\Ioncenisio. Qn.est' incideutc _cli frouti er[1, che poteva riuscire gravissimo SA vi fosse concorsa la volontà dn' suoi autori, si risolse in nebbia, quando si toccò con mano ch'era dipeso da iguoraoz:i, da inavvertenza, o da qualche casualità non ancora beu nota, ma 1,;he il governo francese n'era doleutissimo ed nvevn aperto nn' inchiesta per appurare il fatto e punire i colpevoli se ve ne fossero stati. La bnoua armonia tra i due governi italiano e francese 11011 ru menomamente tnrh::ita da questo incidente, e se n'ebbe sulJito una prova nel fatto che, il presidente della rHpubhlica l'r,rncese Félix Faure, cssenùosi recato :i hlodane, pres:.o il nostro confine, ondP. assistere alle manovre del XIV e X.V corpo dcll'esen:ito iraucese, S . .\t il Jle d' Italia mandò due suoi inviati speciali a com piimen tarlo. 11 generale Ponza di San )fortino, aiutante di campo generale del . Re d'Italia, ed il conte Greppi, in'.laricoti <li qnesu1 missione, giunsero a )lodane e fnrouo ricevuti dai rappresentanti del Presidente clella He~nbblica e del ministro tiella guerra, tenente colonnello Thovcnet. Sul piazzale della suizionc una compagnia di fanteria rese gli onori, mentre la musica suonava l'inno rtJa le iwliano. La folla fece ai rnppre~r.ntan li del Re d'Italia un' :iccoglienza simpatica . Gli inviati italiani e gli utlìciali francesi s:ilirono in carrozza tirata dai cavalli dell'artiglieria e scortata dai dragoui e si dirnssero a Thermigno.::i, dove giunsero alle 6 pom . Una com pagnia dei cacciutori alpini francesi, con bandiera e musi~, rese- loro gli onori militari. T.:l musica suqnò l'inuo reale itali:ino .
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JfOTIZIE POLITICO - MILIT ARI
Essi scesero nella casa loro destinata, pavesata colle bandiere italiana e francese. Dopo alcun i minuti dal loro arrirn, il generale Ponza di San lllartino e il maggiore Greppi, si recarono a pieù i -fin o alla casa dove era alloggialo il Presidente della Il.epuhblica. G-li uITiciali italiani furono ricevuti cogli onori.riservati esclusiramente agl i inviati straordinari; essi salutarono la bandiera france~c . Il generalo Ponza d.i San Martino fu introrlotto presso Félix Fanre dal generale Hagron : egli presentò al presidente della Repubblica i complimenti del Re d'Italia. Il colloq uio fu cordialissimo e durò rn minuti. Poscia il genernle Ponza di San Martino presentò il maggiore Greppi al presidente della Repubblica, il quale presrntò, :i sua volta, ngl i inviati itnliani, gli urTiciali della sna casn militare. I rappresemanti del H.e d'Italia si recarono quindi a [ar visita al ministro della guerra generale Billot. . Quando furono rientrati nel loro alloggio, ricevettero la visita del colonnello Mén6trez, che rimise in nome del presidente dello Repubblica Fél ix Faure, la croce di commendatore della Legion d'onore al generale Ponza di San Martino, e la croce di ufficiale delln Legion d'onore al conte Greppi. Il presiden te Félix Faure diede la sera uu pranzo di 23 coperti 10 onore degli inviati italiani. Il generale Ponza di San .Martino sieden n destrn del presiden te. I personaggi che assisternno al pranzo, portarnno le decorazioni italiane.
*"' * Fra le più importanti disposizioni d'interesse militare emanate nella quindicina notiamo le seguenti: Sono aperte, fino a tutto il 30 settembre prossimo, le amm1ss1oni ai corsi di allievi ullìciali di complemento che avranno principio col 1° novembre successivo. Però, coloro che, essendo laureati in medicina e chirurgia, intendono di essere ammessi al corso della scuola di applicazione di sanità mi litare, potranno present.are la relati va domanda anche dopo il dello giorno 30 settembre; si avverte però che il numero di coloro che po· tranuo ottenere La.le .ammissione ·è limitnto a 200 e che, appena tale numero sia stato raggiunto, verranno definitivamente chiuse le ammissioni alla detta scuola, rimaneuùone così esclu.si coloro che avranno
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presentato la loro domanda quando le ammissioni erano già :3Wte chiuse. . Giusta quanto fu stabilito con la Ci1·colare N. 90 dell'8 lu olio scorso s~ranno istituiti due specie cli corsi allievi officiali: taluni, cioè, aventi la d~rata d_i sci mesi'. ~ei quali potranno essere ammessi quegli aspiranli che siano provv1sl1 della licenza di liceo o d'istituto tecn ico, ovvero di un titolo superiore di studi; altri aventi lo durata normale di nove inesi e nei quali continueranno ad essere ammessi coloro che posseggano soltanto la pogella di passaggio al 2° anno di corso di liceo o d'istituto tecnico, ovvero superino il prescritto esnme di coltura generale. I detti corsi :illievi ufficial i sono istitniti nelle ci ttà e nei corpi appresso indicati: Corsi aventi la. durat a di 6 mesi. - Fanteria di linea: Bologua pres:-o il 28° - Cagliari I 0° - Firenze 68° - Milano 390 Xapoli 76° - Palermo 62° - Roma ,12.0 - Tori no .\. •IO - Verona 530, Betoaglier'i: Roma 5° - P.alermo ·1° - Verona ,1,10. A lpini: Torino 3° - Milano 50_ Artiglieria da campagnu (bauerie): Alessandria ·11 a - Casertn 10n - Firenz~ 19• - Palermo 22•. Artiyl?:crici da costa e da f'orte z;;a: Costa: Ancona, 2• brigata - Genova, ! On brigata - Spezia, j a brigata. - Fortezza : Bologna 9a brigaLa - Torino, 6a brigata - Verona, •I• brigata. · · .4.rtiglieria a cavallo e da montagna (batterie): ~lilano, reggimento a cavallo - Torino, reggimento d:i montagna . Gewio (escluso il treno): Torino 50_ Co:rpo 8anitario : Firenze, sr,uola di applicnzione di sanità militare. Corpo d·i commissariato e Co1·po contabile: Firenze, direzione ter..: ritoriale di com missariato. Corpo ·1Jete,1·ina1··io: Pinerolo, scuo la cli cay::dleria. Sono ammessibi li a questi corsi della durata di 6 mesi coloro che posseggono la licenza di liceo o di istituto tecnico, ovvero il titolo sn- , peri('re di studi all'uopo richiesto. Corsi aven ti la durata di 9 mesi. - Fanteria di li,nea: Ancona, presso il 38° - Bari 43° - lllessioa 94° - Perugia 59° - Piacenza 2'.z 0 - Salerno 0° - Sassari 9°. Bersaglieri: Asti 6° - Firenze 90_ Alpin·i: Mondovì '1° - Verona Go. Treno d' m·tiglieria: Bologna 30 .:_ Roma .f 3°. 1'reno clel gen'io: Perugia 4°.
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J\OTJZ II,: P0L1TI CO- MILJTAR1
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Corpo sanitario m'ilitare. ~'enfnti colonnelli con anziani tà n tutto il 15 ottobre ·1895 - )faggiori con anziani1à a tnllo rn dicembre •t 8n - Capi1ani con anzi:rnità n tu1to il 22 ottobre ,188-~ - Tenenti èon nn:zianità a tutto il 15 giugno ,t 890 . Corpo di commissariato militare. Tenen1i colonnelli con anzianità .a tutto il 4- lnglio i895 - Maggiori <:On :,nzinnità a tutto il 17 lu.glio ,t893 - Capitoni con 011zi:rn ità :i tu tto il 2{> settembre 1886 ·Tenenti con anzianità a tntto il •19 :iprile ,t89 ·1 - Sottotenenli con :in'..Ziani1à a tutto il 20 ottobre ·I 8!J5. Corpo c~nta/Jile im' /i,ta re. Tenenti colonnelli to n anzianità a t_utLo il t4 luglio ·1895 - ~faggiori con anzianità a tutto il ·15 ottobre •1895 Capitani con anzianità a lntto 1'8 .ip rile 1388 - Tenenti con anzi3ni1à ·l) tutto 1·,1·I ottobre -1888 - Sottotenenti con 3nziani1à a tntto il 25 ottobre 1895. Corpo 'l!eterinario militare . Tenenti colonnell i con anzinnità a lutto il 2i dicembre 1896 - ~laggiori con anzianità a tutto il O lugl io 1893 - C:apitaui con anzianitù a tutto l'H 0ttobre ·1888 - Tenenti -con anziou ità a tutto il 4 no vem bre ,1889 - Sottotenenti con anziani1ù a ·tutto il :i luglio 1895.
Nell'intento fii porgere ai soci delle società di tiro a seguo il mezzo di eserci tarsi nei tiri coll ettivi e alle societii di partecipnrc alla ,13 categoria del la III gara· di tiro, che avrà luc,go uel maggio 1898 a Torino, il Ministero ha disposto che vengano ceduti in prestito, alle società che lo rirhiedéra nno; il numero dei fucili .modello ,J 870-8'i loro occorrente per portare la dotazione di quelli che banno i,uunlmente, al numero di dieci . In dipendenza di quanto sopra, i comandanti di corpo d'armo1a rurono autorizzati a:;secondare le domande che, per mezzo delle direzioni provinciali, fos~ero loro riYolte dalle presidenze delle societù di tiro, costitui te entro il territorio di loro giurisdizione. Della cessione in prestito, di cui trattasi, vennero incaricati i comandan ti loc:-i li d'artiglieria.
Allo specchio della Circolare numero 60 del corrente :inno, ri1narfl ante le proposle di avanzamento degli uffici11li per il ~89~ Yenne ~o stituito il seguente : Fanteri·a. Tenenti colonnelli con anzianità ~, tutto il 4- lnglio ,1885 - Maggiori con anzian ità a tutto \'8 marzo 4894 - Capitan_i con auzianità a tutto il 7 ottobre 4887 - Tenenti con anzianità a tutto l'S dicembre 1887 - Sottotenenti coD anzianità a tutto il 20 ottobre ,1895. Cavalleria. Tenenti colonnelli con anzianità a tutto il 2 luglio ,1896 - rifaooiori con anzianità a tulio il 13 dicembre 189-i - Capitani con anzian~à a tutlo il 1 ouobre 1887 - Tenenti con anzianità a tutto 1'.f1 dicembre 1888 - Sottotenenti cou anzianità n tutlo il 20 ottobre ·1895. Artiglier·i11 e gem·o. Tenenti colonnelli con anzianitil a tulio il 4- Inolio 1895 - l\faooiori con auzianilà a tutto il 3 aprile :189:l - Ca,, è'e ' pitani con :inzianità a tutto il '26 settem bre 1886 - Tenenti co11 anzianità a tutto il ·13 aprile 1888. Personale permanente dei di.~t,·etti. Tenenti colonnelli con anzianità a tutto il 3 marzo •1895 - Maggiori con anzianità a mtto l'-H dicembre 1892 - C:-ipitani con am~ianità a tutto il 26 settembre ,t 886 . Ulftciali delle fortezze. Teneuti colonnell i con anzianità a 111110 il n luglio 4893 _:_ Maggiori con anzianilà a tutto 1'1 1 dicembre ~89~ - Capit::rni con anzianità a tutto l'H ottohm ·1885 - Tenenti con a11- . zianità a tutto il 'iH se Ltemhre 1886 ..:_ Sottotenenti con anz.inniLi1 a tu tto i 1 20 ottobre 1895. 1
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Un R. Decreto ha de1ermina10 come segue le norme p<'r il tra$reri •mento dei tenenti delle vnrie armi nel rorpo contabile militare: Per concorrere nrl occupare il terzo dei posti vacanti di umciale ~ulbalterno nel corpo contabile mil itare, i tenenti delle varie armi (fan>teria, cav:-illeri.i, artiglierin o genio) flebbono produrre regolare do.manda e venir g;udicati idonei allo $peciale servizio del <'orro d3lle ,{lompetenti autorità, previo es perimento pratico. L'elemento pratico avri1 b durat:i i:li quatlro mesi almeno e sarù c-0mpiuto pres~o nn corpo nl:'lle fnnzi oui <li ulficiale subalterno con·.t~bile. Non sono am messe le domnnde dei tenenti che abbiano un'anzi:.init:ì. -di grado maggiore fii anni quattro, a meno che si tratti di tenenti che -siano divenuti meno idonei al senizio dell.i propria armo per infermità, lesioni o ferite proYeni euti · da n1usa di servizio. Iu tal caso la ·domanda deve essere aecompagnat:-i da copie del ·,·erba le prescritto alfarticolo 34- del regolamento ri pprov:1t0 con R. decrr.to 5 seuembre ·I 895, .N. 603. Roma, li ·1'1 :1go:-to 4897. :,;,
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N OTI ZIE MILITAIU ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE FRANCIA.
La 1-imonta dell'esercito e la produzione equina. - Questa questione· sollevata dal deputato barone Demarçay e dibattu ta OP.Ilo scorcio dello scorso anno alla Camera dei deputati, in occasion~ dell11 discussione· dd bilancio della guerra fu chiusn concedendo all'amministrazione della guerra un aumf'nto di 1.200.000 lire ai crediti stanziati per la rimonta dell 'esercito, allo scopo di aumen tare i prezzi di acquisto cd i~coraggiare così gli allevntori. Il Senato approvò l'accennato aumeoto, pur riservandosi di trattare nuovamente l'argomento in occasione della disrn;;sione del bilancio dell'agricoltura, iudustria e commercio; il che fu , fatto nel la seduta del 116 marzo li. s. per opera del s,matore' conte dc Blc,is, il quale nel suo discorso nulla ha deLto di panicolarn'ieute inte- · ressante. Nella risposta del ministro Méline, il quale ha parlato anche a nome del Ministro della guerra, sono indicati gli intendimenti di questi circa l'impiego dell'aumento di 1.200.000 lire. Essi si possono riassumere come sepue: ·1° Aumentare il prezzo d'acquisto dei cavalli 1·éussis (c'est· à dire des chevaux amélioré.~) d:i sella d'ogoi categoria; 2° Accordare premi ai cavalli reus:;ù, presf:ntati montati in sella e briglia cd acquistati dalla rimonta ai prezzi ordioari; 3° Aumentare in notevole rro· porzione il numero degli acquisti anouali, rimpi~zzando i cavalli di truppa nei reggiwenti io ragione di •Js ogni anno invece di l / 9 come· si fa attualmente; .\ 0 .Fare nell 'a nno prossimo l'csperiwento di scegliere ed acqnisrnre •I 00 cavalle fattrici e lasciarle in deposito presso gh allevatori per la riproduzione, cercand(! cosi di attenuare l' inco11veniente· che gli allevatori generalmente cedono alla rimonta i prodotti migliori e tengono per la riproduzione elementi scadenti. Se l'e;pcrimento riesce lo si allargherà e si daranno ,anche premi :igli allevatori che :wranno, buona cura delle fattrici; 5° Rimandare nelle regioni di provenie11za e vendere agli allevatori le cava lle decla.sséc.s al disotto dei Hl- anni, che siano atte alla ri produzione ed esenti da difetti ereditari. 1
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Il Ministero si ripromette utili effeui da questi provvcdimeoti che sembra rbbiano soddisfati" il senatore conte de Blois ed il Senato intero. Soltanto sono state date le seguenti istruzioni al personale delle rimonte: ,J O Sono esclusivamente riservati agli allevatori i mesi di luglio, agosto, ottobre e novembre per la r;resentazione di cava lli di 3 anni e 1/ 2 ed i mesi di gennaio e f.ibbraio per la presentazione dei cavalli di 4- anni ; 2" Ogni negoziant.e, dal '[ua le la rimonta abbia acquistato 2 0 ca• valli nel corso di un anno il escluso dalle prc;eotazioni riservate agli allevatori a meno che pos:,a pro,·are che gli animali offerti siaoo di sua proprietà eia un anno almeno; 3° Le commissioni aumen teranno di 1/ 10 il prezzo d'acquisto per i cnva lli appartcneuti ad allevatori e che possono essere facilmeote montati in briglia alle tre andature; i 0 I ·cavalli di 5 ad 8 anni continueranno ad essere acrp1istati in tUILOil cor;o ùefl'anno tanto dagli aHevatori che dai negozianti. Cnmulo della pensione mit-itare con lo stipendio d'nn imp'ie.go citile. - L'articolo 31 della l·egge del bilancio, per l'esercizio del 489 1, ,;tabili: a) eh.e le pension i militari concesso ad ufficiali o assimi lati non potessero cumularsi con un emolumento civile p11gato dallo Stillo, dai dipartimenti, dai comuni o da pubblici stabilimenti , che solo nel coso in cui J'ammont:1re dello stipendio civile e della pensione militare non avesse oltrepassato il valortl del soldo che il titolare ·godeva all'alto ciel ~uo collocamento in ritirù; b) che fosse falla una proporzionale ritenuta sul ln pensione, 'Jlla· Jora il cumulo degl i emolumenti superasso l'a mmon tare del soldo; e) che la pensione fosse completamente ~ospe3a, per la durata del traua men to civile, al lorchè questo fosse uguale o super iore all'ammon tare del soldo. - Ora queste prescrizioni abbastanza fi sca li ave11aoo crea to uno stato di cose talmeote anormale ed ec'.cezionale eia arrivare fioo al punto di ·incontrare nelle arnministrnioni pubbliche degl i uffi ciali io ritiro io condizi oni pecuniarie inferiori a quelle di alcuni sottuffi ciali , stati poco tempo innanzi loro dipendenti, e la Carnera vo lendo una buf\na volta riparare a que3ta ingiustizia, nella seduta del 6 <1prilc, a grande maggioranza approvavn il seguente progetto di legge presentato dal deputato Jourde: .4rtiéolo unico. • L'articolo 3 1 della legge ciel bilant io per l'esercizio e 1891 riferentisi al cumulo delle pen$iOni militari agli ufficiali o as-
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< similati, con il trattamemo civile pagato dallo Stato, dai dipartimen!i, « dai comun i o da pubblici stabilimenti non sarà d'o.ra innanzi appli.« cabile che nei caso in cui l'ammontare d(cl] trattamento civile e della « pensione oltrepasserà la somma di L. 6000 , o l'ultimo soldo di atti.« vità di servizio, se fosse superiore a questa cifra . « Allorchè l'ammontare oltrep:i!.serà questo masiiimo sarit fot1a una « proporzion:de ritenuta sulla pensione. • Al lorchè il trauamento civile sari1 uguale o superiore al mas~imo << fis:;ato dal primo paragrafo, sarà so3pe;a la pensione per il periodo « di tempo durante il quale il titolare godrii di que,to tr:ittamento. « Gli ufficia li occupanti impie)!h i civi li ed ai quali fu sospesa tempo· « raneamente la p~nsione godranno dei benefici della present~ legge». Manovre autunnali. - Uua nota ministeriale in data "6 febbraio u. s. stabili sce le 'manovre che avranno luogo .in Francia nel prossimo autunno. .Manovre d'armata. Sari,nno eseguite sotto la direzione de'! generale De France dal •1° e 2° corpo d'nrmata in combinnione con la ,1•, 4a e 5a d ivi$ione di cavalleria. Manovre di divisione. Durata ·I 6 giorni al massimo, andata e ritorno compresi. Saranno eseguite dai corpi d'armata !.i 0 , 6°, 7°, so, 901 ,150 e •16°. Avr:llJno speciale importanza quelle <lei 7° corpo, alle quali prendernnno parte due divisioni di cavalleria (2a e 6•), e saranno dirette dal genera le de Negrier, membro del consiglio superiore di guerra. Manovre di brigata. Durata ·1 !• giorni al massimo, andata e rit'orno compr'esi. Snranno eseguite dai rimanen ti corpi d'armata, cinè 3~, r.o, -10°, ·1•1°. '12°, •13°, H 0 , 17°e18°. Manovre di cavalleria. Come si è detto le divisioni •I", 4• e 5a prenderanno parte alle manovre d'armata e le divisioni 2a t.: 6a alle manovre del 1° corpo. Tutte le brigate di ,cavalleria di corpo (meuo hi l" e la 2a) che naturalmente prendono parte alle manoHe d'armata coi rispettivi corpi d'armata e le brigate delle divisioni cavalleria 3• e 1•. eseguiranno evoluzioni di brigata della durata di 8 giorni, non com pre5a l'andata ed il 1·itorno, e quindi prenderanno parte alle manoHe di brigata o di divisione che h:mno luogo nella regione. l\lanovre dei reggimenti di ri,erl'a . Tutti i reggimenti di riserni che saranno chiamati in ottobre eseguiranno manovre nelle vicinanze delle guarnigioni, per tre giorni, al termine del loro periodo d'istruzione. Guardia indir;ena del Madagascar. - Con decreto ·1 ·1 luglio ·I896 fu istituito nel Madagascar un corpo di polizia civile detto guardia indi1gena, nella quale hanno fa tto p::1ssaggio numerosi uffìciali già appartenenti
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ttll'esercito attivo, ai quali .furol)o assegnate le cariche principaii nella guardia stessa. Vi furono ufficiali che de.ttero le dimissioni per avere il posto di guardia principale di 3° e 4a classe che corri5ponde alla cate. gol'ia sottufficiali, e ciò in consideralrioue degli assegni rel11tivameute ele:vati. Le guardie semplici sono in mas:-inw parte indigene, inqn'adrnte .fra le guardi'.l europee, alle quali ò pagato uno stipenrlio di lire 2400, più un primo assegno di lii-e 200. · Pare che al Dahomey ci sia qualche cosa di simile. Soppressione di, uno squadrone spahis sudanese. - :!:n seauito alle riduzioni di crediti per le spese di occupazione del Sondau, ·s1tdomanda , ,del ministro delle colonie e dietro propostn del ministro della marina di accordo con quello delh1 gucrrn , con decreto presidenziale del 25 febbraio u. s. è stato soppresso uno dei due squadroni spa his sudanesi, ag.gi:egati per l'amministrazione al 1°reggimento spahis d'Algeria. v Riduzione d'effettiti nel.le tni1Jpe colonfaH. - Oltre la soppressione ·<lei 2° squadrone spahis sudanesi, per ragioni di bilancio sono state deeise le seguenti riduzioni d'effettivi: · ·1 • nel batta~lione di fanteria di marina della Rénnionr,: 30 soldati. '.2() nel ' » » » del Senegal: 30 soldati. 3° nel della Gujana: 8 ufficiali, 7 ,sottufficiali, i J caporali, 8·1 uomini di trnppa, riducendo in pari tempo .il numero d~te compagnie da 4 a 3. · Si annunzia poi che prossimamente sarà ridotto di circa la metà l'effettivo dell'artiglieria dell~ Réunione, della Gujaua e della Guadelupa. . Movùnenti cli tr_uppe alle colonie. - Una delle due compagni<" tiragliatori senegallesi stanziate nella Guinea è stata inviata iii Dahomey ,che fo tal modo sarà una gnarni~ione costituita . dalla detta compag11.i1~ e·dalla compagnia di deposito del battaglione tiragliatori Haussm;, incorporato nel reggimento coloniale del Madagasc11r. · Riimione ·ippù;a fra gli 1tfficial-i della riserva e dell'esercito te1·r,itoriale. - Affìn di facilitare agli ufficiali subalterni della riserva e dell'esercito territoriale i mezzi per apprendere a ben moniare 11 cavallo fu istituita a Parigi questa socie.tà ippica; giacchè non. poche volte accadde -che, per la paura del cavallo, alcuni ufficiali rinunziarono fìnanco al grado di capitano. It bene si ricordi che iu Francia anche i capit,,ni di fameria della riserva e territoriali sono montati . Per stimolare per quanto possillile l'amor proprio dei membri e per mostrare -agli increduli i risultati ot.tenuti, la società, ogni anno, organizza una piccola festa pubblica come, per esempio, un carosello, un rallye-paper, ecc. alla quale prendono parte in special modo gli ufficiali
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NOTIZIE MlLlTARI ESTERE
di fanteria, di riserva o territoriali dei quali si può così dal pubblico apprezzare i progressi fatti. Quest'anno è stato eseguito un si~ulacro di carosello, del qnale la stampa parigina ha detto molto bene. . Accion·i vfoggiatori. - La direzione della sicurezza generale dello Stato ha dato in partecipazione ai prefetti un nuovo regolamento sulle laucinte dei piccioni viaggiatori, noverando in esso tutte le località ove le lanciate dei piccioni sono autorizzate. J.<.,Sse sono assolutameme proibite nei dipartimenti di frÒntiera segut\nti: Ain, Aisne, Basses-Alpes, Hautes-Alpes, Alpes-Maririmes, .MoseHa, Mo:;a-Nord, nasses-Pyrenées, Hautes-Pyrenées, Pyrenées-Oriental es, Haut-Rhin, Haute-Saòne, Savoie, Haute-Savoie, Vosges. N'el dipartimento della Senna le lanciate dei piccioni non sono autorizz:ite che a Saint Deni:;-.. STATI UNITI. Un nuoi;o (uci:le per la ma•rina. - On nuovo fucile è stat0, adottato nella marina da guerra americana. Esso ha il calibro di 6 millimetri il più piccolo che si conosca, e difTerisce notevolmente dal Krny .Jorgensen adottato dall'esercito che è cli calibro alquanto maggiore; è del sistema Lee con meccanismo di chiusura a movimento diretto (straight pul l) (I) ed è arma esclusivamente a ripetizione anzichè a serbatoio, non po1enaosi es·eguire con questa il tiro successivo fino a che il serbatoio contiene delle cartucce. Un sistema di sicurezza permette di marciare col fucile carico ed armato senza che un colpo possa partire accidentaJmente. La baionetta è a lama di coltello. La car1uccia ha il proiettile con incamiciaturn di nichel e la carìca di polvere senza fumo Tro1sdorf. La veloàtà è rii 750 metri al secondo a 60 piedi dalla bocc.a dell'arma. JI comitato dell'artiglieria navale ha adouato questo fucile, che dirferisce, come si è detto, da quello del!' eserci to, per le due seguenti considerazioni: 1o Pel tiro da bordo contro uommì isolati sparsi sui vari pmiti di una nave avversaria, fa d'uopo avere una traiettoria mollo tesa e
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molta forza di penetrazione, essendo generalmente le distanze grandi e poco conosciute. · .. . , . 20 Per i corpi di sbarco 111 l~ggerezza delle mumz1om e d1 ~omma importanza, giacchè spesso gli uomini devono portare seco tutto il loro munizionamento di cartucce. Il fucile di piccolo calibro adottato soddisfa a queste due condizio~i. Un esperimento in b-iòclet.ta. - L'.4rmy and :\ìavy Journal_ nproò.uce la rc~lnione che il tenente W. R. Abercromh1e del 2° reggimento fanteria ha redauo su di una ricognizione in bicicletta da lui compiuta tra il forte dì Omaha e Chicago. La distanza tra queste due località è di 588 miglia e f / 2 , ciuè 94-7 chilon1etri circa. Il ritorno si compiè per una ,strada più breve della prima di 48. chilometri circa. Quindi il tenente accompagnato da un sergente e da un caporale da lui allenati in poche setiiml'lne; percorse ,18/16 chilometri. I ciclisti portavano· con sè tutti gli efTetti di vestiario di cui potev_aoo ~bbisognare, più uù revolver, viveri e t)ezzi di ricambio per le m_acch1ne, del peso complessivo di% chilogrammi e 1h, Il tempo fu r1u_as1 ~empre piovoso durante i 1O giorni che precedettero la partenza d1 g111~a. che i cicli~ti di professione pretendevano che non sarebbe stato p_ css, bile? ·quei militari percorrere con macchine così. caric!1e, !e_ strade ~angose'. Ciò non pertanto ]a piccola comitiva percorse m 8 g1orn1 .' 94-7 cln!o~et~·1 eh~ separano il forte di Omidrn da Chicago anticipando d1 20 ore 11 hm!le ~, tempo l'lssegnato. Il tenente Abercrombie poti~con ragione afferma~e che 11 terreno percorso era quale occoneva per mettere alla provn_ il valore pratico del la bicicletta quale 1nezzo di trasporto per esploraton, per una pattuglia di collegamento o per un plotone mo~tato, giacchè le strade erano in pessime condizioni, a cagione delle piogge cadute. . Da r1uesto esperimento risultò che in dne soli casi la bicic!etta non s, può adoperare e cioè sulla sabbia e sulla neve poco cons1st~n~e. . La relazione termina con 11lcune osservazioni sul modo d1 disporre nli ocroetti sulla macchina e su· alcun i particoh1ri di costruzione. . ,1i> o~
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(,I) Sembra che ciò vogli,t significare che per aprire l'otturatore non si faccia elle un solo movimento rettilir•eo all'ind.ielro.
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RIVISTA DEI PER IODICI )!ILITARl
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI Revue du Cercle Militaire.
niti dal passato - :Metodi . di azione durante I.e guerre della rivo-Juzione e deH' impero - Metodi di azione adotlati in Francia ed in Germania al la vigilia della guerra del 1870 - Con$eguenze della guerta - Metodi ili _azione durante la guerra turco-russa del 1877-78 -Ammaestramenti derivatine - Metodi di azione adottati 111 Francia dopo il ,1870 -----' Regolamento di esercizi e di evoluzioni del ,1875 - Regolamenti del ,[884- 1889. Cronaca francese. - Il nuovo regolamento sul, reclutamento, l' istruzion•\ l'amministrazione e le ispezioni degli ufficiali di riserva e dell'esercito territoriale - I cambi di guarnigione della ,1oa divisione •di fanteria - L'ammissione alla scuola clecrli alti studi di marina. 1\Totizie mil-itai·i este,re. - Ger1nanfa : Cassa per le vedove e per gli orfani - degli ufficiali - Ingh'ilterra: La superiorità navale inglese - Uno dei punti deboli dell'esercito - Il regalo di una co razzata - liaha : Recl utam ento degli uff)ciali di complemento lfossia : Inglesi e Russi nel mar di Cara - Istruttor! militari in t orea - Serb'ia: Riordinamento della fanteria. 3·1 fuglio ·1897. - Le settimana militare. - I monumenti d'Annecy e di Péroune - La sorpresa di Tumbuctù - I doveri verw i no;tri morti . Con/èrenze alla truppa. 1
~,i.
luglio ·1897. - .La ,;etl'imana 'militare. - Un' ul timo coÌpo d'occhio sulla ~ivista del H lugl io - Il governo militare di P.Higi e la presentazione delle truppe - Il ministro della guena - r due decani dell 'esercito - Gli allievi di Saint-Cyr e l'avveniri; - I vecchi ed i nuovi . ,.
Sii/la spedizione cil Madagascar nel I 895. ta spedizione al Madagascar nel 1895 è J' irnpresh miliwre coloniale francese la più notevole cui si sia impegnata la Frani;ia da un certo tempo a questa parte. Per la potenzialità degli sforzi compiuti, per J'impon_anza dei risultati, per le numerose critiche ed appunti cui ha ·dato motivo la spedizione, lo studio del la campagna ,il Mad,1gasca r si presta ndunque ad una numerosa serie di cousideraiioni e di riOessioui: · Oltre ai documenti di parte ufficiale 15ubblicati in ta luni periodici ed al le notizie di natura tecnica pubblicati dalla Revue dn Génie M·ilitai:re, la Rcv1ie. dn Cerete ha provveduto, giù da tempo, ad un particolaregg1at_o riassunto sull11 campagna, mi ne fa ora seguire un altro di carattere critico e ·s peculativo, piuttosto che narrativo. Questo studio varrà a dichiarare e de lucidare t,dune circostanze e situazioni di fatto esposti nella relazione del generale Duchcsne al ministero della guerra, le quali meritano un più ampio commento di discussione ed osservazione. Frattanto si matureranno i materiali per' una storia com pleta ed esatta della ~pedizione coloniale francese, da redigersi con quei criterii di imparziali tà e di scopi scientifici che rendono veramente profittevoli <>li studi di $toria militare. <l La prima parte dello studio che ora si pubblica nella Reviie du Ce1·cle JliW(l;ire, comprende gli apparncchi della guerrn , le oriaini della medesima, gli studi preliminari ed i voti di credito. Seguono la composizione del corpo di spedizione francese, e la costituzione del cormndo in ca po. 1
Le riforme urgenti nella fanteria . - Terza pcirte : Ricerche sul modo di impiego della fanteria ai tem1ji nostri - Ue< •olamento di ù . manovra rII quest'arma - Ca.pitolu primo : Ammaestrnmenti for-
,
Stiid'io sulla spedizione cil Madagascar nel 1895. Il servizio di sussistenza e di sani!à.
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I
Dei servizi. -
La razione giornaliera del corpo di spedizione fu fissata nel la maniern seguente: Pane gr. 750 - Carne gr. 500 - Legi1mi secch i gr. 70 , Julienne gr. 30 - Sale gr. 20 - ZuC'-chero gr. 35 - Caffù gr . ::H The gr. 4 - Vino cent. 40 - Ta!ià gr. i . - La carne fresca non fece mai difetto al corpo di spedizione fra ncese ; eccezional mente fu distribuita talvolta la carne in conserva, in ragione di 2.50 grammi per cadaun individuo. Di strettezze in vetlovaglie il corpo franc~se non ne ebbe a pro, vare in alcuna guisa. Soltanto l'avanguHdia, nella sua marcia su Suberbieville, ebbe a traversare a questo riguardo nn breve periodo di crisi duralo pochi giorni appena. li servizio fu regolarmente assicurato ·per mezzo di spe.dizioni e di convogli da tergo. Nel la marcia ol tre Suberbie. 'ville, fino ad Andri ba, ciascun battaglione di fanteria recò seco una · mandria di cinquanta capi di bestiame che mantenne costantemdnte a n_urnero mediante requisizioni e catture. Soltanto a Madagascar il corpo di spedizione dovette ricorrere al pane da guerra, cioè ad una specie di
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
RIVJS1'A DEI PERIOD101 MILITAR!
mature richiedeYa singolari attitudini e pregi di capacità fisica. Valente .capitano, .sapea insieme ordinare e fondere maestrevolmente gli elementi i più eierogenei ed impiegarli tanto in pace come in guerra. Severo in~ troduttore ed instauratore della disciplina, fu austero fautore delle ·buone costumanze guerresehe del suo tempo: fondatore degli eserciti R,ermanenti e profondo organizzatore della forza pubblica fece progre~i·re ògni elemento militare della nazione spagnuola, dette forma adeguata al generale armamento dello Stato sulle basi del censimento : _fissò le prime basi per le proporzioni delle yarie armi negli eserciti · moderni, facendo ::issurgere a coudegno luogo la fant<iria che diYenne il nerbo degli eserciti della Spagna.
pane compresso, di gusto gradevole e più accetto del comune biscotto . o galletta. Il servizio di panificazione era affidato ai creoli di Diego e di l'fossi- Vè. Il vino fece invece difetto e da ultimoJu affatto soppresso dalla normale composizione del rancio. Il lafìà ed il tbe lo sostitui con mol to vantaggio delle truppe. In conclu~ione, il servizio di sussistenza durnnte la campagna al Madagascar funzionò egregiamente malgrado le diflìeolt:1 locali, la ristrettezza e la scarsità delle vie di comunicazioue e dei trasporti. Il servizio sanitario doveva essere disimpegnato da due ambulanze di brigata, da 1piattro ospitali da campagnn, da un ospitale di sgombro e da un sanatorinm generale, o deposito di convalescenza capace di 500 letti. Il dipartimento della marina provvide da sua parie all'ordinamento di un ospitale g;illeggiante capace di 300 letti . fl complesso dei mezzi sanil:!ri doveva proHedere alla cura di 3000 infermi.
L;importnnza strategica attuale dell' .4ragona e partfrolarmente di Saragozza. Ateneo d-i Madrid - Studi supe1·iori. - Sesta conferenza. Notizie rnibitari estere. - Germariia: Esperienze col nuovo fucile La rivoltella i\fauser per la cavalleria. - Austria-Ungheria: La fabbrica delle conserve di Bruck. - Belgio : Progetti di riforma nell'ordinamento dell'esercito. - .Stati-Uniti : Colore adottato per le navi da guerra. - Francia: Il museo dell'esercito. - Grecia: Materiale da guerra abbandonato nella ritirata. - Ingh-ilterra: La cavalleria.
Le riforme i,rgenti nella fanteria. - Regolamento del ,189i - Eclaireurs - La marcia per fianco · delle sucldi visioni - Soppressione dei sostegni - Alcu ne altre osservazioni al regolacnento del ·189:\. - Riassunto delle osservazioni cui hanno dato origine gli studi mi regolamenti pubbli.cati in Francia dopo il ,1870. · 1 concòrsi 'ippùi a Nancy. Cronaca militare francese. - Mario,•re alpine - Ammissione di allievi alle scuo!e veterinarie, per l'anno ,1897 - Nuovi foscicoli di mobi1itazione. Notiz'ie militari estei·e. - Germania: L'armamento deìla cavalieri~ - I ciclisti alle manovre imperiali - Servizio veterinario - Giap· pone : Il bilancio della guerra e della marina per il ,J897-98 Portogallo: Creatione di un deposito militare di vettovagliamento. Cronacci teatra.le. Estudios miÌitares.
20 luglio ··1897. - Una ·visita alla swola pratica degli inge,qneri in Po·rtogal/o. ,Giud-izio storico crilfro sopra il re Don Ferdinando il Ca.itohco, considerato 1nflitarmente. L'autore egregio, il capitano CASTO BARBASAN Y LA UGUERUELA, conclude :i.I suo notevole stud io cercando di definire con poche, ma decise linee
maestre, la figura del re Don Ferdinando il Cattolico: valoroso e esperto guerriero, resistente al m.ineggio ed all'esercizio delle armi, nonchè alle fatiche dell? guerra, in un' epocii nella quale il grande peso delle ar.
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Rivista mensile del qub Alpino Italiano.
(
Luglio ,1897. - XXIX Congresso degli 11/pinisti ìtal'ilmi. Prima aseensione. La Deut Vierge de Gagnerfo. - Prima ascensione. Cronaca alpina. - Nuove ascensioni.: Sasso Campedello. - Escurr1'1 sioni sezionali: Torino) Colli di Joux e della Ranzola - Ber· gamo) Pizzo Madounioo - Milano) Cima Rossola - Brescia) M. Pizzoccolo e M. Guglìelmo - Ligure) M. Galè - Lecco) ,I, gite prima· t< Yerili del ,1897. - Carovane scolasti'che : Milano) al M. Canto Alto - Roma) al M. Gennaro. - Ricoveri e sentieri : Senizio di osteria alle ·capanne Gnifetti e Regina Margherita, rifugio F. Rosazza all'alpe Strada, capanna Como. - Guide: Varianti e ag· giunte all'elenco pubblicato nel ·189'6. - Alberghi e soggi orni: Ri. ' duzioni di prezzi negli alberghi valtellinesi. :Varietà. - Per il giardino alpino La Chanousia. ' Letteratura ed arte. - .T. MEURER: Iltustr. Fuhrer durch die Ortler. Gruppe - Guide BAEDEKER : Suisse, ecc .. - H.>.RTI~GER A. : Atlas
fJiina delle Lobb'ie. -
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ANl\0 XLII.
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RIVISTA DEI l'ERIODI 0 1 JIILITARI
RIVISTA DE! PERlODICI MLLITARI
der Alpeoflora - J. EmrnR : Kalender des D. u. Oe.-Alp.-Ver. fiir 1897 - Verzeichniss der autorisirten F(ihrer in den D. u. o~. Alpen - A FusETT1: Le Alpi illustrate. - F. NA){SE:'l : Fra ghiacci e tenebre - ;\lpine Journal - Iu Alto - Bollettino trimestrale della S. A. :Meridionale - Sicula. Atti 11ffi.ciali della Sede Centrale del C. A. I. - Commissione per lo studio del movimeuto dei ghia r.ciai italian i : verbale dell'adunanza 30 maggio - Circolare V• - Statistica dei soci al 30 giugno. Cronaca delle sezioni. - Roma. Notizie deUa sped-izione <lel Duca degli Abr1izzi all'Alaska.
Ri1>ista dei period'ici militari stra.niM'i. - Germania : L'istruzione sul tiro per gli ufficiali - Liberazioni ed incorporazioni -Aumento del soldo degli ufficiali. - I talia. : Le grandi manovre del 1897. -J<iimania: I limiti di elit nell'esercito rumeno. - Russia: L'arrnamenw della cavalleria cosacc.1. Bibliogr-a fia. - Pagine d'oro della Scuola militare di fan teria - Artiglieria e bilancio ·_ Annuario speciale dello stato maggiore del!'esercito per l'anno •1897.
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L e Spectàteur Militaire.
•15 lnglio -1897. -
Ancora una parola mll'alto conumdo.
la prima parte del noto progetto sull'alto comand9 ha per iscopo dioffrire una base le~ale alla costituzione del consiglio superiore di guerra. i\fa agli occhi del relatore della legge, il vi5conte cli l\fontfort, questo istituto appare non altrimenti che uua evoluzione comincinta al tempo della Rivoluzione, con tutti i pericoli ed i danni che ne possono derivare. Il relntore riconosce nondi meno nel nuovo istituto un possen te moderatore all'autorità del ministero della guerra, ed una certa guarentigia di stabilità negli ordinamenti militari, nel bi lancio, nel] ' indirizzo dell' educazione e dell'istruzione delle truppe. Il matrimonio dei coscritti. Bitche nel 1703. -
Bitche.
La cittadeÌla di Bitche che valorosam1,nte resistette ai Tedeschi nel ·1870 ha In sua gloriosa istoria scritta negli annali della Rivoluzione di
Fraucia . Il paese dintorno comprende il massiccio dei Vosgi e separa l'Alsazia dnlla Lorena : è coperto da immense e vecchi~ foreste. Le ricchezze consi~tono in boschi, miniere e vetrerie . Il castello di Bitche ri sale a tempi molto antichi: distrutto ai tempi della guerra dei Trent' Ann'i fu riedificato dal Vauban. Nel luglio 1792, Kellermann stabilì il suo campo intorno a Bitche; l'anno seguente un corpo di Prussiani tentò di sorprendere la piazza ma fu respinto.. Decorazioni, croci e medaglie. - Continuazione. Cronaca della quindicina. -Un'opinione tedesca sul le opere di Alfredo Duquet - Le operazioni di reclutamento - I.a commissione dell'esercito - Avauzamento degli ufficiali della riserva.
R evue Militaire de l' Étranger.
Luglio 1897. -
Il nuo'tio r egolamento s11l servfaio fo ca;npagna nell'esercito aust·riaco.
Questo regolamento. il cui esatto titolo è Regolamento di servizio, Parte .2n, andò in vigore fìuo dal 1° ottobre dell'anno decorso . Sebb(lne
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-esso non sia che una ricompilazione dell'antico 1874-, previe aggiunte e modificazioni, tuttavia la natura cli quest'ultime meritano un attento -esame, dappoicè danno la misura del valore che debbesi attribuire alle più moderne idee relative al servizio degli eserciti in campagun. Già da :tempo l'Arciduca Alberto d'Austria afTermava che il regolamento austriaco presentava parecchie- mende cui conveni n, porro presto riparo . Egli contiene, diceva il vecchio ispettore dell'esercito austro- ungarico, ,Ùna superfetazione cli materia incompatibi le con lo necessilà di un regolamento che deve essere una specie di breoiario del soldato. Coereniementt> a queste idee il regolamen to fu ri veduto nel '1887 ed-uhimamente ritoccato ed accresciuto di cinque nuovi titoli, cioè: ~0 Ordini e rnpporti, telegrafo, poste. 2° Distruzione ed inlerruzione delle comunicazioni , collegamenti telegrafici e telefonici. 3° Sussistenze e servizio di tappa. ~0 Polizia io campagna. 5° Convenziou& di efiievi·a-:- ·-· - - Malgrado queste aggi unte di sommo ril ievo la nuova edizione del regolamento fu ridoua a pagine 240 in luogo di 2.70 che ne co!!tava prima. Furono assottigliati e semplicizzati i capitoli relativi ai trasporti, alle marce, ecc. - Relativamen te alla prima nuova rubrica (ordini e ra,pport1') essa fo -composta mediante la riuniooedelle prescrizioni che si trovavano per lo passato, disperse in altri titoli ed in nitri regolamenti. Gli ordini sono di quattro specie : ordine propriamente dello (auftrag) , le disposizioni (dispositionen), le istruzioni (instnictionen) e le direttive (directiDen) . Il regolamento insiste, io appre·sso, sull'utilità dei rapporti e delle ricogoizioni ,e sull'im portanza del servizio telegr:ifìco in guerra. Atl ogni armnta e
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
RIVIS1·A DEI PERIODICI )IILlTARl
corpo d'al'mata è aggiuma una sezione telegrafica e telefonica da campagna il cui còmpito è quello di collegare i diversi gruppi delle armate. Le sezioni telegrafiche di cavalleria provvedono al collegamento delle colonne di cavalleria operante. Relativamente alle marce il regolamento ne contempla di tre specie: la mnrcia di strada, ossia quella durante la qual.e si ha la certezza dt non incontral'e il nemico; la marcia da combattimento e la marcia
Trnppe da campagna -:-- Zappatori -Battaglioni pontieri -Parchi . da campagna - Battaglioni ferrovieri - Truppe da fortezza Compagn~ e distaccamenti di zappatori da fqrtezza - Compagnie minatori e torpedinieri da fortezza - Sezioni telegrafisti da fortezza - Sezioni aereostieri da fortezza - Parco d. ,assedio - Colombaie militari - Compagnie J1uviali di minatori - U_nità tecniche spe, ciali - Compagnie elettricisti - Parco aereostatico d'istrnzione. n riordinamento dell'esercito italiano: Breve storia della questione Una sguardo ai bilanci dal ,188'.2 al 189·1 - I decreti-legge - L'ordinamento ternario del generale Ricotti - Progetti del generale Pelloux. L'ordinamento rnilitare del 1lfonteneg1·0: Eser'cito nazionale - Riparto territoriale - Reclutamento - Armamento e munizioni - Istruzione - Cavalli e muli .:.__ Creazione di un esercito permanente Creazione di quadri permanenti- Battaglione e batt~ria d'istruzione. Notizie mil'itari estere. - Inghilterra: ::\iilizia - Yeomanry. - Ru, rneni.a: Il nuovo regolamento sul matrimonio degli ufficiali. Russia: Dati statistici sui sottufficiali riassoldati - Formazione di una nuova sotnia nel Misko del Don - Censimento generale della popolazione dell'impero russo. - Serbfa: Situazioné attuale della cavalleria e dell'artiglieria.
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forzatn.
Nelle mnrce da strada, il regolamento prescrive di evitare le Junohe 0 colonne nonchè la riunione in una medesima colonna di armi differenti. Allo scopo di facilitare i preparativi prima della' partenza, da parte deHe armi a cavallo, il nuovo regolamento consiglia di metterle in marcia un'ora dopo il levare del giorno. Circa le marce da combattimento, in considerazione della grande varietà delle c.ircostanze di guerra è difl.ìcile emanare prescrizioni normali. La forza dei corpi che rnarciano, la loro missione, la situazione ed il viaggio di azione dei rispettivi comand;inti e sopra tutto le maggiori o minori probabilità di incontro da parte del nemico, possono dettare norma e regola. In conseguenza di questo preambolo il regolamento austriaco ammette che ogni ordine di marcia contenga i seguenti capi: ci) Notizie sul nemico e cenno wlla situazione generale. b) Scopo particolare della marcit\. '· , e) Formazione delle colonne, loro comando, linee o zone ,di marcia, doveri e còmpiti delle singole colonne. · d) Ora della partenza e dell'arrivo. e) Sito det comando. . f) Prescrizioni relative al cal'reggio. Altri punti più notevoli relativi alle ma,rce da combattimento sono: collegamento delle colonne fra di loro, i~contro col nemico, schieramento inìziale per il combattimento. · Il capitolo relativo ai trasporti milital'i per feriovia e per corsi d'acqua fu con~iderevolmente ridotto, come pure quello degli s.tazionamenti, accantonamenti e bivacchi. Questi capitoli nulla presentano di notevo1e o di sostanzialmente diverso dagli altri regolamenti i!t uso. V
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·
L'ordinmnento att·1tale delle trtlppe del gen·io detl' esercito russo. Continuazione e fine. - Unità tecniche speciali: Scuola di elet-
tricità pratica - Sezione tecnica di elettricità - Del personale temporario -: Dell'istruzione - Compagni<l elettricisti - Sezione tecnica rii elettricità. - Ordinamento delle truppe del genio in guerra:
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Revue du Génie Militaire.
Luglio 1897. 1
Note sulla (ort'ificazione dettate da Napoleone I a
Sant' Elena,
Le occupazioni intellettuali di Bonaparte a Sant'Elena furono della più svariata natura. Egli trattò dell'istoria generale e militare, della strategia e della tecnica guerresca. Uua nota sulla fortificazione passeggera fu inserta nella Correspondance rnihtaire, ma ignoravasi, fino ad oggi, che l'imperatore avesse trattato a Sant'Elena anche della fortificazione permanente. Le note inedite che ora pubblica la Réoue du Génie dimostrano quale fosse la competenza di Bonaparte in materia. Gli appunti in discorso furono dettati a Gourgand e rimasero fra le carte di famiglia dove furono recentemente rintracciati dal visconte di Grouchy. Gli scritti risakono al dicembre del 18·16 e comprendono una nota sul sistema fo r~ifica torio alla Carnot, detto sistema dei ritorni offensivi, ed alcuni appunti sulla fortifie,azione in generale corredati da proposte e studi. La prima serie degli seri tti napoleonici si ri feri~ce 1
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RIVISTA DEl PERIODICI MIUTARl RIVISTA DEI . PERIODTCJ MILITARI
al volume del.la Défense des places (o~tes del Carnot, e più geperal ruente al!a. prima memoria addizionale · che occupa le pagine 439-516. ~e cnt1che non hanno che uo interesse retrospeuivo. Na poleone ch111mava l'opera del Caroot un'opera semi officiale. Essa , in effetto fl'. redatta per ser:ire ali' insegnamento della scuola di l\ietz, per or: dme espresso dell'1mperatore stesso, il ·1° ottobre.1809. • Io una lettera al ministr_o della .gue_rra (C~rrespondanc_e XIX, p. (ì~2) Napoleone _dopo aver designato il piano d1 quest'opera si esprimeva DEila. maniera che segue: e C'est un travaìl ~omplet à faire, et je ~ c,ro1s que Carnot, ou tout autre de cette classe se,ait très propre à « s ~n charger. J' attache une grande importance à cet ouvra•1c et 0 << celui qui le fera.bien méritera beancoup de moi, . ' Fu il Vauban che propose di .st11bilire un campo trincerato $Otto le piazze di guerrn per renderne più difficil~~ l'assedio. Carnot volle adottare il medesimo c.oncetto difensi,·o, ma con qualche modificazione. Invece di costrurre il campo trincerato all'infuori della piazza e collegato con essa, egli lo allontanò dalla portata del cannone di que'st'u_lti1:1~ e ne formò una specie di piazza indi pendente. Parve adunque, a g1ud1z10 d1 Napoleone, che il Carnot cercasse di accrescere i mezzi della difesa e· di proporzionarli a quelli dell'offesa . Ne derivò così un fal~o trac(;iato: « Ces recherches à faire sur ce sujet sout dans le sys· • lème des contre-atta11ues, tracées à quelque distance de la piace, < protégées par le feu des remparts et des ouvrages ,. Nota si'.l~'or1inarnento _del terrwo e delle trib1.me alle grandi 'tiviste
milttan. - Considerazioni generali. - Lavori che incombono allo stato maggiore. - Lavori che incombono all'arma del oen'io. - Preparativi. per la grande rivista di Mirecourt il 19 s:ttemb_re_ 1895. - Lavori eseguiti dal genio. - Preparativi per la rmsta al cam po di Chàloos. - Lavori eseguiti dal oeuio bor,,hese. Fortifì,cazfoni . - Il forte Pampus di Amsterdam. n Scienze fisiche. - Installazione di conduttori elettrici nelle vicinanze delle polveriere. l)
Armi e Progresso.
Luglio 4897. -
Il socialismo e la guerra.
Riportiamo I·. effic_a<:e conclusion e dello studio del c:ipitano F AR IO RANZI: « Ove ~1a riconosciuta cotesta necessità della guerra, appare ''eramente puerile, quando non sia in mala fede, scagliare contro di essa tutte quelle imprecazioni , le quali fa rebbero supporre trattarsi
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di cosa evitabi le. Ma su questo punto i socialisti, come abbiam ve. duto, non si son sentiti obbligati a serbare uoa grande coerenza, e tanto meno una certa concordia 'di opinioni. r.omunque la pensino però, tutti concordemente affermano che nel fatto la guerra si esplica come sfruttamento delle classi più misere per opera delle classi dominanti; perchè, essi dicono, alla resa de' conti si risolve sempre in una somma di vantaggi per chi è ricco, e in tina somma di danni per chi è povero. Ebbene ciò non è; ed anche quando ciò fosse non basterebbe a giustificare la forma di propaganda che i socialisti fanno contro 111 guerra. Ciò non è: infatti tutti sanno, e i socialisti medesimi ne han fatto pregevolissimi studii, qual mai grande rovina di interessi rappresenti oggi la guerra: distruzione di capitali, ristagno quasi cess.uione di fa. voro e di commercio, perdite enormi di profitti ecc. Ora, almeno per g_uanto si riferisce alle perdite di capitali e di profitti, queste $arebbero senza dubbio perdite di quella classe che i socia listi chiamano dominante, sfruttatrice, ecc. l\Ia si dirà fo r:;e che mentre i ricchi perderanno per effetto della guerra tulio al più il superfluo, i poveri perderanno il lavoro, ossia il pnne. Anzitutto quando si cominci a rico• noscere che nella guerra anche i ricchi sono esposti a perdite, a gravissime perdite, non si dovrebbe più parlare della guerra come di mezzo per cui le classi dominanti si avvantaggiano ai danni delle. classi soggette ; e poi l'osservazione fatt:i tenderebbe a dimostrare che le presenti condizioni della società non garantiscono la ripartizione dei vantaggi e degli oneri sociali secondo una norma perfetta di giustizia distributiva. Ma su questo punto noi siamo in tutto e per tutto d'accordo coi ·social isti, e appun to perchè siamo sinceramente d'accordo con loro su questo punto vorremmo che essi alla loro volta convtln\ssero con noi che non alla guerra spetta una responsabilità di tal genere. La guerra sconvolge, per un' opera necessaria, tutti gli interessi di una nazione. Non è sua la colpa se cotesto rjvolgimento di interessi uon sia regolato secondo un principio di giustizia distributiva, onde i vantaggi siano commisurati all'unità del l' opera prestata, e gli oneri alla possibilità di resistenza di coloro che debbono sopportarli. Tutto ciò una sola cosa vuol dire, che anche nel fenomeno della guerra le imperfezioni dell'assetto sociale si fonno sentire, non significa giù che coteste irn perfezioni, alla guerra debbansi attribuire. Chè anzi~ possiamo altamente affermare che la guerra te11de ad attenuare i più stridenti autagonismi sociali, perchè in nessuna forma di attività umanaesiste una applicazione del priuci pio di giustizia distributiva come nelle cose di guerra. La guerra è naturalmente livellatrice, percbè il campo
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della guerra sì confonde col campo della morte, la grande livellatrice dell'umanità. Cotesta superiorità morale della guerra, meglio avremo opportunità di dimostrare in un prossimo articolo in cui tralteremo la questione : Il socialismo e gli eserciti. Tale è la guerra nella sua real tà dell'oggi ed essendo tale è inutile calunniarla. Nei momenti delle crisi estreme fra le nazioni, la guerra interviene, ultima 1·atio, nella contesa e passa sull'avvenire dei popoli solenne come la mano del destiuo, inappellabile come la sanzione del fato. E so voi, apostoli di qualsiasi fede, scienziati di qualsiasi dottrina, non sapete allontanarci quell'ora di prova estrema, lasciate che noi P,repariamo per tempo le armi, e gli animi, per propiziarci la villoria, perchè solo con la vittoria ci è dato affermare in quell'ora i nostri diritti , difendere i nostri interessi. Il duello nel costume e nella legge. La confe1·enza del p1·ofessore Guido Baccelli al Cfrcolo militare di Roma.
ll nuovo metodo di istruzione ginnastico-militan per i giovani soldati .
. Attorno alla carnpagna del 1866 in Italia . - No.te alle rivelazioni del signor B E_RxARDHI. · È un brillante ed acuto studio del colonne]lo Cecilio Fabris circa la relazioni che passarono fra Teodoro Bernardhi, corrispondente ufli ciale dello stato maggiore prussiano, ed il generale la Ma rmora, all11 vigilia della cam pagna del 4866. Lo studio fu occasionato dalla pubblicazione delle memorie del Bernar1hi, fatta d:illa Deutsche Rundschmt sullo scorcio dell'anno passato. La cooperazione nell'esercito. - La nostra Unione militare. Le condizioni di aspettativa e gli effetti della nuo1ia legge di avanzamento . La restituzione dei cavalli ai capitani' di fanteria. La nazione armata e l'esercito regolare nel Montenegi·o. E. BARBARICH,
Per la Direzione
Lonovrco C r soTTI lt~Ntt
colonnello Jl. T. A, , incoricato
---DEMARCHI CARLo,
gerente.
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FRA IL 01IIESE E L'1:\.DIGE HICUfWI E CO è\::5 101·:H ..\ZIO'II
J.
r-eHa biblioteca miliu,re di Roma stanno tra le a!tre, alcune ··~arte topografi~he sloricamen te curiose. Abbraccinno il terreno tra ,Chiese ed Ad;ge, conservano memoria delle manovre, fa1te tra il ,,quarto ed il principio del qui nto decenn io su quel territorio, dali'esercito d'occupazione austriaco e sollo la direzione del maresc iallo Radetzky, e furono re~alate alle persone di riguardo colle quali ,il maresciallo era in relazio:i e ; secondo i ricordi trad izionali, al ..generale .Bava, più probahilmente al Salnzzo comnnd:inte del corpo ,di_ s lato · maggiore piemont ese e depositn rio della islruzione scieo.titica e militare dell'esercito rispeuivo; forse anche a qnalche pe~,sonagg10 più elevalo . Vi so no, diligentemente coloriti, i segni che rappresentano i mo''Vimenti allora fatti dall'eserci to sul terreno su cui pare,,a di dovere, ·O pr~ma o poi, difendere, contro un nemico non ben de1ermina10, · ,il possesso del !' Italia . Alcune scritt e accompagnano i di segni, e :;Spiegano in tedesco , e talora in frnncese, l'orario e l'andamento ·dette manovre, come si trattasse di un lra llenimento coreografi co. ·varia il terreno, ma l'ordine delle operazion i è sempre quello . •L'esercito dell'ovest (quello del Pi emonte? od il l'rancese? od un esercito ideale? la scritta non lo dice) viene ad assalire quello ·dell'est (necessariamente l'austr iaco}. L'urlo aHieneoltre il Mincio, ·ovvero Lra il Mincio ed il Chiese secondo gli anni . Dopo qu:ittro giorni di comballimenlo l'esercito si raccogli e imprnteribilmente ·sul campo di Montechiari , e vi sfoggia una grande manovra finale -ooi movimenti compassati delle lunghe linee di fanteria dai bianchi .uniformi, colle rapide cariche degli usseri dai dolnum srnla1.zanti 98 -
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FRA IL CH IESE E 1,' ADIGE
FRA IL Cli!ESE B L'ADIGE
e degli ulani dai rossi .shakos colle lunghe criniere, coll'accompagnamento fragoroso di numerose art.iglierie. Una vera fantasia che stupiva i profani e riempiva di ammirazione gli intelligenti. Sulla coll ina di Montechiari, dalla natura creata cùme se avesse saputo i'ufficio· cui nei secoli futuri sare'bbe stata chramata, parecchi generali anst.rìaci e stranieri seguivano ansios i le vicende di quella solennità militare che risuscitava quelle di Federico lI. In~ torno i migliori u11ìciali cercavano pieni di zelo- utili ammaestramenti professionali. Molti di loro lasciarono un nome nella storia militare dell'impero austriaco dal ,t84,8 in poi. Il vecchio mnre5Ciallo Radetzky, al centro di quel gruppo di brillanti uniformi. sebbene non·avesse ancor,t la gloria conquistata colle non ditlicilr vittorie del 184-8 e 184,t), .poteva vantare gli utili consigli dati nell'ultima guerra napoleonica, la (ìducia del suo governo, e l'affetto degli ufficia li e dei soldati deil'esercito di occupazione. · Con quella giornata non erano finite le grandi manovre. Ad un giorno, ·chiamato di riposo, ma in realtà dedicato alla imbiancatt~ra delle tuniche, alla brunitura delle armi, albi lustratura degli , ottoni, ed alle cure con cui rendevasi più fiero J'a$petto del sol . dato, seguiva la parala uoale coli' immancabile sfilamento. Così .ch iudevasi una settimana di fatiche compensa te dagli elogi !li tutto il mondo militare europeo. Le manovre svolgevansi sopra una trac-eia preparata a tavolino: ogni giornata aveva il suo còmpito, e per ogni giornata · erirno segnate due o tre fasi capi1ali a ll'averso le quali dovevnno pas-. sare i movimenti delle- truppe. La, vittoria e la scooulta erano prestabilite. È permesso di dubitare del valore strategico e_tatlico delle operazioni rappre$entate da queste manovre: ma innegabilmente quell'esercizio, ripetuto per tante volte con indirizzo ed intendimenti sempre uguali, dovette riuscire molto vantaggioso afl' e~ercito di occupazione. Esso vi acquistò quei legami di cameratismo e quella ·armonia di pensiero che con frase fe licissima furono chiamati disciplina dei cnori e delle. menti, e si trasformò in organismo as$ai coerente, sicuro strumento di vittoria in mano al Radetzky che lo aveva abilmente e pazientemente elaborato. Oltre di ciò le manovre ripetute con tan1a costanza tra Chiese ed Adige, 1
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ingenerarono la per,;uasione ch'e su qnel terreno slava la c~ ìave del domin io austriaco in Italia. Ogni piega di quel terreno fu diligentemente studiata per i giorni della prova, e l'esercito ne trasse J'abilità meravigliosa che mostrò nelle tre guerre del "8,i.8, del ,t 859 e del ,1866 e gli di è forza di rendere ~ I!O gravj !,t~~?E•fitie e pit\ efficilCÌ_le vittorie. Certo ,d sagace lavorìo che lo con- \ du~ : tquesti ~·isulLati, ben più che alla sua capacità strategica o tattica, Radetzky deve il suo posto elevato_ uella storia militare, ed il vanto di aver reso un inestimabile servizio al suo sovrano 'ed alla potenza dell'impero austria,co . Ed il sa"ace maresciallo era conscio del valore del!' opera sua. o . Una delle carte topografiche si ,yerisce alle manovre del 184.2. · L'anno stesso in cui il maresciallo Radetzky venne a Torino ove si fecero gran feste ed un -torneo per il .matrimonio del futuro re d'Italia Vittorio Emanuele. La carta, montata su tela ed elegantemente chiusa in una busta di pelle a fil etti dorati, è accompagnata dal testo esplicativo delle manovre ed un malinconico pre;;entimento ne suggerisce il concetto. L'esercito de.ll'Est sbattuto dalr avversa .foi'luna fu costretto a ~gombrare tutta la Lombardia, ha passato il Mincio, ha perfino dovuto raccogliersi sotto Verona in altesaài rin:. forzi. Il suo avversario lo ha seguito; è padrone di Peschiera e blocca Mantova, ma si ferma impotente pe1:chè dal Ticino non gli arrivano rinforzi. A questo punto comincia la manovra e la vittoria è premio alla costanza imperterrita dell'esercito dell'Est. Non mai l'avvenire fu descritto con pari chiaroveggenza. La ipotesi del 118V2, appena scusabile per d·ar ragione alht manovra, si attuò con straordinaria precisione quando l'esercito austriaco in Italia, pre$o alla sprovvista dalla insurrezione nelle varie città in cui st~va a presidio, dovette cercar rifugio tra Verona e Mantova .·. Forse l'ipotesi stessa era suggerita da un indeterminato complesso di indizì r,he cominciav;rno a disegnare vagamente la . possibilità di una grande loua d'indipendenza nazionale, da uno 1 , ai guei presentirne_Qti ch_e non di rado sogliono precedere le grandi_ commòzioni so.ciali. Ma nei giorni più trist; del I 81,8 dovette es?è'reèonTortoa!!Ìi ufficiali del maresciallo Radetzky la speranza, che dovessero :nche essi finire colla lieta fine delle manovre del 18'4,2 di cui parevano la reale ed effettiva ripetizione.-
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Ln importanza che aveva complessivamente il terreno tra Adicre e f.hiese rispetto alla occupazione dell'Italia fu prestamente ,,edu~a cosi dagli eserciti auslriaci come da coloro che cercarono di contrariarlo nei suoi sforzi . Ma il valore delle varie parli di quel terreno e l'impiego in caso di guerra fu più lt\ntamente intravisto e formulato. Ora avviene che come in meccanica si può imma\ ginare tutta la .massa di un corpo raggruppalo in ùn punto, cosi ~·· in guerra l'importanza di un vasto territorio rispetto all'urto ed alla vittoria si può riassumere in una località suOicientemente Ji).Tlitata ma specialmente accentuata di quel territ~rio . Il falsarne o lo sconoscerne il valore può essere causa. di .sconfiLla. Base al dominio austriaco in Italia fu essenzialmente la regione collinosa che circonda la parte meridionale del lago di Garda, quella su cni svolgevansi le manovre del vecchio generale Radetzky. Quello era il ridotto del!' esercito di occupazione in Italia, il ~odo con cui i possedimenti erano legali al cuore della monarchia austriaca. Man Lova che pure forma un elemen to formidabile di guerra, ebbè altro incarico, e precisamente quello di favorire l'estensione della potenza austriaca oltre il Po sulla p1:misola. Questo semplice concell~ fu intr.!!:_visto da- Napoleo.!,rn, ma <;om.pces.o appena per effetto degli avvenimenti del 184'8. Gli ingenti lavori di fortificazione che nel decennio successivo condussero a creare il formidabile quadrilatero s,o,no [ef(\!J.to d.i,..qu131La..riNela-z-i-0ne. A noi il non ·averlo com preso fu cagione di grave danno dal 1848 al ·1866. La politica italiana del ~overno imperiale di Vien na com1nc10 invero a manifestarsi nel campo dei falli sul principio del x.vm s:colo~colla guerra di successione~e!~ola. Allora gli Absburgo d Austr,a avrebbero voluto raccogliere in tutta la sua interrrit.'1 il retaggio dell'esti~to ramo degli Absbnrgo di Sp:igna. Non p;tendo aver tutto per l'opposizione che fece loro Luigi XIV, concentra· rono gli sforz i su lla penisoln italiana senza trascurare il resto. fl subentrare al dominio spagnuolo in I1.alia aggiungeva ajtli Stati · ere~itri'.·i _i.I- duca to di Milano tra Sesia ed Adda, i reami di Napoli e d1 S1cdia, e nel cuore della penisola i cosisldetti presidii ossia
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Orbetello e S. Stefano buona posizione per tenere a Jegno i granduclrhl1 Toséana e il papatti so\ rano degli Stati della Chiesa. l\fa il tradurre in atto queste aspirazioni non fu cosa liscia, e sotto una fo rma che p~ne dinasti ca per I' interesse posto da • Luigi XIV .a collocare sul trono- di Madrid nn nipote, riarse la lotta di prepondera nza nell'Europa occ identale che da molti secoli stanno comballendo i due popoli sepa!·ati dal Reno. Nella 'peni~ola italiana la lotta poteva scegliere a teatro il ducato di Mi lano o il mezzogiorno della penisola, od esser combattuta in ambedue le regioni ad un tempo, ma le linee d'invasione dell'esercito francese che vMniva dall e Alpi occidenrali e traversava il Piemonte, e dell'austriaco che scendeva dal Tirolo venivano ad incrociars i su l territorio tra Chi ese ed Adige e là dovevano avvenire i primi urti. Dove ? Quel territorio era allora politicamente diviso tra la repubblica di Venezia e la prin cipesca filmiglia dei Gonzaga: ·una diagonale tra Voi ta ed Ostiglia segn:1va grossolanamente il confi ne. Dai Venézi.in i dipendeva la parte collinosa, ai Gonzaga appartel'.leva il piano ed in Mantova essi avevano la re~gia. , L'espansione territoriale della repubblica di Venezia in terraferma ebbe a ragion'e il bisogno di tenere libere e sicure le vie 1 ,commercia.li che alle sn~ spalle per le Alpi sboccavano nell' Europa centrale. Perciò tra il xn' ed il xv secolo i Veneziani stermi1 1 ~ar~no sistematica1?ente~ s_igno_rotti che ~ndavano so~gendo lungo \ I il piede dell e Alpi fn vor1t1 dai vantaggi ch e davano le im boccature delle grandi vallate e il commercio che vi passava. t 1 Visconti e gl i Sforza fu rono posti a freno oltre l'Adda; il Bresciano ed il Bergamasco, e con essi, la striscia collinosa che li congiunge al Veronese farono annessi al dominio veneto . Attraua dagli interessi che aveva nel sellentrione. Venezia non guardò mai, che per eccezione o per contraccolpo politico, all'Italia peninsulare, a meno che vi foss e implicata la questione del predominio sull'Adriati co. In queste condizioni i Gonzaga sopravvissero all'urto che aveva stritolato senza commi serazione Scaligeri e Carraresi. Mantova e il basso paese che la circondava potevano servire alle mire ambiziose del polente che dal bacino mèdiano del Po volesse spingere i suo i domini oltre quel fiume , come avvenne
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degli Scaligeri. Ma ai Veneziani non servivano affatto. Tuttavia piaçque a loro che quei paesi fossero in mano ad un principe devoto: e sotto l'onorifico titolo di generali comandanti dei loro eserciti tennero legat i ai loro in teressi i Gonzaga, e Ii aiutarono finanziariamente a sostenere il lusso di una corte che non era priva di splendore estetico e non :ivrebbe potuto sostenerlo con i sol i aggravi imposti ai sudditi. E cosi ab.ituarono pure i Gonzaga a vivere di debiti e di pensioni straniere. L'ultimo di essi fini col vtmdere pezzo per pezzo il principato, e si di~se che la somma ricavata gl i servisse a mant~nere un serragli~ di donne. Lo comprarono i Francesi. ~el ·168·1 il duca Gonzaga aveva ceduto loro Casale; quando stava per scoppiare la guerra per fa successione spagnuola parve al Consiglio dei militari che circondavano Luigi XIY assai utile di nvere una fortezza. come Mantova ed un territorio a cavallo del Po per farvi manovrare l'esercito che av rebbe dovuto impedire agli imperia li di procedere verso il reame di Napoli, o prenderli di fianco, se avanzavano verso il ducato di Milano. Non era ancora previsto il caso di portar la guerra sul Lerritorio veneto. Il duca ebbé ci nquemi la pistole e lasciò entrare .in Manto va i baltaglioni fr~ncesi. Per pudore e per scusarsene verso l'I mperatore cui era legato da dubbiosi vincoli di vassallaggio finse di cedere alla violenza . Così i Francesi si stabilirono in Mantova prima ancora che gl'Imper1ali scendessero in Ttalia. Pareva loro di esser:.i procacciata una buonfl posizione per la futura lott:i. Ma a! Catinat, comai;idante dell'esercito di S. M. Cristiani,,sima in Italia. parve che se era bello ·di arrestare dubbio:;i gl' Imperiali dopo clie erano sboccat i dal Trentino, sarebbe stato meglio l'impedir loro di sboccare . Quindi propose al suo Re ed insisl!' nella proposta di recarsi tra il lagò di Garda e I' Adi~e a sbarrare l'unica strada per la quale, a conti l'atli e bene esaminate le condizio ni di tutte le altre, gli Imperiali potevano scendere in Itr1:l.ia. Il Catinat., abituato alle guene alpine, aveva colpo d'occhio sicuro, e la proposta era giusta. Ma bisognava rompere la neutralitil della repubblica di Venezi!.l. . Venezia ardita sul mare non era mai stata veramente ~uuerriera m terra. Nelle sue grandi guerre d'espansione terrestre aveva
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impieg;ite milizie mercenarie. r er conservare i àomioii di terraferma avrebbe dovnto rico rrere alle armi dei sudJiti. Gli ordi . uamenti mi lit.ari per valersene esistevano, ma !a gelosia suggeri va. <li lasciarli dormire. Poche soldatesche impigrite focern oo :1ervizio nelle fortezze: poche armi vecchie e nrruggi nite giacevano nei magazzini . Yolle elevare a massima di governo il vi,·ere di$art mala in mezzo ad ambiziosi potenti ed armali, l'opporre la san1ità del diritto delle genti alla violenza materiale degli eserciti · ·stranieri, il disimpegnarsi assolutamente e sempre da qualsiasi interesse poli1ico come vivesse· fuor del mondv. In queste coodi'Zioni, qua ndo Lui gi \TV ,per contentare il suo generale chiese al Senato di far muovere gli eserciti fra ncesi sul territorio dell a Repubbli ca, questa circondò di se e di ma la risposta, ma non potè a meno di acconsentire alle pretese del sovrano francese. E d.i rimpallo , per non averne gtn i maggi ori , dovette fare altrettanto col generale nu5triaco. Sicchè almeno per quel!' anno del ·170 I i suoi buoni sudditi del Veronese e àel Bresciano si l'lao-dettero le gioie del ved~rsi vivere 'e fronteggi àre io mezzo a loro t .at.taglioni tedll:;chi e fran cesi, e il Senato non potè far altro che 'accumulare proteste e reclami ogn i volla che ne veni1•ano incon-venienti e danni . Così una p:1rte dell'eserciLo di Catinnt si portò nella stretta -del Mo nte B.1ldo, tra Pctstrengo e Il ivoli, per arrestare la marcia <le;,:li avversari prima che entras~ero in Italia. Non vi riusci, poicbè quelli per Yie impreviste e malagevoli gli sboccarono alle spalle .. li ?1:,ssa~gio dell'eserc_ito a11.st.riaco condo:to dal principe l Eugenio d, ~avo1a a traverso I Lessm1, per le di01collà incontrale -e per le pr,wiJeoze del generale, uguaglia, se non vince in merito il pas:.aggio tanto vantato del Gran San .Bernardo. Il Catinat ne ~·imase scosso Dove po teva tendere qnell'e,erc ito sbucatogli alle spalle? A Mantova od all'Italia Meridionale od :il Mil anese? L'o·CCupazione <li ~faotova produceva i suoi effetti pero iciosi coll'aggravare l'esercito francese di un compito che doveva essere ripartito tra due eserciti. Il Catinat non poteva badare dalla difesa del l'Adda ed a quella del Po. Nella sua situazione Sllll'a in r,errne ,quella che ind usse nel ·1866 a <lividere l'esercitò italiano tra I.a 'Marnior.1 e Cialdi ni per quantti le condizion i fo ssero diverse. , 1')
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Allora il principe Eug'enio, indovinando le incertezze che dovevano, torturare il suo avversario ne trasse profitto, lo tenne a bada efilò dri Lto ed in col urne verso Brescia arrivando a Chiari. Il generale Villeroi, venuto in Italia pieno di spavalderia a surrogare· il Catinat, non sapeva comprendere il segreto dell a situazione, cl1e· consisteva nell'impossibiliti1 di voler difen dere il Milanese e tener Mantova, e continunva a pigliarsela con i sogna ti tradimenti del duca di Savoia come se lo rendessero incapace di prendere un partilo· qualsiasi. Ai Francesi mancavano le truppe del presidio di iUantova per soverchiare i nemici: . il principe Eugenio non e bbenerbo sufficien te per forzare il passaggio dell'Oglio e nell'inerzia. prodotta dalla reciproca .impotenza si chiuse la campagna del "70{ apertasi con operazion i ispirate a larghissimi intendimenti. L'ampia descrizione di questi avvenimenti contenuta nella storia delle Campagne del principe Eugenio, pubbli cata dalla Sezione· storica dell'.archivio di guerra au;Lriaco, e voltata con bell'ar tein italiano sotto la direzione del generale Corsi, ci inquce arimandare ad essa per la cono5cenza. più minuta dei faui . D'altronde ci servirebbe poco dal punto di visla in cui ci mettemmo •. Nell'anno venienle e nei seguenLi la guerra imbozzacchì in Italia:: gli eserciti, scarsi di forze, si contentarono di guadagnar tempo. Gl'Imperiali per un mom~nto Len Larono di cacciare i Francesi da Mantova, poi si adattarono di vivacchiare sul territorio deJ; duca di Modena. l i tenere comunque un piede in ~alia-,-;l i'nlero dominio aspirava, fu scopo supremo del Governo di, Vienna, fin chè la ballaglia di Torino del "706 mutò inleramentela. ·situazione e condusse alla esclusion e assoluta dei Francesi• dall' Italia.. Col rimanente dei possedi menti spagnuoli nella penisola passò agli Absburgo di Vienna a~che il ·ducato di Mantova e fu facile-· ~ Imperatore di coone.5Larne l'annessione imputando di_fellonia è di Lra'dimento l' ulLimo duca . Luigi XIV lo abband onò anche . esso_coll'Italia, e ~e.r ~ergogna gli offerse qnakhe migliai:l di) scud1. Il duca non li rifiutò, ch é ne aveva r,nran bisorrno a Ve. ne~ia citlà del lusso e dei piaceri ove erasi rifugialo Volle però· atteggiarsi nobilmente a sovrano sacriHcalo ed è certo che nel-" l'anno morì. Le male lingue dissero che il logorio dei piaceri piro che il dolore del perduto principato gl i dessero prematura mortet)
~iantova era rimasta all'Austria che ·1a considerava come baluardo dei suoi domini i in Italia. Cio non impedì che di questi domini i andassero perduti i reami di Napoli e di Sicilia: dopodiché Mantova ed il Mantovano non potevano essere altro che un'appendice del duca to di Milano, tanto pi ù nelle condizioni politiche nelle quali si trovò la. penisola italiana per lutto il secolo scorso. ()uando ne! 1796 il generale Bonaparte forzati Lpassi del Piemonte penetrò nel Milanese e vi soppiantò l'esercito austriaco, gli avanzi di qt1esto esercito cercarono rifugio in Mantovn , aspettando di esservi liberali dai soccorsi invial i dall'Imperatore. E i soccorsi vennero calando per le vie del Tirolo. Il generale Bonaparte non aveva forze suHicienti ,per tenere l'assed io di Man lQVa e per respinge:·e l'esercito austriaco di soccorso. Vn_collo <!!Ila stessa esitazione che un secolo prima aveva iQnotizzato il Cati!,]al, ma , giòvine a 27 anni , presto la vinse.,coo una gra ve ma non straordinari.a decisione. Sacrilicò Mantova, e si porto con quante più potò di forze contro le colonne austriache del Wnrmser gia shoccate tra Lonato e Casti~lioue sul terri torio della repubblica di Venezia. Le respinse tra i monti, le insegui lasciandosi trascinare da loro coll 'audacia dell'avv-enluriero più che colla riflessione del generale di un esercito regolare ; sulle ~oro tracce risali l'Adige, scese lungo il Brenta, molestandole, assalendole, logoran dole . E:;se arrivarono finalmente a i\Jantova, m;; tanche, di ;;ordi nale, r idoue di numero. Accrebbero il numero dei soldati che rimasero chiusi nella fortezza. ma non ne aurnen tnrooo le forze, esse che a ve vano origi n:i riameo te l'incarico di sciogliere colla violenza f' assedi11. In quello stesso anno il desiderio di salvare l'unico puntorimastogli in Italia co nsigliò il governo di Vienna a ten1are un secondo ed un terzo sforzo. L'uno fu rollo :1d Arcole: l'altro a Rivoli surrli stessi terreni sui qua li .il CatinaÌ:we~a spernto di o affrontare e respingere i battagli oni del principe Eugenio di Savoia. Avendo a fronte un generale così intraprendente come 1
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FRA li, CHIESE E L' ADioE
Bonaparte non era possibile di soccorrere quel lontano punto, iw lato da o;:(ni parte dal territorio della repubblica di Venezia. Infine il presidio di Mantova si arrese il ~ w ~ig ~~ l1Come novant'anni prima i. Francesi di Luigi X[Y ave,'.ano sgomf brata l'Italia , così la sgombravano ora gli Austriaci., Tornarono col~ ~!.Q .dL.J:~_mpoforrnio padroni di una· parte del te1:ritorio della repubblica d: :venez_ia, e speravano di u~irvi Mantova che sareube\ sta ta • oramai ampiamente collegata a!l Im1 ' pero. Napoleone non lo volle mai concedere nei ft'equenti rimescolii ctt''ri'.o~tie7'~ 'avvenui.'i . nel 6aéino' del Po men ire egli gou vernò le sort[ .dell'Itnlia e dell' Europn. li posse$SO di quel la fortezza lo rendeva padrone di penetrare nella penisola e di dominarla, e restringeva i gominii dell'Austria in Italia ad una ~ lllit<L~~.E.~~,~ --~~f ll paz ion e~ .~ ril~~ e QeI \~e~ o. · Colla ruina dell'impero n'npoleonico h1 potenza austriaca lo surrogò in Italia, come un secolo prima le era riuscito di fare ri · sp~tlo al dÒminio spagnuolo$ Essa si trovò padrona del p:1ssato _!iC!ream~ d'Italia e lq_~ti~'!,lò regno Lombardo-,,eneto. ~ h-~avi i governi italiani nè più nè meglio· di quanto aveva fallo Napo1~ ~7ìi]ffdan doli a- parentis ììò'i:-' . . f Le condizioni strategiche rispetto ai nemici che potevano sorgere l da occidente non m\1tarono .da quelle es_islen~i ~ura~Le l~UO il secolo x,·111 se non 1n ..9..1:!E.nl.Q, Ja repubhl1ca d1 \'·enezia non era più, ed il padrone della fortezza di Mantova lo era anche del ì 'è rreno collinoso che la collega colle vie del Tirolo. Sovra e~so il generale Bonapal'le aveva spezzalo gli eserciti auslnac, inviati alla libèrazione di Mantova, e sovr~sso il maresciallo RadeLzky educò il suo eserciLo a difendere la potenza dell'impero austriaco in Ilalia. Nel 1181~8 il tranquill~ possesso del l'Italia· da. parte dell'impero austriaco. subì una prima e poderosa scossa. Allora si aH_erò, punto per punto, l'ipotesi premessa dal Radetzky alle grandi manovre nel -181-2. In cinque giorni l'esercito austriaco, incalzato. d_alla in/ surrez iorie popolare; arnva dovuto abbandonare tulle le cittù del I regno, del Lombardo-veneto e rifugiarsi in Verona. Mantova per un 1 pelo non fu perduta, e la salvò la sagacia e l'energia del r-oman, dan te. Peschiera, piccola fort ezza , era abitala esclu5ìvamente dalla guarnigione.
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L'esercito piemontese, condotto dal suo re, accorse a soste~ere !a guerra nazionale. Traversò la Lombardia senza colpo. ferire. Lii. fam~ de!la ,ca:alleria_ au_sLria~a lo .indusse a un largo giro per evitare 1 p1an1 d, Mont1clthrft. , . . Il passaggio del Mincio gli fu appena conle_so a Go,t_o_- . • , .La guerra era venuta improvvisa ed imprev,sta :..~ . ! . ~ I ~ . ; :ta del!' esercito pi~.mon-tese fu:ono o~erale .s't.r~da facendo, e sul Mincio a cento e c1nqnanla chrlometn dal 11crno. In una ventina d.i ..,i~rni l'esercito fu pronlo: alle impazienze ài allora par~ l t i ~ ;ggi , tutto sommato, possiamo ritenere che fece mi- 1 racoli. . ....,, Ma sul Mincio cominciarono i guai. Pesch iera, Verona e Mantova ' parvero le tre incognite di una triplice equazione che riass~1meva il · problema strategico dato a sciogliere ai ~ener_ali p(emonte~': ed ess, non vi inclusero le influenze esercitate dalla s1tuaz1one po1't1ca e dal ~ compresot.~a le tre fortezze. 1 ~ ~12; lusing~.ch~..2e~esserop"èrforza aipop-;io O pèr infedeltà dei soldati, CO~~ era avvenuto di Venezia. di Palmanova, di Osoppo , di tulle le c1tla del Lombardo-veneto, i~dusse a tentarle, tutle tre, poichè tenev~_no (e.i:mo , fu intanto dee~~ ·di irnpie"gàf'é; coritrò la più piccola ·, 'gli scarsi mezzi di cui disponevasi. E indipendentemente .da ql~anto avvenjv~ vicino e lontano, se,UZJl,, jru]J:.~;i:·ctrcorioscere le condizioni delfl ~t;:J;"lco t ijiaratoso(to ·'Verona, fu po~Lo. l'assedio a Peschier¼ L'idea di troncare 1·1~nico_ legame d1 'Ver01~a coli~ monarchia a traverso il Tirolo, e d1 stnngere per fame rl nemico in Verona non balenò in nessun modo . ì ,U.,,... _ La brigata Pinerolo fu incaricata dell'assedio: le altre schierate "-,.,f./~' da :\'aleggio sul Mincio a Bussolengo sull'Adige e~ ~il .! a~~._ ( iJ\~~" V di Garda lungo l'orlo delle colline e proteggerle le spalle;_ a , ·111~- . _ . t . \. 1 franca la brigata Regina consideravasi come nel corpo di gu~ vt' ~ rM'·)A,\I di un' nmpia cinta formata dall'esercito s~iegato _sulle rilture .. era Mantova: il ricordo dei tempi napoleonici aleggiante su quei_ ter· , reni imponeva di pensarvi. Arrivavan~ d~ Mo~e?a i T_oscan,,_ un <3000 uomini al pÌù. Fu loro ingiunto d1 rntars1 ,n~a~z1_ alla_lo~tezza sulla destra del Mincio, e lit rimasero a una qumd1c~na di.ch~lometri di distanza da Goito il più vicino po5to dell'esercito pr1nc1pale_(ov'era un bauaglione napoletano) : troppi per tener dietro a \
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FRA IL CHIESE E L'ADIGE
ciò che faceva il nemico , pochi e lontani da ogni rinforzo , se aves· sero dovuto tenergli testa. Una bella notte tutto l'eserci to nemico raccollo in Verona cui \ eransi aggiun~i i~ Cjl~ei giorni i rinforzi venuti dall' Jsonzo, .i{res2_. ali~ strelte dei n1;&.r1 , mosse verso , tantova. per recarsi a raccoglier~ n~I. basso Mantovano quante provvigioni avesse potuto trovarv i. hl1 premeva di guadagnar tempo e non arrisch iare nulla fin chè l'nna rchia rivolu zionaria e reazionaria non avessero r.ominciato a. sciogliere la momentanea coalizione de<Tli . n eserciti italiani venu t, a nnserrarlo s1111' Adige. Nientemeno che 45.000 uomini ~.assar~no ~el.!!!_oLL:_.d~I ~7_:I 28 __rnaggiQ.~ me~o di nna de1.;i na d1 chilom~trìifa V,l!afranca senza essere avvertiti Fin là non si este.nde:a i~ raggio di osservazione dei ba ttaglioni piemon tesi oramai ab,tuall alla tranquillità di quel nuovo campo òi eserci tazione sulle colline che circondava no Peschiera. A.Ile info rmazioni venute nel giorno seiiuente_f~ creduto con stento: ma quando furono a~ce'.·tate, cominciarono a partire gli ordini per adunare alcuni ~'~ ~tta?l ,on., .e la mag~ior pa.rte della .eavalle.ria .sul.la destra del , .1,nc, o, d, fianco a Go1to a difesa degli assed1ant1 d, Peschiera e , eei loro protettori. L'adunata, comincia ta nella notte seauenLe a ~ \, \ q_uella dell.a sortita degli Austriaci, fu lenta, tQ_~nto ;"' confuso ~ ~colava li comando a lravergo i gradi ni dell'esercito. A Goito i battagltoni , e dietro e~si i squadroni di cavall eria, nu.esero gli avversari. E~ i.nt~n to i~ debole manipolo dei Toscani, ri dotto a cinque mila uom1 n1, mcert1 tra le promesse di un rinforzo che credevano di vedere arrivare e non arrivò e non poteva arrivare, ed i malintesi di una situ.izione assai precaria, erano assaliti dagli Austriaci usciti dalla fortezza per spargersi nel basso i\fantovano. A mezzo secolo di di;o;tanza il triste epistolario scambiato tra il Bava e il De Laiwier p.rima di Curlatone stupisce : vorremmo lrovnrvi una giustifinca· z1 one alle promesse di rinforzi che per la di stanza non era assolutameut~ ~ossibi le d'inviare. Forse un pensiero, una lusinga pns· segger~ 1sp1rar?no i primi avvisi che incoraggiavano il De taugier a star lermo. L ora opportuna della ritirata passò, e il vecchi o so l-\ dato di Napoleone che aveva il comnndo dei Toscani, adattandosi / alle co~1seguenze .fil una ~ituazion e fattasi ir~imed iabile,, seppe cingere ò, una aureola gloriosa la terribile disfalla dei suoi .
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FRA IL CRIBSE E 1.'ADIOE
Libero da qua!sia ,;i molestia dopo la di spers ione del corpo to scano, l'esercito austriaco dilagò nel Mantovano, gli ulani corsero fino all e foci dell 'Ogli o ra~ ndo viveri e fora~gi. Uno dei corpi austriaci, avvicinandosi a Goi to, tenne a bada as~ù..cll~QJL li attacca"sse'Teriamente,Tia ttaglioni ivi adunati. In quelle cond izioni una ve?a b:iì.taglia non aveva per esso niun scopo da raggiungere, nè risultato ch e ·compensasse i risch i dello scontro. Invece il comando dell 'esercito piemontese per uri_ Iam,p.2,_eJ!_~ u0 no la vittoria; poteva renderla decisiva solo che l'avesse voluto coi numerosi 5qnaùroni che aveva raccolti e non lontani , coi bauaglioni pieni di entusiasmo per il successo Hno allora avuto nello sco ntro , e con quelli che liberi per la resa di Peschiera. appunto allora avvenuta, potevano giungere a rincalzo. Bastava • puntare innanzi, assalire risolutamente l'esercito avversario al4,!anj,Q. di~ rso , in.ca!zà,ili.J,ra~l,? !J"o, addossarlo a l\1anto.!!_ se non era possi bile separarlo dalla fortezza, e sarebbero comincia~,..... i giorni del triq.n(o. Invece la battagl ia interrotta non fu ripre5a Ilei gioi'.ni se;~enti, e il tempo cattivo fu chiamato a giustifi.care le es itazioni che impedirono di raccogli ere iI frullo della villoria. Lo spirito sistematico dei generali anche in quella occasione si accordava troppo bene con la prudenza del re, il quale non sa• eeva deciw :.::; i .ad arri~chiare sopra una sola carta un esercito c he in neS$Un modo avrebbe potuto surrogare. Ca rivalità dei prdiéipi~laui, 1-"'sospetti destati dal vi cino d'occiden te in arm: ed all'agguato sulle Alpi , le intemperanze dei partiti interni possono giustificar;e davan ti alla storia !a prudenza del re, che a Goito, come già a Pastrengo, si co~tò -di -una mezza yittoria quando ~ a offerta una vi lloria decisiva. E J'esmi.Lo austriaco ·pote comodamen te e tranquillamente r iprendere la via del ritorno ed anzi deviarne. per riprovarsi ad aprire Ìe c omunicazioni col Yeneto e col cuore della Monarchi~ a traverso le Alpi, scacciando da V~ nza l'~sercl)2.,.Pontificio e i pochi "Olontari che vi stavano a sbarrargl iele. L'impresa riusci al di là di ogni speranza, . migl iorando assai la si tuazione 'èlèi-m~rèsciallo R'adetzlyche pote1•a con maggiore calma e sicurezza attendere la dissoluzione giil incomi nciata nel movimento rivolu"':'"-Z:?.~ario ita1iano. La notizia di una nuo1•a rivoluzione scoppiata
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FRA IL CHIES~; E L AD_[GE
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~ a fu bilanc_iata dall'altra che gli annunciava l'all~ntana. mento dell'esercito n&poletano giunto· fìnò al Po per prendere ~fill_a_.guei:ra d.:.ind~pen.de,i)za. Non si sentiva suflìcientemente forte per assalire i Piemontesi tornati nelle colline di Somma- 1• J ~ pa~ -~~-~aleggio, impi~gò il suo tempo nell~ ~ frne la sottom 1ssione del Vènéto, e nell'avviare l'assedio di Venezi8. Fino allora, il classico terreno ~ i a rdi·c;~;-~;gat.e..c,.~ i· armeggiato il generale Bonaparte era stato avaro di ,reniali co mbinazi~o~i ?~tll?'e: Ch? ni d1_1e eserci_~r ;:-ivali Il; de(· q:aÌ{ era t~llLO " assorbito nell'assedio di Pesch iera e se non immemore. certo noncu rante, df'°'qiia'iµo non vi aveva relazione, e. l'altro :·obbligato a stringersi a Verona sotto le cui mura trovava sicurezza e rifugio. Se l'esercito austriaco ne uscì per quel r,oran òniro che lo portò . fino a Goito, vi fu costretto dalla scnrsità dei viveri e dal desiderio di provvedersene a qualsiasi costo. Più tardi fu detto che con quel gran giro volesse portare la ruina e lo scompigìio alle spalle qei piemontesi, J_pn_Illitl'\t, Gno a Peschiera per liberarla dall'assedio. Al partito vìLtorroso l' ide!-RLl!.c.que,~perchè- ingran~ diva..i_!~ _ltati della vittoria ottenuta a Goito: il partito avversario l' accoF.~è·· per innalzare i meriti del suo coqrnndante supremo. In real:~t basta. considerar_e_ deJ!1ì,..lç>Jze, la. I~ .!!2~~ de! trag1tlo; e le-:~!!~ol Là del terreno collinoso avanti al quale _s~~ 1"òllo~ati i Piemòiit'èsì:-Rei·- rlte~!_~~ ome anche j._a pr111~1F1~.. 1?..~ ~o, che gli Austria.ci usc.endo da VeronR iQ fin di maggio del '18.1,8 non ebbero altro scopo fnor di qnello _._di ... U.~~ .J~~~...1:.rcuiLsJ?.l?.~ nel basso Mantovano . . Ma anche dopo Goito, i dne eser.citi avversari continuarono ad essere piombati nella impotenza reciproca. ·Non avevano nè l'uno ...,nè l'altro soverchian1.a c!Lf,g,r~e tale da P.Uss'a.re ~all;~ffesè ~'. nè"Ei ~~ ~ ~~ tevano sperare su efficaci rinforzi. Gli Atisttiaéi afl'rè'ftavano le ; j;':raZioiYiaer ·,-v e~c;-~ ~o pensiero di conservare nell.a \ pef!giore delle ipotesi la !'orte linea dell'Adige con Verona e Mantova per frontiera. l l'iemonrèsi inopefòsi';"Trìile] fsi, _stup iti che Pesch iera ~ves_se poco valore del "C;;;p1 ~·~i; p;.oblema che aYevano da sc1ogl1ere! lantocbè l'averla espugnala non avea fatto fare nemmeno un passo alla sol uzione, pensa rono alla stretta di · Riwli , quella stes.sa alla quale erano corsi Catinat nel ,170 I e
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Bonaparte n_el ,1'796. Troppo tardi vi pensarono ora che l'esert cito di Radetzky a Verona veva oramai tutto il Veneto · aperto 1 alle spalle. Bisognava farloJei_primi,, $J..orn,LJ~il\kJJ6[.,Ql,.,CJUando J:/Vlt~~tt" la stretta via· dèll',\d''i"ge',..e ri~l''Wltimo filo che collegava lo sbattuto esercite, austriaco di oé'capaii ònè"'iil.•.r~~!.9. àx.L..~ ondo: bisog nava farlo nel gioJ·no di Pastr~ng~ e dare allo scontro: in quel giorno affrontato, uri o 'scopò plll ampio e decisivo che non forse quello di preparare l'investimento della piccola fortezza di Peschi~ra. · E così per un mese e mezzo dopo la caduta di Peschiera nel quartier generale dei Re Carlo Alberto si agitò la domanda :~ ora? E conviene confessare che nelle condizioni in cui trovavasi l':~erci Lo rispet~~i!.J.Ìl\.\r.~r.LlkIWJit.ic.a,, aI,~.r;r.~,!!:.~, ed .! lJ~~ f~ l \ 9 1~l'Ìvh.f3~"'M.IJ;~';..V~~:,sJtri?) la do,~~.~~~! rion ..~ve~a __ri~ spo<;ta plausibile. Invece continuando nei concetti con cui erasi ' . . rntrapresa la campagna, parve che caduta Peschiera dovesse venire la volta dell'assed io di )fantovn, mentre, tutto ben consi, deratlJ, quell'assedio e quel ìwirie- ii'oii' potevano essere suggeriti da ,null'altro che dal preJ;i_gi~L J~.Ln-11.s~al,0 µ:i,iJitare _pi ,q1~elI11:Jor-., tèzza . Intantòpt'fr -:1.is'é(iiarè Mantova _~ biso~ m.ill;~, come era gii:t "' ... ~,.. avvenu10 un secolo e mezzo prima , lasciare scoperta la Lombardia . e portarsi nella destra·- - del. •. Mincio' nel Serrag lio, o per la pia" . . .... '''. .........~ . •. • ... ":... 1..~"· .nura di Hoverbella contentarsi di avere surfiarico· verona. II rimanere inerti non era più possibile: o andàrsene o far qu~l~.i;~~O~Sf\,: ·;foiTifiile dilenÙua, .il quale· po,t~LÒ ~ sem~~iÌffi~fon ::',....,. ,yt v\) ~fi ita~"l~ciiito""dinnanzi al quale sorse. Arrivò una divisione di reclu tr, lombarde e l'assedio fu deciso. t)er non abl)andonare la recenie -conquista di R,ivoli e il vaniaggio delle alture l'esercito il> :\' ~ti racchi:;_?.. e_e:· un c~ntinaio di ch ilomeLri i,n modo da toccar~ J H "''t~ ~~a una parte IP- pendi~ .Bu'M'ét''é""àall altra le bassure d1 Governolo oltre Jfantov;i . Quello era il momento atteso. Hadetzky ~ pronto usci da Verona coi suoi, filò dritto al Mincio per Somi\ maeampagna, tagliò in due la sottile linea senza che una parte potesse accorrere in niul.o dell'altra. Il frarnrnento di sinistra col g_e Sonnaz ripassò il Mincio. quello di destra rimase sul piano ~ tra Villafranca e Mantova, Radetzky padrone della . collina. Ciò avvenne il '.23 h1glio ed era il P.r,in_ciRio d_,ella, fìne; .. ~~~,i si ad~uavano nè l'es~rcito piernontese, nè il Re.
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Con ardita tenacia i duchi di Savoia e_..d i G..eJ10,'.a alla testa .iaj!e brigate della _gtia11iiacli Cun~ e di~ f!.!e cercaron o di riguada~nare le colline tra Custoza e Sommacampagna . per separar.e l'avversario da Verona e chiuderlo contro il Mincio. l'i el primo giorno arrivarono ad aggrapp:ir;;i alt' orlo delle col Iine : il 2n Radetzky venne alla riscossa con tutto l' esercito austriaco : le tre brigate si difesero uno a sera, ma esauste dal lungo e sanguinoso sforzo dovettero scendere ,su Villafranca. I I'egami tra le due sponde del Mincio, Valeggio e Volta, fil!:.l~!.°.~.Slo erLO[.b cadevano in potere degli Austriaci. La riunione dei dne spezzo ni del l'eserci to pi emontese non fu più possibile c..!}!_per -Goito. f~ c,q,minciò la ritirata . Il n e co ll'esercito prese la via di Cremona seguito ma non inse~uiLO dagli Austriaci con cui era rimasto per q uattro mesi a coni.allo. Perchè gl' Ital iani non abbiano efficacemente aiutalo il Re, che \ e ra sceso in campo per l' indi pendenza nazionale è tuua una compl icata storia di gelosie. di so~peui, d'ignoranza, di pre5unzione, \ di passioni che si lega ai pi ù nocivi lati del nostro carattere ; percbè l'esercito piemontese non abbia saputo, fi no a che lo poteva, compensare colla mobilità e t ~ll'impeto la defi cienza della massa è spiegabile coli' indirì7.ZO intellettual e dei suoi generali , che li disLoglieva dal vedere nel suo complesso la realtà effe Ltiva delle cose, e dal\ ' indiriz:w educativo che li spingeva a consìderarè ogni impresa tallica all'infuo ri della si tuazione militare del nemico, delle condizioni politiche, e delle relazioni tra le varie linee del territorio che era teatro di guerra.
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IV. Tra gli epi sod i della campagna del 1848 nel Veronese, il com· batLimento del 6 maggio sotto le mnra di Verona eube conseguen ze più icnporfani i diq Ùell e avute dalla maggior parte degli altri. Non risulta ben chiaro, nè lo era forse nella mente di coloro d1e prepararono l' impresa, il perchè l'esercito piemontese che srnva sulle alture di Sommacampagna a sorvegliare l'assedio di Pesch iera ne sia sceso per recarsi contro il nemico sollo Verona. Era oece;;-. sari o di fa r qualche cosa, e con questa idea quella volta, come
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,tante altre, l'eserci to mosse a battaglia, come se la batLaglia . a· , ,. potesse trasfor marsi in una sfida di valore, 1~ ~- ~ s~re c~ e l'ultimo termine di un sjJJQ.gismo strettamente lega~ coll~_pre,messe . Va se indetermina to era lo· _,r,opo , erano precise le di~posi: zioni per l'esecuzione della marcia fi n sollo Verona . Ben particolareggiata in nn ordine lun~o e pedant~, tanto lungo c~e non , potè esser letto, tanto peda1ù e che Llillìcd meni e ~otevas: . comprendere con una semplice lettura. Nulla era lasciato, al.I 1mpre·iist-0; nem meno il rinfre~co alle 1.ru_ppe :su l luogo dell n 1one per qi stor 11 rne le fo rze, nemmeno la via de l ritorno a combatt imento ·,iioito. Proprio come usarnsi al campo di S. Maurizio. Tutto al ·<{)m er a dimen tica to il nemic() , ma vi si avrebbe provveduto a · suo tem po. Le bri aate mos$ero alla meglio perch~ non compresero bene ><l'ordi ne; r,d'alLronde i~ wglievano la vista, i~ i interrom~ .pevano le co munic:1zioni tra le str:-1de e i ca~pi, . 1 cu mu~ 1 d'. ghiaia propri a quella regione sconvolgevano gli sp1e~~ment.1, e 1 -le oami -tra le brigate tanto bene previsti e determ1 11at1 andarono .,;·duti . Alcune non trovarono in tulio il giorno il posto loro ..prescritt~ la 1i7;a di bau,aglia; ~avroj~ _e Ja Br_igata mista, ,sulla sioistra, non potend.o. s.uper~re la rem tenza incontr:1ta~ t.:'.·o.ce · Bianca e trovandov1s1 1sulat1, se ne tornarono come der I e~to ;.~sc;·itto quando credew,iro il combattimento ·.q niLo: ~a bri.gat.a R.6}fiiia cheaveva iniziato l'attacco di S. Massimo~ chiamata improvvisamente a sostenf' re quello di S. L11c1a, fini col . 110 11 . combattere nè dit un:, parte nè dall 'tlltra. L'attacco pr1nc1pule . ehe doveYa essere a S. Mas:;imo puntò contro S. Lucia . I battaglion i di lladetzky stavano trincerati nelle borgate che ·sorgono ad occidente di Verona lun go il cig_lio di una b~ss ~ra, Ghe da quella parte cinge la cilli1 ed è nn an tico alv~o dell A~1ge. , f...à attesero cli pie' fermo l'auacco dell e briga te p1emonte.s 1 nel •memorabile O'iorno 6 ma ggio 118,i,8. EITettiYamente l'attacco pnntò f'isollltamenl: centro S, Lucia per una serie òi ci rcostanze tra ~ quali~io"[iCTgura no c~~J idernzio ni d' ~1·dine tattico. _Le ? rigate · .!.osta e Casale' as$alirono furiosamente la borgata 6 ri usc1rono a ,-scacciarne il nemico : ie hrig:i te Guardie e Cuneo sollo gli ordini
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del dnca di Savo ia si stesero lungo il ciglione, oltt'e la borga ta, per impedire al nemico di ri prenderla. Co_me o~i c~:a.rg mi _dell o Sl-y1k_yspeare da untt ·parle re Carlo Alberto, ritto nel ia sua alta lìgura, in pri ma linea avanti ai sol· dati, guardava ansioso alle mura come se vi auendesse un convenuto avvenimento che non si mai~ifeslò. O,lll°filtra, sul bastione, 11 vecéhio ma1'esei:dlo Radetz ky già stato testimonio dell a tenace· ' difesa raua dai suo i, profondamente ad,Jo lora to mi.rava oramai . , sfondata la linea, non poteva spogliare le ali per ripristinare la pugna nel punto compromesso, non sapeva adattarsi ad i mpiej gar vi le estrem e ri~erve che aveva in Verona a ' guardia della rivolta . ln(ìne accondiscese alle istanze di co loro ch e lo circon\ davano, ed arri:;chiò un paio di battaglion i par sostenere la ri; scossa. ~ 1 int?ìi1Lo ·che i battaglioni au::.tnac1, cauti ma r isolu ti, tornavano al avanzarsi verso $. Lucia, i bawiglionì pi emontesi, com e era previsto 9,c1ll' ord ine.l avéndo fin iLfl. l'e~ercitaziooe avevano regolarmente riµr eso la via del ritorno. A noli.e i due partiti .erano uelle posizioni del m:i ttino, e, salvo qualche cenLi na io di .morLi e feriti ~e le prove di valore indubbiamenLe date da ambo ;le parti, nulla c'era di fa tto. Tale fn la gi,>rnata di S. · Lucia; come esempio del modo di predisporre e diri~ere ~na battagl ia non vale. gra~ ~os;.! per le sue conseguenze r1spelt1vameole al terreno tril, d M1nc1o ·e l'Ad ige· fu di una irnportanz~ _slraog li n~ria. · · \ . Rimasé nel 1i1,-irescial lo Radetzky ll.!12-,,.,P.LQ[Q.Q®jm.m~sione di quti.J).1.omenti sup_)·e~ni in cni vide ì suoi battaglioni scaèèiaT1·~ ~C Lu,j ,t non ostante la tenacità còn m i vi si erano aggrappati, seppe la resistenza fatta da Croce Bianca e S. Massinfo , e indo~inò che. , non mo. lta .sè l'azione avesse avuto mag.. .,.,.. sarebbe . . . . stat:1 ., , gior svil uppo; pensò alle condizioni in cui si sarebbe trova lo se "ieweTruppe respinte çlal ciglione fossero state Co.strette a rinchiudersi ic1 Vero na, ed alla importan,,a che aveva qnella cìuà pei'."T;~~conservàzione del dominio austriaco in Italia .. E sotto qMsto cumulo d' i1'npres_sioni che ri;;vegliavano pensieri lungarnente maturati cominciarono, per ol'dìne del maresciallo, i primi accenni dei giganteschi lavori di fortificazione che coprirono poi tutto il 'iérre;io tra Yero.na, Rivol i è Peschiera, e finirono, col ~... ~ ~ I J H ·
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volgere degli ann i. a presentare sotto il nome di Quadrilatero una d~lle più ..f<l.!:11!.is!abili pos izioni milìwri che fi no all ora fossero state ideate e costrnite. Le manovre degli ann i antecedenti ':l i 1848 avevano gioyato a far conoscere iI terreno delb guerra, la~~if~ 'l·Jlel_ l 8_48 snherì il bisogno di=àpp'o i~iare : la, clife~~'l: pqs:;ed imen1 i italianf; d. alcnncbè dì più solido che non fo sse;'o i vecch i baluard.i' del Sanmich eli o- dep-li° ullìciali napoleonici. Per primi sorsero i farl i lung"'o~il r,igìione'Cbe circonda fuo~, doppia tes:a di ponte sul l' Arlige da sboccare verso la Lom bardia. o verso la. Venezirr.. Po i furono via vi a ampliale le fò rtifica7,ioni <l i Peschiera in modo da sorvegliare, tra quella fortez7,a e Veronn , le ~om11n ica7,ion i co l Tirolo; in(ìne sorsero poteilti propugnacol i anche a Rivoli e Pastrengo sul la porta d' Italia e sull'origine dì tullo il mass iccio co ll inoso che cinge il lago cli Gar11a sul la sinistra del ~iincio . Mantova fu cons iderata come . . una punta aggressiva per soslenere. la supremazia i1up_eri_a le _oltre il Po sui éludti e ii'eì ·cuore della penisola . I l territorio tra il Minciò- e'~l'lfdi'ge: tra l;>e~ iér~; yeronn,. _Ma,ntovn. e L~gnago, liniìtato dall e quattro l'ortezze, in tersecato da can ali e da paludi , irto di fortilìcazioni fu un crimpo di battaglia prepar.ato in modo che 'ija tlici dùutta ·f t n,:9p~ consid<:;.rnvano çome un prol?lema, se uon insolubi le, c~rto di so l_uzi one as.sai dillìcil e l''affron larlo. Era \ f~g~t~ inesauribiìe de i loro studì, delle 101:0 ipotesi é delle loro · elucubrai ioni sc1erÙi(icamente mi litari. - ~ . : : . - ~ -_ _ . . . . . - - - · ~ sA., . . . . ..
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Undi ci anni dopo il 1848 la dominazi one austriaca in l1alia, consol idata da,-i risul tati di q11 el l'anno e del seguente, subiva un nuovo .e grave urto. L'esercito francese .e il piemontese, nel quale combattevano nnmerosi i giovani delle altre provincie italiane, vittoriosi sulla Sesia e sul Ticino avevano I iberato tutta la Lombardia fino oltre a Hresr~ia dal governo straniero. L'esercito ." austriaco, a!quanto scosso dall e prime vicende della campagna, si era ritirato dietro il Mir.eia e vi aYeva trovato coi rinforzi ~uova fid ucia. L2mR.eJAL9.r~- cl' i\l!~tria aveva preso egli stesso 11 comando di tntte le truppe , e con questa r1soluz1 one, non abituale nella su~. stirpe, mostrava quale interesse poneva nèffit ~ et-Va'zT<iìfè~crei posse~limenti ilaliaoi. De! resto l'avervi ùedicato
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nnvA r.nrP.i d'armala. ossia i tre auarti nelle forze milit ari d<'l· ' ........ ..;! I l' Impero era prova evidente della ,::2rirtt..,.d~artita che staI vasi arri schiando Ira il Chiese e l'Adige. Il corn ~ dell'eser· cito andava bilanciando la scelta del terreno sul quale potevasi dare una battaglia la cui influenza appariYa grandissimù. nella sLoria del! ' Impero. Per qualche giorno parve vantaggioso I' attendere l'avl'ersario dietro al Mincio colle spalle e coi fianc hi appo),{giali alle fortezze del Quadrilatero. Poi prevalse l'idea d1 usci rne, di passare il Mincio, di scen dere da l rnoss iccio coll inoso di Lonato e Yolla, e sorprendere l'avversario mentre passava il Chiese , arrestarl o tra ~ pedolo, e l)onte S M~ .,,..Gli usseri galoppanti su quei piani avrebbero concorso ali' azione delle fanterie nel soverchiare il nemico . E se la vittoria avesse t ontinuato a far caltiv,, ciera al le armi imperiali. dalla .battaglia non vinta snllv spalto di llontecbiari l'esercito. avrebbe potu LO ritirarsi dietro al Mincio co n sufficiénte calm;i trovando nelle colline.•.rno1:eQicj1e che gli stavano alle spalle....!!.!.!.fl.1~~e posizioni per allutire l'impeto llell' inseguimento nemico. Ad ogni m odo una ballaglia oftensiva, chè cosi era ch iamata.. non ne avrebbe anche ~~.~.,. ... .,.,,:: nel· peggiore dei casi impedito un'altra, difensiva, di etro il Mincio tra le fonezze del Quadrilatero. Sè invece si rìsolvern in una ,•ittoria, gli :1ll eatj non avevano più una linea difendibile lin dietro al Ticino. Quindi nel pomeriggio dei 23 giugno l'esercito austriaco, 1160 mjln, uom ini.con 438 S!i:!noni, ~ ~ due armaie. passato il )lincio, volse verso nord-est, av.rnzaodo obliquamente secondo il tcrrenll e le strade lo indicavano in modo da trovarsi uel mattino seguente la 2a armata a destra sulle colline tra Pozzolengo e Solferino. e la 11• a sinistra nel piano tra Guidizzolo e Rebecco. In quella mal · tina, ed era quella dello storico 24 giugno 4859, dovevano continuare ad avaolarsi puntando verso Looato e Carpenedolo. Prima ch'esse muovessero furono assalite dall'esercito allo~to . Il combattimento si svolse sub ito accanito, e tale continuò accentrato intorno a tre lo_cali tà : Medole-Guidizzolo sul pi ano ove scontravansi verso le i> nntirneridi nne Mac .Mahon (2° corpo) e Niel (4° corpo) col 3° corpo austriaco; Solrerino assalito da Baraguay d'Hillers (,I° corpo) e difeso dal {1° corpo austriaco; le alture di S. Martino disputate per tulio il gio rno dall'8° corpo austriaco agli ~ -----
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assalti successivi ma. slegat i di ... due,.,.. div isioni..,. e mezza piemontesi.-... · Tra Solferino a S. Martino, la divisione Durando avaozavasi indolentemente verso Madonna della Scoperta a scaglioni separati, e senza de1errninalo concetto, e senza poterselo formare da quanto f1v,·eniva sui suoi fianch i, un po' lontano invero e coperto da i lerreno. ·~ La battaglia del la collina, .stendeva~i al piano, con ullrl fronte p~rpend!colare all'anda1nen10 delle alture moreniche carat~eri~ st1che d, quel terreno. Sul pi ano dov evano puntare gli Austriac i per arrivare al C.hiese:~ n..Q2_1;evano però progredire sicuri se non ~rn.no snLfl.anco paiironi del monte." Into1:no ngli storici poggi che fan corona alla torre di Solferin o i battaglioni austr1ac1 tennero testa per sette 2.,re e mezza agli sforzi del ·IO corpo fran cese e della Guard ia venuta a rincalzo, ma sui piano la ,1• armata nemica noo riusci va a progredire. PEi.r l'oqa di circostanze, e fo rse ~1d irizzo educativo , l'assalto contro i corpi francesi di Mac ~lahon-;-il, ~iel , di Ca,frohert avveniva a brigale, a mezz,3 brigate, a battnglioni , a cli\•isioni, sussultorio e logorava in impotenti sforzi ~ ivi la fo rza che impiegata io éin ~olo e poderoso urto avrebbe rovescialo l'ostac,>lo vivente che aveva di fronte . Qnanclo Solferino fu strappato ai valorosi soldati austriaci, essi tentarono di far nuovo argine snlle alture di Cavri ana. L'imperatore d' Au stria , ch iese nn ultimo sforzo alle brigate com b,men ti nel piano, eJ esse lo fecero : ma già logore e sfiduciate, non riuscirono a forzn re la li nen di fuo co contro la quale er;tnsi gettate : e la ritiraLa fn decisa. Erano le 4.. e mezzo. Mentre i corpi austriaci, co nfusi tra loro per il fra mmischiamento dovuto alle vicende della giornata e per il logorio della o., tinata lotta si avviava no al .\lincio inseguite dal cannone dei Fr:i ncesi, scoppiò una terribile tèmpesla di lampi, tuon i e pioggia a diluvio su quel campo in~anguinato e aggiunse alle umane ire i segni dell e ire cele,ti. Ess;i interruppe da quella parte la lotta, e il suo ri cordo rimane profondamente impresso nella mente dei sopravviventi, benchè di altri e più terribili spettacoli fossero stati in quel gio rno testimoni. · Mentre tra Solferino ed il pi:rno combattevano Francesi ed Austr iaci, a S. \ Ia·rtin o le dirisioni piem ontesi andavano logorandosi nell ',issaito di formidabili alture tenute dal corpo di Benedeck. Era quello un episodio stacca.to e quasi indipendente
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dal res lo: .!~~t_l;!!glia ..;1 ella~ ~~s,Ua . Se l'esercito francese credeva per qnel giomo di nòn incontrare che retroguardie nemiche ove trovò un esercilo, i piemontesi ritenevano sgombro il territ(lrio intorno a Pesch iera e si apparecchiavano alle pr ime occupazion i 1 p~~m,.pW,o. Un drappell.o condouo dal Cadorna alla sco- \ pen a oltrepassò S. Martino e avanti Pouoleng-o urlò nell'in tero corpo del Benede,ck, 21 mila uomini che lo ri éondussero fin contro la i'errovia cli Desenzano e che occuparono solidamente le alture di S. ì\Iartino. Erano le 7 di mattina e per scacciarneli. tnLto il giorn o si ripeterono animosi quanto impotenti gli assalti . Yerso le otto la brigata Cuneo, trn le 9 e ·le Hl la divi sione Cucchiari, alle 4 e mezzo condotte da l Re le divisioni Mollard e Cncchiari e la 1brigata Piemonte. L' urto concorde ol.t.iene r isultati migliori degl i sfo rzi successivi. Q uando s<7'oj~iò la spa,'entosa bufera i Piernonl~si era no riusciti a stabi lirsi sul pend io di S. Martino . Ancora uno sfo rz.o cui alle trupp e mischiate di IULLe le brigale che a\'evano lìno :dlora preso pari.e alla baLtaglia si nnisce anche Aosta. lnfine •Beoededc è costretto a staccarsi dall 'altun/ per set~f volte ::.i;;salita. Cadev.a la notte e fina lmente la ,·ittoria lungn mente disputata er:;t rimasta ai Piemont&si che la pagarono con pi ù di i:>00 nom ini tra morti e feriti. Gli all eati non si affrettarono dopo la vi ttoria a pass«re il Mincio oltre il quale li aspeuava il problema stesso che avevano affrontato i Piemontesi nel ·184-8. L'impera tore Napoleone ord inò l'invio delle artiglierie che sarebbero state necess~rie per :i ssalire ch e le _çlivision i piemontesi invest i,;Verona, )asciò dislraLt:•mente .......~ , . .... .,.,,... .... .,. . ..~ °-- Peschiera, 1: scrisse all' imperalorè Francesco Giuseppe chiedendogli se non fosse stato più opporlu.no di troncare ia i ueiTa. Fu in -vario morlo spiegata l' improvvisa ciecisioue che condusse al la tregua di Villafranca . Molte cause vi concorsero, tra esse non ultim:1 la ;·i1,uai1òne militare che soverchiava i mezzi di cui dispon eva \ in 11.alia Napoleone Ili trovatosi di fronte al Quadrilatero, e le lungo.nini cli una guerra di as; edi per allontanare · il nemico dall'Ad ige, ove qnesta volta si ·trovava solidalmente appoggi,ito, ed era abbondanteI!1ente nutrito e sostenuto col Vene~~ ~1_e._;ncva . alle spa lle. Ed è la situazione ereditata dall'esercito italiano nel ·1866. La guerra, interrotta per sette ann i, ru a!lora ripresa e il Qnadrilat~ro
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.con tntta l'imponenza delle slie for1iGcazioni da Pesch iera per Pastrengo a Borgoforte ne rendeva più dif'fìcile la contioua'zione. · ·Tratta vasi di passare il }'lin<:i.o e di rip.1:entlere la posizione eh~ aveva J'e:sercilo all eato nel gwrno tn crn aHenne la tregua d1 Villafranrn. sitnarsi sulle colline tra Peschiera e Ve rona in atti- ' tudine tale da provocare J'e;ercito avver~ario a difes,t del terreno fo:terposto tra le fortezze e trattenervelo per dar lempo ed agio · ~Ile divisioni elle erano a Ferrara sotto gli ordini di Ciald ini di passare Po ed Adi11e' e ·cli p-;-{~1;·re ...contro il Veneto a t1:aVH50 le .fortlficazionie folfe sulla riva di quest' ultimo fiume. Ne ,·enne la battagl ia di Ciistoza tle!_!LgiQ.grL0..1866, co mbattuta ,;ul!e pendic i che sorgono tra il ~l inc,io '3 \ illnfranca da VrtJea"io e Monz:nnbano e Custoza e Monte Croce . ~n Ingiustificata repugnanza o~gi ci allontana da ll'inforrnarci delle vicende di quella giornata . Vorre~rn10 ieggerv i una vittoria per .aprire con essa la nostra nuò,,a ~tor ia; esageriamo l'insuccesso col '"•nre·ctèsimo ~enlin1.ent"~ di · disiì lusione 'cocenle ,che lo ingrandì nel,l'animo di ~oloro eh ~ nel nÌ.atlir{o eransi avvia ti alla battaglia, .p~ i. 1i·fìdncia uel ~isu lU,tQ: Eppure non vi venne meno. il va~ t ~ore nell'esercil.(), il quale benchè forma to da ci nqne sol i anni -cog-li elementi di ~.ir!.SEL~ ,~:..!:cit~ t!i"; ;.?i, ten~e tes.,a per ~~~'. \} ,ore di seguito all'ìmpel'versare degli attacchi ed Jl1 conù1z100J ,. ' t~Lt'altro ~lte [al'Orevol.i. Vi f~cero r,iuttosto di,fe!to !'ab. i!i '. it e l'e~p~: nenza dei comandanti, la ctrcolaz1one del,y_oma n~ìo, l.:t dete1.!.li 1 • n~ a de[!~ :~?~~~: il. c.0~ 1e~T?·d.ei:;li s[~rzi, ~ µ.rodnss;.'~o tal numero a i sconcerti che somma\t -1T)s1eme conclu~e10 nel l ll,- \ ,successo. B per (fuesto la battaglia di Cnstoza dovrebbe essere •'"4.,noi ""~ costante oggHto di studio, acc1 · occ l te\ g 1·I scog 1I· d'aI'101, ·a per.
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. non possano divenir ca usa di nuo vi naufragi. fu: ascritta al disaccordo tra Cialdin i e· La Mar rnora la ong.!ne prima dell'insuccesso di C. ~stoza. La r~pu'..sione, ~'.rn ~si spri~ \ .g1onava da. queHe due energiche volontc:t • t,1n to d1,~r~e pe,. .indirizzo nlen tale ed era inciprign ita dal le ch iesuole forma tesi , 4ntorno ~id esse, nocqne al l'anda!]!,D to dall'intera guerra, ma non \ 1 bSet·cilò p,nt.icolm Tnriù"enza ;~ Cusloza. La divisione delle forze non .impoverì La ~'larmora, ed er::i nece:;sa ria per non alfol!a.:.e • soverchiamen1e il territorio del Qtutdrilatero spingendo ven ti division i a traverso esso per pa6sare l' Adige., ovvero per non
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nella lti?~a .e. ~iff!cil~ stretta da Fe1T,1 ra a TrevÌ$O· f ed ollr~. Con dod,c, .d,v1s1on1 che potevano condnrre al fuoc o· J -120 mila combatte~l1 ne\la peggiore. delle ipotesi, La Mar- · i mora soverchiava · g:i 80 mila dell'avversario. ~fa perchè volle - j pri\:arsi d_ì qnattro d'.vi_sìoni per spingerle verw Man. tova ~ La se~· J d~1z1qne e~'. quel~a fo1 Lez~a non aveva b:1st.ant~.m.ente nocmto ai f P1emonte:)1 ed a, To;;ca.ni ?el 484-8, ~er lasc1ars1 ~1 nuovo ade$care · \..l da essa ? Occorreva dr rioccupare Curtatone non ostante la lezione di s~di_cì anni prim,:i e dì ' aggiungervi la preplirnzione all'as'>allo di Borgoforte? Fu certamente un sacrificio fatto i1l ricordo milìiùe delle gesta per cui va celebre Man tova, nw la d!strazione d_elle forze do_vuta.a quel sacrilìci.o cancell~ I~ spropor, zione numenca che altrnnent, avrebbe f.1vor,to gl'ltaliani sul ter~.. reno della battaglia. · . Del resto l'imi1azione del 18i-8 appare in tult1 1 movimenti,, eh~ precedettero la bar.taglia. Sembra che i~!!,l_inistro degl i este~·i- \ chiamato da un momento all'altro a diricere le'"'ò'pèrnziom mili-tari .s.i.i1-1;,~<;o.. aL Lllu·o degli o;:di;1i...dati sedici anni prima lim i. . . . ~ .··~"".-.#... ~_..,.,..,~ -"' ' t~ndos1 ,.a!..S.o.s,tLL.U..U:e una d1 !,1Sion~ qye sJ_~y.a u9.a~,4ri~ a. Nel prim o giorno marci;1 prudente oltre il Mincio disponendosi a cerch io.. sul piano, guadagnandolo anzi fino a Hoverbella come si tendesse all'A.diie o for,e a Mantova, e trascurando la collina per rimetterne all'indomani l'occupaz ione: cosi nel 18~.$ e così fo,, ripetuto nel 1866. Per l'indomani spostamento laterale delle clivisioni verso i luoghi tenuti dicioll'anni prima dalle brigate. Deli 1° corpo una <livisione tenùta a guardJa di Peschiera, ed una spinta. a Castelnovo per fron legg,are Pastrengc, le :1ltre due a Sona e · Santa Giustina sull'orlo orientale delle colline: e del 3° una a Sominacampagna ed una à 1,:usloza, le altre due in Villafranca . . Durando al posto di De Sonnaz, della Rocca a quello di Bwa, e due divisioni del 2• corpo ricbi:1mate a Goito e Roverbella a r:ippresentarvi la parte avuta dalla divisione di ri,en'• nel 1848•. Inutilmente aveva corso ìl Mincio per sed ici iinni se sì credette che 1~ull a fuor i delle proporzioni numeriche fo.sse durante ess~' cambiato. · - L'occupazione prevedevasi incruenta: del nemico nessun· in,a dizio; se ne balenò qualche cosa non lo sì volle avvertire. Invece· ' esso dalla sera del 23 avevt1~ onùiiciatoia'in:i'rcia dìe segu itava~
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nel mattino del 24, per arrivare . all'orlo meriòionale delle colline e cadere sul fianco degli avversari. Sicchè le divisioni italiane che deviando dalla prima direzione salivano ve!'so setten'" trione, .e le brigate auslriache che marciavano verso arsud vennero necessariamente :1d urtarsi. ll Tione e la gola dì Staffalo spezzàoo in due zone da ovest ad est quasi tulla la regione colli· nosa . Sulla linea di questa infossatura avveni:rn la battaglia. Gl'Italiani avevano da raggiungere le località loro assegnate: gli A.ustrìi1ci da rigettarli dalle alture sul piano, . e il combattimento, come li) vollero il terreno e la mancanza di un criterio di1:ettivo complessivo che _non e1:,1 sta~o indicato prit11a .~ n?n lo .\ fu nemmeno incontrando il nemico, si ru_ppe in una sene dr bat.. taglie combattute q_a,,, Qg(li , divisione per conto proprio e senza } · scopo bene appropriato. Cerale 5ulla strada di Castelnuovo, Sirtori a. cavallo del Tione presso S. Lucia, Brignone a Monte Toi:re e Monte Croce. Il 3° corpo paraliz.zato intorno a Villafranca da . pochi e intraprendenti squadroni austriaci tenne a guardia di quella borgata le due divisioni che aveva in testa, mentre le altre due andarono a Mon te Croce e Custoza, arrivandovi quando Brignone era soverchiato. E su lutti questi r,omb~llimenti, slegati, svariati nell'anòamento e nei risnltati , privi dì unitii ,--'-----,ttr~.fl.~,> poichè nes• ~uno tentò di dargliela, si ricamarono l'incerta puntala lungo .ìl "Min-ci'o: voluta nel mattino. dal l'arciduca :\lb.erto per minacciart; l~~ irovi~ ag~i Ii°ali~ni, e l!,_ ~~v..!].da , ~~.r~~·~- d_el ,.PiapeH, cbe, passando il fiu me con una part.e dei suoi, cadde sul fianco all'avversari() in marcia contro Valleggio : e nel pomeriggio, quando pareva che la villoria Ìii:;sencÌstra, ra decisione dell'arcid uca di \ lanciare sulla divisione Govone, padrona di Custoz,1 e delle adiacenze,· mR iogora e stanca, quanti battaglioni polè radunare . ,41· -lora stava.no intorno a ~illa~r.anc.a una c.inq~antin.a di batt.a~lion'., almeno <1uaranta cannoni, p1u clt una trentrna di squadroni e d comàndante, del 3.· c?rpo con ·essi nelJa .borgata. Genera!e del!a \. 1·1 Rocca perchè non v, accorgeste che 111 quel momento il gemo l d' IJalia vi porgeva il pegno dèlla vi-uoria '? •' E poichè non si vinse, parve opportnno di ripassare il Mincio, e nella notte lo ripassarono gl' [taliani; gli Austriaci si fermarono , sull'orlo delle alture, ed invece della riscossa cominciò la libidine delle recriminazioni, prevalse il pervertito gusto del!' es~gerairone" • .-,at:it•~"'>.1!'~ # ~....
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Fti A JL GTl !ESI': E t..' A'D lGE
dell'~nta, e,_assorbirooo ogni energia Je;.di Italiani nei giorni che seguirono I insuccesso di Custoz(l . Lo scontro era stato impreveduto , e ciò avvi ene- spesso in gu.,rr~, e spe~ial@• nte_ i~ un labirinto di alture simile a quello C~le Circonda 11 lago d1 (.,arda: ma anche lo scopo per cui l'esert erto llaliano :1bùo rd:l va qùell e alLure era nebul oso osc ill ante tra il desiderio di una gran fì ola e la rnlontà di porre fermo pì ed; tra le fortezze . Qaes ta indeterm inatezza di idee no n dorrehhe , mai es~~rci marciando al nemico. uè vi sa rebbe se cos1;1nte- 'J mente v, fosse l'aliitndin e di tene r contv di ciò che ruol fore il nemi1:o een sn nd~ quello che pòtremo ra·r noi . Intanto ne , e!lnPro l' all ont:ina merllo di "iin paio ai divisioni, l':1 11dirivieni inesplica bile <li al1re due _e so~ratut to la mancanza di 'JU~lla un itit di propo 5 iti dle poteva nmed,are alla sconnessio"ne prodCllta dalla natura com -pli c11 ta del terreno irto di co lline mal co ll egate e rotte dall 'infossatura. del T(o11e. La provvida inizia tiva che giov ò sulla. sinistra \ ~~Ila 1,_nea d,. comba_tt 1mento mancò a destra ove poteva scuotere , rn erz1a man1fes tatas'. <rtiand~ era consigli abi le l'a,,i one rapida ir- \ ruentc : e la bal l:iglia, Cf'min cw1 a per pn rte nostrn senza Jeciso ,;copo, lini ra~somigìiando ad uo tentativo non riuscito.
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\' I. La ce-sione <lella Yenezia ed il nuovo orientamento pol iti co dc+ l'Aus-tria che I.a spinge ,·er,~ oriente tolgono qnasi tutta l'importa nza alla re.g,one sn lla quale per un secolo e mezzo s' incrociò l' irwasione che scendeva dal seuentrione con quella che veniva dall'0cciLiente, o~·e come in un for mid:ibile ridollo si ordinò la difesa del domini 0 austriaco in Italia co ntro l'onda insurreziona le, e si prep:1r~ la r(5cossa contro _l' nrto della lotta nazio nale. fl prude nte Calmai. il sagace Eugen io di Savoia, B0napar1e nei mi gliori giorni del suo bollerrte genio, l'av,,eduto Radetzk,· legarono il loro nome a q11est.o terreno sn cui i gerreral i dell a RivoÌ~zione successero a quelli di Luigi Xl\", su cùi pnssò la severa ed interessan te fig nra di Carlo Alberto, e ga!oppnrono l'{apo!eone Tlf e Vit101 io Emanu ele. t noterole come, durante le rarie vicende del lun(To periodo iI terreno con impassibil e costan7.rt abbia ri ve la lo in modo " sem pre'
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eguale a sè stesso la sua inOuenza snll'andamen to delle oper.,zioni militari , tanto da con trariarle e fa rle fallire se esse volevano inscie11ti o coscien ti forzarn e le leggi. Se i Francesi del , principio del secolo xvrJJ si (1ttaccano soverchiamente all a difesa I " di Man ... 1ova, si lrornno impotenti come i Piemontesi nel ,f 848 , come l:l Marmora nel •18(H.i sul Mincio; gli eserciti che l'Auslri a con ammirabile teoacia nel 1796 raccogl ie ed invia in llnlia !ro-rano in .\Ian tova una trappola che li assorbe . Mantova col suo\ annesso di Borgofor te è il ridotto entro Ì I quale si prepara l' invasi one dell' llalia peninsulare, o la te::;ta di ponte per la qnnle da[.E!nilia si shocca nella grande pianura subalpina. Il mas;;iccio collinoso che circo nda il lago di Garda ed è tagliato dal Mincio costituisce la piazza d'armi di cui hanno hi5ogho gli eserciti chti 1 s boccano dalle va lli ti rolesi per raccogliersi e muovere alla con,quisla , il campo d i battaglia su cui vengono a cozzo le inns ioni che scendono dalle Alpi eentral i ed orientali con quelle che muovono pa rallelamente al Po, il ri dotto sul quale si riord ina l'esercito nordico .per rnuo,,ere alln ri scossa . Pet~.Q ,.Ca.tinat, come il general e Bonaparte, occupandone a Rivo li l'accesso, costituito dalla stréùa di-...~ nle Baldo, vollero proibirlo ~l~erciti imperiali, eò i :L>iemonLesr:-quando scoppiò la gu.erra del 48,i.8, ne avrebbero forse acco rciato le lungaggiui e l'avrebbero decisa in loro favor e se ave:;sero imitato quegli esem pi, invee.e di lasciare trascuratamente agl i inesperti volonta ri della prima ora l"assaltò degli sbocchi del Tirolo. Gli Anstriaci lo compre~ero, erl alle repl icate manovre dell' esercito <li HadeLz°ky, all e supreme prove del ·1848 segui il feb brile lavorio con cui fu afTorzata tutta la regione fra l'esehiera , Pastrengo e Verona. Esso val se più di ogni altra cosa ad arrestare \ Napoleone Uf a Vi llafran ca. a mantenere fermo piede in Italia fino al I 66, e ad uscirne dignitosamente . Se In geog7àft(l. è una delle bas i dell'arte ò' im-piegare gl i e~cr~ citi , la sloria aiuta a trovr1 re le leg!:i con cni essa manifes1 :1 il suo im pero. C. f'Annrs.
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CACCIA'l'Ol'tl ESPLO RANTI
' Pattuglie, squadre e plotoni esploranti.
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Vi è mai capitalo di ricevere ad imprcsti to da quale.be persona di vostra conoscenza un grosso volume di giornali illustrati? ~el caso affermativo dovete ricordare che da principio la mole istessa del lavoro vi indusse ad una rapida scorsa e successivamente a più riprese la vostra o::;servazio·ne dalle incisioni più salienti per bellezza di figure ed importanza di so ggeuo sì portò alle altre che in SLtl princi pio eranvi sfugg ite. E ad ogni nuova scorsa vi accorgeste che qualche cosa di pregievole riman eva pur sempre, da vedere. Fu appunto questa amorevole investigazione applicata alla ricerca dei tesori della nostra favella che fece rispondere (a ~hi lo interrogava che cos,1 studiasse ad ottanta sei anni) a Francesco Maria Zanotti: « La mia lingua chè non la .so ancor bene! » Per il militare studiow il libro, così esplorato , commentato e sminuzzato, dell'ulti ma guerra franco-germanica, offre un campo inesauri bilmente feco ndo di nuove ricerche come la propria lingua al filo logo. Dalle principali linee eh& colpiscono per la grandiosità degli effetti e ·che fo rniron o il substrato dei precetti della moderna grande tattica, il lettore, prendendo a dri tta e a manca per i vari rami dell'arte ch e i Prussiani svilupparono durante la loro immortale campagna, si accorge con crescente ammirazione della perfetta armonia di strnttura e di movimento che esisteva nel! ' enorme macchinismo del l'esercito invasore, dai motori intelligenti del comando supremo agli in lìmi ingranaggi di esecuzione. Una virtìt basica sembra dunque aver ispirato i concetti , i pre parativi e l'esecuzione, un pregio ch e dovrebbe precedere tutte le grandi azio ni umane: « La seri età del lìn e e la l'erma volontà di raggiungerlo . »
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. :\1eotre, pur troppo, altri popol i; di\·ersi per indole e per carat· tere, ci fecero assistere al desol ante spettacolo degl i isterismi collettivi , che conduéono dagli esagerati tripudi per una scaramucc.ia vittoriosa agli scoramenti nefasti pel pri mo intoppo che presenti ; . un'impresa, in questa campagna vediamo un obbiellivo, unico. che si vuole raggiu ngere cou grande energia di proponimento. E il comando supremo tedesco conduce la guerra, la studia e 1·a analizza più con la fredda investigazione del med ico, dello scienziato che con la volub ile ispirazione dell'arti sta. Due circostanze ci impressionarono fra. lflnle altre, nella lettura degli imponenti volumi di fonte tedesca relatiri a quel glorio,,o periodo dell'arte militare contemporanea . • Mentre De Failly compendiava il faci le succe.sso di Mentana contro pochi man ipoli di garibaldini irregolari nella frase tristamente celebre: « Gli cha.ssepots fecero meraviglie! » che con trapp1osto eloquente offrono le numerose pubblicazioni che i piìt egre~i autori tedeschi divulgavano nel pubblico militare del loro paese circa la splendida campagna iu Boemia del 11866 . Nessuna am pollosilil, nessuna volata di liri smo, nocivo Lai~ voi La, superfluo sempre, a fatt i compi uti ! Si fec~ bene, ma si p&teva operare molto meglio dissero in coro i Tedeschi . La cavalleria e l'artiglieria pre::;tarono scarso concorso all'azione della fanteria . Si studino a fo ndo i dife lti ed i bisogni delle armi sovradette, si provveda a sostituire il material e ed al miglioramento -0el personale. Tuili conoscono la splendida parte presa quattro anni dopo dalle due armi nominate ai trionfi del -1870 . La grand iosa avanscoperta della cavalleri a tedesca costituirit leggenda presso i futuri st.udiosi di scienza militare ; L'art iglieria prussiana im piegata a masse for::nò l'ossatura degli ordini di battaglia nelle epiche giornate di Metz e di Séclan che rovesciarono il secondo impero napoleonico. · E quando Parigi , la moderna Babilonia, stretta in un cerchio di ferro e di fu oco, as,isLeva tra le proprie mura all'orrendo spett.acolo della guerra civile, mentre le Tuileries in fiamme ri evocavano gli incendi di llio e di Cartagine, che facevano i Prussiani sotto a' cui occh i si svolgeva l'esodo raccapricc iante della
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resi~Lenza avversn ria ~ Non cantavano giit sulla cetra come ~erone, ma provavano e studiava no i gro~s i cannoni francesi caduli in loro possesso coll'occ11p,11,ione dei forti e~tern i òelln. capila le ·nem ica . Data una simile se rieLà di criteri, come volete meravigliare· se tntto procedette co n iscrn polositll cronometrica? Co n le migli aia di I.reni al giorno, che una meravigl iosa prev irlenza. di orari, di tabell e, di iLinerarì proJ·ettava io tulle le direzioni , criunrrern n tulio a tutti, dall a lon tana Pomera nia fino nell e Lt·incee sotto Pai-igi. E mentre altrove spesso ma ncò il pane e Lnlvolta la munizione, le vari e intendenze 1edesche si facevano un ponlo cli onore che ·a nessun combatlentf) gi ungesse in ritardo il sigaro oò if t,1hacco per la pipa. E così ~i Yinse ! ~
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* ., Xella òescrizion e del successi,o svolger~i delroffensiva pru ss iana, attrn ver ~o le principali battaglie de!J a guerra memoranda, colpisce slrnol'dinariamente l' iniziativa dei sotto capi e dei comandanti tulli ed il beninteso spiriLO di cameratismo co l qual e i vat'i reparti del la medes ima armn e le vnrie armi tra di loro si appoggiano scambievolmente, onde concorrere nel miglior modo possibile al consegnimen to concreto dei co ncetti del comando supremo. Addì Lf. flgos to 1870 è la brigata von der Goltz che, attaccn ndo spon t,rneamen te a Bornv iI retroe:uardo francese viene app'oa11iata l"l~ dalla propria divisione e quindi da l'iotiero corpo d'armata . 11 16 a Mars-la-Tour è la brigala vo 11 Breclow che si immola per di simpegnare la propria fa nteria, svolgen do qnel l'azione glorios,1 cui fu dato il nome di : Cavalcata della morte . TI "8°· l'artigli eria del ll I corpo sul campo cl i 1rrnvel olLn si sacrifica onde proteggere lo schieramento clei batt:iglioni retro::;tanl i. E le com pagnie disLese in c.,Hena nei luppoleti che, sostenendo;;i reciprocamente coi fu oc hi accelerati, distruggono i magni rìci conizzieri di Mar.-Mah on a Reichshoffe n '> E le gran guardie Ledei-che intorno a )Ietz ed a Parigi che, con sorprendente rapidi lit di concentramento! _sempre risul tano 1
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CA CClA TO l1 1 ES PLOR ANTI
CAOClATORI BSPLOH A ~ 'l'l
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pr,mte a rintuzzare, riun endosi nel µu nto decisi, o, tentativi di sortita dei France:;i ,) te g,.and i lezioni di ,Jeua e di AllersLaedt. con••innle ad un la' " vor0.,i nclef'esso cli ci nquanl'ann i di ri pnrazione, aveanodnoqne bene ~tempralo l'organismo militare germnnico ed esso non V(;n ne meno alle aspellalive nei giorni solenni dell a prova . È precisanrnnte un lavoro i<l entico che le gra ndi potenze dell'Europa intrapresero in seguito alle clamoro ·e catastrofì sofferte io qu ei luoghi memorand i che rnrono Sad('" a por l' Austria, Sédan per la Francia, )1 lewna per la Hussia. Pur troppo non isfuggimmo nll I sorte comune e dobbiamo molto al ricordo scottante di Lis~a il magnifico sviluppo ragginnto in oggi da lla nostra. marina da guerra. È, d1mq1tc la coesione pl'gno di efficaci s/or:i e ,ti duoriosi efletti. E l'o~senatore im parziale non deve, ab bn rbagliato dalla bont à; dçl ris1i!1a10, prodigai·e le lodi al \'inci tore non riserbando il giusto. elogio a ciò che di buono fu operalo daì vin ti . L'arLiglieria austriaca e le division i cl i cavall eria. di riserva nell a giornala di Sado\, a. pro lessero col proprio sacrirìcio la lumultuosa riti rata dell'esercito yerso i ponti dell'Elba. I cacciatori d'Afr iea del marchese di Gall ifct caricando disperatamen le e solo per l'on ore nel vnllone di Floiog, slrn ppano al vecchio Gugl iel mo il sincero grid'> dell'ammirazione eroic11: 0/t les bral)es gens ! Le bntleri e del corpo ùi operazione ad Abba. Gari ma mostrano con il loro stoico sacrifÌcio, con il sereno eroismo, come il camèratismo e la soliclarietit abb iano salde radici nell'eserci t9 ital iano. Partendo dal concello generale che tutti i rami dello scibile mili1are sieno cospiranti al medesimo scopo e che tnlli dobbiamo lavor-are al co nsegui'rnento del fine comu ne, incombe a tnlti' egualmente di approfon dire ana liticamente la conosccnz·1 dell a propria speciali là•, cbè allrimenti correremmo rischio. rimanendo nell 'astratto delle viete fo rmule . di dornrci dichiar., re praticamen te insu(licienti nel campo della reale applicazi one di esse. Questa pr0fe.,sione d i fede ci pareva ind ispe:1sabile do1 ersi premettere onde non inco rrere nella tacci;1 di eioi5li che nulla
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CACC!A'l'OR I ESPLORANTI
CA_CCIATO lll ESPLOR ANTI '
veggono al di fuori del prqprio lo organìco e che rion. :,anno subordinarlo al mondo esterno. Fra le principalì esigenze che la condolla degli .eserciti presentò in tutte le epoche, una atLirò semprn lo studio e l'alleozione _ dei grandi capJtani: fL s&1·1;izio di esplora zione. Di esso, per ciò che ha riguardo al !argo raggio delh avanscoperta strategica, la Rivista si occupò con molto interesse, accogliendo numerosi e pregievoli artico lì su l!' argomento fl brevi intervalli. tu porte che ha dunqne tratto alla esplorazione cli cavalleria non verrà .da noi svi luppata nel presente artico lo chè non è di nos tra diretta competenza sminuzzarla . Nè vorremmo, per quant,o ha attinenza con la esplorazione tattica, ricalcare la via seguita da altri ed offrire al lettore de lle steri li rifritture che nessun utile apporterebbe il rìevocare. Sono le nostre person~Ii osservaziopi fatte sui luoghi medesimi ove gli inconven ien ti si ver ificarono che ci spiusero ad ester,nare le no:;tre sincere preoccupflzioni, epperò esporremo lealmente ed alla buona : Liberi sensi
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semplici parole. 'I-
** Ci sembra altresi , che dopo tan ti elogi prodigati alle virtù forest iere, non si possa incorrere nella taccia di. soverchio chawvinirnie, accennando a tante urave persone ed a tante belle opeÌ'e che costituiscono retaggio del nostro patrimonio militare. Epperò ricordando con gratitudinè' reverente le belle pubblicazioni speculaiive del ·Ricci e del Marselli e di tanti altri egregi , per· mettete che ~ccenni di volo a la libretta di felice memoria cli Pianell, a quella: ~pecie di Re dei cnochi che bisognava sapere a menodito per non essere alla propria rnlta cur,inati. Voglio parlare di quelle: Norme sull'ammaestramento tattico 2he pubblicate poco dopo il colossale duello franco-germanico ebbero l'onore di un pie~ bliscito di lodi dal .Pubblico militare sia in Italia che all'estero. Quel I ibro fu un passo da gigante ne,I periodo cosi fecondo di progress i per l'esercito dell a nuova Italia, che va dal '1810 al 18ì8. Infatti in detto lasso di tempo due ministri· di prim'ordine,
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Ricotti e Mezzaca po, davano vìgoroso impulso alle nostre istitn:iioni militari; riarmando la fanter ia e l' aniglieria secondo le ,nuo1'e es igenze, creando gli alpini , ringiovanendo i quadri, ritoc-: -cando la forn1azione di guer'ra, la mob ilitnzione, la .difesa dello 'Stato. Di simile feconda Oijerosili1 avei,no del resto giii. porto nobile esempio Lt Marmora colla riorganizzazione del!' esercito ,piemontese dopo Ncivar.1, e Fanti colla fusione dei val'i contin· genti dopo il 1860. . Ma tulli questi illustl'i , dopo di essere stnli elementi di progresso, .avrebbero avnto torti) all a lor vo lta, ore avessero preLeso che la loro opera, col tempo, non aves~e dovuto venir ri1occat,1, miglio,rata e (inalmenle sostituitn. La ca.ducilil è carattere essenziale -0elle umane istituzioni : Passan le g·Iorie - fiamme di cimiteri Come scenar1 ve.echi.- crollan regni ed imperi. (CARDUCCI) .
· Per non divagare soggiung iamo che le: Norme .rnll' amniae·.$bramento tattico, eccellen1i nel 118i2, [urono ricouosciut e in sufficien tì nel 1890, perch è non più interamente ali' alteua delle -e.resci ute esigenze, epperò un nuovo regolamento vide la Iuce, ,il quale a sua v<Ji la dovrà inesorab ilmente tramontare. Già in altro lavoro ·ci occorse fa r rilevare, come Russia e .Francia memori dei dis,1strnsi incidenti di cui furono viaime al·Cnni loro ref(gi men ti nelle· passate guerre a ca nsa c1 i inefficace ~splorazione del campo di battaglia , avessero rivolto t1;1 tta la loro attenzion e allo :;tudio di un ramo così importante del serv izio fo gnerra . . Accennammo alla istituzion e di speciali reparti deui in Francia: Éclairenrs d i i terrain ed in Russia: Cacd atori esploranti. Questi gruppi reclulatì con rigorosi criteri fra i so ldati più adatti delle compagnie di fanteri a, sono destinati al rnmpito delicato, faLi cow ·ed importan1.ìssimo dell'esplorazione vicina del campo di battaglia. E $Ì comprende subilo ne va!grt la pena per poco che si rie'VOchino le orrende c,,rnefici ue cui diede luogo la poca diligenza i1ella perlustf'lt;,,ione del terreno di com battimento in alcune fra le più importanti. batt:i gli e. del secolo. !00 -
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. Nel ,t807 ad Eylau, i corazzieri di ,Latour-J\iaubom:g; caricando, i quadrati nemici, giungono·, sotto una fìtta gragnuola di proiettili~ ad un centinaio di metri ,lalle linee rnsse . Un largo e profondo corso d'acqua li _separa però dall'avversario, ed essi, che nor} /;e ne sono accorli in tempo, dehbono in colonna per quat.troatlraversare un ponte di legno, unico passaggio obbligato che metta capo all'altra sponda. L'operazione svolta a distanza cosi piccola e sotto il fuoco efficacissimo della. fanteria· rnssa costa ai corazzieri la melit del loro efTettivo È troppo noto l'episodio della strada incassata nella quale· precipitò e restò frantumata una intera brigata di quei ìnagn ifìci . cornzzieri che il Ney condttceva a Waterloo sugli eroici battaglioni del Duca di Wellington. Victor Hugo ne ha ratto tema di uno dei più bei capitoli nei Jfiserabili. Nella s:i niruinosa baLtaglia di Wtirth, addì 6 a(Yosto 11870 i· co razzieri di Mac-Mahon si immolano eroicamente per disimpegnare la divisione Lartigue vivamente inc,1lzata dall' XI corpo prussian o. Quegli splendidi squadroni sono distrutti senza raggiungere che pnrzialmenle lo scopo del loro sacrifizio. Jn gra-n parte questo, risultato negativo devesi ascrivere all a calma ecceziona le della fanteria prussiana, ali' eflìcaci:i del fuoco accelerato delle armi, a retrocarica, al terreno rotto ed intersecato da ostacoli multiformir ma.' sopra ogni cosa al poco discernimento con cui si caricò a . fondo senza badare prima alla migliore via da seguire, per cu i gli squadroni cacciatisi alla cieca in Morsbronn, dovettero ri passare varie volte sollo il fnoco dei Prussi:ini, che appostali opportunamente nelle case, nei fossi, dietro gli argini; scaricavano le· loro armi quasi a bruciapelo su quegii ammirevol i cava lieri. Ed il 5° corazzieri (colonnello Conteson) al combau.imento di Mouzon subì una sorte quas i identica, una specie di ripetizione della catastrofe di Waterloo. Avendo trascurato di farsi precedere da alcuni cavalieri a distanza conven iente, l'intero reggimento lanciato alh carica precipitò in un fosso largo ed imprevisto. I battaglioni tedeschi approfittarono del momento critico che attraversava quello sventurato reggimento, per atterrargli la melà <lel suo eITettivo. .....
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C/\CClATORl E SPLOR.~ NTI
CACCfATORI ES1'L0R,IN'T!
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A questi esempi cento altri riu~cirebbe tacile aggiungere ci· · tando per contrapposto tanti epL,odi in cui fu la f1n teria a sua volta sorpresa dalla cavalleria. p limiteremo: al panico che si it!,lpadronì (addì 24 giugno ,1866 ad Oliosi) del là bri~nta Forlì quando , marciando in colonna · per quattro. fu imprnvvis~menle 'scompaginai.a da quell 'attacco sp lendidamente opportuno dello squadrone di ulani condono dal capitano Bechtoldsheim, i.I qnale si precipitò sulla colonna come 1.1,n 11ragano l
Come corollario, al quale volevamo gi ungere si presta dunque. la necessità per hi cavalleria indipenden te, come per quella incaricata dell'esplorazione lattica innan1.i a reparti compost.i delle tre armi, di farsi precedere da. gru·ppi di esploratori che, proiettati in tutte le direzioni, riferiscano solleeit.amen te circa la transitare il grosso . Percorribilitit della zona per la quale dovrit poi della propria colonna. :Nfa se in Francia, in Russia, in Germania, l'_esplorazione tattico, a causa del!' aspetto generale del paese, .quasi dappertutto pianeggiante, impone e permette un largo e quasi esclusivo impiego d~ll'arrna di cavr. lleria PfH" questo imporLantissimo mandato, variano di molto le circostanza nei terreni nostri, il cui carattere è sp\ccatnmente di essere rotti, intersecati da .ost:icoli di ogni natura, coperti frequentemente da vegeta1.ione lìtta. Si indovinà no · quindi le difficoltà enormi che la nostra cavalleria incontra nel disimpegno <lei suo delicatissimo incarico. Esse sono di ' due specie, cioè: 1° Diffìcolttt di movimento; ed a queste si cercò parzialmente di porre riparo, curando con molta diligenza l'addestramento del cavaliere e fornendo i reggimenti di cavalli sard i e maremmani; molto atti a cavarsi d' impaccio in ogni sorta. di terreno, sobrii, resi$tenti alle fatidie, poco scnsi"bili alle intemperie; 2·· Ma rimanebbe. pur sempre i conti da fare con le difficoltà 'VÌsÌP1\ e francamente qui .non appare altrettanto chiaro il ri;nedio. Il terreno presentandos i in molti cas i inaccessibilfl verso le creste, coperto sui fianch i dell e alture da vegetazione intricata, rende imposs ibile lo scorgere a distnnza, anche se il· luogo di osservazione domina il terreno circostante. Conseguenze? ~
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CACCIA TO RI ESPLORANTI
OACCl A'f,)Rl ·lsSPLOllA NTI
Nelle manovre iille quali p,1rtecipammo col V corpo d'armnla, le cui fazioni si svolsero sem pre in monwg,rn_, la cav:d leria non si potè dipartire da lle strade. Epperò essa si limitò ad ann unci,1re la cava lleria avvers:u ia, a cari carla, a dare delle notizie di ordine secondario, ma non po tè mili opportu namente preavvisare degli spostamenti e delle intenzioni delle grosse co lon11e nemiche, le quali, .abbandonate le r0tabili. avevano prese> a dritta ed a manca _nei campi e poscia filavano per le creste. Ch e dobb iamo concl uderne ·? Date le condir.ioni non· troppo liete dei nostri bilanci , lé quali non ci permettono di mantenere una caval leria proporzional mente numerosa in confron to dei polenti nostri vicini; Considerato, che la speciale conform6zione dei nostri terreni , li mita forzat amente il campo dell'esplorazione di ·cavalleria alle zone pianeggianti od al fon do delle valli ; Emerge l' importanza che un altro elemento sviluppandosi potentemente venga a colmare la peri gliosa lacuna, che un deficienle servizio di esp lorazione del campo di bauaglia. anecherebbe alla direzione delle operazi oni , nel giorno dell a pro va. E, vislo d1e le ,dil1ìco lta all'azione della cavalleria vengono appunto dal terreno, sorge spontanea l'ispirazione di provare se essa farii. viso più benigno all' arma che ne è invece l'alleata n:-ttnral e : Alla {ant1irùi.
<< È evidente, o,;corre spedire una pattuglia a battere C [uel boschetto . , « P13ccato che sia di guaròia al campo il sergente X. Lui sì che se la caverebbe e~regiamente. « Il capora.l maggiore Y è comandato di cucina. Non rimane che il lai dei tali. « .Sti;1 rn freschi l Chi ;;a se indovinerà la strada e se sa prà for · nirci qualche notizi a ntile. « È molto se ritorno. >J E dopo un lun go tergiversare si spedi:;ce il rnode,sto drappell o con la medesima trep idazione con cui si arrisch ierebbe una grossa pun tata snJ· tappeto v_erde. È dunque bene dire la verità e tntta la. verità senza reticenze: Un lnwn comandante di.patt1iglia è addirittnra una r arità. Oi ch i la colpct'? Di nessuno in particolar modo, ma di una serie cli qu~slioni insolute e di piccole neglige nze che si sogliono integrare nel generico . comples:;ivo, e sopratutto comodissimo, ap· pel lativo di sistem:1. Gli è che con le cresciute esigenze di istr uzioni dovute al nuovo modo di combattere in cui tanto :;i esige daila iniziativa -individuale, agli · effetti delle nuove armi perfezion ate ed altri consimil i mo tivi, è cliveuuto molto più· ditrì ci le per lé truppe il perfetto disimpegno di così svariàte mans ioni. Non è possibile pretendere di voler riscontrnre in modo sp ie- cato in tut.ti gli individui chiam:-i ti alle armi tu tte le qualitit che si richiedono oggi in un buon soldato di fanteria. . E d'altro crrnto le pottugJi e per funzionare utilmente hanno bisogno di ess-ere costitn ite di oli.imi elementi dai qual i i non valori sieno stati inesorabilmente eli minati. Come procederemo alla loro composizione ? Ecco il riodo della questione. Si ripete il solito caso che la prima. condizione per ottenere un buon arrosto di lepre è di avere la lepre. .Non Lotti i soldat.i che se la r:avano abbastanza bene nelle righe. sonQ adatti ad essere co.nvenientemente utilizzati nel servizio di pattuglia. Necess ita nll'uopo una riun ione di speciali doti fi siche ed intellettual i che difficilmente si riscontrano nel medesimo indi viduo.
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• ** Pattuglie esploranti. - Avete mai assistilo alla breve ma ca· ratteristica discussione che precede in una compagnia di fanter ia la partenza di una pattuglia di combatlimen to duran te una manona? Permetteteci di riassumerla. Immaginate di vedere la compctgnia sulla velta di un poggio, o nel fi tto cl i un bosco, o ali' al tezza di qÌ,rnlche crocicchio di strade di campagnn. , Un piccolo consiglio di guerra ha luogo fra il capitano ed i suoi subalt~rni : (< lfoognerebbe sapere che cosa c'è al di là di quel cocuzzolo ! « Certo, ma il nemico potrebbe, marciando coperlo , gira rci anche per la destra.
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C ,\CCIATORI E~PLO R.AN'l'I
Uno dei tanti meriti che si attribuiscono a Napoleon e I , si è quello di avere bene studiate e conosciute le svariate attitudini dei suoi principali dipendenti, sì che, assegnando a ognun d'essi l'incarico il più armonizzan te colle ri~petLive qnalità personali, otlenne il massimo rendimento dai loro servigi. Ebbene occorre ?he ogni capitano sia un po' Napoleone nella. propria compagnia. ' Ponendo il ~uo' colpo d'occhio. esercitato ed il suo io tuito al seni gio di una diligente osservazione, di un costante esan~e dei propri uomini, dovrà egli stesso snidare tra le righe della compagnia quegli elementi allo. stato nativo che una accurata ed appassionata istruzione trasformerà in buon i cacciatori ·esplorant'i, denominazione che impiegheremo fino a tanto chè altri non la sostituisca vantaggfosamente. Quali sono i caratteristici contrassegni , quali gli indizi più promettenti da cui si possa argomentare es.istere più in Tizio che in Cajo la stoffa del c;:icciatore esplorante·? Abbiamo inizialmente accennato ai requisiti fisici. Un temperamento robusto, m·olta resistenza alle marce, a~ìlità:•,ginnaslic:i, abilità nel tiro, buona vista; sono tutte qualità indispensabi li per essere di~hiarati idonei al servizio di pattuglia. Ma non ci sembrano quesl.i criterii generici arra sufficiente di buona scelta e, dal momento che gli esempi convincono megli.o degli aridi ragionamenti, riassumeremo brevemente il frullo della esperienza . di un illustre generale e di uu grande viàggiatore. Il gener,ile l'rzewalskij, antico allievo d11ll'Accademia mili tare di Pietroburgo è molto noto i~. Ru'ssift per le sue ardire' esplorazioni nella Mongolia e nel Thibet. Prima di pari.ire per la sua ultima spedizione di Mongolia, furono presentati a codesto generale cen to uomini presi dai reggimenti della prima div-is ione di granatieri. Che cosa fece il generale? Cominciò subito coll 'eliminare tutti coloro che erano stati allevati e cresciuti nelle città o nei loro immediati dintorni , poi tutti quelli del governo di Mosca, dove la popolazione è molto densa. Rimasero. dunq·ue soltanto quel.li dei villaggi.
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I<' ra · questi ultimi, egli . scartò ancora tutti coloro che eserci tavano delle professioni del genere di cuoco, di cocchi ere ecc., nonchè tutti gl i artigiani. Nel già ristretto numero che restavano, egli scelse gli abitanti delle locril ità le più remote e le più selvagge. fo questo manipolo, e mercè un"ultima selezione, rgli reclutò i più robusti, i più scelti ed i migliori tiratori. li naenerale non volle s0Lti111ìciali , affinchè i 'ga lloni rimanessero • ,conìe uno stimolo e come una ricompensn nel caso di buona riuscita d~lla spedizione. . Con circa quattrocento tra grarrntieri e cosacchi del B;i1kal, va,gliati alla ~tregua dell'identico procedimento, egli si inoltrò per ,contrade sino allora sconosciu te. Una volta spedì uno dei suoi cosacchi alla ricerca di un passaggio nelle montagne del Thibet. Dopo alcuni giorni di assenza, .allorcbè lo si credeva di già morto o scomparso, il cosacco ritornò, fece il suo bravo rapporto ed indicò al generale un passo per cui transitò tutta la spedizione. Il generale Przewalskij afferma che egli andò debitore del buon .esito alla scelta giudiziosa che egli fece de'·suoi uomini , e che tutti coloro che lo accompagnavano, dall'ufficiale ali' ultimo co:sacco , resero servigi inestimabili alla spedizione. L'esempio ci talo è troppo eloquente per non additarci il metodo che dovremo seguire alla nostra volta nèlla scelta dei . cac~iatori esploranti. Un buon operaio, provvisto di uoa certa istruzione elementare, diverrà un eccellente caporale od un bnon contabile, ma non ,sarà che un mediocre esplora tore. Conviene accordare la preferenza ·nella scelta, agli ab itanti delle -campagne Sarà utile e IJratico accorgimento la fusione degli elementi i pii1. ·disparati: abitatori delle brughiere, delle località paludose, delle montagne e del Jiltorale marittimo, allo scopo di aver sempre sottomano de.rii uomini capaci di (ruidare le truppe attraverso i n ~ terreni i più svariati. In que:;ta guisa, le cognizioni speciali di ciascuno fin iranno per divenire familiari .a tutti. · li nostro sistema di reclutam.ento che, a base nazionale fonde nei reggimenti soldati appanenenti alle v,wie regioni, facilita di ·
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molto queste ricerche offrendo tutti i tipi sol'rnccennati nella medesima compagnia. I più adatti fra gli idonei sono evidentemente i cacciatori, gli spaccalegna, i pastori, i mulattieri ché di solito eccellono per acutezza di vista, per finezza di udito e per pratica nell'afferrare a volo il menomo indizio rivelatore di suoni ò di rumori, nonchè· di movimenti, sia in mont:igna. che in terreno insidioso. Siamo dunque d'accordo circa i requi siti basici, i criteri fondamentnl i che ci dovrebbero guidare nella scelta della materia prima. Come si procedertt al suo addestramen to ? Quali considerazioni ci serviranno di norma nel sno progressivo sviluppo?. Ci lusinghiamo èhe tutti convengano della opportunitiL di prescegliere tra i soldati che hanno le attitudini sòvraccennate coloro cui l'altezza del numero estratto impose l'ob bligo dei tre· anni-di servi.zio . Infatti l'istruzione speciale del cacciatore esplorante non pu& essere efficacemen te impartita à chi non ha ricevuto quella gè:... nernle de,I soldato di cui la prima è complemento. Durante il primo anno di servizio tutti attendono a rendersi provetti nelle varie istruzioni che debbono essere indistintamente impartite a tutti i soldati della compagnia. I cacciatori esploranti si recluterebbero qu indi f'ra soldali che· debbono staro tre anni sollo le armi e che contino lli già un anno 1i servizio, oppure (dandosi il caso del la chiamata ìn primavera) abbiano già preso parte alle manovre di• campn!lna nei I'> rangh i della compagnia. Appena congedata la classe si darebbe principio alla speciale istruzione dei cacciatori esploranti la qna{e doYrebbe aver lnogo· possibilmente trn volte alla settimana con le norme che accenneremo. Qui si affaccia una domanda: Dovrà l'istruzione farsi per reggimento, per battaglione, o per compagn ia '? ' Per poco si rifletta che rari sono i reggimenti di fanteria che· abbiano i tre ballaglioni riuniti alla sede, si comprende che il primo sistema darebbe luogo ali' inconveniente di privare moltecompagnie di un nucleo non indifferente di b:ioni elementi per-
· CACCIAT0IU .ESPLOR,INTl
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un periodo ubbasLanza lungo con grave danno del servizio . Epperò lo si dovrebbe scartare. Per compagnia poi non esitiamo a àichiurare che ci sémbrerebbe impossibile. Il capitano e gli ufficiali della com~agnia soM impossibilitati a far fronte, anche attualmente, nel modo il più soddisfacente alle · molteplici e mutabi li esigenze del seniz i?· I quadri incompleti di aradnati di truppa non possono poi che imperfettamente coa" per deficenza di numero e spessissime . diuvarli volte di qualità. E in tutte le compagnie manca la bellezza di uno o due subalterni ! Si rifletta inol tre cbe la compagnra, secondo gli attuali regolamenti, ha per di più il pensiero di dover formare da sè stessa i propri capc)rali, mentre per -lo passato questi le giungevano dalla comoda fucina reggimentale del plotone all ievi istruttori « du bon vieux tem p:, >>. Dunque escludendosi a priori le due -cennate soluzioni, emerge la convenienza che l'istruzione sia fatta per battaglione. ,Un ufficiale per battaglione sarebbe incaricato, in questo pe· riodo di for.:;-a·· minima, delì' istruzione e dell'addestramento dei cacciatori esplol'anlì. r I soldati scelti per questa importantissima .suecialità del ser· -vizio in guerra verrebbero, dopo compiuto il corso con esito felice, nomin.ali : cacciatori esploranti. Non ci b:1loceheremo per indicare quale contrassegno li dovrebbe far subito riconoscere fra gli altri mili tari della compagnia. Diremo so lamente che il distintivo ci starebbe bene onde appag;ffe il legittimo amor proprio del soldato ed un modesto soprassoldo dì cinque centesinii giornalieri per compenso delht magg ior fatica non guasterebbe. Partendo dal principio che li!, comv1gnia di fanteria in pace è formata sn due plotoni occorrerebbero due pattuglie espìoranti permanentemente costitu ite in ciascuna compa gnia, acciò ogni com:indant~ di plotone, anche in servizi speciali , abb ia la propria pattuglia SLL cui fare assegnamento. Le compagnie risponderebbero a queste esigenze proponendo ogni anno quattro soldati per il plotone cacciatori 1:sploranti clel battag Lione.
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UAC<.:IA TORI ESPLORANTI
Qnest'ultimo diverrebbe quindi un piccolo centro 11i istruzion e il quale, lungi dal costituire uoa causa di depauperamento per ·gli scarsi effettivi delle compagnie riceverebbe la tnateria greggin e restituirebbe in camb io prodotti di pri m'ordine . Il gru ppo dei cacciatori esploranti non sarebbe nella compagnia ur: riparto privilegiato che cerchi di sfuggire alla .sorte comune. Al contrario formerebbe il manipolo dei triari, costituito dagli uomini di fid ucia del capitano , il quale sn.rebbe certo di poter fare assegnamento sull'opera loro in tulle le svariate vicende del comballimento. Co n i due contingenti annuali proposti, ogn i compagnia verrebbe ad avere otlo cacciatori e3ploranti, divis i in dn e pattuglie, ciascuna comandata da un capornle. Quale criterio dovrit guidarc i nella nominn. dei caporali comanqan ti le pattuglie? Ci sembra naturale che e.,si debbano essere tratti appunto dai carciatori esploranti, imitando l'operato d'el generale Przewal~kij il quale non ebbe che da lodarsi del metodo seguito , giudicandolo, come egl i fe ce, dai risultati ottenuti. Se il cacciatore esplorante conven ientemente istruito ed addestrato, 1·appresenla l,1 semplice cellula, il primo elemento costituti ro del nostro sistema di ava nscoperta , le pattuglie intelligentemente comandate s:i rebbero gli organi sens ibil issimi incaricati <li trasmettere tutte quelle notizie che potessero interessare il comando del riparto da cui vennero spiccate. · (Contimw) .
CONTRIBUTO ALLA SIEROTERAPIA CONTRO LA PLEURO-POLMONITE EQUINA ~
Continuazione e fine. -
Vedi dispensa. Xl'!
Dai riporta ti dati bibliograOci, risulterebbe abbastanza accert ala fazione immunizzante dello siE\l'O di cavalli guariti dall' influenza n. forma toracica (pleuro-polmonite contagiosa), e per quanto siano pochi i casi curati, anche l'azione curatrva avrebbe avuto la sna sanzfone. L'incertezza dei risultati in qualche esperimento, la si dovette eertamente all'aver adoperato il siero di cavalli guariti da troppo lunga data, sapendosi esperimentalmente , quanto rapidamente si abbassi la curva del potere antitossico del sangue dopo la vaccinazione, che si pnò ritenere annloga alla infezione n~turale. Anzi in quest'ultima l'abbassamento della curva del potere del sangue deve avvenire più considerevolmente, inquantoch~ non si tratta in questo caso di un virus cosi ri nfo rzato ed a do si c0sì alte come quelle iniet· tate nella vaccinazione artificiale. Si sa infatLi, che gli stessi cavalli resi immuni al tetano ed alla difterite, hanno bisogno di essere ogni tanto inietto.ti con colture virulente, per mantenere ad un grado elevato la po1.enza immuniz zante del loro siero,. che col. tempo si indebolisce naturalment e e progressivamente. Oltre la data antica dello siero adoperato, deve pure aver inO uito la ommessa selezione dei c.wn ll i stati ammalati ; è d'altronde notorio che lo siero ha tanta maggiore effi cacia in quanto provenga da animali avent i superata la forma più gra~e· della infezione, per 0
Gurno ~favo ~1e11u nel 26" regg. fanteria.
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00:s'T!tIBU'l'O ALLA SIEROTERAPIA
CONTRO LA Pl,EURO POL)IONITE RQOlNA
cui e evidente che una scelta dei soggetti da salas·saré si impone per non andare incontro ad insuccessi, che non spiegali , potrebbero infirmare l'ellicacia dell'azione immunizzante e curativa, dello siero di animali guariti di malattie infettive, efficacia oramai me~sa fuori di discussione da innumerevoli conferme.
focisione dei lt1gurnenti, la quale \'eniva poi chiusa allo stesso modo tli un sa las:so ordinari o. Tratto l'ago·cnnnula dalla pro1'etla, si infigge nella vena ed al primo comparire del getto sanguigno si introduce l'estremo di vetro nella boLLiglia di Erlenmeyer, all ontanando il tappo· di ovatta e rimettendolo tosto quando il tj1bo è inlrodo Llo . Si estraeva circa li, li tri di sangue a ciascun c::ivallo, ed il giorno successivo si adoperava il siero separatosi, i I qua le veni vn aspi ratG mediante pipelle ~raduate. t'apparecchio per iniettare questo siero, si componeva di un p.,1lòne della capacità di circa :200 centimetri cubi, chiuso solidamente :a vite da un tappo di gomma a_dne for i ; per uno entrava un tubo di vetro ad angolo, il quale tubo raggiungeva quasi il fondo del recipiente, ed este,rnamente si continuava con un tubo di gomma por· tante all'es[remi ti', un ago -cannula Pravaz, di mediocre grandezza. L'altro foro portava un corto tubo curvo di vetro, prolungantesi ·esternamente con tubo di gomma, terminante in una pera di gomma .a pompa, per mezzo della qua.le si aumentava la pressione nel rnvo dell a bottiglia. (Non ho sentito il bisogno di rico'rrere a pruce~si spec,iali per ottenere il siero; process i che sono stati messi in pratica na all.ri che hanno eseguilo queste ste.,se esperienze. Vedi processo di Ebertz riferito nei dati bibliografici).
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** Ottenu ta l'autorizzazione ministeria le di provare la sieroterapia sui cavalli ricoverati ali' infermerin, scelsi per ottenere il siero occonente, quei cavali i che avevano superato la malattia da circa un mese e che avevano preiientalo la forma più grave. Tecnica , - Gli strumenti per la pre.5a del sangue sono semplicissimi : '1° Un ago-cannula (I) piuttosto grosso, leggermente ricurvo, messo in continuazione con un tubo .di gomma terminato da Lm tuho di vetro : il tutto della lunghezza di circa .rn centimetri; 2° Alcuni matracci conici di Erlenmeyer tiell a capacita eh un li tro . Questi strumenti erano debitamente sterilizzati, coll'esposizione al vapore d'acqua bollente, la prima volta per un'ora , la seconda volta (a distanza cli più or~ dalla prima) per mezz'ora, cioè colla s~erilizzazione discontinua . Le bottiglie di Erlenmeyer subirono questa sterilizzazione semplicemente chiu se da un tappo di ovatta; il tubo di gomma veniva immerso colle due estremiliL in due provette di vetro ch iuse da ovatta, in mòdo che una provetta ricevesse· l'estremo di vetrn e l'altra J'estrenìo portante !'.ago-cannula. Qnest'nltima provetta era piena di una soluzione di soda all'un per cento, a fine .di impedire l'arrugginimento dell'ago al contat.to del vapore bollente. Il san~ne venne tratto dalla gi ugulare previa disinfezione della parte (sublimato, alcoo l), e praticando sopra la yena una piccola
(I/ Quest'ago-cmmula. fl(Jll è che .la part, principale della cannula-nello tomo riel Bos,:hetti senza il rubinetto (confronta Maggi, Panna i89.5), la <111ale corrispoude perfettamente allo scopo <li fare ,i, meno dell e solite {ìarnme da salasso e di raccogliere asetticamente il san,gue nello stesso tem po che si fa il salasso.
Primi esperimenti a scopo terapeutico. ·11 giorno 23 dicembre si trovavano all'inl'ermeria, entrati uno quattro e l'altro cinqne giorni prima i cavalli Leopardn e Frnsccita,, i quali oltre Ri soliti sintomi genera li pre~e ntavano dati evi dentissim'i di essudato pleurico, piuttoslo abbondante, specialmente nel cavallo Levpm·do. La lemperntura era a to• C. in leopardo, e ft.Oe,3 C. in Frapcato; respirazioni Id nel primo, e 27 riella seconda; pulsazioni 81? nell'uno, e 70 nell'altra. fn tlmbedue i casi no1asi; coma, appoggjo della tesla sulla man' giatoia, anoressia assoluta.
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CONTllltlU·TO
ALLA SIEROTERAPIA
Il 23 dicembre alle ore 9 si iniellano '100 centimetri cub i di siero ipodermicamente a ciascuno. Alla sera nessun cambiamento notevole, sa!vo un leggero miglioi·amento nel numero de!le respirazioni. L'indoman i 24-, si nota un miglioramento nelle co_ndizioni generali, i due cavalli sono più svegliali, cercano di mangiare. La temperatura è a 39°,8 nel Le-opardo, mentre nella 'Frascata è ancora in aumento 40°,i.S ; però il nùmero degli atti respiratori ò d1 molto diminuito, 82 nel primo e 22 nella seconda. Si iniettano altri 100 centimetri cubi di :;iero, ipodennicamente per ciascuno. La Frascata si mantiene con febbre alt.a 40°,5; ~-0°,6 il 25 e 2H, nei quali giorni le si iniettarono in trachea soli 50 centimetri cubi di siero il 25, mancando ii 26 il siero. Il giorno 27 la temperatura si abbassa a 38° C., le respiraziont sono in numero di 20, e 6ff le pulsaz ioni ; si ripete l'iniezione in trachea di 50 centimetri cubi di siero. Occorre notare che anche nei giorni con febbre alla, la fisionom ia si manteneva abbastanza vivace e la caval la appetiva•pure qualche poco di biada, contrariamen(e a quanto avveniva prima delle iniezioni di si.ero. li giorno 28 la dispnea ricominciava ad aumentare, epperciò si provò l'iniezione endovenosa nella giugulare di 1100 centimetri cubi di siero inti epidito; si ebbe per risultato, nel l' indomani mattina, una sen5 ibile diminuzione nella dispnea. Si ripetette ancora il 29' l'iniezione i7iodermica di 100 centimetri cubi, ed il giorno 30 una iniez ione endovenosa di il lLri 50 centimetri cubi. La temperatura era. di poco sopra il norma.le, il versamento pl eurico molto diminuito, cosicchè si sr>spesero le iniezioni di siero e si continuò la cura col ioduro di potassio nelle bevande e coll'olio essenziale di tremen tina. .li Leopa.rdo, ii giorno 23 aveva. temperatura 39°,3 C. respirazioni 28; non gli si fece l'iniezione di siero essendovene solo una dose per la f?l'Ct.scata che in quel giorno si presentava in peggior~ wndizioni . li giorno 26 la temperatura scendeva a. 38°.2 C. e le re,;,pirazion i salivano a 3i al mattino e 36 alh sera. 1
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CONTRO LA PLlèU RO-PO U IO NIT !, EQU INA
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A que5tO punto, constatata l'abbondanza del vei:samento pleurico, si era perduta la spel'anza di un completo .riassorbimento. e · mi ero deciso ad operare la· toracentesi e la relati va disinJezione della cavitit toracica, già applicata in al tro caso con 1}bbastanza buoni risul tati: vedendo però ch e le cond izioni del malato non erano a,;solutamente allarmanti, specialmente per la comparsa e persistenza di un certo grado di appete~za, desistei dall 'idèa dell'operazione, anche nel precis,> in tento (li fa'r servirn questo caso, come indice dell'azione benefìca del siero, nel favori re il riassorbimento dell'essudato pleurico, quando non coesi stanvi complicazioni di· gangrena polmonare o pleurale. Si seguitarono quindi le 1niezioni di siero, i:>O centimel6 cubi intratracheali, il giorno 26 ed il giorno 27 ; il giorno 28 se ne fecero i50 centimetri cubi· ipodermii;amente, e 50 centimetri cubi. endovenose. La temperatura era ancora scesn. a 37,6 e le respirazioni si mantenevano a. 82 il mattino e 28 alla sera. ·L'ultima iniezione, di ,f 00 centim etri cubi ipodermica.m ente, si · {ece il giorno 29, quando la.. temperatura si manteneva a 3·J,8in media. e,, lo respirazioni erano 24 al mattino e 20 al la sera. Si ebbe da quel momento la soddi$l'azione di constatare giornalmente la diminuzione degli atti respiratorii, ciò che dinotava che ìl ri\lssorb imento dell'essud,tto procedeva progressivamen te, come d'alt1:onde si constatava anche coi dati plessimetrici e stetoscopici. L'aumento progressivo dell'appetito, serviva pure ad indicare l'andamento favorevole seguilo dalla malatti a, la quale si risolvette infatti in ambidue i casi completamente, senztt lasciare alcun.. postumo apprezzabile. ' No n si può negare in questi due ammidati , l'azione bene/i ca del siero i niet.lato, per'chè prima del!' adozione di questo mezzocurativo, in tutti i casi nei quali si constatò il versamento pleur ico pi uttosto abbondan te, si ebbe sempre inappetenza asso luta,. sebbene la febbre fosse in qualche caso poco rilevante, ed una. prbstrazione profonda ; ciò chEI non si verificò in questi due cas~ i qua li si mostrarono sempre abbnstanz.a sollevati e con di screto appetito. Dopo il 23 .dicembl'e, la sieroterapia venne. adoperata sopra tutti i cavalli che ca devano ammala ti di detta infezione, e che,
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CO NTR113UTO ALLA SJ ERl>TER,\PIA
presentavano una qualche gravità sia in iziale r:h e con $eCntiva; ed essendo già in decrescenza la epizoozi~ , fino al giorno I '2 gennaio . epoca nella quale venni trasferito al reggimento ::i rtiglieria d:t montagna, non entraron o più all'infermeria che i cava lli Mil ton , Marte, Madama, )'l enelao, Locusta, Grìdatrice, Lelia, Macchintn, Futuro, Ebbio, Eguale, Calvene, Alfonso, Fida, Fiorenw , Diso, Mida. , Nei primi ·di eci si esegu irono le ioie7.ion i di ·siero, sia ipodermiche, cl1e trllchoali ed endovenose, mentre negl i altri selle non vennero neppure in iziate, visto l'andamento benigno del ,ìecorso della m::i l,1 tti n. Questo, a di mostrare che si usò la sieroterapia, solo in qu ei casi nei qual i, i sintomi piuttosto allarmanti e la form a gra,·e mnoi fe.,tatasi, lasciavano temere esito infausto, ciò che coo ,·aliderebhe ancor pi i1 l'azione benefica del siero, per quanto si sia avnro un insuccesso, che credo prezzo dell 'opera descrivere del · ta~liatameote.
Caso seguito da morte. -
ANNO
XLII
RIVISTA MILITARE ...
ITAL'lAN A
11 r:aya JJ o ilfflrle, entralo ali' inl"er-
rneria il giorno 24 dicembre presenta i soliti sin tom i general i .:,on 40,8° C. di temperatura, 30 respirazioni e 70 pulsazioni. )ian ifestasi subi lo la forma pleuro-polmonare . Si fa la puntura esplorativa e si constata ver::;amento pl eul'ico . Si in iettano nel lo stesso giorno ipo(:ermicame1_1 te •l 00 centimetri cubi di siero . Il giorno dopo, temperatura 4-0,4, respirazioni 26 . pulsazioni 5t Altra iniezione ipodermica di ·100 centimetri cubi. li 3° giorno concliiioni quasi in11nntate, l'appeti to si mantiene buono. si spera nell a risolnzione. Si iniettano nella trachea 50 cen· timetri cubi di siero. 11 giorno 27 per quanto la tempera tnra foss e discesa a :39.8 pure le condizioni generali sono peµgiorale; si c'onslata un fort e innalzamen to nella linea dell'essudalo pleurico, le respirazioni sai · gono a 32 al malli no, eì alla sera gi nngooo a 36, . con 80 pulsazio ni , e 4,11° C. <li temperatur:1. . Si fa nno due iniezi on i di 50 centimetri cubi di siero ciascuna, una tracheale ed unn ipoderm ica. Il giorno 28, 29 e 30 si ripetono le iniezioni di -100 cent im etri cubi di siero .
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DISPENSA
XVII. -
1° SETTEMBRE 1897
o
RO MA VOGH E
RA
ENRICO
TIPOGRAPO·SO ITORB
CONTRO LA PLE URO-POLMONITE E Q,UINA
SOMl\rIARIO · DELLE M ATERIE CON Tl;: NUTE N E L LA PRESENTE DISPENSA
1573
Le condizioni sono disperate, essendo comparsi i sintomi della ,gan~rena polmonarè. L' appeLilo, che si era conservato sino al .giorno 30 , scompare e l'ani male si muove faticosamente e dolorosamente. Si eseguisce la toraeentesi e I.a disinfezione della cavità to.i'acica, ma la dispnea seguita ad essere intensissima. Il mattino del 1° gennaio si ha: temperatura 39,6, r.espira-zioni 60 , pulsazioni 81,. Si ripete la torncente:;i ed il liquido non -è più tanto abbondante. Si ini'euano 200 centimetri cubi cli siero intiepidito nella giugu lare. li giorno 2, altra in iezionEI endovenosa di ,1OJ centimetri cubi, fa temperatura è 38,8, le respirazioni sonQi 62. . L'animale muore il giorno 3 gennaio . 1
Fra. il Chiese e l'Adige.
Ricordi ·e considerazioni. .
FABR!S . • .
Cacciatori esploranti. fa nteri a
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Gurno
M A YO,
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C.
. · Pag. 1525
tenente nel 26° regg.
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»
1552.
Contributo alla sieroterapia contro la pleu1·0-polmonite equina. - Dott. E ;!A N UELE B EHTET'n, capii.ano ve terinar io. (Cmtinuazione e fine) .
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» 1;:i(ji
Impiego degli zappatori del g·enio nella guerra dl campagna. - B. Z H OTTJ, maggiore de! g·enio. - (Continuazione) » Jr/iS
n
generale Enrico Morozzo della Rocca
Notizie politico-militari. -
x. .
» 15\)2
Notizie militari estere:
Francia: I l n clutamento del 1896. - Riduzi on11 della sta tura del soldato. - Du1·ata del sen;izio militare. - l'uso della tenda alle gm n di 1nct11.01;re. - .L'automu/Jile alle mcmov,·e. - E sperime·nto d' i mbarcazioni im1woi;visate pel p assaggio di coni di acqua. - A mmissione di indigeni delle colo1ti'e a 8 '. Cyi·. .Esei·ci tazioni e i·icogni z ioni . - Commissio.n i i·e,(J'ionali di i·imonta. -- Cfrcolare sutl'avanzttinento . . : . . . . . »
rno,1
MAHtNA: Ammissione dei ca11i tan.i di lungo coi·so 11et CM'JJO degli uj/iciali della ma?'ina attiva. - J'o1'J)edinie1·e sottomarine» 160!)
Rivista dei periodioi militari . . . . . . . . . . .
CASA E DIT RICE i. IA RARI A E. V o GHE R~ -
» 161 O
PrtOPfU ET.2\ LET 'r ERARIA.
Autopsia. -
All'autopsia si è veram,en Le appalesata l'azione benefica del siero. Difatti, appena levata la pel le, invece di pre5entar:;i, come nei preceaenti animali morti per la stessa mal.1Ltia, la colorazione gial,lastra ,dei tes:mti, questi , presentansi d'un bel color rosso come ·se il cavallo fosse slalo ucciso per servire all'alimentazionè . Aperta la ca,•ità toracica, oltre ad abbondante essudato torbido, •rossiccio e le note di una intensa pleurite , si notarono e~tesi fo-colai gàngrenosi nel polmone destro complelament.e epatizzato; il .sinistro si notava allo st,,dio congestizio. ' Jl cuore non presentava note di degenerazione gnissa, ed era resistentissimo alla pressione delle dita, con una colorazione rossa inaturale . La cavità addominale, che negli altri animali morti per pleuropolmonite i~fettiva, presentava semp re tutti 'i suoi organi, niuno ·-eccettuato, con lesioni gravi, specialmente con la degenerazione gra~sa allo stadio avanzato negli organi parenchimatosi, fu quella ~he fece stupire i numerosi presen ti all'autopsia. Gli stessi uffi•ciali di cavalleria, cominciando dal colonnel lo, che trova vasi sempre presente alle autop;ie, per quanto profani alla scienz,1 medica, si· avvidero deila differenza notevole specialmente di colorazione·, volume e consistenz:1., presentata dai vari organi della cavità addominale. !01 -
ANXO XL I!.
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CONTRIBUTO ALLA SIEROTERAPIA
Nessun accenno di peritonite, nè di gastro-enterite per cui sp iccava la bianchezza perlacea del mesenterio e delle intestina, contrariamente a quanto ci si aspettava, edotti dalle autopsie precedenLi. Il fegato di un bel colore rosso, di volume e consistenza normale, sembrava veramente appartenere ad animale macellato e non morto di malauia infettiva: la milza resistente alla pressione delle dita, non er.a per nulla ingorgata, né aumentata di volume o di superficie come nei casi precedenti. I reni, S'>lo leggermente iperemici, non presentavano traccie di degenerazione grassosa. A questa autopsia, oltre a molti ufficiali di cavalleria , agli ufiiciali veterinari del reggimento tenenti Nicolini , Cacciari e Blasi, al Lenente colonnello veterinario cav. No ta, Lrovavansi pure presenti, per gentile condiscendenza, l'onorevole Tizzoni ed i due . ,suoi assistenti dottori Cenlanni e Muzio, i quali avendo pure presenziato altre autopsie precedenti, di animali non curati col siero, poterono constatare la grande differenza del le lesioni che ho più sopra segnalato. _ È evidente adunque che lo siero iniettato nel cavallo .Marte, se non ha potuto iropeoire la moltiplicazione dei micr?bi causanti la gangrena polmonale, causa unica della mone,- ha però favorevolmente agito sugli allri germi infettivi determinanti l'epizoozia , impedendone lo sviluppo e la loro flssazione negli organi del la, cavitlt addominale o per lo meno neu tralizzandone l'azione delrteria che causRva la degenerazione granulo-grassa parenchimatosa. Sarebbe già perlamo un bel risultato anche questo; perchè si•:come non in tutti i casi di morte, prim;t della sieroterapia, si constatò la gangrena polmonale, di conseguenza, si potrebbe sperare la guari gione degli animali trattati colle inezioni di sie,:o, purchè presi in Lempo possibilrnenLe, cioè ali' inizio del!' infezione, quando: non si $Ìano ancora stabilite lesioni organiche gravi e spècialmente pr·ima che abbiasi ad effettuare un'infezione mista (gangrena polmonare , pleurale, ecc.).
Esperì 1nentì a 1,copo pl'o(ilaltico. - Si eseguirono pure iniezioni di siero a scopo immunizzante, sopra sette cavalli appartenenti ad ufliciali, non avendo l'Ispettore del corpo veterinario Colonnello
CONTRO LA PLEURO-POLMONITE EQUINA
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' comm. Orango) creduto di acco'rdare l'autorizzazione per immunizzare i cavalli di truppa, per due ragioni: la prima, perc'hè occorrevano troppi cavalli da salassare per ottenere i I siero, col pericolo di indebolirli troppo; la seconda, perchè l'infezione essendo in quel . momento in sul decrescere, non si sarebbe più saputo se attribuire la cessazione dell'epizoozia alla sua evoluzione naturale, oppure all'azione dell' immunizzazione artificiale. E che il Colonnello veterinario avesse saggiamente argomen- , · tato in proposi to, lo provò poi il fatto, che dal giorno in cui arrivò a Bologna la ri sposta ministeriale, non "'entrarono .Più ali' infer- · meria che pochi casi (5 o 6) essendo così cessata l'infezione alla metà circa del mese di gennaio . I 7 cavalli degli ufficiali vennero inietlati ipodermicamente, con mo centimetri cubi di siero (ricavato da animali guariti da più di un mese) ciascuno ai lati del collo, e non dettero la benchè minima reazione apprezzabile. Nessuno di questi cavalli iniettati, cadde malato di pleuro-polmonite, sebbene uno di essi appartenesse ad un ufficiale, che già aveva avuto i due compagni di scuderia colpiti da infezione e guariti, a coni.atto dei quali si era continualo a lasèiarlo. 1
Ed ora veniamo alle conclusioni che ci pare possano dedursi . dai fatti svolti in ·questo lavoro.
CONCLUSIONI.
•I. In attesa di ulteriori studi bacteriologici sull'eziologia della così delta t·ifoiclea, in(lnenrn, ecc., sarebbe necessario intantq stabilire, perchè fosse generai mente adottata, una classificazione ba.~ata sulla clinica e sull'anatomia patologica, delle varie forme morbose, colle quali può confondersi la pl:eiiro polmonite contagiosa equina. 2 . Per le· ragioni dette risulta che : a) L'epizoozia da noi studiala venne importata fra i cavalli del reggimento da un cavallo che veniva ·da altra città.
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h) Che essa ebbe caratte·re grave per il numero dei colpiti ('I 3 1), per la forma clinica e pei morti ( 14). 3. Le solite cure onicinali .ed igieniche sono insufficienti a diminuire i danni e le perdite dovute alle infezioni gravi di pleuropolmonite. Sat'it bene istituire apposite ricerche esperimentali e cliniche snl ,,alore terapeutico delle iniezioni ipod ermich e di essenza di trementina che dalle nostre osservazioni parrebbero . essere utilissime. Venendo .in modo speciale a.i risultati avuti cl.ai nostri esperimenti sul valore terapeutico ed immunizzante del si.ero di sangue di cavalli che sup~rarono la pleuro-polmonite conclud iamo: 4-. La sieroterapia nella _pleuro-polmonite equina ha nna indiscutibile inO.uenza benefica- anche negli ammalati gravissimi. [,. L'azione benefica delle iniezioni di siero appare evidente nel!' andamento generale della malattia, sollevando le l'orze del malato, ridonandogl i l'appetito , abbassando la febb re, diminuendo la dur<).ta della malatt.ia, facilitando la convalescenza, ecc. Le gua rigioni, a differenza di quelle -che si avevano senza la sieroterapia, sono complete e cioè senza pericolo di ricadute e colli1 scomparsa totale dei postumi soliti nelle affezion i gravi in generale e della pleuro-polmonite equina in mo_do speciale . 6. La dose. massima dello ;;iero adoperato ,fu di ~00 centimetri cubi in nove ini ezioni nel caso seguito da morte; la dose media fo di ;soo in 5 a '7 iniezioni nei casi ~ravissimi, e la dose minima da 200 a 300 in 3 a 4 iniezioni negl i altri casi pur sempre gravi. Lo siero proveniva da cavalli guàriti da circa 30 giorni. Nelle iniezioni ipodermiche si usava la dose di '100 cc., in quelle en dovenose e traéheali la dose veniva lim itata a fSO cc. È sconsigliab ile però l'iniezione tracheale a scopo curativo, percllè coi colpi di tosse che ne susseguono, data l'alterazione della mucosa dell'apparecchio respiratùrio, il siero viene nella massima parte ricacciato fuori . 7. Lo siero ricavato dai guariti di pleuro-polmonite equina non eb be azione contro i microbi della gangrena po lmonare. 8r · Lo siero usato nei cavalli sani come immunizza1He non dà reazioni apprezzabili nè orgimiche, nè generali. 1
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OONT&O LA PLEUR.0-POUlONITE EQUINA
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CONTRIBUTO ALLA SIEROTERAPIA, ECO .
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9. Fra i molti problemi a studiarsi annoveri amo: ,1• Quelli sul meccanismo del siero per chiarire se agisca contro i microbi della infezione. in parolà o con tro le sue tossine , o contro gli uni e le altre; 2° Quel li sul! ' infezione mista che può sopravvenire durante , il corso della malattia ; ;1° Quelli sul potere tossico, terapeutico ed immtmiuante dei sieri per determinare qua.li siar~o più indicati, cioè, se il siero di cavalli guariti da poch i giorni, oppurn quello di .cavalli guariti da più tempo. Dott.
EMANUELE BERTETTI
capitano veterinario.
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IMPIEGO DE GLI ZAPPATORI DEL GENIO, ECC.
IMPIEGO DE9Lf ZAPPATORI DEL GENIO NELLA GU ER.R A
Continuazione. -
BJ 8Bnv1zco
SUL
DI CAMPAG NA
l'edi dispensa X VI
c.urro
01 BATTAGLIA . .
I combattimenti , e per conseguenza i campi. di bauaglia, possono essere offensi'Vi, difensivi, di/ensivi-offensfoi. 11 campo di battaglia offensivo è organizzalo da quell 'esercito il quale, sia per la superiorità materiale o . morale sul l' avversat'ÌO sia per le favorevoli condizioni di terreno, si sente di poter attacca re con grande probabilità di vincere. I lavori da eseguirsi ri~uarderan no specialmente le comunicazi oni sul fronte di battaglia, il quale basterà che venga raffo rzato con una semplice linea fortitìc_atoria a grandi intervalli e ad opere a profilo leggero, e cito a_bb1a sul rovescio qualche punto d'appoggio più robuslo pel caso, sia pure poco probabile, di essere ri dotti alla di [ensiva. Il cam.po di battaglia di/ensi-vo si organizza quando si è inconlrastabilmenle inferiori al nemico e le condizioni del terreno non permettono un convenien te spiegamenlo delle. truppe necessario per attaccare con probabilità di rjuscita. Detto cam po va rafforzato potentemente, per lo più con una triplice linea di fortifièHzion e, n~ll' inter?o e sùl rovegcio della quale devono essere aperte vie d1 com unicazione nel maggior numero possibile. . Tan_to le battaglie puramente ofiensive, quan to quelle pu ramente difensive saranno rnolto rare, almeno per un 'armata o per un gruppo di armate : nella maggior parte dei casi, una battaglia comprenderà combattimenti offensivi e co mbattimenti difensivi di corpi d'armata o di armate co me unità facenti parte di un aruppo di af'mate ('I)'. ~ (I) Voggasi lo studio del lenente colonnello A.
Dn-AL·LAGUIERCE.
già citato.
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l i caso più frequ~nte adnnque saril quello di dover preparare nn ~ mpo di/ensivo -ofl'ensivo, il quale consterà di una parte organizzata offensivamente e di un'allra parte orç inala di fensivamente. Il rapporto fra quesLe due parli dipender1t anzitutto dal terreno che si occupa e poi dalla quantità -e qualitit delle proprie tr uppe ·in .confronto delle truppe a rversarie. A parità di tutte le altre coa.Iizioni , si troverà a miglior parii to quello de' du e eserci ti belligeranti, il qual e, oltre all'aver occupaLo nna buona linea di posizioni, avrà saputo meglio scegliere ,e e-0nvenien temente proporzionare le parti del campo da destinarsi rispettivamente all'ofien siva e alla difensi va . Perocchè, se ·i v~uol attaccare con una superiorità decisiva da un lato (quell o -offensivo), bisogna necessariamente ridurre le forze dall'allro (iI fato difen sivo), il quale dovrà avere un'estensione e un valore naturale proporzio nati alle tru ppe destinale a difenderlo. Possibilmente, il campo offensivo corrisponderà ad un'ala della posizione, per attaccare o controatlaccare un'ala dell'avversario; ,i n caso contrario, ossia qualora il campo predetto .corrispondesse .ad un tratto intermedio della pos izione, si fa rebbe un attacco a -,cuneo o sfondanle. Ciò premesso, passiamo a trallare del servizio de!!li zappatori del ~enio sul cnmpo di ballaglia sia offensivo sia difensivo. Si tratti dell'una o si traLLi dell 'rll tra specie di camp i di battaglia , i .c·òmpili principali assegnati ai riparti zappatori addetti all e grandi unità di guerra riguardano : l O le ricognizioni; 2• i lavori di comunicazione; 3° i lavori di fortifìcazione (,1); .i-0 i 1·a vori di distruzione per rimuovere gli ostacoli che si oppongono ali' avanzata delle proprie truppe nel campo offensivo, (!) Oramai è generalmente ammesso che l'organi1.za1.ione a difesa di uni~ data po~ sizio no è còmpito dell e troppe che la devono occupare, e che le co mpagme zappatori o 1>ionieri devono eisere impiegato probabihnent~ tulle intere in quei punti dove ve· éorrono lavori di di!ficlle esecuzione o dove sono da eseguirsi Ia,•ori nel minor tempo possil)ile. Molti ta,·ori di rortifi ,:aziono sul campo cii battaglia saranno pertanto e:;eguiti ,htlla fanteria, o Lma parte anchu clall'artiglicria, sotto la rtirezione, o no, di ufficiali e dì graduati rtel genio. Noì però, per semplicità, considereremo nel presen te studio tutti i.lavori di fortilieazìoao ,ti spettanza deg li zappatori del genio, ritenendo che gli uomini delle nitre nrmi ven~ano impiegali come ausiliari nel lavori stessi.
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o per ritardare la marcia del · nemico nel campo difensivo. Le· ricogni-zioni ed i lavori di comunicazione, nell'uno e nell'altro dei campi sopra distinti, non differiscono se non per lo sviluppo mac,. giore che viene loro dato in quello offensivo. Invece, i lavori di· f~ rtificazi!)ne e quelli di distruzione sono d'importanza o di specie diversa secondo che si considera l'una o l'altra specie di camp i ; . 5° in via eccezionale poi, si possono impiegare i riparti di v1ppatori nel combattimento come t1:uppa di fànteria. ·I ) RicogniGioni. - Prima di fortiricare una posizione od · una linea di battaglia, bisogna che il comandante delle tq1ppe si for mi · un'idea chiara circa il modo di distl'ibuire le truppe che la devono occupare; e, fatta questa distribuzione, metta o faccia mettere dai comandanti in sottordine, gli ufficiali del genio dipenden t~ al corrente della situazione, dello scopo da conseguire e dei mezzi, che egli conta di impiegare per raggiungerlo . Ogni comandante di riparto del genio poi, ricevuto l'ordine di provvedere ai lavori, di difesa in uno dei settori, in cui sarà staio diviso il c11mp0, di battaglia, ~seguirà egli stesso , o farà eseguire da alcuni de-i suoi ufficial i, ricognizioni sul terreno in cui dovrà lavorare, spin• gendosi avanti il più possibil e. . Molte volte non ci sarà tempo per compiere sim ili ricognizioni .. ln tal ca.so, si dovranno meltere subito al lavoro gli uomini che si hanno a disposizione là dove appare manifesta l'ur;:renza dei · lavori da eseguirsi, e quindi si faranno le ricognizioni<successivamenle, per quanto sarà ciò possibile compatibilmente colla sorveglianza da esercitarsi sui lavori già intrapresi. Per far risaltare l'importanza d°eìt-e ricogn izioni, stimiamo opportuno di riportare quanto scrive in proposito il Verdy du Vernoi s: « La ricognizione del terreno è un còmpito di cu i ogni coman(< dante deve occnparsi durante il combaltimento, ogni qual volta « ciò gli riesce possibile . .Ma l'esJJerienza dimostrn che ciò non « si fa sempre, specialmente per parte delle truppe in riserva~ « La battagl ia per sè stessa attira in sommo grado l'attenzion'e « delle truppe non ancora impegnate, si osserva bensì l'nnda« mento dell'azione ma si trascu ra di 01·ientar.si bene sul .terreno. « Il quale dev'essere conosciuto non sol tanto per la man~ia avanti,
« ma ancora per gli spostamenti laterali ed inoltre in vista di (<
una even tuale ritirata . Se non ,si dimenticasse mai di confor-
< marsi a questo modo di fare, la storia militare non avrebbe da
« registrare tanti casi, nei quali riserve rimaste inattive per ore. « e ore, poi chiamate a impegnarsi in avami, non possono pas« sare il torrente che incontrano nella loro avanzata se n0n sopra « una sola strada e formate' in nna lunga colonna, !11èntre a de« stra ed a sinistra esistono altri punti di passngiio ». · Nella giornata del 118 agosto ·1870, sollo· ;\'letz, si rimproverò a parecchie compagnie pionieri delle prime due armate tedesc~rn di essere rimaste inattive, mentre, avrebbero potuto essere utilmente impiegnte sul ca mpo di battaglia se fossero state fatte le debite ricognizioni. Alcune ricognizioni, trattandosi di campo di uattaglia olTen·sivo, saranno spinte al di là della linea degli avamposti, sia per vedere il terreno che si dovrà poi percorrere, sia per produrre di~truzion1 di linee telegrafiche o interruzioni di ferrovie utili al nemico . In tal caso, occorre appena dirlo, gli ufJiciali del genio incaricati delìe ricognizioni sara nno accompagnaLi da drappelli di zappatori muniti degli strumenti necessari a. produrre le distruzioni od interruzioni predelle . • ricoc,nizione l'ufficiale che ne è incaricato farà, :1venIn oani n n · done il tempo, uno schizzo a vist.a, a memoria, o per informazione, del terreno percorso, sul quale schizzo segnerà i lavori da e'seguirsi, e l{l correderà con uno specchio indicante, per ogni lavoro il numero di uomini , gli strumenti, i materiali e il tempo ' . occorrenti per eseguirlo. )'lancanclogli il tempo, prenderà semplicemente appunti. Ad ogni modo, l'urtìciale predetlo dovrà mettersi in grado di saper indicare, con nna cena appros~imazio_n~, al superio1~e da cui dipende ciò che gli può occorrere ~rn U ·?~in,, strumenti e materiali), oltre a quello che ha a sua d1spos1z1ou<:\ per eseguire i lavori progettati .. '2) Lai,ori di comunicazione. - Nell'organizzazione di un campo òffe·nsivo, gli zappatori del genio dovranno migliorare le co municazioni esistenti e aprirne delle nuove nell'interno della posizione e sul davanti di essa, per rendere facili : gli spostamenti delle truppe e spe.cialmente dell'artiglieria; I' avanzata delle
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NELLA GUERRA DI CAMPAGNA
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colonne d'assalto; l'arrivo sul campo di battaglia delle munJZ1on1, degli strumenti e materiali, delle ambulanze, ecc.; un movimento in ritirata verso la posizione di raccolta, qualora non si potesse fare a meno di eseguirlo. . · In un campo dit'ensivo, .lavori di comun icazione sul davanti ùella posizione o non se ne eseguiranno, oppure si darà loro poco sviluppo, pote~1do occorrere tutt'al più cli rendere possibile o facile qualche contro-attacco; invece, verrà data una maggiore importanza a quelli destin~li a favorire la ritirata sulla p,)sizione di raccolta. Co11seguentemente, i lavori che gli zappatori ·stessi, da soli , o c_oll'ausilio cli truppe di fonteria, saranno chiamati ad eseguire sul campo di baLLaglia, con_sisteranno nel sistemare vie in cattivo stato di conservazione e nel costruire qualche nuovo tronco di strada per accedere a posizioni convenienti per il collor.,imento in batteria dell'artiglieria. o per mettervi al riparo il caneggio , od anche al Gne di favorire· l'uscita delle colonne da un vil!a1gio, da un bosco, ecc. E in questi lavori stradali s'intende compresa la riparazione di ponti esistenti e la costruzione di passerelle e di piccoli ponti sui corsi d'acqua che taglieranno le strade stesse, ' come pure l'abbattimento di alberi, di siepi, di muri di cinta, di Cf1 ncellate, di stecconate, o di altri simi li ostacoli. Tutti i lavori ora accennati si eseguiranno in massima con stru menti da zappatore e da guastatore, procurandosi, per la costruzione · dei ponti, i materiai i sul posto o impiegando il materiale regolamentare; eccezionalmente, per i lavori di distruzione si ri· correrà ngli esplosivi. ' Oltre alla sistemazione e alla costrùzione a nuovo di tronchi di strada, si dovranno tracciare sul terreno semplici piste (dai francesi chiamate « vie di colonna »), larghe da ,, O a ,1f5 metri, contrassegnandole in modo ben visibile, con tabellette attaccale ad alberi o portate da appositi pali, perchè possano essere seguit.e, senza che avvenga confusione alcuna, dal le colonne che man màno giungeranno sul fronte di battaglia. A questo proposito diremo che è stato fa tto un appunto al comandante del bauaglione pionieri dell'8° corpo d'armata prussiano di non aver fo tto praticare alcune vie di colonna nel bosco della
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Marne , il giorno della battaglia di Gravelotte-S'. Prival (18 agosto 1870), con che si sarebbe evitata la grande confusione avve, nuta nei tre corpi d'armata, che s'impegnarono successivamente dinnanzi a Gravelotte, nell'auraversare il bosco predetto. Una parte dei lavori sopra enumerati, specialmente la costruzione di passerelle e. di ponti , si dovrà eseguire d~rante la battaglia. Diamo ora alcuni esempi di lavori di comunicazione eseguiti sul campo di battaglia, !$atti dalla storia delle ~uerre del corrente secolo. 1•. Un bell'esempio, il quale dimostra quale sia l'importanza · che hanno le comunicazioni sul .campo di ballaglia, ci è offerto dalla battaglia di Jena (H, ottobre 1806). Il punto più importante delle posizioni fatte occupare da Napoleone fin dal giorno precedente la battaglia era !'.altura denominata il Landgrafenberg, ma disgraziatamente quest'altura offriva accessibilità alla sola fanteria, me~tre era indicatissima per appost'arvi l'artiglieria. L'imperatore però, 'dopo una corsa a cavallo fatta tutt'attorno all'alt~ra, trova · un passaggio meno difficile degli altri, il quale, convenientemente .allargato, avrebbe permesso di farvi transitare, sia pure con qualche . fatica, i pezzi. ln seguito a questa ric.ogn1z1one, egli manda tosto un rtpa'.·to del genio a sistemare quel passaggio, che era aperto nella viva roccia. . Il lavoro è eseguito durante la notte, e Napoleona stesso, nella sua impazienza, dirige i lavori con una torcia in mano, e non si allontana di là se non quando, a notte molto inoltrata, il lavoro er~ quasi ultimato ed i primi pezzi d'artiglieria avev,:no raggiunta la sommità dell' al turi. Se l'artiglieria 1100 avesse potuto occupare il Landgraf~nb~rg, chissà se J·ena sarebbe compresa nel novero delle battag lie vinte dal grande stratega! . 2°. Dttrant.e la battaglia di Wrnrth (6 agosto 11870), le compagr.ie pionieri prussiane ebbero a _stabilire parecchi passaggi sopra là Sauer, che attraversava il campo dell'azione (11). Così: 1
(iJ Veggn si ,
GoniE, opera citata..
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~ELL, GUERRA DI CAMPAGNA
IMPIEGO DEGC,I 7-APPATORJ DEL GENIO
la 1• compagnia dell I 1° corpo d'armata verso mezzogiorno costruì , con materiale d'avanguardia, nei dinLorni di Spachbach, a 2 chilometri al sncl di Wrnrth, due ponti, i quali servirono parecchie volte nell a giornata al passagg io delle riserve; pnre sul mezzodì, la ,1• compagnia del 5° co rpo, marciante coll'avang~rnrdi~, la quale,_ dopo un accanito combatti rn ento, s' impadroniva d, Wcerth, riparò i tre pon ti che i Francesi avevano rolli, ~entra questi nltimi , bombardando il villo.girio da'lle vicine alture, mJ1,ggevano perdite sensibili alla compagnia stessa; la 2· compagnia dello stesso 0° corpo , net pomeriggio, gettò due pon ti di circ(lstanza al disotto di Wcerth, pure sotto il tiro di fanteria nemica che occupa\'a ancora le case dei dintorni del vi ll aggio; la 3' compagnia di dello corpo costrusse, sotto il fuoco dell'artigl ieria nemica, tre passerelle, le quali furono di grande utilità dm·ante la ritirata del co rpo d'armata. Quando po i la divisione vurtemberghese, riunita ad alcuni baLLaglion i de1t·,1-1° corpo , riprese l'offensiva, venne coslrutta una quarta passerella so'no il fuoco della fanteria nemica; erasi pure inizialo il geli.amento di due ponti cop materiale regolamentare, ma questi non po terono venil'e ultimali che la sera." essendo l'equipaaoio d'a\'anauardia ;,n V gi11nto troppo tarrl i. 3°. Nella mattinala del 18 agosto 1870, poche ore prima che cominciasse la battaglia che prese il nome di Gravelotte-S'. Privat, ·ta 2" compagn ia pionieri della gual'dii1 ebbe l'incarico di lracciare una via di colon na al nord di Mars-la- Tours, nella direzione di S'. Marce!, e a tale uopo fu rinforzata di 30 ausiliari di fanteria. Convi e'.le s~ggiungere però che le di'fficolLà òel terreno non permisero al corpo della guardi a di seguire una tale via, ma dovette aspettare che il 112° corpo avesse 11ni to ·c1i attraversare Mnrs-laTours. per se!!uirne esso stesso 1·1 mo v1· r,l'er110 ·o · . .. I co Ionna d.I via 3) laoori lli (ort'ificrizione. 4) Laoori di 1listm:rione. Come abbiamo accennalo più ind ietro, questi lavori ,;ono cli specie e cl' importania diversa secondo che si tralla di campo di bauaglia offensivo oppure di campo di bauagl ia difensivo . 11 1
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Campo di battaglia o/f"ensfoo. - Ogni offensiva co mporta combattimenti per lo più di lunga dura.la su LutLe le parti del fronte , e, dopo aver logoralo il nemico, un attacco rapido, in massa, sul punto favorevole. Per sviluppa"re una simi le azione il comandante delle Lruppe divide queste in tre parti o lin ee : la prima (avansch iera) incaricala del combattimento temporeggiante, colle proprie riserve special i; la seconda destinala allo sforzo decisivo; e la terza, una ri serva generale, avente per mi ssione di compiere, dopo un atlacco riuscito, la distrganizzazione del nemico , o di contenere quest'ultimo in caso d'insuccesso. Raramenle si avrà ii tempo, prima che com inci l'azione, di eseguire la1Jol'i di fortifica::ione. per mellere in buone condizioni di offesa e di difesa le truppe suindicate, e quando si avrà tempo, questo sarà molto limitalo . Laonde, tutti, o quasi tutti i predelli lavori dovranno essere esegt1iti durante l'azione. . I lavori _di che si tratta cons isteranno essenzialmente: nella CO-· struzione di un'unica li nea fortificatoria per dare appo;rgio alla prima parte delle truppe destinate all'offensiva, co n rafforzamenti sucessivi; nell'or~an izzazione di uno o di più punt.i cl'appog~io per facilitare alla riserva gùnerale di proteggere una eventuale ritirata; nello sgombro del campo di tiro. La linea (01·tifir,atoria per l'avanschiera sarà costituita, in gran parte, da accidentalità òel terreno, cioè margini di boschi , argini, strade in rialzo od in trincea, siep i, ecc., convenientemente organizzate per favorire il pi it · possibile l'elfìcacia delle ar!Y1i e la protezione delle Lruppe, e, per il resto, da trincee di battaglia e da ripari per pezzi. La linea stessa sarà ad in tennlli pintLosto grandi , ossia formala da una serie di punti d'appoggio convenienLem ente scelti. A q ueslo proposi LO l' Istru zione snlla /nrtifìcazione campcile te· desca ( 1893) dit le seguen li norme: Per quanlo è possibile le trincee devono essere sottralte alla « vi sta del nemico e porciò adattate con gran cura alla conforma-· << zione del terreno . Se questo è collinoso, convi ene spi ngere la « fanteria sul ·fianco che scende verso il nemico, ritirando le ar« tiglierie dietro la cresta in modo che sporgano le sole bocche « dei pezzi .
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N ELLA GUEflRA DI CAMPA GNA.
(( T parapetti, come le altre masse copren ti, devono ten ersi m~nò alti che è possibile e presentare in ogni punto un aspelto « un1 forre e e non dissimil e ùal terreno circostante. « Spesso non converrà occupare il perimetro dei boschi, dei « caseg~iati, dei villaggi, ecc .; ma si stnbiliranno le trincee sul « davnnti e a quella maggiore distanza che è possibile conciliare « con l'ampiezr.a del campo <li tiro. Nei boschi, villaggi, ecc. , si « collocheranno allora le riserve. « Le posizioni della fanteria devono essere a UJle distanza da« vanti .alla ~ropria artiglieria che questa, per quanto è possibile, « non sia ofiesa dal fuoco della fan teria avversaria e che la fan« teria suddetta non si trovi esposi.a durante la lotta delle due « ar.tig!ierie €1 non sia di ostacolo al fn oco depa propria arti« gher1 a. » , Riguardo poi alle posizioni da occuparsi dall'artiglieria le nostre Nor me .generali per l'impieqo delle tre armi nel conibattimento ( 189 l) dicono: « Si eviti di andare in cerca <li posizioni elevate; "iacchè a « raggiungerle si richiedono spesso grandi sforzi che t;ascinano « ad una notevole perdita di tempo, mentre poi esse presentano « gen e'.almente l'inconveniente di avere sul davanti estesi angoli « morti. Inoltre, le bocche da fuoco collocate sul culmine delle 1 < alture si disegnano nettamente sn ll'orizzonte ed· offron o all'av« versario un facile bersaglio. Sono perciò da preferire in mas« sima i ripiani sui pendii delle alture . Quando però il culmine " è poco accentuato, riesce talvolla possibi le collocare i pezzi « dietro ad esso in buona posizione sia per il campo dì tiro, sia « p~r la protezione delle bocche da fuoco. » T laYori di rafforzamento sulla linea che consideriamo saranno ese?uiti in gran. parte dalle stesse truppe che la occupano, ossia dalla fanteria e dall'artiglierin. A tal fine, i riparti di queste armi presso i pri1ÌCipali eserciti europei sono provvi sti cli un buon numero di strumenti portatili ( I ). Gli zappatori del &enio, se ve ne saranno dispon ihili, oltre a quelli incaricati dei lavori di ft
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(I) Pe~ ogni re~imento di fanteria si hanno, in campagna, le seg uenti ,1uantità di strumenti portatili: '17'.t, m Austria, '1 380 in Germania, 589 in Francia e 96 soltanto in ltalta. Sui c:arri poi ne sono trasportati a ltri t,52 in [<'rancia e tSG in Germania.
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comun icazione, giit stati indicati, e quegli altri che vedremo destinati a organizza re i punti d'appoggio per la riserva generale, Yerranno incaricati dell'esecuzione dei lavori di rafforzamento più importanti, ad esempio di quelli occorrenti per ordinare a difesa il. margi ne di un Yi llaggio, il margine di un bosco, o per cosLruire , qualche opera campale. Appoggiandosi a questa prima linea così rafforzata , l'aYanschiera avanzerà, a tempo opportuno, a sbalzi successiYi , verso le posizioni occupate dal difensore, facendo soste più o meno boghe, secondo la maggiore o minore attiYità del difensore stesso. E per mellersi in grado di poter resi.stere da sol a ai . contrattacch i di . quest'ultimo, le truppe d_ell'auaccante dovranno approfiLLare delle so,ste più lunghe per fortificare le nuove •posizioni or,cupate. In questo modo, le truppe destinale all'assal to saranno conservate fresche per lo sfo rzo decisivo ed inoltre LroYeranno nuov i punti d'appoggio più vicini alle posizioni do assaltarsi. Alle colonne d'assalto poi converrà siano addette alcune sezioni di zappatori del genio per distruggere le difese accessorie (reticola Li di filo di ferro, abballale, buche da lupo) che saranno cerlameGte sparse su·l davanti delle posizioni trincerate del difensore, non che, se l'a1tacco riesce, per organizzare tosto a difesa verso la linea di ritirata del nemico le ora dette posizioni , qualora convenga a·ssicurarsi il possesso del terreno conquistal<i (,I). A tal fìne, si scaveranno trincee di battaglia, si costruiranno ripari per artigliierie, utilizzando, se esistono , le trincee ed i ripari abb~ndonali dal nemico; . inoltre, si distruggeranno tutti gli ostacoli che impedissero l'insegui mento o la continuazione del movimento offensivo·. I punti d'appoggio da orr1aniz::ar$1 m prec1si<me di mia riti?·ata dovranno, per quanto è possibi le, t.rovar,i in prossim ità di strade, lungo le quali la ritirata stessa dovrebbe a\'er luogo . Tali pun ti d'appoggio consisteranno, in rnassimn, in accidentalità del suolo organizzale a difesa, in trinc·ee di bar.taglia e in ri pari per pezzi. Se qualche pun to d'appoggio avrà un'importanza speciale, vi si potrit puro costruire qualche ridotta, però con profi lo, speditivo. (.J ) Veggasi:
Norme generati pe,· l'impiego delle tre anni nel comballimcnto, N. :H.
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. J.l:t preparazione dei punti d'appoggio ora menzi onati sarà fo tta
gran pa rte dagli zappatori del gen io addetti al la riserva generale. Per qualcuno di questi punti, poi , basterà fame la ricognizione e pr~getlare i lavori ·da esegn irsi, riservandosi di •passare alla effe1t1rn esecuzione di questi soltanto nel r.nso in cni le circostanze li rendessero necessari . Così fecero i Pruss iani durante la battaglia del ·I 8 agosto ,1870 attorno a l\letz, durante la quale era :stato preved uto il caso di far servire il villaggio di Gravelotte come punto d'appoggio in caso di una possibile ,:itira:a. ed infalli il predetto villal?gio non fu messo in istato di difesa· da una delle compagnie pionieri dell'8° corpo d'armata se noo a partire dalle ore 3 pomeridiane. J lavori ~er lo s,q?11il11·0 ,fol campo di tiro saranno di _poca ~rHità, non convenendo dr avere, nel campo o/Ten;;ivo, sul davanti del proprio fronte , una zona scoperta la quale renderebbe difficili i movimenti di avanzata che precedonol'assallo fioa le. D'altra parte, mancherebbe il tempo di dare un grande sviluppo a simili lavori . È perciò che qu esti si es~guiranno solLanto ,sul davanti dei pun ti d'appoggio destin1li a proteggere un'eventuale ritira la, e ·consisteranno principalmente nell 'abba ttimento di mnri di cintii , di siepi, di fi lari, d'alberi , di messi, procedendo per ordine d' importanza avuto riguardo al grado di protezione che questi' ostacoli p_oss?no ~are al. nemico e aìla loro ubicazione rispetto alle posiz1on1 che 1! nemico stesso occupa o può occupare. · Cogli alberi atterrati converrù rare abliattote natural i od arti· ficiali sul davanti dei punti d'appoggio. Ooant~ ai. lavo_ri di d!struzione, oltre i poch i accennati più sopra, da esegu ,rs, assieme a, lavori di fortifi cazione, per rimuovere gli ostacoli che si oppongono all'avanzata delle proprie truppe d'assalto, se ne eseguiranno alcuni altri, però solo nel caso di ri tirata, al fine <li ritardare la marcia al nemico che contro-aLtaccasse. Per queste ultime distruzioni valga guanto si dirà or or.i riguardo al campo di battaglia difensivo. · (Cvntimui) 10
B.
ZA.\'.OTTI
m,1ggior.. tlel genio.
JL GENERALE ENRICO MOROZZO DELLA ROCCA NATO IL
20 GIUG:-10 180'i - iioR'rO
IL
12
AGOSTO
J89'i
Discendeva da antica famigli'a dell'aito Piemonte. Ebbe <educazione militare nell'Accademia di Torino ove en trò come paggio del principe di Oat·ignano il 1° agosto 1816, e rimase · fin qu ando, a diciassette anni compiuti, ebbe le spalline di -sottotenente i I 2 aprile 1824. P assò, un anno dopo, il 24 .agosto 1825, luogotenente nel corpo di stato maggiore, e vi percorse l'intera carriera. T ra il 1825 ed il 1841 concorse ' ai lavori di triangolazione 1100n cui fo preparato il raccorciamento dei r ilievi topografici ,che più tardi servirono alla pubblicazione della carta degli .Stati Sardi dall'l al 50 mila. Per quei lavori ebbe da per.correre le A.lpi, quando l'alpinism0 non aveva nè la voga nè i mezzi che oggi dànuo comodità. alle sue imprese. F u capitano l' 11 feboraio 1831 e maggiore il 30 dicemlbre 1813. Ebbe, il 4 aprile 1842, una carica effettiva a O~r tc ,come primo scudiere del duca di Savoia Vittorio Emanuele, il futuro re d'Italia, e così co minciò la stretta amicizi a cli cui il gran Re, mentre visse, l'ouoìÒ. }fovendo per la guerra del l848, il duca di Savoia, che ebbe il comando della divisione di riserva, volle avere il della Rocca per capo di stato mag;giore, e col nuovo incarico gli fu, il 24 m&.rzo 1848, dato il grado di colonnello. F(1 al combattimento di P astrengo ed .alla battaglia di Goito del 30 maggio, ed in questa ebbe la medaglia al val or militare. Nei tristi giorni che prel usero .a lla · ritirata, la divisione di riserva, comandata dal duca di Savoia, prese par te grandissima e gloriosa alla battaglia di -Cnstoza. Il colonnello della Rocca si trovò ai vivaci attacchi •.Con cni in qnelle triste giornate l'esercito piemontese, rimasto HJ-2 -
A:XNO :.LI ,
IL 01.a:N-J,:ltA I.E EN!llCO MOROZ,O DEJ.r,A ROCCA
I L GEl\ E RAt,E ENUICO ) fO IWZl.0 OE I.L t\ l! OCCA
suìla sinistra del Mincio, cercò cli riprendere le alture chesòvrastano Villafranca, Lo sforzo non riuscì, ma non per questo rifulge meno il valore dimostrato. Poi cominciaronoi giorni della ritirata, e il capo di stato maggiore, nonostante le difficoltà di una situazione dannosa alla compagine del-l'esercito, provvide ai bisogni della_sua divisione in modo da.. togliere una delle cause di indisciplina e di disordine, La guerra ricominciata in fin di marzo del 1849 lo trovò· maggior generale, dal 12 di quel mese, e comandante della brigata Acqui nella di visione Bes. F u alla Sforzesca ed a Novara: dopo di chè con un forte nucleo di 7000, uomini si portò a Veneria Reale a difesa della capitale. La guerra era finita; il re Carlo Alberto aveva: presp la. via dell'esilio; e Vittorio Emanuele si accingeva all' opera di riordinamento ed alla flttura riscossa. Nei primi e diffi. cili giorni del suo governo volse gli occhi ~ul suo capo di stato maggiore per affidargli il portafoglio della guerra. Il generale della Rocca lo tenne tra il 27 marzo . ed il 7 di settembre, di fronte alle passioni eccitate dalle delusioni subite. Provvide alla smobilitazione dell'esercito, e con la nomina di una commissione disegnò l'opera di riordinamento,. che doveva poi essere concepita ed attuata dalla volontà energica del La Marmora. Il della Rocca tornò al comando dello stato maggiore, tanto più. che per le sue attitudini e le sueabitudini non amava le ·battaglie, incruente sì, ma molto vivaci e funestè della vita politica. Il generale era più adatto alle missioni delle ambascerie: il suo carattere, le sue conoscen_ze personali, le sue relazioni e le tradizioni di famiglia ve lo accompagnavano e ve lo sostenevano. Nel 1850 ebbe un incarico di somma delicatezza presso il re di Sassonia, nel 1855 presso il re del Belgio, e nel 1858 presso l'imperatore Napoleone III. Questa ultima. ambasceria aveva importanza straordinaria. Nel compli~entare l'imperatore scampato dall'attentato dell'Orsini, doveva essergli pur~ presentata una, dignitosll, lettera con cui il Re ri vendicavft i propri dritti di fronte alla pressione che gli si. faceva per limit,tre la libertà politica esistente in Piemonte,
La missione riuscì ta:;nto che fu preliminare àl convegno di Plombières, in cui l'imperatore Napoleone ed il ministro Cavour prepararono le sorti del nostro paese, Nella guerra del 1859 il generale della Rocca fu capo di stato maggiore, Fino dal 4 luglio 1857 aveva avuto il grado di luogotenente generah\ e il 6 d'ottobre 1860 fu elevato al grado supremo di generale d'armata, che lo fece considerare in servizio attivo fino alla fine della sua vita. Sotto gli ordini del generale Fanti, durante la breve e brillante campagn:a dell'Umbria e delle Marche, ebbe il comando del corpo d'armata incaricato cli seguire la linea centrale degli Appennini, sicchè a,ssaltò e prese Perugia; ma ridottasi la guerra sotto Ancona, fu chiamato al breve assedio di quella fortezza. La campagna continuò nell'Italia meridionale, ed il della Rocca per la presa di Capua ebbe la medaglia d'oro . Infine· nell'ultima campagmi de11' indipendenza il generale della Rocca ebbe il comando d,i uno dei tre corpi d'armata, che, sotto gli orcl ini del La Marmora, passarono il Mincio. Colle sue quattro divisioni fu incaricato dell'ala destra della linea di battaglia: mentre due di esse combattevano su quelle stesse alture sulle quali già la divisione di riserva aveva nel 1848 eseguito i suoi vivaci attaechi, le altre due rimasero a guardia di Villafranca. ]'u in seguito rimproverato al gene_. rale della Rocca l'avervele tenute là ferme per provvedere alle difficoltà di una probabile ritirata ad ai pericoli di un aggiramento, mentre con maggiore probabilità il farle màrciare i_pnanzi almeno parzialmente avrebbe dato la vittoria e reso inutile la ritirata, e l'aggiramento non pareva più possibile avendo il nemico oramai impiegate tut_te le truppe, di cui disponeva, nel sostenere lo sforzo di quella giornata. ' Pochi mesi prima della mo_rte il generale pubblicò il primo volume dei suoi ricordi personali, e la larga recensione fu fatta _su questo periodico rende inutile di maggiormente estendersi sulle vicende della sua lunga vita.
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NOTIZIE POLITICO-.M]LITARI Poco ricca di fotti é la pass:11.a quindicina. Ora non si vogliooo descrivere e commentare le fes te di Pcterhof e Pietroburgo per la vi,ita del Presidente della Repubblica Francese. allo Cz~r rii tutte le H.ussie, e non si voglia. dare importanza che uo11 ebbero alcuni incidenti di frontiera, non si sa prebl1 e come riempi re quest,ì rassegna, ~e numerose e di grande intere,se uon fos-,ero le disposizion i d' online miliuire emnnate in questo periodo. Abbiamo g-iit detto che, in esecuzione al disposto del la legge j'o.rd imimento dell'esercito, si stavano prep~rando al Ministero' della guerr~ due serie di R. decreti, gli uni di <.:arattere legislativo (autorizzati diill.i citata legge), gli ::tl tri di c;ira:tere esecu tivo per l'attuazione dei primi . Or bene, i IL decreti è.lelln prima $eri e ven1rnro pubblicati, ed l:\CCO un iiuulo dei principali: brdinam.ento della fanteri:a . - L'a rma di fanteria del.\'esercito permanente è ordinatn nel modo che segue: a) un ispettorato degli alpini ; · b) quarantotto comandi rii brigata di fanter ia di lint"a ; e) novantasei rE\ggimenti di fanteri a di linea; d) dodici re1gimeoti bersagl ieri; e) sette reggimenti alpini ; /) ottant.otto distretti militari; q) compagnie di disciplina .e sta'hilimenti mili tari di pena. Ciascun reggimento di fouteria di linea e di bersagli eri si compone di noo swto maggiore, tre battaglioni (ciascuno di quauro compagnie), e un deposito. Ciascun reggimento alpini si compone di uno stato maggiore, tre o quattro bnttaglìoni, ognuno <lei qtw li di tre o quattro compagnie, e uo deposito. In totale si hanno ventidue ba ttaglioni formati comples$ivamente di seu.aotacinque compagnie. Il per.,ona le dei distretti rni lit2ri è costitnito io parte con ufficiali in servizio attivo permanente, eri in pa rte con uffìciali in po,izione di servizio ausiliario.
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Le comp~goie di disciplina é gli stabilimenti mi litari di pena <.:Otn· prendono; · un comando, otto compagnie di dist:ipiina, due compagnie di carcer.Hi, due compagnie di reclusi, due reclusori. Ord'irianwnto della cavalleria. - L'arma di cavalleria dell'esercito permanen te è ordinata nel modo che segue : a ) nn i; pett,mito di cavalleria; ., b) nove comandi di brigata di cavalleria,; . e) vent,iquamo- reggirn_enti di cavalleria; d) qaattro depo,iti di allevamento cav.alli. Ogni reggimento di caval lerì.a $i compone di uno ;tato maggiore, due mezzi reggimenti (st'i sqtwrlrnqi) e un deposito. Ogni depo;ito di allevurneuto cavall i ;;i compone di una direzione · mi litare e di on per,onale inferiore civile. L'c,rganico di detto persona le ci vì!e ~arà sta bi lito per Decreto Reale. Ordinamento dcll.'arti11lù:ria. - L'arma d'artigl ieria dell 'esercito permanente è onlinata nel modo t:he segne : a) quattro ispettorati · d'artiglieria ; t,) uoa direzione superiore delle esperienze; e) otto comandi di artigl ieria; d) qui1uordici direzioni d'a rtiglieria: e) ventìqu11ttro reggìn1enti d'artiglieria da campagna ,: nn reggimento d'artiglieria a rava Ilo; g) un reggimento d'artiglier ia ila rnontagoa; h) ventidue brigate d'artiglieria da cose.a e da fortezza (~ellnntotto compagnie) e due u!Tfoi d'amministrazione ; 'i ) ciuqne <.:ompagnie di operai d"a rtiglieria. Il più eleva to in grado o più anziano degli ispettori d'artiglieria ba il titolo ed esernita le fun zioni d' ispet.tore genera le d'artiglieria , secondo ,norme ,tabi lite per Decri::to Rea l..·. Ogni re;girnento d'artiglieri a dri cam p3gna :;i compone di uno stato mao"iore due bricrate di batterie , una o due compagnie. treno e un ~V ' ~ depo$ito. fu totale centottantasei batterie e trentasei compag_uie treno. I l reooimento d'arti<>liHria ..i. caval lo ~i compone di uoo stato maggiore, ere brigate di batterie :,. cavallo (sei batterie) , una brigata _treno (quattro compagnie) e un deposito. Il reggimento d'a rtiglieria da montagna si com pone di uno stato maggiore, cinque brigate di batterie da montagua (quindici batterie) e un deposito.
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NOT I ZI E PO LIT ICO- MI L IT ARI
11 numero deg li uffi cia li dtl corpo cournbi le è determìna10 dalla itabclla seguente: ,1 colonnello cont~bile, ,J 12 tenenti colonnelli contabili, ;S5 mal!,giori contaùil i, 329 capitani ('O ntaùil i, 775 tenenti e sottotenenti COD· >tabili. Totale 1172 . . Il numero degli ufficiali de: c.or po veterinario militnre è determinato .daIla La bella seguente: • . ~ colonnello veterinario, 2 t.euenti co lonnelli veterinari, 10 mag-giori veterinari , 58 capitnui veterinari. ·1 I 2 tenenti e sottotenenti veterinari. Totale ·183. Ordinamento dellu ,qiustizia militare. - Ln giustizia militare in tempo ,di pace t' amministrata da : un tribun:il e supremo di g11en3 e marina; f(U:l ttordici trilrnnali militnri. Segue nel R. Deneto la tabell.t del personale l:1 qunledù 85 fra av·vocnti mili1ari , sostituti e seg retari , più 16 nrficiali istruttori e so,ti tuti ~strn ttori. Ordiiw.mento dell'-islituto geografi.r.o militare. - Il personale tecoico· -dell'istitu to geografico militare è cos1ituito da ingegneri geografi e da -topograri . , Seguono nel Il. Decreto le tabelle del personale dei va ri gradi, le ,quali daono in totale -IO ini egneri geografi e HO topografi .
Ordinamento de l gen'io. - L'arma del genio dell'esercito permaneu1e è ordinata nel modo che segue : a)
due ispettorati del genio ;
b) sei comandi del genio; e) quiodici direzioni del genio; d)
cinque reggimen ti del genio;
e ) una brigata fo rroviari del genio (sei compagnie).
Il più elevalo in grado o più ,1nziauo degli ispettori del genio ha il titolo ed esernirn le funz ioni' d' ispettore generale del genio: scconilo norme stabil ite per Decreto Reale. Ogni reggimP,nto del genio si compone di uno stato maggiore, :il éune briga te di compagnie, alcune com pag1iie treno e 1rn deposito. In tota le ventuno brignte, se;santa compagn ie del genio e dieci compagnie trenc. Ordinamento del corpo invalidi e veterani, del corpo saniÌario miÌitare, del cmpo di commissariato militare, det corpo contabile m'ilita.re 11 det corpo veterinario m-ititare. - Il corpo in v,ll idi e vùterani si co mpone di : Uno stato maggiore e due compagoie. Il corpo sa nitario militare dell'e~ercito permanente consta di: a) 11 11 ispettora to rl i sani tà mi lita re; b) dodici direzioni di san ità militare ; e) direzioni di osperlali militari prinl}ip<1 li; d) ufficiali medici; e) <Iodici compagnie di saoità. Il numero delle direzioni di o:;pcdt1l i militari prin,;ipali ù stabilito per Decreto Rea le. Il numero degli ufficiali del corpo sanita rio militare è determinato dalla seguente tabella : ·15 colonnelli me,'lici, <2s teneDti colonnelli medici 7·1 rna ~r•èl iori medici, 280 capitani medici , 286 tenenti e sottotenenti medici. Totale 680. [I corpo di comm issariato mil itare· dell'esercito permanente consta di: a) dodici direzioni di com missa riato mi litare; b) uffi cial i commissar i. · Il numero degli ufficiali del corpo di commissariato mi lita re ll dtiterminato rlalla tabell:i seguente: 9 colounelli commissari, {2 tenen ti colonnell i commissa ri, 27 maggiori com mis-:,ari, ·1'17 c:i pitani co mmissari. Tota le ·16;j, li corpo contabilo mi litare dell'e$ercito permanente con.sta di ; ii) dod ici co mpagnie di :;u~si5tenza; b) ufficiali contabili.
.•., ()rdinamenw dette scuble militari e del 71ersonale i11sc,qnante civile. La scuole militari del Reino sono ortlinate nel modo seiuente: ci) La scuola di guerrn, istitui ta per colti vare negli uffic iali quelle -cogniziooi scieoti fi clte e militari che · sono necess:irie per setvirl:l nel ,cor po di stato maggiore, o per reggere i comandi superiori e gli ahi im pieghi militari. Yi ~ unito nn corsi, speciale per gli ufficiali aspiranti :ili:. ,nomina a capitano commissario ; b) L'acc11clcmin mi li tare e la sC11o l:i d'np pl icazione d'artiglieria e genio, per fornire' ufficiali alle armi d'artigl ieria e del genio; e) La scuola mili tare, per fo r!li re ufficiali alle armi di fa nteria o di .cava lleria. Yi è unito un cor6o speciale pci sottufficinl i aspiranti al la nomino. ad ufficia le nelle va rie armi e nel corpo contabile mil itare; d) La scuola d'n pplicazionC\ di sanitit militare, per forn ire ufn cial i al ~ r po sanitario milita re;
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e) Collegi militari, per preparare i giovani all'ammissione neJJai scuola militare e nell'accadem ia militare e a rlivenire ufficiali di complemento. Il nnmero di questi collegi è stabilito per Decreto Heale; ()" La scuola centrale di tiro d.i fanteria, pel" l' insegnamento sul tiro· ed ahri r:imi di i::.truzione milit.:ire, e per corsi special i :igli ufficiali del-· l'arma di fanteria; · g) La scuola di cavalleria, per compiere la istruzione tecnica dealiallievi. che escono dalla scuola milit.:ire e si desti oano alla cavalleria, e perfezionare nell'equi tazione sottufficinli delle aTmi a cavallo; h) La scuola magistrale mi lita re di sdierma, per l'insegnamento, pratico della scherma ai sottufficiali che aspirano alla nomina di istrnttori o di maestri di scherma. Il personale di governo delle varie scuole è tra tto dai militari delle· varie armi dell'esercito corrispondenti alle. scuole stesse. ' ' Il personale insegnante è in parte composto di mi litari appa-rtenenfr all'esercito, e in parte di professori e 111aestri civili. l professori e maestri civili nelle scuole mili tari si distinguono in: · professor, titolari, professori aggiunti, maestro direttore di scherma,. maestri e maestri aggiunti di scherm11 e di ginnasticà. Seguono nel R. Decreto le tabe]le che designano numericamente e· <}ualitatiYamente questo personale civile). Ordinamento dei farmacisti milita,ri. - Il personale farmaceutico militare si compone di: un chimico forma~ista ispettore, un chim ico fa rmacista direuore,. fa rmacisti capi , farmaci sti. (Segue la tabella di questo personale, la quale dà in tot11le 85 farmacisti). Ordina'lìÌento dei ragionieri d'artiglierici, dei ragionieri ,geometri de't genio: dei cctpi-te< ;nici d'artiglieria e genio, dei diseqnatori, degli uffi,ciali· di scrittura, degli assistenti loca.li e degli assistenti locali del yenio. - I ra-· gionieri d'artiglieria si distinguono in: ragionieri. .capi, ragionieri principali, ragionieri, aiutanti ragionieri.
( ragionieri geometri del genio si distinguono io: ragionieri geometri capi , ragionieri geometri principali, ragiou ierii geometri, aiutanri ragionieri geometri. .r ca pi t~cnici d'artiglieria e del genio si distinguono in: capi tei;nici principali e c,1pi temici .
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I disegnatori si distinguono in : disegnatori capi e disegnatori. Il numero e la divisione in classi dei predNti disegnatori sarauno determ inati con altro decreto reale. Gli u11ìciali di scriu,un1, gli assistenti loca li e gli assistenti locali del genio non hanno grndazioni d' irnp.iego ùeO$Ì di stipendio, come è determinato do ll a leg)(e che , tahilisce i loro ,1ssegni. · Jl numero e le divisioni in clas:;i dei I3redetti personali saranno determinati con altro decreto reale. (Seguono le tabelle che danno ,186 fra ragionieri ed aiutanti ragionieri all'artiglforia, ·206 al genio e l ~7 capi tecnici al genio). Ordùw1~entodegli stabilimentùnilitari. - Gli s1abilimenti mili.tari sono: · stabi li menti d'aniglieria e del gen io; • stabi limen ti di commissariato; magazzini centrali mili t11r.i; una farnrncia centrale militare. Gli stabilimenti d'artigl ieria e del genio sono seguenti: fabbr iche d'armi, arsenali di costruzione, laboratori pi rotecn ici, laboratori di precisione, polverifici, ollkine di costruzione d'artiglieria, officine di ('Ostruzione del genio . n nn mero di <111esti stabilimen ti sarà determinato per decreto reale. Gli stabil imenti di commissarìato sono: molini e panifici, stabilim~nti per produzione di ga l letta e carne in conserva , magazzini di distribuzione viveri, magazzioi di oasermaggio, laboratori vari. · I magazzini centrali militari somministrano robe per il vestiario e 1;eqnipaggiamento militare ::ii corpi, ai distretti, agli ospedali militari ed agli stabilimen ti vari dell'esercito. I l numero di qnesti magazzini sarà determinato per decreto reale. La farmaçia cent,ale mil itare so mmini!iti·a alle farmacie degli osped~li militari i prodotti chimici di ma~giore imp0rtanza ed i rnéùi'dnali di preparn ziooe più difficile e complicata. Ordinaniento della milizia mobile e della milizia territoriale. - La mjlizia mobile consta di: a) fanteria ; b) cavalleria; c)-artiglieria; d) gen io; e) C[Lrndri di ufficiali dei cor pi s.initario, di com mi~sa riato, contabile e veterinario militare.
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N01'1ZlE POLITICO-MILITARI
L~ uni1il di mil izia mobile hanno .per centri di fornrnz iooe corpi è le direzioni corrispondenti dell'esercito perrna nen te. Ln milizia territoriale consta di: a,) fonteria; b) artiglieria; e) genio; d) qu:idri di ufficiali delle armi. dei c:iritbinieri reali e di cavalleria e dei corpi sanitario, di commissariato, contabile e veterinnrio militare. Cfrcoscrizione territoriale militare del regno. - La circoscrizione territoriale dei comandi di corpo d'armata e di divisione, dei distreui militari, dei comaudj e delle direzioni d'artiglierirt e del genio, delle dire.zioni di sanità e di commissariato, e dei tribunali militnri sarà stabilila per decreto real e.
Con un R. decreto poi che fa seguito n questo viene stabilito che per i sottotenenti del genio in servizio attivo, permanente provenienti dai sottotenenti ùi complemento e l.aureati in ingegneria, la durata dell'insegnamen to scientifico e pratico dell11 scuola d'applicazione d'artiglieria e genio potrà es$ere ridotta si no a sei me::i.
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Oltre i H. decreti di cui abbiamo fatto parola e che più specialmente si riferiscono all'ordinamento dell'esercito, dobbiamo nowre ·i seguenti: Un R. decreto ha stabilito che gl i ufficiali genera li e colonnelli del genio mil itare collocati a riposo od in posizione di servizio ausiliario, potranno essere abilitati al l'esercizio dell:i prof'essiooe d'ingegnere civile, ·qualora provino con documenti rilasciati dal Ministero della guerra di provenire dalla s~,uola di applicazione di artiglieria e gen io, onero per <1uelli che hanno fatto gl i studi anteriormente all11 istituzione tli qucslil scuola, di proYeni re dal:a scuola complementare di artiglieri~ e genio nel Piem.oute, e da :iltri istitu'ti equipollenti già esistenti nei cessnti Stati italiani, e di avere inoltre prestato servizio per uo ·1empo non minore di ·sei anni pre,,so le direzioni dell'arma del genio nella qna litil di dirett•)re, di vice direttore o di com:mdante loca le. L'abilitazione all'esercizio della professi one di ingegnere civile agli uflìciuli generali e colonnelli del genio che ne f:icci:mo domanda, e siano nel le condizioni accennate nell'articolo precedente, verrà ·coucessa con speciale decreto rilasciato dal Min istero del l'istruzione pubbl ica, sentito il parere favorevole del consiglio superiore della pubblica istruzione . Fu pubblicato un altro B . decreto per il !JUale si stabilisce che i sottotenenti di complemento dell'arma del genio i qnali posseggano la laurea in ingegneria ed aspirino alh1 nomina a sottotenenti in servizio auivo permanente nell'arma ste5sa, saranno sottoposti ad esam i su materie mili tari, secondo programmi e moda lità da stabil irsi dal Ministero del la guerrn .
,,.* * I:ra le disposizioni ministeria li di maggiore importanza notiamo le seauenti : Nell' intento di aumentare il concorso degli allievi fuocl1i$ti militari , di renderne più perfetta l'istruzione, il Ministero, previ accordi colle :Societi1 esercenti le grandi reti ferroviar ie, ha introdotto alcune modi·fi cazioui nelle disposizioni relative :il rorso di istruzione per i militari .aspiranti fuochi.sii di locomotÌve ferroviarie. Venne notificato che entro il mese di dicembre del corrente anno, e nei O'Ìorni che $araono in se~uito indicati, avranno luogo gli esami di idoneità alì'avanzamento, ad :mzianitit ,ed a scelta, pei tenenti Yeterinari, con anzi:rnitil sino a tutto il ·1889, i qua li siano giudicati rneri·tevoli d'a vanza rnento dalle commissioni · compilatrici delle note caratter istiche. Venne chiamata una quarantina di sottufficiali a frequentare il ?orso magistrale di .scherma. Ve!!nero chiamati alle armi per un periodo d' i:;truzione di giorni 20 a cominciare dal '1° ottobre: a) tutti i militari di trnppa . in congedo illimitato, compre:;i i sott11fficiali, di ,p categoria della classe ·186i ascritti alla milizia mobile dei reggimenti alpini; b) tutti i militari di truppa in con~edo illimitato, compresi i sottufficiali, di 1a categoria nati nel :1.861 ed a~critti alla ruilizfa t.errito1·ia Ie alpina. Venne determinato che i sottotenenti di complemento, eccettuati quelli medici c'qoelli veterinari, i quali provengono dai· militari di ·1a categoria che preger-0 servizio con la ellisse ,J 8i5 io qualità di all ievi uffieiali di complemento, siano inviati in congedo illimitato, n01,1 appena abbiano prestati tre mesi di effettivo servizio, decorrenti dal giorno della loro presentazione al corpo cni furono destinati come sottotenenti dt complemento. Il Minister,i ha stabilito che la distinzione degli ufficiali di com piemento in asc·1·itti ali' esercito permanente ed asc1·itti a.lla mil'izia 0
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NOTIZIE POLITICO-MlLlTARI
mobile dovrà tenersi prHsente anche nella compilazione dei ruolùii nominai-ivi mod. 8,i., inscrivendo gl i uflìciali stessi in due separati ruolini, secondo che sono addetti all"uno .od all'altro dei suindicati rip~rti del!·esercì to.
*"* Vennero pubblicate le nuove norme per l'ammissione ai c-0llr.gi mili,tari, delle qua li ecco un sunto: I collegi militari ·saranno ordinati su quattro ann i di corso perfettamente, sia- per programmi che per validità rii studio, corrispondenti alla sezione fbico-matematica degli istitnti tecnici. Per quest'anno eccezionalmente le ammissioni avranno luogo a tutti i tre primi anni di corso. Al 4° ed al 20 anno di_corso l'ammissione avrà luogo esclusiva!1cote per esame. Al 3° anno di corso, date cerw condizioni. si potr,\ essere ,rn1messi anche con· titoli di stud io. Gli esami sono fissati per il ,i- ottobre. La retta annuale è stabilita in lire 800 annue nou comprese le spese di corredo e di manutenzione. Le mezze pensioni a carico del bilancio della guerra sono ,ibolite. Il Giornale mil-itare ufficiale ha pubblicato l'elenco dei :;ottufftciali chiamati agli esami orali per l'ammissione al corso speciale presso la scuola militare. di Modena. Sono H i ·aspiranti alle armi combattenti e 89 .aspiranti contabili°. Lo stesso Giornale militare hn ino)tre pubblicato: Specchio indicante i capitoli del bilancio dell'entrata per I' esercizio finanziario 4897-98, cui debbono ,essere imputati i vers.iment, a farsi all'erario dei vari proventi dell'amministrazione militare; Ripartizione in articoli delle somme stanziate in ci.iscun capitolo dello sta to cli previzìone della :;pesa del Ministero deHa guerra per l'esercizio fiuanziario dal ,1° luglio ·-1897 al 30 giugno ,1898; Spe~e d'ufficio per alcuni comrndi ed istituti. - Cl11ssifi .;azioue degli stabilimenti delle :sussistenze; Aggiunte e varianti 111 modello per gli inventari del materiale dei servizi amministrativi; Aggiunte e varianti ad ak une istruzioni pratiche d'artiglieria; Una nuova Istruzione avente per titolo : ( Formazioni e caricnmenti delle batterie da 7 da montagna •, in sostituzione del volune VI, titolo III delle istruzioni pr11ti che d'a rtiglieria;
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Ao-"iu nte e varianti all'istruzione circa il servizio e la contabilità ~e <lelle biblioteche militari; · Avvertenze cirM l'applicazioM di disposizioni contenute nella istru· zione sulle dispense dalle ch :amate alle armi per r,1gioni di impiego <li militari in congedo; . Mod ificazioni al regolamento ,15 luglio 1890 pei trasporti mil.itari . sull e ferrovie e sul lago di Garda; · Regi decreti che determinano le zone di servitù militare intorno aUa polveriera N. 2 di Picineugo presso Cremona, e intorno alla batteria Macè nella piazzn di Spezia; . . . . Nuove dis·posiziou i . ed · istruzioni pel trnttamento d1 bordo ad ull1c1al1 .ed nomini dì truppa. •.* *
Vennero pubblicati i CJUlldri di fo rmazione per le prossime grandi ma uovre ed un' istrnzione sulle medesime. Ecco di questa le disposizioni principal i. . Operazioni. - Le grandi rnan~vre dell'auno corrente si svo~geranno nella regionf:1 compresa fra Chiese ed Adige a sud del lago d1 Gnrda , sotto la direzione superiore del ten0ute generale Morra di Lnvrinno e della Montà nobile Roberto. Saranno divise i11 due periodi: l'uno dal ,10 al . H- settembre di manovre a divisioni contrapposte; l'al tro dal ·15 al 20 settarnbre, di , m il novre a corpi d'armata contrapposti. Il giorno 2 1 settembre tutte le tru ppa, che avranno preso parte al le mano~re, saranno passate in rivista da S. M. il Re a Verona . Alle manovre prenderanno parte dne corpi d'armata: il III e il Y. Il III corpo avrà con $è, oltre le sue due divisioni di fant~ria,_ un~ _d!. visi-one di ca\•alleria. Il V avrà una divisione· di cavallena d1 mli1w1 mobi le. Eqwipaggiam,ento. - La truppa avrà il completo equipaggiamento di guerra, fatta etcfzione del quantitati vo di cartucce ~ !rnllottola,. cl~e ·sarà quello del tempo dì pace per i mil itari sotto le armi , mentre I n-cl1iamati non ne avranno alcnnn . Il . bagaglio degli ufficiali sarà limitato alle cnssette d'ordinanza. I reg"imenti di fanteria e bersnglieri, e le altre trnppe, porteranno, <lelle d~~zioni di cnaterinle di equipaggiamento stabilite per il_piede di -0-uem.1 solo il quan titativo necessario in ragione della forza presente, 1
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N01'IZIE POL1TIC0-!11Ll'l'AR1
NO'rlZ[E POLI1'JC0-!11IL1T ARI
riducendo ad una sola la coppia cofani di sanità ed a metà gli zanu per cartucce, ed escludendo inoltre le casse da· armaiuolo e da vest.iario, i colli per ripm·azioni da sarto e d:i calzolaio, ecc. Munizioni . - Ogni militare di fanteria e dei bersailieri armato di fucile o moschetto riceverà 4.2 ca1:tucce da salve. · Ogni ca vali ere, armato di moschetto, avrà 2..i- cartuccè d11 salve. Ciascun carro per cartucce, dei parchi, porterà 3,i-, 992 cartucce da salve se trattasi di carri mod. 63~50 e 33,048 cartucce da salve se trat, tasi di curri mod . 63-4-L I reggimenti di fanteria e bers,1glieri, prima di rE>carsi nel la località di radunata per le grandi manovre, richiederanno le cartucce da salve nece:;;"arie ai comandi locali di artiglieria, con le consuete norme. A cin scun pezio da 9 sono assegna ti: cartocci da sa lve a filite n. 80 o 90 secondo che fa parte delle batterie addette alle truppe suppletive ' o di <p1elle divisionali, cannelli fulm inanti mod. ·1891 n. 150. A ciascun pezzo da 7, cartocci da satve a filite n. 89, cannelli fulminanp mod. ·1891 n. HO. Carreggio. - I comandi di brigata di fanteria usufruiranno delle canette da battaglione con due quadrupedi ed un conducente ciascuna. Il complemento di conducenti e di quadrupedi necessario per i sopra,. cita ti traini sarà fornito dall'artiglieria. Sen,izio .~nni.ta.rio. - Il servizio sanitario, compatibilmente coi mezzi disponibili, dovrà e~sere fatto secondo le norme dd regolamento di servizio in guerra. Allo sgom bero dei malati negli ospeda li territoriali provvederanno, nd modo repntato migli,)re, i comandanti di corpo d'armata di manovr/l . Esperùnenti . - -Durante le grandi manovre verrà assegnato al la divi:;;ioue di cavalleria un drappello velocipedist.i del ,1,,8° reggimento fanteria, per esperimeotarne l'impiego pratìco in ca mpagna . ..\l V corpo di armata verrà assegnata una mezza sezione di 12 forni tla campagna di nuovo modello (forni carreggiati mod. •I 897) da impiegarsi, a tito lo di esperimento pratico, nel servizio di panificazione. I forni saranno serviti da personale della 5" compagnia di sus:-;istenze, e trasportati con trenn borghese . Al trasporto di essi sarà provveduto con carri e quadrupedi da noleggiarsi dal commercio per cura del direttore di commissariato del V corpo d'armata. Pres~o entrambi i corpi d'armata di manovra verranno fatti inoi tre akuni esperimenti di materiali diversi di sanità .
Cavalli di truppa per ufficiali. - Gli unlciali di veuovagliamento dei reggimenti di fanteria e. bersaglieri, compresi quelli di milizia mobile, sono autorizzati a valersi di un cavallo di truppa. A tale scopo i reggimenti cava'ileria N1:zza .~ Lod•i porteranno seco alle grandi manovre i.cavall i muniti di sella inglese occorrenti per gli ufficiali di vettovagliamento delle truppe a piedi pel rispettivo corpo d'armata. Ad oguj ufficiale estero verrà assegnato, per cura della direzione superiore, un attenden te da trarsi dai reggimenèi bersaglieri stanziati nel territorio del V corpo d'armata. _ La scuola di cava lleria fornirà un drappello di 25 cavalli scelti con tutta accuratezza, muniti di sella inglese e delle apposite briglie e copertine sottosella. I I drnppello sarà agli ordini di un uflìciale subalterno e starà press(} il qua rtier generale della direzione superiore. Detti cav:illi serviranll(} per gli ufficiali esteri, che assisteranno alle grilndi manovre e per quegli ufficiali generali e superiori che v'intervenissero con special i missioni. Radwiata. - I due corpi d'armata di manovra dovranno trovar,;r completamente costituiti nel giorno 9 settembre; nelle località rispettivamente assegnate a ciascnu riparto. S1;-ioglim11nto delle manovre. - Lo s(:ioglimen to dei corpi d'armata di mauovra verrà iniziato per en trambi i corpi d'armata dopo la rivista finale, e sarà regolato dai rispettivi comandi. Roma, il 27 agosto 1897.
NOTIZIE M ILITAR.I ESTERE
16UJ
NOTIZIE MILITARI ESTERE
FRANCIA .
Il reclutamento del 1896 . - È srnto pubblicalo il resoconto sul reclu1amen10 dell'esP,rcito 1wl ,t896 . ' ' Io .Francia 33,1.368 gioYani appurtcncnti r11la classe ,1895 furono iscrini su lle liste di leva e convocati individualmente dinanzi i c.onsigli dì revisione: di essi 9'100 non si pres~utarono, nè si fecero rappresentare cd a · loro rigt1ardo si procedù come se fossero pi·eseuti. Furono dichiarati esenti da qualunque servizio 25.9"8 e perciò rimasero · q uali iscritti solo 305.450, cifra infer iore di fi.026 a quell a della classe preGedente, ai quali bisopna aggiungere 46.627 aggiornati del la classe 1894- e 22.0'18 della classe 18·93. C consigl i di revisione ha uno quindi operato un effettivo totale di 373.895 uomini. Uitirnate le operazioni, il contingen te disponibile per l'esercito rim.ase di 230.700 uomini, dei quali 69. ,'t.38 con la ferma <li 1 anno, 461.262 con quel la di 2 e 3 anni. 111 chiamata del contingente ebbe iuogo dal 12 iii 16 novembre. la ripartizione <lei contingeute frn I~ varie i!rmi fu la ~egnrnt. e : ' 1
1
Con l;;i,
ferma ,li 1 anno
50.110 Fanteria C:ivalleria ' ~l.690 Artiglieria 1..020 Genio. · 1 .350 militari. Equipaggi '1.4-28 d'amministrazione Truppe
To·rAJ,E 69. ,i-38
Con la ferma di 2 e 3 anni
·I 07.0ì2 20.91 O 22.5i.>0 ,\..080
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-162.81~'2 20 9 1O
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323W f>.'100 37.80 5.828
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203.700
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1605
R1"di1zione del.la. statura del soldato . - Il deputato B~zill e ha pres~ntato un progetto di legge tendente ad abbn,;sare ~a m. 1, M a n1. ,1,52 l'attuale statura minima del soldato, nell'intento di aumentare il contingente di leva. Durata_del servizio rn·il'i.lare. - Per iniziativa parlamentare, fu presentata una proposta di lene tendente a modificare alcuni articoli della legge sul recl ntamento del '15 luglio ·I 889, allo scopo di sempre più agevÒlare i giovani ch iarnatì alle armi, cioè a dire: ,1° Accordare una riduzione di ferma ai ciuadiui figli di coltiva~ori, che provino, che fin dall'eia di ,16 anoi, erilno a lavorare cci loro genitori e che vi continueranno fino ai 26 anni, estensibile questù vantaggìo ai giovani addetti a qualche im presa di colonizzazione, nelle stesse condizioni di tempo; 2.0 Permetter!" ai soldati semplici e di buona condotta un riasso.1damento di due anni, da contrarsi nel 3° anno di servizio; 3° Permettere ai dis pensati, qual'i sostegni di famiglia, appem, giunti all'età di ,18 auni di potersi arruo lare nei corpi di truppa, per compiere il loro anno di servizfo·. L'uso della /.enda alle grandi manovre. - Il :.\lioistro della guerra ha disposto Glie le truppe del 1° e 2° corpo d'armata, duran1e le orandì manovre di que,H'anno facciano uso della tenda. " A tale nopo saranno distribuite delle tentes-abris in ragione di 75 p,er ogni compagnia e di ,rn per batteria. La cavalleria con1inuerà a rimanere accantonata . La proposta pare sia partita dal generalissimo, che non n'asconde i gravi in~onve_nienti, che potrei.ibero sorgere in vera guerra col tenere tr~ppo d1ssemrniite le trnppe per gli accantonamen ti. L' uso della te_nda sarà una maggiore salvaguardia della disciplina, mantenendone più strettamente legatì i vincoli e faciliterà senza dubbio fadnnare e l'aver · sotto mano le grandi masse d'uomini di oggigiorno, -che, per contro, difficilmente si potrebbero avere tutte accautonat.e. L'ai,tomobile alte ·manovre. - Il lt'.finistero ha autorizzato un certo signor .Tour me a seguire le manovre del ·I8° corpo .in vettura automobile. Questo signore si propone di compiere un servizio pressappoco equivalente a quel lo dei ciclisti militari e la sera, dopo le manovre, tra:.. sporture gli ufficiali di sta to maggiore nei vari accantonamenti. L'esperienza dimostrerà qua le servizio possono rendere le automo~ili _in campagna. É bene ricordare che il ,18° corpo fu quello che mIZ1ò pure gli esperimenti dei ciclisti militari. ·
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t03 -
ANNO XLII.
1606
1607
NOTIZIE MILITARI ESTERE
. NOTIZIE MILIT1\Rl ESTERE
Esperimento d'·imbarcazfoni improvv'isate pel passaggio di corsi di acqiw. - Una compagnia del ·20° chasseurs a piedi ha sperimentato.
il loro carattere, per il modo di servire, in una parola, per lo insieme delle loro· attitudini, s'impongono fin dal tempo di pace e sono conosciuti da tutti, dai loro compagni istessi, come ufficiali d'élite. Per facilitare dunque l'avanzamento a questa categoria di uffrciali il Ministro ha cercato di abbassare i limiti. di anzianità, per le proposte all'avanzamento, come appare da I seguente prospetto comparativo tra il 1896 e ·I 897 .
a Baccarat una imbarcazione costruita con manici d'utensili da zappatore e con tre teli da tenda, il tutto unito insieme con un sistema immaginato da un ca pitr..no del genio certo· Leroy. . In ·I 5 minuti, riferi,;cono i giornali locali, questa barca improvvisata fu costruita. Sei uomini vi presero posto faci !mente · e poterono. cosi attraveri:\are h1 Meurthe in un punto ove la corrente era as·sai forte. Ammissione d1: indigeni delle colonie a St, CtJr. - Il .Ministro cieli& guerra ha disposto che d'ora innanzi anche i giovani indigeni sarann(} autoriizati a prender parte al concorso di ammissione alla scuola militare speciale, sotto riserva di contrarre, all'atto della iscrizione al concorso, impegno scritto di farsi naturalizzare francesi, appena uscitr di minore età. Quelli che all'atto della promozione ad uffici~le non avranno ancora raggiunto i 2-1 anni saranno nominati ufficiali dei corpi indigeni e solo, dopo avvenuta la loro naturalizzazione, diverranno ufficiali dell'esercito francese. Esercitazioni e ri cogn'izìoni. - I comandanti dei presidi di frontiera hanno ricevuto ordine dall'ufficio incaricato della difesa di esegu ire notte tempo, ed una volta per settimana nel periodo estivo ricognizioni verso la frontiera, accompagnate da manovre. Durante qtteste esercitazioni da soldati intelligenti si fanno eseguire ricognizioni individuali abituandoli a raccogliere e vagliare le notizie rillettf\nti il bestiame, i veicoli, le stalle, i fienili, i magazzini, l'acqua, le strade, ecc. ecc. di tina data località. Commissioni 1·egionali di rimonta. - In d11ta del 19 maggio ·I 897' è stato pubblicato un decreto, per la costituzione di -speciali commissioni regionali composte. di funzionari di stabilimenti· di allevamento e depositi slalloni e di ufficiali di rimonta, affine di studiare i bisogni e ]e risorse dei paesi in cui essi esercitano le loro funzioni, nel doppi o intento dell'allevamento e delle rimonte dell'esercito. C'ircolare sult' avanzamento. - Io dn ta del 24- apri le ·f 897, primacioè della convocazione delle Commissioni di classil1cazione è stato p11 bh)ic11to lo specchio contemplante i limiti di anzianità, per le proposte all'avanzamento. In questa occasione il ministro della guerra ha emanato una circolare nella quale ha insistito nel In necessità di riservare una parte dell'avanzamento a scelta, per gli ufficiali i più atti e i piit capaci di coprire la carica di ufficiali generali. Il Ministro raccomanda di preparare l'avvenire col far raggiungere Hltempo utile gli ahi grnd i a qur~gli nfficiali che, per la loro intE>Jligenza ,
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Fanteria. 1896
189'7
3,1 dicembre 189415 gennaio 1893 ·I 1890 1 luglio ·1892
tenenti colonnelli maggiori capitani . tenenti
31 dicembre 1895 1 luglio ,1894 1 » 1893 1 ottobre 1893 1
Cavalleria. 31 dicembre 1894-
15 gennaio ·I 893 15 > 1890 ·I 5 luglio
:1892
tenenti colonnelli maggiori capitani tenenti
34. dicembre •I 895 1 luglio 18941
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1 ottobre
,1893 1893
Artiglieria. 3•1 dicembre ·189415 gennaio :1893 15 luglio 1895 15 gennaio ,1893
· ten~nti colpnnelli maggiori capitani tenenti
3:1 dicembre !895 ,1 luglio 189415 aprile ·I 89 1 1
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1894-
Genio. 31 dicembre ·189,~ 13 gennaio -15 luglio 15 gennaio
·1893 1886 ·18941
tenenti colonnelli maggiori capitani tenenti
3,1 dicembre 1895 ,1 luglio ,f 8941 23 novembre 1888 1 ottobre ,f 895.
NOTIZIE Mll,IT ARI ES'l'lmE·
1609
Marina. Ammissione dei capitani di lungo corso nel corpo degli ttfficiali della marina attiva. - Un decreto in ùnta ,t !~ aprile u. si determina le mo-
dalità e le condizioni per l'ammissione dei capitani di lungo corso nel corpo degli ufficiali della ma rina attiva. Le, priucipali sono : . 0 1. li capitano di lungo corso che domanda l'ammissione deve avere età inferiore ai 31S anni e possedere già il grado d'insegna di vascello di riserva,. · 2° Quelli che soddisfano a queste condizioni sono ammessi, nei limiti del numero dei posti fissa ti annual mente dal Ministero, a compiere un periodo d'i mbarcii di due anni, di cui ,18 mesi in sq uadra e 6 mesi nella nave-scuola dei cannonieri. 3° Al termine di ciascuno dei due anni, gli aspiranti sono onnotati, e que.l li che non ottengono note sufficienti circa l'attitndine militare ed il modo di servire, possono tissere congedati immedi:it.amcnt.e e non po1rnnno ripresentarsi che dopo dne anui. Possouo pure essere congedati nel corso dell'anno quelli che tengono cattiv:i condotta. 4- 0 Quelli che hanno ottenuto noie favorevoli sono :immessi al termine dei due :inn i d'imbarco a subire l'esame sulle conoscenze teorico- prntiche applicabili alla mari1rn. Quelli che superano La le esame sono classificati per ordine di merito e nominati insegne di vascellCI effettivi. Gli altri possono ritentare l'esame sei mesi dopo e non riusceudo neppure in questa prova non potranno più entrare nel quadro attivo, ma restano nel quadro di riserva. Torpediniere sottomarine. - Tempo addietro fu da l ministero della marina bandito un concorso per l'elaborazione di un progetto di torpediniera sotromarioa che doveva soddisfare alle seguenti condizioni: velocità, ·1'.2 nodi; percorso totale, 100 miglia ad 8 nodi; percorso subacqueo, 10 miglia ad 8 nodi; z torpedini pronte per il lancio. In p~1ncipio del mese di aprile pervennero al ministero della marina una ventina di progetti circ11 , fra i quali, secondo In Reoue du cercle militaire, cinque meritano specia le alleozione. I premi, fra cui uno di lire 40,000, saranno assegnali appena la commissiene avrà ultimato l'esame dei vari progetti ..
PRO:MOZIONI avvenute riell' ese1·cito francese durante il 2~ t1·imesfre 1897
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&IVlSTA DEI PERIOD101 mLl'l' ARI
1610
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI Revue d'artillerie.
Agosto 189i. - L'artiylieria da costa inglese. Coritinut lo studio sul regolamento di manovra per l'artiglieria da costa inglese, già iniziato nella puntata di luglio. Vi si tratta dell'argomento del comando, della varia gerarçhia di esso, del comando dell'artiglieria di settore, del comando dèl tiro, del comando di batteria , del personale addetto, dei principi che servono di base all'ordinamento attuale, ed infine del passaggio dal piede di pace al piede di guerra. Esperimenti di marcia in montagna compiute da diverse 1tnftà dell' artiglier·ia l>vizzcra nel 1896 e J8f)7. La Schweizerische Militiirische Bldtter e la Rcv·ue 1lfilitaire Suisse, hanno dato ,un ampio riassunto di talune marce di mon tagna compiute dalle batterie montate dell' aniglieria svizzera, nell'estate ,1896 è nell'invernÒ testè decorso, L'esame generale delle marce compiute ed i parti- _ colari di esse offrono un singolare interesse. Questo esame è infatti adatto a dichiarare talune speciali circostanze di esecuzione delle marce in montagna. Parecchie tesi attendono ancora un'adeiuata risposta; con un materiale di peso determinato ed in condizioni atmosferiche determinate, quale è iI grado di mobilità di una batteria - quali sono le difficoltà che può superare una batteria montata dal punto di vista deli') difficoltà del cammino e dell'asprezza delle pendenze. Straordinarie difficoltà superò l'artiglieria russa al passaggio dei Balcani, durante la guerra del ·1877-78, ed altret· taute rartiglieria austriaca durante la cau,1 pagna di Bosilia ed Erzegovina. Ma questi dati non sono nè possono essere suilìcienti. Percii> opportunamente la Re,vue d'artillerie raccoglie e clas:;ifh:a diligentemente i dati di e;perienza raccolti dall'artiglieria svizzera, corre.dando il riassunto di una carta itinerario delle marce compiu te. Apparecoh1; di puntamento indipendenti per pezzi da costa di _grosso calibro. Saggi ·comparatil'Ì esegMiti in Au.~tria contro piastre di bl'indaggio
nel 189H -1896. Notizie varie. - Francia: Sulla propagazione delle deformazioni nei metalli sottopo~ti a sforzi - Alluminio - Acciaio - Nikel - Me, tallo Delta - Ottone. - Inghilterr.a: Apparecchi di frenamento
16.ll
,per vetture a quattro ruote. - Stati Unit'i: Notizie sul fucile da • mm. 6 in servizio presso lè truppe della marina. - [talia: Rego,lamento di servizio in guerra. Rivista di artiglieria e genio.
L uglio-agosto •1897. - L'equitazione mihtare e lo sport. Riepilogando il notevole articolo del waggiore ETTOl\ RE non può ·sfuggire all'imparziale osservatore c;he l'influenza dei vari eserr,izi di . ~quitazione militare dipende essen1.ialmente dal metodo pl'atico e dallo ·-scopo che da essi si esige. La vera arte e11uestre nulla ha da imparare d~lle corse e oalle cacce; ma non si può negare che queste abbiano contribuito a darle un nuovo indirizzo più rispondente alle esigenze moderne. i-tempi sono cambiati ed i principi che guidano l'educazione della caval)eria si sono radicalmente •tra~formati. Oggi più non si richiedon? le piroette e le andature . artificiali per far spiccarn la grazia dei cavalli e l'abilità artistica dei cavalieri, ,ma si cerca di sviluppare le andature natnral i, abituando i cavalli ai . -veri bisogni della guerra. Per ottenere ciò non è sufficiente saper corTerecon cavalli di puro sangue negli ippodromi e nelle cacce, ma occorre :anzitutto aver l'arte di saper addestrare cava lli di qualsiasi razza, per ri·cavare da essi il maggior utile possibile. Non si deve aduuque esagerare fimportanza delle nuove idee, e bisogna rammentare che ancora oggidì il cavaliere comincia a formarsi nel maneggio, si perfeziona in piazza d'armi e si completa alla scuola di campagna. Lo SJJOrt non è da consideTarsi .come scopo principale del cavll!iere, ma sempl icemente come una ,ginnastica, utile per i suoi effetti fisiologici e morali, e come il corona· mento dell'istruzione esterna, da eseguirsi dai cavalieri e dai cavalli bene -addestrati e provetti. l'\ello ,svolgimento pratico degli esercizi è d'uopo pùrre mente di non esigere cose troppo diilìcili e sforzi eccezionali, ma di l'estare nei limiti ' ration11li e di possibile esecuzione per la maggioranza. Le norme direttive uniformi per tutti i reggimenti, debbono chiaramente fod icare lo scopo da raggiuugersi e piegarsi alle esigenze del ·servizio militare. L'allenamento o preparazione deve spingersi fino dove è pos-sibile, senza logorare i cavalli . L'indirizzo generale deve essere assolutamente pratico Pd ::iffìdato ad ufficiali intelligenti e capaci. Armonizzando ,cosi razfona{mente l'arte dell'equitare con gli e~ercizi che sono oggidì di moda, ·si otterrà uo sicuro progresso che ci avvierà a quella perfezione che t mèt~,deftli ~turli e rl" i comuni dè:-irl, rì i. 0
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1612
R1VIS1'A DEI PERIODICI MILITARI
RIVISTA DEI PERIOlHCl MILITARI
Fornelli per cucina· nelle caserme di truppa . .Modifìcazioni ai ponti lei;cito1: alla Ponce/et. Sulla cnn,a generatrice della superficie Offivale dei pro1·etti in rripporto alla. resistenza dell'aria . 1'a-oole cli ti ro s11eciali per l' 01·tig lier-ia da (or tena. La telegrafia elettrica senza fìli. Miscellanea. - Materiali da campagna a tiro rapido, sistema -De Banfe e Piffard - Traino dei carri sulla neve - Circa alcune pro prieta delle leghe dì acciaio e nichelio. Esperì-menti di tù·o contro ima piastra di corazzatnra di acciaio con nichelio. Notizie m'ilÙari. - Francia : Progetto dì istruzio~e sulle operazioni di attacco e difesa delle piazze forti - Conducenti di fanteria mal'ina - Affusti vagoni - Nuovo ·miscugl io esplosivo per proietti,- Il cavo. telegrafico sot,tomarìno più lungo del mondo. - Germania : Il 1,ariometro o nnovo strumento per misurare le variazioni nella pressione atmosferica . -- Inghilte•rra: ,Modificazioni ai proietti Ii del fnci le Lee-Metford - Affusti per artigl ieria leggera - Trasformazione rii cannoni dì medio calibro della marina - Adozione de l si;,t.ema metrico . - Russia: Caricamento interno Jellc g1:anate dell'artig lieria da costa. - Stati Uniti : All'usti a scompar:;a - La coloritura delle navi da guerra - Conduttura di legno per l'acqua - Applicazione dei raggi Ri>ntgen all'analisi dei carboni. - Svizzera: Dati sull'artiglieria da posizione. · Bollettino della Società geografica italiana.
Agosto 1897. - Atti della Società. - Comunicazioni della presidenza· - La spedizione Ilòttego. Comunicazioni e r ellizioni. - · a grande terremoto indiano del 12' rriugno 1.897. Giovanni Caboto. - Qu:arto cenienario del la scoperta del continente Nord·Amei·icano. Notizie ed appunt'i. - l i Congresso geografico italiano - Statistica delle Società geograliche uel •I 896 - La superfkie dei siugcli bacini fluv iali della Germania - La popolazione della Grecia - La pi ù afta stazione meteorologica nella penisola balcanica - La missione l'ionese di esplorazione nella Ciua - Una nuova spedizione inglese per l'esplorazione del fiume Giuba - Rerrioni solari La partenza del Windward - Un nuovo viaggio della Fmm Spedizione Andrée - Spedizione canadese alla baia di Hudson.
1613
Revue de Cercle Militaire.
H · agosto ·1 897. -
La settimana militare., - Il Presidente dèlla Repubblica nelle Alpi - Il briodisi ali ' esercito - Commecnoraziòne dei morti .
Manovre alpine. Le recen ti manovre alpine nella valle dell' Are hanno consacralo defini tivamente in Francia l' istimto delle milizie alpine, sull' imitazione delle nostre. Il gi•nerale Ferron fn il primo che trasportò in Francia la speci;i.lità delle truppe alpine. Durante il suo breve, ma fecondo ministero, furono formati i primi battaglioni di cacciatori alpini. Essi manovrano in qnest'anno suddivisi per gru ppi, agli ordini del generale Coim. · · Ri/~1-me itrgenti nella fanteria. - )letodi di azione della fau teria tedesca secondo il regolamento di / esercizì e di manovre del ·1888. - Riassunto sui rileiodi di aziooe della fonteria 1edesca. - Confrooto fra le fan terie tedesca e francese. - Metodi di azione della fan teria russa. - Os$ervazione di metod i di azione della fanteria rnssa.
Le prossime grandi, mano1;1·e ·nisse. Il terreno prescelto per le prossime grandi manovre è la regione paludosa e bosC05a solcata dal la Narew e (lalla Bobra. Le ciuà Ostrolenka, di Bruisja e di Bielostock formano allineafllento sulla linea della Narew che funz ionava da asse delle manovre sopra dette. Questa regione ben munita di rete fel'ro viaria è llhbondautemellte popolata cd offre alle trnppe ogni ri,;orsa desiderabile. Essa offre al comando un te:itro al. quanto variato ed accidentato, in1eressante dal punw dì vistn delle marce delle colonne e del servizio di ricogoiziouo;l. Le truppe staz,onale nel territorio mil itare di Va rsavia e di Vilna prende ranno ri spetti va mente parte alle grandi manovre essendo ciascun 'partito costituito da tre corpi di armata e da uu corpo di cavalleria. Le truppe di Varsavia forme ranno il partito Ovest, le altre: il partito Est. Il programma generale delle manovre è il seguente: L'armata dell'Ovest si raccoglierà nei contorn i della città dì Ostl'olenka , l'armata cif.' 11' Est a · due marce da Ostrolenka occuperà una posizione difensiva innanzi alla N.irew, posizione prescelta per sbarrare il passo all'armatn del.l'Ovest..
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RIVISTA DEI PERHJDIOI MILITARI
RlVIS'I'A DEI PERIODICI MILITARI
J.n se"uito ad un primo scontro d'armata della difesa si metterà in ritirata verso<' Bielostock impegnando alquanti combattimenti di retroguardia. Bielostock sarà alla fine il campo di un combattimento generale decisivo, in se"uito al quale l'armata del!' Est, profittando dei rinforzi che gli saran~o avviati prenderà risolutamente l'offensiva. Le città d1 Ostrolenka e di Bielostock hanno entrambe un grande significato nell'istoria russa. Ostrolenka situata sulla sinistra della Narew è il nodo delle comunicazioni che ~accordano questa regione con Bielostock. Nel 180i le truppe di Junot posero i loro quartieri di in~erno a O~trolenka. Ne furono poscia slo"o-iate in ~eguito ad uu accanito combattimento soste<>t> • d' ·nuto con le truppe di Essen. 'Mn la principale importanza storica 1 questo teatro di operazioni si riferisce alla guerra di Polonia del ·182~ , In . secruito ad un tentativo di offen siva diretto senza successo da Skn· , nj,ki "'contro le truppe della Guardia russn il_grosso d~l mrpo [>€1lncco fu costretto a prender la via della ritirata. La cavallena leggera della Guardi~, comandata da Biterna, sloggiò Loubenski da Ostroleo ka ed ob· bligò i polacchi a passare su)la de,tn1 della Narew. Cominciavano di già a distruggere i pO!!ti allorqua.ndo il conte Grable, formate alcune colono~ d'assalto composte di soldati decorati dell'ordillfi di S. Giorgio, entro furiosamente nella città. Il combattimento durò in Ostrolenka per beu undici ore accanito e micidialissimo. I Russi ebbero 5000 dei loro posti fuori di combattimento e 9000 i Polacchi. Cronàca -milùare francese. - L'invio in congedo della classe del·\ 893. - Rioarto di avanzamento fra i reggimenti di fanterin ,mitrina ed i battagÌioni distaccati a Parigi. - La medaglia de) Madaga~c~r ..-. Ufficiali di riserva della marina. - Ammioist.razione degli 1scntt1 ma riuimi. Notizie -mfri,tari estere. - Germania:· Cacciatori a cavallo - Nuov i seo-nali di tromba. - Inghilter·;·a:' L.e bandiere dei reggimenti di fa~teria ingle~e. - Ru.s13i11: I mortai Jn campagna da sei pollici.
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Francia come in (.}ermania; nondimeno si rintracciano delle peculiari -differenze fra le due categorie di produzione letteraria, derivanti dal- · 1'iodole delle due nazioni. Il tedesc\l nulla dimentica del suo pa~sato e rimprovera tuttora ol Francese la morte di Corradina, pur tacendo· del,J'i.ncendio di Heidelberga. Il Francese invece è tutto fuoco e tutto fiamme ,e non respira che la vendeua; ma alla fine la leggerezza nazionale prende il sopravvento e l'oblio discende a poco a poco sopra il passatò che è morto. Queste le speciali differenze fra le due nazioni. Così, nell'occasione del giubileo della guerra, in Germania si pubblicarono in grande numero istorie e riassunti biografici quasi tutti senza speciale valore intrinsico di novità. La loro unica utilità consiste nel richiamare presso i tedeschi il culto del passato ed a ravvivare le memorie della gloria militare che stanno a fondamento dell'impero di Germania. Altro tratto ca4"atteristico deÌla letteratura militare tedesca è l'abbondanza delle memorie e dei ricordi personali. Gli Erleubisse e. le· Erinnemngen dei generali, ufficiali di ogni arma e grado pullulano come i funghi prat~joli ·i n un bel campo irrorato dalla pioggia. Io francia la specie di queste -pubblicazioni fu meno feconda. Fra le opere più popoh1ri e\'Vi Le siéye -de Paris di Francesco Sarcey, Le .lournal d'un offìcier d'ordonnance del conte d'Herisson. Le opere più popolari in Germania sono le Parstel· -langen dello stato maggiore Bavarese, quelle,-del Kunz, dell'Hoenig, del Scherff, del Yerdy du Ve:nois e dei Cardinal de Widdero.
.Decorazioni, croci e medaglie. - Ordine di Santo Spirito . . R-ivista dei periodici -mil-itari. - Germania: Ancora un nuovo fucile - I cani da guerra - La cassa per le vedove e ali orfani de"li ~... "" è) ufficiali - Un prestito di 35 milioni di marchi. - Inghilterra: Munizione per fucili Lee-Metford. - Stat·i-Uniti: La bicicletta nell'esercito. - [talia: li fucile Cei - Sport militare. Bibliogra.fia militare. · Estudios Militares.
Le Spectateur Militaire.
[mportanza strategica attuale dell'Aragona e particolar-niente di Saragozza. - Il 5° corpo di esercito nel la , egione aragonese - Conclusioné. Una visita alla scuola pratica degli ingegneri ùi Port-0,qallo. - Ricognizioni - M:ine. Giudizio storico critico sopra il Re Don Ferdinando il Cattolico considerato militcwmente. - Appendice.
5 agosto 1897, -
4 agosto ·1897. -
I/. nustro {itcile uccide .
La letteratura stilla gtierra del J870. · Il numero delle opere, degli articoli eia rivista e da giornale relativ~ alla campagna del ·1870-i4 è immenso. Ornai non v'ha biblioleca cosi ricca e largamente provvista che possa presumere di p~ssederle ,tutt,e. Que5ta speciale letteratura è pres,o a· poco egualmente ncca e fìonta 10
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Jl.lVISTA DEl PERIODICI MILlTARl
Notizie miliuwi estel'e . - Germania: Forni· da campagna - Scioglimento della commi!::sione di difesa - Una nuova cnrabina Mauser. - Austria-Ungheria : Sorveglianza suì monumenti d'arte eserciL&ta dall'esercito - Noovo cannone in acciaio compresso - Esercizi cidistici. - Stati-Uwilri: Dati del unovo regolamento sul tiro Mutamento di armamento della milizia. - Francia: A_ncora sul rnp.remo comando dell'esercito - Sull'igtruzione superiore degli u!Iiciali _: Sul cambio di armamento. - Inghilterrn: Ordinamento dei volontari in Australia - Un nuovo proieuile per fucile LeeMetford. - Italia: Il tribunale supremo di guerra e marina. Streffieurs Oesterreiohische Militarische Zeitschrift.
Agosto 1897. - Il ser vizio dell'esercito russo durari,te la guerm russo-poiacca de l 1831 . - I. Lo scoppio della rivolnzicnie Dislocazione - Marcia in avanti ù~lle tru ppe russe - Il piano di operazione - La base di operazione - Le for1.e combattenti polacche - Il teatro di opernzionc - PreparaìioM mnteriale delle operazioni - E . Il principio delle operazioni - Tregua di Wègrow - Marcia sopra Varsavia - Il ser vizio dei feriti - Battagl ie di Wawer e Grochow - Più largo piano di operazioni - Gli accantona menti a i:Ud est rli' Varsavia -2a tregua - III. Marcia sull'alta Vistola - Offen~iva dei pblacchi contro . Hosen - Accampamento dell'esercito rosso - Marcia cl i lìauco su Siodlee - Accantonamenti - 3· tregua - Progres~o nei servizi - I V. Offensiva dei polacchi contro la guardia - Rntiaglia dì Ostrole1drn - Marcia su Pultusk - Acca ntonamenti - .~· tregua - V. Seconda parte della cam.· pagna - Sguardo generale - Situazione - Ca.rreggio - ~ arcia rli fianco su Osiek - Passaggio della Vistola inferiore - VI. Marcia su Lowiez. - 5a tregua - · Svrluppo dei servizi - Hitirata dell'esercito polacco. Ora ed una ·volta - Per la psicologia della guerra. Gi1tdizio sui combattimenti della carnpaqna de l 1796 1:n Germania. Gala-Douceurs - Nota biografica . Bollettino bibl-iogra{ico. 1
R ivista del Club A lpino Italiano.
Luglio ·1897. - X.Y.IX Congresso clegl'i Alpinisti italiani. - Avvertenze e riduzioni ferroviarie. Rocca la .lfeja (con illustrazioni), Cima. Gorgia Cagna, Rocca della Pa1.tr. - G. BouoA ..
1617 Punta illanzol, Punta Agugliassa, Punta PLengh. - A. CHIAVEno. · Cronaca alpina. - Nuove asce.•1sioni: Rocca di Valmeinier - Sasso c~mpedello - Sasso nodengo • Pizzo Cenga lo <lai Nord. - Ascensioni di Soci: M. Misurasca • Punta Patri - Marmofada - Antelao - M. Saot'Angelo a Tre Pizzi e l\f. 'l'erminio. - Esciirs·,:oni sezionali: Torino) Uja ùi Mondroue · Milano) All n Frua e · a Devero - Brescia) Tignale, Tremosine, Passo di NÒta, Riva - ComoJ Resegoue - Pulermo) :VI. Cuccio • Schio) Al Cornetto e Pian dP.lla Fugazza . - Carovane scolastiche : Torino) Al Chaberton - l\lilano·) Al Buco del P iombo e alla Boccbeua di Prada. - Ricoveri e sentieri : Rifugio all'Argentera - Servi zio di osteria nei rifu"i del le Sezioni di Venezia o Ver bano - Segnavie alla Grona - Capanna al Col de Bertol - Legna alla Capanna di Gauli. - Alberghi e Sogg'iorm:: Hotel sul Brevent - '\"uovo hotel ai Grauds-Mnlets. - Guide: Esami per le guide dell'Alta Savoia, - Strade e Fer1:ovie: Strada carrozzabile al Colle Ferret - Ferrovia elettrica SpiezLo8che - Ferrovia sul M. Snowdon (Inghilterra) - Servizio di vetture nelle valli alpine. - Disgrazie: Morte del ragioniere Occhiena. Varietà - Per il giardino alpino La Chanousia. Letteratum ed arte. - l.\fodaglio d'oro al miglior quadro d'alta montagna all'Esposizione di Milnoo - Sierra Club Bulleti n - l\1i tth. D. Oe. A. V. - De Pau au Pie d'Oss:rn et a Gavaroie. Atti uf!iciali della sede cenirale del C. A. [. - Circolare V: 4• As~ernblea dei delegati (ordine del giorno) - Concorso a sussidi per studi sui ghiacciai - Bollettino del 189i - Elenco dei deleoati al!'Assemblea. C:ronaca delle sezioni. - Torino, Milano, Lecc-0, Verbano-\iarallo. J'\IVISTA DEI PERIOD ICI MILITA R.I
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?)
Revue de Cavalerie .
Luglio 1897 - Evoluzione delle. idee circa l'impiego della cavalleria di,JJo Napoleone. Dopo le gran di lotte ·dell'Impero l'Europa sembra riposarsi dal la guerra, e l'arte militare si spegne come un incendio che lascia la notti¼ più fosca e nera. L'idea della guerro · declina, sovratutto in Francin, ma in Germania cova come fuoco sotto le ceneri. Il fi losofo militare più grande del secolo, Clausewitz, raccoglie gli ammaestramenti dell e grand i guerre, cerca di salvarle da un naufr,,oio e penetra nell'intimo dell'arte di Napoleone, allo scopo di fi ssarn! la dottrina. Ma le grandi campa~rne della metà del secolo riaccendono il gusto
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RlV·ISTA DEI P EIUODJCI MILITARI
RIVISTA DEI 'PERIODICI MILITARI
'
della guerra. Ogni ramo dello scibile militare si prende accuratamente in esame e tutto si rinnova: l'arte cavalleristica trova la sua nuova culla in· Germania, mentre in Russia s'avvia a nuovi progressi con metodi di pratica. Il grande impie~o collettivo delJe masse di cavalleria riceve la sanzione dei campi di battaglia, e la riprovazione dell'impiego della cavalleria diventa completo: esplorazione, intervento net preliminari della battaglia contro la marcia delle colonne avversarie; partecipazione all'atto finale della battaglia. L''Uffìcio della cavalleria rispetto alle truppe di copértura. :-- Del combattimento in c11mpagna aperta - Delle sorprese delle guaroicrioui di frontiera e delìe truppe che stanno agli accantonamenti -tJ Della distruzione delle strade ferrate - Del passaggio dei corsi d'acqua - Un corpo di partigiani io ritirata incalzato dal n~emico si trova in presenza di un fiume senza ponti - Episodio della campagna del 18·13 - Riassunto delle considernioui circa alle incursioni di cavalleria - Delle colonne mobili - Conclusione. Da Bautzen a Plaswitz Maggio 1813 - Continuazi'one. L'amore del soldato. L'articolista imbevuto dell'onda fresca di russismo che conquide e pervade l'intero organismo repubblicano di Fran~ia, aff~r~a che do_po l'iniziativa, l'emulazione, l'amore del ·cavallo per t soldati d1 cavallena, convi<~ne sviluppare negli ulficiali l'amore del soldato. Questo sentimento non s'ispira nei dipendenti con la vera e spontanea affezione ed interessamento dei superiori verso gli inferiori. L'ufficiale dovrebbe punire poco, ma servire più di esempio a fatti e parole; poche norme fondamentali di disciplina ma fortemente e rigidamente osservate: pl'Urimae leges pçssum,a respublìca. Il combattimento a piedi della Clivallerùt - Continuazione.
Una parola sui magazzini di vestiario degli squadror,i Tnformazioni e notizie varie. Giornale Medicò del Regio Esercito Italiano.
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Rivista rned,icd -
CABJTTo . La tossicità del sudore degli epilettici . Il bagno d'aria calda come mezzo terapeutico di alcuni parossismi epilettici . - K1sc1-1 Sopra un disturbo ner1'0SO osservato negli 11/fìcialt BERNHARD. Esantemi prodromici e seconda1·t. - MuLLER. Embolie del potmone per le iniez'ioni di preparati insolubili di mercurio. - · K oo LHAAS. Coma dispeptico. Gowsc11M10T. fn/luenza della elettricilà s-ullo sto,naco umano. ScH11òoEn. Tisici febbricitanti. - AnoN. Gli aneurismi dell'aorta e i raggi Ron19en. - Luc As-CHAMPONNIÈRE, Il kubigasari. Wnrnwr e S1rnPLE. Impiego dei batteri morti per la di aynosi della febbre tifoide e della febbre· di iflalta - Metodo facile per improvvùare una fiamma cannello per fare tubi capillari di sedimentazione. - RnANEn. Polinevrite (ata,le. - LEn.uoYEz. Cura dell'otùe media'J.cnta nel periodo di siippurazione. - CADÈOT. La d'ispnea nell'inizio della perfrardite reumatica. - Huci-uno. L'edema awto del polmone. Epicondilal_qia. · -
CABITTO.
I
Revue mari't ime.
Luglio 1897. - Statistica dei nmi,fragi e deg/'i i nfortuni di mare accaduti nell' dnno 1894. Il cont·rammiraglio Ma.qone . . Un se_col~, o quasi, è passato dalla giornata di Trafalgar, pur nondimeno Ii f!cordo è vivo nella marineria di Francia. Vi sono dei nomi· , illustri che merit,ano di non essere coperti dall'.oblìo come Carlo Rena\o Magon, nato a .Parigi nel ·1763. Discendente da una nobile ed antica famiglia di Saint~l\1alò, fu nominato guardiamarina nel 1778. Prese parte alla battag.lia di Ouessant, •! partecipò con efficacia ed ardore alle lotte fra Francia ed Inghilterra per il dominio deJ mare. Correnti aeree, loro corso ed ut,ilùà per gÙ . areostat'i. - Contimrnzione. - Del piccolo pal lone-Ancoraggio - Navicella - GuidaR~pe. - M.otore - Gonfiamento - Il passaggio dell'Hi1nalaya per v,a aerea - (})n un~ carta dimostrativa. .Marine stmniere - Preparazi one alla giterra na.vale.
Luglio ,1897. - Tre casi di ascesso dei seni (tontal'i, . . Traumatismo del lobo frontale destro del cer'Vello in un ferito ad .4.bba Carima. Sopra tm caso di allacciatura della femorale per ferita di arma da punta e da taglio.
Il comandante MAIIAN, della marjna degli Stati-Uniti di America, ha pubblicato recentemente nell'Harpers rnonthly mcigaz-ìne uno studio, sulla preparazione alla guerra navale. L'autore considerando dapprincipio la questione dal punto di vista generale,· espone la preparazione
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R,lVISTA. DEI PERIODICI MILITARI
alla guerra nel concetto dei tempi moderni , quale un sistema vasto e complicato. La guerra, éome che appaia violenta nel carattere e nelle sue forme, scrive il Mahan, non è altro che :un movimento poli tico studiato e preparato di lunga mano . 'Epperciò una nazione che de$idera provvedersi di un organismo di difesa terrestre e marittima che veramente si confaccia a' propri bisogni deve appuntare gli sguardi non alla più grande tlow1 e al più gr&nde degli eserciti, ma bensì alla rispettiva situazione politica. Soltanto dopo bene avere ..vagliata la situazione politica deve essere sorto il problema militare, e non prima. La preparazione alla guerra deve poi passare per due stadi distinti: preparali vi e stato di preparazione. La prima, è uua questione assolutamente materiale ; la seconda, è opera di perfezionamento. Si possono, invero, compiere dei preparativi senza essere affatto preparati. La preparazione, circa il suo carattere, può essere o difensiva o offensiva. Nella ~ uerra navale-la preparaiiooe delle coste è elemento difensivo, la flotta offensivo. In difesa delle coste assicura all'ammiraglio una lJuona e sicura base di operazione, arsenali· e depositi di carbone. Mezzi della difesa costiera sono i cannoni, le linee delle torpedini e delle tor;pediniere. La noua capace di ténerh il mare in ogni momento, ed in l)resenza di un probabile nemico, compie l'organismo difensivo-ofTe~sivo della dife$a navale degli Stati. [I, Pelorus incrociatore 'inglese di terza classe. Jl bilancio della marina tedesca nel 1897-98. Cronaca - Inghilterra: :::itar, controtorpediniera - sue prove Earnest e Grifl'on - Otto vapori. da navigazione fluvia le - St.at'i Uniti: la corazzata Jowa - le eann~niere flelena e We i1n1:ngton - Russia: Nuove costruzioni navali - Italia : li Sa-int-Bon L'incrociatore Calabria - Bilancio, della marina ·1897-98 - Spagna: Il C1·istoforo Colombo.
ANNO
XLII
RIVISTA MILITARE ITALIANA
DISPENSA
XVIII. -
•·
16 .SETTEMBRE 1897
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Per la Direzione Lonovrco CrsoTTI
-ROMA DEMARCHI CARLO,
gerente.
VO G HERA
E N R I CO
TIPOGRAFO· llOITORB
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SOMlvIARIO
I CONSIGLI ,DI DISCIPLINA
D EL LE MATEl'llE CONTENUTE .NELLA PRESENTE DlSPRNSA
E LA OUARTA SEZIONE DEL CONSIGLIO Dl STATO I Consigli di disciplina e la quarta. sezione del Consiglio di Stato. - SAVERIO NASA u,1 RoccA, magg. d i sta to magg . Pag. 1G21
Guar,(a com'esta fier:i. é fatta fella Per non esser corretta dagli s1ironi, Poi che ponesti mano alla hridclla.
Cacciatori esploranti. fanteria. -
Gurno i\f AYO, tenente nel 26° regg. (Continuazione e ji,ne) . . . . . . . . » 163.2
... .... .... . . . . . . . . . . . . .
. Però se il mondo presente ,lisvia In voi é la cagione, in voi si che1?gia. Efl io te ne sarò· or vera spia. Purgatorio, VI e XVI.
Studio analitico-comparativo sulla potenzialità militare della China, del Giappone e della Corea e guerra Cino-Giapponese degli anni 1894-95 . - . A VETA F EDE nrco, capitano 72° fante ria. - (Co11tinuazionej » 1641 L'esercito turco. - B. D. . . . .
» lB48
Prescrizioni russe per le marce notturne e per i combattimenti notturni » 1669 Notizie politico-irilitarl. -
a;. .
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lGSG
Notizie militari estere: Francia: Nuova ·istruzione sul vettovagliamento diwante i frasp 01·ti iti fe r1·ovict, e sull'o1·ganizzazione e funzionament o delle staz ioni di r if ornùnento vivc1·i (31. marzo 1897) .' . . . . . . » 1696 MARINA: I nuovi v1·ovvedimenti per la ;Zotta . . . . . » 1691 SERVIZIO SANITARIO: 8opv1·essz'one degli ' ospedali militctri i n A lgeria. - Le grandi mano1;1·e fran cesi . . . . . . . » 1698 Inghilterra : La la1icia nella cavaller·ia. - R io1·gani zzazione della cavaUet·ia di li-nca netl'ese1·ctto i nglese. - Il proietto Lee·.Me~ford » 1699
Rivista dei periodici militari•. . . . . . . . . . . » 1'10G
CASA E DITIUCE LIBllARfA
E.
VOGHERA
PROPRlET ,\ LETT ERARIA,
Da qua ldie tempo in qua la. quarta sezione del Consiglio di Stato spesso annulla i consigli di disciplina e qu este annullazioni · hanno un effetto perturbante nel pubbli co militare e non militare. Le notizie incomplete per parle dei giornali , la nessuna conoscenza della legislazione militare·per pari.e del pubblico (ed è naturale), là scarsa conoscenza delle correlflzion i fra la legislazione civile e quella militare per parte del pubblico mil itnre, banno fotto ·si che di queste cassazioni si è sempre novellato con grande inesattezza su per le gazzelle e nelle conversazioni, e si è finito generalmente per credere elle realmente la quarta sezione cassi 4 il ve.rdetto del consiglio di discipl ina, fungendo qua le tribunale di 1 appello e quindi entrando in m.erito e/ella cosa giudicabile. Sla im'ece che la. quarta sezion e osn i qualvolta riscontra vizi di forma mmulla il consiglio di d isciplina e riporta le cose allo statu q1.~o ante. Al tempo, dÌremmo noi militari , ' come quando le reclute sbagli ano un lnllVimeÌ1to del maneggio d'arme. La faccenda come si vede è ben diversa. Parrà forse ad alcuno che una circolare, o un comunicato ministeriale, che giovandosi del primo annullamen to avesse spiegato bene ai profani quale ne fosse la portala, ·avrebbe potuto bastare per rimettere le cose a posto.
rnr, -
ANNO XLII.
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' E L:A QUARTA SEZIONE DEL CONSIGLIO DI S'r ATO
I CONSIGLI DI DISCIPLINA.
Ma in realtà non è così, e l'indignazione, che nelle file dell'esercito reca ogni annullamento, bencbè per parte dei più sia basata più sull'intuito che su di. una perfetta .conoscenza dei fatti, non è affatto ingiustificata. B ben vero che l'annullamento dei consigl i -di disciplina per parte della 4• sezione ha az ione limitata 1micamente. « agl i effetti « amministrativi che i v.erdetti dei consigli di discipli na· impor« tano; » è ben vero che « sulle cause del consiglio e su lle con« elusioni di esso, non è concesso alla 4,'ì sezione ne ,verbum q1iidem, >> è ben vero che l'intenzione di nuocere alla <l iscipl ina è assolutamente da escludersi nelle sentenzè della {t.• sezione. Ma è vero al tresì che nel fat.to questa i'ntromissione amministrati1)a in un consigl io di disciplina, che la legge ha definito rpiasi corti d'ono1·e, è dannosissima, sia perchè tende ancor più situa zioni già tese di ufficia li incriminati, sia p~rchè non toglie la condanna del con siglio, ma rimelte le cose allo statu, q·u o ante e · le fa riprendere ab ovo. Mi spiego meglio. Tizio è inco lpato di aver lasciato sgozzare upa donna avanti a sè senza m;10vere un dito. Sarà stata sorp resa, indecisione, vigliaccheria o impossibilità? Lo gazzette hanno fatto severi o ironici commenti; il reggimento, le autorità militari si sono commossi; si fa un'inchiesta, si accumulano prove e testimoni, e vien fatto un consiglio di disciplin.a. Questo giudica l'ufficiale indegno di portal'e la divisa. · Ma tr,1 i Gomponenti il con~iglio doveva esservi per regolarità di turno il capitano Mangiaracina e invece, per errore di computo , fu destinato il capitano lntrosio. Vizio di forma I E la 4• sezione. interviene dicendo : sono mancati a Tizio i suoi giudici na_turali: nient.e di fa tto: al tempo! E si rifà un allro consiglio; poichè la ,~.· sezione non ha giudicato che l'ufficiale sia degno di portare la divisa, ha giud icato che il yerdetto doveva, in con,:orrenza, essere emesso dal l\fangiaracina, anzichè dati' Intrusio. Dunque - dirà il lettore - in sostanza non è che una perdita di tempo? Se ne perde tanto che un po' più, un po' meno .. ..... I
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1
i i è molto di più, rispondo . Prescindendo dal pe rturbamen to disciplinare poichè questo ufficiale, J\'Iangiaracina più o .Mangiaracina meno, è un uomo spostato sostenuto soltanto dalla 4a sezione a cruel modo che L1 corda sostiene l'appiccato, vi è - pare a me una question e pregiudi1.iale che cercherò di dimostrare. Di tale questione .sono convinto, nè a turbare la rriiacònvinzione alcuno scritto ho r itrovato, tranne, sui nostri giornal i militari, qualche ira.conda 'invettiva, contro la quarta sezione, non basata su alcun ragionamento . Ahimè! troppo più gravi cu re a tale stampa incombono! La magna questione dei bottoni dei comm issari, la filan tropica di. sanima su lle uniformi estive, la gen iale casuistica sugli speroni dei capitani di fanteria, la spartana preoccupazione intorno al conferimento degli ordini cavalleresch i I (11) Il fa tto è che il mio con- . vincimento non è stato turbato, e se il mio scritto farà sorgere qualche con venien te oppositore ne sar9 .. .'.. seccatissimo è,vero , ma mi conforterà il ripetere col Divinb Poeta facesti eorne quei cbe va di notte E porta il lume dietro e a sè non giova, Ma dopo sè fa le persone dotte.
Non farò , credo , ingiuria ai leltori , supponendoli aff~tti dal morbo generale degli Italiani di non conoscere le proprie leggi .... forse perchè mutnno così spesso da parere l'inferma di Dante che col dar volta suo dolore scherma.
E però qui ricordo che l'istituzione della 4.• sezione del Consiglio di Stato data dal ~ gi ugno 1889 (Atto n. 365 della nostra Raccolta delle d·isposizioni in vigore). L'articolo 24 del testo unico · della legge su l Consiglio di Stato reca: " Spetta alla sezione quarta. del Consiglio di Stato di deci« dere sui ricorsi per incompetenza , per eccesso di potere, o per (( violazione di legge CONTRO ATTI E p'nOVVED HfENT! DI UN'AUTORITÀ: (( AMMINISTRATIVA o DI UN CORPO Al\BII NISTRATIVO DELIDERANTE, che « abbia.no per oggetto un interesse d'individui o di enti morali (t) Anche l' Urn0;nitari del Brolferio a chi gli domandava denari per nn ospeclale risp ondeva,s~ccato : 1 l'cu già. l'anima cb 'am sciapa:
Abdelkadèr l 'è nen batza 1
1624 <(
I CONSIGLI l>l DISCIPLINA
giuridici; quando i ricorsi medesimi non siano di competenza
« dell'auloritit giudiziaria, nè si lratti di materia spettante alla giu-
« risdizione od alle attribuzioni contenziosP- di cor.pi o collegi « speciali >> . Per quanto -abbia letto attentamente l'art. 24 e cercato di persuadermi ad ogni costo, non mi è riuscilo di capire a qual titolo un consiglio cli discipl ina possa esser preso in esame dall a quarta. sezione del Consiglio di Stato, a cui spelta di decidere sui ricorsi contro atti e provvedimenti cli 1m' autorità r,1,mniinistrativa,. o di i m corpo amministralfro clelihemnte, che abbiano per oggetto im in:.. teresse d'individni o di er1,ti morali g'iuridici. Il consiglio di disciplina è un' autoritit amm inistrativa? È un corpo amministrativo deliberante ·t Ma v'ha di più. L'Atto . n. 578 del la nostra Raccolta« Revi· « sione dei pareri dei consigli di disciplina >> chiaramente stabi· l,i~ce che « i pareri dei c01isi9li cli disciplinci non possono essere « de-feriti at magistrato d.i cassazione pm·· iii.z io 4i forma ,» tanto che stabi lisce : « il governo può astenersi dall'applicare la puni« zione da essi proposta e può anche mitigarla 11 di qnesto rimedio « si vale esso specialmente quanlto riconosce nel 7n·ocedùnento di <( un consiglio, qnalclie grcrne irregolarità >>. Non sufficit; nel periodo segnenle si raccomanda ai comandanti d-ivisionali e ·ai pres identi e membri. dei consigl i di disciplina « ogni maggior diligenza per evitare quel le irregolarità che (( NON POT8NDO IN ALTRA MANIERA RIPARARSl obbl igherebbero in .« qua lche modo il gov~rno ad usare verso l'ufficiale incolpato una « i_ndulgènza· spes.so non meritata. » , Più chiari ed esp li citi non si potrebbe essere : in nessun caso si può riparare ad un consi/:;lio di disciplina, cui nessun vizio di forma può annul lare. . Jlelrus 'lic stantibus e poichè si volle che uu consiglio di disciplina equivalesse ad unà corte d'onore, come mai ha potuto, logicamente, la 4" sezione ficcare il casto zampino in un gi uri che chiama innanzi a sé !"ufficiale Sì che ogni sucidume quindi stinga
e -se non riesce a stingerlo vad.a in sua malora "?
E LA. QUARTA SEZIONE lJEL CONSIGLIO DI STATO
1625
Evidentemente 'fra la legislazione dei consigli e le attribuzioni, d'assai posteriori di daJa, della .quarta sezione vi è ~ncom~at~bilit~ assolutci di coesistenza e di assimita~ione. La prima giudica d1 quell'imponderab ile che è l'onore: l'altra interviene orribilmente e i·i nghia:
:e
. « A quel!' onore .è attaccn to uno .stipendio e de amrni~ist~·atfoa quesla _f.a sezione sola - Mmosse buro~rat,co - hm~1ca e manda secondo che avvinghia >) Minosse d.1ce : swnmus Jtts: l'esercito ribalte : summa injm·ia; ma In sentenza, an lica come la ,;apienza latina; non cava un ragno da un buco . Se innanzi fi l ·suo professore di legge uno scolaro sostenesse· Ja solidità e ·bontà di. nn sim ile <( ramp inò » per . dirla volg-a :~enle, ne andrebbe a ca:;a con nna solenne bocciatwrn; ma ciò che non sarehhe leci to ad uno scolaro 'fn lecito agli avvocati 1 _quali fece ro il primo ricorso n el J89ff (f.i noli), fu l~cito a.Ila 4a sezione Che ·a quel rampino attaCCÒ lln dopo l'alll'O I quattro annnllamenti pronunciati ctal ,J O maggio '95 al '15 maggio '97 (1 ). E ·ii Minislro della f.!Ue rra - quell o del 11896 - a quest0 imp~ovviso sorgere del la 4.• sezione do7?0 sei anni datfo promiilga z-ione clelta legge 2 giugno 11889 sul Consiglio di Stato, percbè non sorse · a sua volta it sostenere il proprio dritto contro L'oltracotata schiattà che s ' indraca Dietro a chi fuo-ire · ed a. chi mostl'a 'I dente . . ~~ .' . .. com'agnel si placa?
O se era convinto che questo improvviso inlervenl.o delln _4•_sezione fosse giustifìcat.o perchè lasciò coesistere e la nov1ss1ma teoria legale e l'Atto 578 della Haccoltci? (ll Ben prevedo un secondo e pili debole rampino. La quarta-se~ione, s_i dirà'. annulla non il consiglio di disciplina ma bm1si il H Decreto t1m1,nato_ m seguito al conSi"liO stesso. i\la questo é un sem111ice cavillo. Infatti la qnarta sezione, per aonnllare il~Decreto, nella sna relazione pren1te i"}, -mim,to esame tutta la proc~~ur(L ~et con_d,.ro1 11~a che siglio <ti ài,Sci]J/.ina, e basa poi la sen tenza rl'an_uu)lamcnto. S!t q~~t net consirJliO ha ,ritro·vato. Ed é ciò che non pu~ t11r~ perche, _pe1 ._e le.,~, v1~ent1, essa _ come dicono i legali - non può conoscei·e dei cons,gh di d1sc1plma, ne pe1 la forma, nè ner la sostanza. . . . E~sa potrebbe annullare un Decreto soltanto, pulacaso, se. mve~~ di_r,m~sso, uno scritturale raffreddato avesse scriLto ridosso, oppure cavaglwre Gra Cinto invece d1 Cavalier Giacinto.
vi:~
1626
I CONSIGLI I)! DISCIPLINA
E LA QUARTA. SEZlONE DEL CONSIGLIO DI STATO
E l'avvocatura fisca_l~ mili tare - così tenace nel ricorrere contro le sentenz_e Lro~~o m,t, - perchè non insorse come un sol uomo per scaccrn re I in trnso? Perchè si lasciò innalzare al so mmo dell e cose sacre per l'uffi ciale lo stipendio iinzichè l'onore? Non ~otendo rispondere a tutte queste inlerrogaxioni e non YO l~ndo d'.r.e che tutto ciò accad de. perchè si è temuto non lo spirito pos1L1vo dell a prese nte generazione f)Sta colasse e forse impedis·e· l'opera del Minis1.1:o, mi l,;1s1a - e mi giova _ l'aver acce~nato che la co°'.pe1.e n1.a della 4.• sezione è per lo meno impugnab~le anche oggi gw-nw f! mal grado i quattro abnsi avvenn ti, è dimostralo che la coes istenza della competenza. della 4.• sezione e della assoluta impossibilità di l'evisione dei consioli affermala 1~ pri~~ dalla sola con:;uetudine di due anni e la sed~n,da da una cl isposizron e aven te forz a di legge, e per io 11Hmo un non senso . Ma poiché mi è preso vaghezza di andar a caccii1. di ra ,,ni e vorrei pur stanarne al cuno da qualche buco. voo-lio amm;LLere , l':i ss~ rdo - e cioè cl11~ cosa falla capo abbia, e \1ie l'a mmini s~razrone mi litare debba rassegnnrsi alla intrusione dell a 4.• sezrone nei consigli di disciplina. . Allora l'attenzioue noslra invece di volferi:;i irata vei·so i casti vestali de!la fo rma, potra portarsi Lulla sulla leo-islazione dei no ·tri consigli.
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nente al ramo amministrativo (commissari, contabili , veterinari} a un consiglio di cui i "J./5 dei membri siano del ramo amministrali vo. · L'abolire i con sigli di disciplina reggimentali recherebbe due vantaggi: uno puramente morale e che forse non sarà consideralo come tale da molti . Isol:ita o no, è mia opinione, basata su var1 anni di osservazione, che quas i tnlli i verdetti anomali siano parto dei consigli reggimen tali. In essi si possono verificare due gruppi di casi, d'indole diameLralmente opposta. Il re1ro-imento è una famiglia: in essa generalmente vi è unione, !')0 • / coacordia, cameratismo : ma siccome , cl ico no i Francesi, e wcun a les clé/'auts de ses vertus, spesso avviene che i buoni camerati dicano col Poeta . ... . Non sai tu cbe tu se' in cielo'? E non saì tu cbe il c:ìelo è• t utto santo, E ciò che ci si fa vien da buon zelo?
E da questo bel ragionamento sbucano, figli di un fa lso cameratismo , verdetti indul genti e sl.Jalorditoi ,: he fann o giustamente e sdegnosamente esclamare: O paz'ienza., che tan to sostieni !
I')
La montagna non vn verso Maornetto? Muova questi verso Id montàgna. La _4· sez_io~e annulla i consigli di dis;iplina per vizio di forma'? llendiamo lacJle la pl'oced ura in modo che sia difficilissimo l'intoppare in quei vizii. Questa semplificazione secondo me dovrebbe sopratutto mirare a tre cose: '1" i'.bo lir~ i.consigli di disciplina reggimentali , sottoponendo anche gli nfficrn lI suballern i a consiglio di disciplina di visinnale; 2° lOJ.diere le complicazioni di turni che rendono · GOSÌ intricala e cosi curiale la nomina dei membri di nn ·consiglio; 3° sottoporre l'ufficiale gind icantlo se d'arma combattente (,J) a un consiglio di membr i tuLti d'arma combauente; se apparteH) Compresi
i
mo(lici che hanno buoi; dri tto d'essere CJo nsiclerati come coml)att;n ti
Il reggimento , dico, è una f.imiglia: app unto per ciò in essa può ri nnovarsi il caso della prima umana famiglia in cui Anche Abele e Caino eran fratelli .
E se non sì arriva fino all' eccidio di Caino, certamente anche in una fam io-lia racroimentale, possono avvenire correnti di antipatie e di prevenzioni oppure cantonate solen ni (cosi faci li in oo-ni folla anco educata) ; le quali brutte ma umane cose , che h~nno tanta più potenza quanto maggiore è la buona fede di chi le subisce - ed è generalrnenle ciò ch e si verifica in un rego-imenlò ·_ possono portare a ,•erdetli di cui, ad un occhio 0 ' estraneo, subito appare la -montatura. Nell'uno e nell'altro caso un procuratore del Re domanderebbe volentieri che l'accusato fosse sottratto ai suoi giudici naturali per legittima suspicione . è)
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· I CONSIGLI DI DISCIPLINA
Per ovviare- all'esistenza di questi due gruppi di fatti che, ripeto, sono a mio avviso la vicendevole causa dei verdetti ano mali e per ciò dannosi alla disciplina, io SùrJO fermamente convinto che l'abolizione dei consigli reggim entali sarebbe ollimo rimedio. Or qui alla quistfon prima s'appunta La mia 'risposta: ma . . . ... . .. . Mi stringe a seguita.re alcuna giunta.
.
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E la giunta è questa. La procedura per la formaz ione di qualunque consiglio di disciplinfl: è cosi intricala, le ragioni di esclusione e di incompatib ili là. sono tali e tante che allorché si tratta di consigl io reggimental e è facile non avere in tnlto un recro-inn mento suflìc ienti membri per comporre il .consiglio; fac ilissimo poi che la presidenza spettante di diritto al tenente co lonnello (salvo sempre le r4gio ni di esclusioni e di incompatibilitii) vada a finire nelle mani di un capitano poco anziano. Con quale pre· stigio del verdetto, con quale pratica .per quanto legale applicazione dello spirito dell'istituzione non è cbi non veda ! Nè mi si dica che ciò è rnro: l'indole serena e obbiettiva di questo mio scritto, · frettolosamente vergato ma lungamen te pensato, mi vi eta di portare esempi : basti però il pensare che nelle malattie mo• rali .come in quelle fisiche si verificano i contagi e le epidem ie; e~ , è frequente il caso in cui un reggimento attraversa un per ,odo doloroso di consigli di disciplina incalzantisi, i quali rendono man mano sempre più intricatà la designazione dei membri giudicanti . Ma qui . naturale sorge il trapasso al' secondo punto sul quale convergono tutte le decisioni della 4a sezione. E questo punto è la complicata procedura dei turni nella fo rmazione dei consigli sia divisionali sia reggimentali. Di questa procedura al lettore, al quale o l'etil giovanile o la persistentP; fortuna avessero concesso di essere sempre a capo di un reparto combattente e di non provare la gioia di essere addetto a un comando, vorrei dare un esempio pratico. Ma per quanto mi dessi la fatica. di inventare nomi e situazioni, molti vorrebbero le~gere fra le riglte, e inoltre potrebbe sembrare eh' io pubblicassi documenti d'ufiìcio. Perciò me ne astengo tanto più
E LA QUARTA SEZIONE DE L CONSIGLIO DI STA'l'O
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che ogni lettore mil itare può rivolgersi per schiarimenti ad un aiutante maggiore in 11• o .-id un càpo di sfato .maggiore. I rno!,ni in questione forono ideati nel 1852 e nel ·I 85i era facile che un ruolino simile potesse essere tenuto al corrente; poco frequenti le promozioni e i cambi di ufficiali , pochi i di·Staccamenti eventual i per tiri, parziali manovre, manovre coi quadri, ecc. , ecc. e quindi poche le variazion i. Ma co lle variazioni continne portate dall'odierno servizio il tenere al corrente simili ruolini è una perdita di temp'o e importa l'opera di apposito impiP.~ato presso le divisioni o di un apposito graduato presso i corpi, sen1.a contare che la divisione non ha modo ~ostante di controllare se le si mandino sempre e tutte le variazioni. , Propongo perciò che la divisione si limiti a tenere un sem: plice rnolino di tutti gli ufficiali dipendenti per ordine di anzi~nità e che tale ruolino presso la divisione debba essere tenuto a giorno di queste tre so Ie va1·iazioni: , a) consigli di discipli~a divisional i a. cni i' uflìciale ha preso parte; e) cancell azione' di ufficiali passati ad altra d,ivisi~ne; cl) iscrizione di ufficiali avuti da a,ltra divisione. Ocrni crualvolla occorrerà fare un consiglio di disciplina il con ' . d , mandante la divi sione ric:hiededt a 1.u1ti i comandi, corpi e . nl· fici dipendenti un ruol ino recante la situaz ione degli uflìciali del giorno tale e nelle annotazioni l'eventuale annotazione della posizione che. per ragioni di servizio, o cli licenza ordinaria o straor· dinària già liccor(lnta, l'uf'ric ia!e potrà assumere allo scadere del 5• (riorno dalla fiata del ruolino . Nel formare il consiglio non vi dovrebbe essere che nn' solo; ti&rno dalla testa alla. coda, per o.~ni grado senza alr,,nna ripresa di tiirno per alcun motivo . Anche i nuovi avnti in o~ni divisione prenderebbero il loro posto . d'anzianità e seguirebbero- le sorti del loro torno già incominciato . Resl.eretibero così aboliti, dell'Atto o7G della Raccolta, i para· orafi dall"l al 5 inclusivi mantenendo i consi gli reg~imenlali, e ~ d . dall',f al 6 inclusìvi istituendo per tulli i consigli . ivisìonal1. Resterebbero così aache, e sopratutto, abolite tutte le complicazioni di turno che non avranno esistito nel 1852 ma che nel 189':' dànno troppo buon giuoco all'interv.ento dei cu stodi <l ena forma. 1
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E L4" QUARTA SEZIONE DEL CONSIGLIO DI STATO
1 . CONSIGLI DI D1SC1PLINA
Come ognuno capisce - e a parte le ragioni monili prima esposte ·- la semplificazione più ampia, anzi totale, si otterrebbe {;Oll'adot(are il solo consiglio divisionale per ogni ufficiale. · Qualcuno dei tanti discendenti del prolifico Procuste (quello che col suo lell,o gettò le prime basi del modulo burocratico) torcerà lo sguardo da tale proposta, e sollecito di parificare tutto e tutti griderà all o scandalo perc hè potrà avvenire a qualche uffi ciale di non fa r mai parte di un consigli o di discipl ina. Procustino si consoli ; anche colla bellezza dei tnroi attual i chi scrive. · in 21 ann o di carriera, non' ha mai fatto parte di un consigli; reggi,, mentale nè divisionale, e se Ju fortunat.o ha però mo lti compagn i. E fina lmente, non perchè questo abbia a che fare colla 4• sezione, ma perché si parla di ,consigli di disciplina, dirò brevemente della terza proposta; quella cioè di abolire l'Atto 575 stabilendo che gli ufficiali delle armi e corpi combattenti (che per me .sono stato maggiore, fanteria. cavalleria, artigiieria e corpo sanitario) siano giudicati da soli ufficiali combattenti; gli ufficiali amministrativi (commissari, c,rntabili e veterinari) da consigli composti per•; ; da ufficiali combattenti, per 2/ , da. ufficiali amrninistraLi vi. Le ragioni di questo provvedimento sono, per i militari, ovvie, e mi dispensano da un lungo esame. Ma poichè il dir soltanto cosi potrebbe far supporre più che io non voglia dire, dichiarerò francamente che l'esercito, a mio avviso, non ha alcun debi to di riconoscenza verso ch i ha mil itarizzato gli ufficiali amministrativi. In un paese come la Germania, profondamente militare, per ora, si capisce che si mili tarizzino, se occorre, perfino le balie, con sempre crescente prestigio e profittò d,ellP- istituzioni m:litari. In un paese come il nostro, istintivamente cosi poco mili tare , almeno per ora, ogni militarizzazione scema alle istituzioni mi litari prestigio e profitto: e poicb è bo parlato di balie, una sola cosa, se fossi onnipotente per cinque soli minuti, vorrei mil itarizzare: il latte delle nutrici, per rendere instintivarnente militari almeno i ventu ri figli d'Italia; i quali , come ognun sa, sono tutti . Balilla, ma appunto perchè amàno troppo i sassi, amano troppo poco le armi regolari. Quando si adouasse la mia proposta - non quella delle nutrici - le divisioni terrebbero natural mente due ruolini; uno degli ufficiali combattenti, uno degli ufficia li amministrativi.
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In ognuno-di tali ruolini il turno verrebbe computato dalla testa -alh coda senza ripresa. iii turno. E più direi: Ma perchè 'l ·tempo fug ge che t'assonna, Qui farem punto, come buon sa.rtore Che, com' egli hu. del pan no, fa la gonna.
E riassumendo, le mie proposte sarebbero le seguenti : ,J. definire la questione di diritto e di legal itu circa l'arbitraria - secondo me :_ intromissione della 4° sezione del Consiglio di Stato ne i consigli çli disciplina; 2 . abolire i consigli di di sciplina reggimentali ; 3. ,abolire le complicazioni di ruolini e di Lumi che ove per- ~ -c1uri l'azione del la crittogama nelle nostre vi gne militari, forni-. -scono troppo facile occasione ai vizi di forma nella costiluzione -dei con sigli ·e nel lo svolgimento di essi ; 4·. abolire l'in tervento di ufficiali .;i.mminislratiyi nei consigli ,di disciplina degli ufficiali d'arma comballente. La prima è una questione pregiudiziale e di diritto, ed affermo senza tema d'errare che lut.to l'esercito la vedrebbe assunta in -esame con piacere, e con plauso e giubilo la vedrebbe definita secondo lo tpirito vero di gùistizia. La quarta parrà una mia fisima a molti e se non altro a'gli ,interessati; ma a me pare una idea. giusta e l,t lancio tranquil·lamente senza temere che ini ricada sul naso. :La seconda e la terza sono una semplificazione, sempre uti le anche se il buon dritto dei consigli di disciplina trionfasse; ma -se non trionfasse. sarebbero un eccellente mezzo per rendere difficilissimi i vizii di forma e perciò difficil issimi gli annullamenti .per. parte della quarta se.zione del Consiglio di Stato. E io mancanza di megl,io sarebbe gih nn miglioramento rispetto .alle condizioni odierne. · Verona, 7-9 luglio 1897. 1
·-
SAVERIO
NASALLI ROCCA
maggiore di stato 1naggio1;e.
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CACCIA.TORI ESPLORANTI
0AC0IA1"'0RI ESPLORANTI Contim,azione e (tne. -
Vedi àispmsa XVII .
Squadre e plotoni espi oranti.
Con un semplicissimo calcolo ariLmeLico partendo dalle due palluglie della compagnia, si valuta t{Uaote ne' avrebbero disponihilì il battaglione, il reggimento o la brigata. Cominciamo piuttosto ad esaminnre il loro impie,10 nel bat0 taglione. ~uesta unità, normalmente, combatte inquadrata e, senza volerci so~ermare a tassative formazioni, con due compagnie in avanschrera e dne al grosso. llestano quindi a disposizione diretta del comandante l'avanschiera quattro paltu,qlie esplol'anti che riceverebbero l'incarico di rag;!'nagliare il comando su ciò che di interessante avvenissse innanzi al fronte del battaglione. Le due compagnie del gros~o, che dispongono all~ lor volta d! rp1attro PH.ttugli e, . potrebbero dietro ordine del maggiore spedirle a rar/ht1re la linea di osservazione nel caso che il terreno molto accidentato ed il collegamen to difficil e rendessero necessaria una maggiore intensità di sorveglianza .' Nel cnso speciale che il battaglione si trovasse di ala, le cennate pattu.glie delle compagnie al grosso verrebbero opportuoamente scagli onate all'infuori del tìanco scoperto . Ove finalmente il batta~lione fosse isolato, le truppe esploranti troverebbero utile impiego disposte s11 amho i fian ch i onde avver. tirè dei probabili tentativi di avvolgimento. ' . In q~als~voglia eventualità del combattiment{) sia da fermo che · in marcia, ti battaglione dovrebbe presentare in proiezione orizzontale questa disposizion e a ventaglio, di cui esso sarebbe il nucleo e le pattuglie rapprèsenterebbero i ten tacoli sensibilissimi.
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Si comprende da quanto soprn r.he il comandante il plotone esploratori del bauaglione, cui incomberebbe la responsabilìta. del!' ottimo funzionamento dì tutto il sistema di osservazione, non potrebbe efficacemente disimpegnare il diffi cile e faticoso mandato se non coll'ausilio di altri gradnati che fossero intermediarì fra lui ed 1 comand:t oti delle patlnglie. ·\ A tal fine le pattuglie sarobbero a quauro a quattro poste sollo la sorveglianza diretta di un so ltufficiale il quale mo~trasse sp iccate altitudini per lo speciale ed import.intissimo servizio. Codesto gruppo dì ordine snperiure ricevereb be il nome di squadra esplorante. ll comandante di squadra darebl.,e unit:t di indirizzo ali 'azione delle quattro pattuglie dipendenti, ne curerebbe il costante ~ollegamento, riceverebbe i rapporti ' rli ciascuna di esse, ne conlrollerebbe la veridici tà e ne spedirebbe opportuno avviso per iscritto all'ufficiale coman dante degli esploratori. Gli avvisi imporLJ11,Hi sarebbero per t~ssativa prescrìzione sempre trasmessi per iscritto e dovrebbero conten ere l' indicazione dell'ora esatta di spedizione. I comandanti te pattuglie esploranti non dovreb bero scordare sotto vernn pretesto che iì loro còmpito è di concentrare Lutti i loro sforzi nell'osservazione del tratto di fronte assegnato Alla loro vigilanza. Oi tanto in tanto a regolari inlervalli, stabilil i in precede~za, essi dovrebbero spedire il loro avviso, anche negati'IJO, per mezzo di no cncciatore, al ri5pettivo comandanle di squad ra, il qua le ultimo, r}u nite le parziali notizie delle propri~ palluglie, ne invie. rebbe un rapporto complessivo al comanda nte il plowne . Si comprende agevntmenle quale somma di abnegazioni ind ividuali e quanla robnsLezza di libre necessiti al plotoue esploratori acciò il servizi o possa svo lgersi cou rigorosa esattezzn e con massima ra pidità altraverso nlle difficoltà del terreno e mentre té truppe marciano. Occorre quindi che ripetu ti e prolungati eser~izì di allenamento alla corsa e di addestramento ginnastico, facciano parte deffo spec iale programma di istruzioni di questo reparto elettissimo. Ed ora che abbiamo minnziosamente parlalo delle cellule sensibil i e dei centri sensoriali , due parole snl cervello intelligcnlemente
1684
CACCIATORI ESPLORANT I •
CACCIA.TORI E SPLORAlfTl
energico che, i·icevute le impl'essioni, dovrebbe coordinarle e dedurne dei solleciti atti di volontà; . . Chi sceglieremo a comandnnte il plotone esplorante? Pu(' non offendendo la personale suscettib ilità di nessuno, ammettendo in tutti i subalterni che prestano servizio ai re1,;aimenti J'idtmeiL/1 a coprire il detto posto, non si vorrà negare che poss:i, con un poco di 'attenzione, trovare fra di loro il più od il meno adatto. 'Non vediamo noi forse ufficiai i distintissimi nei reggimenti che vengono proclamati non idonei a coprire la carica di aiutante maggiore in .2•? E sono essi offesi perciò '? Nemmeno per sogno! . Ora, se. l'aiutante maggiore è pel proprio maggiore una specie d1 capo d1 stato mnggiore a scartfl;mento ridouo, l'uftìcia le degli esploratori sarebbe il comandante la pedestre cavalleria del bat· taglione che· avrebbe il doppio vantaggio di non costare nulla è di passare dappertutto . Dunque il posto non potrebbe essere ambito da chi fa costante uso di occhiali, da coloro cui il fisico renda incresciose le celeri andature, da chi non sia appassionato camminatore e fami liarizzato colla montagna . Abbiamo nei reggimenti numerosi campioni di questo tipo dell'ufficiale to·uriste che· nelle manovre di campagna, duran te i giorn i di-r iposo , rompe la monotonia del reparto orario arrampicandosi per proprio conto sulle cime le più brulle in cerca degli edelweiss. Fra costoro presen tiamo gli otlimi ed intelligenti motori dei plo toni esploranti dell'avvenire di fiducia. · li ~amp_o p_iù vasto oO'erto. alla loro personaie attività, quella cerl~ .mev1tabile latitudine concessa dalla natùra spigliata del loro serv1z10, congiunta all'attrattiva della èresciula responsabi lità, sarebbero sufficiente caparra dello zelo che gli ufficia li porrebbero nel disimp,1gno di questo mandato. . · ~~I? a.ll'ufficiale degli e;ploratori e sotto la sua personale responsab,hta incomberebbe avvertire il proprio maooiore che avrebbe in lui un vero comandante di avanscoperta . E ~~come non ci sembrerebb: oppo,;tuno che egli fosse provvisto di cavallo, perchè ques~o imbarazza ne.Ile truppe a piedi, abbiamo altresì pensato di non farne un galoppino espresso, sempre in moto dall'uno all'altro gruppo, col risultato finale di nulla vedere e di rendersi irreperibile a superiori e a dipendenti. Il comandante 1">nli esploratori dovrebbe
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cercare da f'ermo un buon punto di stazione ove facessero capo agevolm.ente i rapporti dei co mandanti le squadre esploranti. Egli non cambierebbe dì posto che per verificare qualch e notizia im· portante, sempre informando di questo suo momentaneo spostamento il proprio comandante di battaglione ed i comandanti delle squadre. Se invece il battaglione fosse in marcia, l'ufficiale predetto si terrebbe in posizione relativamente centrale onde dirigere, avanzando il senso dell'esplorazione secondo il concetto del comando, e po1 erne con eguale inlensità di sorvegli anza controllare l'esecuzione . QnesLa scrup,olosa cura. nella scelta del proprio posto sia da fermo che in marcia ha. importanz,1. grandissima sotto un altroaspetto che non abbiamo .ancora esaminato. Giit parlando del le 7wttn,qlie esploranti nella compagnia le additammo come l'eletto gruppo di uomini dijìdncia del capitanoche su di loro avrebbe potuto sempre fare assegnamento nelle svariate vicende del combattimento , impiegandoli in missioni speciali: come utili diversioni, distaccamen~i sul fianco del nemico ecc. Nel combattimento del battagl ione i cacciatori esploranti passerebbero alla immediata dipendenza del loro ufficiale e si porrebbero a disposiiione del magg iore. Questi oltre al servizio di sempliceosserivazione avrebbe da essi l'utilissimo ausilio della viva compartecipazione alla lotta impegnata dalle compagnie. Chi imagina i brillantissimi servigi che potremmo rip rometterci da questi piccoli gruppi ·mobiliss imi, pieni di iniziativa e di audacia che molesterebbero l'avversario cambiando continuamente di posizione e tempe. standolo di proiettili da tulle le parti . Una volta incomincialo il combattimento i cacciatori esplorantisaranno preziosi per riconoscere (specie in terreni insidiosi, rotti, coperti) la posizione nemi ca, stesi in una catena di pattuglie incar icate di vedere e di avverLire in tempo la catena di combatti-· · mento che li seguidt. · 1 cacciatori esploranti saranno utilissimi sul campo di ballaglia. per mi ssioni di fiducia, per aggiramenti, ecc. Nella difensiva i cacciatori esploranti, appiallali allo innanzi, .accbglieran!)O !'al.laccante con fuochi di sorpresa dei quali quest'ul-. timo riuscirà difficilmente a comprendere la direzione e serviranno-
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CACCIATORI ESPLOR.ANTl
inoltre a costitu ire una specie di avanlinea di tirato ri il cui mandato Silrà appunto quello di fare batt ere falsa strada al nemico. In questo caso, lo sgombro dell'avanlinea accadrà in modo da esporre . l'avversario ad essere pres0 di fianco dal fuoco del la posizione principale . Per rispond ere a queste moltepl ici esigenze si comprende come necessiti che il comandante degli esploratori si teog;i sempre a. portata di giudicare in tempo utile ogn i importante spostamen to compiuto dal nemico . A ini compete l' indicare alle squadre esploranti il momento in cui debbono abbandonare il loro passivo contegno di osservazione per compartecipare vivamente alla lotta impegnata dal battaglione. Jl comandante del battaglione studì quindi con ogni ~nra le auitudini dei suoi subalterni prima di far cadere la sua scelta .su quegli che v11ole destin are al comando degli esploratori. ~on rimpiangerà cer tamen te il tempo impiegato in simile cernita, che egli sarà ad 1;sura ripagato della sua fatica col servigio superiore ad ogni elogio che ne riceverii sul terréno di manovra o, ciò che più monta, sul campo di battaglia. Non ci permettiam o consigli, ma l'aremmo vot.i che fosse prescel to un uomo d'azione e non un burocralico, un laconico anziché un oratore.
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* * . Impiego dei plotoni esploranti nel combattimento di unità superiori al battaglione.
Dur,,nte le manovre di campagna del Y corpo d'armata, alle quali partecipammo a più riprese, ci venne dato di udire le vive, r ipetute e gi ustificate lagnanze esternate da illustri genera li per lo scadente servizio prestato dalle pattuglie di l'anteria ali' in izio della manovrn e durante lo svolgimento del!''azione. Si invitarono i comandanti di corpo ad invigilare ed a provvedere e parecchie volte nel pomeriggio si fecero ùelle istruzioni interne per ricordare ai militari di truppa i loro doveri in codesto ramo importantissimo del la tanica di fanteria. Bene a ra~ione si lagnavano i generali dello scarso concorso che le pauuglie avevano recato nel!' illuminare il comando non
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<lACCIATORl ESPLORAl\Tl
:sapendo a tempo opportuno informarlo circa le importanti novità ehe accadevano verso i punLi tatti ci del campo di manovra. Basti una riflessione. Le zone montane nelle quali le cennate manovre si svolsero 'furono a turno: l'alto Cordevole, il medio Piave, il Bosco Montello, la Val Sugana, ecc. In generale quinài un partito àiscendeva e l'altrn risaliva la medesima valle, ed a metà strada alf incirca una strettn, auaccàta dal l'uno e difesa dall'altro, forniva il tema della fazione . La marcia di spostamento si svolgeva nel f~ndo delle valli, l'accostamento· avveniva a destra ed a sinistra della direttrice di marcia onde s.pun lare alle ali la posizione del difensore. Cost~ntemenle, come dovemmo accennare in sul principio del-' t'articolo , la cavalleria esplorante ebbe un sellore limitato da battere utilmente e le notizie da essa fornite risultarono, per forza delle cose, insufficienti. Di qui la necessiLà . di un vasto impiego sopra larga scala di pauuglie di fanteria. . . Noi che conosciamo essere in massima dette pallughe poco idonee a rispondere alle modeste esigenze del servizio di sicurezia della r,ompagnia i,-olata non meravigliammo certo della loro insufficifinza colletLiva. Questi gruppi, digiuni di ogni seria preparazione sia individuale che combinata, anche colla miglio r volontà del mondo non poterono che esaurire sterilmen te i loro sforzi senza ~orrispondere alle gi uste esigenze dei comandante di partito. •. Concludendo? Si cri ticò, si rimproverò, si consigliò , ma saremo probabd~ mente daccapo alle prossime manovre. C_omprendiamo che tutti terranno conto delle osservazioni dei superiori e concentreranno j loro sforzi. su quei punti in cui vennero giudi cati de(ì.cienli, finendo coll'ottenere qualche miglioramento,. ma si può dire fin d'ora che sarà meno male, non mai un risultato soddi sfacente. Mi ricordo perfettamente di una fazione. incominci~La molto male dal partito al quale apparteneva la mia co 1~pagn1~. La cavalleria esplorante galloppava allegramente ali 1nnanz1, prec~dendoci di alcuni chilometri. Tutti sapevano che alcune pattuglie di combattimento ci fiancheggiavano a dritta ed a manca, ma 1
t 05 -
ANNO XLII.
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CACOIATOltl ESPI.ORANTI
CACCIATORI ESPLOR ANTI
tul.lì ignoravano ove fossero realmente. Una batteria era con noi aJl'avanguardia, in omaggio al concetto offensivo moderno che l'artiglieria debba preponderare verso la lesta delle colonne onde prendere subilo viva parte all'azione proteggendo l'ammassamento e lo spiegamento del grosso. Teori camente insomma ,procedevamo al coperto dì ogni brulla sopresa. Improvvisamente, ad un brusr:o risvolto della strada. fummo accolli da fuoco ncceleralo di un intero batta!l'.lione di be,:saolleri r, ' del partito avverso, spiegato sulla eresia di un poggio inalzantesi sulla destra del)a strada . Distanza Ira noi (bersaglio) ed il nemico (tiratori) circa 300 metri. Lascio immaginare al l;ltore il cc1so vero I Risti ricordare che l'artiglieria in CQl~nna per pezzo, dovelle ripassare sotto il fuoco delle compagnie nemiche, che del iberalamente r avevano lasciata sfilare. E le pallnglie fiancheggianti? Spuntarono come i carabinieri di Offenbach ad affar lìnito. Le difficoltà del terreno · (leggi insufficiente addestramento) le aveano a poco a poco fatte rcslaro ali' indietro delle colonne che esse avrebbero dovuto precedere, coprire ed avvertire in tempo utile per un vantaggioso schierament.0. D'altro canto è innegabile che nella guerra di montagna la celerità di marcia e di manovra sia pegno di vittoriosi e/Tetti. Oc.corre varie volte spostarsi velocemente onde prevenire il nemico nel!' occupazione di una strella o di una posizione dalla quale minacciarn e di fianco la marcia. Solo è indispensnbile farsi precedere da un efficace sistema di avanscoperta di fanteria che fin qui ha fallo difetto per le cause suaècen nate. Immediata vantaggiosa conseguenza della noslra proposta sarebbe porre a disposizione del comando di reggimento tre pJoton1 esploranti , la. brigata ne avrebbe sei, la divisione dodici, È conceuo di massima r.he una truppa impegnata nel combattimento difficilmente possa esegui,:e spostamenti al l'in fuo ri di avanzare o di retrocedere. Si comprende pure che maggiore sarà J.1 forz,a del reparto irnpegna,to più difficilmente riuscirà fargli cambiare direzione una volta che quella iniziale venga riconosciuta inopportuna. Questo principio generale è poi tanto più vero io montagna ove la celerità di mosse ba da fare i conti con le difficoltà' delle comunicazioni. La cavalleria ha limitato campo di u
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azione, la fanteria che la dovrebbe sostituire è naturalmente più lenta nelle traslazioni. Si capisce quindi che }ma sola Linea di pattuglie esploranti · che precedesse reparti della forza di un reggimento o di una brigata esporrebbe, se troppo vicina, a dare avviso del nemico non abbastanza in tempo perchè questo sarebbe ormai addosso al corpo principale prima che potesse prendere con calma le disposizioni e le formazion i più acconce pel combattimento. Se poi la line(l esplorante fosse spinta troppo innanzi non si potrebbe pretendere che i latori dei suoi avvisi percorressero alla corsa dei tratti troppo luoghi e si cadrebbe nell'inconveniente opposto. Si dovrebbero quindi stabilire delle linee successive convenientemenie intervallate di queste pattuglie esploranti fac endo concorrere interi plotoni, comandati da ufficiali alla formazione di ciascuna linea. Di esse, la prima terrebbe direttamente rocchio al nemico e costi· luirebbe la vera linea lli esplora:ione, le altre Iinee fu nzionerebbero come organi di trasmissione verso il comando degli avvisi forniti dalla prima e ne completerebbero anche il compilo di vigilanza pel caso possibile di qualche reparto oem ico che avesse potuto cacciarsi inavvertito nell' intervallo esistente fra due pattuglie della prima linea . Nel caso della brigata: il reggimento di test.a fornirebbe i plotoni esploranti da irradiarsi avanti la fronte, il reggimento di coda potrebbe, coli' impiego totale o parziale dei suoi esploratol'i, provvedere ad un serio fiancheggiamento e tenere in serbo qualcuno di questi gruppi onde parare agli imprevisti del combattimento. I comandanti di reggimento e di brigata disponendo di questi reparti speciali esploranti, oltre al poter marciare celeremente, senza correre l'eventualità di essere sorpresi, eviterebbero i'premat.uri schieramenti che, oli.re a rallentare considerevolmente .la marcia, svelerebbero innanzi tempo le proprie intenzioni all'avversario, fornendogli il modo di sventarle. 1 predetti comandanti, tenendo tutte le truppe sotto la mano, attenderebbero fiduciosi i rapporti degli ufficiai i degli esploratori e, coordinatili, avrebbero l'idea chiara della si tuazione, onde potere con piena cognizione di causa, projellando il nerbo delle forze su l'obbiettivo tattico, ottenere risultali decisivi in breve tempo. Si integrerebbe in una parola la vera essenza della guerra 'llgendo con celerità e con la massa riunita.
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CACCIATORI ESPLORAN'fl
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CONCLUSIONE.
Comprendiamo perfettamente che l'idea/ da noi espressa in embrione .e con disadorni accenti dovrebbe passare attraverso varie manipolazioni prima di trovare posto nel campo del concreto. Essa deve traghettare quell'immenso mare. che •si stende fra il dire ed il fare. La nostra profonda ,convinzione circa l'utilità della proposta sia attenuante alle pecche nelle quali incorremmo manifestandola. Nel momento attraversalo dal nostro paese, in cui tende a farsi larga str~da nell'opinione pubblica, il progetto di un esa:. gerato sviluppo delle forze navali a .danno delle. terrestri, spettava a noi vigili sentinelle di emettere il grido di: All'erta I ·L'Italia non è l'Inghilterra, ma una penisola aperta alle invasioni ed il palladio della sua difesa sarà in futuro, come già per lo passato, il cuore intrepido dei suoi battaglioni intelligentemente comandati. Curi dunque il paese la sua fan teria, la studi con intelletto di amore, ne promuova in tutti i, modi il progresso, ne r ialzi il morale, circondando del dovuto rispetto i:iconoscente le sacre falangi dei ,l{iorni della prova i Roma, oòlla prima fanteria dell'epooa, debellò Cartagine regina dei mari, e l' ·Italia ebbe con ciò allora il dominio del mondo. Le gloriose flotte di Pisa, di Genova e di Vel)ezia non bastarono a riconquistarlo. Guglielmo II, invidiando alla Francia la poderosa artiglieria, alla 'Russia la cavalleria impareggiabile, proclamò la fanteria tedesca la prima del mondo . Epperò egli fu sincero quando esclamò fatidicalilente convinto: Noi Brandeburghesi sulla ·terra non temiamo che Dio I Gumo
•
MAYO
tenente ,ne! 26" regg. fanterì<i.
STUDIO ANALlTICO-.COMPARATIVO SULLA
POTENZIALITÀ MILITARE DELLA CHINA, DEL GIAPPONE E DELLA COREA E
.GUERRA CINO-GIAPPONESE DEGLI ~ NNl
continuazione. -
1894- 95
Vedi ilispensa XVI
CKPITOLO
VIIÌ.
ti trattato di pace (di Simonosaki).
.· Caduta anche la piazza marittima di Wei-hai-we!, ultim_o ba~ luardo della casa dei Min, l'Impero celeste si avvide che. ogm resistenza sarebbe stata ancora vana, specialmente a ~au~a della guerra civile scoppiata nella mn~gior ?arl'3 d~lle. prov~nc1e: per consegnenza l'avveduto diplomatico r.mese 11-hmg-Cian_g, eh~ aveva già ·cercato di evitare il conflitto (forse prevedendo 1. fun~slt risultati) negoziò i preliminàri di pace col Giapp~n~ anche m vi st.a che molte potenze, la Russia in particolare, commc1avano a ficca1 t il naso nei loro interessi. . . . Il 15 aprile ,1895 i plenipotenziari del_le. d~e nazioni, ~1 comune accordo, stabilinno le seguenti cond1z1orn. per la _pace· Articolo ~. - L'indipendenza della Corea è ncon~scmta, Articolo 2 . - Il Giappone ritiene le piaz~ c~nqu1state. . Articolo 3. _ Il Giappone ritiene i territol'l all'est del fiume Liao. Articolo 4-. - L'isola di Formosa viene ceduta al Giappone in piena· proprietà perpetua.
I
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ST0010 AN.AL1T1co- coMPARAT1vo,
Bee.
Articolo 5. - La China paoherà al G' cento milion i di dollari. · e •appone un' indennità di Articolo 6. - Un'alleanza offensiva e difensiva viene I fra la· Cina 6 il Giappone. eone usa
t Questo tratta~, dett~ di Simonosaki, perchè fu in questa città or~ulato, suscitò un'mdignazione nniversale nei circoli poi r . ru.s.s1 (perchè preclud.eva ogni loro aspirazione). Si fece una co~I:;~ zaz.'~n~,. tra I~ Russia, la Francia ed anche la Germania (uno dei soht,. tir, furbi della fine politica russa che lavora solo per . ·I G· ' se per md . . urre I iap~one a moderare le pretese e lo si obbl'i 6 a rinunz,~re alla conquista dei territorì ad est del Liao e dello 1:an~ tung, ritenendo solo l'isola di Formc•sa e ricevendo; b' · d ·· .n cam io una 10 enn,ta supplementare di .250 mT · a·1 1. . . . 1 1001 . 11 e , a non strrnoere 11 a ea~za. colla C(1ma; anzi ad obbligare questa ad aprire al c~mmerc,o. mternaz1onale altri 4 porti. Il. Giappone dapprima tenne duro, ma poscia fu costretto dalla
ragione della for:a.
,,
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STUDIO ANALITICO - COHPARATIVO, ECC. ALLEGATO
N. 1
Le perdite subite dai Cinesi e dai Giapponesi, dall'aprirsi delle ostilità sino al 20 dicembre 1894, secondo il perfod:co giapponese Miyako Skunliu~, sono le .seguenti, nei 1'1 combatt.imenti avvenuti durante questo periodo di tempo {che furono i più cruenti della campagna}: Pei Giapponesi, morti 418, feriti 1665, totole 2083. Pei Cinesi, mortì 6620, feriti 9500, prigionieri 1164, totale 1'7,284. -Totale delle perdite av ute dai due belligeranti 19,36'1. I Cinesi hanno inoltre perduto il seg uente materiale caduto nelle mani dei Giapponesi: 60'7 pezzi di artiglieria di calibri diversi, 7000 fucili di diversi sistemi ·(Henr.t-Mai-tini, Snider e Remington), molte mu.'n izioni, valore totale a p• prossimativo 12,500,000 franchi. Merci di valore 5,000,000 franchi. Cavalli 268, tende 3326, navi 24. Totale generale del materiale caduto nelle mani dei Giapponesi app rossimativamente stimato 86,569,000. .Considerazioni. - Queste cifre dimos trano con tutta eloquenza due cose: a) che le battaglie combattute in detta guerra sono state poco 81\nguinose; difatti dopo circa cinque mesi di campagna le perdite totali dei bellig eranti non raggiungevano neanche i 20,000 uomini; b) che i Cinesi hanno combattuto molto male (1) perchè è sempre il vincitore che paga cara la s ua vittoria, col sopportare molte perdite, mentre esaminando le riportate cifre vediamo che 'i Giapponesi hanno avuto 1/ 15 di morti in confronto dei Cinesi ed 1/ 8 di feriti. Per ciascuna battaglia si ha in media: Cinesi 390 morti e 560 feriti circa; Giapponesi 25 » e 98 • (2J. La proporzione dei morti sui feriti sta: Nei Giapponesi come 1: 2; » Cinesi » 2 : 3; cioè la proporzione dei morti ii, confronto dei feriti è maggiore nei Cinesi, perchè molti mori rono annegati nella battaglia navale ài Sa-lu e nell'inseguimento fatto alle giunche cinesi cariche di soldati, che cercavano una via di scampo, alla presa di Port-Arthur.
(1) In quasi tutte le baHaglie, appena i Giapponesi stavano per compiere l'atto risolutivo del combatLiment.o, i Cinesi abbandonarono le loro posi~ioni sempre fortificale e fuggivano. ' (2) Ebbero invece molti ammalati a causa dol freddo. La l • armala che operan, uelle montagne della l>fandciuria ne ebbe: 15,000 e morirono 5,000 cavalli.
... 1644
STUDIO ANALITICO· CO.MPAllATIVO, ECC.
1645
STUDIO ANALITICO- COMPARATIVO, ECC.
ALLEGATO N. 2
ALLEGATO
N .. 3
FERITE.
Notevole dif'e1·enza deJla gua1·igione delle ferite prodotte dalle diverse a1·mi adoperate durante ltt guerm Cfno-giatpponcse•. (Studio fatto neglj ospedali militari di Tientsin, ricavato da un articolo, della Àllgemeine Mt'litiir-Zeitung, int itolato: Di_e Gesckoss- Wirkungende1· Klein-Kalibrigen Ge1veltre im Japanisck-Ckinesiscken-K1·iege) .
I ·.:I . -
1 Nome del fucile
I ~@ Il~ , '-:l;; ...o"E"·s
o·s ~:§1 I -~"'I
Murata. . . . .
8
Martini-Henry
11
Pallotto la
Effetti prodotti su l corpo umano
I
350 Piombo in- La cer a- Frantumadurito. zio ne e zioni. ni.
..
14
I
.
I
I
570 Piombo in- ficcola !a-1 P~r~ora- Quasi e - Rapida. ilurilo, rie e r az10z1om sengua.le alvestito di za sche·g - la entrane. rame. g1e. t a.
e ontusio-
Snider.
j
' Lunghezza Guarigionedella delle sulle parti] ferita feri te . sulle ossa · . molh alla uscita
-
.
Più larga Lunga. della entrat.a.
~00 Piombo Grosse la- ~·rantuma- Molto p i ù Lungl1issimolle con cerazioni zioni. larga delma. cavità ine contul'entrata. terna. sioni.
N .B . - AIJ' infuori di questi tre fucili, eh.o c~s tituivano l'armamento della fa~teria, giapponese il primo e di q uella cinese il secondo e terzo, ùa parte dei Cinesi esistevano anche altri fucili, come il Remington; però questi furono adoperati in scarsonumoro.
(l} L'A!lgamcin e Jlilitiir- Zeitu,ng, siccome riproduce l'articolo del The Pehing and' Tie~'.Mn_ Times espri~e il dian~etro dei proiet ti (quasi uguale a 'll\Ol!o de l fucile) in polhc, . .riportando i seguenti numeri poi tre fucili (segnati secondo l 'ordine da mè dato),. m 0,303, 0,450 ~ 0,577. Per ridurre i centesimi dei pollici approssimàtivamente in millimetri bisogna · dividerli per 4, ricordandosi che il caÌibro del Muratà non è esatta-n1en te 1di millimetri 8, ma è -meno,
Cenni di tattica navale.
Siccome nel corso del lavoro si sono adoperati diversi vocaboli della marina militare, e per maggior intelligenza di quanto si è nella narrazione della battaglia navale, si riporta qui di seguito cenni di tattica navale, estratti dal ,lfanuale del marino miUtare cantile, dell'illustre ammiraglio italiano Carlo De Amezaga :
propri scritto alcuni e mer-
COSTITUZIONE DI UNA FORZA NAVALE.
Forza navale. - · Una forza n·avale è upa riuuione di navi sotto gli ordini di un comandante in capo. Essa può comprendere una o più ~rmate, squadre o, divisioni. Àrmata. - L'armata si compone di due o pit1 squadre. 8quadi·a. - La squadra si compone di due o più divisioni. Divisiona. - La divisione si compone di due o più navi. Navi one1·arie. - Ad ogni forza navale, armata squadra o divisione può essere aggregato un numero indeterminato di na,•i speciali. Torpediniei·e. - Ad ogni nave possono essere aggregate una o più torpediniere, che ne seguono i movimenti come parti della nave stessa. Flottiglia. - La flottiglia è una riunione di legni sottili o torpediniere sotto gli ordini di un comandante superiore. La. flottiglia pi;ò.com7 prendere due ·o più squadriglie. ,Squadi·iglia. - -La squadriglia si CC>mpone di due sezioni. Sezione. - La sezione consta di due legni sottili o torpediniere. Le evoluzioni di una flot tiglia sono regolate dai segnali e dalle !)Descrizioni del Liòro di evoluii'oni per le navi; le sezioni .e squ&driglie rappresentano divisioni e squaµre. , Formazione. - In tendesi per formazione di una forza navale una determinata disposizione relativa di navi, divisione o squadre. A seconda dei casi, la nave, di visione o squadra chiamasi ·u ni'tà della formazione . Bvoluzioni. - Intèndesi per evoluzioni i movimenti che le unità di formazione, navi, divisioni o squadre, debbono fare per passare da una formazione ali 'al tra. Cambia1'f!ento di i·otta . .:... In qualunque formazione s i può far cambiare rotta alla forza navale con accostasta simulta_nea di tutte le navi-
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STUDIO ANALITICO-COMPARATIVO, ECC.
Quando le navi si seguono una nelle acque dell'altra, si può far cambiare rotta con movimento successivo di controma1·cia. Botte e rilevamenti. - Le· rotte ed i rilevamenU debbono sempre segnalarsi ed interpretarsi con rombi magnetici. 1 rilevamenti si osservano da centro a centro di nave. DistaMa. - La distanza fra due navi deve essere pressochè uguale al raggio di evoluzioni. Essa si conta tra centro e centro di nave. Intervallo. - Chiamasi intervallo la distanza esistente fra le navi corrispondenti delle squadre ·e divisioni nelle qua.li è ripartit.a la forza navale quando è in for muzione. rn massima, l'intervallo deve esse re t ale da pe rmettere lo sviluppo della frazione più nume rosa e deve esse re maggiore dello spostamento laterale per 180• di evol uzione. Navi regolàtrici. - La nave regolatrice è quella sulla quale le navi regolano i loro movimenti. In massima è nave ammiraglia. Distintivo di. regolatore. - Quando il regolato re non porta alcuna insegna di comando, inalbera il guidone distintivo di regolator e. Velocità no1·male. - Si chiama velocità normale quella che con segnale viene stabilita per la squadra.
FORMAZIONE DI UNA FORZA NAVALE (Linee di rileva.mento).
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Linea di rile,·amento sul rombo 850 Li nea di fila ordine diretto Unità. N. l
Unità N. 6
Unità. N. 5
Unità. ~. 4
Unità N. 3
Unità. N. 2
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Unità. N. 1
Unità. ~- 2
Unità N. 3
Unità N. 4
Unità. N. 5
Unità N. 6
Linea di fila. ordine inverso Linea di fronte ordine di~tto Unitb. N. 6
Unità. N. 5
Unità. N. 1
Unità N. 3
Unità. N. 2
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!Jnità. N. 4
Unità N. 5
Unità. N. 6
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Unità. N. 2
Unità N. 3
FORMAZIONE DI UNA FORZA NAVALE.
Li11ea di rilevamento (fig. l•). - La linea. dl rilevamento è quella formazione nella quale le var ie unità sono disposte sopra. una r etta nell'ordine successivo d( numerazione, la forza navale seguendo una rotta qualunque. Le unità di numero suptiriore dèvono rileva;e le unità di numero inferiore per, il rombo segnalato;' e le unità di numero 'inferiore debbono rilevare le unità di numerosuperiore per il rombo opposto segnalato. Linea di fila (fig. 2°). - La liriea. di fila è un caso particolare della linea di rilevamento, nel quiile la direzione del rilevamento coincide ccn · la. rotta. o col rom bo·opposto. Nel primo caso chiamasi linea di fila ordine' dfretto o nel secondo Li1iea di fila ordine inverso. Nella linea di fi la. il regolatore è sempre il capofila.. . Linea di /1·onte (flg. 3"). - La linea di fronte è un caso particolare dalla. linea d i rilevame nto, in cui la diMzione di rilevamento coincide con la. perpendicolare a dritta ed a sinistra della rotta.. Nel primo caso chiamasi linea df fronte ordine diretto, nel secondo caso li11ea di / 1·onte ordi11e inverso.
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evoluzioni chiama formazioni: di rilevamento ; di fila.; di fronte.
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Unità N. 1
li Libro di La linea. La linea La linea
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STUDIO ANALITICO - COMPARATIVO, ECC.
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Unità N. 1 I\
Linea di fronte ordine inverso.
(Continna) . A VETA
FE DER I CO
capitano 72 fanteria
0
L ESERClTO TORCO
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L'ESERCITO TURCO li noto scrittore, generale barone von der Go.ltz, già maresciallo · at servizio del ·Sultano e capo deHa missione tedesca incaricala del riordinamento dell'es&rcito turco, ha testè pubblicato nell'autorevole periodico, il Militéir-Wochenblatt, parecchi ar1icoli di speciale importanza sulla difesa di Cos1antinopoli, e intorno alle condizioni interne dell'eser,_dto turco. Stimiamo far opera gradita ai nostri lettori offrendo loro una fedele traduzione di qu'eUa parte riguardante il corpo degli uffi~iali e la mobilitazione, interessantissima per l'argomento stesso e in particolar modo attraente per la maniera particolareggiata con cui il soggetto, scritto con stil~ smagliante ed incisivo, è sviscerato dall'eminente generale (il). Il corpo degli ufficiali dell'esercito turco è costituito sopra basi affalto differenti dalle nostre (le tedesche), e perciò non è possibile alcun paragone. Esso non forma un tutto a sè con particolari doveri; persino la vita in comuÌ1e degli ufficiali non esis~e se non per eccezione nelle lontane guarnigioni della provincia. In 'Costantinopoli ciò non è permesso. La morente Bisanzio del medio evo ha avvelenato il terreno sul quale si ergeva: il sospell.o e la diffidenza sono · ::ill'ordine del giorno, ed anche una semplic,e amichevole comunione fra gli ufficiali sveglia già il sospetto di secreti accordi e congiure; epperò la sorte dell'ufficiale turco è quella di vivere quasi completamente isolato od almeno 4i rinchiudersi nello strett9 circolo della . sua famiglia. Manca pertanto ogni uguaglianza nella· vila che conducono. Presso al cavaliere finemente educato, dai modi mondani, stanno individui provenienti dai più bassi strali del popolo, i quali sono pervenuti a quella posizione non per merito eccezionale ma O) Vedi numer.i 6-1-, 65 e 6.8 del luglio t897 del ,1/ililcfr- Wochenblatt: der Tnrkischen Armee. •
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Bilder aus
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per caso o per raccomanda1.ione. La carriera dell'ufficiale è consi.., derata come un mestiere; così l'uno vi è portatodalla propria incli-' nazione, l'altro vi si appiglia soltanto per trovarvi un impiego, un terzo finalmente perchè il .ca.so ve lo ha destinato. Dal detto sin qu~ emerj;(.e che nulla si mette in atto per ottenere uguaglianza di modi e di costumi. · A seconda della provenienza, il corpo degli ufficiali si di·vide in due grandi gruppi ; in quelli cioè_usciti dalle scnole militari ed in quelli provenienti dalla truppa. Le scuole militari in Turchia present.ano , proporzionalmente, un grande ordinamento, il quale durante quest'ultimo decennio era in continuo e progressivo aumento. Allorchè nel ·1883 entrai al servizio della Turchia, esse contavano da 4-000 a 5000 allievi; e questo numero salì sino a H-,000, nei quali, però, sono inclusi quelli degli istituti di preparazione. Vi sono tre sorta di scuole: le scuole preparatorie di 4• classe, i cui allievi conservano ancora la libera scelta della carriera; le scuole preparatorie di 2• classe nelle quali gli ali ievi hanno prima contrallo l'obbligo di entrare nel servizio militare, e che se interni, a simial ianza dei. · nostri cadetti, portano l'uniforme militare e finall!) mente la scuola centrare di guerra con corso di tre anni. Di questo istituto fa parle la scuola di stato maggiore, la quale in generale segue il piano d'istruzione della nostra accademia di guerra. Essa accoglie i migl iori fra gli allievi della scuola di guerra, i quali superato il prescritto esame sono promossi. sotlotenenti, li prepara pel servizio di stato maggiore, e nell'ancor giovane età di 22-24 anni · entrano nello slato maggiore come capitani. L'ordinamento democratico della società orientale porta con sè che nelle scuole militari siano ricevnti giovani ài tutte le e~ndizioni. Presso al fialio del Paschà siede quello del suo guardaportone o del suo domestico, e nessuno trova in ciò alcun r.be di straordinario. Ad onta di questa d!fferenza di origine la grande massa forma un materiale capace di molta isLruzione, pieno di buona volontà e che può rendere ottimi servizi. Contrariamente a ciò che si crede in Europa\ nel popolo . turco havvi una fo rte \'olontà di ·procacciarsi un'istruzione scientifica. li giovane turco non indietreggia nè dinnanzi alla fatica, nè ai pericoli
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L'ESERCITO TURCO
,L'ESERCITO TURCO
e alle privazioni, pur di riuscire ad entrare in una scuola. Durante parecchie settimane dei ragazzi viaggiano atlraver·so il paese, scolari erranti dei nuovi tempi, per portarsi alla capitale al fine di trovarvi un magro posto ed entrare in una delle scuole governative. · Tutti questi istituti, nonchè le scuole mil itàri preparatorie, ne sono piene. Il direllore generale Zeki-Paschà, ed in pari · tempo gran maestro dell'artiglieria ed uomo di fiducia del gran Sultano, il quale deve alla propria sua diliJ,1'enza ed energia di essersi sollevato dalla miseria e dal basso stato, e che ha acquistato i più grandi meriti nell'educazione del popolo turco, si comporta per la loro accettazione nel modo più umano possibile. Non solo sopra sedie e panche, ma anche per terra, nelle 'nicchie, sui parapetti delle finetre, stanno accocolati gli scolari, sovente ài età assai diversa, per ascoltare devotamente le monotone parole del loro ma.estro, od anche soltanto per imparare a mente il libro di testo adottato. Commoventi erano spesso gli sforzi dei gen itori dei ragazzi rimandati, per procurar loro di farveli entrare mediante qualsiasi mezzo. Questa mania .di imparare, questa propensione ad istruirsi è uno dei sego i della vitalità del popolo e del suo diritto ad un av· Yenire nel mondo civilizzato. ' Tuuavia non si può negare che in questo movimento sia.vi molto esteriore. Pochi giovani in Oriente sono spinti . dalla passione della scienza per la scienza. Il turco col suo asse'nnato sentire è ben lontano da ciò; nel fondo stà sempre il desiderio di approfittare dell'istruzione siccome mezzo per raggiungere lo scopo prefisso,f\i, per acchiappare un posto o un posti, cino, e col l'aiuto di un potente, cui si prestino servizi, salire di grado in grado, e per tal modo - se Allah vuole, terminare, se è possibile, come Gran Vizir. Caratt.erizzano bene i modi di vedere del popolo le. fa':ole ed i piccoli racconti dei libri pei fanciull i, che Io straniero traduce quando comincia a studiare il turco. Essi uon pa.rlano di scopi idea li, di una vita nelle nuvole, come è il caso dei-nostri libri. E neppure magnificano la gloria immortale siccome il bene più prezio~o, ma quasi sempre raccontano come un povero, a mezzo di diligenza, pervenne inaspellamente e con leggiera fatica, alla ricchezza, agli onori e alla vita. comoda, per goderla poi in modo piacevole sino al termine de' suoi giorni. E non vi si parla molto del categorico
impera.Livo del dovere, il quale del resto non trova posto conveniente nell'anima del popolo tu,rco. Ad onta di c-iò è hlestieri tener conto di cotesti sforzi. Per aspirare a scopi elevati bisogna che un popo lo, e così pure l'individuo, vi sieno educati, imperocchè l'egoismo è innato . Invero l'occupazione nelle cose dello Stato e della patria è divenuta un fr utto proibito dal giorno dell'elevazione al trono di Abdul Hamid Il. Da allora cominciò a fa rsi vivo il progresso nella gioventù militare. Uno spirito patriottico spirò framezzo ad essa, diretto a ripristinare il vecchio splendore della potenza turca come ai tempi delle conqÙisLe. li desideri.o più cocente della maggior parte dei giovani che frequentavano la grande scuola di guerra dell'esercito, era quello di vèdere i! proprio eserhito potente ed abile come a' tempi passati, e di renderlo uguale ai migliori eserciti di Europa: . . 'Chi legge nelle gazzette europee degli arresti degli allievi delle scuole militari e dell a marina che regolarmente si ripetono, · delle .conseguAnti· inchieste e cond,inné, deve credere fac ilmente che fra la «iovane rrenernzio ne sia potente lo spirito della ribellione Nel fatto nulla vi è di ciò. Du.rante i più che dodici anni , nei quali fe ci parte della direzione superiore del le scuole, non una solo volta vi fu serio motivo per procedere giudiziariamente . Il Turco non possiede talento da rivoluzionario ; e nelle scuole militari regnava un tale sen timenlo di lealtft che rendeva im possibile qualsiasi pensiero cli allo tradimento. La scuola militare, un tempo sotto ~olinano Paschà, aveva partecipato al la caduta del sultano Abdul Aziz, e sebben~ ~'a~lora in poi istituzioni ed uomini sien o intieramente cam~1at1.' 11 sultano Adul H,1m id II non le accordò ht sua fiducia; e I miserabili incitamenti de' suoi secreti in.sidiatori crearono nella sua fan· tasia dei pericoli che realmente non esistevano. Una parola in• nocente o che si prestasse ad interpretazione detta ~I Maga] (I} , il possesso di un giornale qualsiasi, o uno degli i?_num~~evoli libri proibiti, ed anche cose di gran lun ga ancor pm futil.1, bastavano a fo rnire il pretesto per un giudizio, da promovers1 possibilmente con gran rnmore, conLro le supposte trame dei giovani (!) Il braciere intorno al quale occa,ionalmente si radunavano_gli allievi durante il tempo li bero.
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tur~hi. A me riuscì, invero dopo un vivo conflitto, di porre un argrn_e, per una :éri_e_ di anni, all'abuso; in questi ultimi tempi h~ ?1 nuovo com1nciato e colpito molti innocenti. Reca merav1gl_1a - ed è. soltanto da sp_iegarsi colla passività del carattere naz10nale turco - che codesto modo singolare di educare alla fedeltà e all'elevatezza del sentimento, non abbia condotto a serie resistenze. È fuori dubbio che negli sforzi di questa gioventù militare i~a,~vi alcun~hè di non ch iaro. La meravigliosa facoltà colla quale I orientale s1 adatta ad ogni novità che lo contrari~ lo induca di sovente a piegarsi. Ciò che porta sul mercato l; letteratura o_di erna mil itare ~_-in particolàre la francese - è letto con pass,~ne m_a senza critica; e lo stampato è preso schiettamente per utile scienza. Ora gli ullìciali giovani non hanno alcuna occasione di provare le loro teorie in una scuola di truppa pratica e ben · regolata. Da quì il pericolo di stimare . di soverchio iI loro merito e l'immediato valore nella loro applicazione in guerra, e di prepar:are loro rilevanti delusioni. Dapprima il sistema d'istruzione era compiutamente francese e _secondo_ la più :ecchia maniera, giusta le tradizioni lasciate dagli· istruttori francesi dalla guerra di Crimea in poi. La maggior importanza occordavasi alla parte tecnica. Le scienze matematiche, il disegno, i rilievi topografici, le costruzioni mili tari ,d'ogni genere rappre_sentavano una gran parte e questo anche -DEllla scuola dello stato maggiore, dove mancavano · i corsi intorno al servizio di stato maggiore, alla tattica applicata, delle tre armi, e alla storia militare . L'istruzione ;,~rnpartiva in modo assai pedante; conferenze dell'istruttore limitale strettamente a seconda dél libro di · tesio, ripetizioni interminabili , molti esami; in conclusione essenzialmente un ,lavoro di memoria. Praticam;nte eseguivansi soltanto lavori topografici sul terreno, e così il servizio-O.i guei'ra era. insegnalo soltanto teoricamente. Questo è ora compiutamente cambiato, poichè. astraendo anche ·dal!' introduzione dei metodi tedeschi d'istruzi~ne fu rono anche adottati _l'istruzio?e pratica, lo scambio del pensiero fra istruttore -e scolar,, e finalmente l'istruzione sul terreno passabilmente co_piosa, esercitazioni di combattimento per la sr.uola di ouerra e .
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"Viaggi d'isLruzione per lo stato maggiore. ()uesti viaggi, cui re,golarmenle debbono prender parte per due anni i giovani ufficiali di slato maggiore, hanno dato buoni risultati. Le doti meravigliose. dei . g;ovani ufliciali risaltavano qu i in modo spiccato. .Sebbene e.ssi non avessero mai ·veduto clte sempli ci evol.uzioni di up battaglione o cli uno squadrone, erano tuttavia in grado di :formarsi subito un co_ncetto delle condizioni delle piu grandi unità, -e soltanto di rado si ingannava1w nelle profonditf1 di marcia, sulf esteusione dei fronti e nei calcoli del tempo. Lo stesso .si ripelè negli ultimi anni nella scuola di artigl ieria .,e genio, la quale separata dalla grande scuola militare, è però posta sollo la direzione dello stesso generale .. in origine que3ti istituti d'istruzione erano destinati a formare -.soltanto ufficiali dei gradi più elevati. (;1; ufficiali giovani , i quali .dalla scuola r1i guerra passa vano come sollo tenen ti nei reggimenti, -.doveva.no rimnnere nei bassi gradi soltanto un dato lempo fissato .e velocemente pervenire al grado d·i ufficiale superiore, per se.gtiire di poi . l'anzianitil. Qnesli giovani ufficiali di stato maggiore -dopo solo due anni di capitano erano promossi Kolagasse ·(vice .maggiori). È incontrastabile che il mezzo era ben pensato per far· ,perveni re tapidamente agli alti gradi uomini capaci ; ma non fo .si è iropieg:: to in modo continuativo. La vecchia preferenza che ,nella truppa $i accorda agli ufficiali uscenti dalle sue file, trat-tenne fermi gli allievi delle scuole rni lit:ari, sott.o parecchi pre.testi, nei gradi inferiori e non li lasciò perven ire ai posti inJluenti che loro spellavano. M.olti trovarono, tinche assai presto, ..\rn posto nello stato mrtggiore o negl i uffici di un Pascha, furono ,impiegati in occupazioni d'ogni genere,· dispersi quà e là, e cosi ..sottratti al servizio presso la trnppa . - Oggi cotesta disposizione è divenuta supernua. La scuola mili'.tare è it1 grado , se non verri.I. di nuovo limitata , di fornire I' in.tiero numero di uffì.cin.li necessario ali' esercito, . poichè annuai . mente subiscono al present.e gli esami 600 giovani . .Non havvi dnbb io che questo ri levan t.e numero di giovan i istruiLi, ad onta di alcuni difet.ti dell'istituzione, rappresénla .nn mezzo di-stin to, capace di compiere grandi cose, non solo per l'eser~ito, ma pure a vantaggio della rigenerazione dell'impero. Se il sultano
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Abdul Ham id Il, cui non mancano di certo nè perspicacia, n~ ·superiorità di spirito, · si fosse serv ito di questo risveglio del sen· timentò in tlivìduale e del germogliante amor di patria di questa brillante gioventù, in luog.o di persegu itarla, al fine di educarla ali ' ipocrisia e all'ossequio striscia nte che le va con~iunto, avrebbe ragginnto il sno scopo e assai meglio del suo grande predecessore Mamnd II , imperocchè le cond izioni generali er~no per lur. mo lto pi ù l'avorevolt. Gl i uffìc.iali provenienti dalla truppa sono destinati soltan-to pei• gradi inferiori sino a vice-maggiore, ma taluni per mezzo di potenti benefattori trovano pure la strada per perveù ire alle piLL alte· posizioni. All'epoca dell' ultima guerra russa eranvi ancora gene· ?'ali c·he non sapevano nè leggere nè scrivere. Invero Lutti gli, aspiranti ufficiali dubbo no superare esami, che si ripetono anche per ogni promozione. Ma sui medesimi è. esercitato ben poco con-· t1;ollo, e co~i :a protezione vi Ila gran parte. Anche tuttora i comandanti più eleva ti consider~no la promozione ad ufficiale, siccome un mezzo adatto per premiare servizi personali loro resi,. e ·cosi questa classe si recluta per la maggior parte fra individui· che furono domestici di urriciali o attenden ti, oppure scriLl.nrali e opera i manuali degl i ufGci e ·aegli stabilimen1i. In una dellfr fabbriche dello Stato ho conosciuto un cuoco col grado di capitano il quale di.simpegnava in uniforme le incombenze della sua arte . Casi simili avvengono di spesso . . Ciò non vuol dire che fra essi n'on si trovino uomini di gran valore e da impiegar::;i anche nelle più gravi circostanze. In genera le però tUlli i mi litari assennati ' dell'esercito ottomano sono, unan imi nel ritenere che questo elemento deve scomparire dal. corpo degli ufficiali, imperocchè non risponde ·più alle odi erne esigenze. L'esperienza fatta ha. dimoiìtrato che i migl ior i sergenti· (Tschausch) fo rmilno soltanto uffìciali, o mediocri od affatto in· · capaci . ls generale il lamen lo che questi giovani promossi uffi· cial i, si trovano compiu tamente· fuor i di posto; ciò a prima vi sta sembra un edigm,l; ma si spiega colla maniera di comprenàere: la vita degli orientali, la qua le insegna a godere dell'ottenuto, senza sforzarsi di pròcedere avanti, e di mirare a nuovi scopi. Da qu i viene che non sono i migliori provenien ti dalla bassa forza,,
quelli che aspirano al la carriera di ufficiale. Avviene quello che succede da noi co i sottufficiali. Ch i n casa ha suffi cientemente da vi'lere, preferisce questa vita al mU;gro sLipendio del tenente e del capitano. Il sergente turco che ha un piccolo possesso da contadino non lo abbandona di certo per scambiare la vita legata della caserma con quella libera delle patrie montagne, pello stipenòio da ufficiale inferiore, e se ne sen te più superbo .
Cosf .il corpo degli ufficiali si presenta come un tutto poco omogeneo, un miscuglio, passabiimente variapinto, di elemen.ti ottimi e capaci insieme ad altri di minor valore. Se consideriamo la generazione proven iente ancora dal periodo di u~mpo nel quale era in vigore l'istruzione francese, troviamo alla testa un numero ri levante di giovani generali, in parte con un'istruzione estesa sebbene alquan to disordinata, i quali certamente in guerra si comporterebbero assai bene, seloro fosse data la possibilità di impratich irsi in pace 'nel mane~gio della truppa. Questa però hanno soltanto, ed in misura limitata, coloro che hanno servito all'estero . Viene poi lo stato maggiore il qnale è assai bene preparalo pel suo servizio in guerra; tuttavia pure ad esso fa difetto molte volte l'aurea pratica. Sino ad ora non è stato possibile di stabilire che i giova ni ufficial i dello stato maggiore, prima di uscire dalla $Cnola., si rech ino a prestare ancora servizio presso la truppa, al Gne di acquistarne la pratica 'conoscenza; oppongonsi a ciò motiv i di va1:io genere, fra i q1Ìali que llo che cotesti giovani generalmente andrebbero perduti per lo stato maggiore. Essi, - almeno al , principio del la loro carriera - sono come degli estranei all'esercito. Tuttavia la rnagg-ior parte di essi, per le elevate doti naturali delia loro naY,ione, in breve trovansi all'altezza delle loro funzioni, ed capo, il qual <> sappia servirsene , Lroverà in essi eccellenti coadiutori. Non si può pronunzia.re un giudizio in loro . favore, migliore di quello espresso da Clive Bigh,IID nella sua opera tesi.è pubblicata sulla. guerra in Tessaglia e che si compeud ia nelle poche paro le : « Staff work, quick and efficien.t. » E devesi ancora tener conto di un grande numero di ufficiali, quali sebbene usciti dalla scuola mil itare non hanno potuto
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entrare nello stato maggiot'e, ma che emergono per le loro doli e trovansi applicati negli stati maggiori. e perciò equiva lgono ai nostri uffi ciali dell ' Adjutanlur. Essi poichè hanno vissuto in pro vincia e conoscono l'esercito e il servizio, possono in genera le essere impiegati con maggior vantaggio di quelli che conoscono soltanto gli uffici dello stnlo ma ggiore io Costantinopo li. Da questi Ire elementi devesi trarre l'alto comando, il quale poi ogg irlì deve contarn sopra elementi fissai di~paraLi, mediocri e caltiYi. Alla Lesta della brigata e dei reggimenti e anco r piL1 a quella dei battaglioni vi sono comandanti eccellenti, incapaci, senza esperienza. . L'allontanamento dall'esercito per motivo di in · capacità. non esiste nell'esérci10 tnrc·o . Colla fedeltà, come la si intende coli1, si può giungere ai posti più elevati. Una truppa ha per capo un individuo che con mano sicura ne tiene il comando; un'altra si regola da sè stessa, e cioè è gu'idata da alcuni gio · vani ufficiali o magar i da un paio di abili sottuf!iciali , mentre il vern comandante non ha alcuna autorità. Ed avviene pure - e in modo speciale lo si dice delle truppe alban esi - che la tru ppa stessa s' impone: TI co mando soperiore si esplica pertanto in modo assai diffe· rente ùal nostro; epperò per ronsegnire buoni risultali, è mestieri che agisca con maggiore attività di qu ello che si richiederebbe da noi . Se alla testa dell 'armata avvi nn generale snl qnale da I!diz si tiene no occhio vigilante, e che prudentemente non si allontana da l telegrafo, bisogna che uffi1.ia li del SLlO seg uito sieno dappertullo per coadiuvare e dirigere. Così nella campagna testè termi nata si udì pal'lare assn i più l:l i Seiffollah, Enver, Ali Riza Paschà ed altri giovani ufficiali, piuttostochè di Edhem e del suo capo di stato maggiore Omer Ruschdi. ll corpo degli ufficiali è cosi forma to come sopra abbiamo detto , e da esso dipende il buon successo fin al e più che in qnal.siasì nitro esercito .
ona parte così rilevante, e che neppur da lontano si avvicini alla loro. La lingua turca non possiede una scrillura propria ma si serve ' di quella araba cui mancano le v~cali.. Perciò si n dai tempi antichi considerava:;i la coaosceni'.a della scrittura per una prova di grande sapi~nia, e lo scritturale, perchè possedeva c:odosta distinta qnal ità, lo si teneva meritevole di speciale attenzione . A.Ila vecch ia lingua turca assai espressiva la quale possiede dilettevoli nitrrazioni e poesie liricl1e, mancano compiutamente i termini scientifici e tecn ici, e si usano quelli persiani ed arab i. L'a rabo si mescolò· anchc nel lingu ag1,:io del popolo a cagione del Corano. Ora poi vi si aggiunsero nnmernse parole straniere. Alla lingua greca si presero a prestito i termio i per le arti e pel com· mercio; all'inglese ed iul iana quelli per la nautica, e non poche escursioni furono pure intraprese dagli artisli della nuova lingua 1urca, nella francese e nel l.1 tedesca . Anche la grammatica delle tre lingue principali vi ha uba certa parte, e così ne usci un lin,ruarroio misto della soci e!i:t <lislinta che il popolo. il quale parla il suo /(nba.-dili e cioè la Jingu:i sempl ice, appen~{ in1en1le. Esso ricorda lo sti le del secolo passato lluale parlavasi alle corti dei principi tedeschi ; soltanto a questo miscuglio di tedesco e francese yuolsi ancora aggiu ngere una terza lingua, forse la Ialina o l' inglese'. Il maneggio pertan to di questo idioma artisticamente foc"'iato parlata . è divenuto naturalnn , che ricorda la stenografia • mente una scienza nel la quale persone istruite co nsumano la loro vi~a, e che costitu isce una casta speciale. come quella dei Kiatib . Nelle scuole militari si apprendono le lingue fond amenta! i : turca araba e persia na, passa ndo sopra allo stile Loreo. Havvi ancol'n. 110 corso di compilazione, che si occupa principalmente delle min uzi e della lin,,ua uHiciale, la quale (orrnn. ancora un al trn ramo a sè. li num ero delle espressioni cl i devozione e denomazwn1 da impiegal'si per il Sultano è legione. t,3 assai difficile per lo straniero formarsi un' idea di questa lingua artificiale; ma è facile immaoi narsene le difficoltà. da qneslo esempio, e cioè che v a· . un signore turco distinto , istruito nel tedesco, pel' ire: « er :;e1 nacb Hause gekommen (è \·eouto a casa) » scieglierà presso a poco un 'espressione come questa che ritiene assai più elegante: ~ er hal arrivèe .at home l>eliebt. »
Non si p~ò parlare senza far menzione di molte volte con quella turali, i secret11ri degli
del corpo degli ufficiali dell'esorcito turco una specialilà la cui esistenza si confonde di esso. Sono questi i Kiatib , cioè gli scritufO ci . In nossùn altro esercito OF-si hanno
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L'ESERCITO TURCO
Suona assai gradevolmente al nos!ro orecchio quando udiamo un ufficiale di stato maggiore, cnpace ed intelligente, afferm;ire che egli non-comprende il ·turco ordinario. f:on ciò però s' intende dire solLaoto dell'a conoscenza dello stile moden ro. 11 più delle volte un turco - e specie nno scrittore - rimprol'er11 all'r1ltro che egli non scrive un buon turco. In tulle le sedute e conferenze la discuss ione intorno all e qnieslioni di redazione assorbe il maggior tempo, e spessevolt.e avv.iene che si dimentica q1iasi il vero argomento. Senza riguardo poi si sacrifica il senso ad una frase ben tornita. Essendo la lingua. ancora in formazione, è permessa la creazion e di nuovi vocaboii purchè siano osservate alcune reg-0le. · fl trovare una parola mostn1osa che ness uno può decifrare senza lunga e minuziosa ricerca, è un colpo da ma.estro per un abile Kiatib. BisoJ:(nil sovrntulto che lo scritto sia incomprensibile se vuolsi ci1e valga per compilato assai bene. Un militare ln posizione elevata si accingerà mai a mettere egli stesso in carta i suoi pensieri o le sue decisioni. C~iammai il ministro della guerra od· il capo dello stato maggiore oserannC> di rimettere personalmente al Sovrano un loro memoriale. Ciò possono fare soltanto i loro secret.ari giurati . Questi per tal modo vengono al possesso di tull.i i secreti, ed in ciò appunto risiede la loro potenza. Il kiatib deve essere l'uomo di fid ucia del suo supèriore ed avere la prima parte nelle sue decisioni. Gli ufficiali del seguito, ad onta della loro grande istruzion e e pratica, vengono dipoi. Presso la maggior parte .dei generali, e sino a poco tem po fa, il kiatib era, anche in guena, il vero capo dello stato· maggiore. La posizione poi di questi impiegati, per quanto pure riguarda l'esteriore, è assai alta. Il primo scritturale delle scuole militari ha il rango di un generale· di brigata; e presso il ministero della guerra due secret.ari erano delle eccellenze, e mi precedeu ero in anzianità siuo a che non fui promosso maresciallo. Ciò nalur:~lmente accresce la loro influenza. Il basch-kiatib del sultano ba in real!~ maggiore influenza sugli affari dello stato del gran Visir. Il kiatib il q~iale non ha altra occupazione ali' in!'uori di qnel!a dei snoi scrjtti, generalmen te è negli uffici quegli che conosce meglio gli irad è del sultano. Tn ogni affare da tratLar:;i
,egli pel primo può ;coprirne i la.ti deboli. E questo lo rende indi-
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. ~pensab!le. .. . Fra ·i secretari che trovansi in elevala pos1z1one havv1 un gran num~l'O' di in:1piegati eccellenti. Sono i primi ad arrivare i~ nfftc io e uli ultimi a partirsene. Colla massima diligenza scnvono disposi~oni ampollose con ricchezza di frasi. ?hi ha _bisogno di .con'·sir,lio si rivolge ail fissi. Una cortesia tranquilla e riguardosa e ge~:ralmente loro costnme. E questo non è poco merito, in quantochè il loro ufficio non · è vera:mente facile. Il primo secreta.rio del :Sultano rimane giornalmente legato alla sua scrivania 112, ,rn, 14- ore ecl anche più; e durante la sua carriera nulla vede de,l • m ondo all'infuori della strada fra la sua abitazione e il palazzo reale. . A.d onta però di tutte le loro ottime qualità l'ingerenza di que;;t'. individui sull'andamento delle cose ·militari è dannos:1. Sono essi ,che costantemente insistono siJll'esecuzione letterale di lutti gli ,ordini, e nelle nostre cose, nelle qttali tutto mette capo alla vit~ prat.ica, una tale pedanteria as.sai di rado reca vanta_ggi_o. _Per essi ·non è la q·uestione intorno cui lavorano la cosa principale, sebbene la forma ne\l<). quale presentarla. S' immaaini soltanto, a mo' d'esempio, che presso di aoi fosse ,incaricato di compilare un' istruzioge di mobilitazione u~ consigliere -secreto il q11ale non avesse mai servito nell'esercito. nem~eno com_e ·volontario di un anno; e si avrà. nn'idea clell'intrnsione cle1secreta!·1. Noi stranieri abbiamo spesso fatto l'esperi enza che ciò che ave·vamo scritt.o in modo semplice e chiaro più ch e po,-sibile, subiva -sollo la penna artistica del. secrerario un vero proc~sso, tliguis~ch_è alla fine soltanLo a stento ci era dato di rilev:1re ti nosLro pr1m1t ivo pensiero, in seguito ai cambiamenti subiti. Il p~·imo alinea de~ ,reaohunenLo di mobilizzazione da me progettali) d!ceva come dt solito: « Qani mobilitazione è comandata a mezzo cl i iradè di < Sua Mae;:it il Si1ltano. L' iradè fissa il primo giorno di mobilita~< zione ». Naturalmente con quelle brev i e sempli ci parole non -compievasi alcnn'opera magistrale di stile, ma questa, per_amore .delle parole ben sonanti , venne fuori colle parole, se ben ricordo, presso n poco seguenti: « Quaii classi di_~ol~ati dell'~ser~ito pos-« sono e3sere chiamali all'atto della mobtl1Laz1one clec1dera sempre 4. e innanzi a tutto un ·ir~dè imperiale diramato dal califato, e la
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« da~à. del!' irndè imperiale segnerà il principio della mobili ta« zione ». Nella lingua turca il sec;ondo alinea suonava ·assai pià bene, ma era anche assai ·meno intellig ibi.le, pure astraendo in. tieramente dal fallo cbe l' iradè, che dovrelìbe essere il primo passo, qui invece appare una conseguenza della mobilitazione. Questo ~·egolamento inoltre avrebbe dovuto essere scritto nelia manier& comune più intellig ib!le. EffeLtivamente - così mi si ass icnrò- molti comandanti cli battaglioni di landwehr, cui principalmenl& ne spetta l'esecuzione, non furono in grad<l di decifrar.lo a cagione. delle sue frasi sapienti. E lo stesso aYVieue per altri simili ord ini, e di~posizioni. La passioné per un linguaggio ben sonante è anche oggidì cosicomuneruenLe estesa e cosi profondamente radi cata, cbe il carn-· biamento può soltanto aver luogo a poco a poco. Non mancanoperso!laggi notevoli i quali si sforl.ano di semplificare la linguae di purgarla dalle parole straniere, e fra quest.i il gia menzionato maresciallo Zel5i-pasciù, direttore · generale delle scuole militari; mà il loro numero è troppo esiguo per potere •ottenere un· decisivo successo e non potrà essere dato che alla veniente nae nerazione di compiere si fatto camb iamenLo . Un'altra rilevante pahicolarità dell'esercito turco sono i comitati consnle~ti (mei:1yliss). Essi non mancano in alcun ramo dell'amministrazione e rappresentano una parte troppo grande nelle questioni riflettenti la condotta della ·guerra. Ogni affare di qualche· importanza è delinito dtt una decis ione (mazbata) del relativo co-· mitato, e lo stesso avviene pure per le operazioni della guena. La vera direzione della medesima ' parte da J'ldiz. Durante la, guerra tessalica il telegrafo funzionava regolarmente anche dt1rante· il cé>mbattimento su l campo di ballaglia, e il comandante· era tenuto di ubbid'ire ai cenni che gli erano trasmessi. Ma anche nell'esecuzione il vero comandante predilige di far sentire poco,· la sua azion e. l capi dei vari reparti, e fra questi naLurahnente· il primo kiatib, oppure tutto lo stato mnggiore, si radunano e decidono ciò che deve farsi. La decisione, se appena è possibile, è sottoposta alla sanzio·ne sovrana, e, questa ottenuta, è dipoi fattaconoscere. Ed allora spetta ai comandanti in sotl'ordine di regolar:,i in conseguenza. Così . l'est.a quasi co'mplelamente messa da.
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parte la personalità del vero ~omandante. Il comando dell'esercito procede pertanto in maniera àJiatto differente dalla nostra; esso assomiglia più ad .nn centro amministrativo che ad un gran comando superiore. Naturalmente vi furono dei comandanti i quali, per la loro forte e particolare petsonalità, agirO.'lO di loro inizia~ tiva, come Osman, Achmed .Mukthar, Fnad ed altri, ma lo stesso Solimano Pascbà, duranLe i combattimenti al passo di Schipka, non pote abbandonare la sua tenda al piede della montagna, per rimanere in continua corrispondenza telegrilfica con la capitale e sul campo di baHaglia spedì i~ suo capo di stato maggiore. · Questa maniera di condurre la guerra e di lavorare in un quartiere generale, spiega. ns~ai facilmente a colui che conosce queste condizioni, quelle in terrnzion i durante le operazioni le quali, .a tutti coloro che sono lontano, sembrarono enigmatiche. L'europeo, per lo più, bias ima vivamente la sin golare m11ncanza di coraggio della responsabil}tà sia. presso i militari turchi , sia presso gli impiegati. Quondo invece si giudichi rettamen te, la si comprende compinLarnente. Il cadere in 4isgrazia del Califfo può .signi(icare la perdita dell' esistenza; e questa disgrazia dipende so1•ente da denunzie secrete di un delatore qualsiasi giovane o non is~ruito. Talvolta non si ,~oncede nemmeno di difendersi . La denunzia cos ti tu isce in pari tempo il giudiii6, se fu ben calcolalo il tenipo di spedirla, e se lascia temere al Sultano per In sua sicurezza. Date tali cond izioni si comp rendono pienamente e l'avversione alla responsabil!là e l'inclinazione a seguire timi· damente ed alla lettera gli ordini ricevuLi. Sin dal Lemp_o dello sterminio dei Gia.nnizzeri per . opera del Sultano Mahmud IT , non hoo esiste . più nel regno alcun contrappeso conLro la potestà assoluta del Sovrario. A C[lgione de!l'ordinamen to dernor·.ratico della società mimcario famiglie influenti le quali, unite da cornu·hi interessi, possano agire in modo temperante sopra'. la volontà del padischit, ovvero possano occasionalmente, firendere sotto il 'loro :1ppoggio un innocente perseguitato. Le societi1 politiche, come quella dei vecchi turchi. e dei gio-vani tnrchi, costituiscono dei partiti so ltanto nell'immag,naziop.e dei gazzettieri europei. I.I clero stesso il quale poteva mostrare qualche indipendenza, è, in p:1 ragone ai tempi passati;
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L'ESE RC ITO T U RCO
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straordinariamente limita to nella sua potenza. Per tal modo l'individuo che viene a trovarvisi in confliÙo con la voJontà del Sultano si trova solo se nza. alcuna speranza di appoaoio i'l,'n , di fronte :ali' ili imi lato pot~re del padrone. Ciò può spaventare anche forti carati.eri e perciò io no·n ho mai diviso il biasi mo che gìi stranieri. per nul la minacciati nell a loro sicurezza, elevano cosi facilmente -con tro l'arrendernlezza degli àlt.i digniLari turchi. Queste condizioni ·che fortemente determinano la vita e l'attività dell' e.~erci to t;1 rco, la potente intrusione di Uf'! elemen to straniero e civile, la potenza degli scritturali, l'abitud ine di rimettere le decisioni degli affari alle co.mm issioni consnlt.:ve . -·la q11ale toglie di mezzo ogni personale responsabiii tà - ~ finalmente la cieta sollomissione al senso letterale degli ordini superiori non scompar!ranno che· poco per volta. È mestieri ìnlenenga un completo ca~biamento, a cominciare dal la base , -delle condizion i statal i interne. La potente casla dei Kiatib farà ,certamente di tullo per conservare intattR la sua posizione e per opporsi ad tina sempli ficazion e di un{). lingua òi servizio e del modo di trattare gli affari, d;ita la qnale èssa diverrebbe snperllna. Devesi per altro riconoscere che essa, per l'i struzione f.!uramen te s~ie.n!ifica. non solo è superiore alla massa del corpo degli nffi-c1ali . ma, anche ad una parte de ll o stato ma~giore. Questo col tempo e poco alla volta potrit salire nella Jidncia del suo capo .e del ministro per rimpiazzare alla fine intieramente l'infit1enza d_e secreLari. Di certo questo sareLbe un gr.ande guadagno per l'esercito. Sino ad ora si stimava alta1_nente quell' ufficiale di stato ma1giore che era nssai abile nei lavo'ri d' uffitio, e che potern ..cornpelern Cùi Kiatib. Forse la guerra Lessalica ha posto la b;·1se di nn mig lior'amento, im perocclrè ali n ufficiali dello <;tato maoaiore ~~ hanrio lavorato in modo tanto decisivo per la mobil itazione, e nella direzione delle operazioni . La nessuna sqstanza delle commis'>ioni giudicatrici (:Wedjl iss), la mancanza di personale responsabil ità e \' assoggettamento da sch iari colla consegue_n1.e oubed ienza rneccanièa form ano, come qui fu es pO'slo. un lutto a ~t!, e scompariranno sol tanlo coll' invadente incertezza del dir itto. Potrà specialmenl e coadiuvarvi validamente uo principe granlle e nel tempo sLeS$0 moderato il quale
possieda tal ~nto da organizzatòre, che sappia restringere la proprir1 potenza ed accordare piena indipendenza e diritti assicurati , .ai suoi ministri, impiegati ed uflìciali , in limiti ben fissati per mantenerli nell a loro sfern, e per renderli anc]1e personalmente re$ponsabili del loro operato. Frattanto non havv i perciò alcuna speranza; l'azione singola non ba limiti li ssati, nè il di ri tto A fa responsabilità sono giustamente misurati, 'di guisachè è giocoforza rit.enere che lo stato presente durerà ;:incora per molt.1) tempo . Dirò inoltre che una tale volontaria limitazione dell'attnale sfrenata potestà della corona, sarebbe pur anche il rnezz_o migliore per: veder comp iuto il vecchio e giustificato desiderio di tutti i patrioti turchi , e cioè l' ab()lizione delle capitola,doni. ·Certa men te I' es alla conoscenza del l'arbitri o statale ancora esistente. fa si che le potenze europee mantegano così saldamente i diritti da loro acqu istati co i trattati , come se ne ebbe una prova anche ultimamente nelle tratlative della paye. L'ordinamen to dell'esercito turco, sebbene in fo rmato alla. foggia .europea, specie alla tedesca, ha 11ncora le sue particolarità. La più importante di queste i~ certamente qu13lla, che l'armala attiva nel caso di mobilitazione non versa tutta la grande massa della fanteria nell'eserci to di operazione. Le truppe di linea, come accade presso cli noi, dovrebbero raµpre.seniare la scuol:i pr'atica per tutte le forze militari del paese e il nucleo di quelle da. campo, ma le condizioni politi cointerne del regno non lasciano attuare questo principio nella sua pienezza. I quadri di pace dell'esercito debbono forzatamente servire a molti servizi che nulla hanno che fare col loro vero còmpito. La gendarmeria, sebbene disponga di una forza assai riìevante, e di un bi lancio assai ragguardevole, non basta., di gran lunga, per mantenere la tranqu illità e l'ordine. Alle truppe perc iò spetta <iuasi di continuo di disimpegnare servizi di polizia. Soltanto in alcune gr11nd i guarn igioni, come Costantinopoli, Adrianopoli e Erzerum esse riman1ono sempre riunil e. Pel restante si aggirano qua e Jà nelle prov incie con frequenti cambiamenti di guarnigion e, per reprimere disord ini, per tenere la pace fra le tribù
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nemi che, per appoggiare la riscossione delle imposte, e fina lmente per· sorvegliare la frontiera. Que;;Li servizi pa1:ticolari non solo impediscono che si tengano riunite le grandi unit.à ma anche i bai.taglioni e talvolta pure le compagnie. Talune di queste da molti anni allendono a. mo.lte ,7uardie le quali divise in torr'i ed in blockhaus non si riun i"scono mai. ' Le nuove reclute al loro arrivo sono immediatamente avviale a. cotesti posti .; un sergente o un ufficiale li istruisce limitat.amente al bisogno nel maneggio delle armi e nel marciare; dipo i fanno ogni servizio coi soldati anzian i. Soltanto di rado vedono essi il loro capitano . Oriinat.a la mobilizzazione, in molti casi non è possibile di t,>gliere le truppe di linea dalle loro guarnigioni . Esse devono, appunto in quel momento, mantenervi alla l'autorit.à. del governo . In ogni caso poi tutli i governatori, e governatori ge. nernli si oppongono alla loro partenia. In taluni distretti , nei quali i maomettani si trovano in minor numero' frammezzo ad una popolazione di greci o cli ,lavi , essi sarebbero attaccali ed uccisi se le truppe partissero. Sgraz iatamente il governo tiene continuamente occupate un gran numero di fortezze divenute di nessun valore - special mente sulle coste - e non vuole togli erne la guarnigione per · non svegliare parvenze c~ebolezza ed obbli gare quei térriJori a. provvedere alla propria sicurezza. · 'l'ulto questo conduce ad uno sparpagliamento clelle forze al quale non vi è ri ineclio, e che è caratteristico per l'impiego dell'esercito turco . È noi.o che quando cadde, Plewna, dopo eroica resistenza, tro,•avansi sparsi nelle provinciè ~ord-occidentali dei Bai~ cani non meno di 1120 battaglion i, i quali riuniti sarebbero stati più che sufficienti per sbloccare la piazza e li berare le brave truppe di Osman. pi'lschà. . . Così la massa della fan\er ia dell'esercito campale è mest1en formarla colle truppe del Redif e delh1 Landwehr, e nel fatto queste rappresentano· il 1•ero nucleo della forza militare turca. Tutti i generali turchi, i qua.l i hanno preso parte alle ultime guerre, sono unanimamente di avviso che clebbansi preferire le truppe del Redif al paragone di quelle di linea (Nisàm) . I soldati hanno una età in generale che oscilla fra i 26 e i '.34 ann i. A quest'età
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il contadino _turco, pel suo metodo di vita · semplice e sano, è giunto al pieno sviluppo delle forze corporal i. Gli uomini del Red if sono per la maggior parte di aspetto robusto, fo rti, resistenti · e di un grande valore personale. Naturalmente manca loro, come -nella linea; un' esercizio metodico, ma per le abitudini popolari desso è meno necessario di quello che sia presso di noi. Giusl:t i regolamenti, i battaglioni dei Reclif dovrebbero essere radunati oani due anni per eser~itazi oni della durala di un mese, n ma la. mancanza di denaro , o megl io il ilisordine delle finanze lo ha impedito; e però le varie chiairntte sotto le armi durante le ultime agitnioni- han no offerta l'occasione di riprendere il servizio mili tare eél impratichirsi nella guerra. Un grande vantaggio dell'ordinamento turco delht Landwher è quell o di possedere un corpo di ufficiali permanente. Esiston o costantemente i comandanti, i cap i di compagnia, i tenenti ed il fu riere, e ris iedono nel distretto. Le classi del H.edif hanno per1anto li sentimen to di appa rtenere all'eserci to e ad una truppa , pronti in ogni tempo . Se gli ufficiali nel tempo di pace non si .esercitano di spesso nel servizio prntico , la coscienza per allrp di essere veri soldati è per loro di un grande valore. La mobil itazione non li toglie da alcun altro mestiere pacifico. Per la. maggio r parte di essi, non si gn ifica che un ritorno da molto tempo desiderato ad una vit;) pi it attiva e più libera. -v eramente gli ufficiali del Redi!' e della. linea dovrebbero secondo il regolamento scambiarsi scambievolmente , e soltanto la difficolli1 di ot,tenere l'lradè relati vo ha da molto t.empo resa impossibile l' esecuzione · normale. di questa vantaggiosa prescrizione. La presenza dei comandanti e del corpo degl i ulliciali rinforza nelle truppe di Landwher il sentimento d~lla loro compattezza. I reg.gimeoti hanno inoltre, contrariamente a quelli di linea , le loro tradizioni . In tutto l'esercito sono conosciuti i nomi dei migliori reggimenti de! Redif, che si sono particolarmente distinti nelle l1ltime auerre· e "Odono di una fa ma speciale i reggimenti Al"' ' V banesi, di poi quelli di Smirne, Aidin e Milas, <li. Konia e Karaman e di Trebisonda, ed altri ancora. delle provinc ie orientali. L'essere nomi nato comandant,e di uno di questi reggimenti è .considerato come una · preferenza, r ispetto agli ufficiali impiegati nella linea.
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. E_sistono p~re in 'modo permanente i generali, gli stati magg1on delle b,-1gate e delle divisioni, ed a nessun generale verrebbe in mente di lam entarsi per essere stato destinato ad un impiego nella Landwh er. · La presenza del corpo degli uflìciali in allività di servizio facili ta natura lmente la radunata dei battaglioni del Redif in modo str~o.rdinario. Giusta la nuova ripartizione dei ~istretti, compiutasi in tutlo il regn o in questi .nltimi anni, sono preso tutte Je disposizioni aflìnch è pel settimo giorno i battaglioni trovinsi radunati presso la sede dello stato maggiore e pronti a marci,1 re. La rnag~ior parte dei distreLLi ò collegata telegraficamente colla capital e e si lavora con ogni mezzo per completare la rete telegrafica. Il sistema adottato per la chiamata sollo le armi è assai semplice. Appena pubblicato l'ordine di mohil1 tazione i collegi locali degli anziani radunano gl i uomini che secondo gli stati loro rimessi d~bbono essere richiamati. Essi -fann o la separazione degli ammalati e degli incapaci a marciare; stabiliscono i nomi dei mapcanti, e dopo una preghiera e un esortazione rivolti all'Imam, conducono i richiamnti alla caserma principal e della compagnia, dove ha luogo un'altro controllo cogli stati tenuti dalla compagnia. Riunita la com pagnia, essa è con dotta alla ca:;erma dove risiede lo slato maggiore del battaglione. I vi, dopo altra verifica dello, stato di presenza, si l'orma il battagl ione. Una festa religiosa accompagna pure questo atto, e dopo compiuti la vest.i zione e l'armamento, si può mettersi in marcia. Le autorità, che restano al distretto, s'incaricano dcll'. ul-teriore osservazion e eleo-li ammalati , dei deholi, . dei congeda Li per motivi di Jam;gl ia, e c;sì pure di ·denunziare alla giustizia i ma ncanti alla chiamala. Gli stati delle classi in congedo .so no, in generale, assai bene com pilati. Tutti i mesi i comandanti delle compagnie percorrono i loro distretti, rettificano le liste e sollopon°ono a prove ~oli individui n, per stabilirne l'abilità. L'autorità dell'Imam e r1el più anziano, eccello poche eccezion i, è sufficiente compiutamente ad eseguire la. chiamala, e, a motivo della semplicilit del metodo di vila, sono bene informali intorno agli abitanti dei loro villaggì, e possono, nel caso fo rnire loro i mezzi necessari.
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Le trnppe di linea non sped iscono nè ufficiali nè gra~uati di truppa per coadiuvare nelle operazioni della chiamala. Il credente· in aenerale accorre alla chiamata del Califfo senza nitro mezzo di coercizione . La cl1iamata alle anni si compie pu1·e nel lo stesso modo per le truppe di linea; l'invio però dei richiamali ai loro reggimenti è assai più diffi~ile del la formaz ione dei battaglioni di landwehr per le circostanze sopra menzionate . Giusta una legge pubblicata nel ·1887, i distretti di la nd wehr debbono provredere i cavalli ed i quad r upedi da tiro occorrenti~ Nel tempo di pace è passata una rivis1a prevenLirn al materiale necessari o, ed i battaglioni del Uedif traggo no co n sè i quadrupedi requisi ti sul teatro di guerra dove si formano le colonne dei trasporti . Io questo modo, e con min or spesa di qualsiasi altro paese, il <roverno raduna tulle le risorse mi lit.ari del vaslo impero, e la stessa. n I buona volontà. del popolo provvede a: eh~ nell'ora del pericolo non si trovi abbandonato, ad onta delle gravi e continue esigenze. Nell'inv,~rno ·1885-8G numerosi ballag lioni del Rcdif compirono marcie difficili ssime so l?ra montagne coperte di neve per r,1gginnaere i siti di adunala dell'esercito; ben s'intende, condottivi dai è> loro uffizi ali. Così si forma no le armate campali alla fron tiera coi hatlaglioni dei Nisam cbe lrnnno stanza nella vicinanza o ch e vi giungono· e colle clivi3ioni del Redif. L'arti gl ieria, la cavalleria e le truppe del geni·o sono fornite dall'esercito permanente, imperocchè il Redif non comprende, sino ad ora, queste armi speciali. In questi ultimi tempi la cavalleria della landwchr fu rimpiazzata colla cavalleria nazionale curda, coi reggimenti Hamidi er) ma quest i non furono ancora impiegali in guerra. . . La divisione è la più grande uniHt che cost1tu1scono le armate. sebbene l'esercito permanente nel tempo di pace sia formato. in co rpi d'armala . Questa ripartizione fu adollata nella mouilita't ione Jet 11885 e 11886 e appare assai conveniente. La specia li tà del territorio àello Stato nella penisola dei 'Bal~ani, e~ il fatto che i piccoli StaLi ivi confinanti non possono cons1derars1 ~
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-~ome am 1c1 sicuri, richiede in ogni caso di guerra la costituzione ,di parécclii e armate . indipendenti. Se queste si · formassero con corpi d'armata, nella plu,,alità dei cas i il numero dell e singole unità risul terebbe assai incomodo. E s'aggi unga ancora che la naLura del paese e la reLe stradnle rendono assa i dif(icile il mo·vimento di grandi unità, quali sarebbero i corpi d'armata. compost.i di due o tre divisioni e dell'a rtiglieria di corpo d'annata. I co mandanti e lo stato maggiore si tro1'ano pure megl io con uoilà pi it piccole. La fo rza normale di una divisione dorreb lJe constn re di ·I 6 battaglioni o di ·17 se vi è un bauaglione cacciatori, uno squadrone e 11n reggimento di artigl ieria con 6 batterie . Presso ogni armata havvi inoltre una divisione di cava lleri11 co n 30 squadron i e 3 batterie a cavallo. TuÙavia questa formazione non ù strettamente -Osservata poichò le autorità supel"iori non cono~c~no l' importanza e d il valore dei grossi corpi di truppa costituiti in modo uniforme .e di avere già in pace tulli i singoli riparti che ti debbono for mare . .Esse considerano quali unità il battaglione, lo sq uadrone, bn no balleria e su di esse fann o conto pel combauimento. [ ballaglioni ed i reggimenti sono pure molte volte formati come gi ungono snl teatro di guerrn . La forzn totale ne tl per con seguenza differente. La gu erra in Tess11glia ha frauanlo dimostralo un riiev:rnte progt·esso . ~ella formazione delle divi sioni si tenn e un conto mag· giore di prima di costituirla coi 1·ipa rti del tempo di pace, e mi nori camb iamenti di prima intervennero net corso della gnerra, e più di prima furono impi egati come- un lutto . .Certamoote ad un''armata composta in silfatlo modo n::aocano molte cose di quelle che il militare europeo rit iene come indispensabili . .Un g~nerale tedesco che ispezionasse quelle truppe, senza esitare, le giudicherebbe non in grado di entrare in campngna . .F.ppure esse poss~dono una forza capace di .grnndi nzioni.
B. D.
PRESCRIZmNI RUSSE \PER LE ~rARCJ;; 1'01'-.C l."RXE F. P l.;B, I OO~CB A.TTlMl•: XTI NOTt'URNI.
Oalh tr,hluzione tedesca d i ll.-1 nc,, tenente . nel re.gi::iinento d'nr lì~ lì~ria da campag na N. 36, comandato all'nccadem,n di guerr:i
Si è <"inuneiato a daro alle seguenti prescrizioni 11na for,u::1 più succinln, c?me spesso si sarebbe potuto fare, per scost.~rsi il meno possibile dal teslo delln lraduz, one del signor Harck. .· . . Diremo col nomin1tto nfficialc che, (]11antu~que i_l seguente rcgo l.amcnt~ .non ,1a p,u ···n· · pet·ò t111ton in ,,1,,ore in llussia, e 11 carattere urnc,ale d, esso, un,to nl una nov1« , e · ' " · t rmo detta,;liMtl tatto che, presso di noi. per le operazioni '.1ottur~e, non es,s ono ~o " · au~lo.,"hc, ci ranno ~pcrare po.;$a riuscire utile 11 d1fTon,leme la cono,ccn1.a. V.
·m . I
Norme speciali per le marcie 110Uurne e per i comballiment i notturni. - Pietrobnt·go, 1ipogrnfìa mili1are, ·I 89'2.
[.e marcie notturne affaticano le truppe molto più delle tliur~e, l'or~ dine vi è f;cilmcnte turbnto, !"oscurità farorisce la propagn10ne d1 qualsiasi scompiglio, e foCJilmente ;(Ì smanisce la strada e si perde 11 colleoamento tra le singole parti dt>lla colonna . . . NI;l"rndo ciò talvolta si ii co:.m eni a rico!'l'ere a marc,e nollnroe, sia ·<iuando ci si ripromette da esse un guaelagr.o 1r1 tempo - es" [)er . preve,nire J'avver~ario nei c.c1si clie non ammettono dilazione - s_ia anche quando le circostanze sono tali che, con una marcia nascosta 51 possano r:iggiungere risultati veramente notevoli. . . . .. , tomballimeaLo nouurno permette all'attaccante ?1_avv 1cinars1 all av~ ·versario senza perdite per il fuoco e reo~le possi~ile ~'1,. attac~~ d1 sorpre~a che, in ravorevol i circostanze, puo ~are lmllant1 multati, dn altra parte però il combauimento notturno d1yen_de compl~tament~_ d~ casualità che si possono bCU$ Ì prevedere, ma d1ffi~ilrnente evitare, po1che . pe li notte ~ono molto eccitabili e facilm ente possono essel'e Ie t !Up , l , . , · ,.,. d ·wva,--e dal , pao·1co ,· O"lli "' ostacolo 1na$peuato pno cng1onare an e b"confusione e rrniudi foci lmente le proprie truppe possono essl're scam 1ate nemiche. r erPer (ali motiYi le marcie notturne e !-pecialmcnte i combattimenti notturni, de vono essere intrn presi colle più minnte precauzioni ; s1 (
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\'.'i'.'iO Xl.li.
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PRESCRIZIONI RUSSE PER LE MARCE NO TTURNE
devono valuta re in precedenza tutte le circostanze e pre4dere tulle le mi-sure _per rimuovere e prevenire le_casualità che conducono alla perdita, della necessaria di,·ezioue di marcia, dell'ordine e della tranquill ità; senza <H che le imprese notturne po5souo avere le più sanguinose conseguenze.. · Oltre lo stato morale delle truppe, che appai·e il principale elemento, nel calcolo della riusciuta delle impre~e notturne, si possono riten'ere come molto importanti per il risultato favorevo le, le seguenti cond izioni:· •t O Stancheua grande dell'avversario e insufficiente servizio di !,Ìcu rezza da sua parte; 2° Migliore conoscenza del terreno, rispetto all'avversario; 3°' La simputi11 degli abitanti del paese. Deve essere considerata come importante g11ranzia del successo di im. prese nottu rne, anche la freschezza fisica delle truppe, e perciò quando si vuole e$egu ire una marcia notturna od anche un attacco nottnroo si dev'e aver cura che, prima de.Ila partenz,', le truppe abbiano mangi1110, e. si siano rinforzate col sonno. I . - MARCIE NOTTURNE. Per l'esecnzione delle marcie notturne bisogna regolarsi secondo il'
§ 93 del Regollmiento di servizio in campagnu e osservare quanto segue :: ,f O Prima della partenza per una nrnrcia nottnrna si deve racco-
gliere it maggior numero di notizie precise e sicure sulle strllde che si vogliono utilizzare e specialmente sogli ostacoli che eventualmente si. · 1.rov:rno su di esse. Tali ostacoli si devono, sempre che possibile, ·rimuovere per tempo-.. A vvERTENZA. - Occorre tener presente che le strade e i diversi oggeni che s·i troDa.no su di esse, d1; no{te appaiono ben dùJersi che di gfor.no; è perciò assolutamente necesimr·io assumere informazioni sulle stra.dc per la irnmùiente marcia, non solo 1·,ig'aardo al giorno•.
ma anche alla notte. .2° Per le marcio su strade in qual;iasi modo dubbie e sconosciute,. e anche per mllrcie fuori .delle strade, è assolutamente necessario avere gu ide pienamente lìdate. Se. le §!ttide non appartengono alle truppe, devono essere tennte sotto-· severa sorveglianza, togliendo ad esse la più piccola possibilità di fnga , speci11lmente nelle notti molto buie. 3° Per' conservare la direzione generale di marcia è uti le che cia-scuna colonna ~ia provvisw di busso la.
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4- 0 Qualunque sia lo scopo di una marcia notturna, è importantissimo che l'avversario ne vcug:1 a conoscenza il più tardi possibile. · Se lo scopo è l'occultazione della marcia, iI servizio del campo dovrà possibilmente continuare a funzionare anche dopo lii parte~za delle tru~pe, conservando i fuochi accesi e sforzandosi, con frequenti ma legger, attacchi contro gli avamposti, cli distrarre la vigilanza dell'avversario. Come per la ricognizione del terreno, co5Ì. anehe per le diver6e imprese che devono frastornare l'attemioòe del nemico, possono render<~ speciali servizi alle truppe, i riparti cacciatori. . · 5° Se la marcia è intrapresa coll'intenzione di attaccare il i:iem1co, o se vi è la possibilità di incontr:irlo durante la marcia stessa, tra le trnppe dell a colonna non si deve trovare carreggio, ~di carri esistenti (per cartucce e di san ità) devono seguire in coda :i tutta la colouna; 6° Durante la marcia devono essere prese assolutamente tutte le misure affinchè le truppe appartenenti alla colonna non si distact:hino l'una dall'altrn e nou perdano il collegamento a vista con quelle che le precedono. . • . 1 Perciò devonn osservarsi il silenzio e /l'ordwe ptù rigoroso ; sotto nessnn pretesto i soldati possono abbandonare ll:l righe, e neppure deve essere loro permesso di parlare e fumare. Si deve esigere che gl i ufficiuli marcino cowmternente al loro posto e diano i comandi a mezza voce. Di tanto in tanto si fa fermare la colonna affi nchè le truppe possano aprire le righe e soddisfare alle loro naturali occorrenze. Si marcerà con dislanze diminuite. AvvERTENZA. - S·i, dovrà es·igere severamente ehe presso le t·riippe non si troi,ino eani pe1·chè e.ssi, coi loro latrati, potrebbero trcidirne la presenza,
70 Nei crocivia nelle strade in trincea o di boschi, nei punti di d1r111nazione cÌelle str;de, le teste di colonne devono lasciare degli indicanti . Essi sono cambiati rispettivamente cla ogni testa di battaglione, di batteria e di reggimento di cavalleri11, che seguono . Perchè senza difficoltà possano raggiungere nuovarne.nte_ l~ 101:0 truppe'. bisognerà impiegare come indicanti preferibilmente mdlVldlll montati (specialmente ufficiali) . . · . . go Per evitare lo slegamento delle smgolc part, della co_lon~a, gli ufficiali e i sottufficia li di seryizio marcianti in coda d'ogm nparto, devono fare attenzione di non perdere di vista i riparti che seguono, e quando _ciò dovesse accadere, devono la s_ciare,_senza bisogno di ~hieder~ prima ordini ai superiori, degli indic,rnt1 per ti collegamento co1 reparti
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E PEI?. I CO)JBATTDIE~'l'l NOT'l'UR::-11
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PflESCR!7.l!'.)NI l:WSSE l'ER LI\ )IA&CE NOTTUR.~.r.
retrostanti, av~isandone il proprio comandante. E qnan.do anche l'indicante lasciato iudietro è perd n10 di vista, i graduati di servizio ne lasciano un altro, di guisa che le truppe rirnaste indiètro non ,possano fuorviare . · AvvERTENzA. - In determinate circostanze possono servfre (( questo scopo delle lanterne da, portarsi, immed:iatamente dietro le ttuppe e che illum;inino solo alle spal_te. · L'ùri.pie.ryo delle lanterne ve·1·ò è soltanto per·messo quando si è lontani dal nemico pùù d'i una giornata di marcia, pe,rchè la. linea dei. lumi 1mò svelare alle pattugl'ie ne.niicjie la clirez'ione della, marcia notturna . Le lanterne 71ortate dalle irnppe ('il coiorn corrisponde c1,l nwmero del reggimento) possono anche servfre J)er ind'icare i 1·iparti di truppa negli accampamenti, negli acquartic1·a·nient'i, e, ùi casi speci.ali, anche nel corn/Jattiinento. 9° Per impedire che le tru ppe retrostanti più lontane fttorviin o, oltre le misure indicate più sopra, possono essere impiegati :mch.e altri mezzi per indica re la strad~ (segnal i, ruochi , ecc.), però soltanto nel caso che la ma rcia abbia luogo indubbiamente · fuo ri della vista e dell'udito diii nemico; in caso con trario, rutto (iiò che può ri\'elare la marcia, ueve essere evita to. 1. 0° Nel passaggio di località di ffi cil i (strette, pon ti malsicuri, pendii scoscesi, salite, gnadi, ecc.), la testa di colonna deve necessariamente · fermarsi ad una distanza d811'ostacolo superato, eorrispondente alla profondi tà del la colonna, per ristabilire l'ordine e soprattutto per osservare quanto è prescritto dal § tì3 del .Regolamento di se1·vi.zio ùi cli11qJagnn . AvvE1nENZA . Se ·v'i è ln necessità di rimiw1,ere un ostacolo , è 1t1'ile avere alla, te.~ta, cl,i colonna il rip(t'l'to JJiort'ieri con dinamite.
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•I 1° I l comandante d'ttua colonna considerevolmènte profonda, de\·e essere con tinuamente info rmato in quale sito si trovino le :;ingole p(lrti della colonna (§ trn del Regola;nent.o di servi.zio in ca111;pC1gna). 1t perciò utile che nei punti più importauti della SLrada, sieno lasciati indietro ufficiali. monta ii od ordinanze coll'ordine di infornrnre il comandante dell'orn io cui ciascun riparto è passato per tali plmti. •12° Per evitare disordini e anche disgra1,ie, la parte ~inistra della strada deve (>Sser lasciata hbrra per il passaggio dc-Ile persone mori· tate che raggiungono la colonna o che la incontrano.
A vvERTEN1/.A . - Sulle strade st-ret te· lo. spazio ·deve es~e·re procurato tenendosi il p'iii che si pnò a destra.
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,13° :\!elle formate il grado di prontezzn all'azione e i mezzi di sicurezza devono essere gli stessi come per la marc.:ia (pattuglie ravvici nate). Di n9tte però tutte le mi~urc di sicmezza devono e:-sere rinforzate dalla parte da cui può prove,ni1·<~ nn attacco improvviso. ~elle rna1·cie notturne i riposi non devono essere lunghi e ciò perchè l'ordine nella colonna sia turbato il meno possibile ed i · soldati non abbiano occa~ione di addormentarsi; meglio è fare i riposi più frequenti, ma brevi. · ,1,i, 0 Siccome nell'oscurità si possono scambiare facilmente per nemicbe le proprie tru·ppe, così per evi tare disordini ·e disgrazie, deve essere osscrv.ita rigorosamente la regola generale che, in marcia o fermi, quando nuc he colpi isolati sieno di rett.i contro la colonna o perfino nu intero riparto apra il fuoco $11 di ess:i, nessuno deve cominciare a tirare seuw l'ordine del capo della colonna ci del più anziano che si trovi snI posto. I ;) 0 Se si ha I' inteuzione di nascondere, colla notte, la marcia, bisogna evitare, in vicinanzn del nemico, il più che è possibi le, i luoghi abitati. I . Se è assolutamente necessario attraver:;nre un villaggio o un borgo, si de1•ono prendere le misuro pi1:L rigorose per.il manteriimento dell'ordine e del sili::uzio 1 per impedire agli :ibitanti del luogo di portare al nemico la notizia della marcia del distaccamento. U. -
COMBATTIME~TI NOTTURNI. Introduzione .
I regolamenti « sul combattimento di distaccamen ti delle tre armi> e « su l combattimento della cornpngnia e del battaglione;; dànno le iudicnzioui per il combattimento diurno. Tali indicazioni possono servire nnche per il comba ttimento io noni chiare. Le seguenti norme .hanno lo ~copo di e$porre come devono applicarsi gli 11mmaestrnmenti dei . regolamenti anzidetti nei combattimenti notturni. AvvEnl'EXZA. - Dai: r ipart?: dest,i,nllti per 1m attacco nott1wno devono essere to/.ti i soldat·i di f-ntelligenza troppo limitata, pe1·chè essi non possono causare che disqrdinc.
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l'RESC!tlZIONI RUSSit PE n , L"" "' "' :!Al'OE , N01'TU RNE 0
A. -
A T'l'ACCO .
Norme generali. 1. ~I P!ao_o_ per un attacco notturno deve essere innanzi tutto semplice; le art_1flc1owa potrebbero condurre a disordin i e perlìuo 11 urti tra le proprie colonne, perchè il comandante in capo non e· d., nott • · d' ' d' ' ,,, (Il con 1z1one I poter correggere i possibili errori di ùirezionc delle 00• lonne stesse.
Il piano per l'attacco oouuroo deve essere stabilito, persoualmeute a~rn_e.no ~olla sua cooperazione, ,lai comand,ìnle del distacca mento clie sara JOcanca~o d'eseguire l'impresa notlurn:i. 2. Non si può intraprendere up attacco notturno se nou ci si è procurata accnrntamentc la conoscenza del terreno dove si dovrà combauere, delle · . strade• . per la m:irciu d'avvicinamento delle truppe, e deIle specw 1, condizioni dei punti d'attacco. So~o utilissime per indicare la direzione di marcia alle singole p:irti del d1st;iccamento, delle guide pratiche della regione, speci1ilmente se tratte dalla tru ppa. 3. còmpito__ pri~cipale, nel combattimento notturno, spett;, :illa fantena, e. perc10 d, essa devono essere essenzialmen te costituiti i distaccameut, assegnati per l'.1ttncco notturno. Lll ca~all~ria e l' artiglieria si aggiungono in piccola quantità e si te?gouo _mdietl'O. Ciò llOU esclude la possibil ità di eseguire, in deter~lUate circostanze favorevoli, degli attacchi notturni con distacc,unen ti d1 sola Ca\•alleria. 0
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Av vE IITENZA Sono da considera,1·si come circostanze /'a ooreooli per l'esecuzione d'un attacco notturno con cavalleria : a) _qrande scompiglio nel nem1:co e 'insufficiente v·ig'ilanza da ma
parte;
b) terreno piano e senza ostacoli, ben ,:onosc'iuto dall'attaccante.
. 4 Nel riflesso che di noue non sono possibili con grandi riparti con perfetto acc~ rdo e co~nessione, si raccomanda, in geuera le. d, rntra~reoderc _a11accl11 uot111ro1 cou distaccamenti non superiori :id uu regg1me~to _di fanteria con corrispondente artiglieria e cava lleri11 . Le ~~eraz1om 1~ottu1:ne di dista~arn euti di maggior forzn possono, nella piu parte de, e.asi, comprendere le dispo~izioni che precedono il combatti mento, mentre questo potrà essere i11trapreso so ltanto all'aìba. 1~~rese
E P.Elt l COllll A'l'Tlll,t,: NTJ N01"l' URN1
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5 . ~egl i attacchi notturni non si può fo1· calcolo sul luoco, prima 1perchè nell'oscuL'ità esso è poco efficace, poi anche perchè è da considerare che la principale garanzia della riuscita d'un attacco notturno risiede nella sorpresa, e perciò il \•oler preparare l'urto. decisivo col fuoco rapprAsenta soprattutto uua perdita di tempo. Inoltre il far fuoco può rec.~re mauifes10 pregiudizio rivelando prematuramente le posizioni o la direzione dell'avanzllta dell'attaccante. In ogni caso, nell'aprire il fuoco di nolte, bisogna essere pìen1imente persuasi che è veramente il nemico quello contro cui si tirn, essendo ,facile nell'oscurità scambiare per avversarie le proprie truppe. A tal riguardo si deve osservare che non sempre i tiri che colpiscono il ,distaccamento, anche quando inOiggono perdite, possono servire di in-d,ce che si hanno di contro truppe nemiche e uon proprie. Formazione di combattimento del distaccamento.
6. Di notte le truppe devono essere tenute quanto più è possibile serrate, e perciò per i riparti combattenti si raccomandano le colonne di compagnia a piccole distanze. Quest.~ formazione assicura il vantaggio ,d'un appostamento raccolto, uon impedisce il movimento ed è inoltre poco vulnerabile al fuoco. 7. Quando è necessario di condurre l'attacco contemporaneamente -contro più punti, più o meno separati tra loro, si dirigerà con tro ciascuno di essi uno speciale distaccamento il quale operi io modo inùipendeotc, attenendosi 11! prin~ipio fondamen1ale chi! ogui distaccamento •mandato isolatamente deve portare nell'azioue le sue fo rze riunite. 8. La riserva geuerale è collocata dietro le parti più imporianti del ,fronte di combanimento; deve però essere IP,nui.., più Yicinn che rli giorno alle truppe combauenti. 9. Xegli atl.acchi notturni non si forma la linea dei tiratori perchè la ,prepal'azione col fuoco, uell'oscurità, noo è cosa appropriata e il successo -di au.acchi nouurni dipende principalmente dall'esecuzione d'un urto unito, che nou può essere effeuunto eia una linea di tiratori, essendo ,troppo diflìcile dirigerla oell'oscurilk. '10. Le tru ppe attaccanti si cuoprono con pattuglie per prevenire in·COntri ina;;r.euati col uemiro e per m:intenere il collegamento coi riparti vicini. Il n;mero delle pattuglie, la forza di ciascuna di esse e la distanza tra di esse variano secondo il grado d'oscurità della nolte, della comodità ,della marcia, della vigilanza del neÌ11ico ecc., osservnndo però sempre J'immutabile principio fondamentale che trn le pauuglie e le truppe da
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PRESCRlZION I RUSSE , PER L E MARCE NO'l' TURNE
E ' r E'R I CO l !BAT TDI E NT l NOTTURK!
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cui sono date, non si perda mai il collegamento e che ciascuna pattuglia, si tenga riunita. La forza oscilla' da 3- 5 uomini ad· uu plotone. H. Le pattuglie si compongono o di uomini che hanno vista eccel lentee di ~uelli che sono abituati a distinguere oggetti nell'oscurità ( dei riparti cacciatori)_, o di interi rj parti' di truppa (una o due sezioni, interi plotoni} sotto la condotta di ufficiali e. soltanto in caso di necessità, sot10 svelti sottufficiali. Con ogni pattuglia devono trovarsi guide che conoscano i)< paese, possibiltpen te tratte dalle proprie trnppe. 12. Nell'esecuzione d'un attacco notturno non deve essere condotto al seguito nessun,carriaggio. Gli aiutanti di sanità e i oorta-feriti seguono le· singole riserve ; hanno lanterne con sè che accendono per curnre i feriti ..
H. ~ei combattimenti notturni la cavalleria può essere impiegata, sotto favorevo li circostanze, di preforenza in piccoli ri plrti . L'impie~o più vantaggioso della cavalleria. consisterà nell'attaccare i fian chi e le spalle del nem ico, ciò che può dare brillanti risu ltati, poichè la cavalleria che attacca di notte produce un'impressione schiacciante, mentre .sono insigoilìcanti le perdite che può avere per il fuoco. Se Je mancano le circostanze favorevoli per un attacco, la cavalleria rimane alla riserva .
Posto dell' artiglieri!i- nel combattime~to.
Doveri generali dei comandanti nel combattimento .
_13. Nel combattimento notturno l'art.iglieria ha un còmpit; secon<lariorispeuo al combattimento diul'no. L'oscuri_tà non permeLte l'esatta direzione dei pezzi, nè la misura delladis1anza; perciò la cooperazione dell'artigl ieria nel combattimento not· turno, dalla parte dell'attaccante non può essere chè limitatissima. L'attaccante può impiegare con utilità l'artiglieria soltanto quando conosce là distanza delle posizioni e la disposizione del nemit:o, come per esempior nell'accerchiamento e nell'assl-ldio di piazze forti; ' nelle operazioni in campo aperto soltanto io casi rarissimi, quasi esclusivamente a scopo dimostrativo, per distogliere l'auenzione del nemico' dal vero punto di attacco. In ogni caso l'artiglieria, nei cornhattimenti notturni, si può utilizzare soltanto quando si è completamente sicuri che non si c,,Jpiranno· le propri.e truppe (1 ). Se non esistono le condizioni favorevoli per l'impiego dell'ar1iglieria, essa segue le truppe attaccan ti, osservando il .ma:;simo silenzio, e per questo sarà utile avviluppare le ruote. ' Al cominciare del combatti mento l'artiglierià prende posizione presso, la riserva generale o in qualsiasi altro punto arlalto e aspetta ulteriori; ordini·. AvvERl'ENZA. - L'aniunta di piccoli ripartì d'artigli eria a quelli di fanteria fo ordine chiuso destìnat'i per l'attacco, può esse1·e utileper il caso si conqiàstùta pezzi ne1niC'i, onde poter far f'uoco con essi o, disttuggerti. (! ) La ricognizione accurat.i e a tempo del terreno par i comalfdanti d'artiglieria, appare perciò, nei combattimenti notturni, pili che in ogni altro caso, indispensabile.
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Posto della cavalleria nel combattimento.
Hi. Il comandante del distaccamento non soltanto deve procurarsi una accurata conoscenza delle speciali condizioni del · terreb.q e degli accessi ai punti d'atta~co, per quanto possibile con ricognizione fatta di persona, ma deve i,uche raccogl iere le più dett~glia,te notizie sulla forza e disposizione del nemico, sul grado della sua vigilanza, e sulle misure di sicurezza da l11i prese. •16. I comandanti in sottordi ne devono conoscere i dettagli del pian(} per l'au.acco notturnv da intraprendersi, anc0ra più intimamente che per un attacco diurno, poichè per là difficoltà di direzione del combattimento . notturno. l'atti vit:1 dei comandanti 01·adetti ha un' irn portanza str,,ordinaria. La difficoltà d'orientam~nto nel com battimento rende inoltre necessario che ogni comandante in sottordine conosca esattamente non solo le · strnde da percorrersi dalle s1:1e truppe, ma anche la direzione generale di tutto il distaccamento, aftìnchè non scambi nell'oscu ntà gli amici per nemici o viceYersa. A \'VERTB~ZA. - ,li comandanti in sottordine si deve f'a1· crmoscert che, l!ltto ciò che si riferisce all'attacco nottiirnodaeseguirsi, dere es.se·r tenuto contenevolment6 segreto fino al principio d1; esso,
n . Quando sia in qualche modo fattibile, i comandan_ti in sottordin~ de1•ono esaminare per,;onalmente le direzion i Ja prendersi, per poter cosi rimuovere per tempo ·tutti g,li ostacoli alla mar~i~, o_quanto_ m~no pe~ predisporne la rimozione, e inoltre per poter st:ibil 1re 1 segnalt ~ .) 1_ q,t~al ~ direttamente, senza allungamenti di :-tracia, possano condurre le mpetttve truppe alla meta ordinata. . ·18. Il C'omandant i del distaccamen to deve prendere tutte le misure perchè ri..:eva in tempo e frequentemente nùtizie del sito dove si trovano i
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PRESCR IZIONI RU SSE: P ER LE MARCE :NO'r•ruRNE
si ngoli riparti e dell'andameo lo del combattimento nei <liversi punti, per tenersi al correu te cootinuameule della situazione generale del combattim~nto. L'adempiere a. tale necessità è più difficile di notte che di gio rno e richiede perciò uno specifi lissimo col po d' occhio nel comandante del distaccamento e anche eccez:ooali qualità negli organi del servizio d'info rmnioui (uffi ciali d'ordina uza). So lo in casi di estrema necessità, i comaud.1nti superiori debbo110 cambiare durant.e il combattimento il proprio posto. che egsi hanno in precedeuzn partecipato nll& truppe. \'ell 'attacco, il posto migliore per il comandante, del distaccamento è in testa a tutta la colonna ; nella ritirnta invece ò in coda. "9. Ogni comandante io sottordine <leve insistere percliò nella suo t rn ppa siano rigoro~a meute ossen ·ati il silenzio e l'ordintl, elle neppure un solo 11Qmo abbandoni il posto, e che nessun :i tto - e specialmeute nessun colpo - abbia luogo senza il suo ordine. Il fuoco nel combattimento.
<20 . Poicl1è ii successo d'un utlacco oot1urno dipdode pri ncipalmenLe dalla sor presa e il fuoco non può che rendere avverti to il nemico del pericolo che lo minaccia, così es,o deve essel'e evitato il pi ù çhe i' possibile durante l'esecuzioue dell a marcia d'avvicinamento e oell'~ttacc11. Una truppa che apra il fuoco uell'a ttacco perde tutti i vantaggi che può rip ro· meuere un attacco notturno; perciò ogni uomo Jelle tru ppe attaccanti deve essere così penetrato della inuLilità, anzi del danno del fuoco di notte, che uessu n colpo ca sua le, neòsu na apertura di fuoco dn parte del nem ico, perfino oe~suna perJita dovuta a tale l'uoco, possa eccitare le truppe e trascinarle ad un tiro disord inato e dnnnoso per il comuatlimento. 2·1. Vi sono però 11 oche cusi eccezionali nei lflrnli l'uuaccante pnò trarre utilità dal fuoco nel combauimeuto; esempio: se il nemico avanza essn all'urto, poichè allora l'attaccante è posto nelle condiz,oni del difensore; nell'esecuzione cli dimostrazioni ecc. Anche in tali casi però l'nperturn del fu oco olle grandi distanze è tla evita.rsi, e l!On deve aver Jnogo in nessun easo senza $peciale ordrne. Si devono impiegare soltanto sa lve.
AvrnflTENZA . - Persino 11uundo l'a v'versario 11ia·1·cùt per avtiltiJJJJare, deVI! essere etitata l'a1m·tura del fuoco, e ciò per non colpire le prop1·ie truppe e s11scita1·e disordini nel combattiment.o.
E PER I COllOATTUIENT! NOTTURNI
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Passaggio del distaccame nto dalla formazione di marcia a quella di combattimento.
22. li distaccamen to incaricato dell'auacco notturno deve passare alla formazione di combattimento soltunto, il più che gli è possibile, vicino al nemico, perchè il marciare lungamente in tale formazione oell'oscu· rit~. può fa r perdere il collegamento reciproco delle si ngole parti del distaccamento. Non si può precisare a quale distanza si debba passa re alla fo rmazione <li combattimento; Lutto dipenderà dal grado di oscurità della notte e dalle di verse altre circostanze. Principalissima coudizione da soddisfare per assicurare il snccesso i_, che il nemico non possa vedere, uè udire il cambiamento di fo rmazione. 23. Sarebbe difficilissimo stabi lire regole generali per il passaggio delle truppe alla fo rmazione di cC1mbaui mento, nelle imprese notturne. La riuscita di tuie cambiamento di fo rmar.ione dipende dalle s peciali circostanze d'ogni singolo caso, e in egual mi:ipra dalla es perienza e dall'abilità del condottiero. Talvolta (in terreno molto frastag liato) si possono stabilire in precedenza di,·erse linee cli segn:1Ii luminosi i quali indich ino :.ii singoli riparti la dire_zione di marcia verso i posti ad essi assegnati sul fr_onle di combattimento ; altra volta sarà sufficiente indicare tali direzioni con allri segnali quabiansi. Io alcuni casi i posti delle t.ruppe possono essere indicati anche con lanterne ; 'TUeste però debbono essere nascoste alla vista del nem ico, ma visibili alle truppe che debbono dirigersi su di esse. Al principio del com battimento sono da indicarsi con lanterne, roghi -0 simili mezzi d'ill uminazione: il posto del comandante, i posti di medicazione, i punti di aduni.la delle truppe, e in generale tutti i posti che debbono essere ri trovati presto dalle truppe durante il combattimento, per e·vitarfl fnorviamenti o di~ordini. .lii vvERTB~zA . - · La rnarcia d'avvicinamento nascosta e /.'attacco di sorpresa sono le principal·i condù;ioni per la r ittscita di operazioni notturne. Perciò nel cambiamento di formazione da esegu'irsi a d·istam;a d'udito dal nemico, deve essere osservato il p1:iì, assoluto silenzio; per tal ragione non vi debbono esse1·e assolut mente segnal1' ed i comandi e gli ordini debbono darsi soltanto ci mezza voce. lla una importante ·influenza si, ciò il vento, la cui direzione spesso Jli1ò toglie1·e al nemico intieramentc il suono dei co,ncmdi. \
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l'RESCRIZlONI RUSS3 l'ER I.E MA RCE NOTT URNE
2,i.. ~el caso che la marcia delle truppe designate per l'atwcco notturno sia scoper ta dal nemico, i comnndanti devono avere ricevut.o in precedenza normr al riguardo e cioè se devono auaccare il nemico immediatarI)ente, seguendo subito gli esploratori o le pattuglie che hanno scoperto la marcia, oppure se rlevooo rinunziarP. alla ini'presa che si aveva in mira, in for mandone le truppe vicine e il comandante del distnccamento. La decision.e per l'uno o per l'altro partito dipende dalla loCdlit.à, dal grado dì oscurità, dalla disposizione del nemico, dalla situazione morale di esso e, fina lmente e principalmente, tla llo scopo che si. aveva io vista nell'intraprendere l'attacco notturno . Ordine per il combattimento. 25. Gli ordini per attacchi notturl)i debbono contenere tutte le indicazioni necessarie per i combattimeoti diurni (§ 35 e n dell'istruzione per il combattimeuto di distaccamenti delle tre armi); ma poichè è impossibile che il condottiero in ca po dia norme ancora nell 'istante dell'incontl'o coll'avversa rio, così in tali ordini deve essere sta bili to con precisione : lo scopo generale dell' nttncco e gli obietti vi speciali da raggiungersi dalle diverse parti del distaccamentù, le direzioni che i r iparti devono seguire nella loro avanzata verso gli indicati obiettivi, il posto del comaodanttl, i posti di med icazione, quelli di aduna ta dell e truppe, e i segnali coi quali tali punti sono resi visibili (roghi, iauterne, ecc.). Esecuzione della marcia d'avvicinamento e dell'attacco. 26. Quando le truppe si sono assicur:i t.e di trovarsi di fronte ai pnn ti loro indicati per l'attacco, avanzano serra te verso i rispetfivi obiettivi ma ntenendo l'orrline e i I silenzio. Le pattuglie che le precedono hanno il dovere, da noa parte di impadronirsi dei posti di guardia del nemico, sfo rzandosi di far ciò senza rumol'e (senza spara re), e clall':iltra parte di informare in precedeuza le pr?prie truppe delle posizioni del nemico, e, so pratlullo, cli ciò che può essere iocoutrato inaspetwtainente nella marci,1. 27 . .Le truppe attaccanti si avvicinano, senza fai· fuoco, il più cbe è possibile alla posizione del nemico e si geuano ::u di esso alla baioueu.a . l i ru ll o del tamburo ll il grido di urrà non debbono essere permessi prima che la lotta alla baionetta sia incoininciata, ahrimenti, per gli errori sempre possibili uell'oscurilà , il grido cli urrà potrebbe essere emesso prematurn mente.
AvvEnT&NZA. - 1~ r,ietato 1·ipetè1·e il nillo del ta1nburo o il g rt'.do di urrà dei riparti v'icin , ; , p1'ima dell'ùnmedia to m·to ~ol nem'ico .
E PER I COM BA TT lllENTC NOT'l'Ull N I
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28. La norma del precedente paragrafo deve essere osser vata ancho q uando il nemico si accorga dell'avvicinamento dell'lìltaccante e apra il fuoco prima che l'attaccante stesso sia gi unto a piccola distanza. 29. l/iittacco è eseguito dalle truppe di pri ma linea i la riser va geneni le ù risparmiata fi nchè si può, allo scopo di potersi appoggiare ad essa se il combimi mento si dovesse protrarre nno all'alba, e, in caso di cattivo esito, per poterla incaricare di cuoprire lfl r itirata. 30. Ndl'auaccare for tilìcazioni le trnppe atrnccanti debbono sforzar::i di prenderle di rovescio, poichò ciò facilita l'attacco e depri me fortemente il morale dell'avversario. 31. Se le trn ppe fl ttaccanti sono divi:c:e in piu distacca menti , l'esec11zione dell'ouacco deve basarsi non soltan to sul loro recip roco collegnmento, ma anche sull'esatto calcolo di chi dirige l'insieme dell'auac.co e s ull'esatta esecuzione degli ordini da ti , iu riguardo al tempo. Ciascun distaccamento avanza direuamente sull'ol;ieuivo assegnatogli, senza cedere ad nn inuti le sforzo di t'ooscr rare 1111 rigoroso collegamento coi ripa rti adillcenti, specialmeote quando ciò potesse nuocere all'irn peto dell'aranzata e alla subitaneità dell'attacco. 32 . R.iggiunto l'obiettivo, l'auaccante de ve innnnzi tutto r iordinare le · t ruppe e quindi tendere ad afforzarsi fo rtemente sul la posizione conquistata, allo scopo di resistere nel caso che l'avversario esegua un r itorno offensivo. Se ciò avviene, bisogna con tare principalnrnn te $Ulle riserve, sollo la cui protezione si possono riord inare e ristorare le trupp11 che, per l'esecuzione dell'attacco, ernno nella linea pi ù avanzata . Per cooper:ire nella conservazione della posizione coJHJuistata, può essere fatt:i avanzare anche l'artiglieria, la quale del resto, ncll'M<mritit, s,irà di nppoggio più mornle che· m~teriale.
Esecuzione d egii a vvolgimenti e disposizioni p er premu nir si da e ssi. 33. Dnta l' uti lità degli av volgimenti ùei fi::m,:il i nemici, si potrà eseguirli uegl i attacchi notturni, mn solo in ~pecial issime circostanze favorevoli, poicbè è dirfìcilt' nell'oscurità il poter dirigere le tr uppe giustamente contro i lìauch i del nein ico e perchè in cin è :mcorn più facile ~cambiare le proprie tru ppe per nemiche. Come misura ntta a parare gli avvolgimenti tentati dal nemico, oltre i mezzi di sieurezza.generali , serre il eolloc:im~nto di speciali trnppe che no11 prendano parte all'attacco generale e sia.no esclusivamente destinate a respingere i tentativi nemici .contro i nauchi.
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PRESCRlZIONl RUSSE P l!R LE MA RCE NOl'T OltNE
B. -
Dil'ESA.
Misure spe ciali per premunirsi contro a~tacchi notturni.
3i. Ogni comandante di distaccamento che passi la notte in vicinanza del nemico, per sicurezza contro attacchi inaspettati, deve : a) rinforzare i mezzi di sicur,nza indicati dal Regolcmwnto di se,·-vizio in campagna, non eh~ quelli che servono per l'esplorazione e per l'immediata sicurezza, per il che ~i raccomanda l'impiego di speciali posti di vigilanza ; b) designare le posizioni di di,fesa per il caso d'un attacco notturno· e) sta bilire per tempo le disposizion i per l'occupazione delle posi~ zioni e per accogliere il nemico. 35. Se un attacco nemico è probabi le, una certa parte del distaccamento può essere disposta sui · punti più importanti della posizione scelt(l , secondo quanto è prescritto dal § 29-5 del Regolamento di sei-vizio in campag1ui. 36. Se si teme un attacco da tutte le porti, specialmen te se da OM'alleria nem ica, come per esempio guerreggiando nelle steppe, è utile far serenare le tru ppe formandole in uno o più grandi quadrati , in modo però èhe non :.i possa no colpire recipl'ocamente qua odo si dovesse ap rire il fu oco. Caratteri gen~rali della difesa. 37. Il fuoco alle grand i distanze, di notte è poco utile e serve all'att~ccantP- co me indice della direzione; perciò tu tta la forza dello difesa sta nel ricevere l'attaccante alla più picco la diswnza con un controattacco unito, im piegando il fu oco (salve) e la baionetta. Occupa zione della posizione.
:J8 . La posizione scelta per un cornhauimento nolturno de1·e essere il pi~ possibi le vicina al posto in cui si pernotta e avere iuo.ltre un fronte poco esteso, affì nchè le truppe, occupandola, possano rimanere serrate ed essere impiegate unite. Si deve evitare che il fronte della posizione f~ rmi una linea spezzata o curva per non aprire, nell'oscu rità, il fuoco contro le proprie truppe.
1683 39. È sempre utile fortificare la posizione scelt.'I e - per quanto i mezzi e il tempo lo permettono - rinforzarla con ost11coli che rendono diffìcile il movimento. Tali misure sono tanto più necessarie, quanto più il nemico è vicino e più g1·ande è la prob11bilità d'un attacco. ,S.O . Per utilizzare di notte più estesamente il fu oco d';1r1iglieria, si devono misurare per tempo le distanze da taluni punti situati avanti alla posizione, speci11 lmeote da quell i che nell'avanzata non possono esessere evitati dal nemico (strette, ponti ecc.); lo direzioni io cui deve essere aperto il fuoco devono poi essere iodica10 es11t1ameote anche con fal si scopi artificial i. ·• I. Fiochè fa chiaro, i comanda oti delle siogole p.i rti della posizione (nno ai capi-plotone inclusi) devono 11cqnist11re lo conosconz:i dettagliata, tanto delle proprietà speciali della loro zona e degli accessi che vi oourl ucono dall a parte del nemico, quanto delle strode sulle qua li le truppe p()trebbero riusci re lasciando il foro appostamento, T:ili strade devono essere rese visibili con segnali ad :ista, banderuoleo segnali illuminanti. . ·~2. Sulla posizione .le truppe devono essere disposte, per quanto possiln le. serrate, e perciò fa formazione dei bauaglioni della ·lioea più avc1nzata sarà di preferenza In colonua di compngni:l a distanze ridotte. . P~r. cuoprire le truppe io ordine chi uso si spingono innanzi dei posti dr v_igrl_:rnza ~otto i_l cornanJo di uffi ciali, o di sou.uffìciali di piena fidnc,a, 1 qual, post, sono collocati sulle probabi li vie cl'avricinamento del nemico e :mchù ne!lo spazio non battuto dal .fuoco dell e compagnie avaoz~to. ~el .ma~g,or numero dei casi è utile che le compagnie avanzate srnno m linea, per essere pienamente pronte ad aprire il fn oco sull'avversario. · Le riserve trovano posto dietro e vicino alla linea a,•ao1.a1a. L'artiglieria è colloca1,, sul fronte di comba uimeoto là dove.può agi re col fuoco lonta uo sui punti che, come si è detto di sopra, il uemico n.on pnò evitare e contro i quali è stato pred isposto il Liro con fal si scopi artificiali; o anche ~i colloca J'artigl ier,a su quei pnoti della posizione diii quali, coo fuoco vicino, può coopernre alla difesa dei traui più importanti. ,~3. Oltre le misure generali di protezioue per i fian chi, la sicn rezr.a di questi co~tro avvolgimeuti nemici può essere affidata a riplll'ti speciali disposti a scngl ioni . H. È utilissimo disporre agguati sulle vie di avvicinamento del nem ico. J5. L'occupazione di punti avauzati, nel senso prescriuo d:ii § !6 e ,l.8 doll'lstnizione sul cornbattim.en/,o di distaccamenti delle tre armi. E PER I COMBA.TT!MBNTI NOTTUR N l
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-è da evitr,rsi, quando non esistano rii riguardo le più fa vo revoli circostanze, perchè di notte, le truppe che occupano ta li punti non pos~ono ritirarsi senza impegnarsi in una lotta deci$iva, e, quando anche si 1·itirassero, potrelibero essere esposte 111 fuoco dei difensori della posizione principale. Mi. Per l'orientamento delle truppe nell'occupazione della posizione e dura11te il combattimento, possono essere impiegate utilmeute delle lanterne per indicare i posti occupati dalle truppe, quelli di medicazione, dei ·comand:rnti, i punti di aduuata ecc.
A vrRnt.exzA. - l e lanterne devono essere accuratamente nasco8te alla vi.~la del nenvico, a/finchè r1:on possano servire onche ad esso tome mezzo d'orientamento; sono 71erciò rtrolle sernpt·e colla f'accfo illuminante verso la profondi'tà della posizione del d1'fenwre ('I) .
n.
.E PER 1 OOMBATTIMEN'l'{ NOTTURNI
PkESCRl7. IONI f!USSB Pl-:it LE MA RCE NOTTUR~E
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1'elle disposizioni da darsi per un comba ttimento difensivo notturno, oltre gli ordini general i secondo il § !~7 dell' fatnizione sul combattimento di distaccamenti della tre anni, devouo : a) essere designate esattamente le direzioni che le tru ppe dovranno seguire per l'occup11zione della posizione, per evitare incroci e incon tri tra di e:-se; b) e:;~ero indicati i posti di :idnnata e i segnali che li di,tingue·ranno.
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nemico avanza, allora l'artiglieria lo riceve col fuoco vicino, rimanendo fino all'u ltimo estremo sulla posizione. . . 5 1. Le riserve devono essere risparmiate il più a lungo poss1b1le af~ finchè il difensore, nel caso ch,1 la lotta si trascini fino all'alba'. conserv~ ancora fresca uria pane ,!elle forze, per proseguire il combattimento dt giorno. . . . . 52. Se l'attacco nemico è respinto, s1 deve aver cura innanzi tutto di riordinare le truppa e rifornirle di ca rtucce; l'in seguimento dell'avversario - ma solt:1C1to in favorevol i circostanze - p'.1ò_ esse~e affidato a piccoli riparti freschi tolti dalla riset'vn, o a ci.ne'. r1 pa rt1 che, pure avendo preso parte a respingere l'au.icco, hanno pero c.onservato or,liue e compattezza. . .Se fa snffici entemenrn chiaro ed il terreno è favorevole, si può im pieaore uti lmente uell'insegnimento anche la cavnlleri:i. . ~ 53. Non bisogna affrettarsi allì., ritirata neppu re qua~~o il s~ccesso dell'attacco è indubitabile, poichè deve rifl ettersi che la nt1rnta, ~1 n_oue, può esporre le truppe 11d un C()mpleto sfaccio. In ta l ~a.so meglio e attenderA il far del giorno occupando uon nuova pow:ione, e soltanto allora, secondo le ci rcostanze, o controauaccare, o intraprendere una ritirnta regolare e ordinata .
An damen to gen erale della difesa.
48. L'apertura del fuoco dn parte del difensqre dipendtl interamente dal grado di. oscurità della notte; in ogni càso il fu oco pt~ò essere aperto soltanto ;ille ,Jistanze efficaci coll'alzo .ibbattuto e co lla posizione il più che pos::iuile inva riabile dell'arma. , A ,·vr.nT&:'ìZA. - Puù pei·ciù essere ·impiegato con grande utilità il · f11oc9 automatico di armi all in~tallazione fi.ssa.
,1-9. Il fu oco deve essere eseguito soltanto a ~11lve, percliè il fu oco individuale favori~cc il disordine e limita la possibilitit di una rigorosa ·direzione del fu oco da par te del comandan te. 50. L'artiglieria apre il fu oco alle grandi distanze rnl1anto contro quei punti (po.~ti) le cui distanze furono determinnte in precedeoz:i. Quantlo il
(I) In nussi(l. or,lin(lrfam rn te sono imp iegato di,l lo l:ìlltern o d oc he. ·1108 -
ANNO H II .
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~ÒTIZIE POLITICO-.MlLITAl{I
Il grande avvenimento della quindicina è, per noi italiani. la :vjsita dei nosr ri sovrani a q_uelli di Germania. · Le LL. MM. il Re e la Regina, coi loro seauiti e col Ministro deali affari esteri, sono partiti per Homburg all'un;~ antimeridiana d.el 2 cirrenle per la linel\ <li Chiasso. Gi unto a questa stazione, il Re d'Italia inviò al presidente della confederazione elvetica il seguente telcgnim ma: ( Attra_versando 1•apidamente il territorio della Confederazione elvetica, non so 1:esistere al desiderio di sa luta re il pl'imo rappresén tante del popolo sv1;:zero, che tanti legami uniscono ali' Italia. » Il vice'-presi?ente del Consiglio fed erale, Ruffy, rispondendo, in assenza dal presidente Deucher, e a nome del Consialio federale inviò a Sua Maestà il R.e d'Italia, ad Homburg, il segue;te ielegram~ia di risposta: - «· Il . Consiglio federale, vivàmente commosrn pel grazioso pensiero che Vostra Maestà ha avuto, nel traversare il nostro territorio, di salutare con un telegramma il rappresentante della Confederazione svizzera, prega Vostra Maestà di voler gradire l'espressione deJl a sua viva riconoscen;:a e dei suoi sentimenti d'inalte1·abile amicizia.) , . La mattina del_3 alla _stazione di Basilea (confine . svizzero-german_,co) le ~L. M.Nl. era~o attese ~ fu rono ossequiate dall' inviato spec1~l~ dell 1rnpératore di Germa nia, gene,?le Engelbrecht, già addetto militare per parecchi anni all'ambasciata tedesca di Roma. Il o-enerale Engelb recht era i-n alta tenuta col gran cord~ne della Corona /halia e salì nel vagone reale, venendo cordialmente 'accolto dalle LL. 1\11\1. alle quali presentò i saluti dei sovrani ·di Germania . Frattanto la colonia italiana, assai numerosa, calorosamente acclamava il Re e la Regi~a, che si affacciarono alle finestre del vagone a ri ngraziare. Alle ore 1'1 1J treno reale prosegui per Karlsruhe, Dannstad, Ifom-: hurgo. Le stazioni erano imbandierate. A Karlsruhe il ministro decrli affari e~teri della Casa granduc:ile di Baden si trovò alla stazionll J~t ossequiare le Loro Maestà. Il treno reale giunse ad Homburg alle 5,20 pom ..
NOTIZI E POLITlCO-MILITARI
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Già si trovavano in questa città, giuntivi poche ore prima, 1' Imperato1·e e l'Imperatrice di Germania. La città era animatissima. Molti forestieri erano giunti dai vicini paesi per assistere all'arrivo dei sovrani d'Italia. , Da tutti gli edifici pubblici e .da moltissimi privati sventolavano bandiere italiane e tedesche. Lungo il percorso dalla stazione al castello imperiale erano stati eretti trofei di b_andiere italiane e tedesche. con festoni. Grandissima folla si assiepava nelle -Vicinanze della stazione. Nell' in temo della stazione, riccamente decorata e pavesata con trofei di bandiere italiane e tedesche, faceva servizio di onore una compagnia dell' H O reggi men lo Cacciatori con musica. Dalla stazione al castello imperiale era schierato il 13° reggimento Ussari, dal quale è capo il re Umberto. Alle orè 5,-10 sono giunti alla sta;:ioné l'Imperatore e l'Imperatrice, il principe Albrecht ed il duca di Camdbridge accompagnati dai loro seguiti. L' arrivo del treno coi sovrani d'Italia fu accolto dal suono dell' inno reale e dalle acclamazioni della folla. / L'imperatore Guglielmo si è recato subito incontro al re Umberto, che è disceso dal treno e l'ha abbracciato e baciato ripetute volte, ed lta q oindi aiutato a discendere la regina Margherita, alla quale ha baciato la mano, mentre re Umberto baciava la mano del!' Imperatrice. Il re Umberto quindi ha scambia to i saluti col principe Albrécht e il duca di Cambridge, che hanno poi baciato la mano alla regina Margherita . Il Re d'Italia e l'Imperatore di Germania hanno poscia passato in . rivista la compagnia del!' 1:1° reggimento Cacciatori. L;irnperatore Guglielmo ha salutato quindi cordialmente il ministro degli esteri on. Viscont.i-Venosta, l'amb~sciatore italiano generale Lanza e i personaggi del seguito dei sovrani d'Italia, mentre re Umberto e la regina Margherita sa lutavano affabilmente i dignitari 4ella Corte imperiale. Quindi i sovrani italiani e tedeschi uscirono dalla stazione per recarsi · in carrozza al palazzo impel'iale, Alla loro uscita dalla si.azione la iol la enorme che si accalcava dietro i cordoni della truppa ha acclamato entusiasticamente i sovrani, mentre le musiche suonavano l'inno italiano. Alla porta di onore i sovrani ricevettero il saluto ~elle autorità cittadine sotto uno splendido padiglione appositamente eretto. Il horgomastro pronunziò un discorso felicitando il Re e la Regi na d'Italia! che ringraziarono cordialmente. · La sera ebbe luogo al palazzo imperiale un pranzo di famiglia, e quindi vi fu in ciità una grande fiaccolata.
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NOTI7,IE POLI'l'lCO - llllLlTARl
NOTIZIE POLITICO - MILITARI
La mattina del 4 ebbe luogo la dvista del\' Xl corpo d'annata. ·Alle ore 9,Mì il re Umberto, l'Imperatore di Germania e l'impera~ trice Augusta Vittoria a cavallo e la regina .Margherita coll'imperatrice IFedei~ico fo vettura, accompagnati dai rispettivi seguiti e da un brillante stato maggiore, si recarono sul campo delle manovre a Nièds-EschbachGarheim e Herlernbach-"Massenheim per assistere alla grandiosa · rivista del detLo corpo, composto di circa 36,000 uomini. Le LL .MM. trovarono lungo il percorso schierate le società dei veterani ed ex militari ed una immensa fo lla che calorosamente le ha acclamate. Gli Imperiali di Germania ed i Reali d'lt::ilià arrivarono sul cam po delle manovre alle ore 10,. accolti al spono degli inni italiano e tedesco e da grandi urrà, mentre migliaia e·migliaia di spettatori dalle tribune appositamente erette prorompevano in entusias tiche ovazioni ed agitavano i cappelli ed i fazzoletti. · Le truppe presentarono Je armi. Gh Impel'iali di Germania ed i Reali d'Italia passarono dinanzi al fronte delle truppe schierate,·che misurava 5 chilometri e quindi assistettern al lo sfi lamento delle trnppe. Re Umberto che vestiva la divisa del 13°.Ussari, presentò ali' imperatore Gugliel mo quel reggimento al momento della rivista; quando venne il turno del 13° reggimento ussal'i di sfilat·e dinanzi ai sovrani, re Umberto si pose nuovamente alla testa del suo reggimento e sfilò con esso dinanzi ali' imperatore. Altrettanto fece l'impel'atore Guglielmo col 116 fanteria d.inanzi a Re Umbel'to. Dopo lo sfilamento delle truppe, re Umberto si congratulò coll'imperatoro Gugtielmo e col comandante I' Xf,col'po d'armata per la bella tenuta delle truppe e pel loro marziale pol'tament.o. -Quindi l'[mperatore e l'Impel'atrice di Germania, il Re d'Italia, il prin· cipe Albrecht e il duca di Cambridge, la regina Ì\lal'gherita coll'imperatrice Federico ed i loro seguiti si posero alla testa dello squadrone di scol'ta alle bandiere e ritornarono ad Homburg fra incessanti ed entusiastiche acclamazioni di un immenso popolo a-ccot·so ad assistere al grandioso spettacolo.
La stessa sera poi (4 corrnnte) alle 7,30 ha a'(uto luogo al « Kurhaus ) il pranzo di gala c\i 170 coperti in onore delle LL. l\1l\:1. il Re e la Regina d'Italia.
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V'intervennero gl' imperiali di Ger.mania, i dignitari delle Corti di Ger- · mania e d'Italia, il cancelliere tedesco principe di Hohenlohe, il miniStl'o · degli esteri italiano ono1·. Visconti-Venosta, l'ambasciatore italiano gene- . _rale L:rnza e parecchi generali ed altre autorità. , Il pranzo fu animatissimo.. , Al levare delle mense fu rono scambiati, fra l'Imperatore di Germania e il Re d'Ita lia, rimarchevoli brindisi. L'I mperatore di Ge rmania riv.olgendosi prima al generale Wittich, comandante dell'X[ corpo d'armata, passato in l'ivisw il mattino, disse: « Jl,fio e.aro generale Wittich,
" Mi compiaccio di poterle esprimere dinanzi agli ospiti reali e serenissimi la mia pienissima soddisfazione per la odierna giornata, e ad un « tempo la mia soddisfazione a tutto il corpo d'esercito. « Mi compiaccio di poter dire che l'odierna giornata non è punto in« feriore, nel suo risultato, a quella in cui tanti :mni or sono, il corpo slìc lava dinanzi al mio deft,1nto Avo, il mio cai·o Padre, e il defunto ~ Granduca. , « Ringrazio S. A. R. . il Granduca pe;. la bella divisione che ba pre/( senlato, ed io sono lieto di_vederlo alla testa delle belle truppe che hanno u compiuto opere così grandi sotto il suo Padre. « Un grande onore fu reso all'undecimo cc,rpr, d'eserci to da S. ill. Re « Umberto d'Italia che ha present.ai.o uno dei suoi reggimenti, cavalcando « alla testa del medesimo. » • «
Quindi, rivolgendosi al Re Umberto, 1'11i1peratore proseguì: « .lfaestà. I .
« {l mio esercito ringrazia V. M. di tutto cuore per l'alto onore che gli ba fallo; anzi non solo il mio esercito, ma tutta la Patria tedesca sa« Iuta in V. Maestà l'eccelso Principe, l'intimo amico del mio defunto , Padre, il fedele alleato, la cui venu ta addirnostra nuovamente a Noi ed « al l\1ondo che esiste irremovibilmente e saldamente il vincolo della tri' plice alleanza, la quale fu fondata nell'interesse della pace e quanto più « durerà, tanto più saldamente ed intimamente metterà radici nella co« scienza dei popoli e darà frutti. e Dò contemporaneamente e con profondissi ma gratitudine il ben ve« nuto in nome del mio popolo <1ll'August.a Regina che non ha esitato· di , abbandonare la sua ritiratezza e la sua attiviti1, ded icata all'arte e alla « letteratura, per venire qui in mezzo al campo e mostrare ai nostri sol' dati la sua gradita presenzn.
«
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NOTIZIE POLITICO-MlLITARI
'.' Vost_ra,..Maest~ é a no_i tcdesch i estremamente cara e preziosa, perchè ( e guas1 1 IIDmagme dell eccelsa stella, a cui guarda fidu cioso il vostro < p~po'.~ e la vostro Patria;_ perché l'artista, il saggio, il musicista, lo « sci~nziato h~n~o sempre libero accesso presso Vostra .Maestà e perchè e al_l ombra d1 Vostra Maos:à t-anti tedeschi possùno dedicarsi alla loro « ~c1enza, e tanti infermi possouo andare incontro alla loro cruarigione « nel bello e soleggiato Mezzogiorno. ~ « Con tutto il cuore vi saluto entrambi, cd esclamo col mio undecimo « corpo d'esercito : « Vivano lo Loro ~1°es•·\ ·1 Re e la Regma · d' Italia l Urrà? Urrà! u" "" 1
Urrà !,
A questo brindisi dell'I mperatore Re Umberto rispose :
Ringra_z!o vivissimamente Vostra .Maestà in nome mio e in nome R:gma delle amabili parole che ci ha indirizzato e dell'accoglienza < cosi aflcuuosa che Vostra Maestà ci ha fatto. « Sono stato felice, accettondo il grazioso invito di Vostra Maestà a ' venire ad espri mede a viva voce i miei sentimenti e recarle ~na < nuova prova delle relazioni di cordiale amicizia e di alleanza che esi« stono fra i nostri Governi ed i nostri Stati. ' < So~o riconoscente alla Maestà Vostra di avermi offerto l'occasione di ' ammirare le sue valorose truppe e di salutare il bel rerroimento del « t'J~ qua le l'A . ugust~ Avo _di· Vostra Maestà mi fece, venticinque anni' or « souo, I onore d1 nomrnarmi capo. _« V~stra Mae$tà ha dato al suo .Regno una nobile missione, dedicando « 1suoi costan~i sforzi al mantenimento della pace in Europa. ' Il mantenun~nto della pace mediante l'accordo e la volontà una« ni me dei Governi, é anche, Vostra Maestà lo sa, il mio voto più < ardente. « fo credP.~ò s~mpre di rimanere fed~le alla missione del mio paese,. « prestando il ~·_io leale concorso al compimento di quest'opera, la più « grande e J3 piu benefica fra tutte per la felicità dei popoli e pel pro, < gresso della civilà. ' Con questi sentimenti e con ferma fiducia nel!' avvenire bevo alla « alla salute di Vostra .Maestà, di Sua 1\laesth l'f mperatrice e Regina e di r tutta la sua Augusta Famiglia. » · Dopo pran1.o i sovrani di Germania e di Italia tennero r.ircolo e quindi ass1st~1.'.ero ad un concerto ed all'illuminaiiono del parco, che offriva un magnifico colpo d'occhio. • v
< ·del(a
N OTIZIE POL ITICO · lflLI'rARl
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*:~*
~ei giorni seguenti i nostri Sovrani visitarono l'imperatrice Federico al ca~tello di Fried richshorf, assistettero ad una serata di gala nel teatro di Wieshadon, in cui si diede una rappresentazione allegorica degli antichi e nuovi rapporti di amicizia tra l'Italia e la Germania (la popolazione di quella città ne colse occasione por fare ai Sovrani d' Italia una ovazione splendidissima) e si recarono ogni mattina coli' Imperatore al campo delle grnndi manovre, che si svolsero sotto i loro occhi. Il giorno 7 l'esercito dell'est ha attaccato su tutta la li nea le posizioni fortemente trincer:ite dell'esercito dell' ove~t. L'assalto dell'ala sinistro. bavarese fu respinto e l'ala destra· occupò a mezzodì la posizione prussiana presso Wi11decken. Furono adoperati da ambo le parti palloni frenati. Le divisioni_di cavalleria non part-0ci parono ali' attacco. !I giorno 8 riposo . La giornata del 9 venne consacrata specialmente alle manovre di cavalleria. L'Imperatore in persona assunse il comando della cavalleria bavarese e eseguì un brillante attacco. Si concentrarono '16 reggimenti da un lato e iO da un altro. Le masse spinte al galoppo si urtarono vigorosamente con ripetute cariche. Il 1.0 l'imperatore Guglielmo assi.tose il comando di quanro corpi d'armata contro un nemico segnato. I quattro corpi attaccarono un nemico segnato forte di due corpi. Si distinsern specialmente durante l'attacco le due cli visioni di cava lleria che fece ro brilla ntissime cariche attraversando due linee di fanteria e di artiglieria o costringendo il centro nemico o ritira,·si. A mezzogiorno le manovre ebbero termine. Alla sera vi fu pranzo a cui assistettero i Sovrnni di Germania e d'Italia, parecchi principi e generali, il nostro ministro degli affari esteri, ViscontiVenosta, il cancelliere tedesco Hohenlohe, l'ambascia tore italiano generale Lanza, ecc. ccc. Al levare delle mense He U mbèrto ha brindato al valoroso esercito tedesco, suscitando fragorosi applausi; l'Imperatore ·rispose con un brindisi all'esercito italiat}o, suscitando una vera tempesta di applausi. Dopo il pranzo le Loro ì\Iaestà <l' Italia e di Germania, il Re di Sassonia, molti principi e i rispettivi seguiti si recarono alla stazione e i nostri Sovtani, preso com miato da t1itt'1 , sali1·ono in treno per tornare in Italia .
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•NO'l'!ZIE POLITlC O- MlLlTA!l.I
NOTIZIE POLITICO -MILITARI
Sommamente cordiale fu il commiato dei Sovrani d'ltalià da quelli di ,Germania. Alle ore 5 il treno si mosse fra lunghe frenetiche acclamazioni, e seguendo lo stesso perco{SO àtt.raverso la Svizzera, giunse a Monza la mattina dell' i 1. • Questa visita dei Reali d'Italia agl'Tmperiali di Germania, importante per sè St\lSSa nell'odierna situazione europea, lascierà lungo e grato ricordo fra noi, per le dimo.;;trazioni di simpatia all'Italia date in questa occasione dal ·popolo tedesco.
,,.
** Ai R. decreti di maggiore· importanza precedentemente pubblicati sull'ordinamento dell'esercito, seg•,1irono nel la quilldicina vari altri, aventi lo stesso ~copo e d'importanza minore, Un R. .decreto ha approvato una nuova circoscrizione militare territoriale' del Regno. Ad esso sono unite quattro tabelle: la prima riguarda la circoscrizione territoriale militare pel servizio generale, la seconda quella per il servizio d'artigiieria, la terza quella per il servizio det geni9; la quarta quella per i servizi di sanità e di commissariato. , La prima delle dette tabelle _presenta la ~eguente differenza in confronto con quella in vigore: 11 distrett.o di Pavi:1, dalla . divisione di Piaéenza (IV corpo) passa a • quella di Alessandria (ffcorpo). · Distretto di Cremona, dalla divisione di Brescia (III corpo) a qualla di Piacenza (IV) . Distretto di Rfggio Emilia, da_lla divisione di 13ologna (Vl) a qutl la di Piac~nza (I V). Distretto di Hovigo, dalla divisione di Verona (V) a quella di Padova (V). Distretto di Ascoli Piceno, dalla divisio'iie. di Ancona (VIJ) .a quella di Chieti (VII) . Distretto di Solmona, di nuova formazione nella divisione di Chieti (V Il). Di;tretto di Siena, dalla divisione di Firenze (VIJI), a quella di Livorno (VIII). Dis1retto di Nola, dal la divisione di Napoli (X) a quella di Salerno (X). . li nuovo distretto di Solmona prende il nuinero 88: , Un R. decreto ha stabililo che gli scrivani locali assumano la denominazione di uflfoiali di scrittura dal 1° luglio i897. li numero e la, ~
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divisione in classi dei)'li utficiali di scrittura sono determinati come in appresso : 1a classe N<> 780, 2•. classe N. 070, 3• classe N. 220. Totale N. 1570. . . All.1:0 Il. decreto ha stabil ito il numero e la divisione in classi deg~1 assistenti lor.ali come in appresso : fa classe N. :140, 2a classe N. iO~, 1 3• classe N. 4,0. To 1aie 290. ' Altro R. decreto ha stabilito quanto segue riguardo ai magazzini cent.rah militari. . • I magazzini centrali rniliiari sono tre, hanno sede in Torino, Firenze e Napoli. · _ · L'organico massimo degli operai borghesi a ruolo ed a maLricola per i tre magazzini è stabilito dal .Ministero della guerra. . _. . . A datare dal 1. 0 luglio 181)7 è soppresso l'opifi.cio ~i aned 11?1(1ta.r1 e le iittribuzioni del medesimo sono passale al magazzrno centrale d1 '! armo ed all'arsenale di costruzione di Torino. Pure con R. decreto vennero recai.e le seguenti mod ificazion~ all'elenco delle indennità eventuali . • • • 1 J e indennità di marcia e accantonamento, per gli uomrn1 dt truppa in ;.,cursione in montagna e per quelli dei riparti distaccati in. ricoveri alpini od in altre località simili, <la designarsi dal Ministero, sono aumentate di centesimi fo. . · . · Nei viaggi collettivi sul mare, per ·il trattamento di b0rd~ dovu~e agh · uomini di truppa, spet.ta ai corp i un: supplemento dall'asseg~o g1ornaJiero di centesimi 40 per ogni pranzo e centesimi 20 per ogu1 colaz10ne che debbono pagare. ,., . Un .R. decreto ha stabilito che ha Jatare dal 1° settembre 18~1 e istituita una nuova compagnia .di disciplina che assurneri1 la deuormnazione di 8• compagnia di disciplina. . .. Un altro ha recato modificazioni all'elenco per la conce~s10ne de~l1 _1rn~ pieghi ai sottufficiali dell'esercito e della marina ed agli ufficiali di serittu ra. , . . E finalmente un R. decreto ha stabilito nuove norme per 1arnrn1ss1one dei militari di truppa nel corpo degl'invalidi e veterani. *
Vennero pubblicati vari Regi Decreti riguardanti il nuovo ordinamento dei collegi mil itari. Eccone un sunto. . . . Nei colle:ri militari gli studi durano quattro anm e s1 fanno m conformità dei "programmi assegnati ai corsi ·1°, 20, 3° e 4° della sezione fisico-matematica degli istituti tecnici.
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI
Per l'ammissione al i O corso di detti collegi si seguiranno le medesime norme stabilite per l'ammissione negli istituti tecnici governativi. I collegi militari sono per tutti gli effetti legali parificati alla sezione fisico -matematica degli istiLu Li tecnici. Il Ministero della pubblica istruzione li fa rà visitare da. persona di sua fiducia e, d'accordo col Ministero della guerra, si fa rà rappresentare dai suoi commissari negli esami final i, dati secontlo le norme governative. La concessio.ne delle mezze pensioni gratuìte per henemerema di famiglia e per merito personale sarà li mitata soltanto -a favore degli allievi degli istituti militari superiori , reslando soppressa nei collegi militari. Per gli allievi dei collegi militari la pensione è di L. 800 annuo e la quota annuale per rip3razioni e rinnovazione di corredo e per la provvista di libri ed oggetti di cancelleria di L. 2(1.(). Tali disposizion i andranno in vigore dal 1° ottobre ,1897, rna non saranno appl icabili ai giovani che alla data del presente decreto già si trovàno allievi nei collegi militari. La condizioni di età cu i debbono soddisfare gli aspiranti all'ammissione nel primo anno di tulli j collegi sono: aver compiuto 13 anni e non oltrepassali i 1.6 al 1° agosto dell'anno in cui ha luogo l'ammissione. A proposito dei collegi militari dabbiamo fa r menzione di una provvida delìberazione dell'odanatro6o militare di Napoli, la quale avrà una · grande efficacia per ass.icurnre (malgrado l'abolizione delle mezze pensioni), l'esistenza del collegio militare in quella città. Il R. Commissario del detto orfanotrolìo ha istituito dieci pensioni interamente gratuite e venti semigratuite, nel collegio della Nunziatella, a fa~ore di orfani di ufficiali, pei quali ha pu re destinata la somma di lire 4000 quale assegno di primo coned,?· . La somma complessiva che, a comincia're dall'anno scolastico 1897-98 verrà stanziata nel bilancio' cieli' orfanotrofio 'ascende ·a lire 20 mi la. Con tale deliberazione, che riuscirà sommamente benefica per le famiglie di ufficiali defunti bisognose, l' orfanotr;)fio mili tare, riprende la sua antica missione di concorrere all'incremen to del collegio della Nunziatella ora che, per le sopravvenute disposizioni, ne è sentito maggiormente il bisogno. Le norme che regoleranno la concessione delle pensioni gratuite e semigratuite e degli assegni di primo corredo sono le Sl\guenti. Le pensioni e le mezze pensioni gnitLii te e gli assegni di primo corredo sono concessi agli orfani di m, litari con la seguente graduazione - tenuto conto principalmente dello stato di fo rtuna delle rispettive famig lie : µ
NOTI:t.IE POLITICO-MI LITARI
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a) Gli orfani degli ufficiali morti sul campo di battaglia od in se guito a ferite ricevute per causa di servizio militare, od in conseguenza di ·malattie contratte per tali motivi, e fra questi orfani preferibilmente quelli che fo,-sero anche orfani di madre: b) Gli orfani degli ufficiali che fnrono mutilati e feriti in guerra o decorati per atti di valore, del pa ri preferibilmente quelli che siano privi della madre; e) Gli orfani di padre e madre; d) E finalmente tutti gli altri orfani che non possono vantare nessun requisito di cui alle lettere preeedenti. A parità di condizioni sorio preferiti: i. Gli orfani che appartengono a famiglie che per numero di persone, per scarsezza di mezzi, o per altre circostanze speciali, hannù maggior bisogno di assistenza economica; 2. Quelli i cui genitori morirono da più lungo tempo; 3. Quelli appartenen ti a famiglie le cruali per eccezionali e segnalati servizi resi dal genitore allo Stato, abbiano acquistato titolo cti speciale benemerenza; (I.. E finalmente quegli orfani nella cui famiglia non vi sono orfane godent.i l'assegno mensile od alLri beneficii dell'orfanotrofio. Ove poi le ~ond{zioni predette si ve1·ificassero uguali in più famiglie, si procederà al so rteggio.
Rorna, ,U, settembre :1897. X.
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NOTIZIE M!UTARI ESTJl;RE
NOTIZIE · Ml~ITARI ESTER.E FRANCIA .
N1wva istruzione ml rettovagl'iamento durante i traspo,·ti in ferrovia, e stiU'organfazazfone e fimz·1:onamento delle stazioni di rif'ot·nvmento cive,·i (3 1 marzo 4897). - Detta istruzione, la quale SO$lituisce quella del 3 maggio 1892., tende a semplificare e rendere più spedito il servizio delìe stazioni di veuovagliamento. Le modificazioni sostanziali apportate all'istruzione ora abroga ta sono le seguenti : i O Sono state unificate le disposizioni che riguardano il servizio per tutte le , tazioni di vettovaglia 1nento, ed aùolite in conseguenza le tre ca1egorie di stazioni prima esistenti. 2.0 È stato adottato un unico ti po di rancio freddo da distribuirsi in qualsiasi ora del giorno o della notle. Nella Istruzione del ·I 892. i ranci erano caldi a seconda dell'ora della distribuzione, la qual cosa rendeva molto più complicato il ser vizio. 3° 11 servizio delle stnzioni di vettovagliamento, <: he prima era limitato ai sol i trasporti strategici, viene ora esteso a quello di mohilitnzione, di rifornimento viveri, e dei prigionieri di guerra. i 0 Per i trasporti di sgombri) \'iene stabilito cbe le stazioni di vettovagliamento seguitino a funzionare anche dopo la costituzione delle in, fermeri e dì stazione. Con le disposizioni ora abrogate le stazioni di vettovagli amento sospendevano il servizio per i traspon i di sgombro dei ma lnti e feriti, non appena le infermerie cli stazione erano impiantate. 5° Si autori·zza il personale adibito al servizio dei treni a poter prelevare i viveri dalle stazioni di vettovagliamento alle condizioni stabilite per i reparti di tru prri, eliminando cosi tutte le difficohà che le società ferroviarie avessero potuto iucontrare, per il sostentamento del loro personale. 6° Si danno norme per il servizio delle stazioni di vettovagliamento qualora esse siano impiega te nel tem po di pace, per provvedere al vettovagliamento delle truppe durante i trasporti in ferr0via. 1
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Con l'estendere il servizio delle stazioni anche al tempo cli pace, si ottiene il va11taggio di abilitare il personale nelle proprie attribuzioni, e di eliminare in tempo tutti gli incouvcnieuti che potrebbero manifestarsi all'atto della mobilitazione. 7• Con la vecchia istruzione il servizio nelle stazioni di vettovagliameuto era preparuto su d~tti a pprossima ti vi stabiliti a priori in base alla capacità dei treni; mentre con la nuova istruzione Lali dati sono forn iti iu tempo utile alle stazioni interessate eia una del le sta· zioni intermedie. Con questa disposizione il servizio procede più regolarmente e viene eliminato qualsiasi spreco di viveri. 8° Nelle stazioni di vettovagliamento appositi locali provvisti di panche e tavole erano adibiti ad uso di refettorio, ed ivi le tr uppe consumavano il rancio. La nuova istruzione pre5c1·ivP. invece in modo tassativo che gli uomini all'arrivo nelle stazioqi non scendano dai treni, e che le distribuzioni dei viveri siano fatte nei vagoni. Con ciò si ottiene economia di locali e di matenale, maggiore speditezza nelle distribuzioni, e sopratutto ~i evita quel disordine e quella confusione, che sono inevitabili allorchè grossi reparti' di truppa ingombrano le stazioni ferroviarie . li1ARINA.
I nuovi provvedimenti per la flotta. - L'ex ministro della marina Lockroy nello scor.;o aprile preseuta va un progetto di legge sulla ·ré.faction de la flotte, quale contropro:retto di quello ministeriale. Il progetto ministeriale domandava 80 milioni di spese straordinarie, per 'il completamento dell a Ootta , quello di Lockroy invece ne chiedeva 200 ripartili nP.I modo seguenle: ,I.O milioni pel miglioramento dei porti ; 450 • per le UUO\'e COStruzioni; ~O » per ripa rnzioni. 0
La commissione parlamentare per la marina, presi m esame i due pr.ogetti, finì per proporre 11lle camere un progetto suo proprio, col quale si fa a domandare un maggior credito di 260 milioni , da impiegarsi nel modo seguente; 200 milioni per le nuove costruzioni ; per lavori di adattamen to dei porti di rifugio e delle 4-0 ' basi d'operazione della flotta; per riparazioni del vecchio naviglio. » 20
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NOTIZIF. ' MILITARI ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTE RE
La comm issione reclama la sollecita costrnzione di un buon numero d'incrocia tori da poter contrapporre a quelli della Triplice; e perciò. nel progetto di legge fissa che dei 200 mi lioni 120 sieno impiegati alla costruzione di grandi incrociatori e . 60 milioni alla costruzione di battelli torpedinieri. [l tempo massimo conces~o per ultimare le nuove costruzioni è fissato. nella legge a 3 anni, a partire dall'ordine di costruzione.
I due corpi formeranno nel ·2° periodo una sola armata, che figurerà di venire dal Nord e di marciare contro un nemico già penetrato in Francia e. che vorrebbe t.agl iare le comunicazioni fra l'armata del Nord e la CHpitale. Durante il primo periodo di manovre, il secondo corpo di esercito, comandato dal generale 13rugère, sarà eone.entrato davanti la foresta di Viller:;;-Cotterets; partendo da Soissons, esso si dirigerì1 ver5o Lille, passando da Saint-Qnentin e Bapaume. Il primo corpo di esercito, òa l canto suo, sarà riunito tra Arras e Douai . Queste operazioni offri ranno una certa analogia cou quel le del generale Favre e del generale Faidherbe nel 187 1. l1 primo corpo s11rà rinforzato · aa una divisione di cavalleria e da una brigat.a di fanter ia di marina e il secondo corpo dalla 12• divisione dì fanteria distaccata dal sesto C,)rpo di esercito e comandata dal generale Kessler. I due corpi di esercito formeranno in,ieme una. sola armata sotto gli ord~ni del generale de France. / , Venendo d,1 1 Nord mar_ceranno coutro un nemico figurato dalla ma divisione di fanteria, dalla brigata cli fanteria di marina e dalla 1• di,visione di cavalleria. / Il tema di queste manovre d' insieme sarà presso a poco il seguente: 11 nemico è penetrato in Francia e tenta di tagliare le comunicazioni tra l'esercito del ·Nord e la capit~le. · Il ~enernle Kessler, che comanda il nemico figurato, avrà al principio di queste manovre d'armata il suo quartier generale a Saint'Qoentin . · Il Ministro della guerra segui rà davvicino le manovre e il presiden te· della R·epubblica vi si recherà: probabilmente prima della rivista cli.e sarà passata in sua presenza . La rivista finale del le grandi manovre è fissata al 1 J settembre nei, pressi di Saint-Quentiu .
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SERVIZIO SANITARIO.
Soppressione degli ospedah mil'it(l;ri in Al,qer-ia. - L'Algeria ha avuto "fìno ad ora ben 53 ospedal i mi litari, assorbendo un nurùeroso personale sanitario, del quale da tempo si lamenta la dflfìcienza in Francia. Questo fatto si può ritenere come causa principa le di un decreto presidenziale in data 9 maggio ·1896, pubblicato soltanto nel lo scorso mese di aprile, il quale estende ali' Algeria la legge 7 luglio ,1877, relativa all'organizzazione del servizio ospedal iero all'interno, la quale ammette che possono essere gradatamente soppressi gli ospedali militari esistenti nelle località ove si trovano gli ospedali civili, incaricando questi . della cura dei militari i:nalati contro adeguato com penso. inIl decreto di cui è parola sembra anche più reciso della le()'"e c,~ quantochè contempla la soppressione degli os1ledali militari esistenti in quel le localit.à che non hanno ospeda le c·ivile, diiazionando però di un anno l'esecuzio:ie del decreto ministeriale di soppressione, forse onde dar tempo alle amministrazioni locali di creare l'ospizio civi le. A queste sono cedute ~li edifizi già adibiti ad · uso d' ospedale militare. Giova ricordare che gli ospedali civi li i~carièat.i della cura dei militari malati sono di due sp,ecie: ', , · 1° Ospedali misti o militarizzati; -z 0 ospedali civil i propriamente . detti. I ,primi hal)no sale specia lmeute riservate ai militari, i secondi no. Nelle guarnigioni di 300 uomini almeno, l'ospeda le deve apparte nere alla prima categoria. Nelle guarnigioni di 1000 uomin i almeno, la curn dei militari nelle sale speciali degli ospedali misti è ~!fidata a mediet militari. Le ,grandi manovre (1·ancesi. - Esse avranno luogo in settembre; vi prenderanno parte i I 1° e 2° ~orpo d'armata. Nel primo periodo delle manovre i due corpi di armata agiranno divisi, iI secondo concentrandosi avanti la foresta di Vii lers- Cotterets e di rigendosi verso Li_lla , il ,1° corpo riunendosi fra Arras e Douai. t
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INGHILT ERRA.
La lancia nella cavalleria. - La ragione principale che ha dato luogo alla trnsformazionc del 2·1° reggimento ussari in lancieri pare probnbile essere staia che: r.reando così un 6° reggimento lancieri si potrà , d'ora innanzi dare una brigata di 2. reggimenti dì quest'a rma :1 ciascuno · dei 3 corpi d'armata di cni la formazion e è prevista nell'esercito inglese-
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NOTIZIE -MIÌ,IT,l.Rl ESTERE
NOTIZlE l\i1Ll'l'A.Rl ESTERE
Tale trasformazione è dovuta all'influenza del maggiore generale Luck, uno dei migliori genernli di èavalleria dell'esercito Inglese e gran partigiano della lancia. ..,In quanto poi all'aver scelto il '.2,1° ·reggimento ussari si spiega dal fatto che questo reggimento tro·vasi attualmente stanziato in ~gitto ove si è constatato 'il van taggio che presenta la lancia contro masse d'uomini ~he adoperano essi stessi quest'arma. Riorganù:zazione dellp, cavalleria di l'inea nell'esenito inglese. Il giorna le ' militare (Army Orders) del mese di aprile contiene le seguen ti mo1ÌiCicazioni concernenti l'organizzazione della cavalleria. La cavalleria di linea è riorganizzata dal 31 ,marzo ,1897 sull e· basi indicate qni appresso: queste disposizioni non potranno tuttavia avere pieno effetto, se non dopo l'imbarco dei distaccamenti di cavalleria che fonnauo parte del contingeùte annuo dell'esercito delle Indie. a) Eflèttivi dei reggimenti. - Per quanto concerne gli ~{fettivi si distingueranno: . ;1° I reggi menti di stanza in Inghiltena ad eITèttivo rinforzato a 3 squadroni di ,\. plotoni ed uno squadrone cli riserva di .2 plotoni ; tota le 696 nomini , M27 caval li da sella e 6 da tjro; 2° I re""imenti di stanza in foahilterra ad• etTett.iYo ridotto a 3 squa-' ç .::, • i:> {lroni di 3 plotoni ed ~mo s1ruadrone di riserva di 2 plotoni ; total e 578 uomini, 337 cavalli da sella e 6 da tiro; 30 Il rea<rimento di cavalleria di-stanza in Ini.rhilterra ultimo rienl!>n trato dal servizio esterno (coloniale), a 3 squadroni di 3 plotoni ed un plotooe di ri2erva; totale fi.59 uomini; 296 cavalli da sella e 6 da tiro ; ti. 0 I reggimenti di cavalleria cli guarnigione in Egitto e nelle co Ionie all'infuori delle Indie a 3 squadroni di 3 plotoni e 1 plotone di riserva ; totale ,i-97 uomin,i e 360 cavalli da sella. Oltre a ciò questi reggimenti avranno nella metropol i un ÙeJJOSito di ·102 uomini con 27 cavalli da sella; , 5° I reggimenti stanziati nelle Indie a 3 squadroni di servizio cli 4 plotoni ed ,1 squadrone .di riserva di 2 plotoni; -totale 695 uomini, 498 cavalli da sella, 6 da tiro. In ciascun reggimento lo sq uadrone di riserva comprenderà il ser gente ed il è:1porale musicante,· il caporale cavallerizzo (corpora)· rough rider), i segretari, il dista'ccainento delle mitragliatrici Maxim e le 1 reclute più indietro nelle istruzioni. Otto dei reggimenti di stanza io [ughilterra saranno ad effettivo rinfo rzato. V
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b) Ci"eazione di /.,rigate. -rn reggimenti stanziati io Inghilterra ~ ranno costituiti in brigate nél modo seguente:· 1e Briaata: c1·uartier generale ad Aldershot, costituita da 3 rege ·gimenti ad effettivo rin forzato. . ~ 2a Brigata : quartier genernle à Can torberf, costituiti:\ da 3 reg.~ imeuti ad effettivo rinforzato. •· 3• Brigata : quartier generale a Cmragh, costiluita da due reg•-O'ime,nti ad effettivo rinforzato e da un re~gimento ad effetti vo ridotto. 4-• Bri~ata: quartier generale a Colchester, cosfitnit;i da tre ,reggimenti ad nffetti vo, ridotto. . . li personale d'ammaestramento dei cavalli composto d'un istruttore, di 8 sotwfficiali sottoistruttori e di 2 sottufficiali o sempl ici sold~ti di "'4)gtai -reggimento stanziati in Inghilterra ed incaricati del!' ammaestra,mento dèi cavalli (rongh riders) come pure i -cfepositi dei reggimenti in servizio nelle colonie all'infuori dell'Egitto e delle Indie, saranno 'aggre~ati all a 2a brigata (Cantorbery). -e,) Caua./li.. I 3 squadroni attivi della ~ • e 2• brigata saranno costi~iuiti unic~mente con animali atti al senizio attivo. Questi reggimenti ,non riceveranno aunuaJmente che ·12 cavalli di rimonta, che saranno 1oro forn iti in autunno _ed i quali dovranno avere 5 anni o più. Gli altri .~v~41i necessari per la cavalleria dei corpi sa ranno dati ogni anno dal ,reggimento che parte per le.Indie. · Nessu!! cavallo di ri monta sarà messo in servizio prima della pri·mavera in cui ha raggiunto i 5 anni, colla condizione che sia ben svifoppato e bene addes1rato . [ cavalli non potranno prender parte alle gr:mdi manovre, se non ,,dopo a:ver raggiunto l'età di 6 anni. Potranno pnr tuttavia, dietro ordine -speciale, prender parte a concentramenti di cavalleria, i qua li non ri,d,iedano che nn lavoro moderato. -d) Uni{Mme. Tutti i reggimenti di c~nille.ria stanziati in lùghil,terra conserveranno la loro grande uniforme attuale coi loro equipaggiamenti· ma in ciascuna delle tre suddivisioni d'arma della cavalleria di <lin~a {dragoni, ussari e lancieri) la piècula tenuta e la tenuta di campagna -saranno le stesse p·er tutti i reggimenti . Dal !H marzo -t 897 il 2·1° ussari (attualmente in Egitto) prenderà il ,nome di 2,1° lancieri e sarà armato, vestito, equipaggiato e reclutato ,come i lane-ieri. La nuova organizza~ione di cui si è parlato sarà effettuata mediante sem~ ici riordinamenti interni; essa ha comportato solo un aumento di .i-56 c~valli nel bilancio per l'esercizio -1897-98. V
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NOTIZIE MILIT ARI ESTERE
NOTIZIE )Jll,IT ARI ESTERE
Per beli meLt.ere in luce la portai.a di questa riforma, conviene rammen tare brevemeÙLe le principali liuee dt:ll'orga nizzazione che ha fun-zionato fìn o ad ogg i. La cavalleria era composta di 34 reg{.men ti e cioè: 1° Della llousehold cavalleria: . (che letleralmeDLe signifìca cavalleria a guardia Jel focola re) composta del 10 e 2• Life Guards e del reggimento Hoyal Ilorseguards che corrispondono ai corazzieri degli eserciti continentali . 'f ota Ie 3 reggimen ti! 2° Della cavalleria di linea: Drngoui , reggimen ti di drngoon Guards numerati 1lall' ,J . al 7 e 1°, 2°, e 6° .reggimen to . » ,f O > Lancieri, 5°, 9°, ·12°, H> 0 e 17° regg. > 5 • Ussari, 3°, 40, 7°, 8°, -1()<>, ,f1o, ,130, Ho, _ mo, ~So, 19°, 200 e 2·1° .reggimen to . > 13 Totale 31 reggimentii Di regolo lo cavalleria pt>sante, comprendente i 3 re""imenti di ca-· 00 val leria housebold e 2 reggimenti di drngoni ('I O e ~ o dragoou guards)· ~on fa_ceva turno di servizio nelle Indie. I 26 rimanenti reggimenti di linea s1 alteruavano per questo servizi.o. Al ·1° aprile 1897 la cavalleria inglese era così ripartita: Nel regno unito : Cavalleria Household. 3 reggiment~ Cavalleria di linea 16 (dei <ruali 6 ad effettivo rinforzato e l O iid effettivo più o meno ridotto). lndfo: Cnvalleria di linea '· 9 Nata l :
Egitto:
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2 »
Totale 3·1 reggimenti· I reggimentti partenti pel ,ervizio :!Ile colonie lascia ,·ano ciascuno uu deposito in Inghilterra. Questi depositi comprPndevano 2 ufficiali, ,f OO nomini di trupp11 circa e 38 ca valli ed erano raggruppati a Caotorbery ove formavano una specie di reggime11to con speciale sta to maggiore. Il depo5il.o era incilricat~ dell'istru zione delle reclute e di fornire gli uomini necessari per mantenere al coh1pleto l'effettivo del reggimento· durante gli 11 :,nni del suo soggiorno fuori -del Regno Unito.
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I reggimenti rima~ti di stanza in Inghilterra erano uniformemente costituiti su ai squadroni senza deposito ed erano d'a ltra parte indipendenti uno dall'altro e reclutavano ciascuno per proprio C0!1to. ~on esisteva alcuna divisione nè brigata costituita. Stando alle spiegazioni date :i l Parlamento da l sig. Brodrick, sottosegretario di st11to per la guerra, l'attuale trasformazione ha per iscopo di costituire, colla cavalleria stam,iata iu foghilterra, due divisioni comprendenti ciascuna '.2 brigate di 3 reggi menti a 3 squadroni. Oltre a ciò verrà aggregato a ci11scuno dei 3 corpi d'a 1·rnata previsti per la mobilitazione no reggimento pel servizio divisionale, più uno squadrone pel servizio del quarLier generale. Per l'avvenire i due reggimenti di dragoon gnards (·I O e .2°) che fìno ad ora non hanuo prestato servizio nelle Indie si alterneninno per compiere tale servizio. Si avranno così 9 reggimenti disponibili pel servizio nelle Indie. Se si osserva d'altra parte chti uno dei reggimenti ussari è stato trasformato in lancieri, si vede che la cava lleria inglese conterà d'ora innanzi all'infuori dei 3 rnggimenti di cavalleria bousehold, i" quali non subirono alcuna modificazione e del reggimento riragoon guard$ di: 9 Reggimenti di drngoni ; 6 » di lancieri ; ·I 2 • di ussari. Totale 27 che si alterneranno fra loro pel servizio delle Indie. Ciascuna suddivisione d'arma comprenderà così un numero d'unità multipla di 3 e sari.1 effettivamente costituita in gruppi di 3 reggimenti os~ia : 3 Gruppi di 3 reggimenti dragoni; )) lancieri; 2 " di 3 ) ussari. di 3 i ))
Totale 9 Cia~cun gruppo avrà un reggimento nelle Indie. Si può dire :ill'ingrosso che gli altri 2 reggimenti del gruppo rimarranito in Inghilterra uno a effettivo rinforzato e pronto ad essen man· d~llo io caso di bisogno nelle colonie, l'altro ad effettivo ridotto. In realtà
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NOTIZIE llll,11'A.Rl ESTERE
NOTIZ!hl M!LITAIU .ESTJ::RE
ciò non avverrà precisamente, e si avrà almeno per l'esercizio ·1897-98 la ripartizione seguènte dei reggimenti:
Gli ufficial i più· elevati in grado si ronderanoo famigliari fin ùal tempo di pace, al comando delle brigate di cavalleria, il che li preparerà al servizio che dovraano com pie re in caro pagaa. Per l'esercizio ·1897-98 gli effettivi della cnvalleria inglese sono ripartiti come segue :
Ca valleria di hnea:
Cavalleria Household in Inghil rerra Nelle Indie . In Egitto Nell'Africa del sud 111 Inghilterra (effettivo rin forzato » (effettivo ridotto) . In lnghilterrn ultimo rientrato dalle col0uie
Numero di reggimenti
3 9 1
2 8
,., I
Effettivi del reggimento Uomi ni
Nelle Indie . . Nell'Africa del Sud
433 625
9 regg. di linea
In Egitto
5·1a /J.97
·696 5i8 459
fo lnghHte,ra . ·
Consegueuzo di questa organizzazione $a rà die il deposi to di Cantorbery cesserà d'istruire le reclute destinate ai reggimenti dist.,ccati nelle Indie. Queste reclute sa ranno istruite in ciascun gruppo dei 3 reggimenti, dal reggimento ad effetti vo ridotto che funz io1ia effimivameute da deposito. Solo i reggimenti (attualmente in numero di 3) che preslano servizio in Egitto ~ nelle colonie conserveranno un deposito in Inghilterra. La pi azzn di Ca ntorbery continuerà ad essere In sede della scuola di cavalleria ed il centro amministrativo, per ciò che riguarda la riserva della cavalleria . La nuova organizzazione presentn i seguenti vantaggi: Il risultato essenziale è che la 1a divisione di cavalleria e il 1° re~1 " gimento divisionale saranno sempre pronti ii i servizio nttivo senza aver bisogno di essere portati al completò, nè io uomini, nè in cavalli. I reggimenti della 2• divisione, che sono ad effettivo ridono, potranno passare in "(na lsiasi momento sul piede ,di gnena, coll'a iuto degli uomini e dei cavaili dell a riserva che raggiungeraono i loro repo rti prima dell'imbarco della divisione. Il reclutamento verrà semplific11to, non si arruoleranno più pel tale o tale reggimento, ma per l'una delle ~suddivisioni doll':irma : dragoni, ussari o lancieri e verranno poscia ripartiti tra le varie unità. Le reclute di cavalleria destinate a raggiungere i loro reggimenti nelle Indie saranno compo"ti di soldati perfettamente istruiti . I cavalli giovani verranno sottoposti a molto minori fatiche di quelle del passato. Gli ullìcial i dello scruadrone potranno, fin d11l tempo di pace, esercitarsi al comando degli squadroni su l piedé di guerr,1.
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! l l'2regg.
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3 regg. c,ivalli ) Household f ·I 6 regg. di line11 ) ,19 regg. Depositi, Stato maggiore. 34
TOTALI
regg.
Uom. ,
56i0! 513
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1299/
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7177
1oi:r933 Uomini ·19i 10
ossia 19 mila uomini in cifra tond:i, dei quali ,12000 in Inghilterr& e 7000 nelle colouie. rt proietto modificato Lee .Met/o·rd. -- Togliamo dal giornale Pionee1· di ,t /laltabad lt: seguenti notizie: Il nuovo proiettile inventato e fabbricato tial dipartimeato di nrtiglierifl nelle Indio verrà sottoposto a prove esaurienti per ciò che si riferisce alla sua gittata, mentre si ha intenzione di dare incarico a cacciatori di provarlo contro duini e selvaggina di dimensioni maggiori. Gli esperimenti eseguiti sn ca,laveri di buoi a differenti distanze furono assai soddisfacenti essendo,;i potuto conslatare che esso produce gravi ferite, aùche quondo non vengono colpite le ossa. Per conseguenza non si ripeterà ciò che :,vvenne nella campagna del Chitrn! col proiettile antico che, sebbene passnsse da parte a parte, il più delle volte produce feri te non gravi.
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARi
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-nave si osserverà che esso risulta composto di quattro classi di leva,
RIVISTA DEI PERlt)DICI lIILITARI Rivista Marittima.
Agosto settembre 1897. -
L' equipagg'iam_ento dell'armata.
!loherto Cecil, lord Burleigh. ministro avvedutissimo della re"iua Ehs~bettad'I~ghil_te~ra lasciò_detto: « Provvedere non senza gli uo~ini cor~1spou<~ent1 qui e come riwìre armature su pali, lungo il lido,> . ~ lras~ d1 vangelo navale. Infatti il preparamento assoluto dell'armata s1 contiene della co~tante armonia tra materiale e personale. Ogni sistema c_he n~n corr1~pooda a questa armonia è fallace. Le conseguenze del catti vo sistema d1 reclutamento sono scritfe iri carattere indelebile nella storia ~rnvale. Non è mai il materiale che vinto le campagne, ma sempre 11 . personale: ed alla vittoria la maestria navale ha contribuito di gran lunga più che la pura bravu 1:a .. Esjstono storicamente due. ni~di di reclutamento : quello dell'assento per leva annuale fra le genti d1 mare e quello del!' arruolamento volontario fra "ente di ooni provenienz~ . Il p_rimo metodo mirava ad equipaggiare Je ~avi belliihe con uomm1 che già conoscessero e praticassero il rnane"O'io dei motori ed ai quali. un'istruzione militare qualsiasi avrebbe for~ito modo per tr~sformars1 da marinai civili a marinai da guerra; il secondo metodo mirava a- gu_a'.·nire la nave del miglior complemento di uomini per muoverla,. diri~erla ed adopera,e le armi. Il sistema del le classi ha pur esso 1 suoi gravi difetti: Per esso il campo del reclutamento mantti:'10 è esclusivamente limitato tra ' le, popolazioni dove fiorisce la professi~ne naval_e. Ora è evidente che se <):Uesta professione cessa di esse'.e m~uuer~t1va, o scarseggia M ' suoi ~oni, diminuisce in propomone 1! contmgente del personale cl.I$ ci si dedica. Ed allora la dife~a dello Stato e. la_ bontà delle, ciurme dipende da un fatto economico di secondaria importanza. E noto che il sistema di reclutamento Italiano, come quello francese , è fondato sulla iscrizione marittima. ~ulla carta. la forza disponibile rtspon~e ad esuberanza alla necessità; rimane ~~ro a ".eder:' ~e la qualità stia nell'equa relazione desiderabile cou la quantlta . Un anal1~1 d~llo st!lto del corpo dei reali equipaggi è sufficiente a dare qualche lume m r1guard6. Analizzando.l'equipaggio di una nostra
ha
.,e , di pochissimi volontari (non più di' un decimo' del totale). Per con-·
-se()'uenza ogni anno ciascuna nnve muta almeno la quarta parte della su: o~nte cl~e viene sostituita con la nuova lev:i. Cosi, ne· primi mesi -déll'~nno, si ha a bordo dell:i nave un qua rto dell'equipaggio ignaro -di tutto. Gli uflìciali fanno sforii' che non trov:ino corrispondenza in _ .alcuna altra marina da guel'ra per educare questa gente a divenire •marinai mil-itari ed istruirli nelle varie mansioni che loro competono • .-ed in generale )e navi più lungamente tenute armate possono vantare una quarta parte del loro equipaggio istruito · (la classe, anziana)'. u_n .altro quarto che non sa nulla nei primi mesi dell'anno e c~e commc1a .ad orientarsi ad estate avanzata ; gli altri due quarti hanno un istruzione ,che sta fra i due termini. La nave dunque comincia a preudere un .1ndamento pi ù regolare nel!' estate e si trova, relativamente, in buoue -condi1.ioni nell'autunno e quando, poco appresso, com'incia lo sbarco della· -classe anziana si comincerà daccapo . Ia nave inglese non muta . invece un uomo del suo èquipaggio p!)r la durata. dell'armamento. Un' altra :potente i;agione d'ordine fisico impone inoltr: di _pensa!·e _alla sta~ilità degli equipaggi: bisogna prepar,are da fanc1ull1 1 marma1 .Per evitare ,.mf eccessiva percentuale di uomini che soffrono il male di mare. :Sulla difesa delle coste. Espe1·ien:te con modelli delle navi e delle eliche. Lo studio della propulsione delle navi ha ricevuto oggidi un nctevole ,impulso pel concorso por'tatovi dalle e~perienze che si eseguono per .mezzo dei modelli delle carene, accoppiati a quelli delle eliche. Si de~e .al compianto W. Froude l'aver aperto questo nuovo éampo di ricerche, ,fis.sandone i princip1 scientifici ed ideando ingeguosissimi apparecchi, per mezzo dei quali è possibile ~aiutare l'etlicacia delle ~àre~e _e delle -elidie servendoci di loro piccoli modelli. L'importanza d1 tah rteerche .a:ndrà maggiormente ad aumentare allorquando vi sia una ricca collezione di con fronti fra gli elementi di prove in mare e quelli rica·vnti dnlle esperienze eseguite con i modelli ,delle caren~ e delle eliche: ,messe nelle identiche condizioni di assetto generale. St avranno cosi , ,i mezzi per provvedere, nel caso di progetti, quali dovranno ess,ere le condizioni di passo e di regresso deil' elica, riconosciuta per. via :esperimentale più adatta, allìnchè la nave raggiunga assegnate -velocità., Si. potrà ·altresi d~terminare, con sufficiente approssimaiione, il·l~voro ,motòre da impiegarsi snll' -albero · porta elica . Parimente, le esperienze ,,che si e::-egqon_o con i modelli di navi che trovansi già in servizio,
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, RIVISTA DEI PERIODICI MILIT.AIU
oltre· a concorrere alla raccolta dei dati di confronto di cui sopra (:-cenno, potrllnno utilizza;-si per rictfnoscere il valore delle · eliche di cu~ quelle navi sono dotate, a giud icare iutoro.ò alla 0vnvenienza o men&di cnmbiarle. In questo breve scritto si espongono le aeneralit~ deJle· esperienze che si eseguono per lo studio della propilsione di una,' nave facendo uso dei modelli, 11ècennando pure ai confronti che si,, istituiscono con le prove in mare. Il r~ticolato della proiezione ortogrcifica meridiana ed i problet»i· della n1.tova navigazfone astronomica. ' , Apparato fotografico modello 1897 per · levette rapide al 50: 000 ed' al 100: 000, ver r foog nìzfoni mil-itar·i e per 'D iag,qì d' esplorazione.
Lè difficoltà che ~i incontrano .nei ri levilmenti topogra fici uel\'Errtrea-· alla scala di i: ,JOOOOO cau~a il cli ma torrido, in quelli al 50000 in,· Sardegna per la malaria, la sentita necessit.à di . uno strumento in cui· al facile maneggio non sia disgiunta l'esaltezza· e la rapic!ità indispen-· sabile nelle ricoanizioni militari e nelle revisioni di teneno <>('tià rilev vato, e infìoe che permetta raccogliere buoni eleme1tti topografici nei viaggi di e:5 plorazione in regioni sconosciute o mal sicure, e sopra-· tutto nei diUìci li terreni di alla mont:1g11a, hanno spioto a studiare nn.· nuovo apparato fotograrflmetrico sempl ice, leggero, di facil~ impiego, di poco prezzo e che, pur soddisfacendo alle ·esigenze di esattezz::. ri.chiesta negli attuali lavori topografici delle nazioni ci vili, permeua di raggiungere una gran rapidità nelle operazioni di ca mpngna 'renden·dominime ltJ spese per 11uesta e minimo il tempo. in cui u)1 operalo:re rimane esposto ad intemperie, disagi o pericoli, per raccogliere suJterreno gli elementi della lev.ata topografica. Esso è costruito in rnodo"· che le varie correzion i e. rettifi che indispensabili per la buona riuscita delle stazìoni, che si fanno in principio ' della campagna, si possano, mantenere. per lungo tempo. Si può .còn esso eseguire rnpidamente· una stazione panoramica senza bisogi!o' di ulteriori ossèrvaziol}i perla determinazione della posizione ed altezza · del punto di stazione;. questa determinnzione si può iuvece ricavnre direttamente dnllo stesso· pnnorama, a campagna finita, in ullìcio, quando, cioè, si incomiucia it• lavoro grafico per la costruzione della levat11 topografica. Sarì1 pur pos-sibile, contemporaneamente al lavoro di campagna o col procedere di· ' questo, far eseguire da epeciali disegnatori in ufficio, questa lewta,. purchè ngli stessi, coi panorama che man mano si spediscono, sr aggiutigauo alcuni dati ed indicazioni indispensabi li.
RIVISTA DEI PER lODICl MlLlTARI
1709
Lettere al direttore. - A proposito delle a ppl icazioui elettriche a bordo delle navi - La letteratni'a nello sviluppo del la marina. .Marina militare. - Francia: Credi~i suppletivi e nuovo programma . di costruzioni navali per il ,1897 - Bilancio della marina per il 1898 - Prove della corazzata Massén.a e dell'incroci More D' As.sas - Inconvenienti nei generatori di vapore del Pot.httatt - Tra sformazione della corazzata Victorieuse e vendita della corazzata Stt.ff1'en - Costruzione di unii torpedinierJ sottomarina - Germania.: Scoppio di una lnnciasiluri - Giappone: Costrnzione di una corazzata - Prove delìa cornzat:1 Yashùna . - Inghilterm: Credito suppletivo e nuovo programma di costruzioni na· vali per l'anno finan ziario i!1 corso - Credito per sistemazioni e fortificazioni dei porti e degli arsenali - Dono di nna corazzata della colonia del Ca po di Buona Speranza ~ . La corazzata Renotcn - Varo dell'incrociatore Perseus - Prove dell'incrociatore A1·ro9ant - Varo della controtorpediniera Cheerful e Sylvia . - .Prove delle controtorpedio·iere Pantere Bqt - Avaria della cootrotorpe·diniera Teazer - Materiali per difesa degli an'coraggi dalle torpe. <liniere - Esperienze di corazze di acciaio al nikel ·- P rove di leano incombustibile - ltalia: . Varo dell'incrociatore ,:, . . cor:izzato . . Varese - Inc1:ociatore Calabria - Olanda: I nuovi mcrocwton Soord Brabant, Utrecht e Gelderland - ·Russ1·a: Notizie del lfr lancio dell11 marina per il 1898 - Acquisto dei cantieri di Sebastopoli - , Le caldaie della cannoniera Krabry - Sp~gna: Var.o della controtorpediuiera Audaz - Stati Unit'i : Credito str~o.rd 1• nario per lavori occorrenti alle navi - Costruzione di torped'.n'.ere ·- Prove delle torpediniere .Foote e Por/er - Nuova 1orped1mera sottomarina e nuovo silnro dirigibile. :Marina merc~ntile. - Reaio decreto che sopprime la ta ssa camerale della Camera di com"'mercio di Massau.i . sulle polizze di carico delle merci import11te ed esportate per via ~i mare - Ordinanze di sanità marittima - Decreto mini~teria lè che revoca il divieto per l'importazione nel Regno degli. animali ed avanzi di .'mimali provenienti dalla colonia del Capo; dal Nat11l e dalla coloo1a Entrea . Notizie varie. - Telegralfa elettrica se nza fili - Esperienze di Spezia (A. Pouchaio) - Marina da diporto (A. Camurri).
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Il riordinamento dell'esercito italiano. Cronaca francese. - Per gli alpini - Mohilitnzione di uniti) di servizio - Il servizio di tesoreria e di posto presso le armate - Le trnppe internazionali a Creta - Ordini .per movimenti rapidi - Il battaglione di tiragliatori malgasci. . Notizie mi litari estere. - Germanfa : Un nuovo deposito di rimonta - Cacciatori a cavallo - Telegrafia ottica. - Jnghiltera: Torbidi nell'India. - Italia: Reclutamento degli ufficiali di complemento - Le grandi manovre per il 1897. - Russia: Manovre al campo di Kr:isnc:.e-Selo. - Svezia : 1,'or1ifi cazioni.
Revista Mil~tar. .i 5 agos.to 189i. -
I depos-iti allevamento cavall f in Portogàllo. I depositi di allevamento cavll lli pnr1oghesi furone istitui ti ·ad imi. tazione degli italiani· P.1incipale deposito è. quello di Crncieira, ampip di 3 mila etta ri, munito di erbose adiacenze per pascoli come quelle di Serras, Perdigoas, Cabanoes e-Figuiera Doida. Le /'orze militari nella Guinea. li. JJ1'iore do Crnto e l'·in1,asionc spagnuo/.a nel: '1580. - In Saut:i rem -~ In Lisbona. Riassnnto storico del regg-ilnento cacciato1'i N. i. - Parte prima -,Guerra peninsulare - Composizione rli un reggimento d'artiglieria
- Composizione di nn battaglione di cacciatori - Cornposizi0rie di un reggimento di fanteria. (;/·i ordinamenti: militari dell'antichità e specialmente di. Grecia e di Roma.. Notizie mlitari. - Gerrnanùi. - Le graudi manovre - Nuovo materiale per l'artiglieria. A11stria. - Nuovo materiale da guerra. - Ingh ilterra : Della cavalleria. . ,Allegato N. 17. - OrdÌni del giorno dell'esercito. Revue du Oercle Milita.ire . .
29 agosto 1897. - Colpo d'occhio sulla Russia - Non dimenti chiamo la macchina - La partecipazione dell'esercito alle feste francorusse - Ciò che non hanno avuto i re di Francia. S1.1tdfo sulla sitiw:àone al Jfadagascq.r nel 1895. Le riforme ?trgenti nella fanteria. - Metodi di azione che $'i rn poogonQ all a fanteria dei giorni nostri. L'articol ista li riassume nell'ordine che segue: , ' ,f . Formazione dei cacciatori. 2. .Formazione su di una sola riga. 3. Formazione su due righe. ,~. Formazione su quattro righe. 0
Dell'unità tattica. - Sviluppo dell'azione per parte delle truppe inqtiadra1e. - Trasr0rmnioni che es5e debbono subire dt(ante l'attacco - Dispo:.-itivi succes:iivi di combattimento da parte della compagnia , battaglione e reggimento - Della com pagnia - Del battaglione.
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RIVISTA J) El PERIODICI n!LlTARI
RIVISTA DEI PE RIODICI MILITAR I
Revue militaire suisse.
H1 agosto 1897. - Il colonnello Giuseppe Cocat·rix. Piano di concentra.ntento e di operazione del mareseiaUo Moltke. contro ta· Francia.
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La guerra non s'improvvisa, ma la ,vittoria 3ppartiene a colui che meglio sn prepararla: ne sia esempio il lungo stud io compiuto dal rna· resciallo ì\foltke nell'ipotesi di · una guerra contro la Francia. La prima memoria in 01ateria del grande condottiero tedesco risale al novembre del 1.857 . « L'offensiva principa le francese, esso dice, si svilupperà, « probabilmente, lungo la d.irettrice Strasbitrgo-Ulma, contemporanea « ad ona dimostrazione destinata ad immobilizzare le truppe prussiane « nel Reno inferiore, e tentata da Metz e Valenciennes. - Astrazione {< fatta della neutralità del · Belgio e delle ostilità dell'Oland:i, questa « operazidne secondaria troverebbe ostacolo nella cintura delle piazze « forti renane. - Per contt·c, la facilit~ con la quale la Francia può <i raccogliere un gran numero di truppe sotto Strasburgo e. gittarle « oltre il Reno, traendo profitto dello $ffiembramento degli Stati tede« schi, non permette di dubitare intorno ad un primo successo delle « armi francesi ». ' Di conseguenza il maresciallo Moltke proponeva di creare sulla sinistra del Reno ùn campo difensivo forte di due corpi di armata e poscia di concentrare sulla destra, fra Colonia e Magonza, duecento mila uomini destinati a riprendere l'offensiva II cavallo del fiume. Nello stesso tempo i contingenti della Baviera, del Wiit'themberg, del Baden e dell'Assia, si sarebbero raccolti fra G-ermesheirn, Rastadt e Stuttgarda in una posizione foi'tific:ita sul medw Reno, in attesa di essere soccorsi dall'Austria. Ma nella primill'era del 1860 il generale 1
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Moltke presenta al Re una nuova memoria intorno alla guerra contro . la Francia. ' L'esercito francese, osserva in essa il cl'lpo del grande stato maggiore prussiano, può scegliere fra quattro còmbinazioni strategiche: ~,f. Invasione esclusiva. della Prussia, rispettando i territori del Belgio e della Germ.inia meridionale. - Una tale operazione è però poco probabile poichè non fornisce all'avversario una base sufficiente di sch ìera mento. 2. Ri spetto al la neutralità belga, marcia simultanea sul Meno per la ~fosella e per la i:;.ermania meridionale. Questa operazione costituirebbe il più favorevole evento per la Prussia. Concentrate fra Goblenza e Francoforte d~etro Reno e Meno, le forze prussiane potrebbero riprendere l'offensiva fra Coblenza o Magonza e battere isolatamente cia1 scuna delle due armate francesi. 3. Violazione del territorio belga e marcia per Lilla eMetz sul Beno, inferiore. In questo c:iso i distaccamenti che dovrebbe lascjar:;i addietro l'esercito frà'ncese lo ridurrebbero a non più 'di ioo,ooo comb:ittenti. 4-. Offensiva simultanea contro il Belgio, la Prussia e la Germania: marcia rapida sul .Meno allo scopo di soverchiare l'esercìto prussiano e distaccarlo dai contingenti del Sud. In questo caso, il più propizio per la · Franci&, Moltke proponeva di operare difensivameute dietro il Reno ed offensivamente, con la massima !?arte delle forze disponi.bi li, lungo il Meno. Questo secondo studio del maresciallo Moltke fu in ~ppresso· ritòccato e completato nel ,1861 e nel 4863. I succcessi ottenuti nelle campagne di DanimarM e di Boemia aumentarono, frattanto, Ja confidenza del marescia llo nell'esito di, una guerra <:ontro la Francia . L'attività del capo dello stato maggiore prussiano sembra accrescersi di mil fe doppi. Le memori·e. e le relazioni dir~'tte al Re, .i l cancelliere Bi:;marck ed al Ministro della gnerra si succedono con frequenz?. vertigi nosa, come alla vigilia' di una lott.a. Però non è più la difensiva diet.ro la barriera del Ren1J, nè la difensiva-offensiva per la tf'sta di ponte di Magonza che il rnaresciallo carezza, ma bensi l'offensiui assoluta contro le forze dell'impero di .Francia. E sullo schema di questo studio av.viene il concentramento delle armate prussiane néll'estate del ,f 870. Da I 4857 al 6 maggio 1870 il maresciallo, lVloltke ha redatte non meno di venti note o memorie in merito alle probabili operazioni di guerra contro la Francia . D'anno in anno, il ca.po di stato maggiore prussiano perfeziona i particolari dell'opera sua, provvede ad accele· rare il la.voro della mobilitazione e ad avvicinare, il più possibile, la
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
RlVlSTA DEI PEltIOIHC1'f! Ll'l'AlU
gran massa del le proprie forze alla base strategica prescelta. Nella pri·m-avera del 1870 il grande strumento è compiuto e perfetto; i capisezione del grande stato màggiore ricevono le ultime direttive· che. riagsumono una lunghissima serie di studi e li sintetizzano: « Le ope" razioni contr.o li, Francia consisteranno semplicemente nell'in"vasione « del territorio nemico, iu· formazione molto densa, a cercare l'eserci to « francese ed a d;wgli battaglia » . 1
Passagg·io' del colfo des 'Mosses per pàrte di, im reggimento di ar ti· glieria nel 189i. Notiz-ia e cronaca. - Le istituzioni militari della Svizzer11. - Ge1·· mania : Uu nuovo osservatorio militare - Le biciclette alle grandi manovre del ,J 897. - Spagna-: Cannoni a tiro rapido . - FranC'ia: ta questione degl i alti co mandi . ~e Spectateur militaire.
·15 agosto 1897. - Istr·tizioni 11ratic/¼e siil servi;.·io in campagna Fanteria, cavalleria, artiglieria. · Le nuove isi.ruzioni pratiche su l. servizio in campagna delle difl'e•renti ;1rmi, destinate a lis,are i metodi di applicazione del regolamento, ·'.28 maggio 1895, portano I.i data 24- deçembre ·I 896 ; tuttavia esse non furono pubblicate clic in prim'avera dell'anno corrente. Le istrn-zioni hanno un carattere pr~vvisorio, ed il loro titolo lo indica espressamente. Vale a dire che esse sono, per il momento, ;1 rgomento di una specie di studi sperimentali, da assoggettarsi ad una minuziosa e largh.is,sima pratica .
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Jdee tedesche sulla tattica della fanteria , I Iahresberichte del LòBELL, per l'anno 1896; pubblicati sotto la direzione del generai Pelet Na rbonne, banno apportato, come sempre, una larga e distinta messe di studi ai cultori delle scieuze militari . Vi si può scorgere lo stato attuale delle questioni più dibattute oggigiorno, ed i progressi_tecnici compiuti dai vari eserciti europei. Vi sono, ad esempìo, alquante pagine consacrate alla tattica della fanteria _ tedesca, dovute al colonnello Keim. Esse ri~ssumono a grandi linee le esige_nze del moderno combattimento deH'arma: il primo schieramento, le formazioni preparatorie, i luoghi più acconci per le soste ·e per il fuoco. Si consigliano le larghe fronti , per passare più agevolmente agli ordini da combattimento, fra i ·1800 ed i 1600 metri. La
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linea deve essere preceduta da un sottile velo di pattuglie che sostano a 4000-800 metri dall'avversario. Qui\ i le pattuglit:l di combattimento sono raggiunte dalla catena che inizia il fuoco micidiale. La catena avanza qu indi a sba lzi . fino alla principale posizione di fuoco (600500 metri). Glì scagl ioni suèc.essivi seguono a distanza di 250-300 metri, su di una riga, in linea spiegata. L'assalto non è dato che allorq.uando le linee abbiano realmente acquistato una superiorità di fuoco sulle avversarie.
Studt s1dla campagna del 1796-1797 in ftalia. - Qtrnrta parte, ARCO LE e VJCENZA .
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Decora.zioni , croci , medaglie - Continuazione. C,ronaca della quindicina - Il rinvio delle classe - · Gli impiegh i civili al Parlamento - Passaggio di corsi d'acqua - Militari di Algeria e Tunisia. Rivista della stampa militare estera. - Germania : I l giuLileo del maresciallo Blumen thal - Numerazione delle case iu Alsazia - La artiglieria da campa.gna - L'armamento della cavalleria - Ringiovnnimento dei quadri - I l ciclismo nell'esercito tedesco. Inghi lterra: Statura del soldato. - ItaMa: Reclutamento degli ulliciali di rom plemento. - Russia: ~ uove scuole militari a Mosca ed a Kief - I suicidi nelle. truppe del Turchestan - Crescente aumento dei contingenti annuali di leva. Journal des sciences militaires.
Agosto ·I S97. - Lei perdita degli Stat'i ed i campi trincerati - Replica· al capitano dell'esercito belga 'M. Millard. 11 capi \ano Millard, allievo del generale Brialmout,- ha pubblicato recentemente un· opuscolo cui procacciò grande diffnsione. Esso è intitolato: Ét1ides ~1w le 1·6le des places f01·tes dans la défense des États. Il lavoro si propone di confutare largamente gli appùnti c~e d'ordinariosi muovono all'abu so delle fortificazioni, e specialmente di combattere le ragioni esposte io un opuscolo fra ncese, che menò qualche rumore, ed ha per titolo: La porte des Étcits et le champs rétranehés. L'autore di quest'ultimo studio orn replica, muovendo nuove critiche alle argomentazioni del capitano Millard. Istru,zioni date alla .2a di'Visione d'i cavalleria. -
Riassunto dei principi del servizio di stazione, di marcia e di scoperta - Stazionamenti - Stabilimento degli stazionamenti - Avamposti di copertura - St:lrvizio di sicurezza in marcia - Senizio di scoperta Cavalleria in servizio di sicurezza, con fanteria.
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Al la fine di settembre la situazione dell'esercito si er,i fatta assai critica e Bonaparte do.vette prevedere il caso di difendere la Lombardia, palmo a palmo. L'arciduca Carlo aveva battuto Jou rdan sul Meno; Moreau, dopo un simulacro di movimen to fa tto per soccorrere il collega si era ritirato sul lleno. Bonl\parte si vide allora ridotto alle uniche sue risorse. Con un eserci to assottigliato al possibile, così doveva coprir Mnntova e la Lombardia, ngi1:rovigl iandosi al tdrreno e nòn trascurando alcuno dei suoi van taggi. Agli ultimi di ottobre gi unse notizia aBonapa rte di grandi movimenti di tru ppe austriache nel Tirolo e nel Friuli. ltgli concepì allora il pensiero ili numentare rapidamente entrambe le avanguardie nemiche : « Il fallait, scrisse Napoleone, étonnA, < come foudre, et balayer, dès son premier pas, l'eooemi, . Le operazioni dal 7 al 21 novembre ebbero per obietto la difesn della linea del l'Adige: Verona ne è la chiave, le due difese accessorie, nel concAtto di Bonaparte, sono le 1es1e di pol_)te di Legnago e di Arcole. Allo scopo di impedire ai corpi nemici del Tirolo e del Friuli di congiungersi e di correre sotto Mantova, Boonparte scelse per base delle sue operazioni Verona, afforzandosi sulle estreme pendici dei Lessini. L'Adige intercettando la strada da Bassnno a Mantovn si prestavo ad una partita doppia. Infatti se Davidovic fosse sboccato nel fianco pri ma della i'\Confi tta del suo generale in capo, l'Alviozy, il fiume impacciando la marcia di lfnest'nltimo, avrebbe dato il tempo necessa1·io pe1· affrontare il corpo nustriaco che procedeva dal Tirolo; se per contrario I' Alvinzy fosse giunto per primo, l'Adige avrebbe dato modo ai francesi, pè.'drooi delle due rive, di allaccarlo in manifesta condiV zione di superiorità . Il H novembre, n sera, Bonapa rte avevn cosi scalate le sue trn ppe: 3500 uomini a Rivoli e Coroon, 2000 a Bussol~ngo, 2000 a Verona; "8,000 per le operazione di ca mpagna e·la guardia della linea dell'Adige. Traendo profi tto delle negligenze e delle esitanze del nemìco, Bonapartt.1 getta ponti n Ronco e l'esercito vi pnssa il 15. Massena si sposta a sinistra, verso le Bionde e Porcile; Augerau marcia dritto su Villanova per Arcole. Alviuzy ebbe appena tempo di retrocedere su San 13onifacio, con il suo e$ercito ridotto a me1à. Il 1·ingio,van'imento dei quadr i degli ufficiai-i . La marcia del fantaci:'ino . - Continuazion e - Dell'igiene delle marcie - Delle lesioni del piede - Degli nccidenti del marciatore - Accidenti proYenienti da cagioni esterne - Faticn in generaJe -
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
l'lfarée con caldo eccessivo - Insoh1zioni e colpi di sole - Marce souo la pioggia - Delle marce in inverno. Questo studio importante sulla marcia del soldato dilanteria dimostra ampiamente quanto l'ufficiale cli quest'arma deve dedicHe di cure, studio ed affello all'esercizio di questa parte dell'istruzione dei suoi soldati; esercizio che egli deve considerare eguale ad un'arte sportiva. L'articolista pr.opone l'abolizione del [HIS$0 ginnastico, tale quale è praticato dalla· fanteria france~o, e chiede sia surrogato dal passo progressivo, ·applicato 111 terreno. Insiste ~ullo ~viluppo degli esercizi ad andature celeri, sino a percorrere una dieciua di cbilometri. A partire dall:1 scuola di compagnia, il carico del soldato dovrebbe essere eguale 'a quello che deve port(lre in guerra. Gli esercizi di marcia dovrebbero essere dapprima pratkati per piccole unità. 11 soldato ed i graduati dovrebbero conoscere i principali rudimenti dell'anatomia degli arti locomotori. Il ser1rizio di un unno. A proposito del 1·istabilimento· dei quarti, battaglioni. Ricordi d:i un ufficiale danese. - 4807-~SH. App.indice. Il terreno, gli ·uomini e le armi alla g1terra - J,a geogrnfia e la guerra. Procedimenti e costric:zione dei piani di riliew. - Premessa. Feden·co n grande. - Delle linee di vitalità.
Per la Direzione LoDOVIOO
0ISOTTI
lenintt c-ol<>nntllo i.t f. T. A .• i,,e.oricalo
D EMARCHI CARLO ,
gerente.