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RIVISTA MILITARE 1896 TOMO IV

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RIVISTA ·MILITARE '. · ITALIANA .. -.' -

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.. DISPENSA

XIX. -

1° OTTOBR_E 1896

TfPOGRA P0-6DITORR '

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1731

S0Ml\1ARIO

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UN LIBRO NUOVO

DELLE MATERIE CONTEN UTE NELLA PRESENTE DISPENSA

SULLA C AMPAGNA DEL 1866 IN ITALIA ~ Un nuovo libro sulla. campagna. del 1866 in Italia.. C.

C<,RSI .

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Pag. 1131.

Considerazioni sulla campagna del 1866 in Italia, del bai·ùne ANTONIO V. SCUDIER ( 11) i. e r. _generale d'arti-

La. cavalleria. nelle g·uerre future di fronte alle nuove a.rinl da. fuoco ed alla. polvere senza. fumo. - Colonnello F. D'OT~o~É, comandante il regg. cavali. Piacenza (18)

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l'i"63

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1114

L 'impiego della. fortlflcadone nell:1. difesa degli Sta,ti. E. Roccm, maggiore del 3° genio. . . . .

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La riunione delle tre specialità zappatori, minatori e pontieri b1 una. - G iuSEPl'E NATAI, E, maggiore nel 5° genio. -

( Confrnuazione. e fine) .

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» 1792

Tra i libri (F} :

Un enigma storico-militare. I ricordi del ge1ie1·ale DE

Un nuovo sc1·itto del DRAGOMmow. e quelli del senato1·e FINALI. -

BARA IL

Traduzioni olandesi . . . . . · . . . . . . . . . . Notizie polltlco-milita.ri. -

:c. .

»

1199

,. 1801

Notizie militari estere: Austria-Ungheria: Le feste del 1·eggi°'niento Hoc-und-Deutscl1meiste1·. - .Ese1·cito e nobiltà . . . . . . . . . . • . . • 1sf6 >>. 1816 Francia: Antiles. - Ferr·ovia 1'oul-8. Vincent. - Colonie . » 1818 Russia: Promozioni in occasione della sacra dell'lmperato1·e » 18i8 Sp~gna: Nuova circosc1·i#one mi"litan territoriale.

-R ivista. del_ periodici militari.

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1820

glieria. (Betrachtwrwen iieb(ir den Feldziig 1866 in Jtalien, von A.NTON FnEfHERR V. SCUDIER k. u. k. Feldze1bg1neister). Vienna, tipogra fia e libreria di Kreisel e Groger, 11896, un volume con atlante (2) . È stato pubblicato a Vienna un libro inti lola!o: Betracht1mgen 1.ieber def1, fi'elcl:mg I 866 in l talien. (Considerazioni sulla campagna d~I -1866 in Tlalia), corredato di· carte, piani, schizzi strategici e tattici e tavole sincuiche. L'autore, è l'i. e r. Feldzeugmeister barone Antonio v. Scudier, che nel '1866 comandò , come maggior generale, una brigata del VII corpo d'armata nell'armata austriaca del sud (in Ilalia) e ~orribattè a Custoza. E un'opera di molto merito, di pura critica militare, improntata d' una grande equanimità, da raccomandarsi agli studiosi di storia ed arte militare, e singolarmente a coloro che vogliono fare· uno studio proficuo della campagna di cui tratta. Per noi che pren. demmo parte a quei fotti è un libro prezioso. Con nobile schiettezza, con caviilleresco riguardo, il valoroso veterano espone i suoi giudizi intorno agli intendimMti ed agli .atti delle due .parti, solo tacendo delle operazioni nelle Alpi e sul mare, e narra e ragiona con calma e ch iarezza ammirabili.

(! ) Vedi nota in fine.

(2) Il lettore può consultare Je carte annesse all'opera dello stato maggiore italiano PROPR IETA LETTERARIA.

La campagna del 1.866 in Italia.

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ANNO Xl.I.

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UN L!IlRO NUOVO

, Dopo un tapido esame dell'organamento dei due eserciti austriaco ecl italiano e della costituzione dell'armata imperiale ·del sud sotto il comando. del'l'arciduca AJberto e ùi quella .che il re Vittorio Emanuele metteva in campo contro di essa, constatata la vistosa superiorità numerica della seconda, lasciando da parte ogni altro argomento 'di paragone, l'autore viene a ragionare JJ,el piano di campa,qna degl' Italiani. Dice che il compito dell'esercito nostro, difficilissimo, nonostante la nostra prevalenza di forze chiddere l'armata anstri'aca in Verona, dopo di averla vinta in · battaglia, e Lagliarl~ le comunicazioni coli' impero mediante la occupazione del V_eneto e del Trentino - non era agevolato dalla partizione di quello esercito in òue per lo aLtacco contemporaneo dal :Mincio e dal basso Po, cui lo Arciduca dalla sua posizione centrale non poteva non rispondere col gittarsi con tutte le ~ue forzt;i contro l'una o l'altra delle due masse separ:ate. Unica direzione di attacco straLègicamente conveniente sarebbe stata quella da Ferrara su Padova contro le retrovie del nemico, benchè vi si opponessero grandi difficoltà topografiche, sino a rendere peritolosissime le conseguenze di una battaglia non felice. La idea del doppio attacco non poteva essere stata che-·un compromesso . tra i generali La Marmora, fautore dello attacco dal Mincio, e Cialdini, propugnatore di quello dal basso Po. Non dice però l'esimio generale che noi dovessimo cacciare · tutti' i nostri duecento e più mila uomini con tutti i loro irnpe- . .dimenti tra gli impacci del Polesine; e non nega, neppure in segui.to, che una battaglia tt~a Mincio e Adige, provocata da noi, pot~sse e ,dovesse essere una vittoria per la nostra armata del Mincio, se avess'imò saputo fare migliore uso della nostra soverchianza di forze, di q~ello che facemrnc> il 2/4, giugno. Noi ammeuiamo' che vi fosse errore, o meglio che vi fossero errori da parte nostra, ben altri che la bipartizione di una massa di forze più che doppia delle nemiche su due linee d'attacco convergenti. La battaglia era inevi tabile, desiderata, voluta da noi - doveva esserlo, e 'doveva essere per noi una villoria. Quello peraltro su cui si ferma la nostra attenzione nelle prime pagine (pag. 32) di questo libro è il passo seguente: « Delle « conclusioni. del colloquio del ;I 7 gi ngno tra La Marmara e Cial-

SULLA C.~MPAGNA PEL

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IN ITALIA

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dini nulla .si seppe · nel quartier generale imperiale. Le notizie che si ebberò circa il piano di operazioni italiano vennero dal << molto disèorrere che si fece nel crnartier aenerale italiano ·del « piano. del generale Petitti, d.i marciare ali? Adige direttamente « coll'cxrmata del Mincio. >) Da ciò dunque il concetto austriaco . di erompere da Vèrona, schierarsi sulle colline t1;a Adige e Mincio · colla. fronte a sud e' assalire sul fianco sinistro l'armata italiana in marcia da ovest verso est. Io posso. dire che di tale 7-1iano e di tale discorrere - di cui sarebbe giunto l'eco a Verona - non si ebbe sentore al comando del I corpo d'armata, ove più importava. Se bene mi ricordo, ne fu parlato solo accademicamente, come di cosa possibile tra le- altre. <<

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Prima deHa batt.ciqlùt di C1tstoza.

Procedendo allo studio dei fatti della campagna, il generale Scudier prende le mosse dal 20 giugno : dichiaraziDne di guerra, ~os.tro ~vvicinamento al Mincio, passaggio di questo finme, prehmmar1 della battaglia di Cnstoza. Seguiamolo nelle sue con.siderazion i. · . · Risoluto di passare il ·Mincio, per amarre a sè il nemico, e ~apendo che qnesti poteva mettere in campo 70-80 mila uomini, il comanJo in ciipo italiano non avrebbe dovuto mettersi nel caso . di affrontarlo quasi a forze pari (74,960 fucili, 586;1 sciabole e 1180_ canno_ni _contro 7~,000 fucili, 3500 sciabole e 160 cannoni), l~sc,an_do indietro tre delle suè dodici divisioni (2·, 4• e 6°), .dmanz1 a Peschiera , a Mantova e a Borgoforte, e la riserva d'artiglieria a Canneto sull'Oglio. · L'attacco di Borgofone e la éonquisla delia linPa fortificata Montanara-Cunatone (che il comando del II corpo italiano doveva sapere essere già stata abbandonata dagli Austriaci) erano atti non necessa6 ;· per òsservare Peschiera e Mantova potevano bas~are ?iccoli distaccamenti : quello che sopra tutto importava era, d_1 assicurarci per ·quanto possibile la vittoria nella battaglia che si anqava a cercare verso l'Adige.


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S,ULLA CA.11PAGNA DEL

UN LIBRO NUOVO

Veri s:;imo. Noi però crediamo che nel nostro quartier generale predominasse assolutamente lii, persuasione ch e gli Austriaci non sarebbero venuti ad :issali rci ; che se 10· avessero osato non avrebbero potuto farlo che con assai meno di 70,000 uomini. La importanza dt1ta all e fortezze dal nostro supremo comando si può spiegare colle rimem~ranze del ·I 848 e colla formidabile riputazione del famoso Qnadrilàtero. Del resto nessuno ignora oramai e lo diremo sin d' ora , una volta per sempre - ch e v'è un'altra ragione per la quale si spiegano tutti gli error; commes~i da parte nostra nella condotta di quella campagna; ed è la mancanza di un abile generalò in 1~apo, non compensata nemmenl) da qualche benefico influsso d'alcu n raro ingegno solt'ordine. Dice il generale Scndier che, qualunque si fosse l' idea che il comando supremo italiano si faceva della situazione e delle intenzioni degl' imperiali , ragione voleva che nella. giornata del 22 giugno tutte le truppe dell'annata i1 aliana del Mincio , e specialmente la divisione di cavalleria, fossero avvicinate qnanto più po.ssibi le alla sponda destra del fium e, perch é nel di seguente il passaggio si facesse nelle migl iori condizioni , e non con uomini · ~ cavalli giù st~nchi. Aggiunge che « prender piede fermo sulla « sinistra del Mincio » n·on doveva significare per noi affacciarci appena su quella sponda, come facemmo a Monzambano e a Valleggio; che il meglio per noi sarebbe stato portarci addirittura il 23 sul lembo orientale delle alture di là dal Mincio, difaccia a Verona; che se ciò non pareva conveniente al nostro comando supremo, per la incertezza' circa la posizione e le intenzioni dell'arciduca, avremmo almeno dovuto far~ avanzare· il nostro I corpo siu o al Tione, colla ,1• divisione a '.\fonLe Vento, lasciando alla 2" divisione la cura di assicurar~ il ponte di Monzambano ; cl1e in ·ogni caso la divisione di cavalleria e le brigate di cavalleria del I e III corpo avrebbero dovuto spingere le loro esplorazioni molto più innanzi, e si capisce che intende dire sino a prender contatto col nemico. Non gli pare suffici ente scnsa per non averlo fatto la stanchezza dei cavalli - specie per la divi sione di cavalleria - che non poteva davvero essere così eccessiva da dovere essere . presa in seria considerazione in un momento come quello. Si maraviglia che il servizio di stato maggiore fosse fatlo presso

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lN ITALI A

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di 001 in modo tale, che gli indizi di movimento del nemico di qua dall'Adige, verso di noi, non giungessero oltre i comandi delle divisioni nostre più avànzate (11• e 15a .e divisione di cavalleria). Nota come lo a.vere il comando del I II corpo, di suo arbitrio,· mandalo la o· divisione a porsi a sud della strada GoitoVillafranca., fronle a i\fantova., invece che a nord, presso Villabona, come aveva disposto il comando in capo, non corrispondesse alla direzione di marcia assegnata a quella divisione pel dì seguente (24) e alla necessitit di mantenere sgombra. la sopradet.ta strada. Con uenigno riguardo, giudica manchevoli gli ordini del comando supremo dati il 23 per l'avanzala del 24 , che accennano ai comandi dei corpi d'armata i punti ove dovranno porre le loro divisioni, ma non le linee di marcia per recarvi si , nè il da farsi in caso di incontro del nemico, nè alcuno obbieuivo d' attacco, o di difesa, o di ritirata, per cui li) accordo degli atti dei corpi d'armata e delle divisioni in caso di combattimento repen· tino è abbandonato alla ventura e al criterio dei capi di second.o e terzo ordine. Di più in quegli ordini non è fatto cenno nè del quartier generale principale (sapevasi però che sarebbe stato posto in Valleggio), nè della riserva d'artiglieria, né dei grandi traini , e la divisione di cavall eria e la cavall P,ria clel III corpo, nella pianura, sono messe dietro l'ala destra della fanteria di quel corpo, contro ogn i buona ragione Lallica, forse soltanto per quella solita della stanchezza dei cavalli . Oltre a ciò, il comando supremo ital iano lascia indietrQ ad o:iservare Peschiera e Pastrengo da Castelnovo, ecc., una delle sette divisioni di fante ria che hanno passato il Mincio (la I n), senza neppure esser certo del pronto arrivo dellè due lontane div ision i riel Il corpo eh~ debbono costituire la sua riserva (·I 0" e ,1O'), e che poi mantiene troppo distanti cla quelle di prima linea, l'una a Goito, l'al tra a Roverb~lla . Queste osser vazioni non sono certamente nuove per noi. <1 La carta, dice il generale Scudier, mostra che il terreno su « cui dovevano avanzarsi gl' .Italiani è diviso in due grandi par« Lite dall a bassura dj Guastalla larga un ch ilometro e daila valle « del 'fione che le fa seguito ; delle qnali la occidentale era na« turalmenle da assegnarsi al I corpo, la ori en tale al III. » 'Mà se


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UN _Ll:BRO NUOV:0

il comando in capo non fissava le vie, poteva darsi il caso che gli Austriaci non trovassero ne~sibno sulle al~ure tra Sommacampagna e Custoza. Vi incontrarono fa 3• divisione oerchè vi fo mandata dal oomando del I c.orpo. Le due divisioni di si nistra del III corpo (1'8° e la ga) furono incammina'te per Pozzo Moretta lungo il piede esterno di quelle alture'. Venendo poi a parlare degli ordini dati pel 24 dai comandi · dei tre corpi della nostra armata del Mincio, il generale noia come alla 3" divisione. per recarsi dai pressi di Pozzuolo, ov' era accampata il 23, a Sona, àvrebbe potuto essere ass'egnata una via più dritta e più breve di quella per Valleggio, Custoza e Sommacampagna , anch e per riguardo alle <e altre .molte truppe ed ai « traini che Elall o ste~so comando erano stati incamminati per « Yalleggio. » A. questo si può rispondere che nessun altro corpb di truppe e nessun trai no doveva per ordine -del comando del . I corpo seguire l'ottima strada Valleggio-Custoza-Sommacampagna e ch e s0ltanto una ,parte della o• divisione e la riserva del corpo d'armata dovevano attraversare Va!Ìeggio volgendo a nord verso Castelnuovo, per una strada diversa · da quella assegnata alla 3' divisione, per cui nessun disturbo poteva avvenire alla marcia di questa 9 di quella; che nessun traino doveva attraversare Valleg-gio, secondo le intenzioni e gli ordini scritti e verl)ali del I corpo - se bene compresi ed eseguiti - ; e che soltanto pàrec~hie ore dopo il passaggio della 3• divisione sai-ebbero .capitati a Yalleggio i carr i del quartier generale del III corpo, ve:. nendo per Fo rni , per prosegu~re alla volta di Custoza, ove doveva esser posto il quartier generale di quel corpo . La strada .Val- , leggio-Custoza si offriva al e.ornando del I corpo pel movimento della sua divisione_di destra (l a 3a) come assai migliore di ogni _ · altra per le più ovvie ragioni logi stiche e tattiche, .e il p·roseguimento per Sommacampagna era legi ttimato dal dnbbio - che non si potè sciogliere per mancanza di tempo, stante la distanza che sep11 rava i quartieri generali nel giorno 23, e I' ora tarda in cui giunsero gli ordini del comando suprnmo - dal dubbio, · diciamo, che la strada delle importanti alture di Sommacampagna non fo sse ba tt.uta da truppe del -III corpo,· come di fatto avvenne. Se qualche divisione del lll corpo, fo deno nel quartier

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aenerale cl.e! I , marcerit per quella st(ada, tanto meglio : saremo , ;iù fo rti là dove .più importa cli esseri~ . . . . Prosegue il .generale Scudier, merav1gl1andos1 . che. lo stess~ comando del I corpo , dopo di avere raccomandato a1 com~nd1 delle divisioni la osservanza delle prescrizioni r.egolamen tan i_n considerazione di un possibile scontro col nemico , ~ ~ato disposizioni dalle quali si poteva argomentare che i tram~ doves~ ero rimanere là dove erano il 2~l, ordinasse che tu1L1 _quegli 8 ·· impedimenti seguissero _imniediatammte l a 'I a d'1v:s1on~ su ,l'astel ,. ~ pr eUt . no\'O• .E~ !'>o1·1 e·, .stato tratto in errore da una non ietta 1nte1 . iione dell'ordine di quGI comando, mancandogli i dall ~ecessr,n per una interpretazione più giusta. Il comando del I co_rpo_non -intendeva affatto che alcun traino si accodasse alla 11a ~1v1s101~e, · e aveva ordinato che i train i si raccogliessero presso Vallegg10, - sotto la guardia di un batlf1gl ione ~i bersagli~ri ~ dì un_~ sq:1a.drone di cavalleria , e si riserbava di dare poi I ordme (ptu ta1 d~) perchè quei traini raggiungessero le truppe sfi lando da Va!leggio per la strada di Castelnovo, ~o_ncl~1cente anche a S~nta ?L1st rna e Sona, cioè a tutte le pos1z10m assegnate al coi po . d ar~n~ta: Inta~to òrdinava alla ,1: divisione che prendesse le d1,spos 1z1olll .opportune per assicurare la strada: lrà Mo~te Yent~ e L.ast.elnovo contro le possibi li ·imprese del p~esidio d1 ~1esch1era, n~I qu.al compito avrebbe dovuto poi sottentrare .la ·Riserva. . . . .. Ma Lutto ciò era complicato e non facile; eravamo al prrnc1p10 della campagna; comandanti, stati maggi·ori, truppe, n.on avevan~ esperienza di guerra, e nemmeno era~o .bene preparati alle g.r~nd'. operazioni logistiche e ~altiche. Quali to.ssero allor~ le co11d1z1on 1 interne del nostro esercito, composto d1 recente, lll quel mo'.lo chG a tutti è noto, nessuno lo sa meglio di noi. Io dico che tacr,mmo miracoli l . . li III corpo si · trasse di~tr~ i suoi tntini, è, ~ero ~. 11_ che l_~ poi cagione di grave scompiglio sulla strada Go1 to-, 1\lafranc: , e ciò fu conseguenza della persuasione (emanante dal Q. G. I.) che nessun serio attacco fosse da aspettarsi' almeno per quel giorno. . · Allo stesso comando del III corpo lo Scud1er fa pure appunto - e con ragione, Secolldo noi. - di non avere avviato per le


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alture su Sommacampagna almeno una delle sue divisioni, quella che doveva recarsi colà (I' 8•ì. Tale sarebbe stata, dic' egli, la interpretazione più giusta delle istruzioni del comando· supremo, trapelanti dall'ordine, troppo laconico, del 23 . Anche questo è da ascriversi alla p.ersuasione sopradelta, che fu veramente la · cagione prima degli ewori nostri di quei due giorni . Eppure con quella persuasione non andavano bene d'accordo le disposizioni che si prendevano in grandi proporzioni per la sicurezza dei due (ianchi dell'armata verso nord e verso sud, come se si avesse motivo di temere che il nemico potesse repentinamente sboccare con forze considerevoli da Pastrengo o da Mantova. Da ciò l'apparenza di Uf\' incertezza che non aveva ragione di essere, ma che lo Scudier ammelle, quasi come circostanza attenuante a favor nostro. Circa li lungo ritardo' del movimento delle divisioni iioa e ·t9·, che pure ebbe deplorevo li conseguenze, e circa Ì'antici'pa~ione della mossa delle division i del I.LI. corpo {dalle 4- antimeridiane alle 1 h antimeridiane del 24) il critico non potè trovare nei documenti- eh' ebbe sotto gli occhi spiegazioni che gli sembrassero soddisfacenti. Noi sappiamo <:he quel ritardo fu prodotto da un insieme di circostanze, che non sarebbero avvenute se le igee intorno al compito del II corpo si fossero staccate da Mantova almeno il 2 2 luglio nel concetto di . aumentare , almeno di due divisioni perfettamente disponibili la massa principale tra Mincio ed Adige. Riguardo ,poi alla antic ipazione della mossa del III co,rpo è da ricordare che il comaòdo di questo era a contatto col coma,nclo supremo, cosicchè v'era scambi.o di comunicazioni verbaii. Considerata la, stagione e la condiz ione dell e strade nella pianura tra il l\'lincio e Villafranca, non può sembrare inoP,portuno lo aver voluto risparmiare alle trnppe la marcia nelle ore calde, in _cui allo ardore del sole e all'afa di quella campagna coperta di piante basse, s'aggiunge uri, polverone che accieca e soffoca,. Del : resto. lo arrivar prima: a pari di Villafranca , o più oltre, doveva essere di qualche vantaggio in quel caso, e lo fu, come lo dimostra lo andamento della battaglia da quella parte nelle ore antimeridiane: 1

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• .. 1lle disposizioni preparatorie di Cialdini pel passagg io del << Po non si può negare il pregio di una grande avvedutezza e « dì una · perfetta conoscenza del paese e delle condizioni lo· « cali )} . Così scrive il coscienzioso critico. Venendo a parlare dei suoi, il g~nerale loda la r isoluzione del comandante di Mantova di abbandonare le fortificaz ioni avanzate della linea Curtatone-Montanara, in considerazione della poca forza del pres idio di quella l'ortezza (5000 uomini). Biasi ma in, vece il colonnello Pulz, comandante della brigata di cavalleria, incaricàto delln guard ia. al Mincio tra. Peschiera e Àlantova, che la mattina del 23 giugno troppo presto abbandonasse quella linea, 'in seguito a rapporti non esalti dei suoi' avamposti , non verifi· cati, e si ritirasse da Villafranc:1 sn Ver9n:1 innanzi a semplici palluglie n6miche, non bene inlerpretando l'ordine avuto di non impegnarsi in _serio comba.lljmento . Dice che da.i rapporti di lui l'Arciduca fu indotto a credere, erroneamente, che gli Ital iani marciassero dal Mincio direllamente v~rso l'Adige - il che sa· reb'be peraltro sta to confermato sino ad un certo punto da un rapporto del colonnello di stato maggiore Hueber, spedito sul mez1.0di cblle · alture di ,Sommacampagna, che diceva non avere egli scòrto di là alcun nemi(~o. Esprime pure la sua opinione ch·e, se il Pnlz fos se rimasto, come lo avrebbe potuto, a Vil lafranca, , l' Arcidnca avrebbe. probabilmente fatto eseguire nella giornata stessa del 23 lò !-Chieramento controffensivo dell'armata sulla linea: Villafranca-Cnstoza.-Oliosi, ii1vece di protrarlo al dì se. guente, e lascia al lellore lo indagare quali avre bbero potuto esserne le conseguerize. - Forse dannose agli Austri aci. · È lecito. credere che_ i rapporti dei due colonnelli trovavano nel quartie;, generale del l'Arciduca un preconcetto che serviva di guida ad interpretarli, cioè che la nostra armata del Mincio non avesse altro di meglio da fare che recarsi all'Adige tra. Verona e . Legnago per dar mano a quella del Basso Po. Piombarle sul fianco, in marcia, fu dunccue il proposito del. condottiero iÌnperiale. Proseguono le considerazioni del generale Scudier. -- L'arciduca ordina il- 23 che nel pomeriggio una brigii ta della di visione di riserva di fante ria. (ala. destra) scenda da Pastrengo a Sandrà.,


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UN LIBR'O NUOVù

e il I [I corpo si rechi dal campo trinceralo di Verona ad occupnro le alture di Santa Giustina e Sona, per prender piede · ferm i, nella regione collinosa sulla sinistra del Mincio; e pel dì seguente che tutta l'armata si schieri in battagli3: sulla linea Castelnovo- San Giorgio in Sali ce-Sona, per avanzarsi poi àd un suo cenno all 'altra Oliosi-San Rocco di Palazzolo-Zerbare- BereuaraSommacamp,1;:;na. Dari1 poi altri ordini. Non prescrive esplorazione strategica (cioè lontano, con grossi drappeJli di cavalleria.), probabilmente per non isvelare agi' [taliani la presenza di mol te forze nemiche a nord della loro suppos ta linea di marcia : si intende che la Mplorazione tattica (vici na) è lasciata ai comandi dei corpi d'a rmata. Ma la divisione di riserva Mn ha cavalleria . Qui crediamo bene cli riferire una nota dello Scudier circa il modo di esplorare usa to dalla cavalleria ·austriaca in quella cam- · pagna. « Sembrn non impossi bile ch e lo affreltare la raccolta delle « pattugli e esploranti sul grosso dello stuolo da cui erano diramate « derivasse da un certo andazzo che dopo il •I860 fu spesso osser« valo negli esercizi di esplorazione (come un tipo raccomandalo), « consislenle nel risolvere LuLLo collo attacco, per cui i comandanti « dei due parliti, per avel'e io mano quanta più forta potevano, si « affrettavano a richiamare i loro drappelletti avanzati. » Ciò del r esto era conforme allo spi rito aggressivo di cui era stata improntata tutta la tattica austriaca dopo la guerra del 11859. Ma il comandante del V corpo (M. G. Rodi e') non si contentò di occupare Sona e S. Giustina, e si distese più innanzi da Sona per S. Giorgio in Salice a Castelnovo, mettendo cosi piede sulla prima linea di schieramento dell'armata sino dalla sera del 23. Lo Scudier loda anch' egli queslo alto di opportuna in iziativa; fa peraltro osservare come non fosse scevro di pericoli, specialmen te all'a la destra (Castelnovo), poichè non sapevasi con qualche precisione ove foss ero e che cosa fo cessero 1-(l'Italiani che avevano passato il Mincio a Monzambano e Valleggio. Crede poi che sarebbe stato assai meglio pel mattino seguente ordinare alla Brigata Piret, mandata a Castelnovo , di avanzarsi sino ad Oli osi e rimanefvi sino all'arrivo della divisione di riserva, poscia raggiungere il grosso del V corpo a S . .l:locco , piuttostocbè richiamarla a S. Rocco per S. Giorgio in Salice al giungere delle prime truppe di qu ella Divisione a Ca-

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stelnovo. In tal modo il generale Rodie' avrebbe compiuto nel miglior modo possibi le l'atto iniziato così bene di proprio moto la sera del 23. In fine di capitolo il generale ci acldita alcune sinoolari tà nella condotta della divisione di riserva , cbe· non sono cerl.amente da imitarsi, e nota come anche su l Basso Po la vigilanza della cavalleria austriaca cessò troppo presto , dando anche motiYo a notizie inesatte di passaggio del fiume da pari.e di truppe italiane il 23 giugno. Siamo all a battaglia di Cnstoza. I')

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Brtttaglfo cli Custo.:a.

« La mattina del 24 giugno i condollieri delle due parli · trovano « la situazione del l'armata avversaria diversa da quella che, in se·

« guito alla manche11ole esploi'azione ed all e fa lse notizie, s'erano « figurata nel pomeriggio del 23. » Questo avviene tra le 7 e 18' . L'Arciduca vede che gl'Itali ani non marcinno ali' Adi"e ma oJi o ' r'I vengono inconLro sulle alture; il generale La Marmara si accoroe che gli Austriaci sono di qua dal!' Adige e vengono ad assalirlo. 1~it? il primo dà la di sposizioni per la battagl ia : far perno sulla sm1strn, urlare colla destra, fronte a sud. Il secondo (che si è spinto innanzi, solo, alla sua ala de~tra) si r istringe « ad ordinare « la occupazione e la difesa delle alture ad ovest. di Villafranca, « invece di esplicare il giusto concetto strategico trnsparenle dai « suoi ordini del giorno prinu, prescrivendo al l1I corpo di pro« cedere offensivamente veri-o Sommacrunpagna, tostochò giunga 11 o « le division i sa ·e 9', per minacciare la comun icazione deol 'I m« p_eriali con Verona, e al l corpo di ma nten ersi nella sna !')posi« z1one. Non manda alla sua riserva (110a e ,19a divi sione) le istru« zioni . rese necessarie dalla nuova situazione, non isceoli " e e non « indica ai comandi delle truppe un nuovo punto di stazione del « quartier generale priu cipale ... cosa da notarsi - àice in nota « che tale omissione avvenne molto spesso dalle due parli io questa « cam?agna (con quell e conseguenze che ogni militare può figu" r~rs1) ... In quel procedere dei due capitan i devesi cercare la ra<{ gione prima di quanto accadde nella giornata. »

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UN LIBRO NUOVO,

La .\Iarmora, dice lo Scudier, non' poteva più trarre in tempo sul campo di battagl ia la sua riserva d'artiglieria troppo lontana, ma poteva far passare la 2" divisione sulla sinistra del Mincio, fare avanzare la divisione di cavalleria, avviare la •I 9• divisione a Monte Vento. Gli ordi ni dovevano essere spediti sub ito, cioè verso le 8. La 1! 9" divisione avrebbe potuto giungere al Monte Vento a m~zzogiorno (dice egli) preceduta di un'ora dalle sue tre batterie. Così La Marmoia avrebbe assicurato le sue retrovie contro la preponderante ala destra nemica, ma l'atto capitale, decisivo , doveva essere l'avanzatll offensiva dell'ala destra italiana, soverchiante di forze, verso Sommacampag na, tostochè la 3a divisione avèsse occupato le alture di Monte Croce, Monte Tone e Custoza. :Via sta di fatto che il generale Ln Marmora, - portanclosi troppo io nanzi e troppo a destnl - i~norava a[atlo allora ciò che avvenisse alla nostra sinistra; a S. Lucia del Tione, a Oliosi, e di tutto il numeroso personale del comando supremo non aveva seco che un ufficiale e rlue cavalieri d'ordinanza. Dirò di più: nessun rapporto era st,1lo spt:dito indietro dal comando del I cor po, che non aveva ancora potuto farsi un' i'dea chiara dello stato vero delle cose.. La certezza che tutta l'armala austriaca fosse di contro a noi si ebbe sollanto piìt tardi ... troppo tardi, qua ndo la battaglia, impegnatasi qua e lit a poco a poco e al la spezzatà, procedeva già. slegala , e quasi a caso. Prosegue il critico face ndo osservare come l'armnta austriaca, schierai.a tra Verona e Peschi.era, coi passi dell'Adige assicurati alle spalle a Pescantina, Pa,;trengo e Ponton , aveva in ogni caso la ritirata :;icura, e poteva quindi senza pericol o fa r punta in nanzi dalla sua destra; cosicchè avrebbe pòtuto sfuggire alle conseguenze di un feli ce auacco d'ala de~I' Ilaliani sulla sua sinistra. « Sn questa libertà di operazione data ali" armata impe« riale dal quadrilatero , ma più ancora sulla energica volontà del « condottiero imperiale era basato il disegno controffensivo di (< questo ». Potevano dunque gl i Austriaci essere costretti alla ritirata all'Adi ge tra Pescantina e Ponton, ma non co rrevano pericolo ùi sconfitta deci siva ..... Li-anne il caso, diremo noi, che mentre la loro ala destr,1 si protendeva su Valleggio, la loro ala sinistr;\ fosse stata battuta nei pressi di Sommacampagna in modo

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SULLA. C.H.IPAGNA DEL

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IN ITALIA

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da non poter disimpegnarsi, rotta e c,,strett.a ad abbandonarci le alture di Sona e 8aota Giustina. · Oggi sappiamo quello che ignoravamo trent'anni sono, cioè che il comando supremo austriaco la mattina del 24, aHQrchè vide che l';rmata italiana non marcia\'a già ,•erso rAdige, come aveva supposto , ma si avanzava verso nord, abbandonò il suo primo disegno di assalirci nel fian co presso Cusloza, e preferì l'altro che abbiamo accennalo di sopra (trattenerci colla sua si nistra a sud di Sommacampagna e assal irci colla desLra in direzione di Valleggio) e non tornò al primo se non che dopo aver veduto languire la esecuzione di quello. A noi Yeramente lo · svolgersi della battaglia dalla parte del nemico non parlò chiaro. E di questo ci dà ora buona sp iegazione il generale Scudi er, dicendo che gli ordini dell'Arciduca da Sona, dati l.ra le 7 1/ 2 e le 8 dell'antimeriggio del 24., furono redatti dallo stato maggiore di lui in modo che non rappresentava -, chiaramente le intenzioni del co mandante supremo, tanto da assicurare lo accordo delle vedute e degli atti dei comandanti solt'ordine. Infatti , in quelli pei .comandanti dei corpi V e IX, eh' erano in_ prima linea, non era fatto alcun cenno della nuova situazione risultante dallo avanzare del nemico verso nord, su C(!i si fondaYa il nuovo concetto del comando in capo, e neppure del compito assegnato alla hrigatn del VII corpo (comandala dallo stesso generale Scudier) ch·era stata fatta entrare in linea tra quei due corpi ; al comando del VII corpo era detto che quella brigata doveva avanzarsi per (iiber) Zel'ùarc-}fonte Godi, mentre l'ordine mandato direttamente al comando della brigala medesima gli prescriverà di marciare nella direzione di Zerbare ·verso o contro (g egen) Monte Godi. « Non si può dire che gli organi cui spettava tradurre in ordin i « scritti il pensiero del generale in capo si studiassero sempre · « di farlo con la dovuta chiarezza ». Anche oggi, rileggendo quegli ordini, li troviamo soverchiamente concisi ed oscuri. Oltredichè gli ordini per tutta l'ala destra (V corpo e divisione di riserva). che doveva prendere 1~ offensiva, spediti da Sona circa le 8 ant., non giunsero al generale Rodie' che circa le 1111. Invece di mandarli, come è regola per gli scritti di singolare importanza, in duplice copia, per mezzo di due ufficiali e per


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SULLA CAMPAGNA DEL UN LlBllO NUOVO

due strade diverse, furono affidati- ad un sottufficiale, solo, che si sperse e andò vagando per tutto quel tempo. « Del resto » osserv/1 molto giustamente lo Scudier « è noto per antica espe« rienza, che. dopo una lunga pace il servizio dei quartieri ge<< nerali non procede da principio pedettamente ». Era necessario il più strètto accordo tra le truppe dell'ala destra austriaca ; e il comando supremo mostrò di esserne persuaso, , mandando gli ordini alla divisione di riserva per mezzo del comando del V corpo, ma non sottopose quella a questo , come ragion voleva anche per la -consi derazione del difficilissimo cambiamento di fronte a destra che la divisione doveva eseguire combattendo, per volgersi, secondo che ordinava il comandante in capo, verso il ponte di :Monzambano; tanto più c~e per effetto di quello spostamento .verso destra sarebbe venuta a rima nere scoperta la , importantissima strada Valleggio-Castelnovo, che il V corpo avrebbe _dov uto cuoprire con sue truppe, come avvenne di fa tto ma sollanto per le necessiLà derivate dallo svolgersi del . combattimento . Il generale Rodie' mandò una delle sue brigate (generale Piret) da San Rocco di Palazzòlo sn Oliosi in aiuto della. divisione di riserva, messa a mal partito dalla nostra 11" divisione e dall'avanguardia della 5"; ma poichè gl'Italiani si ritirarono al Monte Vento, non avendo egli ancora ricevuto l'ordine del co1 ' mando supremo, e non potendo dare ordini 'di suo proprio moto alla divisione di riserva, non seppe dare altra risposta al generale Piret, che gli mandU:Ya a chiedere che cosa dovesse fare, se non quella di regolarsi ,come credesse meglio, Non vedeva come stessero le cose lit verso il Mincio e non presupponeva senza dubbio la intenzione del comando in capo che la divisione cli riserva operasse verso Monzambano. Del resto lo Scudier fa osservare come la ripartizione (jelle forze imperiali sul campo cli baltaglia, informate al concetto del pomeriggio del 23, conispondesse anche a quello dell'antimeriggio del 24-, e come il difetLo della non troppo salda compagine della divisione di riserva, messa assieme in quei giorn i, fosse compensato dalla presenza del V corpo sulla 'via San Rocco Santa Lucia del Tione, donde poteva minacciare da rovescio tutte

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IN lTALl.",

le ,posizioni c~e il nemico avrebbe- potuto prendere dì contro a quella tra Oliosi,, Salionze e Vallegg,~, Qui, prima di procedei'e oltre, e, sembra opportn-no 11 confronto tra le forze combaLteoti delle due parti ?resent, sul cam_ro .di battaglia, accettando la divisione che ne fa ,t generale Scudier in ala occidentale ed ala orientale, che veramente ha buon valore strategico. Osserviamo peraltro che i dati nnmerici, a.Imeno d~lla parte nostra, sono alquanto superiori al vero, perche desunti da tabelle che ,comprendono un certo numero di uomini eh~ ~on presero parte al combattimento per diversi motivi di serv!Zlo e ,di-salute.

Ala occiclento.le: sinùtra italiana, clrstra austriaca·-Ita:liani del: I corpo d'armata; :.H 2, cannoni Hl )) ,12 2.08, )) 2;10, 12 )} 2,~ 7 117,

,1. divisione . fucili '77U. , sciabole )) 83·1(), 5• · divisione . )) 4300, » della 2' divisione ~ 1486, » Riserva .

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1

Totale : fucili '.ilif3,16, sciabole 4347, cannoni60 Austriaci : V corpo d'armata e divisione di riserva;

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Brigata Bauer . fucili 7049, sciabole - cannuni 8 )) » -8 1> 7038, Brigata Piret . » 8 » 6728, > Brigata Moring )) )) 24 )) 313, Riserva V corpo )) 8 » Brigata Weimar . )) 5-167, )) )) 8 )) 6H5, Brigata Benko Totale: fucili 32,127, sciabole 3·13, cannoni 64Differenza: austriaci in più fucili 10,8 1111, cannoni 4 » » in meno sciabole 1034. 1


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Uti LIBRO NUOVO SULLA CAMPAGNA DEL

A.la 01·ientale: Italiani: III corpo e una divisione (3 leria di linea; "6° divisione . .. 7• divisione . 8" divisione .

9• divisione . il" divisione. Cavali. III corpo. Di,,isione cavali.

)

fucili 7834. sciabole }) 8H9, » )) )) 8699, > 8670, > )) )) 7814 , ))

)}

))

>

del T, divisione cavalIJ.14, cannoni 18 1

.,, 22, ·109,

»

48

. ))

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))

18 12

247,

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lf43i::i, 2493,

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IN ITALIA

della 19a divisione (66 16 fucili e 18 cannoni) alla nostra ala destra av1:ebbe polulo dare il tracollo alla bilancia a favore nostro . Basandosi sulle relazioni pubblicate dagli stati maggiori austriaco ed italiano, sopra altri scrilli e documenii e sulle sue proprie rimembranze di attore del dramma del 24 giugno 1866, il generale Scudier descrive con gran chiarezza la battaglia, prima all'ala occidentale, poi alla ori entale, ed espo ne partitamente le sue considerazioni. Di queste solo parleremo. 1

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All'ala occidentale : sinist.ra italiana, destra austriaca. Totale: fucili 41 133, sciabole 4,5'30, cannoni 96 1

Austriaci: corpi d'armata IX e YII e ri serva di cavalleria· Brig. Weckbecker fucili M'ì5, sciabole - cannoni 8 Brigata Bock. . . » 6703, » » 8 Brigata Kirchsberg » 6339, » » 8 Riserva IX corpo » » 132, » .24 Brigata Scudier . ;> 5882, » » 8 Brigala Tòply . . » 6478, > » 8 Brig.Welsersheimb » 679-1. » » 8 llisE<rva YII corpo » » "42, » 24 Riserva cavalleria )) » 2337 , » 8

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Totale : fucili 38668, sciabole.2? 1,1, cannoni 104 1

Differenza : I taliani in più fucili 2465, sciabole ,f 909 » » in meno cannon i 8. Se potessimo avere il culto cieco del numero, potremmo d~d~rr:e da quanto precede che dovevamo essere battuti irrem1SS1b1.lmente .alla nostra ala sin istra, ma rimanere· padroni della pianura alla destra e mantenerci con qualche vantaaoio sulle alt~re. Ma sappiamo troppo bene che il numero non è"~he uno dei faUor i della vittoria . Bensì lo arrivo a momento opportuno

Esaminando le disposizioni date dal comando della divisione di riserva austriaca (}f. G. Rupprecht) per la avanzala dalla 1 • alla 2a linea di schieramento (da Castelnovo ad Oliosi) lo Scudier dice che lo avere tramutato dalla coda alla testa la brigata Benko, lo a,ver lascialo un battaglione in Castelnovo, forse per collegarsi colla vicina Peschiera, lo avere tenuto l'altra sua brigala .(Weimar) a mezz'ora di distanza dalla prima, e lo avere conservalo anche per quella come pel' questa la partizione in- tre colonne - benchè il fianco sinistro della divisione fosse perfettamente assicurato dalla vicinanza del Vcorpo - « vogliono essere « notate come misure che cagionano perdita di tempo e sminuz- · « zamenlo di forze, tanto più dannose, in quanto che quella di-' « visione, come estrema ala destra nella conversione a sinistra di « tutta l'armala, aveva da percorrere il maggior cammino ed era « più esposta agli attacchi nemici ». E soggiunge che tulle le di ~ sposizioni d·e1 comando divisionale per la mossa da Pastrengo e Sandrà a Castelnovo, e poi per quella da Caslelnovo a Oliosi «·fanno l'effetto .... come se quel comando non avesse alcuna co«. noscenza della situazione generale . Esse contengono, a nostro « giudizio, il germe di quello sfasciamento della divisione (rilassa« mento del legame tattico dice) che poscia avvenne ». li V èorpo {l\L G. Rodie'} giunge alle 5 antim. a S. Rocco di Palazzolo, un'ora e mezzo prima che la divisione di riserva possa giungere per Caslelnovo ad Oliasi . Cio è contrario agli ordini del comando supremo, ma è vantaggioso agli Austriaci, che preHa -

ANNO XLI.


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SULLA CAMPAGNA DEL

UN LIBRO NUOVO

vengono il nemico nella .importante posizione di S. Rocco. Il comandante del V corpo_però trascura di fare occupare le al ture di Oliosi per assicurare il suo fianco destro e lo arrivo della divisione.di riserva. Se, conforme alla intenzione dell'Arciduca, i1 V corpo avesse proceduto di conserva colla divisione Rupprecht dalla linea S. Giorgio in Salice-Castelnovo (all e 6 e mezza) avrebbe trovato. tutla la divisione-itflliana in posizione a S. Rocco e avrebbe dovuto cacciar.nel a; ma gli sarebbe stato facile, avendoalla mano ;l 4,000 fucili e 32 cannoni {le due brigate Bauer e Piret) contro i 7450 ( 1) fucili e 12 cannoni del gene.raie Sirtori. Frattanto la divisione di riserva sarebbe giunta ad Oliosi senza incontrar nemici (poichè l'a,,anguardia della ,t • divisione italiana vi si appressò soltanto alle8) e vi si sarebbe se,hierala. Sflrebbero stati così risparmiati alla divisione di riserva austriaca gli arruf. fati e sanguinosi combattimento a !\fonte Cricol, lVIongabia, Renali Bnra'to, Campagna rossa e .Monte Torcolo, ed alla brigala Pi ret quello di Oliosi. Il generale Scudier ne deduce eh~ « dall'avan« zare ci pari, comandato dal capo dell'armata, sarebbero risul~ tali maggiori vantaggi che dalla anticipazione della mossa del « V corpo da S. Giorgio ». La brigata Moring (del V · corpo) marcia dà Casazze versoS. Giorgio in Salice per riunirsi col grosso del suo corpo d'armata; ode il cannone sulla sua sinistra verso S. Rocco di Palazzòlo; si ferma, si schiera, si avanza penosamente per 3 chilometri in ordine da c;ombattimento, senza nemico dinanzi a · portata: spreco cli tempo ' e di fatica. Giunge molto stanca nei pressi di S. Rocco ; ed è forse anche questo un motivo pel generale Rodie' a non continuare l'offensiva in iziata dalla brigata Bauer~ contro la divisione Sirtori. Sembra. strano, dice lo Scudier, che al Rodie', nel vedeTe circa le 6 1/ 2 truppe italiane in· marcja da Monte .Vento alla volta di Oliosi (l'avanguardia della 5• divisione) mentre la divisione llupprecht è ancora molto indietro, non sia venuto in mente di man(-l) Qui v'crrore in meno, di un migliaio circa di fucili , rispetto alla forz,t attribuita dallo autore medesimo alla nosLra 5• divisione nelle pagine precedenti (8316 fucili), ma ad ogni modo Ja osservazione di lui non perde valore. · ·

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I N !'!'ALIA

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dar ,subi_to colà (a 1 chilometro di distanza) un battaglione di corsa.. Ad ogni modo però , ripiglia, meglio sarebbe stato che il Rodie', quando .riso! vè di muovere da S. Giorgio per S. Rocco, ,invece di richiamare a sè la sua brigai.a Piret da Castelnovo, J'av:esse fatta avanza1'e a pari con lui da ,Castel novo ad Oli osi, come già fu detto. Su questo punto, della occupazione di Oliosi, il generale .insiste particolarmente, con ragione a nostro· avviso. Negli attacchi della divisione di riserva contro le alture di Mongabia e Monte Cricol il critico vede gli effetti delle disposizioni che ba già. biasimato; accenna fa brigata di coda che si sébiera a 2 ¼ chilometri di distanza dèi quella di testa, menLre questa combatte divisa e scema, ed è respinta due volle; not"- come il comandante della divisione stesse colla brigata prima detta, e quindi non vedesse coi suoi proprii occhi quello che avveniva sulla fronte; fa oss~rvare che quando, non più la sola nri.gata Benko, ma la intera divisione mosse all'attacco~ non· fu rinforzata l'ala destra, come ragione voleva, essendo quella la · par-te 11i1~ importante della schiera, che doveva conquistare le al, !!}re ad ovest della strada di Valleggio e minacciare la strada di Monzambano . Oltre _a ciò; quell'ala staccai.a, composta di truppe delle due brigate, avrebbe dovuto essère sottoposta ad un comanda_nte designato. Il V corpo austriaco ha cavalleria, ma non l'adopera ·per _la esplorazione; la 5• ·divisione italiana ha pure cavalleria, e l'adopera a quello scopo, ma a bì·eve distanza in avanti . Ne succede che il genera.le Sirtori colla .sua brigata di testa passa il Tione, e comparisce sotto le al ture di S. Rocco di Palazzòlo, tehute dal generale Rodie',. a portala di combattimento. Come mai la cavalleria del Rodie' era ìndietro, a Brolino presso S. Rocco, invece di essere in avanti e a destra sulle alture a .destra del Tio'neL. A noi quella posizione del V corpo austriaco fece lo effetto di una specie di agguato. Il generale Scudier però ci dice che uno squadTone di ussari mandato da lui a batlere il terreno sul piano· delle Guasta.Ile, tra la sua linea di marcia Zerbare-Monte Godi e quella del V corpo S. Rocco-S. Lucia, non vide neppure un cavaliere, nè · it-aliano nè austriaco. E ritornand·o al V corpo, nota che il Rodie' e il Sirtori.· benchè avessero motivo di non indu, , 1

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UN LI BRO NUOVO

giare a prendere !'o/Tens iva, almeno per ricoaniz ione stettero . . o ' moperos1 un paio d'ore l'uno di contro all'allro. Quanto al nostro generale, ci sembra anche oggi che sarebbe stata una grave imprnderna dal canto suo, in quelle condizioni di terreno e di mo~en~o, ~v~n~o una parte delle sue truppe (l'avanguardia) sviata m d1rez1one ignota, lo impegnarsi in un attacco prima di sapere come stessero le cose sulla sua destra e sulla sua sinistra. Per questo mandò suoi ufficiali : la r icognizione sulla fro nte era dif(i cilissima, sotto gli occhi e il tiro del nemico podrone delle alture. Rimase là aspettando, in pessima posizione, come osserva lo Scudio1·, a cavallo del Tione, collo sue due brigate separate da un ostacolo (!'alto, ripido, boscoso ciglione della sponda destra del torrente) che impediva all'una la ritirala, all'altra l'avanzata. Lo Scudier dice che « avendo egli risoluto di stare sulla « difesa » meglio per lui sarebbe stato prender posizione cori tutta le sue truppe sulle alture di S. Lucia. È vero diciamo noi ma il Sirtori non aveva risoluto di « stare sulla dif~sa. » Aveva' incontrato inaspettatamente il nemico sulla sua strada, s'era accorto un po' tardi che non si trattava di qualche piccolo distaccamento soltanto, non voleva ~iltarsi innanzi alla ci eca, ma sperava di potere operare 01Tens1vamente - come egli preferiva - tra non molto, lostochè altre truppe nostre gli giungessero a pari da ritta e da manca, e gli assicurassero ·i fianchi. Almeno voleva esser certo di non avere già sul fianco il nemico da un lato O dall'altro. . C~rto è ~erò che dalla Pernisa nulla poteva vedere, mentre dal ci ·glione d1 S. Lucia avrebbe avuto ampia veduta. Dopo di. aver rilevato il ben no to errore del generale Cerale, ch e per recarsi da Monzambano alla strada Valleggio- Castelnovo venne con le sue truppe a Yalleggio, per cui la sua marcia verso Casteln?vo fu ~i tanto ritardata, che la divisione Rupprecht sarebbe gi unta pnma di lui ad Oliasi, se quello errore non fosse stato quasi c~rre_tto dall'altro dell'avanguardia della 3' div isione (generale Di V11lahermosa) che sbagliò strada, il crilico rileva la solita tras~uranza della buona esplorazione da parte della nostra 1 • divisione. Se la cavalleria di questa, egli dice, avesse perlustrato il · paese ~ella direzione di marcia assegnata a quella colonna, Je sue pattugl10 avrebbero scòrto verso le 7 antimeridiane il movimento

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della divisione Rupprecht da Castel novo verso Oliasi, e il gen erale Cerale, avvisatone, non avrebbe persistito nella idea di non avere dinanzi a sè che poche forze nemiche . Loda la pronta occupazione di 01.iosi da parte del generale Di Yil lahermosa coll'avanguardia della 5' divisione e il non ·meno pronlo attacco con tro le prime truppe del Rupprechl apparse sul suo fianco sinistro; gli reca però sorpresa che lo stesso generale non solleciti la riocc.upazione di Oliosi con truppe della Ia division e che viene appressandosi, poichè anche da quella parte è da aspettarsi attacco nemico. Ne succede la disfa lla che sappiamo. Ma noi dobbiamo dire che, dato quello insieme di circostanze di luogo, di momento e di fatto, la mancan:-:a ùi una forte unità di comando su quel terreno , e dato pure il caratlere _delle persone ch'ebbero la pari.e maggiore in quei casi, è molto difficile farsi un concello preciso e giusto del come procedettero le cose. Sta di fallo clie il generale Cera le non comprese la sna situaziori:e. I l Durando, che si era proposto .di accompagnarlo (lo aveva detto), non era là.. Quella briga.la Forll lasciata in r.oloona snlla strada è nn indizio eloquente del funesto miraggio che ab barbagli ava la vista al comandante dell a ,1a di- · visione. Al suo capo di stato maggiore, che lo scongiurava di fare .schi erare la brigata Forlì, il valorosissi mo ma tenace Ceral e r ispondeva : « To ho l'ordine di andare a Castelnovo, e Castel« novo è là. » Non voleva perder tempo ! 8opravvenoe lo al.tacco repentino dei tre ploloni di ulani del capitano Oechtoldsheim sulla Lesta della brigata l?orlì, che il generale Scndier giudica, a buon diritto, « l'atto più splendi do della < cavalleria imperiale in quella campagna». L'effello ne fu grande. La divi sione Rnpprecht potè fo rmarsi per l'attacco, e qu indi impadronirsi del Monte Cricol. Ma il critico osserva ch'ella avrebbe dovuto avanzarsi subito sulla li nea Monte Torcolo-Oliosi o collegarsi subito a sinistra colla brigala Piret mandata su Oliosi dal comandante del V ~orpo, e di più prolungarsi a destra sino a Salionze, donde avrebbe potuto osservare e battere (a 3000 metri) il ponte di Monzambano . Cosi era stato ordinato dal comando supremo . E invece il grosso di quella divisione t'u -ferma to· sul Monte Cricol. Veramente sembra che in qr1ella estrema parte del campo di battaglia i due avversarii non fossero bene orientali o non vedes-


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UN LIBRO NUOVO

~ero ?hiaro. Vi rimediò il Piret colla sua brigata, mediante un cambiamento di fronte a sinistra dinanzi alla divisione Rupprechl, fronte a Monte Vento. Il generale Scudier dice che il generale La Marmora. tra le 5 e_ le 6 in Yalleggio, raccomandò caldamente al generale ,Durando dt sopravvedere da presso alla marcia delle sue due divisioni ,1 • e 5", e più specialmente a quella della 1"; che poco dopo le 6 il Durando ebbe in Valleggio stessil. lo avviso che a Villafranca si combatteva; e che perciò questo generale avrebbe dovuto ser;ui1;e senza i?du~i.o la ~ivisione C~rale, invece di perdere due ore a~pettan~o 11~ \ alleggio la sua riserva, che tardava. Al qual proposito lo Scud1er osserva essere scopo principale della riserva « non « già di ~ccogliere truppe battute, ma di dare buona piega al _« combatt1mento col suo intervento a momento opportuno» . Ma 11 gener~le Dtirando, prima di portarsi all'ala sinistra della larga fronte di marcia delle tre -divisioni che aveva sulla sinistra del ·Mincio, sopra terreno ove sono difficilissime le comunicazioni trasversali, avrebbe voluto ricevere qualche rapporto dalla sua divisione di destra marciante su Custoza e qualche notizia allendibi_Ie di ciò che_ ~vveniva di là dalla sua destra, al 3" .corpo; a , Y1Jlafranca. Poi avrebbe raggiunto il generale Cerale. Tardando ~·apporti' e notizie, giungendo a Valleggio la riserva del'l corpo, _11 generale mosse per la via di Castelnovo, raggiunse la coda della divisione Cerale, ma non ne raggiunse la testa, ove era il comandante. In sostanza l'azione di lui nella battagl ia, sino a ché non fu ferito, si limitò ad ordinare lo schieramento della riserva. Le quattro divisioni del .I ,chrpo rimasero slegate, , abbandonate a loro stesse. Attacco e presa delle alture di Oliosi: 7000 Austriaci della brigala Pirel corHro un migliaio (meno) di Italiani. Dice lo Scudier che le molte perdite che vi soffersero gli assalitori sono da attribuirsi non solo all'ordine d'attacco denso e profondo (schiera serrata di masse di divisione} pr:escritto dai regolamen ti tattici austriaci allora in vigore, ma anche alla ristrettezza della fronte dell'obbietto d'att:acco (3i>O metri), al terreno scoperLo su cui pro. cedNLe l'au~cco, mentre la difesa era favorita dalle case d'Oliosi, ed allo avviluppamento che ne seguì. Egli crede però che il Piret

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IN ITALIA .

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invece di condurre ;i.Ilo assalto tutli e sette ·i suoi battaglioni a massa, avrebbe dovuto condurne quattro soli e lasciare gli alt~i tre alquanto indietro, forse presso la casa _Ragai~ola, per assicurare il fianco sinistro, non sapendo _egli quah forze potesse avere il nemico dietro Oliosi. Noi ci .ricorcliamo di aver alcune ore dopo, all'attacco del Monte Veuto, l'ala destra ~egli assalitori. formata in massa, arrestarsi e sparire per lo efletto ai fuoc~ a lunga ,gittala dei pochi avanzi del ,i: battaglione ~lei nostro 20° reggimento appostati acl ovest delle case P~squ~lr. · Loda il buon uso delle tre armi fatto dal generale SirtorJ per la difesa della posizione della Parnisa contro lo a_ttacco del!a brigata Bauer; ·loda pure il contrattacco fatto eseguire dal. bnaa.diere Bauer dal suo battaglione di cacciatori sull1ala destra della posizione del Sirtori, mentre l'ala sinistra di.~ttesta _ricacciava la destra sua, ch'ebbe per conseguenza la ntirata d1 tutta la prima schiera del Sirtor,i , sulla sponda destra del T_ione_ e lo $CO_mpiglio della nostra brigata Brescia nello arra_m~rcars_1 per l'erta balza di quella sponda; conseguenza preved1b1le. Giudica che se il generale Piret, dopo la presa cli Oliosi, avesse prose~ùi to senza indugio, come n'ebbe idea da principio, ~0~1tro ]\fonte Vento, avrebbe potuto impa.dronirsi cli quella posmone prima che Yi si mettesse a difesa la nostra riserva colla sua numerosa artialieria, e deplora che quel generale spendesse molto te~po a rio~·dioare le sue truppe e mandasse a chiedere ordini al generale Rodie'. Quando gli giun~e. la _i·!sposta (facesse quello che gli pareva meglio) il momento propmo era p~ssato, ~lonle Vento· era coronato di cannoni e difeso da truppe fresche (1 bersaaJieri della nostra riserva) di forzà ignota, che, . a giudicarne. e dall'artiglieria, poteva essere un'intera divisione. Del resto noi cùmprendiamo come dalle posizioni del!' ala destra austriaèa, ignorando le nostre disposizioni , sopra e dietro alle alture da S. Lucia al Monte Sabbione, e nulla potendone scorgere, il seguito della battaglia prendesse aspetto enigmatico. Nulla poteva più ~iovare allo stato maggiore austriàco la bella specola di S. Rocco. L'arciduca stesso, venuto circa il mezzogiorno a S. Rocco di Palazzòlo, e il suo capo di. stato maggiore,_maggior generale ba0


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rone John, quantunque dol'essero conoscere perfettamente la cvm · pos izione, la partizione e la forza del nostro esercito, poco, ben poco potevano sapere allora di ciò che aveva mo sul campo di battaglia e a porLata di marcia in quella mattina e per tulla la giornata, e come situato.~l?otevano·sapere che avevamo il ILI corpo all'ala destra e il I alla sinistra; che due divisioni di quello erano schierate dinanzi a Villafranca, colla divisione di cavalleria dietro; che la campagna tra Villafranca, Valleggio e Goito era picua di truppe e tra ini; che i prim i combattimenti sulle alture cli Cnstoza erano stati sos tenuti dalla nostra 3• divisione (generale Brignooe, granatieri), distaccala fo rse dal l corpo al III; r,he di nanzi a Santa Lucia del Tione e nei pressi di Oliosi avevano combaLtuto truppe della nostra o' divisione (generale Sirtori) e tutta la ,1• divisione (generale Cerale); che i presiùii di Peschiera , Mantova e Borgoforte avevano alle viste truppe nostre. Poteva no, diremo anzi dovevano supporre che sul terreno tra S. Lucia del Tione e il . Mincio avessimo quasi intere tre divisioni del I corpo, cioè oltr~ la 5• e la ,1• anche la 2·. Ma non potevano sapere ove fosse la maggior parte delle truppe del nostro II corpo (2 a 3 divisioni) e la riserva di artiglieria dell'armata del Miocio. Di più Mantova avvisava che truppe dell'armata del Po erano m marcia per Goito a rinforzo di quella del Mincio - erano le division i ,1oa e ma del II corpo. ~on può far dunque meraviglia se vi fu titubanza nello eseguimento della divisata offensiva dell'ala des tra austriaca' di· ' stn rbata già dal ritardo casuale degli ordini spediti dall'Arciduca da Sona alle 8 an timeridìaue. Ln quale titubanza doveva cessare quando fu visto che dalle misteriose alture di S. Lucia, di Monte Vento e Monte Sabb ione, nònostante la soslrt degli aLlacchi austriaci, non erompevano che deboli e brevi con troattacchi nostri quelli cioè'.del)generale Sirtori coi ballaglioni della brigata Valtell ina e del colonnello !:'asi con alcuni battaglioni della bri gata Aosta (della .2a. divisione), i quali resero monifesta la persistente pochezza delle forze alla nostra ala sinistra. Ma gia l'Arciduca aveva mutato disegno, tornando al primo di far punta su Costoza colla sua ala manca, o meglio colla sua riserva (VII corpo). Di tu tto ciò pare a noi che sia il caso di tener conlo per dare piena luce ad un momento importantissimo della bauaglia, non ,;

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sembrandoci che basti il dire che se il P.iret, il Rodie' e il Rupprecht, e l'Arciduca stesso lo nvessero voluto, la battaglia sarebbe slala vinta, e con esito decisivo, sino dal mezzodì. Non osiamo ne· gare recisamente che potesse esserl o; ma so dietro a quellit muraglia .che eITetlivamente tenenimo coi soli avnnr.i di due divisioni già mollo scosse e con quella poca artiglieria della ri serva del I corpo avessimo avuto, come potevamo averle, un paio almeno di iiivisioni intatte con 90 cannoni almeno (compresa la riserva di artiglieria dell 'arma~a), quale esito avrebbe potuto avere l'offens iv a . di quattro o cinque hrigate austriache, già decimate e sLanche, attraverso ad un terreno come quello, con soli 64 cannoni? L'abile critico, prevedendo tali obbiezioni , dice che il generale Rodie' avrebbe potuto fac ilmenle accertarsi col mezzo di pattuglie che dietro le alture di S. Lucia e di Monte Vento non v'era altro cl)e alcuni squadroni di cavalleria, La conoscenza che abbiamo di quel tèrreno e più ancora la memoria ch e serbiamo di ((llei mo· menti non ci permei.tono di consentire con lui su ques to punto. Noi crediamo che le pat.Logli e del g~nerale Rodie', le quali non avrebberd potuto prender vista dietro le alture se non che girando al largo anorno all'ala destra dell a brigata Valtellina, tnttora in posizione a S. Luci a, per le case Tngioli , sarebbero state prese ben presto a fu cilate dagli stessi retrocedenti della br igata Brescia (che si ritiravano in disordine , si , ma con passo da processione) e coslrnllc a dar volta prima di aver potuto distin guere alcunchè in quella scura campagna . Ogni tanto quei poveri soldati si fer mavano, si raccozzavano sollo la mano di qualche ufficiale, ma, non essendovi unn schiera di ri tegno, io qnella specie di bosco non fu possibi le una rnccolla generale . lo stesso non iscor-si un battaglione in colonna serrata, fermo, se non quando vi foi vicinissimo . Vidi far fu oco contro un plotone di lancieri d' Aòsta scambiato per nemico . Così sarebbero state ricevute le pattuglie del generale B.oùic', in quei campi coperti d'alberi bassi e frondosi e pieoi allora di fucili. « Ma il generale Rodi"c' < dice lo Scudier )) non ha intenzione di « procedtn·e (per allora) ad atti decisivi, e perciò non fa nemmeno « avanzare a tiro effi cace e non gotLopon e nd un solo comando le « bauerie imperiali per baLtere le nemiche di l\1 onle Vento. Seb ·


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« bene quello adoperare a sparpaglio Fartigl-ieria possa in parte < spiegarsi pel · fatto dello aver noi a quel tempo le batterie divise

« tra le brigate di fanteria (per ogni corpo d'a·rmata una batteria « per ciascuna delle tre brigate, e tre balterie unite come riserva) « è lecito credere che il comandante del corpo d'armata si sarebbe « sciolto dalle pastoie di tale siste1na paralitico, se avesse voluto « combattere seriamente le batterie. nemiche >. Si viene all'episodio di Monzambano. li generale Rupprecht ha ricevuto alle 1 O e mezzo direttamente, dal comando supremo quest'ordine: « procedere oltre in direzione « Salionze-Monzambano, di struggere, se possibile, il ponte presso « quest'ul timo luogo ed avanzarsi anche di più sino a Valleggio » ordine che il generale Scudier si meraviglia non sia stato accennalo in a-lcuno degli scritti sulla battaglia di Custoza pubblicati sino ad ora. li Rupprecht, che in quel momento ha le sue truppe distese·, anzi sparse, tra C. Renali, Mongabia, Oliosi e C. Valpezone, crede urgente la distruzione del ponte di Monzambano, e ne _incarica subito iL suo 36° battaglione cacciatori, che avvia a q't1ella volta per Salionze. ln pari tempo manda alle altre sue' truppe l'ordine di marciare verso Monzambano. Oneste però trovano intoppo di -rottami della i• divisione italiana a Campagna rossa, Monte·Torcolo, Maragnotte, e sono Lrattenute: Ma frattanto il generale Pianell ha fatto passare sulla sinistra del Mincio un'a buona parte della sua divisione colla: intenzione di aintare la 4•, che sa ridotta a mal partito. Il 36° battagl ione cacciatori si appres,a al ponte di Monzambano, e vi è avvolto ; preso quasi tutto. Il Rupprecht doveva pensare, dice lo Scudier, che un colpo di mano in quel caso non era possibile, perché-la sponda destra del Mincio, te.nuta dagli Italiani, domina per gran tratto la -sinistra, su cui marciava quel battaglione. Doveva pure vedere le necessità di mettersi bene d'accordo col generale Piret prirna 'di ordinare ~Ile sue troppe la ' mossa verso ì\fonzambano. Poteva ben issimo, secondo lui, avanzarsi colla maggior parle della sua di l'isione per la strada Salionze-Valleggio, , schierarsi sul fosso Sorio , assalire da lìanco il ]\fonte Vento per C. Pasquali, e poi prender posizione sul Monte Sabbione e alla Brenlinà, . dicontro a Monzambano, o almeno a Pravecchia.

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Per ~al modo avrebbe coperto il fianco destro dell'armata contro possibili attacchi di truppe nemiche d'oltre Mincio; mollo meglio che' dalfa ' lon tana Salionze, ove si mise, e per lo meno avrebbe assicur:ato il fianco e le spalle a quel suo battaglione di cacciatori. - A noi parvero molto spossate quelle truppe della estrema ala destra austriaca. : .« Eppure » soggiunge lo Scudier « quel tentativo contro ,i.l « ponte di Monzambano, benchè non riuscisse, com'era certo, pro« curò purtuttavia agli Imperiali questo di buono, che la mezza « br igala Aosta (i battaglioni del colonnello Pasi), temendo per « le s.ue spalle, abbandonò le Case Pasquali, cioè il Mont.e Vento, « e conti·i buì a ciò che il generale Piaoell rinunziasse all'offen. « siva ». Apprezza eome atto di lodevole iniziativa lattica la risoluzione -del Pianell, di soccorrere alla divisione Cerale, ma d.ice eh' egli avrebbe ottenuto meglio il suo scopo gillando la maggior parte dèllè sue truppe direttamente sul fìànco destro del nemico, anzichè -opporne una pai'te soltanto, e da fr0nte, alla estrema ala destra di "lui- (ad ovest di !VI001e Vento vers~ C. Marzago). Non fa però torto a lui, se chi guidava qµelle truppe fece un falso giro. - Al qual proposito noi dobbiamo fare osservare che il colonnello Pasi giungeva. stil campo di battaglia senz' alcuna conoscenza nè · di quello intricatissimo terreno, nè della posizione dell e nostre truppe,- nè dello stato del combattimento, cioè nelle stesse condizioni di angosciosa incertezza in cui si trovava il medesimo generale . Piane]!. Al quai e, come osserva pure lo Scudier, n·essuno avviso era venuto, nè d,ll comando dell'armata, nè da quello del I corpo, da cui direttamente dipendeva; e sul quaie d';dtronde pesava il compito di osservare Peschiera e Jenere Mopzambano, talmente che egli poteva supporre che qualche parte dell'armata ·austriaca p~tesse passare il Mincio presso Peschiera e minacciarci da tergo per la sponda des(ra. Doveva · ~onfermarlo in tale idea il tentativo contro il ponte, che poteva essere ripetuto , poiché il nemico si manteneva con fanteria ed artiglieria iu r iva al fiume dinanzi a· Salienze. Quindi anche a lui sembra per lo meno spi~g!lbile la prudenza del nostro generale nel raccogliere presso la Brentina· tutte le t~uppe che aveva fa LLo passare sulla sponda

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sm,stra, quantunque, secondo lui, dovesse aver compreso l'importanza capitale della posizione di Monte Vento, da cui si allontanava. - Ma, diremo noi, il generale Pianell, oltrechè legato al ponte di Monzambano, si sentiva troppo debole pel gravissimo compito che la sorte gli gittava dinanzi, gravissimo ed enigmatico rispelto all'andamento generale della battaglia, eh' era una incognita Ìà sul Mincio. A dir vero, da parte nostra mancò il comando .

Mancò pure lf> accordo. Il critico nota che di tutti quegli atti del generale Pianell e deile sue truppe non ebbe alcun sentore nè il comando del I corpo, nè il generale Ghilini che comandava la difesa di Monte Vento . - Questo si può spiegares oltanto per la rapida succ,essiviLà di quei casi, per la natura del terreno, ed anche per la inesperienza degli stati maggiori. Tutta l'attenzione di tutti, o quasi ,tulli, era assorta dà ciò che avveniva sotto i loro occhi. I più valenti non pensavano quasi ad altro che a scrutare dove fossero nemici. Un ufficiale che fosse stato spedi to dal generale Pianell a )fonte Vento avrebbe probabilmente annunziato al generale Ghilini lo arrivo di truppe della 2• divisione sulla sua siriistra., quando già quelle truppe sarebbero state in ritirata, e forse anche sarebbe stato in corso lo. sgombro della posizione d"i Monte Vento. Tanto slegati ed autonomi furono quegli atti, che, a ripensarci, non possiamo 1neppure oggi riconnetterli in qualche modo che possa dirsi razionale, nemmeno in ordine di tempo. Il . gt)nerale Scudier ,non sa spiegarsi la ritirata del colonnello Pasi da C. Pasquali verso Monzambano. poichè, dice, bastava che il colonneilo mandasse una pattuglia sul vicino Monte Sabbione, per avere la certezia che nessun pericolo sovrastava alle sue comunicazioni col Mincio . ..,._ Il colonnello aveva udit? il ,fuo.co vivissimo, benchè breve, sul suo fianco sinistro e quasi alle sue spalle, presso Monzambano; e ci sarebbe voluto forse più di una mezz'ora prima che potesse avere notizie di ciò che accadeva coH1, poiché per veder giù nella bassura del Mincio bisogna portarsi proprio sul lembo occidentale del Monte Sabbione. Ciò non _ basta forse a ginsti(ìcare, rria spiega. Per ultimo, per quanto riguarda la nostra 2• divisione, il generale Scudier afferma che l'ala destra austriaca, dopo la ocw1

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pazione del Monte Vento, ·si fermò per libero volere dei suoi capi e non già per effetto della posizione di fianco presa dal gènerale Pianell alla Bren tioa, poichè, dice, le due parti non si vedevano. - Che non avessero almeno qualche pattuglia l'una verse> l'altra~ ... Poteva essere sfatato agli occhi dei vincitori. lo spauracchio di Monzambano, che li aveva tenuti in qualche pensiero pér tante ore; ma pure sapevano anche troppo bene che· là v'erano truppe nostre, e dovevano pùre sapere ch'erano ancora di qua dal fiume. Insomma, come a Villafranca 3 1 battaglioni e 36 cannoni (più 34i sq~adroni), cosi dinnanzi a Monzambano ,1'1 battaglioni, ,J (2) batterie (più 2 squadroni) italiani rimangono inoperosi nel mo. mento decisivo della battaglia, mentre a poca distanza da loro, sulle alture, le altre truppe della loro parte sono oppresse da forze nemiche sqverchianti. « Bensì » s'affretta a soggiungere lo eqno critico « la 2a divisione si trovava in circostanze tali, da «-escludere il biasimo verso ii suo comandante ». ,Circa la piccola sortita da Peschier;à (,i- compagnie con 4 can. noni) il generale osserva che avrebbe dovuto essere fatta sulla destra del Mincio, per tenere a bada le truppe italiane di Monzambano e Pozzolengo, invece che sulla· sinistra, ove l'armala imperiale non poteva avere sensibile vantaggio da quello aiuto. Il geQ.erale Sirtori si lascia trarre dal buon successo di un contrattacco dell'ala sinistra della brigata Valtellina a scendere dal ciglione di -Santa Lucia colla m:ìggior parte· delle poche forze che gli rimangono e riprendere quella infelice posizione della Pernisa, ch'è s.tatà funesta alla brigata Brescia, :Meglio sarebbe stato, dice il generale Scudier, s'egli si fosse contentato di occupare for~emente le riconquistare :Muraglie e la stretta di Via çava, e si fosse messo d'accordò con chi comandava a Monte Vento, sulla sua sinistra. - Il vero è che il Sirtori fu travollo da quella im• petuosa e scapigliata controffensiva, nella quale egli non ebbe altra parte se non quella impostagli dalla sua entusiastica pro· dezza: ·Fu un atto disgraziato, che sfugge aila fredda ragione; un lampo di quello zuavismo che· dall'esercito francese s'era appreso al nostro. Il generale Rodie' ritarda l'attacco di s.n Lucia, pensa un mo· mento ·a :i:ichiamare la brigata Piret, lasciando al generale Rup1


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precht il terreno Oliosi-.Monte Vento, poi aspetta che quella .brigata acquisti campo innanzi verso il monte ora detto; forse per eseguire nel tempo stesso i due attacchi di Monte Vento e S. a Lucia; lascia persino ricacciare le sue prime truppe sin sotto le alture di S. Rocco; non ha forse ben compreso il nuovo disegno clell'Arciducà, ed ha la mente tìssa in qu~llo del giorno prima; e intanto il tempo passa. Per·chè non dar'e u·oa coha ad Oliosi, per veclere coi proprii occhi come stanno le cose da quella parte? Il tragitto da S. Rocco è breve. Pare che il Rodie' non si curi troppo (oppure troppo si éuri) di ciò che avviene col,ò., dove, se il fucile quasi tace, il r.annone tuona molto: Quell'incertezza è messa in rilievo ' e non .ofosti e fica ia, dal critico. -· Ma questo si connette strettamente con quanto abbiamo detto già intorno alle titubanze dei capi dell'ala destra austriaca. A proposito dello intervallo di circa quattro ore che vi fu tra la risoluzione del generale Piret cli procedere allo attacco di1 Monte Vento subito dopo la conquista di Oliosi e la sua esecuzione, intervallo che sparisce nella ' relazione 'officiale austriaca della battaglia, il generale Scudier molto giustamente osserva che « molto « spesso>) in quei documenti« appariscono come·avvenuti di seguito, « senza indicazione di tempo, atti tra i quali in fatto ,corsero pa« recchie ore, mentre non vi si trovanoI certi ordini o certe cir« costanze che dettero motivo a talun i atti ,». Chim1c1ue fu spettatore od allore di falli guerr:eschi e poi ne lesse il raccon.to - e tan to più se dovette compilarlo - sa quanto· ciò sia vel'o. È · uo fenomeno che può tnlvoita derivare da casi, come diciamo noi. di for::a maggio1·e. ' · In conclusione il generale Scudier viene a dire che se gli ordini dati dall'Arciduca alle 8 della manina di attaccare a fondo coll'ala destr_a fosse1:o ginnti a tempo, e Cossero stati eseguiti senza indugio, speciahnente dal_ V corpo, alle 11O antimeri~iane, gli Austriaci sarebbero stati padroni delle alture di s.a Lucia - e quindi anche di · quelle del Monte Vento - mentre lo erano già delle altre più. orientali, di !\fonte Torre, Belvederè e Custoza. E siccome dopo la conquisi.a delle. alli1re di S, a Lucia non v'era di meglio da fare che occupare speditamente il Monte ìVIamaor, pre- · dominante da sud, che ha azione verso Cusloza e v.erso la strada •

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Vall~gio-Villafranca, i successi del V corpo avrebbero disturbato e pattalizzalo la controffensiva dell'ala destra italiana (III corpo, o meglio ga e 8" .divisione) che protrasse la battaglia sino alle 5. In fatto il generale Roclic', dopo essersi impadronito della posizione di s.• Lucia, non fece occupare il Monte Mamaor. Vi andò sollanto un suo battaglione cli càcciatori (21 °) per iniziativa del suo comand;mte, il quale., peraltro non ne mandò l'avviso come avrebbe dovuto. ·Noi nulla avevamo su quell'altura. Non eravamo-più nemmeno ·io grado di difendere Valleggio, eccettochè verso nord. Della·riserva del nostro I corpo il generale Scudier così· scrive: ~ .Nonostante che le condizioni locali favorissero la djfesa · del « Monte Vento, devesi 'dire, che la riserva del I corpo italiano « difese. la sua posizione con altrettanta. abilità quanto valore. I « battaalioni di bersaglieri 2°, 8° e ,13°, colla loro destrezza nel << valersi del terreno e colla loro vivacità si raddoppiarono vera« mente. A nostro giudizio , la: difesa del Monte Vento è il più bel «/fallo degl' Italiani nella battagl ia di Custoza. Su 54 ufficiali e « ,I 436 gregari , quei tre battaglioni e.b~ero una perdita di 17 u[« fieiali e 164 gregarii tra morti e ferili l). Che i difensori di qµ-e ll a posizione si· ritiras.sero prima di venire ai ferri è più che giustificato cla ciò che gli assalitori erano più del quaèlrnplo di loro, e eh' essi avevano alle spalle una lunga stretta. La risoluzione del generale Sirtori di abbandonare l'importantissimo sito di Valleggio, nonostante l'ordine del Re di t~nerlo a qualuncrue costo, eh' egli ricevelle tra le 5 e le 6 (un po' troppo tardi invero) , e quantunque egli potesse facilmente accertarsi che· gli. Austriaci non si avanzavano oltre Monte Vento e S." Lucia e non avevano passalo il Mincio, come ne corse voce, pare inesplìcabile allo Scudier, che non può ignor'are quale fosse quel valoroso ex.:gatibaldino. Ma pur troppo in guerra si danno momenti in cui accade persino ciò che sembrava prima impossibile. Il Sirtori vide pochi, spossati: sfiduciati gli uomini che gli rimanevano, non preparato e non preparabile di subito a difesa quel posto, troppo vasto per quel suo pugno di gente; vide lo spettacolo sconfortante deHa rotta e del riflusso oltre j.\'Jincio, che gli parve infrenabile; non vide. e non credette efficace la difesa preparata dal bravo co~

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lonn_ello Booelli all'estremità settentrionale del gran parco di Valleggro; tenne per certo che il nemico si sarebbe avanzato alt' attacco anche da esL, sentendo la battaglia avanzarsi da Custoza · e colla mente conturbata dai lristi ca.si della giornata giudicò' Ja moment.ane:i. difesa di quel ridotto un inutile sacriuzio. Noi crediamo che s'egli avesse visto in quel momento oiunoere uno solo 0 dei nostri reggimenti in buon ordine. non avr~bbe Jasciato Valleggio . Capitò nel cuore della notte al quartier generale del I corpo a_Volta , e parlò con me. Era agitatissimo. Diceva, o meglio smaniava, come se gli scoppiasse il cuore: « Si è fallo e si fa rà « tutto il ~ossibile; l'impossi bile non si può fare; le forze uman~ « hanno un li!llite ». Era un en tusiasta a cui la fatica e la mala sorte avevano quasi tolto il senno. Inutile fargli osservare che da Valleggio gli sarebbero rimaste sempre li bere · te strade verso sud, per Pozzuolo ed ollre. La teorica è un'otti ma cosa ma nel giudizio dei fatti bisogna tener gran conto dell'elemento dmano.

(Continua). C. Cònsr.

. LA CAVALLERIA NELLE GUERRE FUTURE DI FRONTE ALLE NUOVE ARlll DA FUOCOED ALLA POLVERE SENZA FUMO

P R E MESS A. Non v'ba dubbio, la cavalleria, nelle guerre future, di fronte all'aumenl.ata potenza della fucileria e dell'artiglieria, nonchè in segui to alla adozione delta polvere senza fumo, si troverà in condizioni diverse da quelle delle passate lotte ··- Jlla, perciò solo dovremo forse concluderne, come taluni pur troppo ritengono, che l'i mporta nza della cavalleria sia scemala e che -<lessa non potrà avere piu speranza alcuna di successo contro le micidiali armi da fuoco moderne 1 E allo svolgersi di questo modesto lavoro, cbe io affido la risposta a tale domanda - lavoro che io cercai di confo rtare: con dati di fatto, con esempi tratti dalle ultime guerre, e con personali opinioni di valenti scrillori, non appartcmenti alla cavalleria, non gia per fare sfoggio di citazioni, sibbene per trovare, in tali spassionate attestazioni (quali certaI,Uente non sarebbero considerate te mie parole), validi appoggi onde tentare di modificare, almeno in parte, taluni Arronei apprezzamenti che ognora si emettono a danno della cavalleria. Sarò dunque ben lieto e riterrò di avere completamente rag.giunto il mio scopo se mi sarà dato di rialzare, piu che ora non sia, la considerazione in cui deve tenersi quest'arma, stanle gli innul)lerevoli ed importanti servigi che essa potrà rendere, non temo di affermarlo, oggi più che mai, sia nel campo strategico, sia- in quello tattico, e mi proverò a dimostrarlo. H4 -

ANIIO 1 1'.ol.


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LA CAVALLERIA NELLE GUERRE FOTURE

DI FRONT-E ALLE , NUOVE ARMI DA FUOCO, ECC. ·

La cavalleria nel servizio di esplorazione.

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Comincerò pertanto a considerare anzitutto la r.avalleria in questo .·suo primo ed elementare ' còmpilo. . · ' ·~al_uni opinano c~ie i nuovi fattori di esplorazione e di tra~miss1qne, quali sono: i palloni frenati, i velocipedi i telearafi 1 telefoni, e vi aggiungono ben anco i cani ed i pi~cioni :iacr~ ~iatori, se non sono riuscili sinora a· detronizzare Ja cavalleiia 10 questo suo ramo di servizio, poco ci manca· e che crJi uni o gli altri, a misura che si · perfezioneranno i ~ezzi di ~ui attualmente dispongono, andranno 1 ;a .mano a mano, sostituendosi ai cavalieri. · Questi tali però confondono la parte col tutto, perchè non pensano che ciascuno dei suddetli mezzi è d' ifripiego -ristretto , sia a causa della propria essenza, sia per ciò che ri cruarda la sua atLuazione, in ordine cioè: ·tanto alle e ircostanze di auerra . ·quanto a Il~a natura dei terreni in c'ui questa si svolge. Io non nego che la cavalleria, po5sa ad esempio trarre orande · partito dal _cicl is'.a, e~ anzi trovo che essa non sa_ appr~ezzare ab!)astan:'a. ti valido. amt~ ?he il velocipede potrebbe darle per la trasm1ss1one degh avvisi , degli ordini, ecc.; ma tutti converranno meco che, anche dopo l'invenzione del velocipede pieghevole e degli ottimi risultali che sembra abbia dato in Francia· esso non potrà mai sostituirsi al cavaliere, giacchè questo sol; può andar dappertutto 'e /imanere ' perciò runico mezzo di 'inve~ ,stigazione e di comunicazione dal quale si possa avere si~uro ·affidamento che potrà agire in tutti i tempi, in tutti I i terreni ed in tutte le circostanze. ·. D!fa tti,. ~oi sappiamo che la pattuglia vuoi cli scoperta, vuoi d1 ncogn,zione deve, per quanto è possibile, ev,itare di percorrere le. ~trade per _le quali potrebbe venire il nemico, sia per non farsi ·vedere, sia per non urtare contro le teste delle col.onne eh~ le impedire~l)ero di vedere. In presenza.adunque del- . I avversano, quando cioè entra ve-ramente in azione, Ja paltucrlia dovrà gettarsi :attraverso ai terreni coltivati ,per avanzare di ~ascosto e portarsi di fianco alle colonne in maÌ·cia; dovrà salire 1')

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rapidamente su di un'.1ltura per valutare, con im buon cannoccbhtle, attendamenti, fuochi di bivacco, ecc.; ma . tutto ques~o sarà, · se non negata, resò per lo meno -lento e difficile al ciclista; perchè, tanto nel percorrere quel terreno rotto, qu~n:o nell'ascendere qu~lla collina, dovrà marciare pen~sa~e~te a p1ed1, so\'raccarico per giunta della sua cavalcat~1ra. d a~cia10. In "pace e durante le manovre, i cavalieri evitar. ) i1a~ura~~ mente di gettarsi attraverso aì campi, per non corn;:H:1ttere mutili danni di cui sarebbero forse resi responsabili, ed anche pe11chè collo 'svolaersi rapido delle operazioni, si richiedono da loro no~izie fr~tt~lose . Eppertanto_, siccome essi non possono per~orr_e~e ' in scala ridotta le distanze che li separano dai loro obb1ett1vi, come ridotte· sono . le fasi del combattimento, così noi li vedi~mo secruire le strade infischiandosi magari delle palle che non fischiano e :filare anche impunemente dinnanzi a pattuglie nemich~ ~he . hanno Ja proibizione di far· prigionieri. Mà ciò _n?n ~vverra certamente ,n guerra, e clomand6 io, in tali condlZl?lll, q~ale servigio "potranno rendere i ciclisti e a, ~h~ cosa varra loro d celere . mezzo di trasporto di cui sono provv1st1, quando non lo po~sono impiegare al momento in cui sarebbe ne~essario? Il potersi portare I con celerità avanti ed indietro è già una bella cosa, ma non c~stìtuisce la missione della pattuglia. Siw scopo è di t'e,le1·e · senza farsi vedere, e questo non poti? farlo che} ca._val(ere. Necessario è poi che quanto ba visto possa comunicarlo rnd1et~o al più presto poss.ibile; e se per quest:1 tr~smissione_ la cavall~r'.a potrà avvalersi dei ciclisti, limitandosi a far perventre I~ _not1z'.e a posti di collegamento, a teste di c?lonne, ~cc. c~e ,s mcaricµino di farle proseguire, tanto meglto, essa risparmtera I~ forze~ dei propri cavalli e raggiungerà l'intento di_ f~rle pervemre con maggiore sollecitudine_; ma nella sua vera m1ss10ne, nessun altro pot.rà sostituirla. ; . . Io stesso dur~nte le ultime manovre di campagna, cercai d1 esperiment;re quàl valore potrebbe aver_e il ciel ista _nel servizio di es-plorazione, ed abbenchè osassi individuo intellq;;e,:te, no~ una sola notizia ebbe agio di portcinni, nè potè mai raggmn.germ1 che al termine d'ogni manovra, stante i rapidi spostamenti della mia colonna e l'impossibilità al velocipede di poter perc~rr~~e altri terreni fuorchè le strade, che lo costringevano a larghi giri.


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DI FRONTE ALLE NUOVR ARMI DA FUOCO, ECC.

LA CAVALLERIA NELLE GUERRE FUT URE

Fin qo 1 s1 dirà venne consideralo il caso di troppa in movi~ento od accampata, ma sarà ben differente quando si dovranno nconoscere truppe già in posizione. In allora la polvere a deb?le _fumo _renderii diffici le alla pat~uglia l'esecuzione del suo com~1Lo, g1acch~ « gli avamposti e le puttuglie nemiche potranno << f~ctl_mente appta t~arsi'. lasciare avvicinare fino a buona po'rtata « d'. tiro I~ pattuglie di cavalleria, fulminarle con un fuoco ra« ~id~ e ;dr so'.·~res,a senza c_he ~ueste abbiano campo di orien« ~,,rs1.' d1 capu e d onde arm'a rf 'fuoco e senza che i rimasti « illesi, che poco o nulla avran veduto , possano recare ind ietro « oot1z1e mol to utili» (1). · · ·~ parte che ciò potrebbe pure avvenire, quand'anche l'esplor~z1on~ fosse fatta da pattuglie di fanteria, è indubitato che se s1 ve~1Gcasse quanto viene sopradescritlo, il còmpito della cavall~rta sarebbe reso non difficile, ma assolutamente impossibile. Pe~o quale sarà l' ufficiale od il sottuffic iale dabbene, chiamiamolo cosi, che si ~v_anzerà con tanta disinvoltura allo scoperto contro una data pos1z1one sol ch e abbia il più lontano sospetto che essa possa_ esser occupata dal nemico? Ricordiamoci che noi non inculchiamo mai abbastanza ai nostri esploratori che essi debbono v~dete s17nza /~tsi vedere, epperciò torno a ripeterlo, non dobbiamo a~tenerc1 a quello che, per le ragioni anzideue, si fa in tempo d1 pace, per credere che in analogo modo si opererà in guerra. ~n tali circostanze, come dice il von der Goltz (2) <e il cava« 1ere a_v~nzc1:à cercando natnralmente di utilizzare, per quanto « e. poss_1b1le, il terreno, girando attorno al tratto di bosco O· << vdfngg10 _sospetLo, defilandosi dietro casolari , appiednndo e sa· « !endo sui campanili, sui belvederi . ecc. » · D'altra parte an che con le nuo~e armi perfezionate non è detto c!1e og~i palla debba colpire, specie quando si tratti di un b_ersagl10 ~o blle, .::ome l'uomo a cavallo - e lo dimostreremo con risultato d1 fatto - ma per ora limitiamoci a far r il evare )'esa-

!

(i} Note sulle influenze della p olvere senza fumo nella tattica del •·p·ta pas. 9, f891. ' "" I UO

NONI,

(2) Maggìore

VON DER

GOL1'Z , - Pattuglie i11dipende11ti.

sCIIE•

1767

gerazione che, sol perchè non si scorge il fumo, non si debba comprendere da qual parte arriva il proiellile 1 Ciò potrebbe avvenire con persona ignara di un tal genere di servizio, che non sia abituata. a :;tudiare nella conìrgaraziooe del suolo, le posizioni che meglio si prestano a difesa od offesa e quando per ricono:;cere una posizione fosse as~olulamente necessario e con,venientP, attaccarla di fronte 1•.. Tanto varrebbe allora stabilire, per analogia, che le pattuglie, per riconoscere la forza di una colonna in marcia dovessero andare a. dnr di cozzo contro la sua testa, anzichè cori aggiramenti larghi , postarsi snl fianco della medesima I ! È evidente adunque che, allorquando una pattuglia si sarà necorta d'esser andata ad urtare contro una posizione nemica, la prima cosa che fadt sarà quella di retrocedere rapidamente per so ttrarsi ad ogni azione micidiale, e cercherà poscia di orientarsi per comprendere, magari con successivi tasteggiamenti, cruali possono essere le ali dell'occu,pazione - e per poco che il capo pattuglia sia intelligeole, non gli sara diffi cile il rar;:ene una idea esatta, sia osservando la carta di cui sarò. immanca bilmente provvisto, sia esaminando la natura del terreno che si para a lui dinnanzi. In rµolte circostanze poi la palluglia di r,avallerin potrà, non appena raggiunto celeremente un punto protet!ore del terreno, appiedare e strisciare avanti, per spaziare meglio col binoccolo da luogo più conveniente e facendosi, se occorre, appoggiare dal mos·chetto. In tutti i casi, come ben osserva il maggiore De Chaurand (•1) « se il terreno è scoperto, quanto minor tempo starà nei luoghi « battuti un cavali ere r ispetto a un fante!.. e se il terreno è fra« stagliàto quanto tempo minore impiegherà il primo a raggiun« gere la sommità donde la vista spazi , e quivi ad osservare all'io« torno , egli già naluraltnente so ll evalo da terra!. .. Senza trascu« rare la considerazione, superiore ad ogni altra, che una ri co« gnìzione si compie a r,o.vall o tanto più presto, più faci lmente e « più esattamente che non a piedi I. .. Chi non ha provalo questa (i} C. DE CIIAURAND. senza fumo, tStiO.

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Se debba alla caualle1·ia impo1·tarne della nuova potuere


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LA CA VAL!,ERIA NELLE . GUERRE FUTU

'fl . RE « dI erenza !? Si direbbe che l'essere . . . . « lo presenti piu sempl1'ce r ·1 a cavallo nsch,an _1J terreno .. · e 1ac1 e e renda I « compressiva I .. . Non vi è chela~an a mente ~1u auen ta e ~ che possa negare questo fatt I J canza assoluta di esperienza M o. ,. . a, torno a ripeterlo , alla cavalle.· . . facile lo scoprire le forze d Il: tla _riesce essenzi almen te . piu . . e avversario ao,,. d 1 1 fia nchi, perchè col concorso dell' . ti.i,uan o a arg<1··sn1 bi lire: la dislocazione delle ora a :a~ ta. po tra senz~ difficoltà statasi di un sistema di avamp;sti ~ !1~a:d1e : a~ella r,ser.va , se t_ratdella posizione e l'en tità delle f~r; p~o,,01 d.elle al,, la chiave figu razione del fronte, rronchè dal ~e~:all estens10ne e dalla conavrà potuto rilevare dal!' . entra mento delle truppe c·he osservazwne ·ul ro · d Il . . È adunque sotto questo p t d. . ::s vesc10 e a pos1z1one. . un o , vista che n . d bb ' z1almente sviluppare l'-istr . d . . o, o iamo essengraduati di trupp" , uzione e, noSt n ufficiali e dei nostri ", cosa c,ie purtroppo . . . h non mi _pare si faccia abbastanza, perché trovo il!og· ad esporsi sul fronte q and' ico cl e una pattaglrn voglia persistere . I . . , u o co prendere toro per le co rna, non riuscirà mai . ' ~.o.me suo d1rs1, il qualche entità perché ·i1 . a da, notiz ie complete o di • nemico non sar· · . da smascherare le propr1·e 1·0rze o Ie propr·a ·mai C0$I poco fu rbo · • poche patluO'lie sono cornpa I ie in 1enz1001 sol perché .Malgrado ~dunque l'aumerstela mo e~t~rlo a guisa di mosconi. n a a prec1s1one dell · , e l adozione della polve,·e s . f' · e arm, da fuoéo enza umo non p ò a· . 1 . t,mto aumentata la difficoltà d Il' l , . u ,r.s, e ie sui di bero far credere nè cli ·, e esp orazione quanto altri -voneb, e siano enormement . . . . e accresc1ut1 , pericoli del cavaliere tanto più quand . I . . ' o s, pensi che n egl, s, metteva in vista pe . ' eanc 1e pe1passato, . r nconoscere do ·1 · . piallato, nè questi colla polvere fu mi11e ve J uem,~o. si era ap . voleva sparargli contro I. o na, lo avve, t,va quando pe ò d' · Può dar·i :> r • rc~ rl già mentovato ,.00 d opuscolo sulle Pattuglie ;nd. d . er Goltz, nel suo . • iptn enti « che u , · « rnformazioni precise c::ul . ' . rgano a1 comando . .. - nem,co, perche ·enza q t . f . « z1on1 il portare l'artialie . . . . ::s . ues e ID orma· « ver.sario a mostrarst po:'1:~~ pos1z1o~e, a.1:nne di costringere l'av· <\ allora non r·estereb,be I ~ esser un impresa r ischiosa, ede ie 1mptwnare l'a a· « quale pensiero richiede una ·~le dl)e . . ~aSnguar ia. Eppure, "'' c1s1one . enza., · « rn allora la truppa ·san auin er bb . . contarn che o e e pe1 uno scopo secondario, hi-

DI F RONTE ALLE NUOVE ARMI DA FUOCO, ECC.

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« sogna aggiungere che molto faci lmente il combattimento dell'a-

« vanguardia toglierebbe al comando l'ulteriore li bertà delle sue « decisioni, perchè forse si vedrebbe costretto ad impegnare nuove « truppe per evitare un insuccesso, mentre spesso con tale com« battimento verrebbe poi a riconoscere che il punto debole dello « sch ieramento nemico trovasi sull'ala opposta senza avere la pos« sibilità,di mettere le proprie truppe in movi mento verso quell a « direzione ». Qui dunque, egli dice, manca una specialità di truppa, capace di sostituire la cavalleria nella precisa ricognizione delle forze nemiche giacchè le armi a lunga gittata e la polvere senza fumo rendono ad essa diffici le l'avvicinarsi frontalmente e soggiunge: « Una dell e nostre unità tattiche, difficilmente s'auagliereb be, « nelle sue presenti condizioni, a tale compito >.. « Soltanto' palluglie di fan teria operanti indipendentemente pos« sono in questo caso qualch~ cosa, se riassumeranno in loro « stesse la somma di Lutla l'intelligenza esistente nel rispettivo ri« parto e s~ per tale importante servizio · ftl rono accuratamente in<< struite ». . Egli patrocina pertanto l' instituzione di queste pattuglie di fan· teria, sulla di cui composizione ed istruzione ~· intrattiene lunga· mente, ma circa al loro impiego ecco in riassunto come egli si esprime : ' « Se si avessero pattuglie di fa nteria istruite ad agire in modo « indipendente sul terreno ( I) le si farebbero seguii·e im:,nediata« mente la no.~tra cavalle1·ia d'avanguardia e supposto che due di« visioni di forza eguale, entrambi marcianti in colonna l'uno « contro l'altra, si tocchino con le loro pattuglie di cavalleri a, le «pattugli e indipendenti avvicinandosi , entrereb baro in azione contro « la cavalleria nemica, ·che si vedrebbe obbligata a retrocedere, . « mentre le pattuglie di cavalleria, agendo su,i fianchi assodereb« bero intanto: 1° la forz a det nem,ico; 2• che la di lui a1Jang1iardia « ·si spiega; 3° che le triippe seg1'enti si sono fermate sulla strada « in colonna di ,narcia ». (l) In numero <li circa 3 per compagnia, ognuna delle qùalì costi tui ta da l eomaudant-0 ed 8 uomini; sicché pei reggimento fanteria di avanguardia si avrebbe un totale di ~4 fucili.


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LA CAVALLERT'A NELLE, GUERRE FUTURR

,

. ·~qesto pel caso di un c~mbattimento d'incontro, in cui, come vediamo spetta pur sempre alle paltuglie di Qavalleria aoendo sui fianchi, di riconoscere le forze e lè intenzioni del ne~ic; mentre quelle . di fanteria si limiterebbero a respinoere la cavalle;ia ed a 1'> f àr spiegare l'avanguardia avversaria. · , V.~diam~ adesso ~om~. ~'i ~sprime il maggiore von der ,Goltz, per I attacco d1 un nemico gia rn posizione. « A 1.000 .fino a 115~0 metri dalla posizione, le pnttuglie di ca· « valler1a sprnte avan,tr, sono arrestate dalle salve di stormi. 11 co·~ mand~~te _P~rsua~o che la. sola cavalleria non può procurare suf« ficen_t, mdrz1 ~ul_l avve'.·sar1~, percbè lo spesseggiare dei colp.i può « esse'. e ta~~o l e~etto d·, un_f~oc? ben nutrito, quanto lo sparo di « ~olt1 fucrl.1, decide allora d1 spmgere avanti le sue pattuglie in· <f d1pe.nde~t1. Queste paLtug!ie riempita la sacca da . pane di car« tucc10, s1 pongono cautamente in moto utilizzando dilioenternente « ogni· piega dal terreno; vanno, strisciano o corrono, 1'>ad uno ad « u~o.' da una ~opertura all'altra, sino a raggiungere una distanza. « d.1 tiro efficace da dove aprire 11 fuoco cqntro Lutti i bersagli che· ,.« s, p1:es~ntano. Sotto la ~rotezione di questa catena di pattuglie « ufficiai, dello stato maggiore e della cavalleria, con buone lenti « sa[endo su campanili, su alti alberi, riconoscono la posizione ne~ « mica; mentre svelte ed intelligenti pattitglie di cavalleria, gi« randa al la1·go ossen1ano dietro la posizione nemiea e rec;no « raprorti, dai quali il comàndanLé, aiuta'io da esperienza e divi-: « naz1on'e, spesso riuscirà a formar5j un concetto esatto 'dello schie« ramento dell'avversario». Dunque a~che. in questo caso, sarà essenzialmente dai rapporti delle pattuglie d1 cavfllleria, aggiranti al largo, che il comandante si _farà ~ma: giusta idea dello schieramento dell'avversario. CiÒnu1-· !ameno 10 non nascondo che apprezzo moltissimo la istituzione e fimpi~go di queste pattuglie indipendenti di fanteria, come sono sugge_rite dal von der Gollz e trovo anzi che sarebbe un orave sb'àgl'io, ~ mio c~ederé, se non vi si desse tutta l'impoi·tanz: che ~s~~ m_entano. D1~atti, è per lo meno erroneo, per non dire peggio, . 1.e:,1?e1 e, come sr fa allualmente, che pattuglie di cavalleriu avanz1~0 sott?, i~ fuoco di una posizione per riconoscere la fo rza <lei ne- , m1co. Cio e falsare la loro missione in guerra, è rovinare la foro

• DI FRONTE ALLE NUOVE AR~H DA FUOCO,

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ncc .

· istruzro'lle e sarebbe quindì importante che vì .si ponesse. ri ~aro, . onde non assistere allo spett~colo di vedere delle pat:u~l1e él1 cavalleria passeggiare, e magari star ferme, sulla fronte d1 unit truppa che fa fuoèo . . Dalla·èavalleria non si può pretendére l'impossib(le ~ se~on puo darlo, non bisogna perciò concludere che es_sa sr~ rnu~1le, ~he ina:nchi al suo scopo, quando essa possa ìmp1egar:;1 allr1ment1 .e con maggiore utìlita. Ben venute siàno adunq~e queste pattuglie· indipendenti di fanteria, se con la loro cooperazione potra~n~ completare il servizio dì quelle della cavalleria, .se ~otranno c1oe surrooarle là dove esse si , sacrificherebbero rnnlllmente. La cavallet~a I;ngì dall'esserne gelosa, le ::iccoglierà ben vol~ntieri al suo seauito aìacchè dalla loro fraterna unione, non potra che avvan· ~ taooi'arsene il servizio di· esplorazione e la loro forza ree i pro ca, tanto· più che i compiti delle une e delle altre saran~o nettamen t~ de.lineuti, cioè: alle patlLJglie di fanteria, l' esplora.zione frontal~, a: quelle di cavalleria l'esplorazione .sui_fìanc~1i ed a tergo, che rn oenerale sarà assai più proficua dr r1sullat1 e senza che le ur~e ~ossano invadere la missione delle a.llre·. Tutti. ri~onoscera~rno :'.fatti che realmt3nte mentre sarebbe un assurdo JlWHHe una pattu,)ra di cavalleria a far;,,i ammazzare avanzando sul fronte allo s_coperto; converranno del pari che sarebbe altreLLanto illogico inviarè .delle pattuglie di fanteria sui fianchi di una colonna ~da.tergo di un~ posizione nemica, sia pel tempo enorme che esse imp1egherebb~ro a compiere la foro missione, sia perchè quand'anche foss~ro mon · tate ·su velocipedi, non potrebbero che percorre,.·e le strade, sulle quali incontrerebbero certamente truppe ne1h1che .che le arre· stéi·ebbero e peggio. . . . .· Come si vede aùnnque, nè i velocipedi, nè le pattuglie indipendenti di fanteria potranno mai sostituirsi intiera~ente alle pattuglie .di cavalleria. . . . . Perciò che ha tratto poi ai telegrafi ed a1 telefoni, tutL1 compreuderanno, senza bisogno che io vi spen~a parole ~tt~rno, eh~ essi potranno esser ottimi mezzi per la rapida trasrrnss1.one delle notizie, ma che nulla ~·algono per la ricerca delle me~es'.m~ e ~he lo stesso ufficio potranno _semplicemente adempiere i p1cc1onr viaggiatori) p~r una truppa asiediata . '

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LA CAVALLERIA NELLE GUERRE FUTURE

Per l'investigazione vicina e per le missioni di sicurezza, potranno anche i cani prestare il loro ufficio, ma non già per le ri-cognizioni lontane. Così pure, il pallone frenato sarà di valido aiuto nel campo tallico, $pecie per l'osservazione delle posizioni nemiche e per sorprendere taluni movimenti e sposlamenti delle truppe avversarie; ma se si tien calcolo della v,astità.dei futuri teatri di b.attaglia e .soprattutto alle difficoltà dell'osservazione dall'alto, che fa si che •tutto si proietti oriziontalmente e si confonda·, si vede come da solo il pallon~ frenato non possa supplire allo scopo. A nulla poi vale nel campo strategico. Riassumendo,' è d'uopo adunque convenire che: il servizio di esplorazione, in tesi generale, spella sempre alla cavalleria. la quale è, o resterà anche per l'avvenire, il vm:o ùcchio dell'esercito e che tu tti gli altri mezzi finora escogitati saranno dei validissimi ausiliari per mandare ad effetto il suo còmpito, se la cavaller.ia saprà avvantaggiarsene, ma nulla più. Contendere ad essa il primo posto in questa sua missione, non potrà che farlo l'aereonautica, 1 uando ben inteso sia riuscita a risolvere il grave problema della dirigibilità degli aereostati. Per ora però siamo ben lungi dallo aver carpi10 agli uccelli il segreto del volo, perchè in queslo soltanto risiede la risoluzione della' dirigibilità dei palloni, quando · ,c ioè potremo con piccola cosa, qual'è la nutrizione, sviluppare le analoghe e potenti forze che gli uccelli ·mettono in moto per salire e fendere l'aria, forze che io ritengo ancora in parte ignorate dall'uomo, come pel pass,a!o lo fu l'elettricità, forze che pur si svolgono in noi, e che nessuna macchina, per quanto perfezionata, ' allo stato attuale delle èose, ,potrà mai lo.ntanarnenle avvicinare. Per farsene un'idea basta pensare all'enorme ,Javo-ro intellettuale ~ fisico, nonchè al quantitativo di calorico . che noi produciamo per mantenere il nostro corpo alla temperatura costante di 37-gradi circa colla piccola quantità di carbonico, rappresentata dai nostri eibi, mentre se il carbonio in essi racchiuso, fosse adoperato per riscaldare una delle più perfezionate macchi ne a vapore, non sa- · rebbe sufficiente a darci la mii ionesima parte del lavoro e del caJorico c-he noi sviluppiamo.

DI FRONTE ALLE NUOVE AR!'/ll DA fUOCO, ECC.

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lasciata ai I tard~ L d iriaibilità dec,[j aereostati' sarà adunque 1 a . e "per la· nostra " esplorazione . non po tremO' per lo svo "0 ers1 p~s::~ti e molti anni ancora, ~he fare sicuro assegnam~n.to sulla d Il . la quale anzichè venire menomata nel suo sernz10, dalle cava ena, n potrà che trarne aumento di efficacia. Effinuove scoperte, no _ , · , ido . 1 hanno difatti accresciuta: il nuovo mosch etto a .tll'O tap . ca~ia · \ragliatrice (di cui talune cavallerie tendono a rmforzars1), 0 ah~'.1 perf~zionamenti tecnici dell'artiglieria a cavallo; e que~La . . none e , ·n talune c1refficacia, potrà ancora accrescersi, sia _pe1. ~onco~~o, , , srn d1• fanteria legge1 a montata . d'pendent1 1 ' · , • ,• costanze, delle pattugI.,e 111 su velocipedi o su altro .escogitato mezzo d1 traspo1to, i,ome a,1emo occasiope di meglio vedere nel servizio di avanscoperta.

(Continua) Colonnello F. D'OiroNE comtindaitte il ·regyimenlo cavalleria Piacenza (18),


1;'Ud'PIEGO D~LLA FORTIFICAZIONE NELLA DIFESA DEGU STATI

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catena'.Nel primo caso, si ba la fortezza chiusa la quale, a parte l'estensione dell'area compresa dal perimetro esterno, é la costituzione di questo ·(sia il muro continuo di grande a\Lezza e di grossezza talvolta straordinariri, cbe recingeva le grandi piazze dell'antichità siano le Iinee sottil issim~ dello_Schumann e del Meyer), ra.ppre-senta la forma difensiva normale o classica di tutte le epoche storiche. Nel secondo, la fortificazione si limita ad organizzare un esteso sbarramento, 1,malinea cli ostacoli artificiali (in mancanza dei naturali ,. o a rincalzo di questi) nello scopo di coprire la r~gione retr.ostante.-

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' L'IMPIEGO DELLA FORTIFICAZIONE NELLA DIFESA DEGLI STATI

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** Carattere delle fortezze chiuse. - Innovazioni recenti di forma e cli ordinamento. _ GH odierni campi triocerati. - Presumibili condizioni di 11ucsti nei riguardi della difesa attiva. Idea caratteristica delle linee aperte. - Vantaggi che presentano - (Le fortezze csclusi1•amente militari). - Condizioni d'impiego. - (Le catene montuose). Termini di raffronto. - Le fortezze chiuse in relazion,3 allo scopo ultimo della fortificazione. ' Antico e recente impiego delle regioni fortillcate. - I gruppi di fortezze. - Le proposte del generale Brialmon t. - Le esigenze militari ecl economiche. - I termini di applicazione pratica. · Le cortine difensive~ - Loro scopo. - Differenza dal.le regioni fortificate. - Applica1.ione alla frontiera nord-est della. Francia.

Per la soluzione del problema della difesa non basta che siano definite le forme caratteristiche di una linea di resistenza e fissate le idee sull'organizzazione delle singole parti della medesima, in b1se ai criteri d'indole tecnica militare ed economica . . ' ' desunti dalle odierne condizioni della guerra d'assedio. Quando anche dalla lotta nel campo degli studi tecnici emergesse il .trionfo di una scuola e conseguentemente si affermasse la convenienza di adottare, nella cosliluzione di una .linea di resistenza, uno, o un altro dei sistemi proposti nell'ultimo decennio, resterebbe sempre da risolversi la questione relativa rill' impianto generale di un afforzamento. La linea di resistenza, comunque costituita coi mezzi di cui dispone l'odierna fortificazione, può prendere una forma convessa -e chiusa sopra se stessa, ovvero spiegarsi seco_nda una linea aperta, o .

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li concetto organico della fortezza chiusa è, in fondo, il concetto della difesa passiva, della creazione di una località immune dalle offese di un avversario superiore d1 forze, ma abbandonata all'eve~t~alità dell'aggiramento o del blocco, qualora non interven. gano in tempo soccorsi dall'esterno. Il concetto della difesa atti·ua, propugnato e seguito saltuariamente in tutte le epoche, ma affer~ matosi ora come l'unico mezzo onde evitare le gigantesche catastr0fi ·delle qnali è ricca li\. storia degli assedi, ba tentato d'inoculare nelle forme e nell'ordinamento della fortezza chiusa i caratteri vitali della resistenza attiva, della felice riscossa per opera del presidio:ivi ricoverato, e di sottrarla così alla morte _strategica alla, quale si ritiene inevitabilmente votata una pinzza che pµò essere investita e privata di comunicaiioni coll'esterno. A rendere possibile siffatto tentativo di trasformazione del concetto organico delle fort~zze chiuse, concorsero, e la grande mole degli eserciti 0-dierni, b~se delle operazioni attive, ed i gigan~esclù progressi delÌa fortificazione tecnica, i quali· consentono l'organizzazione di linee.di re~istenza di larghissimo sviluppo, da eguagli are, se non da , superare, l'estensione dei recinti cli talune grandi piazze d_ell'an~ \ichità, con impiego relativamente minimo di · materiali e d1 forze t(1 ), (1') Ffa le ;più grandi piazze dell'antichità, devono essere ricorclato: Ninive le cui mlll)a avevano lo sviluppo di 86 chilometri: Cartagine, le cui mura lo ~ve_vano rii 66: ~abilonia, n.cui perimetro difensivo racchiudeva un'area cli quasi !00 m1glta quadrate


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L'IMPIEGO DELLA FORTIFICAZIONE

NELLA DIFES A DEGLI STATI

Dall'accennata evoluzione d'idee ha avuto origine il canipo trincemto moderno, costituito,. in modo permanente, da un nucleo centrale di resistenza (la cinta di sicu1·ezza) e dà una linea esterna (linea di cintiira), da organizzarsi secondo uno, o un altro, dei sistemi di fortificazione, che tuttora si contendono il primato nelle scuole e sul terreno. Assegnando un largo sviluppo al circuito della linea esterna, si è tentato di renderne difficile il blocco complet0, anche per parte dei grandi eserciti moderni, e colle riso1~se di cui dispone ' l'odierna arte difensiva, si ritenne possibile garantire la sicurezza delle comunicazioni della piazza colle retrostanti regioni affine di rendere improbabile l'isolamento della piazza stessa. · Gli accerchiam~nti di Parigi e di Metz dissiparono parecchie illusioni (1) e posero in evidenza che i campi trincerati del diametro di 20 chilometri possonc, essere investili dai grandi eserciti odierni colla ste~sa facilità colla quale le piazze del diametro di un chilometro venivano bloccate dai piccoli eserciti del secolo scorso, coll'aggravante, per i primi, cbe, mentre a piccoli presidi racchiusi dentro piccol e piazze è talvolta aperta la via della liberazione, anche se circo.ndati da forz_e spropor;ionatamente maggiori, ad un'armata, che siasi lasciata bloccare dietro

la ]i.nea di cintura di un campo trincerato, sembra non possa essere riservata altra sorte che la resa ( 11). Ed invero (prescindendo dall''intervento di armate di soccorso), ad un esercito, rinchiuso dentro un canipo trinceralo n,on rimar·rebbe, per soltrarsi all'accennata catastrofe, altro partito se non di aprirsi un varco attraverso le linee d'investimento, ovvero di conseguire parziali successi sull'assalitore, in modo da costrin~ gerlo a levare l'assedio. Ma un'armata, tagliata dalla sua base d'operazione, e rigettata dietro la linea cli cintura di un campo trincerato, non potrebbe staccarsi .da questa nuova base senza ·andare incontro ad una ca.lastrofe in aperta campagna (2) e molto meno_, nelle condizioni di' inferiorità numerica e moral e, che ~ l'hanno obbligata a sottrarsi dal contatto del!'avver5ario ed a cercare protezione dietro la linea di cintura di una piazza, .sarebbe iD grado di attaccare le posizioni su cui- l'assalitore non avrà mancato di afforzarsi col sussidio dell'arte. · I sostenitori dei campi trincerati hanno cercato di togliere valore alle qbbiezioni sollevate contro il loro impiego, dimosLrando che i giganteschi disastri, a cui diedero luogo, devono attribuirsi all'imperizia dei còmandanti degli eserciti , i quali, trovato per

(presso à. po<5o <I?intupla di Londra attuale) - (Verli le Lezioni di f ortificazione permanente del capitano M. BonGATTJ). - Se si tiene presento cho le mura di Ninive erano alte met1:i 31,40 e grosse meiri 9,r..o, che quelle di Cartagine ave1•ano l'altezza cJi me1;1 !~,. e quelle ~i Babilonia erano g~osse quasi metri. 22, è facile convincersi come 1 entita, che talvolta c1 sorprende, de, mezzi che si richiedono per la costruzione delle gràndi f~rtezze odierne, risulti semp re immensamente inferiore all'ingente quantità di mater1al1 e dt forze poste in opera neJie suindicate piazze dell'antichità. ·, (!) J.i'e(lerico Il soleva dire che , un campo trincerato è come una camicia • e non era necessario. attendere l'esperienza de1la guerra del t870 per confermare que~ta ver1ta. li fatto dt addensare grosse armate dentro il perimetro ' di piazze relativamente ris trette non costituisce un errore strategico o poliorcet.ico, ma semplicemeute un assurdo. Se nel -1870 le fortificazioni di Metz a1•essero formato 3 campi trincerati, estesi a nord fino a Ladonchamp, all 'est fino a Colombey, al sud fino a Marly, e se la difesa della piazza fosse stata portata, come a Belfort, sulla linea avaniat.1, i tedeschi avrebbero dovuto allontanare le loro linee di blocco da 2000 a 4000 metri ed immobilizzare più di 300,000 uomiai. L'errore principale di Bazaine fll di non aver~ compreso che la sua armata era fuori di proporzione colla fortezza nella quale andava a rinch iuderla. Quanto .a Parigi (piazza in condizioni eccezionali) l'armata della difesa, al principio doll'assed10, era costituita da due soli corpi. Soltanto in seguito non avrebbe dovuto ricevere che c_on tingenti e ICl'e in rapporto col perimetro della piazza.

(!) Il von der Goltz ricorda, :i questo riguardo, la liberazione operata, per virtù propria, del presidio di lltènin sotto il genemle v. Hammcrstein, descriLta chiaramentedallo Scharnhorst. li suddetto presidio, di i800 uomini, riusd a passare in mezzo a 20,000 asseàianti. Circa l'influenza che esereita la forza CÌell'armata assecliala sulla possibilità di rompere,il blocco, il colon~ello Diurne (Strategia) osserva che, mentre 200,000 todes~hi ' rtescirono a chiudere dentro Met.z l.50,000 francesi; forse 25,000 francesi sarebbero riesciti ad attraversare la linea <l'investimento guardata da 75,000 tedeschi, e 20,000 Lodeschi diflìcilmente avrebbero impedito a 5,000 francesi (li escire (la ìlletz. , (2) Il genér-<1le Brialmont (Les r tJgions forti(iées) si domand;l ciò che sarebbe_av-venuto dell'esercito di Bazaine se, rotto il blocco sul lìnire di agosto, fosse . esç1to da Metz, o per congiun_gersi coll'esP.rcito cli Mac-~fahon, o per ripiegare sn Parigi. I tede: scbi l'avrebbero seguito, e potendo rare assegnamen to sulla superior!tà numerica, ?J organizzazione e di comando, e snl vantaggio, che otrre un sistema dt marce ~ssa1p1u ' rapido ed ordinato, l'avrellllero indubbiamente battuto e lagliato da Parigi. Parimentì, secondo Io stesso scrittore, se Osman Pascià avesse lasciato Plevna, fa sua armata, non essendo in ·condizioni di lottare con successo in aperta campagna. ' 'contro· le forze russe che ave1·a di fronte, sarebbe stata inseguita e battuta, e non· 'avrebbe potuto ottenere i vantaggi che la prolungata resistenza dell'aeccnnata piazza ' apportò ai turchi nella guerra del ·1877-78. . . · D''a!tra parte la grande difficoltà, o piuttosto, l'impossibilità. di sfonctare·una linea d'investi1:oento, è stata chiaramente posta io rilievù .dal grande stato -maggiore tedesco nella Relazione della ,campaaiia del 187.0-11.


1778

L'IMPIEGO DEL.LA FORTIFICAZIONE

questi un temporane·o appoggio dietro la linea di cintura dei forti ,di una piazza, non seppero poi ' distaccarsene a tempo (,J). L'importantissima questione venne studiata a , fondo e sotto tutti gli aspetti nell'ul timo venteQnio, ed i numero:;i scritti, ai quali diede luogo, costituiscono un vero ramo dell'odierna letteratura militare. Dal loro esame ·si ri leva come la questfone sia stata sovente trattaia in modo poco oggettivo : circostanza spiegabilissima, se si tiene presente che molti scrissero, e scrivono, sull'argomentò , sotto l'impressione, tut t'ora viva , dei giganteschi disastri sopra indica ti (2j. Il problema è certamente multiforme, nè s~mbra possibi le di giun~ere a c,onclusioni assolute,• in base all'esame dei fa Lti di guerra. che vengono generalmente assùnti, come termini di raffronto. Si deve ammettere che talvolta sarà più utile per la difesa che le truppe ricoverate in un campo trincerato (perdurando le condizioni d'inferi orità, che le costrinsen, ad abbandonare l'aperta carripagna) rimangano ivi bloccate, anzichè ne sia favorita l' escita, la quale la condurrebbe inevitabilmente ad un completo disastro (3). Devesi altresì tenere presente che lo scopo ultimo della difesa, che è di guadagnare tempo, può essere conseguito, protraendo l.r, resistenza di una fortezza chiusa; ma non si possono disconoscere i gravi pericoli che, nei riguardi della difesa attiva, presenteranno, anche per l'avvenire le preindicate fortezze. I 1

(i) • Que ces places puissent ca.user la per te. des armées, Jorsque des généraux incapables s'y la.issent enfermer, sans espoir d'etre secourus, et quand il Jeur est encore Jlossible de contìnuer la retraite et d'opérer su r un autre théatre,'nul ne conteste; mais de pareils généraux peuvent aussi perdre !es arméc_s en rase campagne, mème plus vite et plus honteusement >. -BRIALMONT. - Le àefense àes Btat et la fortìflcatìon à la fin du x1x siècte. 12) .e To ute armée, que so fait bloquer, est condamné il. finir misérablement. C'est • fatai. Une fois entrée dans l'espace annulaire qui se dèveloppe entre le no)'an cen« trai et le cinture des .forts, elle n'en sortira plus! . . . Professer un autre cloctrine • c'cst professer un erreur. ~ Nous a.vons, nous Fran\~ais, payé chor l'emploi de ceti~ fune.ste expression do • canip r etranché, la c1uelle implique fallacieusement une idée de sécureté passagére. • li faut la bannir à jamais du langage; il Caut la rayer de notre vocabulairo a fln • quo nulle ph,ce forte ne puisse plus exercer son pouvoir cl'aspiration sur de; corps • de troupes qua la sort des armes a pu trahir •. - Lieutenant colone! HEN!'<EB!i:l\T, - Forti{ication, Paris !895). , (3) Vedi la nota a pagina l.777.

• • • •

NELLA DIFESA DEGLI STATl

1779

Nè varrebbe a risolvere t'~:~~revoline~te la quP,stione, sotto questo aspetto, il partito di svi luppare sempre più la li:-e~ di ci'ntura di nn campo trincerato in modo da renderne assai difficile, se non impossibiìe, l'investi mento, anche ad eserciti numerosissimi . Qualche cosa di simile è stato cli recent~ attuato nelle nuove fortificazioni di Parigi (11). Non deve infatti esclu-. dèrsi la possibilità dell'investimento di tali fortezze gigantl:}sche (2), te quali d'_altra parte richiedono enormi somme pel loro impianto

. (I) Effettivamente le fortilicaziooi di Parigi, .anziché da una 1>ia1.za unica, sono costituite da un gruppo di campi trincerati a eonsìderevoli distan1.e dal nucleo abitato, · in posizioni designate (la. ostacoli naturali, giusta i criteri attualmente prev,tlcnt1 delle regionì fortificate. E può considerarsi t'.ome una vera. regione_ fortificata quella '.'ella. quale sorgono i t re ram rii trincerat.i parzi~li: del Nord, che (!i fende _il settorn limita to dall' Oise e dal canale dell' Ou rcq; dell'Est, che co,mprende lo spazio racchiuso tra 11 detto canale e Ja Senna; nel suc1-0,•estj il più vasto, che ,1bbra.ccia tutt~ 11 L_erreno còmpreso tea i due tronehi clella Senna, l'uno a monte, l'altro a ~alle d1 ~arig1. L.a superficie comple~siva della regione è di 20 miglia .Quadrate. Il perimetro ct1 H7 chilometri. d' Quando la. foresta ili Saint.-Germain sarà dif11sa e formerà. un quarto gruppo 1 forti, il !Jeri•oetro clella. piazz,t di Parigi risulterà di 150 chilometri. . . (:!) Circa la possibilità dell' investimentv di Parigi, occorrono le seguenti cons1de1 razio'n( . . J.' investimento della piazza ;1.ttuale richieclerebbe l'occupazione d i una lmea dello ssiluppo di . t60 chilometri, vale a dire pressoché doppia di qnella_occup~ta nell'assedio del i S70-7i (83 chilometri). Pel blocco completo (supponendo la piazza difesa da.200,000 uomini), in luogo clei ; corpi di armat,1. che man_tennero !' investime~to n~I l.870, occorrerebbero 1.7 secondo i francesi; i2 secondo I tedesctn (da 3!0 a ·•O? mila,uomrn~, secondo che si calcolano da 2 a 2 ½ uomini per metro corrente della hnea d mvest1: mento). DI qui si potrebbe di già conchiL1dere sulla possibilità deil' investimento d1 · Parl"i avuto riguardo :l"!i effettivi considerevoli degl i esr. rc1ri odierni. Ma'' come 0ssV•rv'a< il ;enera.le Villenoisv~ ' se il blocco deve em,rc assai stretto, per I:, ' • • ' iml)édire· l'arrivo cli tutti i convogli, nel caso ,ti una piccola piazza, v1 s1 po tra .'nvece rinunziare, quando si t ratti cli ljiazze ,1i vastissimo circuito e m~lto popolate. Baster~, in (tUllStO caso, intercettare i principali COllVOgJi di VÌVCl'i, CIO Che potrn ottene~>!, occupando· con corpi di truppa, i princi1>ali accessi, ed affidando alla ca vallena-, coadm. vata cli reparti del genio, la distruzione delle comunicazioni. Ii generale Brialmont è d'avviso che per ridurre Parigi colla fame basterebbe disporre quattro eserciti d'osservazione, costituiti da. 2 a 3 corpi d'armata; nelle quattro 1 direzioni le . pìu favorevoli pc! vettovagliamento. Questi e~er~iti, c_he _oc?uperebbero _posizioni' fortificate, sarebbero collegati da posti di cavalleria, incar1ca.t1 di :Hrestare '. convogli di viveri segnalati dalla cavalleria esplorante. Se i convogli fosser? scorta.li da truppe, la fan~eria e l'artiglieria del campo più prossimo sarebb_ern cl:iamat: a.d attaccarle. Non si riescirebbe certamente ad arrestare tutti I convogl~ di 'et.tova,..he, tna; quel.li che giungerebbero a destina1.ione, non sarebbero suiUcen_t1 ad altmentare per un giorno neppure la decima parte del presidio e della popolazione. Basta tener~ Presente ch·e per nutrire giornalmente un milione di persone occorrono !.000 capi di bestiame, 2000 quintali di cernali, legumi, ecc..

ne

H5 - ANNO

Xl.I.


' 1780

L'l~!PIEGO DEL!,~ FOR·rIFICAZIONE

ed ingenti presidi pe1: la loro .difesa; ed, ancor.a meno, è d1t bandirsi la, probabilità che le comunicazioni, indispensabili per protrarre la resistenza, vengano frequentemente interceuate e rotre 'dalle scorrerie dell'invasore, qunlora ostacoli naturali non gl! impediscano di girare la 'piazza da· quel lato che più opportunamente può servire flllo scopo. Importa inoltre sia tenuto presente che l'aumento indefinito del raggio di cintura di una piazza condurrebbe al risultato (immobilizzate una quantità di forze delht. difesa sempre crescente in rapporto alle truppe che devono auardarle. Si consicleri, ad esempio, un campò trincerato costituito da una cintura di opere a 6 o 7 ehilometri· dal nucleo . . La linea di blocco, do.vendo trovarsi da 6 a 7 chilometri dal cannone dei forti, lé circonferenr,e o~cupate dalla difesa e dall'attac,~o sono nel rapporto 'di .nno a due, e, supponendo, a parità di altre circostanze, che la densitrì della linea sia la stessa per i due avversari, occorrerà \...... a,ll'assalitore per immobilizzare le forze vive racchiuse nella piazza una forza doppia. Se ven isse frattanto a raddoppiarsi il racraio èH> di · cintura (da 7 a ,( 4- chilometri), poichè la lìnea di' blocco sorgerà invariabilmente a 7 chilometri dai forti, i perimetri rispel_tiv:amente occupati dalla difesa e dall'attacco, e per ciò le forze occorrenti per .le occupazioni, starebbero nel rapporto di dite a tre. La proporzione tra le forze immobilizzate dalla difesa e dall'attacco seguiterebbe a variare in cau.sa dell'aumento delle prime col crescere d el raggio di cintura della piazza. •

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J(.

** Di fronte al le incertezze sulla convenienza del(' impiego delle fortezze chiuse, è sorto, e si è sviluppato nell'ultimo venten,nio, il concetto della linea aperta di resistenza, della catena di (cwtifica.zione~ fo ggiata a guisa di estesissimo sbarramento. colle ali appoggiate ad ostacoli naturali. Condannato l'impiego deÌle for . tezze chiuse, che si ritenne imposs ibile vivificare nei riguardi della difesa attiva coll'ampliamento incessante del loro perimetro, ed ammessa l'opportunità di aprire da tergo le· grandi piazze, riducendole a semplici posizio,ii, si pervenne all'.idea delle ca6enr;

NELLA DIFESA DEGLI STA'l'~

1781

delle linee aperte; idea fondamentale, che non trova riscontro nel!a storia dell'impiego della fortificazione ('I). I vantaa•>i che presentano le linee aperte sono evidenti. Senza un eccessivo sviluppo di opere ed all'impiego cli ricorrere troppi numerosi presidì, si può, con quelle, costringere l' assalitore ad arrestarsi, come se si trovasse di fronte ad una grande piazza, costituita da una linea di ~intura e ~a. una cin_ta ret:o~ stante. Quando gli ostacoli naturali , che cost1tu1scono gli appo.,,g1 d'ala siano insuperabili, l' immunità dal blocco e la sicurezza delle' comnnicazion i possono ritenersi garantite da una linea fortific;ta · di limitato sviluppo, e le condizioni tutte per una difesa attiva e. prolungata vengono ad essere soddisfatte. ~'altra part~ ali inconvenienti inseparabili dalla resistenza Qrgamzzata su d1 ~na fronte troppo estesa, ed i pericoli conseguenti dall'eventuale perdita · di un punto della linea, risulteranno naturalrµente attemiati, quando le truppe si trovino .in stretto contatto colle _op~r~ che devono difendere, in modo che la linea da quelle cost1tu1ta; indipendentemente dalla loro natura e dal sistema d'afforzamento adoqato-, presenti quasi gli stessi caratteri della fronte d'alt~lC~~ di una vastissima piazza; nè l'a.ssalitore potrà .ricavare sens1b1h vantaggi da un parziale successo, ottenuto so di un punto della lìnea, quando le comunicazioni, tra i diversi tratti siano state, come Io ~ichiede il carattere atlivo della difesa, organizzale opportunamente, per agevolare Io spostamento rapido delle riserve, che potranno essere avviate ' in tempo sul punto minac.ciato. I potenti mezzi sus~idi,,ri che la tecnica progredita è in grado di forni re alla'. fortificazione (comunicazioni telegra{ìche e telefo. 0

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{I.) IL concetto delle linee apel'ie, odiernamente propugnato, non potreb_be. rinvc~iirsi nelle lunghissime distcs~ rti mura, er11tte, nell'antichità, per sbarrare ~ratl1 di frontiera. Ad esempio: il 1nm·o di Ad·l 'iano (Val\um A<lriani) che separava I Inglulterra dalla Scozia, lungo I.O chilometri, largo da 6 :i W piedi, alLo da 12 ~ ·15, rafforzato da ~n fosso largo 36 piedi e da ~00 torri di guardia; il mw·o di T1'tuan~ nena.. Dobru:Cia, lungo 60 chilometri; 1,1 grande muraglia della China, che·200 au~1 dopo. 1 e.r a vol.,are avev.a raggiunto 24.00 chilometri, e nel secolo vn, 3000 chilometri ; cost1tmta da du_e muri paralleli, a scarpata verso la 'fattaria, alti 20 piedi circa, rinfor~l\ta da 24,000 torn, alte da ~ a 50 piedi. Queste colossali costruzioni ei:ano intatti destmate, come .lo mauife.sta la loro disposizione, a scopo esclusivamento passivo, cioè a sbarramento materiale d1 una regio no o <li uno Stato.

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1782

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L DIP!EGO DELLA FORTI FICAZIONE

~iche, seg.nalazioni ottiche, areostati, ecc .), porranno le truppe manovranti sollo la protezione di una linea aperta nelle piLt fa vorevoli condizioni di resistenza, quando anche siano notevol mente inferiori di numero a quelle dell'assai iLore. In fi ne la fort ificnione in linea aperta, sorgendo generalmente lontaM dai grandi centri di popolazione, possiede i caratteri delle piazze e11clusivamente rnililari, la cui convenienza. sollo molti aspelli, è un iversai mente ricono.5ciuta (•I). , . Con.dizione indispensabil e per l'organizzazio~e delle li nee aperte . d1 resistenza o delle cntene fortificate è di tro,·are posizioni ada tte allo scopo, nei rigu,1rdi strategici e tattici . fl massimo vantaggio verra conseguito ni>lle regioni ricche di comunicazioni e di ostacoli naturali, <love la fortificazione non fa che aumen tarH iI valore delle posizioni, alte già per loro stesse a servit'e di barriera contro le invasioni . Ad esempio, nelle catene montuose, la linea di resistenza sarà costituita d,a ostacoli naturnli l!tilizzuti a difesa e perfezionati dall'arte, e qua nto più è crrand; il val ore dei primi, tanto meno si manifesLa necessario t intervento della fo rtificazione, <lena quale si potrà qu:isi fare a meno, qua_ndo si traLti .di una catena montuo:;a, generalmente impraticabil e e s?lcata da pochi valichi naturali a larghi intervalli. In questo caso, i! r.oncello della forti(icazion e in linea aperta si esplica, anzichè colla cost.ituzion e di opere artifici~li, con quella che si può chiamare la difesa peri{e1·ica di una frontiera monl~os.a, . va!e ~ di1:e ~olla resistenza organizzata mediante l'impiego di lim1tat1 riparti dt truppe mobili , posti a guardia dei pochi tratti accessibili della cresta di con fin e, foig iata, per naturale confi gurnzione, a guisa di un esteso e conlinuo sbarramento (2). (t ? Ol_tro alle minori preoccupazioni per le conseguenze di un bombardamento, che eseratera poca presa su piazze sprovviste quasi di fahbricati, quali sono Je militari. si h~ i~ queste il massimo vantaggio dell'assenza della popolazione ci\;le, la quale costitu1sco. generahocnte, un elemento di debolezza por la piazza ed una causa di de~oralizzazione poi presidio (Vedi a questo riguardo : Alemoire su,· la diJfense de Pai·ì~ d• VtOLLBT· LE·Duc; Le: régio11s fortifiées, del generai BRIALllONT). ' . (2) Ad ~sempio se Io sviluppo pra ticabile di una cresta di connne di 20 chilometri ù'. cst~nsione misura complessivamente soltanto qualche centinaio di metri, la forza <hrensiva, accumulat:i. su questi piccoli tratti accessibili, risulterà considerevolissima qua~d? anche, per la dile.sa \lell'intiera cresta, non si disponga che di nn micrliaio di uomm1, "

N ELLA DIFESA DEGLl STAT I

1783

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** Dalle precedenti indieaz ioni possono ri cavarsi elementi suliìcienti per stabilire i termini di raffronto tra le i'ortezze chiuse e Je linee aperte e per determinare. secondo i casi, la convenienza d'impiego delle· une o delle altre. Le linee aperte risultano opportunissime, quando si tratti di organiz~are un nppoggio alla difesa attiva, tendente a coprire una determinata regione, o ad impedire i movimenti di un esercito invasore secondo direttrici strategicamente importanti ( I). Ma, nel la maggior parte dei casi , non convei'rà rinunciare al tipo delle fo rtezze ch iuse, sia per lo scopo immediato che si cerca di raggiungere col loro impianto (la consèrvazione di un punto strategicamente imporLante), sia per la configurazione della regione . Questo partito hanno adottato : la Germania nell'assieurare i passagg i sulla Mosella, sul Reno e l'Elba come sull'Oder e sulla Vislola: il .Belgio per conseguire ' . intento sulla Mosa: la Francia nel fortificare Parigi : lo slesso i singoli Stati d'Eu ropa nell'afforzare le c,ipitali , ed i centri d'. grande importanza strategica o commerciale, pei quali ragion, mil itari, politiche ed .economiche reclamano lo scopo passivo della conserrazionc. D'al.tra parte, anche ammesso che non ri esca impossibi le a1 grossi eserciti odiernì d'investire completamente o di bloccare una grande fortezza chiusa, non ne consegue che la sua resi5tenza, per quanto temporanea, non debba riuscire ut.ile alln di fesa di uno Stato sopraffatto, per sfavorevoli eventi di guerra, dalle forze dell'invasore. Una p,iazza potrà rendere al parti to della difesa considerevoli vantaggi. qun ndo anche si rapgiung:i soltanto lo scopo, vero e pralico ùi tinalsia~ i sistema d'aCTu rzarncnto , che è di g1ia-

(i) A tali condizioni sodct' isfa la linea cJc1 . Sereth tra il Dt1nubio ed i Carpazi, il eui concetto strategico e di sbarrare il terrilorio più probabilmente esposi.O ad ima invasione fronte cont.-o · In Rtissia . L'atforzamento artiliciale ha converllto in barriera str<&lcgica la linea del Sereth inferiore, dallo sbocco riel nu me do.Ile montagne -a Fockschani e :1-larawechli fino alla sua conll uenza nel Dan11 ))io prosso Galatz. Questa line., è siLuata a ! 60 chil~metri circa ari est della capitale, ed ha lo sviluppo complessivo di 70 chilometri. ·


1784

dagnare tempo

r.'rnPIEGO DE LLA FORT1F1CAZ10riE N F.LLA DIFESA DEGLI STA TI

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lezza I . , ; e a e scopo potrà essere conseguito da una for c 11usa, se le opere della li nea esterna, aue a resis tere ai l~~tativi ~i bombardamento ed agli altri metod i d'attacco speditivi : costrrngerann o l' assa1·t · . i ore a ricorrere ai len ti proced· . . dell assedio r " 1 , 1ment1 car . . e,,~.ar~, e :;e, nel caso che questo si limiti a bloce la piazza , d giorno della resa pe1· d,·relto d' . . . '' 1 v1ven sara s~ato f':otr~uo, per quanto è possibile, con quelle iù o ~rtune pp. . d1spos1z1oq1, che il governatore di una iazza b p di prendere {-I) . P '' a sempre {acolia

Qua~do .più li nee aperte di resistenza costitui te . d . ,. da ostacoli natural , s1 combinan . o m. guisa a c1rcoscn v<>re nel I01.o .in terno, estese ·' a· · . . . . . , e:"10111, un eserc,lo i.VI n coveraLo possiede la massi lr berla d1 manovra eù è in orado d' . fi . . . . . ma L o,;· d Il ù't· n , appr o Ua1e di tutti , vana.,,,, e a i esa attiva, potendo colle ri·erve .. . . . " , concentrate m uno 0 pi, ~ punL1 rn tern1 , accorrere a sosteano dei Lt·att·1 d' 1· . 0 nacciat1. 1 mea miV

,

Delle regioni natu ralmeute fo ni seppero i g1·and· d . . di tutto le epoche avvalersi per tener fro nte l , cf?n ott,er'. · d" , topo s a vorevoh eventi . i guerra, a l'orze preponderanLi (2) . I vanta11ll'; I sono ritrarsi da ,. . . n~· e 18 posnell'interno o un h'_uppo d, ~orlezze, opportunamente di sposte . '. sul perunetro, d1 una regi,me circoscrittn da otenti ostacoli naturali sono stati mes . . ·1· p ' ' ~ s, ,n r, revo da una schiera ·

(iJ La piazza cli Melz rese, souo questo ri . . . ncndo per piu rJ i due mesi la I e la Il arma!uardo_ un mcontc~tab1le servizio, tratt(lreso, se, con saggie misure di previdenza (che /~e,ca, ~d ass.1'.. maggiori llC avrebbe . • fì generale Coffl niijres, go vernatore della piana trascuro <lì pren,1ernJ i viveri 11e mo al "8 Oltob ·e r~· · cui vennero· ' rali giusta • anz,cla a maucareJ, fosscr" stati assicu ... •. . 1 0 10 rno m de Riviéro (autore de l r·1p porto •u1'1·,·st . poss1b1l1ta d1mostrdla dal generale Sere· . ' ·· ., · ruz,one rJeJ processo d'1 a · d1 gennaio. Il prc1letto generale espresse inol , . · a~ame), Ono ai primi t~are, anche soltanto di un mese, la resa della ~~: l av~iso cl1e so si fosse potuto rita1-.. 1armata del sud sotto rl' Aurelles de r l rJI I zza, l armata del nord sotto Faldherbe bero costretto i ledeschi ad abbandon:roa ,,ne adi l'.armata rl~l!'est sotto Bourbak.i, avreb~ • . ("') o I d. . asse o rii Par1"1 . . • opo a 1struz1onu ,Jell'esercito rl' i\~ I " z(o11i .che occupava ~ull'Ofanl.o, ritiratosi ~1~~,ruba 1o sul Mctauro, Anni bale, dalle posig1og:ue di quella regione. resistere rlurante a penisola _calabrese, pot~, tra le aspre tru ppe romane, prevafen tì per nm~oro e pelqu~t~r_o .anm (anni .di Rorn a 545-549) alle . p ie,tig10 della recente viUoria.

1785

d'·illustri scrittori militari (·I ), e dei van taggi ~Lessi fanno ampia testimonianza i ricord i, tuttora recen ti, della difos a del quadrilatero italiano e di quello bulgaro (2). Di fronte alla conosciuta poss ibilità dell' inveslimento di un a piazza isolata, per quanto di esteso perimetro, ed alla diJìicollil. che spesso s'incontra nell'ordinamento dell e li nee aperte di resistenza, il generale Bri almoot, gi~t stren uo propugnatore della teoria dei campi tri ncerati, che sembrò ardi tissi ma, quando fu da lui integra:menle appl ica ta, per la prim.a vol ta, nell'alTorzamenlo di A.nrersa (3), venne condotto ad assorgere a forme difensive ancora più vaste e complesse (il gruppo di .pia zze ordinate :i campo trincerato), nelle quali i giganteschi progressi , rnggiun ti dall a fo rtificazione tecnica dell'ul timo ventennio, si associano al concett o storico delle regioni fortificate. 11 nuovo ordinamento, proposto dal irenerale Brialmonl (4) , è costituito da (!) Delle proprietà ,Jclle regioni rortificate trat tò pel primo, nel t8l.6, il generale de Maureillan {in una memoria manoscritta): in seguito ne trattaron o Jomini, Clausevitz, Paixhans, Willisen , Blanc, von Geldern, Oelacr, Lnigi e Carlo Mei.zacapo, il gonerale Araldi, il colonnello von Der Goltz, il generale Sero: de Rlviére. (2) Quando anche l'invasore riPsca a pcnet,rare di viva rorza nell' in tern o di una regione forliflcata, l'armata di difesa, appo6giata a<l una •lelle piazze, po rri, batterlo, mentre s'inùebollsce nell'osservazione dello altre. Se poi l'invasore avama a gruppi separatì, può preseniarsi l'occasione di una lotta vantagt,!losa co ntro un o di essi, r-o me av,•eooe nel !866 a Cusloza. Le proprie tà nel quaclrilatcro bulgaro, costituito dalle pi~ zze di Silistria, Ro ustschouk, Schouml a e Varna, furono poste in rilievo dallo .fomini. Nella ca mpa/m:\ del ( 877-78, costituendo una posizione di Oanco alla linea d'invasione (lei 1·ussi, permise ai tnrchi di creare il campo tri ncerato d i Plewna e di arrestare [lo r circa sei mesi (clal luglio al dicembre), con forze inferiori, l'esercito russo. • (3) Quaudo nel {858, dovendosi procedere all 'i ngrandimento generale della piazza d'Anversa, vennero presentati clue progetti, uno doi quali, studiato dal Brinlmont, ,illora (apitano del genio, rarngurava una piazza a campo trincerato, un commiss., rio del Re disse, a propo8ito di quest! ultimo progetto, alla Camera ·dei rappresentanti che la fua esuuzione av,·ebbe attirato sul Belgio le risa dett' Huropa.. Soltanto l'anno successivo, il ministro clella guerra, barone generale Chazal, poteva riuscire, dopo una vh•a lotta, a fare ap11rovare quel progetto dalla Ca,mera. Questo rieo1·do vale a dare un'idea della gigantesca evoluzione compiutasi sul tema dell'assetto difei1sil•o degl i Stali, negli ultimi 40 anni. (4) Il generale belga, nella sua ultima opera (La dé(ense des états et la (ol'tifical'ion· à la fin du XI X Jiécl e), pure sostenendo che dal ratto della capitolazione di :Uotz sono state tratte conclusioni assolutamente false, riconosce tu ttavia che i crimpi t·1·ince1·ati i3olati, costruiti ~iuo ad ora hanno perduto gran parte della loro impo1·tanza, po tendo venire più facil mente bloccali al giorno d'oggi, che non quando gli eserciti aveçano appena il terzo cJcali effettivi odierni. È questa una delle cause che lo hann o indotto · a,dare la preferen;a ai gri,ppl di piaz::e designali col nom11 di 1·egio11i {01·tificatc, delle quali presenta uno sturlio completo nel libro omonimo, racendone applicazioni teoriche a cinque St.-i,ti d'Europa.


1786

L'I MPIEGO DELLA FORTlF ICAZIONE

un gruppo di campi Lrincerati, sorgenti in una regione strategicamente importante, delineata da potenti ostacoli naturali (l inee fl uviali) . Dipen dentemente dalle condizioni geo~rafiche della regione. seeondo che è stahilita tra due corsi d'acqua paralleli, ovvero è circoscritta da due corsi d'acqua ch e confluiscono in un punto, e da Ilo scopo , che si vuole conseguire , le piazze da organizzare saranno da 3 a 5, una p1·inci71ale, le altre di appoqqio d.i sposle ai ver.tici della regione, vale a dire agli estremi delle fronti difensive che la delimitano. t a piazza principale sorgerà genern lmente verso il centro della regione stessa nel pnnto di maggiore importanz.i strategica , ma potrii essere cìisposta nl)che alla periferia ('I). Le singole fronti della regione fortificata non· devono eccedere, secondo il generale _Brialmont, lo sviluppo di 26 a 30 chilometri , perchè un esercito difensivo, il quale mnnovra tra due piazze d'appo;,!gia, non possa venire forzato od avviluppato, senza che queste facc iano sentire la loro azione ('1). Si ritiene che l'investimenio di una. regione fortificata debba risu l1are impossihile, in causa dell o svilu ppo del suo peri metro.

(4) Una regione stabili ta su du·e linee fTu viall parallelo comp renderà non meno di quallro piazzt!, rormanti doppie teste di ponto. Se trovasi al contluonte di duo corsi d'ac11ua, il numero delle piazzo può ridursi a tre, di cui una al confluente. La piazza cont1·ale saril. necessaria nel caso cli una regione ç~ tesn, per rendere itrt· possibile all'ass:ilitoro <li st,lbilirsi ne l suo interno, e <l'impedire cosi 11lle forze mobili delle piazze perimetrali, non inveslile, di andare a soccorrere c1 nelle cinte d'assedio. (2) I qnad1·ilateri, Veneto e Bnlg:.iro, non soddiifacevano, secondo il generale BriaJrnon t, a questa concliiioae; r•oichò gli intervalli tra le piar.ze 1lcl primo erano di -1-4, 39, 3:\ e 23 chilometri, e quelli tra le piazze del secondo di HO, lOO, 90 e 85 chilometri. Quando i lati di uoa regione fortificata hanno tali lunghezze, il nemico pu6 invaderla, limitandosi a fare osservare le piazze tra le quali lteve passa re. Ciò recero gli italihni 11el t866, quando passarono il Mincio tra Pescl1iera e Mantova. Se l'osercito austriaco ro~se stato battuto e rcs1iinto su V~rona, an0hbero potuto cfogere (Juesta piazza d'assedio e stabilire nell'in terno del quadrilatero un'armata ò'osservazione per impedire ai presidi delle altre piazzo di riunil'•i e d1 tagliare la loro linea di colllunicazione Ciò che sarebbe stato impossibile, so i lat.i del quadrilatero avessero :11•uto una hmghozztL di 25 ,1 30 chilometri o se ave'sse esistito una piazrn forte al contro elci quadrilatero, ad esempio ad Isola della Scala. li quadrilatero bulgaro costituirebbe una vera regione fortificata, se venisse ridotto al trilatero: Silistria, Varna e Schonmla, o se si costituisse al centro, a Balaban, una grancle piazza a campo trincer,1to. - HnIALllON1;. /,a défense des Ètats et la (01·ti/lcation à la fln du X.IX siècle.

N E LLA DIFESA DEGLI ST A'l'l

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· 1· ea d'investimento di ona regione, i cui lati siano comLa 10 · I a· I "O presi tra 25 e 30 ch ilometri , asgume'rebbe la lu~g 1ezza 1 .". a \60 chil ometri, e richiederebbe da 300,000 a 3t>0,000 uo~101, calcolando la ipedia di 2 uomini per metro cor'.·ente ~~Ila !me~ suddetta . Tenuto conto peraltro dell a mol e degli eserciti ~cl1ern1 sembra che su ll'aceennato argomento non si possa pronunciare un aiudizio assoluto ( I). . "' La spesa che si richiederebbe per I' impianio_ di una regio~_e fortificata, secondo le proposte del general e Br1;)lmont, non 11 ~ sul la impari alla grandiosit~1 .del co_ncetto ~ ~elio sc? po cl~~. .s1 vuole consegu ire. Dovando, ::;u1 la piazza pnn?1pa.le, ~1a lt p1,w,e d'appo~l,!io, venire organizzate secondo 1e od1ern~ e~1gen7.e della difesa, vale a dire con targo impi ego di eostruz1on1 corazzate e .di ricoveri alla prova ddle grao ate torpedine, la s~esa predetta verrebbe "eneralmente a snperare I00 ·milioni di lire ('2). Qualoi-a perla; to si volesse, come sugger'. see il generale, Brialmout (~). ossicurare inte.,ralmcnte il Lernlono di un granoe Stato, chrn~ dendo O coma.:idando lateralmente, tutte le probabili linee d 1 ·invusi~ne del nemico, median te reg foni /'ortificciti:, non ba sterebbero tutte le risorse finanziarie di quello Stato, per quan t~ ricco e ,potente, per tradurre in atto tale coloss.ale pro_ge~to d'. ' per una st,·an,1 , 1·po te··1 afforzameo to . :Se, :, , venissero , . dai s1n°ol1 n ·stati appl icale le teorie del generale Brialmont, s1 vedrebbe_ I~ carta d' Europa coperta da una ritta rete di stelle (colle quali s1 usa designare i luogb i fortificali). Si ri produ rre~be, wllo nllre forme, il fenomeno presentato nel periodo medioevale, qu.an~o in lotte le reµ ioni erano disseminate for teiie ~nel solo tem~orw della F-rancia se ne contavano non meno di GOOOO); e la lor~ 1~ /! . .. r <•li avversari 11caz1 one verrebbe ad n:,:,ume, e ·11 co111p"1to · . '. c\1e _ ". . . dell'ora presente le anribu iscono, di e$aunre I bilanci degli Stati 1

(i) Vedi, a questo riguardo. le co nsiderazioni espresse nella nota relativa 11lla possibilità dell'investimento di Parigi. . . Da caIco1·I somman· r1· s11J•a one ( g) ~ , che la spc•a .., occorrente tier. l'organ11.1.a1.1 . . . completa . . ili UIUl l'C"iOnC fortificata costituita eia lilla piazza 11rlnc1paJc (Ci nta d1 StC~ ren~ C 0 ti rorti di cintnrn) e da q~attro piazzo d'appogg io (cinta di _s ,curezw. e 6 forti d1 cintura>ammontcrelibe a ci rca 120 mi !ioni. di lire. (3) Les r ègions forti/i,ées .


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1789

L'IMPIEGO DELLA FOR'l'IFICA-ZIONE

NELLA DIFESA DEGLI STATI

e di immobil izzare, dietro un muro od un ramparo, . le forze destinale a combattere in aperta campagna. · In consegu<-mza l'odierna teoria delle regioni fortificate, sebbene rispondente al concello della difesa attiva, non potrebbe ven ire, per ragioni militari ed economiche, applicata integralmente. La sua applicazione dovr·à e:;sere contenuta dentro limiti assai più ri~trelti di quelli tracciati dal gene1:ale Brialmont, e coord inata, principalmen te, agli esempi forniti dalla storia militare di tutti i temp_i. Troverà pertanto utilissimo impiego, nei r iguardi militari, tecnici ed economici, là dove, anzichè l'erezione d,i molte e costosissime piazze, la bene intesa utilizzazione d.egli ostacoli natural i (aumentati col sussidio dell'arte) permettèrà, senza troppo gravi sacrifici lìnanziari, di cooseguire gli intenti di una difesa attiva ed ellicace che imperfellamente potrebbero venire raggiunti colla creazione di una pinza isolato, per quanto vasta.

l'armata della difesa. Se l'invasore tenterà. di girare la cortina ~alle due estremità, le truppe concentrate in addietro potranno opera1:e per linee interne e schiac~iare uno <l,ei due corpi_ agg!ranti, prima di avere l'al~ro sulle braccia (11). Se l auncco ,,en1sse mvece diretto sulla fronte della cortina, le truppe della difesa muoveranno loro incontro, appoggiandosi alle opere della cortina stessa. Nel caso che le predette truppe fossero in grado di prendere l'offensiva, la cortina costituirà egualmente la loro base d'operazione. . · Generalmente le cortine difensive ricevono protezione da qualche ostacolo naturale. com e, ad esempio, terreni paludosi, o comunque impraticabili, ovvero corsi d'acqua. Un grande fiume -(come il Reno per la Germania), costituisce, per se stesso, una ·vera cortina ed una base, conlemporaneamen te, offensiva e difensiva. Basleri1 a tale scopo proteggere i punti principali di passaggio mediante teste di ponte (2). Una corlina difensiva, non racchiudendo estese aree, nelle quali le truppe possono muoversi e manovrare, ma costituendo ~nicamente un diaframma conli'O le invasioni, una specie di /1~ontiera artificiale, rafugura piuttosto una linea di difesa che una re· gione fortificata, della quale non può rappresentare, se non una fronte. Cadrebbe; peraltro, in errore chi volesse ravvisare nelle cortine difensive un' applic:izione del sistema 'd'.afforzamento n cordone (tenuto In uso nel secolo xvrn), che suppone una linea im-

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Un'applicazione incompleta, ma abbastanza opportuna, in molti casi, della teoria. delle regioni fortificate si ravvisà nella organizzazione delle cortine difensive. Una cortina difensiva è coslituita da nn certo numero di posizioni di sbarramento, occupate da opere permanenti, destinate ad intercettare le principali vie di comunicazione che· le ,altra· versano, ed è terminata alle due estremità da una grande piazza d'appoggio. · La cortina difensiva può essere per ciò para gonata ~d una specie di diga, della quale le piazze estreme rappres9ntano le testate. Lo scopo principale di una cortina difensiva è di proteggere la mobilitazione sulla frontiera minacciata e di limitare gli accessi che il nemico dovrebbe utilizzare in una marcia offensiva. Servirà perciò di base d'operazione alle truppe di copriment~, le quaii sono incaricate di ritardare l'avanzala df?lle lruppe di esplorazione, che il nemico cercheril di spingere celeremente innanzi per in: pedire la mobilitazione ed il co ncentramento del-

(t) Il SANDIER (De l'attuque it de tci clé(ense d.es positi!lnS diarrét - Revu.e ilg gènie t894) ossfrva che Ja, difesa potrà operare per linee interne t:ontro lo colo11nc, le quali teritàno di «irare la cortin:i alle clue estremità, soltanto allorQ\1:tnclo, dllrante "' operazione d'aggiramento, le colonne stesse risultino effettivamente separat.e l'una dall'altra. D'onde, a s\lo avviso, la necessità di assegnare alla cortina d1fens1va lilla lunghezza corrispondente a due giornate di marcia. Il generale lki:1Imont (La defense des Élats et la fo'i ·ti{ication ci, ia.. fìn dtt XIX siécle, Chap. li} ritiene che l'accennata lunghezza non basta per compire con successo la manovra per linee interne, per la ragione che «li enormi effettivi (legli eserciti odierni non autorizzano a supporr~ che le batt~lie ;aranoo, <l'ora innanzi, terminate in un giorno. Si può anzi affermare, egli aggiunge. elle ciò non avrà luogo se non in casi rari,simi, poichti l)attag\ie impegnate con effettivi notevolmente inforiori a quelli dei quali ,i dispone attualmente, hanno dorato due giorni a Wagrarn, e tre giorni ii Lipsia. (2) S.urn1BR. - Studiò sopracitato.


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L'IMPIEGO DELLA. FORTlFICAZIONE

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NELL'A DIFESA DEGLI s·rA'l'l

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mensa egualmenle forle, o, meglio, egualmen_le debole dapperlutto. Ed infatti , quando anche le truppe, le quali manovrano appoggiate alla cortina, come ad una base, per coprire la mobilitazione, si fossero ritirate e le opere rimanessero abbandonate ai loro soli presidi, non si raggiungerebbe . dal nemico un risultato decisivo coll'occupazione di talune dell~ opere stesse. Riman endo sempre ' in pièdi (a meno di Yenire ridotle dopo un lungo periodo di espugnazione) le due grandi piazze al le estremità della cortina, queste eserciteranno una perenne minaccia sullé com1micazioni dell 'invasore il quale, anéhe, dopo sfondala la cortina in più di un punto, si troverebbe 'costretto, per pr,wvedere alla propria sicurez7,a, ad aggi rare le predelle piazze ('I) . Sulla frontiera nord-est della Francia, rimasta aperta dopo il 1870, il sistema delle corline difensive sembrava presentarsi_ come il più opportuno per un razionale impiego della fortificazione. Lo sviluppo della frontiera da Belfort a Montmédy è di 24,() chilomelri, e l'idea di troncare il grande venlaglio di strade, che il nemico è coslreHo a percorrere per raccogli ere le sue masse su di un punlo della zona di concentramento delle forze francesi , doveva affacciarsi naturalmente allo spirito, sopratutto se talune parti del _terreno si ì)restanci ad una buona difesa . Ed infatti il corpo clel genio francese ha seguito l'accennato ordine d'idee (·I). Ha fortificato la fronte Helfort-Épinal e la fronte Toul-Ve,:dun, non lasciando che due breccie aperte, l'una al nord, di 80 chilometri, la quale, peraltro , per le difficoltà del terreno, può ridursi a 4.0 chilometri; !"altra, al sud, di 70 chilometri, calcolati dalla piar,za di Toul a quella di llpinal.

Le grandi piazze che costituiscono le ~st~emità delle dt~e ~orti~e: rzate e successivamente m1ghorate con tnlt1 1snss1d1 sono state a(Io . . . . d Il' della tecnica progredita (-1 ). Una ,delle cortrne e prote_LLa a ostaMo·ella l'altra da quello della l\'losa. La distanza tra le COI o deli a ''..' ~ ' . ' ' I 4, l al piaz~e estreme, o la lunghezza delle cortme, e d1 il 3 a , . e.., le (due giornate di marcia) (2) · E. Roccm maggioi·e 3° genio .

(t) Le piazze <li Verdtm e di Toul sono state fornito _d_i, 500 ~hilo~etri t~li ofei;~:~~ trasportabile, parte a scartamento ridotto, per le linee d1 _c1ntur,1,. pa1~e \er~bbe"O le ville per Ja rete rii comunicazioni interiJe, Sulkl lmea d1 ~rnt1ua _circo ' bocche da fuoco da l.2 e da l.f> centimetri montate st1 affnst1 spec1ah... rtine (il) A norma di quant.o venne precedentemente osservato, la lungbez~a delle co francesi non sarebbe tale eia assicmare 1,t riescita rlella manovra per hnee interne <1a parte del difensore.

i:IJ li hloc<o delle grandi piaZl.e a campo trincerato, che costituisco no le es tremi tà di una cortina difensi va, presen terà grandi difficoltà; e sarà finànco impossibile, qu,mdo le tn1 p1ic della difesa, a'ppogghndosi ai forti di sl)arramento, potranno cadere su uno dei fianchi o minacciare le spalle d,ell'assalitore. (2) li generale Serè de Riviere, organi1.ntore del nuo vo sis.tema difensivo della F!'ancia, il quale i::onoscev,1 e di videv,i i principii esposti dal generale Maureillan, nel ISl.6, sulle regioni for tificate, ne ha fatto una parziale' app 1icazione per creare una linea rii difèsa artificiale, destinata a com1iensare la mancanza della frontiera geografica. · l'ìel rapporto che fece al Cdrpo legislativo circa ii sistema fortificatorio da costituirsi ii difesa del territorio francese, il predetto generale dich iarò, come l'intento fosse quello di costringere i tedeschi, in una futura fi;uerra, a batter.è una direzione affatto determinata.

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LA. RIUNIONE DELLE TRE SPECIALIT", ECC,

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALITA ZAPPATORI, MINATORI E PONTIERI

all'eserèito di prima lìuea. Si potrebbe adottare cla noi la medesima ·assé"nazione di truppe tecniche che venne adottata nell'esercito n . a tedesco durante la campagna del ,1870, cioè tre compagnie el genio .per ciascun corpo d'annata due alle divisioni, e la terza alle truppe suppletive. . , ln tale ipotesi, essendovi · nel nostro es~rcito di prima linea, )2 corpi d'armata, (24 divisioni) il numero delle compngnie occorrenti sarebbe di 36, cioè otto di' meno di quelle che ali' eserci_to stesso, nel caso di .mobilitnzione verrebbero assegnate, in complesso, per i servizi vari i dei zappatori, minatori e pontieri. Ai bisogni della guerra d'assedio, per quello che dissi a.vanti , si poi rebbe provvedere con le stesse truppe tecniche addette ai singol i corpi d'armata senza che ne sia.no tenute delle altre a disposizione presso le armate. E per il caso in cui parte ·delle truppe, del genio dell'esercito permanente dovesse opérare, sin dallo inizio delle ostilità, , -in date regioni di frontiera, si tenga presente che una tale mi ssione non potrà es::;ere che temporanea, e che, conseguentemente, a~ inoltrata. 'ca.mpagnn, sia, che' si vada al cli là, sia che si venga al di qua, per tali truppe cesserebbe la ragione ,di operare al i' infuori delle unità manovranti e potrebbero allora costituire la 3· compagnia delle truppe suppletive in ciascun corpo d'armata. Alla messa. in difes,a delle piazze forti, nel periodo di mobili!azione si dovrebbe provvedere con le compagnie territoriali. · La rilevante economia annuale (300 mila lire circa) derivante dalla cennata riduzione organica, dovrebbe essere erogala in pro del m·iglioramento, e dell'aumentò degli equipaggi cla ponte, nonohè di una più rispondente formazione degli attuali parchi delle compagnie divisionali nel senso di renderli maggiormente mobili, sia coll'alJec,aerirne il materiale, sia col trasportarli a mezzo di car<'><> ·rette, anzichè -con ,i pesanti carri a qua.llro rnote di difficilissimo traino nelle strade carraie per le quali spessissimo occorrerà transi tare. Le 36 compagnie zappatori- pontieri occorrenti, potrebbero essere 1:aggruppate in tre reggimenti cli 12 compagni_e ciascimo. Un qnar.to reggimento potrebbe essere costituito dulie specialità tele, grafisti. Un quinto (reggimento specialisti) potrebbe riunire i ferrovieri, gli areoslieri, gli elettricisti .. 1

IN UNA

Continuazione e fine. - Vedi dispensa XVIII

Vantaggi tecnici. Accennai al caso, in cui, per la presenza di un tiume a rapida ,co1Tente da Httraversare in vari punti, simultaneamente, o quasi, da tre corpi d'armata, l'azione di solo due compagnie pontieri sarebbe insuflìcien.te al bisogno, e ben sei compagnie zappatori, colle rispettive sezioni da ponte, non potrebbero essere impiegate. Ma potrebbe avvenire anche .il caso inverso, (più spesso a verificarsi) cioè che. le operazioni si svolgessero, per un tempo più o meno lungo, in uno scacchiere nel quale grandi fiumi a rapida corrente non fossero. I piccoli torrenti e canali in massima vi saranno sempre; ne avverrebbe quindi lavoro intenso continuato per le compagnie zappatori, ed inazione per le compagnie pontier'i ; onde nell'uno e nell'altro caso, parte delle truppe tecniche disponibili inutilizzate. Ora questfl alternata inazione, imposta dalla limitata missione tecnica, dei riparti appartenenti alle due specialità, non avverrebbe se comuni fos~ero, ai riparti stessi, i servizi che ora sono chiamati a disimpegnare separatamente, o val quanto dire, se ogni compagnia del genio fo$Se in grado di disimpegnare il duplice . compito cli zappatori e pontieri; ne conseguirebbe allora, evidentemente, che si potrebbe far fronte ai bisogni tecnici di guerra con un numero di compagnie inferiori a quello che oggi viene assegnato

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LA RIU:l\IONE DELLE TRE SPECIALlT.\

I q11adri che verrebbero a rimanere liberi per effetto della soppressione dell e otto compainie dovrebbero essere asse)!nati in aumento all'organico delle direzioni, il -cui servizio tecnico-ammini strativo, esplicato con un maggior numero di uffic iali, in cnnfronto a quello stabilito di1 ll'o r~anico . non in nna maggiore spesa. m:i in una reale e Yera economia si tradùrrebbe per l'erario, attesochè a Lulli è noto di quanta necessità economica torni la maggiore :;orveglianza e direzione esercitata da parte degli uffi ciali del genio, in lavori per i quali lo Stnto eroga annualmente buon numero di milioni. La trnifìcazion e del le tre speciali tii di che tratLasi, inoltre, ~·endendo .comune alla grnn maggioranza delle trnppe del genio, il complesso dell e missioni tecni che da disimpegnare. porterebbe con sè il vantaggio nella maggiore coesione tecnica e della uniformità nel la specie, ·nel metodo e nell' indirizzo delle istruzioni da impartirsi alle truppe stesse nel tempo di pace. Inol tre: per le moltepli ci specialiLit in cui sono suddivise le truppe del genio. ed in conseguenza del duplice servizio dei reggimenti e delle direzioni, non sempre l' uffic iale che nei gradi inf'er iori servi in una dala specialità vi ritorna, atteso la mancanza di posti disponib ili. l\e avviene quind i che nel tompo di pace (ed in maggiore misura an-errà nel Lempo di guerra) ufficiali si trovino in una specialità in cui mai servirono. Da ciò la presenza, iri dati reggimenti , di un certo contingente di uflìciali (scarso se vogliamo) non sufficieu lemenle provvisto di quella profonda e dettagliata conoscenza pratica del.·servizio, riguardante la specialità che in essi reggimen ti si coltiva; conoscenza richiesta, dal grado e dal comando che l' ufficiale es~rcita. Inconveniente, questo, che spesso dà luogo ad ·incompatibi lità ' tecniche e disciplinari. In campagna, per esempio, può avvenire - e talora avviene - che un ufficiale debba rimettersi ar verdetto tecnico di un altro a lui inferiore in grado, per il fa tto di avere egli poca o nessuna .conoscenza del servizio a cui il verdetto si riferisce. , La riunione delle tre specialitit in parola, pertanto, rimuoverebbe l'inconveniente, se non in ~ullo, certo in gran parte: ed oltre ad una maggiore liberti1 .nell'assegnazione dei quadri ai varii

ZAPPATOR I, mNATORI E PONTIERI lN UNA

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reggimenti della proposta specialiLit, si otterreb.be ne!la maggi?~ ranza deoli ul'ficiali del gen io eguale grado d1 pratica capacita tecnica i:erente alla esplicazione di buona parte dei servizi che l'arma del genio dovrà disimpegnare in cam pagna. Si può quindi ritenere · che la proposta ri fo rma ci affid erebbe dei se~wmti vantag~i tecnici : ,1° Aumento e migliora men lo graduale <lei ma tel'iale (eq uipaggi e parchi). . . . . ,. . . 2° Maggiore coesione tecmca, ed omform1La d mdll'IZZO nel le istrùzioni della gran parte delle truppe del genio . 3° La maggioranza dei quadri dell'arma praticamen te ed ertiialmenle abil e in t .1ll; quei servizi tecnici· che in campagna si esplicano a più diretto cou talto delle armi manovranti . Vantagçii morali. - li titoio delle due specialitit - pontieri ~ minator i - significa trupp~ '.ecniche che. in pa'.·ticola'.· modo si occupano rispettivamente del g1tt.n mento dei grandi ponti e delle mine. ma ciò non esclude - talnn'i dicono - che in campagna, verifi~andosi il bisogno, possar.o essere impiegatè in lavor.i stradali e di fortifi cazioni, poichè in . esse specialitù vengano anche impartit~ le istruzioni che a tali lavori si riferi scono. Non ~ quindi vero clte pomieri, in mancanza di grandi fi umi da passarsi, minatori, in mancanza di mi ne da f'a r brillare, debbono stare inoperosi. · Qui !e ipolesi non sono che due : o, minatori e pontieri tolti dai loro compiti speciali sono in grado di fare egualmente bene ciò che in campagna ::{li zappatori fanno, o non lo sono. Nel primo . caso le specialitt1. minatori e pontieri verrel)bero ad assumere un car:,ittere di superiorit~L tecnica rispetto agli zappatori , ciò che lornerebbe a detrimento del morale di quest'ultimi che costiruiscono la maggioranza delle truppe dell'arma ed allora, nello scopo di evitare esiziali dualismi, la riunione delle tre specialità, sotto questo punto di vista, s'imporrebbe. Nel secondo caso, quello cbe, a mio giudizio, più si avvicina alla realtà. ; si avrebbero truppe tecniche non sempre adatte ali' impiego loro in campartna E noi ·non dobbi amo dimenticare che una ·delle• .:> cause per le quaii oggi le truppe del ienio nQn sono da tutti apprezzate quanto lo dovrebbero essere, e quanto µna Yolta lo 1

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ANNO XLI.


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LA RIUNIONE DELLE 1' R~; SPECIALl'r,Ì.

erano, la si devt}, a mio parere, principalmente ricercare, io parte, nella loro organizzazione , per la quale esse non sempre e ovunque hanno modo di esplicare, con proprietit di mezzi e cl i attitudini, !'azione tecnica a pieno soddisfacimento d('lle armi manovranti , ~e abbiamo costante prova nelle mnnflvre. A pa-rte che talora nelle grandi manovre o in manovre di campagna e di presidio, le truppe del genio o non vi com pariscono, o se vi prendono parte, sono condannate alla inazione, non potendo esse estrinsecare la propria mi:,sione senza inc•irrere in rilevanti spese d' indennizzo, e che perciò per ragioni d'economia, si preferisce tenerle, inoperose, assegnandole come scorta alt' artigli eria; . sta però il fatto ell e le molteplici specialità tecnich e, talora, limitano e rendono insufficiente l'open, singola di ogni compagnia del genio, e che qualche vol ta, pur di ovviare a siffatlo inconveniente, non si rifugge dallo impiegare truppe del genio artificiosamente., con . nessuna opportunilt1, con deficienza di mezzi e di attitudi ne; ~ ciò a scapito della serietà della loro missione . . Cosi è. Ho veduto in manovre tecn iche simulanti attacchi contro piazze forti compagnie pon tieri , armate di graffi e remi lanciale all'assalto di opere, con la missione di rompere i r eticola~i; compagnie minatori che tutto fecero eccetto ch e minare parapetti. Alle grandi manovre vediamo talora qualche compagnia ' pontieri avanzare col pesantissimo equipaggio, per gP.Llar un ponte atlraverso su di un piccolo fiume con un metro di acqua o poco Più, per non esservi in quel momento disponibile una compagnhrzappatori oi;cupata alLrove coll'avanguardia : un comandante di divisione che, pur avendo una compagnia del genio a sua disposi zione, so lo perché essa è deg\i zappatori, non può avvalersene per passare un grosso corso d'acqua e perciò è costreuo, o a spostarsi di fia nco per andare a passare il fiume là dove la compa gnia ponLieri gel.l.ò il , ponte, oppure sostare finchè arri va la compagnia pontieri coli' equipaggio; una compagnia zappatori richiesta d'urgenza per gellare un ponte di circostanza attraverso un piccolo canale, la quale giunge sul posto e trova il ponte bello e fatto, perchè costruito da zappatori di fanteria che per non restare inattivi diedero mano al lavoro nel frattempo che si aspettava la com"

ZAPPATOnI, MINATORl E . PON'rlERl IN UNA

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pagoia òel genio ; e così via di seguito , tante a!Lre anomalie e incompatibilità, cl' impiego, che sarebbe lungo qui enumerare. Tali inoppo1:tunità ed insu fricienze nell o impiego delle nostre truppe tecniche verrebbero rimosse in gran par te col riunire, in una, le tre speciaytà di cui trattasi. Allora soltanto sarà possibile, allà maggioranza dei repnni dell'arma del genio , il disimpegno di qualsiasi servizio inerente all e azioni tattiche., con armonia di scopo, di mezzi di opportunitit e di allilndine, in quel qualunque momento ché venà. loro richiesto . Così le nostre lruppe del genio potranno essere in grado di .affcl'mare in ogni circosLanza il tradizionale loro prestigio tecnico e morale. Si potrebbe osservare che la soppres:,ione delle otto compagnie, anzichè accrescere il morale dell'arma del genio, lo deprimerebbe. -L'osservazione non la ritengo aLLendibil e, giacchè la riduzione organica, di cui è cenno, non consegu irebbe già dallA diminui ta importanza tecnica dell'11 rma, ma "bensì dalla riorganizzazione sua, intesa a convergere la maggior parte delle sue l'o rze vive ad un mi gliore, e più r ispon dente di simpegno dei vari servizi tecnici , i quali, se oggi, per le specialitù zappatori e minatori , sono 'ridotli di numero rispetto al pas~alo , quelli di essi però che rimangono a disimpegnarsi, sono cresciuti cl' importanza , essendo più sentiti e maggiormen te richiesti nelle odierne esigenze di guerra, Le compai;(nie zappntori-pontieri, rinsanguale dalla nuova missione loro affidata, più ampia, più generale, più consentanea alla loro potenzialit!t tecn ica , più rispondente all e moderne esigenze di guerrn, riten go che pitl delle compagnie delle al.luali specialità, terrebbero alto il morale, poiché nella coscienza del loro valore tecnico, sentirebbero di potere, sempro bene, disimpegnare la complessa: loro missione, al piano, in montagna. su fiumi , nelle piazze forti'. ed in ogni luogo . Taluno potrebbe pure osservare che, se ridotti sono di numero i servizi tecnici che diedero origine alle specialità zappatori e minatori, ciò è tanto di guadagnato, poichè tale circostanza offre a noi più agevole me.zzo d' istruire bene i reparti di truppa delle specialità sl.e~se e quindi maggiore garanzia nella buona e celere esecuzione del lavori in campagna. Rispondo che la bontà soltanto di un aato mestiere non basta perché esso assicuri una


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LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALrr.\, ECC . I

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prodottivilà rimuneratrice, ma occorre ancora che l'esercizio <lei mestiere stesso sia ricercato e· spesso richiesto. Certamente che quanto minore è il numero dei servizi tecnici da disimpeinare da parte delle singole specialità, altrettanto maggiore sarà il grado di perfezionamen to che si potrà raggiungere nella esplicazione della loro rispettiva mission e ; ma è. altrettanto vero però, che lo scarso numero dei servigi tecnici da esegu ire porta con sè lo scorso ed il raro impiego delle truppe di ciascuna special itit; tanto da far .pensare a qualcuno, se, avuto ri guardo al tornaconto utile che ogni specialità tributa nell'azione generale di guerra, sia o no conveniente il conserva rla. · Finjiscò chiedendo venia al benevolo lettore per averlo intrattenuto più di quanto era mio intendimento il farlo . Dove sbagliai o esattamente non di~si altri corregga. Ma se alcuno dei concetti. stati esposti, per avventura, meritasse la pena di ·-essere preso in considerazione, ' mi stimerei ben pago che sn di esso fosse portata l' attenzione di chi, a me superiore in esperienza ed intelletto, possa, stimandolo, darvi forma pratica e concreta, in van· taggio · dell'avvenire dell'arma a cui ho l'onore di appartenere. GIUSEPPE · NA T ÀLE maggiore net 5° genio.

TRA I LIBRI-<'>

Vn e'f!,igma storico-mil-itare. - Un nùm,o sc,·itto del DRAG0~1rnow. - .I ricord1; del gen1wale DE BARW. , e quelli, del senatorwFrN.u i. - Tradttzioni olandesi.

li solerte maggiore Roccu;, coglieud,o occasione da un recente articolo della Ritii sta rnilùare italiana riguardante Ci vitella del Tronto, ripropone nella Rf;yist(J, d'artiglieria e gen'io un. vecchio quesito di erUdizio!le . storica, già presentato dal generale SroNZILLI del gen io napoletano. Da is(:rizioni lette così in Pescara come in Civit1~lla del Tronto quel generale avrebbe dedotto, che le due fortezze sieuo state costruite per cnrt \~i un ingegnere che aveva nome P. Silva. Data l'epoca della costruzione e la lorn forma, l'una e l'altra fortezza costituiscono un importante documento nella stori11 del la fo rtifi cazione iraliana: si tratterebbe di sapere dii sia stato questo ingeguere P. Sil va · di cui non fu fi nora fatta menzione da -nessuno storico benchè si abbiano due chiare testimonianze del la sua valentia. In ciù sta l'enigma . di cui si chiede la soluzione. Intanto il ricordo dà occasione al maggiore l:tocc.m di notare come Ci vitella · del Trouto non possa essere stata eretta sotto la direzione del Bucintalenti secondo qnanto accenna il Mari ni e non è negato dal Promis. Infatti qn.ell'i ngegnere mili_tare, nato nel ,1536 o nel ·15i\- O, era tì·oppo giovane nel 1557 qu11n<io sorse quella fortezza. Il segreto dell'enigma sta nella interpretazione di alcune piastrelle sulle quali sta scritto Mesui>. S1LvA o leggendo meglio ?liEsu . P. Srr,vA; ~ di queste piastrelle che esistono in Pescara ue fu 1a1 generale Spon1

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(') -Sarà fatto cenno di tutti i libri di cui sia mandato un esemplare alla. Direzione.


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TRA 1 L IBRI

THA. I LlOR ,

zilli trovata una anche in Civitetla del Tronto. In complesso occorrerebbe desumere anzitutto dalla configurazione delle fortificazioni delle dno località le tracce di un pensiero comune di cni sieno state ~u"gerite, e poi chiedere agli archi\'i di Napoli, ricchi di documen~. gui~c ed informazioni . Non pare possibile che due opere come quelle abbiano potuto essere costrnite senw lasciare traccia nelle carte am, ministrati ve o ~overnath·e dell'epoca. Ai cu riosi di storia militare, dunque, le indagini.

plinate le tru ppe educate alle abitudini di obbedieuza, di sommissione, di abnegazione,, di lealtà, di esecuzione rapida e precisa degli ordini ricevuti, ossin tn breve quando sono formate nel sentimento del do vere. E quando una trnppa ù disciplinata in questo ::enso pno sbagliarsi di pierle nel muov<\re, ma non sbaglierà ma i cli strada, e nPi momenti più diffi cili sarà preferibil e all'alt1·0 che raggiunge un i- Uperbo per cento al bers11gl io, s:ilta agi lmenie e marci~ allineata ma ha dimenticato l'educazione morale per la cui mancanza un soldato non è soldato. A questo proposito il DnAGOM mow si 1-piega neuam1' nle, e spinge le distinzioni agli estremi per essere ben com preso. \ ou n,ole concludere che il sentimento del dovere sia tutto ed il resto nulla , chi' l'educazione sia tùtto e l'istruzione nulla., Yuole sempliremente dire che tra 'un ,,ilJano rozzo ed ignorante, inetto di marciare al passo e di imberciare un bersaglio, goffo net tratto e nt>I ~aiuto, ma capace di farsi uccidere piuttosto che abbaodonaro il posto o nou eseguire un ordine, ed un soldato intelligente, buon marciatore ed egregio 1irato1·e, ma avvezzo a condursi male appena si:i fuori dell'occhio del superiore, egli ritiene quest'ultimo assol utamcnt~ inuti le non ostante le sue capacità. Così intesa la disciplina e la sua import,auza, il DnAGOl11Ho 1r crede pure che per rendern il soldato militarmente disciplinato basti lo sco/gere i~ sentimento disciplinare che ogni soldato porta con sè sotto le armi dalla fami glia., e lo speciali zzarlo ·1,el senso mi"l'itare . E questo concetto ci sembra ~ia veramente quello che forma l'oriainnlità dello . o scritto del generale russo. Date le fo rme presenti del recl utamento, e stabilito che l'esercito è la nazione in armi, anche il concetto deita educazione militare deve essere modificato in relnzioné ad un fa tto di tanta i;-.,portauza, e riuscire diverso da quello secondo il quale erano educati gli eserciti di altra vol ta di carattere essenzialmente profes· sionale. Il DnAGomnow si riferisce alla trasformazione an•enuta nell'esercito russo dopo la guerra di Crimea, grazie all'adozione del fucil e rigato e soprattutto all'cm:mci pazioue. L'istillare la disci plina militare con i metodi suggeriti dai regolamenti tedeschi dell 'epoca di Federico II e ronvenienti ad nna accolta di soldati messa insieme a suon di danaro non può adattarsi all'esercito russo com' ò nttnat mente reclutato e formato. Il ~alto dev'essere sta to grande in Russia, maggiore assai di quello f~tto m tutt9 ,il secolo negli altri eserciti europei, mentre il punto d'arrivo dovrebbe! rssere lo ~tesso da pertnllo : ma li' abitudin i patria rca li

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Uno scri110 per quauto l.,reve, del generale DnAG0~1mow è sempre importante. li generale russo si i• a~sunta la missione di interpretare lo spirito onde deve essere animato l'eserci to del suo p1.1ese per dare efficaci risultati cogl i elt-menti di cui è fo rmale, e coll'ordinamento che lo reggp dopo l' introdm:ione del servizio obblig~torio . Perciò non tr:isc~;a occasione per manifestare le sue idee e la stampa gliene fornisce molte. Nel 189~ pu bblicò poc he pagine che ora sono tradotte uella Nouvelle Revue del 1° settembre ultimo : tn1ttano della d'isciplina, della subordina:::'ione e dei segni este1·ni di 1·is1ntto. Forse alcune mut.i'zioni avvenute nel modo di manifesrnre questi ultimi fu rono pretesto allo scritto. .!\fa questi s11gu i hanno per scopo di cost.ringcre tutti i mil itari a ossern1 re reciproca men te le fo rme di cortesia istiluìte in un esercito. Queste forme sono variabili , e sono parte anch'esse della discipli oa militare. Stabilito quali debbano essere ed osservate da tut•i quelli che le debbono os~ervare, poco importn la forma secondo la quale sono state determinate. Che i soldati lev inò il berreuo per salutare il superiore o portino la mano ali.i visiera poco interessa : l'irnport:inte sta nel compiere l'auo prescrilto dal rt>golameuto, come nel superiore quell o di ri spondere all'atto cortese prescri tto ali' inferiore. In vece le norme dlllla disciplinn e della suboìdinazion'e sono eauali in tutti i ~ccoli e presso tutte le nazioni. e Ri portandosi a ll'origiue della parola, il DnAG01ntt0w intende per disciplina l' insieme di tntte le abitudini morali intellettunli e fisich e ner.essHie perchè tutti gli ufficiali e soldati della gerarchia, in tutti : ·gradi, adempinno beuc l'oflicio loro assegnato. Anzi, :'ICCCll;ltlÒO le lt>ggi dell'uso, restringe (a defi nizione alla sola parte delle abitu din i morali , poichi: generalmente si chiamano <lisci1


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TRA 1 LIBRI

del popoio russo, l'autorità esercitata nelle famigl ie dal più vecchio, la preponderanzo dell'elemento agricolo rendono facile l'auual'vi il con cetto dél 01uG0~11Row. Mentre il-mu.9ich si trasforma in soldato, la compagnia sostituisce la famiglia, l'ufficiale sottentra al padre, ed il sentirnento di deferenza persuasa ed affettuosa (:he il soldato porta seç,o dal proprio casolàre sotto le armi può ésse-re coltivato, trasfòrmato ed indirizzato :ilio scopo militare. Ciò è meno faci le nei p11esi in cni è numeroso l'elemento cittadino e-più ancor:i l'operaio, la.cui disciplina nelle fabbriche in cui lavora, e specialmente nelle grandi fabbriche, , non è mai pura da rin fondo astioso e repulsivo, per ragioni che sarebbe qui inutile l'indagare. Presso di r!oi l'elemento contadinesco prepon1:lera nelle fi le delle recluté, le grandi industrie sono meno svi luppate che ·altrove, la Yecchia tradizione itiilica del rispetto alla patria pote~tà cementa ancora sulftcientementr le fornig lie, e queste sono c-ondizioni favorevoli alla trasformazione della recluta in soldato di:Jciplinato ·e convinto esecutore di quanlo il dovere gli impone, Ma conviene pur aggiungere, che tanti vantaggi sono guastati dalla tendenza criti~a ci1e invade i numerosi centri . cittadini di cui è ricco il nostro paése, è alimentata da parecchie istiLuzioni e costumanze iuereoti alla •vita pubbl ica dei tempi attuali, e trova terreno adatto nella illimitata fiducia che ogni italiano ha della propria intelligenza. Questo è il punto più grave nella soluzione del problema disciplinare presso di . noi ed impone doveri gravissimi e compl icati ai superiori, nei qua li non può bastare il pretendere l'esempio, come vuole il DRAGOMmo,v, ma occorre che giustifichino costantemente il grado di cui sono investiti, giustificazione che risulta dalla chiarezza delle idee, dalla coereozn nei propositi e dalla calma uguaglianza nella condotta , da quanto insom ma rivela una volontà ferma e éosciente e sostiene un carattere-calmo ed energico, ·

**'i< Tornando al DRAG0~1mow egli definisce la subord:inq.zione per il dovere impo$lO ai membri della gera rchia militare di ren1ér ,conto dal basso io alto e di diramare gli ordini ,dalralto al basso senza saltar nessun gradino intermedio: e ne giustifica· l'importanza col la necessità in cui si trova il pensiero del capo· superiore di penetrare tutto l'organismo della sua trnppa senza passare oltre ad una funzione cjualsiasi, ed inversamen te col bisogno che tutte le impre3sioni ricevute da unà trnpp:i per parte del nemico o per ']Ualsivogl ia altra causai

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1'RA l LlllRI

arrtvmo al cnpo superiore senza sfuggire agli organi intermedi. Quindi l:r subordiMtione dà compattezza ed unità all'organismo militare .- Così intesa la subordinazione è facile il comprendere quali danni vengan'o da ogni interruzione, e come esse sieno facili in casi di guerra. Allora· che gli ordini dovrebbero passare regolarmente di scalino in scalino ; le informazioni :salire grndualmente per imped ire che la èoesiooe dell'insieme riceva . nuove scosse quando a.ppunto è mnggiormente necessaria , allorn avvengono più: faci lmente i salti e per conseguenza gli _strappi , Già nelle manovre di combattimento i superiori impartiscono comimdi alle frazioni più prossime, e si lasciano trascinare a curarne la esecuzione senza riguai·do ai comandanti diretti . Il DMooMmow repu ta che ljUeste interruzioni net'vose si manifestano più frequenti, e specialmente all'n lto della gerarch ia ,)ve alle cirGostaI)Zfl. si ·unis1:c,no le l,(elosie di comando, le repugnauze di ' resron sa~ilità, le ambizioni malintese e -via di segu ito. Conoscitore degli uomin i, il Dn,\GO~tmow apre nuovi orizzonti ad una pàrte· della ~<:ienza mi lita re, che ebbe pochi cultori, fu trnttata di sbieco da taluno di essi come il Llo yd e lo Jom iui, ed ha tanta importanza ilel la guerra , Vogliamo dire la psichica mi litare. Adattan·dosi ai suoi metodi di inda7ine, :-eguendo l'indirizzo presi o~gi dal le sèieuze psichiche, ((Uesta pa~te del la sdenz.a militare, la quale Ò tuua dl ossèrvazione, dovrebbe pur trovare chi se . ne interessi ex professo. · ·

.. Sono in cc,r;o rli puublic::izione a Parigi i Mémoires del genera le

DmBARA IL, il quale cominciò la sua carriera m Afri(~a durante le -guerre dell'A lgeria , fn generale di divi:;ione nel ·1870, e Ministro della guerra all'epoca della prnsideoz.a Mac-M.abon in Francia. ~on fece la 1rnmpagna d'l llllia nel 1859, ma rifer isce alcune delle opìniooi che correvano allora a Parigi ci rca l'and:irnento di r1uella gtrnrra, ed è utile il rileva'rle perchè aknne di esse mirano a penetrare nella storia, , Il De Barai!, che era allora tenente colonnello, non prese parte alla campagna d' Ita lìa del ,J 859, per quanto desiderio ne ·avesse, Ri rnase a Vers·aille:; ed in quel tempo il reggirneuto cui apparteneva era destinato a formare un esercito da porre sul Heno. Però gli giungevano le notizie della guerr~ d'Italia la quale « se non era po litic:i era allora popolare. « Di quelle notizie gli re;ta una impressione alquanto confusa ». Il , genera Ìe Giù lay · marciava a tappe forzate su · To-

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TRA I LIBRI

TRA I Ll.BR1

rino "· Ora quella frase di tappe forzate s'attaglia poco alle esitazion i in rn,·r.zo alle qnali quel generale invase il Piemonte. e( Tutto l'esercito ,,iemontese era disperso tra le fortezze del regno » . Sta invece che esso era concentrato nel tri,,ngolo Casale-,za]enza-Alessandria, già studiato e preparato da parecchio tempo per la congiuntura che aJlora presenta vasi . È davvero un ioconvenieute che l'incalzare degli avvenimenti ed un ceno riguardo, non insolito tra noi, per 'i Francesi ci abbia tolto allora di render pubblico il raccon to di quello eh~ fece allora l'esercito piernontes-e Invece la sua azione fu ccclissata dal racconto di quanto fecero i fram:c$i. Ed iu p1;opo$ito vedasi come il De Barail racconta il fatto delia difesa della Dora, · pel' dichiarare il mare~ciallo Canrobert salvatore di ,Torino. Il maresciallo veniva in Ital ia coll'ordine preciso di non impegna!'si in combattimenti. Tuttavia iu un poscritto delle sue istruzioni era detto: si assicura che la Dora, Baltea forma una linea di difesa formidab ile. Il maresciallo andrà a riconoscerla, se egli giudica che possa essere di ostacolo considerevole nll:i marcia nem ica, potrà sotto la sua respon\\abilità (sottolineato tre volte) assicu rarne l'occupazione con quel .numero di uomini che gli sembrerà sullìciente. - Col Re e col generale La Marmora, il Canrobert andò a vedere la formidabile linea: era uu largo letto di fiu me che un asinaro stava traversàndo senza che il suo asino si bagnasse più su delle ginocrhia. Era inutile il pensare a difenderla. Il H.e lo com prese e voltò il cava.Ilo esclamando: Siam rovinati la capitale e me . - N'o, Sire, esclamava Canrobert, non sarà detto ~he la capitale del Sovrano alleato abbia da esse1,e presa e dist.rutta sotto gli oi;ch i dell' eser6to france~e senza che questo faccia qualche cosa per difenderla. M.i porrò all:i testa della prima divisione e quanto sa rà fatt ibile lo faremo. - fl maresciallo, cavalleresco come sempre, arrisch iava as$ai. Se Giulay avesse saputo, che poteva schiacciare la testa di colonna dell'esercito francese la carriera di Canrobel't era finita. Giulay credette che ·dietro il ,maresciallo sboc~ casse l'esercito: fer mò i suoi ed il Piemonte fu salvo. Così il racconto del De Barai!. La realtà è la segnenle. Il 29 giugno, all"indomani del giorno io cui l' esercito austriaco aveva passato il Ticino, il Re, col maresciallo Canrobert e col·generale Niel, venu ti nel mattino a Torino, si recarono sulla Dora B:i ltE.3 per vedere se fosse difendibi le con maggiori fo rze di quelle che la guardavano, e Sf} i dne corpi d'armata francesi che venivano dalle vie delle Alpi occidentali vi potessero giungere prima degl i austriaci. La -

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linea era appre~tata a di.fesa con trinceramenti fattivi costruire sotto la direzione d~H\ Menabrea e con allagamenti del piano che ,.tava tra Dora e Po. Vi stavano a gùardia la 4,a divisione (Cialdini), ed una parte dellla ,ta, -nonchè una divisione di cavalleria, i;ioè 33 battaglioni, ,t O batt~rie e 2Ji. squadroni dell'esercito piemontese. Nel giomo precedente erano arrivati ,t 500 francesi, in Susa e 7500 in Genova. In queste condizioni la linea d.ella Dora: non parve difendibile e secondo )a proposta del Can·robert, accettata da l Re, fu deciso di abbandonarla. Le' truppe piemontesi furono avviate verso Casale e S. Salvatore: rimasero sulla Dora :,olameote i reggimenti di cavalleria per tener d'occl1io il nemico. Sicchò non solo il Canrobert non salvò Tori~o,/ ma concorse, potentemente a prendere quella decisione, per la quale se il Ginlay fosse stato un po' più deciso, o la posizione presa sul suo fianco dai piemontesi tra Casale ed Alessrndria glie lo avesse permesso, egli poteva sorprendere la capitale lasciata aperta aIle sue offese. )f.

** E giacchè siamo sul capitolo delle opinioni erronee çhe iuvolonta.riamente' vanno insinuandosi nel la stùria, e sono basate ,sulle impr~ssion.i dei contemporanei, meno veritiere di quanto possiamo crederlo, vogl'iama parlare di quella esternata dal senatore Finali nel fascicolo del 16 apri le di quest' anno della N1wva, antol og'ia e proba biImente figurerà I)ei. suoi Ricordi. Gli parve di rammentarsi e scri:;;se che il generale Cialdini non si sia trovato nella batt:igl ia di Casttllfidardo, che nulla ne abbia saputo, e che sia arrivato sul campo quando tutto èra finito. - Ora il senatore Pn.ufPEno, nell'anniversario di quella battaglia, con un breve serino rimette ogni cosa a posto. Egli vi si trovava come luogotenente e riportava h, medaglia al valor militare. Il geor.ralc Cia[: dini fu sul campo dal le quattro del mattino al.le otto e mezzo circa: il contegno del nemico e le ricognizioni lo persuasero che nul l:i dovess~ succedere per quel, gicrrno : allora mosse per Castellìdardo per vedervi il (lommissario del Governo che gli avea fa tto sapern di :iYer urgente bisogno di conferire con lui. Intanto tra le nove e mezzo e le nove. · e tre quarti cominciarono le prime sch ioppettate, e non mol10 dopo giunse sul campo il Cialdini , accorso di galoppo ed in tempo per dare wdi~i opportuni :i sviluppare e proseguire lii bauagl i:i, la qu.ile finì dopo le dne pomeridiane.


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T RA I LIBR I

_ Al .luogotenente PRAl!PEno, che era aiutante di campo, spetta il mento d1 avere col pretesto di un ordine sempre alleso e non 11eramente giimto, indotto il generale Aven.iti ad ordinare nl go recrgimeuto di tagliare la via ver:;o Umana al nemico che ritiravasi da qnella part'e. Il movimento diede dieci nove ulliciali e mezzo centinaio ,l i ~oldati prigioni~ri. Accelerato di Ùua diecina di miuuti avrebbe pro hah1!t~_eote posto tu potere di quel reggimento anche il generale Lamor1c1ere. Questo e molti altri pn rticolari son raccontati con molta autorevolezza daH'onorevole ~enatore P.nA.\IPEno nel suo scritto: La bnttaglia di Ca~tclfìdcirdo (stampato in Udine presso la tipografia Doretti e fuori di commercio). Gioverebbe assai che anche presso di noi come avviene in Francia, ~1uesto genere di letteratura, con~isteute nei ricordi del passato, fosse sviluppato più d1e non lo sia . ~ e guadagneremmo assai nella stima di noi stessi per quello che fn fatto allora.

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NOTIZIE POLITIOO~MJLITARI

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* * Dobhiam citare per obbli~o di coscienza, che un esimio scrittore olandese, F. 8)111', amante delle co:;;e nostre italiant-, lrn voluto trncl~1rre nu, articolo di questa Ritista apparso qrrn lebe anno fa, col nome d1 C,isa . Savo'ia'. nel ff:lal e il colonnello C. FA1JR1S raccoglieva e presentava 111 scorcio le n cende storiche di quella dinastia e iodicavn i legami logici di quel le vicende. É lo .stesso sc~·itto che fu tradoito in tedesco dal ·mnggiore c. MAR;;i;;r.Lr. La traduzione olaudese i'i dedicata a S. :\. il Principe di Na pol i, precedente da una bella lettera in francese e col titolo di Her lfet Savoye stampata in bellissimo esemplare presso la tipografia H. Hon io Harlem.

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Due vari di navi da guerra felicemente riusciti, l' uno il 16 seuembre a Sestriponente, J'r1ltro il 23 a Spezia, occu parono per c1ualcb e tempo la stampa e l'opinione pubblica e furono, nella cronaca interna, i due avvenimenti ,più importanti della quindicina . La prima di queste navi Ì' l'incrociatore corazzato Cristobal Colon costrutto nei canti ed cl ella ditta Ansaldo per conto del governo Spagnol~. · Questo varo a cui la Spagna era rappresenta t:i dal suo ambasciatore presso il R e d'It,alia, da un ammir:1gl io, da un generale, da tutto il personale del consolato di Genova, dn membri del parlamento e da una grossa scltiera di pubblicisti ven uti appositamente in Italia diede occasiont: alle più vive dimostrazioni di simpatia tra le due nazioni sorelle, anzi gemelle : di mostrnzion i sincerissime, poichò all'affeuo naturale, che nnsce dalla comunaaz:i rl'origine, dalla :somiglianza di lingua, d'usi e di costumi, nessun ,interesse contrario fa contrasto. Ma l'importanza dell'avvenimento per noi sta in ciò, che governi stranieri ricorrono all'industria privat:i itali nua per la costruzione delle loro navi d.a guerra. È il secondo C'a so che si ripete nel corso di pochi mesi. Tutti - ricordano l'incrociatore ,costruuo nei cant1err della ditr.a Orlando in Livorno ed acquistato recentemente dalla repubblica Argentina. Quando si pensa che, in un tempo non ancora molto lontano, non vi era macchina per le nostre navi, per le nostre ferrovie, per le nostre industrie, clie non fosse costruita in Inghilterra, in Francia , in Germania, quando si pensa che gli stessi operai per mettere in moto quelle macchine erano stranieri, c'è da stupirsi dei cammino percorso e del punto a cui siamo arrivati. . Fu già un gran passo quando i nostri ingegneri no.vali poterono ideare e tracciare i disegni delle nostre prime grandi navi da battaglia; quando potemmo imr,ostarle nei nostri cantieri; quando i nostri ·operai


1808

~O'l'IZIE POLl'J'ICO-l!ILITARI

poterono imprenderne la costruzione ; ma non avevamo ancora raggiunta la meta, perchè macchine, corazze, grosse artiglierie dovevano venirci dall'estero. Oggi disegni, cantieri, macchine, operai tutto è nostro e quelle, opere tanto complesse che sono le moderne navi da guerra escono dai nostri cantieri così complete e perfette e a prezzo relativamente così mite, che governi stranieri le commettono ai nostri fabbricanti. · Ben conobbe l'importanza del fatto il Ministro della marina, che al varo del Cr1:stoba.l Colon volle essere rappresentato dall'ammiraalio Candiani, e volle che vi assistessero tre nostre navi dc1 guena :<) il Duilio, la Ma.rfo Pia., l'Eitridice. Sicchè i cannoni delln vecchia Duilio, la prima delle nost~e grandi moderne corazzate costruita sri\ cantieri governativi, saìutaruno lo scendere in mare della nuova ;orella costrutta dall'indL1stria priva!11 per un governo estero.

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L'al tro varo che, come dicemmo, ebbe luogo a Spezia il 23 corrente fu quello del Carlo Alberto costrutto nel nostro maggiore arsenale di Spezia per aumentare le forze della nostra marina. Erano presenti al varo S. M. il Re, S. A. H. il Principe di Napoli e le LL. EE. i Ministri del la guerra e della marina, senatori, deputati, ecc. ecc.; una folla immensa assisteva dai palchi, dalle calate, dalle navi e dalle barchette che gremì vano il golfo. Un poco dì ritardo frapposto dal colosso a mettersi ia moto e i 1 sentimento di lieve. trepidazione che ue fu di conseguenza servirono solo a rendere più vivo l'entusiasmo e più formidabile il grido di vita il Re, tilla l'Italia cruando la gran mole' fclicemente scese in mare. La ma ttina stessa del 2:i settembre aveva avuto luogo, precedentemente al varo ed in presenza di S. M. il Re, di S. A. H. il priucipe ereditario, dei Ministri, ecc, una manovra a fuoco, simulacro di attacco e difesa tra le due squadre navali. ch'erano nel golfo di Spezia ed i forti che lo guerniscono; manovrn che riuscì ~areaia0 mente, con piena soddisfazione di S. M. il Re. e, All'indoman i (2,i ) S. ì\:l . il Re accompagnato dalle .LL. AA. RR. il Principe di Napoli e il Duca di Genova, dal Presidente del Consiglio e dai Ministri della guerra e della marina passò in rivista le squadre. · La rivi.sta fu preceduta da · evoluzioni che si chiusero con trrr contro bersagli lasciati cadere dalle navi. Ultimati i tiri, tutte le navi

NOTIZIE POLITICO-MILIT Alll

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sfilarono successivamente di poppa al Savoia dov'era Sua '.Vlaestà, e compite, con precisione, malgrado il mare agitato, tutte le evoluzioni, ripresero il loro posto di ormeggio. · La stessa sera· il Princi pe am miraglio, Tomm~so di Savoia.., emanava il seguente ordine del giorno: (< S. M. il Re mi ha espresso il suo alto compiacimento · per il modo con il quale si sono svolte le ·evoluzioni e le esercitazioni di tiro, durante la rassegna della quale ha voluto onorare la forza navate. « Tale Augusta manifestazione valga e renderci. :;emprc più degni del sentimento che l'ha dettata. Viva il Re!

*** Colle questioni d'Africa siamo sempre allo stesso pu.nto. Verso la metà del mege correvano voci di movimenti u ell'esercito di Meòelik ;' chi diceva che si avanzasse verso Borumieda, chi diceva verso l' Auss~, si accenna va anche a grandi preparati vi di difesa da parte ·del rroverno italiano . :Ma non fu nulla di serio. I movimentì di Menelik (;e pure la notizia aveva un fondamento di vero) si ridussero a lievi spostamenti causati forse da necessità di vettovagliamento;· i preparàtivi da parte del governo italiano non furono se non misure elementari di sicurezza motivate, non già dalle notizie dello Scioa, ma dall'avvicinarsi della buona stagione, che potrebbe irJVitare a qualche. rottura ·di co,nfine i turbolenti e razziatori capi indigeni dell'altra sponda del Mareb. Il maoaiore Nerazzini ' dellH Clli missione abbiamo parla~o nelle pre00 cedenti puntate, giunse il 1.0 settembre ali' Harrar, dove fu ricevuto da ras Macounen coi massimi onori. Egli doveva partire il 20 settembre dall'Harrar per Adis Abeba, residenza di l\fenelik, ed è probabile che mentre scriviamo sia già partito . .La breve sosta all'Harrar fu causata dal bisogoo di organizzare una carovana. Dei colloqui tra Nerazzini e Maconnen nulla ,è nolo al pu'bblico; ad ogni piodo essi non potrebbero a vere se non una im pOl'tanza molto relativa e servire· solo a congetture più o meno fondate, perchè le trattative, sia per la pace, sia per Ìa restituzione dei prigionieri è d'u(jpo farle direttamente con Menelik. • G,i~m~~ pure all'Harrar e fn bene accolto d11 Maconnen il padre Oudin, capo della missione inviata dal Comitato -delle Dame romane, il quale· inviò un lungo rapporto di quanto gli era occorso e dei colloqui avuti


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NOTIZIE POLITICO · MlLITA Rl

NOTIZIE P0LlT100-MILlTARI

con Maeonneu, Da . <Juesto rapporto npparisce che i prigionieri sono gelo~a.ment.e custod1 t1 uon però maltrattati e si trovano sparsi in varie loc.ahta. Una buona parte t'O no iill' Harrar; la massi ma pane sono allo Sc1oa . QL~este. not!zi~ ~oucordnno con quelle portate dni tre prigion ieri Ji!1erat1 e g1un~1 ~lt111wmente a Massaua (i tre che mancavano a compire "·· numero <l1 cmq.uanta la cui liberazione era stata ordinata e dei quali , gia quarantasette sr trovano io Italia) . .Nessu~o p~rla di rnnltrattameoti se non nei primi giorni. La sorte de, nostn P:'g'.0~1ieri b tr_istiss!ma per sè stess~ e per la loca litù, ma non per mahgn11a del nemico. E giustizia confessarlo. .· Al padr(' Oudin. non .riusci di ,•ederne che uno o due. Per quanto I rguarda la foro li!)eraz10ne non entrò neppure in preliminHi , perchò J\~aconnen, al le pnme parole, gli fece capire che non era affar suo. S1cchè pur e-gli, l'inviato delle Dame romane, lasciò I' Harrar e pàrti per Adis Aheba, piuttosto scoraggiato. .11 ~attant? en:t già arrivato alla residenza di Menelik il capo di un'aÌtra m1ss1one, rl padre Macario inviato del pontefice. Egli scrisse di là una lettera molto rosea ed entusiasta per Menelik, nella quale dà buone speranze per la liberazione dei prigionieri; ma leggendo bene quelln lettera e guardando su che cosa foutla le speranze, si vede che ]' inviato del papa è più iugenuo che quello delle Dame romnne. · . ~on resta se non sper11re 11ella missione \ferazzini e in quella più importante del generale. Valles.

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"* ? i ~uesta missione e del suo scopo abbiamo parlato altra volta. Qu, dtremo .solta~to cl~e il ~ominato generale partì per Massaua il 23 co~rente, ~urnto ~t ampi poteri e d' istruzioni precise. Di là si mette.ra tosto 11~ rela~10ue con Nerazzini e, secondo le informazioni di qu13st1, affrettera o ntardt:rà la sua partenza per lo Scioa', dovendo, fra le altre cose, aspettare la notizia che il salvacondotto del Necr · 0 us e arrivato a Zei\11. Un nor.o e sperimentato interprete, che servì crià allo Scioa il conte ·\. . 11· h I'. . d. n tone ': a mcanc~ '. apparer.cl1iargli nna carovana con cento uomini armati. Oltre questi, 11 . generale Valles avrà una scorta di so ld 3 1I· . . nostrJ, . ~ecessam per t~:,~ersare il deserto popolato ,di predoni. Egli spern di poter ess~re a Zeila per I~ fine di novembre; di là proseguirà per Harrar ed Adts Abebn. A eh, lo ìutervistò prima di partiré da è)

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Napofi, mostrò grande fiducia nella riuscita della sua missione, sia per

la liberazione dei prigionieri, sia per la conclusione ddla pace.

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Lo stesso giorno, 23 corrente, partì per Massaua il governatore dell'Eritrea, generale Baldissera, che aveva ultimato il tempo della licenza in Italia e partirono con lui ( oltre vari ufficiali destinati a diversi comandi ed uffizi nella colonia) due nuovi battaglioni di cacciatori d'Africa destinati a dare il cambio a due battaglioni di fanteria ancora ri roastÌ\'i, i qual i torneranno subito iu patria, purcbè la situazione lo permetta. Contemporaneamente partì per Massaua una compagnia di zappatori del ~0 reggimento genio, per coadiuvare all'esecuzione di quei lavori di difesa che furono riconosciuti riecessa ri . Queste sono le misure prese fioora dal governo; la situaziont, per il momeoto, nulla presenta di allarmante; gl' irrequieti ras della zona di frontiera stanno al loro posto; al di qua del Mareb regna tranquillità par fetta . Anche verso Cassala l'orizzonte è sereno. I dervisci per oppor:;i al la vittoriosa ma rcia degli inglesi, che risalgono il Nilo, hanno abbandonato i nostri confini. Con tuuociò l'aYvenire si mostra incertissimo e lt' questioni d'Africa, nel loro complesso, continuano ad e$sere una grossa spina per il governo·e per il pae8e.

*** E tanto più premerebbe che fossero presto risolte e che l'Italia potesse disporre liberamente di tutte le sue forze, in quanto che le faccende in Oriente si complicano sempre più e la situazione diventa ogni giorno più minacciosa. Le sommosse delle popolazioni, ancora soggette al governo dei turchi, soffocate in uu punto scoppiano in un altro. Gli armeni, malgrado repressioni sanguinosissime, non sono ancora domati; Candia è ~empre in rivolta; la Macedonia è in preda a bande brigantesche; Costantinopoli stes~a fo per più giorni teatro di saccheggi e di massacri. Così non può durare e q,ualunque cambiamento può avere conseguenze gravissime. La contrarietà d'interessi e conseguentemente la gelosia reciproca delle potenze sono note. ·L'Italia, per quanto modesta nelle sue aspirazioni, non può·· disin · teressarsi .di quanto succede in Oriente, specie nel Mediterraneo in U7 -

ANNO XLI.


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liOTIZIE POLITICO-M JLI1'A:Rl

NO'l'IZIE POLITICO-MI LITARI

mezzo al qualò la natura l'ha posta, epperciò ha inviato anch'; ssa in Oriente una ,divisione della squadra attiva, composta delle nwi Sardegna, Sicilia ed E1tridice sotto gli ordini dell'ammirnglio Canevaro, oltre altri legni minori clie già vi si trovavano. La questione d'Oriente, la questione tra l'hàlia e il Drasile ' di cui abbiamo parlato altra volta e che è sempre pendente sebbene non minacciosn, la ca,ttura della nave olandese c,;he porla va armi- allo Scioa, e i due sopraccennati vnri di Sestri e di Spezia, hanno fatto si che durante questo mese gli occhi degl'Italiani furono rivolti specialmente· alla marina.

Vi prenderà parte un intero corpo c1'armata, così costituito: 1a ))rigata Casale - H 0 e ·1'.2.0 reggimento. 2a brigata Ancona - 69° e 70 reggimento. 3a brigata mista - ·1° e 82° reggimento. q,a brigata mista _:.. 20° e 68° reggimento. _ Un reggimento cli bersaglieri ' (5°). Un rGggimento di alpini. Una brigata di cavalleria. Due reggimenti di artiglieria da campagna. · Reparti del genio (zappatori, pon.tieri e ferrovieri). Legione allievi dei reali cafabinieri. Collegio militare di Roma. Due brigate di artiglieria da fortezza. I reggimenti di fanteria saranno formati su tre battaglioni e ·12 compagnie di 1 ÒO uomini nelle file. I reggimenti di cavalleria saranno formati su 4- squadroni di ~20 cavalli. Le batterie cli artiglieria saranno formate tutte su ,i, pezzi senza <lassoni. Il tenente generale Di San Marzano avrà il comando superiore delle . truppe.. ) La forza complessiva sotto le armi oscillerà tra ·15 ed i ·16 mi la no.mini di truppa. La rivista avrà luogo i.n pinza d'armi aì prati di Castello e sernb-ra fissatil per il 28 ottobre. ' • Si assicura che debba prendervi parte un grosso distaccamento del corpo R. equipaggi.

Un avvenimento foustis$imo e prossimamente 3$pettato è il matrimonio di S. 'A. R. il prjncipe di Napoli, con S. A. la Principessa Elena del Montenegro. · Nella preceden te puntata ne abbiamo annuuziato il fidanzamento, oggi si sa qualche cosa di positivo sul m& trimonio. Per• incarico di Sua ì\'.laestà il Re, il primo aiutante di campo Vfre' nerale Ponzio Vaglja, ha avvertiw la presidenza del consiglio dei ministri che la ceritnonia per il pas$aggio della principessa Elena alla feùe cattolica avrà luogo nella c-hiesa di San Nicola di Bari di Regio Patronato. La principessa Elena sarà scortata da Antivari a Bari dalla squadra di manovra. · Alla ,~erimonia, nel tempio di San Nicola, in terverranno tutte Jeo alte cariche dello Stato civili e militari, i dignatari della Corte. Sa,ranno presenti tutti ì membri della casa reale d'Italia e della casa principesca del Montenegro. 'Il matrimonio ci vile di S. A. R. il principe di Napoli con S. 1 A. la principessa Elena sarà celebrato al Quirinale da S. E. il presidente del. Senato. Il matrimonio religioso sarà celebrato dal gran· priore di Bari monsignor Piscicelli nella chiesa di Santa Maria degli Augeli in Roma. Nou ci fermeremo sulle feste a cui già varie delle nostre città st rreparano per solennizzare questo avvenimento che ravviva tante speranze della dinastia e del paese, ma ·non possi:nno astenerci dal fare u,n ·r.enno della rivisla militare che, per tale occasione a,,rà luogo iu Roma.

., Analogamente a quanto venne praticato in questi ultimi anni, il ministro del,la guerra ha determinato che nel tempo e nei inodi infradescritti sial).o i_nviate in congedo illimitato per anticipazione le seguenti _,categorie di militari: 1° I militari di :la categoria i quali si trovino in una delle a ppresso indicate condizioni e ne facc iano domanda al rispettivo comandante del corpo : a) quelli della classe 1874- con_ ferma di tre anni che presero servizio dal 20 aprile 189i sino alla chiamata generale della propria classe, man mano che vengano a compiere 30 mesi di· effettiva per. maneòza .alle armi, avvertendo però che i militari di detta .classe ap1

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NOTIZIE pQLlTICO-MlLlTARl

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A senso dell'Alt-o N. ·1 ·19 della vecchia Raccolta del Giornale 1nilit1ire ed in relazione alla Circolare N. 106 del ·I O agosto corrente anno, furonù ammessi al corso di masc:ilcia, che avrà principio il 21 settembre, settantacinque soldati dell e diverme nrmi e corpi. Un R. decreto in data 29 agosto, pubblicoto il 26 settembre sta-

_NOTIZIE POLITtCO-mLITARl

partemmti all'arma di cavalleria non potranno in ooni caso e e a I · · d . " ss re C?nt'>erat1 ~rima el ·15 dicembre p. v., giorno stabil ito dal N. i della ci~col~~e ~ - :103 del _31 luglio u. s. per l'invio in nnticipato 1;on,re(IO dei militari d1 cavalleria della classe 1873 con ferma di quattro anni' '. · d" d b) quelli · h del la classe ~ 875 . con ferma ed obb1"1ao ,,.. di· ' serv1Z10 1 ue nom c e presero servizio dal ~O marzo •I 895 sino alla chiamata g~n~ral~ d?lla propria classe, man mano che vengano a compiere 18 mesi d1 eftettt va permanenza alle armi· .. ~) quelli delle classi o colle fel'~e suddette che, avendo serYtto pnr~a del_ loro concorso alla leva per meno di sei mesi quali volontari prosc10l1i dal servizio, non poterono, pel paragrafo 8t6 del regola~1en~ snl reclu_tament~, essere trasferiti alla classe ;nteriore. · . Il J_1cenz1ameoto d1 questi ultimi militari sarà elTettnato nel aioroo rn cui, cu mulato il senizio prestato prima del loro concor:;o al~ leva con riuell~ p~·estato. dopo, vengano a raggiungere rispettivamente 30 o 1~ mesi ~1 effet~1va permanenza alle armi a seconda della ferma a cm sono vrncolat1. ' 20 Al 1o dicembre p. v. i n;i.ilìtari di 1a cateaoria con fe l'ma di quattro anni, che, per applicazione dell'articolo della legge sul recluta~ento, furono trasferiti alla clnsse ,1873; , quelli con fer d. tre ~nn1 ~he furono trasferiti alla classe 187i e c1uelli con fe . ma di obbl1ao . . d' d . . classerma e " d• serv1z10 • ue anni che furono trasferiti alla 1875.

bilìsce quanto segue : • La sottodirezione del genio della Maddalena è trasformata in ufficio del genio militare irntonomo, sotto la clirottll dipendenza del mi-

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Fra le altre disposizioni d'i nteresse militare notiamo. Venne pubblicato l'avviso con cui si avvertono . ··1· .. edo "J )" ·t . 1· . I m1 1tar1 IU COll· I imi at.o, i qua i ritengono di essere divenuti inabili al .. g che possono presentarsi alle rasseane di rimando le q,11 1· • _serv11.~o'.1 d I d. " , a 1, a1 tel'mm e isposto nel para~rafo 830 del regolamenlO sul rcclutamenlO avranno luogQ nel prossimo mese di ottobre • Il ministero ha stabilito: · .'I o_ c~1e i c?m_andanti militari permanenti di stazione e oli I . ufficiali • qualt, io base al N. 12 del sopracitato Atto so " a_trl1 mente delea,,a t·i a ti a ,rig1 · ·1 anza sui militari aspiranti fuocl, . no • 1· specia . tenoa · f · ns 1, s1 man~ no lll requent1 rapporti coi locali uffici della trazione ·1· . scano. mensi.·1 men t'e a1· s1gnor1 · · comandanti di presidio ed ali' ufficio , e n eritrasporti del comando del corpo di stato ma aaiore circa l' ~ p 1· . e la d' · 1· d · ·i· · . "" • v P 1caz1one , 1sc1p ma e1 m1 1tan in parola. In relazione al disposto dell'Atto N· 6-i del ·,• 893 , venne ammesso . un . certo numero d1 sottuffiziali al corso di perfezionamento nell'e . taz10ne che avrà principio il 1o ottobre prossimo. qm-

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nistero della marina. « L'ufficio del genio militare della Maddalena provvederà al servizio cumulativo del regio esercito e della regia marina . . , Al servizio dell'officio pred('ltO sarà provveduto con personale del genio militare che il ministero della guerra terrà a disposizione di quello della mal'ina. Qnesto persona le s'intenderà in eccedenza a rp1adri organici del regio esercito, e le spese per le competenze ad esso dovute saranno a carico del bilancio della marina. « PrP.sso l'ufficio stesso è istituito un consiglio d' :unministrazione composto del capo dell' uf!icio, presiden te, di un ufHciale addetto, membro, e di un ragioniere geometra, parimenti addetto ali' ufficio, relatore. Un altro ragioniere geometra dello stesso unìcio, disimpegnerà le funzioni di segretario del consiglio. « A tale consiglio d'amministrazione sono affidato le stesse àttribuziooi stabilite, per gli analoghi consigli presso le direzioni del genio, col regio decreto 2·1 novembre 1895 » • , Nel mese di dicembre prossimo, ed in quei giorni che verranno in seguito designati, saranno chiamati a sostenere l'esame d'idoneità all'avanzamento, a senso delle norme stabilite dal\' A tto H>O della Raccolta (edizione 1891~). i tenenti veterinari i quali, non essendo nelle condizioni di esclus:one di cui nel citato fitto ,!_50, si trovano ad avere l'onzianità all' 8 aprile 4888. Saranno pure ammessi a ripetere gli P;sami i_tenenti veterinari che già conseguirono la idoneità ma che intendono ritentare la prova per l'avanzamento a scelLa. Romll, il 29 settembre ·1896.

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NOTIZIE )llLITARl EST ERE

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militari, ed il munici pio assume l'obbligo della distruzione delle opere di fortificazione. Questi lavori che saranno assistiti da\ genio, dovranno compiersi nel periodo di due unni. - Venne aperta all'esercizio la forrovi a strategica che unisce Toul

NOTIZIE MILITARI ESTERE ' AUSTR~A-UNGHERIA.

. L~ feste del reggimento Iioch-und-Dentschmeister i' . . bilta. - Il recrgimento d"I Ianter1a . Hoch-und Oeuls· -h Esercito e ·nor e · esteggiato il 6 settembre testè scorso il ·. d c mei~t~r N. 4- ha volle in modo speciale onorare ·1 • ·ls_uo seco_n o ceotenano. Vienna U I vccc 110 rerrcrimento na rappresentanza del Consicrlio com unale <>.:> • 0 11imemo ~1 " · _e ando, a ricevere il refl'<> • :,uo ingresso nella c1uà e in o- · I . . nelle strade per le e uni" , . ,' . se<>mto a suo rnv1to le case Il ·consi crlio comu~a; idpa~sò il 1egg1monto erano tutte imbandierate. o e ec1se ancora che foste erett al reggimento sulla p1·""ZZ" o dun monumento ,.. cbo porta 1·1 SllO s furono accordiiti 20 ' 000 fiorini , invi·1·o I'.mt1ero . nome ': 11 quest'uopo rego-1mento d esta a o Rotonda; destinando la sa la delle . o a una f Il nale per un banchetto a11Ji ufficiali d • . , feste del palazzo comucorpo degli uffìzia li . o e e:.tmo un regalo ·d'onore al - Il nuovo regolamento di <lisci lina , . contiene le se11nenti cli · po ·1· • • PO _rer I esercito austro-ungarico ::, :, ~ z1on1 : « 0o-u1 uffi.c"a bb' .. 1 l ·I frc,nt.e al nemico e · · · · e c ie a ta sern to· di .. ' s1a-v1s1 sem pre condotto ben , I" . serv1zt0 non interrotto· di . e, pm c 11> abbia un con esenzione dalla tas~a 30 f,,1taon1,b~lopra sua domanda, . sarà da S. M. - , " o no 1 e. 1 . « Uguale favore sarà accordato a coloro elle h interrotto servizio di 40 .anni ' e l.enuto sempreanno un condotta. effettivo e»non buona FRANCIA.

Aritiles. - Ferro·via Toul -S. V-incent . , . determioazioM la città di Antibes ha . " Col.ome. - Con recente novero delle fo rtezze Uo recr J, ces~ato d essere compresa nel . · oO .. re contratto conci r .1 il munici pio, cede a ,Iueq'ulti . ' .c1111_uso ra • governo mo parecchi fnbbn esuberanti ai biso<rnie Z)

a Pont S. Vincent. Sino ad ora par recarsi da una all'altra di queste due locali\à eravi soltanto la ferrovia che per Froward-Champigneulle conduce a Noncy.Iarville con un percorso quusi di 60 chilometri. La nuova linea nou ne conta che 18 e corre lungo la l'vlosel la. - Giusta un calcolo fallo dalla France Mi litaire la Francia ha nelle colonie le seguenti forze: sulla costa occidentale dell'Africn 1000 uoroiui, a :Madagascar, alla H.éunioo e nell'lndie 8000 uomini, in America •e alle Antille 'HOO nomil\i, nell' Oceania •t 800 uomini nell'{ odoCina 2/i.,500 uomini ; in tota lo quindi, tenendo conto delle compagnie di disciplina, .H ,000 uomini. Vi sono inollre ,t 0,000 uomini di milizie nell'Indo-Cina ed in Africa . In caso di mobilitazione questa forza aumenterebbe a 100,000 uomini. \'fel mese di agosto ora scorso sono partite pel Madag:iscar quattro compagnie della Legione straniera, due del 4° reggimento, e due del. 20, ciascuna della forza di ~72 uomini, per costituirvi un battaglione di 688 uomini fra soldati e graduati di truppa. Io Francia alìe grandi manovro comandate dal g~nerale Caillot hanno preso parte truppe di marina fo rmanti una brigala di fan teria, e tre batterie d'artiglieria. · La brigata di fanteria, cui concorsero a formue tutte e quattro le brigate della fanteria di marina e composte dn due reggimenti fu ad -0etta alla 34,a divisione; della quale fece ro pur parte le tre batterie dell'aniglierin della marinà coi pezzi trainati ciascuno da 6 cavalli. Nel mese di ottobre debbono aver luogo, per lo durata di due giorni, \e esercit'lzioni della fan teria o dei hauaglioni di cacciatori della milizia territoriale. H ministero della gu1m-a, ha ora di,posto, che nel limite dei mezzi disponibili, possono pur esservi chiam:iti reparti di _cavalleria, di llf· tiglieria e del genio. L:,. visita militare ai qundrupedi, che fo di recente eseguita in tuta la Francia, ha dato a conoscere che a Parigi esistono 95850 qua drupeJi. Due sole società la Compagnia de9li Omnibus e quella,del Petites 1:,oitures pps;edono rispettivamente ~ 5, 084- e H, ·I 1'1 cavalli, tutti perfettamente atti al tiro·.


NOTIZIE )llLlT.àltl E STERE

1818

NOTIZIE mLITARl ESTERE

RUSSIA.

Promozioni in occasione della sacra dell'Imperatore. - Nell'occn-· sion e della sua incoronazione lo Czar Nicolò II volle dimostrare in sua sp,~ciale benevolenza verso l'esercito con numerose ed eccezionali promozioni, e collo trasferire nella Guardia un numero straordinario di uffi ciali, superiore alle vacanze esistenti, e, ciò senza tener conto delle innurnerèvoli onorificenze distri b~ite. ~ ella Guardia, nella quale, come è noto, gli nfficioli hanno un grado superiore al posto che occupano, e godono di assegni più eleva ti, per regola ·~ono trasferiti gli ufficiali distintisi per meriti speciali, e quelli addetti agli istituti scolastici militnri, e agli stabi limenti mi litari. Quest'~nno, a mo' d'ese mpio, furon o tr11sfer1i al reggimento fanteriadella Gt1ardia (Vo,linia) H ufficiali fra sottotenenti e tenenti, e 7 nl quadro di battaglione di riserva dello stesso reggimento. Quasi tutti i reggimenti di cavalleria ricoveuero almeno un u!Uciale. Nell'artiglieria furouo triisferiti nella guardia 17 ul'ficiali fra rruell ~ addetti agli stabilimenti, e dai reggimenti: 11 ufficiali alla ,ta brigata artiglieria della Guardia, 10 a ll_a 2", ,t 6 a Ila 34, e . H :illa brigata, d'11r1iglieria a cavallo, circa ,t 00 ufficiali addetti agli arsC1)ali fabbrich ed'armi commissioni e scuole di tiro, continuando nel lo stesso servizio, furono trasferiti nella Guardia al seguito dell'arma . Fino a questo anno poi non avevano il grado di geoernlc che soli i comandanti dei reggimenti della Guardia. Invece orn, a festeggiare' il grande avvenimento con trariamente a codesta regol~. molli colonnelli furono promossi a maggior generali, pur coolinuando nel le primitive funzi oni di comanrlaote di reggi men to. Inoltre 67 capitani anziani dei reggimenti di fanteria e dei dragoni, sebbene non vi foss1;Jro vacanze, furono promossi tenenti-colonne!li in sopranumero ni quadri , continuando ad occupare il posto primiti1•0. E così pure promozioni eccezionali a tenente colonnello ebbero luogo nel Genio e nei Cosacchi.

1819

. 1· d E-tremadura - cnpolnogo . Nuova easti" ia e "' ' d" d ··d / Seo-ovia, di Avila, di Toledo, 1 1 ..r l .d provincia d1 I\, a , 1 , e • ., tua< · . rid o d.· di lìadllJOZ e "\,O ce1'<~S ,. . ' . C1uda no 11":o, .. t· G enada - c:ipolnogo S1V1g~1a. ·enwne S1v1o ,a e :rr ' d. J' 1· Secon da 1 :, • d:'i s·iv,g . 1·Hl, cl·• l{cl vas rli Caduè, • nen, e i . . d., C'orùova , , .rov1ncH1 · • P G•e ada di Malaga ed Almeria. i n ' \' I capoluogo \" alenz:i. a eoza . . · \. J I Ila Te·r·,,a regione. d. C t \\on de la Plana. d1 Alicante, ti, a enza, te ,· Province , ,as e l\'lurcia di Albacete e di Cuenc,1. o li ' regione. - CataIoc,oa " - capoluo.:ro Ouat·ta ., narce. ona. ,Provi . ncia di Barcellona, d1: (·.,evon, , r Lerida , e d, Tiirr:i •t:oua. (• , eni oluo••o Sar:igozz:i. Qwinta regione. - Ar,igona - '' 1 . "' . d. s .·· e di Guad. Sa1·aoozza di Iluesc:i. , d1 Tenie1' I • oua . . p rovmc1a 1 ~ ,., •• , dalajara. y . , F•ad·,· - cnpoluo.:ro Sesta regione. - Bnrgos, Navarra e , :1,co1 " ' "' , ti Prima region~- ~ . (f

•

M.

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•

'

Burgos: . . , . . . 1· .\\nv·1 ri i Guip11zcoa, di Biscuglio, di Provmc1od1Na~a11a, 11., ,, . Santander, di Burgos e di Logrouo.. . . r lhùolid . . - Vecchia Casttglw - c,1poluogo \ o .' . di Setti'.na_regdion,,e.11 lolid di Paleocia di Sah,monca , eh Zamora, Provmc1a 1 ' a ac , ' , Leon e di Oviedo. e ca poluorro orogna. .. · Otta·va regione. - G .,.aIizt0 - · c1 • · , I, . '. d.1 Jnoo di Oreose e d1 Poote)<era. ~ ;:, • Provmce d1 Corogna,

SPAGNA. N1wra circoscrizione ,m.lita1·e ten-itoriale. - La creazione <lel1' go corpCI d'armata lw provocato una ·nuova suddivisione mili tare ter-

ritoriale dello penisola iberica, ordinata come segue: H7• -: ANNO XLI.


1820

1821

RlVISTA DEI PERIODIGI MILITARI ~

1

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

'

I

Nota rellitivci alle nuove ta:vo.le di tfro per i calco{i di , ·esistenza dei c~nnoni· compre$Si, Còniributo allo studio del tiro 1naschera.to Appareéchi di pUJnt,eria ' elettrim. - Notizie militari estere. - Notizie bibliografiche. - Parte ufficiale. · Supplemé~to N. 1. Al fascicolo di seuernbre della Revue, d'artillerie, va allegata una tavola analitica ' ed alfabetica delle materie contenute n0l periodico, dall'ottobre l872 al settem~re 1895, ossia un repertorio dei volumi N. 47 e 4-8 della. rivista nominata ,

Revue d 'artillerie. Jahrbiicher fiir die Deutsche Armee und Marine.

Settembre 1.8_:96. -' Studio sovra'w1, nwter·iale.d·i artir,l;e· , , r1·a. da campa,gna. ~la servire ali· esen-ito Srizzero. · ,L'esposizione di Ginevra ha aperto la ed , 11 . ,· , d ' , . . 'i"o e vai iato campo al lo studio d a, a c11_trca e fllU recenti perfelionarnenti dell'art.e militare. Già fì,n al :1892, '.' governo federa le svizzero avea indetto un·1 spec·e d' o c_or:o _ncll'mdustria privata ::i flue di creare un nuovo i~a.teria;e ~-c~n.t1gheria campale, che fosse adatto olle speciali condizioni del tea/ ,1d1: guerra della Confederazione. , , io i 80 m·1ii · t . -Esigevasi perciò un calibro dni 70 airli 0 iett"l I · J · • une n , un peso del pro ,1 ~ •a. cui e ensl!à trasversale fosse possibilmente la i. " . d , loc1ta 101z 1ale di r-100 · P u ,.,rnn e, una ved . fì , ' , . " . metn, un congegno di chiusura adatto al tiro rnpido e m JU~ un otiuraz10ne da servire per le cartucce met' 11· h , Ma ·1a l' . I . ,i ic e. x ', ~ • no mc eterrnmntezza delle questioni [)ropo·te o la I 1· .fi I è certo cli · l , ~ · e1t 1co til e s1110 ac ora non s1 ottenne dalla pr·na , t a mc . I . orovernna '' J ,· · ustr,a so. .. . . sopra . . . veramente , corriSf)Onda alle piopo1z10m descritte· ep. uzJOne . ·· . e11e pe1c10 Scr-,uMACHEn ' comandante deIl' a1.. .' . · J1 colonnello . t1g 11·e1.·ia svizzern 1 e,~ulo con.vemen_ t~ agevolare, per via di una memoria, l'esatta in '.' .:~ tazione dei quesiti; memoria ch'euJj intitoJ·. St d' , te1~1e di arti.qheria da carnvag' na da servii~e tilt' ..~; Sit ,.io soma un materiale ·. , · ese1 c1<0 v-izzero . II cannone precomzzato dal colonnello Sc1rnM ~c1 E specie delle bocche cfa fuoco mohi)i allo C~tr~J~O·, \;~;aatf ~r:e;re~b.e a!la capace d1grande potenza distruttiva . p101ettile A tnfe bocca da fuoco converrebbe adattarsi un traino afi'usto a rmcu'lo utilizzato. leggero ed un •(J

••

•

,

Studio sutle q,rrni da cactia. - Sistemi di chiuMtra - C t ·b , , - Luminelli. - Sistemi di puntamento - C,a pi ro. - ?anne. D . . . . · assa, - eso dell arma - '· rezzo,dei fitqti da. caccia. · ·

Setteµibre ,1896. - Marce e conibattfrnenti delle armate tedesche nell'agoslò 1870. /

Con questo fascicolo si termina il pregiat1ss1mo studio del capìtano HÈRMA~ GnANIEH, dei cacciatori della Landwebr, con la giornata di Spicheren. Per guesto; l'Autore opportunamente valendosi delle p_iù recent.i pubblicazfoni, mette a rilievo alcune mende della narrazione del D1cK. DE LoNLAY Français et Alleinands; mende già rilevate anche dalla stampa militare francese, spe•}ie dall'opera del maggiore RoussET. Una pattii,9lia al Gancaso. - Dal diario del tenente-genernle von G&n,soonn . · La rivolitzione in Cracov'ia e nella Gltl-izia. occide,ntale nell'anno 184-6. , Lei /orografia dei proiettili in m_oto. - In questo studio molto importante, del capitano FELumn, troviamo onorevolmente citato il lavoro-analog() dei dotto1·i ing-. Q. ~bJOM'NA CALA'l'l\B1A2so ed A. FoKTAlU, p11bblicato nel nu~ero di gennnio LL s, della R-ivistci di 0;rtiglieria e, genio. Le pal'le infiltinmate di (}ibilterra.. - Episodi dell'assedio del 1786. L'onore ecl ·il dnello. - Dal recentissimo libro del generale Bocvsr,Aws10: l)ie Ehre wrul das du.ell. Scbull e Grund . - Berlino. Piccolò notiziario di storia militari~. - Il teatro di guerra della penisola dei Pirenei, durante le campagne dal i808 al 18·13 Notizie militari estere. - La questione dei sottufficiali in Russia. - Il materia1e per l'nrliglieria da campagna in Svizzera.


11122

RI VISTA DEI PERIOD! Ol MILITAR I

J J ourna l des sciences m ilitaires.

Settembre 1896. - La chimem del disarmo . ~on q1ic.sto tit~lo il generale LewAL inizia un nuovo suo studio. Il nervosismo e1e, tempi nostri, egli dice, è passionato ricerc:i tore del me(flio ma spe~~o appunl.a i suoi sguardi verso gli ideali, che verso obielli di r~,ltà pos1t1va. N~lla lo~ta :icerba per gli interessi, nello spfrito d'util ito l'ismo dom1n~nle d: 1 tcmp!, la .guerra appare a tal uni un controsenso; ma la lotta conti o· la 0 ·1uel't'a e· an tica quanto la <">11uerra medesi ma' · J, 'avvc b, .. dopo Io Cl uesa, 1 medio-evo ed il rinàscimento · ed i fautori dell 3 rono .. ·I · , a pac,e spceia r~ente ~ngross.arono dopo. le guerre na poleoniche. A1.1e1~1p1 nostri, un ' intera letteratura s'a lleò ad essi, col TolstoJ fra i 0 ma(1(11 se .· · r · ' ::,o.on • La ' o uerra , -Rrrl·, a:, . 11sse, e un 1a1to contrano alla ragione ed ali uni versa natura umana , . Nul.~a ~ì cangiato, di.ce il ge.nel'.alc. Lewal. I fil osofi, gli ideologi, i sos.uatou dr l,utle le classi, astratlor1 dr quintessenza e caval ieri d,i chimere rnnangon~, coroe por lo passato, nel dominio del!' inrngioaziooe : essi parlano d1 un mondo come essi lo sperano, come essi veggon o che potrebbe essere, ma non di cer1;0 ta le quale è. Si l1a quindi un hol di mandar la pace universale· essa e· co•~ . , • , = vana, la " · · · · b. I o~er1a e mev1~a I e, e 1a pace e soltanto possibile al cimitero, secondo Ja v1 vace espressione dol Lr-mN1n . , La guen~ tu tta:ia impone _seri ~roblemi sociali che con vien togliei·e in ~~ame, specie per il fatto che 1 ~uo1 avversari hanno, di questi tempi, conci eta~~ una fo rm ula da paralogrsmo, battendo in breccia l'esistenza degli eserciti ed attaccando per ciò lo strumento nou oià la c• iisa d·ot · · " ' " ermmante . . del' e guerre. I partigiani più fe rvorosi della religione deuli interessi e del c lt b te" . I I' ,, '. u o otoa•o, s~n,o onc ie g 1 avversa ri più acerbi e gli alleati più n urnorosi dei sognai.on fil osofi, e la gran ma.,;sa di coloro che aa«iunrrono o·ca al f . i. l;)c) o V" , uoco deIl .od'10 aIle m,·1·ilan· ·1:111·tu7Jon Ma attaccare o· h · 11 il..militarismo è uu controsenso, scri ve il i;,"enet.,a Ie. I, EWAL,. P. 1c e qu? o ~pmto 1ia esatto riscontro in un bisogno ll/lturale di reaz10ne e.. d1· resistenza nel. confli110 dc(fli interessi·· Se 1· ·soc·1a 1,,, ·- 1· .. ~ 1 pensano ad'I contia110, gli e perche ve!!gono nell e,ercito un o•t•colo a' J01'0 d'1Se<1m· . w . ' ~ u , 1 .trnsformaz1one della societù, .:i vendo i loro apostoli ben compi·eso ~he

RIVIS1'A DEI J.>ERIODICI MIJ,lT A Rl

1823

in esso

rip0sa appunto l'idea dell'ol'(line o del!' incivilimento, in contrasto con quella della distruzione e della rovina. Ma la gl'an massa delle opinioni resiste a queste teo1·iche nichilistiche : lo spirito m ilitare è e rimarrà sempre il lerm.omet.ro del valore delle nazioni.

_I rimbalzi del proiettile Lebel mod. 1888. - Ordini di combattimento più indicllti A fine dì attenuare gli effetti dei proietti li di fucileria a_piccolo calibro. - Discussione della vulnerabilità relativa delle diverse formazioni soggette a ri mbalzi. Risulta da questo studio del generale LE Jo1~0RE, che le truppe di seconda e di terza linea debbono, di preferenza, adotLare le forme di colonne affiancate, con intervalli larghi, al più possibile, fra sezione e :!ezione, ordini adattatissimi por attenuare gli effetti del rimbalzo, così considerevoli nelle nuove armi dì piccolo e.a libro.

La campagna d' mttmmo del 1813 e le linee 'interne. - Continuazione. Un particolare delle spedizioni coloniali. - It servizio dell'intendenza: nel/,a campagna inglese in Abissinia nel 1867-68.

r

Lo studio del maggiore TAVEllNA, tratta, con questo numero, il grosso della questione che si era proposta : L'espel'ienza delle spedizioni coloniali di tutti i paesi deve dettar norme pe1· un esatto e completo·apprez;,:amento delle difficoltà logistiche che contrastano la marcia degli eserciti spinti a grnnde distanza dalla rispettiva base di opcrnzione. r; autol'e volle quindi, di preferenza, imprendere un particolorc studio :iulla spedizione inglese in Abissinia, negli anni '1867-68, anzitullo perchè gli insegnamenti che se ne possono ritJ'nrre sono tanto esatti quanti numerosi , e poscia per lo speciale interesse che il teotro delle operazioni. della campagna di lord Napier, presenta nelle ci rcostanze del momento. Premesso un breve cenno sulle cau~e della guerra e sulle notizie che si possedevano, per iniprese analogh~ comr-,iutc anteriormente, il maggiore T A v11:11NA- descrive il piano d'operazione degli inglesi e le basi adottale pel disimpegno del servizi<, dell' intendenza. Scelta la baja di Zula a punto di sbarco e di base, dalla fi ne di oLtobre (20-30) ai primi dì febbraio, non fu possibile uua decisa marcia in a vanti · del corpo speclizionario per mancanza di mezzi di trasporto. Ben lungi dal possedere una riserva mini ma di t,., mesi dì vettovagl ie per i 9000 uomini del corpo, secondo i disegni del generale in capo, il campo di Senafè non riceveva giornalmente che a mala pena il necessario per nutrire i 1500 uomini di quel presidio e le due migliaia che gli stavano a rincalzo. Ed


1824

RIVISTA DEI PERIO-DIC1 MILlT-ARI

il problema dell'approvvigionamento del campo di,Senafe non potè es~Me risolto, se non quando il servizio del!' intendenza inglese potè valersi a vece delle salmerie, di un vero e proprio carreggio. La strada e la ferrovia da · Zula a S~nafè fu allora grandemente produttiva, si che il corpo di spedizione potè lanciar qualche distaccamento sino ad Adigràt; ma a questo punto , il carreg~io dovette subire un'altra trasformazione, cioè mutarsi in treno da·montagna . A mezzo fobbraio i868, furono ordinati due convogli distinti, l'uno di pianura (Lo«1land train) che dovea far servizio fra Zula-Senafè-Adigrfit, l'altro di montagna (Highland train) che doveva seguire il movimento delle truppe in prima linea. Così potè riprendersi, sulla fine di · febbraio, la marcia da Adigràt vers.o Antalo. Il -convoglio dì rnontagna-.annoverava allora 5562 muletti, governi.i ti da conducenti lndù : il servizio delle salmerie era · pressoctiè compiuto ai primi di marzo. Lo studio del maggiore TAVERNA, di singolar interesse sarà continuato nei prossimi fascicoli.

Revue militaire Suisse.

Agosto i 8!:l6. - L'art.iglie11a svizzera all'esposizione di Ginevra. 11 Museo di m-t.i,glieria di Thoune, istituito da un trentennio ed accresciutosi, c,razie alle cure dei comandanti dell'artiglieria svizzera gene~ ~· . . raie Herzog e colonnello Schumacher, ha esposto, a Ginevra, una sene di n1odelli relativi al materiale d'artiglieria federale, dal principio :del piesente secolo ::ii giorni nostri. Fauno bell_a mostra, secondo l'ordine naturale della loro precessione, tutte le bocche da fuoco e tutti gli af. fusti in servizio, presso l'artiglieria svizzera da un secolo. .

Il genio m1'lit9re alt esposizione di Ginevra. . Dqlle ferite del cavallo, loro cause e rnezzi di guarigione. - Studio dei mezzi preventivi da usarsi sia pei cav:1lli da sella che per quelli da tiro. '-- Continuazione Sulla Ì.,1:saùw. - Gita della Soeietà Valdese delle armi speciali e della · Società ~egli ufficiàli svizzeri nei campi di battaglia dellé: Lisaine e di Worth. Le manovre svizzere del 3° corpo d' arrna.ta. .

Studio critico sulle operazioni delXrV corpo tedesco nei Vosg i e nell'allei valle della Saone. ~ Tentativo contro Au1.onne e concentramento del XIV Corpo a Digione. - Continuaziouè. Una campagna di T1.1;1'enna (H:iM). - Situazione generale al principio della campagna. - Sguardo · al teatro delle operazioni. - I nvestimento di Arras. - Piano rii campagna dei frances i. - Intendimenti degli spagnuoli. Note sovra Suv(wof e Lecoiirbe. - Campagna ·1799.

Revue du service de l'Intendance militaire.

, Estudios milit ares. Uno scritto del conte Jlfoltke. - La questione della · frontiera occidentale. Appnnti ,çtorici sull'Isola di C11ba. - Le insurrezioni dell'ottobre ·1888. La convenzione d-i. Zanjon. - La lega Antillana. La scoperta dell'Oceania per pcirte dei Portoghesi. - Proemio. Note militari sopra il Giappone. - L'armamento della fanteria. · - La cavalleria. - L'equipaggiamento complessivo ?ell'esercito giapponese. Rivista straniera. - L'impiego dei velocipedi nell'esercito austro-unga- · rico . - 11 fucile Savage, agli Stati-Uniti rii America . - L'oquipag- . giamento della fanteria svizzera. - L'ordina111ento dcll'ese;·cito ot- tornano al principio dell'anno i896.

1820

RlV!STA DEI rERlODIC1 MILI'rARI

5 settembre 1896. -

L

Luglio-agosto :1896. - In-materia di b·ilcincio. - Conferenze fatte agli ufficiali agarec,ati d'intendenza da CAMILLO LEnOY. - Dei conti fra l;> "' servizio.. pubblico ed i suoi contabili. - Forme di procedimento .delle due giurisdizioni. - Dei metodi di presentazione dei conti. Dellè controversie fra contabili e le parti versanti e acquirenti. Analisi dei grani francesi e stranieri. - Continuazione. Nota sul valore niitt1~tivo delle farine . - Delle conseguenze economiche deil'esagerata produzione del grano. Analisi del sal genww e delta. roccia del sale di Djebel-Sahari. . Varietd. - Il somacco di Palermo. - Della combustione spontanea del fieno e del carbon fossile. - Procedimenti per la pulitura delle vesti e dei tessuti di Oertenmeister. - Il nuovo prodotto detto C1.t0io 1/inascirnerito e suoi metodi di fabb ricazione, mediante il b\·evetto Lavollay.


182ò

RIVISTA DEI PERIODlCI MILITAR!

Rivista marittima.

RIVISTA DEI PERÌODICI MILITARI

. L'ordin'ament.o de·i battaglioni di zappatori in Germania, A-ustria-Ungheria ·e Francia. Bi'bliografìa. - La strategia ·c1a combattimento del generale Lewal. Notizie milita,ri russe ed estere. ·

Agosto-seuembre 1896. - Delle caldaie Oriolle, d1i Ternple e 1Vormand. Questo studio completa il già pubblicato nella Rivist(i marittùnn intorno al gruppo delle caldaie a tubi dritti suborizzontali, e di grande dia1 metro, tipo Belleville, Lagrafel-d' Allest e Niclausse.

Note ed appunti sulla ventilazione delle navi. - Continuazione. Di alcune proprietà delldatitudùii crescent:i. L' einpia All~anza. - Continuazìone. La nuov1i legge per la marina mercantile. Lettere al direttore. - L'olio usato a ca lmare le onde. - L'assalto alla .Maddalena nel ·1793. Informazioni e notizie. L'incrociatore corazzato Frnncesco Chanzy . ...:_ 11 varo della corazzata Kaiser Friedrich III a Wilhelmshaven. Prova degli incrociatori inglesi Terrible e .Powerf1il. - Il cavo dell'incrociatore portoghese Adarnastor. . Marina mercantile. - La navigazione dei porti della Cina nell'anno 1895. - fl Lloyd austriaco. - Nuova linea di navigazione tra · F!'anci:i, Madagascar e Transval. . Bibliografia. - Lettera di Don Giovanni d'Austria a Gian Andrea Dorill. - Unscre Kriégsflouc, ossia Album della marina germanica. Snpplemento a(la Rivistci marittima.

Al fosc:icolo VIJI e IX va annesso il cenno sugli ordinamenti nava'Ji dell'Impero russo. V ç,ennii Sbornik.

Settembre 1896. - Lri fortuna nei combatlimenti coi ilfiuridami del Caucaso orientale. - Episodi della piccola guerra nel Caucaso negli anni 181'>3-lSft.. L'artiglieria nelle m(itce di campagna. - Con esempi tratti ·dalla storia della guerra russo-turca negli anni 1877-78. l bersagli nel 1wovo tiro tattico di manovra. I fondainenti della cavalleristica. I programmi di stud~o nelle scuole dei cadetti. - JUNKER.

1827

Revue du génie militaire.

Agosto :1.896. - Il concorso per gli utensili da cucinci ·,ie,qli stabilim~n~i milita;ri. - Terza serie. - Utensili completi per cim1uanta uom1m. - Apparecchio Benech. - Apparecchio Déglèse. - Appa1:ecchio · Dubosq. ~ Apparecchio François-Vaillont. - Appareccluo Le, blond. Risultati' delle esperienze. e dei concorso, furono che in questo, come in quello dell'anno 1887, no11 fu segnalato verun apparecchio vera. mente notevole per novità di congegni, ma per contro, le mostre furono entrambe fruttuose per numerosi perfezionamenti nei particolari del servizio, realizzati dai vari costruttori concorrenti.

Episodio della guàra di Portogallo. - La sorpresa del ponte d' Amaranto. Il regolamento tedesco nei poli,1oni,di tiro . Scienze matenJ,atiche e periodici ntilitarì.

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Rivista mensile del club alpino italiano.

Agosio 1896. - Ascensione al Jaegerthorn. - La parete terminale di Val Anzasca. Il ctub alpino svizzero all' espoS'izione di Ginevra. . . Oronaca alpina. - Gite ed esciirsiòni. - ì\1. Matto. - Punt:i Maledia. · M. Cha berton. - :Monti di Bardonecchia. - Tre Denti d' Ambin. · Gran Sasso d'Italia. - Esc·wrsioni sezionali. - Torino) Albergian e Gran l\iioul, Punta Gnifetti. - C:omo) Legnone e Pizzo Cardellino. -:- Schio) A Campogrosso e monti circostanti. - Palermo) Da S. .Nicola ad Altavilla. - Carovane s·colastiche. - La carovana torinese alla Punta Gnifetti. - Nelle Alpi e Prealpi Cuneesi. - Sez. Verbano. - S. A. Meridionale. - S. A. Friulana. - Ricoveri e Sentieri. - Rifuaio Gastaldi ampliaÌo, Sentiero sul l\L Baldo, Statistica della freque~tazione dei Rifugi della S. A. Tridentini, Segnavie :il Canin. - Guide. - Rettifiche all'elenco già pubblicato. - Disgmzie. - , Corrà alla Grande Sassière. - Thorant e Payerne alla Meije.


.· RIVISTA DEI PERIODICI MILI'l',\RI 1828 Varietà. - Un monu mento sacro sul Monviso. Letterati1;ra ed arte. - Nuove pubblicazioni (carte) .dell' I. G. M. - Carta del M. Bianco di Imfeld e Kurz. - Sicula (periodico del C. A. Si ciliano). - Regolamento e tariffe per Guide e Portatori delle Alpi Marittime. Aiti ufficiali della Sede Centrale del C. A. I. ' - Comunicato alle Sezioni. Cronaca delle sezioni. ·- Torino, Pinerolo, Nuova sezione a Cuneo.

Le Spectateur militaire.

1 agosto 1896. - Istruzioni sulle manovre d'armata nel 1896. Critica degli ordini emanati per le grandi manovre d'armata nella vàlle della Charente. La battaglia di Adua.

Questa narrazione di Prnmm LoHANTCOUR1', è desunta dal rapporto del generale Baldissera e relativi annessi pubblicati dalla Rivist(i mili· tare italia-~a, nonchè dalle corrispondenze del Figaro e di· altt-i giornali francesi. E notevole la sua obiettiv~tà ed imparzialità dì giudizio. Ordinamientò di un quadro speciale della fisel'va. Decora.zioni. eroe~ e medaglie. - Continuazione. Cronaca militare frmicese ed estera. 15 agosto 1896. - L'angelo dell'avanzamento . . La battaglia di Adua.

L'autore, terminata la narrazione delle principali fasi del combattimento, aggiunge alcund riflessionì schiettament.e obiettive: Una catastrofe della specie di quella di Adua deriva ordinariamente da un doppio ordine di causi~. In primo luogo da ragioni rimote, in secondo di dipendenti dalle circostanze del mom~nto: fra le prime devesi contare la composizione ragunaticcia del corpo dì spedizione ìtaliano in Abissinia,; fra le seqonde l'assenza completa della cavalleria, il deficiente servizio delle informazioni, .le difficoltà delle marce di notte, la divisione delle colonne ed il mancato collegamento fra di loro . . Unità d'origine. - Della provenienza degli ufficiali dalle scuole di Saint- Cyr e di Saint-Maixent. Cronaca deUa qtiindicina. - Cronaca militare francese ed estera.

RIVISTA DEI PE RIO DICI MILITARI

1829

Revue du Cercle militaire.

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·12 settemb.re. 1896. - Vi sett·imana militare. - Una nuova arma alle mànovre. - I ciclisti del capitano Gérard. - Gli anniversari: Bazeilles. - Sebastopoli. - ll litro d'oro dell'assedio. - La memoria . delle disfatle. · lettgre dal llfadagascar. L'opinione di Skobelef sttlla lancia. Servizio in campagna. - Osservazioni al regolamento del 28 maggio 1896. La canzone militare. - PAUL ì\hGNJN. Cronaca francese. - L'ordinamento della compagnia ciclis~i. - Il più · antièo re(Y"imento dell'esercito francese. - Le compagnie del Sahra. . - Manovre .della 35a. divisioné di fanteria. Notizie 1nilita1·i estere. - Germania. - Il viaggio dello Tzar. - AiistriaUngherùi. ~ Una nuova caserma a Vienna. - Spagna. - La for~ mazione dell'8o corpo d'esercito. - Russia. - Manovre notturne._ Hl -settembre. - La settimana militare. - Le grandi manovre e la ri vista finale. - Combattimenti simulati e fatiche ~ffettive. - L'arrivo del presidente della Repubblica ad Angoulèn~e. - L'~sercito e l'alleanza franco-russa. - Il viaggio dello Tzar m Francia. Pietro il Grande. - La visita di Pietro il grande a Parigi nell'aprile 1717. L'insiirrezione de.i llfatabele con una tavola del Matabeleland e del Mashonaland. Servizio in climpagna ed osservazioni al regolamento del 28_ma,ggfo 1896. Grana.ca francese e cronaca militare estera. ' ~~

Per la Direzione

Lonov1co O:r sOTTI tc>'ientecolormello .11. T. A.• iucaricalo

DEMARCHI CARLO,

gerente.


f

ANNO

XLI

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RIVISTA MILITARE ITALIAN A

DISPENSA XX. -

16 OTTOBRE 189'6

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1831 '

SOMMARIO DELLE MATERIE CONTENUTE NELLA PRESEN TE DISPENSA

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POLVERE SENZA FUMO E PICCOLO CALIBRO

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Polvere senza fumo e piccolQ calibro. -

Confei·en:za te1iuta ai si_q,w,·( iVflciali del p1·esidio di Vene2-ia, addì 2 · dicemò1·e 1895 da Gurno MA YO, tenente nel 26° reggimento fanteria . . Pag. 1831

CONFRRtNZI. TENUTAli SIGNORI UFFICIALI DEL PRESIDIODI V&MEZI!

da GUIDO MAYO, tenentr nel 26° regg. fanteria ADDÌ

Un nuovo libro sulla campagna del 1866 in Italia. C. CèiRsr. -

( Continuazione e fine.)

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_Varietà. -

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Una corsa di resistenza da Beaune a Vichy

Notizie politloo-militari. - :c. .

» 18'72 » 189'7

::, 1901

Notizie militari estere: Germania: FM·mazio11e dei nuovi 1·eggime1iU fanten·a bavaresi Russia: Chiamata alle a1·rM delle i·ecliite

Rivista dei periodlol militari . . .

PROPRIETA. LE·T TERARIA.

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DICEMBRE

1895

1848

La cavalleria nelle guerre future di fronte alle nuove armi da fuoco ed alla polvere senza fumo. - Colon~ nello F . D'OTTONE, comandante il regg. cavali. Piacenza (18). (Co1ttinuazione e fine) .

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1909, 1912

» 1913

t passalo oramai nel dominio dell' uso il dis.iinguere col nome di _guerm l'alto finale con cui gl i Stati in lotta risolvono violentemente le loro con'tese. Al pensatore, allo statista la definì zione appare evidentemente ·erronea, siccome' escludenle il lungo lavorìo di preparazione che coslituisce il còmpilo dell'organica, non meno importante fallor~ di villor.ia del genio rivelanlesi su 1 cruenti, ·campi di battaglia. Ciò che tiene per lo piu celato alle masse profane l'azione ~ella: prima è la natura stessa dell'azione lenta , paziente costretta a soslare per vincere le mille difficoltà che nei lunghi periodi di pace incontrano le spese militari non . immediatamente fruttifere. Il secondo . invece ha dalla sua l'imminenza e l'e,,idenza del pericolo corso dalla nazioné, l'entusiasmo popolare, la pubblici là delle proprie imprese, l'aureola dei· trofei conquislati, delle. batlerie tonanti, delle bandiere spiegate e (ulgenli al sole delle battaglie. E però la storia che è donna ed impressionabile, esalla ed impa~za per la gloria di Marte vittorioso che cavalca tra la folla · plaudente, dispregia1ido 'Vulcano che affaticato e sudicio ha fucinato le buone armi. Nelle .guerre come nei grandi rivolgimenti sociali occorre dunque distinguere dei periodi di azione ialente impropriamente definiti di pace e dei periodi di altività.. ségnalali da effetti clamo rosi. Una sosta nel senso assoluto non esiste, precisamente come pel geologo non sonovi vulcani spenti, m.a vulcani dormien.ti e nel sonno degli esseri animati sappiamo altresì. che solo alcune U8 -

ANNO XLI.


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POLVERE SENZA

F UMO E PICCOLO C'.ALIBRO

fu nzioni si arrestano chè pel' le alLre la sostn produrrebhe la morte. La vita è molo I La storia della Pl'ussia ci fornisce due esempi che illustrano il nostro concetto : lti cnmpagne di Federico Il e le strepitose vitlorie della fine di questo secolo. A tutte le persone dotate di una cnltura general e, diremo appena discreta, so no noli i no mi dei gl'andi genet'ali prussiani ·che si fec.ero tanto onol'e nelle due epoche. Epperò ricol'di11ino il vecch io e glorioso marescin llo Schwerin che cade ferì.Lo a morte nel momento in cui impugnando una bnndiera guida a :Praga l'assalto della sinistt·n prussiana.; il brillante Seydlizt che pone in l'Otta, caricando 'alla Lesta dei suoi irresistibili squadroni l'intera oste francese a Rossbach; il prode Ziethen , il cavaliere modello: l'ussaro degli ussari di cui l'atlliale imperatore di Germania, allora Kronprinz , tesseva l'elogio nel novembre ·I895, arrestando il suo reggimento nll'all.ezza del monumento eretto alla memoria del grande gene· raie di cava lleri a della guerra dei Selle anni . Chi pensasse oggidì a.d elogiare l'opera militare del Gran Fedèrico portere bbe vasi a Samo. Ma pochi certo ricordano eh~ asceso al trono egli ebbe la fo rtuna di trovare un esercito organ izzato in modo da renderlo superiore a tutti quelli dell'epoca per islru · zione, per ispi ri to e per armamento. li merito di Federi co Il come buon artefice non dovrebbe scemare in nulla qnello del suo predecessore che gli aveva preparato ottimo rarnese. Ma in che termini si parla dagli incompetenti di Federico. Guglielmo? Un maniaco che si divertiva a colle.:ionare granati eri colla stessa puerilità . con cui il fan ciullo allinea sul tavolo i soldatini di piombo . Eppure fu questo grande calunniato che preparò i trionfi sfr ullati unicnmente dal suo erede. Povera organ ica! Alla distanza di un secolo il fenomeno si ripete. Un esercito. cui i trionfi del 18 13 e del 18 15 non erano bastati a far dimenticarò le fughe di Jena e di Auerslaedl e la sua totale disorganizzazione in una campagna di quindici giorni, un esercito diremo quasi oscuro, obliato da cinquanta anni di pace si rivela improvvisamente gigante in Boemia per· apparire titano nelle pianure della Sciampagna. Due imperi crollano, un altro ne sorge, la carta di Europa cangia aspetto ecl i nomi di Moltke, di Man1

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teuffel e di Werder e di tanti altri corrono ammirati sulle bocche di lutti. Chi pensn ai preparatori di questi calaclismi? Chi ricompensa l'opera di tanti egregi ministri della guerra, l'abnegazione ài tnlti coloro ch e han no modestamente portato la loro pietra all'edificio comune ? Il solo Guglielmo l che cosi termina l'elol-{io al suo immortale collaboratore : il maresciallo Moltke : « Vo i avele ben diretto la buona spada · affilata . da Roon ! -. Il lungo periodo di azione latente che attualmente attraversiamo ci è dunque arra dell a serietà ~]ella futura lolla, la partita d'arm i è semplicemente dilTerita . D'ogni parte fei·ve il lavorio della preparazion e; e là dove è fermento sovrasta sempre il pericolo della coml)uslione subitanea. ln un ven tennio s i sono cambiati sino t re a quattro modell i di· armamento, i regolamenti di ogni genere non appena entrn ti a fa r parte del patri monio tecnico sono sostituiti con altri. E mentre si migliorano le armi, si ingrossano gli effettivi : batterie, squadroni si aggiungono giornRlmente a~li esisten ti. gl i scaglioni avanzati si ri nforzano. È una ridda vertiginosa, una gara di ma,<\sa e di velocitit che avrà come corollario un urto tremendo nel quale guai a' ri ta rdatari : non potranno illudersi coll 'afori sma bi blico: « Gl i ultimi saranno i primi ! ~

La tradizione narra che Bertoldo Schwartz non pensasse meno mam1:1nte all'invenzione della polvere nera allorquando gli esplose fra le mani il mortaio nel quale aveva mescolato il salnitro allo zolfo . E così precisamen te accadde della massima pa.rte delle grandi scoperte , non escl usa quella dell'America. Epperò non dobbiamo stupire se :gli ultimi studii tendenti ad im primere una maggior velociLà iniziale ai proiettili , hii nno av uto come inaspettato corollario la. scoperta delle polveri, inesattamente definite, senz~ fumo. Come le sue consorelle detta scoperta fece da prima esagerare l'importanza dei suoi effetti :;ino ad essere designata come causa di una vera e propria rivoluzi one nel campo della tattica, tale da far cangiare da ci ma a fondo_l'aspetto della guerra. In seguito studiato meglio il nuovo agente, perfezi onatane la fab -


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POLVERE SENZA FUMO E PICCOLO CALIBRO

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b~icazione , ponderato il pro ed il contro fu assegnato anche al nuovo esplosivo il suo giusto valore. Collii presente conferenza, che sottoponiamo al giudizio del gentile uditorio, ci siamo prefissi i tre seguenti scopi: 1. Riassumere brevemente quelle conseguenze logiche sulle quuli i tecnic i delle varie nazioni si trovarono di pieno accordo; 2. 0 Esaminare in succinto le modificazioni che le varie po· tenze enrcJpee credettero opportuno di in trodurre nei concelli generali di condotta delle truppe in seguito alla scoperLa dei nuovi esplosivi; 3. 0 Trattare un po' più .dettagliatamente dell'azione che la fanteria dovrà esplicare in sul campo di battaglia sotto il duplice aspetto di ri trarre i massimi vantaggi dall'aàozione della polvere senza fumo evitandone per qu:rnLo possibile gl'inconvenienti. La l{Uestione è stata trattala così amp iamente e sollo tanti punti di vista, che, a dirla sch ieun, anche un riassunto delle principa li teorie, un semplice iuclice analitico delle medesime ci trascinerebbe molto al di là dei limiti che forzatamente debbono racchiudere la nostra disamina. Epperò invece di questo metodo noi preferiamo esporre le principali question i relative alle polveri semm fumo nell 'ordine naturale con il quale e~se presentan si all'analisi del nostro intellello. E per cominciare: Dopo l'adozioiw della polol"re senza fumo sui campi di battaglia, ci si vedrà di più o ci si v.eclrd di meno? Questa domanda indirizzata a noi ufficiali inferiori di fanteria collocati a contatt0 delle truppe dietro al cenlro dei ri$pettivi plotoni o compngnie nell e lezioni del vecchio tiro di combattimçnlo otterrebbe la rispo;;ta : << Memori del rum~ intensissimo prodott<J dal fuoco a ripetizione colla p0lvere nera, fum o che tutLo avvolgeva: tiratori , terreno, bersaglio, non esi tiamo a dirn che colla nuova polvere ci si vedrà meglio. » Yiceversa il comandante di uno squadrone di cavalleria esplo-ranle che trovandosi à distanza ancora eonsiderevole dal [ronte avversario vede cadere i propri uomini, stramazzare i propri cavalli senza nemmeno poter scopri re la direzione donde proven-

gono tiri, risponderà che con la nuova polvere ci si vedé meno. Nè questo è sufficente. Bisognerebbe interrogare i comandanti di artiglieria e del genio, i comandanti di armata, di corpo di armata, di divisione, ecc. E dopo uditi tuLLi questi pareri, chi avrebbe ragione ? Tutti e nessuno. Per chi volesse occuparsi della direzione delle grandi uni tà, rimandiamo gli studiosi allo studio dell'aureo libriccino del ca pitano cli stato maggiore Enrico Barone : Corne operano i grancli eserciti, quin!o vol ume di quella Biblioteca ì\Ji nima di nome e di formato , ma ricca di pregevoli opere e di forti collaboratori. I grandi riparti strategici. e logistici ricevono istruzioni generali direttive pei qual i vige l'aforisma napoleonico : Les principes à la ,qnerre sont imm1.w,bles. Epperò in dello campo la guerra è scienza, la guerra è meccanica, perchè prodotto di masse pre · parate dall'organica e dalla ,strategia ri unite, cui la logistica im · prime la velocità sotto la prosaica specie della giornaliera pagnotta che non deve far difetto ai combattenti . Ma sul 1campo di ba ttag li!l, la metafisica batte in ritiratn e la lotta in -cui entra in campo l'uomo con tulle le sue qualità in · tellettuali e morali cangia form a e sostanza, la guerra spoglia dalla formula e dalla ricella assurge alla veste divina dell'arte. Riportiamo qu indi le seguenti conclnsion i del generale Bronsart von Schellendorf, universalmente riconosciute com e testo in materia: A) La direzione del comando supremo si espli ca sul campo strategico e logistico, ma non nel tallico, ·epperò le nuove polveri non an men1nno nè dimi nui scono le diffi co ltà de ll'esercizio del comando supremo. B) La direzione dei comandi di armata si esplica colrindicare alle grandi unità dipenden ti la situazione e gli obbiettiv i da raggi ungere, con alcun e direttive per l'azione, il più delle volte molto geoerflli e per co nseguenza le nuove pol veri non fa. cilitano, nè in1ralciano l'nzione dei detti com:indi. C) I comanrlnnti di corpo d'a rmata , anche prima d'oggi, p·er quanto disponessero di un favo revole punto retrostante di osservazione, assa, difficilmente (e nei nostri terreni m:ii) pote-

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POLVERE SENZA FUMO E P ICCOLO CALI BRO

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varo da esso abbracciare con l'occhio rinforzato dal cannocch iale Lua.1 l'estesa e sinuosa fronte delle loro truppe, quindi anche per questi comandi le nuove polveri non recano conseguenze. O) I gr,1ndi comandi tattici, prima d'o7gi, si orientavano mediante le informazioni, e così continueranno ad orien tarsi ma le inform;iziou i sono ogg i più diffici li da racco1?liere, e: da' ciò deri va un aumen to a·i difTicoltà pel coman do che noi ch iameremmo intermedio. E) Gli è qu indi al criterio dei comandanti minori, oiù 1riu' n ;-, fi no al capitano, che rimane alndaLo l'indirizzo dello svoloimento n dell'azione. 1 / ' ) Costoro, in ragione aeJla maggiore indipendenza d'azione, dovranno. spiegare una maggiore iniziativa nell 'impiego dei mezzi di cui rispellivamenle di spongono, onde, anche senza ordini par· Licolareggiati e senza preventivi concerti, possano uniformarsi alle direttive ricev ute traducendone fedelmente in atto gli intenti. Ma perchè ciò avvenga, occorre che gli ulliciali tuui siano dotati , di superiori qualità intellettuali e morali, occorre f; Ludi o in defesso, unità prestabilita di metodo, affiatam ento e cameratismo fra le tre armi, onde nel momento su premo, il cader della benda col dolore del danno non ci riveli la vergogna del i'infer iorilù. G1 In conclusione le nuove po lveri non aumentano nè diminui .;cono le di fiic oltà dell'esercizio del comando supr~mo ; rendono un poco più diOici le l'azione del comando intermedio, j·a cilitano il compito esecuti vo ai comandi inferiori (ballarrlionc e .) ~ compagma perchè il nemico e le posizion i da esso occupate non saranno più coperti da un velo di fumo proiettore .

Ma questa è fatal e in guerra . Meglio una decisione pronta 11nche mediocre che una ponderata che col tergiversare abbia lasciato sfuggire il .momento propizio per l'azione. Napoleone che qualche cosa ne sapeva, prevedendo il tempo the [l Vrebbero fatto perdere le discussioni reciproche prima di metLersi d'accordo disse prefe rire in un esercito un comandante mediocre a due ottim i. Dunque per avvezzare il nostro spirito a saper prendere nna risoluzione sia pure in una conferenza conviene deriderci per l'una o per l'altra vin . Ponderiamo pu re prima di osare, ma non addormentiamoci fa ntasticando. ~ una cosa che salta facilme nte all'occhio che coll'aumento delle gittal~ delle armi portotili , colla cresciuta celeri tà di tiro, colla maggiore radenza della trn ietloria, colla maggior fo rza di penetrazione dei proiet!.ili l'efficacia delle armi da fuoco sia aumentata. Epperò dato un campo di tiro favo revole sgombro di· ostacoli, preventivamente esplorato gl i effetti del fuoco mirato debbono essere tremendi. Un esercito che· dovesse svolgere l'offensiva tattica attraverso ad un terreno in cui il difensore avesse i vantaggi sopra enumerati dovrebb~ sottostare durante l'accostamento e la preparazione dell'atlacco a sanguinosi sacrifici. -Parrebbe quindi a tutta prima buon consigl io lo appigliarsi alla difensiva tnllica come quella che meglio per1p.ette di sfruttare le qualità balistiche del nuovo armamento . fl tenente maresciallo barone Von Kuhn , rnaest.ro in ma teria di tattica, ricon fermando il sistema da J11i seguito nella campagna del Tirolo: « Manovrare. offensivamente e combauere difensivamen 1è » aggiùuge che, in vista dell'accresciuta po tenza del le armi portatiIi, specialmente riguardo nlla radenza delle traiettori e, la condoua ideale del co mbattimento dovrebbe essere: « Manovra offe nsi va, quindi scelta delle posizioni, rla queste fuoco difensivo per respingere il primo urto e per stremare le fo rze dell'attacco; poi ripresa l' in iziativa tattica con una controffensiva energica ,. . Ma l'illustre autore in questa sua conclusione ottimista è stato indubbiamente tratto dal carnttel'e tutt'affatt o speciale che distingue

A prendo a caso un Lraltalo qualunque di t~llica verrà fa tto ad \ ogoi piè sospinto di leggere i vocaboli offensiva e difensiva, fo loro definizioni ed i vantaggi e gli svantaggi inerenti a ciascuno dei metodi cli azione. Siccome ognun o dei detti sistemi accoppia ad un certo numero di vantaggi una corrispondente s.erie di inconvenienti così il primo risultato che delle cognizioni generano in chi legge è la perplessità.


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la zona di operazione nella quale egli così brillantemente durante la campagna del ,J866 pose in luce le sue d~ti eccezionali di condottiero della guerra di montagna. Ma detta regione era conosciuta a mena,dito dal Kuhri e dagli ufficiali ; truppe speciali localm.ente costituite e sapientemente dislocate sbarravano gli accessi, presidiavano i forti che costituivano per le poco solide legioni garibaldine dei punti di passaggio obbligati onde rimontare il corso dell e diverse vallate o passare dall'una all'altra di esse. Questa situazione spP-cialissima non potrebbe in nvven ire che riguardare le operazioni di secondaria importanza di un qualche distaccamento. La ·vera essenza della gitm·ra è l' o/!'em·i·va ; chi vi rinitncìci volontariamente 1·ùitmzia all'elemento p·recipiio della, ·vittorùi. · La difensiva, secondo quanto si è detto· precec1enteme'nte, ·approfittando di una intelligente scelta e presa di posizioni (dato che il nemico ·gliene abbia lasciato il tempo) svolgerebbe in tutta la sua efficacia i propri fuochi mirati delle armi di piccolo calibro allo scopo di rompere La compagine delle forze nemiche procedenti all'attacco e ·costrette ad attraversare la zona battuta dai suoi proiellili. Una volta poi chf' gli uffìciali sieno stati .decimati, le truppe attaccanti soggette a enormi perdite, le tin,ità frammischiate, la coesione scossa allora si as'sisterebbe allo spettacolo della massa dei difensori' che uscendo dai propri appostamenti, scendendo velocemen te dalle contrastate posizioni svilupperebbe un contrassalto generale. · ~1H al caso vero sarà ben difficile che' uno dei belligeranti sia così ingenuo da prestarsi tanto grossolanamente al gioco' dell'r, vversario. ,L'offensiva approfittando della libem scelta che t!~sa ha della direzione dei propri attacchi e1iite.rà la zona p('r lei sfavorevole dfri_qenclo i propri sforzi contro i fianchi della posizione nemica od anche aq_girnndola completamente. Lo Scherff dice che un esercito non potrà essere dall'avversario costretto a dare bnttaglia offensiva su di un terreno vantaggioso per -la difesa se non nel caso in cui la strategia abbia commesso degl,i erron . Gli effetti straordinari del tiro in massa dei Turchi nei tre assalti ·, che essi soste11nero vittoriosamente a P.lewna, nella campagna

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del ,1 879-78 , contribuirono certamente a fare accarezzare il concetto della battaglia ideata dal Kuhn e svo lgentesi secondo le rnodaIità da lui indicate. · · Ma vediamo un po.co se non ha ragione lo Scherff anche per il caso pe.luliare di Plewna. L'esito infelicissimo dei loro attacchi di viva forza non rappresentavajorse per i Russi il giusto castigo, la meritata espiazione di una lunga serie di errori nei campi ·della politica, dell'organica e della strategia? Basta per convincercene ricordare i seguenti difetti nella preparazLone e nella condo tta della camp:1gna. di Bulgaria: ,t O • Gli ambasciato.ri e gli addetti militari russi a Costantinopoli non ·avevano saputo, nel loro lungo soggiorno, .ragguagliare il lòro governo, nemmeno approssimativamente stÌll'entità delle forze che in caso di guet'l'a con la turchia, quest'ultima avrebb.e potuto , far scendere in campo. · 2°. Conseguenza di ciò it' cuor legge1•0 con cui per parte russa si p1·ocedette ai preparativi. Dopo otto lunghi mesi dal prin'io giorno di mobilltazione solo sei. corpi d'armata russi ('150 mila uomini in -tutto) guern ivano la-sponda 'sinistra del D:mubio. E çon questi il comar1do supremo si proponeva di portare a com· pimento le nuove fatiche d'Ercole: I. 8uper<1re le difficoltà materiali del passaggio di t~tto un esercito attraverso ad un ostacolo lluviale dell'importanza del Danubio in presenza di un avversario formidabilmente appoggiato · alle 'fortezze turche della sponda destra; U. Venire a capo della resistenza delle suaccennate piazze -forti abbondante~ente guernite di presidi i e di armamento; · III. Investire i'l quadrilatero Varna-Rutsciuk-SckumlaSilistria; IIL Respingere vittoriosamente i movimenti controffensivi delle truppe ottomane mobili, il cui complesso presentava (senza che lo sapessero i Russi) un effettivo superiore a quello che il nemico avrebbe lorn potuto opporre ; I V. Tenere in iscacc9 con distaccamenti le forze turche concentraté a Viddino; V. Forzare la linea dei Balcani; VI. Invadere la Rumelia e marciare su Costantinopoli.


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3°. Ma i fatti non corrisposero alle aspettatÌue originate dai primi siiccess·i . Il passaggio si operò felicemente, ma·la cavalleria russa non venne sapienlemente irradiata in largo ventilabro a gran distanza onde pors i a conlaLlo in tutte' le direzioni colle colonne nemiche. Il raid al di là dei Balkani restò un bel epi sodio, ricco di gloria e povero di risullati. 4°. Formaiosi il concetto che i Turchi av~ssero abbracciato il partito della difensiva passiva, lo slato maggiore russo divise · la massa in tre gruppi lanciandone uno al sud verso i Balkani, uno ali' ovest su Plewna di reti o a So(ia, uno ali' est sul Lomper pedronteggiare le forze del quadrilatero. In tal modo la strategia vedeva violata la sua legge fondamentale che De Cristol'oris pone-in testa al suo aureo libro: · Che cosa sia la 91ierra, cioè: Agite coJi la massa. 5. 0 La mancata esplorazione strategica della cavalleria, l'àronco schieramento strategico dei _Russi in · Bnlgaria condussero agli insuccessi latt'ici di Plewna. - Uno che marci da A a B se si trova sul fianco in C la minaccia <li un nemico forte e risolulo che· gli minacci le sue comunicazioni in A non può più procedere tranquillamente su B. Epperò se al posto di A poniamo il ponte di Sistowa, principale linea di rinpprovvigionamenlo dei Russi~ se al posto di B mettiamo il loro obbiettivo strategico: Costantinopo-li, se in luogo di C scriviamo Plewna nodo stradale , impor- ' tantissimo, punlo di passaggio obbligato per procedere sopra Sofia noi vediamo che O.sman l)ascià era rinscito a costringere f ab-:1Jersario all'offensi'va in ima zona p1·eventivamente scelta ed organiz.zatci ·a difesa g1·a:ie agli errori strategici sot)raccennati che gli avevano permesso di giungere inavvertito da Widdino a Plewnà, e gli avevano lasciato tutto il tempo . per ra[orzare detta locc1lità, già ben collocc1La dalla natura, con tutte le risorse dell'arte fortificatoria. Resia dunque luminosamente provato quanto afferma lo Scherff anche in questo caso particolare- di Plewna. Ma non basta, a_lLri insegnamenti derivano dall'esame di questo periòdo delia guerra del 1877-78 . I Russi diedero tre atlacchi e tutti q~anti furono respinti corpe già vedemmo. M a fin qui non vi sarebbe stato nuila di slraordi .. >

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natio p'ensando al campo di tiro favorevole di cui disponeva la difesa. Quello che stupisce si è che nei primi due attacchi i Russi . impiegassero effeuivi numerici notevolmente inferiori a quello dell'esercito ch6 li attendeva nei suoi formidabili trinceramenti. Ed anche qui vediamo una tri ste conseguenzn, del . cattivo servizio della cavalleria di avc1nscoperta che non aveva fornilo i dati voluti sulla posizione e sull'entità delle forze nemiche. Oltre a ciò gli attacchi contro i varii gruppi di opere procedettero slegati, le truppe in ciascuno di detti assalti furono frazionate soverch.iamente: alla erronea divisione strategica succedeva lo sparpagliamento tattico. Osmao Pascià sfruttando gli errori di un nemico cbe gli aveva già accordati i vantaggi su riportali conlinuò secondo il parere del Kuhn nel sistema preferito dal deu.o autore ed adoperò ef.- , . ficacem ente il fuoco difensivo col quale disgregò le masse attac· canti e le coslrinse a ritirarsi coprendo dei loro morti le adiacenze delle opere. . Ma il Von Kuhn vuole che questo atteggiamento difensivo sia temp0raneo e come preparalorio alb contro/fesa. Invece Osman . rimanendo completamente passi.vo, limitandosi a parare senza rispondere, diede tempo ai Russi di circuirlo e coll'arrivo di rinforzi di costringerlo alla resti.. Chi segue costantemente il concetto della difensiva non potdi. ottener;e risultati definitivi p1~rcitè vinci;re vnol dire 'vincere e non già impedire la uitcoria del nem.ico. E per vincere Osman Pascià avrebbe dovuto incalzare vigoro_samente il nemico e minacciare i ponti di Sistowa. L'intera campagna sarebbe probabilmente andata perduta pei Russi. Viceversa i Russi, ad onta dei 50 mila cadaveri abbandonati sulla pianura bulgara, furono largamente compensati dei loro sacrifici per la loro coslanza nel! 'offensiva. Caduta, nelle loro mani Plewna si apri per loro una serie di strepitose vittorie chh condusse le nquil e moscovite in vista dei min,1reti di Costantinopoli. : Uli è ,perciò che tutto ben ponderato gioveril 11 nostro modesto avvi~o coltivare nei _quadri e nelle tru,ppc lo spiritv ofrensivo.


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POLVE RE SE NZA FUMO E PICCOLO CALIBRO

'P OLVERE SENZA F,UMO E PICCOLO CALIBRO

Non potendo ammettersi l'ipotesi dei due partiti fronteggi antisi indefinitamente aspeuando che l'altro allacchi e dimostrato essere. il caso di Plewna eccezionale dobbiamo conchiuclère: . A) Bisognerà come per lo passato accettare il terreno e le cìrco~tanze tattiche come si presenteranno Ì·ealmente; . R) Chi avrà superiorità morale proveniente dal · profondo_ convincimento della propria superiorità materiale (istruzione, disciplina, armamento, numero, ecc.), attaccherà per non rinunciare ai vantaggi 'dell'offensjva. 8°. L'offensiva durante il periodo della preparazione dell'attacco subirà probabilmen te perdite molto maggiori che per lo pas- salo, ma il felice esito de' suni sforzi lo compenserà largamente dei sacrifici sopportati per ollenere la vittoria. Ed appoggiamo qu este conseguenze collo autorevole parere del Bronsart von Scbellendorf il quale, pure ammellendo la cresciuta eflìcacia del til'o, ~rede che i rapporti fra l'offensiva e la difensiva sieno rimasti immutati anche dopo la scoperta delle polveri senza fumo e l'introduzione del piccolo calibro e che le supreme ragioni morali'per cui si deve pyeferire l'attacco alla difesa suss·isteranno sempre.

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Cavalle.ria. -:-- Per l'arma · di cavalleria si possono distin~ue:-e due mandati distinti : Lo ·strategico ed il tcittico. Il primo è più specialmen te disimpegnato dai grandi reparti di cavalleria indipendente (divisioni e brigate) col concorso' dell'artigli eria a cavallo. Il secondo è più eh~ altro affidato · r1lla cavalleria addetta ai corpi d'armata ed alle divisioni . L'importanza della missione strategica ~el la cavalleria è talmente cresciuta in questi ultimi tempi che sarebbe da sola suffìciente a giustificare le ingenti spese che uno stato deve sostenere pel mantenimento di una cavalleri,t numerosa, bene montata e bene armata.

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L'ad~zìone della polvere senza fuù10 ha essa aumentalo o dimiiiui-to \'importanza della esplorazione di cavalleria dinanzi ad un esercito, diretta a proteggerne la fronte ed i -finnchi ? Non esitiamo a rispondere che la ha aumentri ta. Infatti la nuova polvere esponendo più dell'anti~a alle sorpl',ese, il comando su-premo e quello delle ?rosse u~ita .avranno più che mai bisogno di un'ottima cavallena che lorn1sca loro dati {)l'eziosi sulle forte, sulle posizioni e sulle mosse del nemico. ' Jn una parola saranno i rapport.i delle 71attiiglie di sc~per,ta <l degli sqiuidroni esploranti che riuni ti e coordinati daranno al comando il fatale responso : · « Attacca! Ritirati! Temporeggia I » QuiLle sarit l'importanza tattica della cavalleria~ ' La cavalleria nella futura gnerra non avrà. certo il giuoco così fac ile ·come gu.ella prussiana nel ,I 870. I progressi raggiunti in Lutti gli eserciti farann o sì che i 'primi scontri -saranno ap p1rnto costituiti da combattimenti fra le cavall~rie avversarie proiettate da entrambi belligeranti ed ·i~radiate dinanzi alle armate. In questi combauimenti , il vincitore potra mettersi poi a contatto con le colonne del nemico, epperò ecco sub;to messo in ' luce il. bisogno di studiare a fondo la tattica delle grandi ma.sse _· di . cavali erin. Secondo alcuni autori in seguito all'adozione della polvere senza fumo le esplorazioni di cavalleria nel campo tattico saranno rese .più difficili e meno fruttevoli. Ed a conferma di questo loro ·modo di vedere va citato il parere espresso in proposito, dal gene1:ale Ferron nei suoi pregevoli: Ét1uleg tactiqnes ». << Le pattuglie di scoperta ed anche i maggiori riparti delh\ « cavalleria esplorante si imbatteranno ovµnque in pi'ccoli gruppi « eh fantaccini invisibili che col loro fuoco impediranno loro di é avanzare, mantenendoli a rispettosa distanza, costringendoli a « lunghi giri, ad esitazioni, ad incertezze, a perdite di tempo, « too-liendo "' . loro cli vedere le forze e · 1e posizioni dell'avvert< sario ». · E bisogna udirli questi autori come battono il chiodo I


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POLVERE SENZA FUMO E PICCOLO CALIBRO

POLVERE SENZA FUMO E PICCOLO CALIBRO

Anche colla polvere nera (In cui combustione durante i tiri di combattimento copriva dopo i primi spari di un denso fumo la fronte dei tiratori) nella lezione del tiro a ripetizione contro bersaglio di cnvalleria si otteneva come risultalo sino il 30 ¼ di colpi utili. Adesso . che non . c'è più fumo, imaginate che ecatombe di cavalleria. Mentre prima coll'avanzare della cavalleria, dopo che i primi spari lo avevano avvolto in una nuvola di fumo, il soldato continuava il proprio tiro jn preda ad un manifesto orgasmo;- prodotto in buona parte dal fumo che gli impediva di vedete se i formidabili cavalieri avevàno ·dato di volta o se gli piombavano addosso, ora invece avrà tutto l'agio di scorgere, senza int~rruzione, il bersaglio, che ingrosserà a misura che avanza: e siccome è razionale presumere che il suo fuoco sarà bene aggiustato, epperò efficacissimo, così è da ritenersi che le cariche, anche se eseguite con estremo vigore e per riparti suc;cessivi, avranno pochissima probabilità di giungere a fondo arrestate come saranno da torrenti di piombo. E conchiudono: I O Ogni perfezionamento nelle armi portatili tende a togliere importanza alla cavalleria come arma da urto ; . 2° La cavalleria va rapidamente perdendo il carattere di arma' di linea. · E guai a chi si azzardasse a contraddirli I li colonnello prussiano von Lewinscky ribattendo le conclusioni ' suesposte si permise d'osservare: t. Manéando appunto quel fumo di cui tanto parlate, i fantaccini << vedranno la 1.romb,1 della carica precipitarsi su di loro , scoroen « ranno le masse serrate della cavalleria, impavide nella lorc.~ com« pattezza, colla lancia in resta e l'effetto morale della carica di ca« valleria ·aumenterà del cento per cento ». · Ed ecco sorgere contro di loro il maggiore Gozzi per controbatterne le opinioni. )la che mi venite contando? Pensate invece un po' che razza , di abbassamento morale produrrà nella cavalleria la vista delle

linee di fanteria che serene ed impavvide la tempe~teranno -di proiettili, rimanendo incolumi mentre inveée i cavalieri a cagione delle armi perfezionate mqrderanno la polvere! E qui visto che i due egregi scrittori -continuano a discorrere, noi li lasciererno alle loro discussioni limitandoci per conto nostro a soggiungere:

1844

Non esageriamo! An_che per la cavalleria l'assenza del fumo può cost1tu1re un vantaggio perchè, se ben defilata e dissimulata si terrà in posizione di aspetto a breve portata dalle fanterie ·nemiche e se queste . attraverseranno un momento critico la cavalleria potri~ opportunamente venire impiegala. Intendiamoci bene! Nessuno nega che il perfezionamento del fucile della fanteria abbia reso ancor pitt difficile che per lo passato alla cavalleria di sgominarla se in talla .ed in fqrmazioni adatte per sostenere l'llrto dèlla carica. Ma da que:;to al conchiudere che la cavalleria abbia fatto il suo t~mpo come arma da battaglia mi pare che ci corre un bel pezzo. E proC(idiamo per m,ezzo cli ·esempi: Se a,I momento in cui l'attaccante colle proprie fanterie frammischiate alla peggio sulla posizione contrastata. la éavalleria della difesa; teniitasi dissinrnlat,a in:sino quel momento dietro a ripari od a pieghé del terreno, piombasse su · le sconnesse fanterie ne miche, gettandosi come una tromba su la loro massa disgregata? E se à sua volta la cavalleria dell'attacco caricasse in sul fianco l'avuersaria impegnata nella lotta colla propria fanteria? Non. sarebbero questi forse impieghi tattici della cavalleria~ Il Verdy du Vernois soggiunge: << Certamente la cresciuta gittata renderà più micidiale per la ..« cavalleria gli effetti del fuoco nemico. Converrà perciò che essa « si mantenga in formazioni e posizioni di aspetto mollo più alla « larga che non per lo passato, e che assuma le andature celeri a « distanze mollo più considerevoli. » Circa alle maggiori, perdite materiai i cui la cavalleria doyesse s.ottostare durante lo svolgimento della sua azione, diremo che esse

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POLVERE . SENZA FUMO E PICCO-LO CALIBRO

POLVERE &ENZA FUMO E PICCOLO CALIBRO

non debbono preoccuparla quando assicurino dei vantaggi del genere dei seguenti : Dar tempo alla propria fanteria di riordinarsi e di riprender lena; Disimpegnare la propria artiglieria o la propria fanteria; Ritardare od impedire la ritirata dell'avversario, ecc. Gli effetti morali del fortunato combattimento di cavalleria compenseranno largamente delle perdite incontrate nello svolgim~nto della propria azi·one. L'intervento futuro dell a cavalleria ha cambiato alquanto di carattere, ma dei buoni c_omandanti potran no npparecchiare gloriose sorprese impiegando iniziativa a momento -opportuno . Ecco-, in riassunto, quali dovranno essere in avvenire i mandati tattici per la caviilleria: 11° All'inizio della balleria di incontro ripiegarsi sll le avanguardie delle colonne tenendosi_ all' infuori dei fianchi o del 'fianco il più minacciato ; 2° Durante il combattimento sorvegliare con largo ra~gio di esplorazione i dintorni e gli accessi del campo di battaglia, onde prerenire il comando di ogni nuovo inten'ento di truppe nemiche o del proprio ·parti t.o; · 3° L'in tervento ·delle grandi masse (brigate o divisioni) _i ndipendenti contro movimenti nemici tendenti a minacciare i fia nchi degli ordin i di battaglia non è consigl iabile. Esso esige infatti generalmente delle manovre preparatiirie di ammassamento e di spiegamento, agevolmente visìbili da lungi che attirerebbero su di essa cavalleria i micièfiali effetti delle nuove armi a lnni;ra gittata . Gli squadroni ed i mezzi reggimenti addétti ai riparti delle tre armi, avranno imrece frequenti occasioni di intervenire atti vamente nell'azione. E qui si rivelerà la dote preziosa pel comandirnlP- di cavall eria: il colpo d'occhio dm intiiisce il momento per gettarsi a fonclo sulla fanteria vacillante del nemico, sull ' artiglieria in colonna per pezzo . ecc. Ricordianioci che il comando è l'anima della cavalle-ria I 4° È cresciuta a dismisura l'importanza della cavalleria dopo il combattimento. ·

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Quest'arma col concorso dell'artiglier:ia a cavallo, ed ove occorra :anche di fanterie leggiere valentisi di tutti i mezzi· p(lr accelerare fa-propria marcia, tramuterà in rotta la ritirata dell'inimico, àò.'... m~ntando quella demoraliuazione che precede lo sbandàmento. 5° Finito questo suo compito, essa r:iprenderebbe la sua mis-' :sione strategica, ridivenendo l'occhio dell'esercito .

(Continita) Gu100 ìVIAYO ttne11te nei 2 6" -1·.eggimento fant~ria

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·H9 -- ANNO XLI.


1848

UN LIBRO NUOVO S01..LA CAMPAGNA DEL

/ SULLA CAMPAGNA DEL 1866 IN ITALIA

Co11tint1azione e {i.ne. -

Vedi dispensa XIX

Ala orientale: destta italiana, sinistra aiistriaca. Ecco in succinto le considerazioni del generale Scudier sul combattimento delle 7 nntimeridiane presso Villafranca . È lodevole l'avvedutezza del colonnello Buja.novics, il quale, essendo ìn marcia colla sua ·brigatn di cavalleria per congiungersi con quella del colonnello Pulz, non si lasciò attrarre dallo stormeggiare di cavalieri italian i sollo il fuoco delln fan teria ed artiglieria schierata dinanzi a Villafranca. li Pulz invece, alla erronea notizia rec,ltaoli dalle sue pauuglie che presso quel paese v'è soltnnto cavallèria, lnncia per la scura campagna.i suoi due re~gimenti allo attacco, seguendo la parola d'ord ine : addosso ~l nemico, dov ~nqiM lo si trova; non pensando al pericolo dello impegnare la riserva di cavalleria sino dal principio della battaglia, senza estrema necessità. Può scusarlo sino ad un certo punto lo aver voluto prevenire la cavalleria nemica, ma doveva prima accertarsi d'avere a fronte sola cavalleria . Se avesse spi nto le esplorazioni anche sul terreno tra Villafranca e le alture, avrebbe presto saputo che la campagna di là. dal Tione era piena di truppe e traini in marcia. Allora, molto probabilmente, si sarebbe gillato là colle sue due brigate, ed avrebbe potuto produrre effetti grandissimi, disturbando. ritardando di alcune ore lo schieramentc, del I II corpo d'armata italiano, suscitando un immenso scompigiio, dando tempo alle· truppe dell'ala si nistra austriaca di occupare le altur_e c~i Custoza, ecc., senza combattere. Tardi avrebbero potuto d1stn-

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IN ITALIA

1849

carsi dalla con fusion e e giun gere al combattimento la brigata di cavaller ia del Hl corpo e la divisione di cavalleria degl'Italiani, che a quell'ora erano assai indietro. Cinque divisioni di fanteria (non cont:iodo la 19") e più di 4000 cavalli, cioè più di metà della armata nemica, sarebbero stati· paralizz.1ti per qualche tempo da. poco più di 2000 cavalieri :iuslriaci . Se però il colonnello Pnlz si fosse ristretto a cuoprire il fianco sinistro dell'armata - com'era suo mandato - ponendosi fo rse presso La Casella, . avrebbe avuto buona occasione di assalire la 7' divisione italiana (generale Bi xio) in marcia da Villafr,rnca a Ganfardine~ in condizioni di terreno più favorevol i a lui che al n..emico (campagna molto alberata, ma percorribile per la cavalleria, e priva di appoggi per la fanteria e. di veduta per I' artiglieria) . La brigai.a Pulz soffre gravi perdite, è costretta a ritirarsi, n'on ottiene nemmeno quello e/folto morale che poteva promettersi dal suo attacco repentino - che il Pulz tullavia creòette di avere ottenuto - perchè gl' Italiani l'hanno vista infranta dal loro fuoco, con danno copioso di morti , feriti e prigionieri. Il colonnello Bujanowics rintuzz;1 lo inseguimento di alcuni squ adron i italiani , ma neppur qnesta voltn si lascia trarre sollo il fuoco. Gli effetti dello attacco del Pulz si riducono a questo: la 7• divisione italiana fermata a ViHafranca, il timor panico sorto nei traini del II[ co~po dietro Villafran<ia , ch'ebbe per conseguenza lo nrresto della ·19' divisione lungi dal campo di battaglia. « La fanteria italiana, :;otto un com:indante di divisione risoluto « e calmo (Principe Umberto), non solo ten ne ferm:o gloriosa« mente, ma dalla vista dei molti morti e feriti ch e lo assalitore « lasciò sul terreno ebbe rialzo di spirito. « Benchè le ricognizioni fatte eseguire dal comandante della « 16a divisione verso Povegliauo e Verona non iscoprissero al« cuna fanteria imperiale, il gen erale Della Rocca non può libe'< rarsi dal pensiero di un immi nente auacco su Villafranca, « neppur quando la pugna va crescendo sulle ~!ture. A questo er« roneo apprezzamento della situazione è unicamente da attribuirsi « la permanenza delle divisioni 7' e 16' a Yillafranca, che fu di ~ t~nta r.onseguenza. » 1

UN LIBRO NUOVO

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UN LIBRO NlTOVO

SULLA CAMPAGNA. DEI,

Il generale Della Rocca« si decide per la difensiva » e lascia la sua fante ri a « di nanzi a Villafranca. » Yillafranca è un ottimo posto, ch e può esser tenuto anche contro forze· soverchianti, con 8 · 1O batlaglioni e 6-'12 cannoni . Perché adoperare a cuoprirlo. 36 battaglio ni e 36 can noni ? Veniamo ai com battim enti sulle alture di Custoza. Il comandante del l X corpo d'annata austriaco (generale Hartung), in seguito al nuovo disegno del!' Arciduca - di tralL~nere il nemico a sini~tra e a,-saltarlo a destra - riceve alie 8 1/ , a Sommacampagna l'ord ine, spedito da Sona alle 7 1/ 2 , di lasciare una brigala io ,Sommacampagna e prender posizione colle altre due sul ciglione settentrionale della Valle di StalTalo. Ma già la cavalleria ha incontrato il nemico a Villafranca. Il genera le IIartung pensa che gli convenga prevenire il nemico snl Monte Croce, di là dalla valle orn detta, d'onda si ha veduta e domini o sulla pianura. Lo Scudier si esprime intorno a ciò in modo da mostrare che non approva interamente ma neppure disapprova quella idea, basandosi però su ragioni desunte dallo andamento posteriore della battaglia e dalla perfetta cognizione delle forze, disposizioni e intenzioni del nemico. due cose ch'erano allora, così pet· lo Ha1tung come per l'arciduca, due tenebrose incogni le. '}.'anto è ciò vero, , ch' egli stesso lo afferirla, dicendo come l' arciduca supponesse, allorchè delle quei primi ordini, che gl' Italiani avessero poche forze all 'ala destra, e manda:;:;e alle 7, IO a chiedere al colonnello Pulz se vi fosse « anche ranleria nem ica ~ a Villafranea . Del resto anche al IX corr,•J mancò la esplorazione della cavalleria, cosicché gl' ILaliani (3° di visione, generale Brignone) comparvero all'improvvi so sul Monte Croce, e l'attacco della truppe del IX corpo fu precìpitoso, per non dar tempo al Mmico di prendere piede saldo su quell'a!Lura. - Quindi sorpresa scàinbicvole, come dapperlullo in quella mallina. L i brigata Scudier del VH corpo d'armata era, come sappiamo, in prima linea tra il l X corpo e il V, per collegare le due ali dell'ar01ata. L'ordine delle 8 anlim . di avanzarsi per i erbare sn Monte Godi la portava decisamente sul campo tatti co dell'ala sinistra. Sin d'allora sarebbe stato necessario ·10 accordo tra il comandante di quella bri gala e quello del IX corpo. Ora, al gene1

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raie Sc~1dier fu dal comando supremo ~omunicato l'ordine dato , al generale Hartung, non così a ·questo l'ordine spedito a quello. Nessun grave inconveniente poteva derivarne se e finché il IXcorpo riman~va in posizione a nord della Valle di Staffalo e la brigala Scudier a Monte Godi; ma poichè lo Harlung mosse all'attacco e presto venne il momento che lo Scudier giudicò necessari o di fare altr~ p e r assicnrnre il fianco ùestro degli attaccanti , mancò il tempo per lo accordo. Lo Hartung operò da solo, lo Scudier fu tratto a seguirne lo esempio: consegnenza, alti slegali . Il generale Scudier divide ir/ tre fasi la loua dell'antimeriggio pel possesso delle alLure che noi continueremo a nomi nare da Custoza, tra In Valle di S1affalo (a nord ed es t), il Tione (ad ovest) e la pianura cl i Villaft·anca (a sud): ,1•, attacco dell e bri~ate Weckbecker e Bock (del IX corpo) su }fonte Croce, Monte MolimenLi , Palazzo 8;1 ffi, Cavalchina e Gorgo, e ritirala degli assali tori.; 103t,7 fucili ausLriaci contro 7619 italiani ; 2• , attacco della brigata Scndier (del VI[ corpo), più 6 compagnie della brigata .8ock, su Belvedere, Cusloza, Mo nte Croce e )fon te Torre, e riti rata dei difen sori; nn poco meno di 7000 uomini d'ambo le parri , a motivo delle gravi perdite soffer te dagr Italiani nel la 1• fase; Lutle truppe fresc!1e dal lato degli Au,ìlriaci, nessuna dalla parte degli Italiani; 3•, auncco delle divi sioni italiane 8" e 9a (del III corpo) che con una parte delle loro truppe riconquistano le alture; nessun soccorso ai difensori. In queste due ulLime fasi figuran appunto, con grande onore, In briga ta Scodier, al cui abi le e valoroso' capo crediamo fosse fatto app unto di essersi avanzato di proprio moto da Monte God i senza esser certo di essere soslenuto da altre truppe. Lo Scudi er prt•inette che verso le 8 h egli aveva ricevuto dal comando dell'armaln quest'ordine : « Avanzare in dire:ri'one cli « Zerbare Vel'so ilfonte Godi » e pochi minuti rlopo dal coma ndo del corpo · d'nrmata quest':iltro: « Ay-anzare per Zerbare e ilfonte (( Godi ». Ginnto a Monte Godi e pre.,av i posizione, e).(li vede l'auacco del TX corpo contro )Ionte Croce, che ofTre il fianco destro al nemi co schi er.~ to nella valle del, Gorgo e su l Monte Molimenti, a portata di Monte Godi, Si ava nza a proteggere quel fianco . « Cncciato il nen:i ico da l Monte Molimenti >> egli dice


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s.• Lucia del Tione. nè pure nella pianura lra Villafranca e Valleggio: Je · divisioni 8· e 9a erano sul campo tattico corrispondente alle direzioni di marcia loro assegnate ed avevano ,molto alti gli spiriti. Sulle alture di Custoza pareva assicurata a noi . la vinoria. Purtuttavia lo Scudier dice èhe quei combattimenti .: benchè terminassèro colla · ritirala degl' Imper-iali, ebbero indi. « rettamente una benigna influenza sulla buona costituzione delle • « condizioni generali (per gli Austriaci), cosicché non sembrano « inutili i gravi sacrifici che costarono. )) Viene ora a parlare degli Italiani. Fa osservare che Valleggio, accennato come stanza del loro quartier ·generale. princi·pale per qu~I giorno, era troppo lontano dalla linea di sehieràmento delle truppe, e ne deduce che il supremo comando italiano non si aspettava uno scontro (lo sappiamo). Loda l'uso del fuoco a massa dell'artiglieria usato dal generale Govone per risparmiare tempo e sangue nella riconquista dei si'ngoli posti occupati dagli Austriaci. Si meraviglia che la 3• divisione, dopo di aver~ abbandonato· le alture, non si fermasse nel suo luogo di raccolta a Torre Gherla, donde avreb'be poi potuto essere ricondotta innanzi, a· sostegrio e rincalzo sia delle · divisioni 8' e 9• sulle alture cli Custoza, sia · della 5• su quelle di S.' Lucia, e si 1;itirasse a Valleggio, e di-, sapprova lé!- ulter.iore ritirata di quella divisione da · Vallegg.io a Pozzuolo. Troppo importava conservare Valleggio, e Pozzuolo era · perfettarnente al sicuro. Più severo - benchè sempre riguardoso e cortese - si mostra nel giudicare la condotta del nostro Hl corpo d'armata, nella quale scorge << mancanza di offensività » non solo, ma a·nche di direzione'nella difesa, ed eccessiva cura ·per la conservazione del collegamento tra Villafranr,a e le alture, che d'nl.tronde è perfettamente assicµralo dalla sua numerosa cavalleria.. « Benchè nulla, assolutamente nulla » dice « aècenni ad un at« ·tacco su Villafranca , il oenerale Della Rocca non crede di do• l"> « vere approfittare per un atto offensivo della bella occasione che « gli è offerta dalla riconqÙista di Monte Croce, Monte Torre e « èustoza. » A quella inopportuna riguardo:;ità che fa slrano contraslo , diremo noi, ' colla precipitosi tà o!Iensint degli atti della nostra ala sinistra (11.a e 5• divisione) - ·si -conformano anche talune disposi,zioni dei com~ndan-ti delle divisioni 8° ·e H•, il-primo

« In ·scopo dell'avanzata ·della brigata Scudier oltre ,la Valle di « ~ Laffalo - coprire il. fianco destro del IX corpo - era otte-

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1.11:0. · Che- lo impetuoso inseguimento e il terreno ascend'enle nuu rendessero possibile il fermarsi se non cbe al Belvedere, <t si capisce facilmente. Ma con ciò la brigata veniva ad essere << lontana dal comando dell'armi•ta i:> chilometri in linea rella, e « 7 chilomelri da quello del suo, corpo d'armata (VII)». Lo Sr:udier non sapeva allora che . l'Arciduca si era trasferito da Sona a S. Giorgio in .Salice ed aveva fatto avanzare il grossÒ del VII corpo (riserva dell'armata) dalla stazione ferroviaria di Som· macampagna n Casazza.' « D'altra parte è certo che se la: brigata « Scudier si fosse fermata "sul Monte Molimenti, la brigala· Lom« bardia si sarebbe riordinata e la divisione Brignone non avrebbe « lasciato il campo d.i ballaglia » ossia, gl i Italiani sarebbero ri· masi.i sulle .alture « e poi nel pomeriggio avremmo avuto, contro « di noi (irJ quella parte del campo di ballaglia) no n giit due di«. visioni, ma: tre. l,) Spjega la mancanw del soccorsu dicendo che da S. (}iorgio in Salice non si poteva distinguer bene ciò che avveniva all'ala sinistra; che l'Arciduca cr'edette la brigata Scudier assalita dal nemico a Monte Godi , ove :· ayeva mandata, e spedì ordinanze e ufficiali 'a prender notizie; che quelle e questi andarono errando e le nqtizie giunsero tardi al comando supremo, il quale ·,fraltanto si erii; ponaw da S. Giorgio a Corte, e di qui a S. Rocco di Palazzòlo. Ne prende occasione a deplorare quegli erramenti e sposlamenti, che troppo spesso clànno motivo a gravi inconvenienti. Lo Scudier ha perfetta conoscenza e gran pratica-del servizio di stalo maggiore in guerra, dagl' infimi ai sommi gradi. La brigata Scudier, cacciata dalle alture conquistate, si .raccoglie nella posizione !li Monte (}odi, ehe non lascia se. non quando riceve l'ordine di ripiegarsi su Zerbare. Le succede a ~lonte Godi la brigata Welsershei~b dell? stesso VII corpo. Dopo due so le ore di lotta, prima di mezzogiMno, · si allontanavano dal campo di battaglja, piiL o meno mak,rncie: una di, vi:;ione italiana, 76,J 9 fucili, e tre brigate austriache 117,239 fu cii i: le contrastale alture .ri manevaoo agl' Italiani. Di quella pugna nessuno effetto· risentivano t'e truppe italiane nè a Villafranca,' nè

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dei quali adopera nientemeno che 5 ballaglioni e 2 batterie net piano a nord di Pozzo -Moretta, e il secondo trattiene la maggio1' parte delle sue truppe. e si trattiene egli stesso , sul Monte Torree a Custoza, invece di porsi sulle altur~ occidentali (Belvedere, :Monte Arabico, Monte MolimeÌlti) che· dominano l'alto della Valle di Staffalo. Il posto del comando del III corpo avrebbe -dovuto essere - dice il critico - non già denti:o Villa franca, donde non 1 poteva vedere che cosa accade~se sulle ,alture, lontane di là_4 a 5 chilometri, ma s~11le alture stesse, dove aveva due divisioni, che egli non aveva aggruppale sotto· il . comando del generale più anzianu, e dove si combattèva. Gli ufficiali ch'egli mandava a prender notizie non potevano dirgli cib che gli avrebbero\ letto i suoi occhi stessi; nè poteva essere pronta ed efficace la, sua àutori~à lontana come lo sarebbe stata , sul posto. Sul mezzogiorno il comandante del IX corpo·(generale Hartung} lancia dall'altura di C. Bereuara un reggimento (2 battaglioni e mezzò) della br,igata Kirchsberg - la sola che gli rimanga ado,, parabile in quel momento - attraverso alla Valle di Staffalo, su pel Monte Molimenti, in direzione di Custoza, per tenere a bada il nemico. Con tale diversione egli spera d'impedire agi' Italiani di approfiltare della ,riconquista delle alture per assalir lui con forze molto superiori, da, fronte e da fianco (da Vil!afraQca) nelle su.e posizioni sulle alture di Sommacampagna, ov'egli è debo)is.sim@. Lo Scudi er giudica audacissimo quell'atto, ma, vistai~ la feJ,ice riuscita, lo encomia come una bella prova « di giusto ~p« pr.ezzamento del carattere del , comandante del corpo d'armata <1. .nemico, non meno cl1~ d'animo fortissimo del comandante « .austriaco. » L'ardita punta giumse sino al ,Belvedere, se ne impadronì e temte occupato. il nemico per 11oasi tre ore. Finalmente fu rintuzzata. Non le toglie merito il non a vere avuto gli Italiani la intenzione di prendere· allora la offensiva. Del re;;to tutto quello .epis-<Hlfo prova, a giudizio del critico, . che il servizio d'-esplOl'azione era assolutamente manchevole dinanzi alla, 9a divisione, e che il comandante di ·qu.esta. non poteva discernere g.al Monte Torre come fos se debole quell'audace stuolo che osava spingersi tanto innanzi. Infatti fu creduto molto più forte. Dopo di cheI il generale Govone crede terminata la bàttaglià e •

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. fa avanìare le vetture dei viveri. - Il generale Govone rron odè più ru~ore di battaglia neppure dalla par'le di s.• Lucia, ed ha le truppe affamate e stanchissime. Manderà. ad esplorare, e non a breve distanza, e forse ha già dato gli ordini, ma intanto· vuole approfittare, se possibile, di quella sosta per cibare la sua g.ente. Aggiungiamo: nei;suno pe.nsa a q~ello che aceade dalla- parte d_i S." Lucia del Tione. _, Non approva la spartizione che fu fatta dal comando del III corpo degli 'squadroni della sua brigata di cav(llleria tra le quattro divisioni, per aumentare la foJ'o cavalleria divisionale, e tanto meno quella che 'fece più Lardi <lei tre quarti della divisione di cavalleria , trir le divisioni 7• e 16•. Assai meglio sarebbe stato fare avanzare tutta quella brigata e Lui.la quel la divisione a nord di Villafranca, colla sinistra al piede deile alture. Stupisce della breve ricognizione .della brigata ·di cavalleria del generale Soman, mandata dal comandante della 7• divisione verso lo sbocco della valle di Staffalo,, la quale non dà alcuna notizia e non iscopre nemmeno colle sue pattuglie di destra .la cavalleria austriaca alla Casetta, a nord di Ganfardine. - L'arte della esplorazione era allora molto meschina nella nostra cavalleria. Ed eccoci al momento · decisivo. . V,erso le 3 _pomeridiane, l'arciduca, visto incagliato il suo disegn.9 della mattina di far punta dalla sua destra contro le retrovie del nemico lungo il Mincio, pei motivi già noti - ed anche, p1·0babilmente, perr,hè credesse l'ala sinistra degl' Italiani più fone che noi fosse, e giudicasse troppo lento e pericolosl> il trarre all'ala destra le sue riserve, di cui una parte era già in prima linea a Monte Godi (brig;tLa Welsersl1'eimb), considerata pure l'ora piuttosto avanzata _:_ sènza aspettar(;) il risultato degli attacchi del V corpo contro Santa Lucia e Monte Vento, già avvfati, si decide a dare invece il colpo decisive, colle sue riserve e col concorso di· truppe del V e del IX coì·po da ritta e da manca, sulle· alture di Custoza. Nòn è un ritorno all'idea· del giorno innanzi, poichè le condizioni di fati.o sono n1olto diver?e dalle prima supposte; è un semplice concetto tattico suggerito dalle ci rcostanze di quel momento. Lo scopo ad ogni modo . è lo' stesso: cacciare il n~mico ·dalle alture- recandogli, s'intende, qua,n.to più danno sarà possibile - e costringerlo a ripa::-sare il Mincio . .La wnquista di Valleggio non è esclysa.


UN LIBRO NUOVO 1856 Non può sapere l'arciduca , neppure approssimativ~~ente, quante forze abbia il ·nemico sulle posizioni da cui vuol cacciarlo, e tanto più dietro a quelle, a portata di sostegno ; non può ~ap:re se siano ancora a Villafranca le fanterie che v'erano neUa mattma: ma ha fede nelle sue truppe, nella offensiva e nella fortuna. Ha là due valenti ~enerali , Maroicic' e Hartung, Lo Scudier loda sin golarmente le disposizioni del generale Maro icic' per lo attacco del Belvedere e di Cusloza, specialmente lo impiego d; 40 cannoni sotto un solo comando sul monte Molimenti e sul Belvedere, a 4 ¼ chilometri dalle balleria nemiche, per pre, a·1 e,ustoza. · parare I,assalto Accenn{l i difetti della posizione del Belvedere rispetto ad un allacco dn nord: fronte ristretta, difficoltà di porlarvi, appost~rvi ed asportarne artiglierie, anche soltanto .un paio di pezzi, via · di ritirata sul lìanco destro ., scoperta, .,battuta dall'alto; dice che bisognaya preparare la difesa con lavori, e che ciò non fu fatto percbè il generale Govòne non vide coi suoi occhi quei luoghi se non che da lungi. Aggiunge che le truppe che da lui furono man· . date dal Monte Torre in aiuto ai difensori del Belvedere o non -.giuÒsero .a tempo o giunsero affatto spossate o si f~rmarono pe·r via, a r.agione della distanza - diremo anche della stanchezza. « Ma nella difesa del :Belvedere s'illustrò cer tamente nel modo 0 ,-. più glorioso il luogote11ente colonnello Boni, coi battaglioni ~ « e 2° del · ,1° reggimento gran~tieri da lu-i comandato; il . cl·~~ « tanto pi ù merita di essern ricordato, in quanto che egli gii:t alle,,8 . « della mattina aveva preso parte. alla ostinata difesa di Monte « Croce e Monte Torre, poi aveva eseguito l'attacco di fianco giù « dal Monte Torre contro vna parte della brigata imperiale « Bock nella valle del Gorgo, ed alle ,1,1 antim. nveva contribuito< più di cliiunque altri al_ la presa del Belvedere». · Ma il pensiero del!' A. si rivolge a Villafranca, e prorompe cosi: « Si può chiedere come sarebbero andate le cose, se il CO"" « mandante del III corpo si fosse · rer.ato sulle alture e, lasciando « una sola brigata a Villafranca e lf divisione di cavalleria di « linea nella pianura , avesse chiamafo a sè le altre truppe (4-0 bat« taglioni - ~ompresa la 1ga divisi~ne - e _un 24 cannoni - ~ « perchè no~1 40 '?) e comandato egli stesso il suo corpo d'armata 1

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)t. Non gl i sembra che vi si opponessero . affatto gli · ordini dati a quel comandante dal genèraile La .Marmora nella mattina. Approva lo sgombro di Custoza e delle alture ordinato dal :;rerìerale Govone, poichè ebbe perduto ogni speranza di soccorso, essendo qneno l'unico mod9 di salvare la maggior parte della sua divisfone' in quelle condizioni, locali. FR però osservare che tale . ri· · tirata avrebbe potuto essere disturbata dai 5 battagl ioni di destra degli 8 del V corpo che il generale Moring condusse da S." Lucia contro Custoza per concorrere all'attacco del VII corpo. Qnesti cinque battnglioni, cui si uni lo squadrone di ussari lasciato .sul Tione dnlla brigata Scudi.er, erano sta ti avyiati lun go il Tione a tergo del poggio di Custoza , senza precise istruzioni. Il colon. nello che li comandava, giunto che fu allo sbocco delln valle del Tione nel_la pianura, non sapendo che cosa fare , nè che cosa avvenisse sulla sua sinis~ra, ,rnon /ricevèndo ordini, li. fermò . Se si fosse avanzato ancora di breve tratto, sa.rebbe capitato alla C. Coronini, punto di raccolta delle truppe del generale Govòne, nè avrebbe a,vuto da ·teme'r molto dei 5 squadroni italiani ch'erano presso Acqnaroli (a sud-est di C. C9ronini), sul fianco destro dei quali sarebbe venuta a piombare quella parte della ri serva di cavalleria . iruperi;1le che veniva per Pozzo Moretta e Cà nuova (al piede del !\fonte 'forre) attraverso all:i. ritirata dell'8• divisione italiana. Dopo la presa di Custoza, terminata ta battaglia, il generale Moring_ rimandò quei cinque battaglioni a s: Lucia del Tione. Sare_b-be stato meglio mandarli sul vicino l\fonte Mamaor, o contro Valleggio . La oc~upazione del Monte Mamaor avrebbe completalo la lin~a Tirodell a (a sud di Mo1He Vento, avamposto della brigata Piret del V corpo) Custoza. - Dal comando dell'armata in S. Rocco di Palazzòlo nessun ,ordine poteva venil'e a tale proposito. Ben. fece il comandante del IX corpo n fare riavanzare da· , Sommacampagna la sua br:igata Bock, c:he si era riordi nata, prima di lanciare In brigata Kirchsberg. all' ultimo attacco del Monte C,·oce, per àvere alla mano una riserva. Sarebbe ~taLo bene che, collo ste5so intento , il corna~dan Le del VI1 corpo avesse pure fatto riavanrn re da Zerbare-Casazze a Monte Godi la sua rioròinata brigata Scudier prima di. attaccare il Belvedere.

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. Sembra che fosse intenzione dell'Arciduca che il IX corpo concorresse allo attacco decisivo con una semp lice di!.Jlostrazion~ dalla sua destra (:3 battaglioni) per tenere a bada gl'Italiani sul Monte .Cro1~e (8• divisione), che ad ogni modo avrebbero dovuto abbandonare se lo atlacto principale riusciva. Il generale .Hartung credetle invece di cooperare nel miglior modo allo scopo voloto facen:do assaltare il ~fonte Croce. -Si ebbero da ciò perdite che avrebbesi potuto ev itare. Bensì questo assalto mise i difensori del ~Ionte .C_roce in un disordine tale da agevolarne la rotta (parziale) alla cr1valleria imperiale della riserv:i, quando disceserò nella pianura. La riserva di cavalleria imperiale ritardò una buona mezz'ora, (per ritardo dell'ufficiale che le recava ,l'ordine del comando su· premo) il suo concorso all'attacco decisivo. Doveva apparire . alle spalle dei difensori delle alture. tra queste e Villafranca, mentre sarebbero stati assaliti da fronte dal VII corpo ecc; e invece comparve mentre già quelli si ritiravano. La cavalleri a italiana, sparpagl iata com'era. non avrebbe potuto .contrastarle il campo; e se · pure lo àvesse tentato, un ~ombattimento tra le due cavallerie alle spalle della difesa di )Ionte Croce e Monte Torre avrebbe prodotto' un e[ello deprimente su questa Comunque sia, la _cavalleria · del Pulz disturbò la · ritirala dell'8• divisione italiana, ma si !'\Viò a -destra e a sinistra della strada Pozzo Moretta-e. Coronini-Val le~gio, che il Pulz medesimo aveva scelta come linea di direzione, e, con. \ siderata la stanchezza dei cavalli - per lo eccessivo moto falf\l nella gi,ornaia, - fu-ricondotta a raccogliersi a Ganfardine, trann e alcuni squadroni che non furono avvertiti , e si raccols.ero a Pozzo Moretta. Ciò di:;approva lo Scudier, e dice che _il Pfilz avrebbe invece dovuto far·e la raccolta ç1.,Pozzo Morella e proseguire verso Yal1 leggio. Noi pensiamo che non si possa dare intorno alla condotta del colonnello Pulz in quei momenti una sentenza esplicita senza tener conto di queste circostanze: i cavalli della riserva austriaca erario veramente spossati; quelli della c,1Valleria italiana, mo-Ito più numerosa, erano, per -quanto sappiamo, in condizioni a$sai migliori; lo scontro era possibile, anzi diversi_e ripetuti scontri potevano av; enire sul terreno tra Villafrunca e Valleggio; e non era difficilf la riunione di una massa soverchiant.e di squadroni nostri $Ul fi arrço o a tergo di qunlli della. riserva austriaca. La cavalleria italiana

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era in grandissima parte intattà e tutta in buon ordine. Ciò che fosse avvenuto e avvenisse di lil da Torre ·G-herl;1 doveva essere -allora un mistero pel Pulz , mentre poteva benissimo, per quanto egli sapeva. e per quanto aveva _veduto sul campo di ritirata della nostra 8° divisione. balenargli agli occhi la speranza che noi abbr1ndonassimo Villafranca. Questa grossa e doviziosa terra gl i offrivà un vicino ed ottimo 1tiogo di ristoro L'ufficiale che gli aveva recato l'ordine dell'Arciduca, partito alle 3 ¼ da S. Rocco di Palazzòlo, non poteva avergli dnto notizie dell' esito dei combattimenti del V corpo e delh divisione di riserva sul terreno a nord, della strada Torre Gberln-Valleggio. Di più si appressav~ la sera. 'I', L'auacco vespertino su ViIl afranca, basalo su rapporti che di1)ingev:ino come ·disposta più a fuggire che a combattere anche la fanteria italiana appostata dinanzi al paes&, e non preceduto da una pruden te ricognizione, sembra alfaw:i incomprensibile allo Scùdier. Egli avrebbe preferito una nuova avanzata da Ganfardine per Pozzo Moretta, che avrebbe minacciato da fianco e da ,ergo le truppe di Villafranca e quelle in ritirata per Rosegaferro. - Ma forse quello auacco, secondo la Latlica aggressiva allora prevalente nell'esercito austriaco, specialmente nella cavalleria, rappresentava appunto una ricognizione, o doveva farne le veci. Se poi quel breve attacco fini di spossare i cavalli, che cosa avrebbe potuto avvenire nella corsa mollo più lunga sn Yalleggio , attraverso all'ignoto, colla notte alle spalle?, ... Sappiamo che il colonnello Pulz-avrebbe· presto trovato sul suo cammino le truppe del generale Gòvone, e possiamo credere .che sarebbe stato costretto· a tornare indietro. Prosegue il gener,ale Scudier dicendo che la riserva di cavalleria-non avrebbe dovuto ri tirarsi al Forte G·isella (Verona), ma ac.camparsi pres~o Villafranca, perchè così non a~rebbe perdut9 il contatto col nemico ritirntosi da quel paese a Roverbella: accenn'a . il Prabiano,- che il Pulz ben conosceva. Dice che questi « ante,. ( ponesse for,;e ad ogni allra co.nsiderazione il dare riposo ttai_i · « qwillo alla sua gente. » . - Cavalleria stremata non è più potenza ma imbarazzo, ed ha bisogno assoluto di ri poso non disturbato. F~1 più che mai sensibile in _quel momento la scarsezza di . quell'arma nella armata imperinle del sud. Fa però maraviglia che


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non si mandasse subito qualche battaglione del IX corpo (della brigata Kirchsberg) a Villafranca. - In conclusione lo insegui. mento mancò, così dall'ala sinistra come dalla destra del vincitore. Quanto alla cavalleria nostra, il generale Scudier constata che la divi sione De Sonnaz ci fu pressochè inutile, e lo attribuisce allo essere dessa stata messa. agli ordini del comandante del Ill corpo, che, stando in Villafranca, non poteva far:si un' idea gi11sta dello an·damento della battaglia e cogliere il momento giusto : per 'lo impiego della cavalleria, ch'è il punto capitale della tattica di qu~lI'arme. Che quella buona massa di cavalieri avrebbe potuto rendere importanti servizii, se ad.operata, lo argomenta dal contegno della cavalleria addetta alle divisioni di fa nteria, la quale mostrò ripètutiimente, in ispecie gli ufficiali, che « non le mancava- il « buono spirito. » Finalmente l'A. . .(oda l'idea del generale Della Rocca, allorché ordinò la ritirata, di portare la sua ala sinistra su Yalleggio , per assicurare all'armata il possesso di quel sito importante e collegarsi col I corpo, e coprire colla destra la strada di Goito. Seguono « Considerazioni generali stilla condotta della bat- taglia »

Dalla parte degl'Italiani: Benchè il disegno del generale La Marmara pel 24 giugno fosse \ fond,1 to sul falso supposto che gli Austriaci non nvessero passa~o l'Adige, e fosse alterato. da alcune dispusizioni dei comandanti dei corpi di armata, pure, se non fossero avvenuti certi casi che ne disturbaro.no lo eseguimento, l'armata italiana sarebbe venuta allo scontro coll'austriaca sulla linea Castelnovo - S. 'Rocco - Monte (~odi, e colle divisioni ,, o· e rn• a portatn, quindi in condizioni assai migliori di quelle nelle quali si trovò al principio della battaglia. La ripartizione delle trnppe e gli obbiettivi a cui erano indirizzate non difettavano di ragione strategica, poichè le forze mnggiori erano all'ala destra (ala strategie.a in quel caso). . Accasasi inaspettatamente la battaglia, il La Marmora, non pot~ guidarla con conoscenza perchè si trovò fuor di posto e privo deg(i organi necessari per lo esercizio del comnndo. Non avendo idea -

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·chiara del vero statu delle cose, non ordinò la energica offensiva della sua ala destra. . Purno11dimeno, avrebbesi pot.nt,) rimediare a tntto , se 1 co1~a~danti dèi corpi I e III avessero meglio sopravveduto alle loro d,1~ v.isionL e segnatamente se il primo non fosse arrivato sul c_amp.o di . battaglia quando già la ,J" ~:visione e metà della ~· ~ra.no 1.n p1e:a ritirata, e il secondo non s1 fosse trattenuto tutto 11 g101 no m luor,o donde non poteva vedere quello che avveniva su_lle alture. . Vegga e s'informi da se stesso il comandan~~ 1~ capo, e n~n s'. affidi alle notizie che gli vengono; · e tanto ptLt I comandanti dei corpi. L'abilità dei capi minori e il valore d:lle.truppe no~. p~tevano ·compensare la manchevolezza della dire~1one supe1 e. Il generale La Marmora torna dalle alture d1 Cust~za a '\ al· leg_gio a'll,e ,f o, alle ,i 2 '/2 giudic~ perdut~ la ~al~,1g~1a e va a. Goito per assicurarsi quel pu.nto d1 passaggio del Mmc10,_ supponendo che ,il nemico vincitoré conti1:rnerebbe 1ft sua offensiva oltre ·. Valleggio. Con ciò si lascia sfuggii: di mano la condotta della ba~··. · taglia. Se inve'ce da Valleggio fosse corso al Monte Vento, di· stante appena 3 chilometri, avrebbe veduto, tra le ' .e le 2 pom. quelln posizione difesa dalla riserva del . I co~·p~, unayarte d~ll~ 2• divisi1Jne passata già sulla sinistra del M10c10, ~l1 Austriac~ fèrmi, le alture di S. Lucia in potere della 5• divisione:,, quel.le d~ Custoza riconquistàte dalle truppe dell'8" e 9" divisio~e. ADora certamente nvrebbe mandato al generale Pìanell l'ordine d1 as salire. il nemico nel fianco destro, e al generale Della Rocca l'altro di fare avanzare da Villafranca contro le -alture di · Som-: :lnaca~pagna la magiior parte delle truppe che là. er~no. Così , , avrebbe almeno potuto mantenere indecisa la battagli_n s1~0 ~ sera, per· deciderla poi il dì seguente con forze soverchianti, cioè col concorso delle diyi~ioni il0° e· rn• a della riserva d'artiglieria: Nella notte dal 25 al 26 il generale Cialdini avrebbe passato il Po. Eppure la fortuna non abbandonò interamente gli Italiani. H ritardo dello arrivo dell'ordine delle 8 ant. al comandante del V corpo austriaco , il Iei:ito avanzare di questo, la fermata _finale di tulla l'ala destra austriaca a Monte Vento e Santa Lucia, la rinuncia alla punta su Vallep;gio da parte del Pulz « salvarono « formata italiana da una catastrofe)>. -

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Nessun condottiero d'esercito si trovò forse mai in una situazione così strana come quella del generale La Marmora in quel giorno: co1irnndanle supremo di fallo, sì, m~ non di di rii.Lo, senza s!alo maggiore, con un solo ufficiale d'ordinanza. II l')oenerale Scudier conchiude c1uesto artict>lo così: << Spesso ' (1 si d~ la colpa della sconfitta di çustoza alla bipartizione del. « ·l'esercito italiano e alla scelta della linea di operazione per « l'armata del Mincio attraverso al quadrilatero._Se La M_ai·mo_ra ù :wesse vinto, il che non era affatto fuori . del campo del pos<( sibile, qualora egli non avesse sprecàto per iscopi S!3condarii <( le sue forze numericamente soverchianti, la suà strategia non (e sarebbe stata tant,, hiasim~tn. L'insuccesso inOnisce sempre « anche sul giudizio strategico ».

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tremodo impetuosa; la riserva di cavalleria, per diverse ragioni, non corrispose alle intenzioni del comando· in capo, e mostrò più valore che abilità. Oltre · a ciò la esplorazione fu nulla su tutta fa fronte. · Se il. comandante supremo avesse potuto trovarsi all'ala destra -(a San. Rocco) nella mattina, certo h auacco da quella parte sarebbe stato più pronto e più energico, probabilmente decisivo e fecondo di grandi conseguenze. Ma in sostanza la battaglia si ridusse ad una serie di attacchi slegati, parziali, frontali d:1 parte degli Au striaci, e di difese pure slegata e front.al i, con qualche breve contrattacco parziale· da par~e nostra. La dfrettiva da · un lato fu poco efficace, dall'altro mancò.

3. -

Dalla parte de.gli Austriaci.

Dopo la battaglia di Custoza.

'·

La condotta stn\tegica è ammirabile. Il comando supremo, che supponendo l'armata italiana del Mii1cio in marcia verso l'Adige, ha predisposto lo att~cco di fianco per Custoza, vedendo la mattina del 24 che il · nemico marcia verso nord per girare verso est tra ·vi°llafranca e . il Mincio, cambia disegno e ordina ,lo attacco dalla destra contro la sinistra e le retrovie degl' Jtaliap.i. Poi ,' visto non riuscir gue;:;to secondo la volontà sua, ~ porta Id sforzo deci-sivo a sinistra sulle alture di Custoza. - Ci sià p~rmessJ di far osservare che tali cambiamenti di conceuo, menlre la lbattaglia è impegnata su larga fronte, in paese molto coperto e frastaoliato ' colle forze nece.ssa1·iamente divise, sono di esecuzione . difficile e persino· pericolosa, specialmente quando la riserva àel· ' l'armata non è in posizione '.'.entrale, donde possa prontamente accòrrere sia all'una sia all'altra ala. Ma la condolla tattica lasciò molto da desiderare. Per quanto eone-eme la parte ·diretti.va, vi furono difetti nel servizio di stai.o ina~aiore, cioè nella compilazione e nella ~ trasmissione degli or"~ <lini;' e pe.r quanto riguarda la parte esecutiva:, mancò il perfe tto acc.ordo di mente e di spirito tra i comandanti delle massè il comando suprem9. L'ala che doveva fare impeto fu riguardosa e lenta; quella invece che avrebbe do!uto essere raLtenu~a fu ~I(')

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L'autore nota che, mentre il comando in capo italiano s'aspettava pel 2o lo attacco del nemico, e dava disposizioni per ·la -difesa a Volta e a Goito, lo austriaco prevedeva la ripresa offensiva 'dell'armata italian_a rinforzata, collo scopo d'impedire o rit:ardare ai vincitori del giorno innanzi lo spostamento a:..sinistra ·contro il Cialdini. ·Dalle informazioni assunte, dai prigionieri fatti, ' il supremo comando austriaco doveue presto capire che una parte soltantQ dell'armata italiana del Mincio aveva combattuto il 24. Svanito quel pensiero, l'Arciduca ebbe dinnanzi a sè il duplice ·compilo d'inseguire l'armata del Mincio e opporsi a q1Ìella del Po. Il generale Scurlier crede che non sarebbe stato atto troppo -audace far passare il Mincio all'ala destra e àssalire con essa il I corpo italiano già fortemente scosso ; ma pure gli parEI ragio- · · nevole èhe l'Arciduco preferisse tenere raccòlte le sue poche (reiativamente poche) forze e ristorarle i! 25 luglio, per volgersi poi coptro il generale Cialdini. Viene ora il momentq più scabroso per noi. Lo Scudier così ragiona: Dopo la battaglia La Marmora accenna per telegrafa al ' Cialdini ...:.:. eh' è già sul Po, pronto a passare - che l'ar~ata -del Mincio . non è più in grado di operare pe,r qualche tempo, che cinque divisioni sono disordinate, -e gli ,raccomanda di .~tare !.20 -

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UN LIBRO NOOlO

all'erta; ma non gli dice: Rinunzi a passare il Po, nè tanLo meno: Si ritiri. Il Cialdini sa che l'armata del Mincio conta dodici divisioni, dunqne sette intatte: e come mai non chiedere spiegazioni prima di allontanarsi dal Po? Il 26 il La Marmora telegrafa al Cialdini: Capisco che rinunciale al vostro progetto . su Rovigo, ma vi prego caldamente di non abbandonare il Po, anzi continuare le di.mostrazioni per passarlo ecc. ; e poi lo av;•isa che l'annata del Minci o passerebbe sulla destra de.I Po e verrebbe a congiungersi con lui. Ma già le truppe del Cialdini hanno dato le spalle al Po e marciano su 1Iodena. Eppure nulla si opponeva al passaggio del , fiume nel tempo, nel luogo e nel modo divisati dal Cialdini (nella noue dal 25 al 26). L'armata austrinca non poteva essere a Trecenta, pronta a bauagl[a, che il 27 o il 28, con 63,250 fucili, 2267 sciabole e ·168 cannoni dicontro ai 63,000 fucili, alle 3000 sciabole e ai 1180 cannoni di lui. Il generale Scudier conchiude: « Considerando che il Cialdini si era « preparato da anni alla operazione da sud, gi udicata da lui la « sola opportuna, e che aveva caldamente insistito perché fosse « eseguita, si è veramente tenrati di dar ragione a coloro che· (( attribuiscono quella sua subitanea irresolutezza a ritrosia dinanzi << alla superiorità della condotta dell'armnta imperiale ». Forse tra le carte lasciate dal generale Cialdini si potrebbe trovare qualche altra spiegazione pi ù giusta e più vera, se non bastasse quella del timore di . un'irruzione del' nemico sulla destra del P0, Lramezzo alle due armaLe nostre, che lo Scudier facilmente dimostra inammissibile. L'Arciduca non vi pensò mai. L'idea del congiungimento delle due armate. italiane sul Basso J>o era buona, di ce lo A. , ma l'esecuzione doveva essere rapida, e non esser legata in alcun modo nè alla impresa di Borgoforte - la quale non era neppur necessaria - nè al pas_saggio del Po da parte del generale Cialdini , che conveniva affrettare quanto piiL , possibile. Ed era inutile spostare il passaggio di una dieci na di chilometri a valle dei luoghi già scelti prima del 25, che daYano migliore sbocco verso l'Adige rispetto a Rovigo, poichè ~on era il caso di ingannare il nemico. L'Arciduca era lontano· èfn tutte le sue forze sul Mincio, non poteva opporsi al passaggio, e quel piccolo spostamento non poteva avere alcuna influenza sugli

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atti di lui. Lo Scudier vi scorge una perdila <li tempo « se pure» dic'egli, « non vi furono altre ragioni, a noi ignote ». V'erano infalli altre ragioni, di carauere strategico e logisti co, cioè occu. pare più vasto spazio, appigliarsi fortemente al Canal Bianco e all'Adigello ed evitare le strade già guaste dal gran movimento dei traini dal Po verso Modena, ollenendo così un risphrmio di tempo per le minori dirficollà che s'i ncontrerebbero. L'obbiettivo primo 'era in so:;1anza lo stesso, la conquista di Rovigo, a cui questo secondo disegno mirava più dritto e con maggior possa, sembrando ciò pi ù confacente alle mutale condizioni strategiche. · Il 30 giugno l'Arciduca, nell'ordinare che una parte del!' Armaui passi sulla destra del }fincio, prescrive che la cavalleria si spinga innanzi a battere il paese sino al Mella e al Basso Oglio, se possibile. li 1° luglio biasi ma il ritiro al Mincio dei partiti di scoperta della brigata Pulz, che pure si ripete anche in quel giorno, per la solita ragione del« riposo, non disturbato », che non persuade lo Scudier, tanto più allora, che il V corpo è a Volla e la cavalleria italiana numerosa corre la pianura. . La dimostrazione o ricognizione eseguir.a:· dall'ala destra della nostra armata del Mincio sembra oziosa al generale Scudier. Anche per rialzare gli spiriti delle truppe non v'era di meglio che.affrettare lo spostnmento dall'Oglio al Dasso Po, da cui di pendeva ormai la sorte della campagna. La posi1.ione che il generale Cialdini avrebbe voluto prendere dopo passato il Po, con una divisione distaccata a sinistra a Bergantino, ci nque distese da Castagnaro a Polesella, e le altre due in riserva a Trecenta e Castelgu~lielmo, pare al generale Scudier troppo estesa; ma il Ciald ini vi rinunziò, tenne le sue truppe molto più raccolte, marciò a destra per assicurarsi il possesso della strada Ferrara-Rovigo - di che lo Scndier lo loda - e procedè ·cauto, quindi lento. Di ciò lo biasima Io Scudier, quantunque çc sia ben lontano dal disconoscere le difficoltà ch'egli , e doveva superare nel Polesine » (notissime a lui che vi aveva soggiornato). Fa osservare che impiegò cinque giorni a pP,rcorrere un trallo di :iH chilometri, mentre lo sLaLo delle cose esigeva una vivace offensiva, ed era stato deciso tra il Cialdini stesso e il La Marmora dovere l'esercito it11liano non ~spettare ma cer1


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UN LIBRO NUOVO

care il nemico . E anche il La Marmora indugia. - Ma sembra a noi che l'A. creda che noi .fossimo 1!llora informali della siiuaziune e dell e intenzioni dei n.ostri avversari megÌio assai che non lo foss imo di fatt0, ed anche meno impastoiati dalle ambaai . politiche di quel lo scu ro momento che invero noi fo ssimo . 1'l • Ad ogni modo , quelle lentezze gli fanno lo effetto di unà cura studiata di non venire alle pr:ese. Qui ci par di vedere un riOe:-so di certe idee di quel tempo, che furono vigoro~amente ,combattute, ma, a quanto sembra, non sono ancora spente. Giudica bensì ottimamente eseguilo lo spostamento dei. 1100,000 uo;nin i dell'armat,1 del Mincio dal Basso Oglio al Basso Po, tanto . più che la ferrovia Parma-Bologna-Ferrara ('14 1 chilometri) era ad un solo binario.'. Lo aver lasciato una divisione a coprire il fianco sinistÌ·o della marcia del nostro esercito tra il Po e !:Adige, . contro i d'ebòli presidii di Mantova e Legnago, pare all'A. precauzione superflua. . Riunito nel Veneto tutto il nostro esercito, lo averlo di nuovo diviso in due armate, mentre non v'era biscgno di lasciare indietro truppe per tener soggello un pae!;e che spontaneo si dava all'Italia, né per assediare le fortezze, che, cednte dall'Austria alla Francia, doveva110 essere da questa rimesse all'ltalia stessa, sembra allo Scudier un atto spiegabile soltanto per 11 rigo~rdi « persona! i >> . , Osserva che sino da l ·15 luglio il generale Cialdini avrebbe _potuto avviare alla Val Sugana da'le vicinanze di Padova .due delle Slte otto divisioni, inyece di aspellare a mandarne una sola il 1\:l, po ichè g,ià. si appressavano le prime dell'armata del Mincio che venivano a mettersi ai suoi ordini. Non gli pare bene icelta per la marcià della nostra armata di spedizione la strada delle Basse venete, che a S. Giorgio di Nogaro, a 118 chilometri dal· confine veneto,. pi ega ver$o nord, e non ha continuazione diretta verso l'Isonzo, se non che di una strada di campagna, la quale termina a 2 · chi lometri dal confine, e non può ave.re altro raccordamento che. ad una si;·1e strada, ' 5 chilometri più là, che ,conduce alla maestra di Udi e e Palmanova al pon te sul Torre presso Versa. Il giro che pe - · ciò si doveva fare attorno a Palmanova da nord richiedeva, dice, 1

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SULLA CAMPAGNA DEL

1866

I N ITALIA

1867 I

un giorno di cammi,no; per cui si veniva a riperdere quel giorno che il r.ialdini aveva voluto risparmiare col marciare in una sola colonna da Treviso in poi. ' TI generale Scudier rileva che l'armata austriaca percorse in Hl giorni ,150 chilometri e l'avanguardia dell'armata italiana '(V cor'po) .ne percorse H-0 io ,10 giorni. Gl' Italian i avevano gli zaini al seguito su vetture, ma dovevano racconciare o rifare molti pònti sopra . acque di non poco moment.o. - Gli Austriaci, faremo osservare noi, erano molto meno numerosi, e scemavano sempre più cammin facendo, perché spedivano truppe a mano a mano per ferrovia verso Vienna . - Giunsero a Udine il 20 luJ?lio; il · nostro V corpo ginnse a S. Giorgio di Nogaro (a sud di Udine) il 24. Le due strade per le quali le due armate correvano all'(sonzo erano par:illele e dìstanti tra loro soltanto una, giornata d'i marci:1. Il 26 la colonna dì marcia italiana aveva una profondità di 60 chilometri. La carta ci dice che, essendo noi il ,15-'16 luglio colle otto divisioni del IV corpo a 10- 1'.::! chilometri a sud di, P.adova, per nessun modo oramai avremmo potuto trattenere gli Austriaci, le cur ultime truppe erano sulltt Livenza (Sacile-Bn;gnera -M oua). · Fazione di Versa. - L'A. giudica che non fosse il caso pel colonnello Torok di passare il Torre e condurre egl i stesso, con ·I 11 com · pagnie cli fonti, 2 squadro ni e 2 cannoni, il piccolo convoglio che dovP,va recarsi a Palmanova, potendo bastare ali' uopo in quel momento ch'egli mnndnsse un solo squadrone a batter la campagn_a di là dal fiume. Lo biasima di aver lasciato una compagnia sola a guardia. del ponte, tanto più che gli era stato ordinnto di lasciar.vene due. Alla notizia che truppe nemiche si avvicinano al Torre, non da nor,! ma eia sud di Palmanova (l'opposto precisam,ente di ciò che avveniva di fatto), il colonnello affretta il ritorno a "llomans, ma invece di prendere la strada diretta e .più breve di Versa, per la quale è venuto , e che egli crede minacciata dagl'ltaliani (da snd), piega a nord, per andare a passare il Torre presso No;.:aredo, e va ad incontrare il nemico che voleva evitare. Ciò accade perchè le sue pattuglie di destra (nello avanzare da Versa a Palmanova) non si sono sp inte abbastanza al largo (5 -7 chilom~tri). Ciò no~dimeno riesce a riaprirsi il passo 1


1868

O~( LIBRO NUOVO

pel ponte di Versa, occupato da due sole compagnie di beriiaglieri e u11u squadrone e mezzo di lancieri italiani. Lo Scudier nota come err ,ire Lattico da parte degli Austriaci il non avere rinforzato a teD.J po la compagnia lasciala dal Torok al ponte su l Torre, come avrebbero potuto, avendo a Romans un battaglione, che mandò due compagnie al porne sullo Iudrio. Suppone poi the il generale La Forest non operasse con quel vigore che sareb be stato necessario per tagli:ire al colonnello Torok la strada al ponte sul Torr~ e soccorrere il distaccamento del capitano Carutti che là stava, per un motivo che ci pare strano , e che non sapremmo ammettere. Dall'ordine del generale Cadorna (comandante del V corpo), da cui dipendeva, di marciare per Trivignano colle truppe ai suoi ordi ni (6 battaglioni di bersagl ieri, 3 reggimenli di cavalleria e 3 batterie) divise in tre colonne uguali, per andare ad occopare Romans, l\1o~san e Borgo di Convenli , di là dall'Iudrio. il La Forest avrebb~ dedotto che la sua missione dovesse cominciare soltanto dopo piissato l'ludrio. Noi vediamo invece che il generale distaccò la ma 3• co!onna (colonnello Avoi;:n dro) da Nogaredo, a sinistra oltre il Torre, e r inforzò, quando gli parve opportuno, la ·1" colonna con un battagli9ne della '2", prima di giungere al ponte snl Torre. Quell a supposizione è fo ndata man ifestamente sopra la interpretazione non esalta di quanto è dello al o0 capoverso della pag. 114,3 del II 1/0· lume della relazione del nostro stato maggion, .' Non crede il generale Scudier che i: generale La Forest potesse in quel giorno impadronirsi dei tre luoghi accennatigli tra l' Iucrrio. e l' Isonzo, di fronte alle truppe del VI! corpo austriaco (generale Maroicic"). ma dice che nei giorni seguenti le deboli forze di questo non avrebbero potuto sostenersi contro le italiane molto soverchianti che là si sarebbero accumu late. Allora « distaccate due di« vi sioni da Gorizia verso Trieste e lasciatane una in Gorizia stessa, «com'era stabi lito, l'armata di spedizione italiana, ridotta a « 70,000 uomini , avrebbe forse potuto avanzarsi sino a Laibach , « ma quivi avreb·be incontralo le prime truppe del!' armata impe« riale divenuta disponibile sul Danubio per effetto dello arnj·,, s~izio conchiuso colla Prussia . L'~r:mat,a di sp~dizio~e ital_ian 1 « sr sarebbe presto t.ro,·ata a fronte d1 un armata 1mpenale d, al« meno 1120,000 uom ini, e sarebbesi veduta costrella alla ritirata

SULLA CAMPAGNA DEL

1866

IN ITALIA

1869

« in condizioni mol to sfavorevoli>. Quindi fu saggio partilo pel Governo italiano il proporre lo armistizio. Il rapido trasporto delle forze imperiali dal Danubio ali' Isonzo è giustamente encomiato dallo A. « Quattro corpi d'armata con t< tutto il loro traino (H,5,000 uomini, 20,000 cavalli e circa << 4000 vetture, comprese le artiglierie) , più gran quantità di prov· « vigio.ni , percorrono in ,tO giorni nn tratto di 6•12 chilometri, << senza il minimo inconven iente. È gran merito dell'ottimo ordì« namento del servizio ferroviario presso l'esercito austriaco, tanto « più che la rete delle ferrovie, allora assai manchevole, non of« friva che due sole linee a doppio binario per quel movimento ». Purnondimeno - osserva lo Scudier - anche in quest'ultimo momen to le forze mobili italiane sul teatro della guerra erano di non poco superiori alle austriache ( 163,881 fuci li, 968,f sciabole e 490 cannoni contro 129,082 fucili, 6859 sciabole e 438 cannoni); se non che, a cagi one dello spargimento fatto per iscopi secondarii (osservazione di Verona, Legnago e Venezia e occupazione del Trentino) , su.I pun to decisivo I' armata imperiale superava di 37, 97·1 fucili, il 059 sciabole e ,132 cannoni l'armata di spedizione , italiana, che ridottasi sul Tagliamento vedeva ancora minacciate d'ambe le parli le sue comunicazioni coli' Adige, dalle Alpi e da Venezia. 1

c. CòRSI.

NOTA

L'i. r. Feldzeugmeister barone Antonio v. Scudier è 1,1110 dei più illustri vet.eraoi dell'esercito austro-ungarico ; il suo nome meriterebbe particolare onoranza in una storia generale degli stati maggiori. Nacque il 2 gennaio del 1818 a Villach (Carinzia) di famiglia di origine ventlta; fu ammesso nel 1829 all'accademia miliiare in "\V. Neustadt e vi compì con ottimo successo il cor·so Jegli studi nel ·1837. Fu nominato alfiere nel reggimento di fanteria N. 47,


1870

UN L IBRO NUOVO

promosso sottotenente nel ·1841, tenente nel corpo di stato maggiore nel 1845, ca pita no il 13 giugno 1848. Sino dal 1839 era addetto allo stato mag giore in Italia, donde cinque a nni dopo fu chiamato a Vienna e fu impiegato in lavori scientifici e r egolamentar i. Assegna to nel 1848 alla divis ione Schlick, a ndò con questa, come capo di stalo maggior e, in Ungher ia, e 1'11 ·dicembre di quell'anno fu promosso maggiore e nominato aiutante (Corps- .4diulant) del luogotenen te-maresciallo conte Schlick. In quel giorno, dopo il vittorioso fatto d'arme presso Budamér,, egli ebbe occasione di mostrare il suo valore. Lo inseguimento del nemico battuto era impedito da diversi ostacoli e sopratutto dal fiume Hernad, di cui il nemico teneva il ponte. Scudier con una divisione (2 squadroni) di cav11 lleggieri, seguitn da un battagli6ne, passò a g uado ,il fi ume, costrinse il nemico ad abbandonar e il ponte, lo inseguì alle calcagna s in oltre Kaschau; gli prese un centinaio di uom ini, molte armi e un cat'ro ;1i munizioni. La maggior pa rte del suo piccolo corpo era rima sta indietro in quella corsa, eJ egli non aveva con sé che un mezzo squadrone, col quale pr osegui la car icn sino a che venne a capita r e sotto il fuoco di fanteria a 20 passi all'ingresso dAl villaggio Bàresa, Colpito da una palla alla testa, caàde privo di sensi dal cavallo e r estò pri gioniero, Per questo bel fatto ebbe la croce del merito militare. Nel 18i9 fu nominato aiùtante (C. A.) presso il comanJo g~nerale in Bri.inn . Nel 1851 Le ne11te-colo11nello di staLo maggiore. Nel 1852 addetto a l comando superiore dell'armata (ufficio centrale o superiore di sta to maggior e) sezione istituti d'educazione mili lare, ove r ese preclari ser vizi, specialmente colla proposta di un nuovo s istema e colla compilazion,e dei regolamenti r elativi. Nel 1854 -::olonne llo. Nel maggio del 1859 maggiore generale e brigadiere. Gli fu attestata la sovrana soddisfazione per l'opera zelante ed efficace data per o tto anni a ll'ordinamento dell,~ scuole milital'i. Il 2l giug no 1859 tnr·nò allo stato ma ggiorPe fu des tinato copo di stato maggiore 1111a II armata in Italia. P ei suoi mer iti nella gior nata di Solferino ebbe lfl croce della corona di ferro di seconda classe, e, secondo g li s tatuti dell'or dine, il t itolo di barone, Dopo la campagna rap presenLò il s upremo coman do della ar mata alla commiss ione dal budget del Reichstag, Nel 1860 ebbe comando di brigata e di for tezza a Pola~ nel 1862 comando di brigata ne l V corpo d'ar mata. Trasferito nell'aprile del 1866 al VI! corpo, fu inca ricato della osservazione sul basso Po , poi chiamato colla s ua briga ta a r iunirsi coll'armata a Verona il 23 giugno, e nel dì seguente pre::e pa rte alla battaglia di Custoza, nella quale si distinse per arditissima iuizi11 liva e valore per sonale all'attacco delle alture del Belvedere nelle Ot'e antimeridiane. Dopo la cam- \ pagna, tenne comando di brigata a Komorn. Nel ·1867 fu pro-

SUL LA CAMPAGNA DEL

1866 IN ITALIA

1871

mosso luogotenente-maresciallo e destinato al comando della '17• divisione, poi riel 1871 a quello clella 2~·· N~I '1872 ~omandant~ militare 8 Temeswar e i. e r . commissario, pe1 coofin,i ungher esi e incaricato della sistemazione di quei paesi secondo 11 nuovo, ordinamento provinciale, Io tale qualità si meril6 la promozione dalla seconda alla prima classe nell'ordine della corona fer r~a e la nomina 11 consigliere intimo nel '1 8~3.. N~l . '1876 fu nom1~a~o proprieta,rio (lnhaber) del reggime?to d1 1,anter1a N. 29, Nel 18 18 chiese ed ottenne il r iposo, in eta di 60 annr, ed ebbe, come a ll,e~tato della soddisfazione sovrana pei mefiti del suo lungo serv1zro, 11 grado di Feldzeugmeister ad honores.


1872

LA CAVALLERIA NE LLE GUERRE FUTURE, ECC,

LA CAVALLERIA NELLE GUERRE FUTURE Dl FRONTE ALLE NUOVE·AR~II DA FUOCO ED ALLA POLVERE SENZA FUMO Cot1tinu,a zione e fine -

l'edi dispensa XIX

La cavalleria nell'avanscoperta. Servizio stt·ategico: Quanta importanza abbia appùnto in o~gi questo servizio in ~uerra è _ormai da Lt~tti riconosci,uta, ma per averne' un'adeg~iaia idea_e pe1 apprezzare 11 concorso che a.d esso potrà prestare l'arma ~ cavallo, conviene esaminarlo nei suoi due periodi ben d'st· t·· . . d' 1· 'd I lil 1 lil CUl SI su ( ]VI e, cioè: ' ' ,1° nel servizio strategico durante la mobilitazione e la radunata dell'esercito; . . QO . I . "' 1n que lo che si· svolge durante le operazioni. Segue~d?. pertanto l'ordine logico, e dirò anche cronologico,· di tale sud~1~1s1o?e e, pre?dendo anzitutto in esame il primo periodo, non sara inutile .I aggrnngere, per maggiore chiarezza. che durante questa_ prii:na fase, il servizio s,rategico assume; sua v~lta forma olfensiva o difensiva a seconda della missione che verrà assegnata al reparto che dovrà compierlo. · . Cosi sarà offensivo, il ser~izio che ~i proporrà per iscopo: di ~1conoscere una_ dat~ ,zona ~1 terreno al di là della front.iera, di · 1mpossessars1 d, nodi o punti ferroviari o telegrafici: di disturbare la radunata dell'esercito avversario; di scoprire il suo schieramento nonchè d'indovinare le sue mire strategiche dall'accumulament~ \ delle di lui forze. , "'---

1873

Sarà invece difensivo il servizio che si proporrà d'impedire al nemico di fare altrettant.o presso di noi; e rivestirà finalmente i due caratteri, quando si tratterà di mandare ad effetto l'uno e l'altro scopo 'contemporaneamente. Ora è indubitato che n.ella elietluazione di tuiti questi còmpiti - la cavalleria pCitrit ~rovare ef!icace aiuto nel concorso delle altre ar.mi , sia nella difesa passiva di alcuni punti di sbocco del némico, sia come retrostante appoggio in alcune sue operazioni, sia infine fo talune ricognizioni offensive. 'lutti sanno di latti che nella campagna del 11870 il comando prussiano aveva appunto disposto · che la cavalleria fosse spalle~rniata da fanteria per garantire il suo fronte strategico. Fu inoltre la fanteria che a Schreckling aprì il passo ad alcune patluglie di cavalleria per :;corrazzare lontano, e che si unì all'arma a cavallo (2 compagnie con uno squadrone) per eseguire nel giorno 26 lugl io una ricognizione verso WoertL E questo avverrà ancora, perrhè non -si puo certamente lasciare alla sola cavalleria, il còmpito di proteggere la radunata del proprio esercito, come sarebbe un errore ,jl non servirsi della fanteria tulle le volte ,che <lessa può accrescere fa potenza o dare appoggio alla cavalleria. Ma nella esecuzione delle ardile imprese, nelle rapide scorrerie al di là della frontiera, non potrà esser impiegata che la cavalleria coadiuvata dall'artiglieria a cavallo , giacc)1è essa sola potrà prestarsi o tale gen·ere di sorprese; e tut.Lo al più, in circostanze speciali potrà concorrervi anche qualche riparto di fanteria leggera, specie se montata su velocipedi. Però non è durante questo periodo che avdt campo cli manifestarsi essenziahhente l'importanza del servizio strategico della cavalleria, perchè per quanto riguarda la dislocazione della prima . radunata, non v'ha , stato maggiorea che non conosca, quasi direi i(l tutti i suoi particolari, quella degli s,tati limitrofi, in virtù della potenzialità delle ferrov ie, della rete stradale, della dislocazio ne delle truppe nel tempo di pace, dei ·1or6 aggruppamenti, dei magazzini di rifornimento e cli tanti altri dati , che qui troppo ·lun;.(O sarebbe il numerare. · li véro servizio strategico della cavalleria, avrà invece principio · nel sewndo periodo, qnaµdo si ini1,ieranno le operazioni allorchè


1,874

LA CAVALLERIA NELLE GUERRE FUTURE

si dovranno cioè scoprire gli spostamenti dell'avversario, poichè per quanto si possanl) ollenere notizie importanti mediante un ben concertalo servizio 'd'informazioni, facenti capo nel paese ·nemico, ciò non di meno le ricognizioni sul terreno eseguite per parte di arditi uflìciali. varranno pur sempre ad accrescerle ed a vagliare quelle ottenu te da altra fonte, fra cui quella non ultima dell a stampa periodica; anzi tali notizie serviranno di guida per indirizzare le pattuglie. Qui potrei citare la ricognizione eseguita nel 11870, dall·o Zeppelin in Sellzback e Niederbronn, ricognizione che se non trova riscontro da parte della cavalleria fra ncese, devesi allribuire nl fatto che, come ta_luni autori opinano , essa mirava a conservarsi per le grandi ballaglie anzichè alle scorrerie in paese nemico. Che si fosse per nitro capilo lì.o d'allora, dc11l'esercito francese, quale vasto campo d'azione la cavalleria avesse .ivanti di sè lo· dimostrano le istruzioni impartite ài si ngo li comandanti . c~Ile qual i si ordinava di esercitarla ad intrapr~ndere ricognizi~ni ed a non temere d' inoltrarsi nel paese nemico ( I ). . Taluni però, e con ragione, farann o osservare, che data la nostra zona di frontiera , ed in ispecie di quella occidentale, quasi nullo sarà il servizio strategico che dovrà compiere da noi la ca~alleria durante la mobilitazione e !11 radunata nord-ovest dell esercito , e fino a tanto che le operazioni si svolged1nno nel]' interno del massiccio alpino.· È d'uopo però riflettere che nCJn sa rà lo stesso quando la lolla avvenisse verso lo scacchi ere orientale, perchè in allora la nostra radunata non potrebbe di cer to efTettuarsi sull' Isonzo, consiàerata specialmente Ja potenzialità della n·ostra rete ferro viaria locale, e considerala la minore importanza delle difese naturali. Quivi pertanto le condizioni si rassomiglierebbero a quelle sovra descrille in tesi generale. O'a Itra parte, da to l'a;.:gruppamento attuale delle principnIi potenze d'Europa, non è dello che, per proteggere i nostri minac· c,at, interessi sul Mediterraneo, non si possa, e non si debba concorrere co n parte delle nostre forze su altri teatri di guerra. /

(l ) Vedi relazione prussiana a pag. 42.

DI FRONTE ALLE NUOVE ARMI DA FUOCO, ECC.

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Senza contare che, an~he sn l nostro stesso scacch iei·e occidentale ·1a lotta non si deciderà nell'interno del massiccio alpino e che: o sboccati al di là o costretti a ripiegare al di qua, sarh propriamente allora che incominceranno le vere fasi decisive della campagna e che andrlì crescendo l'importanza strategica dP.lla ca . valleria, inqunntochè, come dice I' Hoh enlohe : « dappri ma i due « eserciti contra pposti spingeranno innanzi le ri spettive cavallerie, « la perden te si ritirerà dietro la fanteria, portando a questa il <e Lri ste pronostico della sconfilln, e la vi ncente avrà conquistato « al proprio esercito l'iniziati,•a strategica ». Fortunato infatti quell'eserci to la di cui cnvalleria fu vittoriosa, perchè esso si avanzerit pieno di fiducia e chiaroveggente contro un nemico demoralir.zato e cieco , al qua le potrit imporre la bat· taglia dove, come e quando vorrà ! Nè vi sarà a temere che la fa nteria coi suo i fucili a tiro rapido . e cori la polvere senza fumo possa arrestare a lungo, come liiluni credono, la cavalleria in avanscoperta o clte possa sostituirsi ad essa, giacchè a causa della sua poca mobilità, tutt'al più la fan1eria potrà costringere la cavalleria a girare al la rgo . Il vero ostacolo per una cavalleria sarà adunque in allora la cavalleria av versaria, epperciò, come ben osser va il Von der Goltz, non si pot'rd attendere da una camlleria dei buoni ser1Jigi se non sa comprendere che deve a.n zi tutto battere la cavalleria nemica, o per lo ineno, soggiungo io, imporsi ad essa, col uumero o colla propria ab il ili\ manovriera. I · Quanta importanza abbia intanto il servizio strategico della ca· valleria durante qu esto periodo la vediamo confermata dai risul· tati rlella condotta tenuta dalle due cavallerie, nell a già-tante volte citata campagna del 1870, dove quella tedesca per mezzo delle proprie paLLuglie copre come di un velo impenetrabile le operazioni ed i movimenti delle proprie armate, riferisce sulle trappe che stanno cli fronte , mantiene o riprende il perduto contatto coll'avversario; mentre la cav:illèria francese racchiudendosi in un giuoco puramente pa,;sivo, lascia completamente all'oscuro il proprio esercito. Essa è pertanto causa che si accendano le battaglie di Wissembourg e di WoerLh con tanta ignorata sproporzione di forze a favore degli avversari e c·he nella ritirata su Chàlcins, la 1

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1875


1876

Dl FRONTE ALI.E NUOVE ARMI DA FUOCO, ECC .

LA CAVALLERIA NELLE GUERRE FU~URE

cavalleria tedesca sorprenda gli accampamenti francesi. Col suo contegno essa permetté inoltre _che l'armata della Mosa eseguisca il suo cambiamento di fronte ad insaputa del maresciallo MachMahon, senz 1 a sua volta coprire il movimento retrocedente di questi per correre iri aiuto di Bazai ne racchiuso in Metz. « Dopo i felici risultati di Wissembourg e di Woerth » dice il Boguslawski (1), « le nostre divisioni di cavalleria si portaro!lo « avanti ai corpi d'armata per inseguire il nemi,~o e mantenersi « costantemente in contatto. con lui. Esse inviavano ·innanzi dei « forti distacr~amenti che respinge'vano dappertutto l'avversario e « cercavano di riconoscere la direzione della sua marcia e le sue « nuove posizioni. Questi distaccamenti alla lor volta, inviavano « lontano delle pattuglie comandate da ufficiali, con ordine di « spin_gersi avanti ad ogni costo fino a raggiungere il ' nemico. « Esse seminavano .in tal modo il ter~ore dei prussiani a pareè_« chie miglia di distanza; entravano nelle città. come Nancy, se"za « incontrare la minima resistenza; e se di tanto in tanto una di << queste pattuglie, lanr,iate ad alcune giornate di marcia dalle ri« spettive divisioni, era sorpresa o distrutta, nè ritornava ·pur « sempre qualche cavaliere con delle informazioni ; ed era tulto « ciò che si voleva . Si. sa. quale terrore gli ulani inspiravano alle « popolazioni francesi, tantochè e:-se designa vano solto q_uesto « nome, tutte le punte di cavalleria tedesc:-i, quand'anco costituite « da dragoni o da usseri ! » Dopo ciò mi si dica se analogo effetto avrebbero potul(} ottenerlo pattuglie di fanteria montate su velocipedi, e sopratutto se avrebbero potuto prestare un servizio uguale ! Si aggiunga inoltre. che questi piccoli distaccamenti facevnno recruisizioni e fora1re-iamenti lonLani, distrui:rgev'ano i mar,azzini interrompevano le ferrovie, i telegrafi e:l inquiètavano le comunicazioni dell'armata francese. Ora se si pensa che .per l'avvenire le masse enormi che· si concentreranno sui teatri di guerra,. rion -potranno essere ali- ; mentale che da un sistema molto au1vo di trasporti, in ispecLe/ ..

(i) 80Gus1.A wsK r. -

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/loie et tactiqne cle la cavalerie, !873.

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1877

pel traino delle munizioni, che b.isogner~ rio.novare~ a ca~sa del· l'enorme consumo che ne faranno le armi a tiro rapido, s1 scorge . come lè vie retrostanti di · comunicazione co·&tituiranno degl.ì organi indispensabili per l'esistenza degli eserciti, e come l'azio~e della cavalleria indipendente sopra questi organi sarà delle più · .efficaci e delle più gravi. Ecco adtinque un vasto campo di azione ove l'importanza della cava'lleria sarà ·enormemente. accresciuta, senza possibilità alcuna alla fanteria di poterla sostituire in questo suo còmpito, pel quale si richiederà ognora la caralleris1ica della sorpresa. Nè basta. Ricordiamoci inoltre che nella campagna del ·I 870, senza le masse di cavalleria ch'erano state spi nte innanzi, ben difficilmente il comandante in capo dell'armata t.ede:;ca avrebbe appreso in te~po la partenza da Reims e da Chftlons dell'armata del man1sc1allo Mac-Mahon, ciò che gli permise di, rigettarla verso norr · Così purè prima della bauagli:i di Sedan le divisioni tedesche di cavalleria inquiefaiono vivamente il nemico e gli impedirono di avere delle informazioni precise sui movimenti dell'esercito te· descò . .Pertanto esse molto contribuirono ad assicurare il movimento aggirante col quale si nvvit urpò il nemièo, epperciò senza ~sitare possiamo dichiarare che l'esercito pru ssiano deve essenzialmente alla cavalleria la riuscita del suo piano generale - e non mi par poco I !... Se poi vogliamo spigolare nella ca~pa~na rus·so-turca. no.i troviamo che . furono coµseguenza dell ottimo servizÌo str~teo-ico di avanscoperta, le brillanti operazioni russe, da cui deriva;ono le fasi di quella guerra ed i molti avvolgimenti fatti di sorpresa come: l'assalto improvviso e la rapida cad~1ta di Tirnowa, il passaggio dei Balcani fatto da Gurko, la cap1to.lazione dell'armata a Schipka, la presa di Suleiman-Pacha, ed 1! . combattimento presso Filippopoli che, in seguito ad un avvòlgi~ènto tattico andò a terminare in una fuga disordinata. ' . « Inoltre, il modo di agire della cavalleria tedesca >> contmua il Boo-uslawski « assicurò per giunta il riposo e la sicurezza alle « divisioni di cavalleria, che seguivano i reparti distaccati, nonchè « i ,:orpi d'armata che marciavano od accampavano ad u9a o~ ~ « mezza giornata indìetro·. Difatti, i loro servizi d' ~va~post1. s1 c. limitavano a garantire la sicurezza immediata dei b1vacctu o

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1878

LA CAVALLERIA NELLE GUERRE FUTURE

« degli accantonamenli, resultandone con ciò una grande eco . ~

n~rn ia di forz e ed un risparmio non lieve di faLiche, impe-

« dendo in tal modo che il servizio d'avamposti spossasse uomini « e cavalli . « Nel 2° periodo poi della guerra, la superiorilà dei tedeschi

« rifulse maggiormente in seguito alla distruzione quasi completa « della cavalleria francese. Nelle lunghe campagne della Loira , « le di visioni di cavalleria hanno dovuto res1are delle settimane « intiere in contatto immediato col nemico, per assicura·re il ri« poso alla fa nteria, impegnata in una lunga serie di com batti-

« menti sanguin osi. « In questo terreno fortemente frastagliato le pattuglie di r.a« valleria si avanzavano con ·un sangue freddo ed una risola-

« zione che i fran cesi stessi hanno spesso ammirato, e le for~i « perdile che esse subirono non abbatterono punto il loro co-

« raggio. << È bensì vero però che alla cavalleria si aggiunse spesso della fa nteria, sia pe r occupare certi posti, sia per assicurars i' delle « date posizioni ; ma in complesso la cavalleria, copri i corpi che « precedeva, ne garantì la loro sicurezza, effelluò dell e requisì« zioni, riconobbe ed insegui senza posa il nemico» . In nna parola, essa ha reso immensi servigi, che oltrepassano senza limite IULlo ciò che in analoghe circostanze avrebbe polulo r~nJere della fanteria. « È giuocoforza per altro conveni re » soggiunge il Boguslawski « che essa non potè rap-gi ungere l'ideale dell.e grandi spedizioni « falle esclusivamente colla cavalleria per aggirare i fianchi del« l'armala nemica ed esercitare un' inll uenza decisiva sul I' indi« rizzo delle grandi operaz ioni della guerra; ma ciò dipese esclu« sivamenLe dal catLivo armamento di cui era in allora proHista « la cavall eria tedesca. « La cavalleria tedesca, avrebbe avuto bisogno, per adempiére << questa missione, di avere nel combattimento un'azione molto più « grande di quella che essa vi esercitava in allora. Nelle sne cors1/ « sulla Loira , in Hrettagna, ecr. ... , nelle numerose scaramuccia « che ne conseguirono, la nostra cavall eria fu spesso rice,•uta ed « arrestata a colpi di Chassepot. In quei terreni frastagliati, gl i

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DI FRONTE ALLE NUOVE ARM I DA FUOCO , E CC.

1879

ulani (non armati di moschello) non potevano far nulla, mentre « i dragoni e gli ussari fo rniti d'arma da ru·oco discendevano da « cavallo ed arrivò loro spesso di battersi con successo anche con<< tro la fa nLeria francese, abbenchè fos$ero armati di carabine ad « ago, assai inferiori ai fucili Chassepot. > Fu in seguito a ciò che tutti convennero nella nece:;sit.à. di armare, senza distinzione i reggimenti di cavalleria, di un'arma da fuoco perfezionata ed a lunga gitlat~. In oggi pertanto, che la cavalleria ha· potuto realizzare questo fatto e che dimostra sempre più di comprendere tuLta l'importanza della sua nuova arma e di sapersene sorvire a tempo e luogo, non mancherà di esercitare, specie se · sarà usata in grandi masse, quella influenza decisiva sulle grandi operazioni della guerra , che nòn polè mandare ad effetto pel passalo. Si pensò una volta di creare una specie di fanteria leggera mon ,tata, per d.estinarla alle operazioni cli piccola guerra, ma dopo la campagna del 1870, in cui la cavalleria ebbe tante occasioni di far uso delle sue armi da fuoco, si co nvenne che sarebbe stato necessario di costituire un gran numoro di qtiesti regl,'( imenti , creando in tal modo un 'arma no,,ella che in molli casi sarebl)e stata inutile. Conven iva adunque pi uttosto di mettere la cavalleria in islato di bastare a se stessa in tulle le circostanze, armandola di' un ottimo moschetto a tiro rapido, perchè con tale aggiunLa, ollre a rendere la cavaller ia indipendente dalle altre armi, la si rese pure alla a pòrtare il suo non lieve concorso sul campo tattico, tutte le volte che ad essa non fosse concesso d'intervenirvi a cavallo, come avremo occasione di persuadercene nel capitolo che segue. Intanto , poss iamo concludere in qnesto , che malgrado i perfezionamenti tecnici delle altre armi, la cavalleria nelle guerre future, sarà destinata, come dice il von der Goltz, ad ap1·i-re La g1·an r idda giu:rresca, a sgombrare ed a rischiarare la via all'esercito, e co.lle sue prime vittorie a sollevare la di lui forza morale e. materiale. , e

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ANNO XLI.


1880

LA. CAVALLERIA NELLE ,GUERflE FUT URE

DI FltONTE ALLE NUOVE ,ARMI DA F UOCO, ECC.

La cavalleria sul campo di battaglia.

Servfaio tattico. I du0bi sulla efficacia della .cavalleria sul campo di battaglia, come ognuno sa, rimontano alla campagna del ,1870. Dopo le dolorose ecatombi di quella guerra, in Germania stessa, sorsero voci contrarie al suo valore come arma combattente. Da noi l'eco di tali affermazioni giunse a tal punto che il capitano Melandri (,J), quando ancora fervea la lotta contro la cavalleria, si propose, nientemeno, di dimostrare ai membri del Parlamento italiano, che stante le infelici prove, fatte da quest'arma, sui campi cruenti dell'Alsazia-Lorena, meglio valeva sostituire, ai .22 reggimenti di cavalleria (che tanti allora se ne avevano) altri quattro corpi .d'armata . . Provava all'uopo cl1e il costo degli uni e degli altri sarébbe stato lo . stesso, mentre questi ultimi potevano rappresentare tal peso sull'esito di una guerra futura, che (egli diceva) non si potevano sperare dai ,t 5 o 16 mila uomini a cavallo. Come si vede, non si faceva più nemmeno quistione di riforme nella tattica e nell'armamento della cavalleria, ma la si voleva addirittura abolita, come inutile. Fortunatamente però questa voce non ebbe che una ripercussione molto debole fra noi, tantochè fu appunto nel '1'887, epoca nella quale venne pubblicato l'opuscolo del capitano Melandri che la cavalleria ilaliana fu accresciuta di due nuovi reggimenti. Ali' estero poi, egregi scrittori, la di cui competenza in materia era indiscutil)ile, sorsero a combatLere in favore di quest'arma, dimostrando che la cavalleria, oltre ad aver dati esempi di un coraggio insuperabile, aveva reso segnalati servigi nel c;ampo strategico, e che se sul campo di battaglia i risultati oi, tenu ti non erano sta_ti pari ai sacrifici compiuti', ciò si . doveva / piuttosto agli errori commessi dalla cavalleria, an,zichè a reale/ impotenza di fronte alle nuove armi. (I) MELANon1. -

La cavalleria nelle gue1··re futtt·l'e, {887,.

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1881

QuantunquP- anche in Italia prendesse il sopravvento questa nuova corrente, pur nondimeno l'effetto delle passate accuse, degli appassionati giudizi, a guisa di venticello, circ~I? per lungo · 'tempo ancora fra di noi, quasi a provare la verac1ta del proverbio francese: calomniez, calomniez qitelque chose en restera tòujours. · . , In seguito poi all'apparizione della pol~ere senza f~m?, que~t1 · fallaci apprezzamenti rifulsero di nuovo vigore, talche .e g~azia J·n OD'D'i se da taluni si consente appena alla cavalleria d1 fi"'n'sul campo di battaglia, pur essendo però ben r~ d',~ata gurare in altri (ed è · sperabi le che si.an pochi) la pro(onda convmz,one che nèi combattimenti futuri essa sia destinata ad essere carne da macello della· fucileria e dell'artiglieria, senza speranza alcuna per la cavalleria di riprendersi la .ri:in~ita c?l g_iungere a poter sciabolare in date circostanze, art,gherrn e fanti nem1c1. Prima di portare pertanto · a favore 1d.ell'arma tutti gli_ argomenti dinanzi a cui sia vano l'opporsi, sarà bene ed mteressante 'di far conoscere le idee che vanno affermandosi in Ger·mania ed in Francia su tale argomento. Eccole: II tenente colonnello l\Jaillard (notate bene, appartenente al·l'arma di fanteria; come altri autori che citerò in seguito) scrive: · ~ Credere che I.a cavalleria non potrà tentare più nulla contro « la fanteria, sotto pretesto che questa è armata di un )ucile a « tiro rapido e a lunga portata, è supporre g.ratui~amenle che ·« le sorprese non saranno pit'L possibili, che 1 cap, non i;orn« metteranno più errori, che le truppe si manterranno sempre so« Iide, piene di sangue freddo, inacessibili al panico ed alle emo« iioni di un combattimento disgraziato. Ciò sarebbe andare contro « fa natura uman,1 e la cavalleria in tutte quelle circostanze, « sarà là per approfittarne. La missione dell a cavalleria è lungi · « dall'esser fin ita sul campo di battaglia. Quest'arma trova nel « terreno un aiuto potente, almeno tanto quanto la fanteria, e «-meglio di questa, sotto certi rapporti, ella può approfit~arne « perchè essa non teme un largo giro per raggiungere .una piega, « un ostacolo del terreno che ne dissimula la sua marcia. »

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1882

LA CAVALLERIA KELLB GUERRE FUTURE

-~~!l'opera intitolata: Strategia del De Blu me, troviamo la slessa opinione espressa sollo altra for ma giacché egli dice: « In una carica da lungi , contro fanteria ordinata, le perdite « saranno cosi grandi che non si può credere al successo di un « tale attacco; ma per contro, anche una buona fanteria corre « dei grai1d i pericol i allorquando, in preda agli effelli micid i:, li del « fuoco, è sorpresa da una carica di caval leria . Di fronte ad una « fanteri a cattiva o demoralizzata dal combattimento, la cavalleria « è sempre potente come· pel passato. Una fanteria poco solida cho « si vede arrivare di contro a grande velocità delle mas\<e cli ca« valler ia, perde la testa così faci lmente come altre volle. Allora se « invece di confidarsi all'impiego ragionato della sua arma. tira in « aria o cerca la sua salute nella fuga, è indifferente che es~a abbia « un fucile della portata di 200 o di i mila metri , e c.he possa « sparare una o dieci cartuccia al minuto . » « Nel corso della battagli a, dice il genera I Ferron (:1) si pro« durranno quasi sempre delle circostanze nelle quali la fante ria < ~~tenu_ala, priva di cartuccie non sorù più in isLato di oppòrsi al« 1.irruzion e della cavalleria; le perdite saranno forse earavi .,. ma l'a· « z1one della cavalleria potrù in allora produrre immensi risultali.» A sua volta il von der Goltz , così si esprime nel suo già citato opuscolo: « È chiaro che, con la tremenda potenza delle armi da fuoco « attuali, lo sfacelo dei reparti battuti cresce in proporzione diretta « - perciò se la cavalleria attaccherà allora senza riguardo, con <i. pochi sacrifici, potrà raggiungere i maggior: successi e porterà la « nostra vittoria all'annientamento dell 'avversario . » . E per te_r~inare con una citazione ital iana, ecco come la pensa 1! nostro d1stmto Lenente colopnello d'artigli eria Allason (2): « Se si tien calcolo che, qualunque sia l' effi cacia tecnica del « fuoco di fucileria, non sempre sul campo di batlaglia le trt\ppe « saranno in grado di poterla sviluppare, si comprende come con· « tinueranno ~ pres~ntarsi dei momenti nei qual i l'intervento ay « una cavalleria ardimen tosa, potrà avere conseguenze incalcora'(il r'ERRON. -:- Qtielq ites indicatio11s ·s111" le combill . (2) U. ALLAsox. - La polvere sen::a. {1w10 , le m·mi

e 1-a nuova tattica.

1883

DI FltùNTE ALLE NUOVE ARMI DA FUOCO, ECC,

« bili. Quei momenti saranno più rari, più difficili a cogliersi, ma « l'orizzonte non è ch iuso defi nitivamente pei Bredow dell'avve« nire. )) Gli anersari dell'arma a cava llo sfruttarono anche le statistiche delle ferite, per far ril evare che quelle p1·odolte dalla lancia e dalla sciabola non rappresentavano che il 2 per cento delle ferite totali. Essi però trascurarono di accennare che anche la cavalleria non rappresenta che un percen to ossai min imo rispetto alle altre armi, che la cavalleria "è arma di effetto essenzialmente morale, ~pperciò come ben osserva l' incognito autore dell'articolo : la cavalleria nella guerrci moderna « il successo tatt.ico non può esser « misurato dal numero dei morti e dei feriti lasciati sul campo di « battaglia, sibbene dal disorganamento proclollo nelle Ole ne« miche, dal numero dei prigionieri fatti nel!' inseguimento e da « tanti altri effetti che la cavalleria so la può produrre e che non fi« gurano nell e tabelle delle per~i te, ma che concorrono potentemente « a far traboccare la bilancia in fav0re da una parte piuttosto che « dall'alfra. » Altri però combattendo le conclusioni sovraccennate, notano che il fumo, che una volta si estendeva sui campi di battagl ia, favoriva l'avvicinarsi alla cavalleria, mentre in oggi la vista spaziando lontano, la fanteria e l'artiglieria, co lle loro arm i a lunga gittata, costringeranno la cavalleria ad abbandonare il terreno o ad agire appena si mostri , epperciò gli attacchi improvvisi, nonchè quelli di r.ovescio che erano di elfoLlo grandissimo, diverranno di meno l'acile applicazione. Ora, se è bensì vero che colla poi vere senza fu mo non esisterà pi ù quel velo che impediva di vedere e di distruggere la cavalleria che muoveva alla carica, alla sua volta la fanteria non potrà più sottrarsi al maggior efTetto morale, dovuto alla vista del!' imponente irrompere della ca valle ria. Rappresentiamoci diffatti in oggi il fante che, da lungi, vede arrivarsi addosso, con andatura che divora lo spazio, una massa di cavalleria, e bisognerà convenire che l'eITetto morale sarà aumenl)lto del cen to per cento, e sa rà appun to questo effetto ch·e deciderà della corica .

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1884

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LA CAVALLERIA NELLE GUERRE FUTURE

Io non posso adun.que cbe ripelere quanto già espressero con

diverse parole gli spassionati scrittori summenzionati, cioè, fino a tanto che l'uomo sarà un impasto di carne, di ossa e di nervi, l'apparire improvviso della cavalleria, sarà di un e[elto disastroso pel morale degli individui, ed il loro tiro sotto I' inlluenza di qoesle circos1anze avrà un efficacia molto pro~lematica l Per darne umi prova io mi limiterò a citare un fattQ riportato dal ca pilano d'artiglieria Falletti ( 1), da persona, cioè, ~he non può certamente essere sospellata di parzialità a favore delJ;i cavalleria, a proposilo appunto della discussione sulfa efficacia del tiro nel combattimento, ed è il seguente: Ne.I combattimevto di Cbellelà, 800 cavalieri arabi assalirono un convoglio francese. Ora è eviden te che essi debbano aver presentato uno dei migliori bersagli ammissibili in guena se poterono .spararsi contro di loro 33,370 colpi di fucile! ... e 4 1 colpi di can; none!! Eppure malgrado ciò, si noti bene, quei cavalieri non subirono che la perdita di soli 70 uomini! I! ... Dopo ciò ad altri i commenti ! Data pertan to come storica la suaccennata notizia, di cui non _ possiamo dubitare, è da ritenersi non sia del tutto esagerata la teorica del Voloskoy che, come tutti sanno, si riassume nelle seguenti proposizioni principali: . . . ,1° La fanteria nel combattimento, nel suo complesso, non punta. 2° Qualunque sia la distanza, il tiratore spil).na il fucile .con l'inclinazione che gli riesce più comoda e naturale. . 3° Quindi i tiri sul campo d\ battaglia, presentano sempre lo . stesso aspetto, con grandissima dispersione nel senso della profondità.; dato questo che la cavalleria deve tenere ognora ben presente onde non esporsi al fuoco della fucileria in formazioni pro 1

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Che i so\dati, nei momenti critici del combattimento, in tesi --\ gene1'.ale, non puntino, venne del resto assodato dai fucili raccolti sui campi di battaglia ed aventi ancora l'alzo alle grandi distanze, (i) lli·vista di fanteria, 1895.

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_ DI FRONTE ALLE NUOVE ,ARMI DA FUOCO, ECC .

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1885'

abberichè sul post.o fosse avvenuta la p.ugna da vi.ci no; prova lam~ pante· che gli individui o non puntarono o puntar?no ma.lamenta. Non adunque a torto il colonm,llo Ardan de P,cq, scrive: le1.w ernotion ne lew· per niet jàm,ais dt 1Jiser qiie par à·pen-près, quand elle ne les fait pas tirer en l' air. Difatti, data la teorica micidialità delle armi a fuoco moderne, come sarebbero altrimenti spiegabili i combattimenti che durano per parecchie ore e persino da mane a sera '? l His~lt.ato fina!e di essi dovrebbe essere analogo a quello della lotta de, due can, che a furia di morsi finirono col di-vorarsi a vicenda lasciando sul terreno soltanto le rispettive code. D'altronde la stèssa istruzione sul puntamento e tiro è talmente persuasa che il soldato ben raramente punta, che raccomanda di esercitarlo (onde non spari in aria), a spianare il fucile nella direzione del bersaglio, affìnchè tale movimento diventi come naturale ed istintivo. · Ora, se quanto s9pra viene ammesso pel tiro di combattimento • contro fanteria, contro, cioè, un bersaglio che non si muove, fuorchè a sbalzi, cosa dovremo noi concludere pel caso si tratti di una cavalleria irrompente al gran galoppo? È evidente che il soldato non solo non punterà, ma per l'orgasmo in cui si troverà non spianerà nemmeno l'arma prima di sparare e fors'anco non . farà neppure fuoco_. Io ricordo di aver veduto, all'epoca delle grandi manovre di Spoleto, un battaglione attac~ato di sorpresa ' da mezzo retrdimento di cavalleria, mentre muoveva ali' assalto, contro fanteria avversaria, slanciarsi a baionetta °in canna contro i cavalieri che irronipevano su dj loro anzichè fermarsi ed aprire ' ·contro di essi un fuoco accelerato ! ! ; 'si acraiunoa inoltre che, l'attacco più prossimo, ancorchè di mi1'l no~e importanza, sarà pur sempre quello che attrarrà l'auenzione ed il fuoco della fanteria o dell'artiglieria avversaria; epperciò se neoli attacchi frontali la cavalleria seguirà la tattica di coprire i:, l'urto principale con una carica di foraggeri e contemporaneame~te si ~posterà alquanto da una parte o dall'altra, per . no~ seg~1r~ nell'attacco la direttrice del tiro nemico, si può esser certi che il nsultato non potrà mancarle. ~~

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1886

LA CA V .ALLERIA NELLE GUERRE FUTURE

È dimostnito difatti dall'~sperienza stessa delle scuole di tiro che la massima parte dei colpi sono sempre diretti al centro del beraaglio, epperciò poco o nessun effetto avranno sulle truppe dell'attacco principale le quali ·verranno a trovarsi in gran parte, all'infuori della rosa dei tiri mentre di scarso effetto risulteranno del pari, contro l'ordine sparso a causa della nessuna profondità che esso presenterà nell'attacco. Naturalmente è però necessario che un tale · spostamento sia fatto in mo·do rapido, onde i due attacchi si succedano , ~enza interruzione, per non dar tempo alla fanteria od all'aniglieria di rivolgere i propri fuochi contro i nuovi assalitori , ma ciò non è difficìle ad ottenersi, inquanlochè contro l'una o l'altra · arma, si può usare anche . a non breve distanza, la massima velocità , e non è neppure necessario che tulla la massa si avanzi compatta, l'importante essendo che la cavalleria: si rovesci sulla fanteria o sull'artiglieria. come un uragano continuo senza perqielter loro di riprender fiato. D'altra parte non sarà mai di fronte che, in via normale, la _cavalleria dovrà affrontare la nuova efficacia delle armi da fuoco, e · neppure di rovescio onde in questo caso non paralizzare il fuoco od esser colpita dai proiettili delle proprie truppe che attaccano o che si difendono. Al contrario essa dovrà, in tesi generale, prender di mira i fianch i del!' avver?ario, che sono i suoi punti deboli, inq'uantochè per esplicl;lre tutta l'azione dei suoi fuochi, il nemico o dovrà eambiare di fronte, ciò che ben difiicilmente potrà e[eltuare quando . si.a già impegnato frontalmente (dato anche il rapido irrompere della cavalleria); oppure dovrà eseguire fuochi obbliqui, la massima parte dei quali _andranno a colpire le truppe del proprio par· tito che verrebbero a trovarsi dinanzi. In tutti i modi, nella fase critica del combattimento della fanteria (quando cioè essa non presenta quasi più profondità · riella direzione d'attacco o di difesa), sia che la cavalleria debba sotto- --.\ stare al solo fuoco dei riparti d'ala, sia che debba subire i tiri obliqui di tutta o di parte della fronte avversaria, non v'è dubbio , le sue perdite saranno di molto ridotte.

Dl FRONTE ALLE NUOVE ARlfl DA FUOCO, ECC,

N~n è poi neppur vero che )e apparizioni improvvise della cavalleria diverranno più rare, mancando il fumo della polvere che ne nasconda l'avanzata, perchè ovunque vi saranno leggere ondulazioni' di terreno, alberi, caseggiati, ecc .... se un comandante di cavalleria saprà valersene, spiando di persona attentamente il nemico, sapendo cogliere il momento e la direzione opportuna d'attacco, il suo scopo lo raggiungerà senza fallo, tanto più quando si ponga mente che l'attenzione di quelle truppe sarà altratta sul fronte pel nemico che ha dinanzi e di cui ne subisce il ' fuoco. E qui, a corroborare la mia tesi mi sia lecito di spigolare alcuni fatti nell'ormai tanto citale campagne del 1866 e ,[870, ma lo farò per ·solo pochi momenLi, « Nella battaglia di Koenigratz ('I) un battaglione austriaco uscì « vittorioso dal bosco di Swip per andare a raggiungere un'altura « situata ver::;o Horenowes. Un solo squadrone con un e[ettivo « non superiore a ,t 00 cavalieri fece prigioniero questo batta« glione, cioè : H5 ufficiali e 665 uomini!. .. Lo squadrone inollre « non perdette nessun cavaliere perchè il battaglione fu sorpreso « e caricato prima ancora che avesse avuto il tempo .di far uso « delle armi. « Il 27 ·novembre 1870 a Villers-Bretonneaux, due squadroni « del 9• usseri prussiani sboccano dal villaggio di Hébécourt su di « un drappello di 200 uomini, lo rovesciano e lo sciabolano. « Al combattimento di Sapignies il generale Faidherbe attac« cava con successo le posizioni dei tedeschi. li 28° reggimento « d' artiglieri a prussiana, si poeta va in batteria e si trovò a 230 metri ~< dalla linea dei tiratori francesi. 11 maggior Mcrtens, mettendosi · « alla testa cli u1i mezzo sqnadrone di scorta, si gettò sulla.fanteria « avversaria e la. respinse >L .Il tenente colonnello Chabot che cita questi ultimi esempi ed altri. che per brevità taccio (2), aggiunge: <1 Noi insistiamo su questi fatti per dimostrare, come anche « piccoli reparti di cavalleria, possano rendere non lievi servizi 1

;;.i.

1887

(i) Relazione del grande stato maggiore tedesco, µag. 31-2 . (2) CHABOT. -

La cavatleri{i tedesca nella camipagna i!el J870-11.


1888

· Dt FRONTE ALLE NUOVE ARMI . DA FUOCO, ECC .

LA CAVALLERIA NELLE GUERRE FUTURE

« se mosl-reranno attività ed arditezza sul campo di battaglia e « sopratutto· se sapranno approfittare d'ogni ostacolo del ter« reno per mantenersi per quanto è possibile presso le linee << dell'avversario, onde potere utilizzare gli istanti molto brevi in « cui un at!acco felice sarà possibile. Essi dovranno procedere a « sbalzi, portandosi rapidamente da un punto ad un altro, perché « non bisogna dimenticare 'che la velocità' dei cavalli, rende il tiro "- mollo incerto, e che perciò la cavalleria non ha da temere il « fuoco alle andature vive>. . Eppure durante le manovre, malgrado tuÙociò, quand'anche la cavalleria sbocchi improvvisamente e magari sul fianco ed a pochi passi dalla fanteria , sol che questa abbia potuto sparare qualche colpo di fucile, noi sentiamo dichiarare senz'altro che quell'à ttacco non sarebbe riuscito, e se non basta, aggiungere ancOI'a, che ' quella ca,val!eria deve ritenersi come fuori combattimento !. ., Ora· se ciò può passare, in questa specie di giuoco per tener alto' il morale dell'arma a piedi, a costo di sacrificare l'amor proprio della cavalleria, non sarebbe per altro buon consiglio da darsi alla prima quello di farvi fidanza in vera guerra. M'appello difatti ad essa e le domando spassionatamente, · se sia possibile o verosimile ad es. che, sotto un attacco di un intero reggimento di cavalleria, sboccato improvvisamente sul fianco e sul tergo a meno di 80 metri di dist.:inza, una fan teria impegnata di fronte e già ai fer ri corti, com,~ suol dirsi, coll'avversaria, possa abbandonare il suo primiero obbiettivo per dirigei-e i suoi fucchi e preCendere anche il successo contro l'irrompere dei cavali i ! I Ep· pure questo fu da me visto l Si noti poi che in tempo di pace la cavalleria attacca al trotto . od al piccolo galoppo e soprattutto arresta a tempo opportuno i propri cavalli onde evitare possibili disgrazie, ma in una vera guerra si ricordi la fanteria che, cavalleria lanciata è cavalleria che va a fondo e che se non le si pareranno dinanzi ostaooli mate· riali, nulla varrà a fermarla. , - "\ Lo abbiamo veduto nella campagna del 11870 a Ilezonville, dove sei squadroni prussiani della brigata Bredow sfondarono la prima linea della fanteria francese, nonchè quella della retrostante artiglieria, abbattendo fonti -cavalli e cannonieri, sino a tantochè, dppo

1889

una c-arica di circa tremila passi, andarono ad imbattersi nella cavalleria francese .del generale Forton. A questo brillante episodio, mi si opporranno da al tri le infelici cariche francesi di Woerth di Mars-la Tour, infelici davvero perchè chi le arrestò non fu il fuoco della fuci leria, sibbehe (·1 )· gli ostaéoli del terre·no impraticabile, il filo di ferro dei vigneti, le siepi, i ceppi delle piante tagliate a fior di terra, le fosse profonde i luppoletti, i muri delle strade, i carri ed i fabbricati contro cui esse andarono a dar di cozzo, con poco criterio di chi le diresse e con meno preventiva esplorazione del terreno. · « D'altra parte, spero non mi si accuserà di sofisticare sulle parole, « scrive il già altre volte citato maggiore Allason, quando domanderò « cl1e si distingua fra riuscita e risultato, perchè la carica può « benissimo non riuscire e raggiungere tuttavia un importantissimo <i. risultato tattico come per troncare o ritardare uu importante atto « offensivo; procurare a truppe balenanti un momento di respiro, « dar tempo per l'arrivo <li una riserva intatta , salvare una linea di « artiglieria, ecc. In tali circostanze, anche facendosi distruggere la « cavalleria ha raggiunto il suo scopo. È sempre la carica di Bre- . << dow sull'altipiano di Rezonville, che ritorna àlla mente quando · si « pensa a queste cose! )) (2) · :•L'ammaestramento del passato, è da sperarsi, avrà insegnato inoltr,e alla cavalleria quanto importante sia che essa faccia per tempo esplorare il. terreno sul quale probabilmente sarà chiamata ad agire, e faccio voti che abbia anche p~esto a cessare il simulacro di esplorazione quale in oggi si pratica. Gli attuali espio· ratori del ter,:eno, spinti innanzi al momento della carica, non . solo a nulla valgono, ma li ritengo ben anco dannosi. Difatti oltre a den~nziare l'attacco, se è improvviso, sarà ben difficile che questi cavalieri procedano avanti ardit'.lmente da soli sott<• il fooco

µa.

(i) Come lo attesta la stessa relazione prussiana. _ (2) • Ma il sangue dei prodi _che caddero in quella eroica impresa non fil spar,o in- . • vano. La contt·offensiva cominciata dal VI corpo francese era stata troncata ed ora « ne fu dismesso il disegno, vuolsi per comando del maresciallo Bazainc, ecc ... Cosi la • 6• divisione tedesca era stata completamente disimpegnata <la quella parte, ed al· • cune compagnie ~.l'.evano ap pr_olittato di quell'attac,:o di cavalleria, per scendere • dalla strada maestra al ciglione tanto tempo contrastato e porl'isi saldamente in po· •. sizione •. La guerra f)·anco-gennanica, puntata 6', pa.g 534. ·


1890

LA CAVALLERIA NELLE FUTURE GUERRE

micidiale del nemico, e quand'anche lo facessero a che servirebbero, quando presso a toccare. la meta non potessero più proseguire per un osLac.olo i_mprevedmo ~ Forse che potrebbero essi impedire che gli _squadroni sopravenienti dappresso, a celere andatura, vi vadano essi pure a dar di cozzo, e ad evi tare che essi siano bersagliati dal fuoco della fucileria? Ben diversamente deve procedere questo servizio. I/ esplorazione del terreno, vuole essere eseguita, sempre ç,he sia . possibile, dal comandante stesso della cavalleria (o per lo meno da intelligenti ufficial i}, tosto~hè essa si arresta in una data posizione in attesa di do~er agire e non sarà difficile d, poterla mandare ad elietto, quando si sappia, con un rapido colpo d'occhìo, gettato anche sulla carta, farsi un' idea esatta del terreno. A tale scopo il comandante deìla cavalleria, per avere inoltre uri concetto giusto della situazione e poter spiare tutle le occasioni propizie, non deve stare attaccato, come ostrica adesa in sullo scoglio, al proprio riparto di · truppa, ma deve sapersene distaccare a tempo debito, pur conservandoselo sempre dipendente da_ un suo cenno. Tralasciando per altro questa digressione, che mi dilungherebbe troppo dal mio soggello, e ritornando alla efficacia del fuoco, mi sia consentito di accennare cli volo che, se il tiro della fucileria r,ontro l'irrompere della cavalleria non sarà poi così distruggi tore come da talunì si vorrebbe far credere - anche meno lo sarà quello ·dell'artiglieria ·..:__ e posso dirlo tanto più francamente inquari tochè avendo avuto l'onore di appartenere per lo spazio di 12 anni alle batterie, so per esperienza quale efficacia esse .abbiano contro un bersaglio mobile, qual' è la cavalleria lanciata al gran galoppo e che non permette cli pLmtare, di correggere l'alzo o di graduare la spoletta I Non dimentich i la cavalleria che ~entre tutti i colpi lunghi, sono, come è naturalè, inoffensivi, quelli corti, per un errore superiore ai 50 metri nella stima della distanza ·e quindi nello scoppio dello shrapnel, hanno ellìcacia quasi nulla contro un bersaglio che non presenta profondità; e che la scatola a metraglia non ha molto valore su terreno coltivato, entro cui vanno a cpn-

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DI FRONTE ALLE NUOVE A&l\11 DA

ruoco,

ECC.

1891

ficcarsi ·le pallottole. L'esempio già citato dei ,U colpi cli cannone sparati c·~ntro gli 800 cavalieri arabi sono là a testimoniare che non esagero per spirito di parte! So bene, o per esperienza, che ai poli,goni di ·tiro si ottengono invece splendidi resultati contro bersagli mobili rappresentanti, con maggiore o minore verosimiglianza, questC> poco importa, della cavalleria; ma se quegli es~rcizì possono considerarsi come ottima scuola di puntamento rapido, . io spero però che nessuno vorrà ritenei'li, neanche lontanamente, come la riproduzione del vero, p'èrchè nulla in essi si avvicina alla realtà. Non, anzitutto il terreno, conosciuto palmo a palmo e dove le distanze si possono misurare a colpo d'occhio quasi direi fino al metro e dove è facile rerrolare il tiro per mezzo di punti di riferimento già cogniti; n~n i bersagli che si muovono per giunta con vel~cità che nulla ha a che vedere con quella della cavalleria; non mfine le - condizioni di tiro, sia perch è presso a poco si sa già in precedenza dove trovasi il bersaglio, sia infine essenzialmente perchè l'artirrlieria non ha altra preoccupazione fuorchè quella di tira.re contr~ ,la cavalleria rappresentata, non ha subite, nè subisce tut·tora perdite da parte del fooco a vver"sario, nè trovasi impegnata contro di esso. Non è perunto in simili circostanze che attaccherà generalmente la cavalleria, ammenochè non voglia, con i suoi stessi · errori, correre ali' impazzata alla propria rovina; ma sarà invece pos-s-i-bilmente di sorpresa, sboccando da un punto inaspettato, sul fianco o di rovescio ed a distanza incognita, a celerissima anda· tura, attaccando artiglieria già decimata ed in parte paralizzata dal fuoco nemico e mentre sta controbattendolo; oppure artiglieria in movi mento. È quindi in una di queste condizioni che sorrrerà lunao la colonna od in batteria il grido: la cavalle-1·ia!! ... . ed immaainiamoci allora cosa ne avverrà I Il comandante sarà ·tostretto a mettere in posizione i propri , pezzi oppure, se g1a v1 , sono. a valntare subito la di~tanza (che appena data non sarà ---- più quella), a far graduare· le varie .spolette ed .a regol:ne il .tiro contro i reparti che divorano Io spazio, e per i:punta a cambiare maoari di fronte su di un terreno che forse mal si presta, sotto il J~oco incessante e più vivo che mai dell'artiglieria odella fuç)

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1892

LA CAVALLERIA NELLE GUERRE FUTURE

cileria nemica, le quali, accortesi dell'allacco della propria cava lleria, cercheranno di assecondarla sino a tanto che possono. Gli artiglieri però potranno oppormi che le cose saranno alquanto diverse e migliorate in loro favore quando saranno adottati i cannoni a tiro rapido - ed io condi videndo pienamente le idee del tenente colonnello Allason, circa l'inferiorità di queste artiglierie . nel loro impiego in campagna rispetto a quelle attuali, non posso che rimandare questi miei oppositori, a ciò che il prefato ufficiale scrive nel suo opuscolo: La polvere set1,za fwno; le armi e la tattica, · nel quale parlando appunto dei cannoni a tiro rapido, dopo averne fatti rilevare tutti gl'inconvenienti (a pag. 63) conconclude così « in verità par di sognare pensando come possa cc venir io mente a qualcuno di far adoLLare dall'artiglieria da « campagna, gingilli di questo genere e più ancora che se qe « possa· caldeggiare l'adozione per quellé due specialità che sono: « l'artiglieria a cavallo e l'artigiieria da montagna». Quanto sopra però non è tutto, giacché ad una cavallèria intraprendente, non mancheranno altre occasioni di far sentire il proprio peso sul campo di battaglia, se saprà cioè appi·ofìttare della sua caratteristica di potersi spostare rapidamente da un punto ad un altro e sopraltutto se saprà avvalersi della sua eccellente arma da fuoco, fattore in oggi non disprezzabile nelle mani del cavaliere. Ricordiamoci che ~n reggimento di cavalleria può mettere in linea non meno di 5 o 6 cento moschelli di piccolo calibro e che questi moschetti potranno apparire: (quando meno saranno attesi), per rinforzare un punto minacciato, per arrestare l'irrompere dell'avversario od anche sul suo fianco o sul suo rovescio, quando il terreno non permetta di agire diversamente. Il cavallo mette le al i ali' arma da fuoco e sarà questo un pregio che nessuno potrà mai togliere alla cavalleria, perchè, torno a ripeterlo, la. bicicletta sarà sempre forzatam ente legata alle strade, -mentre la cavalleria potrà ognora spaziare liberamente attraverso a tutti i terreni ed il credere ad esempio che i nostri campi coltivati non si prestino ad una azione della cavalleria contro fanteria, come generalmente si afferma, è un ammettere a priori che tutto ciò che facilita le sor·prese a piedi ocl a cavallo mal si adatti a quest'arma.

1893 La cavalleria per la prima dovrà abbandonare l'erroneo convinQimento che a quest'arma occorrnno, per la sua azione, contro la le pianure di Pordenone. o le brughiere di Somma, e dimostrando coi falli che tulli i terreni sono buoni per essa, per far sentire il proprio peso a piedi o a cavallo, contribuirà più d'ogni ragiona. men to a farsi valere come merita sul campo di battaglia. Una volta . era dogma che lo spirito della cavalleria esigesse l'impiego dell'arma bianca e che sarebbe stato menomato dall'uso delle armi da fuoco, ma nulla è più falso che di voler conservare eternamente ad un principio, il suo valore. Qnesto era giusto quando la cavalleri a era armata di pistoloni o di moschetli lisci, di nessuna efficacia; ma non è più cosi dopo l'adozione delle armi .... a tiro rapido e perfezionato. Con tale fatto la cavalleria ne sia persuasa, oltre ad essersi resa maggiormente indipendente, venne a paralizzare tolti i pro~ressi tecnici delle altre armi, percM si mise in condizioni di po · terne essa pure approfittare, pur conservandosi sempre l'arma dell'ardimen to e della sorpresa. . Che poi la cavalleria non abbia progredito e non possa progredire tecnicamente, la sua arma principale, che é e sarà sempre il cavallo, possono solo affermarlo gli osservatori superficiali, i non intelligenti in materia, plè\rchè basterebbe il solo confronto fra i cavalli pesanti di una volta e quelli d'oggi, la loro resistenza, la loro velocità, la loro maneggevolezza, nonché il loro impiego sul campo di hallaglia. , Basti l'accennare le cariche in massa al trouo di Mural e quelle d'oggidì. Ri tornando per altro ali' impiego. del moschello si potrà obbiettare che la cavalleria appiedata non potrà presentare mai una tenace resistenza ; ma sarà anzi questa la sua forza, giacché potendo perciò appunto disimpegnarsi a tempo, suo compito dovrà esser quello d'influire e:;senzi almente sul morale dell'avversario, di costringerlo a distogliere parte delle sue forze dall'obbiettivo Pt:incipale, a spiegare le s"1e riserve per parare al nuovo allacco imprqvviso, di cui a prima vista non potrà misura re tutta l'importanza, (specie trattandosi di polvere senza fumo), e così darà. agio alla propria fanteria di muovere al contrattacco offensivo, opDI FRONTE ALLE NUOVE ARMI DA FUOCO, EOC,

p.

I


01 FRONTE ALLE NUOVE ARMI DA FUOCO, ECp.

1894

LA CAVALLERIA. NEDLE GUERRE FUTTJRE

pure all'allacco definitivo a seconda delle circostanze. Perchè, è bene qui segnalarlo, tanto le cariche di cavalleria, quanto il suo concorso improvviso appiedato, non potranno mai produrre un effetto utile, se la fanteria non sapril approfittarne per spingersi avanti, mentre invece noi vediamo alJe manovre che la fanteria, a\lorchè la cavalleria eseguisce un attacco, vi assiste da semplice · spettatric~e e ne attende la fine come S1\ as:.olut.amente quest' arm,1 fosse venuta a sostituirla per lasciarla riposare. È invece in questo momento, in cui il fuoco dell'avversario sarà paralizzato, che la fanteria vicina deve slanciarsi a ,,an ti per correre in aiuto della cava:teria e per assicurarsi il terreno che può averle conquistato; e se la fanter·ia agirà in tal guisa l'esito della cavalleria sarà cerlo. È sopratutto infìne, nella ritirata e nell'inseguimento, che avrà campo di rifulgere di viva luce l'azione della cavilleria, sia col sacrificio di se stessa per salvare e proteggere le altre arini, sia per completare i risultati della vittoria wn un inseguimento accanito, perchè nella maggior parte dei casi, un vero sfacelo del , nemico, non potremo raggiun gere che con un effica~e inseguimento. A lale scopo, si potranno alla cavalleria aggregare reparli montali o no cli fanteria, artiglieria a cavallo o da campagna, ma il còmpito loro è, e rimane - non dobbiamo mai perderlo di vista - quello di dare alla cavaller ia 1un appoggio od un aumento di potenza. Come si vede adunque anche la missione della cavalleria sul campo di battaglia è tutt'altro che scemata, e possiamo a.ltam~nle proclamare che non è ancora suonata per essa, checchè ne dicano i suoi av,,ersari, l'ora di cedere il campo alle altre armi. Io non pretendo certamente che la fanteria o l'artiglieria debbano esser prese da un'invincibile terrore al solo apparire della cavalleria, e tanto meno si vorrà credere (giova sperarlo) che io ritenga quelle due armi nulla possano contro l'. irruente azione dell'arma a cavallo. No, la cavalleria sarà sempre un ottimo bersaglio per la fanteria e l'artiglieria, quando, per circostanze indipendenti dalla propria volonta o per errore attaccherà·: fron. talmente e da lungi, attraverso a terreni non esplorati e rotti, in formazioni profonde e rigide, acl andature lente, ecc. ' truppe

189;>

non scosse, non gi~ impegnate o comunque in ·condizioni ·non buone p~r es_sa. A. loro · 1'01 ta però . le . altre ar.mi ed in ispecie fa fanteria·, · non debbono ritenere, in buona fede, che . basti il · .solo_ accenno del fuoco per conside1'i~re, senz'altro; come respint~ -O distrutta una, cavalleria. Pensi la fan teria che; com'essa sostituì alle :me antiche fqrmaz ioni tattiche> altre forme più. leggere, così · pure la c:ivalleria ha .modificato. i suoi modi d'attacco la sua · mobilità .sul campo di ba.ttaglia, · rendendosi meno v~ln~ra:bile ai suoi colpi,. e lo diverrà ancora meno quando si sarà adottato pe·r la ca/Vallena (come andatur(I) di com(nittimento) il galoppo di. cmnp~gna, quando la raoal.leria, an-.ichè a com,andi mano·orerà col m_ezzo di se,qni conoen.zionali, colt'e.~em7Jio del capo, co/;l'ùnita,z~on.e dei _ri~arti di base (siano essi centrali o. di testa), e coll'ini-,, ziativa di .~wsci~n.o di essi (come , io già pratico da var.i anni) (il) e qi~ando si sci,:a int1:odotto ima /orina ancora più. le,qger:a per la carica contro fanteria ed artig,lieria. · Da taluno però mi si disse : tutto questo sarà vero ma la f~nteria n~n può, non _ deve crederlo, onde pos$a co~servare p1~na fiduçia in se stessa, per resistere impavida agli. attacch:i della cavalleria; ma l'illudersi in ta~ modo equivarrebbe, nè piµ nè meo.o, al procedere alla guisa istessa del cigno che, clicesi, n~sconda la_ testa .soLto le ali quando il cacciatore lo prende d,i mira, nella ·persuasione forse di non essere più vedttto e di salvarsi.!. :. ~on esageriamo,. n~n ~· il!udiamo aduncrue, da una parte e . ~ali altra, con pessurnsm1 od ollimismi fuori di luogò. Valutlamo t~ve~e senza preconcetti erronei o chiuwinisti 'tutta l'importanza. d1 ciascuna arma; cerchiamo di ricavarne da e:;se il massimò utile . possi_bile con nn v·icendevole appoggio, con - il ·completamento reciproco; e soprntulto non disprezziamo nessuna arma avversaria: percbè, come tutti ~o, il ne.mico non,è mai tanto da temeriìl, co.me qnando lo si tiene in nessun conto. . Epperciò, mentre ho voluto accennare, di volo, alcune norme - Q.t ·massima per !'impiego della cavalleria, affinchè non ricada (iJ Tali idea v_ennero da_ rne già. e.;presse ~in dà.I principio del 1.892 nel mio primo fasc1c-ol? <lell~ .B•l1Jwteca ndotta per l'11fficiale di cava.lloria e come rir>ort,ò e discusse la .R,vi.t1i m,1ita1·~ a. pag. ,.f30 rlella rlispen$a !V del detto anno. ·

1.22 -

' ANNO XLI


1896

1897

LA CAVALLERIA NEl,LE GUERRE FUTUKE 1 ECC.

in nuovi errori, che le sarebbero ancora più funes ti che pel passalo, ho voluto nel tempo istesso richiamare l'attenzione delle altre arm i sulla importan za di essa. Comprendo che, dopo avere proclamalo altamente la potenza delle nuove armi da fnoco ed in ispecie l'inviolabilita della fanteria per parte dell'arma a cavall o, debba essere doloroso il dover modificare tale radicata opinione; ma il ricredersi in tempo potrà costituire la sua salvezza, giaccbè cercherà in allora di premunirs i maggiormente, con l'osservazione e con ostacoli artificiali (quale .ad esempio l'uso del fì lo di ferro, se trattasi di truppa già in posizione), contro un nemico terribile quale sarà sempre la cavall eria ed .in ispecie, qùando, malgrado ogni disciplina del fuoco , la fanteria avrà consumate quasi tulle le sue I munizioni, o quando sarà scossa dal fuoco dell'assalitore ·ed impegnata con esso. A conferma di ciò, io chiuqerò questo mio scritto con una sentenza del barone von der Gollz (autore non sospetto) il quale ,, cosi si esprime : « La cavalleria nelle battaglie fu ture ci darlt risultati non più « visti da cento anni, e tali risultati non saranno senza influenza « sull'abbreviazione e rapido termine delle guerre » ed è questo il migliore augurio che io possa fare e faccio di cuore alla mia arma. Colonnello F.

D'OTTONE

comtind.anfe il 1·eggimento cavalleria Piacenza (18).

VARIETA UNA CORSA DI RESISTENZA DA BEAUNE A VJCHY. Nello scorso giugno alcuni ufficiali dell' 8• brigata di cavalleria stanziata a Beaune ed a Di jon, comandata dal generale Briois, decisero di recarsi a cavallo a Vichy, per assistere al premio della Coupe indetto dal concorso ippico. Chiestane l'autorizzazione, l'ottennero ma alla condizione assoluta che non si' eseguisse una gara a chi arrivasse pri mo, ma sipbene si compiesse un'P.sercitazione di marcia, saviamente preparata e proporzionata ai mezzi del cavallo. Vi presero parte i seguenti hffiziali : Capitano istruttore, Rousseau-Dumarcet del 46° cacciatori con Gacheux, cavallo di 1,1 nnni, del deposito di rimonta di Gnéret ; Capitano de Saint-Géra_ud del •I 6° cacciatori con Faisanne, di 1·1anni, del deposito di Fontenay-le-Comte; Tenente Dupuy del 46° cacciatori con Trameuse, di 8 anni, del _deposito di rimonta di Tarbes; Tenente de Montzey del 16° cacciatori, con Greley, di 10 anni, · Guéret; · Tenente du Bay del 46° cacciatori, con Camelia, di 8 anni, comperata dal commercio ; Tenente Mathet del ·16° cacciatori con Tarifa, di 7 anni, Tarbes; Tep.ente de Chatellus del ·16° cacciatori, con Devil, 5 anni, puro sangue, acquistato dal commercio; Tenente Millo.t del 16° cacciatori, con Leda, di .f.0 anni, Saint-Lo; Tenente Loir del 26° dragoni, con Cygne, di 1 ·1 anni, Caen; Tenente Ruffier del 26° dragoni, con Gratitude, 8 anni, Caen; · Tenente de Saint-Seine del 26° d1·agoni con Caracalla di 9 anni, Caen. 1 Tutti dovevano partire da Beanne alla stes~ra, e precisamente al mezzogiorno del 26 per trovarsi riuniti il mattiÌìò'-del 2.7 alle 9 '/, a Cusset (a 3 chilometri da Vichy), per entrare tutti insieme a Vichy. A ciascuno era lecito di seguire la via che meg!io gli accomodasse.


VARIETÀ 1898 Nel fatto però, gli ufficiali si divisero i'n due gruppi; il maggiore di 9 ufficiali col capitano Rousseau segui' la via più breve, allungandola solo di ,i. chilometri per evitare le colline dei dintorni di Bost, e percorse '17ft. ch ilometri. Il secondo • gruppo, composto soltanto dal capitano de Saiot-Geraud e tenente de· Montzcy, si recò a Vichy per , Paray-le-1\lonial, allo scopo di girare le colline di Bragny-en-Charollais, 1 cou un percorso di 18ft. chilometri. · Il 26 a mezzogiorno preciso il colonnello Go.t, del 16° caqciatori, circondato da grande numero di ufficiali, diede il segnale della partenza . Il 27, alle 1o, com'e· era prefissato,' i' gitanti entrarono Il) Vir.hy, calorosamerite accolti dai membri del concorso ipp'ico. Mancava solo il tenente de Saint-Seine rimasto indietro per aver avuto il cavallo sferrato (sebbene fosse partito ferrato a nuovo), e che giunse· mezz'ora dopo. . A notarsi cbe· pure prèsero parte alla corsa due giovani ufficiali di complement9 del 16° cacciatori soprn cavalli cli' loro pi·aprìetà e che giunsero a Vicby verso mezzogiorno. Ecco· i particolari di questa corsa, riguar_danti la velocità di marJia e l'orario dei due itinerari seguiti.

UNA CORSA Dl RESlSTENZA DA BEAUNE A VICHY

Donde si rileva che i. ,1n chilometri da Beaune a Vichy furono percorsi in 22 ore delle quali 17 di marcia e 5 di riposo, e_ precisamente con · ùna fermata di ,1 ora e, 10 minuti a Mooceau-les-Mines, di 3 ore e 30 u1inuti a Digoiu, di 30 minuti a Lapalisse. Itinerario N. 2.

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1900

rnoi

VARIETÀ - UNA CORSA DI RESÌ STENZA DA BEA UN E A VICHY

Risultato invero ottimo, se a quanto dic.e la Revue de caval-e1'ie, dalla quale abbiamo ricavato queste nolizia, fu constatato all'arrivo che i cava11i, dopo qualche ora di ripose,, sarebbero stati in grado di int.ra prendere una nuova tappa. · A nostro avviso lunghe rnarcie condotte col concetto di ser·virsi del le forze del cavallo e non di abusarne, sono non solo interessanti, ma di grande utilità, poichè per mezzo di esse gli ufficiali apprenderanno la pratica necessaria, per guidare, mantenendo però la cadenza delle andature regolamentari, i reparti di truppa nei lunghi per~orsi ; ciò che, ci pare, dovrebbe essere lo scopo principala di queste esercitazioni.

NOTIZIE POLITICO-MILITARI Le prossime nozze del Principe ereditario, le fes te con cu i la nazione si apparecchia ad esprimere la sua gioia per il faus to avvenimento, la rivista di tru ppe che avrà luogo in tale occasione, le amnistie che si aspettano, furono gli argomenti che diedero materia ai discorsi e agli articoli di tutta la quindicina, tanto più che altro di importante non avvenne, e non è in vista per ora. ·· • La politica interna è proprio in un periodo di stagione morta; la politica estera la vora attivamente, ma sott'acqua; l'Africa è, per così dir!), sempre in sospeso. Per ciò la rassegna del la scadente quindicina, non volendo uscire dai confini il' Italia, non può essere che una rassegna di fatti di cronaca . La sera del 5 corren le S. A. R, il principe di Napoli s' imbarcò a Brindisi sull'yacht Savoia pel' il :Montenegro e giunse ad Antivari la mattina seguente salntat.o dai cannoni dei forti ed aspettato dal principe Danilo del Montenegro. Le truppe schierate resero gli onori e la fo lla applaudi. . Lo stesso giorno i due principi partirono ·da Antivari e si recarono a Cettigne, ove l'en'lde del trono d'Italia, promesso sposo di una principessn montenegrina, ebbe dalln famiglia principesca e dalla popola- , zione quella accoglienza ch'era da aspettarsi. Il nostro principe si fermerà nel Montenegro fino al 20 corrente quindi tornerà. io Italia accompagnato dal la famiglia principesca del Montenegro e dalla spo8a. La celebrazione delle nozze si farà il giorno 24- in Roma.

La Revue de cavalerie, conchiude il suo articolo con alcune osservazioni fatte durante la marcia, che amiamo riportare testualmente, perchè impronlate a vero sentimento cavalleristico. « Curare il proprio cavallo noi stessi, far.si aiutare se è necessario, « ma non lasciarne la cura ad alcuno. « Sa pere far mangiare il proprio cavallo quando ha un breve riposo, , o quando è un poc,> affaticato, è una qualità che deve possedere chi « vuole percorrere molta strada . « Parti r con un cavallo che non mangi volentieri è voler rim:mere. « per istrada. · « La sete tormenta il cavallo più che la fa me e gli taglia le gambe; , far bere a tutti i ! igagnoli e ai villaggi, se fa caldo , senza interrom« pere perciò la marcia. · · « Il cavaliere che non trotta deve essere piede a terra. Come norma, « essere a cavallo, vuol dire trottare. Con un buon cavallo, e se si vuole e andare velocemente, val meglio allungare la strada che cavak.are in , montagna. La salita affatica enormemente il cavallo, la discesa gl i ro« vina gli appiombi. « Cavalieri, miei fratelli, diffidiamo della ferratura; non perdiamo « mai d'occhio piedi dei nostri cavalli, che sono la causa d' infinite « delusioni ».

l

*** Finalmente si sa qualche cosa di certo intorno alla rivista. Essa avrà luogo il 27 corrente a Roma, nella piazza d'armi e sarà passata da S. M. il re. Vi assisteranno S. M. la regina e gli augusti sposi. Interveranno alla rivista le seguenti trnppe : Un battaglione dì cruattro compagnie delle scuole e collegi,' cioè: una d111l'accademia militare di Torino con una bandiera, della scuola mi-


1902

!WTIZlE POLITICO-M!LlTARl

• Jita re di Modena, ed una forma ta da allievi dei collegi militari dt Roma e Nnpoli. , Due battaglioni a quattro compagnie di allievi carabinieri a piedi ed uòo _squadrone di allievi a cavallo. . -Otto reggimenti di fanterìa di linea su tre battaglioni a quattro compagn1e, cioè: i reggimenti :Uò, 1~~. 69° 70°, 20°, 680, e 82°. Un reggimento bersaglieri di quattro battaglioni di qu~ttro compagnie. Un reggimento alpini di quattro battaglioni di quattro compagnie. · Quattro reggimenti di cavallel'ia 11 quattro squadroni, cioè : reggimenti Genova, Novara, Guide e' Catani·a. ·. Due re'ggimenti di artiglierin da campagna di due brigate a quattro batterie di quattro pezzi. Una hrigata dr artiglieria da montagna di due batterie a ~ei pezzi. Una brigata di artigf'ieria a cavallo di due batterie a quattro pezzi. Una brigata di artiglieria da fortezza di quattro compagnie. · Una brigata del genio di quattro compagnie. · Un battaglione del co.rpo reali e1uipaggi. l.e truppe, sotto gli ordini del comandant.e il IX corpo <l'arma_tll, saranno formare in due divisioni, l'una agli ordini del generale Orero e l'altra del generale Del Mayoo. La cavalleria.sarà riun ita in due brigate, l'una agli ordioi _del generale l\!Iainoni d'Intignano e l'altra del generale Radicati di Marmorito. ' , Tutti i reparti d'artiglieria saranno agli ordini del generale Ainis. . · Riassumendo la forza delle truppe, che in.terverranno alla rivi-sta del 27 ottobre, si ha che vi prenderanno -parte, trentacir.que battaglioni, sedici squadroni e venti batterie, in tutto c:rca ventimila uomini con ottantaquattro pezzi di artiglieria. . Alle truppe che verranno a Roma da altri presidi per questa rivista saranno date speciali competenze, coè : agl i ufficia li l'indenn_ità di ma rcia pei giorni di viaggio, l'indennità di trasferta di 2.8 categoria per tutto il tempo del soggiorno in Roma e l'alloggio per parte del comune; alla truppa l'indennità di marcia dal giorno della parte~za a tutto il giorno del ritorno in residenza, un sop;àssoldo speciale per il giorno della rivista da accumularsi con l'indennità di marcia ; verrà I-oro distribuita inoltre una giornalier.a razione di caffè ed una di vino per tutto il tempo del soggiorno in Roma. _Alle truppe della guarnigione di Ro~a sarà egualmente corrisposto per il giorno della rivista, , il soprassoldo speciale, e dal giorn,o 1del

1903

NOTIZIE POLI 1'1CO·MILITARI

primo arrivo di truppe da al tri presidi fino a quello in .cui sarà terminato il movimento di ritorno, sa'rà somministrata giornalmente la razione di caffè e ?i vino; *

** ,Alfinchè nulla manchi all'esultanza nazionale con cni verranno feste<roiate le nozze del nostro Principe ereditario, u·na larga ,ì'mni-stia \ . 0 sarà concessa per tutti i reati chf' sogliono amnistiarsi in simili circostanze ed una riéluzione di pena per altri. Di quest'amn istia godranno anche in larga misura i militari, e ben a· raoione, perchè i reati militari sono fra quelli più naturalmente 'indic~ii a.Ila clemenza sovrana in queste occasioni- straordinarie, Per quanto è noto, sarà conces,a piena amnistia a tutti i renitenti delle .le-ve di terra e di mare, sia che si trovino àU'estero, sia che. risiedano nel regno ; a mtti i mancanti alle chiamate alle armi per istruiione, rassegna ed altre eventualità; a tutti quelli che incorsero nel reato .di diserzione semplice. ' Per il rento di diserzione qualificata e per altri reati militari verrà condonata tioa parte dell a peon. · ,. Condizione n·ecessària perchè possano gode re dell'amnistia coloro i qu; li hanno obblighi di servizio (disertori, renitenti, ma_ncanti alle chiamate) e quella di presentarsi i? un dato li mite ?i tempo per adem. , . .. . piere a tali obblighi . , Ma oltre questi reati militari propnamente detti e relative pnn 1z1om_ vi è Ìrn'altra categoria di mancanze _e d_i pene che in_gran parte sfugge alla clemenza sovrana. , '. In tendiamo parlare delle mancanze e punmoni disciplinari, le quali · eompi:endono non solo la consegna e la prigione pei militari di truppa m,i c,li :mesti sempl ici, di rigor,e e in fortezza per gli ufficiali, ed anch~ il collocamento in as'pettativa per ?ospemione d'impiego, in disponibilità, ecc. ecc. · Il condono di queste punizioni è di' competenza dtlle autorità militari che ·1e hanno inflitte. . Non sarebbe giusto che mentre si aprono le porte cJelle carceri, si lasciasserp rinchiusi nelle prigioni dei quartieri 'o fra i liastioni di una fortezza o privi· dell'impiego, uomini colpevol i soltanto di fronte al regolamento di disciplina ; perciò fu annunziato e riteniamo CO$a· cer~a essere intendimento del l'oli. mrnistro della guerra di concede1'e per disposizione ministeriale e far concedere per Decreto n ea le (in quei pochi '

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NOTIZIE POLIT!CO-illlLJTARI 1904 casi in cui è necessario), il condono di tutte le punizioni in corso, eccettuate quelle inflitte per mao~·aòze di tal carattere che non.lo consentano. Noteremo finalmente eh(!, per la fausta ricorrenza, si annunziano promozioni in tutti i gradi d'ufficiali di tutte t'e armi e corpi, e nomine_ di sottotenenti (nel limite dei posti disponibili) fra coloro che superarono con buon esito gli esami presso la scuol:i militare ed aspettano la detta nomina. · '+

** È giunto a Massaua il governatore generai!' Baldissera di cui nell'ultima puntata abbiamo annunziato la partenza da Napoli; e ha riassunto il governo della colonie tenuto interinal mente dal generale Viganò. Le notizie recate dall'ultimo postale annunziano che si ·a pprestava a partire per l'altipiano, affine d'ispezionare i vari presidii e reo- · der$i conto dei lavori stradali e di fortificazione eseguiti nella sua assenza. Altri nuovi e più importanti lavori sono recentemente cominciati, avendo il Governo stab,ilito di fortificare val idamente la linea del Mareb e costruire le strade necessarie perchè le truppe, che eventual- _ mente possono trovarsi a difendere questa linea, non abbiano a s'perimentare un'altra volta quella difficoltà di approvvigionamento che recò tanto tristi conseguenze nell'ulri'ma Cdmpagna. Allo schermo detla linea del M.areb, ben fortifi cata e gueruita·, allacciata con buone strade allo scalo di Massaua, il Governo potrà attendere tranquillamente, dignitosamente alle trattati've, sia per la libera• zione dei prigionieri, sia per la conclusione della pace, senza timore che. avvenimenti improvvisi e inaspettati véngano a mutare la situazione in nostro danno. Sono giunti a Massaua i dne nuovi battaglioni di cacciatori d'Africa e . la compagnia del genio di cui ·abbiamo altra vol ta parlato; vi giunsero pure o sono in viaggio vari ufficiali con gruppi d'uomini di truppa appartenenti a specialità dell'arnia. del · genio, per essere adibiti nei lavori sopraccennati. Quasi settimanalmente parte qualche vapore con mti.teriale da guerra e da costruzione. Viceversa ablìiamo avuto da Massaua molti ritorni di ufficiali isolati, fra cui notiamo il generale Lamberti ex governatore e- il colonnello Stevani ex comandante delle truppe indigene; si aspeua il ritorno di un intiero h~ttaglione attualmente in viaggio: il ·19° fanteria d'Africa.

NO'l'liIE POLITICO-MILITARI

1905

Era stato annunziato che con l'arrivo a Massana dei due nuovi battaglioni cacciatori, sarebbero rimpatriati i tre battaglioni rimasti nella colonia do'po lo· scioglimenco del oorp6 di spedizione, cioè: il ·19 fanteria, il 3° bersaglieri e il battaglione alpino. Però finora non venne dato l'ordine di rimpatrio se non per il 19 battaglione fanteria; quello dei bersaglieri e quello degli alpini pare che. restino come rinforzo alle truppe del corpo coloniale fino a tanto che dura questo periodo d'incertezza, non essendo opportuno allontanare dalla co- · Ionia,' in questi momenti truppe scelte e già abituate al clima. Venne però disposto pel rimpatrio di quegli uomini di truppa dei detti due battaglioni che appartengono a classi. ~ià inviate io congedù Ulimitato. Essi verranno subito sostituiti da altrettanti al pini e bersaglieri che saranno ·fatti partire per Massaua.

Coll'o stes~o vapore che portò in Africa il generale Baldisser:i vi giunse pure iI genera le Valles incaricato del la nota futura . missione allo Scioa. Egl i aspetta a Massaua per avviarsi a Zeila gli ordini del governo, _i quali dipenderanno delle notizie che man-derà dallo Scioa il maggiore Nerazzini . A quest.o riguardo siamq sempre nell'oscurità e nell'incertezza. Però oramai è certo che le due missioni che cliiameremo s1,1cerdotali, ·runa rappresentata dal padre Macario inviata dal pontefice, l'a ltra dal padre OuJin inviata, da un comitato di signore, ed aventi per iscopo la l'iberazione dei prigionieri, sono completamente fallite. Si spera con ragione che più fortunati sieno gli inviati del governo, unici ché possàno trattare con fondamento· sia per quanto riguarda i prigionieri, si.a per quanto riguarda la pace. ,È giunta al governo e fu pubblicata una nuova nota de' prigionieri con oltre mille nomi tra ulliciali ed uomini di truppa; da essa non apparisce in quali località si trovano. Fra questa nota e quella precedentemente pubblicata di cui parlammo altra volta,· si hanno (dedotte le ripetizioni) un migliaio e mezzo di nomi. Non sono certo tutti, ma sono la massirila parte. Una nota com- · pleta sarà sempre difficile, per non .dire impossibile, averla. Dicesi che Maconnen a chi gli ha chiesto quanti sono i prigionieri italiani, abbia risposto' di r\oo saperlo e si può credere che abbia detto il vero; probabilmente non lo sa neppure Menelik.


1907

NOTIZIE POLITICO.-M!L.lTARl

NOTIZIE POLITJCO,s~l,LlTAR,1·

Questi poveretti · sono sparsi . nell'Harrar, nello Scioa, nel Goggiam, nell'Amhara e in altre provincie. ·Ogni ca po ha i suoi. Non tutti i capi hanno obbedito ali' invito deI negus di denunziarli, o non tutti, probabilmente, obbedirebbero all'invito di restituirli . . La questione dei prigionieri è irta di difficoltà d'ogni specie. Si prevede dai pratici di cose africane che l'inviato italiano, a·oche dopo essere venuto ad acr,ordo e.on · Meuelik, non avrà fatto . tutto rispetto ai prigionied .. Saranno liberati, quelli chl'l 5Ì trovano ali'. Harrar con Maconnen, e quelli che sj trovano allo Scioa dipendenti diret1ameute dal Negns, ma per gli altri bisognerà intavolare trattative coi ~ingoli capi che li tengono i.n custodia e li considerano come cosa propria. Ci vorrà molto a riaverli, anzi sol tanto a sapere dove siano .. Però questi dispersi ed ignoti non : possano essere molti. I mil lecinquento di cni sappiamo il nome -è probabile che si trovino tutti fra l'H:irrar e lo Scioa; il resto può ridursi a poche centinaia, perchè il totale dei prigionieri non può oltrepassare di molto ì mille ottocento. G.li altri mancanti , dormono. il sonno dei forti nei dirupi di A·bba Carima e nei dintorni. di' Adua:

seguito ad es:nne ;·. più vennero amme$SÌ aJlo:.ste~so corso altri 20 sottufficiali a1\piranti al grado di uffiziale nel corpo di c.ommissariato e contabile,.· e _fra _cp1esti, 5 per titoli di studio e '! 5 in seguito ad esami. . Furono pubblicate le norme· per due corsi d'istruzione di s.cuolil centrale ·di tiro per l'artigl ieria da campagna, a cav~llo e da montagna. Questi. due corsi avranno luogo nel poligono. di Net.tuoo; il ·primo, dal 19 novembre al 22 dicembre ·1 896; ,iJ .secondo, dal 2 gennaio al 6 febbr(liO '1.897·. A frequentare .ciascuno di · tali corsi saranno chiamafr circa 4-0 ufficiali. Vi saranno comandati tutti · i capitani dèlle batterie che non presero mai pa~te ai corsi precedenti, <::ompletanclo il numero con te,: nenti, scelti:fni i più foziao i,. i quali parimenti non siano già inter~ veri11,ti ai <lettì, corsi. Gli uftìdali da inviarsi alla scuola v&rranno designati dall'ispettore d'artiglieria . da campagna, e. dovranno t1·0,,arsi a Nettuno per presentarsi alla direzione della scuola il giorno antecedente a quello d'inizio dei rispettivi corsi. La direzione dei due corsi .,;arà affidata al colonnello comandante 'il 14° reggimento artiglieria .

1906

*·•* Fra le più importanti disposiziooi d' indole militare. emanate nella quindicina, .notiamo le seguenti: ,Furono ammessi aIl' accademia militare 58 . nuovi , allievi di cui parte provenienti dat collegi mi li.tari e part<~ da istituti civili. Furono ammessi alla scuola : militare. 80 nuovi allievi . provénienti ' dai collegi militari e 68 provvisti di ,titoli di Sfudio eci in seguito ad es.ame speciale. · ' Molte mezze peusioni per benemerenza di famiglia furono concesse tanto a quelli ammessi ali'accademia quanto agli ammessi alla.scuola militare. Taluni hanno .ottenuto la mezza pensione per merito personaie; qualcheduno per l'una e l'altro. Fu stabili to che gli allievi aspit·anti ' all'a'rma di cavalleria debbano depositare nella cassa dell'ufficio d'amministrazione dei personali 'militari vari in Roma la somma di lire !1000 o titolo di rendita italiana al portatore equivalente a detta somma. Vennero pure ammessi al corso specia le della scuola militare per l'abilitazione a.I grado di sottoteneote, pas$ando ·effettivi alla scuola stessa ,dal 23 pttobre corrente, 72 5ottufficiali aspiranti a divenire ufficia li nell'arma propria, e fra questi ,19 per titoli di studio e 53 .in

Dovendosi provvedere al i-ipianamento· di vill:anze esistent.i nol 1 personale di •governp degJi stabilimenti milita'ri di pena, il ·Ministero ha determinato di aprire uno speciale- r,iclut.amento pel personale stesso i caporali e soldati attua lmente sotto tè armi, appartenenti -ai reg- gi~euti di fànteria di linea, bersaglieri, cavalleria e artiglieria, i quali sodclisfacciano ai seguenti reqnisiti: (i) ne facciano spontanea domanda, obbligandosi in pari tempo ad assamere la ferma di 5 anni, decorribile dal giorno della loro venut11 al le armi; b) siano forniti di forte e robùsta costituzione ed abbiano la st.atnra non inferiore a m. ,1,62; e) abbiano tenuto una condotta sr;evra da ogoi appunto e posseggano autorevolezza ed attitudine per lo speciale servizio ll cui saranno adibì.ti; d) sappiano leggere, ancorchè lentamente,. lo stampato e copiarne alcune righe in modo abbàstariza intelligibile. ·, P~rchè non sia ritardato di troppo il rilascio del brevetto per la medagli:i d'Africa ·. ai militari che vi hanno diritto, il Ministero ha invitato i comandanti di c~rpo a· spedir subito. al deposito della colonia eritrea un primo elenco di coloro sul cui diri tto non cada dubbio, risarvandosi d'inviarne successivamente dei suppletivi man mano che

'fra

.


1908

,

NOTIZIE POLITICO-MILITARI

risulti loro la partecipazione alla. campagna, di altri militari sotto le armi o in congedo iilimitato. Le amministrazioni dei corpi vennero avvertite che agli ufficiali ed impiegati che rimpatriano dall' Africa non d~ve farsi la ritenuta del 15 e del 25 per cento sugli stipendi conseguiti per prima nomina o per successivi aumenti, per il tempo passato nella colonia, essendo loro già stata fatta .dall'amministra,zione coloniale. Essendo intendimento del Ministero che · la chiamata · alle armi dei · militari di ~a categoria della classe ·1876 abbia ' luogo s~lt,rnto nel venturo anno, eccezione fatta degli inscritti -di leva già prenotati per la assegnazione alle armi a cavallo, perciò è stato determin&to in via eccezionale, che in quest'anno sia prorogato a tutto il 3·1 dicembre p. v.' il periodo di tempo limiiato al mese di ottobre per la presentazione del certificato modello 41 al com11ndante del distretto militare, per parte degli studenti univesitari ammessi al ri tardo del servizio sino al 26° anno, e- che desiderano di continuare a goderne, certificato rl ({Uà.lè attesti che .essi éontinuano il corso di studi in una università od in uno istituto ad essa assimilato. Venne pubblièato un nuovo Regotamcnto dì set·vizio in guerra Parte 1 _;_ Senizio delle truppe, che sostituisce quello attualmente ia vigore. Venne. pubblicata la _5a serie di aggiunte e varianti alla istruzione s'?-lla. conservàzione del mater.iale d'artiglieria. · · Venne pubblicato l'elenco delle ricompense ai milita,i·i che si distinsero negli ultimi fatti. d'arme in Africa, non compresa la battaglia: di Adua. Roma, l' H ottobre ,f 896.

. x.

1909

'I -

NOTIZIE MILITARI ESTERE

GERMANIA.

Formazione dei .nuovi reggimenti fanteria bavaresi. - Come è oramai già noto, i quarti mezzi. battaglioni della fanteria tedesca creati ·colla legge del 31 agosto ·1893 ' sono destinati a trasformar~i in interi battaglioni dal 1°aprile ·I 877, in applicazione della legge del 28 gingno ' ultiJno scor~o, vale a dire, coi 173 mezzi battaglioni si formeranno 86 battaglioni su ,I, compagnie e coll'effettivo ora esistente di 500 uomi~i. Questi nuo.vi battaglioni ·poi, raggruppandosi a due a due o a tre a tre formano i nuovi reggimenti il cui numero totale però è fino .icLora ignoto, come lo è anche il numero delle nuove brigate chP- risulter_anno dall'acco'ppiamento di tali reggimenti. A trasformazione compia'ta, invece degli attuali 538 h:iuaglioni fanteria su ,i compagnie (compresi i ·19 battaglioni cacciatori) e qei ·173 m.ezzi bat~agliorri su -2 compagnie, se ne avranno 624-, mtti su 4 compagnie:· , I 20 mezzi battaglioni dell'esercito bavare~e formeranno i .nuovi reggimenti, il 20° e 21 ° su 3 battaglioni, il 22° e 23° su 2 battaglioni e saranno inoltre create due nuove brigate la Ha e la ·12&; cosi la fanteria , di quest'esen,ito che conta ora 1 O brigate, 20 reggimenti (fra cui quello del corpo)·, 60 battaglioni su .i compagnie, 20 baltaglioni su 2 compagnie, avrà ,t ~ brigate, 2,i. reggimenti rli cni 22 su 3 battJglioni e 2 su 2; tutti i battaglioni saranno formati su ,i compagnie. L' attuale · ed jl prossimo inquadramento di queste unità e la loro dislocazione 11ppaiono · nel seguente specchio:


1910

NOTIZlE MILITARI ESTE&E

NOTIZIE MILIT,\ RI ESTERE

Dal t 0 aprile '1897.

Fino al 3'1 marzo l.897.

1a

DIVISIONE (MONACO).

1a brigatci fanteria (Monaco) .

Reggimen.to del corpo (Monaco). 1° reggimento _(Monaco). _2a

brigata fanteria (Monaco) .

2° reggimento fanteria (Monaco). 16° reggimento (Passau). ·

1a bri_qa.ta fanteria (Monaco). Reggimento dèl coq)O, (Monaco), 11° reggimento (ì\forrnco) .

· 3° reggimento (Augnsta), 12° reggimento (Nuova Ulma), ,1° bauag. ~acciatoi-i (J<empten). 4• brigata fa.nte1·ia (Ingolstadt) . 10° reggiinento (Ingolstadt),

"

,130 roggim~nto (Ingolstad t).

5a brigata fanteria (Ratisbdnµ,). 1 ·1 ° r"eggimento (Ratisbona), 150 réggimento (Neuburg sul Da.nubia) . . · ' .

'

6& brigata faitterìa (Norinberga). H-0 reggimento (Norinberga) , ,190 reggimento (Erlaugen).

7', brigata fanteria (Wiirzb1iry).

5° reggimento (Bamberg}, 90 reggimento (v\~lirzburg), <zb ,battaglione cacciatori (Aschaffenburg) . '

5° reggimento (Bnmberg), 9° reggimento (W(irzburg),

brigata fanteria (Bayrwth) . '

6° reggimento (Amberg), 7° reggimento (Bayreuth).

5a

1

8a brigata fanteria (Angusta) 3° reggimento · (Angust.a), * 20° regginieuto' (Lindau). 4a brigata fanteria (Jngolstadt) •I 0° reggimento (Ingolstadt), ·1'3° r.eggimento (Iugolstadt): ,,. 11" brigata fanteria (Nuova Ulma) 12° reggimento (Nuova Ulma), 15° regg. (Neuburg sul Danu bio).

II CORPO D'ARMATA BAVAHESE (WURZI-WRG).

3a ' DJVISIONE

7,• brigata fanteria ( Wiirzburg).

.sa

2• brigata /'a.ntéria (Monaco). 2° reggimento (M.onaco), 16° reggimento (Passau), 1° battagl ionecacciat. (Straubiug).

(No(tlNDEUGA).

54 bri_gata fanteria (Ratisbona). ,1·I O reggimento (Ratisbona),

,,. ~·I reggimento (Fiirtb). ,

63 .• bi·igata fanteria. .J4.0 reggimento (Norinberga ), 19° reg,gimento (Erlangen),

D1 v 1SIONE

9· brigata fanteria (Landau).

2,a DIVISIONE (AUGUSTA).

3a b1·igata fant1wi<1., (A.ugusta).

1911

,\,a D1 v1S t0NE (WunznunG).

I CORPO D'ARMATA BAVARESE (MONACO) 1

'

,17° reggimento (Gemersheim). 18° reggimento (Landau).

10• brigdta fanteria (Met~).

reggimento (Metz), 8° reggimento (Metz). ~0

•

2° battaglione cacciatori (Aschaf. fenburg). sa brigata fanteria (Bay1·euth) . 6° n~ggimento (Amberg), 70 reggimento (Bnyreuth). (LA.ND/\U).

ga brigata flinteria (Landau) . ,no reggimento (Gemersheim}, 18° reggimento (Lirndau). 10a brigata fanteria (111etz). 4, 0 reggimento (Metz), 8° reggimento (Metz). )(- 12a brigata fan t. (Zweibrii,e,ken). .. 2·2° reggimento (Zweibriichen); )(- 23° reggimento (Landau).

NB. Le unìtà segnate con asterisco sono di nuova formazione. ,lo ogni località di . guarnigione indir~-ita ha sede almeno il comando dell'uni tn.

Nuove piibbli'Cazio;i militm'Ì regolamentari. - Tariffa III degli . -oggetti fabbricati negli arsenali d'artiglieri3 (selleria, esclusa quella della , cavalleria), che è entrata in vigore il 1° ottobre corrente. in sostituzione della analoga tariffa edita nel ·18\l2. Dotazioni · per lo stato maggiore di uo battaglione e per una compagnia pioneri in sostituzione di . una edizione anteriore. Parte 2a della des.crizione del materiale dell' artiglieria da, campo, in sostituzione di una edizione anteriore. Norme per la costruzione degli accampamenti , e delle strade, pubblicate per cura_ del!' ispettore generale del genio e delle fortezze . Alleggerimento dell'equipaggiamento della fanteria. , - Lé esperienze fatte ultimamente in Baviera sul nuovo equipaggiamento della t23 -

ANNO XL!.


/

1912

' fanteria ne avrebbero ,ridotto il peso a 14--,15 chilogrammi compreso quello del cinturino con placca, delle giberne (90 cartucce complessivamente), della boraccia, ecc., e non compreso naturalmente quello del fucile e baionetta (4- chilogrammi llirca). Lo zaino porterebbe il cappotto, il telo da tenda, i necessari oggetti di· vestiario di ricambio, 3 razioni di caffè, 80 grammi di sale, biscotto, carne e legumi in co.nserva · e 30 cartucce. Niwvo elmo per la fantel"ia. - Il nuovo elmo ' che, come si dice, vorrebbesi adottare per la fanteria tedesca sarebbe più b:l'sso dell' attuale e la sua cupola avrebbe un forma emisferica, invee~ che sch iacciata, la punta · sarebbe più corta e il trofeo più piccolo; al sottogola . a squame . d'ottone si sostituirebbe quello di cuoio che finora adoperavasi soltanto durante le manovre; tutte le parti della guarnitura sarebbero di alluminio invece che di ottone. Con tutte queste. trasfor, mazioni si otterrebbe un notevole alleggerimento. RUSSIA. Chfamata alle arm·i delle recinte. - Dall' lnvali:do russo deJ 20 settembre ,J896, N. 206 appare che il senato dirigente russo con decr:eto ~el 22 aprile co~rente anno ha determinato di chiaro.are nell'ànno 1896', a second:i della legge generale sul reclutamento, il seguente numero di reclute: a.) 219,000 uomini dalle varie regioni dell' impero nelle quap la suùdett:i legge di reclutamento del 1874- non soffre eccezioni, comprendendo in tale numero tanto le reclute dell'esercito, quanto quelle della marina, . nonchè quei pochi individui forniti ancora di dispense speciali dal servizio, dovuto a diritti acquisiti prima della proinulgazione della già citata legge; b) 3,i.00 individui delle popolazioni indigene delle provincie del Terek, dt'l Kuba:u e della regione Transcaucasa. Gli inscritti nelle liste di leva furono: a')' nelle regioni dell'impero di cui alla precedente lettera a) 9i5,7:i-6 dei quali 203,645 (il 2·1,6 ¼) ebbero diritto ad esenzione di 1a categoria per motivi di famiglia; b') 24-,.194- dei quali 5055 (il 20,6 %) ebbero diritto ad esenzione di ·Ia categoria per motivi di famiglia.

'·

1913

NOTIZIE MILITARI ESTERE

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI Rivista d'artiglieria e genio ..

Settembre 1.896. -

Documenti. della guerra d'Africa.

· I documenti che ora si pubblicano completano quelli già pubblicati dalla Rivù,ta militare nel fasci colo XVI e XVII (16 agosto-i settembre), in quanto hanno tratto ai lavori di carattere tecnico, compiuti nel corso del secondo periodo della guerra d'Africa, dalle armi di artiglleria e genio. Essi furono ordinati nel modo seguente: Operazioni di. Cassala. - Rapporto riguardante il combattimento di , Sabderat. - Parte presa dalla 311 sezione della 2• batteria da mon• tagn:i (indigeni) nelle operazioni contro i Dervisci. - Parie presa dal distaccamento cannonieri di Cassala nella difesa di questa piazza. - Relazione sul servizio del genio nella difesa di Cassala. Di{èsa di Adigràt. - Riepilogo dei layori eseguiti. per il completamento delle opere e per la meilsa in istato di difesa della piazza. La11ori co111;piuti dalle truppe del genio. - Relazione del comando del genio presso il corpo di operazione. - Riassunto del diario delle compagnie del genio. - Specchi relativi al servizio telegrafico. N. HS tav,ole 1'elative ai lavori compiuti dalle truppe del genio. S~rvizio d'intendenza. - Stralcio di appunti e considerazioni circa i ~ervizi dei trasporti dell'artiglieria e del genio. Così si completa a grado a grado, e nella sua integrità, il rapporto del .generale BA LDISSERA sulle operazioni dellà guerra d' Afri~a, che per ragione di riguardo all'indole particolare dP-' periodici militari nostri, fu suddiviso fra e$si, per quel-la parte che a ciascheduno si compete. Con la pro%ima pubblicazione della parte sanitaria nel Giornale medico del re.9io esercito, gli allegati al rapporto del ~enerale Baldissera avrannq tutti completamente ed integ1·alrnente, vista la luce, costituendo ·una pì"eziosa fonte di studio per le guerre coloniali. ·


1914

RIVISTA DEI PERIOD1CI :MILITARI RIVISTA DE I t>E RIODICI )Jl Ll TARl

Impiego dell'artiglictia da campagna nei terreni piani, frastagliati' e coperti. e(

Miscellanee, e notizie. - Il materiale ed il tiro dell'artiglieria tla costa in Austria-Ungheria. - Torri doppie per navi corazzate. - Alzo Lyman per fucili . - - Una pila econornica e di fiwi le costruzione. -...:. Accumulatori di calore con h barite. Notizie militari estere. - Austria- Un,qlwrin: Nuova c.1serrna modello sulla piazza d'armi di Vienna. - Dcmirnarcri : [no ovazioni riguardante l'artiglieria ccl il genio. - Pm,nciri : Esercita;1,ioni di passaggio cl i corsi d'acqua. - L'impiego del terreno e delle truppe del genio. - fl soldato-tender. - Radiazione delle fortificazioni di Antibes - Strad a ferrata strategica Toul-Pont-St. Vinccut. Gernwnin: l\Iodilìcalioni negli ordini di fuoco dell'nrtiglieria da campagna. - ln,qhilterm: \'elocità delle segnalazioni telegrafiche. - Portogallo : La n·uova cnrahina a ripetizione sistema Ìllannlicher rnod. J89(ì per la caval lerin . - 8tali Unili: La difesa delle coste e l'aumento delle fon:e mobili della fl otta federale americana

Il tcn eno influisce nell'impiego delle truppe in ordini alla prati-

« cabililà, al dominio, al campo di tiro, ed in quanto, più o · meno,

favorisce l'efficacin delle armi e ripara dagli effèt ti micidia li di queste. Le b:i tterie da campagna possono risentire l'influenza sfa vo revole di « certe caratteristiche del terreno a segno che ne restino menomate al« cune delle loro più preziose proprietà taniche e balistiche; ma, per « converso}' hanno in loro stesse elementi che pei·mettono · di lottare « vitt.oriosamente contro molte difficoltà » . . Tale la proposizione dello studio del maggiore d'artigliei:ia Torquato Gu.rnouccr, specialmente notevole rigua rdo all'impiego dell'arma nel combatti mento e ·sui IP.atri d'opernzione italiani, ondulati, frastagliati e coperti ; studio del q•rnle si possono ricavare conclusioni import.anti. «

«

Ricoveri militari alpini. Condizione essenziale per lo sviluppo delle azioni militari nell'alta montagna si è l'abitabilità delle regioni alpestri, la quale impone la necessità di speciali costruzioni comunemente dette baraccament'i o ricoreri militari alpini. Epperciò il capi.taoo del genio CASA. L r, si propone cli studiare il valore di questi edilizi, ne' rigunrdi tecnici e militari; compiendo opera veramente ragguardevole e pre7.iosa per l'esattezza del suo giudizio e per la larghezza delln pratica eh~ egli ha acquisita circa le cose cli monuigna. Lo studio è corredato do 18 tavole.

Revue du Cercl e militaire.

Ottobre 1896, N. 40. La seUimmm militare. - I preparativi pe! ricevimento de:Io Tzar. - :.\lovimenti rii truppe o la rivista al campo di Ch:ì lons. - L' iniziativn dei nost,ri compatriot.ti - L' impreved uto e la sorpresa. Lo Tzar a Parigi e la rivista di Cluilon.i, - Disposizioni miliwri per l'arrivo dell'imperatore di Russia a Parigi . - Truppe che parteciparono alla gr:iude rivista. - Uniforme. . Un piano <li rifornimento <le.9li eserciti tedesco èd ai,striaco.

Si~lla questione del futta·o cannone da campagna.

La , questione del cannone dell'avvenire batte ardente alle parte: non appena una potenza qualsiasi si sarà ridotta ad intraprendere questa via, tutte, fo rzatamente, dovranno seguirla. É dunque necessario studiarla sin nei rispetti lecnici che in quelli che hanno essemiialmente tratto allo impiego dell'artiglieria, afftnchè la prossima crisi non ci colga all:i sprovvista. Epperciò, o'pportunamente, sotto questo titolo fu form ulato un pregevole studio, riassunto da quello del capii.ano W EI· GN En, giil pubblicato nelle 111ittheilun.qen uber Gegenstande des Artillerie-mid Genie Wese11, le cui conclusioni, fonda te sul calcolo, sono desti nate ad agevolar di molto il lavoro a chi sarà chiamato a risolvere pratica mente la questione del futuro armamento dell'artiglieria da campagna. .

1915

l

11 giornale rnsso Novosti, ha pubblicato uno studio 1:elat.ivo ai metodi di riforniment.o degli eserciLi che più probabilmente potl'anno entrare in cam pagna contro la Russia, Yale a dire dell' augtriaco e del tedesco. li pl'Oblema di assicu rare l'alimeutazione di un esercito di un milione di combattenti in un teatro d'operazione come il ru~so, poco popolato e povero di prodotti agricoli, di vie di comunicazione etl infestato da un clima rigidissimo o mal ~ano, merita serio esame da parte degli studiosi di logistica. Lettere dal Madagascar, j,~3• -

ANNO XLI .

Lettera seconda.


1916

RIVISTA: DE I PERIODICI MILITARI

i trasporti militari in occasione delle mcinovre del 12° e17° c01:po d' annatn. Il Journal Of1icierpubb\ica un'interessantissima nota relativa ai trasporti militari che hanno dato luogo le recenti grandi manovre ai settembre, nella valle della Charente, da parte dei due corpi d'armata che vi hanno preso parte. La nota suddetta è compilata per cura del dicastero dei lavori pubblici, e mette in rilievo il lavoro compiuto, in questa circostanza dalla rete ferroviaria dello Stato. Da essa - risulta che la radunata delle truppe sul teatro d'operazione delle manovre, · necessitò 1:impiego di Cfl!lll'anta treni, dei quali trentadue furono formati nelle stazioni di Angouleme-Erat, di Chàteauneuf, di Jarnac e di Cognac. Furono trasportati 866 ufficiali, 2'1 ,64-5 uomini, 873. cavalli e 1111 carri o vetture. L'effettivo totale della forza dislocata per via ferroviaria ascese a 30,000 uomini compresi H60 ufficiali. Nella sola _giornata dèl 18 settembrè, nella stazione di .Jarnac, ·si provvide . alla partenza di 9170 uomini e di '19i cavalli. Risultati abbastanza note-. voli che merit~110 serìa considor:)zione. · -Cronaca fmn cese. -:- Ringra ziamenti al pittore Jean Hosen. - L'ordine del giorno alle truppe del Ii Corpo d'armata. - Arruolamenti volontari. - Nuovi regolamenti in preparaiione, rev1srnne o studio. - Nuove carte delle. colonie. - Il limite massimo di _imhal'CO dei passeggeri sulle navi trasporto. Noti.zie militari estere. - Gennania: Lo sviluppo complessivo delle manovre imperiali del settembre passato. - Un distaccamento di zappatori-ciclisti di cavalleria. - La rimonta dì cavalleria. Austria-Ungheria : L'inaugurazione del canale delle Porte di ferro. - Le manovre di fortezza di Przemysl in Galizia. - Belgio: I pontieri alle manovre del 1896. - Spagna: L'effettivo dell'esercito continentale permanente. ...;... Ì talin: Movimenti, nello stato ,maggiore genel'ale. - Russia: La commissione per la ferrovia transsiberiana. - Svizzera.: Il colonnello Bleuler.

I

RI VISTA DE I PE RIOD ICI MILITA RI

1917

.Progetto di costitii.zione di ima società prr la colonizzazione dei terreni di · Sa1i Gabriele neUo Stato di Vera-Cruz nel 1l{essico. - Note e basi generali della Società. I prodotti italiani nel Belgio . Il V1Jtiez1wla. - Sue risorse naturali, comrne1·1;-i e colonizzazione. Il Banco Coloniale. .So,cietà, anonima comme·rC'iale italiana nei Benadir (Somalia italiana). Il commercio del/' India con l'Italia. Agenzia, commerèiate italiana in Beirut (Siria). L'Africa degli Europei. - Commercio del Zanzibar. - Somnlia inglese: Colonia di S. Maurizio. - Colonie Portoghesi. Notizie varie. - La produzione del grano in Italia. - Il commercio italiano di minerali, metalli, ecc. - Le ferrovie europee. - Africa: I redditi del canale di Suez. - La ferrovia nell'Uganda. - Asia,: · La ferrovia transsiberiana. N. 4-, sette mb re '1896. - Per l(I, colonizzazione dell'Eritrea. - Circolare del vice-·governatore, allo scopo di porre fine ai gravi inconvenienti che si verificano nelle col tivazioni dei terr~ni della colonia. Il progresso economico dell'Ungheria. - L'esposizione millenaria di Buda-,Pest. Jl porto d'Amburgo. Il commercio italia.iw nel J• semestre 1896. La repubblica di Guate11uila. - America Centrale. La moneta in Cinci. - Saggio di economia politica dell'Impero Celeste. Dall' Africa centrale. - Una colonia italiana ;1 nord dello Zambesi. -Not{z i.e varie. - [i;uropa: Un collegio coloniale. - I nostri vini all'e~ · stero. - La strada ferrata più settentr_ionale del mondo. - Africa: L'importazione di acque minerali in Egitto. - _La ferrovia della Uganda. - Asia: La spedizione russa in Corea.

Revue maJ?itime. L 'Esplorazione commerciale e l'Esploratore.

N. 7 ed 8, luglio e agosto. - ·.Erit'l'ea: Avvenimenti nella colonia, dal processo del generale Baratieri, all'esito delle missioni inviate dalla Curia e dalle darne romane, in .soccotso dei prigionieri ita· ~ liani nello Scioii. .Coltivazione del caffè e del cauciìi -nel Jfessico.

.Agosto 1.896. Triangolo di fuochi segnalante a grande distanza la direzione della rotta delle navi. .Nel-Madagascar. - L'isola di Santa M<wia. Il paese. - Notir.ie marit-· > time. - Clima: - Popolazione. - Amministrnzione. - Gli abitanti. - Religione, istruzione. - I prodotti. - Il regno vegetale. \ ,- I commerci. ~ Dogane - Esportazione. - Conclusione.


RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

1918

!UVJSTA DE I PJ::RIODICl l\llLITARI

Nota 1·elat-ìvci all'adat.t.a.mento a bordo della corazzata Brennus di ttn appare,:chio indiwnte il senso della marcia delle macchine. Saggio di wui cl;ssificazione delle caldaie a ti,bi d'acqua, cqipl'icate tilfo navigtizione. Gnùla pratica per i consigli cli gu.erra e la giustizia a bordo delle navi dello Stato. ' Marine straniere. - Del posto dell'mmniragl'io in capo nellci linea. di battaglùi. - Fotm,1.ile per il calcolo di perforazione delle cor_,.izze. - Il bitttello torpecliii:iere sotto marino Holland. - La torpediniera au. / stricicci Vipère. - Considerazioiu: cirw il numero cd il calibro dà ccmnoni con i q1wli devesi annare una grande nave. - Dalla Rivista Mar,:ttima del novembre 1890. - Lei prossima gnerra navale. Cronacci - Il bilancio della marina ital iana. - :Manovre navali italiane. Bollettino delle pesche marittime. - Varietà. Settembre .1896. - Stud-io dei movimenti relativi cil coml,attìnÌento lli d:tie ndv'i.- Jnfluenzci della potenzci nuwittima nella storia ( :1.660-1783). ·

Con questo fascicolo si termina la traduzione del pregevole lavoro del capitano M iHIAN - 1'/w ·in/lu,ence ol sea power upon h:istory - compilata dal capiLano di fregata Bo,ssr,. L'intera opera trovasi pubblicata· nei fa- . scicoli della Hev1te maritime, dal maggio -1894 al settembre 1896. Marine stranie1·e. -

La marina italiana.

Riassunto di uno studio già pubbli<;ato da JACK L,\ BoLI:-!A ed inserto nel Naval Annual di T. A.. BnASSEY ('1896), il quale comprende la classificazion~ della nostra al'mata, le navi in costruzione, le condizioni dello sta:o maggiore della marìua e del corpo Reale Equipaggi, l'istrnzione ed il movimento intellettua le della marina italiana. I

' -.........__

Diw prnbtem,i dì navigazione costiera. Le caldaie marine ecl il combustibile liquidò. Il riordinamento della. fiotta ,giapponese e l' i-nd1istrùi ·italiana. - Dalla Ri'tìista Nautica del gennaio u. s. - TraduzioM del tenente. di vascello Cuss.ec. Le costruzioni navnli in lnghilterra. - Da uno studio pubblicato nell'Engineering du 17 aprile 1896. - L~ navi JJJajestie, Magnificent, Renown etc. Cronacci navale: - .(I bilancio della marina tedesco. - Stati-Uniti: La marina ed il suo bilancio. · - Le prove delle navi Massaclnisettes, Broolclyn cd Ore_qon. - Dcininuirw: .Il varo dello SkJ?ld. -

1919

hi.9hilteri;a: Le prove del Talbot. - Il varo dell' Arrogant. -:-. Grandi manovre navali nel 1.896. ' Bollettino delle pesèhe marittime. - [,'inifagtria della pesca. in Olanda nel 1895. Neue militarische Blatter.

Ot.tqbre '189(ì. - S1il sigri.'ifì,cato 1'/fettivo d11ll' inizùitivn. nella redazione deg lì ordini in guerra. t o studio è t[uello del· tenente .generale russo W oide, ricompi.Jato dal tenente von Schrnitt e .preceduto da ;ma nota ·della direzione 'del periodico tedesco, nella qu~le si criticano taluni sistemi di esposizione agottati dall'autore. - Dopo una premessa generale circa il carattere dell'odierna guerra di masse, rautore prende in esame il valore della storia militare contemporanea, rispetto alla critic~ ed ai suoi scopi, riferendosi, in special modo, alla st.oria della guerra fi;anco -tcdesca del i870:7i. La terza parte dello studio tratta quindi delle battaglie di WortlÌ e di Reichshofen. - Sarà continuato nei prossimi fascicoli.

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•L'assedio di :Macallè-Endct Jesus. -

La narrazione è del capi1ano von GnAEVENJTZ, attivo e perito collaboratore delle cose italiane sui periodici tedeschi. - Egli critica l'eccessivo scaglionamento in profondità delle truppe coloniali italiane, alla vigilia del combattimento di Amba Alagi, causa fra le principalC del cattivo esito della campagna cl' Africa; . posci:i esamina il valore strategico e· tattico del forte di :Macallè (Enda Jesus) eretto dal maggiore Toselli, e la sua eroica resis1enza~ La caduta <li ~acallè, egli dis,se, segnò il principjo della fine della campagna: la catastrofe di Adua è già prepar:ita. Lo. studio è corredato da un::i carta dell' Agamè, del Tigrè e del Gheralta, redàìta sulle carte nostre, per cura dello stesso capitano von G11AEVEN1Tz Prad:iz,ioni e privilegi nell'esercito 1111,stro-Un,qarico.

L'esercito austriaco può, a buon diritto, annoverarsi fra i più gelosi custodi delle tradizioni militari del. passato; e questo spirito è appunto uno dei fattori essenziali della sua salda compagine e della sua forza assimilatrice fra elementi svariatissimi per stirpe e per istoria. - Il caP,itano luLrns M ucHA, ha quindi, opportunamente, raccolto una serie di aneddoti e di osservazioni in proposito, di grande valore per clii conosce dappresso lo spirito dell'eserciLo austriaco, incrollabile nella devozione del pas~ato e pieno di fede nell 'avvenire.


1920

1921

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

RIVISTA DEI PERIODIC::I MILITARI

Prr,11osizioni di strategia e di tattica. Corrispondenza. - Francia: L'istruzion-e sul tiro. - La questione dei sottufficiali. - Italia: La nuova legge d'avanzamento. Svizzera: [sLruzioni militari.

Sopra un caso di panoftalmite da diplococco di Frankel- Weichselbaum. Contributo clinico e batteriologico del dott. G1Aco)10 Locc10Lx, capitano medico. Ossel'vazioni cliniche sull'a.stigmatismo corneale e sue vai-iazioni in alciine affezion1· oculai·i. - Cataratte - Strabismo - Scollamento della retina, tumori endoculari. - Blefariti e blenonee del sacco lacrimale - Cheratiti - Lussazioni del cristallino - Glaucoma - I riti - Nevralgie oculari - Blefarospasmo - Miodesopsia Astenopia astigmatica. - Lo studio è corredato da una tavola. Rivista medica - B ELFANT I e D ELLA VEDOVA. - Sulla etiologia dell'ozena e sulla sua curabilità colla sieroterapia. - Sulla diagno~i dei tumori maligni del polmone dallo sputo. - I mportanza dei raggi Rontgen per la medicazione militare. Ril>ista chirurgica. - Effetti dei proietti li corazzali di 8 milli metri del fucile Lebel mod. i888. - Dal Pro_9rès Médical N. 6 (i894).

Rivista di fanteria.

Settembre i896. -

In mar9ine ai limiti di età. -

Noterelte. ·

Con vero piacere osseryfamo allargarsi ed elevarsi la discussione intorno alla nuova ·legge sui limiti di età: ossa deve tener como di tuLti i risultati cui dànno luogo la prali~a sanzione, in guisa da integrare alla fine, possibÌlmente, gli interessi collettivi dello esercito con quelli degli individui, i quali, pei lunghi ed onorati servigi prestati nelle sue file, hanno pur diritto a speciali riguardi. - La modalità delle promozioni è circostanza speciale che merita serio ed attento esame per l'esatta ed equanime · applicazione dei limiti di et.i fissali dalla nuova legge.

Per quattro. - Osservazioni al Regolamento di esercizi ed evoluzioni. - Dove si discorre degli strozzi11i. Le se.qnalazioni ottiche. La forza organica di puce nell'esercito piemontese. - (i852). Note ed appwiti. - Gli stimatori scelti. Varietà. - L'ordinamento regionale gi udicàto da Tacito (De Germania). - L'esercito fr~ncese ed il prussiano. - La mortalità a Parigi durante l'assedio. Notizie estere. - Gerrnania : I I ciclismo militare. - Francia: li ciclismo mili tare. - - Svizzera: Il ciclismo militare. Aneddoti vecchi e nuovi. - La calm.i del maresciallo Lannes. - La disciplina dei volontari della Rivoluzione. - Le donne . ... l'armi. - Il maresciallo di Sassonia ed i soldati. - Cronaca. Le pensioni militari in !<'rancia. - La carriera degli ufficiali in Germania. - Fortificazione improvvisata. - L'età degli ufficiali. Russùi: I segnali di tromba ed i ritornelli. Giornale me dico del R egio esercito.

Agosto i896. __:_ Sulla etiolo9in delle febbri cstù;e domincinti cmmialmente in Bologna. - Ern'ie inguinali operate nella R. Cliwica Chirnrgica -di Padova.

R evue du gé nie militaire.

Settembre i 896. - Apparecchi funicolari per ponti di g1ierm o di colonizzazione. - Deformazioni ed oscillaziooi. - Legge di Navier. - Metodi impiegati per eliminare le deformazioni e le oscillazioni dei ponti. - Descrizione di un nuovo sistema di pont,i fu.nicolari. - Conclusione. Fortificazione. - Fiancheggiamento degli intervalli dei forti . - Rias. sunto di uno studio pubblicato nel!' Tngenernji Journal, dal colonnello russo M 1A SKOVSK1. , Dello sviluppo della fot·tificazione corazzatll sino ai _qiorni nostri negli Stati d'Europa. Regolamento tedesco sui poligoni di ti'.ro. - Continuazione e fine Pioni inclinati aei·ei. Divisi.one degli angoli in parti eguali. Documenti 1tfficiali ed amministrativi dal liiglio al settembre 1896. Istruzione sull'ordinamento dei corsi della scuola temporaria di telegralì:i militare di Mont-Valérien.


- ••• -·....

1922

RIVISTA :J)El PElUODICI MILITARI

ANNO

"'&.:;1 ' ,

L:I

iv::,;,,.7;J

XLI

Revue militaire de l'Étranger.

Sell'emb re 1896. -

Le operazioni jn montagna.

È uno studio largamente improntato ad analoghi lavori della nostra !Pttoralura militare, cioè ai libri del tenente colonnello · Allason, dei colonnello :Massonat e del maggiore Giacosa, nonchè ali.è ,prescrizioni regolamentari relativi all'impiego delle !re armi nel combatti mento.

La sped-izione contro gli'Ascianti. - (Novembre 1895-gennaio -1896). La potenza delle truppe del corpo di spedizione. - Ordinamento del teatro di operazione. - Le linee di comunicazione. - Servizio dei trasponi. -- Vettovagliamento. - Sei·vizio di sanità. - Artiglieria. - Telegrafia.- Corpo di informatol"Ì indigeni. - Lo sviluppo delle operazioni milita ri - L'arrivo dell'Angola. - L'ar-. rivo del Bathurst. - L'arrivo dei quartier-generale a Prasu . L'ingresso a Cumassiè. - Sottomissione di Prempla. - Rimpatrio. - Conclusione. L'ordinamento militare della Grecia. - CÒrpo delle truppe speciali. L'artiglieria. -· Genio. - Serviii ausiliari - Gendarmeria. Equipaggiamento ed arma mento. - Le uniformi. - Insegne e gradi. - Armamento. - Fortificazioni. La 1·imonta degli uffìdali in Italia. Notizie militari estere. - Germania: Legge e regola mento su ll'esercito coloniale. - Austria-Unqheria: Il bilancio della guerra per l'anno· i897. - L'esercito comune. Russia: La promo·~ione delle scuole militari nel '18~6.

RIVISTA MILITARE ITALIANA

DISPENSA XX1I. -

1° NOVEMBRE 1896

--Per la Direzione Looovroo CrsoTTI 1,,u111c eo/onN,1110 H. T. .t .. inearitato

--

ROMA VO GH ERA

DEMARCH I CARLO ,

gerente.

ENRICO

TIPOGRAFO•&DITOR K


S OMMARIO 'DELLE MATERIE CONTENUTE NELLA PRESEN TE DISPENSA

Per le August e Nozze delle LL. AA. RR. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia ed Elena di Montenegro : D E DICA

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Il Montenegro. -

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Png. 10:23

Cenni geog1·ujici e st,;rici' .

» 192'5

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NU"l'A D J::LLA DIREZIONE

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19:11

l a difesa alplna ed i Principi di Casa Savoia nel XVIII . secolo. C ECILIO F ADH1S, èOlonnello . . . . . . . . . . ,. 193:3 Pagine dì storia militare Veneto-Montenegrina. tenente '13· fan teria.

E UG ENIO BAt!llAR ICH,

L 'assedio di Scutari

» 1979

I Zeniovìch a Venczùt L'u/tt°?itù capit olo delle gue,n Dalmatiche

,. 201 l

»

19\ll>

Con due tavole e ri tratti delle LL. AA. RR. il Principe e la Priucipessa. di Napoli e disegni interr.alati nol testo.

11 genera.le Agostino Ricci. - C. M.

•> 2026

Il generale medico Federico Tosi .

» 203~

Notizie politico-militari. -

» 2040

a;. .

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Bollettino bibliografico militare .

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PROPRIETA LET TERARIA .


:Jtgio1·1w24ottob1'e 1896 si è celebrato in 1 ~011ia. il mat,·imonio di ~t..;. <ill. 1:t. YrrTORIO

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<:f>1°incipe e,·eclitario d' tltalia, con 3 . !li. La fJ CJ.vrin e1pe8SC1 ELENA Pirrrw-ric' XJEGOS' DI Mol'iTEl'iEGRO. r. ' t/J.i ·qiom:r,ni cp,,thc:ipi, anie,utue rampolli di stùpi Elll..\NUEI.I~ DI SA\'OTA,

9 a9lia1"Cle, le popola.~ioni esultanti inviano, con pro-

fondo Cff!'etto e since,·o, cwgw ·ì e salati. cé3onfondendo i propr i con i .c;entùnenti della :N azione, anche l''Rsercito invia al giovane Cf>,,iftcipe, a l,l' amalo PNdelto cl' ar,ne., caldo ed amoroso un aug urio

..:.1

èd un saluto. cI /':Esercito fa ferventi oo~i p e1' <eolei, che a quelle

di <easa. Sa voia con9iange te for·ti vit>Ul cte' suoi

Padri. 3ia felice l'an ione di YrrTORIO E~u ' UELE or SA, ·o rA .con ELENA Dt MONTENEGRO. ~La. <!F>atria italiana, oggi sicnra nel valoN e nella magnanùn ità d i U)rnERTO I, .guarda .fidente all'avvenire, in quest a wiio,ie avendo O,n pegno 8icu1'0 cii pt'osper·ità, di glot'ia e di r;1' andez.za.

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it~ ~

AN:iO Xl.I.


19.25

IL 1VlON1'ENEGRO -·~-

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CENNI GE OGRAFICI B

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STORICI

Cenni geogni(ici e statistici. - · È un principato racchiuso dall'Adriatico, dalla Dalmazia, dalla Erzegovina e dall' Albania, esteso 9030 chilometri quadrati (secondo informazioni ufficiali 9433). :p suo nome in slavo è Cernagora, ed in turco Karadag, corrispondenti a qudlo itàliano ohe prevalse a causa delle relazioni colla Repubblica di Venezia. complesso la parte principale del principato è la vallata del Rjeka e della Moratza che si gettano nel lago di Sc~tari. massicciò montagnoso, dal quale sono compresi, è nella suà parte meridionale piuttosto arido e scarso di acqua, ·ma sparso di coµche circolari, di piccola o grande dimensione, che danno alla montagna l'aspetto generale di un mare in tempesta, pietrificato. Entro essi nelle stagioni i:q cui più piove si raccolgono e si. fermano le acque. Nella p.ai'te settentrionale il massiccio, chiamato Brda, è· solcato da numerosi torrenti che lo dividono in parecchi contrafforti i .quali hanno la direzione generale di nord-ovest a /sud-est e sui quali si elevano le maggiori cime, il Dor- , mitor '(2528 m.) e il Kom (2448 m.). Questa n:}gione mon- tagnosa è seminata di praterie e di boscaglie. I fiumi che scendçmo dal massiccio montagnoso vanno a raccogliersi nel la;go <li Scutari dopo di avere traversato, riuniti, la pianura

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192"1.

lL_ MONTENEGRO

1926

IL MONTENEGllO

· di Podgoritza. 11 lago di Scutari comunica ~oll'Adriatico

.,

per mezzo della Bojana. Il trattato di Berlino da settentrione aggiunse al paese il bacino del Piwa, affluente ·della Drina, e cla mezzogiorno una parte del lago di Scntari e la, ùOSta adriatica tra Antivari. e Dulciguo. Il clima nella parte montagnosa è durante l'estate quasi senza. piogge e molto caldo (fino a 40° O. all'ombra), d i inverno molto severo : nella parte piana dolce, simile ~ quello delle nostre province meridionali, di cui ha la :flora. Nei boschi delle montagne vivono l'orso ed il lupo, nei piani e n~lle acque la fauna è analoga a qi.1ella delle nostre r egioni costiere dell'Adriatico. La popolazione è di stirpe slava ad eccezione cli qua.lche migliaio di Albanesi; ammonta a 236,000 abita.nti, d i religione greco-ortodossa, meno 4000 cattolici ed altrettanti maomettani. Fuor di paede vivono 2000 Montenegrini spa.rsi nell'Austria, nella Turéhia ed ii1 Russia. In Alessandria di Egitto ed in S . Francisco · di California, vive qualche piccola colonia montenegrina. . . Il fondo dei costumi è patriarcale; nella popolazione dnra 1 tenace la tlivisi?ne per famiglie che comprendono da 50 fino a 300 individui: e il raggruppamento delle fàmiglie in fratellanze (br atsvo). Alla antica riunione delle fratellanze in villaggi (selo) furono SO/ltituite le capitani e (Karpetanisin). Per le riforme ·iniziate dal principe P ietro II (1830-1851), il popolo montenegrino va perdendo via via i costumi suoi speciali e prendendo la, tinta' e le abitudini europee~. Il governo è mo:q.archico ereditario per linea prinìogeuita. mascolina nella famiglia dei Petrovic' Niegos'. Capitale o·overnativa è Cettinje. Tl potere del principe (~spodaro) è :p. pena limitato per l' inte_rvento del consenso delìa grande ~ssemblea. (Sk1,1,1!~in~) degli . an~i~mi cl.elle tribù nelle più 1mportant1 de01s10m. · Il prmc1pe ha una lista civile di 100 mila fiorin~; è assistito da un ministero di cinque me~bri (esteri, interno, guerra, giustizia, istruzio'ne e fi~ ~za). Il rn:etropolita greco ortodosso sta in Cettinje, l'ar- • civescovo cattolico in Antivari.

· · 1·1 centTl· d''l popolazione sono. : la. capitale Cet ... Prmmpa . . · tinje 1200. abitanti; Podgoritza ~000 a?1ta1_1t1 ;. N1ks1~ 30~~ abitanti; Dulcigno 2000 abit anti; Ant1van 1900_ ab1tant1, · Kolacine 1500 abitanti ; Danilograd 1000 ; R1eka 800 ; Niegos' 1200. . _ Le finanze sono valutate a 600,000 :fiorm1 e provengono principalmente dalla imposta fondia~ia,_ ~a~ d~·itti sul bestiame, , dal monopolio del sale e . da,1 . dmtt1 d1 doga~a ~he ammontano al 4 °lo del valore d1 tutte le. ~1erca1~z1.e i_m_portate. Il clepito pubblico ascende ad un m1hone d1 :fionn1.

Eser-c:ito, - Il serv1z10 obbligatori~ è_ ge_ne,:ale in_ c~so di guerra per ogni montenegrino dai lb. a: bO an111. Se~ condo il censimento del 1891 il numero d1 Goloro ..cl:e vi ' sono soggetti ammonta a 36,000, di cui 2~?000 ascntt1 al~a prima classe e il rimanente alla sec~nda, o nser':a. ·li~ ~-ue.~r~ se ne formano 8 briO'ate di fanteria· ed una d1 art1ghena. quelle d.i fanter'ia so~o formate di 3 a 7 bat~aglioni (50? ~ 1000 uomini) per adattarsi alla forza numerica delle tnbn ' e delie 1 capitanie. Ogni battaglione è di viso in cetas (da 100 a 200). L'al'mamento dei fucili è d i sist!:}ma Kr_n~a ~ W_ erndl, ed è somministrato. dal governo colle mu111_z~on1_ : . ve- · clie e' ·1 nazionale è provvisto dagli 111d1v1du1. In . · 1 < st 1ar10, , , • • te~po di pace gli uomi~i clell'ese~cito noli_ sono tenuti c~~ ad eserciz i nei o-iorni eh festa, cm son chiamat e le cl~:;sl più giovani oì%re di ciò, in cas_o di guer_ra, si for~e~·a_n~~ otto batterie da montagna al cui manegg10 ~ 0110 e::ierc1tat1 fin d'ora o·li uomini con chiamate periodiche. Le batt:rie in parte sono su 4 pezzi (da cent. 7 ed 8). ed · in parte su 6 {da cent. 8). A g_uar~ia d~lla Casa ~e~ cipe e come gendarmeria sono 1mp1egat1 200 :1~m1111. ,,ce~ti (perianici) per ciascun servizio. ciuesti perianici, cosi clna: mati dal pennacchio che portano sul berretto, sono cos~ vestiti ': il berretto (ka;pa) montenegrino, calotta rossa di ' · d a t1ua ±'asma, · d1· se t a n e1·"< colla cifra del panno adorna principe e con uno scudetto colle sue anni; 11 vestito con· · s1ste ' · una turuca · ver d e c11e ::;cen , cl e .e m uno a 1 g)'inocchio ed

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I92S

IL 1l0N'!'ENEGR0

aperta in guisa, da lasciar vedere il gilet; questo è una fasèia di lana di colore cinta attorno alla tunica; i calzoni sono azzurro scuri ornat i di rosso è corti fino al ginocchio . i .piedi sono càlzati da sandali, con uose bianche g uernit~ d1 rosso. In complesso è il costume nazionale adattato alla uniformità militare.

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Cenni storici. - Il territorio dalle foci della Drina e della. Bojana a Cattaro era ~tbitato dai L abeati ai tempi dell'Impero romano, s i chiamò la Zeta durante ·il .Medio Ev<i ed appartenne all'Impero serbo. Poichè questo fo reso t ributario dei 'f urchi clopo ìa battaglia di Kossovo (1389) qnel ' territorio rimase indipendente, governato pau·içirca.lmente prima dai principi della stirpe dei Balscia (1390 -1421 J, poi da quella dei Zernovich (1422-1516). Nel secolo xv cominciò ad apparire il nome di Montenegro, ed avvenne pure che per il soverchiare dei Turchi la popolazione del piano andò rifugiandosi 11elle montagne, e quando Zabliak, ordinaria r esidenza dei principi, fu p-i·esa e distrutta, )a sede del go- _ verno fu portata anch'essa in luogo più sicuro, a Cettinje. Però l'autorità governativa, per rinuncia del principe Zernovich passò al metropolita. (Vladica) e rimase ad esso, congiunta all'autorità spiritua.le, per 335 anni (1516-1851 ), fiucliè il principe Danilo I dei P etrovic', nel succedere alle• zio Pietro II, divise di nuovo le due autorità, e prese il titolo di principe (ospoda1··0). Dai tempi in cui era stato . metropolita Danilo P etrovic' (1697- 1735) l'autorità snprema s ul popolo montenegrino era. ri1mista 1\reditaria nella famiglia cui egli ftpparteneva. La storia del popolo montenegr ino si collega interamente con quella della sua indipendenza, difesa con lunghe guerre contro i Turchi. Nel secolo xv guidat,o dai ZeruoYich quel popolo assec0ndò la riscossa del .Castriota, e poi appog_giandosi alla Repubblica. di Venezia cercò di far argine all'incalzare della fiumana; turca; soverchiato nel piano, riparò-sulla mon.tagna. Durante ht guefra di Venezia contro i Turchi (16&q-Hi90) questi fecero nna scorreria d~vasta-

IL MONTENEGilO

1929

trice fino a Cettinj e. ·Ma al primo deì Petrovic', il Vladica Danilo, (1697-1735) spetta il merito di a ver iniziato la ,guerra offensiva contro i 'rurchi, sicchè il nome della sna · famiglia va congiunto ai ricord i della lotta nazionale e religiosa del suo popolo. Allora declinava b potenza dell~ Repubblina Veneta, e lo Ozar delle Rnssie le succedeva nel compito di conibattere i r.rurchi in ~ uropa: cominciarono perciò la relazioni dei l\fontenegrini col sovrano russo. È nòtevole che nel 1768 un avventuriero chiamatosi Stefano il piccolo, datosi per lo Czar Pietro III e postosi alla testa dei guerrieri montenegrini, li ebbe fedel i, ed effettivamente ne tenne il governo solamente perchè li guidò ' nella guerra . contro i Turchi (1767-1773). Spinti dal medesimo sentimento per cui i Montenegrini ;parteciparono a tutte le guerre int raprese contro i Turch._i, si schierarono coi Russi quando i F rancesi vollero occupare le Bocche ·di Ca ttaro (1806-1814). , Durante l'insurrezione dell'Erzegovina, i Montenegrini respinsero i Turchi che li volevano sottometter e e li scon· fissero a' Grahovo (11 maggio 1858) : una commissione internazionale segnò i con,fini. del Montenegro dalla parte dei dist1~etti di Grahovo e Zupa, che erano stati causa della lotta. Nel 1862 tornò a scoppi1.1re la guerra per la delimitazione di quei confini, ma i 'l'nrchi furono respinti. Nel 1875 _a nuova insurrezione dell'Erzegov ina corrispose nuova guerra tra Montenegrini e Turchi, durata .fino al 1878. L'indipen. denza del Montenegro fn solennemente riconosciuta dalla Sublime Porta nel trattafo di Berlino, e fu segnato mi nuovo confine che allargava il territorio del principato da.Ila parte dell'Erzegovina, ove erano frequenti i contrasti per gli ~confiname~ti , ed annesso il littorale di' Antivari al Principato, cui erano così aperte le vie del mare. Questtt concessione fu ,sottoposta al patto che il Montenegro non debba avere nè bastimenti nè bandiera di guerra, e che il porto di Antivari sia neutrale. .~


1980

IL MO!'l'l'EKEGRO

., •,. P rincipe rt><gnante del :Montenegro è NrcoLA I P etrovic' Niegos' (n. 7 ottobre 1841). È figlio di Mirko 'l?etrovic' che era fratello del principe Danilo I. S alì al trono il 1.3 agosto 1860. Ha per moglie la principessa Milena figlia del Voivoda Pietro V ucotio'. Figli: Pr. Militza maritata a Pietro Nicolaievic granduca. di Russia. - Pr. Stana mar itata a Giorgio duca di Leuchtenberg - P r . ereditario Danilo Alessandro - Pr. Elena. marit. a Vittorio E manuele di S avoia principe di Napoli - Pr. A.u na - Pr. Mirko, gran voivoda di Grahovaz e clèlhi Z~ta. - Pr. Xenia - Pr. Vera - P r. P ietro, voivoda di Jachlum.

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Stemma nazionale. - In campo rosso uu' aquila bicipite· d'argento con artigli d'oro. Sovr'essa una corona imperiale; negli artigli la spada, lo scettro ed il globo imperiale. Sul petto u no scudo azzurro col leone d'oro passante. su un terr eno verde. - Bandiera, rossa, azzurra, e bianca in tre bandee colle iniziali H I (corrispondente all' N i niziale del n ome del principe e della cifra cardinale che lo distingue nella successione principesca) tessute in rosso. - Colori n,a,zionoli, rosso, bianco ed azzurro. - Ordini cavallùeschi : l'ordine DANILO I per l'indipendenza del Montenegro, in quattro classi, e l'ordine della Casa pr'incipesca originariamente destinato ai principi della famiglia regnante, pQi conferito· ad altri principi. A.ltre onorificenze speciali sono la Obilissa consistente in una meda.glia d'oro coll'effigie di Milosh Obiliti per gli atti di straordinario valore; e la medaglia d'arg ento Za ·Qjeru è Sloboctu (Per· la religione e per la lil;ertà) e l'altra : Za junastvo (all'e1·ois1no) .

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NOTA La Di rezione <.!el l a Hù;ùta ,llilitare Italiana, per concorrere anch 'essa nei lieti ricordi del fausto avvenimen to del.le Augu s te Nozze, fra i lavori della sna redazi one ne Ila :-;celto alcu ni, che per il l orn sogge tto tornano pi1'1 opp ortuni · i11 qu es ta occasi on e.

Savo ia e del. Piemonte, sentin ella del l e Alpi , e ri cordi del vnlore m ontenegrino, spesso accoppialo alla fortu na di ar·mi ita,'on o ri co rdi gloriosi di Casa

Jìane , dall ' assedi o cl i Sr11tnri alf e gu erre del principio del npsCro secolo. Questi lénori,

in f•dizione speda le, furono pubblieati, nel giorn o stesso rlr. ll e Nozze, :2,1.. oll.obrc 1896.

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1938

LA DIFESA ALPINA ED I PRINCIPI DI CASA SAVOIA NEL X YliI SECOLO

I.

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Sul finire del xvrr see;olo la potenza spagnuola in Italia stava già sul tramontar0, e la persuasione che la dinastia di F ilippo II stesse per spegnersi le scemava ancor più d'autorevolezza. Chi ne sarebbe stato l'erede? Luigi XIV, re di Francia, si prepara'.1 a alla lunga a tra.rre il massimo vantaggio da quell'avvenimento, ed intanto piant1.1.va pedine ()ua e là, ove parevagli più opportuno, e s'armeggiava in modo da garantirsi la sommissione deì. principi e dei governi italiani per averli favorevoli quando i suoi eserciti sarebbero venuti in Italia a prendervi possesso del r etaggio sp,ign uolo colla forza se non fosse bastato quello che parevagli suo diritto. Il 30 settembre 1681 aveva fatto occupare all'improvviso Casale vendutagli di sottomano dal Gon?,aga, duca di Mantova e del Monferrato, solito a trovarsi a corto di quattrini da mantenere i vizi ed il serraglio di donne che aveva formato. L a fortezza di Casale, postR. sul fianco del ducato di :M:ilano, che allora. spingevasi fino alla Sesia e fino ad Alessandria. poteva rendere utili servigi, perchè in qualsiasi momento il presidio, in essa raecolto, ertt in condizioni da cominciar e le offese contro gli Spagnuoli signori dc•l Milanese.


1934

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LA DIFES,\: ALPINA

17 maggio 1684 una :B.otta francese, valendosi del primo pretesto venutole buono, aveva ·cominciato a bombardare Genova pròmettendo di continuare fino a tanto che il oao. verno della Repubblica genovese non si fosse piegato a talune pi:etese che av,e va sovr'esso il re di }?rancia. Per dire Ia verità, nè le quattordicimila b.o mbe cadute su . Genovtt, . nè lo sb,~rco fatto per assalirla indussero allora i Genovesi a sommissione, e solamente, ma un mezzo anno più tardi, quando si videro soli in Europa a con trasto col re, scesero a più remissivi sensi. Il re però non fu contento se prima non vide la loro suprema magistratura venire a Versaglia in pompa magna per umiliarsi pubblicamente innanzi a iui: E questo era l'atto solenne che :zoleva il R e per legare a sè i Genovesi, stornarli cl all'amicizia verso i probabili av- · versa ri futuri, aprire ai propri niwigli di guerra un porto sulla riviera d i Genova e chiuderlo a quelli dei nemici. Era veraniente questo il punto, e la pubblicità data all'atto doveva dar colorito ai consigli ed ai provvedimenti politici che fossero per essHr presi. Nel. novembre del 1687 l'ambasciatore di Francia con 400 armati e numerosa comitiva di gentiluomini, ufficiali nel. l' esercito, entrava in Roma per imporre a,l Papa le pretese del suo Re, le qnali consistevano nel mutar e le adiacenze del palazzo, ove risiedeva l'ambasc.eria francese, in un asilo inviolabile per chiunque avesse avuto ragione di ripararvisi . Senza essere un episodio del la1·go piano politico con ci.li Luigi XIV preparava la conquista dell'Italia, questo nuovo sopruso faceva testimonianz,1 dell'altissimo concetto in cui egli si toneva come superiore a tutti gli altri potenti d'Europa, non escluso il Papa. ' Sicchè sia per un verso sia per l'altro i principi italiani dovevano considerarsi come ass_olutamente dipendenti dal volere ~el re di ]?rancia: oscuri pianeti indissolubilmente legati all'orbita dell'astro massimo. · E tra questi, più degli altri, doveva tenersi sommesso il duca di Savoia. Infatti gli Stati di questo principe, compresi dall'arcata deIFAlpi occidentali, potevano trasformarsi

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PRINCIPI

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$ A \'01A NEL iXVJII S ECOU,

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barriera insormontabil; alle mire di Luigi XIV sull'Italia e divenire il campo di adunata dei nemìci per fe r.irlo alle spalle quando fosse imp~gnato 1t elle guerre di Fiandra e delle regioni renane. Era quindi canone incon. ousso defla politica francese che il ducato di Savoia fosse oonsiderato come una d ipendenza della corona di Francia e che · l'ambasciatore francese in Torino dovesse tenere il contegno di uno dei tanti intendenti che in Francia erano posti a:tlato dei signori feudali per· frenarne non solo i capricci, ma anche le volontà.. Da Versaglia. venivano ·a 'rorino ordini, comandi; suggerimenti politici, rimproveri ·e minacce; il concorso dei reggimenti piemontesi per le guerre di Fiandra era preteso, nè più nè meno che se fosse per . il duca di Savoia obbligo di vassallo il somministrarli. La dipendenza ,politica era completa, e cresciuta <lacchè nel 1695 il governo del ducato era caduto in mano ad una donna, la duéhesst1 Reggente, vedòva del duca Carlo Ema·nuele II e tutrice del figlio Vittorio Amedeo II, la quale · tuttavia in cuor sno avrebbe voluto sottrarsi alla prepoten;a, del. re Cristianissimo, mf1 in realtà non si sentiva la. forz,a di farlo e non avea intorno a sè persone adatte per aiutarJa a sottrarsene, e meno a ribellarsi. E d'altra parte come sarebbe stato ciò possibile '? Vi ostava la grande sproporzjone fra i due Stati. Il regno di J3'rancia comprendeva allora una regione ben arrotondata, ricca di una ventina di milioni di abitanti' e di 200 milioni di en- trate che, bene o male, entravano annualmente negli scrigni dell'erario, forte di un esercito di 180 mila soldati di truppa regolare senza contare con essi una trentina di reggimenti di milizia mobile, governato da un potente sovrano, che sapev..a quello che vole'v~, ed era universalmente ubbiditoA nessuno sarebbe saltato in mente che potesse da solo venire in lotta contro un regno siffatto il dueato di Savoia con un milione di abit,mti o poco più., con quattro soli milioni di rendita, con seimila uomini delresercito permanente con .gran sagrifizio armati e pagati, colle sue milizie iscritte semplicement e sm ruoli e· colla sua R eggenza, la


1936

LA DIPESA AL.P ÌNA EO l PRINCIPI DI CASA $ A VOJA NEL X V lll SECOLO

quale costituisce un debole governo ovunque, e' lo era più debole ancora in Piemonte per i ricordi del passato, e per le relazioni che correvano tra la nobiltà piemontese (~ la Francia. E come se tutte queste cause di sproporzione non bastassero, vi si univa la difettosa confignrazione degli

S tati del clu,:ato di Savoia quali erano alla tìue del xvH ~ecolo. ( D a un aUaiite i/ell'e))Oc«).

Stati duc;i.li, la quale ne rendeva difficile la difesa. Potevasi benissimo considerare come nucleo la pianura del Piem.onte tra l' Alpi e la Sesia coll'appendice dell'Astigiano; ma da questo nucleo sprolungavasi da una parte una lunga zona eh~ a

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traverso le Alpi e le vallate della :.iVIorienna e della 'rarantasia a-rrivava alle rive del . lago di Ginevr~_; dall'altra, per le stre.tte gole della Roja e della Vesubia, una seconda zona andava a cercare, pure essa oltre' la cintura alpina, fino sul marè Nizza ed Oneglia. Questi due tentacoli spinti così 'lontano potevano rappresentare l'uno i ricordi della storia pii,ssata, i'origine di questo Stato montano che nato in mezzo alle gole alpine e sul rovescio delle Al pi trascinato da un chiaro intuito del fnturo e sostenuto da rara tenacia di propositi era . sceso in Italia per venire a schierarsi tra i principati italiani: l'altro le aspfrazioni ad un largo avvenire, il desiderio di toccare il mare, di cercare a traverso cli quello · le comunicazioni coll'Europa, che gli sarebbero sta~e altrimente contese dai gelosi vicini che lo circondavano, 11 bisogno cli una vita più ampia di quella entro la q ualc~ le circostanze lo rattenevano. Ma intanto quei due territori, ~così lontani, così divisi dal resto, affidati alla debole protezione delle due fortezze di Monmeliaùo e di Nizza mancavano di efficace protezione, e scoppiando una guerra rimanevano tagliat i fnori. Questo inconveniente era così co 0 nosciuto, e pareva così irrimediabile, che nella mente degli uomi1;1i di guerra piemontesi la difesa del loro paese limi- · tavàsi esclusivamente alla piana del Piemonte, appoggiavasi a To1·ino' considerata allora come una delle più belle fortezze d'Europa, aveva la piazza di adunata in ì\foncalieri coperto dal Po e dalle adia~ent i colline, e tutto all'intorno una cintura di fortezze: Vercelli, Verrna ed A.sti contro gli Spagnuoli del ducato di Milano ; Cuneo, Susa e~ . Ivrea contro i' Francesi. Le mura di q~1elle fortezze erano affidate alla difesa dei cittadìµi e delle milizie. Pochi battaglioni di soldati di pr ofes.sione ·avevano l'incarico di soccorrere con rapide mosse le , più minacciate. Quanto stava al di là cli quella ~intura el!a affidato alla sorte. 1 Le condizioni difensive dello Stato erano peggiorate maggior.mente dacchè il trattato di Cherasco, nel 1631, aveva posto· in mano al r e di Francia la· for tezza di Pinerolo. Da


1'938

LA Dll.'ES -.' ALP INA

quella porta sempre aperta gli .eserciti francesi potevano a. loro beneplacito invadere il Piemonte ed una scorreria di dragoni con poche ore di cammino sorprendere la capitale. Con Pinerolo e Casale, scriveva l'ambasciatore veneziano da Torino, il Re Cristianissimò tiene questo serenìssimo Duca come fosse in mezzo a due morse. A tutte queste ragioni ·di' debolezza volgeva l'animo il giovinetto duca ·.Vittoi·io Amedécf. lI ,e.pensava ai mezzi per rimediarvi. · Voleva svincolare,. il , governo .gèllo· Stato dalla stretta ddla tan~glìa entro la quahd o · -t.eneva 'Luigi' XIV; ~pezzarne lé due morse è riprendere iutlipEl<nclén~à politica cui parévagli ,avesse, diritto ogni S0vrai1o. Si cén:tfidava con pochissimi ed -intimi; ma. anelava appareèc~iànd@'&kalI'attua- · zione dei suoi propositi, ; senza precipitare '/nun~ ''e senza . perdere · le ·occasio1,1i propizie ' à.l , suo intento. Quai1do·il;momento . venne,:. egli· affrontò : imperterrito ventitì;è ·anni' di guerre e 'di traversie, senza titubai·e, sc:mza dar segÌio di scon~ ·forto, se~1za· trascurare;-1iesstù1 mezzo pe1; · r.i uscire,: ,infat-icab1le sui campi e · in mezzo ai soldati come nelle·trattàtive con ttttti i Potènti· dl~uropa. E il su'.coesso ·coroù.ò Fqpera dell'ardito principé ·che osava lottare éol p{ ù temut© e col più. poderoso tta e sé'Pirani. · · · Vittol'Ìo Ame&eo : aveva sortito q11ah~à singolari per affrontare soluzi·one del problema politico propostosi nello assumere il governo degli Stati :ciel ducato. Ad una grande perspicacia, che gli · concedeva di ved'er lontano e chiaro negli avvenimenti· e di fi~sarsi ampi SCOJ?i di governo, univa molta tenacità di proposìti provocata da profonda fiducj.a in sè medesimo, una straordinaria pieghevolezza nell'impiego dei mezzi per arrivare ai fini proposti ed una attività che confinava coll'irreqnietudine. Perciò, :fissatosi il punto a cui intendeva giungere, sempre a quello mirava; respinto da una parte, riprendeva , la via dall'altra: fallito uno dei mezzi ne adottava pronto 1.111 altro : e simil giuoco esigeva in un sov,rano di un piccolo Stato, com'era lui, l estesa conoscenza della politica europea. e degli uomini che ne tenevano in mano le fila. All'abilità politica, che era il

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ED 1 PRINCIPI DI CAS A SAVOIA NEL

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1939

SECOLQ

delle sue doti intellettuali e della sua infaticabilità, univa molta capacità militare, superi~re certamente ,a · q11ella di tutti coloro che lo circondavano ed a quella di parecchi generali francesi ed imperiali che allora andavano per la maggiore e combattevano con· lui o contro di lui. A traverso delle alterazioni introdotte nel racconto dei fatti militari di quell'epoca dalla boria dei comandanti dei. maggiori eserciti, non è difficile di intravedere alcuni combattimenti ed alcune operazioni militari nei quali si manifesta l'ingegno del duca. ed appaiono le sue qualità distintive. La stessa battaglia di Staffarda, cl1e fu in complesso uu -0om,battimento di' r etroguardia, rivela la bontà delle d ispo-siz~oui date da,l ducii Vittorio Amedeo per trattenere colle -sue fanterie la forza, della cavalleria francese, mentre l'eser-cito degli alleati spagnuoli col proposito di evitare la bat,t,aglia. stavano tra.versando, il Po e lasciandolo nelle peste di un impari cornbattimenfo. ,.Notevole è pure la scorreria di cavalleria guidata dal duca per 1 istrarre le forze francesi che stavano all'assedio di Torino· nei 1706. Egli seppe trascinarsi dietro per parecchi giorni il ·comau4ante dell'esercito assediante, molti squadroni e molti battaglioni nemici, condurli tutto attorno alla cinta collinosa che circonda il piano dell'a-lto Piemonte dail'Astigiano, per quel di Mondovì, nel Cuneese e ripararsi nelle vallate valdesi civett,ando e badalnccf111do coll'avversario, tenendosi sempre a tiro con lui e sfuggendogli arditamente quando quello stava per .agguantarlo. Strana ~fida che intrattenne l'attenzione dell'Europa per qualche tempo, concorse a prolungare le mosse decisive dell'assedio di Torino, e giovò alla liberazione di questa città. Anche la campagna del 1708 che diede al duca il pos,sesso di E xilles e Fenestrelle, per la chiarezza del concetto e per la rapidità ed esattezza di esecuzione è un modello dì guerra di montagna. Quando il 1690 il duca Vittorio Amedeo fu tratto a guerra aperta contro il re Luigi X IV, poteva contare sullo slancio deHa nobiltà belligera, _sull'affetto .del popolo, sull'appoggio 0

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t25 -

ANNO X~I.


1940

ED I PRINCIPI Dl CASA SAVOIA NI! !, , V lll SECOLO

LA. Dl.FES A Aù,PINA

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di qualche Ter·zo spag nuolo che . sarebbe venu to t,trdo e senza slan,cio del . ducato di Milano per sostener.lo e infine sulle promesse inperiali e sull'oro ìng lesè ed olandese. Sni principi italiani n on v'era da contare, ed il solo Papa, che fece qualche cosa più d(;gli altri per r icordo del sopruso fattogli tre anni addietro, si limitò ad un solenne T13 D e'lWrt quando seppe che il duca Vittorio Amedeo erasi dichiarato per la Lega contro Luigi XIV. Tutto sommato, il giovtrne principe doveva cercare il m,.tssi mo appoggio n ella iid ucia. i11 sè e nei suoi popoli, e nulla più : e con essa si gettò ,inimoso in una lotta che non a vr ebbe potuto evitare senza. gravi umiliazioni e senza, aprire allo ' straniero le p orte d'I talia, continuò colla sua tenacia, straordinaria in un giovane di ventiquattr'anni, a sostenern l'animo dei suoi; il r isul-· tato coronò gli sforzi durati por sei anni in mezzo a st,raordinarie traversie. M~tterialmente strappò Pinerolo alla Francia e tolse . ogni efficacii:t a Casale smantdlandone le m ura: effetti vamente acqnistò la libertà, e l'indipendenza che compete ad ogni Sovrano r ispetto a tqtti g li altri. E con qnesto sentimento, quando si incominciarono ad avviare le trattative per un accomodamento, il duca stesso diceva con mol ta , dignità al g enerale francesn -conte di t 'essé : io non son o quel gran' principe che è il re vostro signorè, ma il carattere di sovrano 0 indelebile ed uguale in tutti. Io ho rispettato sempre il vostro R e ; sono stato minacciato di oppressione, e volli mostrargli che non lo tem(Wa. Ho incon tra~o il suo sdegn Q, ma facendo altrimenti avrei perduto la su,i stima. Il.

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Lit guerra del 1690 cominciò coll'invasione del territorio piemontese tra Dora Ripa.ria e Po. L'esercito francese, sboccato da P i nerolo sotto cli ordini del generale Oatinat, avrebbe voluto sorprender e 'l'orino. La trovò chiusa e sulle 1 guard_ie. Dovette 'contentarsi di passar l'estate pon~nd·o a ;..

1941

rnba e sacco il paese circostante. Era un modo, adatto come nn altro, per tenere impeg nate le forze n e miche e per dissanguare l'avversario e ne era g iit stata fatta la esperienza . nel Palatinato. I contad in i se ne rammentarono a, lungo tili q nell'anno sciagurato in cni trovaronsi in balìa . d' una soldat esca sfrenata. Valse a liberarli l' insurrezione dei montanari abi tanti nelle vallate tra il Piemonte ed il D<~lfinato. Le storie miÌitari ed i ricordi tolti n elle librerie frances i segnano C(lntemporanearnente la v,ittoria di Statfarda ed un intisichire delle oper azioni n el piano, uu'.wviarsi 'dei battaglioni francesi a raccolta intorno ~1 Pinerolo, ed acceumrno vagamente e senza preeisione a comb~ttimenti dì mont,tgna, a miwello d'iuteri çlistaccamenti sorpresi, aggirati, sterminati nelle vallate ,alpine. Alcune lettere di parte piemontese a_ggiungono particohwi. L'intero avvenimento s'indovina. più che non lo si possa chiararnent6 intravedere, e meriterebbe d i essere ricostrnito uon nuov(-1 ind.igini d(1i docnmenti. Oorne · gli ·abitanti del ·piiLHO anche gli al.pigii:mi avevano preso le arn~i, e gettatisi su lle _comunicazioni dell'esercito francese colla Francia, lo molestavano inc(~ssantemente e lo aveva.no posto in critiche condizi0ni. Fuoco al movimento era l' o.dio seminato dalle perseouziou i tra i Valdesi ; a direzione delle ç>pel'azioni militari fu in vi~1to dal duca il 1mirchese cli Parella, ardito guerriero ed in traprendente ufficiale, Appartenente ad ,mtic,1 schiatt,a, provato sui campi del Piemon te e nelle guerre contro i 'l'urehi, amico :fidato del giovane duca ed impig liato in t,ntti gli intrighi politici che avevano resi duri i pri mi anni di governo a quel prineipe, infatica· bile nonostante i.suoi cinquant' anni d'età, pron to a por mano . alla spada per il sospetto d' oflesa e longanime quando t rat1tavasi d i far riuscire un' i mpresa, rapido nel peroepire, arrischiato nel d\3cider~, nemico delle minuzie e degli indugi , il marchese d i Parelht, g enerale di fanter ia e colonnello del reggimento Guardie, aveva in sommo grado le qùalità del1' uomo d i guerra del secolo che stava morendo: un ch è di mezzo tra l'avventuriero e il eomandante di soldati, un


1942

LA DIPES A ALPINA

partigiano pil\ che ·un generale. Aveva raccolto milizie, infiammato i Valdesi che poche settinume prima combatteva ancora, ed infine, impadronitosi di Castel Delfino, vi si era stabilito, legando relazioni col Delfinato e movendo a ri volta, anche i religionari di quella provincia vessati dai provvedimenti annessi alla revoca deireditto di Nantes. Contro tanta procella, sol.levatasi alle sue spalle, il generale Catinat aveva dovuto volgere tutte le sue forze, e la gu(:)rra, cessata . nel piano, continuò per tutto l' i1~verno nella cint ura alpina per levare agli insorti l' appoggio delle fortezze e per restituire sieurezza alle comunicazioni delresNcito; senza. di ciò esso trovavasi a corto di approvvigio11amenti e sopratutto d i munizioni e di rinforzi. · Snsa, ·Avigliana per due volte assalita, e Nizza, caddero in potere dei :Francesi, i · quali, ~issicurate le spalle, ripresero nel 1691 senza risultati decisi la conquista .del Piemonte. L'esercito piemontese: acco1;rendo da una fortezza all'altra, rese inutili o poco fruttuosi i tentativi nemici; non potè però salvare Monmeliano che dopo una lunga e valorosa di.fesa sostenuta ~al conte dì. Bagnasco dovette in dicembre de.I ,1(;91 alzar bandiera bianca. Con Monmeliano andò frremissibilmente perduta la Savoia, ma poi la guerra prese un indirizzo affatto diverso. Fin allora i Francesi, aggressivi in P iemonte e padroni della cintura alpina, assalivano oggi una fortezza, domani saèeheggiavano una borgata, e il terzo giorno invadevano una città del Piemonte. Col 1692 la lotta si accentra intorno a :J?inerolo, e dura finchè questa città non è rimessii nelle m.a ni del duca: Vitt,orio Amedeo, colle mura smantellate, è vero' e non più capace nè di difesa nè di offesa, ma anche non più riparo delle armi strani.ere. I campioni che si trovavano a fronte erano degni un dell'altro. ' Da una parte il duca Vittorio Am~deo di cui couoscevas·i da qualche tempo la serietà dei propositi chiusi in uù animo abilmente dissimulatore. Le due r ecenti campagne avevano conosciuto in lui un prode ed infaticabile soldato, il , quale sapeva conciÌiarsi l'affezione dell'esercito e dei suoi

ED I PRINC!l'I DI CA$,~ SAVOIA NEL XVIJI SECOJ; o

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popoli, dividendo con uno le noie dei bivacchi e .le peripezie del comb'iLttimento, e cogli altri le pene e le miserie di . una guerra lunga e desolatrice. Ora stava per rivelarsi il negoz)atore infaticabile che, fisso in un pensiero · dal qualé vede scaturire il bene del suo paese, uon tralascia mezzo per raggiungerlo, e la mente versatile del principe .che nelle operazioni militari e nei maneggi diplomatici cerca con leùa instancabile nuove vie per riuscire nel suo intento. E questo intento è ben definito. Egli vuol Pinerolo,. la porta del Piemonte irriflessivamente donata, in un momento di sconforto dall'avo suo allo straniero, la fortezza da .cui Luigi XIV dètta arrogantemente la sna v.olpntà a lui sovrano libero ed indipendente, la piazza d'armi da · cui ,la soldatesca esce a sno piacimento per depredare' i limitrofi territori. Il seguito della guerra ha per scopo Pinerolo, ed anche quando sembra che · il duca Vittorio Amedeo meno vi pensi, là egli- dirige la sna mente: cela anche agli alleati -il suo disegno, ma cerca di ·c oiorirlo coi pochi , };)attaglioni che essi uniscono ai suoi, e sull'appartato teatro del P iemonte rappresentante della coalizione europea contro l'arroganza d i Luigi XIV, cercando il trionfo degli interessi politici avvera quello degli interessi politici di tutta Europa. Dall'altra il generale Cati:::iat.; freddo, meditativo, educato alht scuola di Tnrenna, e di Montecuccoli interrotta dai. brillanti e troppo esaltati successi dei generali di , Luigi X IV. In quei tempi in cui ogni soldato avea il suo nome di g tlerra e per esso era conosciuto, sicchè i reggin:r~rrti ribocèav,,no di La Fleur, di Sans Souci e di La Vio( l~t!:,e, il C,iliinat ebbe tra le tende quello di Ph"e lfJ, pensée, dovuto alla sua aria riilessiva ed al suo contegno riservato e silenzioso. I · suoi soldati dovevano rispettarlo più che \ amarlo, ed i testimoni dei maBsacri avvenuti nelle valli v~ldesi, dei saccheggi su bi.ti da.l P iemonte, e . dell'incendio dì Cavour sorriderebbero amaramente nel sentire magnificata la sua sensibilità da amici troppo zehmti. Egli pure fu severo e ·preciso esecubore di ordini selvaggi m un' e1'loca


1944

LA DIFESA Al.PINA

in cui il risp etto della soldatesca por le popola%ionì era nullo, e le ruine del Piemonte valgono quell e del Palatinato. All'infuori di ciò il Oatin,it profondo conoscitore della geografia alpina, r imasto a Pinerolo per molti anni della sua can·.iera militare, abituato a sistemare Je suo eo gnizioni e tratto dal!' ind ole sua a rigide deduzioni, fn, dopo il Losdiguières, il primo a com prendere i precetti secondo i quali deve svolgersi h g uerra di montagna. Chiamato a guerra difensiva, intr avide la importanza di un p~m to centrale. purchè fosse couvenient;emen te snelto_ per piombare da esso sul nemie;o comunque si avanzasse e pet· f.L rrcstarlo. S i rogolò secondo questo principio dnrante le campagne di guerra dal 1693 in poi e lasciò il suo nomo alla regione sulla quale si trincerò a g uardia delle vallate adiacenti e di Pinerolo, e secondo lo stesso principio seO'nalò l' importanza di Bri.ançon snlla porta del Delfinato, a.:ioc.::hè il Vauban l'a.fforzasse per farne nno dei baluardi della Francia. Il giuoco tra .i. due avversari, mantenuto a botta. e risposta nei du e primi anni della g uerra alrnono fin dove il principe potPva arrivare collG sue forze da Moncalieri a 'Eorino, chè le fortezze della cintura alpina, non soccorse, and~rono ~erdute per i Piernont,csi. mutò dunque nat ura neglt anni. segnenti al 1692 : al Catinat lo stare sulla clifous iva, al prin c:ipc l'assalire ed il puntare a fonclo. Così voleva.no ~r interessi politici di Luigi XIV, il quale auohbe anche desiderato d i rappattumal.'si col duca, di levarsi rial fia.nco ~n aculeo che trovava assa i più incomodo e pungente cli quanto aveva creduto e di vol g ere dc~cisiva.rnent c• lo sue forzo contro gli eserciti delle po Lenze :::ettPntrionali. Perù egli st.ava fermo sul voler tnnern Pinerolo. Non In ~ sciat<'velo sfuggir di mano. scriveva al sno gc·nPral<'. gnarda_teli:.t, pro teggete la. : e il genera.le ·Ca ti.nat, coi poe;hi battaghont che g li erano rimasti, avt>va s-of'lto una. bnona po,;iz1?ne alla Perosa ., poi più su vflrso Wenostrelle perchè con P merolo voleva gna.rdare e proteggPre anche Susa, e oome nn soldato in sentinella, fori.d o alla e;onsegna, si teneYa

1m I PRJNCIPT D[ OASA SAVOIA NF.I, xvm SF.COLO

1945

pronto a calare alle spalle di colui che si fosse attentato di minaccia.r e una delle due fortezze. Invece il duca Vittorio AmedE'o, lasciata una parte delle forze a fronteggiare lo sbocco di P in01"')lo, Ad un· altra a mascherar Casal ", col rimant>nte. t' pot0\-ano t->,ssere 14,000 nomini, in Jin di luglio del Hì92 per Val di Stura ed il valico della Maddalena si avviò nel Delfinato. A che tend ern eg li con <)twlla. puntata ? Voleva rinnovare F imprPsa tentata un anno e mezzo prima d11l marchese r1i Pi.rella per e.ccitare la rivolta del o ~)lfinato tra i riformat,i opp1:0ssi dalla intolleranza di Luigi X IV Ad <>ntnsiasti dei favori concP;::si dal duca Vittorio Amrcleo ai Valdesi~ La spedizione si affacciò alla valle della Duranoe, prt'se ~mbrun e Gap, perd0tte molto tAmpo, non concluse nnlla, ed infine, app rofittando dPl v aiuolo eh.e assall il Du ca, ritornò addi.Ptro. [n quelle condizioni nn 0seroito, limi tato q ual'ora quello drl Dnea n on ostantP· i ::;occorsi dRgli all<~ati, non poteva ottonere notevoli risnltati sulla via per la qnalc erasi. avviato. Oltre la valle d i Rarcellonetta, ch e allora ap· partt'neva agli Stati de l Duca di Savoia, trovava i! Jabi.: 1·in to del lfl Alpi. del Del fin ato, snl!a. si nis'tra, l' irn pervia r0giono che sta tra q ne Ile ccl il li ttorale, sn Ila destra i I poderoso massiccio del Pulvoux, di fronte .La linea él el Rodano. A che tendeva la puntata del . Duca, torneremo a diman·daro? Il Re di F rancia l iRto nel veclore questi battaglioni imp egna.r;;i in quella via sonza nscita scriveva al suo gen erale C11tinat: 1asci~1teli fare , lasciate' che abbrucino qualche bicocca d.Pl mio regno; poco importa, ma. tenete d '· occhio P i n erolo; e que1sta insistenza ud ripetcr0 lo stesso sospt>tto fa dubitare che la spedizi01w destasse altri t.imori da quelli che le apparenze pot1' rono sollevare. Il D uca av eva gridato piano e forte agli alleati ed a.gli avv0rsari clw voleva a qualunque costo Pin erolo : (Jnanrlo la colonna dei fuorusciti Fra.ncesi, che fi ancheggiando l'esBrcito alleato scendRva nella valle del Guil, passò vicino a Queiras, il Re di Francia -si prese a. ouoro [P. iuten!?.i oni <li qn<>sto gruppo di arrischiati e volle notizif' prPcise son-'essi; ed il g enf>rale Ca-


1946

J,A. DIFESA AL P INA

ED' I ;>RJNCJ\lJ DI CASA SAVOI A NEL X VIJI SSCOLO

tinat, portandosi con una parte delle sue forze al Réotier, ve le schierò sulla porta · del corridoio, che pur conducreva sul rovescio della fronte francese da Susa a Pinerolo, e tenne d'occhio l'esercito n emico finchè non n e fu lontano. Nulla accenna che nel cervello del duca Vit torio Amedeo ba.lenass'e l'idea di poterne approfittare valendosi dell'ast uzia dei fuoruscit i e di una rapida mossa per porsi, se le circostanze glielo avessero consentito, trn !~esercito di Oatinat e le fortezze di Pinerolo e di Susa: ma nulla nemmeno contraddice questa supposizione e non c'era anra via, per

sedio di questa fortezza? Po!irebbe 'darsi, ma poi passato il momento opportuno per fa,re un colpo di mano sul rovescio delle fortezze tenute dai Francesi la spedizione che stava guidando perc1~tte ogni importan,m per il Duca, essa · languì e col primo pretesto plausibile fu, interrott.a. Andate a male le vie dell'astuzia fu necessario di adoperar~ quelle d ella violenza, e nella campagna del 1704 il duca Vittor io Amedeo II determinò d/ impadronirsi a forza di Pinerolo procedendo con un regolare a,ssedio. La cit.tà , era protetta da una cinta bastionata a cni aveva me;;;so mano ·il Vauban, e guardata da una, celebre fortezza bastionata ed ampliata ed afforzata con opere a corno: la fortezza medesima, la quale, come prigione di Stato, rimaM celebre per avere tra gli altri accolto Fouq net, il duea, di Lauznn e la misteriosa Maschera di ferro . Per 11 miglioramento _d elle .armi da fuoco qnest~ fortificazioni avrebbero perduta d'importanza se non fosse · stata occupata l'altura di S. B rigida c~e le dominava. Vi era stato recentemf3nte costruito un fortino st,ellato ed all'i11fretta, armato in modo da fare sufficiente resistenzit. Contr'esso dovevano ·e ssere dirette le prime offese e lo. furono. L'esercito alleatò per i nvestire la piazza si stese intorno ad essa con largo giro; s'impad ronì a viva forza e dopo replicati attacchi dell'altura di S. Brigida, fece venir da Torino i ca,nnoni da assedio ~id i'nfi.ne · cominciò il bornbaxdamento di Pinerolo. Non torn eremo certamente noi al racconto di queste ope· razioni, dopo la bella descrizione che ce ue ha fatto colla sua,, brillante penna .il D e Amicis: d'altrn parte le armi e l'impiego delle trnppe hanno troppo mntato da qnell'epoea ad oggi per ritenere Ut ile l'uscire dal proposito che ci siamo :fissati di seguire solamente i grandi 1_novimenti militari che ebbero le Alpi per teatro. Sicchè contentiamoci di aggiungere che, quando tutto quello . che occorreva fo pronto, Pinerolo fu finalmente sottoposto ad un terribile bombardamento. Il Catinat, da poco tempo insignito dal bastone dì m,;i,resciallo, assisteva passivamente a quello sforzo. Mancava

P ian La dc, lla fortezza di P ine1·olo COlll 'era prima d el 16\16. (J)cc/l' AtlwHe L a Lombar dia ,lei C<h·onetli/ .

uscire d,1.l labirinto del Delfinato fuor di quelle che passavano per l'insolcatura esistente tra il Peh·oux ed il Viso . La marcia nel Delfinato contentava a:d un tempo le ubbie religiose degli alleati calvinisti dell'Inghilterra e dell'O -. landa, ed i segreti disegni del Duca: di grande dissimula~ione egli seppe dar prova in parecchie circostanze e di colpo d'occhio ed a,bilità militare dette prova nella campagna di gi1erra del 1708: è dunque strano che egli, eonoscitore , profondo degli andirivieni alpini, volesse eludere la, vigilanza ~li Oatinat, separarlo da Pinerolo ed iniziare l'a"s-

194'7 .


1948

LA DJFESA ALPJKA

di forze s uffi.cient;i per interr omperlo, ma at tendenva rinforzi. Bisogna va quindi che i P iemon tesi facessero presto, che raddoppiassero i colpi per indurre la p iazza .alla resa prima che, arrivat i quei rinforzi, l'esercito assediant<\ preso a.Ile spalle mentre ern steso su così larga fron te come era q uella d ell' invest.imento, non fosse costretto a raccogl iersi in fretta per disporsi a battaglia.. Invece quando più strin geva il t empo a llora . fu n ecessario di sospendere l'itzione p er mancan za di p roiettili, ed intanto, proprio in quei moment i, g iunse i1mspeUata, ed imprevedu ta la n otizia che nn est\rcito frances e di socnorso stava sboccan do da Rivoli sot.t.o g li ordin i del maresciallo Catinat. Cattivo ser vizio d'inforrnazioni , se non sap0asi che tanto tardi un m ovimen to comineiato g iorni vrima . .B'n g_iuocoforza levar l'asse~i.o, e raduna.re l'esercito, e fu cosa l nnga . Muovere cont r o all'avvm:sar 10 e sorp renderlo in marcia n òn era impresa. da pensare : parvu preferibile di guadagnare. in fretta, per i boschi. di. Orbassano, il Po, porsi dietr o quel fiumf} a Moncalieri e ripl'endere c:on maggiori mezzi la campagna . Il fa, nemmeno questo f u potu t,o fare chè i nemici erano già così vicini da doverli ad ogni cost:0 e comu nque aifrontal'e. Sotto questi auspici avvenne · il 4 d i ottobre del 1698 la batt,a.glia ehe i Jhancesi ch iamano dd la 1\-farsR-gliit o i Piemontesi di Orbassano. F u p erduta dai Piemontesi, ma come avveniva allorà, uon essendoci inseg uimen to ed avendo i v incitori ancb:essi le ossa sufficientementB peste da n on poter téntare il passa~gio del Po, tutto si fermò lì in quell'anno e la presa di P inerolo poteva considerarsi come partita r imessa. . I n vece il duca Vittorio Amedeo ebbe tre anni più ta.rdi. qnella città per effetto di maneggi diploma.tici e di tratta.ti ve, J~1a sempre in vir tù c1ell'antorevolezza acquistata da lui ,n.ei consigli europei durante i difficili tempi traversati fin allora, ~d in ; irtù pur e del rispetto ispirato all'.Europa dal popolo piemontese per l'energia con cui aveva sostenuto il suo p rincipe in quei sei. lunghi a.uni di gnerra e di guerra com,· battuta coll'accompagnamento delle violenze che erano ab ituali ~1,l le soldatesche cli quei tempi a1 danni delle popolazion i circostanti. 1

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ED I P H IKCIPi Di CASA SA ':0 IA KE!.

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S ECOLO

1949

-La cinta bastionata di Pinerolo e la fortezza furono smantellate. P iccolo ma le, poich è il con fine fn arretrato fino alla conca di 'Oulx sul cui limi.t.are i Franeosi tenevano anéora F enestrélle ed Exilles, ma quelle era.no semplici fortezze difén;rve, puri sbarranrnn ti di fronti era. n on somigliavano per n iente a P inerolo piazza d'ad).lnata, dei bat taglioni fran cesi chiamati ad imporre al duca di Savoia la volontà inesorabile del r e Cristianissimo.

III. Dodici anni più tardi . ed ert1 nel 1.708, la guer ra aveva per teat ro la conca di Oulx , e vi si ri trova vano ancora a fronte battaglioni piernoutesi e battaglion i francesi. Quante. v icende nei pochi anni clrn eran corsi d opo la réstituzione di P inerolo al Piemonte. La guerra. si era ridestata per la morte del re d i Spagna che era l'ult imo della snà stirpe'd.iscendente cfa. .Filippo II. Morto lui, gli uni avrebbero voluto che fosse spartito quel grande impero che an.cora dipen deva dalla. corona d i· S pagna,, gli al t ri aspiravano ad averne l' eredità. tutta di un p ezzo. Jl n 1 cli .B'raucia,, Luigi X I V, per 110 11 perder tempo aveva fatto procla.rnare a Madrid, a Palermo, a. Na.poli, a Cagliari ed a Milano r e i l nipote duca di Angiò ed a buon con to aveva manda.te> dei battaglioni a preparargli l'entrata trionfale nei paesi di cui ·i·edamava la sovranità per !liritto di suecessione. Il sovrano di casa d'Austria. preten.cleva almeno ai dominii spag n noli d'Italia. I battaglioni francesi tra.versando il Piemonte si erano portati s ul eonfine .orientale de'I du cato d i Milano: ·il Consiglio a ulico di Vienna stava ela.borando i· piani per mandar altri battaglioni clei snot a caeciar quelli e nel serra serra d i questo gran temporale il duca Vittorio Amecleo ave.va dovuto acconsentire tilla richiesta fattagli di nnire una decina dei suoi batta,glioni e qu elli dd r e d i. Franeia contentandosi di un compenso per le spese e del titolo ono· rifi.co di gen eraEssimo delresercito fntncesi, in Ita.li a. E ra un 1

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F.D I PUINCJPI [\I CASA SAVOIA NEL X VJII Sl!COLO

1950

LA DIFESA ALPINA

po' poco, tanto più che, per l'arrogan'za dei gener ali francesi, d0po la prima campagna di · guerra si limitò a, ma.ndare dì anno in anno in Lombardia i battaglioni promessi e se ne rimase a Torino rinuncia,ndo virtualmente al comando nominale che gli era stato confe1'ito. Oggi la guerra si presenta come un uragano che scoppia ad un tratto e sommuove da capo a fondo tutto l'organismo sociale ed a volte anche quello politico d i uno S tato. Allora non era così. P er la natura del reclutamento, p~r la picco: lezza numerica degli eserciti in confronto, degli odierni, e p<W la maniera con cui erano impiegati, le quali cose si legavano l'una con l'altra, la guerra, benchè fosse anche allora una burrasca non faceva gran danno al dì .là del paese su cui campeggiavano le soldatesche. Perciò nei primi tre anni della guerra . allora scoppiata, il Piemonte non se ne risentì gran fatto; cinquemila nomini, di cui una parte reclutat.ì tra g li stranieri, formando i battaglioni promessi passavan o in luglio ù1 L ombardia, vi rimanevano l'estate, gl i ufficiali vi si di,;erti vano un po' sotto le tende ed un po' nelle città, di tempo in tempo prende vano parte a qualche scaramnccia od a qualche ardito colpo di mano ed in ottobre se ne tor navano nei qnartierì d'inverno. Ma tutto mutò sulla fine d i-settembre del 1703, quando il re Luigi XIV insospettito dell'amicizia forzata cui aveva, sottoposto il duca Vittorio Amedeo, foce disarmare' i battaglioni mandati in Lombardia, ed ordinò che il Piemonte fosse invaso. R icominciarono i tristi giorni ' di dieci anni· prima. e furono peggiori. Una terribile cerchia di ferro strins~> il Piemonte. La Savoia fu subito perdqta: nel 1704 Susa, Pinerolo, Vercelli ed Ivrea, 110il'·Ost.;.nte ogni sforzo, furono prese e nel 1705 anche Verrua, dopo gloriosa d ifesa, e Nizza- e :M:onmelia.no. La, popola,zione sorge tutta in armi all'appollo del sno principe: i reggimen ti disfatti sono ricostituiti, ,altri interamente n uovi son levati colle offerte della nobiltà, altri ancora reclutati a caro pre~zo in Svizzera ed in Gerinania. ' Nessun sacrificio pa.r soverchio, e l'atto finale della guerra., che doveva avvenire subito secondo le speranze del re, vien .\•

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ritardato fino al 1.706. Infine però anche 'forino è assedia.to. Il 'duca cli Savoia non ha b ogo dove p osare: e n on posa. Alla testa dei pochi squadroni che gli rimangono molesta gli assediati e li disvia dall'assedio, ed intanto eccita l'ardore dei suoi, raccoglie milizie, stimola i montana.r i a molestare le con1dnicazioni degli avversari, scrive ai potenti cl' Europa., suggerisce nuove combinazioni d i guerra, addit,a OnegÙa ai soccorsi inglesi ed olandesi, invita gli it11p~riali ad aiutarlo, corre loro incontro, e mentre l' Europa a ttende la ruina decisiva dell' ardito principe contro cui il re Luigi XIV ha. oramai volto tutte le sue armi, la scuot€i invece l'eco della sconfitta subìtà dagli assedianti sotto le mura cli Torino e ì1 racconto della loro rapida ritirata oltre le Alpi. Da gran tempo la storia delle guerre non rammentava un cambiamento tanto rapido dì eventi. La procelht guerresca tornò ad allontanarsi dai piani del Piemonte: nel 1707 dopo una inutile puntata sulla Pw,,enza le armi piemontesi r ipresero Susa, e nel 1708 si proposero deci1,ìvamente il problema di toglic,ire ai Francesi quanto loro rimaneva iiell'alta val.le della D 9ra al di q m1 tfolla cresta, alpina'. Così avvenne che dopo lunghe e travagliate vicende i battaglioni francesi è piemontesi si trovavano a fronte nella conca d'Oulx. Per i:endere più facile l'operazione meditata, il duca d i Savoia cercò di stornare l'attenzione dei Francesi dalle località. -prese di mira. Fino dall'inverno fece formare un gran magazzino di grano a Morgex sul lago di Ginevra e nell'aprile vi fece con venire un migliaio e mezzo di muli mentre altri 4000 erano contrattn,ti. Int~nto fece norrere la voce di una spedizione nel Lionese per raccogliervi contrì-· buzioni e per occupare la stessa città di Lione se le circostanze lo assecondavano. Nell'anno precedente erasi fatta la spedizione infruttuosa della Provenza, e non pareva strano che ora se ne tentasse un'altra che prometteva di essere più va:ataggiosa: lo sviluppo preso dalla guerra nella penisola spagnuola e nei Paesi Bassi distoglieva gran parte·

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1952 .

ED I PRINCIPI Ll CASA $AVOJA :-.EL :X Vlll SECOLO

delle forze di Luig i XIV dal mezzogiorno della Francia, e le relazioni del duca di Savoia coi Oaniisardi del Delfinato p~revano facilitargli la via al Rodano. Per tutte queste ragioni la puntata nei Lionese non avea nulla d'improbabile, tanto è vero che furono studiaLi i mezzi con cui ::;arebbe stato possibile d'impedire il passaggio del Rodano ·da Seyssel a Ginevrn alla aspettata invasiolie piemontE!Se.

provinée ma di spingersi oltre rovesciando qualsiasi opposizione. A tempo opportnuo volgendo a sinistra, o verso roezzoO'iorno sa.rebbe piombato ncr il valico della: Roue ' b ' t' nella conval le cli Bardonec.;hia, e sienro d i trovarla libera, av.evà tempo di far r ess11 su Exilles o su J?enestrelle e di averle a patti prima che potessero essere socco rse. Il 18 d i luglio, 30 mila uomini dalla Novalesa e 3300 dalle falde del piccolo San Beru:i rdo si apprestavano ad iuvadere la Savoia , quelli per la Morienna e questi per la 'l'arantasia. Tale almeno credevasi da tutti .lo seopo della loro mareia. Aveva da un mese e mezzo preso il eomando dei bat taglioni francesi che stavano sulla frontiera sud-orientale il ducç1. d i Villars, un ardito più che riflessivo generale che aveva guadagnato ad uno ad uno i suoi gradi colla punta della spada e col eoraggio persornde e ne aveva ricavata un~ fièlucia tale in sè medesimo da confinare colla j attanza. Il Voltaire lo descrisse con un verso solo : L'heureii.)J Vil' lar.~, fanfw·on plein cle coeur . Disponeva d i un'ot.tantiua d i battaglioni f.tlquanto smilzi e reclutati fra le milizie e di 20 sq uadroni. Persuaso d1e gli avvetsari puntassero oltre là Savoia contro al Lionese stabilì di rallentarne la marcia con una parte dei suoi di'videnclola tm la Morièuna e la Tar~ntasia,- e, lasciando dodici b11ttaglioni a guardia del Delfinato, di portarsi. eol r imanente a Barraux per coprire il paese -che gli pareva miqacciato. Con tali provvedimenti egli aveva il 30 luglio concentrato cl11 quarantacinque battaglioni e dodici squadroni a Barraux, mentre altre due - éolonne tenevano testa, come potevan meglio nei corridoi d~lla Morienna e della 'I'arantasia alle trnppe ducali. Ma nello stes'so giorno l'avanguardia cli queste truppe ~~ttaecava inopinatamente il valico della Roue difeso da un centin~io cli uomini, li roveseiava e penetrava in Oulx; nel giorno successivo, che era il 31 di luglio, guadagnava. Cesanneì ed il 1,? di agosto occupava il l\fonginevra. L'operazione poteva dirsi riuscita.. Il corpo principale seguendo l'avangna.rdia aveva pur esso valieato il passo della Roue ed il 2 d'agosto era- riunito lt Bardonecchia., avendo lasciato buona guardia

La conca <ii Oulx (toJta Ja lia C«rtu cieg!i Stati c!el Duca c!i S«~oia del Borgowio).

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L A DIPESA ALPl'.'<A

Così combinate le cose, fu deciso di cominciare le operazioni alla metà di giugno. L'esercito del duca Vittorio A.me· deo, 'Penetrando in Savoia per la via del .Moncenisio e del piccolo San Bernardo doveva puntare decisivamente innanz,i; ·s imulando il fermo desiderio non solo di riconquistare qJ.1elle


1954

ED J PP..INCJPI DI CAS,\ SA VOJA NJ;L

LA DIFESA ALPINA

ai magazzini di l\fodane ed al valico per la colonna della Tarantasia che stava arrivando anch'essa dopo di avere da l\foutiefa piegato verso San Giovanni di Morienna per iì passo de la Platièr e. Una parte dei battaglioni francesi che erano nel Delfinato·, otto solamente, informati dell'invasione av~renuta, accor sero, ma dovettero fermarsi a B riançon piuttosto per difendere quella fortezza che per dare addosso tigli invasori. Il d'u ca di Villars seppe solamente il 1°' di agosto che gli avversari, desistendo dalla avanz1;1,ta., erano penetrati nella valle della Dora. Dett e ordini affi:et tati; avrebbe voluto accorrere in socéorso delle fortezze minaccia.te di Exilles e di F enestrelle ed indicò Briançon come luogo di raccolta; ma i suoi battaglioni non cominciarono ad arrivar vi che il 7 df ~gosto, e solamente 1' 11 fo in caso di fare -un debole tentativo contro gli · avamposti dell'esercito ducale che erano a Cesanue. Intanto era stato posto l'assedio ad Exilles ed aperta la prima parallella; costruita la batteria di breccia la piazza si arrese il 13 di agosto. In quello stesso giorno il Villa rs era colle sue truppe arriva.to in Oulx, t roppo tardi per soccorrere la fortezza, e troppo tardi anche per assalire le truppe ducali, che da Chiomonte si avvia rnno a l passo delle ]'inestre per calare su Fenestrelle. Bisognava a~meno salvar Fenestrelle, ed il duca di Villars, salendo il 15 da Oulx all'Assietta voleva avanzarsi . per sostenerla. Proprio in qMlla notte quat~ro battaglioni piemont<:isi si erano trincerati alla Vallette, e il dnca di Villars, non sentendosi di poterl~ assalire con vantaggiò colla sola fanteria, fece salire i cannoni. Mentre faceva riattare la strada a tale scopo, mandò a Pragelato alcuni battaglioni che per il pas~o del P iz cércassero di ar rivare a F enestrelle. Le mediocri condizioni di quella fortezza erano conosciute ed il generale francese si sforzava di rimediarvi. Ma anche i baçtaglioni invi~ti per il colle del Piz lo t rovarono occupato da truppe arri- ' ~ va.te qualche ora prima.

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&~COLO

1955

De9isamente i1 duca di Villars arrivava tardi dapertut to in queste operazioni di montagna, che esigevano pr ecisione e . celerità. L 'esercito . del. duca Vittorio Amedeo erasi ben trincerato tutto, intorno, e sotto la protezione della linea dt circonvallazione così creata su quei giganteschi dirupi procedeva rapido l'assedio di F enestrelle. La fortezza tenue fino al 31 d'agosto. La Peros~ aveva già capit.olato1 l'll di . agosto senza opporre seria resistenza. In q~1este operazioni che ricongiunsero agli Stat i del Duca _di. Savoia un territorio che da molti an,,n i aveva seguito le sort i del Delfinato e riportarono da quella parte il confi.ne alla cresta alpina, appare la esecuzione di un piano .semplice sì, ma lungamente st udiato nei suoi particolari. È molto probabile che la concezione sia dovuta a Vittorio Amedeo : vi si riscontrano le qualità speciali della sna mente : l'esperienza dì parecchi anni di guerra e la pr~fonda .conoscenza che egli aveva delle montagne ginst ificano questa snpp0sizione. Alla vigilia dello scoppio della guerra, quando essa vedevasi imminent;e per la morte avvenut;a del Re di Spagna, e per le difficoltà di accomodare tante avidità, e tanti contrasti che essa aveva suscitato, il duca Vittorio Amedeo chiedeva già al Re di Francia in compenso del suo concorso di a.vere la valle di Pragelato, E'enestrelle, Exilles, le valli di Onlx, di Cesanne, di Bardonecchia e Castel Delfino, regioni che nei tempi medievali erano state annesse al Delfinato e dai Delfini del Viennese erai10 poi passate al Re di F rancia. · Il Re di Francia tenne a bftda pl:ir qualche tempo il D uca avviando trattative su quell'argomento, poi le interruppe con buou'e parole, face;1dogli sapere che sarebbe stata sua gr_a n consolazione di trovar mezzi per compiacerlo, come avrebbe ·fatto in tutte _le congiunture che si potevano presentare, ma. che intanto lo pregava, senz'altro, cli partecipare coi suoi .battaglioni alla guerra. l!.,in d'allora il duca Vittorio Amedeo volgeva la mente al riacq nisto del territorio riinasto ai Francesi , di' qua delle Alpi da Fenestrelle e da Exilles al Mo1ìginevra. Chiuse gelosamente nell'animo il proposito per rimandarne ·126 -

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A;>;XO XL! .

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E.l) I PRINCIPI .DI CASA S AVOIA NEl, Ji.Vlll SECOLO

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1956

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LA Dl1''ESA .A.LPJ'.'IA

l'attuazione a tempi opportuni: ne studiò il piano, avvertendo· che la cura dei varticolari, come spesso avviene, no:::i. intorbidasse la semplicità del concetto generale: quando giunse il momento propizi.o feee.gradire il progetto· dalla . cancelleria. di Vienna da cui doveva partire l'ordine cli unire alcuni battaglioni ai suoi, ed il convincere la cancelleria ed il vincerne le lentezze non dov~tte essere cosa semplice: mantenne l'illusione di una.lontana e lunga impresa fino all'ultimo momento ed allora con la precisione di una manovra autom~itica si trovò sottomano'i mezzi per assediare le fortezze ed i battaglioni e per proteggere l'assedio, e questi ultimi così ben situati, che ovunque l'avversario volle affacciarsi arrivò ii1 rita{·do dinanzi a forze ed. a mezzi di guerra superiori a. quelli eh~ aveva. Molta abilità nel tener celati i suoi disegni, precisione cli propositi, viva elasticità nella scelta, dei mezzi per attuarli,.. autorevolezza ed energia di comando, iniziativa ed infaticabile attività erano le qualità distintive del duca Vittorio Amedeo e tutte si intravedono nello studio di questa campagna di guerra di montagna del 1708, che merita di essere più. conosciuta che non lo sia. Raggiunto questo ìmportante risultato, la guerra non cessò, ma andò strascicandosi qua e là lungo la cintura alpina senzit grande interèsse. La campagna del 1710 illustrò il nome del maresciallo di: Berwick, figlio naturale di Giacomo II Stuardo passato aL servizio della Francia poichè suo padre non fu più r e di. Inghilterra. Il Catinat, intravedendo l'importanza di Brianço11 nella difesa della Francia e segnalando con rara perspicacia i pnnti militarmente interessanti nel labirinto alpino elevò i capisaldi ,~ella geografi.a militare di quella regione mon.tagnosa relati~amente alla Francia. Il .maresciallo · di Berwick, trovatosi anche lui incaricato di difendere cento· e venti miglia di frontiera con pochi battaglioni raccolse e sistemò i suggerimenti del Catinat.segnando i punti nei quali riunire le forze in modo che il centro della linea che li col~ legava ·dovesse sporgere innanzi verso oriente e rimaner r i-

tratta: ·sulle ali.

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Così il nemico, padrone .di puntare ove·-voleva, non l'avrebbe potuto sorprendere, p~rchè segnendo un arco cdi dava tempo di accorrere per la corda nel punto mi"' e di accumularvi i difensori. Briançon era 1·1 punto nacciato, sporgente,·.e la Jinea da una parte per T ourneaux mirava alle foci del Varo, e dall'altra per S. Giovanni di Morienna a Barraux. Il maresciallo di Berwick ascrive a qnesta dispo· sizione l'aver potuto nel 1710 arrestare la marcia del maresciallo di Daun. se aveva realmente L'intenzione di passare nella Franca Contea della Savoia .ov'era penetrato. Non lasciò tuttavia scritto- il :f3erwick se ai suoi concetti sia giovato anche la triste condizione in cui si trovò il suo predecessore maresciallo di Villars, spostato dai punti ~he doveva difen· dere· e nella impossioilità di accorrervi prima del nemico . Il d~ca Vittorio Amedeo non prese più pers·onal:ri:tente parte alle campagne di guerra che seguirono quella del 1708: rimase in Torino per provvedere al risanamento dei mali arrecati dalle procelle passate al paese e per seguire e .regolare le negoziazioni che divenivano sempre più vivaci dt>pochè ~l re di Francia Luigi XIV si mostrava desideroso di pace. Le potenze settentrionali pensarono loro a prolungare lo stato di guerra che durò fino al 1713. Il trattato di Utrecht, -che vi pose fine, aggiunse politicament,e al Piemonte, oltre al territorio conquistato ed a quelli avuti via via dall'Austria sulla, frontiera. orientale del ducato, anche l'isola di Sicilia, e diede al principe la corona regia. Ma la considerazione connessa a questo t1tolo non· sarebbe stata tanto grande in Europa senza la stima guerriera e la fama di pertinacia inconcussa guadagnate dalle popolazioni piemontesi col contegno tenuto e ·coi sacrifici fatti , nel lungo perjodo di guerra. Di tale considerazione fu concesso godere al nuovo re ed alle popolazioni piemontesi durante la pace durata a lungo, ed appena turbata dalla fontana guerra di Sicilia dovlltaal · -sogno geniale dell' irrequieto cardinale Alberoni : sicc_hè · una nuova era si aprì nella storia del Piemonte. ·· Il piccolo . mosaico di staterelli medievali che già forma-

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1958

LA. DIFESA. ALPINA.

vano la dipendenza dei duchi di Savoia erasi oramai trasformato in uno s tato compatto, che poteva e doveva conservare in Italia il posto, che nessuno degli altri stati italiani aveva saputo tenere, nemmeno Venezia, oramai resa esausta nell'ultimo sforzo' fatto per la passeggera conquista della Morea. Per ben due volte il duca Vittorio Amedeo aveva parlato n ei consigli. europei in nome dell'Italia, e la. tenace lotta sostenuta per quasi un quarto di secolo ave,·a avuto per scopo di allontanare l'ingerenza straniera dalla penisola, e di far rispettare il confine che la Natura le aveva segna,to. E poichò anche le gnerre sost~nnte dal Piemonte sulla metà di questo secolo non ebbero scopo diverso, si può dire che un sottilissimo fil.o collega gli avvenimenti di qti.eff epoca con quelli dei tempi nostri e fin d'allora. se non da. tempi più remoti, segna il destino ai popoli piemoutRsi ed a i pl·incipi che li ebbero in governo. La storia ri,·ela l'esistenza di questi meravigliosi legami che corrono tra avvenimenti assai distanti nell'ordine del tempo: la ragione li spiega colla esistenza di influenze assai lentamente mutevoli sulla vita dei popoli, e colla più lenta trasformazione di quanto circonda ognun d'essi: gli uomini si sentono travolti lungo quei fi li direttivi e solo i più sagaci ne intravedono l'indirizzo per int,uito o per sentimento più che per logica deduzione. Vittorio Amedeo II per singolare dirittura di meutf' P pP,r lunga conoscenza che avov~t dello cose europ0,e, fu uno dei fort unati cui apparvero quei lampi del futuro. Volle prepa· rarvi il paese e gli uomini. Cercò di sistemare le istituzioni e di togliere gli arbitrii,come glielo lo consenti vano. i tempi e il suo carattere. Riuscì, più completamente che nel r esto. nella milizia e con un popolo temprato alla guerra Pd ai sacrifici. che impone preparò buoni soldati, tradizione milita.re ed un esernito nazionale ai suoi successori e forse colla sua infaticabile attività, col suo ingerirsi in ogni cosa, nelle grandi come nelk4 piccole, innestò in quell'esercito alcune qualità che gli erano speciali. Infine, come. se volesse preparare allo Stato una esteriorità sontnosa. eh<' corrispon- '

ED I l'Jll1'1Cll'l DI CASA SAVOJA NEL :X VIIT SECOLO

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desse alla grandezza pensata per esso, foce appello alle arti e volle abbellito il paese, i.ngentiliti i costumi. Sicchè per l'impulso lasciato da lui e por le tra~formazioni avvenute al di fuori, quando nel 1742 arse d1 nuovo ·1a guerra nelle vallat<~ alpine molto cose aveano mutato da quello che erano sul finire del secolo precedent<'. IV.

La signoria austric1,ea, ::iostitnitasi in I t,~lia alla : pagnnola sul principio del xvl([ secolo. non aveva avuto lunga durata. Risollevò corno nei tempi di Carlo V e di Francesco I le gelosie della Fran cia, e provocò una guerra. dopo la quale risorse il r eo·no meridionale d.Italia e fu dato ad un Borbone di Sp:gua : all'Austri'a rimase il ducato di ~ilano rimpiccinito a favore del Picmon~ dì quello c_ho era m pa~sato, ma compensavo con quello d1 Parma e P1~cenza ed atforzato con ):(antova, bello e forte arnose d1 guerra nel centro dell'Italia padana. Spezzata così la lunga striscia d~ dominio straniero che dallc1 Alpi, per le coste toscane 001 Presidii, comprendeva Napoli e la Sicilia e da tanti ~~i inoombeva sul nostro paese, questo tornaYa ad essere ~oh t1. camente italiano o governato quasi tutto da goverm nazionali. Ma ciò non bastava a strapparlo dalla inerzillo cui l'aveva abituato J'in()'erenza spagnuola e r obbligav~~ la sua posizione · rispetto alra corrente della vita onrope~. Nella nulla<Y,.,.ine degli altri Sta.ti era rimasto ancora al Piemonte ed al ::o re l' ufficio di proteggere l'Italia, prima dalla preponderanza austriaca o poi dalle ambizioni della stirpe borbonica, che dalla Francia por la via dì Spagna mandava le sue, propagini sni nostri troni. PArciò Carlo :~man:,iele I~I col suo esercito concorse alla guerra cho tra: 11 1733 od 11 1735 spiantò la preponderanza austriaca nell_a penisola, e di nuovo scese in campo per precludere la via ad un altro · Borbone, che: venuto di Spagna, voleva, coll'aiuto di !ra~cia, ct,rcarsi una larga o solida nicchia nel contro cl Italia


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ED I p m:-.CIPI DI CAS.\ SA\"OIA. NF.L X\'111 SECOLO

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l,A DIFESA ALPINA

· tra il ducato di Milano ed il granducato di Toscana, e se la for tuna lo concedeva, tale da comprendere in un sol tratto e l'uno e l'alb:o. Questa seconda guena, che durò dal 1742 al 1748, cominciò nel Modenese e finì. m>.lle vallate alpine.. L a vittoria dell'Assietta né fu il punto culminanti", riepilogo e chiusa ad un tempo. L e ostilità. sulle Alpi, cominciate nel 1742, si riassumono in una serie dì tentativi fatti per penetrare in I talia. da un esercito spagnuolo guidato dalr Infante di Spagna che vi scendeva alla ricerca di un trono e sostenuto da un esercito francesP che doveva procurarglielo. Obiettivo .finale ai due eserciti era Piacenza, soli.do punto snl P o a cui afferra1:si. Sulla scelta, della via tenzonavano i pareri dei gem•- · rali francesi e degli spagnuoli; gli uni volevano traversare dal Delfinato il Piemonte ed avevano bisogno del beneplacito del r e Carlo Emanu ele III <"· del gno esercito: gli altri sfilare per la difficile strada della H,iviera lungo la quale dovevano, oltre al resto, esser sie:uri dalla part.e del mari?. L 'esercito piemontese raccolto tra Saluzzo e P inerolo si teneva pronto per accorrer e, come da un punto centra le, a sbarrare la vallata scelta dall'avversario per l'invasione. S omigliava poco agli eserciti. raccolti tumultuariamente tra le milizie, tra i soldati conQ:edati di oo·ni 1..t;aBse.• tra oO'l i stra· .. o nieri , tra gli avventuriP-r i noi tempi più travagliati di Vittorio Amedeo II. La maggior parte doi roggimHnti avevi.~ oramai mezzo secolo di vita e trarlizioni gelosament e conservate, es~i tendevano ad nniformar:,;i gli uni a.gli altri: aveva.no ordinamento ugua,le fl duraturo ; non erano pi.ù il risultato <lell' industria di un qualch(-1 signore, chu valendosi del nome o di enfatiche promesse li rinnini. per poi presentarli al sovrano col conto delle spese incontratè per da un 1)ezzo metterli insieme, ma bensì l'effetto di leo·o·i 00 .t sancite e passat(> oramai nelle consuetudini ddle popolazioni. I soldati avevano armi ed uniformi uguali, e rego; larmente distribuite. Le frequonti ispezioni avevano g iA cominciata la loro azione livellatrice sul caratterP degli individui, come snll1:1 loro armi e s ui loro arrrd i, tutto era ~

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,sottoposto a precise e conosciut e nor ~ne disciplinari, e se in mezzo a tanto orcline ed a t anta regolarità incipiente potevasi deplorare qualche cosa. era certamente la diminu·zione di quello slancio e cl i. quella iniziati va individuale eh~ r endeva ogni soldato, e pit.1 ancora ogni gra.duato dei tempi -0.el duca Vittorio Amedeo II, una personalità distinta. dalle .altre, un tipo le cui a ttitudini rimanevano a lungo rammentate nei racconti cli quartiere e nelle veglie d()i campi. L"uno degli eserciti ei-a adatto alll' scorrerie, allE> sor prese, ,ai colpi di mano, alle imprese ·geniali: l'altro alle mosse misurate, ai piani meditati ecl alla guerra regolare; il primo risentiva i t empi del Wallenstein, l' altro si avvicinava a quelli di F ederico II. Gli urti lungo hi cresta alpina comi.nciEtrono alla fine del 1743. Nel 1742 r esercito piemontese, condotto 'èlal RP in persona, aveva voluto cacciare da:lla Savoia l' esercito ·s pagnuolo che intendeva di prEmd<1rvi i qnart,ieri d'inverno; ma la spedizione non aveva ottenuto risultati e1uratnri. ,Gli avversari si ripiegar ono lentamente dinnanzi all'avan.zarsi dei P iemontesi, ma quando questi dovettero ripassar e le A.lpi, per non restare tagliat i a l di là dei monti dalle nevi, tornarono traquillamente ad occupar e la Savoia. Più. -che la mancanza di validi punti d'aj>poggio quella di buonr ,e sicure comunicazioni a traverso la cintura alpina, tali da ~fidar e l'inverno, rende.va precar io il possesso della Savoia e l'esercito di uno Stato italiano non poteva senza gravi pericoli rimanere sequestrato oltre le A.lpi. S ui primi di ottobre del 1743 ai passi dell'A.gnello e del S . Veran si. affacciavano Spagnuoli e l!"'rancesi, ma a.vanti Castel Delfine, -stava g iÙ, schierato l'esercito piemontese. Poehe schioppettate, qualche scaramuccia, nella conca di Pont e gl' inva·s ori ripresero la via del r itorno per la stessa ragione che a vevano avuto i P iemontesi nell'anno precedente di nou Timanere sequestrati dalle intemperie sopravenienti. Infatti una terribile bufora di nove, li sorprE>se e li disperse mentre si ritiravano: tu tto il materiale di guerra a ndò perduto, 11101t.issimi uomini sparirono nC'i bmroni o perirono di st~nt.i.


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LA DIPESA ALPINA

Qual miglior prova che fosse consigliabile di preferire la via della marina a quella delle Alpi? E per ei:lsa si decisero i fra.neo-spagnuoli nella primavera seguent.e, che fo guella del 1744; se non che trovarono una prima re;;istenza neUo colline di Mont~tlbano che sb:'trrano il passaggio dal contado di Nizza alla Riviera, una, .seconda nel principato d'Oneg lia e nelle minacce dei battaglioni piemontesi di piomba.re sul loro fianco da Garessio e d,t Ormea, mentrn essi erano impigliati nelle angustie della strada della Cornice. P erciò t ornarono, come volevano i generali francesi, a11' idea di forzar l' Alpi per le valli di Va.raita e di Stura, e così fecero nel luglio successivo, puntando per la seconda di esse, ed accompagnando la puntata con. un' ·energica finta per l'altra. L'esercito piemontese fu pronto alla testat.a delle valli, ma sgraziatamente s·c ambiò la finta per la puntata, o sperò nello sbarramento delle Barricat,e di val cli S tura più che non p otesse dare. Sicchè tenne il più dei battaglioni a Pietra.longa in val di Varaita, e pochi ne destinò in quella di Stura. Con una sanguinosa lotta fu fermato a Pietralonga il distaccamento nemico, ma il grosso scese dall'Argentera tranquillamente ad assediare Demonte e Cuneo. Denionte fu presa, le for ze piemontesi erano troppo scai·se per rompere l'assedio di Cuneo. R e Carlo Emanuele dovette contentarsi di molestarlo e di dar a iuti e rinforzi ai difensori. A dar loro aiuto giovò la battaglia della Madonna dell'Olmo, alle molestie provvidero gli abitanti della montagna per la quale passavano le eomunicazioni clell'eser· cito assediante colla Francia : la tenacità dei difensori fece il resto, e di nuovo nella storia Cuneo fu salva, dopo du e mesi e più <li assedio. L'esercito franco-spagnuolo ripassò \ le A lpi. Il problema diveniva sempre più s.3rio e più interessante'; Piacenza ed il regno sul medio P o r imanevano sempre un lontano miraggio per l'Infante ·di Spagna, e la barr iera alpina non si poteva varcare. Fu chiamato a risolvere quel problema il maresciallo l\faillebois, un generale che recentemente si era illustrato nelle guerre dei Francesi in Ger-

.i,:u I v:--1::-c1PJ DI CASA lòAVOJA i:SEL xvm :3ECOL0

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mania; gli furon dati sessantamila uomini, metà francesi e metà spagnuoli, e fo .impegnata la r epubblica di Genova non solo a lasciarl o passare, ma anche ad aiutarlo con soccorsi di uomini e di. cannoni. P orciò le difficoltà del problema primifo·o erano dimezzate. Si trattava cli passare dalla contea cli Nizza nel limitrofo t erritorio del Genovesato, e per una YÌa traversa, quella delle Bormide, dar la mano ad un esercito spagnuolo che Yenenclo dall' Italia centrale doveva trovarsi, come si trovò, allo sbocco della via della Bocchetta sul piano di Novi; poi di respingere Piemontesi ed Austriaci e per il Tortonese ragginngere il desiderato Piacentino. L"esercito piemontese, già scarso.di numero per la 'gnarra che andava d'ann o in a nno ing rosst~ndo, trovavasi ora immisnrito élalle p3rdit.e e dalle fatiche delle campagne precedenti, ed era mal sostenuto dair austriàco non numeroso e trattenuto <;!al timore di vedersi invaso alle spalle il ducato di Milano. Perciò il re C~rlo Emanuele III dovotte ripiegare i suoi battaglioni H raccoglierli nell'angolo tra il Po e Tanaro, lo :;tesso da cui un :::ecolo più tardi fu protetto il Pie monte dalla invasione austriaca ed assicurato il congiungimento coll'esercito francese. Allora i pochi battaglioni di Carlo Emanuele Ill non bastarono ad arrestare l'eser cito franco e spt~gnuolo: i tristi giorni tornarono per il piccolo Stato che si clibatteva tra i due potenti. vicini per equilib.n tme le ambizioui. Oltre a Tortona, Va.lenza, Casale, Asti caddero in potere dei nemici che dilagavano verso il Piemonte ; dal Monginovra calava.no altre schiere. per . forzar!'\ il passo di Exilles, ed aprire a traverso il Piemònte una comunicazione tra la l!_,,rancia ed il sno esercito, cui parava, ed era, trop po incerta quella~ traverso il territorio genovese, la strada della Riviera minacciata dalle navi inglesi. Ed .in questB ore grigie il governo del re di Francia tentava il re Carlo E manuele III con ,·antaggiose proposte per staccarlo dall' alleanz~ austriaca, e gli alleati austriaci lo abbandonavano per correrH ·a gua1:dar Milano, che per dire ii vero nor{ era minacciato P non po' teva esserlo.


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LA D!Fl':SA Al. PINA

R esisteva eroicamente Alessandria affidata al tenace ,alore del Caraglio. ]'u il perno della riscossa. Liberata quella fortezza, e respinti i nemici oltrP No,i e Tortona su Piacenza, questi si vid1-iro ~solati e costretti ad apr irsi colla . fo rza. la via del Genovesato e della Rivif.>ra, sulla quale furono inseguiti fin o oltre· il Varo. Il nuovo tentativo era fallito come i precedenti. L ' ultimo di quei tentativi, ed era il quinto, fu quello re spinto dall'A.ssietta. Genova assediata dagli, Austriaci e dai Piemontesi, chiedeva soccorso. I Francesi, con ardito consiglio suggerito dal maresciallo di Belle-Isle, ritenner o nessuno aiuto migliore che quello di gettarsi su T orino for.:. zando di sorpresa le Alpi dalla parte di 1VIonginevrà. Così. vollero fare, ed il 19 luglio 1747 andaron o a dar di cozzo contro i tredici battaglion i portati all'A.ssietta. Furono vi· gorosamente r espinti con grandissime perdite, ma aveYauo· r aggiunto lo scopo, perchè contemporaneamente Genova era liberata dall·assedio. ~~ vero che questo stesso scopo potevasi raggiungere a miglior mercato. Un anno dopo, la pace di Aquisgrana da,·a all'Italia Passetto e la tranquilliti~ che ebbe fi no a ll'epoca della Rivoluzione francese, ed al regno di Sardeg na i confini consen·ati :fino al 1859 lungo il 'ricino.

V. L e dne g uerre del duca Vittorio Amedeo II ebbero per scopo l'una la indipendenza polit ica dello Stato piemontese, l'altra l'acquisto del confine natur ale sulla testata della Dora R iparia. L e due guerre del re Carlo E manuele III fu rono combattute per requilibrio nella sistemA.zione politica della penisola italiana, una contr o la preponderanza austriaca e r altra contro quella della stirpe bor bonica. L 'assetto dato all'I talia nel 1748 r ispondeva ad un sentimento nazionale: ed alrinfuori del piccolo ducat o di Milano col Mantovano rimasti alla sovranit,à austriaca, ma di,·isi topograficamente

ED I PRINCIPI DI CASA SA VOJA NEL XV III SECOLO

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dalla Monarchia, tutti g li altri governi italiani erano nazionali ed indipendenti. L a per turbazione prodotta dalla invasione napoleonica e dall·austriaca, che la sostituì più tardi, interruppe la continuità della nostra storia e concorse ad. àlterare i contorni degli avvenimenti dello scorso secolo. Disgraziatamente però gli Stati italiani non r icavarono dalle buone condizioni nelle quali vennero a trovarsi sulla metà del secolo sèOrso tutti i vantaggi che avr ebbero dovuto risultarne. Un fievole soffio spirò su di loro, ed era dovuto al desiderio dei nuovi governi di giustifica.re il cambiamento avvenuto con la introduzione di qualch<' miglioria nell'esercizio della sovranità e colla repressione di tal uno degli abusi scelt i tra i più stridenti e tra i più facil i a mitigar e. Non era difficile il farlo nelle r egioni che fin allora erano state in balia dei vicere e dei govern&.tori spagnuoli. Ma tutto si r idusse a poca cosa, mancò rimpulso di una vera e forte corrente rigeneratrice in questo paf'se r imasto apparbato per due secoli da.l resto dell'E uropa: il leggero risveglio avve· nuto per opera dei principi borbonici tr apiantati tra noi, lasciò di nuovo il posto all'assopimento abituale e l'Italia rimase rappresentata in E uropa da Venezia per l'allegro vivere, da lVIilano per una cer ta vivacità intellettuale e dal governo del P iemonte per le armi e per la politica. In P iemonte il riflesso del movimento europeo della seconda metà del xvm secolo si manifestò esclusivamonte sulle cose militari, e destò un grande armeggio di ordinamenti e di r iordinamenti. R e Carlo Emanuele III, secondo la sua indole fredda o calcolatrice, aYeva sistemato e r idotto a.d uniformità gii ordini militari abbozzati dal padre suq. Tuttavia in me7,zo a quella r igida unifo rmità rimaneva un largo pensiero dominante, quello della triplico distinzione delle forze militari del paese : le reg olari nazionali, le reg olari straniere e lr milizie. Le due prime forma.vano l'esercito di prima linea, forzatamente limitato dalle possibilità. del reclutamento ; l'altra costituiva l 'eser cito di seconda linea intimamente legato a quello di prima. quando trattavasi della difesa del paese.

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ED I PRINCI PI DI CASA SAVOI A NEI,

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I successori di Carlo Emanuele III si lasciarono trascinare dall' in~eresse per riformé tutte esterio~·i, le quali parvero tanto più utili quanto erano più artificiose e co~plicate : sicchè da quell'epoca cominciarono gli st udi e le esperienze per conciliare tra loro termini disparatissimi : la fo rza dei reparti e la euritmia dell' insiemé di ciascun corpo dell'esercito e dell'intero organismo, la corrente gerarchica e la soverchianza dei graduati, il numero dei soldati e le esigenze del bilancio, la moltitudine e la varietà delle denominazioni con i colori delle uniformi e coi distintivi di ciascun grado e degli innumerevoli incarich( Erano i tempi di Federico II e delle famose riviste di Potsdam a cui accorreva tutto il mondo militare europeo per cogliere il segreto delle vittorie riportate dal gran Re, e per· lo più si credeva di coglierlo in taluna esteriorità innocente, che riportata, poi nel proprio paese, studiata, svolta in ogni sua possibile deduzione, era superstiziosamente applicata senz,i nessun senso di realtà. ' Intanto in mezzo ·a tanto sciupio dì operosità e di intelligenza andavano perduti gli insegnamenti dell<:P guerre combattute per tanti anni. Ed erano molti, speci1ilmente riguardo alla guerra di montagna. I movimenti fatti dai battaglioni piemontesi durante le campagne cnntro Fesercito franco-spagnuolo, quando dovevano moltiplicare la loro presenza pBr riparare alla ~carsità del numero, la scelta dei punti difensivi e il larghissimo impiego degli atl'orzamenti campali avevftnO res.o assai note le Alpi agli ufficiali ed ai gener-ali di Carlo Emandele III. Della loro conoscerrna fanno testirnonianza nUJ;nerosi ·studi ~epositati negli archi.vi e le bellissime carte topogrç1,:fiche che riproducono con tanta evidenza l' immagine delle vallate alpine. .}fa queste cognizioni e con esse l' intuito · della guerra montana che ne scatmiva andarono dileguandosi n.ell'oblio prodotto da mezzo secolo cli pace e di noncuranza. Vennero le guerre del 1792, quelle che precedettero e prepararono 1' invasione napoleonica, il · nemico schierato dietro tutta la cresta alpina continuò per quattro anni a

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schioppetta.re dalle balze di essa, e Diessun tentativo audace, nessuna concezione ge11iale, interruppe la. monotonia di quello schioppettìo. All' infuori del valore personale, null'altro ferma l'attenzione nel racconto di qnella guerra durante la quale andarono logorandosi l' esereito pi~montese ed i mezzi materiali del popolo, fìnchè un bel giorno rotta la cerchia 'ché tratteneva l'invasore non fu più possibile che la sommissione alle sue pretese. Fantastici timori prepararono la rapida perdita. della Savoia e del Nizzardo con cui cominc·arono le gnerre della fine del secolo nel Piemonte. 11 vecchio pregiudizio della preca1·ietà di occupazione di quelle dne regioni in caso di guerra, le enfatiche spa·rnlderie degli emigrati francesi, il ribollio di sentimenti impreveduti nelle plebi, un inesplicabil~ senso di sfiducia in ogni cosa ed in ogni persona, la novita dei casi avvenuti in Fra.noia, 111 complicazione artificiosa nelle relazioni go:vernative e nelle responsabilità conéorsero a produrre unJ strano ambiente, sicchè sc-mza una cà.usa immediata sufficientem<'mte efficace un be,l giorno tant9 a, Nir.rna 'q uanto a Chambery il governo si scioJse per la diserzione di coloro stessi ai qnali ne era affidato l'esercizio. , Al triste antefatto, che riguarda assai ind irettamente ' la storia militare, rimediò in parte r energia de1 vecohio generale Revel, che nel · Nizzardo riportò la linea della difesa a Sospello e pose fermo piede sul massiceio del1'Aut;hion, in parte la debolezza ed incertezza dell'avversario impreparato e non desideroso . di guerra difensiva. La yera g11erra cominciò nella primavera avanzata del 1793. / Il doppio periodo di lotta del duca .Vittorio Amedeo II erasi più intensamente svolto nella parte central'? delle Alpi occidentali, quella sostenuta dal re Carlo Emanuele ebbe per teatro principale l'arco delle Alpi marittime. Le opera2;ioni militari della fine del secolo tenuero t'utta la linea alpina dal Piccolo S.-B ernardo al Passo di Tenda e più giù a quello di Ca.dibona, ma ebbero per ~ampo principale il massiccio montagnoso ed aggrovigliat,o che separava la /


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LA D1l'E$A Al, T'INA ED I PRINCIPI DI CASA SAVOIA NEL XV III SECOLO

contea di Nizza dall'altipian o di Cuneo. P er il suo possesso si combatterono ostina.ta mente i battaglioni francesi coi Piemontesi e cogli Austriaci, e quando se ne impadronirono, loro fu manifesto '}uanto sarebbe stato difficile senza gran copia di trasport i e di provvigioni invadere da quella parte il Piemonte. La linea d' in~asione doveva passare a occidente, come l'aveva fat ta passare mezzo secolo prima il principe di Conti che poi si vide arrestato a Cuneo, o ad or iente come la fece passare il generale Bonapttr te ::ialendo le Alpi da Savona e scendendole su Mondovì. Il Catinat aveva accennato a questo concetto, il principe di Conti l'aveva detto piano e forte al suo governo per distoglierlo dal disegno di guerra che questo voleva imporgli, lo storico delle campagne del marescia llo d i .ì\faillebois lo aveva stampato a lettere cubitali, i generali della Rivoluzione francese si arrabattarono per un anno almeno contro le r upi dell'Authion. Bisogna convenire ancora una volta che non sempre l'esperienza altrui è d'esempio efficace.

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dici mesi di sforzi. Scarse erano le forze deirattacco e più. scarse quelle della d ifesa : la difficoltà. degli appr ovvigio-

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Il massiccio dell' Authion riassume dunque le prime due campagne della guerra tra l'esercito francese e il piemontese sul finire dello scorso secolo Quel gruppo montagnoso si stacca dal Olapier: da occidente e mezzog iorno le sue altissime vette sono cinte dalla Vesubia e da.Ila Bevera come le mura cli una fortezza da un profondo fossato, da oriente si appoggiano al territorio della R epubblica genovese ed al rispetto dei- t rattati ; la _s trada di T enda lo traversa va in tutta la sua lung hezza. Saorgio nel centro g li faceva da ridotta: tra Saorgio e Tenda i P iemontesi, come se fossero postati d ietro la ridotta, n el cor tile di gola di una gran for tezza, avevano raccolte provvigioni e munizionamenti. Il lungo assedio cominciò nel febbraio 1793 e solamente 1'8 maggio dell'anno seguen te i F rancesi piantavano il loro vessillo sul passaggio d i Tenda, dopo quattor-

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namenti col mare percorso dalle navi inglesi e colle vie di terra difficili e piene di angustie lungo il littorale della Provenza, la deficienza d i animali da trasporto toglievano vigoria alle offese, che procedevano a scatti, interpolate da lunghe soste mal violate da scar amucce d'avamp,osti. Fra il 27 febbraio e il 2 cli marzo del 1793 con una serie cli piccoli combattimenti i F rancesi segnarono la line:a d'investimento e vi si stabilirono. Cercarono di spingerla innanzi nell'aprile dalla parte di Sospello; passarono parecchio tempo a studiare la posizionH for midabile che si ergeva .dinnanzi a loro, tentarono con piccole scaramucce di trovare il punto debole, la commessura, attraverso la quale insinuarsi, infine decisero rs giug no un grande attacco • lungo tutto il fronte occidentale e meridionale, i due che fino allora, erano stati presi. d i mira, poichè la neutralità genovese proteggeva il fronte orientale. Vi potevano essere trincerati a d ifesa diecimila uomini tra Piemontesi ed Austriaci e la maggior parte <lei primi, che vi contavano ventisei battaglioni su ventotto: tutto quello che era stato possibile cli racimolare coll'ampia dispersione di forze fatta lungo tutta la cintura alpina dall'inscienza o dall'astuzia politica dell'austriaco D e Vins, un generale chiesto all'Austr ia per affidargli il comando di tutte le forze che erano in P iemonte Vi erano vecchi battaglioni. dell'esercito piemontese, valorosi regg imenti svizzeri, corpi formati straordinariamente colle compag nie d i granatieri e di cacciatori di diversi r egg imenti e battaglioni di milizia provinciale chiamati in fretta, scarsi d'istruzione, privi di tradizioni e di compagine, una g ran parte dei soldati sentiva per la prima volta fischiar le palle. . Con tre fasc i di colonne e su larghissima fronte li assalirono diciottomifa F rancesi, e sn quelle dirnpate pendici per otto ore cont inuò la lotta comincia ta all'alba. R iuscì ai Francesi di rompere la resistenza al vertice dell'angolo


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!,A DIFESA. AL!'IXA.

ED I PRL'\CIPl DI CASA SAVOIA ~EL X VIII SECOLO

saliente che facevano le due linee della fronte, incontrandosi: tennero eroicamente testa i battaglioni della difesa in ogni altro punto, ma, nonostante questo, fu necessario tirare addietro hl, fronte meridionale ohe fece oramai perno sull'Authion, ed allora i difensori ridotti ad uno spazio pi ù ristretto e più proporzionato a l loro ilumero tennero vittor iosamente testa · all'attacco che i F rancesi replicarono per due volte ancora in quelrann:o: ~ubito dopo il 12 giugno con uno sla,ncio superiore a quello deir8 se era possibil e, e di nuovo il 29 cli luglio ma con energia alquanto scemata. Intanto pareva. giunto il momento oppor tuno per ripre11dere l'dtt'ens iva. Il soverchiare dei Giacob ini a Parigi a veva sollevata una gran parte della F rancia contro essi e sombrava che tutti i partiti e tutte le fazioni si fossero dati la mano per combatterli. Il mezzogiorno della F rancia era insorto; Marsiglia sulla fine di maggio, LioM il primo di giugno si erano r ibellati al Governo di Parigi: tutta la vallata. del Rodano era in combustione, e sull'incendio versavano olio gli Inglesi lieti di quanto stava succedendo per coglierne il destro por infliggere qualche grave tracollo alla marina mi titar e franc ese. T olone infatti apri il porto alla loro flotta il 29 d'agosto. Ogni nuova insurrezione n~..:,oeva. alle forze dell'esercito francese indebolito anch'esso dalle guerre e dallo sconvolgimento avvenuto negli ordini statali , e sottraeva battaglioni· da quelli che stavano lungo la cintura alpina. Dall'Inghilterra venivano eccitamenti a rinvigorire l'azione guerresca e fermi propositi di partecipare ad un piano comune. Nessun momento più propizio per fin ire con un colpo risoh1to- 1a guerra. · Il re Vittorio Amedeo III ne aveva acquistato speranze grandissime e nuova fiducia. Non ostan te i snoi sessantasette ann i aveva voluto vedere tutta la linea tenuta dal · suo esercito, da S usa per Cuneo a Tenda, ed intendeva di ringraziare i battaglioni di. Saorgio per la bella ed onorev;ole difesa fatta nelle tre giornate dell'S, del 12 giugno del 2H lug lio contro i furiosi attacchi dei colli di R ans e

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ell'Authion. IL desiderio di un'azione più risoluta e più ~ecisiva dagli ufficiali si propagò nelle file dei soJdati, ed apriva il cnore alle più liete speran~e. . . . . L'esercito piemontes9 aveva messo m lmea sul prm c1piare della campagna quarant asettemila uomin i, tra cui ottomila di mllizia. Il logorio dovuto ali.a guerra di montagna ed ai .numerosi distaccamenti che, secondo il sistema adottato, andavansi facendo in ogn i punto un po' ragguardevole, aveva ridotto a trentacinquemila uomini le forze da impiegare nel !:iettembr e : ad esse potevansi aggiu11.gel'e seimila Austriaci concessi a spizzico ed a malincuore dal generale austriaco che per parecchi motivi non voleva arrJschiarli. Una sola puntata rapida e decisa verso una sola direzione sarebbe r insoita. Se ne fecero due ed in due direzioni diverse: in Savoia con diciottomila uomini iniziandola il 14 d'ao-osto col desiderio di anp.are ad aiutare Lione, e nel Nizzardo muovendo il 7 di settembre, anniversario della vittoria di Tor ino del 1706, per separare dalla P roven~a i battaglioni francesi r imasti all'investimento del massiccio dell'Authion e dar la mano a.gli Inglesi in Nizza. L e forze riuscirono scarse clacchè dovevano bastare per l'una ·spedizion"' e ner l'altra, e come se non fo sse eccessivo l'incarico addoss~to ·a11òi~a'àll'esei·èito piemontese gli foron chiesti dagli Inglesi alcnni battaglioni.\ per concorrere alla difesa _di_ Tolone e vi furono inviati il 27 di settembre 2500 uommi che vi rimasero fino al novembre. Forse la velocità dei movimenti e' l'oppor tunità delle circostanze avrebbero potuto compensare 1a scarsità del numero; ma le difficoltà nel trasporto deò-li àp·p rovvio-ionamenti, le quali si facevano sempre m~go o . giori e gravi delusioni o dolorosi mal intesi toglievano energia al comando delle due spedizioni. Quella di Savoia si arrestò ad attendere l'insurrezione savoiarda che fu molto meno vivace di quanto la lasciavano supporre i .fuorusciti, e~r il concorso degli S vizzeri che non venne ma.i : quella del Nizzardo che a veva scelto la strada dritta e sufficientemente sicura per la doppia linea della Vesubia e della 'finea si smarri nelle complica.zioui di un piano s minuzzato ed arrn; -

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.l ,A DJFE::l,A ALPINA

tificioso e nelle ambagi create dalla ingerenza straniera suf comando delle truppe pi,emonte_si. La sfiducia dimostrata nel cercare generali austriaci per dar loro il com~ndo dell'esercì to al!eato in Piemonte doveva necessariam~nte seminare un profondo . senso di malumore tra i generali e gli ufficiali.. piemontesi, destare gelosie ' e repuguanze gravissime se la. scelta fatta nori' fosse stata giustificata dal sapere e dal carattere degli uomini scelti. E propriament~ n0.n la giustificava. La guerra dei Sette Anni avep!-,• Areato in Aust ria una S<?uola di generali molto coscienziosi, molto istruiti ma generalmente annegati nelle minuzie : .~i-ncapaci di dimenticare nulla, ma incapaci pure di dare il pr9p,oriio11àle valor<i ad ogni· fatto , di escludere i meno importatiti e di convergere gli . sforzi della mente ai più salientf e' tutta l'energia dei provvedimenti. ~d essi soli: desiderosi di non dimenticar nulla e di far vedere che nulla era dimenticato: curiosi teorici, coUa persuasione di essere gJi uomini più pratici .del mondo. I loro - piani erano artificiosi, complicati, .minuziosi, non trasèÙravano nulla, provvedevano a tutto, abbracciavano ogni eventualità, eppure si sfasciavano al più picc9,lo inconveniente. Secondo questa. scuola, in Piemonte le op.enizioni del 1793 finirono col mirare contemporaneamente alla iriva· sione del Faucigny ed a quella del Nizzardo, in quest'ultimo· si sminuzzarono le colonne, moltiplicandole eccess.i y.a mente in ~ma regione irta e montagnosa per poi maraviglii rsi che non procecl~ssero d'accordo; e secondo quella stessa scuola sei anni dopo il Mack uscendo dal Napoletano, disseminò lo scarso esercito dagli Abruz.zi alla Toscana, e vedendolo battuto, per scusar~_iJQ_ caricò di contumelie. La ·inettitudine del generale De Vins ad un teatro di guerra come quello delle Alp~ offendeva necessariamente l'esercito piemontese e l'offesa si rivolgeva anch'essa a danno delle operazioni. Infine non era un mistero per nessuno che il governo austriaco già maldisposto al Piemonte nelle . guerre della metà .del secolo, ora apertamente intendesse di valersi di qùesta per riprendergli le province del ducato di Milano .che gli av<wa. ceduto nel principio del secolo, p pa-

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ED I PRJNCIP[ Dl CASA SAVOIA NEL XVlll SECOLO

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reva cer~o che per riuscirvi avessé dato al sno ' generale istruzioni adatte a rattenere piuttosto che ad assecondar e i progressi c:militari dei Piemontesi. Tra tutth ti.uesti scogli naufragò la ripresa offensiva del. l'ag0sto e ;del settembre 1793, · ed uno solo era sufficiente a farla naufraga~e. Fallita quella la guerra si strascicò forza- · . tamente dìfensiva.

'l'nttavia la resistenza del massiccio dell'Authion era tale che· i Francesi non ne vennero a capo se non violando la , neutralitit del territorio genovese ed assalendo da oriente, , ove facevano difetto gli afforzamenti, il combattuto campo trincer~to. L'impresa riuscì nell'aprile .del 1794, ma solo èon grande sforzo ai Francesi riuscì di penetrare tra Testa . di Nava e Cima di Marta nella conca di Saorgio., L'eser-


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!,A OIFES,\ Al,PIXA

ED I PRl1'CIPI DI CASA ::;,1. \ ' OIA :SEL XYIII SECOLO

cito piemontese, stanco della lunga difesa, lentamen te combattendo a bbandonò thrnlmeute ai primi di maggio quella conca, e l'altra di Tenda clw aveva tenuto pt-n·,1qnattordici mesi. L a difesa era onorevole per esso, e tanto più considerando le cond.izioni neUe quali era stata iniziata e continuata. Le abitudini di guerra compassata, non ancor rotte dal . genio napoleonico, le difficoltà degli approvvigionamenti e più quella dei trasporti, e la configurazione del terreno avevano concorso a rallentare l'azione dei Francesi, ed a darle quel carattere sussultorio che la rassomiglia assai a quella che procede a ttorno ad una for t,ezza. I I!'rancesi ave-· vano da cacciare interamente gli avversari dal Nizzardo per raggiungere anche da questa parte il confin e naturale, i Piemontesi da riprendere, da qtteflta parte, il paese abbandonato, ed a setten trione la Savoia pur essa perduta. Le operazioni a ttorno all'A.uthion si erano svolte con loo·ica pro. o gr ess10ne : occupa,zione del basso Nizzardo ed adunata, a.tta.cco delle linee esterne alla posizione nemica, grande so1·ti ta dei difensori sul fianco della posizione collo scopo di fare togliere l'i1Festimento : poi cambiamento del fronte di attacco e conquista del campo tr incerato preso di roves~io violando la neut ralità del territorio genovese. Nella larga cornice gli épisodi interessano meno e le manovre arano compiute con mezzi troppo diver si dai nostri per 's eguirle con uuo scopo di verso da quello dell'erudizione. Lungò il rimanente della cintura alpina all'infuori della puntata in Savoia non avvennero che scaramucce le · quali poser o m potere dei battaigliQ.n i francesi tutta la cresta a.lpina.

Invece il timore di vederlo scendere dalla cresta alpina, mosse l'esercito piemontese ed austriaco, nel setbern: re del 1794 al combattimento di Dego, e ·nel giugno del 1795 a quelli di Loano. Aveva.no essi per scopo di rientrare di nuovo nel Nizzardo o di guadagn are le comunicazioni col mare e cogli alleati ing lesi; perci6 intendevano di tagliare in due la linea dell'esercito avversario il quale oramai pro· ' g;eclendo oltre il ~izzardo e lasciando in dispar te il massiccio d0ll'A.uthion, a11da,va prolungandosi sul territorio della repubblica di Genova fino a Savona, in cerca di migliori alloggi o di punti più adatti per gmirdare le conquiste fatte o forse anco attratto insensibilmente allo studio di una via che l p conducesse ai p:ani ubertosi della Lombardia. A questo infatti mirava il governo francese, dacchè il-Direttorio ne aveva avuto la direzione. Co.il tale pensiero prendeva colorito sempre più determinato il progetto di ~trappare il ducato cl i Milano all'Austria e di trovare in esso un mezzo per negoziare la pace anche con quella Monarchia com~ erasi oramai cominciato a concluderla con la Prussia, con la Spagna e con la Toscana. Frutto di questo nuovo orientamento politico della R epubb liclt francese furono i combattimenti del novembre 1795 compresi col nome di battaglia di Loano. Spostando decisamente il teatro della guerra. e l'indirizzo delle operazioni militari. quei combattimenti segnavano già la via all'esercito del generale Bonaparte: e del resto egli medesimo dagli uffici del Ministero della Guerra çl.i P arigi aveva suggerito i n~ovi criteri secondo i quali dovevano essere guidate le operazioni in Italia. Le .diffico ltìi, solite dell'approvvigionamento di tm corpo di spedizione che dovesse traversare le Alpi e l'incalzare della stagione arrestarono i battaglioni francesi sulla cresta della montagna. L'impresa, rimessa all' anno v~ni_eute, fo affidata al generale Bonaparte, il quale la iniziò nell'aprile del 1796 con maggiori mezzi mater iali, con più larga ed efficace ·p reparazione, e la condusse a ti.ne con energia ~ rapidità insolita negli anna li delle ultime guerre.

VII. A.vuto il confine naturale, l'esercito francese, distesosi ~un~o di q~~llo, accordò tregua per quanto glielo permise il bisogno d1 guardare contro le minori imprese la linea da lui tenuta.

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LA DIFE;,A A!.P lNA

Sullo spiazzato del Bricchetto, sopra Mondovì, si raccolsero per l'ultima lotta i difensori dell'indipendenza piemontese. 1 ,. ·, P er quattro anni l'esercito aveva tenuto tesi.tai all' invasione straniera. Alla malevolenza. con cui gli alleati mede. simi avevano incagliato i risultati dei suoi sforzi ora, si univa l'arte di colui che divenne uno dei più grand i capitani che vanti la storia. Non .valsero il, coraggio mostrato a Millesimo nel tener ferme le maglie di una rete che l'avversario con tanta abilit,à sapev~t sciogliere e gli alleati ;:tiutavano a sciogliete, e nemmEino l'eroismo di Cosseria,, a · trattenere l'impulso dovuto alle manovre ideate e con rapiditit fulminea attnate del generale Bonaparte nè a •supplire al difetto degli alleati austriaci allontanatisi a difesa del ducato di Milano. Respinti dall'avanzata delle colonne francesi, serrati oramai dalla cerchia dei loro fuochi , i fnHmnenti dei battaglioni piemontesi, · immiseriti dalle fatiche e dal fuoco di tante· campagne di guerm, si affollavano ancora sul Bricchetto a cercarvi il loro posto nella difesa di quel!' ultima posizione. Solrl.ati regolari agguerriti da tanti combattimenti. milizie, soldati stranieri devoti al sentimento di disciplina ed oramai affezionati alla causa per cui combattevano, partigiani che avevano preso le armi per . odio all'invasore, cacciatoi'i, granatieri, dragoni appiedati, artiglieri si .mischiay auo per bruciare l'ultima 'cartuccia, per sparare r'illtimo colpo di metraglia. Ed innanzi a loro schierati i battao-lioni francesi, il cui numero accresceva di momento in mo;ento invia~i com'·erano dal previdente genio del ·generale Bona-· par te, rispondeval_!Q_~ lo schioppettìo mort~de come potevano meglio e non avanzavano. Il malinteso o l'inganno ruppe il fascino di quell'estre!Ilo sforzo. I difensori cfodettero Mondovì arreso alle loro spalle ed anche l'altura del .Bricchetto fu ceduta.. Come ultimo atto di guerra, quando oramai l'azione era decisa sulle colline, due squadroni dei Dragoni .del R e che stavano di guardia ai fianchi sulla pianura ìntorno a Mondovì, si gettarono a capofit fo sugli usseri francesi che per ordine del g<~nerale Bonaparte a,vevano at traversato

ED I PRINCIP I DI CASA SAVOIA NEL XV!ll S ECOLO

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l'Ellero per impedire ai battaglioni piemont~si di r~or~inarsi. .All'urto dei . due squad1·oni non ressero gh ussen: 11 generale ohe li guidava cadde ferito, il_ Murat a. gran p~~1a ri.compose gli 'ordini degli squadrom fra~1ces1 . che , piu non molestarono.,il ,nemico. Sulle alture del Bncchetto furono spara# o-li ultimi colpi della lunga guerra e respinti gli ultimi .assalti, sui pian.i dell'EJ!ero furono fatte le ultime cariche e u~ lampo di vittoria a,rrise al sacrificio dei Drag oni del Re, ,e fu conforto ai valorosi. Ma la guerra era . <il. isgraziatameute ch.insa e perdn ta: metà' dell'esercito disordinato e èonfuso sui piani di l\fondovì, l'altra metà lontana e seminata ancora per le vallate <lell'Alpi occidentali: l'esercito austriaco sulle vie del d,u,cat,o di Milano : il popolo esausto per la lunga lotta che o-li aveva t olto trecento milioni di lire corrispondenti a ;uindici anni della rendita ordinaria dello Stato: il danaro son~nte sparito innanzi a.Ila' carta di ogni specie: il crl3.clito a.11' estero nullo per la guerra. che agitava tutta Europa; lar parte pi:ù valida del paese passi1ta tutta nell'es~rcito, la nobiltà tra-, gli ufficiali, i contadini nelle milizie: il t imore -0d il sospetto . imped ì in queste t'il time gnene di assecondare Ya formazione su ampia scala dèl.le SfJuadre di volon- tari c'he nelle guerre 1->assate avevano reso grandi servi.11:i: e dal di fnori nessuna speranza di aiuto, poi_chè gli altri po. poli. dell'Italia, indifferer1t i, credevansi sicuri dietro allo schermo di questo esercito confinario che da parecchi !Lnlli li salvava dall'invasione, e del resto, da lunghi anni disa-bituati all~ oo·uerra., nou poteano pensare agli altissimi dò-. veri che in combevano loro d innanzi alla storia e d innanzi al loro stesso a vvenire: i governi italiani indifferenti "'1ln-0h' essi, e solo pochi sq nad roni napoletani si scfoerarono a fianco dei reggimenti austriaci con cui presero le vie della Lombardia, non senza lasciar larga testimonian,m del loro valore. Ma una terribile Nemesi si n asconde t1·a le pagine della storia e le vittime delle invasioni di soldatesche straniere, fran cesi, russe, austriache, tedesche, e perfino turche, ehe

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LA DIFESA ALPINA, ECC.

corsero la penisola per parecchi ann i dovettero rimpiangere l'egoismo e la imprevidenza di cni detter pr ova, men tre l'esercito piemontese, con sforzo superiore ai suoi mezzi, face va argine snlle .Alpi all'ondata del!' esercito francese, mentre il popolo piemontese esauriva le sue forze per la difesa dei confini d'Italia, o mentre i suoi principi, nonostante l'isolamento in cui erano lasciati, a4empievano con straordinaria abnegazione agli impegni loro verso l'Italia e verso ' gli alleati. Ma quei sacrifici non andarono perduti, come nulla va perduto nella storia in cui ogni fatto lascia proporzionate conseguenze dietro a sè. Calmatosi lo scompiglio napoleo- · nico, riprese il suo corso l'idea che avea guidato i principi di Casa Savoia da Carlo Emanuele I in poi, l'idea che conteneva in germe l'indipendenza. politica del nostro paese, ed allora furono pure rammentati con onore gli sforzi fatti dall'esercito piemontese durante il secolo xvrn per tradurre in atto quella idea nel raggio del suo paese e sotto la guid a dei suoi sovrani. Perciò gl' Italiani, quando fu matura nelle loro menti la soluzione del problema nazionale, mirarono fidenti ai principi di Casa Savoia depositari del concetto che ispirava quella soluzione ed in loro nome fu stretto il patto eh~ lega tutti i popoli della penisola, e perciò g l'Italiani ebber fede nella tradizione dell'esercito piemontese, e da esso trassero impulso alla rigenera.ziono degli iufiacchiti .. spiriti. Questo è Il sottile ma tenacissimo filo che collega la difesa alpina del xvm secolo con gli evénti del nostro 1·isorgimento nazionale e dà· unità, alla nostra storia. C1-:CILIO

F ABR! S

Colonnello.

PAGINE DI STORIA MILtTARE VENETO-MONTENEGRINA L' ASSEDlO DI SCUTARI Oorr èva il maggio dell'anno 1474. Poco pri.ma, i 'r urohi minacciosi si erano affacciati alle rive dellì Isonzo, e fer ma ed incrollabile li aveva di là r espint,i r eroica resistenza delle milizie venete. Ma a pena er a dileguata la eco delle scorrerie turchesche per le valli del Tagliamento e del Torre, quando una triste nuova si diffuse ~er Ve~ezia. . Il castello di Sct1tari di Albania era assed iato dai Tnrclu. << E l Bec,lierbei della Grecia, lasciò scritto il cronachista « del tem;o, Domenico Malipiero, è andà con diecimila « Turchi fin sotto le mura di S cuthari; e ha tentà d' haver « la terra alrimproviso : no s'hnvev,ì sentìo a di.r nient~ «' del movimento; e A.ntonio Loredan, Conte, haveva lassa « andar la mazor parte dei guardiani fu~n·a, e ,·eneno. alle «;nan con · alcune compagnie do' T_urchi, et ne resto de « morti da una bttnda e dall'altra » (1). (l} Annali ve,ieti d(til' a;rnu 11.57 (tl 1500 de l senatore Domenico Ma.lipiero, ord inati ed . abb rev iati .dal senato re F ra.11cesco Longo. Archivio Storico Jtaliano, tomo VII, pa rte l". Firenze 18-1:1.


1980

PAO!N" DI ti'l'OR!A

M ll,l 'l'A"RE V RNETO·MONTENEGRINA

S' er,a,, a quell'ora, oltre misura, accresciuta. la potenz.a turchesca, dal dì che cadde Costantinopoli. Conquistato il reame di Soria, l'arÌnata mussulmana avea mosso guerra alle colonie vi.neziane d i Negroponte e della Morea,; poscia avea spinto le sue corse fino alle rive dell'Adriatico, desiderosa ài pro.cacciarsi uno sbocco su quel mare. L'Albania, la Dalmazia, il l\,fonte negro e l'Italia. erano corse dai Mussulmani. Celeri mosse, iLrdite scorreri e, seminavano ov un!rue lo spavento; e la marea rnggi va dietro la cerchia delle Alpi Dinariche, e minacciava di rompern sulle estrBmità, ora r impetto alle isole verdi di Antinoo, ora sulle r ive del. l' Isonzò. La sorte delle colonie veneziane di Levante minacciava rovin~t. Forti vincoli legavano la Signoria d i Vcmezia, a queste sue colonie del littorale Adriatico, cui ella imponeva la supremazia del suo governo in modo mirabilmente adatto al carattere delle popolazioni slave dell' Illirio. Scevro da ogni legame di accentramento, il governo della Madrepatria, faceva liber i i si1;goli· canto1ìi di ·eleggersi i capi, di comporsi gli statuti e h-1 leggi, improntati a largo spirito di autonomia, risuscitando il concetto coioniètlo dL Roma antica. Queste libere forme di governo lascia rono belle e durevoli tracce per le terre dove~ si stese l'ombra venerata del Leone cli San Marco, dal Qnamero all' Ionio. Le città di Cattaro, · di Spalato, di Bud ua, di Antivari, di Dolcigno e di Drivasto, riconobbero la, Signoria di Ve, nezia nel 1420, Ebbero subito ordini di governo repubblicano: presiedetra ad esse un p1'0Y.!:?_editore, un consiglio di notabili od uu conte o rettore, mandato di Venezia, Pochi stradiotti proteggevano ìe tena dalmatr dalle piraterie turchesche e facevano buona guardia r~i porti, agli scali, alle galere ed alle mercatanzie venute d i Lenmte, Oltre ai confini di CattrLro, bi·una, scoscesa, inaccessibile come nido da aquile, s'ergeva la cintura delle AJpi della Montagna Negra, la sentinella avanzata contro il 'rurco, la patria della milizia confi naria permanm1te dell0 coloni e venc1te.

L'A $SEDJ0 DI S Cl:'l'A R l ·

1981

Le relazioni di amicizia strette da gran tempo fra Venezia ed il :Montenegro si erano rinnovate appunto alla fine

del secolo decimoquarto, allorquando fu conchiusa la cessione del castello · e della città di Scutari dalla Signoria Veneta, contro un tributo annuo di mille zr-1cchini d'oro da, pagarsi al P.1,iucipe Montenegrino. I suoi. abitf1nti avevano, in Venezia, bella fama di valor guerriero. Essi si erano già coperti di gloria nelle guerre l; ImpArO ' di Serbia e qndlo di Costantino poi i, ed i nomi dei Balscia e degli Zeruovich ricorrevano nelle rela- zioni dei rottori vern~ti di Dalmazia, come quelli di fidi e coraggiosi alleati della Repubblica, -Così ,avvenn<> che Stefano Zernovioh fu chiamato magnifico 1>0Jvoda dal Senato di Venezia, ed ebb<>- il t itolo di Capitano della Zeta Su,periore, vale a dire di quella terra che si stende dalle fo ci dell,a Drina ~: della Bogiana, lungo il littorale, fino alla città 'di Cattaro,. e comprendeva la ma.<;sima parte delle province meridionali dell'odierno Principato, coN,finario da levante con la, vera Serbia, da mezzodì con il lago di Scutari, da ponente-con le Bocche di Cattaro e da settentrione con l'Erzegòvina. Quando Giorgio Castriota, lo Skender- beg, risollevafa la bandieqt del Re Lazzaro di Serbia, caduta sui cruenti campi di Kòssovo, chiamò a raccolta i popoli balcanici per fo,r muraglia all'ondata turchesca, i 1Yfontenegrini, fra i primi, accorsero ad ingrossare le file delreroe di Albania. Serbi,- Montegrini ed Albanesi pugnaroho -a llora da valorosi sulle colline cli Alessio e sgominarono l'esercito turco di l sabeg; per cui il Oastriota potè stringere eon .Maometto II una pace conquistata a punta d i spada, la quale ass1eurò ai suoi il possesso dell' Albania e dell' Epiro, ed a.i Montenegrini quello della Zeta Superiore. · E :finchè visse il Castriota, fermi e vigorosi dnraron9 con lui i patti che aveva stretti il principe Stefano Zernovich , fedelmente osservati dal figlio suo Ivan, che offrì il braccio de' suoi :Montenegrini agli Albanesi, nelle ·lunghe gnerre clrn oss i fecerw cont,ro i Turchi,_Poscia,

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1982

PAGINE DI STOIWA 1IÌLJ1'ARE VENE'l'O-MON'l'E NEGR!NA

. con la morte del Castriota, spezzatosi il fascio che teneva avvinte le genti delle province· occidentali dei Balcani, il C~pitano e Magni:6.co Vojvoda della Zeta trovò nuovo itp. poggio ne' comuni interessi che lo . legavano alla Repnb, blica di Venezia, e nella resistenza contro -il grande nemi eo della Cristianità. \ Um1 nuova legit, ìn patto fraterno, fu conclusa fra le co· Ionie dalmatiche, Venezia ed il Monte~8gro, e durò ,a lungo; per cui avvenne che otto anni dopo la morte clellÒ Skendc-n-beg, Italiani e Montenegrini sì trovarono uniti ed alleati per difendere il castello di Scutari.

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Non molto prima il priucipe I v~m era successo a .Stefano Zernovich (1). Le o:;;sa del valoroso compagno d'anni del Castriota posavano _nel monasterio della Gran Madre di Dio, da lui alzato in una isoletta del lago di Scntari per servirgli di tomba. I vin coli della politica fra Venezia ed il Montenegro ~'erano in questo frattempo ingentiliti, grazie al matrimonio di Ivan. co.n la nobildonna, veneziana Caterina Orio, ed il Senato aveva aperto le invidiate pagine del Libr·o cl'o1·0 al principe Ivan, con diritto' ereditario per i suoi successori. ,.. ira il tempo nel quale Vene7,ia suscitava un grande fascino nell'accesa fantasia dei popoli montenegrini; la sua funicizia significava suprema garanzia · di sicure vittorie, guida ed auspizio di fortunatj_ e gloriosi combattimenti. Per le valli grigie, rotte in alto da un lembo di cielo azzurro per cui ruota l'ala de' falch i, il riflesso del tempio

(l ì Ste1a.no Zernovich deve esser morto fra il 1454 e il 1'166. - (CoH i'st ofrtJ dit ,lfontenegi·o et de trt .7!osnie, pag. 48. - Paris, Leroux e;ç!., 1895ì. - li CHJUDJNA afferma invece che Stefano ab dicò in favol'e del fig lio nel 1448. - (CHNAGORA. - Sto?·i(t di!/ l){ontc!1lC1'.0 da' t empi più c.nticki fino a' nosfri. - Spalato, Zannoni ed., 1882).

Q,UJ LLE . -

L 'ASS1,DIO DI SCU'fARl

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di S. Marèo pareva ai guerrieri. della Montagna Negra una rinnovata imagine della maestà. e della potenza di Roma. Le facili relazioni con Venezia, per via di que1la catena di isole che si schierano lungo la costa de1FI1lirio, avevano ispirato . le fantasie dei poeti montenegrini, che composero piesmas, o canti, i gnali ritraeva.no le meraviglie vedute lontano, lontano, nella città delle lagune. ' , L'ammirazione divenne in breve devozione, rispetto, fi·atellauza d'armi indissolubile. · Così fu che al primo annunzio dell'improvviso assedio ' , del castello di Scutari, il baluardo vigìle della Cristianità contro il Turco, il pensiero concitato della Signoria ricorse subit,o ai ·principi della Zeta, ad I van Z ernovich, il patrizio vèneto cavalleresco e bravo, al popolo montenegrino che , aveva giurato ~ V en~zia d'esserle congiunto in ogni guerra che si pugnasse contro i lVI ussulmani. Il conte Antonio Loredan, il governators di Sctltari, non era adunque solo a difendere qnell'~ltimo spalto della Cristìanità. · _ È Scutari città di Albania, collocata sopra un alto monte che ha dintorno una regione ferace ed abbondante dì tutte , le cose· necessarie. « Questa città, scrive' Domenico Malipiero, ha dalla parte « occidentale un lago che circonda ottanta mia, da l' qual « nasce l' fiume Bogiana che discorre alle raise (radici) de « l' monte della terra: dalla banda di oriente ha un altro « fiume che se chiama il Drin; tutti do questi fiumi è molto « grossi, in modo che le navi grosse può navegar per essi « molte mia (1). » · Aveva Scutari terre fertilissime « .che senza f'atiga dei ~< lavoratori, butade le semenze del gran in terra » rendeano frutto mirabile, e d'intorno ad esse monti aspri ed ·alti, e colline fiorenti di vigne e di olivi, e verso occidente una _padule ombreggiata da annose boscagli~, ricche di legnami da far vascelli. (1) Op. cit., pag-. $12..


1985

PAGJNE DI STORIA MlLl'l'ARE \' E NE'rO-MONTENEGRINA

I) ASSEDlO DI SCO'J'A'H.I

In amenissima postura, la cittft era :florida per traffici e per ~ommerci, collocata a giusta distanza · fra i più. ricchi empori di Montenegro e dì Albania ed i porti littoranei della Dalmazia. La Bogiana apri va a Scutari l'Adriatico, e le galere po· teano percorrere il fiume sino a cinque miglia dalla città, cioè fino all'Abbazia di San Sergio: più oltre non passavano che burchi e fuste ' i\Ia prima di giungere a San Sergio, ·due alti scogli di'rupano nelle acque e serrano il corso del fiume, così da proebirne il passo, se poca milizia ed ardita li avesse occupati. La stretta nominavasi della Scala. Ombreggiano le rive occidentali del lago le dirnte pendici delle montagne della Zeta, laddove verso oriente la terra dolcemente digrada fin contro ,Drivasto e le colline del1'Albania. Tale era la città che, il 17 maggio 1474, il Beglierbei di Grecia tentò di assaltar all'improvviso, certo con .minor oste di quella che il Malipiero gli assegna, marciando alla vapguardia dell'esercito turchesco; ma poichè il disegno fallì, egli si ritrasse ed attese la venuta delle milizie del Pasci~. E ra questi K adi~ Suleirnan, mosso da Adrianopoli, ai primi di maggio, con ottomila giannizzeri e con « assai gambeli carghi · .de rame da fonder artiglierie » snl . luogo stesso dello assedio, con cento Topigi e Zebeèi, artifizieri e cannonieri turcheschi. L'esercito nemico seguì' il cammino dell'Albania, e per is;:trada fu raggiunto dai sangi'acchi di Serbia e di Macedonia, di guisa chè s'accr.ebbe sino a; dodicimila combattenti, con grande turba di Assappi, o guardie di confine. Sullfi fine di maggio, Kadim Suleim.an raccolse i suoi nella pianura di Scutari, e vi pose campo .secondo il costume tnrchesco, munito da una siepe semiciraolare cli trinceFe continue, rinforzate da batterie, attrave,rso alle qu.ali furono aperti brevi e radi intervalli per le sortite. Drappelli di cavalleria si sparsero nel paese a seminare lo spavento, e spinsero punte arditissime su per le balze dei. monti, sopra le città di Antivari, di Cattaro e di Dolcigno

Così la prima notizia giunta a Venezia dell'improvviso assedio uscì ·da Cattaro, ed ebbe poscia conferma dalle scor'.llerie lanciate dai. Turchi per ogni dove. -Alle prime minacce contro la cittadella di Albania, Antonio Loredan, conte e capitano di Scutari, raccolse i suoi: oltre duemila cittadini, uu centinaio di stradiotti del paese, con -pochi fanti e cavalieri della l\ioutagna Nera, accorsi dàl bianco castello di Zabliak, la capitale del Principa.to, che in . fondo al lago ergeva le sue torri eccelse, guarnite da trenta cannoni. Alle intimazioni di Kadim Suleiman pascià di capitolare, 'egli rispose con venet~ grandezza, ;}he piuttosto l'avrebbe morto clfe vinto, e s'apparecchiò a strenuissim~L difesa, all'ornbi;a dello stendàrdo vermiglio di San Marco. Fra.ttanto, a Venezia « è sta deliberà che le galie da Ba« rutho e d'Alessandria e le navi messe al viazo de Soria, « vada in Bogiana con la nave Di·agana de 1500 bote, no« fizada per Fiandra, . . . . . è st~ armà àltre 5 galie; è sta ~ rev0cà.: le galie de Barbària e d'Acqua- morta, e son stà « mandae in Bogiana drio .le altre, con pnrassà prov-visio«. nadi (l}. )> J:artì con esse Leonardo Boldù, provveditore di Albania, rec'àndo al conte di Scutari le prime istruzioni del Senato di Venezia. Esse imponevano al Boldù di recarsi a Zabliak, presso Ivan Zernovich, principe della Montagna Negra e veneto patrizio, a fine di sollecitarne aiuto di vittovaglie e di stradiotti, in favore della città assediat~. :Ma lo sposo di Caterina Orio, già da tempo ·avea chiamato a raccolta le sue genti par la difesa della Zeta, ed 'aVea radunato. intorno alle mure di Zabliak otto mila combattenti, anelanti di accorrere in soccòrso delle colonie cili Venezia. Alla vanguardia condotta dal Boldù, tenne dietro 'l'riàclano

1984

(1) i\fJJ.1P1ERO. -

'

IJùwi

veneti, pag. 9a.


1986

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198'1

PAG.JNE DI STORIA MILITA!lE VENETO-MONTENEGRINA

L'ASSEDIO DI SCUTARl

Gritti, successore di Pietro Mocenigo,' con ventidue galere, e giunto a Cor[iì trovò.lettere ducali « che gli commettevano, « da parte del Oonseglio dei Prega.di, di recarsi là dove me« glio fosse conveniente per la defesa dell'Albania». Alle foci della Bogiana si raccolse allora l'armata veneta di soccorso per Scutari, ed al duce supremo Gritti fecero corona Stefano Malipiero, provveditore, Lodovico Bembo e Leonardo Boldù, già inviato alla corte di Zabliàk. Pietro Mocenigo, sebbene scaduto dall'uffici.o di comandante, volle nondimeno seguitar la campagna agli ordini del suo successore. Erano adunqne qµattro fanò o capi nell'armata: « ma ghe « è grandissima union, , osserva il Malipiero, perchè Piero « Moeenigo ..... antiponeri.do il benefizio pubblico ad ogni « altro so rispetto » volle conservar il suo posto di battaglia sulle mwi, anche in sott'ordine: Il disegno di guerra delli ammiragli era ormai deciso: esso fondavasi sul generoso soccorso « di Zuane Cernovic« chio, Signor del paesé vicin al lago di Scuthari, et homo « di gran seguito e authorità .... . perchè vengfi amigo e « confederato della Signoria a soccorrer la città di Scuthari. « per via del lago (1) ». · ,

Intanto gli artifizieri' di Suleiman s'affrettavano ad api,arecchiar bombarde ed a levar approcci sui campi di Scu- ,ta,ri. A fine d'aver libertà di manovra, i turchi gittarono ·un grande ,ponte di legno sulla Bogiana « in modo che la -« città dLScuthari è restà _occnpadft da ogni banda. )) La '.guardia del ponte fu commessa ad Alì Agà, sangiacco di :Sflrbi'a, con il fiore delle soldatesche di Snleima.n. Comtnciò àllora per gli assediati i'angustìa dell' acqua e -delle vettovaglie, e gli sguardi del conte Antonio · Loredan, ;più che mai accesi ed intenti, si rivolsero a San Sergio ,ed alle brune rocce della Montagna Negra. E fu bello, allora, vede~ commuoversi tutto il popolo ,montenegrino in difesa della Cristianità, mentre il Pontefice :Sisto IV che dovea sollevar tutta l'Italia per una crociata, ·rispondeva con scuse e pretesti alle affannose istanze di ·ven.~zia, ed esitavano a prender le armi :Mattia Corvino ed il re di Polonia. Onestamente e lietamente, in Zabliak. era stato accolto in qilesto t empo il provveditore Leonardo Boldù, ed Ivan Zernovich gli avea promesso un corpo di ottomila fanti, .che doveano r iunirsi a quelli venuti sulle venete galere. Ma una inossa ardimentosa ed impaziente del generale . "Triadano Gritti, fece improvviso intoppo al congiungersi ·delle forze di · Venezia e del Montenegro. L'armata vene:zi(l)na, navigando verso l'Abbazia di San Sergio e deside·. rosa di raggiungerla ' al più presto, avea dimenticato di _guarnir la St1·etta della Scala; si che i 'r urchi fatti aocorti dell'errore, rapidamente s' impossessarono di quelli · scogli -serrando il passo alle galere del Gritti. Era la notte del 18 giugno, quando li ammiragli ve' neti ebbero avviso da un tal Pietro Busich, della Zeta, che 'Ì nemici « stavano per stropar la boca del fiume, el qual « se ·strense fra do sassi, otto mia lontan dalla Badia .d i ·~< San Sergio, e fa ~ma boca che se chiama el stretto della, . -« Scala >'> (1).

•

* *

,,

Ai primi di giugno, l'ai,mata rimontò il fiume e si ridusse alla Badi.a di San Sergio, quattordici miglia distante dal mare, e d,i là,,,-,féce fuochi e fiammate per avvisare gli Scntarini del vicino soccorso. . ~acile era stata ques~a prima mossa dei V ene~iani, su per la Bogiana, poichè i partiti turcheschi furono cacciati da fianco e da tergo da Alessio, da Antivar·i e da Durazzo e quest'ultima ebbe galei-e con presidio di cavalli e di st~adiotti.

/

(l ) MALIP1Eno. -

Op. ctt, pag·. 94.

(1 )

MAUPIERO. -

' H!S -

ANNO XL!.

Op. cit. pag. 95.


1988

l'AGINJ,; DI STORIA MlLJ'l'ARE VBNE'l'O-MON'J'ENEGRINA

Subito 'rriadano Gritti fece dar fiato alla trombetta da. battaglia, pose le sne galere in ordinanza e discosto l'una da!Faltra qtÌan to un tiro di buona balestra; acciocchè non s'impedfasero insieme nella voga. ' Spuntava •il giorno quando i Veneziani raggiunsero la · Scala e s'appiccò la zuffa. I Turchi gittavano nel fiume ·alberi e sassi per vietar l'uscita alle galere; « i nostri de« scargò lè artellarie, li archi e le balestre co1,1tto i Turchi, « e lòro fese l' medemo contra i nostri, e molti ·anche se « butò all'ièqua, e andò aneinosamente a tagiar i remi a le· « nostre galie, e molti rimase morti }>. I Veneziani pagarono la sortita con quattordici morti e grande numero di ferHi. La via del mare era aperta, e perciò fu deciso di condurre fuori l'armata, con i trofei della battaglia, cioè quattro grosse fusté cariche delle frecce lanciatlj in quel giorno dai Turchi. Il generale Gritti raccolse allora le galere nel porto di San Nicola, presso le foci della Bogiana, che avea prima fatto esplorare dalr armiraglio con trecento soldati, :fin alla « boca del fiume. » Il forzato ritorno delle navi veneziane sguarnì la cittadella di S<mtari, che dovètte affidarsi alle sole sue -forze. ed a quelle del principe. del Montenegro; laonde maggiormente· grandeggiò in Venezia l'importanza e la nobiltà del soccorso che Ivan Zernovich avea promesso al provveditore Boldù. « Zuane Cernovicchio, dioe il ì\falipìero, se fese forte sul « Monte de San Marco, con ottomila fanti, e nel lago se « unì insieme 18,~vili, tra fuste e altri legni più piccoli..... << e 'l 'urchi no se aè·costò più a marina » (1). Il castello di Sc"iltari, in questo mezzo, eroicamente e con grande fede résisteva. · Il conte Antonio Loredan volle farlo sapere alli ammiragli veneziani, epperciò « chiamò un giovane Epirota ane« moso ....... che spazzò con lettere a i Generali ...... i quali « intese che la terra, s' haveva manteguù per la virtù dei q'

(1) I bidem, pag . 95 -9\:i.

L'ASSEDIO DI SCUTARl

1989

« cittadini; che i repa~·i era ancora gagliard i, ma che per ·« maggior securtà ghe mandasseno quel maggior aiuto che « fosse possibile, considerando che l'evento era dubio; tanto « più che Turchi era fatti potenti h\ attomo, e havevano « serrado i passi. » I Montenegrini s'erano allora mossi dal Monte di San Marco, ed il Boldù avea apparecchiato con essi trenta burchi armati in guerra, si che « l'Cernovecchio era in ponto con « la sua: gente, e vene via con i suoi per la cresta del ~< · monte, e i legni armadi per el lago, verso la terra }>. : Era convenuto che_ le due· colonne doveano congiun gersi presso al ponte de' Turchi sulla Bogiana, verso Scutari, per poscià manovrar d'intesa con certe barche veneziane che doveano venire dal Porto di San Nicola. Erano queste lè barche delle scuole dè battuti, le confraternite di Venezia che assoidavano genti in guerra e le mantenevano a prò dello Stato; ed erano in numero di settanta, con equipaggio dì quàttrocento uomini. Le barche furono date a comandare al pilota maggior del-l'armat~, Parisot,to; coraggioso marinaio ed eroico avanzo delle guerre di Eubea e delle Cicladi. A:. lui sabito « fo da cargo da i Amiragli che condusesse « ·e· guidasse le barche visine a le genti che marchiava « verso la terra. » ' ~fa i Turchi ebbero avviso di questi disegni dei Veneziani e dei Montenegrini, « e mandorno 12.000 ca vali. contro « l'Cernovìcchio, el q1:'!,al fo, assaltà a tempo che l'comenzava «- a descender dal monte; e lui ghe fese descargar addosso « le artillarie, e con argani tirarghe sassi zo dal _m onte )), Leonardo Boldù, che conduceva l'armatetta dei . burchi e dell~ fuste .montenegrine, su per il lago, verso Scutari, incontr.ò un altro' intoppo. Era sul punto di e17trar nella Bogiana, quando trovò la foce piena di barche affondate e mes.se là a posta per proibirgli di entrare -nel fiume; tal che fu necessario di venire alle mani. .Così, ancora una volta, Sc:ntari rimase abbandonata alla fede ' ed al valore del conte Loredan e de' suoi concittadini, ·


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mentre l~t fuste_ venelte faceano tristamente ritorno al mare, e le mon euegrme a castello di Zabliak. L'eser~i~o di I van Zernovich fo diviso allora in partiti ei...segm_to m1prese da guerriglia contro i campi mnssnlmani c,,e stnngevauo Scntari.

* "*

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L'ASSEDIO DI i:CUTARI

PAGIKE DI STORU. MILITÀRE VEK8T0-J.f0.!.TENBGRTNA

G:ande ed. eroica si dimostrò a questo punto la res·1,steuza . eg 1 1 S cu t a.rm1. d Le bombarde ~tnt·chesche aveano iu più parti rovinate le mura, pnr. nondu~eno gli assediati vittoriosamente respin?evano gh assalti. I gabbioni di vimini, ne' quali serbava.s i il_ frumento, furono spalmati di pece e ripieni di stopp d1. zolfo lanciati, in fiamme nei • 1- a·~ , . . campi nemi·c 1·, sui· qnaig1a p1?,evano dall alto dei mun pietre, macigni, fòco greco ed olio bollente. E comfl il nuo vo insuccesso· de.lle a1·m1· venete non avea scoraggito gli Scutarini, così non scemò l'ardimento e la f'Adelt.à dei .g uerrieri della Zeta. Un ~orbo _acuto, cagionato dalla malaria, tormentava intan~o ~ campi del Turco e vi menava. strage; anche i Vene~1am n e f~r~no colti, con i capitani della loro armata, Triadano Gntt1 ed il provveditore Bembo. Ma la oo-uerra perc1·0· · . auz1. sera • . . non 1a.ngu1va, fatta. più stretta e d1sper~ta, importando ai Mussulmani di 1enir presto_ a capo d.1 quella bicocca, poichè una mortC1 inonorata h. ~vrebbe al~rimenti attesi nei campi. ~erc10 ~veano nnu,nziato ai distaccamenti ed alle scorrerie, ed l loro convogli di vittovaglie marciavano faticosament~, t~rmentati _d~ll~ vanguardie montenegrine. . ! m~rovvise appanziom, rapidissime mosse ordinava il pr111c1pe I van Zernovich, ora dalle verdi collimi di S M ora d a d. D . an arco, . a que ~ 1 nva5to, come batter d'ala di aerei falchi che p10mb,a no. _di repente sulla designata preda. Cosi a?i: Scut,arini cresceva l'animo e la fedn. Era v1cma la fine del mese di luglio. Il provveditore

1991

Malipiero era rimasto solo, con gli avanzi dell'arm3:ta veneta a.ll'àncora, presso le foci della Bogiana, ed il pilota maggior, Parisotto, non osava con i suoi burchi di passa.re la stretta della Scala: le ciurme erano assottigliate e tormentate dalla febbre (1). · rrentò allora Kadim Suleiman pascià la via del tradimento nelFanimo dell'invitto ca)!itano Antonio Loredan: gli mandò ad offrir danari e dignità grande, se~volesse cedergli il glorioso castello che difendeva. Ma poichè n'ebbe sdegnoso rifiuto, il comandante degli Ottomani, omai logoro per quella sovra.umana resistenza, tormentato da. fianco e da te1:go dai Montenegrini, che impedivano le vettovaglie e molestavano i lavori d'approccio, . mentre il morbo ' decimava le genti, ordinò d'alzare un'ultima e più gagliarda batteria di grossi cannoni, e di montar poscia all'assalto delle mura, come fossero rovesciate. Era l'alba del 28 luglio, qùando cominciò un gra.nde bombardamento: e durò sei ore. La. pianura cl' intorno ap· pariva seminata di morti, di morenti e di fuggiaschi. I Montenegrini, da lnnge, sui monti di San Marco, spiavano l'ora propizia per piombar sui nemici e sterminarli. In que' frangenti, scorato, forente, timoroso d'esser stretto a. tanaglia tra i fanti della Zeta e gli stradiotti di Venezia, Kaclim Suleiman pascià diè l'ordine di abbandonare le bat· terie, e levò l'assedio. I Zebec!t spe7,zarono le bombarde, e caricato il metallo sui cammelli, l'esercito mussnlmauo prese celoremente la strada dei monti : tumultuosa ritirata che lasciò dietro di sè larga striscia vermiglia di sangue. I guerrieri della lVlontagna Negra incalzarono quell"onda fuggente e ne menarono strage, ora sul fondo delle brune valli, or,t sulla cresta dei monti, dovunque i Turchi cercas· sero riposo o ricetto. Tremila Mussulmani giacquero in quella giornata sui .

ll) MAL1Pnmo. -

Op. cit., pag. 9'i.


1!)92

L'ASSEDIO DI SCUTARl

cam.~i di _Scutari, laddove i Veneziani ebbero quattordici 1:1ort1 _e cm_quant~nove feriti: di più che altrettanti si scemò l esercito ~ A\d n.anopoli.. S . d1 S ule1man nella . . sua rit=•rata v er::.o . cut~n, dopo .U~ glor1os1ssimo assedio d i cento o·iorni era alfine libera, ·grazie . L od · , alla virtù del provveditore A n"'t OUIO r_~ an, _e geazie !!,Il egr~gio valore del PFinci pe I van Z ernoHch e delle sue genti monteneg rine.

con la scritta : P er la salide della città di Catta1·0 e per il

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* ,.

. Come. pervenn~ ~nnunzio della liberazione della città al p1ovved1to~e Mahp1ero, questi, con la, suà armata e col cen1go, usm dal porto di San Niccolò e frvolse le 1 R g fi a· . ve e verso a usa, a . ne_ . i sollecitar la guarigione de.lle ciurme. In questo t empo il provveditore Bembo era morto e 'I'.· d. ·tt· · 1· · · , na ano Gri 1 m ma 1ss1mo stat o. U~a g ale~tta fu spacciata a Ve11e7,ia per avvisar la Signona del h et~ avv:enimento e sovra essa salse. araldo . il generale l\focemgo. · ' S ple~di~e furono le ricompense decretate dal S t . valorosi d t · d. s ena o a1 . .· i ensor.1 1 .c ntari. Di u na lettera diretta dalla S1gn_ona al :conte Antonio Loredan conservasi memoria negli Annali Veneti del Malipiero : · « Della pe:r~ona vostra. diremo queste poche parole: ha« ve~,. Anto~10, supe~at1 tutti li meriti dei progenitori « vostri eh.~ sono stati, quanti può esser quelli di cada.un « altra n obile famiglia . . . nostra . , ,. et qua n d o b en vo 1ess1mo « com_memora.re tutti h fatti g randi le vittorie e 1· t . fi « del] . . . t·::.. a · ' l non l rna~g1ori mt ,èl. ~ni nostri, ab urbe condìl ' a, fino a. «q1 t · . , . . . . t'l es o g10rno,. siamo eerti che non t rovaress1mo opera« ~on a 1cuna d1 tanta· difficoltà, di tanti pericoli e di tanta «grandezza.» ' Il Loredan fn nominato provveditore de,11' . • . a· arma~a e posCla provve i~or g enerale, in vece di Triadaùo Gritti . .· ttuagenano. . ' oma1 o

Mo-

11

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PAG lNB DI STORTA MII.lTARE VENE'fO-l!ONTg~l!:GRCN.>\.

La Signoria ril:onosceute verso il Principe del M t · negro, Ivan . L'.;ernovich, gli inviò doni e bae Ila·1ere a·l g on e , uerra

socco1·so a1·recatd a Scutari.

~

Poscia lo sollecitò per condotte di stradiotti, che furono lealmente e prestamente levate per guardia del lago e delle terre poste ad oriente di Scutari, verso Dagno, distrutta dai Turchi di ·Suleiman nella loro ultima r itirata. ·Pareva che i.l :flagello mussulmano fosse per alcun tempo rimosso, quando, nel giugno dell'anno 1478, pres~i la citta.della di Croja di Albania, gli infedeli, condotti dallo stesso 'Maometto II, cinsero Scutari di nuovo assedio. P er undici mesi eontinuò la lotta aspra · e ferocissima, , e divampò per tutte le rocce della Montagna Negra, poichè i Mussulmani aveano appreso a' tempi del primo assedio ad apprezzar la valentia guerresca dei Montenegrini, e sapevano ~he la salvezza di Scutari era confidata, in gran parte, al 001:aggio dei fanti della Zeta, ai generosi alleati della 1

Signoria di Venezia. Ma Ivan Zernovich, assal'ito da ogni lato, dovE;\ tte ritrarsi a difendere il suo bianco castello di Zabliak, e Scnt~ri fu abbandonata a sè stessa, mentre le faceva d ifetto un 3apitano della forte tem:pra di A.utonio Loredan. La Signoria di Venezia, avea appena racconciate le ferite -0he l'anno avanti le aveano inflitte le scorrerie turchesche sulle rive dell'Isonzo. Incapace di più possenti sforzi, intenta a ,far muraglia, da Gradisca a Foglianica, alle pianure friulane, pareva. rassegnata al nuovissimo fato. E l'1ufelice castello di SClltari, nel dicembre dell'anno 1478, ,capitolò per via di un trattato che prometteva la. vita ai difensor,i ed agli ·abitanti. Uscì allora dalla città il provveditore Antonio da Lazze, con qu~ttrocentocinquanta nomini e cent ocinquanta don ne, misero avanzo del presidio veneziano, decimato dalla guerra e dalla fame. Que~le g enti, venute a V enezia, ebbero pensioni, impieghi e donativi di terre nel contado di Gradisca, il cui terreno fu d iviso in ,centocinquanta parti tra i profughi della caduta città di Albania. Rimasto solo dinanzi alla procella, il principe Lvan Zer-


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. PAGINE DI S'!'ORJA MILl'l'AHB VENE1'0 -MON'l'oNE(:Hl!NA

novich confidò in Dio e nel coraggio del suo popolo eroico_ I continui assalti degli infedeli che desolavano i paesi della. Zeta Superiore, indussero alla fine Ivan a sloggiar dal bianco casteilo di Zabliak, l'antica dimora de' suoi padri, ed e . ritrai:.si fra le rupi' più aspre e scure della Montagna Negra, asilo forte per popoli forti. , Epperciò, caduta Scutari, Ivan Zernovich fabbricò sulle· rive del fiume che chiamò Zernojevic' una citta.della, cui impose il nome di Obod, e daccosto sorse-. il moùasterio di Cettinje, come faro della nuova capitale del Montenegro. >(.

'* *

Così, ·s ulla fi ne del decimoquinto secolo, scomparve la bella. città di Zabliak, l'antica capitale della Zeta. La violenza dei cavalieri e dei saettatori nemici ne fece useir gli abitanti, che si ritrassero a guerreggiare fra i boschi folti e salirono sulle rocce. La città fu abbandonata e .niuno ,, vi abitò · più. Una calamità ed una grande ruina è venuta dall'Oriente,. ed il Signor e degli eserciti ha condotto i suoi più :fidi e valorosi guerrieri nelle più rimote ed inaccessibili stanze, dietro ·ai monti della patria. Ed il poeta disse addio alla cara cittadella di Zabliak « dalle case bianche e dalla biancheggiante altissima torre, « il cui doppio loggiato · si ,specchiava nelle quete e limpide « onde del lago di Scutari ». Dal sommo di quelfa, Krnio e Zelenko, i poderosi cannoni della Zeta, avevano già tuonato carchi di -polvere sino alla bocca; ed il poeta narrava che quel suono, superando il mugghio del mare, con la sua eco possente giungeva a sa1utare l'amica Venezia. E Venezia li udì, in quel confuso fremito di passioni, . . di interessi e di affetti che segnò la fine del decimoquintol:iecolo, come saluto di un'età morente; mentre sentimenti ed arti di politica n6va cozzavano insieme e preparavano

L'ASSEDIO DI SCUTAHI

1995

nuovi regni. Ma altri rumori si univano a quelli : all'urlo di popolazioni premute dalle turchesche scorrerie s'accom- · pagnava il clangore d'armi nove che scendevau dall'Alpe, e .contemporanei si sollevavano tristi presentimenti destati dal ved:ere il commercio europeo lasciare le usate vie. Un nuovo ev?. di _storia umana stava per schiudersi, più positiva, più utihtana della passata, più dura altresì all'Italia. ed a Venezia. Di fronte al rombo dei nuovi tempi, l'eco dei due podel'OSÌ cannoni lampeggianti su quel tremendo spalto della Cristianità, ci pare il. saluto di un'età passata, il sussulto delle forti stirpi crociate.


1996

'PA(:JINE DI STORI A. MILITARE VENF.1'0-MOl'ìTENEGRIKA., ECC.

I ZERNOVICH A VENEZIA

I nuovi tempi aveano portato nuovi costumi. Al danno, dai Turchi, s'aggiunse per il Montenegro la discordia fra i principi che lo reggevano. · Nell'anno 1490 Giorgio Zernovich successe al padre Ivan, mentre le sorti della Montagna Negra volgevano sempre più. tristi ed i Turchi, ora vinti ora vincitori, serravano in cerchio sempre più stretto la cittadella di Obod. ,, In queste angustie, con la morte di continuo affacciata sugli spalti della nuova Cettinje, ,;;enne meno l'ani!llo ad uno dei principi della Zetit. Stefano o Stanko Zernovich, si sollevò contro il fratello ' Giorgio, -aociocchè chinasse finalmente la fronte al nemico della Cristianità. Stanko avea perciò invocato l'aiuto del sultano Bajezid II, che lo acè.çlse onorevolmente. Questi, posciachè udì da lui che i, popoli della Zeta, affranti dalla secolare resistenza erano flrostrati, e che solo pochi, col fratello alla testa,-·aontinuav'ano l' impari lotta, promi~e aiuti, ove il principe montenegrino ed i compagni suoi avessero abbracciata la fede di Maometto. Annuì Stanko Zernovich: e fu creato principe dell' Albania e del l\fontenegro, col nome di Skencler-beg II, nome che clovea suonare caro ad amendue i popoli . . Raccontano i piesmas, che la novella dell'apostasia e del tradimento_ fu . recata in patria da un falcone messaggero: « I Montenegrini beveano del vino a Ca,ttaro, la città la· « tina: fra essi stava Ivan Zernovich, e parlavano insieme

1997

« delle loro gesta. Un falcone si librò allora sn-ll'assembì:ea, « e venne a posarsi sulle spalle di I van: O mio falcone, gli « disse il principe, nero avvisatore, tn vieni da Stambul? « Hai tu veduto Stanko e gli alt1,i miei fratelli Montene« grini? . Stanko si è presentato davanti al sulta.no: rispose « il falcone; fatti Mussulmano, gli disse il 'l'ureo, ed io .t i « creerò pascià. e signore delle terre di Scutari. E Stanl~o ~ :ispose: V ~l meglio la vita <!d un pascialica.to, che la spada « sempre rossa ed il c1+rnefice nero. » · . Divampò allora una guerra fratricida, ed a Ljescopolie le rocce della , Zeta non si tinsero più del sangue degli infé.deli, ma di sangue de' suoi stessi figliuoli. Vinse il priuèipe Giorgio, ma i nuovi casi della patria aveano amareggiato il cnor,3 a quel cavaliere forte e gentile della . Cristianità, sì che a grado gli riuscì men caro il soggiorno della Montagna Negra. omai fatta turchesca, mentre poderoso e veemente gli ruggiva nell'animo il desiderio della vendetta, e cresceva · per lui il bisogno di una forte e provata ami.ci21ia clrn l'aiutasse ad ottenerla, ed a redimere la Zeta. Infiammavano le passioni del valoroso principe le reiterate istanze della sua sposa, la bella Elisabetta, • figlia di Antonio Erizzo, veneto patrizio, cui pure il soggiorno della: )M:ontagna Negra pareva meno leggiadro di , que!lo d._ella Regina delle lagune, illuminata dal bel. Sole del · C.iuquecento. Essa incoraggiava lo sposo a cangiar dimora ed a venire a Venezia, per apparecchiare fra i suoi, al!' OlUbra della grata Signoria, la su p~ema riscossa dei popoli montenegrini e schi petari. Il pNincipe Giorgio, gentile come i cavalieri della leggenda, dolcemente indulgeva a' desideri della sposa, 6 rinnovava i suoi viaggi a. Venezia. V0,lgeva la fine dell'anno 1496, quando : « .. . .. vene in « g_uesta terra, a di ... . . decembrio, Zorzi Z ernovich, si~ gnore di alcuni lochi et montagne vicine a Cataro, . « in Schiavonia, ove;ro a. quelli confini, per esser stà. pri«.,.vato dal fratello di la signor1a, col favor del Tnrcho,


1998

« vidélicet Stefano, che r egna a 1"Iontenegro et Suhan(< derbech, terzo fratello, sta in paese dil Turcho. E da

« .7Jara, dove lassoe cento optimi cavalli, vene in questa (< terra con la moglie, nostra zenthildona, fo fiolà. di Antonio

0

l ZERNOVLCH A VENEZIA

PAGINE DI S TORIA MILl'l'ARB VENETO-MON'l'EN EGRJNA

« Erizo, et arivò a Santa Maria Zuben.igo, in chà P asquali , « et la moglie, con gran zoje, vestita. d'oro etc. etc..... . « Et etiam lui che è bellissimo homo et grande, vestito d'or o, « a la grech_a, andoe alla Signoria più volte al qual fo par« lato di darli soldo >) (1 ). Scopo cli quelle visite era di ottenere il patrocinio della Repubblica, affinchè s'interponesse a favore del principe . Giorgio Zernovich presso la corte di. Costantinopoli, per restituirlo sul trono della Montagna Negra. Ed abbenchè allora gli spiriti della Signoria inclinai;sero piuttosto alla pace che alla guerra, sapendosi isolata in una grande lotta contro il Turco, mentre gli ideali delle urociate tramonta.vano, pure ella accolse benignamente le istanze del principe della Montagna Negra, che dal tempio di Santa Maria Zobenigo, il sacrario degli Erizzo, muoveva a pompa verso il .palazzo dei Dogi a chiedere alleanza. Epperciò spacciò il .segreta.rio Alvise Sagudino a Costantinopoli, come che fosse « praticho in <pielht parte et, « ha.vesso la lingua turcha: et greca, per veder che dicto « signor Zernovich potesse r itornar nel Stato ». Così Venezia accennava a. solvere il suo debito con la valorosa stirpe de' g uerrieri che aveano arrecato aiuto ad Antonio L oredan, nella eroica difesa dì Scutari. S'accese l'animo dello Zer11ovich in questa speranza,, che gli Orio e gli Erizzo, nobilissime famiglie veneziane, strette per vincoli di sangue alla principesca della Montagna Negra, ravviva· vano per via delle loro attinenze, dei clienti , e dei traffici che faceano strette le relazioni fra le colonie illiriche e la ì\fadrepat::ia.

(l ) ì\J_ARJN SA:-- UTO. pag. 402. Venezia 1879.

1999

Attendeasi frattanto l'esito della missione del segretario Alvise Sagudino, da Costantinopoli, alla qual volta e()'lì si ' • . t> era messo 1n viaggio ne' primi giorni del mese di g ennaio dell'anno 1497. Intanto il principe Giorgio Zernovich fu fatto capitano della città di Bergamo, ed indi appresso p1'ovvedilo1· in campo sotto Alessandria, per fargli cosa grata e rit1uirlo / ' a eostantino Arniti, governatore per la Francia nel Monferrato, cui era congiunto per vincoli di parentela. Oltre a ciò la Signoria concesse allo Zernovich di levarP fra le sue genti della Montagna Nog ra una condotta di armati, la quale fu fissata in dugento cavalli, contro la provvisione di quaran ta ducati al mese per il suo coman dante (1). Non appena fu ordinata questa. compagnia montenegrina, lo Zernpvicb marciò con essa al campo sot;t0 Ravenna. E rano i tempi in cui la Veneta R epubblica dava man forte acciocchè .F erdinando di Aragona foss e restituito nel suo trono di Napoli, e scalava le sue milizie lungo il litt~rale adriatico, infino a T aranto, per aver poscia voce nel d1mandar que' compensi di terre e di commerci che più le stavano a cuore. Essa mirava a ravvivare i traffici della Pugfot e della, Dalmazia, cui la fedeltà del principe della Montagna Negra prometteva poderosa antemurale contro le ingiurie turchesche. . Per dar 0ompimento a cosiffatti disegni, ne· primi giorni mar zo del 1497, furono spediti alquanti arsilii, o navi onerarie in disar mo, · a levar stradiotti in L evante. . Dt P,SSi, una forte sql.laclriglia fece rotta verso Zara, per imbarcarvi cento cavalieri del Montenegro, della compagnia di Giorgio Zernovich, che dovea,no poscia esser condotti al camp9 veneziano cli R avenna. E mentre si appan~cchiavano lo armi, non p osavano le

,11

I Diari, t•Jmo 1, pubblicato ùa. l". Stefa ni, (1) M.-1.n1~ SANUTO -

Op. cit ., tomo I, pag. 485.


2009

J>.AGlNE l) l STOR(A Mll,!'l'ARB VENE1'0·MONTENEG'R!NA

arti della politica'; La Signoria di Venezia ordinò ~ Pietro Lion, provveditore di Cattar o di affermare la sua supremazia sulle terre di Zupa, del principe Zemovich; e poichè questi avea accennato a possibili contrasti e lit.igi con. i sangiacchi finitimi cle' Mussulmani, Venezia impose al capitano generale di Corfù di armare quante più navi potesse, perfino le onerarie, e tenerle in pronto presso le Bocche. Poscia, Pietro Lion fu richiamato in patria e gli successe:) nell' ufficio di provveditore Francesco Cicogna, còraggioso soldato ecl accorto politico. Egli disse .c he Cattaro era fortissima, ben muniti i suoi approcci e secura la strada che mette capo a Njegos' del Montenegro, guarnita .dai seguaci di Giorgio Zernovich ; che la Signoria comandasse, e ·Cattarini e Montenegrini ' avrebbero impugnate le ar.nii a' suoi cenni. Un soffio di vita nuova parea rifiorire per i nionti della Zeta, e quel sussulto ripercotevasi nell' anima del principe Giorgio Zern ovich e de'suoi cavalieri, sotto Ravenna, mentre ,. Astorn-i Manfredi facea squillare le trombe di guern:a e schiudeva la strada agli stradiotti Veneziani, che per Romagna marciavano a scioglier l'assedio di Pisa:

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;

.Il 5 dì giugno del 1497 pervennero finalmente alla Signoria le prime notizie del s~gretario Alvise Sagudino, spacciato a Costantino.peli a patroèinare la causa di Giorgio Zernovich. Dicevano -le. sue lettere d'aver avuto buone accoglienze dal Signor 'I'u1·co, abb~nchè questi non gli avesse dissimulato il suo corruccio perchè il principe montenegrino, che il Sultano chiamava, suo schiavo, era stato accolto e stipendiato a Venezia f 1).

Oì M,mJN

SANUTO -

Op. cit., tomo 1, pag. 643.

1 ZE~NOVl0H · A VENEZIA

,2001

Ed il corruccio del sire degl' infedelì cercò subito rappresàglie nelle scorrerie lanciate da Scutari, ~erso Njegos' e · verso, Cattaro, men.tre l' armata mussulmana predava nel11 Ionio le galere di Alvise Zorzi. · Altre· minacce si maturavano frattanto in Italia : Fio- . rentini e F erraresi s' adoperavano a Costantinopoli ai danni della Repùbblica di Venezia. I Fiorentini offeri vano ai 'il'urchi cinquantamìla ducati, acciocchè mandassero genti a far .guerra a Venezia a fine c1 i divertirla dall' impresa di Pisa. Tristi tempi correano allora per le popolaziont italiane, divise dalle discordie, accecate dalle passioni, comi;nos:::e dal cozzo degli interessi nuovi. Pure, Venèzia non troverà giammai in q~1elli ragiom) sufficente ché la scusi delfingiusto passo che stava per compiere, disertando la causa del principe Giorgio Zernovich e del · còraggioso popolo della Montagna Negra. Furono errori e timori di . politica, che doveano poscia scontarsi amaramente. Ai primi avvisi del segretario Sagudino, la Signoria si mise subito in sospetto che la nuova éontroversia « non « fosse principio di romper guerra col Turcho » .epperciò prescrisse al suo legato di negoziare la faccenda con circospezione e buon 'accordo. Infatti, ai primi di luglio, il capitano generale da mar, Marco Trevisan, .fece sapere al sangiacco Ferisbeg di Scutàri, che se la Signoria manteneva fermi i suoi diritti sulle saline di Garbli, nella Z eta, era per contro disposta a trattare della r esa delle terre del principe Z ernovich. La .triste novella si sparse nel Montenegro, veloce come 11rula dei falchi, ed atterrò l'animo dei segnaci del principe Giorgio, .che aveano rii,\ollevata la testa contro gli infedeli e c9ntro gli amièi di Stanko. In questo tempo lo Zernovich, da Ravenna, con dugeuto cavalieri Montenegrini era passato al campo di Pisa. Avea l'anima affranta e tentava di sollevarla col rinnovar le visite alla Signoria, per rìcordar ad essa le sue terre diserte, il gemito della Cristianità schiava e languente, e le


2002

P AGINE D I $'L'ORIA MI L!'l'ARE V ENE'1'0-MON'l'EKEO·RINA

promesse ·èhe ne avea avute di far sua quella causa a viso aperto. La Signoria rispondeva al priuèipe con esitanze o con dinieghi. Scorato tornò al campo di Pisa, pieno cli tristi presentimenti. Era il mese di luglio del 1498. Il dolore che gli intenebrava l'anima cerca.va uscita., e la trovò in alcune parole be~tial, lanciate all'indirizzo della Repubblica, le guali furono raccolte e riportate a Venezia (1) . Giorgio Zernovich, per ordine de' capi del Co1~siglio dei Dieci, fu allora tratto in arresLo, custodito nella png10ne dell',..11-mamento, ed otto giorni appresso chiamato avanti a quel consesso, con Gran Giunta. Lo destituirono dall'ufficio militare che aveva e lo confinarono a Toreselle, « ad beneplacilum del dicto Consiglio. >> Questa pena parve eccessiva a' suoi stessi contemporanei, e videro in essa r agione cli timida sommessione, fatta per compiacere al Sultano di Costantinopoli che pareva la reclamasse, come pegno di buon accordo con Venezia. E fu disse vr . S ' .1.u.ann anuto, « perché non era iu piacer al Signor Tnrcho « che questui, da la S ignoria nostra, che era suo schiavo e « rcibello, fosse tanto honorato et datoli conduta, over per « altra eausa che f'u secreta. » (2). Tristi tempi che così tristi cose imponevano. Eran o trascorsi due mesi dalrarresto, quando, insofferente dell'ingiusta prigionia, il principe Giorgio Zernovich tent.ò fuggire di T oreselle e veleggiare por la Dalmazia, a rivedM la patria. Lf' circostanze di quel tentativo sono drammaticamente descritte nei Diad di Marin Sanuto, e negli A nnali del Malipiero; segno evidente ehe i casi del principe montene(1) MAm x S ANUTO. - Op. cit., tomo l, pag. 1006. !2) Ibidem. -- 11 Malipiero accenna invece all'offesa con brevi parole: " E sta retegnù Zuane Cernoviccbio, pet· haver dito ai Savi de Terra << Ferma che no bavendo danari anelerà da chi ghe ne daril.. ,, A.nnali Venrti, pa/2'. '712.

I ZERNOV!CH A VE:SEZIA

2003

• ·grino colpivano forte cuore c fantasia dei contemporanei ,e degli amici che aveva a Venezia. A Toreselle, lo Zernovich avea due custodi, cui egli legò le mani diP-tro le spalle, e poscia saltò in una barca che spinse a:l Lido, dove spogliossi e vestì la cocolla da frate di .San Zane Polo. Ma volle il caso che fosse riconosciuto da un tale Niccolò· tle Vidal, cap'ilanio de (a g1·assa, che lo fermò, mentre salpava pel' Signa. Il fallito tentativo inasprì la condizione del principe Zernovich, che fu chiuso in carnera da t01·menti, per otto di, e poscia ricondotto con buona scorta a. ·roreselle, doppiamente .guardato dagli soherani della Signoria. La condotta dei dugento cavalieri montenegrini al campo ·sotto Pisa fu disciolta, e con essa si slegò, per un istante, quel poderoso vincolo che tenea congiunte in guerra le armi ,d ella Zeta con qnolle di Venezia.

. Gli eftètti di quella politica rem1ss1va verso il 'rurco, i ·quali già avevano fruttato allo Zernovich il sno ba.ndo .dall'armata, non tardarono molto. Il danno s·apparecchiava. L'onda mussulma.ffa che avea preso balcla,;,za dilagò per le montagne di Njegos' e venne ad affacciarsi sullo spalto ,di Cattaro. Il Consig lio, atterrito, chiamò a sè Francesco Cicogna, rettore e provveditore di quelle terre, e volle sta,bilire con esso il disegno di g uerra e di alleanze. E Francesco Cicogna, che era prode soldato e conosceva m olto i luoghi e le genti che aveva a reggere, potevfL saviamente dar consigli alla Signor ia e rappresentare ad essa le virtù dei popoli della Zeta. Guardate ai Buca.gin del Montenegro, egli disse in una i'sua orazione al Senato, ed assoldateli., « perchè ora il Tnroho -<< confina propincho a l,a rocha di Cataro, per la raxon dil ·« Zernovich. » (1). (1) l\fAr,J p [ERO. .119 -

A'.'iNO Xl.I.

Ll)C. cit., pag-. 713


2004

PAGINE DI STOl<IA MIL11'ARE YENETO-MON'l'E l>EGRl;-(A

Non fo. sorda la Signoria, ma raccolse il consiglio del suo rettore; così avvenne che Giorgio Zernovich fu al:fine pro~ciol,to dal suo esilio, ed ebbe licenza di r ecarsi in Alessandria, presso lo zio Costantino Arniti. Questi, da tempo, avea officiato il re Carlo VIII, a chè il suo congiunto fosse posto in libertà dalla Signoria, e gli fossero ritornate quelle splendide condotte di cavalieri che s'ammiravano tanto ne' valli veneziani, per la vaghez:;,a e la ricchezza de· loro grechi ornamenti. Le istanze del Re di Francia trovarono. ben preparata la Signoria, che avea freschi alla mente i consigli' del provveditore Francesco Cicogna, e si era. avveduta de' suoi errori. Essa ordinò allora di riformare la compagnia montenegrina, duce lo stesso Zernovich; e l'accrebbe, in segno del. grande pregio in cui volle tenerla sino a trecento combattenti. Gli avvenimenti incalzavano. E ra · il novembre dell'anno 1498. Da Cattaro, le ultime notizie diceano· di movimenti d i Sta,nko Z<~rnovich verso Adrianopoli, e di altri più- poderosi e minacciosi del sultano Baj ezid II: il sangiacco di Scutari, ed i suoi seguaci del Montenegro e dell'Albania, par eva marciassero alla vangnardia dell'esercito turchèsco ed intanto predavano e disertavano le Colonie Venete. I timori si 1accrebbero quando la flotta mussulmana, nella. primavera dell'anno seguente, fece vela verso l'Ioni9: e ad essa corse incontro l'armata veneziana comandata ,da Antonio Grimani. S' appare_ç_çhiava una grossa guerra, quando il principe Giorgio Zernovich chiese licenza di lasciare Venezia, e giunto a Cattaro, di là nobilmente offerse sè ed i suoi compagni alla Repubblica « per metter fuogo e fìama. << su quel dil Turcho, e per aver g ran seguito su per la. <<·Montagna Negra. · » Le terre di Ostriza e di Zara erano corse dai Mussul-· mani e vi commettevano crudeltà inenarrabili, ·delle quali Alessandro B enetto, medico veronese, mandava notizia tristrissima al rettore cli Cattaro.

1 Z ER!KOVICH A VENEZU

2005

Alvise Sagudino, il segretario veneziano, avea lasciato intanto Costantinopoli e giunto a Dolcigno avvisava anch'egli la Signoria « che saria bon mandar sopra Catharo « el conte Zorzi Zernovich, perchè otegneria ht Montagna « Negra, et che ciò fusse presto. )) Al segretario venet_o. f~ceano eco le lettere del provveditore Francesco Quinn1. · « ..... Qu'elli della Zupa et della Montagna Negra, egli seri· « veva, · si haveano mandà a offerir voler venir sotto la « Sign.oria nostra, di.mandando un capo et custodia da po« tersi tenir ....... . .. .. et li ho mandà tavole duecento, « piombo, etc. » E più oltre soggiungeva : << Si aricordi la Signoria. dei « fanti Montenegrini, che sono lì a Cataro e poveri, e che << li cittadini et done aiutava a fortificar la terra . )> La Montao-na Negra. stendeva nobilmente le braccia a Venezia, offri va il fiore delle sue milizie alla Signoria, voleva preparare la riscossa, e richiamare fra i suoi monti, desia.to liberatore, il principe Giorgio Zernovich, il più gentile e coraggioso dei suoi cavalieri. Venezia, accogliendo l'invitò, avrebbe portata la guerra a mort,e all'impero turchesco, fin contro Adrianopoli. Ornai il tempo degli indugi e delle oscitauze era trascorso pet· la R epubblica, e principiava la re~z~one .. Favorivano i negoziati montenegnm, ansiosamente ed ardentemente, prima i clienti del principe Giorgio Zernovich che chiamavano in Consiglio il Monteneg ro « le forte « m~ra di Cataro, )) e poscia il compiersi di nuovissimi avvenimenti di guerra. · ai primi di agosto del 1499 fu infatti ~ombattuta l_a san·guinosa battaO'lia di Sapienza. La sorte rimase dubbia, ep· perciò occorre~an6 nuovi e più poderosi sforzi per terra ~ per mare, a fine di ottenerla de~isa e seconda alle armi della Si(moria di Venezia. All' indomani di quella battaglia tornò in° Consiglio la questione degli a.ssol~am~nt~ de' ~fontenegrini, ed il partito fu vinto, pressoche a piem voti (1). (1) Furono 172 i fa,•orevoli e 3 i contrari. tomo II, pag. ) 13.4·.

~ARh- S J\~ UTO. -

Op. cit:,


' 200(1

2007

1"A G!NR 01 STOHIA MILITARE VENETO-MONTENEGRINA

I ZERNOVICH A VENEZIA

Così il Montenegro consactò, per sempro la sua onorata missione di. milizia confinaria della Signori; e della Cristianità, contro il Turco. Subito furono spacciati ordini al provveditore di Cattaro di arruolare le genti della Zupa e della .Montagna Negra: «con . quel i pati li par; » od era tempo. Sulla fine di agosto, il castello dì Dolcigno fu assaltato dal Ferisbeg di Scutari, con qnattrocento fanti ed aitrettanti cavalli. Vi faceano buona guardia un· centinaio di stradiotti albanesi, ingrossati dai Montenegrini: valorosamente ributtarono i nemici, cui inflissero la. perdita di quanmta morti e di trecento feriti. L a nuova vittoria dellC\ armi della Montagna Negra, <.:ongiunte a quelle di Venezia, come• a· bei tempi ciel primo assedio della cittadella di Scutari, ridestò lH speranze dei popoli della Zeta. I provveditori cli Cattaro, di Bndua e di Antivari le ravvivavano, mandando annunzio che Venezia. li avea raccolti nel suo grembo, sotto !"ombra del L eone di San Marco. Il principe Giorgio Zernovich avea fatto ritorno a· monti della patria, e 1~ sua apparizione pareva peguo di vittoria. e promessa di pace vicina per la Z eta.

politica di quel tempo, e presentirono gli effetti delle oscitanze della Signoria verso il Montenegro. Marin Sanuto melanconicamente osservava « et cussì « è andà per non aver voluto dar modo di provision ai Montenegrini. » Il principe Zernovich passò come ombra per lo terre verdi di .Albania, dopo che fece brève soggiorno a Scu tari, ospite del Ferisbeg, in ~iva di quel lago che avea specchiato le torri alte di Zabliak. Il 17 marzo del 1500 porvenne a Costantinopoli « ben carezato dal Turcho. » Il Sultano gli assegnò un governo prima a Rodi e poscia nell'Anatplia, e lo ;;tipendio di venticinquemila aspri. pari a lire tremila. Cosi il principe montenegrino disparve dalla scena del mondo della Cristianità,. Spirito irrequieto ed ardente, la sua vita parve e fu un dramma. Guerre ed ideali di patria libera, grande e forte, furono l'impulso di quell'anima gagliai::da esagitata dalle passioni, mal compresa dai tempi, amareggiata da quel contrasto fra realtà ecl idea che mette sempre a cozzo forti tempre CO!! tristi età. Cittadino del Rinascimento, Giorgio Zernovich, montenegrino di nascita, ma !taliano per parentado e per coltura, avrebbe voluto raccogliere l'eredità del Castriota, dello S.kender-beg, il colto e coraggioso sovrano dell'Albania e dell'Epiro, e stringer nuovamente i vincoli di <Juella forte e naturale allean7,a che poneva la Zeta nel cuore dol vagheggiato regno, là dove scintillano . le quete e glauche acque del ~a,go di Scuta.ri. Egli avrebbe volut0 trapianta,re, fra i suoi d i Cettinje, il fiore della civiltà italica e sfolgorarla, dalla nova cittadella di Obod: per le aride rupi della· Montagna Negra . .Ma gli fallì l'aiuto dei compagni o piuttosto la costan7'tt e l'appoggi6 promesso della Signoria, oscitante fra Oriente ed Occidente, mentre le vecchie vie del commercio sterilivano e le nuove apparivano ancora indecise e mal definite, nel tra.robusto che seguì lo schiudersi di altre età. ~pperciò, nella ruina di quel mando idealo che gli empiva l'anima, il principe Giorgio Zernovich preferì. abpan-

Di questi tempi appunto, mentre li a mmiragli veneziani si apparecchiavano · a conquistare Cefalonìa, mentr e Zupa e Montenegro affilavano le armi, Giorgio Zernovich abbandonò la patria. e passò al campo turchesco. Nel novembre del 1499 pervenne notizia in Senato « come « el conte Zorzi Zernovich era passato, vestito a modo di « frate, . et scampato a l Turcho (1) >>. La novella sorprese grandemente la Signoria, ma· non sorprese quelli che videro dentro per tutti li spiragli della (1) MAR1x

SANUTO. -

Op. cit., tomo

rrr,

pa11·. 118.

•


2008

PA(H:-11': DI STORIA_ M1t,ITAii1'ì VENE'l'O-MON'rENEGRlXA

I Z.:RNOYICH A V~:NEZl 1\

donare la sposa ed i figli, e calcare la via delresilio, piuttosto che continuare fra suoi una vita misera e randagia, senza speranza e senza luce. Gli uomini hanno pur sempre le loro passioni ed i loro affetti. Dopo ciò, sar ebbe arduo g iudicare lo Z ernovich, per quanto operò per Venezia, per come chiuse la vita sua. E g li, nella città delle lag nne, fece sacerdozio di quell'egregio valore che infiamma l'anima qei g uerrieri della Zeta, e g razie a l quale si fondò f alleanzit tra Venezia ed il Montenegro; mentre in questa terra si studiò· d'introdurre nuove costum anze e nuova· civiltà. ad imagine dell'italiana. Cosi avvenne che Giorgio Zernovich fece se stesso citta· dino d i Venezia, e gl'Italiani cittadini della Montagna Negra. A.Ila sposa di Giorgio, E lisabetta Eriz?.o, provvide la Signoria, assieme ai due figli, cui donò una provvigione annua d i sessanta ducati « videlicit cinque pgui mese » e più tardi la podesteria di Torrenova (1). Il principe Giorgio Zernovich morì nell'esilio di Asia Minore, fors~ nell'anno 1520, poichè trasse vendetta, per mani mussulmane, del fratello S tanko e de' seguaci di lui. nel MontE>negro e nelrAlba.nia . L a famiglia degli Zerno vich, per le sue rel azioni italiane, per lo spirito cavalleresco de· suoi membri, fu lungamente onor ata a Venezia, come anello di una bella catena di gentili ma.ritaggi di a.more che legarono assieme V enc?.ia ed il l\fon teuegro. Dagli Orio agli Eriz?.O e da questi ai Cout,ariui, dalla cmi casata trasse la su.a sposa il giovanetto Costantino, tiglio di Giorgio Zernovich, la catena non fallì mai, e par ve sacerdozio gentilissimocl.i amore d i fede e di g rande animo fra i principi della Zeta, che scelsero in Italia le consort.i e le amarono e rinunziarono alla corona per loro amore.

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(1 )

MAttlN S Ai'i l)TO. - ·

Op. cit., tomo

x x.vm,

p~g·. 2:n.

2009

Nel Montenegro, quetate le passioni di parte che lo sospingevano come nave in tempes~a o_ra ~i _seg_uaci d_i _S tanko, -0ra a quelli d i Giorgio, le relaz1om mihtan e _p ohti_c he co~ la Signoria si fecero ognora più stret~e, per via de1 conti e dei provveditori della costa dal~atwa.. . . . Quando dai banchi delle galere di Venezia part1v~ la sg:ulh~ ~he le annunziava ai Cattarini, scendeano dagh spal~1 di Njegos' i capitani del Montenegro, per o~'rire ai veneti ammiragli soccorso di uomini e di vettovaglie per far la gnerra .ai n~mici della Cristianità. . Li ammiragli li accoglievano fe:;tosamente, e sulla tolda -delle' navi levavano in l'oro onore le mense e faceano « colation di confeti >>: E sebbene, nel mao·o·io del 1503, fo:;se segnata . la. M pace oo fra Bajezid II ed il doge L eonardo L oredan, tut~av~a. 1 ontenegrini non posarono le armi, g iammai stanchi d 1 muover ,guerra ai Mnssulman i. . . Da Niegos", il voj voda Alexìs o A.lesa professava. fedelta 11erpetua alla Signoria ed il provved~tore Girnlamo. F ~sca' r ini, da Cattar o, g li raccomandava di levare strad1ott1 da lanciare per le guerre d"Italia. . . . . Fu esaudito. ma le nuove a micizie suscitarono gli sdegni -dei sangiacchi mussulmani che vollero ven~icarsi del Montenegro, pl"ima che Venezia. avesse tempo d1 reca.re soccorso a' suoi alleati. · . . . Nel giugno del 1505, Nasim bey, con seimil~ de.1 suoi, « fece impeto all'improvisa contro quelli po~oh d1sobbe~ ~ clienti al suo Signor, preso cinquecento anune, et, molti .•K ·occisi et fa to ll grandissima crudeltà >> (l i. I ì\fonteueO'r ini ribnttarouo i nemici e con essi furono salve eziand i~ le colonie del littorale dell'Illìri o, da Cattaro ad Antivari. (l)

MARIN SAXliTO. -

Op. cit, wmo

1\, png. uiç,·


2010

PAGl>IE DI STORIA Mll.ITAHI!. VENE'!'~ MO:-ITEN EO';l ! NA

Dodici anni appresso, Pietro Zen, dai ·rostri, pubblicamente esponeva ' in Consiglio i vantaggi che· J?.e veni vano· alla Signoria da guella sa,ld3: e leale amicizia. con ht Montagna Negra, che egli disse schermo e salute delle terre dei Bocçhesi, di Castelnovo e di Zupa (1). Epperciò la Repubblica continuò col nuovo reggimento· dei Vladica, o Metropoliti, che fece seguito alla signoria. degli Zernovich, quei patti di forte amicizia che aveano legato insieme i d ue popoli, per tanto tempo. Il Vladica Vavila, primo de' .sacer doti guerrieri del Montenegro, raccolse l'eredità de' suoi maggiori, ~} ben prestomostrò d'averla assunta come essi, valorosamente e lealmente. Nel febbraio del 1520 il Montenegro, posciachè respinse nuovamente una grossa ondata turchesca e salvò ancor.i una volta le colonie dàlmp,t iche, invio Marino Cristich a recar la lieta . novella alla Signoria, in segno che le forti àlleanze, tra popoli fort'i non muoiono. E la serie dei mutui servigi continuò, con bella corrispondenza di atti gentili ed , amichevoli fra Venezia ed il Montenegro, per lunghe età_ , Opera vasta ma bella sarebbe lo annoverarli. L'anima del Montenegro batteva a Venezia, e vi seguitò .a battere;· anche quando la Sign~!i a di Venezia non era più, (l i Ibidem. -

tomo XXlV, pag. ·15-1li. ·' \

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IL MONTENEGRO

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L'ULTIMO CAPITOLO DELLE GUERRE DAL}IATICHE

Quando cadde la. R epubblica Veneta, por le coste ill iriche che le er ano legate da forti vincoli di grato animo. la novella si diffuse in eco dolorosa e parve cercasse vendetta fra le genti di Dalmazia e di Mon tenegro. che furono la spad a fiammeggiante df\!la Signoria. E bbe allora principio una fi.e ra g uerra che durò tre lu;;tri, e prolungò di tanto il retagg io delle libertà veneziane, difeso. ad oltranza dai più for ti e coraggiosi popoli dell 'Illirio. Fu l'ultimo sole che illuminò di vermiglio il tramonto della g rande Signoria, l'estr emo vale dei popoli che ella aveva amato H pr otetto. Nel luglio 1797 ~:iunse a Zara il generale austria_co barone Matteo Ruka vma, alla testa di quattromila uomini : cinque battaglioni di fanter ia confinaria, due squadroni di cavalleria ed otto cannon i, discesi da settantadue vascelli che erano entr ati nel porto. I soldati dalmati, pri.ma di darsi al ser vizio dell'Impero, chiesero licenza di salutare solennemente il venera to vessill.o di San Ma rco. Il . drappo vermiglio, con il L eone d'oro, ammainato sulla fortezza di Zara, fu recato nella cattedrale, dove i colonnell i veneziani Aldemano e Vitturi lo deposero sul maggiore altare, fra le mani del sergente maggior di battaglia Strat ico, ohe lo baciò, ' le la.gr ime agli occhi. Così terminò pAr le coste dalma tiche la dominazione di Venezia, fra le tremende angosùe dol presen te, il t imore e la sfiducia nell'avvenir e, fra le lagrime e le pr oteste com -


2012

~:UL'l'IMO CAPITOLO DE I:t..E GUERRE liALJl'!A'l'JCHE.

PAGINE DI STORlA. MILITARE VENETO- MONTENEGHINA.

moventi di affetto, che fecero obliare torti e contrasti, per ricordare soltanto la ·g randezza, la gloria e l'infinita sapienza della grande R epubblica. Questo movimento accennava però a risolversi per li> blande vie del sentimentalismo, senza lasciare grande traccia, quando brillò d'improvviso un lampo d'armi corrusche per · entro le brune gole delle montagne di Cattaro. N uovi avvenimenti da storia stavano per maturarsi. ,Era provveditore dei B occhesi, cioè delle o-enti del con"' tado di Cattaro, il conte Soranzo, uomo della tempra antica di Antonio Loredan e di :Francesco Cicogna., prode guer~ r.iero ed accorto politico, devoto alla Signoria. Questi, come ebbe avviso della c~d uta della Repubblica, radunò i deput~1ti delle comunità dei Bocchesi, per solle· varli contro gli spogliatori della patria. Giurarono i cittadini di Cattaro, di difendere sino · all'estremo le libertà repubblicane che loro avea largitG la Veneta Signoria e di rimanerle fedeli, fino a che non ne avessero ordini dai legiUiini reggitori; ed in ogni caso, di non accettare giammai la dominazione straniera. L'ardita e solenne· proposta trovò eco poderosa fra le rupi eccelse che fanno corn.ice al mare azzurro delle Bocche e s· ingro$SÒ, allorquando, per se'creto disegno o per caso, ~ppnnto di q nei giorni, le milizie dalmate, licenziate dalla Signoria e condotte dal ì\forosini, sbarcarono a Cattaro. _E ra ~a fiue <_li maggio, l'ultima primavera della, ;R,epnbblica d1 Venezia.. Una seconda assemblea fu allora: i'accolta in tumulto m.ilitaresco: rancòri lungamente repressi, sfoo·h i delle violenze patite, proruppero alfine liberamente ~ si :ipercossero per i mo.nti e per il mare, insieme al grido strozzato nel sangue, pochi giorni a.vanti, sul ponte di Rialto: << Viva San Marco! )> In quel naufragio delle patrie ~nemorie, si ridestò confusa nell'a1~imo degli ~!timi soldati di Venezia l'istoria dei tempi passati, quando 11 Montenegro mandava i suoi fanti a l soccorso ~i SCL~tari, ~uando gli Zeruovich legavano la loro spada alla S1:gnor1a, ed 1 Montenegrini guardavano per Venezia la 0

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, cerchia de' monti di Nj.e gos' .e proteggevano Catta.ro, -Budua, .Antivari e Dolcigno dalle violenze t urchesche. · F:d , ancora, nella tempesta delle passioni, nell'arrn:ffio deo-li in0 terE:issi, nel grande disordine della morale e delle leggi urµane- e divine, quel grido di « Viva San Marco! » si riso1. levava ,l iniP,ido ed alto dalle rupi di Cattaro e si ripercoteva n~lle valli di Njegos' con tutta la lusinga di una risurrezione. · Il Montenegro, come in subita visione, apparve allora ao-li occhi di quelle perdute milizie il generoso e valoroso c~1stode. dell'onore della patria, il vindice dei sofferti oltraggi. -La via maestra ~ra tracciata. I soldati dalmati, discesi a Cattai·o, spedirono lettere al Vladicai Pietro I Petrovic' Nj egos·, per dimandargli sou- • corsq; ed altre ne fece ro spedire di Venezia da coloro che vi teneano ancora accesa la facella della libertà e della fede nelle forze della patria. ' « Voi siete novello Aronne, diceva; tu{a di 'l uelle lettere, <( ed ;:i.vate la missione di . .govf:'rnare ed istrnire la oo-reo-o-e i::,e, <; ~he Iddio vi ha data a custodire; siete a.I pari di Mosè « 11 capo venerando di quella valorosa falange dei vostri ·« concittadini che sotto il pr ecedente governo ha dato prove « straordinarie dì amicizia per la Vell'eta Repubblica. Citta« dino Arcivescovo, se Venezia aristocratica ebbe la fortuna (f./ e la gioia di annoverarvi fra i suot alleati, · con qnal mai « fiducia Venezia democratica viene ora a voi? . . . . Riac« quistati gli antichi diritti, composta1 di uomini liberi come « sono i :figli vostri, dedicata a l culto della virtù.. essa si ri<\' volge a voi, Cittadino Arcivescovo, e vi a~nnnzia p; r · « mezzo del Nostr.o collega e concittadino, Iovocic', il pro« clama e gli intendimeJ?.ti del nostro governo. Esso do, <1 ~a~da la vostra amicizia, il vostro amore, promettendovi . « 1n ca:mbio amicizia e reverenza (1). )). : Così. a~venne che il Montenegro raccolse gli ultimi voti ·d1 coloro che aveano ancora fede nelle libertà veneziane ,

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(1) 'PAur. PrsA:--t. - La Dalmati-e de 1797 à 1815. Epi sodi: des conquétes n,a poléonie;w;,es, pa.g·. 41 - 42. Paris, Alphonse Picar d, ed. 1893.


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PAGINE DI 5T0lUA ~llLl'l'ARE VEN!t'fO-MONTENEGRINA

per sentimento di gratitudi.ne, per impulso di animi n obili e gagliar di, e per quello spirito di conservazione che è fort e r etaggio dei popoli che conducono vita semplice e guerriera. Orizzonti di politica nova si presentavano ai popoli riscattati dall'antico regime, ma nel Montenegro n'era giunta appena la eco. I soldati dalmati l'aveano fatta a,ncora più triste e tremenda., con il raccon to de· passati disordini, delle sofferte sevizie e del crollo degli ordini antichi.

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Iu giugno e luglio di quell'anno i Montenegrini, sollevata i' Albania, discesero sul littorale dalmatico ed occuparono, de:,;iderati e festeggiati, le t erre di Maini, di P obori, di Braice e di B udua. Il generale .Matteo Rnkavina dovette alrora far ritorno a Zara ed attendervi rinforzi. Quando giunser o, il 23 agostìo, a bord o del vascello Austria mosse verso Cattaro e l'occupò, in nome dell'Imperatore Francesco II, spalleggiato da una fitta siepe di baionette. La violenza s'era aggiuntà a,lla violenza, ed il. resistervi subito pareva temerità per i Dalmati ed i Mont-enegrini ; opera più saggia invece ed accort,a preparare la riscossa, cercando amicizie ed alleanze fra i più poderosi popoli slavi. L' Austria, per rendere meno ~tspro il trapasso dalle vec· chie libertà veneziane agli ordini n uovi, lasciò intatte, almeno nell'apparenza, le forme di governo della. Repubblica, e conservò i Senati ed i Consigli delle città dalmatiche. Vano simulacro che appagò pochi, e suscitò invece gagliarde riscosse fra le colonie veneziane, come fn quella della contea di Poglizza, il cui fremito corse veloce dal Quarnero a Corfù. I giovani dalmati aborri vano il servizio militare austriaco. Grande numero di essi cercava rifugio nelle ter re a lpestri della Bosnia, e molti accoglievano pedino la fi~de · mussnlmana, piuttosto che militare nelle file dcgl'Imperiali: Bosnia,

r! ULTIMO CAP ITO!.() DRl.•[.E GUElìRE DAT.MATJCRE

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Erzegòvina e Montenegro pullulavano di quelle genti desiose di libertà. Frattanto il Montenegro era diventato la Svizzera. del tempo. Oolà convenivano gli arden ti apostoli della veneta democrazia, e vi trovavano libertà di· pensiero e larghezza di incoraggiament i. Fra. questi fuorusciti, un prete delht citth di. Rag usa, l'abate Dolci, riuscì ad acquistarsi un posto ragguardevole ne' consigli del governo di Oettinje, sicchè il Fonton, console rnsso per la Dalmazia, ne chiese l'espulsione al Vladica Pietro I. Intanto altri eventi si maturavano. La vittoria di Austerlitz avea prostrato rimpero Austriaco, Venezia divenne possedimento francese, e con essa il Quarnero, la Dalmazia e le isole dipendenti del littorale. Si ridestarono allora per gli antichi domini della Signoria le sopite speranze, e si scossero in sussulto le terre dalmatiche, da Ragusa ad Antivari, e da Cattar o allo spalto di Nj egos'. Il ritorno della rlominazione francese rinfocolò vecchi rancori, e ravvivò più che mai la memoria del grande ginro dei Bocchesi, fatto otto a nni prima, all'ultimo provveditore della Repubblica Veneta. Odt e rancori attizza vano i soldati Dalmati, che aveano freschi alla mentf', i ricordi delle estreme violenze patite a Ven131.ia ; e con essi, Russi ed I nglesi, i nimici di F r ancia, aggiungevano esca in quel sùbito divampar di passioni. Il g overuo del Vladiua, accorto e prudente, ordinav~ le fila dei promessi aiuti, e teneva deste Je speranze e la fede nelle amicizie promesse. I Bocchesi e gli Albanesi, al principio dell'anno 1806, s'.apparecchiarono a guarnir l'ingresso delle Bocche dt Cattaro, provvidero largamente di viveri, di munizioni e di presidio lo Stretto di San Giorgio, risoluti a respingere, a punta di spada, la, dominazione di Francia. In questo frattempo il genera.le Molitor, partì da Venezia, é. scalò le sue milizie per la costa dalmatica, infiuo a Zara. L à s'apparecchiò a conquistar Cattaro, ed a spingere scorrerie fin sopra 1 monti rli Nj egos·; ma il cattivo stato delle strade


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P Al'llNE D I STORIA MILITARE VENETO-MON'l'O:NEGRINA

ritardò · oltre misura la marcia del grosso càrreggio e delle artiglierie francesi. . Dell'ind-1:1.gio, la resistenza dei Dalmati t1'asse profitto mir abile, -poichè Bocchesi e .Mò1ìtenegrini strinsero, appunto qu(~i giorni, alleanza con l'am·1niraglio russo Siniavin, che stava all'erta con la sua armata nelle acque di Corfù. Il Vladica Pietro I voll(;) subito dare ragione· di questi accordi a' suoi amici Bocchesi, epperciò convocò in Risano un'assembl~a generale. ' « Come voi, egli disse, muove me ed i miei amore per le « nostre libertà, per conservare le quali non soltan to siamo (< pronti a combattere i Francesi, ma a respingere altresì gli « Austriaci, qualora giungessero prima delle milizie fran« cesi » (1).

Cas Leluovo. - })alle m emot'ie ist-oriogratiéhc ,.l elli RefJni 1lella Marea c Neg,OJ)Onte Ilei pa<ke Co,·o,iet~i. - · 1G87. I

S'era appena sciolta l'as.s emblea, quando una squ~d.Ja russa gittò l'ancora nella sicura ' b~ja di Porto Rosa, dirimpetto alla fortez,r,a di Castelnovo. · Alla vista delle bianche vele della :flotta amica, i ~fontenegrini scesero alla marina, divisi in due colonne: l'una seguì la riva orientale delle Bocche di Cattaro, l'alt ra l'occidentale, ed amendue si .raccolsero sul littorale di Porta Rosa. Due battaglioni di fanteria, con quattro cannoni, agli ordini del maggior g enerale Puschkin, sortirono dalle navi e fecero guardia a Casteluov,o, l'antico castello che, Veneziani, (1)

PAUL P1SANJ. -

Op. cit., pag. 160.

t;'ULTIMO CAPITOLO DELLE GU .ER~El DAl,MA'l'ICHE .

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Po.ntefi.ci e Montenegrini, confèderati, aveano tolto ai .Tur chi nell'anno 1687 (1). La .guerra dilagava e si faceva più grossa: agli interessi dei Bocchesi e dei Montenegrini s' intrecciavano quelli cli 'Russia · e d'Inghilterra, per amore di equilibrio nel dominio dei mari e per recare danno alla' Francia. , Il ,30 marzo · la flotta moscovita bombard_ò l'isola di Lissa, e 12oco dopo occupò Curzola e Lesina. La crocera s'allargava per l',Ad.riatico e rassicurava i Bocchesi, insieme al presidio russo di Castelnov.o; i Francesi esitavano intorno a Zara, qnando la città di Ragusa aprì d.'improvviso le porte al generale Lauriston. Lo spaito di Cattaro era caduto in mano dei ~.,rancesi. 'Il Senato di Ragusa, ondeggiante fr.a. Russi, Montene-. grini e Francesi, sprovveduto d i trnppe e di naviglio capace di !i)pporre resistenza,_volle rinunziarvi, invece di tentarla con animo forte. Invano il conte Giovanni Caboga richiamò i suoi concittadini all'esempio delle passate glorie· e dell'antico valore: « Quest~ patria, egli disse, minacciata délla perdita della « sua libertà. e delle istituzioni sancite dai, nostri antenati e « ehe noi cons.ervammo, non sarà, più patria di cittadini in<~ dipendenti. Abbiamo navi di alto bordo a snfficenza. , Si « .a nteponga dunque lo emigrare c6n le famiglie, recaiido con «. noi il tesoro della Repubblica e le nostre leggi, al ren<( derìa schiava della violenza sostenuta con le armi..... 'l'ro« viamo piuttosto qualche isola dell' Arei pehigo dove potre::no, << nella 1i uova Epiclauro, depositare le nostre leggi, consei·« vare i nostri costumi e le nostre istituzioni » (2) . Quest.o fu l'ultimo saluto che inviò la città di Ragusa · alla memoria della grande Repubblica. (1) CasteÌnovo, la sentinella delle Bocche di Cattaro. è l'antic,t Neo CastJ'um, fortificata. da mura e dit torrioni. L'ultimo governato re delle armi dblla fortezza di Castetnovo, per la Signoria di Venezia, fu il co-

lonnello conte Zuane Barbarich . (~ G. C HIUDINA. - St01·ùt det Jl:tontene;·o, pag . .78.


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PAGIN E DI STOIUA MILITARE VENETO-MONTE:-11:,GR INA

L'ULTIMO CAPITOLO om.1.1,: uUEHRI:: OAL:\f~T!CHI-:

Le sue navi, congiunte a quelle della Signoria, erano apparse per tutti i mari dell'or be veneziano, ed avevano portato nella patria grandi tesori di ricchezza, decoro, lustro di buoni studi e <li belle arti, e dono inestimabile di liberi ordiname)'.l.ti. Dopo tanti secoli, mancò a' suoi concittadini degeneri il cuor e per sostenerli, e scoccò per essi l' ultima ora della libertà. Il 27 maggio il generale Lauriston entrò in Ragusa, che, diventata francese, scoprì d'improvviso la rocca· di Castelnovo, :Risano, Cattaro e le frontiere montenegrine. I Russi, colti alla sprovvista, si ritrassero sulle ua.vi. R imasero soli Montenegrini è Bocchesi a difendere le patrifl libertà . Il Vladica Pietro I P etrovic' Njegos' radunò allora i suoi sugli spalti di Castelnovo, e di là mosse per il piano di Suttorina, verso Ragusa Vecchia. Ne segui uno s0ontro con le vang uardie del generalf' Lauriston, incautamente uscite fnor della bicocca: sot·presfl si ritrassero in disordine verso gli spalti di R agusa ed abbandonarono il posto di Ragusa Vecchia. Questa prima fortuna incoraggiò 1rnlla lot ta i Bocchesi ed i Montenegrini. I Russi uscirono nuovamente dalle navi e corsero a rincalzo, e la difesa mutossi in offesa vigorosa e gagliarda contro la piazza. Dall'altra parte, duemila Francesi apparecchiavansi a difendere la. facile conquista di Ragusa, contro duemila Russi e quattromila Montenegrini e Bocchesi, spalleggiati dai distaccamenti di P usch.kin e dall'armata russa dell'ammiraglio Siniavin, che s' imbozzò r impetto alla città. di Gravosa, sul r ovescio della piazza assediata.

Il 5 od il ·7 giugno, i Mont.enegrini, i Russi ed i Bocphesi attaccarono i l villaggio di Breno, del quale s' impos- / ressarono dopo un acerbo combattimento che durò due

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* *

H.ag~1sa, la slava Dubrovnik, a.vea una grossa cinta murata, due porte guarnite da baloardi e trincere staccate sulle colline di settentrione. A mezzodì, a guardia del varnporto, una bicocca era rizzata snll' isolotto di La.croma.

Ragusa. -

DaUe me;not'ie i.i toi"io(Jl·afiche <Lei Regn i ,t11Ua ,lfor-,a e Ner1roponte del JJ<u!r·e Co,·o»eUi - 11187.

)

giorni. I J.Prancesi vi la;,;ciarono grandti numero di morti, con dieci cannoni, e,l i superstiti. si r itrassero a guardar lo vette di l:3ergato, sul ciglio estremo di una collana di alture che da oriente ad occideme fanno quadro alla. ba,ja di Rag usa, e padroneggiano le vie da Oastelnovo e da Trebinje, nel!' Erzegòvina. A difen< lere Bergat.o, il generale L auriston man,lò la. miglior rnet.\ rlelle sue truppe, che diede a comanclare a.l gonerale Dclgorgue ; I.e rimanenti egli divise a presidio del porto di Gravosa o della bicooca di Lal;roma.. Il 17 i }fontenegrini attaccarono Be1·gato, da una par te · dall~ balze più aspre e crednt<1 inaccessibili, e dall"alLra dalla marina; moschetltmdo sovra larga fronte, a stormi. di tiratori audacissimi. Essi traevano profitto mirabile da quel t erreno roccioso ed adatto ad ogni sorta di insidie : spianavano l'arma cho mai fa.li.i va e scomparivano in un batter di ciglia, incutendo grande timore ai soldati francesi. Allo scopo di vinl.30 -

AXNO XLI,


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l'A(HNE lll !<TORTA Ml1,l'rA1<F. v.e.NETO- MON'l'ENEGR!NA

L'ULTIMO C APITOLO DELLE GUERRE DALMATICHE

cere quella funesta perplessità dei snoi, il generale Delg orgue diede l'ordine ai tambmi di batter la carica, e proruppe foor dei ripari di Bergato, alla testa dei combattenti. I lYlontenegrini fecero lo viste di cedere all'urto, e lentamente si ritit;arono, t raendosi dietro i. Francesi che l'imprcn-visa vittoria esaltava. \ Ma caddero in un agguato, e colti rla fian co e eia tergo dai Bocchesi, dai Russi e dai Montenegrini, furono messi a sbaraglio. Il g enera.le D elgorgt1e, colpito in pieno pr:> tto da una palla, caddo. e fu poscia fini to dai Bocchesi. La ritirata degenerò in fuga scompigliata o precipi losa. 1i'ro:fitttmdo cli qual disordine i Montenegrini. COL'5ero a conquista.re i monti di San Sergio, che comanda.no Ragusa,; altri si spinsero fino a Gravosa e l'occuparono, senza trar colpo. In brevo sette cannoni furono impostati a San S erg io, d'onde piovvero bombe e mitraglia sulhi sventurata, città: i giardini cli Canali, di Breno, delle Pil e, di Gravosa e di Ombla andm·ono a ferro ecl a fuoco . Era il 6 di lnglio, quando giunsero alfine i rinforzi francesi condotti dal. generale Moli tor: duemila nom ini, cht'I egli per far credere ai Rnssi e Monteneg1·ini in num<>r<• maggiorE> del vero, fece sfilare più volte sotto ·i loro occhi. I Montenegrini levarono allora l'asse.dio e. per Ragusa Vecchia, si rit,rassero a Ca.stehiovo. Dietro al Moli tor. a gratLcli giornate, alla testa di diecimila <:o mb,Lttenti, marciava il generale lVfarmont, creato governatore deUa Dalmazia. L ·anl.ita mossa dei Montenegrini e dei Bocche.;;i i;ont,ro le milizie d i Lauristou stupì, e rivelò ai contemporanei nna prC'ziosa fo~·za. Vassed io di Ragusa del 1806. fo la prima pagina cl i un capitolo nuovo di storia dalrna~ica, che si prolungò per ben otto anni di lotl,e per terra e per mare. di guerriglie fra mon~i iuacc:essibili , car~zzati soltanto da'lle ali delle aquile. Attorno a lla. bfrndiera del Vlacl ica Pietro I P etro\·ic· Njegos·, bianca con nna croce azzurra . si raccolsero quanti nutrivano ~m,3ora. in cnore spiri~i fort.i ed amanti delle auticltc· Iilwrt~t.

« Da qualunque parte ne venga il soccorso per conser« va,rle, egli d isse, ne viene dal Signore, e sia benedetta la ·« sua Provvidenza! .. ... )). 'I,

** Erano i primi di settembr r, dell' ap.uo 1806 . quando il generEJ,le Marmont, lasciata Ragusa ~cohia'. _mosse _alla volt~ ,di Castelnovo) con cinquemila uomtn1, nell mtend1mento d1 . . cacciarne i .M ontenegrini, i Russi ed i Bocches1. Qt1esti, valorosamente, mantennero le loro posizioni di Suttorina, fino a quando Marmont, con rapido assalto, pervenne ad attorniarlo. I confederati si ritrassero allora dentro · le mura. della fortezza di Castelnovo. Le perdite di l')Uello scontro furono gravi per amendll~ ie parti: quattrocento morti dei Montene~rini ed _altrettanti feriti trecentocinquanta morti dei R ussi, con CU'ca. sette-cento' ferit·,i e dugento prigionieri; venticinque morti dei Francesi e cen totrenta feriti. Il O"enerale Marmont s'accontentò di mettere a fiamme le case ~he attorniano Castelnovo, poscia si ritrasse, il 3 settembre, dentro Ragusa, piuttosto pago di aver dato esempio ,di rappresaglie contro i BoJchesi ed i :ìlfo~teuegrini, che ·desideroso dì sconfiggerli in aperto <:ombatt1mento. A Ragusa eg li iniziò tosto grandi lavori da difesa: con~ -sblidò le nlllra, disegnò il Forte Imperiale, sulle alture d1 :San Sergio e la ridotta Delgorgne, all'incontro delle strade di Trebinj e e di Brano, in onore del valoroso ca.dt~to. Anche i patti della pace cli Tilsitt vennero ad arntarl~. Nel 1807 i Francesi s'impossessarono delle Bocche d1 Oattaro, e le ultime vestigia delle antiche libertà par:ero can.oellate, dopo un' eroica resistenza durata diec~ anni. La po_tenza dell'Impero .di Napoleone avea; raggrnnto allora ,l :SUO apogeo. . Ma venne il 1809, ed al trì a vvcnimenti riaprirono 11 cuore dei Dalinati a. nnove speranze. Il generale Marmont fo allor::>

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t.'ULTIMO CAPITOLO Dl::LLE GUE!lRE DALMA'rlCHE

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PAGINE DI S'l'OJUA MILJ1'ARl!: VENET0-11:lON'i'ENBGR INA

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chiamato al Danubio, con il suo esercito, e sui campi cruenti di Wagram egli trovò i_l bastone da maresciallo La D1:1,lmazia, sguarnittL di trnppe, si commosse tutta anelando li bertà. In quel cozzo di passioni, gli Austriaci entrarono a Traù, Spalato si sollevò, i Mon tenegrini s i affaccia-· rono nuovamente alle B ocche di Oattaro. Finita la campagna, il maresciallo Marmont ebbe l' incarico di restitufre la Dalmazia alla corona di Napoleone. Le operazioni militar i, dall'anno 1810 al 1812, ebbero per teatro lo froutier e alpestr i del Montenegr o, qnclle del1a Croazia, e lo specchio di a.eque del litt0rale adriatico, da Fiume ad A ntivari. E stes~t cerchia cli terre e d i mar (1 che trascinò nella lotta Slavi, Ottomani, Inglesi, Russi, Italiani e Francesi. Nell'Adriatico s·incrociarono g l'interessi più svariati delle signorie d'Europa, dc::,iderose di contendersi l'eredità della caduta R epubblica Veneta. Nel settembre 1813 il Vladica Pietro I entrò decisamente nella grande lotta, poichè la guarnigione di Budua, composta di un battaglione del reggimento confinario Ogulini, aprì le porte ai soldati del Montenegro. D a B udua, il Vladica rivolse alle genti delr Illìrìo il seguent~ indirizzo: « Gloriosa ed illustre popolazione delle Bocche di Oattar o, « d i Ragusa e della Dalmazia !... ' E cco g iunto il momento « di prendere le armi contro il distruttore dell'Emopa. Esso « ha cancellato i vostri privilegi, disonorate le fa.miglie, « g uastati i traffici. E cco, Dalmati, il momento di rammen« tare le antiche g lorie che vi hanno legato i padri vostri ; « ecco l'ora della v,:mdetta ! » Lo stesso giorno, 23 ·settembre, ì Montenegrini, traversando la piana di Grbal Zupa, comparvero davanti al for tedella T rinità, detto le Te1·mopili delle Bocche, che sbarra la strada da Budua a Oattaro. Difendeva quel posto il luogotenente Campagnola, con quaranta soldati del IV r eggimento leggero italiano. Campagnola, caduto in una imboscata tesagli dai Bocchesi, cadde· eroicamente insieme ad otto v,c,liti. I Montenegrini corsero allora ad assediare Oattaro difesa dal generale Gau thier.

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11 13 ottobre la fregata inglese Bacchante, comandata dal . H t o-ittò l'àncora in faccia a Oa.stelnovo, ac. · · B .cap1tano os e, b " da un briO"antino : Inglesi, :Moutenegruu e oc-compagn at "" i:, '· . d. conserva doveano assaltare Castelnovo. .eh es1, i ' ft' l' t . D tezza Infatti, il dì appresso, dopo breve zu . a, a.n ica or , -dalmatica si arrese. . . Il 28 e 29 ottobre, la guarnigione cro~ta ~ 1 Oatta~·o, d1. . ldat·1· del reo-o·imento leo·gero itaha.no, usci dalla ,sarma t 1 1 so ot> b . . . f '·tt' "°ndo al campo dei Montenegrm1 tre bandiere ran·.Cl a, reV<> . O t· t 1ero . trofeo 1\. breve intervallo, ai roa l, em .ces1, come · • . -dietro gli Italiani della guar~igi~n~ a~sed1at~. . , Cattaro era agli estremi. Ai prnm d1 ge~na.10 cap1t?lo, .ed .il 12 il capitano R oste cliè solenne investitura al V ladw.a P ietro I. della signoria della provincia delle B ocche. Ma fo :breve r egno. . , ~ · · · · il 27 ~ab o-g10 Il generale austriaco M1lutmovic, . , ,occupo la fortt>zza di Castelnovo, ed il 2 giug no s1 p_re~en~o sotto ,l e ~ ura di Cattaro, con grande seguito di art_1gllen,e. Dopo :fiero bombardamento il Vladica alzò la _baud1~ra . b1an~a . e, l'anima esulcerata, fece ritorno ai suoi monti ~ 1 Cet~inJEL -co;er i Bocchesi. e per i Dalmati qu13llo fu rnlt1mo g10mo ,delle patrie libertà. . . , · · · · dell'anno 1815 l'intera Dalmazia, affranta <• N e1 pruni mesi all'Impero -da una guerra quasi· trilustre, fu riassoO'o-ettata ot> .austriaco.

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Lunga, aspra e difficile fu la guerra dalm~to-mo~t~ne,,(Yrina de' primi anni del secolo nostro. Essa impegno i ca0 · · d l · 11 mare fu ( pitani più glor iosi e sper11nentat1 . e tempo. _e ~t •· 1izza dove si agitarono gli interessi commermah e manna reschi delle prime armate d'Europa. Il dominio delr Adriatico, fieramente conteso d~po la -caduta di Venezia, restò di viso fra le potenze eredi della ,grande Repubblica.


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VAGINE DI STORIA MlLITAllE VE:,iETO-MON'l'ENEGRlNA

L'ULTIMO C.H•ITOLO DEl,L,E GUERRE DAl,MA'l'ICBE

E tra gli eredi, fortissimo e gloriosissimo apparve il po· polo montenegrino, che in questa g uerra fondò i suoi diritti sovra una parte delle rive dell'Adriatico,. esauditi dodici lustri dopo, quando Antivari e Dolcigno divennero porti dol Principato. Con saggio, accorto e costante intendimento, il Montenegro, fra mezzo al disordine de' tempi, seppe compire la sua evoluzione politica; sì che distaccandosi a grado dalle memori~ del passato e dalle tJ:adizioni che lo legavano alle signorie d'Occidente, trovò nuovi e validi appoggi nell'Oriente, e fu attratto nella vasta e poderosa cerchia dell'I mpero dei popoli slavi. Ma il passaggio fu lento, quasi insensibile, come evoluzione fatale, ma. segnata da gentili ricorsi alla memoria. ed al culto del grande passato. Scopo supremo della lotta fu la difesa di quelle liber tà che avea legato la. Signoria cli Venezia alle colonie dalmatiche ed al Montenegro. Perciò Dalmati e Mo:µtenegrini si affiancarono, e parvero combattere contro Francesi ed' Austriaci l'ultima pagina di quella lunga e gloriosissima istoria che Venezia scrisse nel mondo) per sette secoli. ·. Russia ed Inghilterra gareggiarono nell'aiutare quell'impresa, promettendo appoggi, sicurezza di traffici e floridezza di commerci: Dalmazia e Montenegro le seguirono, attratti verso l'una da affinità di stirpe, da ·fortuna di guerra e da immediato e possente soccorso d'armi, verso l'altra dalla speranza di fortune marinaresche. . · Così si compì il grande distacco delle colonie dalmatiche e del popolo.Jmontenegrino da Venezia. Le prime trovarono pace sotto le ali dell'aquila bicipite, il secondo seguitò invece nella sua rude, luminosa e fatale via che già. percorreva da cinque secoli, cioè delle guerre contro i 'l'm:chi. Quella ·via fu segnata allora da nuove pietre miliari,t'grandi come monumenti: esse hanno scolpito i nomi di Grahovo, cli Kremniza, di Duga, cli Vrbica, di Kruzi, di Medun e di Moratza.

Ora la \·ia è compiuta, e direttamente mette capo ai ~empi loriosi ed eroici dell'Età di Mezzo, delle Croc1~te e ~ellag Cavalleria. Opera bella. è il percorrerla. attraverso le rn

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grandi pagine dell'istoria. . . . . L'umanità vi può ammirare la m1ss10~e fatale.di ~n forte te e 1relicemente compmta.· e ritraine fede . popo1o, ero1camen , ' ed orgoglio. . · · · h L a patria nostra, nella memoria delle vecclue _amic1~1e e e . que11 a 1un ga' aspra e ·gloriosa s'intrecciarono m . . . via.: fra. . · , t g di amicizie rmnoItalì ani e Montenegnm, puo rarne pe n O . vate egualmente forti, indissolubili e granch.

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EUGENIO BARBAl-ttCH feneHte 7·3• /imferia.


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JT, GENERALE AGOSTINO RICCI

NECROLOGIA

I L GENERALE AGOSTINO RICCI

A.i primi moti del 184-8, un giovineuo sedicenne, Agoslino Hicci, lasciava l'universitit di (;enova per correre a Mi lc1no, ove $Ì or ru otava nei volontari lombardi e tanto snhilo di sLingu eva,-i . che dopo brevissimo tempo {19 giugno ,J 84,8) veniva nomina.Lo sottotenente nel 3° re~girnento di linea dal )!O\'erno provvisorio della Lombardia. Con questo reggimeoto fece la campagna del 1184,8. Ri tiratosi poscia in Piemonte co~di allri volontari e con le truppe sarde, fu ammesso al deposito degli niliciali lombard i in Biella, donde passò solt.otenente nel 3• re7gimen1.o fanteria dell'esercito Sardo ("7 marzo 118/l9J. Ma non ebbe neppure il, tempo di raggiuni!ere il suo reggimento, che sopraAgiunse la catastrofe di Novara. Quali fossero i sentimenti del giovane \'Olootario ali' indomani di qucll' infausta giornatn , ce lo dice egl i stesso in un opuscolo col titolo Un '& Olontario del 1848·4 9, pubblicalo negli ultimi anni nella SU;) Vila, « Era il mauino del giorno 24 marzo 1849, ed io con altri due compagni, ufl'iciali dei corpi volontari , che avevano pas:-a ta la notte di guardia al ponte della Sesia pres:;o Vercell i. rientravamo in ciLtil , lJtiando uno dì essi, ancora sotto l' impressi one del grave disastro toccalo il giorno innam:i alle armi nostre tt 1

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~ovara , mi domandava : Ed ora che ci resta a fare '? A questa ,domanda io rispondeva: « Siamo stati finora dei volontari ed i I paese approfittò poco « deH'opera nostra ; d'ora innanzi , se si vuole ancora di noi, « saremo dei soldati e ci prepareremo per serv irlo a dovere. <( Il còmpilo della nostra generazione è quello di fare l' Italia, « e la fa remo perdio! Abbiamo perduta una prima partila e bi<< soona ricominciarne un 'altra, ma prendercisi megl io di ciò che ~ c1 abbiamo fallo fin qui. ~on faremo l' Italia colle grida di piazza, .<( colle dimostrnzioni briache, col vestirci ali' llaliana, col portare e< delle bandiere tricolori in processione ed altre simili scempiag-« gini. Faremo l'Italia col lavoro serio, paziente, perseverante « di tutti i giorn i. E' troppo bella cosa avere nna patri:1, perch è « possa parerci dura qualunque fatica pur rli farcene una. Al ·« lavoro ;1dunque e la nostra parol a d'ordine sia questa d'ora « innanzi : J,a/Joremns pro patria n . Così finiva il volontario. « Dopo alcuni giorni (continua il Ricci) raggiu ngeva a San Maurizio il 3• reggimento di fan teria, al quale era stato assegnato, e con un campo di cinque mesi. seguiti da dieci anni di sotto.tenentato , compresi quelli passali in Crimea, incominciai a lnvorare davvero . » E lavorarono tutti in Piemonte, dove la sconfitta di Novara .avea avuto l'effetto che hanno ordinariamente le disgrazie sui popoli forti : proposito di ricominciare dnccapo con paziente ener~ia .e ammaestrati dall'esperienza.

,,. * * · Frattanto, come sempre succede dopo una guerra, specie se sfortunata erano cominciate le difli coltà di carriera per sovrab' ' di ufficiali. Il sottotenente Hicci fu collocato in aspetbondanza tativa per riduzione di corpo e vi stette due anni, che mise a profitto degli studi troppo presto interrotti. Fu rich iamalo in ser vizio nel suo reggimento il 23 giugno ~ 85•1 -e, due anni appresso, destinato a far parte del corpo di spedizione, parli per la Crimea, ove . stette dal maggio ·181>5 al mag-


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NECROLOGIA

gio 18M, cioè per tutto il tempo che vi rimase il corpo di spedizione. Su quella memorabile campagna, così glo:·iosa per le armi piemontesi, egli lascrò uno scritto intitolato fo Crimea; storia anedottica di ciò che vide ed a cui prese parte; pubblicala nella lli'Vistn milita1·e fino dal ·I885, questa memoria rivide la luce nel corrente anno ampliata dall'autore, perchè l'animj . .---del vecchio ritornava volentieri ai giorni della sua giovinezza,. a quei giorni così pieni di vita, d'entusiasmo, di speranze, e negli ozi del servizio a11silia1·io, a cui lo aveva condannato prematuramente la malferma salute, riandava gli an tichi scritti. Stava preparando una nuova edizione della Jntrodnzione allo stiidio dell'arte niilitcwe (che, salvo errore, fu il primo de' suoi scritti in ordine di . temp•> e restò il primo in ordine di merito) quando lo colse la morte. Dall'opuscolo In Crimea, interessante per gli aneddoti e la vivacità del racconto, caro per lo spirito militare e patriottico che lo anima, · vogliamo estrarre un brano che non ci ,;embra fuori luogo in un cenno biografico : quello in cui Ricci racconta come rischiò di essere fucilato per spia. «)gnorando che occorresse un permesso speciale in iscritto per circolare nei lavori di assedio, una m:ittina un ;imico ed io ci spingemmo alqu:into avanti negli approcci rranèesi, e trovato un luogo acconcio ci eravamo accovacciati alla meglio per osserva:re Sebastopoli. Eravamo là da qualche tempo, comunicandoci a vicenda le nostre impressioni, quando una voce si fa sentire dietro a noi : « iJ[essieur',, ·vot1·1J per~iission, s' il van:~ plait , . « Era un ullìciale francese che col migliore garbo del. mondo ci faceva quella domanda. Alla .nostra' risposta .che non avevamo il permesso richiesto, fummo gentilmente pregati di presentarci al comandante di trincea, che si tro,,ava poco lontano. « JI generale Trochn, che era il , comandante in discorso, ci accolse colla massima affabilità, e dopo le prime spiegazioni volute dalla circostanza, si avviò . una lunga conversaziC\ne, nella . quale, fra le altre cose, mi venne fatto di dire che trovandomi di guarnigione a Chambery aveva avuto occasione di conoscere il 52° francese, allora .di presidio al forte di Barraux, e nominai :

H, GÉNERA LE AGOSTINO . RICCT

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ufficiali di mi~ conoscenza il tenente Desjean, col quale aveva stretto mag'giore amicizia. ,« Tntan·to essendosi f~llo tardi, il generale ci domandò se aveva~o pensato, alla colazione, ed alla nostra risposta neoativa, ci offri di dividere la sua· che era staia preparata lì pre~so. Accettammo, e si stava appunto per finire, quand'ecco si vide comparire l'ufficiale del i.Vil° che ho poc'anzi nominato. L'incontro fu dei più cordiali ed aITettuosi, e si capisce facilmènte, pensand~ aJle circostanze, in mezzo alle qual i aveva Iuogo ; . ma figurars( 1a '-nostra· sot'presa quando il generale Trochu invitandoci a bere pronunciò sorridendo queste. parole: « P'nisqiie elle est bonne present, messieurs, à votre sr1,nté ». Che cosa voleano dire quelle parole? ·Perchè la nostra s:tlute el'a buona soltanto allora? Ecco ·la spiegazrone che ce ne diede sorridendo bonariamente lo stesso g~neral~. C?nland? sulla. probabilità di farla franca, e sulla speciale attitudine pollgloua che h3:nno le razze slave ufficiali russi · trave~tiL} da francesi o da inglesi, erano riusciti ; penetr~re nei lavo,_r1 di assedio per spiare ciò che vi si faceva, e naturalmente erano andati pei lavori francesi coll'uniforme inglese e viceversa. · « Alcuni giorni prima ancora un ufficiale russo del genio, pe. netrato .con tale stratagemma nei lavori fr11ncesi, era stato scoperto e sottoposto a Consiglio di guerra era stato fucilato. II mio am!co e.d io eravamo stati sospettati nè più nè. meno che per due e~ 1~.san russi trave:;ti ti da piemontesi., e quando io aveva no- · mmato, qµel certo tenente del 52° france se, il quale per un,1 fortunata combinazione si trovava accampalo col suo r.eaaimento poco Ionta,no, 1·1 generale 'r.rochn aveva mandato per esso, "" onde con' . Slatar,~ la nostra identità personale. Ed il generale che ebbe la bo.ntà di· darci egli ?tesso tutte quest~ spiegazioni concludeva ri· dend? : <{ Vous voyM donc que wtre santé n'<!tait pas bonM avant ,Carrivée de 'VOtre a.mi du 52° )) .

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** Un anno e •pii1 dopo il l'itorno dalla Crimea (ottobre 1857) R.icei. fu nominato tenente e con questo grado prese parte alla campagna del " I859, Il sollotenente del giugno ·I8,i.8, dopo aver 1


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!L GENERALE AGOSTINO RICCI

fatto la campagna di quell'anno , quell a del 118/J..9 e quella di Crimea era soltanto tenente a Sàn Martino o me"lio n a Pozzolen r.rro , il 2/~ giugno 1859. Imparino i nostri attuali subalterni a non essere impazten ti, tanto . più considerando che, ma lgrado tulli {1nest i anni di snbalternato, il Ricci ebbe ancora tempo a diven ta re comandante di corpo d'armata in etit relativamente giovane . Nell a campa gna del 1859 ottenne Ricci la meda.i'lia d'nrgento al va lor mili tare « per essersi distin~o nel combat.timento ch'ebbe luogo il 24 giugno sulle alt.ure del Redone presso Pozzolengo, avendo egli passato fra i primi il 'ponte del Redone sotto il mi.cidiale fuoco del nemico, ed essendo rimasto, sebbene ferito , ove maggiore era il pericolo, dirigendo con intelligenza i primi giunti sulla posizione conquistata . La vittoria del 11859 e i fortunati avvenimenti de1Zli anni successivi conseguenze, delle medesime, accelerarono t1itte le carriere. Ricci , che avt3va impiegalo quasi dieci ann i da sottotenente a tenente, ne impiegò meno di treòicì da tenente ~ colonnello: ·Capitano ìl 115 ottobre 11859, mngg iore il /4. giugno 1186,i.; tenente colonnello il 20 giugno 1866, colonnello il 18 luglio 1870. Passato nel corpo di stato maggiore poco dopo la promozione a capitano , nei molteplici uffici, ora presso il comando del corpo, ora presso gli stati maggiori delle truppe, ora pres:;o il Ministero della . guerra, diede prova delle migliori atlitudini necessarie per gl i ufficiali di questo corpo. 1 Fra gl' incarichi ch'ebbe in questo periodo di tempo notiamo i seguenti : ~el_l'a~ost') del 11860 sfu nominato secondo commissario p~r la ,delim1taz1one della nuova fron tiera colla Francia, in sec,uito alls .cessio ne di Nizza e Savoia. Nell'aprile 1186 11 f'u nomina~o professore d'arte militare presso i ,Reali Principi. Nel giugno 1864 fu ìpviato ccn missione speciale in Tunisia, ove rimase dai primi di giugno agl i ultimi di agosto. Quando s'aprì la campagna del 11866, egli era comandato al Mi,nistero della guerra; [u trasferto agli stati maggiori della truppa e fece come ufficial e di stato maggiore la detta campagna, terminata la quale venne ch iamato all'ullìcio superiore dello stato mag,giore (oggi comando del corpo) e vi rimase fino alla One del 18i 0, 1

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quando, già promosso colonnello , ebbe la nÒmina di· coinandan~e in secondo le scuol a di guerra, carica che tenne Jino al macr. ~ gio ,J8~7 in cui ru promosso mag~ior generale comai1dant.è di brigat~.

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** I sette ann i che passò alla scuola di guerra rurono anni di lavoro indefesso e proficuo; forse i selle anni megli o spesi di tulla la carriera del Ricci,- certo quelli di cu i resta nel!' esercito più viva memoria ed orma proronda, perchè i suoi discepo li oggi pervenuti agli al ti gradi , subirono tutti la sua inlluenza. Ricci avea non s0Jo le qualità del comandante e del professore, ma la fede deJ credente ed il fascino dell'apostolo; percio i suoi discorsi non solo convincevano, ma persuadevano ed entusiasmavano . C'era in tulli quell'anra di patrioLt.ismo, di ard itezzn, dì freschezza che ricordava il volontario del ·1848. Già conosciutissimo pe' suoi libri, Hiccì sviluppò alla scuola ài guerra e fece svi luppare dai pro fessori le sue dottrine in materia d'arte mili tare, le .qu.di erano accolte co me vangelo . Uomo d'idee largbissinw, fu il primo che iniziò glì allievi a quegli studi di coltura generale, i qual i, ampliat.i sotto i ~noi successori, formano adesso e defono fo rmare la base dell' istruzione dell' nllìciale di li?ea , educatore in tempo di pace e conduttore d'uomini in tempo cli guerra. · Ed anche più che ali' istruzione, !licci ne' suoi discepoli badava al carallere. Cercava di conoscerlo e di fo rmarlo. Ma il carattere . è cosa difficile a conoscersi nell e scuole di adul ti che sanno simularlo. Non. basta l' intel letto , nè la r,o~ci enza intemerata a preservare dagli errori di giudizio, e non diremo che Ricci non ne abbia commesso; certo fece il possibi le per non commeuerne. Il carauere è anche cosa difficile a formarsi in uomini falli ma non si · può dire che Ricci non abbict battuto sull' argoment~ quanto era necessal'io e predicalo con la parola e con l'esempio . Un suo degno successore nel comando dell a scuola di auerra ·1 . 1 generale Cor~i , scrisse in que,;ti giorni di lui . « Si diceva che aveva in sè il fnoco scic1·0, <1uando con quella sua volontà di l'erro , ri gido assai più con se stesso che coi suoi i'.')

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NECROLOG!A

IL GENERALE AGOSTINO RICCI

dipendenti , dava per anni ed anni l'esempio di una resistenza ìn1domita e vincitri~e a fatiche, disgusti, p~ricoli e per.fino a quelle infermità del rorpo e dello spirito sollo le q·uali . abbiamo veduto soccombere corpi ed animi forti. Maestro e Capo insegnava colle opere anche più che colle parole, e colle parole e colle opere scaldava e. trascinava gli altri per quella via che la sua coscienza retta e vigorosa. gli diceva essere la migliore >>. <J·, Ed ò proprio così. Chi $Crive si ricordà di averlo visto alle campagne tallicbe e logistiche qella scuola di guerra, con quel suo r,orpo graèile e malato, fare l'impossibile per seguire sempre e dappertutto i suoi giovani allievi. Destava ammirazione e pietà.

tari sulle Alpi, che aveva intrapreso fino dal '1860, commissario per l<;1. delimitazione delle frontiere colla Francia, e aveva prose, gnito con tanta alacritit ment.r'era comandante della scuola di guerra. Nessuno conosceva le Alpi meglio dì lui $otto il rapporto militare ; nessuno, per quanto può giudica rsi a prio1·i, era in grado di comandare meglio di lu i un corpo d'armata in gnerra nella z'Ona alpina e magari un'armata in Piemonte. Riguardo poi alle Alpi, Ricci ha un gran merito : l'essere sia to il primo che famigliarizzò con esse i nostri ufficiali . Non i'u il primo a. v,ederne tuua l'importanza, o almeno a proclamatla neoli scritti chè fu -preceduto, a questo riguardo, dai fratelli Mezzacapo i quali ne avevano scritto su questa .Rivista fino dal ·1856, rna gli resta il merito di avere porìato la questione teorica snl campo pratico. Se non fu il primo ad enunciare il teorema che le Alpi dovevano essere la nostra prima linea di difesa, fu il primo a dimostrarlo dalla cattedra e a condurre (nelle campagne logistiche). i su~i allievi sul posto, perchè lo toccassero con mano. . E_gli era appunto comandante della scuola di guerra quando il mm1stro Riç,otti istituì gli rdpini , nù le dottrine del Ricci furono estranee alla buona idea del Ministro.

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~el 11877, maggior generale, tornò Ricci al comando di truppe che avea lasciato capitano; nè di lui, per caso eccezionale, polò dirsi che la lunga lontananza dai corpi gli avesse tolto la conoscenza ,delle truppe e l'attitudine a comandar!e, perché, pralico e positivo nel suo idealismo, alla truppa avea semp.re rivolto il pensiero e lo sguardo . Invecchiato prematuramente, era per spirito, per caratlere, sempre giovane, sempre lo stèsso. Osservantissimo delie leggi e dei regolamenti li faceni rigidamente osservare. Sapeva comandare come sapeva ubbidire. Se· vero in materja dì <lisciplina era, all'occasione, .padre de' suoi subordinati, prendendo parte alle rene altrui con effusione ed abbondania di cuore. Comandò successivamente varie brigate e il /noco sacro che lo animava lo fece parere a nìol!i troppo esigente. ~el 1882 fu nominato comandante in secondo del corpo di stato map-giore e nel ,188.4: venne promosso tenente generale continuiindo nella stessa carica. Del suo passaggio al comando di qt1esto corpo restò traccia profonda nell'ordinamento e nell'indirizzo degli st.udi. ln ollobre del ,J 88~ venne destinato al comando della divisione militare territoriale di Cuneo e in dicembre •189'1 fn promosso al comando del li corpo d'armata (Al essandria). Qnesta fu l'ultima lappn della sua carriera miliJare. Negli anni trascorsi al comando della div;sione di Cuneo ' e nel corpo d'armata di Alessandria·, Ricci perfefonò i suoi studi mili1

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** Una gran parte appunto degli scritti del Ricci ( 1) si riferisce ~Ile questioni che si agitarono tra il 1870 e il '1880 sulla di fesa generale d'ltalia e la funzione delle Alpi in tale difesa. Quegli scritti oggidì sembrano a1·retrat-i e realmente lo sono; ma erano avanz ati nel tempo in cui furono scritti. Ricci allora credeva e insegnava che' la difesa nel massiccio alpi~o non dovesse avere altro scopo che d'impedire la contempora peità delJ.o shocco delle varie colonne nemiche procedenti f>er le strade prmcipali, af(inchè l'esercito raccolto in un punto cenirale P0 ~esse coglierle isolate e hatt.erle prima della loro unione. .

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- ({) Appunti sulla difesa dl!lt' Italia. La d·ifesa interna della vali~ del Po. !,a piazza. di Piacenz a-Sti-r,1detla. la ~iazza di Piacenza-Stradella a difesa deUa f r ontiera.


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IL GENERA.T, E AG OSTINO RICCI

NECROLOGIA.

Ma in l[Uel tempo i forti di sbarramento erano appena abo:,:zati , gli alpini non esist,evano od erano un'istitlu:ione nascente e 4ominava nna scuo la la quale voleva portare la prima difesa sull'Apennino, abbandonando al nemièo la valle del Po ; una scuola ch e voleva la prima fonezza a Bologna e non sappiamo qnal i e quanti riòolli nelle conche rìel l' A.pennino. Dappoi che su ogni passo al.pino <li qualche impo1Jama sorse un forte di sbarramento e sui principali un vero carr) po Lri ncerato, dappoi che su lle creste e nell e valli cominciò a correre ed accampar$i una truppa speciale eminentemente adatla alla loro difesa , Ricci non ebbe difiìcoltil di fare un passo avanti ed ammeLLere che si può e si dev~ tentare d'impedir~ al nemico assolutamentè la entrala, portando la difesa enei·gica nella massa montagnosa, spingendola alla testata delle valli, sui colli, sullè creste, e magari nel versante nemico. E non solo l'ammise, ma l'insegnò, info_rmando a questo conceLLo le sue manovre come comandante dì divisione e di corpo d'armala alla frontiera. La scuola dell'abb;rndono pn,stabilito della valle del Po e della dit'esa nei ridoni delle conch e apennine resterà come esempio delle abel'!'azioni mentali a cui vanno soggetli i tecnici ; la vecchia teoria di !licci, opportunissima allora, raziona le sempre, non · è escJu,,a dalla nt1ova e troverebbe la sua piena app licazione quando il nemico, malgrado l'energica difesa nelle Alpi , riuscisse a sforzare i passi e sboccare. Quando Ricci sentiva parlare dei ridotti nelle <~onche apenniue domandava: per farne che? per eapitolare '? A lui dobbi,11no se molti denari non furono , sprecali in fortezze inutil i anzi dannose.

Ci resta a dire due parole della breve compa rsa di Ricci sull'orizzonte politico. (~li elettori del ccillegio di I3elluno, che lo avevano visto in una campagna logistica e avevano sentito un suo discorso fatlo a J>ieve del Cadore ,in onore di Tiziano (in .Ricci c'era uua vena di artista e di poeta), ebbero l'idea di mandarlo in Parlamento e gli offersero la deputazione, ch'e~lì non avea cercato, ma accettò di buon grado. Fece parte della XV e XVI legislaturaescdetLeadestrii . A dir vero non sappiamo perchè abbia.

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,seduto a destra. Forse credette che si dovesse wogred\re colla destra in' testa; forse il timore di essere troppo di sinistra lo fece sedere a destra. Certo i suoi pochi discorsi, tutti in materia .militare, furono improntati a uno spirito di progresso che parve prematuro ed esagerato; quello, rimasto famoso, sull'importanza ·e la missio.ne della marina in Italia, oggi sarebbe a proposito; ;aQticipato di dieci o dodici anni era una profezia; a molti pi.tn·e una :c;tranezza, a pochi una rivelazione; non incontrò il gusto -0el Ministro della guerra . Ricci s'accorse che lo comprendevano meolio i suoi discepoli. Carattere sensibile, sc hivo, sdegnoso, B . si• ritrasse, si eclissò, diede addio alla politica; quantunque la <parola facile, vibrata, incisiva, gli assicurasse successi parlamentari purchè àvesse potulo formarsi un temperamento parlamentare. Nel gennaio 1894 fu nominato senatore, ma non prese parte --alle discussioni del Senato, o sia che la malferma salute ne l'abb ia ,impedito _o sia che la memoria di quanto gli era successo alla ,Camera ne l'abbia dissuaso . Nel settembre ,189l, sentendosi sempre più mancare le · forze, ·domandò ,.eoli stesso di •essere esonerato dal comando del- II corpo ò d'armata· e, collocato a disposizione, si stabi lì a Torino dove avea .amici e parenti. Un ·anno dopo, perduta la: speranza ai vederlo ·1'istabilirsi in salute, venne collocato in posizione · di servizi.o ausiliario. Aveni 63 anni; in altre condizioni di salute avrebbe · ipotuto continuare in servizio attivo per ' altri cinque. ./ Il 20 ottobre ·1896 morì, assistilo dalla moglie e dalla sorella, . ·,compianto da tutti. Era nato a Savona il 2/i. ~ennaiO' ·I 832. Gli furono resi da Torino e dal presidio onori funebri solenni -come il noenerale e l'uomo meritava. Alla desolata vedova, Sofia. • De Amicis, giunsero telegrammi di condoglianza da personaggi · 11lustri, da corporazioni, da municipi. Non possiamo astenerci dal riprodurre quelli di S. M. il Ile, del presidente del Cons,.igl jo ·:e del ministro della guerra. · li l\e telegrafò alla vedova: ~ L'antico affetto che mi legava al compianto generale Ricci,,suo consorte, mi fa partecipare di tutto cuore al dolore di le,i, .pure sentito da tutto· l'esercito che egli servì con esempla!'e zelo, ·.dottr.ina e valore. « UMBERTO }) . I

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è\"°ECROLOGIA.

JL GF.NERALE A.G0STI:S0 RICC I

L'on. Di Rudinì telegrafò al comandante del corpo d'armata di Torino: « Profondamente con tristato per la · perdita dell'on. senator& generale Agostino Ri cci, che sui campi di battaglia e dalla cattedra illustrò il nome italiano, prego la S. V. di porgere personalmente alla fami glia dell'estinto le condoglianze del Governo e rendersi interprete dei miei sentimenti di vivo rammarico. « RuoINi ».

Ligure, :,;chielto d'indole di modi e di fi ~o nomia, ave~a nella prontezza della parola, nella lucidittt delle idee, nel fervido patriottismo, nella sensibil ilil nervosa. nell'ostinazione de! cr~dente nella tendenza all'apostolato, nella graci lilh. rlel la cost1tur._1one e nella ·rorza della volontit. aveva, diciamo, qualche cosfL d1 Mazzini. Era un a specie di Mazzini monarchi'co e militare. Ricci meno nervoso, meno irritabile, meno credente. più mal leabile, avrebbe potuto essere un buon ministro <lella guerra e anche della marina, un eccellente capo di stato maggiore del1' esercì Lo. Nessu no può dire che r.osa sarebbe stato generale i~ g_nerr~ , come nessuno può dirlo con certezr.ìl. dei suoi . c11llegh1 v1_vent1. Su questo punto ci vuole la prova . Ma s.e I' intellige~za, la scienza, il carattere, se i simulacri di guerra 1n Lempo d1 puce_ valgono a dare un indizio, I' ltalia h:t perduto in Ricci uno degli uomini su cui in tempo cli guerra po:eva fare maggiore asse~na.mento. L'opinione predomin~nte fra i militari lo riteneva il primo stratego del l'esercì Lo . Conchiuderemo con le parole di Corsi : « abbia l'esercito nostro, abbia l'Italia per lo avvenire uon, ini della tempr:.a di questo che abbiamo perduto ».

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Il Ministro della guerra telegrafò al medesimo: « Apprendo con dolore la morte del Lenente generale Agostino Ricci . Voglia a nome mio porgere sentite condoglianze alla vedova, alla cui sventura prende viva pHrte lutto J' esercito, al qual e l'estinto fu per tanti an ni esempio di virtù mi!itari e civili. « P &LI.OUX ». Di. Ricci scrisse ma gistralmen te il Corsi: « Abbiamo fatto una gran perdila, l'Italia, l'esercito, noi suo i, colleghi ed amici, i tanti ufficiali , oggi pervenuti agli alti gradi , che gli furo no discepoli, tulli quelli che ebbero la fortuna di ·apprendere da lni che cosa sia virLù milLLare e civile. Per lunghi anni ne vedemmo, ne onorammo in lui uno dei più splendidi esempi. Nessuno nel . nostro esercito lo superò nello amare la patria, _nel cul to del dovere sino al sacrifizio, nel rispetto e nella osservanza della legge e delle regole, nello idfetto profondo e co·stari te alla milizia, come profession e, come corpo, com e fratellanza; nel senLimento della disciplina, nell a operosità . « AILri dirà di lui come scrittore, come uomo di preclaro ingegno, come quegli che apprezzava con giusta misura nei suoi compagni e nei suoi sottc,posli, ed anche fuori della cerchia militare, da un lato ìa colLura, dall'altro la pratica, sopra tutto però il carattere. Io mi ristringo a dire, in qu9sto primo dolorow momento, che conobbi ed amai in Agostino Ricci uno dei più str.enui campioni della verita e della gitlsti.zia, che lo vidi con trepidazione entrare nel campo della poli tica militante-, ma lo vidi uscirne · incolume, veramente contento di sè, se non d'a!Lrui: ed applaudii alle generose ire di quell'anima sdegnosa , .

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IL GF~'IERALE MEDICO FF.DERICO 'i'OS i

IL GENERALE MEDICO FEDERICO TOSI

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·19 corrente è morto a Spezia il generale medico Federico ~osi: una delle illustrazioni del nostro corpo sanitario militare. Eras1_ recato cof'.1 per salutare un suo figlio, tenente di vascel.lo, prossimo n. partire per un lungo viaggio e quivi lo colse il mor bo che lo trasse alfa to mba. Fu ricov~rato nell'ospedale marittimo di quella città, ove ebho fr~tern ~ a_ss,stenza dal medico direttore del med es imo e da tutti gl_, ufficiali medici del presid io; ma non ,,afsero cure di medici ne le amoro~e. sollecitudini della moglie e dei figli accorsi ::d suo ca~ezzale, ne, 1 voti ~ei n~unerosi amici e defl 'intiero corpo sani~ario. Dopo un alternativa di due mesi, che faceva nascere di tratto 1 n trallo le_ p_iù ~usinghiere speranze, egli spirò lasciando nel lutto la fam1glw , 1 colleghi, gli amici. . Nato a Massa il 25 agosto 1837, laureato a Modena il 7 ma"gio 1859, al prim o annu nzio di guerra coll'Austria era coi"o arruolarsi in Piemonte ove fu ammesso, medico acrrriunt/ nel corpo sanitario militare. "0 ' Con _questo grado fece la campagna di quell'anno. ~omrnato medico di battaglione il 12 marzo ·1860 nel ~0° battag~10ne bersaglieri dell'Emilia, fece con essi la campaona del ·l~~O, nella quale si guadagnò fa medaglia d'argento al valore militare, ~er essersi valorosamente distinto nel fatto d'11rmi di Monto Pu lito e sotto Ancona. .· Fu _promosso medie? di :·eggimento (capitano medico) per me· 1ilo di esame nel luglio ·I8fVil e in questo grado restò quindici dando .larga prova ?el suo sapere e della sua ab~fità proJ~:.sionale pnma nei reggimenti poi negli ospedali. Capitano medico fe ce le campagne del 11866 e del ,J870. Fra ttanto il suo ingegno e la sua attività lo avevano fatLo emer-

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gere fr:i i colleghi, ond'ebbe compili speciali ed onorevol i che disimpegnò con piena soddisfazione dei superiori. Nel ·,18 73 fu incriricato cli studiare e proporre il miglior modo di trasporto sull e ferrovie degl i nmmalati e fe riti in guerra; nel 1877 ebbe incarico cli proporre i modelli di allestimento dei veicoli ferroviari per il, dello trasporlo; nel 1887 fu incaricalo dell'allestimento di ·i 6 tren i porta-feriti. · . È di sua invenzione il lettuccio- barella regolamentare dei treni ospedale, che porti\ il suo nome e ch e fu premiato al!' esposizione di Pavia. Nel 1875 fu desti nato presso il comitato di sanità militare e gli fu allidala In reda1.ione del Giornale di medicina militare, cbe ten ne fin o all'agosto 4877, quando fu promosso maggiore medico e nominato :segretario del!' ispettorato di sanitit mi li tare. Nel 1883 fu promosso tenente colonnell o continuando nella stessa carica, che lasciò nel 11884, nominato direttore dell'ospedale mili tare di Firenze. Nel ·I88; ebbe la promozione a colonnello medico e ne!lo stesso tempo la nomina a direttore della scuola di applicazione di sanità militare, ove trovò largo campo di esercitare la sna operosità e mostrare le ~ue bell e doti di mente e di cucre . Nel gennaio del corrente an no era stato promo:;so maggiore genernle medico ispettore . Avea viaggiato per incarico del Governo in Francia , in Inghilterra, in Ùermania ed in Austria, nffine di studiai·e i servizi sani tari di quei pae~i ecl i relativi materiali ; era s lQlO in mis sione al congresso ed esposizione cl' igiene di Bruxelles nel ·I878, e delle cose viste e conosciute avea presentato pregevoli relazioni. Era autore di memori e scientifiche e di statistiche stimatissime. Era amalo e stimato nel corpo sanitario e fu ori di esso . Oggi quanti lo conob bero ne rimpiangono la perdita . 1

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2040 .

J)!QTJZJE l'OLITJCO-M ILITARI

NOTIZIE 'P OLITI_0 0-1fILITARI ~l gran?e _avvenimento della quindicina furono le nozze .., . no~tro Pnnmpe ereditario con S ~ I p . . . d1 ::;. A. R. il · • · a rmc1pessa Elena del Montenegro. · ' e/"~ Fino dai primi del mese, come abbiam . lata, S A R il p .· . r N . . o aetto nella pt:ecedente pun·s .A .R il iDmc1ped'e iG ap_oh s1 trovava a Cettio-ne ,· 1·1 1.~. \·1· ~1· recava . i,, ,, ~ Re d' Italia. . . uca i enova quale rappresentante di S. M. il stf ;:i:~;;i~~e::e ~~c~glie~e festose _e cordiali dei .l\fonlenegrini ai nodole generos~ di~ ucl ~oonp:1/gne degli ospiti. delle circostanze e dell'inII -20 corrente i Princip"i italiani e I f .a . . . tenegro, cioè il Principe N'k't ·1 p -~ ~mteh~ prmc,pesca del l\fonElen·a ed Anna e i. Ì·is eui:. 1 a, J.. . imc'.pe Mll'ko, colle Principesse v;ri alla voita di Bari pfra / se?_m11'. partirono da Cettigne per Anti~alve dell'a rtiglieria. , e pw vive acclamazioni del popolo e le . . . . .Il ,vi~ggio att1:averso il tenitorio monl ".· trionfale. In tutti i villarirI1· ll1n~o ·1 ene"1mo fu un vero viaggio ei-., 1 percorso le p I · · · , . opo a;:1orn _schrnrate offrivano frntta e rinfreschi ed'a e l d' , L ,. . PP au Jvano freneticamente 11. _co1:teo·. p~·inci pe~co giunse ad Antiva;·i. Fino dal ~. . . . . \ l crn arrivato I yacht Savoici sop . 'J 1 . p .·. c1p1, le Prn1c1pesse e i loro se 1 'f 8,. , ia J qua e l . unche si trovava in quelle acq g~ \~ . '.:Ubarca rono. La squadra austriaca , , u,e, a ~o I gran pavese e foce le salve d'uso; l'arnmirao-Jio Seema 1'J , n c.omalll ante della mede-ima · . . b rendere omaggio ai Principi. " s1 i eco a ordo per La notte stessa l'yacln Savoia mal"r d . - . . Bari, scortato dalle ~ostre navi da ., · 1'J -~· o il catt1 vo , tem~o, partì per la mattina del 21 le salve del!' ..7~ei.~a Bau~an, ~tromboli o Volta, e d Il . a1 tl...(1ieua e o-lJ evviva d . . . e a popolazione annun;:iavano l'ar;··ivo d 11," f . I. . e1 ~ian~a1 e terra italiana. . e a utuia egtna d Italia su u

gior~/;:::ecJ:~~

. L'accoglienza fallale dalla nUova . . .· . . .. dialità dell'addio della patri d' ,· . pat11a fu p~rr per entusiasmo _e cor· basilica di San Niccolò ' i c~rn ?.JJfme. _In ~ari lo stesso giol'llo, nella . " . pie a cenmoma del pass~ggio della Prin·

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.eìpessa Elena alla fede cattolica, quindi il corteo ·principesco partì rer Roma ove giunse !a mattina del 22. Già da qualche giorno si trovavano nella capitale le LL. MM. il Re -e la Regina, tìno -dal gforno innam,i erano giunte le LL. AA. B.R. le Duchesse Elisabetta ed Isabella di Genova, la P1'incipessa Let.izia, il Duca . -d'Aosta, il Conte di Torino, il Conte di Salemi, i Principini Ferdinando .·e· Umberto e il Principe Viltorio Bonaparte ; la mattina stessa era ,giunta S. M. la Regina Maria Pia di Portogallo e il Duca di Oporto. Tutti. questi augusti per~onaggi si recarono a ricevere alla stazionò la 'Principessa fidanzata e i suoi parenti. Nori descriveremo il corteo, molto meno le fe,te e le dimostrazioni di Roma; da v::iri giorni ne sono · piene le cronache di tutti i giornali -d'I1alia. 13ast.i il dire che l' accogli~nza fu degna della capitale del Regno, fn ;guàl' era da ~spettarsi dal\' affeuo della popolnione romana per Cas:i Savoia. *

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Nel' pomerigio, il Re, la Regina ed il Principe di Napol i, circondati ~:lalle loro Case civili e .militari, ricevettero nella sala del trono, i ministri, a no.me dei qua li il presidente del consiglio, onorevole Di Ru-dini, presentò felicita1.ioni cd aug.urì per le fauste noz.ze del principe -dj Napoli colla principessa ~lena di Montenegro. Il Re ed il principe di Na poli erano in divisa di generale, ed i miilislri in uniforme. Indi le LL. l\IM. e S. A. R., alla presenza dei ministri, ricevettero la . ,presidenza del Senato, accompagnata da numerosi senatori. li presidente onorevole Farini lesse il seguente indirizzo :

, Siì-e, oc L'ufficio di presidenza del Senato del Regno, interprete dei ,;entimen1.i del\'alt11 : assemblea, della quale 'rimane il solo organo nell' in, te1·vallò ·delle sessioni legislative, prega la Maestà. Vostra a voler ac-<;ogliere coll' usata benignità le nostre felicitazioni e i nostri auguri per il matrimonio di S. A. R. il principe di Napoli còn la principessa Elena -0el Montenegro. Che l'ufficio di presidenza sia~i bene apposto nell' interpretare le intenzioni del Senato, lo mostra il numero dei senatori -0he spontanei, come se fos,e cosa deliberata, vollero unirsi a -lu i in 1 1uest'att') di omaggio devoto alla ì\1. V. · « Le parole augurali del Senato, in ql)esto giorno lietissimo, sono J'eco fedele dell'esultanza popolare che proruppe in tutta Italia al primo


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t-.O'l' IZIE POLITIC0-)JJL1TAR1

annunzio del fausto avvenimento. Queste nozze di un principe rampollo, di una antica stirpe di forti, · con una principessu uscita da un popolo, giovane e prode cl1e1 ha per sè l'avvenire, ci rammentano quelle di S. A. Il. il principe di Piemonte, O.l'a nostro He, con S. ,A. R. la principessa Margherita, ora nostra benamata Regina, che ebbero così universali entusiasmi e così unanimi approvazioni. q Se tra le due Dinastie di Savoia e del Montenegro intereede Ja, differenza che il tempo pone tra le cose umane, quella dell'estensione dello Swto e del numero dei _popoli governati, esistono somiglianze che ne rendono naturale l'alleanza. Eguale in ambedue la erodezza nelle· armi, eg,uale l'amore della patria, eguali gli sforzi generosì-~er redimere due popoli dalla servitù straniera. Queste somiglianze_d'inienti e d'opere che :ìlanuo a fondamento di un connubio -spontaneamente contrnltoall 'iufuori della· politica, furono· la cagi,me .che :illa piena soddisfazione· delle due Case Sovrane si aggiungesse la gioia e il plauso dei popoli dalle Alpi alla .Montagnt1 nera. « Perciò noi ci rivolgiamo con animo aperto a Voi, Principe Reale,. che, levandovi sopra le tradizioni di altri tempi, sceglieste la compagna della Vostra vita come i1 cuore vi consigliava. Il senno maturo, i forti propositi di operosità ci affidano che Voi troverete in questa bene augpicata unione non solo la feli(}it:ì domestica, ma ancora l'eccitamento a quelle vir1ù civili che, apprese fino dall'infanzia dai Vostri Augusti Genitori, confermeranno le speranze che in Voi ha po,;to la patria. ( A·l1ezza Reale, noi · vi preghiamo a far accetto alla principessaVostra sposa che porta fra noi, col prestigio della bellezza, i frutti di, una semplice e severa educazione, il saluto rispettoso del Senato dc!Ja, nuova patria, mentre risuonano nelle vie di Boma le acclamazioni del saluto popolare. Per bocca Vostra noi Le diciamo: che sia la benvenuta io questa Italia che nella sua Uegina riverisce ed ammira un esempio. luminoso della bellezza congiunì.a alla coltura e ad ogni gentil costume. A questo raro esemplare di Regina e di donna, di sposa e di madre,. a·Lei educata agli stessi ideali, non sarà difficile conformare la vita. 1<

Sù-e,

« Fatta ragione dei t~mpi, la Maestà Vostra, preferendo ai tripudi: clamorosi le gioie tranquille e gli omaggi riverenti di animi devoti, volea contenuti in modesti confini i festeggiamenti di queste .Nozze Regali, ma la gioia che dalla Reggia si diffonde oggi per tutta la terra d'Italia attesta con mirabile spontaneità quali affetti stringono la Nnione alla sua dinastia, e come la ·soverchiante piena di tali affetti sia impossibile a conlenerc ,> .

NOTIZIE - POLITICO-MlL!TARI

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S. l\L il R'e rispose: d,a letizia ché ·mi circonda, le prove di affetto che mi vengono da ogni parte, la devozione che mi dimostra il Senato del regno, mi confe11mano che il Paese senic come la mia Casa sia identificata col popolo italiano. « Lf:l due dinastie che si collegano ebbero comuni, come ella dice, onorevole signor presidente, la prodezza nelle armi, l'amore alla patria, gli sforzi ·generosi per redimere i popoli dalla serv,itù. « Signor

Presidente !

• Dica a' suoi colleghi, che il pensiero di una patria grande, forte e felicé è il costante proposito dell'animo mio. A conseguirlo ho consacrato tutta quanta la vita. Il legame che sta per stringersi mi affida che i miei successori consacreranno anch'essi la -iita loro al medesimo intento. « Questa è la mia fede di padre e di Re». Dopo l'udienza del Senato. ebbe luogo quella della Camera. Uufficio di presidenza era al completo, i deputati erano circa 180. II presidente Villa lesse 11 seguente indirizzo: « Maestà! « Un solo pensiero raccoglie oggi tutta la famiglia italiana intorno alla Casa dei suoi Re e fa p.i:orompere da ogni cuore voci di giubilo e di benedizioni. • In quel pensiero, o Sire, si rispecchia avviv'ata da nuova luce quel1'a,nt~a fede che associa con vincolo indissolubile gli alti destini della patria a quelli della dinastia - fede dalla quale il paese trasse la sua forza nei giorni della lotta, che lo sorresse in quelli della sventura; che gli sorride oggi schiudendo al suo cuore nuove ·speranze. · « Interpreti di quel pensiero; eilo fedele di quelle voci, noi eletti deHa J'{~zione sentiamo il bisogno di porgere a Voi, o Sire, a S. M. la graziosa nostra Regina, à S. A. R. il principe di Napoli, il reverente tributo delle nosl11e felicitazioni per un avvenimento che auspicato-dai più soavi affetti risponde'in modo così felice alla nobiltà delle tradizioni famigli:iri ed ai ' voti della Nazione. « Sì, o Sire, non è senza un sentimento di orgoglio e di compiacenza ad un tempo che il Paese si rallegra di ciò che all'Augusto Principe educato .da Voi e dalla madre Sua alle severe discipline del dovere ed alle 'più squisite virtù del cuore si consacri devota compagna per la vita una Principessa gentile che porta nell'antica Reggia, collo splendor·e di nuove l31' -

ANliO

XLI.


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NOTIZIE POLITICO- MlLITA RI

grazie un tesoro di gloriose memorie, prezioso retaggio di quella famiglia di forti, cl'onde essa ba avuto i natali. · « Le tradizioni del 1 popolù Montenegrino, che con eroism<, leggendnrio seppe fieramente difendere la sua indipendenza e con es$a la causa della civiltà cristiana: che in mezzo agli aspri dirupi delle sue montagne conservò la virtuosa semplicità dei costumi e la robusta vigorìa déi ca1·atteri; che seppe manteneré salde le antiche libertà sotto gli auspici di unn dinastia patriarcale, hanuo il loro degno l'iscontro nelle pagine di quella splendida epopea che comincia fra i dirupi della Savoia e narra ad un tempo e la passione di un popolo che da secoli lotta e si tr~~aglia per la conquista della sua Unità e della sua Indipendenza, e le 1ne'morande vicende di una famiglia di valorosi che si sente chiaqiata a raccoglieme il pensiero, ad ordinarne le· forze, a guidarlo con mano ardita e sicura· al compimento dei comuni ideali e consacra la saldezza dei nuovi ordinamenti col diritto inviolabile dei plebiseiti. « Quei due popoli .si scambiano oggi un pegno indefettibile di affetto e confondono i loro cuori nel sicuro. presagio che Ja nuova progen ìe ·Sarà degna d9g Ii A vi. ~ A Voi, o Sire, alla l\Iaestà delÌa Augusta ed amata Regina, a S. A. R. il Principe di Napoli noi porgiamo nella concorde e serena esultanza dei cuori il fervido, affettuoso saluto della devozione e della gratitudine nazion::i'le b.

-, Là' mia easa e quella del Montenegro significano liberazione e indipe.ndenza. E' in questo amore della Patria che si nobilitarono i saèrifièi , si rattemprarono i caratteri; è in questo culto della Patria che si rafferma la fede, segnatamente nelle ore diflìcili clie m:ii non mancano ai popoli grandi. , ~ Dica, signor Presidente, ..illa Camera elettiva che io le ricambio gli augurii affidandola che il mio cuore di Re ha un solo palpito: la felicità dell'Italia ».

S.. 1\1. il Re rispose:, ~

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NOTIZIE POLITICO~MILITARI

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Si_qnor Presidente, « Ella bene argomenta affermando che le gioie della mia famiglia si accrescono, per l'intimo accordo colla Rappresentanza Nazionale; esso trae il suo alimento perenne dalle nostre libere istituzioni. • A me è particolarmente gradito il saluto della Camera elèttiva, espressione genuina dell'alleanza della Dinastia colla Nazione nella !p1ale sta il presidio dell'indipendenza della Patt·ia. (< Ho desiderato che in questi giorni di festa per la mia Casa si trattenesse l'entusiasmo schietto che da per tutto prornmpe, poichè è al lavoro, allo studio, al dignitoso ·raccoglimento che dobbiamo attingere la lena per crescere in grandezza e in prosperità. « Signor Presidente, questo legato della grandezza e dell'integrità Jella Patria che io ebbi dal mio grande Genitore, si trnmanda per tradizione nella mia famiglia e allo altissimo intento non verrà meno mio Figlio. « Anche la s~eha della sua sposa, la quale appartiene ad una progenie di valorosi difensori e vindici della indipendenza nazionale, addit:i l'animo suo.

La mat.tina del 24 in una sala del palazzo reale, ebbe luogo il matrimonio ci:vile tra il Principe di Napoli e la principessa Elena di Montenegro. La sala, elegantemente ornata di fiori bianchi, era così disposta : Nel centro un tavolo dinanzi al quale si collocarono i Sovrani, gli Augusti sposi e i principi Vittorio Napoleone e Karageorgevich, i Principi e le Principes.se di Casa Savoia. Dietro i sovrani e i principi erano le dame di corte. A destra dei Sovrani e dei Principi erano i collari dell'Annunziata, cavalieri. Crispi, Cosenz, Bianchei·ì. A sinistra erano le case civili e militari dei Sovrani e dei princii)i. Di fronte, ai Sovrani erano ltl presidenze del Senato e della Camera, i l\Iinistri in uniforme e con decorazioni, i dignitari dello Stato, il Prefetto, la Deputazione proviI_lciale, il Sindaco colla Giunta municipale, senatori, deputati ed invitati. Presso il tavolo erano i sedili per gli Augusti Sposi a destra; per i testimoni a sinistra e di fronte ai sovrani quelli per il Presidente del Senato, Ca-V. Farini, e pel Presidente del Consiglio cav. Rudinì, che funziona vano da uffìciale di Stato civile e da notaio -dell~ Corona. Entrambi avevanJ il collare dell'Annunziata. Rogato l'atto nuzi'ale il cav. Farini ne diede lettura e quindi il Principe di Napoli , la principessa Elena, il Duca d'Aosta ed il Conte di Torin0,,testirnonii designati dal Re, ,il Re Umbert.o, il pl'incipe Nikita e i cavalierì Farini e di Rudinì firmarono l'atto. La cerimonia è terminata alle ore '10,40, mentre le artiglierie sparavano· salve. Dopo salntati affabilmente i presenti, i Sovrani e gli Sposi si riti.ra11ono cori .tutta la Corte, per avviarsi alla cerimonia del matrimonio i:èligioso nelila chiesa di S. Maria degli Angeli. · Alle ore H,20 i Sovrani, i Principi del .Montenegro, la Regina Maria Pia, tu.tti i Principi di casa Savoia, il Duca di Oporto, il Pl'in-

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NOTIZIE POLITICO-l\llLITARI

cipe Vittorio Napoleone ed il principe Karageorgovich si recarono in berline di Corte di gran gala alla chiesa di S. Maria degli Angeli per la cerimonia del matrimonio religioso del Principe di Napoli e della Principessa Elena. (I passaggio del corteo reale fu sal11tato da entusiastiche, incessant,i acclamazioni dalla immensa popolazione che gremiva le vie, le finestre, i balconi. La cerimonia religiosa fu celebrata da ìnonsignor Piscicelli, gran priore' della basilica palatina di S. Nicola di Bari, assistito dal suo clero palatino. Vi hanno assistito anche i collari dcli' Annunziata cavalieri Crispi, Cosenz, Farini, B.ian<;heri e di Rudini, i Ministri, le Presidenze del Senato e della Camer~! il Corpo diplomatico, le rappresentanze dei grandi corpi dello Stato e numerosissimi invit-ati. All'uscita del corteo nuziale dalla chiesa e lungo tutto il percorso fino al Quirinale, gli augusti sposi, i sovrani ed i principi o lo principesse furono salutati da incessanti vivissime acclamazioni. Le truppe renclevano gli onori. Le musiche suonavano l'inno reale.. Sulla piazza del Quirinale le acèlamazioni si ripeterono vivissime e gli sposi, il Re, la Regina, il principe Nikita e la regina Maria Pia si affacciarono al balcone del palazzo a ringraziare fra nuove e calorosissime ovazioni.

*** Abbiamo già parlato nella precedente pun tata di un'amnistia che, in occasione delle fauste nozze, sarebbe concessa per reati. comuni o militari. Essa lo fu realmente ed ecco il testo del R. Decreto che riguarda l'amnistia por reati militari: A1:t. l O - È concessa l'amnistia: a) ai renitenti ed omessi delle leve di terra e di mare, nati posteriormente al 1858, che risi(ldono nel ~·egno o siansi già costituiti ovvero si costituiscano entro il 31 dicembre 1897; b) idem ai nati nel 1870 e nel 1876 ed a quelli della leva di mare nati nel 1875, che reduci dall'estero siansi costituiti alle autorità di leva nel regno, ovvero trovandosi tuttora ali' estero si costituiscano entro il 3J dicembre i 897 alle autorità di leva nel regno o entro questo termine regolino la loro posizione nei modi indicati dal\'articolo 2 del decreto 2 ottobre 1895, n. 503. Art. 2° - È pure concessa l'amnistia: , a) a tutti quei militari del regio esercito e della marina residenti all'estero o nel regno che siano incorsi nel reato di diserzione semplice anteriormente al :l O ottobre t896. Per quelli fra essi nati poste-

NOTJZIF. POLITICù -)JILITARI

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riormente al 3:l dicembre, o che non siano già costituiti alle autorità militari del regno, la concessione dell'amnistia è subordinata alla condizione che si costituisc:mo entro il 3'1 dicembre :l896, ma dall'adempimento di questa condizione sono dispe~sati c~l?ro c,he. trovandosi all'estero provino nel termine e nei modi sta~1h1t. dall art1col_o_ 2 d~l mcnzioiia!o decreto 2 ottobre 18~)5 di essere rnab1h al serv1z10 militare; . b) ai militari del regio esercito residenti all'estero o nel regno, 1 quafr Rosterior mente al citato decreto 2 ottobre 181l5 . fur ono denun~ ciati disertori o mancanti per non aver risposto alla cl11amata alle orm1 per istruzioni, per rassc,ne o per eve~tual_i1à_,di c~i _all'ar~icolo_1.~1 della l~gge sulla leva di tena e che s1ans1 g1a cost1 t.u1t1 o s1 cost1tmscano entro il 3'1 dicembre '1897 allo autorità militMi del regno, ovvero trovandosi all'estero ottengano entro il detto termine il nulla osta per rimanere a!l'esterc,. . . . . . Art. 30 - ~ ridott~ a metù la pena applicata o da appliM1·s1 a1 nnlitari del reo-io esercito e della regia marina rcsident.i ali' estero o nel regno i quali anterior mente al -1. ottobre 1895 si,rno incorsi nel_ reato di diserzione q ualifìcat11 e cbe siansi giù costituiti ovvero si cost1 1u1scano entro il 3,1 dicembre '1 897 alle autorità militari del regno. Art. 4,0 - Fuori dei cosi preved uti dagli nrticoli precedenti è concessa l'amnistia pei reati di cognizione <lolla giurisdizione militare pei quali la ]eO'oe stabilisce la pena del carcere militare non superiore ai sei mesi. L~ pe~e che furono o saranno applicate per durata non maggiore di 3 mesi sono condonato: quelle che furonl) o saranno applicate per una durata superiore sono diminuite di 3 mesL Art. 50 - L'esercizio' del grodo cli cui il militare era rivestito anterionnente alla condannn non si riacquista per semplice effetto dell'amnistia, ma rimano in facoltà del Governo di provvedere a ciascun caso. 1 Oltracciò un :iltro R. Decrèto condonò o rid usse la pena oi militari ed assimilati incorporati nelle compognie di disciplina . Eccone il testo: Art. i O - La permanenza olla 2a clos3e di punizione di funi colaro che alla data del presente Decreto si trorino incorporati nelle compagnie di disciplina di punizione, nonchè di quelli per i quali alla stessa data era già stata pronunciata la incorporazione, è ridotta a due mesi . · È condonata la restan te punizione a quelli fra i militari suddetti che ha·nno già terminato i loro obblighi di servizio e che alla data del pre· sente Decreto si trovino ascritti alla 2a classe di punizione. 0


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NOTIZIE POLITICO-'.,!lLITARI

NOTCZIE POLITICO-MILITAI<!

' Art. 2° - La permanenza nelle campagnie di disciplina di punizione dei militari sottodèscritti i quali alla data del presente Decreto si trovino ascritti nelle compagnie stesse, nonuhè di quelli per· i quali alla stessa data era stata già pronunciat;a la incorporazione, è ridotta ~ tre mesi: a) militari della regia marina incorporati temporaneamente: b) g~ia rdi~ di finanza incorporati tanto temporaneamente· che· defi nitivamente; · e) guardie di città.

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Dal\' AfÌ-ica e per l'Africa continuano gli arrivi e le paHènze, ma la si tu azione resta invariata. . TI 14- corrente giunse, reduce, un iutiero battaglione (il -19° fanteria <l'Africa che nella pùntata precedente abbiamo annunziato essere in viaggio) con 7'13 soldati e 19 ufficiali. JI giorno appresso sono- partiti una ventina di -ufficiali e vari soldati destinati :i riempire i vuoti nei corpi di truppe nf)zionali che si tro"vano nella Colonia, specialmente nel battaglione bersaglieri e nel battaglione alpino. Jl 2-1 partì una compagnia mina lori del genio (3 ufficiali e 100 sol-dati) chiesta dal generale Baldissera per coadiuvare gli altri nc,n pochi soldati del genio che già si trnvano in Africa, ai lavori stradali e di fortilìcazione i cui disegni vennero da tempo fatti ed approvati. Quest'invio non è moti,1 ato da condizioni nuove; però concone a dirnostrare sempre più l'intenzione del governo ,li tener fei·mo sulla linea dell'attuale confine. Le strade e le fort.ificazioni non possono avere altro scopo e sono il mezzo migliore per raggiungerlo con sicu rezza e con relativa economia; perchè ciò che si spende in strade si risparmi:i quattro volte in mezzi di t1:asporto, e ciò che si spende in fo rtificazioni si risparmia quattro volte in truppa. Verso la metà del mese qualche giornale aveva sparso voci, se non allai·manti, almeno di colore oscuro Si diceva che ras .Mangascià concentrava· truppe al confine, e Menelik ne radunava in gran numero a Borumieda, ma ques~ voci furono subito smentite e della loro insussistenza si ebbe prova posteriorniente nel fatto cl/esse non ebbero seguito. D'altronde non è probabile che Menelik voglia uscire dal ri~erbo primà che siano finite le tralLativE', nè .Mangascià nè altri da soli po5sono tentar nu Ila. · Nerazzini a quest'ora trovàsi allo Scioa ed è anche probabile che abbia raigiunto Menelik, ma si calcola che no1izie sul risulta to tiella

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pos~ano giungere o Roma prima della metà di noVerso la fine di questo mese dev'essere di ritorno a Gibuti monsignor Macario, accompagnato da due prigionieri liberati dal Negus. Si annunzia che fino dal 14 erano giunti all' Harrar. Da . essi forse po'tremo sap_ere qualche cosa, se non della pace, almeno dei prigionieri. i(

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Un caso di diserzione aila frontiera, non ordinario per le cause che l'hanno prodouo, ma non di eccezionale gravità per il numero degl'in. dividui ohe vi presero pane gonfiato, da un giornale estero, rigonfia~o da giornali italiani, destò sulle prime una specie di allarme. Nove disertori del battaglione ·alpino di Tirano diventarono quaranta nelle colonne del giornale svizzero che primo diede la notizia e crebbero fino a cento in quelle di qualche giornale italiano; ma restarono sempre nove. Or ecco le ca use del fatto: 11 battaglione alpino di Tirano . era fra quelli destinati a partire per Roma, onde prepdere parte alla rivista in occasione delle Auguste Nozze. Vi . fu chi sobillò che la partenza per Roma era una finta, ma che ~ealmente si .t.rat.tava di partire per l' Africa . Ca~o volle che appunto m ~Qei giorni si fosse chiesto se. qualcheduno del battaglione voleva offrn,si volontario per concorrere a riempire i vuoti che il congeda ·mento .della classe anziana farà nel battaglione alpino attualmente dislocato nell' Eiitrea. · Il' pericolo immaginario di partire per · l'Africa, fec13 si ehe quei n9ve sciagurati disertarono passando in Sviz7,era. Appena giuntane notizia a Uoma. il Ministro della guerra ordinò nel_battaglione stesso una severa i~cbiesta ed a quest'u~po partì tosto _per l\lìlal)o il ~eneralo Heusch, ispettore degli alpini. Nello stesso le~po l'on. Ministrò comunicò al comandante del corpo d'armata di l\l_ilano ritenersi dal· Ministero che, per quel fatto, il battaglione di . Tirano più noµ fosse ·degno di essere passato in rivista da Sua Maestà nell'indicata solenne occasione e chc1 perciò restasse a Milano. · . IJ fatto della di!>erzione e quest.a decisione ministeriale produssero tn ,quel battaglione anzi in tutto il reggimento una viva commozione, cosi cbe tutti gli uomini di truppa del battaglione di Tirano si offersero volontari per l'Africa. Contuttociò il battaglione non fu . più ammesso alla rivista; ma in s~~ vece, fu destinato il battaglione di Morbogt10, dello stesso 5° rcg. gimento alpino.


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-NOTIZIE POLl'l'ICO- MlLITAU!

NOTIZIE POLITJCO-MILITARI

· Nel pubblico, ridotto il tutto alle sue ,,ere proporzioni, cessò , l'im. pressi-One che avevano prodotto le no tizi~ esage1:ate. Però ~ella, starnp~ rimase uno sirascico di discussioni e v1 fu chi, nella d1serz10M d1 pochi individui, volle vedere un rapporto colle con·dizioni_ gen~rali dell'esercito ed un'origine nella dimin~ita influenza dell ufficiale sul soldato, · Niente di più infondato, perchè, in tal caso, dovrebbe . aver~i · un_a recrudescenza in tutti i reati militari, il che non è ; anzi quei reati, quelle cosiddette tragedie di caserma, che negli anni a?d~etrn commossero tanto l'opinione pubblica, da molto tempo non s~ .ripetono .. Ouella diserzione è un fatto prodotto da causa specwle e favonio ùa cir;istanze inerenti al reclnt.amento e alla dislocazione degli alpin! che sono soldati nati nella zona cli frontiera e dislocati per due terzi dell'anno sulla frontiera stessa; giovani che oltre :rontì~_'l sono ~mdatì più volte a lavorare prima dì :e,oire sotto_ le ,armi; cono~cono 1 dialetti di qua e di là, hanno am1c1 e parenti d1 qua e d1 1'l.

...

* * Fra le più importanti disposizioni · d'interesse mili tare emanate nella quindicina notiamo : , . Il Ministel'O ha determinalo quanto segue cJrca I arruolamento di volontari ordinari nei ,corpi del R. esercit.o : · 10 L'arruolamento sarà aperto a datare dal '1° novembrn p, v. e fino ·:1 tutto il 30 ~prile .J.897, presso quei corpi in cui può essere effettuato criusta il disposto del recrolamento in vigorn, · i;. 20 Il numero dei v~lontari ordinari, che nel detto periodo di tempo possono essere ·ammessi in servizio, è di iO per ogni 'reggimento, e_ di 5 per ciascuna brigata di artiglieria da costa e da fortezza e per la lmgata ferrovieri del genio. . In questo nu!Uero debbono computarsi _i milit:ni_ di 2a e_ 3a categor.'.a ammessi in servizio nello stesso periodo eh tempo, m seguito a trasfe1 ,mento alla ·P ca tegoria per libera elezione. . ' li Ministero ha avvertito che, a parziale modificazione de! le indicazioni contenute nei manifesti che fanno seguito- alla circolare 212 del 20 agosto '1$96, i corsi allievi ufficiaii di complemento ed all iev! se1·gent.i,, c~e dovrebbero istituir$i col -1° gennaio 1897, l'uno presso 11 '13° e l aluo presso il Ht,a reggimento fanteria, saranno invece ist.ituili, rispettivanrnn1e, presso · i reggimenti di fanteria 72° e 71 °,

2051

Con la circostanza 'avvertì p11re che il numero degii allievi sergenti da ammettersi nei corsi da istituirsi press·o i reggi men ii di cavalleria, ,dovrà -essere di 20 anzichè di .rio. Il Ministero ha disposto che i tenenti di complemento • non provenienti dai tenénti dimissionari del servizio atlivo permanente », non pos-sono essere promossi e;apitani per anzian ità, finchè rimangono iu tale ieategoria di ufficiali in_ congedo, In correlazione a tale disposizione, non posson'O più aspirare all'avau.zamei;ito gli •attuali c11pi1ani ed ufficiali superiori di complemento « non _provenienti da quell i dimissiona;-i dal servizio attivo permanente», sino .a quando essi faranno parte di tale categoria cli ufficiali in congedo. A,soluzione di dubbi sollevati intorno :i l congedamento dei militari cli ja ca'tagoria chiamati all'istruzione, il Ministero dichiarò che, sebbene .gli uomini abbiano preso parte all' istruzione presso v:ni reggimenti di fanteria, il fogiio di congedo dev'esser compilato da! rispettivo distretto -di leva cui sono effettivi, e consegnato a mano agli interessati che passano .p(ll distretto stesso, o inviato al distretto di present.azione per tutti coloro ·che vengono licenziati da quest'ultimo. Furono invitati tutti i reggimenti, distrell( stabilimenti e comandi lo. cali di artiglieria a far conoscere con sollecitudine alll\ fabbrica d'armi di Brescia il quantitativo di casse da imballo, :ii n. H09, H:1.0, H1eH dellà 6• categoria del modello per gl'inventari del materiale d'artiglieria -e genio, eh~ hanno di:;;ponibili, dimostrando separatamente le tre specie {ii casse in uno specchio da compilarsi e trasmettersi, anche se negativo. A richiesi~ poi della predetta fabbrica d'armi, le suddeue amrninistra.zioni le invieranno il numero di casse che essa sarà per inclieare. 1\ Ministrn della guerra ha determinato che siano fauc consumare ·dalla truppa tutte le scatolette di carne in conserva di fabbricazione an-, :teriore al 1.887 ed inoltre, a semplice titolo di saggio, il cinque per ·Cento delle· scatolette fabb ricate in detto anno e nel successivo, a qual~nque dotazione appartengano, Le consumazioni saranno fatte, di regola, in ragione di una per settimana, con una scatoletta di carne per ogni dne uomini conviventi al ·rancio ed avranno luogo a cominciare dal 1. 0 novembre p. v. Venn1 pubblicato un R, Decreto che inodifìca come segue 1'01:ganico -dell'amministrazionf centrale della guerra: L'attuale ruolo organico del personale dell'amministrazione centrale della guerra è rnodifìcato, per la parte che riguarda i gradi di classi ~otto indicati, nel modo seguente e con effetto dal 1° ottobre corrente: :1.5 capi divisione di 2• classe a L, 6000; . 29 capi sezione di 2a classe a L. 4500;

'


2052

2053

NOTIZIE PO L!'l'ICO- MILJTARI

32 segretari di i n classe a L. 4000; segretari di 2• clas::e a L. 3500; 18 vice segretari di 3a classe a L. 1.500. Venne stabilito che d'ora in poi l' ufficio personali d'a rtiglieria e genio presso · la ,direzione generale artiglieria e genio sarà costituito in divisione composta di tre sez:ioni. Presso la dirnzione generale servizi amminis1ra1ivi s.1rà costituita una nuova •livisione che prenderà la denominazione Conti inte1'1ii dei corpi, composta di due sezioni, e la divisione assegni e cassa prenderà la dlmominazione di Divisione ussegni, e sa,·n composta di sole tre sezioni. Pres~o la direzione ~onerale leve e truppa sarà costituit:O una seconda Divisione leve composta di tre sezioni. L'ufficio rafferme ù abolito, e le relative attribuzioni pa$.SCranno alla divisione truppa. (l.(l.

..

* .. In seguito alle continue pioggie che b:inuo reso impra1i cobile il terreno della Piazza d'armi ai Prati di Castello, la rivista stabilita pel giorno 27 andante non ebbe più luogo in quella località, ma bensì in alcune vie di Roma , che meglio si pres~avano per una rivista, incominciando da Piazza Barberini e proseguendo per via Veneto e Porta Pinciana, fino al l\facao. Lo sfilamento ebbe luogo in Piazza dell' Indipendenu. Le tru ppe erano agli ordini del generale Asinari di San Marzano comandante il corpo d'armata di Roma (IX), ripal'tite in due divisioni, l'una al comando del generale Orero. l'altra al cc,mando del generale Del Mayno. S. M. il Re col seguilo p'ercorse il fronte delle truppe da piazza Barbcri ni, pc~r Via Ven~to, Corso d'Italia, Viale Castro Pretorio, ecc., quindi si recò in piazza dell' f ndipendenza. Lé truppe a piedi sfìlarono in colonna di bauaglioni per plotoni; l'artiglieria in colonna per batteria ad intervalli serniti; la cavalleria in colonna per plotoni. Tutte le trn ppe sfìlarono al p~sso, salvo i bersaglieri che sfil:irono alla corsa. La tenuto della truppa, il contegno, lo sfilamento furono inappuntabili . Roma, il 27 ottobre ·1896. X-

BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO MILITARE

La battaglia di Lissa 1w· tm ttf{ì.ciale generale. - Estratto dall' Armeeblatt del giugno-luglio 1896. Manuel du cannonier. - Approuvé par décision ministerielle du 25 avril 1896. - Paris, Daudoin, :l896. Manuel- du Marin-Fusilier ('10" edizione). - Paris, Baudoin, !896. Dictionnaù·e militaire. - 5° fascicolo . - 6° fascicolo. - Fine della lettera C. Paris, Berger-Levrault, é<liteur, 1896. 01:qanisatio11, att.aque et défense des pla.ces. - Dì I. SANDIEn, capitano del genio. - Berger-Levrau lt, éditeur, Paris, 1896. Nos grandes num.oeuvres. - Destructions necessaire. - Paris, DergcrLevrault, ·1896. Français et Rnsses. - l\foscou et Sévastopol. - 1.8-12-1855. - Di ALFONSO R ,u!BAUD, t;a cdizi~ne. Un volume in ·12°. - Paris, DergerLevrault., 1896. l~usses et Priissiens , Guerre de Septs ans. - Di Ar.rnEoo RAM BA un. - Paris, Berger-Levrault, 1896. Six semaines cn Jlussie. - Posizioni, costumi, belle arti, industria, finanza, ecc. - Di GrACOMO RRn:1.. - Paris, i896, Derger-Levrau lt, éditeur. Il servizio telegrafico della cavalleria.. - SALARJS E:, tenente di complemento nel reggimento _cavalleria Aost.a (6°). - Firenze, Cooperativa Editrice, 1896. Il Colonnello. - OL1 v1En1 SANGIACOMO, tenente di fanteria. - Milano, Aliprandi, editore, f.896. lttStus Perl-hes Taschen-Atlas - 32a edizione curata da Hermann Habenicht. - Gotha, J. Perthes, éditeur, 1.896. Liibells Jahresben:cftte iiber die Verdnder-ungen wid Fortschri/le ini Afilitiìrwesen 1895. - Per cura del temente generale v. PELET-NAR· BONNE. Berlin, Mittler e figlio, editori, 1896.


BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO MILITARE

2054

Itlustrirte Militii:r-Lexikon. -

Generali

W1lLE

e

ZitPEL!K- -

Berlino,

1896. Geschichte der .Entwickelu11g des Russischen Heeres. - (I Parte, sino all'introduzione del servizio militare generale obbligatorio). - Zuckschwerdt. - Lipsia, 1896. , Des Genemls Lebrw1 mil'itiirische Erinverungen (1866-H,70). - ! preliminari della guerra. - Visite a Vienna e nel Belgio. - Lipsia, 1896. Die Kanoniere von Lissa. - D,alle memorie di un prode difensore dell'isola di Lissa. - Di W. KuoBtoCM. -' Sola, editore, ·1896. (A spose dell'autore).

XÌ.I

ANNO

'RIVISTA -MILITARE ITALIANA

DISPENSA XXII. -

rn NOVEMBRE

Per la Direzione Lonov1po OrsoT'l'I temmtecofotlne!fo .li.

DEMARCHI CARLO ,

gerente.

T. ,t., incaricato

ROMA VOGHERA

ENRICO

TIPOGHAtO•RDITORB

1896


2055

SOMMARIO DELLE :VIAT ER IE CONTEN UTE NELLA PRESENTE DI SP EN SA

'NOTE SULLA SISTEMAZIONE SCIENTIFICA STUDIO

Note sulla. slstem.a zione scientifica dello studio della geografia militare. - C. PORRO . . . . . Pag. 2055

n problema dell'attacco. -

E. ROCCHI, m aggiore del 3° genio

>>

Confe1·enz.a t enuta ai signoi•i u'jflc?:ali del p nvi'dio di Venezfo, addì 2 dicenil11'e 18~5 da Gowo MAYO, tenente nel 26~ re!:l'gimento fanteria. - (Contimu1,zione e flrte) . . . . » 20'i8

Il generale Di Petti11engo

» 2100 "

Tra i libri (Fi : Un nuovo lilNo del CmALA. I due Daboi·mida. - Gli insegnamenti del 1848 e ìl presente. - L'Enot1·io del Cònsr. - Il 1·0numz.o p sicolùgi co di u,t italiano dal 1848 al 1859. - Là spedizione in Crimea na1·rata dal MANFREDI. - L'ambiente e gli uomini durante quella spedizione. - Un 1·omanzo a teti-e tinte dell'OL1VrER1. - Per gli studiosi di organica e per quelli di lingua tedesca . . . . . . . . » 2.103

Notizie politico-militari. -

:e: . . . . . . . . . . .

» 2115

Notizie militari estere: Germania : Principali e 1·ecenti va1·ianti all' ist1·uzione sul cavalca1·e per la cavalleria (8i agost o :1882). --,- Nuova 01·ganizzazione dei teleg1·afisti. - 1l1ovime1iti negli ctlti comandi dell'esei·-Cito. - }fovime1iti nell'alto p_e1·sonale della ma1·ina ,. 2120 Russia: ilfodijì,càzi oni neU'ordinctmento dell'esei·cito » 212,2

Rivista dei perlodioi militari .

»

;~ .

_Più volte mi è stata falla da alcuni ulfrciali richiesta di inforrr.·nion i intorno all'indirizzo allualmente seguito negl i studt di _geol!.rafia militare presso la scuola di guerra. Tali i'ichieste si fe, ,n recentemente assai numerose in segt1ito ali' apparizione "aduzione italiana di due memorie geo.grafiche del professor Fischer, presentate agli studiosi da una prefazione del generale Riva Palazzi, nella quale appunto si ac.cenna ni concetti informativi degli studì geografici in que~to nostro istituto mili tare ('I). A -soddisfare le richieste avute, meglio di quanto ab bia potuto fare ~.on private risposte e nella spera nza di far cosa gradita ai non pochi ufficiali che si occupano di geografia, ho creduto conveniente di rendere ptibbliche queste mie note iilborno alla sistemazione -seientifica dello studio della geografia militare, s~condo le odierne vedute. Ed a ciò mi sono indotto anche per il fa tte che non esiste una lrallazione completa di questo argomen.to, coordi nata a c/uello della .sistemazione scientifica della geografia generale, per quanto non manchino nella.nostra letteratura militare pregevolissimi lavori, ove di proposito o sussidiariamente si tratti dello sviluppo deili studt geografico militari, ai quali lavori ho pure fallo capo nelle mie ricerche (2). Intorno all'enuhciato argomento crederei

2124

N.JJ. ~ La dispensa precedente con la data·l' novembre 1896 deve ess~\ XXI e non XXII come per errore fu stampato.

PrtOPIUE'l' A LETTERA:RIA.

,.

2067

Polvere senza fumo e piccolo calibro. -

DELLA GEOGRAFIA MILITARE

(I) Pror: F1scnEn. - Schizzo descrittivo !l'Italia e cm·aiteri fondamentali della ll~stica del suolo d' Italici. Tr,1duzione del prof. R. LOVBRA, con preFazione ciel maggior generale R1vA 'PALAZZI. (Salò. {895) (cnfr. a pag. -19). ~) Un cenno sullo sviluppo degl i stucll geograflco milila.ri può trov;u,;i nelle ope re

seguenti :

~ ·1· ' I

'

. MAnsEÌ:1.1. - La guel"ra e la sua storia (Milano, !879) (cnFr. Voi. li, ·Cap. 11, La. ~eografia militare e l a statistica). GoinAN. - -Lezioni di geografia militare (Torino, 1880) (cnfr. Cap. l, Evolu zione della dottrina geor,rnfl,co militare). Pennuccnr,:TTr. - _Del ·metoao negli studi per la difesa dello Stato (Roma, {882) (cnfr: C;ip. J, Snt metodo pi·op osto per gli sbudi di geografiri militare). PPinMccm;,:TI. - La dife$a !lello S,lato (Torino, !884} (cnrr. Cap. I, b'sposizione cli

!32 -

ANNO XLI.'

,

I


2056

DELLO STUDIO DELLA GEOGRAFIA l!lLITARE

NOTE SULLA, S ISTEM AZIONE SCIENTlt-'ICA.

pertanto di poter fo rnire qualche dato non privo d'interesse e specialmente non poche in formazioni ed indicazioni bibliografic he assai utili pel' clii volesse approfondire alcuna delle questioni , qui sommariamente accennate; e tuitociò per il sempl ice follo dell'essere io per ragioni d'ulficio al corrente del movimento de"li studi geografici e dell'aver a mia disposizione un copioso materiale ad essi relativi. 1')

La geogralia militare. intesa come studio dell'infT1w1;a ,L,,gli elementi yeoyrafic1: .ml/a y,wrra. altro non è se un punto di vi~ta particolare della geografia generale e precisamente di · tJJiella ~ua parte che tratta delle reiazioni rra la natura e l' uomo e .che do-

metodo di $/udio gcogra/ì.co militar e i ntew <i porre in eplden~a le condi.::io11i di o/fesa e di di(ern degli Stati).

11,~

Lu ))ar t~ più specialrnento metorlologic:t ù stata anche trattata dai sotloindicali au· tori italian i: · De CR1$TOPom,. - · Che cosa sia la gtiet'l'a (Milano, ·1868) (curr. ·cap. VII, La neo·

grafia m ilitare) .

.

BONAll1co. - Consideraz ioni svoli studi di rrogi·a[ia milita i·e continent a l e e t 11a rUlim<i (llorna, !881) (curr. pag. iO ~ seguenti). R11' A !'.\LAZZI. -

/mpo1·la11za dcllCI geologia nello slmli'I ,nilitare del terreno (flìo.

,ni/.. i/(11., l8S3).

R1 l'A PALAZZI.

La. geologia e !)li studi m.ililari (I/iv. rniUt. ila!., i SSi) . La geoto9ia t gli st11(H geog,·a{ici (JJoll. soc. geQl. i/al., JS85). Le l'icogni-ziuni mililw·i (llo,na, 1885) (cnfr. pn~. 32 e sr.,rnentiJ. S l ttdio d i geog·r a /ia 111iW,m·e (Torino, ·I SO! ) (cnfr. lntroJ 11zione) {A). -

R11' A PuAz1.1. B eL LA TI. A LLASoN. -

(Al Dt1, quP.~t,, 11ot a si 1·ile~a chi<iramente che l'coregio autor e ha citt./.o di pt'P{e· i·enza 11wtte ope,·e che 1iiit particola1·1nente si rif~riscono a/. metodo e alto sviln/lJ'O d.egli #ttdi geO(Jra{ÌCO- lllilit<i1·i. Anche ristretto l'el enco in 111,esta cerchia, ci sem//1·a che in te.ila a t11tle cloveucro citarsi gl i Studi l.orogrnll ci e s trat.egici dei fi·a t.elli ill;;:zACAPO , che, col W.olo SLudi 111ilila1·ì sull'I talia, iniziarono la 1111/Ì//licazioue della 11osti-a l\ivisla militare· i 11,wli .•tudi, per lii loro imporla11:;a e ,i119otarilà in quei 1cmpi, <liedero un indirizz'o a{faltQ ·1uwvo agli stu.di {)11og·rn/ici, lop o·g ra{ìr.i e sti·ategici (lell' llCtlia, tale che a l!oi·<i, ·iwl Jl/5G,

. ( 1.u ·ono cvnsidera./i come une rivoluzio•1.e scienli/ì,ca nel campo mililai·e ed a loro con· lrib 1tlo 110n i>orU, i suoi f'.'u/li che ')llasi 1111 ve11t.cn11io dopo, ,111ttn.d~ 11111/urali, Ilo·

ca rono saldi J)rop11g11a/01·1 seg11Mame11le nel Jlanellì, 1ietl' /11 1011.es.

nel Pern,ccltctti,

11el Sironi t

(Xola della Direzione).

2ùb7

nominasi antropogeografia o ,qeografi,ci antrop'ica ('i ). La sistemazione scientilica della geografia. mili tare va pertanto ricercata in quella della geografia generale, di cui l'iileLLe quelle continue oscillazioni nei concelli informativi, nei li miti e nei metodi che la .,_ aeografia generale ha fino a questi nltimi tempi sempre più o meno ..,,.., . Presentato, in causa dell a vastit à e comr1lessività del suo oa,retlo Si può anzi ·di re che tali oscillazioni rag~iunsero spesso i loro massi mi nel ca so particolare dell a geografia mil itare, poiche essendo la guerra una fase di massi ma intensitit della vita sociale, il - geografo mi litare a.evi~ spesso più d'ogni altro intensamente esaminare gli elementi geografici e più d'ogni altro internarsi in alcuni dei loro panicolnri. specialmente per quanto rillette il terreno . Così i:,i nota che la . ,,r eourafia militare fu il ramo della ;-,,.''CO"ralià .- , o generale più strèltamente rimasto intrecciato alla storia, di cui costituiva un c0mplemen1.o indi spensabile per lo conoscenza dei teatri delle operazioni guerresche, intorno ai quali non si avevano speciali stud.ì geogra(ici eseguiti con .intenti mililari, ed infatti si può dire che fino al principio del nostro secolo le narrazioni storico milita'ri erano qnasi sempre precedule da ampie descrizioni geografiche. Alcune di que5Le so11 0, per dir vero, corredate ·da considerazioni intorno all'influenza degli elementi geografici sulle operazioni di guerra, ma anche da tali scritti difficilmente :; i potrebbero ricavare i principi sui quali basare lo stud io della geografia militare, nè es.:;i valgono a dare una noz ione completa delle condizioni geografico -militari delle regioni di cui trattano, poichè l'esame degli elementi geografici ed il loro apprezzamento ( I) li vocnholo A11fropogtogr11/itt, introdotto nr.lla terminologia grograflca clai geogran t~rtcscl1i Sroorrn ( Z11·1· historischen · lfrdlcu:nd, Geog. lu hrl)u ch 1870) tl f\ATZ"r,

(Ant11ropogeograpl1.ie Oàer Gi·,mdzii,ge dei· ·Anwe11d1m{I dcr Et·d!muàe a,,r 1lìe (;cschi· chte. Sluttgart, 1882; me ge-Ogl'(lphisc/1e l'frbreitung dei· ,lfe11sc/Je11 . ::itultgart, 189{) é oggirl i universalme nte nclo tta to nelle opere di geografia scion li fica, i11 sos tituzione cli quelli conve111.iouali tifi ec1u ivod cli geog,·a/ia stoi·ica, politic1i, eco11nm.ica,, socirile, ecc,, i quali però non sono ancora scompar,i dall'uso tlidattico. Recentemente il prof. Po1\E)!A in una sua 1 irolusione al corso di geogralla all'univorsila di Napoli, 11ropo,e cli sostituire a l vocallo lo Ahtropogeogra(ì.f, quello cli Geog1·afia anf.ropica, quale tc nnin<: più adatto alh, nostra lingua e che meglio può contrnpporsi ;1 quell o di geogralia fl. sica, e,•itaudo l'inutile ripetizione di geografia anlropogcogralica. (/.a geogrnfia quale è oggi in st! .itessa. e nei suoi contatti coi~ le 1,1/lrc scienze hiche e .,ociali. Pro lusione :11 corso di geo grafia nella n. Università rii Napoli lei.La dal r rol'. Jo'. Po1rnNA il giorno 2 fehbraio !896. Riv. l)fOg. i/al., aprilo, maggio, gi ugno ISOGJ.


20b8

.,

NOTE SULLA SISTE~IAZJO::-IE SCIENTIFICA

militare è sempre fatto in base a delerminate e speciali circostanze storiche e limitato alle sole zone interessanti i fatti narrati (I). Nel periodo assai fec,,ndo per lo sviluppo degli studi militari, che susseguì l' epoca napoleonica, la geograrìri mili tare incominciò a svincolarsi dalla storia; ma i. primi suoi passi furono assai stentati, poichè le mancava una guida sicura ed illumi..: nata, non esistendo in quel!' epoca buoni metodi ·di studio per la geografìa generale. La geogra(ìa l'u. come è noto, nell'antichità, specialmente con Eratostaoe, Slrabone e Tol omeo, la• scienza· che in sè compendiava tutte le dottrine rineuenti la terra, ed a tale dignità scientifica risorse, dopo il decadimento generale dèlla ci viltà dei primi secoli del medio evo, allorquando il diffondersi· della coltura a:aba, l'invenzione della stampa e la caduta di Costantinopoli n condossero allo stndio degli antichi , mentre le crociate, le im · prese dei Normanni e sopratutto le ardite esplomz ioni dei viaagiatori italiani e portoghesi dischiudevano nnovi orizzonti atta scienza. l\la io questo suo rinascimento la geografia non progredì oltre la fine del secolo xv1, e mentre a partire da quell'epoca tutte le scienze in genere, e sopratutto le Osiche e naturali , prendevano grande sviluppo, essa ritornava, si può dire , alle condizioni dei primi secol i medioevali. Le ragioni di questo fenomeno di rivoluzione sono così magistralmente riassunte dal Porena (2) : « Durante i secoli XVII e xvm le scienze di calcolo, osserva« zione ed esperimento presero quello slancio per cui le gen ti « ?i nostra civiltà tanto si avanzarono sugl i antichi nel possesso « rntelletlnale del mondo effettivo. Le intuizioni di qualche prn"- blema e le congetture sn qualche fatto, già contenute in brevi « capitoli della geografia, per allargamento · e complicazioni d' io(t ) Fra

gli scrittori mi litari, che pur trat tando sussidiariamente di rre " Ila l

guerr ~,. menta d1 _es~ere specialmente ricordato il generale LLOYO (,1/é,noires mililairts et politiques à·ti generai Lloyà, ~ervaiil à'i-ntrod11cli1m a l'histoire de 1a guerre en Allemag_nc en. -17~6, e11tre le roi de Prus&e et l'impératrice r eine et ,es alliés. Pads, i80t). 11 ra~. dall inglese)) (cnrr. IV Partie : Des op,h·atìons a, /a uuerre considerèes en ettes-mcmcs; V l'artie: Anal!/Se mililaire des differentes frontiéres en Bu,·ope). (2) I>011Ei\A. - l,a geografia: quale è oggi ecc., gin cit. (cnfr. pag. i94 e l 95l.

'

2059

« dagini , per trovato e perfeziona mento d'istrumenti intellettuali e « meccanici, per verifica di leggi e rivelazioni di rapporti, assnn« sero corpo e organameoto di dottrine, la coltura delle quali potè cc

esigere l'applicazione di partir,olari seguaci. Da un lato questi,

«· chiudendosi nella loro opera, erano facilrnente indotti a specia« lizzarla, ind ividuandola con un proprio metodo e co nsacrandola « con un proprio nome; dall'altro, gli studio.si dell'antica congerie « geografica voleutieri abbandonavano nl trui quelle ricerche che

« se_mbravano loro troppo teoretichè, sopraffatti com'essi erano

« dal!' immane lavoro di raccogliere, collnziouare e classi ficare gli e: innumerevoli da ti di fauo che loro accumolavà dinanzi l'esplora« zione dei paesi nuovi e l'ulteriore riconoscimento degli antichi . <. Cosi avvenne che l'età classica di tutte le allre scienr.e cliveni~se «dotlri nalmente il medio evo della geografia, durante il quale potè <( sembrare da lei esulasse ogni elemento e ogni carattere vera« mente scien'tifico. Quantq concerneva le dimensioni e la lignra « della terra costi Lni la geodesia, la quale inoltre, dovendo rer ri« solvere i suoi problemi fissare con assolnla precisione la si tna1< zione dei punti fo ndamen tali, nella loro latitudine, longitudine « ed altitudin e, tirò a sè anche la determinazione e il riordina« mento delle coordinate geografiche ('I) : rruanto si riferiva alla « genesi ed alla co~tituzione, struttura e dinamica del globo e delle \( sne forme superlìci;ili, e nel presente e nel passato, toccò alla << geo logia (2); quanto riguardava i materio.li e gl i esseri in0rga« nici ed organizzati fu preteso esclusivamente dalla storia natu« raie ; lo studio dei fenom&ni atmosferici si appartò nella meteo<< rologia; le ricerche sulla. specie umana si rivendicarono dalla « antropo logia, e quelle ::;nlle sne classificazioni e agglomerazioni , « dall'etnografia. La stessa cosmografia, elle si era fìn lì consi-·

._

eu pa ~ ono pm . . ob_i>1.e Ll"l\'ament:' d eIl o stu_d10 . " o.,ra ' s Ot, dell'influenza degli elementi geogran ci sulla

.

DELLO STU DIO DELLA GEOGRAFIA }!lLJTARE

(l) • Ln gcode,ia potò dirsi fonclata co lle gr,m<li opcrnioui cscg,iiLe 1101 Perù o in , Lapponia d:11 Dougner, dai Lacondamine, dal :l!auperluis e dal Clninlll l. , (2) • La sistemazione della ;;eologia avvenne pPr opera del Werner, il quale però • la cliiamò ueogiiosia, in <Juanto è la co~uizione tlella natura di m:tteriali terrestri e • della loro dispo.;izionc, distinguenclola dalla ueogonia o storia dt:lln formazione della • terra. In seguito preva lse la parola geolooia, che lo comprendeva tutt'e due. (DAc• 0u1soN, nella traduzione dcli' opera. tlcllo ,tesso WEI\Nr,n, Nonvet/e thèoi·ie cte lii • fo1·molion des filons, IS02). Anche Kant, nella sua opera di geograftn fisica adopera « la de;ignaiione di geologia. La prima societa geo logica fu fo:1data n l,on(lra nel 1807.


DELLO ST UDIO DELLA GEOGRAF IA )I1LI'.rAfm

,2060

NOTE SULLA SISTEMAZIONE SCIIJ:N'r!l<'l (;A

d~rata qual pa1:te integrante delÌa nostra disciplina e con pretesa « d1 esserne la più nobile, si sentì attratta verso l'astronomia • ~<. r: a1.11ica .madre di l,rnte sciel)ze si trasformò nella gran ·men« dica, limosmante claesse tutte le nozioni necessarie per proce(( clere con qualche cr~terio intelletti vo all'adempimento del suo « bass,o ~ f~t.1coso uffic io. Ed il peggio si fu che questo, non solo ~ nel! .opm1one volgare e presso i_ l ceto uni versale dei dotti , ma <1 P~~'(rno dal m~ggio'.· nu~1er? dei suoi cultori , si ;·i dusse se1~1 pre « P1U. a ui~a- reg:st.n1z1one rncl1catoria, a guisa di colossale inven« tar10, d1 fo rme, di enti, di fotti, giustificata un icamente ,dalla loro « locale presenza, e moltiplicata da una indefini ta analisi materiale « d~tla snp~rfic1e terrestre. La vasta e rigogliosa pianta che avev::i. « Sl largarnent~ ombreggiato il campo della s·cienza, pari al ba« nano della pian ura gangetica, vide i suoi rami distesi eJ pron i e: t,~c?a1:e il su.olo_, _gittar:i. rac~ice, nttingerYi per brgant'propri « I al imento, e 10d1v1dnars1 111 p1anLe novelle , mentre il suo vecc hio « f~st.o, ingrossato e costipalo di tiglio, si esanriva d'ogrii ,su cco << vitale. » ln p'.·iucipio del npstro, secolo adunque la geografia non clo:~va emtere come scienza che nella mente di poch i e per i più si 1 1du~eva ad un.a sempli ce enumerazione di nomi e di cifre. I primi studi autono1:11 d1 . geografia' militare furono qu inài rappresentati d~ '.·accolte . d1 dal1 t.opogra/ìci, climatolog ici, etnografici, econo' m1c1, ecc ., mteressanti le operazion i mi! itari, coord inati in itinerari :' monografie. Questi studi , per quanto utili su;;sidi a ciii doveva intraprendere operaz\on_i mil_i~ari io una data regioné, non potevano certarneme cost1tmre I essenza della geogr;1fìa militare. nè valevano a dar~ la c~mpleta e viva fisonomia geograflca dei paesi ed a me11ere 111 evidenza' l'importanza, militare dei lorn sin "oii elementi . n . Tal i er:1n o an~ora le condizion i cl~gli studi geogni'Gco militari (tn verso la meta del n'!,stro secolo, nllol'quando inr.ominciò ad rntrodursi ~ a ~iffondersi nello stiidio della geogi·afia, specialmente :n lì rancia, la ben nota ltiorici idrogrnficn L' idea fonda mentale rìi questa teoria si potreb be for~e far risalire alla -lìne del secolo xvn e trova fo rse la sua prima manifestaz ione nell'ossat1wa del globo, ideala dal pad re Anastasio Kircker e da lui esposta <e

2061 .

'ilélla sua opera: ~fandus snbterranefis, in quo 1mitiersae natnr ae ,ìnajestates et dfoitiae demonsf;ratur (Amsterdam, '1664). Quest'. icl ea ~enne ripresa e sviluppata dal geografo frnncese Fil ippo Buache nel suo : Essai de géographie physi'qne,. où l' on p1·opose des nws · -g6nér afos snr l'espèce d,e charpente cln _qiobc, composà de chalnes de mori,tcignes_qni traversent les mcrs co11nne fos terres (Mémoire de l'Académie des /ciences de Paris, 1756), nel quale lavoro appare distintamente il conce tto del coord inamento dell'orogra(ia della terra ' basato· sulla divisione delle acque. Tale concétto risuscitato .nel nostro secolo dal Lav:1llée ('I) e da lui illnstrr-ito dapprima nel . suo trattato di geografi R e quindi nelb rifatturn del l' opera del Mà_lte-Brun, costituì la base dell a teoria idrografi.ca, che, secondo .g\'inlendimenti dei suo i propu gnatori , dovrebbe condurre alla nozione dellct mo rfolog ia geografica di nna regione mediante lo ,studio del la sua idrografi a. . Il conceuo del Lavall èe di ricondurre la geogra fi ~ allo studio ,della. soperlìcie della terra, cons iderala nelle li nee fò ndamentalì della sua slrnttura fìs ica, prima di indicarne le linee convenzion'a]i, delle sue divisioni po litiche, era sen;,,a dubb io giustissimo ed avrebbe potuto esercitare nna benefica inOuenza sullo svi luppo ,dé:gli studi geografi ci e ~pecialmente di quelli milìta,ri, dist.oglien1 doli dal metodo statisti co ed ind irizzandoli all'esame della morfol.ogia del terreno. )'la nell 'appli cazione, di (aie concetto il La..:. -vallee, preoécnpato d:illa necessiU1 di un metodo l'acile , access ibile .a rutti , non risalì allo studio clelle leggi naturali , nè penetrò · pell'esame dei )l essi cau:;a li tra fen omen i geograuci e fenomeni ,torici, e finì col ridurre la geogrnfia ad nna semplice descrizione 1

.

(l'l LAV ALLÉ" Tu . - Géogi·a.pllie ph!JSÌIJ.LW, histo-,·iquc et 1nilitaire (Par is, i S36) . LA YALutE TH . - (;éog,:aphie univcrsel!e de Ma.Ile Br·un entifrc.me11t refon(iu.e et

tnfse cm courent de /.a science (P,1.ris, t858). Nella prinfa di quest e ope re t.rovas i l'esposizion e del ,:oncet.lo fondamenta le della

teoria idrogralica (,:n fr. Chap. Il : De la sm'(a.ce de /.11- terre), c.he viene poi 11dla seconda opera p iù ampi,unente _svil uppa ta, 'trat~ando telJ e (ii,•is ioni i nterne rlolla superficie terrestre (cnfr. pag. •127). Per quanto rilictte l' origine e lo svilup po in Fra n,cia della teoria i(lrografic:t \'ed;1;;i · la memoria del professore Dn,\Perno;,; : Les deux Bona.ches OJJ.. l'origine de l'tnseig11e1nent gèogra.phi(/!le par oerm>1ls e!- bassins. (&xtrai t de In //cv>i c de r,éog r aphie, J888) Un esaul'ien1e esame crilico cii tale 1eori,1 tro.l'asi nPll'a1·ticolo ciel colonnello Bon·z1No : La l _ i ne(t di displ uvio - Cont.ribu;o (ilio slnd iu della r,c•>gnifio {iSica. (Rivista geog,·a{ica il.aliana, marzo -18~3).


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NOT8 SULLA SISTEMAZI ONE SCIENTl FCA

dei paesi, nella quale ai convenzionali confini politici del meLodostatistico si cosliLUivano quelli segnati da accidentalità orografiche, spesso pure conve,nzionali, poichè esagerando l'importanza delle linee di displuvio si era molte volte condoni ad alterare i veri lineamenti del terreno. L'esagerazione di questo principio esercitò dannose influenze - . che si resero manifeste specialmente nella cartografia o che si ri-' percossero sopratutto negli studi della geografia militare, più particolarmente intenti all'analisi del terreno, cosicchè talvolta si fu indotti ad~~_!.: p1~ rie ricerche su filerrienti, quali le lin~~{ d_i ,.d ~!;,!t~vio, spesso _li~~-~~~ifìc11to militare ed in mol!J_casi j ~ a_ dd_!..V~!n~-1-~..J.rcgn~ ~~~~~nli del terreno. Fra i molti casi si può indicare quello ci tato dal Perrucchéui nel suo Esame 7Jretiminare del teatr~ di gi~erra italo-aust;·o-1mga,.ico (1!), a pro· posito dell'altipiano di Transilvania; studiando quest{ regione colla scorta del metodo idrografico si è naturalmente condotti al la ricerca delle djspl ~v iali f'ra Alula . Maros e Zamos e riesce quindi assai difficile l'afferrare il vero carauerc mi li tare di questo va:;to ridotto , offrente comodo rifugio ad un intero esercito e facoltit d~ rapida manovra per linee · interne contro un auaccanle procedente dal Danubjo, il quale per svi luppare le proprie forze fosse obbligato a presentarsi divi:;o agli sbocchi ,Jella Maros e della Zamos . La leoria idrogra(ica, On da quando venne ideata dal Bunche, trovò prnseliti non solo in Francia, ma anche in Germania, come reazione al metodo statistico, che anche colò. ·predominava, specialmente per- opera del Btisching (2) e forse diet-ro inspirazione dell'Achenwall, il così detto creatore della statistica, ambedue prqfessori all' università di Goltingen. i\h col rinascimento degli · studi geografìci , che si iniziò in Germania in principio del nos tro secolo, come conseguenza del risorgere genera le delle lettere e

, ('1 1 Torino, !SiS (E(lizionc a\ltografat,i dell,t s,:uola cli g uerra) (c11fr, pag, r.2;. (2) L'opera che mc.:;lio rappresenta l'indirizr.o deg li s tlldi geograrici in quell'epoc:1se·· g11ilo in Germania é b J\'e,ie Erd/Jesclt,·eibimg (Harnburg, -17',7) dc,l nuscttJNG, libro cH note\'Ole valore, che in mezzo alle aride numera1.ioni di dal.i e di cif1·e, presenta nvn poche o,s,irvazioni su i nessi geegrafici, ma chcl prose~uito e rif.itt.o da llAnTMANN (H99), da EoEL tNG (1800·3), da SP111,xoi-: 1. e W ,1n1. (.\802) an<lò s0mprc più ass umendo carattere . statistico.

DELLO STUDlO DELLA GEOGRAFI A MILITARE

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- delle scienze, nè il metodo statistico, nè quello idrografico, destituiti di qualsiasi fondamento scientifìco, poterono a lungo perdun1re. Già il Kant aveva colla potenza del suo ingegno- gettato uno spra_zzo di luce vivissima nel campo della geogralìa {I ), e già J'Humboldt (2i aveva coi suoi viaggi in izialo l'era feconda delle esplorazioni. scientifiche, allorquando venne ìLlliLLe.r (3) a trasformare colle sue lezioni presso l'università di Berl ino (,!820-118150) la geografia in un perfetto organi8'mo scientifico , elevandone_ lo .scopo all~io d.ell 'in_nuenzE:._ cheJ.e ~omt~~E.i__geog~·ariche es~r citano sulle condizioni sto riche e dotandola. di un metodo proprio "è'cmsis"~t;-rilla . com par.azione, delle -~~.e11~- regi2._~_i ~_ dei -~oro ifilI!!llk. rr~ t?~do _r,er ~u~ ~a__,g!~-~à cosi. in~esa __0._~ o~ .. _d_etta CO!!l!ll\.!]JL(Qf?'[Jleicliende lreograplne). _ Le teorie del Ritter, applicate in eccesso dai suoi d1scepol1, esagerando l'importanza delle relazioni fra natura ed umani là , e la dipendenza di cp1esta da quella, conducevano a co!1siderare lo studio dell' uomo sotto l'asp'euo geogralìco come oggetto principale e scopo vero della · geografia ed a r itenere lo studio della terra quale oggetto secondario e mezz.o per raggiungere lo scopo anzidetto. In Lai modo la geografia veniva rjvestendo carattere quasi esclusivo di scienza storica· e perdendo in gran parte quello di scienza naturale. Queste tendenze provocarono in Germania, poco dopo la metà del no,tro secolo, una forte reazione per parte dei creo<rrafi più inclinati acrli studì natura listici, che' ca•Jilanati dal t _Pesche! (l) riconquistarono alla _geografia il caratlfil:fl di ~cj~nza naturale e le .:èonferir911_o.). per qu~o_~o__ 1ifl_ege.J.! _terreno,' )}?se scientifica. ricorren~ al fondlhID.W.t..Q...g,~~c.2,; La disputa fra Ì'itterian i e pescheliani durata a lun go ed ormai compostasi colla e)

I')

I')

('1) !è, KAn, - />hyJic/ue géor,mphie (Kòni g;llcrg, 180i). (2) Ale_;sandro Humboldt (1769 ··1859) viairgiò in Am r•ric,t ert in ,\sia raccogliendo una ingen te quantità ,ti ma teria li s~icntitici. La , ua. opera principill<lù il CtJsmos pulJIJlicato

a Derlino nel IS51 o tradotto in molte lingue. (3) I.e piincipali opere <le i l\tTT,:n sono: Die BnLl:u1ule in Ve1'1i(1llnisse z·ttr 1Yatt1r und Gèschich/.e (BçrJin, 1818): l t seconda edizione di ques t'opera , notevolmente ampliata, inizilta nel l.822. noii po lé essere condotta ;1 te rmine c!all'autore, morto nel i859. ·Ueber llas hi.ltori sclle Elem.ent tn den geog. \Vime1ud1aften (Berlin, 1833); ' Einleffung zttr allgemeinen vergteichenden Uéographie (!lerli n, '1 85-z). (4) O, P•iscHEL . - Neuen Problemen der verr,/.eiclle11den l,,·dlrnnde (Lcipzig, .fSG9 e '1878) . Ueber dic lleziehun.11 zwisclten Ueschicllte unà E1·1U,unde 1Lei p1.ig, 1869)


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NO'.rE S ULLA S! STEMAZJON;E SCIENTlF!CA ,

DELLO Sl'lJDIO D E Lt,A GEOGRAF IA MIL!'fARE

affermazione del coni.:ello dualistico fi,s ico e sto rico ~ella geografiar fo dì gran giovamento allo sviluppo -degli studi geografici, che raggiunsero così i1{questi nltim i tempi, specialmente in Germania, un graclo di perfezione prima d'a ll ora giammai toccato {'I). Questo mo vimen to non tardò a propagarsi nel campo milit are, dove fra rno lti irBign i emerse ,i l generale aus~riaco von Souklar;, che fu per molli ann i insegnan te d i geog rafia negli istituti mil itari e lasciò importanti lavori specialmente di orògrafh (2); ed a rappresentare il nuovo ind ir izzo nell 'insegnamento mil itare e~isLe una serie numerosa di trnllatì e manwdi scolastici pe;· lo studio del terreno (Terrainlehre), nei qual i si appa lesano i nuovi concett i informator i degli stud i geogra fici e specialmente appare eviden te l' utili tà del fondamento geoiogico nell 'esame degli elementi del terreno, èonsiderati in tu ui quei particolari _ohe intere~sano il loro app rezzamento mili tare (3). lr,

In Francia non, erano mancate opposizion i alla teoria idro grafica, qu\l,le ern stata concepita dal lluache (·!),. ed esistono ancbè tracce di ,studì ,geografici folti con in<l irizzo ;.;eicntifico (~}, ma · quell,>, opposizioni 1ac(1uero e quel le tracce svanirono allorcbè . il La'l'allèe con form,t semplice ed aLtraenLe diffuse il suo metod~, per cn i la geogralìa pa1·ve cosa da P,otersi apprendere- 1:aoilmen te e senza bisogno di prece<lenli cognizioni di scienze naturali, all ora in Francia ge nernl men te t.ra:.:.curate. L' indi rizz? impr,esso dhl Lavall èe allo studio della geografia perdurò, si può dire, Gn dopo il ,J 870, epoca dalla quale data il rinascimen,10 de-ali st.udi rreo"rafìci in Francia , Innalzare la "-'irnoirafì.a ù dignità i""l ·~ " di scienza e diffondere l'educazione geografica nel paese, come mezzò per rinvigorire il sentimento nazio nale, furono i due con cetti che caratterizzarono questo movimento ed alla loro attuazione lavorarono in modi diversi, ma con nguale patriottico ardore, parecchi natnral isti e geogralì fra i ([tH,1li possono citarsi l' Eliseo Ile · clns, , jl Viviens S,t Marlin, il Lev::.sseur, il La,pparent, · il Drapeyron e molti altri. QL1 e:;to polente ri:;veglio negli stnd1 geografici si este::_;e 1os10 :i quelli mi litari ed in breve tempo ?pparvero nu-

(I) Un 'idtii, esa tta dei co 11c()1ti e <liii metodi delle ~ue scuole, noncltè i:lella vi vn discussione metodologica da es~e su,cilata r. rial seguito che t;il s d i, cussiono ebtie fi no quasi ai nostr i giol'ni, si puo aver~ consu l tando gli :n:ticoli riel Wagnel' Sl111Q s viluppo ctc-il!a m itod ologia nr,gli sturtìgeogralk i appa1·s1n,)] Geog. Jahrbiicl,;, anni ·l8i8-80•8:l -M -8S, Ottimi riassunti ,li tali c1uestioni trùvan; i sp ecial m~ntc nei s~guent.i alllori italian i: Pormr; ,1. - La sc ,cn~n {11:ogrlt/ìca secondo le j)i h N çe1,ti dotl.rine (,Ynova antol. -1• settembre 1885). ~L\ 1\lN El, LI. - Concetti e lirnili rlella geogrn,li<i (!liv, geog. ital. ì.'i, I) . (~J Le 'o]1ere 1>rincipali del generale vo11 S0un ,11t sono le seguenti: . AU.gemci11e orograflile !Wion, ·ISn) Lei!(aden fii,1' dm Unterricllt fa ,le,- phy.;iJ;,1li,cilm Geof1?'(tphie iWicn, J8i3). OlLrn a que,te due 01i ere la,ciò tl tL; manuali rii geogralia, l'uno por la scuola dei cadett i, l'~l trJ per l'accademi.i. tecn ica. mili tare di \; ienna e,1 una s,irie di scritti n1 inori s pecia lmeutc ri lletrenti l'orog ratla delle Alpi orienta i i, dei qt1:11i scl'itli ti·qvasi un el\!1ico co mpletn, anne-<òo al la biogrnlia dell 'autore nel llolleU. eta./> alpino- ilaliano N. 33 (-18ìS a p;i g. 6iJ, , (3) Fr,i i molti manuali lejescl11 di Terrainlehré, alc1111 i dei ,,u,111 son:> usat.i come libri clt t.e,lo oell e scuole tedesche eri austriaclie, si 1iossono citare i seg uent.i: H•:L,1/,)1,\, N. - Die (,rmidziige d.er 'l'errainlehert (W ic n, !861), S rnu ~z, - /Ja.1u/.buch rler Terrai n-Por·1ne,1leh1·e (\Vie n, 1862), K91, 1.1m. - Oie 1e1Tainl ehre witet lah;/.isc/!.e,i n n,t strat1·gfschen Gesichtspttnl,te (Bèrlin, l S65}. R. B. S. - Ur11,ndztige eilie,- ph!f,i/;atisch-vcrgleiclwnde,i T~1-rainl,1hr1: ·in ihre•· Beziehimg anf d"s Kri,1(lswesen. { \yien, 1869). RGc: ttuenGEn. - Die Hrrlobe;-{lii.che in ih rem'Ei11{/.itss,1 ntt( llen'J,rieg (Wif n, !Sii) . i\lu, zYOSli l un<l P111110nA. - fJie Terr,tin/.ehre in \ à binrlwng -mit.1te,- nars!eU.1111g 1ii1d Bcsch.reilnwg <ies Terrains von inilitctr isclwn Sl,mdpnn!,:te (Wien, 1Siì). WA L!ISTA T1'B )[ , IJie Terr11iii/ehre (\Vien, '1 87l.). N~:uai;:11. - Streniew-'s Atlgernei:ne Tcrrainl,:hrri [\Vien , 1Si5i, l·lo1>1>mmn:n, - Die m.iWw·i ., c/w Bcdenlun r/ de, 1',1,·r<tins (Wie n, l8SO}. ih:rrn:1rn. - Die 'l'enainteh.1-,: (W,r n, i887/.

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(1 ) • Oes 1Sll l l f> LAc1101x dnns son, hitrod11.d./on I.i /,a gèograj)llie 1nat.hématiq11.e et «I.ila géog1-a1ihic p hysiquc, après :n'Oir proclamé que l'Hll,JPi>E ,l.luACu B s'était le pre • mier tout spécialme1H al.t.aché ,, la gc:0gmpltiè physi(llle, témo ignait it son égard l a • pl us grande défiance. En t830 l 'èrndit Walckenacr ( Vie de plusi<m,·s ptr~omta.ges cé• lribres d.e temps anciens et ·•node.1'1'iesj signalait certiiins cas nit Ja méthode en quc• s~ion pot~1·a it. <lévénir fii11es!.e et il n'he:;i tait pas il la rendrlJ responsable dc l'inf(:• riorité de la ca1·t1Jgrap hic fran ca i;e • (J>rapeyron già cit. cnfr, pag, -16}, (~) Fra questi stnrl ì si 11,) ssono e.ilare, l'i ntror!1.1zionc all'N.1:ptitu/.ion de l,i, ~,irte géo l ogique de tn Pi-ance di ELII, DE n 1>, u 110:-.T (Paris, i8~1}, l' l/isloi1·e ,t-ii sol. d,e t'Eun,pe di Houz1mu (Rn1xcl11is, 1807) ccl il p.regevo le manuale <l i Géoo"'.1.phie phy.siqne ~mnpa.rét, consWe1-,]e rla.,is ses ?'etppol't.i !wec l'hi.~toire de l'hu,n,m ' té (!Cl GuYOT puhhlicato sotto il tito lo Harth 111ut .Jlan w•I !850 :, N,~w York cd appar:;o in Fr:mcia solo molto più tardL A quest.i posso no aggi ungHrsi i seruenti aventi più diretti' rappor Li cogli studi di gellgrana mi li tare : RozP-T. - Co 1t1'S ,:!ènwnl11ire cl.e aér,gno.lie fai /. tu.t clépiit de /.a g,MJTe (Paris, -1830) . ,1/éinorial <!ti dépot gènèml cle ln (J1wne (Pa ris, 1~31) (Vol. I, l\'. IV, Ess11i s,ir l e_s 1•econnai-sscrnces mi/.il.aires , Chap 3°. /)es mo!)ens crot,sen"1tiou <JltC lii /.opogrnphie e·inpr11nte à cl'anlres scicucesj . Agenda pour ser i>ir ~,o- te lMT ain ,i. :11. ,J/, llls officiers ékves cte /.'ècole d'éta.tnu,joi- (Paris, tS:.G) (cnfr. pag. :H /Jis , Ta//le1m <les forines twhit11.eUes cut ·relief du sol, dans se.s rapp<n-l~ avec lei co1.1-s!il utfon g.-.ologirflie), ·

'


2066

NOTE SULLA SISTE)!AZ!ON!ì SCIEN'l'lll'{CA, E p c.

merose pubb licazioni, fra le quali quelle del Fervei (·I), del Clerc (2), del Niox (3) e del Marga (4). Benchè tali lavori rappresentino un'efiìcace manifestazione delle nuove tendenze nello studio della geografia e segnino un notevole · progresso in quello della geografia militare, tuttavia. è doveroso l·'osserv<1_re che essi . noµ vanno esenti da quei difetti che sono inerenti ai primi· prodotti di una trasformazione. Così si nota in alcuni di essi , e specialmente in crnelli del Clerc, qualohe eccesso nella applicazione della geologi ~i allo studio del terreno, mentre si vede che in altri come in quelli del Niox e del Marga, non sempre si e sap_uto ~ e dalle pre~~~2.~seolo~i-~ q~~ ~i"Zwni ~ ordir!§_ alii (isonomia ed ai caratteri militari delle regioni, senza le quali tali """'*"' .......... ~ . , premesse non hanno ragione di. essere. ~

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(Continiia).

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C. Po1rno. (I) P ER\' EL. - litudes st·ratègiques sui· le théiitre de g11e·n·e eMre Paris e.t Be·r/in (Pari,;, 1S73J; Géologie et gJogmvhie. Appliccition de l' une à l'av..tre (Jour n at sciences militaires, ·1875). (2) C~ g11c. - Esqwisses

·

orogra.phiques des systèmes fronlières de la Prnnce (Pari; , i876) ; Geo logie et géorrrnphi.e mili/aire (Paris, lSSOJ; Sa~oye (,t Oauphiné (Paris, iSSO); Les Abpés fra:nça.i ses (l'Mis, i883); Le J1mi (Paris, iSS8J. (ìéogrc~phie Mìlitaire (Paris, f8SO). (!, ) ~IARGA. - Géoo,·apl!ie ·militafre (Paris, 1885/. (3) l'/1o x. -

..

2067

IL PROBLEMA OELL' ATTACCO

Le incertezze nell a condotta della guerm d'assedio. - Le tendenz.e oppos te deril'antr

dal dualismo delle idee esistente nella rortilicazione. L'assedio sistematico del Vauban. - L'attacco speditivo del "· Saurr. - L'esame critico delle singole operazioni. L'attacco colla zavpa o l'attacco dell' in9egnere. - Criteri ai quali devono venire attualmente informati i 1·clativi lavori e modalità nòll' e,eguimento. - L'op era del minatore. - L'attacco violell to. - 'Ragioni d'ordine milital'e e tecnico che di~suadono, in massima, dalla sua applica7.ione. - Opinioni al riguardo del Rrialmont, del Welitsçhko, del Toumanof, del Sandier, del (!() Recht.er, del Miiller, del Leithner. - Il termine <li conven i()flza pra tica. Le soluzioni intermedie. - Vattcicco motlerno. - Criteri ai quali i;• informa ed operazioni che comprende. - Il periodo lontano. - La questione delle posi1.ioni ,i i artiglieria. - li pcriol'lo appross imato. - I lavori d'al'vicinamento. - La so1.lala. Progetto' d'attacco fondato sull,1. demolizione dei ricoveri casamattati dei forti. Il blocco e suo raffronto coi procedimenti attivi ll'espugnazione. Gooclusion0. - Le fasi princip,ili di un assedio (Il combattimento d'artiglieria e I 'attacco vicino). - L' immuta bilil:il dei principi o la variabilità dei procedimenti.

Al conflitto d'idee, che la comparsa dei nuovi mezzi di distruzione ha sollevato intorno alle forme fortificatorie, fa riscontro l'incertezza riguardo ai procedimenti da adottare per l' attacco delle piazze. · . I nuovi ordinamenti difensivi, informati al principio ·delle masse di. protezione, o a quello opposto della dispersione e dell'assottigliamento dei bersagli, vennero già introdotti in talune pif!zze di recente costruzione·. Sulla. Mosa (a Liegi e Namur), a Bukarest, a Copenaghen (ala destra 'della fronte di terra) e, parzialmente nella Svizzc1:fl, (fortiCicazioni del (~ottardo), sono state realizzate le,idee del llriaimont (i grandi forti di terra e calcestruzzo, colle torri- corazzate come elementi di rinforzo tecnico): nella linea dei Sereth hanno avuto adempimento i concetti del v. Sauer e dello Schuman (le linee di torri autonome, od aggruppate in batterie di 3 a 5). Epperò, quantunque delle predette forme fortificatorie non sia stata sperimentala la resistenza in una prova


2068

IL PR0l3LEUA DELL'ATTACCO

rea-le di guerra, possono tuttavia le medesim~ ritenersi entrate nel campo pratico. Lo stesso non può dirsi relativamente ai procedi menti odinrni dP,Il'attacco. Gli assedi più recenti sono qnel)i fatti dai Tedeschi contro le piazze francesi · doraute la guerra del ·I 870-7'1 e le opera,. ioni dei Russi contro la piazza improvvisata di Plewna nel 1878. Ma, poichè l'or. ierno principale mezzo di disLruz.iope t1a gran.1ta-tor· pedine) è comparso nel '1883-8,:\., e, parimenti, da quest'epoca datano i notevoli perfezionamenti raggiunti dal tiro areato e a shrapnel, nessuno dei precitati·esempi potrebbe servire di norma per la guerra d'assedio dell'avven ire e, di l'ron te alt' insniTicien1,a del le prove di poligono, i nuovi procedimenti cli ' espugnazione, escogìtati in base ai gigan tesch i progressi delle artiglierie, non possono escire dallo stato di studi e di propostec;J stratte, Non è a di re della moltepl icità di siffatte proposte, le qual i, I • • • • • per la suaccennata ragione, non possono, ne accettarsi, ne respingersi, completamente. li .loro esame, o, soltanto, la· loro sempli ce enumeraiione, costitui rebbe nn lavoro considerevole, di utilit.ànssai · cliscntibile. Per stabilire qualche criterio e qua lche norma, che valgan') a diradare le incertezze, nelle quali sono tullora nvvolte le questioni riguardanti l':illacco, sembm opportuno di risalire al dualismo delle idee, che tengono tuttora divisa la fortificazione in camp1 opposti. I due tipi car;:ltteristici di attacco (ai quali non è di!licilè di riferire tnt.ti gli altri, sebbene possano, ,l primo aspelto, sembrare sostaqzialmente diversi) si ,presentano al lora come conseguenza logica dei · due opposti sistemi fortiocatori (del forie classico e dell'impiego tattico delle costruzioni corazzale), qrnmtunque, in realth, siano i predetti sistemi che devono ripet.ertl la loro origine e la loro ragione di essere dai nuovi procedimenti d'assedio, se è vero che l'attacco insegna alla difesa e che al cambiarsi dei mezzi d'espugnazione tiene dietro il rinnovamento delle forme fortificatorie. Percorrendo la predetta strada, ~i scorgerà 1' opportunità., anche del problema dell'attacco, delle soliuioni intennerrie, le · quali prendano dai due prol~edimenti tipici d'espugnazione <[tianto

IL PROBLEMA DELL.Al'TAOCO

2069

si presenta ' di più pratica attuazione e di meno dif(ìcile e~eguiment.o , in relazione al le condizioni reciprol:he dell'attacco e della difesa ed ai mezzi di cui potrà normalmen te disporre· l'assalitore.

"' '

* * Si supponga, per (ìssare le idee, una linea principale di resisténza costituita da punti d'appoggi o e da intem;lli muniti d'artiglierie. Il metodo ossidionale de! V,rnhan fa cor.vergere (come nelle · vecchie fortezze a recinto continuo) su due o più forti il fuoco del!' artiglieria da cliw siiccessiv" posi.zioni, per distn11gere, in modo definitivo e permanente, la resistenza au.iva, smontando, ' àn;ilutto, le bocche da f'noco di combattimento. Poi l'atlaccnnte si avvicina ai for ti, coprendosi rnedianle zappe , e mene, in pari tempo, in aiione le batterie di breccia, per aprire la breccia nei -muri cli scarpa delle fJpere attaccate e le contro-ùatt(!.rie, per d.istruggep} le parli fiancheggianti . Eseguisce il coronamen_to della sL1;ada coperta, il passaqqio del fos so e procede da ultimo all'assalto della breccia. çad·uto un forte, cadono i due intervalli ·_contigui, e così e preparala la base per prosegu ire la lo LI.a contro il ntlcleo centrale. · Dopo l'introduzione delle artiglierie rigate , il ·metodo de.I Vaubt!n, çhe eì·a stato applicato per due secoli in innumerevoli assedi, dovette essere, in parte, rnodilicato. Le variaiioni riguardarono '1a fo~ma ; vale a dire l'estensione della zona riella quale " si svolge l'auacco; le distanze, dalle opt're, dell a ,1• e della 2• po . sìzion;· delle artiglierie; lo sviI nppo assunto da.i lavori di tl'incea e di zappa: ma la sostanza rimase immutata. E tale ancora si mantiene dopo gl i ultimi progressi dell' artiglieria (tiro arc;.1Lo e. grana te-torpedine) . l sosteni tori dell'opportunità d'impiego dell' al.lacco formale o nietotli.co, sono i 'consel''IJatori della /orti/ìca.zione classica, i propugnatori dei grandi fort i, migliorati nei riguardi tecnici coll'applicazione clel calce·struuo e dei fe rro, che giltdicano riducibili soltanto colJ' indica to procedimento d'attacco.


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IL PROBLÈM~ DELI/ ATT ACCO

IL PROOL EMA DELL'ATTA CCO

Il generale v. Sauer convinto invece della possibilità di distruggere, coi mezz i che l' artiglieria possiede, sicuramente e sollecitamente, le forze della difesa, gettava le basi, fino dal 1880, di un procedimento d'attacco, fondato essenzialmente sul .concetto dì para li zzn re l'azione dei forti di cintura, rnercè un intenso bombardamento; fo rzare gli intervalli, e procedere ,1 lr' attacco del nucleo . · Questq procedimento sped.itivo d'attacco veniva meglio ·c\iiarito e sviluppato dal generale bavarese nei successivi scritti del •I 885 ~ 1_889 (dopo l' introduzione delle granate-torpedine), nei quali rns1sle sull'impossibi li tà, pel difensore, di sostenersi in un'opera battu ta alla distanza di 2000 metri e conseguentemente sulla inutil ità dei lavori di zappa, e descrive i peri0di ravvicinati dall'accennato procedimento, consistente: « nell'attacco di viva forza « dei forLi, o degli intervall i (11) freceduto da un vivissimo~ bom« bardamento, eseguitrr contemporaneamente contro più fronti da << molfe artigl ierie da campagna e dalle batterie dei parchi mobili ~ d'assedio, che seguono gl i eserciti operanti (2) & • I sostenitori di questo metodo d' altt1cco, al quale ritengono che una piazza non possa resistere più di due o tre giorni, sono i propugnatori delle nuovissime forme d'a fforzamento (della forti(icci.zione' in or1

, (il Per _l'alta.eco degli ''.llervalli s' incontr~ranno minori dirllcol tà, poi,}hè, tenendo ,otto un fllOC•> incessante \ forti attigui, si pot1·à parr.lizzaro la loro azione lianche"· 1; 1_1tc., Per .al tro !aie procedi'.11ento <1i espugnaziorw non è decisivo, poiché, forza~i ".I mtc~vall1, non si. e consegu1t9 un successo comr•leto; che anzi Jo sta!Jilirsi tra l:i. linea di ,;mtttra ed 11 nucleo.fortificato, senza avere occupato qualche rorle è evirfeute'.'.1ente penco)oso p~r as,alitore. Jl genemle v. SaOer riconosce tale èor;dizion~ di co,~, .quando s1 tratti d: opere corazzate, le cui. artig lierie possano restare in azione an.cl1e,.qopo il bomharclamento, e ritiene consi,i::uentemeute necessaria l'occupazione d1 talune delle opere predette. , (2) In Germania, i~ Austria, in nussia cd ;n ~·rancia, è stato adotlal.o un materiale d assed io mob1fo destinalo a seguire l'esercito di camPJgna. Il parco mo.bllo tedesco comprende , il ,:annone peòante da 12 centimetri, che lancia uno shrapnel ,h 19 ch1logramm1 · d' "•cci·a·o · tto . • . . : l' oll1ce da ,15 .centimetr·, · , , 1·1 cui· prote pe~a .\.O clulog~amm1: 11. mortaio da :M centimetri (il cui affusto viene traspllrta to a par te) clrn lancia un proietto d1 H5 chilogrammi. · I!1 Russia esistono reggimenti <li mortai destinati a bomb• rd•re 1 · ro r 11· a·1 s.11a1.raQ · . . " " ment - o. uest1 reggimenti debbono comprendere 3 gruppi di 2 batterie d'obici c,1 ·un gruppo d1 2 l)at tene d, morta1. In Francia, il parco l egqel'o costituisce uno scaglione del gran<le parco ll'assecliu, con ~rgamzzaz1one autonoma. Fan no parte del parco Je""ero '16 obic'1 d ,1 5,,O 'Il'· 1 0 motr, e 8 mort,li <1a·:i20 mil li metri. a m, "

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,di~è sparso),. cl~e sole giudicano atte a resislece all'azione delle -odierne. art1gl ,eri e ( 1). ·

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' : ·,

Il ragionamento e.be ha condo tto i soslenitor i del primo e'del 1;econdo dei, due procedimenti tipici d'attacco a conclusioni 'troppo .assolllte è per.tanto manifesto. I propugnatori dell'attacco metodico, spinto fino alle sue ultime fas i, si sono .forma ti un concetto in.fer iore al vero de:la potenza dislrnttiva dei nuovi proietti, che non ;giudicano /tale da determinare sostanzial i mutazioni nell& condott~ :cli uh assedio . I seguac i del si.st.ema opposto elevano f'orse al di là della realtà l'intensità Jegl i effetti materiali e moral i delle granate1orpedine, in modo da ritenere , col semplice botpbardamento di una_ piazza, preparata ed assicurata la riescita di nn allacco di ,viva forza. Le stesse conseguenze di tali opposti apprezzamenti sulla potenza. delle odierne artiglier ie ebbero contemporaneamente .a prodursi nel campo della l'ortificnione, dove i primi sostengono .tuttora l'opportunità del forte classico, gli altri invece ravvisano il .possibile ristabilimento della potenza della difesa (che colle vecchie ,.forme ritengono àssolutamente condannata) in una radicale r iforma ,iauica dell.'arte fortifìcator ia. Resta con ciò posto in luce come al dualismo delle idee in fortificazione corrispo~da il dualismo clei ~pr'ocedùnenti d'attacco. L'uno è conseguenza dell' l!ltro, poiché ',entrambi der ivano dagli stessi concetti. . , Come nel problema della fo rt.ificnzione, co~1 1n quello dell'at·tac(:o, la soluzione razionale potrà forse rinvenir:;i tra i due estremi. .Non essendo , d'altra parte, possibile form ul,àre giudi1.i a priori suJla ·qnestione riguard<1 nte ·i meto'di d'attacco , sia per la man.canza assoluta di dati sperimentali , sia pel diffici lissimo apprezzamento dei molteplici elementi d'ordine pratico, che possono, ,i n ciascun caso, concorrere a fare propendere la ,bilancia da una parte o dal l'altra, rimane alla critica soltan to l'esame delle singole operazioni, la successione delle quali costituisce il procedimento dell'assedio. Siffatto esame polrà condur re ad utili ris ultati , (!)

L'accennato rrocedimento d'at.taeeo, oltrn che neg li scritti del generale bavarese

·(Riéerche falliche s1.tlte nuoae fo,·ine di (orli(i.cazione: attacco e difern delle piazze orti), ò clescri ttO', nelle sue (l.trti princi1iali, ni!l trattato di fortificai ione del Leilhner ·(vot. ! ) ~ nella recentissima rn: blllicazione : Attaque et défense des places clel maggio re . \LmnnECH'l'. -

¼33 -

(Bruxelles 1~95) ed in molti studi riguardanti_l'ocliern,t fortificazione.

ANXO Xl,!.

-·


2.072

IL PROBLEMA DELL'ATTACCO IL PROBJ,EMA DELL',\'rTACCO

poiché, riconosciuta l'opportunità e la probabilità di· _riescita, al~en_o nella generalità dei casi, d_i talune delle preindicale operazioni, ovvero la poca convenienza e la difficoltà di condurle a ' terinine, ven'à posta in evidenza la ragione di essere delle soliizioni intennedie del problema dell'auacco . . Ne~le pagine seguenti, che rappresentano uri saggio di quanto, si puo fare nell'a0cennato ordine d'idee, si prendono a considerare· talune delle operazioni che entrano, come parti principali , nei due· procedimenti opposti d'assedio. .

· Una delle principali operazioni dell'attacco metodico è la conquista, passo a passo, ma. sicura, del ter'reno esterno . . mediante i lavori di trincea e cli zappa, in modo da avvicinare J,\(ggressore af, coperto verso .la piazza quanto occorre per· tentare l'assalto. senza. esporlo ~ tropp.o gravi perdite _('I). Intorno a tale operazio~e (che ~uole ch1~mars1 attacco collci zappa, ovvero attacco dell'inyegnere) 1 novatori osservano che, coll'efficacia o colla precisione di tiro delle odierne artiglierie, l'avanzarirnnto metodico dell'a,roressore· verso la piazza è impossibile, fino a che le bocche da fu"';c o della difesa non siano state completa.mente distrutte; mèntre poi, in ta l caso, . (aggiu~gono) l'aggressore stesso ·.potrà· muovere direttamente· a_ll'a~salto, ,senza subire altro fuoco. alì'infuori di quello della rucderra, se pure il difensore, demoralizzato della· rovina dec,fi elem~nt_i i ·~iù validi della resistenza (le artiglierie) oserà esci;e fuori dei npar1 per respingere l'assalto, o, piuttosto, ric:ò110sciuta la impossibilità di rimanere nell'opera non l'abbia "ià abbandonata. Un .esame imparziale della questione conduc~ alle se<ruerHi con"' siderazioni ·: · . Nel combattimento d'artiglieria la difesa è inevitabilmente con~anntita a soggiacere, quando anche sia pro~vista di bocche da fuoco corazzate. Tutto si riduce, per parte dell'aggressore, a que-·

(i) 11 par.tito di avanzare al coperto sotto una piazza e stat.o applicato in llltte Je epoche storiche con forme different.i, in relazione a Ila natura ect. alkl potenza delle tmn1 d1 g,tto, <lelle quali poteva di,]lorre la difcs,i.

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stione di ris?rse e di tem po, e la. difesa, per sua parte, avrà conseguito i( suo vero scopo , se lo avrà obbligato ad accentrare sotto la piazza molto materiale e ad impiegare molto tempo per porne fuori di servizio l'armamento. Verrà 'perciò il momento nel quale i tavoi·i d'approccio divengono possibili. Saranno peraltro ne. cessar i'? . . Non può, anzitutto, escludersi che il difens·ore riesca a sottrarre alla distruzione talune bocche da fooco destinate ad uffici di vitale - importanza; ad ~sempio; i pezzi leggeri ·a tiro rapido incahlcati su alfn~ti a ruote (tenuti al coperto dentro locali alla prova durante il comb,1Ltimento d'art.iglieria), le bocche da fuoco fiancheggianti gli 'intervalli ed il fosso; ecc, ·Ma, quand'a nche nessun pezzo d'artiglieria della difesa Cosse in grado di prendere. parte alla lolla ra vvicinafa, resterà sempre (a meno dell'ipotesi dell'abbandono dell'opera dopo jl bombari.la, mento) l'azione della fucileria e delle mitragliere sui rampari più . o meno devastati. Sarà perciò possibile all'aggressore di percorrere solto il fuoco mi'cidiale delle predelle armi l'ultimo chilometro ( 1) di ferreùo, completamente scoperto (2), che lo divide dall'opera, o non dovrà invece avanzare cautamente, coprendosi con ripari di, terra, fino .a giungere, colle minori perdite, a Lale vicinanza dall'opera, dR poterne tentare, con qualche probabilità di successo, l'assalto '? ì\fancano recenti esperienze di guerra per confermare, o smenti re, questa,. o l'opposta previsione. La grande efficacia delle .armi a tiro rapido induce peraltro a ritenere che non sia prudente sopprimere completamente i lavori di trincea, o di zapp:i, se si vuole 1

1

(i) Nessuno contesta la necessità delle trincee, da stabilirsi a J)rt>tezione delle l>atltrie d'assedio pili ràvvici na.te, le quali (secondo le diverse proposte tutt' ora in discus• sione) -possono distare dalla linea. di cinturn da -1500 a 2000 metri (caso della posi1.ione unica decisiva dcll~ artiglierie), ovvero da iOOO a t200 metri (caso della Diiplice posizione delle artiglierie. - Batlerie di 2• posizione). Dovrebbe pertanto l'aggressore, anche· nell'ipotesi più favorevole percorrere noi\ meno cli J.000 rnetri allo scoperto per giunger1) sotto i forti. (2) Seconc1o le leggi sulle serviiìi militai·i vigen ti presso i cli\·ersi Stati (ed anche nelle pjù antiquatJ) coine, acl esempio, la legge ilalilma del 22 aprile i886 -- riproduzic,ne della legge piemontese rn marzo iS59), il terreno circostante alle piazze forti od alle opere fortificate. nel raggio di :1000 metri, clevc esse1·e tenuto ~gombro d.a ostacoli

coprenti.


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evitare il per-icolo di vedere le truppe d'attacco costrette a volgere le spalle, anccra prima di urtarsi contro gli ostacoli materiali e contro le difese accessorie, delle quall sarà cosparso il ter· reno ci rco~tante alle opere. Se non può escludersi, in modo assoluto, la necessi tà di conquistare I' es.trema zona di terreno circostan le ali e opere co~ procedimenti metodici, che ricordano quelli adoperati nel passato; fondate r~gioni inducono a ritenere che i ··relativi lavori saranno in avvenire informati a nuovi concetti , e che perciò diverse da quelle del passato saranno le modalità del loro cse"n imento'. n Importa fissare le idee su qoesli nuovi concetti e sulle con eguenti modalità. d'eseguim enlo. Devesi in primo luogo tenere ben presente che l'attacco alla · zappa non ha più il !-uo scopo original'io,~poichè le po\ izioni di artiglieria sono divenute indip endenti dalle ,trincee, le quali restan? essenzialmente destinale alla fanteria , o a qualch~ bocca da fu~co .leggera, come posizioni di combattimen to, come luoghi c?perlt d1 r~dunala per l'assalto. o, anche, come semplici ripari d1 avamposti . In conseguenza le trincee, non essèndo piu, come una v~lta, .le .gr~ndi arterie per la circohzione al coperto delle pesan~1 art1gl1er1e .('I), ti ~oro profilo polrà risultare assai più se.mpl,ce . Quale bisogno v1 sarebbe infatti di portarne (ìno a 3 metri la larghezza, al fondo, e di approfondirle /ìno a ,J 80 metri 1 Quali esige.nze obbligh erebbero ad assegnnre alla loro ' massa co prente la grossezza di 5 a 6 metri, a meno si riten11a che !'artiglieri~ della dif~sa :vogl ia consumare le proprie muni~ioni per forare dei parapetti , dietro i quali forse potrà trovare nessuno e che voglia. operare in opposizione al principio, universa lment~ ammesso, (lo vere ~l cannone cercare l'1wnio e no,i l'ostacolo? (z) . Sottentrano lllt'ece nuovi bisogni.

Avuto riguardo all'i nten~ità delle offese, che possono partire dalle artiglierie della piazza, s'impone la necessità. cli far sorgere, nel minor tempo possibi le, trincer.imenti di robustezza snfficente per proteggere le truppe attaccanti dai tiri di fucileria, delle mitragliere. e dei cannoni leggeri ; meni.re, tenuto conto dello scopo al quale sono desti nati , devono preferirsi lunghe distese di ri pari , che abbiano un prolìlo poco dissirnile .da quello delle trincee di batta· glia , a r ipari non molto estesi ed a for te profilo. A queste esigenze, che non sono contradittorie (che anzi , la leggerezza del profilo si con~ilia colle co ndizioni del largo svil1fppo e della rapida erezione dei ripari) dovranno perciò venire informate le diretlive tecniche e lo sludio dei particolari per l'eseguimento degli odiern i lavori di trincea e cli zappa, i quali , dalla maggior parte degli scrittori sulla materia, sono riconosciuti, in tesi generale, iotli$peosabili ('I). Circa la distanza da lle opere, fino alla quale de,·e essere spinta la costruzione dei ripari, non si possono fissare norme determinate, poichè tutto dipend e dall'energia della difesa e dai mezzi de' quali dispone. 11 Leithner ('z), riferendosi alla posizione delle batterie d'assedio più rnvvicinate (che stabilisce in massima a 2000 metri circa dalle opere attaccate) è d'avviso che la trincea più avanzata possa tenersi in massim,t a '200 metri da lle opere stesse. Il Libbrecht (3) pone la 3• parallela ad un centinaio di metri dall'opera, ma ri conosce, in via generale, la necessitit di ulteriori lavori, Yale a dire : il coronamento della strada coperta, passo a passo o di viva forza, ed anche l'avanzata med iante gallerie di 1nina, se non è allrimenti possibile , e se le nrtiglierie dell'aggressore non banno potuto ro\Tesciare il muro di controscarpa : la 1liscesa, e la trnversnta del l'osso, prima di passare all'assalto. (t) Il SAN01~:1t -

(1) Esscnd.o ~ra possi bile al la ,'li[csa <li bombn.rdaro nella notte, col tiro area to a ~llnt~mcn.ta rnd1retto'. le predette arterie, sembr_a prcreribile fare mallovrare le arlibllene ali aperto, anziché lungo ram i d'approctio bombartlati (2) Qu es to P.l'incipio,. che ha.servito di guicla nei recentissimi progressi dell ':i rtiglinrla d~ cam1>~~n~ (111trodu:r.1ooe d~lle 1?ranate-dirompenti ed impiego degli obici e dei mor· tai leggo, 1), .e ammçsso ormai anche per la guerrn d'assedio. Ne hanno r,·conos~i·ut" l'opporttinit · t d I · \ · .~ .. a 1 • e esc.11 ne recente manuale (F eld-Befestigungs- Vo1'Schrift t893) ed il tenen te colonnello Le1thner nel Traltalo àt fo-rli/icazi o11e. '

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IL PRO~LEM.t DELL' AT'l'ACC O

IL pROBLRlfA DELL'ATTACCO

l'attaque et la dèfense dts places à l'èpoque actuel/.e - Revtie du

u<inie, {892. - Riconosce 111. necessità di ricorrere, per l'espugnazione rii un'opera, ai lavori di zappa, non esclmlendo pernllro l'attacco di viva forza, da tentnrsi appena sia stato raggiunto un risultato cleei~ivo coll'azione dell'artiglieria. Il M t LLr<R (Storia àel/.a. guen·a d'assedio), pur riconoscendo che i lavori da za1>pa sono presentemente assai diflicili a causa dello armi perrczionaLO, ritiene non abba.slanza fondata l'asserzione

che In. loro esecuzione non sia più possibile. (2) Opera cit. (3J Altaque et (lè{c11se des places, t893.

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IL PROBLEl!A DELL'ATTACCO

IL PROBLEMA DELl}ATTACCO

Come si vede, è tutl.O l'andamento normale dell'attacco passo a pnsso, che viene l'iprodotto nella do ttrf na della scuol a di p-uerra del Belgio ( I). Sarebbe assai difficile. nelle odierne condizioni , pronunciare un giudizio sull 'andamento suggerito per quest'ultimo periodo delrat tacco approssimato. Per ciò ch e riguarda la distanza dell'ultima trincea , o piazza d'arm i, non devono trascurarsi gli in segnamen ti dell'assedio di Pl ewn a, dòve, i lavqri d',1pproccio essendo stati spinti troppo vicino alla piazza, le colonne d'allacco non avevano Io spazio indispensabile per spi egarsi e per prendere. lo slancio nec.OS$ario . Esse sbocc:n'.ano come da una streua, snlla quale si concentrava una pioggia di fuoco, in modo che, al momento stesso in cu i escivano dalla trincea. le truppe erano abbattute dal fuoco nemico ('2). Intorno al proseguimento dei lavori di zappa, fino a{ accompagnare l'assalitore su ll a breccia apert11. nell e opern, ed al corrcorso dei lavori di mi na, è da notare che, non soltnnto i propugnatori dell'assedio melodico, ma non pochi regolamenti ufficia li assai recenti non escludo no i lavori app rossimatissimi di zappa e di mina. I l giit citato regolamento tedesco del ,J893 (:3) riconosce

,che l'artiglieria non basta per distruggere tutti gli ost.a~oli, e che tale ufficio è ri servato, in generale, alle tr uppe del gemo. Qu:ste peraltro non potrnnnocornpierlo _con un lavoro abbastanza rapido, quale può farsi nell'imminenza d, un nssalto, ~ _che varrebb~, tutto · • a condurre a risu ltati prati ci r.ontro dllese accessone. bar: aI pr u, . a· d ,riere, cnnc~llate ecc.: ma giammai conrro muri 1 controscarea . 1 calcestruzzo cementizio, o con tro cofani di controsc:uya, ~qran1z.zati seco ndo le norme del l'odierna fortifi cazione. 01 cp11 la ne,cessità dell'opera del minatore.

(!) Il trattato del Li bbrech t contiene, a dotla dell 'nutorc, la sostanza il<J.I co1·so di fot·· ti/icazio ne e d'attacco e difesa , professato eia! capitano del J!Cllio de Rechter alla

scuola di guerra del Bol:tio. (2) Questo rilnva. il colonnello Crai1dcia11u dol ~cnio runrnno il quale prese part<~ atLi va all'assedio di Plewna. Per l'altacco di virn for za <lei ri1lotto <l i Grh·ilza N. 2, le truppP, si riuuirono in più righo nell'ultima parallela, vici nissima :11 ridotto stesso, (I di In, ad un dato segna le, salirono su l parapetto e si s lanciarono all'nssallo. Ma tutti gh a ttacchi rima,;ero sen1.a risultato per le ragioni accennate <li sopra. (.\'uovo co,·so di f o1·tifiwziom) .

.

Feld·RP[estigunas r orsclwif t. - Gioverà talvol ta combinare l'azione del c.innonr e quella della mio.i, rovesciando con questa 11 tratto superiore del muro cli controscarpa per ahha<sarc il cigli o clcllo sp:1lto, scoprire il rives timento cli scnrr•a (r.hc era da quel lo drOlatoJ e ri'n•lerc cosi ros~ihile l'apertura della breccia col cannon~ a dista nza, oltrn a rncililnre la discesa e la Lravorsat,-i del (osso. A qne;;to rignarrlo, osserva il gen: fl rialmont, nella sua nWma Qpera, che la ~uerra sotter ranea, qualiflc:i la dai novatori cli vieux je.u , sarà, più che non fu giammai, necessaria pr,r aprire la via all ':<1.laccantc, mncli,rnte il ro vosciamonto del muro Il i con· troscarpa e la distruzione degli 011tani di llancheggiamento, che non possono e,s,•rc raggiunti dalle a rtiglierie (cofa ni di controsca rpa : capponiere min ime ccc.). (3)

(Continua)

E. Ro1:r m ma9yio1·0 3u ye·a io .


207B

POLVERE SENZA F iJMO E PICCOLO CA.UBRO

/

POLVERE SENZA FUMO E PICCOLO CALIBRO cmERENZA

mm

Al SIGNORI UFFICIALI Df.L PRESIDIO DI VENEZIA

da GUIDO MA YO, tenente nel ADDÌ

2

DICEMBRE

ConUnua.zione e fine. -

260

regg. fanteria

1895

Vedi dispensa XX

'

_) l,

:,.

* Artiglieria. - Circa all'elemento artiglieria la difensiva raccoglierà una superiorità materiale considerevole n le di stanze piccole .. Alle grandi distanze ci sembra sia riserbato all'oJiensiva ùi trarre il m_aggior vantaggio dallà nuova polvere. Infoui, le posizioni da scegliere sono neuamenle segnate sulle car'Le, l'arti~lieria dell'attacco può essere informata della posizione· delle batterie nemiche, spiegarsi a gruppi sopra una larga fronte· e concentrare i suoi tiri dove talenta al comando. Le ballerie della difesa non si troveranno mai in condizioni cotanto van u1ggiose, essi .subiranno lungamente il fuoco dell'attncco, senza potervi rispondere con' cognizione di causa e i' artiglieria attaccante con opportuni spostarùenti (tanto più facili o"aidi in cui . !'m la distanza alla quale è efficace il fuoco di quest'arma si è aumen· tata e che vi ha perciò ingrandimento del suo campo di azione} renderà sempre poco proficui i. tiri delle prime. Al contrario l'auaccante, non appena esso entri nelle zone in cui si fa sentire l'azione del fuoco della focilfria ed a misura che esso si avvicina si tl'ova rispetto alla difensiva in condizion~ materiali sempre meno favorevoli perch è i suoi mo,,imenti saranno· · · semp1:e meglio scorti dal difensore e perchè molto probabilmente· diminuirnnno i ripari offerti dal te1;reno agli scaglioni dell'auacco ~ *

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, Vi sarà dunque un dnello preparatorio di artiglieria più importante che per lo passato. · I n quest'ordine di idee il capitano Moch, dell'arti glieria francese, · aice che si impone un notevole aumento de l'artiglieria da cam· pagna . ·Ed ecco ht ragi one essenziale che egli accampa a sostegno della propria tesi. La vera causa per cui fino ad oggi l'artiglieria ha dovuto man. tenere molto intervallati i propri pezzi non è giò. stala la preoccupaz-ione della maggiore o minore vulner,1 bil itiL àel ber5aglio da esso ~fferto al fuoco dell'avversario . Il vero . motivo del mantenimento dei larghi intervalli era il bisogno di diminuire l'inco1weniente del fumo che si addensava davanti ai pezzi . Ora che ciò non si verilìca più, sempre secondo il capitano Moch, i pezzi possono restringere i loro intervalli ; quindi trovando una posizione vantag giosa la si può occupare con un maggior numero di pezzi : epperò dovrà crescere il rapporto Jra il numero dei pezzi e quello totale dei combattenti. · li maaaiore Gozzi ribatte le conclusioni del cap itano Moch faN'> -cendo r ilevare che se prima era il fumo che consigliava i larghi intervalli tra i pezzi, oggidì che ess.o manca è la cresciuta vulnerabilità ~be imporra la conservazione di tale prorvedimenlo. Ed infatti il tenente colonnello Allason dopo aver r icordato elle la gran copia di fumo prodotto dalle vecchie polveri era di gnirn pregiudizio all'esattezza e qu indi anche alla r,eleritit del tiro di artiglieria; e qnesto malgrad9 lutti i ripiegh i escogitati per neutraliizare detto inconveniente, va le a dire : i larghi intervalli tra i pezzi, lo scagl ionnmento dei reparti e gli osservatori d'ala, soggiunge : « L'inconveniente del grande sviluppo di fumo era uguale per entrambe le parti e costituiva una causa di minor· potenzR del- l'arma: coll'adozione delle po lveri poco furniglJn·e è cr-ascinta la potenz_a dell'artiglieria. >> . E subilo una conseguenza. importantissima : ir ovvio dimostrare il vanl(lggio che ha l'artiglieria la quale per la prima apre il fuoco. Ma con la vecchia po lvere , il fumo indicava i mrnediatamente ali' artiglieria avversaria la direz;one 4'onde giungevano le offese.


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POLVERE SENZA FUM() E PICCOLO CAL!llHO

POLVERE Sf~NZA FU.MO E PICCOLO CAUBRO

D'ora innanzi l'artiglieria elfo aprirà il fuoco sull'avversaria non pe~·d~rà più il beneficio della prioriLit, oggi il vantaggio di essere i dpr1m1 ' ' a co~inciare il Juoco dura più a lunao e f) UÒ anche e--ere ec1~1vo, specialmenLe se l'artiglieria che avrà preso l'. iniziaLi va del fuoco .imp iegherà il Liro indire tto. · Volendo qui~?i sfruttare code.sta priorità l'artiglieria dov1:à procurare ancor pm che per lo passato di mettersi in batteria al coperto dalla vista del nemico, ed eviterà di iuassima di farlo cooli avantreni ntLaccaLi. " L'artiglieria non più cope,:ta dal proprio fumo d'ovrà valersi dei .ripari n'.Hural! pr~~e,.lL~Li dal. terreno, in rnan:anza di questi ne rn.na.lzera degh art1hcial1 per quanto non debbasi avere troppa fìduc1a in qqesto genere di protezione . Preoccupati da questa eventual1'là molti tecnici studiarono e proposero dell.e. s.peciali corazzature da servi re a protezione½ìei. pezzi. Ma la mohil1ta dell·e batterie, che specialmente nei nostri terreni c~eve ~i già fare i conti con disliltel li. fortissimi e coti ostacol i multiform i, riceverebbe un altro co lpo dovendosi trasci nare dietro qnest.o nuov~ genere d'impedimento. Ad ogni modo però la questione era troppo importante perchè potes~imo dispensarci da!l' acceunarla, sia pure di volo. C~lla nuova ,po lvere aumen Lernnno sensibilmen te le distanze alle quali IO avvenire apri rà il fuoco l'artiglieria ~ , 11 Woloskoi: e l'Allason giustamente osservano che i vanta•rni ba:listic i e specialmente la giustezza del tiro saranno ma"LYÌorme;~ sfrullati d,1 1 cannone che non <lai fucile. N, E si capisce. ~I cannone, una volt.a ben ·puntato dal servente, J'_im~ne. immobi le sul . proprio affusto senza' soffrire mentre spara I agitazione nervosa che fa oscil lare le braccia del tiratore. Ma per puntare il cannone si impiega pu_re un uomo, ed uo~ini son? pure coloro _ch_e o~servano il bersaglio ed il J·isnlt.ato dei colpi. Se mfìno ad oggi d llro di artigli eria principiava fra i 3000 e 2_500 metri _non er'.l già perchè detta distanza corrispondesse alla gittata massima dei pezz i, ma· perd1è generalmente al di là della Citala distanza non si SCOrf!e più bene il bersa"lio e l'osse!'rnzione dillìcilissima dei punti di caduta toglie il mod t di a""iustare e di rettificare i tiri. 1:: 1"> I')

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Ora, se hanno progredito le armi e le pol,veri, non si è potuto 'trovare . il mezzo di aument~re , la ·poteµ za visiva· dei cannonieri, epperò se modificnione dovesse e'?servi in seguito alla scomparsa del fumo :·ivelatore della posizione del bersagl io, questo dovr&bbe t~ndere .piuttosto alla diminu,:ione eh~ non all'aumen to del le di stanze. ' E adesso torna opportun~ ricorda,rci che l'artiglieria oltre al sovercniare quella avversaria deve cercare di battere r,ffìcacemente coi suoi tir:i le masse del la fan(eria nemica, premunendosi conLemporaneamente dalla azione di quest'ultima. Le esperienze compiutesi su larga scala in Germania condussero a concludere che : Una linea di fanteria alla distanza di mille metri produce uguali ~Jl'elli •di quelli che· subisce da una linea di artiglieria di uguale . ampiezza. ·<Ma non basta . Questo • risultatoI ammetterebbe i due ·avv.ersari in condizioni rispetti vamente uguali di visibili Là come nei poligoni in cui avvennero le esperienze. Non dobb iamo dimenticare che ìl terreno è l'all eato della fanter ia ed i nostri. terreni lo sono poi in· modo eminente. Una catena rada di fanteria. che in terreno ~oschi~o, rotto, In trica to sappia intelligentement~· valersene, ora che il suo tiro non è nemmeno svelato dal fumo potrà abbastanza facilmente ginngere con poche perdi~e alla distanza di un migliaio di metri dall'artiglieria nemica. Du nque dell'artiglieria la quale stesse in seconda posizione et 1500·metri dalla fanteria si troverebbe di già in condizioni critiche. Un'altra grave conseguenza dell'impiego della · nuova polvere sarà quella che rilleue il concorso che l'artiglieria attaccante dovrit dare all'avanzata della propria fan Leria allorchè qt~esta,. giunta alle brevi dista·oze si disporril all'at.lo riso! ulivo dell'assalto alla baio~etta. Per ciò che abbiamo precedentemente fatto rilevare l'artiglieria non potrà aver preso una seconda posizione epperò essendosi· mantent1ta a distanza non le sarebbe possibi le di far fuoco sulle fanter ie nemiche senza correre il ri:;ch io · di danneggiare i: camerati. Ma l'anìglieria allaccante nell'ipotesi che non abbia cambiato di posizione dopo qnella inizi,.ile non si-rassegnerit ad assislere .pas· 1


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POLVE RE SE NZA FUMO E PlCCOLO CALIBRO

POLVE RE SENZA Ft?MO E l' iCCOLO CALlURO '

siva spettatrice alla , lotta in cui saranno impec,nate le altre a ·m: l . d' I Qmn '. a probabilit~t che le batterie in questo momento ri solutivo ~ell'az,one attacchi1~0 gli avantreni avanti e vengano sotto sino a ·i?.O od 800 metri dal nemico. E per quanto l'artiglieria della d~tesa possa essere stremata di forze e la .fanteria sia assorta pri nc1pal~ente nell~ lotta colla fanteria attaccante, non è possibile che a cosi breve d1:;tanza le batterie dell'attacco non debba no sottostare a sacrilìzi molto più sanguinosi che non per lo passato. <')

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* * In seguilo all'adozione delJe armi di picco lo ca-

. Fante,·ia. libro e delle polveri poco fnmigen c clue fattori halist.ici hanno di ~nolto decresciuta l'eJiicacia del tiro di fanter ia. Radenza delle tra~euorie . che si risolve in maggiore ampiezw accruistata dauJi spazi baltu~i e m,aggiore l'orza di penetrazione che rend~r à più letali gli e[e,u.1. de! luo~o contro bersagl i profondi ed ap'pa1'ìscén ti. S1 ~ '.'tpet.ulo a sazietà che non bastct alla fante rict possedere un ~1gllore armamento per avere ragio_!le di quella avversaria. A chi parlasse della, superioritt1 del i'ucile Dreyse sull'austriaco Lorenz come causa del la vittoria della fanteria prussiam nel ,1866 .potremmo contr~pporre l'esempio delto Chctssypot mi gliore del Dreyse che non impedì perciò nel ,1870 la sconfitta dei Francesi. Gli -è che una volla distribuito nn nuovo modello di fuc ile ad nna f~nteria, non si è fatto tutto quanto occorre per ottenere il masp1_~10 efietto d~I _suo fuoco. Una lnoga esperienza si impone non ~,a f'.·a comm1ssrnni di tecnici fra le comodità. teoretiche dei polr~ont , ma un~ serie di prove coli.e truppe attrnverso alle svario.te vicende _dei. c~mpi, delle manovre ecc. ecc. Ed è nppunto dopo ~ues_to t1rocm10 che spesso accade che un'. nrma giudicata siccome l ultima parola dellct perfezione si riveli pra ti camente troppo delicata per essere affidata a le rozze mani del soldato 50 .. aett.a ad una serie di inconvenien,ti che nei mom enti critici clel ~~co accelerato rendendo impossibile il far fuoco tramuterebbero il fucile tanto micidiale al poligono in un bastone inoffens ivo al momento supremo del redderationem. Oltre a ciò per farsi un'idea esatta degli effetti dei ti ri individuali e collettivi sui nri bersar,:li a seconda:delle dimensioni di questi ultimi, del loro gr~do di visibilità, della specie dei fuochi, dell'impiego degli alzi , del)e condizioni di

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di umidità dell'atmosfera, della posizione dei tiratori c,ccorre tale quQ.ntità di esercizi e di esperimenti da necessitare degli 11,ngi prima che i quadri e let. ru ppe possano coscienziosamente avere la persuasione di possedere formazioni-tattiche e metodo di e,ombattimento armonizzanti col pl'oprio armamento nel senso di trarne il ·massimo vantaggio evitandone per quanto riuscirà possipile gli inconvenienti. I Tedeschi nel 118ì0 riconoscendo che il _Dreyse da lungi non poteva competere collo Chassepot come si _reg0arono ? Avanzarono all'attacco imperturbabili senza rispondere al fuoco sino al limite massimo delle piccole distanze donde àprirono fuoco nutrito con molti fu ci li. Questa tattica del fuoco da noi ·esposta in due parole era semplicemente perfetta poichè per- , metteva di accumulare dne vctn taggi : ·I• Scopo principule dell' o!'fensiva tattica è cl i guadagnare terreno,· diminuendo la distanza che la separa dal nemico. Dunque il ferm!lrsi per rispondere al fuoco sarebbe stato contr:irio all'eniesso principip ed i Prussiani operarono benissimo limitando il primo periodo dell'attacco al semplice accostamento alla posizione nemica. 2° Raggiunto questo primo risultato ,necessita schiacciare il nemico colla superiorità di fuoco. Non si r ichiede per ciò un lungò fuoco con pochi fucili, ma il contrario volendosi molti risultati in ~reve tempo. Epperò, essendo il J)reyse esattissimo alle piccole distanze, se ne fruttavano le quali tà. eminenti in questo secondo · periodo eseguendo i Tedeschi fuochi accelerati con molti fucili (catene fille di caccictt.ori, rinforzate ed alternate con reparti in ordine .chiuso). Con questo mezzo si otteneva quasi sempre il grande risultato morale di infliggere al nemico molte perdite in poco tempo, s~u,otendone la compagine, mentre all'opposto i tiri a grandi distanze, i cui effetti sarebbero probabilmente stati nulli o poco sen· sibili, avrebbero nfforzato gli animi apparecchiandoli gradata. mente all'id~a del pericoìo ed alla vista delle sanguinose vicende · · della lolla. · ' Dal momento r,J,e nessuno -può dispensarsi dal convenire che le nuove armi impongono una modiGcazione, sia pure pan,iale, delle forme ta~Liche e del modo di syiluppare il combattimento della ·fanteria, si impone lo studio delle conseguenze che esse armi in' . , troducono nHla condotta della fanteria.

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POLVERE SENZA 1''UMO E'

J?Iccpr.o

CALIBRO

. . ~e n~10ve poi veri poco fnmigene a cagione della grande velocità 1~1z1ale impressa al proietto e della radenza di tiro hanno ori ninato circa 600 metri di spazio battuto a partirEJ qalla bocca aei"'fucile senza bisogno nè rhe gli ufficiali nè i.graduati stimino con esattezzda le_ distanze, nè che i soldati perdano tempo a guardare la · . · · gra unzione dell'alzo. Un'altra canseguenza diretta del piccolo c~libro si è la dim inuzione del peso dellà cartuccia, quindi l'aumento del numero di cartucce che a parità di peso totale il soldato potrà recare addosso. Questo è di gran vantaggio nell'offensiva costretta a ricorrere al rifornimento delle munizi'oni dagli scaglion i retrostanti verso la linea di combattimento. . Essendo dunqueysco'.nparso il !'umo che pregi udjcava l'esatl.ezza del tiro nascondendo li . bersaglio, non occorrendo piti un puntamento molto esatto che allorquando si spara in fret ta è molto · problematico, ed essendo in parte diminuito il pericolo di rimanere ~rivi di munizioni emerge .la cresc,iota importanza dei i'uocbi accelerati ed a ripetizione. · ·, Non abbiamo è vei'o fino adesso che una p1;ova reale deO'li effetti . ·ottenuti dal fuoco delle nuove armi, ma essa non giu~ge per questo meno eloquente. A.IJa bauaglia di Valparniso, durante l'ultima a11erra civile del Cl~.ilì, .i congressisti avevano 3000 fuci li a tiro :·apido, modello Mannl1cher. I balrnacedisti caddero come fulminat i davanti a quel fuoco e pochissi.mi riuscirono a fuggire. Questo risultato infuse tale ~onfidénza nei congl'essi~ti 1 che nulla potè più arrestare lu loro marcia, neppure la mitraglia (-1.). . E. ~cusale se apro .trna parentesi: È l'offensiva nel suo pi ù alto s1gn1ficato che diede la v:iLLoria ai congressisti quantunque non avessero la superiorità numerica : offensiva strategica, offensiva tattica, molto fuoco e molto :tvanti ! Tornando in argomento, la quasi tolale mancanza del fumo permellerà a fanteria convenientemente dissimulata alla vista del ne· mico di sfruttare più a lun_go il vantaggio deila ·sorpresa col fuoco (i) E. 8AIIBAR1c11, tenente il • ranteria . .....: Le armi ·,uwve La (laerr(i civile chilen a nel 1891. - Torino, Casanova, t893.

nella tattiw odienr.a.

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POLVERlt SSNZA FUMO E PICCOLO C,IL!UltÒ

e, viceversa chi cadrà in una· imbo.;cata correrà il rischio di essere di,strullo prima ancora di aver potuto orizzontars i. · · E' quindi notevolmente crf>sciu,ta. la importanza dell'applicazione delle norme di sicurezza durante la marcia di accostamento alla 1 ,posizione nemica. E' ormai evidente l'insufficienza degli attuali scaglioni: punta, fìancheggiatori e pattuglie di combattimento. Sono mezzucci i quali hanno fallo il loro tempo. In Francia ed in llussia dove tuttora E<siste il ricordo rìella cata,-strufe dei corazzi eri , precipit; ti entro una strada incassata durante 'la battaglia di Waterloo ed in Russia dove non è nella ' memoria cicatrizzata la scottatura di P] ewna conviene in omaggio alla verità, riconoscere che il ·probl emn della esplorazione tattica ali' inizio e durante il combattimento è stato molto più sviscerato che da noi. Dietro i ript)luti ed insistenti inviti di egreg i scrittori militari pri~ia in Russia e pùi in Fn1ncia si procedette all'arìdestramento in ciascun plotone di fanteria di quattro soldati intelliO'enti d~tati di sensi eccezionalrpen.te sviluppati (chiamati in ·Russia: pattuglianti ed in Francia: éclaireur~ du terrain) per il servizio delle pattuglie di scoperta. Si ha in questo modo un nucleo eletto, della forza di una squa dra per ogni compagnia, di soldati scelti, rolti aali esercizi t,)ainnastici ' ~ stimatori e tiratori scelti. meglio pag~ti, per invogliarli al loro specjàle servizio, incaricaLi di costituire una prima catena avanzata di . piccoli grnppi ne11'0ITensiva e di fornire un ottimo servizio di pat_tuglie nel la difensiva. · Una volta incominciato il CO!nbaL·liment.o i cacci$llori esploranti 'sàranno specialmenre preziosi per riconoscere (specie in terreni insidiosi , rotti, coperti), la posizione nemica, stesi in nnn catena di pattuglie incaricate di vedere ed avvertire in tempo la ~atena di combattimento che li seguirit. I cacciatori esploranti :;aranno utilissimi sul ca!JlpO di ball.aglia per missioni di liducia, per aggiramenti, per distaccamenti sui fianchi del nemico. Nella difen siva, i cacciatori esploranti, appiattati allo innanzi _ accoglieranno l'attaccante con fuochi di sorp resa dei quali l'attaccante riuscirà difficilmente a coìnp1:endere la direzione e serviranno inoltre a costituire una spec;e di avanlinea di tiratori il cui mandato sarà appunto quello di far battere falsa strada al nemico. In questo caso, lo sgombro dell'avanlinea accadrà.· in modo da '

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. Conclusione? Abbas~o i sostegni I Cacciatori esploranti per vePOLVERE SE:-ZA FUMO E PTOCOLO CALIBRO

POLVERE S ISNZA FU)IO E PICCOLO CALIBRO

esporre l'nvversario ad essere proso di nanco dal fuoco della posizione principale, (disposizioni del (~raoduca \Vladimiro, comandante la circoscrizione militare di Pietrob urgo per le man ovre del campo di Krasooe-Selo 11892). Non è mancalo chi, preoccupandosi degli effetti eminen temente disgreganti del modem e, fuoco di fu cileria, abbia conch iuso per il ripristinamento dell'ordine chiuso come unica for~ma di combattimento . Ce ne dispiace, ma non possiamo condividere detto conceuo, anzi riteniamo il com balli mento in ordine sparso più che mai di rigore co nsiderando la poca malleabilità delle linee in con fronto alle catene che si riduce ad nna diminuzione di celerità nella avanzala oggi io cui tanto urge all 'auacco il guadagnar terreno , e la necess ità dello sviluppo dell'iniziativa individuale. lnfalli avremo una straordi naria ecatombe di ufficiali e di erraduati . Truppe abituate al combattimento in ordine sparso contin ueranno l'azione tendendo al concetto loro giit fatto noto d~i comandanti che avranno pagato il loro glorioso tributo di sangue, reparti av,rezzi all'ordine chiuso s9no navi prive di Limone quando manchino i capi che nè sono i principali motori. Nessun peggior consiglio che gli sforzi parziali , sco nnessi e successivi in luogo di un vigoroso e simultaneo avanzare. Quanti ammaestramenti ci forni scono all'uopo le battaglie di San Martino e di Spicheren I Obbietterete ch e gli attaccanti vinsero in entrambe, ma ciò nnn toglie che fu sparso troppo sangue. Chi più spende meno spen de! Eppure c'è ancora chi nell'offensiva lattica tiene ancora al la conservazione dei sostegni I Nelle non· poche manovre alle quali abbin mo assistilo ci è stato fornito il mezzo di rilevare come non appena cominci il fuo co i sostegni accorrano tumultuariamente sulla catena. E notale che non si trattava che di manovre. Adesso in battaglia delle due l'una : o Lenete i sostegni alla distanza sino ade5so usata, dalla catena ed allora co invol ti a ragione della cresciuta radenza di Liro nel fascio delle traiell.orie dei proiettili destinati a quest' ultima dovranno piuttosto che subire passivamente su l posto delle perdite ingenti correre sulla catena onde rispondere al fuoco nemico. Oppure tenete i sostegni troppo lon tani e correte il rischio di farli giungere troppo tardi. /

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,dere, ed una cnteria di comb?.ttimento più o mneo estesa, più o meno fìtta a seconda dell e esigenze del momen to la quale possa di.simpegnare il suo mandato, cioè l'inizio del combattimento, bastando a sè stessa. Oltre alle rn_gioni suesposte sta contro i sostegni .anche il fa tto che il loro avanzare non essenllo pitt protelto dal ,fumo della catena essi sarebbero fatti segno ad un fuoco efficacis,simo per parte dell'avversario senza rispondervi perchè intenti a -correre. Colla loro soppressione noi togliamo dal nostro libro il passivo di una manovra eseguita nelle pegg iori condizioni: Non co,perta nè alla 'l)ista nè alle offese del neniico. QuesLa catena di comballimento è sta ta efn cacemente definita ,l'imbastitu ra della linea di fuoco. Una volta poi che chi comanda si sia fatta un'idea chiara delle forze nemiche che lo fronteggian.o -e delle loro disposi7.ioni ; ed abbia ferm amente preso una risolu..zione si affretterà a far giungere in linea i gros:;i onde ottenere al più. presto possibile la. preponderanza del fuoco onde schiacciare ,l'avversario. Alle _ali della linea di attacco potranno Lrovare convenienle im;piego i sostegni, non già però allo scopo di rinforzare la catena ..raffittendola, ma per parare ai movimenti avvol genti ed alle sor,prese. Nella difensiva Lattica in cui sarà pil'.L agevole tenerli ravvicinati e. al coperto, si potranno opportunamente conservare i so-stegni. Dal nn qui detto ci rca lo schieramento della fanteria pel combattimento offensivo scaturisce una importante conseguenza. Posto che solo catene e grossi debbano essere le suddivisioni -dei battaglioni di prima schiera, sopprimendo, eccetto che alle .ali, l'iritermedio scaglione dei s~stègni , non correranno a loro volta i grossi · il pericolo di giungere sulla linea di fuoco scompigl iati, colle compagnie frammischiate ed in ritardo t Certamente, rispondiamo, se nno dal tempo di pace, sia sul molle tappeto della piazza d'armi, come in terreno accidentato, non avremo allenato la truppa ai lunghi sba lzi , superando colla massima celerità e col minimo disordine gl i ostacoli di varia na1.34 -

ANNO ~ LI.


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tura che potrà . presentare la zopa b,attuta dal piombo dei dr-fensori. E adesso una domanda ed anche due: Come si svilupperà ir combattimento olTensivo? Quale sarà la · logica , successione de~ suoi atti? Dal nostro regolamento togliamo : .. 1° La prima schiera, ammassata fuori del tiro dell'artiglieria. nemica (almeno a metri 3000) si avanza spiegandosi protetta dalle proprie batterie che avranno aperto il fuoco; . 2° Intanto l'avanschiera, più o mepo diste$a, convinta che principale scopo si è quello di guadagnar terreno, avanzerà senzarispondere al fuoco del nemico finchè addirittura impossibilitata, a continuare dovrà sostare per rispondere a sua' volta alle offesedi cui è fatta segno ; 8° A questo punto i sostegni saranno in linet r o staranno· per giungervi (tanto valeva far la catena piit forte inizialmente} eci i grossi avranno serrato sotto ; 4'' Mercè il· fuoco dell'avanschiera si è r aggiunto il limite· delle piccole distanze, dunque questo fuoco è semplicemente di accostamento; ai 500 metri anche i grossi entrano in linea, ed allora comincia il vero fuoco di preparazione; 5° Ottenuta la superiorità di fuoco sulla difesa, l'attacco, avanza gradatamente rinforzato lino alla distanza di ·1150-;J00 metri dove la 2• e forse anche la 3a schiera si fo ndono con la, prima, eseguendo il fuoco intenso, prep,1ratorio dell'assalto. , Questa orditura generale della successione d03gli atti del combatLimento olTensivo della fanteria merita tutto il nosll'O studio ~ Dunque, in ultima aJrnlisi , si ripete qui su piit piccola scala, trattandosi del fucile, quanto già avemmo occasione di rilevare peril cannone nel combattimento· di artiglieria : La gittala è una cosa e la portata utile un'altra. Il fucile aal più a·I me.no entrerà in iscena fra i 900 ecl i 700 metri, non prima, dappoichè i risultati meschini del tiro eseguito alle distanze maggiori non compenserebbero il danno derivante dalla sosta nell'avanzata. Una considerazione rafforzerà opportunamente il nostro criterio. ,

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L'effetto straordinario dei tiri in massa eseguiti dai Ttfréhi , il Plewoa richiamò tutta f'attenzione e lo studio dei balistici. Le relazioni su quel periodo della guerra russo- turca e specialmente ì\ bel ·1ibro del colonnello russo Kuropatkine (capo di stato.mag- giore di Skobele[) radicarono la persu~sione che_ i fuochi ~irati . della difesa-presentino una zona di massima elncac1a, non g1a alle brevi distanze, ma, in una striscia compresa fra i ·1200 ed i 2000 passi, mentre a partire dalla prima di queste di_stanze l'attaccante entrerebbe sempre più, a misura che avanza, in una specie di angolo morto dovuto al fenomeno morale che i difensori sovraeccitali dall'emozione della lotta prendono troppo alzo ed proiettili volano iri ma.ssa molto al disopra della testa dell'avversario . . Come conseguenza di questi dati di l'atto, molti scrittori consigliarono nella difensiva tattica un largo impiego di questi tiri in massa alle grandi di stanze. · Ora è evidente che un- ass,1l'itore il qual e seguisse il concetto ·di taluni i_ quali vorrebbero che il fuoco di preparazione cominciasse a ,i 200 metri non farebbe che prestarsi grossolanamente al gioco della difeia. . . . Se questa ha interesse a tempestarci' di proiettili alle gra~dt distanze ra "ione per l'attacco di non fermarvisi e di cercare rnvece di ' farsi sollo al più presto onde raggiungere quel li~nite di - 600 metri .da cui il suo fuoco potrà com~nciare ad essere ef. fìcace. E nei nostri terreni un difensore non mancherà di ripari onde -offrire il 'minimo bersaglio al fuoco dell'attaccante, il quale farà molto se potrà. distingue(e distintamente qualco$a fra i 500 ed i 600 metri, anche con tutti i canocchiali che potesse aver re'· cato seco. Il far clunque fuoco prima sarebbe illogico pei motivi eh~ seguono: . . ,t O Spreco della munizione che potrebbe invecé far d1f~tto alle piccole distanze dove ne occorre molla pei tiri accelerat1 ed a ripetizione; 2° Sosta nell'avanzata, come si è dello, e perciò vantaggio per la difesa il cui fnoco è di già efficace;

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3° Abbassamento morale dei combattenti i quali subirebbero perdite cri1dèli sen:rn poterne infliggere di corrispondenti; J. 0 La difesa avrebbe per tempo cognizione del senso in cui avanza l'attacco e potrebhé -opportunamente schierare le riserve, rinforzare il tratto minacc iato, sguernirne un al~ro, . ecc. ecc. Il .colonnello francese Ardant du · Pie, consid'èrando la nervosa eccitabilità dei popoli di razza. latina, pur riconoscendo teoreti' , camente esatti i criteri surriferiti, dubita che la fibra dei combattenti di tali nazioni possa sviluppare l'assalto resistendo impassibile a questa passi,,ità del sacrificio. Pe~' elevare il moral e, quantunque convenga della loro poca efficacia, egli consiglia qualche pauiia di fuoco anche nel trattò chè '\'.a dai '1:300 ai 600 · metri dal nemico, e dà il nomé a questa sua idea, ripiego di val vola di sicurezia del l'emozione. ; Ma è egli proprio sicuro l'egregio autore di 1:if a,vare quel van. taggio morale che egli si ripromette da questa violazione del principio fond~mentale del _combattimento offensivo: Avanti sempre ed a qualunque costo I O non ha invece mi lle volte ragione il maggior~ Gozzi quando dice: • « Il fatto fondamentale è questo : esiste un momento in cui il fuoco della difesa è di già efficace e quello dell'attacco non lo è ancora: esiste un momento in cui dei due combattenti uno ha il ba~tone più luogo dell'altro; è una buona ragione questa perchè costui si arresti proprio dove è ~ffeso senza poter offendere, a trinciar l'aria con 'baston~te inutili? A noi pare che sia invece una eccellenle ragione perch'è seni sotto il più rapidamente possibile per raggiungere quel pùnLo in cui le botte si danno e si ricevono quasi con pari efficacia ». 11 L'effetto morale di un fuoco abbastanza intenso, il quale entro un dato tempo, non conseguisse di diminuire l'intensità e gli effetti del fuoco della difesa, sarebbe certo deprimente per le truppe dell'attacco; convinte che questo primo fuoco che subiscono, sebbene già abbastanza efficace, non rappresenta tuttavia che un dolce preludio di quell'interessante concerto a pi.ena orchestra, che dovranno godersi attraversando i 700 od i ~00 metri che ancora le separano.dalla posizione nemica. »

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(< Questa momentanea constatazione della loro_insuflì cienza può scuotere in anticipazione la loro fede anche nel vero fuoco che devono poi imprendere a 300 metri, d1!_1 quale è invece ne~essario che tutto si ripromettano, e che perciò non deve esserè moralmente pregiudicato. ,. « L'elemento di azione, nel primo periodo del combattimento, deve essere l'avanzata, non il fnoco, e questo periodo non termina se non quando il fuoco dell'attacco, malgrado i v.1ntaggi ~i a:Rpost.amenlo della d.ifesa, incomi.ncia ad essere realmente efficace. » « Il fuoc.o lento a volontà, vicino o lontano, meno che pel coml?aùimento temporeggiante, non ci sembra nemmeno ~sso razionale, perchè implica la rinunzia volontaria al vantaggio d~lla_ celerjtà cl i tiro, che è pregio delle nnove armi e pegno dt vittoriosi effetti ». Ed abbiamo voluto riportari':i integralmente qu~slo bel ?"~no dell'opera del maggiore Go zii per la sobria ef(ica~1a con cui n as sume lo scopo e le modalità di questo primo periodo della pre. . p~razione dell'attacco. Siamo dunque adesso aì 5-600 met.ri all'incirca._ I foocl11 mi.rati della difèsa, la quale molte volte avrà già ,nozione delle distanze, imporranno gravi sacr ilìci alle truppe attaccanti che saranno più visibili epperò più vulnerabili. La fante,_-i~ avr:i:t gi~ dovuto adottare formazioni sottili per menomare gh effetti treI.)1.eod i 'dovuti alla straordinaria potenza di penet1:a1.ione dei proiettili delle nuove armi di piccolo calibro. \folti ullì ciali avranno già niostrato· alle trnppe l'eroico esempio della morte impavidamente incontrala eppel'ò ci sarà sempre un momento critico da superare ogni qunlvolta si opererà uno sbalzo nvanti. .. _ Mancando l'incoraggiamento dei graduati · sulla 1m·ea d I fuoco si rich iederà direttamente da l soldato una serie di sfon.i morali onde la voce dell'onore prevalga su quella dell'istinto di conservazione ; e questa serie di sforzi potrebbe spossarne prematuramente l'animo in modo che questo venga poi meno al momen to psicologico dell'atto risolutivo. Se devesi fare asseg.namento sul , coraggio del,le truppe, al pari delle munizioni non bisogna sprecarlo innanzi tempo.


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Ci pare qttindi ollimo il sistema sancito dal regolamento austriaco i;;econdo il quale ad ogni sbalzo avanti còrrisponde l'arrivo di nuovi rinforzi alle spalle della catena, non allo scopo di ranìttirla, ma _ con quello di oltrepassarla e trascinarsela diet~o diventandone i veri propulsori. E la marea montante dell'assalto è vivamente ritratta in questi cavalloni umani che dovranno poi .sommergere la difesa. Le soste dovrebbero essere ridotte al minor, numero possibile in virtù delle considerazioni morali già _descritLe, facendole principalmente per riprendere lena alla corsa onde raggiungere quel limite a cui debbono tendere tutt.i gli sforzi : ,100 metri dal nemico I Abbiamo così terminato il periodo della preparaz ione dell'attacco suddiviso a ,ma. volta nelle due f11s i distinte: !accostamento alla posizione nemica e il fuoco preparatore de.ll'at.to risolutivo. Possiamo formulare le seguenti conclusioni: } ,J Il piccolo calibro delle attuali armi portatili, accrescendo colla radenza delle traieltorie e colla maggiore potenza ~i pene. trazione dei proiettili l'efficacia. del tiro . di fucileria, ha reso più diilìcile e più. lungo il periodo della preparazione del!" attacco nel combattimento offensivo della fanteria. 2• L'attaccante soggiacerà durante questa fase del combattimento a sacrifici più sanguinosi che per lo passalo. Continuiamo ora il nostro studio seguendo l'avanzata degli in· vitti fantoccini i quali sono ormai giun ti ad un ceqtinaio di metri dalle posizioni ove stanno schierati i difensori. Come si srilnpperit adesso l'azione dell'attacco? ' In questo momento caratteristièo della lotta il massimo numero di fuc ili dev'essere fatto entrare i11 linea onde ottenere a questa distanz,1 decisiva la schiacciante superioritil del fuoco che sarà spinto al massimo grado di intensilit. Quindi dovendosi escludere: ,J Il cessare il fuoco rimanendo sul posto siccome l'assunfo; 2° La ritirata che cumulerebbe il disonore alla distruzione; 0 .;~ continuazione del fuoco da fermi che condurrebbe allo , sterile esanrimento reciproco; non rimane, estremo rimedio ad estremo male, che l'alto decisivo d_ell·assalto alla baionella. O

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Le musiche e le trombe suoneranno la carica, gli ufficiali pren7 ,deranno la testa dei reparti e tutla questa meteora umana si pre,tipiterà a testa bassa sulla posizione nemica ben risolnta a rove1 ,sciare ogni intoppo. . T:Jtti i grandi Stati mi litari europei sono oggidì concordi nel-, \l'ammettere la necessità di tale azione all'arma bianca. ln Russia il Dragomirow dopo aver magistralmente .dettate allet ruppe dipendenti dalla sua giurisdizione le norme per la con-dotta dei fuochi dì fanteria conchiude: « Non dimentichiamo che la baionetta è l'arma degli invitti, la foga impeLuO$a del Russo nell'attacco trarrà i massimi vantnggi ,dall'impiego dclt'arma favorita di Suwaroff. » In Francia: I' lnstructio·ri pmir le combat costituisce unn splendida reazione con.tro iI sistema della difensiva così rnnestamente -~atei osservato nel ,t870. Questo regolamento freme offensiva in .eiascun~ sua pagina , il concetto dell'avanti sempre a qualunque ,c,osto gor'.goglia allraverso· ad ogni periodo. )Iolto fuoco, molto avanti e Lutti alla baionetta all'ultimo minuto caute qne coute: Il faut que des française meurent poJ1r que la Frànce vìve I {Déroulèdè). In Germania la nuova scuola con a capo il Waldersee riunisce in 11na frase scultoria la comloua dell'o.fTensiva (atlica per fa fanteria : Far breccia, impadronirsi della breccia, stabilirsi sulla breccia! In Austria il regolamento del ,J 8S9 sancisce l'identico concetto ~tabi lenòo alla distanza risolutiva fuoco intenso di breve durata -e quindi assalto alla baionetta. . . . .Le perdite saranno probabilmente terribili, ma la guerra e la :guerra e bisogna saper rnperare la prova materiale e morale de le ingenti perdite per renderci degni del sorriso della vittoria. È sempre un po in battaglia come al gioco della dama: occorre saper sacrificare · una pedina a tempo pur di gnada, . . .gnarne due. Non intendo gii1 in queste poche righe di aver torn ilo la m.. fall ibile ricetta della villoria. Per quanto si faccia, l'imprevisto fa lnrga parte nelle cose guerresche come in tutte le :ice~_de .umane, epperò l'nttacco può riuscire e può anche avere ,esi to m-


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felice. Ma assaltando potrete vincere o perdere, · seguendo le· altre risoluzioni perderete solamente. Da questo breve cenno sul periodo risolutiv~ del comballimento ofiensivo della fanteria deduciamo che r assenza del fumoe la.celerilà di caricamento hanno abbreviato considerevolmente· questa fase della lotta.

descritta, .rendendo disponibili quasi tutti i suoi corpi d'armata per la gran lotta sul Reno. · · Mi direte che può scegliersi un'altra via, che si può passare per la Svizzera. ·Prima· di tutto sarebbe sempre una _via più lunga, secondariamente questo passìlggio è più presto detto che imaginato. Col grande campo trince~ato del Gottardo è sbarrata la via · dell'rdto Rodano .e 'del Reno. Alla. sua forza naturale delle posizioni bisognerà aggiungere il valore in tricseco delle fortifh cazioni, costruite secondo i piLt moderni criteri ed armate con ar1iglierie modernissime. Che· dire de1l' Anstria? Essa ha continuamente rivedute ed accresciute le sue op.ere di fortificazione nel Tirolo e migliorat~ quelle di Pola e di Malborghetto . E le nostre opere di sbarramento alpine uon dovranno esse proteggerci nel periodo della radunata e dello schieramento strategico; e se noi ci atterr,,emo alla difensiva strategica non costituiranno i detti pnmi fortificati opportuni perni di manovra per le operazioni delle truppe mobili? · Queste considerazioni mi sernbn1no sufficienti a porre bene in rilievo la larga parte che le fortificazioni avranno probabilmente nella condotta straleg.ica della fùtura. guerrn . Nel campo tattico però non esitiamo a dichiararci poco entu' siasti del suo ausilio, partigiani come siamo de l'~vanti sempre ed a qualunque costo. In Russia,. sempre per quel henecleuo ricordo dei trincP.ramenti di Osman Pascià a Plewna vediamo cbe si tende ad esageraro ['importanza de l'utilita che si potranno le truppe ripromet1ere dall'impiego della fortiricazione campale. Il generale Gonrko espresse il parere in una conferenza di presidio a Varsavia che lo strume1Ho da zappatore debba avere ,spe:;so nelle foture battaglie una importanza :,Imeno ugunle a quella del fucile. Il o-randuca Wladimiro nelle sue istruzioni alle truppe, pre. . scrive loro tassativamente di trincerarsi se in catena nel com·batLimento difensivo: « La trincea di battaglia avrit .certamente un largo impi ego nell'avvenire. Si ammette come regola che la catena nella' difensiva debba se'mpre trincerarsi! »

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** Fortificazione. - Circa all'elemflnto delle fortificazioni occor~ rerà distingùere nettamen te due mandati : lo · strategico ed il· tattico. Il maresciallo Von l\foltke las_ciò molto · opportunamentescritto che la massima fondamentale della strategia si · è qnelladi cercare la massa principale del nemico e di atlaccarla dovunque la si .trovi. Dunque il conceuo che la ·,,iHoria consista· nel I' oécupazione del territorio nemico senza preoccuparsi delle· forze mobili . di cui dispone l'avversario è da· releg.èrsi f1·a i ri , cordi della guerra di cordone. E fin qui di accordo . Ma l'er-· ronea credenzn che t~rge dissipare si è quella di co loro che imaginano dovere · 1a futura conflagrazione ridursi a poche marcie di· concen1ramerito, a due o tre bauaglie decisive e che la fortifìcazione non vi abbia per nulla da far c11polino. Conveniamo che le· ,,ere bàttaglie decis_ive saranno quelle combattu te fra le masseprincipali dell.e forze mob ili dei helligerant,i, ma prima di giungere ad esse non avrà forse l'invasore da fare i conti colle fortificnzioni? Basta per esserne pePsuasi guardarsi attorno. La Francia si è premunita ,con una rete formidabile di fortificazion i: una qualsiasi delle s~e , valli alpine ba una, due e fino· tre linee di sbarramenti alternati e sostenuti con numerosi campi· trincerati. Aggiungasi la profondità della zona alpina fraucese tre volte ma)'!giore di quella italiana ed i :,;uoi fronti formidabili come quello formato dai tre massi della Grande Chartreuse,. dei Beauges e dei Bornes, col!' aggravante della fortissima linea retrostante del llodano appoggiata al gran campo trincerato di Lione. Quindi nessuno negherà che l'ausilio prestato da questo, formidabile sistema di fortificazioni non dia alla Francia l'inestimabile vantaggio strategico di poter tenere con forze relati-varnente esigue m iscacco. l'offensi va ituliana attraverso alla zona1

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POLVERE SENZA FO?t10 E PICCOLO CALIBRO

" I comandanti dei reparti in catenà ordineranno di loro iniziativa! (la più bella manifestazione dell'atlività al servizio del concetto passivo di difendersi I) i lavori occorrenti .eccello solo il caso che abb iano un esplicito ordine in contrario ». ' « Viceversa nell'offensiva non si ricorrerà a lavori di fortificazione se non ·per esplicito ordine superiore ». · << Le trincee saranno occup1te con semplici posti di sicurezza finchè l'attaccante non avrà mostrato che le -pallli.glie di combattimento Cosi i trinceramenti vi.sibili al nemico da lontano non saranno mai occup~ti durante la preparazione dell'attacco: la truppa deve essere esercitata ad occuparli rapidamente ed ordinatamente. , quando il nem ico arriva a 600 od 800 passi ». E, continuando a leggere le norme suddette: • • • ••• · • : << La m~rci~ a1 anti a scaglio'ni potrh cominciare a più. ~1 800 passi , a sbalzi, d1 c9r~a. oppure di riparo in riparo, secondo li terreno ....... » E ancora: ) tr « · · .. Sotto fuoco molto violento la marcia delle riserve di compagnia (sostegni) deve utilizzare tutti i -ripari del ter reno ,». Yeditmo in una parola la preoç.cupazione del coprimento che tende 111 dette ~?rme a yrendere un esageralo sopravvento sul concet~o- mollo prn essenziale di recare il maggior danno al nemico nel mm1mo tempo. Della ~uerra potrebbe a ragione dirsi, apnlicando un detto di Alfon;;o Karr il brioso romanzi~re del secondo impero: 1

« Plus cela change et' plus .c'est la méme chose !

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La lunga sarissa dei Macedoni e la loro pesante armatura non li salvano da la sconfiua quando si 1rovano di fronte i Romani. col corpo -~enc~ P:Otett~, armati di corta sp;da, ma per quest; appunto p,u sc1olt1 e più adalti all'offensivn. 'Le armi da fuoco provocano al loro apparire un perfezionamento nella costruzione degli scud i e delle corazze. Un g-iorno .però s_orge in coi i cava!ieri si aceorgono che le armature ;roppo pesanti tolgono loro ogni mobi li 1à epperò li mettono nella condizione di non poter restituire i colp i che ricevono. Allora gel-

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tano alle ortiche tutte le ormai inutili ferrnmenta e trovano come già i Romani nel saldo pett.o e nel cuore intrepido il migliore elemento ·della vittoria. E così i dragoni leggeri di Gustavo Adolfo sgominano i formidabili squadroni di Pappenheim molto pesanti e poco veloci. E. gli eserciti francesi della Rivoluzione privi di impedimento battono quelli dell'Europa coalizzata lenti, incerti che nulla difendono a furia di voler tutto coprire. Volete di più? Gli a~ili incrociatori g~apponesi velocissimi e potentemente armati oITensivamente hanno ragione delle spettacolose corazzate chinesi che costano molto e navigano poco! Noi però a: volerci pensar~ su, finiamo coll'essere più d'accordo di quello che non si creda coi nostri contradditori. L'idea comune: È l'annichilamento della resistenza avversaria; collimiamo nel fine e dissentiamo nell'impiego dei mezzi per raggiungerlo. Yoi dite: « ll difensore fa un fuoco efficacissimo con le nuove armi epperò catene rade onde diminuire la vulnerabilita ! » Ed io replico: , « Perciò catene fitte con tanti fucili da ottenere la superiorità di. fuoco che ci permetta di porre fuori combattimento il rnas-:simo numero _di tiratori che ci fronteggiano. Voi vi curale di menomare gli effetti noi tiriamo dritti allo sc_opo: clistruggue la causai» Voi replicate : « In terreno scoperto gli effetti del fuoco impongono la creazione di ripari artificiali coll'ausi lio della fortificazione. Offriremo . co·sì minor ber.saglio , subiremo minori perdite, gli elTetti morali saranno rneno disastr.osi ». Ed io soggiungo : « L'attacco co.sì facendo, perderebbe il suo principale carattere: l'irruenza! Lo sforzo morale sarà stato più prolungato, lo slancio perduto nelle ansiose soste dietro ai ripari si risolverà in una diminuzione di forza pel vostro urto. Volete avere poche perdite? Pochi sbalzi e lunghi alla corsa che vi facciano stare il minor tempo possibi le esposti passivamente al fuoco del nemico.


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POLVERE S:ENZA FUMO E PICCOLO CALIBRO

POLVERE SEN'ZA FUMO E PICCOLO CALll3RO

I trinceramenti sono per voi quello che !'armatura era al cava-: liero, un impaccio una diminuzione di potenza offensiva perchè pregiudi_cano la velocità ». Il von Der Go\z dinanzi agli esterminati effedi,,i degli eserciti dell'epoca moderna che gl i richiamano alla mente quelli di Serse e di Dario, precon izzR la comparsa di un nuovo Alessandro che con piccolo esercito e e.on grande velocità di mosse, coll'armamento superiore e co lla gagliardia dello spirito·_ offensivo corra l' Europa rovesciando trionfalmente ogni ostacolo·. Noi non ci arroghiamo il diritto di formulare delle predizioni in un campo così infido come quello dell'avvenire guerresco. .L'impriwisto è un generale_pien9 di risorse e · èhe ha in tulle le epoche apparecchiato grandi sorprese. Chi può pretendere di figgere lo sguardo indagatore nella fitta bruma dell'avvenire onde assistere alle baLLaglie aeree .com battute fra le nemich~ squadre dei- palloni dirigibili, oppure seguire trepidando le vJcende della carica di un reggiment.o di biciclisti ? Pensieri bizantini direte, ma l'utopia dell'ie1:i non è volte volte la ,ci"isalide dond_e la veri tà nscirit domani brillante farfalla? n nauLilus del capitano Nemo precede -il presente battello insommergibile, la ciarlatanesca alchiinia genera la chimica questa glori,1 dei tempi nostri che ha originalo le nuove polveri' ed il piccolo calibro: il soggetto del ia conferenza che vi ho detto.

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CONCLUSIONE.

Ed eccoci! dopo Ìaboriosa na,~ig?-zione fra idee contrarie sull'oceano infido della discussione in vista del porto. La vostra indulgenza vorrà lo spero stendermi una mano per facilitarmi lo . sbarco. Conclusioni se né potrebbero fare e parecchie, salvo poi agli eventi il modificarle o smentirle. Preferisco evitare la rima ·obbligata ed alla meschina soddisfazione di ammanirvi tre o qualtro precetti che non ammettar;o replica antepongo là speranza, per me graèiitissima, di aver tenuto desta la vostra allen~ione nell'esame di cruestioni per noì cotanto vitali, lasciandovi pensosi ed invitando il vostro sp irito a continuare per proprio conto le in-

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<lagini onde dall'attrito delle idee, adoperando una frase di Bacone, guizzi la scintilla della verità . Un brioso scrittore vivente parlando di un illustre defunto ne elogiava le opere· che egli proclamava improntate ad intelletto di amore. Mentre non pretendo nella. mia disamina il riconoscimento di tracce d'intelletto spero che non vorrete dis,~onoscerne l'amore, di quello si intende che fa parlare perchè muové profondamente. Epperò lasciamo ben volentieri il campo nperto a chi dopo di noi vog-lia corre;·vi più degnamente e ponia~o fine al nostro dire concludendo come le buone vecchie narratrici di fiabe : « Stretta è la foglia, lunga è la via. « Dite la vostra, che detto la mia

ho

Gurno 'l'enente net

26°

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MAYO re(Jgimento fanteria .


lf, GENERALE DI PE'l''l'INENGO

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IL GENERALE DI PETTINENGO

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Col generale conte Ignazio de Genova di Peltinen·go si è spenta un'altra di quelle belle figure militari di cui il vecchio Piemonte ha dato sì larga e gloriosa schiera nlle lotte del nostro risorgimento. Membro di un'ari$tocrazia conservatrice, che non aveva mai accolto senza diffidenza l'idea unitaria, egli l'abbracciò, fino ffall'inizio, fervor?s~ment~ e fu con véro entusiasmo che, nel 184;~, adempì alla missione ricevuta dal re Carlo Alberto di organizzare' le milizie d'artiglieria raccolte dal governo provvisorio di .Milano. Egl, aveva allora il grado di maggiore. Nato a Biella il 28 febbraio rn,13, compiti gli studi militari ~ell'accademia di Torino. n'era uscii.o sottotenente nell'arma d'artiglieria il 28 marzo ·183·1 ed aveva passato i primi anni della sua carriera in Piemonte, in quelle assidue esercitazioni e disciplina severa che formavano allora la caralteristica dell'esercito piemontese. , In Lombardia il maggiore Pettinengo adempì con molto amore la.missione affidatagli e; dopo la cap·itolazione di Milano , condusse in Piemonte il corpo di truppe che aveva organizzato. Questo corpo nel ,1849 fu destinato a far parte della diyisione Hamorino, alla quale, com'è noto, il contegno del detto generale impedì di prendere parte all'azione nella campagna di quell'anno. Dopo la catastrofe di Novara il Pettinengo, giit tenente colonnello, rientrò a far parte dell'esercito piemontese e qualche anno grado di colonnello, fu chiamato a recrcrere il seareappresso, col . no o tnriato generale al ministero della guerra, col ministro generale La Marmora . In tale carica coadiuvò efficacemente il La Marmora

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nelle riforme che prepararono l'esercito piemontese alla campagna del ,1859. Fu posciti nominalo direttore degli studi presso l'accadèmia militare di Torino. Promosso 'maggior generale. duiante la campagna del ;J859, assunse il comando ~ella brigata Casale la quale ebbe tanta parte nella battaglia di S. Martino. Alla testa di questa brigata il generale Pettinengo salì cinque voile all'assal to delle contrastate allure ed ebbe morto da una palla di cannone il cavallo. Rimasto a piedi, per incitare le truppe ed essere veduto, alzò sullà punta della sciabola il berretto e con questo segnàcolo condl).sse le sue truppe alla villoria. Nel ,186 I fu noininato tenente generale e poi mandato in Sicilia quale luogotenente del Re. Ivi fece ottima prova e ne partì festeggiato. Tornato sul continente, ebbe la carica d'ispettore degl'istituti militari e in quel, i'rattempo gli elettori di Fossano gli diedero il mandato di rappresentarli in Parlamento. Fu deputato ,per la VII[ e -la IX legislatura; sedelle a destra e pre»e viva parte alle discussioni militari. Nel 186:S il generale La Marmora, president6 del Consiglio gli offerse il portafoglio della_guerra che accettò e tenne anche sotto il gabinetto Hicasoli, succeduto al La Marmora. Com[lndò ìn seguito il corpo d'armata di Milano e poi quello di Napoli dal quale fu esoneralo il 29. maggio 4877 con R. dec1:eto che lo nominava presidente del Comitato dell'arma dei carabinieri reali. Con altro decreto del ,16 novembre stesso anno fu colloca Lo a i·ipos0 in seguilo a sua domanda. Fino dal ·I 868 era stato nominato membro del Senato, ma non prese parte attiva alle discussioni di questo alto consesso. Si trovava da molti anni era nella riserva quando lo colse la malattia che lo condusse DI sepolcro. Era il più anziano dei generali di riserva. / Gran Croce degli Ordini della Corona d'Italia e dei SS. ~laurizio e tazzaro, commendatore dell'ordine militare di Savoia, era deco-r.ato di due medaglie d'argento al valor militare. ' 1


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IL GENERALE DI PETTINENGO

Egli mori il 2 ·novembre corrente in una su,l villa presso Mon· calieri ch iudendo in pace una lunga vita dedicata tutta a servizio del Re e della patria. Dalla fone regione ove oacque aveva ereditato la tenacia dei propositi, l'austerità del costume, il tradizionale amore al la professione delle armi. Fn veramente soldato di elezione ed all'esercito dedicò tolti i suoi pensie--ri, tutte le sue. forze . Quantunque da molti anni fosse uscito da'II' esercito atti,'o , restano di lui memorie ed affetti e la sua morte Jasci'a un· vivo rimpianto.

TRA I LIBRI n-

,1Jn mwro libro del CHIALA. - T d 1ie Dabormida. Gli ·insegnamenti del 1848 e il presente. - L'Enotrio del CòRS1. - Il 1·omanzo psicologico di 1m itahano dal l848 al ,f 859 . - La spediz1·one in Crimea narrata dal l'dANf'nEDJ. - ].'ambiente 1,, gli uomini durante quelltt spedizion.e. - Un romanzo a tetre tinte dell'OL1vrnnr. - Per gli stud1·osi di organica e per quelli di lingua tedesca.

Il senatore L. CHJALA ci dest:~ive con documen ti originali La vita e i tempi del generale Giuseppe Dabormida, il qua le fu ministro della .guerra del re Carlo Alberto nel ·1 8i8, negoziatore del. trattato di pace coli' Austria nel •I8i9 , ministro degli affari esteri del re Vitto rio Emanuele II nel tempo dei sequestri austriaci e men tre si inhiava l'intervento dell'esercito sordo in Crimea, ed una seconda volta ministro ·degli esteri nel 1859 do po Vii In franca. Questo volume co l titolo spe-<:iale di Regno di Carlo Alberto .J si8-t9 ~i chiude colla bauaglia di Novara. Vi prrcede, come ragion vuole, una mesta commemorazione del generale Dabormida morto nella va lle dì Mariam Sch iavitù e figlio del 1>recedente. Essa è scritta con l'affetto dell'amico e con l' intelligenza -de~ militare dal generale CHt ALA, che vi comprende le ultime leuere ·del valoroso Dabormido, le ciuali gettano qualche luce sullo stato degli animi di coloro che si trovav:ino sul colle Tzalà nei giorui memorandi ·che preredettero la battaglia di Adu a. La commemorazione finisce C[lll le belle paro le del generale Sismoudo, le quali lodano « la cvndol!a eroic:i di Daborm ida nella batt.'lglia come l'esplicazione in più :alla temperntura della sua :ibi tudine al sacrifir.io di sè stesso per il -dovere» . I due amicissimi dell'estinto con elevato)enti mento d'affezione .hanno compiuto un sacro e dovuto omaggio sulla sua tomba. (') Sara fatto ceano di tutti i li bri di cui sia mandato un esemplare alla Direzione. t35 -

A:.NO lLI.


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TRA I LIBRI

Invece il libro sul Dabormida padre volge lo sgnardo a mezzo secolo addietro, e ci fa assistere al retroscena 'della campagua del •I8~8Sul Mincio, sollo Verona, intorno a Mantòv.a , contro Peschiera l'esercito piemontese si batte coll'au,triaco, A Torino sf stanno febbrilmente apparecchiando i mez,ti per soccorrere I' esercit_o cçimbatteute, e per risolvere un problema che di giorno in giorno appari va meno solubile con quei mezzi e con quelli che erano disponibili, ,· ta guerra colse impreparato il governo. Sarà caso; sarà disgrazia; ma il governo nou pievedeva quali terribili resp'onsabilità andava preparandogli il subbuglio, che dall'epoca dell'elezione di Pio IX cresceva in Italia. E 11essuno poteva prevedere lo se.oppio improvviso della guerra, fatalmente provocato dalla insurreziorrn coi1temporauea di tutte le città del lombardo-veneto: neppure le autoritii austri.ache; esse anzi rrieno degli altri. Ma .l'im!'llinenza di una guerr:i ·contro l'Austria era pu re intravista; ed il Cm.HA ne raccoglie ad u·n11 ad una le testimonianze: e segna pure con la sua solita diligenza ed equanimità i provvedimenti presi. Chiamata di alcune classi, solenne dichiarazioue di sentimenti, nomina ciel Balbo a presidente del consi~lio dei ministri, ci9è dell'uomo che aveva posto a cardine politico il, con'~etto della cacciata degli Austriaci dall'Italia. Ma bastava tutto questo·? Credevasi che la guerra d' iudi pendenza del 184-8 dovesse essere iniziata con l'invasione della Lombardia, durante la quale i Lombardi si sa rebbero sollevnti per dare' la mano all'esercito invasore e facilitargli la strada. Almeno così la pensavano le autgrità amtriache, seppure non, avrebbero voluto invece invadere il Piemonte, come avevano fotto nel ,f82·1 . Ma il governo piemontese si .fece mai un'idea chiarn, od almeno concreta, ddla ' guerra alla quale 5tava lentamente, ma :·atalmente, avviandosi? · Probabifmente no. I gt:merali scesero in campo, come l'ultimo det soldati, ignari del con!litto che sìava per scoppiare, della direzione che avrebbero :iVUJO le operazioni, Si Hmarono e partirono alla ricerca delle divisioni che stavano per form~rsi. Ed il governo non aveva in nessun modo cercato di diminuire almeno in parte la responsabilità che stava per piombargli arJdosso col tentnre qualche miglioramento nella si tuazione politica che gli era contraria; ayeva anzi respinto gli aiuti che gli erano offerti per affrontare una guerra· superiore ai mezzi di m i di.sponeva: non aveva provveduto ai grandi comandi, non si era fatto nessuna idea sulle operazioni militari che potevano essere necessarie, nè-sui mezzi indispensabili per guidarle. Di pronto, e veramente pronto, uon vi era che una miuiera di soldati ottimi per l'indole della

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,popolazione 'C ui appartene.vano più che per l' istl'U'z ione avuta, e la forma volontà del re di porsi alla testa di una guerra cl' indjpendenzà. ll'ra questi due estremi mol!e cose erano interamente da fare. Fu colpa dell'-indirizzo precedente a quello preso ~:olle mutazioni li-:berali avvenute proprio mi il febbraio erl il marzo 18•i8, della man, c;anza di tempo per i nuovi venuti. del precipitar~ d(igli eventi, del loro maraviglioso svolgimento. Tutto questo può spiegare dinnanzi :illa storia- lo strnno fatto di un esercito che dall'oggi al domani mnove ad una gnerra a cui da qualche tempo doveva essere preparato, ed a cui ·era invece nuovo affatto: ma ùon giustifica coloro che nell'immenso lavorio minuto, irrequieto, r,ontinua'to dal ·I 830 in poi intorno all'esercito, .non seppero mai solleva re 19 . sguardo oltre le minuzie del vestia rio e I~ quisquiglie dell'organico, per scrutnre essi, ed aiutare a scl'utare gli altri, dove e.come dovesse essere impiegato l'esercito, cui innegabilmente dedicavano eme diuturne. E disgraziatamente l' imprepar:11.ione del ·18!~8 non fu ca,o isolato nella nostra ,toria recente. Undiei annj dopo, sotto l'impulso geniale d~I conte di' Cavour, l'esercito vi(le nettamente segnato l'indirizzo alle I ' . sue operazioni iniiiali; ma si può dire che :mehe nel ·1861i il wrnerale La Marmora avesse un'idea chiara e concreta delle operazioni volute dalla guerra che stava per scoppinre, e che eglt stesso :weva ·politicamente preparatn? · . , Quand' anche non fosse esattamente riportata la conver::azione avvenuta tra quel generale ed il Bernahrdi, testè venuta in lnce, le incertezze delle operazioni e la lentezza del,le deci~ioni destano il du b.bio che anche la campng11a del .'I86G abbia maneato di una vera ed ess~nzinle preparazione. Ma allorà perch è l'esercito i!aliano è costantemente chiam;ito a rapp'ezr.are situazion i politica mente arrernb,1te, che poi gli rovesciano spietatamente addosso re$pousabilità immeritate'? La domanda, disgraziatamente, non può avere ;11l'rett.ata risposta, perciò torniamo al libro. · La guerra scoppiò improvvi~a e impreveduta. Non avvenne ·che la ,insurrezione abbia avuto da aiutare la maJ"cia dell'esercito invasore come potevano dubitare le autorità austriache, ma invece l'esercito invasore andò ad aiutare l' insuiTezione o meglio trovò via libera fin sul Mincio, ' anzi fin ,;otto le fortezze. Ma quanto più rapida fu ia mobilitazione, iroprepllrata la formazione dell'esercito, e lontana l'adunata e tanto maggiori furono i meriti di colui che ebbe l' inc:irico di dirigere quel-le - operazioni e di sovvenire con scarsi mezzi -nlle esigenze di .una-grossa / e lontana guerra. 1


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Questo incarico toccò al Dabormida. Egli era allora primo uttìci11le nel ~Iinistero della guerra. li segretario di Stato per gli affari della guerra Fraazini dovette seguire il Re al campo, per scrupolo costituzionale spiegabi lissimo ~ou· ~na costituzione tanto bambina quant'era quella promulgat:1 solo da un mese; egli affidò if portafoglio .il presidente del Consiglio dei ministri Cesare Balbo, e questi incaricò il Da bormida di dirigere gli affari della guerra e della marina. Armamento, passaggio sul piede d_i guerrn, rapida adunata delle truppe oltre la Lombard ia sul Mincio, com pletamento nnmerico dello truppe nei corpi, rifornimento dei quadri nelle molteplici nuove formazioni (o gli ordinatori dell'esercito d'allora credevnno che i depogiti potessero sdoppiarsi all'infinito in llattaglioni di guerra), chiamata ed istruzione delle classi e delle riserve, acquisto ed allestimento di material i di guerra, a tutto questo e ad altro fu provveduto con uno slancio e con uun abnegazione straordinaria io mezzo a dillìcoltà assai gr:ivi e sopratutlo al ribollìo di un infatuamen to non mai veduto. Il l~voro fu febbri le, ma tacito ed ignorato dai più, specialmente fuori del Piemonte nei paesi interamente ignari di cose militari e caparbiosamento ripugnanti al vero ed eflicace servizio militare. Perciò non fu apprezzato, e non poteva esserlo nelle milio illusioni di quei giorni memori di troppo facili vittorie. Gli animi impa~ienti si lltgnavano che l'esercito non arrivMse a tempo « per schiacciare i misera« bili avanzi dell'esercito austriaco che si dileguavano come larve a « fronte dei valorosi rhe li inseguono. » Sembra di averle leue ieri queste frasi, e son vecchie di mezzo secolo. Perchè dunque la nostr.i storia è cosi poco conosciuta o sostituita da una sciocca leggenda che la ren~e inutile 'l Date le cond izioni an tecedenti l'opera del Da bormida fu pregevole quanto mai! ma non poteva far l'impossibile. Le grandi illusioui prodotte dai primi successi e confortate ad un tratto dalla resa di Peschiera, e dalla mezza vittoria di Goito, che fu creduta nn solenne trionfo, quelle illusioni sparvero ad una ad uua. Venne l'annuncio della capitolazione di Vicenza, poi si seppe che l'eserci to austriaco di soccorso aveva raggiunto quello che si era riparato sotto Vewna. Sorse il du bbio se realmente le forze portate in ca mpo fossero snlTicienti a sostenere il nembo della guerra che dopo aver disperso l'esercito pontificio ed il toscano ora veniva a rovesciarsi sol piemontese. Il presentimento di una prossima sventura rendeva inquieti gli animi, ed i deputati del Parlameuto subal pino, fermi nell'illusione che l'ordinamento adottato per l'esercito piemontese potesse

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Yiprodurre indefinitamente dei battaglioni, chiedevano al Ministero di, battere il piede per suscitarli di terra, armati, vestiti e ben comandati, insistevano perchè mandasse rinforzi al ~iincio, volevano chiamare nuove classi, anticipare le leve, eccitare il paese, far leve iu mi1ssa, ac((uistnre fucili, lance, sassi, ma esser sicuri della vittoria. La vittoria è premio ai saggi ed ai previdenti, ma non sempre ai coraggiosi. Ma chi vi pensava ? Chi pensava allora agli ir~imediabi_li guai creati da una situazione politica mal preparata, ed alla rnconcep1bile mancanza di provvedimenti per affrontare la guerra che pur vedevasi da un anno almeno disegna rsi sull'orizzonte? Chi aveva una chiara idea delle esigenze militari tra coloro che tengono l'arte militare per una su pedlnilà dolorosamente imposta? Chi poteva sanare la scarsità dei volontari accorsi a combattere la 5 uerra d' indipendenza ed a difendere l'onore del popolo italiano. o chiudere la bocc:i ai moltissimi che sbraitavano su ciò che dovevasi fare, ma non facevano, nè aiut:ivano gli altri, nè permeuevano che gli allri facessero. A tutto questo non pensava.si e non provvedevnsi nei lim iti di quanto era possibile : volevasi tùttavia la sicur~zza della vittoria mediante il numero, la si chiedeva al rappresentante dell'esercito, e gli si indicavano, colla fa cilità dei rètori, i mezzi per ouenerl:i~ Il Dobormidn in un memor:ibile discorso, chiaro, preciso, descrisse il 4O luglio l'opera sua nella Camera ,dei deputati: narrò quello ché c'era e quello che si ero fatto: e questo raggi ungeva i limiti del possibile. S0pi-:1 vanzavono gli uomini ma mancavano gli ufiìciali, i gradunti, le armi. Potevansi mettere in linea altri 60 ,000 uomini; ma che cosa avrei.ibero concluso senza artiglierie e senza ufficial i appena , discreti 'I Avrebbero recato iogo ml.Jro e nulla ei ù. Unn ventina di giorni più tHdi il Ministero era sostituito ed il Dabormida cedeva il posto al Menabrea ; inwnto le vicende della guerra :indavano a rotoli, e !"esercito in ritirata non si arrestava che dietro al Ticino . · Il re Carlo Alberto otlida va ancora al generale Duborrnida l'incarico di riordinare l'esercito per la riscosso. Triste bisogna, io cui quel generale trovò gli aiuti ed i conforti assai validi del · Duca di Savoia, del Duca di Genova, del· La Mormora, del Collegno e di altri valenti uomini. Questo lavorio comprende la seconda parte dell'opero, e la narrazione si ferma specialmente sulle pratiche fatto allora per sistemare il comnndo. · La fede nei generali j.)iem,)ntesi era oramai spento, seppure ve ne _era stata prima : il desiderio del H.e di tenere il comando, come un

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sacr, 1 dovere che su lui ricadesse, era fortissimo; le accuse le cal~n11ie, i sospetti dalla vo'ce dell'esercito, dei politici e del p~polo si np,, rcuJtevano sui giornali e da essi arrotondati, -0bbelliti e ba ttezzati si ri versavano di nuovo per tutto il pae;e: le difese erano fiere eri aggr~ssive come le accuse. Era naturale. Tutti avevano fatto quanto ' era m loro per portar.si ali' altezza di una situazione non comune:· se non vi erano arrivati non se n'erano accorti. I l Ì)romis, acuto e calmo osservatore che aveva leuo le relazioni di tutti cò'loro che :ivevano av~to un comando nell'esercito, coll'animo rattristato della poc~ezza ri velata d_a quel le relazioni, aveva veramente :;coperto la gran piaga · « che affliggeva l'eserci to in alto, a mezzo ed nbbasso: la « ignoranza sotto i mille diversi aspetti e le mille ramilicazioui e con« seguenze che la disgraziata possa mai presentare ~ produrre ». Tremende parole che testi moniano quanta .pa rte debba avere la mente nell'educazione militare. Quella impressione del Prom is era la medesima che correva nel paese, e che spinse· il o"Overno a chiedere uu . generaIe straniero. Lo si voleva francese, ed uno cl"i quelli che si erano illustrati in Algeria, lo si ottenne con gran (.lena polaèco abi tuato alle guerre ini;u rrezionali del suo paese contro i Russi. Le difficili. trattative che condus,ero a quel risultato sooo la rgfmeo te esposto co n I documenti dal CH IAL ..\..

*** Q_uesta è la interessante tela di un periodo pieno di imegna1rnmt.ì. l i riandare qui i pregi dello scrittore, sarebbe interamente fuor di luogo, quando si tratta di scritlorec omo e il CHI.-1.LA che ha illustrato in ~anti mo~i e con t_n ntà chiarezza i tem!ii del nostro Risorgimento .. ~gli ha un arte . spewde, e noo comune in Italia : quelfrt di fiire il l~bro_, come. la si direbbe con frase straniera. La narrazione procede l1mp1da, chrnra, con un.a ~empl icit~ di andatura tutta sua: si arrcst;, pe!· esamiu~r~ un fatto, od un epi~odio, torna addietro se occorre per c!11an rlo, si •_nterrompe di ~ ntinuo per far parlare i con temporanei, r1p'.e~de la via, ma . no~ s1 smarrisce mai, e sopratulto non perde ma, 11 fil o che lega II libro, nè lo scopo a cui il libro tende. All'erudito, al paziente raccoglitore si unisce lo scrittore cl i buou "Usto, ed il libro si legge cou interesse perchò un'arte grandissi ma 10° sorregge, e nello stesso tempo non compare. Questo è il massimo pregio, e perciò nel leggere il libro sorgono involontari raffronti tra quel passato lontano ed un presente troppo vicino. J..u volontà dello scrit-

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tore l'evocarli, od è r1uesta la conseguenza di tradizioni che non possono facilmente mutare e fann o si che nella st-0ria militare si ripetano cun vicenda fatal e avvenimenti assai dolorosi 'l A<l ogni modo se è arte dello ,scrittore· essa è intimamente collegata alla materia ùi cui tratta, e la , leuura , anzi lo studio del libro, dovrebbe essere i11centivo llfl utili insegnamenti senza i quali la storia è un vaniloquio od nn passatempo eruditÒ. Noi volentieri ci induoieremo nello spigol11re tra le lettere dei contemporanei del Dabormida e sono numerosi e rispondono ai più bei nomi dell'epoca ·sua . Ma non potremmo farlo con tanto agio quanto la curiosità del lettore lo vorrebbe, lo sp11zio è contato e dobbinmo ~ccennare ad un altro libro che parla degl i stessi tempi . Perciò rim:indiamo :il volume che colma no vuoto importante nella nostra storia militare ricca nel ra~conto delle azioni militari, eccessiramcote po\'era in quello della loro prepar:,zione che avv?ntura sembra più utile per gl'insegnamenti che contiene.

.' *** E passiamo ali' Enotrio del generale Còn.st stampato a _Firenze rial Bemporad. Sono letture popolari e inte11dono a mostrare il comm ino fotto nr.lla mente e nel cuore di un toscano del ·1825 l'idea nazionale fino al ~ 848: sicchò ne vieue un'opera che sta di mezzo tra i ricordi persomli , la storia ed il romnozo. Romanzo per i nomi fittiz i_ d~i personaggi, storia per la verità e 1' importanza dei fa tti rnccontat1, ricordo per I' impressiooe tlell' autore che rivede l'onimo suo, e dei suoi contemporanei, a parecchi anni di distanza e indaga in q uella memoria il pl'ocesso di un' idea. Lo si direuhe uno stud io psicologico fa llo con documenti umani nel èampo della storia e semplicemente larvato nei nomi per togliergli la impronta troppo persona le. L'idea è buona e giusta, sebbene la fìn~io ne dei nomi e la ricerc:i {!e, tipi alteri alquanto il complesso Jell' opera. Si tratta_ di seg,uire nel la storia il rinesso di un'idea attraverso l'uomo che v1 ve nel\ ambiente creato da quell'irica . E l'uomo è, non occorrerebbe dirlo, E~ot_11~. Un bnon fi gliu.olo, heu educ,;ito, figlio di ,gente mezzrna, f! quasi _d1re1, men che mezzana, ignnro :iffatto da itlee politiche ed altre sudwme, .avrebbe ll""iunto il Giusti proprio nei tempi in cui veniva su l'Eno~ . d trio. Fa le00 prime scuole, e poi segue le seconde ,1 spese d"1 uno zio e .a consolazion e della f~miglia: trova il mezzo di andare all' Univ~rsità di Pisa, e lì s'imlJotte nei compagni che gli aprono a mezzo un occhio

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sul movime;ito che già agita va l'Italia; poichè queste cose succedevano. tra il 4-2 ed il J6 ed allora boll ivano già i prepprativi del ·18i8. Il i 8 travolge l' Enotrio e lo mes~ola aì volbntari che si .portarono. a Curtatone. Egl i vi si trov.a in mezzo un po' contento ed un po' scon -. tento di trovarvisi. U!} cé't so l'aveva spinto tra i volonrnri, una chia mata_. a Firenze lo tol5e dalla loro compagn!2 prima del combattimento, di Curtatone. La volontà dell'uomo non vi ba punto ·da che fare . La. dottrina del l'ambiente è tradotta in esempio . pr~tico io1' tutta lll sna ampiezza : e per esso solo l' Enotrio muta, continuando ad essere un uomo. affatto pa·ssivo, la stoffa di un impiegato : potrebb~ divenire Ginoil,lino. i tempi non glielo permettono. Date le buone condizioni g~r-· moglia in lui il microscopico -germe clie il contatto rdtrui aveva deposto nel suo organismo, perchè non giurerei che ·vi :;i trovasse già .. Ed il germe sviluppandosi forma di Enotrio l' uomo del dovere, 'ma noo crea nè il patriota nè il liberale. Non arrischierà volonrnrinmentela vit~ per uno di quei -grandi. ideali che commovono · i giovani geileros,, 1~m non recederà un momento dinoan'zi ai pericoli che gli impone l' esecuzione di un ordine, siagli dato dal caporale innanzi al nemico, o dal capo ufBzio dinnanzi :illa insurrezione popolare. Intorno , a questa macchietta, vivdi10 le al.tre che ]Ò) scrittore colla. solita vivacità risuscita dai suoi ricordi: esse discorrori~, si agitano,. e ra..:contano con un dialogo spigliato, vero, interrotto come avviene· nella realtà. Lo scrittore se ne compiace, e con e,se intrattenendosi,. rivede persone passate, e,·oca memoriè a lui care : i suoi pensieri, i, suoi apprezzamenti per un singolare dono di fantasia, che oggi scientificamente si direbbe di sdoppiamento, passano neJJa meute e nella bocca,. dei personaggi da lui evoca ti, preod?no l' in touazione propria aI ca rattere di ciascun di loro, ma non perdouo quella tinta di pessimismo che di-sgraziatamente forma il fondo del pensiero in questo come· in altri Jilwi -dello stesso ,scrittore rJensati O&ài. ~ò . In questo rj flette i tempi presenti. Un triste presentimento coglie questi. uomini che hanno COJl.Corso in qualche modo all'opera dei bei giorni del nostro risorgimento. E se la nuova generazione mossa da, nuovi interessi e. da nuovi sentimenti ponesse a repentaglio l'edificio che noi innalzammo e rion arrivammo a tempo di consolidare? Pèr· questo essi_vogliono che ogni loro parola sia una seria e grave lezione tratta dal passato . Poogasi da parte la leggenda; si cessi <fai pascersi di frilsi e di aspitazionì. Abitui amoci a guardare nel vero, · io tutta la 'severità delle sue apparenze ed eviteremo le tristi delusioni di Custoza nel ,t81:8, di Novara ne~ 1,8,i 9, <li Cnstoza e Lissa nel 4866,

ed ieri di' Adua, ed eviteremo pure i fo cili . entusiasmi ed i rapidi scorao&iamenti tra i cui sbalzi non camminano le sorti di un popolo. ~~ . . f - Questo mi sembra che dicllno in fondo al loro pessnmsmo, e s ron dano dal fooliame della leggenda i fatti cui hanno assistito accioccl1è alle .nuove :enerazioni ,•edaoo a traverso ad essa i sacrifici e gli iforzi e che hanno costato. È qhesto il pensi~ro? Al lettore del libro la risposta, ed egli vi leggerà viva ed 'in azione un buon tratto di storia nostra, raccolta dalla bocca di coloro che vi assistevano.

** * Ed ancora rimaniamo nella ·storia del nostro risorgimento colla narrazione scritta dal MANFREDI, della Sped'1:zione in Crimea compilata colla scorta dei documenti ufficiali frugati ad, uno ad uno negli archivi del Corpo di stato maggiore, ciò che dà originalità al racconto, e pubblicata dal solerte editore cavalier Voghera. · La penna facile dello scrittore trae impulso dall'intonazione delle relazion·i, degli. epistolari, dei lib.ri scritti nell'epoca in cui avvennero i fa tti descritti. Leggansi le pagine del TIEVEL, del CERE,A, del R1 cc1 e .di tanti altri, rileggansi le lettere .di quel tempo ed ovunque si t~ova qnel brio che viene da un ottimismo pieno di speranze e v10ce qualunque traversia; le angustie del bivacco invernale, la lontananza 'della patria, le afllizioni del colera. Quell'ottimismo si è trasfuso nel libro del MANFREDI, lo riempie ai vivacità e ne aiuta la lettura che corre veloce da un capo ali' altro non ostante le numerose notizie di cui· è pieno. . È sperabile che esso corra desiderato tra le mani degli uffìcial}· Molti di loro conobbero gli attori di quell'episodio della nostri, storia militare, e si compiaceranno nel sentir racconta re di nuovo gli aoed· doti uditi dai veterani nel principio della carrier.a. Gli altri rivedranno come ricogtruito nelle sue realtà l'ambiente in cui si trovò la miglior parte dell'esercito piemontese per parecchi mesi, e dètte prova al_l'~urc,pa militare dflla sua solidità e capacità militare . .Le freque~t1 citazioni dei rapporti e delle lettere del tempo CC'n corrono a dar vita alla narrazione, ]a quale prova come si possono scrivere utilmente ed effica,cemente parecehie pagine di storia militare senza bisogn(I c!i aggravarle col peso di una dottrinaria pedanteria. La c~ra con_ cui furono posti io luce gli inconvenienti d'approvvigionament1 dovuti alla lon.ta nanza delle truppe ed alle difficoltà della traversata , potranno suggerire 0


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utili insegnamenti; ed infine la tabella in cui è descritto il modo con cui furono imbarcate ed inviate in Crimea le truppe della spedizione, tabella dedotta diligente.mente e pazientemente dai documenti, ci sembra affatto nuova. I colleghi facciano, buon viso al . nuovo libro, poichù se lo merita.

Dalh, storia passiamo al romanzo, quale ce lo · dà l' Ouvmru SAN G1AC0Mo nel suo ultimo libro Il Colonnello. (Milanò ,_ Aliprandi, editore). Un intreccio crudelmente strano e convenzionalmente paradossale ~ostiene delle pagine, di cui parecchie sono segna te con mano ferma e deci,;a . Lo scrittore è certamente padrone di scegliere il soggetto che gli pare, ma il lettore deve essere anche padrone di chiederoli che . lasci l'eccezionale, anzi l'eccezionalissimo, per 1·ientrare nell'abituate didla vita. Sciopero, repressione violenta, basse men~ sovversive; amorazzi, assassinio multi pio, processo, fucilazione, è un ere.scendo terribile vicende che posson? dar luogo a forti contrasti_di passioni, ma l? Dio 11,1ercè sono avvenimenti rari. nella vita militare; e come se tutto questo non oastasse, i risuhati di un vecchìo atÒOFe vencrono a disturbare un bel matrimonio, il padre è condotto dall~·\ ua po~izioue militare a giudicare il figlio assassino, e men forte dall'antico 'Bruto è incapace di sottrarsi al triste incarico e non sa affrontarlo con elc. v11tissimo culto dE>I dovere; i risultati di ·ur; suo sbaolio di "Ìoventù gl i si rovesciano addosso da u,n momento all'alt~o co~ una v:emenza eccessiva e per un concorso di casi rnolto improbabile ·, ed èr1Ji è:) (ali• fine muore apopletico. In mezzo a tanta ruina, per soprappiù, una signora mondana traversa la scena tragica senza che si capisca bene il perclH'>. Sembra impossibile che questo mondo · nostro tanto prosaico dia luogo Ml un tal cumulo di tragedie, ed itìfatti esse non sono il risultato di ttna logica fata lità, ma quelle del caso, o meglio della volonta dello scrittore che innegabilmente ne toglie argon1ento a forti ed efficaci descrizioni. Ed anche i pei-sonaggi, quanto son tutti antipatici: non uno che mostri uno slancio generoso: piccoli e ba:-si senti menti li fanno muovere tutti andie i più g.iovani, quelli che per solito nel la ,·ita usuale si lasciano trascinare a disinteressate azioni. ' · Mi sbaglierò, ma non è questo il reale ed il Yeto; queste sono le tristi pagine della vita scelte e ricllcite insieme con lo stesso filo che seguivano i vecchi romanzieri francesi del ·I 8 i-0. La realtà cò lta ne lla vita pratica deve risalire fino all'intreccio che ricuce il racconto, ed in ~

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questo romanzo è affatto convenzionale. Que'st~ vorremmo. dal(? ~crit~ tore .la cui penna descrittiva si mostra capace di d_arcelo, gh ch1~d1~mo di porsi sulle tracce del romanzo moderno, fì:?e osserv11t?~e dell_a~uno ' - umano come nel Tolstoi, . ed acuto investigatore dei trag1c1 conl11tt1 che sorgono tempestosi dalle circostanze in c~i ~ivono ass~ì pi~ec~ria~ent~ gli uor~irÌi odierni quasi tra le !ore, pass1~m e le legg~ soc,~h. Non c1 tenga per la nostra preghiera come eccessivamente esigenti.

Il o. J. von P~·Ll;GK-HARTC,UNG con una pubblicaziune intitolata Die f[eere wnd Flotten de1· Gegenwart ((;li · eserciti e fo flotte attu ali) si propone di descrivere lo stato militare presente dell'Euro~a in ~na decina di volumi, or1nuno dei quali. può stare da sè. Ora e uscito alla luce quello che· rt'guarda la Ger°:1ania;. u.n b~l. volu~e.di ('>96 pa~ine, ricco di illustrazioni , di carte e d1 figurm1, d1 1mmag1m del matenale, di ritratti, compilato per la parte· che riguarda l'ese~cito _dal tenente generale v. Bo1JUSLAWSK1 e. per quella che concern~ la ma111.na dal co~tr'ammira"'lio v AscHEBORNE.. Il prossimo volume cooterra la descrrìione det?esercito e della marina di Fral\cia. Dell:edizione si Ì:\ inca· ricata .la casa Schall e Grund di Berlino. ,. Nella parte che riguarda l'esercito.tedesco il chiaro s~r!ttore c~e im· prese a trattarne si propon.e di darne la completa_descnz10n.e,. sv1luypo. storico, odierno ordinamento, armamento, educazione, amm1mst~az1one e relaziC1ni col rimanente Ml la società. Analogamente è compilata la parte che ;·iguarda la marina. È annessa al Ìibr~ u~'appendic~ riguar~ dante J' istituzione della Croce Rossa; ed un rnd1ce alfabetico assa i est~so complet; questa chiara, obbiettiva e minuta esposizione dell'ordinamento militare tedesco .

Contemporaneamente ci giungono due volL~mi co'.n.pilati uell:uffici~ informazioni .del dipartimento della guerra d1 Wasn10gton,_ nei quali_ sono ripubblicate le Note I! stat·istica mll'armamento e sut p~ogress·1. militar·i negl-i è.serciti americam: ed europe'i (N_oies an'.l statist-ics o( organ!isati on, armament and mi/:itary progr~ss_in ar'.iencan ~n~ ew~~pea.n army _ Washington, governement pnntmg olfice 1896) che eia uscito alla luce per la prima volta nell'agosto 189f~ ed ora (,15 febbraio 1896) fu messo al corrente.


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Gli e;;erciti di cui si parla sono i seouenti: Austri a-Unoheria B 10 • I I ·1 . o o ' e oIO, ng li te1·~a, Francia, Germani11, Olanda, Ita lia, 31essico, . tussr~~ Spagna, Svizzera. Seguo_!lo alcune importanti note sulle armi p_ortatil1, ~ull'uso · dell'alluminio, e due tabelle rell'ltive ai fucili ed ~Ile nvo)~lle in uso ~resso parecchi eserciti americ:ini ed europei. L 1mportanz~ d1 queste . pubblicazioni sta noll'esaue:i:z;i dei dati e nella_. ~pporturntà e buona. <lis~osizione loro. Ora quelli "relativi agli e~erc1~1 o~cu_p?no 208 pagine rn ottai,o grande, sono per ciascun eserc1t? ~1strdm1t1 se_mpre collo stèsso ordine divisi io venti brevi capitoli ciascuno, ~d ·~ questo modo si rende facile e spedito l'uso del libro. ~~Ila pu~bhcaz,_o~e tedesca emerge il desiderio di.dare la più estesa nou~1a sugh eserc1t1 di cui essa parla: nell'a mericana appare il libro ~rat~co per tutte le classi di persone che si interessano delle cose mi-

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Il· professore capitano R1c11tmr <leila scuola di oouerra• a p· ar·1o·1 e·I . . , . . 0 m~1a une suo Questionai.re mtlLla1re /i·ançais -allemand (Paris, Baudom; ·18.)6) contenente un:i quiudicina di dia loghi in 'francese e w. des<·o sop_ra ar~omenti militari, seguiti da un breve elenco di termini topografici ~ d1 abbreviazioni più in uso. Vale per i cultori delle due lin~ue, avvia al parlare sciolto l'una e l'ultra, e costa poco, ciò elle aggiunge pregio al libro. F. ·

NOTIZIE POLITICO-.MILIT ARI Terminate le feste per le auguste nozze, partiti ('28 ouobre) i Prin . cipi sposi da Roma per Firenze ed i Principi montenegrini per la loro patria, ritornate (3'1 ottobre) le LL. ,.MM. il Ht! e la Regina a Monza, -eessarono nella stampa i giulivi argomenti e ritornò io ca mpo il solito, grave e penoso ma inevitabile: l'Africa. Abb;amo accennato nella puntata precedente a certe vo1;i di col ore oscuro relatiYe a mosse di ras Alula .i ras l\Iaugasciù .sulla fronti era a raccolto di truppe fatta da . Menelik al campo cli Bornmieda , all a avanzata di qualc!rn corpo ecc. ecc.; voci ch'erano state autorevolmente 'Smentite, o almeno ridoue al l?ro giusto valore di notizie non allarmanti. Ora avvenne che le notizie medesime, date allora da qu,alche telegramma , giunsero quindici giorni dopo (ai pri mi del corrente mese) per leuera e parvero cosa nuova, sicchè diedero luogo a nuovi al. !armi nell'opinione pubblica e a nuove polemiche nella stampa, che durerebbero ancora, se io buon punto non gi ungeva un telegramma annunziante l'arrivo del maggiore Nerazzini alla corre di Meneli k e il buon avviamento delle trattative. Questo telegramma P. datato da Gibuti dove un corriere spedito da Nerazzini aveva portr,to le notizie. Secondo il medesimo, l'invi11to del governo era giuoto ad Adis Abeba il 6 ottobre, con una scorta di onore di circa 600 armati di fucil e spediti dal Negus ad incontrarlo sulla strad~ dall'H.irrar allo Scioa. Nel giorno suc.cessivo er:i stato ricevuto ufficialmente e coi massimi onori dal Negus a cui aveva presentato le soe credeoziali . Il colloquio era stato cordialissimo. In seguito a ciò, il Negus aveva subito chiamato ad Adis Abeba i capi etiopi piil influ enti e più vicini perchè assistessero al negoziato. Il maggiore . ·erazzini giudicava l'andamento delle tra native bene avviato secondo gl'iuteudimenti del governo , m.a prevedeva che le medesime non potevano essere condotte a termine prima del novembre, sicchè la notizin dell'esito non potri.t giungere alla costa che in dicembre.


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NOTIZIE POLlTl()O-MILITARl

Il desiderio di 1 pace (dice il telegramma) è generale allo Scion, ma è sem pre forte il sospetto che l'Italia muti attitudine. '« I prigionieri non snperanò i 1300. Sono benissimo trattati; circolano liberamente nelle vie e sono in ottimo st:ito di salute. Nerazzini li ve.de e può riceverli in casa sua '». Lettere di prigionieri, giunte da llo _Scioa e pubblicate nei giornali qualche giorno dopo questo telegramma, lo confermancf' pienamente, · . sia per rpianto riguarda il desiderio di pace che regna iu paese sia il buon tratta1nento dei prigionieri stessi.1 Contemporaneamente il generale Baldissera teleg,i'. afava dall'Eritrea: ( La situazione è tranquillante su ambedue le· frontiere. » «

,. ** Ma per quanto la situazione sia tranquillante,) I governo non e nmiisto e non resta inoperoso. I lavori stradali e quelli. di fortificazione prrgrediscono ogni giorno. Abbiamo annunziato nella precedente pun tata che fu rono inviate nell'Er_itrea unii compagnia di zappatori ed una di mioàtori ,, Queste truppe, aggmnte ·alle altre del genio che già si trovavano in Mtica, atte,ndono colla maggiore ·soll~citudine ad allargare ed appianare strnde e ad eri11ere fortilizi. Si trova inpl tre nelFEritrea un numeroso pers,rnale di a"'rtiglieria per prov,,edere al servizio delle batterir, alla fo rmazione dei depositi di mun~zioni ecc. li materiale d'artiglieria e del genio, carri, affusti , tende, baracche, filo telegrafico, npprovvigionamenti di armi, di munizioni e di viveri, tutto fu pro:vvisto su scala da bastare ad ogni improvvisa evenienza. · ' Tenendo coUlo di ~ciò e delle forze attive che si trovano nell'Eritrea (da H- a ·I 5 mila uomini), è giocoforza conchiudere che i preparativi per la difesa dellii colouia sono tàli yhe la nazione può attendere senza preoccupazioni l'esi to delle tr.attiitive. . F rattanto continuano a partiÌ'e per l'Africa, alla spic.ciolata, coi vapori postali, ufficiali e soldati o per riempire i vuoti o per essere adibiri a servizi speciali e continua l'i!lvio di materiali ; ma nè le spedizioni di materi31li nè quelle di uomini eccedono i li miti dei bisogni del momento e delle misure di precauzione indicate dalla sit1rnzione che ò quale l'abbiamo descritta. L'8 corrente ù giunto a Roma, reduce dallo Scioa, monsi"nor Macario, già invia!o colà dal Pontefice e-on una missione a favore d;i prigionieri.

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La sua missione é fallita, ma le ;;ue notizie intorno al trattamento dei prigionieri e al le disposizioni pacifiche del Negns concordauo con quelle inviate dal maggiori: Xerazzi ni .

Fra_le dispo~izioni più importanti emanate nella qu indicina notiamo le' seguenti : Il Ministero ha determinato che col giorno ,15 dicembre prossimo venturo i militari di tru ppa in congedo illimitato della classe ·186\) dell'arma di cava lleria siano trasferiti effettivi aì rt!ggimenti d'11 rtiglieria da · campagnii, a cavallo, da montagn11 e dtl genio, rispettivamente indicati secondo i distrt:tti a cni appartengono, nel la Tabella '.'ì'. 23 di recluta· mento e di mobi lit;zione. ' Collo stesso giorno faranno passaggio alla milizia mobile i militari di :1a e 2a categoria della classe 1861 Ml eccezione:. ,t O dei militari appartenenti a \le com paguie operai d'artiglieria; 2° dei militari (non sottul'ficiali) ap partenenti all'a rma dei carabinieri reali; 3°ùci milit,1ri (non sottufficiiili) gii:I appirtenenti alla cavl)lleria e stati trnsferi ti ~i reggimenti d'artiglieria e del genio. Colla stes~a, data faranno passaggio al la- milizi a territoriale , ~ o i militari di 1a e 2." rnteg1lria della classe 1861 a qualunque arma appirrtengano; 2° i mi lit:iri di ,t a çategoria dcLa classe ·I, 8M appartenenti al le ~~mpagnie operai 1J"artiglieria; 3° i militari di P categoria della classe ,t867 appartenenti all'arma dei carahini1~ri rea li, ad Bccezione dei sottufficiali; 4. 0 i militari di ,1• c.ategoria della classe ·1867, gii1 appartenenti alla cava lleria , e trasforiti poscia ai reggimenti d'artiglieria e del genio, ad eccezione dei sottuftìciali . 11 Ministero ha avvertito clw, al 3 1 dicembrl\ prossimo, spetta il congedo assoiuto: ,1o ai militari di ,ia e za categoria nati negli anni 1855 e ·1856, sia che :."ppartengaoo, per h.n:hisse di leva cui sono ~,seri tti, all'eserciLo per: manente, alla milizia mobile cri alla milizia territoriale; 2° ai militari di 3a categoria della cl:isse 1857. . Venne pubblicato ]"elenco degli ufficiali die sono ammessi a pr(•leviire un cavallo di age:volezza presso il ref!gimenlo di cl\valleria per cia.scuoo . ~ indicato, nella distribuzione genero le che :i vrà \oog;) il 18 del corrente mese, giusta le norme cont'!nnte nell'Atto n)3 del corrente anno. Gli ufficiali che 'preleveranno detti c;~\'alli, non potr:i nno cootral're 0

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NOTIZIE P,l)L!TlC O-lllLITAR!

NOTIZ IE P Ol,JT ICO· MI LITAR!

debito verw,il ;ispettivo conto ri\nonta superiore alla $Omma fi ssata dati' Atto succitato. In conseguenza al lorqua ndo, scaduta la _guarentigia, il cavallo $arit definitivamente conce~~o di ,,gevolezza, l'ufficiale <l?vrà versare al suddetto conto la $0 mm a eccedente. È stato pubblicato un nuovo Regolamento per la scuola d'a pplicazione dì sani ti, mil ìtare, ìu data ,16 ottobrè 1896, ìl quale.. sos-tìlllìsce quello del ·I 4, nrnrzo 1888, che pt;rlanto riman_e abolito. Vennero pubblicate alcune modificazioni all'istru ziouo sulla stipulazione dei contratti pei servizi ciel i' ammiuistrazione della guerra, in data 24- gennaio ,t887. Venne adottata l)na nuova coreggia per tenere aderente la sciabola al cuscinetto sotto- bapda _di sinistra della iella dì ct. valleria allorquando l:i sella stessa non è munita delle bisacee ; detta cc reggia ferma-sciabola, <li cuoio naturale, deve· infilarsi fra i due passanti del detto cuscinetto. Venire pubblicata In tabella indicante il' riparto del contingente di ,1a éategoria del la classe 1876. Coll'occasione si ò avvertito che e$sendo stato stabiJito per la corrènte leva, a differenza delle quattro ultime, il condngent~ fisso di P categoria, ue consegue che tutti gli inscritti , circa i quali i Consigli di leva decideranno durante il 2° periodo della leva in corso, dovranno, a · tenore di quanto è disposto dall 'artièolo 30 della legge sul reclu~ tamento, :mdare in conto di quella venturJ, nelle cui liste saranno ngg, unti. ·

Per gli :ipp licati attuali venne disposto transitoriamente quanto -sègue : Gli attuali capitani ap plicati di sta to maggiore dovranno cessare -dalla carica al termine del quad riennio. Potran,no però, su proposta delle autoririL com petenti, moti\'ata da .~ 5 ioeuze di servizio, es,;ere lasciati in carica per un al tro ann o. ca pitani ché hanno già com piuto il rruadrieunio re,teranno in carica_ ~ ,fino al termine di tempo per ciascuno di essi stabilito, e quando ciuesto non fosse stato indicato, rìno al •1° aprile ,1897, ecce.1.ione fa tta per {Jue\li che hanno ri nunciato all'avaoz~mento prima del _il O aprile ,1891 , ~ qual i saranno lasciati a tempo indeterminato. Il Ministero infine ha .stabil ito che gli mscritri di 1• categoria della 4eva. sulla cla~se ,f 876 , i C[trn li furono dichiarati idonei per la cavalleria, artiglieria a cavallo (meno il treno) o l'artiglieria. da campagna -(meno il ;reno) e prenotati per la·assegnazione a tali armi, sia no chiamati prima della c11iamata generale dei mi litari cli ·1 a categoria della .classe stessa e precisamente col 2.6 novembre prossimo venturo. Sono però esclusi da lla presente chiamata quelli dei detti inscritti _-,che, sebbene prenotati dai Consigli di leva come idonei per l' asse.goamento alle armi a cavallo, risultino ascritti alla fenna di mi anno perchè rivedibili di due leve precedenti. . . Trattandosi cl' una chiamata che riguarda soltanto una parte dei m11itari della classe 1876, il Ministero ha determi na to che, oltre' al ma·ni.festo da pubblicarsi secondo le norme consuete, sia _iùti mato ai sin.· goli inscritti di presentarsi medianti) vreçetto personate, da conseguars1 foro ·per mezzo dell'arma dei ca rabinieri reali .

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Roma, ,12 novembre ·I 896.

All'Atto 2·15 della Raccolta (,\tto riguardante gli applicati di stato maggiore) venne sostituito il seguente: , La nomina di applicato di stato maggiore non potr;ì essere con« seouita prima di aver compiuto 5 anni di grado da c;ipita no. « J.I periodo massimo di teinpo, durante il ·quale )!'li ,1pp licati di « si:ito rnaigiore potranno rimanere in tale c.:1rica, è di 5 anni . • « Gli applicati di stato maggiore, quando compiono ·I O nnni di « grado, saranno trasferiti ad un reggimento della propria .arma .. ( Gli ap plicati dì ·stato maggiore, che allo ~cadere del <[ut~q~eno10 e ra <')0 ,,,,iunoono il 48° anno di età, pot\'anno essere mantenuti tn tale O « servizio, purché rinuncino all'avanza·mento ». ,535 -

AN i'òO XLI.

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NOTIZIE MJL11'ARI ESTERR

NOTI ZIE MILITARI ESTER E GERMANIA .

4' .

Princ~pali e recenti varianti all'istruzione sul' cavalcare per I@ car,alleruz (3·1 agosto ,t88 2) ( I) . - Il tempo da impiegarsi dalle reclute nel cavak'.11re con· sola coperta è stato ridotto a·sole 4 settima . n~ mentre prima era da 4 11 6 settimane. . Si rit!ene che qu~st-0 m!n.or.tempo sia sufft~nte a far acquistare alle 1ec~ ute 11 necessario equ1!1 br10 ~ che :o l cavalcare con sola coperto, 0111 e a non wmprendere bene I punti di contatto che il corpo deve a.vere col e.avallo,. esse non possano riuscire ad abituarsi alla giusta posizione del ginocchio. Le vari~nti si espri.mo~o a questo proposito con Je parole : « non c'è scopo ed e soltanto scmp10 d1 tempo il fa r cavalcare troppo tempo le reclute con la coperta .... . •. . > • Per _gli. ~sercizi in sella e filetto, che seguono quelli in copena e filett?, s1 r1t1ene ora che possano bast11re due mesi e mezzo circa. li c:ivahere,,. ac~uist.ato in qnesto periodo di tempo la necessaria sicurezza in sella, I lll~1pendeuza dalle redini per un saldo equilibri o, l'abilità nel cavalcartJ isolato e nel ma neggio della lancia, può passare agli esercizi con sella e briglia . Sono state abol ite tutte fe prescrizioni riferentisi all'impiego della, sella ungh~rese, r.e~tando soltanto in vigore quelle per l'unica sella rimasta_ ora 1u ser_v1~10, alla quale si, è tolto l'appellativo di tedesca, appellat1vo che. la d1stmgueva da quel la ungherese. Di quest' ultima si adopereranno, fino a consumazione soltanto i cusciui per gli esercizi io coperta, affi bbiandoveli sopra od assicurandoveli nell'interno. ' ~ell'isiruziooe con sella e fìle'tto si wminciava prima a fare uso delle s~:llìe, .s~ltaoto dopo alc1mi ese1·cù;i (così diceva il regolamento). A tnl e d1.spos1z1one poco determinata, le nuove varianti hanno sostitui to l'altr:i: tosto che il cavaliere avrà a.cquisttJto. mi m fficente assetto fa sella . (I) La maggior P:trtc delle varian ti é dovuta all 'abolizione clella sella ungherese, all:.1 adozione della lancia per tutta la cavalleria ed alla disposizione ù i portare ta sciabola appesa alla sella.

L'istruzione del cavalcare iso lato nell'interno della pista , acquista maggiore importanza e vengon date perciò alcune norme che accrescono lo svifup po di questa istruzione. · È stato aggiunto un nuovo capitolo circa il modo di cavalcare con tutte le armi ed in riga, nel quale è pure indicato come devono assicurarsi alla sella la sciabola ed il. moschetto e come si deve condurre il cavallo, quaudo il cavaliere è armato pure di lancia. Queste varianti si riferis·cono tutte alla prima parie dell'istruzione: quelle della seconda parte (governo ed ammaestramento delle rimonte) saranno accennate in una ventura puntata di questa H.ivista. · Nuo'f!a organi.z.zazione dei telegrn(isti. - Secondo il giorno. le Die Post sarebbe io progelto un nuovo ordinamento della specialità telegrafisti. 1 Fino ad ora di tale specialità non esiste io Germania altro reparto cbe la t,n compagnia del battaglione pionieri della guardia ed all' istruzione telegrafico-militare occorrente pel numeroso personale necessario in caso di mobilitnzione per le sezi()ni telegrafic he del gran quartiere generale, dei quartieri generali d'ar~ala, di corpo d'armata e di divisione (Telepraphen-abtheiluogen) , nonchè a <yuella degli ufficiali e truppa di cavalleria, è stato fino ad ora provveduto mediante la scuola di te· legrafisti militari di Berlino e di Monaco. Alla prima di queste scuole sono attualmente comandati: a) Per un corso di cinque mesi, 28 ufficiali suùalterni di cavalleria ; b) Per un corso di 9 mesi, 83 caporali maggiori o soldati di cavallèria (1 per reggimento) ; e) per un corso di 9 mesi, ·I 4-4 caporali maggiori o soldati pionieri, · dei quali 15 della 5a compagnia del b11t1aglione pionieri della guardia, I O del battnglione pionieri sassone, 7 per ognuno degli altri battaglioni pionieri prnssiani e wiirthemberghesi. Movimenti negli al!i comandi dell'esercito. - Dal 1° aprile al 30 settembre ultimo scol'so cambiarono dì comandante: su !~3 esistenti 7 divisioni fanteria 30 brigate » 86 )) t8 reggimenti » " ,173 H brigate cavalleria » .i-6 " 93 16 reggimenti » • )) 2 brigato artiglieria da cam·pagna » 20 )) ,H regg. » » 43 J ,t7 3 .. a pied i ))

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NOTIZIE MlLITARl ESTERE NOTIZIE MiLlTARl ESTnRE

, M o1;imenti -nell'alto person(ile della marina. -

In data 30 set-

tembre ultimo scorso avvennero I seguenti movimenti nell'alto personale della marina . S. A. lt il pril)cipe Enrico di Prussia, contrammiraglio, noiainato co. m::iridante della 2a d'ivisione della 1a squadra. Il vice-ammiraglio Koester, ·dispensato comando cfella ,p squadra e nominato comandante della stazione mariuima del' Mar. Balt.ico. Il vice-ammiraglio Thomsen, dispensato dal comando della stazione marittima del Ila itico r. nominato comandante della- ·1 a squadra. Il contrammiraglio von Arnirn, dispern;ato dal coma ndo della ·2a divisione della 1a squadra. R USSIA . Modifìcazioni nell'prdinamento de/.l'eserci-to. - Con Prikas imp~riale del 1H/2.8 settembre ,1896 fu ordina\a la form~zione· di due nuovi reggimenti di cavalleria : il 5·1 dragoni di Cernigov e il 1Y2° di Niesgin a 6 squadron_i, i quali riuniti in brigata costituiranno la 2a brigata :wtonoma di cavalleria. ,, <.;on bikas del Ministero della guerra del 3/'I 5 s~Ùembre ·1896 fu ordinata una nuova organizzazione delle truppe e comandi della circoscrizione militare del Turkes~an, disponendo che le truppe dislocate nelle 3 province di Samarkand, Ji'ergan e Sir Daria, di tale circoscrizione, siano diversamente raggrnppate e invece di dipendere rispettiva · mente, com'e · ::ivveniva finora, dai governatori mil itari di tali province, siano riunite in brigate autonome, dipendenti di rettamente dal comandante della circoscrizione. Al governatore militare fu lasciata l'amministrazione civile, divenuta imp~rtante in questi ultimi tempi, in seguito allo svi luppo considerevole e continuo della regione del Turkestan, nonchè il comando delle truppe di riserva locali, e degli stabi limenti militari . ' · La nuova organiizazione delle trupp_e del Turkestan è pertanto la seguente : a) 3 brigate autonome di fanteria di fro ntiera del Turkestan così costituite:

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b) ,1 bri11ata di cavalleria cosacca del Turkestan, f?rm,,ta_ coi re~· ( · • ' • t ) e d1 2 sotme gi_menti ,i.o 50<>50 di cosacchi· d1• Ore~b'.irgo, tu~ll ~- ,~ so n1e . 1 a e 3a) de! 1o reggimento cosacchi d1 Ast11,k.1n , . . . . ( 1· · ( . dri)· .10 70 ,10° H• e Hi 0 d1 fantena di . b e) ti attag 10m qua · , ., '. . . . . . , frontiera del Turkestim, a i.i compagme, destrnat1 quah nuclei dt nuo, e formaz ioni caso di guerra; . . . . , , d) 5 comandi locali con piccoli r1partt d1 forza vana ('I). , . .,·, • del 111-1·101 stei'o delln r:ruerra del 3/-15 settembre ·189H viene · . . . · · d. ; eon P-,i,ca.~ ' · · ' " modificata la formazione dei battaglioni l'~rrov1eri, sia altm che t llserva . I battaglioni fe rrovieri attivi es1stent1 sono: ·a) ·1•> bnttaol ione a ,~ compagnie; . · b) 2,o, 30, ; o, ,10 e :zo del Transcaspio e ,1° dell'Ossun a I~ companie e una compngnia-quadri ciaswna. . . . , . ,..g I b tta olioni ferrovier i di riserva, dn cost1tnirs1 all att? dc!la m?b_1Jitazio~e :ano 6, ossia tanti quante le cornpagnie-c1n~dri es1ste~tr. m ace e di,lle quali sonò formati._ I ~attaglio~i ~ran_o fi_n~rn_ cost1tuit1,= p a) in · pace, . , e·l m. 0.., compaome d1 esen;1zio, 2 di co~t1uz1one e un,\ · "' compngnia- quadro _; . . , ., . - '> d" • b) in ynerni : quelli ntuv1 con 2 compagi.ue <!1 ese~~'.~io e - 1 costrnziono, e quelli di riserva con 3 cornpagme d1 ese1c1z,o ed una ,

in

di costruzione.

. . . .. · ·1 suddetto Prikas prescrive che tnuto 1 battaghorn ~U'.'.-1 come _in, i . . r · I ··p'c1e <:pnza cruelli di riserva siano sempre d1 fi. compagnie LI egua e , e , , , . nessuna distinzione di nome e dm il materiale addetto alle comp,igme di cost.ruzione e di eserci1.io, sia ripartito in qnanti~à egua~e tra le quatfro compagnie del battaglione. 1:le'st.~ sempr~,. he~ 1_0 1~s~, ~~ t~mpo di pace la compagnia-quadro_ pe'.· b~u~ghone, de:,lJOata all,1 cost1tuz1one in tempo di guerra _dei hattaghon1 d1 nserva.

o,

, (i) li l'rilcas non parla dalla <ks t.inazionc del 50 t,a tlaglione di fanteria di fron tiera

. ,:he n?n è s tnto aholito.

:-= - ·-==..:::::

1a brigata : 3°, 9°, 13°, H- 0 e ,19° battaglione di fanteria frontiera 2a )) 60,8°, '1'2 °e 17° , » , 3• 2°, -1- 0 , H, 0 , ·18° e 20° » , » I battaglioni sono a 4- compagnie. I'

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RIVISTA DEI PERIODICI MILITA RI

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RIVISTA DEI PERIODICI , MILITARI

Jo urnal des Sciences Militaires

Ottobre 1896. -

La chimera del disal'nto.

Il generale LEWA L con1.inua la rassegna di>ol'I 1.· h tarono la ouerra come e 'o au10 1 c e n1ppresen. • :, una cosa spaventosa · 0 iMgl" d. tori esecré1·cci che a · . . ' icr I qucg 11 scnt. i,.· , . ' .' f~poggtaudos1 a . par7,1ali giudizi dei maestri dell' arte volle1 o 11conoscerv1 m quelr f d . ' , trine antimi litaresche: Giudic; p;'.;a:;;~?~:p\1~a al<llel pCroprie dote del D , · t:-.r, e A.:-.noD.EnT ·, . i· .uFrnn~N, accanto a quel!;; dei socialisti tedeschi. Filosofi ,, ~oCia 1is l mnegg,ano all a pa 'C , • cl , ~ continua. I loro sforz'. d" -~. e. t,on ~tano l'.1 guena, mentre la guerra erano ad o ·cl· 1· .1 11_,,1s1 s1 m.am es1.auo nnpolenti ed allora s'ado1 mar I mec ianle società della 1 ~- · . • • P zionali ri viste f s · . . f I ace, a,:,ociaz1on1 mterna, , a c1co11, con erenze <'onirressi · .. 1a1·i <'CC ecc S ct· unioni mtcrparlamcu·' , ·' · e· 81· e., quello , · · · copo . I queste · 'as·:1ociazioni, di inirro~sarc il numero cl et neofi ti. e • Accanto o questo movimento t . , . . II t d" d' . co e t1vo, s agita e vi ve un alt1·0 di s u io e i speculnz1one profonda: questo si prorone di oscooita re i mezzi più acconci per impedire le 0,, . . , . ~ '. di staf · · ucn e, im.igmando la cosL1tuz1onc . • 1 . , '. CUS.~m~~ll, a neulraht~, l'equilibrio europeo, l'arbitra lo, la SU· pernaz10rwl1zznz1ono, le federazioni · ·~·b . d' b' • • 1 " 1 una 11 . ar 1tra10 ecc. ecc.

~:~~~:la,

Effetti .dd fuo~o di fucileria .e di artiglie;·ia siii campi di batta lio . Tiro a distanze sconoscwte. - Tiro allo orand· d' t· :g T , contro artiolieria - Eff . d' . ~ ? '. . ' is an7.e. - iro f , .· cl , • • • etti el tno d1 art1gltena sopra Jiorsagli di antc11a. - Fornrnz1on1 da adottarsi nella marcia sotto il fuoco.

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Piccole qitestioni rvi tiro. - ModiAcazioni all' alzo, clovute ali' influenza delle condizioni atmosferiche. - Metodi di puntamento contro un bersnglio in moto parallelamente alla fronte dei tiratori. - Relazioni di vul nerabilità nelle diverse form azioni. ~ Indicazioni circa le zone oflìcacemente battute. - Conclusione. lln pm·ticol(lre delle spedizioni coloniali. - Il servizio d'intendenza nella campagna degbi Inglesi in Abissinia. (•1867-68). - Ripresa ciel movimento in avanti. - La marcia rapida sopra.Magda la. - La marcia oltre. Antalo. - Modi ficazioni al servizio di intendenza. - Allegierimento delle colonne. - L' ulrimo periodo della marcia. - La ritirata. - Dislocaiione del rreno. - L'evacuazione di Senafè. Le perdite. - Valore comparativo dei diversi animali da sorna impiegati nei trasporli. - Valore delle volture. - Riassunto o conchiusione. · Impiego dcll'a1'tiglieria nella di/esci delle piazze. - Ordinamento genern le di una piaiia a forti staccali. - Parte prima. - Impiego dell'artiglieria nelJ·a difosa delle piazze. - Progressi realizzati dall'artiglieria dopo la guerra del 1870. -,- Della scelta dei cnl ibri eia adottarsi nelle piazze. - Suddivisione dcll'avauzameli.to fra le batterie. Batterio a tiro diretto. - Attacéo oi viva for1,a.· .Stud;io critico nelle operazion·i del X[V corpo d'annata tedesco nei Vosgi e nell'alta, valle di Saoul. ('1870). - Conclusione o fine. .UtW, campagna di Ttmmia. (4654). Marcia di Turenna conu·o La Scarpe. - !\farcia di Tnurenna su Péronne. - Marcia su Monclusle-Preux. - Rifornimento degli Spagnuoli. - Scacco del conte de Beaujeu. - Presa di Steuay. - i\farcia cl' Hoequincourt da Stenay ,1 Péronne. - Prosa del monte di Saint Eloi. - Ricognizione delle linee spagnuole. - C~usiglio di guerra di Monclus.

Rivista di artiglieria e genio .

Ottobre 1896. - Nuovci tavola b(l/istic.ii generai.e. - l". Su cci. Difesa delle 71iazze. - Le posizioni avanzate secondo le idee 71revatent'i in li'rancia e1 in Genn,a;nia. E' uno studio pregevolissimo del colonnello del genio Lo FoRTE, e -che rigua1·da la questione se, nella guerra d':isse.dio, la difesa debba concentrare tutte le sue energie sopra una unica linea di rcsisi,enza, oppure


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RIVISTA DEI PERIODICI llll.lTARI

RIVISTA DEI PERI ODICI MILITARI

consacrare buona porte delle proprie forze all'organizza,,ione delle posizioni esterne, deslinate ad anestarc la marcia dello .ivanguardie ed a ritardare l'investimento della piazza. - Il primp sistema ltora i suoi più caldi ~eguaci in Germania, il secondo ic Francia. - Secondo l'egregio autore la virtù starebbe nel giusto mezzo, egualm~nFe lontana dall'eccesso dei due metodi professa ti dai tecnici di oltre alpe; ed in ciò sta appunto il pregio dell'opera del colonnello Lo Fo1m:, qualora si pensi, che in fatto di sistemi e di formule da guerra l'esercito è spesso corrivo ad accettare checchessia ci venga dallo straniero, senz:1 benefizio dell'inventario. Allo studio vanno annesse due tavole dimostratire. l l t.eorema del mìnimo lavoro applìcato alla resistenza delle lastre di ,:ornzzatura e delle anni da fuoco.

Lo studio si propone di risolvere razionalmente il problema della resistenza dellti lastre di corazzatura e di stabilire la teoria generale della resistenzu delle fo stre che hanno diYersa opplicazione nolla tecnica militare, non escluse le armi da fuoco. La risoluzione generale del problema è fonda ta sulla generalizzazione elci teorema del minimo 'la voro del Castigliano. Sulle ù tr·u.zioni più importanti delle battel'ie. - Osservaz-ioni. e proposte. Miscellanea e notizie. - l e. esplosioni in app'a renzu spontanee. - Il fu. cile Savage per l'esercito degli S1uti-U11i1i. - Kuovi materiali di artiglieria adottati in Russia. - Dati sul fucile in servizio nei prin. cipaJi eserciti. - Cannone sp3gnuolo da montagna a 1iro rapido. - Cu ra degli individ ui colpili da scariche elettriche. Notìzie milital'i estere. - Austria Ungherìa . ·- )lanovre di Cortez1.a a Prr.emysl. - Ft·ancia.-Nuovi regolamcnri in corso di preparazione, di revisione o di studio. - Legge relativa ai colombi viaggiatori. - Germania. - Regolamento sulla velocipedia milirare. - Pistola Bergmann. - L'aerona,·e Schwarz. - lngliilterra. - La costruzione dei materiali da guerra negli stabilimenti govcrnatir i. - Huss-irt. - Affondamento di pali con iniezione di acqua. - Svcz,ia. - 11. metodo faderin per la misu·ra delle basi.

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Rivista Marittima.

Ottobre !896. _ Sull.a stabiz.ità delle navi.

N Il leocri che tutelano le costn1zioni nuvali dlll com~ercio e n~lle dis ~si:iont 'OV<}mative i·iflcLtenLi il maLeriale della manna m~'.-c1anttle, p , "1' ti 0g o11ni norma sia pure generale, intorno alla stab1l1t<1 delle ' manca aua · " .. es·ere stata , Qualora si consideri che una nave, per ~uanto po,,~a . ~ ·d· ;.~~'- t ~ente progettula dal costrultore, è lasciuta durante '.I s110_01 I· i i_~en_e. ·, . ·n balia del ca pitano, il quale può disporre li canco o na110 ~e\v17;:.: )\·i criteri o secondo le indicazioni degli sti~ator1, nella se::~~~tà ~ei lcasi ignari delle carat.teristiche della nave, s1 comprende ge \· · l · poss·rno andare incontro la sicurezza della gente e quella adello quamerci i ri~ 1111 _11 b . ' te Pe1·c1·ò l'in"ecrnere Rota, del genio navale., fece a,ca . o " . . I' I : ·agoia nel dimostrare la necessità cli provved1ment1 genera i cl 1e ope1a . . alla specu atutelinos lao sicurezza della nav1ga21one e pout:.,.000 arn'ine e zione degli armatori. Circa l'ordinamento deg li. st·ud·;• ·1iaiitici e della ca·l'rierci inaritt:im.a. F. B1AZZI. . . • S lle coste dell,i S01nalia l talùma. - Note d1 vwgg10. . u · ll Parte JI li re,,no di Enrico IL C . .M.\N ~'RONl. 0 L' empia a eanza. · , C d 11 • Lettc;·e al .Direttore. - Rega te a vela sul lago d1 Como. - ,orsa e a

. L'' . · l'arina Militare. - A1:qcntiiw. - . inc1 ocia,u , . . . 8 tore corazzato Garibaldi. - Aiist·ria. - Nan i_n costru~ion~..~ . ~a ·z - Vnro dell'incrociatore .Barrozo. - Cina. - Nuovt rn_c1oc1~si ~· - .l'I/·.ancia. : - P1·ovc délle ne.vi, torpedin iere ed espenment1. 1or1. , G r tJ ·11 . . - Not:Y.ie delle nuave corazzate Ganopti.s, o w i, I l ng u Cl I a. ,. . e rin Alberto· . ed Ocea' " _ Ttalia. _ L mcrocwtore ·a Fl · Glori/ Alb!On ' ,.. · . . merc,m . ' . 1,i:z·c. - Le prove del piroscafo i taliuno frynazio ' ono. 1Wa1·ina Notizie varie. - I/egatc inglesi. . . . .. . d1 olo • . t;,. St ona . della• marina militare e comme1c1ale e pop B1blto9ra 1"'· ilaliano di F. CORAZZINI. . • r Supplemento a.l fascicolo X., - C . enrn. sugli o1·dina menti delle pnnc1pa I nazioni. _ Svezia e Norvegia. coppa dei laghi.

. . e tlOt ,zie. · . In/ onnaziom


' 2128

RIVISTA D EI PER.IODICI MI LITARI

Rivista di ' Fanteria.

Ottobre ! ~96. - I consigli di disciplina. Le fanterie dcll' esercito italiano.

..

Con singolnr senso di opportunità fu in1r:1 preso rruesto stud io sulle disposizioni ufficiali relative alla fan teria dell' arma1a sarda dapprima, e _del!' italiana di poi, a cominciare dall'anno 186'1. E' un prezioso contnbu to alla storia dell'a ,:rna, che vivamente desideriamo continualo sino ai giorni nostri, in quanto che completa analoghi studi pubblicati da questa Rivista, specie l'ultimo, sulle vicende oro-aniche del re11io esercito . o e> ' compilato dnl colonnello ConT1C.Eu,1. I

Le rassegne speciali. Note ed appunti. - Per quattro. Varietà. . - I ·generali francesi morti o feriti durante le o'l"ll<'lLTe del primo impero. Notizie estere. - Germania. - Le pensioni degli ufficiali. Cronaca. - Ji'rancia. - Le ,Perdite della spedizi one al Madagasca r. Germania. - Recluta mento. - Sparrna . - Le spedizioni a C:uba. Svizzera. - Il tiro a segno lungo le linee telegrnfiche. Revue d' .Àrtillerie.

Ottobre 1896. - L' impiego delt artiglietia d(t campagna presso le principali votenze. Cònferenza tenuia d:il comandanle Warin, der 390 re!.!"Ìmento artiglieria agli ufficiali della guarnigione di Tou l. "'<> Stiulio sii/./e anni da, caccia. (Cominuazionc). - Le munizioni - La polvere - Polveri nere - Polveri pirossile - Piombo - Ros· soli - Stoppa - Cartucce. Stiidio per ·11n rnatei-iate dei cam,pa_gna. per l'c1.rti.9lierfo svizzera. (Continuazione). - Calcoli e determinazioni - Dettagli cli coslruzione - Della bocca da fuoco - !lletallo - Costruzione - Luogheua della bocca da fu oco - Tracciato dell'anima - Tracciato della parte rigala - Meccanismo di chiusura - Munizioni - Proiettili Shrapnels - Spolett-e - La carica di polvere - Cartoccio.

RIVISTA DEI PElt lODI CI i\lILITARI

2129

Notizie varie. - Germania. - Istruzione pe!' l'alimentazione dei cavalli di truppa. - Stati Unt't-i. - Cannoni in servizio nell'artiglieria na valé - Processi fotografici impiega ti per lo studio del rinculo del fucile e delle bocche da fu oco: - Russia. - Valore del mortaio da campagna da cm. 15, comparativamente ai pezzi a tiro curvo in uso presso le altre polenze - Perfezionamenti proposti dal generale Engelhardt. Notizie bibliografiche. - Il corso di for1.ificozionc permanente del capitano DeGuiss . .

Rivista Mensile de l Club Alpino Italiano.

Ottobre :1896. - Pnnta di Scais. - Prima ascensione pel versante orientale. - A. FACETTI. Escursioni nelle Alpi Bergamasche di L. P urtscheller. - J. A. C. Cl'onaca Alp·ina. - Ascensioni compiute in occasione del XXVIIJ Congresso alpino. - Ascensioni di soci: Nel gruppo del .Monviso Punta S. ì\fichele - P unta del Fort - Gran Paradiso - Sui monti cli Zermatt - Pizzo di Montevecchio, Monle delle Loccie e Colle Vincent - Nelle, Alpi Lepontine e Lombarde - Pizzo Cavregasco - In Val Grosina - Pizzo Badile e t1Io';}l.e Disgrazia Catenaccio - Nel Caucaso - Escursioni con fa nciulli e signore. - Escursionì sezionali: Biella, Milano e Torino (al M. Mars) Venezia (al i\1. Civetta) - Livorno (nelle Alpi Apuane). - Carovane scolustiche: Milano (alla Grigna) - Verbano (all'alpe del Colle. - Disgrazie : .La morte dei fratelli Zoja al Gridane, ecc. · Persmw.lia. - Commemorazione dell'avv. Venanzio Derey. J.,etteratum ed arte. - Cozzaglio, paesaggi di Valcamonica - Annuaire s. T. D. - Alpine .Journal - Appalachia - Revue Alpine Echo des Alpcs - Annuario della sezione cli Milano - In alto Dolleuino della S. A. M. - Alpinismo e tomismo. Alt'i ufficia/,i della sede centrale del C. A. I. - Circolare per la seconda asserr.blea dei delegati pel 1896. C1·onaca delle sezioni. - Cuneo - Sondrio. AlLre società alpine. - Società degli alpinisti tridentini.


2130-

R.IV IS'rA. DEI PERIODI CI llflt,I'l'ARI

2131

RIVISTA DEI Pl'.slUO DICl MILITARI

I

Revue Militaire de l 'Etranger. I>

Ottobre '1896. -. L_e tendenze attuali della /anterici tedesca.. (Continuazione). - Principii del combatti mei1to difensivo - _Scel 1a delle posizioni - Occupaz10ne - Ordinamento ed assetto"' difensivo - Riparto delle forze - Avanlinea - Condol.ta del fuoco- nella difensiva - Passaggio all'oJTensiva - Procedimenti di istruzione e di combattimento nella fanteria tedesca - Metodi ùi istru;:ione (struziene individuale -· Istruzi.onc su l tiro - ·11 tiro di preparazione - (I tiro di scuola. Gli Italùmi ùi Africa. (Continuazione}. - Gli avvenimenli più notevoli in Ahissinia sino allo scoppio della guerra con l'Italia - Il convegno del Mareb - Presa di Cassala - Ricogni;,;ione di .l\felui_a - La rivolta di Bata-Agos - Preparativi di una spedizione contro ras Mangascià - Comba ttimento di Senafè e di Coatit Occupazione di Adigrat, di Macallè e di Adua - Inseguimento di Mang:iscià - Anivo dei primi rinforzi inviati dal Negus· a ras Mangas~ià -:-- Scontro di Debra Ailà - . Operazioni degli Italiani a sud d1 .Macallè - Raccoglimento dell'esercito scioano presso il lago Ascianglii - Combattimento di Amba Alagi _:·Combattimento di Abderà - Concentrnmenio del.le forze italiane in Adiarat. Notizie .militari estere. - Germania. - Numero dei cavall i pu~o sano-ue nei reggimenti di cavalleria - Repressione del socialismo nell'e~~rcito sassone. - !tedio.. - Osservazioni sulla battaglia di Adua Riassunto di uno studio del tenente generale Carlo Còrsi. - Riissia. - Istituzione di una sezione di ael'eostieri di fo rtezza a Kowno Creazione di due reggimenti di dragoni - Modilfoazion i nell'al'tiglieria della Siberia - Rego1amento per gli esplorntori tii cavalleria - Contingente annuale di leva. - Svizzerci. - Bi lancio della guerra per l'anno 1896. Jah r biicher fiir die · cieutsche ArÌnee und Ma r ine.

Novembre 1896. - U/fi'cialità. e sc·ienza. -- Maggior generale PAow ·von Sc1-1.111or. !,e nostre.bibl·ioteche reggùnentali.

,.

La guen'à italo-abissina del 1895-9/i. . È uno studio che merita seria attenzione, per la copia dei particolari, per la serenità del giudizio e per il felice metodo di esposiz.ione della materia; accompagnata da schemi, specchi di fol'maz.ione delle tr~ppe e da alcune tavole topografiche. Incomincia b narrazione con la famosa controversia pel trattato ùi Uccialli, continua trattando Jelle difficoltà del teatro di operazione abissino, difficoltà in alcuna maniera presentite dal Governo. L'autore espone quindi lo stato dell'esercito scioano, il suo armamento, il metodo di combattere, di campeggiare e di vettovagliarsi; poscia desc1:i ve degli avvenimenti della guerra dello scorcio dell'anno passato e dei primi tempi del presente. Lo studio sarà continuato nei prassi mi fascicoli, Le mcmovl'e naval-i inylesi nel 1896. Le mire fr(l;ncesi al Jl[arocco . ~ Riassunto dall' interessante opera di Acosn.NO MouLtRnAs Le 1'Jtlaroc inconnu. La riforina. penale m:ilita:re.

Un notevole movimento penalista militare si nota di, questi iempi in Austria-Ungheria ed in Germania, il quale ha per ìscopo la semplifica, _zione dei metodi di procedura e l'assimilazione, per quanto è possibile, <lei dir-itto speciale militare al diritto comune delle genti. Questo movimento ha preso le mosse dai recenti studi del D ANG ELMAIER Filosofia · del diritto militare. Sui tentpi dell'occwpazione nissa in Bidgar·ia nel 1878-79. (Continuazione e fine). Notizie dell"esercito e della marina dellli R-ussici.

Revue du Cercle Milit aire.

7 novembre ·1896. - La settimana. militare. - L'anniversario della morte dello Tzar Alessandro JII ed il servizio religioso nelJa chiesa russa - Lo Tzar Nicolò II a Carnot - Scam bio di telegrammi fra esercito russo e francese. · La fanteria degli Honved in Un,qheria. Comprende attualmente sette divisioni, quattordici brigate, ventotto reggimenti, novantaquattro battaglioni: reggimenti sono su tre e su


,, 2132

2133

RIVISTA DEI PERIODICI MILI'1'ARI

IHV!Sl'A DEI PERIODICI MILITARI

qu11ttro battaglioni. La cavalleria conta dieci reggimenti di ussari, l'artiglieria non è prevista in alcuna formazione di guena.

Voennii Sbornik.

,.

Osservazioni sulle sèuole d'-is~ruzione degli iifficiali di ainrninistmzione pel servizio di sanità. L'esercito e la marina dell'avvenire nel Giappone. , Crona.ca francese. - L'alto comando - Creazione di un museo sto1·ico pe,· l'esercito - L'impero coloniale franc-ese - L'applicazione della ' legge sul reclutamento pllà Riunione - L'elettricità a bordo delle navi da guerra. Notizie mil'itari estere. - Germania. _: La proporziQ; è degli ufficiali nobili. - A1islria-Ungheria. - Le grandi manovre. - ,Belgio. u'na scuola di cadetti . ..,.... Spagna. - L'effettivo .sotto le armi . - . Russfo. , :Marce invernali. "\

Le Spectateur Militaire.

Pagine di storia circa

Ottobre '1896.

lii

'

difesa di Sebastopoli.

Lo studio è tratto dal!e carte e documenti del generale MENKOF, autore di pregevoli studi. sui Balcani e sulla regione danubiaua, i quali hanno, ' di questi giorni appunto, veduta la luce nel supplemento del giornale Razviedcik. È notevole pertanto l'attività della stampa militare moscovita rispetto all'azione marittima r:el Mar Nero, come ne fa fede il preoevole studio ancora in corso nel Yoennii Sborni/e sull'elemento navale sotto Sebastopoli: forse tulto ciò prelude una non lontana preponder.inza militare navale russa at.traverso il Ponto, verso Costantinopoli ed il Meèliterraneo. -Lo studio del generale M1rnKoF è corredato da copiosi dati di statistica, che lo rendono veramente pregevole per la storia della guerra di Crimea I!)

'

ltn quest.ioni di st.rategia. (Continuazione).

i O novembre :1896. - .L'iniziativa in guerra.

Lo studio sembra sempre di attualità, poichè ne fanno fede i numerosi scritti comparsi, di questi giorni, nella Rev·ue mi"litaire dfI l' Etranger, nel Jahrlmcher e nella Internat-ionale Revue. Il presente nul)i1 aggi unge di nuovo al coro; ma in ogni modo repetita fuvant. , L' armat~.rn della fanteria.

La marcia fampante, il .soldato tender ed altre nuovissime trovate della fervida inventiva francese fanno le spese della stampa militare spicciola. L'argomento della corazzatura di fantèria è tanto favor,ito in quanto che ' colpisce la fantasia: è difficile però trovàre un contemperamento fra la furia gcillfra e questa cappa di piombo che si vuol dare da taluno ai fantaccini d'oltre alpe.

Importanza e significato dell'iniziativ<i negli od-iern'i, sistemi d-i guerra. - Combey~Nouilly - Le giornate intorno a .l\foti. - Continua- · zione. L'elemento navale sotto Sebastopoli. (C.ontinuazione). I fo11da.rnenti della cavalleristica. (Continuazione). I principii delt' artir1lieria da montagna. Le òpera.zfoni del corpo di spedizione del generale Gul'ko nella ca.rnpagna del 1877-78. ".Bibliografia. - Della strategia da combattimento del ,generale LEWAL.

---:;,Per la Direzione LoDovrco 0-rsoT'i'I

In m~moria. del generale Paidherbe. Decora.zioni, croci e rnedaglie. (Co~tinuazione). Cronaca. della qiiindicina. -:- La medaglia' per la campagna del '1870·71

te,iunte colo,mdln ,lf.

r. ,t .• i,,earicato

- Progetto di nuovi regolamenti - Ria/ferme - Riparto delle classi di reclutamento - Rinforzi alle guarnigioni del Nord - La nuova unifornrn per la fanteria - Il bilancio -della guerra. DE~IARCH! CARLO ,

r,erente

. t


ANNO

XLI

RIVISTA MILITA.RE ITALIANA

DISPENSA

XXIII. -

1• DICE MBRE 1896

ROMA V O .G H

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R A

E N

R I C O

'l'IPOGRAFO-KDITORK


2135

SOMMARIO

NOTE SULLA SISTEMAZIONE SCIENTIFICA V

DELLO STUDIO DELLA GEOGRAFIA MILITARE

DELLE MATERIE CONTENUTE NELLA PRESENTE DISPENSA

Continuazione e fi,ne. -

Note sulla. sistemazione s~lentUica. dello stu~Uo della. 1 geografia militare. - C. PORRO. - ( Oontinuaz;fone e fine) 'Pag. 2135

n problema dell'attaooo. (C'ontinuazi'one e fine)

.

E. RoccH r, mag·gio·re del 3° genio. -

. .·

.

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.

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.

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,. 2150

Regolamento italiano e franc'ese sul servizio in campagna. - A. C. . . . . . . . . . . . . . » 2166 Varietà:

....

» 2189

Note blbllografichè. - ·(B. n'A.)

,. 2193

Lo stretto dei Dardanelli

Notizie pollttoo-mllltarl. -

'

a;. •

Klvlsta del perlodlol mllltarl .

PROPRIF:TA LETTE:RARfA.

.» 2199 »

2208

Vedi disptnsa XXII

I

Troppo lungo sarebbe l'accennare allo sviluppo degli s~udì geografici presso i vari eserciti esteri, ma si può notare c)1e tali studi sono con indirizzo scientifico seguili in Inghilterra (,f) ed in America (2), e non si può astener"i dall'additélre l'esempio della Spagna, dove la geografia mi.litare assunse !in -dal principio del secolo carattere di vera scienza per opera del generale Sànchez Cisneros (3) e mantenendosi in questa via diede ottimi prodotti, 'quali sono· i lavori del generale Gomei. de Arteche "(4), del generale Rodrignez Arroquia (5) e del maggiore Torres Campos (6). t n Italia lo studio della geografia non poteva di certo essere favorito dai governi che prima della sua unificazione politica la opprimevano , e dove tale stndio non er.a del tuuo trascurato, come nelle scuole del Lonibardo-Veneto, esso cristallizzavasi nella parte formale, senza innalzarsi all'indagine dello spirito delle forme, che avrebbe naturalmente condotto al concetto della patria. In mezzo I al generale decadimento, nel quale gli studì geografici da lungo il) VedMi a Q(!esto proposito nel N. J.58 del Jo1w11al of the Roya/. United service IMtitution (aprile, -1891) la discu,sione che fa seguito alla conferènza tenuta dal iirords,or.i RlJPERl'·JO.~Es: On the tttilily o{ an elementary knowledge of Geotogy to the Offi,cers o{ t.he Arrny and Navy. (2) A. W . VooGES, U. S. A11T11.L. - Courses of sciences applied to ~lilitary Art. Part. I: Ueology and ,1/ìlitary Geog•r aph/f (188~). (3) SANCilEi C1sNenos. - Blementos de geografia fisica aplicados à la cienca de la guerra (Madrid, i8l.9). · (~) Goirnz DE AaTECHf:. - Géogrnfi,a historfoo-111ilitar de Espana. · (5) RoonIGlJEt o.: OuuA'.'IO Y A11110QlJIA. - L'J. giie,.rn y la geologia (~fad rid, 1876) El t.e rreno los hombres y les arnws en la g·ue1Ta (Madrid, t892). (6) TOIII\ES CAMPOS. - /Jstw:lios géogmphicos (Madrid , ·1895). i37 -

.ANNO Xl.I.


'

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2137

NOT'E SULLA SlSTEMAZIONE SQIEN'rIFICA

DELLO _STUDIO DELLA GEOGRAFIA MILlTARE

tempo giacevano, si nota tuttavia l'apparizione di alcune . opere , di considerevole valore scientifico, quali .quelle dello Zuccagni Orlandini ( 1), del Marmocchi (2) e del Callaneo (3). Col nostro, risorcrimento n , polit ico e come direua conseguenza a:' questi), incominciarono rerò a rifiorire anche in Italia gli stndì geografici e questo rinascimento si manifesto col sorgere del Club alpina per iniziativa del Sella ('1863); colla costituzione della Societ~ geografica ùalia.na ('I 867), specialmente per ope!'a' del Correnti e del Neiri; colla istituzione delle· cattedre universitarie di geografia (4-); col succedersi in breve tempo di alcune pubblicazioni redatte con .indirizzo veramen te scienti fico (i>),· ed _io fine col sempre · crescente svilupp:,rsi della pa~sione per le imprese èsploratrici di lontani paesi. Non senza irpportanza fu anche la parte presa dall'fodia nella· sistemazione scientifica. dello studio della geografìa (6), ~Ila quale contribuì specialmente il professore Dalla Vedova colla sua dotta memoria intorno al Concetto popolare ecl al concetto scientifico

della geog.rafia, dove è messo in evidenza quale attributo pro. prio ed es'clusivo della geografia ,lo studio della distribuzione degli elementi geografici, non che colla sua opera ·presso il Congresso intemazionale di geografia tenutosi in Venezia nel ;J 88'1, nel quale si :addivenne ali~ definizione dell'oggetl? della geografia ed alla determi~azione dei suoi limiti in relazione colle altre scienze ('I). Gli studi militari non i'isentirono che n1olto più tardi 1'-infiuenza di qllesto rinnovamento, sia per la tendenza generale che un tempo avevano di svilupparsi per proprio conto all'infuori dei movimento scientifico, sia per il fatto particolare che il metodo idrografico del Lavallèe, già in uso nelle scuole militari del Piemonte, si era tosto diffuso in quell~ del nuovo regno e vi aveva preso salde radici. Un ser,io accenno a svincolarsi dal convenzionalismo di tale metodo già lo si nota. in alcune monografie del terreno del corpo di Stato maggiore e specialmente in quelle eseguile dalla soppressa sezione • topografica sotto la direzione de,! generale Riva Palazzi, che piu tardi coi propri scritti, {2), prdpugnanti l'utilità del fondamento geologico nel!' esame del terreno contribuì notevolmente alla trasformazione ~egli studi di geografia militare. La necessità di tale trasformazione rendevasi specialmente manifesta alla scuola di .guerra, nella quale coll'elevarsi dello studio deJla geografia àlla soluzione dei grandi problemi della guerra, si intuiva il bisogno di innalzarsi alla considerazione scientffica degli elementi geografici . Fu infatti alla scuola di guerra dove il metodo idrogra- · . ."fico venne definitivamente bandito dagli studi militari e d~ve,

1

(!.) ZuccAGNt·OR1.AN01N1. -

1.839-45) : (2) ~[An1:o_çc111. -

(3)

CATTANEO. -

C,>rogra/ia fìsica, storica e St(l.tiSÙi:a d~ll'ltalia (l?irenze ,.

Cm·so di g~ografi11 unìvusale (Firenze, !842-,13). Noti zie ci·v ili c .,at,wali su la Lombardia (Milano, 4844).

.

(4) Attualmente esistono c~ ttedrij <li ge .. ).:ralia nelle universita. di Bologna, Cala.ma,.

Genova, Messina, N,,poli, Padova, Pal"t·mo, f>avi,1, Pisa , Roma e Torino e nrg li i,tituli superiori di_Firenze e di ~li!ano , · _ (5) Fra queste pubb licazioni la più completa è L,1 1'err1,. Trattç1.t o popolMe _d~geografia ·1miver.sa le, scritto da_- G. 1\{AHINF.1.1, 1 (:olla collabor~zione di· altri scicnw1t1 il:iliani e tuttora in corso di f)ubhlicar.ione. ,·, (6) Fra i geogralì italiaui eh~ tra:ttarono clcllo sviluppo degli sL1jli-gcogl'aflci e delle questioni metotlologich ,~ ad vssi re!.,tire ~ notano: Nm:n,. - La geografia scfrnti{ìca (,'1emorJe della Società get>g. ilal., Voi. I, P. IJ. DALLA V1rnòVA. - Lii y eogrc,.{ì,t ,1i nostri giorni (/\'u011a Antol., gingno, 1873); Il concdto p opolore e il concetto scientifico rlella gf.og1·a(ìa (Roma, :l880). MA1111r"ELLC, - Della gebgra{ì(). scienti{ìca e di alctmi suoi nes.1i (Boll. Soc. gei g. it11 t., t8i9); Concetto e limiti rle/.1,i geogra.fìn (/Uv. geog. ital. ; 189~)Coi\A. - C11,.ni iiitorno ,ill'ttllw,l~ in,iiriz;zo degli studi geogrofìci !'l'orino, 1.881); Della sv.pe•·fìcie cle/llt terrn come or,g,tto precipuo ilella geog1·(1/ià (Torino, 188:i). Di ·u -tJ nuovo inrlir ,zz;,~ a,•oli st-udi geogra{ìci i n ft.<tlia. (Tori no, {881); geogta/iche (Tori110, -ISS7l _ PoREl'òA. - La -~ci en : o n,·o rnf,cn M·con,10 le -piit recenti dotli'ine (Ntiova Ant. ,tal., settembre, ·1885); La oeour lt{in q1tule è "0!/i in sé , tessa e n ei suoi conta /li con le al-Ire scienze fisiche e sociali (Ri v. (ll"/1(! i tat. . di .ip ril1•, ruaggio e giugno, ·1896). Non si e qui aécennato a q11t•i g,-•.ogra li o:t,,. .<i occuparono specialmente, di metoclologia geogra fico mili tare, Jl<'r•·l, ò gia co1111,Je,~iv,unente cilati nd la Nota a pa g. 1 e ~uc-cessivamen te ricordati più ava nLi. Dr;nTAct. iu. -

Note

(t) li Congresso internazionale geografico di Venezia discutendo intorno al quesito proposto da l prof. DALLA VEllOVA: Oetermina.zione del concetto scient-ifico della geografia e det suoi li-miti fn relazione colle aitre sciimze, addivenne alle seguenti conclusioni: -1° L'oggetto scientifico della geografia comprende lo studio .-1ellc forme e si - estende alle manifes tazioni ed alle relazioni reciproche dt•I mondo organico. 2° La geografia, quantunque scienza speciale, prende nulla.meno ad impréstitò dalle altre scienz() tutto ciò che le è necessario per ri spondere al proprio scopo. 3° Ciò che rJisting\le eminentemeu te la geografìa dalle altre scienze ausiliarie si è che essa localizza gli oggetti, ossia indica in modo pÒsitivo e cos tante la distribuzioue degli esseri organici ed inorgan ici sulla terra. (Atti del terzo Congresso inte,rna!)ionale geografico tenuto a Venezia ·nel i88t (Roma, -1882). (2) Il,JVA PA1.Azz1. -

Jniporwnza della geologia nello st-udio del fo1'reno (Riv. rnit.

illtl., {883), La g eologia e gli studi geogra{ìci (BoU. Soc. geog. itat. , tS85J.


2138

NOTE SULLA SISTEMAZIONE SCIE N'l'IFIOA

gradatamente si venn e nello studio della geografia militare assurgendo a quei principi, che ne costituiscono il fondamento scien' tifico e pratico. Già il generale Sironi nel suo classico Saggio di geografia militare (·I), abbandonando l'ordin e idrografico, accennava alle linee naturali d'invasione seguite dai popoli asiatici nel loro movimenLo d'espansione verso l'Europa; successivamente ·i genera i.i Perrucchetti (2) e Goiran (3) studirvano la configurazione plastica dei teatri di guerra per massicci montani e regioni pianeggianti, indipendentemente dalle linee idrografiche, ed infine il colonn ello Zt1 ccari, colle sue lezioni rimas·te pur troppo inedite introducendo nello studio della geografia mi li.tare il fondam ento geologico applicato all'esame dei caratteri fisic i e delle condizioni storiche dei paesi, imprimeva acl esso stnclio quel com pleto indirizzo scientifico, che venne di poi sempre seguito. Da quanto sin qui si è detto intorno all'evoluzione degli studì geografico mili tari si può adunque vedere che essi, sotto il benefico influsso del risvegli o manifes tatosi nel campo della geografia generale, vennero svincolandosi dal legame storico, e successivamente abbandonando l'empirismo del melodo statistico ed il convenzionalismo di quello idrografico, per· indirizzarsi ·all'esame scientifico degl i elementi geografici, che raggiunse la sua pienezza col fo ndarsi dello studio del più importanle di essi, il terreno, sulle cognizioni riflettenti la sua origine e la sua natura. A quest'ultimo riguardo è però d' uopo notare che, se da un lato la rapida e genernle difi'usione presso tutti gli eserciti dell'indirizzo geologico negli studi mililari del terreno è una prova dell'opportuni tit di tale metodo, da nn altro lato la celeriLà di tale diffusione J'u di pregiudizio alla sua retta applicazione e di danno al suo progressivo svi luppo. Per la parte assai ristreua che lo studio delle scienze naturali ebbe sempre nelle scuole civili e militar i, specialmente in Francia ed in Tlalia , accadde che non sempre ' l'ambienle fosse preparato alla trasformazione e l'applicazione del metodo desse luogo a non poche ed inconsnlle esagerazioni. Così (t) Torino, !.876. t2) Per i lnvori del generalo (3) GorRAN. -

P E11nuccHETT1

2139

avvenne che alcun i seguaci della nuova scuola si lasciarono nello studio del terreno fuorviare da quella stessa scienza ch e loro doveva servire di guida, fecero della geologia, anzichè della geografia militare, introdussero negli_sludì mil itari quel malinteso scienti ficismo che rivesle di apparenze difficili cose relativamente faci li, e finirono per perdere di visla quell'indirizzo essenzialmeme pralico ed appl icativo, al quale devono sempre essere informati gli studt militari. Come l'arti(icialitit del metodo idrograrico aveva suscitalo una sana e vigorosa reazi one, cosi le esagerazioni del metodo geologico . per lo studio del terreno diedero luogo aduna fo rte co rrente cli opposizione. Prescindendo dagli auacchi poco seri co i quali si tentò di « annientare soli.o l'impressione del llltoll umore e di« ciamo pure del ridicolo, le tosi che non sempre si posson o va« lidamente oppugnare 1> (·I), questa ,;orrenle di · opposizione si concretò nel concetto che anzitutto lo studio militare degli elemenli geografici deve fa rsi seguendo l'ordino col qual e essi si presentano all'azione militare e non già coll a guida di metodi basali su qualsiasi altro fondamento; ed in secondo luogo, cl1e variando le funzi oni degli elementi geografici col vari.a re dell'i ntensilà e dell a direzione delle fo rze in azione, il loro co ncreto apprezzamento ~ilitare non può esser fallo se non partendo da ipotesi le quaii determinino Lale intensità e tale clirnzione. L'applicazione di tale condusse necessariamente la gevgrafia mili tare ad uno studio eruinen1.cmente soggettivo degli elementi geografici , consi stente nella sol uzione di problemi mi litari, impostati su determinale ipotesi di guerra, nc~lta quale soluzione vengono esaminati gli elementi geografici coordinandoli per linee di fac ilitazione e zone di ostacolo, orientandoli secondo il presumibi le svolgimento delle operazi oni, e si fini ~ce per apprezzarne il valore in relazione nl le forze operanti ed alla direzione delle stesse. · ' Questa scuola, ch e il generale Bellali chiama con tei·mine fel ice , la scuola ipotetica (3) diede notevoli prodotti specialmente in Au-

,•ednsi più nv,rnti la nota n pag. 20.

L ezioni <li geoara{ìa milil<ire esposte ai sig1i ori uf{ieiaU allievi della

sc11olti di g11e1·ra (Torino, {880)

DE LLO S'l'UD1 0 DE LLA GEOGRAF IA MILITARE

(I ) RivA P,1i,Azz1. - L li geol ogia e gli studi mitita·l"i (I/iv. rnilit. ital., (2) 8BLLAT1. - Le ricog11izio1i i 111ililai·i (Roma, l88:i).

aprilo 1.884).


2140

NOTB SULLA S!STEHAZIONE !ICIENTIFICA

stria (1) ed in Italia ('2) ed ebbe il grande merito di r ichiamare gli studi geografico militari nel campo pratico , da) quale pareva accennassero talvolt:. ad allontanarsi, perdendosi in considerazion i generiche e divagando in questioni d'interesse militare assai discutibile. Ciò malgrado non si può ammettere che il metodo da ques_ta scuola propugnato sia atto a dare 11n completo sviluppo allo . studio della geografia mi litare. Esso infatti ci conduce all'esame ~egl! elementi non qual i sono in natnra, ma ~ome si presentano m circostanze determinate e perciò mutevoli ; ci dà cioè la soluzione pratica di una serie di probl emi , ma non la teoria per risolverli. In certo qual modo si potrebbt, di re che questa scuola rappresenti un ricorso della scuola storica, alla quale si è del resto inspirata, offrendo tuttavia sn quella un notevole progrc:;so, dipendente dalla differenza fra una operaiione effettivamente svol tasi ed _una operazione ipotetica, che bene architetlala fra limiti estesi ed elastici, permette un più completo esame ed un più largo apprezzamento degli elementi geografici della regione studiala .

,.. ** Il succedersi delle diverse scuole, il loro combattersi e le loro tendenze agli eccessi prova sempre piì1, come ben giusLamenLe osserva il general e Riva Palazzi (3), << essere por:LaLo della natura. <e umana che ad una azione tenga sempre dietro una ,:eazione e che « nella lott:1 delle opinioni , un'esagerazione in un senso al1re ne << generi in senso opposto ». Lr1 discussione metodologic~1, cui' il cont.msLo del le diver:;e scuole diede l.uogo, fo però, come è naturale, assa i vantaggiosa per la si- . stemazlone dello studio della geografia militare, cosicchè abbando· (i ) MAr • EllL B. - {),i~ stn,.tegisclle Verhiìllni s~ 1le1· Schwei::: (Wl/'11 f8il). Das strategische 1·e1·hafl.ni ss zwischen Ostei·reich 1md Rtissl,u,d \Vi en, l 8i3J. (2) P6RRUCCJ1ETTJ. - Slu.dì di geog,·afia mili/are: E,a111e vreliminare del teatr., di {J11erra llalo -Au5tro- Uugari.co (Torino. i8i3J autog. 7 irolo (l'orinv, l87i) i Oa! P1'i11li al Danubio (T~rino, 1~78); l a pia1111·;·a Lombardo \!enel r,. e le coste aitri(l(iche (Torin o, i Si SJ ; n a.t Po c1t !1e110 (To1·i11 o, -tSi S); JJ11l 1'icino rit Rodano (To rino, 187$).

U

(3) RIVA PHA7.1.1. -- L•1

geo/.ogi11. e gli sluc:li mililciri - ;;ia ci l. - cnir. pag. WI.

DELLO STUDIO DE LLA GEOGR AF IA 11111.lTARE

:&141

nato ormai l' esclu5 ivi smo delle di verse scuole, i più concordano in ·un metono eclettico, sostanzialmente scientifico e giustamente pratico e perciò ben rispondente agli scopi della geografia mi litare. Vediamo perlanto in che possa consistere tale metodo . Partendo dalla <lefiniziooe stessa della geografia mili tare: Sw dio dell'inµu enza degl'Ì, elementi geografici sidla guérra, noi sentiamo anzitul~o la necessilà di imparare a conoscere gl i elementi geograf:ci, per poter poi addiveni re al loro apprezzamento, e da ciò conse~ue lorr,., icament e la conveni enza di distin~uere nell o studio " della geograna militare due parli : l'una avente pct iscopo la -con(lscenza degli elementi geografici, l'altra la loro val utazione mi li tare . La conoscenza degli elementi geografici , quali sono in natura e quali possono entrare ad eserci tare la loro inlluenza in tutte le possi bili operilzion i militari svolgen tisi in condizioni diversissime di tempo , di forza, di direzione, non si può acquistare che esaminando gli elementi g,eografici per sè !-lessi, prescindendo -cioè d :1 qualsiasi su pposi?.ione di operazioni militari . la quale imprimendo all'elemento geografico un determinato orientamento, slabili:;ce nella nostra ment e un preconce<to che molte volle può alterarne lo vera natu ra . Noi dobbiamo quindi inco minciare dall' esame degli elementi geografi ci considerali in loro stessi, ,~ei loro mulni rapporti e nella parte che essi rispettinun cnte hanno nella delerminiizi one della fisionomia geografica della regione : solo dop o di aYer acqoisto ta questa nozione potremo con ,si curezza procedere al loro apprezzamento mi lil'lre, ossia all a determinazione del!'ioOuenza ch ·essi possono esercitare sulle operazioni di guerra. Tale apprezzamento dovrà essere fatto dapprima in modo generico e direi quasi teo rico, form ulando cioè · i principi s ull e funz ion i generali di ciascun elemento geografi co nelle operazioni di guerra; m·1 limitato a questi soli principi l'apprezza.men to riuscirebbe sempre vago e nel h rmularlo $.i correrebbe di frequen te il rischio di ca dere in astraz ioni teo riche. Ed ecco qui emergere la necessità di completare e rendere positivo questo apprez~amenlo seguendo il conceuo della ,-;cuoia ipotetica. ossia introd ucendo nello studio quelle ipolesi , che ci permettono di fis sare i dati variabi li relativi all' intensitit e,l alla direzione delle forze in azione .


2142

NO'.I:E SULLA SISTEMAZIONE . SCIEN'l'IHCA

L'esame obbie'ttivo a·egli elementi 'geografici forma l'oggetto della geografia generale, la quale, come risulta dalle citate conclusioni del Congresso geogmfico di Venezia, ha precisamento per compito lo, studio delle forme (morfologia) e della distribuzione (corologia) degli elementi geografici e dei rapporti di causali tà che si man ifestano in queste forme ed in c1uesta distribuzione. In questo esame la geografia, come tutte le altre ,scienze fisiche e storiche, si basa oggidì su quel principio fonqamentale che già Bacon e riassumeva dicendo: vel'e scfre est pe;r ca1tsas scire, poidiè le attuali condizioni geografiche di un paese altro non pos::-ono essere se non l'espressione dei fotti che ad esso diedero origine, che success ivamente lo trasformarono e che tuttodf lo modificano. In base a tale principio jnfa1ti gli elementi geogralìci, coordina ti in torno ad un concetto un ico, quello della loro genesi, non ci appaiono più come una serie di forme e di fa tti staccnti, ma come la man ifestazione di una legge unica di natura e come parti di un solo e ben determinato organismo, la superficie terrestre .. Però in tnle esame, mentre lo studio corologico· è attributo esclusivo della geografia, i.I morfologico è comune a tutte quelle scienze speciali, che si occupano ·dei diversi elementi costituenti la superficie terrestre. Da ciò il contatto della geografia con molte altre scienze natural i e ·storiche; con tatto benefico per il reciproco sviluppo, poichè la geograrìa trova nelle nozioni riflettenti la natura, la genesi e le leggi governanti gli elementi geogr:::fici, hi ragione. delle loro forme e della loro ,listribuzione, mentre le nitre scienze trovano spesso nello studio geografico delle forme e della distribuzione degli elementi geografici le cause de lla loro origine le leggi alle quali essi obbediscono: In sosta nza si potrebbe dire che la geografia ha tanti lati qua:1li sono gli elementi costituen ti la superficie terrestre, e che tutte le sc ienze naturali e storiche 'hanno il ' loro lato geografico; questo lato è. anzi, come osserva il professore Dalla Vedova, il so lo che ci ' permetta di r iass umere lutti i folti naturali e stori ci sotto un unico aspetto,. quello J el loro posto e della loro distribuzione sulla superficie del globo; il solo per cui si po3sa rist abi lire l'un itii materiale ed idea le della Lerra, che noi abbiamo spezzato per comodo delle nostre facollà ana litiche.

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DELLO STUDIO DELLA GEOGRAFIA }!ILITARE

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2143

Fra i diversi elementi geografici il terreno è senza dubbio il pili importante, poichè costituisce_ la base snlla quale sorgono o si . muovono tutti gli altri . La scienza colla quale la geografia viene .perciò a trovarsi in più intim i e frequen ti contatti è la scienza del terreno, ossia la geologia. Ed è appunto intorno a questo contatto ch e molto 'si è disputato, cosicchè menlre ormai tutti nmmettono la necessità per la geogralì.a di cercare appoggio nelle altre scienze per lo studio degli altri el ementi geografici, quando si tratta del terreno alcun i vorrebbero vedere la geogralÌc1 fare a meno del soccorso della ~eologia . La n1gione di tale differenza, o megl io di tale incongl'llenza, può anzi tutlo rintracciarsi nelle condizioni stesse della geologia, scienza rela1iva- · mente giovane, in molte parti tuttol'a inèerla e nell o stesso tempo vasta e complessa ; ma va anche attribui ta al fatto della speciale importanza cbe In nella geografia l' elemento terreno, per cui mentre per lo studio degli al.tri elementi basta entrare appena nel campo già abbastanza esploralo della_meteorologia, della botanica, della zoologia, dell'an tropologia, ecc., per lo stud io del terreno bisogna penetrare un po' più addentro in quello più incerto del,la geologia. Ciò deve naturalmente aver indotto alcuni alla ricerc<t di al tre basi per lo studio del terreno, e così sono · sorti quei sistemi convenzionali, che la scienza cerca naturalmente di abbattere. )fa vi ha di più, questa differenza ·nel metodo di studio dei diversi elementi geografici, parini possa farsi risa lire ad un concetlo con\'enzionale dell'unità del creato, per cui si tende a limitare ad alcune parti Ji esso il regno della vita materiale, si addiviene ad una classificazione .arbitraria della materia in vitale ed inerte, e si finis ce per cons iderare il ter, reno .in modo div~rso dagli altri elementi geografici. Ora, come profondamente osserva il professor Hicci ('I ), trattando dello svi, luppo del 'mondo organico , « più il mondo è studiato, piu la « materia sua, nelle moltepliei e meravigliose sue forme e com« binazioni, appare piuttosto come un tutto coll egato e digradante « per varielil. e trasfo rmazioni · infinite, anzich è come una somma « di gruppi staccati di corpi morti e viventi. Se si può credere (I)

n,cc1. - La terra e gli esseri ter,-estri. /Milano,

i885) confr. pag. 736.

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2144

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DELLO STUDIO D,E LLA. GEOGRAFL\ )ULI'l'ARE

NOTE SULLA SISTEMAZIONE SCIE~'l'lFICA

« che le forze fisiche non sono in reç11là che un'energia solfi, la « quale opera in diversi modi, non ripugna l' ammettere che « in forma analoga_ anche la materia sia una sola e una sola «la vita >>. .• Partendo dunque dal concetto che tutti gl i elementi geografici, materialmente considerali, sono costitu iti da una stessa materia, benchè diversamente organiu,ata, ed animati ,da una stessa vita, benchè con m,inifestazion.i diverse, 'non si .capisce perchè mentre nello studio di alcuni, come ad esempio i popoli, , noi non ci arrestiamo nll'esame dei loro caratteri lìsiéi, ma ci estendiamo anche ai fis iologici, psichici ed etici, rintra_cciando le raoioni di tali caratteri nei precedenti storici. e nelle condizioni. n dell'ambiente, per altri, come il terreno, -SI dovr'ebbe fe rmarsi alla con(ìunrazione esterna e non risalire alla sua genesi, non 0 indagare le trasformazioni cui andò soggettç e non penetrarne l' interna natura, per aver ragione della sua vera lìsqnomia. Ammessa l'unità di metodo nella trattazione dei diversi elementi geografici, consegue logicamente la necessilii del éoncorso della oeologia per lo studio del terreno. E l'opporluoità di 'qqeslo concorso appare s empre più evidente, per poco che si vogli a soffermarsi a considerare tale qu~stione. La geologia infattì ci insegna com e quella parte di terreno, costituente J'o<rcretto dei' nostri studi, è venuta assumendo quelle çc') l for me che oggidì ci presenta, essa deve perciò offrirci una ouida razionale per rilevare le linee magislrali della sua arch itet.tura; mR oltre a ciò la geologia ci dà la nozione della natura. dei terreni onde· è costitui ta la nostra regione, e siccome fra la natura del terreno e le stie forme ,' le condizion i idrog.raiiche, la v~l!etazion e. la viabilità e fabitabililà vi sono relazioni intime e paÌ.esi , cosi· il concorso ,della geologia deve offrirci un ":1.lido ~into per poter più facilmente procedere all'esame anche ctr tu~tr gl i elementi geografici. . In r iassunto, col tracciarci le linee mag1$lrali dell'architettura della regione e col darci la costituzione del terreno, colla quale tutti gli elemenli geografici sono più' o mi:mo i~ relazione, si può dire che la geologia facili ti la sintesi dei caratte_n geografici di una regione, e serva a dare di ~;,sa quel!' idea p_reli . minare e co mpl essiva, intorno alla quale faci le riesce il coordrnare I

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l'esame analitico dei suo i partir.olari; si può perciò asserire che lo studio geologico del terreno dovrebbe costituire la logica premessa ~elio studio' geogralìco di una regione. Certamente che in questo sludio geologico del terreno non occone nè ingolfarsi in troppi particolari geneti ci, nè in ternarsi in tutte quelle cl!)ssi(ìcazioni di terreni (~he la geologia fa per altri ' scopi suoi special i ; al fondamento geologico si deve chiedere solo le linee generali dell'arch itetlurn della regione, emergen ti dalla sua formazione, ed i caratteri geografici derivanti dalla natnra dell e rocce prese in gra~dt masse, su i quali caratteri geografici non possono esercitare forte influenza le differenze di alcun: componenti, origi nami 'le classi ficazioni speciali della geologia . Quest'ultima consideraz ione vale ariche a far vedere . come per fondare lo studio • geografico del terreno sulla. geologia non occorra essere profondamente versati in questa maleri a, ma basti aver intorno ad essa quelle nozioni che non do vrebbero mai mancare nei programmi di un com1 pleto corso di siud i. . Venendo ora al caso speciale degli studi n~ilitari, se noi ammettiamo; che il concorso della geologia possa valere a dare di . una regione quell'idea sinteti'ca coord inatrice di tutti gli elementi della sua descrizione geografica . l'opporlnni til di tale concorso si manifesta ancora più eviden te, perchè gli studi mili tari del terreno, dovendo scendere a molti particolari analitici ; risul tano spesso confusi, sbiaditi e tediosi, se la faragg ine dei loro parti colari non è ordinata inlorno ad un concetto semplice e sopratutto vero. Oltre a ciò la possibilità di acquistare fin dal principio dello stud io un' idea. completa, sia pur generica, della re~ione, torna negli studi militari assai utile, poichè permelle di farsi subi to un concetto ge nerale sull'andamento delle opérazioni, di meglio indirizzare gli studi particolari e -dì rendere più rapide ed efficac i le ricflgnizioni . Am messa poi l'esi :;tenza di rapporti fra la natura dei terreni ·ed i loro ca ratteri geog ra(ici, è evidente che la sempli ce noziòne di- quella ci ptwmetterit di fa re su questi alcune induzioni, che pur manten ute nei lim it i consigl iali da un giusw criterio pra tico;· possono servire a dare un'idea appross imativa delle condizioni geografiche di regioni cli e non fosse possibile · di ,riconoscere.


NOTE SULLA SISTEMAZIONE SCIENTIFICA 2146 Inoltre l'ordinaria terminologia geologica, permette di dare con poche parole e spesso anche con una sola parola l'idea complessiva di un teneno, molte volte assai vasto ed intralciato; basterà infatti che una zona collinosa venga designata col termine anfiteatro 1no1·enico, perchè chi sa quale sia la .~enesi e quale possa essMe la natura dei terreni di un tale oggetto- geo•rrafico. acquisti subito un concetto della sua configuhzione ge~erale: delle sue forme particolari ed anche degli aitri suoi principÙli caratteri geografici. Infine si può osservare che il concorso della geografia vivificando gli . el ementi geografici e mettendo in evide)1za i loro rapporti eccita ali' osservaziorie, rende lo studio del terreno assai più interessante · e spesso frnisce per infondere in chi vi attende una vera passione; il quale fatto parmi dovrebbe bastare da solo per dare · a questo metodo la preferenza sugli altri. A tale r iguardo non saprei come meglio conchiudere che riportando le bellissime parole · colle quali il L,apparent chiude un suo recentissimo articolo snll' evoluzione della geografia (,I). · « I>eridant longtemps, la géographie n'a pam offrir d'aotre in« térèt que celui des événements humains dont elle permettaif t!e « suivre le déploiement. Plus tard, avec la géographie physique, << on a commencè à s'intéresser an terrain pour lni méine, mais <~ seulement au point de vne descriptif et à peu près dans les « conditions où l'on peinl une nature morte. On chercl~ait à con· « nallre le terrain, mais non à le comprendre. Alljourd'hui, la géo« graphie est devenue quelque chose ,de vivanl et en méme temp_s « de pleinement intelligible, où à Lravers le prèsent, on entrevo1t « /1 la fois le passé et l'.,a,,enir. Les vicissitudes dn relief, les con« quétes et !es amputations des cours a·eau, l'intervention de~ gla« ciers et de volcans, les modi!ìcations du régime météorolog1que, << réagissant à leur tour sur l'inlensité de l'érosion, tout cela con« stitne une hisl.oire, aussi wiriée et intéressante' que celle des « hommcs, et où, du moins, on est sùr de ne rencontrer ni là.che« tés ni félonies.

(I} A.

o~: LAPPAUANT. -

l!évolulion de ki géoyra.phie (Correspondanl., 25 jui n 1896).

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DELLO STUDIO DELLA GEOGRAFIA MILITARE

2147

« Or d'où vient ce changement? Uniquement de ce qu'au 11eu « d'envisager la surface terrestre comme une donnée qui se suffise « à elle meme, on a consenti enfin à y reconnaìtre le produit d'une « évolution aussi longueque compliquée. A.insi que le disait excelie« ment 1111 professeur d'Oxford, M. Max Kinder, de mèl!1e qoe la « géologie, a trouvé sa vérit11ble voie. le _jour où, renonçant aux, « hypothèses extraordinaires, elle a pris simplement p{lur base la « connaissance des phénomènes_actuels, devenant ainsi l'étud(:, d-ii « passé à l 11, lwnière dn présent; clc la méme façon, la géographie « se mélamorphose et devient lumineuse du moment qu'elle con· « sent à étre l' étucle dii présent ella lnmière du passé. Et c'est ainsi « qu'én s'appuyant l'une sur l'autre, sans pour cela se confondre, « !es denx sciences sceurs voient s'ouvrir devant elles un nouvel <e avenir du progrès ». Studiati in tal modo colla guida dei precetti della geografia scien- · tifica, gli elementi geografici, si può passare, come abbiamo detto, alla loro valutazione militare, ossia allo studio del!' influenza che essi possono esercitare sulle operazioni di ~uerra. I criteri per tale valutazione saranno allinti ai principì della scienza della guerra ed inoltre si dovrà, ogni qualvolta è possibile, ricercare nella storia la sanzione degli apprezzamenti fatti. Questa parte costituisce la vera scii:mzu geografico militare, la quale ha, come ogni scienza, le sue teorie e le sue applicazioni·. Le prime sono costituite da quei pochi principii che riflettono le funzioni generiche degli elementi geografici nelle operazioni di guerra; le seconde valgono a meglio precisare ta.li funzioni introducendo nell'apprezzamento dati positivi riflettenti la direzione e l'intensità delle forze in azione. * * Giunti a questo ·punto mi pare si possa addivenirè ad una conclusione intorno alla sistemazione dello studio della geografia militare e trncciare le linee fondamentali di un completo corso di studi di Late materia. Da quanto si è detto finora risulta che esso .dovrebbe essere costituito di due parti, l'una di introduzione o di avviamento allo studio, l'altra di attuazione dello stesso; vediamo ora come si possa precisare il contenuto di queste dùe parti.


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NOTE SUL LA SISTEMAZIONE SCIE:-ITl1"1CA

La geografia generale studia la superficie terrestre in tutti i suoi elementi corue parte del cosmo, come corpo fisico in sè, come scena della vita vegetale ed an imale e specialmente nelle sne relazioni coll'uomo. Essendo il campo d'azione della geografi a militare li mitalo a quest'ultimo argomento, considerato anche da nn pun to di vista particolare, é naturale che solo alcuni elementi geografici la interess ino, e di essì non Lutti in egual modo ed in e;.(ual misura. La geografia militare considererà perciò quei sòli elementi , o solo quelle parli di essi, che maggior influenza esercitano sulle operazioni di guerra e Lai i elementi, o loro parti, potranno, per facilità di studio. raggrupparsi in classi quali sarebbero: ·IO il teneno; 2° le acque; 3° il clima; 4° la vegetazione ; 0° l'uomo. Questi elem enti dovranno essere, in qu elle parti m:.igg ìorrnento interessaoti le operazioni militari, singolarmente considerati come oggetti e come fatto ri geografici, ossia singolarmente studinLi nelle loro form e, nella loro distri buzione, nei loro reciproci rnpporti e nell'influenza. che esercitano sulla confi ,,"urazione ,,1100grafica compl ess iva del paese. Acquistala la nozione di o~ni singolo elemento, si dovrà per ciascuno di ess i esaminare i rispettivi rapporti generici colle operazion i di f!uena, in modo da rendersi conto delle sue funzion i generali nel campo della lolla . . Ultimato questo esame analitico, si potrà procedere al coordinamento dei diversi elemen Li ed alla determinazione dell'unità speci fi ca della ~eografìa, ossia deHa regione, r.he è « quel tratto di « SLlperficie terrestre, il quale per i suoi caratteri geografici, s·i « difl'e1·enzia dai co ntermini ('I). In base ai diversi caratteri geografici, e specialmente a quelli di maggior interesse militare; si potr(t, cioè, stabilire una classificazione geografico mi litare delle regioni , e quin di fare intorno nd esse quegli apprezzamenti grnnrici comple~sivi, che costituiranno la sintesi degli apprezzamenti dati sni singoli elementi. · (lJ PAs,,:s1s1. -

DELLO s·ro oIO D ELLA GEOGRAFI A a!ILITARE

2149

Esame analitico degli el ementi geografici dianzi accennati; classificazione e studio .:.omplessivo delle regioni geografìche; valutazione militare generica degl i uni e delle al tre, costituiranno pert:i nto i momenti principali dello studio della prima parte di un corso di geografia militare, per mezzo della quale potremo impossessarci di quei principì, che devono trovare nella seconda parte le loro applicazioni. Questa seconda parte con steri:t dell'esame di alcuni teatri di guerra, offrenti esempi nlli a rendere più concreto l'apprezzamento milita.re e tipi di studio utili per altre applic.izioni; tali teatri di guerra, opportunamente scelti, serviranno inol tre a dare quelle nozioni intorno alle condizioni geografico militari dei principali S~ati, che concorr.ono a costituire il corredo della coltura mil itare dell'uflìciale. Questi criteri, così riassuntivamente esposti, so no appunto quelli· che han no presieduto all'attuale sistemazione degli studi geografico militari presso la nostra scuola di guerra e tale sistemazione, a mio giudizio, rappresenta uno stadio di perfezione relativamente grande ·nell'evoluzione metodica della geografia militare. · C. Ponno .

Testo di geogi·afi-a (Roma, 1893) cnfr. pag. X.

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21 50

IL PROBLE MA Dl!:LL . A'f'f ACCO

2151

« Il perire innanzi un'opera a:;salita invano (osserva il v. der Goltz)

IL PROBLEMA DELL'ATTACCO Con tinuazione e 'fine -

Vedi clisp1mrn XXII

Indipendentemente dal compito riservato, nelle f~ture guerre d'assedio, all'o pera dello zappatore e del minatore, devesi ogno ra tenere present.e ç}1e il tempo, necessariamente lungo, r ichiesto per tali lavori, si trova in opposizi one collct celerità, colla quale devono essere condotte le odierne operazioni di guerra; epperò si dovrà sempre tentare di raggiungere lo scopo con una in tensa e prolungata azione dell'artiglieria, prima di ricorrere in lavori ravvicinati di zappa. E poiché la granata- torpedine è un elemento eminentemente distruttore, conven à impiegarlo su grande scala per paralizzare, quando sia possibile, a distanza, ed in tempo relativamente breve, ogpi valore difen sivo ed oqensivo dei for ti di cintura. Le precedenti considerazioni segnano l'origine delle tendenze della nuova scnola, propugnatrice dei procedimen ti d'assedio così detti specliti,i;i od abbreviati, la seconda fase dei qual i è l'assalto della linea dei forti, preparato da un intenso bombardamento W fas e). Importa perciò esaminare sotto i diversi aspetti l'accennala operazione. Può, anzitutto, sembrare stranQ che l'aLLacco viol ento di un forte, o di una linea, il quale risponde alla suprema esigenza della celerità, e dà alle operazioni d'assedio la stessa semplicità della guerra di campagna, non abbia tutt'ora gnadagnato completamente il favore deH'opi nione pubblica militare. Le ragioni di tale fauo, indipendentemente da qualsiasi considerazione d'ordine tecnico, non tardano pera!lro a presentarsi alla · mente, e talune, assai convincenti, le ha, morto acconciamente, poste in luce uno dei più distinti scrittori milit.ari odierni ('I). (i) Vo:- ov.n GOLTZ. -

La nazione armata.

I

I I

·« ha, secondo le nostre opinioni militari, ormai inveterate , qualche « cosa di meno glorioso di perire in una battaglia, in campagna -< aperta. Dunque si corre forte il rischio che, se la cosa non -« riesce j'acil,nente, si abbandoni l'impresa prematuramente, cioè, « soddi sfa llo che si abbia ali' onore. D'altra parte chi può tentare ·« volentieri un impresa., la cui riescita è così dipendente dal caso, ·« e per effetto della quale, se fall isce, egli sa di passare per un « carnefice tra quelli cbe ~li sono più vicino e per uno sciocco ·« ne.Ile sfere più al te? Assal tare forti , prima che siano completa-« rnente distmtti dall'artiglieria, possono solta nto , o un qualche « r,apo di banda alla testa dei suoi, o un qual che condottiero di ·« truppa, il quale, secondo il carattere proprio dell'esercito nel ·« quale serve, possa rQvinttre un reggimento oggi e tuttavia spe~ rare dì stare domani alla testa di un altro, circondato da una -« certa aureola di temerità ...... Inoltre a tali atti di bravura si ·« oppone il carattere pa triarcale de i nostri eserciti nazionali » (,1). Seguono, a rincalzo delle considerazioni d'ordine militare e so,ciale, quelle d'ordino tecnìco, poste abi lmente in lnce dagli ingerrneri i qua!i non ammellono, in massima, la possibili tà degli .attacch i abbreviati. Primo il generale Brialmont pronuncia la condanna contro tali 1metodi , osservando, nella prima sua opera dell'ultimo periodo (2) , -che: « il generale v. Sauer esagera gli efTetti del tiro a shrapnel « e del tiro dei mortai : che tutto trova egli facile per l'attacco e -<< tutto difficile per la difesa. li suo metodo, applicato ad una <1.. piazza alla Brial mont, o contro la peizgiore delle piazze esistenti, <· riescirebbe vano, se essa sarà ben di fesa. Chi è che può ammet~< tere la riescita di un assalto, quando i fo rti siano bene orga·« nizzati e siano muniti di ridotti, di artig!ierie riparate da co·« razze, di un valoroso pres idio, sotto gli ordini di un intrepido « comandante ? Non è for se più ragio o.evole ammettere che le truppe ·« allaccanti saranno distrutte, prima ch e arrivino alla distanza di I')

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(l ) , Le temp n·est plu, oil l'on pouvait [lrécìriìter des colonnes de troupes dans le .. rossé d'une piace pour le franchir sur une (figlie de corps humains •. (BnlALMONT. lnftwmce àu tir plongeant ecc.). (:3) La (orti{lcalion ct1, lemps pri sent, 1885.

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ANNO :X L!.

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2152

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IL PROBLE!tJA DELL'ATTACCO

« 1000 metri 1 Gli assalti contro Ismailia, .Badajoz, Silistria, Kars, « D~ippel, contro la cinta di Sebas.topoli , ed il campo trinceralo « di Plewna, sono tali esempi che diffìyilmente saranno imitati da

« quei. generali che avranno cara la loro riputazione e la vita dei

« loro soldati . Assalti si1~i li riescirebbero ben più difficili oggi · « che la fanteria è armata di fucili a tiro rapido ». Negli scritti ·successi,;i (,1), il generale belga rincara le criLictie sull'argomento e nell'ultimo libro (2) torna ad affermare il suo dissenso da coloro che promuovono i nuovi proèedimenti d' espugnazione à.. la hussarde, sebbene non escluda, in ..modo assoluto, che un allacco di viva forza o speditivo può tentarsi in tulle le· circostanze che ne promellono buona riesc.ita, circostanze che, nelle future guerre, si., p,Hrairno talvolta presentare .. Il colonnello Welitsèkko (3) osserva che, anche dopo di avere ridotto i forti al silenzio, sarà difficile, sotto il fuoco delle armi attuali, la riescita di un assalto, iniziato da grande distanza. Non può inoltre ammettere che l'aLLacco speditivo riesca a distru1rnere tutti n:n gli organi di fiancheggiamento e l'esperienza gl'inseg9a cbe il passaggio del fosso andò sempre fallito, quando rimase anche un solo cannone per difenderlo. L'assaltò della breccia fu sempre operazione arrischintn, ed ogg,i lo è più di prima . Facendo irruzioue negli intervalli, sarà difflcile mantenersi sotto i fuochi delle capponiere che sono alla gola dei forti. L'aLLacco speditivo, secondo l'opinione del principe Toumanof (4), non può essere temuto da una fortezza contemporanea, nè questa verdi infallibilmente e~pugnata in pochi gi0rni, se è abilmente 1 difesa, armata d.i potenti art,iglierie e pronta, lino dal tempo di pace, in tullo ciò che riguardà lf- fo rtifì cazione. Il pr_edetto attacco diviene invece pericoloso per una tale fortei za, quando le sue risorse in bocc.he da fuoco non snperano quelle determinate secondo i vecchi calcoli, riportati nei corsi di auacco e di difesa, è quàndo, durante il periodo della mobii'itazione, il presidio, in

u,·

(il Jlevu.e mitilaire de t'ètranger, !889. - L ' in[l.uence d·u plongeant ecc. (2) La dèfense des Btat·s et la fortificatio1i a la f/,n <lu XIX siécle, ·1895. (3) I meizi della difesa cont·r o un aUacco speditivo. (4) La prepamzione delt~ fortezze nell'intento di respinge1·e gli attacchi speditivi. V6ienn.i Sbon1i1C, !89:,.

2153

IL PROllLEMA DELL'ATTACCO

luogo di perfezionare le sue qualità militari, è impiegato nell'eseguimento di lavori di ter ra i quali non ,riescono che a creare una linea di difesa estremamente debole ('I). · li capitRno Sandier (2), dopo aver applicalo il procedimento · d'.attncco speditivo ad una piazza della qualEl_Iion fu potuto con. durre a termine l'appre:;tamento a difesa,. ag giunge che, quando il fiancheggiarnenLo degli intervalli è assicurato, sembra difficile. la riescita del predetto attacc~, sopratutto se il presidio fa buona guardia; poichè i pezzi da campagna della difesa, tenuti in ri/ serya, quando siano disposti dietro i fia nch'i e protetti dal massfo~io delle opere, copriranno di metr~,glia le colonne d'assalto. Il capitano del ~enio belga De Rechter, professore del corso di forlifir:azione e d'attacco e difesa alla scuola di guerra di Bruxelles, dopo avere posto in evidenza i difeLLi del s.istema ag giunge:. « Dans Lous les cas un siége conduit c.omme le voudrait « le géné.ral von Sauer coùlel'it à l'assaillant énormèn1ent de « monde, et le succès en est /plus que problématique ». Il Mtiller (~1) rileva che il tempo lunghissimo e le grandi difficoltà inerenti all'a3sedio regolare suggerirono gl i attacchi speditivi o di viva forza; ma che la decisione di eséguirli non verrà presa colla stessa faci lità colla qnale vengono consigliati snlla carta; sia per i sensibili pe~fezionamenti arrecati alla fortificrrzione, sia perchè, soltanto in casi ecceziorfali, le forze della difesa potranno essere domate çla un attacco · abbrevialo d'arti. glieria. Secondo il tenente colonnello von Leithner, le vedute del von Sauer circa l'attacco delle opere di fortificazione sembrano informate a soverchio ottimismo e potranno essere giustificate so!tii,nto in casi non frequenti, quando la piazza è mal preparata e la difesa poca energica (4). (:Il Fra le qualità militari del presiaio, il Tourr.anof pone in prima linea quella di essere famigliarizzato, in seguito alla sua presenza a molte esperienze, coi nuovi pro, iettì esplosivi. E noto, egli osserv:1, che un pericolo imprevisto produce uu particolnre _ . terroni, epperò se il presidio non ha mai inteso il fragore formidabile prodotto dallo scoppio delle granate-tor'pedine, potrà provare un'emozione che indebolirà l'energia della diresa. (2) Op. cit.

,

(3) Storia detta guei·ra d'assedio.

, (~) La fortificazione pei·manente e la guerra di fortezza. -

,

Voi. I.


2154

IL PROBLEMA DE LL'ATTACCO

E poiché le condizion i àccennate dallo scritto re austriaco non mancheranno di· presentarsi nelle guerre fulur e e l'assulitore si · t1:over~ talv~lta, ·come pel passato, dinanzi a piazze di un'orga01z~az1one _d1f~Ltosa, male armate, insuffi cientemente presidiate, ed incapaci d1 una difesa altiva (•I ) , se ne deve concludere che il metodo _deg_li attacchi speditivi , sebben·e si presen ti di poco frequente 1mp1ego, non può ri gellarsi in modo assoluto e che la operazione dell'attacco di viva forza (preceduto. dal b~mbardamento) potrà, in tal uni ca·si, presentare probabili tà di riuscita . 'I-

..

* * Uu esem pio di solii4ione intermedia del problema dell 'al.lacco è dato dal procedimento (designato col nome di attacco 11ioderno} eh~ venne. recentemente proposto allo scopo di soddi sfare alle odierne esigenze, avvalendosi di taluni elementi caratteristici dei dne sistemi tipici. I con.celti· ai quali è informai.o l'attacco 1nodern,o sono i seguenti : a) non occorrono, nè il tiro <l i smonto e di demolizionti. nè il tiro indi?-etto di breccia. · I tiri . di s°:1onto e di demolizione saranno assai opportunamente surr?~at1dal. t11·~ areato a granata- torpedine (i l quale, ad esempio, s~rv1ra assa i utilmente per distruggere gli organi di fiancheggiamento, contro i quali nulla potrebbe il tiro ordinario di den:ioli~ione), sa lvo il caso che si traLti di operare contro costruzioni corazzate. (2). Quanto al tiro indiretto di breccia (oltre che n~ll~ opere od1ern.~ non. vi sono murature esposte a tal genere di tiro) non ~la pru ragione di essere applicato pel fat to che , col nuovo procedimento, non si ammelle l'assa lto della brec~ia il ' (<) Vimprevi<lenza, la mancanza di denaro, le ragioni poli tiche potranno creare ques ta s vantagg_iosa condizione d i cose a più di una fortezza. • ' · C~>.Peralt~ , il ti ro areato a granata-torpedine avrà efficacia anche contro lo torri corazzate. Cio s~rcbbe stato posto in evidenza nelle esperienze di Cbalons (1887-88) ove contro du~ torri corazzate girevoli (tipi Bussiòre e llfOn"in) si tirò col mortoio rlg·, to eia 27 centimetri, se bbene non s ia s ta to con rcrmnto da "esperienze ese00 u ito a ltrol'e ' ai risul t•t1· allora eonsegmt1 · ·, é preveduto 1.11 Francia, . pel' 1·espugoa• , . Conrormemente . ~ . . z1onc di un forte corazzato dr cmtura, I' imp·iego di ~ a 4 dei predetti mortai.

2155

IL PROBLEMA DELL'ATTACCO

quale potrebbe venire faciImente contras tato con poche mitragliere disposte in alto e riparate da scudi metallici (·1). b) È prcferi bile stabilire le batterie d'assedio in una sola posizione decisira. anzichè in due successi ve, salvo il caso dei for ti cora;1,zati. La doppia posizione d'artigli eria ha l' inconveniente di mani festare alla difesa la fronte d·auacco fino dall' impianto delle prime batteri e. La difesa ha perciò tempo di prem unirsi , e l'nggressore si troverà più tardi a dovere loltare · contro difficoltà assai mng-.. giori di quelle cbe incontrerebbe se operasse di sorpresa. D'altra parte, poichè colle granate-torpedine si possono produrre, sia n '1500, sia a 3000 metri effetti egual i (se non superi ori, alle maggiori distanze, per l'aumentalo valore della componente verticale della velocità di caduta) , il bisogno di avvici narsi a 1000 o 1500 metri colle batterie di 2• posizione non esiste, e si i:;uò impegnare la lotta decisiva d'arti~lieria da 2000 a 3000 metri 1 dalle opere . Si conseguiranno co~:i i vantaggi: dell'econom ia del lavoro : del In sorpresa: del collocamento dello bocche da fuoco fuori del raggio d' azione più elTìcace del fucil e, delle mitragliere e fuori dei limi ti della zona S){om bra di ostacoli coprenti, non che della buonn portata degli apparecchi d' illuminazione. Non si esclude perallro che davanti alla linea itnica ;;i occupino, colle artiglie rie da campagna e con quell e mobili d'assedio, buone posizioni, sia per la conquista del terreno, sia per dare appoggio alla fanteria nell'al.lacco approssimato. Quando si d~bba operare contro fo rti corazzati, che riéhiedooo un tiro di demolizion e a distanze minori di quelle sopra indicate, si po~rà provvedere coli' impianto di alcu·ne batterie spec iali, senza fa re avanzare I' intiera linea, se pnrfl non sara preferib ile, anche in questo caso, l' a1.ione del tiro areato a granatc-torpedi ne (2) . (i ) I11<lipende11lcmcnte dai mezzi dei quali si può ora disporre per la dife~a delle brecce (sostnr11.c esplosive, metragliere, ecc.) l'assalto della breccia ti stato, i11 tutti i tempi, un'operazione assai dililcile. La breccia non è sempre praticabile, mi è possibile assicurarsen1? pri ma di tenta rne !;assalto. Le forte del difensore si moltiplicano nei pochi plin ti dove venne aperta la breccia, ed in questi sadLsempre superiore a ll'as·

salitore. ('!) Vedi

' la nota a pagina 215&.

,

'


2156

5157

IL PROBLEMA DELL'ATTACCO

IL PR0B.LÉMA DELL ATTACCO

e) L' auacco approssimato deve essere condono colÌa mas- . sima rapidità, coprendo le lruppé che avanzano con zappe ·volanti. ~·assa_lto, anziché venire eseguito da colonne dirette su punti des1gnat1 (le brecce), si svolgerà su di una intiera fronte colla scalata dei. forti di cintura e colt'irtuZ'ione negli int,ervalli. I ~ropugnatori dell'attacco moderno partendo dal principio che le t'.·r~ce,e servono soltanto per la fanteria e che perciò i robusti proftlr dr una volta hanno perduto qualsiasi ragione di esistere, · adottano trince~ di ~r_ote.zione, o posizioni di fanteria, con proti!~ . leggero, da erigersi m una sola notte. Tali trincee', che si sviluppano parallelamente alla fronte d'attacco, servono esci usiva~ente per la preparazione al cq,perto delle truppe che avanzano in linea per l'assalto. · li . procedimento. d'~spu~nazione di che si tral!a t,omprende perLanto le operaz10n1 qui appresso indicate: 1 1° L'investimento; 2• La ricognizione: per scegliere la fronte 'd'attacco e la zona, nella quale deve stab ilirsi la posizù,ne decisiva dell'artia(ieria · 30 L a conquista . del .terreno: per rendere si1:ura l'accennata n ' po~izione. Quest'operazione ven:à eseguila coll'aiuto di molte bat~erie mo.bili d'assedio {'I), le quali saranno inoltre impiegate per mdurre m errore la difesa circa la fronte d'attacco· · . 4" ~I tiro cQlle bocche da fuoco pesanti del pari/o d'assedio: dispos.te m batteria a 2 o 3 chil.ometri dalla linea di cintura. b~tte_rie della posiz ione decisiva sono destina.te a sopraffare l'artiglterra della difesa, a' dann!ggiare gli organi di sicurezza delle opere ed a scuotere il moraie del presidio; 5° La marcia innanzi della 'fanteria, protetta da trincee (e,rg_iere,. disposte in più linee parallele a!la fronte, fino all'occup:z10ne della posizione d'assalto {2); 6° L'assalto, - osssia la scalata dei forti e l'irruzione neali intervalli , da eseguirsi rapidamente e quasi di sorpresa un

L;

:a

(l.j Vedi lei nota sull'organizzaiione òei parchi mobili. n· (2) IA posizione d'assalto è costituita dalla posizione di fanteria più al'an~ata,.desLi .tta a hwgo di. raccolta delle truppe che devono procedcra all'attacco di viva forza. Occorrera eseguirn sulla predetta trincea qualche leggero lavoro di copertura contro li tiro areato a shrapnel,

seg.nale stabilito, dopoché l'artiglieria della difesa sarà stata_ a~battula; dopo paralizzate le forze, scosso il morale del pres1d10, ~an~e..,O'iati oli oroani di sicurezza delle. opere e condotti a teru no n n mine i lavori per la protezione delle truppe eh.e avanlano. . I precedenti cenni bastano per manifestare che l'attacco moderiw risulta dalla combinazione dei metodi ossidionali del Vauban ,e del V. Sauer. Partecipa del primo nel periodo della loua di artigl'ieria e del secondo nel periodo approssimato. Le differenze di taluni particolari sono piu di fqrma che di sostanza (11). Per ciò che ri,1uarda le posiziarii del!' artiglieri a, non si può fissare a priori q:ante debbanO' essere, poiché lutto dipende dalle condizioni del terreno e del combattimento. P~ssibilmente se ne -0ccupertt una sola, ma, se ~ccon:e, potr~nno essere ~~eh~ ~re. Il metodo di Yauban prescnve, in massnna, due pos1z10n1 dartiirlieria. ma non esclud'e che se ne possa stabilire una sollanlo q~ando, le condizioni della difesa consentano di semplificare i procedimen~i normali d'espugnazione. Non si ravvisa inoltre una differenza sostanziale tra la prima posi.ziQne del metodo di Vauban e la decisiwi dell'attacco moderno. Colle odierne gittale, il collocare le artiglierie da 3000 a 3500 metri , ovvero da 200~ a 3000 metri dalle opere attaccate, non può dar luogo,. a vana.zioni sensibili nei risultati. D'altra parte, i fautoi'i della posizione unica riconoscono la ne~essità di stabilire batterie di lancio a distanze assai inferiori a 2000 o3000 metri, quando le bocche dà fuoco della difesa siano corazzate caso non infrequente nei futuri assedi. Ma avvicinando leartioli~rie fino a 1500 o ,(000 metri dalle opere si verranno effettivamenle ad imp iantare le batterie cli 2• posizione (2). Devesi, infine, osservare che la riescita. del la sorpresa, sulla quale faµnq assegnamento i propugnatori de\ìa .posizione imica, è 1

c)

(i) 1 µarticolari dell'attacco moderno sono csJ)osti nel più volte èit.ito 'l'rattato del tenente colonnello L,:rr11N,:R. . . . (2) li generale Drialmont (ultima pullblicnione) rili.ene probab1.le che m avvenire l'artiglieria dell'attacco occuperà una ~ola posizione, evitando C0$1 d1 muovere le bocche da 'fuoco durante l'assedio, e cita il conforme. avviso del LeiLhn~r, De Ba.nge e del Moch. osserva peraltro che occorrerà stabilire le batterie della posmone unica su dtte icagtioni, de' quali il più ravvicinato alla piazza. dovrà essere prottJtto contro le sortite da una parallela, o da trinceramenti che tengar~o ti post·?· . , . Ma questo scaglione rnvvicinato della posizione ttmca non d1!Ter1sc~ cl.e d1 nom" dalla seconcfo posizione d'artiglieria del vecchio procedimento d'Jssed10.

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ne


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IL PROBLEMA DELL'ATTACCO

assai dubbia. Infatti la difesa, co i mezzi d'informazione de' qùal~ può disporre e colle ricognizioni in pallone frenato, potrà conoscerein tempo Je,intenzioni dell'assalitore e le posizioni designate per le batterie, a meno che queste potessero venire costruite ed armate in, una sola noLte, ciò che sarà abbastanza difficile. Relativamente al periodo d'attacco approssimato, la semplificazione ~ l'alleggerimento dei lavori d'approccio se3:1brano assai op~ porLun, e rispondenti alle odierne tendenze. Non così la scalata che si vorrebbe sostituire all'apertu ra della breccia. Jnfatti (viene faci le osservare) se la difesa del forte è co mpletamen te disorganizzata per l'azione dell'artiglièria, la scalata è inutile. Se invece si trova ancora riel forte un presidio, non del t~tto dem oralizzato, se esiste ancora qualche mitragliera in stato d1 far fu oco, e se vi sono disponi bili riserve esterne (cose tutteche l'assalitore di!llcilmente potrit rilevare) , sarà molto pericoloso tentare la scalata e quasi .certamen te sfav(IJ'evole ìl risul tato di tale operazione (,1). Eppertanto contro l'atto finale dell'attacw moderno sorgono lestesse obbiezioni che ebbero già a sollevare le proposte del v. Sauer. ***

Se è di vitale importanza che l'arte ossidio nale non debba rimanere stazionaria di fronte alla potenza distrulliva raogi unta dall'a1'liglieria, il problema dell'a ttacco di una piazza m~oderna non ha tuttavia potuto rice1rere ancora una soddisfacente soluzione. Tale infatLi non può ritenersi quella fondata sul pròcedime.nto classico del Yauban ; ne l'altra fon data sul ·concetto op{{/ La storia degli as;edt ricorda la scalata delle mura cli Praga, alte IO metri, co mpiuta di sorrircsa in un allacco not turno (i74iJ. Vennero pure scalate le mura di Ratisbona U809) o di Badajoz 0Si0). Ma si trattò sempre di attacchi per sorpresa contro presidi poco vigi lanti, o contro piazze aven ti rossi non fian cheggiati. Quando non si verifichino tali condizioni (cosa assai prol)abilo nelle odierne piazze) la scalata non avrà probabilità di successo. Ciò è riconosciuto dagli stessi propugnatori dell'attacco moderno i quali dichiarano che, soltanto quando le utiglicrie della diresa siano state po.;te fuori di servizio, quando gli organi di fiancheggiamen to del fossi siano stati danncgghll e sarà stato scosso il morale del presidio, la scalata potrà riesciro se , iniziata con avvedutezza e prudenza ed eseguita rapidamente e quasi di sorpresa > (Leilhner, op. cit.l. ·

lL PROBLEMA DELL'ATTACCO

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posto del' v'. Sa ner: nè, infine, sollo parecchi riguardi, la soluzione interniedia dell'a ttacco moderno. Altre. proposte vennero recentemente formulate: tra le altre è meritevole di nota quella di ridurre all'impotenrn i forti col di struggere i ricoveri del presidio. EfTettivarnente, in tuui i procedimenti d'assedio è compreso il tiro contro i locali casamattati (ricoveri e magazzini) dei forti di cintura , considerali peraltro quali obbicllivi secondarL Secondo l'accennata proposta si tratterebbe, invece. cli far convergere gli, sforzi dell'assalitore a rendere intenibili i ricoveri , assegn:i ndo al parco d'assedio le bocche _da fu oco occorrenti per la demo~ lizione dei più robusti loc'a li casamatlati (,I). La precisione raggiunta da l tiro arealo sembra possa dare allidamento di riescila (3) e venendo tolta, in tal modo, al presid io la possibil ità di ulteriore di fesa, non s'imporrebbe la nece~sit,\ dell 'attacco a.pp ros:;imato, contro il quale si sollevono dillicol là che tnttora non si ' è riescito a superare. Tutto ciò sta hené. Ma anche a qu1:slo procedim ento cl'al.Lacco manca · la sanzione dei fatt i, ol tre che fondate obbiezioni si sollevano contro la presunta facil ità della sua riescita. Nessuno pone in dubbio che · i forti , sprovvi sti <li coper'lnre alla prova degli odierni proietti, non potrannc, re,istere a lun go ad un Liro di questo genere, sebbene si dehha, d'altra p:irte, no tare che contrci opere antiquato, col grO.'!sO armamento a cielo scoperto, si raggiungerà egualmente lo scopo, rendendo, con un in tenso bombardamento, iuoccupahili i terrapieni e ponendo fuori di servizio le mal pro tette artigli erie. Quando invece si tratti di opero costruite secondo le nuove esigenze, epperò provviste di ricoveri casamattati di calcestrnzzo cementizio, la cosa prenderi1 lui.I.' altro aspetto. Da r isul tati di esperienze di poli gono (3) si è ril eva to (Il La pro1>osta ~ st11t:t ratta dal ca11itano d'artiglieria austriaca Piloto von Behm nello studio: Considerazioni taWclle sull'attacco delle (01·tezze e suita (orhfì,ca:;1011e permanente oàier11 a (Vienna e I,ipsia, i895). Vedi pel riassunto la llivista à'a.rli{Jlieri<i e genio, anoo ¼895 , Voi. Il. (i) 11 capitano Rehm suppo:ie di eseguire il tiro contro ricov,1ri ,li . o~cre ~he abbiu:,o \Hlél profondili1 rii 20 metri e tale larghezza da r:iccogllore tu tti 1 colpi. Dalle ta'l"ole di tiro (lei mortaio austriaco da 21 cm. ricava che, impiegando la granatatorrJecline \unga r, c~li bri, ìl bersaglio, ,11la distanza dì t,500 metri , sarebbe co lpito da più del quarto (:!8 ¼) dei colpi sparali_ . . . . (3) Le esperien ze cli maggiore importanza, dal punto d1 vista t101 lJersa,:li, sono quell e di Bour-;;es (t887J : di Chàlons (18g7-$8): e di Sclioorl. Olanda, t892.


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IL PROBLEl!A DELL'ATTACCO

IL PROBLEMA DELL' ATTACCO

ch e lt:. p1u potenti granale-torpedine hanno una penetrazione relativamente picco la nei rnannfatti di calceslrnzzo cementizio ( 1) in mod o che gli imbu1i prodotti, anche nel caso il più favorevole che più òi un proietto cada in prossimità dello stesso punto (caso che assa i difficilmente avrà luogo nel campo pratico), raggiungeranno profondità non superiori alla metà della grossezza che si assegna ordinariamente alle volte di struttura cementizia (2). La demolizione dei ricoveri casamattati dei forti moderni costituirà perciò un' operazione aubastanza lunga e d'incerto risullato. Per rendere maggiormente efficace l' azione di ~scoppio delle granate-torpedine·si suggerisce di comi nciare il Liro con pr,iielli pieni , di par: calibro, aventf per scopo di scuotere e di sconnettere coll'azione dell'urto la massa cementizia, per poi compierne la distruzione collo scoppio. Ciò non è tullavia che allo stato di proposta, alla quale manca, per ora, la sanzione pratica. In ogni modo, anche adoltando tale procedimento, per conseguire risultati decisivi, occorrerebbe un tempo abbastanza lnngo ed un enorme consumo di munizioni. Ed, appunto, l'enorme consumo di munizioni che si richiede per l'espugnazione di unn piazza moderna, qualunque sia il procedimento d'attacco (3), e In qu,rntità considerevoli ssima del ma1

(I ) Tulle le sostanze dotate dì grande potenza esplosiva hanno azione affatto locale; vale a dire, i loro effetti rliminulscono rapidamento coll'aumentare df?lla distanza dell'oggetto da distruggere. bipperò, allorquando lo granate-torpedine colr1iscono una massa di calcestruzzo con angolo d'arrivo <li circa 60°, soltanto la parte di es1ilosivo, che si trova a contatto colla predetta massa, esplica su questa tutta la sua azione. L'alLrn parte cbe si trova a maggiore distanza, verso il fondo del proietto, esercita un'ar.iono distruttiva notevolmento minore. (2) Al le volte di calcestruzzo cementizio dei locali casa mattati sì assegnano grossezze gcncralmcute non ìnfe1·lori a 2 metrl. Talvolta (forti della Mosa) si arriva ·a grossezza di 2,50, 3, e perfino , metri. La lll'Ofonclità degli Imbuti prodotti dallo scop pio delle più poten ti granate-torpedine nel calcestruzzo di cemento al qua,·to comincia, col primo col po, di 0,35 o 0,40 metri ed aumenta gradatair.en tc, Dno a raggiungere un metro all'incirca nel c.,so (quasi Impossibile ad av,·enire nel campo pratico) che 6 o piu proietti colpiscano ripetut,tmento uno spazio di i o 3 metri quadrati. (3) Il peso com pless ivo delle munizioni° consumate <lai tedeschi a ll'assedio cli Str.i· sburgo ru di 40000 quintali : a quello di Parig i di 25,000: a. quello di Belrort di 18,000. Per l'espugnazionu dì una piazza organizzata seC(inrlo le odierne esigenze si calcola che occorrano, in via approssimaL,, H 0,000 quintali di munizioni. li consumo medio giornaliero è presunto dì 4000 a 5000 quintali. Il bisogno rli una tale r ilevante quantità di munizioni e dei mozzi dì tras porto occorrenti pr.l servizio cli rifornimento cos tituisce un elemento d' lnreriorità <lell'att:1cco rispetto alla difesa.

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teriale d'artiglieria occor'i'ente; porranno gli Stati anche i più potenti nella quasi impossibilità di auaccare contemporaneamente diverse fortezze moderne di prim'ordine e di trasportare i mezzi necessari da un punto ad un altro del teatro di guerra. D'altra parte sono noti i rischi di un assed io speditivo, di quasi impos· sibile riesc ita contro le piazze predette. Di qui l'origine dell'odierna tendenza di sosti tu ire il blocco ai prQceclimenti attivi di espugnazione. Siffatta tend enza cominciò a manifestarsi dopo il 1870, e, riferendosi al blocco di Metz e di Parigi, il Goetze conchiudeva: « che l'assedio regolare di un campo trinceralo, organizzato se« condo i principi moderni, e difeso da un'armata auiva e di fol'za (< sufficent.e, pres~nt.a t~li difficolL11 e richiede l'impiego di un così '< ingente materiale d'artiglieria, da doversi presumere che il « blocco condurrà assai più presto l'assalitore allo scopo, pur l'i« chiedendo minori risorse di materiale e di personale » ( I ). Se presentem ente taluni , scritto!'i sono d'avviso che, malgrado i progressi raggiun ti dall'artigl',eria nell'ultimo decef')nio, il blocco si presenta tuttora come.il proced imento più pratico e piti opportuno d'espugnazione, al tri ri tengono non essere libera all'attaccante la scelta tra questo ed i procedim enti altivi d'assedio, né potere le difficoltà inerenti a tali procedimenti indurre a preferire il blocco. Si potrà in falli con questo mezzo far cadere più o meno presto una piazza che disponga di assai scarse risorse alimentari, mentre contro una fortezza ben munita di viveri il blocco risulterebbe eccessivamente lungo. Effellivamen te la scelta lr,1 il blocco ed un procedimento attivo d'espngnazione dipenderà da tutto un complesso di considerazioni le quali hanno la base, più ch e in ragioni d'ordine tecnico, nella situazione generale; negli obbi etlivi a cui si tende; nel valore che può avere la piazza 4uale ostacolo nl conseguimento di questi obbiettivi. Epperò snrebbe impossibile stabil ire a tale riguardo norm e genera li ed in variabili ('2). (I ) L e oper11zioni del corpo del genio tedesco nella campagna. del 1870-71.

{2) J..e preindicate circostanze iolluiranno potentemen te, non soll.anto s ulla scelta riel proceJ,imento ,t'espugrH11.io11e, ma eziandio sull'energia colla quale verranno condotte le operazioni relative. A•I ese mpio la 11otevolc <li!Ternoza tra l'energia spiegata dai tedeschi, oella campag11a ciel t 870·il contro le piazze di Strasbu rgo e di Belrort ·(dìtrcrenza che ap1iarc manifesta a chi prende acl esaminare la storia dei rispettivi assedi) è io rela1.ìone diretta coll'importanza dell'occu1iazion e clell 'nna e dell'altra, e coli' In-


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, IL PROBLEMA DELr,'.ATTACCO

Quanto sopra è stato accennato, pone in rilievo l'incertezza nella quale è tuttora involto il problema dell'attacc.o e da ragio'ne delle tendenze verso soluzioni opposte, dipendéntemente dalle divergenze nell'app~ezza~nento degli odierni mezzi d'offésa: divergenze che le · prove di poligono non possono far sparire. Vl~SlO e complesso quadro delle operazioni, d'assedio, quale probabilmente sarà per delinearsi nelle future gue,r~, non puù perciò venire rappresentato nei suoi òiversi particolari, sebbene fin d'ora sia, dato d'intravedere le fasi principali delle operazioni suddette, come conseguenza razionale delle rinnovate: forme deoli ordinamenti difensiYi e dell'impiego dei_nuovi mezzi di distr~zione. Nessuno pone in dubbio che l'att~cco d'artiglieria / ostiluisca d'ora innanzi, l'operazione principale di un assedio. Ed in foui h, .mol,teplici risorse che le industrie odi_erne pongono a servizio detla tonificazione {principalmeale il largo impiego del calcestruzzo e del ferro) hanno, sopra tnl.lo, per iscopo di neutralizzare l'azione delle artiglierie dell'aggressore. Nessuno parimenti pone ,in dubbio che, fino a quando il f uoco della difesa non è statò com~letamente ridotto al silenzio, qualsiasi ulteriore operazione (sia l'attacco di viva forza, sia quello pas·so a passo) ha poc~ probnl'.ilit~ di riescit~. L'accorcfo tra i principali competitori, tra I sosten1lort delle due opposte . teo rie poliorcetiche il r,enerale ~rialmont ed il generale voa Sauer, è, negli ac;enn:ti riguardi, completo (·1). Comincia· il dissenso quando . si tratta di giudic,1re se, nelle odierne condizioni dell'artigl ieria, possono esi-

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nuenza che l'occupazione stessa do1•eva esercitare sulle operazioni lllteriori: grandissuna e vitale 11er Strasburgo : secondaria per Belfort. . Ne _consegue, che yer lo piazze di alta importanza strategica o politica, nell'oppu· gna~1ono delle quali. ti eia prevedere che l'invasore spiegherà tntta l'attività e tutte le nsorse <hspon1b1l1: sarnbhe impruden te contentarsi di afforzamenti scarsi ed incompleti e d1 un msufflcicnte o mal protetto armamento. (·I) I due illustri scrittori ebbero occasione di scambiare verbalmente 10 loro idee ~ull'ar.,::ornento, assistendo alle prove di tiro, con arti."lierie corazzate cseauite nel settembre del 1890_ dal Grusonw~rl, di po_ligono di Ta;gel'l1i.itte. _ (V: i J~rlrii,cltei·, l a llevue de t'armee belge, la ll1vist1t d'artiglieria e genio, anno l89I).

IL P,WBLEMA DELL'ATTACCO

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stere ·forti, le cui bocche da fuoco ed i riéoveri siano io grado di resistere ad ~n bombardamento intenso e prolungato. · Risponde affermativamente il Brialmont: nega invece tale possibilità il von ~huer, senza peraltro addurre a rincalzo della sua recisa asserzione veruna prova di guerra, nè, tampoco,. veruna esperienza di poligono ( 1). La convinzione nella strapo'tenza dell'odierna artigtieria è nel generale bavarese così profonda, da riten.ere, egli, superflua qualsiasi prova, L'artiglieria odierna è capace, a suo avviso, di ridurre allo stato di completa impotenza qualsiasi opera di fortificazione: Ella delie poterlo fare, se ·vuol essere ciò che r/.eve essere (2). Ma, portata la questione nel campo della semplice previsione, si potrà (rg~rendosi alla resistenza delle opere di fortificaz ione moderna, che le progredite industrie permettono di organizzare) con eguale fond_amento asserire che la difesa deve potere resistP,re all' arti,glieria se i;uol essere ciò che deve essere, Nè sarebbe difficile dimostrare essere questa più che una gratuita asserzione. Senza dir~ della comprovata diffìcoltit di ridurre al silenzio col tiro lontano le artiglierie corazzate della difesa e le batterie fiancheggianti dei forti odierni, la vitalità di tali forti permette di 'prolungarne la resistenza, oltre il combattimenlo d'arti-glieria. Ed infatti, ooere munite di ampi fossati, ben liancheO'oiati . ~" ' non possono venire attaccate di ,:iva forza se gli organi di fian·cheggiamento non sono stati distrutti. In ciò concorda anche il von Sauer, E poichè tale risultato non potrà conseguirsi col tiro lontano, ·è manifesto che le predette opere non Yerranno ridotte al:!' impotenza e conq11istate colla sola nzione dell'artiglieria. Per ottenere l'intento si richiede l'intervento di un agente diverso dal ·cannone. Ed ecco entrare in campo l'opera det ,ninatorii che non 1

{il Le prove di poligono dimostrerebbero piuttosto il contrario. Le esperienze di Bourgcs, di Chftlons. di Schoorl hanno posto in evidenza la difficoltà di demolire le -casamatte di calcestruzzo c0mentizio anche con un tiro prolungato e ben diretto. I risultati delle prove di Bukarest, _lii Chàlons, di Felixdorf dimostrarono che la resistenza delle torri corazzate contro i tiri diretti é assai soddisfacente, e che le stesse costruzioni resistono abbastanza: bene anche al Ìiro areato. E 11011 si deve dimenticare che .ai risultati rleJie esperienze di poligono va apposto un coefficiente di riduzione non ,inrJilTerente se si vogliono raffrontare con quelli che effettivamente si otterrebbero nel campo pratico. (2) Vedi i pp.riodici precedentemente citati,


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sembra perciò debba scom parire del tullo nel grande dramma · dei 'fu turi assedì. Per ciò che riguarda, in massima, le irulete1·minazioni della guerra di fortezza (se cosi posson0 chiamars i e l'assenza di norme stabili e la mancanza di metodi prefissati) non sarebbe conforme al c~ncello moderno della guerra. predet1.a la previsione ch e siano tutte de,;tinate a di leguarsi anche dopo le prove ,reali di veri assedi . li vastissimo campo di combattimento costituito dall e piazze moderne, le numerose fòrze mobili che sono chiamate ad en trarvi in azione, le une sotto la protezione delle ope,~e, le altre sostenute dalla .~ uperioritit numerica e morale, i moltiformi trovati delle industrie messi a profi lto su larga scala dali'allacco ~ dalla difesa, la rnpi~ità voluta nella successione delle diverse fasi della lott::i, sono elementi incompatibili coli ' invn.riabilità dei procedimenti (l'attacco . Epperò, indipendentemente dal valore riservato dalle future prove di .guerra alle attuali incognite del problema della difesa, è da ritenere che non si riprodurrà in avvenire sollo il recinto di una fortezza quella si ngolare condizione di cose per la quale: tout est si bicn prév1i, toiit est si bien connn, qit'on fuce la durée d'une place conune celle d'un voyage ( 1). È venuta ,anche per la guerra d'as~edio l'ora di disimpegnarsi dai vincoli delle tassative prescrizioni e ci i procedere liberamente per la propria via, come la guerra di campagna, ouemperando soltanto ad idee e pri ncipì fondamentali, che, come per la gcterra: campale , devono e.,istere anche per la guerra ll' assedio (2). (f ) .P RI:'iCJPR DE LJGNF.. -

Fantaisies 1nl litaires.

La gL1erra d'assedio del secolo xvm meritava l'ironia dÒll'arguto scri ttore belga.

Co ntro il procedimento di Vauban la durata della resistenza di una piazw era prellssal:1 in giorni cd ore. Tanti giorni, si diceva, occorrono per un'opera a corno, tanti pel rivellino; tanti pel corpo di p1az1.a: allora comincia la brc~cla e poi la capitola· zione L'assediato, assai modesto, si permette va il lusso di qualche cattiva sor tita persemplico rormalità. La scuola di Mézières olevò a teoria questa passiva condotta della difesa o fu chiamata for;,a assoluta di un sistema di rortiflcazione la durata della sua resistenza alle operazioni d~ll'assedio regolare. (i l In un recente notevolissimo scrìtto sulla g·u.er ra d:-asseàio l'accennato concetto è rormulato nel modo sogueote: • come la guerra campate, cosi la guerra d'assedio « deve svolgersi con una certa lìbertà di procedimento, solo ossequente a taluni ~ri' teri fondamentali che sono immutabili, come immutabile é l'uomo che combatte ; « come immut:LIJile è il terreno ~ul quale deve combattere. •

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IL PROBL'EMA O RLI.' ATT ACCO

IL PROBLEMA DELL'ATTACCO

In, quesla come in quella resterà assicurato il successo a . chi ·saprà essere il pi·ù forte nel tempo e nel liwgo 'ooliao, e po1chè F inferiorità numerica del difensore potrà essere compensata dalla buona preparazione dei mezzi di combattimento, cioè a dire dall e qualillt intrinseche della for tificazione, la difesa non sarà sempre costretta a soggiacere all'attacco, seppure potrà dirsi soggiacente dopo avei·e manlenulo l'ostacolo, costituito dalla piazza a$sediata, il più lungamente possibile ed obbligato l' avversario al più largo . spiegamento di forze . E. ROCCHI maggiore 3° genio .

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REGOLAMENTO ITALIANO E FRANCESE

' REGOLAMENTO 1rALJAl\ìO E FHANCESE SUL SERVIZIO IN CAMPAGl\A

.. PARTE

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Confronto dell'attuale regolamento francese sul, servizio. in campagna con quello del 26 ottobre 1893.

LI nuovo regolamento franr.ese sul servizio in campagna che -ebbe vita il 2.8 maggio 1895, pare si raccomandi, a tutta prima, al lettore colla sua mmor mole in confronto dell 'an tico facendogli sperare che i compilatori nbbiano senza pietà sfrondato quanto nel preceden te fosse parso inutile o suscettibile di semplificazione. Il rapporto direuo, dall'allora .Ministro della guerra generale Zurlinden, al presidente della Repubblica attribuiva q11esta minor mole al fatto che, mentre In co mmissi.one compil atrice era partila <lai principio di ri spettare, per quanto fosse possibi le, la connessura e la forma del vecchio regolamento tanto fa migliari allo esercito fran cese, aveva stabilito di ri assumere nel·nuovo piuttosto dei principii e delle regol e generali che delle prescrizioni tassa· tive che non potrebbero convenire alle ci rcostanze cosi multiple -e varie della guerra e riuscirebbero a paral izzare l'iniziativa degli ullìciali dispensandol i dal riflettere e dal volere. Non è infatti senza ragione ch e si afferma dovere un regolamento come quello sul servizio in guerra conservare un carattere generale e trattnre le questioni nel lùro insieme più che in dd-tagl io avendo di mira le operazioni d'una certa importanza eseguite <la truppe ad armi combinate.

SUL SERVIZIO

IN CAMPAGNA

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Sarebbe un menomare il prestigio dell'ulfaiale ammettendo ch'ei 'llun conosca bene il servizio della propria arma e che pflrta'nto un suolo delle prescrizioni ~peciali a ciascuna debba trovare posto tiel regolamento del servizio in guerra. Non bisogna però spingere l'esagerazione al punto di sopprimere quegli accenni al servizio di ciascun· arma riuscen ti utili a quei comandanti che, per condizioni speciali, non hanno, durante fa .[oro carriera, potuto conoscerle tutte. Tale de!icenza di notizie obbligherebbe !''ufficiale, momentaneamente preposto al comando di colonne ad armi combinate, a ricorrere ai regolamenti speciali -a ciascuna di esse con perdita di tempo a discapito delln sua attività che potrebbe estrinsecarsi in occupazioni di maggiore importanza. Nel nuovo regolamento venne inoltre consacrato il princ ipio ·che le abitudini di servizio contratte in tempo di pace rimangano in vigore durante la guerra nel limite del possibile, la qualcosa. mentre dispensa dal ri produt re le disposizioni riguardanti il servizio interno e quello delle piazze che sembrano potersi applicare anche in campa~na, rende molto più agevole agli ufficiali di passare dall'applicazione delle norme del tempo di pace a quella del periodo di guerra. Considerata nel suo complesso la materia del nuovo regolamento venne riparti ta in XLV titoli in con fronto di XVII dello :antico manuale. Di questi titoli si equivalgono in modo sommar io pel contenuto il [ (Organizzazione dell'Esercito) ed il II (Degli ordini). Preso poi per base il vecch io regolamento trovasi che: il titolo IV (accantonamenti, bivacchi e campi) conispo~de .al VI ; . il titolo Vll (alimentazione delle truppe in campagna) corrisponde ali' VIII ; il titolo VUI (servizio dell e marce) corrisponde al V; il titolo lX (servizio di sicurezza) corrisponde al VI; il titolo X (istruzione sui combatLimenti) corrisponde al XIV ; il titolo XI (dei convoili e loro scorte) corrisponde al XU ; il titolo XII (dei distaccamenti) corri sponde al X; · il titolo XCV (servizio della gendarmeria) corrisponde al XIII. ·(39 -

ANNO XLI,


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REGOLAMENTO ITALIANO E FRANCESE

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SUL SERVIZIO IN CAMPAGNA

Dei titoli rimanenti : il Il l (parola d'ordine) venne inglobato nel IV (sicurezza); il V (servizio negli accantonamenti, bivacchi e campi); il VI (norme da ~sservarsi per comandare il servizio) ed il XV (delle salvaguardie) vennero fus i nel titolo VI del regolamento nuovo (accantonamenti, bivacchi e campi). Di più: pane del titolo VII. ha servito per la compi lazione del IX (requisizioni) ; parte del titolo Vili. Capo li, ha servito pei· la co~~ila~ zione del IIC (esplorazione, corrispondente al nostro serv1z10 d1 avanscoperta) ; parte del titolo lX, Capilolo I , l'arte li, ha servito alla com. pilazione del titolo XL (ricognizioni); .. · . inoltre il titolo XIII (dei partigiani) , X.VI (attacco delle piazze), XVI[ (difesa delle piazze) vennero aboliti; il pri~o p~rchè non più rispondente allo spirito delle odierne ~uerre, .gli altri du_e perchè facenti parte di un regolamento speciale. Fmalme-nle il titolo VII (munizionamento delle truppe) non era contemplato nel vecchio regolamento. Riouardo alla successione dei titoli, il nuovo regolamento ·i è atienuto, in massima, all'ordine natura1e delle opera1.1on1 in campagna facendo però eccezione per i titoli: alimentazione delle truppe (VIII) , requisizioni (lX) posti dopo il ~un_izionament~ (VII), questo prima del combattimento (XlV); 1 distaccamenti (X) e le ricognizioni (XI) non immediatamente innanzi al combattimento stesso, ma si comprende come altre ragioni abbiano impedito di seguire quest'ordine il quale del re.sto non è indispensabile, nè infirmerebbe la bontà del libro. . Esaminiamo ora, se nel suo dettaglio, il nuo,,o regolamento risponde pienamente al programma propostosi e sia quel compendio di dottrina generale atto a far convergere, per un un ico intento, tutti i mezzi , tutti gli sforzi delle varie ;irmi combinate. :,

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Il titolo I (organizzazione generale dell'armata) che raccoglie le nozioni generali indispensabili a tulli gl i ullìciali, unifica, riduce e migliora sensi bilmente, nella sua classificazione e redazione, l'antico ti tolo corrispon<lente. Era invero inutile che in esso trovassero posto, come pel passato, i dettagli di un' organizzazione come pure il funzionamento dei diversi servizi che sorÌo contenuti nelle leggi , decreti ed istrnzion i relative a ciascuna arma che gli interessati potrebbero consultare al bisogno. Fra le semplificazioni segnaliamo gli articol i : del di ritto di comando, degli slati ·m11ggiori e quell i che concern ono i diversi servizi riun iti !-Ol.lo la medesima rul,rica . Arrestiamoci ora a qualche dettnglio mettendo in luce le principali differenze fr a i due regolamenti. [n quello dell' l 883 era sc11itto: " Qunndo più armate operano « su di un medesimo teatro di gr1erra sono al>itualmente riunite « sotto uno ste!\so comandante. » nel regolamento del 1895 è detto s.emplicernente « so no riunite sotto uno stesso comandante >> i.I che significa che la riunion e da facoltativa è divenuta d'obbligo. Trattandosi di armate non si accenna più alla loro di visione in ali, cen tro, riservn , lasciando cosi al comandante di ess·e la facoltà. di sci nderl e io parti o tenerle raggruppate n seconda del bisogno. Nel nuovo regolamento vi ha un piccolo parngrafo che non trova risconlro in quello dell' 1883; nel primo è detto che: « il ~l i« nistro della guerra stabilisce l'ordine di ball.aglia, vale a dire la « formazione delle Lruppe in corpi <l'armata , armala e gruppi di « armate ». [ corpi di armata, se si riflette, son-o ~ià costituiti in tempo di pace e questo dirillo del Minislro della guerra di modificarne la formazione oltre il sembrare un po' peri~oloso pare anche in contrad<lizione con quanto venne dichiarato in sol principio del li bro di voler cioè rispeW1re, per quanto é possibile, in periodo di guerra le abitudini le regole e le formaiioni consacrate nel tempo di pace. Contrariamente a questa premessa il nuovo re~olamen to ammelte quasi per hase che un corpo d'armata consti di due o tre 1


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REGOLAMENTO IT.ALIANO E FRANCESE

divisioni, quesle di due o tre brigale di fanteria e di una di cavalleria divisionale. . Per quanto riguarda quèst.'arma non Lrovàsi nel nuovo manuale la composizione delle divisioni e brigate: forse si è cred uto di riservare ques!a formazione al regolamento speciale di cavalleria o di assicurargli una certa Ii ber Là col non fissarla; era però bene, o'd in un modo o nell'altro, farne cenno. Trattando degli s~ati maggiori, si osserva che il capo del grande stato maggioye generale non . è più un maresciallo di Francia o ~enerale di divisione; basta che sia un ullìciale generale; alla brigata non si è assegnato àlcun stato maggiore, come pure non viene tassativamen te fissato , per ciascuna delle · grandi uni Là, il grado gerarchico dell'utlìeiale funzionante da capo di stato rnag· giore. In caso di passaggio di comando non si accen.na più al fatlo di poterlo affidare ad un ufficiale strani ero presen te. P~i comandi eventuali di dislaccamento sembra volersi contemplare il solo caso di colonne ad armi combinate meQtre avviene spesso di dover c9stituire distaccamenli di una sola arma come fanteria o cavalleria. Per tali distaccamen ti è detto inoltre che il comandanle, apposiwmente designato, deve essere almeno di grado pari a quello dei militari di grado più elevato facenti parte del distaccamento. Era bene non dimenticare ·che, in casi impli·canti responsabi lità, l'anzianità deve tener il luogo del grado. Nelle attribuzioni del genio figura, per la prima volta, quello dell'areQstatica e delle col q_mbaie militari. Riguardo a quest'arma è da osservar:si che, dal mòmento che tutto quanto concerne il . genio, come l'attacco e la difèsa delle piazze, de\'e formare oggetto d'un regolamento speciale anche le ricognizioni che riguardano le piazze stesse dovr'ebbero tro:var posto in· quel libro. Tratlando dei servizi ricevono finalmente consacrazione i termini di i services de l'a vanl » e « de I' arrière i.; designansi coi primi quelli che provvedono ai bisogni delle trnppe nelle marce, sul campo, nei luog.hi di sosta; coi secondi, i servizi che hanno per iscopo d'assicurare la continuità delle relazioni e degli scambi fra le truppe operanti ed il territorio nazionale,

SUL SERVIZIO IN CAMPAGNA

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Snno infine aboliti i. capitoli reiaii.vi: al rango delle truppe fra di loro, all'ordine di battnglia e di marcia, ai depositi, agli attendenti degli ufficiali ed ai tloveri degli uffic iali generali verso le truppe.

· li titolo II Lratta moltò concisamente sebbene con una fa lsa economia degli ordini. · Le qualificazioni, le classificazioni, le modalità di compilazione degli ordini sono d'interesse generale; e pertanto invece di ritornarvi in dettaglio nelle istruzioni pratiche di ciascun'arma era meglio Lrattarli, con minore sobrietà, nel regolame.,rto del ser vizio in campagna ad imitazfooe dei manuali tedesécr ed italiano che servirono in molti punti di fal sariga. Fra le varianti si osserva / he non v'è più l'obbligo del capo di stato maggiore generale di inv iare tulti i mesì al ministro della guerra lo stralcio degli ordini generali dell'esercito . 'I-

* ,. , li titolo JI[ tratta, in modo complelo e largo, del servizi o di esplorazione, corrispondente alla nostra avanscoperta (I). Come ben osserva l'estensore del rapporto, l'esplora"zione costituisce un servizio a se, indipendente dalle truppe in marcia e non con. tribuisce che indirettamente alla loro protezione ; è dunque ia- ' zionale di staccarlo, nel nuovo regolamento, dal titolo Serviz io delle .marce (titolo VIII, capitolo ·u) per farne l'oggetto cli un titolo spec iale. L'avanscoperta è però un servizio che ha tant1i auinenza colle informazioni trattando appunto di cl1i:1rirci, a dista nza, delh presenza , della forz:i e della situazione rle i nemico , da formare qua~i _ un corpo solo colle ricognizioni oggetto di un ti1olo a sè, l'XI, posto subito dopo quello dei <listacc,irnenti. Nel sérvizio di e5plo({) I.a nostra esplorazione vien designata col nome di servizio di protezione lontana o <li i.• linea. ·


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REGOLAMENro ITALIANO E 'FRANCESE

razione si è creduto ·necessario di specificare, méglio che non lo si facesse col regolamento passato, l'obbligo che incombe al comando di dare alla cavalleria delle istruzioni precise sulla sua missione, pur la scelta dei mezzi di esecuzione.. lasciandole ' li dispo:;itivo di squadroni e pattuglie di scoperta, contemplato nel rego!amento del 1883, non era abbastanza elastico per rispondere alla pluralità dei casi; aveva inoltre l' incon,veniente di non fornire che degli elementi esploranti lungo il. fronte mentre lo spirito dell'avanscoperta comporta di poter fare delle puntate in varie direzioni. Perciò le modalità di servizio degli squadrQni o pattuglie di scoperta vennero soppresse, sòstituendovi alcune rièognizioni di u,fficiali e di distaccamenti di cui la composizione e la forza dipendono dalle Pe~ questo . circostanze e dallo scopo da raggiunaere. o servizio è fatta espressa raccomandazione di sce!!liere .... ' còlla maa.., giore cura, il comandante di ciascuna frazione impiegata nell'avan· scoperta. Come nell'antico regolamento questo servizio è di speuanza delle divisioni di cavalleria colla differenza però che, in quello del ,J895, viene stabilito di massima che vi possono prender pàrte: l'artiglieria a cavallo, nonchè alcuni distaccamenti di fanteria. La cavalleria infatti spinta a così grande distanza non potrebbe, da sola, ' far grandi cose e senza il soccorso delle altre armi, specie dell'artiglieria a cavallo che può seguirla davvicino, si troverebbe ad ogni passo nell'impossibilità di trionfare della più lieve resistenza e pertanto di adempiere al suo mandato; p~rò se ·raggiunta di distaccamenti di fanteria vale ad assicurare l'esecuzione di questo importante servizio,, può essere cagione di ritardi facendole perdere p~rte di quella rapidità e mobilità che è pregio essenziale dell'arma di cavalleria. Allra volta veniva indicata la distanza oltre la quale non conveniva spingersi nel servizio di avanscoperta (due giornate); nel regolamento nuovo invece non si accenna ad alcun limite e ciò potrebbe indurre alcuni comandanti a spingersi, sia troppo in avanti • sia troppo poco. 1

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SUL SERVIZIO IN CAMPAGNA

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*. La rubrica« Sicurezza » da1a al t,itolo IV si ripromette certamente di raccogliere tutte le disposizioni riferentisi alla protezione delle truppe; sembra però .che questa lodevole intenzione sia stata >alquanto falsata nello scendere all'applicazione. Le truppe non costituiscono solamente delle colonne in stazione -0d in marcia; esse presentano ancora delle colonne spiegate o semispiegate in formazione di c.ombattimento ed in quest'ordine debbono, per qualche tempo, stazionare o marciare e pertanto provvedere alla loro sicurezza. Di 'qilest'eventualità appunto non tralla il recente manuale . francese. Esso presenta però un incontestabile progresso sul precedente regolamento dal fatto che dovendo il servizio di sicurezza, siano le truppe iri marcia o ferme, essere subordinato a principi generali ~i cui l'apPlicazione può solo differire I secondo che si tratta dell'uno o dell'altro caso, è bene .avere rac-colle in un solo titolo le disposizi,;mi relative alla protezione delle colonne (servizi di esplorazione, di avanguardia, di avamposti) in due titoli differenti nel regolamento del 1883 che fiauravano ~ ' (titolo VIII, capo li .e titolo IX,, parte I, capitolo I). . Si fa una giudiziosa distinzione di questo servizio in protezione lontana o di ,t.• linea a~sicurata dalla cavalleria operante sul fronte delle colonne o degli accantonamenti (corrispondente al nostro servhio 9i esplorazione) ed in protezione immediata delle colonne riguardante, se la truppa è in marcia, il servizio di avanguardia, di fiancheggiatori, di retroguardia; quello di avamposti, se la truppa staziona. Riguardo a quest'ultimo servizio il regolamento dell' 1883 trattava, in articoli distinti, di vari sistemi d'avamposti detti, regolari, irregolari, di fanteria, di cavalleria, misti; in pratica queste distin.~,. ~ioni ingeneravano confusione; si è fatto pertanto molto bene .'.a sopprimerle. _ Un altro passo notevole venne fatto coll'avere impegnato la responsabilità degli ufficiali generali ed in particolar , modo quella dei generali di brigata da cui dipendono le truppe comandate agli avamposti. Direttamente da questi ultimi debbono emanare gli or1

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REGOLAMEN.T O lT ALIANO · E FR}\.NCESE

SUL SERVIZIO JN CAMPAGNA

dini necessari, giusta le istruzioni del comandante supremo ed in, . mancanza di queste i generali . brigadieri organizzano :I serviziosotto la loro responsabilità. • · Scendèndo ai dettagli, si . avrebbe ad osservare: La definizione degli.avamposti dell'attuale'regolamento riduce al suo vero valore la missione dei medesimi. Infatti .essi sono incaricati di assicurare la protezione immediata dell.e truppe in stazione e non di informarle sulla posizione e sui movimenti del nemico. Per quest'ultimi servizi si posseggono organi speciali come le pattuglie e· le ricognizioni. ..

scrupolosamente il servizio d'avanguardia durante una lunga marcia, specie se in vicinanza del nemico, non saranno in caso di sorvegliare, con tutta l'attività necessaria, il terr:eno che circonda gli accampam1rnti. i bivacchi o gli ac~antonamenti. Peggio poi, se ''in previsione di un incontro col nemico, l'avanguardia abbia dovuto assicurarsi di alcuni punti , frugare -luoghi abitati. esplorare boschi, spiegarsi, ecc. ; sar_ebbe stato bene pertanto. analogamente a quanto venne stabililo per le marce in ritirata, che gli avamposti venissero forniti dal grosso della colonna. Parlando delle Tonde e pattuglie, si trovano citale le ricognizioni; sarebbe stato bene notare che vi sono due ordini di ricognizioni, i cui dettagli di · esecuzione vennero r.ompendiati in seguito nel titolo XJ. '

Piccoli posti. - Il ·1oro effettivo può essere· ridotto al mm1moindispensabile tanto da fornire una sola sentinella doppia in prossimità del posto, per cui la forza dei medesimi dovrà c_ontare al mini mo 6-8 uomini. ..Spariscono pertanto i posti di i uomini a sentinella semplice eh' erano sufficen ti in luoghi coperti, poco accessi bili. Per i piccoli posti non viene indicato il tempo àel cambio. Ricevono il vitto dalla gran guardia. Neppure per le sentinelle èindicato il tempo del cambio che si fìssav·a di ,1 o :2 ore nel vec, chi o regolamento. Posti d'esame. - Vennero stabiliti ad imitazione dei regolamenti ledesco ed italiano. Trattandosi però di una cosa che s~ scosta dalla consuetudine bisognerebbe precisare alquanto megli o, la loro natura, i) loro compito, i loro doveri. · 1

Avamposti di cavalleria. - Riguar40 agli ayamposti di cavalleria operanti isòl_atameiite, il nuovo regolamento è ·molto breve e non formula precetti generafi. _"i); il comandante di questo ripart0, che penserà, in ogni caso, al da farsi. I foollre, pur stabilendo ché nelle colonoe a~ armi combinate la cavalleria possa conconere nel servizio d'avamposti, il nnovo regolamento non ne fa un articolo speciale, nè ammette l' impiego, di essa come gran guardie, picco li posti · e sentinelle; dovrà starsene colla riservn. Truppe cl\e forniscono ,qli avamposti. - Gli avamposti vengonoforniti ·dalle truppe d'avangunrdia. Questa prescdzione non sembrll troppo razionale dovendosi ritenere che I.ruppe le quali hanno fatto

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Avanguardia. - L'articolo 22 (capitolo 30, titolo IV), che tratta deaa protezione delle colonn,e in mare@', da una definizione dell'avano-uardia di dizione- più 1felice di quella dell'antico titolo VIII, aTticol~ 125. Essa dice: « Missione generale dell'avang~iardia è di « garantire il corpo principale contro qualunque sorpresa e cl' assi« ~urnre costantemente, al comandante della colonna, la libera di« sposizione del grosso delle sue forze >). Però i compilatori del manuale, quasi penti ti di essersi emancipati dal vecchio regolamento. , trattando più sotto (articolo 23) · delln forza da assegnare all'nvan,auardi~ ' socr<riun• ono: « Essa deve essere sufficenle per permetn « terle cl' impadronirsi di posizioni vantaggi,ose, cli-impegnarsi vigo<< rosamente per obbligare il nemico a spiegare le sue forze o tutt'al (< pit\ di trattenerlo per tutto il tempo ch e permetla al corpo ·prin« ci pale di prendere · 1e sue disposizioni al coperto dal fuoco ». Yh n oertanto evidente contraddizione tra la definizione data all'artico.lo 2·2 e gli scopi attrihoiti più sotto all'avanguardia ove la sua missione principale « protezione della colonna » vi ene re·le<rata in terza linea, quando cioè la iorza ,assegnatale sia ta nto esile da non potei· disimpeg,nare i due altri compiti, l'uno decisamente offensivo per impadronirsi di posizioni vantaggio~e, l'altro ài ricognizione offensiva, impegnandosi vigorosamente per obbligare il nemico a smascherare le sue forze. 1

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REGOLAMENTO · .ITALIANO E FRANCESE

Non. v'ha dubbio che, nella maggior parte dei casi, qualora il servizio di ricognizione della cavalleria venisse scrupolosam~nte eseguito, l'avanguardia non avrebbe più a garantire il corpo retrostante da una vera e propria sorpresa; avverrà pertanto qualche volta che, avvertita in tempo della presenza del nemico e eonoscendo la plastica del terreno sul quale mollo probabilmente avrà luogo l'incontro del medesimo, l'avanguardia ~bbia per compito, sia di riconoscere la forza del nemico, sia di impadronirsi di qualche punto vantaggioso alle operazioni successive; nella plurali_tà dei casi però l'a;l'anguardia avrà per iscopo,.Principale la protezwne della colonna retrostante e dovrà quindi mantenere un -contegno prudente o temporeggiante per evitare l'eventualità che l'avversario edotto della piccola forza ehe gli sta dinnanzi avanzi .con forze preponderanti, schiacci o disperda l'avanguardia ·e piombi sul corpo retros.tante prima che il medesimo abbia potuto orientarsi e prendere le sue dispòsizioni à l'abri du feu. , Ad onor del vero bisogna però soggiungere che, per qnanto i -compilatori del nuovo regolament0 non abbiano saputo resistere alla tentazione di marciare sulla falsariga dell'antico manuale, nell'articolo 23, nel , ti tolo XI V invece capitolo I, alinea 3° (Conside,razioni sul combattimento). ritornano su quanto loro era scappato detto precedentemente e soggiungono : « Le avanguardie hanno ~ per missione di procurare al comandante della colonna lo spazio ·« ed il tempo necessario per riunire i suoi mezzi d'azione e le in-« formazioni definitive che gli sono necessarie per agire con cogni« zione di causa; esse possono avere inoltre missione dì prendere .: possesso di certi punti di cui l'occupazione sia giudicata neces< saria per lo. sviluppo ulteriore del combattimento». Come si sr.orge, la missione della protezione ha ripreso. il posto che le spetta; ma, · vedete peri~olo delle definizioni multiple, i termini, oltre non aver conservato lo stesso ordine-, hanno anche assunto un valore alquanto diverso. · Mentre nell'articolo 23, tit-010 IV, è detlo « essere missione del« l'avanguardia: 1° occupare posizioni vantaggiose; 2° obbligare il -« nemico a svelare le sue fof'le; 3° tutto al più trattenerlo per tutto {< il tempo nece.ssario perchè il gosso possa prendere le sue dispo« siziòni al coperto dal fuoco ». 1

SUL SERVIJIO IN CAMl1AGNA

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Nel titolo X(V si soggiunge: « Le avanguardie hanno missione di procurare lo spazio ed il tempo necessario al comandante per « riunire: ~

-t:

« ,1° i suoi mezzi d'azione, « 2· le notizie occorrenti per agire. con cogn1Z1one di causa, « 3° per prendere talvolta possesso di certi punti ritenuti necessari per lo sviluppo ulteriore del combattimento ».

Nella seconda definizione salta fuori la nuova idea del guada. .gnare « spazio >, azion~ eminentemente offensiva, poiché deve farsi in avanti, mentre subito vi aggiunge« e guadagnare tempo)), il che se può anche qttenersi attaccando il nemico col pericolo però di farsi sopraffare, ammette, nella pluralità dei casi, un'azione ritardatrice temporeggiante ottenuta mantenendosi su quella difensiva attiva quale la si comprende oggigiorno, dovendo bastare al comandante lo spazio lasciato tra l'avanguardi,a ed il grosso delle 1 sue truppe per prendere le disposizioni di co:gi.battimento. Messe poi a confronto le definizioni dell'articolo 23 (titolo lV) e quella del capo I (titolo XIV), si , scorge che per quanto dalle medesime trasparisca che uno degli scopi. dell'avanguardia . sia quello di proteggere il grosso della còlonna, nessuno, come l'articolo 22, stabilisce con precisione che scopo precipuo della medesima sia quello di garan~ire t·e truppe rel:rostanti contro qualunque sorpresa del nemico·. Circa il servizio di · sicurezza delle truppe in marcia si può ancora osservare éhe: a) nella missione della cavalleria (servizio di siéurezza di P linea, equivalente alla nostra esplorazione) non si nota altra preoccupazione ali' infuori di quella di ìnformare il comandant~ dell~ truppe protette, della presenza e del movimento · del nemico, d1 opporsi alla incursione della cavall.eria avversaria e di fornire tutte quelle altre notizie sulle vie di ~omunicazione e risorse del .pae~e che possono tornare utili in vista della preparazione della marcia e dello stabilimento degli accantonamenti; col vecch io regolamento invece oltre il servizio su ricordato si imponeva. di far riparar.e e migliorare le vie di comunicazione dagli abitanti requisiti e per-


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REGOLAMENTO ITALIANO E FRANCESE

tanto di sorvegliarli, nonchè di preparare i viveri per le colonne sopravvenienti, la qual cosu costituiva u.na somma cli obblighi ed una perdita di tempo cbe andava a scapito del compito principale della cavalleria. Nel vecchio regolamento si davano nncora le norme più minute de.Ila formazione della cavalleria nel servizio di esplorazione, ciò che non era necessario partendo dalla considerazione che di questo servizio è direttamente responsabile l'ufficia le che lo ese~uisce, il quale, naturalmente, appartiene sem pre all'arma di cavalleria. La distanzo fra la cavalleria esplorante e l'avanguardia era prima fissnta ad una mezza giornata di marcif1, ora la.. si è portata ad una giornata; s' intende giornata di cavalleria, questi termini però sembrano troppo vaghi, sarebbe fo rse stato meglio prec,isare tanto per il servizio di avanscoperta che per quello di .esplorazione llna certa distanza in eh ilo metri. Analogamente al servizio d'avanscoperta, anche per quest' ultimo ven ne stabililo che si possono assegnare dei distaccamenti di fanteria e dell e bauerie d'artiglieria, la qual cosa era tassativ amente proscritla dal vecchio regolamento, che, a questo proposito , soggiungeva « non comportare il servizio di ricognizione Lale (< arma )); b) per quanto riguarda il servizio di avanguardia il regolamento del ,1895 parafrasa su per giù il precedenLe; trauando però di fiancheggiatori notasi ch e, mentre prima d'ora veniva stabilito che per colonne della forza massima di una brigata le truppe occorrenti venissero fornite dai' gi·osso dell'avanguardia e per colonne maggiori dal corpo di co,da, presentemente si ammette ehe di massima i fiancheggiatori siano forniti dal l'avanguardia e per colonne considerevol i da altri elementi della colonna. Per marce in ritirala si è ammesso, mollo giudiziosamente, che la retroguardia, la quale non può contare sull'appoggio del corpo principale, a~bia una forz:t alqua nto più grande di quella che spetterebbe all'avanguardia di quella stessa colonna che marciasse verso il ne~ mico, specialm ente in artiglieria e cavalleria. L'articolo '.27 tratla di una colon na di cavalleria che operi isoJatameate. Si osserva che, in genere-, il nuovo regoln mento,, tnglia

,SUL SERVIZIO 1N CAMPAGNA'

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corto per le altre armi, ma si sofferma, anche inutilmente com~ in questo caso , sulle operazioni della cavall eria. D'altronde non s1 -comp rende perchè trattandosi di un'arma che ha il suo regol~mento e che in campagna verrò. sempre comandata da un propr10 ufficiale, siasi voluto ricordare questo servizio in un regola~ento d'indole generale. Con questo criterio_avrebbe dovuto trattarsi anche di colonne di sola fanteria operanti isolatamente. <

** Nel regolamento in esame l'importante operazione delle_mar~e fa titolo da sè (V) mentre nel vecchio formava oggetto dei capi-

tol i 3° 4,0 • 5° del titolo vm. Esso comincia colla classificazione delle ; ilu;zi oni militari che debbono influire sul!' esecuzione ed -orcraoizzazione delle marce. Il capiLolo I di qoeslo titol o riassume le \eoole "enerali ·d'orcranizzazione delle marce. ln esso sono, spao 1' e, I • • rite quelle classificazioni- pedagogich e che d1strnguevano cosi sottilmente le unità. di mar~ia da quelle di comando e molle altre cose inutili. Non avrebbero dovuto mancare però certi dettagli che tutte le armi hanno interesse a trovare riuniti , come ad -esempio la lunahezza ed il fronte medio di ciascuna colonna; ' n nella stessa maniera che questi dati si trovano ~riuniti· neI manuaIe ·dell'ufficiale d, st~to maggiore, cbe pure è un'istrnzione speciale, ,dovrebbero fiourare nel regolamento d'insieme, unico libro da consultarsi d: un comandante dì colonne ad armi combinale. Per queste stesse ragioni è iosufficente il dire in un regola-: mento generale « la velocita di marcia d'una colonna ad armi « combinate è quella della fa nteria ». Prima di tutto sembra che s i ammettano solo marce di colonne ad armi combinate, mentre, lontani dal nemico dovrebbero prevalere il principio di assegna re ' . I a ciascun'arma una strada a sè o per lo meno di lascrn r a us~fruire della propria velocitit ; in secondo luogo sarebbe stato utilissimo ricordare la velocità sulla quale può contarsi ~u~lora fosse necessario servirsi di ciascun' arma isolatamente. Cosi_ non sa~ rebbero più ammissibili gli errori rimproverati ad alcuni generai'. -che fidavano su certi concorsi che non potevano loro essere dall


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REOOLAr,IENTO ITALIANO E · FRÀNCESE

Sl:JL SERVIZIO IN CAMPAO!:<A

ih. t.empo 11lile esigendo sforzi impossibili e, nel caso opposto> . es1lant1 a pretendere degli sforzi na.turali per una data arma. Malgrado tali pecche bisogna co~venire che in questa parle del regolamento aleggia liberamente lo spirito nuovo. In essa si sono. rese meno formali le préscrizioni già tanto riaide riouardanti il p·nnlo iniziille, l'allerna~za. del'le unità, i grand;° alt .. è mollo semplifir;alo sostituendo all'ordine normale di marçia delle norme generali per la successione dei vari elementi in Ùna colonna mista. Non si fa parola però delle marce di colonn·e d'una stessa arma ~- ~~nt~e ciò t'.·o_v~rebbe .giustificazione nell'esistenta, per unità 1nfenor1. alla d'.v1s1one, d1 regolamenti speciali, d' altra parte fa nascere il duhb10, che per unità più grandi, non si preveda altro caso ali'. infuori di colonne ad armi combinate, ciò che ' verrebbe quasi confermato da un paragrafo dell'a1'ticolo ,i-7, ove è detto: « co'slituire In marcia d'11n corpo d'armata in una sola colonna è <. la circostanz~ pi.ù usuale» mentre è risaputo che sempre quando s1 possa,. specie lfl lonta_nanza dal· nemico, è conveniente che ·1e varie armi formino una colonna a sè e che, anche in prossimi1à dell'avversario,, deve , evitarsi di i nlercalare la ca vali eri a fra te altre truppe. L' ;ittuale regolamento accenna ad ·nna nuova distinzione di marcia aggiungendo a quelle eseguite lontano dal nemico ed in vicinanza del médesimo, le marce fatte per inc~ntrare l'àvversario nel qual caso si è messo ogni studio per diminuire la profondità delle colon?e prescriv~ndo: r,he la fanteria marci in doppio rango. la cavalleria ~er. ~· 1 quadrupedi non attaccati per 2 0 per 4. H regolam~nto da inoltre alcun~ norme per le marce forzate, fa. marce d1 nolte e quelle eseguite nl caldo ed al freddo. In esse non si fa cenno del « long repos » ~he ol ire nl grande alt si prescriveva per i lunghi tragilli (articolo "43 dèl vecchio ~egolam~nto) c~sì pure si sorvola sufi' alimentazione dèlle trnppe m marcia (arl1colo H,9) non si fa cenno dei malati, dei cavalli a mano, delle vetture (articolo HH) dei rapporti lunoo le marce . I ~ (ar~1_co o A 52), de.Il~ disposizioni da darsi all'arrivo (articolo ,153). Circa la prescr1z1one dell' nrticolo 56 dell'attuale reaolam·e·nlo relativa alla facoltà di accordare il grand' alt a tutta I; colonna.

o ad una parle di es~a- può osservarsi che tale disposizione potrebbe condurre a seri pericoli. Come può concepirsi che una divisione ed una brigata di coda si arresti per una o du.e ore i:nentre la parte che la precede continua ad avanzare? Che avverrebbe qualora la parte in marcia venisse attaccata da forza preponderante o se quella che rimane ferma venisse sorpresa sul , fianco o verso la coda? Si comprende come tale disposizione debha valere solo pel caso di marcia in lontananza dal nemico, tulta via era bene precisarlo.

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Il titoìo VI (accantonamenti, bivacchi e campi) del nuovo regolamento condensa molto felicemente i titoli IV, V, VI e XV del vecchio ch'erano particolarmente lunghi e confusi. .. Sarebbe parso del caso <li intitolare questa rubrica col nome di « stazionamento ». anzichf ricorrere ali' enunciazione di « ac« cantonamenli, bivacchi e -campi >> ciò avrebbe forse rammentalo che non si , staziona solo nei tre modi indicati ma ancora, e spesso, attendendo l'ora della lolla o la sua .,i:ipresa. Sarebbe stato · dunqu e utile far menzione di uno stazio.t)'.:l mento d'attesa, una varietà e non la meno itn.portante nel numero di questi diver~i modi di stazionamento. Si è ammesso come modo normale ,I i si azionamento dell1:: fruppe )'accantonamento, contemplando · p€!_rfino il caso dell'accantonamento bivacco, ispirato dal rei'.:olamento tedesco onde .poter concentrore su di uno stretto spazio òelle truppe d'una considerevole forza e· procurare a quella parte ài essa, che può farlo , senza inconveniente, il vantnggio di un. luogo coperto. . Tra le forme previste vi è anche l'accantonamento d'allarme il quale verrebbe usufruito da certe frazioni di truppa agli avampo~ti , da distaccamenti operanti isolatamente, dalla cavalleria in avanscoperta ecc. Circa la formazione del bivacco, il nuovo regolamento ha creduto di sopprimere i numerosi dettagli contenuti in quello d~l 1888 interessanti le varie unità di ciascun'arma limitandosi. invece ad 1


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SUL SE RVIZIO lN CAMPAGNA

REGOLAME1(T0 ITALIANO E FRANCESE

alcune formazioni regolamentari: del battaglione di fanteria, della batteria e dello squ adrone. Queste fo rmazioni non sembrano rispondere a tutte le esigenze; infaui, pel battaglione di fanteri a si lascia solo la scelta come formazione di bivacco fra la colonna doppia e la li nea di colonne di compagni;1. È sperabile però che trovando un terreno adatto a bivaccare.. mollo esteso sulla fronte ma non abbastanza. p1:ofon do per contenere la linea di colonna di compagnia si preferisca dare un o strappo al regolamento ed adoLLare la linea spiegata anzichè andare in cerca di un altro terreno. E poichè si parl a di bivacco, perchè non si è fatta menzione dell a for mazione di bivacco di combattimento, del battaglione, del reggimento, del la batteria che sono ben dissimi li dalle formnzioni di bivacco ordinarie previste per queste unità? È eviden te che qua lora il battaglione di fa nteri a, per limitarci a questa unitil, si trovasse spieJ?ato e colle sue compagnie sca;,1 lionate per la lotta non potrebbe bivaccare in µna delle formazioni ,:ontemplate dal nnovo regolamento e quindi la formazion e in linea spiegata per le compagnie d'avanschi ern s' imporrebbe. Anche qui fanno difello i dati concernenti le di mensioni necessarie al- bivacco delle varie unità . . Circa le varianti fra i due regolamenti, osservasi che, nel nuovo, l'uso della piccola tenda è abolito; essa è riserbata per gli accampamenti alle truppe che l'hanno ancora in di stribuzione. Analogamente al Major de garnison del tempo di pace, venne creato un JUajor de cantonemeri,t 01.1t de bivoiiac e ciò per da r modo al comandante d'un accantonamento o bivacco di esercitare la sua autorità in modo efficace ed utile. È proibito a tu tti gli ufficiali di allontanarsi dal Iuogo di stazionamento senza averne ottenuto l'autorizzazione od essersi fatto sostituire nel servizio del giorno. Non viene trattalo il parcamenlo del carreggio . Finalmente il nuovo regolamento, preoccupandosi del mal vezzo di tenere in piedi la truppa o farla mMvere dal luogo di stazionamento assai prima del necessario, ha introdotto la prescrizione:

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-0.i fissar e un'ora nella quale le truppe debbono tenersi pronte a ,partire e di non comunicare gli ordini relativi all a partenza che -in quel momento. In tempo di pace od in lontanan~a del nemico si avrà · sempre la possibilità, anche se gli accantonamenti sono sparsi s.u l~rg~ :zona, di far pervenire a tempo alle truppe l'avvi so dell ora d1 muoversi , ma dato il caso d'un attacco repentino in cui il comando ,dovesse prc)vvedere d'urgenza coll e prime tru ppe so'llomano ci si .potrebbe trovare nell' impossibilità di far giungere_ quest'~rdine. Megl io sarebbe adunque. il darlo a tempo fin dal giorno prtma ed ,essere rigorosi per quanto concerne la levata del campo o dell'ac.eanton amento. J/,

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Il titolo VI[ (Munizionamento delle truppe) non contemplato ·nel vecchio regolamento, è il riassunto d'una istruzione emanata il 9 dicembre 1893. È di incontestabile utilità in questo regola.:. mento non solamente perchè queste disposizioni 4ebbono essere note a LuLLi gli ullìciali, ma perchè trovansi nel ntimero di quelle che debbono figurare in un regolamento d' insieme destinato a far ,conoscere agli ufficiali di tutte le _:1-rmi i bisogni ed i ~ezzi dell e truppe riunite, normalmente ed eventualmente sotto 11 loro r.~·mando. Questa. considerazione ci induce però a constatare che il titolo VII non contiene alcuna notizia generale sulla. costi tuzion~ dell'approvvi gionamento in munizioni e sugli stati o rapporti che •potrebbero far conoscere la situazione giornaliera di tale approv~ . 'Vigionamento presso la truppa. Ciò potevasi ottenere con alcun 1 modelli di tabelle. li titolo in esame traua sommariamente, in una parte dispositiva. delle munizioni d~lla linea di battaglia tenute presso le trupp'e di fanteria, di cavalleria, artiglieria e genio, _del.le munì~ zioni dei pa;·chi di corpo d'armata e queile dei gran parchi o parchi di armata. Il regolamento dà quindi succintamente le norme · pel rifornimenLo di queste munizioni sulla linea di battaglia per le 1

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ANNO XI,! .


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SU L SERVIZIO JN CAMPAGNA

REGOLAMENTO ITALIANO E FRANCESE

, varie armi, quello che deve avvenire subito dopo il combattimento . ed infine il rifornimento, dall'indietro all'avanti, della linea di battaglia per mezzo dei parchi di corpo d'armata e -quelli delle armate. Ji.

** li titolo VIII (Alimentazione delle I.ruppe) sostituisce il titolo VJI del regolamento dell' 83 e comprende le pi:incipali disposizioni consacrate nella istruzione deJl' 1,1 gennaio 1893 sÙll'alimentazione, in tempo.· di guerra, senza entrare nei dettagli del funzionamento tecnico del servizio. Anche qui non sarebbe stato inutile di dare qualehe nozio11e della composizione e quanljtativo delle razioni distinte « in normali » e « razionr forti » di campagna. Passiamo a qualche particolare. Il nuovQ regolamento non comprende che ollo arlicoli in confronto dell'altro che ne contava diciassette. Tu.ttavia questa concisione non è che apparente e dovuta più che a condensazione di materia a soppressi·one di alèune questioni che non,sono daHero di dellaglio. Si è introdotto, ad imitazione del. regolamento tedesco, il nutrimento presso l'abitante, ma questa disposizione rimatrà, il più: delle volte, lettera morta poicl1è la povera gente con tutta la maogior buona volontà· non potrà fornir nulla e chi ne soffrirà sarà il soldato. Specialmente la cavalleria spedita in avanscoperta corno ·farà a vivere in paese povèro e privo di risorse? Si è cercato é vero di rim~diare coi treni r·eggimentali che possono seguire il corpo, ma una volta con~umati i viveri che essi recano come prov. vedere ad un pronto rifornill\ento? · Il vecchio regolamento _trattava dell'alimentazione delle truppe durante i trasporti stcategici; nel nuovo si è dreduto bene di non tener parola di questo servizio contemplato altrove; così la patte che riguardava le contribuzioni in aroento e natura e dei casi net . " qu~li è ammesso di poter ricorrere alle requisizioni venne trnsportata nel titolo che tratta appunto delle medesinH,. 1

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*** II titolo IX (requisizioni) è un'ampli~cazione gjudiziosa degli articoli il04-if0i.S dell'antico titolo vn. 11 regolamento de11'83 limitavasi a stabilire per i generali il diritto d'im'porre delle contribuzioni o requisizioni in natura e delle contribuzioni in argento. È sembralo utile ai compilatori del nuovo regolamento, nell'interesse della disciplina, di stabilire che h requisizione non venisse esercitata che in virtù _d'un ,ordine emanato dall'autorità militare responsabile e che si accordasse ricevuta delle prestazioni fornite. • · J,;

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II titolo X (dei distaccamenti) è la riunione, sotto una rnedesima rubrica.dei titoli Xli e XIII del vecchio regolamento di tutto ciò che ha tratto ai distaccamenti sopprimendo l'appellativo di partigiani che non risponde più ·allo spirito delle attuali 0l".> uerre e • • tenendo conto dei principii posti nel titolo I in ciò che concerne il dir.itto del comando.

Il titolo XI tratta delle ricognizioni. Nella, considerazione che ,dette operazioni appartengono alla categoria di quelle eseguite dagli ufficiali, sia durante l'esplorazione della cavalleria, sia durante le ricognizioni di quest'arma o nel tempo che le truppe . stanno in stazione, in attesa del combattimento stesso, esse avrebbero dovuto costituire un capitolo delle truppe in avanguardia od in avamposti anzichè un titolo a parte. Il vecchio regolamento (titolo IX, parte li) distingueva le ricognizioni in ordinarie, speciali ed offensive, ma in .realtà le dué prime si confQndevano e p~rtanto non è sembrato utile di man tenere queste, due denominazioni che rivelano l'esistenza di :due _categorie di ricognizioni differenti per il loro obbietti yo.

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SUL SERVIZIO 1N CAMPAGNA

REGOLAMENTO ITALIAN O E FRANCESE

D'altra parte il nuovo regolamento avendo giù trattato in titoli precedenti delle ricognizioni che si r iferiscono all'esplorazione ed alla siCLtrezza non rimanev,1 più nel titolo presente che, trattare in modo generale, le ricognizioni eseguite dagli ufficiali o da piccoli distaccamenti appositamente designati dal comando . Si è però conservata la designazione di ricognizioni offensive specifiea ndo ch'esse sono di dominio del combattimento e senza stabilire per le medesime delle regole che non saprebbero differire da quelle che si ammettono per il' combattimento stesso.

Titolo XIl ( dei convogli e loro scorte). 11 nuovo titolo non differisce da quello corrispondente (Xl) del regolamento dell'83 che per la soppressione di alcune prescrizioni ·di· dettaglio che non sembravano adatte ad un regolamento gen erale. Se ben si considera i tre ultimi titoli <lei distaccamenti, delle ricognizioni e dei convogli avrebbero potuto riun irsi in un unico titolo colla denominazione di piccole operazioni. Oltre alle ricordate avrebbero dovuto comprendere 'le sorprese, l'attacco di convogli, colpi di mano , ecc.

.....

Titolo XIII (servizio della gendarmeria). Servirono di base alla compilazione di questa rubrica il titolo XlV del regolamento del1'83 e l'istruzione ministeriale del 18 aprile 1890. Si è creduto possibil.e di introdurvi alcune semplificazioni 'non riproducendo, fra le prescrizioni relative alla gendarmeria, se non quelle che . importa far conoscere ai militari di . tutte le armi e di tut.Li i gradi.

••• Il contenuto del titolo XIV (del combattimento) l'ultimo del manuale in esame, figurava già nel titolo X del regolamento del1'83 sotto la denominazione di istruzione sommaria per il com· battimento. Esso non ebbe per oggetto di regolamentare il combatti-

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mento come oppongono col9ro che non vorrebbero vedere quest~ titolo accluso nella presente istruzione ; ma evitando con cura ~1 fissar e dei dispositivi per operazioni che sono essenzialmente d1~ verse le une dalle altre e dP,bbano piegarsi alle circostanze cos~ com'esse si presentano, i compilatori del l,ibro si _son.o ~r~postt unicamente di raggruppare e mettere in rilievo certi prmc1pu generali prpprii a stabilire l'unità di dourina in Lutto ~iò che c~n.cerne le condizioni indispensabili del successo, 11) spll'1lo dell o[~ fensiva, I' alliatamen to delle varie anni, la concomitanza deglt sforzi, l'energia nell'esecuzione. . · Queste norme sono tali da permeLLero al comandante w capo di contare su un'esecuzione pronta, energica e conforme alle ~ue viste da parte dei suoi s.ubordinati, lasciando ai ~edesimi l'iniziativ a che loro spetta. Quanto all'iniziativa proprta de_l coman~ dante, essa è rigorosamente rispettata spettando a 1111 solo d1 discernere ed ordinare le mis,ure da prendersi a seconda delle circostanze. Ed ora pa::;siamo al contenuto. Combattere, dice il titolo XIV, signi(ica « spezzare colla forza « la volontà del nemico ed imporgli la nostra. >) . La definiiione è immaginosa ed esatta ~·Ja il combattimento può a.ssumère form a offensiva o difensiva e la scelta fra le due viene lasciata al giudizio del comandante in capo . Reslt\ però inteso che, mentre nel la prima dovrit prepondernre un po' più d'iniziativa, iii slancio, e, nell'altra una certa passività al volere del nemico, nessuna delle due ~otrà_ba· sarsi, nè totalmente sull'oITensiva, nè tot<1lmente sulla d1rens1va . Si è ti-oppo vantata la . prima e dello troppo male de~la _second~ perchè, meno casi ecce~ionali l' nno dei due avversan s1 adatti alla pura resistenza passi va. La forma od attitudine offensiva è quella per eccellenza che permette di dominare, ed in seguito, di infr~ngere la volontà dell'avvers:irio e sarò. ricercata dall e clue parti. Ci si deve ricorrere per riconoscere il nemico, tene'.·lo a _bada, ingannarlo sullo scopo del nostro atincco, per s~opr1rne _il lato debole e colpirlo con un colpo decisivo al quale I avversano non possa resistere.


~188 ' REGOLAMENTO

ITALIANO E FRANCE.SE SUL SERl'IZ!O IN CAMPAGN ~

. d. 1:atlitudine difensiva che si subisce a malincuore dà il me~zò , t1 al ttene, e momentaneamente un nemico superiore in forza o · · · dell'attacco d',·nn · ,, che 1a potuto pre ndere 1··1DlZ!at1va d· , Ioaere "l'Osse per ite alle sue forze, attirate o sorr.irese allo scope~;~ d.1?)d. . molare o as d , 1. . , 1ss1 • di un fronte attiguo di iù fa. .· . seco~ ~re 1_ofenstva :'.~e n_usc,t~ ò d1 d1'rez1one più decisa . Le attitudini offe!sive e I enstve St alterneranno generalmente o s1· cor b.. . d 1 · · . •.1 meranno secon od el mte~z1on1. del comando o la necessità imposta dal' t~rreno . . ·ctifen:i a.. nemico . e . dalle c·rc t os t anze. Un' au,tudmeesclusivamente . ~ ,,a no.n tmphc?erebbe che una sottomissione ·passiva alle impres~ dell av~_er,sa~10 e _mostrerebbe la risoluz ione di ~nulla teno trarre pa1·t1·to da1. SUOI. IIlSUC. tare ·•pe1 contrana,e, suo, prorrefti ' • 0 cessI, essa non potrebbe mai trovare aiust·1f'1ca . · I 1'J z10ne e non puo. terminare c 1e con una disfatta parziale, e c~mpleta. ~Continita) A:. C.

VARIETÀ LO STRETTO DEI DARDANELLI. Crediamo utile in questo morneolo riassumere da recenti pubblica:zioni inglesi i seguenti cenni• sullo stretto dei. Dardan'elli, e le fortifi,eazioni che lo difendono. I Dt\.rdanelli è il nome che generalmente è dato al lungo e tortuoso :Stfello, che di vide il mare di Marmara 4al Mediterraneo, CJ,Uantunque con maggiore precisione questo nome dovesse appli.carsi a quella parte · del canale che più si restringe. Dall'apertura dello stretto, alla sua foce, la distanza è di miglia 45 (chilometri 72,400). ll tragitto è reso più difficile/ dalla corrente cha lo percorre da un capo all'altro della velocità di 1 nodo, ma che lungo il tratto più rf• · stretto aumenta da ::i ,1 ,ì nodi e 112. In questo tratto la larghezza dei D,ardanelli ti di chilometri 8,045, nel punto di maggiore larghezza misura chilometri 8, Su ambedue le sponde, il terreno è elevato, e la parte più ristretta ò fiancheggiata da alture e dirupi che offrono posizioni molto favorevoli per le artiglierie. Le principali opere di dif'esa consistono di tre gruppi di fortificazioni situate rispettivamente: 1° all'imboccatura d~Jlo stretto; 2° a poca distanza del tratto piu angusto del canale; 30 all'ingresso di questa stessa parte più ristretta. - Inoltre pc,chi pezzi di artiglieria ·sono montati a· Gallipoli . All'imboccatura, lo stretto è largC' oltre 3 chilometri. -Al lato Nord, fu recentemente ricostrutto il forte Bahz-Kelessi, opera sulla quale sono montati 60 pezzi a ripiani, 12. dei quali sono mortai. I cannoni provéngono dalle fabbriche di Krupp. Il forte è sostenuto da solido ter· rapieno armato di ·16 pezii. · Poco piu a sottentrione di esso sorge il forte Pallocastro munito di una trentina di cannoni o mortai. Al lato sud dell'imboccatura è il forte. Kum-Kalessi con 52 cannoni, o mortai, molti dei quali di grosso calibro. È qui pure un terrapieno con 16 cannoui . Oltrepassati questi forti, il canale si allarga, e la corrente rallenta. ma al Capo Kepis 1

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VARIETÀ

1

nuo, amen te si restringe, e ìvi, sono distribuite le opere difensive, eh& . formano il secondo gruppo, In questo. punto il canale ha appena un niiglio di larghezza; lebocche da fuoco che battono la linea di navigazione sono 1H pezzi a. Capo Ke11is e 20 al Forte Baikoah; le opere .di difesa sono manufotti iu terra, difficili ad abbattere, Ivi il canale nuovam;nte si ~llarga, per restringersi ancora ai famÒsj. Narrows-stretti, . Qui s'incontrn un mallrngurat9 banco, proprio nel punto piu angusto ove nel ,f 878 la nave della inariua reale inglese Alexand1·a incagliò, e solo dopo i ore di indicibili ~orzi riuscì a liberarsi, Un segnito non intecrotto di forti lizi i si stende luogo le due sponde,· Su quella europea primo si prasenta il forte NamasgÌiia "armato dt 60 cannoni cli c~i ,12 Krnpp di 1 O pollici (215.i mi Il imetri) di .càlibro e varii ArmMrong a avancarica, Poi segue il Kilicl Bar con 65 pezzi, il Tseernen·in con 40, e il Deger-min con ·I 3, Superiormente vi sono altre fortificazioni a ìffaita e Borghassi, con 150 cannoni, Su Ila sp.onda opp.osta vicino a Kanak sta il Kaleh Sultan·ish armato col cannone Krupp di , 50 tonnellate e altri pézzi di èa libl'o inferiore; il forte 1lfedjdieih con lll~ova bat_teria potentemente armata c0n 2.0 cannoni Krupp da 6 pollici di calibro e oltre, ·poi il forte 1'ekeh con '15 cannoni e alcuni mortai; finalmente _alla Punta del Nagara spno altre opere di difesa, d.i nuova costruiione, armate di artiglierie di nuovo modello. In tntto 900 pezzi, un buon terzo dei quali sono di tipo moderno, e I 00 mortai dominano il passaggio del canale, Alle difese terrestri, si aggiungono .JO torpèdiuiere, 2 ba ttelJi sottomarini, e gli apparecchi per far agire le-mine subacquee nel canale. La nave che il go,,erno degli Stati Uniti d'America, si disse, intendeva mandar.e a Costantinopoli il Bancro(t, ò assolutamente disadatta a sostenere una lolla collè artigl ierie dei forti. È un ~ocrociatore d'acciaio di 8,1.0 tonnellate non co~azzato che corre a H nodi all'ora. p suo armamento consiste di · ,i. pezzi di ,i. pollici di calibro, due pezzi, da 6 libbre di carica, ·due da 3, due da ,f a tiro rapido oltre a una mitragliatrice Gatling, La flotta disponibile, e destinata a sostenere il suddetto incrociatore, consiste nella nave Mùineapolis che porta bandiera ammiraglia del eomandante Selfridge, non corazzata, armata con un c.innune di 8 pollici di caliJ)ro, ,f O da 5 pollic:i a tiro repido, e 24- cannoncini; il San Francisco con 12 pezzi da 6 pollici, e O di piccolo cnlibro· il Cincfnnati con 1 caunone di 6 pollici, e '10 da t., pollici a tiro r~pido oltre 'a ,f4. 1

LO STRETTO DEI DARDANELLI

2191

cannoncini; il 1lfarbleheail èon 9 pezzi da 5 pollici a tiro rapido, e ,f O, . cannonc101. Totate 5 le11ni, tutti incrociatori senza corazza, e con meschine munizioni. Navi\datte per dar la caccia ai bastimenti della marina rnercantlle Un solq sparo a fior d'acqua di un grosso proiettile dai forti basterebbe per manovre a fondo ognuna di queste navi. . . .. , È perciò aITatto improbabile che il governo degll Stati U~1t1 d _America si decida a fare atto di ostilità contro la Turchia. Se l'rncroc1atore Hancro(t tenterà di , passare pei Dardanelli ciò vorrà dire,. cl~e !i Americani sono sicuri, che ì Turchi non daranno fuoco alle artighene per impedirnelo. Opere di difesa, molto meno formiditbili che quelle dei Dardanelli, durante la gnerra civile tennero lontana da Charleston una flotta delli Stati Uniti, molto beue armata, e mirabilmente comandat;i , Due volte nei tempi decorsi il passaggio dello stretto fn forzato dalle flotte di guerra, . . . , , Là prima occorse nel '1770 quando l'ammirnglio Elphm.stone lllsegu1 la flotta russa composta di 3 hal timenti di linea e !~ fregate fino al Capo Kepis, ma egli non si avventurò ad andar oltre, per il tratto più ristretto del canale, .. La ,seconaa volta fu nel ·1807 quando sottq gli ordini dell'ammiraglio Duckworth la llott.a ing\e$e composta di, 7 bastimenti di .liliea (uno di 100 cannoni, uno di' 98, tino di 80, tre d1 7i e i/s e uno di 611) 2 fregate e 2 bombe attraversò il canale. Alle 7 anti meridiane del giorno ,19 febbraio fu levata l'ancora e si entrò ntlllo stretto: si passò oltre senza essere ;rnn fotto di$tnrbati d:1i forti d'accnsso che erano in condizioni rovinose~ in disordine: le perdite fur01ro leggere, l'a mmiraglio inglese si . limitù a replicare colle bombe al fuoco. nemico, Giunto àl punto pi_ù an11usto del c:male (the ,\'arrows) incontrò · fuoco molto piu nudri to: le ~erdite furono tntta1·ia poco gravi: 6 uccisi e 51 fe~iti , , A Abidos la flotta turca fn incendirta e in plìrte spinta a secco snlla spiaggia, Entrata nel mare li ì\farmora la . flotta _in?lese si tro,vò i1~operosa. Ma nell'interval lo i Turchi seguendo il cons1glio del generai~ Sebastiauì e colla di lui direzione, avevano rinforzato i forti~ le battel'le dell~ stretto, Ai 3 di marzo l'ammiraglio Duckworth ritornava stremato dl provvigioni. , . " Verso le 9 del mattino cominciò il combatt11nento, nel quale vam bastimenti della Ootta inolesfl ebbero a soffrire considerevoli .darmi. Un ~assici;io 'proiettile di pi!tra, del peso di 800 libbre(,\, quintali circa) cot'pì l'a lbero 1Ylaestro del Windsor, Ca,stle.


/

2192

VARIETÀ -

2193

LO STRETTO DEl DAltDANELLl

Un ,altro proiettile del peso di 770 ìibbre colpì la nave Standard poco presso a livello della linea del suo ponte inferiore. Un terzo dello stesso vol ume colpì il . fianco delta nave Active a soli due piedi sopra la linea di galleggiamento, producendo un'apertura del diametro di 6 piedi e mezzo, circa 2 metri . Le perdi te furono 29 morti e 138, feri ti nel la flotui inglese, mentre e3senzialmen le le fortificazioni dei Turchi non fu rono danneggiate. Dopo questa lezione ricevuta, il pubblicc del Regno Unito imparò a conoscere la verità del df;)tto di Nelson ,in utilmente predicata una volta -che le n11vi non possono e non debbono essere impiegH_te a battere le mura. Nel 1878 l'ammiraglio Horuby, dopo ordini e contrordini ebbe istruzioni di entrare nello stretto colle corazzate Alexandra, /lrnirairl , Swiftsurt, Sultan, Aginco-urt\ e A chilles, oltre .agli incrociatori R iiby e Salamù. Quando la flotta inglese giunse a quel tratto pii;t angusto .del canale detto i Narrows, il comandante dei forti turchi, spedì all'ammiraglio inglese un messaggio nel quale gli diceva « che si asteneva dall'aprire « il fuoco per sentimento di umanità ». E fu fortuna , perciiè la nave Alexandra incagliata, quasi senza difesa, sarebbe affondata. Appe_na · dopo 4 ore di grandi sfi\q:i il Sul tan riusci a ricondurla a galla . La flotta passò oltre, e si ancorò aIl ' isola del Principe, ma l'ammiraglio Hornby seri veva al suo Governo: « Tutte le flotte del mondo non basterebbero a tenere aperto lo stretto , (i Dardanelli) al li bero passaggio delle imb:ircazioni non provviste di oc corazza. Pochi terrapieni, sulle alture, armati d'artigl ierie, sarebbero ( sempre sufficenti a manda!'le a fondo) .

NOTE. BIBLIOGRAFICHE

M ANFREDO

CAGNI, E{l-itto . -

Torino, Clausen ·1 897. Prezzo .L. -10.

L'autorP,, il tenente generale Manfre~o Cagui, ]'anno scorso dimorò a luno-o ed a questo suo lavoro alndò le impressioni ricevute, <.> in. Eoitto V le fatte osservazioni, nonchè un' infinità di notizie, che, mercè le sue altolocate relazioni, potè attingere alle fonti ufficiali. L'opera, dedicata a Sua Alfezzà il khedive Abbas II, consta di 4'.2 capitoli e di un epilogo, e precisrimente: Capitolo I. - Antico Egitto - Dinastie. Capitolo II. - Egitto ai giorni nostri - Cairo - Alessandria Recenti scavi nei dintorni di Alessandria. Capitolo III. - Della flora e della fauna - Della caccia e della pesca. . . . . Capitolo IV. - Ordinamento militare in Egitto -'- Ist1tuz10n1 scientifiche - :ìliusei e Biblioteca Khediviale. Capitolo V. - Delle scuole italiane in Egitto e della missione cattolica dell'A frica·centrale. .-, < Capitolo VI. - Descrizione del Nilo dalle sue sorgenti alle sue foci. Capitolo VH. - Viaggio sul Nilo dal Cairo ali.i prima cateratta. Capitolo VIII. - Barraggio del Nilo,'- Pompe del ~1ex. . Capitolo IX. - Canale di Suez. Capitolo X. - Mezzi di comunicazione in Egitto. . . . Capitolo XL Considerazioni sull'aumentata irrigazione m Bg1tto ecostumanze dei contadini. Capitolo XII. - Stamperia governativa di Boulac - Stabilimento Parvis - Ralnneria zuccheri di EI-Hawandich. Chi volesse spigolare notizie e dati utliciali, statistici, ne troverebhe ,a dovizia, diremmo quasi in ogni capitolo, ma in modo speciale per quanto ha tratto al corso del Nilo e al canale di Suez, che comprendono le parti del libro più ampiamente svolte. J


2194

Limitiamoci a qualche ragguaglio tolto dai molti cenni statistici intorno al canale di Suez. Nel 1894 furono 3352 le navi transitate· pel canale, del!~ quali 2386 con Landiera inglese, 296 con bandiera tedesca, ·19·1 con bandiera neerlandese, ·I 85 francesi, 78 con bandiera austro-ungarica e 63 italiane. Nel ·1 870 transitarono pel càoale navi 4.6 con un carico di tonnellate. nette 4.36,609,370, che importarono una riscossione, derivante dal diritto speciale di l).avigazione, di franchi i,34-6, 758.4.2. Nel ,189,i. transitarono, co':1e sopra è già detto, 3352 navi, con tonnellate nette 8, 039>175,2.70, con una riscossi on~ di 72, 1'I 6, 965.·18 di franchi. Nel 11870 transitarono pel canale 26,758 passeggeri co(l una riscossione di franchi 2.67,580, nrnutre nel 189a. i passeggieri furoùo 165,980 cqn una riscossione di franchi 1,659,800. Fra questi passeggieri si e.ontavano:

.Nel 1895 l'ordinamento dell'esercito egiziano era il seguente: Ufficiali

1

militari tedeschi » inglesi. spagnuoli. » francesi » olandesi italiani ) turchi. » portoghesi » russi ))

;

))

,

226 37,737 ·1,725 ·H,973 a.,678 2.,591 7,7118 H 7,1,996

2195

NOTE BIBLIOGRAFICHE

NOTE BIBLIOGRAFICHE

'

Nel 1894. il tota le delle riscossioni ammontò a lire 73,776,765.'18; però la maggior riscossione si ebbe nel H;9·1, avendo dnto un complessivo totale di lire 83, ~85,506.2.4 ; cifre tutte abbastanza eloquenti -che attestano il florido sviluppo dell:.i Compagnia di Suez, dovuto, come l")V· verte lo ~crittore, all'oculata direzione ed ali' intelligente amministrazione, le quali, non mai esitanti a proYvedere per le spese necessarie, procurano di 11gevolare sempre più il transho. Il capitolo riflettente l'ordinamento militare è pur esso interessante, ma dal nostro pumo di vista speciale, come militari, avremmo desiderato una maggiore estensione e qualche apprezzamento sull'esercito egiziano, mentre il 'Cagoi si restringe a riferirne il riparto e la forza, ma evita di esprimere qualsiasi giudizio.

l' Stato maggiore, 2' Bande militari, 3° Intendenza militare, 4° Truppe locali (officine, prigioni, ecc.)

Impiegati miliWi

II

Truppa

,

20'1

533

533

224

81

9502

1 reggimento cavalleria a (\ squadr(lni .·

25

l'i

'131

2 corpi

14

8

280

39.

24

'198

'15

674

548

1837

Contòattmti :

I

8 battaglioni egiziani . 4

sudanesi.

>}

1 battaglione deposito.

a cammelli (4 c~mpagnie).

I

I batteria a cavallo l

))

a cammelli.

l

))

a muli

Del!'esercito inglese.

I i

1-

.Totale

---·

I 11,844

Sono però a dedursi dalla forza trnppa ·1 iOO. don.ne dei batta~lioni sudanesi incaricate del rifornimento delle cartucce a1 combattenti, per ·modo che la forza della truppa discende a 1 O,H4-. L'esercito, compresi i servizi del--~jnistero della guerra ed accessori tutti secondo l'ultimo bilancio di previsione, pel •I 895, doveva costare lire 'egiziane ~62,-136, pari a lire ital\;rne '1'2,0"5,536, e per gli i~regolari, non contemplati sopra, lini italiane 3·12,000, donde una totale spesa pel 1895 di lire it~l.iane ·12,32.7,536. . . Corredano .l'oeera 23 fototipie iu ,t 2 tavole, assai pregevoli, riguardanti località interessanti e monumenti antichi . Fra le dette tavole deve annoverarsi una carta inglese del corso del Nilo dalle sue foci a Dongola, ma a scala così grande 'che solo con molta fatica si può leggere e decifrare. Manca una buona carta topogrnfica dell'Egitto, che, a nostro avviso, sarebbe riuscita assai opportuna; ed è questo il solo appunto che ci permettiamo cli fare. In complesso, lavoro prerrevolissimo che sarà letto con vivo interesse. v 1

B d'A.


2196

· NOTE, BIBLIOGRAFICHE

Peuilles- de Carnet 1870-71. Ca pita no Chambet 1896. Prezzo Iire i.

PrNGET. -

NOTE JJIBLlOGRAFICHE

Annemas$e librairie

L'autore trovavasi, nei ,1870 allo scoppi/lre delfa "'uerra franco-oermanica, di stanza a Lilla, come sergente maggiore i:1 un reooime~to di fanteria. l!>IO Col 6° corpo d'~rmata comandato dal maresciallo Canrobert pres~ P_~rte . al la battaglia sotto Metz dal ,16 al ,t 8 agosto (battaglie di Vlonv1lle-ìVIars-la-Tour e di Gravellotte); dopo la resa di l\fetz mentre· insieme aili altri prigionieri- stava per essere internato in G;rmania gli riuscì di ftìggire e ritornò a Lilla. Ivi, destinato ad un re,miment; nuova formazione del l'armata del nord, fece con questo la c:~pagna mvernale, e dopo la capitolazione di Parigi, il , suo eorpo fu inviato alla capitale dove combattè di poi nella lotta contro la Comune. L'autore dimostrasi non solo. un prode soldato, ma un uomo di c~ore, e . molto amante del proprio paese. L'ppuscolo da lui ora pubblic<1to riesce rnteressante per chi è al corrente della storia di quella c~m?ag.na, poic~iè se in esso non si trovano particolartiggiate narraz1om. d1. ha_ttagl1~ o c~mbattimenti, per converso vi si leggono le imp~ess1om, 1 sent1menu, per la maggiore assai dolorosi, che giot no per giorno scuotono la sua mente e il suo cuore nelle tristi vicende di quella guerra. Le condizioni mo1,a li e mil itari delle truppe francesi nonc.hè la loro detìciente preparazione alla guerra, sono poste in 1'.iliev; dalle molte osservazioni ch_e dett~no ali' autore i singoli fatti dei qua li <) spettatore e pongon? 1~ luce uno stato di cose di certo non troppo favorevole ali' esercito fraucese, specialmente per <Juanto ha tratto all'istruzione di campagna. L'H agosto, a mo' d'esempio, la ~ompagnia dell'autore è destinata a "'ran gua.rdia nei p.ressi di M:etz. « Il col locameqto di una gran-guardia, ;,egl i « d1~e,. pare sia un pro.blema assai difficile a risolvere; i caporali e sottuf• fi c1ah non hanno mai preso parte ad un'operazione di cotesto oenere • e gli ufficiali sembra non ne sappiano di · più. II com~ndant: dell; « compagnia, 11lquanto indeciso chiede il parere de' suoi ufficiali. Il sot« totenen1e, appena uscito da Saint-Cyr, conosce le formazioni tattìche « dei Greci e dei Romani, ma nulla sa intorno al collocamento delle gran-guardie. Il tenente, che pro.viene dai sottufficiali, ha già fatto « par~c~hie ~ampagn~: egli parla a lungo dei· posti à la Cosaque • ~s~.t1 rn Africa , ma m modo così vago, così confuso che comprendesi « lacilrnente che non ne sa più del sottotenente ». 1

?i

·

M

Al l'alba del 15 agosto il reggimento è accampato presso Rozé'ruillez, (dintorni di Metz) e i Tedeschi dirigono qualchi: colpo di cannone ml suo accampamento che colle sue tende bianche si delinea sull'orizzonte. « Descrivere il panico, scrive il P1NGET, <:he s'impadronì delle truppe « alr'arrivo di quei proiettili frammezzo al campo addormentato, è « cosa impossibile. Le teu<le rnno calpestate, i fasci d'arme rovesciati; « un certo numero di soldati, a metà equipaggiati, si salvano di car,· « riera e vanno a rifuggiarsi in un piccolo bosco: dappertutto è disor« dine e confusione. Per fortuna la cannonata cessa quasi subito. Il ge. « nerale B. de S. il quale, in mancanza d'altra qitalità, almeno ha « un gran coraggio, raduna non senza fa tica, la sua brigata, .e ri.« voloe eneraici rimproveri. Solo la musica del reggimento o ai fuooitivi OiO « è scomparsa nella confùsione e non può essere ritrovata •. II 16 agosto, come è noto, gli accampamenti della cavalleria francese sono sorpresi dall'artiglieria della cavalleria tedesca, ed è con cotesta sorpresa eh' ebbe inizio la memorabile e sanguinosa battaglia di quella giornata. Se i limiti imposti aJ una s,emplice recensione non ce lo vietassero. vorremmo qui riportare le bellissimi' e interessanti pagine e tutte le amare rillessioui' che l'autore scrive intorno alla . parte presa dal suo reooimento in quella battaglia. Tuttavia non vogliamo defraudare il lettore di poche righe, le quali sono, sopratutto,. assai caratteristiche. · Come ognuno sa, in seguito alla sorpresa dell'artiglieria e cavalleria tedesca la cavalleria francese fugge à sbaraglio, mentre in vece 'la fanteri a corre subito alle armi e prende posizione. .Ma che po:;izioue l I reggimenti sono schierati come si trattasse di una rivista, su di unl'I lunga linea a perdita di vista, a righe chiuse, i soldati oornito a gomito ed in piedi. E il PrnGET scrive : « Tutt: la prima riga è formata di, f!~nteria a righe chiuse, inentre • dei Tedeschi non si vede un fantaccino , . · La cannonata diventa violenta, è un c?ntinuo spesseggiare di colpi. · oc Malgrado questa situnzioue s~aventévole, ~a lg:ado. questo mas' sacro che dura da due ore restiamo sempre mcl11odat1 sulla nostra « posizione, senza nemmeno poter ~ar uso ~el_le ?ostre .armi. . « Rappresentiamo la parte p,1ss1va dell animale aU a~mazzato10 che « aspetta il suo momento, in cui si vorrà p1a~t:1rglr rl. coltello n~lla • oola. Non i:i è ordine !! Non ordine per marciare avanti! Non ordrne « ~er prendere queHe batterie. che ci_ s~hiat'ciano ! ! Non or~ine per « soozzare Dlla nostra volta quei Prussiani. che, sino ad ora, ci hanno <) · < massacrato impunemente n. V


2198

NOTE BIBL.IOGRAFICIIE

2199

Inve~o che ~i com_pre~de come dat<.J un tale stato di cose, le tru ppe francesi ~on siano riuscite a conseguite la vittoria io quella oiornata . la soln ~1 tu_tta la guerr:1, in cui per notevole superiorità n~imeric/ per la s1tuaz1one strategica e tattica e la conformazione stessa del ter~ reno, tutte condizioni del momento erano loro sommamente favorevoli ~~r finire, sahiamo add_irittura sino alle ultime pagine dell 'opuscolo," ~ citiamo ancora poche n ghe che si riflettono non più il militare ma 11 borghese. · • ': 20 gèonai~. Gra'n_de e~~zione a Cambrai, io seguilO ad alcuni colpi di cannone d1 una r1cogn1z1one nemica. Il municipio ed i notabili del « pa_ese parln~o nientemeno che di aprire le porte della citt~ al ne« m1co per evitare il bombardamento. « O~(· come a ~- Que_ntin si può constatare che sono i ricchi, i _« qua!i 10 luogo d1 dare 11_ bu~n . esempio, si lasciano andare al la più " veroognosa debolezza. S1 puo dedurre· che in generale la ricchezza ' g:ne~n un ~ergognoso egoismo ed è meno sensibile al patriottismo , . E poi avanti, dopo concbiuso l'armistizio : · " Ebbi molte occasioni di notare che si era stanchi della guerra . « Ad Ha~ebra~ck un grande industriale mi ha cinicamente confessato « che ~gli d1;1s1derava la pace ad ogni costo dov.esse egli diventare « prussiano l «

<< Spero che non si sia nncora ofonti a questo punto nella n'iia vecchia Savoia! • . 1!>

Parolo b~n dolorose, corrispondenti a verità altrettanto tristi, a fatti che come s, sono_veri?cati in Fra~cia nel •I ~70-7 1, non mancherebbero purtrop~o d1 verificarsi oggidì in qualsiasi paese quando si rip:~es~ero_ le c'.rcostanz~ n_ell~ _quali ~ro_vavasi la Francia in queWanoo diseiaziato, fa tti doloros1ss1m1 ma dei quali è pur mestieri di tener conto. 1

B ·d' A.

NOTIZI E POLITIOO·MILIT ARI

·Finalmente in Africa si è usciti da li' aspettazione che ha durato !tanti mesi. Il ·I i corrente, dispacci da Gibuti a qualche giornale fran ·re$e annunziarono che le trattative tra il maggiore Nerazzini ed il Neuus aveano avuto buon -esito ed un comunicato della Stej'ani ago ,giungeva a,·ere il maggiore Nerazzini facoltà di concordare i prelim;nari della pace, qualora fossero con formi alle istruzioni avute dal ~overno del Re, ed essere pqssibile che i corrieri di Nerazzini stesso, dovendo passare per Harrar onde recarsi a Zeila, fossero sta ti pre·Ceduti dai corrieri scioooi che fa nno il serviz io ordinario tra Adis.Ababa e Gibuti. E così fu realmen te. Il mattino del giorno rn venne uffic ialmente -<:omonicato ai giornali ita liani questo telegramma del Negus. Menelik a S. M. il Ile d'It;ilia, in data di A.dis-Ababa 26 ottobre.: « Sono lieto di far conoscere a Vostra Maestà che il trattato di pace .,è stato oggi sottoscritto. Iddio ci mantenga sempre amici. • Sapendo che il 20 novembre è una gran festa della vostra Augusta 1F;tmiglia, sono contento che col ·reale volere di Vostra Maestà, e grazie .all'intelligenza e serietà del vostro inviato, plenipotenziario maggiore N erazzini, noi possiamo (are· di quella data memorabile uri giorno di ,gioia per i padri e per le .madri dei prigionieri italiani. « Che Dio conservi lunga vita a Vostra Maestà ». Coutemporaileamente veniva comunicato un dispaccio di Nerazzini :al oooverrio ' nel quale. confermando la conclusione delln pace, se ne •,indicn vano, le disposizioni principati: « Ho sottoscritto oggi il trottato di pace ed una convenzione per la ~iberaziooe dei prigionieri. , La cerimonia fu solenne • . Il trattato d.i pace comincio con fo rm ula generale espri mente il desiderio di ristabi lire l'antica amicizia. t 4l -

ANNO )(LI.


' 2200

NO'TIZlE : POLITICO ·lIILITARl

NOTIZIE POI.ITICO-MII,IT;\RI

Seguono gli articoli : ; « :I.° Cessazione dello stato di guerra; vi sa rà tra i due paesi pa('ee amicizia, perpetua . • 2° Abolizione del trattato di Uccia lli. " 3° Riconoscimento dell'in~ipendenza assoluta dell'EtioR.Ì3 · « H Non essendo ·1e parti contraenti d'accordo per la delimitazi?nedefioitiva della\ frontie ra, ed essendo desiderose di non interrompere per questa divP,rgenza le .trattative di pace, rest;a convenuto che, dentro. un anno dalla data del tratttato, delega ti speciali dei due governi fisseranno la frontiera med.~ante amichevole accordo. Int~n.to sarà rispettato· lo statii quo ante e il çonfìr.e Mareb-Belesa-Muna. dS° FinQ ,\ definiti va delimitazione dell,1 frq11tiera il governo it:1li:iuo si impegna a non cedere territorio ad alt1•a potenza e, se sponfaneàmeute vo'Iesse ~abbandonare ·qu:ilche porzione <Ìi territorio; questa. 11ieutreretibe sotto la dominazione etiopica, « 6° Per favor irn i' rapporti commerciali e industriali potrà essere· concluso un ·ulteriore·accordo. · « 7° Il presente trattato sarà com unicato dalle parti contraent~ alle potenze. , « 8° Il trattato sarà ratificato entt'.) un mese'dalla dat.a •. Lll convenzione per la liberazione dei prigionieri contiene le segnen ti, stipulazioni: ~ .. <.·I° Come conseguenza della pace stipulata i, prigionieri sono. dichiarati. liberi, 'Menelik li riunirà tutti a H:irrar per fari ( partire· pHr Zeila, appena ricevuta la ratifica telegrafica del trattato. « 2° La Croce Rossa italiana potrà mandare una sua sezione fino. a Gildessa per incontraryi i prigionieri. < 3° li plenipotenziario italiano, avendo spontaneamente riconosciuto le forti spese sostenutx da l. governo etiopico per il manteni. mento e la concentrazigne dèi prig.ionieri, conviene doversi rimbots:ire • .

·· S. ·~1. =i1 Re ha subito autorizzato ,la r-atifìca del trattato di pace e dell'anness:i :convenzione, e ne diede comun icazione egli stesso al :Negus. con telegramma controfirmato dal presidente del Consiglio, da l mi: nistro degli affari esteri e da quello dell~ guerra. Il maggiore ~erazzini fu incaricato cli fare gl i opportuni incumbenti .. In seguito a ciò è molto probabtle che il generale Valles, il quale ' - si u,ova tuttora a I\lassaua, non vada più ;illo Scion, ed è anche questo. uno dei succes~i del negoziato di Nerazzini.

,2201

Si ricordi che prima dom11nda del Negus el'a,di volere alla sua Corte un. alto per5onaggio italiano, un ambasciatore del ·nostro Re; quest:i domanda era riuscita dura ,,I governo, e fo rse più ancor:i al . cuore del ~~ Uti!berto;· non 'è dunque senza importanza dal lato ·mor.ale ·!'e_sserv1s~ ,potuti sottrarre ed è debito di giustizia rendere onore a Nerazzm1 che s1 ·è condotto egreg1amei1te. • • .. ' · . · L'impressione che fece in °paese l':mnunzio del I.a pace, dopo .tant~ •.n·cèrtezze sull'esito delle trattàtive e tante ansie sulla sorte de, prig10nierì fu eccellente com'e't-ii·cla credersi. Al paese parve cli es::;ere liber:ito da uii i'neubo. Anche coloro; cui più sta a cuore il prestigio dell'Italia e cl:ie :;'erano · dichiarati avversa ri di qualu nque pace ottenuta a cond izioni non del tutto onorevoli, riconobbero onorevolissime quelle stipulate e si associàrono ~]]'esultanza genera le ; a~zi, il loro, pensiero tico'rreudo immediatamente all'esercito e alla marrna, notarono Chè il nuovo stato di cose crèato dalla pace offre la possibilità di consiicrare alle nostre forze di terra e di mare maggi·ori cure e· maggiori risorse, ria lzando così il nostro pre~tigio e la nostrn potenza in Europa più di quanto avrebbe potuto fa rlo una sterile rivincith in Abissinia . Si discusse molto nélla ~tam pa sugli articoli 4° e 5° del trattato surriferito e vi fu chi volle vedervi indizio di sottinwsi, :inzi ·di aggiunte segrete; ma queste supposizioni, che null:i autorizza a ritenere fondate, non valsero ad attenuare la bu0na impressione che il trattato stesso fece all'interno ed all'estero. Non diremo le congr:itulazioui di municipi e sodalizi italiani nè di governi stranieri · che possano avere interessi in Africa contrari ;1oli in~eressi italiani , · ma ~on dobbiamo tacere dell'affettuoso telegrar~ma rli felicitazione spedito a S. M. il Re d'Italia · da S. M. l'Im peratore di Germania. · . Se là Gèrmanìa all'atto disinteressata in Abissinia e interessau1 a che l'Italia conservi sua potenza e il suo prestigio in Europi:1, ·ha visto di buo~ ocèhiÒ questa pace; ciò significa indfibb iamente che nè la potenza rie il prestigio dell'Italia vi hanno scapitàto. ·

I;

..

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Per meolio spiecrare ed accentuare la soJ'disfozione del paese all 'aui, " • I ·1 nunzio 'della pace e restituzione dei prigionieri è da notarsi e 1~ 1 te~ leoramma· del Necrns al Re e quello di Nerazzini al governo, 1 qu11l1 " " . davano tale annunzio, giunsero appena due o tre giorni <lopo l' amvo , di monsignor Macario, giit inviato dal Papa .allo ~cioa, che nulla avev~ òtténuto, ~ mentre appunto 'correvano ·su i giorna li eil erano oggetto dei


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NOT IZIE POLITICO-MILITARI

;<iOTlZI& POLlTICO- lllLITARI

più vivi commenti una lettera del Negus al Poutefi0e ed un rapporto di mon;;ignore al medesimo, che n~ la pace, nè la restituzione dei prigionieri lasciavano sperare vicina., Anzi in q·u.el · rapporto monsignor Macario, cercando di spiegare a suo modo la ragione del proprio insuccesso, ci mostrava Menelik che, già pronto a rilasciare caritatevolmente i prioionieri dietro la . cristiana r, istanza del -Pontefice, avea cambiato improvvisamente e risolutamente d'avviso, in seguito'alla notizia giunta~li della cattura del Doelwich, la fa. mosa nave olandese carica d'armi e di munizioni per Gibuti e lo Scioa. Ondo pareva che, non solo la pace, ma (quello chti alle popolazioni importava forse a~~he più) la restituzione dei prigionieri, già consentita ali' inviato del papa, fossero andate in fumo per on atto di energia del governo italiano; e, com' è naturale, coloro stessi che quell'atto avevano senza riserva approvato, cominciavano a tacciarlo di inoppor· , tunità t1 improntitudine. · . Ma i dispacci surriferit i vennero in buon punto a provare che Menelik, per quanto deferente all'autorità morale del pontefice, non aveva mai avuto la menoma idea di rilasciargli i prigionieri, perchè li con· siderava come un pegno prezioso in mano propria fino alla conclusione della pace; argomento di cui fl inviato del pontefice non aveva missione nè qualità alcuna per trattare.

eento di essi furono avviati a Zeila. Gli altri. seguiranno a scaglioo~ di 200 a 300 per Nlta, e ciò in eonsiderazione del gran numero ~et cammelli che richiede il loro trasporto e vettovagliamento. A Ze1la sar.anno tmbarcati sopra vapori della Navigazione gener~le. . . Per cura della Croce nossa, una carovana con soccorsi (v1ver1, og• getti di vestiario, òenaro) è in viaggio da Zeila_al lor~ incontro, e un deposito òegli oggetti stessi venne fatto per essi a ~e1la. . Il magiiore Ncrazzini lasciò Adis Ababà e ca~cola di .P~te~ p_arnre da Barrar ai primi ,li dicembre con una colonna d1 300 prigiomer1.

....• Più attendibile che la relazione surri fe rita, ha fatto monsignor Ma· cario un elenco dei prigionieri, il più in ordine, il più ,ricoo di dati e, per quanto è lecito presumere, il più esatto di quanti ne siano giunti finora. . L'elenco comprende 11 ta,5 nomi, dei quali 50 di ufficiali, 5'I di sottufficiali e 1OU di caporaji e soldati. A questi devono aggiungersi circa altri •I 50 prigionieri che si trovano nell'Harrar, dei quali monsignor Macario non ha potuto prendere nota. Siccbè appare giusto quanto è detto in un telegramma del maggiore Nera1.zini pubblicato qualche giorno prima in cui si affermava che il _numero dei prigionieri non supera i ·1 300; C')Sa allora messa in dubbio, pcrchè generalmente ·si credeva chti fosse di parecchie cen1inaia inag· giore; invece, maggiore pur troppo di quanto si crede.va è il numero dei morti. Circii ai ;lrigionieri le ultime notizie recano che fino dal 20 corrente, prima ancHa èhe giungesse ad Adis Ababa la ratifica del trattato, due-

,. "" Il 23 corrente fecero ritorno a Roma dalla villeggiatura di M~n.za ie LL. MM. il Re e la Regina. Il 25 ricevettero ufficialmente la v~s1~ di S. M. il Re Alessandro di Serbia , che ven ne accolto con tu~ll gli onllri dovuti al sùo grado ed alloggiò per due ~iorili nella r~gg1a ~el Quirinale; quindi partì per Napoli, donde in forma privata fa ra un giro per le di verse città d'Italia. • 1 Io onore del Re di Serbia ebbe lnogo una manovra tattica che, 6ssata · per il giorno 26, si fece invece il 2'. _a C.'l_usa del t:mpo. Vi prese parte quasi tutto il presidio . di Roma, n~f~rz~to. ~a oltre 3000 uomini chiamati per la circostaoza dalle guarmg1om v1crne. . La località scelta fu quella detta di Co.sai <lei Pazzi a cicca sette chilometri fnori di Porta Pia. La manovra venne diretta dal generale Orero comandante della divisione di Roma. Il supposto generale del tema era il. segue ote: . L'avanguiirdi:i di un'armata nemica, marciante sulla capitale, si incontra nel primo nucleo di difensori che escono da Roma .per ar~ restare il nemico e dar 1empo al grosso delle forze della difesa di accorrere. li par1ito della difesa era agli ordini del generale Aymonino, quello dell'auacco agli ordini del generale Gobbo. ' . . La manovra gi svolse, nel sno complesso, egregiamente; commc1ata alle nove, terminò ' alle dieci e mezzo. Vi assistettero S._ M. il _~ e Umberto e s. M. il Re Alessandro di Serbia coi rispettivi seguiti. Dopo 'la mouovra le truppe sfilarono davanti alle LL. ?llM. in assetto e contegno irreprensibili.


2204, N'OTIZlE POLITICO-ill!LIT.A.Rl· ,

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. 11 ..30. corrente si riaprirà il Pari . . .. . .' ' . . . .. . .all'ordine del. gi-orno della Ca .ament?,. Fra ,. vo r1 progetti rnscriuì . , mera .v1 sono I serrnenti ro t . ·1· . · • .Matrimonio de"'l i uffici;! ·. , ~ · ·P ge t1 rn.1 1tar1. ~ ( J t

'

. Requisizione dei quadrupedi per ,;ese~cito; Avanzamento .nella re"ia marina . . . or d' ' in~·mento del regio" esercito. ' •. .. , . .. Quest. ultimo pronett · . . · · '. O 1 e mporta u11ss1mo . · ,, · . parte con la relazione e anne . lJ . ' O i, la pronto ID .ogni sua. il 2'iorno stes,o del! • . ss1 a .egat1. Sarà presentata alla Camera v ~ " :,ua apertura e d' ·t ·'b · · stesso della presemazione U d I :, i I u110 a1 deputati il giorno -, . . governo omanderà l'urgenza che verrà certo accordata e , · . mo 11 nutrouo spera nza che . . d' appro,•a to prima cbe il Parla m . d . po,sa veo ,r ,scusso ed , . ·, . ento pi an a le. vaca nze nataliiie 0 rn. . c10 non avven.1sse, sari, "iocoforza . " . .. . il tempo stabilito per l'attua . o d . d p1 orooa1e ancora una volta lempo cbe com 'è noto sc_;,,z1one_l e1 ecreti-leggp 6 .novembre ,J89+ ; , · ' . "ueva ' ·to lu"l10 rogHto fin o' al genna . e· ult'tmo scorso e fu prod 10 pross11no ventu ro. !\.d O"n. roga; :se .necessaria,. -sarà · brevissi ma n • ~ I mo ~ .questa prouscire al più, presta dalla r. . .' ~reendo :sotto lutti i rapporti di '. Le balli princip.af' d ,: ,J10Vv1so~1eta e dall'ìncertezza. J e ,nuovo ordmamento . . . sarebbero: . • pet quanto frnora è note,, . 1:0. Reclutamento a sis1e1na . n;zion f.. . ~ . 20 ]\.. b't· . a e, . '· ': io i ILHZ1one a sistema misto· 30 Impianto di depositi nei re(J'"i;n . . ·d. f . : ·, . . . con l'incarico della m0h·i· . ee enti I autec 11 o .de, bersaglieri · ' t Jtazwne pòr le classi in , d · ' cito permanen te e per qu H d 11 . . . . · . copge o ascnuc a.ll'es~r. .to T.1 . . . e. e e a mrl11.1a mobile,;, .. . aslorrn:iz,one de, distretti n . d . . il reclutamento di tutto I' . . CO sei va n o loro le attrJbuzroµi per classi di milizia terri toria~: ~1 crto e quelle per la mobilitazione delle sole . . 50.Mantenimento dei d·odici cor . d' . ' .. z10ue, cioè con tutte le ·,~ . p.1 armat:i .nefl attunle loro fo rma0rg;1UJt hc çbe QO'ai fj ·co . " . mUOJw eome s1. vede, salvo d'f' . . "'.., rnpou;::ono. o l 1caz1on1· nelle parti se d . .. getto è in sostanza molto sjm'f con arie,· ques_to proloux: quando fu ,Olioistro del!~ e. a Cf~ ello presen_tato dall'on. generale P.el... · . guen a per la prima voJta.

NOTJ ZIE POJJITICO - !ll LI'll..l &l .

2205 :

1l6lizio. inesatta, per non dire assolutamente iufondata, intorno: al ,fi Qov.o : facile modello 4894, la quale fece il :giro della sta_mpa e des.tò sul}e , prime una certa app rensione. ·X t Si disse che J'estr11ttore in quest'arma non funzionava sempre a .do:- · vere, sicchè talvolta il bossolo. rimane incastrato od•impedi5ce per qual-:- , -che tempo l'uso del fu cile; ma fa autorevolmente risposto che, se questo., -inconveniente succede .qnalche rara volta colle cartuccie .a sal ve e.raris- . sima colle, cartuccie da mano vra, non .succede qua:si mai .colle cnrtnccie <la guerra che, pi ù pesanti, entrano meglio. L'esperienza. ha djmostr'ato -che, con ryueste ca rtuccie, su 7000 colpi ~e ne. dà appen:i .uno in cui . il bossolo rimanga incastrato. Si ti:ana dunque di co·;a che non, può avere · -conseguenze valutabili in guerra, ciononostant~.si è pensato di rime:diarvi ,e .si oredtl di esfiervi riusciti. . .. · · .. Rettificata questa: notizia di Gui ,almeno poteva spiegal'si l'origine,, ne. tornò in ~ mpo una già vecchia e che non: ha il m@omo fondamento: si·, p:arlò della cattiva prova fatt:1,, dal nnovo· fucile all,1. baltaglia· di Adua. -Ora è da sapere che alla !,attaglia di Adua non si è trovato uno:solo d.ei nuovi ,fu cili. Ai soldati che n'erano armati , quest'arma fn ritirata prima -della partenza; ai soli alpini, cui non fu ritirata prima dell a 1>artenw, ft1 , ritirata durante la 11:aversata, e a tutti fu. distribuito il ·fu cile Vetterli per , -evi.tar~ i .possiliili incon.venienti di un doppio .munizionamento. · t Solo p.iù ·;tardi s.i ritornò su .questa disposizione .e fu rono armate del, nuo\'O fucile le truppe che formavano le di\•isioni Heusch e:Del l\fayoo·, mn la · maggior parte di queste truppe sbarcarono· a .,l\fo$saua cil.opo il 1° marzo e neppure uu riparto. di. esstl si trovò alla battaglia di.. A.d ua. Cndono quindi tutti i ragionamenti fonda ti sopra un fatto_.clte non su ssiste. i . I l vero si è che il nostro nuo.vo fucile a piccolo c11libro ·,è .forse il migliore fra quanti souo attualmente in servizio nei vari eserciti . di Europa. Questo pr.imato gli spetta tanto per le sue qualità balistiche {giustezza di, tiro, tensione di traiettoria, penetrazione), qu:1nto per le ,qualità tecniche dei. suoi vari meccanismi· e ,congeg11i. Due soli fu cili, Qggi, possono Competere col nostro, D0\1 s uperarlo; il ·rumeno da mm. 6,5 ·e .quello della marina degLi Stati Uniti d'America da mm. 6.

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.Fra le r1uestioni dibattu te nella st .. · . . togl i quelle riguardanti il trattato, d' a~pa du_raote la qui'ndicioa, se ne ressi l'l:ilerneuto mili1are· solo ~ . i pace, altia non ve ne fu che iute' ..cceoneremo ad una, p1ucchè · questione,

Fra le più importanti disposizioni d'intere~se militare emanate. nella: •quindicin a, notiamo le seguenti: . ll Ministero della guerra ha stabilito che , in occasione di' parate stahjJi te dal § 76 del lib r.u IV del· Regolamento pel ser,vizio...terr.itor.iale,


2206 -

NOTIZIB POLITICO ·MIUTARl

NOTIZIE POLlTIOO-MILITARl

gli ufficiali- della Regia marina, così in effettività di servizio, come io congedo,_debboço essere in vitati . ad in1erven_irvi. . Per sémplifìcare la compilazione del 1kndiconto ·gènérale degli _(ZSsegni ordi nari, il Ministero ha determinato che dal 1° gennaio 1897 • Prospetti della forza e delle .,,ariazioni, modello j15, che mensilmente gli vengono trasmessi a seuso del § ~ 6f del Regolamento · di> amministrazione, sostituiscano gli attuali quadri A, B, C e D (forza evariazioni) del suddetto rendiconto, al quale saranno perciò allegati per cura dello stesso Ministero. · Rimane. così eliminato il doppio lavoro di scriuurazionf) ora derivante, dal dover riportare sul rendiconto generale la forza e le variazioni già comprese sui prospeui. . Un R. Decreto ha determinato che il comandante della scuola cent,rale. di tiro di fanteria fa parte di diritto, in -qna lità di membro, della commis'sione centrale -di tiro a segno nazionale. A schiarimento del § 96 del Regolamento sulle indennilà eventuali, (Atto i85 della Raccòl~a), il ministero ha dichiarato: a) che il soprassofdo pei teleg1·afisti e guarda fili del genio mili1are non è dov,uto quando questi attendono al servizio solo per completare o per dare speciale riprova di possesso delle istruzioni loro impartite secondo le norme contenute nei titoli I e II volume XII delle istruzioni pra1iche del genio militare {speciali1à telegrafisti); b) che è dovuto invece in tutti gli altri casi nei quali l'opera deitelegrafisti e guardafili non abbia il fine diretto ed esclusivo della loroistruzione, vale a dire quando essi vangano comandati ,per l'esercizio della t.elègtafia o della. &elefonia nell'interesse del servizio JJ1ilitare in · genere (presso i comandi ed uffìci, ai campi e alle manovre, nelle esp-e-rienze, eéc.) o quando vengano comandati come istruttori di telegrafia o telefonia. · A rimuovere possibili dubbi e ad evitare diversilà di trattamento, it Minist~ro ha av,vertito che i volontari di un anno sono inviati in congedo illimitato per anticipazione il 27 ottobre p. p. ., che furono dichiarati idonei negli . esami a sergente, dovranno dai comand~nli dei distretti. e , corpi nei quali furono trasferiti in seguito al loro congedameoto, essere nominati sergen&i con la data del 34 ouobre u. s. e provvisti del relativo certificato di nomina, il quale sarà loro fatto venir.e senza ·indugio.

Visto il gran numero di domande che ·provengono dai so11uffìciali -sotto le armi per conseguire il pagamento anticipato di tuua o parle<1.ell'indennità stabilita dall'articolo ·1 5t del testo unico delle leggi su~

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. he con tali concessioni, non obbligatone, reclutamento, e considerato ?f d. ·e nati in bilancio che divengono viene assorbita gran parte det ond··' ads:; g_t, dovute ai sottufficiali con. ft!-· t' e\ pagamento m e1101 a . poi msu 1tv1en 1 ·p , .. d"ft . 1 .1 Minisiro ha determmato gedati e che non p~sson~ essere t eri e•. ~ o fi oan:i.iario della facoltà d. n·on valersi per tulto il corrente eserclZI I . ' I •.1·3 accordata dal prec1~ato_ art1cdo § del Regolamento d'amministro: . . · Per l'esatta appltcaz1011e e . . h stimalo opportuno avvertire. ziooe, il Mm istero. ~ , -in forza degli inscriui di 4• catea) che _la va~t~z~ooe d1 p;::;:Ìlimitato deve essere fatta dalle comgoria fra gh uom'.01 ~n ~ou~~ti sul mensile rapporto-situazione mo~ pagnie per~an~nll dei d1s~110 Ìa data dell'ultimo giorno del mese pr~ dello 80 d1 cui al § 76.\, s I . taziooe della classe sotto le armi; cedente a quello li:sato ~~r al presen anno passati tra la forza sotto le b) c~e. all'-arr1vo..de a casse, v, . . .. modello 80 giorna-' . d. . tati nel rapporto-s1tuaz1one armi (e qmn t ~1por . . I debbono rispondere alla chiamata e par~ liero) soltanto glt _uo_mm'. \1t uali i contiugeuti dei vari . mandamenti titamente second9 t g_10_rn1 ~ q d' traodo nella forza con assegno debbano raggiungere ti d1stretto,1 tmos . .. . t' . , · . · Il forza senza assegno 1 non gmn 1· · quelli presentatt:ìl e ne. a_ I . d' n anno e gli studenii univer- . za cosi I vo on1ar1 u Per consegueo , . . . . al 250 anno di età, come . . · r"tardare 11 serv1z10 smo .. s1tar1 a~m_e~:;1 a i . ' ,, rdie di finanza , nonchè gli inscrttll che gli inscr1tu mcorporall nde'.le "u~ . è nei plotoui allievi uffiéiali'e allievi già falla domanda amm1ss1on . b bb. a ,ano t' quando la ch",amata d'ella classe avvenaa " prima chedessi a • :;ergen ,, impreodere serv1z10 . . .m ,quei plotoni • continuaudo da .. . . a essere b. ,ano ·. d ·1r ·1 to sono perc10 lasc1at1 tenuti nella forza m conge o i 1~1 a , , ne1 rap. . · dello 80 mensile. porto-s_1t~az1on; ~:terminato che gli attuali coperchi delle bandoli~re da Il M1~1stero la . tori modello 91 e delle bandoliere da cavalleria p~r cavalle.nadrepris:~~~iano sostituiti con coperchi di cuoi~-s~ola_ stNamp~tt. cartucce . .. con · la soì:teta dt aciga, Fu ,pubbltcl\ta una . ntrova conve'nt1one 1··muarco dei militari ·1 1 sporto sul mare e per 1 · zio'!'e g_ener~te. per i _ra . Mi.oisteri della guerra e della marina, d~lle ed imp1ega~1 d1p~odent1 l~a1d . . oli dei cavalli dei materiali e delle loro fomiglte, de, bagag ,,. et ve1c • , . . robe tutte al servi1.io dell'esercito. e dell'armata.

r "750

Roma, il 27 novembre 4896.

X.


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2209:

RLVISTA DEI l.'ER10DICI MILITARI

RI~VISTA DEI . PERIODICI MILI.TARI .

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Stzidio..crit·ico sulle operazioni del Xf.V corpo tedesco nei Vosgi· e 11elt' alta , .. vlill~ delln, S1ior11e. - Annes~i e documenti, con una carta d'a;;sieme. L'istni.zione pmtica degli ufficiali e dei sott-ufficiali di fante1'ia. Un,t campagna di Tt'7emui (4654:). - Bau~glia d' Arras. - .U campo. ·della ha-ttàglia. - Vie di comunicazione e linee di. ritirata. ·-,.Le.lill'èe.!Jf.Sl Schieramento .delliesercito reale. - L'attacco di, Tu. renna. --=-"'i!ttacco· ·di · La Fertè. '-- Contrattacchi: Ris·uJtato della battaglia. - Riflessioni generali. I libri militari francesi ed,este1-i.

Journa l des Scie~ces Militairès.

Novembre 1.896. - · Lµ chimera .del disà.;,~10.'

Revue Maritìm·e .

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'll . ..

Dice _il genera~e ~ E~~AL, che 'ii disai·;lio Iion' p'uò avvenire <!hé dopo un. arb1.trato, cm deve suooed~re e non ·già préO'edere · il disarmo' materiale; ~nfu.111 pos.oi~ I~ s~ppressione .Preventiv·a· delle cause della guerra per ~ttu~1re 1 motm , di , d1ssenso ~ra le nazi?ni ed · ·assiéurare Ja· pacJ; J~Ja giudica ~he · sol.tanto, j . vi~c.i~?·~'.i possono apprendersi ·_a que.sto part~to e ~one 1n atto U°;a tale. m1ziativ? ohè i'~atti hanno sempre sm~n1110. D1 consegu.enza, . ~u~ti .e tuuò, deve ess~,r. pronto i~- ogni tempo ~er la guerra: 1mposs1bile il disarmo materiale, il disarmo fo rzato ed 1I . paàiale coi;isentito da una pai;te o· dall' accoMo dC\II~ nii'zioni.; La difesa della patria . è. una cosa· che ~?n si. disè_ute, e. non· si nega. Essa è. u·n dovere natura!e e primordiale. Si eviti pure la guer~a. m·a senza d~pp_le~za, e nel1~1 piena co7cienza delle p1:op_rie forz_c : tanto peggio per colui che, .nel giorno del supreino peri?olo; si troverà sprovvisto di buone arm1. · · · 1

La campagna di autimno nel 18/3 e le linee interne. -

Riass unto e conclusione. - ·Con una carta generale del teatro della guerra in Sassonia nel 181.3. l mpieg~ dell'a.1·tiglieria nel.I.a difesa delle piazze - Ordinamento generate di. u,~a piazza _<i forti staccati - Prima parte. - Impiego dell' arti gl1ena ·nella difesa delle piazze. - Bombardamento dei fo rti. Azione delle batterie mobilitate della difesa. - Attacco delle opere esterne. - Attacco delln linea principale. - Batterie.a t.iro indiretto. - Specie di Liro da impiegarsi contrÒ·1e opere. - Numero · delle bocche da fuoco delle batterie esterne. - Mortai da centimetri 22. _ Cannoni. - Numero complessivo d.ellebocche da fuoco necessarie alla piazza. - Impiego delle munizioni e condotta del fuoco.

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Ottobre.:1.896. - Determinazione deZ. mer-idiano ·per mezzo del(orològio. - Controllo della variazione. Da gran tempo, esploratori ed ufficiali, in cam pagna, si sorvò'no di un orologio regolato sul tempo vero per determinare il meridiano. Questo procedimento è, al,qu_anto in,csau9_ pe~chèJ.e. proiezioni delle verticali del sole, sovra un piano orizzontale, non determinano gli angoli eguali fra di loro e l'errore s'aumenta a misura che si allontana l'ora del mezzogiorno. Il tenenie di vasèello D ECANT E, propone perciò un metodo rapido di controllo, con l'impiego .della bussola, m.olto esatto. ed ingegnoso. · Soccorsi alle pittime di. guerra sul 11ia;·e. - Ciò ~he {1iro110. ...:_ Ciò che" · sono . ...:.._ Ciò che d~bb~1w essere: ..

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È autore dello ~tudio il direttore del servi~io sanitario marittimo <h fr~cia, ! ~FFRET, già noto : per ·studi congeneri pubblicati . n~lla; &v·ul! 1l1<wi!irn~ et Coloniale.· Egli. disegna lo sviluppo d~II' a~si_stflnza. i:i~)l,a guerra 11avale,. ne,l passato, ne.J .pres.en!e ~ propone lar~l)e, µtil~, ~ ra1.i_o_nalj riforme p~r \',avvenire. , ... ,

Gtiida pratica pf;I' i consigli di guerra e la giu.stizia a bordo delle navi ilellÒ Stato. - Delle deliberazioni dei consigli. - Complossi.tà. -:. Com~ piicità. - Posiziorte e forma. dèlle quost.joni. - Bollettif\O. ufficia.le. . della.marini}. .~.,, · Sr.!gg_io di. classificazione del.le caldaie .a tubi d,' acqua applicati alla naviga.zione. - Primo ,q1·11ppo. - Generatori a tubi dispo;;ti a serpiintino. . -:- . Secondo . gruppo. -: Ge.neratori a strati. d' acqua. '7'. Cal4aiij Oriollc. - Caldaia Lagri1f~l.· d'A..llest. - .Ca.ldaia Ia1:rnw. -:-::-: Ca!-


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RIVISTA DBl PBRlODICl ldlLi.TARl

RIVlltTA DEI PBRIOOIOI KJLlTARl

daia Babeok e Wilcox. - Terzo· gruppo. -'- Generatori , a tubi Field. - Caldaia ColleL - Caldaia Niclausse. - Comparazione delle caldaie multitubòlari. Appendice. - Generatori ·a piccoli tubi. Marine straniere. - Le manovre navali inglesi nel !896. - Radunata della flotta. - Sua composizione. - Flotta della Manica. Flotta di riserva. - La crociera preliminare. - Crociera preliminare della squadra di riserva. - Manovre di luglio. - Regole relative agli incontri. - Pot1mza comparativa delle forze. - Posizionioccupate dai vari gruppi al principio delle ostilità. - Convenzioni. - Sviluppo delle manov-re. Attacchi e protezioni. - Notizie sull'apparecchio OenY. Cronaca ma1·ittima. - lnghilteN'a: Impoi,tamento in cantiere di navi di squadra. - Il Caesa1·. - Ve·1ms. - Terrible, ecc. - Russia: Vari e lavori. - Germqnia: Alcune notizie sulle manovre navali ·di Wilhel msha ven.

Alla memoria det generale Faidherbe. Decorazioni, croci e medaglie. . -Cr(}nt1ca della quindicina. - La medaglia del i870-7L - Progetti di nuovi regolamenti. - Riafferme militari. .- Riparto delle classi di reclutamento. - Rinforzo alle guarnigioni di fanteria nel Nòrd. La nuova uniforme per la fanteria. - Il bilancio della guerra.

Le Spectateur Militaire.

io ottobre !896. - L'armatura della fanteria. L'odierno. armamento a, calibro ridotto _e l'adozione di polveri a grand~ forza espansiva, s~ndo I autore, fanno ritenere estremamente pericoloso · l'att:icco· frontale .. E quindi necessario .munir~ le truppe di avanschiera d_i una. protezione, resist~nte alla grande_ penett·abilità dei -nuovi proiettili, c1~è, d1 un~ vera e prop~ta co~·azza. Cosi tornano nuovamen~e in campo gh scudetti per la fanteria , dei quali lo Spectateur si è fatto, da qualche tem~o, un ve1:o apostolo e banditore. Lii:oNCE BRuN, autore di questo studio, appoggia le sue proposte agli scritti del Danrit, la Guerre de Demained il lournal de guerre ,du lieutenoot vonPiefke; fonti che peccano davvero per esatlezza tecnica e professionale, e danno, .ben di frequente nel romanzo. · ' A fian,:o delle ma1wvre. - Colonnello CHABERT. Necrologia. - Il generale Jung. - Il generale Trochu. Cronaca della quindicina. - Lo TzaL· alla rivista di Ch&lons. - Le biciclette pieghevoli. - La bicicletta per i gendarmi. - Una manovra di cavalleria. 0 i dicembre 1896. - L'inizùitiva in guerra. - Colonnello CHABERT. L' armatura della fanteria. - (Continuazione).

Revue d' Artillerie.

'Novembre i896. - .Materiale da campagna a tfro rapido sistema Cane(, Modello 1896.

In seguito agli studi comparativi ed alle !!Sperienze di tiro, continuato dal ! 889 fino a questi giorni, dal Canet, direttore del servizio delle ·artiglierie presso la società delle fonderie e dei cantieri della Mediterranea,- fu concretato un materiale a tiro rapido, di nuovissimo sistema. Esso comprende tre specie di bocche da fuoco, cioè: un cannone da 75 millime:ri da 32 a 24 calibri, un cannone da 70 millimetri da 32 a 24 calibri, un cannone da 65 millimetri da 3o a 30 calibri. Questo bocche da fuoco sono caratterizzate dall' impiego di un affusto speciale detto: à fT,èche elastiques. Alcune fotografie intercalate nel testo, offrono una vista d'assieme, molto accurata del cannone da millimet.ri 75. ·Conswmo e ·r-ifornimento delle mu11izio11i per fanteria. Sotto questo titolo I' Inteniational~ Revue iiber die Gesa1~'imte11 Arm.een und Flotte,i, ha pubblicato, nel luglio, ultimo scorso, uno studio diligente ,del capitano B.uEK, della, fan teria tedesca, e professore alla scuola di .guerra di Engers, il quale ora la Revue d'artillerie presenta tradotto ai suoi lettori. Questo studio comprende un sommario circa il rifornimento -ed il consumo delle munizioni di fanteria ·durante le guerre francoprussiana, turco-russa, bosniaca e cilena, ed un riassunto delle dispo-sizioni regolamen~ri vigenti in Germania, Austria e Russia, 'relativo al servizio in parola.

.Studio sulle a:rmi da cacc'ia. - 'l'iro a piombo. - Condizioni di tiro. Velocità iniziale. - Pressioni. - Rinculo. - Velocità residua. Dispersione. .Notizie varie. - Germania: La scala osservatorio. - Alzo a livello, sistema Krupp, per obici e mortai. - Esperienze circa la visibilità


.2212 ·

RIVJST), DEI PERIODICI MÙ,lTARl RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

degli oggetti luminosi a distanza._:_ ·1nghilterm: · Studio comparativo sulla visibilità di alcuni colori a distanza. - Provvista di : ~ianate- all!1 liddite per la squad ra . della Manica. -_ Italia : ·In . ·tnaterià di tiro .curvo dell'artiglieria rla campagna. - Riassunto degli studi pubblièati .sulla Rivista militare italiana dal colonnello M0RAND0rr1 e dal maggiore M.rnIA:NI. -:-- Svizzera: Fucile a ripetizione modello 1889-96. - Provvedimenti relativi all'àrtiglieria. Bollettino bibliografico.

Rivista marittima:·

Novembre 1.896. -

,

Sull'interpretazione delle curve del varo delle navi.

La Hivista Marittima ha pubblicato, a più riprese, degli studi per l'interpretazione delle curve degli spazi, ottenute sperimentalmente duranto il varo di alcune rra le principali navi da guerra e mercantili usci te dai no<;tri cantieri. Per la determinaziona degli elementi del moto venne sistemato l'apparecchio Kelso, i cui doti furono pazientemente raccolti in due grafici dimostrativi del signor Scribanti, anne.ssi alla sua nota.

Circa l'ordinamento degli studi nautici e della can·iera marittima. - (Continuazione). Inchiodature stagne. - Studio sui metodi di procedimento impiegati nel collegare le lamiere delle calaie per mezzo di pernotti ribadi ti a caldo, a fine di ottenere una unione re~istente e stagna. - Con . sei tavole dimostrative. Sulle cosie della Somalù, ltalùina. - Continuazione e fine dell'interessante studio monografico del dotl-Or Muzio. L'empia alleanza. - Continuazionè e fine ·dello studio del prof. C. MA!',~'RON I. Gli accordi ma.rittimi fra l'Italia e la Francia. - Osservazioni e critiche alla convenzie1ne di navigazione del giugno 1.862, e situazione creata al commercio navale italiano dai recenti accordi franco-italiani del)' ottobre u. s. Lettere al Direttore - Sui cavi telegrafici sottomarini iti gtierra. - Aggiunte e schiarimenti allo studio in materia pubblicato dal tenente di vascello P. Ons1N1 sulla Rivista ma1-iltima d'aprile u. s. in se:guito alle ultime esercitazioni navali. A proposito dell'Empia alleanza. - C. MANFRONI e JACK u BoLI~A.

2213

. . . . A. ntina. Altre notizie sulla controtorpe· l nformaziom e. 1101tz1~. 1 ge .,. ll;E t -R,·os e Missiones. - Au.stria· S t Fe · Prove ue n re d.m1era an a · · .,... . Cl °l'ì· Prove delle con· Ungheria : Prove della corazzata W~en. - . itG . . . - F,·ancia: . . C . o Ila e Capitan Miunz anu., o. . tr'otorped101ere apita.n i:e · d G l · e dell'incro. . l l897 - Varo e11a au ois , ~enni sul b.1lanc:_p~ltre r~ve cl.ella corazzata C!«'rles 1lfa.rtel. ~ ,, c1atore Cat.mat. P. I 1 ·,, . . . Costruzione d· · cos · trt1z1ono. ·. ng· n ,en a · · Giappone: Navi· 1n . . . . nuovi incrociatori-controlorped101ere. : . d. . mercio traffici marittuni. t Marinci 1nercant'Ìle, m ust ne, come ' · mm erciale e l'Esploratore. L'Esplorazione Co

' . . - Considei·azioni sull'ora presente. Ottobre 1896. - . Eri.ti ea. . • . . ne ra l' ltalia e la 1'-1misiti. Il trattato di commel'ClO e di navigazl~ I .. oni fra l'Italia Testo dei cinque ntti contenenti le nuove supu az1

r ' .

e la T unisia. . . B dir - G ì\1ANCl;>;I. . La. 11wnna nei ena . . f. . . . . notizie intorno a questa tlonda · · ,. l d ll' Trinidml. - In ormaz1001 e L., iso u e a . ,. t ed ultimamente conrusa da a1cun isola dello An1tlle 1 focil~8.0 . e d , . ù ta dall'Inghilterra alhi . d'1c1. con la< Tsla.• cl{i 1rinda e, teste ce u "" peno repubblica del 13ras1le. fo produzione 1nonclialc clel frwment~ nel . ./896. . tt· l TJrasiLe. . . ' B. ·te - A proposito dei recenti tuinu i a Gli Italiani o~ ,asi · Gallici docet. . . . . , d G, . I ie di M:ir:;i«lia avC3 incaricalo il ~,gnor : aolo La S0c1ete e eog, ap, 1· I , . o i' ntorno ai paesi che con(rnaoo r corso serale t I ezwne , . Masson eI u~ ,. : ' ,· allo sviluppo di un corso ù1 con· n Francia. Ciò diede occa:,IO ilC cOn I" . · . ù Il' Esploratore. ferenze S\lll' Italia settént.nonale, .nassunte n " . . . r. I - Seanaliamo il riassunto di un noRivista d,eUe rrn1ste 9eoglll1IC ie. . o l B lletin de la Sociélé de tevole studio del Lovasseur, inserto ne u .. · l c1· Pari"i sulla T umsia. Géographie commercia e I e • . ,. . . , ,u-·11 a ;\ meri ca. - Recen~1oni. Notizie vane. - Europa, • c '. · d 1 J'epubblica della J..,iberia .. r E . · _ 0olo1ne te esc 1e - t · • • L' A/noi cleg t "" opei G/' Sta ti boeri - Colom.e e - SMo indipenden.le del Congo t

protettorati itliliani. d·; cil iltà _ Milizie, scuole e t T. e reli11ioni quale 1nezzo • . :, Riassiin o. - :., ferrovie. . . • Cosw e porti, oiJvero il mwvo penplo dl Annone.


'2214

RIVISTA DEI PBRIODICI MILITARI

Revue militaire suisse.

Ottobre {896. -

ANNO XLI

Le manovre del 3°· corpo.

Come quelle del !891, le manovre di autunno del.l896 hanno avuto per teatro la régione che servi di arena nel i 799 fra gli eserciti francesi ed austriaci: il · tema delle manovre può riprodurre adunqu_e la situazione reciproca del generale Massena e dell'arciduca Carlo. Nel mese dì maggio del i 799 la ritirata degli eserciti francesi in Lombardia e nella Foresta Nera avevano obbligato Ma~sena ad abbandonare la linea del Reno per concentrarsi intorno a Zurigo, che doveva essere messa in ìstato di difesa. Ciò nondimeno Massena non pensava a rinunciare .all'offensiva. L'arciduca Carlo, passato il Reno presso Sciaffusa, spinse Je sue vanguardie sulla sinistra riva della Thour: Massena le attaccò il 23 maggio ed occupò Andelfìngen e Frauenfeld. Ma non essendo riuscito ad opporsi alla riunione delle forze dell'arciduca Carlo con quelle del generale Hotze, che scendeva da Feldkìrch per .St. Gall, Massena ripiegò di bel nuovo su Zurigo, coprendo le sue mosse per .via di una poderosa retroguardia che impegnò acerbi e valorosi combattimenti sulle rive della Toss. Siffattamente, la marcia offensiva delle arm·ate austriache dell'arciduca- Carlo nel 1799 offrì argomento li'lla redazione del tema per le manovre del 3° corp9 d'armata svizzero nell'autunno del 1896.

Telemetri. - Loro utilità ed impiego. - Varie specie dì .telemEltrì in uso presso gli eserciti europei. Con una tavola. ., Studio per un nuovo materiale da servire all'artiglieria svizzera. Atti ufficiali. - ·Nomine e promozioni 'e mutamenti orgar..ici. Notizie militari. - C,·onaca. Bibliografia.

RIVIST_A MILITARE ITALIANA

DISPENSA XXIV. -

16 DICEJ\'1BRE 1896

'

Per ,la Direzione Lonovroo CrsoTTI /

DEMARCHI CARLO,

gerente.

o &

ROMA VOGHERA

ENRICO

TlPOGRAFO-ElllTORR


2 210

SOMMARIO DBLL E MATBR!E CON T EN UT I~ NELLA PllESENTE DISPENSA

Opera.ziont mllita.rl ma.rlttlme. --..,. L . L ..

. Pag. 2215

L'arma del g enio e le sue svaria.te speol a.lltà.. _ NOTT1,

capitano del genio

.

. . . .

. . .

. .

B. ZA-

. .

>>

22.29

R egola.mento italiano e francese sul servizio In cam, pa.gna. - A. C. - (Contfnuazione) . . . . . . . . » 2256 La. s pedizio~e ingles e nel Sudan. del map;g1or g enerale l(rrcH ENJm) · · ·

(Dalla ~·e/azione ufficiale ·

·

·

·

• .

.

.

,. 2264

T ra. i libri (F/ :

l 'armamento della cavalleria e il generale Dni1.G OMinOw. _ l a ttotte n!Jcessair·e del contrammiraglio F OU RNIER. -Ancora l'Bnotrio · del generale Còns,. - l ibri pessimisti sulle guerre future. _ La futiwe d~bac_te del .'.'IERCY e il Dc rei·um ti0strarum jactura del veterano ,tahan~. -: l e spedizioni militari marittime e la marina mercantile ; desideri del l\foLLI , . · • · · . • » 22,0 Notizie polittco-militart. -

a;• •

.. . ..

»

2279

Notizie Dlllltarl estere: Francia : Pr~gett~ di legge per l'istit1&zione di im eset·c'ito coloniale. ~. S~ci~ta Jm socco1·si af f e1:iti delle signore francesi Il Co,1siglio supci·iorc dei' depositi d'.altevamumto cavalli. - B . l01·atori ciclisti . . . . sp Ge · Il ., . . . . · · · · · · ,. 2291 r~ama: vila11cio della guer1·a pe1· l'a11110 1897-98 . » 2925 Inghilterra : Spese raz'/itMz" . . . »

Rivista del perlodloi mllltarl .

2291

,. 2299

OPERAZIONI MII JTARl MARITTIME L' llalia, il bel paese « che Apennin parte e il mar circonda e l'Alpe >> ha per la sua forma allungata un'estesa frontiera marittima e la stori a c' insegna che le su e coste e le isole dip~ndenti furono meta e p110to di parteµz a d' importan ti spedizioni marittime. DiEtesa nel bacino del l\lediterraneo, comP, trallo d'union e fra la pa rte occ iden tale e que!la oriental e d'Europa, a contatto quasi del conLinento africano, trasse un dì vita e potenza dal mare; corso e ricorso dalle flolle mercanti li e di guerra delle repub 1 bliche di Genova, Pisa, Venezia (per tacere le mi nori) e dal ma re ebbe strazi e dolori senia une· per le ardile incursioni dei legni barbareschi e sàraceni . Non è raro trovare ancor oggi dove il mare sil ente lambe la spi aggia degradante ad ol iveti ed ar.anceti, e su quelle ove la ferale maremma si frappone fra il lido e le alture apen nin iche, o su quell e ove l'ampia pianura coltivata ed irrigua del della pr,dano si sp iega :i largo ven taglio di sabbia, non è raro trovare qua e là avanzi di torri , vigi li scolte un dì del mare, e nei porti e seni d'approdo, anco meno frequentati, traccie e ruderi di castelli, di cittadelle che facevano un tempo buona guardia alla spiaggia·. . E se da quei tempi remoti , remotissimi per noi che delle .gal ee nemiche, delle fregate a vela e dei vascell i a tre ponti non conosciamo se non i modelli antiquati nei musei degli arsenali e nei di pinti dei palazzi della Serenissima e nei freschi del camposanto di Pisa o nelle umil i tabelle votive dei sant'.lari de' marinai, assurgiamo al momento storico attuale in cui ogni nazione marittima accumula apparecchi immensi di guerra nelle taste pinzze costiere ed apparecchi più form idabi li ancora nel materiale d'alto mare, si presenta alla· mente maravigliosamente terribi le la visione di quel che debba, che possa essere una fu tura guer ra .sul mare. · l42 -

ANNO Hl.


2216

OPERAliOì',I MILITA RI MA RITTIME

Si avrà l' urlo dei rostri per cui la storia registrò il nome del console Dui lio nella lotta tra Roma e Cartagine? oppure si rinnoveranno le feroci in cursioni dei :\lori di cui paurosamente nal'rano le vecchie istorie del litorale italico? avran luogo i fieri arrembaggi dell.l giornata di Lepanto? o cupamente rimbomberanno le bordate dai cento e cento co lpi dell'armata di Nelson a Aboukir e Trafalgar? ed il brulotto del gr eco Canaris l'iviverà nelle snelle· torpediniere, veri alcioni del mare? ' Se si pon mente ai ·criteri che informano i moderni apparecchi di guena marittima ed alle idee mani fe.sta t{l da coloro cui potrebbe esserne affidata la condotta, si può ragionevolmente ritenere che la futura guerra sul mare avrà ancora oggi , ma io, più terribilé guisa, perchè più terribili gli strumenti, come suoi episodi , i com battimenti di squadra in alto mare per annientare le forze mobili dell'avversario, la caccia o la cattura delle navi mercantili per la soppressione della vita commerciale, il bombardamento e l' incend io delle città aperte, la rapina e la distruzione delle ri cchezze accu mulale nei porli , lo sb~rco di truppa per presa di po::;sesso di territ.orio, gli assedi di piazze marittime per immobilizzare le forze ancora vitali dell'avversario. . Queste ~aratteristiche dell' odierne lotte sul mare verranno prese· rn esame rn questo breve studio con3iderari do in una prima parte le principali fra le operazioni militari maritti me, non dal lato tecnico che non se n'ha il mezzo, nè l'autorità, ma solo· in quanto possono interessare colla loro conoscenza l'ufficiale d~ terra; indi, in una seconda pane, trattando più particolarmente delle spedizioni marittime, in cui han larga e precipun azione letruppe di terra. PARTE PRIMA. DELL E l>RI NC.ll'ALI Ol'EHAZIONI ACILÌTARI MAlllTTHfE.

ln qnesta seconda metil del secolo, dopo che il motore-vaporotrasformò completamente il naviglio da guerra ed i progressi delfa scienza, applicati felicemente alle arti meccaniche, permisero la creazione di una serie di nuoYi tipi di navi potenti e perfettissime e tntte, dal colosso corazzato alla piccola torpediniera, rap-

OPERA ZJONl

MILITAR.I llARITTIME

2217

presentanti un'arma nuova da combattimen to, il problema della lotta sul mare e delta difesa delle coste assunse per gli stati marittimi un'importanza capi tale. La soluzione di questo problema marittimo che è per certo uno -dei più complessi , dei pi ù neb ulosi per variabilità di fenomeni, per instabilità di rapporti fra quanti fossero e siano oggi oggetto di esame )> ('I), non è peranco hettamente definita e risente tuttora l'infl uenza degli alterni squilibri tra la potenza dei mezzi di offesa e di difesa, squilibri inevitabi li in una trasformazione così rapida, così incessante, così variab ile. .Pur rimanendo immutata l'essenza della guerra, perchè immutabili ne sono le cause insite nella ragione umana, essendo costante fra tanti fattori variabili l'elemento uomo che è sempre prevalente sui mezzi di forza più o meno perfetti di cui si giova per raggiungere lo scopo supremo della lotta, cioè la distruzione dell'avversario, è naturale elle a cagione dei nuovi mezzi una profonda rivoluzione si compisse negli ordini marinareschi, sì da far pensare e per un ritorno storico, non infrequente come la .filosofia della storia dimostra nell'esame dell'evoluzione degli ordini mili tari , la lotta sul mare si riaccostasse a quella del periodo navale remico, in cui la forza muscolare dell'uomo era. in piccolo, come lo è oggidì in proporzioni assai maggiori il vapore, un motore dotato di una certa indipendenza rispetto al ve!1to ed al mare. « Non v'ha dubbio e niono può contrastare che i principii « della strategia marittima moderna devono inspirarsi dai pro( gressi compiuti nella marina dall'epoca in cui il va pore e le « macchi ne hanno sostituiti) come motori delle navi il vento e -.: la vela. ·« Il risultalo caralteristico di questi progressi o per meglio 4< dire di qu esta rivoluzion e risiede nella facoltà che si ha oramai « di seguire una determinata rotta, malgrado il vento e il mare « con una velocità che non di pende che dalla fo rza degli appa· « recchi motori . )) (2). (!) D. Bo~AlltCO. Primi elemenl~ della

\11) Comman(lant

z...

guerra ,n.ariUima, t880, pag. 2-

et H. MONTtCHAOT . .Bm1i de stratégie n a·val e. l S03, pag. 436.


22l8

1

OPERAZIONI MILITARI MARITTIME

OPERAZIONI MlLl'rARl MATUTTIME

'Dunque celerità e facilità cli manovra e di spostamenti che ebbero_ per ri~~lta~o di riaccostare l'azione delle forze navali a quella degh eserc1.t1 d1 terra coordiuand ole al raggiungimento · di Ulio . scopo comune, concetto questo bene espresso da vari autori di cui citerò alcuni passi: « Per lo passato, la difesa marittima e quell a continentale « nulla avevano di _comune fra loro, Le flotte non erano ele« menti difensivi e. !_'intensità della loro offesa costiera era poca « cosa paragonata a quella di cui sono capaci le flotte model'ne. «, Il potere offensivo delle flotte a vela era quasi interamente ·na« vale, La guerra di crociera e [_a grande guerra erano quasi le <• .sole forme della energia delle flotte militari. mentre oaai la ca· << pacità difensiva delle flotte a vapore confe;isce à\la dif:sa mo·« bile navale gli stessi caraueri, la stessa importanza di quella < continenJale. » (1 ). « L'influ~n~a ,na_vale sopra lo sviluppo di una campagna di « guerra, lrm1tat1ss1ma per il passato, tende a divenire narandi s· . . . << s1ma pe1 paesi che sono soggetti ad invasil)ni marittime eco« stiere, sì. che d'ora in poi l'armata deve essere messa a -ca!« colo fra i fattori della difesa, mentre che pel passato non era « che elemento offensivo. » (2). ' ~ te In Ital~a f\On vi possono essere due strategie, cioè quella « dell'esercito è quella della marina; non ve ne può essere che « una sola, ~ome uno solo può essere il piano di guerra -gene« raie che risponda ad una data condizione politica e mili« tare. » (3). « La ,guerra ha · un doppio scopo : dapprima salvaauardare O'[ i « interessi nazionali e perciò assicufare l'inviolabilit; del ten~< torio nazionale, poi indebolire il nemi~o infliggendogli i mao-(( giO!'i danni, ci'Ò che si ottiene coll'invasione e l'occupazione « vi:a forz~ de! suo territorio, comprese le navi da. guerra o di « commercw che non ne sono che una parte. Questo duplice

di

~) D, BoNAmco. La_di[ésa ma~illima d' lta.lia, t88i, pag, Hl9. (~) D. Bo:-iAMlCO. Primi elementi della gue1Ta mm·it.tima. t880, pag. 26. (3) GrnsT1No GoNZALB:s, contrammiraglio. Idee generali di strategia e di tattica na-

vale moderna, t895, pag. 7.

·

2219

« obbiettivo implica due specie d_i guerra: la difensiva e l'offen-

« siva. Questa di.stinzione dev~ essere specialmente mantenuta « sul mare. « In una guerra marittima la difensivtt è l'obbiettivo supremo « al contrario di ciò che avviene nella guen:i terrestre dove l'of« fensiva appare il mezzo pi ù sicuro di mantenere l'in violabilità. . « del territorio nazionale, invadendo quel!~ dell'avversat-io. » ( 1). « Il teatro della guerra futura marittima dovendo essere i mari « territoriali dei futuri a~versari , il costituire la llot.ta difensiva 1

« è costituire egualmente e nello stesso tempo la flotta o[en< si va. » (2).

Questo ~oncetto maggiormente si ch iarisce trattandosi cli ope· razioni costiere poichè nell'organizzazione della difesa delle coste, come è oggi inlesa, avviene principalmente il contatto immediato t11a l'azione delle forze di mare e quelle terrestri. È orm~i opinione 'genera)mente accettata che le flotte concorrono alla pro tP.zione delle coste in modo difeniìivo e le 9pere fortificatorie di terra non si disseminino pìù, come per il passato, ad ogn i capo, in ogni seno, ad ogni p,iccolo porlo. Il eontrammiraglio Giustino Gonzales cosi delinea l~ missione della marina per quanto riflette il nl,stro paese: « Se all'esercito è principalmente a[idata la difesa delle fron« tiere terrestri, alla marina deve allìdar$Ì · 1a difesa delle fron« tiere marittime, cioè la di l'esa esterna che riguarda le coste e « le isol e. E perciò al principio della guerra la me.rina deve in · « ogni mod9 garentire il movimento dell e truppe in mobilitazione « ve rso la frontiera, per: le vie littoranee, che, senza la prote· « zione ddle navi, resterebbero esposte alle ingiurie delle navi « nemiche. Essa dovrà resp ingere ogni attacco che il nemico .: ten tasse ·contro le coste, per bombardare ci LLil, intercettare vie, « distruggere' ponti di ferrovie per ostacolare i movimenti di ra« dunata; e ciò per evi tare conseguenze disastrose all'ulteriore « sviluppo della guerra.

OJ AUBE. lJe l a guer·re mivcile , Opinion d'un marin. 1885, (2) Z,., et MONTÉCIIAUT ,

Op. cit., pag.

86.

?


2220

OPERAZIONI MILITARI MARil'TIME

In seguito la marina cercherà ct·i ouenere la padronanza del « mar~, se le. sue fo~·ze sono tali da controbilanciarn quelle del « nemico, ed in ogni caso manterrà la difesa ad oltranza delle « coste del bacino delle possibili operazioni , appoggiando l'eser« cito in tutte q'!elle difese ed offese costiere che si sviluppe« ranno durante la guerra: impedirà sbarchi di forze nemiche, « che_ potrebbero minacciare le città marittime principali e la « capitale stessa dr.I regno e respingerit le navi che in ogni « modo tentasserQ operazioni sulla penisola allo scopo di divi« derne le forze e cli distogliere l'esercito di pri-ma linea dal suo « scopo principale, cioè dalla difesa della frontiera, o che voles« sero danneggiarci col homb,1rdare le nostre ci ttà indifese. >> (,J). ' · E più oltre conchiude: « Ln missione della marina in tempo di guen:a può riassumersi «: come segue: difesa delle frontiere marittime al lo scoppio della « g_uerra e durante il suo periodo difensivo; cooperazione con l'eser« c,wn~lla guerra off~n.sivaedifensil'a che può svolgeni in paese « mar~tt1mo , attacco dei porti militari nemici allo scopo di con << trofles;1 _ o per occuparli se l'andamento generale della rruem1 lo « rihiede, distruzione in ogni caso delle forze mil itari 1{~aritti me « avversarie>> (2). In Franéia in questi ultimi anni si è accesa ed è vivissima tuttora una fiera polemica rnllo impiego degl i elementi navali per la difesa delle coste, anzi, si può dire per tutto quanto riguarda la condotta della guerra sul mare e la « j eune écol e >> giovane per le formole novatr~ci e le ardite aspirazioni, fautrice e seguace delle idee dell'ammiq1glio Aube, proclama arditamente una nuov~ strategia, un~ nuova tattica da adottarsi nella prob~bile prossnna ~uer ra. S1 pre_conizza il rifiorimento della guerra di corsa continua. ed 11nplacabile, si ritornano in onore i bombardamenti , gli incendi, le rapine di città aperte . si voo-liono navi piccole e veloci, in luogo dei colossi corazzati: non sf ha fede che· nel cannone, nei potenti esplosivi , nell e armi subacquee. •

<<

(i) Op. cit., pag. 8. (i) Op. cit., pag. -1.·l.

OPERAZION I MILITARI )!,\l\l'l"rillE

2221

Non si può negare che, facendo astrnione delle esagerazioni fo rse as\rattamente volute per rich iamare l'attenzione del paese sulla questione marittima, <Jllesti nuovi concetti proclamati dalla o-iovane scuo la, contengono molle verità che si faranno slr:icla col :em,po , nè s.i può disconoscere l' autorità e la convinzione delle persone che iniziarono e guidano il movimento novatore. È' interessan tiss imo seguire questa evoluzione del pensiero m~- . 'l"itti mo ( e dico a bell:1 posta - pensiero - poichè non credo che siasi continuato nella via che l'ammiraglio Aube sembrava. accennasse a tracciare in modo pili. concreto) nei numerosi libri, opuscoli. artico li di riviste, ~tucli vari appar,;i in quesi'ultimo · de-cennio , poichè si 1r0Ya in essi aclomlfrata la intenzionale condotta della guerra sul mare contro i probabili aVYersari marittimi della ,F rancia, fra i qu:-ili , manco a. dirlo, Inghi llerr;1 e Italia hanno -il p·osto d'onore. Conviene _far tesoro di qu~ste dichiar·azioni d'oltre alpe - sairanno formole attuabili e, nel c.aso c9ncreto, veramente seguite "! .Non si può allerrµarlo: ma intanto,. conoscendole, si potrà all'even ienz'R opporre strategia a strategia, tattica a lattica. Le operazioni· milit ari marittime possono essere offensive e difensive, ma ri guardo all 'obb iettivo cli guerra si raggrnppano in tre -categori~ : ·I• Operazioni esterne; ;ila Operazioni costiere ; 3a Operazioni interne. La ,1• categorià comprende le operazioni essenzialmente navali: esse hanno ~1er prinçipale obbiettivo la flotta nemica o le ,navi mercantili avversarie: in una parola l'azione esterna si esplica. -sul mare e per il mare. L'azione costiera può rivestire carattere puramente marittimo 1l.ell'offensiva: ha sempre invece carattere marittimo-terrestre per fa difesa. La 3• categoria infine -- d'azione interna - ha sempre carattere misto, cioè comprende elementi di mare e · di terra. Nella ~ -01Iensiva ha per linea d'operaiione il mar e, per base_di operazione un tratto di costa, per obbiettivo un punto strategico territoriale interno del paese invaso; dal che ne viene che l'azione


2222

OPERA ZIONI MlLlTARl MARITTIME

navale è limitala al Lrasporto dell e truppe, alla loro protezione durante il vic1i:?gio ed all'allo dello sbarco ed alla sicurezza delle reLrovie (more). Nella difensiva l'azione navale ha importnnza assai maggiore perch è si oppone alla navigazione del convoglio avversario ed al suo approdo nel qual momento od anche in appresso entrano in lolla anche gli elementi dife nsivi di terra. l\'ota - Si è seguita in massima nell'esposizione, la classilicazione e la. nomendaturn usata dagli scrittori pili re!)utati ,Ji stra tegia, tattica P.ù organi<:« na,·ale, molti dei quali furono anchei noaricati dell'insegnamen to (l i arte navale presso le scuole militari su periori.

Operaz ioni esterne. Coll'azione esterna si ten de al ra ggiungimento di questo scopo: avere il dominio del mare. « La conseguenza cli questo dominio per la nazione, che lo pos« siede comp letamente, è che le sue coste, i suoi porli , le sue co« Ionie sono posti al sicuro da ogni attacco del nemi ~o e che essa « può invece operare liherame11le con tro i porti, le 'cosLe, le co« Ionie dell'avversario >) (1). · Questa consegu enza, verissima per il passato va oggi accettata non in moclo così assolulo, dato i nuovi ·mezzi di combattim ento sul ·mare e l'organizzazione delle difese · mobili e fisse cosLiere. La scuola novatrice francese portando all 'esagerazione la fid ucia nelle torpedin i, nelln. celerità offert a alle navi diii nuovo motore, il vapore, e nelle predisposte difeseterritoriali non ammette il bisogno di procacciarsi anzitullo la padronanza del mare dich iarandola una pa rol a vana più che un l'atto concreto che non ser ve nemmeno a gua reutire. la sicurezza del commercio nazionale, arrivando alla estrema conseguunza logica della inutilità delle squadre nava li d'alto mare. Così .M. G. Cbannes nel suo libro La refor1ne de la 1narine ha esposto un sistema di guen a ·che non ammette, altro scopo se non la distruzione delle ricchezze dell'avversario e come mezzi ·

(1) Vice-amirai 80URG01S. -

1888, pag. 48.

Les torpilltul'S, la g1(el'renaoa/.e ti la defm.•e clts c61es,

OPERA~ION I )IILITA RI MAR l T TU! E

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er ratroiua oerlo la corsa senza restrizione e il bombardamento r,n l'> P dell e città commercial i. Ha cercato di giusti fi care questo sistema dichiarando i porti di guerra inattacabili, il blocco impossibile, i trasporli di truppe pericolosi, gli sba rchi senza probab iliti1 di successo , cioè in una paro la effimero il domi nio del mare se non ha nlt:·o scopo che di favori re queste imprese. Un allro seri ltore ('I ) dice : « In altri tempi la marina si fon dava sulle squadre. in oggi « le sue armi devono essere la corsa ~ gli esplodenti . « Corse d'a rtiglieria indipendenti , ee-co la fo rma del combatti< mento navale dell':,vvenire. Tullo sul mare, nella l,'nerra come « Ja intendiamo , µrande pei risnllali e non per la qualità delle (( navi , lutto si riduce a combattimenti di velociLà e di artiglieria. « L'armala navale è una artiidicria a vapore che ricerca sul mare « il nemi co. Raggiungerlo e calarlo a fo ndo , sfu ggi rgli e non « essere mandato a picco, ecco la guerra su l mare. « La scuola trad izionale che non pensa che alla gu erra di « squadra , è partigiana dell o sprone, dell a massa , della grossa « artiglieria. La scuola moderna sosti ene che le torpedini, le « armi a tiro rapido con proieuili a polen ti esplosioni sono i soli « strumenti di combat.timenLo utili e necessari n . )la siccome fino ad oggi non vi è potenza marittima che abbia messo fra i ferravecchi le navi di squadra, ed anzi ripone nella fl otta intera fìduc ia come elemento difensi vo sul mare delle sue fronli ere marittime, ci conviene esaminare come si esplichi l'azione esterne dell.e fl oue e con qua li mezzi si ottenga il dom inio su l mare elle dariL supremazia mora le se non la sicurezza materiale dei movimenti e delle operazioni. Le Qperazioni esterne e d'alto mare_sono: a) la guerra di squadra, rella da larghi concetti straleg1c1 e tau.ici e condoua con elementi di fo rza tra:ti esclusivamente dalla marina da ~uerrn e capaci di ten ere per mo lt,o tempo il mare. Si risolve per lo più colle grandi battaglie n,wali; (I) Commandant z.... cl Il. ~loxn:CuA UT. - Op. citala, pag. 5 e I:!. Id. id . - Les g,ierns 11nvoles de clemai11, pag. 21.


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OPERAZIONI mll'-l'ARl lliARlTTIME

b) la gùerr,l di crociera, diretta ad ot~enere non solo la di: struzione di navi da guerra isolale dell' avversario ma anche lo annientamento del suo commercio coli' intercettare le vie di navigazione, catlnrare navi, bloccare porti ecc. E' falla da navi da gnerra isolate e da gruppi di navi nei quali possono esservi nav i del commercio armate in guerra ; e) la guerra di corsa, tendente solo alla caccia e cattura delle navi mercantili dell'avversario. Può esser fatta dalle navi da guerra, ma in massima è affidata a navi mercnntili armate in guerrn. E' a:)siorna di guem1 marittima che ìa flotta sia il mezzo principale di offesa e difesa e ch e non si possa addi,;enire ad (Jperazioni contro le coste senza aver prima opera ta la distruzione della :floua avvers.aria o quanto meno la sua immobilizzazione in un determinato estuario marillimo. La distruzione si ottiene colla baltagfo1, l'impol1mza ad agire col blocco serrato e continuo. Comunque si vogl ia e si possa operare, lo scopo da conseguirsi col la guerra di squadra è di mettere fuori questione almeno temporaneamente la flotta avversaria per aver libero campo ad operazioni costiere od in terne. Da ques10 stato di cose nasée la necessità per la flotta della difesa di avere costituiti fì n d,al tempo di ' pace 'certi perni strategici e luoghi di rifugio che le diano modo di concentrarsi a tempo, <li sch ivare il combattimento in caso d' inferiorità troppo manifes1a, di' riparare le avarie, cli rifornirs.i, senza correre il pericolo di venire immobl[izzata, conservando anzi in tera libertit di manovra per intervenire a cont,~astare efficacemente le operazioni litoranee cui si accingesse l'avversario. Di qui la necessitit per la flotta attaccante, superiore generalmente in forza , di cercare con ogni mezzo di impegnare battaglia in allo mare e precludere la via ai perni strategici co l serrare e bloccare l'avversario in local ità dove la facoltà di manovra sia resa null a. Colla guerra di crociera s; ottiene la vigilanza continua delle vie d1 navigazione, a norma del commercio, a contrasto delle mosse del!' av versario. Nell'offensiva essa giova in quanto si oppone al concentramen~o delle f~rze nemiche disperse; blocca i porli commerciali;

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OPERAZIONI MILITARI MARITTUIE

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catlura navi; impedisce il contrabbando di gnerra; inutil izza il mare come elemento logistico. Nella difensiva, sé condolla arditamente, può dar luogo a successi parziali che compensino la debolezza o la dispersione dell e forze ; può ritardare le mosse dell'avversario ostacolandogli i rifornimenti per via di mare ; può contrastare in modo efficace le operazioni costiere. 1 È guerra antica che ebbe la sua massima applicazione nel periodo delle navi a vela e che fa nno la rinomanza dei pi iL celebl'ati capitani di mare . Per incidente però giova ricordare che la crociera di Nelson nel Mediterraneo non impedì la spedizione <l'Eg.itlo di Bonaparte. La guerra di corsa, già condannata, ritorna in onore alle idee moderne. Virtualmente abo lita dal Cong1'.esso ·di Parigi del "8!56 è stata di fatto ristabili ta, colla creazione di una flolla volontaria, , dalla Germania nel ·1870 e dalla Russia nella guerra colla Turchia nel '1877. Essa, ormai si può esserne certi , sarà largamente ado · perata specialmente dalle potenze che abbiano marina da guerra debole e commercio poco e5leso. A questo proposito cosi si esprime il Bonamico: ('I) « Benchè il trattato di :Parigi del 16 aprile ,J 856 , con grande « ingiuria delle nazion i minori, abbia abol ita la corsa senza as• ·sicurare la inviol;ibilità assol uta . della proprietà privata, pure « non credo che un' a·ssioma di diritto marittimo strettamente <• mil itare e per nulla umanitario, vincoli le potenze firmatarie « alla osservanza di quella brennica legge. In caso di goerra « stimo dir;tlo e dovere nazionale la corsa, poichè questa è la « grande te,'a <le! debole contro il fòrte, quando la preveggenza « del governo sappia provvedere per tempo. « Non escludo qu indi la ~orsa dalla nostra difesa, che anzi la « reputo un ·rauore impo rtante e necessario di una buona guerra « di crociera. « Ho gii-t accennato alle idee su questa forma di guerra tìella « jeune éèol e >> soggiun gerò solo che l'ammiraglio Aube (2) non 1

(i) Oµ , cit. , pag, i 22. _(2) Op. cit., pag. :H·27.


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OPERAZIONI MlL l'l'AIU MARITTIME

« ha esitato a proclamare che« ogni guerr.a marittima futura sarà « in sostanza una guerra di corsa .)) che la guerra di corsa sarà <1 il mezzo più efficace per rovinare il commerci? nemico e che . << bisog~a a questo scopo creare· una flotta d'incrociatori speciali». È cosa notoria .che gli stati marillimi sovvenzionnno le grandi compagnie di navigazione perchè costrniscano i loro piro~cafì in modo da poter servire quali incrociatori o guaii trasporti. Basta perciò armarli in guerra. Essi saranno il primo nucleo dei futuri corsari.

Op8razioni costiere . La O'uerra di ~osta ossia il complesso delle opernzioni di attacco e dife;.'.t delle coste ba anch'essa in questo secolo subito notevoli m.ut,1menti in correlazione all'avvP-nuta trasformazione del materiale navale. Non sarà fuor di luogo accennare brevemente alla evoluzione di questa forma · di guerra alla quale i mezzi odierni di attacco e difesa alternatamente soverch iantisi in potenza, hanno impresso un carattere di instabilità che solo in questi ultimi tempi accenna ad avviarsi ad un assetto stabile e ben definito . Nel bnon ten;ipo antico , e tale considero il principio cle.l secolo, si av~va ancora la pretesa, giustificata d'altronde dagli eventi , di contrastare qualsiasi azione costiera stl tutta !'-estensione del litorale guarnendola di batterie; Era allora aforisma universalmente accellato che . « un, vascello di linea era impotente contro una meschina batteria di quattro cannponi )) (-1 ). Quindi batterie ad ogni serio d'approdo,. ad ogni porto per impedire gli sbarchi; batlerie e torri sui cap i, sui su glienti della costa per proteggere il cabhottaggio contro le imprese di squadre nemiche in crociera al IRrgo, tarde nei mov.imenti subordinati allo stato del mare e al regime dei venti . . Si era così . eoiunti, per voler tt1tto osservare e tutto difendere,. col creare sulle coste quasi una linea continua di posti, fortificati (li Vecla~i il libro: La dèfmse nationale et la cti:fense de;; c6tes, c11J). II, ·1895, d i P,1tiens (G. Mocn, capi tano rl'artigliel'ia francese).

OPERAZlONI mLI'fARI MARITTIME

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seguendo -il concello dE11la dife,a a cordone e delle linee co~tinue ché informava del resto alche la difesa delie frontiere terrestri. Ma il nuovo motore avendo reso le !lotte più libere nei loro · movimenti , le navi trovarono ne.Ila velocità un compenso alla loro vulnerabilità: s' installarono a bordo artiglierie più potenti e l'accresciuta gittata permise il bombardamento di un porto a grande distanza; ben presto infine la corazza pose la nave nelia possibilità di fronteggiare le batterie meglio armate e più temibili. L'offesa ha preso il sopravvento sulla difesa: la riuscita del celebre attacco del forte di Kinburn (117 ottobre ·1~55) da parte delle tre corazzate francesi, la JJéuastation , la Lane, la Tannante è la consacrazione ufficiale del principio. La difesa non tardò di venire alla ,riscossa : nel!' intent() di pres: rvare le città dal bombfirdamento, costrui batterie più poteuti e piLt avanzate per terlero la flotta a maggiore distanza e si studiò di render vana la corazzatura col perforarne co proiettili le piastre. Ma ciò che accentua la trasformazione è Ì'aver compreso l'inutilità dei dissemina.mento dei suoi mezzi e la convenienza di raggruppare le difese nelle località. strategicamente importanti. Contemporaneamente lo sviluppo delle comunicazioni terrestri, strade ordinarie, canali, ferrovie·, ,ave.va con:;iderevolmentc ridotto il servizio del cabottaggio marittimo e fatto sparire l'interesse alla sua protezione immediata in teror)o di guerra. Di più la t1oua, nella difesa delle frontiere marittime, iflCCettava il còmpito d'elemento difensivo a custodia delle coste, a vigilanza delle grandi vie di riavigazìone. Venne cosi mano a mano sparendo l' inferioritit manifesta delle fortificazioni rispetto alle navi ed attualmente si può affermare che la situazione del difensore pareggia (se norì è migliore) quella della flotta attaccante, tanto chè si è veduto alcuni scrittori proclamare l'inattaccabilità dei porti di guerra ed altri più peritosi e più pratici dichiarare che una squ~dra che allacca un porto militare effettua un'operazione di guerra assai difficile assai pericolosa, la quale, anche riuscendo, le costerà certamente assai


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OPERAZION! M!Ll'l'Altl )fARIT1'nrn

cara. Bisogna · quindi ammettere· che essa vi trovi un grandissimo interesse e vi meLLa tutta l'energia di c~1i è capace (·1). La guerra di costa ha forme e mezzi svariatissimi e spesso nella sua essenza si coufonde coll'azione esterna, ad esempio, ·nei blocchi e con quella interna nelle occupazioni più o meno temporanee di territorio per gli assedi mari ttimi. Gl i obbietti vi che una squadra nemica si prefigge possono in genere ridursi ai seguenti (2): ·1° Impadronirsi di un porto od altro luogo fortificato della costa , sia per distruggere e conquistare gli stabilimenti marittimi e le ' altre risorse cho contiene, sia per farne scalo o base di operazione di un allacco terrestre da alluarsi con truppe di · sbarco; sia per privare la squadra nazionale di un punto strategico importante dal quale questa irraggi la sua azione offensiva e difensiva. 2° Infliggere danni a t::ittà marittime ed alle navi in rada per rovinare il commercio, spargere il terrore, estorcere taglie; 3° Richiamare nelle acque di una piazza marittima le forze nnvali dell'avversario per dar loro battagl ia o per distoglierle da imprese che stessero per compiere altrove. A questi bisogna aggiungere gli obbiettivi secondari, ma pur sempre irnportanti della distruzione di ~I.rade, ferrovie, opere d'arte, comuni cazioni telegrafiche e segnalazioni litoranee..

(Continua).

· L. L . (I) M. D. B. G. - De& opérations marilimes contre les c6tcs et des dèbarquements. ·IS95, pag. l.5. (2) .tfa.11.·1.1.ale d'artiglieria, Parte 3•, § H.9, pag. %07..

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L'ARMA DEL GENIO E

LE SUE SVARIATE SPECIALITÀ

L\1rmit del genio è ind ispensabile in tempo di 11ac0 e in tempo di guerra, ma, a nn che essa dia t nuo l'utile che dalla medesima si pu6 pr,'lendere, è nece$Sario aver un' idea ben chiara sul modo migliore di ordinarla e di impiegarla.

L'arma del gen io è incaricata di applièare l'arte dell'ingegnere · alle varie esi genze del!' esercito, sia in pace sia in guerra, e, · all'occorrenza, combatte come fanteria. Nei tempi antichi e ne ll'età di mezzo, allorchè le applicazioni dell'i ngegneria all'arte della guerra erano molto limitate, non si sentiva la necessità di avere un corpo di ufficiali e riparti spe. ciali di truppa particolarmente incaricati di tali applicazioni. Queste erano fatte eta ingegneri civili e da ufficiali di fanteria o di cavalleria, impiegando nei lavori operai borghesi, oppure sqldati di fanteria. G'iogegneri civili erano particolarmente incaricali della costruzione delle fo rtezze e ~dei lavpri di attacco e di d_ifesa di queste; gli ufliciali disimpegnavano le mansioni d' ingegnere militare nella guerra campale. Senofonte, il qualfl dirige la famo sa ritirata. dei diecimihi attraverso a mille ostacoli nel secolo v a.vanti Cristo; Demetrio Poliorcete, il celebre espugnatore di città, vissuto nel secolo rr avanti Cristo; Archimede, che tanto coopera alla difesa di Siracusa, sua patria, contro i romani negli Hnni 2'13 ·'12 avanti Cristo~ Gìnlio Cesare, il quale fa erigere dalle sue legioni stupende opere di fortificazione durante gli assedi di Avarico e di Alesia , nell'anno 52 avanti Cristo; e tutte le altre legioni roma~e che co-


E LE SOll: SVARIATE SPECIALITÀ.

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L'ARMA DEL GENIO

struiscono innumerevoli campi, o~casionali e permanenti; ci mo· strano come l'a~Le dell'ingègnere venisse allora applicata Lanlo nella guerra campale. qua,nto in quella d'.assedio. Il bisogno di avere ingegneri più particolarmente dedicali al ramo ~ililare della loro arte cominciò nel secolo xv. iillorchè, in seguito all'invenzione <lella polvere, si dovei.le procedere ad una radicale Lrasformàzione delle fortezze: essi assunsero la denominazione di ingegneri militari. I primi Lra questi furono italiani, e q-uindi spella.· all'Itàlia il vanto di avere diramato i principì della fortificazione moderna. Jn gran numero furono gl'ingegneri militari italiani vissuti nei secoli xv, xvr e XVII, e molti fra essi si recarono .nei vari Stati ;d'Europa ed in Oriente a costruire fortezze ed a dirigere l' attacco o la difesa di , opere fortificatorie. Citeremo i principali: il Tàccola, Basilio Della Scuola, Galileo Galilei, ' il Filarete, J'Al- • berti, il Marlini, il Bramante, i San Gallo, Leonardo da Vinci, il Sanmicheli, Michelangelo, il Castl'iolto, il De Maryhi, il Vitelli, il Paciotto, i Savorgnano, il · Busca, Ercole Negro di Sanfront, il Della Porta, il Rossetti, il Beretta (il). Gli altri Stati europei ebbero pure i loro ingegneri. militari, sorti sul pt;incipio del!' epoca moderna e che andarono a mano a. mano sostituendosi agi' ingegneri I taliani. lit dove questi erano stati chiamati a dirigere lavori di fortificazione. J più rinomati tra essi sono: i t_edeschi Durer, Groote, Dillich, Rimpler, Griendel d'A.ch, Zader, Borgsdorf, Klengel, Werthmuller, Lan4sberg; gli olandesi Marolois, Freytn'g, Melden, Rusen, Scheilers , Neubauer, Coehorn; i francesi Errard de Bar-le-Due, De Ville, Pagan , Vauban; gli spagnuoli Madran e Navarro (2). In quei primi secoli dell'epoca moderna però nessun Stato, fosse esso grande o piccolo, aveva un corpo d'ingegnèri militari

(t) Veg-gcsi: a) Vile degli ingeg11eri militari italiani di CABLO Pnoms. -Torino,

stamperia reale, ·189L b) Ingegneri .1 1iilitari it·aliani. - llivista militare, ,Lnni 1859-60. e) Storia della fortificazione netta spiaggia romana, per il padre maestro A. GUOLl~ I.MO'l'TJ. - Roma, Monaldi, 1880. (2) Veggasi: llistofre de la fortifì.catioii permanente par ZAsrnow: - Paris, On· maine, 1866.

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regolarmente costituito. ll principe, o la repubblica, che voleva · far <·ostruire opere di fortificnzione a difesa del proprio terr_itorio, chiama a sè alcuni fra gl'ingegneri militari più in fama·, i quali, salvo ca'>i eccezionali, al termine dei lavQrÌ' di cui erano stati incaricati, passavano al servizio di altri principi o di altre repubbliche. ln caso di guerra, tali ingegneri venivano incarifati della direzione dei lavori di attacco o di difesa delle fortezze, lavori che erano eseguiti, come nelle epoche precedenti, da operai borghesi o da soldati di fanteria. Di truppe tecniche, cioè, di truppe messe alla esclusiva dipendenza degl'ingegneri militari non si seòtiva ancor.a il bisogno, oppure, anche ·sentendò queslo bisogno, nessuna potenza aveva creduto di crearne. I primi a 1sL1tu1re un corpo d'ingegneri militari pri ma , e di truppe tecniche poi, furono ,i francesi. Già nel secolo x.vr, in Francia erasi cominciato a concedere il brevetto d'ingegnere militare ad alcuni ufficiali di fanteria e di cavalleria, i ·quali, essendosi dati allo ·studio della fo rtificazione, sostenevano con buon esito un esame davanti il gran mastro dell'artiglieria. Gli orodelti uf!ìciali, in massima, continuava11;0 a servire nel reggimento a cui appartenevano, ed erano chiamati a disimpegnare le funzioni di ingegnere solo nell'atL11cco e nella difesa di fortezze, e talvolta anche nellà direzione di lavori di fortificazione. Però il corpo degl'ingegneri militari francesi non fu regolarmente costituito che per opera del maresciallo Vauban, . il quale, brevettato ingegnere nel 1655, era. in pochi anni pervenuto alla suprema carica di commissario generale delle fortificazioni, ossia ,d1 ispellore generale delle fortezze, e, in caso di guerra . di direttore superiore degli assedi. Il Vauban non variò nulla riguardo al re0lutamento degl'ingegneri militari, ma divise questi in due classi, ordinari, o permanenti, ed ausili ari. Gl'ingegneri ausiliari, reclutati sempre tra gli ufficiali di fan, teria e di cavalleria nel modo sopra accennato, continuavaao a prestar servizio nel loro reggimento sino a che non erano, chiamati a prestare la loro opera quali ingegneri. Quelli permanenti I

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ANNO XLI;


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E [,E su-e SVARIATE S PEC IA I. J'fÀ

L' ARMA DEL GENIO

erano scel ti fra gl i ausiliari, cessavano di appal'tenere ad un corpo di truppa e venivano impi egali nelle piazze fol'ti, dappl'ima in sollordine e di poi quali ingegneri capi. In compenso del serv1z10 speciale che prestavano, gl'ingegneri ordinari rice\'evano gradi militari in ragione delle cariche che coprivano . In tempo di guerra, gl'ingegneri aÙsiliar·i erano destinali a sostituire nelle piazze forti ~!'ingegneri permanen ti assegnati all'esercito mob ilitalo. Ognuna delle armate in cui si divideva qnesto esercito riceveva un personale tecnico composto di un ingegnere direttore del servizio presso l'armata stessa, e di nna o due bri gate, ciascuna dell e quali era formala di un briO'adiere un ingegnere capo e cinque o sei ingegneri, tra cui alcuni ausi liari. Allorchè dovevasi in traprendere un assedio, il personale degli ingegneri mi litari veniva aumentato, e in misura tanto più larga quanto mag:dori erano l'importanza della fortezza e la durata presumibi l.e dell'assedio. Cosi sollo Mons, piazza forte assediata dai francesi nel ·169 I, erano 60 ingegneri militai\ e precisamente: il comandante del corpo (Vauban) t:on due aiutanli di campo ; il comandante in secondo con un aiutante di campo ; e cinque brigate di 1 1 ingegneri ciascuna ( I brigadiere, ·I ingegnere capo, 3 ingegneri ordinari e 6 ingegneri ausiliari). Ad ogni brigala er11no inoltre addeLt.i alc11n i allievi ing~gneri , il cu i numero era stato prefissato da Vauban. Il. corpo degl'ingegneri militari france3i era così re(Jolarmente. . • r, cost1tn1to; ma, come per d passato, si avevano ufficiali ingegneri senza troppa. Vauban era bensì riuscito ad ollenere la creazione di alcune compagnie di minatori e di zappatori ('I), però queste far.avano normalmente parte dell'artiglieria, e soltanto in caso di. bi sogno (io campagna, oppure all'i1ssedio od alla difesa di una fortezza) ~assavano alla dipendenza degl'ingegneri mil itari. I quali,. nei lavori esegui ti sotto la loro direzione, impiegav.ano ancora •

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(i) Nei ·prirni tempi in cui "ennero applicate le mine a polvere, queste erano considerale come uua specie di artiglieria sotterranea, e percio i mi11atori a 1ipartenevano al.l'artiglieria. Il primo compilo degli zappatori fu la costr uzioii'e, sotto il fuoco nemir.o, delle batterie e degli spalleggiumen ti per l'al'tiglierin: l'abilità cd il coraggio da ~,si dimostrato nell'esPguire simili lavori indussero gl' ingegneri militari ad im11iegarli nell'esecuzione dello za1,pe nel! 'attacco e nella difesa delle fortezze· donJe la de-' nomi nazione di zappa tori. '

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soldati di fanteria o di ca\'alleria, non che, trattandosi di assedi, conladin i all'uopo requisiti dagl'inten denti delle provincie a cui appnrtenavano le piazze forti assediate. Al gii.t menzionato assedio di ,\fons, per esempio, ·16,500 furono i contadini requisiti per i lavori di trincea . L'avere le compagnie minatori e zappatori facenti parte del corpo d'artigl ieria, mentre in caso di guerra le medesime dovevano essere Impiegate dagl'ingegneri militari, costituiva un inconveniente che Vaubnn con tutta la sua autorità non riuscì a far cessare. Quest'inconveniente venne però riconosciuto più tarài, e coll'ordinamento del '2 luglio 1776 veniva creato un corpo di 4 ballagli on i di soldati pionie1·i ( I ), la forza del quale ammontava a 2290 nomi ni, compresi 62 ufficiali. I pionieri dovevano essere impiegati , in tempo di pace in lavori pubblici e prestare nelle fortezze gl i stessi servizi sino allora disi mpegnati dagli zappatori, mentre questi ultimi cessavano di essere incaricati di sim ili lavori e venivano suddivisi fl'a le unità di artigliiwia. L'esistenza dei predetti battaglioni pion ieri però fu di breve du, rata, poichè nel 1779 vennero soppress i. Al principio delle guerre della grande rivo luzione francese, si riorganizzano alcuni battaglioni pionieri, i quali, verso la fi ne del '179'.~, vennero fusi nei ·12 battaglioni zappatori cli nuova istilu- · zione. Nel maggio ·I 796 , vien dato il !)Ome di pontonieri (o pontieri) ad un corpo speciale, facente pal't.e dell'artiglieria e destinato al 1

(i ) Il BA1rn1N, nel Dictlomi,zire de terre et àe mer (Paris, Corréard, !849), assegna la seguen te deriv~iione al vocabolo pionie,·i (pionni ers). In ori gine, i pionniers si cliiamavnno pions o si usavano !Inesti clue voc:iboli nel senso di piètons, come lo attesta il giuoco degli scacchi, di cui i pions (pedine o pedoni) sono uomini a piedi. Questa sinonimia di pionniers e di piétons viene da ciò che nel medio evo i piétons erano in gran j)arte servi armat.i ùl gravine, cli piccozze a di altri simili strumenti. La voce pionnier ba cominciato a ricevere un significato a ·parte, a separarsi <la pieton, allorché i fanti hanno acquistata importanza e venne creala una vera fanteria. Allora, la missione cl!ii pionniers, o <l i cer ti pionniers, consiste tte nel trasportare o nel trainare armi eta fuoco, quali fnlcon,ittì e cannoni; altri erano impiega ti in lavori di fortHlcazione di campagna e nello trincee cl'assc<lio (e questi c.rano phì comunemente cbiamau zappai-Od, corno è cenno nella nota 1irecedento), altri, infine, sostituivano gli antichi ga.st.adoMrs Cguas1atori), specie di fontPria armata di strumen ti da taglio, il cui pri ncipal<i incarico ora quello di abbattere alberi, <listn,ggere ponti e .incendiare abitazioni. Nei secvli :!VII e xvm, presso alcune milizie, come la turca e la francese, si cominciarono a creare pionieri a cavallo.


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L'ARMA DEL GENIO

geWÌmenlo dei ponli' _con materiale regolamenl::i.re a corpi èli soslegno galle)!gianti, detti pontoni (,1 ). ~fa l'epoca, in cui l'arma del ·genio prese il maggiore sviluppo sia riguardo QI corpo degli ufficiali,sia riguardo ai riparti ditruppa, fu quella napoleonica. Invero Napoleone I, che, per la sua competenza su tutto quanto si riferiva ali' ingegn eria militare, era ritenuto il primo ufficiale del genio delle sue annate, in Lutte le guerre da lui combattute mise la massima cura nell'organizzare il servizio del genio, Lanto presso le truppe di campagna quanto nelle forteize. Cominciando dalla campagna pel ,f 796 97 in Itali a, troviamo assegnato un comandante del genio al quartier'generale del corpo di (lperazione ted esso fu il briirndiere Chasseloup) e un ufficiale del ~enio per ogni divisione; inoltre, vediamo per la prima volta il genio avere un' carreggiç proprio indipendente da qu~llo clell'arLiglieria (2). Del predetto r,orpo d' operazione facevano poi p:-1rte alcune compagnie zappatori e qualche squadr'il di minatori. , Più tardi, nel la composizione del corpo per la spedizione di Egitto, formato su tre divisioni, il grande capitano comprende un generale del gen io (Caffarelli) quale comandante de_l genio addetto ai quartier generale, due ufficiali del genio per ciascuna divisione e le seguenti truppe dell'arma: 3 b:i u.aglioni zappatori; 1 battaglione pontonieri; 2 compagnie minatori; 2 compal!nie operai; 1 compagnia aereostieri, \3). (l) Prima clella costituzione dei pontÒnfori, il getta mento rlei ponti ora aflìdato alie maestranze degli eserciti, cioè agli oper~i legnaiuoli, fabbri, muratori al seguito degli eserciti stessi. (Ve:igasi· Dizionario militare ciel CARBONE. - Torino, Vercellino, i863). (2) Da Milano, in <fotit 19 settembre t796, il Bonaparte m,ndava al generale Chasseloup l'ordine di stabilire al seguir.o di ,:iaseuna divisione un carro di strumenti {picco.ni, l.laclili, piccozze, da impiegarsi per ordine dell'ufficiale del ge~io addetto alla divisione. Tali strumentì erano ri~ervati esclusivamente ai lavori urgenti nella marcia delle colonne, e non pòtevano, sotto pretesto alcuno, essere distribuiti alle mezze brigate. Cias,mn carro, tirato da quattro cavalli, _doveva essere caricato leggermente, in modo da poter seguire facilmente i movimenti <!ella divisione. Raecoma.nd:wa poi allo ChasstJloup di dare istruzioni agli ufficiali del gen io addetti alle divisioni per l'impiego degli strumenti premenzionati.· ( V'eggasi la Corrispondenza di NA1;01,1,0NE, iO!O). Com,e si vede, era un carro analogo a quelli dati alle nostre compagnie zappatori soltanto alcuni anni or sono. 13) Veggasi ·1a citata Corrispondenza, 2~:16 e 2534.

E LE SUE , SVARIATE ,saECIALIT,\

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Il Bonaparte portava adunque con sé in Egitto trnppe di tutte le specialità del genio allora esistenti (-1 ), compresa nna compagnin aereostieri, istituita alcuni anni prima (2). Le compagnie opera-i erano addette ai pnrchi. Nel ,t 803, quando vien costituita la grande armata, Napoleone vi organizza il servizio tecnico come meglio non si farebbe:: oggidì. . Di fatto, vi troviamo addetti : al gran quarli~r generale un comandante generale del genio (che e il primo ispettore generale del · genio del tempo di pace); ad ogni corpo d'armata (di 3 o J. divisioni) un ufficiale superiore del genio, . più ,1500 strumenti pel genio contenuti nel parco di riserva cl' artiglieria; ad ogni divisione un capitano del genio ed nna compngnia zappatori con 400 o 500 strumenti (3). Pochi anni dopo, nel ,J809, ven~ono ricostituile alcune compaonie di pionieri, pur continuando a sussistere i battaglioni ·zappa;ori; inoltre, i drappelli del freno del g&nio, destinati al carreggio delle compagnie od ai parchi, sono riunite in 6 compagnie. In detto anno', la proporzione delle truppe del genio addette al!e varie àrrrù1te è alquanto aumentata; cosi, ad esempio, all'armata di Germania troviamo assegnati i seguenti ripar~ì e strumenti del genio ( 1,): a ciascuno dei tre corpi d'armata, di cui componevasi l'armata, 1 compagnia pontieri, 2 compagnie zappatori e 6000 slrumenti; al parco del genio, 9 compagnie zappatori (900 uomini), 3 compagnie minatori (800 uomini) e 4 compagnie pionieri (MO uomini), oltre ad un battaglione di operai di marina (800 uomini). ·

(-1) Veramente, i pontonieri, !(li operai e gli aerostieri facevano allora par~o èl~l.l'ar_0 tiglieria ; ma siccom e essi passavano in guerra alla clipen,lenw deg_l' ingegneri. m1lltar1, e ,più tardi entrarono successivamente a far parte del corpo del gemo, cosi noi in quest.,o stuJio li con~ideriamo fin <l'ora specialità di quest'ultimo corpo. . (2) La compagnia di aereostieri surldetta era stata creata nei primi ~nni delle guerre della rivoluzione (an. l.i94) al llne di osservare le mosse del neo11Cf) stando nella navicella cli un areosLato, ad aria calda, inventato dai fratelli MongolOrr nel :1783 e perfezionato poi dal celebre Monge, sostituendo l'idrogeno aU'aria cal_da: Tale ?om_pagnki, che era stata rormata cor~ individui tratti dalla ranter,a, ed ass1m1lat1 ali artiglieria, prese parte all'assedio di l\laubeuge, all'in_vestimento di Cbarler?1 ed ali~ bat- . ta"lia di ~'Jeurns. Quando questa compagnia passo 1n Egitto, ru creata m Franc1,i una se~onda' compagnia areostieri. Viste però le diflìcoltii incontrate·nell'impiego degli areostati, pochi anni dopo le due compagnie aereostieri vennero soppresse. (3) V'fggasi ia· citata Corl'ispondenza, 7377 e !0797. (4) Vegga.si la citata Cor1·ispondenza, U-975.


E LE SUE SVARIATE Sl'EClALlT.~

,2236

L'ARMA DEL GENIO

~et. rio~~ina~ento. della grande armata del 18·1,1, 1 pionieri non figuran~ pm, cosi che al term.ine d~lle guerre napoleon iche le truppe del gemo .france.se contaYano le seguenti specialità: pMitie1·i, zappatori, minatori, treno. · . A?~iungeremo qui subito che gli zappatori ed i minatori vennero numt1,. nel 1824, in r~ggimenli di 3 baltnglioni ciascuno, e ogni h~ttagll~ne const11va d1 8 compagnie, di cui 6 di zappatori e '2 di .rnrn~tor1 ; e che nel ·I~~5 i.I treno fu ridotto a 3 compagn ie, le .qualt assunsero la denominazione di zappo.tori-èonducenti e furono assegnai.e una per ogni reggimento di z app.atori-minatori (1J). 1

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.'

1

Vesempio della Francia fu successivamente seguito dalle altre potenze europee, alcune delle quali, anzi, copiarono fedelmente ·quanto quella nazione aveva fallo riguardo ali' istituzione di un corpo d' ing~gneri m!litari e alla creazione di truppe tecniche (2) . .r.n ~·u.~tnct, la prnna organizzazione del corpo deg\' ingegneri militari '.'Istrie ~I 117 17, e verso il ·1760 vengono posti agl i ordini di questi ulllm1 : i pontieri (di cui la prima compaan .. 1· ·,t e1·a st.at a. creata ne I .t 739), incaricati del gettamento del ponti sopra sostegn i ga ll egg1ant1; i pionieri, di nuova form~zi one, specialmente incaricati della costruzione dei ponti con sostegni fissi; le compagnie .i:appatori, pnre di nuova formazione ~ e le compagnie minatori, di cui la prima era stata istituita nel '17'16. ' Le oradelle qualtru speci;lita del genio rimasero distinte fìn verso la metà del corrente secolo. · In Prussia, si cominciò a proHedere al reclutamento rerrolare degl' ingegneri militari nel ,17~8, coli' istituzione dell' acca7temia degl 'ingegneri a Potsdam. Questi ingegneri , per poter disimpei~ar: i co~piti .loro ~ffì~atì, impiegarono sino al ,J tH O compagnie .di rninaton e di pontieri, facenti parte d!lll'arma dì arti'glieria. [n detto anno. si crearon·o compagnie di z,appatori, le quali vennero 1

( I ) Vc~gasi BAn o1N, ,,p,;ra citata. (2, Vegga,i: C. l!EYJ>T, ReclHwche,; Corréar,I. !860·6:l.

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t·orr1anisation

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co1·ps itu. genie. - paris '

2:?37

. riunite ai minatori ed ai pontieri per costituire un solo corpo di truppe tecniche, denominato dei pionie1·i, corpo che passò alla diretta dipendenza degl'ingegneri militari e che snssiste tutl'.lra. In Tnghilterra, le prime nnità di truppe tecniche non furono istituite che nel .fì86: erano 2 compagnie di operai militari (;j) , che tre anni più tardi furono portate a (i compagnie, ed erano in· caricate dei lavori di fortificazione campale e di quelli d'assedio, non che ilei servizio dei ponti. Nel 18 13, queste troppe assume -, - vano la denominazione di zappatori-minatori reali . Dopo le guerre napoleoniche. creavasi una brigata topografica di 3 compagnie, destinata a coadiuvare gl'ingegneri nèi lavori geodetici intrnpresi per fare la carla del Regno. E non fu se non dopo la guerra di Crim~a che le truppe tecniche inglesi, riorganizzale, vennero fuse cogl' ingegneri militari in un sol co,:po. detto corpo clegl' ingegnl'ri. In questa riorganizzazione furono costituiti riparti 71ontieri e compagnie di torpedinieri; queste ultime erano incaricate delle difose sotlomarine. In Russia, gl' ingegneri militari rimasero alla dipendenza della artiglieria sino 'al ·173 1, al pari dì una compngnia minatori, stata creata sul principio del secolo scorso. Nei primi anni del secolo corrente, Alessandro I cre·ò i bai.taglioni zappatori., nei quali vennero fusi i minatori. Più tar,ii, si formarono, battaglioni ponti.el'i. Nella Spagna, la creazione del corpo deg\'ingegneri rimonta al ,f 7 1 1, e ['organizzazione di esso presenta, sin verso la metà del nostro secolo, una grande analogia con quella del gen io militare francese; cioè si ebber:o prima ripa rli di minatori e di zappatori, poi riparti mist.i di zappatori-minatori, ai qÒali nel 1815 vennero aggiunte alcune compagnie pontieri. E fn inoltre cosl!tuita, come in Inghilterra, .una brigata topagrafica (di 2 compagnie). In .Piemonte, gl'ingegneri militari vengono tolti dalla dipendenza dell'artiglieria nel 1733 da Carlo Emanuele Hl, e viene costituito i.I co,:po degl'ingegneri. Invece, i riparti di zappatori e di minatori, henchè in guerra dipendessero per lavori campali e di a,sedio dai prèdetti ingegner,, rirnasèro a far parte dell'artiglieria sino all'epoca napoleonica. 1

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(I) Una pnma compagni,i inglese di operai militari era stata form.ata ·nel l772 a Gibiltel'ra per lavori di forUflc~zione. ·


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L'A&MA DEL GENIO

Nel "8U., alla restaurazione dei reali di Savoia, il corpo reale degl'ingegneri, che era sfallo disciolto nel 079, viene ricostituito, e l'anno dopo vi è aggiunta una compagnia zappatori. Nel ·1'816, si ·forma un battaglione di 6 compagnie zappatori ed ·1 minatori. Nel ·1848, dopo la campagna, il battaglione predetto è trasformato in un reggimento di .2 battaglioni a 5 compagnie ciascuno (di cui 4 zappatori ed 1 minatori). I pontieri, di cui la prima compagnia venne creata nel 18·16, ed una second~ compagnia erasi formata nel ·I848, facevano parte dell'artiglieria ( 1). · Da quanto precede risulta che, verso la metà del presente secolo, esisteva presso cia$c,uno de'principali eserciti europei un corpo del genio costi'lllito da ingegneri militari, che i Fraòcesi fin dai tempi di Napoleone I avevano cominciato a chiamare ufficiali del genio, e da truppe tecniche, di diverse speeialilà, cioè .zappatori, minatori, pontieri, pionieri (2). • Presso alcuni es.erciti, tra cui il francese e il pie[!lontese, i pon · tieri facevano sempre parte dell'artiglieria; e in Prussia non ('.'erano che battaglioni pionieri, i quali .comprendevano le altre tre spetialilà. Si noti ancora che in Austria, ove esistevano tulle e quattro le su dette specialità, appunto verso il •I 850 vennerc riuniti gli zappatori ai minatori costituendo le così dette truppe del genio, ed i pontieri vennero fusi nei pionieri, e che recentemente (1893) questi ultimi assorbirono anche le truppe del genio. Così che, oggi9ì, in Austria, come in Germip1ia, i pionieri comprendono le tre specialità zappatori-minàtori-pontieri (3); essi distinguonsi poi in pio· (I) ~e1 maggior.i notizie in proposito, veggasi l'opuscolo dell'autore intitolato: L'arma del genio nell'esercito italian o. - Roma, Voghera, {891. (lii Tralasciamo qui di considerare: 1° il ti-en.o, perché non è propriamente una specialità del genio, tanto che presso molti eserciti esso forma uu corpo a. parte assieme al treno di artiglieria; 2° i toi·pedinieri, che sono minatori srieciali, degli eserciti inglese e russo, incaricati delle min0 subacquee; 3° i riparti topogro{ìci, esi~tenli in (?rancia , in Inghilterra e in Spagna, trattandosi di una specialità. che disimpegna il compito pnn· cipale ad essa affidato solo in tempo di pace, mentre in ,guerra tali riparti servono cli ausiliari ad altre specialità. del genio. • (3) lo ogni compagnia dell'esercito germanico v'lùnno sezioni speciali di zapp:1tori, di minatori e di pontìeri: per ogni lavoro ·<la es~guirsi, le seiioni della ,;pecialità più adatta pel lavoro stesso prestano l'opera principale, mentre le altre sezioni ranno da ausiliarie. Una organizzazione analog,1 cre ·liamo sia pure stata adottata per le compainie pionieri in Austria ..

E LE SUE 'SVARIATE SPECIALIT.~

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nitri di campagna e in pionieri di fortezza o d'assedio, i quali corrispondono rispettivamente agli zappatori ed ai minatori del . nostro esercito. Aggiungeremo che i pontieri p1ssarono dall'arma d'artiglieria a quella del gènio nel 1873 presso l'esercito italian.o e nel 189,i. presso ·quello frar1cese ('I). 1

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Dopo il ·1850, alle spedalità del genio sopra menzionate vennero agggiungendosene altre a mano a mano che gl'ingegneri militari, i quali si tengono sempre al corrente dell e novità o dei progressi delle scienze e delle industrie che possono tornare utili alla nostra arma, videro il partito che potevasi tirare e dalla telegrafia e dalle ferrovie, e dai palloni areostatici, e dalla illumina.zione elettrica, e dalla fotografia e dai ,colombi viaggiatori. La prima specialità del genio che si aggiunse, in quest'ultimo mezzo ·sécolo, alle altre gia esii tenti fu quella dei telegrafisti. Com'è noto , la telegrafia. si distingue in 'telegrafia elettrica, in telegrafia ot\ica. ed in telefoni11 . La telegrafia ottica era applicata negli nsi di guerra fin dai tempi più antichi, ma il suo impiego era sempre stato piullosto limitato, sia per la lentezza con cui Yenivano trasmessi i dispacci stante l'imperfezione degli apparati, sia perchè la t;-asmissione non poteva essere continua; ad ogni modo, esistendo soltanto linee perrnaoent,, di essa non poteva trarsi partito, in massima, che nella guerra. d'assedio. Non appena inventala la telegrafia elettrica, qu esta fu tosto uti, lizzata a scopi militari. La prim·a linea telegratica elettrica militare venne stes\l e fatla fnnzionare dagl i Inglesi durante l.1 guerra di ' Cri'mea (•I 854-55). Dopò quesla guerra, i principali eserciti di Europa organizzarono un servizio tele~rafico da campo mediapte parchi mobili, serviti da telegrafisti borghesi reclutati all'atto di una mobilitazione Così in Piemonte, col regio d~creto H giugno 11859, vediamo r,03tituito presso i diversi quartieri generali d'armala un . tale -servizio, direLto da nn ispettore dei telegrafi deHo Stato , sotto

(·I ) Oggidì, il sol~ esercito b~Jga ha anc.ora i pontie ·i faceoli parte <lell'arliglieria,


L' ARl!A DlìL GEN IO ·

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gli ordini de! comandante sùpremo del gen io presso I' e5erci lo e dal coma_y.clante della stessa arma presso ciascuna divisione. li materiale telegrafico faceva parte dei par.chi del genio (,I) . Col ser- · vizio telegrafico. così ordinalo si poteva siabi lire in campagna una rapida comunicazione fra il quartier generale dell'esercito ed i co.mandi di corpo d'armata , e fra questi e i comandi di divi sione dipendenti. . In · segui to, iI ser.vizio tele~rafico elettrico andò sempre più estendendosi. :Presso alc,rni eserciti , come il fr ancese, si continuò a farlo disimpegnare da un personale borghese; presso altri , ad esempio io Italia ed in Austria Ungheria, vennero incaricati di tale servizio riparti di truppe tecniche, e precisamente: in Italia, sino al '188:3 si ebbero compagnie di zappalori·minalori-tele1'[rafìsti, e da quell'anno si hanno compagnie di telegrafisti (2); in Austria, dallo stess.o anno 1883 esiste un reggimento ferrovierilelegratìsti. La Germania , invece, aveva adotlato un sistema misto, e cioè per lo st~nrlimento delle linee impiegarn sezioni di pionieri e per il servizio di trasmissione un personale borghese: or:a però , da alcuni anni, anche i trasmettitori sono militari. Dopo il 1870. poi , in seguilo a lunghe esperienze fatte specialmente in Italia ed in Francia sulla tel egrafia ottica, questo mezzo di comunicazione, notevolmente perfezionato, venne applicato su la,:ga scala, sia nella guerra d'assedio che in qu èlla di campagna, e al suo disimpegno provvedono oggidì,. presso i principal i eserciti d'Europa , appositi drappelli , o sezioni, tratti dalle compagnie cli te· legrafisti o di alt.re speciàlità del genio (zappatori, pionieri, ecc.) . Anche la telefonia, il terzo dei r,1mi della· telegrafia da noi $opra distinti , è stata impiegata in guerra subito dopo ·la sua invenzione, e il servizio ad essa relativo fu, in massima, affidato allo stesso personale incaricato della telegr~fia elettrica. Nella telefonia vengono pure istruiti fin dal tempo di pace alcuni individui , per ogni 1

(l.)

Veg·gasi il Giornale militare, anni) iS59.

(:!J Nel ,t89il Je nostre compagnie telegrafi,;ti vennc1·0 tra,;.formate proni,oria,nente in compagnie zappatori-telegralisti; siccome però il ser vizio principale di queste com~ pagoie è \J nello tcl~grnlico, mentre il servi1.io da zappa tore é per es,c secondario. cosi

noi lo riterremo sempre compagnie esclusi1•a1rni!1te cli telegi·a fisti.

E LE SUE SVARIATE SPECIALIT,\

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' altre armi e speciiilmente di artiglieria da fortezza riparto, <lelle .e da costa. Per ciò che si riferisce al servizio telegrafico, crediamo oppor. tuno d1 aggiungere che presso i principali eserciti di Europa si è, . organizzato un serv1z10 di telegrafia leggiera, disimpegnato da , drappelli dei reparti di cavalleria in esplorazione od in avanscoperta. La seconda delle nuove specialità del genio create in questi ultimi tempi è quella dei ferrovieri. « La prima formazione di· un corpo a cui fosse esclusivamente affidato il servizio ferroviario in guerra si trova nell'esercii.o prussiano, e <lata dalla mobilitazione del ·1866 quando vennero or~a,nizzate le sezioni di /'err01,ieri da campagna, composte in piccola pari.e da pionieri, ed essenzialmente di tecnici e di lavoranti bor.ghesi. Dopo la guerra del ·I866, fo aumenta.Lo nelle sezioni l'elemento mi litare, ma la dìrezioile tecn ica rir11ase sempre affidata ad jnaeaneri ci,,ili (·I)». "Nel ~ 487 '1, in Germnnia venne formalo un battaglioni di ferro· --vieri di /~ compagnie-, e nel 1875 nn secondo, battaglione, che col primo costituì un reggimento. Più tardi si procedè alla,fo rma;zione di un 2° e cli un 3° reggimento, · più un battaglione (di 2 ,compagnie) bavare:;e, di tale specialitit. L'esempio della Prussia fu ben presto seguito dalle nitre nazioni, -così che dopo il 1870 noi vediamo create compagnie ferrov:ieri in Italia, in Inghilterra, in Russia, in Spagna, di zappatori-ferrovieri in Francia, di ferrovieri-telegrafisti in Austria. , Abbiamo già visto come, sul finire del secolo scorso, funzionasse in Francia per alcuni anni il servizio areostatico. Nella seconda .metà del presente secolo, spetta agli Americnni del Nord il merito .di aver rimesso in onore e organizzato su larga, scala un tale :;ervizio- durante la guèrra di secessione (anno 186,J-65): alcune compagn ie di areo:,tieri, costituite nel corso della campagna, eseguirono numerose ricognizioni tanto con palloni liberi quanto con palloni frenati. Fra ie molte ricognizioni eseguite con palloni liberi , merita 1

1

(t) Vcggasi: Ordina,nienlo e si,-vizio dell'arma del genio presso gli eserciti tur opei di E. Roccm, capitano rtol genio. - Rivista di a1·tiglie,-ia e genio, !885.


E LE SUB SVARIATE SPECIALITÀ .

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L' A~bJA DEL GENIO

r.nenzione la :;eguente. Net settembre 1 ~6 1, l'ardito La Mountain, movendo col suo pallone dal campo dell'Unione, sul Potomac, passò af disopra a Washingtòn, e, giunto ad una certa altezza, egli tagliò la corda, si innalzò a 2500 metri da terra, si pose verticalmente al disopra delle linee nemiche, e dopo aver fatte le sue osservazioni, -elevossi, gettando zavorra, a circa 5000 metri, ove trovò una corrente favorevole e discese sicuro ner Marvlancl. Duran'te la guerra. d·el 11870-7-1 , i Prussiani, i qu;li da alcuni anni avevano intrapresi studi relativi all'areostatica, tentarono di impiegare i palloni frenati sotto Strasburgo, ma con risultati sfavorevoli. I Francesi, invece, nella difesa di Parigi, impiegarono · con buon esito palloni liberi per mettere in comunicazione la città colle provincie nori occupate àat nemr'co. Dopo la guerra, venne in Francia riorganizzato il servizio areoslatico, costituendosi 4· compagnie areostieri coi relativi parchi. ·Anche presso te altre principali nazioni di Europa si fecero studi rifleuenti t'areonantica, risultalo dei quali studi si fu che tuHe hanno oggidì riparti di areostieri incaricati del servizio dei palloni frenati e liberi. Non ·appena · l'illwninazione elettrica polè ricevere una pratica applicazione, gl'ingegneri militari pensarono al mo~o migliore di trai·ne partito per gli usi di guerra ,(1). A tàl fine, vennero ideati e cosLrl:llli apparecchi mobili, detti parchi foto-elettrici, le cui parti principali sono una macchina a vapore, una dinamo ed un riflettore~ destinali ad illuminare il terreno a distanza. La Francia fin ,dal 1882, a;eva una sessantina di tali parchi. li servizio foto-telegrafico fu poi organizzato anche presso gli altri Stati d'Europa. Un servizio regolare di comunicazione mediapte colombi 1Jiag9iatori venne permanentemente slabilito presso i vari eserciti sol1

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tanto in questo ultimo quarto di secolo (1 ). Così: io Germania furono impiantati net 1187,i, i colombai militari di Berlino, Colonia, Strasburgo e Metz, e io seguito ne furono creati parecchi altri nelle principali piazz~ forti dell'impero; in Francia, tra gli altri, vennero stabiliti i colombai centrali di Pariai e di Lanl) gres; e analogamente dicasi per gli altri Stati. Il problema delta fotografia applicata alla topografia mllitare non fu completamente risolto che dopo il 1860 (2). Durante la guerra di secessione d'America (anno -186 1-65). la fotoaratia rese , " importanti servizi, applicata assieme ai palloni frenati, dalla navicella dei quali si potè rilevare campi di battaglia e città assediale. Nella campagna del 1870-711, tanto i francesi quanto i prussiani erano provvi_sti di ser.ioni fotografiche; le sezioni francesi tornarono specialmente utili nella difesa di Parigi. , Dopo quella campagna, anche gli altri principati eserciti europei fecero studi sul servizio fotografico in guerra, in seguito ai quali studi organizzarono p~i anch'essi un simile servizio. , Infine, per quanto ri(!'uarda l'Italia, dobbiamo soaaiunaere che v nn n net 1877 venne creata a Yenezia' una comp11gnia del genio per · il servir.io cli trasporlo · sulla laguna veneta, e che perciò fu detta compagnia lagunari. A questa venne più· tardi a1111iunla una se. ea conda compagnia, costituendosi una b1·igata lagunari. 1

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Da quanto siamo venuti sinora esponendo, si deduce che le

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(i) I primi tentativi d'irnpirgo <!ella luce elettrica a scopi di guerra. furono fatti dal cdmpiauto nostro generale Menabl'ea, mentre era comandante de l genio all'assedio cli Gaeta (anno 1860-61). Sotto que,ta pia.zza. si fec~ro esperienze per illuminare i punti della cinta da battere in brecr:ia, impiegando r.•ile Bunsen. li problema però non venne completaa;ente risolto se non quando :¼Ile pii~ sost.ituironsi le dinamo.

(i) Il primo impi.ego dei colomb i viaggiatori pei bisogni della guerra, di cui si sia conservata memoria, é quello fatto dai romani nell'anno· 43 d. C. per mettere in comunicazione D. Bruto, assediato in Modena da Antonio, cogli eserciti consolari recatisi da Roma in suo soccorso. Si racconta pure che Dandolo, mentre assediava <.:andia, abbia ricen1to notizie importanti per mezzo dei piccioni e che, in segno di riconoscenza per quei volatili, ne abbia recati con sè, dopo la presa della cittit, un certo numero, che servirono a popolarne la piazza di S. Marco. (!J Un tale problema, posto sul principio del corrente secolo dall'Arago e dal Gay Lussac, era stato, pochi anni dopo l'invenzione del Oaguerrn, imperfettamente risoluto dal Martens, il quale col suo apparecchio panoramico riproduceva un mezzo giro di orizzonte, ricevendo l'irnagine attraverso una strettissima fessura vorticale. li Garella poi aveva perfezionato l'istrumento in modo da ricèvere un giro intiero di orizzonte su di una superficie piana. Ma questi strumenti non vennero applicati alla topografia, come pure non lo furono, o _lo furono su piccola scala, quelli ideati più tardi dal Chevàlier (anno {858), dal Porro e dal Laussedat (anno {859).


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L'ARMA DEL OENIO

E LE SUE SVARIATE Sl'ECIALlT,\

truppe del genio dei principali StaLi d'Europa comprendono oggidì le seguenti special ità :

4, ecc. ~ompagnie ad ogni armata, secondo che questa è costi-, tuita di 2, 3, 1-, ecc. corpi d'armata. - Alcune compagnie as· . segnate alle piazze forti assieme ali-e compa).(nie del genio cli milizia territoriale. - Complessivamente, sono 54 compagnie zap- . patori , ài c'ui 36 dell'esercito permanente (E. P.) e 18 di mitizia mobile ()f. JI.) , (I) oltre quelle di milizia terrii oriale, in numero di 30. FRANCIA. Una compagnia di zappatori-minatori) con parco e con materinle da ponte d'avanguardia (metri I =5) a ciascuna divisione. - Una compagnia con parco per la riserva del genio cli ogni corpo d"armata. - Un distac~a menlo per ogni riarco del genio di corpo d'armala. - I riparti di zappatori-minatori che rimangono di sponibili vengono destinati .alla difesa delle piazze forti, alla formazione ·dei parchi d'assedio ed alla costituzione dei distaccamenti as:;egnati ai gruppi alpini . In totale, sono 72 compagnìe di zappatori-minatori ;dell'esercito · attivo. riunite in il9 bal.l.a·glioni (uno per ogni corpo d'armata attivo); a 3 od a 4compngnie ciascuno (2), alle quali compagn ie è pure affidato il servizio da pontiere, più 18 battaglioni (6:j compagnie) dell'esercito territoriale. GER~L\.N1A, Uno o dut~ battaglion i {di pionieri da campagna) (3), · di 3 compagnie ciascuno, ad ogni corpo d'armata: cin'scuna compagnia è provvi$ta di un aLtrezzamento portatile e di · un · parco. Secondo i bisogni, da ogni battaglione si distaccano una o pii1 cGmpagnie per assegnarle alle divisioni del corpo d'armata . - Un distaccamento di pionieri a<l ogni divisione di

zappatori o pionieri di campagna,

,J a 1

2~ mùnatori o pionir.ri da fortez ;a, 3a pontieri, 4• telegrafisti, iS• f'error!Ìeri, 6a specialisti, comprendendo in questi ultimi i reparti di aereostieri, di elettri.cisti,. di fotografi e il personale incaricato del servizio dell.e colombaie militari . Alle predette specialit.à, per l'Italia ne va aggiunta una 7a 1 lag·miari. Presso alcuni eserciti, ~ome ·il germanico e l'austro-ungarico, non esiste la specialità pontieri propriamente detta, essendo essa compresa nella special ilà pionieri di campagna. Passeremo ora ad enumerare i compiti assegnati in guerra a ciascuna delle speci'al ità. sopra distinte, riferendoci al nostro esercito, e per ciascuna specialità indicheremo in quale misura i relativi riparti sono distribuiti nelle grandi unità di guerra e nelle piazze forti prèsso alcuni de' principali eserciti d'Europa. ,1Q Zapp;Ìtori o pionieri di campagna.

Compiti: Lavori di fortificazione campale. - Lavori di mine di campi1gna. - Lavori di allacco e di difesa delle piazze forti. Costrnzione di ponti con materiale di circostanza, gettamento e ripieKamenLo di ponti còn materiale regolamentare. - Costru;done e riattamento di strade ordinarie. Distruzione di passaggi esistenti . - Rimozione di difese accessorie o di altri ostacoli che si oppongono alla marcia delle colonne d'assalto contro una opera od una posizione rafforzata. - Lavori di castrametazione, specialmente negli assedi. - Servizio dei parchi di corpo d'ar~ mata e di armala . - Combattere, occorrendo, come truppa d1 fanteria. Ripartizione.: lrALIA. - Una· compagnia con at.trezzamento porL,~tile, parco leggiero per zappatori e sezione da ponte di 40 metfi a ciascuna divisione di fanteria. - . Una brigata di 2, 3,

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(I) te COI!}()agnie zappatori. raggruppate in brigatr, che vengono addette alle armate sono formarn da.i resti delle compaguie zappatori-telegrallsti del 3° reggimento geuio, dopo che queste hanno provveduto al la costituzione d~i parchi telegrafici ed i telegrafisti alle piazzo forti. - Tutte le altre compagnie. invece, sono tratte dai (lug reggimentì zappatori li° e 2°), i quali perciò, all'atto deJla mobilltaziori'e Ycngono sciolti, . come pure vengono sciolte le lo ro brigate. (2j Le n compagnie zap11atori-minatori, assieme a ,1. compagnie areonauti, costituiscono in 11ace pure 19 battaglioni, raggruppati in sei reggimenti, che portano i numeri 1°, 2°, 3°, 4°, 6° e 7°. (3) t llattaglioni sono autonomi anche in tempo di pace. Finora, soltanto ai tre corpi d'armata lii frontiera, cioè quelli di Strasburgo e di )letz verso la Francia e di Koenigsberg rerso la nussia, sono assegnati 2 battaglioni pionieri per ciascuno.


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L' AkMA DEf, GENIO

cavalleria. - In complesso, sono 23 battaglioni di pionieri ·aa campagna (69 compagnie) · (,J). AusT~TA-UNGHKRTA. -- Un battaglione di 4 compagnie (di pio-:oieri dà campagna) ad ogni corpo d'armata: ògni compagnia è provvista di attrezzaqiento portatile e di un parco. Delle predette compagnie·, una o due sono assegnate, occorrendo, a eia· scuna delle divisioni del corpo d\rmata, come pure il comando di ogni armata p·uò tenere a . sua disposizione alcune compagnie tolle ai battaglioni dei corpi d'armata dip·endenti. - Una com. pagnia ad ogni divisione • da montagna. - ,1;4 di compagnia ad ogni brigata <la montngna. - Io tutto, sono ·1 ;S battaglioni di pionieri da èampagna (60 compagnie) (2).

GERllANTA. - .23 compagnie di pionieri da fortezza, rip:irtite, s~condo il bisogno, nelle piazze forti, meno alcune che sono as. segnate aj parchi d'assedio. Tali compagnie fanno parte in tempo di pace dei ~3 battaglioni di pionieri da campagna (esse sono la 4• compagnia di ogni battaglio.ne), e vengono più particolarmente istruitA nella guerr~ ·da fortezza (1 ). AUSTR'A·UNGHEli'TA. - 45.compagnie pionieri da fortezza, ripar· tite fra le piaize forti ed i parchi d'assedio. Queste compagnie vengono formate, all'atto della mobilitazione, scindendo in tre la compagnia (la 5a) di tale specialità che, in· pace, fa parte di ciascuno dei '15 battaglioni di pionieri da campagnn , e che è più particolarmente esercitata nella guerra di fÒrtezza.

2a Minatori o pionieri da fortezza.

Compiti: Gli stessi di quelli indicat1 per gli zappatori, eccettuato il gettamento ed il ripiegamento dei ponti con materiale regolamentare, e coll'aggiunta· dei lavori di mine d'assedio e del servizio delle interruzioni stradali predisposte fin dal tempo di pace. Ripartizione: ITALIA. - Nella formazione di guerra non è prestabilita alcuna assegnazione di riparti minatori alle grandi unità dell'esercito mobilitato. Le ,18 compagnie di minatori del 5° reggimento genio (di cui ,12 dell'E. P. ~ 6 di l\1. M.) ve·rranno probabilmente assegnate a grand i riparti dP.stinati ad operare in montagna, alle piazze forti e, occorrendo, a far parte di parchi d'nssedio: Ogni èompagnia ha l'attrezzamento portatile ed un parco speciale (per minatori). FRANCl,\. - Il servizio speciale da min·atore è disimpegnato da alcune compagnie zappatori-minatori, non esistendo alcuna differenza tra le compagnie di questa specialità addette alle grandi unità di guerra e quelle destinate alle piazze forti ed ai corpi d'assedio. (!) Si costituiscono. inoltre, all'atto della mobilitazione, con elementi traLti dal congedo, compagnie di pionieri di riserva e di Landwehr per i col·pi d'armata di riserva e di Landwehr e per. le piazze forti. Il numero di tali compagnie i1on é 1irelìssato. / -(·2Jìil tempo di pace i battaglioni sono pure autonomi.

2247

E LE SUE SVARI ATE S PECIA.LtTÀ

3• 'Pontieri.

Compiti: Gettamento e r1p1egamenLo di ponti con materiale regolamentare e di circostanza. - Stabilimento di porli. _:_ Trasporti con galleggianti sciolti. Ripartizione: ITALIA. - Urta brigata pontieri di 2 o di 3 còmpagnie per ogni armata: ciascuna compagnia è provvista di un equipaggio di 200 metri circa di ponte. In tutto, sono - 12 compagnie, di cui 8 dell'esercito permanente e 4- di milizia mobile. FRANCIA. - Un equipaggio di 1128 metri di ponte ad ogni ~orpo d'armata., servi to da una compagnia zappatori-minatori. l!n equipaggio di 256 · metri di ponte a.d ogni armata, pure servilo da una compagnia zappatori-minatori. -- Le compagnie . - destinate al servizio degli ora detti equipaggi sono tratte dai ,battaglioni di zappatori-minatori più sopra indicati_trau:indo del servizio da zappatori. GERllANIA . ..;_ I battaglioni di pionieri da campagna addetti, come si è visto, ai corp_i d'armata pel servizio da,zappatori, prov. vedono in ogni corpo d'armata ·alla costituzione ed al servizio di due equipaggi da·po:lle divisionali di 40 metri circa cias·cuno 1

(i) li battaglione di pionieri della guardia ha inoltre, in pace, una 5• comr>agnia, che -é di telegrafisti, la Quale, all'atto della mobi!ìtazione, come diremo più innanzi, viene

sciolta per rornire i trasmettitori alle sezioni tcle~raliche da campo. ' {44 -

ANNO XLI.


2218

L' AR~fA DEL GENIO

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e di un quipagg\o da ponte di corpo d'àrmata di ·120 metri· circa. , · .fosrìHA·UNGBERIA Un equipaggio di' 53 metri d_i ponleleggie1io_'·e 3 ecfiiipaggi da ponte nor inali .pure di . 53 . ril,etri cia · scuno ad ogn,i corpo d'armata .. Tali equipaggi sono serviti dal .oauagli<rne· pionieri addetti al corpo d'armata. ·osservazione, - Còme s, v_ede, l'Italia soltanto ha un.a specialil_à apposita del genio per il servizio da pontiere. ' 4• Telegrafisti.

Compiti: Stendimento e ripiegamento di l,inee Lelegralìche elettriche da campo coll'impianto e il servizio delle relative stazioni. - Impianto e servizio di stazioni olliche - Servizio telefonico - Riparazione di linee telegrafiche dello Stato . e stendimento di brev,i tratti di questa specie di linee. Riparti.rione: ITALIA. - Un parco telegrafico al gran quartier 'generole (G. ·Q. G.) déll'e:iercito, uno per ogni comando di armata . ed uno ·p(;lr ogni comando. di coi·po d'a1:mata. Con ciasèun" parco 'telegr,afico s1 possono ,stenderé circa 10 chilometri dt linea · ed· inìpiantar·e 8 stazioni elettriche. Ad ogni parco possono- · ess~r.e aggiunte _alcune stazioni ottiche ea' alcune altre telefonictie. -~ Il personaie (slendit.Òri e trasmettito~i) assegn~to ai parchi telegì:afici è Lratlo daite compagnie zappat1lri telegrafisti del 3° r.eg·: gimenfo genio, 'Ie quali poi, come si è già detto, forma1e in brigate, ·sor10 destina tè alle- armate pel serv.izio da zappatori. -oalle ora dette compagnie'·si lra~gono pure i lrasmellilori deslinalÌ a di'simpegnare il servizio telegrafico nelle piazze forti. · FRANèrA. Un servizio teleg_ràtico .nl G·. Q. G. del!' esercito 'ed uno al Q. G. di ogni gruppo di armate (H chilometri di' li'nea: :3 siazioni elettriche per _ogni servizio). - Una sezione tèlegi'-'aficn, di . ,1• linea ad ogni Q. (i-. di armata ed una ad ogni Q. · G: :~4i ·<io~pò d'a,rma~a (50 chilometri qi linea, 8 stazioni elet· triche e·f3 stazioni. oùiehe per ogni sezione). - Una sezione teletrrafìca di 2• linea a ciascuna commissione di strade fe rrate di· campagna (,18 chi_lometri di linea e 12 stazioni di campagna ~er ogni sezione). - Il servizio delle predette sezioni teiegra-

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E LE ·SUE SVARIAT.R SPECIALIT.\

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fiche è disimpegnato da un .perwnale borghese. - Si devè ancora aggiungere una sezione di telegrafia leggiera per ogni divisione di cavalleria indipendente ( 16 chi lometri di linea, 3 stazioni elettriche, 3 parleiws, ·s telefon i e 4 stazioni ottiche), il cui servizio è aflidato a telegrafisti di cavalleria. - In Franéia, adunqne il servizio telegralico non è aflìdat? all'arma del' gemo. GER).{ANIA.- Una sezione telegrafica ad una delle due divisioni attive di ogni corpo d'armata, una ad ogni comando di corpo d'armata, una ad ogni coma.udo di armata ed una al G. Q. G. dell'esercito. In massima, ciascuna di queste sezioni ha _34 chilometri circa di linea e 1O stazioni. - Alcnne sezioni telegrafiche di riserva (con A24.- chilometri. di linea e 11O stazioni ciascuna). -- Alcune squadre di telegrafisti presso ciascuna divisione di cavalleria. - ,Il personale , pei· lo stenclimento delle linee è I trauo dai battaglioni pionieri addetti ai corpi d'armata, mentre i trasmettito ri pel servizio di stazione sono forniti dalla compagnia dì telegrafisti 'del battaglione di pionieri della guilrdia, a cui abbiamo ·giit accennato piil indietro (in nota) . · AustRIA-IJNGHERIA. Una sezione telegrél-fica da campo ' al comando supremo dell'esercilo ('12 chilometri di linea e 4 sta- . zioni). - Una sezione telegrafica da èampo a ciascuna armata (U,5 chilometri· di linea e ·l 2 stazioni per ogni sezione) - 3 _ sezioni telegrafiche da campo (complessivamente 48 chilometri di linea . e 6 stazioni), non che un riparto telefonico ad ogn_i corpo ·.d'armata. - Un.a sezione telegrafica ad ogni divisione di cavaiferia indipendente (3:J chilometri di linea e 4 stazioni); - Una sezione teleorafica ad ogni divisione di montagna (24 chilometri 1' . di linea e .q. stazioni). - Alcune sezioni telegrafiche di riserva alle spali~ di ciascuna ar!I)ata ed alcune altre nelle piazze forti. - Alcune sezioni di telegrafia ottica, · con 4 staz.ioni per sezione, assegnate ai corpi operanti in montagna e alle principali piazze forti. - Il personale occorrepte per disimp,egnare il servizio di tutte le predelle sezioni telegrafiche è fornito dal · reggimento ferrovieri-telegrafisti. 1

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E LE SUE SVARI1-\TE SPECIALITi

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L'ARMA DEL GENIO

6' . Specialisti. ·5• Ferrovieri.

Compiti: Costruzione e riatta-mento di tronchi di ferrovia. Distruzione di tronchi di ferrovia da abbandonare al nemico. Esercizio prlQvvisorio di linee ferroviarie. Ripa1·tizione: lrALfA, - · Una o due compagnie di lavoro ad ogni armata (6 in tutlo, cioè 4 dell'èsercito permanente e due di milizia mobile) _: 3 compagnie di esercizio (2 del!' esercito . permanente e 1 di milizia mobile) ripartite fra le armate, ove il bisogno lo richiede. ~- Ogni compagnia di lavoro è provvista di un parco ferrovieri e ·di un treno parco ( 1). FRANCIA. - Le -12 compagnie di zappatori-ferrovieri (del 5• reggimento genio), ciascuna col rispeuivo parco, non- hanno un'assegnazione prestàbilita ,alle grandi unità. di guerra; par~ però che esse saranno ripartite fra le armate. GER~fANIA. - Quanto abbiamo ora detto per le compagnie zap. patori-ferrovieri dell'esercito francese vale anche per le 27 compagnie ferrovieri dell'esercito tedesco. Su queste ultime !l,ggiungerenio che esse distinguonsi in compagnie ferrovieri -di esercizio, compagnie ferrovieri di costruzione e compagnie di lavoratori (queste ultime destinate in ·massima ai lavori di carico e sçarico nelle stazioni) (2)·. AusTRlA-UNGHERIA. - Le ·12 compagnie attive e le 3 di compie· mento· del reg.gimento 'ferrovieri-telegrafisti, dopo aver fornito il personale occorrepte al serrizio delle sezioni telegrafiche, saranno .impiegate. ove se ne ,manifesierà I il bisogno. Ciascuna di esse ha una dotaz-ione di strummti e mate?'iali, compresa una certa quan· tità di materiale per ferrovie. da campo. 1

(!.) In tempo di pace, le 6 compagnie ferrovieri dell'esjlrcito permanente co8titttiscono una brigata autonoma. (t) Jn tempo di pace, le 27 compagnie _ierrovieri sono raggruppate in 3 reggimenti cli 2 battaglioni ciascuno (ogni battaglione a 4 compagnie), più un-battaglione di 3 compagnie bavaresi; i 3 reggimenti costituiscono una brigata ; al ! 0 reggimento è poi aggiunto un riparto areonauti. ·

Cmnpiti: Gli a1·eostieri sono incaricati del serv1z10 di esplora~ zione con palloni frenali e liberi, non che di stabilire osservatori mobili molto elevati per l'a1:tiglieria. - Gli elettricisti provvedono all'illuminazione del terreno con proiettori elettrici, specialmente nella guena da fortezza. - I fotografi, da punti molto elevati dal suolo o da palloni frenati, rilevano le posizioni nemiche, oppur~ altre posizioni da occuparsi colle proprie truppe. - I colombi viaggiatori servono a stabilire un servizio di corrisponde~za tra opere di sbarramento o piazze forti accerchiate d~I nemico, od anche tra navi in alto mare, e l'interno dello Stato. llipartizione; Non _abbiamo dati sufficienti per dare u~'id~a d~!la ripartizione delle truppe speciali:;ti presso i quattro Stati di CUI Cl siamo finora occupati. In massima si può ritenere che : · i reparti di areostieri m~biliteranno parchi areostatici, alcun! dei quali verranno assegnati alle armate od ai corpi d'armata ed 1 rimanenti saranno ripartiti nelle piazze forti più minacciate ; i reparti di elettricisti provv~deranno al servizio dei parchi foto-elettrici nei forti di sbarramento e nelle piazze forti ; le sezioni di fot;gr1ifi saranno addette al gran quartiere generale dell'esercito ed a qualcuno dei· comandi d'armata, oppure ·· al comando del corpo d'assedio od al coman,do della difesa cli qualche piazza for~e; . infine, le squ\idre incaricate del servizio di corrispondenza co~ ca.lombi 1iiaggiatori verranno in massima ripartite nel.le piazze forti più minacciate e tra le varie divisioni della flotta; in via eccezio-. nale, qualche squadra potrlt essere assegnata a ripa.rti di. \rt~p_pa operanti isolatamente in paese nemico, o là dove riesca ddhc1le \'impiégo degli altri mezzi di comunicazione rapida (·l ). ·

. (!) In Italia per il servizio areostatico e per quello fotc-elettdco esiste·una brigata sve~ialiSti (fac~nte parte del 3' reggimento genio! di 2 compagnie de\l'~ser~1to _pe~manente, alle quali, in tempo di guerra se ne aggiunge una _3~ di_ m1h1.1a mobile,. al: l'atto della mobilitazione, queste compagnie vengono sudd1_v1se 1n. altrettante sez1ont quanti s_ono i parchi areostatici o quelli foto-elettrici al cui ser_vmo devono provve-


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L'ARMA DEL GENIO

E LE SOE ·s 'v AR!ATE S'PECIAL!'l'À

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.Ripartizione, ( 1): ITALIA. - Un personale del genio al gran quartiere gen~rale dell'esercito, ·. un altro allo stato maggiore del· l'intendenza generale, ed un terzo alla direzione generale dei trasporli. - Un comando del genio ed una direzione del genio ad -0crni armata. - Un coma·ndo del genio aè ogni corp~ d'armata. ·unn maggiore od un capitano del genio a ciascuna division~ (di fanteria o ·di cavallériaì. · :· FRANGI.A. - - Un rappresentante del sen'i.zio del genio ed .una direzione crenerale delle-ferrovie e delle tappe presso il gran quar· tiere gene;ale dell'esercito. - Un direttore della telegrafia ~,ili tare p;·esso il quartiere _generale di cias,mn gruppo di armate ,ed tlllO pure pre.:;so cadaunaarmat~- - Un.comando del genio ad ogni armata. _:_ Uo comando del genio a 1:iascun corpo . d'armat~. ~ Un capitano del genio ed un funzionario della telegrafia militare ad -0~ni divisione di cavalleria indipendente . . ' G1<:l\"1A'NIA. Un'jspezio;ne generale del genio e pionieri·, u~ ~apo della telegrafia militare e·un'ispezione generai~ delle t_app~ :e delle fenovie presso il gran qm1rtiere generale dell'esercito. a-; Una direzione .dei tele~rafi di iappa. - Un comando. del genio ed ~n'ispezione delle tappe e delle _ferrovie ad ogni armata. - · Un éomandante dei pionieri ad ogni corpo d'. armata (è lo. stesso c9;11andante del battaglione pionieri addello. al corpo d'armata) . Un'ispezione delle tappe ad ogni corpo d'armata indipen~ente. · AusrHtA-UNGHERIA. Un· ispettore generale àel. genio al gr.[)n (JUàrtiere generale d·ell'esercito. - Un servi~i?. del ~enio e _\i.ei - pionieri, un servizio delle ferroyie ed nn sernzio .dei _t_elegraf1 al comando generale delle tappe. - Un comando del genio ed una direzione dei telegrafi da campo ad ogni armata. - Un personale · del genio ed uo delegato dell;l direzione ~elegrafica ali' intend~nza di 0 rrni armata. - Uri ufficiale del genio al riparto stato maggiore del ~uartier ge11erale di ogni corpo d'armata. 1

,• Lagunari.

Questa specialità .della nostra arma del genio, che non trova riscontro in nessuno degli altri eserciti, ha per conipito di provvedere al servizio di trasporto e di sicurezza sulla laouna veneta e sui fiumi _vicini. Essa è cos.tituita da una brigata (face~te parte del 4° reggimento genio) di ·2 compagnie dell'esercito permanente, alle ~u~li, in _tempo di guerra, yien.e aggiunta una 3• compagnia di rnìhz,a mobile. - Per poter disiJ'npegnare il servizio affidatole, la brigata ha una dotazione di rimorchi'atori per la trazione, e di bat· telloni, di peote e di prame (rispettivamente . per trasporto di uomini , di carri e di cavalli). •

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l')

Per completare quanto rip1arda il serv1z10 dell'arm.a del genio . presso l'esercito mobilitato, ci rimane di dire qualch ecosa sugli organi diretti·vi pei Mri servizi e sui parchi del ·genio addetti od assegnati alle grandi unità .di guerra. Organi direttivi dei vari servizi del genio,

, Conipiti: I personali (comandi, ispezioni, ecc.) del genio addetti al gran quartiere generale dell'esercito, a cia~clin gruppo di armate, ad ogni armata, corpo d'armata, divisione, oppure al corpo d'assedio od al presidio di qualche piazza forte, sono, in massima, incaricati 4ella direzione superiore di tutti i servizi ri(lellenti il genio che l'anno parte dellè r_ispettive grandi unità di guerra, del corpo d'(l ssedio o del presidio delle piazze forti predette. Alcuni di tali personali però non servono che come corpi consultivi, op~ pure sono incaricati di dirigere soltantQ un determinato servizio, come ad esempio quello telegrafiço.

dere ; d_ella b~igata predetta fa pure parte una sezione fotogl"afi,ca, di recente istituzione; 11_-scm~10 d~1 colo.mbi viaggiatoi·i è disimpeg~ato da un personale di truppa per lo pw •_h lantena, :'otto ra_ direzione di utllciali del genio. l- In Francia, esistono 4 co1npagn1e areonaiiti facenti parte dei reggimenti zappatori-minatori. - In Ger· mania, mi i·eparto areona-uti è aggiunto a l i• reggimento ferrovieri.

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(I) Ol tre ai vari per:;o~ali c1ÒÌ genio che indicheremo, si ritenga che, tanto per 1:a~;' tacco quanto per la dife,a. di una piaua forte, vi.e ne ad,<letto ~n personale· del gemo -· apposito · al comando del corpo d "as,edio o del pr~s1d10 clella piazza.


2254

L'ARMA DEL . GENIO

Parchi del genio.

lo

J parchi del genio assegnati alle grandi unità di guerra hanno

scopo sia di rifornire i vari parchi per zappatori, per minatori e t&legrafici, di cui sono - provvisti i ripal'ti del genio mobilitati, sia di somministrare gli ·strumenti da zappatore e da guastatore ·agl i ausiliarf di fanteria. Ciascuna delle quattro nazioni finora considerate cost.ìtuisce, all'atlo della mobi litazìonè, un parco del genio per ogni armata ed uno per ogni corpo d'armata. In Italia, i parchi del genio di corpo d'armata contengono soltanto strumenti di zappa 'e di mina, mentre quelli di m·mata hanno anche una dotazione di mat~riale telegrafico; pel rifornimento vengono poi stabili ti rl.èpositi centrali del genio, uno per ogni armata. In Francia, invece, sì l'una che l'altra · specie di parchi ·sopra indicati contengono esclusivamente materiali di zappa e _di mina, e, pel rifornimento delle sezioni telegrafiche, vengono còstituiti un pa1·co telegrafico pe1· ogni c01·po d'armata ed uno per ogni armata; ciascuna armata ha inol tre 1m deposito di materiale telegrafico pel rinnovamento del materiale di 11• e 2a linea. Per i corpi destinati all':issedio di pia1.ze forti vengono costituiti parchi speciali, detti parchi d' asstJd'io del genio, ed in ogni piazz~ forte esiste uria dotazione di· materiali del genio, occorrenti per metterla in stai.o ,di difesa e per sostenervi un ossedio. Abbiamo co~ì brèvemente riassunto gli ordinamenti dell'arma del genio in guerra presso gl i eserciLi italiano, francese, germanico ed nuslro-ungarico. Ora, non ci fermeremo a stabilire un raffronto tra l'uno e l'altro di tali ordinamenLi, lasciando a chi ci legge di farlo da sè. Diremo soltanto che; fra tutLi, il migliQre ci sembra l'ordinamento germanico, _il quale, con Jeggiere varianti, è ancora quello che vigeva presso l'esercito prussiano durante la guerra del ·1870-U; mentre in Francia, in Austria e

E I,Jj; SUE SVARIATE SPECIALITA

2255

in Italia, negli ultimi venticinque anni, l'arma del genio ha subite parecchie trasformazioni ('I). ; . . . . ' E che l'ordinamento del genio tedesco sia 11 m1gl1ore lo pr?".a ancora il fallo che ad esso sono andati a mano . a mano. a~v,c~nandosi, in qnesti ulLimi anni, sia quello austro-unganco, sta quello francese. . . . . . . II pregio dell'ordinamento tedesco . sugli al_Ln sta ,n ciò, che i servizi -da zappatore, da minatore, ~a ~ont1ere. e q?ello teleorafico che sono i servizi più importanti affidat! ali arma. del ;enio, 'vuoi perchè disimpegnati se~pre i~ prim.a .linea, vuoi_per il c:rrande numero di ripart.i preposti a tali serv1z1·, sono tutti affid~ti a . balta.glioni autonomi, i quali, fìn dal tempo di pace, SO!)~ asse,rnati ai vari corpi d'armata. Con ciò si conseguono parecchi vant;ggi, tra cui principali: che i ~etti b~ttaglioni passn~o con tutta facilità dal piede di pace al piede d1 ~uerra; ?h_e ~~rste un maggior affiatamento tra il Pfrsonale (uf~cial1 e. uom1.n1.d1 trupp~) dei reparti mobilitati; che la maggioranza ?e~lt ~ffic1alt. d:I. genio alle truppe pQssono impratichirsi nelle prmc!pah ~p~c'.ahta dell'arnia senza frequenti passaggi di corpo o d1 spec1alita. Roma, ottobre ,f 896. B. ZANOTTI Capitano del genio. Hi Per l'esercito italiano, veggansi i Cen_n i s_torici con tenuti nell'opuscolo dell'autore:.· L'arma del genio nell'esercito italiano, g1a citato.


'2256

REGOLAMENTO ITALIANO E'FRANCESE SUL SERl'IZIO IN CAMPA<7,

REGOLAMENTO JTALIANO E FRANCESE SUL SERVIZIO IN CAMPAGNA

Continuazione. -

Vedi dispensa XX/Il

Ed ora passiamo all'esame della materia. li capi'tolo I distingue quattro fasi del combauiment,o e c,oe:

a) la fase preliminare che ha per fine di orientare il cç,mando senza impegnnre la sua libertà d'11zione e ,consiste nella presa di contauo e nell'urto delle due ,avanguardie su1~cedentisi all'azione della cavalleria; b) ,h1 preparazione consistente hell' opporre al nemico, su tutti i punti ove ha delle truppe, il minimo di forza necessaria per trattenerlo~ immobilizzarlo e logorarlo , tenendolo, ad ogni ist11nte, sotto la minaccia d'una crisi clecistva; e) l'azione decisira .nella quale si, lanci a una parte delle forze sul punto prescelto onde decidere delle sorti della giornata; · . d) l'atto finale · ( achèvement) col quale si impegna la truppa dì riserva, tenuta gelosamente all'infuori d'ogni emozione di lotta ·sino alla soluzione definiti\'~ della giorna ta, sia per completare il successo, sia per limitare il disastro. Notia mo anzitullo che non sempre I' azione preliminare consisterà nella_presa , di contallo e nello impegnarsi delle due avanguardie; si nrnmetterebbe cosi il solo combattimento d'incontro, potendosi attaccare l'avversario mentre staziona od -occupa una posizione: difensi1•a; sarèhbe stato più esatto dire presa di contatto od' u,:to delle Lrnppe di protezione. In secondo luogo ci sembra ch13 le quattro fasi . ricordate siano; nella maggior parte dei casi, di troppo o ·si fondono insieme. >

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2259

Infatti, o è una s~mplice ricognizione oITensiva ed altora · non' v1 ·sarà che· una fase sola; violenta, estesa su largo fronte,. per far sì eh~ il nemico spiegh i o smascheri le s11e forze, alla quale terrà dietro un rapido disimpegno, o si tratta. di un combattimento deliberata· mente cercato ed allora la fase preliminare si confonder.à con quella della preparnzione la quale deve essere condotta in modo da poter ancora disimpegnare, a tempo, le truppe pel caso che il combattimento non possa avere prosecuzione, non essendo probabile, che col solo impegnarsi delle avangtrnrdie, siasi potuto avere notizie co.sì complete sulle intenzioni o sulle forze del nemico · da . df'cidere se sia il caso o no di prose'gnire il combattimento. · In torno alle due ultime fasi dette «-azione'decisiva ed atto finale» si può osservare: Presso i Francesi il comando deve tenere sottomano due nucléi di truppa di forza certamente 'diversa aventi · due scopi differenti: uno di intervenire al momento dell'azione decisiva, l'altro per raccogliere/i vantaggi d!)ll,l vittoria · colririseguimento e per diminuire i danni della disfatta proteggendo la ritirata. .• Questa t embrà troppa previdenza poichè, o la. forza tenuta in disparte per la 4" fase è insignificante, onde riserbare il maggior nerbo all'azione decisiva, ed allora, in caso di vittoria, essa arrecherà ben poco vantaggio nell'inseguimento non essendo pre:. sumibile che l'avversario non possa opporre resistenza alcuna; · parimenti in caso di sconfitta non avrà la possibil~là di c9priré. . la ritirata ed arrestare il nemico yittorioso o la forza ha un certo · valore -ed allora si corre il rischio dì compromettere· le sorti della giornata per darsi il gusto di mantenere della truppa di ri-; serva onde parare al danno della sconfitta. Francamente, chi prevede il caso di ritirata, non ha intenzione <li vincere e quegli che vuol vincere dève nell'atto risolutivo ado,. parare fino l'ultimo uomo. Alla ritirata provvederanno le truppe che, coll'azione finale. si sono meno logorate. Se ora si tiene conto dello scopo che avrebbe la fase della preparazione, quello cioè di contenere, di immobilizzare, di logorare il nemico, si riceve l'impressione di prescrizioni inerenti alla pnra difensiva le quali sarebbero in contraddizione con quanto è detto nelle considerazioni generai I che « seule .I' oITensive_permet d' ob-


REGOLAMENTO ITALIANO E FRANCESE

2258

« tenir des résullats décisif

SUL SERVIZIO IN CAMPAGNA

>). Inerenti alla difensiva sono pur·e

tutte le prescrizioni concernenti la riserva. Questa truppa tenuta « soi gneusement a l'abri des émotions de la lutte » vale a dire, nascosta, non solo allo sguardo, ma tanto distante cbe neppure una palla le pervenga, mentre, lontano lontano, si decidono le sorti della gi6rnata, lasciata inattiva per delle ore, probabil~ente una giornata intera, arrischia quando finalmente verrà chiamata in tutta fretta di non <1 iunoere in tempo, A proposito delle fasi del combattimento vi è ancora da osservare che il nuovo regolamento non è sempre d'accordo con quello di manovra (115 aprile 11894) tuttora in vigore. Infatti in quest'ul1imo le fasi sono due solamente e cosi designate. Preparazione coll'artiglieria, attacco gener-ale ed assalto-inseguimento o ritirata. Si comprende che il nuovo regolamento potrebbe segn~re nn progresso nel precedente ma, in questo caso, .si dovrebbe mettere d'accordo quest'ultimo con una variante . Nel corpo di questo titolo non ma8cano i punti oscuri p. es.: . nell'articolo 133 (quarto alinea) parlando della funzione della fan teria è dello: (< 1 suoi due mezzi di lotta sono il fuoco ed il movi« mento In avanti. li fuoco è l'elemento di preparazione, il mo« vimento in avanti è quello di esecuzione. » (< Il movimento in avanti , di punto d'appoggio in punto d'ap« poggio, di riparo iò riparo, precede dunque l'azione del fuoco « vale a dire la fase di preparazione) fino a che non si sia portata « a buona distanza di tii:o delle truppe nemiche. ,. Si comprende di leggeri ciò che volevano dire i compilatori; bisogna però soggiungere che un regolamento non dovrebbe per noo svegliare J'aLtenzione dello studioso adoperare frasi ambigue, o degli indovinelli. 11 movimento in avanti di cui si parla nel 7° alinea è quello del periodo di avvicinamento e pertanto al dunque avrebbe dovuto sostituirsi un però. Ciò posto analizziamo alcuni dei principali articoli: a) Il co mb&ttimento di preparazione, dice il regolamento, può durare parecchie ore; nell e grandi ballaglie si proJ ungherit anche qualche volta per parecchie giornate. È.at.to offensivo quesl?, che pre:scrive a truppe spiegate « nel 1( mimmiun di forza » di stare per delle giornate intere a conte1')

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nere, ·ad immobilizzare, ma logorare l'avversario ed a tenerlo ad ogni istante sollo la minaccia d'ana crisi decisiva? Ma l'articolo con.:. tinua ancora « quest'atto reclamerà. on vigore ed uno sforzo sempre c~escente » dunque viene consigliato l'impi ego . delle forze a spizzico ..... le quali mentre si logoreranno a contatto delle avven:arie non saranno più capaci di alcuno slancio nel momento decisivo. b) Più volte è detto « i comanda nti delle l:)rrrandi unità., a • « cm vengono prescritte le zone d'azione nonchè gli obbiettivi , particolari e successivi che debbono raggiungere conservano « l'iniziativa nell'esecuzione del loro mandato cercando di ~ua« dagnare terreno ma sotta la ri serva di non aver ·a contare, in « principio, che nelle loro forze. » . È pr?babile che i comandanti di grandi unità sotto l'impres· s1one d1 non poter essere assecondati, nè dal comandante in capo, nè dai vicini, perchè ognuno deve restare nel limite della propria zona, si guarderanno bene dal prendere uno slancio che potrebbe compromettere la sorte del loro corpo ed alimenteranno il comballimento con delle forze a spizzico percbè gliene rimanrra . . n sempre ,n merva in modo che il combattimento invece di divenire attivo, energiw, offensivo, riuscirà piuttosto fiacco e temporeggian Le. e) « Il comandante in capo è libero di aumentare la inten. (< sità del combattimento nei punti che giudicherà conveniente « come pure di diminuirla in altri prescrivendo un'allitudine « provvisoriamente difensiva o solo la conservazione del terreno « acquistato. i. Può forse parere utile qualche volta di moderare lo slancio di qualche riparto affinchè non nasca una azione sle?ata lungo il fronte impegnalo; il prescrivere però questa cosa m un regolamento sembra consacrare i! principio che una volta stabi lito un piano di battaglia il comandante debba ostinars i a mantenerlo malgrado i successi ottenllti su certi tratti del fronte che potrebbero modificarglielo. Io credo invece che in un combattimento non vi debba essere in principio r.he una sola preoccupazione, quella di vi ncere, e pertanto ammesso che esista un concetto generale questo dovrebbe modificars i man mano che si avverano successi forse non prima sperati.


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REGOLAMENTO ITALIAXO · E , FRANCESE

Iu un caso solo è lecìto moderare i succes:;ì di una data parte di truppa, quando cìoè una troppo rapida avanzata rìesca intempestìva e possa nuocere al proseguìmento della battaglìa. cl) « L'artiglieria entra in azione il più presto possìbile; si « consacra, alla loti.a senza riguardo e còntrobatte energicamente « I:artiglieria nemica. sfprzandosi ad averne ragione il pìù rapi« damente possibile, >) , · · Qtrel consacrarsi alla Jotta senza riguardo sembra un po' troppo azzardoso e fa temere che, per arrivare meglio all'artiglieria avversaria la quale .si terril prudentemente dietro la linea della propria fanteria, possa esporsi a subire enormi perdite per parte della fucileria nemica in modo da non ·essere più capace d'alcuno sforzo nella fase della decisione. L'artiglieria deve sacrificarsi senza rigu~rdo in un 'caso solo , nella protezione di truppe che si ritiràno; nelle altre fasì dovra sempre cercare d'infliggerP. il massimo danno al nemico colle minori perdite possibili. e) Se p,iu sotto, parlandosì della J anteria non f~sse detto « che la medesima sarà aiutala dall'artiglieria che prepara eia« scuno de suoi attacchi parziali » sarebbe parso che l'arti~dieria francese, in quel regolamento di normé generali, non dovesse avere altra mira che quella di ballere l'arma avversaria. Er:t dunque meglio precisare che, mentre una parte. deWartiglieria controbatterà quella nemica, il che è anche una preparazione indiretta dell'avanzala della fanteria, la rimanente verrà incaricata della preparazione di · ci~scun atlacco parziale della fanteria adopera.ndosi contro le posizioni' avanzate dell'av.versario. f) Attacco decisivo. · <1 La scelta del punto .d'attacco per un'azione decisiva vien (<,fatta dal comandante. in capo secondo le indicazioni fornitegli, « sia dal combattimento, sia da circostanze che gli hanno per« messo di de'ciderlo prima d'allora. » 1 Ecco dunque in quest'ultim·o caso tolta la necessità di un'.azione preliminare o di lunga preparazi~nf\. Questi due · atti dovrebbero, confusi ·in un solo, essere condotti colla maggiore imensità e rapidiLà possib ile. Vale assai meglio una perdita,. relativamente piccola, inflitta in pochi istanti che nna molto più considerevole dopo un lungo combattimento.

SUL SF.RVIZIO lN CAMPAGNA

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g) « La ' massa incaricata dell'atlacw deci:;ivo . deve posse- . <<. d~te Lutto il su<;> slancio nel momento in cui darà di cozzo .

«· nel nemico. Bisogna ancora che ·essa. produca un effeLto di «\sorpresa.» · · · « Per raggiungere questi due scopi là medesima · è co ndotta ' « per stqtde speciali il più vicino possibile al suo o.bbiettivo sul « quale, mentre l'artiglieria e le i\ltre truppe raddoppiano di in« lensitit di fuoco, . deve piombare direttamente, senza alcuna « ?ltr~ pr~occupazione, ai utata ~e è possibile dalla propria ca- . << valleria. » . . La parola .massa che da idea d;una tn1ppa considerevole anche io profondità deve prender·s i nel vero sens.o della paro!a poichè tale diviene quest a truppa pel rincalzo incessante che ric~ve, da ('.indietro in avanti ; non tanto- pér rinforzarln , come per alimen ~arne ~enza · interruzione 1il suo inesistibile slancio · verso il nemico . . Sembra dillìcile di poter contare molto. su di un concorso di truppe che nuoverà contro il nemico da una ceria · distanza in 6rdine chiuso :;otlo il fuoco accelerato dell'avversario. h) Atto finale. .Non si Qega l'utilità di una truppa sempr~ .disponibile sia. per !'_inseguimento dell'avversario, sia per .la protezione delle proprie . truppe in ritirata ; si può però stabil ire il dilemma: o questa truppa è abbas.tanza considerevole ed all_ora sembra un'imprudenza <l.i distoglierla dalfa rnass11 incnricata dell'attacco decisivo (3" fase); : od è esigua erl ,1IJora non riuscirà di n(Trande aiuto nell'inseouimento o · e si mostrerà insufficiente nel ristabilire; le so rti della battaglia o nel coprire la ritirata. Per qnest"azione dovrebbe bastare la cavalleria e l'artiglieria r10nchè qualche riparto che, I,lon logorato nella 3a fase; sia ançora in grado di far fronte al nemico. i) Il capitolo della difen_siva osserva che., qullnto sopra si è deuo sen·e, tanto per.l'offensiva, chP. per la difensiva. Questa dichiàrazione sembra troppo rigida. Per quanto siasi osservata · di screpanza fra lo .spirito qell'offensira e le prescrizioni contenute . , negli art,icoli che alla rnede.,i ma si riferi~cono ·non è a ·dirsi che · . / q,uesti due modi di esse're del combattimento si co.nfondano -: tanto valeva allora di non farne la distinzione. Pert11nto., pur dando .

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S UL SERVIZI O IN CAMPAGNA

REGOLAMBN'TO I TALIANO E FRANCESE

la prevalenza al la prima forma, era utile avvertire che talvolta oltre alla difensiva transitoria che dovrà subire uno degli avversari nel combauimento vi è quel!a presa di proposito allorchè condizioni di forza o di terreno lo consiglino. Fra quest'ultimo· modo di combattere e l'offensiva corre allora grandi~simo divario. In questo lo spiri to è manifestamente aggressivo, temporeggiante nell'altro onde poter attendere il momento opportuno per dare' una puntata offensiva; nel secondo si cerca di impadronirsi 'del terr~no, nel primo lo si contrasta, in uno lo spiegamento delle forze e l'intensità del fuoco va gradatamente crescendo. nel!' altro deve essere soverchiante fin dal princjpio; nell'attacco occorreranno più linee, l'ordine rado , nell'altro bastano due schiere e può trovarsi conveni ente l'ordine pi ù compa lto ; il fronte delle truppe d'attacco è piuttosto ristretto, più ampio quello dell'avversario il quale di solito mantiene l'ordine separato; infine mentre le artiglierie dell'aLLaccante si mantengono dietro le fan terie, quelle della difesa trovansi bene spesso sulla stessa linea. Oltre a ciò una posizione predisposta difensiva e coperta da un completo sistema d'avamposlì può essere rinforzata da lavori di campagna. Il regolamento fran cese presc rive di non occupare queste posizion i prima di aver conosciuto la direzio ne dell'attacco. Questa osservazione sembra giusta in quanto che sul dinanzi di questa linea, che deve rappresentare il punto ove la difesa fari1 il massimo sforzo, avrà luogo quel combattimento di natura temporeggiante alimen1ato dalle truppe, in avamposti , le quali dopo aver inflitte delle perdi te al nemico retrocederanno nella posi zione predisposta a difesa sostenute dalle riserve e dai rinforzi accorrenti. Anche qui lo scopo che si vuol raggiungere è quello di battere l' avversario e di spezzarne colla forza la volontà, ma mentre nell'offensiva ciò avviene marciando in avanti, qui invece si effettua arrestandone l'ardore ed impedendo all'att.accante di prender piede suHa posizione. Finalmente nell'offensiva è il nemico che sceglie il punto decisivo d'attacco ; compito della difesa è invece di parare questo colpo, di concentrare forze, sul punto minacciato e scacciarne l'avversario.

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In conclusione questo manuale, che ha preso per base i regolamenti german ico ed italiano, realizza su quello del 1883 degli ·incontestabili progress i, ritenuti però in Francia, nè numerosi, nè così importanti come si spei·ava. Sebbene in esso ale~gi lo s pirito nuovo · i compilatori del libro hanno fallo ancora troppe ~oncessioni alle vecchie dottrine e vol endole adattare al tempo presente ne nacquero, in parecchi punti, fastidiose confusioni, tan to nei term ini , che nelle idee. Nel suo complesso l'opera non è omogenea e si risente troppo della moltiplicità e personalita dei compilatori dei vari titoli i quali sono ben lungi d'avere lo stesso valore. Infine il nuovo regolamento ha una brevi Là relativa; come testo presenta è vero 126 pagine di men? del precedente ma ciò proviene dall'essersi aboliti i titoli relati vi all'allacco e difesa delle piazze che occupavano 4.1 pagine, molti dettagli che dovranno trovar pogto in. altri regolamenti e varie a'itre cose essenziali che sarebbe stato utile mantenere. · ~o altre parole la brevità si è ottenuta più per mezzo di sop. pressione che di condensazione di · materia. 1

(Continua)

A. C.

145 -

ANNO XLI,


:2261 LA SPEDIZIONI!: JNGLESE NEL SUDAN

LA

SPEDIZIONE INGLESE NEL SUDA N ( Dal.la nlazione u,{{ìciale del maggioì' generale KnCHf:Ni,nJ

Le opernzion; del corpo di spedizioue destinato alla riconquista dell:>r proviucia di Dongolìi ora J'elitemente compiuta, vennero in:ziate il' giorno-· ·18 marzo, in cui u-na color1na del le truppe passò la frontiera, /:iuraversaµdo il Bahr el Hayglt1' occupava Akasheh. A proteggere le linee di comunicazione erano lasciate varie stazioni. A guardia dall'antica fer- · rovia già distrutta co rnplernmente dai Dervist i veniva disposto µn corpo di cnmellieri montati non èhe degli arabi paesani. Si requisivan~ intantO fra gli arabi stessi a noi li gi; corpi staccnti a guardia delle strade e dei pozzi, nel deserto a oriepte e ponente, mentre pattuglie di arabi di. . cjuaudo in quando perlustravano le sponde del Nilo nel distretto di Dar ' Shaigia. Così guardate le nostre posizioni, si procedeva attivamente :1 raccogliere in Akasheh il deposito dei nostri approvvigionarnenti e veniva subito posto mirno al riattamento d&lla linea ferroviaria. · Nel frattempo O;man Digma, il quale aveva preso parte all'assedio di· Kassala, procedeva a marce forzate verso Sunkin, prendeva posi1.ione a Erko}vit. Il tenente colonnel lo Lloyd che aveva formato una colonna vo-· laute composta di parte delle guarnigioni di Suakin e Tokar, fu attaccato, dalle forze di Osman 0 :grnn, mentre avaozwn nel Nhor- Vintri, ma questi fu respinto, e ben pre~to fon:ato ad abbandonare qnella :regione. Compiuta questa operazione la guarnigione egiziana venoe traslocata e mandata nella valle del Ni lo. Un contingente di trnppe indiane· comandat.e da l brigadiere generale ne prese il posto a Suakin e Tokar. - Sono d'avviso che la presenza di queste truppe nel' distretto di Suaki n produsse un'impressione considerevole sul morale dei Dervisci. Nei primi giorn i d'aprile i Dervisci muoycvano i loro avamposti da S1Jarda ,t F'erket, dove venivano continuamente spediti considerevoìi rinforzi di truppe da Dongola. Al -IO di ma!!gio, tre squaclrouì di cavalleria comandati dal magcriore =è> Bnrn-lfardoch innspettatameute vennero a contatto a poche miglia di di stanza da ,ikasheh con forze considerevoli dei Dervi.,ei cavaUeri, camel-· (.,'(,.I

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!ieri, font.i; il nemico, che si era proposto di fare una dimostrnione di a~tacco contro Akasheh, si ritirò ben presto su Ferkert dopo breve r~r,stenza. Al principio di giugno la strada ferrata giungeva ai pozzi di Ambigote. Pattuglie di dervisci furono avvertite nelle vicinanze e avendo avuto informazione, che il nemico si preparav·a a disturbare seriamente i lavori ferroviari, credetti opportuno di attaccarlo e scacciarlo da F~rket. Questa operazione fu eseguita nel mattino del giorno 7, con favorevole risultato. ·~ La nostra cavalleria inseguì i Dervisci fiµo a Suarda, che fu da noi occupata, e il nemico ripiegavn su Dongola. · La costrnzioue della strada ferrata veniva intanto spinta a Kosheh, e· si cominciarono i preparativi per fare scavulcare ai piroscafi le cateratte del Nilo, non sì tosto il gonfiamento delle acque ne avrebbe alzato il li vello, reudi,ndone possibile l'o1rnrazione, ciò che avvenne in ritardo più del solito nella presente stagione. Durante 11nesto periodo scoppiò sgraziatamente il cholera, che cagio.nò la morte di varii abili ufficiali e soldati di cui deploro gravemente la perdi ta., Queste perdite sommarono 11 280 morti. L'epidemia, quantunque violenta non durò a lungo e l'essere presto scomparsa io )'attribuisco all'opera energica e iutellig~nte spiegata dal colonnello medico Gallewey, e li" altri uflìciali medici suoi abi li coadiutori. . Ai i ci~ ago3to la ferrovia era ulti mata fino a Kosheh, e si potè così continuare il trasporto degli :ipprovvigionarnenti. Ai ·l 5 del mese . giun?ev~uo a I~osheh le v'.wie sezioni componenti il nuovo battello a vapore, 1-clll lavon d.1 costruz1ontl seguirono immediatameote sotto l'intellicrente-· direzione del com,mdante Colville della marina ,:eale. I\ causa c1:1 ritardo già accennato nella cresciut.a del Ni lo, il valìco dei vapori a traverso le cateratte, fu solo iniziato il 2 agosto, e condotto a buon termine sotto la dire.zione del eolonuello Hunter, assistito dal comandante llobertson della marina realè e altri ufficiali che lavorarono tutti infaticabili nell 'ardua operazione. La piccola flotta di quattro va pori armati d'artiglieria e ire a ruote senza armamento, arrivù a .Kosl1eh il :23 ag·osto, e nel giorno medesimo cominciò .l'avanzata delle truppe in guarnigione a Suarda verso Absa1·ah. Due stazioni di deposito . di acqua furono impinntate nel deserto, fra Kosheh e Absara h e al 2.7 di agosto la 1" brig:\ta. si metteva in marcia. , In quel turn~, e ,1ppunto la s·era del g:orno 27 si riceveva notizie, che .a causa di un temporale di inaudita violenzl), la strnda ferrata era distrutta per una lunghezza di 2.0 miglia (32. chilometri) fra Sarras e Moghrat. Ne veni~a per conseguenza la necessitù di spedire subito su l


LA SPE DIZIONE INGLESE NEL SUDAN

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LA SPEDIZIONE' INGLESE N EL SUDAN

luogo tutto il personale disponibile di truppe per riparare il danno. Oltre 5000 uomini erano ammassati sui lavori, che fra due giorni sarebbero stati ultimati, allorchè Un nuovo uragano sfasciò altre 8 miglin (chilometri 13 circ11) della linea , e la staziqne a Akasheh. Al 6 settembre questi danni erano riparati mediante· l' opera delle truppe: e a questo proposito non posso abbastanza encomiare lo spirito, l'energia, la pazienza con cui i nostri soldati sì ·applicarono a questi diffi cili lavori, duran te i quali dovettero compiere lunghe e rapide marcia, in condizioni eccezionali , lavorando incessantemente giorno e notte. L'avanzata, temporaneamente interrotta, fu intanto ripresa. Al giorno 5 settembre la 1• e 2• brigata occupavano Dulgo , il corpo montato, la 3a e >1a brigata si spingevano a traverso il deserto verso Absarat. Il reggimemo Nord-Sta!Tordshire, il giorno 12 corrente giunto per ferrovia dn Sarras, prendeva imbarco sui vapori diretto al sud. Sono dolente di dover ricordare, che a causa dello scoppio di un cil~ndro avvenuto nelle prove della sua m~cch ina, la nuova cannoniera non potè per il momento essere utilizzata 'nel trasporto delle truppe, e prendere parte all'operazione. A quest'epoca si sapeva che i Dervisci erano raccolti con forze numerose a Hafir sulla sponda occidentale del fiume, e a Kerma sulla sponda orientale, ove avevano eretto un forte, e dove correva voce, essi intendessero opporre viva resistenza, all'avanzare delle nostre truppe, con tutte le forze disponibili del distretto. Al giorno ~ 4 settembre le nostre truppe marciarono su Fereig donde proseguirono per Barji poi per la via del deserto n Abu Fatmeh ove H · rivarono la sera del •I 8 corrente. Dopo oltrepassata la Cateratta Hannek la cannoniera El Teb urtò contro uno scoglio e si dovett~ abbandonarla. La mattina del 19 Kerma era occupala senza resistenza: i Dervisci l'avevano evacuata la sera prima, e si erano concentrati sulla sponda opposta n Hafir. Da un alto piano di Kerma si vedevano i nemici in forza dall'altra parte del Nilo, alla cui riva erano ancorate numero~e imbarcazioni fra quest~ un battello a vapore. Senza altro indugio diedi ordine all'artiglieria di aprire il fuoco, mentre le ·nostre cannoniere, che già avevano avuto ordine di procedere oltre su Dongola, tentarono di passare in fronte di Hafir, ma ivi° furono accolte da un ben nudrito fuoco di artiglierie poste in posizioni abilmente coperte e da scariche di moschetteria , dei Dervisci, nascosti e trincerati in fosse scavate in riva al fiume.

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Le nostre ba tterie sotto gli ordin: del tenente colonnello Parsom, fu rono allora avanzate nel piano in posizione che fronteggiav::i i forti del nemico, e dopo un bombardamento preliminare, le nostre cannoniere, riuscirono a passare oltre, sotto il vivo fuoco nemico, mandando a fondo il vapore dei Dervisci nel loro passaggio. Sono spiacente di·ricordare che il comandante Cohrille nel primo npprossim:irsi della sua nave alle posizioni nemiche, vénne ferito al polso, ma questo non gli im~e~ì ~i . restare nl suo posto, e continuare In corsa su Dongola. Le arugherie continua rono a bombardare i forti flu o a notte inoltrata, quando i Dervisci, credendo che il grosso delle nostre forze stava in marcia verso il sud, col proposito di passare il Nilo in pun to più avanzato co perto dalle . nostre tre cannoniere, alJbandonavann Hafir, e fuggivano verso Dongola. Il oiorno 20 settembre di buon mattino occupni Rafir con una brigata e si cominciò il trao-itto da un:1 riva all'altra di tutte le nostre truppe, oltre 13 miln uom~i e 3200 qtrndrupedi. Il passaggio seguì colla più possibile rapidità, e fu compiuto nel termine di 30 ore. . A Hafìr furono trov~ti importanti depositi di grano o mun1Z1on1, e qualche prigioniero rimase nelle nostre omni . Nella sera t~cl giorno 24. le truppe si misero in marcia: •dopo una breve rermata a Bmne~i pros~guirono il c:immiuo e giunsero il mattino seguente :ill'estre011ta meridionale di Sowarat a 6 miglia (chilometri ~), 600) di distanza dal campo dei Dervisci a Doogola. · Da iufon~azioui presumibi lmen te esatte, mi constava essere i Dervisci in forze numerose e in posizioni di comba~tirnento, eh~ i loro capi erano decisi di affrontare. Frattanto le nostre cannoniere, dopo pnss:ito Halìr proseguiva no per Dongolo. Al loro arrivo, la piccola guarnigio,10, lasciatavi . dai Dervisci si ritirava . Le cannoniere dopo e3sersi i11lpadronite delle im barcnzioni colà trovai.e , lasciavano Dongola . e rientravano a Hafir, il mallino del giorno 25. Io credetti però opportuno di spedire nnov:iment.e o subito a Donuola una cleHe caunoniero al comando del loogoteneoto 13::ittny 0 . in ricooniziouc E"li constatò infatti, che la piazza era d1 bel nuovo ocn o . . cnp::ita dal nemico: immediatamente cominciò l'attacco dei forti e d_elI.etrincee cope1·te che erano siate frettolosamente costrutte da i Oerv1sc1. Con altra cannoniera mandata t.li ri nforzo, il bombarda men to, allora, continuava incessante fi no al giorno 22. - Il giorno 23 settembre di buon mattino le nostre forze marcia rono all':-ittacco dei Dervisci. Nella notte arri vò il nuovo vapore a rt~ùte, armato; colle qua ttro c110nvniere, cho apersero il fuoco sul ca mpo uemico, l'aLtacco ·ebbe principio. Intanto i nostri esp loratori ,wvioiuauùosi scambiarono ·rinalche ~


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LA SPEDJZlONE INGLESE NEL SUDA);

co lpo coi Dervisci che dissero schierati io posizione; ma a mi.;ura che le truppe avanzarono es~i ~i. ritrassero sul le altu rn n $inistrn, e poco dopo venne constatato che s1 r,t,ravauo rnpida mente. Imme~ia tame~te. ord,uai alla cavalleria, all'artiglieria a ca,·allo, al corpo dei camclher, montati e comnnduti da l mag11iore Burn-Murdoch d'i~segnire il. nemico, ciò che venne esegui to a c~~siderevo lc distanza cag,onandogh perdite e catturando molti prìgionieri. Le. n~stre truppe occuparono :illora gli estesi terreni del cMn po dei Derv1sc1, che portava tutte le traccie di un precipitoso abbandono · tre cannoni , qu an tità di arm i e rnuoizion i, spogl ie di oi(ui genere fu~ono prese, oltre a molti prigionieri, che evidentemen te non avevano fatto a tempo a seguire i compagni. Il personale delle cannoniere prendeva possesso dei fabbricati dell'antico Governo, dove fnrono trova ti tre cannoni e copio::;i deposi ti di 1 grnnaglie e datteri. La bandiera egiziana fu i\:sata su l vecch io palazzo del Mudir, 01-0 l'Emiro Assan Wad en he1·11m·1 con mo I11· de1· suo,· 1amialiari r non che 0 altri soldati Suda nesi si amisero. ' O'.·din~i alle ca~uoniere cli procedere esse purè all 'inseguimento Jel ne~1co m fuga, nmontaodo il fi ume, e di proteggero li abitanti: difoiti a~r,:arono a D~hbeh, in tempo per liberare molti notabili della provrnc,a, che vcruvaoo tradotti prigionieri dai Dervisci. Il fo rte che era s~ato abhandonato dai Dervisci, venne occupato a mezzogiorno del giorno 2.4 .. ~na .cauooniern continuò l'inseguimento, fino a :\Jerowe, dov~ amvo il 26, sul far del giorno. Appena il battello fu in ,·ista alcun, Dervisci ivi rimasti si affrettavano di allontanarsi. La ritira ~a dei Dervisci, può letteralmente essere descritta come uno sbaragl io: .1a lor.i forza com patta si spez1.ò, si suddivise in piccoli riparti, ognuno dei qua l, andava vagando isolato, a traversù il deserto in direzione di Omdurman e Berber per va rie strade. Si fec.:ero i nrnll'aiori sforzi per .in.durre quest~ turbe ad arrendersi, e così a quest'orn°:irca 3300 uom1111, donne e lnnciulli, $0110 in nostre mani. Il risultato di queste operazioni, è stato: 1° di por lìoe complèta alle incursioni costanti alle razzie agli attii.cch i dei Dervisci .con tr~ i villag,~i $,)arsi frll Asso;1nr1 e Ha ifa; 2~ d1 estendere il terntorio Egiziano di oltre 450 miglia (720 chilometri d1 lunghezza) nella rafie del Ni lo, 300, dei quali di terreno molto fortile; 0

!nlìne di liberare u loro intènsn soddisfazione e diletto le popolaz1on,1 numerose del la proviuéia di Dongo la dal giogo tirirnno e ha r- · baro de, seivaggi e fanatici Haggaras. ~

LA S1'E01Zl0NF. IN'GLESE SEL SUOA X

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'Q uesìe operazioni, lianoo inoltre dimo.;trato, che J'.esercito egiziano è ,,unpillmentc·dòtato Jelle nobili qualità militari : la pazienza e il coraggio. Aooiunoerò solo.· che durante la carnpalZna nessun caso mai occorse di ~o o v . manca11za di disciplica o del menomo tentati,·o a. so1trarsi ai propri i · doveri. In una parola l'energia, lo spirito, lo slancio, ,p icg:llo dalle •truppe in ci'rcostanze le più difficili sono degne dei più alti elogi. Fo constatato, che i soldati egizian i molte volte sopporta,,ano corag,giosamente le infermitii . le sofferenze, che nascondevano gelosameolE>, marciando intrepidi coi piecli malati, onde trova r.si presenti coi loro ca·merata, tutta volta che $i credeva imminente uno scontro. Le forze na 1•ali inglesi che presero pa ri.e a Ila spedizione, Cl'usi.stevano ~ei eomand~nti Colville e Robertson, del 1.eneote Beatty, e un distaceamen to di· artiolieria della Marina \ Reale. Giil feci menzione dei sern .... . . r,rjfJi resi dal comandante Colville in relazione alla costruzione e ordtc> ilamento delle cannoniere, che ne assunse in segui to il comando, fino .a elle ferito, sostitu:to prii dal tenente Beatty il qirnle aprì il fuoco e lo -sostenne contro le ba1terie nemiche con pieno ~uccesso a Ifo(ìr e Don.:gola. Tanto gli tiffìziali comandanti come il distaccan.1ento della artiglieria marina cooperaro110 con grancle efficacia al va lico delle cannoniere a -ira verso le cateratte del Nilo.


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TRA I LIBRI <·)

L'armamento d.ella cavalleria e il generale DnAGOMrnow. - La lloue nécessai re del contramrnil'aglio Formmm. - Ancora l'Enotrio del generale Cons1. -. Lib1'i pessimist,i sulle guerre future. - La future debacle del N&ncr e il De rerum nosrrarum jactura del veterano italiano . - Le spedizioni militari 11ia1·itti111e e la marina mercantile; desideri del MOLLI. Cogliendo l'occasione della vi~ita fa lla dallo Czar a Parigi, la Nouvelle Revue fece iri modo che nel fascicolo allorn usci to iÙ luce non figurassero che articoli di scrittori russi. Tra quelli, mauco ~1 dirlo, il genel'ale DRAGO.\lmow trova posto con una lunga lettera scritta al direttore dello Raz'Oiedtchik, come chi dicesse Esploratore e non sarà male lo spiegarlo per rioi Italiani, perchè rigunrdo alla Francia, secondo la Nouvelle Uevue, se il russo non è capito quanto il pa rigino, poco dovrebbe ' .. corrervi. La leuera tratta dell'n rmamento del la cavalleria e fn pubblicata originariamente nel 189,1: oggi che il min istro frnncese della guerra ha messo allo studio quell'argomento, per sapere se ·la cavalleria che dipende da lui debba rimanere colla prima riga arma ta di lancia e la seconda di sciabola, od averle entrambi:) con unn so la arma ed intende venir<• ad una decisione prima di venire ali' inverno, In leuera non pare senza importanza alla direzione del periodico che la pubblica. A noi uno scritto luogo o corto del DRAGOMIROw offre sem pre un grande interesse. Egli oon dice cose nuove, nè ci tiene a dirle'; anzi. rimette a galla certe verità vecch ie come la guerra, e perchè quelle verità sono come soIToc~te sotto l'onda di materialismo e di pedanteria che (") S1rà ratto cenno di luUi I libri di cui sia mandato esemplare alla Direzione.

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pesa sui nostri studi militari dn qualche decina d'anni, c'è tanto più merito ed utili là nel ricondu rle a gnlla. E poi il generale v'impiega tanto senso di modernità e tanta origiualità di ved ute, che sa rebbe un peccnto di non ram mentare ogo i suo scritto. In fo ndo egli non vede che una cosa soln: l'uomo. L'armi , il tiro, gli àccessori sono molto, mn l'uomo è tutto, perchè è il motore di tu llo; se non si pensa a lui, è anche inutile di pensare al r<isto, e pensaudo a lui rimane inutile il pensare n mol te cose le qual i oggi paiono di prima necessità. Questo, su per giù, ù il concetto cardinalti del genera le russo; ad e:sso ritorna in O[<ll i SUO scritto, e per quanto p~ ia curioso, ogni Sll O scritto ne ritrae ev idenza , fo rza persuasiva ed originalità. Per esempio quesrn volta si trnlta di decidere quali armi saranno da adc,ttare per là cavallel'ia, e quale forma esse dovranno avere. Ci vuol poco a rispondere. Con un ragionamento vero, per quanto strano, egli dice: in guerra due fatti possono avvenire: o l'uomo sta fel'mo e lancia contro al nemico proietti I i con la speranza di rovesciarlo dn lon tano, o l'uomo considera sè come u11 proiettile ·e marcia nvanti deciso a vincere od a morire. Nel primo caso il risul tato non è sicuro se non raggiunge lo scopo finafo che è quello di disperdere il nemico: nel secondo se la mnrcia è ra pidn e decisa obbliga il nemico II voltare la sch iena, lo disordina e raggiunge l'unico scopo che il combattimento si propone. Iiraudi capitani hanno detto d1e la guerra sta nello gambe (maresciallo di Sas:sonin) , nel co lpo d'occhio, nella rapidità e nel l'att~cto vivace (Suwm·ow) che per risparrni11re le te;;te bisogo:i non risparmia re le gambe (Napoleone): tutti hanno detto che es~a dipende dall' uomo, nessuno ha detto ché stia nei proiettil i o negli strnmenti . Ciò premesso, la vittoria dipende dalla ri solutezza dell'att11cco e dal, suo impeto, e.la cavalleria rovescia colla massa e fini sce coll'arma bianca . Quindi sarà inutile parlare lii tiro dell'uomo a cavallo: per il tiro occorre r,alma gelati! e per l'aw,cco ardore iufuocn10, come si potreb bero combinare le due cose nello stesso uomo? cd occorrendo sacrificarne una, è meglio sacrificare il tiro stando a caval lo. Niente lancia: più lunga è l'arma e più sarà mal~gevole di servirsene nel comba ttimen to corpo re corpo. Inuti le infine di fare sortili disquisizioni mila forrrin e lnnglte;:zn della sciabola . Coloro che sono abituati per tradizione a puntare, pu1Hino: gli ·altri invece sciaboliuo: a quelli poi che fanno scientifiche discussioni sulla lunghezza della sciabola risponda Federico I,r, il qunle, qnnndo gli ru proposto di allungare di due poll ici la sciabola perchè di tnnto era più corta di quella degli avversari, decise: la cavalleria si nvviciui di due


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pollici al nemico. Sulle matematiche ricerche circa il' raggio più opportuno da dare alla curvatura della sciabola il D1u.comRow scivola, e uon vedremmo ragione per fermarv isi noi.

Non deve sfuggire ~ questo cenno sui libri di cui può interessare !a lettura quel lo del , contrammi raglio francese FouuNrnn: la 'flottenecessa'ire (Ed. Berger 'Levrault, Paris, ·I 8H6 ). Questa flotta dovrebbe essere composta di' navigli del medesimo tipo, se non identici, tutti di prima forza come combattent(, rapidi , a gran n1ggio .di azione e corazzati interamentè. Il Dupuy-de-Lome ne sarebbe i I ti po, pu rchè il suo tonn~llaggio fosse accresciuto di 2000 tonnellate.. Data ·1a premessa il con1ram1niraglio ne considera l'impiego sotto tutti i punti di vista, l'economico, come il po lìtfoo, come il tatlico, lo str~tegico, e perfino quel lo che ha relazione coll'ordimmento organico della 'marina. . . Ho esame tanto ampio dell'argomento,, condensato in un centma10 e mezzo di pagine non può essere esaminato qui di sfuggita e merita lettura. Natnralmente nell'esaminare il problema navale del la Francia rispetto all'Italia facente parte del la Triplicrl, gli apprezzamenti sono dubbiosi ci rca la possihilit-ù C'he le nostre navi d;1 guerra tengano a lungo il mare nelle circostanze di g1Ìerra, e circa l'efficacia dei giga ntesch i cannoni, ed.~ questo proposito souo rammentate le avarie subite in una corta traversa ta del ,t 89•1, come se quella fosse stata, la sola. Lo scrittore pÙr~ ammettendo che la velocità, cui giunsero alcune delle 1l(lstre navi, non sieno state emu late ·da quelle ilella Francia, dubit:i che lo sforzo prolungato che ess~ esigono non sia corrispondente alle abitudiui del perso· nale che deve sostenerlo: non gli pare nemmeno che il personale del la marina abbia avut•J occasiooi sufficienti per sostenere il panigorie coi marinai francesi . E di ciò ognuno giudica come creae, ma . è bene di conoscere sempre il giudizio altrui e di tenerne molto conto per sa· pere con la massim:i equanimità quanto valga e quale frutto si possa ricavarne. Però vi sono anche alcune pro_posizioni che ci lasciarono dubbiosi - nel leggerle; per esempio ci sembra che il passaggio di ~rna flotta a traver:;o del Canale dei due mari che traverserà la Francia dillici lmente potrù essere rapido od imprevedttto; il criterio sul mo~o di condurre la auerra nel Med iterraneo ci semhra molto vago ed mdeterminato: ar~messo che la moùi litazione tolga tutte le braccia val ide

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,illa nazione, e che la coltura del suolo ne rimanga perturbata, non crediamo che l-a guerra debba andare tanto per le lunghe da influire sovr'essa la mancanza d~lla semina e del :·accolto come lo lascia credere il libro citandola tra le càuse che spingeranno la marina da guerra a cercare la padronanza delle vie marittime di rifornimento del commercio: il citare la battaglia di Lis,-a per provare che gli urti nav11li avvengono davanti :1.ll 'obbiettivo strategico comune all'attacco ed alla difesa, semb:-a un po' fnor di posto se prima non è s:iµuto quale inteçesse strategico avesse il ministro Depretis di spingere la flotta al bombardamen to cl i Liss().; nù è conforme al vero che dopo la battaglia. la squa·drn si11 ,•enuta via sgomenta e disordinata dalle acque · ,m cui l'ammiraglio la tenne bordeggiando innanzi al nemico da lle 2 pomeri diane al l'imbrunire senza ri,olversi a prendere nessuna inizintiva : e 'via di seguitJ}. · Non passeremo oltre a questo libro senza rammentare a quei pochi tra i nostri colleghi che si dilettano di annuario e di probabilità d'avanzamento l'esistenza di formu le matematiche (e spesso l'autore ne intralc:ì:1 il libro , come se per dire cerre ciose, assai ovvie del resto, forse necessario a nn liogrraggio speciale e noto ai pochi privilegiati) con le quali nelre ultime p~gine è tra uata la questione dell'av:rnzamento e dei limiti di 'carriera. Pare che ogni caso non previsto nel librQ possa colle stesse formole essere risoluto: agli intér'essati di risolverlo.

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Un errore di numero cadutoci dalla penna, ci eccita a tornare sull'Enotrio del genera le Còrsi. Lo studio psicologico del toscano che _nel corso degli avvenimenti e per effetto di quelli si fece italiano, ya fino .al ·18o9 e non si arresta al 184.8 come parrebbe dalla precedente rassegna bihliografica. · · · Non vogliamo dubitare <;IÌe l'errore non sia subitò -stato veduto e raddrizzato dal lettore, sebbene non ci paresse · nemmeno giusto il tacerne l/l correzione. Jnfotti occorre il 1859 perchè_la palingenesi psichica d'Enotrio sia compiuta. Jl ,18~8 è periodo di aspirazioni mal definite, di entusiasmi eccessivi, il peo~iero del futuro balena ma non si delinea netta~ente in mezzo alle mille· correnti di ogui genere cui quell'anno fortunoso dà la stura: occorsero le tri~ti sperienze di quel1';.rnno e del seguente, occorse ìa meditazione citi! decénn io che corre


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tra il 18i8 ed il 4859, occorse la preparazione vol uta dalle migliori intelligenze per rendere chiaro il pensiero unitario che si nascondeva dielro alla guerra d'indi pendenza del ·1859. 1\Ia allora domanderemo noi : il toscano Enotrio ebbe coscienza di sù e del nome che gli fn imposto, ma comprese in talla la sua am piezza il concello un itario che a quel nome si collegava? Ed in altre parole che cosa fece Enotrìo nel procelloso periodo che corre tra il 11859 ed il ·1870 quando tra moderati ed arrischiati dibattevasi il problema nazionale tra le t-pinte degli uni e gli arresti degli altri? Non saremo certamente indiscreti se da lla penna dello scrittore che visse e pensò fortemente in quello stesso periodo e tanto bene sa esporre i pl:!nsieri di un' epoca, noi speriamo di veder descriui quelli di Euotrio in cni si rispecchia una parte assai nu merosa del popolo italiano. Non a tutti in I talia ed oggi rneuo che · mai, sfugge ii pregio di queste analisi psichiche, di cui l'Enotrio è un esttmpio, e compnrndiamo troppo il valore cli quesL'esame della coscienza di un uomo preso per tipo dell'uomo collettivo e seguìto per un importante periodo della vita collettiva che in lui si riassume, per non cogliere anche la pi ù li'eve occasione per tornar sovr'esso; se non fosse altro per richiamare iu questo modo l'attenzione del let1ore, chè vorremmo aver già sa puto fare colle idee espresse sul libro nella Ri vista passata, tanto esso ci pare degno di attenta e meditata lettura.

"* Ed usciamo di casa no:.tra ove co n vero piacere ci siamo 1r:i11en111i da un pezzo. Il comandante N1mcr , un ex capit:rno comandante nella cavalleria francese, seri ve uu libro pieno di neri presagi per r esercitodel suo paese, e gli Qti per tito lo caratteristico : La future débacle (Paris, édit. Stock, 1897). Lo scrittore ha preso parte alla guerra de l 4870- 71 e glien' è rimasta una profonda impressione in fo ndo :il l'anima, come a ciascuno dei suoi compatriotti, nei quali grande più d'ogni altro è l'affetto per In patria. Egli ha assistito alla rigenerazione militare della Fr:rncìa ed al riordinamento della difesa del suo paese, e se ammira quanto fu fallo, l' indirizzo preso non lo tranquil lizza. Una lunga preparazione intclleLLUalc su opere di storia ed arte militare lo autorizzano ad esporre i dubbi che cova nell'animo suo, e poi a riassumersi come segue.

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Voi, egli dice, avete un s:icro orrore per la guerr:i di cordone, un s:icro culto per la offensiva confacente ad un popolo d'indole anlente ed aggressivo: intanto colle fortezze a,,E'te solidificato l'ordine in cordone, ed avete legato :i questo cordone l'esercito: come spiegate coteste incotlrenze? che cos:i valgono oggi le vostre fortezze? e se v:ilgono, come si troverà l'esercito reso immobile dietro esse? e involontariamente il ricordo di Metz torn:, :ilio mente del1C1 scrittore. Voi, egli continu:i, allucinati dalla_grandezza dei numeri, avete una fi ducia illimitata nel numero, non vi rammentate che esso non basta, e che anzi l'esagerazione del numero aumenta le difficoltà della direzione, tanto da far dire al maresciallo Moltke che la scienza della strate"ia ,., e · ~el comando .,vranno la più gran pMte nella prossima guerra ; e m caso che ve ne rammentiate, avete voi provveduto, ciechi adoratori del numero, a tutte le difficoltà di approvvi1,(iooamento, di comando, che · esso porta seco? E noo avendovi s,ufficieotemente provveduto ed avendo comb inato provvedimenti incompleti anificiosi, o delicati, pensate voi che resisteranno al la bufern che si scatena in guerra? Prima del ~ 870 voi non vi occupavate che del servizio interno dei reggimenti, oggi non vi occupate che .di mo bilit:izione, e riducete ad una questione d'amministrazione, di c:1 rtucce, dì contabilità quell:i che dovrebbe essere invece questione di istruzione tecnica della truppa e degli ufficiali e di preparazione ai grandi comandi per i generali: credete di essere nel vero per salvarvi d:i un nuovo grande dis:istro? Tutto questo è sviluppato con un entrain da ufficia le di cavalleria in trecento pagine nelle quali sono trattate molte questioni delicate, di quelle che toccano l'intimo dell'esercito e mischiate a numerose citazioni di arte e di storia militare, ed a molta buona volontà di riparare a mali che sarebbero grandissimi se non si riparasse. Le questioni posate sono troppe grosse per sentirci nemmeno la più loutaoa velleitil di discuterle: rimandiamo il lettore al libro nel quale se difetta l'ordine non manca la manifestazione di un cuore che batte potentemente per l'amore della sua patria, del suo es11rcito e della sua cavalleria, nelle cui file lo scrittore ha passato la sua carriera militare.

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*. Una certa analogia col precedente l'ha questo fascicolo che ci giunge· col titolo: De re!",lm nostrarum jactura ed è.scritto da un V&T&RA.rio del· 1818. (Catanzaro, tipografia Caliò, 1896). L'intonazione è In mede-


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sima .e piena di dubbi su l futuro, la forma ,rl iversa; ampia, descrittiva e, come il solito dei libri nostri, eccessiva nel l'estendersi a raccontar cose da tutti snpute, che sarebbero più utilmente accennate per giungere direttamente allo scopo del l.ibro. Fatta la storia del passato e del presente, lo scrittore ne deduce che le cose non vnnno gran che bene. Però trova che vi ,ò ancora nd paese un elemento buono, utile, e ben volmo, e questo è l'esercito, e ne parla con queH'affetto, con quell'ottin1is010 e .con quella fiducia clre ci ri [)Ortn 8d una ·trentina. di anni fa, quando i liberali, memori della bancarot ta fatta nel 184-9 dal sentimento naziona le perchè non era affotto foderato daI sentimento militare, vi avevano posto riparo accorrend') nel ,18ti9 e nel 1.860 a formare l'es~rcito italiano come fondamen to dell'uniti, uazir.ua le. Come ci paiono lonta ni oggi quei tempi tanto è mutato l' indirizzo del pensiero; e se ne accorge anche lo scrittore il quale, come un so pravvi-· ven te, rimane ma-ravigliato che noi,, :;eguendo le idee inglesi mentre siamo in condizioni tanto ·dissimili da quelle dell'Ingh ilterra, possiamo ritel1ere di averne di troppo del lò spirito militare. Egli rimane im liarrtz· zato di fronte nlla curiosa antitesi delle professioni di pace univers;:ile che seu re rintronare d;intorno ed acni inchinerebbe -il suo cuore ouimista, e la guerra che si fanno le nazioni a forzi\ di tari~'e poichi: non sanno arrischiarsi a farla a suon di cannonate. Qui stione grossa, nobi le veterano, quistio ne molto grossa nella tpiale confondendosi l'ideale col reale, il desìderabil~ col ,raggiungibi le, la visione del fi losofo col le esigenze del pol itico, si fin isce col dar ansa a certe · vergognose debolezze che c:orrodono l'0rganismo nazionnle. Sorvol iamo anche noi come voi sorvolate, e chiediamo anche noi che si metta in opera ogn i cosa per radicare nel popolo ita liano lo spirito mi li Lare, perchè , ·invano un governo si adop)'erebbe nell'organizzare nn esercito co i rn i·gliori regolamenti, se non ,;ì·sLU'dias,e sopratutto. !l' infondere I,) spirito militare nel paese. » Ma i mezzi' ? il sistema da tenere'? rrne~to vi domandiamo nobi le veterano, ed un po' di <Jnella vigorosa fierezza che una trentina rl,i ann i or sono ci faceva ritenere be llo ogni sacrificio purchè fosse fatto a vantaggio Jel paese, sicuro ogni risultato pnrchè avesse per scopo l'indipendenza morale e materiale della nazione, lieve ogni sforzo purchè forse acc.ompagpato dalla lontana speranza che n<{ ,WE!sse da venir bene alla graode'zza della patria. Riaprite di uuovo ampia la via al sentimento collettivo ehe lo spirito caustico o bottegaio ?i (p1esti tèmpi tende ad obliterare, e tuttavia permane, benc:hè siasi adatrnto a nascondersi come vergognoso sotto la perverti r.a forma di una rassegn.1ta

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remissione ai numerosi obblighi cui ci assoggetta lo Stato. Questo era il punto unico da studiare lasciando da parte il resto: su ·di ciò vorrei interrogarvi se avessi la fortuna di iucontrarvi, e vorrei sapere per quali vie si possa rizzare di nuovo sul suo piedestallo la immagine del <tovere e restaurare il culto che gli è dovuto e senza del quale una nazione non è che un'accolta di individui slegati frn loro.

Da queste elevate indagini torniamo _a più modesta sfera. ì l MoLLI, (l'ex mMinaio) pubblica un litro in cui racconta delle Spedizioni marittime rni l'itari moderne. (~il ano, ed itore G,il.li, I 897) . Un libro da cui s'irn parano rnoìte cose. Non v'ha il peso del la erudizione di seconda 'e terza mano che ammazza, durante la lettura, questo genere di scritti, ma ,non mancano utili e preziosi da ti, alcuni dei quali affatto nuovi, e non manca 1Jemmeno uu Jì lo logico ·che lega lo scri tto e ne proporziona le parti e la materia verso uno seopo ben preciso nella mente dell'autore. - Scopo ò quc Ilo dì spiegarci, più chiaramente che noi non abbiamo in tesla quello che sia una spedizione marittima: e l'a vere idee ben chiare non .pare cosn inutile in quest'epoca di penombre. Tuttnvia la morale del li bro si riassume n_el provare còme una spedizione marittima militare riuscirà molto meglio, quando essa sarà affidata ad uno adeguato sviluppo della mariQa mercantile. L'assol uta ma ncanza di un forte e discipl inato nucleo di vapori mercanti li a disposizione del Governo concorse .per notevole parte al'la completa disfatta dei Cinesi: la Spagna, grnie alla sua poderosa' mari.neria 'sovvenzionata, fu in grndo di provvedere con sufficiente ordine e prontezza' :il trasporto di più che centomi la uomini a Cuba. La spedizione del Madngascar, benchè preparata con fnolta larghezza di tempo e di mezzi, organizzata di lunga mano, riuscì la pi lt disastrosa di tutte le contemporanee. Vi concorse, non ultima c:rnsa dei mal i, la panecipazione ,di troppe compngnie ed armatori privl\ti e la suddivisione delle responsabilità . ,La ul tima nostra spedizione d'Africa · intrapresa e compiuta io mezzo a difficoltà di ogni genere H tali che fo rse mai si potranno tutte iosieurn rì petere come sì presentarono allora , fu trasportata col massimo effetto uti le e la minima spesa possibi le, ed in ciò ha gran merito la marina mercantile che con gran devozione e ~pirito patrio assecondò i desideri dell'autorità militare. Tra · i I H . marzo ed il 27 luglio 1896 furono trasportati dall'It.1lia a Massaua ·12.:\.7 ufficiali ,

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33,524. uomini, 23"7 quadrupedì. I materiali ·per I~ sp~dizioni m.ariltime che possono diveuire un'eventua lità assai probabil~ 10 caso d., guerra · non possono aversi che dalla m&rina mercantile, ed 11 metter~a m .grad~ di soddisfare ai suoi· obblighi probabili deve essere oggetto d1 studio e d1 provvedimenti. . . . . . ., . . . Questo è il riassunto del libro pieno d1 cifre e d1 not1z1e,. e opportuno lo studiarlo, perchè comprende uno dei lati della gran quest1on~, sempre viva, delle sovvenzioni governative allo sviluppo della marma mercantile, ed al miglioramen~o delle società di navigazione.

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NOTIZIE. POLITf00-!'1ILITA_RI · Il 30 novembre si riaprì ìl Parlamento e l'on.-Pelloux, ministro della :guerra, pre~entò alla Camera dei deputati un R. Decreto che lo autoriz-zava a ritirare il progetto ·per la conversione in legge dei decreti-legge in -data 6 novembre 18%, e contemporaneamente presentò un disegno di lèg~e per le difinitive modificazioni all'ordinamento del R. esercito. Questo disegno di legge, pel quale venne chiesta ed accorda ta l'urgenza, ,è accom pagnato da-una relazione donde si rilevano le m9dificaziorii alle leggi vigenti ed i motivi che le determinatono. Nel ·1892 venne consolidato il bilancio della guerra in 246 miliÒui; 'Somma cfa taluni giudicata insufficiente a mantenere il nostrn attuale or·dinamenio militare. Nel ·I 89.3 egli, ministro, dichiarava sùffìcienti i 246 milioni, alle se,guenti condizioni: ridurre il programma d'Africa ai più modesti limiti co n spesa non .superio;.e ai 7 milioni; chiamare la leva io marzo, salvo per le armi a cavallo; i,pprovare il disegno di legge presentato il 7 luglio ,1893, dal quale J;i sarebbero avut_i 7 o 8 milioni di economie da riversarsi ai servizi più 'sofferenti. L'amministrazione succedu ta a quella del 1893 rinunziava a beneficio ~el Tesoro parecchi milioni; e mentre le somme elfottivamente disponibili per l'esercito venivano a diminuire di oltre 15 milion i, si riprìstinava nel tempo stesso la chiamata della leva in novembre, aumentando !Cosi la spe;;a di ben 9 milioni; in complesso un,l differenza di 24 milioni in meno in confrooto al bilancio consolidato di 246 milioni. Così si rendeva necessaria, fatale, a breve scadenza, la riduzic,ne del1' esercì to. ,, Si emanarono i decreti-legge nel novembre 1894 che, approvati dalla -Canrnra, uscirono dal Senato, sostanzialmente cambiati. L'amministrazione Ricotti, succeduta a quélla che :weva acconseo~ito :tali riduzioni, :volendo rimanere nei limiti del bilancio, pur conservando t dodici corpi d'armata, ne risultò necessariamente la proposta riduzione <li un quarto del loro organico di pace e_di guerra. 1

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Ma questa so luzione non poteva adouarsi .~eoza ricorrere a provvedimenti che avrebbero scosso profondamente l'esercìto; sicchè parve miglior partit~ mantenere _l'ordinamento attuale e ritornare al bilancio del 1893. Urge uscire ·dallo stato d'iuèertezza troppo a lungo dnrato e dare al I' ordin11.mento dell'esercito il suo assetto stabile, definitivo. A tale scopo. mirano i' pr,nrvedimenti proposti 1 in virtù dei quali, m.1 ntenendo intatto l'attuale ordinamento, si raggiungerà fìno dall'esercizio ·,1897-98 una forza bilanci ~ta di 21 O mila uomini, la quale negli esercizi successivi crescerà (ìno a 215 mila, con un aumento di 2.0 mi la su quella a!tuale. ManLenendo il concetto, accettaio anche dall'on, Ricotti, delln c.hiamata della leva in rnar.zo (truppe a piedi) si potrà avern la medi.i delle compagnie per seue mesi dell'anno superiore a ·100 nomini e di 60 a Gti uo1 mini per gli altri 5 rnesi . l...

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Il' nuovo pn,getto compreud'e: proposte già att.riate io seguito ai decreti-legge: altré proposte del disegno di legge del lnglio '1893; ed altre anche comprese nel progctro .Ric0tti. Fra ìe propoi t~ sono notevoli le seguenti: sopprimere il grado. ai n:iaggior generale commissario e passare c11pi musica nel la categoria uffii:iali; swbilire colla legge di ordinamento ,rnche il numero delle gr,1odi unità (curpi d'armata e divisiou i); aMionoere al le tabelle ora:,rnìche auche quella pei carabinieri, inc>o e dicando che potrà vari&rsi 'CO~ le leggi di bilancio per le variabili esigenze del la sicurezza pubblica; , , . diminuire un ufficia le generale al comando generale dell'arnrn dei carabioi1)ri; 1 . aboli re J'i spet.torato dei ber~aglieri; eliminare dali'arrna di faoteria gli ufficiali delle fortezze passandoli fra gl i ufficiali fuori quadro; deter-'mioare io 88 il numero dei distretti militari . Sarà conservato il recluta mento dell'esercito secondo il sistema naz.icnale spinto al più estremo limite in tempo di pace; ma dèl pari si conserverà per la mobilitazione, il complemento dei corpi suf piede di guerra col sistema regionale, già introdotto nel :(,89.t,. È necessario quindi' alJeggerire coosiderevolrnente il Ja\'oro dei distretti militari. ~

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Saranno incaricati i ,depositi dei reggimenti, an.che pèr la fanteria di linea ed i bersaglieri, di provvedere alla preparnzione dei rispettivi ricliinmati in caso di guerra ed alla formazione delle unità di milizia ì.nobile, come già si fa per gli alpini, la caval leria, l'artigl ieria ed_il genio. I distretti, por continuando le funzioni del reclutamento, cooserve-. ranno il servizio della "requisizione dei quadrupedi e quello della forma zione delle unità di milizia territoria·l,i, con relativo-armnmcnto ed equipaggiamento . Non vì lia dubbio ehe i depositi purchè sia ordinata opportunamente la loro costilllzione, po$sono benissimo fungE>re da organi di riccvirn<rnto e di vestizione dei richiamati. Del resto. $e già fin cfa ora i, reggimenti · <l'nltre armi, ad esempio quelli dell'àrtiglierin cl::i c.lmpngoa , possono provvedere alla mobilitaz.ione non solo delle proprie unità, . ma anche dei numerosi servizi che forniscono· all'esercito in campagna, non vi ha dùbbio che i depositi dei reggimenti cli fanteria sono suscettibili°di potere anch'essi adempiere ad analogo mandato. Datù la costituzione di ·c1ue5ti depositi, in modo che essi siàno pari alla missione che loro verrà nrfìdnta; d11ta .la costituzione dei rnngazziui, ne deriva l:i naturàle conseguenza che i depositi stessi devono essere iocnricati della costi tuzione della milizin mobi le, nel modo stesso clw gii, si pratica per i reggi menti alpini· e per quelli delle armi d'artiglieria e del genio . Etl anz~, al riguardo, giova _fare un'n ltra importantissima- considerazione; cioè che i quadri éostitncn1i iI deposito potrebbero essi stes$i costituire, per lo meno in una buou:1 partf', i quadri occorrenti per la formazione delle unità di milizia mobile. Col sistema proposto, non si avranno altri cambiamenti ·che questi: a) I distretti saranno esonerati <lai ricevimento e del l'equipaggiamento dei richiamati dell'esercito permcJn1-mte e della miliiia mobile in caso di guerra, conservand.o. la form~zione delle unità di . milizin territ.or iale, e, in rnassirn:1, le altre loro presenti attr.ibnzioni; b) I reggimenti di fanteria di linea e di bersaglieri, provvederanno , al rispettivo completamento snl piede di guerra, ed alla formazione delle unità di milizia mobile corrispondenti. .e) Il per5onnle supericJre dei distretti potrà t>ssere costituito tanto con ulllciali dell'esercito permarn1ote., quanto con uflìciali in congedo; cl) Le compagnie permanenti attuali dei distretti snranno versiite nei reggimenti di faoteri:1.


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Hispetto all'artiglieria, 'si propone: la riduzione degl'ispellorati da 5 a ,). ; daµd o rango e carica d'ispettore generale all'ispettore più anziano, pur conservando il suo servizio speèia le ; . . ' la riuni0ne in un solo ente del la direzione superiore delle espe' rienze e della scuola centrale di tiro; !'·aumento da 6 ad 8 dei comandi d'artiglieria, togliendo la distinzione dei nomi che specializiavano le attribuzioni; l'abolizione dei comandi locali, ripristi nando .le direzioni di artiglieria nel numero di ,t,).; la trasformazione, già esegui ta, ~i 6 batterie da campagna in altret' tante da montàgnà; lo sciogliinento, gi~ eseguito, dei reggin1enti da fortezza, con la con temporanea costituzione di 2.2 brigate autonome su 78 compagnie. La diminuzione di 6 batterie da campagna è compensata da corrispondente aumento del le batterie di mi lizia mobile. Rispetto al genio: si dà rango · e carica d'ispettore , generale a quello dei due ispettori del genio che è più elevato in grado od in anzianità , pur r.onservando i I sno servizio specialti ; si riprendono per i comandi e le direzion i del genio, per i reggimenti e la brigata ferrovieri, le proposte del disegno di legge ·1893, già attuate coi decreti-legge; si stabil isce il numero delle compagnie del ge~io e delle compagnie del tr.eao; Altre proposté del nuovo progetto sono :. aumento di una compagnia di disciplina per incorporaPvi le guardie di finanza (a carico del bilancio'delle fina nze); e si riporta a 2 il numero dei reclusori. ' riduzione da 6 a ,i, dei depositi di allevamento cava fii . diritto ad assegnamenti fi,s i ed a pensione al . personale inferiore e civile dei depositi; ridurre da - ,). a 2 le compagnie del corpo inval idi e veterani, 'già attuato coi decreti legge; · r idurre di 11 il, numero degli ispettori di sanità . Quanto ai commissari in serv-izio permanente si espongono le ragion i per cni si r itiene che il grado iniziale debba essere quello di ,ca.pitauo.

Si propone di riaffidare il servizio di suss-istenze al corpo contabile, t1om'ern io passato. . . , Non si rinnova la proposta fo lla nel progeuo del ·1893 d1 S(;JOgher~ l;uflìzio di revisione centrale. snstituendovi uffizi di controllo presso 1 comandi di corpo d'armatn , e ciò per attendére i risu ltati ,dell'avvenuta costituzione di nnn direzione generale per la revisione dei rnnti presso il ~'.rin istero.

., Riguardo agl'istituti militari, si propone: di r iurn~e sotto un so~o c,omando la scuola di appl icazione di artigl ieria e genio e l'accademia -militare; di sopprim<)rc la scuola speciale ~lei sott1'.Tfìci~li,. riun~n~ol~ all11 scuola militare; di togliere dalla legge I plotom allnm ufficrnh di complemento e i plotoui allievi sergenti, che sono di formazione temp,mrnea; di aggiungere la scuola magistrale di scher~11a, gi~ es!s~en~e da parecchi anni; di non determin~re il numero dei coll~g1 ~ 1ht.a1:1, Questi, per aver r,1gion~ <li esistere, debbono essere r10rd 1nat1 .m modo che, quaoto a studi, i giovani che ne escono possano seguire la carriern mi litare o carriern civile a loro piacimento ; quanto a spese, debbono i collegi bastare a sè stessi . , _ . . Altre proposte r ignard:rno disposizion i di for ma rispetto ~t t'.·1bu.na l1 milita ri, agli stabi limenti del servizio di com,missariato: l'op.1 fic10 d1 ~r: redi milita_ri viene soppresso e le sue attribuzioni pas3ate a1 magazzm, ·centrali' mili rnri. . Infine si stabilisce il rrn inero delle unità di mil izia mobile, i rispettivi centri tli formazion e, ed il nn~ero delle unità di milìzia territorial('. , s'i desiO'na la f'orzn necessaria ì)er C03titnire l'esercito permanente e la milizi,/' ntobile ; si danoo tabelle graduali El numeriche degl i uflìcial i e s'i nstitr.Ì iscono confronti fra le medesime; s'iindicano, le conseguenze . fin~nziar ie dell'ordiuamento proposto , Col sistema della catElgoria unica, che si proporrà con altro progetto di Jp,rne annno incorporabile sarà di ,100 mih1 ~1omini, ~nt'> , il contin"ente o . suflìciente a mobilitare le unit1t del l'esercito permanente con setteclassr, e più che sufficiente per mobi litare le unità di milizia mobile, cou I~ a Jt.re cinque classi successive, restando disponi bi le un' es.11 heranz~ d'. ;}1,800 nomini, coi qual i, insieme ai richiamati che non giungono ira 1 primi per la formazione di goerra, r.d al ca~o chiamando la nuova classe di leva, si provvedono poi le truppe di complemento per ri pian~re vuoti nell'esercito mobilitato.


NO'.r IZIE POLITICO · MU,l'l'ARI

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NOTIZIE POL ITICO ·MI LITAHl

Quante, alle cous'cguenze finanzi arie, la spesa occorrente pel · n,iovo ordinamento risulta dal bil1J11<.:io di previsione per -l'esercizio 1897-98. Occorrono 2:39 milioni. Con rruestl1 somma si conserva l'ordinamento su ,t2 corpi d'armata; si aumeula rpiest'anuo di oltre ,10,000 uomini l.t ròru1 bilanciata; si cl1iamano al l'istrùzione 2fi,OOO uomini dal congedo in più all'anno ; si assegna circa 1 rnilioue in pit1 per le spese straordi narie . normali. La sìluaziune migl iorerà . a ucora quando cesseranno alcnnc spese transitorie . ..

d nLrnvo [)ro,rtltto d1 le""tl Questo i~ nel suo cornples:;o ' _ o om ::,ull'ordinamento deli'eserdto, che fece nei etn:oli militar~ e politici la migliore impressione e subì già viuoriosnrnente In prova degli uffizi della Camern . La maggior pnrte dei commissari gli è pienamGnte favorevole, rd(;uuo fovurevole con qualche riserva, nessuno cùntrario. . fa1 relativa commissione si è costituita ,con l'on. Carenzi presidPnte, l'on. Biscaretti segretario ed ha nominato relatore l'o.n. Grandi con, mandato di proporre l'approvazione del progetto. Questa può ritenersi certissima, ma diventa sempre più improbabile che si possa ottenere prima che il Pari.amento prenda le vacanze na· tal izie; quaotuuque vi si riuscisse alla Camera, non resta più il tempo materiale per l'esame e 'ia discussione io Senato, sicchè sarà giocoforza prorogare un· aJtra volta i deueti-legge del 4 novembre ·1894-; !_,Ila crediamo clte la proroga sa rà brtJvissima e ad ogni modo non ri·iarderà affatto il cammino che d'eve fare il progetto per diventare legge, ·essendochè oramai urge n~cire dal provvisorio e dall'incertezza.

F1·~ttanto un'altra legge pnre uectJssaria ed oi-amai urgente venne in questi giorni approvata. li /i. conente cominciò al lq Camern e pro~edette alacremente la di scu$sione del progetto di legge sul mntrimouio d~gli ufficiali del regio e3ercil0, già presentato dal prel'.edeute Ministro della guerra, generale Hicotti, e approvl\tO dal Senato; questo proge tto, accettato dal l'atmale Ministro, era pendente davaqti al la Camera allo slato di relazione; lo .averne parluto altre volte ci displms~ dal formarci sul medesimo; darnmo solo un breve cenno della relati vn discussione.

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Questa fn pi uttosto viva e vi presero partl~ vari deputati memhri <le\la Commissione che ,aveva esaminato il progetto; i quali sostennero - gli emendamenti proposti dalla medesima, che si riducevano a tre: a) obbligo dell'ayviso favorevole del tribunale superiore di guerra ,e mari nit per accordare il regio assenso, ed, in ca.so di conc!usiorii con. trarie dell'avvocato .generale militare, obbligo di udire le pa,:ti; . b) ridUJ:ione dal 40° al 359 anno di età del limite, dopo il quale · :ali ufficiali possono contrarre matrimonio con riduzione del reddito :nnuo a sole L 3000 ed estensi9ne cl( questa facoltit agli ufffciali me-dici ed o.oli nfficiali dei reali carabinieri, provenienti dai sotttifficiali, " sia la loro età; · -qu11lunqne e) facoltà di contrarre mn trimoni in extremis, $enza l'obbligo del -regio nssentimeoto, salvo a provocarlo entro i sei mesi successivi, se :l'urtìdale sopravviverà. L' onorevole Ministro della guerra sos~enue il progetto com'era stato approvato dall'altro ramo del Parlamento. Quanto alla proposta di seni.ire l'avviso del tribunale supremo di guerra e marina nella concessione del regio assentimento, egli os:;ervò non essei-e questa materia tla po rtarsi in uu giudizio . Riguardo alla riduzione eia 4-0 a 35 anni -del limite di età in cui può bastare la ren~ita di lire 3000, pregò di non insistere, perchò quest'emendamento metteva -la legge in pericolo -di naufr,1gare al suo ritorno in Senato.' Si òichiarò contrario al privilegio proposto per i medici, perchè non vi sarebbe stata plausibile ragione di non concederlo eguale ai veterinari, ai contabili, ai com-: missari. Al terzo emendamento, quello riguardante il rnntrimonio in -extrenl'Ìs, non fece opposizione. La Camera fu pienamente del parere dell'on. Ministro ed appr,ovò,. 0 ·il p~ogetto .com'era venuto dal Senato, aggiungendo però l'art. 8, che ,riguarda il matrimonio 'in extremis. Per quest'emend1nnento e per una vnriante di forma a u_n altro articolo dovra la legge essere presentata nuovamente al Senato, ma ~on v'è ·du bbio alcuno che verrà approvata senza osservazioni e q~1indi tosto rro'mulgata. Sarà così soddisfatto un vivo desiderio degli uflìaeiali e 'res:Ì ragione a un'esigenza dei tempi.

..* * Ed ·ora due parole sull'Africa. Il 30 novembre, cioè il giorno st~sso dell'apertura della . Camera, ,cominciò ivi Ja discussione delle interrogazioni e mozioni $Ulla poli- , · ·tica coloniale. 'Aprì il fuoco l'on. Dal Verme, a cui sn('cedettero lo


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NOTIZIE POLITICO-MILITARI

stesso giorno ed il giorno appresso vari deputati dalle di verse partt dell'a Camera. La discussione si rannodò intorno ad una proposta dell 'on. Imbrianì, sostenuta dall'estrema sinistra e chiede11te l'abbandono dell'Eri trea. L'on . Ruclinì, presidente del Consiglio, ha formulato alcune dichinra zioni conchiudendo col domandare il rinvio a tempo indeterminato della, discussione di tutte le mozioni riguardanti l'Africa ; e pose sn questa domanda la questione di fid ucia. L'on. Imhriani contrappose la proposta di rinviare a soli otto giorni la sua mozione sull'abban_dono dell'Eritrea. Procedutosi alla votazione per appel lo nominale ('1° di.cembro) la Camera non si trovò in numero; ripetutasi la votazione il giorno ., pprèsso, la mozione Imbriani fu respinta con 118,i voti contrari contro 26 favorevoli e 53 nstensioni; · restando approvata cosi la propo5ta del G-o.verno di ri mandare ogni mozione sull' Africa a tempo indeterminnto.

*** Quanto alla pace e ai prigionieri, le cose fannò il loro cor~o. ~erazzini ha ricevuto il telegr11mma di rntifica di S. M. il Re, che trasmise subito al Negu,, quindi è partito per l'Ilarrar col primo scaglione di 200 prigionieri . Un telegramm:i dice che vi giuuse il 27 novembre e si disponeva a portire il 5 dicembre per Zei la. .\I loro incontro marcia una carovana spr.dita dnlla Croce Rossa, r.on viveri, ogge1ti di vestiHio e soccorsi di ogni specie. ' A queste buone notizie dalla p&rle dell'Abissinia fa doloro;;o contr:isto una giuntn inaspettatamente da l Denadir. -Il 3 corrente venne comtiu icato il seguentr. dispaccio uffìci alo: « Il reggente del Consolato italiirno di Zanzibar, tenente di vnscello Marvasi, hn in viato il seguente dispaccio, gi unto stamane al )Jini srero degli affari esteri: · e Il ,console Cocch i arrivò a )logadisciu con il Volturno , il ~3 novembre o credette di ui'ganizzare una ca1;ovann per visitare la spo nda dell'Uebi Scebeli. Egli partì il giorno 25, alle ore rn accompagn:.i to. dai comandanti ì\iaffei dell<1 Staffetta e .Moogiar<lini del Vo ltw·no, dal sigòor Quirighetti, direttore della dogana ài )Jogadisciu , dagli ufficial i Smuraglia, Baraldi, De Cristoforo, Sanfelice, G-uzolini, Bnroni e Gnspari oi, dal macchinista Olivieri , dal fu ochista Rolfo, dal domestico. Caramella, dal timoniere Vi1inello e dai marirrni Grega nte e Bonn~era -

NOTIZIE POLITICO-MILITARI

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1a carovana era scortata da 70 ascari armati. I bianchi erano tutti provvisti di cavalli. , Dopo ci nque ore di marcia, la carovana pernottò a Sofoli, situata a circa venti chilometri da Mogadisciu. Impro vvisnmente, circa alle ' ore una, i somali nomadi assalirono il campo, uc.cidendo sei ascari. « Le s·entinelle nostre respinsero l'assalto, abbauendo parecch i somal i. « Fallosi giorno, la carovana ri piegò su Mogadisciu , tirando contro i somali, che erano ritornati in numero grandissimo e cootinuav~nond irrompere sui lati ,lella strada. « I nostri, sempre uniti, continuarono a difendersi valorosamente,. · lìnchè, gli ascari, in parte ca duti, in parte fuggi ti , i cavalli finccati dal la ma rei a faticosa ed essi stessi ferì ti, do veuero soccombere. « Si sono salva ti il caporale timoniere Vianello, ferito, ed i nrn1·in:ir Bonasera e Gregante. « G-li ascari ebbero 18 uccisi e -17 feriti , « Le prime notizie sono gi unte :i 11Iogadiscin alle ore I 0,:30 del giorno 26. « li regio com missa rio, signor Dulio, pre~e tutti i possibili prov,;edimenti urgenti. « Fu ordinato alle navi di sbarcar-e I 00 marinai armati e mandato subito fuori in soccorso tu tti gli ascari disponibi li. « Risultò dall'inchiesta che, quando erano giunte le prime notizie a Mogadi~ciu il fatto era già irrepnra bi le. « Una compagnia sbarcata riconobbe tutti i I .i- cadaveri e rientrò. a.Me ore 20. « Il giorno '27 fu mandata nuova mente una compagnia rinforza ta, di ast'ari, provvisti di cammelli e di tutto il r:ec;essario per ricuperare e trasportare i cad:iveri. « Furono tosto arrC$tati molti indiviclni appartenenti alle tri bù corpevoli del fatto occor;o e puniti esemplarmeule. . , « La Staffetta è p~rLita da Mogadiscio per Zonzib~r, toccando flrava, e portando l'ordiue al Governolo di stazionare a )forca. « .li Volturno rimane a Mog3rJisciu ». • Altre notizie cene a questo proposito non si hanno, nè vogliamofermarci sulle ipotesi e sulle questioni cui diede origine il surrife rito dispaccio. Diremo solCJ che il Governo prese tutte le mi~ure per la sicurezza dei nostri con nazionali io quei parnggi e per pun ire possibilmente i colpevo li.


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KOTIZIE P OLITICO ·MI L ITA &I

.. * * Fra -le più importanti dispo3izioui d'indole militare emanate nella ·quindicina notiamo le segueuti: Il 1° febbra io •1897 sarà iniziato, per cura e souo 111 di rezione ·del comando del corpo di stato mnggiore (ufficio trasporti), un corso ferrovia rio di stazione della durata di due mesi, al quale saranno comandati capitani ed ufficiali subalterni delle armi di fanteria e cavalleria, ed ammessi alcun i capitani . in posizione di .servizio ausil iario. Il numero comp lessi vo degli' ufficiali da qe.stinarsi al corso è di 203, dei quali •I 38 saranno ufficial i subal terni delle armi di fan teria -e cavalleria in attività di servizio. Il corso consisterà in due disti n1i periodi: uno preparatorio o teon:co e l'altro pratico. Nel primo, della durata di ·15 giorni ci rcn, fa istruzione si fa rà per ciascun gru ppo presso il distrotlo mili tare del luogo dCJsiguato corno sede dd gruppo. Nel secondo periodo, della durata di circa un mese e mezzo, gli ufficiali 5;ranbo ripartiti in varie stazioni. Nell'intendimento <li elimiuare nel pi ù breve tem po possi bile le deli·Cieoze che attunl rnente esistono nei quad ri degli umciali suba lc-erni dell'arma del genio, il Ministero ha determinato quanto in appre,so: Col primo gennaio 1897 sarà costituito in Torino, presso il 5° reggi . ,mento genio (minatori), uno speciale corso di alìievi ufficiali.di complemen to, al quale sara ouo soltanto ammessi quegl i a,pirnnti l:rnreati in iogegnrria che, all'alto della loro ammissione al corso stesso, dichiarino ·di vincolarsi ad aspirare alla nomina ad ufficiale in servizio aui,•o per-manente nell'nrma del genio. Possono for domanda di am missione al corso suddetto 1u11i coloro che, ..a senso delle vigenti dis posizioni, sono ammissibili ai corsi allic1ri uffi ·Cinli, purchè beninteso posseggano il diploma di lauera summenzionato, -e nein ti hbiano compiuto il 26° anno di età al ·I O settembre p. p. fl corso nvrà la dnràta di un anno, durante il quale gli allievi saranno nominati capornli e qnindi sergenti dopo sei mesi. Al compimento dell'a nno di corso i sergenti allievi, che avranno super~ti i relativi esami, verranno nominati sottotenenti nell' arma del genio e io tille qualità pre-steranno servizio presso i reggimenti dell'a rma stessa per un periodo di sci mesi, e al termine di questo periodo di servizio conseguiranno poi In no'llina a soltoteneoti, in servizio atti,·o permanente nell 'arma del genio,

NOT IZIE PO LITJC O- MI LI'.t;AR J

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~ve ne siano riconosciuti rnerite,roli e risultino idonei nella prova degli esami. I sottotenenti così nom inati frequen tcraDoo iun ue un altro corso, della duratn da sei a nove mesi . presso la scuola d'a ppl icn ione e, supernti c1,,n s uccesso gli esa mi Guaii di essa, saranno poi promossi tenenti del genio. Coloro che fosse ro deGnitivarnente rimand ati a questa prova seguiranno la sorte.di tutti i sottotenenti del genio non riusciti idonei }:gli esami n•nal i della scuo'ia d'a ppl icazione.

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'* *

Vi,to l'esperimento iniziato d,il ,1° gerrn nio ,189,i. per le truppe stan·ziate nel territ0rio dell' X[ corpo d'armata e dal 40 gen n11io 11895 per q u~lle del IX corpo d'a rmata, e su~essivamente esteso, dnl ~0 geoumo 1896, o quelle del VII, VIII e X, il Ministero ba determinato che il sistema della pronista dei viveri :i cura diretla dei corpi di truppa, ·sia, per il venturo anno •I897, ' seguito ed lìpplicato per tutti i corpi del·l'eserci to. È fatta solo ~ccozioue per quelli stonzinti nei presidì capoluoghi di ·divisione del I , II, III, ff e r corpo d'armata, pei quali verrà appli,cato solo in parte. 1

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Un regio decreto rip ristina l'uso dd lo stendarùo per i reggimenti di ·cavalleria. Questo rogìo decreto ò precorlnto dalla seguente relazione del Ministro della guerra a S. M. il Re. « Il B. Decreto del 1 O settemhre 187·1, relati V () nl riordi namento dell'arma di cavalleria, sanciva, frn le priacipali modificazioni la soppressione dogli stendardi . Un tal prov vedimento era coosidernto allora come uua dura neces.;itil . in quanto che, per il largo impiego della cavalleria in reparti frm:ionati , sia nel servizio di esplorazione, sia nelle altre operazioni secouclarie di guerra, lo steudardo,·luogi dal compiere l' impor.tantissi mo uflicio che gli compete, avrebbe potuto forse esercitare un'influenza nou a varMggio dell'azione dell'arma. • Se uon d 1c in questi 25 an ni trasc,)rsi da quell'epoca, le moda lità, -colle r1ua li la <.: ava l!eria è <.:hiamata aù esplicare la sua azione in campngua, vennero_man maDo dilucidandosi, di guisa che oggidì può afferma r.;i che il roggimonto, rrualunque sia lo speciale mandato che gli si a"f-


2291 NOTIZIE POLITICO-MU,ITARI 2290 fida, potrà distaccare erl anche frnionare in piccoli reparti, se occorre,. alcuni suoi squadroni, ma dovrà pur serbarne qualcuno come nu_cleo di sostegno, per 3gire a momento opportuno. « D'a ltra parte il nostro ordinamento prevede che •12 dei nostri 2t. reggimenti siano iq guerra formati in tre divisioni. « Così orrnài si può dire, che in avvenire sarà normale il caso in cui lo stendardo del reggimento troveri, sul campo di battaglia il posto. che gli è dovuto. · « In tal situazione non esisterebbero più le ragioni,, per le quali nel 187·1 il ministro ern costretto ad invocarè la soppressione degli stendardi; e così stando le cose, è naturale che sia agognato il ripristin:irnento di qùesto altissimo simbolo morale, potente elemento di coesione in guerra, quanto efficace mezzo di educazione rnili!are in pace. « Convinto della beuetica influenza che eserciterà nei corpi di cav:illeria la presenza degli stendardi, e nella fidu cia che V. i\'I. si degnerà di accooliere benevolmente -le esposte considerazioni, ho •l'onore di sottoi, porre atl'Angusta Vostra firma il qui unito schema d1' decreto. » Per l'esecuzione del R. Decreto 3 dicembre 1893 il Ministero determina qnanto segue: · •I o I primi •I 9 reggimenti di cavallàia, che già erano forniti dello, stendardo, dovranno ritirarlo dall',1rmeria reale di ·Torino dove alt!rnlmente trova;;i conservato. Gli {litri riceveranno i loro stendardi di prima istituzione dal Mi,nistero. Con apposita aggiunta al regolamento di. esercizi per la cavallerìa sarà provveduto al posto da assegnarsi allo sfendardo nell'ordine di form:izione del reggimenio, nell'ordine di parata e nello sfil:imenlo in tempo di pace ed al suo posto di combattimento, in guerra. La restituzione' di questi stendarpi fece nell'esercito e specialmente nei reggimenti di cavalleria la m'igl iore impressione~.

Roma, li ·12 dicembre •1896.

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NOTIZIE MILITARI ESTERE FRANCIA.

Progetto di legge per l"istittizi'one di un esercito coloniale. - Il Go--verno ha testò presentato un progetto di legge per l'ordinamento di un -esercito coloniale; progetto che ora è sottoposto all'esame della Commis·sione dell'esercito e dei Min·istri _della guerra, della marina e delle ·colonie. Eccone un breve suncc,. L'esercito coloniale sarebbe comandato e ammrn1stra to dal Ministro ,della Marina. Il Ministro della guerra gli fornirebbe le truppe necessarie ·di cavalleria e della gendarmeria. L'esercito coloniale sarebbe affatto distinto da quello nazionale, e gli ,ufficiali non potrebbero far passaggio cbll'uno all,"altro che per mezzo rli ·-cambio volontario fra uflìciali di pari grado. Il più anziano però perde.rebbe la propria auzianita, per prendere quella del compagno con cui ,cambia. Gli ufficiali generali e superiori comandan ti le guarnigioni delle co;lonie C' nei paesi soggetti aì protettorato, '~arebbero agli ordini dei goveriiatori o residenti gerrnrali·il cui consenso sarebbe necessario per ogni -operazipne militare eccetto il caso d'urgenza, o quando si trattasse di re:spingere un'aggressione. · Lo stato maggiore dell'esercito coloniale comprenderebbe: 5 generali di di visione: •I ispettore generale della fanteria, ,1 ispet-tore generale dell'artiglieria, 2 comand,mti le due divisioni, 1 comandante i1ì capo nflll'Indo-Cina; •I 6 generali di brigata: ,1 direttore dell'esèrcito coloniale, 1 direttore dell'artiglieria della- flotta, 2 addetti agli ispettori generali, 1- comandanti brigate di fanteria di marina, ,1 comandante l'artiglieria di ma•rina, ,1 comandante la brigata dei reggimenti stranieri, 4- alle colonie, 2 in licenza. Lo stato maggiore delle trupp·e coloniali consterebbe di: 7 colonnelli, -4 tenenti colonnelli, 20 maggiori, 58 c11pitani e 38 tenenti. 1

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NOTI ZilE Ml UTARl ESTERE 2292 La fa nteria si comporrebbe : 1° I n Francia: di 8 reggimenti di fan teria di marina a!~ battagl ioni , ciascuno di 4 compagnie e~di una compagnia depo,ito per ciascun reggimento. Gli 8 reggimenti costitu irebbero fi. brigate; di ·1 deposito pei condannati alle compagnie· di disciplina a Oléron; di un deposi to per gli ind ividui in viHggio isolati a·Marsiglia; 2° In Algeria : Di 2, reggimenti stranieri a ,~ batlaglioni di :~ compagnie e ,t compagnia di deposito~ forman ti 1 brigata distacca ta nel territorio del -19° corpo d'armata (Algeria); . 3• Nelle còlonie e nei paesi soggetti al protettorato un numero va-riahile di reggimenti, battaglio11 i e-distaccnmenti. .J Smebbe creito un terzo reggimento straniero, il quale s.irebbe a di-sposizione del l\Iinistero della· guerra. L'a rtiglieria constei·ebbe: · ,1.0 In Francia: di ;2 reggimenti di artiglieria comprendenti in totale: 6 batterie_montate, 6 batterie di mont:1gna,' H .. batterie a piedi, 2 de~ positi; ' di 5 compagnie d'operai; di ·I compaguia d'artifìcieri; di ·I deposito per gli. individui isolati. . '2° Nelle colonie: di un numero varia bile di batterie e di compagnie. · a seconda dei bigogni. L'armata coloniale comprenderebbe inoltre nn servizio di s:mi t:\, un serYizio amministrativo, il servizio di reclutamento e di mobilitazionealle colonie, una sezione di telegrafisti, e una sezione ~i segretari di stato maggiore. · L'armata coloniale si recluterebbe mediante soldati volontari aventi più di venti anni, i quali terrn(nata la ferma potrebb'ero pr'endere altro ringaggio e cùll'incorporazione dei contingenti indigeni della Guadalupa, della Martin ica, della Gu iana e della Riunione. I caporali ed i soldati, eccetto i detenuti alla compagnia di discipli na e gli uomini dei con tingenti indigeni, riceverebbero pagbe speciali; dopoH, anni di servi1,io nelle truppe coloniali potrebbero ricevere se sono ammogliati, UIJ titolo di con,:;essione sulle terre disponibi li in Algeria e nelle colonie. Inoltre, colol'ù che hanno ser vito in Francia , avrebbero di ritto a t:.d uni impieghi civili o militari. I souufficiali, caporali e soldati dell'esercito coloniale, terminato il loro servizio attivo, pa$serebhero nella riserva dell'esercito stesso. 1

'NOTIZrn M!L ITA(!l ESTER E

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Vorrebbesi ancora cre:rre una nuova posizione mili tare cui si darebbe il .nome di disponibilità. coloniale. In essa sarebbero collocati i soldati j, quali , al termine d~l loro servizio, si obbliga~sero volontariame11te a re-stare, dnrnnte un certo numero di anni, n disposizione dell'autorità militare pel caso di spedizioni oltre ma 1:e. Al momento di contrarre lJue,to obbligo per :3, i e 5 anni l'individuo riscuoterebbe un dato prem io (non è precisato). Nel caso di sped izione old·e nrnre sarebbe richiamato allear mi ed allora gli spetterebbè nna p:if,!a giornalien\ speciale. I l tempo· pas~ato io dispon ibilitù sarebbe ca lcola to, per la met~ del la sua durata reale, fino alla concorrenza di 5 :inni, nell 'eventuale liquidazione dell a, peosioue di riposo. · Nel caso di sped izione ol tre mare, il Ministro della marina può ac<'ettare arrnolamenti con premi per la durai.a della sped izione, di iodividui appartenen ti all a riserva dell'armata colonin le o dell'esercito di terra e di vecchi soldati indigeni delle colonie. . Con rrueste disposiz'ioni si ritiene di poter fo rmare 1111 corpo di spedizione di 12000 nomini , ri correnùo perù anche alla disponibilità colonia leche si fa assegnamento possa forbire fiOOO uomini . ' La spesa che conseguirebbe da qneste disposizioni si fa ascendere a, 6 milioni .di ,lire. , La forza effettiva delle truppe coloniali sarebbe la seguente: Fanteria: 1M2.2 europei e 253n indigeni nelle colon ie - 2 t 19·1· in Francia e i.n Algeri~; Artiglieria: ,\,328 cannon ieri europei in Francia e H97 (de' quali 12H io~igeni) nelle colonie; çavalleria : 1 s11uadrone cl i spahis sudanesi e 2 3q uadrnni di spahisa. del Senegal, forti di 87 europei e 316 indigeni. '. In totale, pertanto, 7·1,24-8 uomini di tutte lo armi de-i qual i 26,967 indigeni. · 'Non è nostrò còmpi to di prendere in e,ame le singole proposte di ' questo progetto di legge. Noteremo soltanto che da oltre ~'enl'anni si diséute in Fran(ia sull'oppo rtunità di creare un corpo di trn.ppe coloniali,. epperò dubitiamo fortemente che questo progetto risolva la questione. ./,a socù;tà pei soccors'i ai feriti delle signore francesi . - f ra le molte società pei soccor.;;i ai feri ti che nacquero in Francia durante la guerra de l 1870, e che di poi , al termine della stessa , si costituirono nor ma:lmente in vista dei bisogni dell'avven ire, una fra le più im portanti è la cosidetta Associtttion des dmncs (ra:nçaises, della qulde è · presidentessa onoraria la moglie stessa del presidenté della repu bblica~ signora Faure. 1

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Pochi ,giorni or sono, nel· grande anfiteatro della Sorbona ebbe luogo ' l'assemblea oenernle della società, alla presenza dì grande numero di -siouore e dturncia li e di rappresentanti la maggior parte dei membri -del governo. , , . .. . Dai rapporti ·della Società _risulta che la sua opera d1 carHa c~ntm1'.a indefessa sìa nel preparare mezzi .efficaci di soccorso per l'avvenire, sia -àel vèuire in soccorso dei feriti e degli ammalati delleg~erre coloniali, ·sia per sovvenire a poveri disgraziati peJ· ca lamità pubbliche. . . Ai soldati che presero parte alh1 spedizione nel Madagascar la S0c1eta ha laroito non meno di ·,1 ..\.5,000 franchi; ha inoltre. distribuito ·H. 000 franchi a soldati d'altre colonie e 13,2.05/fr11nchi >a vittime di pubblici infoi"luni. Nè a questo s'arresta l'o pera pietosa deìla Società, . chè nel corso di ,quest'[inno le riuscì di fondare ben trenta nuovi comit~ti, di ~reparar~ molti ospedali ausiliari, parecchi ospedali da campo, e, mnanz1 tutto, d1 -erigere un ospedale a Auteuil. , . Il Consiglio superfore dei depositi d'allevamento cavalli. - Il consigl io superiore dei depositi d'allevamento c;ivall i, neUa_ sed_uta del ~3 scorw novembre presieduta dal sig. Méline, !ia espresso 1 v.oll seguenti: 1o Che siano fatti nuovi espèrirnenti di mobilitazione io parecchi reoco-irnenti di cavalléria, procurando di spendere il meno possibile, ma ,pl;r~uuav!a, scegliend~ le regioni che se1~brano le meno favorevoli a . ,questi esperimenti; . . . 20 che la .somma de3tioata all'acqui~to della rimonta, sia aumen ,tata sensibilmente; 30 Che le -cav~lle da sella di buona origine, ben conformate siccome fattric i ed acquistate a tre anni per la rim0nta, siano fatte montare da uno stallone di sangue dei depo~iti d'alle vamento ed impiegate alla r1.prod~zione durante due anni prima di intraprendere il servizio nei reggimenti ; .. . . . 4o che il' sistema così detto di premio di consen:a ..ione sia apph-cato a tutti i concorsi di puledri; . . . 5° che le cavalle riformate di buona origine e suscettibili ancora d1 riprodurre sieno cedute ad un prezzo sempre ugna le e rimbo_rs~bile, ~d ·ogni allevatore, il quale si obblighi di farle montare due <1nD1 d1 seguito da stalloni di puro sangue o di mezzo-,sangue; 60 che non sia recata alcuna [l'\odilìcazione alla legge del ·1891 sul pari mutnel (il nostro tornlizzatore) del quale si rec_lama la stretta os· ienailza ·per la repressione delle scomme~se clandest1oe; ~

NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOT'izlE MILITARI ESTERE

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7° che i capitoli 30 e 31 del bilancio dei de.p'ositi di aJlevamento. ·riflettenti le rimonte dei depositi stessi e gli incoraggiamenti alla razza. cavallina, sieno da quì in avanti pagati sulle risorse dello Stato eri·. portate sul credito aperto prima del 1891. Ciò permett~r~bbe dì destinare agli incora~giamenti per l',lllevamento del cavallo militare la somma di f,750,000 franchi. che attualmente si prelevano sulle entrate del pori m.iituel e sono destinati alle spese ordinarie dei depositi di allevamento. Esploratori ciclisti. - Fu testè creata una societ~, la qua_le _ha per . scopo di sviluppare l'istruzione militare colle attra~tive del cichsmo e FapplicazioM dello sport ciclista ai bisogni dell'esercito. Essa si propone io ~peci11! modo: 4° Di addestrare i giovani, i quali, quando chiamati sotto le armi, sìeno capaci d'essere utilizzati come velocipedisti-staffette, e specialmente come ciclisti-combattenti od esploratori; 2' di perfezionare l'istruzione militare degli uomini dèlla riserv! atti ad essere impifl1,?ati come sopra,; 3° di sviluppare l'istruzione teorica e pratica degli ufficiali e sottufficiali del.la riserva e,dell'eser~ito terriloriale con conferenze ed eseréizi d'a.pplicazi9ne sul terreno. . . Istrufre interessando e passeggiand-0, tale è lo 3Copo di questa nuova . scuola. Sono membri onorari i generali barone Rebillot, Clement, Fournès; Prax, Martinie, il cont>:ollore generale de Monfort, deputat_o, il colonnello Denis, il capitano Bergère. · . ' .. Il comitato direttore si compone dei signori: Descubes, deputato, pre· sidente, Delbos, colonnello a riposQ vice-presigente, Sever colonnello a riposo deputàto, Cuoio, ufficiale contabile a riposo. Pas~hal-Grousset deputato, Paulin-Mery deputato, Ha1ifeurt negoziante, Davrn de Champelos, Saumade ufficiale contabile dimissionario segretario generale, Ma_y segretnrio aggiunto. GERMANIA.

Ilbilanèio del/4 guerra per l'anno 1897-98. L'entrala, _p~~, con.lo degli Stati fe<Ìeraii. ·eccetto la B,iviera, è fimta in m~rchi 8,_60.7 ,397; quella per conto di tutti gli Stati foderati ìn marc_h'. .f,Hi.~07; en. ,trata priwista per _vendite. prestabili_te di ,fondi .stabili •. '· Le spese ordinarie continuative. somman•l a marchi 378:1.25_.553 con un· aumen'to in ronfronto dell'a'nno passato di marchi 5,6'29, 936, f47 -

ANNO XLI

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NOTIZIE MILITARI ES"I' ERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE

Le spese ordinarie per una volta soltanto ammontano a marchi 35,60si: ,4-'.2.8. Le spese straordinarie sommano a marchi 7,,100,000. La forza bilanciata per l'anno •1897-98 è stabilita in: 23,088 uffiziali, 78,2•17 sottufficiali, 479,229 uomini ~i truppa, 2,'I 07 medici, ·I ,078 pa· ga·tori, 583 voterinari, 1,0si:5 nrmaiuoli, 93 sellai e 97,850 cavalli di tru p'pa. Giusta la legge votata dal Reichstag nèl maggio scorso, il 1°aprile -1897 avrà luogo la soppressione dei quarti battaglioni, e in . loro vece sasà1;rno creati ·16 stati maggiori di brigata e 33 reggimenti a due battaglioni per la Prussia; 1 stato maggiore di brigata e 3 reggimenti a dne battaglioni per la , Sassonia; 2. reggimenti a 2 battaglioni per il Wiirtemberg e finalmente 2. stati maggiori di brigata e 4- reggimenti con 1O battaglioni per la· Baviera. Nel corso dell'anno sarà pure aumentata la forz2 dei due battaglioni del treno 6° e •17° a Glogau e Thorn, come negli anni s1Jorsi dal 189 1 al 95 fu aumentata quella dei battaglioni 4°, !5°,_160 e ~5°. L'aumento · ' per battaglion'è comprende: 1 primo tenente, ·I furiere, 1 .sergente, 3 caporali, ·1 trombettiere, .ic appuntati, 38 soldati, •I operaio, :1O cavalli da sella e 44 c:walli pesanti da tiro. -· · · . Nell'ottobre •1895·furono cre~ti prèssQ il èorpo della Gua'rdia e pi·esso i1 ·1 ° e 15° corpo d'armata 3 reparti di Meldereiter, forti ciascuno 'di 12 sotfofficfali, 96 uomini e '108 cavalli da sella. In conside'razione delle buòne prove fatte, quest"anno· sàranno creati altri due ·reparti 'tl r,reci-_ srlmente presso il ·1 ;1. 0 e 11° corpo d'armata. Così · purè, in quest'anno sarà istituito un ntiovo deposi to 'di 'alleva111erito cavalli nello $chlès'wig-Holstein. Nel corso delJ;anno $aranho) icliiam'ati' alle artni per istruzione: 6,'.850 sottufficiali -e 7,000 soldàti -per 56 ;gìorni; · 9;68l'ì seilaati per ~9 giorni~ 300 sottufficiali e 1580 soldati per i2 giorni; 70 sottufficiali e •I ,315 soldati per 20 ~iorni; H2 sottuflìciali e 3,360 soldati per '-I6 giorni; 1,i-,50,2. sottufficiali e ·I%,875 soldati per 14 giorni, e 200 soldati per 1~ giorni. 1

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I'NGHILTÈRRA.

Spese mil-,;tari:.

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Il segretario .di _Stato ministro delia guerra si

è valso dell'occasione in cui assisteva a un pranzo d'invito a ]3ristol

per spiegare le· intenzioni ,dei Governo nel proponi:; ;il Parlamento come farà nella prossima sessione, un credito di 4 o 5 milioni (.JOO o 125 milioni. italiani) per. sovvenire alle spese del!' esercito. In primo luogo, disse il ministro, provvede1·emo a . completare le opere 'di difesa, e l'equipaggiamento dei nostri grandi porti strat~ici come Falmouth e Berehaven; dei porti di Plimouth, Portsmouth e Cork ; delle nostre fortezze e stazioni di deposito di carboni fuori del Regno Unito come Gibilterra, ~folta e il Capo di Buona Speranza, po~izioni di altissima importanza per gli · interessi nazionali, dei nostri porti me·rcantili, molti dei quali sono in condizioni scoperte, fra i <rua_li quelli del Canale di Bristol. · · , _In secondo luogo intendiamo destinare in larga misura il credito domandato alle sp~se di costruzione di edifizi di acquartieramento (casermaggio) dellè truppe, parte all'estero ,e par,te ai campi .e stazioni del Regno Uni to. · I nostri soldati, disse il ministro, sono tuttor; alloggiati in vecchie b:iracche di legno erette al tempo della guerra di Crimea, o in edifizii , che dal lato sanitario non sarebbero tollerati per uso privato. , ,Per -qltimo una parte considerevole del crédito sarà destinato a ~rovvedere, nuove stazioni di tiro a segno, e terreni per le esercitazioni e manovre militari. Quelli, osservò il ministr0, che s'interessano -al progresso allo sviluppo efficace delle nostre forze interne rappresentate dai volontarii conoscono molto bene la · necessità assoluta di provveder(, nuove .stazioni d_i tiro più estese e in rapporto alle carabine d.i cui sono ar11,1ati i volontarii le quali richiedono una zona di almeno due miglia, · chilometri 3,200 di distanza fra il bersaglio e la stazion~ di tiro. Il bisogno di aree li~ere per le esercitazioni, e manovre mi li tari era stato replicatamente rappresentato a.l Parlamento nelle discus~ioni degli uffici, e non si poteva supporre essere un mero capriccio. In tutti i paesi d'Europa, l'esercito intero, e parte · della riserva, prendono parte a manovre annuali su vasta scala. Sola I' Inghilterra in Europa vanta il discredito di non· potere muovere corpi


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NOTIZIE MILITAB.l ESTERE

di truppe sopra aree estese, allo scc,po di istruzione, senza speciale autorizzazione del Parlamento. , Ma se il paese, insiste il . ministro, intende di avere un esercito che non solo si presenti elegante, spigli,;lto io parata alla rivista,· ma sia in grado di marciare e combattere, qÙando occorre, è assolutamente necessario che noi po$siamo avere mezzi ampii di addestrare i nostri soldati io tempo. di pace, non solo in piazza d'arme, ma anche io più · vaste aree, di terreni siti io varie co::?tee, nelle medesime condizioni · che si incontrerebbero io guerra ....

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARL

,P·ropo.;ta di modificazioni allo schieramento in l'inea di baitaglia per la ca'Dalteria .

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ta puntata delfo scorso settembre del noto periodico La Retme de ca'Valerie, contiene una proposta di anonimo· scrittore, evidentemente uftìciale s~periore o generale di, cavalleria, tenrlente a modificare lo schieramento in linea di battaglia. I L'autore mette dapprima in rilievo gli inconvenienti, che, secondo il suo detto, si verificano sempre nella marcia di fronte del reggimento spiegato in linea al trotto e specie al galoppo; inconvenienti che si · riassumono nella perdita d'ogni allineamento, e uell' alterazione degli intervalli fra squadrone e squadrone, che ora scompaiono affatto ed ora si allargano considerevolmente, digqisachè un ar'dito avversario potrebbe riuscire ad intromettervisi, e rivolgersi poi contro le spalle del reggimento. Uu perfetto allineamento del reggimento schierato in linea a qualsiasi andatura è il sogno· costante dei colonnelli e dei generali, ma per quanto si faccia, sempre secondo l'anonimo scrittore, è assolutamente impossihiJe di raggiungerlo. Alcuni colonnelli, contrariamente al regolamento, hanno persiuo adottato il vecchio g·i àlla a destra o sinistra in luogo dell'all ineamen~o sul centro, ma gli inconvenienti h1men~ati sono sempre rimasti ugualmen te . Noi invero non ammettiamo all'allineamento perfetto, per co!:'.Ì dire matematico, di un reggimento di cavalleria che muove all'attacco, tutta quella importanza che vi annette l'articolista della Revne de cavalerie, im perocchè ,;Ìamo CODVÌnti che l'esito favorevole di UD 8 ttaCCO di cavalleria, più che dall'alìioeamento dipenda dalla giustezza della direzione • dell'attacco, e dallo slancio con cui i vari reparti muovono allo stesso, I reggimenti d'altronde trovano in generale grande diffie~ltà a compiere una marcia di fronte al galoppo allineati, non perchè ciò sia coaa


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R1"1STA DEI PERIOlHCI MILITARI

estremamente difficile, ma perchè non vi sono surfìcientemenle addestrati. La c~~alleria per ~anovrare ha bisogno di grande spazio, ed i ,reggimenti rnvece non d1spoogono per la maggior parte che di piazze d'a rmi , ristrette, per null'affatto rispondeq.ti ai bisogni dèl_la cavalleria. . Noi sappiamo che nei nostri reggimenti si lRmentano gl'inconvenieuti rilevati dall'autore dell'articolo soltanto quando essi, p~r parecchi anni, non possono- servirsi che di piccole piazze d'armi, ma che per converso, · quei reggimenti che hanno la fortuna di disporre di ampie piazze d'armi, nc,n incontrano d:fficoltà nell'eseguire, perfettamente all.ineati, Juo"he marcie di fronte, non solo a trotto' e galoppo ma al galoppo allungato~ D'altra parte, in guerra, muovendo all'attncco attraverso i campi, ' fors'anco sopra terreno assai difficile e intersecato da ostacoli, e fra ·la densa polvere sol levata ·dalla grande massa dei ·cavalli, credesi egli possibi.le . che un reggimento, per quarito bene ;:iddewato, possa conservare un inappuntabile allineamento? No di certo; èppure a nessuno verrà in mente di dubitare per ciò solo, dell'.esito dell'attacco. Con qnesto non vogliamo dire che debba si tener poco conto dell' allineamento nelle marcie di fronte; e del resto date alla cavalleria ampio piaZ?.e d'armi, e mentre abituerete gli ufficiali ad abbracciare grandi spazi, la cavalleria vi apprenderà facilmente ad eseguire perfetta\nen te allineata lunghe marcie· di fronte ed.a qualsiasi andatura. Assai più importante, a ùostro avviso, è la questi0ne degli interv,illi. Senza iotervalli non si manovra e specialmente oggidi ché la cavalleria deve pércorrerc lnnghi tratti -01 terreno a veloce andatura, più che pel passato. Negli attacchi contro la fanteria e .l'artiglieria non importa, a nostro parere, siauvi grandi intervalli fra squadrone e squadrone, anzi riteniamo che sieno <lesidernbili diminuendo per tal modo la fronte ciel bérsaglio, e facilitando la velocità del movimento. ' Negl i attacchi invece contro la cavalleria la cosa è ben differente. Non crediamo alla necessità e all'infallibilità dell'attacco en rnuraitle tanto prediletto alla scuola tedesca; purtutlavia è mestieri premuiiirsi contro il pericolo che facilmente verrebbe, dall'aprirsi • di grossi intervalli , fra reparto e reparto. Giustamente dice l'autore dell'articolo, che "questi intervalli, che possono diminuire ed anche in certi momenti scomparire compi1.w1mente, non devono àumentare in nessun ca:;o; e questo è il parere, egli soggiunge, di tutti coloro che hanno visto la, gtiel'ra e che /.'hanno fatta ». ' - E c;osi pure giustissima e pr,1 ticamente assenna.ta è l'osservazione che in guerra uel muovern al l'attacco, il capitano presterà l;l principale sua

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

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attenzione sul nemico che gli sta di fronte, piuttostochè pensare ~!l'allineamento e all'esaw1 conservazione degli interv.alli; e siccome avanzando a, Yeloce andatura è assai foci le lo spo~tnrsi da ·1 O a H> ·metri, è evidente con quale grnnclll f~cilità poss,ono allargarsi gli in.tervalli. Lo scrittore francese pertanto, ad-ovv,iare a tutti questi iucon".enienti che realmente hanno valort", vorrebbe che il _reggimen10 in luogo di. schierarsi su di una linea, si disponesse a scaglion i. Il reggimento schierato prenderebbe la seguente formazione: Il 2° squadrone io linea, il ,1° squadrone ~Ila destra del .2° e al<Juanto indietro cli questo (non è precisata la di$tanza), con alcune file <lell'ala sinistra coperte dalle ultime file dell'ala destra del 2° squadrone. Il 3° squadi"one, collocr1to alla sinistra del 2°, colle stesse norme seguite· dal 1°. Il ,i. 0 squadrone finalmente· alla sinistra del ;:io nello :;,t.esso rappoi·to in cui trovasi quesi'ultimo rispetto al 2°. Comandante del reggimento.

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In questa formazione il reggimento godrebbe della massima facilità di movimento; nou vi sarebbero intervall i pei quali il nemico potesse penetrare e non avverrebbero più quei restringimenti e· quelle scosse tanto micidinli alla coesione negli squadroni. La marcia di fronte potrebbe essere prolungata all'infinito. , Nell'attacco, il reggimento così formato produrrebbe maggior effetto che se fQsse disposto in linea. Infatti supponendo che il reggimento venga all'urto con altro reggimento nemico in linea, lo squadrone più avanzato urterebbe contro un fronte conispondente dell a linea uem ica. ed i d.ue squadroni seguenti ed infine l'ultimo farebbero successivamente altreuaoto. Orn, mentre questi, per nulla ' di,;turbati, arriveranno sul nemico in ordine compatto, gli squadroni invece del reggimento nemico


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R1V1STÀ DEI PERIODICI MILITARI

RIVISTA DEI PERIODICl M,lLITARl

non solo si risentiranno della marcia fatta, che avl'à preceduto la carica, ma ancora deglf urti che avranno· luogo in ·punti diversi. · Qui l'antoré entra nell'esame di altr_i vantaigi che potrebbero scaturir11 dalla proposta formazione, epperò ci pare che limitata agli attacchi di cavalleria contro cavalleria, ed a patto che la distanza fra i vari squadroni (scaglioni) sia di pochi metri, debba esser presa in qualche considerazione. ' La formazione en bataille della brigata sarebbe poi la seguente.

LaMri della scuola pratica del genio militare. - Esperienze di resistenza delle tarie organizzazioni di{ensi1>e. - Muri. - Muri

senza i:i vestimento. - Muri rivestiti con scarpe di ferro. - (Conti,nuazione). Alcuni serviz·i, del genio rnilitare nell'ultima campagna di Africa. -

Colonie portoghesi della costa orientale d' Africa. - Lourenço .Marq_ues. - Passaggi per corsi d'acqua . - Barche e pontoni. (Continuazione). I telegrafisti alle manovre di autunno del 1895.

Brigata in linea \Brigade eo bataille) . ..,

Vi parteciparono trenta uomini di truppa agli ordini di un alfiere; diste$ero tredici chilometri di filo telegrafico da cam pagoa e costrussero sei stazioni, tra miste e telefoniche,

6 Colon 8 Colon °ᘎ

Cap.

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Brigata m linea di colonne {Brigade en échelons).. o o

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Alcune nozioni circa ·i:l materiale da costruzione . Alcune parole sul r eclmamento del contingente del genio. Lavori della scuola pratica del genio mi litare. - (Continuazione). Alcuni ser'Vfai del gen'io militare in Africa. - (Contimfazione). Rivista bibliografica. - Rivista dei periodici mil'itari. Settembre ,1896. - Ponti metall'ici scomponib·ili. Alcuni seri:izi del genio militare in A{hca. - Marcia da Maulriça a China vane. - Marcia della colonna a l\fagul. - Il campo di M.au-

Agosto ·1896. -

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Rivista dell'inaegneria militare.

'Luglio ,1896. - Alla nuova rivista tecnìca portoghese, che colma dav·vero una lacuna nella stampa militare della penisola iberica, ed è insieme indizio certissimo cli un fecondo incremento negli ~tudi militari presso l'esercito del Portogallo, la Rivista militare ùaliana che può stimarsi veterana nella st.ampa militare europea, invia meritato plau·so ed auguri sincerissimi di buona fortuna. A questi progressi hanno condotto dapprima la creazione della Scuola pra tica del genio militare in Lisbon:i, poscia il riordinamento dell'eserèito, avvenuto nel ,1884: la nuova rivista tecnica po1'toghese è diretta dal colonn~Jlo d.el genio DuvAL TEr,LEs.

Sopra una qiiestione di idraulica. Materiali da costruzione. - (Continuazione). Rivista bibl-iografica. - Riassunto di alcuni articoli pubhli~ati nella Ri· __ · vista di. art·iglieria e genio del luglio u. s.

Giornale medico del Regio Esercito.

Settembre 1896. - Sopra un ca.so di endocardite ulcerosa. Lettura fatta dal sottotenente medico di complemento dottor D0i\1EN1co ANTON10' B.uHL,\ alla conferenza scientifica dell'ospedale mili tare di Ca-

tanzaro, febbraio •1896.

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Un caso clùrico d!i emiparesi da embol'ismo malar~co. -

medico di compl.'emento dottore F1L1PPO

:ri~AZZARACCHJO.

Sottotenente


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.RIVISTA DEl PERIODICI ,M ILI.TARI

RIVISTA DEI PERIODICI DIILITARI

Sopra nn ci1so di, /.w;sazione esposta tibiotars.ea con frattura bimalleolare. · ,

A titolo di ·complemento del suo studio 'l'autore riporta, infine quattro tasi illustrativi dell'azione del proiettile svizzero, i quali ne dimostràno tanto l'azione dìstruttiva come la suscettibi lità a fragmentarsi urtando -coritro corpi duri.

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Lettura fo tta alla cooferenza scieotilìca del mese di marzo ·1896 pre$SO l'ospedale ·rnilitn re di Savigliaoo dal maggiore medico cav. E UG E:SIO B0D1Ho.

R~:vista tecnica di Infanteria y Caballeria.

Rivista medica. - R. HmòrsPRli NG. La malattia del Moller. Oal .Jahrbiicher (ur Kinderlwi/k. e Centm.lblatt fur die medie. Wissensch.' - Gli spost.amenti de\ cuore nei versamenti pleurici. - Studio del sangue nella tuhercolosi delle ossa é delle art'colazioni ., - Considerazioni sul la difterite. - Sulla febbre rµelanurica (Schwa.-rz wasse:rfìeber) osservata nelle truppè colon!ali tedesche nell'Afric-a occiden1ale ( Drntsche Militararztl 1eitschrift). - Aforismi dioici nel cancro dello stomaco . - Contrilmto allo studio del mara.smo ~peri mentale. Rfl;ùta ch'irurgica . - Sulla cura dei tumori ma ligni clel l' uomc, con le iniezioni di siero d'asino normale. - Cootributo alla tecnic11 di riempimento ddle ca\ità ossee. - Eutero-ileo-coloplastica, ileoroiostomia ed ileo rettostom ia per le estese resezioni ed ablazioiii totali del colore, Sulb'azione del proiett:i,le del fuc·ile svizzero modello 1896 . Il proiettile a piccolo calibro del fucile svizzero attuale si differenzia ' da quell<J dei . foci li degli altri Stati eul'opei in qliesto clw il suo nucleo di piombo duro non è riv~1>tito dall'incàmiciatura per tutta la ~un lunghezza, ma è ricoperto soltanto, ;;ull'ogiva, da una caloLta di acciaio. In base ad non sua propria osservazione, il Ilrunner compì delle istr'ut· tive ricerche sulle deformazioni di questa ca lotta, osrnrvazioni che per importaoz,, ed esattezza ricordaoo quelle del Ilruns. Dopo ~ver passato in rassegna gli studi di questi ultimi anni sulle deformazioni del mantello, l'autore comunica' nel Centralblatt fùr Chirurgie l'istoria del caso da lui osservato.. Trattavasi di un suicidn ·di 27 anni, per mezzo di uu colpo del nuovo fucile svizzero. Il proiettile a ca-lotta d'acciaio si era spaccato in due contro la costola Jel suicida; uno dei due framm enti trapassò la parete della stanza portando seco un brano di vestito che vi stava appeso e <:olpi il qraccio di una donna senza produrre poi . alcuna reazione; l'altro pezzo dopo avere egualmente forata la paret13 colpì la donna al dorso producendo una fer ita delle parti molli, segnìta da suppurazione. La divisione del proiettile ,,vveone nel punto d9v~ fì.nirce la calotta d'acciaio.

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ottobre 1896. -

Per la. patr-ia e la religfone.

Considerazioni suìlo stato dello spirito militare e sul patriottismo della popolazione ·spagnuola rispetto 3lla guerra cubana ed a quella di insurrezione delle isole Fil ippine. [storie amer·icane: - FE»ERJCO DE MADARIA GA. Raùnondo Montauer guerriero e cronar:hista.. - (Cont.inuazione) . ANTONIO RE BOFARCEL. o,:onologia. delle guerre d'A,merfca dal 180_9 q:l1824. È un'ottima epitome da consigliarsi a coloro che prendono, di qu~sti tempi, vivo interesse al la situazione reciproca creata dai recenti avvenimenti fra Spagna ed AmericD.

La. guerra di Ctiba del 1868-78. Dei· scilaati almogacer·i. - (Continuazione). Dello stato sanitario a Cuba. ·

Ricl!viamo dalla statistica le cifre che seguono circa la morbidità del -corpp di 5pedizione sp3gnuolo a Cuba: - illese di fogliò 1896. - Infermi per 1000, media 120,·13. - Mortalità per 1000, 2,88. Febbr-e gialla. - :~torti ·130 per -IOOO. - Fel'iti 6,50 per mille. Bibliografia . - La 91ierra separatista a Cuba del dottor G10vAN,N1 BAT'r1S;11A CASAS.

Le Spectateur Militaire. ,t 5 nove:nfo·e ·1896. -

Quattro giornaie d·i ·ima divisione di ca valleria prussiana (5·8 agosto ,1870). ,

Un ti1lìciale prus,iano, il generale von H AG EN, già aiutante di campo del prinéipe Alberto di Prussia, padre, ha pubblicato nel Jl1iliJiiJr Wo-


2306

RIVI.STA DEI PER! Ol>ICI MILITAltl RIVISTA DEI PERIODICI lllLlTAR I

chenblatt alcuni interessauti ricordi personali sui principi della guerra franco-tedesca. Il prfocipe comandava la 4a divisione di cavalleria prus-

siana addetta alla ·3a armata, quella dP,I principe ereditario~ Il ·suo impiego alla battaglia di Froeschwi ller, come nel còrso generale d,lla campagna fu fortemente discusso: il diario del genera le Hagen, redatt~ con vivacità e chiarezza di stile, si propone di dissipare questo giudizio e di porre in piena e completa luce le ragioni che hanno costretto all'inazione gli squadroni del principe A!berto di Prussia. Il riassunto dell'importante diario è fatto dal colonnello CHA BERT. L'ar ni.atura per la fanteria. - Con tinuazione e fine dello studio di LEoucE' BruJN. L'assedio di Parigi. - Riassunto dall'opera.--di . ALFREDO D uQuEt. Decorazioni, croci e medaglie. - La legione d'onore. Cronaca della q1i'indicina. - Il comando in capo. - L'esercito co-

loniale. - Progetti sui nuo'Vi regolamenti. - L'esame a SaintCyr. - Il monumento; di La Tour d'Auvergne. - L' iuiziati va secondo il generale PuiJloue di Saint-Mars. · Rùuista della stampa mi-litare straniera. - Germania. - ' Il matrimonio degli ufficiali e le quarte pagine. - Austria-Ungheria. , Jl riposo domenicale: - La questinne del r,eyòlver. - Stati .Uniti. - Torpedine aerea. ;_ I talia. - Il bilancio consolidato per la guerra. - Brodo concentrato. - Russia. - Creazione di colonie militari in Siberia. - Reclutamento. - Passaggio di corsi d'aequa. - Scarpe per la neve.

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Rev ista cientifico-militar.

' ottobre ·I 896. - Cronaca generak, - Inconvenienti che derivano dallo studio jncompleto delle istituzioni militari straniere. ~ Falsa imitazione delle idee prussiape! - Palliàtivi adottati in Russia e proposte francesi. - Le clas·si di truppa . - Il generale Trochu e le sue memorie politiche e militari ..

La giierra cino-giapponesc.

Conferenza tenuta dal capitano d'artiglieria inglese Du BouLAY, presso l'Istituto reale di artiglieria di Woolwìch, nel marzo u. s. Vi ri~aviamo alcune importanti notizie relative alla mobilitazìoné dell'esercito del Giap·pone per' la guerra contro la' Cina, ed informazioni sulla direttrice Hiro•

2307

sbima-Ujna, . ~eguita nella radunata delle truppe .giapponesi. Il porto di Ujna 'è capace di provvedere al caricò di dieci piroscafi, contemporaneamente; la 2~ armata salpò in pochi giorni per Talienvan e Porto Ar• turo. Il capit;-100 di artiglieria Du Boulay, seguì le operazioni nella penisola di Regents' Sword. Del dìritto di ricompensa . • La fisiologia del toldato. - Continuazione e fine· Sezione bibliografica. - Giudi~ della stampa straniera riguardo alle re-

centi pubblicazioni militari spagnuole. Rivista mensile del Club Alpino Italiano.

Settembre ~ 896. - ll 28n congresso degli alpinisti italiani presso la sez:i.one t1:g1we in Genova. - Statistica dei congressisti e rappresentaozé. - A Genova. ·_ Arrivo e ricevimento dei congressisti alla serle del Club. - Verbali delle ad.unauze. - Gite in mare. Soggiorno a Sao Remo. - Da S. Dalmazzo a S. Grato pel ,Passo d' Arpeto. - A Cuneo. '-- Scioglimento del congresso, - Relazione dd socio C. Ratti.. ·1 La caserma di Franzei nel Monte A lto. - D·olomiti di Agordo. Cronaca alpina. - La mc.rte rlell'avvocato Giuseppe Corrà. Inaugurazione del moriumento alla guida Rey a Courmayeur. Club alpino italiano. - Sede eent-rale. - Verbale dellà prima assem-· blea dei delegati del 1896. - Relazione del presidente sull'andil,~ mento del Club. - Condizioui finanziarie. - Statistica déi soci e-· delle sezioni. - Escursioni scolastiche e sociali. - Lavori sezionali. - Escursioni ed ascensioni - S-cienza-..ruf arte. - ·Fondazio.ne Budden. - Pubblicazioni sociali. - Cont.o -c:onsuntlvo .detr.esercizio 1895. Semanal'iiO . Militar.

Ottobre 1896. .....:. Dall'i mportante nuovo· periodicc, militare della repubblica Argentina ricaviamo numerose ed importanti notizie sulle cond!ziooi di stato e sul riordinamento di .quell'esercito. Lo stato maggior~ .seoer~le comprenderà' sette di~isioni generali: diretione degli stab1hment1 e·comaodo generale - ispettorato della armi e milizie - storia, biografia, biblioteca - topografia, statistica, costruzioni - arsenali - commissariato militare - sanità e veterinaria. /.


R1VIS1·A DEI . PERIODICI MILI'l' A&I 2308 . Impiego della ca:valle1·ia in gue1·ra - Arte di impùgarla. [stru,zione teorica. - .Marce e sez1oni di tfro. La s~uadra di manov·ra. - Festeggiamenti a Rio Janeiro. · Novembre 1896. - Lo studio dell'arte della guerra. l'attica applicata. - Il libro di testo del capitano del genio ì\L~RTfN RoDI11GuEs. - La teoria dei comhattimenti. - I combattimenti offensivi. - Contro ne~11ico in posizione. Questioni, di artiglieria. - Considerazioni generali sopra la marcia dei parchi d'artiglieria e sopra il rifornime~to delle munizioni degli eserciti in guerra. Qiwdro dimostrativo della forza; dell'esercito perm();nente argentino al 1° ottobre _1896. Vi ri15aviarno i seguenti dati di molto interesse: 1

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2309

RIVISTA DEI PERI ODICI NlLI'fARl

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Regg. genio Regg . art. mont. 1° regg. art. c. 20 id. 30 id. 4- 0 rcgg. art. u1. 50 id. 6ù id. 1° regg. ca val. 20 id. 30 id. 40 id. 50 id. 5• id. 70 id. 90 id , id. •I I0 id. i o regg. fant.er. 20 id. ·30 id. (f • id. . 50 id . 60 id. 70 id. go id. 9,0 id. id. ·I 0° .j •I o id . 12.0 id. 1

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FORZA ORGANICA

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Per la Direzione Lonov100 0I ,S OTTI renente colonnello M. T. .,t .. ir,,c.aricato

DEMARCHI CARLO,

gerente.


INDICE SISTEMATICO DELLE i\[ATER.IE CONUJNU'l'E NELLk\. RIVIS TA MILlTA R !t 11'AlUNA

Fascicoli pubblicati nel 1896

Armi e tiro. Il fucilo Mauser nel Belgio . . . . L'esposizione di Anversa e le armi portatili Il nuovo fucile del calibro di mm. 6,5 in Svezia . Mayo G. - _Polvere senza. fumo e piccolo calibro.

659 660 )) 976 Pag. 1831 e 20'18 Pag.

»

Arte mllitare. {;alichiopulo A. - Le conferenze militari . . . . . .Pag. 1S Busu G. - Le nuove armi e la fanteria nel combattimento Pag. 13G, 206, 29'7, 46(3 Natale G. - A proposito della ta ttica di montagna . . . . Pag. 142 Zavattarl O. - Ideale e reale in e;uerra . Pag. 193 e 290 Ravelli A. - Sull'impiego tattico delle tre armi nel pdmo periodo della campagna ciel 1870-71 . . . . . Pag. 253, 340, 416 De Cbaurand de Saint Eustacbe F. - Ferma e forza ,, 289, 383, 518 Rocchi E. -- Le condizioni odierne dell'arte della difesa . . Pag. ,179 Somale 1". - Lo studio della storia militare considerat.c-i come istruzione ed educazione dell'ufficiale . » 8ll Rocchi E. - Il dualismo nella- riso luziòne cieli' odierno problema difensivo . . . . » 831 . . . Pag. ll99 e 1299 Mazzoleni A. - Dell'iniziativa Lo Monaco-Aprile F . - Lo s tudio del soldato nella scuola militare » 13Hi R. - Nota sugli studi e ~icerche del! avv. Luigi Celli intorno alle fortificazioni di Urbino, Pesaro e Sinigallia costruite dal Rove rescbi nel secolo xvr . . . . Pag. 1832 O-Ottono F . - La cavalleria nelle guerre future di fronte alle nuove armi da fuoco ed alla polvere senza fumo Pag. 1763 e 1872


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1fayo G. - Polvere senza fumo a piccolo calib1·0 Pag. 1831 e Porro C. - Note sulla ststemazione scientifi ca dolio stud io della geografia milit..ll'e . Pag. 2055 e Rocchi E. - - Il probl emo. dell 'attacco . " 2067 e A. C. - Regolamento ita liano e fr::tnC'ese s ul servizio in campagna . Pag. 2166 e L. L. - Operazioni militari marittime . . »

20'18·

Campi e ma.uovre. 2135 2150 2256 221 11

Artig-llerla.. Le scuole di artiglieria e genio in Romania . Pag. Lo nuove spolette per l'artig lieria. modello S imas Eneas a,J. Brasile >> I reggiment.i da mortai da montagna in Rnssia . . » Mutamenti organici nell'artig lìe l'ia in Spagna . . » Scuola d'applicazione d'artiglieria e genio in Berlino » L'ele ttricità. ed i proietti d i piccolo calibro nell'esercito svizzero ,> Aume nto dell'a1·Liglieria da campap;ua i n Austria-Uug·heria . • >l'uovo comando d'ispezione delle batterie da montagna a Seraievo • Morandotti E. - Il tiro curvo del l'artiglieria da campagna i, Riordinamento dell'artig li~ria nell'esercito rumeno »

1162 661 661 662

882 1)72

972 1010

1251

261: 786 '787

789 1069 1248

2295

229'1.

Biografie e necrologie. Cenno necrologico del gene1·al e barone Meerscheidt-Hi.illesem Pag. Cenni necrologi ci intol'OO a.i mag·giori generali conte Vittorio Dabormida o Giuseppe Arimondi ed ai colonnelli Cesare Airaghi e Giovanni Romero morti 001111 battaglia di Adna . . » Necrologia. del tenente g enerale senatore Luigi Federico Menabrea » M. C. - Il generale Agostino Ricci » Il g enerale medico Federico Tosi » Necrologia del generale Pettinengo "

Carte e plani.

7G8

Bllancl e spese militari. Pag. Bilancio generale dì previsione pel l 896 in Russia . » I crediti per il l\ladagascar . » Cen ni sul bilancio mil itare tedesco. » Bilancio della ma.rina tedesca per l'anno 1896 » Bilancio 1896- 97 in Romania . . . . Bilancio della guerra P. marina per l'anno 1896- 97 in Austria- Un» gheria . » II bilancio della g·uerra pe r l'anno 189'1-98 in Germania » Spese militari in Inghilterra .

Grandi manovre, grandi esercitazioni e viaggi d'istruzione 0111 corrente anno in German ia . . Pag. 363 Le manovre d'autunno e le manovre di cavalleria pel 1896 in » 658 Francia n 880 1fanovre alpine fra ncesi nel 1896 » 1161 Esercitazioni annuali nel 1896 in Germania. » 1247 Le g randi manovro per l'anno l 89G in Austri:i-Un g·ho ria . » 134f) Le manovre navali in Francia poi 1896 . . Il teatro <lolle manoyre d 'armata in Francia. » 1116 » 1'718 Il programma delle manovre di arruatn in F rancia

260

Teatro della. g uerra nell'F.tiopia alla scala di 1,000,000' e con una tabel la delle distanze. Aunessa alla dir,pensa III del 1° febbraio. Piano di Voi-Hai-Vei e dintorni. Annesso alla quar ta dis pensa IV del 16 febbraio. Annessi alla dispensa Vlll: Schizzo di Amba Alagi. Schizzo del combattimento di Aderà. Schizzo della. conca di Macallè. Piano di Adig rat. Anness i alla XII dispensa: Piano g·enerale della battaglia di Adua. Schizzo del combattimento della b rigata Dabormida.. Schizzo del combattimento dell a brigata. Ar imondi. Schizzo del combatti mento della brigata Albertone. Schizzo di mostrativo della 1·egione fra E ntisciò ed Adua d is tribuito agli uffici ali alla vigilia della battag lia d i Actua. Schizzo del combattimento di Monte Mokram. Sch izzo del combattimento di Tucruf. Annessi alla XVI e XV!! dispensa: Tavola della situaz ione generale nella colonia Eritrea al 6 mar1.o 1896.

771. 1057 2026 2038.

2100,

'

Tavola della situazione generale al 4 aprile 1896 riflettente la marcia del corpo di. operazione verso Adicaiè. Tavola della s ituazione al 4 magg io 1896 relativa al corpo di operaz_iono ad Adigrat. Tavola della si tuazione generale nella colonia Eritrea al 1° g,iugno 1896.


V

IV

. Tavola della dislocazione delle truppe riunite a presidio dèlla colonia Er.itrea al 1° luglio 1896. Schizzo a vista del campo della battag·lia del 1° marzo 1896. Tavola ridotta di Senafè. Tàvola del campo trincerato di Adicaiè. ..: Carta del Montenegro. Il Montenegro tolto da una carta . dell'Isola.rio del padre Coronelli, pubblicato nei 1696 · annessi alla dispensa XXII.

Cavalleria -

Ippologia ....:.. Corse.

D'Ottone F. - Il problema organico, .la ferma e la chiamata delle Pag. 892, 528; e 629 classi di cavalleria Il regolaiuento di esercizi per 'la cavalleria. russa. . . . . Pag. 1_073 Creazione di un corpo d'armata indipendente in Russia .' . . » 163'i Il soldato di cavalleria in India . » 1683 D'Ottone F. - La· cavalleria nelle guerre future di f;onte alle nuove armi da. fuoco ed al,l a polvere senza fumo . Pag. 1'163 e 1872 Una corsa di resistenza da Beaune a Vichy. . . Pag. 18b'1 Principali e recenti varianti ali' istruzioni sul cavalca.re per la. ca" 2120 valleria t edesca . Il consiglio superiore del deposito allevamento cavalli in Francia » 22911

Colonia. ~rltrea. .,,.Njcoletti-Altimari A. - Cronologia storica degli avvenimenti della · Pag. :31 colonia Eritrea ,,.Amba-Alagi . » . 675 ,. Macallè . . . . . » '153 .,,Battaglia di Adua. - Relazione del comando delle R. truppe coloniali a- s. E. il ì\finistro· delfa guerra . . . » 1083 ,..... Cassala. - Rapporto sull'operazione per la liberazione di Cassala » ' 1115 Menarini G. - La brizata Dabormida alla battaglia di Adua . » 11'15. ,,,. , 12i5 e 1363. · , / Arimondi F. - Relazione a S. E. il Governatore sul seppellimento · dei caduti n ella battaglia: di Adua . . . . · » 1263 ,,. Documenti della guerra d'Africa. - Relazione di S. E. il genera.Jè Baldissera governatore della colonia Eritrea a S. E. il Ministro della guerra, relativa alle oper.azioni militari nel secondo periodo della campagna d'Africa I895-96, con tredici alle.gati e nove tavole ,, 1452

Colonie, ferrovl,e, geografia e vla.ggl Le spedizioni militari a Cuba. Pag. 'i9, 180,264, 562, 1862 e l'i20 Il Monce'nisio. . . • " . . . Pag. 118 » 153 Il Chitral . Il coinmercio della Russia Asiatica per effetto della costruzione • 261 della ferrovia della Siberia. )) 262 I lavori del porto di Libawa » 263 F errovia della Siberia. » 263 Ferrovia di lfars. » 264 Ferrovia Perm-Kotlas » 4'6"1 Nuove strade ferrate in Russia Strada ferrata della Manciuria • 467 Le perdite al Madagascar . Pag. 659 e 106'1 Pag. i85 I crediti per il Madagascar. ,) 9'14 La spedizione contro gli Asbanti nel 1895-96 . » 9'16 La spedizione al Matabele nel 1896 » 1160 La spedizione Tombouctou . » 181'1 F errovia strategica Toul-Pont ·S. Vincent. Forza alle colonie francesi > 1817 Il Montenegro ,. 1925 >) 2189 Lo stratto doi Dardanelli. La spedizione inglese ·nel- Sudan. » 2264

Difesa degll Stati. Rocchi E. - Le condizioni odierne deH'arte della difesa Pag. Rocchi E. - Il dualismo nella risoluzione dell'odierno ,problema di, fensivo . . . . . . . . . . . . . » Rocchi E. - Le costruzioni corazzate ed i particolari di un ordinamento ·. « difensivo secondo la, nuova scuola . Rocchi E · - La fortificazione senza corazzature e la separazione com. . . . » pleta della difesa lontana dalla vicina. Le soluzioni intermedie dell'o'dierno problema difensivo. . . . , " Rocchi K L L'impiego della fortificazione nella difesa degli Stati»

4'19 831 112'1 1384 1643 1'1'14

Equipaggiamento. Uniforme dell'Opolcenie della Polonia . Jl nuòvo zaino in Francia . . I nuovi utensili di alluminio in Francia Bici.elette accoppiate in Francia '. . . Distintivi delle truppe attive in F rancia . Caloni (scarpe di legno) per la fanteria francese

Pag. »

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46"1 9'18 9'13 9'13 1248 1249


VII

VI

Fanteria.

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Pag. I quarti mezzi battag·lioni in Germania . » Busu G. - Le nuove armi e la fanteri a nel combattimento. 20G, 29'1, 406. »· Nataie G. - A proposit.o della tattica di montag·na. » 1struzione di g innast icà per la fanteria tedesca . . » Ripartizione e disloca;done d.el la fanteria in R_?rnania » I progetti d.i legge sui quarti batt aglioni in Germania. ·. · da un x. - L'esper imento di escursione ciclistic.o mili-tare eseguito ,, drappello' del :19• reggimento fanteria. , >> Le tmppe di Bo~nia ed Erzegovina . » Caloni (scar1>e cli legno} per la fanteria francese .

78

136, 112, 8G6 1069 ll(i2

1225 124'i' 1249

'Caroncini G. - Il casermaggio per le truppe . Pag. 495, 616 853 e 943. I Carcani M . - La constatazione della morte dei-f'..eriti in g·uerra. Pag. 803 •C. E . - Il matrimonio deg·li ufficiali e il reìativo diseg·no di legge presentato al Parlnmento . » 987

Letteratura mmta."re, F. -

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Genio e for tìncazioni. Pag. 462 Istituzione di depos iti del genio in Romania . . )) 4G2 Le scuole d'artiglieria e ·'g·enio in Romania . )) 479 Rocchi E . - Le condizioni odierne· dell'art.e della di fesa Rocchi E .' - Le costruzioni corazzate ed i particolari di un ordi>> 112·;namento difensivo secondo la nuova scuola. Natale G. - La riunione delle tre specialità zappatori, minatori, e ·' pon tieri in una . Pag. 1212, 1321, 1392, 1611 o l"/92 E.occh i E. - Nota sugli studi e ricerche deÙ'avv. Luigi .Celli in'tor.no alle fortificazioni dj Urbino, Pesaro e Sinigallia costruite dai Rovercschi nel secolo xvi . . Pag. 1332 Rocchi E. _ La fortificazione senza corazzature e l.a separazione comt)leta . .della di fesa . !on tana dalla ,•icina . >> 1:384 l(i43 . Le soluzioni i ntermedie dell'odierno problema difensivo. » Rocchi E. - L'impieg·o nelle fortificazioni nella difesa degli S,tati. » 1'1'14 Autibes cessa di essere fortezza . » 18l6 Rocchi E. - 11 problema dell'attacco . Pag. 206'1 e 2150 Nuova orgauizzazioue. dei telegrafis ti iu Germania Pag. 2121 Zanotti D. - L 'arma del genio e le sue svariate specia.Jità. » 2229

F. -

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F. -

F. -

F. Legislazione e amministrazione militare. La neukalifa dei feriti in guerra . Pag. Pensioni degli ufficiali spagnuoli. - Limiti d'età per il ritiro Leg·ge del 2 luglio 1865. - Legge del 21 maggio 1889. Ufficiali generali . · » Pavone C. - Appunti sulle punizioni disciplinari con raffronti di relative disposizioni in vigore nel nostro esercito ed in quelli francese, russo, austriaco, germanico. . » 305

Storia militare u fficiale dei tempi cli Federico II. - La vita italiana del trecen to e le milizie. - Un'antologia patriott ica. - L'Europa politica. - Gli eserciti descritti da penne francesi. - Le ques tioni ec,,iziane . p 63 o • . . • • ag. Ancora la storia de l nostro paese. - L'accademia militare. - · Un di:l.ionario bibliog rafi co militare e il valore della s toria mili tare. - Un libr~ sulla guer ra alpina, _ La trnduzione -tedesca cli un ar ti.colo della Rivista militai·e. Mez1.i semplici per aumentare l'efficacia ·del tiro delle artig·lierie. - Importante pubblicazione sulla marina austriaca . . . . . . . . . » 243 Un nuovo libro del Corsi sulla storia contemporanea.•_ 11 pessimismo e la mancania d'ideali. - i?ede nell'avvenire. nuovo period'ico L!,·mi e p 1•og1·esso. - Alcuni opuscoli. - Proposte e studi militari . , , . . . . . . » 541 Le pubblicazioni deWufficio storico del corpo di stato ma"'g·iore austriaco. - La fucileria e i nuovi effetti sn ll'i1~Propiego delle truppe studiati da l generale Massa. grammi e rispos te ai programmi ; candidati ed esaminatori. - Cominciano o continuano gli scritti sull'Africa , . » 642 Una pubblicazione cbe onora il n.ostro corpo sanitario. _ Statis t ica, militare austriaca. e statistica italiana. - Il gene rale Dragomirow ed il romanziere Tolstoi. - Spirito e materia. - L'unità del pensiero nell'esercito. - Un interessante studio sulla funzione civile rlell'esercito. 1 ricordi di un illustre veterano . · . . . . ·. ,, 863 Ancora le relazioni t ra la forza materia-le e la mente che la . governa sui campi di battaglia. - Guerra di no tte a t u tto andare . .- Pattuglie indipendenti. alla ricerca del. nemico. - Studi sopra un importante punto di storia militare italiana.. ~ Un ·sagg·jo di descrizione della battaglia di Abba Garima . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 1010 Il Princ.ipe Eugenio di Savoia e l'assedio di Torino. - Volontari inglesi alla difesa del suolo nazionale. - Il socialismo e l'esercito. - L'Abissinia venuta in modo. · » 1232

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IX

F. -

Gli avvenimenti d'Africa descritti dal Senatore Nisco. - l:na buona guida igienica di Roma compiuta da un medico militare. - Di nuovo la questione dell 'equipaggiamento di fanteria. . . . . . Pag. F. - Come erano formati gli eserciti della rivoluzione francese. 1 manuali del Volpini, sul cavallo. - Nuovi studi d el maggiore Rocchi sulla difesa delle coste. - La telegrafia e la cavalleria. - Il museo del risorgimento a l\lilano . ·. • F. - Un enigma storico militar.e. - Un nuovo scritto del Dragomirow - l ricordi del generale De Barai! e quelli del Se» natore Finali. - Traduzioni olandesi . . F. - Un n uovo libro del Ghiaia - I due Dabormida. - Gli insegnamenti del 1848 e il presente. - L'Enotrio del Còrsi. .11 romanzo psicologico di un ita liano dal 1848 al 1859. La spedizione in Crimea narrata dal Manfredi. - L'ambiente e gli uomini durante quella spedizione. - Un romanzo a tetre tinte dell'Olivieri. - Per g li studiosi di ,. organica e per quelli di lingua tedesca . . . F . - L'armamento della cavalleria e il generale Dragomirow. Le flotte necessarie del contrammiraglio Fournier. - Ancor a 1.1.Enotrio del generale Còrsi. - Libri pessimis ti sulle g uerre future. - La futura dèbacle del Nercy e il De rer um nostrorum ja.ctura del veterano italiano. - Le spedizioni marittime e la marina mercan t ile; desideri del Molli . . »

1423

Modificazione al primitivo ordine fissato per le g randi manovre Pag . .1635 imperiali . . . . o 1685 Manovre d'assedio » 2122 II movimento nell'alto personale della marina tedesca » 2215 L . L. - Operazioni milìt-f>.ri maritti me .

N oti zie bibliografiche e R ivista dei periodici militari. 1698 Pag. 82, 187, 266, 31)9, 4'10, 564, 664, '792, 885, 97'1, 10'74, 1141,

1'799

1166, 1253, 1261, 1354, 1439, 144'1, 1639, 1'724, 1820, 1913, 2053, 2124, 2193, 2196, 2208 e 2289.

Notizie politiohe-mllita.ri italiane.

2108

22'70

Marina . Pag. 17'7 Creazione della scuola superiore della mari na in Fr9.ncia . I l avori del port-0 di Libawa . . . . . . " 262 » 459 La marina inglese nel 1895 » 468 Quattro nuovi vapori per la flotta volontaria in Russ ia. » 468 Dieci nuove torpediniere in Russia . . » 468 Nuova nave-trasporto in Russia » 468 Aumento della flotta di commercio in Russia. )} 469 Gli effettivi della marina agli Stati-Uniti Viaggi di esercitazione della marina tedesca . ,. 789 Situazione della marina da guerra brittanica rispetto alla flotta delle altre marine d'Europa al principio dell'anno 1896 . >> 884 Bilancio della marina a ustriaca per l'anno 1896-9'7 » 1248 » 1250 I quadri della marina francese . » 1250 Annuario della marina francese ~> 1849 Le manovre navali in Franci_a . ,} 1851 Varo della corazzata Kaiser Friedrich III .

X . - Dal 16 a 81 dicembre 1895 . Dal 1°·al 15 g·enna.io 1896 . Dal 16 al 81 g·ennaio Dal 1° al 15 febbraio Dal 16 al 29 febbraio Dal 1° al 16 marzo Dal 16 al 31 marzo Dal 1° al 15 aprile . Dal 15 al 30 aprile Dal 1° a l 15 maggio. Dal 16 al 31 mag gio Dal 1° al 15 gi ugno . Da.116 al 80 g iugno. Dal 1° al 15 lug lio . Dal 16 al 31 luglio. Dal H al 15 agosto . Dal 16 agosto al 15 settembre Dal 16 al SO settembre . Dal 1° al 15 ottobre. . Dal 16 al 81 ottobre. Dal 1° al 15 novembre . Dal 16 al SO novembre Dal 1° al 15 dicembre .

82 169 251 » 355 » 452 » 552 » 649 » '780 » 8'12 • 962 » 1046 » 1151 » 1238 ·~ 1338 » 142'1 » 1626 ,, 1'705 » 180'7 » 1901 » 2040 » 2115 » 2199 » 22'79

Pag.

»

f .

Ordinamento degll e 1eroitl. 1 quarti mezzi battaglioni in Gérma~ia . . Ispettori di cavalleria in Germania Variante all'organico del ministero della guerra in Germania . . . . Creazione di direzioni d'intendenza d'armata l"

Pag » » »

'78 259 260 261


{I ~ '.

X

262

Le truppe.nlandesi Pag. La casa militare dello Czar al 1 ° g ennaio 1896 . » 262 Composizione del corpo di stato maggiore russo . . . . . . . » 262 Riunione in uno solo degli istit uti militari medico-chirurgico Federico Guglielmo e Accademia medico-chirurgico militare in Germania . 36l1 Il Gove;no e ii" ministero della guerra in ' Inghilterra . » 366 D'Ottone F: - IL problema organico, la ferma e la chiamata delle Pag. 392, 528 e 629 classi in cavalleria . Istituzione di depositi del genio in Romania . Pag. 462 Le scuole di artiglieria e genio in Romania · » 462 Commissioné permanente mista delle comunicaziopi_e traspor t 1. . » 466 Proposta di creazione di u n regg imento di ciclisti agli Stati-Uniti · » 468 I re"'"'imenti da mortai da montagna in Russia 661 Mu;~enti organiéi Rell'art ig lieria in Spagna . . » 662 L'esercito egiziano e la spedizione di Dongola. . '- ' ,, 789 Modificazioni ed aumenti nei quadri dell'esercito tedesco 881 Effettivo dell' eser.cito spagnuolo diviso per armi . « • 889 Corticelli C - La questione qel s istema d'armamento dell'eserci to » 899 , .. in Italia . » lù69 E,ipartizione e dislocazione della fanteria in Romania . » 1071 Effettivi bilanciati (1896-9'1) in Romania . ·. I progetti di lègge sui quarti battaglioni i~. Germania.' . . » 1162 Natale G. - La riunione delle tre spec1aht;i, zappa_tor1, mrnator1 e · . Pag. 1213. 1321, 1392, 16'11 e 1792 pontieri in una Le truppe ,di Bosnia ed Erzegovina. . ./ · Pag. 1247 Effettivi dell'esercito tedesco per l'anno 1896-9'1 . » 12,51 Riordinamento ,dell'artiglieria nell'esercito rumeno » 1251 La questione dell'alto 'comando in Francia . . » 1346 « 143'1 Le forze dell'imperO" ottomano . . ., La questione dell'esercito coloniale in F rancia . .. " 1436 Istituzione di staffette di fanteria (Meldereiter) in Germania . » 1635 Ordinamento dell'esercito ellenico . , » 1636 Creazione di un corpo d'armata. di cavalleria indipendente nella circoscrizione militare di Varsavia.. . . » 1637 Nuova circoscrizione militare territoriale in Spagna. . » 1818 » 1909. Formazione dei nuovi reggimenti fanteria bavaresi Nuova organizzazione dei telegrafisti in Germania » 2121 Modificazioni nell'ordinamento dell'esercito russo . ,, 2122 Zanotti D. - L'arma del genio e le svariate specialità. » 2229 Progetto di legge per l'istituzione di un es~rcito coloniale in Francia » 2291

XI

'

Reclutamento. Osservazioni alla relazione dell'ufficio centrale del Senato sulla legge di reclu~amento. . . . . . Pag. 89 De Ch.a mand de Saint-Eustache. - Forza e ferma . Pag. 289, 383. e 518 D'Ottone F. - Il problema organico, la ferma e la chiamata delle classi di cavalleria. . 1:'ag. 392, 52,8 e 629 Risultati della leva 1895 in Russia Pag. 466 Chiamata o.lle armi delle reclute in Russia '. . » 1912

Regolamend

e istruzioni.

Istruzione, scolastica delle reclute in Germania . . . . . Pag. '78 EsércitazioAi annua.!J del personale in congedo in Germania. » 258 Corsi d'istruzione per l'anno 1896 in Germania . •. » 260 . De Margherita C. ~ Il regolamento d' ~sercizi pe1' la cavalleria:, italiana ,, 1016 Regolamenti per gli esercizi della cavalleria in Russia. . » 1073 Principali e recenti varianti all'istruzione sul cavalcare per la cavalleria tedesca . . ,; 2120 A. C. - Regolamento italipno e francese sul servlzio di campagna . . Pag. 2166 e 2256

Scuole militari. La scuola d'artiglieria e genio in Romania : . . . . Pag. 462 Madificazione al regolamento per la scuola dei figli di militari. >> 465 Disposizioni circa il funzionamento delle scuole di teleg·ratìa militare durante l'anno 1896 in Francia . . · . . . . » 880 Lo Monaco-Aprile. - Lo studio d~I soldato nella scuola militare » 1315

Servizi d'intendenza. e ~anitarlo. La neutl'l!-lità dei feriti in guerra. . . . . Pag. . . : » 'Person'a l~ sani t.ario. in Germania . ,Creazioil~ di direzioni d'intendenza d'armata in Rus~ia: . . » Gli istituti tedesc]).i medico chirurgie~ Federico Guglielmo ed Accademia medico chirurgico militare riuniti in uno solo. .,, Mendini .G. - Servfzio sanitario notturn.o in guerra a gaz acetilene . . . / ·. · . . . . » Le perdite nel Madagascar . Pag. 659 e Sul seppellimento. dei caduti nella battaglia di Adua-. - Relazione del tenente colonnello Ai;imondi a S. E. il Governatore della colonia Eritrea . . . . . . . . . Pag. La società per i soccorsi ai feriti delle signore fra.ncesi. . >>

22 78 261

366 1026 1067

1263

.2293

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Xli

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Storia. milita.re e generale . Nicoletti-Altimari A. - Cl'onologia storica degli avvenimenti nella colonia Eritrea . . Pag. 31 Marcie militari prussiane d 'epoca. remota. . . . . » '78 Le spedizioni militari a Cuba . Pag. '10, 180, 264, 5@, 1352 e l '720 De Rossi E . - Moncenisic,. . . . . . . . . . . Pag. 118 A. C. - Il Cbitral. . . » 153 G · B. - Attorno Vei-Hai-Vei. - Operazioni della III armata e della flotta giapponese . . . . . . · . Pag. 215, 318 e 430 Romero G. - La 12• compagnia dell'll 0 fanteria a S. Martino Pttg. _5'75 Le perdite del co1·po del Madagascar . . . Pag. 659 e 1067 Amba-Alagi. - 1°. Rapporto del generale Baratieri [31 di~embre 1895) intorno alla sit uazione politico-militare precedente al combattimento di Amba Alagi e allegati . . » 615 A mba-Alagi. - 20. Relazione del generale Arimondi sull'operazioni militar i eseguite nel Tigrè dal 24 novembre al 26 di· . . . . . . » 'i32 cembre 1895 e annessi . . . . . Macallè. - Rapporto s ulla difesa _di Macallè, compilato dal t enente . . . . » '753 Partini e allegati . . . Pubblicazione della corrispondenza del generale Moltke 1866 . » '788 La campagna contro gli Ashànti nel 1895-96 . . . . ., 9'74: La spedizi<>ne al Matabele nel 1896. » 9'76 Battaglia di Adua. - . Relazione del comando dellb R. truppe coloniali a S. E. il Ministro della g·uerra. . . Pag. 1083 Cassala. - Rapporto sull'operazione per la liberazione di Cassala . " 1115 La spedizione a Tombouctou . . . » 1160 Menarini G. - La brig·a ta Dabormida alla battaglia di Adua . » 11'15 12'75 e 1 S68.

Arimondi F. - Relazione a S. E. il Governat.ore délla Colonia Eritrea. - Sul seppellimento dei caduti nella battaglia di Adua. . . . . » Pittaluga V. - Civitella del Tronto Pag. 1402 e Documenti della g uerra d'Africa. - Relazione di S. E. il genera.le Baldissera governator e della Colonia Eritrea a S. E. il Ministro della guerra, relativa alle operazioni militari nel secondo periodo della campagna d'Africa 1895-96 con tre. • . • » dici alleg·ati e nove tavole . . . Corsi C. - Un nuovo libro sulla campagna del 1866 in Italia. »

126S 1659

1452 1'731

e 1848. Fabris C. - La difesa alpina e i principi di Casa Savoia nel xvm secolo . . » 198S

Barbar ie E . ..J.... Pagine di storia militare veneto-montenegrina. _ L'assedio di Scutari. - I Zernovicb a Venezia. - L'ultimo . ~apito!o delle g uerre dalmatiche. Pag. 19'79 La spedJZ1one inglese nel Sudan . . . . . » 2264

Ufficia.li. Promozioni di generali in Russi a. . . . . Il nuovQ capo di stato maggiore in Romania . P romozione del Principe ereditario in Romania. Liste d'avanzamento pel 1896 in Romania Personale dei consigli, comitati e commissi~ni co~s~lti~e: Mutamenti neg li alti comandi in Germania . Ufficiali tedeschi di servizio in China . . . . . Movimenti negli alti comandi dell'esercito tedesco Movimenti nell'alto personale della marina tedesca 0

Pag. 262 » 462 » 462 » 465 ') 465 » 881 ,, 135'7 » 2,121 » 2122

Va.rletà.. Bianciardi. - Spirito morate dell'esercito in pace. Pag. 5 Calichiopulo A. - Le conferenze militari. • » 18 La neutralità dei feriti in guerra. . . . . . . . . . . . » 22 Il commercio della Russi a asiatica per effetto della costruzione della ferrovia ·della Siberia . . . . . . . . . . . . » 261 I lavori del porto di Li bawa » 2~2 Ferrovia della Siberia. » 268 Ferrovia di Kars. . » 263 Ferrovia Perm-Kotlas . · · · · » 264 ,, 366 Varia~iioni nell'alto personale in Germania Uniforme dell'Opoleceanie della Polonia » 46'7 Passeggiate invernali in Russia . . . » 46'7 Nuove strade ferrate in Russia . . . » 46'7 Strada ferrata della Manciuria. . . . . . . » 468 Dislocazione del corpo d'occupazione nel Madaga~ca; » '78'7 Annuari militari francesi per l 'anno l 896 . •> '187 Na1,i L. - I fenomeni morbosi nell'esercito. ,., 891 Cambi di g uarnig ione in Franc:a. . » 106'7 Le perdi.t e al _Madagas~ar . . . . . . . . . . . Pag. 659 e 10Ci6 X. - L espemnento d1 un a escursione ciclistica milita re eseg uita da un drappello del 39° reggimento· fanteria . Pag. 1225 Cambi di g uarnig ione in Francia » i249 Ripar~i ~eJl'eser~i~o te rritoriale ai la ri~is;a del. 1~ I~gl;o .· » 1249 Cambi d1 g uarn igione in Fra,ncia nel governo militare di Parigi » 1348 Il soldato di cavalleria in India . . » 1683 0


,xv

- :xrv

La r ivista in onore dello Tsar a Schel me Pag: Le fe~te del reggimento Hoc-und Deutschmeister. ·- Eser cito e nobiltà. in Austria- Ung heria . » , Promozioni in occasione della sacra dell'Imperatore . » Una corsa d i r esistenza da Beaune a Vichy . » Per le auguste nozze delle LL. AA. RR. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia ed Elena di Monteneg·ro. -- Dedica e Note della Direzione coi ritratti delle LL. AA RR. il Princi pe e la Principessa d i Napoli . Pag. H>23 e Lo stretto dei Da rdanelli. Pag. » . Es.ploratori ciclisti in Feailcia .

1'115 1816. 1818 189'i"

19:ll 2189 22\15

Notizie militari estere. Austria- Ungheria. ·Aument o dell'artig lier ia da campag·na . Pctg. !)'12 Nuovo comando d'ispezione delle bat terie da. mo nta.gna a Seraievo •> 9'12 Le grand i manovre per l'anno 1896. » 124'i" Le t ruppe di Bosnia ed Erzegovina . » 124'1 · Bilancio della guerra e marina per l'anno 1896- 9'1 » 1248 -La rivista in onore dello Tsar a, Schelroez . · . » 1715 Le feste del reg gimento Hoc- und Deutschmeister. - Esercito e nobiltà . » 18 16

Belgio. »

659 660

· Brasile·. \

Egitto. ·L'ese1·cito egiziano e la spedizione di Dongola .

.

Il nuovo zaino I nuovi utensili di allnminio Biciclette accoppiate . Cambi di guarnigione . La spedi:done a Tombouctou _. Distintivi delle truppe, attivo . Caloui (scar pe di legnoì per la fanteria Cambi di g uarn igione. Riparti dell'eserci to territoriale alia r ivista del 14 lug·Jio . I quadri' della marina . Annuario della marina La qu estione dell'alto comando Cambio di g uarnig ione uel governo milita re di Parig·i. Le manovre navali n el 189G J.l teatro delle manovre d'armata.. . Il programma delle manovre di armata La questione dell'esercito colon iale . Antibes cessa di essere fortezza . Ferrovia strateg'ica To ul- Po,nt S. Vincent F orza alle colonie . P rogetto di l egge pe r l'isti t uzione di un esercito coloniale Società per i soccorsi ai feriti delle signore francesi Il consiglio superiore del deposito allevamento cavalli. Esploratori ciclisti .

Pag.

913

»

973

» 9!:73 » 106'1 » 1160 » 1248

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12119 1.249 1249 1250 1250 1346 1348 1 349 1716

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» 1436 » 1816 »·

1sr.

» 181'7

» 2291 » 2293 » 2294 » 2295

Germania. Pag.

U fucile Mauser . L'esposizione di Anversa e le armi portatili.

N uove spolette per l'artig lieria, modello Simos Eneas

'

. Pag. 189

Francia. . Pag. Creazione della scuola sµperiore di guerra della mari na Le manovre d'autunno per ·l'anno 1896' e manovre di cavaller ia » Pag. 659 e Le perdite del corpo del Madagascar . Pag. I crediti per il Madagascar. » Dislocazione del corpo d 'operazione al Madagascar » 1\:nnuariÒ militare per l'anno 1896 · » Scuola di teleg rafia mili tare » Manovr e alpi ne nel 1896.

1'17 658 106'1 786

'iS'i '187 880 880

I quart i mezzi battaglion i Pag. Personale sa.nitario . }> Istrn zione scolastica delle reclute » }.farcie/ militari prussiane d'epoca remota. >> Eserci tazioni annuali ciel personale in cong-eclo. » Ispettori d i cavalleria . » Va riante nell'organico del minist.ero della guerra » Corsi d'istruzion e . " Morte del g enerale barone i'vieerscheidt- Hi.illesem » Grand i ·manovre, grandi esercitazioni .e viag-gi d 'istrqzione nel corrente anno. » Istruzione di ginnastica per la fanteria . » Istit uti militari: medico-chirut\'?'ico Federico Guglielmo e Accademia » medico-chirurgica militare . Var iazioni nell'alto personale milita.re. » Cenni ·s ul bilancio militare. » Scuola d'artiglieria e genio in Berlino. >•

'18 '78 '18 '78 258 259 260 260 260

363 366 366 366


i.XVI

XVII

Una disposizione relativa alle parate . . . . . . . . . Pag. Pubblicazione della corrispondenza mii itare del.generale Moltke 1866 » Viaggi di esercitazione della marina » Bilancio .dellà marina . . . . . » Mutamenti negli alti comandi. » Modificazioni ed aumento nei quadri de)l'esercito. » » Esercitazioni annuali del corrente anno . . . Il proo-etto di le,,.ge sui quarti battaglioni ·. . » Effett~i dell'ese;cito tedesco per l'anno 1896-97 » » Pubblicazioni non regolamen tari . Ufficiali tedeschi di servizio in China. » Varo della corazzata Kaiser Friedrich III. )) Sta.frette di fanteria (Meldereiter) . . . Modificazioni aì primitivo ordine fissato per le grandi manovre im)) periali ~ . . . t" . ·. • · Manovre d'assedio . . '' Forma:.:ione dei nuovi reggimenti fanteria l:)avaresi . » Principali e recenti varianti all'istruzione sul cavalcare per la cavalleria (31 agosto 1882). » » Nuova organtzzazione per i telegrafisti » Movimenti ne<>'li a lti comandi dell'esercito "' . » Moviment i nell'alto personale della marina » Il bilancio della guerra per l'anno 18!)'7- 98 . ·

788 • '188 789 '189 881 881 1161 · 1162 1251 1350

1351 1635

> 1635 1635 1909 2120 2121 2121 2122 2295

Grecia.. Ordinaménto dell'esercito ellenico

Pag. 1636

Gla.ppone. E. B. -

At1 mo Vei-Hai-Vei, ~perazioni della III armata e della flotta giapponese. . . . · . , . . . P;g. 215, 318 e 430

Inghilterra.. fog. 153 A. C. - Il Chitral. . . . . . )) 366 Il governo e il ministero della guer)·a. . 459 >> L.a rnar:na nel 1895 . Sit uazione delhÌ marina da guer ra britannica al principiQ. del)) 884 l'anno 1896 . . >) 974 La campagna contrp gli .Ashant i 1895-96 )) 9'76 La spedizione al Matabele nel 1896 · ·~ 2264 La spedizione inglese nel Sudan . » 229'7 Spese militari.

....

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B oma.nla.

Il nuovo capo di stato maggiore. Pag. » Promozione del principe ereditario » Istituzione di depositi. del genio . » Le seno.le d'artiglieria. e genio . Personale dei consigli, comitati e commissioni consultive. » Liste d'avanzai:nento pel 1896 . . . . . . . » ·Modifiéazione al reg!)lamento pè'r la scuola dei figli di militari » Commissione permanente mista delle · comunicazioni e trasporti » Ripartizione e dislocazione della fanteria. » Bilancio 1896-97 . » » Effettivi ·bilanciati 1896-97 . » Riord inamento dell'artiglieria

462 462 462 462 465 465 465 466

IOG9 10'70 1071 1251

R ussia.

. '

Creazione di direzioni d'intendenza d'armata. Pag. , Il commercio della Russia asia tica per effetto della costruzione della » ferr·o via della Siberia . • . Bilancio g enerale di previsione· poi 1896 . » La casa militare dell'Imperatore. >1 » Il corpo di stato magg iore . • Promozione di generali : ·1 » Le truppe filandesi . . » I lavori del porto di Libawa » Ferrovia deila Siberia. » Ferrovia di Kars . » Ferrovia Kerm- Kotlas. » Risultati della leva 1895 » Uniforme. dell'Opolcenie della Polonia . », Passegg iate inverna.li . » Nuove strade ferrate . » Strada ferrata della Manciuria. » Quattro nuovi v apori per la flotta volont aria » Dieci nuove torpedini. » Nuova n av~-trasporto . . . » Aumento della flotta di commercio. I reggimenti di morta.i da- montagna » Regolamenti di esercizi per la cavalleria » Creazjone di un corpo d'armata di cavalleria indipendente nella ci~coscrlzione militare di Varsavia . » Promoiioni in occasione della sacra· dell'imperatore . » Chiamata 'alle armi delle r eclute · » )) Modifi cazi?ni nell'ordin~mento dell'esercjto

261 261 261 262 262 262 262 262 263 263 264,

466 46'7 46'": · 46'7 468. 468

,rns 46S 468 661 1073 163'7 1818 .1912 2122


XIX

XVIII

Spagna. Le spedizioni militari a. Cuba . Pag 'i!), 180, 264, 562, 1352, Pensioni degli ufficiali spagnuoli - Limiti di età per il ritiro Legge clol 2 l ugl io 1865 - Legge del 21 maggio 1889 Ufficiali ge nerali . . . . · Pa_q. Mutamenti organici nell"artig lieria . . . . . » Effettivo dell'esercito spagnuolo diviso per armi . » Riepilogo delle spedizioni militari a Cuba e ordinamento del corpo di. operaiion i (15 d icembre 1895, 15 g·ennaio 1_896) » Nuova circoscri zione mi li tare territoriale. »

1120

188 61i2 88:l 1720 1818

Sta.ti Uniti.

un

Pag. 468

reggimento di ciclisti Gli effettivi della marin::t

)\ 16\l

Svezia.. Il nuorn fucile del calibro di mm. 6,5.

.

.

. Pag.

!li6

Svizze1·a. L'elettricità e

proietti di piccolo calibro

. Pag. 88t

T urchia.. Le l'orzo dell'impe1·0 ottomano al principio dell'anno 1891.i .

(_. i.

. Pag. H::l'7

I

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Indic e alfabetico dei nomi deg li autori. . _, . . Prw I53 A. C. - Il Cbitral . . . A. C. - 11 regolament o it aliano e francese sul servizio in cmaJ>¾"lla . ·Pag. 2166 e 2256 Arimondi F . - Sul seppellimento dei caduti ad Adua . Relazione a S. E. il Governatore dcll'Erit,rea . . Pag. 12ii3 Baldissera A. - (S. E Governatoi·e della Colonia. Eritrea). Relazione a. S. E. il Ministro della g uerrl\ sulle op erazioni militar i nel secondo per iodo della campagna d'Africa 1895-96, (con 1 13 allegati e 9 tavole) . . . . . » 1452 Barbarie E. - Pagine di sto1·ia militare Veneto-ìl'lonteneg·rina. L'a.ssedio di Scutari. - I Zernovicb a Venezia. - L'ultimo . . . 1979 capitolo delle g uerre dalmatiche . . . . 5 . . )) Bianciard i. - Spirito morale dell'esercito in pace . Pag. 21\JS o 2196 B. D 'A. - Note bibliog rafiche . . Busu G. - L e nuove armi e la fanteria. nel combattimento.. Pag. 136, 206, 29'1 e 406. ))

C. E. I matrimoni degli utliciali e il relativo disegno di legge-presentato ;.l Parlamento . .Pag. 981 Calicbiopulo A. - Conferen~e mi lita ri. . . . » 1:3 Caroani M. - La costntuzione della morto e dei feriti in guerra . » 803 Caroncini G. - Il casermaggio per lo truppe . . Pag. 495, 611>, 853 e 94S Corticelli C. · - La questione del sistema. d 'ord innmonto dell'esercito in Italia. . . Pag. 890 Coi·si C. - Un nuovo libro sulla campugna del 1866 in Italia. Pag. 1731 e J898. De Cbaurnnd de Saint Eustache. - Forza e ferma. . Pag. 289, 383 e 518 De }.J;:,.;g-i,-;!.1·it.a C. -. Il regolamento d'eserci zi per In. cavaller ia. Pag. 101G D'Ottono F. -· 11•.rroblema organico, la ferma e la chiamata dello clai1si di cavalleria. 7'ag. 892, 528 e 6.29 D'Ottone F. - La cavalleria nelle guerre future di fronte alle nuove armi da fuoco ed alla poi vere senza fumo . . Pag. 1'763 e 18i2 De Rossi E. - Moncenisio . . Pag. 118 E B. - _Attoruo Vei-Ha i-Vei. Opernzioni della III armata e della flotta g-iapponese . . . . Pag. 215, 318 e 41G F. - F,·tt i libl'i. . Pag. 63, 24:j1 541, 642, 863. 1040, 1232, 1423, 1698, 1799, 210S o 22,0. Fab1·is C. - La· d ifesa alpina e i principi di Casa Savoia nel XVIII secolo . . . . . . . . Pag. 1933 Monaco-Aprile. - Lo studio del soldato.nella scuoi.a militare . » lal5 L. L. - Operazioni militari marittimo . . . . . . . . . . » 2215 Mazzoleni A. - Dell'iniziativ,~ . . Pag. 1Hl9 e 1299 l\forandotti E. - Il t iro cnrvo dell 'artiglie ria da campagna . . Pag. 1010 Mendi ni G. - Servizio sanitario notturno in guerra e gaz acetilene » 1026 Menar ini G. - J,a brigata Dabormida alla battaglia di Adua Pag. 11 i5, 12·1 5 e 1868. Nas i L. - I fonomeni mor bosi nell'esercito. . . . Pag. 891 Mayo G . - Polvere senza filmo e piccolo c.ilibro. Pug. 1831 e 2078 ì\C. C. Il generale Agostino Ricci . Pag. 2026 li generale medico Federico Tosi . . » 2033 Na ta le G. - A proposi to della. tattica di montagpa. . » H2 Natale G. - La r iunione delle tre specìalità zappatori, minatori e pontieri in ' unn . . . . . Pag. 1212, 1321, 13\l2, 1671 e l'i'92 Nicoletti Altimari A. - Cronologia storica dogli avvenimenti della Colonia Eritrea . . . . . . . Pag. 31 Pavone C. - Appun ti s ulle pu nizioni dicsiplinar i con raffronti di relative disposizioni in vigore nel nostro esercito ed in quello francese, russo, austriaco, germanioo . . . . . . » 305 Pittaluga \'. - Ci vitella. del Tronto . . Pag. 1102 e 1659 Porro C. - Note sulla sistemazione scientifica dello .st udio della geografia militare . . . . . Pag. 2055 e 2135


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arie_,_.,,......\

:~ Nota sugli studi e ricerche dell'avv. Luigi Celli intorn1J ·' fortificazioni cost,·uite dai Rovereschi nel secolo XVI . Pag. 1332 Rovelli A. - Suìl'impiego tattico delle tre armi nel primo periodo della campagna de_l 1870-71 . Pag. 253, :340 'e 416 , Rocchi E. - Le condizioni odierne dell'artè della difesa . . . .fag. 1l'i9 1 Rocchi E. - 11 dualismo nella risoluzione dell'odierno proble.m a difensivo . . . . » 831 Rocchi E. - Le costruzioni corazzate ed i particolari di un ordinamento difensivo secondo la nuova· scuola . . . . . . » 112ì' Rocc.h i E. - La fortificazione senza corazzature e la separazione completà della difesa lontana dalla vicina . • » 1-384Rocchi E. - L'impiego della fortificazione nella difesa degli Stati » l '714 Rocchi E. - Il problema dell'a.ttscco. . . . Pag. 206'1 e 2150 Rome ro G. - La 12• compagnia dell'll O fanteria n S. Martino . Pag. 5'15 S. - Osservazioni alla relazione dell'ufficio centrale del Senato sulla leg·ge di reclutamento. . . . . . . . . . » -89 Somale F. - Lo studio della storia militare considerata come istruzione ed educazione dell'ufficiale . . . » 811 Zanotti D. - L'arma dtil genio e le. sue svariate specialità. . . . » 2229 X. - L'esperimento di un'escursione ciclistica militare eseg uita da uo drappello del 39° reggimento fanteria . . . . . . " 1125 X. - Notizie politico militari italiane di ogni quindicina. Pag. 82, 169, 251, :.f~:5, 452, 552, 649, 780, 8'72, 962, 1046, 1151, 1288, 1338, 1427, 1626, 1'705, 1807, 1901, 2040, 2115, 2199, e 22'79. Zavattari O. - Ideale e reale in guerra. Pag. 193 e 290

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