Skip to main content

RIVISTA MILITARE 1896 TOMO III

Page 1

1175

$0MMARI0 DELLE MATERIE CONTENUTE NELLA PRESENTE. DISPENSA

tA BRlGATA DABORMlDA ALLA BATTAGLlA D'ADDA ( NARRAZIONE DI UN TES1'1.\!0NIO OCULARE)

La brigata Dabormida alla battaglia d 'Adua. -

Narrazione di un testimonio oculare. - G. MENARINI, aiutante di campo della brigata Re, ex aiutante maggiore in 1° del 6° reggimento fanteria d'Africa. - Con due schizzi . . . . . Pag. 1175

...

Dell'iniziativa. -

AGU EROI DELLA

Tema per una conjerenzd. - A. MAZZOLENI, ma.ggiore nel 50' fanteria . . . . . . . . . ,. 1199

P}Uàtl

IL MAGGIORE

S'agita. ' ancora viva dinanzi ai miei occhi l'qrribile eppur gloriosa tragedia e nelle mie orecchie si ripercoLe ancora l'eco confusa e lontana 'dell'r-tlte nostre grida d'assalto, del!' urla feroéi dei nemicL éommiste ai lamen ti dei feriti, al crepitio dei fucili, al tomb<> dei cannoni. Davanti al ricordo di tanto valore spiegato, dinnanzi ali' immagine sacra cl.i coloro che ci guidarono per tante vol te all'assalto ,e lascia1:qno da ultimo la vit,a sul campo di banaglia, J'aniQ10 si · solleva in un'atmosfera pura e serena, assurge ad ideali generosi ~ e sublimi: nori recriminnioni quindi od accuse, m.a il solo tentativo per parte d'uno che si gloria di aver appartenuto alla brigata Dabormida di ricostrurne e di esporne alla meglio l'intera azione, nella fa tale giornata del ,1° marzo. 1 Do,,endosi basare unicament.e 'su ricordi propri di qualche amico, sen~a aiuto di documenti, di mP,morie, di carte o ,di schizzi, · alcuna voi la il lettore dovrà perdonare qualche inesattezza involontaria, tal'altra qualche ammissione, sicuro però che per quanto fu possibile cercò di riuscire coscienzioso e veritiero.

Tra i libri (F):

Il principe Eugenio di Savoia e ·l'assedio di Torino. - Volontari inglesi alla difesa del suolo nazionale. - Il socialismo e l'esercito. - L'Abissinia venuta in moda . » 123.2 "1238

Notizie militari estere: Au.stria-Ungherla: Le gra11di ma1101J1·e per l'anno 1896. - Le fruppe di Bos-nia ed Enegovina. - Bilancio della guer1·a e ma,·i11a per l'anno l 896-9'1 . . . . . . . , . . . . . . . . »> 1248 Francia: Distintivi delle fruppe alpine. - Caloni per la fanteriq. - Carabi di gua1·nigione. - lUpMti deU' eser.cito ten·itoriale alla rivista del 14 lu_qlio. - I qÙad1'i della marina. - An~ nJario della mérina. . . . . . . . . . . • . »· 1?4-&· Germania: E.f!ettivi dell'ese, 1cito tedesco • » 1251 Rumen ìa : Riordinarnento dell'a1-tigiieri:a . / > 1251

·.1

Rivista dei periodtot mtlltart. . Bollettino bibliografico militare .

I .....,~

_ , , , . . , , , . . . . ~ , , . . , ,......,.....,.,...,,,,,...,_.,,.,.,...,,,...,.,,..,_,~ ~~

PROPRIE1',\ LETTERAlUA,

.

/

/

» 1253

"1261

AlllAGHI DE AMICIS (').

IL (:01.0NNELLO

L' esperi~eii'to di una escursione ciclistica-militare , eseguita da un drappello del 39° reggim~nto· fanteria. - X: . . . . . . . . . . . . . . . » 1225,

x. .

lllllGATA FANTERIA D'A~'.IHCA

FRA TUT;t'l IL GENERAl,B OABORMID A

La riunione delle tre specialità zappatori, minatori e pontieri in una,. - GIUSEPPE NAT.I.LE, maggiore nel 5• genio » ]212

Notizie politico-militari. -

2•

e

)

l (')

Quantu~que l'eroico maggiore appartenesse di fatto alla brigata Arimondi, nondimeno avendo egli strenùameQtc combattuto col suo 4° battaglione e per tutta la giofnata insieme a noi, m'oritò di legare la sua memoria a quella _del generale Dabormida e de.Ha sua brigata. '" 77 -

ANNO xc.:1 •


1176

LA BR.IGATA DABO{tMfDA ALLA BATTAGLIA n'ADUA LA 13RIGATA DABORMIDA ALLA .13AT1'AGLIA D' ADUA

J. UN

'

RAPIDO SOU AIIDO RETRO SPETTIVO.

Sareb be necessario anzitutto, che il lettore potesse formarsi un'idea concreta, giusta, compiuta delle condizioni materiali e morali del Corpo di operazione, allorchè ebbe l'ordine improv· vi so d'interrompere una ritirata per avanzare contro i~ nemico. ~fa ciò mi obbligherebbe ad un egarne minuto e complesso, pel quale mi mancano elementi e che, del resto, mi farebbe non solo uscire dai modesti limiti tracciatimi dal titolo di queste poch ~ pagine, ma anche contravvenire a quanto ho form almente dichiarato in principio; cercherò supplirvi - pnr mantenendomi sulle generali - con un rapido sguard() retrospeuivo. La marcia degli Scioani, dai dintorni di Ifonssen verso Adua, fu una marcia strategicamente ardila, ind ovin ata e riuscita; su tre direttrici, col fian co destro validamen te coperto dai reduci di Makallé e· dalla numerosa scorta di cui vollero onorarli, fin ì con l'obbligare il Corpo di opera:ione al rapido spostamento En da Hagamùs- Adigrat-Alequà-M ai Gabetà-Entisciò, e col fargli perdere l' intravvista occasion e di piùml>are soI fianco dell'avversario do· ranle la marcia. E noi, obbligati a ripiegare in fretta , lasciando una pos1z1one, storica nell e ·guerre· :ibissi ne e dalla quale non ~vevamo saputo, voluto o potuto trarre i molteplici vaolaggi ch e ci offriva malgrado i suoi difetti ; obbl igali ad opporci alla nuova fronte che il nemico aveva r,reduto di prendere, senza potere a nostra volta minacciarlo in alcun modo o qnandocchessia, perchè già si trovava fortemente in posizione allorquando con esso riprendemmo il contatto. Qualcuno giudicò mal riuscita la nostra contromarcia inaspet· tata, la quale però dovette riconoscere rapida e difficile; ma molli - ed anch'io sono fra questi - non condivisero tale giudizio nè dal punto di vi sta generale, nè da quello pur:imente logistico. . Va infatti tenuto conto degli organici, delle difficolt.\ presentate dall'unica direttrice di marcia possibile, delle numerose salmerie

1177

nec~s_sarie ~I, s~gu!to, .nonchè, del conseg'oente spostam ento di tutt'. 1.ser~1z1 d,. rifornimento da tergo, eseguito con muletti (capa:',. d1 po.co. carrc_o). _e drom edari (poco adatti all'alpestre zona) un,c, ~ezz, cl1spon1brl1 utilmente: nè va dimenUcato, che il nostro appanre a Ma, Gabetù, paralizzò pel momento Ja minaccia del Negus. Ad ogni mo~o, non- si pnò negare che, a noi ufficiali specialmente, questa rnat.tesa ed imposta marcia di spos tamento, svelò due dolorose verità : 1° che il nemico non era poi co,i pesante e len to nelle sue mosse come ci s'era voluto far credere· 20 che I~ n~strc decisiQ~i,. i nostri movimenti erano purlropp; subordmat1 111le operaz1on1 del nemico. , ~ue verità queste, le quali sfatavano parecchi o una grande illus1.one'. cl_ie l'e?tus!asroo giovanile e là lellura dei giornali in Ila.Ira, 1 d1scors1 de, compagni da tempo in Africa. avev.ino in ~no,. faU~ nascer.e e _cementare; che la luni!a ret1·ovia MassauaIlal1~-Mah 10· Ad1. Ka,1è· Senafè-Barakit· Adigudèn-Adigrat-End a Ha. gamus, affatto rndifesa, sempre corsa e ricorsa da carovane, tranquilla e sicura, aveva confermato e consol idato al nostro primo giungere sulla zona d'operazione. Illusione,_ solletica~'a anche non poco il nostro amor proprio e portava p,u rn alto - s'era possibile - il nostro morale col r,e_nder~i _a ~atto sic~ri di essere superiori · al nemico, malg;·ado I 1?ferror1t~ nume!·,ca in cu·i ci trovavamo a suo confron to, poi· che - no,, -. la superiorità incontrastata del popolo civile sul barbaro, .' a~pl,cavamo, e senza restrizione di sorta, anco alle operaz1om d1 guerra. 1

~h:

Frattanto erano gli Scioani - il popolo barbaro, corso a difendere le ~ue province.- cl~e avevano snputo imporc( lo spostam~nlo Enda Hagam us- Ma, Gabetà , e noi popolo civile e con- · qu1statore, eravamo già fio d'allora obbliO'ati ad una ouerra che I. ~ ~ ave~a mo_t, punti di contatto con una difensiva, o quasi. L PSerc,to deJ· Negus aveva occupato la posizione Sauriat-tzalà quando noi giungemmo a l\:lai Gabetà; ma tale occupazione no~ e~a già fatta col grosso : era come una densa e forte cortina, dietro la quale continuava I:> marcia· di spostamento degl i Scioani


1178

1

LA 1:!RlGATA DABORMIDA ,\LLA BATTAGLIA D ADUA

verso Adua e Gandapta, fra cui andavano, a tutto loro agio, concentrandosi·. . . Noi, da Mai Gabetà, · ,1bbiamo ripreso - è vero - il contatto: qualche fucila ta fra le nostre -truppe indigene avanzale (I) e le nemiche si è scambiata e dalla dorsale d'un.a altura abbiamo finalmente ved.uto biancheggiare le tende nemiche, che ad Enda Hagamùs ci erano solo indicate dai rossastri bagliori dei fuochi durante la notte: ma ricognizioni non se ne .fanno, nè da noi, nè dal nemico e ·notizie mo/te e sicure non abbiamo pt3r consegu~nza . . Una guerra strana, nella quale noi imbevuti .teoricarnénte di. iniziativa e di offens iYH, non sappiamo raccapezzarci: qualcosa cbe, frugando .nei nostri ricordi storici più o meno sfumati, ci fa risovvenire dei ca1npeggiamenti e del le gMç1;1·e cli posizione di qualche secolo fa. Fra noi ed il nemico·però , è una gran differenza. Questi conosce perfettamente il terreno ed ha - a quanto risultò di poi - un servizio splendido d' informai.ori intelligenti e fedeli, agevolato dal nostro mal costituito e non molto rigo. roso servizio di avamposti, per cui nei nostri campi è un via vai continuo di paesani, dall'apparenza .sottomessa ed indifferente, ma più o meno autentici; mentre noi senza carte, senza scb izzi , ci basiamo esclusivamente sulle no tizie d' informatori ind igeni non bene organizzati, poco o nulla conosciuti o male, i quali - a parere dei più - non erano che spi e abìssine, laulamente pagale da noi. "' , Generali e colonnelli, co'i rispettivi uffic iali addetti, fanno per prop rio conto tenlat.ivi di r icognizioni isolale, ma di poco o nessun risultato pratico, .perchè non possono spingersi oltre la linea dei g11uppi avanz11 ti delle Bande; pure molti di essi concordano nell'opportunità di un pronto attacco, dimostrativo dalla fronte e dalla destrà nostre, a fondo dalla sinistra, scendendo per le alture che da Enda Anghèr, digr'adano a Sauriat e sì deprimono a Tzalà. (1) Le Bande comandate dal capitano Bat·bànti e forse qualche battaglione in-

digeno.

LA BRIGÀ'l'A D AHORMIDA ALLA BAT'rAGLIA D'ADUA

1179

ìfon so se la conclusione di queste ricogniìioni a forzato scar tamento ridotto, venne rappresentata al Comando supremo: quello che ne avvenne fu .che non se ne fece nulla . · -Nel frat.lempo,' compiuto il concentramento dell'esercito, il Ne_gus ritirò, senza mole~l.ia di sorta, · roccnpazione avanzala Saun at.'fzalà, e ne accampò le truppe tra il Kerbara, l'Angnjà, il colle del Due Dubò. e di Guldam. Jl corpo cli operazione, in allora, s~gne il mo.vi1:1e~to .. e c~n Ja· briaata Dabormida avanza fino al ~l'ercato d1 Ent1sc10, d,stàcca~clo · le Bande e parie delle truppe i'nd.igene sulle alture antistanti di Sauriat-Tzalà-Endii, Gabriel, di dove distintamente . si contano ad occhio nudo, le tende di un grande accampamento nemico, a cavallo della grande strada per Adua e proprio sotto il colle <rià. nominato di Guldam. ' Le no~tre truppe avanzate r o'tevano distare dall'accarnpament~ ora detto un q·uattro o ci nq~ie chilometri ,'li ~assimo, onde '.10~ tutti se ne tr~sse il li_eto augur,i o che presto c1 saremmo lanciali sul nemico . Fu un'iMusione. Ci eravamo appena messi a posto ch6, con grande sorpresa, e. se01.a poterne trov!\re· ra ra,sione, ci si fece ritirare in tutt.a fretta .... per un paio cli chilometri!. Ci si ord inò di dar m~n~ ad ·elevare trincee, ed eseguire abbattute, a sgombrare campi d, 'tiro, il più che era possibile e nel mir1or tempo possibile. .Che il nemico volesse assalirci? Evvin, non potevamo credere che il nemico veni sse proprio a gettarsi in un vero , cul de gac - 'e che noi - dataci r occasione - lo si vo)esse aspettare li, ri- · nunciondÒ ad una bella posizione come quella Sauriat-Tzalà'Enda Gabriel, sulla quale mnntenevamo _pur semy re le nostre . . truppe inilige ne avanzate . Ed in quest' ordine di idP,e dovette finalmente entrare a~che. 1~ comando. supremo , perchè' non avevamo nemmeno term ina:t1. 1 molleplici lavori di castrametazione e tfincea, con t~nta ansia , iniziati e prosegu ili. che· d'un lratlo venne l'ordine di avanzare novellarnenle, per occupare le rilture più volle sopra ricordate, ponendo verso l'Anguja ·gruppi indigen·i di osservoziqne_; i.n tùl.Lo 1uesto 'lempo, il n'amico, st11bilitosi fra noi , Adua e la c,tta santa


118ù

LA DRTGATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA l >' ADUA

d'Acsùm, protetlo da un corpo accarnptt to oltre il colle d i Guldam e da nn altro più piccolo d ietro il colle del Ouc Ouhò , non aveva dato segno di vita come se non si fos~e trovato di fronte e vicinissi mo ad un esercito avversario . Il movimento in ava nti. fece tacere i molti sco ntenti dell 'inspie)!abile ritirata di pochi giorni prima e balenare in Lutti la spera 11za che il comando supremo, si fosse una buona volta deciso per un attacco; ma pur troppo fu una nuova illusione. Rimanemmo :iccampati sulla nuova posizione fin o alla vigilia della hattaglia, affatto inattivi, a costrurre sempre trincee sopra trincee. a sgom hrare campi di tiro, a fa re abba ttute, a sistemare cntieri, a costrurre capa nne, mentre i vi veri e l'equipaggiamento si consuma vano e - diciamo tutta la verità - il morale si affievoli va, la di., ciplina si :r ndava, p ur troppo, rallentando. Chi <li noi , in quei giorni, avrebbe mai supposto cli essere in guerra vera, di fronte al nemico? Lo si vedeva di giorno for micolare per suo conto fra le tende <lell'accampament.o d i frori te e pacilicamente coDdurre i suoi muletti ad abbeverare nel Kerbara: vedevamo di notte i suoi fu ochi Yicin i ed i bagliori più lontani di altri accampamenti a r idos;;o delle ambe; qual cosa che , visto da Tzalà, faceva l'effetto <li assistere ad uua imponente rappresentazioue coreografi ca, all a str:i nt'zza artistica della quale, non manca va il pi,i bizzarro scenario nella cerchia maestosa delle ambe accavallantesi !'una sull 'alt ra con le fo rme più capricciose, sulle quali dal cielo sempre terso, profondevano 11;1 tinte e le ombre più svariate, il sole splendido o morente durante il giorno, la luna e le miriadi di stelle fulgidissime duran te la notte. Ci er:1vamo au,tuati allo spellacolo - che per qualche tempo 4 u0Liùiano - di messi benda ti che ci in viava il Negus ed alle gite dei nostri parlamentarii - per solito il maggiore Salsa col ca pitano, allora Lenente, Ang herà - che pa r1ivano per il campo nemico; ed era, questo spettacolo, un altro diversivo al la monotonia della giornata, il quale impressionò la prima volta , poi servi a promuovere, for,;e a torto, l'i larità di noi reclute del· l' Eritrea o non addentro all e segrete co~e.

ru

L A IlRIOATA DA.BORMIDA ALT.A. BATTAGLIA D ' ADUA

1181

Insomma s'era finito col crederci né più nè meno che . a:_t~ ma no vre di campagna, ben s'intende fa lle in un paese as.sa'. ~ ,~ . 't· le e deserto del più inospita le e deserto cantone ~ llaha. mosp, a b. e pradove non 3olo ,11anc:wano a il:i t1, campi,. fa1le •111 11 n p~ese " . • terie, ma dovo l'er ba era inaridi ta ùal sole,. do~e . tutt ·~.to, no ..1 ed in •all o ·stormi crocchiant1 d, cor vi, solo erano rocce e spm . h· a e là qualche oasi verde ci ricordava l' ftalia, ma _erano poc I ; \achitici ceci, con qualche cipolla tisica ed ~1~'esd e corrente d'ar,qua, la quale usciva q ui dalla roccia e lagg,u sembrava mor ire tra l'arido terreno. . Che bru tte manovre di cam pagna: ma manovre d1 cam pa_ga~ Però tanto è vero che per fa r variare alquanto !e occup~z1001 ' · una s~ec1e d' or·1rio .' . con del soldato, si er a anche messo assieme le relative istruzioni di scherma col fucile e dei lr~mbetl1er_1, ohche bligati a studiare marce e canzonette .,~vece de, seuoah o non sapevano, per non produrre :i ll:um1.. . . .. . Ma tra lascio il comico, poichè sento la neces~1ta _d , ~~rnpro11 ualche dn Lo di fatto le due asserzioni cm p1 u sopra vare co Y. · · he certo non ho dovnto accennare per dìre tutta la v~r1ta_ e c . possono suonare molto graò ite all'orecchio d1 un s~ldato e d, un cittadino italia110, così crudamente come sono espi esse.

.

** Le varie unità in genere (escluse quelle indigene) no? erano di mollo amalgamate: costi tuite da poco e co~ elementi '.'IT~uo nuovi l' uno all'altro (1 ). mancavano ancora _d, tut.to quell a~lta_tamento cosi necessario - anzi indispensabile - ~ra u~fic1al1, graduati e Lruppa; uon di meno era in _genere co,s1 a_llo Il m_? rale (specie la sera precedente l'occ~paz1o~e del Sa~riat- T~al,L~ Enda Gabriel}, era. cosi profondo il sentimento ~et dovere d~ fronte ad uno scopo che tutti . comprendev~n~ e s ~ll_udevano d, polere tosto raggiungere, da rendere quasi m sens1b1le la poca

~

Ai comandi di brigai.,, <li reggimento, di ba tLaglione, ~li co,~pagn!a non c_o~ (l ) degli ufficiali d ipendenL,, noI1 Pogh nosceva no ne· Ie N oi • •aralterùticl~ ~ · · caratter1111c, d' te di e i Moà. 5 9 del personale rii trup1>a; n=uno aveva avuto comuu caz10ni I no o appunti al riguardo. -

O


1182

1183

LA BRIGATA DAB ORMIDA ALLA JJATTAGLIA D'ADUA

LA BRIGATA D AnORMlDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA

sol ìàità dei legami disciplinari, derivanti dall'ì brìdo accozzamento organico . Ufficiali e truppa avevano insomma cercato ogni mezzo per rimediare alla me_glìo lo strappo pericoloso, che l'organizzatore aveva fatto o dovuto fare, ad una delle massime fondame ntali dell'arte mili tare: condurre al fuoco unità omogenee e, per quanto pos1,ibile, gitidate dai propri graduati e dai propri ii(ficiali. La vita in comun e del campo, l'uguaglianza sollo la tenda, le faLic.be e le privazioni sopportate all egr.1mente da tulli senza di· stinzione, avevano - è vero - facilitato di molto l'opera del btwn volere individuale, ma la com piuta fusione dei varii elementi nelle unità e dì queste fra loro, per le rag-ioni già dette e per altre ancQra non si era potuta del tutlo raggiungere (1) .

affatto disfo1·me ciò che avrebbe dovuto essere iiniforme; il sacco d'equipaggiamento (uso marina) che dislri builo i~ ~talia, i battaolioni avevano dovuto lasciare a Massaun, per cui g1ub pe e pantan . . toni di tela - per non parlare d'altro _.:. 10 causa dell e marc1e, dei vari servizi e lavori ' assai presto si iogorarono ed assai spesso . .. si ·dovevano tollerare sporchi, per la ·scarsezza dell' acqua e piu ancora del 1empo disponibile a lav_arli .... e tante e tante alt_re .cose, di poca importanza apparentemente, ma che in fondo cost1lu1vano altrettanti piccoli strappi alla disciplina .

li servizio d'intendenza , aveva lodevolmente superala la crisi difficile costituita dall'inopinato e rapido spostamento dn Enda Ha, aamus a Mai Gabetà e di qui al Sauriat-Tzalà-Enda Gabriel; anzi ~llorchè Ja brigata Dabormiàa si ritrasse_dal Merca to cl i En1isciò, te sue truppe - oltre alla razione consueLa per la giornata- avevano sulle salmerie cinque razion i di riserva complete, meno la carne che sarebbe stata distribuita coi buoi requisiti ed una razione viveri di ri serva, come dotazione personale presso gli individui; in tot ale sei razioni, oltre quelltt.Ja consumare giornalmente. Ma la produitività della nuova linea di rìfornime?to_era ~i ~ol to inferiore a quella per Adigrat ad Enda Hagamus, qumd1 ogni giorno passato ioau.ivo, segnava un a fo rte per?ìta pe~ s.e_rvizio d'intendenza, il quale si trovava materialmente 1mposs1bll_itato a mantenere il numero delle razioni che .avevn potuLO raggiungere . E quando col succed er,;i dei giorni inatti vi, ci si accorse di avere consumato pressochè tutte le razioni che sì avevano non solo, ma che l'intendenza a volte non poteva assolutamente bastare nem-

"'

* *

Le innumerevoli e strane fogge di vestiario e specie della copertura del ~apo {2), distribuile a vari battaglioni e che rendevano

(t) Altra. ragione era - ad esemrio - la. costituzione stessa del corp,) d'operazione a base ai volontarii, la quale se aveva moltissimi pregi. aveva anco dirctLi. Per quanto riguarda la truppa. dopo poco s'era faci lmente rlle,•at.o come alla gran massa di uolontarii, pieni di entusiasmo (el emento ottimo' e elle fortunatamente rreva lova) andassero uniti: t • Molti spostati, emigrat i volontariamente (')ai reggimenti d' Italia, per sottrorJi ad un ambiente dove erano forse tror1po conosciuti (elemento dubbio). 2° Parecchi scarti, di cui I reggimenti d'I talia si erano li berati avviandoli al cor po cli operazione rra i volontarii o fra i comandati (elcmunto qunsi sempre cattivo); l)Ualch e reggimen to mandò p1,rsino in(lividui sottoposti a processo p er i11s1,bordi11a Zione poco prima del loro imbarco, tanto è vero che giunse, per essi, il mandato di cattura quando si accampava a Tullà. 3° Alquanti comandali (elemento Incerto e c.J1e rappresentava l'eccezione, ma che ili gran parte però finiva col diventare buono). Come era natu rale, l'i~Ruenza di questi ,•arii tipi di soldato, in quella specie di manovre di campagna, gravava più o meno rortemcnttJ sulla. massa, a seconda delle con dizioni del momento e delle conseguenti variazioni del morale. (2) Era tanto comica In disrormitil dei copricapi, distribuiti ai vari battaglioni, che susci tò l'ilarita dei no,trì ascari stessi, i quali avovano Onito col chiamare le truppe · bianche nuove arrivale, il Chitèt d' llatia. · Dal berretto a fetz, senza fiocco azzurro e dal cappello di paglia della R.:gia Mar ina: dn quello di feltro bigio a.Ila Lobbia, più o meno srormati dai soldati a seconda dei loro gustì· pae, nni, s'arrivava alle più strane o talvolta ridicole form e di elmetto; a tutto ciò s'aggiungevano le indicazioni che i vari comandanti a ve vano dovuto rar disegnare In inchiostro sni varii copricapi, per racilitaro il riconoscimento del reparto cui ora ef-

\

r

fettivo. il soldato, visto che pochi erano arrivati ad imparare il battaglione ed Hreggimento d'Africa cuì appartenevano e quasi tutti ~ interrogatì .;.. rispondevano mdi· cando il reggimento ed il ))atlaglione d'llalia da cm provemvano. Anche in ciò, dal logico o semplice numero del reggime_nto d'Ai~ic~ ~agnato sot~o il t roreo, l'inizia Uva o la balordaggine e tal volta la scempiaggine 111d1v1du:_1e ~:~ a

.

raggiunto cnba.le ridicolo come questa, vista sull'elmetto di un gradua lo•

3 • wv

che voleva dire: i• plotone, 3• compagnia, iOOo battaglione, '10" reggimonto, V brigata

-

esç11sez àu peiLI ...


1185

LA BftJG,\1'A DABORMIDA. ALLA BATTAGJ,IA. D'ADUA

LA BRIGATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA

meno ai bisogni giornalieri, si ricorse al nìetodo . di diminuire la razione, senza pensare forse che il soldato, come si era adal.tato allegramen te alla borgiitw, non si sarebbe_ potuto adattare ad una razione che andava· sempre più assottigl iandosi, .senza intaccare almeno una delle cfoe razioni viveri di riserva ('l), che aveva qual dotazione perwna le. Difatti nella seconda quindicina di febbra io - epoca in cui si inaugurarono le razioni ridoue - aumentarono d'assai le punizioni, per viveri di riserva consumati arbiLrnriam~nte, senza che perciò venisse postb un argine a tale grave e pericplosa mancapza. Al soldato che in queì giorni qualche volta brontolava ricevendo l'insufiìcentè razione di far ina (2), gli ufficiali avevano un bel dire che anche essi eranò all'ordinario co11 là Lruppa: le parole e le repressioni non anm.entavano già la rar.ione. E la cosa era peggiore quando - e non successe una volta sola - dal Comando supremo ven.iva stab ili ta una l'llZione piuttosto discreta ed i battaglioni che l'andavano allegri a prelevarè, se la vedevano ridotta a due terzi od a metà dal colllando di tappa. E ·dire che il Comando supremo, prima di fissare la razione giornaliera, prendeva accordi col comando di tappa!

Parecchi fuci li, quasi tutte le sciabole baionette e tutti gli strumenti da zappatore, o avevano bis.ogno di riparazioni o di essere sostitniti : per le prinre erano insufficienti' i pochi arnÌaiuoli sul luogo con i poc~i mezzi che avevano seco ('I), p1fr le sostituzioni, I' inte:1denza non poteva che ·con troppo danno del rifornimento viveri, impiegare a ciò parte delle proprie carovane, spesso preavvisate, ma che ormai raramente giungevano (2) . E noi uffìciali' si doveva pnssare soprn a tutto ciò, quantunque convinti 1 clw era male e dannoso; d'n ltra p:1rte bisognava rasse-· gnarsi, poichè avemmo finito col persuaderci che i rnpporti ed i reclami inoltrati al Comando supremo, o non provocavano alcun provvedimento o questi non potevano avere attuazione alcuna .

1184

'f

* * Ma i lunghi e tediosi giorui passati quasi inattivi a Tzalà; furono causa di ben altri inconvenienti. L'equipaggiamento in genere, deperito per le marce ed i la-" vori dei giorni precedenti, {ìnj di lo1rorarsi :· n(Jran parte dei soldati . . ..., 1 si trovava ormai con una tenu1a impresentabile e quello che era peggio quasi senza scarpe, merure d'altra pa rte le compagnie non avevano più materiale per ripararle, nè per sostitnirle en tro i colli da calzolaio. (i) Alla rliminuzione delle raz ioni vivel'i, sulle salmerie, si contrappose a Tzala la dotazione <li una seconcla raz ione viveri di risorva presso la trup()a. · ' ('2) Alcune vo lte la razioue in<lividuale di farina. ~uperò di ]loco la capacità di una ta.zz11 di latta, provocando reclami anco dal personale indigeno In senizio presso i comandi di reggimonto; ciò rappresenta un colmo per chi conosce quei bravi indigeni dallo stomaco co,i clastico che non risente il riassaggio da un lautissimo pasto ad un:: semplice borgutta al giorno. ·'

-V-

** Agli accennati inconvenienti - non se ne ricordarono che alcuni ed a caso - al tri se ne' aggiungevano e che rivpstiv,1·no un · carallere pìù pericoloso per In di,scipl1na e per il morale poichè :ven ivano·, dagli nffìcìali e dai so ldati, rilevati nelle varie espli<:azioni del Co.mando supremo. ' Si notava; ad esem pio , . che non si erano mai dati ordini preç.isi per la disposizione degli acr,ampamenti durante le mnrce, percui reparti di truppa erano rimasti incerti sul dove piantare le tende arrivando alla ta·ppa od appena ac,~arnpati avevano ricevuto ordine di rec:1r$i altrove, epperò ne erano derivati confu.:-sìone, inutili ritardi e malcontenti per co loro ch e dovevano muoversi mentre gli nitri riposavano. 'f

** Si notava che quantunque in guerra, non si sapeva mai chi for.ni.ssc il servizio di sicurezza in marcia, o da fermi, la qual cosa naturalmente induceva a credere che ordini (lil'uopo non venissero dati . . (i) La 2• brigata, per le riparazioni ali' armamento ed ali' àttrezzameuto, dovette .·rivolgersi - naturalmen te invano - al 4• reggimen to (Romoro) della bri"ata Ellem l)e~chè nè 6°, nè 3° r,'ggirn<>nto avevano arrnaittoli. " _ ·' (2) Mancavano nitre cose più nc,:cs,arie: materiale sanitario e medicinali · il H-° bi ttaglione del 6° reggimento - è non ru il solo, credo - andò contro il uemlco per :mco sp~ovvisto dei cofani di sanifo e quel li esiHenti presso gli altri bat.taglioni ·av~vano un assat scarsa tiotazione. ·


1186

LA BRIGATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D' ADUA

Atta ' sicurezza du1'ante la mania, alla sorveglianza appena giiinti all_a tappa e poscia agli a·vampos'ti, ci pensano le bande e gli indigeni - · ci si assfo~irava, ma queste due truppe erano per noi come !''araba fenic.e, e del resto, specie il soltlato, non andava · tant'oltre : constatava semplicemente che af servizio ài sicurezzà in marcia ed al servizio di avamposti egli non era mai comandato e non se ne capacitava, dopo tante i~truzioni fatte e rifatte in Italia. Ed allorchè si · incominciò a mettere jn avamposti i batLaglioni bianchi, forse in qmaggio ai nostri ,~e~olameoti, · gli ordini non venivano mai comunicati prima di sera, ì reparti di seì·vizio si recavano ,per conseguenza a notte sul sito e la linea dei -nostri piccoli posti si stendeva dietro le gran guardie degli indigeni e delle bande .· Da tnttociò resultava un cattivo collocamento d' avamposti sul terreno, un'ibrida sovrapposizione di due sistemi d'avaqiposti con pericolo di allarmi e d.i dis)(razie non solo, ma con la certezza ch e fidando reciprocamente sulla sorveglianza l'uno dell'altro, nes· suno dei due sistemi. avrebbe fallo un servizio molto rigoroso e. vigilante ('1) . E qo.este cose dovettfrO certo e:osere ri levate dal comando su· premo, poichè iinì col prescrivere il cambio degli avamposti alle sedici e collegò anzi eh è sovrapporre, iI servizio dato dagli indigeni con quello datò dai reparti bianchi .

*** Non era sfog,.!ito che il Comando supremo aveva quasi sempre dimentir:ato <li regolare il sèrvizio dell'acqua _nei campi, con pericolo forte per I' i·giene della 'truppn . poichè una brigata finiva col bere l'ncqua in cui, piu a monte, si era lavata,- od aveva fa tto l'abbeverata un'altra; si notava anche, la manìa - forse -eccessiva - di fortificarsi ovunque, il più possibile, quasi a radicare nel sol da Lo bianco l'idea che se -nou fosse stato dietro Una trincera, non avrebbe potuto soste.nere l'urlo del nemico nero. \

(!) Si sparse la v_ oce, accreditata di poi, che abissini deJI' accampamento di fronte a Tzalà venissero di notte ad abbeverare i propri muletti nell' Anguja, cioè fra., i due sistemi di avamposti; de! re,to, anche di giorno, come distinguere ·ì nemici dagli uomini delle bande?

LA BRlGA'l'A DABO!UlllDA A!;LA BA'rTAGLIA J>'ADUA

1187

· I_ I soldato, nell'innalzare qua e là tnitti di muricciuoli a secco, nell'ab'baÙere cespugli, o dar ftwco ad estesi campi di erba secca, finiva quasi col divertircisi, ma l' ufficiale · che vedeva come Lutti questi lavori fossero slegati e non eseguiti sec.ondo un piano ge· aerale, per cui il l.erzo giorno si sentiva ordiriare di distruggere il lavoro degli altri due giorni e ricominciare da' capo, finiva col comprendere che dall'alto non si erano dati ordini precisi e si faceva tnnt-o per non tenere oziosi i so ldati. Con questo sistema, ufficiali e soldati cominciarono a stancarsi di rimuovere terra e portnre sassi inutilm ente. La mania di fortificare lutto, dovunque e senza un indirizzo generale : di rinforzare e completare al!' infinito il lavoro già fatto,. raggiu nse il parossismo durante la lunga, permanenza sulla posizione Sauriat-Tzalà-Enda Gabriel, la quale si sarebbe potuta definire un briitto trattato di fortificazione tanti, svariati e sovrap· posti apparivano i lavori ò'(llforzamento che si erano andì1ti accumulando sulla sua fronte ed a tergo (·I ). -

Senza aver voluto tutto e minutamente i·icordare, chè troppo ci vorrebbe, i dùii _qua e là a casaccio rintracciati nella memoria ed esposti , mi pa-iop. ,sufficienti per persuadere il lettore· del come \9. disciplina andasse rallentandosi per umi quanlitò. di piccole LrQ.sgressioni, di ommission i apparen temente innocue, di leggiere noncuranze· e di forzate concessioni; come il morale andasse affie_volendo in un ambiente clove il lavoro giornaliero era un ripiego ali' inazione quasi asso luta e non diretto con -intelligenza ad uno s·copo: dove gli ·ordini ed i contrordini spesso e volentieri si susseguivano, dove a pochi chilometri dal nemico non -ci si sapeva decidere a oull:1, che a prepararci a sostenere conti_nui assalti ipotetici, ideati dalla troppo fervida ed in_teressata immaginazione degli informatori, finchè la scomparsa dell'accampamento in vìsta, -non ehbe del tn.llo frustrata . la speranza di una battaglia, co·n tanto entusiasmo e da lanto. tempo nutrita. A produrre una scossa nelle condizioni morali e disciplinari più sopra accennate, giunse innspettata la notizia che le nostre comu{l) Vedi lo _Schizzo Itinerario, per la fronte della sola brigat,t Da.bormida.


LA BltlG,A.TA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D'A DUA

11ss·

LA BRIGATA DABORMIDA ALLA BATT,\ GLIA D'ADUA

nicazion i erano minacciate : H.as Seba1h e sno figlio Oegiac Agos, i due fi eri copi dell'Agamè che sla.vano Gon le bande del capitano Barbanli, avevano defezionato passando al nem ico con molti seguaci, coi fuci li e le munizioni; notizia poco dopo seguita ~a quella della disfa(la del capitano Moccagalta, accorso _da Ad1grM per vendicare i sorpresi di Aleqnti. Dne no tizie le quali - specie l'ul lima - porlata da soldati o da caro vanieri scampati all'eccidio venivano , come ~uol dirsi , gonfiate da chi narrava, ma che accenn~va_oo a prender~ proporzioni allarmanti nella fervida fanla siri dei nostri soldal1, tan to che si credelle necessario ullìcialmente smentire le ci fre dei morti, dei feriti e l'entità della disf;1tta subita dagli inviati da Adigrat., riducen do tutto anche al disotto del vero . Fortuna volle 'però, che la colonna. <lei colonnello Stevani, scompaginasse - al meno pel momento - - la banda di Ras Sebcith su lla piana di )fai Meret : questo f&tto distrusse in parte l'effetto prodotlo dall'eccidio e da11a disfalla d' Alequ à; ma l'annnncio ulficiale della vittoria e la lell ura dd telegramma del colonnello Stevani, in cui era dello come· i suoi be1·saglieri si fossero di111 0strati d-egni delle splendide loro tmdizioni, non produssero nella truppa tùLlo quel successo che si credeva e si s,perava. . Con questo non inte ndo approvare esagerazioni come quelle narrate al rigua,:do in qualche giornale e cioè che - il corpo di spedizione em stato traspO'l·tato sull'altipiano dalla sola /01·za del['entusiasmo - e gli ufficiali - giimti 1Jieni di fede e di ardore finissero con lo stare al loro posto pel' amo1·e del dovere e pe1· spil'ito di sacrificio, sempre p1;onti a da·, e la lìÌta - come l'hanno data - ma sfiduciati del residtato finale (-1). La faticosa e rapida marcia Enda-Hagamns-Entisciò, lo spirito elevatissimo in tutti all'annuncio dell'ava nzata la sera del 29 febbraio , la difficile e rapicta marcia notturna, nonchè la eroica battaglia che ne segui, sono lit a cl imoslrare ch e se le con dizioni generali del corpo di operazione non erano liete, non o!Trivano alfatto lo speLtacolo triste presenLato da giornali a tinte così scure; il morale e la disciplina, se avevano avuto delle scosse, degli (O N. 90 della T,·ilnma quotidiana -

30 marzo.

1189

allo e basso, avevano però conservata lntta la loro elasticità, tutta la lùro potenzialità, e non era poco. I~ certo però che cosi com'era, l'ambiente monotono ed indeciso in cui trascinava là sua esistenza il corpo d'operazi one riusciva poco adatto a svi luppare tutlo quello spirito mili Lare necessario a sopportare una campagna . eccezionnl mente difficile e faticosa, in condizion i ben diverse e molto peggiori d'una campagna in Europa . Compresi di ciò, infatti, i comanda11t.i cli brigata più a contai.lo con le truppe e ;.;pccialmen te il geoernl e Dabormidn, non cessavano di spingere il Comando supremo a fare almeno eseguire d~lle ricognizioni più o meno olTensive le quali sarebbero 'riuscile a mantenere alto il morale, ad assumere informazioni sul nemico, ' a for conoscere il terreno di fronte e concretare qualche schizzo. Scomparse, come accennai piti sopra, le ultime vestigia del nemico nell'accampamento che avevamo di fronte, il Comando supremo fin i con l'accontentare i general i di brigata ed inaugu rò un breve periodo di spedizioncelle oltre la lin ea dei piccoli posti, le quali avrebbero dovuto e potuto essere mwe ed util'i ricogni.=ioni. e non riuscirono per contro .che semplici passeggiate più o meno . di piacere. La seconda, se non erro, fn affid,1La al generale Dabormida, mettendo il colonnello Airaghi al comando delle truppe seguenti : •I 3° battaglione (Raynrrtì del 6° reggimento; 6° bai.taglione (Prato) del 3° reggimento ; una batteria d'artigli eria (.lfoltino) della 2a brigata da. mon· lagna; , una compagnia (Cattaneo), clel ballaglione n}ilizia mobile indigena (De Vito). . Quale l'obbiettivo della ricognizione? Quale lo scopo? Non so, ma ho rnaione di credere che il aenerale Dabormi clà non ne avesse avuto alcuno e solo gli fosse stato raccomandato di non allontanarsi tr0ppo·, di non imp egnarsi seriamente· ~ sopra tu li.o di non impegnare le· lruppe bianche; i discorsi del generale e la sua condotta durante tutta la ri cognizione, · conferma rono infatti l'apprezzamento piiÌ sopra esposto (11) . l)

"

(i) Ricordo p~rrettamente che giunti sullo sprone Tililé ed occupatolo, Il generale Dabormida si volse al colunncllo Airaghi e gli disse ridendo : B adesso e/te cosa fac-

ciamo? Tornare subito mi pa,·e troppo p1·esto ... (lasta, aneliamo ancoi·a impo' avan t~ per vedere se arriviam_o a scorgere, alpuno da lonta1~0, ìl'nemico t


1190

LA. BRIGATA. DAB0R?tf1DA ALLA BAT1'AGLIA "n'AX>UA

Ci si inc~lonnò all'accampamento del bauaglione De Vito ( 1) e si pr~se il .sentiero che di là scende ali' Anguia e rimonta poi sulla piana del Ker~ara: . gi unti allo sprone di Amba Til ilé, l_a colonna vi si ammassò· a ridosso in posizi9nè di aspetto e ne occupò la dorsale con due compagnie del 113° battaglione. La compagnia indigena fu poco dopo · spinta innanzi con direzione il colle del Duc-DLlhò , seguìla a distanza dal generale, dal colonnello Airaghi, dal maggiore De Vi to - venuto en amateu1· - dagli ufficiali addetti e dc1.i pochi ascari, dei due comandi di brigata e òel 6° reggimento . . Si discuteva su quale punto recarsi per iscoprire qualche accampamento nemico esi finì col dirigerci all'insellatura del Barak-DncDubò, p·receduti dai soli ascari dei due comàndi, mentre la.compagn ia imlige'n i proseguiva nella direzione assegnatale: il grosso della , colonna aveva: avuto ordine di segL1ire lentamente a distanza la compagnia indigeni , c9l 13•, battaglione in avanguardia. Non passò molto tempo, chè la compagnia Cattaneo, raggiunto il colle del Di1c-Dubò, fu accolta a fucilate da mezzo migliaio o poco più di nemici , acçorsi dietro l' avviso di vedette intelligentemente poste sulla cima delle ambe più alte, ove rimanevano giorno e notte. Così andò i1_npegnandosi la fazione. Al rnmore delle prime fucilate però, il generale si a·ffreltò u mandare ordine ai reparti bianchi di dirigersi tosto verso la strada orande di Adua, per cui abbandonata la primitiva direzione; venr> nero acl ammassarsi a ridosso. del Barak-Ouc-Dubò, ed allora il generale fece ordinare alla compagnia Cattaneo d'iniziare lentamente la ritirata; mezz' 01'.a dopo . la colonna si dirigeva verso T;alà per h strada grand~ di ;\clua, nell'orcline inverso~ quello in cui ern partita, e rientrava ai propri accampamenti. Una fazione d'una ventina di minuti, poco più; un ,mortò e p9chi feriti dei ~ostri indigeni, qualche perdita di più - come dissero da parte del nemico: e pei reparti bianchi, i quali si erano animati sperando di combattere e dovevano ritornarsene senrn avere sparato un colpo, il generale trovò una frase felice: - Questci ·volta vi

•LA BRIGATA DABORMIDA ALLA B~TTAGT,U.' •D'ADUA. .

1

ho po1·tati a sentfre da ·vicin~. le fucilate, la 'DOlta 'Den.tura ve le- farò · fare davvero ! , · Questa fu l'unica delle poche ricognizioni con reparti bianchi, ~n cui -si · ven isse a contatto del nemico, che avesse un risultalo 1positivo ( 1) e ciò è : . •I O Una scossa, con relativo rialzo nel morale in genere della ' 1ruppa; 2° la certezza che dietro le prime · ambe oltre il Kerbar,a, era un piccolo corpo d'osservazione; 3° La possibilità di farsi un'idea esatta del terreno percorso, ~l quale in realtà trovammo assai· diverso da quello che si era ,giudicale da Tzalà. Il colonnello Airagbi potè ù10ltre concretare •quanto si era visto, notato e saputo, in uno schizzo di quell i che !lui solo - {iisegnatore esimio - poteva fare con qu:Ìttro intelii_gentissimi tratti: schizzo di cui il Comando supremo chiese ed ,,ebbe. copia. Ma le altre ricognizioni, furono vere marce più o meno brevi, -senza scopo e quindi forzatamente senza effetti, tanto più poi ,quando - come successe, se ben mi rammento, in quella di cui >fu incaricato il colonnello Nava del 5°.regaimento - chi diriaeva l') la ricognizione non aveva con sè neanche una squadrn del suo reg.gimento n-0n solo, ma nemmeno della propria brigata, epperò non ,;aveva conoscen?a alcuna del personale in sottordine. lUna specie di ricognizione, un pò pitt grossa, si fece il 24, feb.:· ,br:iio; si partì verso le ,J2'dagli accampamenti, s'accennò alla presa ,d'una posizione, quindi ci ritirammo sull'imbrunire. .· ' Le truppe della nostra brigata, .oltrep,assaron di qualche cliil~met1>0 il colle del Due Dnbò verso Gandapt:i, ma non videro ,ombra di nemico; gli indigeni, verso le ·19 - accesi grandi fuochi

1

l')

I

(l) Vedi lo Schizzo mnei·arìo

1191

-

({) Questo risultato non fu merito però di chi aveva disposto per la ricognizione, tperchè - fra l'altro - affidava missione o direzione ad un generale, e comando delle ad un colonnello, · Còme il primo avrebbe potuto agire senza invadere il campo dell'altro, anzi senza •re~derne affatto inutile la presenza? E difatti il generale aveva per rorzal dovuto fare •11 colonnello, e questi a sua volta aveva dov l1to limitarsi a trasmettere ordini e rac·oogliere· dati per uno schizzo; che gli saltò in testa di rare.

1truppe

l8 -

ANNO XLI.

.


LA .IIRIGATl DAB.ORMIDA ALLA BA'rTAGLlA n'ADUA

\ '1

1192

LA BRIGATA, DABORMIDA ALLA BATTAGI,IA D'ADUA

- si ritirarono al Sauriat, senza aver veduto che << un piccolo posto di 60 .o 70_scioani, almeno a 5 cbilomeLri ~i distanza» ('I)~ Fu una ricognizione, che volle parere una rryn,accia d'av~nzata e non riuscì forse l}d essere nè l'una, né l'allra; destinalà come si seppe - a ,distogliere l'attenzione del nemico dal .Marèb, non, riuscì nemmeno a preoccuparla con la nostra comparsa. · Qualcosil dunque di ib,;ido in tutto l'insiP.me, che nessuno sapeva, . concep1re nemmeno teoricamente e che con molto spirito venile definito dal generale Ari mondi l'onanismo dell'arte militare (2). · ' Mancando affa:tto gli elementi che ci facessero r,redere di esserein guerra vera e tenessero desto lo spirito delle truppe, si cercò un antidoto, che evitasse il pericolo di un qualsiasi contallo col nemico e vincesse quella specie di anemia che da futti .- non e$cluso, credo, il Coman_do supremo - si sentiva invadere il corpodi opera;ione, man mano .Passav,ano i giorni inattivi: .,;~(!. ecco, in che cosa· consisteva. ' Si fec~ro tenere sov~nte di gran rapporti dai comandanti di, brigata e dj r~ggim:ento (quasi sempre pec ordine del Comando,. supremo) ed in questi si panlava, agli ufficiali di un probabile eombattimenlo, di un urto prossimo col nemico; epperò si davano norme e consigli -: i principali erano cli 11,on fare mai fuoco a ' grandi distanze, di a'Vve.z.zare la t~·uppa a stare semp1:e un~ta_ agli ufficiali , di (J;Vanzare semp?·e arduamente ed iina v~lta .·v~cmi alle grosse 1na.sse nemiche; fuoco a~c~lerato, fi~oco a .ripetizione, un vigoroso assalto 'alla ba.ionP-tta e si sar~bb~ mdubbi~mente avut~ la:. vittoria; non preoccuparsi della swp_~rwrità numerica del ne~Q,._ perchè il nostro mm·ale e le )u~stre armi la 1·en~evano illusoria. « ·Finchè aairete offensivamente e compatti, finchè .marceretee . « all'assalto, il 'nemico vi fuggirà davanti - ci si ripeteva ad ogni « istante - ·ma se voltate le spalle e la truppa .non.istà riunita « agli ufficiali, sarete irrimissibilmente perduti _e d~spersi ». Come Maometto ed i Califfi ripetevano alle proprie orde -fanatiche nei· primi tempi dell'espansione mussul~ana davanti a voi O) Dal diario poJillco•rpilitare del. capitano di stato rnaggi~re Ma~io Bassi. . . (2) Parole ti,stuàli dett~ dall'eroico genaral_o al colonnello ~1ra~Jn,_che col suo amtanle maggiore si era recato a visitarlo e lo mcontro, a Sauriat, msieme al colonnello. Brusali.

•

1193

il paradiso, alle ~ostre spalle l'inferno; solo che a noi ci si confermava la massima col farci Lriné:era_re sempre e dappertuLto. E siccome dall'espressione di qualche volto più intelligente si leggeva uri'aècethizione con beneficio d'inventario per le teorie esposte, in contrasto con ciò che si , vedeva nel fatto, i discorsi finivano sempre con un caldo appello al sentimento d'onore ita:liano di fronte ad un'accozzaglia di barbari: senza ordini e male armata; a)l'amore per la patrià lontana èhe ansiosa attendeva da ,noi la v·ì(toria; alla devozione pel Re ch e aveva brillato a Villafranca. e che rappresenta uni!, Dinastia di erQi, tutti -votati per la -arandezza italiana; e questi appelli e questi ricordi commovevano tutti e cancellavano i dubbi appena sorti, sulle informazioni del nemico e sulla tnttica da seguire per combatterlo. Ad oani modo però i continui discorsi tenuti in questo senso ~ . a soldati che mai ei'ano stati al fuoco e mai àvevano visto in fac.cia il ne'irlico, radicavano nell'animo .loro una convinzione pericolosa e che · poteva dare frutti ben dolorosi al C?.so vero. . « Finchè si va avanti; bene; ina al primo accenno di ri<t tirata siamo ir1,.emissibilmente perd1iti . .. ,» e qui forse il ' péSsiero ·ae1 nostro . soldato riandava 'ai ten;ibiJ( e· talvolta fantastici racconti che aveva udito narrare dagli ascari superstiti di Amba · Al agi ; una convinzione ottima solo p.er metà, pessima nel ,restò e che va· tenuta presente chè pur troppo ne vedremo ' gli effetti nella giornata del I° marzo e dopo., Frattanto, coìne si accennò, il nemico non si spostava ve,rfo nord, ma si ritirava su Adua ed Acsùm: forse ci sfuggiva o si portava su posizioni più forti e noi restaviimo li, a Tzalà, sempre fermi, sempre inattivi, aspellando che gli Ìnformatori, i quali per farci piacere finivano sempre le loro comunicazioni col dire che il · nemico era senza viveri e senza munizioni, venissero a portarci il Négus con tutti i suoi llas, affamati è chiedenti la càrità di una cartuccia e di un tozzo di pane. La qual cosa. del r~sto in quegli ultimi giorni - almeno pel' pane - ci avrebbe messo in ben critica posizione, perc-hè anche noi noli si , nuotava nell'abbondanza: t.utt'allro. , · · E{Jpure il denso polverone che 3Corgevamo innalzarsi dietro le ambe, indicava chiaramente la marcia in, ritirata del nemico 1 I:)

•.

va

1

I


1194

1,A BRIGATA DABORMIDA AJ,LA BATTAGLIA D'ADUA

.

per due direltrici di marcia abbastanza distanti l'una dall'altra; sembrava ricordare la marcia di fian co del Negus fatta sotto i nostri occhi ad Enda Hagamus, invitandoci, questa vo.Ita almeno, ,a tentare un assalto alla coda delle sue colon\%', dato si volesse evitare il lungo giro per colpirle sul fianco. Il popolo barbaro , corso a difesa delle sue province, era ri11sci t.o ormai a vincerci logisticamente e noi , popolo civile e conquistatore, che lo vedevamo ritirarsi placid amente con tento del risultato ottenuto, non ci sentiv~mo capaci di ardire l'offensiva per una rivincita sul campo strategico o tattico. 'f.

** Si disse -' dopo il disastro - che tutti i generali ed i colonnelli nostri e molti altri ufficiali su periori, erano 'Vmuti daltltalia piena la mente di battaglie e di vittorie (·I) e che più audace di 1 ' • tutti fosse il generale Dabormrda. • · Quest'ultimo , discendente di un'antica ed illustre famiglia, questò intelli geo~e, erudito e simpatico tipo di soldato, severo nella disciplina, tutto cuore per i suoi subordinati, 'atLivissimo e ~cru poloso nell'adempimento del suo dovere, giunse - è vero - sul campo di operazioni pieno di entusiasmo ed illuso anche lui sulie vere condizioni del nemico che era venuto a combattere. Ad Enda Hagamus avrebbe voluto fare un punta ardita e ra~ pida sul fianco delle colonne nemiche in marcia su Adua, e mordeva il freno, a dover restare inauito mentre scorgeva fa lunga ,e densa nuvola di polvere innalzarsi laggiù, a pochi chilometri ,da noi. Egli che ogni giorno andava a riconoscere a cavallo il terreno -sulla fronte, ci tracciava i contorni dell'ardita offensiva, ce ne additava i vantaggi e le pro~abilità di successo, accalorandosi nel discuterne col colonnello Airaghi, per il quale aveva una stima grandissima, e contento poi se l'uditorio fir\iva nel convenire con 1e sue idee. A .Mai Ga,betà, dopo molte 1:icognizioni fatte col colonnello Airaghi e col colonnello Ragni , era lui il più caldo fauto re delrauacco' al nemico, in posizione a Sauriat-Tzalà. « Un attacco a {I) Vedi il giomnlo La 1'ribtma, id.

LA BRIGATA DABORJ!fIDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA

1195

fondo che muovesse da Enda Anghèr, avrebbe il vantaggio del dominio e riuscirebbe a farci padr_oni della posizione che il nemico occupa soltM.to con un corpo secondario, prima che il arosso tullora in marcia, avesse potuto riavP,rsi della sorpresa, ;iordi~arsi e venire in aiuto del proprio distaccamento ; il tempo necessario per poter piazzare le nostre artiglierie su Sauriat ed occupare noi , con la fanteria, l'intera posizione. Una volta lassù, il e,11rosso del nemico o non avrebbe osato attaccarci, o lo si avrebbe potuto facilm ente respingere~E discuteva come al solito il progetto coi due nostri colonnelli: una discussione dollri, senza pretensioni, che innamorava noi ufficiali inferiori che si stava ad ascoltarli, e si imparava. E quando dalla seconda posizione di Enti sciò, ci movemmo per occupare la posizione Sauriat-Tzalà- Enda Gabriel, abban donata dal nemico, un allro piano di attacco aveva for mulato la mente fenida del nostro generale e lo riattaccava logicamente a quello da Enda Angher. « Fare una punta offensiva oltre .Mafelassò, per attrarre le truppe dell'accampamento nwniG<Jr, di ,j.ronte, sotto • 1 1e' n"~sl;:e posizi~ni , finchè giunLo a Liro utile delle noslre artiglierie non lo si fosse potuto scompaginare e magari anche inseguirlo». . Allorchè, giunti a Tzalà, si vide levare il campo scioano ed il nemico prendere le nrmi e spingere verso noi due profonde . colonne, il nostro generale che si trovava sullo spianato di Ma- felassò , e clrn aveva veduto sfum are ad uno ad uno tulli i suoi di attacco , non potè a meno di voltarsi verso noi uffiProO'etli n ' ciali e di dire con ·un amaro sorriso al colonnello Airaghi: ·_ Vedi ? la sola nostra presenza quassù li fa muovere e l_i attira verso la posizione I E quella mattina mancò poco che contrariamente alla volont4 del Comando supremo non si provocasse, in al,tro modo da quello ideato dal nostro generale, un attacco per parte del nemico . Una falsa interpretazione, data dal 14° liattagl ione ad un ordine, fece avanz~\'.e fin o verso l'Angujà, l'intera 2a brigata d'a.rtigljeria (Zola) incolonnata sulla strada di Acl~a e che seguiva l'anzidetto battaglione. L'ordine era di fermarsi al colle di Tzaln, ma quale era precisamente questo colle? Lo si era veduto tante volte da Mai Gabetà e da Entisciò, ma lì, in mezzo a quello


LA BRIGATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA

1196

LA BRIGATA DABOltMIDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA

\

\

t· I

strano terreno, come orientarsi'? · Chi aveva mai visto carte. O· schizzi?... . ·Fu vera fortuna che il comandante del ba'.ttagl\one sostasse di propria iniziativa mettendosi in fermata protetta, mentre le bat- . · terie sgombravano la ~trada e prendevano alla ·meglio la formazione in battaglia, poichè altrimenti un'ardila offensiva del nemico avrebbe facìlmente potuto sorprendere batterie e fanteria, · nel periodo critico di t.anti . reparti in . cerca de,I dove collocarsi, per mancanza di dati e conoscenza del terreno . · Non vogiio quindi negare che il D\lbormida fosse realmente e si · · dimostrasse il generale più audace e. più prodive ad un attacco forse di .quanti erano al campo: ma è anche vero che essendo conoscitore profondo dell'arte militore, e di un carattere· fermo, riflessivo, calmo, non avrebbe al certo ceduto ad un imp~to subitaneo, ma solo avrebbe agib<> quando, ponderato il pi·o·· ed il contro di un'azione offensiva, si fosse convinto che essa, riuniva, le maggiori probabilità di successo. Era quindi uno spirito d'of· . fensiva intellig_~ntft1 , ~.. calcolat~, non un'audacia irn,petu.o~a. e cieca (il). Per questo il nostro generale- avn~bbe attaccato il nemico da ~~,i!,a ,Hàgamns, da Mai :Gabetà e da Sauriat-Tzàlà nel mattino . in cui venne da noi oécupato e · nel modo che si accennò più sopra; per questo il nostro generale rimaneva sconcertato dal freddo parere contrario espresso sempre dal m~ggiore Salsa per · un attacco e rimase meravigliato quando seppe che nella stessa guisa la pensava il capitano, IJagsi, ai!.ltante di campo della brigata i_ndigeni. (1) E ctie il generai Dabormirla oon fosse il tipo di generale caratteriz1.ato dalla famo., a fr'ase cho avrebbe detta parlando del nemico e fu riportata: da ,,qualche giornale: A(butmna quatt granate, e l"é (aital lo dimostrano i due seguenti brani d'una lettera ch'egl i scriveva a,J. un suo amico il {5 febbraio e pubblicata di poi nell'(!pinione ; • ... A noi uon con.viene and,n·e ad attaccàre il nemico in 1,111a regione fotric;itis 0 sima. Le montagne di Adua, che non ci permetterebbero l'i mpiego <lei nostri cannoni, ci esporrebbero ad essere schiacciati dalla sua enormll superiorità numerica. « Tra due al'versari che aspe! tano ambedue l'attacco del n·emico, la situazione può durare a iungo. Forse la difficoltà dei viveri 1« risolverà •... , , ... , Q11i si ha blsogno di molta. calma e molta serenità. La partita che si gioca é molt\l seria, e ne usciremo bene soltanto con la conco,·dia e la disciplina, e il sacrifì,zio delle· opinioni individuali. , Quello che pare straordinario é il buon accordo che, almeno in apparenza, r,,gna nel campo nemico, io cui pure sono vivi tante rivali là e 'tanti otlii •.

.....

1197

La tenacia. ·di questi d~~ (specie del primo), nel , dissentire sempre da un attacco contro il nemico, anche quando sembrava fooico pare,•a al oenerale u_n partito 'preso : non sapeva capaci;ars:ne e .mòlt~1i olte ne parlava a lungo · e ne _discuteva con ,noi durante la mensa. Nella seconda quindicina di febbraio però, lo spirito batta· gliero del nostro generale andò calmandosi : ·le condizioni del ,èorpo ~i spedizione, come accennai, s' eran? anda~e lent~mente , mutando, talchè la notizia de~li informatori, che · 11 nemico accennasse a continuare il suo spostamento verso nord. su Belesa, tu accolta con gioia dal generale. Un giorno, dopo la mensa, distese sulla tavòla la càrta De Chaurand, ci fece vedere le direttrici d.i- marcia che avremmo -potuto prendere e quelle probabili del· nemico: il nos~ro. mino~ percorso per arrivare · a -Belesa, il doppio vantaggio d1 portarci sopra una più vicina e sicur,a base di opera-zione, con l'.opportunità forse di poter piombare sul fianco destro del nemico durante. la marcia . H"m'òvimento'. che ne sare9.be venµto, nella' mè'n'te·del generale, . iera uno spostamento e non una ritirata, come pareva si vole~se _:eseguire in quei giorni ; uno spostamento o provocato dal nemico -0 liberamente deciso da noi per questioni logistiche, ma eh·~· .avrebbe potqto presentarci sempre l'opportunità d'un'ofTensiva, -oon molta probabilità di successo. . - Ma anco questo piano, caldeggiato dal. Dabormida, fu presto :a'bhandonnto: il grosso movimento che il nemico accennava verso nord, si ridusse in realtà ad << una trentina di cavalieri spediti a riconoscere la strada di Adiqualà e tornati indietro senza nemmeno rubare un bue .e sparare un colpo (") ~. . . TI Neous invece si ritira su Adua: lu dicono gli informaton e lo si ~ed~ distintamente dagli accampamenti della brigata indigeni, ~d al Comando supremo s'immagina tosto un movimento del nemico pel Far~sniai allo _sc~po d'aggirare la nostra sinistra; la marcia di avvicinamento la notte, l'attacco all'alba seguente. Ricordo che i generali e qualche colonoello andaro11q a studiare i monti ~li' estrema sinistra e che durante quelle ricognizioni si scorge~ ,(~) ·Dal d\ario politi~9-militare d 1 capita~o di stato rnaggio!e Mario Bassi.

7

I


( settore della Brigala Dabormida 1198

~

1\~

)

'

.,..~.

~;,. Y' ,.,,,..·

1

LA BRIGATA DABOB){}DA ALLA BATTAGLIA D ADUA

vano di stinte due lunghe C'Olonne scioane, procedenti in disordine- ' ver1-o ovest: il generale Dabor mida, indicandole diceva: « Ecco il' momento opportimo, per attaccare in coda quella[olla che si ritira, che marcia confusa e che, sotpresa, sarebbe presto dispersa» . Ma il Comando supremo, nemmeno la notte seguente sa decidersi: « la riti rala fa paura, per l'avanzata manca l'audacia necessaria,. pel movimento su Addis-Adì, il migliore, nessu no vuole prendere· la resRonsabiliLit (I} ». Frattanto il 23 mattina esce il famoso ordine di ritirata, checomincia .con queste parole: « Il nernico ieri si è trasferta ad Adua· rompendo i l contatto con le nostre truppe. In seguito a questa mos3a ho deciso di spostare il corpo d'operazione su Debra;, Dama (2) ». l i generale Dabormida, r ileggendo quell"ordine, crollava melanconicamente il capo come volesse dire: « Il n~mico si ritira e· noi.facciamo altrettanto I > Il solo pensiero della ritirala in quellécondizio.ni l'irritava. ..,.

)

I

I,,

•

(,

* *

"

f ,1 !

}'-'Dall'insieme di questi fa tti staccati e dalle poch e deduzioni cheJv- ,., 1,.f se ne trassero, mi pare che il lettore abbia potuto formarsi uo J ~J , contetto suffici entemente.a pprossimativo dell'a mbi ente e delle condi" dizioni io cui trovavasi il corpo di operazione verso la fine di febl braìo, nonr.hè del come la pensasse l'eroico generl'l le, che man. tenne a, .ua la promessa _fatta ai suoi soldati nella ricognizionesul Duc-lJubò; allora sentimmo le fucilf'lte da vicino: ad Adua, I~ facemmo per l'int~ra _gip[nata ed il nostro bel generale tantevolte ci guidò serena01enle all'assalto. · (Continua) G. l\h~AR IN[ aìulante d i ca,npo della brigala Re ex aiutante maggiore i n 1° del 6° r eggimento fanteria d'Africa, (t ) Dal diario polltico- roilìtare del capitano di stato maggiore Mario Bassi. (2) Dal diario politico-militare del capitano di stato maggio re Mario Bassì. , oa Amba· Alagi a Makallè (60 chilometri), da Makallé ad Enda lingamus (iOO chilometri), da Enela. Hagamus ad Adigrat, a quest'ora gia isolato (l!O chilometri), da Adigrat a Oebra Oamo, (30 ehilometri) sono in totale 'H O chilometri di r itirata degli Italiani : riconquistato1'.Agamè, ripresa Adua e la difesa della vecchia colonia compromessa •.. I

J(ala:.. a;.,;,n,Jvi,,~h,n l:iJ'P#

..J '. .,. •,\

.~ .\\, ' . ·.•

Se.1n/ blllJYf/JZ/IJ/7,lll. Sri~. OabomHda .. Stioani

(..,,,,.,,,, 0 •


1199-

DELL'INIZfAT'IVA ' TEMA PElt UNA CONFERENZA.

Il sentimento di sicurezza, che dà il sapere, e la facoltà di poteie ìn circostanze straordinarie trarsi d'impaccio abilmente e prontamente, finiscono per mettere gli stessi caratteri deboli in condizione di prenùern in una dillìcile con- . giuntura una decisione precisa e di eseguirla. Al contrario chi sente 1:1 sua ignoranza vaga irresoluto e facilmente ~i lascia cadere d'animo. (Dnll' Istruzione eà ordi11amento degli sJ11di alla Kriegsaf,.;demie di Berlino/.

La costiluzione degli eserciti moderni, basate sul principio del· l',obbligo gen,erale e per.~onale al servizio militare; la loro mole smisurata, c'olia conseguente vastità dei futuri camp i di battaglin, la breV'e permanenza dei soldati in servizio attivo; la perfezione . delle armi attuali; la natura accidentale del terreno snl quale ge- :" 'ne.ralmente· si cerca e si deve combattere , hanno resa oggi dì necessari~ una maggiore istruzione ed educazione delle truppe, che ._ Pi:ima non fosse. , Questo' bisogno di un più elev.ito grado di istruzio~e e di educ_a%ione, che si fa oggi sentire anche nei gradi meno elevati della gerarchia militare e nel soldato stesso, si fa poi manifesto in modo .. assoluto, in -quella parte di essa che ha l'incarico di preparare il solda'to in tempo di pace per poi condurlo in guerra e guidarlo . durante il comb<1tlimento. La classe degli ufficiali di un esercito, pel fatto solo che occupa una posizione più onorevole ed esercita un' autorità sui soldati e . g·raduati di truppa, deve farne valere il prestigio e.olla maggiore . istruzione, di cui. vuolsi sia fornito. ' È solo a questo, paJLo che si può spe,'are di avere un esercito .. solido e formidabile; che cioè ad una massa generalmente buona ,

~


_,

- i200

DELL' INIZIATIVÀ

,,ed istruita, corrisponda un corpo di ufficiali ottimi e valorosi· e che t raggano la lo'ro autorità, oltre che dal · grado che occupano, da.li~ ,-.somma delle cognizioni e dalla · quantità d'intelligenza che. ve h ..hanno portati e che costituiscono il titolo principale per esercitare . un comando. Non è mio intendimento di trattare qui la vastissima questione ·oche riflette l'educazione e l' istruzione militare, nè tanto meno di ...dimostrarne la neces~il~, che è per se stèssa. evidente. Gli avvenimenti militari di questa seconda·metà del secolo credo · non abbiano lasciato alcun dubbio sulla verità di questo, che si Può chi.amare assioma che cioè: a parità di tutte te altre condizioni, ,.fa vittoria sta per la massa più istruita. Ho accennato all'importanza dell;istruzione e dell'educazione militare perchè è sq queste che.si·basa e da queste che si origina un'altra e,qualità militare, ormai indispensabi le ai nostri giorni, e che chiamasi iniziativa. È su tale argomento che jo tenterò di .esprimere 'qualche idea, ,,toccando i segQeIJ\i. punti: I° Che cosa sia l'iniziativa - rmodi di manifestarsi di essa ; 2° L'inizia.ti va è una qual il~ o virtù militare; · 3° In quali limiti debba con tenersi; 4° Mezzi per svilupparla; 5• I nostri principali regolamenti in relazione all'iniziativa. Credo conveniente di premettere che, se oggigiorno un certo. : ,grado di iniziativa individuale si è reso necessario ànche nel sem·.·plice soldat,) , pure essa d~ve considerarsi come. una virtù militare degli ufficiali e di~quelli specialmente che .sono ~hiamati ad eser··Citare un 'comando importantè. Essa è una qualità inn!)ta e 'trovasi · ·,in tutti in un'o slato più o meno latente,· può essere sviluppata ed ~·indirizzata bene o malA, ma è sempre in generale il risultato di un · sistema d'istruzione ··e di edut azioné più o meno perfetto e del -: valore personale di chi è chiamato~ manifestar:la. · Quanto verrò esponendo Ìntorno 1!11'iniziativa riguarda adunque in special modo e quasi esclusivamente la-classe degli ufficiali. · Che cosa. è l'iniziativa? · Non è tanto facile darne una definizione -adeguata e. precisa, t:de cioè che ab-bracci i casi molteplici in cui --essa può manifestarsi. 0

I

)

•

'DEr,L' INIZIATIVA

. 1201

. È ,invece più facile -riscontrare nella storia i fatli ,n cui ebbe

una ,n oiusta · applicazione ·e da questi con sano criterio formarsi

un esaHo concetto della sua essenza.

· ' · Lo studio quindi dell'arte e della storia militare ·è il mezzo più .adauo per -riconoscerla, per svilupparla e farla còn! enientémente .apprezzare. Anzichè dar io una tale definizione, mi · accontenterò ,di riportare quelle che ho potuto attingere. dal labbro o dagli · -scritti di coloro che · furono miei maestri. L'jniziat.i va è I: esec1lzione.intelligente dell'ohline ricevuto, spinta -al pimto d,i violarne la lettera per interpretarne lo spirito. - L'iniziativa consiste nel saper prevenire le disposizioni del , su-· perior(i ed ·i bisogni degli in/àiori senza uscir mai dalla sfera delle proprie attrib1izìoni. Una ~terza definizione infine, che ho trovalo io un pregevolissimo opuscolo del già capitano di stato maggioge ed ora maggiore generiile Gazzurelli, .così definisce l'iniziativa: · « L'iniziativa in potenza è quel dovere e quel diritto che emana ~ dalla -responsabilità. di cui è rivestito un tal grado :, ·(1 l'iniziativa in atto è la decisione presa da un -comandante , -4. di truppa al sorgere di date circostanze, decisione presa in ·« mancanza di ordini od anche a modificazione di ordini del capo . -« superiore assente; decisione ·che ha per iscopo· di scongiurare · •(( danni impreveduti o di raccogliere vantaggi insperati ». Io .non aggiungo commenti alle citate definizioni; solo parmi si -· ,>pòssa da esse dedurre ed affermare che ·la inizi'ativa è un diritto -ed uri ,dovere ad un tempo, e non altro infine che l'emanazione ,della responsabili tà, che, in una misura più o meno grande, è compagna a ciascun grado. Imporla però seg!}are i limiti entro i· quali essa deve aggirarsi_ -e mantenersi' perché non degeneri .in danno ed abuso; ma il .fissare tali limiti non è opera tanto facile. · Il. huon senso, il retto criterio possono solo essere gui dati in -questa ricerca; il gràdo d'istruzione e di valore individuale può, ifino ad un certo punto, essere' la misura della quantità d:iniziativa da accordarsi e da esiaersi da éiriscuno che. ha l'esercizio di un n -comando.


DE LJ,' l~lZIATIVA DELL'INI ZIATIVA 1202 Vi è chi condanna, senz'altro ogni iniziativa nei gradi secondari._ Questi proclamano che l'iniziativa individuale è la negazion~ della disciplina, della subordinazione, le quali vogliono che !e s10gole volontà obbediscano n quel l'unica volo11tà che è investita del co· mando ; l'iniziativa, secondo essi, tende a sostituire la volontà eforse il capriccio dei singoli comandanti a quell a del coma~d11nt~ superiore; per essa si dimentica facilmente lo scopo _unsco d~un'operazione per scopi secondari; s'incaglia l'unità d'azione e d1· comando, tanto necessarie in guerra, si tende insomma a renderepiù difficile la collettività degli sforzi, a far divergere quelle forze-che haònò più che mai bisogno di conservare la loro concorrenza, in qnel punto o su quei pochi punti, dati' occupazione dei quali, dipenderà la vittoria. Altri invece hanno dell'iniziativa un concetto affatto opposto. Per questi n·ulla vi dev'essere di determinato, di positivo; tutto, deve lasciar:;·i all 'iniziativa individuale, all'ispirazione del momento, all' esigenza delle circostanze.Un comandante in capo., essi dicono, non può, non, de~~. ".f d~r tutto e provvedere a Lutto ; ei deve lasciare a ciascun? la ~u_a parte nel!' azione te ciò sta bene); egli può dare degl i ord1m, mà questi non hanno valore se non in quanto e_ntran_o nel m_od_o: di vedere e di giudicare di colui che ha l'incar,co d1 eseguirli, se non in quanto gli sembrano opportuni, necessari, tendenti al fine. Per costoro dunque l'iniziativ;i individuale è tullo, mentre pei primi dev'essere ridotta a nulla. Tra queste dne oppo:ite ~cuol~ha da essere un giusto mezzo, nel quale l'iniziativa deve ass1ders1 , come vera virtù thilitare senza toccare nessuno dei due estremi citati . Ora questo giusto mezzo è quello segnalo dalle attribuzi?ni di, ciascuno; ne consegue che il grado d'in iziati va d'accord~rs1 e _da pretendersi da un comandante è quello segnato dalla rispettiva, re,pon sabilità.. _ _. Intesa in questo senso l'iniziativa non è già una quallla ec- . cezi onale, ma piuttosto un dovere militare a cu( $i deve, nella,. propria sfera, saper sodd isfare. . . L'esercito è un a macchina complessa e compl,~ata; la gerarchia. militare è il motore intelligente che trasmette il movimento a tuttele sue parti.

1203

Ciascun gradino di essa è una ruota che riceve il movimen to ,da quella che le sta sopra e deve trasmetterlo all e inferiori e 4>er far ciò deve avere in sè la potenza, la capacità d'azione. Ma la macchina, a cui io ho par11gonato l'esercito, non è mossa ,da aaenti puramente fisici e da leggi in t.ullo costanti ed irnmu-. ~ tabili, che anzi essa è già p~r sè /stessa composta di elementi -in gran parte morali ed intellettuali e mossa pure da agenti della ~tessa narura. Gli agenti, ossia. le leggi che regolano l'esistenza e l'azione -dell'esercito sono bensì in gran parte lìsse e determinate, ma non costanti ed immutabil i; una parte però, che diventa prin -cipale in tempo di guerra, di questi agenti o motori sta tutta nella capacità e nel valore personale dei vari gradi; è infine tutta morale ed intellettuale. Dunque l'in iziativa, consi derata come emanazion e della capa-cità e della corrispondente responsabilità che spella a ciascuno nella gerarchia militnre, ben lungi dall'essere negazione della disciplina e della subordinazione, è un dovere militare inerente alla· gerarchia stessa. Quanto più si sale nella sc-~la gerarchica tanto più si manifesta il bisogn o di essa e tanto più si fa sentire quello di promuover la e di esigerla. L'iniziati va, guidata dall 'intelligenza e mantenuta nei giusti suoi confini, nobili ta le azioni umane, crea le personalità. sviluppa l'attività individuale, apre un maggior campo all'intelligenza, la quale si abitua a concepire ed a provvedere da se stessa nelle varie contingenze della vita. Per essa l' uomo s'i rende solo e -vero responsabile delle proprie azioni, meritevole delle più grandi ricompense come dei più sevei-i cnstighi a seconda che, per l'intervento o per la mancanza d'intelligenza, di riflessione od anche solo di circostanze fortuite, questa iniziativa ha prodotto buoni o tristi risultati. È raro il caso in cui questa qualità mil itare dell'iniziativa trovi occasione di palesarsi in tempo di pace. E solo durante le perigliose èd incerte vicissi tudini della guerra che essa trova opportunità di manifestarsi in modo segnalato. E sul éampo di battaglia, dove l'ignoto, l' impreveduto superano di


·H104 .

DELL'INIZIATIVA

gran lunga il noto; dove i principi teorici_ d:eb?ono il più de~I~ volte soggiacere .all'i-neluttabile esigenza dei fatti, alla necessita delle cose; dove le pass;oni e gli istinti uina.ni .si palesano nella loro nudità e tendono a far velo alla ragione ed al pacato giu· dizio; è sul campo di battagli!', di?o, dove un'abile e~ intellioente iniziativa può portare frutti segnalali completnndo un sue-~esso, cony.ertendo una prossima disfatta iµ una splendida vittoria o riparando ad un disastro. In due modi specia\mente pnò manifestl\rsi l'iniziativn, od in altre parole vi è un'iniziativa che modifica il dettatp di un ordine adattandolo allo scopo pèr cui . fu dettato, e vi è un'iniziativa, la quale consiste nel t.rovare in sè un impulso, il quale · determina ad operare anche qnando non .si hanno ordini. Il primo modo · d'iniziativa è forse il più facile, ma anche il più grave di responsabi lità. Esso può. condurre a modifìca_re ~ffatto il dettato_ dell'ordine ricevuto e talvolta anche ad agire in senso contrario. Si vede quindi come in generale il solo successo . possa giustificare e rendere commendevole l'infr~zione _o_ I~ ~odificazione!:l,di J;lll)d ![ dine. pos,itivo. In qnes.to gener,e dì1n wa..i1va Ja conoscenza dello scopo generale- di un'operazione, accompagnata da sufficiente intelligenza per ·rendersi conto di una, nuova • ,_ed impreveduta situazione, può servire di guida ad un comandante per determiua~lo ad eseguire I' ordirie ricevuto oppure a modificarlo. E qui trova il suo posto la questione che riflette i_l mod~. di · dare gli ordini e di interpretarli. Nella condotta degli eserc1h e delle operaziontt. mii itari , bisogna necessariamente ammettere l'unità· di comando e di direzione all'intento di ottenere la concorrenza di tutti ad uno · scopo comune. Ma l'unità di comando non vuol essere intesa nel senso che il comandante in capo di un esercito debba, lui solo e personalmente, dirig~re le mosse dei vari corpi e frazioni che lo costituiscono. Se ciò fosse, quasi tanto varrebbero sopprimere tulli i comandi secondari e far senza . dell'attìvità e d!:)ll'intelligenza, di cui pure devono essere forniti i comandanti di 2° e 3° ordine; tanto varrebbe insomma sopprimere la gerarchia; accontentandosi di mantenerne -i due estremi . .

DELL'INIZIATIVA

1205-

Ma, come è facile comprendere, in queste condizioni, il · com~ndo_ e più ancora !'esistenza stessa di un esercito, per quanto- , piccolo, sarebbe assolutamente impossibi le. · Il comandante in capo quindi non può altrimenti conseguire questa unità di direzione se non servendosi dei comandanti secondari éoll'indicar loro, mediante ordini, istruzioni o, norme diretlive, Io scopo generale a cui tende una data operazione e col- -. l'assegnare a ciascuno, entro limiti nè troppo larghi nè troppo ristretti, la parte che deve avere nell'azione generale e nel _conseguimento dello scopo comune. guerra ciò . che è assolutamente necessario di sapersi dai,,. singoli capi in sott'ordine si · è lo scopo generale a cui si tende e gli obbiettivi particolari che si ,assegnano a ,cias~un corpo pek, fi ne suddetto; senza una tale conoscenza manca ai capi la bus- sola per_ orientarsi ·e mantenersi nella giusta direzione. '.Determinare quindi lo scopo generale di una opérazio11e,' assegn·are a: ciascun corpo una direttrice e la propria azione specia.le, stabilire le norme generali per la condotta di essa, con1" servaritlosi ~empre la possibilità di modifica,rlè ua 11 seconda delle · I circostanze, ecco l'ullìcio del comandante supremo rispetto ai. co- · maudanLi secondari e quello di questi rispetto ai loro sottocapi . .. Durante una battaglia od un combaltilJlento di qualche <i mportanza. i due terzi circa del tempo, che vi si impiega, / §.Ofio destina~i a rendersi conto della situazione, della forza del nemico, .... delle sue probabili intenzioni; a trarre in l'ungo l'aziooe allo scopo di !;sciar tempo al comandante in capo, che osserva, di concepire un'idea e di prepararne l'attuazione per poi tradurla in atto medial)te le riservè, che da lui immèdiatamente dipendono e sempre · col concorso dei comandanti secondari. E solo in quest'ultima -fase· - · I del combattimento, la quale dicèsi risolutiva,; che l'azione del . co. mandante in capo deve farsi direttamente sentire; in tutto il resto egli non deve avere che una direzione lontana, tendente più a far ·armonizzare !e mosse dei suoi dipendenti immediati, ·che a diri--ger,le personalmente. · Si vede quindi come ·certi ordini trpppo particolareggiati, ema'nati alla vigilia di una battagli'a, basat,i su notizie non bene nccertate o su previsioni che .possono non avverarsi .o solo in parte od ,.

In ·


1206

1207

DELL' INIZIATIVA

DELL'IN IZI A TlVA

' in modo a/Tallo diverso da quello supposto, ,o dati prima di avere una esalta conoscenza delle forze ed intenzion i del nemico , siano ·falli piullosto per incagliare che per agevolare l'azione militare e per mettere nell'imbarazzo coloro che sono chiamati ad eseguirli. Appare dunque evidente quanto sia: in questo caso la necessità di saper bene interpretare gli ordini per adatlarli allo scopo e quanta la necessità di conoscere queslo scopo affi nchè esso sia di .gtiida all'in telligenza nell 'inlerpretazione dell 'ordine stesso. E questa interprntazione di un ordine, che è Lulla questione di intelligenza e di retto apprezzamento, lascia il più vasto c_ampo . all'iniziativa individuale. ----._ Un ordine, che era opportunissimo quando fu dato, può cessare di esserlo, per mutate circostanze 1 quando è il momento di metter lo in esecuzione; può diventare anche dannoso, assurdo quando, basandÒsi su di una supposizione, questa non si verifica. E poichè sono su questo argomento parmi conveniente far notare con quanta chiarezza, con cisione e di rò anche sobrietà, il comando supremo pru$siano comunicava i suoi ordini nPlle due ultime campagne combattute da quell'esercito. Il generale Moltke 'nel ,1866 da Berlino il 22 giugno ordinava l'invnsione della Boemia con questo semplice e chiaro telegramma: « S. ;\f. ordina che i due es'3 rciti entrino in Boemia e cerch ino di riunirsi dir igendosi su Gicin. > Con ciò il comando in capo ha indicato ai comandan ti delle armalfl il faro lontano su cui devono dirigersi, lasciando a ciascuno la cura di tutti i partic,)lari per raggiungerlo. Appena fu raggiunto ques~o pri mo obbiellivo dalla 1• armala, senza che la · 2" lo potesse egualm ente raggiungere, il generale provvedeva a que:;ta modificata situazione mandando ancora da Berli no il 2G 1 giugno nl Principe Federiro Carlo le s~gnenti islruzioni: « S. ~1. attende che il •I O esercito avanz i sollecitamente per disimpegnare il 2° esercito, il quale ad onta di una serie di villoriosi combattimenti, trovasi tullora in una difficile situazione. :. Questi due ordini del c,>mando supremo prussiano riassumono, . a mio avviso, tutto il ·piano d' invasione della Boemia, fino alla · vi gilia di Sadowa . Egualmente ammirabi li per brevità e chiarezza sono gl i ordini · emanali dal comando supremo germanico nella guerra del 4 870.

Essi in generale si limitano a segnalare le linee, che dovevano fissare alle ·singole armate le rispettive zone d'operazione, indicando a ciascuno la direzione generale e gli intendimenti del comando supremo. Essi· erano del tenore segu,enle: « Céréare la massa principale del nemico ed aLlaccarla ovunque ' si trovi. » « La 3• armata cerchi ed assalti il nemico; vuolsi offensiva « generale •. « Il nemico dev' essere respinto ovunque s' incontri. Tutte le (( colonne devono aiutarsi reciprocamente 1> • In base a siffatti ordini che erano · la manifestazione netta, chiara, recisa della ·volontà suprema, ciascun comandante di armata dava le disposizioni per far muovere la sua armata, as· segnando a ciascun comandante dt corpo la via da seguirsi e l'obbietliv.o da toccarsi in ciascun giorno. In modo analogo si rego- . lavano i comandanti dei corpi d' armata rispetto alle proprie divisioni, cosicchè, con parsimonia di ordini ed abbondaoz:t di informazioni ~ con sapiente operazione dei vari comandnnti, il colossa)e esercito tedesco· marciava avanti con mi'rabile accordo e senza r.he si verifì cas.~ero· quegl i attriti o quegli sconcerti così difficili ad evitarsi nella condotla di una tanla mole di armali . La stori a poi è ricca di molti esempi in cui fu con seg uita la vittoria o~ almeno furo no auenuale le conseguenze di una sconfitta per l'i nizi?tiva dei generali in sott'ordine, iniziativa che si palesò sempre o colla modificazione di un ordine ricevuto o col determinarsi ad operare anche :;enza un ordine po~itivo. Dessaix, durante la giornata di Marengo, era stato da Bonaparlè invialo verso Novi per Lener dietro agli Austriaci nella supposizione che una parte di essi si fosse r iti rata in quella direzione. Intanto si impegna la battaglia nella pianura di Marengo e la sorte delle armi volge decisamente contraria ai Francesi , che sono costretti a battere in ritirata. Ma Dessaix, che dal tuonar del cannone, ha potuto accorger3i che il nemico trovasi in direzione diversa da quella in cui egl i lo cercava, ritorna rapidamentè indietro e giunge in tempo a far guadagnare a Napoleone la giornata, mentre la battaglia era perduta.

1

79 - .lNNO XLI.


1208

DELL' INI:l.lATIVA

Stupendo esempio di ini~iativa intelligente e feconcla •e di saggia foterpretazione di· un ordine. · \ Mac-Mahon a Magenta aveva ordine di girare in largo attorno all'ala destra austriaca allo scopo di caderle alle spalle e sulla linea di ritirata. Tale ordine era basato evidentemente stilla sup·pÒsizione che il grosso dell'esercito francese bastasse :i1sbperare la resistenza o,pposta dagli Austriaci sul fronte davanti a Magenta. · Ma -il comandante -del 2• corpo francese, accortosi che le colonne, poste sotto gli ordini dell'Imperatore trovavano seria difficoltà a sboccare é fors' anco erano· nell'impossibilità di riuscirvi di fronte ~Ile numerdse forze austriache, modificò di propr-.ia iniziativa l'ordine ricevuto ed invece di portarsi alle spalle def'nemico, piombò senz' altro sul suo fianco destro è decise così della baltaglià, che pèndeya molto incerta, guadagnandosi il bastone di maresciall'o e il tito.lo di duca di Magenta. li 24 giugno 1866 il comandante della 2' divisione del ,1° corpo italiano, tenente generai~ Pjanell, ebbe ordine di tenersi sulla destra del Mincio allo scopo di opporsi ad una probabile sortila degli Austriaci da Peschiera. Impegnatasi la battaglia· sulla sinistra del fiumé · ed accortosi dal rilevan~e numero dei fuggiaschi, : che si affollavano al ' p1lhte di Monzambano, che le·'cosé andavano a)Ja peggio per le nostre armi, non esito, modificando l'ordine ricevuto, a mandare sull'altra sponda del fiume molta parte d_ellà sua divisione e riuscì ad · arrestare gli Austriaci che si avanza-, ' vano, fece loro buon numero di prigionieri e ·salvò l'ala sinistra 9ell'esercito da un completo disasLro. Se poi dai Cimpi del Ìé-baLLagl ie combattutesi. sul no&tro suolo, in tempi più o rrieno lontani, ci trasportiamo su quelli dell'ultima guerra franco-prussiana noi troviamo a ·76'sa gli esempi di ;. un'iniziativa ìllumina1a da parte dei comandanti di ogni grado della gerarchia. Si scorge in quella guerra da parte dei Tedeschi come una specie di febbre nei loro duci, che ·1i stimola ad operare pe'r proprio impulso, . divinando sempre le intenzioni dei comandanti superiori, cosicchè quando un ordine giungeva 'a destinazione, esso era quasi sempre o già eseguito od in via di nsecuzione. 1

.,

1209·

DELL' INIZIA T-IVA

Quasi tulle fe splendide vittorie dei Germani si devono alla saggia iniziativa dei · 1oro comandanti in sott'ordine ed ali' esemplare accordo e cooperazione loro nei singoli fatli d'armi. A Worth è il generale von Kirch bach, comandante del 5~ corpo, che di ,propria iniziativa impegna ,i l combattimento e ·col fascino ·del cannone allira a sè tutta la 3• armata . . La sua iniziativa è, suggerita dalla giusta considerazione di non la3ciar t.empo al nemico di riceve,,e rinforzi e di riordinarsi nel caso che fosse sua intenzi(!n~ di dare o di accettare battaglia ali' indomani, o di · tratt~nerlo o quanto meno rendergli difficile la ritirata, se era sua intenzioqe di ritirarsi dietro i Vosgi. Il combàttimento impegnato da Kirchbach si converte ben pre'sto in battaglia generale pel pronto accorrern dei corpi vicini., Il comandante della 3• arma~a, recatosi sul campo· di bat· taglia, accetta il fatto iniziato dal suo subordinato; benct~è non volq.to, .e pren,de la direzione della battaglia, che finisce colla completa disfatta di ' Mac-Mahon 13 segna· la prima grande vittoria dei. Tedeschi · , . · f !1 ( : JÌQ!:+.i\· \ 1,i<, l) f~1.>JJ1 Eiualmente .!3 nello ste_sso giorno a Spicheren è il generale di divisione Kameke, che guidato .dal solo sµQrcri terio, si impegna col nemico. Egli non ha, !19 il; «ine positivo di far ciò ; ma per lui sussiste s<-:mpre l'9rdine generale e sollinteso di assçilta1·e il nemico ovunque sUrovi. Le sole sue forze sono di molto infe. riol'i a quelle del nemico; ma ciò non lo distoglie dall'assalirlo ·· P?i~~è si sente sicuro che non gli mancherà l'appoggio dei corpi v1c101, i quali accorrern~no al cannone. [nfatti a Sp icheren come 1 a )Yorth è una gara dei varì corpi e frazioni di corpo nel correre ·in sostegno .ç;~lle truppe impegnate e i_l risultato è lo stesso sui ~ue campi di battaglia, cioè la vittoria dei Tedeschi e la ritirata dei. Francesi verso la .l\fosella. Il t4 a~osto è i.I aenerale di bri nrata Goltz ' che impe 0. . na la · , battaglia e, chiama il concorso dei corpi vicini, dandoneacontem~o.r~n,~amente avviso al comandante dellll. 11• armata. Anch~ questa m1z1at1v:a fu determinata dal pensiero di ritardare la ritirata dei Franr.esi, che accennavano a passare sulla sinistra della Mosella. La battaglia del ,f 4, agosto rimaneva indecisa nel campo Lattico, ma ,doveva poi dar~ immensi risultati nel campo strat.egico. Essa 1

\'

V

I


1211

DELL' INIZIATIVA

1210

DELL'INIZIATIVA

fu il primo atto di quel grande dramma che si svolse poi il t6 agoslo ed ebbe la sua soluzione il 48 coll'inveslimento di .Metz e lo accerchiamenlo di tutto t'esercito francesP, di Bazaine . Se poi prendiamo ad analizzare, col}a scorta della relazione prussiana, i singoli fatti d'armi di questa campagna, nAJhvi troviamo innumerevoli esempi di iniziativa in quasi Lulti i gra_di della gerarchia, cosicchè ad essa si deve se questa parola iniziativa d'allora in poi corre sulle labbra di tulli i militari e forma 0 aaetlo di serie ed incessanti discussioni, le quali in generale ne "" ammetton.o l'importanza, la necessità. . Se esaminiamo inv.ece la condolla dei Francesi in quesla stes~ guerra, noi vi riscontriamo un altro genere di ìniziat.iva, che io chiamerò passiva. Essa consiste nell'accettar sempre ciò che è voluto dal nemico; ciò avvenne a Weissenburg, a Worth , a Spicheren . ed a Borny. A Borny, il 11 agosto, anche le truppe che erano già, vicine a passare· la Mosella retroéedono per non rifiularè il com battimento, mentre era del loro interesse di scansarlp,"d.aJ .,momento che era stata decisa la ritirata. Tanto era sfa vorevole la situazione strategica dei .J~rancesi in detto giorno, che anch e un succes·so_ parziale non avrebbe fallo al,tro che sem pre più compro· metterla. E la causa principale delle· patite disfalle . ~i deve cercare, a mio avviso, in questo, che il comando supremo franc ese fu sorpreso dall'ioi~iativa tedesca senza sufficiente preparazione né materiale nè inLel ~ Ltuale. Si attri buisce- bensì all'imperat.ore Napoleone III un piano di invasione della Germania, secondo il quale Hf esercito francese ,, avrebbe dovuto gettarsi a furia nella valle d-el Meno, · separare le forze della Germani a del sud da quelle della Germania del . nord e mandarle a rifascio ancor prima che avessero superato quel periodo di crisi, io cui si trova un esercito durante la mobilitazìooe. Ma a questo piano mancò la condizione prima di riuscita che consisteva nel procacciarsi ia possibilità. di un'energica inizi~Li~a col prev.enire il nemico coila rapidità delle m.osse, colla subitaneiLà delle offese; che anzi non ebbe ne:.i nco un principio di attuazione e fu tosto sventalo dalla pronta offensiva dei Te-

deschi. Inoltre qt1esto comando supremo francese non fu mai veramente··costituito o, se lo fu, non fece abbastanza efTicacemente senlire la sua azione direttiva sulle due masse principali, in cui trovavasi spartilo l'esercito. Ne venne che queste agirono senza accordo, senza avere esatta conoscenza degli intendim enti del comarfd'd,tlte in capo, senza llll concello prestabilito, che serv isse di norma di condotta ai comandanti in sott'ordin e nei casi, che furono assai frequenti in questa guerra, in cui essi erano abbandonati a se stessi etl affatto al buio della situazione general e del proprio esercito,. oltre ch·e di quella del nemico. Così vediamo il maresciallo Mac-Mahon , dopo aver lasciato sacrificare la divisione Douai a Weisseobu rµ- , accetta re egli stesso il corrìbattirnent.o a Worth in condizi oni sfavorevoli contro la 3" armata e protrarlo fino ali' esaurimento, tino ad essere completamente disfallo. Questa di }fac-Mahon fu dunque un'iniziatirn p(lco illuminata e non giustificabile, il cui risultato contribui assai a facilitare il compito d~i Tedeschi nell.1 toro marcia attraverso ai Vosgi e verso la Mosella e la Mosa ed a rendere molto più c.ritica ' la situazione dell'esercito francese che gravitava intorno a0 H~M· Ho creduto con veniente di abbondare nella citazione di fatti storici, in ''~ni· il successo fu dov11Lo in .gran parte all'iniziativa individuale, percbè questa parola iniziativa si presta a troppe svariate interpretazioni, ha un significato piuttosto elastico e in prat.ica può ,arrecare immensi vantaggi come anche danni irrepa· rabili, per il che io (ripeto ciò che ho detto in principio) credo che lo studio della storia militare e specialmente quello della classica guerra franco-germanica del 11870-'i''I sia if miglior mezzo per farne conoscere la vera essenza e la giusta applicazione. Gli esempi rieordati ' abbracciano indistintament.e i .dué modi di .iniziativa da me accennati, ossia quello che porta a modificare un ordine ricevuto e quello che determina ad operare quando non si banno ordini positivi. · Ora, ritornando · più strettamente ali' argomento, clirò. qualche cosa di questo secondo modo d'iniziativa, che è quello che abbiamo vfato praticato in si vasta scala nella guerra franco-germanica.

(Continua) A.

MAZZOLEN[

maggiore nel 500 (<J11leria.


1212 LA RIUNIONE DEC,LE TRE SPECIAUTÀ, ECC.

1213

Le speçialità nell'arma del genio.

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALITÀ ZAPPATORI, MINATORI E PONTIERI IN UNA

Complessa molto ./3 la tesi che imprendo a trattare; il suo svolgimento ìmplicando molteplici considerazioni sull 'attuale ordinamento dell'arma del genio, in rapporto al reclutamento, istruzioni e sua missione io guerra . 'Disadorno di quellR aureola di pratica competenza tecnica, che,.a molti miei colleghi invidìo , mi sono domandalo ·se ··non fosse presùnzioue la mia il tratlare argomento di tanto rilievo, .propùgriante idea ribelle all'altuaie ·ljrdinamento · delle nostre truppe tecniche. Nel .vivo desiderio aella mag'giore prosperità dell'arma a cui appartengo e, più . specialmente, · nel compatimento dei miei lettori al.tingo coraggio. Esporrò quindi, come meglio posso e so, le idee mie; lontano · dal voler presentare con esse ,un concreto programma di riforme, non stimandomi da tanto; ma sol() svolgere una serie di considerazioni militanti in favo~e della riµnione delle tre specialita, zappatol'i, !}linatori e pontieri in una. 1m· . Se i miei concetti saranno giudicati' utopistici o· falsi, siano ,, messi all'indice: se però alcuni di essi, per avventura, meriteranno la pena di -essere presi 'in considerazione, mr reputerò · ben compensato di provocare in pt'oposito la disèussione fra colleghi dell'arma, la quale, se non altl'o, ridonderà certo a mia maggiore istruzione.· Entro in argomento.

Il principio generale che determinò la suddivisione delle ; pecialità tecniche nell'arma del genio è noto: e l'uomo, di comune capa~ità intellettuale e di ordinarie condizioni fisiche, non pup essere ollimo che nello esercizio di una sola professione, ar te o mestier~; · più professioni, arti o mestieri egli esercisce, minore sarà l'abilità sua in ciascuna d'i essi ». "--Molti sono i servizi tecnici che l'arma del genio è chiamata a d-isimpegnare presso gli eserciti; abbiamo: le fortificazioni - le strade --:- i ponti -:- i telegrafi - le ferrovie - gli areosl.ati l'illuminazione elettrica. Da ciò la creazione delle esistenti spe-· cialit.à, intese ad ottenere riparti di tr.uppe tecniche provetti nel disimpegno dei suac~ennali servizi. Altra ragione ci ha portati all'attuale suddivisione deile nostre spe?ialità, la quale è insita non tanto nella loro natura tecnica, qua_nlo ~~I.}1}~~? -col .qu~le l~ esigenze di guerra impongo_n,Q,,fl~ esse spec1ahta _s1 espl1ch100, m rapporto alla convenienza d'avere reparti di -;-trnppa destinati a. compiere ;: nna speciale .missione T'i ~ i tecnica solo in date circostanze e sotto l'immediato comando di capi supremi. · Abbiamo oggi nella nostra arma sette specialità: zappatori, mi- . . natori, pontieri , telegrafisti, ferrovieri, areostieri ed elettricisti. Non sono poche l Non considero qui la specialità lagunare, perché la sua azione si svolge in difesa _locale di speeiale regione, all'infuori di truppe manonanti in campagna.

Considerazioni in ordine alle evolu.zioni generali di guerra .. Sappiamo lulti i;ome i rapid,i perfezionamenti delle ar.mi da fuoco,

le invenzioni dei moderni esplosivi, ed i reclutamenti su I~rga base . per costituire gli eserciti moderni, abbiano prodotto da Ùn tren·tennio in qua, una vera rivoluzione nell'arte di condurre la gueITa. · Molto ed estesamente impegnali oggi sono gl'interessi vitali dei popoli .civili nelle vicende di' guerra, perchè queste non possano


1~14

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALITÀ

a lungo ùura;e, senza che . vivo sia, nei belligeranti; il desiderio di presto finirla, sia per fatto d'armi, sia per azione diplomatica. Di breve durata perciò, saranno le gÙerre ·tu ture: il carattere loro non sarà più passivo come ai . tempi degli eserciti stanziali: l'azione guerresca sarà aggressiva, rapida, decisiva. Non più gli eter,nt assedi, ma gli accerchiamenti, I' isolaménto delle piazzè forti. Cercare le masse nemiche, presentarsi a loro col massimo delle proprie forze al momento opportuno, provocare una grande, sterminata battaglia, risolutiva per le sorti della campagna, sarà in massima, a mio parere, il concetto direttivo del!o strate~a moderno. 'A tale obbi.ettivo d'ordine generale, ai vertiginosi progressi delle armi da fuocd, sono ' informati gli odierni ordinamenti mi-: litari, noochè il modo di operare in guerra delle varie ·armi combattenti. · La fanteria non.*più in masse serrate affronta il nemico, ma io estese e sottili catene avanzanti grado a grado al coperto, incalzanti man mano Jìnchè si lanciano all'assalto. La cavalleria ,più non carica, ma in ni~ssima esplora. L'artiglieria più non si ,r·•aggrlome1:a! in. grandi masse, ma viceversa, proftlt:arrdo f,delle aumentate gittate, concentra i suoi fuochi, · stando pui: suddivisa in discoste posizioni 1con 1<i pezzi diradàti per sottrarsi é;gli effetti del tiro r~ttificato ecc. · <1 jj:.":it,·i

Le tr·uppe del genio e le loro specialità. In tanto rivolgimento veriiìcalosi nel . carattere delle guerre e nell'arte di coo:ibatlere dèlle varie armi, esaminiamo. che cosa~ avvenuto nell'arma dei genio. . . . In quest'arma, se, da una parte si sono éompresi i nuovi t, isogni tecnici, wl creare successivamente le specialità telegrafisti, ferrovieri, _areo~tieri ed elettricisti, dall'altra, non pare siasi tenuto conto che, in conseguenza delle evolu·zioni avvenute e della progrediia coltura negli ulficiali di tutte ·le armi, buona parte dei servizi tecnici che essa disimpegnava, e che anzi essenzialmente, originarono la sua stessa esistenza · presso gli esérciti, oggi più non si richieggono, o se richiesti, lo sono mo.Ilo limitatamente ed

ZAPPATOR!', MJNATORI E .PONTIERI IN UNA

1215

in circosta~zè affatto eccezionali. Abbiamo perciò ancora delle specialità, che se un tempo ebbero la loro ragione di essere, oggi più non !"avrebbero. -M'ingannerò: ma a mé sembra (è proverò di dimostrarlo) che la maggioranza delle nostre truppe del genio (zappatori è ininatori) s~a ora istruita ed ordinala così come se dovesse operare al~ l'epoca napoleonica. Molte sono le istruzioni non necessarie che alle dette truppe del genio s'impartiscono, a discapito di quelle · che ·più- efficacemente importei·ebbe che fossero da loro cono· - sciute, siccome quelle dirette a conseguire il disimpegno di com,..puti tecnici più sovente, in via normale, richiesti dalle contin· ·genz~ delle. moderne guerre (e qui intendo riferirmi alle guerre, da combattersi in regioni incivili.te e fra nftzioni civili, escludendo quelle di carattere coloniale, bandite contro barbari popoli, nelle quali il ritorno ali' antico, per alcuni serv1z1 tecn1c1 po.trebbe forse essere ancora consigliato, l'ultima guerra r~issoasia~ica informi). Delle selle specialità dianzi enumerate, quattro soltanto ritengo ·abbiarrooragiòrte d'esistere, esse sono: i telegrafisti,fi ferr&vi·eri, gli areostieri e gli elettricisti. Queste quattro specialità infatti, ognuna,, per sè, richiede co· noscenze di speciali precetti tecnici e speciali materrali fra j quali non e3iste éorrelnzione tecnica. Durante le operazioni di guerra~ esse specialità esplicano la rispettiva missione quasi sem: _ pre indipendentemente l'una dall'altra, con nessuna comunanza d' intenlo, tecnico. Inoltre; nello svol gimento' della campagna, i reparti di troppa destinati ai qnatlro suindicati servizi,. per ragion~ d'ordine militare, sono e debbono essere ad immé-diata portata dei superiori comandi, agire al cenno e secondo le vedute di chi solo regola e determina le grandi dislocazioni, il collega- . mento delle grandi unilà strategiclrn e l'esplorazione a grande di.stanza delle zone nemiche. Altrettanto, parmi, rion possa dirsi delle tre specialità zappatori, minatori e pontieri. I loro compiti infatti, così come oggi si richiedono, hanno grande affinità tecnica fra loro; i materiali che esse specialità adoperano in mass,ima poco fra di · loro sostanzialmente si differiscono, ed infine le


I

1216

LA RlUNIONE ' D ELLE TRE SPECIAIHTÀ I

rispettive loro missioni in campagna, hanno stl·etta analogia, non. soltanto nello scopo tecnico, ma anche nel militare (1 ). Mi spiego. Mentre i servizi telegrafic i (2) ferrovieri (esercizio di linea) ed areostali, conseguono per così dire, da concetti più strategici che tattici, riferendosi essi , come dianzi dissi, ai co!legàmenti, alle dislocazioni delle Ùnità strategiche ed alla grande esplorazione con potenti mezzi ottici da eseguirsi dai grandi quartieri generali (3); i servizi, invece, degli zappatori, minatori e pontieri, conseguono in massima da un'azione strettamente tattica, voglio . dire che essi si volgono a più diretto contatto delle, unità tatttche ma,novranti e in modo da soddisfare · di1:ettamente ai bisogni sentiti dalle unità stesse. Ancorchè trattisi di un passaggio di grande fiume, determinato da una· massa &trategica, saranno sempre i reparti avanzati della divisione, i pr;m1 a sentire il bisogno -Elel ponte, i primi a proteggerne la costruzione, i primi ad avvalersene. : Quanto sin qua ho detto valga com~ considerazione d'ordine generale intesa a far rilevare la differenza che e~iste fra il carat't'e'ì'e<' · delle miss ioni tecoiGhe com plessivamenté:3'àisiìriilegnate dalle t_re specialità. zappatori, minatori e pontieri, e quella delle missioni rispettivamerité disimpegnate dalle altre quattro specialità. ,n tt (I) Il servizio dei pontieri, infatti, non e che parte integrante cli uno dei principali e importanti compiti tecnici che in guerra zappatori e minatori do vranno disimpegnare; cìoè la viabilità militai·e. · 12) In massima, le comunicazioni telegral\che occorreianoo fra i comandi di divisionè e quelli di corpo d'.ftmata, rra questi e quelli d'armata, rra i comancli d' arrnal,t e il comando supnimo dell'e~e_rcito._ li servizio tel_egrafico qnindi si esplicherà semp~e a coi;itatto dei supremi comanth, e non ad intermittenze, come avverrehbe pel servizio df.l pontieri, ma costanteme·nte e perciò i reparti incaricati non potrebbero essere 'dlstolti dalla loro missione da altre incombenze. Questa, e non altra è la considerazione che, secondo me, consiglia la conservazion e delle specialità. telegrafisti, 'perocchè fii ragioni tecniche non ve ne ~arebbrro, essendo evidente, che lo s tendimento di linea, l'impiarito e il collegamento di stazioni non sono di lale diffièoltà. tecnica da escludere che una ste~sa compagnia telegrafisti possa disim1>e:;:nrre compiti tecnici di altra spec.ie. . (3) Ritengo che gli arPostati militari in guerra manovrata potranno avere utile applicazione solo nella granrle csploraziono, so si troverà però modo di rirlurre al minimo i movimenti oscillatorii e rot.'lLOrii onde collimare,con cannocchiali di gran portata a grandi distanze (30 a 50 chilometri): il genere del loro materiale, l'operazione del librarsi in ~ria e l'assoluta condi1.ione che gli areostali stku10 totalm ente fnori dell'azione delle artiglierie nemiche, esclude a mio parer(), l'idea che ad essi possa affidarsi l'es(llorazioric tattica operando nelle prime linee.

-

121 'l

ZAPPATORI? MINATORI E PONTIERI IN UNA

. Esaminerò -ora, separatamente, ciascuna delle suindi~ate specialità, cioè, _zappatori, minatori e pontieri in rapporto alla loro origine e 11).issione tecnica in guerra.

Sµecial ità zappatori. Non mi dilungherò esponendo cose già note, c1oe, come, quando e perchè negli eserciti antichi si manifestasse il bisogno di avere truppe che disimpegnassero servizi tecnici inenmti ai bisocrni della -~Ta. che in pas5ato p'resso ~ali eserciti dt°' tntle le . .. Solo . ricorderò . naz10~11 e~1steva 11 corpo degli ingegneri militari, del quale si sen tì forte li bisogno e se ne apprezzò altamente l'opera, in eonseguenza dell'immenso sviluppo e dell'importanza che le fortificazioni ebbero nelle guerre d'allora. La co111pilazione dei piHni di attacco .e di difesa, esigeva allora, cognizioni tecniche, non possed.utene - forse comprese - dagli stessi condottieri. La scarsissima~ quasi nesst'.n~ coltura degli ufficiali combattenti 1 in genere, fece s1 ,Gh.e;.f9te$t1 ingegneri militari, già entrati nella cateooria • degli ufficiali, disimpegnassero missioni tecniche ,.. , non solo ma . anche incaricl1i militari. N~n èra raro perciò, il caso iO' cui ufficiali attuali ufficiali ~ . del genio eseguissero le missioni stesse deoii d1 stato maggiore . .Le lunghe permanenze di truppe in bivacchi esiacvano talora · negli accampamenti lavori di castrametazione di m~lta entità i quali, non pote.ndo ' essere eseguiti dalle unità gnerreggian ~i, 'se ne affidaya l'esecuzione agli stessi ingegneri militari alla ~ui dipendenza perciò si misero dei reparti di trnppa. Successivamente per l'aumentato sviluppo delle artiglierie e per i cresciuti bisovni l·ogistici, gli eserciti ehbero a trainare al loro seguito molto c:rr~ggio.' più vivo ·quindi si sentì il bisogno delle strade e dei ponti. 81 fim allo~a per creare l' ~rma del genio (specialità-zappatori) alla ~~al~ ~1 affi~ò l'e_se~uimento di tutti i sopraccennati compiti t~cQ1c1, c1oe; fort1ficaz1om, lavori d'assedio,, lavori di castramelaz10ne · e strade. 1') )

(


1218

LA RIUNIONE DELLE T RE SPECIALIT\

ZAPPATORI, MI NA1'0RI E l'ONTIE&l IN UXA

Le fortificazioni. FurLifi cazioni ne abhiamo di Lre specie : perman enti, passeggere od occas,onal i, spedi tive od anche improvvisate , co me taluni oggi l'hanno voluta ch iamare. Delle prime, da noi, le trnppe non si occupano. Le seco nde, da costruirsi durante una campa~na. in ausilio di opere permanenti od anche a rin forzo di speciali posizioni talliche, sono quelle che nelle future guerre, più che nelle passate, avranno sviluppo ed importanza molta, offren do esse ad uno Stato, il mezzo di ridurre ad )lll minimum ind ispensabile le fortifica zioni perm11 nenti e nel tempo stesso sYiluppare in caso di guerra, la massima potenza difensiva sia in aperta campagna, che attorn o a piclzze fortitìcate. Questo genere di for tificazione a mio parere, sarà quçllo che costituirà il pri ncipale compito degli zappatori del genio, compi lo questo che non potrà essere disimpegnato che da trnppe tecniche. Le ultime, cioè le fort16cazioni modernamE:nte chiamate speditive, od improvvisate, si ritiene gènéralmente oggidi, ·che pure de bbano essere esegui te dalle truppe del genio, e talora con ausilio di truppe di fanteria. Quando però si pensa ii lla ràpidità colla quale tale genere di fortificaz ioni debbono sorgere (quasi contemporaneamente, si può dire, alla azione di combaLtirnento), alla rilevao!e loro estensione frontal e; ~Ila nessuna di fficoltà tecnica ch e la loro costruzione, presenta, e ch e oggi l'uffici ale di fan teria, senza essere punto uu tecnico, ha però tale cultura, da potere intraprendere con i suoi stessi soldati, la costruzione di trincee di bat taglia buche da tira,.ore, ridotte a basso profi lo, ripari da· campagna ecc. st1nza che abbia accan to l'urficiale del ~enio, quando si tiene h,.. fin e presènte che, in vista di tali considerazioni, in un avvenire prossimo, si finirà (alleggerendone opportunamente l'equipaggiamen lo) di dotare buona parte dei soldati di fa nteria di apposita van~bella o zappa, da servire da gravina e badile ad un tempo, quando si considera tullo ciò, nppare evidente la c.oovenienza che simili fort ifi cazio ni siano affida te alle stesse Lruppe maoovrnnLi, anzichè a delle truppe tecniche, il cui conti ngen te, per qunnlo forLe sia, io rapporto alle altre armi , non potrà mai ba-

1219

stare al bisogno . Le truppe tecniche, così esonerate, io massima, da un compito al quale, per difetto d'uom ini e strumenti, in completamente potrebbero soddi sfare, sarebbero in grado di conver· gere più efficacemente la loro energia ed attitudine, allo esegui mento delle opere campali ed occasionali di maggiore importan,, a e difficoltà tecnica.

Gli assedii. , Nelle guerre d' un tempo, qualunque condo ttiero si credeva nella ~ecessità e nell'obbligo di assediare ed espu gnare qualsiasi piazza o posizione fortificata che si presen tasse sul suo cammino; ad essa dedicava tempÒ'lun °r, hissimo e tulle le sue risorse di i'Iouerra. 0 011o1') i • " (lo si è osservato sp iccatamente nell a guerra del ,1870) il principio che un nemico si r ioch iude io una zona fortificata solo quando in aperta campagna non è più in condizioni di lottare con pro babilità di buon successo. e che per lo più , fa assegnamento su rinforzi.,up_~.r, rwtendere l'offensiva, co nsi)!lia io massima di ,,,l) la10sciare avanti la piazza o posizione fort ificata, un corpo d'osservazione, e proseguire avanti col rimane1~t~.delle fo r:ze, per affrontare il corpo di socçor,~?i\,19ggi le fortifi cazioni non tutte si espugnano, molte se ne p;iralizzano col mettere il nemico in con· dizioni tali da nor. potersene avvalere. E qualora si l:-allasse di città capitale o posizione fortificata, il cui possesso costituisse ob- biettivo · principale della campagna od anche lo scopo di una importante azione campale, in allora, quando pu r non si reputasse di agire per bombardamento, ma· bensì col mezzo di regolare attacco; sappiamo che le moderne artiglierie, pur tenute alle medie distanze, hanno ta l poten.za distruttiva e preci$ione di tiro da non far punto sentire la necessi Là di portarsi con esse a vicinissima distanza delle opere, mercè il lento e difficoltoso avanzare degli l}pprocci. La cosidetta guerra di zappa ed il coronamento degli spalti, ritengo che abbiano fallo il loro tempo o quanto meno saranno nell'avven ire applicati in r&ri ssime occasioni. Due sono le ipotesi: o !'. assediato dispone di buon e. artiglierie, e mu~izioni, ed al lora è da ritenersi follia avanzare dalle brevi distanze (da 500 a 1000 metri) con ripari di terra fi no agli spa lti ; poichè I

f ........


ZAPPATORI, MINATORI E PONTIERI IN UNA

1~20

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALITÀ

poche granate che colpiscano la lestala di· una zappa , bastano Per rendere nullo il lavoro d'intere giornate. Nemmeno è rn~a 1, fare più assegnamento sul lavoro noLLu rno, come ·in passat o,O~b che rN1 proieLLori elettrici. dei quali non è più per~~sso supporne l'assenza in piazze forti, s' illumi~a i.I terreno. : '~mo. e lontano al punto da rendere, meglio che di g1orn~, v1s1b1le il be:saolio: buone• ed m 0 l'assediato non di spone più d'artiglit,rie i, • •• • qnantità sufficienti, ed allora, senza ricorre~e agli approcci ~1c1m, ci si potrà accostare a tale distanza da aprire tutte le brecc,e che si vorranno ed in tempo molto più tireve di quello che occorrerebbe avanzàndo colle zappe, doppie, fino ai cigli degli spalti . Nè si v.enga a ciLare il cas,, dell'assedio di Strasburgo, ove i tedesch i fecero persino la discesa nel fosso. . . . . L'episodio avvenne 25 an ni fa, e le qualità bal.1st1.che e glt esplosivi delle odierne. artiglierie, non sono qu~lle d allora. Se i Prussiani a Strasburgo poterono aprire la prima parallela ad 800 metri dagl i spalti, coronare la strada coperta e quindi scendere ~el fo sso per eseguire, di pieno gi.orno, , t~l,le .,f~~.se1.·elle aHrav'étso' 'fossi inondati , senza essere d1sturbat1 Hai\ assediato, ciò sion ifica che la difesa nell'u ltimo periodo dell'attacco o dovet~e essere mollif'fiacca, o che le artiglierie dei bastion i di Strasburoo rassomi oliavano moltò g·1gWMl'e di Gustavo Adolfo ('1). Ridotte : 1 silenzio i,le opere esterne (ridolle N. 44-, 52 e 53) del fronte attaccato, la pi azza, che già resisteva più per opera della moschetteria che del cannone, non poteva essere più temibile l' averla alle spalle e nemmeno ritengo potesse impedi'.·e l'e~ercizio del noqp ferroviario situato all'esterno della fort1fi caz,10ne

(il La brécho l)btcnuo rut t)largio ,10 t~ pieds et rendue pratict1ble, mais !es. debris du mur oe comblaicnt pas suflisamment le rossé pour per~ettre l~ p~ssage des tr?u· pes. L'on remédia a cet inconvénient: le trava ll rut execule en plein 1our,. sans qu on r,· t l modé par le feu de la piace. On lança des sacs à terre, des rascmes et des "' . ncomrernp i·s gall1ons 1 clc terre , et, vers r;· lleures cle l'aprésmidi, le travail étalt tcr-

mi~o- ·. ·. ·. ·. ·L;artillerie de la dérense ne réussil pas uno seule ~ois à réduir~ au ~ilence le reu des batteries ennemhis. elle démonta à ~cine une douzame .de canons. C est ce qui nous amène a dire que la <J érense par l'art1ller1e a ét6 tres-fa1ble . ·.. ·: ". (Le siege de Strasbourq eri t870 par G. BooexeonsT, capitaine du art1Jlerie boloe),

1221

8 circa due chi lometri dalla medesima. I Prussiani, fo rse , per sentimento J'onore di guerra, ed anche un poco per l'amor dell'ar~e (da parte degli ufficiali del genio) pi ù che per una impellente necessità militare, vollero spingere l'auacco vicino sino alle ultimissime sue fasi ed avere così occasione di applicare in pratica ciò che avevano appreso nei corsi di fortifi cazione . Cosa consimile fece un capitano dei pionieri al passaggio della Mosella. Mentre il ponte ohe costruiva la sua compagnia trovavasi per metà allestito, gli pervenne l'ordine di ripiegarlo; il capitano non disturbato da alcun nemico, desideroso di toccare l'altra sponda ed a scopo di istruzione contrariamente all'ordine avuto, proseguì la manovra completando il passaggio; si accingeva a ripiegare il ponte, allorquando un contrordine gli ingiungeva di ristabilirlo . 11 . ponte trovossi allora gettato e le colonne di visionai i ne poter-0no profiltare subito con grande___ vantaggio nelle successive operazioni contro i Franeesi (1 ). Il Uio della guerra era tutto in favore delle armi tedesche I In tesi generale, io penso che il posse:;so materiale di una piazza forlific;i1a. o di un'opera isolata di fortificazione,:1implicante l'assalto, come epilogo dell'aLLacco vicino, sia so lo indispensabile allorquando l'una o l'altra costitÙiscono sbarramento non suscettibile d'essere aggirato, oppure obbiettivo principale della campagna, e che in ogni altro caso, il blocco o il bombardamento sarà sufficiente per annullarne l'azione strategica e l'attacco regolare, . spinto con soverchianza di fuochi d'artiglierin, sino alle distanze di 600 a 400 metri, basterà per distruggerne il valore tattico e tecnico. Consegue da quest'ultima considerazione che allorquando non stimasi essere di ma~giore con venienza accerchiare una piazza forte ed agire su di essa con azione di bom bardamento, il lun go processo degli antichi piani d'assedio pot rà essere' ridotto all' apertura di una prima e seconda parallela colleganti batterie d'assedio . Ora, tali batterie sappiamo che vengono costruite dalla . stessa artiglieria; alle truppe del genio quindi, non rimarrebbe che la esecuzione delle zappe volanti, inizio dell'apertura di parallele e di qualche approccio . Dico

(I) ()ptralion de géni e alle111and.


ZAPPATORI, MINATORI E PONTIERI IN UNA

1222 J

.

1223

LA RIUNIONE DBLLE TR]: SPECIALITÀ

in1z10, per rilevare come· nella costruzione delle stesse parai-. tele, la parte tecni ca éhe essenzialmente occorre sia eseguita da truppe del genio, è quella del tracciamento, e della costruzio ne e posizione in opera dei rivestimenti ; il rimanente lavoro, con,;istendo in semplice movimento di terra potrebbe essere eseguitò da truppe dì fanteri a e sotto la direzione di ufficiali di fan teria. Al tra considerazione che consiglierebbe a non inoltrarsi ·in troppa prossimità delle fortificazioni· a mezzo . di approcci è la seguente: l'assediante contro il Liro curvo, oggi molto progredito, trova ròiglior riparo disseminando· i suoi pe~zi di_etro maschere natural i (ondulazioni di terreno, alberi , siepi, ecc .) che non tenendoli raggruppati dietro masse di rilevati artificiali , le quali, per qnanto a basso profilo e cosparsi di ramaglie,, costituiscono sempre bersagli bene appariscenti e su di esse è facile rettificare il tiro. Tale concetto della suddivisione di tanti piccoli bersagli naturalmente invisi bili, r.he viene oggi applicato nello studio dei moderni campi trincerati per gli appostamenti 1~11. , • • delle artigli erie, l'assedian te, più che l'assediato, ·ha opportunità e conveni enza pratica d'attuare. Se non erro, quest'ordine di vedute per i lavori di zappa, comincia a farsi strada fr a gl i uffìc iali• del ienio, giacchè in al. cuni dei nostri poligoni i lavori d'assedio sono ora Ìimitati alle costruzioni di sole zappe volan ti, e per converso molto sv.iluppo viene dato ai lavori per opere di forti lìcazione occasionale. Quanto precede valga per l'attacco. In quanto , alla difesa delle piazzi forti, la maggior parte dei lavori per la loro messa in difesa, vengono eseguiti nel periodo della mobi litazione dalle direzioni del genio con tru ppe territoriali o in mancanza · cL queste, con lavoranti borghesi requi si ti. Alle truppe te~niche dell'e:;ercito di prima linea, dunque spetterebbe soltanto l'esecuzione di opere occasi onali a complemento delle permanenti. cioè difese accessor ie, riservette e magazzini blinda ti, lavori questi , che nel detlaglio rientrano nelle loro mansioni ordi narie per il ·servizio di campagna (for(ifìcazioni occasionali) e per i quali, in conseguenza, non occorrerebbe alcuno speciale addestramento per operare nella guerra d'as,edio o di fortezza.

La castrameta.zionr. Poco· ho da dire. Accennai già, che in via normale nei nostri tempi br~ve è il soggiorno di trnppe comballen~ti in accampamenti; non sj richiedono quindi come in antico lavori di forte entità tecnica. Trattasi di latrine, cucine, casotti, forni, qualche piccola baracca, qualche tratto di strada, un piccolo ponle ecr,. , tnLLe cose a cui le stesse 1ruppe mano_vranti provvedono :;enza aiuto od as· sistenza delle troppe del genio. Nel manuale degli zappatori di fanteria infatti, trovàsi condensato tulto quanto una volta, al riguardo di tali lavori, era d'esclusiva pertinenza dello zappatore del gen io; vi sono accennati pure i lavori di forLifìcazione improv.:. visaLa, quel li per !'interruzioni stradali , quelli per i .passaggi dei piccoli corsi d'acqua tutto ciò insomma che è necessario sappia lo zappatore di fanteria per i bisogni occorrenti in campagna. In esso rnanuale Lutti i citali precetti tecnici sono succintamente riuniti, e tanto bene lo sono, da farlo qnasi qn<1 si preferire ai nostri prolissi e numerosi manuali trattanti tutte quelle istruzioni . Ac,·adendo l'·even tual it:l di do ver costruire grandi baracche o teltoie, condottnre d'acqua, ·serbatoi o qual:-iasi altro lavoro di rilevanLe entità tecnica, l'uffici ale znppatore con la sua istruzione tecnica, con la sua pratica, con la scorta di tipo regolamentari, può facilmente e prontamen te provvedere a qualunque richiesta. È d'augurarsi quindi che nei poligoni del genio più non si perda tempo a far costruire baracche, gourbis, architettonici casotti, mo· .o.u·mentali funuiuoli, ,nonchè tntta la varietà di cucine e forni prescritti nei nostri manual i.

Le strade. Oggi, come in passato, se ne sente forte il bisogno durante lo svolgimen to d'una ca mpagna, anzi, ora, più che una volt~, al.tesa la rapidità con la quale avvengono le dislocazioni tattiche e strategiche. I lavori stradali hanno acquistato perciò importanza granso -

ANNO XLI.


1224

/

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALITÀ, ECC.

dissima; strade e ponti costituiscono e costituiranno sempre il computo essenziale della specialità zappatori nel servizio di cam"' pagna. Risulta adunque da quanto fin qua ho esposto, che in armonia ai bisorrni delle moderne guerre, la specialità zappatori sarebbe chiama~a ad eseguire; in via normale tre soli principali comp~1ti tecnici, cioè, fortificazioni occasionali - strade - ponti.

(Continua).-

L'ESPERIMENTO

DI UNA ESCURSIONE CICLISTICA- MI LITARE ESEGUITA

GIU S EPPE NA TALE maggiore nel S° genio.

I .

1225 .

DA UN DRAPPELLO DBL 39° REGGmB~TO FANTEBA

La nostra Uivista ha pubblicato, in varie circostanze, alcuni . studi sull'applicazione del ciclismo alle operazioni di guerra, i / quali riuscirono interessantissim i. Certamente i , lettori rammentano le puntate sui velocipedi nel · campo strategico ,: tattico del colonnello Massaglia come quelle sulla Questione ciclo-militare del tenente Natali . È noto come il bicicletto sia riuscito a guadagnarsi grandè ·ravore nelle alte sfere militari, specialmente in Francia dove, nelle manovre dello scorso anno, dellero oUima prova alcune sezioni di fantaccini montati su tale mezzo di trasporto; è noto pure come il nostro Ministero della guerra intenda isti tuire i plotoni ciclisti, e come abbia già òrdinato alle officine del genio di Pavia la fab bricazione mensile di 60 macchi ne pneumatiche. Gi unge quindi perfettamente a propo3ito la notizia di un esperimento tentato dal 39° fa nteria, per impulso del suo comandan te, colonnello Ferrari, e per l'intelligente operosità dello stesso tenente Natali. -Già da molti anni a questa parte furÒ no eseguiti in tutti gli eserciti, e specialmente_in Austria, nel Belgio ed in Inghilterra, lungh i viaggi per tappe da squadre di ciclisti militari; anche il suddetto ufficiale ha voluto sottoporre ad una prova consimile un intero drappello del suo reggimento.


1226

L'ESPERIMENTO 01 UNA ESCURS ION.E CICLISTICA-MILITARE

Scopo del viaggio era di. acquistare cognizioni genernli snl. gruppo del Monferrato, e certamente nessun mezzo di locomozione è più atto del bicicletto per un simi le intento, giacché permette appunto di percorrere realmente tutta una regione, lasciando atlo a form arsi, sul le condizioni stradàli e sulle risorse della stessa, un esatto concello, il quale restu mollo più: impresso ed indimenticabile di qualunque studio fallo sui libri. Coll'esperimento invece si doveva constatare qnale attitudine avesserp i cicl~ti , senza un allenamento special e, a sostenere lunghe marce raggruppati, sopperendo da sè stessi agli incidenti del viaggio ; in altfi termini , si doveva vedere qua le conto potesse fare un reggimento sugl'i ~dividui variamente ab ili nel ciclismo , qunlora per una missio ne qualsiasi ro~se stato necessario riunì rii ed inviarli 1: grandi distanze. Inoltre, $Ìccome militarmente è necessario condurre a,.destioaziooe gli effettivi al completo, lutli dovevano marciare . il più possibilmente com palli, e ciò naturalmer1Le a scapito della velociLà individuale, ma con vantagffi'o della resistenza come drappello. 4 'r Direttore . deWésercilazione era il maggiore R(éa·1'cl~ Seue 11fficiali subalterni presero parte alla gita en aniateur. Il drappello, della forza di 20 individui, era comandato dallo stesso tenènte Natali; e r.omposto di sottufficiali , caporal i e soldati , diversi come abi lità ed allenamento, tanto che, dal principiante al corridore, dal debole al robusto, ogni categoria di ciclisLi vi era assolutamente rappresentata. La tenuta era quella di marcia senza zaino, con fucile , sciabola-baionetta, chepi coperto, giubba e pantaloni di panno, con tascapane e borraccia. ..Ancbe gli ufficiali erano in tenuta di marcia, con binoccolo e pi $lola, senza mantellina nè borsa a zaino . Ciascuno aveva provveduto alln meglio per trasportare sulla macchina quel po' cli biancheria che riteneva necessaria pel viaggio. L'itinerario era il seguente : Sabato 30 giugno (dalle 4 alle 10). - Milano, Abbiategras,so, Vigevano , Mortara, Candia, Casale Monferrato;

ESEGIHTA DA UN DRAl'PELt.O DEL

39°

REGGIMENTO FANTERIA

1227

(dalle 14 alle 19). - Casale, Moncalvo, Asti (chilonieh·i 125 circa). Domenica 31 giil,gno (dalle 5 30' alle 1 O 15'). - Asti, Villanova, Poirino, Moncalieri, Torino (chilometri 57 circa) . Lunedì 1° luglio (dalle 4 alle 10). - Torino, Chivasso, Crescenti no, Trino, Vercelli ; (dalle U alle 19 '/,). - Vercelli, Novara, Magenta, Milano (chilometri 145 circa). Le tappe, i grandi alt e le fermate erano stabilile dall'itine· rario, di cui ogni ciclista aveva una copia per saper raggiungere facilmente la colonna, qualora qualche incidente di viaggio l'avesse obbligalo a fermarsi temporaneamente·. Come si vede tntlo era disposto in maniera che la truppa si ferm asse e perno ttasse in città sed i di guarnig ione, oppro fìttando dei locali concessi nelle caserme per dormire e pulirsi, dei vivandieri, degli armaiuoli, ecc. ~, L'andatura doveva essere moderata e regolata sui meno allenati e sui meno resistenti, in modo che quelli che momentaneamente dovevano arrestarsi, potessero facilmente raggiun~ere il drappello. Era assolutamente proibito di fermarsi durante le marce, salvo \ cause di malattia o guasti irrimediabil i allEI macchine. Iri questo ultimo caso però ciascuno, qualunque grado avesse, doveva pensare per proprio conto al trasporto od alla riparazione del bicicletto, senza tratlenere altri indivi lui in suo aiuto . *"'*

L'esperimento dette lltlimi risultati e servì a formare i se()'uenti . n c~iterì ci rca l'altitudin e dei cicl isti a marciare iodrappellati. Tutti i teorisli militari hanno fino ad ora ritenuto e scritto sulle conseguenze dello allungamento delle colonne ciclistiche ; inconveniente che nella general ità dei casi sembra in pra ti ca non avvenire. . Il drappello del 39°, quantunque formato di elementi di varia abil ità ed allenamento, pure tendeva a· raggrupparsi ed a disporsi'


1228

L'ESPERl &fE NTO DI UNA ESCURSIONE CICLISTICA-MILITARE

su tre righe, di cui una marciava al centro della via e le altre due ai lati. Nei casi in cui 1,~ condizioni stradali erano pessime, la· colonna si disponeva su due od nnche su di una sola riga, ma naturalmen te questo avveniva per tratti , la cui lunghezza era insignificante confrontat:1 con l'intero percorso .I '; La disLamm fra macchina e macch ina, nel piano e nelle medie pendenze, variava dai due ai tre passi fra ruota e ruota di due bir.icletti consecutivì, ma naturalmen te subiva aum enti nelle andature accelerate e nel le forti di scese, in cui co nveniva disporre i ciclisti a 11O passi l'nn o dall':illro. Questi allungamenti però non han no grande impor.Lanza, se si .considera con quale rapidità, in simili casi, si può riottenere la colon na serrata. Riuscendo ad impedire che gl'individui in testa ~areggino di ce· Ieri Là, e mantenendo un'andatura costante dai 115 ai 117 chilometri all 'ora, si ollienc una velocità convenientissima, e colla quale si fa molta stracla senza il menomo sforzo. In tal modo nP-ssùno si avvilisce nè si ri conosce inferi ore agli altri, e chi deve fe rmarsi · può in brev'e ed agevo lmente riprendere il proprio posto. Si può ritenere però che con elementi più allenali, omogenei ed afOaLati, si oLlerrebbe rJualche co.;a di più, ma in ogni modo, colla suddetta velocità ed in condizioni medie di pendenza e di fonclo sLradale, il drappello su tre rixb e aveva una profondità di circa 28 pnssi, lunghezza quasi uguale a qnella di un plotone di cavall eria della stessa forza, il quale regolameularmente misnra 27 passi in colonna d1: 'IJia per quattro. L'andalura si ridusse ai 12 chilome1ri all'ora solo nelle ascensioni pi ù. faticose del percorso, come fr:-1 Casale e Moncalvo, e fra Asti e Villanova: però il ritardo fu sempre compensato nelle successive di scese, in modo da raggiungere una media di 15 chilometri. .\ Anche pei ciclisLi le ore più aLL~ alle marce in questa stagione, sono naturalmente quelle del mattin o fìno alle 11O. Col fresco la lruppa, perché non parta a digiuno, può fare i primi 50 chilometri senz.a mai fermarsi, e proseguire poi per altri trenta comodamente, subito dopo un breve alt. · . Dalle ,tO alle 15, special mente i ciclis ti principianti, non resistono al caldo ed al sudore, che molestano in ragione inversa del1

ESEGUITA DA UN DRAPPELLO DEL

39°

REGGn!Ell'TO FANTERIA

12 29

l'abilità e dell'allenamento. Forse con tlll drappello d'individui tulli provetti, si potranno · raggiungere quegli stessi risultati che si ottengono individualmente. Inoltre quelli che par'lono digiuni o che tracannano se.r.za,mo derazi.o~e alcu~a.' specialmente birra o liquori, vanno soggelli a malor, 1mprovv1s1 ed anche a svenimenti; i più resistenti sono coloro che riescono a non bere mai. Un fenome no strani) fu il fatto ch e nella terza marcia tutti, anche i meno pratici, sostennero minor fat ica, di maniera che non vi fu un solo ri tardatario p~r esaurimento di forze, menlre per logica sarebbe dovuto avvenire perfettamente al contrario. Iliassumendo , si può concl.uclere che, in condizioni normali, un drappello può percorrere senza stancarsi un 11uO chilometri al giorno, di cui 80 al mallino cd il resto nelle ore più. fresche del pomeriggio . Alle. t,a(?pe i ciclisti giunsero sempre freschiss imi, tan1 0 che in luogo di abbandonarsi al sonno, procurarono divenirsi ed al:un i garegg,aron~ ~i ab!liU1 .evelocità coi colleghi degli altri reggi menti. In cas? d~ p'.o~~ia viol enta le difficoltà divengono grandiss ime, talvolta rnvrncibrl,, e nella mi,tggior parte dei casi superabili ma s?lo da individui provetti, tenaci e non preoccupali della conservazione della propria macchina · I.n queste circostanze sarebbe btilissima per la truppa la mantellina da alpini, possib ilmente con cappuccio. \ Le macd1ine sembrano il termonietro dell'andatura, giacchè non appena ques1a ven_iva aumentata, gl'individui essendo costretti a correre sbad~tamente, producevano subito qua lche guasto, ed erano costretti ad arrestarsi. ~uesto_ fa.llo aggiunto al conseguente rallentamento dei più. de· bolt, e qurnd1 allo allungamento della col onna, porta alla deduzione che: ~uanto,.più la velocità individiialmente è moderata, tanto più quella collettwa come drappello è maggiore. Per un viaggio che dovè servire di esperimento, e pel quale si e.rano _uttlizzati bic isletti di ogni genere, non è da meravigliarsi se st pro~ussero vari guasti; però furono tutti di' poca entità e generalmente rimediati durante il percorso.


(

1230

L'ESPERIMSNTO DI UNA ESCURSIONE CJCLl STICA-lllILITARE

Gli stessi avvennero, per la maggior parte dei casi, ,quando gl'individui in testa anmentavauo eccessivamente l'andatura. La miglior riuscita la fece l'unica macchina di ordinanzn tubolare la qnalé, malgrado qual che caduta subita nel viaggio, ha dimostrato, una volta di più, che militarmente è sempre da pre:ferirsi alle pne.umatiche.. Per i guasti non riparabili :;ul momento, e per gl'indivi_dui stanchi, venne ideato e messo io prati ca un espediente, che dette ottimi risnllati , sia nelle salite come nelle discese. Al ciclista,· impossibilitalo a proseguire, veniv:a legata la macchina a dne altre precedenti, e così si r imorchiava l'uno e l'altra fino alla tappa o al grand'alt_. Ma si sa · ch e in fa tto di espedienti i soldati sono maestri , e l'abitudine a simili viaggi fornirebbe un corredo di ripieghi, vantaggiosissimo per la buona riuscita delle marce ciclistiche.

ESEGUITA DA ON DRAPPELLO DEL

39°

REGGIME NTO l'ANTE RIA

andarono ad incontrarlo fuori della città. In quartiere, il colonnello Ferrar i offrì un vermouth d'onore. Tutti questi ricevimenti, se da · un canto provano che nel nostro esercito si conservano sempre la poesia del mestiere ed il · tradizionale cameratismo, dimostrano ancor più chiaramente che l'iniziativa presa dal 39° fan teria fu dovunque compresa ed apprezzata.

X.

,,. * * Il 2° genio, il 6° bersaglieri, il 7 1° ed il 74° fan teria gareggiarono in accoglienze entusiastiche ed affettuose. Ovunque gli escursionisti trovarono velocipedisti militari di vario grado che vennero ad incontrarli, e nei presidii do,,e si fermarono ricevettero, tanto gli uffi ciali come la truppa, rinfreschi, colazioni, pranzi ed attenzioni di ogni genere. A Poirino, il colonnello Arpino, del distretto militare di Milano colà. in licenza, invitò tutti i gitanti nella sua casa, dove con cavalleresca cura era stato imbandito un sontuosi ssi mo Buffet. Superiore ad ogni descrizione fu l'accol,"llienza avuta a ToriI).o: cinquanta ciclisti di quella guarnigione attendevano il drappelli, a Moncalieri, e tutti insieme entrarono in città dalla barriera di Nizza in hell 'ordine mil itare. Nel cortile della Ceroaja ufficiali e truppa della brigata Puglie accolsero con vero en tusiasmo i loro colleghi del 39•, mentre la musica dei 7 1° suonava varie marce militari. Al ritorno in Mi Iano atte[)devano il drappello tutti i camerali del reggimento , gran parte dei quali , a piedi od in bicicle!to, 1

1

1231

. ,,

\

1


I TRA 1 LIBRI

1232

T RA I L I BRin

fl

principe Eugenio di Savoia e l'assedio d~ T_ori1w. -;-- Vo_lontari i,n.ql~si alla rJ;ifesa del si,olo nazionale. - Il socialismo e l esercito. - L Abissinia venuta in ·moda. ·

Continua con passo lento e sicuro. la traduzione della storia delle Ccmipagne del p·rin~ipe ~t~gen'Ìo, p~~bhlic~ta origina ~ia~n~nte_in tedesco dalla divisione storica m1htare.doll 1mperiale male a1ch1V10 d1 guerra austriaco: L'V II[ volume della 2n serie, testè venuto in luce in Italia, appone nel 1882 nello. edizion~. tedesca ~d è frutto delle ..ric~rche dei tenenti colonnelli di stato maggiore austnaco barone v. GnuxeuHL e ba~ rone v. L1NDENBACH. La traduzione è dovuta alla paziente cura del maggiore .MARSEL LI ed alla elegante penna del generale C~ns1. Questo volume è doppiamente importante per 001 a ca~sa de~la nar~ razione dell'assedio di Torino in esso contenuta e della ltberaz1one d1 quella città avvenuta come ris_ullato della bellissima_ marcia di fianco ideata dal principe Eugenio e compiuta colla protezione del Po, e della batLaglia del 7 seLtembre 1706. . L'economia con cui sono distribuite le materie nel volume è la solita. Una introduzione prelimioare descrive la situazione deÌl'Einopa nel 1706. Tre fomiti di ouerr.:i: nel settentrione la conteso. di prevalenza tra Rus~ia e la Sv:zia, nell'Ungheria la insurrezione nazionale dei Magiari,. in occidente la lotta contro l'ambizione soverchiante di Luigi XIV: tra . \ questi t~e incendi l'impero barcamenavasi per evitare di essere t~av~!to nel settentrionale, per soffocare l'orientale che poneva a repentaglio l 1~tegrità dei possedimenti imperiali e provocava_l'inte1:vento della Turchia in Uncrheria, e per partecipare alle guen e occ1dentalt solo per quel tanto e . . . che glielo permettevano gli scarsi mezzi pecuman. . . . . Un breve cenno di confronto tra le spese di guerra e 1 contributi d!mostra in ,quali tristi condizioni dovesse versare l'erario imperiale. Il con("} Sarà ratto cenno di tutti i libri di cu.i sia mandato esemplare alla Dire:iione.

1233

tributo delle diete p!'ovinciali ascendeva a 9 mili~ni di fiorini in cifra tonda, e le spese previste ·a 28 milioni. Vi vevasi quindi sul credito che aprivano i banchieri a patti assai onerosi; avveniva che t,'llora erano antecipati i danari con. garanzia dei comandanti imperiali, e tuttavia il p1-in·cipe Eugenio nel giugno del :1706 lago.avo.si che alcun.i valenti ufficiali morirono per pura povertà e di fame, ovvero si trovavano in caso di se, guire p1·esto quelli che erano già morti. Alla enumerazione delle condizioni politiche ed economiche in cui si trovava l'Impero sPguono quelle degli apparecchi di guerra dell'imperatore e dei suoi alleati, ed il racconto delle opera1.ioni militari in Baviera, in Italia, sui confini nord-orientai! della Francia, in Germania, nei P.ae~i Bassi, in Ungheria e Transilvania e nella penisola iberica, v3sto teatro di guerra cho comprende l'Europa occiclentale e centrale, ed è illustrato con alcune tavole in cui sono riportati i .disegni dell'epoca in cui avvennero i fa tti. Il volume si chiudo con una ricca appendice di documenti, e colla collezione delle letLere scritte dal principt! Eugenio durante il corso di quell'anno di guerra. Dobbiamo accennare ad un'aggiunta fatta tra le altre nella tT;1duzione italiana e riguardante il racconto del fatto di Pietro Micca. Sarebbe opportuno· che lanto materiale storico quanto è contenuto in que~to volume di più che 800 pagine, tutto compreso, fosse riassunto con mano leggera 0 scrupolosa ad un tempo in modo da con1l11rci a riviverè in un'epoca in cu i lo spirito essenzialme~te militare era grandissimo, e non minore il coraggio nell'affrontare i sacrifici di una gnena disugcvole e lunga. Il trionfo di Torino, e le conseguenze immediate della battaglia combattuta sotto le mura di quella città proverebhero come anche sul terreno della storia sia certo il compenso per i deboli purchè tenaci nei loro propositi.

La scintillnnte corazza dell' impern inglese è essa in vulnerabile? Se avesse da scoppiare la guerra a fondo contro qualche grande potenza europea non sarebbe decisa sulle coste inglesi ? Questo pensiero manifestamente espresso da qualche scrittore di cose mili tari, e specialmente in Francia, muove il capi tano inglese WH.1m1 ~0N a formulare una i rande inchiesta sull'impiego dei. volont.ari nella difesa nazionale in un libretto col tìtolo di The volunteel'S and the national defence. (Westminst.er, A. Constable !896).

\


1234

TRA I LIBRI

T&A I L lllRI

L'autore dell'Impero del mare (The command of the Sea) e del Cervello. dell' e3ercito (The brair of an Army) di cui ebbe già ad occuparsi la Rivista militare, espone con la consuet~ chiarez;r,a le condizioni in cui si trovano i volontari rispetto nlla difesa del suolo nazionale che è loro affidata. EO'li viene a ·1nuesta conclusione che ci sembra utile di riasrnmere: non O si tratta di regolare i particolari di servizio dei volontari con rigide pre· scrizioni, ma bensì di preporre loro uomini aut.orevoli e capaci di guidarli nello studio e nell'addestra rnent.o di quanto occorre loro. A far ciò non occorrono nè danari nè nuovi provvedimenti legislativi: basta la conoscenza dello scopo cui mira l'istituzione dei volontari ed il C'.riterio per · guidarli a raggiungerlo. Si stimolino gli ufficiali allo studio, ma non si dimentichi che esso non è il fine, ma un mezzo solamente, ed il (ine è quello di f~.rne dei buoni condottieri di truppe ed uomini capaci di un elevato contegno in presenza dei soldati. Non deve esser trascurato lo studio, ma piuttosto che insaccare fatti e notizie esso deve insegnare a ·coordinare gli uni e le altre n_ella mente, ed a formulare netti e sicuri giudizi. • . Questo largo psogramflla applicato alla educazione intellettuale de~li uffici:ili dei volontari inglesi, non sarebbe fuor di luogo nemmeno per quelli delle truppe regolari presso di noi. ~

Alcuni litoli paiono cercali appo,la per invogliare alla letLura di un libro cui poi non corrispondono che poco o nulla. Il CH1ALVO ha pubblicai.o coi tipi della Casa editrice . italiana un libretto sòtto questo nome: Il Socialismo e l' Esercit-0. Quali legami diretti vi abbiano da essere tra questi due termini non lo si concepisce, ma nemmeno nel libro è det10. Questo forma una raccolta slega~a di pensieri e frasi che hanno lasciato qualche impressione nella mente del compilatore. Noi vi troviamo di fr~ quente delle fra si le quali non brillano nè per chiarezza nè per esattezza. \. Citiamone alcune. ~ «Il socialismo, prima di Carlo Marx era appena In minima ('?) espressione sentimentale di un amore fortissimo per l'umanità (pag. :1. 3); do'po ( dopo di Marx s' intende) il problem(t sociale fu posto su basi pit, stabili; si studiò la formola capitale, quella più importante di moralità, i fattori molteplici che avevano concorso a tale nascimento (quale?) di ideali alti e nobili informati da sentimenti ancor più alti e nobili: si fece comprendere che se il volgo talora eccedo non ne ha colpa (pag. io). E con ciò il problema ebbe forma nuova e voleva :;oluzione pratica e positiva».

1235

Fortuna! perchè altrimenti quel problema che era una es.pressione sent·imentalee poi /u posto su basi più stnbi li pericolava di rimanere assai ìndeterminato ed incomprensibile. Altre: .te epopee nazionali in alcune nazioni hanno riacquistato l'unità e l'indipendenza (pag. 1.6) » - « il patriottismo ha raggiunto una fase che ora subisce una evoluzione» - « l'amarci trn uomini 1,eramente e 1wn da ca.illi, sarà un a va m:amenlo aIl' otli mo morale e sociale , Infaui, perchè l'amore da Caini dev'essere un amore da col1ello. Troviamo onche·questa osservazione: r negli aitunli ordinamenti sociali la fimzione mili/.a.re s'impone e chiede una sol uzione pronta: perciò bisogna dal'ie (a lla soluzione'?) una apparente preva lenza (pag. :17) » . (Preferiremmo quasi che gliene fosse data una reale ed effettiva per amore di <Juella funzion e che gira alla ricerca della sol!.lzione) . E questa è di genere storico: « di fronLc alle naiionalità risorgenti al papato mancò il modo <li piegarsi alla evoluzione sociale, vi cadde sotto {pag. 20), (a che cosa?) - Lo è anche quest'al tra; che l'assunzione del grande elettore di Brandenburgo a Imperatore di Germania fu dovuta olle conseguenze della unione armntn (pag. 38). Tra le ragioni per le quali fu proclamata la obligalùrietà del servizio militare vi ù questa: e qualora l'indice della potenw delln fo rza morale e materiale fosse sa lito ad un alto ~rado, per l'offesa, o come volete, per la conquista di~olonie, pe1· aumentare vieppiù il reddito nazionale, per ìsvi luppare maggioi·mente l'auivitll in<lu$triale e commerciale· di .nitre classi {pag. 23 » .... Dav vero che in tutto questo seguilo di per vi è da perder(' il fi lo, ed allora si finirebbe col credere che il servizio obbl iga torio possa essere adottato per aurnenwre il reddito naiionale, e sarebbe un bel caso da proporsi. allo studio dei legislatori che si arrovellano per cercare di diminuire l'esercito a favore dei bilanci. E vero che ciò non accade se non quando l'indice della potenza sale ad un gr:ido ben allo: ed è pure vero che tra gli altri desideri il compilatore esterna quello di veder procedere cli comune accordò la ragione economica e lo militare, e cessato tra esse ogni dissidio. E così fosse, aggiungeremo noi, ma mi pare un correr dietro alla quadratura del cerchio il proporsi un desiderio simile. Non sapremmo nemmeno spiegare l'altro desiderio dello scrittore di una educazione sana da darsi ai nostri soldati, « la quale debba cornìstere nel prepararli alle ftmzioni dive1·se civili che li atlendono alla loro usc-ita dal reggimento (pag. 26) , e possiamo pensare quale sovraccaric.o dovrebbe venirne ai nostri ufficiali se questo si :ivverasse.... Non abbiamo voluto arrestarci alla prima frase, per non incol'l'ere nel biasimo fatto a colui che da una frase coglieva occasione per ;·ovinare


1236

un uomo, ne siamo andati alla ricerca delle frasi poco precise per un maligno gusto di c~itica. Vorremmo solamente concludere che argomenti di molta importanza come quelli affrontati in questo libretto, vanno molto rimuginati per riuscire a qualche cosa di 01·ganico, e l'intel'esse del titolo non può compensare la mancanza à' impasto nella esposizione e la 0 inesattezza della parola; i quali sono peccati inevitabili quando manchila necessaria prepal'azione. Una sola cosa c}Ì piacque e vogliamo di,rlo :· l'affettuosà lettera che dedica. Vi si rispecchia un animo gentile ed ele-, valo, ed esso ci porge promesse che questo primo tentativo non ha potuto · mantener~ per l'arditezza e l'indeterminatezza dell'assunto..

Il ~fEoMARTINO ci dà I~ traduzione del nuovo lavoro del COLMAR voN _G.oLTz, 'La condotta della ,qiierra. (Benevento i896). Vi trovammo la ~rec1s10ne ~i, frase di cui aveva data larga caparra. nella traduzione delI ~!tra opera del VoN DER GoLTz, La nazione armala. Perciò raccomandiamo questo nuovo lavoro ai nostri lettori. Il,ER

F. ·1

'f. ..

)f.

L'Abissinia è all'ordine del giorno. Nella Revue des deiix monde l'HANS valendosi di vari elementi pubblicati riassume in un articolo la descri-: zione dell' Arnzée dé llfénélik. Tra quelli elementi anche alcuni articoli della Rivista militare che non si oimentica di citare. L'articolo è benevolo per il nostro avversario senza esserci apertamente contrario. Rammenla la tatlica abissina dell'aggira menlo che precede l'assalto finale; ma al solito dimentica la straordinaria sproporzione numerica senza dii. che la manovra non avrebbe avuto il risultato efficace che ebbe. Alcune cifre riguardanti l'artiglieria perduta dovrebbero essere corrette colla relazione ufficiale e potevano essere cilate con maggior esattezza, anche limitandosi ai telegrammi del Libro Verde o dei corrispondenti dal campo. Il MA1NDRON poi si fa addirittura panegirista del ·Menelik nella Revue de Paris (fascicolo del HS giugno). Si. radunino tutte le virtù politiche e militari dei re cli Francia, da S. Luigi che amministra la giustizia sotto un albero a Napoleone imperatore che dà un nuovo indirizzo all'ammi- , nistrazione del paese, non esclusi Francesco I e Enrico IV, e si fondino nella descrizione morale di un solo uomo: voi avrete il Menelik descritto dal MAJNDRON. Senza togliere nessun ~erito nè al panegiriita, nè al panegiricizzato, tutto questo lusso di qualità-guerriere, politiche, e · \ morali mi pare un po' soverchio. Agli altri articoli. accennati dobbiamo aggiungerne uno del D' Avnrt sulla Reuué bleue del 20 giugno e riguarda le relazioni tra il re Luigi Filippo ed il nonno di Menelik, ed un'altro nella Nuova Antologia del Gurn1 sull'Abi.~sinia antica. Il primo richiama alla memoria l'esistenza di un trattato commerciale concluso tra la Francia e lo Scioa nel 1829, il secondo non sarà affatto~ inutile .... agli eruditi della storia antichissima.

1237

TRA I LIBRI

TRA I LIBRI

...


1238

1239.

NOTIZIE POLITICO-MI LITARI

, NOTIZIE POLI1"I00:-!1ILITARI !·

'I

~

Il nuovo progetto di ordinamento dell'ese1:cito, già approvato dal Senato e pendente davanti alla Carnera, fu il Jerna delle più vive discussioni · negli uffici della Camera stessa, nei circoli militari e nella stampa militare e politica durante tutta la ·quindicina. È notevole la relazione con .cui l'onorevole ministro della gu~rra ha accompagnato il progetto presentandolo alla Camera. « 'l'orna a voi, modificato dall'altro ramo del Parlamento, il disegno di legge per conversione iu legge dei Regi decreti 6 novembre 189(1, sull'ordinamento e sugli stipendi ed assegni fissi dell'esercito. ·,« L'opportunità di far cenno soltanto delle questioni più gravi e controverse; la conoscenza oramai genera le delle qu~stioni stesse, dopo le numerose relazioni presentate e le discussioni avvenute nella Came1·a e nel Senato; l'esposizione fattavi pochi giorni or sono dei criteri da cui sono partito nel concretare le modificazioni che il Senato si è compiaciuto di approvare; l'urgenza infine cli definire una buona volta questioni di vitale import:rnza per la difesa nazionale, e pure connesse a molteplici e legittimi inte1·essi particolari; tutto mi consiglia ad esser~ brevissimo nello esporvi i motivi delle modificazioni appartate. Noto che per alc_une questioni l'ul'genza è immediata, pel motivo che è pros- ' simo a scadere il te.rmine ' ultimo fissato dai decreti -leO'01;>O'e per la· com·-"pleta attuazione delle rela1ive disposizioni. «· Uno è il punto da decidere. Volete voi, continuando nel sislema dei ripieghi, che solo una sperata provvisorieta poteva r(lssegnarci- a tollerare, mantenere il disquilibrio esistente fra fine e mezzi, fra organici e bilancio? Oppure riconoscete la necessità di chiudere alfine quelle discussioni sull'esercito, che tutti giudicano sommamehte deleterie, e restituil'gli s1abilrnente la necessa ria consistenza e sol iditil studio assiduo dell'ordinamento negli altl'i esel'citi? ' ·

« Per avere l'esercito solido, non potendo aùmentare il bilancio di 30 milioni che coll'ordinamento :ittuale reputo indispensabili, l'unico mezzo .~ ridurre' le unità restringendo gli organici » . Prosegue l'onorevole ministro dicendo che, scelto quest'ultimo partito, ' restava a determinare il modo e la misura delle riduzioni. I modi sono due: a.) ridurre un certo numero di corpi d'armata con ' i corrispondenti reparti delle varie armi ; b) ridurre in ciascun reggimento le unità nlemenlari (compagnie, squadroni e batterie) , lasciando inalrerato il· nutnero delle grandi unità ed, in masgima, anche quelle dei reggimenti. Si è p;·eferito il se.condo perchè non altera la· cir.coscrizione attuale, si presta alla costituzione dell'esercito mobilitato e turba il meno possibile gl'interessi delle ciltà sedi di guarnigioni; perchè inoltre « con esso resta facile, quando, migliorate le condizioni finanziarie, si potesse aurnen. tare il _bilancio; ricostituire gradualmente le unità soppresse ». Quanto alla misura, si è fissa ta la riclu_zione in un quarto circa delle formnz ioni attuali, per poter riport,He la· forza media della compagnia ' da 72 uomini, qua le è oggi, a iOO almeno. Con questo, la nostra compagnia verrà a trovarsi in cond izioni intermedie fra la compagnia _austriaca e qu~lla fra ncese, ma ancora di molto discosta dalla compagnia tedes~a. Un corrispondente miglioramento nella forza, in uomini ,e in cavalli, avranno pure· le batterie. ~n totale si diminuiscono: 327 compagn(e di fan teria su 137'1; 24 squadroni su 1.44; lt7 batterie su 2•13; ·14· compagnie da fortezza su 76 ; 1 çompagnia del genio su 66; 1. compagnia treno su t\O. Nel comple:sso, la diminuzione è del 22 per cento pe1· le unità' delle armi a - . pied~ e per \e batterie; del '16,67 per, cento, cioè precisamente . di un sesto, per gli squadroJi . Come media generale, la riduzione del numero de!le unità elementari è del 21.,06 per cento. In. compenso le compagnie avranno una vera forza maggiore e complessivamente, quantunque le unità sieno minori di numero, si avrà sotto le armi una forza di :I.O rnila uomini in più dell'attuale.

*** .

11

Oggi la ·~Orza . media della compagnia è ridotta a soli 72 ud1mini, il che .vuo~ dire che pér una ,parte dell'anno, detratti gli uomini occorrenti ;pe1 varii servizi di ·quartiere e di presidio, gli ammalati, i convalescenti ecc., la compagnia si rid~ce a un piccolo plotone, e per 8l -

ANNO XLI.


1240

NOTIZIE POLITICO-MILITARI

s.volgere qualche i~truzione ·d'insieme occorre riunì re, t~tte le compagnie. del battaglione e spesso del reggimento. . In questo modo gli ufficiali non prendono amore al lor? còmp1to, non si stabilisce un perfetto affiatamento fra superiori ed in_ferioti, nessuno risponde in modo particola re dell'istruzione dei soldati,. 0 Per effetto delle riduzioni proposte, non si può dire · v_he si raggiungerà uno stato di cose, ottimo, quale può ·consi~era_rsi ~·ottenuto i? G~r~ mania, dove ) e compagnie hanno la forza media d1 :I.DO , .µomm1, c10e i tre quinti della forza di guerra; ma verremo a trovarci in ~ondizioni. quali .non abbiamo avute da molti anni, c~n u~a compagni~ leggermente superiore a '100 uomini: Adouand~ poi il temperamento della chiamata della classe di leva a marzo per le armi a piedi, la detta forza media si ripartisce nell'anno in guisa che, nej,1,nesi . più adatti al\'ef- . ficace svolgimento delle istruzioni, la compagnia verrà ad avere da 1.30 3, HO uomini, tale cioè da pote1:e attendere col massimo p1:ofitto _ al · praprio addestrame,nto e da costituire un buon nucJ.eo per lo mcorpo-_ ramento dei richiamati in èaso· di mobilit3zione. ,ar, Senza di questo, la compagnia dell'esercito m,obilitato sareblre ass~i piccola, perchè i~ esso i richi.amati dal congedo costitpirebbero la parte_ maggiore, più dei.,,1Nt-it~p;);.pel t~tal~1, ~~ i_l nucleo di ~-~ ~~ o~tre a~'.-1 essere piccq\o, avrebbe per le rag1om gia dett.e, scarsa sohd1ta e scarsa istruzione. · Ma un altro elemento concorre a stabilire un~ . considerevole diff~'ià 'solidità della compagnia di guerra, quale risulterà con l'ordinamento propo3to, e quella attuale. . L'ordina mento in vigore, mantenendo un numero di unità sproporzionato . alle risorse del bilancio, n'on permette d'incorporare annualmente u'n contingente di leva numeroso, quanto il numero delle unità richiederebbe. . ' , ' Continnenti piccoli e unità nu.merose fanno sì che, per la formazione dell'eserc~o dì guerra, occofrono molte classi, e la solidità dell'esercito. " riesce tanto minore, quante più sono le classi incorporai.e, per(lhè vi. entrano io maggior nnmero uomini che hanno perduto in istruzione ed in spirito militare, più ammogliati, JJiù padri di famiglia, più attaccati' alle abitudini della vita civile. Nel caso concreto, con l'ordinamento attuale, per mobilitare l'esercito · perman~nte potrebbero bastare otto _classi, se il contingente annualé fosse di :l00,000, q.uale lo voleva il Pelloux; ma il bilancio. ora non lo_ permette. Due _anni fa ~u di 80,00? ~orni_ni; q~est'a_nn~ sa_rebbe stato . di 60,000 se p.on fossero intervenun I fatti eccezionali d Africa, e per la

~O'rlZIE l'OLITlCO-MlLI'fARl_

12Ù

classe 1876, ~econdo. risulta dal bilancio 1896-97, la 'chiarnata sarebbe ristretta a 70,000 ùomini. · Segue l'onorevole Ministro della guerra esponendo le ragioni speciali delle altre riforme proposte nel progetto, di quelle cioè riguardanti l' or·di11amento degli alpini e dei hersaglieri, quello dei distretti, la creazione del nuovo grado di generale d'armata, la ricostituzione. degli ispettorati generali d'artiglI~ria 'del genio, il mantenimento dei collegi militari ancora esistenti \ · la ricostituzione dei soppressi, il mantenimento e, la trasformazione delle fabbriche d'armi, la composizione delle milizie, le . modfficazioni alla legge sugli stipendi ed assegni fissi pel regio esercito, ·1a principale delle quali si riferisce alla concessipne del cava11o ai c:Jpitani di fan,teria ecc. . f 1 Dopo ciò l'onorevole Ministt·o cnnchiude: « Onorevoli depiitatit Come vi è noto, il disegno di legge che ho l'onore di presentarvi è il risultato di un accordo fra le mie proposte primitive ed i voti espressi dal Senato. Coll'accettare di conservare inalterato il numero dei reggimenti bersaglieri, di costituire ·tutti i reggimenii di cavalleria su cinque squadroni, e di tenere H1:<'.I: batterie invece di 112, io ho inteso mostra,re la mia grande deferenza verso quell'alto consesso, · mà' nell'Ò sttisso iempo ho p1irato ad agevol\n'e'' l'à'pprovazionè di una legge che, per mia profond:fconvinzione, è destinata a togliere l'esercito· da una !)Ondizione che io giudico non sopportabile e piena di pel'icoli. « Gli aumenti apportati rappresentano; a mio p11rere, l'estrerno Jimi'te ·· delle concéssioni possibili, per avere nellè compagnie, negl,i squadroni, ' nelle batterie una forz.J di pace tale, che dia loro il mezzo di potere . quandochessia essere uno strumento di forza e di coesione, non di deho- · lézza o di disordine:

e

re~~~11fra

. ffl'f(

/

· 11 progetto in parola fu presenta.to alla Camera i-1 rn corrente e chiesta ~d accordata l'urgenza, fu trasmesso agli uffizi. Ra1;e volte si· videro le sale degli uffizi così affollate ·come il giorno .in cui si trattò di nominare la commissione per questo progetto e subito ~pparve ~be il medesimo incontrava il favore dellà {llaggioranza. Nominata la commissione con grande prevalenza di membri favorevoli, c~mi~ci~ subito !'esame del prog~tto e la rel~~iva discussione ,fu lunga e \ v1vaciss1ma, com era da aspettarsi e come l un portanza dell argomento richiedeva·. L'onorevole Ministro della guerra intervenne più volte in ,\ seno alla commissio'ne per dare gli .,;chiari1111eati che gli furono richiesti.


'

1242

1243

NOTIZIE POLl1'1CO-MILITARI NOTIZIE P0LlT1CO-MlLITJ.RI

Jl gener;le Baratieri si trovò così fatalm-ente nelle condizioni di'non potere eserci~are il coma~d~ e l'ascritwgli_ onlj.ssi?ne ,può aver a~uto la p~rvenza . di reato, ma le risultanze del d1batt1ment~ esclu~ero il dolo e la volontaria negligenza. Perciò il tribunale esclude la respon~abilità penale del generale Baratieri; ma n.on può astenersi dal deplorare che· la somma delle~cose in lotta così disuguale, in circostanze così difficili, fosse affidata ad un generale che si. dimostrò tanto al disotto d~lle esigenze _della situazione, e· dichiara non farsi luogo a procedere per rnesistenza d1 reato.

Tutte le riforme principali furon() dai commissari approvate. ~u qualcheduna di $econdaria importanza l'onorevole Ministro si mostrò arrendevole. r: esame a la discussione terminarono il 27 e lo' stesso giorno fu nominato 1·elatore l'onorevole Sani Giacomo con mandato di approvazione. · Si cred~ che la relazione possa essere pronta fra qualche giorno. f'.

** * Le . questiooi sul!' Africa si ch1usero colla sentenza nel processo Baratieri. Abbiamo già detto che fu di assolu toria; ora ne diamo un · sunto perct~è i lettori ne vedatt:o la motiv~zione. La sentenia espone anzitutto la situazione degli eserciti . nostro e scioano nella seconda quindicina di febbraio, .,!l~ci·ive le caratteristiche dei rispett.ivi comandi, accenna ali' alternarsi dèi propositi nel generale Baratieri dal 23 al 28 febbraio prima di decidere l'avanzata il '1 ° marzo e le ragioni che ve lo spinsero;. . .a . .' .. · , Descrive so,:nmariamente il combattunento e le P,e1:1pez1e della ritirata. Ritiene chejl generale Baratieri, sebbene sempre incerto, propendeva fino al 28 febbraio a ritirar~i; .che poscia die_tro. unr~i~e. parere 1ei generali ·di brigata decideva di avanzare; che le ragwm mclucen,tr:i tal p11sso non erano guarì 'giustillcabili; che iniziato il combattimento 1 non seppe padroneggtare l'avvenimento, nè dare un indirizzo meno di~gmo~H11~,Jla battaglia, malgrado il valore de!le '.ruppe che combatterono eroicamente dovunque vennero bene 1mp1egate: che, quando l'egito jmpari alla lotta era evidente, non seppe dare disposir.ioni per la ritirata, al fine cl.i attenuare le conseguenze della c,lisfatta ; che si ritirò per una via priva di truppe di sostegno e di telegraf~, cosìcchè non p.otè dare ordini ai presicl!i, alle salmerie, ai reparti restanti, n,è alle truppe che si ritiravano. , . Considera non provato l'addebito di aver attaccato il nè,niic.o per motivi estranei a considerazioni d'ordine milit;tre; aggiunge che il ge- "' nerale Baratiel'i, rimasto al fooco in prima ' linea e ritiratosi -fra gli ultimi d;il campo, tralasciò bensì ·momenr,aneemente l'esercizio delle sue funzioni, ma non abbandono volontariamente il comando;, che l' omis . ; io~e dei provvedim~nti occorrenti alla ritirata avvenne perchè fu so~ pràlfat,to da :i.vvenimenti che non aveva saputo prev~dere_nè regolare. Non ebbe nè energia nè capacità di far meglio. E, se sino alle ore nove del 3 marzo non diede clisposizioui ,che affermassero .l'~sercizio del. çomancl;, .ciò avvenne involontariamente solo perché non seppe prea scegliere la migliore linea di ritirata.

Esaurito il proceJ:<;o Baratieri e partita per l'Italia la maggior parte delle truppe, féce,1·0 rito,:no quasi tutti i generali (Del l\fayno, Heusch, Yalles, Bisesti, Barbieri, Gazzurelli, l\fazza) i quali in massima riprenderanno i comandi che reggevano prima della partenza per l'Ei·itrea . Anche il generale .]3aldissera torna in Italia avendo otténuto una li. · d)'11sa,Iute. cenza rer .motivr Resta per ora in Africa il generale Lamberti v_icegovernatore; si assicura che vi resterà pure, come comandante delle truppe, il èolonnello p Stevam. ' I:,e ·condizioni della colonia, ristretta negli antichi c~mfin.i al cli quà della linea ~Ì-areb-Belesa, sono tornate nello stat.o normale, cioé pa- ' ciffche com'erano prima della guerra e sicure quanto possono esserlo avendo per vicini i-a~ Alula, ras Mangascià, Sebat · ed Agos Tafari. ,. Si• ritiene però che le nosrre truppe imiigene e le poche · truppe nazionali rimaste nel!' Africa sieno piucchè sufficienti per guardare i con- ·· fini. ·È cominciata 1.~ sti1giòne delle pioggie. . . ' Anche dalla parte di Cassala tutto è tranquillo. dervisci, attaccati e battuti in più scontri dagl'inglesi, si sono sempre più allontanati dalla no~tra frontìera. Al di quà dell'Atbara noi} ve n'è più uno e questo fiume gonfio per le pioggie ~ oramai inguadabile e lo sarà _per· vari . mesi. , In questa condizione, uo R Decreto ha qeterminato ·che col 18 giugno il territorio dell'Eritrea cessi di essere considerato in stato di guerra, e perciò le truppe e gl' impiega ti che vi si trovano rientrino nellè con~ dizioni normali previste dalle leggi e dai regolamenti per lo stato dr paée. ·, · La questione dei prigionieri di Menelik è sempre allo stesso punto, almen~ per quanto ne conosce il pubblico. Si dice ancora chc'il Negus '

)

t

'\

.,.

•

•)

.

.,

ç

.... ! '

•'

•


~244

0

NO'flZIE POLl'l'IC0- MILITARI

NOTIZIE POÙTICO,· MlLITARl

abbia promesso di liberarli mediante il solo r.iniborso delle spese · di mantenimento, si aggiunge anzi che parecchi furono già liberati, ma è· certo che finora, di liberati non è giunto alcuno ; sono giunti due o tre ,fuggiti. · · . Si trova. in viaggio per lo Scioa il dòuor Nerazzini inviato appunto dal . nostro _governo per traJ;tare il modo della restituzione dei pduio· nieri; viaggiano alla. stessa volta e collo stesso scopo -pa1:ecchi 1njs~io_nari, non sappiamo se per conto proprio o come rness~.del papa. . Parc·orarnai accertato che questi prigionieri non si8no in tutto più d1 1700; hanno cominciato a giungere d_a essi alcune lettere, brevi, e quasi senza notizie; sono evidentemente lettere passate sot:to revisione. Questa dei prigionieri è l'ulti.ma e la più grave pendenza politica e militare della guerra d'Africa; ii cruella che più importa liquidare con ~elerità e con . onore.

,

-. Il ~erzo' eniendamento consiste nell'" estendere ·ai · medici il. trattamento speciale fatto agli ufficiali dei carabinieri provenienti, daL~ottu!ficiali dell'arma, in forza del quale basta loro per contrarre matnmomo · a qualunque etìi la rendita di' lire 3000. . . Si dice che,,J'onor.evole. ministro della guena uon abbia. tnolta ~lif- ·fiéo]tà ad accettare gli ultimi due emendll.111enti, riÒn ·si opponga l'ISO· lùtamente a'l ·primo. • , _ · · A relatore, di' questo' progetto di legge fu nominato l'onorevole Afan ·De Rivera. La relazione si aspetta fra giorni.

un

Raramente durnnte una sessione padament.are ·si discussero ed approvaroqo tanti progetti -militari come in qu_esto scorcio di sessione. t\lcuni, già sanzionati e pr~mulgati, sono da qualche tempo leggi · in v1g9re, come quella -1,sull'av-anzarnento; q4_ella per le pensioni ,ai presunti_ m<Jni, nella guerra d'Africa e quella sulla requisizione dei quadrupedi. J,tl).~t,ii,,;,..QJ,19 ancora _allo stato di progetti, già approvati dal Senato e pendenti avaiiti alla Carnera. Frà questi, oltre il progetto di riordinamento dell'esercite di cui abbiamo sopra parlato, deve notarsi un progetto di 1oodificazioni alle leggi sul reclutamento e quello importantissimo sul matrimonio d.egli ufficiali. . . Quest'ultimo venne già disc~sso _dalla c,Jmrnissione della .ç ~wera, 1~ quale P.ropone v11ri emendamenti; primo e principale quello di sotto~ p0rre al giudizio del tribu.nale .supremo di guerra e marina i motivi . .,_. per cui talora si credesse di rifiutare il consenso al matrimonio; mentre secondo il progetto ministeriale questi motivi sono insindacabili .e non fa .d'uopo esporli. -·· Il secondo emendamento riguarda l'età per.li, quale possono bastar,e lire 3000 di rendita invece di 4000: Quest'età nel progetto ministeriale approvato dal Senato · è stabilita al !i,0° anno; la commissione della Camel'a l'h_a ridotta al 350_ ;1.

:'

r

Fi-a le più importmti disposizioni d'inter~s~e ~ilitare enian~~e nella quindicina, notiamo anzitutto un decreto rmmstenale che stab1hsce un ·nuovo sèompartimento del Ministero della guerra._ . . Al rep-arto in uffici della Dfrezione generale art1gliena e genio ' sono apportate le seguent~ modificazioni: . .. d1' L'Ufficio Personati prenderà ]'a denomrnaz,one . l)fficio lersonali d'artiglieria e genio; · s·arà retlo da un colon~ello 0 t~ne~te colonnello 1 di a1:tiglieria o del genio, e sarà composto 11 tre sez1om. . . . :- La Di'visione artiglieria,.,e la Divisione génio;•che 1·er,'\no Sl1ddrv1se IIl . quattro se1.ioni ciascuna,: saranno composte di tre sezioni c'ia~cuna. · Fu· notifica'to che nel mese ·di· ott.obrc e novembre. prossimi saranno cl;iain;ii a sostenera l'esame d'idoneità all'avanzainento · i càpitaniiued i tenenti medie.i i quali, non essendo nelle condizioni _di -esc;lusioi;ie, si trÒv.ino ad avere l'anzianità, se capitani a tutto il 22 ottobre 1884, se tenenti -a tuto il :19 dicembre 1889. Fu pubblicato un elenco, anche più lungo che quello degli anni scorsi, cli sottufociali proposti al corso speciale per ottenere l'abilitazione alla nominà at:f"ufficiale. L'esperimento avrà luogo il 9 luglio. Un R. deéreto ha istituito un:i. nuova fascE-lta per la medaglia d'Africa, a ricordo della ca~pagna 1890-96, e fu stabilito che l'ultima campagna d'Africa venoa inscritta a matricola colla formola: · . · Campag~a"'a: Africa 1895-96, sia per èoloro ch1e dal 3 al 15 ottobre :l89o si trovarono dislocati a sud della linea Marcb-Belesa-Muna e presero parte ai fatto d'arme di Debra Aila ed alle operazioni relative che lo precedettero e Io seguirono, sia per tutti i militari che si sono trovati nella Eritrea e territori dip.endenti durante Io stato di guerra dal 7 dicembre :l89o al i8 giugno '1896.


1246

NOTIZIE POLITICQ-MILITARI

1247

Furono abrogate le disposizioni esecutive per l'applicaiione del R. decreto 3 novembre 1894 col quale fu istituita una medaglia per le campagne d'Africa. A quelle disposizioni sono sostituite le seguenti: 1. 0 I militari di qualsiasi grado del R. esercito, sia sotto le armi che in congedo, i quali si trovino nelle condizioni previste dall'articolo 5 del citato decretò, modificato dai successivi R. decreti 20 giugno 1898 e 21. giugno ·1896, sa1·anno proposti al .Minister9 della guerra per l'a'utoriziazion~ a fregiarsi della medaglia d'Africa, sema che occorra ,per parte di , essi alcuna domanda, salvo per coloro i quali abbiano diritto alla medaglia per campagne o fatti d'armi anteriori a quella 1895-96 e siano in congedo illimitato i quali dovranno farne domanda in c.arta semplice. 2° A tale effetto : il comando delle Regie truppe d?Africa, pei militari in servizio nel!' Eritrea ; . i comandi dei corpi in cui prestano sen;izio, pei militari già rientrati ~n Italia ed ancora sotto le armi; i comandi di 'distretto _c..ui rispettivamente (.!,ppartengono, . pei militari in congedo illirnitato, dall'ultima campagna in poi, for.mule1•anno; di .propria iniziativa, dette proposte in ~ppositi elenchi individuali o .col;lettivi, da trasmettersi ?l corpando del. deposito della C,oloni~ Eritrea, per l'ulteriore co·rso. .... ;~; ·, 1, t · · ., ~ EguaJi ,elenchi formulerann9 ed inoltreranno tutte le volte in cui ri, cevano domande di militari in congedo aventi diritto alla medaglia pei:. fatJ,j u~~\~riQri all'ultima campagna. Roma, 29 giugno -1896. :c.

.N.OTIZIE MILITARI ESTERE AUSTRlA-UNGHERIA.

Le gr~ndi manovre per l'anno 1896. - Una recente disposizione mm1steriale ordina che per le prossime grandi manovre i reggimenti e battaglioni di fanteria e cacciatori dipendenti dalle regioni di corpo d'ai·ma'.a :N. 3 (Gratz), N: 10•(Pir1,empe), N. H (Lemberg) e N. 13 (Agram), sia che vi mantengano presidii, sia che abbiano da ritrarvi i loro riservisti, dovranno chiamare alle armi durante le manovre, e per !Jn periodo di 20 criomi, un numero ''di ri~ervisti tale da portare J!e!Tettiv9 delle compag~ie .al]~ forzatv(li qo uomini caduna. 1 reggimenti d'artiglieria ~a fortezza N. 1, 2 e 3, il 12° battaglione di pionieri e due compagnfe 'del 1.Qo ed H o battao-lione di pionieri, dovranno provvedere, nel detto I!> ' • periodo gi tempo, all'istruzione di tanti riservisti, quanti sono necessan a portare la forza delle rispettive compagniè a 1.50 uominir'i cardiufn-à\ Negli 'altri corpi d'armata, i riservisti dei reggimenti di fanteria e dei bàttarrJioni dei cacciatori saranno chiamati alle armi all'epoca delle mal!> 1· . novre autunnali; per due periodi d'istruzione distinti, i qua 1 s1 succederanno immediatamente. Il primo periodo avrà una duq1ta di 13 giorni, , il secondo di· 16; quest'ultimo terminerà il giorno stesso in cui avranno termine le grandi manovre. Di conseguenza, le grandi manovre imperiali di quP.st'anno avra~no due fasi e due distinti teatri d'operazione: l\mo nella Galizia, l'altro sulle frontiere tra la Cisleitana e la Transleitana. . ,Le tmppe di Bosnia ed Erzegovina. - Le truppe Ji Bosnia . ed Erzegovina avranno, fra non molto, una costituzione ed un ordinamento identico a quello degli altr.i corpi di fanteria imperiale. I qu~rti _ba.t~ ~taglioni dei ,quattro reggimenti di fanteria bosniaca saranno cost1tu1U nell'autunno prossimo e le spe.~e relative ripartite negli e~ercizi di cinque bilanci. Alla fine dell'anno in corso, i quattro reg~imenti suddetti avranno adung:ue tre battaglioQ.i completi, tre compag11ie del quarto

·~


~1'248

NOTIZIE ~ ILl'fARI ESTERE

NOTIZIE MILITA~! ESTERE

battaglione ed i quadri delle sedicesime compagnie. Queste ultime saranno definitivam~nte costituité nella primavéra dell'anno :1.897. Bilancio delln guerra e marina per l'anno 1896-97. - II complesso dei . crediti domandati J)er il prossimo bilancio della ~"uerra - e. marina' ammo~tano, in. cifra ~o.ud~, a. '14,2 .ni~lioni cli fi~rini; a titolo di spesa grdinana, ed a 18 rrnlrom . d1 fionm per spese straordinarie. La marina vj concorre, per parte ordinaria, in 14 milioni di fiorini ed. in 3 milioni e mezzo di fiorini, per parte straordinaria. ' · · Per l'eser.cito, adunque, i cred~ti domandati si riducono a :1:40 milioni di fiorini , dei quali :1.25 si debbono inscrivere al bilancio ordi• nario, e poco meno di Hi allo straordinal'io. Gli aumenti complessivi in rapporto al bilancio 95-96, saJgono a 3 milioni e mezzo 'cli fiorini per l'esercito, P.cl a.mezzo milio.ne di lìoi:ini per la marina. f principali capi di 1!Jaggiore spesa comprendono l'aumento dell'effettivo · degli ufficiali, càvalli ed uomini di truppa; nonchè il miglioramento dei' vitto del soldat.o. ,. · ·· I. cred_iti st1·aordinari per l'e.sercito comprendono, fra gli altri capitoÌi, una prima annualità di 2,100;000 fiorini per l'acquisto di fucili ~i nuovo mod~llo, ed un'altrn annualità, di 4 milioni di fiorini, per bocche da fuoco. da fortezza e lavori di fort.ificazione. ~, , . t Jl ·bilancio della"marina :,reca l( spesa straordinaria per la costruzione di un incroci~tore torpediniere e per rinnovamenti di materiate. L'aumento di ufficiali, di cui~ cenno sopra, comprendono· un accrescimento reale in tutti i cJuadri in servizio attivo specie nei re""iment·1 d·1. . . J • ~~ ' fanteria di. linea e nei lìattaglioni di cacciatori. Questo aumento fu ottenuto mediante l'arnmissione·al servizio attivo di ufficiali della t'iserva. lnline, 20 battaglioni di fanteria· sono pòrtati all'effettivo di guerra, ciò ·che im porta una spesa annua di circa 4,39,000 lì.orini. FRANCIA.

Distintivi élelle truppe alpine. -

Il ministro della guerra, in data -

lO giugno, ha emanato alcune disposizioni relative al.I' adozi.one di un distintivo per i berretti delle truppe alpine. Questo distintivo sarà di panno per i brigadieri, caporali e soldati; guarnito di lìli d'oro o d,'argento pP,r i. sottufficiali ed intessuto di cannotiglia c!'oro o d'argento per gli ·ufficiali. -· , Distintivo delle truppe di fanteria di linea sarà una · granata,. a fiamma diritt~; quello dei cacciatori a piedi un corno da caccia;quello delle, truppe " del genio una corazza sormon_tata da un elmo, ·

,. ,

124.9

Càloni per la fanterìa. - In ,seg'uito a decisione •· ministeriale in data 17 giugno u. s. il generale Billot autorizza i corpi di fanteria a far uso; durante l3 catiiva stagione, di un modello di caloni (scarpe di legno scavato• galosce) con borzacchini di lana, da servire come scarpe da riposo nell'in. terno delle caserme. · ·, La spe$~ •nece;saria per l'acquisto delle nuove calzature da tru·ppa sai·à: sostenuta daÌle masse vestiario d'ei corpi, e non doHà eccedere i limiti prescritti dalle t3:belle per il servizio di vestiario ·e d'accampamento. ·. La scelta del modello della nuova calzatura da riposo è interamente hrsciata ai comandanti di corpo, i q1wli dovranno terier conto delle circostanze ·locali e climatiche della regione in cui sono stanziati i reggimenti dipendenti. Cambi di ,guai"nigione. - Al termine delle prossime manovre autunnali, la -6.:1. a e la 62" brigata di fanteria di linea scambieranno, fra di loro, le rispettive sedi di guarnigione. A cambio ultimato le due brigate saranno così dislocate: -61 4 brigata fanteria di linea. - Stato maggiore, Montpellier :t.1° reggimento fanteria, stato maggiore e due battagliQni a Béziers i batt~glione a Agde - 122° reggimento di fanteria, stato maggio1·e e due battaglioni a Montpellier - 1 battaglione a Cette. ~ · 62a.:_brigata di fanteria cli;)inea. ~- Stato maggìore-a Rodez - ~1.0 reggimento, stato maggiore e due battaglioni ·a Rodez - '1 · battaglione nelle piazze dei Pirenei - g2° reg-gimento, stato maggiore' e due battaglioni a . Lodève - :I. battaglione. a Meude. 1,l<.,·, ,,inM Rip0;i·ti dell'esercito tenitoriale alla rivista del 14 tu,gùio. - Quest'anno, d'ordine del ministro Billot, alla solita rivista per la festa nnionale intere verranno alcuni riparti dell'esercito tet-ritoriale, vale a dire un reggimento ~i fanteria, su due battaglioni, e' due batterie a piedi. . . . I territoriali, già da tre anni, non avevano più preso parte alla grande rivista del 14 ·1uglio. · ,.. Per' la fanteria, il reggimento designato a far mostra .di :;è, a Parigi; è il n. 36,: territodalc (Coulommiers). I due battaglioni dovranno a.vere una forza , ap,prossimativa di 500 uomini. l richiamati della classe , del 1880-8'1 appartenenti a .questo reggimento, dovranno pi-esentarsi alle armi il 6 luglio p. v., per precetto personale. I t.erritoriali che eccèdera.nnò alla formazione di guerra dei- due battaglioni anzidetti, ria. marcanno in Coulommiers a compiervi il prescritto periodo d'istruiione. - ;'Pèr l'artiglìeria, il 19° reggimento. territoriale à piedi formerà due ha:uerie a !\ueil; esse avranno una _forza . effettiva di 100 uomini·. cadauna.

1


1250

NOTIZIE MILITARI ESTERE

I quadri rl11lla marina. - Secondo la nuova legge sull'ordinamento d&lla marina, in data 10 giugno f.896, deslinato a surrogare l'antica del 13 mar1.o f.875, i quadri <logli ufficiali di stato maggiore di marina comprendono la forza seguente: :15 vice-ammiragli, 30 contrammiragli, :125 capitani · di · vascello, ' 2i 5 capitani di fregata, 377 luogotcnenti di vascello di { a classe, 377 luog?teneriti rii vascello di 2• classe, 420 alr.eri di vascello, '170 aspiranti d1 1a classe, un numero indeterminato di aspiranti di 2a clasS(l. La nuova legge non fa alcuna menzione del grado di ammiraglio. Restano immutati in ossa i limiti di età prescritti dalla Jeoue 13 marzo 00 1873. Ma la nuova legge sulla marina, oltre _elle una legge di riordina~ento, ~ una legge d'avanzamento, ed .in questo riguardo surroga l'antica sul! avanzumento della flotta, in data ~4 aprile 1832. Gli aspiranti di 2" classe continuano a reclutarsi, esclusivamente fra gli al(ievi ~iella_ Scuola uavale. Gli aspi1·anti di 1• classe sono pres~elti fra glt asp1ranl1 ~' 2~ c_he contano un anno ài servizio a bordo, e per un quarto fra gli alhev1 <lelltScuola politecnica. Gli olfieri di vascello prove_ngo~o _da quattro categorie disti ote: ·1° dagli ospiranti di '1 •classe; 2° dai pnm1 maestri; 3° dai primi maestri allievi ufficia li· 40 d:JUli allievi di riservo. . . ' I!> · . ~'avanzam~nt? _ol grndo di luogotenente di vasce! l~ si ellettua per due terzi per ani1onita ed un terzo a scelta; l'avanzamento al grado di . capitano d,i fregata è fissato per metà ad anzianità e ·per metà a scelta. I l'imonenti gradi spettano interamen te alla scello. Annuario della ma1-ina. - L'annuario della marina, per l'anno 1896 (~ tutto i~ febb roio) comprende per ·lo stoto-maggiore della Hona, 15 vic~-a'.°m1ragli, _30 contrammiragli, H6 capitani di vascello, 2i 7 capitani d1 fregato: in com plesso adun']ue 378 ufficiali superiori di marina, in atti villi di servfaio. Seguono 71.9 luogotenenti di voscello, 566 ollìeri di vascello, i62 aspiranti di i" classe e 74 aspiranti di 2a classe. li corpo della gendarmeria marittima comprende 3 mau<1iori O ca- '' • c)l!) ' pitan(, .7 luogotenen_ti, i sottote~ente·. L'ai:ti~lieria marina conta o ge- nerah, 14 colonnelli, 19 tenenti colonnelh, 52 maggiori: in totale 90 ufficiali superiori d'artiglieria marina. Inoltre, 252 copi tani, i07 ten1mti, 75 sottotenenti : in totale 434, ufficiali inferiori, e 524 per il complesso dt·gli ufficiali dell'arma. li corpo di fonteria mariòa conto 11 generali, 20 colonnelli, 40 tenenti colonnelli, i 28 maggiori : in tota le '199 ufficia li superiorL Jnoltre:·· 506 capitani, C81 tenenti, 253 sottotenenti. In totale 1340 ufficiali su:

1251

NOTIZ1$ MILITAR.I ESTERE

balterni, e· HS39 per il complesso degli uflìcioli del corpo di fantel'ia marina. Il corpo della gendarmeria coloniale, aggregato oilo marina, conta 4 maggiori, 6 capitani, 16, tenenti, i sottotenente. Inoltre i quadri degli spahis senegalesi e sudanesi, in numero indeterminato. · GERMANIA.

E!fetf;ivi dell'esercito tedesco. - Secondo il bilancio dell'Impero, per l'anno f.896-:1897, la fona eITettiva dell'ese1·cito è fissata come in ap· . presso : Prussia. - Ufficiali 17,71.o - soltuflìciali, musicanti, infermieri ecc., 60,(1,89 - soldati, tamburri e pilfori 371,:178. - Medici militari 1617 - pogatori , vetet'inal'i, armaioli , impiegati vari, 2209 - cavalli di truppa 78,808. Baviera. - Ufficiali 2257 - sottufficiali 8840 - soldati M,246 - medici militori 2/J:1 . - pagatori,. armaioli, ecc., 305 - cavalli di truppa 10,128. 1 • Sassonia. - Ufficiali Hl03 - sottuffiriali 5~6:l - soldati 33,960 - medici militari i4i - impiegati militari 202 - cava lli di trnppa 6252. Wiirtf1nber9. - Ufficiali 9:12 - sottuffìciuli 3264 - soldati - medici militari 86 - impiegati militari H8 - cavalfi trupp'a 1

at

W t1 7-~5

. H90. In complesso, la forza effettiva dell'e3ercito imperiale-sale a 22,685 ufficiali, a 78,074, sotturficiali, a 4:9,229 soldati, a 2090 medici militari, a H 02 pagatori, a 578 veterinari, a ,t 06:l armaioli, ecc., ed a 97,378 cavalli di trnppa. RUMENIA.

Riordinamento dell'artiglieria. - La Revista al'tileriei, riossume il recente ordinamento dell'arma come segue: L'artiglieria di ciascun corpo d'armata mobilizzato comprende: 1° Un comandante d'artiglieria di corpo d'armota. - Stato ma"'. . o g1ore d.ell'artiglieria di corpo d'armata. - Un comandante di reggimento . d'artiglier\a di corpo d'armàta, dai cui ordini dipendono due comandanti di gruppo di cinque batterie montale ed una a cavallo, complessiva· /


1252

1253

NOTIZIE MlLI_TARI ESTERE .

~ente. - ~ na colonna per munizioni d'artiglieria. - Un c'omandffnte di par_co _di c~1·po cl' armata. Il parco si compone di cinque colonne da mumz10n1 e d1 una colonna sussidiaria: . . _2° Ogni di visione di fanteria 0oma i Un comancian te dell'artiglieria d1VIs10nale. - Due comandanti di gruppo di batterie. - Sei batterie montate formanti due gruppi di batterie divisionali. - Un comandante delle ·colonne munizioni. - Una colonna munizioni per artialieria . ~ Una C()lonna munizioni per fauteria. . "' · Adunqué, ciascunò dei quattro corpi d'armata rnmeni conta 18 IÌ~tterie . (6 di corpo· d'armata e 12 divisi()nali), fornite, rispettivamente,· da tre reggimenti d'artiglieria . . Di questi_ 8 sono detti divisionali e 4 -di corpo d'armata. ' Le ~a1'.er1e da ~entimetri 8,7 (divisionali) contano, .sul piede di guerra, 5 _1,t~ìeiah e '166 cannonieri, conducenti o serventi; 10 cavalli per ufficiali, ,140 per truppa; 6 cannoni, $ cassoni, i carrn da batteria 1 carro viveri, 1 carro foraggi. ' Le batterie da centimetri Z.,5. (di corpo d'armar:,) contano, su·! piede di guen a, 5 uffìc(ali,, H1,7 cannonieri, 10 cavalli per ufficiali, 126 per truppa; 6 cann'on1, 6 cassoni, 1 carro da batteria, i carro viveri ,t c.arro foraggi. La b}tteria a cavallo da centimetri 7,5, t onta 5 ufficiali 180 cannonieri, 10 ca v_alli pe1· .ufficiali, 196 per truppa; 6 cannon/ 6 cassoni 1 cassone esplosivi, 1 ca:To da batteria, :l cano viveri, '2 ~ari'i fo~ raggi. L'artiglieria di una divisione di cavalleria indipendente -consta di due o tre batterie a cavallo, tol.te dalle batterie a cavallo di corpo d'arma_ta. J,

;

•

•

'. '.,,.,.

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

Rivista del Club alpino-italiano.

N.15, maggio 1.896. - Il .28° congresso de,qli alpinisti italiani presso la $e;ione ligure di Genova. Note su vecchi sentieri. - Le Alpi bergam_asche.

Col titolo di Notes on old tracks il signor FREStH'CELD., dell'Alpìne Club, autore delle ~mmirabili Italian Alps, ha pubblicato nel periodico alpino inglese due articòli sulle Àlpi bergamasche. Essi fanno fed·e dell'amore e dell'int(lressamentò - che gli inglesi, in generale, e l'autore delle Italian Alps in particola re, mi trono sempre per · 1e nostre belle montagne. La. Rivista del Club alpino ha riassunti e tradotti questi studi con g~ntile ed opportun_o pensiero. Sull'appro1ivigi~name11to dei rifngi alpini col sistema Pott. Ar.redamento ed abbigliamento degli alpinisti. - Indumenti a contatto aella pelle. - Guanti e guantoni. - Cappucciq. - .Màschera. Paramalleoli. - Gambali, uose e bende. - Cappello. - Abiti. 1 l\fantellina. - Sca1:pe. . 1 Cronaca alpina. - Gite ed ascensioni . - Ascensioni invernali. - Escursioni sezionali., '

L 'Esplorazione éommerciale e L'Espl(?ratore. N. 6, ~iùgno :1896. -

Eritrea.

L'articolista accenna alla necessità urg,ente della ripresa dei lavori e delle trattative commerciali nella colonia già da gran tempo interrotte. Quindi soggiunge: Quando avremo nell'Eritrea un governatore energico ' che dirµostri chiaramente quanto gli abhisogna p·er dar sviluppo alla Cçilonia sotto ogni rapporto; quando avrornò là un governatore che preferì-


1254

RIVISTA DE I PERIODICI MILITARI

1255

RIVISTA DE I PERIODICI MILITARI

Gli Italiani in Africa. È uno studio retrospetti vo degli avvenimenti della Colonio Eritrt3a, cioè principia dalle origini, con l'acquisto della !>aia d' Assab, con l' occupazione di àl assaua e con le prime relazioni della politica scioana. Seguita la na'rrazione con ia sorpresa cti Dogali, la spedizione del generale San Mm·zano e l'occupazione cli Cheren. Lo studio sa rà continuato sino agli ultimi avvenimenti: è adorno d'una carto dell' Abissinia e delle regioni limitrofe.

sca il dimettersi al sottomettersi :ille esigenze od alle ·intimidazioni, accorgendosi che $ottomettendosi ad esse ne verrebbe danno alla Colonia e scoi'i!o all'Italia, quando infine sarà cessa ta questa discordia nelle idee e negli uomini, discordia che conduce all' incerteu..a delle responsabilità, allora potremo sperare utile ·materiale e morale dalla nostra Colonia, continuamente accrescentesi col correre degli anni. Se no, no.

Agenzùi di Bengasi. Un banco coloniale per i 1wstri emigrati. Net Brasile. - Corrispondenze dal Piahu y.

L'ordinamento m'ilitare della Grecia. - Quadri superiori l:d ioferìori. - Scuole milit:iri. - Statistica degli ufficiali. - Sottullìciali.

Revue militaire de l'é tranger. R evue du Cercle militaire .

N. 822, maggio 1896. - Le attiiali tendenze della fanteria. tedesw.

' Questo vorrebbe essere uno studio di fi losofia dell'arte militare germanica che l'autore divide in due parti : Principii generali della battaglia in Germania. - i\Ietodi da combattimento della fanteria. Egli afferma che il pensiero militare ~·ogni esereito sta scritto ne' rispeuivi regol;1menti, perc·iò tesse lo svil uppo della regolamentazione germanica; la cui caratteristica riposa in una singola r larghezza di prescrizioni ; e nello sviluppo dello spirito d'offensiva _che trova sua radice nell'indirizzo politico e militare della J,,).azionc tedesca. - All' offensiva strategica, disse il von der GoLTZ, deve corrispondere l'offensiva tattica, perciò mira costante di tutti i regolamenti si è quella di svilupparli al possibile. Quindi brevi colonne, elastiche e malleabili; ciascuna però in condizione da acceìtare combattimento ed essere a tempo soccorsa dalle collaterali, forti vanguardie, munite d'a1'tiglieria. Nel çombattimento, accorto coordinamento degli atti dell'auacco fronta le con quello avvolgente e mira <:ostante di ouenere, fin da principio dell'azione, una grande sup~riorit:\ di fuoco cli fantel'ia e d'artiglieria. Quest'ultima ottiensi mel'Cè una accurata istruzione sul tiro, ed una severa condotta e direzione del fuòco . Scendendo ai particolari <lcll'azione, i tedesch i stimano che nelle riconci~ scenÌe in prossimità del nemico l'azione della cavalleria non sia più. tanto efficaée come un tempo: occol'rono quindi alcuni nuclei di fan taccini addestrati allo speciale servizio, ossia delle pattuglie indipendenti. Circa la ripartizione delle forze nel combattimento, debbono dal' norma· il terrario, il tempo e l'avversario. La tattica della fanteria, oggigiorno, si riassume in una sola parola,: timre. Ne risulta che la form a in cacciatori deve essere base dell'istrnzione tattica.

N. 215, 20 giugno :1896. - La settimana militure. - Ri torno dalla Russia della missione militare fraor.ese. - Il Grande Premio. I j ockeys ed i cavalli da corsa. - Arreau e Cbampaubert. - Nessun cavallo inglese. L'Annata delle Indie. L'~sercito indigeno indiano lende sempre più a pesare sulla bilancia della potenza militare inglese anche all'infuori del!' impero acile colonie. Ciò fu ottenuto mcrcè un accurato ed intelligente lavoro, pieno di riguai·di per la storifl e l'etnografia dei com ponenti dell'esercito , hindù , in guisa da ott.enerne un nucleo compatto ed omog~neo sotto ogni rapporto. Di recente, i r~ggimenti misti sono stati trasformati in regginrnnti composti per caste. L'esercito anglo-indiano conta oggidì 18,7'10 uomini. La questione dei quarti bauaglioni al Reichstag. - 11 discorso del generale Dronsart von Schellendorf, ministro della guerra di Prussia. - 0SS('J'Vl1zioni. Soldati cine.~i e giapponesi.

In una corrispondenza della Kolnische Zeitung, si pongono a confronto le qualita militari degli eserciti della eina e del Giappone: l'articolista stima molto defìcenti quello dei cinesi, oll'incontro, supel'iori in sommo grado, quello dei giapponesi, La disciplina calma o veramente militare dellè truppe giapponesi ò oggetto di meraviglia per tutti gli ufficiali stranieri: i reggimenti fol'mano. un Lutto omogeneo moralmente e fisicamente. A titolo di curiosità, l'articolista dell:i TCiilnische Zcitung, affermo che nei 8! -

.•

ANNO XLI •

--


1256·

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI Rl:VI STA DEI PERIODICI MILITARI

reggimenti di linea dell'Impero del Sole Levante, gli uomini non variano fra di loro in altezzu più di 5 centirnetl'i, in età più di 7 anni, in peso più · di 7 chilogramm i L Il soldato è resistente alle marce e po;'ta con disinvoltura lo zaino. 1n complesso un esercito modello che làscia molto e molto a sperare di sè.

1257

Tattica ~t combattimento dell' arti_qlieria. - L'offensiva doppia. - La seconda fase della battaglia. - La terza fase della battaglia. - Offensiva semplice. - Difonsiva . - Avanlinee di artiglieria. - Riparto dell'artiglieria su lla posizione principale. - Combµttimenti notttii-ni. - Combattimenti di notte non preceduti dr1 una azione di , giorno. - CombaLtimenti di notte preceduti_ da una azion~ di giorno. - Attacco. - Dit'esa. Ordinamento ed istruzione dei ,pattu,qltùitori di fanteria. - Perfozionamen'to dell'istruzione. - Regole generali. - Considerazioni sul servizio di sicurezza ·in marcia. -- Ist.['l1zione pratica· sul servizio di marcia. La questìone,dei quadri della riserva. I libri milit1.l:1'i.

Cronaca francese. - Un dizionario cinese. - Il canale di St1cf -· Scuole d'istruzione di fanteria. _ · Notizi! estere. - Austria-Ungheria.. - Le . truppe bosniache. - Bulgaria . .,.- Le popolazioni musrnlrnane del principato. - Spagna.: _ L'esercito delle Filippine. ·- Stati U'J'!,ìti. - Il nuovo brigadi~regenerale: - Italia. - L Annuario Militare per l'anno ,1896. Rmn~nia. - Riord inamento dell'n1:tiglieria sul piede di guerra. ~ Russia. -:-- Suonerie pet· · la cavalleria secondo il nuovo reac,Jarnento d'esercizi dell'arma. "'

Revista Militàr. Journal des sciences militaires.

N. H, 15 giugno ,1896. - Il 1wovo codiée penale militani. - Gli emendamenti del Parla ml)nto. Istoria rr.ggimentale del .2° cacciatori della. Regìna. - Continuazione. Appiinti. - Le armi portatili dell'esercito portoghese. Ciclismo rnilitat·e net Portogallo. - Continuazione. La fal,,bricazioiie della polvere nel Portogallo. - Note e documenti storici.

Giugno J896. Dopo ì combatti menti di pi~ giorni, trattati nel precedente· fascico1 6, ìJ genernle Lewal parla delle armate combinate del secolo no~tro. E:.se non sono una novità nella storia delle guerre napoleoniche e nella storia di guerre più reeenti, come in quella di Crimea, <lei 18ù9 1, del 1866. _ 1;~11tore co~chiude, alla fine, la serie dei suoi lunghi studi. Da 25 anni, egh dice, m1 sono sfoaato di spingermi al progresso: ho cercato la verità, all'infuori d'ogni spirito di sistema e d'ogni idea preconcetta . .. . In ordine ai perf~zionamenti del la tecnica ed al lo enorme svi luppo de.Ile . forze combat~ent1, mi sono sforzato d'attingere dalle forme scientifiche i ,procedimenti di deduzione, di anal isi o di metodo positivo.... Ho percorso qualche ta ppa sulla via dell'avvenire, disrnacchiaudo sentieri,. convinto che la legione degli studiosi od ierni continuerà l'opera colmando le ]a.cune n,1merose della scienza militare. ·

Revue milita.ire suisse.

N. 6, giugno '18H6. Sciiiemmento strategico delle forza franr.esi sulla /rontiera ·orientale. Contihua il riassllnt'o degi'i studi del generale PmRnoN, circa la front.iera italiana. L'esercito italiano,. es.so diçe, :ippoggiato dalla Germania, mfrerà a Parigi .. Ora conviene ai francesi sbarra.rne la pii1 breve via di accesso, oppol'si al conaiungirnento delle forze itn lo-tedesche, sia in' lsvizzera che in Francia, riservandosi sempre la facoltà di manovra a massa, in Lorena. Di consegueiiza, il grosso delle forze francesi desti- · nato ad ' operare contro l'esercito italiano dovrà prender posizione sulla front~, Grenoble-Montrnélian-Albertville. Questo disegno si fonda sul principio dei rispetto aIla neutralit.à svizzera. e sui conceLto (' he le vie d'in:vasione, a partire dal colle del Monginevra sono eccentriche n Parigi. N\1. caso poi cbe'l'esercitò italiano violas3e la neutralità della Sviz, zera, sboccrmdo per il San Gottardo, il Sem.pione ed :I Gran San Ber.

La ccimpa_qna d'autunno del I 8-i3 è le linee interne. _,,. Dal 1° e 25 settembre. - lhassunto delle operazioni militari . - Osservazioni critiche. Gum·a e pace di Tolsto'i dat punto cli 1>ista militcire. - Continuazione. Studio critìco sulle operazioni dal 4° corpo tede.~co nei Vosgi e 11 ell'alta valle detta Saone. - Marce e combattimenti del 14° corpo dal 29 ottobre al Hl novembre 1870. - Ordini del 23 ottobre. Questioni d'organica. -- Il progetto di legge relativo all'esercito delle co~ Ionie.

L

,,-

~

V

\


1258

. RIVISTA DEI PERIO.DICI ·~IILITAIU

RIVISTA. DEI l'ERIODICl MILITARI

nardo, l'esercito francese, dalla fronte anzidetta, dovrebbe spostarsi tra · Ginevra e Losanna impadronendosi dei primari nodi stradali e ferroviari.

Il cannone dell'avvenire dovrà lancinré almeno 8 colpi al minuto; ossia 64 colpi per minuto e per batteria, di otto pezzi: il peso del proiettile deve essere. di o a 6 chilogrammi, vale a dire cornispondente ad un calibro di 7o millirnetr.i all'in'circa. Questo materi:1\e potrà rispondere alle esigenze della tat.1:ica avvenire, cioè svilupparé pèriodicamente un fuoco intenso, e tale da battere, ad intervalli, ùna zona profonda quanto mai.

La difesa della Svizzera. - fnondazione delle paludi grandi del .Giura in caso di gue1ta. '1 ciclisti in Francia. Le manovre del I corpo d'annata nel 1895. -:-- La giornata del 9 settembre - Ordini delle divisioni - La giornata d1~l 10 settembre. · L'esposizione nazionale svizzera di Ginevra nell'anno -1896. Estudios militares.

N. 9, maggio 1896. -

Prima del pePicolo.

. NecessiLà di aumen.tare la squadra da combattimento. In previsione d1 un. eventuale co~tl.11:to ~ra Spi,g.nu e Stati Uniti d'America, gli spagnuoli rn 1surano le nspett1ve armi: questi stimano necessario un credito di duecento milioni per accrescere la flotta da combattimento di quattro co,:azzatt:l da .battaglia , di quattro incrociatori e di. un buon. numero di torpediniere d'al10 mare. . ·Note milita1·ì sopra l'impero ,qiapponese. - Continuazione. Il generale Dragoniirof ed Ant. Roé; nella Rf.vue des deu:c mondes. . La scoperta dell'.lndia di Vasco di Gcirna nel 1497. - .Letteni aperta a.J s1~nor Luc1ano Cordeiro, segretario a vita della Società geografica di Lisbona. Rivista miti:tnre stnmiera. - Germaiiia - Osservazioni circa le passate manov1:e. ~ Frcii~cia - Effettivi dell'esercito - Esperienze con .cannoni a tiro rapido - Ese1·cit,1zioni di marcia notturna. - Jn: ghilterra - Gl'inglesi in Egitto. R.evue d'artillerie.

Giugnù 1896. - L'artiglieria da campogna del domani. Lo studio s'ispira a quello di già pubblicato dal Voennii Sbornik nel gennaio dell'anno in corso. Il materiale odierno dell'artiolieria cJa campagna è ant:icJliato .di più che 20 :mni ~ esso, oggidì, no~ è più in misura da padroneggiare la crescente influenza del fuoco della fucileria e , sarà des.tinato a so?comber:vi, se rinunzia a marciare alla pari con i. progressi delle armi portutrli. .,

1259

\

r

Verificatori delle ca.nne da fucile. - Principi generali dello strumento di verificazione: - Disposizioni generali dell'apparecchio. - Valore ed iff!portanza delle curve. - Tracciato·delle curve della canna. L'artiglier:ia al principio delle guerre della rivoli.izione. - Seconda p~1:te. -:::- Del personale. - Costituzione ed ordinamento del corpo d'arti, glieria nel i78H. - I sette reggimenti d'artiglieria, La Fér~, Metz, Strasburgo, G-renohle, Desançon, Auxon.ne e Toul. - Jfon1fotture d'armi. - Fonderie. - Scuole d'artiglieria. - Arsenale di Parigi. - Avanzamento. - · Gerarchia. - Appendice. - La reale scuola militare di Parigi. ' li materiale dell'artiulierici da ca:mpagna tedesca. - Sguardo generale. Bocche da fuoco - Affusto. - Avantreno. - Cassoni. - Veuure di rifornimento. - Cannone da campagna pesante Mod. '1873. Mod. 1873-88. - Cannone . da campagna , Cannone da . camoarrna ~ . Mod. 1873-91. - Affusti-da campagna. - Avantrem. Notizi!) ~arie. - Ger11wnia. - Il bilancio della guerra per l'anno 189697. - Riordinamento dell'arma d'artiglieria - Polvere ed esplosivi. - Stati-Uniti. - Adozione definitiva del fucile Krag-Jorgensen p~r l'artiglieria americana. - J'talia. - Regolamento per il tiro d'as! sedio contro palloni frenali - Pottogallo. - L'ordinamento attuale ,. dell'artiglieria. - Russia. - Scuole di tiro a massa e tiri tattici di guerra per l'artiglieria Ja campagna. Nota relativa all'articolo intitofoto: Un nuovo studio di balistica esteriore di l\f. S\.ACC[.

.

Voennii Sbornik.

N. 6, giugno 1896. - Sguardo circa le opei·azioni dei m,011tanari ribelli del Terelc nel 1877. - Continuazione e seguito degli articoli pubbli-

cati Ilei fascicoli N. 4 e o, aprile, maggio u. s. A pi;oposito dell'articolo: Sguardo circa le operazioni dei montanari ribelli. del Terek nel 1887. - \ Ret.titiche ed osservazioni circa il valore delle operazioni di montagna sovra descritte .


12òl 1260

RIVISTA DEl PERIODICI MILITARI

Le quei;tioni di strategia. - É un'esposizione dottrinnria, poli tioo-militare· della materia: Comincia con iI P,·incipc di N1cco1.ò .MAcC 11r AY&I.LI. Irnportanza. reale dell'autonomia clel sistern,;, cli comando in guerra. - C. V o 10E. Esempi traui dalla guerra franco-tedesca del 1870:7'1. Cont.inuazione. L'elemento morale sotto Sabr1stopoli. - Continuazione. -- Il COl'po russo :isscdiato in Sebastopoli. - Aneddoii. - Gli assahi alla torre di 1\la lakoff. Tiro tattico di .f/W//'ra. - Con Unii tavola descrittiva circa ln struttura e la di~posizione dei bersngli elettrici. D'acqw.1.rt.ieramento delle trnppe russe. ,

Lo studio dell' AGAP1 i.;F teµde a 111igEorare le condizioni generali dei quartieri russi in ordine alle speciali esigenze dei luoghi. Operazioni del distaccamento cl' avanguardia del generale Gui·ko netla guerra del }877-78. - Conti nuazioue. - Il pas&iggio cli Sipka. Operazioni intorno a Kazanliuk. - Le operazioni del 5-6-7 luglio. B·iblio9rafia est.ei·a. - Notizie militari estere. L e Spectateur militaire.

1° giugno !8\>6. - la piaga delle masse nere. - Noi-1. DESMAYsoxs. Le nost·re scuole militari ecl i loro esami. li colounello C11AuE11T ri,!hiama l'auenzivne sul valore delle prove dei candidati alla scuola militare di Sail1t-Cyr e sul metodo generale d'inseg'narnento cbe vi ~i pra1ica.

Decot·azioni, croci e medagl-ic. L'ordine di Santo Spirito. - I giustacuori azzurri . . Passe9_qiat,1 militare al Salone d.ei Campi ·Elisi. - Le opere che vi sono' esp0$1e. - Germanico dina ozi il .disas1 ro di Varo. - La ripresa di Flavigny. - La b11ttaglia cli J\fars-la-Tour. - .Il ;:enerale Causse a Dcgo. Cronaca della q,dndicina.. - Cronaca francese. - Cron:ica estera. Rivista della Stlmtpa m·ìlital'e stranimi.

BOliLETTINOIllBLlOGllAFIOO ~ULITAllE Geschi..:hte des [n(anterie rer1iments Pri11z Louis Ferdinand voil Preussen (2 Magdeburghese) N. 27, 18-HS-1895. - Tenente B1,0MBRRG. Berlino, 1896, Eisenschmidl. Amba Alagi e Macallè. - F. PA110N6LLI. - Una pagina di storia coloniale colle biografie rlel maggiore Tosclli e del tenente colonnello Galliano. - Como, '1896. StraJégie et grande tact·ique d'après l'cxpérience des dernii:res guerres. .Par le général PrnRRON. - Tome quatrième. - Paris, 1896, Berger-Lcvrault et Cie. Handlmch der Uniformlm11de. - R1c 11A11D KNoTEL. - Lipsia, Weber Ed., 1896. 1lfémo-ires du- Colonel Cornbe· sur les Carnpa,qnes de .Russie 48.J:2, de Snxe 1813, de fi'ra11ce 1814 et 1815. - Nouvelle édition. - Paris, !896, Plon, Nounit et Cic. Geschichte des k. nnd k. Feldjii.ger-Batrrillon.~ N. 7. - Zusarnmengestellt von KA1u, KANOELSDORPE11, k. und k. Hauptrnann im Priisidial Hiirea~t ,der Rcichs-Kriegsministeriums etc. ì\iiL 1 Titelbilde, 3 Adjustirungstafeln , l Orienti rungsskiz'l.e und 20 Portdlts. - Oruck a. d. l\lur. Verlag des Bataillons. The bri,tish·army and the business of wa.r J89fi. - By Colonel T. STurrnY GAVE 1' t Voi. Batt. Hants Regimcn t ancl Capraio Lou is Tebbut, 3n1 Voi. Batt. Suliolk Regimcnl. - London, ! 896, Gale et Polden. Das Nachrichten-Detachement N. :2 der Ost-Partc'i (3 .Es<:adron des k. und k. ffosaren-Re_qùne11ts Graf' Niìdusdy N. 9) wahr,md cler CavallerieAiiflclai·ungs-Uebung iln Septernbei· 1895, von Rittmeis1er ANTON BunKA. - Nebst einer Skizze mit der Uebersicht i.iber die enisencleten Nachrichten Potrouillen. -Wien, -189(1, L. W. Scidel et Sohn, k. und k. Hofbuchhiindler. Gedenkbltitter cler im. Kriege 1870/ 71 ,qefallenen und ,qestor/Jencn Of/iziert mid Offiziersl1spimnten der Deutschcn Kavc,llerie. - Zusnmmengestellet von J c::-sK, Rituneister a. O. ~ Berlin, !896, A. Bath. Der Parteigiin,qer .Friedrich von TJellwìg und sein~ Str~ifzu.yc ini krierqeschichtlichen Zitsfmmenhw19c /Jetmchtet. - , E10 Be1trag zu 1· Gesch1ch te des kleinen Krieges in den Jahren 1.792 bis ·18Hi, unter flenu~zung archivolischcr Quellcn ,bearùeitet von IL\i,;s FAuR1crns, Oberstlieute · nant a. O. Mit zwci Ue\ e1·sich1s-Skizzcn. - Berlin, 1806, A. Dnth.


1262

B0LLET'fI KO BIBLIOGRAFICO IIILIT ARE

The volunteers and the 111.1tional defence . - By SPENCER W1 LK11<SON. Westminster, 189(i, Archibolcl Constable. Tli.i Naval Pocket- /)ool. by W. L AIRD Cr,owes, Fellow of King's College London etc. Witb pla ns Corrected to Jan. 1.. '1896. Addenda to Fcb. 1.. 1.8~)6. - 1'ower Publisbing Co. London, E. 9ti, Minoril!s,

,.

ANNO XLI

·1896. Etwle sur ln cava/cric des Etats-Unis d' Amérique, par le lieuteuant-colonel DuPUY, du (J,c régiment de dragons. - Chambéry, Imprimerie Savoisiennc, rue du Chf1te:rn. 1 Bonapcwte et Hoche en 1797, par ALB EnT SonEr,, de l' Académie fran 9aise . Prix, 7 fr. tiO. - Plon, éditeur, iO, rue Garancière. Neuere Dista11zmesser 1md Fernroltre {u1· llandgebrauch. - Von D. RbKSAN 01c' . K. u. le Mnjol'-Druck von Bruno Dartelt. \Vien, 1.89(;. llfcmuel des candidats à l',wancement . - Paris, 1869, H.-Ch .-Lavauzelle, éditeur, H , plaoo Saint- Aodré- des-Arts. Le sage empercur, poème légendaire, par L1!0N HIO'ron. - Librairie du Jllercure de France, 1.5, ruc dc l' Echa udé Saint-Germaio.

RIVISTA MILITARE ITALIANA

Argos.

Bibliogmphie ~miverselle des Armées de Terre et de 11fer.

Cetle revue des revues militaires et navales ('100-1.20 poges), redigéeen langue française et méthodiquemeot ordooné par Nations en 3 parties ('1e étudos - 2c iuformations- 30 cortes et livres récemment parus) donne l' idéc d'eu50111ble du rnouvement scieutifique qui se produi t, mois par mois, dans les différentes armécs et Oottcs, et elle facìlite, à l'aide d'une table analytiqu-e, les recherches aux étudicux. L' Anaos devient nécessaire en particul ier daos les bib liothéq ucs des ccrcles, dcs régiments et des navires. Prix d'abonnement 20 Ir. par an seulcmcnt. V1 A PAsr1:-111.27, Ro~u~.

-~-Per la Direzione

L onovrco CrsoTTI ,~11cnt~cvlo,rnctlo .11, T . .4 .. i>,e<<r;caru

'· DISPENSA XIV. -

...

I

l

,<

1 \

Dr.;MARCIII CARLO,

r;erente.

15 LUGLIO 1896

\\ V

ROMA O G H

ERA

E N

RI CO

TIP0GRA1'0-BDITOR8


1263·

SOMMARIO DELLE MATERIE CONTENUTE NELLA PRESENTE DISPENSA

SUL SEPPELLIMENTO , DEI CA.DUTI NELLA BA.TTAGLIA DI ADUA Sul seppellimento del caduti nella battaglia. di Adua; (1° marzo 1896). Relazione del tene1ite colonnello di stato maggiore F. Arimondi a 8. · B. il Governatoi·e della Colonia .Er.iti·ea . . . . . . . . . . . . . . . • . . Pag. l2Ei3

La. brigata Dabormida alla battaglia d"Adua. -

Na1·razione di un testimonio octtlore. - G. MENAluNI, aiutante di campo della brigata Re, ex aiutm1tc maggiore in l" del 6° reggimento fanteria d'Africa.__:. ( ConUnuazione) . . . . . . . » 12"15 ·

lo

MARZO

\

Delazione del tenente colònnello di stato maggiore F. i\rimondi a S. E. il Governatore della Colonia Eritrea.

Dell'iniziativa. -

Tenut pe1· una c011Jerenza. - A. MAZZOLENI, '. mag·giore nel 50° fanteria. - ( Conti1iuazione e jine) . . . » 1~99

Lo studio del soldato neila scuola militare. NACO-APltlLE

.

.

•

.

,

.

.

Asmara, addi i2 giu~no !896.

La colonna incaricata del seppellimento dei caduti nella battaglia del 1° marzo 1896, di cui V. E. mi affidò il co:m'ando, era così comp~sta:

G. Lo Mo.

•

•

» 1315

La riunione delle tre specialità zappatori, minatori e pontieri in una. - GIUSEPPE NATA},E, maggiore nel 5° genio. -

( Continuàzione)

. .

. . . . • . .

. .

•Capitano Angherà cav. AnnibJ:J,le, addetto al comando; capitano Montana~i ~av. <3:iuseppe; 2 · Oomp. ten~nte Rescaldam 81g. Elia; genio tenente Ricci sig. Carlo; \ tenente Guarini sig. Saverio; capitano Bonelli cav. Carlo; :3a qo1?-P· tenente Zicavo sig. Ferruccio; genio ( tenente -Abate: Daga sig. Angelo; Sottotenente medico Basili dott. Andrea; . Farmacista militare Martini sig. Giovanni; · · .. I padre Vincenzo da Mont~leone Sabina; ·Ca.Puccini { padre Lorenzo da Collepardo ; Interprete Gabrè Sghear.

. . . . » 1321

Nota sugli stndi e ricerche dell'avv. Luigi Celli intorno alle fortificazioni di -Urbino, Pesaro e Sinigallia costruite dai Rovereschi nel secolo X VI. - R. . » 1332 Notizie politico-militari. -

x. .

»

1338

Notizie militari estere: Francia: La qnestione dell'alto coma.ndo. - Cambi di gua1•nigi01te nel go verno militare di Pa1·igi. - Le manov1·e na·vali nel 1.896 » 1346 Germania: PublJUcazioni no11 1·egolamen~a1·i. - Uffeciali tedeschi di servizio in CMna . . . . .' . . . . . . . . . » 1355 MAilINA: Vai·o d'una corazzata. Sostituzione della « F1•ied1·ick dei· (frosse » . . • • . »· 1351 Spagna: I nuovi rinforzi a Cuba >~ 1352

Rivista. dei periodici militari .

» 1354

Il cav. Edoardo Ximenes Sl era ageregato alla colonna ,col consenso dell' E. V. La forza della truppa ammontava a 240 uomm1 fra lavoratori e conducenti.

I,

.I

\ I

PROPRIE'r.\ LETTERARIA.

1896

!

83 -

ANNO XLI,

I


1264

1265

SUL SEPPELLDIEN'rO

DE I CADUTI NELLA B~TTAGUA DI ADUA

Accompagnava la colonna un sottocapo di ras Mangascià. Assellafi Ail ù, con pochi fucili. La sp.edizione si riunì la sera de_l giorno 26 scorso maggio a Barachit, per mettersi in marcia 'l'indomani. , I particolari delle marce eseguite ed il lavorò fatto sono riassunti .nei telegrammi spediti giornalmente all' E. \'.'". e che qui trascrivo progressivamente:,

quando si ebbe notizia dell'avanzata del corpo di operazfoni su Adigrat. A. circa un'ora dalle acque· di Niue si rinvennero e seppellirono due scheletri di soldati bianchi ed uno di un nero. Non· si poterono identificare, però nelle vicinanze si trova- · Pop.o due libretti personali, uno del soldato Lussazzo Luigi del 36° reggimento fanteria, N. 2631 di matricola, distretto di B.ergamo; l'altro del soldato Sorzio Giac,omo del reggi:i;nento artiglieria da montagna, N. 6740 di matricola, nativo ·di Boccioletto Novara). Nel piano d i 1\:fai Gabetà si trovò e si fece seppellire un terzo scheletro di bianco, non identificabile. · Si trovò pure e si fece sepp~llire ùn cadav~re di un indigeno. . PocÒ dopo al nostro arrivo qui, venne a . pr~sentar~isi accompagnato da Assellafi .A.ilù il barambaras Ghezzai capo del Serirò,. ,nominato da ras Alula. Questi trovasi a Gurrè p:resso Adua. La marcia procede senza inconvenienti.

ì'i. i. -

M:ii Memen, 28 maggio, ore i>.

Partito ieri da Barachit ho fatt~ grand'alt alle acque di. 'l'ocanà . Alle 01:e 14 mi sono rimesso in .marcia · direzione di D èbra Damo, percorrendo ]a strada più breve, che scende ad ovest di Mai Meret (cattiva mulattiera). Al principio della seconda discèsa si sono trovate· sparse molte carte private e stampati, fogli di libro d'ordine c0n la firma del colorù:i.ello Airaghi. Evidentemen..te apparteneva1io ad una s~lmeria manomessa dai raesani ribelli. Un'ora prima di arrivare a Mai M~mèu fu rinvenuto nella valle il cadavere di un soldato b·ianco, r;.iummificato, mort.o da ferita d'arma da fuoco al petto,· in condi.z ioni da poter essere identificato da chi. lo avesse conosciuto in vita. Venne sepolto. Conto giungere in giornata ad Entisciò, esplorando ben,e il terreno. ,Tutto procede regqlarmente. Il paese è tranquillo e gli abitanti sono avvisati ·della . nostra ·missione,

in

N. 2. - Mai Gabetà, 28 maggio, ore 20.

~ono partito stam~ne alle 6.30' da l\fai Memen; alquanto tardi, perchè truppe e quadrupedi erano stanchi della lunga . e 'difficile marcia di ieri. Ho fatto grand' alt alle acque çli Niue, al piede occidentale del D ebra Damo (ponvent o). Ripartito' alle ore 13, sono giunto qui ad ore 16.30'. ·Lungo la discesa ovest di Debra· Damo assicurano che vi fossero alcuni cadaveri di bianchi. Nel, fatto se ne trovò uno ·solo, carbonizzato, e mi fo detto che g li· altri vennero asportati

N.f.3. - Mai Cherbara. ovest del colle TzaliJ , 29 ~aggio, ore 12.

Partito .stamani alle ore 5.30' da Mai' Gabetà, sono giunto qui alle ore 10. Fac~io grand' alt in attesa di proseguire verso ·il campo di Jehà. Durante la marcia s~ sono seppelliti 24 y~daveri di bianchi e 2 di neri. Si poterono identificare: il soldato Salvadori Pietro, del 4° reggimento bersaglieri, ' 9• compagnia, al N. 2900 di -matricola, da San Miniato (Pistoia), seppellito al colle di 'l'zalà. I connotati d·e1 libretto personale ,trovatogli vicino corrispondono al cadavere; il caporale telegrafista del 3° reggimento genio Usai .A.n- · ton.io, identificato da lettere private trovategli indosso, provenienti da Terrù (Sardegna), dal distintivo del grado sulla giubba e dal trofeo dell'elmetto. È sepolto ad Entisciò. Addosso ad un soldato bianco sepolto ad Entisciò si trovò una lettera seµza busta, proveniente da Collesano. A Tucuz trovavasì con Ligg Abrahà, fratello di Debeb, il soldato Orrìco Rosario . del 1° reggimento · bersaglieri,


l i6G

SUL SEPPELLUIENTO

6• compagnia, al N . 2212 di ma.t;ricola, . da Guineano di-

stretto di Campagna, ferito da arma da fuoco al %r~ccio sinistro, in condizioni da poter essere trasportato su muletto. Egli è piuttosto denutrito. Ci venne fatto consegnare da Assellafi. Ailù; e probabilmente, ne saranno consegnati altri due. N. '· -' Adì Cocmà (vicino al campo di Jehà), 29 maggio, ore 20.

Sono giunto qui alle ore 15 e ci siamo accampati. Durante questo secondo tratto della marcia si son~ se-~ polti a Decairas _6 cadaveri di bianchi e 2 d' indigeni. Nessuno identificabile. È giunto al campo uno dei due prigionieri annunziati nel telegram~a precedente in persona. di Quattroni Cosimo, caporal maggiore del 6° battaglione fanteria 5 1:l' Africa da R~g~io . Cala~ria, ferito d'arma da fuo co al pi1ede d~stro, prig1omero d1 Asmacc Merid, in buone condizioni di nutrizione. Ap~ena messo il _c~mp~, mi sono recato col capitano Anghera, Assella:fi Ailu e eme squadte di lavoratori verso _il campo di J~hà, e nell'appross_i~arci al villaggio di Cocma trovammo resistenza negli armati di :fitaurari Fanta resistenza che fu vinta coll'Ìntromissione di Assellafi Ail ·' Questi spiega il fatto col dire che forse gli ordini di R :~ Manga.scià sono pervenuti solamente a R\is Alula e non al ' clero, da cui . dipendono questi ,l)aesi, e che si reputa indipendente da Ras Alula. Assellafi scrive domattina ai Ras M~gas_c~à e~ Alula, per metterli al corrente dell'accaduto, ~ss10urandoc1 che ha ordini da Ras Manga.scià di garantire m tutti i modi l'esecuzione del compito nnstro. Ad A.di Oocmà trovammo prigioniero il soldato Chiovetta Francesco, da Troina (Catania), del r3° battaa-lioIJ.e fanteria Africa, ferito d'arma da fuoco alla gamba sinistra . che il fitaurar i Fanta non volle consegnare per rnancanz~ di ordini. Mi si dice che gui vicino sianv1· altri· 5 nos t n· prigio· nieri. rr

DEI C.\DUTl NELLA BATTAGLIA DI ADUA

1267

Mentre ho dichiarato ad Assellafi Ailù che il mio compito ri!flette solamente · 1a sepultura dei nostri morti, l'ho avvertito che avrei scritto in proposito a V. E. Egli mi ha risposto che, nella lettera, che avrebbe scritto l'indomani, avrebbe provocati gli ordini desiderati. Intanto fitaurari Fanta ha permesso a noi di manda~e al prigio~iero medico e viveri. Da info~mazioni ~vute, ~i risult~ che il campo di Jehà è coperto d1 cadaveri. Per010 d_omam mi fermo qui e provvederò al loro seppellimento. D'ora innanzi manderò le .informazioni per la via di Adiqualà.. N. 5 -

Mi Cocmit, 30 maggio, ore l!O.

Oggi abbiamo percorso la linea di ritirata seguita dal quartier geRerale e dalla maggior parte delle t_rupp.e_ ~l giorno 1° ,marzo 1896, da Adì Cocmà fino ad Ad1 Ch1hte, ove, secondo quanto afferma il capitano Angherà, il quartier generale arrivò in quel giorno verso le ore 16. . Furono sepoW 340 cadaveri di bianchi e 6 indigeni. De1 bianchi due pos~ono essere identificati, avendo indosso l'uno un baiornale all'inàÌrizzo di Guarini Carlo soldato alpino, l'altjro ali scontrini del libretto ferroviario col N. 9234. Per maggior parte i cadaveri erano abbruciati, pochi mu-mmifìcati e spogliati completamente. Si trovarono lungo la valle molte carte e telegrammi del quartier generale. Domani trasporto l'accampamento a Gandapta alle acque di Mai Emò. La giornàta passò senza incidenti; Assellafì Ailù ottenne di far venire con noi il prigioniero Chiovetta di cui nel telègramma precedente. In giornata ci fu consegnato dall'ex ascari Mohamet Amer del 1° battaglione indigeni, l'altrò prigioniero am~unziato nel mio telegramma N. 3-: egli è il caporale maggiore Florio Achille del 59? reggi..:. mento fanteria, da Desenzano (Brescia) incolume. Sono informato che i cinque prigionieri che erano nelle vicinanze di -Adì Cocmà (vedi telegramma precedente) di

b.

-

- t:'


1268

, SUL SEPPELLIMENTO

DEI CADUTI N E LLA , BATTAGLIA DI ADUA

cui uno dicesi furier maggiore, furono ieri condotti ad Adua. Mi si r,iferisce pure che stamattina partirono da Adua. per Adiqualà, accompagnati da un. sotto capo di ras Alul;;i,, l'~ o 12. no~tri ,Pr~gionieri, e mi si a~sicura che tutti i paesi , d1 questi dmtorn1 sono stati infoi·mati della nostra missione. Il paese mostrasi desideroso di pace. N. 60

-

Mai Emò, 3i maggio i89fi, ore 20.

I . cad~ver~ . sono q~a~i tutti ' completamente spogli; gran parte d,1 essi abbruc1at1. · . · E giunto oggi al campo Bigirondi-Burrù. mandato da ras JHan~a~ci~ c~n 24 fucili. Ha còndotto al campo i seguenti 3 pn~1~n1en: ,capor~le Bonzan:o Luigi del 64° reggimento fanteria da Terruggia (Alessandria) guarito da ferita d'arma da fuoco, in buone condi~ioni, proveniente da :. Amhara· soJd~to Moranèli Giuseppè, richiamato della classè 1873, appartenente al 14° battaglione fanteria Africa, · 3• compa~ gnia, ferito d'a_rma da fuoco, in discrete condizi'oni · di' sa· (1) Il !!~ttotenente medico Zarich. risulta inv'ece prigioniero del Negus. (2) Il capitano Grossi è vivo e presente all'8° battaglione indig'eni.

Iute, proveniente .da ~.<\.mbara; soldato Farina Cesare, del battaglione cacciatori, da 'Aq:uine (Caserta), q.u egli che si riteneva disertato dal forte di Adigrat e ·che ora assicura di essere stato preso dal nemico mentre andava 'all'aqqqa. Eas Mangascià n.el restituirlo, mi fa dire che effettivament·e fu preso qai suoi. Mi fa anche informare di aver ordinato a ras Alula di consegnarmi 8 prigionieri, fra .cui il t enente Lori, -se pure' non sono già partiti per Adiqualà. Del resto nessuna novità: soltanto dal numero dei cadaveri tutt'ora insepolti, gilJdico che 'non potrò giungere. al Mareb il,:· giorno 5 é'ome era stabilito.

'

j

. Stamattina le compagnie ripres~ro il lavoro all~ ore 5,30'. Nelle testate del vallone J ehà, dalle quali si comunica colla piana di Gandapta~ furono seppelliti 732 cadaveri di bianchi , ·· e 33 di indigèni. Furono identificati: . ~Il sottoten,enté medfoo Zarich Alfred·o (l); il soldato Jhurè Pietro del 3° battaglione alpini 32" compagnia;. il soldato La Rocca Raffaele del distretto di Nola; il soldato Crema ':7ittorio del distretto di Vicenza; il capi'ta110 Grossi Giuseppe del 13° .battaglione fantei·ia Africa (2). Un altro cadavere creduto di ufficiale, perchè aveva an· cora i guanti calzati, portava sulle ìnutanà.e di lana le iniziali B. T. · ·

1269

. N. 7. - Mai Einò, i 0 giugn o 1896, ore 20.

\ )

'

Oggi le compagnie hanno sepolti 900 cadaveri di bianchi e .144 di neri . Dorn,ani non muoverò il campo e continuerò il lavoro lungo: la linea di-comb.attimento dells. brigata babormida e verso Ohidane Meret. Tutto proced~· i:ì§nza incidenti. Soggjungo ohe i .cadaveri sì twvano quasi tut't i completamente spogliati e che la loro identificazione è quasi sempre ·i?J,possibile. N. 8. r

;,...

Mai Erno,

~

giugno i896, ore 20.

.•

Oggi furono sepolti 393 cadaveri di , bianchi e 207 di nèri. Percor~endo la linea di ritirata del generale D~bormida fu da me riconosciuto il cadavere dei generale sebbene comp1etamente spogliato. Lo ritengo ·identificato per la ,,,cono~oenza,personale che ne avevo e per esplicita conferma dell'in. terprete Gabrè Sghear, che pure lo conosceva. Di più con~ oorr-0no a farmene certo le asserzioni dèi contadini del - paese e di una donna a cui egli chiese r1cqua d.icendole,che era il generale. Fu sepolto sul luogo, .che è. nelle.· imm~.di.ate vicinanze di Adì . Scinm Cohenà, , e gli. fu er.~tto un modesto monurn,entino, . di . cui Xi'menes . fece la, f9t_ografi!i. Sulla po~T~ione . delle. batterie .. d~l gene,rale Albert9.ne, fu I

/


·1270

SUL SEPPELLIMENTO

DEI CADUTI NELLA BATTAGLIA DI ADUA

dal capitano Angherà ,riconosciuto il cadavere del capitano. . Masotto, completamente spogliato. · Venne p,recisàto il luogo della se'poitui'a. Nessun'altra. novità. Domani resto ancora accampato qui. N. 9. -

,,.r

Mai Erno, 3 giugno f896, ore 10

Questa mane è giunto Ligg ·Hagos, zio di Baianè, col .~ fratèllo di 'quest'ultimo, mandato da ras Mangascià per dar& il cambio a Bigirondi Burrù, che si è congedato. ... Domani innanzi ad un modesto monumento fatto erigere oggi sul colle di Rajò, farò celebrare una messa funebre-. in suffragio di tutti .i caduti nell'infausta giornata del 1° marzo, e sposterò il camp9 alle acque di Enda Mariam Sciavitù. Il giorno 5 mi trasporterò alle acque di Daro Taclè. Rife-· riscono·che ras /i\fangascià ha ma,ndato un band'o, col quale ordi~a di rispettare e lasciare intatte 1~ .tombe da noi fatter · comminando pene severissime pei trasgressori. · Oggi furono seppelliti 445' cadaveri di bianùhi e 155 di neri. Furono · identificati i seguenti : soldato Violante Francesco del 14• battaglione fanteria Africa, 4• compagnia; maggiore Giordano Luigi, sepolto vicino al paese di Eror e riconosciuto da documenti trovati sul Cijdavere. Un capitano le cui calze portano le iniziali P. E. Nessun'altra novità. 1

1

N. ¼O. -

Knda Mariam Sciavittì, 4 giugno l.896, ore 20.

Oggi furono sepolti 177 cadaveri di bianchi e 56 di neri.' S ~ll'ultima posizione sostenuta dal generale Dabormida e., sulla posizione d'artiglieria del generale Albertone vennero eretti due cumuli di grossi massi, con scritta a ricordo del combattimento. Il monumento ~ Colle Rajò consta di un tronco di piramide irregolare eretto con grossi massi su di un grande piedistallo naturale sormontato ·da una g.rande croce.

Ì 271

Alle ore 8 ebbe luogo la messà funebre, ·di· cui nel mio precedente telegramma, alla quale assistettero' tutti gli ufficiali; la truppa e molti paesani. Abbiamo fat~o diligenti ricerche su1 .colle Rajò ed•adiacenze, per rintracciare il cadavere µelgenerale Arimondi, ma n,on lo si trovò. L'interprete Gabrè Sghear mi indicò con certezza il luogo ove il generale giacque ferito al ginocc~io· destro, ed ove con tutta probabilità deve 8\!Sere morto in seguito ad altre ferite successi ve. L'inter.prete s·tesso mi ripete il racconto fatto da Degiacc Tedla Abàguben, in ·s ua presenza, a ras Mangascià, secondo il' · ·quale il generale Arimoridi era stato fatto seppellire il giorno ~opo la battaglia dallo stesso Tedla Abaguben che gli era amico.

Nell'impossibilità di riconoscerne la tomba, ho lasciato un ricordo in quel sito dove io credo che sia morto. Nessuno è identificato con ci:irtezza. Si trovarono su di un cadavere di bianco, sulla posizione più avanzata del generale Dabormida, vicino ad Adì Segalà due biglietti : diretti al' tenente Bianchieri e firmati l'uno da De Vito e 1:altro da Ferrero; · in un dito due ·anelli che , potrebbero servire ad accertare l'identificazione. N~ssun'altra novità. Domattina parto per Daro 'J'aclè. Il eapitano Angherà sarà il 6 ad Adiqualà. N. H . - Dal Mareb, 6 gingno , 1896, orn U .

Sono giunto qui con la colonna ed accampo. Nélla marcia da Enda Mariam Sciavitù ~. Daro Taclè si seppellirono tre cadaveri di bianchi sulla strada che conduce ad Adua. Arguisco si tratti di prigionieri· morti durante il tragitto all'accampamento nemico. · Ieri sera, giunti a Daro Tadè, Ligg Hagos ci indicò una località in fondo ad una valle vicina, ove trovammo acqua buona ed abbondante. Questa mane partimmo alle ore ·5 accompagnati da Ligg Hagos per due ore di strada. Egli si congedò poscia da noi. Sono· rimasto soddisfatto del servizio da lui prestato.

/


1272

127.3

S~L SEPl'ELL1~1E_NTO

DEI CADUTI NELLA BATTAGLIA DI ADUA

Il capitano Angherà procede ora per Adiqualà. \ La salute della truppa si mantiene sempre buona mal~ grado il lavoro gravoso. Ho soltanto un caporal maggiore affetto di laringite infettiva, che debbo far trasportare ' in. barella. Gli ufficiali stanno t~tti perfettamen,te. Dei pr igionieri f~riti eh~ ci seguono, · i più ~igliorano; anche l'ascari ferito, stiLto restituito a noi come da precedente telegramma, migliora. Domani proseguo per Adiqualà,

Meritano in ciò · speciale encomfo i comandanti di compagnia; c~pitano Montanari oav. Giuseppe .e Bonelli cav. · · Carlo.. I capuccini padri Vincenzo e Di.>renzo ci seguirono dappertutto ed, assegnati c'Ome furono uno per compagnia, 'adempirono sempre con cristiana carità il loro minist~rq. Debbo pur lodarmi ' della; cooperazione prestatami dal ca_pitano cav. Angherà, che mi fu utilissimo specialmente nellé 11elazioni con i capi mandati da Ras Mangasoià ed · Alula. !:.'interprete Gal?rè Sghear merita eùcomio perchè non ha trascurato nulla, anzi si è moltiplicato nell'adempimento dei suoi "doveri. Come ho già accennato 1iei telegrammi, sono stato sod-. disfa,ttissimo dell'opera prestata da Assellafì Ailù e dagli altri·~oapi E: sottoç.api inviati a noi dai R as Mangasoià ed . A:lula, 'opera che ha valso à permetterci-di condurre a compimento la nostra missione senza incident,i d'importanza. Credo opportuno ed utile riepilogare nel seguente specchio i ·morti, raggruppati secondo le varie. zone di combarttim1,mto, ov~ si trovarono giacenti ed ove vennero sep· pelliti.

N. 1.2. ;-- Adiqualà, 7 giugno 1896, ore t6.

Sono giunto gui alle ore 12. Il caporal maggiore Sansone che si. trasporta in barella ·. continua nello stesso stato. Domani lo Iascierò all'infermeria di Adi Ugrì. (

N., 13. - ~di Ugri , S giugno 1896, ore

{7.

. Sono giunto qui colla colonna alle ore 15,30'. Poca pioggia e tempo coperto hanno favorito ·.Ja marcia. Il caporale maggiore Sansone è entrato all'infermeria. Nessun'altra novità. ,1

I In seguito. ad ordini dell'E. V. le compagnie. del 'g enio partirono il giorno 10 per Adi Caiè. ed io · rni staccai · da esse e raggiunsi in giornata Asmara. Qui d~bbo, con grande mia soddisfazione, segnalare all'E. · V. che la condotta di. tutto il personale componentè la colonna, fo, durante qÙesti quindici giorni, veramente ammirev.ole. Ufficiali e s9ldati gareggiarono. in attività; ani,mati dal più elevato sentimento di . pietà per .i' fratelli caduti, nulla risparmiando .di fatiche,. e senza .dimostrare la menoma . ripugnanza. .

l

I

..À 'I


1274

SUL SEPPELLIMENTO DEI CADUTI NELLA BATTAGLIA DI ADUA

j

1 · '""'"

LUOGO OVE SI RINVENNERO GIACENTI

!bianchi

.I

I

1275

T OTAI-El

neri

LA BRIGATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA -f _ _ _ _

I

4

2

6

l30

2

32

1223

50

12'73

282

'71

353

65'7

119

'1'16

217'

58

2'15

321

38

359

II.

14'i'

19

166

LA MARCIA NOTTU RNA , DA TzALÀ AL REBBI ARIENNI.

7

14

81

53

57

llO

Sulla ritirata. del gene1·ale Al bertone

6'7

128

195

Sparsi altrove . · ·

l '7

»

Nell'Entisciò . . .

. . . .

. .

. .

Sulla · linea di riti rata d~l colle Tzalà. . Nella valle di Jehà .

.

. . . .

.

.

( NARRAZIONE DI UN T.BSTIMONIO OCULAR.B )

Dagli sbocchi del Jehà nella piana di Ga.ndapta, fino al colle di Rebbi Arienni. Sul colle di Rajò ed i~media.te adiacènze .

Co111inua.zione. -

Veài <litpensa. Xlii

Sulla posizione più avanzata della brigata Dabormida.

. .

. ..... .

Sulla posizione intermedia: de~la linea di ritirata. di Dabormida.

. . .

. . .

Sull'ultima parte della'.linea di ri tirata Dabormida. Sulla posizione avanz~ta e lungo la r itirata del battaglione Tu ritto.

. .. : . .

. .

.

La form azione e la forza della 2,a btigata d'Africa e delle Lrup pe addettevi risulta dall'Allegato A: la dislocazione di accampament,o a Tzalà, Schizzo Itinerario (1). Come si 1vide, il 23 febbraio, fu abbandonala qual unque idea di spostamento su Belesa o su Acldis-A.di, che ci anebbe ravvicinato alla naturale nostra base di operazione e messi in condizioni strategiche migliori: il solo battagl ione indigeni Ameglia era stato .avviato, a marce forzale, sul ciglione di Gundet. La ritirata, iniziata la maltina stessa del 23, nel mattino seguente veniva sospesa e dopo molte esitanze rimandata, per sostituirla col progetto di una dimostrazione verso il nemico. Anco questo progetto però fu ben presto abbandonato, per tornare di nuovo all'idea della ritirata su Adi Kajè, il 25.

Sulla posizione dell'artiglieria del generale Albertone e adiacenze

. .

· ·

.

· ·

l '7

--To tali

I

1

3025 ~18643 (a)

F. A.nIYONDI tenente colo»nollo di stato 'hiaggiore coma,idante la colonna. (a) È da notarsi che la. maggior p~1·to d~i ~o~ti_ indigeni, quelli di religio~e cristiana, erano già stati ,seppelliti dagh s tess, ab,ssnu.

Hl _In esso è indicata soltanto là dislocazione qual'era al 29 febbraio, perché prima d'allora aveva subito molti mutamenti. Da principio, ad osem1lio, sullo sprone di Mafel?ss~, _assie~e all'artiglieria, erano le Bande del capitano Oarban t.l ed il 3° batta glione; poi vi s1 aggmnse ti l3°, il quale dopo pochi giorni, fll ritirato nella località segnata dallo Schizzo.

,

)


• 1276

LA BRIGATA DABORMIDA ALLA BAT1'AGLIA n'ADUA

Ma sì, ci voleva altro a tener dietro alla fervida immaginazione . -dei nostri informatori: appena. iniziato il movimento in ritirata,~ eccoti la notizia di uD attacco che il nemir,o avrebbe divisato ed il Comando supremo il 26 sospende un'altra volta la ritirata in attesa del tanto desiderato attacco . ... . mentre oi'mai più nessuno avrebbe dovuto illudersi sulla · probabilità _che il, nemico pensasse, benchè lonl;namenle, ad attaccarci in posizione fortificata. Difatti l'attacco, come al solito, non venne: ma nessuno se ne meravigliò, tanto eravamo abituati alle false previsioui dei nostriJamosi inform~tori, i quali non ne avevano mai imbroccata una buona e dei quali noi tutti si di!Iidava, meno forse al Comando-supremo. Così la rili'rala per Mai Gabelà-Mai Meret fu ripresa il 28 febbraio ed il comando di tappa ne iniziò tosto il movimento. · Ogni corpo dovette somministrare · uD dato numet'O' di muletti , guidati di uomini del chitet ed una certa scorta di truppa bianca'. (almeno 10 uomini ed un ufficiale per battaglione ollre ad un capi,tano per brigata} all'intendenza; il parco d'artiglieria (capitano · Negri) rimase in quella occasione senza un quadrupede da tr~sporto. . Le truppe , di ,1• 1-inea avevano dovuto somministrare i mezzi di. trasporto ai servizi di 2a linea: qualcosa di strano non solo, ma di a~sai dannoso pei corpi, perchè - come era successo altre volte ___: i muletti prestati si rivedevano si e no aI servizio compiuto I e quelli che tornavano erano Gaccati, avevano mangiato poco e lavorato molto, e le bardature o rovinate od incomplete. « L'intendenza si e1·a ~rrangiata >> dicevano i conducenti bianchi e ali uomini del chitet, che mal volentieri facevano quel servizio: certo la difficoltà. dei sentieri, la -pesantezza e la quantità dei trasporti, erano la vera causa per cui conducenti, quadrùpedi, e bardature tornavano tanto malconci . La cçmclusione però era. che aiutanti maggiori ed ufficiali di vet- . tovaaliàmento vedevano andare in fumo il risultalo delle loro fatichi, delle loro cure assidue per avere in perfetto ordine 'le proprie salmerie, in -un servizio che a loro non sarebbe spettato, mentre i corpi, rim:p~evano più o meno pr~vati degli elementi più necessari alla loro mobilità. I')

LA. J3RlGATA DABORM!DA: ALLA J3AT'rAGLIA D'ADUA

1277

l'/ 29 febbraio parte dei . mnli delle salmerie reggimentali e di battaglione e tutti i .quadrupedi del parco di artiglieria; agli ordini del comando di, tappa erano -in marcia su Mai Meret; scortati come si disse d,r nuclei di truppe bianchè; alcuni reparti si erano dovuti.distaccare a proteggere le retrovie sempre attivamente minacciate ·da ras 'Sebath e da suo figlio; molti rinforzi già annuncia:i pomposaménte con un ordine del giorno, (I) erano in marcia per · l'altipiano od in viaggio per Massaua ." Eravarrio in queste condizioni certo non falle per eccitare un rialzo neJ morale di tutti, quando la sera del 29 febbraio, verso le '19,30, tromba- di guardia al comando del 6° reggimento a1i'nun. .èiava il ritorno del generale Dabormi.da dal Comando stipremo, presso cni era stato chiamalo d'urgenza. Poco dopo il generale, seguito dal t~nente Piva suo ufficiale di ordina,nza, entrò nella ca-panna della mensa, · ove l'aspettavano il colonnello Airaglt1:, l'aiutante di cam.po capitano Bellavita (~), H C\l,pitano ilfenarini aiutante maggiore in l • del 6° reggimento, il · tenente addetto allo stesso reggimento signor .Di Giorgio ed il sottotenente medico di eomplemento dottor Loinbi, pure addetto al comando del 6° reggimento . . 'li generale entrò - contrariamente al suo solito - scuro in ·viso ie rispose appena al nostro consueto saluto: sembrava alquanto preoccupato, tanto che noi tutti ci guàrdam'rl}o silenziosi dubitando una ' ricaduta nel pasBeggero malessere, da Iui sofferto qualche. g'Ì(?rrio prima. Toltosi ,il berretto e '.)edutosi -'- lo ricordo come fosse ora, - appoggiò i gomiti sul tavolo e passatasi la .d·estra sulla fronte si rivolse ar' colonnello dice·ndogli secco secco: « Airaghi, 1

.

'

ft) Nell'ordine del giorno erasi sottolineato come i rinforzi fossero tutti armati·<!el nuovo fucile modello 9i : o perché a reparti che l'avovano, io si era sostituiti) con quello modello Sì-90, quando si irnbarcarono per l'Arrica? · (2) li capitano aiuta,.,te di campo sig. Betlavita, era appena convalescente da un serio disturbo visceralè, accompagnato da febbre, elle per parecchi giorni l'aveva ohbli'ga'to a rimanersene coricalo sotto la tenda; la mancanza assoluta di laudano, di bismuto e di tante altre c,;se, gli avevan reso acuto il rnale e prostrate le forze. Ricordo. che; quella sera, il Generalo tentò con o6 ni mezzo di persuaderlo a rimaner con le sal merie, ma non ci fu verso; il capitano /Jellavita vòlle ad ogni costo seguir la sua brigata e durante la lunga marcia not.turna, durante tutto il combattimento, ' durante la tragica ritirata, fu sem[)re al suo posto e brillantemente, con coscìenza e con valor.o fece il suo dovere. ·


1278

LA. BRIGATA. DA.B0Rl!IDA. ALLA. BATTAGLIA. D'ADUA

n9n ci ritiriamo più, avanziamo: il movimento si comincia questa sera stessa alle 21 » e prese a dettare gli ordini relativi al capitano Bellavita ed al tenente Pivfl, consultando un forrlio di carta che aveva fra mano (·f). )l ' " . • Fu mandato a chiamare l'aiutante maggiore in 1• del 3° reggim~nto tenente Vecchio, ed il colonnello Ragni ed il maggior De -Vito furono avvisati di recarsi tosto al comando.della brigata. L'aiutante maggiore in ;1° del 6° aveva mandato-:-- d'ordi~e del colonnello Airaghi - un semplice- preavviso ai ·battaglioni del reg· · gimento, perchè non venissero colti all'i_mprovviso dall'ordine imminente. La sorp~esa e la gioia della notizia, divulgata_si in un lampo da Enda Gabriel a .Mafelassò, non la descrivo: la si può immaginare soltanto quando si pensi che erano ormai due mesi che si marciava alla rfoerca' del nemico e che quando ne rintrac~iavamo le piste e si gìungeva a vederlo, ci si fermava; la notizia dell'ina. spettata marcia in avanti, come al solito faceva · lavorare tutti di fantasia: ·un fremito agitava i nostri nervi ed..j l sangue più veloce rifluiva al nostro cuore - era il desiderio inten$O, recondito in tutti, di provarci col nemico, che ci esaltava e non ci faceva riflettere. « Si riwrcia contro gli Scioani I Se si potesse fina,lmente attaccarli e riportare ima vittoria! >> ed il pensiero volava lontano ed all'orecchie di noi entusiasmati ed avvezzi a disprezzare gli Scioani, già misteriosamente risuonava l'applauso della lontana nostra patria e dei nostri cari al ritorno. Nulla. vi era di certo nel preavviso al battaa)ione del 6° regoio ~ mento. « Pare che questa sera si debba le-vare il campo e muovere incolonnat'i da Tzal<i verso Adua alle ore U. Di C'ÌÒ pnavviso V. S. facendole notare che '11,èl caso, riceverà per tempo gli ordini oppor- _ tuni », ma tutti, dal soldato al colonnello preparavano.allegramente le loro robe, come già fosse uscito l'ordine ufficiale. Quella sera mi accorsi e mi convinsi che la tempra dell'ufficiale e del soldato italiano, potevano alterarsi per le condizioni _instabili di u_n ambiente infelice, nia perdersi, difficilmente. 1

1

(i) L'ordine del giorno N. 87 del cornilnrlo supremo, fu pubblìcaro in questa 1/ivista nel fas~icolo /:i. (2, t5 giugno 11. «, pa?. tOSi.

LA. B&IGA.'rA DA BORMIDA ALLA BATT ,).GLIA

n' ADUA.

1279

, :Alle 20 circa i reparti della brigala avevano gli ordini e li Lrasm~tte\rano ai comandanti in sottordine: alle 2,1 wecise, si iofaiava l'incolonnamento al Colle di Tzalà nell"ordine seguente:

Battaglione indi 8eno M. M. (De Yito). 6° battaglione fanteria (Prato) ( · · Comando · (R agni · ') 30 rerrg. fan Lena , del r~ggimento. ( 1) ,1 o• battaglioM fantena (De i,; Fonseca) (2). 1

Comando della Il brigala fanteria d'Africa. 5a, 6" b nga . . ta ar t'1g1·1er1·a da mon, e 7• baL_.Leria (Motti no- '~ e.a ~ G1sla• Regn~~1} <.3) · tagna (Zola) . Colonna mun1z1on1. ,

o• battaglione fanteria(Giordano) I 3° reggimento Comando del reggimento (4) 14° ball. fanteria (Solaro) 3.~,:. id. id. (Branchi) '13~~ id. id. (Rayneri). La notte .era chiara .. la luna risplendeva mollemente sopra le arrìb~ iontane, e ci av,viammo silenziosi, ordinati e pieni di speranza· per la stra'da g_rande di Adua. Verso l'amba Barak-Duc Dubò, un piccolo sviamenlo tosto riparato - di parte della nostra artiglieria, tratta in errore ·d.a un pri·mo contano della nostra con la colonna Arimondi, (reggimento Stavani) indusse parte del 5• battaglione (Giordano) epperò tutto il 6° reggimento che lo seguiva, ad abbandonare

0) Al coman<lo di brigata. ed a quelli di reggimento erano state assegnate all'atto della partenza, delle guide abissine; chi era.no quei contadini dalle faccie sinistre, ned_co)lle il carbone, coperti da un lurido sciamma· sulle spalle? Fin dove potevamo •fidarci di costoro? .... , ' Alle prime fucilato inratti, erano tutto quante scornpatse ! (2} Smontato alle !6 del 29, dal servizio di avamposti. (3) Per la s• batteria (Lolfredo) vedi la nota all'Allegato A. , ·(4) Aveva preso il servizio di avamposti alle t6 del 29, rilevando il t0° battaglione, -e si ac~odò riunito al re,.gim0nto allorchè questo ebbe oltrepassata la ·linea dei pic,co,Ji posti presso ·1:Anguj;, . · S. -

ANNO XLI.


1280

LA BRIGATA DABOIU!IDA ALLA BATTAGLIA D 'ADUA

il sentiero fino allora percorso e prendere quello assegnato alla , brigata Arimondi. Il comando del 6° reggimento, intravvisto l'érrore, mandò innanzi l'aiutante maggiore in ,t •Je questi si imba:ttè n_el Comando, supremo, che poco oltre il punto obbligato delle due direttrici· di marcia, assisteva aFpassaggio delle due colonne. / S. E. il Governhlore fece chiamare il colonnello Airaghi per sapere la ragione dell'incidente, il maggiore Salsa diede all'aiu - · tante maggiore in P le necessarie indicazioni e la direzione di, marcia fu presto rettificat~ senza altro inconveniente che l::t perdita di qualche distanza fra i nostrÌ reparti. · La colonna Arimondi segtlitavà. a sfilare e si perdeva nel buio diretta a Gandapta, quando noi si fiancheggiava il pendio brullo, e r occioso del Due Dubò, rivedendo il teatro del minuscolo combattimento avuto ' nella ricognizione di pochi gforni prima. Oltrepassato il vas.to ripiano, ove tante volte avevamo contemplato da Tzalà le tende del campo scioano, e valicato il colle di Guldam (oltre il quale si fece un piccolo alt alla poca acqua che gli scorre ai piedi e credo si chiami Mai Maucit) la niarcia proseguì attraverso una zona che noi andavamo man mano ai;nmirando in tuua. la sua natura selvaggia e primitiva, cui !'ombre della notte davano una ti nta quasi di mistero. Tutto taceva intorno a noi, che continuavamo silenziosi e di< buon passo la· marcia attraverso una serie di vallate rincorren· tisi l'una all'altra, taluna breve e tozza, tal'altra lunga e contorta, strette tutte e fiancheggiate dagli ~rti e ripidi pendii a roccie nerastre e nude d'una ::;pecie di catena ininterrotta, imponente ed aspra verso sud, più bassa e ad ambe spesso tondeggianti ed isolate, verso nord. , E nel fondo disuguale di questo susseguirsi di valli, si disegnava, più o meno tortuoso e visibile, tra vasti campi di ' 'sassi, tra l'erba secca, alta ed ondeggi1!nle, la traccia del ~entiero conosciuto col· nome di strada grande di Adua. La colonna marciava: marci'ava sempre in o,:dine, compatta,. in un profondo silenzio . .... Era forse il presentimento della sorte c~e ci era serbata l'indomani, la quale gravava misteriosamente sugli apimi nostri? .

_LA BRIGATA DABORMIDA ,ALLA BA1''rAOLIA D'ADU.A.

1281

E le. vestigia dei vari campi nemi'Ci abbandonati, che· di tanto in

tanto attraversavamo - - campi immensi e numerosi, con le traccie dei fuochi di cui noi avevamo visto da Tzalà. i lontani bac,(iori o non ernno èapaci di strapparci uua parola di bocca; pensavamo muti, _rinchiusi in noi ,;tessi e si continuava a marciare. Verso le 3 del mattino ('I O marzo) la colonna .si fermò ed era tempo: senza saper quasi dove si andasse, di notte, partiti all'improvviso, mal calzati, erano sei ore che si marciava, meno un piccqlo alt di ppçhi minuti dopo il colle di Guldam. J;,a colonna si fermò ; dove eravamo? Come sa perlo st>pza una ca1'ta to11ografica, senza uno schizzo? LI.!, guida , ~bissina, che ci precedeva come un'ombra avvolta nel suo sciamma, .~1\tta interrogare d aveva brontolato un nome: ma poten forse quel nome orientarci in una zona affauo sconosciuta? Ci era~'amo ammassati (if) alfa testata di un'ampia vallata ai piedì di un colle elevato, sul quale dalla tersa volta celeste s~intillava ~plendid·a ed immota la bella Croce del 8-ud: poco giù n~lla pJana pareva come sorgesse dalla roccia a frantumi, una piccola corrente, che per un tratto avevamo costeggiato nella mar.cja. La colonna si era fermata coi due battaglioni di testa (6° e 0 1~ ) e le batterie, proprio suli'ìnsellatura e poco più oltre .il ciglio orienta.le del colle, _ai cui piedi erano la colonna munizioni ed ,il r~st~ _della brigata; il colonnello Airaghi aveva disposto i ba1.tagho111 m colonna per compagnia nel mCldo indicalo dallo Schizzo e_d _ordinato che grosse pattuglie fossero spinte a destra· ed a ,sm1stra, a sicurezza: dei - fianchi che non si sapeva se o no guarclati. Il battailione indigeno di M. :M. ( De Vito) distanziatosi fin dal prjncipio, fungeva da 'vera cavalleria esplorante: la veloce andatu~_a di quella truppa, una certa maggior pratica - sempre relativa - dei luoghi e· dei sentieri, l'intelligenza del suo co.man\iaQte, permetteva a quel superbo battaglione d'oltre un mi-

(l) Vedi lo Scllfazo Itinerario.


. LA BRIGATA DAB0Ri)f1DA ALLA BA'fTAGLIA D'ADUA

1282

LA BRIGATA DABORJl!JDA ALLA BATTAGLI/\- D'AOUA

/.

gliaio di uomini in gran parte reduci" e decorali delle passale campagne, di compiere brillanlemeule sulla fronte della colonna, quel servizio speciale e a distanza. Gli ascari addetti al comando del 6° reggi men Lo, ali' alt, avevano dovuto dichiararè con una c~rta sorpresa, che anche i bianchi , quando volevano, sapevano marciare molto bene: difatti in sei ore soltanto, di notte, per un sentiero come quello che avevamo seguito, si ei'ano percorsi dai -'18 ai 20 chilometri, nel massimo ordine, senza un ritardatario e senza clie la truppa apparisse soverchiamente affaticala. ~ Non di meno le truppe ai piedi di quello strano colle, ben presto si addormentarono saporitamente, così allineate 'come erano; qua e là qualche crocchio di uffici 9 !i che parlavano a bassa voce, il colonnello Airaghi avvolto nell'ampio mantello, che discuteva col suo aiutante maggiore in 1• passeggiando su e giù in uno slrello ripian0 davanti alla fronte dei battaglioni: più lontano i quadrupedi a circolo r.he squassavanò le bardature e mangiavano la poca ed arida erb~ a lor9 1 portata, ec.co i soli che vegl iassero oltre alle pattuglie distaccate sui fiançhi. Ad un tratto, potevano essere le 3,30, dalla testa della brigata, venne la voce, che all'alba il maggiore De Vito avrebbe sorpreso· ed al.laccato gli accampamenti nemici, di cui già da lontano vedeva in confuso le tende; la notizia, recata a quanto si diceva dal tenente Piva ufiiciale d'ordinanza del generale, in un baleno si sparse:· un fremito di gioia scosse quelle masse biancheggianti, poco innanzi ass,op~Le ed immote. Soldnti ed uflìciali si interrogavano sottovoce, parlavano-, disc11levano ..... - « Finalmente potrèrno ·gettarci su questo benedetto n,emico I [lnemico non ùnmagina mai più di essere svegliato dalle nostre batterie e dai nost,ri fncili I Che musica eh ? La sorpresa non vuol dire forse la quasi sicurezza della vittoria? illa sa·rà vero? Sarebbe la prima volta che gl'in/'ormatori hanno detto sul serta ! E le conversazioni . benchè fatte sottovoce si animavano, diventavano Yìvaci, perdendosi confuse come il mormorio sommesso d'una preghiera, nel silenzio alto della vallata che c1 s1 apriva da tergo. 1

1283

Verso le 4 si riprende l;, marcia: lenta per la salita assai ripida al ' colle e le difficoltà del sentie.ro,. poi più le~ta auraverso un largo ripiano, percorrendo ti qua!e, sappra~o, ch.e la nostra brigala ha avuto un nuovo contatto con quP,\la Ar1mond1. · Contatto , anche questo che non avreb-be dovuto succedere e \ non· sarebbe successo, se la marcia fosse stata predisposta. S.U ~ schizzi O su carte · di qualche valQre e se si fosse megli.o c?no~ · · 1 sciuta là percorribilità del terreno per evitare gli inconven1ent1 dei punti obbligati. · , . Frattanto l'attacco del battaglione De Vito era sfumato, e molti andavano predicendo che avremmo finito col punta.re nel YUOLO dopo una marcia inutile e faticosa. _ .. Potevano essere le 5 ¼-6 quando la testa della lmgata si fermo all'altro ciglio ripido della larg:t insellatura sn ~ui er~va~o s~liti ·ci!'ca due· ore prima e che ci dissero chiamarsi llebb_i Arienni ;realmente la nos,Lra brigata si trovava incastrata come un cuneo, fra l'avanguardia ed iJ grosso di quella. Ari mondi. . Il aenerale Dabormida - dopo aver mandato avviso al Comando supr:mo, che , occupava il colle anzidetto senza però av~r potn.to trovare il colleaamento con la brigala Albertone-aveva proseguito oltre, col capi~ano Bella vita ed il tenente Piva: sono sces\ nella vallata che si apre dav·anti al colle, e per la quale ha gia preceduto il battaglione De Yito; forse il generale vuol formarsi. un'idea. del terreno attraverso il quale dovrà in seguito fare avanzare la ~ua brigata. Una specie di ricognizione personale, ntile, anzi indispensabile, per un generale che trova · nell'infelice condizione di dovere operare attraverso un terreno che punto conosce e con la semplice scorta di uno schizzo in cni, molto probabilmente non ha fede. La- br-igata. frallanto si è · ammassata ai lati del senti-ero e riposa sul Rebbi .Arienni, in attesa di riprendere la. marcia. Da poco eravamo fermi, che qualcuno accorse dicendo di sen~ tire rumore lontano di fucileria: poco dopo qualche altro avverti dalla stessa parte il cannone; ma io realtà. - al meno per allora tutto ciò sembra più effetto di immaginazione che di altro.

I

si

,

.)


1284

L_A BRIGA'rA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA

Solo più tardi. dalla i~sellatura del colle, bassa rispeLL~e alture che la reci ngono, s1 avverte per qualche tempo ed abba:>tanza distinLo un ~repitio lontano di fucileria, davanti a noi e un po' verso sinistra. - Che sia il battaglione De Vito? Cer1amente no, perchè allora non islaremmo qui senza far nulla. - Che sia la brigata Albertone? - Bahl per chi aveva veduto lo schizzo distrib uito ai comandi di brigata e ricordava per sommi capi, l'ultimo ordine del giorno del Comando supremo . ( 1) , un fuoco così lontano non era spiegabile: in 11• linea non potevano ·essere che la brigata Dabormida a destra, sul Rebbi Arietini, • e c'era; la btigala Albertone all'estrema sinistra, ma non tr~pp'o lontann, sul Chindane Meret: la brigata Arimond i era accanto a noi e la vedevamo, quella El lena - di ri serva - non poteva -essere che ad oltre un'ora <li marc ia,. essendo p:i rtita un'ora più tardi da Tzalà. Il primo obbieUivo della no:;tra m:1rcia noli.urna, cio~ l'occupazione della fronte Rebbi Arienni e Chindane Mere!, doveva es.sere stata in quèll'ora raggiunta senza incont~o col nemico. altri- r menti se ne avrebbe saputo qu.alcosa. , Che poteva dunque essere quel fuoc o di fucileria ~ B,m presto però non si sentì più nulla all'intorno e non ci si pensò più, distratti anche dall'arrivo snl Rebbi A.rienni del Comand,ò supremo, con la Guardia speciale di cav,1lleria indigena dal caschetto giallognolo e dalla lunga penna nera di corvo. Appiedaron tutti presso ìl ciglio Òccidentale del col le. S. E. chiese tosto del generale Dabormida col quale - di lì .a poco l'ientrato dalla sua ri~ognizione - rimase lungamente a parlare: erano quivi i e.api tani Angherà ed Amendm1,i, i tenenti Pavoni, Fioccardi, Chigi, ed altri di cui non mi sovviene. Alqua.nto più indietro e dall'altra parto del sentiero, spiccava la simpatica e slanciata fìgura del generale Arimondi attorno a cui ben presto si raccolsero i colonnelli Airaghi è llagni coi dspettivi aiutanti maggiori in '1" e gli ufficiali addetti. 1

I,

,(-1) Vedi lo Schizzo ltinerM·io.

•LA BÌ\,IGATA DABOR!llDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA

1285

·corse nel frattempo la voce, che il nemico era sfuggito abil-. mentè e che la nostra progettala sorpresa era pur troppo fallita del t1,1tlo: il nei:nico, aveva solo seminato per via un gran numero di putride carogne di animali, con le quali ay13,va inquinate tutte le :acque, ed appestata l'aria. Ecco il nemico che avremmo avuto di fronte: un bel resultalo davvero; e la ,notizia si sparse rapida fra i battaglioni , destando infiniti e svariati commenti, fatti a bassa voce e col volto scuro, e concludendo col dire che sar~bbe stato impossibile i nostri infor:matori ·avessero detta la verità almeno una volla. Frattanto più lardi , potevano essere le 7 ¼-8, la brigata riprese ,pian piano e nell'ordinè di prima la marcia in avanti . Scese per il disagevole sentiero, l'unico il quale mettesse giù ,nella .v.allata di fronte: nna vallata profonda, stretta, contorta e -solcata ·da un co.rso d'acqua e dal senti'ero ora detto. Il Comando supremo non si mosse d,11 luogo ove era stato fino .allora . La testa della brigata aveva appena raggiunto il fondo della val-. lata, quando ~I colonnello Siivani dei bersaglieri, sceso da ~n'al- . ,tura di destra, si avvicinò frettoloso al crocchio formalo attorno al · gener~le Ari mondi e chiese: - « 1lfa sono occupate quelle altilre? » - ed indièò quelle aspre e neregg ianti, che cingevano a destra la valle per cui si era avviata 'la nostra b,:igata; - « pe·r niio . conto -ho,fatt'o occupa1·e da un rep~rto qi1;el .cuciiz.zolo » - e ne , indicò ·uoo più .elevato e vicino. . Gli ufficiali del crocchio (quelli del 3° reggimento ,-e ne erano già allontanati) puntarono i loro binocoli da quella parte e dopo poco il generale Arimondi con un sorriso amaro e scroll ando il capo disse al colonnello Airaghi: - « Caro Airaghi, pm·e i,npos,sibile, si cQntinua sempre con lo stesso sistema I » - Se credi, in terruppe il colonnello Airaghi , posso nicmdare lasstì, uno dei miei battaglioni pe.r fiancheggiare l'a1>anzaia. » - · - « Si, si, ripara tu alla dimenticanza e fallo siibito » - rispose, il generale e si misero a discutere dei seri i inconvenienti ' ,che avrebl1ero potuto produrre quell'avanzata senza pr~tezioni sul tfianco esposto. .


1286

1

r !;,'A: BR.IGATA DABORIIIDA ALLA DATTAGLIA D ADUA

!;A BRIGATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA

L'aiut,ante maggiore in ,Ja del 6° regoimento si recò a dare oli/ ordini necessari al maggiore Solaro, che°-mentre ancor lentame;te:, sfila:a l'artiglieria - si mise col suo battagl ione {·14°) in marcia, ' Siccome però il battaglione era ammassato sulla sinistra de~ sentie_ro per anco ingombro dall'artiglieria, e l'obbiettivo suo tro-: vavas1 snll~ destra, cosi il maggiore Solàro credette miglior cos·a scend,ere prima nella vallata sottostante, poi attraversata Ja marciadell'ani~.lieria, dirigersi sulle alture di cu i doveva percorrere la cresta. Ma fu male,. eh~ l'a~gus.ta discesa dal Rebbi Arienni percors, d~ due reparti d1vers1, ritardò la marcia del battaglione incagliando quella delle batterie e rese necessario un 0oiro più lnn"O· con perdita inutile di molto tempo. , n Mentre osservavamo l'inconveniente, l'ascaro Sebath GU,llò in;.~rpr~t~ al comando del 6° reggimento, fece osservare che le aitured! cui et eravam~ P?Co pri~a occupati, erano percorse da gruppi d'. nost~e tr~pp~ 1?d1gene: s1 osservò attentamente di nuovo coi. bmocol1 e d1fat1.1 ,I ascaro aveva ragione. A ,chi appartenevano quelle truppe? Chi le aveva mandate lassù1 ('I)

1287/

li colo.nn~llo Aìraohi però, credette necessario far raggiungere dal prop~io ,ai.utant/maggiore il battaglione Solaro per indiri7:zarlo•· sur un obbiettivo più lontano della cresta, pt,r mantenendo !erma per esso la missione . del fiancheggiamento. . Allorchè l'aiutant_e maggiore in P potè raggiungere il batta-· ilione Solaro, questo era appena arr,ivato al piede delle allurealla cui sommità avrebbe dovuto salire. Ma visto di I~ il terreno, calcolato ad un dipresso il tempo necessario per guadainare la vetta, tenuto éorilo del riparto de~la., brioata che sfilava allora in quel punto della · valle, era facile , dedurre che il battaglione non avrebbe potuto ·raggiungere la cresta sco~cesu, che con molta fatica, c_on lungh i giri e certamente dopo il completo sfilamento dell'intera brigata . · . D'altra parte la cresta di quelle alture er~ p~r~orsa d~ nos~nreparti indioeni ed un batta(Tlione distaccato m quei terreni rotti e· l'l n ·1 difficili, chissà dopo quanto tempo avrebbe potuto raggiungere 1 ~ reggimento: per c,ui i'aiutante maggiore credetle suo dovere f~r · fermare il batta•1lione dove era e d'ordine del colonnello comum- · earoli che, le al7ure essendo guardate da truppe indigene, ripreno. desse il suo posto di marcia al passare del regg1me_nto. ,. , Così fu fatto ed il colonnello Airaghi approvò pienamente I 101ziativa del contrordine ( 1) • Per un'ora circa o poco più, percorriamo il fondo piatto della valie accanto al putrido corso d'acqua: poi il sentiero lentament~ se ne allontanava per innalzarsi alquanto sul lianco delle alture d1 destra fattosi un pò meno scosceso di prima. . ' Scor,giamo qua e fa le tracce ed i resti assai recenti _di_ un ~amp~~ abbandonati:> dal nemico: piccoli tiunll di frasche sfasciati_e d1sposlt a circolo, giacigli di paglia, avanzi dì fuochi .. ·.. un vero pu~ t11idumè « ctie ci obbliga a cammina1·e col fazzoletto al na.so I » (2) . I

•

...

1

~on mi consta a c1ual ~ep_arto appartenessero tali trup1>c indigene, nè da chi fossero state. avviate Iassu: chi h disse della compagnia Sermasi chi della e · Pavesi eh d' It · ·· . . ' · ompagma . ,,, , 1 a ra compagnia; c10 .che importa e di sapere in<tubbiamimte che l'avan. (lJ

~ata della brigata Dabormida, <LVeva il fianco esposto prote//o.

?

_Anzi - corno _si. 1:e<~rit in se~uito nel racconto dell'a1,ione - la netta còmpagnia ind1gen~, non hm'.to 11 ,uo comJJJto a durante la marcia soltanto, ma Io continuo durante. tutto 11 combatumento, fino alle ultime ore della sfra. ~if~t~i la br.iga_1a_ s.e ebbe n:iinaccie d'aggiramento sul ·nanco destro, non rurono di so11ncs,1 e non r:usc,rono ma,; a provar questo, sta il. fatto che la brigata poté ritirarsi . d,il fondo della 1allata - ove combatte tutto il giorno - ~econdo una dire1.i,ine (v:illetta ad unbuto) parallela alla fronte di combattimento verso Adua dall'ala si · t , verso la de,tr,1, ' nis ra Quanto al colleg~m~n_to ?on I~ bFigata Arimondi (cioti sulla nostra sinistra), anzitutto non rra amm1ss1b1Ie 111 pr1ne1p10, · perché questa doveva seguire la itessa ( l'unica) _diret~'.·ice di m~rcia JJercor,~a da noi_; non fu possibile cli poi, perche la gataArunon<11 1~on pote occupare le posmon1 cui forse mirava, non ostante -0" li eroici sforzi, sr1ec1c de, bersaglieri e cJegli alpini. E del resto il bàttaglione Oe Am icis {4,°) mandato sulle al,ture; e per fiancheggiare, du_rante la marcia 11 fianco espo,to della -I' brigata, e per collegarla COll fa nostra ..,·à spm_ta innanzi, diventava il naturale loro collegamento, quando fa .1• briga.la ;0;~ 0 . penenuta all'altezza do!l:, 2•; non potè giung-ervi - come si disse - e qtiell' eroico battagilone_._per l'intell1gcnte e generosa iniziativa riel suo comandante, 'divenne una, provv1denz1ale 1)1'olez1one delle nostre spalle.

b~~:

,

(l) Tanto dell'aver distaccato un battaglione sulle alture a !lancheggia~ento . della,· destra che del contrordine inrlicato il comando del 6° reggimento mando avviso al coman'do ·di brigata; il J1rimo fu ve·;·balrnente comunicai() dal teno,nte Dl Gior~io, il secondo trasmes~o per mezzo di un ascaro. Al battaglione Solaro, 11 contrordme fu, comunicato per mezzo del tenente dei bersaglieri sig. Ge·ntilini, aiuti1nte maggiore in, t• ,del bàttaglione stesso. (2) Vedi /livista di fantetia, fascieolo lii, anno corrente.


L A. llRIGATA DA!ÌOltMIDA ALLA. BA'l'TA GLI A D'AD UA

~1'288

LA BRI GATA DA BORMIDA ALLA BATTAGLIA . D' ADU.A.

Finalmente la colonna abbandona il sentiero fin lì percorso, per prendere il primo che s,e ne distacca a destra e pel quale~. diamo in un'altra valìe, lunga più che larga, al cui sbocco lontano, . ai piedi di un'amba isolala nel pi an·o, si scorge un grosso accampamen to nemico : verso le 9-9,15 la brigata si trova ammassata in posizione di aspello in fondo alla valle ora detta, ai piedi del colle per cui vi è discesa. La brigata, così corre la voce, ha il sol0 compito di. guardare il . fianco destro del co1·po ..ti operaz ione, per cui - a qitanto sembra - difficilmente dovrà combattere. , E tanto era lontana da noi l'idea della probabili tà, peggio, dell'imminenza di un attacco e della importante parte che ci era riserbata nella tragedia che già si svolgeva ad Ahba-Cari1:na e Chindane Meret, ell e i soldati sì sdraiano tulli per terra e chi non lo . aveva fa tto al Rebbi Arienni , mangia qualcosa di quel poco che si era potuto portare seco : gli ufficiali seduti a gruppi sul ciglio di un r ipiano fanno allegramente, al la meglio, un pò di cola. zione anch'essi (1). li colonnello Aira~hi aveva ispezionato un piccolo corso d'accrua < · che scorreva lì vici no ed aveva fa tto constatare agli ufl:ì ciali come fosse limaccioso ed anch'esso inqnioato da putride carogne, per cui :;i cercò impedire che alcun o vi andasse a bere. Ma sì, i solàati correndo da una parto o dall'altra empivano le loro bo rraccie di nascosto e via, mentre il colonnello an dava · in furia e gridava - « Fi_qlilwli non bevete cli quell'acqiia; 'Vi farà male, vi ·verr<l il tifo ! » - Fiato sprecato ; si ricorse a collocaryi delle sen tinelle, ma poco dopo ci si accorse eh.e esse erano . . . . le rifornitrici di acqua dei loro compagni. , E lungo quel torrentello puzzolente, tulli i mill e episodi che succedono sempre nelle marcie, quando polvere e r.aldo diseccano la gola e si vede il luccichio dell 'acqua: pareva insomma, a noi . tutti, di essere al grand'alt durante una manovra di presi dio in Italia, tanto l'animo nO$tro era calmo, tanto il nostro pensiero

(t) Era eon noi il· corrisJJonrlc.nto di un giornale milanose il sig. lnigi IJocconi, giovane sim paticissimo e che prese viva parto al com battimento, racencto Cuoco insieme ai soldati e 11ort.andosi IJrillan1.omento.

1289

,era lontano da ciò che avveniva di terribile a pochi chilometri da noi. . · b · d l R bb. Il ball~glione De Vito, durante la marcia d~lla rigata a . e t · · a,,eva informato il aenenile Dabormida che una {01te coAr1enni, " ·· t · .lonna nemica, si dirigeva a siniswa, verso la postz1one c ,e s1 sup, poneva occupata dalla brigata Al bertone. Il aenerale trasmi se tosto l'informazione al Comando st~~remo e -conte~poraneamente spinse innanzi !l battaglione De VtLO, ~Ilo -scopo e con }'ordine di trovare il contatto ~on le_truppe ~pe.rant'. d~ ·quella parte. Come avvenne che il battaglione, rn~ece di t1~va1 ·desiderato contatto, fu assalito e travol to dal nemico meot1 e pet correva le alture dei tucnl? Non mi consta . . C'erav,,mo appena sedu ti però, che _al .d i ~à delle alture dei -tucul si sentì un vivo crepitio di fucil en a, il qual e,.se non_fece in n~i molta impressione, seppe provoca re qualche motto d1 occasione accolto da gioconde risate. . . . . li generale, il colonnello Rag11i ed il i~aggior_e Zola_di_art1 gl1ena, ' stavano salendo sulle alture suddette coi propri orrìci_ah; una pa~la . i d . t .,81100 a ferire nel (Tornito r:, Pe!'sa' non s1 sa come· e e on e venu· a, , e ch e aveva -destro il povero maggiore B.olla, da poco prom~sso ,continÙato nel comando della propri~ compagnia, una del battaglione So laro .

e'.~

lll. JL COMBATTIMENTO, l!'INO CIRCA LE

'12.

meno due Saranno state le ·n ' / 2_c, l ,1·, qu·ando il 3° reoaimento, o i, d" ·compagnie del ,1_0° battaglione ('I ) ebbe ordine di avanzare e tri0ersi &ulle alture dei tuwl. r:,Portò l'ordine il tenente Frassinetti, ufficiale addel.lo al. comando di quel recr"imento e che comunicò all'aiutante m~gg,ore ,,,., · · · e il resto ·in 1• del 6° retrnimento accorso per rnformaz1oni - c~m . della colonna ;:;'u0 gli ordini del cvlonnellu Airaghi do1Je.~se n · •manere /'el'mo a protezione clel fianco destro. ",J

•

(1) '!' e 3• comragnia ot"'1no di scort:1 alle ballcrie.


1290

LA BRIGATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA '

.

/

I

-Gtta?·di che con questa comunicaz·ione, obbiellò l'aiutante maagi_ore, il_ n~io colonnello do'Vrà certamente occ'upare qualche 41os~ zwne ,~icm~.; '~ion r~mar1·à qui tutto ammassato in fonda ìalfrt valle; e ~~si l intenzione del generalt:, che ella sappia? . -: Nossigno1·e: nessun~ occupazione con distaccamenti di truppa: 1l r1.ene1:ale ha detto che il resto de.llq, brigata rimanga dove è. Ed il 3° reggimento con parte delle sue truppe (60 B e 4·" e '1a c. ) ·

.

10• B.

lo ve~lem~o ~irigersi ai tiicul, meQtre il resto (i'>° battaglione) , co steggiava. il piede di quelle alture, presso il corso d'acqua; poco dopo sentimmo che su _in alto si era aperto il fuoco (,f). . , Noi, ~empre fermi, riordinatici e pronti a muovere, si suppose diavere d1 fron te qualche piccolo reparto distaccato dal nemico sul suo fianco sin istrò. . La vallata in cui_ ci eravamo ammassati, come alla meglio si puòrilevare dallo Sclnzzo a memoria era più lunga che larga (2) : con a(te. ed _aspre alture, a lìaochi rocciosi e coperti qna e là da g'.·~pp1 d1 alt_, cespugli spinosi a sinistra, con· una cint11ra più bassa, pm ~ondegg1nl)te e più coperta a destra. Il fondo, piallo e .coperto. ,. quasi dappertutto d'erbaccia secca. bruciata dal sole, alta in media. quanto un uomo e forse più, era come diviso io due zone beo disti~te; l'u~a ?iù_ ,,as,ta, costitu ita da tre gradini sovrapposti l'uno. ali altro e l1m1tat1 al! rntorno da ciglioni scoscesi che finivano col r~~cordarsi alle.. pieghe meno aspre del! ' al ture di des_tra ; l'altra, plll strella e .pIU bassa, so lcata da un corso d'acqua esile e tortuoso dalle sponde co perte di macchie in certi punti assai folte che l~m~iva il pied~ delle alture di sinistra ; diagonalmente ~ quest ultima zona, si svolgeva il sentiero per cui eravamo scesi nell& valle e che si dirigeva, credo, a Mariam Sciavitù e ad AduaL . Verso lo sbocco della piana di Adua però, il fondo ora detto divenuto piano ed unito, si restringeva alqua nto per uno spron;

({) Vr..di .lo ScMzzo ciel co-mb,1ttiménto. , (2) • Quasto v_allone si ap ro per cir~a 3 chilometr i quasi direttamente da e t • . ·t b ,,. · d . . , s au o,e, • 1anc eogiato a es trn ec1 a s111tstra da alture di non dilllcil e percor·o la d ·oo.' • ad 800 met ri·.... . • - nelazione · '" · • , Larriberti. rgo a , uf,,c,ale de l vice-governat~re generale f

1291

· LA BRIGA'rA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA o'ADUA

-che dalle alture dei t1ictd si spingevà tozzo e nerastro traversaimente e. fin quasi a metà della vàllata. Vista dal colle e nel!' insieme, la vallata poteva sembrare un -esteso cam po di grano ondeggiante, maturo per la falciatura. Ai piedi del colle, pressapoco ali' altezza della località,. ove la brigata si ammassò, fra due alture foggiale a cono si apriva sulla destra una stretta valle ad imbuto, fra pareti erte, a gradoni coperti di folti ed alti virgulti di spine: il fòndo, a metà pantanoso · fino quasi a:d iJna stretta costituita dal ravvicinarsi delle ora dette pareti, superava quivi una specie di gradino, oltre il quale si allun· gava a leggiero pendio verso nord. In complesso, terreno percorribilissimo e sgombro nel fondo, menç 'percorribile e fac ile sulle alture dei fianchi; massima visibilità. su queste, un po' meno nella piana per l'alta arba da cui el'a coperta, eccettuata la zona foggiala a gradini, dalla quale era dalo scoprir meglio il terreno di fronte. · . Il campo di battaglia riservato alla brigata Dabormida, veniva quindi per sua natma a dividersi in tre parli ben distinte: alture di sinil-Lra, fon do della vallara, alture di destra; su quest'ultime si diresse poi la compagnia indigeni di mil izia mobi le (Pavesi?) i di cui ascari forse eran quelli che vedemmo fianche·•criare la nostra marcia dal colle Rebbi Arienni e che incontrò più tardi il battaglione De Amici s. E veniamo alla ragione per cui fu richiesta sull'altura dei tuwl l'a;v-anzata del 3° reggimento. Ricorderò come il battaglione indigeno di milizia mobile, comandato dal maggiore D<~ Vito, avesse preceduto, quale cavalieria esplorante, I~ marcia della brigata da Tzal à in poi. Giunto al Rebbi Arien·ni, .il battaglione aveva poco dopo proseguito (vedemmo con quali ordini poi), e per la dorsale dei tuciil si era spin to verso la piana Mariam Sciavitù-Adua. Il batlaglione Toritto, a parecchi chilometri di distanza, lo aveva di qualche ora preceduto pel Ghindane Meret su Abba Garinrn . Il nemico sorpreso - o per nulla sorpreso, come molti credono oppose forze assai preponderanti all'uno ed all'altro; il battaglione De.Vito si vide quindi ben 'presto seriamente impegnato e quantunque non abbia dati per asserirlo, dovette resistere a lungo e tenacemente ,

l:)i;>


1292

I

LA n·a 1GATA DABO&MJDA ALl,A OA'l"l' AGLIA o ' ADUA

LA ORIGA1'A IJADOR!IIDA ALLA llATTAGLlA D' A DUA

prima di cedere al numero: perchè ben pochi se ne nt1rarono. e si seppe della sua disfatta quando già eravamo ammassati in fondo alla vallata; il suo bel maggiore e molti ufficiali erano caduti morti o feriti e questo era sta.Lo forse il segnale dello damento per il battaglione indigen.o, secondo l'uso di tali truppe in simili casi. Il batt~gl io ne De Vito dovette andare a rifascio, · ma inseguito. vivamente dal nemico si ritirò combattendo alla rinfusa e cosi apparve alle due compagn ie del 10° ed al 6° battaglione quando gi'un: sero sull e rilture - inviatevi all'uopo dal generale - e non poterono aprire tosto il fuoco per non colpire gli avanzi dei vaiolosi indigeni. Appena però fu sgombrata la fronte, si vide il nemico a distanza cl'assalto e quel battaglione emmezzo, per ben due volte, si lanciò su di esso col colonnello Ragni alla tesla; prima con la baionetta , poi col fuoco , lo ridusse ad , occupare la dorsale dello sprone _che da quelle alture si spinge nell'interno della vallata ('I }. Dalla nostra brigata, il nemico era forse stato veramente sorpreso; non . av_eva supposto che un grosso corpo di truppe , sa- " rebbe da noi avviato da quella parte e cercò tosto paralizzarne la seria minaccia, i_nviandovi forti reparti; difatti il generale si accorse poco dopo, che nuclei di fanteria scioana e di cava lleria galla accennavano ad avanzarsi, imb_occando la vallata (2). -

fon-

(tl In ques to 1>rimo con tatto co~ nemico caddero rr,1 gli altri il capitano Sini, e l'aiutan te maggiore in 2° del o• battaglione; furono feriti il capitano Ademollo cd il tenen te . Ni.-i, i quali eora~giosamente coatinuarono a combattere per tu tt:i. I~ giornata. (~) La l)rigak-i llabormida (Juindi, non seml>m fosse distratta dagli obbiettivi forse assegnatile, nè attratta dal desiderio di piomba.re su accampamenti nemici in vista. Uno se no vedev,1, ma IO lllMo e nella piana o se a quello avesse de·:iso puntal'e lln da principio, il generalo non avrebbe ammassate le Slle truppe in p )Sizione d'aspétto, non le avrebbe dapprima di rette sulle alture dei tucul ; avrebbe arditamente proceduto per il fondo piano della vallata che gli s'aprivn dinanzi, avrebbe insomma agito oflènsivamente per l 'offensiva.

.

Invece dall 'inizio allà fine del com b:i.Lti meuto, i_l Dabormidn impiegò le sue truppe o{fensi·vame11te, è vero, ma per di{encl.el's!; si può affermare in conclusione, che la nostra brigata svolse iin'aziOne difensiva con-uii combattimento offensivo. La brigata Dabormida non (ti poi ·mai sol'presa nè cl.i fianco n.è di (ronle; l-o fu da tergo, ma per la ritirat,1 del restan te corpo d'operazione e per non avere avuto nò ordini, llè avvisi; del resto pot~ parar Ja. minaccia e collser varsi una via di ritirata, pur continuando a combattere floo a sera.

1293-

Tra lei!O ¼ e 1e ·,10~;, giunse ordine che l'artiglieria e parte del 6° . reggimento avanzassero e prendessero posizione nel piano all'altezza circa del 3° reggimento, le di cui troppe nettamente si vedevano· delineatè sulle roccie nerastre delle ab1re a sinistra ; la 1• e la 4• compag~ia del 110° battaglione, con un reparto distaccato a protezione del fianco sinistro ed il 6° battaglione distesi:> alla: , loço destra, , formavano come una linea che dalla eresia scendeva fin q11asi· a i:netà del fianco interno delle alture: qel fondo · della vallata il 5° battaglione con due compagnie distese dietro un arginello 'e con le altre due, più indietro ed ammassate al ri-;paro di un piccolo sprone roccioso, tra il corso d'aéqurr ed il piede,, delle alture ste~se. Poco prima che avanzasse il resto della brigata ·queste due ultime compagnie, per iniziativa del capitano Jlfona.ssero, raggiunsero , le altre presso l'arginello. Nel frattempo il colonnello Airag,hi avanzava calmò ed ordinato, con le ba~terie in baltnglia seguite dalla scorta e col ·14° battaglione .che si stendeva alquanto più a destra, sollo il fuoco di un nemico · invisibile: la fanteria nemica che avamava per il piano, mascherata dall'erba alta e folta, chè il nemico sulle alture di sinistra, era seriamente impegnato a trattenere l'ardore delle compagnie · guidate dal colonnello Ragni. li 3°. ed il ,, 3° battaglione, del 6° reggimento, rimasero, per · allora, come riserva, con la colonna munizioni, sul luog_o di am- , massam,ento. Si eran9 messi appena in batteria i pezzi, e le due compagnie direue dal capitano Manassero si erano appena portale in linea sull'ai'ginello, che iI nemico si lanciò con urla feroci all'assalto e · qualche centinaio" di cavalieri galla caricarono in direzione delle · batterie. Le nostre truppe non si mossero : levatesi in piedi, quasi rn ordine chiuso, aprìrono il fuoco a ripetizione e i 'artiglieri a quello a mitrazlia: · un fuoco vicinissimo e micidiale: l'ardita carica è ro, "' ~ ' . Vesci'àta,. il nemico si ritira in disordine e 1ecimato. .Comi' era bella e superba quella cariéa di Galla, dalle biz1.arre e ricche 'bardature luccicanti sotto il sole, chini sui loro piccoli cavalli l~nciati a carriera, che vennero a farsi stoicamente mas- -


1294

· sacrare dai nostri cannoni ! Ma quanto più belli i nostri batta. glioni e, 1~ ?os~re batteri~, che al b.attesimo del fuoco, sicurf lei foro ufhc1ah! d1 loro stessi, delle proprie armi, non mossero Ciolio e muti, risolt~ti , calmi, com.e fossero in piazza d'armi o al poi~, ,·seppero respmgere un nemico due volte più numeroso ·1 . Poco dopo il fuoco ,degli scioani rallentò ed il combattimento parve languire fino verso le 12, quando il generale ed il colonnello Airaghi, vista l'inazione del nemico decisero di prendere l'offen~siva per iscacciarlo dalle sue posizioni {1): l'aiutante maggiore in ,Ja del 6° reggimento fo perciò mandato a chiamare il 3° battac,liooe con l'ordine di rafforzare la fronte fra l'artiglieria ed il 5/>ba~a~ glione. La brigata, fin da questo momento, si trovò disposta con la ·regola1:ità di un'esercitazione in tempo di pace: le truppe sulle alture di sinistra agli ord,ini del colonnello Ragn,i, quelle nella piana sotto il comando del colonnello A.iraghi: tulle con le catene · ed i sostegni, più indietro la riserva: l'artiglieria al centro, comandata dal maggiore Zola, neì massimo ordine, che eseguiva e -rettificava i suoi tiri: i muli porta-cofani di munizioni delle bat- , . ·.terie e dei battaglionì, nl loro posto di combattimento. Non una parola di più, non un disguido: ordine e calma. 1J generale sorridente, presso il colonnello Airaghi, che più non lasciò ·fi no a sera, dirigeva e mandava ordini : i sottoposti eseauivano e n riferivano. Una nube leggera turbava solo di tanto in tanto la serenità del ..suo volto: non aveva avuto per anco nuove nè della brigata Arimondi , nè del Comando supremo, che a quanto sembrava doveva .,avergli promesso rinforzi, all'occorrenza. Si fece pi1ì tardi, qualche sbalzo inanzi per tastare il nemico ma questo non si mosse: raddoppiò soltanto ihuo fuoco e riusci .a mettere in batteria, sullo sprone delle alture dei tucul un paio di ,.pezzi d'artiglieria, i quali cominciarono un fuoco assai lento con molto fumo ad o~ni sparo, ma con effetti nulfi a quanto si poteva . giudicare. 1

(t)_ Le quali, specie dallo sprone tras,·ersale delle alture dei tr,cul; avevano forte do· ,. illln,o sul fondo della vallata.

1295

LA BRIGATA DAU()RMIDA ALLA_ I3A'rTAGLIA D'AD_UA

LA BRIGATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D 1 AD0A

*

)(,

*.

.

.

Mentre nel modo narrato procedeva il combattimento della bri',gata DabonI1ida sulla fronte verso Adua, alle sué spalle nella -vallala proveniente dal Rebbi Arienni, avveniva l'esodo tri~te della -.colon~a Arimondi. Come ·questa brigata venisse decimata e travolta prima quasi che .potesse spiegarsi, non so; di dove noi si combatteva nulla si av-v~rti, o si seppe e certamente a! battaglione De Amicis (4- del reg~ ,gimento Brusati) che dalle ·I0-'IO 1 ('I) circa vedevamo sull' altura .dominante il colle d'accesso alla nostra v~llata, la non compar~a ·della propria brigata non dovette sembrare, qual'era, indizio di ,disastro: ~Itri menti non si sarebbe limitato a rimanere ·sulla posi:zione che , occupava, per proteggere le nostre spalle, ma ne .a:vrebbe ançhe dato sollecito avviso al generale Dabormida. Al Rebbi Arienni, terminava - a quanto pare - la probi.ematica indipendenza delle due direttrici di marcia, assegnate .alla · nostra brigata ed a quella Ari mondi: gli è perciò che .qu,esta avrebbe dovuto seguire quella, nell'avanzata dal colle .anzidetto. Difatti la brigala era ancora sul Rebbi Arienni, quando il mag.giore De Amicis ebbe ordine dal colonnello Bnlsati del proprio 'l'eggimento (g 0 fan.eria d'Africa), di portarsi ad occupare un'altura in avantt e sulla destra·della direttrice di marcia non solo per proteggere il fianco esposto della brigata da possibili sorprese in caso d'avanzata,. ma anco per cercare il collegamento con la brigata Da;bormida, ch'era già andata innanzi. .. _ Attraversata la vallata da noi poco prima percorsa, il 4° batitagjion~, che dovette dunque precedere alquanto la propria brigata, dopo una faticosa salùa (2) giunse sull'iìltura designatagli ~e la trovò occupata, -da una compagn,ia indigeni (Pavesi ?); questa però, all'arrivo del Ì 0 battaglione, si ritrasse dall'altura, do0

1

/

01 Fu visto un baltaglione lassù, m:1 non si sapeva da chi comandato cd a q:Jale tregglrnènto appartenesse. (\i) Il. dì F. ibid. ' 85 -

ANNO XLI.

.

.,


1

4a

}296

LA BRIGATA DA.BORMIDA AI,1,A BATTAGLIA D ADUA

1297

1

LA BRIGATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D ADUA

. vette scendere nella sottoposta valletta ad imbuto per risalire i fianchi ripidi dell'altura a cono e dirigersi per le alture I che di là si spingono verso · ovest, perchè più tardi' riu:icì ali' estrema destra della nostra fronte di ballaglia verso Adua. / Il 4° ballaglione, nell'occupare la posizione designatagli :,i ac corse d'avere innanzi a sè nella solloposta vallata, la brigata Dabormida, la quale incominciava allora la sua avanzata verso il nemico e stava per iniziare il combattimento. Rumo,ri di battaglia però e cannoneggiamento si sentivano di lassù in direzione di sud, tanto che verso quella parte si giudicò serialllente impegnata l'azione ; nel frattempo la brigata Arinfondi, avrebbe forse dovuto avanzare per il sentiero proveniente dal Rebbi Arìenni e che passava ai piedi dell'altura occupata dal suo 4° battaglione. Ma il ma ggiore De Amicis aveva dovuto persuadersi che la · sua presenza lassù non aveva più il primo degli scopi che doveva raggiungere, perchè sulla destra della direttrice di mnrcia un"altra brigata aveva da poco iniziato il combattimento ; epperò dopo un'ora circa d'aspettativa senza che giungessero ordini, non v6· dendo per anco arrivare nè il proprio reggimento, nè altri reparti della propria colonna decise abbandonare l'altura occupata e concorrere all'azione della 2' brigata. Scese infaui col baltaglione nella vallata antistante e si dis'pose in riserva dietro la brigata Dabormida. Diede, il maggiore De Amicis, avviso di tutto ciò al nostro generale ed al proprio reggimento? Aveva disposto, per mantenersi in comun icazione con questo ? - Non mi consta. .Ben presto· però la comparsa di pochi cavalieri galla prove nienti dal ·c,olle per cui la brigata Dabormida era venuta nella vallata, fece sì ch e il 4.• baLtaglione ripiegasse sulla primitiva posizione. ba quelle poche avvisaglie nemiche, il maggiore De Amicis aveva forse intravvi sta la necessità che un nucleo di forz e fosse sull'altura · da lui poco primn abbandonata, per proteggere le truppe che erano impe,gnate nel fondo della valle e sulle alture a siÌ1islra di questa.

Il battaglione riprese quindi lentamente a risalire l'altura quando dalla sommità di essa si sentì accollo all'improvviso da una ben nutrita fucilata (11). Di corsa e cop molte perdi le (2), il battaglione - attraverso alla fitta boscaglia . cli spini - tenta rioccupare la cima dell'altura, ma tale era il fuo co nemico, che dovette obbliquare lateralmente fino a raggiungere un recinto quadrangolare in muro a secco, ove potè t11jpcerarsi dopo averlo fatto adattare alla meglio. Sono pressochè le ·1O e me,zzo ed il .i-0 battaglione nulla ancor vede e sa della propria brigata, mentre il nemico che ha di fronte cresce ed accenna ad aggirarlo a sinistra, cercando di guadagnare un'altura retrostante più elevala. Il maggiore De Amicis ba già avviato - è vero -~ un_plotone ad occupare quella posizione importante, ma vede che ben presto dovrà ritirarsi: per cui ·manda il proprio aiutante maggiore a chiedere rinforzi al 113° battaglione che, tuttora fermo, è ammassato in riserva nella vallata sottostante. Nel frattempo il generale Dabormida che si trovava a passare presso la riserva, allora per anco costiLuila dal 30- e dal ,13° battaglione, avendo osservato qualche gruppo nemico e sentito fuo co di fucileria sull'altura occupata dal maggiore De Amicis (3) ordinò al mnggiore Rayne·ri d'avviare la sua ,1a compagnia (tlfarcenaro) a scorta dell'artiglieria e col resto del battllglione di portarsi a rinforzare le truppe che si vedev11no suJl'altura retrostante, per iscacciarne il nemico a liberare la brigata da qualsiasi minaccia da tergo. li battaglione Rayneri, iniziò tosto il movimento e. potè rag-. giungere combatfendo il ,i.0 battaglione , che per le gravi perdite subite nella lotta ineguale poco innanzi sostenuta; trovavasi alquanto scosso . (i) n maggiort in riposo Boiirelly, in un recentissimo opuseolo, che da chi ha preso 11arte alla battaglia. d' AdulL non può esser preso sul serio, accenna ad un corpo scioano in agguato, il quale ayrebbe sorpreso il &.• battagl ione.. .. bisogna pr~prio non avere idea alcuna del terreno rlell'azione per pensare soltanto ad una cosa smule. Cl) Fra le prime, quelle dei tenenti Co1>pctta ed l zzo. . . (3) Per quanto mi consta, nemmeno Il generale sapere allora ctn rosse 11 comandante ed a qual brigata appartenessero le tn1ppe (val utate un battaglione) che si vedevano sull'altura indicata .


. 1298

'

·LA BRIGATA D.ABO&lll!DA ALLA BATTAGLIA. D'ADITA

r,

L'aiuto giunse a tempo : gli animi si rinfrancarono; il nemico · P?tè essere re~pin~o n~lla sottostante vallata (quella che prove01va 1dal_ Rebb.' Anenrn) e ~0 e '.13° battaglione valendosi ~oche · quest ultimo dt un forte recinto 10 muro a secco, poterono sol'~a~ente_ occupare le_due alture a t~rgo della prigata Daborm~e 1e,s1sterv1 come vedremo - fmo a sera; il .nemico d'altra parte, l~sciò anche ~ui~i languire il fuoco fino oltre le 12, permettendo ai due batt~gliom di riordinarsi e di riposare alquanto. E ~u fortuna po1chè se quei due eroici battaglioni avessero ceduto. la br1ga~a Dabormida avrebbe forse visto preci pitarsi alie spali~ la maggior parte del grosso nemico , che ritornava dall'avere pienamente disorganizzate le altre brigate, e dal quale avr~be avuto preclusa ogni via di ritirata.

1299.

DEL[.i'INIZIATIVA

1

I

(Continua) G. .

MENAHIN{

Mutante di ca-mpo itella

l>rigat11 Re e.r amtante maggiore in t• de~ 6° 1·eggìmento fantel'iil à' Africa.

,,

\

)•:,

TEMA PER UNA CONFERENZA

Co·11tinuazione e fine -

l'eàì dispensa Xlii .,,l.·

In presenza del nemico un comandante deve sempre trovare rieJJa propria cosciepza, nèl sentimento della propria responsabilità e nei principi supremi dell'arte della guerra, che il più delle ' volte . sono anche i più elementari, i criteri per determinàrsi a. prendere un partito, quando trovasi, peì' così dire, abbandonalo a ~e. stesso. Un'intelligenza vasta e pronta, che sa d'un subito abbracciar.e la situazione propria ed indovinare quella del nemico, può solo illuminare in tale contingenza, in cui è suprema necessità di prendere una risoluzione qualsiasj, poichè la peggiore risoluzione, in presenza. del nemico , è quella di non prenderne nessuna. In massima generale (ha detto il generale Ricci a pag. 4-27 del - suo prezioso libro dell'arte militare fin da quando era semplice ca. pilano di stato maggiore) l'inazione di un corpo ·qualunque in una . giornata campale, pel solo fatto della mancania di ordini·per operare, è. la più grave accusa che si possa muovere ad un generale, perchè non ha sr.usa di sorta. Napoleone dettàva il più alto principio di arte militare quando prescriveva ai suoi _luogotenenti che, in mancanza d'ordini, accorresserO'al cannone. Queste parole sono la più bella conferma ~el principio che bisogna concentrarsi per combattere ed il tuonare del cannone è quello che deve additare la direzione da seguirsi. N~~suno sul campo di battaglia òeve tenersi m disparte; tutti devono cooperare nell'azione. Anche quel generale che si trovasse lontano dal campo di battaglia, appena sa essere questa impegnata deve cercare, se non ha ordini strettissimi in éontrario con uno scopo ben determi nato , di portarsi al più presto sul luogo dell'azione per cooperarvi.


DELL' lNlZlATIVA

1300

DELt' INIZIATIVA

E si osservi che questa cooperazione non è necessario che sia

sempre efTetliva, voglio dirti fatta col fuoco 'ò; coli' urto : a sai spesso in un fatt.o d'armi la sola presenza'l'di una truppa , aiche lontana, l'anriso del suo avvicinarsi, i suoi movimenti, le minaccia producono lo stesso effetto del!' azione reale de! combattimento. Chi in falli potrebbe negare che la battaglia di" Custoza del ·186(3 avr~bb~ quasi certo avuto un risultato assai diverso per le no:;tre a'.m1 di qu.ello che ebbe., se le due divis ioni di fanteria e quella di. cavalle'.1a, che occupavano la pianura di Villafranca, si fos~ero spinte arditamente verso Sommacampagna e Verona, anzichè starsene inoperose e paghe di avere nelle prime ore del mauino respinti gli audaci attacchi della cavall eria aus!riaca? Dunque l' inazione è il peccato più grave ché si possa commellere sul campo di battagl ia e quando si sia anche solo entro la portala di esso. Quando il cannone tuona non è più permesso ad al~un comandante di addurre la mancanza di ordini per starsene moperoso. Corra al cannone e là assai probabilmente troverà gli ordini e_ se non altro il nemico, iI qual El gli darà l.ui_-stesso le regole d1 condotta e lo ill uminerà sul da farsi. Riconosciuto quindi che la quantità d'iniziativa da lasciarsi e da pretendersi dev' essere proporzionata al grado che ciascuno occupa nell.a gerarchia, importa ai' ben stabilire, come norma nella sua giusta manifestazione, questa: che cioè tulle le iniziative individuali devono tendere allo scopo unico, che è quello della vittoria la più decisiva possibile. Spella al comandante supremo di conseguire questo inlento col tenere nei giusti limiti le iniziative individuali e farle cospirare al conseguimento del fine. In ogni combattimento di una certa importanza debbonsi ravvisare ~ne fasi : una generale che si svolge pt·esso a poco egualmente 1n tutte le battaglie e chiamasi preparato ria o temporeo . d ~ g1ante -e una speciale, che consiste nell'atto risolutivo pel quale una battaglia si differenzia da un'altra. . . La cond?tta generale di una batlaglia deve presentare questo fatto che c10è, mentre l'iniziativa dei capi secondari è massima al cominciare dell'azione, essa deve gradatamente scemare fino a che nel momento risolutivo tutta l'iniziativa e la direzione devono trovarsi nel comandante in capo. In questo istante tutte le menti

1301

devono essere guidate da un solo pensiero ~ tutti gli sfor1.i diretti allo scopo comune. Larghissima è dunque la parte assegnata all'iniziativa individuale dei comandanli t,in s.ott'ordine durante una giornata di combattimento. Quest'iniziativa però non deve mai condurre a fa r dimenticare l'obbiettivo unico eifla concorrenza delle forze; e da fare di una battaglia una serie di combattimenti parziali, isolati, senza reciproco accordo. Procedendo in tal maniera si avrà sempre la peggio contro un nemico , che operi co ncentrato e che riduce in uno od ìn pochi punti , ma decisivi , la somma dei suoi sforzi. u Da ciò consegue che ogni comandante deve prontamente rendersi ragione della situazione generale delle truppe che combattono sui propri fian ch i, riconoscere dal terreno, dalle disposizioni del nemico, dall'andamento generale della ballaglia quale sia la parte che gli spetta nella cooperazione, se cioè la parte principale è àecisiva o piuttosto una secondaria. Da ciò_ne viene anche la necessità del vicendevole appoggio tra i vari corpi, onde ottenere la preponderanza delle forze sul punto decisivo, punto che non sarà difficile a riconoscersi perchè è sempre dato dal terreno o dalla disposizione delle truppe nemiche. Si può quindi dire che in molti casi l'iniziativa di un coman,fante di un corpo qualunque si ridurrà nell'accorrere pronta mente a sostegno di un altro, che per la sua posizione nell'ordine di battaglia, trovasi a dover sostenere la parte principale ed aver quindi bisogno del concorso dei corpi vicini. Sarebbe assai fa lsamente interpretata quell'iniziativa cho por· tasse i singoli comandanti in sott'ordine ad operare, corne si suol ·dire, ciascuno per conto suo, senza pensare al legame costante che deve mantenersi nelle operazioni parziali, il cui complesso .costituisce la bauaglia. A mantenere questo legame è indispensabile la buona armonia tra i capi in modo che ciascuno, più che a conseguire la gloria di un successo isolato, pensi ad assicurare H conseguimento dello scopo generale. A questo fine poi dev'essere, come ho detto, in particolar modo indirizzata l'azione direttiva del comandante in capo , il quale deve sempre tene'rsi in mano il filo che guida le opera1.ioni dei suoi subordinati.


130~

DELL'INIZIATIVA

·· Ma .non meno 1111porlante . dell'accordo tra i grandi reparti dell'eserc1Lo,. c01~e. sono i corpi d'armata, le divisioni, ecc., è quello delle v~ne armi c~e enLrano a costituirli. A ra~giungere que~oscopo ·d1 suprema importanza si richi ede non solo la conoscétiza d~. parte di Lutti gli ufficiali della tatti~a delle tre armi, ma forse p~u. la fra.tellanza,. l'intimità delle armi sles;;e, le quali , benchè· d1stmte d1 n~ce~s1Là .per il differente loro ,modo di azione e per le l?ro propr1eta tatti.che, pure sono tulle destinate a completarsi. a :1cenda, a prestarsi mutuo appoggio, siccbè dal loro funzionareconcorde nasca quella. a~mon~a di mezzi, · che abb:itte qualunSJue ostacolo, su.pera. quals1as1 resistenza ed ha per risultato quasi sempre la V1tlor1a. Ciascun'arma ha la sua qualità tattica caratteristica, nessuna basta da sola a tutte le modalità. del comballimento · insieme· combinate e fatte agire con accordo, le tre armi acquistano una potenza che è ben maggiore della somma della potenza di ciascuna di esse pre~a isolatamente. Ma perchè un:.l tale moltiplicazione di forze sia reale, non basta, che questa combinazione delle tre armi sia puramente materiale· vuol.si . anche. l'unio.ne degli spiriti; quell'unione che porta le vari~ arm, a coos1derars1 come un tnllo solidale, che ha comuni leaspirazioni , i sentimenti , lo scopo; che fa di un intiero esercitoco?1~. un . corpo solo sano e robusto, di cui esse sono gli organi pr1nc1pah. . Nel vicendevole, pronto e volenteroso appoggio che le tre armr comballenli devono prestarsi sul campo di bauaglia, sta una fonte d!rei quasi inesauribile, di forze, che conduce gli eserciti a com~ p1ere grandi cose. ~'ultima ~uerra franco-germanica è tutta un,esempio da parte ~e1 .Tedeseh1 dell'ammirabile accordo delle tre armi e del buon 1mp1ego loro sia nelle missioni strategiche che nelle tattiche eà i .s~1ccessi riportali dall'esercito vittorioso sorpassarono ogni prev1s1one. Ora se vi è ramo dell'arte della guerra che possa essere co~venientemente sviluppato in tempo di pace, perché dia buoni e c~p!o~i frulli in tempo di gu~rra, credo sia questo di preparare c1oe Il buon accordo delle tre armi. Per far ciò basta che ess&

1303

DELL'INIZIATIVA

siano poste continuamente a contatto, che agiscano insieme e vivano per cosi dire di una vita comune e con quegli stessi vincoli tattici, da cui tlovranno essere strelle sul cnmpo di battaglia. · Per ottenere questo intento molti sarebbero i mezzi; a me basti il citare quelli che in mi sura più o meno grande, si impiegano da noi cioè le esercitazioni tattiche fatte col concorso delle tre armi e le riunioni de~li ufficiali delle varie armi all o scopo di discutere, c1 nche in modo fami gliare, sulle questioni od ar,gomenti militari che interessano le varie armi. Le prime servono mirabil mente ,Id aliratellare i soldati tulli, sviluppando in essi quella nobile gara, la sola ammissi l>ile tra soldati di uno stesso e~ercito, dell'emulazione nel far bene; le seconde tendono allo stesso scopo nella classe degli ufficiali, producono lo scaml>io delle idile, quindi accrescimento delle cognizioni di ciascuno ed un indirizzo più uni forme piìi armonico di t.utl.o qnanto si riferisce sia alla parte pratica che a quella morale ed intellettuale dell'arte militare. Fin qui ho parlato dell' in iziativa in grande, ossia di quella che spelta ai comandanti delle grossè unità tattiche , come i corpi d'armata, le divisioni ed anche le brigate. Ma forse che l'ini ziativa sia inntile nei gradi meno elevati e nella condolla delle minori un ità tattiche? Al contrario ai giorni nostri, coll'attuale modo di comballere, una certa dose d'iniziativa è neces,;aria e deve richieder;;i in tutLi i gradi della gerarchia militare. Ben anco il semplice soldato può trovarsi nel caso di di mostrarlo od almeno di far desiderare che la possegga . ·Per la natura del terreno assai frastagliato ·su cui generalmente si comballe e più ancora per quella delle armi in uso, che ,esercitano v.n'azione molto dissolvente sulle truppe, avv iene che quesLe, appena impegnate nel combattimento, troppo facilmente sfuggono al comando ed alla direzione del loro capo immediato. Succede quindi spesso che frazioni anche piccole di Lrt1ppa si trovino per un certo tempo separate dcli grosso-e come abbandonate a s_è stesse. In tal caso se una di queste frazioni non trova in chi ha l'obbligo di comandarlo od in sè stesso l'e\


1304

DELL' IN IZIATIVA

nergia di operare, tenderà sempre più a sciogliersi a smarrirsi· se invece essa trovasi comand~la da un superiore qualsiasi-eh; alla fermezz~ unis~a una certa iniziativa non si smarrirò, sapfà ben tosto or1enl~rs1 , continuare nel combattimento e rilrovaré il perduto collegamento. ~on è poi -~a~o il c~so eh~ anche un solda to se'mplice più intelligente o pm coraggioso di altri suoi eguali , acquisti su di essi un .~s~e_nd_ente ~omentaneo ed irresisLibile da trascinarseli dietro coli m1z1at1va, ~, ~utt~ I~ più meritevole, cioè quella dell'esem pio. N~lle operazioni d, ~1ccola guerra, nelle avvisaglie d'ava,n..: P?St1, nella co~dolta. di una avanguardia, di una ricognizione, di una. pattug!,a _ed rn moltissime altre circostanze possono presentarsi occaswni favorevolissime di da r prova d'iniziativa anche nei grad~ meno elevati della gerarchia militare. ' Ins~mma l'iniziati-va, quale noi l'intendiamo, de\•e tendere a fai_· spiegare convenevolmente tu tte le facoltà um::i ne onde siano ut,lm~nte ad?pe_rate_nell'interesse dell'azione mi litare. È per questo ch e a, nostn g,orn, essa vuolsi considerare come una qu· i··i· ·i· .a I a 1 m1 ilare, che richied" di essere sviluppata dove fa difeu·o sao- i gia~ente iodirizz~ta e correua dove già esiste in potenza, ~ia;ma1 ?ompress.a, ~1vvero contenuta entro giusti confini. Ho dello già come un certo spirito d'iniziativa sia proprio della natura umana come manifestazione di quella tendenza innata ~ell'uomo, che lo porla a sottrarsi all'altrui autorità, a' voler ng,re per con to proprio, a rendersi insom ma responsabile dell e proprie azioni., ~uesto .gr_a.d~ ~'in!,daliva naturale (sinonimo di intraprendenza) :aria n?gh md1vid u1 come nei popoli. E innegabi le che quanto e maggiore quest'i niziativa nell'individuo tanto più si accentua la sua personalità, tanto piu ésso si sen te portato ad affron tare impre_se _a~che ar~ischiate, _lt c~ilatare la cerchia delle proprie aspiraz1on1 ed a spi egare qurnd1 maggiore alliv ità al fine di appagarle. E la fo1:tuna, amir.a degli audaci, suole in aenerale essere propizia alle imprese di questi che usasi ch;ama;e spiriti int~aprendenti . . ~I ~lim~'. 1~ abi tu_dini, l'educazione, il grado di colturà, le condiz1on1 soc1ah e politiche influ iscono sul grado d'iniziativa di eia-

DET,L' INI ZIATIVA

1305

scun popolo. Nei climi caldi, dove l'intelligenza è in generale più svegliata, dove gli affetti ed i sentimenti pigiiano facilmente il sopravvento sulla fredda ragione, pare debba essere più marcata la tendenza alla lib·ertà d'azione, all'iniziativa individuale, per quanto però, nella mitezza stessa del clima si debba ravvisare una .causa deprimente dell'operositit e come una specie di invito, se non al dolce far niente, al fare il meno possibile. Per i popoli meridionali questa quali tà ha bisogno di essere tenuta desta, poichè tenderebbe a manifestarsi, dirò così, a scatti, a languire od infiammarsi improvvisarnentè; e sopratutto saggiamente indirizzata. Il contrario avviene nei climi meno clementi, ossia per i popoli del nord, presso i quali il freddo calcolo in generale predomina sugli affetti e sulle passioni; essi sono quindi meno facili ai. subiti entusiasmi, coi quali si compiono o si guastano le più grandi imprese, ma sono invece dotati di quella fredda e ponderata costanza e tenacità. di vol ere che lìnisce quasi sempre a far superare o cadere qualsiasi ostacolo, che si frappo nga al raggiungimento di uno scopo. Nei popoli avvezzi per educazione al rispetto dell'autorità, dove il cittadino acquista nella famiglia l'auitudine all'obbedienza, alla sobrietà, dove il governo è solidamente basato sul principio di autorità opportunamente temperata, dove le istituzioni politiche sono stabili e le tradizioni mil itari antiche, quivi trovano anche più solido fondamento le istituzioni militari; lo spirito militare e la disciplina vi hanno più profonde radici ; quivi l'i niziativa militare vuole e può essere sviluppata ed acr.ordata su più larga scala senza pericolo che si converta in danno. Lo stesso non è dei _popoli in cui l'educazione civile e morale è scarsa o di 11uelli nei quali, per troppo frequenti e convul se mutazioni po!itiche. sia scemato il rispetto all'autorità , la fede nei principt d'ordine, il sentimento del dovere e forse anco il vero amor di patria. Presso questi l'iniziativa potrebbe assai fa cil mente accostarsi all'indisciplina ; da ciò il bisogno di ben indirizzarla, di correggerla perchè non degeneri. Ciò che importa però di (i~sare in modo positivo si è che l'iniziativa è una qualità militare indispensabile negli eserciti attuali


D ELL' INIZIATI V A

1306

1

.. DELL INJZIATIVA \.

e che quindi d,ev'essere coltivata e sviluppata più o men<o a seconda che essa trovasi in ·germe più o meno à.bbondantem,e'fite nell'indole e nel carattere di ciascun popolo, di cui ogni esircito non è che l'emanazione, · Lo sviluppare e l'indirizzare conv~nientemcnte l'iniziativa individuale non può essere l'opera di un momento; non basta il raccomandarla per mezzo <li un ordine del giorno per aver diritto di pretenderla, . ' Bisogna invece renderla abituale promuovendola Jun,rirnipntè pazientemente ed in tutto. · " ' Perché lo spirito d'iniziativa attecchisca in un esercito è necessprio: . . :I precisare esattamente le attribuzioni e la responsabilità d1 ciascun grado della gerarchia; _ 2° rispellare sempre in pratica le attribuzioni di ciascuno. Chiunque è ~iyeslito di un .grado o di un comando deve pos· sedere la capacità ed i requisiti tutti per adempierne le funzioni. Ne consegue. che in mas:,;ima chi ha un 0arado ha diritto di aodere 'l la fiducia del proprio superiore e sare bbe un disconosc"ere ·i prin~ipiò ~n cui basa l'autorità, il non voler accordare ques;~ fiducia e d voler restringere, invadendo, le attribuzioni altrui. Nella gerarchia ·militare ciascun grado deve avere nettamente fissate le proprie attribuzioni in modo che nel limite di esse possa_ convenien_temente sviluppare la propria attività. I regolamenti e le le~g1 tutte che reggono l'esercito provvedono a questo scopo, ma per quanto gli uni e le altre possano essere perfetti·, no~ bas~~no al fi~e se manca la. giusta applic:1zione e l'interpretazione vivente d1 esse, che spetta appunto ai ·varì gradi della gerarchia . O

1

. ~~oltr~ nes~un re~olamento può dar norme per tutti i casi pos. s1b·J11, ne tutto precisare nei suoi paragrafi. Quanta parte non resta adunque, per cosi dire, abbandonata al 0oiusto criterio al• l'intelligeuza di ciascuno. ' ' · Nell'arte militare, presa nel suo significato più vasto, la parte assolutnme~te pr~cisabile è la minima e la meno import.ante; fa pa_rt_e maggwre riposa su pochi principì assoluti, costanti e semphc, ad un terflpo, ma cbe presentano un'infinità di applicazioni

1307

e quindi d.i differenti soluzioni. li difficile di essa sta nella retta ,ed opportuna apppcazione di quei pochi principì ed è in ciò che ha il vero suo cçulipo l'intelligenza ed il genio militare. Dal che si _vedè come qualsiasi regolamento, anche buono, perchè dia buoni . risultali, abbia bisogno di essere intelligentemente inter. pretato ed appiicato. . Riconosciuta. la necessità dell'iniziativa è assolutamente !ndispeosal,)ile che Lui.Li i regolamenti tendano a riconoscerla e svilupparla. Inoltre è necessario che esista una giusta armonia tra di essi ·Circa il modo di promoverla. Co·sì sarebbe assurào, per esempio, che al capitano si accordasse molta libertà d'azione nel· l'istruzione ed amministrazione della propria compagnia e gli si · legassero troppo le mani per ciò che riguarda il governo disciplinare. De~·e dunque esistere una certa relazione tra il fine ed i mezzi. Quanto più q11ello è vasto ad elevato, tanta maggior larghezza si d,eve lasciare nella scelta dei mezzi per consegu'irlo. Così quanto più si sale nella. gerarchia, il line diventa più vasto ed i mezzi meno determinabili, fìnch0 nel capo supl'emo di un esercito essi sono lasciati del tutto in sua balìa. In Èuropa. abbiamo visto fino alla guerra del ;J870-71 . attuati due op~posti sistAmi. che chiameremo dell'accentramento e del decentramento e che esprimono, l'uno la negazione, l'altro il riconescimento dell'iniziativa individuale, ossia del_la responsabil:t~, parole che sotto molti aspetti si equivalgono. I · Francesi ed i Prussiani furono i rappresentanti più avanzati delle. due -opposte scuole, che ormai non hanno più motivo di essere richiamate, se non come ricordo storico, poiché in tutti gli ,es'erciti è riconosciuta la necessità e l'importnnza di questa foiziativa. Col sistem·a francese l'autorità e la responsabilità era.no accentrate e quindi eccessive, in alcuni gradi elevali della gerar~hìa, q~asi n.ulle nei gradi secondari. Ne venne da questo fatto la man· canza di energia e dì iniziativa nei capi in sott'ordine, l"abitudine di aspettare sempre dall'alto l'ispirazione e la norma di condotta anche quando l'aspettare era vano e dannoso; ne venne insomma l'inferiorità delle armi francesi quando si trovarono di fronte alle prQ.ssia,ne su.I càmpo di battaglia. /


1308

DELL' JNIZ!ATIVA

Nel si~te~a ~russ!ano invece la responsabilità è molto più equa~ente d1~tr'.bu1ta,_ c1a~cu~ grad~ ha la sua parte che viene ?empre r1spet~ata, in tutti qumd1 magg10r stimolo all'.operosità nò n solo ~ater1ale ma anche del pensiero, d'onde quella maocriore i rtruz1one che a.bilita l'ufficiale a trarsi d'impaccio, a ris;l~ere' /rontamente anche ;el~e più difficili circostanze, come è sple~didament~ detto nell ep1gra~e che ho posto in testa a questo mio lavoro. . ~01 fino al •f 866 e st può dire fino al ·1870 fumino seguaci fedeli dell~ scuola francese; mutossi d'allora in poi indirizzo per a~c_ostars1 alla scuola, germanica adottando il principio della div1s1one .del lavoro, · _ . . che rende così spedito e facile il f U1)Zt0na mento d1 qua 1s1as1 azienda tanto civile che militare. !?fatti ?l_i a~tuali nostri regolamenti di disciplina e d'istruzione e d_, se~·v17:10 interno . per la fanteria determinano nettamente le attr1buz1on1, l'auto,rità e _responsabilità di ciascun grado e provved?no a che nell adempimento del proprio dovere sia accordata a c1as~~~o. I~ necessarra libertà d'azione e vi apporti una cert; dose d rn1z1at1va. Così a~ esempio !_'autorità del capitano si è accresciuta ùi mollo esse,ndo ·~ . ~odo pnì preciso fissate le sue attribuzioni e la suf _responsab~hr~, ed avendo quindi una conoscenza esatta ·ai tu.tlo quanto gh. è imposto dal suo grado, possiede la norma più sicura per, adempir~ .la pro~ri_a. mi:s!one e in questa dar prova di tutta la sua capacita ed .att1v1ta. E m vero in , tulle Je cose umane, ma . . sopratutto ne~le m1htar1, nessuna condizione è tanto' essenziale pel loro buon · · Che SI· . esito, l . quanto questa di sapere nettamente CIO vuoIe, ciò c 10 s1 deve fare. , ~oche. la posizion~ dell' u~ciale subalterno trovasi meglio definita e di. molto sollevata , . . .dai nuovi reoolamenti n . · Esso . en tra ne lia come un rndmdualità distinta avente la sua compagma , . t ,,. · ' parte a·1 1 1esponsa 11 1ta ne governo della frazione che aJ· è · . . e 1 · spec1a Imente affidata . e che e 11 suo . . plotone , , cosicchè a questo · si· sente natu· · ralm_ente . .portato a. 'J'tvolgere le sue cùre ed anche 1e· sue affez10n1. che corrono tra· l'uffici·a1·e ed · · c1· l eon ciò 1 rapporti .. . . . . 1 suoi 1penc enti· sono forse pw r1strett1, ma altrettarilo più intensi ed ind·s·ol· t·1· v r . . . . 1:. u 1 ,. og ~o poi_ qm avvertire 11 fatto, che parmi importa'nte per la buona 1struz1one della truppa, che mentre Ja compagma, · anc I10

~ELI) JNIZIATIVA

1309

nel momento più favorevole dell'anno, è sempre ben lontana dal- l'av~re la forza che dovrebbe avere per svolgere da sola e con . , .profitl~ la sua istruzione tattica, i due plotoni invece che la costituiscono in tempo di pace hanno per molla parte dell'anno un effetfrvo tale da soddisfare l'amor proprio del rispettivo comandante e_da eccitarlo quindi a dedicare alla sua istruzione tutto se stesso. Per ciò che· riflette poi la missione dell'ufficiale come educatore ed istruttore, essa è resa più efficace e proficua perchè si svolge dietro l'impulso della propria responsabilitit eccitata di moltù dall'· amor proprio individuale, da un certo spirito d'emulazione non che dalla fiducia riposta dal superiore nell'inferiore. L'ufficiale che nella compagnia, nel battaglione o nel reggiment~ ha l'incarico di una determinata istruzione, trova nei re- . • 11 \amenti, nelle istruzioni e nei programmi le regole o le norme 0 : cui informarsi , ma queste non sono mai così assolute e po- , sjtive da non lasciargli il modo di innestare in ogni istruzione la impronta della propria individualità, di far più o meno. palesi· le proprie qualiti1 intellettuali, di dar prova insomma d1 una certa quale iniziativa. Ma passando dalle considerazioni gimerali ed astratte al de_t· tato dei nostri regolamenti, si legga quanto prescrivono i §§ 23 1267 e 402 del regolamento di disciplina e si vedrà quanta li bertà d'azione con adeguata responsabilità si vuole accordata dai comandanti di corpo, di battaglione e di compagnia ai rispettivi subordinati. . , . Apriamo del pari il regolamento d'istruzione e di servizio inter~·o e vediamo che cosa vi sta scritto nelle prime pagine, dove si patia d~ll' i:;truzione e dell'indirizzo generale da darsi alla me1

desima.

La

libertà. d'azione lasciata ai comandanti di corpo include (\ per essi lo stretto dovere, a senso del regolamento di disci1( plina, .di lasciarne a lor volta, nella debita proporzione, ai l~ro « dipendenti in ragione del grado di questi ; giaechè in guerra l'i« niziativa che per le odierne condizioni del combattimento è di.' ' « venuta più che mai neeessaria in tutti i gradi, nori. può manifel< starsi se nel tempo di pace si' è contratta l'abitudine di non far <( ,

ì


1310

'

ÒELJ,' INIZIATIVA

DELL' lNlZIA TIVA

« nulla senza.averne ricevuto l'ordine dnl superiore e di - operar

« sempre s~condo minute prescrizioni intese a regolare ocrnf; atto. « Siano agli inferiori ben definiti gli scopi da consegt~ir; e si

(( prenda no~1.n a dai ris.ullati p~r ~indicare della Joro capacit~ e/e! << buon uso faup della hberta d azione concessa. ,; · « La· libertà d'azione e il se11timento della resp~nsaqilità che ne · « consegue, sono di grande incitamento a far porre tutta l'attività « di cui si è'~itpac! nell'adempimenlo dei propri doveri e per ciò « anche nell 1struz1one e nell'ed.ucazione delle truppe conducono « certamente a buoni risultati. « I~ superiore deve esercitare una continua vigilanza, ma ·ii4ter- · « venir~ sol quando nota errori, omi:Ssioni o violazioni ai regola« mentr, o quando sia necessaria a reprimere la mala voglia O la « negligenza. « L'iniziativa è virtù 'di coloro che hanno fiducia in sé stessi. « Perché ta!e fidu~ia prenda salde rad.ici è necessario non sol-« tanto lasciare che gli inferiori, nei limiti delle loro attribu« zioni .e de.ilo .scopo loro prefisso, si regolino secondù il loro « proprio criterio, ma_ancora che gli errori e irfi incori,,enienti , « i quali non pr?ve_ngono da 1nancanza di buo~a volontà, ·dian~-,, « l~ogo a co1Tez1on1 ed a ammaestramento bensì, ma non a « rimprovero od a biasimo. . « Uno stesso compito si può eseguire eaualmente bene · d' . d'O' n )Il mo I « ass~1 1 erenti. E per ciò quello prescelto dall'infer iore ~on « dev essere censurato, purchè sia razionale, quand'anche non ·sia « conforme al modo che si sarebbe preferito. ~> Potrei continuare nella trascrizione _di altri periodi del re<1ola~ento p1:eso ad esame, ma preferisco senz'altro saltare ;Ile ultime pagine d~l m_edes!mo, dove si parla degl( orari, per far notare quanta lat1tudme sia concessa ai comandanti di rea(>im t d' b r . . . en o, . 1 .artag 1~ne e d1 compagrna nel compilare i rispettiYi orari ed · 1~~10gare il .~erso~ale) il ~empo ed i luogh i che hanno a dispos1z1one .~er I 1_struz1one e I educazione della truppa. . Se poi gettiamo lo sguardo sul nostro regolamento di servizio 1~ ~uerra (Parte I) nel c;apitolo che tratta' rlei comqattimenti, noi al N. 103 proclamato nel modo p1·u· assoluto ·1 · · · a·t11ov1amo · . . . . .. I pr11lClp10 lasciai e e d1_ esigere rn tutti I gradi in pari tempo la masn l')

1

1311

"Sima iniziativa·' e sotto tutte le forme in cui essa può manifestarsi. t-Esso così' si esprime .: . « ta, vittoria non si strappa al nemico che con l'azione coor-..« dinata · di tutti erti sforzi iildividuàl i verso lo scopo generale ·ed -~ ultimo al quate"'si mira e' con la p·ersistenza sino agl i_ estremi: e Virtù ind.ispensabili per vincere sono il fermo propommento d1 ..« vincere, la salda fiducia reciproca fra i capi e le truppe e quel ~« sentimento che trascina tutti ove tuona il cannone. . << Nel combattimento i capi di gr.ado elevat? non hanno cosi ._. -immediato contatto con le truppe da poterne regolare anche i « minimi ~1tti · essi devono fare assegnamento sull'azione spontanea ,..« dei comandanti sottoposti. E per ciò il principio dell'iniziativa, « che , è tra i più potenti fattori di vittoria, si applica a tutti i ._. gradi in ragione della responsabilità che a ciascuno co~pete~_ «1Tutti devono essere ben convinti che quando manchmo gh -~ ordini, ovvero quelli precedentemente ricevuti, per il mutarsi • {< della situazione, non corrispondono più a questa, è virtù· il -{< saper concorrere all'esecuzione dei disegni dei superiori, ope-.c rando secondo il proprio .giudfaio e affrontando coraggiosamente «· la . fespqnsabilità dei propri aui; che fa mancanza d' iniziati~a •« è,sempre più dannosa di un errore nelr' apprezzamento della s,<'.« tuazione O nella scelta dei mezzi ;,che in tali casi la maggior colpa « nella 1quale ,possa incorrer,e un militave è l'inazione. Le sorti del ·-« combattimento sono decise dalle ,truppe che effettivamente pren..« dono;p.arte all'azione. L'.:accorrere in soccorso d~i 'C~inbattenti; <<- sia .pure con forze poco numerose, può in m~lll cas! av~~e u~ , ~« gran .,peso-sulCesito della,lolta.. .Il solo annunzio _del\ avv1cmars,1 ~ di socoòrsi può fare cambiare le sorti del combatt11~en~o,. p~rch~ « nella: certezza di,·essere·sostenuti, si rinfrancano gli amm1, 1 capi · "~ possono 'Pi·ù liberamente disporre delle.·1oro ri serve e le truppe · <nono ~li molate a . perseverare nel\a:,pngna. E p·e r ciò un coman· ,e dante isolato, quand'anche abbia una speciale missione da com·< ·pi ere fuori del campo di battaglia, deve di sua ~nizi~tiva _ace.or·~ "« rere al cannone, sempre che dal complesso della s1tuaz1oneg1ud1.ch1 . -~· Mn indispensabile di attenersi agli ordini precede~temente nce· -'-« vuii. Accorrendo al cannone se,ne manda oelereavv1so alle truppe -1 combattenti ». , 86 -

ANNQ XLI.

·1


1312

D~LL.INIZIATIVA

Del successivo N. ·104, che tratta del contegno e doveri, nel com~ . battimento, trascrivo -questo periodo: '; « ~a i'egittiino uso d'autorità, anche se n,on gf i compete per « ragione di grado . e, si rende altamente .benemerito, il .mftara. « che negli scompigli tal·ora inevitabili nella lotta,,.fa opera pei: « raccozzare individui o drappelli sbanditi o 'dispe1:si, riordinarli « e ricondurli al combattimento, collegandosi appena sia possibile« con altri nuclei di forza o con un comando superiore )>. AI N. 1105 leggesi quanto segue: « I capi dei grandi riparti, riconosciuto il n;emico ed il terreno. « e dati gli ordini per lo schieramento ~ per l'inizio def com« hattimenìo, devono lasciare che l'azione si sviluppi, astenendosi, « dall'intervenire nei suoi particolari per polér conservare più li« bero il proprio giudizio e rivolgere tutta.lii loro attenzione a « seguire J'andamenlo dell'insieme· di essa per , decidere del mo« mento e della direzione in cui sia più opportuno di lanciare lee riserve nel combattimento. « Nuoce di massima alfa condotta delle operazioni la tendenza, -« dei capi a stabilirsi anzi tempo sulla linea di f°'oco, perchè li~ « mita · la: facòltà di operare in chi pel suo grado vi è designatò, . · « confonde le attribuzioni e sposta le responsabilità rispettive. · « Per l'azione concorde di tulle le truppe verso lo scopo comune,. « è . necessario che tutti, dai ·comandanti dei grandi riparti a « quelli delle più piccole unità, operino costantemente q'accordo, .• con le truppe che stanno loro ai lati e davanti. . ,, «·Nelle presenti' condizi,mi del combauimento gravi difficoltà, « incontrano i capi ad abbracciare lo svolgersi dell'azione.· J\.ncor· << più che non per il passato è perciò necessario che tutti i co· ,« mandanti, e più specialmente quelli delle truppe impegnate, man-« <lino fretJuenti informazioni ai capi da cui dipendono. « I comandanti delle truppe che nòn si trovano in prima schiera, « sgombrate che ,abbiano le strade ed ammassati i foro riparli nei · « terrèn i adiacenti devono tenersi continuamente informali delle« vicende del combattimento, studiare e preparare il terreno, aver· << le truppe alla mano tenendone alti gli spiriti, mantenerle di, « propria iniziativa convenientemente vicine a quelle impegnate per· « essere semRre pronti ad entrare in tempo nell'azione».

D ELL'INIZI ATIVA

1313

Tu.ttò quanto ho qui trascritlo dal regolamento di servizio in guerra è troppo ch iaro perchè abbia bisogno di commenti. Solo mi importa di far notare che i paragrafi sopracitati sono riportati anche nel regolamento d' esercizi per la fanteria affinchè \( siano tenitti sempre presenti nell'addestramento e nell'ed1i~a.zione « della trup1fa ». .Sono· dunque precetti che riguardano no~ ~olame_nte. i coman~ danti di gr()ssi riparti di truppe, ma anche quelli dei ~iparti mi· nori e dirò anche minimi, come sarebbero le pattuglie condotte -. da gradu~ti di ,Ifrilppa, le quali se per necessità si trovano distaccate dal grosso .peit scopi speciali di esplorazione sul fronte, sui -fi~-nc'hi ed alle spalle, non devono per questo esimersi dal prender parte· all'azione, quando questa è incominciata. , Quest' ullimo inconveniente, che si verifica pur troppo nelle· esercitazioni del ··tempo di pace per sottrarsi a maggiori fatiche ed evitare sopratutto la pulitura dell'arma, nelle esercitazioni a fuoco. accadrà in onerra per motivi anche più gravi e colpevolis· . " . simi. Ecco perchè io sono in massima poco propenso al sistema, da alcuni ~agheggiato, di voler ad ogni . passo distact'tlre numerose pattuglie o drappelli per guardarsi da tutte le parti, pattugli~ o drappellj che poi, . anche volendolo, ben di raro si ri· condurranno al rispettivo riparto quando il combattimento I<> esigerebbe. Non posso però abbandonare l' esame dei nostri regolamenti__ senza citare anche un solo periodo, che si trova nella prima pagina delle Norme generali per l'impiego delle tre armi nel com. ' battimento. Eccolo : « Il comandante di un corpo di truppe, non essendo « vincolato da regole tassative, ha tutta quella libertà d'azione che « è inseparabile dalla responsabilità che gli incombe, ed ha cosi il « mezzo di esplicare la propria iniziativa, dati essenziali per ·« chim;ique eserciti un comando in guerra». Se tutto induce a sviluppare e tener desto questo vitale spirito d'iniziativa nell'esercito , ne viene di conseguenza che bisogna attentamente astenersi da tutto quanto· possa ryienomarlo e soffocarlo·; per cui io sono d'avviso che si debba pi uttosto ecceder~ nel richiamare chi dimostra di mancare d'iniziativa, che non chi ca· desse nel difetto opposto.


1314

1315

DELL'INIZIATIVA

Importa il'loltre di ben stabilire e ricordare che il fii t . di iniziativa ! a ~o . . . include sempre il concetto di fare sotto la propna 1 1 b .respons.a 1.1ta.~qua. cl~e cos~ di pii1 o di diverso e talvolta perfin con.tr~r10 .a. ~10 ~he e previs to o prescritto dai regolamenti 0, da,.ri; ordini pos1t1v1 ncevuti. /~ Il fa:e puramen~e e semplicemente ciò che è voluto O dichia•:ato da, rego~ament1, o dalle is.truzioni o' dagli ordini supèriori non e che adempire al puro e semplice dovere.· · ,.v.u~ls~ quindi molto tatto e criterio nel distinguere tra gli atti per sè la "aiustifìca:i:ione:J!i:lel I) uon ·senso · d m1z1at1va, che . . hanno . , u e del re~~o. ~1u~1zt0 da parte di chi li ha compiuti, da altri' aui che dell m1z1at~va non hann? che l'appa,·enza e che quindi non ~an~o scusa d1 sorta; questi sono sempre da reprimersi; mentre 1 1 .Pr.1m1 s?no da lodarsi o tutl'. a! più da discutersi, giammai da ~ia~1mars1, anche se l'~tto per avventur3: non haf!conseguito qtiel1es1t9. favorevole , che 11 suo autor.e si riprometteva. Aggiungo per ultimo che le ricompense e gli onori debbono esser~ acl.fl~n tempo _lo ~timolo per promi10vere l'iniziativa ed il premio per compensarla quando ha dato lnioni frntti. Ed. ora che par~i di aver svolto, come rnegl io ho. potuto, I' ar-.' gomento propostomi, come conci 11sioni al mio modesto lavoro ponao queste: ~ O / I .,La _pi1ì accurat~ istruzione tattièa che oggidì si impartisce e s1 :s1ge dal soldato e basata sul principio che anche dal solda~o s1 deve pre~~ndere q~alche .cosa di pi1ì, di quello che possa dai e una ~e~.phce. macchma, s1 e~i~e cioè in tutto e da tutti il concorso , do I ,dell .mtelhgenza e della riflessione, le q 11a1,· , 11·sch·1./!a1an a volonta ab1t~ano in generai.e l'uomo a risolvere e fare presto e bene; , · 0 ~ Il promu~vere l'iniziaLiva in un e_sercito vuol dire infondere in .esso ma.gg,or vitali:à, maggior spirito d'energia e d'azione e n~s~u~o potra meLtere !Il dubbio I' influenza benefica che tali qual.ila, generalmente possedute, possono avere sul ca~po di hattagha. ·

A.

MAZZOLENI

maggiore net 50° fant.eria.

I

'

LO STUDI.O DEL SOLDATO NELLA SCUOLA MILITARE ,,r,f

t·

- Qgnj anno all'arrivo degli ufficial i nuovi promossi, provenienli daoli ailievi della Scuola militare di Modena, nei reggimenti di n . . fanteria si mormora, ed i capitani gridano contro l'indirizzo. che nel nostro priµqipale istituto militare si dà all'insegnamento. Forse nei mor~RfÌ dei primi giorni, e nei giudizi sui nuovi promossi c' è un po' di esagerazione. Ma la verità è questa: i giovani sottotenenti di · fanteria, per vari mesi, non sono in grado di rendere utile .~ervizio nelle compagnie. · . ,Riflettendo in~ensamente su tale fatto, che periodicamente si ripete in tutti i corpi di fanteria all'apparire del Bollettino delle n:omine, mi è nata l'idea di approfondire un po' il fenomeno, . di sviscerarne le cause e di manifestare il mio pensiero che è frullo di discreta esperienza e di diligente osservazione. Ed ecco la ragion·; di questo scritto. Io credo che gli ordinatori degli $ludi della Scuola di Modena oggi, come ieri, si lasciano guidare da una sola preoccupaz!one: - che la Scuola militare cioè, mantenga sempre alta la sua reputazione d' istituto scien tifico. Cioè, si dimentiéa che una scuola i.n).!it~re è istituzione specialmente soldatElsca e che perciò, per giusti(ìçare il. suo nome, l'indirizzo di essa dev'essere informato speci;1m:eot?, ad un .concetto pnilico : lo studio dello . strumento che gli allievi dovranno poi adoperare, cioè del. soldato . Qual' è infatti la ragione d'essere d' una scuola militare che prepara ufficiali di fanteria? Trasformare tanti giovani gagliardi di mente e di membra in altretlanti capi atti ad educare, istruire e con~urre sul campo di battaglia centinaia di uomini armati. Per ottenére ciò dne attitudini bisogna sviluppare negli allievi: · l'attitudine di guidare al fuoco il soldato. e l'altra - certo non trascurabile - di saperlo convenientemente preparare in pace. ' Per sviluppare la prima tullo si fa a ì\'loclena, dai programmi ·e · dagli insegnanti. L'allievo apprende l'arte della guerra e la ;;ua evoluzione attraverso i tempi e lo spazio; impara il modo di utilizzare le armi, le invenzioni e le scoperte; !;ludia il terreno su


1:316 .

.

L O STUDIO D BL SO . LDATO NELLA SCUOLA MILJTARB

cui si può ersi deve combatter· , . ' coltà naturali ed artiiìciaI1· eh e, eff1·1esce ad apprezzare le: di(fi. E . e esso o re. . per sviluppare la seconda tt" d. segnan te di tattica, che in una a itu _me ? Nulla o quasi. 1.: ininsegnamento capace oanun d. materia sola ha qnati.rò, rami di che dà una pallida idea ode! s:ld~t: .c~~!~re duo .pro~~ssore,~ solo sul suo recl utamento e sufi . . ,tao osi pero a brevi cenni e es,00 enze « t · 1· soddisfare. E basta. ma_er,a 1 ., a cui egli deve . Nessuno parla all'allievo della . un lembo del velo che nascond v;~a di ~ase~ma" nessuno alza del reggimento . nessuno s . e ag ~ occhi de, profani i mis;eri .. , p1eaa 8"11 allievi eh I Hcato e sensibile che e . d o n e o strumento dessi ovranno adopera su cui appo rrniare il fucil re non è un affusto oo e, ma un · uomo com t d. passioni e di pensiero. · pos o I sangue, di Eppure oggi è necessario eh · • · · · ciale. Oggi il soldato non . . . e c10 s,_ dica subito al futuro uffiistruito nel Codice penale e p,~,; ome Jorse una volta, un essere solo a partire col p,·ede ~ ~e egolamento di disciplina, buono · -sinistro al co d d. saltare da l letto alle note . ·11 . man o , « mare' » e di L . :iqu1 ant1 della sveolia a società odierna è assai diversa d' .., • . . . nuove di luce e di sentimento ·11 . , que~la di ien. Ondate I ummaoo 0 oo 1 e com Popo Io ehe evolve sulla . d l no muovono il. gnazione che un tempo ·acv,a te pro_gresso. Alla fede, alla rasseque ava 11 pensier · nuto sostituendo I' inda }. I '.. o emancipato è ve:,me, a cr1 t1ca la ri belr d . . h e e prelude con fremiti m·nn·t t· f , ione e11·an1mo È natu rale quind i cbe il : ~: \ or~~ ad altre ribellioni. ' 0 che si allontana temporaneam a di· / uale_è ~n valido cittadino l'esercito lo spirito inda11atore de~,e a a soc1eta, porti seco nel- dei cittadini. Oo-ui l'azi;ne ind_e_dpaelse, e le passioni tempestose . l On I VI ua e ha maoo· I era a ha un uomo sciente f I . l'> oiore va ore; l'uffic·ro,. e. chiaro, . rende più difficile ra e man, e deve saperlo d l'o era d ' . a operare. tando fa guerra deve educ . . P . ~Il ufficiale che, aspet. . , are I suo, uomm, è .ò . . sa b,le che sin dal primo oio h. . '. perc1 ind1spen. l') rno, e I avra poi I' a· dare, vol ga lo sguardo a I h . onore , comanco oro c e • Ih dovran bb.d ' . stud, con amore e cercn · 1. d' o ' no u J renza li 1 penetrare nelle · · f ' d el loro animo· indao-ando pi u pro onde latebre . , 1 . ' o a ragione d essere de(Jr .. . . . o I es~r~1t1.od1ern1 e co_me brsogna prepararli perchè la ma · a.noi , cioè al paese che n no· 1, ffid :.sa di a~mat, s1 dia tutta . ' " , a J a per la sua mtegritil .

LO STUDIO DEL SOLDATO NELLA SCUOLA MILITARE

i°'

-

1317

Tutto ciò dovrebbe. essere fatto nella scuola militare, e tullo ciò fovece Ilon si fa, per la persuasione che a Modena solo vasta eoltura bisogna infondere a~li allievi perchè in essi germogli l'amore ;allo· studio di , tutte le discipline guerresche ; e che la pratica e la conoscenza delr soldato solo nelle caserme è possibile acquistare, vivendo fra' · soldati. Quindi i nuovi sottotenenti ci vengono ai reggimenti con la t-esta piena di medie, di esami e di ricordi strategici, ma senza -alcuna idea, o . r.on1ddee compl etamente sbagli ate sulla vita mi1litare. Sanno essi forse, profondi nella storia mil itare e nella tattica, qual'è il grado di resistenza del nostro soldato al momento fo cui egli entra a,:.far parte dell'esercito? Hanno essi un punto di partenza per fare la cernita dei me'tzi acconci per correggere ,i difetti naturali del soldato e le sue ahi Ludin i? Ecco perchè giunti al reggimento i nuovi ulficiali di fanteria ·non sono in grado di prestare suhito utile servizio: sco11oscono •la loro arma, che non è il fucile, ma 'l'uomo; ecco peréhè i capitani l!}Ormorano contro la scuola mil itare. · Come riparare a tale deficenza? Uno sarebbe il rimedio radicale, quello che apparve àlla mente di un Ministro della guerra :_ non ignoto - nel ,f 885 : isti. tuire .la scuola di npplicazione pel' la fa nteria, nella quale gli ~llievi~..già profondi nello scibile mi litare scientifico, avrebbero mezzo di acquistare ciò di cui oggi difetlano: l'attitudine militare pratica. ·..P.erchè è curioso, ma è cosi: gli ufficial i di cavalleria . pria di presentarsi al corpo studiano la loro arma, il cavallo; ,quelli :l'artigl ieria pria di assumere il comando della sezione stu· -diano anch'essi l'arma loro, il cannone. E gli uni e gli altri ap,pena giunti al reggimento pre,;tano subito util e servizio. Noi soli, -senza conoscerla, anzi sconosccndola, dobbiamo dai banchi della ·scuola adoperare subito la nostra arma, che ha nervi che vibrano e sangue che impettuoso martella nelle vene. Esigenze finanziarie uccisero sul nascere la scuolà d'applica· :zione per la fan.teria e i rimpianti postumi non hanno mai avuto virtù di risuscitare i morti. In ogni modo, l'ordinamento degli :studi nella scuola militare sia quel che si voglia, ed in attesa


1318

LO STUDIO DEL SOLDATÒ NELLA SCUO~A MILITARE

L~ STUDIO DEL SOLDATO NELLA SCUOI.A MILITARE

· che ~n gi~rno o. !.'altro sorga la scuola di applicazione ~nche pef:: nostri sottotenenti, qualche cosa sin da ora potrebbe essere ten.: , tato a. Modena per far 'conoscere, per tempo, agli allievi l'arma, l'oro: il soldato.• A Modena è stanziatò un reggimento di -fanteria:: e cosa non trascurabile: Si utilizz.i a vantauoio dei futuri uffi~ ciali, cioè dell'esercito. . o!'> '~ , Nella_ scuola . milita~·e, il ~egolamento d'esercizi viene praticamente rnsegnato ~agli ufficiali agli allievi, i quali poi l;l turno.· comandano plotoni e compagnie d'allievi. È vero: l'allievo.,è sold~to: ma .non ·è :< il » soldato. Avviciniamo i primi ai se;6ndi _ L allievo 1mparera a comandare davvero e avendo ai suoi ordi~i il soldato,. i'~t~ntivam~~te sa~à portato ·a 1 os~ervarlo, dapprima con curt0s1ta, poscia con mteresse. È un mezzo per conoscer!~. Non , ba.sta. I vari n,golamenti sul tiro , sulle armi; ecc. ~mparat1. nel ,1• anno di corso dagli allievi, perchè non vengono msegnat~ n~I. secondo ai soldati della guarnigione che potrebbero . essere nnrnt1. due o tre vol te per settimana, nei vasti locali del fantica reg_gi~ degli Éstensi? È un espedi~nte semplice, non costa quattrrn1 e non occorrono leggi nè discussioni parlamentari . per attuarlo. L'ali ievo· che è giovane colto ed inteli i uente avendo , contatto . . coi d.. soldati impai·erebbe a conoscerne I'in,.,dole, a sco _. prime 1 lfetti ·più evid_enti; li studierebbe infine. . · Ma ~iò non è sufficiente ·per raggiungere l'intento. Già si sa;: · la pratica reale del servizio, la Cl)noscenza effettiva del soldato ~i .acquis_ta vivendo lungo tempo in caserma, occupandosi di tutt~ 1 dettagli, fin dei più umili. Tale pratica non mi lnsinao che · .!',allievo possa acquistare ; Modena, dove egli non può c:rto viYere sempre, o spesso, accanto ai soldato. E chiaro però che, melt~ndo a contatto, dentro alla scuoi!!, il soldato con l'allievo,.. questi· gradatamente perderà la naturale timidezza che 0 ,7ai 10 .. accompagna sino al corpo cui viene destinato, e di conseg~~nza, appena p_romosso sottotenente, anzichè riuscire d'impaccio _ com~ avviene ora - ai capitani, con danno del servizio e svantaggio ~ella di~ciplina, s~rà in grado, per la disinvoltura acqui- . stata, di esercitare <, subito » l'effettivo comando del reparto che· gli viene affidato. . Ma no~. basta: ricorriamo ad un altro mezzo per studiare,. sempre pm e per tempo, l'arma nostra. L'ufficiale nuovo pro~-

131!)'·•

mosso dovrebbe avere già un'idea abbastanza concreta del modo di educar.e il• soldato;, e l'educazione, ai nostri giorni, è la base ·, dell'istruzione. Ebbene, un'altra materia dovrebbe trovare degno ~osto fra i var.i insegnamenti d_ella scuola militare; mat~:ia che · potrèbl:!e avere per nome: « Stud10 d~I sol~ato e _su.a. educaz1~ne »"_ Ad un . capitano. affidiamo I alta e simpatica missione. Egli dovrebbe avere questo programma: la 'fanteria è il nerbo dell'esercito· l'arma della fanteria è il soldato: ecco cos'è il soldato, ecc~ come bisogna educarlo per averlo pronto ed intero ne~ gicrno del cimento. . Qualcuno obbietterà che i. metodi per educare 'li soldato son~ ·~ tanti quanto sono i temperamenti ; che tutti i metodi sono huom purch~ • raggiung~no il fine, che è quello di rendere v~l9roso l'eset:ciw· che d'altra parte l'ufficiale nuovo promosso dev essere · libero d; qu~lunque pastoia, lasciando al tempo il còmpito di,·suggerirgli. la scelta del metodo. · :A me non sembra seria l'obbiezione. Anzitutto fra i diversi.metodi che raggiungono il medesimo fine, con mezzi diversi, un.o-. è da preferirsi: quello che pesa meno sull'uomo. . It'c'. dico: se voi con le punizioni e i rimproveri, per qualsiasi· mancanza; ed io con gli avvertimenti, col prevenire. per . non. doyere poi reprimere, facendo appello ai buoni . sentin:ient1 de~ soldato,· ·otteniamo tutti e due lo stesso scopo: quello d1 avere 1 . noibri reparti intelligentemente disciplinati. educali ed islruiLi,. non è forse preferibile il mio al vostro metodo? . . Ciò è tanto naturale, 'tanto logico, tanto umano che m1 dispenso · dallo· auoi ~nuere sillaba. II metodo esiste adunque per educare ~ il sold;t~, er, tale metodo, · cioè quello che considera il soldatocome .uomo e non come macchina, dovrebbe formare il C?posaldo . del nuovo insegnamento che io propongo. Così in breve tempQ· · i subollémi ;di fanteria agirebbero di perfetto accordo nella scelta dei mezzi educativi e li applicherebbero con criteri quasi idenlici ;< cos~ questa vantaggiosa assai,. · . Circa poi ali' allra parte del\' obbiezione, poc_o _ho, da _dire. J.... ·giovani utlìciali che giungono ora nei reggimenti d1 fanteria nulla- ·, possono chiederé alla propria esperienza di cose militari che ·non-.. hanno. Debbono perciò, per non breve tempo, brancolare ne l,,. 1

'L


' "1320

1321

LO 8TOD I0 DEL SOLDATO NELL A SCUOLA MILITARE

«buio del!' ignoranza non colpevole; ed in tale lavoro d'orienta,,.m~nto spesso ne scapita la disciplina e il prestigio dello stesso ufdìc1ale.

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALITÀ

Si dirà: i capitani debbono gnidare nei primi passi il giovane · so~toten~n~e e torma~!? a loro . i~1~a~ine e somiglianza: cosi satl_ poi poss1b1le I eserc1Z10 della rn1z1at1va. In teoria ciò è vero in "'pratica no. '

ZAPPA TORI, MINA TORI E PONTIERI IN UNA

Lasciamo da parte le inutili ipocrisie e diciamo le cose come ,-sono e non come dovrebbero essere. ~rriva:o al reggiinen t.o il nuovo promosso, non dico che si.l lasciato m balìa di sè stesso, ma non ha sufficente assistenza ··Il ~ervi~io, _i distaccamenti, tutto inlluisce per neutraìizzare l'oper~ ·de1 cap,tam. . Per~iò_ io credo indispensabile che il lavoro d'orientamento -- mcommc1 a ~odena: ~· insegnante che ha il prestigio del grado · e_ della espe~1enza, e I oracolo per l'allievo che, privo di espe·rienza propna, Io ~egne con la mente e col cuore; e gradatamente, per processo lento e naturale finisce col ~rearsi nella :,-~anlasia l'imma.gine netta e precisa del soldato , così come !"esperto ., •~segnante avra avuto cu_ra di r~ppresentarla_- ~el con tempo l'alhev? av~n_do contatto coi soldati della guarn1g1one, messi spesso --a d1spos1Z1one della Sc~ola, inizierà Io studio di essi e finirà per · conoscere, quel che oggi nc,n conosce: . l'arma sua. · Giunto poi al reggimento, non ·digiuno, ma anzi avendo cono. sc~nza del soldato, metterà in opera Lutto il buon volere per ap' plicare quanto l'esperienza dell'insegnante di Modena oli ha su<1... gerito di fare. ,. .. ~

Continiiazione. -

Specialità minatori.

0

Col tempo, con l'anziani tà, con la pratica potrà modificare la ·· sua azione di educatore, cambiare magari il metodo. Ma tale fotto .,. non costituisce pericolo di sorta; mentre il non conoscere alcun metodo, il lanciarsi nel buio del metodo, produce il orave in,, conven·1ent,e dell'ignoranza dell'arma che l'ufliciale di fan;èria deve :rmaneggiare: il soldato . G. Lo

Vedi dl$pensa Xlii

MONACO-APRILE capitano.

\

In base al nostro ordinamento, i minatori sono soldati zappatori -che debbono anche sapere far mine, cioè costruire pozzi e gallerie, -conoscere l'impiego di armature, degl i apparecchi di aereamenJo, ili illumìnazione, d'accensione, manegg-io di espl osivi, avere atti:. tudine e resistenza per lavorare in ambienti ristretti, umidi ecc.' tolto un complesso di cognizioni e cose, da giustificare benissimo J'addestramento a siffatti lavori, di alcuni riparti di truppa tecnica; d'onde, fa creazione dell'attuale specialità minatori, che a rigore -dovrebbe essere denon:::nata zappatori-minatori. A tutti è noto come l'applicazione de:lla mina sotterranea ebbe luogo essenzialmente ed esclusivamente nelle guerre d'assedio. Ma abbiamo anche visto, come più non convenga procedere ad -espugnazi?ne di piazze o di punti'fortificati, col vecchio procedimento dell'attacco regolare, spingendo cioè, le batterie d'assedio fino agli spalti dell'opera mAn mano avanzando, protetti da fisse 'l'eli di approcci e parall ele. Se le zappe doppie, le zappe Brtin· ner, i coronamenti, ·1e discese nei foss i e · la scal.ala ai bastioni, .fecero il loro tempo, si può decisamente affermare, che gli · attacchi e i · contro attacchi sotterranei, la cosi delta guerr11 sot-terranea è passata all'archeologia militare. A Plewna si vollero eseguire gallerie da mina contro parapetti .di lai una ri·dotta; ma le mine non brillarono percbè le opere ce<iettero anzi tempo per effetto dell'artiglieria e della fucileria. In 'u~a pub blicazione del colonnello del ger.io cav. Caveglia (Rivista d'artiglie1·ia e genio), rifleLLenLe l'esposizi one di quanto ,,


1322

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALIT.\

ZAPPATORI, MI NATORI E PONTIERI IN UNA

i~1 Austria è s_Lato fatto per la r·iorganizzazione dell'arma d;l' genio,. ~, legge che Jl b~rone von Bauer, Ministro della guerra austriaco,. I~ u~a sua relazione letta alla delegazi one ungherese, relativa al, i:1ordmamento delle truppe del genio, cosi si esprimeva: · _«._..._. I~ grandi unità ~Uicbe dovranno essere capaci di ope- · « r~r e md1pendentemente m guerra. Bisogna perciò che ci~n-na « d1 q~elle grandi unità sia provveduta di proprie truppe tecniche. « D altra ~arte, non è più da prevedersi im targo impiego di« t1:uppe tec~iche, nel~a giterra di {ortez::a, poichè con i proietti « dirompent.i cl'.e'colpiscono a 5000 passi non sono più i lavnri di« zappa.e r.li mina, ma le a1'tiglie.rie the devono decidere ..... . La mma. d'assedio è dunque scomparsa . Ma taluni dicono: abbiamo la mina sotterranea preparata per le interruzioni stradali -~remello subito che, parlando di mine per interruzioni stra~dal1, so~o da e~cludersi a tutta prima quelle preparate fin dal te~po d1 pace rn prestabilii~ localita di fron tiera, le quali per il, 101 o stesso c.ara~te1~e permanente, li ritengo di esclusiva competenza delle d1rez1on1 d~I g.eni~; alle truppe tecniche non aspetta solo c~e conosc~rn~ I nb1caz1one e di eseguirne il brillamento.. oper.az1one non d1.!Iìc1le in confronto a quella della loro istruzione.' R1man~~no qumdi.le i~t~rrm:ioni stradali di car.a ttere campale, ~uelle, c1oc, .da prat1cars1 rn conseguenza di date situazioni tattiche . M~. tali interruzioni debbono evidentemente essere prapa:ate 11 piu celeremente possibile, la loro opportunità rivelandosi; . m un dato mom.ento ;. e Lui.ti sappiall'!o t:on quale lentezza proced~ lo sc~vo ne.1 pozzi e gallerie. 'L'azione campale sarà già stata dec'.sa ed 11 ?en1?. avrebbe ancora da porre in opera non pochi, telai o quadri un 1t~. ~unque, non è certi> in gueri·a manovrata ~he pot~an?o avei· 1_mp1ego le mine sotterranee per eseguil'e delle . rnterruz1on1 strad1 1'1, tanto più oaai che la for·za di'fan·rn t rice · der, · . . . . oo , moderni espl_os1v1 ci . di~pensa d_a ogni intasamento e che per conseguen~a le . rnterruz1on1 stradalr , da ottenersi· · . , con la d'1sl ruz1one · d'. man ufaltr in _muratura, in legno o ferro, richiedono solo l' imp1_ego d~lla gelat111a, impiego questo conosciuto non solamente d1ai, ~1natorr , m~ anc.he dagli zappatori del genio e di cavalleria. Ma v1 ~ u~ caso 1n cui la gelatina è impotente, ed è quello io cui trattasi d, far saltare corpi stradali costituiti da masse terrose, ma,

»

1323

$3ppiamo, che in tale eventualita senza ricorrere a pozzi o gallerie, le mine trivellate o volanti , come sogliono essere chiamate, ii dànno la possibilità di collocare a qualunque profondità, in brevissimo temp~, una data carica di polvere. Ora, l'eseguimento di tal genere di mine non esige speciali cognizioni .; il tallo si riduce -al maneggio di una trivella ed all'innescamento di una carica. Resta ancora da considerare la rimozione degli ostacoli, segna:tamente la demolizione di masse rocciose: il solo lavoro questo, che còstituisc~ oggi la caratteristica della specia lità minatori. Tanto vero ciò, ·che è invalso l'uso d'affidare, in massima, alle com,pagnie della detta specialità, le costruzioni di strade mi litari in .alta montagna, perché colà, dicesi, vi è molla roccia da rompere. .Ma le mine in roccia non si riducono che a :::emplici petardi, JJer ,i quali non si esige che il maneggio del pistoletto e della mazza, maneggio- non mol to ·difficoltoso, facil e ad apprendersi da i soldati dopo bt:,~ve eserr.izio. Ne porge la prova il fatto seguente: Nella estate del 1893, non ,essendovi compagnie minatori disponibili, venne inviata in alta montagna, (Val di Stura) per eseguirvi lavori strada! i, una compagnia zappatori, la quale lavorò contemporaneamente in vicina località in cui eseguiva analogo lavoro una compagnia minatori. Tutte due le compagnie ruppero la ~occia, la compagnia minatori ne ruppe in molto maggior quantità perchè trovavasi in terreno quasi tutto roccioso, ma ciò non impedì che la compagnia zappatori, senza che alcuno dei suoi soldati avesse mai vislo il pistol etto, fate.sse brillare un rilevantissimo numero di petardi in roccia dura e· .:ompatta. Due soli soldati di mestiere minatori mostrarono a molti altri il .modo di adoperare il pistoletto e la mazza; e ·sotto la direzione degli ufficiali, dopo tre giorni, molli soldati della compagnia ~rano già divenuti provetti nel mestiere. Reclutando dunque dei minatori, o meglio dei petardieri, ed assegnandone cinque o sei a ciascuna dell e compagnie -zappatori, queste sarebbero tutte in grado di disimpegnare egualmente bene il compito 9ggi affidato di Ìnassima ai minatori. Si conservano i bersaglieri nelle truppe di linea solo in omaggio alla loro ~loriosa tradiziòne; non so se nella nostra arma si voglia analogamente conservare la specialitit minatori in omaggio all'eroe


ZAPPATORI, MINATORI E PONT!KRl lN U~A

1324

LA RIU NIONE DELLE TRE SPECIAL IT:\.

biellese, od in ricordanza delle gesta gloriose che la mina ebbe negl~ antichi assedL Se cosi è, null~ avrei da obiettare ma continuerei ad afTermare sempre, che nè rngione tecnica nè esigenza di guerra d'assed i11, richiede oggi l'esistenza della specialità in parola. Credo che gli stessi miei egregi colleghi della specialità, siano più di me convinti di tale verità, poichè essi sanno ben issimo che, nell'ambito delle loro legittime aspirazioni, potranno bensì so, gnare la gloria di TotlebE1n (che io loro auguro) ma non queila di Pietro Micca. Eppure, non so darmi ragione perchè nei poligoni del...geoio. tanto tempo ancora si dedichi ai lavori di mina. Si è creato oggi un reggimento minatori, raggruppando in esso, ' le compagnie della specialità che facevano parte dei due reggimenti zappatori. Che un qui nto reggimento del genio fosse necessario creare pe1' diminuire la mole dei due detti reggimenti; d'accordo; che un tale reggimento, per ragioni militari, dovesse risiedere in località prossima alla frontiera alpina1 onde essere più a portata degli altri per operare prontamente sulle Alpi, con piena conosce,nza del terreno ed altitudine di mezzi, e sia pure; ma che esso dovesse portare il titolo di minatod non lo comprendo. Nemmeno è da tenersi in serio conto l'osservazione di alcuni che cioè, le compagnie del nuovo reggimento a similitudine delle truppe alpine e dell'artiglieria da montagna, dovessero costituire egualmente una specialità, anche pel fatto che essendo esse destinate ad operare in regione montuosa, dovrebbero avere soldati di adeguata costituzione fisicn , diversamente equipaggiati e vestiti. Dato, e non concesso,, che sifTatte esigenze di speciale attitudine fossero di tal peso da giustificare la creazione di una nuova specialità nel.l'arma del genio, essa avrebbe dovuto essere quella del genio alpino oppure quella degli zappatori dì montagna, non gin quella dei minatori. Ma secondo me l'osservazione non ha valore. Le truppe del genio in montagna non sono destinate a manovrare come gli alpini; in esse, più che la celerità delle mosse e l'attitudine di superare difficili passi, si deve richiedere essenzialmente la celerità nella esecuzione dei lavori, e questa.

1325--..

deve essere requisit-0 primo non solo in montagn~, m~ -anche-.,. in collina ed in pianura. Se un più risp?ndente, eq~1paggiame~to e vestfario dovesse darsi a truppe destinate essenz1a.lmente a ,a--. e non · a manovrare, è da far voli che un siffatto prov:'orare · i· · d t · vedimento, non per una, ma pe~ tutte le spec,a ,ta e gemo · sia preso . . Dal fin qui detto si desume che: .. . di . 1° La specialità minatori non avrebb~ pm ~ot1vo es1- · stare e che ~ssa nel fatto e virtualmente rientra in quel!~ delJa,. specialità di zappatori mnplici. . . . 2° Che in conseguenza di ciò, e delle mutate es1.gti?ze t.ecn,che in' guerra, il complesso delle istruzioni da impart1rs1 agi, zappa-Lori del genio dovrebbe essere informato al concet~o. fon~a_men~ tale di eliminare tutto ciò che si rife risce ai comp1t1 tecn1c1 oggi,· più non ,richiesti in campagna. . . Cosicchè mettendo decisamente da parte, , lavori castrametazion.i, la' mina d'assedio, i lavori di zappa (ec~ezione f~lla per la zappa volante) noncb è i lavori di fortifìcazi~ne 1mprovv1sata; 1~ specialità zappatori, nella quale, sarebbe rientrata cr~ella deiminatori, non dovrebbe occuparsi , essenzialmente che d, tre soliprincipali servizi tecnici, cioè: a) fortificazioni occasionali; b) strade e ponti; e) interruzioni stradali. Per t' esplicazione di questi tre servizi ' le istruzioni pratiche, da impartirsi alle truppe (soldati) nei poligoni potrebbe essere · ridotte a sole sei, cioè : ,1° Confezionamento ed impiego di materiali di_ rivestimento;.. 2° Difese accessorie; 3° Riattamento di binari di ferrovia; 4,:0 Scuola pratica di nodi (macchine di circostanza); 5° Ponti di circostanza; 6° Petardi, mine trivellate, fogate. E di queste stesse istru;:ioni dovrebbero essere impartite . a~ · soldato solo quelle parli che si riferiscono alla vera. é pr~t,c.a. · esecuzione del de.ttaolio elementare. Gli intenti delle istruzioni, · le definizioni, i trac~iamenti, le dimensioni, i comandi, i con- ·


·; 1326

ZAPPATORI, MINATORI E PONTIERI IN UNA

LA RIUNIONE DELLE TRE .SPECIALITÀ

non una trincea, non un casollo di sentinella, non un ponticiuolo potevasi costrnire senza richi edere l'opera dei nostri zappatori; i quali per conseguenza dovevano moltiplicarsi e lrovarsi da pertutto. Con tali vedute, il timore di pregiudicare la bontà degli srn· ,riati servizi tecnici, non consigliò allora che al soldato del geo io; .oltre la zappa e la miccia, gli si fosse messo in mano anche'il remo, -e la specialità dei pontieri continuò a sussistere. Oggi, lo abbiamo ridetto, le cose sono mutate; per gli zappatori non vi è più la guerra sotterranea, non complicati lavori d'approccio, -non telegrafia, non lavori di castrametazione, non costruzioni di batterie d'assedio, non fortificazioni improvvisate, (in un non lon~ano avvenire} la missione tecnica quindi dello zappatore del genio trovasi di molto ridotta. Questa odierna condizione di cose mi .spiega ·come un egregio coll ega, in una sua. conferenza reggimentale proponesse l'abolizione della specialità zappatori. Non conosco in dettaglio l'esposizione delle sue considera.zioni 11 riguardo, ma forse egli si sarà detto: se i ponti di pri' . maria imporLanza debbono essere costrniti dai pontieri , se le strade di montagna, le interruzioni stradali, dovranno essere spe.ciale computo delle compagnie minatori; se ai lnvori di castrametazione provvedono le stesse unità combattenti, se i lavori d'assedio si riducono all'apertura di una prima e seconda parallela; se le batterie d'assedio li costruisce l'artigli eria; se la telegrafia è di esclusiva pertinenza . delle compagnie telegrafisti ; le fer~ovie e loro esercizio, delle compagnie ferrovierj, gli areostati e l'illuminazione elettrica, delle compagnie specialisti, se, fofine la fanteria in un prossimo avvenire finirà essa st.r;ssa a provvede~e al rafforzamento delle posizioni che occupa; o che cosa rimarrà a fare alla specialità zappatori? Qualche gabbione, qualche facile tratto di strada, qualche ponticello di circostanza? Troppo esiguo e modesto compito sarebbe questo, che a taluni, non a tortu, forse, farebbe ravvisare nella compagnia del genio, messa. alla testa dell'avanguardia divisionale, più un incaglio che un teale bisogno. li ragionamento, se tale è stato, obbiellivamente eonsiderato, in gran parte, sarebbe nel vero; non se ne potrebbero .però accellare le conclusioni; cioè l'abolizione della specialità zappatori. ·

"' cetti delle norri:1e direttive d'esecuzione, dovrebbero formare og. gello di teorie ' per i graduati, ed allievi gl'aduati. poichè lo =·spiegarle e farli ripetere al soldato è tempo perduto, chè tanto il. soldato non le capisce e nemmeno è necessario che le capisca. Specialità pontieri.

In passato, e non è molto, da noi e presso taluni eserciti ----esteri, i pontieri facevano parte dell'arma d'artiglieria. In origine, for:se, stimavasi pi ù rispondente alle esigenze di guerra, che l'arma d'artiglieria avesse in se stessa il m·ezza per · ,far pàssare al proprio carreggio, fiumi di qualunque ampiezza e · · corrente. Innegabile perciò, allora, la necessità di avere rtparti. , ,di truppe di artiglieria appositamente addestrati al giuamento di . , ponti. Tra il cannone, i'affusto, le munizioni ed i cavalli, da uria parte; la barca e le correnti, dall'altra, eravi tanta etero,,. g?nità, differ~nza d'impiego e di cognizioni, da non essere possibile avere nel soldato d'artiglieria, un buon cann oniere ed un esperto pontiere ad un tempo, d'onda la convenienza di creare la specialità che denominossi pontieri. In segui to, si riconobbe la opportunità di affidare all'arma -- del genio la costruzione di ogni specie di ponti; ed i pontieri vennero a far parte della nostra arma. Posta cosi la specialità in parola, a contallo di truppe tecniche '· la cui missione in parte aveva molla correlazione di scopi con · quella dei pontieri, (la ,,iabilità militare); sin d'allora forse se ' spirito di gloriosa tradizione non vi si fossFl opposto, sarebbe '·stato il caso di riunire in uo,ica sp1:1cialità, pontieri e zappatori. Ma all'epoca in cui l'incorporazione dei pontieri avvenne, si ere. <leva ancora doversi guerreggiare come ai tempi di Napoleone la difesa passiva prolungata di località e piazze forti era allora nel ·· -concetto dei più; molteplici e gravosi si riteneva dovessero ancora essere i compiti tecnici agli zappatori del genio affidati. , .Senza parlare dell e mine, dei lavori di assedio, della telegrafia (1) (i l Non erasi ancora. creata la specialità dei telegrafisti staccandola d:igli

' patori.

1327

zap-

(

87 - A:SNO XLI,


1328

·~ LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALI~,\

J?inchè gli eserciti si muoveranno sulla crnsta ten:est_r·e, cioè fra monti 'e valli, i lavori dello zappatore intesi a fortificare posi·zioni e creare e distrnggere comunicazioni stradali, avranno sempre principalissima ifnportanza ed allorquando essi ·saranno _di rilevante.entità tecnica rion potranno mai costituire compito di truppe combattenti senza rinunziare alla garanzia della loro buo'na riuscita e senza paralizzare la mobilità delle. truppe stesse. Il minatore della mina d'assedio è scomparso, ma lo zappatore c'è, e vi sarà sempre, meno il caso di guerre combattute in z one aeree (di là da venire). La diminuzio'ne dei compiti tecn-ici avvenuta per la spJcialiL~ zappatori, ·in conseguenza delle moderne evoluzi'.lni militari, non conduce già alla soppres;ione della sper.ialità st~ssa, ma bensì alla sua riorganizzazione intesa ad esonerarla da lutti quei servizi non più ad essa richiesti e ad affidarle invece, altri servizi dei · quali più intenso si sente il bisogno. Fra tali servizi quello che più essenzialmente e più sovente sarà richie~t~ 1pelle future guerre e che ha più diretta correlazione tecnica }?n ciò che costituisce buona parte della missione degli zappatori (strade e ponti) è appunto la costruzione di ponti con materiale regolament11re su fiumi di qualunque ampiezza e corrènte, compito qursto oggi esclusivamente disimpegnalo dalla specialità ponLieri. Non mi nascondo che la· proposta provocherà aspra crllJca e criticherann.o maggiormente i più pratici ed i più saputi. Diranno quest'ultimi, che la non conoscenza del mestiere fa sembrare possibili cose, che all'atto pratico possibili non sono. Ho enunciata la proposla, mi proverò a dimostrarne prima, la possibilità tecnica di attuarla, poi i vantaggi che se né potranno trarre attuandola. A tal uopo, pregò il lettore di seguire lo svolgimento delle mie considernzioni in proposito, lasciando pèr un· momento, qualunque preconcetto di consuetudini e di tradizioni;' liberarsi pure da quello spirito conservatore, che, pur troppo, domina' nelle nostre caste tecnico-militari; di aver presente, infine, il principio che, nell'essere stato; non sempre 'sta la buona ragione dell'essere. :Particolare preghiera rivolgo poi ai colleghi pontieri di non attribuire, cioè, alle considerazioni mie il pensiero di volere

Z~PP.ATORl, MINATORI E ' PONTIERI IN UNA

1329

menomare la· meritata importanza tecnica della loro sp~cialità, non e~sendo mio proposito volerne la soppressione ; tutt'altro; anzi, •perchè compreso dell'alta importanza sua in guerra, io inte~derei· non che fosse demolita, ma bensì riorganizzata ed ampliata., nel tempo stesso. Comprendo benissimo che le mie ragioni ancorchè fondate, non saranno molto accette, contrastando ess·e con quel nobilissimo sentimento di tradizione e di spirito di corpo che .for!llò la fama di bravura e valore dei vecchi pontieri. Ma tant'è, càluna volta cotesti sentimenti debbono cedere il posto ad altri interessi generali ai quali dichiaro di ispirarmi 'sostenendo la mia tesi. 0~1;-tuui lo sanno, è principale fattore di vittoria, la possibilit/delle 6éieri e simultanee dislocazioni delle grandi unità: grandemen,tè accresciuta è quindi l'importanza delle comunica- . zioni stradali da improvviarssi e perciò dei passaggi da crearsi attraverso i fiumi · e canali. Compenetrati di tate · aumentato ·bi. sogh'o tecnico, convinti che le compagnie pontieri; tenuti alla portata dei grandi quartieri generali , non ;;arebbero slate sempre in crraJo di crettare ponti di pi(.cola entità tutte le volte che si foss~ rjvelato\1 bisogno alla linea delle avanguardie divisionali, 'e, · oonoscendosi d'altra parte, ·con quanta maggiore celerità viene costruito un ponte impiegando materiale regolamentare, anzichè . materiale di circostanza, la cui requisizione e preparazione esige talora tempo doppio o triplo di quello occorre.nte pel suo gitta- _ mento, si addivenne al provvedimento di assegnare a .ciascuna compagnia zappatori il .materiale di una sezione da ponte, affidando ~d essa il gittamento di ponti con barche e cavalletti re· golamentari in corsi d'acqua di piccola portata e lenta corrente. Ecco già .compiuto un passo, anzi, dico io, un grandissimo passo verso la me~a a raggiungersi. Gli ·zappatori dunque, per tale nuovo servizio ad essi affìd~to, conoscono e · debbono conoscere, nomenclatura, manovra ed impiego di un ·materiale identico ~ nella sostanza - a quello adoper~to 'àai pontieri. Nel manuale della sezione da ponte abbiam~ infatti identiche · norme e gli stessi comandi che nel manuale dei pontieri.' Mà gli zappatori, dicesi, debbono adoperare il .materiale regolamentare nei canali o fiumi di lenta corrente e di piccola

I

•


13SO

LA RIUNIOJ:\'E DELLE TRE SPECIA LITÀ

~mpiezza (~on più larghi rli .f.O metri ), ai pontieri invece timane riservato il gittamento di lunghi ponti attraverso fiumi ampi o di rapida corrente. Mi si conceda intanto , che, in rapporto al.la maggiore o minore ampiezza del corso d'acqua da passarsi , nell'ipptesi di lenta corrente, n~ssuna ragione d'indole tecnica, consiglierebbe affidare il gitlamento di un ponte ai pontieri piuttosto che agli zappatori. Chi è riuscito a gettare 40 metri di ponte, può gettarne anche 80, 1160, ecc. ; è questione di tempo e materiale : nè !'esteso ancoraggio, che in tal caso s'imporrà, presenterebbe difficoltà avendo da fare, come si è dello, con lenta corrente. > Tutto quindi riducesi alla difficoltit presentata dalla rapiditit della .corrente. l Senza averà avuto l'onore di appartenere alla specialità pontieri , ebbi occasione di compiere un viaggio fluviale da Ciisale a Venezia, in P,poca di fortissima piena (autunno •1879) usufruendo di una barca di mare, cioè conchiglia e non"à· fon do piallo ('I). Compresi allora essere cosa non facile guidar bene una barca in fiumi di rapida corrente, e potei pure npprezzare quanta co noscenza prii tica di correnti, gorghi, secche ecc., occorra in un esperto pilota di fiume. Durante il tempo di prestalo servizio al 2° reggimento, nelle compiuLe esel'cit.azioni di ~iltamento di ponti, . con materiale Bìrago, attraverso il Tanaro, ad Asti , e sul Po, a Casale, durante le forti piene autunnali , mi sono pure convinto che senz~ l'energia, il colpo d'occhio pratico, rapido, sicuro , da parte di chi comanda alla testa dP,! ponte, non è possibile ap.prontare, con celerità e bene, passaggi su corsi d' iicqua di rapida ~orrente. Egli è perciò, che non mi dissimulo punto la difficoltà che s'incontra dell'addestramento di reparti destinati a disimpegnare tale importante servizi o. Ma mi sono altresì con vinto, che, stando le cose così come attualmente sono or<>aniz., .zate nell'arma del genio, il mestier;e del pontiere debba apparire più difficile di qnello che esso realmente non sia. · T~tti, credo, riconosceranno come nel gittamento d'un ponte in fiume a rapida corrente la manovra più difficile ad eseguirsi, .(t)

Le vicissitudini di quel viaggio, che furono pubblicate nel giornale Il Fanfulla

di quell o ~w~so anno, cl costrinsero a rimontare non Pochi aflluenti di sinistra afl'ron-

. tardo rort1ss1me correnti.

ZAPPATORI, MINATO RI E P ONTIERI IN UNA

1331

quella in 1.:ui, per cosi dire, si impern ia l'essenza del mestiere, è una sola: il collocamento a sitQ del corpo di sostegno galleggiante; (la barca, in via normale). Le altre operazioni, cioè sp'inta della barca al largo, formnzione delle impalcate, del · La, volato, ghindamento, maneggio delle funi, alaggio, pure ammettendo rapida corrente, non sono mollo difiicoltose, trattandosi sempre dello stesso materiale, costantemente alla stessa maniera manovrato. I nostri 1.appatori (alludo a quelli del 2• genio all'epoca in cui prestai servizio alla sede di quel re)Zgimento) ancorchè distratti da molleplici servizi di presidio e di reggimento, dai campi , da grandi manovre, da lavori di montngna, diedero otLimo saggio nell'esecuzione in tal genere d'operazioni nell e esercitazioni autunnali di gedamento di pooLi eseguite sul Po. Diffi cile ed eccezionale dunque - nel caso di rapida r.orrente non. vi è, come di ssi , cbe la collocazione a posto del corpo di sostegno g.alleggjnnte, mano.vra ce~tituita da due disti~le operazioni : Vancoraggio prima, In con~olta e la presen taz10ne della barca alla testa dei ponte, dopo. L'ancora:zgio è diretto da un ufficiale, coadiuvato da piloti , la condolla della barca è affidata esclusivamente al1 pil.ota. Il pilota è tut to, i barcaiuoli non eseguono che un materiale lavoro di remeggio. Per pilota qui in tendo il graduato capo -barca, il quale dovrebbe essere pilota e comandante della barca nel tempo stesso, essendo, secondo me, mollo vantaggioso, anzi necessario, per la manovra e per la disciplina, che l'azione di comando e quella di esecuzione sinno riunite in una sola persona. Due sole sono quindi le condizioni da soddisfare, percbè una qualsiasi delle attuali compagnie zappat.ori possa essere in grado di gettare ponti con materiale regolamentare su fiumi di rapida corrente: 11° conoscenza pratica per parte degli ufficial i, di quanto ha ~ratto al regime del le fo rti correnti ed all'arte di governare una barca sotto l'azione delle correnti stesse; 2° presenza in ciascuna compagnia di 8 o ,io esperti e pratici piloti, tra graduat1 e soldati, nonchè di buon numero di wppatori {la metà circa della forza della compagnia) che sappiano vogare e puntare .

(Continua). GIU SE PP E NATALE maggi ore nel 5° genio . .


1332

NOTA SUOLI STUDI E RICERCHE DELL'Av·v. LUIGI OELLI, ECC.

NOTA

SUGLI STUDI E RICERCHE DELL' AVV. LUIGI CEtLI INTORNO ALLE FORTIFICAZIONI DI

URBINO, PESARO E SINIGALLIA C0STJtt/ITE DAI l\OVBRllSCHl NEL $800L0 XVI

1<

)

(Castelplanio , tip. Ro'iii:ignoli, 1896)

Sono sempre accolte con interesse dagli studiosi di storia militare le pubblicazioni che si riferiscono àl periodo nel quale la nuova arte fortiticatoria, nata e-cresciuta in Ita'ih1, fu dai nostri architetti militari propagata per tutto il mondo. Importantissimo, pei suoi pregi intrinseci, si manifesta il recente lavoro dell'avvocato Celti (già accennato ~ssai oppo;tunamente nel fascicolo XI di questa Rivista) sulle fortificazioni del ducato di Urbino, dove è ricostruito, con ricchezza di particolari, lo sviluppo dell'arte in uno dei più tloridi centri di attività intellettuale che sorsero nella no.stra penisola in quello splendido Cinquecento, quando il ritorno alle fonti della coltura greco-romana fecondò l'ingegno 'italiano nelle sue molteplici manifestazioni. Il piccolo Strito di Urbino, che dava all'Italia il principe dei pittori, brillò di viva luce nelle origini e nello sviluppo della nuova arte fortificatoria. Colà Francesco di Giorgio Martini , accorso al servizio di Federico II Felt1:io, uno dei migliori generali del tempo ed intendentissimo d'architettura militare, erigeva, _dal 14-78 al 1.i-80, per la sistemazione a difesa di_quel territòrio, classici modelli di fortificazione a torrioni, forme di tr11passo dal yecchio al nuovo, che mez1.o secolo dopo ( 1527) venivafio· pro· pugnate da Alberto Diirer e sono tuttora presentate nei trattati come un trovato dello scrittore tedesco. Colà Francesco Maria · della Rovere, uno dei più eletti ingegni del Cinquecento, pro1

l

1333

muoveva l'erezione dei baluardi di Pesaro e di Urbino_, i. q~al_i: destinati a premunire _i suoi Stati dal pericolo d'im'.as10~1 s1m11t a quelle avvenute nel periodo mediceo ('15'16-2'1), ~~ni.fes~ano l'eccellenza alla quale era pervenuta, per opera aeglt 1talian1, la moderna a1:te fortifìcatoria nella prima metà del secolo xv1.. . Ma nel ricostruire lo sviluppo di un'arte o di una scienza m Ull' d;termioato centro di attività. occorre riferirsi al movi~ento generale di quell'arte o scienza. Le condizioni intellet~ual.1, po~ litiche. e sociali .del periodo storico nel qilale nacque e s1 sv!lup.po fa nuova al'Chitettura militare non potevano consentire un umco .centro di s:viluppò e di attività. In Italia, dove si manifestò pri1 mamente nella seconda metà del secolo xv, il risvegl io del pensiero um;no "a~veva soraerè la nuova architettura militare. resa necessaria. d'alla trasfon;a1.ione dei mezzi d'ofTesa. Le condizion_i politiche e sociali della penisola; divisa in piccoli Stati. retti a comune O a monarchia, favorirono lo sviluppo parallelo d1 questa ~rte nei siuaoli c~~tri, ~i attività locale, sedi di coltura e di progresso, ove "uomini di elevato intelletto si studiarono di provve: dere, .con nuovi trovati ai nuovi bisogni. 1·Mentre Francesco d1 Gioraio Martini seanava nelle tavole del àJassico trattato e nelle i·ocche da· lui eret~t nello Stato d'Urbino, :11 trapasso dal vecchio al nuovo-, Giuliano Giamberti da Sangallo lasciò impres_se ~i:acc~ non meno decise d'avviamento verso I' al'le nuova, ,nei d1segnt del Tacc1,1,ino Sene.~e e nella Rocca d'Ostia, monumento imperituro dell'architettura militare del Quatirocento e manifestazio_ne impon~nte della fortificazione a torrioni. Quando, sullo scorcio del secolo xv, il · Martini riesciva, dopo ripetuti tentativi, ad afferr:are le forme della magistrale bastionata che disegnava nelle ultime tavol~ del suo trattato, Antonio. Giamberti, perve~uto al termine della via. p~rcorsa col fratello Giuliano e facendosi in~erprete dei · concetti maturati da quel!' insigne architetto, fissava sul terreno la fortrficazione a baluardi, colle incertezze di un primo saggio nel pentl g~no di Civita Castellana ('149.f.), con mano sicura nel quadrato di Néttuno (:1502) . Nel · primo quarto del xn secolo vediamo le forrrie d~lla _nuo:a arte difensiva,- determinale da quei primi grandi arch1telt1, diffondersi in tulti gli Stati della penisola, dove le · contingenze

,


1334

NOTA SUGLI STUDI E RICERCHE DELL' AVV. LUIGI CELLI

politiche reclamavano -robusti a/forzamenti è dove, per la progredita coltura, sorgevano in r.opia uomini atti a risolvere il difficile problema. Tanti centri di civiltà e di dominio ed altrettante manifestazioni parallele della nuova arte fortificatorià. Così, . ' nel ,t 509 sorgeva con forme mode,:ne, per opera di Giuliano , la cittadella di Pisa, il cui progetto completo, quale è rappresentato nèl Taccuino Senese, non venne peraltro . eseguito. Nello stesso anno Basilio della Scola, il quale fino dal ,t 50,1 aveva preséntato alla Signoria di Venezia' un modello di fortezza secondo 1~ nuove· forme (;I), provvedeva all'afforzàmento di Padova, le cui nuove· e scientifiche opere, come le qualifica il Promis ('2), coordinate· al principi_o del fiancheggiamentc, e della difesa radente prostrarono lo sforzo délla lega di Cambrai. Lo stesso ingegnere chiamato a llo.~i nel 1520 dal gran maestro Fabrizio del Carrettoiniziò la costruzione dei nuovi baluardi , che condotti poi a termine da Gabriele Tadini di Martinengo, furono resi memorabili, dalla eroica difesa del •1522. Nel ,t 5,15 la cinta di Civitavecchia veniva a[orzata\da Antonio, de' Gordiani 'da Sangallo, nipote di Giuliano ed Antonio' Giambuti, con fronti bastionate a fianchi duplicati , tracciato memorabile nella storia dell'arte, i cui studi esistono tuttora nella Galleriadegli Uffizi in Firenze e la cui magi strale poteva fino a pochi anni indietro rinvenirsi sul terreno. Il predetto Antonio e Michele Sammicheli cingevano di bastioni Piacenza nel 11525. La nuov~ fortificazione si propagò .inoltre fino nei centri più remoti della superiore e della bassa Italia. Nel 15•19 il duca Cario III dr Savoia faceva dall'architetto Andrea Bergante da Verrua (~fonferrato) munire di baluardi il castello di Nizza, ed Isabella Sforza: d'Aragona faceva erigere quattro baluardi nelle mura della città sua di Bari. Sui" finire di questo periodo di rigoglioso svi.luppo delle nuoveforme difensive nei diversi Stati della penisola, vennero disegnate e costruite, sotto il sapiente impulso del principe roverescor

°"'

' (IJ Lettera di Bartolomeo Cartari, oratore di Ferrara a Venezia, al duca Ercole I, data del 7 rebb raio 1501, pubblicata dal marchese Campori. Lettere <.trtistiche inedite, - Modena. (2) Memoria Storia IV.

~NTORNO ALLE FORT1FICAZ.I0NI DI URBINO, PESARO E SINIGALLIA

1335

le' cinte bastiimate di Urbino · e di Pesaro (quella di Sinigallia sorgeva assai più tardi dopo il ,1540). Esse, e sopratutto le mura di Pesaro; attestano bensì l'eccellenza raggiunta, in quell'epoca, dai nuovi sistemi difensivi, ideati dagli Italiani, ma l'asserire la priorità di quelle opere e porre in Urbino e Pesaro le origini della moderna arte fortificatorja, sarebbe, a nostro avviso, meno conforme alla verità storica. Eppoichè non può infìrmarsi l'autenticiià delle Tavole del Martini, dei disegni del Taccuino Se· nese, ·delle cartelle autografe di Anton'io de' Gordiani, ed ancora meno il valore storico di monumenti di data certa, di autore noto, di cu_i molti in stato di perenne conserva'<ione, l'originé dell'arte nuov,a si manifesta anteriore di quasi mezzo ·secolo al periodo illustrato dall'aulore, nel quale venne iniziata l'espansione '_dell'arte stessa fuori della penisola. Moltiplicatisi gl'ingegneri militari italiani , ebbe luogo allora le pr·ime relazioni di questi cogli stranieri, massime cogli Spagnuoli o coi ·Fiamminghi , favorite dai contatti politici dell'epoca. Lo · spagnuolo Scrib,a, o Escriva, se non pure allievo, come asserisce il Promis, ·fu g1'è.- '1P, ammiratore ciel principe roveresco, al quale dedicò un'opera, orl., <lata perduta ('I) ed apprese i principi " dell'arte nuova (che p~ applicò alle.fabb~~ militari del regno di Napoli ·e sopratutto àlla' cittadella di Aquila), informandosi ai concetti dei grandi maestri italiani e visitandq le piazze di Pe· saro, di ~iacenza, ecc. (2). Michele Sammicheli, non avendo aderito all'invito di seguire • V quando nel 154-0 intraprese il suo viaggio nei Paesi Bassi, Carlo m~ndò invece presso quel potente monarca il suo alliHo Donato · Buono Pellizzuoli da Rergamo, conosciuto poi nel Belgio sotto il nome di m(J;itre Donat o Donatien de Bong, costruttore delle · ci~tadelle di Gand e cli Cambrai, ed autore del progetto della grande cinta di Anversa, di cui eseguì il tracciai.o sul· terreno

(i) G. RooR1Gu s1. nella sua Billliotcca V(ilentina (Valenza 174-7) la àescrive così : Don Luis Escriva Natural de Valencia, caballero tle nobleza anti<111a y calilìcada escribio Tribunat de Ventis in Venecia por Aurelio Pincio !537 ai 8°. Dedicòle al

S~. D.· Francisco Maria Fel tri o <le la Rovere du<1ue de Urbino. (2) YeJi i Dialoghi dell' Esc1·iva, riprodotti sul manoscritto originale del secolo xvi dal colonnello .pagnolo E, Mariasegni - Madrid ~ ,,temoriaLde _ingenieros, 1878.


1331,)

NOTA SUGLI STUDI E RICERCHE DBLi.'AVV, LUIGI CELLI '

'

e diresse i lavori iniziati nel ·154.-0 (,1 ). Colla scorta di ·documenti recentemente scoperti, e riprodotti in Italia ed all'estero, si potrebbero moltiplicare esempi siffatti dai quali si rende manifesto che la fortificazione moderna nel 2• quarto del xvi secolo (quando sorsero le cinte 'bastionate di Urbino e .di Pesaro) non era arte nascente, che si rivelava per la prima volta nei baluardi di una o di un'altra città italiana, ma bensì arte pervenuta a maturità di concetti e di forme. La brevità imposta alla presente nota non ci consente di prendere in più minuto esame !!li af!!'omenti coi q·uali l'ecrreeriÒ n n autore si è proposto di dimostrare la priorità, nella storia dell'~te, dei baluardi_di Urbino e di Pesaro condotti a termine nel 2° quarto del secolo :x.vr. Ci limitiamo -ad osservare: 1• Che ·I.è conclusioni a cui perviene l'autore riporterebbero la storia della moderna fortificazione al punto in cui fu presentata da Scipione Maffei e, non tenendo egli verun conto di quanto ci lasciarono gli architetti militari del quattrocento, retrocede, dopo tanto progresso ·di studi critici, di quasi mezzo secolo col Marini e cogli altri eruditi, i qu-ali, nelle loro ricerche sulle origini dell'arte nuova, non oltrepassarono l'età del Marchi. ' 2° Che la testimonianza addotta dall'autore, a comprova delle sue asserzioni, del pesarese Giangiacomo Leonardi, del Marchi, del Maggi, del Bellucci e di quanti altri si vogiiano in·gegneri mililari del secolo xvr, è deslituita di qualunque valore storico essendo ben noto che « nessun lume può trars i per tali ricerche dagli in· 1t gegneri del xn secolo, i quali coevi o di poco posteriori ana « invenzion.e dei baluardi non la conobbero o, come è destino « di pressochè tutte le grandi scoperte, non si curarono di esporne « i primordi e gli incrementi (2) ». . Nè ciò deve sorprendere avuto riguardo alle condizioni caratteristiche di quel periodo storico in cui, per la difficoltà delle comunicazioni, per la mancanza di comuni scuole, p;r la segre- · tezza tenuta da qualsivoglia ingegnere che fosse pervenuto a scio.. "

n

.

1

· (l.) Generale \V AMV·EIIMANS. Les archilecÌes ·militaires Fla·mand. d.es xvi siède - Anvers, l.878. - Les (orti(ìc11tiof1s d.' Ànvers au xvi siécle - Aovers, l.894. (2) PnoM1s. - Premessa al trattato d i Francesco qi <;iorgio lfiartini.

IN!I'ORNO ALLE FORTIFICAZIONI DI URBINO, PESARO E SINlGALr,lA

1337

gliere · reali od immagfoarie difficoltà, uno ignorava le scoperte dell'altro, nè alcuna conoscenza avevasi di quanto erasi operai.o dalle. generazioni precedenti. Così, ad esempio, il Marchi, quando comp;ose la sua opera. colossale, ignorava gli scritti del du!:a di Urbino morlp nel ·1538; i dialoghi dettati nello stesso anno dallo Scriba; i trallati del Bellucci, i libri contemporanei del Leonar.di e dell'Orologi; ~li scritti del Tartaglia; gli studi dello Zanchi, del Lanteri , del Barbaro, ecc. Ci perdonerà l'egregio illustratore delle fortificazioni roveresche quesle brevi considerazioni critiche che, informate esclusival,Ilente al • cullo della verità,- base incrollabile di tutti nali studi. , storici, .non infirmano menomamente il valore re de delle ricerche ehe con tanla cura e competenza ha condotto a termine. Ci augu11iamo che l'esempio dato dal dotto scrittore suoni risveglio di studi storici della stessa natura che, illustrrrndo lo sviluppo della fortificazione bastionata in altri centri di attività politic:1, artistica .e letteraria, i quali vissero di vita rigogliosa sotto le au.re vi:vifieanti_ del rinascimento, fMniscano i materiali per la rico· struzione di una storia completa dello sviluppo della fortificazione modernR; di quest'arte, nata in Italia, cresciuta in Italia, propagata in tutto il mondo pe1; opera di architetti italiani e condotta da questi a tale perfezione 'di forme e di 1disposizioni difensive, che altro partito non si presentò al nostro vicino di oltrealpe, bramoso di assicurare ai suoi ingegneri militari il pri·mato dell'arte, se non quello di nascondere col silenzio le opere e la memoria d,ei nostri grandi fortificatori dei secoli xv e xvr. I libri francesi (osserva a questo riguardo un dotto ingegnere militare straniero) non presentano che sotto forme indecise e quasi come un importante ricordo, la storia della fortificazione in Italia, per attribuite ai loro connazionali tutto il merito delle invenzioni mode1me. · .. R.


NOTIZIE _POLITICO-MILITARI

1338""

NOTIZIE POLITICO-MILITARI Il giorno 11 corrente l'on. Rudinì, presidente dP.l consiglio dei ministri, fece in Parlamento le seguenti dichiarazioni: « Il Consiglio dei ministri deliberò ieri sera di rinviare a novembre la d·iscussione dei provvedimenti militari. , « In seguito a questa deliberazione il ministro della guerra stimò opportuno di presentare le sue dimiS$ioni. L'intero gabinetto offrì quindi le proprie dimissioni a Sua Maestà il Re, che mi ha dato l'incarico di comporre un nuovo Ministero. « Fino alla composizione del nuovo ministero, tutti i ministri provvederanno agli affari correnti. « Prego quindi la Camera di sospendere le sue sedute ) . Così ebbe termi'ne, . con una cl'isi ministeriale, l'incertezza durata Jutto il mese sulfo sogte dei progettati provvedimenti militari. . La soluzione non giunse del tutto inaspettata, perchè, da una ·parte l' on. Ricotti aveva .più volte dichiarato di ritenere neces~ario, anche per il prestigio· della propria autorità, che i detti provvedimenti si discu tessero nella corrente sessione ·parlamentare, dall'altra parte erano note le avversioni che essi incontravano in moltissimi deputati e si sapeva del pari che vari colleghi dell'on'. Ricotti nel Consigliò dei ministri, o per effetto di queste avversioni, temendo il rigetto del progetto ministeriale, o pe1, avversione propria, desideravano il rinvio della discussione a novembre. .Frattanto sul proietto era stata chiesta ed accordata l'urgenza. Gli uffizi della Camera. avevano nominato una commissione quasi unanimemente favorevole al medesimo ed essa avea scelto a relatore l' on. Sani favorevolissimo, il quale si era affrettato a presentare la sua relazione che cominciava così : « Non è con lieto animo che ci siamo accinti allo studio. minuto e coscienzioso del presente disegno di legge. È però con la· profonda convinzione di fare opera utile alla patria nostra - date le presenti distrette finanziarie ed economiche in cui si dibatte il paese - che ve ne proponiamo l'approvar.ione. Nulla abbiamo rispa_rmiato perchè il nostro esame

t339

foss-e serio e profondo, come richiedeva l\mportanza grandissima dell'ar- · gomento, così vasto e cr,mplicato e, se le · nostre fatiche .possono meritar.e .qualche' ricompensa, la più gradita per noi sarà quella che, esponendovi le ragioni per le quali fummo tratti alla conclusione di accettare questa legge con voto quasi unanime, voi queste ragioni vogliate discutere con serenità di apprezzamenti , . Esposte quindi largamente le ragioni per cui si proponeva il progetto iall'approvazione della Camera, l'onorevole relatore conchiudeva: « La patria nostra attraversa un periodo ben doloroso; ma il dolore, · voi · lo. sapete, è il consigliere antico d'ogni iimana grandezza. « L'uomo debole, di fronte al dolore, si accascia, l'uomo forte gli apre le porte del. cuore e lo considera come un amico. " , E così avviene dei popoli. «· Se gli italiani avranno la percezione esatta cli questo momento 'Storico, se dagli errori commessi in passato sapranno trarre ammaestramento per l'avvenire, questa d'oggi non sarà che una sosta, che ci ~onsentirà di riprendere più baldi e vigorosi la via della futura grandezza. « Suona dovunque la parola ràcco_qlimento. « Questa legge mira appunto a raccogliere i nostri mezzi, perchè sia più efficace la nostra difesa, mentre aspettiamo i tempi migliori. . « Per un popolo, raccoglin~ento non vuol dire abdicazione. Si rac~olsero l'Austria dopo le battaglie del . primo e secondo impero e dopo .Sadova. Si raccolse la Russia dopo Sebastopoli. Si raccolse la Prnssia dopo Jena, Eylau, Friedland, ed oggi quelle nazioni sono ritornate potenti e vìgorose » . Ma ·nè l'assicurazione di studio profondo faito nell'esordio, nè l'e. sempio dei popoli citato nella conclusione, nè i ragionamenti e i con- fronti fatti nel testo della relazione, valsero ad affrettare la discussione dèl progetto, che è oggidì più incerta che mai, tutto · dipendendo dalle -Opinioni del nuovo minist.ro della guerra.

" "* Fra le discussioni ch'ebbero luogo alla camera in quest'ultimo s<:orcio

dì sessione; due specialmente meritano di essere notate per la !_oro importànza: quella sul bilancio degli affari esteri e quella per la conv.ersione in legge del decreto-legge pel R. Commissariato in Sicilia. La discussione del bilancio degli esteri, prese un ampio sviluppo e si man1enne elevatissimo. Vari or3tori espressero il timore di un nuov.o orient~mento della nostra politica estòra e parlarono della necessità di prendere saggìe ed energiche misure per parare ai pericoli e alle mi-


1340

NOTIZIE POLIT!CO-ltlILIT..1.RI

naccie di fatto, · che ci vengono dalla Francia, dopo l'occupazione della Tunisia e la costruzione del porto militare di Biserla. Altri ch iesero al governo che cosa intende di fare alla prossima scadenza del trattato· italo-tunisiaco che assicura all'Italia particolari vantaggi in Tunisia. A Itri chiesero spiegazioni sull'attitudine dell'Italia nella questione d'Oriente Qualcheduno rimise in campo la questione coloniale (l'Eritrea dipende dal bi lancio degli esteri) e mostrò grande 6ducia nell'istituzione di un governatore civile, anzicbè militare, per guarire i mali della colonia. Le dichiarazioni del governo, fatte per bocca dell'on. Rudinì, presidente del Consiglio, e dell'on. Caetani, ministro degli affari esteri, possono riassumersi cosi: Il nostro orientamento politico rispetlo all'estero è sempre lo Jtesso. In omaggio ai nostri interessi abbiamo fatto adesione alla triplice alleanza e vi restiamo fedeli; il solo dubbio su questo punto ci offende; ma la triplice alleanza non esclude i buoni rapporti colle altre potenze e li abbiamo buoni con tutte. Quanto ali' Inghilterra, il governo crede che la, sua amicizia sia il col"!')plemento della triplice alleanza; quest'amicizia non è mancata mai; restò inalterata dopo la pubblicazione dei libri verdi, ed è oggi cordialissam:-i. Siamo pure in buone relazioni colla Russia. Nella questione, d'Ol'Ìente, l'Italia coopera colle potenze che tendono alla pacificazione. Nel mediterraneo, il mantenimento dello stat1t quo è scopo della nostra politica. Il trattato italo-tunisino scade il 3 settembre prossimo. Se a quell'epoca non si sal'à trovato un mezzo di comune accordo, s1 chiederà con fermezza il ristabilimento delle antiche capitolazioni. Colla Francia sono migliorati i nostri rapporti e sia mo lieti di dal'gliene prova accettando di concorrere alla sua esposizione nel :L900. Per quanto riguarda il governatore civile nell'Eritrea, si può convenire in massima con chi ne predica i vant,aggi, ma non è all'indomani di una guerr.:t sanguinosa, seguita da una pace non consolidata , anzi neanche firma ta, non è in questo mome.nto che si possa pensare a soslituil'e il governatore militare con up governatore zivlle. Dopo queste dichiarazioni fu votato ed approvato a grande maggioranza un ordine del gioJ"no, accettato dal governo con cui si prendeva atto delle medesime. Venne notato che una parte dell'estrema sinistra, votando quest'ordine del giomo, accettava la tl'iplice alleanza base della nostra politica estera, sempre stata combattuta da quella parie della Camera.

NOTIZIE POLITICO s >f1I.ITARI

1341

,,. ** La discussione per il commissariato civile in Sicilia s' accalorò e andò -per le lunghe assai più di quello che si credeva. . _Gli. oppositori s! appoggi_arono specialmente sull'insufficienza di questa 1st1tuz1one a guarire 1 mah dtlla Sicilia cl1e sono di natura economica e sulla calti_va influenza che questa specie di governo l'egionale po~ trebbe esercl!are sulla compagine unitaria della nazione. I difenso · . b 6· ri esposero I ene z1 che l'istituzione può recare all'isola, s'anco non rius_cirà a. guarirne tutti i mali e si sforzarono di mostrare infondato il umore che questo precedente possa avern cattiva influenza sull'unità nazionale. Taluni dissero infine che il commissariato in Sicilia è uno strumento buono o cattivo secondo chi lo maneggia, e che perciò chi ha fiducia . nel governo deve approvarlo. . La discussione in generale fu elevat-0 e notevole per molti discorsi improntati . ~l ~iù sc~i~tto_ pat1:iottismo, nonchè per altri, che potre~bero d1rs1 smtomat1ci, m cm fur1iv amente facevano capo idee ed aspirazioni regionalistiche. Si era finito. lo svolgi.mento degli ordini del giorno coll'approvazione a ~rande maggioranza di uno fra essi esprimente fiducia nel ministero e si ~t~va. p~r passare alla discussione degli articoli, quando intervenne la cns1 m1msteriale che tutto sospese.

*•« . Dei pr~gett_i militari del~' onorevole Ricot.ti, oltre quello principalis81~? sull ordmamento dell esercito restarono in sospeso per effetto della cr1s1; quello sulla requisizione dei quadrupedi per servizio militare e quello sul matrimonio degl i ufficiali, da tanto tempo aspettato e invoc~to; ma non è piccola cosa nè poco merito per l' onorevole ex ministro l'aver condotto in porto la legge di avanzamento i cui benefici effetti non tarderanno a farsi sentire, ed è iustizia notare anche la pane dà lui avuta nella ·1egge sulle pensioni : 11e fa mi<die dei presunti 0 , morti nella guerra d'Africa . S~ ·poi dal campo delle leggi passiamo in quello delle disposizioni tecniche ed amministrati\ e pubblicate dal Giornale militare, troviamo che _l'~norevole Ricotti ha lasciato ampie traccie del suo passaggio. . LimJtandoci .alle disposizioni emannte nella quindicina, emergono per importanza ed opportunità quelle relative all'istituzione del tiro a seano. ~n ~sse venne stabilito che l' alta vigilanza e direzione delle ese:citazioni regolamentari delle società di tiro, affidata ai comandanti di 11


1342

.. NOTIZIE POL1TIC0-?t1ILIT ARI

corpo d'armar.a, sarà esercilata da essi per mezzo dei comandanti di divisione, degli ispettori provinciali e dei direttori del tiro presso le società. L' uffi..:iale delegato dall'aurorilà militare a far parte delle direzioni provinciali assume .la denominazione d'ispettore provinciale ed ha le seguenti attribuzioni: a) di esaminare gli statuti ùelle società per quanto riguarda in genere l'esecuzione del tiro, tanto regolamentare quanto libero e di riferirne alle .direzioni provinciali, alle quali spetta di approvarli; b) di vigilare la esecuzione delle esercitazioni regolamentari delle Società; e) di ricevere dai direttori del tiro le relazioni che essi dovranno trasmettere,. ultimato ogni periodo di tiro, di esaminarle e farl e completare se irregolari o incomplete; d) di dar parere nlle direzioni provinciali sull'ammontare Ml sussidio governativo, il quale per l'avvenire non sarà più concesso in ragione dei numero dei soci, ma bensì tenendo conto del nu mero di _ quelli che hanno eseguite le esercitazioni regolamentari riportandone la prescritta idoneità; e) di riferire alla direzione provinciale sui campi di tiro che i1on rispondono allo scopo, come pure intorno a tutte le irregolarità che essi abbiano a rileva re; /) di eseguire le ispezioni che dal Ministero verranno volta per volta ordinate; g) di trasmeltere annua! mento al comando della divisione una relazioM sul modo col quale dalle società dipendenti si sono eseguite le esercitazioni regolamentari di tiro e sul modo onde i direttori e vice direttori ed i commissari del tiro hnnno atteso al servizio loro affidato. All'ufficiale delegato dall'autorità militare a far parte della presidenza delle Sùcictà è affidato l'incarico di Dfrettore del tiro e delle esercitazioni militnri. in raie qualità e solo per quanto riguarda l'esecuzione delle esercitazioni predette, egli dipende dal l'ispettivo ispettore provinciale. Il direttore di tiro risponde personalmente alle · superiori autorità, militare e civile, dello regolarità dell'esecuzione delle lezioni di tiro, della scrupolosa osservanza uelle relative prescrizioni in vigore, specialmente di quelle relative alla sicul'ezza pubblica e alla esatta registrazione sulle tabellette giornaliere, e sui libretti di tiro dei risultati dell' eSCl'Ci tazioni. Il vice direllore coadiuva e sostituisce il di l'etto re nelle esercitazioni regolamentari di tiro. Lo sostituisce e lo rappresenta anche nelle adun:mze dell'ufficio di presidenza quando egli non vi possa intervenire per impedimento od ossenza.

NOTIZIE POLITICO · MILITA Rl

1343

Questi µfficiali tranne casi eccezionali, verranno scelti fra gli ufficiali :in congedo residenti nel comune ove ha sede la società, oppure in un

.comune viciniore. Gli ispettori dovranno essel'e ufficiali supel'iori; i direttori, ufficiali .superiori o inferiori; i vice direttori, ufficiali inferiori subalterni. ln mancanza di ufficiali in congedo, saranno incaricati delle funzioni -<li ispettori e direttori uffi cia li del Regio esercito in attività diservizio. . Gli uffìci~li i~ congedo nel disimpegno delle funzioni di ispettoro, .direttore, vice direttore e commissario, dur~nte l'esecuzione delle eser_.citazioni regolamentari di tiro, dovra.nno vestire la divisa ed essere con.siderali come in servizio. Del servizio prestato dagli ufficinli in conl{edo nel disirnpeano delle O .:funzioni di ispettore, direttore, vice direttore o commissario del tiro :sarà sempre falla menzione nello note ca ratteristiche ed i comnndanti .di corpo d'armata, in base ai rapporti ed alle ioformnzioni delle di,pendenti autori tà militari, provvederanno annualmente per la ·iscrizione .Jelle occorrenti note di merito o di biasimo. Delle note di merito sarà tenuto speciale conto in occasione della <Compilazione delle liste d'avanzamento. "'**

. Fra le altre ùisposizioni più importanti emanate nella quindicina no1~amo: la pubblicazione di aggiunte e varianti ad alcune Istruzioni pra-t1che dell'art.iglieria e le pubblicazione di una nuova Istruzione sulle -e?lombaie militari, la quale sostituisce quella del i894 che pertanto rimane abolita. . Venne inoltre pubblicato un Il. Decreto in forza del quale, visto il R. Decreto 19 aprile :1896 N. 100 con cui il servizio del tiro a seano ,nazionale passa dal Ministero dell'interno a quello della guerra, il ;el':so~ale dell'amministrazione centrale della guerra è au mentato di: i capo ,sezione di 2a classe a L. 4500 - i segretario di i a classe a L. 4000 - i segretario di 2a classe a L. 3500 - i vice sogretario di i a classe -.'.l L. 2500 i uflìciale d'ordine di i• classe a L. 2200. Un altro Il. Decreto reca modificazioni all'ordinamento aenera le del )tlinistero della guerra. l'> L~ modificazione consiste nello stabilire che d'ora in poi i posti va~nt, nel grado di segretario saranno conferi ti ni vice searet:ari di 0 I ·i • C!)lsse per esame d1· concorso, su programmi determinati dal "Ministro della guerra. La ?r~rnozi.one avrà luogo con tale norma che di ogni quattro posti ·vacanti, 11 primo spetti nlla scelto, e gli altri tre all'anzianità, accom,pagnata 9a idoneità. 88 -

A:'\NO 1LI.


1344

1345

NOTIZIE. POl,ITICO-MILITAltI

NOTI ZIE l?OLITICO-MILITARI

Saranno pertanto stabilite due liste' di ·avanzamento: una 111ella qualesaranno inscritti, per ordine di merito, sòlaménte quei vice se(Tretari che negli esami raggiunsero i punti per la scelta, l'altra nella ~quale saranno · inscritti, per ordine d'anzianità, tutt:i indistintamente i candidati dichiarati idonei negli esami. Il candidato promovibile a scelta, trovandosi così inscritto in ambedue le liste, otterrà l'avanzamento secondo· la classificazione per lui più vantaggiosa. Esaurita la lista di avanzamento a scelta, si aprirà un nuovo concorso per esami. Venne finalmente pubblicato un Regio decreto p~r la grad;ia.Ze applicazione del disposto della nuova legge sull'avanzamento ri~petto ai l(mili d_ì età, cioè il biennio di tempo lasciato per la piena applica ·.z10ne eh detta legge venne ripartito in cinque periodi, in ciasciilo dei quali gli ufficiali giunti ad una certa età (segnata in apposita tabella per anni e per mesi, seci;mdo i vari gradi) dovranno cessare dal servizio att.ivo.

Se ne è parlato alquanto in questi · ultimi giorni, ma, incidentalmel).te. ,, · Il sacerdote , Wersowitz ed un suo compagno inviatì, com' è noto, da un comitato di signore italiane per recare soccorsi di danaro ed oggetti di vestiario ai detti prigionieri, riunita ùna grande carovana e messisi in viaggio, morirono d'insolazione alla prima tappa. ,La carovana, diretta da alt1·i due pi"eti, prosegue la ~ua via. I nostri giornali di tutti i partiti pagarono il loro tributo di compianto e di ammirazione ai due martiri della carità cristiana; se ne fece commemorazione in Parlamento, e cosi di rimbalzo, per un istante, l'attenzione si rivolse anche ai prigionieri, poi se ne scacciò forse · il pensiero, perchè t.roppo molesto. Parliamo, s'i~tende, del pubblico ; chè del governo non sappiamo.

*•.,..

Sul!' Africa, in questa quindicina, c' è poco da dire. La tranquillità· , nell'interno della colonia non fu punto turbata. Di ras llfangascià, di ras Alula, di Sebat, di Agos Tafari non si è sentito parlare; il che significa che la tranquillità non·fu turbata neppure sul confine. . . Dalla parte cli Cassala giunse notizia di un piccolo e quasi insignificante scoutro dei dçrvisci· col) una nostra pattuglia che erasi rec;ita ad esplorare a grandissima di$tanza. Tutte le truppe che dovevano tornare in Italia .sono partite. Salvo, il vice-governatore, generale Lamherti, hanno lasciato l'Africa tutti i generali, compreso l'ex governatore Baratieri e il governatore Baldissera. Abbiamo dunque la pace di fatto (non ·di diritto perchè non fu ancora conchiusa, anzi neppure trattata) e il disarmo. L'unica pendenza urgente è quella dei prigionieri, la quale è sempre aJlo stesso punto. Il pubblico non sa nè quanti sieno, nè che cosa richieda il negus pe1· liberarli. Nel mese scorso si è parlato molto dell'effetto che avevano avuto sull'animo del negus le istanze del Papa~ ma gli effetti di quest'effetto non si sono ancora veduti. Di Nerazzini, inviato per trattare (dicevasi) il nwdo della restituzione e la strada che dovrebbero tenere i p1igionieri, non si dice più nulla. Forse è fermo a Zeila. Siccome a lungo andare il nostro pubblico assuefa a tutto, così si è assuefatto anche all' idea di avere da 1500 a 2000 prigionieri in. mano al negus, e non ci pensa più, o almeno non ne parla più.

si

La sera del 1J venne annunziato al pubblico il nuovo ministero così costituito; Presidenza e Interno: Marchese Antonio Di Rudinì. Esteri: l\farche5e Visconti Venosta. . l\farina: Benedetto Brin. Guerra: Luigi Pelloux. Grazia e Giustizia: Giacomo Giuseppe Costa . Finanze : Ascanio Branca. Tesoro: Luigi Luzzatti. Lavori pubblici: Giulio Prinetti. Istruzione pubblica: Emanuele Gianturco. · Agricoltura, industria e commercio: Conte· Francesco Guicciardini. Poste e telegrafi : Emilio Sineo. Ministro senza portafogli : Conte Giovanni Codronchi. . L'onor.evole Di Rudinì assume, fino all'arrivo dell'onorevole Visconll Venosta, l'inter.im degli esteri. Con R. decreto del :l3 il nuovo ministro della guerra, generale Pelloux, è stato nominato senatore. I sottose(Tretari di Stato restano tutti, meno l'onorevole Dal Verme alla guerra," che viene sostituito dall'onorevole Afan de Rivera. Il Parlamento è convocato per martedì, 2:l. Roma, li ·13 luglio 1896.

x.


1346

NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE FRANCIA.

La questione dell'alto comando. - La stampa militare di Francia con grande varietà di scopi e di intendimenti tratta della questione dell'alto comando che si vuol disciplinare, grazie al rec,mte disegno di legge pres.entato dal generale Billot alla Camera. Le principali obbiezioni che sus1Jita quel progeuo si riferiscono al ringiovanimento dei quadri, che si. dice illusorio alla base ed al molto problematico ed incerto alla som- · mità della gerarchia rnilitare. Infaui viene diminuito il numero, dei generali di brigata e si concede facoltà al consiglio dei ministri di prorogare il servizio degli' ufficiali investiti dell'alto grado, determinando un ristagno immediato nella carriera dei generali. Un'altra parte delfa .stampa militare cli Francia è favorevole all'adozione del disegno di legge, per dar ascolto ad un leggero senso di va- . nità: il generale Boisdeffre, nei rispetti gerarchici, si e trnvato alle feste di Mosca in una situazione d'inferiorità rispetto ai generalissimi dell'esercito russo. l'Ila si ribatte che ogni e:;ercito ha le sue consuetudini e le sue tradizioni, e che per identificare r esercito francese, nella forma, ali' alleato moscovita, converrebbe· altresì abolire in Francia il grado di commandant, poichè colà i battaglioni di fanteria sono condotti da tenenti-colonnelli. Oltre a ciò, i reggimenti sono comandati da generali di brigata e le batterie di otto pezzi sottoposte al comando di tenenticolonnelli. · Si 1:eme, inoltre, che sotto la veste del nuovo grado, faccia capolino . in Francia l'~ntico di maresciallo, con tutte le diffidenze ed i timori che esso inspira ad una nazione democratica e repubblicana: si ricor· dano, a questo proposito, i marescialli del .primo impero e gli imbarazzi che essi hanno creato a Napoleone I, noncM quelli del secondo durante la guerra del 1870-7'1. Siffattamente, come bene spesso accade in Francia delle cose militari, la questione così dilaga nel più vasto campo della politica prendendo proporzioni ognora più vaste e complesse. Il progetto di legge dell'alto

1347

comando proposto dal generale Billot, . ora ali~ discussi.one ~ella commissione dello esercì to, si può riassumere net seguenti capi: . . Art. L E istituito presso il Ministero della guerra un Consiglio_ Su~ erwre di guerra, allo scopo di esercitare .l'alta direzlone dell'esercito. p Art. 2. Il consiglio superiore di guerra è organo pul'ameute con~ sultivo: il .Presidente della repubblica ha la facoltà di convocarlo e di presiederlo, ogni qual volta lo stimi necessario - il pi·esidente del co~siglio dei ministri ed il ministro della marina vi debbono ess~r~ presenti. Art. . 3.~Il consiglio superiore di guerra è composto del rn1ms1ro della guerra, presidente, del capo di st~to-m~ggiore dell.o esercit?, relatore, e degli ufficiali designati ad esercitare, m tempo d1 guerra, ~l coma?do dei gruppi d'armate e delle armate, il cui numero non sara supenore a d~diéi. . Art. 4,. I presidenti dei comitati tecnici, allorquando non sono me~b'.·1 del consiglìo, possono essere chiamati a deliberare in seno al cons1gho medèsimo. Art. 5. Parimenti, debbono essere aggregati allo stesso consiglio i comandant, di corpo d'armata, il capo di stato-mag~iore del_la ma.ri~a'. l'ispettore generale dell'artiglieria marina, ed ·anche. 1 prnfett1 _mar1ttum dipartimentali allorquando nel consiglio superiore di guen:a. stano. trattate q,uestioni 6he si riferiscono alla creazione .ed all'abohz10ne d1 _una fortezr4a situata nel respettivo territorio, od abbiano tratto con la difesa delle coste. Art: 6. Gli ullìciali generali membri dei consiglio superiore di guerra sono incaricati, sotto l'autoritì~ del ministrn, di ispezionare i corpi d' ar · mata ,e gli stabilimenti militari, di dirigere ricognizioni e. layori ~ di · ésercitare quegli alti comandi che il ministro crederà opportuno dt affidare ad essi. Art. 7. La gerarchia degli ufficiali generali comprende i seguenti gradi: generale di brigata, generale di di visione, generale d'armata. Art. 8. l generali d'armata e di divisione sono scelti sulle liste di a:vanzamento annualmente redatte dal consiglio superiore di guerra, fra gli · ufficiali generali che contano. almeno due anni d'anzianità nel grado immediatamente inferiore . .Ar,t. 9. Il numero degli ufficiali generali della prima classe dello stat.o maggiore generale dello esercito è fissato come in appresso : generali d'armata: :l2, generali di divigione: 1.00, generali di brigata: 210.


1'348

NOTIZIE MILITARI ESTERE

NO'l'IZIE MILITARI ESTERE

Art. 10. Gli ufficiali generali sono-inscritti, d'aotorità, nei ruoli della s~conda cl~s~e _d~IJ~ st~to maggiore generale dello esercito quando raggiungono 1 l1m1ti d1 eta sotto descritti: Generali d'armata: 66 anni, Generali di divisione: 64 anni, Generali di brigata: 6·1 anni. · .A:t.' 11. P?ssono essere mantenuti in servizio, fino al 680 anno di eta, I ge~e~·ah dell~ ~ri~a classe dello stato maggiore generale ~embri guerra, in virtù di un decreto presid~nziale, ?el ~ons1g_h? s,up~n_o~·e 1 cui ser:1z1 d attrv1ta ndondano ad efiettivo vantaggio dello esercito e della nazione. Art. 12. I limiti d'età prèscritti dalla legge 1.3 marzo 1.875, cuntinueran?o ad esser~ appl!cati agli ufficiali generali trasferiti nei,iuadri d~lla riserva con I gradi che posseggono al momento della promulizaz1o)!e della presente legge. ,~1·~· 13. _Le ,_d!sposizioni del('articolo :IO della legge presente sono alt1e~1 apphcab1h a1 controllon generali di prima classe dell'amministra~10.n~ della. guerra, agli intendenti militari, ai medici ispettori e farmac1st1 1spettor1. · · Art. ·14. Sarà provvisto alla costituzione dei quadri dei aenerale d'armata, secondo_ il pres_critto dell'articol6 9, mediante promoziobni successive entro un penodo d1 tre anni, a datare daJJa promulgazione della presente legge. Ccmibi di ,q-uarnigioiie .nel ,governo militare di Parigi. - AJ termine del!~. manovre autunnali, la 5° divisione di fanteria sarà Sl,lrrogata, a Parigi, dalle truppe d_ella 6' divisi?ne. Le future sedi ·dei corpi che le compongono sono designate come m appresso: 'ffa Divisione di fanteria. Quartier generale, da PJrigi a Rouen: 9a brigat_a. - Comando e stato n_rnggiore, da Parigi a Rouen: · regg~mento fanteria. - Comando, da Parigi a Rouen; · 14° reggimento fanteria. - Comando, da Parigi a Rouen: 10• brig~ta. - Coma~do e stato maggiore, da Parigi a c;en ; 36° reggnnento fantel'la. - Comando, da Parigi a Caen; 129° reggimento fanteria. - Comando, da Parini a Le ·Havre. (ja Di~isione di fanteria. - Quartier generale, d~ Rouen a Parigi; · _11 br1ga_ta. - Coman~o e st.ato maggiore, da Rouen a Parigi; 24° regg11nento fan tena, da Rouen a Parigi; 28• reggimento fanteria, da Rouen a Parioi · • l, ' 12• brigata. Comando e stato maagiore c · 1 ·a C.,aen a pangi; · · " i,, , <> 0 l'eggimento fanteria, d:i Caen a Pari ai· H9° reggimento fanteria, da Le Han/ a' Parigi.

?'

e

!9°

1.349

Le manovre navali nel 1896. - Le for7.e che parteciperanno alle pros_sime m~novre navali del Nord s;i.ranno costituite come segue: Jo La squadra del Nord. 26 Quattro ·torpediniere d'alto mare mobilitate a Brest e a Chet'.bourg. 3° Le difese mobili dei quattro dipartimenti marittimi, essendo stati rinforzati quelli di Lorient e ·di Ro-clÌefort con alcune torpediniere appositamente armate. Ogqi divisione della squadra, dal 9 al 15 luglio prossimo venturo, -eseguirà nelle baje di Brest e Cherbourg una serie di evoluzioni e di ,eseréitazioni di tiro, combinate con le difese mobili. Il Hl luglio, le ,due divisioni di manovre effettueranno il loro congiungimento in alto m.are, ciò che darà luogo ad esercizi di illuminazione alle grandi distanze. Il comandante in capo dirigerà poscia la squadra all'ancoraggio -di Quiberon, là dove avranno luogo alcuni esercizi combinati come le .difese mobili di Rochefort e di Lorient. Da Q1Jiberon, la squadra di manovra si dividerà ,in tre divisioni che ,raggiungeranno la prima Dunkerque, il 22 luglio, la seconda · Cherbourg e· la terza Brest, il mattino del 23 luglio. Queste tre divisioni .non avranno seco torpediniere. . Nove torpediniere d'alto mare o di_ la classe, si raccoglieranno, in'lanlo,_ il '16 luglio, al comando del comandante dell' Epervier, parte in <Calais e parte a Boulogne. Infine, tra il 2o ed il 30 luglio prossimo v.enturo, ·avrà luogo l'ultimo periodo delle manovre navali, durante il ,qvale, sotto la direzione del vice-ammiraglio comandante in capo, da:ranno svolgimento all'apposito tema di esercitazioni le tre divisioni di manovra, i due gruppi di torpediniere di alto mare e le difese mobili di ,Cherbourg e di Brest. Il tema consiste nel sorvegliare le operazioni di una squadra nemica, entrata nel canale della Manica, onde opporsi alla sua uscita. Il 1o ago$IO la squadra di manovra del Nord sarà sciolta. Le forze navali che parteciperanno alle manovre navali del Mediter•raneo sono le seguenti: · ,io La squadra attiva del Meditenaneo. 2° La divisione della scuola ,di guerra. 3° La squadra di riserva del Mediterraneo. 4.0 Tre torp_edinil)re di alto. mare. mobilitate . a Tolone. 5° Le difese mobili del qurnto dipartim~nto marittimo, della Corsica, Tunisia ed Algeria. Il· primo periodo delle manovre del .Mediterraneo, dal 9 al 15 luglio, ,sarà occupato, esclusivamente, dagli ·esercizi preparatori e dal tiro. Le due squadre di manovra, pur rimanendo al comando dei rispettivi capi, avranno per centro d'azione l'una I~ isole d'Hyères, l'altra le coste -Occidentali dell'isola di Corsica e celebreranno la fosta nazionale del :1.4 luglio l'una a Tolone, l'altra ad Ajaccio.


1350

NOTIZI E MILITARI ESTERE

Il secondo periodo delle manovre navali del Mediterraneo comincerà> il l6 luglio ed avrà termine il 21 dello stesso mese. Comprendorir esercitazioni combinate con · 1e difese mobili di Tolone e della costa corsa; seguirà, il iS, una manovra di concentramento delle due divisioni in alto mare e poscia una serie di manovte d'armata nava-le. Al termine di questo secondo periodo le navi dolla squadra si riforniranno dì carbone e di vittovaglie nei porti di Algeri, Philippevillee Bona. Nel terzo periodo dnlle manovre, tra il 25 ed il 30 luglio, i due· vice-ammiragli, c:li persona, faranno eseguire alcune manovre di ero-· cera o di inseguimento, il cui teatro dovrà essere la parte del :Medi-terraneo compresa fra le isole Baleari e La cost.a di Algeri. Le manovre, navali del Mediterraneo avranno termine il ! 0 agosto pros3irno 1enturo. },.. Tolone saranno congedat.i i riservisti di marina chiamali alle· armi in occasione delle dt1tte manovre. Come si vede, le manovre navali di quest'anno,_combinate fra La sq uadra· del Nord e quella del Mediterraneo, rispondono ad un esalto concetto· pratico di situazione di guerra, vale a dire all'immobilizzazione nelJe acque· della Manica della Ootta tedesca o di quella parte della Ootta inglese che potrà recarle aiuto, ed alln custodia delle coste algerine e delle acque· dello stretto di Gibilterra, a ·fine di agevolare il trasporto delle truppe· del i9° corpo d'esercito e di opporsi ad eventuali rinforii che provenisser9 da quella parte alla flotta italiana che campeggi nello specchiod'acque fra Tolone e-la Corsica. Fra le esperienze di tiro, da eseguirsi nelle prossime manovre na-vali, saranno degne di speciale attenzione quelle che si compiranno a·. Cherbourg con cannoni da centimetri 19, spa rando proiettili carichi di un nuovo possente esplosivo contro piastre di acciaio speciali fissate contro, ai fianchi della vecchia corazzata di linea La Galissonnière. GERMANIA.

Pttbblicazioni non regolamentari. - li tenente generale a di~posizione v Boguslawski ha pubblicato cli recente un libro intitolato: L'onore ed' il duello (edito da Schall. u. Gri,ind, Berlino). L'autore espone in que~t'opera una grande quantità di osservazioni nat.e dall'esperienza da lui· fatta in molti ano i; svolge accuratamente la storia del duello colle sufr particolari fasi e circostanze in Germania ed in Francia; esamina minutament.e il duello in rapporto all'effetto morale ed alle varie classi· della società moderna, intendendo dimostrare nel complesso dello scritto,

NOTIZIE MILITARI ESTERE

1351

che la soppressione del duello peggiorerebbe, in linea di educaz!one, le condizi1Jni della società. Aggiunge che il duello ha un suo speciale valore per chi segue la professione delle ormi, inspirando energia ed elevando il sentimento della responsabilità indi_viduale, il che ha una certa importanza in. armonia colla attività necessaria m guerra: . . Uffeciali tedesclti di sm1i:cw irl Chùia. - Dur.~te la v1s1t~ d~l v1cerè dell'impero chinose in Germania ero st.ata diffusa la d1cor1a che un centinaio d'ufficiali tedeschi fossero stati impegnati ·per recarsi in China a concorrere coli'c,pera loro alla riforma dell'esercito chinese. Tale voce è in o-ran parte infondata; per ora il vicerè impegnò soltanto due ufficiaiì tedeschi, ossia un capitano ed un tenente di fanteria per istituire una scuola militare su modello prussiano . I due urficiali ìncarici,ti furono congedati dall'esercito prussiano colla clausola di successiva facoltativa riammissione, analogamente al trattamento fallo agli ufficiali. tedeschi istruttori al Chilì. MARINA.

Varo d'mia cornzzata. - Il '1° corrente luglio fu varata a Wilhelmshaven una nuova corazzata di '1 a classe in sostitu1.ione dello Pre1t,S$en (la quale era di 3•) e venne baue1.zata doll'imperatoro col nome di K<iiser Fr-iedrich [ll. È la più grande nave sinora costrutta nei cantieri della imperiale marina: è modellata sul tipo della classe Branden))urg, con miglioramenti intesi ad evitare i difetti di quest' ultima nave ed a trnrre partito di tutta l'odierna esperienza in fatto di costruzioni novali. Ne erano stati progettali i piani sin dal i 894, ma successivamente questi subirono molteplici modifi cazioni; l'imperatore ne seguì con vivo interessamento lo sviluppo. La nuova corazzata differisce dal tipo sopramenzionato particolarmente in fatto di dimensioni, di armamento e di macchinario. Alcuni dat.i di confront-0 : spostamento tonnellate H.mm contro 10000 della classe Brandenbu rg !08 • '125 • lunghezza • • • ) ·» » ~o 20,(1, » larghezza celerità in rapporto a forza B !6 D di ! 3000 cavalli ... nodi 18 • ' caHco di carbono a bordo tonnellate 700. Altri dati . vari: , · La Kais11i- li'riedrich lll ha tre eliche le cli cui macchine e caldaie · stanno separale tra di loro, cosicchè oll'auo di qualche avario ne consegue soltanto diminuzione di velocità. 88' -

ANNO :tLI,


1352

Riguardo all'armamento, la corazzata in questione presenta prevalenza di pezzi. a tiro rapido. Secondo la Kolnische Zeitung dalla quale sono tolti questi dati, tale armamento veramente straordinario consiste in 4 pezzi dn centimetri 28 impostati in torri corazzale girevoli; i8 pezzi a tiro rapido da ·centimetri 15,' 12 pezzi a tiro _rapido da cen· ti metri 8~8 e 2ti da _centimetri o, più 12 mirraglia triti delle quali una parte ha calibro centimetri 3,7 e l'altra millimetri 8. L'apparecchio torpediniero consiste in 6 lanciasiluri per torpedini da centimetri 45. La corazza principale ha miliimetri 300 di spessore e copre i qual· tro quinti della lunghezza della nave; è d'acciaio indurito Siemens· Martini. I foi'nimenti in legno sono quasi del tutto banditi; quei pochf che esistono guarniscono solt-anto l'interno della nave. L'oq{9nico dell'equipaggio ammonta a circa 600 uomini. La spesa totale ammonta in cifra tonda a 20 .milioni di marchi, dei quali, M. 14,120,000 per il complesso or.Ha nave; M. 5,000,000 per armamento d'artiglieria e M. 900,000 in armamento torpediniero. Sostituzione della , Friedrich der G1·osse • . - Sul sito stesso lasciato sgombro dalla Kaiser Friedrich III venne posto mano alla costruzione della corozzata compagna della medesima,' la quale deve sostituire la Friedrich der G1·osse. SPAGNA.

I nuovi rinforzi a Ciiba.. - Con attività mirabile il governo spagnuolo ha pressoché ordino.lo. una nuova spedizione di circa 40,000 uomini, da inviarsi a Cuba, mercè la quale il numero delle compagnie di cada un ba uaglione di fanteria del corpo d'operazione spagnuolo nell'isola salirà ad otto. Ognuno dei t:i6 secondi battaglioni dei reggimenti di fanteria peninsulari formerà due compagnie di sp()dizione, della forza di i capitano comandante, 4 luogotenenti o sottotenenti, t:i sergenti, 10 caporali 5 trom· beuieri, 230 soldati. I lO battaglioni di cacciatori di Cuba, Figueras, Alba de Tormes, Sagorbe, Ciudad Rodrigo, Madrid, Estella, Alfonso XII, La Avana e :Manillà, procederanno ad un'analoga formazione di due compa· gnie di spedizione per cadauno. Le due compagnie di rinforzo dei secondi battaglioni dei reggimenti di fanteria formeranno la 7a ed S•del i O battaglione già distaccato da ciascun corpo nell'isola: i reggimenti regionali delle Baleari e delle Canarie prov-

1353

NOTIZIE MILITAR,! ESTERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE

costituzione di riparti corrispondenti. Il numero comvedera nno alla d' · · ·1 eouente· plessivo delle compagnie del nuovo corpo di spe 1z1one sara i s e •

H2 . 20 4 2

· . Per i 56 secondi battagliom· d1· fantena . l . . . d' Per H.0 battag 1iom , caccia ori . . : Per i 2 reggimenti regionali delle Baleari Per i 2 bsttaglioni delle Canarie · TOTALE

.

.

1.38

La forza effettiva combattente sarà di •138 capitani,' 552 s~balterni, 690 enti i 380 capit,ani, 690 trombettieri, e 3i ,7110 soldati. In to~ t le s:;t f;nteria, 35,190 uomini. La cavalleria fornirà d~e squadrom d~ cavalli, complessivamente; l'artiglieria _ott~ com~agme da fort~zz~ ed una da montagna, in totale 1252 uomim ; il gemo due battaghom di 1500 uomini, complessivamente. · . . . Aggiungendo al corpo di spedizione le reclute ed , .b~ttaghom volon· tari di Oviedo e di Madrid, la forza di esso sorpassera l 40,000 combat-

l56

tenti. . d C d' . La fanteria salperà dal lo al 20 agosto p. v. su _20 v~por1, a . a '.ce'. Santander Barcellona e la Corogna: le altre anni seguiranno nei pnm1 gforni di s~ttembre, valendosi dei convogli di ritorno da Cuba.


RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

i354

.

1355

Note sull' impie.90 delle tot'Pediniere. - Osservazioni allo studio del luogotenente di vascello R&s10, circa l'impiego strategico dello torpediniere.

RIVISTA DEI PERIODICI i\HLITARI

Rivista Marittima..

,

N. 6, giugno 1896. - Le navi romane nel la_go di Nemi. L'argomento cotanto inter8$sante dal lato archeologico e militare ha trovato nella R. !tf. un degno illustratore. Il professore VITTORIO !tl,-\LFATTr, incaricato dal i\linistero della pubblic-.a istruzione di dirigere i lavori per il ricupero delle barche romane sommerse nel lago di Nemi, ha redatto questa memoria, valendosi del relativo largo patrim(mio scientifico-storico e delle tradizioni locali. Queste hanno, in ogni tempo, mantenuto vivo il ricordo di una grande nave esistente nel fondo del lago e dei tentativi compiuti, nei secoli scorsi, per sollevarla: la nave attribuivasi a Tiberio. L~. voce pervenne a Leon Battista Alberti che eseguì alquante ricerche fruttuose; poscia all'architetto Francesco Dc Marchi, che nel luglio :lo35 scese sul fondo del lago, valendosi tli un rudimentale strumento da palombaro ora bravamente ricostruito nello studio del Malfatti. Il De Marchi, servendo~i di quello strumento, potè discendere parecchie ' .4rchivolle nel lago, esàminarvi le navi, e descriverle nel suo libro dell' teUurn 1niliJ,a1·e, là dove parla della barca di Traiano. Con la scorta di queste indicazioni, specialmente, fu identificato il luogo preciso d'affondamento di una nave romana, e su questa traccia, nel '1827, il F usconi rinnovò i tentativi degli uomini del Cinquecento. Frutto delle escavazioni furono dei capitelli di colonne, di hronzo, chiodi, marmi, tavole, · tubi di piombo con iscrizioni ecc. Le ricerche oggidì continuano nelle amene acque del lago di Nemi: le barche romane furono riconosciute dai palombari in numero di due ed appartenenti ai t~mpi dr Caligola. L'architetto Arcaini ne ricostrusse idealmente una, sul tipo degli antichi · galleggianti destinàti al traffico de' templi, al servizio sacro, od al soggiorno sui laghi . Cosi Roma, in un tempo non lontano, potrà vantarsi di possedere gli unici esemplari delle antiche costruzioni navali romane.

Milizia coloniale. . Il contrammiraglio Grillo, propugna la costiLuzione di un, corpo volontario coloniale, con speciali obblighi e speciali retribuzioni, in guisa ad assuefarlo di lunga mano al clima, alle esigenze dei luoghi cd alla natura della guerra che si combatte nelle colonie. Secondo l'autore, ·per la colonia Eritrea, dello corpo dovreblìe ascendere a circa i0-i2,000 uomini. La navi9azionc da dipoi·to. - Continunzione e fine. Il porto Pismu,.

Le istorio antiche ricordano più volte un porto di cui non rimane, oggidì, vestigio alcuno: quello di Pisa, pElr mezzo del quale questa città potè venir celebrata nell'evo antico e nel medio come insigne potenza marittima. Varie furono le opinioni circa la postura dell'antico porto: la celebre tavola Peutingeriana lo collocherebbe presso Turrita, altri dotti in altro luogo fra la detta località e Livorno, e la lite è ancora sub judìce. li professore P. Vico richiama, in questo suo studio, l'attenzionè degli studiosi di cose madnaresche sull' importante questione, a fine di compiere l'accennata lacuna. Lettere al direttore. - Impiego strategir,o delle torpediniere. - Sui mimratori di combustione nelle caldaie ma.rine. In forma.zioni e notizie. - Argentina: Varo dell'incrociatore corazzato General S. Mat·tin. - Fm11.cu,: Le coraJ.Zate Carnot e Jauréguiberry. - Varo cl ella coraz7.ata Bouvet. - Prove della corazzata A. Trébouart. - Varo dell'incrociatore Cass11rd. - Esplosione di una carica a bordo dell' A. Dupcrré. - Inghilterra: Varo della corazzata Hannibal. - Montamento dei grossi cannoni a bordo delle navi tipo llfajestic. - L' incrnciatorc di terza classe Pactolus. - Prove dell'incrociatore Talbot. - Russia: Varo cieli' incrociatore Rossya. Marùia mercantile. - Il piroscafo italiano Regilia margherita. - Tariffe doganali in Australia. - Il gas acetilene. - Regate internazionali nel golfo di Genova. lJibliogmfia. - Caffaro ed i suoi tempi, di CESARE hfPBRIALE oI S.ulT'ANGELo.


135ò

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

Armi e Progresso.

Aprile 18~6. - Le tristi verità africane. 1l1odi fiwzion'i alt' ordinamento detl' esercito. Il potere regio e l'esercito. Ieri ed oggi. - Considerazioni sulla storia attuale. Lo studio che si annunzia avrà seguito nelle prossime puntate. È un esame storico critico esatto e sereno delle attuali condizioni della politica italiana rispetto ai mutati obiettivi della politica europea. Prelude con uno sguardo, in generole, ali' istoria critica del princi pio del secolo nostro, segue parlando del Vecchio continente e delle relV,ioni politiche in Europa. I fascicoli venturi parleranno dei fattori della politica contemporanea : Africa ed Estremo Oriente.

Lei legge d'alianzamento cmst·ria,:a. - 29 dicembre 1895. La cooperazione nell'esercito. Il diritto militare e lei nu.ova legge sul matrimonio degli ufficùili. L'albo delle medaglie d'oro al l)(,tore. - Il generale Menabrea. - Ferdinando di Savoia, duca di Genova . - Il principe Umberto di Savoia. - Il principe Amedeo di Savoia. - Il colonnello Luigi Brunetta d' Usseoux. - Il marchese Starabba di Rudinì. Mai:ce d'Armatn. - Il bello e profondo studio del maggiore di stato maggiore E:-.nrco B ARONE serve da continuazione e commento alla pregevole scrittura dello stesso autore che ha per titolo: Coine operano i grandi eserciti. Il ,1er,1"5 Menelik. - Riassunto del recente volume di I. G. VANDERHEIM. Tctl el Kebfr. Studi giovanili di Napoleone. - EuuENJO BA RHAR!CH. I bersaglie1·i in Africa. - D. MAzzou. Intendiamoci. - Un pedante . Re vue militaire de l'étra.nger.

Giugno, 1896. -

1357

RIVISTA DEI PERIODICI llIL ITARI

Il bilancio della gnerra tedeseo per l'mino 1896-97.

Il riordinamento dei quarti mezzi-battaglioni fu il principal incidente di voto relativo all'approvazione del recente bilancio per l'esercito tedesco. Questo riordinamento, importando un leggero sforzo finanziario, sovra di esso fu portata l'attenzione della C~mera tedesca, più presto che sull'evoluzione delle idee manifestate dal provvedimento medesimo.

Ne risulta infatti, per esso, un' eventuale ritorno al servizio triennale. Il nuovo bilancio della guerra importa la spesa di circa 676,884,478 franchi, fra ordinario e straoràinario, con un aumento di circa 1.9,000,0~ sul bilancio precedente. Tale sovra carico di spesa è cagionato dagh accresciuti quodri de.gli ufficiali e sottufficioli, e dai nuovi impieghi istituiti nei distretti della Land wehr e nei magazzini regionali d'abbigliamento. - Un'altra innovazione consiste nella creazion~ d! ~~ovi impieghi di medici divisionali, in ragione di uno per ogm dms1one attiva. - Al capitolo 'Artiglieria sono inscritti 40 milioni di lire per spese di materiale; ciò che rivela l'intenzione di rinnovare prossimamente le artiglierie al presente in uso presso l'ese1·cito tedesco. · Le tendenze attuali delta fanterfo tedesca. dotta del combattimento dimostrativo.

Continuazione. -

Con-

Il regolamento tedesco, a proposito, s'astieno dal dettar norme circa questa specie di combattimento. Ed è un grnnde bene: è stata tanto dogmatiZ?,ata, che ognuno presume di saperne abbastanza. Spetta al CO· · mandante prendere una decisione opportuna, in relazione alla forza, al .nemico ed al terreno : il regolamento ricorda soltanto quole debba essere la densità della fronte di combattimento, a line di ottenere un'efficace impiego del fuoco. Questa densità dovrebbe essere di cinque uomini per metro col'l'ente. I movimenti delle linee dei cacciatori debbono ispirarsi alla più grande semplicità di obbiettivi: all'infuori della portala della fucileria avversaria precipuo scopo deve essere l'ordine e la coesione, nella zona di fuoco r:iggi ungere il nemico nel minor tempo possibile. A questo indirizzo di marcia continuo e costante_ i~pulso debbono dare le riserve. Per J'auacco, il regolamento cons1gha la marcia d'avvicinamento durante la notte, a fine di sorprendere il nemico alla prima aurora. L'attacco decisivo.

Scopo precipuo ·dell'attacco decisivo deve esse~·e l'avvih~ppamen_to della linea avversaria : esso deve essere apparecchiato nel primo schieramento, sia mercè l'impiego di truppe su più linee, sia mercè l'aziono degli scaglioni di rincalzo. . . . . Il generale von der Goltz, a questo pr_oposlt~, s1 d~chiara~a ape1;tamente seouace dello avviluppamento mediante lmee d1 marcia. All ar· tiolieria ~eombe la missione di preparare l'attacco decisivo, che conti;uerà a fianco cfolla fanteria, fin con tro alla posizione nemica: la distanza di fuoco decisivo della fucil eria si stima a 300 metri. Ultimo atto l'assallo.


1358

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

GJi italiani in Africa. - Continuazione. - Il -trattato di Uccialli. Occupazione di Cheren e del!' A?mara. - Nuova espansione della Colonia. - Cqnvenzione addizionale. -.. Ricognizioni di Adua, condotta dal generale. Orero. - Occupazione. di Agordat. - La contesa 'Scioana. - I documenti relativi. · .Marciti delle truppe' russe inviate nel 1895 nell' Est11emo Oriente. Allo sc_opo di bilan~iare la crescente influenza delle armi vittoriose del Giappone nelle ptovince stit.tentrionali della Corea, il governorusso, nella primavera dell'anno 1895, accrebbe le forze militari dislocate nel dipartimento militare · dell' Amour. Sei batterie d'artiglieria compirono, in seguito a quest'ordine, . una ·· stra:ordinaria marcia di 6,000 a, 7,000 chilometri, trasferendosi alle nuove sedi dalla Siberia occidentale. - I particolari di questP. rnar,ce pongono in splendida luce l'attitudine speciale delle truppé che le compirono alle marce ed alle fatiche; e meritano di essere segnalate quale . massimo sforzo raggiunto nella mobilità dei riparti d'artiglieria.

lVotizie militari estere. - Gennan·ia. Trasformazione dei quarti-mezzi battaglioni di, fanteria. - Italia. Chiamate sotto le armi per istrn. zione. - Segni esteriori di rispetto. - A~giunte e varianti al re. golamento di disci'plina militare. - Russia. La bandiera nazionale russa. :..... Costruzione e diramazione della ferrovia Trancaspiana. - Serbia. Modificazioni alla legge · militare.

1359 ,

RIVISTA DE I PERIODi è l MILITARI

Inaugurazione della . cappella di Madonna dello, Neve sul Monte Ouccio di Palermo. - La capanna Regina Matghetiu:i sulla Punta Giufetti. - Stra.de e ferrovie, - Lei ferrovia di Valsugana. Questa ferrovia, a scartamento normale, progettata dall'ingegnere Rodolfo Stummor di Vienna, venne incominciata nel :1893 ed inaugurata il 26 aprile u, s. La spesa complessiva fu di 5,500,000 fiorini. La lunghezza totale della linea da Trento fino al confine italiano è di chilometri 65. Estudios militares.

20 giugno i896. - Uno scritto del conte .Moltke. - La questione della frontiera occidentale. - La linea di divisione, per idioma, fra il popolo francese ed il popolo tedesco. - Carlo il Temerario, duca di Borgogna. - La Francia e la riforma religiosa in Germania . - La Francia e la guena dei Tr~nt'anni. Appiinti militctri intonw al Giappone. - Continuazione. Il generale D,,agomirof e la Revue des deux Mondes. - Continuazione. Rivista militare estera. - Francia: Opinioni in favo re dello stabilimento dei grandi campi di tiro. ~ Inghilterra: Esercizi di artiglieria della milizia. - ItalirL: Ordinamento dei servizi dipendenti dal ministero 'della guerra. Revista Cientifìco Militar.

· Rivist~ del Club alpino-italiano.

N. 6, giugno :1896. - Il 28° Congresso degli alpinùti italiani a Genov<i. Programma delle feste da compiersi in occasione del Congresso. Il Monte Dronaz ed il suo panorama: La pittura d'alta riwntagna all'esposizione triennale di · Belle Arti in To-

rino. Gli effetti della neve e dei ghiacciai nelle rappresentazioni artistiche: pittori Vinaj d'Ovrano, Cressini e Bortoluzzi.

Colombi viaggiatori. - La colombaia di Assergi istituita dalla sezione di Roma. - Cronaca alpina. - Gite ed ascensioni (tlpine. - Ascensioni i1wernali. - Ascensfoni sezionali. - Ric01>e1·i e sentieri. -

N. i2, ·i o giugno i896. delle guerre civili.

Cronaca generale , -

Ii carattere

cronico

L'artir.olista s'ispi,:a all'imagine di A. Manzoni, quando descrive l' infierire della peste a Milano, nei suoi Promessi Sposi. Invocò l'antica .tenacia dei propositi dei maggiori, 'allorquando combattevano le guer'r e ,di Fiandra : cd in verità, nè patriottismo nè tenacia di volontà fanno difetto agli spagnuoli d'oggi , nella difficile guerra cui si sono impegnati a Cuba; e ne fanno fede i pl'Ossimi invii già decretati di altri 40,00Q eombattenti nell'agosto e settembre prossimo.

Le·attuali tendenze delta fanteria tedesca.. - Riassunto degli studi pubblicati nella Remie .Militaire dell'Étranger, L'ordina.mento dello esercito abissino. - Riassunto dello studio relativo pubblicato nella Revue M-ilitaire Swisse, e di altri comparsi nella Gazzella di Losanna per opera dell'ing. I LG,


1360

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

Elfett~ dei proi~ttili dirompenti contro le fortificazioni - E .· , . tiro eseguite dalle navi francesi A .. l D . , spe11enze di Rivista della stampa e dei periodi . 'l't t~irn uperre e Sfax. . della luce poi .· . ci ~i i an. - Telegrafia ottica col mezzo . a11zr.ata. - Dati relativi ai b'J1 . d . europei. anci egJ1 eserciti Revue du génie.

N. 6• giugno f896. - Notizie pmtiche , ·, · l · . l'acciaio. - Produzione del fer . ctrcap e p~op,rieta det fe1;ro o del10 Il · ropneta del ferr I uenza della composizione chimi It . o. - n- Varie qualità di ferro - Fe~. ned Ierro e rel~t1ve proprietà. . d 1t . 110 e commerc10 I . . e ~rro. - Lo studio avrà seguito. . mp1ego Fortificazione. - La difesa delle coste e le · 1 generale BniAuroNT. leSie di ponte permanenti del La penetrazione dei p1·oiettili del nuovo fi ·z Il personale di costruzione dei "'ort; . Guci e r~me,110 L · . ,, • in ennama. anc1amento di ponti permanenti metattic1 · .... . Il Planimetro di .Petersen. Documenti ulficiali ed amministrativi per it d. . . mese i apr1le, maggio, 1896. The United service Magazine.

Luglio 1896. -

Gli equipaggi navali.

Studio dell'ammiraglio sii' VEsn H . . . zioni della .ciurma inalese e met d' AAIILTOl'i circa le attuali condi.. a o • per trarre vantago· . . . rmer1a militare dell'enorme conti . " . . _i,IO pe1 1a ma. mercantili. u~ente utile degli equipaggi delle navi Cabiil nel 1879-80.

La ribellione dell'emiro Sher Ali 1 l'anno 1879-80. Studio del colonncll' eG aT campagna di Cabul, nel0 tinuato. · · PRETYM AN. Sanì conLa p,·ima invasione del Sudan. Il nuovo regolamento e l'attrtcco dellct fanteria ~~ ~01p_resa di Bei·gen-op-Zooni dell'8 marzo .1814 L<i Sl-Ol'UZ della baia di Bantry _ Il • Colomb 'I capi1ano Malum Lei ' .'ibellione Nord- Est Canadese nel 188-5 I difensoi·i dello Stato del Co-ngo. ·

O

l'ammiraglio

'

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

1361

Grorna.Ie Medico del Regio esercito italiano.

N. 6, giugno 1896.-- Sulla punturn lombare. - Maggiore medico E. 1\IANG!,\ ~Tr. Si,lle ferite di armi dei fuoco penetranti nell'addome e loro curci. - Fisiopatologia delle ferite intestinali per arma da fu oco. - Ferite dell'omentiint majus. - Ferite del fegato, della milza e del pancreas. - Emorragin interno. Rivista dei giornali medici italiani ed esteri. - Sulla patogenesi della reazione diazo-henzoica. - Sulla terapia elettrica nel trattamento delle malnttie mentoli . Rivista terapeutica. - Anestesia locale colla cocaina. - Statistica sanitaria nell'esercito inglese. R evue du Cercle milita.ire.

N. 26, 27, giugno i8\.l6. - Lei settùn'ana. rnilitarc. - li marchese di .Morès. - Lo scioglimento trogico dello sua spedizione. - I Touareg ed i Chambaas. - La conquista del deserl.o. - A quando ln linea Trnnshariana. Gli italiani nell'Erit1·ea.. - Il processo del generale Baratieri . La qttestione de·i quarti-mezzi balta,qlioni davanti al Reichstag. - Continuazione del discorso del Ministro della guerra, generale BllONZAR'l' von ScirnLLENDORF. Cronac(t francese. - L' allo comando. - Gli esami di ammissione alta scuola politecnica. - La rivista del 14 luglio. Notizie estere. - Germanù1: Fortificazùmi di campa,gna. - Olcinda: Gli olandesi a Atchin. N. 271 (I, luglio '1896. - Lei settimana. militare. - La festa annuale dell'associazione delle società ginnastiche della Senna . - La festa di Jeannc Buchette a Deauvais. - L'anniversario del la nascitn di Hoche a Versailles. - L'inaugurazione del monumento a Carnot a Nancy o della statua ciel generale Lamarque a Saint-Serer. La squadra francese alla Corogna cd a Ferro!. - Vincoli d'nmicizia fra Francia e Spagna. Il rischio in guerra. - Continuazione. La swola di cavalleria. - Rinssunto del libro Les éwles de cavalerie et l'équit(l,tion en Fn ince de 1860 à nos jours.' - La scuola di Versailles. L'iniziativa etl il regolamento.

'


1362

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

Cronaca francese. - Il quinto concorso nazionale <li tiro. - Il cambio delle divisioni di fanteria del governo militare di Parigi. - La chiamata degli ufficiali dell'esercito territoriale per l'anno 1896. Cronaca estera. - . Germania: La fanteria .ciclistica. - , Austria-Un,qheria: Trombettieri di fanteria a cavallo. - Spagna:: L'insurre-. zione a .Cuba. - Stati-Uniti: Munizioni, torpedini e cannoni._Italia: Riordinan:iento dell'esercito. - Portogallo: Gli effettivi del1'esercito portoghese. Jarbiicher fiir die deutsche Armee und Marine.

N. 298, luglio :1896 -,- Lé manovre e combattinienti delle ,armate tedesche nell'agosto del 4870. - Da .rapporti e dowmen'ti di font.e frC1;ncese e da ·notizie personali. - Continuazione dello studio del capitano H. GRANIER. Parte terza - Saarbrttcken. Radetzky nella campagna d'inverno dell'anno 1813. · L Una pattuglia 11el Caucaso.

ANNO

XLI

RIVISTA MILITARE ITALIANA

Schizzi del diario · del tenente generale von Gersdorff dur3nte la sua spedizione nel Caucaso, ·nell'anno !842-43.

Lo sviluppo odierno della fortificazione cora.zzata negli Stati europei. La vita soldatesca durante la guerra 'dei Tl'ent'anni. - Continuazione dello studio del capitano J. BA HllfANN. Notizie militari estere. - Il nuovo regolamento di esercizi per la cavalleria russa.

DISPENSA

XV. - 1° AGOSTO 1896

------Per la Direzfone Lonovxco CrsOTTI teu.cr,te colonnello ,li, T. ,4 .. incaricato

ROMA VOGHERA E N R I C O TIJ>OGRAFO·Rl)ITORB

DEMARCHI CARLO,

gerente.


136·3 ·

SOMMARI O DELLE M AT ERIE CONTE N UTE NELLA PRESENTE DISPENSA

La brigata Dabormida alla battaglia .d.Adua. -

Na1·1·azione d'i un t esUmonio oculare. - G. MENARINI, aii.1tante di cam po della brigata; Re, ex aiutante maggiore in 1 • del 6° reggimento fanteria d' Africa. - (Continuazi one e jìne) . . . Pag. 1363

l~ BRlGATA DABORMIDA ALLA B~ TTAGLIA D'ADUA ( NARRAZIONE DI UN TESTIMONIO OCULARE )

La fortificazione senza corazzature e la separazione completa della difesa lontana. dalla. vicina.. - E. Roccm, maggiore 3° g enio .

. . .

. .

. . . . .

. . .

.

» 1384

Continu.azione e fine -

Vedi dispensa XI V

La. riunione delle tre specialità zappatori, minatori e · pontieri in una. - GIUSEPPE NATALE, maggiore nel 5° genio. - · ( Contùiuaziom)

. .

Civitella del Tronto.

. .

.

. . . . . . » 13i .2

V!'tTOHI O PlT'tA LU(;;A , capitano A.

•

brigata Pistoia

IV.

c. » 1402

h . .COMBATTIMENTO

DALLE

12

1

ALLE

'16,30.

Tra i libri (F) : ~.

Gli avvenimenti d'Africa descritti dar senatore K1sco. - Una buona guida igie1iica di lloma CO?ilpilata da un medico mili tare. Di nuovo la questione d(]ll'equipaggiamento di fant ei·ia » 1423

Notizie politico-militari. -

x. .

»

1427

Notizie militari estere:

· Francia: Questione dell'esei·cito coloniale Turchia: Le forze dell'impero ottomano .

.. 1436 » 1431

~~

Rivista dei perlodioi militari. .

» 1439

Bollettino bibliografico militare.

" 1447

PROPRIETA LETTERARIA.

Poco dopo mezzodì, la fuci lata si ravviva da ambo le parti :sulla fronte verso Adua: la nostra artiglieria ha diretto la mag.giÒr parte dei suoi pezzi sullo sprone delle alture dei tucu l .. · Il bersaglio è ben distinto, il tiro giusto ed efficace e ad ogni ·colpo di shrapnel, si scorge distintamente come un rapido sban- -: darsi di sciùani attraverso le rocce ed i rovi; i tiri diretti verso , 10 sbocco della ·vallata fanno invece solchi profondi neli'erba alla ·Che on·ae,rnia ecÌ in mezzo a cui è postato il nemico, m.a. ·non se ne .può, che raramente, controllare l' eITeLto. . Il colonnello A.iraghi- fratta nto rompe l'indu gio: alla testa del .suo reggimento lancia le troppe che comhauono nel piano ad un primo, poi ad un secondo assalto ed il colon nello Ragni - che dal mattino vediamo sempre ~ulla linea di fuoco - seconda ed ~ppoggia· assai opportunamente gli sforzi fatti da noi. Ma lassù il nemico non si muove e quantunque nel .fondo della nlle si ritiri alquanto, pure ·ben presto riapre un fuoco micidialis:sìm:o su tutta la fronte, per cui dobb iamo ritirarci, appostandoci 89 -

ANNO XLI.


1364

LA BRIGATA DAB08.MIDA ALLA BATTAGLIA D'A DUA

poco innanzi alla posizione di prima; il nemico che ci segue a distanza riprende presso a poco le proprie. Qualche compagn ia rinnova per conto sno l'assalto, ma è obbligata a ritirarsi: sono sforzi isolati , senza insieme, dcvuti all'ardore di qualche comandante e che si risolvono in inutili perdite. Fin qui le perdite. non molto gravi nella truppa, lo sono assai · negli uf~ciali più specialmente presi di mira dal nemico e che pei· un malinteso amor proprio si ostinano a restare in piedi anco quando la truppa è a terra; fra gli altri Sùno già caduti il maggiore 0 Solaro del H, mentre conduceva all'assalto il suo battac,lione il maggiore Giordano del 5° ed - a quanto mi dissero ..:_ il ~uo aiutante maggiore tenente PiHti, il so llotenente medico Lombi e molti altri (I ). ~\ ~es~ra a.ella nos~ra fron te e sulle alture è giunta una compa-. gnia ind1gen 1 (Pavesi : >. f?rs e q_uella di cui abbiamo ~iù p~rlc1to ed · alla quale s era no unr t, 1 resti del battaglione De Vito ( un ottantina d'uomini ): il 3° battaglione (Branchi) è venuto&. rinforzare la. linea di fuo co a destra del 5° battaglione. L'a1tiglieria si è portata anch'essa più innanzi in una seconda posizione di dove le è dato di battere meglio l'avversario nel fondo della valle, senza che perciò debba rinunciare all'ottimo bersaglio sulle alLure dei tucul; la 2• e 3• compagnia del 10° battaglione si sono perlate sulla linea di f11oco ed a sostituirle - come sco tta presso l'art iglieria - è giunta la ,f • compagn ia ()iarcenaro) del 113,, battaglione; presso il sicomoro ove prima eran situate le ba tterie, si è ora collocato una specie di 7Josto cli medicazione (senza medici e senza medicinali però) dove comi nciano ad · affl uire numerosi fer.iti, ch e si fasr.iano alla meglio l'un l'altro cop quell o, che loro capila tra mano . Il nemico non sembra granchè scosso dai nostri assalti ~ molto meno da quelli parziali di qualche compagnia: ci ha visto, dopo tutto, ritornare alle nostre posizion i ed ha ripreso ardire. 1

. U) li tenent~ Vecchio, aiulan t~ magg_iore in t• del 3" reggimento, ferito alla ~palla. suustr~,. coragg1osam_e~te volle rimanere accanto al suo colonnello, insieme al quale 1.101 inm6 a sera la rrt1r3ta e giunse ad A<.li Kaié li 4 marzo.

LA BRHHTA DAB0RM1DA ALLA BATTAGLIA D' ADOA

1365

Epperò i ba llaglioni che hanno avuto. un primo riforni ~ent~ di munizioni hanno ordine di accelerare 11 fnoco: le batterie mirabilmente ;i secondano; si fa nno due sbalzi di una trentina di metri oiascuno e notiamo che il colonnello Ragni, di sua inizi ativa (11) sec,ue come sempre e validamente appoggia la nostra avanzata. ~'1 a il nemico, questa volta non muove tté sulle alture nè sul fondo della vallata . Un centinaio di metri poco più, ci divide ormai dalla fronte ne.mica che fa un fuoco d'inferno, per fortuna poco micidiale: i sostegni hanno raffillito le' nostre catene, le artiglierie rombano con fra 110 ore incessante. Chi pensa alla vita in quel momento sol~nne? _La tensione ~i tutti i nosfri nervi, di tutte le nostre facolta è rivolta verso 11 ·nemico e ciascuno di noi sente e prova nel l'animo qnell'ìslinto, che da un teorico venne chiamato con frase felice: la fuga in avanti. Sì noi tutti sentiamo un'attrazione immensa e misteriosa verso la m'orte che il nemiC'o ci minaccia co i suoi mille e mille fuc ili che vomitano pitimbo; sì meg.lio la morte, purchè si vada avanti e ci si toJc,a da quei momenti, che per lo spasimo naturale della vita in peri~olq e per l'avidità dell a. vittoria vicina, ci p_aiono se.col i. E finalnìeote la tromba squilla acuta e stridula 11 pronti pe1· l'assalto · il nostro bel generalo ed il colonnello Airaghi oltrepassano ~ cavallo la linea di fu oco segu iti dagli uffic_iali clel comando di brigala e del 6° reggimento; per la lunga e bianca fro.nte dei battac,Jioni distesi da un'altura 11 ll 'altra, passa un fremi to, poi un u~ro tremendo si lev a, Savoia, Scwoia I poi le grida .incessanti di: 1'iva il n,ostro generale I Viva il colonnello Atraghi l e tutti tutti, sublimi nella foga dell'assalto, con l'occh i~ fero ce, a den ti stretti, con l'armi impugnate convulsamente, c1 lanciammo sul nemico. Dovette essere terribile lo spettaco lo di quell'assalto, poichè il nemico volse le spalle confusamente e si delle alla fuga .

(I) oal roodo della Yalle si orclioavnno i movimenti di av,tnli, alt e (11oco, coi s: gnali di tromba ~11eranilo e credendo per fermo fossero uditi sullo altu re; a com~au,mento finito in,;occ, si conslllto che gli 01>r>ortuni movimenti del_ colon n~llo Ra~n, eran dovuti essenzialmente alla sun iniziativa: lassù non si udivano I segnali no 5tr1 ,


1366

LA BRIGATA DABO&MIDA ALLA BATTAGLIA o'ADUA 1

Subilo dopo le trombe suonarono ali e fuoco: la bi nnca lin ea ondeggianle Lra l'alta erba, si ferma ansa nte e riprende il fuoco· il nemico cerca di riordinarsi a far fronte . ' Cinque min uti di sosla: poi avanti di corsa, di nuovo alla baionetta, e questa volta in qualche -punto della liòea, il nemico fu raggiun to e massacrato. · Era que&ta la villoria ? - Si; avevamo vinto ed i soldati correndo e sparando gridavano : Vittoria! Vittoria! Viua il Re ! Viva l'Italia! e quando suonò di nuovo l'alt, occupavamo tulle le posizioni del nemico, e questi fuggiva decimato ed alla rinfusa, verso l'amba solitaria che dal mattino avevamo visto torreoaiaro 11 ella pianura lon tana ed ai cui pied i biancheggiavano' pur s;;pre le tende del grosso accampamento. Momenti sDblimi, che non sarù mai dato ad alcuno di descrivere al vivo, al cui ricordo s'inumidiscono gli occhi ;d ir cnoro balle pi ù forte .. ... Ad_ un tratto, potevano essere le 113 o· poco più, un rumore maldisti nlo di fuci leria da tergo, ci fa volgere il capo; l'ascaro Tallà. Vairù, stringendo costernato il mio braccio ed indicandomi il colle pel qtrnl e al mattino eravamo scesi nell a vallata, mi susurra: « Guaitàna, Guaitàna ., Là venire n~mico, -i;edere ! » ; e stormi di cavali eri galla si scorgevano scendere dal colle maledetto, e più in alto, nuclei di fanteria. · Il genemle più volle, da che eravamo impegnati, aveva mandalo l'aiutante di campo e l'ufficia le d'ordinanza in cerca del Comando supremo e della brigata Arimondi , ma senza poter mai avere n9Lizie nè dell'uno, nè dell'altra; il Comando supremo non dovette certo mai raggiun gere la posizione sulla quale aveva detto si sarebbe portato, e la brigata Arimondi non deve certo aver potuto raggi ungere i suoi obbiettivi. . All'annuncio cl' un serio attacco da tergo , il nostro generale non per:~ette la su~ ammirabi le calma: non poteva certo suppo~re g1a sco~pag1nato e lontano tutto il resto del corpo d'ope· razione ed egli lasciato solo, come dimenticato, sul campo di battaglia . Del resto l'attacco nemico, appoggiato da due o tre pezz i di artigl ieria sì vedeva per allora minacciato sul fianco destro dalle

L A BRIGATA. DADORMIDA ALL A BA TTAGLIA D ADUA

1367

truppe sovsastanti il colle (maggiori De Amicis e Rayneri) ; dunque mandar tosto rinforzi alle ,<;palle e tener ferm,1 s1tlla 'Ull'geva fronte verso A,tu.a conq1lis{(lta con tanti sforzi, provve · de-ndo a che il nemico no,n ne aggirasse la ,lestl'a, come sembrava accennal'e. Il succedersi degli assalti , le conseguenti perd ite specialm ente d'ufficiali (1) e le necessilà. improvvise d'avviar qualche sostegno a ralTittire qna e là le catene, avevano prodotto un certo fram· mischiamento fra i hal.laglioni ,'che combattevano snl fondo ùella vallata e cbe - meno uno - eran per di più rimasti privi del proprio comandan te. Prammischiamento però e non confitsione, giac~hè la truppa combatteva pur sempre divisa per compagnia o per plotone e nel massimo ord ine. I reparti, rimasti senza ufficiali, :;i aggregavano da soli, come per istinto, a quello vicino e così i nostri solòll.li, benchè stanchi, con la gola arsn e lo stomaco vuoto, rimanevano ca lmi e lidncio.si in mano agli ufficiali superstiti. Per Lai modo, quando il generale ordinò che si rafforzasse a· destra la linea di ·bauaglia e si mandassero soccorsi nlle spalle, una compagnia del 5° baltaglione, si recò di corsa fra l'artiglieria e la compagnia indigena, mentre il 3° battagli one si diresse , in • gran parte verso l'altura a cono, seguita poco dopo da due batterìe. I- nostri soldati non si commossero punto a quell o stranq_dietrofront, che li portava, da un assalto, ad un altro diametralmenle opposto: eppure qualcuno affermò che non s'eran bauulj I..... Poco dopo il comando dell a brigata e del 6° reggimento, recatisi sull'altura a cono (2), poleron constatare che nelle ultime

(i} Trn i feriti ricordo il Lenente Piva, ufficialr. d'ordinanza del generi,.!~ Oabormida, colpito di proietto ad una g~rnba mentre porta.va un ordine alla cotonM muni1.ioni, il tenente Gammaretu del l 3° battaglione e che continuò arclit.amente a combaLLcre fino a sera, il capitano l'araldo del ao hnttaglione. (2) Lassù ritrovai, steso a terra e gravemente ferito alla fron te, il povero capitano Nobis, assistito da <Jnattro ascari della sua centµr ia: l'avevo incontrnto poco prima nel fondo della valle e m'aveva chiesto da bere. Fntto prigioniero morì ad Adm ..... Povero Guglielmo! ·


1368

LA. BRIGATA DABORmDA ALLA. BATTAGLIA D'ADUA

1

LA BRIGATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D AD UA

pendici di questa e nella piana, aveva già aperlo il fuoco il 3° battaglione e che in an piccolo ripiano più alto e ritralto avevan già preso posizione le due nostre batterie; ·sull'altura di fronte, rimanevan pur sempre salde le lruppe dèi magoiori De Amicis e Rayneri. , . l')

·

Appena le due balterie aprirono il fuoco, i pezzi avvel'sari dovettero rilirarsi ed il nemico subì anche da quella parre oli effetti Lremendi dei noslri shrapnels ben aggiustati. ri Come. spiegare questo serio attacco da tergo ? Nessuno precisamente lo seppe là sul posto e nemmeno adesso, credo, sia dato avere elementi sufficenti e sicuri pèr ispiegarlo con coscienza ed esattezza. P~1ò. ~arsi, ~ forse è la più logica fra le molte spiegazioni po~;;1bd1, che 11 grosso nemico - ba ttuta ad Abba qal'ima e Ch1dane i\leret la colon na Albertone - seguendo le traccie dei noslri indigeni in fuga, s i sia precipitato su quella Arimondi ; qu esl.a e.be sta.va p.er recarsi sulle posizioni assegnategli, fu presto scomp~~r~ata, decimata, prima quasi che potesse spiegarsi e per la rap,d,La della sorpresa e per J'anuustia del Lerreoo in cui si trovava·.

Mentre si compie lo sbara7.lio della brioara Arimoodi avvieoe l'epi sodio narrato del battag lione De Ami~is, nemmeno' cprnsi rilevato dalla brigata Dabormida che combatteva più in bass!l: ma quell'episodio·, pel nemico, è poca cosa; fa guardare l'eroico batt~glionè cla poche truppe e non se ne preoccupa: lo ritroverà al ritorno cd intaoto pro.~egue l'inseguimento delle due colonne disfatte. La leoace resislenza opposta da queste due colonne. a distanza di tempo e di luogo, hanno frattanto permesso alla, brioata di risen•a di polersi avvicinare al · campo di battaglia, pe1~ modo ch e anch 'essa dovelle essere assalita e coinvolta nella rovinosa ri lira~a di quelle, prima forse di potersi orientare e di potere com piere veramente la propria missione. . Al.lorché I.e tre ~o_lonne_ sono totalmente disorganizzate, il grosso n_e,m,co. la~c,a agi, rnso rL1 del paese, nllraverso il quale dovranuo r1L1rars1, l assalirle d'ogni parte ; lancia àlle loro calcagna piccoli

1369

ed arditi distaccamenti e qualche po' di cavalleria galla, ed esso retrocede. Rumori di batta.~li a però lo allraggono verso la nost ra vallata: te prime sue truppe che giu~gono_, tentano l'assai lo. da tergo -cui più sopra accennai; ma minacciate sul fianco, co? troattaccate di fronte sono obbli gate a r itrarsi sul colle, ·~er cu, le altre che man mano giungono tr?van più facile stendersi verso ovest l~ ngo fa cresta delle alture dei tucul, fin o ad accennare sul tardi un . , .avvolgimento all'ala destra della nos}ra br~g~ta. 0 L'ardita condolla del maggiore De Am1c1s e del mang ,ore lla) neti · permise come si vide, ai rinforzi di giungere sulla nuo".a fr-0nte e di /ender vano l'allacco nemico : talcbè non \r'è _du?b10 ,che in quel momento criti co, l'azione di ~uei ~ue baltagl wn ,, fu per la brigata Dabormida veramente provv1d~nz1ale._ Nondimeno i! nemico, da quella parte, sr mantiene fermo sul -colle e va raffi ttendosi a vista d'occhio: poco .per_voll~ la crest~ delle alture dei tncttl si va tutta coronando dr scwan,, p~r cui il colonnello ):lagni che fa sforzi eroici con le sue b~lle se, compagnie, agli ordini dei maggiori .Prato e De ~o~iseca, e. fi_nalmente -0bbl igato a ritrarre· 1' ala sinistra; una pos1z1one _o~nb1le. fra I~ rocce di cresta ed il ripido pendio da tergo : pure, d1 la, quei prodi non muovono e ten°ono a rispello il n emico. . .· . E questo aumen7a sempre: i gruppi mo.bil_issi~i ed ard1t1 d1-· ven gono catena fit ta, e la catena si raddoppr(I, s1 stende, fino a rinforzare la fronte che il nemico occnpa nel fond o della ,vall~L~. Possono essere le 14 e da questo momento una de.scrlZlone particolareggiala della lotta su!IE3 tre fronLi ~i b~lt.agl ra, dall~ quali il nemico ci stringe come in una cerchia dr lerro, non e più possib ile. . . D.1 quest'ora e fino ollre le •15 il colonnello Ragm sulle altu1 e, il colonnello Airaghi sulla piana ora sulla fronte v~rso Ad_ua, or su quella verso il co lle, in cuorano le truppe, con I esem~io e la parola, ·alla resistenza, alla lolla e sulle alture da tergo rl i:nag.giore De Amicis ed il maggiore Rayneri non retrocedono dr un palmo. Tutte le munizioni dei cofani si sono potute distribuire ai sol-


1370

L.A. BRIGATA DA BORMIDA ALLA. BATTAGLIA D'ADUA

dali {'I) e questi raccolgono per conto proprio quelle dei morti e de~ feriti gravi (2): la Ll'uppa è stanca per la lotta lun ga ed acca nita, ha sete e fame, pure è salda in roano agli ufficiali superstiti e più volte si elettrizza alla voce del generale e più Yolte i' due brav~ colonnelli la sanno trascinare all'assalto. Oh I il nostro generale e i nostri due colonnelli sempre calmi,. sempre primi all'assalto, e i nostri bravi soldati sempro pronti a seguirli 1 Ma il nemico ad ogni assallo ci copre di piombo ed ormai dubitiamo di poterci più oltre mantenere sulle posizioni conquistate con tanti stenti e che dobbiamo lentamente abbandonare. ' II nemico , a quanto sembra, va ora gravitando con le sue forzenel fondo della vallata verso Adua ed accentua il suo movimènto girante sulla nostra destra: un aggiramento immediato P,erèt e che for'lu natamenle potremo forse impedire, poichè uno dei' nostri capi saldi per la ritirati!, sarà l'altura a cono, che domina le altr~ da cui giunge la minaccia . ~ ' Che ora poteva essere ? Non ricordo. Mi pare però ancora di vedere il nostro generale, che cammina su e giù presso il sicomòro ove l'artiglieria si el'a messa. in posizione al mattin~; è la prima volta che ci sembra preoccupalo e nervoso : « E grave, è grave! - mormora fra sè Non unà notiz ia, non un ordine, non un rinforzo, nulla! ..... • e mentre la gragouola dei proietti turbina intorno con mille suoni e miagolii diversi, il generale ritornato calmo e col suo solito. sorriso, si volgeva di tanto in tanto al colonnello Aira"hi ed a noi ufficiali del comando di brigata e del 6° reggiment~, dicendoci come tìn dal mattino avesse mandato in cerca del Comando. supremo, senza mai averlo potuto tro,•are: , Sembra scomparso: fino ad ora non si è fatto mai vivo! » Ed il maschio volto si rabbuiava di nuovo per un istante fuggevole, poichè Egli _ come

LA BRI GATA. DABORMIDA ALLA BATTAG LI A D' ADUA

lutti no i - non poteva ormai più illudersi sulla disperata situazione in cui trovavasi la brigata. E davvero senti vamo che si avvicinava il principio della fine: stanchi, assetati, affa mati , laceri e senza scal'pe su r un terreno r occioso, fra macchie di spini, con un nemico tre o quattro volte più numeroso di fronte. Sull'al tura dei lttcul, la lotta è più difficile per la natura scoscesa del terreno, e per le poche truppe che vi sono; non ostante un rinforzo avviatovi dal maggior Branchi , la nostra fronte lassù è co~tretta a riLirarsi lentamente, ma comlrnlle sempre con calma esemplare agli ordini del colonnello Ragn i e dei maggiori Prato e De Fonseca. Anche in fondo alla valle, la superiorità schiacciante del nemico, il lento ripiegare delle truppe sull'alture di sinistra e la minaccia sempre maggiore sulla destra, hanno obbligato la fronte nostra di bauaglia a ritirarsi presso a poco fino alle posizioni , dalle quali avevamo la prima volta aperto il fu oco, con tante speranze. La compagn ia indigeni , rafforzata come si disse, aveva seguilo il movimento retrogado, mantenendosi pur sempre sulle allure di destra e l'artigl iel'ia, decimata forse più di tutti, ma sempre . splendida nella sua condotta e nel suo fuoco, ha rioccupa to, con tutte le ballerie, (·I) la pc,sizione del malli no; le truppe sulla fronte a tergo si mantengono snlde sui fianchi delle due alture allo sbocco della vallella ad imbu to fl nella piana di. fron te al' colle . .Era press'a poco questa la situazione, quando ad .un tratto il generale, data una lenLa occhiata ali' ingiro, e chiamato il colonnello Airaghi : VoçJlio - gli disse - tentare un ultimo attacco generale; chissd nel frattempo non mi giungano i rinforzi! ... e siccome il colonn ello Aira!!:hi sorrideva con aria incredula ' il aene,., raie continuò: E se i rinforz i non gùmgernnno, l'assalto mi permettel'à d'iniziare la ritirata! ~

(l} Pel G'; reggimento, salvo uno del S0 battaglione, nel qnale si trovarono cartucce 11er rucile I/eminyto11 e che perciò rurono fai te sotterrare dall'aiutante maggiore tcnen le sig. Supino. l2) Molti soldati non raccolgono solo le cartucce flai compagni morti ma tol"ono loro le scarpe per sostituirle alle proprie rese assolutamente irucrvibili.' 0

(<l Per un ordine del generale, mal com preso o inal lrn~mcs,o da un ur!lcialc su~alterno, non a<ldclto al comando di brigata, le due batterie sulla rroote rerso il colle si ritrassero e s'unirono all'altra rimasta sulla fronte l'Cr,o Adua. '


1372

LA BRIGATA DABORMIDA ALLA DA.'l'TAGLIA D'ADUA

LA BRIGATA DABOllllfIDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA

,·

La voce di un prossimo assalto generale, si spande in un ba!eno lungo tÙtla la linea di battaglia: giunge p~rfino sulle alture ; 11 fuO'co .si accelera di nuovo, le nostre belle batterie ci assecondano sparando fo!'se gli ultimi colpi e poco dopo l'eroica· briaata si lancia all'assalto dalle tre fronti. ' "' Il generale, a cavallo, con l'elmetto nella mano destra, come un generale della llivoluzione, si lancia avanti la linea del 5° reo-gimento : il colonnello Airagh i lo segue, con la sciabola in alt~: u~ urlo, uno sforzo disperato e le truppe si precipitano sul nemico, che l)OO muove d'un passo e continua il suo fuoco: è la I.olla corpo a corpo, feroce, accanita, ma per poc:hi istanti, 'poichè la massa nera anco questa volta è obbligata a ritrarsi ondeggiantè e confusa. Abbiamo guadagnato lo spazio necessario per iniziare hì riti rata attraverso la valletla ad imbuto: ma quanti caduti abbiam lasciali per via e come il nemko è fillo attorno a noi I Ah se fossero giunti rinforzi anco in quell'esiremo istante. forse 'il c~m,. battimento J;J.On si sarebbe perduto I Ma ormai più, nessuna speranza; tutto intorno, dalle alture al fondo della vallata, è coperto di nemici: un'onda rumoro:;a di scioani; che fatalmente ci avvo lge: un turbinio assordante di proietti che si rovescia con violenza semprè maggiore e d'ogni parte, su noi. Tutto sta per finire , eppure nessuno .di noi lrn. lo sconforto sul. volto, nessun0 di noi vuol pensare a ritirarsi. Pel prode generale, dovelle essere u·n ben lriste e doloroso momento, quello in cui piegando al dovere, si rivolse al colonnello Airaghi e gli disse: Airaghi, bisogna i1iiziare la rùirata: ·tu la coprirai col tuo regqimento ! - Ya bene, ge?ierale - rispose il colonnello del 6° reooimento e i due eroi si separarono senza aggiungere una pa;;la e forse per non rivedersi più mai... · Dabormida si d~resse ali' imbocco dell'angu~la >'alleua' per cui avrebber dovuto sii lare le truppe ed Airaghi ritornò sulfa fron'te di battaglia ,,er.so Adua, per dare gli ordini necessari. « Non c'era bisogno d'id tra indicazionep-er ordinarci la ritirata: una, slrett:1 e d;sagevole era la via che con isforzi soYl'umani

1373

efficacemente aiutati dal batlaglione De Amicis - avevamo potuto mantenere sgombra dall'onda avvolgente del nemico. Un vero imbuto, in parte aéquitrinoso, poi on ripidissimo pen-, . dio foggiato,ad alti gradoni e coperto di folti cespugli spinosi: qu_indi il colle, presso cui aveva combattuto fin dal mattino il battaglione De Amicis e di là un sentiero difficilissimo, che si svolgeva tor tuosamente ·a mezzo d'una costa erta, brulla , rocciosa e che ci avrebbe poi condotto snl sentiero diretto al Colle di Tzalà » (il). Sulle nostre tre fronti di battaglia, non v' è ormai più distin, zione di r~parto: compagnie ~ plotoni si sono ormai fusi in una iinea compalla, mossa dal\' istinto di vènder cara la propria esistenza· una lìnea in cui i soldati di vari reparti si sono casualmente' rarn•ruppati attorno ad un ufficiale o ad un graduato qua- . ç)(') lunque : non è più un combattimento è una lotta disperata, più che per la vita, per l'onore (2) . e, · 11 generale da Bormida, appena lasciato il colonnello Airnghi, s'.era diretto :__ come dissi - allo sbocco della valletta ad. im:0-uto,; ma preocupato della sua sinistra, insieme al suo aiutante di campo, capitano Bellaiiita, aveva cominciato ad ascendere l'aspra al tura ove combattevano il bauaglione De Amici-s e que!lo Rayneri. Era di lassù infatti, che solo era possi))ile di coprire la ritirata dei combattenti nella valle. · . Ben presto però il cavallo si rifiuta di più oltre salire ed il generale, troppo stanco per proseguire .a piedi, incariqò Bella-vita di recarsi dal maggiore Rayneri e d'ordinargli di .tener /'ermo per quanto 1Jossibile nell'altura che occ1tpm.'a, mentre egli sat;ebbe ridisceso per dirigere l'incolonnamento della brigata: , ·n generale infatti, tornò di bel nuovo verso lo sbocco della va\lett,1 ed imbuto, mentre il capitano Bellavita continuò l'a scesa; giunto quasi in cima all'altura, l'ait)tante di campo s'imbattè, nel maggiore De Amicis che là trova vasi coi resti del 4° battaglione:, gli comunicò l'ordiue del generale e_Io pregò a volerlo trasmettere anco al maggiore Rayneri, che combatteva più a ~inistrà.

,«

(l) G. M. Il 4• battaglione fanteria à' J[rica. R. di F. ·rast. IV, afl!lo corr_e_nte. (2) o·ora innanzi 11uindi, allorché s 'indici. un reparto , va inteso un nucle_o P!ll o meno • grosso (li soldati di vari repar ti, comandato però da ufliciali del rerarto 1nd1cato.


1

LA !!RIGATA DAnORMlDA ALLA BATTAGLIA D ADUA

1374

1375

LA BRIG ATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA o 'AD UA

questa prima linea, vediamo qua e là gro:ise masse r.he stan no per

Subilo dopo il capitano Bellàvila, ritornò sui suoi passi dirigendosi allo sbo~co della valletta ad imbuto , ma per quanto lo ricercasse ·e ne richiedesse, non potè più ritrovare il generale Dabormida. · Il 3° reggimento (Ragni) fratlanto, in izia la riti rala dalle alture dei tucul: una ritirata che pel dominio forte ed immedialo, offre buon gioco al nemico e durante la quale i resti del 6° battaglione (Prato) e le due compagnie del 10° (De Fonseca) hanno fortissime perdi te. · Scendono, non perlanto, nella vallalft, l'altraversa no abbastanza in òrdine e facendo di quando in quando fronte al nemico, si dirigono verso la valletta ad imbuto seguiti dal i, battaglione e dall'arti glierin , cui son rimasti pochi soldati e pochissimi ufficiali. Ad un tratto il nemico con grida feroci, dalla cresta delle alture dei t1'cnl, si getta impetuosamente giù pel brullo pendio, quasi min acciando di piom bar come cuneo tra la nostra difesa verso il colle e quella verso Adua. ' La bnuca avanzata degli scioani al centro, fa precipitosamente ri trarre la fronte verso Adua e quella verso il colle: l'ala si nistra di quella e l'ala destra di ques1a si ripiegano e veagono come a riunirsi dietro la coda del 3° re~gimento. Si è inizio.la la ritirata, siamo irremissibìlmenle pe1·d-nti ed il rico rdo di questa massima tante volle ripetuta alla truppa, comincia forse orn a produrre i suoi tristi effelli. Il movimento all' indietro è alquanto disordinato e piullosto precipitoso: l'energia sola degli ufficiali, potè ricondurre la calma per modo che il 6° reggimento presenta ora come un forte sbarramento attraverso lo sbocco della vallelta ud imbuto, appoggiato a si nistra dal ,S,0 e 13° bauaglione, a destra dai resti del ,J,i.0 battaglione , di una compagnia del 5° e della compagnia indigeni fermi sull'altura a cono : la maggior pane del 3° battaglione e qualche reparto del .10° sono al centro, nella piana e sul pendìo delle alture laterali . Il nemico da uaa parte or,cupa il colle, al centro s'addensa nel fondo della vallata, di contro all'altura a cono tenta alluare l'agognato aggiramento del nostro fian co destro; più lontano e ~i etro

giungere. È finito il periodo epico del combattimento e ne incomincia il ·pe1·iodo tragico : sono le 14 e 30 ali' incirca. 1

V. L'nnzlO

DELLA RITIR ATA.

1

0

I primi reparti del 3° reggimento, sono già. arrivali. ~ul colle

a ridosso dell'altura occupata dal maggiore De Am1c1s e dal maggiore Ilayneri, mentre la coda appena incomincia la ripi?a

e faticosa salita: la colonna, qua e là intramezzata da reparti e da materiali d'artiglieria, va rompendosi ed allargandosi tra i cespugli spinosi. . . . . l'llan mano salgono, gruppi di soldati si ferman o sui success1v1 gradoni e fan no fuoco sul nem ico di fronte, al di là de)la valletta sottostan te, il quale sta per occupare la s~mmiLà. dell'altura a con?.: quivi i resti del '14°, della compagnia del 5° e della compagnia indi O'eùa banno resistito tenacemen te fìnchè hanno potuto, ma orm:i d;bbono cedere anch'esse: lenlamenle combattendo si vedono discendere in obliquo dall'erto pendio ver~o il fondo della vallella . . . . . o Nel frallempo il 6° re~gimento, ha segui to alla meglio il 3 .reggimento e pa-rte dell'ar tiglieria che salgono al colle, ma I~ truppa in ritirata, non è più calma e risol~ta c.ome quando s1 lanciava all'assalto: gli uffìci:1 li , con l'esempio, riescono a stento a dominarla e trattenerla; la ritirata, questa parola funesta, influi sce sul morale dei soldati, forse. più che il numero schiacciante del nemico che inca lza. E questo che vede gradatamenle ritrnrci , e q_ua ~ là. disordinarci , avanza arditamente in massa, raddoppia ti suo fuoco, giunge a contatto degli ultimi nostri reparti ai ,P!~di d~ll'erta salita· un inseauimento viol entissimo , un fuo ~o non pru a distanza ' ., di metri ma di 11assi ( I) e qua e là lolla fero ce, ad arma (i) Rivisto.

cti (an~ria, fascicolo 111, io.I. ~


1376

1

LA BRIGATA DABORMID A ALLA BATTAG LIA D'ADUA.

LA BRIGATA DA BORM! DA ALLA BATTA.GLIA D ADUA

bianca. Il nemico è talmente entusiasmato dalla vittoria e più dal bottino che ne spera, da non curar più le perdite che subisce dalle ' nostre successive e pat'ziali difese: avanza urlando il suo grido di guemJ, fac endo un fuoco d'inferno e. forse sta per travolgerci. « Fu allora che il colonnello Airaghi im·iò. il suo aiutante maggiore in ,J O ad un reparto d' anigl ieria (11), che saliva poco innanzi e sulla destra l'erta ascesa del colle, con l'ordine di met7 - tere q11alche pezzo in batteria, a qualunque costo; e !'artiglieri~ splendida in tutta la giornata, rispose all 'appello e con isforzi ,inauditi potè apr ire ben tosto il'fuoco con due pezzi . « Eravamo a metà circa dell'orrenda salita al colle. ~ li nemico all'ina$pettata riapparizione del!' artiglieria, ebbe un momento di sosta : i nostri rinfrancarono gli animi; il bravo colonnello Airaghi , ne prese argo mento per mandare il propifo aiutante maggiore in ·1° a disporre per una resistenza sul ciglio del co lle ; gli diS$e: - Capitano, corra su ed ordini al pvmo battaglione che trova, di prender posizionr. sul cnlle e protegger la 1·itirata del nostro reggimento : corra! « L'aiutante maggiore corre a portar l'ordine: poco dopo, ferito piuttosto gravemente alla spalla destra, cade bocconi : un minuto di stordimento..... ma si rialza e gi unge fa.ticosamente sul colle. · << Nel ripiano, pochi ' passi discosto, era il maggiore De Amièis a cavàllo del suo mulello, fermo, calmo, sereno, fronte al nemico, l}ol suo battaglione che combattendo , pereva andasse riordinandosi ('il). « Comunicatogli l'ordine del colonnello A.iraghi. l'aiutante maggiore in 1" del 6° fanteria, sentì venirsi meno e fu raccolto dal maggiore Rayneri , che con reparti del suo battaglione pnssava di là e gli cedette generosamente il muletto.» (3) .

1377

li battaglione De Ami cis e quello. Rayneri, avevano a lungo e stren uamen te sostenuto l'urto d'un nemico più che triplo, il quale anco da quella parte aveva tentato l'eterno movimento a,ggirante : allorquando videro che il 6° reggimento si .riLraeva dallo sbocco della valletta ad imbuto, anch'essi avevano abbandonate le trincee fino allora difese ed avevan cominciato a risalire l'altura per ridursi al colle. Ciò vedendo il nemico accelera tosto il suo fuoco e poco dopo irrompe nellè trincee con urla feroci, si getta furioso sui feriti rimastivi e barbaramente li finisce a colpi di lancia e di sciabola. Una carneficina. orrenda, quasi a sfogare l'impazi enza dell'io.seguire e dell'incalzare·, resa lenta e circospetta dalle gravissime perdite in causa dell'immediato dominio e .delle frequen Li soste . della truppa in ritirata. ' I nostri, anco da quella parte stanno per giungere al colle; e· sulla stretta inseUatura di questo, si svolge l'eso~o triste d'una gloriosa brigata sopraffatta dal numèro, sfinita dalla fatica, dalla sete, dalla fame, lacera, semi scalza, clopo un'intera gio rnata senza , tregua. Una sfilata confusa, .lenta ma continua d'uomini, di muli, di ,materiali, sollo una fitta gragnuola di piombo da ogni parte, fra mille voci e mille urla, attraverso i C?rpi inanimati che ricoprono il suolo. Quale scena d'orrore lassù, mentre il. sole va mo1~endo all'orizzonte, e come la tinta sanguign a de' suoi estremi bagliori attraverso le nubi che s'adunano fosche, sinistramente rischiara gli ultimi conàti della lotta ineguale l :... Frattanto il nemico si era riavuto della prima sorpresa cagio natagli dall'improvvi5a ricomparsa della nostra artiglieria è ripren-

. (i} Crcclo fosse della batteria ,llotlino.

,

(2) Per effetto dell'vrdioe riel generale lhbormida che poco,prima eragli stati) comu~ nicat·J - come si vide - dal capitano Rellaviln. e di cui quello clel colonnello Airaglli, comunica togli poi dal capitano Menarini, non era che una conferma. (3) Ri-visla cli fanteria, fascicolo IV anno corrente. - G. M. Il 4° ballaglio11e fanteria à' Africa. - Non l'Ctlenc.lo ri tornare il proprio aiutante maggiore in t•, nè n.vcndoue

nuova, forse preoccupato se avessCl o no pu tuto .recar l'ordine sul colle, il colonnello Airagbì po,m più tardi onlinò al tenente Di Giorgio (addetto - eome si disse - al 6° reggimento) d'n.ffrettM:;i anch'egli lassù e veder qu il'i di di$porre una. di fe$a qualunque. li Di ·Gioryio lasci'ò il prode Colonnello, che più non gli fu dalo rintracriare: giunto sul colle però, vidò il maggiore De Amicis che ayeva inizin.ta l'accanita resi stema à protezione degli. ultimi r~JHtrti del G0 reggimento e dell'artiglieria.


1378

J379

LA BRIGATA DA.BORMIDA ALLA BATTAGLIA D'ADUA

t,A BRIGATA DABORMIDA ALLA BATTAGLIA D ' ADUA

deva con accanimento maggiore la sa lita dell'erta: ormai non è più nn inse,qnimento è una propria e vera caccia all'tbomo. . l nostri due pezzi sono rimasti senza muli, non hanno più munizioni , ma attorno ad essi stanno risoluti e fermi i bravi· aniglieri: corpo a corpo Ii difendon o disperatamente, fìncbè soverch iali dal numero non gittano giù per la china pezzi ed a[usti. Nel solco sa nguinoso prodotto dalla loro caduta, sono trasci nati vincitori e vinti! Ormai la lotta si avvicina al ciglio del collè: il colonnello Airaghi affranto dal luogo combaLLimeoto, ansante per la fati cosa salita dovuta fare quasi ·sempr: a piedi , aveva finito di rimanere con gli ultimi reparti. Lassù, l'eroe che la fortuna aveva voluto serbare fino allora illeso, potè rimontare a cavallo ed impa!>sibile fu visto dirigersi di nuovo verso il nemico: al ciglio del colle il m:iggi ore De Amicis opponeva coi suoi una resistenza acca nita all'avversario, cbé cercava impadronirsi di alcuni pezz i d'artiglieria penosamente arrivali fin là. \ . - « Safriwno la nostra artiglieria, ce la prendono tutta (4) » fu inteso gridare dal colonnello del 6° reggimento, ma era troppo tardi I « Il nemico sollo i nostri colpi micidiali, si nasconde sempre sparando: ogni cespuglio, ogni pietra è per lui un r iparo: i più arditi si cacciano fra i muli delle bauerie e protei.I.i dall'Ùtiglieria stessa, con tro la quale non possiamo far fuoco, sparando a bruciapelo, con le lance e con le sciabole, co min ciano una carneficina di quelle povere bes1 ie che ad una ad una cadono e si ammucchiano in un amma~so in forme ai piedi della salila dell'altura sovrastante il colle. Non se ne salvano che due con i cofani da munizioni > ('I). Sono poco più delle 18 ed ormai gli avanzi della brigata sono pressochè tutti sfi lati sul colle fatale, dove il bravo colonn ello Ragni è rimasto mulo ed intrepido ad incolonnarli alla meglio; l'estrema difesa del colle non è più oltre possibile senza un inutile sacrificio e l'estrema schiera, ripiega anch'essa lentamente per l'angu~to se nti ero, il solo che sia rimasto libero.

La lotta non è però cessata : lo scoppiettio assordanl~ dei fucil · confonde ora col brontolìo ·cupo del tnono e lo scrosc iare della , ;\oggìa : un temporale benefico, ci inzupp_a fmo. al midollo de.Ile ossa, ma ci rian ima alquan to e persuade ti nemico a sospendere

1

(I) llivis/.a di {a11lcria. - Fascicolo lii, an no corrente, ibid.

.l'inseguimento vicino. . . . . « l ntanto cade 'la sera , sera tetra quanto mai, e benche il tem· porale non sia durato che mezz'ora, le tenebr_e eh~ ci avvolgono rapidamente, crescono l'orrore della nostra s1tuaz1one rendendo -quasi impossibile il camminare,, (1). . Pur tuttavia i superstiti della colonna Dabor m1da proseguon~ .la marcia sullo scosceso sentiero a me1.1.a costa : va.nn.o perd~ndos'. nella profonda oscur ilit della notte silenziosi, acca~~1aL_!, sollo.' ~ol p1 ,incessanti del nemico che ci bersaglia ,rncorada un ultima posmone, su alcune alture più innanzi e sul fianco destro. · !neo per noi « tutto è perdiito fuorch è l'onore! )) E il nostro rronerale Oabormida? Cadde fo1·se nell'ascendere il -colle? Arrivò fin lassù ed assistette alla tri ste sfilala della. colonna? E il colonnello Airaghi e il maggiore De A.micis, ch e nltimi rimasero a difesa. del colle quando cadeva la notte rapida e buia? ' Le noti1.ie che si poterono raccogliere sulla loro sorte, sono incerte-, svariate, contradditorie: molti - forse i più - dal fo ndo della vall etta ad imhulo hanno per~uto di vista il genora)H; qualcuno lo scorse ancora sul colle maledetto, con l'occhio triste, ma .averlo calmo e risoluto come acl aspeLLnre la morte; allri racconta di averlo incontrato lassù, d'averlo pregato invano a ritirarsi, poi di .averlo veduto cadere colpit o da una palli-i mentre montava a cavallo ... ma poi si disdi sse; i più rammentano !I colonnello A~ra:hi ed il maggiore De Amicis, quando i difenson del colle commc1~rono a ripiegare dietro i resti della brigala: dopo qn~I i:nomento s1 smar~ riscono le traccie; a tal uno p·n·e di averli v1st1 cadere mentre s1 ,e rano arrestati a trattenere la fo ga dell'inseguimento nemico ..... Il vero è che dei momenti ter ribil i trascorsi durante lo sfilare della brigata pel colle - nella mente di ch i tenta ricordare di poi,_uo-

(I ) Rivisl!I ài (anttria. -

!j{) -

AKNO .XLI.

Fascicolo Ili, :Lnno corrente, ibicl.


i'380

I.

LA BRIGATA DA.BORMIDA ALLA BATTAGLIA o ' ADUA

mmi, fatti e cose - passa come una fanta smagoria oI:rencla, assorqante, e con fu$a di morte. Chi ci si è trovato, non può in coscienza: che dubitare di quei racconti che l'allucinazione o !'autosuggestione debbono avere stranamente cr'eato . . Del resto a _che rintracciare i palpiti estremi di quelle nobi li e, fiere esistenze'? A che ì·icercare dove, come, B quando s'infransero· quelle tempre d·acciaio '? I t~e nostri erqi prin,cjpali di quel giorno fatale, sono scomparsi fra" i ru; ori della battaglia, in mezzo,ai, superstiti combattenti della ·-bella brigata, mentre cadeva oscura e triste la notte: sono.scomparsi come tanti altri di cui ricorda la leggenda sacra dei popoli, comeCavalcante a Campaldino, come Sandor Petolì a Teg~swar ..... . La ·loro dipartita, f irconfusa di mistero, meglio si accorda·con, la tragedia, di cui furono essi i piu fulgidi eroi. Napoli ·1 ° giugno 11896. \ ·

G.

1381

LA BRIGATA DABO RMlDA .ALLA BATTAGLIA D ,\DUA

i\iEN A.RlNI aiutante di campo delta brigata Re ex aiutmite magyiore i n 1• del a0 -reggimento fa.nteria d'Africa:

A LLEGATO

A

Reparti della Brigata Dabormida (Il) presero parte alla. battaglia. di Aci.ua.

(3800 fucili e 18 pezzi)

Comandante: Maggior generale DA BORMID A. Aiutante cli campo : Capitano di fanteria B ELLA VITA . Ufficiale d'ordinanza : Tenente di fanteria PIVA . I

_8° reggimento fanteria d'Africa..

CS>mandarde : Colonnello A IRAG HI. Aiutante maggiore in 1°: Capitano dei bèrsaglieri MENARINI. Ufficiale addetto: T enente di fa nteria Dr GIORGIO . 3° battaglione fanteria d'Africa (Maggiore BRANCHt) . 13' id. id. id. ( ld. RAYNERI) , 14° id. id. \ ct. ( ld . SOLARO}. 3° reggimento fanteria d'Afric·a .

Comandanle: Colonnel_lo RAGNI. Aiutante mag{liore in 1": T enente dei g ranatieri VEccmo. Ufficiale addetto : T enente di fanteria FRA:SSINETTJ. 5° battaglione fan teria d'Africa (Maggiore G1ÒRDAN0). · 6° id. id. id. ( Id. PRATO) . 10' id. id. id. ( Id. DE FoNSECA). 2 • brigata. batterle da montagna.

Comandante : Maggiore ZoLA. 5• batteria da montagna (Capitano M OTTtNo) . . 6a id. id. ( Id. REGAZZl). 7a id. id. ( Id. GrsLA). ga id. id. ( Id. _LOF~'REDO).

,,

*

Battaglione indigeni di milizia. mobile.

Comandante: Maggiore DE VITO. 1° compagnia (Capitano CATTANEO). 2• id. ( Id . ~ ). 3a id. ( Id. ? ). '4a id. ( Id. SE R~IASI). • La batteria Lo[fredo, venne assegnata alla /!rigata, Arfmo11di dall'ordine del giorno N. 8? del 29 sera. ·

•


ALLEG ATO

Dislocazione delle forze nella Colonia

B.

00 ~~

il 29 febbraio 1.896. BI\IGATE

I

BEGGIMENTI

'

.

Fanteria

Fanteria d'Afriea

Dersaglicri

A l pini

I=== =='-= ==== = BATTlmlE

BATTAGLIONI E REPAll'l'I

=====~= = = ==!====-======-======-~--""'= =

I I

bianche j indigene

!ncligcni

~

da montagna

t:" '

;,.

DISLOCAZ IONE di Uro rapido morta i

e::

,

I" H Q

>

..;

> t,

>

·-

12• 13•

2° (Hidalgo)

5° (Folclti)

21°

-

-

-

-

-

'

-

Masi:;aua

-

Saali

·-

Asmara

-

-

-

Càssala

-

-

-

l/2

Saga nei li

-

-

-

Adi-U gri

-

-

-

-

I

-

-

,

,:1

~

t,

-

-

"'o

Ghinda

> >

t<

e-'

>

t,:

..,..;>> Q t:"'

>

"->

t,

Adi-Cajè

d

>

Adi-Cualà

Vt (Fabbri) in marcia da Adi-Cuala su F.rltiseiò

=,L=

r

I

~-·•

'L '·

I

'

I

.• ,.

C orpo d'op er a.ztone .

Saur iat-Tialà

10 20

10

Uar 8chi t (1)

(STEVANI)

20

(A llIMONDI)

(81\USATI)

go

r:,• 60 II

I]

t,

(RAGNI) ,

JOo

50

30 130

(AIH,\ GHI)

14,0

(DA BOR.MIDA)

>

Batt.0 M . M. (De Vito)

"'o

~

....t:>I:(

:,.

\sauriat-Tzalà

I

~ t:"'

;>

l ii

(ROMt~HO)

"'>

...,

.,i

1.

(E LLENA)

I \/

Br i gala ALRER'l'ONI,

I reparti segn,iti in numero nero eran .destioati all'altipiano. (il In distaccamento.

·to ao, li Zcomp.i•(]eJ 4°, l comp.i••del 5°, l u0 8° Bande I I

i

> o

t::,. 1::1_

> o d

>


1384 LA FORTIFICAZIONE SENZA CORAZZATORE, ECC.

1385

·imperfetto, loto i'mpediscono di esplicare pienamente la propria . 2zione (;1 ). Gli argomenti di maggiore rilievo con tro l'impiego delle torri ..porazzale furono riassunti dal tenente colonnello Welitschko, del ,genio russo (z), come segue : 1° La storia della fortificaz ione insegna che la difesa non <deve essere fondata sulla resistenza assoluta degli organi di pro,tezione : 2° I sistemi di torri corazzate, proposi.i fino od ora, lasciano ,molto a desiderare dal pur.t0 di vista tecnico e da quello militare; 3° Il prezzo .delle torri, di -già enorme, non fa che aumentare. È, in primo luogo, indiscutibile che h difesa non deve pro_sporsi la resistenza assolµt.a delle masse di protezione, la quale finirebbe col condurla ad adottare l'ipari di dimensioni fantastiche, , <Come lo hanno provato i tentativi di questo genere fatti nel secol·o xv, quando, ingrossando enormemente le costruzioni murali, . ,si voleva resistere, con queste, all'azione delle artiglierie. da fuoco. {;iò pera!tro non ba impedito che in tutte lé epoche storiche siasi fatt.o uso dal.la difesa (ed anche dall'auacco) di ripari più o. meno perfezionati per le armi da gitto. Lo attestan o gJi svariati con,gegni di protezione, applicali alle anticb,e macchine nevrobali :Stiehe (ed anche alle primordial i bocche da fuoco) conosciuti

LA FORTIFICAZIONE SENZA CORAZZATURE

1

E

LA SEPARAZIONE COMPLETA DELLA DIFESA LO~ÙNA DALLA VICl~'A

Gli avversari sistematici. del!' impiego delle corazzature nella fort.ificazione terrestre. - Le proposte per la risoluzione do! problema rlirensivo odierno senza il sussidio delle installazioni corazzate. I sistemi ct'afl'orzamento fondati sul concetto dell!L separnione completa della difesa lon tana <11dla vicina. - Possibilità e convenienza pratica della loro applica~one. - Caso della trasformazione ddle vecchie piaue ·in relazione ai nuovi bisogni, deJla difesa. -

Le esagerazioni clei propugnatori dell'applicazione tat.ticct delle costruzioni corazzate e delle conseguenti nuovissime forme d'afforzamenlo; e, d'altra parte, gli inconvenienti indiscutibili che, nei riguardi militari, tecnici, ed economici presentano i grossi forti corazzati, ove molte torri sono affollate in piccoli spazi; hanno dato origine, nel!' ultimo decennio, ad una correrile di reazione contro l'impiego delle corazzo. Non sembra invero difficile, risalendo agli uffici riservali alle artiglierie nelle opere di fortificazione, rinvenire argomenti di qualche peso , aim'eno a primo aspetto, per dimostrare la poca convenienza di ricorrere alle installazioni corazzate. · L'artiglieria da fo1teìza è un'arma eminentemente tattica (si osserva dagli oppositori) e le coperture, che si vo(l'liono creare •., I per essa, devono, non soltanto· p,roteggerla, - ma favorire a\tresì il suo impiego e la sua azione offensiva. Ora, tale intento non verrà raggi unto , costringendo le bocche da fuoco a starsene sotto corazzature, le quali, Ìnentre le . proteggono soltanto in modo

{I} Ad .climin~re, o, almeno, :1d attenuare taluni inconvenienti relati,·i all'osserva·,zione del terreno esterno H !le! 11untamento delle bocclrn (]a fuoco, installate in torri -corazzato, gli artiglieri, scconqo ossèrva il :llùller (Stoi·in deliri gue,.,.a 11'.assedio) non mostrarono premura e tennero un co11tegno molto scettico, cio che fece clire al Brialmont : « L'uso generale delle torri corazzalo trow1. in molti paesi opposizione nei 1Hegiu" :ctizi degli ,trtigli!iri • (Les régions (01·1i(i.èes). Il 1Iiiller ritiene questo giudizio mo lto sornmario, e seml1ra_gli sarebbe s~ato più ,conforme all,.t ,•erità storica ·il dire: L'artig li,)ria· ricordando il bastione, nel quale per tanti anni rappresentò una parte t;1nt.o meschina, ritiene necess,trio, pri:nrÙl i emett.ere un giudizio favorevole, di provare a fondo quale ulil it:it. potrà spieg:i,re nell'angusto -campo d'aziollC\ che ora le viene offert.o. I

(2) Bsame dei mezzi moitenii p~r l'attacco e per la difesa delle 1,iazze fol'/.i l erre.$tri'. - 1'ipo di un mocl erno si.1terr11L di fortificazio ne - :1890.

Quan tunque le torri corazzate non siano m~i state simpatiche al corpo del genio russo, sai·eube inesatto ritenere che t.utti ~li ufficialt cli quell'ann!L lii vidano in Russia 1'avversione ;ist.ematica del \Velitschko, relat.ivameote alle installazioni corazzat,i, e ne Tespingano, in massima, l'applicazione nella fortificazione lielle piazze. Il Papl,evil.ch (Qu§st~oni cittw1 /i della guen·a lii fortezza;, Voienni S/Jornik , 1895) esprime l'avviso che, :ali' infuori· di qualcl1e eccezione, gl i ing,1gneri militari rn,si non hanno ancora proJluuciato un.giud izio definitivo sulla ques tione delle t.orri corazzate.


1386

LA FORT!Fll)AZIONE SENZA CORAZZATURE

E LA SEPARAZIONE CODIPLETA DELLA DHESA, ECC.

sotto il nome di mantelli: o mantelletti (,t): i numerosi si:;temi di casàmatte difonsive, èoslr9ite fino dal ,J 483 da Giuliano di ,Sangallo· nella rocca d'Ostia (2) e successivamente propugnale da molte scuole fortificatorie fi no al Montalembert. L'odierno problema della cornzatura· non é se non la co.ntinuazione di quello· delle· casamatte (3) e non può ritenersi in opposizione cogli intenti de!la. difesa., quando, con('ormemente alle sane tradizioni dell'arte, si proponga <li nssicurare una protezione sumcenle ,contro· i mezzi impiegati dall'assaliLOre. intorno alla seconda. osservazione, importa anzitutto ricordare che le esperi enze di Bukarest (,t886) ebbero già a dimostrare la difficoltà di CQlpire una 'torre corazzata, anche in fa,,o revoli con· dizioni. Le due torri, francese e tedesca, erano ancora io buono· stato, e lontane dall'essere ridotte inservibili, dopo che furono· lauciati contro di loro tanti proietti, che sommati ne pareggia\Ono il peso. Le successive esperienze di Chalons, di Felixdorf, di. Brasschael; permettono· di considerare la questione ormai i·isÒluta in senso favorevole alle installazioni corazzate e di ritenere,. in massima, attendibili le seguenti conclusion i: a) La resistenza delle torri è abbastanza soddisfacente, quandosono battute con Liro indiretto; b) L'assaliLore otterrà più vantaggiosi risultali, tirando contro le torri a salve, anzichè a colpi isola.ti; c) Le cupole sono in grado di resistere al fuoco dei mortai; d) Il tiro eseguito con bocche da fuoco installate sotto corazza è più sicuro di quello dei pezzi a cielo scoperto. ·lnlìne non è esatto, almeno in via generale, che il costo delle · installazioni corazzate vada continuamente aumentando. Potrà forse· 1

(fJ Disegni che rimontano (a giudicarne dalle iscrizioni) al !4-30 rappresenLano mante!l(>. tti, aventi forma di spazza-nove, che proteggono, sia l' arieLe, sia la bombarda, colle pareti concorrenti formate da un tri plice strato di travi. Un riparo che, senza. esager:izione, potreb.be chiamarsi un affusto wrazzato. (n un disegno di Leonardo ria Vinci (codice atlantico) è rappresentato un cannone· leggero su aO:usto da campagna (una spingarda) sotto uu tetto di protezione che Leonardo chiama mantettetto. . ' (2) GuGLIEL)tOTTI: Le fortificazioni nella spiaggia romana.

13) In questo senso lo Schumann, il Brhlmont, il Mougin, i quali hanno trattato, iu differenti luoghi, e sotto differenti punti rii vista, il r•roblema della corazzatura, rap-· presentano, nella storia della fortificazione-, i continuatori <lei grandi al'chitet.ti italiani, che prim i alTrontal'Ono il problema delle co:;truzioni cammauate,

1387

questa asserzione non venire smentita per le grosse torri binate, delle quali si moltiplicano ogni giorno i tipi ed i sistemi mercè le applicazioni le più svariate delle industrie meccaniche e metallurgiche. È peralLro affatto destituita di fondamento per talune categorie di installazioni coraz7,ate leggiere, ad esempio per gli affusti ·corazzali Grnson-Schumann ( 1). · Quantunque gli argomenti addotti contro l'impiego delle installazioni corazzate possano combaltersi con successo, un gruppo problema difensivo. 1d' ingegneri propone di risolvere I' odièrno rinunciando complelamenLe alla corazzatura. _Riconosciuta impossibile, contro gli effetti delle moderne ariiglierie, la difesa di opere awariscenti, con bocche da fuoco allo scoperto su i rampari, sì è imposto il partito (la cui opportunità . ebbe già da lungo t.empo a manifestarsi di fronte ai primi miglior~menli del tiro a shrapnel e del tiro areato) di togliere dalle opere le. grosse artiglierie e di disporle negli inter:valli, rendendole, per quanto è possibile, mobili e mascherandole alla, vista dell'assalitore. Con tale disposizione risulta rndicalmente modificato il concetto del forte. Sprovvisto di bocche da .fuoco a lunga gittata, epperciò non- più in grado di esercitare l'azione frontale a distanza,, non potrà prendere parte al com· battimento d'artiglieria, ma coslituirà, essenzialmente, un puntò d'appoggio per la di fesa vicina. Di qui l'origine di un nuovo sistema di fortificnzione, o di. una scuola, che, dalla rinuncia al.e-l'impiego delle costruzioni corazza te, è stata condotta. al concetto della se:parazione (lella difesa· lontano, dalla ·vicina. 1

-I';

** Nel sistema di afforzamento che il Welitschko presenta, orga• nizzaLo in tulti i diversi particolari, su i punti di maggiore im(-il Cirea la questione economica, si è voluto, dai propugnatori delle costruzioni corazzate, stravincere, osservando che il loro impiego in fortificazione conduce ad un risparmio cli spesa. Il tenente colonnello WagMr del genio pru,siano hii pubblicato, nel ¾892, in una riv ista tecnico-militare, uno sturlio nel quale conc.hiude che le forlifica1.ioni della i\losa avrebbero costato oltre 20 milioni di lire di più, se, in luogo dellç· costruzioni metalliche, si fosso adol.lato l':irmamcnto a cielo scoperto. Questa strana ·conclusione si ba.sa sull'assio1na che il.[l cannone corazzato equivale a 3, 4, 6 cannoni· scoperti, assioma assai cliscut.ibile in rela1.io11e all'impiego simultaneo (quale so·:ont.e, -è richiesto dalle esigenze della difesa) e non successivo <!elle artiglierie di un'opera.


1388

1389

Li\ FO RTIF!CAZlON O: SENZA COltAZZATURE

E LA SEPARAZIONE COMPLETA DELLA DIFESA, E CC.

portanza I.altica sorgono i forLi , ai quali , oltre la difesa approssimata . è affidat,i anche l'a=ione laterale, ossia il fia ncheggiamento degl i intervalli. Il fone del \Velitschko ha semp li cemente i terrapien i per la fanteria, e per le bocche drt fuoco leggiere da condursi io posizione al momento di respingere un at tacco, con sollostanti locali casamattali pel pres idio, ed una cappon-iera d'fot('rva.llo, organo spec iale , mascheralo al la .vista del terreno esterno da un terrapieno alla gola dell'opera, per battere gl' intervalli . Vale a dire : azione frontale rcwv icinata ed a-:ione laterale. Non ritenendo il Welitschko che bastino i fuochi fron tali per trattenere un auacco, circo nda il fo rte di 1111 fosso fiancheggiato. Negli inlet:valli tra i fo r"li, ragguagliati al la gittala util e del Liro a shrapnel delle bocche da fuoco della predetta capponiera (11) (da 2300 a 3000 metri) ed un poco indietr9, sonp disposte lt artiglierie per l'azioni' (tonta.le loniana., da impi e~arsi nell a loLla contro le balleria d'assedio . Le posizioni delle predette arti glierie sono semplici ba tterie : delle qual i tre per ciascun intervallo (una di cannoni e due di mortai), di carallere perman ente, costituiscono l'arm a,nento di simrez ::a, pronto ad entrare in azion e, appena segnalati i primi movi_menli dell'assalitore : le altre, di carattere campale, verranno ereLte all 'atto dell'appres tamento a di fesa, in numero eccedente nl l'armam cnto disponibile ed in comunicazione tra loro, io modo <la potere essere eITettuato, con faciliLa. e speditezza , il trasporto clei pezz.i cla una posizion e ad un 'altra. A tale seopo, dietro la linea di resistenz,1 rico rre una fer rovia con diramazioni verso le batterie. Queste, e la fe rrovia, sono sollratte alb vista del terreno esterno da uno spa llo di cintura e da maschere. costitui te da fi lai-i di alberi e da vegetazioni minori .

Non occone insistere sugl i altri particolari dell'ol'dinamenlo difensivo proposto dall 'ingegnere rnsso (·I) . La sua orditura rende manifesto che (coerenl.omente ai principi, ai quali s'informa la ~cu~la d~lla separazione della difesa lontana dalla vicina) i mezzi nnp1egaL1 per la protezione (indirella) delle ar1.i olierie sQno la mob ilità e ~·occ~lt~mento (2) . La prima è otten u7a coll'impianto della. ferro vrn di c1nLul'a e colla estesa rete di comunicazioni radiali e periferiche (B); la seconda col largo imp ie,,0 0 delle masçhere che il Welitschko ritiene protegganq assai più efficacemen te di no coprim ento dirello, perchè lasciano l'assalitore nell'incertezza relativamente all'opera, ~ulla quale deve dirigere il tiro (4)'. Le caratteri stiche dell'ordinamenlo difeìlsivo sopra indicatti bastano a desi gnare i casi nei quali risulta possibile (indipendentemente dalla convenienza nei riguardi mi litari, tecnici cd economici), la sua applicazione . L'inipianto, su larghissima scala, delle f"err?vie (nelle quali risiede gran pan e dell'effi cacia del predetto ordinamento), non può effeuuarsi su tutl i i terreni. Lo

(l l I pezzi cho coslituiscon -, l'armamento clell,1 cap1)oniera d'intervallo, o di qualsia,i altro organo destinato allo stes:io ;,~opo. so~liono chiamarsi pe::;zi traditori da l loro ntlicio, anal ogo a quello de:1,1 bocca cla fuoco chti gl'ingegneri ilaliaoi, primi inventori delle rorme bastionate, po neva.no, fìno d:il termine del secolo x,· (ad e;e rn[lio, nel fortino di NLi ttnno presso noma). noi fian•:lletlo ri1irato, diss imul,Ht e copcrla uall'orecchione, per battere cli fianco è <l i rovescio il ros:;o dell a cor lìna. Quel primi maestri dell'arto moderna chiamarono tratlilori cotali pezzi.

(t) Per ~olpi: e l'aggr~~soro con fuochi rrontali, quando si accinge a forzare gl'inter~all,, o 11c1 offenderlo su, llanclu, quando persista ad :wanzarc verso il nucleo Il We!•tschko reputa opportuna l'esistenza di opere di 20 linea, che ritiene rossi bile cds1ruire IO cosi ra1,orc1·oli condizioni cli occultam ento, da rendere cliJlìcilissimo all'au,1cr.,in te di conoscerr.,e la posizione._ Per la loro organizzazione a scopo di aggu:uo, tali opei·e sono stato designa.te da l Wchtschko co l nome ,1i tmppote. (111 La mobil_ilà del/.e ~,·tiglierie è ll!tL'altrn cosa della tnobilitti della for lificaztone. Le due cose,_ d1fTerent,ss1mc, divengono una cosa sola, sol tanto allorchè, in baso al concetto tatticJo ctol v. Saucr, rela tivo ;ilJ' impiego delle corazzaturo le arfr•lieri o install t1Le Slt affusti con1izati, co3tituiscono esso stesso la t'ortificazion ~ . (~) Come _sintesi delle ideo cl,e hanno gnirlato il WeliL~chko alla ~inuucia di iinals_,as1 coslr~1.1one rorav.a~ ed all'impiego, sn larga scala, delle comunicazioni mediante h_nec rcrrov,arie, basta Citare il raffronto che eg li istituisce a ginsti flcazio ne del sno sistema. ~olla stes~a spesa, egll osserva, ch e occorre per acqnistare <l a 8 a ·IO torri corazzato s, p_ossono costnnre ola 8 a iO chilometri di fe1Tovi,1, i qu ali, dipendentemente d~lla 111ob1 hta che l'engono ad acqu istare le artiglierie e Llltti gli elementi aUivl della difesa, renderanno a ((nesta s~rvizi incomp:1rahilmente più importanti. (4) 11 ge nerale ct'arbi~l ieria Fal"é, il l]uale r>rese. partc a lh difesa di Parigi, ebbe ad osservare che I torleschr, per irr1p ecl ire al difensore cl i regolare il tiro dello artiglierie masc heravano normaln,cntc i lorn lavori dietro gli albe ri e le case O li di:iponci·:in~ abba,sta'.,i~ lo~tanl da, suddetti_ di;,~rammi J)er impedire d1e i colpi, di relli su quc.,ti, po~,sc10 iaggmngere glt asscd1a11u diet ro le masse coprenti. . Ial_voHa delle le~re s~n?ssc ad un centin aio di metri avonti alle J~atteri o bastavano a1 mdur, ~. m errore _gli utlì c1alt d'a rliglic1fa rlella piazza, i quali credevano i loro proiiJLli efilcac1, q uanc1? lt vedeva.no radere in mc2zo allu terre smosse, che da lungi si ~onfondovnll'> cogli spallogg1::imenti delle batterie stesso. 0

'


LA FORTIFICAZIONE SENZA CORAZZATURE 1390 potrà soltanto in terreni pianeggianti, o ·leggermente accidentati ( 1). Ed in cosiffatti terreni aumenta anche il valore. delle maschere, non potendo ivi l'assalitore disporre di punti di vista elevati ed essendo, di consegu enza, costretto all'impiego dei palloni frenati, non applicabili in tutte le circostanze, nè sempre di sicuro risultato nelle osservazioni. Il sistema della separnzione della difesa lontana dalla vicina non ha per caratteristica l'assoluta rinnni ia alle costruzio~i _corazzate (2), ma non r:encle necessario l'impiego delle medesime. Si presenta per ciò sollo vari aspetti conveniente quando si vogliano organizzare le nuove piazze secondo i principi dell'odierna _ fortificazione, senza ricorrere alle corazzature (3), ed anche quando si vogliano conformare ai nuovi bisogni piazze forti preesistenti a.Il'' introduzione delle granate-torpedine. Intorno a quest'ultimo caso, importa tenerP, ,presenti le difficolta d'or~ine tècnico, alle quali si andrebbe incontro, quanc~ si volessljro applicare le torri corazzate girevoli su i terrapieni o nell'interno dei grossi forti di cintura, progettati e costruiti prima dell'introduzione delle granate-torpedine. Non potendosi, d'altra parte, conservare su i rampari delle dette opere le pes~nli arti_.glierie a cielo scoperto, s'impone il partito di sopprwiere il grosso armamento, lasciandovi soltanto l'armamento legge:'·o., da condursi in batteria su i terrapieni al momento d1 resprngere 1

(I) Talè e la configurazione del terreno io nussia, dove perci6 l'a pplicazione d,il sistema (1°a1Torzamento del Welitschko é possibile. . (2) L'impiego d elltl corazzature permeUf:relibe di c~llocare qun.lche pezzo leggero in posizione permanente cli ·combattimento ~li i rampari, pc~ essere pro~to. a respu1gere attacchi improvvisi, con manifesto va0Lagg10 <lclln. difesa. Se, mo ltre, si tiene presente che i pei:zi leggeri hanno per scopo di tirare con tro masse cli. truppe in movimento, anche alle maggi(lri distanze, e che perciò pot1·anno entrare in azione quando l'opera. si trova tuttora sotto il fuoco delle. batterie nemiche (quanòo cioè sarebbe impossibile mantenere bocche da fuoco in posizione a cielo scoperto), appare evidente, anche sotto questo riguardo, l'opportunità di ave\'e qnalche pezzo leggero installat.o sotto corazza nei punti d'appoggio della difesa vieina, (3) Questo part.ito trova· ravore nei paesi, come la Russia, nei quali, per I' iusufficente sviluppo delle industrie metallurgiche, la fabbric~ziooe delle installazioni coraizttte si presenta iu circostanze poc.i propizie. D'altra parte, la condizione, inevitabile per la sistemazione di una piazza .secondo i principi della separazione della difesa lontana dalla vici,na, di occupare larghe distese di terreno per la cos truzione degh ampi spal ti di cin tura e per l'impianto della ricca rete di con1unic.azioni Hradali e ferroviarie, non riesce gru.vosa in nn paese come la Russia, do,;c l'espropriazione dei terreni risult.'1 di poca o miniuia spesa per lo Stato. ·

E LA SEP,l.RA ZIONE COMPLET A DELLA DIFESA, ECC .

_

1391

uri assalto, ed aggiungendovi quello destinato al fiancheggiamento degli intervalli, che deve essere disposto in opere chiuse, Vllle ' a dire al sicuro da un colpo di mano. Tale armamento v:errà rappresentato da alcuni pezzi traditori, da installarsi in casamatte 'collocate alla gola dell'opera, epperciò sottratte al pericolo cli distruzione dai tiri lootani dell'nuacco. Dopo li accennate trasformazioni del!' armamento e le corrispondenti nell'ordinamento interno (soppressione delle grosse tra> verse, consolidamento dei ricoveri e dei magazzini, ecc.) i vecchi forti di cintura soddisfanno alle con(foioni richieste dai punli d'appoggio per la difesa vicina, e non risulterà, d'altra parte, nella uenera.lità dei casi (ali' infuori di · terreni eccessiv11me,nte rolli ed accidentati) difficile il provveòere alle esigenze della difesa lontana, coll'organizzazione delle ·batterie degli intervalli e èoll' impianto cli un'ahbondante rete stradale. Risulta di qui evi· dente I~ relativa faciliti1 colla quale, adottando il sistema della separai;ione della difesci lontana dalla vicina, si possono rafforzare i vecchi ordi namenti difensivi e trasl'ormarli in conformità ai nuovi bisogni, senza ricorrere ali' impiego delle costruzion i corazzate . Per tale condizione di cose il predetto sistema riveste una spe. ciale imporlanza nell'odierno periodo dell'arte fortificatoria. M~lt~ sono le piazze che vennero costruite avanti gli ultimi sostanziali progressi delle artiglierie (perfezionamento del tiro areato e introdu:. zione delle granate-torpedine). A queste piazze non sarebbe possibile ·rinunziare sostituendovi di sana pianta nuovi ordinamenti difensivi, nè sarebbe, d'altra parte, prudente per la sicurezza di uno Stato, fare assegnamento sulla forza di resistenza delle piazze stesse senza avere introdotto nel loro armamento e nelle diverse disposizioni interne ed esterne le · modificazioni richieste dalle odierne esigenze della clife~a. E. Rocc1n maggiore ,qo g~nìo.


1393

LA RlUNIONE DELLE TRE SPEOIALIT,Ì, ECC.

1392

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALITA ZAPPATORI, MINATORI E PONTIERI IN UNA

Continuazione. -

...

Vedi dispensa Xli'

Parlerò prima degli ufficiali, indi della truppa cioè dei pilol i e barcaiuo]i. Gli ufficiali. - Tante volte mi sono domandato come e percr:è, avvenga che durante i corsi della accademia e della scuola d'applicazione, istituti dai quali proviene la maggior part(;l degli uf-~ fìciali del genio, non sia mostrato praticamente come si fa a condurre una barca, come si maneggia ùn remo, cdme si nuota in fiume. Mi riferisco ai tempi in cui frequentai l'accademia e la scuola d'applicazione, ma a quanto ne so, le cose oggi, come allora, hanno il medesimo andazzo, Al campo di S. Maurizio si costruiscono le solite palizzate! palancate, pozzi e gallerie da mina, cavalli di. Frisia ecc.; tulle cose di altri tempi (,1) e che tutto al più, a scopo di erudizione storieµ , si potrebbero far conoscere agli ufficiali colla lettura .dei manuali, analogamenle a quanto si pratica, ne i re~gim.enti, per le teorie che si impartiscono ai sottufficiali. · Il tempo trascorso dagli ufficiali allievi del genio al campo di S. Mauriiio per l'esecuzione di_simili lavori, potrebbe, secondo me, con vantaggio ed utilità molta, essere dedicato alla scuola pratica di barca, ponti e nuoto sul. Po restando essi nella stessa Torino. O) Per i· pozzi e gallerie eia mina ho detto abbastan1.a. In quanto alle palizzate ecf alle palancate non credo che in guerra manovrata ed anche in guerra d'assedio possano oggi avere util~ ed estesa applicazionrJ. Esse sono· ripari troppo visibili e deboli contro le artiglierie : e contro fucileria, meglio, e molto più rapi.damente, ci si ripara con delle trincee.

All'ufficiale allievo del genio ogni sorta d'istruzione pratica viene impart ita: lo si mette materialmente a costruire gabbioni e fascine, quadri e telni da mina, a stendere linee telegrafiche, gli si insegna la scherma, l'equitazione, il ba ll o, la. manovra e caricamento del pezzo d'nrtiglieria, ma nulla, nu lla, di quanlo .si riferisce alla manovra di barca e al gettamento di ponti di barche attraverso· fiumi. Cosi è. L'ufficia le giunge nì reggimento · perfettamen te digiuno di ogni preccuo teorico e pratico riguardante una istruzione (fra le più importanti, si noti) che egli, sia che vada nell a special ità zappatori, sia che venga assegnato olla specialità pontieri, d~ve impartire alla truppa. L'ufficiale nuovo giunto dovrà fare il noviziato; un .ufficiale anzia no, od anche un sollufficiale , dovrà essere quello che lo dovrà iniz iare ,alla manovra della barca e del remo, con ,quanto scapiio della digni tà del gr,ido suo non snprei dire. È bensì vero che da alcun i anni in qua si adù tla il ripiego d'inviare gli ufficiali all ievi del' genio a Piacenza, sede del reggimento pontieri, ove restano 8 o ·I O giorni per acquistare conoscenza del materiale da ponte e del modo d'impiega rlo ; ma il provvedimento non colma la lac una per il risultalo che se ne ottiene, giacchè attesa la brevità del tempo i detti ufficia li-allievi fin iscono per acquistare soltanto superficiale con'oscenza del me, stiei'e. E ciò spiega. come al campo S. Maurizio si ricorse al r ipi ego, - non è molti anni fa di riempire con acqua una delle depressioni cli quella landa per avere qua lche cosa che assomigljasse ad un fiume onùe esegui re dd!e 'esercitazioni di gitta' n~ento di ponti gallegginnti. Ripiego questo, che se da una parte fa · amm irare la forza di buo na volontit da parte di quell'egregio uf(iciale-i struttore, che l' ideò, dall'altra fa domandare ad ognuno per qun.le ragione non si sia ancora pensato di stabi lire sul Po, a 'l'orino, uno scalo dove a..:cademisti ed ufficial i-alli evi della · scuola. d'applicazione potessero esercitar::;i sul nudo , nella scuola d( harca , ·e nel gettamento di ponti; senza dover creare fì umi artiliciali al campo di S. Maurizio. Fra i servizi varii dell'arma del genio quello dei pontieri è il -più brillante, - o alme110 Lale si nppalesa alla genera liHt delle per:sone -- effettuandosi· esso in mezzo a difficoltà apprezzabili '


1394

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALITÀ

-ed anche talora capite benissimo da chiunque assista al gettamento di un ponte attraverso un grande fiume di rapida corrente; la manovra ha della teatralità; l'opera, per la rapidità in cui :;i ·Comp;e, e per l'estetica che vi ene ad assumere allorquando è comp iuta, è meglio ammirata ed applaudila che non la costruzione di un ponte di circostanza, che non le trincee e le opere -Occasionali d'afforzamento di una data posi?iione, che non una strada militare costruita in difficile terreno, che non una !inen telegrafica impiantala ecc., non ostante che per tutti questi lavori, quasi sempre, occorra superar~ diffico\l.à di concezione e di esecuzione tecnica, ben maggiori di qqelle che si risco ntrano nel geLLamento di un ponte com materiale già appronLato ~d atto, -e con manovre di dettaglio le quali , a nessun soldato. riescono Juove, per averle fa tte, o visto fare, in lLllto l'anno. Questo ,particolare e seducenle carattere tecnico delle specialità pontieri, fa sì che chi vi appnrtiene, o vi appartenne, vuol e per sè, tutta" per sè la specialità si.essa; gelosamente incont.:imin ala vuole conser· varia ad essa sollanto si affeziona, solo ad essa intende dedicarsi, non ostante che nella coscienza propria vi sia la convinzione che il consacrarsi a quell'unico mesti ere non sia troppa tnle grave e difficile fardello, perchè urficiali e truppe non possano disimpeanare, eo11 ualmente bene altri servizi ol tre quello del l'l 1 ooittamento dei ponti regol amen tari ( 1). È nella natura dell 'uomo l'ambizione di emergere nel proprio mestiere od arte ; e tal volta questo sentimento lo conduce ad esac,erare le difficoltà che il mesti ere o l'arte stessa presenta, o affinchè altl'i, in lui pregi maggiormente le virtù sue: e così avviene che agli ufficiali nuovi giu nti alle compagnie pontieri , per quello che avanti dissi in riguardo alle islruzioni tecniche ad essi impartite, il mestiere del pontiere si presenta a tutla prima con l'aureola di cosa diffici le, non di comune cognizion e, e come, altresì, dopo un anno o due di pratico tirocinio, resisi provetti del mestiere, sia per istinto d'amor proprio, sia per spirito di tradizione del c:1estiere stesso, se ne faccian o priva<

(il È noto che quando i pontieri racev:ino parte dell'artigliérla essi attendevano anche ;ll(e istruzioni di batterie ed intervenivano pure al poligoni di tiro.

ZAPPATORI, }JINATORI E PONTIERI IN UNA

1395

tìva; un vero seyreto di alchùnia, al quale, solo al la minoranza -degli ufficiali del gen io è dato accede1·e - quelli soltanto asse-gnati alla specialita pontier i. In Lutto ciò, e non in altra ragione tecnica o militare, trovo la spiegazione principale del perchè in génerale da parte .degli ufficiali pontieri non sia stata mai con-sigliata la fusione della propria speci alità con quella degli zappatori. E giacchè $OOo a parlare degli ufficiali , qualcuno potrà os-servarc : corno sarà possibile avere quadri del genio provetti nel disimp~gno degli svariati compuli tecnici della nnova special ità ·proposta, alteso il poco tempo in cui essi prestano servizio ai -reg~imenti dovendo disimpegnare anche il servizio delle direzion i? E qui, si presenta una quisLione certamente non nuova ed -ardua ad un tempo ; quistione, che nè le mie forze e nè i limiti del presente scri tto consen,Lirebbero trattare a fon_do, ss- ·· -sendo essa collegala, essenzialmente ed inti mamente, ad alle considerazioni organi che, tecni che, morali e fi nanziarie; le quali ultime specialmente, ritengo, saranno sempre quelle, che si -opporranno alla radicale soluzione del difficile problema, così come, a mio convindmento, ~arebbe dai più vagheggiata, cioè; ..sepat·a:riane dei. seniz i dei reggimenti da qitelli delle direziòni. Ma anche date le nLLuali' condizioni della promiscuità dei due -cenpati servizi, quando si consideri il nuovo reparto organico dei quadri nell'a rma del genio, e la lol'o presumibile perma,nenza nei gradi inferio,·i, mi pare e.ssere possibile, regolando per lutti gli ufficiali del genio (quelli s'intende, proven ienti dalla ·scuola d'appli cazion e) un equo e costante avvi cendarsi nei due -servizi, sarà sempre possibile, ripeto, che i snhalterni prestino -servizio per quattro anni nei reggimen ti e per ire anni nelle direzioni e che· i capitani presti no servizio sei anni nei reggimenti e sei nelle direzioni . Dati tal i periodi di tirocinio nell'uno -e nell'altro ramo di servizio, ritengo che le cognizioni tecniche e militari, nonchè il grado d'intelligenza e cullnra dei nostri ·ufficia li ·del genio, associati al loro buon volere, siano sufficientì . perchè ogn uno di essi possa disi mpegnare bene il servizio, sia ·nell a nuova specialità proposta, sia nelle direzioni. Le eccezioni confermate dal fatto, taluno obbietterà, contrad· -discono questa previsione. - Lo so - sono però sempre delle 9l ' ! ..

ANNO

xr.,.


1396

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALlT;\ . ZAPPATORI, MINATORI E PONTIERI 1N UNA

eccezioni, il cu.i numero si renderebhe minimo ed insionificante allorquando, come ho già detto, venisse osservato un~ regolarealternarsi dei due servizi per part~ di tutti gli ufficiali (nessuno eccettualo), perocchè la così detta mancanza d'attitudine si determina solo in conseguenza del perdurare a l9n0'0 ed esac,era. . e t amente neIl' uno o ne I'I altro serv1z10. E se eccezioni vil saranno perchè no_n app.licare ad esse per l'avan~amento il principio della selez10ne di molto più opportuna e p1;alica altuaziòne che no~ _il pri~~i~io de~l.a sc~lt~? Nessu~o ,nega però che p?ssa essei vi pred1ltz1one piu pe1 I uno anz1che per I1altro servizio ma l'atti_tudine - quella_; vi deve essere per tutti, in diverso gr;do, se s1 vuole, ma essa non potrà mai del tutto mancare, quando. il programma di studi e di militari discipline derrli istituti sutI)eri?ri di reclut~ment~ si~no (o debbono esserlo) . tali, dà garent,re che la dnpltce attitudine tecnica e militare ·si rinvenga nella quasj totalità degli ufficiali del genio. . \ I piloti. - La prima condizione per. averli buoni, con breve tirocinio d'istruzione, è quella di reclutarli fra i barcaiuoli dt fiume ed anche di mare. - Di fiumi e di coste in· Italia ne abbiamo sufficiente sviluppo da non temere che di" barcaiuoli non, se ne possano recltilare tanti quanti ne occorrano pé~ assegnarnea.nn_ualmenle dodi_:-i o quindici a ciascuna delle compagnie dei gemo apparlenenl.1 alle tre specialità di cui ci occupiamo. La seco.nda condizione è quella che tali .piloti siano formati i~. un'appo~ita s~uola pratica stabilila per~~n~nteinente in loca· lita dove s, abbia un fiume a rapidissima corrente, di sufficiente· e perenne portala onde permettere le esercitazioni nella maO'gior parte dell'anno. Il corso per gli allievi piloti bnsterebb; chefosse della dun:i.t~ di due o tre , mesi . Quest~ tcuola pratica dovreb~e ess~re. unica e fornirebbe i piloti a tuttè'1e compagnie zappaton-pont,en. In q~~~?to ai barcaiuoli_, o meglio, soldati eh~ sappia.mi vo• ~are e puntare,. ammesso m tutti gli ufficiali Ja conoscenza pratica del. mane~rn10 ~ella barca, il sistema attuale di formarli .a!l~ sede dei regg1ment1, potrebb.e dare ollimi risultali a condizion·e p~rò. che. a tale speciale istruzione siano preposti sotluffìciali pdol1 e sia essa estesa ad un maggior numero di individ:.ii di i(')

1397

\

truppa; prefer'ibilmente, a quelli di mestiere barcaiuoli, .sia di fiume che di mare. Ma non ba5ta: occorrono uomini di alta slat11ra, dicono i pontieri, lo esige il genere di n:ianovra che essi devono eseguire, tali ad esempio, lo scarico e carico delle barche, it,. gettarnento e la levata delle àncore a corpo in rapida èorré,nte, ecc·. . Questi l:iened~lti uomini alti e robusti sono desiderali da tutte le' armi. La fanteria li vorrebbe per sè ·perchè dice: l'uomo allo, più del basso. è atto a camminare celerem~nte potendo fare il passo più lungo, e la maggiore robustezza, che in ge:. nerale in esso si riscontra, lo rende più resistente alle marce. ta cavalleria osserva che · l'uomo alto avendo i'e gambe lunghe ·inforca< megli'o il cavallo e sta più saldo in sella. L'artiglieria .:_ quella ~i montagna - trova che -l'uomo· alto meglio ·risponde per la.operazioni di caricare e scaricare i pezzi dai mu li, 'in terreno montuoso e p~rciò quasi seinpre ineguale, - quella da fortezza e da costa· sostengono tutte e due che per manovrare e trasportare per i rampari; le grosse artiglierie occorrono uomini a·lti e robustJr.,'~ t~tte quan.t.e le dette armi, a sentirÌe,·-'hanno delle buone rag1on1; e però, a conten tarle tutte ci vo1:rebbero i' soldati di Federico .il Grande. Ma pur troppo oggi le modeme · generazio0i ...:.. le latine specialmente - sono in deperimento fisico, scarsissimo contingente di uomini alti e robusti esse possono fornire all'ese/·~ito; bisognerà perciò rassegnarsi a rinunciare acf essi, e trovare modo'èli fare le cose egualmente bene anche con 1 gli uomini non alti. L'alta statura, d'altronde, che si richiede come indispensabile · requ,isito nei soldaJi' 'pontieri, secondo me, è l'effetto di semplice pregiudizio e di cçinsuetudine, più che il portalo di un bisogno vero. Nella; manovra. ·delle barche e nell'ancoraoaio non f solo 1"10 ' quistione d'intensità eccezionale di sforii muscolari, ma. bensì di · sforzi esercitati essenzialme.nte con opportunità <li direzi?ne e di te-qipo. ·All'.alta statura molte volte non corrisponde gran forza muscolare e qua.si cempre poi, l'individuo alto non è agile, e sèco.ndo me, l'agilità nel pontiere, più che l'alta. statnra, do~rebbe essere requisito principalissimo. Chi osservi d'altronde i barcaiuoli dell'alto Adige, dell'Adda e di tanti altri fiumi di +


1398

LA RIUNIONE DELLE T RE SPECIALITÀ

rapi~a cor:·~nte _tro_ve~a che essi non sono punto dei giganti, ma beos1 degl 1nd1v1du1 d1 comtrne statura. Nei reggimenti stessi in massima, i migliori soldati pontieri si trovano appun to fra tale classe _di barca iuoli . Le ba rche militari, è vero, sono molto più pesanti che quelle borghesi, ma con tutto ciò ho sempre con statato c!1e la ma_novra dello scarico, carico t trasporto"'di barca, quando e bene d1 rella e bene comandata, no n offre alcuna diffi coltà ancorché eseguila con uomini di comune statura . Del resto ali' inconveni ente della pesantezza clel'le nostre barche piuttosto c)1~ col rel'l uta_mento di individui al ti e robusti, non sempre poss1b1le, nella mi sura che sa rebbe rich iesto, si donebbe rimediare piuttosto coll 'addivenire ad un alleggerimento dell e barch e sles;e, la col trovare modo di caricarle, scaricarle e trasportarle senz~ richiedere molla forza. ' E~ce!se i_nt_ell_ig~nze accoglie ed accolse sempre la spi cialità pont1er1, ne 10, d1 comunissimo intelletto e non appartenente ad es~a specialitò., potrei osare di adcfoare la soluzione tanto desiderala dell 'alleggeri men to della barca mod. '1860. So che essa è stola stod.iata, e probabi lmente più che con tro ' la possibilità e convenienza tecnica, le soluzioni , che r.erlamen1 é":h ranno state p_roposte, si sono infrante contro il solito scoglio deila spesa ('I J. :Non ho potuto però darm i ragione - e sarà fo rse per I' iocompete n~:1 min -- del pe rchè non siasi trova,to modo· d"i , applica re s?tLo il fond o delle barche due l'Ulli amovib ili on4e potere carical'e e scaricare le barche stesse, servendosi di due O tre travicelli ,dispost i a piano inclinato contro la parte posteriore del carro e con lo stesso mezzo poi, a gu isa di stille, trainarl e dal luogo dello scarico ::dia sponda del fiume é . viceversa evitando cosi il trasporto a spalle per il qua le si richiUdoM_mo'iti uom ini 1 e considerevoli sforzi . ·, Riguardo al modo di addestrare un::c1·a11· ,u e truppa nei· reggimenti per formare presto dei buoni pontieri, non è certo di mia competenza dar suggeri menti, e facendolo uscirei dai limiti del

(i) Se _co~i non ros~e si dov_rob i>c ammettere che per Ja. prima volta, nello scibile

tecn,co, s1as1 creat:1 ~1 pnmo impulso, cosa tJtn lo perfetta da non essere più suscettibile d1 ulteriore m1ghoramen t.o.

ZAPPAT ORI , MINATQRI E PONTIERI I N UNA

1399

presente scritto; solo mi permetto di accennare, come a mio parere, l'uni co, il migliore meto_do d'avvezzare, truppe ed ullìciali, a superare le difficoltà di corrente, sia quello di eseguire viaggi ,Qµ viali in epoche di gl'andi piene. Prohabilmente il materiale ··; ubirà delle aval'ie, ed il bagno di qual che soldato non si potrà -~~itare, ma il vantaggio che ~e ne l'itrarrebbe in riguardo al perfezionamento del me~tiere sarebbe immenso . Mi sbagl ierò, ma n me pare che un viaggio nuviale anche della durata di tre o quallro gi~rni, scenJendo e rimontando fiumi, in epoca di for ti piene, equivarrebbe ad un mese d'e~ercitazioni negl i scali in rapporto al rendimento util e dell'istruzio ne per la scuola di barca . Da quanto precede ris•Jl'.a dunque, che con adeguata istruzione p'ratica di nuoto, barc:he e pon ti, da impartirsi a~li 11f/ìciali~allievi del genio si n da quando essi frequentano i ~uperior i Istituti ; collo stabilire un 'a pposita scuola di pil oti, con ,allargare maggiormente il reclutam ento dei soldati del ~enio, fra i harcaiuoli di fium e e di mare, e coli' introdurre opportune modi fi cazioni -al nostro I materiale di ponte, nessuna difficoltà _t,ecnica vi sare)) be per ,trasformare !e attuali compagnie zappa tori in zappatori-pontieri e viceversa. Alcu ni con ti nueran1io ad obbiettare che la perfettihilitù del mestiere ~on potrebbe conseguirsi col riunire le tre specia lità in questione, ,ltlCSO l;°t<rprevitit delle ferme odierne ; essi soggiungecui la proposta fusion e fosse un fatto, la ranno che il giorno t•in t!' tradizionale brav ura dei pontieri scompa rirebbe . Di cevasi altrettanto quando i pon tieri si staccarono dall' artiinfondato il presiwio d'allora, ed glieria. Il fa1to ha 1 dimostrato A n infondato egualme,w; ritengo, sarebbe il presagio di adesso. Anzitutto la brevità delle ferme è oggi compensata dalla ~aggi ore istruzi one e svegliatezza della recluta moderna in co nfrn nto a quella dei tempi passati ( 1). ' 1

(iJ A condizione pero,"'Jie non si sconda. oltro il limite di tempo stabilito per l'attuale ferma.

/


1400

1401

LA RIUNIONE DELLE T RE SPECIALITÀ

ZAPPA.TORI, llf lN ATORI '6 PONTIERI IN UNA

QlJando agli zappatori del genio saranno impartii.e sol tanto quelle istruzioni che realmente JorO OCCOl'l'e che Coiloscano per di si mpegnare i varii compili tecnici, nella specie e misura in cui oggi vengono richiesti; quando da tutti sarà riconosciuto i!. principio che, il soldato in mano all' ufficiale è macchina, e che, per conseguenza , il 1.empo non breve impiegato a fargli apprendere, nel dettaglio , dimensioni. nom encl ature e dtifinizioni, sarebbe meglio uti lizzato nella materiale esecuzione dei pa,.rticclari concernenti opere e manovre; quando si, comprenderà che I' enti I.il dei lavori o istruzion i svoltesi durante una stagione estiva nei poligoni, non deve solo commisurarsi dall a quantità dei movimenti di terra, eseguiti essendo, secondo me, ill usione credere che il cosidetto allenamento delle truppe ai lavori pi terra, si 1 ottenga fa cendo loro scavare e paleggiare molto, giacchè chi, per genere di mestiere, o per elTello di robustezza. sapeva già maneggiare badile e gravina ·prima di essere soldato, lo~ saprà anphe dopo, e viceversa; chi non ftt mai abituato a ~cavare e paleggiare, non diventa certo bravo scavatore e pal~ggiatore, nel periodo del servizio m:litare; che d'altronde la celere esecuzione dei movimenti di terra pili che nella destrezza ind ividuale, ri siede essenzialmente nel numero dei lav.oratori e più di tullo nella loro savia disposizione sul lavoro ('t); quando il modo di guidare una barca, getlare un'àncora, maneggiare un remo, non sarà più un se;:;reto per la· maggioranza degli ullì ciali del genio; quando si potrà disporre di esperti e pratici piloti di fi11me fra graduai.i e soldati; quando verrà rico nosciuto il principio ch e per il sottufficiale del genio, specialmente il reggimento, non deve essere scuola prepnrat0ria per co nseguire ie spalline, ma il corpo in Clli egli deve rimanervi buono, p:izienLe e provetto istru ttore del

soldato, inlelligente ed attivo coadi uvatore dell'ufficiale; qua~do, infine verrà riconosciuto del pari, il principio che truppe tecniche debb; no essere esonerate, almeno per buona parte dell' anno, dai s~rvizi presidiari ; quando tuttociò avverrà, no.nostaqt~ I~ brevi tà delle ferme , avremo sempre !empo e mezzi suf/Tc1ent1 per otLe~ire nelle compagnie del geni o bu?ni zappatori ed abili pontieri ad un tempo e le nuove compagnie ~rasfo~m~te si terranno certo all'altezza del buon nome dei vecch i pont1er1.

(i) Non si disconosce del tutto il fatto che alla fine di un periodo estivo d'istruzion e di lavo ri di zappa una compagnia ahbiii. già acc1u istalo un certo all,mameoto nel gravinare nel paleggiare, ma quello è un allenamento temporaneo che viene perduto dal soldato non con tarlino {la maggicranza per le truppe del genio) allorquando ha già lasciato il servizio militare. E noi dobbiamo tenere presente cho in guerra avremo da impiegare compagnie la cui forza, per i due terzi sarà costituita da richiamati, e che JJCrciò non è il caso allora di fal'o affidamento nell'allenaménto che e~si acquist:trono all'epoca del loro servizio mil itaro.

(Continua). GIU SE PPE NATA LK maggi ore nel 5° genio.

I•'' (J

I~'

,1, I


CIVITELLA DEf, TRONTO

'

1

CIVITELLA DEL TRONT0' >

. . "' Il tratto di catena appenninica che dai' gruppo dei monti Sibillini, pei monti della Laga, va con direzione generale versosud-est, fino al Grau Sasso d'Italia, fa parte della grande catena orientale e più elevata di quella regione montana che costituisceil così detto Rialto Abruzzese. Parallela a detta catena, e fra questa ed il mare Adriatico, si protende, nel territorio delle province ascolana. e teramana, una regione collinosa, la quale, quasi montana in vicinanza del R~altoabruzzeze, va gradatamente abbassandosi verso il mare, , fino a terminare, con pendii spesso ripidi, sulla striscia di terreno piana~ sabbiosa del littorale. Brusche ripiegature del suolo .danno luogo, in qualche punto di questa · zona col linosa, a repentini sollevamenti paralleli al mare, a cui seguono immediatamente sensibili abbassamenti, rotti questi e quelli, da valli e· burroni, sul cui fondo piallo scorrono, ad intervalli di tempo irregolari, fiumi e rigagnoli, sempre incassati tra alte rive, spesso scosi;ese o verticali. • All'attacco colla zona delle montagne la regione collinosa è marnosa, e tale struttura appare anche negli strati bàssi dei com piu elevali di detta zona. Procedendo .verso il mar~, le colline divengono ·argillosé, per terminare poi a sabbie sciolte lungo la regione li'ttoranea. Sui culmini delle alture più elevate s'incontrano massi di conglomerati durissimi ed anche di traverti no. Su uno di tali culmini si èrge, piLtoresca in mezzo alle ·sue ruine, la piccola Civitella del Tronto. (il I nomi delle varie località alle qualì si accenna in questo scritto si trovano tutti nel ~oglio t33 .della carta d'Italia . ...: Scala t a 50000.

1403

Situata neli' Abbruzzo ulteriore, I, al confine della provincia di Teramo con quella di Ascoli Piceno, la Civilella moderna è un paesetto rincantuccialo fra i monti, a 586 metri sul livello del mare, a "9 chilometri da Teramo e 21 da Ascol i, capoluogo di comune e di mandamento, con 800.0 abitanti circa , compresi quelli dei sobborghi. A nord di f:ivitella scorrono il Vibrata ed il Salinello, piccoli fiumi dell'Adriatico, dei quali, l'ultimo, ha quasi in Lullo il sno percorso un letto racchiuso fra i'ive incassate e scoscese, di natura marnosa. Tra i detti due fium i scorgonsi le tracce dell'antica via romana, · la Metella, la quale dalla costa adriati,ca, pa,,sando per vari punti, corrispondenti agli odierni paesi di Tortorelo , S. Omero, la Lempa ed Amatrice, si riuniva presso l'Appennino, alle altre due grand i . vie ro1nane l:1 Flaminia e la Sal&ria. . E- qnasi contrasto .colle tracce dell'antica Metella, ad occidente di. Civitella, oggi vedesi serpeg'giare in larghe svolte la nu()va strada teramana, bella e spaziosa, la quale mette in comunicazione fino dal ,t 868 Teramo con Ascoli. d, Gli edifici di C1vitella, tutti di colore oscuro, come _la roccia di travertino sulla quale sorgono. sono la matgior ' parte disposti v:ers,o mezzogiorno ed a· chi da Teramo cammin.i verso Ascoli, ap· punto per la via teramana, si presentano come altrellanti gradini · di un antico anfiteatro. Civitella ha tre porte: porla Napoli ad oriente, porla Vigna o di Teramo a mezzogiorno e porta Vena, oggi di Roma, ad occidente. , Quest~ porte, ai giorni nostri, sono ancora riunite dai resti di antiche mura, un tempo alte e solide. · I fabbricati e le case sono irregolari, più ancora le strade. I sncces'sivi tratti di cinta e le nume'rosè feritoie che ancora oggi si scorgono, in più punti del paese, dicono subito che Civitella fn costruita fino dagli antichi tempi %elusivamente per la difesa, e per la difesa più ostinala, anche nel caso che il nemico fo sse riuscito ad impadronirsi ·della cinta esterna delle mura.. li tratto di via detto il Co1,so, che va da porta Napoli a porta Roma, venne in que_sti ultimi anni regolato: esso divide quasi per metà il paese ed è fìancheggiato da diversi negozi : a porta Roma


1404

CIVITELLA DEL TRONTO

CIVITEI:LA DEL TRONTO

dì·viene via di circonvallazione e .cingendo al nord· ì piedi della rocca rìtorna a porta Napoli. Ad ~gni porta·v'ha una fontana: un'altra _poi ve n'ha sulla via dì circonvallazione, d'acque fresch.e .e limpidissime detta Fontana . • deglì Amantì. A 64-3 metri di altitudine, sul ripiano dello scoglio formidabìle che si ìnnalza di mol to sulla zona del terreno. circosi.ant~ e che protegge il paese dai venti nordici, si ergeva . in passalo un 'forte quasi inespugnabile. Di questo oggi non rimangono che pochi ruderi ed un cumulo di mac~rie, roto\ant( verso il Salinella, che quale fosso naturale alla cinta del forte, scorre profondamente incassat,_o , dapprima ad ovest e poi a n'ord di Ciyitella. Qnesl.a rocca conta due momenti importantissimi- nella storia: quello della resistenza presentata alle armi francesi de.I duca , di Gnisa nel secolo XVI, e l'altro, meno. fortunato. ma non mero glorioso. della resi~tenza contro il bl Qcco frances·e del 1806. Questa ultima doveva immortalare il nome di .Malleo Wade, governatore , di Cìvitella in quel tempo. 1

Le origini di Civitella, come quelle di altre città e dì altri paesi importanti, si perde nell'oscurità dei tempi. Alcuni la fann9 derivare dall'antica città romana Bellegra. Il suo nome di piccola cillà del Tronto, più che dal fiume omonimo . che non scorre lontano, come parrebbe naturale, è fatto derivare dalla, battaglia data dai Romani contro i Truentini, abitanti di una antica cillà alle foci del Tronto. I Troentini vinti o costretli ad emigrare, si sarebbero appunto ritirati ::i. Bellegra, in una posi. zione naturalmente sicura e forte. · Certo, Civitella del Tronto, già prima del 1053, era fortezza, poichè nei suoi pressi, 10 quell'anno, i Normanni , vinsero e fecero prigioniero il papa Leone IX. llisulla.inoltre che, qnalche tempo dopo, certo nobile Gualdieri, essendo incorso nell'ira di certo Loretello, · ann idato nella vicina niarca d'Ancona e di Ferrno,i fu da quest'ultimo fatto chiudere in un oscuro ed orrido carcere della fortezza. È fatto pur cenno nelle storie, che Civitella, verso la metà del secolo XV, passò, con regolare investitura, da-Ardizzone da Car-

1405

rara a Giovanni Termes, civi tellese,, il quale considerò il forté come castello feudale. Morto costui, ultimo rampollo della famiglia; i Civitellesi si proclamarono i_ndipendenti. Nel H-76, però Leone Gaczul, -comandante del forte, spad-roueggiò da tiranno, ed indarno, dopo ·varie sommosse soffocate nel sangue., . i Civitellesi inviarono, nel '1481, oi·atori a Castelnuovo, per perorare la loro causa presso il Re Ferdinando d'Aragona eontro la tirannide del Gaczul. Il Re non volle ascoltare le lagnanze degli oratori ed i Civitellesi, . memori di tanto rifiuto, nel U.95, si vendicarono contro la prepotenza della casa d'Aragona demolendo le mura di cinta e le cinque torri della fortezza. S'uccesso nel regno di Napoli, a Ferdinando, il nipote Manfred i, detto conte di Altamura, Civitella ebbe privilegi regi e si sentì chiamala a novella vita. Rinnovate le sue ·m~ra, e più forti -delle preesistenti, fortificata da l?ilippo II di Spagna, in poco tempo Civitella diveniva una fortezza importante dél Regno ·e già verso la fine del secolo xvi il sUo nome era conosciuto non· solo in Italia, ma anche in Francia ed in Spagna. Rispetto al Regno di Napoli, Civit~lla, rappresentava una sentinella avanzata verso gli SLati della Chiesa, dai quali la dividev.a il Tronto, distante dalla fortezza otto chilometri circa in Ji nea retta. In forza della sua posizion e la . fortezza signoreggiava. la val.jata del Salinello e le di ver$e strade che da Ascoli ad Ancarano _ tendono a Civitella e .che poi si di ramano verso Campli e v:erso la costa. Molto avanzata e non collegàta ad altri punti fortificati della frontiera napoletann, tale fortezza non poteva r iguardarsi come punto strategico nel sistema generale della difesa del Regno. Tutta la sua importanza poteva ridm;si alla copertura ed alla protezione di un corpo di truppe. che distaccato innanzi da quello principale, stabililo a difesa degli Abruzzi, dovesse manovrare alle spalle o sul - . fi&nco del nemi co che avesse tentata un'invasione del Regno per la v11lle C:istellana ~i.- per la via lu'ngo il litoralé adriatico. . Data- quindi r importanza alquanto relati.va della posizione, le fortifkazioni della ci_ttà, dopo l'epoca di Filippo li di Spagna {secolo xvr), von subirono sensibili modificazioni; 'nel forte invece


1406

CIVlTELLA DEL TRONTO

vennero introdotti sensibili migliorarrienti, specialmente verso il '1801 . . Sulla vetta del colle ài Civitella esiste anche ai giorni nostri un piano inclinato, con direzione goneral.e ovest-sud-ovest ed estnord-est, di 300 metri ' circa di lunghezza, e di 45 di larghezza. Tale piano era racchiuso aalla cinta di un forte di forma pressochè quadrilatera coi suoi due lati lunghi spezzati a denti di sega ... , Nel suolo sottostante al vasto spianato, che costituiva la piaz.za d'aPrni, esistevano ed esis~ono tuttora, ampie cisterne, alimentate in parte da acque sorgive, cisterne che occupano quasi in teramente il perimetro dell'antico forte. La fonte degli Amanti che sgor~a sul Viale di circonvallazione pare riceva le sue acqne da tali cisterne. Il forte si ergea sulia città senza poter essere dominato da neS'suna delle circostanti. posizioni per artiglieria di quel temp_o. . \ I pendii del r..olle verso il Salinello sono. molto ripidi. quello invece che si prutende verso suèl-sud-est è più dolce, e, dopo· un leggero avvallamento, va a congJungersi al gruppo ~elle colline di Campli;, Su • quest'ultimo pendìo, al disotto del forte; era fabbricata la città. che era separata dalla cinta di qnello da una cresta di roccie di travertino, che anche oggi è visibile, la quale nella sua parte orientale divie1ie' quasi piana ed acce:ssibile senza grandi difficoltà. La città aveva la ·figura di un quadrilatero allungato irregohire: dei due lati più lungh i l'uno era addossato alla cinta del forte e l'altro aveva di fronte, alla distanza di ,4-00 metri, un,a seri~ di alture che anch'oggi dominano il paese. Jn -questo lato e negli altri due -più corti vennero aperte le porte per le quali, anche ai giorni nostri, si entra in Civitella. , Varii sentieri, in pass~to più difficili, con·ducono dalla valle del 8alinello all'alto del colle: quelli che tendono ai pressi di po rta Vena (Roma) sono più difficilmente percorribili di _quelli che éonducono a porta Napoli, alla quale oggi mette pure la strada comunale che si stacca dalla proft•inciale teramana a circa tre chilometri a sud di Civitella. Il perimetro della ~illà. era chiuso, ed è anche oggi in gran parte, da una cinta irregolare di mura guernite di t.orri. Pare

I

,

OIVITELLA DEL TRONTÒ

1407

che detta cinta non abbia mai avuto fossato, né' strada coperta, ,nè sp._alto. Nella parte più bassa della cinta si scorgono talvolta tratti di mur~ molto antiche, fotto che dimostra come la cinta non sia tutta d'elio stesso tempo e che conferma come le mura venissero distrulle e ricostruite poi sul.le rovine delle preesistenti. li forte, del quale oggi non rimane che un ammasso di rovine, si ergeva nel!a parte più elevata del còlle. Nel 11860 era ancora circondato da un'antica cinta .irregolare e male fiancheggiata, oggi a meùo diroccata, consistente per la maggior parte del suo svifoppo in una semplice mur~glia. priva di terrapieno. Tale cinta, che si svolgea seguendo l'andamento della. cresta della montagna, presentava una figura molto irregolare che po. teva paragonarsi ad un quadrilatero· con lati di 300' metri circa di ,Juogbezza e 40 di larghezza. Le difese del forte, più che in opere artilìciali, consistevano tutte nella natura speèialissima del luogo sul quale esso era eretto e nello specia le sviluppo della sua cinta. Il lato lungo, opposto alla città, e quello minore sud · occidentale, ,er;rno inatlaccabili per l'elevazion e di ciascuno s·ull l'il·ir.alle del Salinello e per l'inaccessibile cresta di rocci a sulla quale s'innalzavano. Quello invece ch'era rivolto alla città poggiava su elevate rocce verso occidente e verw oriente anda\ra ad unirsi al suolo della cii.là, i cui caseggiati si appoggiavano alle stesse mura. Questo ~alo poteva essere visi.o e battuto in breccia dalle.alture di fronte, Il piccolo lato ori~ntale, nel quale er·a fabbricato un angùsto ba-stione, era di diflìcile accesso per IR son. elevazione s~l terreno cir,costante. Anche il forte non aveva fossato,· nè strada copertq, nè spalto. S9ltant.o verso la pari~ ovest del lato corrispondente sulla città, v'era una doppia cinta la quRle poi si protendev_a verso oriente, con una specie di opera àvanzata, quale seconda dife5a nel c;:iso che il nemico fosse riuscito a superare la cinta esterna delle mura della città. . · (" In conclusione, mentre il piccolo fiume Salinello rendeva la piazza inattaccabile dalla parte scittentrionale, e due cinte. di mura, addossate .l'una all'altra, ne proteggevano il lato verso la città, verso occidente una rocçia a picco, di un'altùiza di oltre 60 metri, ren-


1408

CIVITELLA D KL TRONTO

ClVITELLA DE L TRONTO

deva vano, qualunque tentativo d'attacco da -quella parle. Il solo lato orienLale, quello verso mare, avrebbe presentato qualche facilità d'accesso, ma questo era stato protello da una doppia cinta e da un'opera avanza ta che ne rendevano difOcil~ ogni sorpresa. La parte più debole della piazza veniva quindi ad essere quella rivolta verso In città, specialmente lii dove le abitazioni si att.:iccavano alla cinta, tanto più che in tale ti"l1tlo veniva a mancare anche lo spazio per una vigorosa difesa. La durata della resi!iteoza flel forte era perciò da ritenersi subordinala a quella della città e, caduta questa, il forte non avrebbe potuto resistere cb~ qualche giorno (,1).

Resistenza presentata dalla fortezza all'assedio 'dei francesi del 155 7. \

Nel ,15157 papa Paolo lV desideroso di liberare coll'aiuto dei fran cesi l'Italia dagli spagnuolt forniva loro aiuti di uomini e di denaro e prometleva al loro Re, a campagna finita, il regalo del Mi· lanese e del Napoletano per i suoi due figli. Perciò il duca di Guisa con un esercito francese e papalino per Bologna, Fermo e Teramo giungeva a Giulianova. In quel tempo era governatore degli àbruzzi il marchese di Tri · vico che nulla risparmiò per preparare a difesa le provincie affidategli. A Civi tella spedì il figlio suo Carlo Loffredo che col conte Sforza di Sanlafiore, inviato del duca d'Alba, dovevano preparare la for· tezza alla più ostinata resistenza. \i ) L'isp iratore llolle fortilkar.ioni princi1lnli di Clvitelln oon è ben conosciuto: v'ha sollanto qualche autore che lo attribuisc11 a Doroardo BuontalenUdel seco loXVL Però dall'Iscrizione abbreviala latina, MESU V PSI LVk, che si trova in uoa piccola lapide circolare di un angolo del forlc. iscrizione che cogli stessi caratteri, e su un;i, lapide identica, è ripetuta in più luoghi delle rortiflcazioni della piazza di Pescara, sorge il dubbio che possa esserne autore. certo P. Sllvo, il qual~ avrebbe cosi presieduto tanto , alle fortificazioni di Pescara, quanto a c1uelle di Civitella, preludendo al sistema bastionato, Si giungerebbe a tale conclusione interpretando l'iscrizione cosi: ME SUBSTRUXIT p, Sll,VA, Di questo signore pero la storia non dice nulla, .\la è ormai t~mpo di accennare ai due momenti più gloriosi della storia della fortezza e di dare anche un cenno dell'assedio del !860.

1409

Chi in quei giorni avesse potuto vedere la vetLa del colle di Civitella sarebbe rimasto sorpreso al continuo formicolio di guastatqri; di zappatori, di min~tori, <li muratori, di soldati, di cilladini, di donne, di contadini , di bestie da soma, tutti portanti sacch i di terra, botti, travi, fascine, per chiudere porte e far ripari, mentre altri innalzavano bastioni, custodivano viveri di riserva e munizioni e preparavano lelli pei futuri feriti . L'armamento della piazza consisteva in pochi cnnnoni: ·Ja resistenza dipendeva tutta dalla posizione n,aLurale della fortezza e più anc,ora dall'animo e. dal cuore dei s.uoi difensori . Tentarono più volte i Francesi, già padroni di Teramo, di sorprendere Ci vitella, ma invano I · li lìglio del marchese di Trivico, Carlo Lolfredo , destreggiandosi con pochi cavalieri, per mezzo di abili e leggere scaramucce, seppe sempre tenerli lontani. Il 23 aprile però giungevano alle focj del Tron to le aspettate artiglierie, le quali, a dir di molti, dovevano essere il terrore del Regno, Due giorni dopo arrivava tuuo l'esercito a Fermo·, alla cui testa era il duca di Guisa, reduce da Roma, accompagnato dal mar chese di Mon torio, AtÌlonio C~rafa, altro nipote ciel papa Paolo I V. Il 25 aprile Civitella veniva regolarmente cin ta d'assedio. Al 'inverno mite del ·I 056- 57 segni va nna pri mavera piovosa che doveva arrecare molti disturbi al corpo assediame e mellere per un momento i difensori della fortèzz:1 in grave pericolo. Questi infatti, causa le infi ltrazioni dèlle pioggie nel snolo retroslantedelle mura, doveltero verso la lìne d'aprile, assistere alla rovina di un tralto di ci nta e di una parte di bastione dalla parte di mezzogiorno. Così rimaneva, tulio ad un lratto, quasi aperta una larga via alle armi francesi per impadronirsi della fortezza. Ma il cuore e l'animo dei difenso·ri dove,•a supplire alle ruinanti mura del Lrallo di cinta franato. 11 conte di SantaGore, senza mai perdersi d'animo, predisponeva tutto per ogni sorpresa c<S quando alcuni reparti francesi si avanzarono baldanzosi per impadronirsi de ll a forte7:za, li fac eva aaaccare, da poch i ma ardili e valorosi soldati, all 'eslerno delle mura, e ricacciare lontani, dopo un'accanita scaramuccia dj circa tre or,e.


·CIVI'l'ELLA DEL .TRONTO

CIVITELLA. DEL TRONTO

1410

Morirono in questo piccolo fatto d'armi otto francesi, tra cui un capitano: vari furono fer iti e due rimasero prigior:iieri. 'Degli assediali rimase ferito soltanto un capitano. li ,1° maggio furono iniziati da parte francese i lavori di approccio. Vennero st11bilite qualtrn batterie le qu1li incorninci a'rono a bombardare Civitella da oriente e da mezzogiorno. Il ·marchesino Carlo Lo!Iredo Trivico tlall.o interno. provvedeva intanto, colle maggiori difese possibili e coi ripari d'ogn i genere, a ra ~·orzare la parte più debole della . fortezza , quella di po rta Vigna, verso mezzogiorno. li Guisa fece tentare va,'ii assalti dai suoi, qualcuno anche poderoso, ma senza risultati , di fronte alla resistenza ed al ,valore del presidio·, d~i cittadini e perfino delle donne . , L'assedio si fece più accanito dopo il 4 maggio: dopo tal gior{lo il fuor:o divenne con tinuo, ora lento e monotono, ora vivo e terribile: più d'una volta i francesi credettero la breccia aperta.' La calma e l'ardire del conte di Santafiore si erano però · trasfusi in tut.Li gli animi .dei Civitellesi, i quali, anzich è sgomentarsi , oani notte rifacevano ·quanto il cannone aveva rovinato n, o distrutto di giorno. Cosi ogni mattina il nemico era cos't.rello a ricominciare quasi da capo. Per far credere maggiore il numero dei difensori non poche donue si presentavano sulle mura, armale di aii·chibugio, coperte le trecce del morione; e la. storia dice che nou furono da meno dei minliori soldati: crnalcnna anzi trovò valorosa morte. n ' Col protrar.si dell' a:;sedio il - cannone del!' esercito assediante doveva finire per trionfare! La breccia era aperta in più punti: l'artirrli eria del Guisa aveva tuonalo tanto che in,cominciavano ad Bssere· scarse le munizioni: · toccava ormai ai fanti impadronirsi . del colle. Non, era però facile s,ilirne l'erta, causa la pioggia ed il fangc1, e, pe:;rgio ancora, causa le pietre che i difensori lanciavano sul nemico, risparmiando così, con risultati foi·se .maggiori, le munizioni. Dopo vari tentativi, riusciti senza e.silo felice, il duca di Guisa, indignato per le perdite dei suoi e per l'ostinata resistenza degl-i 1')

1411

-assediati, vol·le· ricorrere ali' astuzia per potere utilizzare il terreno ' neHe condizioni in cui era e per premunirsi contro l'nzione vi,. ' -cina dei moschetti e dei cannoni, nonchè delle pietre. Richiamò uso le vecchie vinee, impiegando certe macchine.·dette ga.tti ,comp<,ste di travi e di tavole sopra ruote, che dovevano essere avvicin·ate alla ·fortezza, cariche di soldati, spinte da uomini, coperti da g!'osse balle di lana, contro le quali si smorzava l'azione -dei fucili e della mitraglia. Verso sera· il Guisa, accennato ad un falso attacco, finse ritihrsi,, abbandonando i gatti verso porta Vign~, dov'era di guardia -certo capitano Tullio di Civitella, 'valoroso ufficiale. ,Di buon mattino, verso le tre, i gatti carichi di 200 soldati "Vennero diretti verso l'erta prossima alla porta. Ali' improvviso ~s&alto il capitano Tullio risp~ndeva col fuoco dei .pochi uomi'ni· , eh.e aveva soli.omano. Nel frauem,po, al rumore degli spari, acsco1-re~ano 60 soldati archibusieri che senza esitare attaccavano il nemico già prossimo alle mura . ~1entre ferveva la lotta, · alcuni cittadini civitellesi pensarono -oppone l'inganno all'astuzia ed al numero maggiore del nemico. · Afferrata una Iunga trave ed 'adattatevi · ad una delle estremitil due ' macine da trappeto, la legarono opportunamente sulle mura ,con delle lunghe corde. · Lasciati avvicinare i gatti fi n sotto alla cinta tagliarono d'un colpo le corde e quella grande mole pre,cipitava sopra i ,atti fracassandoli ed uccidendo e ferendo un oum~ro straordinario di Francesi. Dopo ta!e colpo morale ·il duca di Guisa credè opportuno non insistere ,pel momento n_ell'impresa ,e si ,:iLirò lungi dal tiro della fo rtezza. . Nella ritiratn rimase sul terreno un partigiano del Guisa con una gamba rotta. llaccollci dai sold,1ti del capitano Tullio veniva e:on·dotto in città, alloggiato e pieLosamente curato. Un chirurgo francese veniva poi autorizznt.o a recarsi a visitarlo . Poco tempo dopo l'ardito conte di Santafiore discendeva dal rotto delle mura con un pu~no, di v1i lorosi ed improvvisamente tentava un'azione notlurna. t Giunto ai primi cannoni mise in sbaraglio le due compagnie ehe vi eran~ a guardia uccidendo ·e ferendo molti nemici e resi

in

92 -

ANNO XLI.


14-12

· ClVlTELLA DEL TRONTO

ClVITELLA DEL •r1tONTO

inservibili i pezzi se ne ritornò in Civilella con fucili, martelli e picconi, quali trofei di villoria . . Tale ardita impresa giovò molto al morale degli assectiati. Per poco che la resistenza si fosse protratta, il Regno di Napoli sarebbe rimasto salvo dall'invasione! " Il S·antafiore io aveva compreso e nulla ~tascurava per riuscirenell'inLento: l'aiutavano nell'impresa i suoi soldati ed i citJ::idini civitellesi, tutti concordi in un sol volere: resistère ! Già un nuòvo pericolo sovrastava alla fortezza: l'arrivo del duca di Galliano e di Pietro Strozzi, alleati del duc·a di Guisa, chegiungevano proprio in tempo per accelerarne la resa ! Per buona · sorte il duca d'Alba, in quei giorni, dalla Calabria era passato nell'Abruzzo con un forte esercito di 3000 Spagnoli, 1f ,000 Italiani) 6000 Tedeschi e 1500 cavalli. , In seguito a questa n0tizia il ·I 6 giugno di quell'anno il du,a di Guisa abbandonava il blocco di Civitella e per Nereto, Corropoli, Controguerra s_i dirigeva seguendo il · littorale adr:iatico ad Ancona. li conte di Santafiore ed il marchesino Carlo Loffredo Trivico. a-veva.no così reso un segnalato servizio al loro Re ed alla patriat furono perciò largamente ricompei:isati dal Re e con loro lo furono. pure tutti i citladi'ni civitellesi. Così terminan questo memorabile e glorioso assedio, inco.. minciato il 24 aprile ,J557 e durato .ben cinquantadue giorni, senza che 13,000 Francesi fossero riuseiti a coslringere un pugnod' Italiani, rinchiusi in una piccola fortezza, alla resa. Ed Italiani erano daY.Yero tutti i soldati e tutti i cittadini diCivitellal Non vi fu neppure un disertore in tutto il tempo dell'assedio. 1

Difesa della fortezza contro l'assedio dei Francesi nel 1806. Fuggito per mare il vecchio Re di Napoli e Sicilia, Ferdinando l V di Borbone, colla regina e la famiglin, i principi Fran· casco e Leopoldo in ritirata coll'esercito per le Calabrie, una reggenza timida ed inesperta in Napoli, il regno aperto alle in· vasioni straniere, le città indifese, i sudditi fedeli al Re, fuggi-

1413

tivi o nascosti, ·il popolo timoroso ed incerto, gli onesti armati per difesa personale e per la .tutela degli ordini cittadini: tale era lo stato del Regno di Napoli ai primi del 11806. , . In questo fempo 50,000 Francesi varcavano i confini del na/ poletano guidati dal maresciallo Massena per installare sul trono partenopeo Giuseppe Bonaparte col nome di luogotenente del".'. l'Imperatore. Napoleone, suo fratello. Oltrepassati i confini senz' incontrare resistenza alcuna, il Masseria avanzò pe·r le vie di Aquila, Ceprano e Fondi, ·intimando la resa ai comandanti delle fortezze di CiviLella; P~scara , Capua e Gaeta, I~ quali, sebbene non pronte a sostenere un assedio. a causa della trascuratezza del governo .e delle infondate sperc1nze . di pace, nutrite fino allora dal Re Ferdinando, non vollero tuttavia arrendersi. ,. Lasciate poche forze a bloccare le fortezze, il Massena procedeva col grosso dell'e$ercito verso Napoli. La paurosa reggenza del Regno, priva, dopo la pace di PresbùrD'O dell'aiuto dei Russi , si a[reùava ad inviare ambasciatori o ' al Massena, dicendosi pronta a rimettergli le fortezze, i castelli ed i l'uoghi fortificati, quasi dimentica dell'ordine tassativo del re Fer· dinanclo che non si dovesse cedere alcuna fortezza, a COSI.O di qua. ]unqu,e sacrifizio. · Il giorno 11,i. di febbrai.o le prime schiere francesi occupavano Napoli ed il 115 d~llo stesso vi entrava. Giuseppe .Bonaparte accolto _ favorevolmente dalle popolazioni. ~ In quei giorni in tutti gli Abruzzi non si sarebbe potuto "trovare un sol soldato del Re fuggitivo: soltanto la piccola fortezza di Civitella del Tronto, con un pugno di prodi, resisteva! . Il ·suo governatore, maggiore D. Matteo Wade, · irlandese al servizio dei Borboni, fedele al giuramento prestato al suo Re ed ossequiente al suo ultimo ordine, era deciso a sacrificare sè ed i suoi piuttosto che cedere la fortezza ! Egli comprendeva benissimo che la resistenza di Civitella, isolata, non poteva, in quei momenti, avere alcun' importanza per la difesa del Regno, ma i suoi sentimenti di soldato ed il concetto ch'e~li aveva, elevatissimo, dell'onore militare, si riballavano, in lui, al pensiero di dover cedere debolmente al nemico

I

~


1414

CIVITELI,A DEL TRONTO

quella fortezza che per la sna su·uttura naturale era da r:iLenersi quasi inespugna~ile. Un 'osLinata re:;istenza, a suo parere, sareb be riuscita, se non altro, a distogliere una piccol a parte dell e forze 'nemi che dal teatro principale delle operazioni , quello dell e Calabrie: era quiri'di un sacro dovere il resistere! Autorevole ed aifobi le, energico e generoso ad un tempo, il maggiore Wade era riuscito, nnche prima delÌ'assedio, a canivar:;i l'affello della guarnigione e le simpatie di tulla la cittadinanza: era naturàle quindi che nel giorno del pericolo la sua volontà dovesse suonare comando, e cosi fn l Tutti, sol dati e cittadini , approvarono fa sua ris~luzione cli non cedere la forte:eiza e di resi stere fino agli estremi. TI generale Saint-Cyr, comandante in capo del corpo di operazioni degli Abruzzi Yerso la metà del gennaio l 806 da Chieti, dO\e ave".a stabilito il suo quartier generale, emanava gli opportuni ordini perchè Civitella , solo pnnto che ancora resistesse; ven'isse bloccata e costreua alla resa. A quel tempo la guarnigion e della pi cco la piazza contava uno stato maggiore, un piccolo nucleo d'artigli eria ed un l)a tt:1glione di milizie provinciali. Erano all'incirca 330 uomini in totale, tra uflìci;li, graduati e soldati, dei quali non meno cli 300 appartenevano alle milizie provinciali. Le ballerie del castello eran o armate con ·I9 éannoni di · diverso calibro, mon lati quasi lutti su affusti da marina e da 1 mortaio. Le mnoiziooi da guerra consistevano in 880 chilogrammi, circa, di polYere, io alcuue piramidi di palle di cliver.:;i calibri, io, un ·piccolissimo numero di scatole a mitraglia Ad in "2 bombe. I viveri , se parcamente usali, potevano bastare per tre mesi all' intiera guarnigione. Le cisterne abbondavano d'acqua. Tale era la situazione delle cose ai 23 del gennaio 11806, giorno in cui si presentò al governatore di Civi tella un aiutante di campo del generale Mioll is, comandante delle truppe dislocale nel!' Abruzzo Ul,teriore I, qual e pa rlamentario per intimare la resa alla fortezza. Inutile dire che' l'intimazione venne q1rnsi accolta con sprezzo e che l'aiutante dovette r itornarsene al campo francese con una risposta recisamente negativa del maggiore Vade.

CJVITELLA DEL TRONTO

1415

Anche di poj furono tentati maneggi d'ogni genere per indurre il governatore ad arrendersi, ma. inutilmente 11 generale Lecchi, · successo verso la finP, del febb raio nel comanJo delle truppe degli Abruzzi, al generale M iollis, propose al governatore ur;i'o norata capitolazione, basata sn quell a stabi li ta fra la re~genza di Napoli ed i Commissari frnuce;,i per la resa delle allre pia1.ze del regno: ma i suoi passi non ebbero risultali migliori dei precedenLi. Alle trattative infru ttuose seguirono le minacce, ma anche queste nnlla dovevan0 _ottenere. Uguale sorte era poi riserbata al generale Friesvil le - in caricato dal Sain t·Cyr delladirezione dell'assed io-, quando faceva informare il comandante di Civilelladei rovesci dol· l'esercito napol etano nell e Crilab rie e dell a sua consegnente ritirata in Sici lia. · Il maggiore D. Nlallf'o Wade non prese consiglio che dal punto d'onore e dalla gloria militare e respin~endo ogni prop~sta di resa si mantenne snlla difesa ;1r\ oltranza. Privo d'ogni com uni cazione coli''esterno, ignaro di quant'era ac· caduto nel regno dopo ch'er:t stato stretto dai nemici, in cominciò a dub itare ch e l'importan1.a della fo rtezza di Civ itella fosse divenuta maggiore di quant'egl i aveva potuto sup porre ed una volta più si ostinò nel non voler accettare le vant:iggiose offerte del nemic.o. · l i 23 gennaio, al suo .primo rifiulo , avanzò un corpo di truppe fran cesi per investire il for te ehi città. RiLenendo inutile un assedio regolar0 i Francesi decisero di bloccare strettamente la fortezza , di intercettarle ogni comunic.azioue coll'esterno e di tentare la breccia ne!la cinta del fo rte per mezzo di batterie opportunamente stab:lite sulle alture si tuate a mezzogiorno della città. Furono occupate tqtte le posizioni circo:;ta nLi alla città e le pi~ vicine, quali qL1elle che potevano essere m:iggiormente molestate dal fuoco dei difensori, furono protette con opportuni trinceramenti. Venivano poi iniziati i lavori per due batterie, una da can noni ed u,na da mortai che venivano armate qu ella con 6 pezzi e questa con 3 mortai spedi ti da Pescara: a qneste due se ne aggiunse in scgui,Lo una terza di altri 3 pezzi stati conqnistati dai Francesi ai Civitelle:,i snlle posizioni avanzate prossime al fiume Tronto fin dal momento del loro in grosso nel llegno .


1416

CIVITBLL.A. DEL TRONTO

C!VITELLA DEL TRONTO

1417

)

l 1 17- febbrai o tuLLi i -'lavori erano terminati e le tre batterie si trovavano disposte nel modo seguente:, quella di 6 pezzi sull'altura opposta alla fronte della città· quella dei mortai sul la posizione a sud del convento di S. Maria; ~ quella di 3 pezzi sull'allra posizione a nord del predetto convento. Nel successivo mattino del 18, sul far dell'alba, le tre batterie .aprirono un vivo fuoco contro il forte, fuoco che continuò , anche nei giorni successi vi. I colpi vennero dapprima diretti sugli edifizi più in vista, che rimasero interamente distrutti dopo poco, poi contro le ar· tiglierie dell'assediato e contro i parapetti : la balleria di ciil ibro maggiore, quella a 6 pezzi,· battè in breccia le mura. ' I l governàLOr~, co~scio che colla sua debole guarnigione J\On av1rebbe potuto mterdrre al nemico l'investimento della città e del ~orte, p1:i~a ancora che il blocco incominciasse, aveva per'suasi 1 contad101 che abitavano nei dintorni della piazza a diferidere le loro capanne erl all'uopo li aveva provvisti di fucili e di muni zioni. · ..1 ~etii. contadin: corrisposero alla fiducia in loro riposta e per prn g,orn, contrastarono al nemico 16 posizioni meridionali dominanti la città e Jo obbligarono a pro trarre i lavor i d'assedio. Intanto un gentiluomo civitellese, certo Vai-ches, che avea n:ilitato in Spagna, si metteva al servizio del governatore con molti al_t1:i coraggiosi cittadini : veniva così un poco alleggerito il serv1z10 dell~ piccola~· ~uarnigione e maggio1·mente assicurata la difesa della cillà. Le artiglierie della piazza furono dfrelle dapprima a prot~ggere coi loro tiri le operazion i dei contadini e poi a ritar?are i lavori d'assedio. E furono sì bene impiegate in qt1esto ulumo r.òmpito che il nemico fu costretto a lavorare soltan lo di notte alla costruzione delle ballerie . . Alfine f)~rò i Francesi poterono rius_cire a mettere in posizione 1 loro pezzi cd allora incominciò un vero duello d'artiglieria nel qual e fini per prevaler& l'artiglieria assediante. . Ogni colpo cli palla dei cannoni o dei mortai assedianti che colpisse le mura od i parapelli, costrutti a travertino, produ-

<;eva, a danno dei difensori, effetti uguali a quelli di una milra-

glia. Dopo qualchè giorno molti dei rivestimenti del forte erano crollanti . ' E quasi ciò non bastasse le batterie della piazza venivano seriamente danneggiate, alcuni pez.zi erano smontati ed i pochi il iesi dovevano esser trasportati nei siti meno minacciati . Il fuoco d'artiglieria della difesa veniva così a diminuire, ma, -diceva il Wade, era quasi un bene perchè le munizioni eran ri,doue agli estremi ed era necessario non _sprecarle, se si volevano ,poi impiegare con ri su ltati certi al momento dell'attacc;o vicino. La _guarnigione, in mezzo a tutte le difficoltà, operò veri mi racoli, e costretta a bivaccare per la stagi one ancora fredda, non esitò a valersi delle travi, delle porle · e delle intelaiature delle finestre dei rovinati edjfici per potersi scaldare. , 11 servizio di sicurezza non era mai venuto meno e, giorno e notte, soldati e cittadini gareggiavano nel creare ostacoli d'og ni -genore al nem ico pel caso che a\'esse tentato impadronir;;i della -città. I pochi artiglieri facevano miracoli e senza tema di troppo ,esporsi non nhbandonnvano mai i pochi pezzi rimasti, dai quali, .a rari intervalli partira qualche colpo, quasi volesse dire al nemico di star lontano. · Ma ai Francesi non era sfuggito che le difese del forte erano -state mollo danneggiate e che il numero delle bocche a fuoco sera diminuito: decisero quind i di stringere più da vicin o il forte e di accelerarne la resa impadronendosi della città. L'avvici narsi a que;;ta non era però cosa facile, specialmente a c:1usa dell'nssoluia mancanza di trincee, dato il carattere improvvisato dell'assedio: le Lruppe destinate a raggiungere la cinta -della citlà sarebbero quindi state costrette a percorrere un buon tratto di terreno sotto il fuoco della mitraglia del forte e della .fucileria delle mura. Si tentò di rimediare a tale inconveniente col ten tare un attacco improv\•iso con piccole colonne mobi lissime su più punti della cinta, ma l'attacco non riuscì. • I posti di sicurezza avevano dato l'allarme in tempo ed iu un .momento tutte le milizie e tutti gli abi tanti si erano trovati sulle


)

1418

CIVITELLA DEI,' TRONTO

mura di dove avevano· aperto un 'vivissimo fùoco sul nemico,, ' mentre dall'alto del forte tuonava il cannone. Quantunque però !;assalto non fosse riuscito, i, Francesi avevaP.o potuto riconoscere meglio le fortificazioni . nemiche, Je viedi accesso alla città e le disposizioni della di fesa: era. sempre un risultato. Ne approfillarono perciò pochi giorni dopo, per tentare un assalto notturno. Il generale Frégeville affidò r'impresa al reg~imento Latour,d'Auvergne. Il reJ,.;gimento, col favore di una notte buin, poco prima della mezzanotte, avanzò i silenzio verso in punti più accessibili della città. frazionato in più distaccamenti : g\unti quest~ presw la cinta, senza egsere .scoperti. impetuosamènte assaltarono la città. ~e ~entinelie ed i posti di guardia, sebbene sor:_presi, fecero qualche resistenza, file} sopraffatti . dal numero furono costretti a ritirarsi verso il forte. I più animosi abitanti, chè quasi tnt~i erano desti, di'spi1l'arono palmo a palmo il terreno, facendo fuoco dalle strade· più alte e dalle finestre , ma ~.lfine anch'essi dovettero ritirarsi versa, il forte .. Il maggiore Wade, anche in quel .momento, non aveva perso, . il suo sangue freddo: per non compromeLl.ere la sorte delln guarnigione all'azzardo delle tenebre, l'aveva tc:nuta tutta sottomano ali' ingresso del forte e si era limitato a spedire poche pa1tuglie in città perchè animassero ed aiulas~ero gli abitanti alla difesa. Il fuo·co di fucileria continuò dalle ·due pani tutta la notte, diminuì soltanto verso l'alba 'quando i Francesi, forzate le abitazioni, si sbandarono in varii gruppi per darsi al saccheggio. Accor1o!;i dello sparpagliamento dei nemici iLWade pensò ap".' profittarne. '· Avanzatosi in ordine col nu,cleo principale dei suoi, per le vie più spaziose della città, attaccò improvvisamente gli sbandati nemici alla baionetta, mentre gli abitanti li attaccavano sui fianchi per le tortuose 'strade laterali. / , , - Il_ne~i~o, che nella notte aveva creduto d'av~r vin~a. anch~ _/ la guarn1g1one, sorpreso e spaventato da quell appanz1one eh nuove forze e piu ancora dall'assalto impetuoso, fu ggì disordinatamente ed in un mom,rnto nemmeno più un francese era in città.

CIVlTELLA DEL 'IRONTO

1419

· Il comandante del reggimento che fuori della cinta cer~ava di riµnire i su,oi per· tentare un contras~alto rimaneva morto sul terreno, colpito in pieno petto da una palla di fucile . . In seguito a proposta dello stesso governatore della pinzza il cadavere del predetto comandante veniva ritirato dai Francesi e sep.olto con tutti gli onori dovuti al suo grado. L'eroica di fesa della guarnigione e dei citLadini aveva convinti i nemici· che le truppe assediate dovevano essere in numero maggiore di quanto da Lotti si credeva e éhe qualunque 'altro tentativo d'assali.o alla città sarebbe riuscilo del pari inutile se prima non fosse stata aperta una breccia. In tale intento fu rip1·eso il fuoco contro la cinta, diretto verso la parte più accessibile della città . . Continuando l'assedio, ed essendo perciò sempre intercette le comt1nicazioni coll'esrnrno, incominciarono a scarseggjare i vlveri: fu ne~essario quindi far uscire le bocche inutili e gli abitanti atti alle armi che ne mostrarono desiderio, ma a piccoli gruppi e di notte. Rimasero in. r.ittà i poéhi abitanti animosi e quegli altri che tenendosi in disparte dalle cose dell'assedio speravano nella cle, menza francese; data la resa della piazzn . _ L'assedio però si p~otraeva, i viveri diminuivano di giorno in giorno, · le rovin.e del forte si foce vano se.mpre maggiori : lutto diceva prossima la fi ne. · · Privi d'ogni Eperanza di soccorso alcuni soldati delle milizie provinciali pensarono di sottrarsi colla fuga agli imminenti periéol.{ Il triste esempio fu eseguito da altri di quelle q1ilizie, che Jlon erano soldati di professione, ed in breve tempo le diserzioni divennero numerose: neppure l'autorità e. la severità del Wade potè imp'edirle I Verso la metà del maggio la guarnigione contava soltanto una sell&nlina di uomini circa, dei quali una trent ina erano feriti ed infermi. Gli strenui campioni dell'onor militare in quella fortezza erano quindi ridotti a poco più di quaranta: di questi noYe erano ufficiali. · · Gli abitanti e le milizie , quasi tutti, fuggendo, avevano sa". puto, co.1 favore della notte, eludere la vigilanza dei France:;i, di


)

1420

1421

CIVlTELLA. DEL TRONTO

C l VITE LLA DEL TRONTO

guisa che questi creJevano di aver da fare sempre coll e stesse fo rze, tnnto più che i pochi valorosi difensori rimasti nella piazza, raddoppiando la loro :iui vilit e continuando ,il fuoco come al so lito dal forte, nnlla ave\'ano dato a vedere àella di minuzione del numero degli assediati. Fino al giorno 21 di maggio il nemico continuò a batlere le mura : in dello giorno decise assaltare di nuovo la citLil, ma con fo rze maggiori che negl i altri due assalti. per non ~ubire lo stesso smacco. In utile previdenza , perchè non più necessaria I I pochi ab itanti di Civitella, visto aV\'icinars i il _nemi co, credettero opportu no r itirarsi nel,le proprie case serbando un contegno affatto pacifico, men.tre la guarnigion e si riduceva tutta nel forte di dove iniziava un vivi ssimo fuoco contro gli assalitori. La città, senza grandi sforzi, cadeva in mano dei Francr si, i quali. e per vend,r!la , e pel fuo co che partiva dal fo rte, non esitavano un mom ento a saccheggiarla, quasi che fosse stata 'presa d'assalto. Non mancarono neppure le vittime, tra cui il generoso Vasches, quel civitellese che non poco aiuto aveva arrecato coll'opera sua al governatore Wade . Per quanto i difensori dei forte si mol tipl icassero tutta la giornala per aLLività, ardire e bravura e nulla trascurassero per tenere lonlano con un fu oco conti nuo il nemico già pirdrone della città, tullavia la situazione era gravissima ed un nonnulla avrebbe potuto imporre la resa. l n tale deplorevole stato di cose, considerato che stava per essere ine~itabile ed imminente la perdita dei pochi com pagni che fino all 'ultimo gli erano slati fedeli, il governatore Wade credù giunto il momento di con,·ocare a consiglio di guerra i nove ufficiai i superstiti della difesa . Espressa la sua piena soddi sfazione e fatti i piu elevati elogi a tulli per la imperturbabilità. dimostrala da ciascuno nei pericoli trascorsi, il governatore propose agli uffici ali un'ultima prova sublime di eroismo : « Raddoppiamo pure co ntro i noslri nemici, egli disse, i no« stri mezzi di distruzione, e battiamoci da disperati . Al mo-

« mento in cui si avan1.eranno per opprimerci , rendiamo la no << stra tomba com une ad uaa huona porzione di essi . La polvere « che ci avanza , situata in barili sotto la breccia, è suflìcienle per ~ far sal tare in aria una parle del [orle, e seppellire noi ed i ne« miei insieme, so tto le stesse ruine » ( 1). E- certamente alle parole avrebbero corrisposto i fatti , se il consigl io non avesse Lrova1a troppo violenta e disperata la risoluzione del governatore. Compreso quesli che quell o non ern piu il momento d'imporre la propria autori tà, si arrese al \lolert, dei più. Venne deciso di tentare tutto per ottenere· un'onorala capitolazione pri ma di far saltare il forte coi difensori. La cap ilolazione fu trattala e conchinsa nel successivo giorno 22 di maggio alle condizioni che la guarnigione sarebbe uscita dal forle con tulli gli onori militari, cho anebbe conservali i suoi equipaggiamenti e che sarebbe stata !_ibera di lrasferi rsi in Si,·ilia . Il o.renerale Fré••evill a> ionaro delle poche forze nemiche., non o n aveva esitato un mom1mto ad accordare i patti della capitolaziona, desideroso di finirla e di non andare incontro ad un a disperata resisLenza, ed a gravi perdiÌe, dando l'assalto al forLe. Avvicinatos i però a questo durante le trattative e vistone il deplorevole slalo delle mura, non volle accordare a quei p1Jchi superstiti che gli onori militari. La guarni gione, impotente or mai a resistere al nemico, che sempre più si era avvicinato alle rui ne del forte, dovè soggiagere al suo destino. I pochi superstiti dell'eroica difesa, lo ste;;so giorno, a suon di tamburo ed a bandiera spiegata, uscirono dal forte col loro comandanLe maggiore D. ì\laueo Wade alla testa. Il drappello non oltrepassava i 30 uomini; gli altri era no rimasti nel fo rte, ammalati µravemente o ferili. 1 Così fin i quest'assedio, a proposito del quale si legge nelle llfémoires de Massena, del general e Koch che il Frégevill e coi suoi « deboucha, pa1· im sape cioiible, de la partie droite et supérienre << de la ville s1tr la forter~sse, arriva ainsi a1b pied cln rempart, 11 1

(i) Foglio period ico mili taro del depo3ilo della guerra di l"ia1>oli N. IV.


1422

1423

ClVITELLA DEL TRONTO

'

« attacha le rninw1·, fit sauter unP- partie dn mw· et entra dans le. « fort par la brèche, l'épée a la rnain » (-1). È· lecito dubitarne, perchè, mentre tutli gli storiri e cro nisti del tempo accennano all'onorata c,ipitolazione del presidio. 'nessuno. parla della presa di viva forza del forte . Gli illustri difensori di 'Civitella furono condolli prigionieri in Pescara di dove gli ufficiali furono spediti in Franeia. e,d i sotLufliciali e soldati vennero obbligati a prendere servizio tra lé fìle nemiche, parte in Ancona e parte in Alessandria. · Il valoroso Matteo Wad~, 'trattenuto dapprima a Torino per essere giudicato da una commissione militare circa il suo operato, veniva poi spedito al deposito generale dei prigionieri . in Parigi, ove rimase otto anni, trattato però sempre èon tntlo il ' rispetto che era dovuto alla sua gloriosa condotta nella difesa di Civitella del Tronto · dal 22 gennaio al 23 maggio ·1806 (2)\ Ferdinando li di Napoli, verso la metà del secolo, aveva raw~ innalzare nel)a piazza del Cavaliere di Civitella, un magnifico monumento in màrmo, in onore e memoria del Wade : . oggi quel monumento giar.e vicino a quell a piazza, dimenticato in un corridoio di un ex-convento di frati e for se pochi in italia sanno chi fosse l' il'landese che soltailto novant' non i addietro era disposto ad immolare sè ed ' i suoi, tutti italiani, sull'altare della gloria e dell'onore piutlosto che arrendersi allo straniero . (Continua) VITTORIO P ITTALUGA capitano A. C. brigata Pistoia. (i) Paris.

PA ULI!\

et LECHE\' ALIER. i850. Torno V, pag. 180.

(:l) A chi oggi en tnt in Civitclla dalla porta Napoli, alla sinistra si presenta una modosta lapide, troppo modesta, decretata dal Re di Napoli il -19 giugno i819, suJ!a . qua le é seri tto : Memoriae poster,tatis - Lapis hic commendut - Foi·t.itudinein virt-utemque bellicam - Civiv,m. Trnentinorwn - Qni anno MDCCCVI - Cnm parv<i ma1vu militum· praesidiariorum - Duce Matteo ,Wade A,·cis prae(ecto - Patriae proJm(/nalione ~tiscept<i - lmp etmn Gallorum. - ,llagnis copiis gravique obsidio11e - Castru,n p,·e~ 11ientìuni - Per li' mense,.s - Singula,·i fìdetitatis exemplo - S-ustimiernnt.

TRA I LIBRI (') , Oli avvenimenti d'Africa descritti dal senatore N1sco. - Una buona g·iàdti igienica di Ro1nii compilata da un medico rniWa.re. - Di nuovo la qiiest-ione dell' eqitipagyìmnento di fanteria. , Jl senatore N1cou N1sco, continuando nella sua opera di narratore -0~1le .Vicende italiane di questo secolo, ha aggiunto ali' opera sua un fascicolo nel quale, col titolo L' Italia in Africa :_ 25 febbraio 1885J marzo 1896 (Napoli, tip.· Morano) descrive gli ultimi avveniment( ·1a eui fama ancor risuona. Noi vi troviamo qua e là i segni di una mente . larga, abituata per lungo studio a guardare lorl'tano nei veri della storia, ma la fermezza e la sicurezza de.llo :;;guardo lontano diminuiscono quando lo scrittore riferisce e giudica _il' presente. È gran merito per lui l'avere ' -cercato di scegliere bene t,ra i copiosi -m'ateriali che gazzettieri conscen.ziosi e fantastici gli offrivano; ma non è farg li torto l'aggiungere che la fretta di compilare la memoria ·storica gl' impedì la precisione dei particolari. Giacchè è proposito del venerando scrittore di completare la narrazione quando la ::;erenità sia tornata negli. animi, lo preghiamo di riprendere' allora il rnccouto fatto della battaglia di Monte Raio e porlo ;a. raffronto con i nuovi materi~li che sono stati pubblicati dai testimoni -e dal governo. Forse gli verrà desiperio di ritoccare e di ri'prendere il rac~onto, renderlo ,più chiaro ed evidente, purgarlo dalle inesattezze, ~attrarlo alJa incertezza dei giudizi. Eviterà pure frasi come la seguente: . , il Baratieri, attenendosi costantemente durante il febbraio al sistema di azione tattica (?), corninciò una guerra .di posizione e quella conii;pondenza officiale telegralìca, dalla quale si rilevava che gli mancava ;ii suoi movimenti l'obbiettività » (pag. 72). Que:";te frasi non hanno la ·chial'ezza che siarri soliti a trovare nell'autore, e sotto un aspetto sibil· lescamente scientifico finiscono coll'essere vuote di sìgnilìcato. {') Sarà ratto cenno <li tutti i li bri cli cui sia. mandato esemp lare alla Oirczione.


j

1424

TRA I LIBRI

È bene che anche i nostri scrittori storici, ed il N1sco può essere

posto tra i migliori, vengano una buona volta nel proposito di considerare i fotti militari come degni di un racconto esatto, e rigoroso, iniiece di essere ritènuti come un ludo rettorico. Su di ciò gli storici tedeschi non lasciano mai nulla da pretendere. La fretta nocque anche ai gi\1dizi, e non saprei come conciliare le lodi fatte alle disposizioni date dal Baratieri per la marcia affensiva, tanto che « se gli ordini dati fossero stati eseguiti, forse la vittoria non. .sarebbe mancata» (pag. 77), col biasimo che poche righe sotto gli è dato per l'ignoranza topografica dei luoghi. Ricordi'lo scrittore che il conoscere il terreno su cui ·seguirà la battaglia è raramente concesso al comandante del partito che assale; le, carte topografiche, ove esistono, aiutano; in passato valeva il colpo d'occhio, ma al presente co1M in passato non è stato mai concesso da uno dei partiti all'altro di studiare il terreno della battaglia. ' I fatti d' Africa vogliono essere tutti ripresi in esnme quando le ~assioni saranno alquanto più chete, ed allora dopo una larga disamrna intrapresa da un pensatore che alle altre doti unisca quella del 'psicologo, mt)lti dei giudizi troppo frettolosi ed appassionati saranno modificati, e sparirà l'incertezza che essi hanno in tutto lo scritto del Nrsco. E dopo ci-0 ancora per l' insieme del .racconto, per l'esposizione degli avvenimenti che precedettero la catastrofe e di lunga mano la pre'pararono, e per la larghezza delle vedute ci sembra che questo del N1sco sia il migliore e più completo libro tra quelli che la fretta di conoscere le cose, fece vedere la luce' in questi tempi.

Per opera e per cura di un ufficiale appartenente al corpo· sanitario militare apparve testè in luce un elegante volumetto, il quale col titolo di Guida i,qienièa di Roma (editore Loescher) tratta di quanto riguarda l'ambiente igienico e sanitario della c~pitale, ed, ove occorre, lo pone a riscontro cori le analoghe notizie riguardanti le altre grandi città italiane, o le capitali straniere. Un riassunto del libro ci è dato dall'indice dei capitoli. EJsi trattano del clima, dell'aria, dell'acqua, del suolo, delle condizioni di abitabilità,, (ieg li alimenti e bevande, dei serv-igi igfenici e della assistenza sanitaria, dei servizi di beneficenza, de.gli estremi itffici fiinebri, ecc. Chiude il libro l'elenco degli uffici e del personale sanitario. Dalla lettura si ricava la confortante notizia, sostenuta da cifre statistiche di diversa indole, che R01na è la più salub1:e fra le gra.ndi città ita-

j

TRA I L JBR.l

1425

liane. Ma, e la malaria'? Comunque ciò avvenga, Roma è un'oasi un-. mune in mezzo a un territorio malarico. Questa è la conclusione e la de· duzione fatta in seguito a molti dati di fatto, circa alle condizioni della città .che sotto tutti gli altri punti di vista sono le migliori possibili. Se a questo solo tendesse il libro la sua u1ilità sarebbe grande, e ne dà pl'ova.quanto ci fÙ detto, che dall'Inghilterra fu chiesto il permesso di tradurlo. Ma il libro aggiunge qua e là, senza pretesa ma con molta opportunjtà, alcune o:1servazioni pratiche-assai utili per coloro . che vivono in Roma o ne vogliono conoscere la vita <~ questa parte è quella che ce ne raccomanda la lettura, e più ancora, la meditazione. Elegante nella sua leg<'tura, utile nel contenuto, pubblicato a titolo di beneficenza, scritto briosamente e chiaramente, il libro ha troppe doti per non incontrnre il favore dei lettori.

,,.

** · Dn altro medico militare, il capitano :M,\zzEr del dist1·etto di Forlì, ci fa tenere una sua coi1fel'enza sull'Equipaggiamento e vesliario del soldato

di fanteria (Pistoia,' tip. Fiori e Biagini). Un problema di soluzione molto , difficile. Si tratta del carico? Ripartirne il peso è precisamente come ·· cercare la quadratura del circolo. Equilibrare quel peso · impossibile sénza prendere per punto d'appoggio le spalle, e quindi nuocendo alla respirazione. Alleggerirlo? non c'è mezzo di farlo in modo utile e valevole. Senza rinunciare a quanto è possibile di provvedèrc con i tre metodi indicati, bisogna ricorrere ampiamente ad un quurto che consiste nell'adattarn razionalmente il peso sulla persona. Con questo indirizzo il confe_renziere è persuaso che il fantaccino possa portar seco quanto gli è necessario: , Ma badiamo: quanto gli è necessario. Ed è molto, perchò il conferenziere non è di quelli che si scalmanano per a114'ggerire il soldato. L'uomo ed il giovinotto hanno molti mezzi, più assai di quelli che noi crediamo, ed impiegbiamo, e potrebbero essere utilizzati purchè sieno adopc~rati in modo razionale e secondo i dettami della scienza che studia e conosce la st11uttura umana. Tuttavia egli si schiera tra gli abolizionisti della tenda, e ne dà le ragioni, ed invece vorrebbe che i soldati fossero provvisti di un telo impermeabile per dormirvi sopra speeie sul terreno umido; desidera che il copricapo abbia un'a visiera orizzontale, e sarebbe più contento che non ne avesse perchè non fosse impedita la evaporazione del copioso sudore: desidera "pure una divisa comoda? con molte tasche e. pochi fronzoli, una giubba


1427 1426

TRA I LIBRI

alla cacciatora, di color marrone cioè del colo1·e fulvo naturale della lana, un ampio cappotto col cappuccio da.levare e mettere, oppure una mantellina somigliante al praticissimo scapolare siciliano, e non crede \ Ila necessità della tenuta in tela. Circa le scarpe non sarebbe 31ieno dal volerne in tempo di guerra un buon paio nei piedi e i sandali o ciocie nello zaino. E co3Ì invece di accennarvi, fu riassunta la conferenza del capitano medico MAzz&1, e speriamo di averlo fatto il più fedelmente che ci sia stato possibile, chè tale era il nostro desiderio, lasciando ad oonu no <> • il ragionare su queste considerazioni, nelle qnali si trovano i risultati di una lunga pratica coi soldati. Ed ora una semplice osiervazione che non influisce sulle proposte fa tte, ma riguarda una cifra citata nella conferenza. Vi è detto che, secondo la relazione ufficiale del Cortese. 54 mifo combattenti fossero assenti dai corpi il 26, giugno i 866, come ammalati. Realmente le situazioni del i5 giugno portano semplicemente H ,355 uomini all'ospedale e quelle del 1° luglio ne portano 20,206. A sua volta la relazione del Cort~e a pagina 62 dice che durante tutta la cal)1pagna entrarono all'ospedale 53,09~ uomini, e nel mese di giugno ne entl'al'ono 17,1HS (pag. 22' e 3i ): perciò deve essere corso equivoco nel citare 54 mila assenti per malattia nella giornata in cui avvenne la battaglia di Custoza.

C. F.

NOTIZIE POLITICO-MILITARI Nella precedente puntata abbiamo accennato alla crisi ministeriale e <lato il nome dei nuovi minist1'i. II 21 co1~rente fu convocato il Parlamento e l'onorevole Rudinì, presidente del consiglio, dopo avei· comunicato i decreti rela1ivi alla costituzione del nuovo ministero fece le se.guenti dichiarazioni. · , Annunziando, nell'ultima seduta, le di missioni del precedente Ga.binetto da me presieduto, io ne esposi !'.enza reticenze il moti vo. · " La ragione della crisi indica quindi il solo punto nel quale l' indi,rizzo del Governo verrà ora modificato. « Considerata la situazione, noi ci siamo persunsi che non si sono .potuti e non si possono eseguire i decreti-legislativi intesi a riordinare l'esercito, e che non sia del resto opportuno introdurvi altre radicali innovazioni. « Conviene adunque restituire le cose allo Stato in cui esse sostan:zialmente si trovavano per le leggi del 1887 e 1882. < Crediamo di conseguenza indispensabile inscrivere per I' esel'cito negli estimativi del 1897-98 la som ma 'di 239 milioni, oltre le spese d'Afr~ca che confidia_mo possano, quando continui lo stato di pace, ri,condursi nei limiti in cui si trova vano nel 1893. « Alla ripresa dei la vori parlamenlnri ci riserviamo presentare, ove -occorrano i provvedimenti intesi a consolidare il bilancio, assicurandone l'equilibrio. . « Il Ministero invita ora la Camera a continuare i suoi lavori ripren<lendo senz'altro la discussione dei provv·edimenti sullo. Sicilio. che sono i primi ascritti all'ordine del giorno, e che non potrebbero ormai essere lasciati in sospeso senza danno delia pubblica cosa. c. Per questa opera imprescindibile, e sopra ogni altra urgente, noi facciamo appello al vostro patriottismo ed abbiamo fede che non vorrete perciò lasciare interrotti i vostri lavori. » Apertasi qµindi la discussione sulle comunicazioni del Governo prese la parola l'on. Imbriani, il quale fece un violento attacco contro il nuovo Gabinetto per il modo con cui s'era svolta e risoluta la crisi. 93 -

Al\:-10 XLI.


NOTIZIE P OLITIC0-MJL1TAR1 1428 Nessuno essendosi aggiunto a lu i, nè avendo risposto e non essendo stata presentata alcuna mozioM, restò esaurita la disc~1ssione .s u questo argomenlo e si riprese quella per l'istituzione del commissariato civile in Sicilia slala sospesa per la crisi. ''" La Camera lenne seduta mattutina e pomeridiana anche il giorno appresso (22) ed ultimò non solo la discussione del progetto pel commissariato in Sicilia, ma pure di vari altri, che non enumeriamo perchè e$tl'anei affaLlo alle cose militari, e li approvò tulti, quindi prese le ferie. Il Senato protrasse ancora qualche giorno le sue sedute pèr discutere i progetti approvati <lolla Camera.

,,. **

L' ultima seduto della Camera, più che per la discussione ed approvazione dei sopra accennati progetti di legge, fu interessante per le comunicazioni fotte cfall'on. .Ministro della guena e dal presidente del consiglio sulla questione dei nostri prigionieri allo Scioo, la !Jiù grossa che resti da risolvere in Africa. , Dei priaionicri fatti dagli Abissini alln battaglia di Adua e nei fotti 0 d'armi di Seetà ed Alequà (disse l'ou. Mjnistro) una parte rimase nel Tigrè, e il grosi,o fu avvialo allo Scioa. Quelli rimasti nel Tigrè presso i vari capi tigrini vennero restiluili dietro l'intimazione del generale Baldis,sera dopo la liberazione del presidio di Adigrat, in toLale 7 ufficiali e 153 sottufficiali e soldati. Sei erano riusciti a fuggire. Se no atLende ancora un picco) numero che erano stati internoti nel Lasta, una regione immediatamente al sud del Tigrè. E sappiamo che sono per vio, menu due ammalati.· Ma il arnsso dei nostri prigionieri venne avviato allo Scioa, e giunsead Addì Abeba residenza dell'impllrat.ore Menelik presso Entotto, in varie riprese nel corso del mese di maggio. Per quanti informatori indigeni sieuo stati mandati sin dall'aprile per aver notizie, al governo non giunse nulla sino a quando ebbe comu nicazione della lettera del maggiore Salsa (i O maggio) nella quale era detto che Menelik di sua iniziativa ·gli aveva dichiarato che avrebbe permesso ad una nostro. carovana di port3re abiti, conforti, ecc. ai nostri pri·· gionieri allo Scioa. Im mediatamente il 6 maggio si telegrafò dal Governo centrale ad Aden perchè fossP, mandato o re Menelik un, corriere per richiederel'invio d' un capo carovaniero che accompagnasse la carovana di socccorso, e ciò in seguito a ·concorde dichiarazione dei nostri antichi residenti

NOTIZIE POL IT ICO-MI LITARI

1429

.allo Scioa e all'Harar, che, senzà una tale garanzia, la carovana non avrebbe potuto procedere sicura allo Scioa. Il corriere partì da Aden il giorno successivo cioè il 7 maggio. I\fa un corriere non impiega mono di un mese da Zeila ad AddiAbeba, .e aggiungendo il tragitto per mare Aden-Zeila e· il tempo n~cessa~·io per organizzare i mezzi di trasporto si può calcolare non meno di 40 giorni impiegati dal corriere da Aden allo Scioa. Potrà quindi es-sere arrivato intorno al 18 o 20 giugno. È necessario calcolare una diecina di giorbi per trovare il capo carovana, · dare lo disposizioni, ecc. e poi altri g,Q giorni a gi ungere a Zeila, senza incidenti (perchè un carovaniere viaggia più lentamente di un corriere) e si avrà che non potrà giungere a Zeila prima della fine del mese corrente. Ciò sia detto per i soccorsi, i quali furono preparati a Napoli in numero di un migliaio di colli, in modo da potèr essere someggiati dai cammelli. Questi colli giunsero a. Masi,aua ai primi di giugno. Contemporaneamente si pensava a for pervenire del denaro ai prigionieri. E come ciò era urgente e non conveniva attendere l'invio del carovaniere di re 1\lenelik, e d'altra porto siccome era pericoloso l' affidare a questo l'invio di una ingente somma di denaro, il Governo dispose per l'invio di 20,000 talleri Maria Teresa per mezzo di una Casa bancaria di Aden in corrispondenza con com mercianti europei stabiliti allo Scion. Si calcola con fondamento che questa somma so già non è in mano ai prigionieri, lo sarà prima ché finisca il mese corrente. Ma il Governo aveva intanto pensato altresi alla liberazione dei prigionieri, e manifestava i suoi intendimenti all'uopo al goyernntore dell'Eritrea con telegramma dcll' H maggio. E dopo •mo scambio di telegrammi o dopo conosciut.a la siluaziono in seguito alla liberazione del maggiore Salsa, il Governo telegrafò al generale Baldissera, il 2o maggio, di avere affidato al maggiore Nerazzini le trattative per la libernzione dei prigionieri. Prima d'allora era impossibile prendere una det-erminazione, essendo il maggiore Salsa in ostaggio e non potendosi contare sulla autenticità . delle sue comunicazioni. Venne posta a disposizione del maggiore Ne: razzini la Regia cannoniera ProvaM sulla quale si trova da oltre un mese nel golfo di Aden, esclusivamente impegnato in tut.to ciò che ha riguardo ai prigionieri. Il maggiore Nerazzini ha all'uopo inviato allo Scioa alt1·0 corriere per l'inizio delle trattative per la liberazione dei prigionieri, il 26 giugno.


'1430

NO'l'lZIE POUTlOO -MJLITARI

igli ha accettato, non appena giun.to il sal'v~condotto di ~ienelik, di andare egli stesso allo Scioa per condurre a termme le trattative. La situazione, al giorno d'oggi, è questa. · Non si può ancora materialmente avere avuto notizie dirette òel'i-0 lrattative. J n quanto alla situazi.one dei prigionieri, al loro stato, al loro. morale, Jl Governo non ha avuto notizie: potrà averne, molto probabilmente, per d•Je vie dirette, fra pochi giorni. Appena le avrà, si farà un dovere di comunicarle subito al pubblico. . . Ma intanto dalle poche informazioni che si hanno, da quanto nsulta per lctte~·e. private, sulle quali bisogna fare una cect,r tara (perchè naturalmente non è permesso ai nostri prigionieri di dire tutto quello che sentono e che pensano), dal confront.o di ciò che scrivono con le dichiarazioni fatte dai nost.ri prigionieri liberati nel Tigrè o che, sono tornati, risulta che di sevizie e maltrattamenti, come non .ne hanno avuti queln del 'figrè, salvo il primo giorno d_opo il co~battimen~o, c'è luo(1o a speraré che neanche q ue.lli dello Sc10a ne abbiano avuti e siano ~·atta ti bene, come ammettono di essere stati trattati qhelli d.el Tigrè. , . . . . : .. « Del resto (conchiuse l'on. Ministro), la questione dei png10111en lllteressa in sommo grado tutto il Ministero e, per conto mio dichiaro che questa è la spina più dolorosa. che ci sia in tutta la .questione africana. » Queste .chiare ed esplicite comunicazioni furono accolte con molto favore dalla Camera. Esse dimostrano che, se la questione dei prigionieri ha progredito poco in questi ~1Itimì tempi, non è colpa. del. Gover~o, .ma delle enormi distanze e mancanza delle garanzie necessane per mviare messi e carovane. Dimostrano che la 'sorte di quei nostri fratelli e colleghi è una spina al cuore del Governo come a quello d_el~a nazi.one, sicchè nulla sarà trascurato di quanto è umanamente poss1b1\e per soccorrerli e liberarli. 1

Alle parole dell'on. Ministro della guerra riguardanti specialmente i prigionie1:i, tennero dietro altre del Presidente del consiglio, riflettenti in modo più generale la questione africana, le quali giova riportare perchè dimostrano che le idee del governo in tale questione sono sempre le stesse cosicccM l'ultima crisi non ha mutato l'indirizzo del governo se non nella questione militare. « J1 Governo, (disse l' on·. Rudini), ha fatto fino_ra tutto quanto era possibile, primo, p~r, essere informato del numero, delle qualità e- dello

NOTIZIE POLITICO-MlLITARl

1431

stato dei prigionieri; secondo per far giungere ai medesimi tutti i soccorsi che era possibile di far loro arrivare per mezzo della carovana alla quale accennò il mio collega della guerra. In terzo luogo il Governo ha fatto tutto quello che era possi bile per riprendere i contatti coll'imperatore Menelik il quale essendosi allontanato dal Tigwè, ~on era più in comunicazione con il generale comandante della nostra colonia; ed è pereiò che è stato inviato i) maggiore Nerazzini a Zeila il quale ha questo scopo precipuo: di mettersi iù rapporto coll'imperatore Menelik, di conoscere le sue intenzioni relat1\'.e ai prigionieri, e di fare le trattative opportune perchè essi siano libera ti. « Quali sono le istruzioni date dal Governo del R~ al maggio1:e Nerazzini, non posso, nè debb0 dire in questo momento; ma mi preme di fare due dichiarazioni. « La prima è questa : che il grverno non intende di rifare una guerra a fondo per oltenero la liberazione dei prigionieri; non si crede per questo . ' interamente disarmato e quindi ob~ligato a piegare il capo a qualsiasi esigenza. · e 11 Governo del Re conosce i suoi doveri e sa che puù molto nuocere a Menehk e molte cose gli può imporre, alla condizione di non fare una palitiea pazza, ma una politica savia. « Perchè non è con la punta della nostra spada che si colpisce efficacemente .Menelik, ma colla punta della spada di altri, e chi conosce le cose d' Afriéa m'intende. « Un'altra dichiarazione .voglio fare. Il Governo non è alieno in modo, , assoluto, dallo stipulare un trallato di pace. Io non credo all'efficacia grande nei trauati di pal)e coi potentati d' Africà; lo dichiarai fln dal primo giorno in cui assunsi il potere. .Ma comprendo dal!' altro lato che vi sono circostanze e ragioni che ci possono condurre a stipulare un trattato di pace e dirò schietto che la liberazione dei p1·igionieri può essere una ragione predominante. · « :Ma io non stipulerò · paci se non a quelle condizioni stesse, che spontaneamente esposi alla ' Camera, il primo giomo che mi presentai a questo· banco. « Quelle erano condiiioni giuste, equanimi, oneste; condizioni ch!:l s?aturivano qal mio cuore e dalla r~1ia menre, ed a quelle condizioni sono disposto a sottoscrivere un trattato di pace; ma io non consentirò mai ad una pace che. mi sia imposta da altri; ad Ul).a pace che mi còstringa a quello che in passato non ho voluto e credo che alcuno nel cuore suo di soldato e di patriota, non potrà rimproverarmi se io, t1:a1tando in nome dell'Italia e cercando di ottenere la liberazione dei · nostri prigionieri, avrò cara la dignità ed il decoro del nostro paese. »


1432

*"*

1433 Così fu esaurita l'interpellanza e cosi fìnil'Ono, fino a novembre o dieembre venturo, le discussioni militari in Parlamento. NOTIZIE l'OLITICO-MILl'l'AR1

NOTIZIE FOLlTICO-MILITAlU

•

li 25 ebbe luogo in Senato un'interpellanza del senatore Vitelleschi sul modo con cui si svolse la crisi, interpellanza che <liede occasione aIl' onorevole Presidente del Consiglio di spiegare più ampiamente che non avesse fatto alla Carnera le ragioni per cui è uscito dal Gabinetto l'on. Ricotti ed è entrato in sua vece l'on. Pelloux. Costituitosi il Ministero coll'on. Ricotti (disse il Presidente del Consiglio) esso si presento alla Camei·a, aJTermandosi come Ministero di minoranza che non poteva chiedere un pronto attestato di fiducia. Quest' affermazione fu la guida della sua politica, il criterio per risolvere le più urgenti questioni. Erano in discussione al Senato i decreti-legge militari dell'ex Ministro Mocenni. L'on . Ricotti ne colse l'occasione per presentare, come emendamento ai medesimi, il suo progetto che il Sena to apprc,vò. .Ma tale approvazione annullava il p.rogelto Moccnni già votato dalla Oamera. Il progetto Ricotti fu presentato alla Camera. In tali condizioni a parte il tempo - si poteva affrontare alla Camera una discussione in cui le si chiedeva di contraddirsi? · Non era meglio presentare un nuovo progetto più liberamente discuti bile, per evitare un conlliuo ? La maggioranza dei Ministri pensò che convenisse rinviare a novembre l'esame della questione. Nè si dica che la Camera fece buon viso al progetto Ricolti: ebbe solo dimostrazioni benevoli dirette a evitare una crisi poli tica, dirnostrnzioni che valevano meno del voto dato ai decreti i\focenui. Insistere era condannare al naufragio i progetti Ricotti. Di qui la crisi poco desiderata ma inevitabile. niconfermata all'on. Rudini la fiducia della Corona, a molte questioni egli do\!eva volgere la mente che tutte gravavano su di lui, nè poteva, senza rirl)provero di debolezza, abbandonare un posto di responsabilità. Gli si rimproverò di essere passato dall'on. Ricotti all'on. Pelloux, cioè dal bianco al nero o viceversa. Ma dove trovare un Ministro della guerra che avesse il coraggio di ridurre una patte dell'esercito? Questo coraggio l'ha solo il generale Ricotti. Uscito il generale Ricotti, non c'era che ricorrere al generale Pelloux. Queste furono su.per giù le parole del Presidente del Consiglio, alle · q'uali replicò brevemente !'on. Ricotti esprimendo la . convinzione che il suo progetto di ordinamento, se fosse st"3to present.alo alla Camera, sarebbe stato approvato.

-I'

** . Ieri (28) d~llo _Scion giunsero all"accampamento di Rambouti, a poca distanza da Gibuti, quaranta.sene dei cinquanta prigionieri ,:ilasciati da :Menelik dei quali si è parlato tanto ; gli altri tre seguono a breve distanza. Il · dottor Nerazzini, andato loro incontro, telegrafa di aver veduti i quarantasette e manda i loro nomi. Costoro sono in buone condizioni ed invian9 saluti alle loro famiglie, aJla patria, al ne ed ali' esei-cito. Ecco la storia di questa liberazione: il 22 maggio ebbe luo"O l'in.gresso solenne di .Menelik in Entotto alla testa delle sue trupp~. Facevano parte del corteo (dice il russo Leontiefl) « elefanti, leoni e prigionieri italiani. » [n quest'occasione .Menclik sì fece nuovamente incoronare, e i_n_ memoria della fesi.a, ed alTiuchè fossero note in Europa l~ s_ua generos1ta e la sua grondezza, liberò cinquanta prigionieri italiam, consegnandoli al nominato Leontief perchè · li conduce$S0 alla ~?iag?ia. Hanno viaggiato tu llo giugno e quasi tutto luglio; oggi sono .grnn11 al mare. Il piroscafo Egitto trovasi a disposizione del dottor Nerazzini per riceverli. Leontief,_ in un~ lettera pubblicata dal giornale russo Novoie Wremya, .P~rlando d1 queslt e degli altri nostri prigionieri allo Scioa dice: « Tutti i prigionieri ita liani feriti gravemente, a quest'ora sono morti. .Gli altri sono guariti. · « Io parto da Entotto il 26 maggio (7 giugno) con nO italiani in <:ompagnia di ras Makonnen fino ali' Arrar. Gli italiani li conse11~erò 0 .ad una nave militare proveniente da Massaua. . < Il resto dei prigionieri italiani, in particolare gli ufficiali, hanno bisogno di un immediato invio di abiti, cli biancheria e di calzatura. < Gli abissini non possono dar loro ciò che essi non hanno. « Menelik tratta cordialmente i prigionieri, e diede a ciascuno di essi quattro talleri per gli abiti. « Il genera le ~lbertone va in costume abissino in sciamma, egli gode buona salute e~ mcoraggia gli altri , . · Altro di nuovo e d'importante non v'ha dall'Africa. La nostrn colonia ne' suoi ristret~i confini P- lungo i medesimi gode t1·anquillità perfetta'. A ~ as _Mangascià si attribuiscono buone intenzioni di amicizia con noi, ad Alula mtenzioni ostili; ma nè l'uno nè J'al11·0 si fecero vivi. Di Sebat e di Agos Tafari non si sente parlare, il che significa che, se fanno il brigante lo fa nno a casa propria. . · .


1434

Anche dalla parte di Cassala tutto è tranquillo.' Dopo -l'ultima "t)iccola · scaramuccia di Osobri, i dervisci hanno abbandonato anche la riva sinistra del\' Atbara di fronte al forta. Osobri, Cora~i, El Fagher, El Habsat, Macaragat sono completamente liberi, e solo si· segnala un-piccolo distaccamento a Gos Regeh, considerato come un posLo avanzato .di osservazione, Non vi è _:_ stando agli informatori - nessun grosso còrp0 di nemi~i prima di Ondurman. Pare che i dervisci sieno tutt'intenti a prepararsi. contro l'aspettata spedizione inglese su Cartum. . Jn questi ultimi giorni, qualche giornale estero annunzi,) im1riinente la, cessione di Cassala all'Inghilterra e conseguentemente anche lo sgombro delle truppe italiane. Ma questa imrnir,enza venne ufficiosamente smentita. Le nostre truppe indigene sono completamente riordinate; le trnppe nazionali sono quasi tutte ritornate in patria. Complessivamente restano nell'Eritrea H battaglioni di fanteria (dei quali. 8 apparten.enti alle · truppe coloniali); 1 squadrone di èavallei,a; 3 batterie di artiglieria' (una indigena); 1 compagnia di cannonieri ,(indigena); 3, compagnie ciel genio cd 1 compagnia treno. . Il servizio di polizia e pubblica sicurezza per parte dei carabinieri indigeni (zaptié) è stato completamente riorganizzato in tutta la colonia. I pochi predoni che ancora molestavano qua e là le popofozioni del1' Eritrea sono stati distrutti o dispersi. Il vice-governatore, generale Lamberti, fa un giro d'ispezione nei territori della colonia. A tutto questo si riducono le notizie dall'Eritrea. :f.

* * In conseguenza della specie d'interregno portato dalla crisi, poche disposizioni d'importanza militare si emanarono nella quindicina. Noteremo fra queste la pubblicazion~ della legge per la leva sui nati p.el 1876 e modifìcazioni alla legge sul reclutamento. Eccone le principalidisposizioni. Il contingente di ·I a categoria che dovrà essere somministralo dalla leva militare da eseguirsi sui giovani nati nell'anno 1.876 è fissato a 98,000 uomini. Dei predetti 98,000 uomini, 49,000 eontrarranno hl ferma di anni 3 e gli altri 49,000 la ferma di anni 2 prevista dall'articolo 124 del testo unico delle leggi sul reclutamento del Regio esercito, Gl'mscritti che furono rimandati .dalle leve precedenti come rivedibili, se saranno dichiarati idone~ ed arruolati nella 1a categoria nella leva sulla

143{5

NOTIZIE POLITICO-MILITARI

-NOTIZIE l'OLl'l'lCO-MILITAlU

'

classe 1$76, assumeranno, quelli nati nel 1874 la ferma di anni 1, e quelli nati nel i875 la ferma di anni 2. · · J detti rivtldibili saranno tutti calcolali nella parte del coni.ingente che deve assumere la ferma di anni 2. La ferma s!abilita per gl'inscritti da assegnarsi all'arma di cavalleria dall'articolo 124 del testo unico delle leggi sul reclutamento è ridotta ad anni 3. Venne dato un preavviso per i cambi di guarnigione che avranno luogo nel couente anno; detto preavviso è eo~ì concepito: « Giusta la riserva contenuta nella Circolare N. 49 del corrente anno, il Ministero ha determinato che nel prossimo mese di settembre abbiano luogo i seguenti cambi di guarnigione: ! 81 ° reggimento fanteria da Caserta a Potenza. « Reggimento cavalleria Piemonte Reale (2°) da Torino a Vercelli. oc Reggimento cavalleria Roma (20°) da Vercelli a Torino. » ' Allo scopo di pone in ·armonia i limiti di anzianità di grado deèt\i , o uf· ficiali in congedo da chiamarsi all'esame od all'esperimento, giusla la , Circolate N. 75 del corrente anno, con le disposizioni degli articoli 1.6 e 17 della legge 2 luglio 1896, riguardanti l'avanzamento, lo spGcchio annesso al N-. i della citata Circolare è sostituito da un altro pubblicato· dal Giornale militare, in cui sono indicati, per gli ufficiali di complemento, di milizia mobile e territoriille, d'ogni grado e di tutte le armi e corpi, le date di anzianità necessarie per presentarsi al detto esame od espeiimento. Vennero irnbblica te disposizioni relative a conispondenze e pacchi' po_.stali diretti ad ufficiali e militari di truppa, relative ali' impiego dei segnalatori pei tiri al bersaglio, alla provvist4 di paglia per la lettiera dei cavalli e ad alcuni oggetti di vestiario, ecc., ecc. · Si sa che vennero fì(·mati i R. Decreti per In prima applicazione dei limiti d'età stabiliti dalla nuova legge di avanzamento, secondo le norme fissare dal R. Decreto per l'esecuzione della legge stessa, ma il relativo Bollettino, al mòmento in cui scriviamo, non venne ancora pubblicato. Roma, il 29 luglio 1~96.

x.


1436

NOTIZIE . MILlTAltl ESTERE

.. NOTIZIE MILITARI ESTERE

1437

Le truppe coloniali .presidiarie dì Algeri e Tunisia, dovevano comprèndere 1 reggim~nto straniero coloniale, su 6 battaglioni, ·1 reggi. mento <li tiragliatori algerin i, sn 4, battaglioni, ,i. battaglioni di fanteria leggera coloniale e 3 compagnie di disciplina. .Il corpo d'armata di Algeria· e Tunisia doveva inoltre tissere rinforzato, all'occorrenza, dalle seguenti trnppe, le quali però continuerebbero· far parte dell'esercito metropolitano, cioè : · ,i. reggimenti di zuavi ; a fl. batlafu-lioni (dei quali 2 distaccati in Francia)', 3 reggimenti di tiragliatori algerini . a 3 battaglioni, 1 reggimento di tiragliatori tunisini, a 4- battaglioni, ,1 reggirillrnto straniero, a i battaglioni, i battaglioni di tiragliatori del Sahara, 4, reggimenti di cacciatori d'Africa~ a 5 squadroni, 4- reg-gimeuti di spahis, a 4- squadroni, gli squadroni di spahis del Sahara, ,f 6 batterie (2 montate, 8 da montagna, 6 a piedi, distaccate dai reggimenti di Francia), ti com,pa-gnie d~l genio. ed 8 compagnie miste del treno . . Olt1;e a ciò, era convenuto che i 4- reggimeuti di tira.gliatori algerini e tunisini, ed il reggimento straniero, pur facendo parte del!' eserèito metropo·litano, poteva essere impiegato come riserva dell'esercito coloniale. ,Gli otto reggimenti di fanteria ed i due reggimenti d'artig!ieria coloniale doveano formar nòc.:.iolo di un nuovo corpo d'armata, il 20°. Il progetto orarni caduto, alla caduta del gabinetto Bourgeois, sarà quanto prima, nelle sue linee generali anzi descritte, ripreso dal ge· nerale Billot.

a

FRANCIA.

La quest-ione dell' eser,,ito colmiiale. - Fino . dall'ottobre ·1895, il deputato Cavaignac, poscia ministro della guerra, per iniziativa par_lamentare, aveva presentato un progetto relativo all'esercito colonia!~ allo scopo di ovviare ai numerosi inconvenienti verificatisi all'epoca . \ della campagna del Madagascar. Concetto fondamentale di questa legge si era quello di formare .un nucleo di truppe volontarie specialmente àddestrato ed istrntte per le guerre coloniali. . . , . . . Al ,10 lu<>l io ·1895, le truppe della manna contavano J1 ,000 uomm1 circ.a; dei q~a li, la maggior· parte volontari; gli altri riassolchiti e ricavati darrli altri corpi ·per nuova ammissione: questo nucleo poteva formare ottjrno ~entro pel progettato nuovo esercito delle colonie. , Il deputato Cavaignac, richiam:wa altresì l'attenzione sulle_ f~rze del 190 corpo d'armata (Algeria e Tunisia), veramente supen~n _al semplice còmpito della difesa del territorio, e pro~oneva I~ ~i nclua~ masse in patria, cedendo quelle sedi al novello esercito _che 1v1 avrebbe trovato sua scuola adatta e campo d'istruzione adeguato. Silfattamente si avrebbero conseguite considerevoli economie, e-dotato l'esercito di no corpo coloniale imm.ediatamente utilizzabile nell~ imprese -di guerra. oltre mare, ed al cas?, in misura di prestare efficace ·aiuto anche io una guerra iu Francia. · Il deputato Cavaignac, divenuto ministro della g~terra, ripi'esentò r antico suo disegno, modifkato, nel febbraio dell'anno in cor~o . In esso non si so pprimevano, che "l reggimenti ai cacciatori d'Africa, in luo"o dì 4, e si conservavano, per intero, i reggimenti di zuavi. corpo d'annata delle colonie sarebbe quindi stato composto di 8 reo"imenti di fanteria, a 4- battaglioni ognuno , di 2 reggimenti di artigli~ria ·su :IO bat:erie montate, di 2 llattagliouì di artiglieria, con 6 batterie a piedi e 2 da montagna.

Il

TURCHIA.

_Le (01·ze dcll' impero ottomano al prùicipio deU' anno 1896. Il riord_inamento dell'esercito turco e la formazione del nuovo corpo d'armata di Salonicco merita speciale cenno in relazione ai recenti avvenimenti politici dell'isola di Creta. l:esercito permanente, riordinato al principio dell'anno in corso, conta I~ seguenti truppe : Fanteria.' - 17 divisioni, 33 brigate, 66 reggimenti, 285 battaglioni. Cavallwia. - 6 divi:;ioni, .J 9· brigate, 39 reggimenti, 197 squadr<mi. · Artiy lieria da ccimpagna. - 15- brigate, 33 reggimenti, 80 divisioni (brigate di ba·tteria), 23,1 batterie. Di queste, ,f 69 sono montate.· 18 a cavallo, U da montagna e 12 di mortai. 1


1439 NOTIZIE MILITARI ESTERÉ 1438 Genio militat·e . - 4 banaglioni, ~ 9 compagnie da campagna, n compognie da fortezza, ,1 compagnie di. telc~1:afìsti. . ... f1 1·ti gli eria da {ortez:zci. - 103 compagnie, 15 squadroni del treno, 63 compagnie operai di artiglieria. . Forma altresi parte dell'esercito permanente la Gen-dM·meria Jmpe· riale ottualmente ordinata su 4.30 compagnie a piedi e 234. ~ cavall o. I ~uadri della riserva .1scendono a 352, battogli.o~i.' dei qual! u~.n parte si mobilita; inoltre devesi aggiungere la m1ltz1~ e la cavalleria Curda che ascende a 56 reggimenti e 237 squadroni. I! domp lesso delle forze inquadrale si calcola. par\ a 360,000 uo. mini suddi visi nella man iera seguente : E;ercito permanente, 220,000 uomini. Riscrv!st~ ~ n 3 o i an~i . . · · ,15 000 uomini. Reclute 50,000 uom1111. L111ee della Redi( (l1 sei VIZIO, , d d' · · . 'd' 7r, 000 uomini. Cadaun corpo d'armata consta di uc . 1v1s10ni . 1 fa~teria (26-3,i. battaglioni, 72 pezzi), di una di visio.ne. d.1 ca.valleri" (2i-30 squadroni, ,18 pezzi), della divisione d' art1gl1en a d1 ~orpo (36 pezzi) della compagnia zappatori e tele~rn~sti,. di .3 com~a~nie de! treno, di tre compagnie da parco, e dei r1 part1 d1 sussistenze d . . sanità e di amministrazione. La fo rza effettiva di c,1daun corpo d' armata, dt nu?vo or?anico, sarà Ja ,11 50 ufriciali, 32, 0()0 soldati, e 6600 cavalli , a. 1600 . ufficiali, i\0,300 uomini ed 8000 cavalli; secondo che sono eh fronuera europea o asiatica. d · combattente pero, s1· ri·ct uce n·spettivamente, per ca .11un La forza corpo d'armata, alle cifre seguenti : . 1'> 6 . Da 2·1,880 a 29.220 fucili e da 3366 a i -1 9t .sc1abol~ con . pez:1: Le sedi degli ilttuali corpi d'armata europei ~Ordu) sono cmqu . e Adrianopoli . . I ani·na , Scntari ' Uskub, Salonicco . . d' · · 7 corpi d'arm11ta. L'intero esercito ottomano e sempie iviso ID M

.

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

Rivista Marittima.

N. 7, luglio 1.896. -

Note ed appunti sulla ventilazione delle navi.

Lo studio é dell' ingegnere elettricista della R. Marina, D. C,vrrA. La ventilazione artificiale delle navi ha per iscopo di provvedere al ricambio dell'aria per espellere quella viziata e quello più interessante di mantenere ljl temperatura dei locali ent1·0 limiti prestabiliti, laddove in consimili impianti, in terra, é soltanto necessaria la rinnovazione dell'al'ia. Quindi il problema della ventilazione sulle navi diventa più complesso ed ha atfinenza con una serie di problemi di fisica matematica che, considerata sotto un aspetto gflnerale presentano difficoltà grandi e pei procedimenti analitici che richicggono, e per la mancanza, o al meno, per l'imperfetta conoscenza in cui si è dei valori numerici delle grandezze che in essi figurano.

L'empia alleanza. Con questo nome si suole designare la lega stretta nella prima metà del xvr secolo fra Frane.in ed Impero Ottomano contro la Casa d'Asburgo che minacciava di stendere il suo dominio sull' intera Europa. Il dottor .MANr110N1 ne tes:;e l'istoria, nei rispetti commerciali, militari e marinaresèhi. Rice1·ca grafica della linea di galleggiamento di una nave qualunque sia la disposizione dei.pesi a bord-0 di essa. - Gtus& PPE RoTA, ingegnere del genio navale. I generatori cli vapore 1Y1'cla-usse del , Friant ». - V rrTORIO M ALFATTI. Lettere al diretwre. - Sulle comunicazioni elettriche fra il continente e le isole in tempo di guerra. - L'assalto dei francesi all'Isola della Maddalena nel '1793 .


, 1440

RlVIS'rA DEI PERIODICI MI•LITARJ

·Informazioni e notizie. - Chili: Varo della coutrotorpediniera Guar~iama.rin1i Riqiielme. - Danimarca: Varo ~el guardacoste SkJo~d. - Francia: La corazzata flenry IV, Carnot, ecc. - Getmania :, ... L'avviso Loreley. Marina mercantile, indu~t1·ie, commercio, traffici marittimi, ecc. Bibliogrà~a. - Il blocco str·ategico, del capitano . MA~AN. . . Supplemento al N. 6 della H. M. - Cenni sugli ordin~ment~ navali .d,elle principali nazioni, - I. Lo, marina olandese: ?rdm~mento. politico. · _ Bilancio. - Coste. - Colonie. - Ammm1straz10ne. - Scuole. - Naviglio. - Ufficiali. - Il. fo marina portoghese. Rivista di fanteria.

N. 6; g}ùgno -1896. - Le cose a posto. La questione deU' ordinamento regionale. Obiezi'oni ad uno studio del colonnello ConncEw, pubblic~to ne.Ila Ri~ist.<i militare italiana, circa un articolo che propugna la bontà mtrms1ca dell'.ordinamento nazionale in tempo di pace e ne sostiene l'eccellep.za sul regionale. La, stab·ilità del comando in Italia. · . . Jl c,ipitano, il maggiore ed il colonnello, secondo Dragomirof. -:-- Riassunto

del Jl,lanuale per la preparazione delle truppe al combattimento. Note ul appunti. - Le carte topografiche a grande scala. - Una degna zia d'America, vcwietà. - La libertà e la responscibiz.ità del generale se,:ondo il 1}fac, chiavelli. Cronaca. _ 13elgio. Germania. - Portogallo. - Russia. - Stati Uniti.

1441

RIVISTA DEI PERIODICI MILITA1itI

Estudios militares. /

Luglìo.1896i - Uno scritto del conte d·i ll1oltke. - La qiMstione della frontièra occidentale, - Luigi XIV. - La politica di conquista. Luigi XIV ed i principi tedeschi. - Dietrich Ameistre di Strasburgo. ,- Un patriotta tedesco. Note ,militari relative al Giappone. - Divisione territoriale dell'impero. La ·partenza di Vasco tla Garnci per la scoperta delle Indie. - Lettera aperta al segretario perpetuo della Società geografica di Lisbona. Rivistci straniera, - Germania: Modificazio ni nell' ordinamento del. l'esercito. - Cina: Progetto di riordinamento militare, - Egitto: Le operazioni del .Sudan, - Stati Uniti : Lavori di difesa . - Francia. : Voci relative al cambio di armamento della fantel'ia. - Svizzera: La Landwehr. Bibliogra~a. - Ordinamento. militare spagnuolo. - Carta d'Avana e di Pinar del Rio. Neue militarische Blatter.

Luglio-agosto 1896. - L'avcmguardia del generale-aiutante Gu1·ko duranté la guerra del 1877-78.

Lettera aperta ·al ministro della guerra pòrtoghese, relativa ad un proposto ordinamento dell'artiglieria.

La.letteratura militare russa ha oramai moderata la sua foga storicomonografica intorno all'ultima guerra rus~o-turca: frammezzo a tanta . dovizia di particolari, di dati e di aneddoti, è oramai tempo di proce_dere ad un lavoro di sintesi. larga ed esatta, Informandosi a questo principio il tenente ScmmT ha redatto, su fonti russe, e specialmente valendosi de\lo studio del colonnello .lEPANTScHrN, lo studio noìninato intorno alle operazioni dell'avanguardia del genera le Gurko. Questa prima parte tratta della situazione generale di guerra al tempo del passaggio del Danubio, della formazione della divisione d';lVanguardia, dello scontro di Tirnova, degli apparecchi per il passaggio dei Baìcani, della marcia verso Hainkoi e del combatti mento di Konars. Lo studio è corredato da una tavola. relativa al combattimento di Tirnova, il 25 giugno 1877.

Velocipedistica militate in Portogallo. - I pri~i esp~rimen~i .di ve!o.cipe~ distica militare nell'anno 1891. - Espenment1, esercm tatt1c1 e d1 resistenza nel -189q. ' Siipplemento al N. 13. - Ordinamento dell'esercito._

La marina in,qlese, suo sviluppo e stato attuate. ll basso Danubio. - Saggio di monografia descrittiva di OTTO VACHS. Considerazioni del ,generale ru.~so Woide sulle operazioni della cavalleria tedesca durnnte la guerrti del 1870~71.

Revista Militar.

N. 13, io luglio :1.896. -

Noblesse obl-ige.

/


1442

RlVISTA ·DEI PERIODICI MILITARI

' Italia ed Inghilterra nell'Africa Nord-01·ientale. - · Ge~eralità. - Situazione degli italiani dopo. la battaglia di Adua. - La campagna ingle$e nel Sudan e nel!' Egitto. - . Dol}.gola. .., . Infonn1izioni e notizie militari. - Russia: I~torno al regolamento sul tiro. Bibliografia. - Anno 1895.

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

1443

Riassunto di studi pubblicati nella Rem.1,e 1nilitaire de l'Ètranger, e considerazioni sulle note memorie del generale hLET NARHONNE. Notii'ie militari estere. - Le forze militari dell' Impero Turco al principio dell'anno !896. Revue militàire suisse.

Voennii Sbornik.

N. 7; fog..lio i896. - Le_manovre del I corpo d'armata nel 1895. Fine. - Le operazioni dell'H settembre. - Ordini del giorno relativi. ~ Considerazioni generali e conclusione. Delle ferite del cavallo, loro cause e metodo di guarigione. - Studio dei · mezzi preventivi da impiegarsi, sia per i cavalli d~ sella, come per i cavalli da tiro. - 'Introd~zione genP,rale, - La sella. - Addestramento. - Razze. - Individui. - Mantello. - Appiombi. - Della specialità delle selle: inglese, francese, americana, danese. - Cinghie. ~ Andatura del cavallo. - Il cavaliere. - Stato delle : strade. _:_ La temperatura. , Atti ufficiali. - L'ordinario della truppa. - Equipaggiamento della fanteria. Désercito alle G_amere federali. - Il progetto relativo ai battaglioni della Landwehr. :__ Batterie da montagna. - I lavori del Gottardo.

N. 7, luglio 1896. - Breve cenno intonw alle condizioni dell'esercito russo diirante l'impero di Niccolò I.

Dal médesirno risulta l'importanza delle forze ordinate dal grande Tzar le quali, nel 1850, salivano a 72l1 generali, '18 mila uffizi~li ed 839 mila uomini, me1·cè l'abrogazione dell'antica legge sul reelutamento del l83L \ \ La 1·ibezz.ione di>i montanari del Terek nelt' a,nno 1877. -

Continuazione. Efficace funzfone dell' ·indipendenza dei co;nand'i nel sistema di guerra. Worth. - Reicshoffen. - Operazioni della III armata tedesca. Principi di eqidtazione. - Della briglia. - Del!' istruzione cavalleristica del soldato e del cavallo. - Requisiti del cavallo. - Dell'equipaggiamento. - Del riparto dell'istruzione. L'artiglieria a cavallo e la cavalleria nel combattimento. - Dell'artiglieria ; cavallo russa. - Le origini. - Pietro il Grande. - Sviluppo dell'artiglieria a cavallo in unione alla cavalleria. - Ordini da combatti mento. Il co1npito dell'arti,gl-ieria nel combattimento dell'avvenire. - L'artiglieria prima del combattimento. - L'artiglieria prima dell'attacco. - Protezjone dell'artiglieria. I battaglioni di ferrovieri. - III. Francia. - OrdiJ.!amento delle truppe del "'enio addette alla costruzione delle ferrovie militari. - Mobili"' - Servizio.. - IV. Conclusione. tozione. Le razze equine nel Caucaso. - Con tabelle numericne relative alle risorse equine nelle province di Tiflis, Cutaisca, Kars, Cuban, Terek, ecc. Alcune parole a proposito dell'alto coniando. Bibliografia. - li servizio d' informazioni nella cavalleria tedesca.

Revue d'artillerie.

N: 7, luglio 1896. - Nota relativa alle formazioni ed ordini di combattimento della fanteria straniera. Russia. .~ Largo e caloroso è il dibattito che, di questi tempi, si va sollevando in Russia, a proposito della tattica formale ed applìc_ata dalla fanteria: i periodici militari russi sono ricchissimi di studi e · di monogra6e relative al regolamento d'esercizi, al tiro, ed all'impiego dei fuochi nel oomb,1ttimento. Basti· citare le quasi ordinarie pubblicazioni mens~li in materia del Voien11J'i Sborni/e e le freqµenti del Russ/r;ji Invalid, per formarsi un concetto adeguato nell'importanza della materia: il Lossovski, il Grebiancicov e lo Skugarevski stanno alla testa degli studiosi in, q uest.' ordine di ricerche e dì discussioni. - Gli uni fondano i loro postulati sull'antico principio di Suvarof, che la palla è pazza e la baionetta è saggia; ,gli altri, pur non trascurando le naturali inclinazioni del soldato russo e della sua tattica tradizionale, vorrebbero che

[

94 - · ANNO

XLI.


1444

RIVISTA l>EI PERIODICI MILITARI

RIVISTA DEI PERI0I> l <)I MILITARI

I

l'impiego, d~l fuoco avess~ quella parte Gl1e na.turalrnente ._gli si compete nell od,~rno com~atllmento. E mentre la lite è tl:lttora sitb fiidice, gli ordini da manovra e da combattimento della fanteria russa risentono ancora, in gi'ande parte, l'antica pesantezza degli ordini da urto e da assalto, e si dimostrano poco inclini alla moderna tattica spicciola delle catene e dell'uso dei fuochi individuali. Vale a dire, alle grandi e medie distanze, offrono buon giuoco al tiro ed all'impiego ,dei fuochi dell'artiglieria nemica. 1lfaleriali d'artiglieria da campagna tedesco. - Continuazione. - Cassoni, - Carri da batteria. - Carri fucine. - Cani da trasporto. Proiettili. · - Spolette. - Polvere. - Esplosivi. - Sistemi di punteria. - Tavole di tiro. Esposizione dei rnetodi di tiro dell'artiglieria da campagna tedesca. Notizie militari dive1·se. - Francia: Apparecchi di freno. - Italia: Scuole di tiro a massa dell' artiglieria. - Portogallo : Carabina a ripetizione di cavalleria. \ ,Revue du Cercle militaire.

N. 29, luglio 1896. - La settimana militare. - La rivista· del 14 luglio. - l deca.ni dell'esercito frnncese. - Il nono concorso llell' Unione della società per Cistmz·ione miUtare ùi Fra.ncia. La fJUM-rci e gli economisti. - JEAN DE Bwcu. Le scuole di cavalleria. - Continuazione. - ·La scuola di Saint-Germain. L'iniziativa ed il regolamento. Cranaca m'i,litare francese. - La rivista del U luglio. - L'alto comando. - Le scuole d' istruzione per ia fanteria. - Corso cli topografia. - Il quinto concorso nazionale di tiro. ·-..:. Cronaca militare estern. - Germania: Ordinamento dei trasporti militari. - Austr·ia-Ungheria: Badile accetta per la fanteria.

Riassunto delle tendenze politiche e commerciali delle potenze d'Europa, dal 1880 ai giorni nostri - formazione di due gruppi distinti d' interessi coloniali: Francia e H ussia, Inghilterra o potenze · centrali. L'equilibrio del mare Mediterraneo, l'accordo italo-inglese e l'odierna questione egiziana. Controversie tedesche. ·peéorazioni, croci e medaglie. . Cronaca della qwùidicina. - La questione dell'alto comanda. - La scuola di S.t Cyr al \)ampo di Chalons. Revue maritime. '

1

Di questo rapporto fu fatto un largo riassunto nella Rivista militare del mese di giugno.

' Giugno 1896. - Piastre da blindaggio ed artiglieria. - Stato della questione · in aprile 1896. - Saggi di piastre Krnpp. - Sistemi .delle officine di Carnegie.

Riassunto degli studi pubblicati sull'al'gornento dalla Revue <l'artillerie. Le malattie_dei marinai e le epidemie 1ui1.1tiche. - Continuazione. •lnfl,uenza della potenza ma'l'itlima sulla storia. - Riassunto dell'opera del capitano T. MAH AN The infl,uence o/ sea pou;enipon history. - Primo combatt.imento fra gli ammiragli IIughes o Suffren. - Doveri del comandante in $econpo dello· squadra. - Richiami rii Sulfren ai propri ufficiali. - i\fo1•imenti delle duo squ.adre. - Seconda battaglia fra Huf{hes e Suffren. - Tattica di Suffron. - Avarie delle due squadre. - Critica della condotta di Hughes. - Terzo com,battimento. - 6 luglio 1782. Ma'rine st1·aniere, Riassunto degli ~tudi pubblicati a più riprese dalla nostra Rivista marittima, a proposito dell'impiego strategico delle tot·pediniere.

Le Spectateur Militaire.

1 luglio, 1896. - . Il rapporto del capitano NrnoTE, relativo alla spedizione del umente colonnello Bonni~r a Tumbuctù:

1445

L'Inghilterra, e lei Triplice allea:nza.

'Le forze 1iavali delle potenze europee.

'? I

Riasrnnto dello studio pubblicato nella Rivista marittima dal BoKAMICo, con il titol0: la sitMzione militare nel Jl{editerran,eo . .:_ C1·onaca. .-:-· Notizie nella marina Stl'aniera e loro naviglio. -- La Renown. - Le manovre nel Mar Nero.


1446

RIVIS1'A DE! PER10DI0l MILITARI

..

Notizie 1~ilitari estere. :__ Norvegia, sua situazione politico-militare. Riassunti di studi pubblicati dai giornali militari svedesi, francesi e tèdeschi. Rivista dei periodici militari esteri.

Kongl-Krigs- Vetenskaps · Akadèmiehs Handlingai: och Tidskrifli.

N. H -:12 giugno 1896. l!nni 1894-95.

La- spedizione francese al 111adagciscar negli

È un largo riassunto relativo ali' indirizzo delle imprese coloniali militari dei tempi nostri. Affermando che nessun pralico insegnamento di strategia e di tattica si può ricavare dalle medesime, l' ~rticolisla segnala come ogni spedizione coloniale accresca il patrim·onio dell'esperienza pratica per così fatte imprese; esperienza che va raccolta in luLti i suoi particolari. Premesso quindi un cenno relativo alle precedenti 'relazioni dell'isola del Madagascar cqn la Francia, l'autore parla della costituzione delle due brigate del corpo di spedizione francese, Metzinger e Voyron, della composizione e forza rispettiva, dilungandosi sulla costituziooe del 200° di ·linea. f,eguono le prime operazioni, l'ad&ttamento delle retrovie, il seryizio cli rifornimento e cli sanità, narrate con molta cura e critica. Infine è narrata la caduta cli T_ananariva, che p0se fi1.1e alla càrrÌpagna, il 30 settembre -1895. ,

. BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO ~ULITARE Otto Cristo{ o Sparr. - Unterbefhelshaber Melanders au Niedenehein , und Westfalen :l.6({6-(1,7. - Ein Betrag zur Geschichte des ersten ~randeburgischen Feldmarschalls. - Von .R. Schmidt, Berlin, ·1896. Afémoi·res du colonel Combe sur les campagnes de Russie 1812, de Saxe 1813, de France J814 et 1815. - Nouvelle èdition, - Paris 1.896, li· brairie Plon. ' Die phjlosophie des Ifrieges. - Von dott. MicHEL REVON. - Traduzione sull'ultima edizione fra'ncese di A. HERMANN. - A. Schiepp ed., ,Lipsia, 1.896. Philosophie des militéirrechtes, Colonnello Dangelmajer, Wicn, 1.896. 1

Del ministro della guerra in Svezia. , Parte uf'fic;iale. - Disposizioni generali relative al personale dell'esercito svedese.

La .défense de cotes et les tetes de poni permanentes. - Général • MONT, Bruxelles, Guyot ed., 1.896,

Militaert Tidsskrift .

I mezzi di segnalazione delle truppe in campagna. - Dei paHoni frenati, del telegrafo da campo e dei sistemi di segnalazione ottica. Capita_no del genio, Eno.-1.no R.urnuscH.

B111AL-

Cours des po~ts de l' École des ponts' et chaussées. - Ponts en maçonnerie Resal. - Baudry ed., Paris, 1896.

Luglio 1896. - Il servizio di rifornimento delle munizioni nei principali Stati d'Europa. Lo studio è del tenente CHRJSTENSEN, che bravamente prende ispirazione dal motto di Jiloltke: In lcurzenZeit werden Patronen das gesuchteste Wert papìer sein, cioè fra breve tempo le ' cartucce saranno la carta mo~eta più ricercata. ' Dopo un rapido sguardo al consumo delle munizioni di · fucileria fatto nelle ultime guerre, l'autore parla delle varie dotazioni di cartucce delle fanterie europee, accennando ai. vantaggi dei più piccoli calibri in uso.

1447

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

'

'

'

N01·men fur die Feld-Ausriishing der K. K. Eisenbahn-Kompa1qnien. I • Parte m,.Wien, :1896.

t \

~

Ii

Coitrs d'exploitation des mines. - llaton de la Goupillière, - Paris, , · Dumond et Vicq ed., 1896. Quelques réflexions sur la guerre navale sino-japoiwise. - HoET. Paris~ Berger-Levrault, ·1896. I Guide .militaire et vocabolaire franco-russe avec la pron1mciation figu, rée. - KAuNER. - Paris, C. Lavauzelle ed., '1896. Jou·rnal du maré<;hal de Castellane. -:- Voi urne 4° 1.847-:1803. - Paris, Plon-Nourrit, 1896, Les racines de la tangu.e riissè. - L. LEGER e B..umoNNA u'r. - PaTis, Maisonneuve ed. , f896.


1448 ·

BOLLET'I'INO BIBLIOGRAFICO MILITARE

BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO nt!Ll'rARE

llfoltkes llfilitiirische J{orrespondenz - Aiis den Dienstscliriften das Ifrieges 1866. - Relazione della sezione-storica del grande stato maggiore dell'esercit.o tedesco. - Berlino, Mittler, ed., '1896.' Stratégie et grande tactiqne, il' après l' expérience des dernières giierres par le général P1ERRON. - Volume 4°. - Parigi, Derger-Levrault od., - 1896.

.

0

L'imité italienme. - Periode .J860-G1. - Aperçiis d'histoire'politiqiw et diplomatique par G. GucoMETTJ. - Paris, Plon-Nourrit ed., 1896. Erit1·ea, Abessinien and der òstlicher S.udan, bearbeitet von A. .H&nR1cn. - Verlags Anstalt von Cari Flernming, in Glogau.

1449

Organisation des .colonies frcmçctises et des pciys de proteetorat par EoouARD P1mT, sous-chef cl~ bureau au .Ministére des colonies. - Berger Levrault et Cie. Paris, l8H5. G!ficla igienica di Romlt. - Roma, 1896. - Loescher Ed. Il Cavallo. - CARLO VoLPINl. - 2a edizione riveduta ed ampliata. Con

8 tavole. - Milano, Hoepli, :f.896. 516 Proverbi nel cavallo, raccolti ed linnotati dal colonnello CARLO VOLPINI. - Milano, Hoepli,, 1896.

Siidaf1·ilca,n'ische (Transvaal) Republick. - Oranje-Freistaat une! angrcuzende Gebrete, ])earbeitet von A. HERl\lCH . - Verlags Anstalt vou Carl Flemming, in Glogau. La Turqiiie et les Otto-man par P. BAuDtN o' At.LA ucn. - Un volume in-8° de 257 pag. - Paris, irnprimerie Jourdan, 36, rue e~ la Gouu.e-d'Or. Le général Kilmaine (17!:H-1799), par LÉONCE GRASILIER. - 32 pag, in-12. - Savine, éditeur, 14, rue des Pyramides. Ueber Kunst und Reitlmnst, von OTTO von l\foxtEHON. 1. made - Derlin Militrer Verlag F~lix.

(IJf.

pag. in-80,

Observations critiques sur les grandes 1nanmuvres, par le géuéral LuzEUX. - Brochure in-8° en ·48 pag. , :1 fr. -'-- P:!ris, '18H6. H.-C. Lavauzelle, éditeur, H, piace St-André-dcs-Arts. De lei condwite de la guerre, exposé .mccint de ses principes et moyens d' exéc·ution, par le général Cor.t11An baron von der Govrz, maré. chal et. aide de camp g6néral impérial ottoman, auteur de La Nation Armée. Traduit de l'allemaud avec l'autorisation de l'auteur. - Un v"ol. in-18. Prix fr. 3,tiO. _: Louis Westhausser édileur, 4, rue de Lille, Paris-.

Per la Dinzione Lonov1c o C r so TTI · te11m1te t ol<mn~llo .11, T. A.• frtcMicato

Leben und Wirken des generals der infanterie und kommandireuden generals des V arniee-korps CAHL von G1toLAMNN. Ein Beitrag zur Zeitgeschicht:e dei· Konige Friedrich Wilhelm III und Friedrich Wilhelm IV. Njich archivalischen und handschriftlichen Quellen verfasst von E. von CoNRAnv, generai der iofanterie z. D· Zweiter Theil: Die Befreiungskriege :1813 bis 18:1.5. - Berlin 1895. Ernst Sicgfriecl l\'lit&ler. und Sohn. DEMARCHI CARLO,

gerente.


..

ANNO

XLI

RIVISTA NIILITARE ITALIANA

\

DISPENSA XVI-XVII -

!6 AGOSTO E 1° SETTEMBRE 1896

_,>

I

.

~-

.

ROMA VOGi.lERA

ENRICO Tl~OGRAFO-EDITOIIR


\

...

1451

SOMMAR!O DELLE MATERIE CONTENUTE NELLA PRESENTE DIS~ENSA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

Documenti della. guerra d'Africa (con nove tavole).

Pqg. 1451 di S. E. il tenente generale Antonio Baldissera, governatore della Colon ia Eritrea a S. E. il Ministro della g~erra, relativa al~e operazioni militari nel secondo per iodo della campagna d'Arrica 1895-1896 . . . . . » 1452

RELAZIONE

ALLEGATI: Formazione, forza e dislocazione delle truppe nella Colonia Eritrea al.6 marzo 1896 . . . . . . . . . · . . . . » N. 2. - Formazione, forza, armamento e dislocazione delle truppe nella Colonia Eritrea al 4 aprile 1896 . . . . . . » N. 3. - Note sull'ordinamento dei servizi . . · " N. 4. - Formazione, forza e dislocazione, al 4 maggio J 896. Corpo di operazione nell'Agamè e delìa colonna incaricata della ,,,• diTP""h~;done su Adua . • • . • » N. 5. - 'l>·tc- · .. . .... . J "'' N. 6. - R"', Jiel'azioni d,i Cassala . . -!.:.messo N. l. - Lette,·.,, - · ,t'\Ìd Fadil al tenente Pajola » N. 2. Chitef. di Cheren . . . . . . . . . » N. 3. - Specchio" indicante le persone ricoverate nel forte durante l'assedio (18 aprile 18()6) . . ·. . . . . . . . . . » N 4. - Specchio dimostrante le perdite subite nei com battimenti di Gulusit, Sabderat ed in Cassala, dal 22 febbraio al mattino del 2 api-ile 1!<96 . . . . . . . . » · N. 5. - Relazione circa il funzionamento del ma. gazzino di vettovagliamento durante l'assedio di Cassala e le successive operazioni di guerra . . . . . . . N. 6. - Rapporto circa lo stato san itario del presidio di Cassah durante il tempo trasco1·so qal 2..2 febbraio al 2 aprile 1896 )) N. '7. ~ Telegrammi rii;ervati. Informazioni in pi/,rtenza . . . . .

ALLEGATO

N. l. -

» 1482

I » 1485

» 1489

» 1493 » 1495 » 1498 » 1510 » 1511

)) 1514

( I

La relazione inviata da S. E. il tenente generale Antonio Baldissera a S. E . il Mìnistro della g uerra, sul secondo periodo delle oper.a zioni nella Colonia Eritrea (marzo-giugno 1896) è un lavoro completo in ogni sua parte e comprende : L a relazione complessiva delle operazioni ·militari, N. 13 Allegati alla relazione, Carte, piani e tabelle di dislocazione. Nel presente · fascicolo della Rfoista militare italiana si pubblica la Relazione 'generale e quella parte dei documenti che hanno interesse di ordine gener·a~.~.1.. str .~ strategico, logistico. e tattico. •,: ~,.,,, I documenti, piani, rilievi e rappol'ti, _-carattere tee. '30 saranno·, rispettivamente, pubblicati per quanto a ciascu ' periodico si riferisce, dalla Rivista di artiglie--l'ia e genio e , dal Gi01·nale medico del R. Esercito.

1

L A DIREZIONE

,, 1515

)) 1016

.. » 151'1

)) 1519 95 -

Al'INO XLI.


1452

DOCUllENTJ DRLLA GUERRA D'AFHH.:A ,._ DOCUillEN' rI DELLA GUERRA D' A FIHCA

1453

RELAZIONE

r.

di S. E. il tentnte generale Antonio Baldissera, governatore della Colonia EI'ilrea, a S. E. il ~linistro della guerra. 1·elativa alle oper·azioni militari nel secondo periodo della campagna d'Arrica 189~-f896. ·

Allorchè, ni primi di marzo u. s. , giunsi qni, la situazione, -come ebbi a rappresentare ali' E. Y. col mio Lel:g ramrna del ,giorno 5 . era, militarmente e poli1icnmente, piut~osto grave. Gli avanzi del corpo d'operazione, che aveva combattuto ad Adua, venivanv raccogliendosi in Asmara e Massaua. Di trnppe inlalle, ma in parte anch'esse piit o meno scosse, \non si avevano nella coloni a che i seguen ti riparti : 5 battaglioni, ripie~ati da Mai )!nreL, ad Adi Cajè; ,J battaglione, a Saganeili; 1J battai;:lione ad Adi Ugri ; 11 batta!,"(lioni e 2 batterie, ad Asmara; 2 bauaglioni fra Asmara ~ Massana ;. l battagli one eèl nna sezione indi geni, a Chenafeni1; Bande del Seraè, ad A.di Qualà.; ,t ·bai.taglione ed ,1 sezi on e indigeni. a Cnssnla; Pochi nuclei di milizia mobile, del chitet e di cavalleria, sparsi in diversi pnnti della colonia; il battagli one caccia tori , con olt re 300 amma lati e viveri limitati ad un solo mese, accerchiato dai ribelli in Adi)!ral. Altre truppe di rinforzo erano in viap-gio o stavano pet· partire dall'Italia. Gli ann.essi schizzi ed :illegati rappresentano la dislocazione, formazione e forza delle truppe in quei primi giorn i. Quanto all'esercito nemico, dall'insi eme nelle notizie pervenute e pienamente conl'erm~.te in 5egnito, risultava evi<lente che esso accingevasi ad avanzare su Gnrn, onde approfitta re dell a ollenuta vittoria e della dil'ficilo nostra situazione del momento, per. tentare di penetrare nel cuore della colo11ia . Sapevasi, inf',HLi, che in un consigli o tenuto da l Negus in Adua era stata decisa l'avanzala ,-erso il Seraè e l'Oculè Cusai; che Liao Acros Abbadanà, sottocapo di Baianè, defezionato da u 7., n . noi fin dal ·189 1, era stato incar icato di recarsi al )fareb per accertarsi se vi fosse acqua e per far preparare la sl rada sulla ,direttrice di (~undet; che asmac Singal, fratell o di Bata Agos ,

Massaun, add ì 30 g iugno 1896.

Le operazioni mi litari svoltesi nel secondo periodo della campagna di guerra t11stè ultimala. dal momento, cioè, in cui,,subito dopo la battaglia di Adua, assunsi il comnndo in capo delle forze miliuri ed i poteri civili e politici della colonia, fìno allo scioglimento e rimpatrio del corpo d'operazione, possono considerarsi divise in quattro fasi: . , 1a Fase (mese di marzo). R.accoglimenlo e riordinamento dell e forze mobili intorno ali' Asmara e Ghinda in posizione difensiva; preparazione di av::inzata del corpo d'operazio ne ; invio di truppe in soccorso di Cassnla. 2• Fas<· (mese di npril e) . Spostamento lento, a scaglioni , per mancan~n di acqua e per difficoltà di ri fornimenlo viveri, dalla linea Asmara-Ghinda alla linea , più avanzala, Mai Serau-Adi Cajè; sosta su questo fronte per dar 1.empo che si costituisse una fo rte riserva di viveri in Ad ì Cajè. 3• [i'a.se (dagli u!tirni di aprile al 20 maggio). Avanzata del col'po di operazione da Adi Cajè all~ conca di Adigrat, per liberal'e il pres'idio di quel forte, e contemporan ea dimostrazione verso Adua; sosta nella conca di Adigrat, per imporre la consegna dei prigioni eri rimasti nel Tigrè. 4" Fase (dal 20 maggio ai primi di giugnoì . llipiegamenLo del corpo d'operazione verso Adì Cajè ; movime1\li per il rimpatrio del grosso del corpo stesso .


... 1454

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

il 3 marzo era partii.o da Adua, con ordine di spingersi versoi! ·Belesa, per assumere informazioni sulle condizioni del-la strada. così detta del Negus, la quale, da Gandapta ed , Entisciò, per Addis-Adì conduce su Gura; che il giorno '5' Lutto l'esercito· scioano si era · avanzato, dirigendosi verso Entisciò su due colonne, la principale col Negus per Mai Cioò, l'altra con ras Maconnen per Gandapl.a; che la prima di dette colonne Eirasi poi fermata a Mai .Cioò, mentre l'altra, forte di circa 20,000- armati, giungeva il giorno 8 ad Entisciò . Sapevasi inoltre che il giorno 6 clegiac Area di Essaà aveva occupalo Darotaclé, , spingendo punte verso il Mareb ;-· e che la linea del Belesa era stata occupata da asmac Abartà, .da Ago& Tafari e qa un fitaurari del Negus, mentre ras Sebath, col gròssodella sua gente, aveva occupato .Mai Marèt, spingendo punte a Dongollo e Gullabà ed intercettando così ogni comunicazionecon Adìgrat. Frattanto, nell'interno dell'Oculè Cusai manifestavan.si sintomi, di ribellione, fomentata dai nostri avversari allo scopo di favo- · rire l'avanzata del Negus . ~ ' Oltre a clò, anche verso la frontiera occidentale, fin dai mesis di gennaio e febbraio, come risulta dalla relazione del comandante del presidio di Cassala \Allegato N. 6), andavano addensandosi minacce; ad Osobri e a Gos lì.egeb , sul I' Atbara, si eranoriunite bandiere dei Dervisci; un grosso corpo · del Ghedaref~' forte di oltre 5000 fucili e mille lancie, capitanato da Ahmed !?adii, che erasi diretto al Gasc, aveva, colla propri:1 avan. guardi a, attaccato e respinto il 22 febbraio il nostro distaccamento di Gullusil. e a Tucruf, erigendovi trinceramenti; Osman Digma riuniva gente ad f\.daramit; razz.ie di cavalieri Dervisei erano segnaiate verso l'alto Ombol; Cassala era minacci'ata. In tale situazione, estremamente delicata ed irta di .difficoltà,. le necessità, alle quali urgeva sovratutto provvedere, erano: a) Liberare il presidio di Adigrat; b) Riordinare gli avanzi clel corpo d' o,perazione che aveva. combattuto ad Adna ; e) Coprire la colonia minacciata nel punto più vitale dall'avanzata del Negns;

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

1455

d) Iniziare trattative di pace col nemico, allo scopo essenzialmente di guad'agnai: tempo, e di tentare di ottenere la liberazione· dei nostri prigioi:iieri e il seppellimento dei nostri morti; e) soccorrere Cassala. , . P.ensai di tentare la liberazione del presidio di Ad,grat con un.a- oper;zione ardita, da eseguirsi' da poche truppe indigene,, seguite ed appoggiate dai 5 battag lioni di fanteria cl~e trovavansi ad Adì Cajè, sotto. il. comando del colonnello D, Boccard. Avrei voluto affidare l'incarico di tale .operazione al 5° battaclione, l'~nico riparto indigeni che, non avendo . preso. parte o . . alla battaglia di Adua, era disponibile e trovavasi m qlie1 g1orn1 · a Cbenafenà. Ma il comandante di esso, avendo le truppe molto stanche, non era in grado di immediatamente .jmpiegarle in :azione così risolutiva . ·P erciò ne diedi incarico , al capitano De Bernardis, che trovavasi allora con una compagnia di milizia ·mobile e aente- delle bande e del chitet (circa 700 fucili in totale) a g;ardia del passo di Cascassè fra Adi Cajè e Senafè. Impartii gli ordini necessari ,' indicando quale carattere doveva .avere l'operazione. Ma nnch~ queste truppe si riconobbero disa-dalte al compimento della progettata impresa. ' Cogli avanzi delle truppe italiane che avevano combattuto ad Adua e che ven ivano. man mano raccogliendosi, si poterono co-stituire 5 battaglioni, 4 di fanteria, ,coi quali venne formato il. 6° reggimento, e 1 di bersaglieri , che venne _destinato a far· ;parte del 1. reggimento bersaglieri. In uno dei battaglioni di ifilnteria vennero incorporati anche .i ·superstiti del battaglione .alpini. Questi 5 battagli oni . raggiunsero in pochi giorni la forza complessiva di circa 3260 nomini. ··1 superstiti d'artiglieria furono invece, pel momento ~ adibiti :al servizio nei forti e piti_tardi_incorporati nelle nuove batterie .giunte dall'Italia. Quanto alle tfoppe indigene, coi superstiti dei battaglioni che .avevano combattuto ·ad Adua, si ricostituirono i b.alraglioni stessi, tranne. quello di milizia mobile, il quale venne sciolto, ripartendone i superstiti fra gli altri . battaglioni; mentre coi super· 1


1456

DOCOMENTI DELLA GUE RRA D'AF R!C:

stili delle bau · . er1e, co 1la sezione di ques te che non a! combatti men_.to e col materiale esistente nel /'01·te prese parte s, potè t di Sa<1aneiti , cos 1tu1re una nuova batteria india . ~ ' ~ avanzata dell'esercito scioano .verso su 6 pezz, . poc anzi accennalo non s 1· C u1 a, che, come ho , o o era stata c f e concordi in fo rmazioni ma a .i on errna ta da mol teplici . ' veva g1.1 avuto un n .· . . ct· esecuzi one , era certamente 1.1 t'1 mc1p10 1 : quel momento · · maggior pericolo che potesse in ' mirrncc1are la colonia. , ln quella località, in fa tti il nemico a . a~trove,_ acqua e viveri rel~livamente e:be. _trovat~, più che O d1 stabilirsi per qualche t anti , e qu10d1 modo empo anche con 101 r • · da quella localitit avrebbe po tu;o .. ct· ze cons1derevoli ~ mente, minacciare la no· 1ra ba·e 'd.p ru rr~ttamente e piu. facil:, · . ~ 1 operaz1on e .\1 as~aua-Asmara. · . .à per sè t base o1 s essa, assai debole. , D1 fronte a: tali minacce ·a , . Perciò d h , u1 ,.,e1 a anz1tutl.tJ guada:mare tempo. ' e anc e per tentare Ja J"h . · . 1:> y nieri ed il seppellimento d . , . , era~1one de, nost ·i priaioe, nostri morti sul d. "' e recare conforti e mezzi· d' . . campo , battaglia · 1 assistenza a e IJ'I d · · nieri che erano fe ··f . Jlle e1 nostri prigioo· . , l 11 i, appena gmnto a iUassaua inviai il maon101 e sa sa al campo nemico Il . , . " '. _co e necessarie istruzi oni per aprire trattat" d" • • < ive J pace. ln\'1a1 pure medici e , qu·tlcbe "JO d medicinali e,. ' " mo opo, , anche oggetti di vestiario. Credo superfluo espori·e q11 J. 1, d 1· . . an amentc d' avendone minutamente informata l"E V / i ta_, trauati ye, esse andavano svolgendo-i A . . i mano JD ma110 chea bbiano approdato ad aie:, . ccenn erò soltanto: come esse non ' ' una conclusione· c . l loro svolgimento qua-· t tt· . . . '. ome, e urante il lento· . . ' ,:,I U I I nostr, pr, 0 10 0 · •· • . . ternati e diretti allo 8 . . o . ,e, 1 siano stat, ,oc1oa, e come non srasi t dere Ano dn allor·t al s . po uto provve ·. ' eppe11 nnento dei nostr· · · Ja contrnuazione del'e o·L"l't· . , morti, ,;1a per • :, , I a, sia per lo st·1to d . d que, primi giorn i dopo 1.1 c b . ' ei ca averi io N . om att.unento . . I on ritenendo sufficenti le ocl~e i , . il nostro fronte Adi C· ·· ~ p . . ?rze che guern,vano allora aJP- ..,agane1t1-Ad1 u..,.i ad , , zata del nemico su Gura nè e- d ~ . opporsi ali avan. .. ' "sen o pos::;1 bile in I rm,orzarle con altre venni d . que momento, ' ne11a eterminaz· d" d' · una pa'.·te_del corpo d'operazione· fra Ghinda ,ione i rslocar~ d . ~ Baresa, con postt avanzati a, passi ad Est e ad O ' vest cl mass,cc,o del Bizen, con

t~'

ab{~

.'

?')

DOCUMENTI D EI.LA GUERlt A

n' AF.RlCA

1457

una fo1'le riserva fra Ghindn e Saati , vale a d ire a cavallo della direttri ce di marcia Gura-Saati, onde copr ire direttamente ed efficacemente la linea Asmara-M ,1ssaua; e scaglionare le forze rimaneoLi fra G,ura ed Asmara onde coprire quesL'ul ti ma locali tà e minacciare, nel Lempo stesso, il fia nco sinistro del nemico se si fosse spinto verso nord. · In base a questo concetto feci anzitutLo ripie~are su As1nara, donde avviai poscia a Sa.bargurna, 4,. dei 5 battagl ioni che trovavansi ancora ad A.cli Cajè, abbandonando r.o,ì questa località, che sarebbe stata troppo esposLa alle mi nacce del nemico, e mantenendo quali po!>ti avanzati soltanto Saganeiti ed Adi Ugri . L'altro battaglione proveniente da Adi Cajè veniva invece lascialo a Deca merè, punto che conveniva tenere g11ardato. Contemporaneamente spingevo inn anzi, n Marahano ed a Sci chet, ·le brigate di fanteria I• e 2", che già trovavansi concentrate all'Asmara. Più. tardi, la :16 si trasferì da Mara hano a Ad Auscià. Questi spostamenti, mentre rispondevano al concetto più sopra accennalo, erano anche consigl iat i dalle nccessilà, in vista della penuria d'acqua e di legna, di diradare le tru ppe raccolte attorno ad -Asmara. Inta nto,. coll e trnppe ul time sbarcale e con quelle che giungevano, si veniva occupando e rafforzando la linea di dil"esa. Ghinda-Baresa, coi posti avanzati cli Nefa sit, Mogr,l e i\famba ; mentre il 6° reggimento fanter ia, cbe, come fu accennato, eril, stato costituito coi superstiti del primo corpo d'operazione, e che da Asmara era già stato trasferito a Saati, veni va destinato di presidio a Massaua ed Archico. Nel tempo stesso si ricostruirono e si armarono i fo rti abbandonali di Archico, Vi ttorio Emmanuele e di Saati, si rafforzarono le di fese di Asmara, si completò l'ordinamento del le truppe e dei diversi servizi e l'asset.l.o difensivo delle posizioni occupate; e, appena · fu possibile, si costiLuirono i comandi dell e di vision i, assegnando, alla prima, le tl'uppe scag lionate fra Asmara, Marahano e, Scichel è la ·I• brigata di 3 batteri e; alla 2\ le truppe scaglionate fra Saati, Ghinda e Saganeiti e le altre dt~e brigate di batterie. Fraltanto il nemico, cbe il giorno 8 marzo era giunto con 20,000 uomin i ad Entisciò e col grosso delle sue forze tro-


1458

DOOUME~Tl DELLA GUERRA D' AFllJCA.

vavasi a Mai Cioò, non aveva spinto oltre l' in,iziato movimento offensivo·; anzi, verso il 12, tutto l'esereito concentravasi in Faras ~lai , ~ond~ ,Poi, verso il 20, iniziava lentamente la propria rihrata m direzione dello Scioa, . lasciando nel Tigrè, oltre a ras Sebath e Agos Tafari, ras Manga.scià, ras Alula, e tui-li i capi tigrini che trovava.osi nello Scioa prima della gueua (complessivament~ da ·1O a 12,000 armati). Circa le ragioni che possono avere indotto il Negus ad arrestare la iniziata marcia offensiva ed a ritirarsi col grosso del suo esercito, consta., da attendibili informazioni pervenute, che .avrebbero anzitutto influito sul suo animo le notizie avute. e forse anco ampliate, dei nuovi r inforzi giunti, e di altri p;ossimi a · ginngery, dal!' Italia. Consta inoltre, in modo positivCl, eh.e i capi mandati innanzi per a~sumere informazioni sullo condizioni delle acque e delle strade , o perchè essi stessi ' mal disposti alla continuazione della guerra, o per corrispondere ai voti della popolazion~h cui paesi avrebbero dovuto subire le conseguenze dellà invasione scioana, o fors'anco per secondare un'intimo desiderio del Negus, gli abbiano riferito in modo da sconsigliare l'avanzata. A conferma di ciò, ' si seppe da fonte certa, in questi ultimi giorn i, che il Negus nel passare, verso la metà dello séors~ mese d! maggio, presso l'importante santuario di Ambas~I (poco a nor~ d1 Borumieda) a! priore Memer Uoldenchiel, nativo ,del Sera.è, che eragli mosso incontro con tutto il clero per presentargli omaggio, rivolse queste testuali parole: « Eravamo molto ·vicini - « al tuo paes,e e volevamo andarvi; ' non lo potei, prima di tutto - « per la, mancanza d'acqua, e poi perèhè erano ven uti molti ne- , « miei riuovi, e, come tu sai, io non amo lo spargimento di « sang~e. » - Possono, infine, avere anche influito sulle decisioni di Menelik le condizioni ~ateriali e morali dei suo esercito, nel quale comin~ .eia.vano oramai a mani festarsi sintomi di stanchezza e di malcontento, e desiderio di far ritorno ai propri paesi. Visto che il pericolo . di serie minacce da parte dell'esercito scioano andava mano mano allontanandosi, ritenni opportuno dare alle truppe una disl?cazione che, megli9 della primitiva, la

DOCOMEN'l'I DELLA GUERRA D' AFRICA

. q~ale era stata essenzialmente informata a criteri d'ordine militare, rispondesse alle esigenze dell'igiene e del benessere delle truppe stesse. Fu percorsa e, riconosciuta in ogni senso la vasta zona fra , Asmara, Scichet, G11ra; Saganeiti, Baresa, Ghinda, p_er trovare •località adatte ad' accampamenti. L'acqua, sovratutto, faceva difetto, tanto · più in seguito alla eccezionale siccità di quest' annilta . , Tuttavia, mercè l'impegno posto da tutti i comandanti ài truppe nel secondarmi in tali ricerche, e r,ol concorso intelligente ed operoso delle compagnie del genio , si riu5ci a trovare ed a sistemare buoni accampament i, con acqua sufficente e, in talune località, persino nbbondante per gli uomini e per le numerose salmerie. Naturalmente, l'aver dovuto subordi nare I.a scelta degli accampamenti alle condizioni delle acque, ebbe per conseguenza .dì diradiire le truppe e. quindi di allontanarle dai rispettivi magazzini di rifo~·nimento. l'Ifa .ciuella era una necessità imprescindibile, mentre alle macrr,iori difficoltà pel riforhimento dei viveri potevasi provve n<'.) dere,, come si provvide, con un corrispondente aumento di qua. , drupedi. Gli ullimi riparti destinati à rinforzare il corpo d'operaz10ne - ,erano ormai tutti arrivati : i comandi ed i vari servizi pressocchè costituiti: le truppe al len;te; d'altra parte, ' l'esercito nemico ac. cenna'va sempre pjù ad allontanarsi. Mr parve giunto il momento di studiare l'avanzata del corpo d'operazione verso Adì , Cajè, allo __ · scopo di iniziare poi di là una marcia offensiva su Adigrat, per libe~arne il presidio, le cui condizioni andavano facendosi sem,pre più dif(icili, qualora le trattative col Negus non fossero rittscite alla conclusione della pace. Poichè era evidente, come è risultato poi ànche in segui to dall'atteggiamenlo apertamenie ostile dimostratoci ali' ultimo momento dai cnpi tigrin i, che non sare.bbe stato possibile venire con essi a trattative ed ottenere, altrimenti che con )a forza, la liberazione di quel presidio . Per preparare e facilitare tale movimento, ordinai anzitullo al coma.ndante la 2• divisione d'inviare da Sabarguma a Sagan eiti · i 4batla<rlioni comandati dal colonnello Di Boccard, preceduti dal . 1° battagl ionè indigeni , e di fa r riattare, valendosi delle tre compagnie del genio e degli zappatori delle truppe dipendenti , la strada ~


1460

. 1 D0 CO:MEN'rl D~ELLA GUERRA D 'AFRICA

così detta eo-iziana, Saati-Baresa-A.idere$oCa iacor-Saganei ti , per e . . . attivarvi una linea di rifornimento. Nel t ternpo stesso mandai ordine ~li' intende nza di predisporre ogni cosa onde effettuare il riforn imento del coi·pq d'op erazione per le due lio ee Saati-Aidereso-Sagan ei ti e Archico-Ma io-Adi Cajè. Poscia, il 24 di• marzo, partii da Asmara con due ì1ffìciali e. "40 armati delle bande dell 'Harnasen e ·dell'Oculè Cnsai. Segui i l' itinen ario Sag.-ll)eiti-Adi Cajè-Toconda e d_i là, per Mai Serau e Gura, f'eci ritorno in Asmara, · ove giunsi il 28, dopo aver riconosciul.e le s,tràde ed, i luoghi d'acqua di tutta quella region~. ~la ebbi a convincermi cbe l' acqua era assai · scarsa anche in quella zona, che anche la legna difettava qnasi dovunq,ue e che, senza lavori preparatori, non sarebbe stato possibile stabilirvi ac-:carnpamenLi per grosse unità di truppa. Le loca lità, ohe, previ opportuni lavori strada li , sistemazione di acque e raccolta (li legna, mi parvero' le pi~1 tidalte, foron o Sa· , ganeiti, Gura , Adi Cajè.e Mai Serau. Dalla parte· di Cassala, intanto, la situazione era andata sempre l Dèi-visci, · imbaldanziti t1>er la vit\oria ripor.Più ao-o-ravandosi. r-io tata dagli Scioani sulle nostre truppe, avevauo ai prinfrdi marzo circondalo più ,dappresso il fo'rte. Le riostre truppe dislocale fra Cassata e Cheren in quei giorni 13rano le seguenti: 2° battagli'one indi geni còn una sezione i.la montagna e . un distaccamenlo di cannonieri , in Cassala ; un dist1accamento di 70 irre):(olari e 30 ascari di cavall eria, a Sabdernt; un distaccamento di ,120 uomini, fra regolari e chi t_et, ad Eia Dal; u1rn compngpia di md izia mobile con un distaccamento di cannonieri e ,100 irregolari , ad Ago rdat; un presidio di circa 600 uomini, fra compagnia presidiarià, milizia mob ile, chitet e plotone di cavalleria, a Cheren. Non avendo in quel momento lruppe indigene di$ponihili da inviare in quella direzione, nè essendo possibile per la mancanza di acqua ., e l':ilta temperatura dovu t:1 alla stagione gi i1 avanzatn, impieg,1 re in quella zona truppe ifaliane, disposi che la carovana men$ile di 4,00 ~ammelli destin~ta a r-ifornire il forte, e già pronta ·ad Agordat, fosse ac.cresciura di altri quadrupedi carichi di vettovagl ie, ed anche di scarichi, e proseguisse su Cassala scorta ta

DOCU}!ENTI DELLA GU &RRA D' AF(UCA

1461

da quasi tutte le forze mobili scagli'onate lungo la li nea CberenCassala. . · · Ouesta carovana aveva il doppio scopo, di rifornire abbondan.tem~en te il for te e di farne escire i malati, le famiglie degl i ascari e tutto ciò; insomma, che costituiva elemento di d_e bolezza , E poichè il comandante di Cassala. aveva dichiarato che, mediante tal i provvedimenti riteneva di poter resistere fino all a piena dell'Atbara, e questa, s~conp > l'~pin io~e genera[~, avrebb~ indo_uo i ·o~rviscì alla riLirata. ne conseguiva che, riuscendo la sped,ztone d, rletta carovana , pote;asi ri mandare all'epoca delle ~iogge o_gni deci~ sione in merito all'abbandono. del forte ed evitare cosi Lutl.e le diffi coltà e tu tti i pericoli che una tale operazione avl'ebbe prnsentato se si. avesse dovuto eseguirla sotto ì' immediata pressione dei Dervisci. . Ma, data la situazione di quel momento, non el'a, cosa agevole i~ fare entrare in Cassala una così lunga carovana e il fornela poi uscire con malati, donne, ecc. / Infatti 'mentre essa si a'ndavà costiLÙendo e completando, 1'8 marz~ alcuni cavalieri der.visci, tentava no d'incendiare monte Mocram, 'e la sera dello stesso giorno , circa 600 Dervisci, attaccavano 8abderat e ,tagliavano la li nea telegrafica per Sabd erat ed El Dar. , L'àttacco di Sabdern Lfu respinto dagli asca ri di cavalleria. e daoli armati dell;t banda di Alì Nurin, direlli da.i telegra{hti del ~ genio di quella stazione. . · ; Succedeller9 akuni giorn i di calm:L Bisognava approfi, ~tarne, 1 accelerando il movimento della carovana. Questa, costituita da 600 cammelli e <iebitamertte scorlata, partiva J',1,1 da Agordat e · ·nella notte dal ,1o al 116 entrava .in Cassala, Si trattava di prepa rarne l'uscita. A tal uop_o , già fin dal giorno ,J.i., avevo ordinai.o al r.omandante il presidio di AgordaL di .tra-. sf~riròi, con tutte le for: e mobili di cui poteva disporre, à-Sabderat, . sor,o-iuno-endo o-li di nc,·.orda rsi col comandante di Cassai;, pe~· , l't~:ita della ~rov::\na, che avrebbe dovuto effettu ar.si il ·I8 o il rn·: I Dervisci, che in questo frattempo, fatta eccezione per ~ualche · piccola di~ostrazione intorno a Cassa la, , nqn avevano . p1u dato segno di vita, nel pomeriggio del '17 vanno con una co[Qno a ad

I ,.


1462

1

DO CUMENTI DELLA GUE RRA D AF &IC:\

occupare monte Mocram e la Cadmia, con una seconda s'avviano per la str/\da Cassala-Sabderat, e con una terza, forte di 1800 uomini , airando a nord di monte l\'locram eI di Sabclerat per mi,., nacciare quest'ultima posizione dalla parte di Matanè; ed infatti, detta colonna·, nella nolte dal 18 al 49 , ot tacca Sabderat. Ma, anche questa volta, i telegrafisti del genio con 20 ascari di cavalleria, 50 armati della banda di Ali Nnrin e 50 del chitet, presa posizione sul monte che sovrasta i pozzi e domina la strada, respingono l'attacco dei Dervi sci infl iggendo loro molte perdite. Il giorno dopo, il comandante di Cassala, vista la strada sgombra, manda una delle proprie compagnie, con viveri e munizioni per qualche giorno, a ri nfo rzo del posto di Sabderat, poichè tutte le informazioni concorda1ano nell'assicurare ~he i Dervi sci ne avrebbero ri tentato l'a tl:1 cco. Prevedendo queste difficoltà e ritenendo della massima impor · taoza· lo assicurare l'use.ila della carovana dal fone, già. da alcun i gior,ni, uon appena ricos tituiti alla meglio i battaglioni indigeni cha avevano comhattuto ad Adun , avevo al'fidato il com:i ndo di qualtro di essi _(3o; 6°, 7° e 8°) e di una sezione di -.-·tiglieria da montagna al colonnello Stevani ('1) con ordine di marciare celeremente verso Casso la per fac iliLare e proteggere l' uscita in questione. Le operazioni comp'iule da questa colonna, la quale', non solo raggiunse pienamente lo scopo della missione affidatale, ma, nei combatti menti del 2 aprile a monte Mocram e del 3 aprile a Tucruf, sconfisse il nemico, obbligandolo a ritirarsi al di là del!' Atbara, • sono espos te nella relativa relazione, che _mi sono fatto premura di trasm ellere a suo tempo ali' E. Y. (2).

1

t>OCU~fEN T I DRL LA GUEllll A D A lrRIC A

1463

11.

1

Allontanato, rilmeno per qualche tempo , il pericolo di serie minacce da oarLe dei Dervisci) si potè, ai primi di aprile, iniziare l'avan:1.atu del corpo <l'opera:1.ione e il ritorno da Cassala di parie delle troppe indige1ie che erano siate colà avviai.e. Le strade che co nducono dall'Hamasen ad Adi Caiè, che polevano esserci utili sono due: quella piu a nord, lunga circa H O chi lometri, parte da Asmara e passa per Decamerè, Sa ganeiti ed Halai, ma ntenendosi presso che costantemente su ll'orlo dell'altipiano; l'altra ver;;o sud, lunga circa ·I00 chilometri , parte da Scichet e passa per Ad i Chenit, Gura e Mai Seraù, attraversando le alli valli dei tribu tari del Mareb. Esse sono collegate fra loro dalle: Decamerè-Gura, SaganeitiGura, Saganeiti- Mai Serau, 'Halai -Mai 8erau. · Come è nolo , però, tulle queste vie di comunicazione, in molti pun ti non sono che pes5ime mulattiere, sicchè fu necessario riattarle e, per lunghi tralli, anche cambiarne il tracciato. Oltre a ciò, in tutti i luo){hi di tappa, si dovettero sistemare le acque, coll'approfondire ed allargare i pozzi esistenti e collo scavar ne dei nuov i. Malg1'a do questi lavori, la piccola portata logistica delle strade e la scarsa quantità d'acqua disponibile non permettevano la riu· nione del corpo d'operazione in una sola località. In conseguenza , appena tornato dall 'escursione nell'Oculè-Cusai, disposi : ·IO Pel riattamento della strnda Asm:na- Saganeiti-Halai-Adi Caiè e per la sistemazi one delle acque nei luoghi di tappa, dando.ne l'incar ico, pel t;·atto Asmara- Oecamerè, alla ,1• brigata fanteria , allora dislocata ad Embeitò; pel tratto Decamerè-SaganeiLi , ai battaglioni delta colon na Di Boccard, allora giunti a Saganeiti; da Saganeiti verso Adi Cai è, al 3° battaglione bersaglieri, proteLLo sul fronte d~I , . inrligeni; 2° Per la sistemazione delle acque a Gura e Mai Serau e pel riattamento della strada Mai Serau-Adi Caiè, dnndone l'inca rico alla 2' briga ta fant eria, trasferita a lai uopo da Scichet a Gura, e

(l} li colonnello Stcvaoi, cho coman,1ava allora il f.0° reggimento fanteria, veoi,•a sostituito in tale co mando <fai colonnd lo R,1gni-o nominato comunrlan te delle truppe indigene.

12) Vedi Stdle operazioni per la liber azion e di Cassala, a s. B. i t Governator e della

Colonia, del colonnello Stevani nella Rivi sta mili tare ita l iana, dispensa Xli , 15 giugno l.896,•f)ag. iH5, H99. Con due tavole. ' ·

11


1464

DOCO )JRNTI DELLA G UEttRA D 'AFRICA

alle compagnie del genio '.1• e 2· , protelle sul fronte dal 5° battaglione indigeni e da una compngnia di milizia mobi le; 3° Pel riattamento della strada Archico-~faio-Adi c\iè I im. pi egandovi h'1 6' compagnia genio, '°pl'otetta da una compagnia di milizia mobile; · 4. 0 Percliè ven isse sospeso il rifornimento dalla linea di Asmara ,e fosse data invece la massima attiviLà alla linea SaatiSnganeiti ed~iniziat.o il riforn imento per la linea Arcl1ico-Maio , in rnodo ch e la prima carovana potessP. giungere ad Adi Caiè, il 9 aprile. Il . co rpo d'operaz ione che doveva avanzare su Mai Serau-Adi Caiè e posojia su Arl igrat, venne costituito in rlne divisioni , la cui formaz ione, forza e dislocazione, il 4: aprile , al momento. cioè . di ipiziare il movimento, risultano dall a Tavola N. 2 e dall' Allegato N. '.:L . Vennero in segu ito richiamati da Cassala, e destinati a far parte del co rpo di operazione, anche due dei cinque bauaolioni· indige:li che Lrovavansi .SU quella l'rontiera, llOll che la ba~teria indi~eni. " '1 . Dovevano inoli re concorrere all'operazione, eome verr~t tletto in appresso, doe battagl ioni bers11glieri (il 6° e il .'i 0 ), il ·1° battaglione fanteria e le bande. ' t, I ... Con tutte le a!tre truppe non riunite in divis ioni, si provvide ai molleplici servizi di presidio nei forti o sulle retrovie. Non appena fu assicuralo il servizi o dell'acq ua a Ma i Serau, venne ordinato alla 2~ briga ta di fanteria e alla 11• brirrata di artiglieria di trasferirvisi. Queste truppe vi' gi unsero 1'8 a~ri le, , precedute , versò Adi - Caiè, da una compagnia del genio e dal 0° battaglione indigeni. Nello stesso tempo, le truppe della 2a divisione andavan~ riunendosi a Sagan eili ed Halai, donde, .prèceil nte da una compagnin del gl:nio e dal 1° hattaglione indirreni, avanzarono su Adi Caiè. n . li giorno 9, questa località, veniva occupata da unu_ parte del le truppe .di c1etta divisione (I° battaglioni indigeni, 3° ballagli one bersaglier i,. 3° reg-gimento fanteria e 4.• compac:rnia oenio) , co l . n t> concorso d1 una compagnia di milizia mobile e della o• compaonia o

DOCUMENTI DELLA GUE RRA D'AFRICA

1465

genio, dalla via di Ma.io, e del 5° battagl ioni ind igeni e 2'' compagnia genio, dalla via di.Mai Serau. Tutle queste truppe ponevano tosto mano ai lavori necessari ·per àssicuràre il servizio dell'acqna e della legna e per la sistèmazione dife.nsiv,a della· posizione, protette dal i5° battagl ione indigeni, eh(; 's tab ilivasi in avamposti sul le alture antistanti, da Toconda a Zebaù -Zi 1d1 ib. Dopo pochi giorni , non apnena ia prodnttivitit dei pozzi fu giudicata surrìcente, anche le rimanenti truppe della 2• divis ione trasferironsi ad Adi Caiè, ove, il giorrio 112 aprile, trasferivasi pure il comando .in capo, mentre la 11• divisione concentravasi a 1\'lai Ser,w. 'fuu:; i comandi ,e servizi erano oramai ,completan:iente costituiti; gli ostacoli opposti dalla mancanza d'acqua e dal cauivo stato delle stra.de erano stati superati , mercè una larga dislocazione delle .· truppe ed assidui lnvori; versd la metà di aprile sarebbesi quindi potuto iniziare la marcia ,s u Ad igrat, se im prevedute difficoltà nel rifornimento dei viveri non si fossero opposte, obbligan do il corpo -d'operazioné ad una sosta di parecchi giorni . I quadrup edi im piegati nel precedente faticoso periodo della campagna erano giunti ad un grado tale di esaurimento , che le epide·mie poterono svilupparsi tra essi con rapido effetto . Sì dovette ridurne il carico e diminuire la lnngbezza delle marce, ed il tendimento~di ogni quadrupede venne CO:-,Ì :·idottò a circa una metil -del normal e. Oltre · a ciò, i cammelli ed i muli, che, in previsione dei n·uovi bisogni, erano stati commiss ionali , furono consegnati a Massaua. assai più tardi dell'epoca prestabilita. ' Infine, il passaggio successivo della linea principale di rifornimento dalla lii,ea Saati- Asmara a qu.clla Saati-Saganeiti e poi a quelli di Archico -Adi Caiè, fu pnre causa di perdita di tempo. P~r tutti questi ·motivi, ìl corpo di operazione dovetle sostare nella dislocazione che Rveva alla metit d'apri le, tino alla fine dello stesso me~e, vivèndo, si può dire, alla giornata; riducendo la l'azione dei qua:drupedi, Yfderidosi di iutte le risorse locali, impiegando le propr ie salmer ie e tutti i mnli ed asin i che sì poterono


1466

DOCU)JENTI DE L::..A GUERRA o' AFRICA

requisire sul luogo per venire in aiuto dell e carovane dell'intendenza, ricorrendo, in una parola, a tutti i' ripi eghi po~sibili. Per dare un'idea della penosa nostra si tuazione in quei giorn i, credo opportuno allegare in co~ia alcuni dei molti telegrammi che ,fo rmarono oggetto di corrispondenza, i~ quel periodo di tempo, fra il comando, il vice governo e l'intendenza (Allegato N. 5). In questo frattempo si \'enne rafforzando, con trinceramenti, la posizione di Adi Caiè, si continn~rono i lavori per assicurare ed aumentare la produttività dei pozzi e per migliorare le strade, si provvide all'impianto di una in.fermeria capace di 300 a 400 malati, alla costruzione di forni, al taglio e raccolta <li legna ed a quanto al tro era necessario per la sistemazione di quella località. ApprofiLLai di quei giorni di sosta forzata per fare gite in diverse direzioni, allo scopo essenzialmente di riconoscere le con- . d1zioni delle strade e delle acque. Cosi, mi recai a i\fai S,erau per visitare gli accampamenti della ,1• divisione e per riconoscere personalmente la nuova strada Mai Ser~u-Adi _Caiè ?he avevo fa_tto cos truire dalli compagnie del gemo, ed 1. po:m che avevo lati.o scavare a Uazò, punto d'incontro della strada oracletta con l'altra Adi Caiè-Halai. In previsione del!' avanzata del corpo d' operazior{e, mi recai inoltre, con ufficiali del genio, a Senafè per riconoscere le condizioni dtlle acque in quella località. Ed avendo constatato come l'acqua vi fosse scarsa, inviai colà truppe del genio per scavarvi pozzi. Fi nalmente, anche il servizio del rifornimento viveri, dopo alcuni giorni di crisi, po lè riprendere regolare avviamento; sicchè, verso gli ultimi di aprile, essendosi po_tuta costituire in Adì Cajè una riserva di viveri per alcune giornate, mi parve giunto il mo· mento di effettua ,.re l'avanzata su Acligrat. '

III. La s_iluazione alla fine di aprile era la seguente : La 1• divisione troyavasi riunita· intorno a Mai Sel!au; la 2a intorno ad Adi Cajè, ove era .pure giunta la balleria indirreni . .., '· coprivano il fronte, verso il Cascassè, due batLaglioni indigeni, verso

DOCUMENTI DE LLA GTJERRA D 'AFRICA

1467

Goatit, le bande del!' Hamasen e dell'Oculè Cusai; due battaglioni bersagljeri e un battaglione fanteria erano tra Asmara ed Adi Ugri, coperti verso il J\fareb dalle bande del· Seraè; il 2° reggimento fa_Q.leria da Baresa erasi trasferito ·ad Halai, lasciando un battagli'one a Saganei ti; du~ ~attaglioni indigeni (il 1° ed il 7°), con una sezione àella 'balleria indigeni , provenienti da Cassala., erano in marcia raggiungere il corpo d'operazione; le r imanenti truppe dislocate fra Asmara, Ghinda, Massaua e valle dell' Haddas. Erano però state sciolte, a causa della moria nei quadrupedi , per tifo clima'tico ed esaurimento, le batterie 7• e 9• facenti parte dellà 3• brigata, e I' 8a batteria, completata coi quadrupedi delle altre due, era passa ta a far parte della 1° brigata. Le trattati ve col Negus potevano considerarsi come fallite; non solo, nia il maggiore Salsa, che, dopo d'essere stato inutilmente due volte al campo nemico durante il mese di marzo per stabilire i preliminari di pace o di I una convenzione militare, vi er'a ritornato ai primi d'aprile in ~eguito ad insisténze di ras Maconnen ·e dello stesso Negus, onde addivenire nd una conclusione, ' era stato inv~ce trattenuto in ostaggio e, come tale, dovette dapprima segu ire per alcuni giprni il Negus, che continuava frattanto a ritirarsi col suo esercito verso lo Scioa, poscia raggiungere il 1 campo di ras Mangascià in Amien. · Nel T1grè la nostra avanzata su Adi Cajè aveva granderqente impressionàto. Ras Mangascià con circa 8000 fucili erasi spostato da ' __ ' Ausien fi ~ sotto l'amba Sioo, ~veva_fa tto il bando per la chiamata del chitèt e ordinato di far·e altretlante al nevraid. di Axum. · Ras Alula, .fra Uezet e Debra Dnmo, guardava con un migliaio di fucili le provenienze delJ' Oculè Cusai ed era nel tempo stesso a portata di accorrere anche verso Adua, qualora fosse ,Lata minacciata , Ras Sebat e degiacc Agos Tafari stringevano dappresso Adigrat ed occup!lvano, il p-rimo la forte· posizione di Dongollo, l'amba _ Debra-1\fatz_ò ~ Gullabà, il secondo le adiacenze di Ad igrat, guar', dando tutti gl i sbocchi nella conca dell'Agamè. Per sorprendere e sconcertare questi capi era necessario agi re rapidamente, eseguendo, in pari tempo, dimostrazioni in altre di· rezioni con una part_e delle truppe, che !a limitata portata logi1

peç

1

96 -

ANNO XLI.


1468

DOCUMENTI DELLA GUERRA

o' AFRICA

14n9

D.OCO_Jl! f.:N'l'l DELLA -GUERRA D'AFRICA

stica · d_ella linea- di operazione Adi Cajè-Adigrat n9~ avrebbe as · solutamente consentito di impiegare 'ìn tale di.rezioqy1 Ordinai quindi al colonnello Paganini, che avexç., a. tal uopo lasciato in Asmara, di effettuare una . dimostrazione su Adua con i battaglioni 6° e 7° bersaglieri. e 1°· fanteria, una sezi.one di a:r.:. tigli.eria -e le bande del Sera è. ""Ln dimomazio9,e, preceduta da ' .voci in:;istenti e min.acciose, e preparata come una operazione da doversi spingere a fondo, fu iniziata in modo che il 1• maggio · le bande ,j'iel Seraè passassero il Mareb. · Questa operazione, il ,cui s,volgimento è descritto nella relazione del colonnello Paganin i (allegato n. 7) , raggiunse pienamente lo scopo, di richiamare, cioè, verso A9-,9a ras Alula e di trattenervelo per tutta la durata della sosta fatta dal corpo d'operazione nella conca: di Adigràt. · Nel t~µipo stesso. e sempre allo scopo di lasciare _in dubbio il nemico circa la strada prescelta per l'avanzata. del corpo principale; ordinai al L~nente S,~pelli di avanzare, il giorno 28 aprile, colle bande dell' Hamasen e dell'Oculè-Cosai, in direzione di Con Lit e Debra Damo, ed ivi pubblicqre un bando invitando i capi dei villai:roi 1i acque e raccoee circostanti a pulire le strade, preparare . . gliere legna per truppe che doveyano avanzare in quella direzi~ne. Anche questç1 dimostrazione otteneva per effetto di richiamare una · parte delle forze dei capi delF Agamè verso Debra Da~o, ; sicchè · I.e bande, avendo raggiunto il loro-,scopo, si ritirava.no il 3'0 aprile a Latzat. In quello steS$O giornò il _corpo di operazione iniziava la sua avanzata: il comando in capo 'e. la. 2a divisione si trasferivano a Senafè, la 11• divisione ad Adì ,Cajè .. . A preparare i pozzi in $enafè, . come venne più sopra accennato, erano ~tate in precedenza inviate tri1ppe del ge~io, protette sul fronte dai battaglioni indigeni 1° e 5° e appoggiate d.a un .battaglione bersaglieri . f due battaglioni indigeni trasferivansi poi, il/ giorno 30, ad Efesi;t, spingendo distaccamenti a guardia dei passi che, da Amba Debra, da Barachit e dal bacino del Belesa, mettono nella conca di Senafè. . '\ Ma la produzione d'sicqua dei pozzi di Sepafè, CI?t~ntunque se ne fossero scavati una; diecina e assai profondi, noQn~ra sufficente 1

1

per. tutto il corpo d'operazione; sicchè· il 1° maggio, mentre la _18 divisione frasferivasi da Adi Cajè a Se11afè, la 2a dovette spostarsi ad Efesit e ad Adi-Ceffif, spingendo gli avamposti dei battaglioni in.digeni 6no a Barachit, mentre .le bande, destin.atè a fianohegi,tiare ~ulla destra il corpo d'operazione, portavansi da Latzat ad r,~sadur . ... _ Ma ~se ad Efesi i e ad Adi-Ceffà non difella va l'acqua per la 2~. divisione·. vi manc'àva invece, in modo assoluto, la legna, fatto del resto' ch'e, dal più al meno, si verifica ~1uasi dovunque sull'altipiano ; cosicchè si dovette provvedere a farvela trasportare da lontano. ,. Nello stesso giorno 30, trasferivansi da Halai ad Adi Cajè, per rimanervi di presidio, due battaglioni col comando del 2°,~ reggimento fanteri1.).; e contemporaneamente giungeva a Senafè il 7° battaglione indigeni. llirnaneva pure ' in Adi Cajè, per continua1:P- i lavori di sistemazione delle acque e per tulli gli altri la. d1e1 genio. · . vori i-n corso, u·na compagnia Veniva, infine, disposto per l'impianto in Senafè di un magazzino tiveri, .protetto da un trinceramento, alla .cui costruzione si ' pose , tosto inano e . alla difesa del quale furono destinate due ba~~ ·terie (la 5• e l' 8") con un battaglione (il 23°). Ed anche qui, per la manutenzione e per il miglioramento dei pozzi, p~l taglio . della legh'a e per tutti gli altri lavori necessari, venivano lasciate. due compagnie del genio. · l\lia intenzione era che il ,1° maggio l'intiero corpo di opera-. zione si portasse· a Baràchit, spingendo avampoitti sul ciglione di Guna ,GÙna. Ma ciò dipendeva dalla maggiore o minore quantità di acqua che si sarebbe tr.ovata in quella località. Perciò die~i ordine a due compagnie del genio, scortate da due compagnie del ·1° indigeni, di portarsi a Barachit nella notte del 1° al 2 per preparar-vi le acque; alla 2a divisione di mettersi in marcia a qùella-volt.a, all'alba del giorno 2, facendosi precedere dalle truppe indigene' che erano in avamposti ; e alla 1• divisione di levare il campo alle ore 7 .del giorno stesso, porsi in marcia per Efesit ed1 ivi amm;tssarst in attesa di ordini. 'Giunto, 'folla 2a di~isione, a Baracmre accertatomi che l'acqua vi era- stifficerìle -per tutto il corpo . d'operazione, mandai ordine 1

1

1

(.


1470

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

~Ila 1J·• divisione, che era · allora giunta ad Efesit, dii,proseguire la marci,a e di venire ad accamparsi anch'e\sa pressot Barachit. Al 7° battaglione indigeni, che era rimasto a Senafè, , mandai ordine di lasciare colà 2 compagnie, coli' incarico di sorvegliare le provenienze da amba Debra, e di seguire col ·resto la 2• divisione; e al 9°, che era giunto il giorno avanti ad 4;di Cajè, di trasferirsi pure a Barachit in ~iornata. . ~ 1 . Questi ultimi movimenti erano, sul meriggi.o, ·in corso di esecuzione, quando si udì verso Gù na Gµna una fucilata non viva, ma continua: il 5° battaglione indigeni, recatosi in avamposti, era riuscito ,ad occupare il ciglione di Guna Guna, senza essere molestato, ma poco dopo era stato attaccato dalla gente di ras Sebath e di Agos Tafari, presso -il villaggio di Aga-a. Il IO battaglione indigeni, che costituiva la riserva d'avamposti, accorse , a• rincalzo del 5°, e vi' accorse pure il tenente Sapelli colle sue .bande; ma quando giunsero sul luogo dell'azione, i ribelli eràno già in fuga, inseguiti dal 5° battaglione. I pai·ticolari di questo fallo d'armi trovansi esposti nella relativa relazione (allegato n. 8). La strada che da Barachit conduce al piano di Gullabà, donde prosegue poi verso Adigràt, s·egue il fondo del la strè'ita valle .di Guna Guna fino alla sna testata. ' Ivi giunta, trova un ciglione che la domina per lungo traLLo e che essa raggiunge serpeggiando _lungo il pendio. Questo ciglione ha molta importanza tat• tica, potendosi da esso, con. pochi fuc ili, impedire a forze anche . molto superiori, inyolonnate µel Guna Guna, di. salire sul piano di Gullabà. Ma può' essere giràto per un sentiero che, dalla conca di Barachit, si inerpica sopra un altipiano, il quale segue parallelamente la sinistra della valle di Guna Guna, fino alla sua te~ stata, · presso Enda Gaber Cocobai. Questo sentiero, assai aspro è difficile nel suo primo tratto, potrebbe dirsi la vera via tattica per chi da Barachit .voglia raggiungere Gullabà, mentre la mulattiera del Guna Guna sarebbe la via logistica. Data l'importanza del ciglione di Guna Guna, era supponibile che i capi dell'Agamè sarebbero I.ornati prima di se~·.-all'attacc'o. Perciò, e allo scopo di assicurare per l'indomani 1\s'l marcia del /

1471

DOCUMENTI DEL~A GUERRA D'A F RICA

. corpo di oper,azione su Gullabà, appena giunte a Barachit le due compagnie dePn° indigeni che ma,:ciavano in coda alla 1a divi-· sione, le a·vvi'ai, colla batteria indigeni, pel Guna Guna, a ri nfor. wre i due battaglioni che trovavansi in avamposti. Quale· riserva d'avamposti , io·viai, inoltre , due battaglioòi alpini (il 1° .ed il 4-~} ' st,L pianoro che ,fa éapo ad Enda Gaber Cocobai, affidando il comando di tutte qu este truppe avanzate al generale Gazzurelli. . Nel giorno stesso 1etnanai le disposizioni per la marcia da effettuarsi l'indomani, 3 maggio. w ' Il corpo d'operazione, colla 2" divisione in tesla: doveva, per la· valle del Guna, Guna, raggiungere la piana di Gullabà ed~ivi ammassarsi, la ,J~qdivisione a destra, la 2· a sinistra della strada che conduce a l\'Iai l\faret, per avanzare poscia, secondo, gl i or- . dini ch e ·mi risen;av9 di dare sul luogo, contro la forte posi, zione di Oongollo, che domina tutto il piano di GullnLlà e che sapevasi Ol~cupata dai ribelli. : -Le tru ppe in avamposti do.vevano spingersi innanzi p.er acqui.stare. lo spazio, sufficente a permettere l'ariunassamenlo Jelle divisioni; le ,bande avanzare su Gullab; e di là su Mai .Maret.; il 2° batla•n,lione indi~rnni doveva se!l:uire in. coda la 11• divisione; c., ('~ il q .o battaglione fa nteria rimanere di presidio a Barachit, dove veniva ptH'é costi t.nito un magazzino viveri, · La. marcia Ju iniziata alle ore 4; e alle ore H le due divi-:siq.ni trovavansi ammassate nei luoghi prestabiliti. Alle 112 fu ririreso. il rnovime·;Ho in avanli; precedut.o a sinislra dai baltaglion i indigeni 1?, 3° e 7°, a destra dalle bande. Numerose pauuglie spinte innanzi su l fronte, esploravano i valloni che solcano il pia.no di Gnllabà, spingendosi fine, al Dongollo. La marcia del corpo d'operazione si effettuò in liinea di colonne, di battaglion'i, ad intervalli di spiegamento; la 11• divisione a ùestra, ,sopra una sola linea; la 2a a sinistra, su due linee, non consenlendo il terreno da quella parte lo spiegamento e la ma,:cia di tutta la divisione sopra una linea sola. Dietro le ,l inee di fanteria di r..ia scuna di visione, marciava.no, in battaglia.,- le. batterie. · La 2• div.isione doveva puntare. direttamente contro l'altura del Dongo Ilo ed dttaccarl a di fronte; la 11• divi sione avvol gerne il 1


1472

DOCUMENTI DELLA GUERRA n'AFRICA

fianco sinistro (occidentale), ai piedi del quale corr;'f là strada seguita ds.l corpo di operazione. ' · ·0 · Questa imponente avanzata ebbe per effetto di fare rapidamente sgombrare i villaggi di Aga-a, Terechè, Tocas,\ .e Toca,nà, e; per ultimo, anche if Dongollo, dalla gente di ras Sebath e di Agos Tàfari che li occupavano. Fuvvi soltanto,;qualche scambio di fucilate con le · pattuglie dei battaglioni ' indigeni. Alle ore 116, tut.te le truppe erano accampati) lungo il Mai Musreb, che scorre ai · piedi del Dongollo stesso, con posti avanzati verso il monte Focadà; ·1e bande sulla _destra.,," con posti avanzati verso 1\'fai Marat. Con la marcia da effettuarsi il giorno successivo. (4.. maggio) il corpo ,d'operazione doveva giungere in prossimità di Adigrat e mettersi in comunicazione con quel presidio. Occor;r~va garantirsi sulla sinistra contro le molestie che avrebbe potùto recarci ras Sebath 'da Debra Matzò; abituale suo nido. Disposi, perciò, che i ballaglioni 11°, 2° e 5° indigeni e 3°· bersagl,ieri e la batteria ·indigeni, sotto gli ordini del colonnello Stevani, occupassero il fianco orientale dei monti Dongollo e Foca.dà e guardassero le provenienze da quella parte. > Per l'avanzata del corpo d'operazione, disposi: che il r.eggimento alpini, le due com pa'gnie del 7° battaglione indigeni e una balleria de~la 2• brigata, sollo gli ordini del generale ,. Gazzurelli, muovessero prima dell'alba, occupassero per le .ore 5 le falde meridionali del Dongollo ed avanzassero poscia nella stessa dil·ezione, -occupando successive posizioni in modo da proteggere il fianco sinistro della colonnà principale; che questa, composta della 1la div~sione e delle rimanenti truppe della 2•, muovesse alle 4 h. dagli l).Ccampam'enti e, girando ad occidente il DongolLo, marciasse ' nella formazione più larga possibile, per ,Mai Marat, su ~\.digràt; che le bande occupassero il ciglio di Mai M~rat, , sorvegliando le provenienze da Debra n~n,10; che le compagnie del genio e le salmerie rimane$sero negli accampamemi, pronte a muovere, in altesa di ordini. In _principio della marcia vi fu qualche scambio di fucilate sulla destra. Essflndo poi stati segnalati grossi riuclei di armati 'ver\o Deora Damo, diedi ordine alla brigata, Mazza di p,re~dere p~si1

o·ocUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

1473

ziotie a Ma,ji ·~farat, a difesa della linea di operazione, ed ivi attendere ordini . . Da quel punto, non consentendo più il terreno di proeedere su: duè colonne ' nè su larga formazione, tulle le truppe dovettero incolonn·arsi ;opra l'unica strada che percorre éprnlla zona i.n direzio·ne di . Adigrat:" Poco prima di mezzogiorno la testa della colonna giunaeva a Cherseber in vista di Adigràt. Ivi accam~ n "' ' . pavano il comando '· in capo e la 2a division,e, ment:e ~l'a ,1a d_1~ visione. per scarsità di acque a Cherseber, proseguiva poco pm oltre e andava · ad acc,unpàrsi attorno alle acque di Le~at, occupando le alture a destra e sinistra di quellt:J acque. In qu_esta occupazione vi fu 'qualche scambio di fucilate fra il 25° battagltone e un centinaio di ribelli, i qtJali furono facilmente posti 'in fuga. Subito dopo venivano stabilite comunicazioni col 'forte di Adigrat. Appena giunto a 'Cherseber, mandai ordine alle com'ìfo:gnie del gen_io ·e·d alle salmerie di raggi~ngere i pr?p1:i riparti;_ ed a?alogo ordine mandai pure alla brigata Mazr.a. l.9s1cchè, prrma d1 sera, tutto il corpo d'opera1.,ione (tranne · le truppe rimaste col coionnello Stevani al Dongollo, le dtte compagnie del 7° indigeni lasciate, l'una ad Ambnset, l'altra a monte Demàt., per collegare le truppe oradette. col corpo d'operazione, e le bande ri~1aste col tenente Sapelli a Mai Marat, per guardare le provenienze · da Debra Damo). trovavasi accampato nella conca di Adigràt, fra . Legat e Cherseber, con avamposti sulle ,alture circostanti. L'à nostra situazione militare in quel momento trovasi riassunta nel. telegramma che trasmettevo all'E. V: il giorno 5, e che credo . . . opportuno riportare qui testualmente .: « Durante noue ~al 4 al 5, Tigrini sonosi allontanati dai luoghi « occupati dal corpo d'operazione. Noi occupinmo fortem ente, «·da _Dongo Ilo ad Adigrat., rutti pLrnti importanti. Uscita e ac(( ceiso · al forte sono· ormai perfettamente liberi 1/S1.amane usci« rono dal forte èirca 300 feriti e molati, fra quali 40 s11 ba« relle · domani · usciranno· rimanenti, diretti tutti Adì. Caiè. Capi « tiòri;i ;einbranò pel momento disori@tati e sconcertati.· Se"' . . . . «·bath e ,.A.aos Ts.fari errano disnniti sul nostro fianco sinistro. ' « Mangasci/ì,"sulla· nostra destra, pare tutt'ora incerto sul ~a « farsi. Alula! i,ngannato dalla dimostrazione del colonnello Pa~

,.


1474-

1475

DOCUMENTI DELLA GUERRA 1>' AFRICA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

« ganini, accorse in Adua, ove trovasi tuttò\·a con duemila fu-

batteria, contro Debra ~fat~ò. Ma ras Sebath, avendo già abbandon~to quel suo nascondiglio, la colonna Stevani lo inseguì di amba in amba, ùcciclen,dogli dodici uomini. togliendogli 300 capi di _bestiame e fa,cendo · incenaiare quattro villaggi dai quali era stato tirato contrQ i '"nostri (Allegato N. 8). . Altra, analoga operazione ordinavo, due giorni dopo, contro il convento di Debra Da.mo, affidandone l'incarico allo stesso. colon, nello Stevani, facendo riri fòrzare i suoi battaglioni dalle b~·nde_del tenente Sapelli, e facendoli inoltre sostenere dalla brigata Mazza e · da una batteria, eh.e, a tnl uopo, avviavo a ~fai Marat il giorno 9. · Que&ia· ~pei:azione indusse il pri~re di quel convento a venire a trat.Lative con noi, a darci un tributo di orzo ed a spedire mess'i a Mangascià per indurlo a restituirci i prigionierL Intanto Agos_Tafari ci consegnava i prigionieri più vicini, e successivamente Lutti gli altri rimasti i.n Agan1è (in totale 2 ufficiali, compreso quello che teneva ras Sebath e 119 uomini di truppa. . ' I Ras l\'.langascià, tergiversando, come è sun ahitudine, inviava_ messi' e lette.re, assicurando che era pronto a consegnarci tutti· i prigionieri rimasti nel Tigrè e nei Lasta, appena fosse stato da noi abbandonato I' Agamè, rrrn senza null.a conclu,dere. 'Appro-fitLai di questo frattempo per lenta re_ un col po di mano · contro Amba Debr:a, montagna dello Scimenzana, dominante sui paesi assaortini, della quale ras Sebath eras i impossessalo a tradimento nel mese precedente e che io sapev1,1 essere occupata dal figlio dello stesso Ras .. Ne affidai l'incarico al tenente Sapelli, il q1lale, con parte delle sue bande, nella notte dal 16 al ,17, riuscì ad impossessarsi di viva forza dell'amba, rj tenuta inespugnabi le, intliggendo al nemico rilevanti .perdite. Però il fig lio di ras Sebath e gran parte del presidio, favoriti dall'oscurità, riuscirono a pors_i in salvo (Allegato N. 9). Finalmente, dopo lunghe trattative, si potè venire ad un accordo con ras Mangascià. In seguito a che, il giorno ·18, ci venivano consegnati, contro restituzione da parte nostra di tre prigio- ' nieri ,abissini che erano io nostra. mano, tut.ti i nostri prii,l'ioniet·i rimasti in Tigrè, (in totale 6 ufficiali, tra cui il colonnello Nava, e 90 uomini di truppa) tranne pochi feriti o ma-lati, tempo r;1neamente non trasportabili, i quali ci vennero poi restituiti alcuni giorni

1

« ciii. Nostre forze, al contrario, trovansi compatte e pronte ad « ogni evenienza. Viveri non mancano, scarseggia invece sem« pre più acqua. Salute trnppa buona così pure IP spirito. « fyloria' nei quadrnpedi pressocchè cessata. Quosta è la si« tuazione d'oggi. Come devo regolarmi? Debbo ultimare lo «. sgombro e quindi retrocedere? In tutti i 'modi, ritengo neces. • . . ' . • j « sano· in1z1are senz altro rimpatrio presidi l\'.lassaua, Archico, « Ghinda, dieci · dodici battaglioni, all'incirca. Ne1,suna notizia < Salsa nè degli Scioani ». Rispondendo a questo telegramma il Governo, con telegramma del 6, Di i significava che: se le circostanze avessero obÌJligato il corpo di operazione ad aprirsi la strada per Adigràt sconfiggendo dapprima le forze riunite del nem ico, si sarebbe potulo prendere in esame l,t convenienza o meno di conservare Adicrrat · n ' ma che, nelle cond izioni di fatto in cui le forze nemii.:-he restavano intii Lle,: non eravi dubbio sulla scelta; e quindi preparassi le cose coll'intento di abbandonare completamente l'Agamè, ripiegando al ,· nord della linea .Belesa-Muoa. F~tti uscire ed avviali ad Adi -Caje gli ammalati ed i convalescenti che trovavans i nel forte ; nulla pilt opponevasi all'uscita del presidio_ e all'abbandono crei forte , previa distruzione di quanto non fosse stato possibile asporbll'e; ma mi parrn opportuno di apJ)rofittare della vantaggiosa nostra posizione per i_ndurre i capi tigrini a restituirci i nostri prigionieri rimasti presso di loro (:1 ). Per conseguire lo scopo propostomi, scrissi a Manga.scià e foci intendere agli altri· che avrei. rièorso a severe rappresaglie se non avessero consegnato i nostri prigionieri rimasti nel Tigrè, e se non ven iva lostt, losciato in libertà il maggiol'e Salsa. Per dare poi un principio.di esecuzione a tali mirrncce e punire nel tempo stesso -ras Sebath, il quale. mentendo, come al solito, aveva dichiarato di non avere prigionieri, mentre sapevasi che a1•eva un nostro ufficihle, ordinai al ·coionnello Stevani di m~overe il giorno 7 con tre battaglioni ind_igeni, uno di bersaglieri e una (t) Ciò corris1>ondova agli intendimenti ciel governo manifest.ati al govcrnat.o're con telegrommi del 7 e 23 aprille.

N. della Il.

1


1476 .

DOCUMÈ NTI DELLA GUERRA D' A~RICA

DOCUMEN'rI DELLA. GUERRA 1/AFRIC:.\ . '•

dopo: ed il maggiore Salsa veniva rilasciato in libertà. Mangasci1t prometteva inoltre che avrebbe ·consegnati anche tutli i nostri prigionieri rimasti nel ];,asta, i quali però, dovendo · vènire da· lontano, non avrebbero potuto giungere prima di un certo lasso di tempo. La consegna dei prigionieri avrebbe dovuto effettuarsi il giorno 17, se, all'ultimo momento non· fossero sorte diffico~tà, motivate dal timore che inspiravano le nostre posizioni avanzate, dominanti Adigrat, alle poche centinaia di !bissihi che scortavano i nostri prigionieri. Questo inconveniente avrebbe potuto essere evitato, se chi era in-. caricato di regola,:e le cose avesse ngito con maggiore prudenza e tallo ma, per non ritard~re più oltre la liberazione dei nostri prigionieri, non r.rede(ti di dovere insistere su questo punto, e troncai la quistione col far retrocedere di qualche chilometro · la divisione Del Mayno, spostandola da Legat a Cherseber. Nello stesso giorno "'118 il presidio di Adigràt abbandonava il forte, dal quale, nei giorni precedenti, era giit stato 'asportato tutto 'quanto, in fati.o di armi, mu~izioni e materiali vari, non era stata distrutto e poteva ancora esserci utile. Subito dopo; il . forte veniva occupato daH'ìncaricato di ~1:mgascià e il giorno doP.o, per ordine dello ste!\so Ras, veniva di sfrutto ('I). Anche nell'avanzata da Adi Caiè a Chers'aber, come pure du· rante }a lunga fermala io quest'u ltim a località, il corpo d'operazione dovette rifornirsi di viveri dai magazzini retrostanti, quasi esclusivamente con mezzi propri, valendosi, cioè, delle salmerie dei corpì e di cìrca un ·migliaio ' di asini di requisizione; poichè i mezzi dell'intendenza continuavano ad essere insufticenti. _ Erano bensì giunti a Massaua, ai primi di maggio: i 1500 camelli che si aspettavano da vari giorn.i, ma non essendo aqcora pronti i loro conducenti, si dovettero t.enere inoperdsi per parecchi giorn i. , · Frattanto, per il ripiegare del corpo d'operazione, veniva quasi a ces-sare il ~isogqo di questo aumento di mezzi di trasporto.

IV. Colla liberazione del presidio di A.d1grat e dei pr1g1on1er1 ri masti in Tigrè, mi pareva raggiunto lo scopo della nostra avanzata e cessata ogni ragione · di ulteriore permanenza del . corpo ' ' , d'operazione nèll'Agamè. . . L'onic;,t ragione c'h ~ avrebbe potuto indurci a continuare le operazioni, sarebbe stata la probabilità di poter raggiungere il nemico e dargli battaglia. Sapevasi, invece, da fonte certa, che, ,in seguito alla nostra avanzata, avendo ras Mangascià chiesto · istruzioni ' a Men elik, , questi gli aveva risposto: Non impegnatevi, non combattete · e ritiratevi. qua e là, a seconda delle circostanze. Ed infatti, ad ogn i nost1'0 movimento in avanti, seguiva sempre un suo spostamento indietro. / Nop era dunque sperabile, specialmente con truppe ·non · indigene ·e , in un paese tanto inti:icato e difficile, che si po~esse raggi.ungere un 11emico agi le come l':i bissino, il quale, avendoci dimostrato di non volere assol_utamente accettare combattimento, si sarebbe -dileguato dinanzi a noi o rifugiato in località per noi inaccessibili. D'.~ltr~ parte. la. stagione gia avanzata, i forti calori che incominciavano a· farsi sentire verso la costa, I'1mruiqenza del pe- 1 • riodo delle piogge .sul!' altipiano e le condizioni generali del paese, esnt1rito oramai di ogni risorsa, consi!{liavnno a r,ipiegare ir c-orpo 'd'operazione dietl:O la linea Belesa-=- ~funa, in conformità delle istruzioni impartitemi dal Governo, e provvedere quindi al vimpa~rio della maggior parte delle truppe . . _li movimento di ripiegamento del corpo d'operzione si effettuò a scaglioni di divisi,one, e fu iniziato, la · sera stessa del giorno 18 maggio; dalla 1• divisione, la quale si trasferì da Cherseb~r alle acque. di Focadà, dove era stata preceduta dalla compagnia geni·o per la siste~azione degli accampamenti. .Il giorno successivo,. detta divisione andò ad accnmparsi à .Mai Musreb, dove si trasferì pure ii comando in capo; mentre la 2' divisione, lasciati ·due battagliÒni ed una batteria, agli ordini

1

(·I) Mangascià. avrebbe desiderato che il forte fosse stato da noi distrntto, a°rnnchè non cadesse intatto nelle mani di ras Sebath; ma ho preferito lasciare che a ciò provvedesse egli stesso. ;.

1471

1

l

I\ \ I l i I ' ).

-t l J


1478

·,

DOCUME NT! DELLA ,GUERRA D'AF!UCA

del colonnello Di Boccard, sulle alture che dominano Cherseber, trasferivasi alle acque di Focadà, ed i riparti indigeni col 3° battaglione bersaglieri, si riunivano al Dongollo, ,tranne le due compagnie del 7° ballaglione, le quali rimasero a monte~Demat presso le truppe del colonnello Di Boccard. Il giorno 20, la 2" divisione andò a Barachit e le truppe che erano rimaste presso Cherseber portarono gli accafnpamenti presso la 11a divisione a Mai 'Musreb. · Il 211, la ,J • divisi0ne, marciando su due colonne, una per Guna Gunà, l'altra per Enda Gaber Cocobai, andò ad accamparsi ad Efesi t e Adi Ceffà; il comando in , capo· si trasferì a Senafè; le truppe del colonnello Di Boccard raggiunsero ·la propria fl ivision e a Barachit. In quello stesso giorno le bande del tenente Sapelli, reduci dall'Amba Debra, a guardia della quale avevano lasciati · alcuni .nomini, giungevano ad ovest di · Barachit. Il 22 le tmppe indigene si riunivano tutte a Barnchit, d'onde, il giorno suct.essivo, partiva la .2• divisione per trasfer·irsi a Senafè. In questa dislocazione, il C(~rpo d'operazione rimas~' alcuni giorn i continuando a lottare contro le difficoltà derivanti dalla penuria d'acqua. Intanto, venivano emanati gli ord.ini per lo 'scioglimento dei vari comandi yJlel rimpatrio della truppa. Una parte di queste, però, e cioè i reggimenti 4° e 5°, e due battaglioni del 6°, allo scopo di sgombrare le retrovie e di guadagnare tempo, erano già state avv iate in Italia, fra 1' 11·1 e il :iH maggio. In qu'esto frattempo ,' .in segui lo alle trattative che eran_o state iniziate con ras Mangascià, fi n da quando il. corpo d'operazione trovavasi dinanzi ad Adigràt, gi ungeva a Senafè un sottocapò di detto Ras (Asselafà Aìlù) con l'adesione all'in'VÌO di due compagnie del genio sul campo di battagiia del 11° marzo, per procedere al seppellimento dei noslri morti, . e .con la scorta per accompagnarvele. La colonna a·ciò destinata, e della quale affidavo la direzione al tenente colonnello Arimondi, riunivasi la sera del giorno .26 maggio a Baracbit, d'onde ponevasi in marcia il mattino successivo; ed era di ritorno in Adi Qualà il 7 giugno . . Credo superfluo accennare qui l'itinerario seauito e le operazioni compiute dalle oradette corripag~ie del ge?io, per l'adempi'-

DOCUMENTI DELLA GUER°kA D'AF.RICA

1479

m~nto . dèlla pietòsa missione loro affidata, avendo già trasmesso ali' E. V. la relativa relazione del prefato ufficiale superiore (11). Essendo_stato stabilito che, per la sicurezza della colonia duràht.e la stagione estiva, fo8sero qui trattenuti alcuni ripar~i di truppe italiane; e cioè tre battaglioni, due batterie da montagna , e una, compa'gnia del genio, ve~nero , in seguito a sorteggio, desighi!ti i battaglioni 119° fanteria, 3° hersaglieri e ·3° alpini, le batterie 4• e 6• e la 4~ compagnia genio. Per l'avviamento a Massaua delle truppe destinate a rimpatriare, furono iitiliziate le tre strade: Adi Cajè-Maio -Illalìa-Ua-àArchico Sagan eitPGargarà-Aidereso, Baresa-Saati-Asmara-GhindaSabarguma-Saati. · I movimenti furono· effettuati per scaglioni di battaglione e regÒJati in modo che i riparti, di m11no in mano che giungevano a M;issaua, trovasser.o pronti i mezzi d'imbarco (Tavola N. 4). . Si .scavarono nuovi pozzi in quei lnoghi di tappa ove l'acqua difettav'a, e per quelle loccrlità dove, malgrado .tali lavori, l'acqua era insufficenie, sC pro'vvide a mandarvene, organizzando un apposito servizio di carovane. Si, provvide~ inoltre, per l'invio di ghiaccio a Saati, ad Archieo ed a Ua-à. ' · Si costruirono frascate pel ricovero della truppa, in quei .luoghi di tappa dove ciò era necessario. . , Mediante tali provvedimenti e tutte quelle altre misure di pre. cauzione che la natura del paese · e la stagione già avanzata consiglis1vano, il movimento potè compiersi senza notevoli ,inconvenienti. : A co;Tedo della presente relazione credo opportuno unire : a) Tre faS('.icoli indicanti In dislocazione dei vari comandi e riparti di truppe nella colonia, dal ,1° marzo al iM giugno (Allegato n. 1).; b) Schizzo (Tavola N. 5) indicante la dislocazione delle trupp_e rimaste nella colonia alla data del 1° luglio; 1

(i) Rivista milita,re ! 5 juglio 1896, dispensa XIV, pag. !236. - Rappoi·to del tenente : eolonnelw Arhnondi sul seppellimento dei caduti alla ?atta.glia di Adita.


1480

DOCUMENTI . DELLA GUERRA D'AFkiéA

e) La relazione sulle vicende del forte di'· Adigrat, durante il periodo del suo isolamento (dal 2 marz,, al 4 maggio (Allegato n. 1O); d) L~ relazione sui lavori compiuti dé\lle truppe del genio (Allègato n.· 1111); e) La relazione sul servizio d'. intendenza (Allegato n. '12); () La relazione sul servizio sanitario (Allé~lo n. 13). 1

1

1

Il t()nente generale BALDISSERA. /

I.

'

\


1482

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

DOCUM~N'l'l DELLA GUERRA D'AF RICA

' ALLEGATO N. t

FORZA COMANDI, CORPI E REPARTI

Formazione, forza e dislocazione delle truppe nella Colonia Eritrea al 6 marzo 1896. (Vedi Tavola N.

:t)• .

20• battaglione (3i 21•

, COMANDI, CORPI E REPARTI o

Comando in capo (·I)

.

''\

..

19° battaglione .

Comando 9• reggimento

.

22° battaglione .

,

.

23° 40,

9

>

Comando 8° reggimento

2~·

"" "'""... E-<

~

Comando :I" briga ta fanteria

24,0

~

"i ·;:;

: "

,•

bersaglieri.

Comando ·2• brigata fan te ria Comando l.0° reggi mento.

' 'O·~'O

4

2

19

56S

'

:::l

Presidio di Adigràt (4) . CO~fANDAN1'1

o""

I 20 T. G. Baldissera 9

35

Mag. Amadasi

580

3,.

?llag. Garassino

3

2

7

Col. Vacquer

22

540

34

i\lag. Stazza

·•

20

560

3i

Mag. Tirinnanzi

. . .

5i0

33

)lag. La,·allea

7

lO

M. G. Barbieri

9 33

r.

29'

:19

;i60

34

){ag. Carpi

.

ber,aglieri .

26° battaglione .

.

2s•

I

..

30°

' 6° reggimento fanteria (2)

-

!2° battaglione (3)

23

55f

43

Mag. Simonetti

4

2

H

Col.. De Paolis

17

561.

30

Mag. Montanari

1.5

5.U,

33

Mag. Mango t

20

520

32

illag. Po!i-Guerini

Sabarguma

33

520

36

Col. Brusati

Asmara Adi Cajè

.

16

532

5.)

~fog. Amà.tucci

(3) .

!3

456

53

:.l[ag. Dalmnzi

1s

•

(3) .

2!

540

52

l\lag. Olivero

I M Yerli note a pagina

1.48!,.

. .. . . . >

I

49t

Dislocazione

o"" 52

Atag. Toscani Mag. Bandini

Adi Cajé

1.7

52·1

5~

{5

50!,.

90

Mag. Falchi

Ad ì Ugrì

44

2060

H3

l\lag. Pr7stinari

Adigràt

7

489

31

Mag. De Stefano

Asmara Saganeiti Massnua

li•

533

39

J9

590

+/

,-

Mag. Locatelli

(6)

21

60~

1,9

Mag. Favre

1.7

·1220

89

:.llag. Hidalgo

<:assakl

:16

910

93

:.llag. Ameglia

Chcnafeoà ·

indigeni (7)

i.a compagn_ia M. M. indigeni (3).

i\lag. Cos~ù

Asmara

HO

:12

Cap. De Pazzi

Cascassè(Senafé)

~5 /3031 · 3

300

347

20

Cap. Cantoni

259

!2

Cap ..Iieusch

.fOS

' 9

i

501.

6

Hnmàsen e Oculè Cusai (!O).

1'

895

•2

Ten. Sapelli

ad Omar, Algheden, Sabderat .

&.

400

.fO

(H)

4

(9) .

et

,.

>

'

....

~

cmrANDANTI

alpini '(6.l

~

Col. Feriali

!.7• 0

•

Col. Clericetti

6 560

u 0 reggimento fanteria.

... .

-,

590

:I

.

:::l

~·g~

i\lag. Siotto Pintor

e 8° batLag. indigeni (8) .

»

2-0

3

.

>

15

15

..

.

Col. Pi ttaluga

33. Mag. Zuccotti

4

Comando

,

2° battaglione bersaglieri (5)

Asmara

Col. Pittaluga·

l.6

o

Dislocazione

'

27° battaglione .

50

20

(3)

::,"'

. .

30

..

1•

FORÌA

c. o.

s

'

(Il p'.·esente qnadro non comp1·ende che i co»w.ndi e r~p,ei·ti combattenti 1nobili)

d

~ ·

·.:;

1483

atteria da montagna italiana

,.

Ten. Mulazzani

2500

25

(l2)

1

30

35

Ten. De.Dominlcis

4

l.31.

' 2(l

3

100

31

Cnp. illontanari

!,.

179

39

Cap. Bonelli

5

!50

81

Cap. Casana.

5

¾62

89 Cap. Diliberto

4

¾88

I

1.35

--

600 255S2 2153

Agordàt SaaLi Adiqualà Asmara (H)

tO

· _ _1_ _

TOTALE

Sottot Streva

:.lll!i· Haini

Cap. Sermasi

Ten. Baldi

(!2)

Cheren .Asmara Saganeiti Asmara

.


1484

DOCUMENTI DELLA GUERRA ..D'AFRICA

1485

DOCUMENTI DELLA GUÉRRA D'AFRICA .

ALLEGA'l'O N.

Formazione, forza, armamento e dislocazione delle truppe ,, nella Còlonià Edtrea al 4 aprile 1896. (Vedi l'avola N . 2).

~O'l'E ~ll'alleg at,O' n . t .

~ '

I coniando in capo era cosi costituito: Tenente generale BA LOISS&HA comm. Anton io, coma.ndan;te in ca.po. · Colonnello di S. hl. VALENZANO cav. Gioachino, capo di S. )f. (\[aggiorc fanteria SALSA cav. Tommaso, sottocapo di S. ~f. e capo ufficio politico.[ mil it:.tre. Ca11itano ,li S. M. C,\VfGLIA Enrico, servizio di S. i\.!. Tenente bersaglieri ~L\ LLAlll\A Adolfo, id. Capitano fantcri~ ANGH1.tt.\ cav. Ann ibale, ufflcio politico-mili tare. Tenente fanteria BonHEno cav. Alessandro, id. Tenentc' ca1·alleria F1occAn111 Alberto, comandante del qua.rtier 'gener:1lc. Tenento fanteria. VionA Giuseppe, ufficiale (l'ordi11anza. (2) In via di formazione coi reduci cli fanteria e alpini dalla )).attaglia di Adua.. In pochi giorni se ne foiina.rono 4 battaglìoni (13°, 1.4°, !5° e l.6°) con una forza. complessiva di circa 2800 uom ini. · (3) 'tutti questi reparti erano sotto il corna.nclo ciel c.olonnello di S. M. Dc 13occAnD, nobile Giulio. Trova.,·asi pure al Casc,tssè e vicinanze la colonna del c.ap. DEOEl\NAllOlS composta •Ji circa 500 uomini del chitct cl'Oculè·Cnsai, nna. centuria del i.0 indigeni . e la b:rnda. rlèl Cagnasmacc' MAHAI\AL (4) Questa forza comprende le 6 compagnie del battaglione cacciatori, fa~compagrna cannonieri, il ,listaèc:unento ge11io, il distaccam1;nto sttssistenze, 2 centurie di ascari, la. stazione dei cantbinieri, e l'inferm eria. presidiaria con 12 med ici, l. farmacista e 170 am malati, di cui l.85 bianchi. (5J In via. di· forma.ziooe coi reduci .dei due batt,1g\ioni bersaglieri che comllatterono ad Adua; dopo qualche gio rno raggiunse la forza di circa r.iio uomin i. (6) Appena. sbarca ti. ,-~ · · (7) ,\Veva 2 bulnc. a E ia Dal, ed 1 a Sabderat. (8) In via di ricostituzione coi supcr,;titi rlclla. battaglia di Adua e con quelli del disciolto battaglione-i di M. ~[. che d.es iderarono far passaggio nei regola1·i. (9) Aveva 2 buluc a Cheren, ecl 1 a Biscia. ·. ({OJ In ,via. di ,ricostituzione coi superstil.i della battaglia. di Adua. (H) Circa !00 fucili degli Aci' Omar a Biscia, 50 degli Algheclen a Eia Dal, ¾00 dei Sabcle1wt sotto il capo Ar,i N1.HHN, a Sabderat, 150 a Cassala. (:1.2) Circa. l.60 a Cassala, 500 ad Agordat, 500 a Cl1eren, 500 ari Udi Ugri, 125 a. Adiqualà, ·170 ad Asmara, i50 a Sa.ganeiti, 500 ()01 capitano lh: rrnnNAno1s al Cascassè (Senafè).

:l

FORZA

COMANDI

(t) li

I o, '

;::i/

ConP1, REPARTI, srmvcz1

O, O,

I ....e

s

::,

JO

()01111uu10 in (1a1~0 (t) .

2

d

"' ·o

I

.

E'

69

86

Brigata fanteria.

7

I

-

Comando i> brigata fanteria Comando 8° regg. fanteria. » !9° battaglione

.

25°

"

.•

23° 27°

20 20 ,(:,

.

Comando go regg. 22~ bàttaglione

,.,

•

. >

T. G. Baldisscra .

>

31.

·-

t, 54-t 539 529

H,

i2 ./ 68

T. G. Del 1[ayn~ . ]

Dislocazione I

-

Asmara

-

Massaua

(3) M. G. Uiscsti Col. Pit.taluga 70/87 Ad Auscfa , Magg. Zuccotti 70i87 l\[agg . Vita . 70/$7 ~fagg. Gata.ssino . 70/87 ' Col. y acquer 70/87

.

.

. 3

2

7!. 13

21

i2 67 6S

Magg. Stazza '70/87 1'fagg. Til:innanzl. 70/87 'f. Col. Ferioli. 70/87

. >

:19

57!.. 529 . 5113

3

!'2 8 530 518

il, l.6 69 68 69 l.6 67 65 70

M. G. U:trbieri. Col. Ragni i0/8i ~lagg. Monta.nari . 70/8i i\fogg. Mangot .' 70/87

Gura

4,

2fr,

"

33

·

E ·~ E ~

I

Comando ·l. • dii' isione (2)

26.0

e

'O

1• Dh· isione.

I•

.B e

COMANDANTI

. ,.

2• Brigata fanteria.

ComancÌ0 2• brigata. fanteria Comando' l.0° regg. fanteria. 26° battaglione

.

.

.

28° , 29°

20 l.7 19

.

>

Comando i 0 regg. bersagl. a 2° battaglione

..

40 50

.

»

5&.8

4

4,

t3 !5 2:1

551. 543

460

Magg. Carf)i

Col. Cleri cetti . Magg, De Stefano Magg. Lavallea. Magg. Simonctti .

70/87 70/87 7()/87 70/87 70/87

. .." "

..•

1• Brigata artiglieria,

Comando i" brigata a.rtigl. t • batteria da. montagna

..

2' 3•

battaglione indigeni . 2• compagnia genio .

.

" i" sezione di sanità TOTALE i" Divisione

3

5 5

212 202 !HO 900

r, l7 5 4

5°

5•

t,

.,.;

7 t06 l.06 1:19

:l31,

88 36

H9 39

:l8

42

-- - -299 8320 H85

(i) Vedi Note a. pag. i488.

hlagg. Jsetta Cap.· Casana Ca!). Diliberto. Cap. Caorsi. . ~agg. Amcglio Cap. J\lontana.ri Ca p. D'Ercole . Ca p. .\L Iorio

-

-

.

Gura »

,,

70/87 M~i Serau » 70/87 9l..

-

Asmara


1486 ,

DOOUll!ENTI DELLA GUERRA D'AF~ICA DOCUMENTI DELLA GUERRA

-

FORZA COMANDI Conr,,

.. ....

-;:;

REPARTI, SERVIZI

Il

::,,

·a

o. ::,

E! :::,

-

-

Comando 2• divisione (4)

8

s• Brigata ·fanteria.

cornando 3• brigata fanteria comandoreggimento alpini l.0 battaglione •

.

.. .

20 30 • 40 ~ 0 battaglione bersaglieri .

.

' 4 3 2l 21

n 20 !2

48

40

T. G. Heusch_

"' E

Con111,

. ;egg. ...

l.7° battaglione fanteria . » 21° 30°

cornando 7°

.rn• battaglione

. .,

18° 200

...

4· 4 t4 l.8 20 7 l.5 19 {8

-

Ghinda

I•

..

5a 6·

t•. batu glion,e indigeni . 3• compagnia genio 4•

.

6•

>

.,.

2• sezione san ità.

ToTiu:. 2• divisione

4 5

4 4

rn

15 l.3 70 69 68

l.7 668 651 576 657 500

68 60

13 l.7

M. G. Gazzurelli . Col. Troya . 9t Magg. Carlino . 9l Magg. Falco 91 Magg. Locatelli .. 91 llf;igg. Favre 91 M. Siotto Pintor . 70/87

Ghinda Baresa

~

440

J.4.

~f. G. Mazza ·,1 · • .

u.

Col. Brusati. Magg. Dalmazzi ìlfagg. Bandini . ~fogg, Poli Guerini Gol. Di Boccard Magg. Amatucci . ilfagg. Olivero . Magg. Toscani .

67 69 65 H 67

526 459 17 5M 53-1 509

fì6 6~

3

.. . .

Halai

-~aganeiti 70/87 Degri,.

..

70/87 70/Bi 70/87 70/87 70/87 70/87 70/87

iH

:153

i55 778 ii8 i35 120 65

I

--

792'5

>~,.

...

Saganeit.i

572 l.6245

'

..

Halai Ghinda Aidereso . Mahio Ghinda ,

,

2939

---

•

'

.. .

Saganeiti

-"""

l.454

-- - - - To TAi.E Comando in capo, t• e·2• divisione. . ,

c. c.

·.::;

s

....E

:::,

§

CUMAl'iDANTI

Q,

e

s

'

Dislocazione

..."s

,

' al::s

1 <

Cl

Ta·uppe

,

Comando indigeni . 1• battaglio.no indigeni ,. ao 50 70

.. . •

so

...

Bande Mulazzani • Sapelli. Batteria indigena

' 4 17 l. 3 i5 . i2 l.0 l j ;i

27 n20 495 807 675 ~1,8 50:1 770 2~2

-

I

4,0 Col. Stevani. , $5

63 66 73 r.1 6 7 27ii.

:l'lagg. Hidalgo'. . Cap. Zoli. Magg. Cossu ·. . Cap. Oobernardis. Magg. Amadasi Ten. M.ulazzani Ten. Sapellì : Cap. Costantino

..

Ca.ssala

70/87 70/87 70/87 , 70/87 70/87 70/87 ,- Adiqualà

.

..

.!

'

-

Magg. Tettoni '. Cap. VaJesi . Cap. Fassinl Camossl. Cap. Ma r_tinez . Magg. Cistercii (5) .,0/87 Cap. Bonelli 70/87 Cap. Abruzzese 70/87 Cap. Pecco . 91 Cap. M. Boccia -

7 H7 H7 H4 70 39 52 1.3 ·55

-- -- -273

nEPARTI, s1°:nv1z1

non indivi~ionate.

Remingt

-

Asmara Asmara (2 sez. a Cassala)

2P Reggimento bersaglieri.

Comando 2" regg. bersagl. 6° battaglione bersaglieri

.

70

»

3 19 2:1

l.9 570 60~

3 3 21 18

i8 l.7 614 60:! 583 !8 586 605

H 68 68

Col. Paganini ' Magg. Pullè. !\Iagg. Testori .

91 9l 191

Asmara . • S,dchet Asmara

4• Brigata fanteria.

.. . ... .. .

Comando 4• brigat(t fanteria Comando 2° regg. 40° battaglione .41• 42°

2 6 4 5 H,

"

-;:;

Corpo indigeno (6).

2• Brigata· artiglieria.

Co mando 2• brigata artigl. 4" batteria da m9ntagoa

. e

:; .,

· "'

s• Brigata fa!'teria.

cornando 5a brigata fanteria cornando 3° regg, fanteria.

GOMANDI

·I

.

1487

'

FORZA

Dislocazione

<

•I

.a•. Divisione.

se: ., s

COMANIIANTI

o' AFRICA

-

..

COJl!.ando 4° regg. 3l.• battaglione 33° 36°

..

Comando 5° regg. 32° battaglione 34°

35°

.•

o

.•

22

3 20 21 21 3 21 2l 17

553

i3 13 57 52 57 13 64 64 62

20 599 572 632

68 67 67

t3

. 6° Re~glmento fanteria .

Comando 6° regg. fanteria ·l3• battaglio.oc ·• l4° , l6° !60

.. .

.A riportarsi

.

..

3

!.8

l3

~o

582 59S 6!2 595

66 68 64

12 !9 13

68

--·- -- - 373 l.4302

--

t ~Oò-

M, G. Valles Col. Cortese.

~tagg. Coen . Magg.· Francioni . lllagg. Defonseca . Col. Aliprindi • Magg, Minucci . Magg. Ival<li Magg Campanini. Col. Ubaudi. ì\!agg. Segù. Magg. Rivera ragg. Morozzo della Rocca

-

Saati

Sabargum a 9l 9.l • 9i 9l 'I. Ghinda 9l ., 9l 91 91 " Saati 91 91 - 91 91 ,

' Col. Corticelli i0/ 87 Magg. lllayneri. 70/87 T. Col. Violante . 70/87 Magg. Angelotti 70/87 l\lagg. Giordana:· . 70/87

. .

..

. ..

Archico

'

.Massaua Asmara .


1488

DOCUMENTI DELLA GUERRA D' AFRICA

cm!ANDI

I

'i;; o

ConPr, REPARTI, SEf\\'17.l

'

, Ripoi·to

"' c. o.

~ <:::

::;

?

I

,:;

373 :14302

;:

."

s• 4•

4 5 5

!60

5

l.60

8

186

:15

50,1.

2000

279

7980

5-107

729 25300

7309

TOTALE Gf:NERALE

"' .,,...E

J\lagg. Morin

Note sull'ordinamento dei servizi .

J

-

Sabarguma

-

.

Ca(l, Mottura Cap. i\lichelini. 90 Cap. Bertole 89 Magg. Fo(chi 70/87 H3 i.\lagg. Prestinari . 70/87

43

·~ I.

~

90 lOO

:15 .

Tor ALE truppe non indi visionate

Oislocazion e

E,

:

R:residio di Adigrit.t

VIZI, ecc. . . . .' . .

e,

700

:I 0 battaglione ranteria . AItri . reparti, presidf ser-

.,

'O

&"'

..

Adi Ugri Adigrit..t

;

--

- - --

-

~

m~14·15~5 l.02!,8 1/.

'·

*'

NOTE all'al c -, .at.o lW ~. (:1)

3

.3

COMANDANTI

0,

3• Brigata artig lieria

Comando 3• brig. artigl. (7) 7~ batt~ria: da montagna

1489 ALLEGATO N.

.

FOHZA.

DOCUMENTI DELLA GUERRA ' D'AFRICA

Comp;~~o. il drap~cllo carabinieri e zaptié,:-al comando del capitano AIIEN

(\!) 11 quartier generalo della 1• dil'isi~n.e era cos.i compost.o:

, ouNt.

Tenente generale . DEr, AIAYNO Luchino, comandante. '.l'en. co l. dr S i\!. ARIMONri r·t?raocesco, capo di s. M. Capitano di $. lii. SAILEn Emilio. , :renent.e de.i granat. GAl,LUPPI .Vincenzo, a disposizione. r enente dr ca,·alL EMo CAroD1L1s1·A Lionello, ufHciale d'ordinanza. • ; • PA0U1,1.1 Gioii.o, ufficiale d'ordinanza. · Tenente di fanteria Ro1•n Alessandro·, comandante del quarUer generale (31 Sbarço Il 7 aprile. ' (4) 11 ([~arti,ir generale della 2,a divisione era cpsi composto: renen te generale . H ECJSCH Nicola. comandan te. . Maggiore· di s. lii. ANGBLO'l'Tl Cleto, capo di s. M. Capitano di s. M. MOSSOLIN Evaristo. Capita~o alpini. . CATTANEO ,Ernesto, a disposizione. . , , Rus101,o Ernesto, comandante del quartier generale. Tenente • . Fn,1NcESETTI Pro, ufllciale d'ordinanza. •. • : , MmA vAr,i.E Achille, addetto alle salmerie. . ; · contahile . 8E11NAnn1 Rinaldo (5) Vi fu tra~ferito il W aprile, · ' (6) Gli ascari. dei battaglioni indigeni erano arniati di in~schetto "0/87 f uso ,I~! caricatore. Gli uomini delle ba:nde erano pe~ la m:""io; ~=r~:.na;~:~a~~ 1 ~~c'/!li~~~- 70, ed in picco! numero di moschetti 70/87 e Rerilington egizi a11;

di

(7J La d' 7•· e la ·9' batteria ·1e ·,n cau·a · net· qua· d ru· . rurouo disciolte il 22 ap. r·1 , >, della mona

~e .1 ller ttro cfltmat,co ed esaurimento; l' s•, completata coi 'quadrupedi delle altre ue, ~asso a ar parte della 1• brig1.1ta d' artiglieria. -. (B) ~on~ m tu tto : 40 ~attaglioai italiani, 7 b;ittaglio11i indigeni, 9 batterie da montagna llali_ane (~4 cannoni), una ~.atte~ia d~ .mo.ntagna indigena (8' cannoni), 7 compagnie gemo (.6 zappa tor,, i telegiatlstr), PtU unrnori rep~rti, i presidi dei forti ed i servizi.

'"

Salmerie. - Con ordine del 15 marzo fu st~bilita la dotazione di '10 muli per cia:scun comando di br igata e di reggimento, e di 90 per ogni battaglione italiano. Con tali quadrupedi, i·comandi e reparti dovevano trasportare al seguito parte delle munizioni, d~e giornate di viveri ordinar i meno la ;carne, due di orzo per quadrupedi, e due barili per compagnia pel servizio dell'a~qua. Munizionamento. - Pei corpi !italiani di fanteria arn:iati di fucile o moschetto mod. 70/87, fu stabilito che 96 cartucce fossero portate dal s oldato e altre 30, per ogni fucile o moschetto, sulle salmer,ie. Pei corpi armati di fucile mod. 91, la dotazione presso il soldaro fu fissata a 162, e quella sulle salmerie a 36. Per le batterie da montagna il-a.liane fu stabilito, il 29 n:iarzo, un organico di 190 uomini di truppa e di '1'10 quadrupedi. Con tali mèzzi ogni batteria doveva costituire una sezione da parco pel trasporto di .50 colpi per pezzo, e trasportare al s eguito due giornate di viveri ordinari meno ·1a carne, due di orzo pe{ quadrupedi, e 2 barili pel servizio dell'acqua. Per tal modo ogni batteria aveva un munizionamento di '180 colpi e 6 scatole a m.itraglia per pezzo. .)n ogni brigata di batterie le sezioni da parco p.otevano riunirsi sotto il comando di un capitano e di un ufficiale subalterno a ciò espressamente assegnati nel quadro del comando di brigata. . Non furono costituiti parchi d'~rliglieria divisionali o di corpo d:armata, sia in càusa delle forti perdile di quadrupedi per tifo climatico ed esaurimento, per cui era gia molto difficile mantenere al completo gli organici delle batterie e delle salmerie dei corpi, sia pe.r non for mare troppo lunghe e pesanti colonne . destina te a muoversi, per lo più, per soli sentieri di montagna. VettovagÌiamento. - Ciascun militare itaiiano di truppa porta:va èon sè due x azioni di viveri di riserva (galletta e scatole). Sulle s~lmerie dei reparti di tr.upp.a italiana si traspor ta"ano due ra-


1491

DOCUMEN'rI DELLA GUERRA D'AFRICA

DOCUMENTI DELL A GUERRA D'AFRICA

zioni di viv~ri ordinari, meno la carne, per gli uomini, e due dì orzo pei qua dr upedi. Ciascuna di tali razioni era cosi composta:

ministrali dal comando in capo. Tali ambulanze furono denominate alla 1a sezione di sanit,-:i, la 9a alla 23, 6a' 9a e 10a.' la 6• fu asseanata o la 10a alla 3a:

1490

farina . . . :· 'kg. pasla o r iso » sale. . . » caffè . . » zucchero . » formaggio )) conserva. " )) orzo per quadrupedi italiani. » » in digeni "

O 800 OJ50 O 30

Guide. - A ciascun comando di divisione e ad ogni comando di brigata di fanteria furono assegnati, pel servizio di guida, 2 ascari di cavalleria e 4 ascari del 5c b attaglione indigeni, p ratici dell'Oculé Cusai e dello Scimenzana.

O 15 .O 22 O 25 O 25 4 2

La carne occorrente a lle distribuzioni giornaliere affiui va in pir!di, . al seguito delle truppe, in piccoli parchi pr oporzionali al bisogno. Si disll·ibuiva in piedi ai r eparti, i qualt pr ovvedevano direttamente alla macellazione, provveduti all'uopo di appositi attrezzi. II pane era per lo più direttamente confezionato dalle truppe all'uso indigeno (burgutta). . P el fun zionamento del ~e~vizio di sussistenza, al segu~o immediato delle tru ppe, fu costitu1ta una sola sezione sussistenza, divisibile però in ri parli, da distaccarsi presso divisioni o brigate isolate, secondo i bisogni.

Truppe indigene. - Ogni ballaglione in,digeno aveva 60. m1:1lett! pet° traspor to dei baga gli e di 4 razioni di farina per gli md1gen1 e 4 di riser va per gli ufficiali e gra dua li italiani. , Il munizionamento degli ascari regolari. era in media di 128 cartucce per ognuno, 40 delle quali portale in un a cartuccera, adattata ai fianchi, e 88 nel tascapane. Gli uomini delle bande avevano in media 40 cartucce ciascuno. La balleria indigena aveva Io stesso munizion amento delle batterie italiane. La r azione giornaliera deg li. indigeni era di 600 gr. di farina: Inoltre, facevansi loro spesso distribuzioni di sale (50 gr.) e d1 carne in piedi (800 gr.).

Servizio sanitario. - F ur ono costituite tre sezioni di sanità. La 1• e la 2• furono rispettivamente assegna te alla 1• ed alla 2• divisione di cui s eguirono le mosse; la 3a rimase di r iserva all'Asmara mai ebbe occasione di muovere. ' P er ciascuna sezione di s anità fu stabilito il seguente or ga nico:

I

né

Personale: 1 capitano medico, capo. 2 subalLerni medici, addetti. 12 del personale di truppa sanitario ita liano. 30 conducenti. 32 portatori indigeni. 38 muli o muletti (oltre quelli degli ufficiali). Materiale : 2 coppie cofani di !-Sanità. 1 coppia cofanetti per acqua. 8 barelle pieghevoli.

' ì

Il per sonale sanitario dì truppa era pr ovvisto di tasche di sanità e di borracce per portaferiti. · La Croce Rossa coslitui a sua volta lr e am bulanze di sanità con ' personale e maleriari pr oprii, e con quadrupedi e con,Jucenti som-

,.


1.492

DOCUM.ENTl DELLA GUE RRA D'AFRICA

1493

n' AFRICA

DOCUMENTI DELLA GUERRA <

Al.LEGATO N. 4. PORZA

~

COMANDI, CORPI, REPARTI

Formazione, forza e dislocazione, al 4 maggio 1896, Corpo di operazione n ell'Agamè e della colonna incaricata della dimostrazione su Adua ( Vedi Tavolct N. 3).

I

I Truppe non lndivis ionate.

I

C0\[AND1, CORPI, HEPARTI

FORZA DISLOCAZIONE

a)

{0

7¾

bersaglieri . . . .

J5

i;; t 0 , 2°,

batt.aglionc indigeni

58

.

3., •;.'

7°

(2

sezioni). . .

Battaglione cacciatori . . . .

il3

I

Cherseber.

- - - --- ---

t• Divis ione.

26\2 I

I,

i5i 622

21

Compagnie genio 2•, 3•, 7" . Sussistenze, cassa, tappa

1

1,98 1

21

Bande Hamasen e Ocutè' Cusai

()ot•t)O d i operazi one dèll'Agamè, ·

Comando in capo .

] 13° batt11glione

g Ba tteria indigena

I-

lu mcialì j Truppa Quactr.

D !SLOCAZIONE

I

!Ufficiali Truppa Quad r.

!3

:

9 I

.

l

:152 66

682

8

42-1

l29

60

2i

T,onLE Corpo di operaz. d(JIJ"Agame .

Comando t• divisione.

7

33

3,~

Comando i" brigata fanteria

3

18

{7

8° regg. fanteria (battag. :19°, 2~-0 , 25°)

5i

{446

fil?:!

9° regg. ranteria (bal:tag. i2°, 2,0 )

45

lOOS

{ 5l.

2

{3

l.5

63

1535

225

;---

Comando 2" brigata f11nteria

,•

!0° regg. fanteria (battag. 26°, 280, 29)

I! regg. bersaglieri (battag. 2", 4°, 0 °)

39

H,78

219

3°)

21

616

376

3

39

48

i" brigata artiglieria (batterie 1•, 2•,

,

t• sezion e di sanilà

TOT A o.~; I• Divisione

260

Mai Musreb

il

322

~

I

I

Adigrat Maima.rat Cberseber

L~ga!(Adigrat)

I

(

b) ()o lo n11 11 p e1· lll di mo,..t,l 'tlzi one nel T i g i·è ,

l

6186

Coma11do della colonna (col. Paganini) 6° e 7• battaglione bersaglieri.

2 compagnie del i 0 battaglione fanteria

3

20

42

1145

7

', 210 598

Bande del Seraè .

I

H Gtmdet 135 Guda Guddi, Ad igana

Adigana 6

Mehuquan

0

Chitet di Adì Ugri

i

Guda Guddi

9i

Banda di Oegiacc Tesfai .

t,5

Sezione da, montagna . .

40

.Adiqualà 35

Guda Guddi

2• Divis ione,

s

Comando 2• divisione. Comando 3• brigata fanteria. Reggi mento alpini (hatt. 1°, 2°, 3°, 4•) Comando 5• brigata fanteria. .

50

43

5

25

!9

i8

2343

28i

4

17

21

3° regg. fan teria (battag. 2l. O, 30°)

u

9t0

15!

7° regg. fanteria (battag. :12°, l.8° 200)

54

14\0

2!8

!4

402

248

4

65

55

2• brigata artiglieria. (batterie

t,a,

2• sezione sanità. TOTALE 2• Divisione

6") .

208

Chersel:Jer

TOTAl, K

•

Totale generale: · Ufficiali 655 · l 19395 Tr uppa. . 18i40 I Quadrupedi . . ~4~ Dei 19395 uomini, 15015 sono- italiani, e 4380 indigeni.


D'OCUMENTI DELLA GUERRA

1494

1495

o' AFRICA ,

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA . )

AL,LEGATO

N. 5

Il Corpo di operazione dell' Agamè comprende: " battaglioni 24 1/i, di cui 2'1 italiani, e 3 batterie italiane 5 (30 pezzi) .; batteria indigena (4 pezzi); band~, genio, servizi,

1/ 2

indigeni;

TELEGRAlVIMI

La colonna Paganini comprende:

<1>

. Telegramma del Comando in capo al Vice Governatore (15 aprile).

2 battaglioni e 1/i; 1 sezione (2 pezzi); bande, chitet, servizi.

La nostra situazione, che potrebbe essere militarmente buona, è invece assai grave, causa mancanza inattesa di viveri. Non ab-

In complesso: 27 batt11glioni, 36 cannoni, bandè, chitet, genio, servizi.

biamo più nè farina, nè orzo, nè galletta. - Finora per Ma.io non sono l:lrrivate_che poche d,iecine di cammelli; si va decisamente di male in peggio. Prego fare ogni sforzo per porvi rimedio. Aggiungansi a queste difficolta le mille altre che ci provengono dalla persistente sic~ilà. Telegramma dell'Intendente al Comando in capo (16 aprile). I

J

Sciogliendo riserva mio odiet no riferisco quanto segue circa condizioni, rifornimento. · Per quanto imbarazzante presente deficenza vettovagpe Adì Cajè, deve quanto prima cessare, mediante arrivo costà successi. va.mente sino ventidue corrente di circa duemila quintali vettovaglie partiti da Massaua nella prima quindicina mese corrente e già :3egnalati. A Saganeiti pure, dal sette al quindici corrente, vennero spedite più di mille settecento quintali vettovaglie, che certamente saranno tutte giunte destinazione prima del ventitrè corrente . Sulla linea Saati-Asmara, caùsa rapido imprevisto esaurimento sezioni muli che avevano servizio esclusivo su . linea stessa e gia erano cosi poco produttive, rifor nimento subì scossa sensibile e ~ale rimediabile, per.c hè quasi tutti camelli impresa e militari trova vani?i in viaggio diretti in gran parte altrove. Ciò nonostante, mediante ri pieghi, rifornimento su detta linea, per quanto stentatamente, continua. Ma esaurimento e mortalità, non solo nei muli ma anche nei- camelli, se non pel momento, preoccupano alquanto per avvenire prossimo, cioè per periodq fra venticinque corrente e cinque maggio circa, epoca questa ultima per la quale, secondo affidamenti Vice Governo, sembra assicurato (l) Si pubblica.e soltanto i telegrammi necessarì a maggior intelligenza del testo · · ·, Nota della R.

ae11a Relazhme.

,.


1497

1

1496

DOCUMENTI DELLA GUERRA o ' AFRÌCA

un sensibile aumento cammelli. Anche impresa mostrasi insnfficeule impegni assun ti, per cui talune pre vi~ioni falliscono. Da o ~gi sino 25 correu~e potranno, successivamente, venir spediti Adì Cajè-Sageneiti circa duemila cinquecento quin tali vetto vaglie, impiegando pel trasporto non solo linee Maio e Saganeiti con quadr upedi impr esa e militari, ma a nche linea Zula, secondo accordi presi oggi con impresa. - Situazione presente, quindi, se non certamente florida , non ritengo tuttavia inquietanLissima, pur chè mor talita quadrupedi non aumenti e non manchino per avvenire le nuo ve incetto quadrupedi iniziale dal Vice Governo. P eriodo più critico sarii probabihnente primissimi giorn i maggio; potrassi limitare disagio, allora, curando sin da ora stl'etta econornia prelevamenti . Necessiterebbe conoscere qui in tempo r1uando tr uppe r echert:nmos i Saganeili, pe r regoli:1.re in precedenza spedizione r ifo1·nimenti evitando, per quanto possibile, movimenti quadru pedi e veUovag lio non stre ttamente necessarie. Desider·erei inoltre, per stesso mulivo, conoscere quii1do truppe Gu L·a Ma i S e1:au cesseranno rifornir si di\_ As mara a Der:ameré. Per questa Intendenza soluzione migliore sareb be cessare eom pleta me nLe rifo rnimenti per linea Asmar·a, avviandoli quasi esclu· sivamente Adi Cftjè e Saganeiti. - Desidero conoscern finalmente quali propol'zioni devo avviaN prossimi futut'i rifornimenti, più indietro accennati, acl Adi Cajé e Saganeiti.

DOCmtENT I DELLA GUE RRA D AFRICA

Telegramma delrlntendente al Comando in capo (23 aprile 1896). Rispondo al riservato personale. - Nulla lascio int.entato pe_r sollecitare avanzata carovane , lente per spossatezza q~adruped1. _ Mando ancora subilo ufficiali con carabinieri sulla hnea Mass aua Mahio (¼ s u quella di Znla con ordini in propo:1~0. - Malgrado tutto, ritengo crisi scongiurabile. ~al quattordici al_ventuno corrente pal'Lirono da Ma ssaua o Zula m11leot.tocento qu111tah far ina, milleseicento or w , ventiduemila scatolette car~e, lt'.Uo_ diretto Adì <::ajé. _ Dette vettovaglie dovra nno avere fimto_ d1 g1 ~n,gere costà ventisette, al massimo, ventotto c~rrente, med.ianle .1 ~IL1ma spinta vigoroso. che ora dar6. - Rifornunento dovrn, pero: 111 seouito subire sensibile rallentarnento por qualche ~101·00. - Ritengo, ~uindi, subordimitamentè, s otto tale pun l~ di vista, g i~r~1i ora accennati venlisetle vcnloUo come meglio ind1cat1 per mmare eventualmente azione r epentina a vanti ; però di breve du r_a~a, basata naturalmente s u salmer ie dei cor.pi, per quindi tosto r1 p1egarc.

I

X

Telegramma del Comandante in capo all'Intendente (22 aprile J 896). Continua la mancanza di viveri,· che ci condanna alla più. crudele inazione. - La nostra posizione militare è bubna. - Adigrat chiede di essere liberalo a l più presto e potrebbe e sserlo ; ma noo possiamo muoverci per difetto di pane edi roraggio. - Questo stato di cose è noto a lei come al signor Vie<~ governa tore, tuttavia io glielo richiamo alla memoria per la immensa responsabilità cui andiamo incontro ; ancora una volta io la prego e la scongiuro di fa re ogni sforzo per toglierci da questa tremenda situazione. Io ho già, per vivere, requisito quanto il paese poteva da re, le invierò m uli, a sini e por tator i sino alla salita di Maio e sino a G~inda, per abbreviare il percorso alle carova 9e; più non pote vo ne posso fare. - La salute del corpo di spedizione è oramai nelle sue mani.


1498

DOCUMENTI DELLA G UERRA n ' AFRICA DOCUMENTI DELLA GUERRA D'APRICA ALLEGATO

N. O

"" R. TRUPPE D'AFRICA - COMANDO DEL PRESIDIO

A S. E. Il Governatore della Colonia Eritrea ...:. Asmara.

Cassala, i8 aprile i896.

Ho l'onore di riferire all'E. V. quanto segue: 9_uando. presi i.I coma~do del presidio di Cassala, la situazione militare a1 nostr1 confini era la seguente: L' Atbara era occupata dai Dervisc che tenevano pres idio ad Osobri e ad ~I Fascer: -~ Ad Osobr1 comandava l'emiro Ahmed Alì con 650 fucili 700 lance, e circa 250 ca valli, mal ridotti. ' ~d El Fascer, l'emiro. Cater El Amdam, ,con circa 800 fucili, quas~ ~ltr_ettanle lance e t1rca Ji'n centinaio di cavalli in ottime cond1z1om. .. Al. Ghedaref, l'emiro Ahmed Fadil disponeva di circa 3000 fuc1h, d1 quasi altrettante lance e circa 200 cavalli. . ~d Ada~ai:nà, c~n Osman Digna, trovavasi una cinquantina di fu c1h, un m1glJa10 d1 lance e circa 200 cavalli. Più tardi Cater El Amdam abbandonò El Fascer e fu sostituito dall'emiro Uold El Keker, con una cinquantina di fucili. Non .si parla:va di operazioni contro Cassala stanle l'imminenza della ~iena dell'Athara; però gli emiri avevano avuto ordine di recar~1 a Cartum per C?n.ferire col Cal~f~; ~utlo era tranquillo, e non. s1 pensava che a migliorare le cond1z1om economiche di questa regione. Il .mercato non era in floride condizioni, i generi di prima nec~s~1ta costavano molto perché erano tratti da Massaua. Queste tr1bu consumavano pa1•te della poca dura raccolta, volendone conservare !~altra parte per la seminagione, e vivevano a stento del con:imerc10 eh~ fa?e:ano di legna, burro, latte e bestiame minuto. S1 tratta:a di m1ghorare le condizioni di Cassala, traendo profitto ~ella feracità ~el suo suolo, ed attirare così le popol~ziooi delI Atbara che vivevano male per scarsezza di mezzi di sussis tenza. Il Governatore perciò mi ordinò di fare delJe coltivazioni su vasta ~cala per dare l'impulso necessario a queste popolazioni, indolenti per natura, e non curanti dell'avvenire.

1499

l.,e coltivazioni ebbero il massimo s viluppo nella pianura di Cas-

11ala, gli ascari lavoravano per conto del Governo, sotto la solerte <lirezione del capitano Magoaghi cav. Ermenegildo, e del tenente Della Chiesa della Torre Federico; e tutti gl'iodigeni di queste tribù andarono a gara a preparare terreno ed a seminare. Questo primo tentativo andò fal'lito, perchè nel momento che il raccolto era più promettente, gli uccelli e le cavallette lo distrussero completamente. Più. tardi cominciarono i tentativi a Gulusit, Futa ed Adarcaiai fra i due rami del Gasc. Queste coltivazioni riuscirono completamente, e se si fosse potuto fare il raccolto, queste popolazioni avrebbero avuto dura- abbondante per i loro bisogni ordinari e per vendere in mercato, ed il Governo avrebbe introitato nel magazzeno tale quantità da bastare almeno per sei mesi, pei bisogni <!ella guarnigione, con grande vantaggio del bilancio coloniale. Pochi mesi dopo cominciarono a correre voci vaghe di inten~ione dei Dervisc d{ attaccare Cassala, ed era specialmente il fanatico Osman Digna che voleva fare la guerra, colla sola sua gente. Al 25 novembre le forze Depi5c alla frontiera eranp le se. guenti : . . . . 'Al Ghedaref sempre l'emiro Ahmed Fadil, con 4000 fucili, altrettante lance e 400 ca valli; · ad El Fascer circa 40 fucili coll'emiro Uold El Keker; il corpo di Osobri era di circa 400 fucili, 500 lance e forse 50 eavalli; ad Adaramà, circa 50 fucili, 1000 lance e 150 cavalli; Verso la metà di dicembre s'incomincia ad avei:e notizia di rin· forzi mandati da Cartum al Ghedarer. · Dapprima S. E. il Governatore con un suo telegra~m,a del 12 dicembre m'infor mava che da Suachim assicura,'.ano movimento di Dervis~ su Cass13.la, e mi ordinava di vigilare e riferire. Il 15 dello stesso mese ricevetti altri due telegrammi coi quali mi diceva che i Dervisc preparavano per attaccare Cassala il giorno 20. Il giorno 18 giungono i nostri informatori spediti su camelli corridori sulla strada di Abu-Harras e mi rifariscono, che verso il 20 del mese scorso parti da Cartum certo Abesan dei Taiscia, cugino del Califa, con 70 bandiere, circa 3000 fanti, in gran parte éon fucili, e 1000 cavalli, diyetti a 1>efaa, •da dove sarebbe passato nel Ghedaref e quindi a Cassala. Questa notizia acquistava una certa imporlanza, poiché se il ~orpo di rinforzo era realmente comandato da un parente del Califa, si poteva facilmente arguire,' che questi vole.va un'azione gorosa contro Cassala.

vi-

98 -

ANNO XLI.


1500

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

_... Da parte mia, ero certo che i Dervisc,· isLig&l,i da Mangascià, ed approfittando della guerra che la Colonia aveva ormai impegnata con l'Abissinia , avrebbero tentato un'azione, se non direttamente contro il forte, per lo meno contr o le nostre tribù protette. Perciò non si tralasciò di lavorare per rinforzar e sempre più il forte e fornirlo di Lutto il necessario per opporre una lunga e vigorosa resistenza. Si demolirono le mura e gli a vanzi della città egiziana, perchè artiglieria e fucileria avessero un campo di tiro abbastanza esteso; si scavarono allri pozzi; si costruì un forno ed un mulino per macinare la dura; si segnarono le varie dis tanze pel tiro dell'artiglieria; si esperimentò una s tazione ottica a Sabderat ed altra ad Ela-Dal e le pr ove riuscirono benissimo; c;i fecero anche degli esperimenti coi colombi viaggiatori, che non r i1;scirono; si esercitarono gli a~cari nel maneggio delle mitragliere.. · Il forte Baratieri fu costrutto dal 1· battaglione indigeni, attor no al vasto edifizio dello sgranatoio del cotone di Munziµger, e perciò nella parte più "bassa della pianura di Cassala; ha forma pentagonale, con saliente sul frontA, due capponiere, due .piazzuole per o pezzi ciascuna, e tamburo alf'ingresso; con uno sviluppo di b90 m. di linea di fuoco comprendente un'area di mq. 15,951; é circonda lo ~a zeriba, da uu reticolalo lar go 8 m. e da fosso; le mura sono alte in media m. 2,58; è fornito di un pozzo in muratura e d i quattro rivestiti all'indigena; é armato con quattr o pezzi da 9 da campagna, da due da 7 da montagna e da quattro milragiier e a due canne. La guarpigione era composta del 2° battaglione indigeni, di una_sezione artig lieria da montagna indigena, e dei .listaccanienti di cannoÒieri, del genio e sussistenze: in totale 20 ufficiali, 82 di tru ppa italiana e 1225 di truppa indigena. Dal lato E st il terreno era battuto fino al M. Mocram, da i lati Nord ed Ovest, fino alla massima gittata del cannone, perché era tutto piano e scoperto; dalla parte.Sud, fino alla Cadmia ed ai monti di Cassala, ma il terreno era coperto da una folta vegetazione; dalla parte S. O. la vista ed il campo di tiro erano limitati dagli edifizi del merca to e dai ruderi della citta egiziana, i torrioni della quale dominavtlno il forte. Il gior no 19 dicembr e parli il nostro informatore Assaballa, con un drappello di 31 ascari, con il buluc basci Fa.d-El-MJsa Aga Adam, e 20 uomini fra Sciucria ed Adendoa, armati di fucili con· Ali-El Sciobeli, diretti ad El Fascer, per farvi una ricognizione; rientrò il 22 dop_o aver attaccalo di s orpre$a quel campo, incendiandolo e ·distruggendolo, 9 portando con sè un bottino di 16 as'ini, 250 capre, 4 negarit, una figlia ed una concubina di. Uold El Keker.

DOCUMENTI DELLA GUERRA

n' AFRIC:A

1501

Si sa da queste donne che una missione del Tigrai si r ecò da Ahmed Fadil, e che probabilmente tutto il corpo del Ghedaref si sarebbe riunito a Ghira sul Setit, da dove si sarebbe poi mosso per un'operazione contro i Baza e i Baria. Perciò stabilisco un posto di osservazione di sei ascari a Tessenei, località d'acqua sul Gasc ad otto ore a monte di Cassala, avvisando di ciò il R. Commissario di Cheren, perché ne avverta il capo dei Baria, Arei Agaba, e mando le necessarie istruzioni al co1JJandante di Eia Dal. Invio inoltre un muntaz ed un ascari a Sagodas e Catacura perché mi tengano al corr~n te di quanto potesse succedere nél Uolcait ed oltre il Setit. . II' giorno 25 dicembre, un centinaio di cavalieri Dervisc passando dietro ai monti della Cadmia assale,· alla gola for mata da . questi monti e Monte Mocram, un drappello di 12 g regari della banda Sabderat che si recava ad Ela-Tamarat, loro sede. Accolti da un vivo fuoco anche dal posto d'osservazione della gola, e vista la carovana che s i avanzava in quel momento scortata da una .compagnia, fuggono verso Tocdleibab, con un cava liere-e tr e cavalli feriti. Sbucando nel Gasc sorprendono una nostra palluglia di tre ascari, i quali dopo breve lotta dovettero soccombere. Lo stesso giorno S. E. il Governatore mi telegrafava che notizie dal Cairo assicuravano che Os~an Digma era partilo per Gos-Regieb con 1000 uomini, di cui parecchi armati di fucili, e 500 cavalli. Invio perciò infor matori verso quella località per assumer e informazioni. , Il 29 ricevo notizia di una razzia di 300 capre fatta dai Derviss a nord di Carcabat, presso Locaeb. Intanto due disertori presi dai Baza di Logodas, mi riferiscono che ~hmed Fadil mandò un distaccamento ad occupare Ghira e che non erano giunte forze rilevanti da Cartum; che al Ghedaref non credevano ad un attacco contro Cassala, e confermavano la notizia delJa missione abissina ricevuta da Ahmed Fadil. . li 10 gennaio si seppe che i Oervisc si erano coperti di una hnea di osservazione da Ghira lungo il Setil ed Atbara, fin o ad Osobri. ~ Altri informatori confermano la not.izia dei rinforzi giunti al Ghedaref, ma non sotto gli ordini di Obesan, ma dell'emiro Mohamed Uold El Bessir; dicono essere un'accozzaglia di gente di diverse tribù, in tutto circa 5000 (compresi i ragazzi) armati di lance e 500 cavalli. Confermano ancora la notizia, che una missione abissina fu inviata al Ghedaref (1). 0

(t )

Vedi telegrammi relativi a pag.

mio.


DOCUMENTI DELtA GUERRA D'.AFRICA

:rno.2

·DOCUMENTl DELLA · GUERRA D'AV!,IOA

Dicono che Osman Digna ecciti Ahmed Fadil ad attaccare Ca~sala, dicendo ·essere qua,si sguarnita, perchè tutti gli Italiani erano intenti ·alla guerra contro l'Abissinia; -Ahmed Fadil avrebbe risposto che aspe ttava che la dura del Gaso (le nostre coltivazioni) ·-fosse matura, per moversi. All11e informazioni assicuravano, che Ahmed Fadil, Ahmed Ali (di Osobri) ,ed Osman Digna,- erano stati chiamati ad El Boga (Cartum) per la festa del Muragg. Intanto approfitto della caro\iana di ritorno per mandare a Sab· derat due yasse di cartucce ·a polvere _e ad Eia-Dal du~ a polvere e due a balistite. Il 13 gennaio una ventina di ·èavalieri Dervisc irruppero nelle nostre cç>lti vazioni e .ferirono due coltivatori Osanga; il 15 rinforz.o il•posto di Futa con 1'6 ascari che, coi 9 di prima, ascendono ora a .25, e. faccio fare ·spesso delle escursioni di cent4.rie, ,perchè gli . Osanga, impressionabili come sono, non abbanèo~ino le coltivazioni. Si . sa che Go,s Hegieb non è stato occupato da Osman Dignà, e si ·aspetta che gli emiri ritornino da Cartum per sapere dai nostri informatori, gia mandati a S,uo~Ab_u~Sin ed Osobri, ciò cl1t\ il Califa avra odinato di fare. Il ,31 gennaio un gruppo di H, Scineria mandati da me io appo. stamento .sulla strada Osobri-Adaramà, sorprese una piccola ca. rov.ana proveniente da .Osobri scortata da 9 Dervisc; ne uccisero 4, preser·o prigioniero un ferito, con due don'ne ed un ragazzo, e portarono un bottino di 7 camelli, con poca gomma, nove asini cinque buoi, un cavallo, 4 fucili, alcune lance e sciabole ed il corriere (1). · Ad Osobri ftt inviato l'emiro Abdelrahim uod El Deghel in luogo di- Ahmed Alì, che credesi imprigionato per estorsioni fatte ad Osòbri. Nella lettera che il detto emiro invia ad Osman Digna per participargli ·la sua assunzione quel comando, non accenna ad operaziopi contro Cassala. · , · Rinforzo i posti di guardia di Gulusit in modo cfie oltre all'accudire alle coltivazioni, possano presentare una prima resistenza, e li avverto di fare buona. guardia per impedire sorprese, . ed in caso di attacco facciano una grande fumata con paglia già pre. parata, se di giorno; un gran fuoco, se di notte; Je senza troppo impegnarsi si ritirino .sul ·forte; ordino di comincìare il taglio della , dura·,anche non matura; ed iLgiorno 22·febbraio, ne avevo già ritirati ' 150 sacchi di pannocchie.

a

Gli A.langa e le. altre tril:>ù non vollero ~eguire il mio esempio peréhé ·non credevano àncora alla venuta dei Dervisc. , Intant-0 la situazione, a11'11 febbraio era la seguente·: Ahmed Fadil sempre a Cartum. . . · . Al corpo del Ghedaref, nessuna_var!azione. Il rinforzo confermato e costituito d1 5000 uom1111, 200 cavalli, pochi' fucili. . .. _ . Ad El Ghira ·Hamed el Faragg con 500 fuc1h e ,o cavalli. A Mugatta, Ìbrahim Iusef, detto Beghel el Cura, con 300 fucili e 50 ' cavalli . ~Ad ÉI Fascer, El Ga'liin Ha~ed (Taaiscia) con 250 fucili e 25· cavalli (1). . . . Il 16 .febbraio mando a Monte lob (Nord di Gos Regieb) un .gruppo ' di 15 Adendoa armati cli fucile, con ~ ~scari, S?tto l_a.. direzione del capo Mustafa Hamed, per eseguire una r1.cogmz1one ·ed assumere informazioni su Osman Digna e la sua gente. Le.. sc.o rrerie di cavalleria si fauno in.tanto più frequénti; il_ 17 alle 0re 9 una trentina di cavalieri si appostano sul punto in cui la ·stiada di Futa ta.c.rlia il Gaso, fel'iscono. un Alanga, ne uccidono un'àltro P,,-portano .:Ìa una decina di asi_!li che porla,vano l'acqua · ai éoltivatori. Tre ore prima era passata per lo stesso punto una centu:ria ·col tenente Bernarclis Vittorio, 0!10 si recava a Futa. Il 18 si presentano alle coltivazioni di Gulusit, provenienti d~ Birba, un'.altra tren~ioa di cavalieri; accor.tisi della presenza degli ascari, fuggirono verso Uns~iteba. . . Rirnaodono in attesa dell'informatore inviato al Ghedaref e degli attri ,m~;dati verso Mugatta ed El Fascer. Questi ultimi ritornano il · giorno 21 portando informazioni incomplete, ma che lasciavano supporre che- i Dervisè avevano aumentato le forze di El Fascer; , . . àbbandonando Mugatta (~. Questo movimento verso nord mi fece sospettare che 1 Derv1sch a:vesser.o deciso un'azione contro Cassala e 0ominciassero. a concentrare le ,truppe ad El-Fascer. L'inform~tore del Ghedaref non ritornò. 1 ·iJ giorno 22 l'avanguardia Dervisc attacco le coltivazioni di Gulusit; ,ma fu respinta. .4.e truppe dipendenti da Cassala erano dislocale come segue: a Biscia un buluc di 28 ascari con un buluc basci ed un muntaz. a~ El~ Dal il teµenle Pugno Armando, con 1 jus basci, 2 bu-

(!j Vedi telegramma N. 4, pag. i52l. (2) Vetli ' telegramma N. 5, Pag. !522,. (i) Vedi telegrammi N. 2 ~ 3 a pag. !520.

1503;


'

1504

I

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

~ 1

luc basci, 1 · muntaz e 57 ascari; la banda AlO'heoon col sottoc 0 Mohamed' Nur e 49 gregari. _ apo . _ _a~ ~la !a':1a~at la banda Sabderat con 76 gregari e due sot- toca p1 d1 AIF-N urm. Il servizi~ di ~icure_zza attorno al fo·rte era il 'seguente: ~- 13 p1ccoli poslt· della forza di un 0"'raduato e 3 as · ' scuno; , _ cari ciadùe pattuglie giornaliere. Vi erano inoltre 'tre ~osti d'osservazione, ciascuno della forza di un gradualo ed 8 ascari, a M. Mocram alla "'Ola ed a M At ·· ed un'altro di 6 ascari a Tessenei. ' o ' . ara, A _guardia delle coltivazioni vi erano n. 119 ascar'1 3 b l bascl' ed · · b · d. · · u uc , .. ' , un ,Jus- asci, iv1s1 nèi posti di Futa Gulusit ·'e d Ad ca1a1. · , , arLe riv.elazioni fatte da un priofooie;1 ferito non l · , ·· aie n d bb' . . . . 0 asc1a1ono p1u . u . u 10 a1 m1e1 sospetti, ed oramai era sicuro che il cor 0 prmc1pale non avrebbe tardato a comoarire a Gulus·t;.r · · · p centro tult~ le truppe nel forte toglieÙdo i posti d'. iM, peMrc10 con1 · 1.lella gol d' t ocram, a, e 1 mon e Afarà che non mi servivano iù. I · de~le p_attuglie d'informa tori alle colti~azioni e mando p d~ ~s;w grafist1 con apparati ottici a Sabdérat con u~a scorta di 20e e e_Alla sera del 23 t t ·1r' ascari. . par e utto J bestiame grosso e gran parte del p1c0?lo e buon numero di donne e pastori di queste tribù Glr Alanga vanno a tagliare la dura· a Futa e ne · I · · una buona quantità. . racco gono , Si stabilisce la corrispondenza olti;a· con Sabderat · l h la r • 1 fi , pe caso c e , mea ,e egra ca_ venga rotta, ed al comandante di Eia Dal dò l~ norme. nece~sar~e per la trasmissione dei telegrammi per mezzo d1 came!11 corr1dor1. · Il ·_25 mattina tutto il corpo del Ghedaref sotto il comand0 d l l'emiro Ahmed FadiI, composto cli 4 rub' (quarti) a"'li O d. ,, e_spetti t d 1· . . .. o r mr r1vamen e . eg 1 emm, Fad El Hassàna, Nur Angàra, Abdallah 1'.'alagg, e Ca~er El E:tid~m_, e di una endadìa (riserva) si stabi. lrsce a Gulusrt e commc1a 1 lavori pèt' la costruzione d · trincerato. 1 un campo Da parte mia, aumento la forza dei piccoli posti· sl b·1· d' 1· ' a 1 ISCO un 1 pattug 1e notturne sulle' strade del · Gasc di T f Gulus1t, Adarcaiaì e Debalné. ' ucru , II 26 rfentra il posto d'osservaziQne di Tessenei. . Il 29 rientra anche. il distaccamento inviato 1·n r·1cogmz10ne · · · a M . Jo b c?n un bottmo d1. 186 pecore. Il giorno 5 marzo una nostra pattuglia in appiattamento verso :rucruf sorprende un drappello di cavalleria baggàra ne uccide 11 comandante e ferisce due gregari. , ' ·,. Se rv1z10

DOCUMENTI DELLA GUERRA D AFRICA

. ·na quel giorno avvengono quasi quotidianamente dellA scaramucce fra lè nostre e le puttuglie Dervisc, e fra i nostri piccoliposti ·a distaccamenti nemici che tentano sorprenderli. · II giorno 8 marzo Ahmed F adil, manda un corpo di 500 fanti e . 100 cavalli ad attaccare Sabderat, ma viene respinto. Durante il combattimento · i Dervisc distrussero tutta la .riserva di .farina colà esistente e gli ascari consumarono qua~i tutte 1le cartucce. H -distaccamento si trovava perciò nella nf\cessilà di dov·er abb~ndonare quella posizione, se non veniva pre~to soccorso. Visto che Eia Dal non poteva inviare con so}lecitudine quanto occorreva, decisi, approfittando dell'oscurità della notte, d'inviare. u·na caro-yana con viveri e munizioni, scortata da 50 ascari, sotto il comando del tenente Crispi Francesco, che giunse senza i~cideilti alle 3 de·) mattino. · l.a· gola di Sabderat è una posizione importantissima, perché loealità d'acqua ,abbondante, e perché ad essa concorrono t,u tte le strade dirette a Cllssala, dall'interno della colonia. Da Gulusit s'inviano forti nuclei di cavalleria, a razziare le nostre ' pro.t ette. tribù ' 1 . Quando si fu ben trincerato in Gul•1sit, Ahmed Fadil inviò una, -... lunga lettera· al tenente Pajola Ulderico, che credeva fosse coman· dante del For~e, invitandolo ad uscire, ed in'giungendogli di · ar. rendersi, o lasciare andare da lu_i i mussulmani (1). giorno 16 giunge la carovana mensile scortata · dal c~pitano . Speck . Davide, con 587 ascari oel Chitet ed il plotone di cavalleria. I f>OO carrielli stanno in una depressione di terreno a sud del . fòrte, e vanno giornalmente al pascolo, 1,cortati da 200 gr~gari del , Chitet· e 25 ascari del battaglione. Lo stesso giorno· il capitano Heusch mi telegrafa essere giunto ad El.a Dal,_e che il giorno 18 sarebbe giunto a Sabderat con una compagnia di milizia mobile (2}. . QuÌ tuHo era pronto per far partire la carovana il 19, e facevo . . eonto di farla scortare da due compagnie oltre il Chitet del capitano -S peck, fino all'incontro del capitano Heusch che sarebbe partito ,4 ore prima da Sabderat. _ . · Ma il capitano Heusch non giunse ad Ela Tamarat che il giornp 23, ed allora la gola di Cassala era guardata dalla fanteria e ca. v.alleria Dervisc, e perciò non era prudente avventurare ·la ca-rovana che sarebbe certamente stata attaccata P, dispersa. Ii 18 marzo l'jus-basci S~rur Aga Abd-El-Radi che il tenente Grispi lasciò a Sabderat in seguito a mio ordine, con i 20 ascari

·n

(l) Vedi allegato a pag. t51.0. ·' (2) Vedi telegrammi N. !0-!3 a pag. 1524.

I


1506

•

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D 'A.YRICA

di scorta ài telegrafisti; 52 gregari del Chitet e 50 della banda validamente coadiuvata dai telegrafisti caporali maggiori Bevi~ !acqua Isidoro, Glo ria Attilio; caporale Corti bomenico e soldato Figna Ificrate, respingono quattro volte gli assalti di una colonna di 1200 fan ti e 300 cavalieri Dervisc e li costringono a ritirarsi (1). Dopo questo secondo combaltime nto trovandosi nuovamente quel distaccamento privo di viver i e munizioni, invio di notte la 3• compagnia capitano (Bramanti Nazareno) con una carovana di farina e cartucce. · Intanto seguitano da parte dei Dervisc i tentativi di sorpresa, che ven~ono sempre respinti dai nostri piccoli posti. · Aumento le difese accessorie con buche da lupo davanti alla zeriba, fra la zeriba ed il reticolato, e fra questo ed il fosso. Il mattino del giorno 28 si scorgono davanti al fo rte due str iscie nere, come di 'terra scavata, una a nord, l'allra ad est; osservando b1me rol-- cannocchiale si vedono sporgere da l'!sse, ogni tao lo, delle teste; 1 piccoli posti mi avvertono che , anche vicino all'antico lazzar etto egiziano, i Dervisc avevano fa<ti alt1•i scavi dur a nte la notte. .. . . Faccio aprire il fuoco dall'artiglieria contro gli scavi di nord e di est, ma senza risultato apparente; allora invio il plotone di cavalleria so::s.tenuto da un buluc, contro la trincea di est distante ; i De1•visc si lasciano avvicinare , quindi circa due chilometri . aprono un vivo fuoco, fer endo 5 eavalli; nello stesso tempo due vecchi pezzi egiziani che avevano posti in batteria, molto lontani,. mandarono qualche granata che non produsse alcun danno. Invio 1 pure dalla parte sud il tenente del genio Antonucci Astolfo, con 50 ascari a far e una ricognizione per vedere l'entità dello scavo e riempirlo, se non era occupato da truppa; ma anche da quella parte i De,rvisc occupa vano fortemente la trincea ; s'impegnò corribattimento e dovetti niandare in r inforzo una centuria per di~impegnare e far rientrare la truppa nel forte. Il .nemic? inta nto protetto dalle tenebre della notte progrediva negl~ scavi e pervenne a fare delle vere trincee d'approccio, su t~e hnee quasi parall.ele, dai lati N ed. E, delle quali le più vicine distavano dal _forle cu·ca un chilometro e mezzo. Tentarono, pure dal Iato est,_ d1 farne un'altra più vicina, ma il piccolo posto della 2• compagn.1a ·(N. 5), po~tata alla forza di .20 ascari, lo impedi. Qu_este trm~ee però s_1 vedevano e mi davano poco da pensare; la mia attenz1~ne era rivolta specialmente alle trincee di sud, co-

,'

perte dalla folta vegetazione, dal mer cato e dai ruderi della cilta egiziana. . . . . I Dervisc, favoriti da tutti questi vantaggi, seguitavano 1 lavori prolungando Je trincee verso il Gasc, riparando la sponda d.estra di questo fiume per meglio coprirsi ~d a~rendo un'altra .tr1~cea sulla sponda sinistra. In tal modo m1oacc1avaoo sempre più 1 torrioni occupati dai nostri piccoli posti. .. , . Il 'mio timor e era che, crescendo sempre prn 1 audacia del nemico e favori ti dal terreno coperto, s i a vvicinassero tanto da occupare i torrioni stessi, da dov_e avreb~ero_ potu~ battere l'intern~ del forte. P erciò decisi di fare una serie d1 sortite, allo scopo di disturbare 'i lavori e possibilmente distr uggerli, non a v~ndo potuto abbattere i torr ioni per mancanza di polvere da mma. Il 31 feci fare tre sortite che cagionarono quafche perdita al nemico. . Il giorno 1o aprile ritiro i piccoli posti N. 11 e 12, perché lropp? molestati dal fuoco dei trincer amenti, e faccio da essi occupare 11 grande torrione del mace>llo da dove possono batter e le trincee ed i torrioni lasciati. . Alle ore 19 il trincer amento SIJ,d apre un "ivo 'fuoco contro 11 forte e le compagnie accorrono, co~e al s.olilo,.al parapetto:. pronte a ricacciare il nemieo se tentava di assalire. S1 ebbero nell 1~te~no del forte un morto e 4 feriti, fra questi il capitano Brunellt Gia-: corno comandante la 4• compagnia, colpilo da una palla che gh spezzava il braccio sinistro. Secondo gli ordini ricevuti dal sig. Comandante il corpo d'operazione, mezz'ora dopo levata la luna, cominciai un vivo fuoco contro 'il trinceramento di sud, per aUirar·e da quella parte l'attenzione del nemico, mentre il cor po d'operazione si avvicinava al forte, p·ercorrendo la strada a nord di M. M?cram. Alle ore 3 dP.l giorno 2, il colonnello Stevam cav. Francesco, comandante il corpo di operazione, entrava nel forte con parte delle sue truppe (1). . . . . · I piccoli posti mi riferirono aver udito, quando com1nc1a1 1~ fuoco, gridare dalle trincee, e rumore di gente che le sgombr~no_ rn gran fretta e s'incamminano verso la Cadmia. Erano i vari distacca-:- , , 'menti che abbandonavano le trincee per correre alla stretta di Cassala, ad opporsi al so baltagliOM indigeno che si avanzava da quella parte. . Le trincee attorno al forte si estendevano su quattro fronti; a nord, ad _e st, a sud e sud- ovest. . . . Al fr onte nord vi erano tre linee quasi parallele d1stant1 fra d1 loro circa 150 metri, e lunghe rispettivamente dall13 più lontana, I

(t)

Vedi allegati pag. i534· I535: Rapporti del tenente Crispl e del soldato Gallesio.

1507

(l) Vedi telegrammi N. !3-17, pag. i5i!!-l 5ll6 e N. 18-33, pag. i527-!534.


I

1508

, DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

335, 20? e· ~20, metri; lo. scavo era profondo tanto da coprire un uomo 1ll p1ed1, però la hoea più vicina che non poterono nè completare, nè occupare, era per uomini in ginocchio,.,r, distava metri 1000 dal forte. · · , Al f:onte es~ vi erano altre tre linee, quasi parallele, distanti fra loro 1o0 metri e della lunghezza rispettivamente di 319 350 e 355 m~tri, ia più vicina distante 1300 metri dal forte, lo sc~vo era completo e tale da coprire un uomo in piedi. ·. Al fronte sud vi erano due trincee, sulla stessa linea, una a .simstra l'altra: a destra dell'antico lazzaretto egiziano, a 1300 metri dal forte. _Queste trincee, della lunghezza di 300 metri· ciascuna erano rivestite con foglie di palme dum, avevano delle feritoie nell; massa coprente, ed erano ,profonde come le altre· dielro la trin~ea di destra, ed alla distanza di circa 100 metri,' vL Elra un'altra hnea della stessa lunghezza,. e dietro ancora un pozzo stato riattato per la · circostanza. '\ Sot~o al t?rrione sul Gasc e fra questo _e quello occupato dal N. 1~ , fu riattata la .sponda destra del fiume in rr1ido da poter, copmre un re.parto d1 truppa per un'.e stensione di 200 metri. · Al fronte sud-ovest, al di là del ,;Gasc, ..vi era . un'altra trincea lunga· circa 250 metri non ancora c0mpletata, e distante dal forte circa 900 metri. ::.\Ha fornace scavarono una notte due ·piccole trincee che il giorno dopo mandai a colmare; otturando anche il pozzo vicino. Da'l forte non si vedevano' che le trincee di nord e di est. Tutte queste trincee erano scàvate a scompartimenti di 1ò· metri circa,_ e no,n erano in linea retta, perché approfittav~Iio dei cèspugh e delle ondulazioni del terreno per meglio coprirsi. Tutte 1~ lin~e di _trincee complete avévano dietro altre più piccole per I capi, e dietro queste, altre per i capi superiori. Lo scavo era fatto in modo che il fondo era più ampio dell'aper·tura, e ciò per ripararsi dai tiri degli shrapnels. · Il disertore mi disse che le trincee venivano scavate con pali ricurvi all'estremità ed induriti col fuoco, o con punte di lance. ~he o~ni uomo faceva un buc'o per sè gettando la terra scavat~ davanti, e quando èra abbastanza profondo da coprirlo interamente lo univa~o ai vicini (1). . . Questa operazione fu fatta durante la ·notte, nel massimo silenzio m modo che i piccoli posti, che non cessarono mai la · loro vigi~ lanza, non se ne accorsero. . I c?m~i trincerati_ di Gulisi~ e di Tucruf er~no sullo stesso tipo; quest ultimo era d1 form~ circolare, cinto da robusta palizzata, (0 Vedi telegràmma N. 28 pag. i53L '

DOCUMENTI DELLA GUERRA D.' A F&JCA

1509

intrecciata con rami, contro la quale gettavano ia ·terra che scavavano da un fosso interno che ·serviva di trincea, dietro questa prima d_ifesa erano scavate alc une linee di trincee per uomini a terra; nel centro vi·era un'area circolare, ricinta da sola palizzata ' nella quale' stava il capo supremo Ahmed Fadil: La disposizione a pentagono delle truppe nell'interno del campo era la seguen,te; davanti al fronte di bandiera, il 1° r.ub (Fred El Hassàna) a destra di, questo, il 2° (Nur-Angara} a sinistra il 3° (Abdallah Falagg), a sinistra di questo il 4° (Cater El Emdan), fra 11 2° rub ed il 4° la endadia (riserva). Gli emiri ~i accampavano alla ,destra del proprio rub. Fra il r:idotto interno ed il recinto esterno stava la cavalleria e gli uomini armati di lancia. Le bandiere stavano innanzi la tenda del capo. _ Nelle ma.r ee, di solito, i rub r.amminano affiancati, il 2• sempre a destra ed il 3° a sinistra del 1,• ; il 4° a sinistra del 3•, davanti la ·cavalleria, dietro il comandante in capo seguito dalla riserva. ,Nella formazione di combattimento il 1· rub sta al centro, il 2° ed il 3° a destra ed sinistra, dietro il 2° il 4°, dietro al 1° il CO· mandante in capo, e dietro al 3' , la riser va. Da/quando furono fatte le trincee, non passava gio'r no che il ne. mico non facesse delle scariche alle piazzuole dell'artiglieria ed i proietti cadevano nell'interno del forte, feren,io sempre qùalcuno .' e ciò non deve recar meraviglia quando sf consideri che vi erano ,ricoverati 4047 persone e 253 quadrupedi. Quando il nemico cominciava il fuoco, le donne èd i ragazzi erano ricoverati nello sgranatoio in muratura. In totale, dal giorno 22 febbraio, alle ore 3 del 2 aprile, si ebbero 3 ,morti e 20 feri~i nell'interno del forte, ed in totale, 23 morti e 55 feriti, comprendendo i combattimenti di Gulusit, di Sabderat e le varie sortite. 11 disegno dei· Dervisc non era di attaccare il forte, come noi tutti si desiderava, perchè sarebbero certamente stati respinti, .e la situazione sarebbe stata risolta nel miglior modo per noi; ma era 'quello di' circondarci e di toglierci ogni speranza di soccorso. Ma il forte era. abbastanza for'nito di viveri, cartucce e di tutLo il necessario, la carovana del 16 marzo portò ancora altri viveri; e' perciò, con un po' di ec:onomia, si avrebbero avuti vi veri abbasta,nza fino all'epoca della piena dell' Atbara, (fine di maggio o metà di giugno) che si sapeva avrebbe segnato il termine dell'assedio. ~ Nell'intl?rno del forte vi fu sempre la massima calma ed il massimo ordine, ed il morale di tutti fu sempre ele vatissimo. Tutii fecero sempre, ed in 0gni circostànza, il loro dovere.

a

Il maggiore comandante del ·p,.esidio. L HIDALGO.


1510

DOCUMENTI DELLA GUERRA 1>' AFRICA

1511

DOCUMENTI DELLA G!JE "!!,RA D' AFRICA

Annessi all' ALLEGATO N. 6

.., (,fone.sso N. t)

Lettera di Ahmed Fadil al tenente Pajola.

'

t

In nome di Dio' ecc., ecc. Dal servo del suo Dio, Ahmed Fadil, al capo degli infed~li in Cassala, tenente Pajola Ulderico. Siamo da tempo messi nella tua viciqanza e no.n sei venuto da noi: questo non è quello che fa il -regnante in un paese, come te che non esci a ~rovare chi viene nella tua vicinanza e .non sa come sia la situazione. Siccome tu sei inde~iso nelle 't.ue Mse si è stancato il tuo pensiero. . se esci, per questo avr emo unione di Mussulmani e di An~ar nella religione d,h Dio; è son venuto in questa· parte con essi per demolire l'angolo del torto. Iddio ha canee.noto le ~racce di quelli che erano tuoi vicini indigepi ed arabi m1screclent1; furono le loro case rovinate fino a lontani luoahi verse leyante. Siccome tu sei rimasto in questa ouca e con te ci ~ono dei subordinati che hai messo in brutta vi~ e si so'no uniti con te nel tuo forte, finchè sarà ucciso il loro decimo tTribù) e confiscati i loro ben!, e hai !nsultato le loro donne senza che loro lo sappiano, ti abbiamo scritto questa, per vedere se al suo arrivare ti sottometti e ti fa_i mussulmano e consegni chi hai teco dei subordina~i per salyare 11 loro sangue. Questo è meglio per te. Se mai tu non vuoi accettare e rimarrai nell'infodeltà e n~Jla storta ;via, e condurrai i subord!nati nella via storta, il circuito sarà su di te, e su quelli ch_e hai tee.o, col potere di Dio Altç,, presto; perchè tutti gli Arabi m1scredent1 che tu fidi nella loro vittoria per te sono stati demoliti _d a Dio, e le loro case sono state rovinate per mezzo di pochi· Ansar (vittoriosi) della religione mussulmana. E la tua rovina è facile se non hai chi li dia vittoria, nè difen'sore, nè chi combatta; e se ~o n hai notizia di quello che è successo mentre che sei minacciato nella b~ca tua, così che si è avvicinata· la tua disgrazia perchè sei accerchiato, e se esci sarai demolito. . Se il tuo carattere cosi tremante impedisce di far calmo · il tuo paese e di difendere i tuoi dipendenti che sono sotlo il tuo aoverno ti ~as~i la notizi.a. della rovina delle case e la conqu{sta dell~ f?.m1ghe e. b_amb1n1 e demolimento del posto di Sabderat; di questo t mform~ra 11 latore della presente che è ·un prigioniero preso dal posto d1 Sabderat, dopo aver ucciso coloro che si sono uccisi. Questi si c~iama Bascir (annunziatore) e ti annunzierà di ·ciò che ti dispiace e ti renderà le cose difficili, se non abbassi la testa e ti

fai muss ulmano e ti sottometti e conservi il sangue dei subordinali (popolo) dopo che ti abbia informato. Se hai arditezza esci e difendi i tuoi dipendenti, o se no lasciali uscire e venire da noi musulmani; noi Ii accetteremo e li restituiremo alle loro famiglie del loro decimo (tribù). Tutto ques to (scrttto), fino all'ullimo, é per le. Saluti a chi segue la via buona e teme da Dio. A HMED

F ADIL.

(Annesso N. ~)

· Chitet di Cheren. Eia Dal 9 aprile !896.

'

Al signor co mandante il presidio di Cassala.

Mi onoro riferire alla S. V. quanto segue: Il giorno 11 marzo, in seguito ad ordine di S. E. il governatore, partii da Ag,o rdat per scortare la carovana mensile di Cassala composta di 500 cammelli. · · La scorta componeva.si di 250 uomini del Chitet di Cheren; 200 ' di quello d' Agordat; con un solo ufficiale, due graduati pel Chitét ·di Cheren, ed un carabiniere e qualche graduato di milizia mobile, ipei: quello di Agordal. Vi era anche un plotone di cavalleria comandato dal tenente De Dominicis. Feci le seguenti lappe: : 11 marzo - Sciaglet; 12 » - Obèl; 13 » - Ela-Dal; 14 » - Eradib; 15 » ::3abderal; 1G » Cassala. A Sabderat, il signor comandante il presido di Cassala mi or. dinava di unire alla scorta altri 100 uomini del Chilet giuntivi prima ·col carabiniere Simonazzi, di ripartire nella notte, qualora i cam·melli Io potessero, di marciare cauto, silenzioso e celere mente, essen·d o il nemico a tre quarti d'ora da Cassala. Mi avvertiva pure che mi avrebbe mandato incontro sei informatori Scineria; che altri . · quattr o mi avrebbero atteso _n ella gola di Cassal a; e che il tenente Crispi distaccato a Sabderat con 50 uomini, doveva rientrare in Cassala unitamente alla carovana.

I


1512

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

Alle ore 23 del· giorno 15, colla truppa disposta in ,quadrato coi cammelli al centro e circondalo da pattuglie di ca~alleria, µscivo dalla, gola di Sabderat, ove poco dopo incontrai il drappello informatori, ed il capo di questo, Attaballa R ecaballa, che mi riferiva av~r trovato la strada libera, ma che poco dopo la sua partenza, Cassala era stata attaccata. Ritenendo trattarsi di ~emplice dimostrazione per parte del nemico, decisi di continuare la marcia e giunsi in Cassala alle ore 5 del 16 marzo. Il giorno 18, stante la partenza della 3• compagnia per Sabderat, parte degli uomini del Chitet furono a ssegnati ,alla difesa del fronte ovest del forte, ove rimasero sino al giorno 2 aprile. Il giorno 31 marzo agli uomini del chitet furono pure assegnati momentaneamente i fronti est e sud essendo ~sci te, pet' operazioni, le compagnie che li guarnivano. ' , 11 mattino del 2 àprile es~endo uscite dal forte tutte le truppe per disimpegnare il battaglione alle prese coi Dervis~ nella gola di Cassala; come da ordini ricevuti in pr ec,edenza, ,gli uomini del Cl1itet ·guarnirono tutto il forte, ed il sottoscritto, rimastone comandante, inviò sul luogo del combaltime~to otto casse di cartucce, venti barili d'acqua, angareb, barelle e mandò subito a colmare le trinéee nemiche più prossime al forte. Nel frattempo, es~eudo numerose bandiere dervisce in vista, che sembrava marciassero verso .Monte Mocram, e quindi numerosi gruppi di cavalleria che spingevansi verso il forte, forse allo scopo di coprire il movimento delle bandiere e vedere se il forte fosse ancora guarnito; ne avvisai il signor colonnello Stevani e con qualche colpo di cannone la cavalleria fu costretta a ritirarsi e così pure le bandiere, le quali dapprima, arrestatesi, acéennarono a ritirarsi, ed appena furono in vista le truppe che rientravano nel forte si r itirarono definitivamente. Alle ore 15 di dP,tto giorno uscivo nuovamente dal forte colla carovana e tutte le bocche inutili (circa 2000 persone) e scortato da due compagnie, fino a due ore du Cassala, giunsi a Sabderat alle ore 21 e mezza. Continuai così la marcia fino ad Obel, ove ricevetti ordine di fal' proseguire la carovana e di ritornare in Eia-Dal per regolare il servizio di carovana, sgo~bro, ed acqua. Assegnato in Agordat all'organizzazione degli uomini del Chitet di Cheren, sin dal 28 decembre 1895; mi ero formato l'opinione che questa gente reccogliticcia, forµita da tribù poco bellicose, costretta a prestare un servizio. contrario a!la loro indole, volontà ed interessi, per la maggior parte non atta fisicamente a farlo, sia per età, troppo vecchi o troppo giqvani, sia per costituzione deficente;

I

DOCUMENTI D}ì:LLA GUEl!RA D'AFRICA

151'3

avrebbero formato una truppa poco solida ed appena apprezzabile per seryizii di poca importanza. . ' Nelle operazioni che ho avuto l'o_n ore di esporre alla s: V. maggiorme_n te mi convinsi di ciò, stante anche la quasi completa mancanza· di graduati. · ·

Il C;apitano di cavalleria . comandante del Chitet di Cheren D.

SPECK.

I

\.


15.1.4

DOCUMENTI DELLA GUERRA

n·' AFRICA .

15 l 5

DOC UMF:NTI D E LLA GUE ltRA D' AFRIC A

(Annesso N. 3)

(Annesso N. t,)

PRESIDIO ,DI C~SSALA 2° BATTAGLIONE INDIGENI SPECCHIO indicante le persone ricoverate nel .forte durante l'assedio (18 aprile 1896). Quadrupedi

'

Quadrupedi

- --

INDiç AZlOK I

·a

·eg Ufficiali e truppa di guarnigione 1 Stato maggiore. t• compagnia Q 2• id. id. ~ 3• id. Distaccamento , cannonieri. ,:: .:: Sezione da mon tagna 't Distaccaniento genio. ~ Scineria (El nasceri) . ~ Id. (Assalialla) Q i Omra,n. ' 't · Adendoa e: Allanga (Usceh) ., Id. (Nur Eddin). e: Id. (Abu-BakerJ ii Id . (GÌafar) o:, - Arabi . .~, . Mercato . • . Abissini. ti, Camellieri Cli Ali Nurin . [i, 1 Dembai (Cadi) .Mussa (interpreti) Residenza Negozianti del mercato

l 3~7 3

.•..

.,e e

o

·.; ,<

"«00·

:,:;

Q

>

~

.

l96

'!1

3{

53

l9

i

2

8

7

72 3 34

9

8

--

5 33

.

.,

i 25

87

l.05 43

m

316

45

.,

26 52 l.0

l.05

!09

H4 266

7

5

22

39 il

H8

35

61 15

7

8

t 2

3 4 2

l.

5

2

.

8

8

l

!5

j

48

·a

TOTALE

2 6 l',

•

. , !7291-1144

Giorno 16 marzo Chitet 'Giorno t6 marzo plotone cavalleria TOTALE GENERALE

l'arco buoi 11 giorno 2! marzo partono per Sab-

derat . . . . . . . . • .

59t

•

39

»

4

l.9

'

ili

. .

:u 6 77 .

6f

i,5

. ... .. ' ' . . . . I . ,. ' . . .. .,. . .. ' .. .. ... ... .. . ."' .. ..' . ... . ." .. .. .. ... .. .. . . ... . "

4

"

\

' '

' '

•Annotazioni l.2

... .

,.

'

i" compagnia

.

'

.

> >

.

'

"

»

"

'

- -- - - - ----

.,,

'

I

A Guluslt il 22

I

- ------

aprile.

2• compagnia

2

id.

9

9

Ai piccoli posti e nelle sortite. 2

id.

Compreso un ascaro che non accusò una ferita riportata alla coscia.

4 2

id.

4

3

Meli' interno del forte. l • compagnia

2

>

>

id.

'

'

. ' . . ' ' ..' ".. .. .' - - "»

>

M4 3H7 ,l8 Ù2

..

<.)

'

l4 ' --- - --

-- -2359 H44 5',4 ---"

.e

'

-3': (

l.9

o<.)

'O

'

f87 l 59 21

..

'c3

!7 20l 40· 2~0

f3 4

..

.. :=o ·s .,.,,, =e " ..e·.: 5

l.70

--

dinìostrante le perdite subìte nei combattimenti di Gulusit, ·sabderat ed in Cassala, dal 22 febbraio al mattino del 2 aprile 1896.

~

~

·.'.:)

'

H

4

o.

l327 ,.l.8 l.12 ., 34 / » 7 48 l82 >

24 t26

·=' ,.

..

0.

'

8

.,,=

·.;

...< iEl ... " !:l" -~ '6 e ~ 'i: [<I

59{ 39

·2

•

•

40

4047

20

1•52

'

'

. '

24,

'

. ' .. '

>

l

3

l

2

l

7

3

-10

A Sabderat I' 8 marzo.

Gregari della banda di Sabderat {2

:I . '

40

. . \ Maschi . Femmine

.

.I 5

3

3

•

. l . • • . . . ' ... ' 24

3

i(l,

'

. . ~I

»

A Sabderat il 18 marzo.

Ascari d~ scorta ,ii telegralisti

{

lkegari della banda .

t,

{

- -- - - TOTALE

23

55

------

'

99 -

-.

ANNO XU.

\


1516

1517

DOCUME NTI DELLA GU E &llA D'AF RICA

DOCUM BNTI DE LLA GUERRA D' AF RICA

(Annesso N. 5)

MAG AZZINO VETTO VAGLI AMENTO DI CASSALA .

(Annesso N. 6)

POSTO DI ME DICAZIO~E - CASS ALA. Rapporto circa lo stato sanitario del presidio di Cassala ~urànte il tem po trascorso dal 22 febbraio al 2 aprìl e 1896 ( 1) .

Relazione circa il funzionamento del magazzino di vettovagliamento durante l'assedio di Cassala· e le successive operazioni di guerra.

Cassala, ! O apr ile ! 896.

Al sivnor comandante il 2 ° ùattaglione iltdigeni. (:a,;,ala, addi {6 ap rilo l896.

A l signo1• comandante del presidio di Cassala. Come è a conoscenza della S . V. questo magazzino vettovagliam ento in febb raio u. s . doveva ricevere il r ifo rnimento di tre m es i, ma s ta nte le no tizie s ull'avvicinarsi dei De r visc, le caro va ne vennero sospese e le truppe del presidio il 22 febbraio ritira ronsi nel forte con un ap pr ovvigionamento di s oli m esi due . Solo di dura abbondava il deposito esiste nte nel fo rte c he poteva calcolarsi bastante per cinque m esi . . Dal 22 al 29 febbraio, come precedentemente, le distribuzioni si fece r o senza alcuna varia nte. . Dal ,io ma rzo cessò la distribuzione della carne in conserva che si face va due volte la settimana, cioè il martedì e s abato, e invece nei giorni di lunedì, me rcoledì e sabato si sur rogò il riso alla ,pasta, essendovi defìcenza in mag:a.zzioo di q u~sl'_ulti mn ?err~t.~. Dal 10 marzo furono anche mod1f1cate le r a z1on1 foragg10, d1 m1· nuendo la r azio ne di orzo pei cavalli e muli i taliani e surrogando l'or zo colla dura pei m uletti. Tale ordine ven ne emanalo dalla S . V. in vis ta della defice nza di o rzo in magazzino, e nella conside razione che il pr esidio gior nalm enle distribuiva a t utti i quadrupedi una r azione di fi e no . Il 16 marzo s i riprese la distribuzione della ca rne in conser1•u, continuando per t re volle la sellimana la distribuzione del riso . . Colla stessa data venne pure modificata la razio ne fora ggio pe1 mule tti , distribuendo nei giorni pa ri chilog rammi 1,500 di orzo e il fieno, e nei g iorni dispari solo chilogrammi 2,500 di orzo. Il 16 ma rzo stesso giunse la ca r o vana riforn.e nclo il magazzino pei b isogni di tre m esi. . Il 28 dett.o venne modifica ta nuovamente la r azione for aggio pe1 cavalli dello s quadrone, c ioè porta ndola al qua ntitativo prescritto dal ti po A. Dal 1° a prile cessar ono le distribuzioni di scatolette di carne.

Il tenente contabile conseynatario A.

M AYER.

CASSALA

Dietro o rdine rice v uto dallo S . V. ho l'ono re di r ifer irle quan to -ebbi occasione di osservare r elativamenle a l ser vi zio sanitario durante il te mpo c he q uesto presidio rimase c hiuso nel !'o rte, per res pingere gli altaccbi cui fu fatto seg no eia parte dei Dervisc. Questo periodo di te mpo corre, come è noto, dal 22 febb raio · alla mattina de! 2 apri le 1896. Le malattie di spe ltauza µieuica fu rono poche, la loro grav;tà per ò non fu inditft!rente; t uttavia l'esi to fiuale fu sempre benigno. N egli indig eni predominarono le mala ttie acute degli o rga i) i respir a tori (bronchilo, polmonite) e le d ivers e forme della infezione malarica; nei solda ti b ia nchi le varie affezioni degli o rga ni dige·renli. De vo però aggiungere c he s pessiss imo mi è accad uto di osse rvare soldati italiani ed iodigeni, notor iamente amma la li e ri-cov~rali all'infer meria, abbando n&re il le tto, pe r cor re re ad occupare il lo ro pos to di combattimento al pr imo segnale à'allarme. Più numer ose furono le mala ttie di nalul'8 chir urgica; fra queste ,ebbero una predo mina nza assoluta le lesioni dovu te ad arma da fuoco, pe rciò credo utile trascurare quelle d'al tra specie per occ upa r m i esclusi vamellte di q 11olle. I primi fe ri ti comincia rono acl affluire a questo posto di medi-cazione il g io rno 22 fe bbraio; s uccessi vamente ne furono portati !Lri il 5, 10, 22, 26, 28, 30, 31 m arzo e t· aprile. Degli italiani fu ferHo uno solo, e fu il signo r capitano Br unelli omandan te la 4' co mpagnia; dei s olda ti indigeni, appartenenti al battaglione ne furono colpili 26; della sezione d'artiglier ia 1; del istaccamento di cavalle ria 2; <lel Chite t 6; in totale 36. A q uesta irra, per ò, bisogna a ggiung ere altre '11 fe r ite r iportale da borghesi inchiusi n el forte ; ;=:icchè gli individu i real men Le entr ati per leioni d'arma da fuoco s al irono al nume ro di 47. l 36 m ilitari feri ti prese ntarono le seguenti les ioni: 4 furono coliti al capo; 10 negli a rti superiorì ; 2 nel torace ; 3 nell'addome; 7 negli a rti inferio ri. (I) 11 presento rapport•J ha spc~ialc im1io rtaoza per il sor,.izio san itario disimpegnato al posto d i medicazione di Ca.»ala, a fa vore dei feri t i nei f:ltti d'urm! del 1.• e 2 al)rilo. N. a. R.

\

/

...


D00Ul!EN1'l DELLA GUERRA

1518

DQCOMF.NTI DELLA GUERRA

o' AFRICA

Dei borghesi, 3 fu r ono colpili nel capo; 4 nel torace · 1 negli arli s uperiori; 3 negli arti infe riori. ' Dei 47 colpiti le ferite più gravi furono: 6 penetranti nel torace. 3 penelra?li nell'. addome e 12 fratture complicate, delle quali 5 ap: p~rtenent1 alle diverse ossa del cranio; 3 alle ossa dell'arto superio re e 4 a quelle dell"a rto inferiore, delle quali una del femore. I ?1orti sommarono a 9; di questi 8 furono portali al posto di med1.cazione gia in periodo agonico ; 3 lo furono per ferite del cramo; 4 del torace ed 1 dell'addome con lesione dell'intesliuo · l'ul:timo m ori per e,,a urim enlo nervoso dopo 12 giorni dalla riporlal; les1ooe, colle ferite già quasi del tullo cicatrizzate. Le cure cui questi feriti furono assoggettati furono quelle dettate· d_alle_ regole de lla moderna chirurgia di guerra: m edicazione ant1s_etl~ca occl~siv~ scrupol?sa, e chiru rgia conservativa; a questi prmc1p1 _a scrivo.' ~uccess1 che ho oLtenulo, raggiungendo sempre una r apida guar1g1one od un notevole miglioramento con la conservazione delle parti colpite. È _mi? do".ere aggiungere che nel di.simpegno dei miei obblighi profes~10na!• so_no $lato validamente. aiu talo dal dipendente person_ale d~ ~anità, il quale si è sempre prestato ,con zelo ammirabile, d1s1mpegnando con intellige nza e diligenza somma mansiooic di grande rilievo.

ll tenente medico

c.

Gl'ALDI.

(Annesso !'i. 7}

Telegrammi riservati. N . 1.

Informazioni in partenza

(1).

li gennaio t896, ore H .

Governator>e P. lv! . - ADIGRA T. Comandante t ruppe. - - MASSAUA . R. Commis8ario. - CuEREr,;. Rientrato oggi informatore Scineria mandato al Gheclaref. Riferisce: Il 5 entrò in Sue Abu Sin e si ricoverò presso Abd El Cader U od El Corasi, suo cugino. D'a questi ebbe le seguenti informazioni: {i) I presenti telegrammi sono l'ica vati dagli annessi al r,q1porto clol maggiore lii· da_li;o ed . lwnno nn, nu,nero 11regressivo, da riforirsi alla scelta fattan e dalla Ri-vistlh m1~ttare ,taliana. E o~portuno rir.or<lare a cruesto 1>unto che i telegrammi 501,ra ,.,cscritt, furono tras~ess, _da Cass_ala, Per via cli SEGXALAZIONK o ·rTtCA, al posto di Sall· derat, e Qu1nd1 agli alln luoglu della Colonia, mediante la rete tclograOca ordinaria.

N . d. li.

1519

o' AFRICA

Al Ghedaref é giunto l'emiro Mohammed Uo<l El Bessir, capo -degli Allanim, de tto anche capo Gialio Giazira con circa 5000 uomini tutti armati di lance, meno guardia particolare che ha cinquantina fucili, 500 cavalli. Corpo conta 200 bandiere, N on è diviso in rub, constando di piccoli gruppi di Allanim, Deghen, Cheoana, Cavahla, Reraa, Ha meda, etc. I cl:'l valli son o Baggera (Reseget e Homur). Forma campo a parte dal cor po del Ghedaref'. Nei 5000 uomini sono compres i anche i ragazzi. Lu nedì p. p. (6) corpo Ghedar ef inlero ha avuto ordine preparare ·sandali, aggiustare armi. Osman Digna ha continuala corrispondenza con Ahmed Fadil. Scrissegli poco fa che Italiani erano occupati Abissinia; Cassala quasi sprovveduta di forze. Amed Fadil rispose as petta re !'accolto del Gasc sia pronto. Confermala la notizia della missione abissina al Ghédaref. Informatore soggiunge che messi portarono anche lettere e che commercio fra Abissini e Ghedaref è tanto a gevole che si danno \ ·ora :10 rotoli di cafTé per un tallero, e si vendono continuamente muli, cavalli abissini. N essuna ,ariazione nel cor po del Ghedaref. Venne stabilita pattuglia di Ghira per pre venire occupazione italiana. Informato re incontrò a Uod Cab6, ad 1 giorno da Sue Abu Sin, corpo di 20 bandiere con Omar Hummed el Scek (200 uomini con focili e 25 cavalli) che devono rinforzare El Fascer. A Mugatta pare siano 4 bandiere con un centinaio di fucili, ~ Uod El Kekel' è stato chiamalo in questi giorni al Ghedaref. Ra,;collo di dura incominciato, si annunzia s traordina riamente abbondante. Corre voce che d'ordine Califa, Ahmed Fadil abbia incaricato Abd El Cader· Abu Sin d'informazioni su Cassala, e emiro Mohamud Uod Zaid capo Debai na; per l'Abissinia. Al ·Ghedat·ef si conosce all'ing rosso situazione Ilalianl in Abis·sinia e si sa che molli bianchi s tanno per arrivare. Per Cassala -sì presta fede a Osman Digoa. lnl'ormalore assicura che al Gl1edaref s i è convinti che raccoglieranno quest'anno la dura del Gasc. Informatore é lo stesso di cui altro mio telegramma dicembt>e. Notizie mollo atLendibili. HIDALGO.


1520

DOCUMEN1'I DELLA, GUEHRA o' AFRICA

Governatore P. M. - ADAGAMUS. Vice-governatore - MASSAUA. R. Commiswrio - CI-IEREN.

H febbraio !.896.

N . .4.

Gruppo di Scinerià mandali in appostamento sulla strada Osobrr Adarama {sin istra Atbara) il 31 u. s. sorpresero piccola carovana, proveniente Osobri, diretta Adaramà, scortata da H Ansar a rmati di fucile. Dopo breve lotta carovana rimase in potere nostro. Ql!aitro Dervisc rimasero uècisi, quattro riuscirono fuggire, uno ferito gravemente polso dest~o rimase prigioniero con due donne ed un ragazzo. Bottino 7 cammelli con poca gomma, il c0rriere, nove asini . cinq(Je buoi e vitelli, un cavallo, qualtro fucili, alcune lance e sciabole Riferirò intorno interrogatorio prigionieri e ~pogìio lettere. HIDAÙ.iO. 3 feb braio 18%.

N. 3.

~521

D0CUMEN1'I DELLA GÙERRA D'AFRICA

2 febbraio {896.

Gocernatore ?. M. - AoAGAMUS. Vice-governatore ·_ MA$SAVA. · R. Commissario - CHEREN. prigionieri di cui mio telegramma di ieri riferiscono: · Il 25 gennaio g iunto a O~;obri emiro Abdelrahim Uod El Deghel,. già comandante El Fascer, con seguito 7 cavalli e 50 fucili. Radunati Emiri di Osobri annunziò che Califa aveva ordinato a Alimed Fadil .di incaricare Oeghel del comando provvisorio di Osobri. Abmed Fadil è partito per El Boga per confe°rire con' Califa circa ·nuova organizzazione forze, Diç_esi che Ahmed Ali sia prigioniero a El Boga, Pare che sua disgrazia debbasi reclami Emiri di Osobri, interpreti malcontento generale per continue spogliazioni da lui latte per offerte al Califa, cagionando miseria e dissoluzione del cor po 'di Osobri. A. Osobri forze come prima. Comando rub di Eld illa,- Abu Sin fu assunto da Osman Outtù. Eldilla me~so sotto Uod Elias. I rul> esistono più di nome che di fa tto. , A _Goz Handel, località. presso Atbara fra Meluia e Unsetleba esistono tre zeribe per ricovero cacciatori 'di Osobri destinati pure servizio sicurezza. , ·· ' A Osob~i voci contradditorie intorno nostre forz·e di Cassala. Alcuni credono s provvista, altri ~on grosso presidio. Noli zie a tlendibili. HIDALGO.

Governatore P. lv.[. - CoLLE · ENTJHC JÒ. Vice-gooerr,,atoT'e - MASSAUA. R. Commissario - CHEREN .

Giu~ti ora informatori provenienti Ghedaref. Riferiscono: sera, entrarono Sue Abu Sin. Confermata partenza di Ahmed Fadil per El Boga. . · Corpo• del Ghedaref nessuna variazione. Rinforzo confermato forte 5000 uomini, 200 cavalli, pochi fucili. A El Giira ha preso stanza emiro Hamed El Faragg con 500 fuciti e 70 cavalli. . A l\fo"'alla s ta emiro Ibrahim Jusef detto Deghel El Cura, yOO o 300 fucili e 50 cavalli. . ·· A El Fascer, venne mandalo emiro· El Galiin Hamed (T.aascia) · e distaccamento conta ora 250 fucili con 25 cavalli. Certo emiro Sacldich Uod E l Nur, con 20 cavallì, è partito sabato primo latore ordini per Mugalla, ,Ij:l Fascer, Osobri, di fare servizio attivo di guardia. Deve poi spinger si verso Gasc per cercare fare prigionieri per av.ere notizie. . . . Confermate buone r elazioni degli Abissini con Derv1sc. A ' Seref' Said {Gallabai) è stato mandato certo Mohamrnecl El .Melihé con 400 fuci li e 100 cavalli per sorveglianza dazio e corri_spondenza fra Abissinia e El )3oga. De!'visc però diffidano. Nessuna bandiera snl fronte. · Dicevasi in mercato che anche per mese ~ar.nad~n vi sara pace. . Poi forse -Derviscb si moveranno. Confermata mia informazione contenuta tele~ramrna del ,15 dicembre relativa combattimenti fra Raabeh capo insorto Darfur e Said. lVÌohammed emiro Cordofan. Questi !:attuto a Dabarà perdette 4000 uomini. . Ibrahim Cali! mosse in soccorso con 6000 uomini. Non si hanno uHeriori ·notizie. Certo Tor el Gor Danagla mandato circa un anno fa da El Boga nel paese di Hamed e Scilluc con '10,000 uomini pare si sia ora dichiarato ribelle. Informazioni altendibi li.

. n 4 corr.

HIDALGO .

\

/


1522

DOCUMENTI DELLA GUERRA• ,D'AFRICA

DOCUMBN'~l DELLA GO.E RRA n ' AFitlCA

ii febbraio i896 . .

N. 5.

Governatore· P. 1ì1. ·Vice-governatore R. Commissario -

1523

Da Cheren, 7 marzo (rìcevuto il 9 marzo).

N. 7.

- - SAURIA.. ·

Comandante - CASSALA, per comunicazione E LA DAL.

MASSAUA.

C HEREN .

Informatori giunti ora provenienti El Fascer, Mugatla, riferiscono: A Mugatta il Dem è stato tolto. Rimane solo · un posto di sorveglianza con una ventina di fucili èd una dieci.na di cavalli. A E l Fascer la forza è aumen_lala e si suppone che siasi riunita quella di Mugatta. Il Dem è vasto e vi saranno non meno di 60 cavalli con circa 500 Ansar. . Fra El Fascer ed il Ghedaref le relazioni sono freqnenti, ma non vi è passaggio di truppa. Gl'informatori girarono tutt'attorno El Fascer, però furono scorti Si salvarono passando tosto l'Atbara e rifugiandosi nel bosco sulla sponda destra. Camminarono poi senza riposo. Ieri sera verso le '17 erano a Gulsa ove furono raggiunti da un nucleo di 4 cavalieri dervisch. Poco dopo compar vero a lt.ra ventina cavalie,i. Infor matori ferirono nuovamente un Dervisc e cavalieriritiraronsi sc.endendo la notte. _ Notizie molto attendibili. HIDALGO.

(Annesso N. 8)

Copia dei telegrammi ricevuti dal 22 ·febbraio al 1• aprile 1896. Da Mass~ua, 5 marzo.

N. 6. Tutti i Comandi Presidio -

Governatore ordina prosegui mento caro vana mensile per. Cassala, presi accordi con S. V. Prego indicarmi se crede conveniente sua partenza e caso affermativo se debbo at.tenermi norme sicurezza indicate nel telegramma del 5 avvertendo scorta sarebbe fornita da 600 uomini del Chitet di Agordat comandati dal capitano Speck. Governatore avverte che non è possibile da altri presidi aver rinforzi per aumento scorta. Domattina tenente Pugno muovere. da Eia Dal per riattivare linea con Sabderat ove impianterà stazione , telegrafica 'accanto a quella ottica, rientrando poscia- egli Eia Dal. BOARI .

f Da Asmara, ·12 marzo.

.,

N. 8.

Comandante -

CASSALA.

Stimo necessario abbandono forte Cassala. V. S. disponga ogni cosa per r itiro presidio a. Cheren e per distruzione di quanto oon si può portare. Carovana partita ieri da AgorJat. Ha 100 cammelli .,. scarichi, irasporti materiale personale e 400 cammelli per rifornimento Cassala di viveri in previsione nel caso fosse impossibi le _mettere in salvo il presidio a Cheren. Accusi ricevuta e mi avvisi ·quando abbandonerà forte . Comunico questa no tizia: " Telegrafa a Roma la Zeitung Francoforte Meno, che ese1·i;i to del Ct1.Iifa marcia verso Cas~ala da Omdurman forte di 30 m ila uomini. BALDISSER.A.

CASSALA..

La sorte delle armi ci fu avversa ieri ad Adua. Occorre vincere la fortuna con la calma e forza d' animo. Non si perda la fiducia. Ognuno si propoµga di resistere fino agli estremi, tentando sulla propria. fo rza ed energia di volere, non sopra soccorsi, il cui arrivo è sempre incerto. Sosoeoda tut.te Je comunicazioni telegrafiche, tranne quelle con quesl~ Comando e pres!di fra loro. LAMBER TI.

Da Asm,1ra, 12 marzo.

N. 9.

Coman.clante -

CASSALA..

Oltre notizie faccia conoscere anche sua impressione sulla situazione. BALDISSERA.


1524

DOCUMENTI DELLA GUE!tUA D'AFRI CA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D' AFRICA

Da Asmara,

i .\.

marzo.

N. 10.

R. Commissario - CHEREN. Comandante - · AGORDAT.

P er comunicazione -

STEVANI.

e impedimenta.

BA L DI SSt::RA.

Da Ai:ordat,

u

marzo (Urgente).

N. H . C ASSA L A.

DomaLlina parlo da Agordat con 300 ascar i, sarò Sabderat il I8. HEUSCH. Da Asmara, u mar1.o.

N. 12.

Per comunicazione -

Agorda.L. È conveniente non sia conosciulo l'arrivo di tru ppa ad Agordat. Il capitano Heusch è pregalo d i far mi conoscere subito le informazioni della g iornata sul movimento Der visc. Comandan ti Cher en , Agordat mi telegra fìn o fo r ze e viveri esistenti r ispe ttivi presidi.

CASSALA.

Ogg i partirà da Asmara un baltagliono . indige_n? per Cheren, che giunto invierà ad Ao-ordat due com pagme pres1d1are quel for te. Intanto capitano Heusch: con forze disponibili, si porter_~ a Sabderat c he occuperà d'accordo con comandante Ca<ssala e c10 a llo :5co~~ di proteggere uscita Cassala e riliro a Chere n delle bocche rnuhh

Comandante -

1525

Da Eia Dal, 26 marzo.

N . Ù.

Maggiore Hiclrilgo

CASSALA.

F ra tre giorni sarò SabderaL con tre battaglioni e sezione d'ar tiglieria colla quale for za si ùo vrà pro teggere !'uscila della carovana da Cas!:'ala . Ella conoscendo le localila ordinariamente frequentate dal nemico vorra inùicarmi dove sa rebbe "bene appostare queste tru ppe, lenendo con to dei 600 della scorta che ha la carova na e di un'a ltra compagnia di cui Ella potrà disporre, olh'e quella di Bramanti, a Sabderat. f I batta g lioni, protella la carqvana s ino a Sabde ral dove farà sosta , e ntreranno iu Cassala, tenendo prese nte cbe per ora Ella non dovrà abbandonare il for te. Per sua norma, la carovana medesima dovrà essere tenuta p ronta per parti re di nolte a l pri mo a vviso.

AGOROAT.

Comandante e R. Commissar io Comandante - CASSALA .

STEVANI.

CHERE:-J.

Da Sabdern t, 8-t marzo.

N. 15.

Si varrà dei cammelli per allontanar e immediatamente dal_ forte bocche inutili e impedimenti. Ca pitano Heusch por tandosi con forze disponibili a Sabdorat d'accordo con lei pl'oteg?erà questo movimento che potrà effettuarsi nei giorni 18 o '19. e h combmare insieme con Heusch che è informato di tuLlo. Desidero essere al cor rente delle d isposizion'i prese. BALDISSEB.A. Da Az-Teclesan, 1.9 marzo.

N . 13.

Comandante - C ASSAL A, Capitano Heuseh.

CHEREN,

AGOB.DAT.

P reveogo che per ordine di S. E. il Governator e a ssumo comando tr up pe disloca te sulla linea Cheren- Cassala. In conseg~enza le informazioni di qua lche interesse dovranno essere comunica te, oltrechè al Governatore, a l solLoscrilto, il 20 a Cheren, il 2 L ad

Comandante -

CASSA L A.

Operazione diretta su T ncr uf sArebbe a rrischiata stanle condizioni fisiche questi battaglioni ridotti alla forza circa 500 uomioi. Avrei intenzione ùi a ltaccare nemico di sorpresa, a lle spa lle , men t1·e contro forte. A tal uopo partirò con tre battaglio ni, cQmpagnia Bramanti e :::ezione à r liglier ia domani, vei•so sera , e approfittando oscur ità mi addosser ò a Monte Mocrom per ava uza re poi sor gere !una. Vorrt:i sa pel'e da Lei precisa posizione trinceP, se . convenga passare per gola oppure pAssare a nor J Mocram ; allo scopo di rendere difficile loro riti rata su Tucruf, necessita assoluta mente che fuoco del forte non colpisca mia colonna. Desidero conoscere disposi;,;ione che Lei inlende adottare per evitare equivoci al r ig11a rdo. Last:io ol cr!l.erio di V. S. giudicu l'e se possa con venire du ran te mia a zione uscire dal forte c'olie lre

...


1526

DOCUMENTI ' DELLA GUERRA.

n' AFRIC A

compagnie per precludere ritirala nemico, oppure . u?irsi ~ :1oi nell'inseguimento che secondo importanza potrebbe spingersi fino Tucruf. Nutro fiducia che difficolta che presenta un'oper azione notturna come questa saranno superate dall'avvedutezza e intelligenza degli ufficiali: STEVANI.

DOCUMENTI DELLA GUEUlt A D'AFRICA

1527

Copia dei telegrammi trasmessi dal 22 febbraio al 1° aprile 1896. 22 febbraio.

N. '1 8. Da

Sabderat,

31

marzo (Urgim tissimo).

Comandante -

ELA DA L.

N. 16.. Com.andante -

CASSALA .

'

In seguito suo telegramma' ullimo·, avendo ripreso esame posizione occupata nemico, mi sono convinto che è indubbiamente vaQtaggioso p~r noi passare a nord di Mont~ Mocram, potentlosi cosi, convergendo a sinistra, prendere di fianc_o nemico che. occupa trincee e lasciare nel tempo stesso uoa cer ta azion~ al fuoco del forte verso sud dove la mia colonna non potra giungere che circa un'ora dopo levar della luna, cioè dopo essersi mossa dalle falde settentr ionali dl Monte Moeram. Per s ua norma, prima di convergere a sinistra; ci avvicineremo più che sara possibile al forte. Non ricevendo altre mie comunicazioni resta inteso che avra luogo l'operazione nel modo sopra indicato. Circa uscita carova na mi riserbo disporre dopo mia entrata · in Cassala .. STEVANI.

Da Sabderat., t• aprile (Urgentissimo con [)fccedenza assoluta).

Tutte le tr uppe sono concentrate dentro il forte, pattuglie d' informatori sono state inviate verso Gulusit ed ol tre. V. S. sparga la voce dell'avvicinarsi dei Dervisc, affinchè le p0p.olazioni limitrofe E lit, Bilama, Aiesc, ecc. , stiano in g uardia e s i ritirino a tempo. A Sabderat- ho inviato due segnalatori con ·venti ascari, che aggiunti alla banda formano il numero di un centinaio. I n caso che nemico minacciasse Eia Dal, V. S. segnali a Biscia ·l'avvicinarsi col fuoco sul mon,Le Dublat, avvertendo Biscia che quello sarà il s~gnale di Eia Dal sgombro. Queste popolazioni non credono attacco Cassala, ma che i Dervisch si fermer anno a Gulusit e che la cavalleria scorrazzerà sulle nostre comunicazioni. Corre voce che Osman Digna si r iunirà agli altri a Gulusit potrebbe darsi ~he puntasse verso Sabclerat o più ad oriente per conseguenza avverta i posti di Cheru e Uacail di fare buona guardia. HIDALGO.

N. 17.

Comandante

-e

CASSALA.

Capo Adend~~, Mustafa, è giunt o,. ci servira di guida questa notte. Terrò conto delle notizie natemi. Prevengo per sua norma che muoverò di qua ·verso le 17, che alle 21 sarò Monte Mocram, che dopo un'ora di r iposo, cioè al sorgei:e, della luna, in izierò avanzata. Non si s parera nella dir ezione del forte. Iiiiziata nostra azione V. S. non ha più nulla a temere per la sicurezza del forte, così parmi che parte sua truppa può concorrere con noi all'avanzata. Sup,erfluo aggiungere che tutte le disposizioni prese possono al momento dell'azione subire quelle modificazioni che fossero · r ichieste da una situazione non prevista. STEVANI (t). (i}' Da q,iest.o pirnto il colonnello Stevani avendo assunto il comando generale del corpo d'operazione sotto Cassala, il presidio :lei forte cessa di agire in!lipenclentcmente, e passa :ille dipendenze del corpo d'operazione suddetto. Le operazioni del i.• e 2 aprile iurono descritte nel la· Ilivista militlirl del !5 giugno l896, dispensa Xll.

"

1V. d. R.

! 5 febbraio - ore H,50.

N. 19. Vice- gooernatore - MASS AUA. Comandante - CHEREN.

, Gruppi fanteria segnalali piccoli posti si sono ritirati. · lnformatoi:i arrivati ore 14, riferiscono aYer veduto g rossi gruppi cavalleria seguiti da fanteria incendiare erbaggi intorno collivazioni per sgombrare terreno. Vedo gran fumo a Gulusit e Futa. Riesce difficilissimo telegrafar e al Governatore perchè linea A~mara quasi sempre impedita. HIDALGO.

'


1523

DOCUMBNTr. DELLA GUERRA

DOCUMENTI l)El ,LA GUERRA D'AFRICA

';},7 febbraio -

ore 9. (Urgen te).

N. 20 .

Vice-governatore R. Commissario -

MASSAUA. · cHEREN.

Starnane ore 6,45 veduto forte n ucleo di fanteria é cavalleria proveniente da ovest (Gùlusit) direzione di Monte Mocram. Udilo colpo- di cannone d'allarme si fermarono. Credo tendano a mettersi sulle nostre comunicazion i. Ore 15, Dervisc segnalati stamane s i sono :dlonlanati non si sa in 'qual direzione. Da informazioni risulterebb ~ che tutto corpo Ghedaref s iasi r iunito oggi a Gulusit. Seguitano a bruciare er baggi per f~re posto. Dura delle collivazioni uon é stala tagliala, ciò mi fa suppqrre che vogli"ano fermarsi colt1 per molto tempo oppure vorranno tentare altaceo. HIDALGO . 28 febbraio -

orc ·20. (Urgentissimo}. ,··

· N. 21.

Vice-governatore R. Commissario -

M,\SSAyA. CHERI::N.

Uo Adendoa, di· cui mio telegramma del 17 corrente, g iunto stasera riferisce : che da prig ionieri presi risulta che 03man Digma è in marcia per unirsi con corpo Ghedar er. Ri unione polrà .av venire fra due giorni. · Mandali Adendoa per a vvertir e ricognizione di ripiegare su Sabderat. Fron te contro Inglesi sarebbe tenuta dal!' Emiro di Ber ber . HIDALGO . 6 marzo -

ore 6. (Ri,pos.t a al telegramn1a N. 1636}.

N. 22.

Govern,afore -

MASSAUA.

(Tel,egramma giunto con. molte cifre errate). , Questo wesìdio è forte abbastanza per poter resistere a qua. lunque attacco; ha viveri per circa due mesi. Ad Agordat vi è carovana pronta, Da in for rpazioni finora pervenute risulterebbe che fo rza Dervisc a Gulusit é di 5000 fucili, 1000 lance e 1060 cavalli, tutta concen Lrata in detta località. 1

n' AFRICA

1529

Osman Digma porterebbe 2000 uomini in lutto con pochi fucili, non consta finora che siasi riunito al corpo di Gulusit. Credo che se vorranno mettersi sulle nostre comunicazioni una parte si por. tera a Saddena sul Gasc, ad 1 ora e ½ a monte di Cassala, però 'finora non vi è nessun indizio di preparazione campo . A · Gulusil. vi è gran quantità di dura delle nostre coltivazioni già tagliata da loro ed accnmulata. Il 'corpò del Ghedaref poc>l6 200 cammelli carichi di bultuc rnacioalo. Alcurti fanti hanno ì O cartuece, la maggior parte meno. Non c redo ad un _attacco del forte che risolverebbe la situazione c~n mollo nostro vantaggio. È mio parere che continueranno scorrerie specia lmente di cavalleria nelle tribù a noi soggette, finché trover anno da razzia re e quindi si ritireranno. ' Disertori assicurano che or dine del Ca li ffu è di non attaccare il forte, ma di cercare cli attirarci fuori per batterci con la for za del numero, di tagliare la du.ra delle coltivazioni e di ritirarsi. Nella situazione a ttuale impossibile abbandonare f'orle, in caso · di assoluta necessità si distruggerebbe quanto possibile, ma bisognerebbe, per avere sicura ritirata, rinforzo di almeno tre battaglioni e dOOO cammelli per trasporto amma lati, feriti e famiglie ascari , non avendo 8 ui che ii numero dei muletti prescritti, mancant,i per6 di 21 basti.

...

HIDALGO. l.3 marzo -

ore i6. (Risposta al l'i. S. Urgente).

N. 23.

Governatore -

ASMAR,.\ - M,\SSAU<!..

Mantenendosi situazione attua le ed allont.anando molte bocche inutili mi sento di tenere il forte fino alla piena dell'Atbara. Non credo che Califfo possa mandar e r inforzi nel numero annunzialo da V. E. Riescirebbè difficilissimo un.o sgombro del forte nell e attuali condizioni pc~r la difficoltà di manleiiere .il segreto e per la ·gr·an quantità di gente e besstiarne che si dovrebbe accompagnare e proteg-gere, poiché form~rébbero un'immensa carovana difficile ·a- difender:la. Allontanando, se non tutti, buon numero di questi ingombri, potrei avere le mani libere e agire secondo le circostanze, preve, nendo sempre V. E. Avrei bisogno però di r iunire qui i miei distacca menti di Biscia, EJ.a Dal e Sabderai che potrebbero essere sostituiti da elementi di Chitet, comandati 'da ufficiali, dalle bande.

e

,.


1530·

DOCUMENTI DELLA GUERRA D 1 AFRlCA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D 'A FRICA

1531 rallela a Monte Mocram. Poiché c~edo che, o q.uesta sera o domettina avremo un attacco decisivo al fo rte. Delle truppe da difenderlo ve ne sono, avanzando V. S. rimarrebber o p1:esi fra due fuochi. Se non è possibile giungere staser a domattina prima di giorno.

Tenente Crispi inviato tempora11eamente con 50 ascari ·a Sabderat, ha ordine di rientrare con carovana. Per ogni evenieuz11 tratterrei qui un dato numero di cammelli · per trasporto feriti, a mmalati, ecc., in caso che ingrossandosi il nemico si' dovesse sgombrare. HIDAL GO. 15

HIDALGO.

ma.rzo.

'.

N. 24.

28

marzo - ore

9.

N. 27.

Comandante earooana - Comandante -

SABDER AT.

Governatore - ÀS~·l.~RA - lvfaSSA UA . Comandante corpo operazione - ELA

I

'

1?ono rientrati. Le Lrincee scavate stanotte a circa 2 krn. dal !'orte sono piene di Der visc e cerclJiarno scacciarli col cannone. In totale abbiamo avuto 1 morto, 7 rerili e 8 dispersi del ba llaglien e; 3· cavalli morti e 2 f'erili dello squadron;,. Da quanto assicurano le truppe inviale fuori, i Dervisc hanno avuto molte per dite , specialmente quelli che attaccavano dal lato sud.

y

HIDALGO,

28

Governatore - ASMARA-MASSAUA. Comandante cOr'po ·operazione - ELA

marzo - ore .7,i5..

N. 25.

Comandante corpo operazioni e comandante -

SABD ERA T .

Dalle 5,30 si combatte contro forti masse che si son o trincerate avanti a Monte Mocraro, a nord, ad ovest ed a sud; finora abbiamo 5 feriti ed un morto e 5 cavalli fer iti. · HIDALGO .

28

marzo - ore 7,40.

N. 26.

Comandante corpo operazione -

S ABDERAT.

Riterrei opporluoo che V. S. avanzasse con tutte le truppe in modo da trovarsi prima di sera alla gola, che così potrebbe prendere di infilala o alle spalle la trincea Dervisc mollo munila pa-

marzo - ore H.

N. 28.

HIDALGO. 28

DAL.

. Il fuoco cessò alle ore 8, le truppe inviate fuori ed i piccol i posti

Appena giunto mi avveda se cammelli sono in grado <li proseguire marcia stanotte alla m ezzanotte. Il nemico è a Tucruf a 3/, d'ora di distanza da Cassala, fino .a d ora non accenna a mettersi s ulle nostre retrovie, ma è necessario che marcia sia eseguita di notte, per non essere veduti da lontano. Manderò di qua informatori per esplorare gola e terreno ~no a Sabderat, i quali si presenteranno a V. S. riferendo la situazione. Si varrà di questi esploratori accompagnali da qualche nucleo di ascari per proteggere la marcia in avanti. Il tenente Crispi con 50 ascari si unirà alla carovana, lasciando il Jus-basci a Sabderat. ' I 150 ascari giunti col .carabiniere rimarranno a Sabderal. Appena giun to V. S. si trincererà e prenderà tutte le misure di sicurezza per garantirsi da qualunque sorpresa, e specialmente dal rovescio del fronte, verso Tocoleibab.

f.

DAL.

· Baggara disertore del Rub ·di Fad-El- Hassana, riferisce : Il corpo del Ghedaref è tullo riunito a T ucruf. Non sono giunti rinforzi, né si aspettano. Osman Digma non sarebbe arrivato·. Hanno avuto molte diserzion i. È intenzione di Ahmed Fadil di bloccare Cassala, in ogni ca~o partir à prima che l'Atbara s i gonfi. L'altro giorno (26) è .partita da Tucruf colonn11 di 100 cavalli per ,razziare nHl medio Barca. ~anno avuto gior ni sono 2 cannoncini da montagna, ad avancarica, ~he sono col rub di Fad-El·.Hassana. Ieri sera gt'Ossi drappelli per ognuno dei rub si è appostato attorno a Cassala. Fad-El-Hassana ai piedi di monle Mocram. N ur Angarn verso nord. Abdalla-Falagg a nord-ovest. Cater-el-Emédan a sud-oves t (giadìa). !00 -

ANNO XXLI.


1532

I giadìa si sono coperti scavando delle specie di bu·che da bersaglieri. Questa mane al colpo di cannone dervisc, Ahmed Fadil ha fatto battere il negarit e la gente rimasta a Tucruf è partita. Sono rimasti ancora al Dem, Abmed Fadil coll'endadia (300 fucili) . con Uol.d. El Bessir (300 lance) e col grosso della cavalleria. Dei rub il più potente è quello di Fad-El-Hassana. r,, Il disertore dice che lui ha visto circa 500 fucili, ma chef , sooo molti uomini. Gli altri rub sono molto più leggeri. Il più debole é quello di Nur A·ngara che è più ricco invece di cavalli. Le bandiere sono ancora con Ahmed Fadi'l. Abbiamo avuto un altro morto e due feriti. HIDALGO.

30 marzo - ore 7.

N. 29.

Governatore - ASMARA-MASSAUA. Comandante corpo d'operazione -

SA BDERAT.

Tutta la notte Dervisc banno lavoralo per approfondire trincee e riunirle. Una trincea si estende quasi parallela a rµonte Mocram a circa 2 chilometri dal forte è molto estesa, l'altra dalla gola vet'SO la Cadmia, questa s i vede poco perché lontana; l'altra a sud all'antico lazzaretto egiziano; sarà. distante 1500 metri. Stanotte il piccolo posto N. 11, est ha s empre continualo fuoco contro der visc che facevano tri rwea a circa·5o passi dal torrione da esso occupato. Alle .ore 6 vi fu scambio di fucilale fra la trincea ·esl ed i piccoli posti. Il disertore~ asserisce che Ahmed Fadil è a Tucruf, con 300 fucili e la ca vali eri a che ammon lerebbe a 1f>35 ca valli ; cifra che credo ' . esagerata. HIDALGO.

30 marzo -: ore 2{. (Urgentissimo).

N . 30.

Comandante corpo operazione -

1533

DOCUMENTI DELLA. GUERRA D'AFRICA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D' AFRICA

'

SABDERA'l' .

Alle 19,30 vi fu un vigoroso assalLo da parte dei Dervisc delle trincee esl e sud, i piccoli posti aprirono il fÙoco e si riti rarono, quindi l'artiglieria, le mitragliere e vi fu qualche salva dal parapetto.

Il fuoco durò un'ora si ebbe un morto e due feri ti nell'interno del forte, uno solo dei piccoli posti, ferito. Se V. S. non viene .presto , sarò costretto a fare una sortita per llOn essere oppresso. H ILDAGO .

31 marzo - ore 8,~o.

N. 31.

Comandante corpo operazione -

SABDERAT.

. Impossibile fa r uscir e carovana se V. S. non sloggia nemico ricoverato nelle trincee. Elemento Chitet non vale neppure dietro al parapetto, lo ha dimostrato ieri, perciò anche se V. S. occupa Monte Mocram se nemico non si ritira, non é possibile che elemento del Chitet possa proteggere la carovana. Io poi r imarrei qui con tre compagnie non complete, e se ne faccio uscire ancora un'altra non potrei difendere il f orte. Se V. S. non si ri unisce a questo presidio, impossibile'far uscire la carovana o fa.i·e qualunque operazione, poiché sono circondato. Dervisc non mancherebbero di assalire la carovana prima che giunga a Monte Mocram. La gente poi si rifiuterebbe di uscire. HIDALG.Q. i

Com·andante corpo operazione -

aprile - ore 7,30.

SABDERAT.

Notte tranquilla. Stamane alle 5,30 quando i piccoli posti della par~e sud si avanzavano_ ~er_pr~ndere le loro posizioni, furono a~colt1 da un vivo fuoco d1 fuc1 ler1a,, a l quale r isposero con fuoco a ripetizione. · Ora li ho fa tti ritirare sul torrione vicino al forte e prospicente al macello. Preso cognizione del teleg1•amma di ieri, avverto. V. S. che il r ub di Nur Angara ha fa tto anch'esso una trincea a 1700 melri par~llela al lato nord del forte, la quale però fino ra non ha dato faslid10: Perciò _v. S. avanzando può prender~ anche quella d' infilata 0 d~ rovesc10, facendo la conversione, ma in quest'uHimo cas o sarà facile che. dei proiettili entrino nel forte. Metterò due fanali per i~dicare il lato nord dello sgr anatoio. Appe_na mi sarà segnalato l'avvicinarsi della colonna, aprirò un breve fuoco d'a rtiglieria e di mitraglier e contro le lrincee est. . I. Jiue cannoni credo che li abbiano messi alle falde di Monte Mocram, quasi rimpetto all'entrata del forte.


1534

DOCUMENTI DELLA GUERRA

o' A ~RICA

P robabilmente, durante la no tte, ci sarà poca gente nelle lrincee, ed il grosso delle lruppe sarà agglomerato sul rovescio di Monle Mocram, o sulle falde prospicenti al forte. · Prego dirmi se giunsero costà gl' informa lori inviati col capo :i,Iadendoa, Mustafà. . Si guardi alle spalle mandando qualche infor matore a Tucruf, perché la cavalleria potrebbe in. un momento allaccarla. HIDALGO.

i aprile - ore i6,

N. 33. Comandante col'po operaz'ione -

o' AFIUCA 1535 •· Nello stesso tempo u na grossa pattuglia guidata da un giovane del paese, prigioniero, per un sentiero su per il monte l'attaccò al tergo. I g11egari di Alì Nurin non potettero più resislere al doppio attacco specialmente quello delle spalle e ben presto si sparpagliarono su per il monte, che pr estandosi benissimo al combottiniento individuai~, inflissero perdile al nemico. Intanfo il soldato teiflgrafista Gallesio Giuseppe, N. 4144 di ma· tricela, che trovava.si in eima al monte Aura per il telegr afo ottico, opportunatamente a ccorse con 20 ascari di cavalleria, 2 ascari guardafili ed il soldato Figna Ificrate, al N. 4359 di matricola, e pren.dendç successive posi·zion{ in avanli, con 'una assennata discipli )8 del fuoco, disorganizzò il nemico, il quale si r.itir6 a i pozzi. Riordinatisi tentaronr.i, ma inutilmente, un a ltro attacco. Dopo di che s.i ritirarono defin itivamenle lungo il nord-est del monte Aura. La cavallel'ia, in numero di 150, si tenne s emprf\ lontana durante il combatti mento. Le per dite inflitte al nemico furono di 43 mor ti e un emiro che non ·si può precisare se morto o ferito, perchè immediatamente fu trasportato :Su di un angareb'. Le nostre, tre gregari morti e dieci fe riti.' Il tenente 1)0CUMENTI DEl,LA OUER!tA

SABf/J<~RAT.

Rice vulo telegramma, sta bene. Comincerò fuoco vergo sud mezz'orn dopo levata la luna. Trincee maggiormente guernite sono le due ad est del forte parallele al Monte Mocram. Anche nella trincea a nord oggi vi é gran movimento, eseguilo scavi a sinistra verso città egiziana e Gasc. HIDALGO.

(Annesso N. 9)

F. C R ISPI.'

3• COMPAGNIA DEL 2• BATTAGLIONE INDIGENI. (A·miesso N. !O).

Ca~sa.la,

i8

marzo

!.896·

STAZ IONE OTTICA-SABDERAT

Al signor comandante il presidio di Cassala. Sa.bdcrat, i S marzo !.896.

Mandato daìla S. V. a Sabderat per rif'orn:ire quel posto di viveri e munizioni dopo il fat.to d'armi successivo, ho potuto raccogliere i seguenti particolari : La maLliria del giorno 8 del corrente mese verso le ore· 5 la pattuglia del la t,anda di Alì Nurin, posta a mezza costa del monte Tucurrit, vide avanzarsi quattro o cinquecento fanti dervisc verso i pozzi di Sabderat. Delle il prestabilito segnale d'allarmi ed irnmed iatamenle s i r itirò sul villaggio. Il capo Ali Nur in fece a_llora suonare l'adunata. Intan to i Dervisc, giralo il monte, si trovar ono di fronte· a l lrincerameolo apposit'amen te costruifo per la sicure~za cHle carovane e credendolo occupa to da trµppe vi fecero diverse scariche e quindi vi s i precipitarono dentro. Rimasero .per un po:· sconcertali, ma quasi subito riopo si rivoisero verso il villaggio e lo attaccarono vivacemente da fronte.

Al Sig. Comandante il Presidio di Cassala,

Ho l'onoee d'informar e subordinatamente la S. V. del combaltime~to effettuatosi il giorno 8 corrente, or e 5. e 15, a Sabderat. Allo spuntar· del giorno, alle ore 5, il piccolo posto di osserva· iiione della bandfl, siluato a rrìetà del monte Aurà, di r impetto a i, pozzi, vedendo avanzarsi alla sua volta una g ro·ssa paltug)ia Dervisc, composta di 800 fanti, dai quali 500 armati di fuci li e 300 di lance, e 150 cavalieri, spa rò contro di quell1:1 un colpo di mo;schetto, segnale d'allarmi. Il capo banda, Ali-Nurin, foce subito suonare adunala, e si aspet\ava l'attacco. Il nemico, avanzatosi vicino al recioto ove fermasi la carovana, credendolo occupato, fece fare tre scariche senza risultali, essen~o I


1536

o' AFRICA

DOCUMENTI DELLA GUER,RA

tale posto disoccupato. Una d iecina di esplora tori nemici avvisarono il loro capo, trovarsi il nostro accampamento a i piedi d~l mont,e Sabder.al. Allora il capo nemico fece suonare riunione e subito dopo assalì la banda, la quale fu costl'etta a ritirarsi sopra il monte Sabderat. · Il sottoscriUo, con il soldato Figoa si era intenti a chiamare Cassala per avvisarla di quanto succedeva, ma causa il poco sole fu impossibile avere una risposta. · · Vedulo che il nemico, salendo il monle, ri usciva a guadagnar terreno !Sui nostri, pensai essere cosa benfatta andare iu soccorso di loro. - Distribuito subito le cartucce di riser,·a scesi accom. ' di cavalleria ' pagnato dal soldato Figna, dal buluc-basci e i9 ascari più due guardafili. - Alle 5 e 30 arrivai poca distanza dal n emico' . .. ' presi pos1z1one sopra un'altura e schier ai i miei uomini dfotro una massa di sassi che servi va di riparo. Dopo ripetute scar iche faUe con molta vi:vacità , il nemico dovette r etrocedere. Una pattu a liu di 30 e più Dervisc, passata inosservata, si diresse alle abit:zioui della banda, le incendiò asportando farina e diversi altri oauetti 00 proprieta della banda, più due cavalli e due asinelli. ' Appena veduto il nemico con la suddetta razzia, radu nai <di A.sco1·i e tutti uniti facemmo loro contr o altre due scariche obbli"and~ I~. pattuglia nemi~a a ritirarsi c:ol g rosso, lasciando' per i:trada pm parte della farin a razziata . Arriva ti, e riu nitisi questi ultimi al loro corpo, preparavansi per un secondo attacco. Mentre s tavano discutendo i capi fra loro pensai di provar e il moschetto modello 91-95, e così feci. Misl l'alzo a 600 metri, mentre i capi trovavansi in un gruppo nel fiume, al d, là delle palme, dirimpetto a i pozzi. Appen~ sparalo, con molta mia so?~isfazio~e e <!egli Ascari stessi, vidi cascare un capo; che fu po, m seguilo trasportato via da 8 uomini sopra un ano-areb. F eci fare subito diver se scariche coll'alzo a 600 metri ed i l nemico a llora indietregg iò sino ai pozzi. Le perdite s1,1~ite dal n~mico a mmonterebbero a 45 morti, più un capo che non si sa se sia morto o ferito. Il numero dei feriti non si sa. Le nostre perdile sono: Tre gregari della banda morti, 11 ferili, ed un camelliere che non si sa se sia morto o prigioniero. Morale e contegno soldati ed Ascari, elevatissimo.

a

.

Soldato telegrafista GALL ES!O GIUSEPPE

1537

1

DOCUMENTI DELLA GUER RA D A 'FRICA Ai:.LEGAT O

N.

7

2• R EGGIMENT O BERSAGLIERI.

UFFICIO COMANDO. Asmara, :1° giugno l.89G~

A S. E. il Comandante in capo delle RR. truppe -

ASMARA.

Con tel egramma riservato per sonale del '15 aprile, l'Eccellenza Vostra.mi informava che, verso il 25, si sar ebbe resa necessaria una dimostrazione da Adi Ugri verso Adua, dimostrazione che, sebbene avesse potuto in realtà essere limita ta al!a occupazione del ciglione di Gundet, ed a passare con qualche frazi one, ed in più punti il Mareb, avrebbe però dovuto esser preceduta da voce insistente e minacciosa, pr eparata come se si dovesse spingere l'operazione a fondo . Alla dimos.Lrazione avre bbero dov uto prender parte, sotto i miei ordini, il 6° e 7° battaglione bersaglieri, le bande del Seraè e una batteria d'artiglieria. Scopo della dimoslrazione : distrarre dall' Agamè l'attenzione, e possibilmente le forze dei capi del Tig rè. Con altro telegramma del 19, stesso mese, V. E. mi a vvisava ... che, in causa della mancanza segnalata le di orzo e farina nel magazzino di Asmara, la progettala spedizione sarebbe stata ritardala ai primi di magg io, e che intanto io doveva continuare negli studi e lavori preparatori , intesi ad assicurare l'esito dell'impresa la quale avrebbe potuto anche aver e per còmpilo la temporanea occupazione di Adua. , In seguito all e disposizioni di V. E. ho incominciato a far affluiJ;e ad Adì Ugri pasta, riso, caffè, zuccaro e condimenti. P er il momento non ho potuto mandarvi altre del'rate, ed essenzialmente orz0 e farina ; che come sopra ho detto, difettavano nel magazzino d i Asmara; ma che in seguito vennero dal magazzino stesso regolarmen te speàile, in modo che la colonna ne potè sempr e essere rifornita. A da r poi maggiore fo ndamenLo di verità alla voce , che intanto .avevo cercato di far propalare sui mercati di Asmara e Adi Ugri e che già era penetrai.a in Adua, dove aveva pl'ovocalo e provocJ1.va frequenti panici, fra cui un notevole allarme il giorno 23 aprile; ordinai al tenente Mulazzani, comandante le bande del Ser aè, di far ricognizioni e lavori per migliorare le condizioni de_lle acq ue


1538

DOCUME NTI DE LLA GUERR.A o'AFRICA

polabili nei dinlo mi di Adiqualà, e per r accogliervi legna. Gli.o rdinai pure di fa r migliorare le condi:tio ni del le stra de, che da Adiq ualù mellono al Mareb, e, come pratico delle persone e dei luoghi, di studia re i lavori prepa ratol'i e le operaztoni necessario per procedere verso il Mareb, e d eve ntualmente oltrepassarlo, spingendosi s u Adua. Or dinai pure a l comandante il pres idio di Adi Ug ri, secondo le isfr uzioni d i V. K, di preparare la chiamata del ChileL nelle r egioni da lui dipendenti e di proceder e alla r ,1q ,isizione quad r uped i, ordine c he il 27 a prile de tti a nche a l leri't::nte Mulazzani. P er l'eventual e esecuzione dell'ope razione, facevo conto di poetar mi rapidamente al ciglione di Adiqualà e stabili rmivi, inviando di là parte delle forze a passare il Ma ,·eb, e r egolando mi poi s econdo le circl)slanze e g li o rdini d i V. E. l nla nlo, il 7° balla glione bersa glieri aveva raggiunto il 6° a Scichet, ed il 26 aprile, in s eguito·a Jia facoltà f'a ttarnene da V. ' E. col Leleg ramma dello stesso giorno, avevo o r dinalo al 6• b~ttaglione di portarsi a d Adi Ugri, dove avrei potuto averlo più pro n to per d irigerlo ver so il Mareb. Il 27 a prile, con aUro telegram ma V E. mi o rdinava di r ecarmi il 28 stesso ad Adi Ugri per accelerare i preparativi e dar principio alla dimostrazio ne; a lla quale avr e i dov uto da r e quel maggio re o mi nore svilu ppo che avrei gi udica to possibile e conveniP.nle, per raggiungere lo scopo sua ccenna to. I n luogo della batte r ia d'a t'Lig lieria, V. E. metle \'a a m ia d is pos izion e le s e.::ione indigena, Racina, che avrebbe dovuto giu11gcre da Cheren . Nel tel egTamma stesso V. E. s oggiungeva ess e i·e utile c l1 e qua lche reparto rosse spinto ad Adua per al"restarvi, fra a ltro, 11 m aggior n u mer o possibile di no ta bilità devote a i Ras, alJo s copo cli o LLene r t:\ poscia, me diante · scambi, la liberazio11e de i nostri prigionit>ti. l reparti prescelti avrebbero dovuto passare il Mareb il 1• maggio; il 3 ( 1 4, V. E. s are bbe arl'ivato ad Adigrat, e perciò ìa d imostrazione avrebbe c~ssaLo di avere uno sc.opo, ed io a vrei dovuto r ipiega re u nord del Mareb s tesso. In seguito a tali ordini, e dopo avere, secondo le istruzioni d i V . E . e mediante concerti coll'I ntendente, assicura lo il rifo rnimento da Ghindc'!,, sono partilo n'31 giorno i ndicalo per Adi Ugri , do ve ho pure ordinato al 7° battaglion e di r ecarsi. Co me poi V . E. prescriveva, par ti nello stesso giorno da Asmara il 7° battaglione indigeni, seguen do, per tra rrè in inganno gli infor matori nem ici, la s trada d i St:ichet Ono a Godaif, d'ond.e dove va poi prendere q uella di Mai S e rao; ciò che, a suo lempo, avrebbe pur dovuto fare il 2' battag lione indigeni, non a ncora ginnto il 28 a li' Asma ra.

DOCUMENTI DELLA GUERRA

o' AFRICA

1539

I mpiegai la gio rnaLa del 29 a preparare la d imost razio ne, o s pec ialmente a concertol'e col comandante il p1·esidio di Adi Ug ri , il r ifornimenlo della colorrna. Ne lla ma tti na de ll o s tesso gio rno feci partire per Adigrat il 6° battaglione bersaglieri, e nel giorno successivo sono par tito io pure col 7° ball aglio nc e due compagnie di quel presidio (1° balLaglione . fanteria d' Af1·ic8), i quali acca mparono a d A<ligana, mentr e io mi' r ecavo ad Adiqualà. Le a llre due co mptign ie cli A.di Ug ri avanzarono pure, per un cer to 'Lrallo, sulla strada rii Adi;rnna, poscia rientrarono nel for te. l i 6° battaglione, i11 Lonto, pr eceduto dalla banda di FiLaura ri Uéllecàl dì Gundet, s i portava ad acca mpare a i pozzi di Guda-Guddi (1), metlendo i n avampos to gli uomini della banda sudde tta , ve r so Gundet. li 1° m aggio, secondo gli ordini lli V. E. le bande Mulazzani passano il Ma re b a lle ore 0,30 e Viinno subito lld occupnre i l fo l'tino di Meliucquam , il quale è abbanJonato da lla guardia Li~rina, al pri m o apparire de lle pu nte. Prece de la ba11da di Filaura ri Mangasciò, che s i :,,pinge ftno ai pie di dellu salita d i Daro Taclé, avendo ordine cl i non impegnar si nella ,salila stessa. Le bande sono s eguile da l 6° battai:rlio11e bersaglieri , il quale av re bbe do vuto nella sera accumpare al Ma r eb, ma in segui to alle info rmazioni di Mulazzani, c he dicono come : n tutta la "allata de l fiu me regn ino fl' bbt'i pericolose, gli mando ordine di r ienlt'are la sera stessa a GudaGuddi, dove acca m pa . Non poteva rite nei·si per icoloso lasciare le ... bande isolAle ollr-e il Mareb, perchè informazioni sicure davano clie, sebbene ra.s Alula fosse aspetlaLo in Adua, pure, fino a q ue l g iomo. no n v, e rano che poch i a 1·mati della bandti di Ligg Agos Abba.dama. Il 7° batla i:rlione o le 2 compagnie del 1° fan teria d' Africa lasciano nel m allino l'accam pam en to di Adigana e si portano ad a ccampare a Moi 2erum, ad oves t di Adiqualà. · I n g iornata gi ungono ad Ad iquulà 100 uomi ni ·<lei Chilet di Adi Ugri, comaudali dal tenente Amendol;i . Arriva pur e la sezione indigena R a cinu, che si reca ad accam pare a Mai Zerum, col 7• battaglione. Il capitano del ~enio cav. Cantoni, giunlo la s era del gio rn o precedenlt>, procede a l riallarnenlo della. linea telegrafica ver so s ud, ed impianta una s tazione a Gudu Guddi. S tabilis co in Adiqualù un comando di ta ppa, col qua le dovranno ormai passare t utte le relt1zion i del comandante del presidio d i Adi Ug ri, riguardan ti il rifo rn imento della colonna. Vi isliluisco pure una · (1.) Nelle cart.l, in gcnera!c, la posizione reeiproc.'l ùi r.uda Guddi e Gunctet è errata ,

i,&se,1t10 ~egnato Gundet a nord di Guda Guddi, mentre In vece è tutto l'oppo~to, e i due Vil laggi di Gonctet trovnnsi precisamente a c:wallo della stra,rn di A<lua, all'incirca dove, suita e.irta del De Chauranci, ì, segnato monte Gundet, e su quella al 400.0<1{) Sono indicati i t!ne nomi Guda Gudcli e Villaggio.

••


1540

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

stazione provvisoria di carabinieri RR. con éarabioieri . e zaptiè, tratti da Adi Ugri. · · . . .. 11 oforno 2 le bande Mulazzani, dinanzi alle quali s1 nt1rano sem;re le guardie tigrine, si ~vànzano su. Daro Taclè, spin ge~do ricocrnizioni verso Gasciorsch1, ed appoggiate sempre ~al 6_0 battaal~Iie che la sera va a bivaccare ai pi edi della salita d1 Daro T;clè. Per colorire la dimostrazione, con 100 uomini del Chitet passo anch'io il Mareb e mi porto a Mehu_cqua'.n, _mentre il 7° battaglione, le due compagnie di linea e la sez1~ne 1~d1g~na, a':'anzano su, Gundet e prendono posizione sulle collme d1 Ad1 Noco, a sud di Gundet, andando poi la sera, a. causa della ma?canza d'acqua ad accampare a Guda-Guddi. . . . . Lo scaglionamento delle forze, ollrcchè r1ch1eslo _da n~cess1ta logistiche, fra, cui principale la scarsezza ~' acq~a e 11 pericolo ..,.d~ accampare al Mareb, doveva aver per effetto d1 far credere a,:,11 informatori nemir.i più numerosa di quanto fosse la colonna, e di accrescere apparenza di verità alla dimostrazione .. Al che dove• vano contribuire anche i frequenti movimenti. · Il 3 ma"'gio ricevo notizia, da fonti diverse, e garantita sic~ra, che ras Alula, con oltre 1000 fucili, è giunto ad Adua nella_g101'· nata del 2 e vi ha fatto battere il Chitet, riuscendo a r1u01re_Ja sera oltre' 1500 fucili. Second,) altre informazioni sarebbe ~ta~a Intenzione di Alula, col quale era anche il nuovo Nevraid d1 Axum, di portarsi a Gasciorschi cor. tutte le sue forze, ma aven~o saputo che noi eravamo "ià arrivali a Daro Taclè, aveva cambiato pensiero e deciso di ;ttenderci sulle forti colline che chiudono a sud Ja conca di A.dua. ContemporaneamenlE> Oegiacc Area, con poc~ più di 100 fucili, si era portato ad amba Beesa, coll'int~nzione d1 disturbarci sul fianco sinistro nell'avanzata. Colla venuta di ras Alila in Adua, ritenend<? ottenu_to lo scopo della dimostrazione, e riferen<loroj al ielegramma d1 V. E. del 27, aprile già sopra citato: b~ ordinato il rip!ega~ento a no~~del Mareb. Allo scopo pero d1 mantenere la mrnacc1a e non pe1 mettere ad Alula di a llontanarsi da Adua, tenni le bande Mulazzani accampale al fiume, con 100 uomini al (orlino di ~1ehuc~uam; feci accampare il rimanente delle forze a Guda Gudd1, ed 10, col comando della colonna ed il Chitet di Adi Ugi, ,3ccampai a Gundet. Non ho creduto avanzare per . procurare di ttltaccare ras Alula, perchè, anzitutto, la sca~sezza d'acqua fra il Mareb ed Adua,. rni impediva di valermi di tutte le mie forze, non potendo far avanzare contemporaneamente i 2 battaglioni bersaglieri e le due com~ pagnie d.i linea; inoltre era p~obabile c~e. se ras Alula non si sentiva in grado cli accettare 11 cornbatt1menlo, sarebbe rimasto sulle colline a sud di Adua, o si sarebbe spostato, come effetti-

OOCOMENTl DELLA GUERRA D'AFRICA

1541

vamente si spostò il g iorno successivo, verso ovest, dove io non avrei' potuto seguirlo. Di più lo scopo della occupazione temporanea di Adua, di cui nel telegramma di V. E. sopracitato, era intanto venuto a mancare, perche i nostri prigionieri ne erano stati allontanati fin dai giorni antecedenti e si erano pure allontanati, al nostro primo avanzare, i notabili che parteggiavano, o ave-vano parteggialo, per i Ras. Oltre a ciò, l'attacco esorbitava · forse dalla mia missione, e perciò ho créduto aspettare orriini da V. E. La venuta di Alula in Adua, oltrechè da informazioni concordi mie, del tenente Mulazzani (da fonti e vie di verse), e del maggiore Falchi, mi fu il g iorno 4 confermato anche da Degiacc Tesfai di Zazaral (Tembien), il quale, giunto con la sua banda il giorno stesso ad Adiqual.à, per mettersi ai nostri servizi, mi rece sapere che, nella notte dal 1° al 2, era passato presso il campo di Alula, a Mai Ciao, fra Adua e Mariam Sciavilù. ' ·Intanto, la mancanza d'acqua. a Guda Guddi mi costr'inse a trasfArire il 7° battaglione e le due compagnie di fanteria, in Adigana, mantenendo però sempre alle altr,~ forze la loro dislocazione, anche per tenere in rispetto ras Aluhi, che continuava a raccogliere armati, le cui punte si erano avanzate fino a Gasciorschi, e che aveva munito di sentinelle anche i passi più difficili. Senonchè, V. E. con telegrammi del g iorno 4, ore 6, ricevuti a Gundet il 5 alle ore 11,30, mi ordir ava di congedare il Chitet, di inviar e a Scichet i due battaglioni bersaglieri, ad Adì U gri le due compagnie del 1° fanteria, ad Adiq~alà le bande Mulazzani, e di rientrare 1;01 comando ad Asmara. Iniziai, il giorno 6, il movimento; ma per non dare al ri piegamento aspetto di fuga, e per non disanimare le popolazioni, nelle qual i la nostra avanzata aveva·· ' rinfrancato gli animi, circa il man tenimento del nostro dominio, diressi su Adi Ugri soltan to il 7° battaglione. e le due compagnie del 1° Africa, mantent?ndo, come ebbi l'onore di telegrafare a V. E. il rimànente delle forzR, fra Adiqualà e Adigana e rimanendo io · pure in Adiqualà. Il giorno i anche il comando, colla centuria del C:hitet, si reco ·ad Adi Ugri; ma, ivi giunto, ebbi il telegramma di V. E. datato da Cherserber 4-5 -96 ore 19,50, ed arrivato in -Adi .Ugri soltanto alle ore 14 del giorno i suddetto, col quale mi si ·ordinava di procurare rli trattenere Alula in Adua, minacciando con insistente tenacia ed energia, in quella direzione. _ Nel dubbio che dalla partenza all'arrivo de1 telegramma, la si, t_uazione potesse aver subito qualche .- cambiamento, chiesi a V. E. se dovevo far riavanzare da Scichet il 7° battaglione; intanto pero ordinai al 6° battaglione ed alla sezione, Racina, di rimanere in · A:digana e sospesi il mio ritorno ad Asmara.


1542

DOCUMENTI

DELLA GUERRA

. In seguito poi alla r isposta <li V. E. con la quale mi si ordinava di te nermi sempre pronto per ripetere la dimostrazione su Adua, feci retrocedere il 7° battaglione su Adiqua la e vi ritornai io pure, mentre il 6° battaglione, con la sezione ·Racina e le bande Mulazzani, facevano dimostrazioni da Adiqualà verso Gundet. Impiegai i g iorni successivi a muovere qua e la i battaglion i, ed a rinfo1•zare, per qual4oq11e ev,1ntua li tà, là' buona posizione di Bet Mariam, ad est di Adigana, mentre io, con gli ufficiali superiori, con la maggior parte, delle bande e col Chitet di Adi U gri, percorrevo il ciglione, e · !0 riconoscevo, affacciandomi su varì punti di esso. In seguito poi alle informazioni che annunciavano, prima lo spos tame nto di ras Alula fra Debra Sina e Adì lesus, poi, la sua intenzione di razziare . nel Col1ain e nel Maragi.ts, studia i e prepara i un mo"Vimento in direzione del bass o Cohain, per il che V. E. mi inviò la banda di Barambaras Caffai, g iunta ad A.diqualà il maggio, e mi autorizzò a chiamaM la 2• compagnia di milizia mobile. Ma, non essen•:l osi avverate le razzie,. ed c~ssendo intan to intervenu to l'ordine di V. E. in da ta Hl-5-96 or~ 6 e l'altro dello stesso giorno, ore 19,50, la colonna venne sciolta; il 6° battaglione bersaglieri si tr&sf'erì a Gl1inda; il "i 0 ad Asmara; la sezione ~acina ad Adi Ugri; io mi diressi ad As mara, per riassumere il comando del presidio, e vi giunsi il giorno 22 . Il Chitet venne congedato, · ma la compagnia di m ilizia mobile venne trattenuta sotto le armi, in seguilo al telegramma· .Ji V. E. in data 21-5- 96, col quale mi si ordinava di farla finita con Asmacc Abarrà, che credevasi si aggirasse tra Liban ed· Arresa. Presi le d isposizioni fatte conoscere a V. E. con mio telegramma del 22 maggio; ma esse non vennero poste ad effetto, pe rchè, come nel telegramma stesso è dette, risultò, da informazioni s icure, che Asma.cc Abarrà, fin dal giorno '15, e r a pa::;sato s ulla s inis t,ra del, Mareb e s i era diretto al campo di Mangasc;à. Cosicchè, il 24 maggio, fu congedala anche la compagnia di. milizi,a mo bile. I servizi, durante l1.;.lla l'operazione, non furono mai in soffe ~enza. Per le disposizioni prese e gli accordi col comandante il presidio di Adì Ugri, oltre alle due razioni di vive ri di ris ~r·va o rdinarie e le cluedi viveri a secco, la colonna ha s e mpre avuto pres:::o di sè, o al magazzino di tappa di Ad i(rualà, a ll.ri due giorni di viveri con carne in piedi. Nè la dotazione ~siste nte nel f'orle di Adì Ugl'i ebbe o.d essèr·e m enomata, perchè rifornita regolarmenlé, per quanto le circostanze lo permettevano, dal magazzino di Asmara. J1 rifornimento da Adi Ugri ad Adiqualà procedelle, pure esso, regolarmente, e venne fatto, parte, coi quadrupedi dei battaglioni, parte

154:3

DOCUME NTI DELLA GUERRA D' AFRICA

n' AF(UCA

con quelli della ta ppa di Adì U g ri, e con quelli provenienti. dalla requisizione. Lo s tato sanitari·o si mantenne owm·o; ness·uo decesso; un solo ammalalo di tifo del i 0 battaglione be rsaglie ri, guar ito n ell' inferm eria i:li Adi Ug ri, dove fu lrasport.ato da Adiq ualà . Il morale, s ia delle t.ru ppe bia nche, che delle bande, s i mantenne sempre ele v.a tissimo. '

,Il colonnello A. P AG ANINI.

A1it1esso

a!l'AI.J.1,GATO N. 7.

Specchio di formazione della colonna incaricata della dimostrazione su Adua

n

Comanda nte : Colo nnello PAGANINI cav. Antonio. Aitil. magg. in 1°: Cupitano GALLI DELLA LoGGIA Alfonso. U ffici,'\le a disposizior1e : S ollote nente DE1 Garime no . 6° battaglione bersaglieri.

Maggiore PuLLG: cav. Cleme nte. Tenente aiu tan te maggio re 8 1As e'rT1 Gioacc hino. Ufficiale di veUo vagliame nto PALEST1N1 Fam,tino. Tenente medico C1~HNO do ttor· France~co. Sottotenente medico di cornJ?le mento TEs10 dottor Giuseppe. Capitano . MACWlO'l'To Gianni. . · Tenente. . . LE PREl'U P asquale . 1 compagnia » . . . NovARA F elice. Sottotenente . PA ZZI F orlunalo. 1 Capitano . Z1v1m1 Umberto. Tenente. . TINCIII Orazio. II compagnia ) Sottotenente .. . Qu ES'l'A Leo poldo . Sotlot. di. com pi. CHIARINI Frances co. Ca pilano . . BuTTA Gi u,oeppe. . Te nente . . . P 1ANI::ZZA Guido. lll compagnia » . • . CALV I Guido . Sottoteneute . Co o A Sai valor e. Capitano SERvr: r Gio. Ba llis ta . . Tene nte. . AGOSTI Agostino. Iv compagnia » 'GAM OA Quir ino. Sottotenente CENSI Alfredo .

,

l . ll


1544

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'APRICA

1545

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'APRICA

ALL EGATO

N. 8

7° battagl ione bersaglieri.

Maggiore TEsTofu I ca v. Giuseppe. Tenente aiutante maggiore in 2° CHIARINI Enrico. Ufficiale di vettovagliamento FunLANI Gi useppe. Ten ente medico IERVOLINO dottor Salvatore. Sottotenente medico di complemento GARAU dottor Pietro. Capitano . . . ScHtARINI Pompilio. . Tenente . . . . CHrSINl Lamberto. l compagnia T enente di compi. BousQUET Temist9cle. Sottotenente . . MAN~ozzx Carlo. · Capitano . Rosso Renato , Tenente. . DE VITA Raffaele. Il compagnia » . . . ANGIOLINI Alberto. SoLtotenen~e . 'Mo1..L1CA Antonino . . Capitano GoRGA Saverio . !Il . Tenente. . L1COMATI Carmine. compagnia ,, . . 01 DoNATO .Mauro. Soltotenente FIORE Basilio. Capitano . . . CARLINI Paolo . Tenente. DE FRANCESCO Enrico. . IV compagnia » . . . BIANCHI ALtilio. Tenente di compi. CATTANEO Pietro.

l l l l

1•

I c~mpa9nia

battaglione fanteria Africa.

l

Capitano T enente. Sottotenente . . . .

»

Il compagnia

Capitano Tenente.

I

))

BIUGNONE Enrico. GRASSI Alberto. CASALE Ugo. PoLLERA Alberto. JuNG Aldo . LIBERTINI "Rosolino . PoLL.ERA Lodovico .

Bande del Seraé.

Tenente MULAZZANI Arturo.

TOTALE

Ufficiali . . . N. 53 Truppa b ianca . » 1375 » indigena » 598

I

COMANDO DEGLI I NDIGENI.

Mai-~faret, 16 maggio i896.

A S. E . il Governatore della colonia Eritrea Quartier generale

00NGOLLO,

Il giorno 2 del corrente mese di maggio, di ritorno da Cassala, r aggiungevo il quar tier generale e mi veniva affidato da V. E. il comando delle truppe indigene che facevano parte del corpo d'operazione. In detto giorno le due divisioni giungevano a Barachit ed erano coperte sul fro nte dai. due battaglioni 1° e 5° indigeni, i quali avevano preso posizione sul ciglion.e di Guna- Guna per proteggere l'avanzata dell' intero corpo d'operazione. Però, nella mattinata, il 5° indigeni nel recarsi a lla località assegnatagli veniva attaccato dai ribelli di ras Sebath ivi appostati ad attendere la nostr a avanzata. Sull'azione e sul combattimento che ebbe a SO$tener e detto reparto, unisco alla presente (Annesso N . ·t) il r apporto di quel comandante. Avuto avviso al quartier generale di questo atta.eco, r icevevo ordine di accorrerH col 7° indigeni e la batteria da montagna indigena a sostenere i battaglioni impegnati ; in pari tempo ·gli indigeni erano rinforzali da due battaglioni alpini. Di queste truppe che costituivano l'avanguardia del corpo <l'ope razione, ne assunse · il comando il maggior generale cav. Gazzurelli, il quale dispose che i battaglioni indigeni occupassero il ciglione e gli alpini con la batteria rimanessero in riserva nell'avvallamento retrostante. · Trascorsa In notte senza incidenti, il mattino del giorno seguente il corpo d'operazione avanzava con le due divisioni, a cavaliere ~ella . strada inglese che porta ad Adigrat, e i battaglioni indigeni la ' fia!tcheggia vano a oriente percorrendo le altur e occidentali·del vallone di Dongollo e quivi si arres tarono, lasciando sfilare le due divisioni che mettevano campo a Mai- Maret. In questa marcia i battaglion i indigeni furono molestati da qualche fucilata dei r ibelli che furo no però facilmente messi in fuga . µiun to presso la località suaccennata, ricevevo or dine da V. E. di fermarmi e di mettermi colle mie' truppe, in avamposti fronte


1546

DOCUJIENTI DE LLA GUERRA

o' AF RICA

a s ud-est per impedire che i ribe lli di ras SebaU1 e di Agos Tafari polesser·o cvenlualmente m inacciare le r et rovie del corpo d' oper azione. Le forze di cui potevo disporre venner o aumentate del 2• battaglione indigeni e del 3• ballop:lione bersag li eri, mentre il 7" indigeni riceveva ordinù di recarsi più ll van li, verso Ambeset; e di g uardare anc he da quella localilà g li sbocchi orientali da cui sarebbero potuti veni re i ribelli. Dopo a ver riconosciuto il terr eno sul quale dovevo collocare ,gli avampos ti, disposi di fa r occupl'.lre da due battaglion i (H '1° e 2° indigeni) il vcrsanle meridio nale del vallone di Dongollo, tenendo g li altri due battaglioni (5° indigeni e 3° bersaglieri) colla batteria sul ciglione r etrostante, per rorma rn la riserva. T utte queste truppe n el recarsi ad occupare le posizioni assegnate, furono accolte da un vivo fuoco da parte dei paesani, e I.aie scambio di fuci la te durò anche nei g iorni s eguen lì, ma meno fr equenti, e senza co nseg uenze per i nostri. I ntanto, dagli infor matori e dalle ricognizioni esegui te gior nalmente risultava che ras Seba th, trova vasi nei pressi di Debra Ma lzo coi suoi 11 rmat i, il bes tiame e gli a bitanti dei numerosi villaggi cli questa regioue. Visto la possibilità di poterlo catturare, o quanlo meno, sloggiarlo dalle sue posizioni, che per esser e troppo vicine alle nostre linee d'oper azione costituì va no un pericolo per . le nos tre retrovie, il g iorno 7 del corrente mese con tuLte le mi e tl'up pe mi diressi a quella loca lilè , in va rie colonn e, e cioè facendo percorre1·e al 5° battaglione il vallone setlenkionale, t1l "1° le allure che più a nord vanno a congiunger si a. Di>bra Matzo: col rimanente delle truppe, cioè il 2° battaglione indip-eni , il 3° battaglione bersaglieri e lt:1 bstLeria da monLtigoa (meno una com pagnia per ba ttaglione rimasla co n le proprie sa lmeeie alla g ua rdia del campo) percorsi la \"0cchia s trada di Adigra t. Fino dall' inizio della marcia, le tl'e colonne furono prese a fucilale dai nume rosi ribt:lli che occupavano le a lture, il che ci ob bligò ad avanza re a ssai len tamente. Infatli, partiti alle 6, le tre colonne non poterono' congiungr rs i che verso le ore 12 a s ud di Debra M alzo che fu Lr ovA to abbandonato .. Dura nte gl i scontri che le t r.up pe e bbero a sosle:1er e nell'avan zata il 5° i1Jdig eni trova ndosi di fr011le ni nuclei più forLi cJei rih,~lli ebbe a subil'e le perd ite p: u forti , Avendo avulo 7 feriti, di cui uno g ra vemente che mori nella stessa ~dornata; per ò polè fa r e razzìa di una cinq1,1a11 tìna di capi di bèstiame, fra buoi e vitelli. R iuoit-e le truppe a s ud di Debra Matzo per farle riposa re, spi nsi sul ci glione antistante la 2• compagnia del t O indigeni onde ga1·antirmi da qualsias i sor presa.

1547

n' AFRICA.

DOCUMENTI DELLA GUERRA

Ma appena giunta presso la sommilà fu accolta da una viva fucilata; slanciatasi risolutamente a ll'assalto scacciava i nemici e li insegniva nel vallone sottostante, dove l'ius~iva ad impossessarsi di 250 caoi di bestiame (buoi, vacche, vitelli, capre e pecore) che. i ribelli t·~ntavano di porre in salvo. In questo attacco la compagnia .ebbe due feriti. Dopo quesl' ultimo combatlimento cessò quasi og~i fucilata, essendosi ovunque ritirali i ri bell i e i paesa ni armati; per cui dato tempo al bes tiame di preceder ci nella marcia, a lle ore 15 cominciai il movimento per ri entrare ai nos tri accam pa men ti, ove giunsi verso le 17. È superfl uo di re che anche in questa oper azione le tr uppe ai miei ordini s i por tarono con molta bravura. Gli ufficiali, in ispecial modo, ebbero càmpo di mettere a pro va il loro criterio ta ttico n ell'occupare le successive posizioni in questo te rreno difficile e che facilme11te s i pr esta alle ins idie. Le perdite del nem ico furono rile vanti, ave ndo trovalo 12 morti sul terreno, e da questo potendo argo mentare che il numero dei feriti dev'essere stato di gran lu11ga rnÒlto superiore.

Il colonnello comandante degl'indigeni STE VANI.

.. Annessi

all' ALLEGATO

N. 8. (Annesso N.

t ).

COMANDO DE L 5° BATTAGLIONE INDIGENI.

Chescheceià,

tz maggio i 896.

Al signor Comcm1 lante delle t ruppe indigene CHESCH ECClÀ ,

Appena saputo che la centuri.a della compag nia Mia.ni a ve va respint9;-una sessantina di ribelli, ho ordinato che le gran g uardie spedissero su l fronte µ1:1ltuglie in pnluslrazi one, per ass icurarsi di qualsiasi sorpresa contro gli avampos ti, e in pa ri tempo mi son avviato presso la s inis tra della posizio11e. Vi gi ungevo quando tutta la 3• era.si impegnata. contro u na linea es lesa (circa f chilo· metro) di ribelli, interva llali, a gruppi da 10 a 20 ciascuno. Giudicando che bisognava assoluta mente r espingerla per_ chiarire se 10 1 -

ANNO XXLI.


154b

Ì)OCU MENTl DELT.i\ GUERRA D'APRICA

OOCUMENTI DELLA GUERRA

dielro ad essa si nascondesse qualche a zione più ar~ila, ho s ubito ordinato al capitano Coropi che, colla 40., faces se sostenere la 3\ sloggiando aozituUo dalle case di A ga-à i ribelli che v! si erano a fTorzati · e poichè né s ul fron te né· ver so des tra nessuna mmaccia nemica' si sc(lrgeva a ll'orizzonte, ho mandalo avviso alla 2• compagnia (che aveva sostituita alla 4°) di accorr er e rapidamente sul posto del combattimento. . .. ., .. Occupate le case di Aga-a e sempre pm mcalzolo da v1c1110 dalla 3• e dalla ·4a compagnia, il nemico cominciava a r itirarsi non tralasciando di opporre spesso una resistenza. a.u~dace. Allora, per impedire che egli trascinasse le com pagnie ·ad un'azione p_oco utile e le a llontanasse a ncora dippiù dalla linea delle ~ran guardie (erano distanti circa 5 chilometri), visto che la sua forza non era superiore di1 quella che si 'aveva sul fronte, ho ordi~ato alla 2' compagnia che si portasse sulla linea di fuoco per ~bblig~rlo a una precipitosa ritirata, a lla quale fu costretto a d app1gliars1 per scampare la vita di non pochi dei suoi. ~ , . . . Dopo un'azione di circa due or e contr o 250 o 300 ribelli d1 r as Sebath, le compagnie ritorna rono ai loro posti in gran guardia, e nella sera, alle ore i 6, il sottoscritto rimetteva, come da ordine, il comando degli avamposti a V. S. . .. li ·battaglio ne in questo ·fallo ebbe di perdite..: 3 morti, i2 fer1t1 e 1 prigioniero. . Il ·nemico lasciò sul posto 6 morti; però n ei giorni seguenti da donne provenienti dal campo di ras Sebath s i é confermato che questi in quel gior no ebbe 9 mo rti, lra cui Lig Desta e S cia.lacca Agdù A mbessa (:rnoi solLocapi) e 21 feriti. . . Questi ullirrii dati sono stati ancora confermati dal pr1g10111ero che, riuscito a fuggire, è venuto a r aggiungere la pr opria compagnia.

Il capitano comand. int. del 5' battaglione COCASI.

' (Annesso N. 2)

COMANDO DEL 5° BATTAGLIONE INDIGENI. Chescheccià, ti maggio t896.

Al signor Comandan te degli avamposti di Gttnna Cuna CH ESCHECCIÀ .

Mi onoro riferire alla S. V. che, dopo aver riconosciuto il ciglione di Gunna Guna e disposto - come da ordine - le gra n g uardie (1', 3• e 4• del 5°) sulle di re ttrici Barachit-Debra ~~mo, Barachit-Adigro.t, la mia auenzione é stata r ichiamala a sm1stra

1549

della posizione da parecchi colpi di fucileria. Mi avviavo per questa parte, qua ndo d'à un biglietto cltli tenente Miani venivo informalo che una sua centuria aveva dovuto respinge1·e l'attacco di circa sessanta ribelli e rni avvisa va che probabilmen te sarebbe stato ob· bligato ad irnpeg na~~i con tutta la compagnia. contro più numerosi armati nemici. · Dop,o vista impegnata la 3· compag nia (Mioni) e s timalo a circa trecento il numero de i riblllli, ho ordina lo alla 3a di temporeggiare nell'azione, per chiarire bene le intenzioni del nemico, ho disposto che la 4• (tenente Carrari) si tenesse pronta a sostenere la 3• ed ho manda to avviso '1a V. S. di quanto accadeva con preghiera di accorrere con la 2· del batta glione per garantire sempre il servizio di sicurezza degli avamposti e potere, occorrendo, lanciare la 4a contro il nemico. ' Circa 15 minuti dopo giungeva V. S. sul posto ed assumeva la direzione del combattime nto.

Il maggior·e comandante degli avamposti AMEGLIO .

u' A'FIUCA

·.r·


DOCUMENTI DELLA GUERRA D' AFRICA

1550

DOùUMENTI DELL1\ GUERRA

o' AFRICA , 1\LLEGA'fO N. O.

COMANDO DELbE BANDE DELL'OCULÈ CUSAI ED AMASEN . ,•_:,.,

Mai Tzadit, 2.l-5-96. ,·i

A S. E. il Governatore della Colonia · Eritrea. '

A vu_to incarico con telegramma di V. E. di studiare la presa di Amba Debra, ed ttvendo, con r.rl tro mio dispacéi_o, espre$SO le difficoll~ da superarsi per occuparla di viva forza, rivols l tutta la mia àttenzione sui mezzi di sussistenza di cui disponevano i difensori. Avuta la quasi cerlezzç1 che i loro viveri dovevano termina~e il 18 ocl il 19 corrente, proposi ed ottenni cli compiere l'operazione tendente all'occupazione clell' Amb1:1.. Giunto il 15, · nei pressi di Goolò, seppi da informatori, da tempo , gia spediti in Loru:,;:o, col solo incarico di segnalarmi ogni invio di viveri a Degiac Desta, che ras Sebath aveva spedito al figlio 9 buoi,"che il 16 dovevano esser portati sull'Amba. Inviai subito 100 uomini, guidati dal · lenente Ma rozzi, pet! sequestrare il bestiame, che rappresentava quasi un mese di viveri. L'operazione condotta con ardi tezza e con molto criler10 'riuscì completamen te. L o stesso individuo che con"duceva i :buoi, arrestato dal tenente Marozzi, confessò che i difensori dell'Amba non avevano che uno o due g iorni di viveri, per cui, giunto alle 17 del 16 ai piedi di Amba Debra, ne decisi l'attacco per l'indomani. L'Amba sì erge maestosa a ·picco sull' Hendé per un'altezza di circa 800 metri, ha un circuito alla base di circa ·J2 chilometri, e, per quanto ho potuto constatare, dodici sentieri di accesso, il meno di1ficile dei quali, no n percorribile da muletti carichi, lo è solo a mala pena da buoi ed asinelli speciali dei Debrimele, e richiede tre ore di marcia di un buon camminatore per essere risalito. Mi proposi r ichiamar la massima attenzione dei difensori all'ingresso principale, mentre gruppi di uomini arditi, guidali da gente mollo pratica, inerpicandosi pei sentieri più difficili, dovevano guadagnar la sommità dell'Amba, essendo probabile che, nel momento del pHricolo, qualche guardia abbandonasse il posto, per accorrere do ve si presentava maggiore la minaccia. Siccome i difensori cieli' Amba potevano battere col fuoco l'attaccante, sin dalle prime mosse dall' acqua cli Masolai, ordinai la partenza ali' imbrunire del 16, e verso le '18,15 i quattro nuclei iniziavano la marcia per portarsi, non visti, a breve distanza dul

1551

némico·, e procedere, secondo mia intenzione, all'allacco per l'alba del 17. La Lesta del lo. colonna principale potè giungere non molestata. s ino a circa 400 metri di distanza ed 80 di dislivello dalla prima porta Jell'A mba, ed in quella località, alle ore 20,ao circa, venne dal .oemko accolla con• vivissima f'ucilaLa. Naturalmente i secondi i,ncalzarono i primi arrivati, impegnandosi alla lor volta, _ eù io, gìunto f'a Licosamente alle ore 21 circa, sembrandomi assai dirnìnuita l'intensità del fuoco avversario, e non pos;3ibile trattenere o!Lre i gregari impegnali, ordinai l'attacco che c i rese in pochi minuti padroni dellti _po~izione. La vera causa però dello fiaccata resistenza ali' ingr esso principale, e del nessun ostacolo i_ncontraLo al momElnto risolutivo, si deve ad uno dei gruppi che, riuscito a· salir suJ... piano dell'Amba per uno dei sentieri secon,ctari, udi ta la fucilata vivissima, visto qualche sorvegliante in fuga , aprì il fuoco credendosi vicinissimo al i,i:ruppo maggiore, !P'èntre, •p'er l'estensione del!' Amba, ne distava di circa un chilometro. La 'gente di Agarnè. praticissima dei luoghi, si diresse alla via che certo avea. prescelto alla r itirata, mentre io, pOCO dopo, dovevo SO· spendere l'inseguimento per no p. provocare pericolosi equivoci. Al mattino ho potuto constatare le perdite, di cui il mio telegramma Il V. E. Quelle del nemico avvennero tu tte dopo l'occupazion e dell'Amba, perché le casematte, nelle quali era ricovera to, 1·endevan quasi ..,impo'ssibile 0011 che di notte, pure cli giorno, l'ot.tener da parte nostra qua lsiasi risultato dal Liro di fucileria. L'artiglle ria non potrebbe. in alcun modo essere adoperala. Con tutto ciò, ancorché non fosse riuscilo l'attacco di viva forza, 'il· nemico, da quanto ho .potuto constatare, sarebbe stato obbligato a lasciarmi libero il passo net giorno 18, o nel successivo, perchè completamente spro vvisto di viveri. Mi onoro accludere qualche proposta cli ricompensa, che pregherei l' E. V.. di pr endere il considerazione.

Il tenente comandante le bande A. SAPELLI.

·')

h


1552

DOC_uMENTI DEL~A GUERRA t>' AFRICA

DOCUllI!>:NTI DELLA G.UERltA. D'AFRICA ; , ALLEGUO N. ~O

lj

COMANDO DEL FORTE DI ADIGRAT. Adigrat, !5 maggit, i89G.

Al Sig. Comandànte in Capo del eorpo\ I'di operazione. , • ' ..,, ;

CHERSEBER.

Ho l'onore di portare a co110scenza della S. V. quanto segue sulle vicende del forte di Adigral nei periodo del suo isolamento, cioè dal 2 marzo al 4 maggio. J . Le considerazioni che mi consigliarono a te.nere jl forte, allorchè il 2 marzo alle ore 11,40 io venni a conoscenza di tulta la gravità dei fallj .accaduti al corpo d'operazione, le bo esposte nel rapporto da me invialo in duplice copia, nei giorni 3-4 detto all'autorità della Colonia, e nulla ho da aggiungere. , La ~iluazione da me trovata assumendo il comando dell'Agamé ' · , e del forte era la seguente: Ribellione totale degli abitanti, se si eccettuano 6 o 7 cattolici di 'Gualà. Il villaggio di Adigrat e gli aJtri principali della regione distrutti . Intorno al forte . l'ingombro di "111 migliaio e più di donne, ,bambini e servi di ascari che avevano preso dimora in capanne improvvisate presso la cinta. Il forte bene armato e suf'ficentemente munizionato. Gia iniziati i lavori per miglioramento della . ~inta e per la costruzione delle batterie, ma non traccia alcuna , .di difese esterne accessorie, nè mine o fogate, nessuna traversa o terrapieno di defilamenlo (indispensabili per l'ubicazione del forte rispetto alle alture circostanti) poco o nulla, di fatto per a's sicurare una riserva d'acqua nel forte e per il suo rifornimento. Il magazz ino di equipaggiamento spogliato quasi per intero e quello di vettovagliamento con viveri per un mese circa e carne in piedi per soli 10 giorni. Costituiva il presidio: Una compagnia .presidiaria di oltre 1000 di truppa (tra bianchi ed indigeni) con un ,comandante e tre soli suballerni. Una compagnia cannonieri; circa 200, con un comandante e due subalterni. Una compagnfo del genio con un ufficiale. · Una sezione sussistenza. Una sezione sanità. 11 , Una stazione di RR. carabinieri. :.i . Una infermeria presidiaria con 300 .degenti, circa, ricoverati sotto tende Roma con paglia a terra (i soli feriti gravi su o.ngareb).

1553

Gli elementi che componevano la compagnia presidiaria provenivano da individui di rifiuto di tutti i battaglioni del corpo di operazione, lasciali indietro perchè malati, pigri, od altrimenti invalidi. · · Non dissimili quelli della compagnia cannonieri. Gli altri reparti ;minori, meglio o.r?anicamente formati, e più C?m,enienlemente scelti per i loro speciali servizi. . :_ Lo spirito in generale alquanto depresso, come doveva necessa~ riamente essere, in una riunione cosi fai.La; e per di più scossa dai recenli e dolorosi fatti d'armi di Alequà e Seeta. .' Mia prima cura (chiesta ed ottenuta la debita autorizzazione) •fu . di sciogliere la compagnia presidia.ria inquadrandola nel battaglione cacciatori, uportato a 6 compagnie, e costituire un reparto indigeno autonomo, usufruendo di ufficiali addetti ad uffici. è di alcuni che tr·ovavansi nèl fo1·te ammalati o convalescenti.'' Questo provvedimento, per la laboriosa preparazione che richiese, . non andò in vigore che al 1° marzo. Cosicchè' il benefico effetto ·che da esso mi attendevo non era ancora conseguito, quando av- venne la ritirala del corpo di operazione e l' isolament_o del forte. Malgrado ciò, l'ambiente soverchiamente eccitabile e facile al panico, da me trovato, si trasformò qup.si per incanto mercè l'Dpera -assidua, intelligente ed amorevole. dei capi reparti ~ di tutti gli ufficiali, ed uria r igida ed equanicne disciplina mant_enuta in tutti i servizi ed operazioni del presid_io. Contribuì non poco a,d ottenere questo soddisfacente risullato · · -anclte n,;richiamo al sentimento religioso, mediante l'opera di due _padri cappuccini, i quali, nella celebrazione nella messa, rivolge' vano .alla truppa calde ed opportune parole di mor1;11_ità e di seri. timepti patriottici. .. Non egualmente pronti ed efficaci riusci rono i provvedimenti presi per riorganizzare il reparto di fanteria indigena (500 circa) .e sollevare g li animi cl egli ascari più impressionabili e mèno iòle·.ressati della buona riuscila finale. È noto cbe l'ascaro non rende buoni servizi se n.òn è affeÌ.ionàto al -suo capo immediato, e.che per naturale istinto inclina a buttarsi semf:fre dalla parte del più forte. · . . Queste dge tendenze - dopo la bai.taglia di Abba Garima -:- no·n potévanp generare che effetti deleteri nell'accozzaglia di scarti che . cosliluivano il reparto indigeni del forte posto sotto ufficiali i:uovi; · cinque disertarono la notte del 3 al 4 marzo, essendo agli avam· .posti; altrettanti ne seguirono poco dopo, e molti indizi facevai;io ritenere che non si sarebbe arrestato ancora lo scandaloso esodo, i cui malefici effett.i si ripercuotevano anche sull'animo ·del nostro soldato. '1 ·


1554

1555

DOCUMENTI DELLA 'GUERRA · D'AFRICA

DOCUMEN'l' l DELLA GOBRRA D'AFRICA,_

.. Venni allora nella determinazione di allo_u tanaroe una gran parte, cbllo specioso pretesto di inviarli in Jic·e nza di convalescenza, misura questa che tornava utile anche dal punto di vista delle scarse vettovaglie; e poco dopo, avendo per avver.tura scoperto un complotto per eccitamento alla d iserzione, deferii i colpevoli al Tribunale straordinario _di guerra, che pronunciava due condanne di morte, subito eseguite. · La larga de purazione ottenuta colla licenza e la severa ed esemprare punizione di questi ultimi due sciagurati, fecero conseguire l'intento desiderato. Il reparto, ridotto a soli 100 ascari>non dette da alÌora in poi nessun fastid io; ma non prestò neanche grandi ser, ·vizi. Fu sempre più di peso che di utilità, malgrado l'opera zelante dei- due ufficiali che _lo inquadravano e di un bravo e valoroso ius-basci, reduce questo da Amba Alagé {tenenti Ragusin e Rossi, ios-basci Osman Agà). · · · Scomparsa dall'ani_mo mio la preoccupazione grave che destava l'ambiente nei primi giorni e rinata in tutti la fiducia e la reciproca "stima, si poté porre mah o con maggiore alacrita ai lavori del forte; la volo.nterosa ed intraprendente cooperazione 'di tutti sotto l' intelligente, instancabile, e s apiente direzione del tenente del genio sig. Paoletti - pe! quale non v' é elogio ch'egli non siasi ben meritato - condussero in breve ad avere ultimate le -difese acces, so-~ie esterne (di somma importanza dì fronte ad un nemico audace ed astuto come l'abissino) ed a portc1re a buon punto i defilamenti; · cosicchè, fin dalla seconda decade di marzo, si poteva, con buon fondamento; ritenere che il fòrte sarebbe stato in grado di opporre una valida resistenza contro qualsiasi dei probabili attacchi. •E fu intorno a c1uell'epoca appunto che, secondo l' informazioni mie, il _Negur,; - accampato allor a · ad Ausien - avrebbe fatto eseguire uria prima ricognizione per studiare le disposizioni per un'eventuale '· attacco. · Occorreva fissar.e una linea di condotta generale, cbe servisse a tutti di orientamento uniforme per conseguire unità dì azione e : di scopo, da cui soltanto poté vasi sperare la salvezza moraJe e maCeriale del Presidio 'cli fronte alle molle incognite che presentava l'irvvenire. . . . La · situazione dal punto di vista militare era, come é nolo, la se. guente.: '. · yn esercito net?ico vittorioso ad una ~iornata di marcia assolutamente libero di muo versi in qualsiasi direzione-; i ribelli" dell'Agamé _: tutti -~ rmati - che occtipavano gli sbocchi c1e11a conca . 'd i Adigrat, ed apparivano, ora qua ora là, più numerosi sulle creste , dei monti che circonda'v ano la concà stessa, i due capi mandavano di quando in quando lettere con minacce e proposte di resa

'e di sgonibro - buio comple to - una grande ed angosciosa' inco~nita · sulla sorte del nostro corpo d'operazione e- sull'esistenza 'stessa della Colonia, dopo il disastro c.omplelo ecl irreparabile di Abba Gar ima. · A me parve chiaro che il nemico più temibile per il presidio di Adigrat n~n dovesse essere l'esercito scioano. L'azione di questo contro il forte i!oveva necessariamente - per ragioni ovvie-: risolversi presto; e nel successo fina le io - confortato dall'esempio dei gloriosi difensori di Macal lé -non nutrivo alcun dubbio: Infa tti, dopo completati i lavol'i per mettere il forte in istalo di difesa ed .assicuralo il rifornimento dell'acqua, un attacco dell'esercito s~ioano avrebbe ra ppresentato un glorioso episodio da noi tutti bramato; ma senza conseguenze decisi ve. · · I ribelli invece che, pur rimanendo nei loro casolari alle falde dei monti ed agli sbocchi delle comuriicazioni, fuol'i del tiro efficace delle nost1;e ar>tiglierie, potevano tenere bloccato il fort~ indefinitamente, senza mai venire ad un urto decisivo, costituivano pel presidio il vero nemico, poi ché essi lo avl'ebbero senza dubbio costretto, a lungo a ndar e - s e ~on venivano soccorsi di fuori al rasso estremo della sortita, che pei numerosi malati che_ avreb.besi dovu to necessa 1·iamente· abbandonare, o nel furLe o per istrada, ripugnava ai più e lemen tar i · sentimenti umanitari e militari. _ ~"1.' i1e mico sfffatto occorreva per·Lanto contrapporre una· tattica spec(ale, conforme alla sua; quella cioè che ci permettesse di resistere anche inattivi il pii1 a lun go e col minor disagio possibile, per dar tempo a ll'arrivo dei soccorsi od alJo s volgersi regolare delle tratta tive che si sapevano iniziate, senza costringere 11 Go~ verno a p~ssi precipitati a causa del forte. Una s peranza ci accarezzava e sollevava gli animi, quella cioè che la eoslra lunga resistenz.a in questo fol'le, che al Negus premeva di avere, e rìon o.sava a tlaccare, avesse potuto almeno giovare un giorno al riscatto dei nostri commilitoni prigionieri, dei q uali g iungeva tra noi · · la eco dolorosa. . In base ai su espressi critet'i ·- i quali na_luralrnentè assegnavano la principale cura alla questione del vettovagliamento - stabilii di: , . t o Ridurre la razione' della truppa a mela ci rea per il pan:e e la carne ' abboridando in compenso negli altri generi, .specialmente di èor:s:rve e. liquori, di cui si era fatto g rande deposito col se_q1,1è3t;,0 dei generi alimentari .rovati nelle· cantine che esis tevano intorno al forte. , . . . 20 Dare, norme pel_caso d'allarme improntate a'lla massnna caln;ia e tranquillita (il forte diviso 1n- quattr o seUori : _responsa:bili .i rispettivi capi settori della vigilanza e manutenzione delle oper e - sentinE<lle doppie durante la notle).


1556

DOCUMENTI DELLA GUERRA

o' AFRICA

3° Mettere avarnposti diurni ad un chilometro, o poco pi~, dal forte, coHa consegna di salvaguardare da un , colpo di mano il nostro bestiame al· pascolo, non molestare chicchessia, lasciare liberamente transitare i disarmati, proteggere gli agricollori, non rispondere agli spari dei rib!='lli (che erano frequen ti) se non nel caso i ribelli stessi si fossero avvicinati a meno di 600 metri. Il servizio di vigilanza è sicurezza completato da dud osservatorf sulla torretta del forte con buoni cannocèhiali, un picchetto armato di cannonieri con un pezzo carico a cartoccio per dare l'allarme ed altro picchetto a due mitragliere puntate in direzione · del pascolo del bestiame. 4° Fare . un bando alle popolazioni, dichiarando in nome del Governo che la guerra flra fatta al Negus ed ai capi l'ibelli tigrini, e non ai pacifici abitanti dell'Agamè. Questi torna.ssero ali~ loro case, ai loro campi, riprendessero i loro commerci sotto la protezione del forte, che il Governo, per aiutare il commercio avrebbe egli stesso fatto acqu1sto <li tnLti i generi che si port~ssero al al !"orte, il pacifico ag~icoltore avrebbe trovato riel Gover!1o protezione e soccorso, chi non ascoltasse la parola del Governo sarebbe punito severamente: se preso colle armi fucilato la sua casa distrutta dal carrnone. la sua roba sequestrata. ' -· Il bando produsse nei pr,mi giorni· otlirni risultaLi. I conLadini .non conoscevano ancora i g ravi falLi accaduti nella conca d' Adua i capi ribelli stessi, non ne avevano ancora apprezzate tutte.le di~ sastrose conseguenze, il presligio del Governo non era percio totalmente distrutto. Al forte a/fluirono s~bito molti generi: orzo, paglia mangiali va, buoi, capre, galline, uova, ecc.,, ecc. e per selle o otto giorr::i l'afflue nza ando aumentando, anche principalmente pn il fatto che i vénditori vennero adescati dai generosi prezzi da me stabiliti, pagando sempre, ed esclusivamente, i_n talleri di Maria Teresa, unica moneta gradita in Agamè. Poco dopo pero , tutto cessò, quasi c·o mpletamente; i contadini ste'l>si divennero ostili, al forte no n ••iunse più altro èhe qualche. bue ammalato, di not.te, e qualche ~ar~ venditore di tabacco indigeno e verdura. Ma il forte aveva oramai largamente profittato ed erasi ben provveduto. i buoi della riserva erano salili a 200, circa, e vi erano inoltre pecore, capre e persino Siualche maiale. Le risorse alimentari er_imo aumentate notev~lmente, anche nelle derrate speciali (burro, olto, paste, conserve .d1 tuUe le specie; .Iiquori, ecc.) in seo·uito al sequestro dei generi posseduti dai sette o otto canlinier·i g;eci stabilitisi intorno al forte all"epoca del grosso passaggio delle truppe . l\fa· sc~rHeggiava il genere ùi prima necessita, la faricia per la pamficaz1one; dal sequestro ora eletto non se n'era ricavato che. una quautita insignificante, tre o quattro quintali.

DOCUMENTI DELLA G\JRRRA D~ AFRICA

1557

A ciO venne rimediato alla meglio, usufruendo dell'opera di al· ~cune donne - rimaste intorno al forte, malgrado tutte le minacce di sfratto - per far macinare dell'orzo la .c ui farina. venne mescolala a quella del grano per la panificazione. . Mercé i provvedimenti fin qui esposti, la resistenza, e quindi la potenzialità del fo rte potev;a dirsi - a calcoli fatti - quasi duplicata. Sopravvennero, purt1·oppo, cause dolorose che mentre dimi'. nuivano it' consumo,- accrescevano la durata della registenza; intendo dire dei molti malati e dei mort:, per la nota epidemia tifica; ,a cio e dovuto se il 4 maggio, all'arrivo delle nostre truppe, il forte - dopo sessantacinque giorni di isolamento - possedev.tt . ancora farina per quindici o venti altri giorni.

Alimentazione. - A.Il' infuori dei primi .dieci giorni - periodo di esperimento - in cui la razione della truppa fu ridotta ad un minimo al disottq del quale non avrebbesi potut.o scendere senza imporre sofferenze, in seguito il soldato ebbe sempre tipi di ranci variati !a cui èomposizione dava sicura garanzia di sufficenle alimentazione. Alla scarsezza di pane suppliva l'abbondanza del riso o della pasta. Alla mancanza d41 vino e rhum supplivano i liqu0ri distribuiti largamente. · Gli ufficiali prelevavano la stessa razione distribuita al sojdalo; unica differenza era uu bicchiere di liquore per ogni pasto e qualche grammo in più di caffè e zucchero. Disc,ip!ina. - Come già accennai in altra parte, la disciplina si mantenne generalmente, sempre, in modo soddisfacente, /fato l' eccezionalità del caso. I puniti di prigione dapprim.a numerosi, scesero mano mano ad una media giornaliera da 10 a 12. Non mancarono pero le • mancanze gravi in servizio deferite al Tribunale e vi furono inoltre sei retrocessioni di graduati, una sospensione dal grado e due tra- . sferimenti alle comp.agnie di disciplina. · Tribunale. - Funzionò regolarrnente - dopo breve sospensione nei" primi giorni - il Tribunale n~ilitare ordinario di ·guerra che volta a volta, quando ne era il caso, convoca vasi in straordinario; pronuncio 35 s·enlenze, cioè: N. 11 assoluzioni, N. 10 condanne a pene varie per reati diversi, N. 14 condanne a morte; di cui due sole eseguile e le altre in contumacia. DellP, condanne, dieci sole colpirono soldati italiani, di cui due capitali (in contumacia) contro i soldati Nucci Pacifico del distretto di Salerno e Farina Cesare del° distrett.o di Frosinone, i quali abbandonarono i loro compagni d'arme pel' passare al nemico e offrire


1558

noculrENTI

DELLA GUERRA

n' AFRICA D5)CUMENTJ DELLA GUERRA D, AFn1cA

l'o!)era loro infame ai Ra_s tigt·i11i. Le indagi ni pratica te per scoprire le cause dt due fatlt così s ~rani che nessuno mai avrebbe supposLo potessero verificarsi f'ra soldati bianchi in te1Ta africana .mi «ondussero a queste conclusioni, cioè: .che iÌ ~ucci abbia aail; o 1~ un _m ~t"!)ento di esaltazione mentale di cui aveva dato qualche l!e ve 10d1z10_ anch_e pl'ima ; che Far ina, in vece, abbiti agito per mancanza d\ ogni sentimento di nazion alitù, cedendo ali' istinto rozzo della propria conservazione, minacciata in quei ofor ni dallo infieri_re del_ morbo epidemico (ileolifo) c-he già a veva ;nietuto pareccfHe v1ttune. . Tutte_le ope~azioni iner enti a ll'ammin istrazioue de lla giustizia, iu:ono se.111pre improntate alla piu s cru polosa regolar·ità e le ~mbbhch.e udienie ~ondott.e con ?ignilà ~ dec_oro esempla1·e, g~azie s~ec,almeote a ll opera del so,erte ed rn tell1gente presidente maa . g1?re rn.e~ico Selicorn i cav. Carlo e del facen te funzione Pubblico M1n1s tero, capi tano Cicrodicola cav. Federico non che dell'ufficiale istrutlore tenen te di. P ompeo Francesco. '

voli, anche pel solo fatto del bello ese mp io dato al, pres idio, entrando nel forle colle proprie al'mi, mentre Lulli gli a ltr i vi entr ar ono non solo disa rmati, ma qualche volt.a anche spogliati di tylti gli indumen ti ed in condizioni tì$iche e morali compassionevoli .

H

di

. .R~duci di A bba Garim':'. - . Gi~nsero a l forte e vennero inquadca ~1 ne~ ballaghone cacc1ator1 56 reduci dalla battaglia di Abba Gar1m.a 1[ cm elenco ho gia t.rasmesso a coclesLo comando. Giunse pure 11. t~nente Ragusin Auguslo, del 3· indigeni, il quale tro van~los1 distacca to colla sua centuria all'Amba Aughei·, venne a lrad1m~nto disarmato e catlurtJ to da Degiac Gusciù e poi, per intercessione del fitaura ri Gheresalassé , posto in liber tà e accompagnalo a l for te, da quesl'nltimo. . Fra i r educi (!i Abba Garim& segna lo con gra nde campiacenza ti c~porale Ba)d1 Stefa.~10, d~f 13° batLaglione 4• co mpagnia, il quale, a d1ffere1na d1 ~u1.t1 g li altri, giunse al fone colle proprie armi e qualc~e cartuccia , accon_1pag11ando un drap pcll t> di s ei soldati pul'e a rmal1. Il caporale Balch raccontò, e i suoi compa gni confermarono, che trovandosi dispersi come tanti allri, dopo ~ssere stato nascosto la notte clel lti battaglia, parli dal campo e si diresse al forte a ggr egandosi per via allri undici s oldati come lui dispersi e a rmali i che durante il tragitto dovette combattere diver se volte C?ntro 1 conta di~, per farsi strada, e che in questi scontri perdette cmque co,m pagrn. Il,. c~ntegno del. caporale Baldi pre$en tanciosi a me è s tatò corr etllss1mo - ~l'd.1to_s~nza spavalderia ·- e tale in complesso da produrre la m1ghore impressione. Benché non sia a me po ·t·1 · J' SSI I e or a mai. raccog 1ere le volute leslimonianze per accertare I ·. a veri . ·,· d I d . 1ci.a e r acc~n to d~l caporale Baldi, non esito tutta via a proporlo alla. S . ".'· per una. ricompensa al valore rniliLare, ins ieme agli allr1 suoi compagrn, sembrundomi che essi ne sarebbero inerite-

15.59

J '

l{Jiette. - È nolo che nell'infer meria di Adig rat erano ricoverali i feriti l'Cduci di Amba Alagé e dei combattimenti di Alequà e Seelà e che ali' inferm<-ria stessa si avviarono tulti i maiali del corpo d'operazione. I focali adibiti ad u,-o infermeria consisteva no in sei o sette lende, Roma., ed in una casupola indigena di due .ambienti alla rr uale si era falla praticare r1ualcf10 finestra per arieggiarla. I maiali giacevano a Lorra, su poc·a pap-lia, eccezione fatta di alcuni feriti grav i che e ra no su an g11reb. Vi era una g rande' a1?glornno zio111>, scarseggia vano i medicinali ed a!Lr i mezzi di cura. In ,1ues Le condizioni è veramenle da regislra1·e a fortuna se la mortalila non ha raggiunto proporzioni maggiori. E qui lascio la pa~ola competente al maggiore medico Selicol'Oi cav. Carlo, tra~crivendo <lol la s ua relazione complessiva stil sc!'vizio sani tario diretta al Comandante del Forte, quanlo può qui inler essare: « Al 1• marzo erano ricoverali all'infermeria 185 italiani e 91 in•. digeni, complessivamente 276. • Durante il mese entrarono nelf' infermeria 117 italiani e 23in« digeni, complessivamente '140. « Ne uscirono g uar iti 123 italiani e 79 indigeni, fra i quali 66 a v« viali in licenza di convalesce nza. • J morti, nel mese, fu rono H italiani fra i quali 7 per febbre cc til'oidea e 3 indigeni per affezioni polmonat'i. « Rima::1ero in cura al 1° aprile 168 ·italiani e 32 indigeni, co1Ii« plessivamenle 200. " Duranle il mese di aprile r icowt·arono nell'infermerio 211 ita<c Jiani e 35 indigeni, uscirono guariti 222 italiani e 20 indigeni. « Mo ri rono 34 italiani e 2 indigeni. • Himasero in cura ol t • maggio 'lf>3 ilaliani e 33 indigeni . « Duran~e le prime due decadi del mese di mar zo le condizioni « sanitarie de l presid io furono abbasta nza soddis facenti. Nella «· 3• decade di de(lo mese cominciorono a ma niÌ'es tarsi <.:.o n cer~a « frequenza forme febbrili con caratteri di specificità, fallo che « divenne più accentua Lo nella 1 • decade di aprile, con tinuando « tale morbidilù fino al 20 aprile. circa, e poscia a ccennando ad un cc sensibile mig lioromenlo, tanto nel numero r1utt nto nella gruvita cc delle for me morbose specifiche.


1560

DOCUMENTI DELLA GUERRA

o' AFRICA

• Tale curva• nosografica la si osse rvò pure negli ammàlati « chiedenti visita ogni mallir1a nei vari reparti di truppa del pre• sidiù. « La causa principale della morbidità è dovut.a al manifestarsi cc Ji forme febbrili tipichè inerenti alle spec"iali condizioni del forte . « ·11 miglioramento notevole avutosi tanto nelle forme morbose « comuni quanto nelle specifiche, si deve alle pronte ed efficaci « misure igieniche adottale dal sig. comandante il forte fino dal « primo inizio dell'aggravamento delle condizjoni sanil;rie. « Il numero dei morti considerevole, relativamente · alla forza <( del presidio, durante · il mese di aprile, è dovuto appunto alle « form e febb rili specifiche manifesta tesi. · · « Non avendo sott'occhio i documenti statistici inviati sin dal <e gi~rno 6_ corr. ad Adi Caiè, non posso indicare il'percenfo esatto • de1 morti per febbr_e tifoidea; ma posso assicurare che tale per« c~n_to ?on f~. supe:10re alla me?ia che si ha anche nelle guar« 01g1on1 stabili d Ilaha, quand0 infierisce uno di tali epidemie. « Anche fra gli ufficiali del pre8id io si ebbero numerosi amma« lati. Sopra 4f:> ufficiali esistenti nel forte, ne ammalarono 25 e (< fra essi la maggior parte di forme febbrili specifiche. Si ebbe a « lamentare la perdita di due ufficiali: il tenente Monì ed il tenente « Paolelti, entrambi per ileo-tif'o gravissimo. «. Agli ufficiali medici ven ne pure deferito, durante l' intiero pe• r10do suaccennato, la visita dei bovini macellati, la sorveglianza " su}la. sala gione delle carni e l'analisi chimica delle acque <lei « pozzi esisten lì nelle vicinanze del forte. Il primo ed il secondo · « di tali servizi vennero disim pegnati 'dal sottoscritto e dal direttore q dell'infermeria, altern!ltivamente; l'ultimo dal sottotenente farce macisla l\..!artini Giovanni. »

DOCUllEN'l'l DELLA jlUERRA

di Cherseber __ . seriamente molestata da· gruppi di nemici (forse 150) che la attaccarono mentre ritira.vasi al forte dopo aver eseguito una ricognizione verso Mai Focaclà allo scopo di procurare notizie del corpo ' d'operazione di cui si conosceva già l'avanzata. La banda ebbe un uomo e due muletti feriti. Nella circostanza già accennata, delle carovane che portavano derrate al campo ciel Negus, feci uscire dal forte la banda suddetta agli ordini del tenente aiutante maggior e Mamara ed il re parto indigeni agli ordini del tenente Ragusin. Questi due uftìciali inseguirono le carovane stesse sbandatesi in diverse direzioni, scambianrlo fucilate colla scorta di cui ebbero presto ragione, e ritornarono al forte recAndo una \re ntina di buoi di quelli destinati ali' Imperalo re scioano.

Mi corre l'obbligo ·di segnalare alla S. V. la lodevole condotta di tut.ti gli ufficiali, nei quali - in complesso - il comando del forte ha trovalo non solo dei fedeli esecutori dei propri ordini, ma dei volenterosi e intelligenti cooperatori. Lo spirito fra essi fu se.mpre elevato, e nessuno venne mai meno a quegli·ele tti sentimenti cli cameratismo che g,e nerano concordia e buona armonia, e r e.nclono lieta la vita anche in mezzo alle privazioni.

Il maggioT'e comandante il Forte N.

Annesso

all'ALLEGATO

PREST1NARI.

N. '10 (Annesso N. l)

. Fati~ d'arme. - Non ci arrise la fortuna di impiegare seriamente ~ostri mezzi di oftesa e di difesa; non vi furono fatti d'armi pro pr1amente detti, non potenJo così qualificare le frequenti molestie agli avamposti alle quali, quasi mai, si r·ispondeva; ma piccoli scontri di cui dirò in appresso. Le artiglierie tuo narono la prima volta per salutare la bandiera. d' ILalia che ven.nE! inalberata nella fausta ricorrenza del 14 marzo. Tre altre volte si spararono pochi colpi di cannone a distanza variabile, fra i 2800 3400 metri, la prima volta contro carovane _c he ?irigev~nsi, portando derrate e bes tiame, al campo del Neg us rn Aus1en; le altre due volte contro villaggi, i cui abitanti av_e vano f~t~o f~?co cont:o uffici~li, che andando a diporto, gli si erano avv1C1~ati; ~er ~!timo_ 11 giorno 3 del mese in corso,.si spararono alc1,1 ni colpi coi pezzi da campagna in direzione della via

1561

o' AFftlC A

per_ disimpegnare la banda del bravo Grasmac Tafari

1

e

COMANDÒ DEL FORTE DI ADIGRAT DIARIO.

Breve cenno sui fatti avvenuti prima del 23 febbraio ("1)

... febb r•aio 1896. - Ras Sebath e degiac Agos Tafari dopo aver defezionalo il 13 u. s., anziché unirsi ali' esercito di Menelik, si portarono alle spalle del corpo d'opera~ione nell'intento di recare molestia alle carovane che rifornivano il corpo stesso. Allo scopo (i) Riassu'nto dal Diario ge1.1erale <lei l<'orte di Adigrat, annesso all'allegato N. l.O.


/

1563

DOCUMENTI DEtLA GUERRA D 1AFRICA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

di assicurare le retrovie, il comando in capo, Ja sera del 13 ordina.va che da Adi?rat. fçisse inviato il capitano MoccagatLa, c~man~an.te I.a compagnrn presidial'ia , con U:n reparto di 400 indigen i e 100 1tal~ani; mentre d1~p~neva che dal campo di Sauria P.artissero per Ma1-Mergaz il 0 md,geni, e per Mai-Maret il 1°.reggimcnto (colonnello Stevarn). Il mattino del 14 partiva per Alequà-Mai-Mergaz il capitano Moccagatta, con a.,O uomini (232 italiani e 138 indi- ~ geni); vi giungeva senza incidPnti. Il 14 stesso· e,;sendo sta to cacci '.Ho il posto d'.osserva.zio?e di .con: Sae tà (21 uomini del ChiteL), 11 comandante Il forte 1nvrnva ll1 r1cognizione, alle ore 15 il tenel)te Cistt;irni con 60 solèlali italiani e 5 ascari. Avuto sen ;ore di un combattimento impegnatosi la sera stessa. verso il Colle di Saeta, rin.forzava il reparto in viato precedentemente, con .40 t;omini comandali d~l tenente De Concil is. Il tenente Cisterni, il ma~Lino del '15, r1usc1va a porlar!'li al di là del colle, ma poco dopo le ore 10 .era cost~etLo . a ritirarsi di fronte a. forze preponderanti .(oltre 300 uo~rn,?; 11 tenente De Concilis, il quale non aveva · potuto r1ur:1rs1 ali altro reparto, restava sul terreno con otto so ldati del P.ro1'.>r io plotone. Del plotone del tenente Cisterni rimasero morti quatt1·0· uomini e quattro feriti. L ~ ,rnaHina del '16 il capitano Moccagatta invi(lva ad Alequa per I.a ,di.fesa del colle uomini circa (tenente N egretti e Cimino), i quah eranQ ,!clssahti da forze preponderanti e circondati. Il l~n~nte Caputo, il quale giungeva da Barachit con una caro.vana, prendeva egli pure parte al combattimento !'estando ferito: 11 tenente Negretti rimaneva morto sul terreno ed il tenente Cirnin? era fo~to prigionièro. Il capitano Moccagatla, partito più tardi da Ma1-Merg~z diretto ad Alequà col resto della compagnia, dovette egll- pure ripiegare con pod,i superslili . Il mattino del 17 g iungevano a Mai-Mer gazdue.compagoie del 6•batta"lio ne indi"'eni . . b o ' a I :. qua Ie s1 univano i superstiti .d ella compagnia Moccagatta. Il 7' battaglione indigeni si dirigeva il 16 veri.;:o il Colle di saeta. Della compagnia Moccagatta rimasero morti sul terreno del -combattimento 27 soldati italiani; morti non identificati dis persi 0 prigionieri &3; feriti 35. · ' 11,.18 ~artiva '.Ja A~ig~at ,1' io~endenza diretta a Mai Maret per la ,1a 91 .Alecrua . Il 1° md1g~n1 aveva ~ié. occupato que:?ta posizione. Il 19 giungeva in Adigrat per presidiare il forte il battaglione cacciatori. Già dal giorno 15 il capo di stato maggiore ordina va Io S"'ombero dei malati . da Adìgrat; ~ospeso per qualche giol'llb 1~"' saombero, per~h~ la strada di Mai · Maret non era sicura, fu ri~re$0 app.ena r1att1vatc le . comunicazioni. Il 21 l'intendenza telegrafa

<la Mai Maret chiedendo la . precedenza per 1() sgombero dei propri s ervizi qui rimasti. Si risponde dimostrando l'urgenza dello sgombero degli ammalati; ma l'intendenza insiste perchè si effettui · 10 sgombero dei servizi propri, domattina, .colla massima intensità.

l:562

?

mo

23 .febbraio 1896 . .....: 11 corpo d'operazione è a Saurià. L' intendenza si trasferisce da Mai Maret a Barachit. Degiac Agos e ras Sebath sono con 400 fucili nel Suropò. ; · Blata Ailù e Blata Tesfai, al Co!le-Saetà, con Scium Agamé Romà con 300. Degiacc Ailù Mariam Ghentafè Scium, nascosto nei pressi di Anfò e Qnomazò, dicesi abbia seco il lenente Ionnì. .Qualche gregario di Agos Tafari scende .nella conca di Adig'rat -e molesta gli individui isol&ti ed i piccoli drappelli. In seguito a telegramma del Governatore, da Saurià, il tenente. -colonnello cav. P'errari cede il comando del forte e del presidio .al maggiore cav. Prestinari. Alle' ore 9 parte per Mai Maret, col tenente colonnello Ferrari, una carovana di oltre 400 quadrupedi portante servizi d'intendenza e 40 ammalati. Si è dovuto dare la precedenza ai servizi d'. in-tendenza e sospendere lo sgomb~ro degli ammalati in seguito ad ordine del Governatore. , · Sono presi gli accordi per la partenza, domani, di _una carovana . <li 70 quadrupedi coi rimanenti servizi d'intendenza. Forza nel forte: Ufficiali, . . 46 Soldati itali8;ni . 1584 Indigeni 672 Ammalati: Ufficiali. . . 5 Truppa. . 61

24 /ebbraio 1896. - Il corpo d'operazione è a Saurià. L'intendenza si è trasferita ad Adi Caiè. La situazione dei ribelli è invariata: oggi, a sud di Cherseber, un vi'vandiere greco è stato depredato e ferito. 11 capo di stato maggiore comunica che la notte scorsa ha de:.. fezionato degiac Uossen di Saassiè Subaà con tre remington. Si comunica al èapo di stato maggiore quanto appresso: La -commissione di difesa emette il parere che per la difesa del forte occorra la seguente forza: 1 battaglione fanteria di 800 fucili. - 1 compagnia indigena di 300 fucili per le operazioni' esterne, oltre i reparti d'armi spe-ciali, i servizi vari ecc. Occorrerebbe sgomberare, data difficoltà . v.ettovagliamento, ollr~ 400 .italiani e 300 indigeni: 250 ascari pre·senti, usciti da poco da· infermeria, non inquadrati, non possono servire. Si richiederebbe almeno, se non è possibile avere com{~ -

ANNO XLI,


1564

DOCU!IENTI DEBLA GUERRA D'AFRICA

pagnia -indigena, un comandante di compagnia; una cenluria e lre ufficiali subalterni per inquadrare i presenli. Il . capo di slato maggiore risponde non essere pos~ibile inviare .compagnia indigena; doversi provvedere ai bisogni con elemenli disponibili. Il Governatore ordina di fare il maggio.re numero di ostaggi fra i parenti di ras Sebath e d~giac Agos Tafari. Quest'ordine non può avere esecuzione perché ormai tulti si sono allonlanati. Alle ore 10 parte una carovana di 70 quadrupedi, coi rimanenti servizi d'intendenza, eccetto la. sanità. La commissione di difesa propon.e di portare il munizionamento totale dei .pezzi delle batlerie &. '10,000 colpi; il munizionamento delle 6 mitragliere a 500,000 carlucce, e la ris erva per la fucileria ad 1,000,000 di cartucce. Si inizia la verifica dei generi di vettovagliamento esislenli nel magazzino. Presa •i n esame la nota dei lavori presentata dal tenente del genio Paolelti, e sentito il_ parere della commissione di difesa, si approva la nota stessa e si delibera che immediatamente sia · m esso mano ai lavori, adoperando i: maggior numero possibile di uomini per completarli nel più breve lampo. ·

-

25 .febbraio 1896. - Il corpo d'operazione .é a Saurià. L'intendenza ad Adicaiè. P ei ribelli la situazione é· invariata. La linea telegrafica. Adigrat-Mai Maret é interrott& all'altezza di Cherseber, dalle 11 a1Ie 17. Riattivala, è nuovamente· interrotta alle 17,40. Muore il tenente Caputo Mario, ferito ad Alequà, per setticemia. 26 febbràio 1896. - Il corpo d'operazione è a Saurià. L'Inten. denza ad Adi Caiè. Degiac Ailù Mariam di Amba-Sion ed il ius-basèi del presidio d'Amba-Siou scrivono chiedendo munizioni e viveri. Gli informat0ri riferiscono che Menelik fece fare un bando nel· l' Agamè, ingiungendo agli abitanti di unirsi ai ribelli, sotto pena d'incendio ed evastszione. Il comando del forte, in causa della .m ancanza di un valido nucleo di truppe indigene, non può esercitare la sua pacifica .e tranquillante influenza all'esterno.

27 febbraio 1896. - Il corpo d'ope:-azione è a ·saurià. L'Intendenza ad Adì Caiè. Il comando del 1° reggimento col 1° e 2° battaglioni hersaglieri e la batteria Bianchi'ni, part'ono da Mai Maret diretti ad Entisciò. Giungono a Mai Maret il 12°, 18° e 20° batla-

DO,CUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

glioni ç:1° reggimento colonnello Di Boccard) ; il 17.0 battaglione_va a presidiare Barachit. ' Gli informatori riferiscòno che Ras Sebath si trova ad. A.di Col· qual ·presso Sabeà e degiac Agos nelle vicinanze del convento di Gunda Gundet. , :I.:a compagnia presidiada é sciolta.

28 febbraio 1896. - Il corpo d'operazione è a Saurià. L'intendenza ad Adì Caiè. Dei ribelli nulla di nuovo. Scium Agamè Romà proponé il cambio d'un prigioniero italiano con Antà Aderu sotto processo per aver stracciato un piego che doveva portare a Macallè. Gli si risponde che non s i ·tratta coi ribelli. Molti contadini di Bucot e di Gualà sono rientrali alle loro case. 29 febbraio 1896. - Il· corpo d'operazione è a Saurià. L'inten· <lenza. ad Adì Caiè. La situazione dei ribelli è invariata .

1° ~a,rzo 1896. - Non si riceve .alcuna notizia dal corpo d'operazione. L'intendenza è a Adi Caiè. Ras Sebath è ad Amba Ur, degiac Agos a Beera. Scium. Agamè Rornà chiede nuovamente il prigioniero Antà Aderù: non gli si risponde. Alle ore 8 parte il tenente Gherardi per Mai Maret col mate~ riale del laboratorio. Dei quadrupedi della tappa restano in Adigrat solo 13 camelli, indispensabili pel servizio dell'acqua.. 2 marzo 1896. - Del · corpo d'operazione si hanno le prime notizie sulla sor te toccata alla giornata di Adua . . Informatori confermano essere sorto un dissidio fra Ras Sebath . e degiac Agos in seguii.o all'imprigionamento d.i Fitaurari Tesem,ma operato da degiac Agos. Ras SebaLh si è portato stanotte a sud di Adigrat. Degiac Agos è ad Adera. Il mattino del 2 alle ore 1,15 giunge il seguente telegramma dal comandante di Mai-M_aret, consegnato alle ore 5 1/,. ,, pa Debra Damo, dove Felter appartenente al Quartier Gene" raie è testè giunto, si avverte tele'g raficamente di tenersi pronti ( a conservare questa linea di comunicazione ed il ciglione, perché <e corpo operazione sta per venire ad. occupare questa zona e mi cc prega avvertire la S. V. - Le comunicazioni con Saurià sono « rotte, non ho quindi notizia ufficiale, ma mi risulta. che il pre, :« sidio. di Entisciò e diversi drappelli con feriti sono in piena ri. << tirata su Mai Maret in seguilo ad un a ttacco s favo revole che


'1566 .

'

DOCU~IENTI · DELI,A GUERRA D'ÀFRICA .

(

~ ~~ ~

1567-

DOCUMENTI DELLA GUERRA _ p', AFRlCA

~

sarebbe stato eseguito la mattina del 1° marzo dei no·stri contro 1 . ~ f,.dua. - Io non muoverò di qui senza or.dini superiori, ma mi :« preparo a poter muovere subito in qualsiasi direiione. · » i Sono date disposizioni per qualsiasi' eventualita e si trasmette i~tanto un telegramma al comandante di Mai Maret, proponendo 1mcontro a mezza strada delle ca.rovane, por..tando questa malati e quella ge_n eri alimentar-,L - Si notifica che q1,1i si é in perfetta calma e che si crede eh~ la popolazione e i ribelli fgnorinò i faLti della conca di Adua. li Comandante di Mai° Maret risponde·: · I6 sono costx:etto ritirarmi s enza indugio, V. s. no·u dipendendo da me, non posso ·c1arle istruzioni, ~i regoli come crede av·v erto però che lascio Mai Maret a mezzogiorno . . ; ' Si Lrasmette ìn seguito a questa notizia il segu.ente telegramma (or:e _11,15): « Mi sarebbe utile che Ella mi dicesse senza reticenza · « vero stato delle cose. In ogni modo 'io. non muovo . . Ho viveri « per un , mese. » · Alle ore H ,30 perviene la segÙente risposta dal comandante di Mai Maret: « Intende~za mi ha telegrafato, capitano Caviglia, qui giunto · « ora, annuncia disastro completo,.irreparabile. Questa· notte visto « coronato Entisciò e ciglione Mareb di fuochL Ritiene inutile con« servare qualunque posizione avanzata. Tale notizia dell' inten· 0 dènte ·confermata da molli ufficiali sfuggili al disastr o nonchè « d~ u? piccolo attacco avuto questa mane. Impotenza in' clii sono « dt giovare -a lla S. V. mi determinano a ripiegare come le ho «

.

Essendo·stata tolta, immediatamente dopo la trasmissione di qu~sto tele~ra~m_a ; la s:a~ione di Mai Maret (come asseri il telegrafista), fu r1_~01to 11 cons1gho di difesa al quale, dopo aver esposto fa situazione, .(urono sottoposti i seguenti quesiti: , 1} Tenuto conto del_le condizi?ni del forte e del suo presidio, _conviene_ abbandonare Il forte stesso cercando di aprirsi la strada su Massaua, oppure tenerlo e difenderlo fino agli estremi per farlo poi saltare,? . ~) Nel caso prevalesse il consiglio di abbandonare il forte si dovranno lasèfare qui, o portarsi dietro gli ammalati? ' 3) N~l caso prevalesse il _consi_glio di lasciare nel forte gli ammalati, converrebbe lasciare a loro protezione un rdparto di truppa? , Il consiglio emise i seguenti pareri: · A minoranza, aprirsi la strada su Massima. A · mao·o'ioraza difendere il fo.rte. Ad unanimità, abbandonare il' forte tuftfo nes;uno · Il consiglio di difesa fu sciolto. Il comandante del 'forte senz~ pronunciarsi defi~itivame~te,_ordina di fare preparativi di p~rlenza, per essere pronti a quals1as1 eventualità.

'feriutO il debito conto :dei pareri emessi dal c:;onsiglio; Considerato che il trasporto di 285 ammalati - di cui una trentina ~ 'più su barelle, allri su quadrupedi: ed altri piedi - rendeva la colonna oltremodo profonda, debole e lentissima; ' Con_siderato che i ribelli i quali fino dai giorni pr ecedenti occupavano la stretta di Cherseber ed altri. punt~ della strada AdigratMai Maret (20~25 chilometri) sarebbero certamente ingrossati, ed avrebbero molestato seriamente la colonna e reso assai difficile il giungere a Mai Maret; Considerato che, se si f'ossè trovato poi Mai Maret occupato dai nemici 'che avevano costretto tutto il 7° reggimento a ritira~si senza indugio, sarebhe stata follia pretendere di potersi aprire la via con una colonna nelle ora dette condizioni. Considerato infine che l'unico indizio degli intendimenti superiori era stato quello' contenuto nel primo telegramma ricevuto stamane, cioè di conservare questa linea cli. comunicazioni ed il ciglione del Mareb, e che mancando .ogni appoggio sia morale clre materiale sarebbe stato grave respons~bilita abbandonare senza combattere un forte di questa importanza, per andare incontro ad un quasi certo disastro, il comando ha deciso risolutamente di restare.' La sera, ore 16, fu telegrafato al Vice Governatore ad Asmara notificando la determinazione presa· di restare, ed accennando alla· possibili tà cbe si avrebbe avuta - messi prima a corrente della si• . tuazio.ne - di ripiegare per a_ltra via, schivando Mai Maret e mirando alla baia di Adulis (Zula od Arafali). Le- munizioni si ritengono abbondanti. Riducendo subito la razione si avranno viveri · per oltre un mese. ' Subito dopo la trasmissione di questo telegramma, la linea telegrafica è interrotta. TuttQ il battaglione cacciatori viene ad accampare · nell'interno· · · del forte. È nominata una commissione per la verifica dei generi esistenti nei magazzini di vettovagliamento. Si stabilisce di ridurre subito da domani la razio.ne del soldato (pane grammi 0,500, caroé grammi 0,200, , pasta grammi 0,200). Tipo di esperimento - rancio unico. Si ordina che da stasera ' tuUi gli ufficiali del presidio convivano ad una men"3a unica e si fissa la competenza viveri per ogni convivente .a detta mensa. S'invitano tutti i vivandieri che. hanno le loro cantine esternam~nte· al forte a ritirarsi _n ell'interno, versando tutte le derrate di loro proprietà al qi.~gazziµo. Aderiscono all'invito tutti . Si toglie il serviziò degli avamposti notturni e si stabilisconò soli avamposti diurni.

a

1


'.

1569

DOCUMENTI DELLA·· GUERRA · D'AFRICA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

3 marzo 1896. - Mancano notizie certe intorno al .combattimento nel qualè -è stl:lto impegnato verso Aduà. ·il corpo d'operazione. Vi è un assoluto isolamento. · Si presentano feriti i scildati: Moretti Rocco della 1a compagnia del 13° battaglione e d'Abate Antonio della 4• compagnia dell'8° battaglione; superstiti del combattimento di Aàua. l Q seguito ad intromissione dei capi si è composto il dissidio fra ra~ Sebath e degiac Agos. Entrambi sono nei Monobat. ·

7 marzo 1896. - 'Mancano notizie esatte del combattimento di Adua e della situazione del corpo d'operazione. Del nemico, nessuna: nbtiz.ia. Un ascaro di Ras Sebath porta una lettera del Ras ed un'al.tra del tenente Poggi, del 3° battaglione, e del sottotenente Acerbi dell'11°, entrambi prigionieri del Ras: ·

Ì56$'1

8 mario 1896. - Da un biglietto del capitano De Bernardis, il ·quale si trova al Cascassè con una colonna mobile, si viene a conoscer e che i nostri r.ipiegano su Adi · Caiè ed Asmara, in se-' guito' alla disfatta; che il generale Baldissera è giunto in Africa come Governatore e che arrivano continuamente rinforzi dal1' Italia. Gli informatori riferiscono che Menelik andrà a Debra Damo per ringraziare Iddio della vittoria; che degiac Agos e ras Sebath hanno avuto ordine di congiungersi a lui e che Scium Agamè Romà e degiac Beiran si sono congiunti a ras Sebath.

4 marzo 1896. - l\[ancano notizie certe del corpo d'operazione. Essendosi sparsa la voce che gli 'Italiani abbandonavano il forte, la notte scorsa, i ribelli ed i contadini armati si sono riuniti nelle· gole dei monti che circondano la conca. · La notte scorsa sono disertati colle àrmi cinque ascari della 1• centur ia.

5 marzo 1896. - Mancano notizie certe del combattimento di Adua e delle sue conseguenze; dai superstiti che giungono al forte si ha nno notizie monche e di nessun valore. . Si presentano i soldati Rampolla Giovanni, 2• compagnia del 3° battaglione, ed Arò Francesco, 4• compagnia 13° battaglione, feriti; il soldato Contardo Pasquale della 2· compagnia del 3° battaglione, illeso ; l'indigeno Uoldenkiel Oldelsaber, conducente della carovana del Governatore e l' asca_ro Agos Ghe~'esellasi attendente del maggiore ,d'artiglieria cav. Zola; tutti superstiti del combattimento di Adua. Ras Sebath incarica un indigeno di Gualà di proporre al comandante del forte di Adigrat di sgomberare lasciando ogni cosa nel forte stesso; egli garentirebbe libera la strada per la ritirata. Non . gli si è risposto. Il tribunale ordinario di guerra sospende da oggi le sue funzioni. Sono lasciati in libertà prov.visoria tutti i detenuti, ad eccezione di quelli imputati dì spionaggio. A mezzo di un corriere si spèdisce una relazione sulla situazione· del pr~sidio e del forte, 6 marzo 1896. - Mancano notizie certe degli avvenimenti di Adua e del corpo- d'operazione. Sciùm Agarnè Romà, dal Colle di Saetà, manda due soldati italiani fatti prigi@ieri al combattimento di Alequà,· ed un messo che chiede nuovamente l'indigeno Aderù· nostro prigioniero, pel quale restituirebbe altri tre soldati italiani; egli si ~dop~rerebbe inoltre con ras Sebath per fare la pace. Non gli si è risposto.

/

9 marzo 1896 - Mancano notizie del corpo d' operazione. I capi ribelli sono andati verso Debra Daino. Nei dintorni di Adigrat sono rimasti solo Fitaurari Ailù Mariam ed altri sollo-capi di poca importanza, i quali occupano con circa 40 fucili le alture . di Zeban Sofra e Bahatì. 10 marzo 1896. - Mancano notizie del nostro corpo d'operazione. Corre voce di uno scontro avvenuto a Coatit fra Je·nostre truppe e quelle dei ras Mangascià ed Alula. Se ne ignora l'esito. Infor·matori riferiscono che il Negus si tròva a Mai Ciòo, diretto a Debra .Dàmo. Degiac Agos lo ha raggiunto; sembra che Ras Sebath sia net . Surropò a raccogliere i fucili degli Italiani. Questi due capi hanno fatto la pace dividendosi l'Agamé; Ras , Sebath avrebbe la zona a nord di Adigrat: degiac Agos la zonaa sud. · · Nei dintorni di Adigrat rimangono pochi armati, contadini sparsi nei villaggi della conca; e forse Filaurari Ciaf'arè_ con quindici fucili e Seleca Gabriet di Megheb con cinque fucili. Fitaurari Ailù Mariam e Grasmac Asfaa si sono portati con una trentina di fucili nel Gulà M ocadà. H marzo 1896. - Mancano notizie del corpo d'operazione. Si conferma lo scontro a Coatit, ma non ~e ile conosce l'esito. A. Debra Damo si stanno facendo preparativi per l'arrivo del Negus. Allo scopo di far cessare le molestie da-te da pochi ribeÌli dei paesi vicini, i quali si spingono audacemente sino alle imme.1 iate


1570

1571

DOCUMENTI DELLA. GUERRA. D'AFRICA

DOCUMENTI l.1ELLA GUERRA. D'AFRICA

vicinanze del forte, tentando di razziare qualche quadrupede, od impedire che sieno portati viveri al forte stesso, sono fatti setteostaggi dei paesi di Nebi, Bet Ariat, Adeseban, Adigrat, Condar6 ~

18 marzo 1896. - Alle ore 17 giunge un corriere latore di un biglietto datato da Saganeiti, · 8 corrente, del maggiore Siotto Pintor, comandante di quel presidio. . La situazione dell'esercito scioano e dei ribelli nelle vicinanze di Adigrat è invariata.

12 mar.io 1896. - Mancano notizie dal corpo d'operazione. Gli informatori riferiscono che nella notte dal t3 al 14 l'esercito, scioano circonderà Adigrat: ras Mangascià dal Colle Alequà, ras Alula ed il Negus da Debra Damo. li tr ibuna le straordinario di guerra condanna alla fucilazionenella .schiena l'ascaro Abraha Garamedin, imputalo di eccitamento alla diserzione ed a lla rivolla. La sentenza è eseguila alle· Orti 15 1/ 9 . 13 mar.30 1896. - Mancano notizie dal corpo d'operazione. Gli informatori riferiscono che il Negus non è ancora giunto a Debra :Oamo e che una colonna dell'esercito scioano, recatasi a razziar& nel Bezet, ha portalo via tutto il bestiame e la dura dopo avel' dovuto combattere vivamente coi contadini. Fitaura ri Ailù Mariam dal Gulà Mocadà è ritornato sulle a!Lure di GhenalL 14 marzo 1896. - Mancano notizie dal corpo-d'operazione. Gli informatori r iferiscono che il Negus non si è mosso ancora dalle. vicinanze di Entisciò e che pare non si rechi più a Debra Damo. Alle ore 7 1/t è stata inalberata la bandiera sul forte, aJlo sparo delle artiglierie; la truppa schierata sui parapetti ha presentato le armi. La bandiera r imarrà inalberata in permanenza. 15 marzo 1896. - Mancano notizie dal corpo d'operazione. Pare che il Negus abbia spostato il campo verso Adua e che non intenda più portarsi a Debra Damo. Circola la voce che si faccia la pace; il maggiore Salsa sarebbeandato al campo del Negus a parlamentare.

16 marzo 1896. - Mancano notizie dal corpo d'operazione. Il paese intorno ad Adigr~t è tranquillo. Vi sono solo pochi contadini armati. Si dice. che gli ·Hamara, scontenti e stanchi di com battere, abbiano richiesto di ritornare al loro paese: il Negus avrebbe fatto un bançlo promettendo di, riaccompagnarli egli stesso, perchè non si combatterà più, 17 marzo 1896. - Nessuna n otizia del corpo d'operazione. Gli il),forma lori riferiscono che l'esercito del Negus é in ritirata, e che si dice sia stata concl}iusa ·la p~ce. Col Negus sono tutti i Ras e capi dell'esercito.

:19 marzo 1896. - Nessuna notizia del COl'pO d'operazione. Sino dalle prime ore del maUioo si è n otato il passa~gio di qualche muletto carico, al di là d'Adigrat, sulle ·estreme pendici dei monti. Vel'so mez.zogiorno, continuando sempre il movimflnlo, ed avendo ragione di credere che si traLtava di vetto:vaglie portate al campo del Negus,sono state lanciate quattro granate coi pezzi da campagna contro la carovana. Sono usciti la compaf{nia indigeni e la banda di Grasmac Tafarì. Vi è stato scambio di fucilale e i nostri, dqpo essersi spinti sino al limite estremo della pianura a nordovest d' Adig rat, sono rientrali al forte portando dodici buoi.

20 marzo 1896. - Da un biglietto ricevuto alle ore 15 risulla che le truppe italiane occupane: la' linea Mareb- Gura-Saganeiti, e che sono intavolate le trattative dj pace. 21 mar.io :1896. - Nessuna notizia dal cor po d'operazione . Nelle vicinanze del forte tranquillità assoluta. DaJle informazioni risulta che il campo scioano si trova oggi ad Araher (Ausien) e che vi sono pochi cannoni, essendo stati man~ dati quasi Lutti allo Scioa. Oggi sono stati ullimati i lavori per la difesa del forte, lavori nei quali sono state impiegate tutte le truppe del presidio, coi rispettivi ufficiali.

22 marzo 1896. - Nessuna notizia dal corpo d'opera:lione. Dalle informazioni risulta che Menelik è accampa to oggi nella pianura di Aguddi, insieme a ras Mangascià Atichin, ras Mangascià lohaones, ras Olié e ras Sebalh. Sulla destra del campo di Menelik è accampato il Negus Taclé-Aimanot. A Zeban-Ciao, vicino ad Ag uddi, vi sono ras Maconnen ed i soldati di Fitaurari Gobajé. N el campo v i é carestia di viveri: vi sono molti ammalati. Il malcontento è generale ed avvengono perciò molte diserzioni. Il maggiore Salsa non é ancora arrivato al campo, nè si é av uta di lui alcuna notizia. I prigionieri italiani sono sta ti condotti nello Scioa, guidati dall'uagscium Guangul.

23 mar.io 1896. - Da un biglietto del comandante il presidio di Saganeiti, il quale invia una seconda copia dei dispacci del gen erale Baldissera, già rice vuti, si viene a conosce re che vi sono pre-


1

DOCUMENTI DELLA GUERRA D •A.FRI0A. 1572 sidi italiani a Cher·en, Decaméré, Saganeiti, Sabarguma, Umbeitò, Archico, Schichet, Saati, Ghinda, Adi-Ugri ed Adiqualà; che il maggiore ~alsa è gia andato al campo del Negus, e che il 18 ultimo scorso, a Sabierat, vi fu un attacco coi Dervisci, respinti con forti perdite. Dalle iuformazic,ni risulta che il Negus si trova a sud di Maf Megheltà, insieme a tutti i Ra!==, meno ras Maconnen il quale si trova a sud ovest. .

24 marzo 1896. - Nessuna notizia dal corpo. d'operazioo~. Ieri al campo scioano·'é stato tenuto consiglio: pl'ima prevaleva il partito di allaccare Adigrat, ma poi, forse in vista del malcontento generale, della mancanza di viveri e dei molli malati di dissenteria, è stata decisa la ritirata. 25 marzo 1896. - Giunge al forte alle ,ore 19 1/,j il maggiore Sàlsa; proveniente da Asmara, e dire~lo al campo del Negus per le trattative di pace. Egli dà notizie degli ultimi avvenimenti e della situazione presente. 26 marzo 1896. - Nessuna notizia dal corpo d'operazione. Mancano pure notizie sul nemico. li maggiore Salsa, il quale ieri ebbe notizia che il nemico aveva iniziata la ritirala, ha pernottato al forte, dove si è tratlenulo anche tutt'oggi in attesa di avere confermata la notizia di cui sopra. Intanto manda un corriere a ras Man gascià ed un biglietto al Governatore. Esséndosi notato un sensibile aumento nel numero degli ammalati, si dà l'ordine ai comandanti di reparto di migliorare gli alloggiamenti della truppa, sollevando le tende con muretti a secco o zolle e costrue ndo piccoli angareb, perché ìl so'ldato non dorma a contatto della terra. . 27 marzo 1896. - Nessuna notizia del corpo d'operazione. Dalle informazioni risulta che i.l Negus si trova accampato vicino a Macal!E\ ras Mangascià' e ras Al~la sono ad Augher e degiac Agos a Beerà. 28 T(larzo 1896: 29 marzo 1896.

· 30 marzo 1896.

l

31 mar.zo 1896.·

Situazione invariata. · ·

.

DOCUMENTI DELLA GUERRA

n' AFRICA

1573

Alle ore 16 giurige un biglietto del Governatore diretto al ma"giore Salsa. · · ,.., Si~do_me prevale fra i medici l'idea che l'infèzione tifica, la quale commc1a ad ass_umere proporzioni allarmanti, debba la sua origine e~ _il ~uo svilupp? all'inquin,amento delle ·acque, sono date dispos1z1om perché SH).no rinnovati e migliorati i filtri dai pozzi e dei serbatoi, e perché sia provveduto ogni r eparto di un filtro. 1 aprUe 1896. - Nessuna notizia dal corpo d'operazione. Dalle informazi~ni risulla che il Negus è accampato ad Agulà, dove è stato raggrnnto da Ras Maconnen. Ras Mangascià è a Don~ gomirà, tre o·r e a sud-ovest di Alequà. 2 aprile 1896. - Nessuna notizia eia! corpo d'operazione. L' ascaro Garamedin Gabré Cristos, della 4a compagnia del1'80 battaglione fatto prigioniero, ad Adua, e riuscito a fuggire da lv!acall~ il 27 marzo, racconta che i prigionieri italiani (un migliaio circa d1 soldati ed un centinaio di ufficiali) da Adua sono stati condotti nel Tembien e quindi a Macallé. I prigionieri feriti gravemente sono stati lasciati ad Acsum. .. 3 ap,;ile 1896. - Alle ore 9 giunge una lettera del governatore diretta al maggiore Salsa: si fa proseguire alle ore 11 per mezzo di uno zaptiè. ·· · Dalle informazioni risulta che il Negus ·e a Macallè ras Man gascià. a Tzalò insieme a ras Sebath e che degiac AgoJ é a Beerà dove ha fatto raccogliere miele, ta:f ed allro per Ras Marigascià'. li Negus ha raccomandato la pace fra ras Sebath e degiac Aaos. Ras Ivl'angascià I dispone allualmente di 2000 fucili, ras Alul: di 150, ras_ Sebath e degiac Agos di poco più di 1000. La truppa ha avut9 riposo per potere attendere alle pratiche religiose. · · 4 aprile 1896 - Giungono a Saganeitì due corrieri latori di due copie del biglietto qel generale Baldissera diretto al' maO'ofore 00 Salsa, già giunto ieri, e fatto proseguire per tJcrò. · Sul nemico si hanno le solite notizie. In seguito a pratiche fatter p~r iniziativa di questo comando, con ras Se~ath, dai venti bor,(!hesi italiani e greci resid~nti nel forte per aver libera la strada di Saganeiti, questi, ultimi sono partili stamane scortali da soldati di ras Sebath, il quale ha voluto un compenso di 25 talleri per persona.

.

Il mai:rgiore Salsa è partito stamane per Ucrò, dove ha dato conv~gno a ras Maconnen, per le tratla~ive di pace. ·

5 aprile 1896 - Dalle informaz-ioni risulta che il campo del Negus è vicino ad Antalo, e che ras Mangascià è sempre·a Tzal'a. Oggi, giorno di Pasqua, alle ore 9 1/ 1 è stata celebrata sul piaz-


1574

DOCUMENTI DELLA. GUERRA

o'

AFRICA

zale del forte una messa, a \la quale 11.a assistito il comandante del forte, con tutti gli ufficiali disponibili e la truppa. 6 aprile 1896 - .Alle ore 11 giunge al forte un ascaro di ras Sebalh latore di una lettera del tenente Poggi. Si r ispo'n de. A ras Sebath si invia contemporaneamente urla letLera. 7 aprile 1896 - Le informazioni stil nemico sono come quelle dei giorni precedenti. Solo degiac Agos é andato a raggiungere Ras Mangascià. F'itaurari Ailù Mariam è sulle àlture di Bahatì. ll soldato Farina Cesare della 2• compagnia cacciatori, trovandosi di guardia al parco buoi, ha disertato con armi e munizioni.

8 aprile 1896 -

Nessuna notizia del corpo d'operazione.

9 aprile 1896 - Nessuna notizia del corpo d'operazione. Dalle infor mazioni risulta che il Negus è vicino ad Ascianghi, che Taclè Aimanot si è avviato per Socola, .e che i capi tigrini sono sempre ai soliti posti. 10 aprile 189.6 -

Dalle informazioni r isulta che gli Scioani hanno già oltr epassato Ascianghi. Ras Sebalh ha mandalo a dire agli abitanti di sgomberare il paese perché non portino più roba al forte. 11 aprile 1896 - Gl'informatori r iferiscono che ras Sebath ha fatto un bando invitando i suoi armali a raccolta per lunedì pr ossimo 1°3. 12 aprile 1896 - È confermalo il bando di ras Sebath: la riunione dei suoi uomini, i quali debbono avere i viveri per due giorni, avverrebbe a Mai-Ciao.

1.3 aprile Ì896 - Alle pre 6 giunge proveniente da Adi-Caiè l'indigeno Gabrè Crislos, con un pacco di medicinali e latore di un biglietto del tenente Maggioli. Il munlaz Bila! Sudanè della 1• compagnia dell'8° battaglione indigeni; fatto pr igioniero ad Adua, e riuscito a fuggire il 6 ù. s.: riferisce che lasciò il campo scioano ad una giornata di marcia a sud di Amba Alagé. Non ha visto il maggipre Salsa. · - . 1.4 aprile 1896 - Dalle informazioni ri$ulla che ras Mangascià ha trasportato il campo a berderà' (a ri4osso del gruppo di Alequà).

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

1575 15,.aprile 1896 - Ris ulta· dalle informazioni che ad Adagamus non v! é aleuno, Ras Sebath ha raggiunto ieri ras Man(')'ascià. Questi~ certo per r endere più attiva la viailanza ha inviato suoi ·soldati sulle strade che conducono ad Ad~ral. '

· _16 aprile 1896 -: Alle ore 6 giunge al forte un corriere latore di un pacco di medicinali. · 17 aprile 1896 - P er ora, nel campo di ·Denderà la forza rac. colla non r aggiunge quella di due dei nostri battaglioni. ·

18 aprile 1896 -

Ness~na notizia del corpo d'oper azione.

.

19 aprile 1896 - Alle ore 8 si presentano al forte due disertori di ras Mangascià, i q uali chiedono di essere arruolati come ascari. Dicono di_ aver ~i~erl~~o perché avevano poco da mangiare e danno parecchie noltz1e g,a conosciute sul campo nemico il quale trovasi sin dal 17 ad Anamatzò. ' 2f ap1:ile · 1896 - Nessuna dotizia del corpo d'operazione. Non giunge al forte nessun informatore. La vigilanza dei soldati di ras Maogascià, attorno al forte, si è · fatta molto attiva. 21 aprile 1896 - Gl'iu'formatori riforiscono che de 0aiac Tesfai Aguddi si è date, al brigantaggio. Con_li~ua altivi~sima la vigilanza del nemi<"o per impedire gli apl)rovv1g10nament1 al forte: giunge soltanto, alle volte durante la notte, qualche indigeno che porta pochi buoi ammalati. Alle ore 17 si invia ad Adi- Caiè un corriere. 22 apr ile_ 1896 - Gl'inf~rmatori riferiscono che ra$ Mangascià ha sempre 11 campo al sol ito posto, e .c he ras Sebath ha fatto occupare Amba Debrà dal fi~lio degiac Deslà. 23 aprile 1896 - Secondo gl'informatori la vigilanza attorno al forte è cosi esercitata: Sulla_ strada del paese di Adigrat-Colle Alequa, ed adiaceozè vi sono L1gg Betzebè, fratello di degiac Uoldiè figlio di <legiac Adaù e fìlaurar1 Cassac figlio di degiac Uoldiè. Centro a Bucot · cir~a 60 fùcili . ' Dal paese ~i Adigrat (sud) sino alla strada principale che va ad Adagamus, vI è Blata Tesfai Mariam. Centro ad Hacaè' circa 30 fucili. '


1576

1577

DOCUMENTI DELLA GUERRk D'AFRICA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D' AFRICA

Dalla strada principale che va ad Adagamus (a sud di Adigrat) sino a Nebit vi é fitaurari Ailù Uold Scium Agamè Dessù. Centro ' 80 fucili. a Sae tà, circa Da Nebit a Gualà vi é fltaurari Ailù Uold Scium Agame Sebath. Centro a Bahatl Falassò, circa 20 fucili . Da Gualà alla strada principale che va a Mai lY~aret vi è fitaurari Enghedé. Centro a Mai Maret, circa 15 fucili.

30 apr ile 1896- - La provvista di legna fa tta di questi g iorni ha aumentato la r iserva del forte di circa 400 quintali.

24 aprile 1896 - Gli informatori riferiscono che ras Mangascià é sempr e ad Onamalzo. . . Verso le ore 10, uno dei piccoli posti situato nel paese d1 Ad1grat ha sparato parecchie fucilate contro un gruppo d'indigeni ,che si era raccolto nelle vicinanze di Bucot: sono stati scambiati par ecchi colpi di fucile. Dal forte sono state lanciate otto granale che hanno fatto disperdere i nemici. 25 aprile· 1896 - Il corrier e partito per Adi-Caié, il_ 21 ultimo scorso, ritorna latore di un biglietto del generale Bald1ssera.

fì:-

26 aprile 1896 - Alle ore 22 giungono al fo'.te un messo· dato di Bascià Gusciù e l'indigeno Agos, cognato d1 Grasmac Cassai, latori di informazioni di varia specie.

27 aprile 18 96 - Dalle inf~rmazioni ris~lta c he l_'eser?ito s~ioano ha proseguito certamente smo oltre Cobo ~sud d1 A~c1an_gh~). Il comandante del for:te ordina al battaghone cacc1ator1 d1 raccogliere legna nel villaggio di Adigrat e_di portarla nel for!e, pe: aumentare la riserva in vista del maggior consumo che s1 avra per la bollitura dell'acqua, nel caso ch_e gl~ eventi impediscano di servirsi dell'acqua salubre del fosso d1 Ad.1 grat. Muore il tenente Paolelti Giulio, comandante la compagnia del genio. 28 aprile 1896 - Gli informatori riferisco~o c~e ras Ma_ngas~ia d! deg1ac Uoldie) ieri sera é partito da Bucot con tuttJ 1 soldati, diretto al campo, del Ras . è sempre ad Anamatzò e .c_he Lìgg Betzeb~ . (fratell?

29 aprile 1896 - Il figlio di ras Sebath, Destà, è andato ad Amba Debrà; ras Alula é partito oggi per Debra Damo. Degiac Adgù, il quale aveva avuto dei dissensi con ras Mangascià, si é nuovam ente sottomesso.

1 maggio 1896 - Alle 14 passa da Adigrat un corrier e, proveniente dal campo nemico, e latore di una lettera di Menelik e di una di ras Mangascià pel Governatore. Riferisce che il m aggiore Salsa si trova presso ras Mangascià. Prosegue s ubito per Adì· Caié. . Alle ore 16 giunge un ascaro di r qs· Manga scià latore di una lettera del Ras e di una del maggiore Salsa. 2 maggio 1896 - Giunge alle ore 15 un biglietto del generale _ Baldissera, il quale annuncia che le nostre truppe partono oggi da Sena fé dirette ad Adigra l. La notizia dell'avanzata si deve essere già sparsa nel paese, perché si nota meno attiva la vigilanza dei ·posti nem ici attorno al forte. Alle ore 7 si rimanda al campo di ras Mangascià un ascaro, giunto ieri, il quale porta una lettera pel ras ed una pel maggiore Salsa. È accompagnato da du~ ascari della centuria i quali portano oggetti di vestiario ed alcuni generi alimentari che si spe· discono al Ras ed al maggiore. Alle ore 12 s i invia al comando in capo un biglietto, col quale accennando alla possibilità di nuove trattative in seguito alla lettera di Menelik al Governatore, si notifica che la r esistenza del forte potrà, all'occorrenza, essere protratta sino al termine del mese in corso. 3 maggio 1896 - Gli informatori riferiscono correr e voce di uno scontro avvenuto fra la punta della nostra avanguardia (band11 Cagnasmac Maharai) e le ba nde di ras S ebath . Si dice che ras Man. gascià trasporli oggi il campo a Mai-Meghellà. Il comandante del forte ordina a Grasmac Tafari di portarsi colla sua banda, forte di 50 uomini, in ricognizione verso Mai Maret allo scopo di cercare il conlalto coll'avanguardia del nostro corpo d'operazione e di recare n;iolestia ai ribell i che teotassero di op porsi all'avanzala delle nostre truppe : se attaccala da forre s uper iori, la banda doveva disimpegnarsi rientrando nel forte. Il Grasmac, partilo verso le 7, ha seguilo la cresta delle alture di Megheb dirigendosi verso Mai-Gheduf s enza incontrare resisteoza da parte degli abitanti, ai quali assicurava di non fare razzie. Ollrepassato Mai-Ghedur ha visto in distanza raccolti molti a rmati che un contadino gli ha de.tlo essere soldati di degiac Agos. Rite· nuto imprudente l'avanzare ancora, ha stabilito di ritirarsi. Gli abitan9 dei paesi che la banda aveva attraversato, i quali certo


1579

DOCUMENTI DELLA. GUERRA. D 'AFRICA

DOCfjM.B:NTI DELLA GUERllA D'AFRICA

non ignoravano la presenza di degiac Agos nell~ vicinanze, si erano intanto raccolti per altaccare alle spalle. Cosicché, appena iniziato il movimento di r itirata, la handa si è trovala di fronte a forze superiori che l'attaccarono, cer cando di accerchiarla. La banda, manovrando con mirabile c~mpatlezza, è r iuscita a vincere la prima r esistenza, ma l'accerchiamento sarebbe io fine s tato inevitabile per la g rande sproporzione nel numero dei éombaltenti (i nemici erano certo non meno di 200), se la rapidita della manovra del Grasmac non avesse costrelLo il nemico a pori.arsi più indietro, in pos izioni battute dalla nostra artiglieria. La r itirata della banda, appoi:rgiata dal fuoco di due pezzi della balleria da campagna, ha potuto compi•!rsì nel massimo ordine. ll Gra.smac rientrava al forte alle ore 14 circo; ebbe un a scar o e due muletti ferHi.

Alle ore 2'1 perviene un ordine del comandante del cor po d'operazione; si risponde invia ndo la nota del mater iale esistente nel for re e chiedendo ordi ni circa la precedenza sullo sgombero. Si ch iede inoltre se si de bbano anche fa1·e usci1•e oOO militari meno alli all'operazioni della guerra.

lb78

4 maggio 1.896 - Nel mattino nessuna notizia del corpo di operazione. Ritenendo che in seguilo a lla lettera di Menelik ed a l° biglietlo inviato al comando, il g iorno 2, il corpo d'operazione abbia dovuto sostare nelle vicinanze di Mai-Maret, il comandante del forte non invia ness una ricognizione. Verso le ore 12 si nolano nella dir ezione di Cherseber colonne di fumo . Verso le ore 13, sul ciglio verso Cherseber, sul quale si trovano gli ultimi s egnali d'artiglieria, compaiono qu ullro cavalieri che si diri gono a celerissima andatura verso il fort:e . Dall'osservatorio si riconosce fra di essi un ufficiale italiano. La notizia si sparge io un attimo fra la truppa. Dopo pochi minuti, il tenente Bodrero entra nel forte annunciando che la 1• divisione (generale Del May no) aveva già oltrepassalo Cheseber. I soldati affollali davanti la porla e nel piazzale accolgc,no con g rida di gioia il Lenente. Il comandante del forte, accompag nalo da tre ufficiali e scortato da pochi a scari e dalla banda di Grasmac Tafari, esce alle ore 14 per muovere incontro alle truppe liberatrici. Oltrepassali i segnali d'artig lieria, si s ente sui mònti che cingono ad ovest la conca il rnmor e di una viva fu~ilata. Si tra~la di pochi r ibelli che qualche bat ta glione spiegalo riesce presto a fugare. li comandante del fo rte, dopo aver conferito col governator e, rientra alle ore 17. Sulle alture di Megheb si vedono gli accampamenti dei battsglioni più avapzati della '1 • di visione. Alle or e 8 e '10, . giunge un ascaro di r as Mangascià, latore di lettere del maggiore Salsa al comandante del forte. Alle or e 10 lo st~sso ascaro r iparte con la risposta pel Ras e con un biglietto pel maggiore Salsa .

5 ma{J[Jio 1896 - Il corpo d'operazione s'accampa s ulla piazza di Cherseber e s ulle altu1·e vicine. Ras Sebalh e degiac Agos, nel Surropò, s ono tenuti a freno dal 2° battaglione indigeni posio alla dispo.sizione del colom 1ello Stevan i. nas .iYlangasc:ià ~la Amba Sion si è por tato più a s ud. Ras Alula e ras Agos sono nel Da mò. Alle ore 7 e mezzo incomincia lo sgombro degli ammalali e degli ind ividui meno a lli a lle rna r ce. Insieme El questi partono la 6· e 4• compagnia, come scorta, e :336 uomini, quali portatori di 42 ammalali in barella. Complessivamente, nella g10t'nata lasciano il fo rte 20 uf"ficiu!i e t169 uomin i di truppa, fra italiani ed indigeni. Ver so le ore 9 giu11ge al forte un ufficiale d'ordinanza del generale Dnl Ma·y no, per chiedet'e se il fo rte possa essere sgombrato completamente in g iornata. Il comanclanle risponde che garantisce lo sgombro completo se gli sono inviali i quadrn[?Cdi necessa ri prima di mezzogiorn o. In seguito ad ordine del comandan te il cor po d'operazione, il Lenente Ragusin è invialo al comando della l' di visiono colla banda di Gr tismoc Tafnri, ed il tenente Rossi, coi pochi ascari rimasti, passa a disposizione del comando gcnet'ale . · Coi quad ru ped i rimttsli disponibili dopo lo sgombr o degli ammalali, in seguito ad ordine del ge1Jerale Del Mayno, sçmo traspor tati al mag~nzino cli vettovagliamento delltt l' divi sione quasi tutti i vi veri esistenti nel forte. Giungono al fori.e, il maggiore Fusco del g enio ed i due capitani comandanli la compagnia genio del. corpo d' operazione, per predisporre la disLruzione dei l'abbr icati e delle opere <li difesa. Sollo la loro direzione sono prepa1·alc le camere da mina in a lcuni rabbr icati, etl é iniziata la disti·uziom1 di un tratto di parapeLLo. Il comandante del forte fa sospendere quest'ullima operazione. Sembrando imminente rabbandon,) del fort~ sono falli saltare i qua ttro pezzi da campagna ed una rnilt·agliera . Giunge alle ore 15 un'ordi ne del comondo in capo che sospende lo s12ombro dei viveri, delle artiglierie e delle munizioni. In seguilo ad ordine del coma ndante in capo, sono rip iegati dai reticolali due chilometri e mezzo di filo telegr afico, che ·vengono spedili la sera à Cherseber. :103 -

A NNO Xl.I.


158:)

/

DOCUMENTI DELLA GUERRA. D' AFiIOA.

6 maggiq 1896 - Il comandante in capo ordina che il presidio non lasci il forte senza ordine espresso. · Alle ore ·13, circa, si incendia accidentalmente una delle calaste di legna di riserva del forte. L'incendio si comunica a qualche tenda <iella 5• compflgnia ,distruggendo gli effetti di corredo dei soldati, le armi e le cartucce: è domato complètamente alle ore 14 •;, senza che sia successa disgrazia alcuna. , Verso le ore 12 sono arrestati due indigeni sorpresi a distruggere ì1 reticolato, cBrto allo scopo di impadronirsi delle canne da fucile usate · come paletti. Verso le ore 21, la sentinella alla poterna avverte che ha sentito di·stiotamente nella direzione della lunetta il rumore di gente che taglia il reticolato. Nell'opera staccata, che da ieri era rimas ta sguernita, si . mette subito di guardia un buluc di ascari del 3° battaglione venuti, pel ritiro del bagaglio. Nella giornata si sgombera quasi tutto il grosso . bagaglio del ·· deposito. 7 maggio 1896 - Il comandant'e il corpo d'operazione alle ore 8 visita il for.te. Si prendono gli accordi circa lo sgombero dei materiali esuberanti.

8 maggio 1896 - lo seguito ad ordine del comando in capo, il presidio ed il forte passano alla dipendenza del generale Del Mayno comandante Ja 1• divisione. Giungono al forte la ,1• batteria da montagna per restare temporaneamente di presidio, ed una compagnia del genio per riattare il tratto di parapetto dem9lito il giorno 5. · 9 maggio 1896 -

10 maggio 1896 -

Si sgomberano munizioni. Continua lo sgombero delle munizioni.

11 maggio 1896 - La compagnia del genio; ultimato il lavoro, parte alle ore 7. . Continua lo sgombro delle munizioni.

12-13 maggio 1896 -

Continua lo sgombero delle munizioni.

14 maggio 1896 - Ultimato lo sgombero ·delle cartucce a balistite, si. incomincia la distruzione delle cartucce a polvere nera.

DOCUMENTI DELLA GUERRA D' AFRICA

1581

16 maggio 1896 - lo seguito a tr.attative fatte direttamente dal c?m?n~o in cap_o con. ras ~Iangascià, sono attesi domani i prig10n1er1. Nella notte, gli uomini disponibili di tutti i reparti sono impiegati a distruggere, ed a seppellire sotto terra, o a buttare nei pozzi le restanti munizioni. · ' Si completa lo sgombro dei viveri rimasti nel forte. 1Tmaggio 1896 mani, anzichè oggi.

La r estituzione dei pr·igionieri avverrà do-

18 maggio 1896 - Il tenente Bodrero, trattenutosi la notte al for~e, parte alle ore 5 e mezzo diretto al colle cli Saetà per andare a ricevere i prigionieri. . . AUe ore 10, la truppa riunita in armi, rende gli onori alla bandiera che viene ammainata dietro ordine dal comandante del for-te. . Poco ~opo, da_l colle di Saetà, si vedono scendere nel piano le truppe di Tesfa1-Antalo, su tre colonne. Una di queste colonne avanza sino ad un chilometro circa dalla cinta. Il comandante del forte .sospende l'uscita della truppa e manda due compagnie al parapetto. Giunge alle ore 10 '/2 un biglietto del tenente Bodrero, il quale avverte che, obbligato a trattenersi fino allora perché non erano ancora giunti i prigionieri, li prec:edera accompagnato da Bas?ia Tuoldu, incaricato cli prendere in consegna il forte. Agg iunge che ha avvertito Tesf'ai Antalo di richiamare la colonna che avanzava. Questa di fatti si ferma. - La truppa allora si f'a uscire dal forte e prosegue sino òltre il ciglio verso Cherseber · gli ascari deila compagnia cannonieri si fermano ad un centinai; di me.tri dalla porta. Il tenen te Bodrero entra alle ore 11, insieme a Bascià Tuoldù accompagnato da 10 armati, ed il comandante del forte dà la con: segna, della quale è rilasciata ricevuta. Al.le ?r~ 11;10' giunge il maggiore Salsa ed alle 12 giungono i pr1g10ruer1 preceduti da Testai An lalo. . Dop_o a~er distribuito il rancio ai prigionieri e dopo averli fatti r1vest1re, 11 comandante lascia il forte alle ore 15, r ilasciando ricevuta dei p1·igionieri. Adigrat, 18 maggio 1896. Il tenente

15 maggio 1896 polvere nera.

Si continua la distruzione delle cartucce a

CIS 'l'ERNI ,

Visto: Il comandante del forte Magg. PRES'l'INA:RI.


1582

DOCUMENTI DELLA QUERRA D' AFRICA

DOCUlllENTI 1 DELLA GUERRA D'AFRICA

DOCUMENTI RELATIVI ALLA DIFESA DEL FORTE DI ADIGRAT

Saganeiti, i5 marzo 1896.

'

Il, generale Baldissera telegrafa : N. 2) ., (Annesso .

-

Adigrat, 6 marzo 1.896.

Co ma1iclo in capo. Avver to che il forte principale : tra.sporto f'ors~ p.rima si pot~va noi. Faremo il nostro

1583

« . Prego inviare messo fidato, promettendo larga ricompensa, al maggior e Prestinar.i, con biglietto del seguente te11ore : « Nqstre truppe occupano line0 Mareb-Gura-Saganeiti. cc Sono in tavolate trattative di pace. Sorte presid io Adigrat nostro principale pensiero.

di Adigrat non sarà abbandonato . Causa

BALDISSgRA ».

300 arnmalaLi circa. Se avvisato a tempo,

abbandonare. Nazione non si preoccupi di dovere. J'vfagy iore ·

Al sign?r comandante il forte di Adigrat.

l?,RESTIN ARI.

Mandato da ras Sebath agli i~fficiali del Governo italiano che sono in A digrat.

I

Informo V. S. elle sono in corso trà.ttative di ' pace f'ra l'Italia e l' Etiopia. L'esercito di S. 'M. l'Imperatore d'Etiopia si trasferirà a_ Ad1aga Hamus, ma S. M ha promesso . -::he le sue truppe non s1 avvicineranno al forte. In nome d i S. E. il Governatore dell'Eritrea, prego V. S. di evitare cbe avvengano conflitti fra le nostre truppe e quelle d'E tiopia, fino al mio arrivo, che sarà proba. bilmente enLro domenica prossima. 0

Aq igrat, 7 marzo {896.

Come state? Io sto bene grazie a Dio. Il re mi .ha mandato una letlera. Lascia i miei cannoni, i miei fucil i e poi va. Se dici di non a ndare mandami una risposta. Vo.i mandatemi una ris posta. Dico cosi, perchè· ~ meglio per voi altri e per noi. Se viene il He perdi il nostl'o paese e voi altri perdete le vostra anima. Meglio la pace. Man~ato dal m,aggiore Prestinari che art'ivi ,çt ras S ebath. Come sta? Io sto m olto bene grazie a Dio ed anche tutti i miei soldati. Lei ha provato a star-e in prigione sull'amba. Chi lo ha liberato soi;io gli italiani. Qu_e sli gli hanno sempre fatto del bene, mai del male . Se ha cuore tl'attera bene i prigionieri italiani, se no far ~ poi i conti ·con Dio. · Gli italiani hanno perduto una ~attaglia, ma ne vinceranno un'altra. Dio non ha ancora detta l'ultima parola . Io sò che l'HaLia è grande e sto al mio posto da soldai'o. Lei, se v uole . trattare la pace, lo mandi a dire ali' Asmara. Scritta io Adigrat il 7 marzo 1.896.

Il maggiore T. SALSA. Adigrnt, 20 marzo i 896, ore i5.

Generale Baldissera. Ricevuto ora il ·suo biglietto telegrafalo a Saganeiti il, fa. Confermasi sempre più principio disso luzione eser cito .Negus, dissidi fra questi e ras tigrini, e dissidi intimi ed ancora occulti fra O'li ultimi. Cer tàmente Negus dovrà .ritirarsi pr ima di aver avuto :agi<rne di Adigrat. Se trattative pace venissero prolungate od interrotte, s i sarebbe ~uasi sicuri di poter pervenire, fra pochi g iorni, ad avere di fronte 1 soli ras tigrini, a rialzare sorti Colonia e prestigio esercito. Conceda, signor generale, che - spinto da sentimenti di amor patrio - sottoponga a Lei liberamente questi modesti miei apprezzamenti. Presidio Adigrat, spurgato dagli elementi malsani è calmo e sereno, .e far à certamente, fino all'ullimo, il pr oprio dover e. PREST INAlU.


15134

DOCLIMENTI DELLA GUERRA. D' AFRICA

DOCUMEN'rI DELLA GUERRA D'AFRICA.

!Oaprile ·1896.

1585

Man dala dal maggiore Prestinari comandante il forte di Adigrat.

Comandante Saganeiti. Che arrivi a ras Man.yaseià, figlio di Re Giovanni re dei re di Etiopia:

....

I

Prego comunicare Comando Generale quanto seg ue: Salsa non ù giunto nè mi è stato ancora segnalato. Condizioni sanitarie presidio peggio-rate . - Media giornaliera malati 350 fra .cui, oggi, ·13 ufficiali, quasi tulti ileo- tifo. Dal 1• marzo ad oggi morirono 22 Ll'Uppa, dei quali 11 negli ultimi dieci giorni. È opinione generale siane causa acqua 'inquinata dai detriti accampamenti e carogne seppellite inlorno al forte, xcarsità medicinali, generi conforlo ed altr i mezzi di cura, agg1'aoano condizioni sanitarie. S i presero tutti provvndimenti possibili per attenuare queslo stato di cose ma, purtroppo dubito, riescano poco efficaci. Resistenza forte sempre possibile fino ai pr imi maggio. Epidemia però farà probabilmente molte vittime ancora. Sarebbe perciò desiderabile se soluzione non è prossima. inviare medicinali iri discreta quantila per mezzo di va ri corrieri. - ! riformatori reduci cam po Neg us riferiscono quesli in r itirala oltre An- · talo. oµ-gi forse, nei pressi Ascianghi . - Una parle soldati abbaudonaroo o Negus· per rag~iungere più presto loro paesi. Abitanti Agamè dicono falla la pace c:ollo sgombro di Adigr at fra · pochi giorni. Ras Man gascia, Alula, deµ-iac Agos n T zalò (3 ore ci1·ca a sud-ovest Alequà) Ras Sebat a Mai-Ciò (Surropò) asmac Singal col Gara medio e Metelca presso Acran e Gherghe rà (sud sud- oves t Logò-Sarda). P.S. Ricevuti i medicinali m andati a mezzo dal bascì Cassai e quelli mandali tì mezzo del latore. PRESTINAHI.

29 aprilo -1896.

Ricevu to suo 31 e 30. Giorno 2 magg io corpo spedizione muov erà èla Sena fè in soccorso di Ad ig rat. Slevoni ha riportato splendida vittoria su Dervisci, ora egli marcia in te.s ta corpo operazione. Condizioni nosll'e truppe ottime. A!)cora pochi giorni dunque! BALDISSER A.

Mi fa piacere sapere che Lei s la ben e. Anch'io sto bene grazie a Dio . Ho piacere che il maggiore Salsa stia con Lei e spero di incontrarlo sempre in amicizia. :Mando qualche coso per il maggiore Salsa e per Lei. Mando l'orologio accomoda to. Scrilla ad Adigrat li 2 maggio 1896. Adigrat, 2 maggio l896, ore f2.

Comando in capo. Il maggiore Salsa scrivemi dal campo del l'as. Dice prevedere dovers i feernare colà parecchi giorni. Ieri allravers6 questi a varnposti un messo con le ttere del ' Negus e del Ra s dirette cost.à. T ullociò accenna11do ad una nuova fase di trattative , facciomi pì·emura di no1,iflcare, ad ogni buon fine, che qui si troverà modo, occorrendo, di -resistere a qualunque costo fino a tutéo il mese in corso. Dalle informazioni r is ulter ebbe: ras Mangascià a Maieuaià (nord est di Amba Sion 4 O t'e da Adig ra t). Ras Alula nel Bezet, tendente al Oamò. Ras Sebalh e degioc Agos pr esso Oongollo, con intenzione opporsi quivi avanzata italiani. Dissidi lalenli fra questi due ultimi. Causa prima, occupazione di Amba Debru da parte di ras Sebath. Corre voce che nel Oamò sians i visti ascar i ilalia ni con due Jus basci, i quali avrebbero accennato all'intenzione di passare al nemico. PttEST JNARI.


_1586

Doc·uMENTI Dl~L LA GUERRA D'AFRICA

(An:iesso N. 3)

Mandata dal m(f,ggiore Prestr:riàri comandante il forte d' Acligrat.

Riepilogo dei lavori eseguiti per il completamento delle opere e per la messa in istato dl difesa clel!a piazza.

Che arrivi a ras Mangascià, .figlio di Re Giovanni ~e dei re di Etiopia. Ho piacere che Lei stia bene ; io pure ~~to bène, grazie a Dio. La ringrazio di aver: consegnato la roba al magg iore Salsa. Spe!'o che il maggior Salsa sia libef'o, perchè quelli che si man· dano per fare la pace non. si possono arrestare; così ·dice il Vangelo di .Cristo ed anche il Fata Neghesti. Scritta ad A.digrat il 4 maggio 1896. PRESTINARl.

Ch.erseber, 4 maggio ·1896.

Sig. Comandante il forte di Adigrat.

Domb.Uina fra le 7 e le 8, valendosi di tulti i mezzi di cui può disporre, feccia uscire dal forte tutto ciò che è possibile di personale, dirigendolo verso gli accampamenti del corpo d'operazione. Appena potrò, e spero sara domani, le manderò altri mezzi di trasporto . • Predisponga quindi quanto è necessario per valersi di tali mezzi, dopo lo sgombero completo del personale, se sarà possibile, sgombrare parte del materiale, dovrà darsi la precedenza alle munizioni ed armi por tatili. . · In conseguenza predisponga anche la dislf'ibuzione di tulto il materiale che presumibilmente non potrà essere asportato. Nello sgombero di ~ui trattasi la S. V. saf'à appoggiata dalle truppe della divisione del generale Del Mayno, cui ho dato a tal ·uopo comunicazione di quanto precede. Voglia intanto farmi conoscere q uanti quadrupedi, all'incirca, potranno occorrerle per lo sgombero del personale, quanli pel materiale su accennato e quante razioni di viveri trovansi nel forte allo scopo di poter, eventualmente, ricorrere a queste per le truppe del corpo d'operazione. Naturalmente l'operazione da effettuarsi domattina non avra effettuazione qualora le truppe della divisione Del :fyiayno fossero, anche parzialmente, impegnate in combattimento. · · In lai caso l'operazione stessa ver ra rimandl!-ta a quando iÌ prefato generale Le, farà conoscere.

Il Tenente Generàle Comandante in capo BALD1SSER.A.

1587

DOCUMENTI DELLA GUERRA D' AFRICA.

1°

P ROVVISTA D'ACQUA:

a) Interno det forte. - N. 2 cisterne ia lamiera e latta della cap!lcilà di circa 17 mila litri ciascuna. N. 1 cister na in muratura e cementata, della capacita. di litri 18 mila. ' ' Furono incatramati N. 50 barili grandi, della capacita di litri 50 ciascuno. Furono costituit.e docce e condotti capaci di raccqgliere l'acqua piovana de i fabbrica ti del forte, coperti alla europea. Escavazione di un pozzo nei pressi dell'infermeria italiana allo scopo di trovare acqua a profondità, o quanto meno a convo"'liarvi 0 e raccoglier vi le acque piovane. b). Estc:ni al fo,:te. - Fu ,costruita una str ada coperta (o cammrno d1fens1vo) 111 mura tura, per potet>e con sicurezza aLtingere acqua al pozzo N. 5, situato innanzi al fron te est, ed a circa 200 metri da questo. Un nuovo serbatoio innanzi al fronte sud, a circa 250 metri, in muratura, e con filtro capace di '18 mila litri. Un serbatoio (o raccoglHore), capace di circa 12 mila litri all'acqua innanzi al fronte ovest, distante circa 300 metri dall'ingresso principale dell'opera. Filtro in pietrame e carbone condotte in trinc,e a e sa,ssaie per la purgatura delle acque. Una t;incea r_ettilinea con doppia massa coprent,e e maschera con spalto antistante al raccoglttore, per la sicurezza della truppa adibita al trasporto dell'acqua alla presenza del nemico. Cammino coperto il quale, mediante. la protezione dei tiri frontali d'a.rtiglieri.a, delle mitragliere e della fucileria del forte, permettera con sICµrezza le comunicazioni col serbatoio.

ÙPERE DI DEFJLAMENTO :

1° Parapetti per fucilieri e piazzole d'artiglieria: a) Fronte est. - Un traversone in muratura alto melr·i tre a tenaglia, con direzione generale nord-sud, par8'Ilelo ai fronte est, lungo circa 80 metri. · . N. 7 traverse corte in sacchi a terra, defìlamento all'infilata dal piccolo altipiano di Nebit e dintorni.


1588

DOCUMENTI DEI.LA GUERRA D'AFRICA

·

Un paradosso, lungo circa 12 metri, alto 4, defilamento della polerna dai Uri di rovescio dalla piana di Ama Custoz e dintorni. b) Fronte sud. - Un paradosso in sacchi a terra, alto 3 metri circa, lungo 50 metri dalla piazzuola della mitragliera alla polveriera N . 1. Un paradosso lungo 30 ,m etri circa fra la polveriera N. '1 e l'ingresso est del ridotto, in mur atura e sacchi, alto più di 4 metri. Una traversa in mura.tura, lunga 4-metri, alta metri 2,50 defilamento all'infilala dal bosco della chiesa verso Gulà. Un traversone in · muratura e sacchi, direzione . nord-est, sud-est, lungo circa 60 metri, alto 4,50, defilamento dai tiri di rovescio altur-e davanti il forte a nord. Altro traversone in muratura a tanaglia, direzione generale est-ovest, scono del pr'3~edente, lungo 20 metri,. alto come il precedente. · Rialzamento d i metri 1,50 in mura tura e sacchi di tutto il fronte ovr~si del muro del rìdotto, lunghezza circa metri 200, defila il terrapieno alto, e dai tiri d i rovescio, i difensori del parapetto. · Un paradoss0, parte in muratura, parte in sacchi a terra, alto metri !~ e lungo me_tri 70, fra l'uscita ovest del rido tto e la piazzola. del saliente. c) Fronte ovest. - Una traversa in muratura alta metri 4,50 lunga 9 metri, defilamenlo all'infilata dalle alture nor d. Una tra versa in muratura alta metri 5 e ìunga metri 7 dietro gli allog-gi ufficiali (parte · nord tenaglia di gola), defilamento all'infilata dal paese di Adigbit. Rialzamento in muratura e sacchi a tena di pt.1rte del parapetto nl salit~nte dietro alla traversa , defilamenlo all'infilata a lture norà. Un traversone in muratura, lungo ed alto come il precedente, spessore per pt·oiettili di artiglieria, defilamento all'infilata della piàzzol{l. grande a fianco del corpo di guardia. Vi furono ricavate due riservette per proiRLtili da canno,ie e da mitragliera. Lato ovest tenaglia di gola N. 4 traverse in sacelli, defilamento all'infilata. d) Fronte nord. - Traversone in sacchi, alto metri 5,50, lungo .metri 7 dietro il panificio, 'defilamento all'infilata ed al rovescio dei tiri provenienti da Adigrat. Rialzato c,on sacchi par te della muratura del fabbricato del pànificio, scopi precedenti N. 6 traverse in sacchi rer defilamento all'infilata dei dintorni di Sabaga-Adis e Ama Custoz. 2° T errapieni. - I traversoni nell'interno del r-idotto sopracitati defilano in pal'te anche il terrapieno alto; inoltre si costituirono:

,

DOCUMENT; DELLA GUERRA D 1 AFRICA

1589

Un paradosso in sacchi a terra, lungo metri 20, l;lllo metri 3 p~r .~asch,erare l'ingresso delltt mensa ufficiali dalle offese provementi dalla piana sotto Adigrat. Un traver'sone in muratura a fianco della palazzina (co- . mando) defila parte del terrapieno alto, dalla mezza costa delle . . alture sottostan ti al colle di Sestaz . . I noltre -si defilarono, quasi a completo, tutti i ter ra pieni mediante traversoni in legname, in sacchi a terra , b otti ripiene di terra ed all ri simili lavori di carattere semipermanente. Con muraglioni di sacchi grandi r ipieni di terra si rivestirono le mura delle case delle polverie re esposte al tiro ed alla vista. O PERE ACCESSOIUE::

'1° In tutti i fronti accessibili, ed anche nelle possibili accessibilità fra le m urag lie rocciose natarali. del fronte sud vennero costC'uiti robusti reticolati con paletti in le 00 ·no ·come coi~ fucili inservibili e filo di ferro. ' Lo sviluppo totale del reticolato che gira· pure ad est, attorno a tutta l'opera, staccata è superiore ad un chilometro. 2° Sperone roccioso innanzi alla pio,zzola det salienie. - P er rendere inaccessibili o, per m eglio dire, meno accessibili tuu i a li ang?li morti e ~ascondi_gìi che permetterebbero al nemico di tars1, quasi al s icuro, srn sotto a lle m ura; furono disseminati su tutte le roccie, tronchi di spine fissali solidamente all'3 roccie con rampini in ferro, caviglie in ferro, picchetti e fili di ferro. Tale sistema di difesa impedisce a l neo:1ico di aspor ta re gli ostacoli ed a ltresì di abbruciarli. ' Inoltre, in parecchi pun~i ed in tutti gli angoli m or ti, sonvi moltissimi gruppi d i mine preparate, caric_he a gelatina R fulmicotone. Gruppi N. 7, mine N. 18. ·

p;r-

3° Spalto roccioso innanzi ai reticolati del fronte sud (terrapieno basso). - Furono cosparse e legate zeribe come innanzi alla

piazzola del saliente. Frnn te sud. - In tutti gli angoli morti ed anche sotto il taO'lio a picco delle batterie, sonvi mine preparate a gelatina. Gr;ppi N. 7, mine N. 13. . _Pronte no,rd . - Stan te la natnra poc,) r ~cciosa dello spalto, si 1rnp1egarono iogate. Ve ne sono N. ;~. Fronte ooest. - Alla tenaglia dì gola per la chiusura delle fortificazioni si costruì : . Un <:avallo di frisa amovibile all'aperLura del reticolato. Un cavallo di frisa girevole, all'apertura del tamburc, dell'ingresso principale. '


1590

DOCUllfEN'fI DELLA GUERRA D'AFRICA

Un gruppo di due mine preparate a gelatina, dietro la caserma dei carabinieri. Fronte e.~t. - Innanzi alla piazzola della mitragliera sud, si dispose un ca vallo di frisa mobile, attraversando il. reticolato, permette le comunicazioni coll'interno (strada irpmondizie , macello ecc.). Attorno all'estremità del muro dil'e nsivo del _ pozzo si costruì una larga zona di zeribe e reticolati; obbliga il nemico a r imanere lontano dal pozzo e lo espone alle offese delle mitragliere. Sullo sprone estrerniià avanzata dell'opera staccata si preparò u na grossa mina e gelatina ,e f'ul h1icotone; serve a cacciare i nemici che cercassero annidarsi sollo il taglio a picco, e ad es porsi così ai fuochi concentrati della fucileria. Inoltre, su Lutli i ripiegamenti della linea di fuoco, su tutti gli spigoli delle r occie 'prossime ai · parapetti, si murarono vetri rotti, si cosparsero i piedi del muro di scarpa in tutte le località ove le rocce si mostrano a nudo con rollami di bottiglie, cerchi in ferro di barili, triboli, tavole con chiodi ecc. Allo scopo d~ rendere più solidi e duraturi i reticolati nei punti p iù praticabili, si rinforzarono con ca nn e da fucile di armi rese inservibili. L AVORI ESTE RNI.:

in

Furono distr utti tu tli i tocul paglia e tutte le altre haracche esistenti attorno al forte ; . campo compagnie cacciatori,. campo ascari genio, campo sezi0ne artiglieria da montagna, compagnie cannonieri, scuderia e loca li tappa; lucu l d i· ufficiali, baracche dei cantinieri greci e Lutlo (!uanto poteva esser e da n noso alla vista ed al tiro. I legnami, la paglia, filo di -ferro e qualunque altro ma!eriale utile fu portato al forte. , Fu demolita pure la cinta intera e le case del castello di Sabagandis, ove si ricavarono molti e buoni legnami;' una sola casa fu lasciata intatta ed ivi fu preµar ata una mina automatica. Colla esplos ione di quesla mina potent.e (gelatina e fulmicotone) si spera di incutere tale spavento al nemico, clìe non si tr:ovi tentato ad utilizzare contro di noi le rovine ed i rottami ancora esistenti, per nascondere le sue a rmi contro di noi in una posizione s ita appena a 700 metri dall'opera . · Adigrat, 21 marzo -1896.

Il tenente del genio PAOLETTI,

'

DOOUnlENTI DELLA GUERR.A

n' AFRICA

1591 ALLEGATO l.\. t:t .

COMAN DO DEL', GENIO. Relazione generate riguardante il genio addetto _a l corpo di operazione dur.ante il secondo periodo della campagna 1896 (l ). :

Proemio. - Il cor_p o d 'opera ~ione riorganizzatosi dopo il 1° marzo, riconosci uta la convenienza e la necessità di avere un forte nerbo di truppe del genio, andò man mano cornpletcrndosi cou ·reparti di tale arn~a, in modo che in breve tempo oltrepassò di gran lun·ga la propç,rzione stabilita neHa formazione di gDerra in Halia èd in genere presso gli eserciti euro pei. Difatti, mentre avanti il 1° marzo nella Colonia esis teva una so la com pagnia d~l genio (quella del corpo colon ial e) ed una sezione telegrafisti, il 20 marzo il cor po d'oper azione disponeva di setLe compagnie del genio, delle quali una colonia le, cinque miste ed una di telegrafisti. Nel -primo r.ieriodo delle oper:azioni, e cioè dal giorno di sbarco fino al con centram ento sull'-alti°piano del corpo mo bile operante, de tte compagnie .furono dislocate n elle più im por tan ti località, da Mas.saua a d Asmara e S~ganei ti ed impiegale nel r afforzamen to dei forti di seconda linea e nella s istemazione delle ,retrovie; poscia . seguirono tutte il corpo cl' operazione, ecceLtuat.a la compagnia del corpo coloniale che r imase ripartita da Asrnarn a Cassahi. Costita:,ione delle compagnie. - Ad eccezione della 6" compagnia che fu coslituita dall' 11• del :2• reggimento genio, raffbrzata cl.a uomini dello stesso reggimento, !.utle le aìtre g iunte dal!' J [alia furono formate con ele menti del :l0 , 2° e 5' reggimento ed a lcune con elementi a nche del 8°, e per fino con uomini dei reggimenti alpi ni esercitali nella trasmissione telegrafica ottica. GU ufficiali vennero. tr aLti indifferentemen te dai corpi ed uf'fici, e non pochi subalterni eia quelli che er ano da qualche mese soltanto usciti dalla scuola d'ap plicazione. Tale costituzione rese difficile la coesione dei vari elementi componenti ciascuna compagnia, a discapito del risultato e cfella disciplina. E, ad aumentare l'inconveniente, s i aggiunse il fatto che nel r ipartire e raggruppare g li uomini, secondo le esigenze dei primi giorni, le compagnie quando furono assegnate al c~orpo d' opera(i) ~faggìori part.icolari su lle operazioni del genio, c!Ul'an te il ~econdo periodo della campagna ! 896, saranno pu!Jl) licati. e.on corredo rli tavo le. dal la Rivista di a·rtiffliel'i(i e {lehio. ' · · "

N. della li.


1592

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

'-

zione s i trovarono ricostituite con eleme~ti diversi da quelli avuti all'alto della partenza. Sicché anche la 5a compagnia perdè il vantaggio della propria formazione. La 7a compagnia (telegrafisti) fu costituita dalla sezione telegrafisti già esistente nella ,:olonia, rafforzata da personale del 3° reggimento.

-

Forza delle compagnie. Partendo dall' Italia le compagnie avevano la forza seguente : ' 2a compagnia ufficiali 4 truppa 180 » 3• 4 180 ))

))

4•

))

))

5a

))

))

6·

))

))

5 4 4

-21

)) ))

»

201 148 151

» Totali . 860 Allorquando si riunirono al corpo di operazione, la forza era cosi ridotta : 2a compagnia ufficiali 4 truppa 158 3a )) 4 162 4a )) )) 4 113 ))

)) ))

5a ga

))

»

4

))

))

»

4

»

105 102

Totali 20 640 La 4a com pagnia perdè di fo rza un ufficiale, a causa della costituzione di questo comando. La diminuzione degli uomini di truppa fu dovuta al rafforzamento della 1 a e 7• compagnia, al servi?iO dei laboratori i del genio a Massaua ed e. malattie. La forza ridotla nel modo suindicato rimase pressochè inalterata fino allo scioglimento del'eorpo di operazione. ))

Costitvzione del comando. -

Il 13 aprile giungeva ad Adi Cajè

il sottoscritto, ed in seguito ad ordine del giorno 7 dello mese, di

S. K il comandante in capo, assumevo il comando del genio presso il quartiere generale del corpo di operazione.

Lavori. - Le compagoie del genio isolate o raggruppate, a seconda dei bisogni, eseguirono tutti i lavori che si resero necessari per r endere possibile il fpnzionamento di tutti i servizi delle truppe e la loro avanzata. Fu quindi ristabilita e completata la rete telegrafica elettrica ed ottica, impiantando stazioni eveutu3;li là dove non erano sufficeoti le permanenti; furono sistemate, riattate e costruite strade mulattiere e camelliere; scavati ovunque fu possibile_ nelle retrovie e nelle varie località, successi va mente occupate, pozzi, serbatoi, abbeveratoi, lavatoi, ecc" per il rifornimento delle acque; rafforzate le posizioni con trin~eramenti, ridotte, batterie ed altre opere

DOCUMENTI DELLA GUERRA

o' AFRICA

1593

~amp:lf e poi5t~ in istato di validà difesa quelle esistenti lungo la _lmea d1 operaz10ne ; nelle piazze, nei presidi, nei forti, neO'li accamp e.oti ru·rono costruiti baracche, tucul, forni, cucin; ma1celli, frascate, strade, cimiteri ed eseguiti altri lavori di castra metazione. Fu provveduto al seppellimento dei caduti ad Abba Gar ima e dei deceduti durante le operazioni, erigendo pietosi .ricordi sul teatro della ·battaglia del 1° marzo, ad Adigrat e ad Ad i Cajè ; si attese a~ abbatter.e piante per fornire alle truppe legna, che in genere difetta v.a, si sott~rrarono o distrussero col fuoco carogne di quadru pedi che m rilevante numero ingombra vano le strade ed i passaggi, con grave pericolo dell'igiene; infine, nei presidi dell'altipiano, destinati ad aver carattere di stabilita, furono ese"'uite costruzioni per la mag gior parte di tipi indigeni, per m~ttée a1 riparò delle imminenti piogge uomini, provvigioni, materiali e quadrupedi. Materiali. - Le diffico!La de lla viabilita e la marcia dei quadrupedi resero difficile e stentato il _rifornimento deo-li attrezzi e mal.eriali da lavoro occorrenti ai reparti del genio, p~r soddisfare, colla dovuta celerità, ai bisogni delle truppe ed alle molteplici richieste. E non sempre l'attivissima oper osità del personale riuscì a supplire a tale difetto. Pur non volendo, per amor di brevità, scender e a dettagli in ordine al inateriale, accenno agli ottimi risultati ottenuti nell'impiego delle pompe rotative per il servizio dell'acqua, che riuscivano di praticissimo impianto ed. uso e non richiesero mai riparazioni. Per contro i pozzi Northon f'urono di nessun e/Tetto essenzialmente a causa della natura e struttura del terreno, e della conseguente distribuzione dei fili fl uidi sotterranei. Igiene. - Quantunque il personale del genio non siasi mai risparmiate fatiche e disagi, la salute di esso fu sempre ottima. D isciplina. - Non ostante la anormale organizzazione dei reparti del genio, di cui è cenno innanzi, ed il frequente e spesso frazionamento delle compagnie, fu mantenuto da tutti, a livello altissimo, il sentimento di disciplina, di operosità e di abnegazione. Conclllsione. - Tanto mi onoro dì r iferire, dichiarandomi pienamente soddisfatto delle tr up pe avute qui ai miei ordini ed orgoglioso di averle comandate (1). Il comandante del genio A . Fusco. (il Sulle operaz1otu compiute dalle compagnie clel genio addette al corpo di operazione, vedi le tavolo N. VI, VI!, vm e IX, annesse al presente fascicolo.


1594

DOCUMENTI DELLA GUER.RA D'AFRICA

DOCUMENTI DELLA GlJE11.RA ALI.EGATO

N.

•11'

A ppunti e considerazioni sul servizio di intendenza (·1) ·

Premessa. - Una l'elazione completa, ordinata, esalta, documentata cogli occorrenti dati slatisLici, intorno al seevizio dell' in: teo.i._!enza nella recenLe campagna non saeebbe possibile compilal'la , e ciò per parecchi motivi che or a esporrò : 1° L'intendenza assunse le proprie fun zioni quantlo già la campagna era inizia ta ; se nza' quindi la ne<.;essaria preparazione; senza precedente affiatamento cogli or /!alli che ne dovevano dipendere ; senza conoscenza degli elementi di cui doveva disporre e sui 'luali <love va basarsi; coi servizi già, in un modo co munque, stabilili ed avviati. · 2° La giurisdizione del!' inl.endenza, ne l primo periodo della campagna, venne a Irovars i limitala ad una sola pa rte del teatro cl'or,orazione; senza cs:-;er quindi a conoscenza di quanto accadeva nell'altra parte. 3° Non tutti i servizi che regolann ente dovrebbero far parte dell' int.endE-nza àipendevano da essa; 11e erano cioè, per varie r agioni, sottratti il sel'vizio del gen io, quello teleg rafico e quello dei can1biniel'i reali ; dei quali servizi quindi non si potrebbe che imperfeUame11to, incompletament.e e senza com petenza, trattare. 4• Qualche altro ser viiio, se 11 011 per s uporio t·e dis posizione, per lo ~aturali vict!nde delle cose venne pure, in misura più o meno grande, per un tempo più o meno !.ungo, sottratto alla giul'isdizio ne d~II' :nteo,çlen2a. Così appunto succedeva a l sel'vizio sanitario, la cui direzione, sino dalla fine di fcbbl'aio, veniva chiusa in Adigrat e non doveva -più comunicare cogli organi superiori sino alla fine della cam pagna, nò a vere quindi , <la allora, funzioni che superassero quelle di una direziono di infermeria. - Quando poi l' intendenza assumeva nel secondo per iodo della campagna, in marzo, le dir ezioni doi servizi iu tutta la Colonia , 0spedali ed inferme rie ' funiionavano già in Chereo, Asmara, Adì Ugri, Soganeiti e Ghinda alla diretta dipendenza della direzione di sanità di Massaua, ed il passaggio della giurisdizione di questa a quella del!' intendenza, nou avvenne che gradatamente e, dirò a nche, incompletamente. 5° A determinare il funzio namento di uno ste~so s ervizio, con(! ) li presente documento, in parto è riassu nto, in par te è inL~gralmente riprodoUo dall'Allogato N. ·l2, sul Servizio àell'intendenz<i, duranto la. camp:1gna d'Africa d el 1890,

del tencnto-colonuello di staio magg iore Ripamonti.

n' Al'RICA

159 5

corsero io parecchi casi, o in modo permanente, o transiloriamenle, doppie giurisdizioni. Così, in concomitanza dell'intendenza, quella del ..:\l.~overoo pel servizio di tappa e per qt:elle dei tras porli nel 1• per iodo della campagna; quella della r ispettiva autorità civile pel servizio di cassa e per quello postale, in modo permanente. 6° E (inalmente, per non dire di altri minori, la costante defìcenza di personale e più ancora le rrequenlissime· mutazioni nel personale s tesso, dovute da ppr incipio ad esigenze varìe di servizio, e più tardi, specia lmen te sull'ultimo del secondo periodo della campagna, ai r impalrii, che ma lattie maligne ed ostinate ebbero a rendere necessari . · È nelle sovra espresse osservazion i che trova la s ua rag ione il titolo posto in test.a al present.e lavoro anzicbè quello di rela~ione.

Costituzione dell'intendenza. - Il ·15 gen naio, in conseguenza dell'ar rivo di numerosi battaglioni di truppe bianche sull'altipia no, s i rese necessario la costituzione dell'ufficio d'int-enden te. L'intendenza pr opriamente delta, non poteva for ma rsi così, all'improvviso; ma a g rado, superando difficoltà di varia natura. Il personale, specie in ufficiali, s i dovette ordi'n are a lla meglio; talmente che, principal lavoro dell'ufficio nuovamente cosliluito, si fu quello di dare asseti.o sommario ai vari servizi, ricorrendo a ripieghi conse11 titi dalle eccezionali condizioni di fatto in cui versavano. P rincipal norma d'azione, in questo difficile periodo, si fu quella di creare, il meno possibile, difficoltà d'allra natura di quelle derivanti dall'ang us tia medesima delle circostanze, mirando pi ù. al fine che ai mezzi. Il grosso dei servizi d'intendenza, il 15 gennaio, era raccoito in Adig rat, dove, pel momento, era ezia ndio s tabilito il comando in capo. Giova ricordare a questo proposito, come Adig rat, essendo allora il punto più avanzato de lla nos tra linea d'operazione, esercitasse di conseg uenza uno speciale influsso sulla situazione dei servizì d'intendenza e degli stabilimenti a va nzali, tr oppo esposti rispetto a l nemico. Il servizio di vettovag liamen to ern disimpegnato da una direzione di commissarialo, dipendente da Massaua, quello di equipaggiamento e vestiario da un solo tenente contabile, t1ucllo di cassa eia una succur sale d'occasione. Pel ser vizio sanilario esisteva in Adigrat un'inrer merio presidiaria, con tre ufficiali medici; pel ser vizio di polizia, presso il comando in capo, era addetto un comando cli compa gnia di carabinieri reali, con giurisdizione sull'intera colonia. Il servizio di artiglieria avea in Adigrat un magazzino ed un labor atorio, quello del genio un ri par to di zappatori, dip1:ndenle { 01, -

ANNO X C.I.


1596

DOCU MENT I DELLA G UE RRA D' A.Flt lC A

dalla compagnia slabilila all'Ai,mara, il telegrafico una sezione lelegra fist:. Il servizio dei tr asporti era affidato ali' impresa dipendente da l Vice-Governo, e limi tava la sua azione alle linee: Massaua-Mahio· Adigral-:vlassaua-Saganeiti e Massaua-A s mara. Taie SP,rvizio era accresciuto da limitalo n umero di quadrupedi di requisizione. Vi era in Adigral una co mpagni t1 del treno, forte di un paio di centinaia di ascari e di qualche centinaio di quadrupedi di varia spe· .cie. destinali a corrispondere, oltre che ai bisogni locali, a certi speciali servizi di trasporto. Il comandante della compag nia treno di Adigrat era a llresl comandante di tti!)pa. Pèl servizio dei lraspor li concorrevano, finalmente, in diversa misura, due tratti di ferrovia e cioè: 1° Il Lratlo Massaua-Archico (12. chilometri) percorso da una Decauville. 2° JI tratto Massaua-Saati, percorso da una ferrovia a scal'tamenlo r idotto, capace di traspoPlare, in via normale, a nche par ecchi balta1?lioni al giorno. Relativa mente al corpo di operazione es iste"ano due linee di la,ppa: La prima, di nuovo impianto e più diretta, Massaua-ArchicoMahio-Adi-Cajè-Barachil-Adigrat. La seconùa, Massaua-Saati-Ghinda_-Asmara-Saguneiti-Adi-Cajè, dove s'allaccie.va alla prima . I comandi di tappa, di massima, eraM affidali a subalter ni di fanteria e del treno , alle dipendenze del Vice-governo di Massaua . Il servizio veterinario non aveva anco ra ordina mento Jefìnitivo. Gli accennali servizi comunicavano, singolar mente, con gli uffici di Massauii, senza alcun orga,no direttivo; pePciò fu prima cura dell'ufficio dell'intendente, nuovamente cos tituito, di ordinare le richieste e le comunicazioni, e di disciplinare le varie potenzialità. In breve, grazie disposizioni analoghe emanate dal ViceGoverno di Massaua, i servizi venner o a d assumere uni!'ormilà e regolarità di funzionamento, cui diedero nuovo impulso ,:tli a iuti provenienti dall' Italia. Siffatt.amente, nella seconda quindicina di gennaio, fu costituita la direzione di commissa riato del cor po di operazione, cui si affid arono i servizi di vettovag liamento, di cassa e di equipaggiamento; indi a ppresso quella di sanita e del servizio veterinario. Il comando in capo, per rag ioni di opportunità, ed anche ·per alleviare il lavoro dell'intendenza, a vocò a sè il servizio del genio, quello telegrafico e dei carabinieri reali. Si ordinò il servizio postale e q1,1ello di tappa, _che da lle dipend enze ciel Vice-Governo passò al-

DOCU l!EN'l'l DE LLA G UE RRA

o' AFRICA

1597

'l'int~ntlenza: il servizio dei· trasporti, momentaneamente, seguitò a fun~ree come pel passa lo. La missione pertanto dell'in tendenza, pel modo, pel te mpo, e per le condizioni speciali in cui versava, venne a li mitare la sfera -della sua azione normai~.

Vicende dell'intendenza. - L'intera campagna può ritenersi divisa in due dis tinti periodi: l'uno da Adigral. ad Abba Garima {gennaio-febbraio), l'a ltro da Abba Garima , nuovamente, ad Adigrat (marzo-apr ile-maggio). Al 15 gennaio già !"i trova vano raccoIli in Adigrat sette battaglioni indigeni (1°, 3°, 6°, 7°, 8") e quello di M. M. Il 4• era ·stato dis trutto a.d Amba Alag-ò, il 2° era a Cassala. Altre trupµ e stava no per giungere sull'altipiano, di guisa che, alla fine di gennaio, si sarebbero Paeco! Li in Acligral. ll,000 inc.ligeni e '1 2,000 bian·Chi, all'incircc1. I 11oltre, esse ntlo s Labilito che ogni 1'iparlo avesse seco lo salmerie con 5 razioni di viveri (60 muli per battagl ione) così, sul totale del corpo di opeP!:lzjone, si avrebbero avuti 2800 qua,dt'upedi. Adigrat, come si disse, e ra posizione troppo avanzata nei r ispetti del servizio d'intenrle nza; si che lutto dovea sconsi o-Iiare dall'accumularvi un'ingente quaritità di. risorse per l'inte ro ~orpo -di operazione . Infatti, se, per un caso qualunque, questi avesse dovut.o retrocedere, anche di una sola tappa, per l'incalzare del nemico, tutte ,queìle risorse, c hiuse dentro il fOL'te, saPebbero r imaste inutilizzate, a causa delle diffìcolta degli spostamenti sul teatro d'operazion,e dcli' Eritrea . li principal centro dell'intendenza sarebbe quindi s tato pi ù op.portuno e sicuro ad · Adi-Cajè, a quattro tappe èla Adigral, an ziché in Adigrat stesso. FrattanLo, il '17 genì1aio, il comando in capo passa va ad Adag a mus, a Lre ore da Adigrat, con il g rosso del corpo. I viveri continuavano sempre a gi ung ere abbondanti cl.a Massaua; difettavano però i mezzi di trasporlo per pt•oseguiPe oltre Aclig rat: -quivi s'erano intanto raccolte tlallc 2.0 alle 25 giornate di viveri, per tulto il corpo. Perché questi potesse marciare su Macullè e per manervi, lo stretto necessario, erano occorr enti all'incirca 2000 cammelli, in più dei quadl'upedi che si possede vano. Ma all'infuori di queste esigenze, cui del r esto potevasi fat' fronte con qualche ripiego straordinar io, parve al comando in -capo che fosse più opportuno consolidarsi in Adagamus, che pro-cedere più oltre ancora, attendendo gli eventi.

s-,

•


1698

DOC U111ENT1 DELLA GU ERRA D' AFRICA

Si era a queslo punlo, quando avvenne la resa di Macallè e si effettuò il movimento da fianco degli scioani ve·rso Adua. Il nostro corpo, il '1° febbraio; fu costretto a ripiegare, all'improvviso, su A,digrat ed a spostarsi quindi verso Entisciò . L'intendenza diede tosto mano ad effettuare i suoi trasporli, sì che lo sgombro dei depositi di Adagamus poté effettuarsi nel pomeri'ggio del 3 febbraio. Nello stesso tempo provvedeva alle nuove linee di rifornimento verso l'Entisciò. · Ma qui il problema cominciava a farsi arduo, non lanto per la questione dei viveri, ancora abbondevoli, quanto per i mezzi di trasporlo che da questo momento, sino alla giornata di Abba Garima, andarono dimostrandosi insufficenti sempre più. Non valsero un migliaio di cammelli gia trattenuti, in Adigrat, in vista di un'eventuale marcia su Macallè, a migliorare le sorLi del ser.,.. vizio dei trasporti; perciò convenue· ricorrere alla requisizione, m isura che dovea condurre in breve ad un notevole squilibrio fra il movimento di rifornimento a tergo e quello oltre Adigrat ed Adi-Cajè, alla vigilia di Abba Garima. Ma confortava, nella stretlezza e nelle angustie del momento, la speranza che presto si sarebbe raggiunta Adua .e si sarebbe'· dischiusa la via di riforoimenlo da Asmara per Adi-Ugri, diretta, più breve e molto più comoda della precedente, lunga, tortuosa e difficile. · Grande parle delle difficoltà che incontrava il rifornimento sarebbero state allora eliminate. In previsione di ciò, fino dai primi di febbraio, il sottoscritto segnalava al Vice-Governo la convenienza di costituire all'Asmara un abbondante dept,sito di veltoavglie. Intanto le condizioni dell'intendenza si andavano aggravando per il sopraggiungere di nuove truppe di rinforzo, per una certa lamentata larghezza nei prelevamenti, stante la deficeoza del personale e le tumu1t,1arie . vicende in cui si svolgeva il servizio, per le grandi perdite di quadrupedi, ed infine per il rallentamento provocalo sui rifornimenti dagli effetti della requisizione. E da quel momento, sino ad Abba Garima, fu un continuo succedersi di cip1eghi, di espedienti, di ansiE>, di timori, di s ollecitazioni, di appelli, che tutti e tutte trovavano una ragione nella pungente penuria di viveri , e tulli e t11tte una r isposta nella sconfor.t ante penuria di mezzi di trasporto .. Si continuò ad andar avanti, alla giornata, logorando non solo il fisico mà eziandio il morale del s oldato.

Necessiià di modijicare la linea di rifornimento e di sgombrare Adigrat. - L'anormalita della posizione di Adigrat, come sede dell'intendenza rispetto allo spostamento del corpo di operazione

-

DOC UMEN'l'l DELLA G UERRA . D' AFRICA

1699

verso Adua, divenne quindi innanzi più evidente. Urgeva procurare lo sgombro dei magazzini, eccezion falla della dotazione del forte di A.èllg-t!_Qt (-i:5 giorni <ii viveri per iQOO .bianchi e 500 indigeni) a fine d i stabilire intendenza e stabilimenti Avanzali in posizione più a _rr etrata e sicura. A quest'uopo, l'intendente riconobbe la linea che da Ma i Gabeta -e Debra Damo; s'allaccia a Mai-lYfarat a quella Adi-Cajè -Adigrat; .a fine di trarne partito per a~corciare la principale, e provvide a che si sistemasse pel servizio. Temporaneamen.t0 ne risentì benefico in flusso il corpo di operazione, rna lo sgombro dei rnagaz: :zini di Adigrat non a vanz.ò g ran fatto. Laonde, il 12 febbraio, l'intendeule stabili che tutLi i quadrupedi provenienti da tergo lasciassero mnteriali e derrate non di prima necessita ad Adi-Cajè, -quello cli prima necessilà a Mai-Marat, ed avanzassero tutti scarichi su Adigrat, per compiere il riversamento delle vettovaglie sul -corpo di operazione.

E ffetti delle defeiioni di ras Sebath ed Agos Tafari. - Già il, movimento cosi stabilito, o meglio cosi ravvivato, stava pet' iniziarsi, quando defezionarono le I.lande di ras Sebath ed Agos. Le bande ribelli avendo poscia occupata la regione del Colle di ~aelà, venne per questo fallo a rendersi pericoloso per le carovane il transito per la via di Colle Alequà. Il 8oltoscritto dispos e allora senz'altro perchè, cogli stessi mezzi di pl'ima, lo sgombéro di Adigrat, anziché direttamente su Entisciò per Alequà, r.ontinuass e invece su Mai Maret, per esser poscia da quivi diretto ad Enlisciò, per Debra Damo. Cosi fu fatto; ed in 2 o 4 giorni piu cli 1000 quintali di vettovaglie vennero riversati su Mai Maret, località che andò cosi divenendo un importan te deposito. Accadevano t'raltanto, il H, il '15 ed il 16 di febbraio i fatti di Saetà e di Colle Alequà, ai quali il pr~sidio d i Adi°grat assisteva, lontano spettatore, dai parapetti del forte. Il 14 sera, scambio di fucilate a Colle Saet$ fra i ribelli e il drappello Cisttlrni, della com pa g nia preeidiaria di Adigrat; il '15 rnattina nuovo. scontro dei ri., belli sempre a Colle Saetà col drappello del tenente. dei bersaglieri De Conciliis (appartenen te a li' intendenza) il quale ,rimaneva ferito _.e p.rigioniero; il 16 finalmente, scontri dei ribelli a Colle Alequà çolla colonna M.occagalta, pure della compagnia presidiaria di Adi.grat, i'.1 cui rimaneva coinvolto e ripetutamente ferito il tenente nei bersaglieri Caputo, dell' inlendenza, morto pochi giorni dopo in caurn di quelle ferite. Il Caputo, proveniva dal comando di tappa di Mai JHergaz, con una piccola carovana di camelii scarichi.


1600

DOCU MENTI DELLA GO E!tRA D' A FRICA

In seguito a tali fa tti, l' intendenza ven ne a sentirsi sempre più a disagio in Adigrat, e ciòtanto più maggiormente, in qua nto che, dopo i fatti stessi, i ribelli, girando alla ittrga attorno al forte, ed avvicinandosi per uua parte e pe1· l'altra alla strada d i Mai Maret- Ba rachil, accennava no a circ uire il fo r te stesso completamente. Non era quind i più po s$ibile per l'intendenza, in ta li condizioni, il continuare a mantenersi ·in Adigrat; d'aHra parte, do po la carova na parti la per Mai Maret il giorno 16, non rimanevano or mai più da sgombr are che circa ancor a 800 quintali di vettovaglie. La serA di dello giorno disposi pertanto perché, il rna Uino del 17, coll'ultima colonna di vettovaglie, l'intendenza uscisse pure da Adigrat, muovendo per Mai Mar et ver so Adi Caiè. Avrebbe fallo pa rte de lla colonna anche la cassa, fortè allor a di circa un milione, in metallo, e pel cui solo trasporto occorr evano poco meno di 100 muli. - Colla intendenza sar ebbero pure uscili da Adig rat le direzioni dei servizi di vetLova gliamento, di cassa e di veterinaria. Equipaggiamento, artiglieria,. p osta, compag nia tr·eno avreb bero s eguìlo il giorno successivo. La sanità sarebbe rimasta per intanto col trecento malati ch eerano ricovera ti nel forle e pei quali, in quel momento, manca vano a ssolu tamente i mezzi di trasporlo. Il telegrafo verso Ba rachit era interrotto, a d ogni momento; cion onosta nte mi era ri usci lo di far saper e al Vice-Governatore ed al comandante la com pagnia indigeni, che era sta ta mandata ap punto in quel giorno a Mai Maret, la mia mossa dell'indomani. Nella notle dal 16 a l 17, poco do po le or e 24, i guardafili mandati da Adigrat a riattivare la linea lelegrafièo di Ma i Maret, manomessa da i ribelli, venivano , a pochi chilom etri dal fol"Le, accolti a fucilate dai ribelli stessi ed obl.Jliga ti a l'etrocede re. Ne segui va u n allar me nel for te, il quale tuttavia P.On ebbe seguito. I d bell i essendo pad ro ni del Colle di Alequa, quella linea telegrafica e quindi le comunicazioni col coma ndo in capo, r iman eva no decisamente in terrotte. L a colonna sopraccennata ad unque, forte di circa 600 quadru pedi , usciva così da Adigrat, la mattina del 17, quando, a 3 o 4 chilo- · metri dal forte, a co nferma dl notizie pr ecedentemente avute in mattinata, la via appariva sbarrala da mosse ribelli, e da i medesimi apparivano pure occupale le alture Jatistanli alla strada. Prosegui r e in tali condizioni, con un a scor ta raccogliticcia e mal sicura come quella di cui disponevo, sar ebbe slala cosa sommame~Le imprudente, tanto più che una delle masse avversar ie accennava ad un largo a ggiramen to p er la des tra che a vrebbe pot uto benissimo avere per obiellivo l'interposizione fro la carovana ed il forle. F u quindi g iuocofo rza retrocedere. Ri mandai dopprima Sgombr o d!:!ll' i ntenclenza da A digrat. -

D0C0l!EST1 DELLA GtERRA D'AFRICA

1601

al · forte la caro va no, quindi seguii lenlamente col g rosso della scorta, rnentre qnalche ploto ne, lanciato s ulle a~ture ad es~ (dalla par te appuo/'.o dove si _e r~ vis_to pronunciare l'agg1r~mento~ r msc1va a scorgero/:~i nuovo I r1bell1, e , con qualche scarica a ~alve, ad ammazza; ne qualcun o. A.Ile 11 tutta la colonna er~ rientrata nel forte. i n tanto: da pa rte dei ribelli , s i era a ~1da to cornpiendo,l'a:~e_rchiamento del forte stesso, e, dalle voc1 che corre vano f1 a ,:,h mdigeni, paréva da ,parte <lei ribelli medes imi fosse progetta lo un attacco di viva fol'za per l'indoma ni mattina. . Il balla glione Valli si spostò allora, laterulmenle ver so Alequa e sconfiss e i ribelli. così eh<.>, se si chiuse la via di · Bara chit, ver~ne oro? col-: l'arrivo del batlaalione Valli, a r iaprirsi quella d1 Alequa, e eh q uesta decis i di a~ profittar s ubilo l' indoman i ~ a ttina per- vodere finalmente di to~lierrni da c1uella spinosa, e log1sl1camenle st~ana · s ituazione che già da due giorni par alizzava com pletamente l'ai1o~e dell'in tendenza, isolandola dal corpo d'oper azione e dalle retrovi e nel tem po stesso. . Nel mentre da vo le disposizioni 'per la marcia dell' indomam, venivo avvisato che un medico ed alcuni infermieri, si avvicinavano al paes e di Adig ra t (a 500 m. dal forte) per farv i r!cerca di qualche ferito che si diceva ivi r icov_erato, ed era no s tati presi a fucilale da abitanli del paese. Mandai tosto a quella .volta la compag nia lreno indigeni ed in breve il villai;rgio fu in fiamme. La nolle passò tranquilla; l' indomani malLina nessun ~cce? no ~·attacco. L'arr ivo del baLtaglione Valli aveva fa tto s entire 1 suoi saluta ri elTetti. Uscii pertanto di nuovo dal forte, colla stessa car ovana del giorno · pr ima car ica pe1·ò <li sole vetto vaglie; non mi era sembralo pru: dente 'arrischiar e la cassa in una marcia, a bbastanza lun g,a, d1 cui speravo la buona riu5cito ma che poteva anche correre a,versa vicenda . . Alle 10 a iun aevo colla carovana a Colle Alequà, do ve r iformvo di viver i i l b;ltaglione Valli. P roseguivo quindi. poco dopo pe~ Mai Mer gaz, in mezzo a i cadaveri dei nostri, caduti ne~li scontr '. di Alequà due giorni prima. Una compagnia del battaghone Valh aumen tava la nostra scorta. · Ver so le or e 16 si r iun geva a Mai Mergaz, . toglien do così c?l nos tro ar rivo quel coroandunte di lappa dalla critica situazion e cui da più g iorni tr ovavasi, a g uardia d_el dep~s ito di vetto vaglie ivi rimasto. )fon erava mo ancora giunti a Mai Mergaz che le comunicazioni con Alequà erano già in terrotte, come ce ne facevano fede le fucilate che venivano scambiate alla r etl'oguardia. Per not-

m


1602

I

DOCUMEN'l'l DELl, A GUEltRA D'AFRICA

tammo in Mai Mergaz, do po avere naturalmente prese tu lle le misure di sicurezza, alte a sal vMe dalla ingordig ia dei r.ibelli la g rande quantità di derrate elle la carovana Lrasporlava. Malgrado il continuo scambio di fucilale durante lutta la notte ed il continuo latrare di cAni a diverse distanze, indizio s icuro di movimen to di gente, non avvenne a!cun incidente degno di nota. Il mallino appresso, 19, la carovana, aumentata dei quadrupedi e dei:rate che si trovavano allora in Mai Mergaz e che in totale sommava a circa 700 fra cammelli, muletti ed asinelli, con circa 800 quintali di roba, prese la via dell' Entisciò, e l' intendenu) con essa, senza più alcuna molestia. La grossa carovana arriva,•a nel giorno stesso a Mai Gabetà ed il successivo 20 a Saurià, dove il corpo operante aveva avanzato s in o dal g iorn o 12 cir ca e quando già i viveri cominciavano a mancare. L'intendenza frattanto, col sottoscritto che il 19 sera s taccandosi dalla carovana aveva fatto ra pidamente una punta sino a Saurià a con fer ire col comaudo in capo, il 2P. da Mai Gabetà si portava a Mai Maret, dove, dopo tre giorni di sospen sione forzata, poteva .finalmente ri prendere le sue fu nzioni. · Mai Maret, largamente provvisto, come si vide, di veltovaglie, era s tato in quei g iorni teatro di un a llarme notturno causato da un tentativo di attacco da parte dei r ibelli che poi non ebbe seg uito ; ma inlanto il de posito di viveri, impiantato all'aria a perla, n'era andato a soqquadro. Si diè subito opera a riorga nizzare il magazzino stesso e dopo tre gior ni l'intendenza r iprendeva la sua marcia di spostamento indietro, giungendo nello s tesso giorno 23 a d Atl i Caié dove stabiliva la s ua nuova sede.

L'intendenza in Adi Caiè. - La sera del g iorno s tesso g iungeva in Adi Caiè, dal comando in capo, l'avviso che il corpo di operazione, l'indomani mattina, avrebbe inizia to la sua marcia di r ipiegamento sopra Adi Caié. Ali' in tendenza, dove non si conosceva troppo la situazione str ategica e tallica, ma molto bene inve~e, natura lmente, quella logis tica, quella comunicazio ne ru accolta con un ver o s enso di sollievo. E non poteva essere diversamenle. I q uadrupedi da tl'asporto mancavano sempr e , ma ncavano più che mai, coli' a ggravante ora che molli ca mellieri coi proprii cammelli fu ggivano per sottrarsi al gr a vosissimo servizio ed a l pericolo· di cadere nelle insidie dei ribelli; i quadrupedi che ancora r imane vano erano ridotti la maggior parte in uno s tato da far pietà; ed i loro proprieta ri e conducenti reclamavano, volta a volta, pregando e protesta ndo ener gicamente, per le loro bestie u n riposo che quasi mai poleva venir accordato. Non si sapeva corne tirar avanti; g li arrivi da Massaua andavano sempre più illanguidendo, i magaz-

DOC UntRNTl D ELLA GUERRA D 'AFRICA

1603

zini erano quas i vuoti; la crisi a ndava sempre più facendosi acuta, la situazione sempre più inquietante, sì da lascia r temere uon lontana qualche scossa violenta, quando non si fosse in tempo provvisto. Ed il 'PJ.:Q_vvedimento appariva allora nell'ordine di ripiega mento. Ordine clìè però doveva poche ore dopo venire contromandato ! E la situazione peggiorava sem pr e ; il ~otloscrilto che giù da tempo si p reoccupa va di tale stat(\ di cose, non · manca va di seg nalarlo al comando in capo, il quale, da parte sua, invece, guidato da altri criteri ed intento ai pr oprii obbie ttivi, continuava a chieder derrate, sollecita va, minacciava, fuceva un ulti mo a ppello agli sforzi di tutti perchè, non Josse imposta alle truppe del corpo di opera:iione una umiliante ritirata! Ma che potevasi fare se i mezzi di trasporlo mancavano assolulamente 1 Ali' intendenza si aveva b ensì la facoltù di domanda rli ma non già i mezzi p er ottenerli, per procura rseli ; dal Vice- Governo, da Massaua, solo, potevano ven irle quadru pedi e derrate, poichè la regione , nulla, o quasi nulla più poteva offrire di quanto fo r se in te mpi normali le si sarebbe potuto chiedere. Il Vice-Governo, a sua volta, doveva esso pur e mancare di mezzi, anzi esM , da tempo tempestava di proteste, assicura ndo che se non g li si fossero rimandali indietro i q uadrupedi da trasporto, avrebbe finito col dover s enz'altro sospendere il rifom imento. E non solo non s i poteva rimandare indietro neppure un quadru pede, ma quelli che trovava nsi allora , alla fine di , febbraio, impiegati in Adì Caiè in ava11ti, non erano sufficenti ; molti, anzi troppi ne mancavano il rifornimento g iot'naliero del corpo operante. - Tenuto conLo di tutti quelli provenienti della r etrovia , i quali, dalla fine di gennaio in poi erano stati tra ttenuti e spinti verso il corpo d'operazione, dedotti pure quelli assorbiti dal corpo stesso, avrebbero dovuto trovarsi a disposizione dell' intendenza, all 'atto del s uo a rrivo in Adi Caié, circt1 5000 camelli. Chiamate e raccolte le situazioni il giorno 25, risultavano invece a mala pena 2300. Mentre, per assicurare giornalmente il necessario, il puro, lo stretto necessario al cor po d'opera zione, ne occorre vano almeno, da Adi Caiè in avanli, circa 3000! T re g iorni c\opo, i 2300 e rano diveo uti 1700 ! Dove erano andati g li allri? Morti di stenti A cli fatiche, oppur e fuggiti . Certo, i camellieri , vis to che . le loro rimostranze, le loro preghiere, le loro proteste a nulla approdavano, si erano ap piglia li al sistema, ta~ilo e di piu sicuro risul t.ato, di e vade r e . E la cosa non tornava loro difficile cfol momento che, la none, i camelli, i quadrupedi in g enere, erano lasciati in libertà; e dovevano per forza esser la~ciati in liberta, perché potessero approfittare dei pochi e magri pascoli che pel' via s'incon travano, salvo, in caso contrario, a mor ire oltr eché di s tenti anche di fame; con necessità anche di sco-


1605

DOOUMENTl DEf,l,A G UElUl.A O' AFRICA

DOCUMEN'l'I DELLA G UERRA D'AFRIC A

starsi parecchi chilometri dal luogo di raccolta, senza mezzi adeguati per gli ufficiali carovanieri di poterli sufficentemenLe rar sorvegliare .. Che dire poi delle derrate che, in tal modo, ed in quei giorni andarono lasciate per via, pec-dute, esportate, manomesse, rubate ? Eppure si doveva a ndar avanti, si a ndava avanti, ma la soluzione della crisi non poteva lardare. Quale sarebbe stata? Un altro accenno a ripiegamen to <lei corpo d'oper azione si ebbe due giorni dopo il primo, già menzionato; ma fu affare anche allora di alcune ore, ed un pronto contrordine ri metleva le cose nella condizione di poco prima .

luta metallica; di artiglieria con buona parte di materiale portato da Adigra.l..;- e_~l servizio posta le. Il mattino del 3, l'intendenza riceveva a,·viso da Adi Caiè che il Governator e giuntovi in quel mattino stosso, il 4 sarebbe· stato a Saganeiti, il 5 all'Asma ra. Del c.:orpo di operazione, dei r epa rti che si dicevano in ritirala su Saganeiti, nulla! Dove si trovavano? Dove erano a vviati ? Come vivevano ? Nessu na notizia! Si sapeva per ò di n uovi battaglioni venuti dall' Ilalia e che erano concentrali o si stavano concentrando all'Asmara. Da Mahio, posizione insigniCicante ed inollre mal sicu ra, l' i11tendenza, nella notte fra ti a ed il 4 continuava il ripiegamento su Illàlia, mentre lo s tesso movimento Cfeguiva la immensa car ovana di circa 2400 cammelli che, cammin facendo, si era andaLa formando, e che era tullo q uanto rimaneva del totale dei mezzi di traspoi·lo che per l'addietro facevano ser vizio su quella linea. I 400 o 500 cammelli che il 1° marzo dovevano trovar si nelle vicinanze del corpo d'operazione erano nalu1•alrnente stati respinti, travolti nel disastro, dispersi. Ad Illalia, l'intendenzn riceveva parl~cipazione dell'a rri vo in Massaua del generale Ba!Jissera e della sua assunzione al coma ndo in capo. Mancando sempre di notizie intorno al disciolto corpo di operazione, e di guide, di e lementi come orienta re, ripigliat'e il servizio di rifornimento, già da 4 giorni sos peso, l'intendenza nella. notte dal 4 a l 5 ripiegava nuovamente su Archico, dove, chtl co ma ndo in capo, riceveva ordiM di stabilirsi in Massaua.

160i

Abba Garima. - Fu in mezzo a tali s pasi mi che l!iunsero la matlioa del 2 marzo, per telegrafo, da Mai Mar et le prime notizie del disastro di Abba Garima, confermate poi più tardi, verso le 10 1/i verbalrnente, ,;lal capitano Caviglia e dal tenente Bodrero, che allora allora giungevano in Adi Caiè dal campo di battaglia. Il corpo principale era in dissoluzione. Un dis pacci(' da Mai Haini accennava a resti di r eparti d1e r ipiegavano su Coatil e Saganei ti. L'intendenza poteva al lora disporre in tullo di circa 800 cammelli carichi di derrate, i quali, ullimo sforzo della retrovia, stavano in quel momento, da l'vlahio, salendo s ull'allipiano ; di a ltr i 800 circa che erano da due o Lre giorni partiti da Adi Caié, pur e carichi di derrate, gli ultimi avanzi di quel magazzino, pel corpo d'operazioae, e che in quel momento pure potevano trovarsi presso Mai Maret, da dove dovevano necessariamente ripiegare; altri 300 o 400 tioalmente erano -fermi in Adi Caiè, sfiniti, in ri poso, in attesa di essere, appena possibile, a lor o volla caricali e spinti avanti. , , Pensai di riunire tutta riuella mAssa di cammelli, ca ricando quelli scarichi con quanto si poteva ancora raggranellare di roba da portar si indietro, e di rigerla su Hammamo , ove mi sarei trovato ugualmente in condizione di attivar e, secondo le circostanze, un rifornimP,nlo, che poteva dimostrar-,i urgente, lanlo verso Adi Caiè quanto e più pl'obabilmente verso Saga neiti. E disposi in Lai senso. R ipiegamento dell' intendenza verso 1Wassaua. - La sera del 2 marzo, fra ttanto, l' intendenza ri piegava su Mahio. Già fino dal giorno 25 le si erano riunite, per la strada ormai r esa s icura, di Chersaber, le direzioni del se1•vizio cli equipaggiamenl.() con più d i 1200 colli di roba; il se1·vizio di cassa con quasi un milione in va-

L' ·intendenza a Nlassaua. - Stabilila in Massaua, ricosliluiva il proprio ufficio su nuove basi; e facendosi sentire for te il bisogno di personale, cui non si sapevo come supplire, scioglieva senza altro luLte le direzioni, a-,sumendosene direttamente le rispettive altribuzion i. I 2400 cammelli circa, che, come s i vide, e rano stati ricondotti pet' la via di Mahio verso Massaua, scaricale a Saati le ' derrate ed i mat':lriali" che pori.avano, venivtino fra 1'8 ed il 15 marzo, tutli resLituiLi alla impresa, alla quale appartenevano ed alla quale erano stati pr ecedentemeate e s uccessivamente requi siti. Con nuovi acquis ti, l'impresa s tessa s i pon1wa in g rado di riprendere atlivamente il suo servizio ed inoltre dall'Italia a vevano cominciato ad affluire muli in quan t1ta, ed altri molti se ne s tavano attendendo. Concentramento clel corpo d'operazione ad Asma'i'li. - Il nuovo corpo di operazione si andava intanto costituendo intorno ud


1606

oocunrENTl

t>EU,A G UERRA

n' AFR ICA

Asmara; Adì Ugri e Saganeiti erano tuttora in nostro potere; Ad ì Caiè, per ragioni probabilmente di opportunità, era stata sgombra ta verso il '10 marzo; Adigrat sempre isolata. E così si era iniziato il seconJo periodo della campagna, il quale, a sua volta, si può considerare distinto iii tre fasi: in marzo, il raccoglime nto . ad Asmara; in aprile lo spo1,tamento verso Adì Caiè; in maggio la rapida azione su Acligrat. Delle linee di rifornimento, dopo la ritirata del presiqio di Adì Caiè, era rimasta solamente quella di Massaua-Asmara-Saganeiti, con diramazione ad Adi Ugri e Cheren. Verso il 20 di marzo, causa movimenti di Dervisci intorno a Cassala, venivano mandati da quella parte a lcuni batLaglioni indig eni a s ostegno di quel lo che già vi si trovava, e da quel momento anche quella zona veniva compresa nel teatro d'operazione e quindi nella giurisdizione della io tendenza, come nell'alto del mo ristabilimento in Massaua era naturalmente passato s otto la giurisdizione del!' intendenza stessa tutto il territorio che da Massaua si s'tendeva verso l' Abissi~ia. In poche parole., l'azione dell' intendenza s i s tendeva ora su tulta la colonia. Anche qui, l'intendenza si trovo nello stesso caso corne · in Adigrat; anche qui trovò servizi già stabiliti, avviali, che non rispondevano, o solo incomple tamente rispo ndevano allo scopo, e che, anche per uniformi là bisognò diversamente indirizzare; anche qui lloalmen le un certo periodo qi orientamento, di in certezza, di richiami, di modificazioni prima di raggiungere la volu ta regolarità nel funzionamento dei varì servizi in qu estione. It cor110 d'operazione inizia lo spostamento verso Adi Caìè. Rinfrancatasi frattanto sufficentemenle la s ituazione generale, verso la fine di marzo, il corpo di· operazione accennò ad iniziare • lo spost<1mento del suo centl'o dt gravità verso Saganeiti ed Adi Caiè, ed apparve subito naturalmente l'obbiettivo cui miravasi con tale movimento, Tu nico che era possibile ancora di conseguire in quel momento ed in quelle condizioni ; la liberazio.ne del presidio di Adigrat. Ed infatti, le successive dispos izioni del comando in capo chiarirono e confermarono tosto tale concetto. Ai primi di aprile, mentre si dava maggiore allivita al rifornimento gi Saganeiti, si tornava pure a ripristinare la linea cli lappa Massaua-Illa!ia-Adi Caiè, e si procedeva attivamente o quanto meno si stabiliva di procedere attivamente alla costituzione di forti magazzini di vettovaglie in quest' l!ltima località. Senouchè, ancora la deficenza di quadrupedi da traspor to, quella deficenza che fu sempre l'inciampo contro cui dovevano finire ed urtare ed a combattere comando in capo ed intendenza,

DOCUMEN'l'I DELLA GUERRA D'AFRICA

1607

e che qu~'-v-Qlta era resa più acuta· e manif'esta dalla mc,rìa che si era manifestala e si era andata poscia rapidamente propagando fra i muli italiani, nella p rima qui.ndicina di aprile specialmente, tale delìcenza, ripeto, e la cons~guentc pen uria di viveri che ne era la conseguenza immediata, r esero lentissimo il già iniziato movimento di spostamento, talchè occorse l'intero mese di aprile perché il medesimo potesse dirsi compiuto, e lutto il corpo d'operazione (salve, ben inteso, le truppe dei presidi di 2" linea), da Asmara, Gura e Saganeiti potesse trovarsi- concentrato presso Adì Caiè. Il numero dei quadrupedi, a disposizione dell'intendenza pei servizi di rifornimento, era notevolmente. superiore a q uello che nel primo periodo della campagna er·a impegnato pel corpo d'operazione, ma l'effettivo di questo era pure di gran lunga aumentato. Ai primi di aprile, come si sa, esso componevasi di 40 battaglioni bianchi, 6 battaglioni indigtioi, t 1 batterie da montagna, di cui 2 indigène, 7 compagnie del genio, 3 compagnie treno, oHre ai repar(i minori, e tulle le truppe fuori quadro; presso il corpo d' nperazione trovavansi poi più di 4000 quadrupedi fra quelli apparte nenti agli ufficiali ed alle batterie e quelli costituen U le salmerie. Bisogna quindi tener conto <lei fatto che, per un rifornimento · appena appena conveniente, occor reva far affluire giol'nalrnente · al corpo d'operazione da 600 a 700 quintali di derrate al giorno! E ciò senza contare i rifornimenti per tutti gl i altri servizi alcun~ dei quali, come ben si può immaginare, importantissimi: La deficenza di mezzi da trasporto sopraccennata, era ancora accresciuta dalla necessita di costituzione di forti depositi di vettovagli e in Laluni magazzini, nonché dagli spostamenti laterali delle grosse unità, i quali rendevano, se non inulili, certo non subito utilizzabili, r ilevanti quantità di vettovaglie g ià in movimento verso alt.ra direzione o già accumulate io altra località. Ed in questa occasione, principalmente, s i manifestò più che mai ·la nessuna convenienza di uoa impresa trasporti in tempo di guerra, troppo naturalmente interessata alla conservazione dei propri quadrupedi, con danno evidente della celerità dei movimenti di trasporto, dalla quale può eviden temente dipendere il successo di una operazione imporLanle. Nell' ultima decade di aprile, specialmente, mentre là siLuazione militare era tale da permettere al corpo opel'ante cli spingersi decisamente verso Adigrat che chiedeva cli essere liberata, il corpo stesso e ra costretto all' inazione, alla immobili Là dalla mancanza dei viveri occorrenti; e questa si verillcava pel ritardo frap posi.o dalle numerose carovane dell'impresa ad arrivare a destinazione. 11 servizio di rifornimento sulla li1.1ea Massaua-Iltalia-Adi C~iè, era allora appunto dis impegnalo in


1608

OOCUAIENTI DRLLA GUEIHtA

o' AF&ICA

D0C0l\!EN1'l DELLA GUERRA D'AF.B.l.CA

,massima parte dalla impresa, come pure quel lo di Saganeiti e 'di Cheren; mentre quello d i Asmara si operava stentatamente con muli mili tari fra i quali l'esaurimento ed il tifo facevano numerose vittime. Qualcl~e migliaio di camelli militari completava il servizio sulle Val'ie linee. Ora, mentre migliaia di quintali di derrate erano da Massaua s ta.t e spedite verso Adi Caiè, nella prima quindicina · di aprile, verso il. 20 non erano arrivati a destinazione che una parte insig·nificante, derisoria . I 'capitolati, permettevàno all'impresa di effettuare quel percorso in '12 giorni, mentre colle carovane militari che, appena possibile; vi furono avviate, lo stesso percorso si potè normalmente compiere in 6 giorni ed eèceziooalmente in 5. ed anche 'in 4. I quadrupedi s i sfruttavano é vero, ma il servizio e<)rreva, e questo era l' importante. Infatti, vista la s ituazione farsi critica nella secqncla quindicina di aprile, per un ritardo che poteva compromettere l'esito fi nale dell'operazione, n0n solo, ma anche della campagna, vist0 che Adi Caié, era il punto ove occorre'va concentrare i maggiori s forzi, nel mentre per mezzo di ufficiali spinti sulle ,varie linee di rifornimento 'the vi convergevano (per Jllalia, per Saganeili, da Zula), si dava mano ad accelerare ad ogni costo la mar cia delle carovane dell'impresa, si riversava anche, come ·si di:;se ora, da quella pa!'te un gran numero di carovane; specialmente militari, a detrimento della linea di Asmara e degli altri pr esidi ai quali, si disse, di provvedere come tneglio avessero , potuto, per qualche gio rno, in attesa che . fosse risolta la questione verso Adigrat e fossero giunti altri n umerosi mezzi di trasporto che gia si erano c11iesti, e che non potevano tardar molto ad aversi disponibili. E così avvenne infatti. In pochi giorni, nell'ultima cinqt~na di aprile, il magazzino di Adi Caiè riboccò di viveri ; la divisione Del Ma yno che, da . tempo, er.a immobilizzata a Gura, poté tosto riunirsi a quella Heusch in Adi Caiè, ed ambedue a va11zare verso Adigrat che raggiungevano insieme ai primi ~i maggio.

1609

pei presidlcl.t2"l.inea, ed in seguito con tin uò con sempre crescente intensita pel rimanente dei r eparti del éòr po d'operazione (salvo i pochissimi destinati a rimaner•e di rinforzo nella colonia) sino verso il 20 giugno, in cui prese imbarco l'ultimo battagli'one. Il movimento di ritorno si effottu6 pel corpo op~rante, simultaneamente, per le due linee Acli-Caiè-Ill11.lia-Massaua ed Adi-CaièSaganeiti-A idereso-Saati-Massaua; la massima iimuenza a l punto d' imbftrco si effettuò nella prima decade di giugno . Il giorno 22 del mese stes so ·i( comando in capo si scioglieva e con esso veniva pure sciolta ·l'in tendenza. Massaua, 3 luglio iS96.

Il tenente colonnello già intendente del corpo di operazione RIPA MONTI.

.'1nnesso

all'Ar:.LEGATO N .

'12

0

Il eorpo d ' operazione da Adi Caiè avanza verso Adigrat. Ed allora cominciò ad arriv~re a Massaua la massa dei quadrupedi, specialmente cammelli, che nella trepidazione del!' ora accennata crisi, e nella previsione od almeno nella possibilità, che le operazioni potessero ancora tirar e in lungo, si erano acquistati con tutti gli sforzi, in tuLti i modi, da tutte le parti, a qualunque prèzzo, pur di salvare la situa,zione che in quel momen to appariva attaccata a quell'~nico filo.

Si inizia il rimpatrio. Dal '10 maggio r aggiu~to l'obbiettivo militare che per allora si poteva conseguire, cominciò il rimpatrio

S ui servizi d'artiglieria, postale e veterinario' durante la campagna d'Africa 1896 (i) Seroiiio d'artiglieria. - S ino dai primi di gennaio, in Adigrat, fu costHuito un magazzino ed un laboratorio d'artiglieria. Era retto e con tinuò a reggerlo, òurante l'intera durata del primo periodo della campagna, da un tenente di artiglie ria che assunse l'ufficio di direttore del servizio d i artiglieria. · .Dopoché l'intendenza abbandonò Adigrat, il '18 febbraio, la direzione del detto servizio, col magazzino relativo, la raggiunse poco appre~so in Adì.'..Cajè, e con essa ripiegò poscia su Massaua, ai primi di marzo . Quivi giunta, la direzione del s ervizio d'artiglieria fu sciolta, e versò il proprio ma te riale al comando locale d'artiglieria : il servizio fu allora .direttamente assunto dall'ufficio intendenza. Sr:rvizio postale. - li serv1z10 postale, nel primo periodo della campagna funzionò sempr e presso l'intendenza, con una succursale presso il comando in capo. Nel secondo periodo, la direzione del s ervizio postale fu sciolta, e. le incumben·ze relative furono as (!) Dall'Allegato N. 12 sopra citato.


1610

'

1

D0Cl!MENTI DEl,f,A GUERRA. D AFRICA

DOCU~IENTI O&LLA GUERRA

sun te dagli uffici e dalle collettorie poslali; ed all'occorrenza, eziandio, disimpegnate da speciali uffici militari, aventi mandati più o meno estesi, a seconda delle circostanze.

Ser vizio veterinario. - Durante il primo periodo della campagna, il servizio veter inario fu disim pegnato dalla sola infermeria quad r upedi di Adigrat. S ulla fine del detto periodo, esse ndosi trasferita l'intendenza da Adigrat ad Adi- Cajè, fu costituito un posto di medicazione a Saurià, presso il corpo operante. . . . · . . . Apertosi il secondo periodo delle operaz1on1, il ser v1Z10 veterinario disimpegnò l'ufficio suo dapprima n elle infermerie quadrupedi stabilite a .Massaua ed a Ghinda, poscja in quelle di Halai, in prossimità del cam po di Adi-Cajè. Da ultimo il ser vizio passò a Degra ed infine all'Asmara.

t'

o' AFRICA

1611 ALLllGATO

N. t3,

Relazione sull'organizzazione e funzionamento del servizio s anitario durante la campagna d 'Africa 1895-96 (·I). (

)la.~saua, 3 luglio 4895.

l.

Giunto in Massaua il 7 gennaio del corrente anno, un mese dopo la•scoafllta toccala ad Amba Alagè al battaglione Toselli, presi conoscenza dello slalo del servizio e de l personale sanitario della colonia ed assunsi le necessarie informazioni rt>lalive alla quantila di truppa gia a rrivata dall'llalia, a. quella che sarebbe stata inviata in seguito, ed all'enLi là che avrebbero acquistalo le operazioni mili tari . Espressi quindi, con foglio in clala 10 gennaio, diretlo al signor comandante le R. tl'Uppe, l'urgenza di colmare m"lteplici importanti lacune rife ri bili alla dcficenza di ufficiali medici, di infermieri, di materiale d'ospedale e di maleriale sanitario da guerra, all'impianto d' infermerje, di posti di medicazione e di soccorso. Posi io rilievo che l'ndozione di solleciti provvedimenti si imponevano, massime considerando : 1° che gli euro pei, mal sopportando nei pri rni tempi del loro soggiorno in Afr ica il clima tropicale, ammalano facilmente e quindi il bisogno di prevedere i danni che molto probabilmente avrebbero subili le nostre truppe; 2" che, avvenendo falli d'armi, si potevano avere in poche ore numerosi ierili da soccorr ere, da tras portare e successivamente curare per un non breve per iodo di tempo; 3° che mancando s ul luogo lo ca1·ità cittadina, e gli aiuti di qualsias i altro genere, si doveva fare asse):(namenLo soltanto sulle risorse che, precedentemente stabilite, potevano accompagnare, seguire ed, io caso di calLiva sorte, attendere le nostre tru ppe fino agli ultimi baluardi della colonia. In coerenza di tali criteri formulai le seguenti proposte in ordine al personale, al materiale san itario da guen a ed a quello d'os pedale, ai meui di trasporto, ed ai luoghi di cura :

1• Personale sanitario p resso i corpi di tr uppa. - I battaglioni già da tempo esistenti nella colonia e quelli giunti vi da poco dal1' Italia a vevano un solo ufficia le medico; pr oposi quindi che fos(i) Al tri e più copiosi particolari relativi all'ordinnmcnto e funr.ioonmcnto del servi1.o sanitario durante la campagnn d'Africa {895-96, verrnnno pullblicnti, a suo tempo, dal Giornate .lledico del Il. B,ercito. N. a.ella R. i05 -

ANNO XLI.


l.612

DOCUMEN'.!a DELLA. GUERRA D'AFRICA

ser o assegnati indisLintamente a Lutti i battaglioni iLaliani ed indio-eni due ufnciali subalterni medici, un caporale aiulanie di sanità e quattro portaferi ti, non omettendo di segnalare che qualora si fosse effettuato il Taggruppament.o dei ba ttaglioni in regg imenti, come allora correva la voce, sar ebbe stato necessario destinare un capitano medico .ad ogni r eggimento. · 2° Materiale sanitario in dotazione ad ogni battaglione. - Nel combattime nto di Coatit de l '13 gennaio '1895 i battaglioni avevano: una coppia bor-se di saniLà; . . ·nOvlil tasché d i sanilà , u na per lo stato m a·g giore del baLtaglione e due per ogni compagnia; · diciotto bori'l.cce pe1.· porLafet·it.i, due per lo s ta to magg iore e quattro per. ogni· compag nia; due coperte cli ba velia e due bare lle pieghevoli. Essendosi però consLa tato ìn quel g iorno che gli oggetti per medicatura erano sta li insufficenti, ap profitta ndo dell'esistenza nei mao-azzini dell'os pedale di ~liciott.o cofa netti per al pini, ottenni dal cor~ando del!e R truppe di asseg narne una coppia ad ogni battaglione, modifìcandoli, però, in manier a che, tolti da essi g li ing ombranti casselli e gli ogg'otti meoo utili, potessero conte nere surn' cèote quantità di med.icinali di non dubbia utilità e medicatiy·e per circa centocinquanta ferit.i , Da quel momento, e co n più precisione, dal febbraio 1895, a l mate1•iale s anitapio suaccennato fu ag giunta .una coppia cofanet.li di sani tà, e con tali mezzi di soccorso si iniziò Ja campagna di g uerra ora compiuta da gli otto battaglioni indigeni e dal battaglione cacciatori. In vece, ad ogni battaglione di "'- r inforzo, e ad ogni brigata d'artiglieria f'u distribuiLo il seguente materiale. · Un cofanetto per a lpini - una cassetta da medicazione di riserva appositamente &pprontata ·dal tenente colonnel lo m edico Guida - una coppia bo•'se di s anità - tre tas che di sanità e tre borracce per portaf'eri.r:

Sezioni di sanità. - Il '10 gennaio, ponendo in relazion e i mezzi di soccorso con la quantita delle truppe mobilitate, propo8i la formazione cli due sezioni di sanità, ma più tardi, coll'aumenLo del corpo d'operazione, se ne aggiunse una terza. Si assegnò ad ogni sezione un capitano medico, quatLro subalterni medici, uri ufficiale contabile, due sottufficiali, tre caporali maggiori o caporali aiutanti di sanità farmacisti, tre cap0r.ali o soldati aiutanti, tre caporali infermieri, sedici portaferiti, quattordici infermieri, ottanta portatori indigeni .. L'esperienza avendo dimostrato che, per la celerità delle m9sse

./..- -

D0CV11 ENTI DE LLA GOEtl.Rà 'D'AFRICA

·1613

defle truppe coloniali, massime di quelle indigene, per le strade sa ssose, scoscese, spesso a scalini, rHm raramente incassate nella roccia e stretLe, p<~r la pie.cola statu1·a dei muletti abissini, i cofani della regolamentare sezione di sanità da montagna, pér truppe d'Africa, non sono trasportabili sull'altipiaho della Colonia, più che ·a causa del loro fYes o, per effetLo del lo ro volume; formai fino dall'anno scorso un tipo di sezione leggera, d ie dopo il comba Uimento di Coati t fu sperimentata nelle operazioni eseguite dal· colonnello _Pianavia per l'occupazio ne dell'Agarnè, ed avendo corrispos to allo ~copo, se ne appronta rono in $egnilo altre due. Ognuna è costituita da quattro cofa ni e da due sacchi di Lela impermeabile e contie ne medicinali, is trumenti· <;:hirurgici, abbondanti oggetti per meclicatm'a e genèri di confo rto. O:zni cofano ha il volume dei regolame ntari cofani di sa nità (M. '1874) e tanto i cafoni come i sacchi no n ragg iungono o non s uperano in peso i 35 chilogrammi. A eia-. scuna sezione vanno unite otto barelle pieghe voli, due · cofanetti per acqua, qua ltro tasche di sanità e quattro horacce per portafer iti che potrebbe ro essere van taggiosamente sostituite da allre tt.ante g hirbe ; cioè borse di tela im,permeabile, d ove l'acqua s i rnanliene mollo fresca. È inutile dire cbe sull'altipfai10 etiopico non possono transita re carri di qualsiasi genere, quindi tanto per il trasporto del materiale della sezione, come pe r quello dei feriti ehe possono r~ggersi a cavallo, il muletto è un prezioso mezzo; s e ne assegnarono quindi 6 pel trasporto della sezione, 80 per quello dei feriti impote nti a camminare ma non gravi; per gli ammalati e ferì Li gravi invece la risorsa unica è la barella. Siccome però la barella regolamentare pieghe vole non resis te per lun g hi trag itLi si sopperisce al 1 b isogno con bare lle improvvisate, e più freque ntemente con. gli angareb c:he s i ' re quisiscono nei villaggi prossimi al sito del combattimento e servono di comoda giacitura all'infermo . Dissi piu sopra che ad ogni sezione .1i sanif.a erano , stbti assegnali ottanta portatori indigeni, che sGllf.> ' appunto quelli che in numero di quanlo tras portano a spalla l'ammalato o f'erito grave ·disteso su ciascuna barella od angareb : . e siccome. per dissemi- . nare gl'infermi nei sili di cura precedentemente stabiliti si de. vo,no percorrere lunghi tragitti per strade e senLieri fatico si, sono necessari per ogni barella od anga,reb quattro portatori di r icam l,io, è ag evole dedurre che la cifra di ottanta portatori riesce molto spesso insufficente ai bisogni in un combattime nto, anche di mediocre importanza. In tali incontri si aumenta il numero dei portatori con le requisizioni nei villaggi più vicini di indigeni borghesi, che essendo be ne retribuiti, prestano volentieri l'opera loro ed in caso di rifiuto vi sono costretti con la forza.


1614

DOCU MENTI DELLA GUERRA D' AFRICA

Stabilimenti sanitari , della Colonia. - All' aprirsi delle ostili tà non esistevano nella Colonia che alcuni posti di medicazio 11e capaci di ricoverare pochi ammalati, una iufermeria di 10 letti in Adi-Ug r i, l'ospedale della Croce Rossa all'Asmara pel ricovero e cura di 50 infermi, la infermeria presidiaria di Cheren capace di cinqua nta leUi, il deposito di convalescenza di Ghinda per 12 militari di trupµa e 4 ufficiali e finalmente l'ospedale militare di Massaua con ·J 50 letti. Scegliendo quindi località fortificate ed al sicuro da invasione nemica da rivolte interne, proposi di aumentare i locali di ricovero nell'infermeria di Adigrat, di istituire un'infermeria di 300 letti tanto in Saganeili come in Adi- Ugri, · uo'altra di 500 letti almeno a ll'Asmara, di am pliare la capacità. dell'osp~dale della Croce R ossa, quivi esistente, portandola a 150 posti, di conve rtire il deposito di convalescenza di Ghinda in un' infe1·mer ia di 300 letti, di ingran dire l'ospedale militare di Massaua, in maniera da potere essere pron to ad ogni evento. E siccome più tardi l'autorità militar e stimò necessar ia la costr uzioue di un "campo cintato in Adi Cajè, non esitai di proporre che anche quivi fo ;;se impiantata un' infermeria di 300 letti. In tal man iera lo sgombr o e degli amma lati e feriti dal posto avanzato di Adigra.t si ~arebbe potuto e ffettuar e su Massaua per le due linee di Adi-Cajè-Mahio-A rchico ed Adi-Cajè - Sagan eiùAsmara-Ghioda. Qualora. poi, per possibili spos tamenti de lle colonne belligeranti nemiche, la Colonia fosse ' s tata minacciata di invasione per la via di Adua-Adiqualà-Adi Ugri, anche da questo !alo gli ammalali e feriti avrebbero trovato uno scampo per la via di Asrna,<1-Ghinda tino a Massaua. Non tutte le menzionate pr oposte poterono ave re immediata a ttuazione: si s tabili tuttavia di inviare in Saganeiti un ospedalett<;> da montag na di 50 letti, e vista l' impossibilità di costituir fl nel r ecinto del forte locali adatti pel ricovero di 300 ammalati si pensò di valersi dei locali esistenti nel villaggio . occupando per lo s tesso uso la chiesa vicma ccl innalzando fra il villaggio e la chiesa -J.4 baracche cc Ro m a» che per ordine del Vice-governa tor e furono colà inviale da Massaua dal genio militar e . Contemporaneamente, per cura di quest'ospedale vennero forniti gli oggetti letlerecci, biancheria , s toviglie, medicinali, ufficiali medici ed infer~· mieri pel sollecito. funzionamen to di que l s ito di cura. Ali' Asmara furono assegnali alla Croce Rossa locali sufficenti per 150 infermi, e nel tempo stesso fu approntala nei locali del for te Baldissera ed in quelli della caserma di ca valJeria, un'infermeria di circa 600 letti .

tOOMatm DECLA DOERR A l>' AF'10A

16 15

I u Ghinda era già stata allestita un'i nfermer ia che all'occorrenza poteva contenere più di 300 ammalati. In Massaua l'ospeda le era stato am pliato al punto da dar ricovero ad oltre 600 ammalati.' e continuando nel Ja vnro di ampliame nto se n~ po~ò suc_cess1v_ame nl~ la ca pacita 11 più di 1300 posti, occupando I ma 0 azzen1 e gh utlìci per infermerie e costrue ndo p~r eg~a l_e us? ar~ pio baracche. In previsione tuttavia di maggiori b1s~gu1:. 11 yice-_go_vernalo r'e affidò a l!' opera del maggiore del ~enro ~ in~r1co _d,_ r1d~rJ"e I~ vecchia nave Saati ad ospedale pel rico vero d1 _aHr1 30~ 10ferm1, e di riparare !e baracche del già ospedale mil1lare dr Ras Mudur in man iera da contene re per lo m~no, altri 300 infe_rmi, e cosl nella solu Massaua, si ~ar ebbero ali occorrenza potuti comodamente ammassare poco meno ci 1' 2000 . fra ammalati e feriti. L'organizzazione del servizio sanitario poteva rite nersi comp· t ver-so 1I 90 f bb · · h · rn ": e ;a1~, ~ra~c è m tale epoc1:1, ai battaglioni mobilitati e al!e br1~ate d arlrgliei:ia, erano già s tati assegnali due medici, o~ni _reggime nto aveva il suo Ct1pitano medico cd il material e sa111tar10 precedentemen te ind icato. ~rano g ià pronte sul ~ampo due sezioni di sanità comandate la pr1~a d?I cap1ta~o medico D'Albenzio, la seconda da l capitano medie~ f av~zzam, ed . una ter za, al cui comando era s ta lo asRe~na to 11 c~p1tano_ medico De Mk lteli, Lrova vasi in v,iaggio verso 11 corpo d operazwne . Anche le urn bulanze tte col r elativo personale della Croce ~ ossa erano in viaggio per por si alla dip~ndenza delle meo210na'.e sezioni di sanita, ma per Ja ribellione di r ~s Se~atb ed _Agos Tafari, lo r et.r ovic essendo divenute malsicure, 11 materiale della l,erza sezione di sanità e Je( dieci ambula~z~tte _della Croce Rossa non poter ono giungere a destinazione. .-~ 1nutile rammen~are ~ome nella giornata del 1· marzo iJ ser,1z10 dell~ se~1on1_ d1 sa_o1Là non poté svol gere tutta la _sua azione, es~endo~\ ~tata 1m~e_d1ta _di compierla dalla fero cia del nemico, da la ra~1~.ta_con c~1 1 fatt i sanguinosi si svolsero, dalla morte e , dal,la pr1g1_on1a ~· ~m an?~ incontro e da cui fu col pita la ma; sima t P_a 1 te degli ufflcrah mecl1c1 dei corpi e delle s ezioni di sani tò non risp~rmrando neppur~ il di_1:etLore del servizio sa nitario, capitano m:d1co Orefice, eh~ v1 lascio co? altri la vita. Né le perdite si limitai o?o al personale, ma _anche il materiate delle sezioni di saoità e fei batL~gli?ni mobil_il~ti rimase lui.lo in potere del nemico. . su_µer,,tr l! della g101nala del 1 • ma rzo riparar ono nel forte di di Ad1gral, altri si diresser o verso Mai-Marat ed Adi-Cajé alt · 8 1 a :,roI_la <li Saga neiti, s ubendo le molestie delle ba nde rib~lli · r~ più si r_1v~rsarouo su Adi-Ugri. Nelle citale località fu loro co~cesso d1 rice vere i primi conforti e le prime cure e quivi fu ini-

°,

!


1616

.

DOCUMENTI DELLA GUElt&A D' Ai,RICA

ziata l'opera di salvataggio, venendo inviati per mezzo di muletti e di b.arelle da Adi-Cajé, per la via di Mahio direttamente nell'ospedale militare di Massaua, o da Saganeiti e da Adi-Ugri negli stabilimenti funzionanti all'Asmara. Devo però s egnalar e ad onore del vet'O che anche in mezzo ai popoli barbari non é del tutto muto il sentimento della pieta, giacché non pochi dei nol"tri feriLi italiani ed indigeni trovarono a:;;ilo e protezione nei rari tucul che incontrarono lungo la via e taluno vi fu assistito ed alimentalo fino a guarigione.

Conseguenze del disastro cli A<lua sulle -risorse sanitarie della Colonia. - Nella :;upposizione che l'esercito scioano irrompesse dopo la. vittoria di Adua nell'interno della colonia, fu dato or~ine di abbandonare Adi-Cajé e Saganeiti e per conseguenza tutto 11 materia le accumulalo in quest'ultima località pel funzionamento dèll'in(errneria venne sollecitamente tra..~portato ali' A_s mara ed i medici ed il personale della compagnia ·di s~rnilà fu inviato a quella volta. Venne anche subitamente soppresso il posto di soccorso con saggio provvedimento istituito in Adi-Cajè dopo il combattimento di A1pua dove appunto ebbero non solo le prime cure -i profughi .foriti ma vennero provvisti di mezzi di trasporlo a Massaua. I I.

· Ricostitw:ione dei seT"oizi .sanitari dopo la battaglia di Adua·. - .•\ ppena giunta la notizia che nella battaglia del 1° marzo era rimasto iu potere dell'esercito del Negus tutto il materiale <l,elle du~ sezion~ di sanita che si trova vano al segui Lo delle nostre truppe, posi mano alla formazione di due r_rnove sezioni di sanita sul tipo di quelle perdute e che ho precedentemente descritte. _Sollecitato quindi da ordini ,di S. E. il generale BalJissera che era sul punto di ricostituire un· nuovo corpo d"operazione per la liberazione di Adigrat, ne affrettai la completa organizzazione; ~a il g iorno 3 aprile la i a, sezione comandata dal capitano medico Boccia partiva da ì\fassaua per Umbeitò; la 2• sezione sotto il comando del capitano medico Iorio raggiunse la sua destinazione in Ghinda · e la 3• sezione che trovavasi all'Asmara ed a cui ,fu destinato il capitano medico Schizzi (1), rimase in tale localita a disposizione del comandante in. capo delle regie truppe. A ciascuna sezione, giusta le proposte precedentemente fotLe, furono a·s segnali, oltr~ ad un

.( DOO,MBNT< DE<.I.A GURRO, D' AFR<OA

1617

capitano medico, due subalterni !l'feclici, un caporale ed un soldato amtante e quattro infermieri, muniti di tasche di sanita e boracce per portaferiti. Fu inoltr e stabilito dal pMfato comandante in capo, che -a suo tempo sarebbero staLe _dal~ le disposizioni opportune per p~ovvedero ogni sezione di 30 muleW o muli portaferiti con r elat1v1 conducenti e di 32 portatori indigeni. Contemporaneamente venne stabilito che alla dipendenza di ogni sezione funzionasse una ambt.:lanzella cor. un medico e due infermieri della Croce Rossa. Le du~ _Prime sezioni seguirono le rispettive divisioni fino ad Adig!·at d1s1mpegnando il servizio di trasporto deg li ammalat.i dei corpi ~1 l~ogh1 d1 cura, 1~ s•_ sezione invece, non essendosi presentato 11 bisogno del suo impiego fu lasciata all'Asmara . Con lo stésso or dine Jel giorno sovra citato vennµ, inoltrè nominato direttore del servizio sanitario presso il corpo d'operazione il ma<Yo-iore medico Bocch ia. '"'"' , Col movimento di un intero corpo d'armata verso la f"rontiera nemica aven te l'obiettivo di liberare i bloccati nel forte di Adio-rat era necessario di istituireJ uoghi di cuc·a nel territorio che ·;ss~ doveva_ perconere. Giunse qui~di il momento opportuno per· effet· tuare c10 che m precedenza non era stato attuato· di 'istituire cioè ~r}'i~!erm~r a di quattrocento letti in Adi-Ca./è e di riorganizzare m pm rmtt proporzioni quella di Saganeiti. Ve nnero inoltre istituiti posti di soccorso a Senafé a Mahio a~ Jllalia, in Va-a ed in Archico, e cosi quando il corp~ di opera~ z10ne potè impadronirsi di Adigrat, lo scrombro de&li ammalati e fe~iti che si trovavano ancora' nel forte p~Lè effettua~si con qualche agw, I menzi?nali pos ti di soccor·so servirono bene, anche più tardi auando, termmate le operazioni di guerra, fu ordinata la discesa d_elle tr~ppe dall'alLipia_no in Massaua per prendervi imbarco e nmpatr1are. · 1 L',infe~mer_ia_ di Adi-Cajé funzionò durante, le u!Lim.e operazioni sotto gli ordm1 del maggiore medico Bocchia, ed ha tuttora in ~~ra ~n discreto numero d' infermi affetti in massima parte da ttlo .e ~on per a neo trasportabili : quanto prima però .e ssa sarA < sosttLu1ta ~a un semplice posto di medicazione. . Anche l'infermeria di Saga nei ti ebbe a ricoverare uri notevole n~mer? di infermi e bastò con quella di Adi-Cajé a sopperire ai b1sog111 delle truppe operanti,

III.

I

(i) Benchè, come si è visto sopr3, il materiale della 3• sezione non giungesse in tempo sul c:impo di Aclua, pure, il suo comandante, capitano medico De Micheli, la precedette e lasciò sul campò la vita. Perciò fu sostituito nel comando dal ca1>itano medico Sçhizzi. · · N . della R.

· Funzionamento del servizio sanitario verso la frontiera ovest d_ella Colonia ed in Che-ren. - Mentre si ·svolgevano le operaZIOJ:'.lt r,recedentemente accennate, sulla frontiera sud dell' altipiano abissino, un corpo di Dervisci attaccò improvvisamente Cas-


1618

ooçuMENTl

DELLA GUERRA

i'>' AFRICA

sala, ,sul 'cominciare rii aprile, ed ebbero anche luogo s ulla frontiera ove "t i combattimenti di monte Mocram e di Tucrut'. In questi fatti d'armi il servizio !'anitario fu disimpegnato esclusivamente dai medici dei cor pi; i feriti però, avute le pt·ime cure, vennero sollecitamente trasportati in Cheren .dove il direUor e della locale infermeria di presidio, tenente medico Cotelessa, coadiuvalo e fficacemente dal personale e dal materiale di un'ambulanzetta della Croce Ros sa, appror!tò con sa/!gezza i locali necessari pel loro ricover o e provvide con perspicacia alla loro cura.

· Invio d i ammalati e f eriti in Italia. - Posso asseverare che m ai, durante le operazioni di g ue rra, ebbero a verificarsi in gombr i di ammalati e feri ti nei luoghi di cura· della Colonia, essendosi ciò evitato con la disse minazione frequente di essi dai pos ti ava nzati verso Mas:>aua, e da Massaua negli ospedali d'Italia, per mezzo di piroscafi nole!!giati che le &.atorità s uperiori furono sollecite di avere sempre pronti p·e r ovviare a qualsiasi inconveniente. Devo inoltre dichiarare che, per non espor re gli infermi rimpatrianti a sofferenze e pericoli durante il lungo viap:gio di mare, si usò ,ogni Cl} ra nel pr,escegliere i conva lescenli, gli affetti da malattie e da fer ile non gra vi e quelli che offrivano su ffi centi garanzie cli resistenza organ ica. Non si trascurò di far eseguire. , accura te disinfezioni ai piroscafi prima di immelter vi ammalati e ferili: non si omis e di ,far pr oposte per· vitto speciale da somministrars i taluna volta ai tutti i rimpalrianti infermi e sempre sgli abbisognevol i di alime ntazione adatta allo stato rli loro salute. Furono volta per volta inviate a bordo provviste di medicinali, di oggetti per medica~u ia e generi di conforto, non mancò mai· du-. ranle il viaggio l'assistenza medica. · Perdite so,Jf'erte dall'esercito italiano e dalle fruppe indigene nei vari combattimenti. - Non è fi no ad oggi possibile precisare le perdile pe r morte ed il numer o esa tto dei feriti, non conoscen 1 dosi quello dei prigioni~ri tuttora in potere dél nemico SolamentE! si sa co11 certezza the molli dei morti e feriti non furon o semplicemente vitlima delle armi da fuoco, di svariato Ct•libro, e delle armi bianche usale in combatlirnento dall'esercito sci oano, ma lo divennero per la fe rocia dal uemico che inveiva. sui caduti e li trucidava, per la ba1:barie della · cavalleria Galla che li evirava, per le legg i abissine che ritenendo rei di diserzione e di tradinien to quelli che di razza nera non avevano risposto al Chitet ed avevano i nvece combattuto con gli Europei; li condannavano con regolar e procédim»nl.o giudiziario alla mutilazione della mano destra e del piede sinistro. E se tren ta evirati italiani finora noti e

1619

DOCUMENTI DELLA GIJERRA D'AFRICA:

sei indigeni e più di quattrocento mutilali tutti indigeni poterono porsi in salvo nel t~i-~c~rio della Colonia, e riparare nei nostri luoghi di cura, quanti ~n sarànn'o rimasti vittima -sul campo o mentre profughi andavano in cerca di un asilo, per emorragia o per mancanza di alimenti e di cure? Prendendo per tema del pr<~sente sommario r esoconto s olamente quanto è noto, stando alla cifra dei cadaveri a cui fu data pietosa sepollura nei campi di Adua da.lla colonna comandata dal tenente colonne,llo Arimondi, s i può dedurre che la cifra dei mor ti italiani nella gioi·nata del t O rtiarzo fu per lo meno di 3097 e che ponendo in raffronto questo numero con i nostri 10,450 bianchi che combatterono sulle alture: e nei valloni di Aclua, ·si ottiene in r isultato che le perdite per morte furo no nella proporzione del 29,4 per °lo (1). Feriti. - Riassumo, numericamente, nel segue,.ie specchietto tt...lti i dati che ho potuto raccogliere dai vari luoghi d i cura della Colonia, non tra lasciando però di porre in rilievo che non pochi feriti italiani ed indigeni guarirono durante la loro pr igionia nel Tigrè o mentre erano ospitati in f.>O litari casolari e tenuti nascosti ali' ira del nemico e delle bande 'ribelli e per conseguenza essi sfuggono ai calcoli dalla statistica, giaccbè se""'i taliani furono fatti rimpatriare direttamente dai corpi e dall'autorità militari, se indigeni ri pararono presso le rispettive famiglie. NU MERO DEI F~lllTI COMBA TTI MEN'l'l

AnnotaziOni

Amba Alagè.

))

. ))

»

Assedio di Macallè

))

6

6

Alequà ed altri scon,tri coi ribelli . . . • . . . . .

3

Battaglia di Adua. Cassala, Monte Mocram, Tucru f . . . . . . . Totale

136 Contiouando a calcolare i combattenti ita liani

42

38 41

30 31 430 46i 958 8

2

nel oumero di 10,1,50

la' proporzione rltii re riti sarebbe del 1,9,6 per 4000.

Calco.laudo la forza de gli indigeni di 4076 la propo rzione dei fel'iti è del 342,5 per !000

.

10 :!30

~ 4:-6[. 51811396

({) Se all'enorme cifra dP.Jla morJ.alità. ~i agg.iunge quella delle perdite per ferite, che sembra in media, del 20 ¼; ne risul ta uria media straordinaria cli perdita totale, equivale nt.e al 50 °lo. N . della li.


1620

DOCUMENTI DELLA GUERRA

n' ArRICA

Non vi ha dubbio che pel modo con cui si s ono .compiute le fasi dai vari combattimenti verifica tis i durante l'ultima ,.,.uerra di A.Cric~, per le forze sempre eccessivamente prepondera;ti del n~m ico e per il silo obiettivo di distru~gere in tutte le maniere il proprio avversario, solo pochi feriti potevano sottrarsi alla sua opei•a devastatrice; é quindi da ritenersi .che si siano posti in salvo unicamente i più le ggeri, e quei pochi che, q uantunrrue gl'avi, ebbero in aiuto fortun ati eventi od un'eccezionale forza d' animo . ' · congmnta a non comune resistenz.a organica. Dar ò di essi le principali notizie, e prima di tutto riassumerò nei i;eguenti quadr i·: 1' la qua.lita, il numero e l'ubicazione delle ferite ; 2° il numero dei feriti a vuto da ciascun reparto di truppa. "" ·

1621

D0 CUMEN1'l DELLA GUERRA D' A'FRIC A

1. Qualità, numero ed u.bieazione .delle ferite . . I

TR UPPA INDIGENA

ESERCITO ITALI.AKO

SEDE DELLE F(l;RJTE ferit.e ferite ferite ferite d'arma ri.'anna Totale d·'arma d'arma To tale e.la da fuoco bianca fuoco I IJ ianca

nelle varie regioni del corpo

I

1

I

Capo. Petto

I

I

Il

~ penetrant i . .

3

2

5

,,

16

20

36

33

4

1

))

1

17

26

))

26

))

))

»

•

44

))

37

superficiali . ) penetranti superficiali

4

))

16 ·

1

))

))

))

2

35

'•

A.ddome

) penetranti.

2 17

2

))

2

19

44

·15

9

24

37

3

3

20

36

!i

Braccia

56

Avambraccio

45

3 2·

84

9

74 56

1

6 40 59 47 43 78 57

superficiali-

Faccia . Collo Spalla.

Mani

·,

Cosce. Gambe. Piedi Articolazioni Organi genitali (evirazioni) Mutilati di mano destra e piede sinistro TOTALE

I

4

23 26

•

25 ·26

30

::io

2

))

II 687-i 86

90 201 172 46 77 ))

I

·I

21

1 ))

69 74

3

89

J)

·1 ))

1 »

90 202 172 47 77

6

(j

- - - 1-- »

))

1..-:~6

I

92

))

))

406

406•

51s

975

421

139~

• Le mutilazioni consistono in. vere disarticolazioni radio-carpee e tibio-tarsee, senza cute che riCL1opra il superstite moncone. Sono praticate da appositi esecutori di giu· stizìa. ·


1622

2. Numero dei feriti di ciascun reparto di truppa (ta!.i-ana. Numrro dei feriti

HEPARTI DI TRUPPA

.;;

3. c.

·;:;

e::,

Comando 3a brigala di fant.eria 1° battaglione fanteria .

20 3•

))

J)

J)

3 3

2G 4•

»

»

))

1o

• "

go

/)

))

9<>-

))

"

10°

•

•

»

))

110 12° 13°

14° 15• ·

u

»

))

))

))

))

»

..

16°

))

18°

• •

1s 0 22°

»

))

('

1 1

2

5•

s·

))

1 3 1

))

))

))

•

» ))

))

»

•

..

»

2• 3•

21 4• 301 5•

211 6"

li I}

21 1 7" 19 8• '1

u•

.

»

)I

.

))

))

..

»

• Italiani addetti ai b3ttaglioni indigeni.

))

2* 1

1 1 )) 1 » »

li

2

»

»

4

))

2 1 iO 1 7 1 10

))

2

l)

1 1 1 2

,. ))

" 1

l)

1 »

1 'l

))

•

-42 47

1° Battaglione indigeni.

2'

, ))

I I

Mutilati di mano e piede

119

48

))

97

2

Evirati

2 ))

Totale

169 99

3•

))

))

124

59

))

183

40

))

)) I

131

77

))

208

50

))

•

46

1

))

47

6·

))

))

134

48

))

·18Z

7•

»

»

116

48

s·

»

))

109

83

...

'l

165

2

194

,,

M ilizia mobile.

33

Bande .

22

8

))

30

1• batteria

34

14

))

48

Squad. di cavall. Cheren .

19

))

19

T appa .

))

15

48

j

1 " • 2 » 3

))

..

1•

2 3

))

"

4

))

))

1 )) 13" Il )) 1 1• compagnia treno )) 1 ,. )) 2• }) 1 Ufficiali d'ordina nza )) 5 3° r eggimento fan teria 19 )) 6· » 1 Squadrone caval.Cheren 1 20 1 28 TOTALE '1 )) ))

•

))

• • •

5

•

• •

Numero

c. "' ,:..

»

19 Band e . 6 1• batteria da m ontagna

3: 1

li

))

))

31

3•

3 451 6" 1 431 - o 20 '

•

)) )) 23' 28· • • Battaglione cacciatori 1° baLtaglione alpini. )) 4• 1· bersagiieri • 20 » )) 3• » ))

2·

16

»

))

1

))

Sezione genio. t• battaglione indigeni.

'l

50

))

))

:; E::,

~

1

.

R EP ARTI

dei feriti

·a

•

40

60

REPARTI DI TRUPPA

Numero dei feriti nella truppa indigena.

3. -

Numero dei feriti

--- -

1623

DOCUMENTI DELLA G UERRA D'AFRICA

DOCUMENTI DELLA G liERRA D'AFRICA

Genio.

"

ChileL . ....--

J)

T otale

984

))

1

" '

1

1

»

1

2

»

2

406

9

1396


1624

DOCUMENTI Ì>ELtA GUERRA D' AFHICA

\

Condizioni sanitarie clella friippa dw·ante la campagna d'Africa. - Dai rendiconti nosologici, che vanno uniti alla presente relazione si rileva che dal 1° dicembre 1895 al 1• giugno 1896 furono complessivamente curati negli stabilimenti della colonia 13196 ammalati italiani e 3521 indigeni. Devo premeLLere prima di porre in relazione la forza della t.rufJpa con la morbosità. che se .i n aprile ed in maggio si conta rono, iu Africa, 25,000 aemati italian i) pure . la media forza nel periodo di tempo sua\,ècennato s i riduce approssimativamente alla cif'ra di 14,700 ,i quindi si ottiene Ja proporzio11e d i 89 ammalati per ogni cento uorn.ini . Per gli indigeni .la fo rza media approssimativa si può calcolare di 7200 e siccome gli infermi nei sei mesi furono 3521, il calcolo ' dà una perceuluale di 49 ammalati. Da ciò si deduce C® gli italiani ammalano in Africa molto più. degli j.ndigeni, come a priori si clovéva prevedere. Continuando l'esarne dei menzionali rendiconti nosologici, si può constatare che relativamente a lh~ malattie mediche ebbet·o predomin io, per il · numero, le !'ebbri efffo1e r e e le sinoche reuma tiche, i catarri gasteici ed intestinali e . lé febbri da malaria ; per g ra vezza le l'ébbri tifoidee. Quantunque le nos tre truppe abbiano dirporato so io di s fuggita in Massaua, pure, per le gravi . fol.iche sosten ute, per la difflèt,ll;à ,Jegli appnivvigioriamenti, per la mancanza di 1·iposo ris toratore, quelle che vi rimasero diedero un notevole contingente a · ·tale malattia, che fu sp'esso motivo di rimpatrio. Alla malaria furono esposte le nostre truppe per i concentra-:menti resi nece,:;sari dalle operazioni di guerra in Saati e Sabarguma, dove essa regna endemicamente. · Per diminuire i danni di tale infezione si sono usate largamente, e con profitto, dei preparati d i. chinina sotto la forma di vin-o od( rhum chinato, alla dose giornaliera di 30 centigrammi, ciò nondimeno l'in fezione palustre fu spe~so cau.sa di ricovero d'infermi all'ospedale e di successivo rimpàlrio . . La febbre tifoidea, di cui nel 1894 non si ebbe a curare J eppure un caso, cominciò a manifestars i per ignote cause nei mesi autunnali del 1895 e crebbe in seguito in modo cospicuo da rappresentare la forma morbosa più grave e più micidiale per le nostre truppe, ed anche, sebbene in minor grado, per . le indigene che pare~'a fosse1·0 refrattarie. Il predomini~ delle febbri tifoidee trova spiegazione· negli agglomeramenti di truppa resi necessari dalle ·operazioni militari, ·e segnatamente della considerevole moria delle bestie da soma, camelli e muli, cbe verificatasi in tutte le zone della coloni'a finì con l'infiettarne il terreno e le acque. Difatti il tifo diminui quando fu ordinalo dall'autorità superiore l'abbrucia-

ì I


\

16:J5

DOC UMENTI DELLA. Gt:EltRA. p ' AFRICA.

m,ento delle carogne, e cessò l'inquinamen to del terreno e delle acque. F ra ie malat.tie chirurgiche merilano menzione le•ferite ri portate in guerr a tanto dagli italiani come dagli indigeni. Le relative operazioni , in num"!ro di 196, f'ut'ono eseguite nelle ini'ermerie di Adig r11t, Asmara, Cheren e Gh inda e· nell'ospedale militare di Massaua. La guarigion_e de!rli amputati é avvenuta cos tantemente per prima inteuzione , ed in tal modo si è otlenuto n'ei mutilati del piede per opera del nem ico un moncone ricoper to di cute, anzichè una cicatrk e poco solida e faci lmente esulcerabile, come spesso si ve.' ri/ìca in quelli che si sono r ifi uta ti di subit'e ani operati vi. Anche le mala ttie veneree d1edec·o un contingente non trascurabile, e furono di frequentn m,i tivo a r impatr io. Il gr uppo cielle malattie oLLalmiche, quantunque non in modo CO• spicuo numeroso, richiamò tuttavia spesso l'attenzione del medico e se ' s i oUeune la a:uàrigione nel ma ggior numero dei casi, rech)mò anche ttiluna volta i,I rimpatr-io ed il trasloca.mento negli ospedali d'Italia per gli opportuni provvedi'ineuti medico-lega li. Massaua, 8 luglio 1896.

/. Il Tenente Colonnello medico Moscr.

"'--

i

,J

I \


NOTIZIE POLITICO-MILITARI

1626

Le manovre si svolsero nel modo più sod.disfacente sotto tutti i ra p· riiorti. Mancarono anche, per fortuna, quei colpi di sole ,che negli anni scorsi, senza colpa di al<.;uno, produssero disgrazie. È vero çhe si elJbero · invece grandi acquazzoni quasi ogni giorno, ma fa salute ,delle truppe si mantenne abbastanza soddisfacente. Fra le manovre meritano speciale menzione quelle fatte nel territorio del IV corpo d'armlta alle quali è unito un simulacro di guerra d'assedio ai forti di sbarramento Jel colle di Nava. · Si assicura che ad una parte dell'ultimo periodo di queste manovre assisterà l'onore;vole ministro della guerra.

NOTIZI~, POLITICO-MILITARI .,,. A Parlamento chiuso c'è poco o nulla a dire intorno a questioni militari, a meno che si voglia tener dietro agli ar!icoli della stampa giornaliera, e neppure in questi si trov\')rebbe gran cosa, porchè le discussioni militari nella stampa, vivissime ancora un mese fa, illanguidirono dopo I' ultima crisi ministeriale che portò il naufragi~ del progetto ·Ricotti sull'or~:namento dell'esercito, ed oggi possono dirsi cessate affatto. Del nuovo ministro della guerra, generale Pelloux, si aspetta a conoscere gl'intendimenti con fiducia. Di quest' intendimenti nulla ancora è trapelato, ma, c~nsider'àndo che l'onorevole Pelloux, quando ha lasciato per la prima volta il ministero della guerra aveva già preparato un completo ·progetto di ordinamento, il quale era noto al pubblico, si possono ben ar"'omentar6l e) • quali saranno le linee generali del!' assetto eh' egli vonà dare ali' esercito. Frattanto è certo che della riduzi~ne di unità organiche ogni pericolo è svanito, è certo che il bilancio del-la guerra fu riportato alla cifra di 2i6 milioni (compresi 7 per l'Africa) ed è molto probabile che in questa cifra sarà conso{idato cioè dichiarato intangib1:Le per un dato numero di anni mediante legge. Tale almeno crediamo che sia l'intenzione del Governo. E così, consolidato il bilancio, si potrà consolidare l'ordinamento. Nel silenzio delle discussioni sull'ordinamento, l'attività militare durante la quindicina si svolse intensamente e su larga scala nei campi e nelle manovre. . In tutti i corpi d'armata, le truppe, non strettamente necessarie alle guarnigioni, presero parte alle manovre di campagna, secondo le ultime norme di cui abbiamo parl_ato nelle precedenti puntate. In varie città si chiamò sotto le armi la milizia comunale per sostituire in parte i presidii.

,d/:;I

,

iv( ·

,. **

. da Perim . annunzia . ,,a clle un pirosca . fo ;' Qt,rente, nn/ ,a·1spacct0 L. 8 <..fJ\ olandese Doelwyk, avente un carico completo di armi e di munizioni (apparentemente per Kurrachee, porto delle Indie, effettivamente per · Gibuti e quindi per !o Scioa) era -stato catturatò da un' incrociatore italiano a undici miglia dalla costa o condotto a Ma!>saua. Ulteriori informazioni poi recarono i seguenti particolari: Il contrammiraglio Turi, comandante le nostre forze navali nel Mar · Rosso, da molti giorni aveva riceyuto avviso del probabile pass:iggio di una nave con èàrico d'armi per lo Scioa e ne aveva avvertito il ·capitano di . va~cello De .Simone, comandante la nave Etna e il capit~no. di fregata Calì, comandante dell' Aretiisa, incaricati specialmente del servizio di crociera. f,' Etna, scorio il v11pore sospetto, sparò i soliti colpi a p~lvere per intimargli la fermata. Dapprima . il piroscafo cercò di fuggire, ma poi, vistane l'impossibilità, alzò bandiera olandese e rallentò la corsa. Allora l'Etna mise a mare un'imbarcazione che raggiunse il piroscafo éd un ufficiale con un picchetto di marinai salì a bordo, e costatò che il Doelwyk err'.I realmente carico d'armi: circa cinquantamila fucili a ripetizione e grande quantità di .munizìoni. Il piroscafo fu pertanto catturato e condotto a Massaua. Appena giuntane uotizia a Homa, il governo dispose per la nomina della Commissione delle prede, prescritta dall'art. 225 del codice di procedura mercantile, affinchè esamini e decida se la cattura fu regolarmente eseguita. . Questo fatto sollevò mqJto rumore in Italia e non senza ragione, ' perchè mostra non solo le intenzioni poco pacifiche di Menelik, ma prova per di più esservi chi gli somministra denaro ed armi. · !OG -

I

1627

ANNO Xl.I.


1628

NOTIZIE POLlTICO-MlLJTARI

NOTIZIE POLITICO-MILITARI

.

.

I

·Ad ogni modo questa cattura è ven uta molto a proposito per far -.... ·capire a Menelik e a chi lo aiuta, che l'Italia, anche senza impren- ~ dere una guerra a fondo, è capace di recare allo. Scioa gravi molestie, fìnchè dura l'attuale ,;tato di cose che non è, di. pace, epptffciò il nostro governo considera come stato di guerra. ·

..

**

La cattura

'

della nave carica d'armi ed una ·visita fatta a• Roma dal generale Baldissera, il quale ebbe colloqui col presidente del Con': siglio e col Ministro della guerra, sbrigliarono la fantasia 1i alcuni giornali che immagiparono ed ann unziarono la preparazione di .una nuova campagna, (. , Ma nulia di tutto c1ò, almeno per ora. Certo quest'ingente ·provvista d'armi che tenta di fare Menelik è un indizio grave, ma da sol_o non basta a prov.are ,le sue intenzioni ag. gressive, e finora non vi è- altro indizio. La situazione in genere è ancora com'era quando Menelik lasciò il Tigrè; i negoziati si trovano al punto in cui li ha lasciati il "!aggiore Salsa. Il dottor Nerazzini, incaricato dal governo di riprendere questi negoziati e mandato per tale scopo a Zeila, non ha ancora ricevuto nè avuto tempo di ricévere comunicazioni da parie di Menelik. Però non· può tardare à riceverne, ed il governo conoscerà alJora le intenzioni del Negus: Fino· a quel mom~nto, ogni induzione è incerta, ogni allarme è ingiustificato. Nè maggior motivo di preoccupazione porge la condotta di ras Alula e ,di ras Mangascià sui nostri confini, dove la tranquillità si è ò:1antenuto finora e si mantiene perfettissima. Ad ogni modo ove il peric~lo di ·guerra effettivamente sorgesse,certo . l'Italia non si lascìerebbe cogliere alla sprovvista. Le truppe che si trovano presentemente nell'Eritrea -comprendono H battaglioni di fanteria, (deh quali 8 appartenenti alle truppe colonia li); ,J squadrone di cavalleria; 3 batterie di artiglieria (una indigena); una compagnia cannonieri (indigena); 3 compagnie del genio ed 4 compagnia treno. Eccone la dislocazione: Battaglione cacciatori (maggiore Poli,..Guerrini) Asmara .. - 1° batta~lione .indigeni (maggiore Cisteroi) Adi Ugri. - 2° battaglione indigeni · (maggiore Hidalgo) Asmara. - 3° battaglione indigeni (capitano Zoli) Cheren. - ! 0 battaglione indigeni . (capitano grossi) Cher,en. - 5° hat-

1629-

taglione indigeni (maggiore Ameglio) Archico. - 6° battaglione indigeni (maggiore Coss.u) Cassala. - 7° battaglione indigeni (maggiore Prestinari) Adi Caiè. - ,1" battaglione fanteria nazionale (maggiore Zuccotti) .Massana. :_ 1~ battaglione bersaglieri (maggiore Siotto-Pintor) Cheren. ....,... 11° batTaglion~ ;ilpini (maggiore Locateli i). Saganeiti. Squadrone di ,cavalleria (capitHUO Spech) Cheren. - Batteria indigena (capitano Costantino) Cheren. - 1" batteri ii da montagna nazionale (ca pilano Valesi) Asmara . ....:_ 24 batteria da montagna nazionale (capitano Martinez) Adì -Caiè . ...:.. Compagnia can,nooieri (capitano Ciccodicola) Asmara. -1 a compagnia de_l genio (capitano Sermasi) Cheren. - 2• compagn ia del genio {capitano Fabrocini) Asmara. - 3° compagnia del genio (capitano D'Erc,ole) Adi Caiè. - Compagnia tren~ (capitauo Borgnino) _Asmara. Se altro non interviene, questP; forze S<'no sufficienti a mantenere f~rdiue e la tranquilli tà nelJ'interno della colonia e sui confini; se ,eventi strao1'dinari sorgessero si provvederà secondo i casi. * * I

Negli ultimi dello scorso mese giunsero dalla Svizzera spia~enti e gravi notizie di sopmsi, maltrattamenti e percosse da parte clelÌa popolazione di Zurigo, contro gli operai italiani cl~e colà lavorano. Ne fu pretesto un omicidio che dice$i com.messo da un italiano, ma la vera causa è la concorrenza che i nostri operai, in !svizzera, come in Francia e altrove, fanno al.l'elemento locale. I disordini cominciarono il 26 agosto, s1 rmnovarono il 27 e continuarono anclie ' più gravi la sera ·del 28 e del 29. ,Le case, gli alberghi, gli stabili"n1enti, dove si trovavano italiani furono presi d'assalto, guastati, rovinati. Ai fuggenti si diede la caccia per le vie, ebbero luogo scene selvl!ggie, che sembrerebbero impossibili in un paese -civile come la .Svizzera, se, a disdoro dell'umanità, non fossero avvenute altre volte io paesi pure civili. Molti furono i contusi e i feriti; per miracolo, nessun morto. Alle immediate e vive rimostranze del nostro Governo, quello dellaSvizzera si mostrò premuroso e prese energiche misure perchè i . disordini cessas,ero. La relativa· lentezza di queste deve attribuirsl al sistema di governo e di guarnigione delle città svizzere. Non bastando la pulizia, nè avendo il Governo del cantone mezzi sufficienti, ,dovette intervenire il Governo federale; ~' inviarono su'I foogo alcuni battaglioni di fanteria e truppe di cavalleria. Il 30 agosto i disordini diminuirono ; il 3:1. l'ordine era ristabilito.


•c.

·1630

NOTIZIE POLITICO ·MILITARI

NOTl:t!E POUTICO-MILITARI,

Resta 'l'onta agli autori àelle barbare prepoten~e, resta la pena che ; i ·principàli colpevoli dovrebbero subire, resta l'indennità da ·pagarsi alle ·vittime, restano le misure da prendersi ·perchè la sicurezza dei · nòstri connazionali sia tutelata in· :ivvenire. E come il nostro ·Governo ·ru eneriico nei ·prinii reclam i e trovò premurosa condiscendenza nel · G9verno federale, così è certo che lo s·arà egualmente in ciò che ancora resta da chiedere ed otterrà pure soddisfacente l'ISultato. · · Non era per anco cessata la triste -.impressione che avevano cagio·nato· in Italia i fatti di' Zurigo, quando una notizia dello stesso ge·nere ma anche più grave giuli,e ('I O agosto) dall'America. Ad Hahneville (Stati Uniti) la folla penetrò nella prigione dov'erano tre italiani, uno accusato di assassinio e gli alt~i· creduti suoi complici, li trassè fuori e li linciò. ; Non è qui il caso ~]i spendere parole per esecrare questo_gusto da carnefice che ha la plebe degli Stati Uniti , la quale ruba la spada al la giustizia e punisce alla cieca rei ed innocenti; è piuttosto da · far voti· che tutti i ·Governì dell'Europa si accordino per far cessare queste infa mie che spesso si ripetono a danno di europei. Si lincino tra loro gli americani, se vogliono; ma lascino libero alla giustizia il suo corso · per quelli delle altre nazionalità. Ad ogn i modo è certo •che il Governo italiano fa rà quanto è possibile per ottenere giustizia e riparazi~ne.

«"Oltre •a ciò, le· norme dell'attuale procedimento militare; cbe.hanno per sè medesime maggiore ed intima, affinità di rapporti con .le regole,, :del pro(::edimento compne, sono tuttavia rimaste invariate,. anche dopo l'attuazione del vigente codice comune di procedura penale promù1·: gato con .R. Decreto del 20 novembre 1865. « D:j. tale fatto scaturisce una non giustificata disparità ~i trattamento,.Jra . i militari e le persone estranee alla milizia, ed, una len.- . tezza nell'amministrazione-. della giustizia che, specie nell'interesse della disciplina militare, importa al più presto , rimuovere. ( A queste riforme è, per ultimo,. lc;igicamente conveniente che rispon~a !'.ordinamento giudiziario militare, non solo per sè stesso consi_derato in relazione alle altre due parti della legislatura militare d.i cui è <iompleme_nto, ma anche per raggiungere lo scopo che la carriera. dei funzionari addetti alla gius.tizia· pen~le nella milizia abbia svolgimento , <ionveniente e risponda ai. fini pei quali e-,sa è ordinata. ' ·' « Per queste ragioni il Governo sollecito di tutto ciò che può riescire .al giovamento della milizia, .è venuto nd divisamento di proporre alla · .M. V..~la instituzione di , una commissi6ne che abbia iI mandato.di CO!l!piere la rev,isione della legislazione penale militare, studiando le riforme suindicate, e concretandole in appositi separati disegni di legge, che il Govemo s1 propone di presentare al Parlamento nazionale».

..

* I

'un R. Decreto -ha istituito, sotto la presidenza del senatore Gloria · avvocato generale militare, una commissione per la re,,isione del prn. getto di codice penale militare Iiel testo approvato dal Senato del regno, · e per lo studio delle riforme, da introdurre nella procedura e nell'ordinamento giudiziario militare. La relazione con cui quesro decreto venne sottoposto alla firma di · S. M. il Re così si esprime: « .La revisione della legislazione penale militare non è ancora com. pinta, mentre vie più urgente si palesa la necessità di provvedervi. · « Un disegno di codice penale militare ottenne già il voto del Senato · del regno; ma è opportuno che formi oggetto di nuovi si.udi, ·tenuto conto anche delle osservazioni 'dei giureconsulti, ed è poi nece5sario che sia riveduto in quelle parti le quali possano sembrare · meno appropriate all'indole di una legge penale di carattere esclusiva men t:e mi lita re. I

,.

1631

1<

In relazione à quanto era stato in, precedenza stab~ito per lo. svolgimento delle manovre di campagna ed il successivo, congedamento delle classi . anziane, il ministro , della guerra ha determinato quanto segue: Colla data del 2. settembre p. v. avranno , principio . le opera-zioni per l'invio in conged_o illimitato: · a) dei militari d_ i ,1a categoria della classe ,187'2 co.n la . ferma. di quattro a.uni; · b) dei militari di ,1a categoria . della classe 1873 con la fé1:ma <li tre anni ; e) dei milit:iri di 1a categoria della classe •I 873 con. la fer:ma, òf due anni e dei militari della stessa .classe e. categoria stati <lesi,. , gnati per l'invio in congedo· illimitato per anti_cipazione dopo due anni· di servizio; d) dei militari ascritti alla ,1a catego1·ia della classe ,1875, C/llli. fa ferma di un anno come rivedibili;


1633 .

NOTIZIE POLlTiCO-MlLlTÀRl

NOTIZIE POI,l'l'ICO-MlLITARI

e) dei militari' di 1a categoria appartenenti alla class·e 1875 di qualunque ferma quali _, prnvenienri da leve anteriori - come omessi, renitenti, ecc.. éhe nel èor'rente anno abbiano compiuto o compiano il· 39° anno di età. · Il congedamento dei militari predetti avrà luogo colle norme seguenti:

f>,ratiéhe occorrenti a comprovare il loro titolo per l'invio in anticipato congedo. In analogia . ~Ila legge 1° agosto 1895, numero 4-65, che stabilì a tre anni la ferma ·clei militari dell~ classe 1875 destin;iti alla cayalleria, il Ministero ha determinato anche che i militari di ,Ja categoria della classe ,f 873 ;issegnati ali; arma di cavalleria, siano inviati in congedo illimitato per anticipazione il giorno 45 dicembre p: v.

1632

a) i reggimenti · di fanteria di linea, granatieri, bersaglieri e cavalleria eseguiranno il congedamento inco_minciando, dal 2 settembre; b)' le compagnie permanenti dei distretti militari· potranno iniziare il congedamento ·sotto la stessa data, ma è las.ciata facoltà ai co-

mandi di éorpo d'armata di trati~nere sotto le armi i congediindi fino al . 12 Settembre, in relazione ai bisogni che possOn,) verificarsi per la ·sisti-imazione dei magazzini;· · c) i reggimenti ·d'artiglfo·ia da campagna ed a cavallo, le brigate d'ai·tiglieria da costa e da fortezza ed i reggiment'i, del genio

effettueranno il congedamen10 a seconda delle disposizioni che saranno date dai rispettivi com.mdi di corpo d'armata, i quali cureranno che il· conge·damento stesso abbia luogo a mano a mano che le batterie o compagnie saranno rientrate alle loro sedi normali dopo le scuole annuali di ti1·0 e, per il genio, le esercitazioni speciali ed i lavori alpini; d) i'reggimenli·alpini ed il reggimento artiglieria da montagna

eseguiranno il congedamento giusta gli ordini che saranno d:,i.i dai comandi di corpo d' armata, i quali lo stabiliranno appena ultimate le grandi-escursioni; ~ e) le compagnie di sanità e s11ssistenza, le swole ed istitut?: m Ì· litari effeituereuno il congedamento a norma I delle disposizioni che · saranno impartite dai comandi di corpo d' arm,,1a, i quali ne stabilimioo la data iu relazione alle speciali . esigenze di servizio che nei singoli casi potranno verificarsi; f) le compagn'Ìe operaie d'a·rtiglieria e gli altri corpi o reparti non tassativamente indicati nella presente Circolare lo eseguiranno il 2 settembre. · Colla stessa data 2 settembre p. v. sarannn altresì in vi.i ti in congedo illimitato ·per anticipazione i militari della classe ·1875 i quali abbiano titolo al cougedamento anticipato io base alle disposizioni di cui ai §§ 692 e. 693 della istruzione complymentare al regolamento sul re- · clutamento ed alla Circolare ,1 ° marzo ,1892 numero 29, sebbene non . abbiano "ancora compiuto per quel giorno 8 mesi di servizio. I comandanti dei corpi faranno subito nota questa determinazione ai loro dipendenli, affinchè ·quei militari, cui essa interessa, ·possano compiere prima di quel giorno, ove già non lo abbiano fatto, tutte le 1

1

1

1

'f.

* * Fra le altre disposizi?ni d'importanza militare, emanate. dopo la pubblicazione della puntata preceélente, notiamo: Fu aperto un concorso a ·15 posti ·di volontario nell'amministrazione centrale della guerra. Fra i candidati riusciti idonei saranno scelti quelli che avraiino ottenuto maggiori voti. I candidati risultati idonei ma · non scelti non acquistano alcun diritto di essere ;immessi a .successive vacanze. Prima di essere nominati vo)onlari i candidati scelti dovranno subire un esperimento di sei mesi negli uffici dell'amministrazione stessll. Coloro che nel.l'esperimento non facessero buona prova saranno ~enza altro esclusi dalla nomina a volontario, e dispensati da ulteriore servizio. , I giovani nominati volontari dopo i ,sei mesi di esperimeuto conseguiranno, nell'òrdine della classificazione ottenuta nell'esame di e.on- , corso, la nomina a vice-segretario cli terza classe con fo stipendio di L. 1500, man mano se ne verificheranno le vacanze. Gli esami saranno dati in Roma a principiare dal ·15 ottobre prossimo venturo ed il t~rmine utile per la presentazione delle relative · <J.omande è fissato a tutto il 1° ottob.re dettò. ,,., Venne notificato che nel prossimo mese di novembre saranno chiamati a sostenere gli esami di idoneità ali' avanzamento i tenenti del geni.o non provenienti dalla scuola d'applicazione d'artiglieria e genio, aventi l'anzianità a tutto novembre 1889. Gli elenchi di proposta con le indicazioni circa le specialità per le quali cia:.cun ufficiale intende concorrere, dovranno pervenire al Ministero non più tardi del 25 corrente. Per l'esatta _appl'icazione della legge che riguarda i limiti di età venne chiesta a tutti gli ufficiali in attività e in congedo una . oopia autentica del loro atto di nascita colle seguenti avvertenze: . a) per gli ufliciali che saranno nominati e{fettioi nell'esercito · permanente, per gli uf!ìciaii attualme?1,te in servizio effetti'IJo e per quelli in posizione aiis·iliaria., su carta bollata da 1.· O,50 (anche se '

I


1634

.

1635

NOTIZIE POLITICO-MILITARI

ri-la~ciala dall'autorità p.arrocchiale) e debitamente legalizzata, dovèndo . poi, a suo tempo, occorrere per la liquidazione della pensione; b) per tiittj, gli altri ufficiali dì nuova nomina o già in congedo, s1,1 carta semplice, ma -lega.lizzata senza il pagamento di alcuna tassa. · Venne notifì,.;ato che · l'esame complementare di . matematiche per l'ammissione all'accademia militare sarà dato nelle seguenti sedi : a Torino presso l'accademia militare, a 111odena presso la scuola militare, a Roma ed a Napoli presso i locali collegi militari . L'esame medesin)O si 'inizierà a Tori'uo il giorno 7 settembre p. v., e quindi la commissione esaminatrice, ultimato colà il suo còmpito, si recherà · suc?essivamente nelle altre città sedi di esame nell'ordine sopra menzio,nato. Venne notificato che il 1° ottobre prossimo. sarà riaperto il panificio m.ilitare di Udine il qu,9-le verrà ·classificato di 3• categoria. E stato adottato un cofano da allievo armaiuolo in sostituzione della cassetta da allievo armaiuolo ·ora assegnata in dotazione ai battaglioni dei reggiqienti alpi ni. JI servizio del casermaggio militare ad economia limitato al X corpo d'armata venne esteso con R. Decreto al I ed al Ix·corpo d'armata. Venne pubblicato un Atto ministeriale che fissa gli assegnamenti pel' . le spese d'ufficio delle diverse direzioni del genio durante l'esercizio fi.nanziario .,, 896-97. Vennero pubblicate varie disposizioni amministrative riguardanti la cessazione dello stato di guerra oell' Eritrea. Venner·ò inoltre pul>blicate le seguenti nuove ist1·uzioni o modifi cazioui a 11uelle esistenti: · a) una nuova Istruzione sul servizio del cannone da 7 BR Ret. da montagna (volume 3°, titolo 3°, delle Istruzioni ~ratiche . d'artiglieria) destinata a, sostituire quella edita nel 1885, I~ quale è conseguentemente abolita; b) una nuova Istruzione per la concessione dei cavalli di agevolezza; e) i capitoli d'oneri per, la fornitur/\ del foraggio durante il venturo anno 1897; d) la 1 a serie di aggiunte e varianti a IP Istruzione sulle munizioni; e) .Ja 1• serie di aggiunte e varianti al Regolamento per la collaudazione dei manufatti di maestranza. Roma,' i I 12 agosto 1896.

,x.

NOTIZIE MILITAR'I ESTERE. GERMANIA.

Staffette di f(J;nteria. - Sul bilancio della guerra per l'anno 1896-97 furono inscritti i crediti necessari per la definitiva costituzione dei riparti di .Meldereiter in Baviera. Attualmente esistono dunque q·uattro di'staecamenti di staffette di fanteria, è sono addetti· al I ; XV, r corpo bavarese; ed al corpo della guardia. Manovre. - Furono apportate !e seguenti modifìci.·zioni al primitivo ordine fissato per· le ~randi manovre: imperiali; Esse si riferiscono al IV, VI e XII corpo d'ar"mata, ed alle tre divisioni di cavalleria che vi furono ag~iunte: ' 3 settembre; id.: ,id., 8 id.,

·rivista del XII corpo nella piazza d'armi di Zeithain. rivista del VI corpo, nei contorni . di Breslavia. rivista del IV corpo presso Gorlitz. marcia d'avviciirnmento del IV e VI corpo e della 1• divir,ione di cavalleria di manovra. marcia 'd'avvicinamento del XH corpo, dell' 8& di9 · id., visione di fanteria, e, della . 2a divisione di _cavalleria di manovra. 10, H, 12 id., manovre d'armate contrapposte.

5 7

Queste operazioni si svolgeranno fra Gorlitz e Bautzen. Si assicura · che il tema generale delle manovre·, per desiderio espresso di s. l\i. !'!Imperatore, riprodurrà una delle situazioni di guerra del maggio •I 813 .. In Baviera eseguiranno manovre: il I e II corpo; al II corpo sarà acraiunta una divisione provvisoria di cavalleria. i,Queste ultime operazioni si svolgeranno nei contorni di Magonza, fra Wtirzburg, Schweiofurt e Bamberga. 1lfanovre d'assedio. - Importanti manovre d'assedio debbono aver luogò; entro il mese in corso, sulla frontiera belga, fra Eiseuborn , e Malmédy:


NOTIZÌ E MILITARI ESTERE 1636 Vi parteciperanno truppe dì tutte le armi ed alte personalità dell'esercito; fra le quali il capo ciel grande stato maggiore generale. Un battaglione pionieri ha costrutto all'uopo numerose opere-di for.iificazione, e, le manovre prossim~ .s'aggireranno sull'attacco e sulla difesa di quelle opere. · Il tiro contro cli esse sarà · fatto con. proiettili carichi di esplosivi potenti, prolungandolo per un periodo di tempo oltre il consueto praticato nei poligoni e nei campi di tiro. Il 9° reggimento d'artiglieria a p.iedi dovrà, ad esempio, lanciare, \n una serie di esperienze, più dì 2000 granate, per lo spazio di tre giorni e tre notti, senza interrnzione, contro le opere di difesa sovra menzionata.

GRECIA.

Ordinamento delresercito ellenico. - In vista di probabili complica- , zioni derivanti clall' insurrezione candiotta, è opportuno il i?egueryte sguardo alle condizioni generali dell'~sercito ellenico. . L'esercito greco è uno dei· rari esercit( europei che non ha ancora adottato, sin dal tempo di pace, la fornrnzione dei grandi riparti destinati ad operare in guerra. li sistema , predominante è adunque. il territoriale, senza alcuna modificazione d'altro ordine: il territorio del regno è · suddiviso in tre divisioni o comandi militari (archigeia stratou), cias·cuno dei quali ha la seguente giurisdizione territoriale: ,t a · divisione, capoluogo Larissa: dipartimenti di Larissa, Tricala, Fiotide; Focide. 2a divisione, capoluogo Missolungi: dipartimenti dell'Acaia, Elide, Acarnaria, Etolia, Arta, Isole Jonie. 3• divisione, capoluogo Atene: giurisdizione territoriale sulle restanti regioni del regno. Le truppe sono assai ii-regolarmente suddivise fra questi , distretti territoriali. . A .capo di ciascuno di essi avvi . un generale o colonnello, coadiuvato da uno speciale stato maggiore (epitelèion) composto di ufficiali delle varie armi o servizi. Il comandante in capo della 3' divisione (Awne) è attualmente il principe ereditario Costantino. . Presentemente è allo studio un progetto di riordinamento dell'esercito ellenico, conforme all11 esigenze strategiche del suo i'mpiego in guerra; ··ed in vista di una sua eventuale azione a massa sulla frontiera di Macedonia. Il progetto di legge relativo .sarà discusso pros6imamente alla ·camera. L'unità d·a adottarsi sarebbe la divisione, conforme a

NOTIZIE Mk lTARl ESTERE

qua!]tO si .pratica presso gli eserciti di BÙlgària e di · Serbia: . ogni divisione dovrebbe ordinarsi su quattro reggimt\nti di fanteria, cor. rispondenti ai reggimenti territoriali, dei quattro ·circoli di distretto; i quali, ognuno, in tempo di guerra, dovrebbero formare un reggimento 1 m·obilitato. • L'esercito territoriale ellenico, di conseguenza, dovrebbe ricevere un nuovo ordina mento. Frattanto, le varie armi dell'esercito ellenico sono · composte come in appresso: Fanteria. - È ordinata su ·I O reggimenti di linea ed 8 battaglioni di cacciatori. I reggimenti di linea sono su tre battaglioni, a quattro compagnie ognuno. La forza sarebbe di 67 uffìciali, 86 sottufficiali e H.19 çaporali e soldati. I battaglioni ,di cacciatori sono formati su quattro compagnie, a 25 urfìciali e 39,~ sottufficiali, comple;;sivamente. Cavallen:a. - Consta di tre reggimenti soltanto, a quattro squadroni ciascuno. L'effettivo totale di un reggimento è di 32 ufficiali e 3i9 uomini. Arti ylieri a. - .Consta egualmente di tre reigimenti di composizione varia. Il 10 reggimento ha tre 1batterie montate e tre d~ montagna; gli altri due, quattro ba~terie montate e tre eia montagna. In totale . , _20 batterie d'artiglieria da campagna. · Genio. - Un reggimento del genio, su due battaglioni: in totale · 9 compagnie. La forza di pace cieli' esercito ellenico è attualmente. ' di 24-,811 uòmini. L'esercito di riserva conta 90,000 uomini, con uno o due anni di 1 servizio sotto la armi. .,, 1

RUSSIA.

C1·eazione di un eorpo d'armata di cavalleria indipen/1,ente nella circoscrizione militare di Varsavia. - Con recente ordine di S. M. l' Imperatore · (Prikas, N. 169, 1896) è indetta la costituzione di un corpo d'armata di cavalleria indipendente, f~rte di dne divisioni di ·cavalleria mista (Cosacchi e Dragoni). Lo .stato maggiore del nuovo corpo d'armata di cavalleria avrà sua sede a Varsavia e sarà composto della -t3a 'e 14:a divisione: in seguito a questa nuo.va, grande formazione strategica, la circoscrizione militare di Varsavia avrà alle sue dipendenze i seguenti grandi reparti di cavalleria: 5a divisione fVlotslavsk), aggregata al V corpo, Varsavia; ia divisione (Biélostok), aggregata al VI corpo,· Varsavia; 1


1:638

1:639

NOTIZIE MILITARI ESTERE

!

a divisione di cosacchi del Don (Zamostiè), aggregata al XJV corpo, L.ubli no; · 6a divisione (Varsavia), aggregata al XV corpo, Varsavia; 7a divisione (Kovel), aggreg11ta al XIX corpo, Brest-Litovski; 1.5a divisione (Plotsk), indipendente; brigata di cavalleria della Gt1',a·1·d1·a. (\Tarsav,a · ) , aggregata aIl a . 3~' di visione della Guardia, Var$a via. Corpo d'armata di cavalleria indipendente: · 13a divisione, Varsavia: 18 brigata, Varsavia: 37° reggimento dragoni, Garvoline; 38° reggimento dragoni, Novo-1\finsk; 2a brigata, Varsavia: 39° reggimento dragoni, SiédleLs; ·2° reggimento cosacchi, Orenburg-Varsavia ; J4a di'Visione, Kiéltsky: 1a brigata, Kiéltsky: ft.0° reggimento dragoni, Stachev; :i-1 ° reggimei;ito dragoni, Pintchov; ~a b,·igata, Tchenstokhov: 4-2° reggimento dragoni, Tchenstokhov; ·I 4- 0 rt>ggimento cosacchi del Don, Miékhov.

RIVISTA DEI ·PERIODICI MILITARI J:ournal des sciences militaires.

Luglio :1896. - Guerra e pace di Tolswi, dal pnnto di vista militare. - Continua il commento· del generalé Dragomirof, al romanzo di LEONE T0Lsro1. Ciò che caratterizza il tomo VI cieli' opera, si è la parte , consacrata alla sociologia: noi non possiamo partitamente esaminarla, ma accenneremo a quei tratti della dottrina sociologica .del romanziere russo, che hanno speciale att.inenza con la guerra e con l'esercito. Un assioma fondamentale sull'impiego della forza ne ammette Funità e la coesione; essere più forti delravversario sul punto prescelto per l'attacco. ToLSTo'i afferma che la teoria della guerra misura la forza a seconda ' dell'effeÙivo delle truppe che sono impiegate e cita la sentenza di Napoleone: Les ,qros bataillons ont toujo1/.rs raison. Questa sentenza può essere variamente interpretata. Si può concludere, ad esempio, che un bijttaglione di due mila uomini val più che uno di . mille_; che uno di dieci mila ~opraffà quello di cinque mila, e via di qui,sto passo. Ma qui fa capolino la scuola del Dragomirof, a ribattere: E la iocietà e la morale? Anche con !'.ausilio dell'analisi superiore non si è giunti, fino ad oggi, a ridurre a formo\e i fenomeni prodotti da forze inorganiche; come sarà ,mai possibile stabilire leggi di morale con l'aiutodelle sole proporzioni numeriche 'l Il morale'dell'esercito russo del 1.8i2 non fu meno buono, nel periodo ·della ritirata davanti l'invasione francese, dì quello che si manifestò, indi appresso, nello inseguimento. A questo punto il Dragomirof si diffonde sull'argomento, vantaggioso al t-uo metodo di Hducazione e di istruzione militare, e conclude il suo lungo e pregevole studio. Con il solo metodo geometrico di riduzione all'assurdo, non si può andare molto avanti nello studio delle cose militari. I reattivi· dello spirito sono pari a quelli della chimica; per ben impiegarli è mestieri ben cono'scerne le propriatà, perchè se bene o male si riesce alla decomposizione, è più ·dillìcile ope.rn il ricomporre.


1640

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

Conferenze di tattica - Marce - Soste - Combattimenti. ,L'armaménto della fanteria - Il fucile della fanteria - Stm·ia sommaria delle armi portatili, dal fucile a silice. - Fionda. - Giavellotti. ·Bombarde. - · Cannoni a mano. - Colubrine. - Arcobugi a ruota. - Fucili a p,ietra. - Ar0hibu'~i da micheletti, - Il fn. cile rigato. - Dal fucile rigato ad avancarica al fucile a retrocarica - ½e armi contemporanee. - Fucili a ripetizione e fucili . a piccolo calibro. La riforma amministrativa militare. - Progetto per una semplificazione delle formalità amministrative per i corpi, gli stabilimenti e.l'amministrazione. centrale militare. - Gabinetto del .Ministro. - Lo stato. maggiore dell'esercito - Direzione generale _del controllo. - Le direzioni delle varie armi. · · St11dio critico sulle operazioni del ·14° corpo d'armata tedesco nei Vosgi e nell'alta valle della Saone - (1870). Continuazione - Combattimento di Digione. . · .Ordinamento ed istruzione dei pattu,qliatori di fanteria - Continuaz·ione. - 8ervi1.io generale delle pattuglie di fanteria. - Loro consegne. - Scontri col nemico. - Esercizi d'assieme. - Esercizi in terreno vario. - Ricognizioni delle pattuglie. - Le pattuglie nel combattimento. - Conclusione. Federico ·il Grande. - Premessa. Ri'~ista di fanteria.

Luglio 1896. -

Generalè.

Nei grandi eserciti odierni, i generali si contano a centinaia, nelia massima parte dei quali non manca nè il sapere nè la pratica. l'Ila quanti ve ne sono in cui, Sotto gli orpelli della brillante divisa, ,baleni la sacra fiammella? Questa è la premessa, posta.dal tenente-ge.·nerale Cons1 ad uno studio suo intorno alle qualità morali ed intellettuali dell'odierno condottiel'o. Si chiede anzitutto d.i lui la perfetta conoscenza del mestiere, quale -esso è oggi, nel più largo senso organico, tattico, .logistico e· strategico; . non già che sia pedante dottl'Ìnario, ma che abbia bene in pugno i ferri . del,l 'arte. Poi mente larga, pronta, acuta, lucida, serena, rigorosa, ·che scenda diritta e rapida ali' analisi eèl egualmente risalga alla .sintesi, potenza istintiva di percezione, induzione e deduzione, intuito . divinator-io degli effetti dalle cause e di qu~ste da quelli. S~migliante all'uomo di Stato nel prevedere; molto più celere ed al'dito però nel ponderare e nel risolvere.

RIVISTA DEI ,PERI0Dlpl ,MILI';l'ARI

1641

I limiti di età. - Statistica preventiva. Lo studio, mediante specchietti e larga messe di dati ~tati~tici, con: elude che la nuova leage sui limiti di età sal'à apporla.tnce d1 vantaggi di ca~l'iera piuttosto irisignihcanti; e può darsi, persino, che la l'itardi di qualche poco. Tutto dipenderà dall'influenza. che la nuova istituzione eserciterà su coloro che, prima d'ora, chiedevano di abbandonare il .servizio effettivo, appena raggiunto, o poco dopo raggiunto, il minimo dell'età necessaria e che ora, forse, aspetteranno di raggiungere il massimo dell'età che la legge tollera per ciascun grado: 1 generali della Rivofozione ( i 792-·1796)_- Le armate del mezzo,qiorno ~ .Facendo l' anotomia di un chepì. Note ed appunti. - Per la giusta. applicazione dei limiti di età. - La parola d'ordine. - L'un·iforme speciale degli attendenti. Aneddoti vecchi e nuovi. - Federico II e l'uniforme dei francesi. - Una sirena di nuovo genere. - Il grado di tenente colonnello. - I francesi a Mosca. Revue du ~énie miHtaire.

Luglio -1896. - Concorso d' arnesi da cucina per gli stabilimenti militari. Si è aperto un concorso, in Francia, pe~· gli attrezzi da cucins ad uso de11li stabilimenti militari, annunziato nel Journal ofli.ciel del marzo ulti~o scorso. Fatto un appello agli industriali francesi, questi risposero con larga copia d1 campioni e di studi in proposito. Furono present.at! · · forni completi e di vario sistema, per oOO uomini, che vengono descntt1 • i~ questo studio suntuario del capitano del genio Bon&L. l,o studio è corredato da ottò tavole. Costrùzione di gallerie sotto uu piccolo strato di terra. · Impiego di eqiiipaggi da ponte divisionari. - Traduzione dall' A1·meeblatt dell'aprile u. s. Gli or,qani teonici del· genio ìnglen. . . . . Accmnulatori elettrici e loro impiego. - Prmc1p1. - Acromulaton per elettrolisi dell'acqua. - Dei sali alcalini. - Elementi e batterie ,J'accumulatori moderni. - Accumulatori ad ossido di piombo . - Funzionamento e potenzialità degli accumula.tori. - Carica d'intensità costante.,.,- Scarica degli accumulatori. - Installazione . e manutenzione. Notizie varie. - Rossbach e Iéna. - Nota bibliografica al noto libro del von der Goltz. - Parte ufficiale. - Prescrizioni e disposizioni varie riflettenti l'arma del geni'o.

.,


1642

RIVISTA' DEI PERIODICI MILITAIH

ANNO

XLI

Bollettino della Società geografica italiana.

Luglio 1896. - Notizie ed appunti. - I lavori geografici di C. F. CASNW I di TKURY. Gl·i atti del secondo congresso geografico itctliano. Fra gli · importantissimi studi e relazioni che vi figÙrano, notiamo un lavoro del generale B1Ao10 DE BENE01CT1s, sulla misura deJle altezze mediante il barometro. Seconda spedizione del c1ipitano V. Bòttego. - Coordinate astronomiche di \llcuni punti. La spedizione al Rolo Nord di S. Andrée. Som,marìo di articoli geografici, italiani ed esteri. Revista cientifico-militar.

15 luglio 1896. ---:- Cronaca generale. - I vantaggi che derivano dall'iniziativa. - Scuole e metodi che l'ostacolano nella pratica. Procedimenti meccanici del comando. - La corsa agli ostacoli sul velocipede. - L'associazione delle dame di Francia: Le rela.zioni fra guerra e polit·ica. Largo riassunto dei principi generali e dei rapporti che conono fra guerra. e politica, ricavato, in ispecial modo, dall'opera del generale Nicola l\farselli La guerra e la sua sto·ria. Quest'opera è molto conosciuta, diffusa e sttrdiata in Ispagna, dove conta ammiratori ,in grande numero nelle file di quell'esercito. L'opera del generale Marselli fu tradotta ed annotata dall'autore, di questo articolo, PEono BEREUGUER.

RIVISTA 11ILITARE ITALIANA

DISPENSA

XV1II. -

16 SETTEMBRE 1896

LrJ strade fe1Tate in guerra. Continuazione. - D.ifesa delle linee fenoviari~. - Condizioni cui deve soddisfare. - Piazze forti. - Difesa delle opere d'arte. - Difesa dei convogli. - Di.struzione delle ferrovie in ·guerra .. Rivista della stampci militare. - Notizie militari eftere.

Per la Direzione Lonov1co C r soTTI tenente colo'1nello Il. T. A .• i~ritato

VOGHERA

DEMARCHI CARLO,

gerente.

ENRICO

TlPoGRAFO-ROITOB&


1643

SOMMARIO

LE SOLUZIONI INTERMEDIE

D ELLE MATERIE CONTENUTE NELLA PRESENTE D I SPENSA

Le soluzioni intermedie dell'odierno problema dlfensivo . . . Pag. 1643 Civitella del Tronto. - V nTomo PnTALU e:;A, capitano A . b rig·ata Pistoia . - {Conti1iuazione e fin.e) . . . . . . .

c. » 1659

La riunione delle tre specialità zappatori, minatori e pontieri in una. - G rnSRPPE 'NA'l' ,\LE, maggiore nel 5° g-enio. - (Continuaz.io1ie) . . . . , . . » 1G'i'l Varietà·. -

Il soldato di cavalleria iH India

)) 1G83

Tra 1 libri (Fi : Come erano /orinati gli ese1·citi delia 1·tvoluz.ione francese, - I manuali del V OLPINI sul cavallo. · - Nuovi studi del maggio1·e

Roccm

sulla difesa delle coste. -

La t elegi·ajia e la cavalle1·ia.

- Il museo del 1·iso1·gime11to a .Milano

Notizie politico-militari. -

x. .

»

IG9:3

»

1'705

No tizie militari estere: Austria-Ungheria: La i·ivista i n onore dello J.'sa1· et Sclmzelz

» 17]{>

Francia: Il teati-o delle manovre di armata .

» l 'ilG

Spagna: R iepilogo delle sperlzzloni militari a Citba

» 1'120

Rivista dei periodici militari . . . . .

PROPRIETA LETTEIU RIA, .

DELL' ODIERNO PROBLEMA DIFENSIVO

Configurazione del terreno e condi1.ioni militari, polit,ichc, industriali ed economiche che si richiedono, per l'applicazione dei sistemi d' afforzamento propugnati dalle diverse scuole. - Convenienza.delle solu1.ioni intermedie nell' odierno 1>roblema difensivo. - Criteri (!ella scuola opportun ista. per l'assetto generale di una linea di resistenza. Esame delle questioni cli pendenti. - Sull:i, convenienza che i punli d'appoggio della linea di difesa concorrano, dentro certi limiti, all'azione frontal e. - L'impiego moderato delle installazioni corazzate. 1- Azione frontal e e latera le dei forti. Qhalità delle bocche da fuoco, e calibri da preferire nei riguardi tecnici cd economiti. - Numero dei pezzi corazzati .in un forte, -Organizzazione genera.le e disposizione dei diversi elementi di una linea di resistenza, informata ai criteri della scuola opportunista . - I punti d'appoggio. - Le·artiglierie de,gl1 intervalli - (Batterie annesse ed intermedie).

Dato il bando alle molteplici e talvolta contradditlorie p.roposte, -colle quali si voleva affrontare la soluzione del problema della difesa, quando (al primo apparire delle granale-torpedine ed in seguito a giudizi troppo sommari sulla loro poLem:a) l'arte fort·if_icatoria sep,brò ridot.ta in co ndizioni quasi di sperate, sono rimaste a contendersi il primato, nel campo degli studi e sul terreno, le soluzioni fondate su i concetti fondamentali : a) dell'afforzamento_dfretto, mediante masse di· protezione di sufricente resistrmza e, conseguentemente, della conserva~ione delle forme organiche della fortificazione classica (il forte che acco 7 , glie nel suo interno tutti gli elemen ti della difesa lontana e vicina:) adattate ai nuovi bisogn i, mercè la dimih uita estensione e là minore visibilità del ber.:;aglio, l'aumentata resistenza specifica delle parti più vitali, .e sopratutto l'impi ego delle coslrnzioni corazzate, qu;1le rinforzo tecnico dell'opera; · b) della protezione indiretta, dovuta alla dispersione, alla mobilità ed all'occultamento dei bersagli e conseguita mediante una i07 -

ANNO. XLl,


1644

1645

LE SOLUZIONI INTERMEDIE

DELL'ODIERNO PROBLEMA ·oIFENSIVO

radicale riforma tattica della fortifi cazion e, sostituendo ; cioè, alle grosse opere che rappresenterebbero (secondo i novatori) la formazione in colonna, le linee di torri o di piccole batterie corazzate, che raffigurano l'ordine sottile (la fortifica zione in ordme sparso), imposto dall'odierno modo ài comball.ere; e) della completa separazione della difesa lontana daUa vicina, che permette l'installazione di tutte le artiglierie allo scoperto e conseguen temente, la rinuncia alle torri wrazzate, sulle quali l'esperienza di guerra non ha ancora pronunziato il suo giudizio . Gli accennati sistemi difensivi sembra rispondano, volta a volta, alle diverse esigenze dell'arte fortifìcatoria, dipendenti dalla configu razione del terren.3, dalle condizioni militari, politiche, industriali ed economiche di uno Stato, e possano perciò venire opportunamente impiegati, quando, per una determinata soluzione, le predette esigenze risnltano simultaneamente soddisfatte. I sistemi cl'afforzamen to, fondati sul concetto della separaz ione assoluta della difesa lontana dalla vicina, possono trovare uppl icazione opportuna in terreo i di pianura e, leggermente ondulati, negli Stati costituiti da vn,;tissimi territori, che consentono l'occupazione quasi graluita di ampi e zone a scopo difensi vo, dove inolLre le industri e. sono poco fiorenti e le condizioni economiche non molto favorevoli. Nei territori montuosi, o forlemente collinosi, nel caso delle dorsali perpendi colari alla linea di resistenza, ovvero della presenza di ostacoli coprenli , che possono fa vorire le sorprese dell'altacca nte. il forte corazzato, il quale provvede a tulle le esigeuze della difesa, sembra più. opportu no di altri sistemi , qualora le condizioni economiche· ed industriai i del paese con sen tao o l'acquisto o la costruzione di numerose torri girev,,li e l'erezione di grosse e costose masse proteggitrici. L'impiego dei forti corazzati potrà inoltre essere preferito da uno Stato il quale, per le sue condizioni pol itiche, n1Jn può aspirare se non alla difensiva pu ra; alla tutela di una det.erminata zona di territorio ('1).

Infine, in terreni · molto mossi e frastagliali dove non sarebbe possibile con opere di sposte a distanza di '2 o 3 chilometri l'una dall'altra, di battere le zone antista nti :igli intervalli, si affaccia l'opportuni tà. d'impiego della fronte corazzata, vale a dire della linea di piccole batterie ravvicinate, le quali consentono di scegliere, per la protezione dei pezzi incaricati ùell:l difesa vicina, le posizioni più convenienti . L'impiego di questo sistema, che richiede _ risorse offensive di tntle le specie , e soprnLutlo numerose forze mobili per dare efficace appoggio alln difesa, può convenirP- il Stati ricchi e potenti. Non è pertanto la predilezione esclusiva per un determinato ::i stema d'afforzamento che deve guidare nelle applicazioni pratiche dell'arte della difesa ; e, poichè potrit, non infrequentemente, mancare la concomitanza delle coudizion i, d'ordine nssai disparato, che consigliano di adottare l'uno o l'altro dei partili proposti, è evidente l'opportunità di un sistemà d',afforzamento, il quale, non essendo informato a concetti esclusivi, si presti a risolvere nel modo più conveniente, il prl}b]ema della difesa nella generalità dei casi . Ed ecco come si manifesta nell'odiern.i fortificazione In con venienza dell e sol?.1,zioni intermedie e della formazione di nna scuola opportimista in quanto, dai moderni trovati delle industrie e dai concetti difensivi, che attualmente si contendono il primato, prenda ciò che ritiene più opportuno per costituire un sistema di afTorzamentQ, il quale permella di soddi sfare ai più urgenti bisogni senza urtare in' difficoltà, che ne renderebbero difficile, se non pure impossibile, l'applicazione pratica. I criteri direttivi di questa scuola sono: l'accettazione, in massima, del principio della separazione tra l':izione resistente ed i fuochi in opere distinte, trasportando negli intervalli la maggior parte dell'armamento destinato al combattimento d'arti glieria ed affidando, principalmente, ai forti l'ufficio di punti d'appoggio per la difesa vicina ed il còmpito di fiancheggiare gl' intervalli; la conservazione parziale del concetto classico del forte ; considerato quale centro d' az-ione unioersale. Pur riducendone notevolmente le dimensioni, l'armamento, il presidio, forti re· sterebhero dotati di una limitala azione frontale ;

(1) Tale è il caso degli Stati politicamento neutrali, come il Belgio e la Svizzera, i ljUali, infatti, per J'a fforzamento dei punti più Importanti dei rispettivi terrilori haur~o adottato il sistema dei forti corazzati, che, pcl ~econdo del predetti Stati, è anche in armonia colla coroligurazione montuosa del terreno.


DELL'ODIE RNO P.ROBLBM.A DIFENSIVO

1646

L E SOLUZIONI 1NTE1UfED1E

l'impiego moderaw, nella misura perme~sa dalle co ndizioni economiche ed induwiali degli Stati meno ricchi e fiorenti. delle costruzioni corazzate, per la protezione di alcune bocche da fuoco da disporsi 11ei forti per l'azione fron tale lontana, e di qualche pezzo leggero, a Liro rapido, a rincalzo della fucileria e delle artiglieri e mobili, per la difesa approssi mata. 'f

" * Colla scMla degli accennati criteri la scuola opportunista procede alla risoluzione dell e diver.se questioni che interessano l'odierno problema della difesa. Intorno alla convenienza dell'azione fron tale nei forti, la predella scuo la ragiona hei seguenti termini:· Anche riconosciuta la necessità di trasportare negli intervalli la lotta principale, di assegnare ai fo rti essenzialmente il còrn pito di fiancheggiare que:;Li intervalli e di prendere parte alla lé'tta approssimata, non ne deri va che debbano i forti :;tessi rimanere privi d'o.~n i azione fron tale a distanza, la quale potrà venire affidat,1 a poche, ma ben protette, bocche da fuoco. E ciò perchè tino da l pri mo momento si ab bia modo di contrastare all';Htacco le operazioni de1I' invesLimento e la disposizioni prelim inari del l'assedio regolare . Con quali mezzi si potrebbe al trimen ti agi re co ntro il nemico, in tutto il tempo che trascorrcrii tra la sua apparizione e la scelta della fronte d'attacco, se deblJonsi ancora costrui re le ba t· terie d'intervallo nel setlore che sarà attaccato? ed in qu;1 I modo potrebbe essere protetta la linea avanzata di resistenza, che verrà organizzata dalla difesa i;ol sussidio della fo rtificazione improvvi sata , per ritardare le prime operazioni dell'assediante? I propugnatori della comp leta separazione della difesa lontana dalla vicina, ch e vorrebbero togliere ai fo t'L i qualsiasi azione frontale lontana, riducendoli a grandi cappo'niere, inaltaccabili ·di viva forza, pel fiancheggiamento delia linea di resistenza (oltre ad af · fi dare loro Pazione ravvicinata), osservano che l'assediante potrà concentrare su i forti grandi masse d'artiglieria e porre così fuori di ' servizio le bocche da fuoco che ne costituiscono il grosso

1647

armamen to. Non si comprende pernltro co me si, voglia togliere ai fo rti ogni azione frontale pel timore che possano venire rapidamente distrutti, e si faccia poi alTidamento su i forti stessi per la lotta ravvicinata e per l'azione laterale, come se, re1>tando inerti nel primo periodo dell'as:;eùio, potessero sottrarsi alla temuta. distruzion e. Eppertanto le ragioni addotte per privare i fo,:ti di qua lsiasi azione frontale cond urrebbero, piultosto, alla loro completi\ eliminazione n~ll 'nsseLLo di una linea di resistenza, e ad adouare, di preferenza, il sistema delle linee di torri autonome o di minusco le b;1tterie corazzate. Se invece si ritiene che i forti, malgrado i danni che inevitabilmente riporteran no durnnte la lotta d'arti!l'lierin , possono dare un e!Ucace aiuto, nel pet'iod-0 del!' attacco ravvicinato, non vi sarit verun in~onreniente a mun irli di qualche bocca dn fuoco protetta in modo , cla poi.ere essere posta in breccia soltanto dalle grosso a:·tiglierie dell'assalitore, collocate a brevi distanze. L'azione frontaìe lontana dei punti d'appoggio ·cli una linea ùi resistenza non sarebbe necessa1·ia, quando la difesa degli in tervalli venisse affidata a pezzi di grosso calibro, disposti su piattaforme scorrevoli lungo un binario co ntinuo di ferrovia e protelli da uno spalto ;i ntistante. Ed infatti quale influenza sensibile potrebbe esercitare la predetta azione dei forti, forzatamente li mitata ad un ristretto numero di boc:che da fuoco, quando, dopo poche oro di lavoro, fosse possibi le di organizzare sulla fronte d'attacco, per nna lunghezza di più chilometri , una gigantesca balleria di centinaia <I i pezzi, atta a schiacciare rapidamente, colla superiorità del propri o fuoco, tulle le batterie che l'assalitore avrà, con grande fatica, costruito ed armato? i\J a se tale previsione può essere esatta in teoria, all'atto pratico si deve riconoscere che l'orga ni7,zazione di unèt ferrovia continua cli cintnra e di batterie circolanti presenterebbe seri ostacoli e costituiranno un caso veramente _eccezionale le piazze le quali, sor~endo su ierreno uniformemente pianeggiar.Le ed u!l'i to, si prestano a cosiffatto impianto; senia dire dell o difficollil d'ordine economico, de1·ivao ti dal costo, necessari amente assa i elevato , dcli' irnpiantCI stesso . Eppertanto, dovendosi, nella generalità dei casi, afforzare gli intervalli con batterie provvisorie, o


DELL'OD IERNO PROBLEMA DlFBNSIVO

1648-

LE SOLUZIONI lNTERMEDlE

qua, i, da costruirsi, almeno in parte, e da armarsi, dopo avere avuw sicuri indizi sulla fronte d'attacco, non si può impugnare la 11ecessità che i punti di appoggio vengano provvisti di qualche bocca eta fuoco a litnga gittata, per esercitare l'azione frontale in attesa. che .siano state costruite ed armate le batterie degli intervalli, alle qtbali è riservato l'iiflìcio . principale nel combattimento d'artiglieria ('I ). Ma per assicurare un tiro pronto ed efficace alle preindicale boe.che tla fuo co e per co nseguire uoa relativa in dis truggibilità del materia le d'artiglieria, almeno rispetto alle balleria dell'attacco distanti più di I 000 o 1200 metri dalle opere, non si ravvisa altro partito che quello di install are le predette bocch e da fu oco sollo corazza (2). S'impone pertanto; anche per le soluzioni intermedie dell'odierno problema di[ensivo, la riecessità dell 'imp iego de!le costruzio ni co· razzate, il r.umero delle qual i, peraltro, in relazione alle esigenze a cui devono soddisfare le artiglierie che sono destinate a proteggere. risulterà assa i limitato . Tenuto couto dell'illim itato setto re orizzontale di ti ro (360°), ' del quale godono i pezzi installati in torri girevoli , che costituii;cono l'armamento di sicurez::a dei .forLi, sorge il quesito se convenga affidare a codesti pezzi anch e l'azione laterale ((ìancb eggiamento deg li inLtn·v::illi) ovvero occorrano sempre, per quest'ultimo ufficio, speciali ar1iglierie (pezzi traditori) installali in modo speciale. Taluni ingegneri esc.lu<lono categoricamente che l'azione late1

(l.} Il generale Brial mont propugna la necessita di collocare nei forti le suindicaLe tocche t.la fuoco, le (Juali sarelillero, a suo av viso, poco sicure nelle baLtcl'ie rlcgli in· tervalli, che, qualunque sia la loro org,mlzzazione, un attacco rii viva rorza può faro cade.re in possesso dell'a~salitorc. Aggiunge inoltre che la principale garanzia rii consen•azione delle artiglierie degli intervalli risiede nella protezione che queste rice ,•0110 dalle bocche oa fuoco dei forti. e disap prova conseguentemen te la risoluzione pro,n in Francia ( Istruzione de l 22· luglio 1887) ,li disporre negli interval li, r1uanclo I" invcsl;. monto e completo, anche quel piccolo numero di pozzi a lunga gittata che erano ~Lali dapprima mantenuti dentro le opere, per ritar,1are le operazioni d' i11,.estiinento. (21 Per evitare l'impiego delle cos trur.ioni corazzato e, nello slcssu tempo, il completo disarmo dello opere, alcuni artigli eri ritennero po$sibile di riso Ivero il flt•oblem,1 della protezione dello bocche da ruoco, utilizzando le proprict..~ del tiro indiretto. Ma, sebbene tali proprietit risultino reali e 11rc1.iose, conviene riconoscere che l'armamcnLo a cielo scoperto dei fort, , qu;1ndo· anche sia al riparo <la i tiri cli lancio (ciò che si puo ottenere l)ijl' le llocclie da fuoco che agisco110 con tiro indiretto) non tarderebbe a ve· nit·c smontato dai tiri areati eseguiti cogli shrapnel e colle granale ·torpedine.

1649

raie possa essere affidala alle artiglierie corazzate dei forti, soAgette al pericolo di uoa prematura distruzione e propongono l'impiego di batterie ca~amatlate di t·ovescio, le quali, protette contro i tiri diretti del l'nssa!itoro dal le parti antistanti dell'opera, possono ritenersi indisLru:rgibil i da lun~i {·I) . .Mancano dati sperimentali per la risoluzione della questione. È da no tare soltanto che l'i ndistruggibi lità delle casamatte di rovescio per parte del tiro lontano dell'attacco è relativa, poichè la loro posizione polrà essere rilevata dal nemico , il quale, coll'a iuto del tiro preparalo, si porrà in grado di assoggellnrle ad un tiro di demolizic,ne. Questa operazione, non è facile, ma non si presenteranno minori cl i!licoltà per porre fuo ri di servizio le torri corazzale girevoli, contro lé quali l'assali tore si troverà costrntto ad eseguire un tiro di sm01ito a distanze non superiori a •I 000 o ·I 200 metri dalle opere. A queste distanze gli riusci rà oltremodo diJlioi le di porsi in batteria, per poco che la difesn abbia saputo sgomberare in tempo il terreno antistante alla piazzn, nel raggio di ·1000 a 2000 metri dai forti di ~intura . Sembra che, in tali condizioni, ragioni di semplicità dell'ordinamento, e di economia, consiglino di tralasciare nelle opere, mu · nite di alcune bocche eia fuo co installate in torri corazzate girevoli, le batterie casamaltate di rovesci o, affidando alle prime, -01trechè l'azione frontale a distanza, anche l'azione latel'ale, o il fianchej,!giam enlo degli inL~rvall i. In alcuni tipi di forti corazzati, recenLemente proposti (2) , l' ufficio di tenere lon tano dalla piazza l'avversario durante il periodo preparatorio dell'al'sedio e di contrastargli, fin dove.è possibile, l'occupazione della linea d'investimento, è affidato ad alcuni obici da 13 centimetri, ~nstallati sotto corazze. Tale partilo, motivato evidentemente da ragioni d'ordine economico, (3) non sem bra accettabile. Gli obici , :rnche impi egando /ilude mr tu tt·a.n$(Ormation.s de I.a fot·Uf~atio1t acluelie. (Revue génie milif airc, !888). (2} Vecli 'ad esempio: La forll/icazio11e permane1ite e la guwra di (o·rtezza del te·

(t ) L,WREl'iT. <tti

ncnte colonnello ERNESTO v. LBITHl\KR , {894. (31 Mentre la torre coraziata per un ohlcc da 15 centimetri costa all'Incirca J•. 80,000, la torre coraz1.atn, per un cannone dello stesso calibro, costa L. i70,000, o l[uella per due cannoni circa aoo,ooo.


\

·1650.

LE SOLUZIONI INTERMEDIE

' DELL'ODIERNO PR OBLE MA DIFENSIVO

le cariche massiO'.\e, non possono r:aggiung~re le gittate dei cannoni di pari calibro ed, a causa degli angoli di caduta piuttosto grandi, i loro proielli hanno pochissima azione. in profondi tà (,J) . Epperciò la loro sostituzione ai cannoni non sembra opportuna, e renderebbe i punti d'appoggio meno atti a soddisfare alle esige~ze dell'azione lontana, le quali appunto reclamano . la presenza, ri~i forti di cintura, di qualche bo~ca da fuoco corauata. D'altra parte la ragione economicn, che sola potrebbe addursi per giustificare la sostituzione degli obici corazzati ai cannoni nell'armamento di sicurezza dei forti predetti, non esiste, quando si rinunci alt' impiego dei costosi cannolì i corazzati da 15 centimetri, e si pongano in opera i cannoni da ,rn centimetri su a[usti cor~zzati Schumann. Ed infatti· la spesa •per l'acquisto, ad esempio , di quattro dei suddetti .affusti corazzati risulta di poco superiore a quella di altrettanti obici da 11iS centimetri corazzati,· ovvero .ali ' imporlo di una sola torre per 2 cannoni da HS cen(imerri (2). È pertanto evidente che il nodo della questione si riporla alla scelta . del calib1·0, il quale esercita grandissima influenza nei riguardi tecn ici ed economici, quando si tratta d' installaiioni corazzate. La questione della scelta dei calibri, destinali a costituire l'aripamento di un 'opera di fortificazione permanente terrestre, non si. può trattare _in modo generale, ma deve , venire risoluta, per ciascun caso, ,dipendentemente dalla natura e dalla distanza dei ·bersagli da bntlere, ed in relazione alle condizioni locali della difesa. Ciò peraltro non toglie che, nel!' esame delta questione .stessa, siano da tenersi presenti le seguenti considerazioni: · Dai · tiri eseguiti a grandissime , distanze contro bersar:rli o in movimento, non si devono, in massima, attendere che risultati di ordine morale, (All'assedio di Parigi le granate da ,J 5 cent.imetri, 1

(tJ Mentre, ad esem pio, l'obice austriaco da. :18 centimetri ha un angolo di caduta di 40° :!O' a 5000 metri, è di 26° iO' a 4000 metri; gJr angQ!i di caduta del cannone aust.riaco, modeflo t880, da 12 c~ntimetri sono rispettivamen te, alle stesse distanze, di :18° 50' e di :12° 53'. Considercizioni lattiche sull'attacco delle {01·tezze e sulla fortifìca,zione pennaneiite odforna di PAOLO \'. RE1rn, capitano dell'artiglieria austriac;1. (2) L'affusto corazzato per un cannone da :12 centimetri costa lire 96,250 e J';11Tusto corazzato a scomparsa (di struttura più lrggiera) per la stessa. bocca da fuoco lire 85,000.

1651

lanciate dai cannoni dei fo rti conlro le truppe d'investimento, non raggiu nsero neppure questi risultali) . Al contrario ne! caso di nn tiro più ravvicinato contro bersagli fiss i, e, conseguente mente, anche contro bersagli nascosti dietro masse coprenti, si ottengono risultati rea li col tiro indiretto ed areato, anzichè col tiro radente, indispensabil e sol1anto contro bersagli in movimento ; e precisamente in quest'ultimo caso le bocche da fuoco cli minore calibro sono preferibili a queile di calibro maggiore. Non manc~no pel' altro i partigiani dei cal ibri di t!rande potenza, anche nel caso si debba operare col tirù radente, i qnali , adducono la su periori Lit del cannone da ,15 centimetri sn quello da '12 centimetri, sia per sco mporre mas;;e coprenti , si,1 auche per tirare contro truppe, e ne ritengono, ad og ni modo. necessario l'impi ego per battere J li slabi lirneol i lontani dell' assalitore e per distrn);~ere i ripari corazzati che questi aves~e potuto erigere a protezione di una parte delle proprie bocche da fuoco ( 1). )fa qni occorre fL,sa re, in rriodo prec iso, i diversi obbiettivi dell'armamento di una piazza. ~on è, in primo luogo, da con testare che per scomp0rre le masse coprenti delle batterie e per dislru.(!gere i 1·ipari corazzati che l'assalitore (come presume il generale Briaimont) potrà erigere nei fu turi .assedi a tutela dei pe1.zi maggiormente esposti , occorrerà il proietto da liS centimetri. Devesi peraltro tenere presenle che le batterie dell'assalitore, le quali hanno per scopo di conseguire risultati reali , sorgeranno alla distanza media di 3000 metri da lla linea auaccata (2), e che le poche bocche da fuoco muriite di ripari cor,1zzati ed incaricate di esei:{uire il tiro di demol izione contro ·le torri girevoli collocate dentro i fo rti di 1

(·J) • L'umemcn t d'un fort d'un camp retranché dovra co mprqnclre des canons cte , 15 cenlimè t.res pour tirer con tre los établissements éloignes de l'attaque, eL clot.rui re les « cuirasscments, dont celle-ci couvrera à l'avenir une 1lartie dc ses bouchcs à reu. , (OnlAf,ltONT. - Jnftuence d·u tir plo11geant et des ol>us-to ,·pilles siw la fo1·1i{icati0n, pag. H9),

(21 Secondo le idee che lino ad ora preva lsero nella guerra d'assedio, l'azione <lell'arti glieri:1 a ttaecantc si svolgerehlle in tre periodi principali, rappresentat i dal!' impiego dello batterie preparcitorie o d'introauz1011e, cli pi·ima e di second1i posiz ione. • Prescindendo dalle bauerie di 1>rcparazione, alle quali ·incombe soltanto un' a.zi one dimostrativa, basta tenere presente eh~ le batterie di prima posizione sorgeranno da 3000 a 3500 metri da lla lin ea pr incipale <J i resistenza e che quelle di scconcla posizione


1652

DELL'ODIBRNO PROBLE)IA DIFENSIVO

LE SOLUZIONI INTERMEDIE

cirHura, dovranno essere avvicinale fino a il 500 o 1000 metri da.Ile opere stesse. Ora l' azione dell'obice da 15 centimetri (più .di quella del cannone di pari calibro) risulterà etlìcace alle preindicate distanze, sia per -sconvolge·re, col tiro indirelto od areato, le ma:;se coprenti delle batlerie, sia per sfondare le poche coperture corazzale delle bocche da fuoco spinte più avanti. Ricorrerà per queste l'assalitore a ripari corazr.ati verticali , anzichè orizzon tali? ma in tal caso, mancando di qualsiasi protezione contro il tiro rircato, non riescirà a sottrarle, neppure temporaneamen te , da una com pleta distruzione. In conseguenza lo impiego, su scala abbastanza larga, degli obici da 115 centimetri permetterà alla difesa di soddisfa re alle suaccennate esigenze e le predette bocche da fuo co, dovendo entrare in azione, non nel periodo preparatorio o inizi ale dell'assed io, ma durante il com ballimento d'artiglieria, fara nno pa1:te delle bauerie degli intervalli, alle qual i spetta d'impedire all'assali to re di concentrare i suoi fuochi sull e opere e di procedere alla distruzione delle torri corazzale che ne costituiscono l'armamento. l:'er ciò che riguarda il tiro alle grandi distanze, affine di ope rare contro le truppe d' inve:;timento e costringere l'a.,sal itore a tenere lon tani i suoi stabilimenti (depositi, parchi , magazzini, ecc.) sembra possano bastare effettivamente akuni c-0nnoni da 112 centimetri, installati su affusti corazzati e .posti nl sicuro, dentro i forti di cintura, da un eventuale colpo di mano. li proietto da 12 centimetri contro bersagli io movimento non ha infaui minore efficacia di quello· da 11o centimetri epperò per contrastare l' impianto dei parchi e degli stabilimenti, ed anche la costruzione delle batterie di preparazione (trattandosi , come avvi ene d'ordinario pel tiro alle grandi distanze, di conseguire quasi escl usivamente un effetto moraleì il can none da 12 centimetri, 1

1

(alle quali è ri servato l'eseguimento del tiro di smonto e di demolizione, ossia l'azione decisiva) verranno disposto da ! 000 n f 500 metri dai forti. · Secondo i fautori rlcll3 posizione unica decisiva delle artiglierie d'assedio (in cambio della t• e 2" posizione), quosta do\'rebbe essere distante tli 2000 a 3000 metri dalla linea <li cintura. J•:pr•ertnnto, (Juali che siano Je dit·ettive per le operaiioni d'assedio, le batterie ctell'assnlitore. incaricate di conseguire risultati reali, sorgeranno a rlist.anze non maggiori di 3000 metri dalia linea di re.ststeoza e, più probabilmente a distanze minori.

1653

la cui gittata supera 7000 metri, risulta indubbiamente atto al lo scopo. Basti, con ciò, di avere accennalo agli elementi principali della questi one relativa alla designazione dei cal ibri . E poichè la difesa difficilmente potrebbe sottrarsi all'impiego di qualche bocca da fuoco corazzata per operare, alle grandi distanze, col Liro di lancio, è facile comprendere i Ynntaggi che deriveranno, pel buon assP.tLo difensivo di una linea, dall'impiego dei cnnnoni da 1.2 centimetri su a[$ti corazzati leggeri, i qua li , oltre ad esse!'e di facil e e sicuro maneggio, allontaneran no il pericolo di assorbire. nel so lo costo delle insta llazioni corazzai.e, una parte ·troppo graucl~ delle risorse finanziarie disponibili per l'alTorzamen to di una piazza. L'ufficio abbastanza circoscritto che viene affidato alle bocche da fuoco coraz7.ate dei forti e le esigenze economiche portano a contenere dentro ri-;Lreui limiti il numero dei pezzi predelli, pflr ciascuno dei pun!i d'appoggio. Senza fissare, in via normale, questo numero, elle dipende 9a ll'i mportanza tattica dell'opera. e dagli obbiettivi da battere, sembra che, nella generalità dei cas i, co n &. a 6 can noni da 112 centimetri, installati su affusti corazzati, si possa soddisfarn ai compiti assegnati all'armamento di sicurezza di un forte di cintura: di batte1·e con tiri diretti "d a yrancle cl'istan.=a il ternno esterno e rJ.i fiancheggiare gli intervalli.

... * * È facile rendersi conto dell'organizzazione generale ,ti una linea di resistenza, informata ai criteri della scnola opport.unista. Tra le soluzioni estreme d,elle due scuole opposte : q11ella dei forti com.=.=ati, la quale concentra nei punti d'appoggio tutti i mezzi di combattimento; e quella delle fronti corauate, la quale li dissemina in organi specia li lungo la linM cli resistenza; le solu.zioni iniermedie, conformandosi alle esigen7.e del terreno, alla potenza ed e5atlezza cli tiro .delle odierne artiglierie, ed al1'im piego moderato delle cost ruzioni corazzate, riducono olla massima semplicità i punt, d'appoggio, rappresentc:Li da opere di


165'4

LE so.L UZI0Nl INTERMEOTE

DELL'ODlEltNO J.>ROOl,EllfA DIFENSIVO

scarsissime dimension i (specialmente io profondi tà) con un ristretto armaµiento sotto corazza e disposte ad interval li di 4000 metri circa (11). Negli intervall i vengono disseminate le bocche .da fuoco, destinate a so:,tenere il combattimento d'artigl ieria, affidando la loro sicurezza all a poca appariscenza del bersaglio che presentano ed alla loro mobi lità . In consegnenza 'gli elementi vitali dell a lin ea di . resistenza sono i punti d'appoa,rio e le aniolierie de11li ' F'ti"> r, intervalri (ba tterie annes:se ed if!,termedie). Per la disposi,,ione dell'armamento e 'per l'ordinamento dei diversi particolari, i punti d'appoggio possono ridursi a due tipi, dei quali vengono qni appresso riassunti i tratti caratterislil~i di I!laggiore importanza: Nel primo (a tracciato tanagliato) l'azione fronta le è affidat:i. a due cannoni da 15 centimetri, disposti in una torre corazzata girevole : il fiancheggiamen to degli intervalli ad una gross.a cap_ponierci cli rovescio {di calcestruzzo e metallo), perfettamente de· fiiata ed armata di 6 pezzi; la. difesa vici na ad un trinceramento per fanteria, alLo nella fronte anteriore, basso in q11ella di "f!CJ[a , . colle predette fronti collegale dn brevissimi ijanchi a scaglioni (2). Net seco ndo tipo (di pian ta trapezia) ,un masso di calce,;Lr uzzo, di forma allungata, costitu isce la base di quattro a!fosti corazzati per un c:111none da 112 centimetri. Delli a1fosti, disposti in linea retta, nd intervalli medi di 20 meLri (3) , sono incaricati de ll'azione frontale e de ll'az ione laternle. Il masso cementizio è i)

1

I

\1) Dove la è onfigurazione del terreno lo richieci'e, vengono avvicinate magg iormente, ovvero_ colkgate da vpere intermedie, (1) E questo il tipo di forto proposto nel 1887 dal colonnello Voor(luin de l «enio olruidc.;e. nella pubblicazione p:rogetto di un (,irte in rr.rmonia colle 01tierne" esigenze. L'azione lat.1:rr1le, esercitata dai pezzi t,·aditori della caJ)JlOniera di rovescio, è rl istinta •clall'azione frontale, affidata ai due cannoni da i5 centimetri, di calibro generalmente snperiorc al bisogno, ma insufficienti per numero a s1•iluppare l'aziono pre(letta. (3) Il !Cni.mle colonnello Leithncr osservi che l'ordine lineare è il più naturale per l'azione ciel fuoco, e poichè è adottato da tutte le batterie scoperte non si comprende perchè debiJa~o fan•i eccezione quelle corazr.atc. Oltre che è il più opportuno per diminuire glI e lleltl clel tiro nemico, conseote un largo campo d'osservazione eil una agevo le direzione do! fuoco. · Il generale Brialroont ha adottato, per la prima. volta l'ordine lineare in uno dei progetti cli forti, presentati nella sua ultima o()era: dèfense cles Éla.t-~ et la.

Ld

f?,1'lifica.ti,m. ii ta fin du XI X siécle (Forte di (orina lrianyol iii·e in luogo elevalo:

Tavola Xl dell'Atlan te).

1655

avviluppato, sulla fronte e sn i fianchi, da un ~emplice parapet.to di terra, il quale costituisce la posizion e di combattimento per la fa nteria e per l'artiglieria leggera. Agli angoli di spalla e di gola sorgono quattro aJTusti corazzati a scomparsa per cannoni a tir~ rap ido di piccolo calibro, che concorrono alla difesa approssimata dell'opera, insieme ad un buon numero di mitracrliere incavalcate srt aliusti a ruota ed alla fucileria (O. " ' lo entrambi i tipi, le dimensioni assa i ridotte (area poca· estesa e · minimo rilievo: non più di '.2 a 3 metri sul terreno d'impianto) fanno dell'opera un bersaglio poco visi bile, e perciò di fucile ad ~ssere col~ito. Resta, in tale modo, elim inato il ~rincipale difetto che 1 propugnatori del le fronti corazzate attribuiscono ni forti. La semplicità dell'ordinamenlo interno e la limitazione dell'armamento sollo coraz;,;e n·e contengono la spesa dentro termini abbasLanza moderati, epperciò te predette opere.non presentano l'inconveniente, inseparabile dai grossi forti corazzati, di esaurire, col loro ingente ammontare, quasi tutta la somma destinata all'afforzamento di una piazia (2) . Le artiglierie degli interv·a lli, le quali costituiscono la parte principale dell'armamento della linea di resistenza , e rappresen· tano quello che nelle vecchie piazze si chiamava l'armamento di ·difesa, sono disposte in batterie cmnesse alle opere ed in batterie inlel'med'ie. - Le prime ch e, qualora il terreno lo conseoLe, sorgerìlnno a qualche centinaio di metri dai punti d'appoggio (ai quali vengono collegate mediante trincee protette da spalleggiamenti) (3) (il La descrizione particolareggiata di questo tipo di forte (nel quale a clill'erenza del tipo Voordu in, l'azione frontale e l'azione laterale sono arlldate alle' stesse hoccbe da fuoco corazzate) si trova nello studio intitolato: La fortificazione attuale (Considerazioni ge,ie,·ali: elementi principaU di un oi·dinainento difensivo), pubblicato nella , Rivista d'artiglieria e genio, anno !89i, Yol. I. . (2) L',~mmontare del forte, tipo Voorduin, è calcolato dall'autore di 1,00,000 fìorin i (hre 860,000). Quello Jet secondo tipo di forte risulta, in via approssimativa di lire 850.000 (di· cui Jiro 400,000 per le opere di terra, di muratura e di metallo; e li~·e 450,000 'per Parmamen to corazzato) non compreso l'armamento mobile e ' le spese di espropriazione. Si tratta, ìn conseguenza, <Ji un Importo notevolmente inferiore a quello richiesto dai grossi forti corazzati del Ilrìalmont che (anche pci meoo costosi) supera 3 ntilioni di lire. (3J Le batterie an nesso alle opere costituiscono una delle più retici applicazioni del principio della separazione àegli elementi attivi della di(esa dai passivi. L' tllilita. delle


1656

DELL'ODIERNO PROBLEM~ DIFENSIVO

LE SOLUZIONI INTERMEDIE

completano. ' SOi to un certo aspetto , l'azione .cli questi durante la lotta d'artigli eria e saranno perciò armate in m:1ssima parte con obici da '15 centimetri, la cui azione risulta, alle med.ie distanze, erncacissima contro bersagli fissi, defilati da masse coprenti, va le a dire contro le batterie d'assed io. I lavori di tena del le predette batterie., nventi un ,ri lievo minimo , verranno eseguili :i.ll'allo dell'apprestamento a .difesa della linea di resistenza, sulla traccia di disposizioni preventivamente stabilite.Soltanto i piccoli Jocal i,casamattati , con calcestruzzo e cemento, destinati per magazzini di munizioni e per ricoveri , devono essere costruiti fino dal tempo di pace. Nell' ordinamento delle batterie intermedie si tratta di . appl icare il principio della mobilità, nella più grande misnra consentita dalla configura1.ione del terreno e· dal materiale d'armamento . A tale i'ntento, le predette batterie devono essere in numero not-evolmente superiore a quel le che si tratta di armare colle bocd1e da fuoco disponibili nella piazza, perehè sia possibi le un cambiamento di posizione dei pez1.i , quando l'assalitore è riesci to a rettificare il tiro su di una, o su di nn~alLra batteria ( 1). Dietro 1

predette batterie venne riconosciuta, prima della comparsa delle granate-torpedine quando, i progressi del tiro ind il'etto od a1·cato a shrapnel avendo reso quasi imrossibile la perm,tnenza, sugli alti rampari scoperti delle opere, delle grosse bocche da fuoco, si fece straòa l'idea di toglierle dalle C1])ere stesse e di dis1iorle all'esterno, (I) Con un rapido spostamento limi tato anche a poche centinaia di metri, sia lungo la fronte, sia nel senso della profondità, le bocche da fuoco minacciate verranno sottratte al tiro regolato dell'assalitore e poste in azione in una nuova batteria, la qu~le non avrà a temP.rc di essere colpit.>t se non quando l'assalitore ne abbia segnalata la esistenza e regolati su di essa i suoi t iri. Ep()erta nto se le batterie intermedie risulteranno, per la conllgurazione del terreno, per la poca apparise.cnza del bersaglio' che .presentano, e per l'impiego delle polveri senza. fllmo, scarsamente visibili, e se gli accennati cambiamenti <li posizione verranno csPgnili con ,relativa rapidità (condizioni alle quali non sari1, nen,i generalità dei casi. dirficile il soddisfare) il tiro dell'assalitore non arrecberà alle boccl1e ct:i fuoco delle predette batte1·ie maggio~ moles'tia di quella che risentirebbero se fossero installate sotto èorazze. E qui :::iova notare che, allor<1uaildo, per la scarsa precisione del tiro, aveva lu ogo una grande rosa di dispersione, poteva accadere che i colpi delle batterie d'assedio ra.ggiungessero le bocche da fuoco dell a. clifesa, sc anche la loro posizione non era conosciuta che grossolanamente. Non così ora, perché, coll'esattezza delle odierne artiglierie, se l'attaccante, pe1· la poca visibillta e per la mobilità del bersaglio, è ir1dotto in errore sulla posizione di questo, accumulerà i suoi colpi· inoffensivi su di un'a1·ea I.imitata, Si può perciò asserire che la notevole precisione di tiro, raggiunt,1 dalle artig lierie dell'attacco, può essere ca.gione della loro inefficacia. lneflicacia del tutto eventuale, m,t di una eventualità. facile a ripetersi, se la difesa saprà. trnrre profitto dalla poca visibilità delle pro1irie batterie, da lla mobiliiil. d.elle artiglie rie e dall' imf1iego di maschere e diaframmi.

1657

fa linea di resistenza, verrà organizzata, per questo scopo, una

via di comunicazione, mascherata, per quanto ciò può ottenersi, alla vista del terreno esterno. Le singole batterie saranno collegate Lra loro per mezzo di strnde le quali partono dalla gola delle medesime. L'armamento delle batterie· degli intervalli verrà costituito da cannoni e da obici e morta i. Il nucleo principale delle bocche .da fuoco è rappresentato dai cannoni da ·12 centimetri e dagli obici da ·I 5 centimetri su affusti a ruote e da mortai da ,f 5 centimetri incavalcati sn affusti disposti sopra piattaforme scorrevoli. t nota l'opportunità d'i mpiego. per lc1 rlifesa, dei cannoni da ·12 centimetri e deg li obici da 15 centimetri, i quali si completano a vicenda; ed è anche superfluo dimostrare quanto sia · vantaggioso l'impiego, su larga scala, dei mortai le~geri, facil mente trasportabili, il cui tir0 areato, dotato di gr~nde precisione (a ·I 000 metri il morlaio r1ga1.o da 15 centimetri meue il 25 °;~ dei colpi su di un rettan golo largo 2 metri e lungo 6 metri) risulterà efficacissimo contro i lavol'i d'attacco. Non si devono Lullavi;1 escludere, in modo assoluto, dall'armamento delle batterie intermedie, i cannoni da Hi e gli obici ed i mortai da 21 centi metri, i quali pofranno, tahrolta, contribuire alla superiorità dell'azione della difesa, bauendv i bersagli più resistenti. A tali pezzi di magg iore cal ibro potrà venire assicurnta una mobilità relativa (notevolmente inferiore peraltro a quella delle bocche da fuoco più leggiere) incavalcandoli (come i mortai da ·15 centimetri) su affusti col locati sopra piattaforme scorrevoli. Ogni batteria sarà costituita da bocche da fuoco de.Ila stessa natura e di pari calibro, il cui numero può variare da 4 e ~6. La maggior parte verranno organizzate pel puntamento indirello. Quando le forme del terreno lo consentano, le batterie inLer· medie ,,engono disposte su più linee a scacchiera (11). Saranno 1

(i) In prima linea le batterio di protezi,me, disposte sul ciglio avanzato della linea. degli intervalli tra i punti d'appoggio, armate con cannoni di medio e pier.olo calibro, a puntamento diretto. In seconda linea, le batterie di cresta disposte poco indietro del ciglio topogralico, armate con cannoni, eccezionalmente di grosso, normalmente di medio calibro (i2 centimetri) a puntamento indiretto. In terza linea le batterie nascoste, collocale sul rovescio della cresta, armate con


/ 1658

1659

LE SOLUZIONI INTERMEDIE, ECC,

esclusivamente di terra, come quelle d'assedio, ·il più che è possibile inlerrate, e coi parapetti del minimo rili evo, affine di risuJL;1 re preswché invisi bil.i. La loro costruzione, che richiede un lavoro di due o tre giorni al più, verrà iniziata al momento della p.r~pa'.·azione a difesa sulle fronti di probabil e attacco , nelle pos1z1on1 prefis sale fino dal tem po di par.e, e proseguita poi, colla massima rapidità, sull a fronte di attacco designata, dove se ne aumenterà il riumero in proporzioni notevolm ente superiori all'armamento disponi bile. . Perchè peral tro l'erezione speditiva delle balterie in termedie cunduca a soddi sfacenti risultali e vengano, per quanto è possibile, attenuati gl i inconvenienti inseparabili da un lavoro improvvi sato; occorre siano state preventivamente costruite tulle le strade di comunicazione tra gl i appostamenti designati per le pre· dette batterie . Solta nto in un campo trincerato, ove esiste una ricca rele di strade, periferich e e radiali , che permelle la facil e circolazione delle truppe e del materiale ed il rapido spostamento delle bocche da fuoco da una fron te all'altra, o anche da un punLo all'altro di una stessa fronte, potÌ'à la difesa tentare, con probabi lità di successo, la loua contro l'a rtiglieria dell'allacco. Eppertanto l'organizzazione e f'asse.lto completo dell a rete stra· dale riel terreno d' azione d' una piazza moderna (compresi i moltepl ici passaggi su i corsi d'acqua, d:ii quali, generalmente, sarà attraversala) rappresentan o, coll'odierna I.attica della guerra d'assedio, la prima ed indispensab ile preparazi onè · della difesa. Le risorse fin anziarie disponibili, nei periodi di pace, pel miglioram ento delle con dizioni di resistenza di un e\ piazza, dovranno perciò venire, di preferenza, dest inate all'esegui mento ed al com· pletamento dei predelli laYori, all'acquisto di materiali per ponti metallici scomponibil i e portatili e per armamento di ferrovie. bocche cla fuoco corte di grosso e medio calibro, a tiro areato ed a puntamento in· diretto. ' . Per maggiori particolari si può consultare lo studio: La gu-erra di (01'Lezza. (L'az1011e dell'artiglieria). Rivista d'al'tiytìef"ia e get1io, !&14 , voi. IV.

CIVITELLA DEL TRONTO Continuazione e fine. -

Vedi disp ensa

x1·

Assedio d.ella fortezza nel 1860.

La campagna dell e Marche e del!' Um bria ara appeni\ fi nita : Ancona aYeva capitolato il 29 settembre. Il IV ed il V corpo d'annata italiani agl i ordini del Ile, con. a lato il generale Manfredo Fanti, si dirigevano su Capua. Il 23 di ottobre i due corpi di a1·mata erano concentrati uei pressi di Isernia. Le bande borboniche, di fronte all'avanzata dell'esercito italiano, riparavano nei monti o si disperdevano per le cam pagne . Ascofi-})iceno, Teramo e Pescara furono trovate saombre dall e <'> truppe borboniche : soltanto Civitella del Tronto era presidiata da poche forze fedeli a Francesco II , che p1irevano decise a non arrendersi. Situata <1! con!ìne fra le Marche ed il Regno delle due Sicilie, natu ralmente forte, la piccola for lezza, al momento dei moti rivoluzionari , era divenuta un asilo pei numerosi gendarmi del!' Abruzzo ('I } e pe i contadi ni dei di ittorni che avevano qualcosa da farsi perdonare e potevasi prevedere che sarebbe stata un caposaldo d'una certa importanza per le reazione borbo nica. Il comando in capo dell' esercito italiano non aveva creduto opportuno distogliere truppe. dai due corpi d' armata. in marcia attraverso l'Abruzzo, per ridurre la piccola fortezza . (·I J Al momento dei moti del !.860 negli Abruzzi le autorità. civili e militari llorboniche ,wovano creduto 1,rudento concentrare i gendarmi ,!elle varie brlgat.c, dei cir· condari i d'allora, in Teramo: ai pri mi di settemb re poi , quando la popolazione ne doma~dò Il disarmo , credette op1iortuno coun narli in Civitella, ritirand o il presidio delle due compagnie dol B 0 cacciatori st.ntevi destinato in precedenza dal generale Pianell, allora al servizio del Borbone o comandante una divisione negl i Abruzzi.

l08 -

ANl\O XLI.


1660 .

CIVITELLA DEL TRONTO

'

Civitaila era quindi fimasta in ùalìa dei borbonici che non indugiarono a farla da padroni nell'interno dalia piazza ed a spargere il terrore in tullo il territorio, vièino. ~a piazza era. in quel tempo agli ordini del maggiore Lnigt Asc1one, uomo d1 nessuna cultura, di poco carattere ed in avanzata età. Comandava in sua vece il capii.ano dei gendarmi Giuseppe G·io· vane, uomo d'una cena età, ma asLulb, intelligente e collo. Questi aveva iniziata la sua carriera nell'arma di artiglieria: l"opera sua. doveva, quindi riuscire utile alla difesa della fortezza. 1n sul finire del 1860 presidiavano la fortezza: 200 gendarmi ; 91 veterani ; 38 arligl ieri ; 35 cannonieri littorali; })arie briuan ed. un certo num ero di contadini , la maaoior ;,r., n ti , ca(._ pitanati da tale Zapito di Bonaventura (contrabbandiere di S. Euidio nlla Vibrata, sopranominato Zopinone), numero, che ai pri~li d~I gen naio ·I86 1, raggiunse la cifra di ci rca duecento. L'armamento della fortezza consiste\'a in 23 cannoni, di diverso calibr.o, c.ompr_esa. una colulJ.rina in bronzo della lunghezza appross1mat1va d1 cmque metn. · l i ·t O settembre ·I860 veniva proclamato lo stato d'assedio nella piazza. Il capitano Giovane, concentrato nelle sue mani ogni potere si propose subito di ~umen!are le forze del presidio e di premunirsi contro i possib ili futuri eventi. Impose perciò ad ogni famiglia di Civitella di fo rnire alla difesa almeno uno fra i suoi membri alli alle armi. Stabilì un posto di polizia comandato da un sottufficiale dei gendarmi, certo Messinelli . Obbligò, anche con mezzi violen ti, i cittadini e gli .abitanti dei dintorni a dividere le loro sostanze colle truppe del presidio ed a provvederle di vi veri pel tempo dell'assedio . Tullavia, siccome verso la metil di ol.lob re ,.,rriun <>ue1iano rrravi ssime notizie <la ogn i punto del Regno il maggiore Asciane ·ed il capiLnuo Giovane incominciarono a trovare temeraria e scon sigliata ogni ulteriore resistenza, tanto più che era imminente il 1

I')

CTVITELLA DEL TRONt'q

1661

giorno in c,aj un plebiscito di tutte le provincie meridionali avrebbe sanzionata l'unione del Regno delle due Sici lie all'Italia sollo la mon~rchia di Savoia ('I). Ebbero quindi il pensiero di sostituire sulle mura di Civitella nl vessillo del Borbone quello d' Italia e di desistere da ogn i resisLenza . Ma certo Leonardo Zilli , soprannominato di Campotosto, dal paese natio, frate guardiano dei Minori conventuali di S. Franceso, si oppose al pro- . getto proclamal}do la maggiore delle viltà qualsiasi idea di resa . Questo fanatico frate , il quale aveva sempre esercitato una certa influenza .morale sulla plebe e sulla guarnigione, il mattino del 24 oLl.obre, dopo avere consultata un' indovina di Civitella ed avere arririgato il popolo sulla pubblica piazza/ messosi alla tesla di un gruppo armato di contadini si di resse ,·e rso Campli, piccola <:iùà liberale situata a sud di Civi tella; per saccheggiarla. Lo stesso cap itano Giovane, aHa tesla di mol ti gendarmi e con un picco lo pezzo d'artiglieria seguì quella tur ba di contadini che per via andò sempre più ingrossando . Campli era presidiata da pochi giorni soltanto da un cen tinaiodi guard ie mobili, le quali soprnffatte dal numeri~ e spaventate dal cannone, dopo breve combattimento ripiegavano su Teramo . I gendarmi e parte dei contadini, tenuti in freno <lai Giovane, dopo r ichieste ed ottenute le armi, si ritirarono in Civitella, molti contadi ni però rimasero a sacche14giare la ciltit. Questo l'alto non era il solo del genere : il brigantaggio che giit infieriva nelle provincie di Ascoli e di Ch ieti incominciava a farsi sentire anche iu quella di Teramo. Solto il manto di fedeltà al regime passato, si commettevano soprusi d'ogn i genere e si vuol e perfino che gli affiliati alle bande brigantesche ricevessero munizioni dalla stessa fortezza di Ci vitella . Lo sgomen to invadeva l'animo dei buoni cittadini della provi ncia teramana e le istanze alle autorità perché quello stato di cose cessasse, si facevano di giorno in giorno più vive. Il governo finì per convincersi ch'era necessario l' intervento di lrDppe regolari . Per non distogliere delle forzo dai corpi operanti nel mezzogiorno della penisola, venivano successivamente diretti sotto Ci·(I) Un decreto dittatori.ile nveva stabilito il 2! ottobre per tale plebiscito.


Cl VlTELLA DEL TRONTO

1662

CIVITELLA DEL TRONTO

vitella tutti quei drappell i di soldati , provenienti dai depositi e dagli ospedali che avrebbero dovuto raggiungere i prop1;i reggimenti. ' Contemporaneamente, da ·Ancona, venivano spedite due cornpacrnie del 39° reggi mento fa nte:.ria e così verso i primi di no~embre si riusciva a creare una piccola colonn,a di 600 uomini circa che si accinse subilo a bloccare la piazza dalla ·parte orientale mentre la legione dei volontari garibaldini, detta dei Sann iti (col~nnello Tripoli), provvedeva al blocco dalla parte occiden tale. Così passava tutto il mese di novembre. ,, . . . In considerazione della gravità delle cose nell~,prov1~c1a d1 Teramo, il generale Ferdinando Pinelli, in seguito ad ord111e del governo, si , trasferiva da Aquila, dove era rimasto fino allora per se• dare il brigantaggio, sotto Civit.ella, e vi giungeva con dei rinforzi il 6 dicembre. Nel giorno successivo faceva subito intimare la resa alla fortezza , offrendo condizion i vantaggiosissime ai difensori. Riuscito vano ogni tentativo di accordi, perchè gli assediali pretendevano l'immunità pei reati comuni, il generale Pi nelli ordinavn che v.en issero collocate due sezioni di obici da n10ntagna presso il convento .di S. Maria déi Lumi ed una sezione di pezzi rigati Slenhopes su-I monte Sant'Antonio. Il fu oco di queste artiglierie però doveva ·ottenere pocj1 issimi risull:ati contro le mura di trav ertino del forte , e, consumate le poche munizioni, il generale si decideYa di nuo~o pel blocco. Il Piuelli r irnanevrt in Ponzano dal (3 al 11O dicembre e dopo un'altra sosta di qualche giorno a Chieti si srabiliva definitivamente in Ascoli -Piceno. Il '.il'! dicembre, di buon mattino, circa 200 assediati fecero una sortita da Civitella. Appoggiati d;1 altrettanti briganti scesi dalle montagne di Campli e dei Fiori, assalirono il convento di San la Maria, approtìl.Lando della circostanza che in quel posto a van~ zato degli assedianti vi erano soltanto 27 bersaglieri, dei quali 3 erano ammalnti . Comandava il posto un sollotenente cbe, sorpreso- mentre riposava, fece appe.na a tempo a iuggire dalla finestra e porsi in salvo coi suo.i . · . Dei tre bersaglieri ammalali uno si salvò saleo·~o in cima alla torre, gli altri due e la vedetta, caduta ferita, furono barbaramente uccisi e bruciati.

1663

Degli assalitori di Santa Maria parlc ri torn ava ai m.onti e parte rientrnYa in Civitella fra gridi di gioia portando in trionfo le immagini sacre tolte dalla Chiesa . A tale barbaro avvenimento segni un periodo dì sosta che quasi · lascia,•a bene sperare, quando invece, nel malli no del 4 gennaio ·186-1, un altro piccolo nucleo degli assedianti, di appena 30 bersaglieri, ch'era al la Rocca S. Nicoln, veniva allaccato dai brioanti 1:idiscesi dai monti àei Fiori. ~ . Al primo momento i bersaglieri si ritirarono per non esporsi ad un'inutile ca1·neficina, ma poi, rafforzati dai posti vicini con. tràllaccarono i briganti alla baionetta con tale impeto che li costrinsero a precipi tosa fuga. Un ;-,<TiOvaoe bersao0 liere eh' era in vedetta, non rilevalo in tempo, paga va colla vita la fedeltà alla r.onsegna ricevuta. Anche questa volta parte dai briganti ritornò aì monti e parte fece a tempo a rinchiudersi in Civitella. Fu appunto in questa circostnnza che il numero dei briganti racchiu si nella fortezza sali a circa duecento. Per questi dolorosi falli e più ancora per la reazione ed i disordini che regnavano nelle province degli Abruzzi, il generale Pinelli domandò al governo nuove forze. Oltre nife truppe ·che già vi erano furono posti ai suoi ordini il 27° reggimento fanteria i! 211° bauaglione bersaglieri ecì una batteria di 6 obici da montagna colla 3• compagnia del 3° reggimento artiglieria . Il blocco attorno a Civitella veniva così a farsi sempre più stretto. Nell'interno della fortezza intanto avvenivano falli quasi incredibili. Un gendarme, un frate ed un brigante erano riusciti ad imporsi a Lutti, anche ai capi militari e commeuevano prepotenze d'ogni genere. · Erano questi il sergente dei gendarmi i\fessinelli, comandante del posto di polizia durante lo stato d'assedio, padre Zilli da Campotosto guardinno del Convento di S. Francesco ed il brigante Zopilo di Buorrnventura dello Zopinone . Rihelli ad ogni disciplina, desiderosi sollanto di spadronegc}iare e di .valersi della gravità del momento pei loro fini pnrtio colari, aYevnno deciso di non cedere a nessun costo la fortezza.


1664.

ClVlTELLÀ DEL TRONTO

c1vrrELLA ' DEL TRONTO

Pel solo dubbio che il comandante della piazza ed il capi~I tano dei .gendarmi macchinasserQ qualche progeuo per la resa del forte non esìtarono ad insultarli ed a rninaccfar!i nella loro, stessa abitazione . Il giorno 8 del gennaio 1186'1 veniva condii uso un armistizio di ,otto giorni tra l'eserci to italiano ed il bor~qnico. La notizia ufficiale giungeva al comando del' blocco di Civi. tella il giorno Hl. Ne veniva subito data c'o1t1'unicazione agli assediati ed anche con essi veniva stipulato un armistizio di otto giorni a · datirre dal 14. gennaio. Per tale armistizio rimanevano sospese le 'o.5'ti)il.à. i soldati e borghe,si borbonki erano autori7~zati a visitare 1ft c;mpo ed ai . soldati italiani veniva dato il permesso di entrare in Civitella. Durante i giorni dell'armistizio gli uflìciali borbonici offrirono un pranzo agli ufficiali italiani, pranzo ,che venne accettatO e durante il quale regnò la più schiella cordialità ed il maggiore brio. Per dovere di corlesia e di cameratismo il pranzo doveva essere ricambiato. Venivano perciò dirflmati in tempo gli opportuni inviti e già la cosa pareva un fatto compiuto, quando proprio il gio"rnò ' prima che il pranzo dovesse aver luogo ·il comandante della piazza inviava una lettera al comando delle 11\1ppe italiane colla quale si scusava di non poter accettare l'in~ito per ragioni indipendenti dalla sua volontà e da quella dei stfoi ufficiali. II .famoso triumvirato, gendarme Messinelli, padre Zilli e brigante Zopinone aveva sparsa la voce nella piazza che sotto l'apparenza di .quegli atti di cortesia si nascondeva un tradimento ed in un momento la ribellione si era fatta strada tra la popolnzione ed il presidio. Gli ufficiali fnrono insultati, minacciati ed il debole maggiore Ascioni non vide allra soluzione che quella di declinire l'invito. Tale rifiuto fu mollo commentato nel campo italiano e tanto . gli ufficiali quanto .i soldati non misero µiù piede in Civitella. Terminato l'armistizio il blocco ,,·eniva continuato. e sempre con · precauzion i maggiori . II Rè · Frap,cesco II intanto aveva promossi tutti g!i ufficiali rincl1iusi nella fortezza di un grado ed aveva nonli'µ,ato il sergente Messinelli dei gendarmi ad uflfo iale. J .i

1665

. L'immeritato premio concesso a .quest'u'ltimo finì. col renderlo s empre più·,g~nfio di sè e più prepotente che _in p~s~ato. All'alba del 6 febbraio gli ayamposti della riva sm1stra del · Salinello, la maggior parte del 27° reggimento fanteria, furono ,improvvi·samerùe àssàliti da cfrca 400 briganti scesi in tre colonne dai colli dei ' Fiori e di Campli· e si dové all'avvedutezza di un maggiore dei ,reggimento se il colpo tentato da que~la . ciurmaglia non riusci. . . I briganti furono respinti ed inseguiti fino presso 11 ~olle_~1 Campli : ne rill}f,s~ro sul terreno una t_rentina tra .~orti e fer1t1. II giorno 18 f~bbraio giungeva nella piazza la notizia che Gaeta aveva capitolato fin d:il ·13. Il maggiore Giovane, fedele all.fl, pa~ola data di cedere Civit.ella non appena quella fortezza avesse capitolato 'tentò d'indurre i caporioni di piazza ad arrenùersi, ma convint~si che 0 c,ni suo sforzo ,11 riguardo sarebbe stato inutile,, il 20 febbra io, cot' pretesto di nna ricog_nizione fuori di p_orta Ve.~a (Roma), prese con altri pochi la / via del P!;so e ~on r1to~nò p1.u . Errli si duva prigioniero al colonnello del 21 reggnnento fanteria, R~ffaele Sircana, e òopo qualche giorno veniva presentato in l?onzano al tenente generale Luigi l\fozzac~po che nel giorno ,J8 feb. hraio aveva sostituito il generale Pinelli nel comando del blocco. Il ma(J'c,iore Giovane veniva poi diretio ad Ancona ed indi, a Napoli, cl;ve, trattenu~o prigi9niero di guerra nel Castello de!l?v?, ne usciva soltanto dopo la resa di Civitella, in seguito a g1'.l~,1z10 pronunziato .,dalla Commissione d'inchiesta del Tribunale m1l1tare di' Torino. . Il aenerale Pinelli era stato collocato in disponibilità e sostituito dal cr:nerale Mezzacapl1, per un suo ordine del giorno diretto ~Ila ,colo~ma mobile dell'ascolano, ordine tanto elòquente ed espressivo quanto irruento ed inopportuno in quei giorni ('I).

(t)

Ecco l'ordine clel giorno:

' Ufficiali e soldati l

·

La ,•ostra..mar~a fra le rive del Tronto e quelle c~clla Castellat~~ é~cgna d'encomio. ~ 1·1 ~rn·stro della guerra se ne rnllcgra con vo1. Selve, touontl,. balze nevose, · 1 1 • ~. r . 1 \'••lsero a trattenere il vostro ·slancio: il nemico m1ranrlo le'vostre rocce scoscese non "' · , ' · . ·, Il penne sulle più alte , atte de' suoi monti, dove si teneva sicuro, le sc.amb10 tier que e .

s


1666

Il generat e· Mezzacapo aveva stabilito il suo quartier generale in Ponzano e subito aveva emanate le necessarie disposizioni per restringere sempre più il blocco, n!?ll'intento di accelerare la rèsa della fortezza. Erano stati posti a sua disposizione interi reggimenti di fanteria e battaglioni di bersaglieri con le corrispondenti unità di arti oli eria e def genio : i gruppi delle varie armi improvvisati sotto Ci vitella, su l fini re del 1860, erano stati sciolti ed i militari erano stati avviati, quasi tulli, ai rispettivi reggimenti. Verso la metà del febbraio 186 1 le forze costituenti il blocco erano le seguenti e così dislocate : .27° reggimento fanteria, a Faraone , con u·n battaglione a Ponzano; . 39° reggimento fanteria, colle forze ripartite tra Faraone, il Passo, Sant'Andrça, Santa Riparata, I>onzano e Santa Maria; 9° battaglione bersaglieri, tra Borrano e Ponzano ; .2 11° e 27° battaglione bersagl ieri, reparti li tra Rocca San ta Felicita, Rocca S. Nicola, e le successive cascine fino a Santa Maria; battaglione dei volontari garibaldini (Sanniti), trn villa Ripa, Fucignano e Piano .Risteccio; 1

d~ll'Aquila Savoiarda che porta sullo sue ali 11 genio d'Italia; le vide, impallidì e si d1ecto alla fuga. . llf{iciali

1667

CIVlTELLA DEL TRONTO

CIVITELLA DEL TRONTO

e soldati r

Voi molto opraslo, ma nulla è ratto quando qualche co.,a ancora rimane da fnt·P,. Un branco <li quella progenie di ladroni ancor s'annida fra i mo nt.i; correte a snidarlo e siate inosorabilì come il destino. Contro nemici tali la pietil. è delitto; vìli e genuflessi quando vi 1•edono in numero, proditoriamente vi assalgono alle spalle qu4ndo 1·i credono debo li e massacrano i feriti. Indifferenti ad ogni principio politico, avidi solo di preda e dì ra1lina or sono i prezzolati scherani de l Vicario, non di Cristo, ma di Sat.ana; pronti a vendere ad altri il loro pugnale, (luando l'oro carpil,o alla stupirla credulità dei fedeli non basterà più a sbramar le loro 1•oglie. N'oi li annienteremo, schiacceremo il sacerdotal vamr,iro, che collo S0'1.ze labbra succhia dn secoli il sangue della Madre no,tra, (lu rfllcheremo co l ferro o col fuoco le regioni infestate clall'ìmmonda sua ba va, e da quelle ceneri .~orgeril. più rigogliosa la li· bert.'I anche per la nobile pro1•incia ascolana. Il maggior gmerale F.,P1rrnr,L1.

battagliorre guardia nazionale mobil e, di Ascoli-Piceno, tra villa Lempa, colle Bigliano, S. Pietro, Monte Santo ed il Passo; com pagnia di guardie nazionali mobili, nei pressi di Farao~ _ --ni fronte poi all'ostinazione degli assediati il generale Mezzacapo nyev·a deciso di ricorrere a mezzi più erTicaci e dopo le necessarie rico 0 nizioni era venuto nella determinazione cli attaccare la fortezza dalla parte orien tale e da quella meridionale col conéorso deil'étrLiglieri8. li 16 febbraio .giunµeva da Ancona a Sant' Egidio la ,H• compagnia del 2° reggimento zappatori che veniva subito imf iegata per aprire uoa stracb carreggiabile frn Sant' Egidio, Borrano e Santa ~faria , strada che doveva essere poi percorsa dall' artiglieria al suo !?Ìungere da Ancona. . li ,riorno ,18 febbraio in fall i sbarcava a Groltamare mezza corno aonia del 2° reooimento nrli!tlieria che per la via anzideua nel l'>O , " P l'> sucr.essivo I !'l giungeva. nei pr~ssi del convento di Santa Maria . La compagnia genio intanto lavorava alacremente ed in pochi giorni, oltre alla strada già della, riusciva a costruire cinque batterie per un complesso di 20 bocche a fuo co, tra obici, cannoni e mQttai di diver.,;o calibro, sui fronti orientale e meridionale della fort ezza, mentre gli artiglieri provvedevano alla costruzione dei paioli ed alla sistemazione delle bauorie e del loro armamento, con pochissimo danno. 'Le trnppe di fanteria si preparavano per un futuro auacco ge- neral e della for tezza. Nei giorni 22 e 23 febbraio giungeva l'altra mezza compagnia del 2° artiglieria ed il mattino del 24 Lulle le batterie erano pronte al fuoco che veniva senz'altro iniziato. ~ / Era poi intenzione del coma~do dell'assedio di tentrire, dopo / varie ore di ,bombardamento, l'attacco di viva forza nel giorno successivo. Dovevano concor rere all'attacco tre distinte co lonne, composte di fanteria e bersaglieri con un drappello di truppe del genio alla Lesla . Ogni colonna doveva dirigersi ad una delle Lre porle della cillà. l')

1

1


1668

CIVITl?LLA DEL TRONTO

. JI genio aveva apprestate per inerpicarsi su lle mura 28 scale, ciascuna di 7 metri di lunghezza, che vennero i:epartite fra le tre colonne <l 'auacco. Quando, verso le cinqu e del .mattin o del ~iorno 25 febbraio v_enn~ dato il segnale dell'attacco, con raro ardimento i varii riparti superar,,no le difficoltà del terreno e le erte roccie, spingend0si fi n sotto le mura della cittadel la. M~ ri uscì vano ogni sforzo, di fronte al fuoco micidiale dei pezzi, delle granale a man o e della fucileria partente dalla piazza. Il generale Mezzacapo stimò anzi opportuno di far cessare l'assalto, che non venne più rinn-ovato. ~ i pens~ invece _d i tentare di tuLto per api:ire una trincea nelI intento di _~orlars i sotto alla piazza e collocare in vicinanza di porla Napoli una bn tteria di breccia. DiL Ancona veniva perciò avviata sotto Ci vitella un'allra com~a~n_ia_ d~I 2° reggìm.ento zappatori, la 112•, che giungeva a Sant Eg_idio Il ~ marzo ed il 3 Hl convento di San ta Maria, quando la Lrrncea mi surava già una lun izhezza di circa 400 metri. Le due compagnie zappatori, rinforzate da alcun i fanti , con un'opera assidua di 6 ore cli giorno e 4 di notte, condusseio tanto alacremente i lavori di trincea che quando il. ,J 6 marzo. dopo un bombardamento di due gio rn i, fu rono iniziale traltaliY~ c~i difen sori della piazza , la testa della trin cea non distava più d1 250 metri dalle mura. · Le lra ttative vennero iniziate per l'intervento di una commissione di uffi_cia li che la sera del 114 marzo, giorno di festa pel campo (4), s1 ~ec~ :in nunziare in Ponzano al generale Mezzacapo. Detta eornm1ss1one composta del generale borbonico Del la Rocca d! due ufficiali <lei cacciatori, dei quali uno figlio del generale, ; d'. un cap1t~mo dell o stato maggiore francese, veniva da Homa, in· v~a ta da Francesco II , coli' incarico di consigliare la resa alla guarnigione di Civitella. N?n ostante l'arrivo dell a, co mmissione le artigli eri e assedianti conllouarono a tuonare gagliardamente fino. a tarda noue d~I

(i) Genetliaco di S. AI. Vittorio Emanuele Il, Re d'Italia.

CIVIT.&LLA DEL 'l'RONTO

1669

giorno 14 : nel successivo 15 il fuoco veniva ripreso all'alba e continuato con brevi il')Lerruzioni fino alle 3 pomeridiane del giorno 116. ·Fu in quest'ora c,he venne spiegata bandiera bianca da ambe le parti e ch e venne dnto ai parlamentari di abboccarsi. Si convenne che.il generale Della Rocca sarebbe stato ammesso in Civitella per comunicare le istrnzioni di Francesco Il, alla condizione però ohe fosse salito sull e mura col mezzo di una scala a piuoli . A<lerì il generale e, dopo essersi trattenuto in Civilella più di · quattro ore, ritorriò al quartier genel'al e assicurando che avewJ. persuasa la guarnigione alla resa pel dì :rnccessivo. li mauino del '17 marzo, quando la resa era già calcolata come -pn fai.l o certo e quando non si aspettava al 1ro che le porte della città venissero aperte, si vide invece calare con una corda da lle mura un monello che gi unto a terra presentò ad no ufficiale un bigli etto, senza fi rma e senza ;ndirizzo. sul quale era scrillo ; « non vi avanzatè pei·chè S(J;rete respinti a cannonate ». Erano i soliti ('.aporion i che, dopo parlilo il generale Della Rocca, si erano imposti un'al tra volta alla popolazione ed al pre· sidio ed avevano deciso di persislere nella resistenza·. Lo stesso tenente colonnello Ascione veniva imprigionato od in sua vece veniva proclam ato comandante il SO!lotenente Messinelli. Il generale Della Rocca volle ritornare, e per la stessa via della scala a piuoli , nel!' intento di persuadere quegli insensati, ma la sua gita non riuscì ad ottenere nulla. Fn allora che il generale Mezzacapo ordinò al.la musica del 27° d'intuonare la marcia reale, che fu seguita da cento colpi di cannone. Da quel momento le bocche a fuoco, che erano state portate al numero di 24, non tacquero piu, ed il bombardamento con· tinuò tutto il ·18, tutto il 119, fino al mattino del 20 marzo. In questo giorno, mentre il sollotenente Messinelli ·cogli altri due caporioni e relativa ' ciurmaglia al segu ito, erano scesi dal forle in città, i membri d'una congiura mi litare, all a cui testa e rano alcuni ufficiali di piazza, innalzavano bandiera bianca e subi to aprivano la porta Napoli .


1670

ClVITBLLA DEL TRONTO

Avvicinatesi le truppe ilaliane alla porta, dopo un breve colloquio tra parlamentari, veniva subilo tratlata e conch iusa la resa a discrezione della fortez1.a . Il sottolenente )Iessinelli ed il brigante Zopinone furono immediatamente fueilati. Il padre Zilli veniva trovato soluinto il giorno 24 marzo, dopo inutili ricerche, in seguito a denunzia, nascosto in un forno con abito mi li tare sotto la tonaca. Il 6 aprile veniva fucilato nella schiena. Il tenente colonnello A.scione e Lnlli gli altri ufficiali e soldati borbonici furono condotti in Ancona, liberi di domandare il con. gedo o di prendern servizio sotto il Regno d' ILalia. Il 3° battaglione del 27° reggimento fanter ia, agli ordin i del maggiore Alessnndro Vinazzi , rimaneva a presidiare Civitella fino al 12 aprile. In questo, stesso mese, in senrruito ad ordine del I')croverno itnliano, il forte veniva demolito . Tale la sorte della sentinella _avanzata del llegno di Napoli, dell'ultimo baluardo del Borbone : mi.sera sorte, dopo tanti secoli di gloriosa vita, dovuta sol1an10 nl mal governo dei tempi ed al fanatismo, ali' ignoranza ed alla prepotenza di pochi: perversi, che dai mali della patria volevano trarre argomento pei loro sconsigìiati fini particolari. Or che l'Italia è libera ed una dalle Alpi al mar .Tonio, la · smantellata Civitella del Tronto, ridotta a modesto e tranquillo paesetto, sen vive silenziosa e quas i dimen ticata, I:\ tra i colli dell'Abruzzo e f'orse, nei secoli futuri, mai più farà parlare di sè per fasti di guerra. È innegabile p,~rò, ell e i tre assedi da essa sostenuti, in tempi diversi ed in circostanze speciali, possono fornire allo studioso utili ammaestramenti per la difesa e per l'allacco di una picc-0la fortezza qualsiasi nelle gaerre fnture.

1671

LA RIUNlONE DELLE TRE SPECIALITÀ ZAPPA T O·R I, MINATORI E PONTIERI IN UNA

Continua:ione. -

Vedi dispensa X\'

1

1

VITTORJO PtTTALUGA captlatio À. C. brigata Pi$1oia.

Io Germanin, le compagnie del genio (pionieri), disimpegnano il servizio degli iappatori e dei pontieri ad un tempo. Però competentissimi nostri ufficiali pontieri qualificano non buono il sistema e si affretlano a sc~nsigl_i11rne l'imitazione in Italia, accennando al principio della suddivisione del lavoro, nel quale risiede la garanzia della buona esplicazione pratica dei mestieri. Il principio, è giusto astrattamente parlando; però regge soltanto allorquando trau.isi di mestieri parecchi, e di assoluta eterogeneita tecni ca fra loro, ciò elle non è nel caso nostro. Ma pure inchinandomi alla competenza in materia, dei preloclati uf11cinli, mi si permetta osservare, che la non bonLh. del sistema tedesco bisognerebbe non soltanto asserirla, ma anche prati~amente provarla. E questa prova da noi non si è falta . E qui mi si conceda aprire una parentesi. Tahlno dirh, o almeno lo penserit ; voi col vostro viaggio sul Po, e colleesercìtaiioni di geuamento di .ponti fatti sul Tanaro e sn l Po, in condizioni fluviali, forse, non difficili, Fl senia aver fallo un lungo ti rocioio nella specia li Là dei pontieri, non siete al caso di mettere in dubbio ciò che esperti ed intelligenti pontieri asseriscono: se aveste fatto servizio per alcuni anni nei pontieri sareste ben lontauo dal propngnare la lesi che oggi propugnale. E se questo taluno così pensasse davvero non saprei dargli torto del lutlo.


1672

\

ZAPPATORI, MINATORI E PONTIERI IN UNA

1673

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALIT,\

Ebbene; per un momento} io, mi tolgo di mr.zzo e presento uno fra i più distinti ufficiali pontieri : il maggiore, oggi generale Riccardi, (parte competente e non sospetta) il quale in up suo opuscolo intitolato Still'ordinamento dell'al"lna del genio . pubblicato nel "876 propugnava la tesi stessa che oggi io sostengo . Contro il prelodato ufficiale naturalP1ente non mancarono i c1·0cefigetur, ed anzi, un opuscolo scritto dal tenente colonnello Molinalti, allora capitano, ne confutava le argomentazioni con quelle stesse ragioni d'ordine tecnico che ho qui discusse, le . quali ragioni se allora avevano un valore, presentemente a mio parere, più non l'avrebbero, atteso la riduzione dei compiti tecnici disimpegnati oggi dai zappatori e minatori. Data simile discordia nel campo opposto è permesso ammettere che ivi d~ parte di qualcuno il torto sia, e che per1;iò il dubbio mio .non è da ritenersi del tutto, inammissibile ('I). Chiudo la parentesi. L'esercito tedesco 'può essere maestro a noi per l'esistenza sua più del la nostra antica, e per l'esperienza acquisita nell'ultima grerra . Dalla pubblicazione Op6rntions du G6nie Allemand suila gueri'd , del 11870, risulta che, precedentemente alla camp~gna dello stesso anno. nell'esercito tedesco, le specialità minatori, zappatori e pontieri erano separale come ora lo sono da noi, ma che all'atto di entrare in campagna furono formate compagnie del genio mi ste, riunendo in esse dei gruppi o squadre appartenenti alle tre suddette speci nli til. La riunione transitoria , o meglio ,temporanea 4elle tre specialità sarebbe dunque divenuta stabile posteriormente a quella guerra fra le due specialità, zappatori e pontieri. I tedeschi sono osservatori, pratici e studiosi; se essi in segnito alla campagna del 1870, pensarono di riunire permanentemente, in una, le due 1

(lì Perché il lettore non abbi;t a ritenere che dall'opuscolo Riccardi io avessi preso le mosse pè r trattare il pres~ntc argomento, soggiungo elle l'opuscoto stesso venne a · mia cognizione quando già aveva con,;retate su carta Jé idee qui esposte. Naturalm,mte, non pòt,ii non provare un senso d'incoraggiamento nel constatare il completo accordo fra le vorlute mie e quelle mamfestate, a tanto intenallo di tempo, da si cornpetente uftlciale. Sitraua circostanza e l'incitamento cii taluni rniei colleghi, mi decisero a chiedere ospitalità a quosla Rivista, per il presente lavoro da11prima (!ostinato ad una conferenza reggimentale.

specialità, $egno evidente è che, n~llo svolgersi_ .dell~ ca~p~gna medesima, ebbero a constata1:e un complesso d1 fatti e d, c1rcostanz~ tali, da indurli a quella riforma : Ora se i tedeschi stimarono utile e conveniente la fusione delle due specialità in parola, perchè da noi dovre!)be ·essere sconsigliata ? . . Un'obbiezione mi si potrà fare ed è la seguente: m Germarna vi• sono crrandi fiumi cli lenta corrente, colà quindi J'addesu·amento V ., nelle manovre da pontieri non offre quella diffìco\là che presenta da noi pee !a esistenza di molti fiumi a rapida corrente. L'ob bie- zione ha qualche vnlore, ma però sino ad un certo punto . Anzitutto dirò che parte del territorio tedesco, quepo a sud special·· mente (regione montana) abbonda di fiumi a rapida corr?nte. . Fra tanti dati tecnici pubblicati relativi ai numerosi ponti geuat1 dal c,enio tedesco nalh campagna del 1870, non mi è stato pos- sibil; rinvenire quelli riferentisi nlle .%locilà medie dei corsi di acqua sui quali i ponti stessi ven,tro gettati ; sta. il fatto per?, che buona ·parte de llé operazion'i di campagn a s, svol se'.·o 111 recrioni nei quali le conèìizioni .fluviali ·non sono grnn che d1ve.rse dafle nostre, e che per conseguenza . i tedesch i pur avendo avuto éla fare con dei fiumi di forte corrente, non hanno punto es1tRLO a trasformare le lor0 compagnie zapp:uori in zappatori-pontieri. L'Austria-Ungheria, nella cui gran parte di territorio montano, il regime dei fium i molto si assomiglia al nostro, ha .recente'.ne_n.te seauilo la Germania, non solo nel riunire zappatori e pont1en in uri: sola compagnia. ma vi ha anche aggiunto i minatori. Nell'opuscolo int.itolal.1>: qti uf'fìciati ,/el genio, del capitano Zanotti .in _ap~ posita nota si legge: << in A1istria le speciali~à _zappato,> ~rnaton 1« e po1Jtieri sono riuniti io una sol,: denom1?a.ta:. p"Lùnter~. I~ « ciàscuna compagnia però una parte aegli uornm1 a, truppa e pm << particolarmente istruita nel servizio dei pontieri, ut~'altra par~e « in quella dei minatori e la reslant~ in quella de~li .zap~ator1. « Ora, secondo la. specie del lavoro che la compagrna e ch1amat~ « ad eseguire, con gli uomini di una dell~ tre parti _suddette s1 « formano le squadre principali od i nuclei delle varie squadre~ «•mentre gli uomini delle altre due Pf rli disimpegnano computi « secondari. »

/


16 74

1675

ZAPPATORI, MINATORI E PONTIERI l N UNA

LA RIUNIONE D ELLE T RE SPE CIAI.ITÀ

Precisamente co~ì: nelle compagnie pioni eri austriache sono stati ~essi in pratica i cri teri e consideraz;oo i st.ati fi n qui esposti. l'.: logico e naturale infa tti, ·che trattandosi di eseguire nn dato lavoro o manovra, non è punto necessario che tulli ~al i uomin i . d1 nna compagnia tl.el genio, sappinno operare ·con quella speciale destrezza e cognizi one solo rich iestR per una parte O fase di laYoro o di manovra da esegu ire, basterit che un nucleo soltanto della compagnia si occupi di tal parte o fase. agisca, per cosi dirti, come protagoni sta principale nell 'a,.io ne cQll ettiva di esegu imento, mentre la rimanente 'fo rza del riparto coadiu'i'a o co mpleta l'opera del nucleo stesso , eseguendo lavori e manov re di comune nddestrani ento . Alla propost~ ri unione delle tre speciali tà in parola, alcun i osservano che si opporrebbe l'alluale dislocazione dei n,)stri distaccamen ti del genio, alcun i dei quali risiedendo in località pri,,c di un gr.rnde corso d'acqua, non avrebbero possibi lità di eserci ta\si nel geuamcnto dei ponLi regolamentari. A queslo riguardo mi si consenta che, scostandomi un poco dal l'argomento, io spezzi una lancia con tro il sistema dei distacc.amen ti per le truppe tecniche . Non so vedere quale considerazione d'ordine militare o Lecnica costringa di tenere Lrupp e del genio distaccate. Dato il nostro ordinamento (non territoriale) in base al quale, pel caso di (Tuerra . ogni reggimenLo del genio dovrà fornire, in uomini e ma~erial i; i varii servi.zii alle singole grandi uni tà delle quali sarà cosLiLuiLo l'esercito mobi li tato, e ritenuto, per ~o nsi derazio ne di il.ifesa, che la radunata di coteste grandi unità non potrà avvenire in massima in regione diversa di quella della valle del Po o della regione veneta, non si comprend e bene il ·perchè ciascuno dei nostri reggimenti non debba risiedere in alta Italia e tutto rin.n ito ·con ' grande vantaggio nello indirizzo delle istruzioni, della disciplina, e delle stesse operazioni di mobili tazione. La soppress ione dei distaccamenti apporterebbe un'economia non disprezzabile risparmiandosi per essa la spesa per il loro cambio biennale e riducendosi ' alquanto quella annualmente occorrente per la provvista dei materiali per le istruzioni. Oltre a .ciò, la gestione tecnico-amministrativa in ogni reggiment.o verrebbe di mol to a semplificarsi,

.

non verificandosi più il considerevole car teggio fra sede e distaccamento per il quale non pochi individu i di truppa vengono distratti dalle istruzioni per essere addetti quali scrillurali, alle mag.giorità ed agli uffic i contabili del reggimento . Un solo distaccamento, quello cli .M essina, parrebbe giustifìcato , potendosi intuire essere esso destinato a dare i servizi in caso di guerra al XII corpo d'armata, al quale, mol to verosimi lmente, verrebbe alftclata la difesa dell'isola: ma allora dato tale carattere di territorialità , sarebbe consigliabile che esso distaccamento fosse reso permanente. Cosi fac endo, ness un danno si avrebbe, se uffi ciali e tr uppe del distaccamento stesso non fossero addestrati sufficientemente nel gettamento dei ponti regolamentari, giacchè in Sici lia grandi corsi d'acqua non vi sono , e taluno, dj qualche importanza, co me la Giarretta ed il Salso, per buona parte dell'nnno .sono quasi a fo ndo asciutto . Ta lli gli altri distaccamenti non avrebbero, secondo me, scopo di esistere, compresi anche q0elli, presumibilmente, destinati ad ?perare prontamente alla frontiera, per i quali hasterebbe solo ,ch e il reggimento desti nato a da rli, risiedesse in località prossima alla regione di con fi ne, permettendoci la. nostra rete ferro viaria d'irradiarli celcremente al mom1rnto opportuno 11elle vallate ·dove -essi dovranno agire. Per con seguenza, purchè lo si voglia, potendosi avere i si ngoli reggimenti iappatori, pontieri e minatori ('1) ciascuno pP,r sè ri uniti nelle rispettive sedi attuali, presso le quali esistono corsi d'acqua raggua rdevoli , sarà possibile impartire in ecrual orado ) · . V a tutte le truppe dei reggimenti stessi l' istruzione di barca e di ponti . Credo d'aver deuo ab bas tr,nza per dimostrare come rifo rm:i ndo . opportunamente sistema di reclutamento , metodo, indirizzo e specie d'istruzioni, e soppri mendo i distaccamenti, sia organicamente e t ecnicamenle possib ile, far da noi, quanto in Austria si è fatto , cioè, concentrare in una le tre specialità minator i, ~appatori e · p ontieri. . ~

(il Da pratiche 11.vviate rra Minis tero e municipio pare che la secle del reggimento minalori debba esserr. Torino. i 09 -

ANNO Hl.

..


1676

1677

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALITi

ZAPPA TORI, J\IINATORI E PONTIERI IN UNA

Ammessa la possibili Là deìla riforma, proverò di dimostrare l'opportunità ed i vantaggi sotto il triplice aspetto militare, tecnico e morale dell'arma . Se ciò nou facessi, potrei apparire smanioso di novità, mentre in me è intimo il convincimento, di vedere nella riunion e delle tre specialità in parol a, cosa buona ed utile, sia nell 'interesse generale dell'esercito, tiÌa in quello particolare dell'arma del genio.

Consideriamo il seg uente caso generico , dei più probabili a verifica1:si. Una della nostre armate in normale formazione (3 r.orpi d'armata) deve dislocarsi e successivamente scii ierarsi al di là cli un fium e. In base all'attuale ordinamento ecl assegnaz ione delle truppe del. genio, si aHel>bero disponibili due compagnie pontieri con 4,00 metri lineari di ponte e 6 compagnie zappntori divisionali .con le rispettive sezi oni d:1 ponte. Suppongasi inol tre che la rap idi tà della corrente del corso d'acqua da passarsi sia tale, che in esso, non possano operare che compagnie pontieri ; e che la sua larghezza sia di 1100 metr i circa ('I}. Per tale circostanza il passaggio non può operarsi co ntemporaneamen te che in due soli punti avendosi due sole compagni e ponti eri a disposizione. IL primo ed il secondo corpo s'incolonnnno e passano; il terzo trovasi nell'allernativa o d'incol onnarsi dietro il corpo d'a rmata più vicino, oppure, per non eseguire considerevoli spostamenti di fianc o, aspettare che nna de!Je compagnie pontieri , dopo compiutosi il pas$aggio di uno dei due primi corpi d'armata, venga a· gettare il ponte all'altezza della propria direttrice cli marcia . Nell'uno e nell'altro caso avverrà, evidentemente, un considerevole ritardo qella dislocazione del terzo corpo . Q5serverà alcrmo che l'ampiezza del corso d'"cqua qui considerato è tal e, ch e, col rimanente materiale di sponibile (metri ,100 per compngnia), è possibile gettnre un terzo ponte ed anche un quarto, se si vuQle, giacché ciascuna delle due compagnie si può sdoppiare, con sentendolo il modo ecl il quantitativo col qnale è costituito il nostro màteriale da ponte. Ciò sarà vero in teoria, ma in pratica· un lale ripiego lo ritengo non sempre possibile, nè conver:J iente. ~on sempre poss ibile, dipendendo esso dall'ampiezza del corso~.d'acqua da passarsi, poichè, per poco che essa oltrepassi i 100 metri, non si avrebbe più l'occorrente materiale; non conveniente, atLesochè questa suddivisione tornerebbe a discapito dell'unità di comando della compagnia, ed inoltre, dalla diminuita forza in uomini', in ciascuna delle due parti in cui la

Vantaggi militari. Da mol~i e competenti ufficiali del genio si lamenta essere esiguo il , numero deUe nostre compagnie ponti eri in rapporto ai bisogni di guerra. Ed è vero . Esse compagnie sono soltan to otto , che raggruppate in quattro brigate di due compagnie ci ascuna, sarebbero assegnale alle quattro armate che costituire dovrebbero in via normale, il nostro esercito di prima linea. Migliore cosa sarebbe lo avere invece "2 compagni e onde assegnarne una per ciascun corpo d'armala. Io soggiungo che anche allora si avrebbe una sentita deficienza nel servizio della specialità e èhe la soluzione desiderabile sarebbe quella di avere per ogni 'd ivisione un a compagnia capace di gettare ponti in fi umi di rapida corrente. I territori, nei quali' il nostro esercito si presume debba operare, sono ricch i di corsi d'acqua, e come si ebbe già occasione di più volle cccennare, la rapidità delle mosse, le 'numerose e simultanee dislocazion i, intese a concentrare il massimo delle fo rze dispon ibili, in un dato temj'.l'o e località, costituiscono il principale fattore di vittoria . · Da ciò potentissimo il bisogno di spesso attraversare grandi e piccoli corsi d'acqua in più punti ed il più celeremente possibile, evitan~o lunghi incolonnamenti e conseguenti ritardi nei successivi spiegamenti. Presentandosi un corso d'acqua. sia all'avanzarsi , sia al retrocedere, od anche al dislocarsi di fianco, di uno o più corpi d'armata, l'ideale a raggiungersi sarebbe clJ.'e esso corso potesse essere attraversato simultaneamente in tan ti punti, quante sono le colonne divisionali occupanti il fronte di sch ieramento.

1

(I) Larghe1.za dei casi.

massima normalo pei fiumi di fortissima corrente nella generalità


1678

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALITÀ.

compagnia si suddivide, conseguireb be ·un maggior tempo occor. rerite per la pi·eparazione degli accessi e pel geti.amento dei singoli ponti. Che se, infine, eccezionalmente, il cennato ripiego fosse possibile, saremmo ancora lontan i dal raggiungere l'ideale dianzi menzionato , quello cioè, di avere su ciascuna linea di tappa delle sei divisioni un ponte a disposizione. Giova al l'iguardo ricordare come nella cam pagna del ·1870, nove corpi d'armala tedeschi, al passaggio della Mosella, usufruil'ono di 112 ponLi , 8 gettati dalle truppe del genio e ,i. permanen ti, i quali ultimi, i francesi non distrussero nel ritirarsi. (Vedi Opérations du Génie Alleman4) . I ,i. ponLi permanenti saranno equivalso ad 8 ponti militari , la loro largh ezza permetlenào il transito di doppie colonne, cosicchè in rea'ltà si sarebbbe operato il passaggio come se si fosse usufruito di sedici ponti militar i, e cioè, quasi un ponte per divisione. Questo passaggio sulla lVIosella ((iume largo da 80 a 90 metri) operalo in moltepl ici pnnti e perciò in tempo relativamente breve, permise ai tedeschi di portare rapidamente al <li là del fiume tulle le loro forze; donde le brillanti loro villorie avvenute successivamente all'eseguito passaggio. Ritornando dunque nl caso supposto, avremmo,::da una parte due compagnie di ·pontieri insuffi cienti a sodd isfare complelamente al bisogno, e dall'altra sei compagnie zappatori divisionali elle, coll e rispettive seiioni da ponte, se ne stareb hero, mi si passi la frase , con le mani in mano, impotenti ad operare, non ostante che avessero a loro disposizione l'ocrorrenle maleriale, quello, cioè, di sei sezioni da po!1li. Nè vale rilevare che le anzidelle sei conipagni e, nel caso considerato, sarebbero state impi egate a fonificare le rive a protez ione del passaggio, opp ure a preparare gli accessi al ponte, poichè, per le ragion i. ch e esposi parlando dell a missione degli zappatori , trattandosi qui di fortificazioni impro vvisate (trin cee e ripAri per artiglieria) esse potrebbero essere eseguile più ceteremente dalle tru ppe di fanteria che sostano; ed in quanto agli accessi, quesli in massima consisteranno in rampe prossime alle rive; . ed allora iI framischiarsi delle due compagnie sulle rive stesse produrrebbe in caglio e confusione.

/

ZAPPATORI, MINATORI E PONTIERI lN UNA

1679

Qualora, invece, tutte le sei compagnie divi sionali fos sero state in grado di lavorare in Oumi di forte corrente, si avrebbe avuto, evidentemente, la possibilità di procedere, con simullaneita, alla costrnzione di un maggior nu mero di ponti , ollenendo così più rapida la dislocazione dei tre corpi d'armata considerati. Si osserva ·che volendo estendere il servizio dei pontieri_alle compagnie 7.appatori, non potrebbesi procedere alla costruzione cli molli pon ti senza aumentare in proporzione gli attuali equipaggi da ponte, per il qual anme1~to si richiederebbe ril eva nte spesa, che difficilmente oggi potrebbe essere consentita. Rispondo che, tratlandosi di fiu mi di forte corrente, essi, in massima non hanno larghezza superi ore a'i I 00 o ·1-1 O metri . Ora, in un'armata di nol'male form azione, abbiamo in comp lesso materiale da ponte per metri 650, cioè: 400 melri i due equi paggi d'armata (mod . -I 8GO) e 250 metri le sei sezion i da ponte riunite (materiale n;rago) in totale dunqu~. tani.o quanto, nella pluralità. dei casi, potrebbe occarrere per gettare sei ponti da· ·I 00 a ,1,1O metri , ed anche più lungh i, se si tiene conto del materiale di requisizione. quasi sompre possibile rin venire lungo i grandi Oumi. Ad ogn i, modo , co nsiderando che, a ril{ore, nel materiale della sezione da ponte manchereb bero i corpi cli sostegno galleggiante (barche) occor renti per il tota le impiego del mat'3riale stesso (tavole e travicelli) , e che perciò occorrerebbe sempre aumentare il quantitativo delle barche e ca rr,i, tale aumenlo (quattro barche mod. ·1860, e quattro carri per ciascuna sezione) potrebbe effettuarsi sen za alcuno aggravio ri nanziario, potendo permettere la proposta riforma, come appresso dirò, una congrua riduzione delle nostre truppe del genio, e qu indi una corrispondente econ om ia. Le compagnie iappatori·pontieri, al pari delle auuali compagnie zappatori, dovendo operare sulla linea delle avanguardi e, svincolate, s'intende, llalle rispeuive colonne traino equipaggi, le quali resLerebbero co l carreggio del ~orpo d'nrmata, non avrebbero più da eseguire lunghe ed a!Trettate marce per raggiungere il corso d'acqna d'attraversarsi. Coll'attuale ordinamento, invece, le compagni e pontieri , tenute con i loro equipaggi a disposizi,rne doi comandi d'armata, lontane perciò dalle prime linee, avranno


1680

ZAPPATORI, MI NATORI E PONTI&Rl IN UNA

LA RIUNIONE DEL LE TRE SP.ECIALIT>\

da ,·ompi~re a pi edi lunghe lappe per raggiungere sul luogo del laY .. ro; si avrebbf.11·0 di conseguenza, ,truppe stanche nel momento appunto in cui da esse si dovrà richiedere il massimo' dell'eneroia fisi rn . So benissimo che talora, per evitare siffallo inconvenien~e si ric~rre al ripiego di far molli.are su i cnrri dell'equipaggio soldati delle compagnie pon lleri , ma ciò, se in via di tolleranza può a,,venire nelle grandi manovre in date favorevoli condizioni di viabilità, e co11 compagnie aventi forza alquanto infer iore all'effettivo di guerrn, non polr~ e non dovrà avvenire in campaana ver~, _oppo~end~si a ciò i me~zi di traino delle colonne equipn;gi . r1p1eg~, inf;1ttr , stanchereb~~ m.ol t~ ~ quadrupedi, danneggerebbe rl materiale d attacco, e perc10 s1 finirebbe di ottenere un ri sultato opposto h qu ello che si vorrebbe raggiungere. Quantunque rn Germania f!li equ ipaggi da ponte fossero as~ segnati ai corpi d'armata, anzichè, come da noi avvi ene. all e arn:~Le'. pur non ,di_ m~no, durnnte _la campagna del 70. ,{Vedi Ope, atwns du Geme Allemand) conlrnuam ente si obber,J a 'deplorare, nell'approntam ento dei pomi, i ritardi essenzialmente d~vuti al tem.po che gl i equipaggi ste~si impiega vano per raggiungere la lmea delle avanguardie divisionali. Uni_ficat~ ': specialità zappatori con · qnelle dei · pontieri , Je attnal, sez1on1 da ponl~ non avrebbero più raaione d'ossere e "ò n , pe·rc1 , mentre lo truppe ad esse assegnate potrebbero aumentare l' e!Tett.ivo delle cornpagni ti divisiona li, il complesso del loro in materiale, unito a quello dei due equipaggi d'armaln (600 metri tolal~ p&l'. \l~'armala) potrebbe e$sere suddiviso in sei grnppi eqnipaggio di otswnafo uguali di metri 1108 circa ciascuno. ed assecrnarne due aù ogni corpo d'armata. Si verrebbe così ai au~entare l'indi pendenza tecnica di tali grnndi unità, giacchè' avrebbero in loro . Stesse, nella maggior parte dei ca~i, il mezzo per fa re avanzare ·o retrocedere le rispettive division i separatamente o riunite - a scc~nda l_e circostanze - al di là o al di qua di nn cor~o d'acqua d1 media larghezza e di qualsiasi corrente. E q ua fora il corso di acqua avesse ampiezza mollo superiore ai 1100 metri , e ch e non fos se po~sibile _s1:~plire all a mancan7.a del materiale da. ponte con quell~ di requ1 s1z1one, in tal caso, non si avrebbe che a impiegare 1 due gr11;ppi eqidpaygio divisionale riuniti nel gettamento di

i

!'

1681

un sol ponte. Che se poi si traltasse di fiume di grande ampiezzn (dai 4-00 ai 600 metri) cnso questo, a mio parere, eccezionaiissimo, per poco che si pensi alle entità delle arterie Ouvial i dei pr~babili scacchieri nei quali il noslro esercito potrà essel'e chi amato ad operare , in allora, si potranno riunire tanli gruppi-equipaggio dfoìsionale quanto ne potranno occorrere all a bisogna. Le colonne equipaggi. svincolate .dalle truppe e trai nale per le diverse linee di tappe, alla lesta del carreggio di corpo d'armata, sarebbero in grado di avanzal'e in breve tempo con andatura più celere di quelle che loro potrebbe essere con~en lita se seguite dal le compagnie. Soppresse le sezioni da ponte, scomparirebbe l'inconveniente, che taluni ravvisano nell'avere, nella zona di combatlimento, il carrèggio del materiale da ponte il quale per la sua pesantezza, non . verificandosi spesso l'opportuniLà d'impiegarlo, costituisce quasi sempre ingombro nelle strade. Al passaggio dei piccoli corsi d'acqua, cioè, quelli non superiori ai 25 o 30 metri di larghezza, si dovrebbe provvedere esclusivamente con l'impiego di materiale di ci rcostanza, bastando solo che gli attuali parchi zappatori, che seguire dovrebbero sempre. le compagnie zappatori-pontieri, fossero dotati di due leggere barche di tela impermeabile a somiglianza di quelle esistenti a bordo delle nostre torpediniere, oppure di dllebarche di pioppo e tela, a somiglianza di quelle esi stenti presso i pontieri in· glesi; da adoperarsi tali barche non certo come corpi di sostegno, ma come pronto e facile mezzo per transitare materiale ed uomini da un a sponda all'altra, e rendere cosi più agevole e speditivo il collocamento dei sostegni fissi, la costruzione delle impalcate, operazioni queste, per le quali i nostri manuali prescrivono manovre lunghe , non sempre facili, appunto pel'chè informate al supposto che non si possa disporre di un galleggiante di manovra. Che se poi altri creaessero meglio avere sempre sottomano nella prima linea il materiale della sezione da ponte perchè con osso, meglio e più celcrcmente, si provvederebbe al gettamento di piccoli ponti su canali in tal caso, faccia il detto materiale parla del gruppo-eqitipaggio divisionale, e. come taiE1, nell'approntamento dei grandi ponti, sEJrva esso ad iniziare la co-


1682

i683

LA RIUNIONE DELLE TRE SPECIALITÀ, ECC.

struzione delle prime impalcate nel frallernpo che il grosso del!' equipaggio giunge. On quanto precede risulta che i vànta-ggi, nei .riguardi mili tari, conseguenti dalla proposta trasformazione si potrebbero così riassumere: 1° Poss ib ilità di meglio utilizzl'! re, in pro dei bisogni di guerra, · la ,gran maggioranza delle truppe del genio nella prima linea. 2° Maggior numero di ponti che, attraverso fiumi di rapida corrente, si avrebbe possibi lità di gettare, e perciò minor tempo occorrente per Je soste che sogliono precede1:e i passaggi delle unità strategiche, attraverso i grandi corsi d'acqua. 3° Maggior autonomia tecnica dei singoli corpi d'armata per ,qu~nto riguarda la loro dislocazione al di là od al di qua dei fium ; di grande portata.

VARIE'fÀ

1

\

(Contin1w). GIU SEPPE NA TAL E '

maggiore nel 5• genio.

'

IL SOLDATO DI CAYA LLEllIA IN INDIA. ·(Da uno sturlio del signor R, H. Morrison pubblicato nel\' Unite/}, Service 1l/agazi11e d'agosto i89GJ.

In,...onla del numero cousjderabile di soldati i quali. fl uita la piccola ferma, ritornano annualmente dall'India, ben poco sa ancora il gran pubblico della vita che ivi essi conducono e delle abitudini che vi contraggono. Non sarà perciò inutile forse, nè, crediamo, senza interesse, discorrerne in questo articoJo . _ Le recenti disposizioni di legge sul reclutamento della cavalleria, per le quali la recluta è destinata al corpo dei dragoni, -degli ussari o ' dei lauceri a seconda del peso ciel corpo o della misura del torace, priva1Jo la -recluta stessa della facoltà, altre volte concessale, di scegliersi liberamente il reggimento che meglio le convenga ; in guisa che, arruolandosi nella cavalleria, essa g:uoca addirittura una carta, potendosi vedere egualmente assegnata ad un reggimento che dovrà soggiornare lungamente in India, come ad altro che fra non molto debba tornare in Inghilterra o vi sia già di guarnigione. Tutto ciò ignorano i giovani al momento in cui s'arruolr.no, come ignorano che l'arruolamento non dà al volontario il diritto della permanenza durante tutta la ferma, nel proprio reggimento; giaccbè nulla , imped.isce che egli possa, quando che sia, e per ragioni di pubhlico servizio, esser inviato ad un qua\nnqne altro reggimento, purchè della mede$ima arma, beninteso. E così avviene che giovanotti, i quali tutto s'aspettavano fuorch è di dover lasciare la patria, si veggono un bel giorno i~1barcati sopra un grosso pirosc11fo che fa vela per l'Oriente; e poichè al momento in· cui s'arruolano molti di essi nascondono, esagerandola, la loro vera età' così accade frequentemente in onta del la legge la quale vieta che chi non ha vent'anni sia destioato,alle colonie), che nei ruoli figurino quali aventi i requisiti ufficiali per

e~


1684

lL SOLDATO DI CAV:ALLERIA IN INDIA

poter prestare servizio all'estero dei ragazzi che hanno effettivamente appena 18 anni e anche meno·. Giova notare che i dra(ts , (così vengono soprannominati costoro anche parecchi mesi dopo il loro arr!v.o nella colonia) non ·sono considerati per nulla qua li veri e. propri soldati. E forse non, a torto. Appena infatti il sarto. _ha fatto loro indossare un paio di kharki, calzoni di grossa tela, essi vengono condotti nel maneggio, dove il comandante li istruisce giornalmente nella sciabola , nella lancia, nel.la carabina e in tutte le altre esercitazioni , insomma , che si fanno fare ad uua recluta CJU:I· Junque di fo!}teria.; talchè si può essei' certi che anche dopo due anni di tale. fatica ,. la recluta di cavalleria, entrando in servizio attivo, se vonà saperne realmente qual cosa dovrà ricominciare da <)apo. Una volta però com pinta l'istruzione, la vita del soldato in India non può dirsi nè spiacevole, nè eccessivamente penosa. Egli appartiene ad uno degli st.1uadroni di c~1i è composto il suo reggimento ed è un numero delle quattro compagnie che compongono lo squadrone. · Due di queste compagn,ie occupano un ampio locale (~nngalow,) e son suddivise in sei sezioni, ciascuna agli ordini di un sottufficiale; esse devono essere·acq-uartierate-nel medesimo casamento: i mozzi dalla parte delle stalle, i cavalieri da quella del campo. · Si immagini un fabbricato lungo ed alto, dipinto dì bianco o di giallo, con ,cJlini in pietra elle conducono ad u.n'ampia galleria che 10, circonda ; internamente una vasta camerata suddivisa da :ilte arcate in tre sco;partimenti, di cui quello di mezzo serve, da sala da pranzo e gli altri due da dormito1:i . I letti di ferro; o di leguo, sono alline11ti ·1ungo le pareti e sorretti da .cavalletti parimenti di ferro . Le m::isscrizie che li compongono consistono in una rnaterassii emp) uta con le fibrill e della noce del cocco, in due o tre coperte di lana scura, in un paio ·di lenzuola, in un gnanci,de e iu una ruvida coperta di c~tone. Parte di questa roba diventa in seguito proprietà dei soldati. Yi sono poi altri accessori' che il soldato trova, dirò così, di presidio, nelle vecchie mobilie: sono ostinate generazioni di insetti la cui stirpe non disc~ende forse da m:,guauimi lombi, ma la cu i prosiipia si perde certamente nel la notte dei tegipi. Sopra i letti, e lungo tutte le pareti, co~re un'ampia scan sia di legno 'ove i soldati ripongono gli abiti, . le scarpe e gli altri· indumenti dei · quali è ad essi permesso di tenere nn::1 quantità addirittura fenome-

l,L SOLDATO DI CAVALLERIA IN INDIA

1685

nale: basti dire che tra scarpe, stivali e vestiti formano una trentina . di capi di roba. A' piedi del letto v'è una ciissetta munita di maniglie e lucchetto, nella quale il $Oldato chiude gli oggetti di valore e gli altri articoli che non desidera rimangano esposti nella scausia, oltre a un catino di staono uno per suo uso esclusivo. o , ogni soldato avendone ' Ai lati dc' dormitori vi sono le rastrelliere per appendervi le ca· rabine, le qual i vengono, assicurate a forti catene di ferro ferma te da lucchetto e da chiave; quest'u ltima è tenuta dal caporale di guardia. Murata ne1Ja parete, v'è pure una cassetta di ferro djpinto in rosso con sopra la scritta: scatola da mitniz'ion·i. Essa contiene venti ro" toli di cartucce a palla ed è chiusa parimenti da chiave e lucchetto. Questa m'isura fu adottata, oltrechè allo scopo di avere sémpre aUa · mano della munizione senza dover ' ricorrere al magazzino centrale, anche da motivi di precauzione. , Alcuni. anni or sono, infatti, ciascun soldato teneva il pacco delle cartucce nel proprio zaino: ma J1aumentare dei suicidi e dei tentati · ,omicidi, indussero lord H.oberts, all ora comandnnte in capo dell'esercito coloniale, a introdurre le accennate modificazioni al regolamento, e cosi.impedire a qualche affamato o ubr-iaco, di commettere delle pazzie. La misura di mettere le carabrne sotto chiave si deve inoltre alla frequenza dei funi d'arme da fuoco che si verificavano specialmente, nei luoghi vicini alle frontiere, quando, Pa!han.s ed altre trihù selvagge, varcando il confine, entrano in India , in apparenza per Jegìttirni in- __ ter~ssi, ma in sostansa per impadronirsi, mediante furto, di quanti fucil i piu possono; giaccbè· una volta oltrepassato il confine, essi di· ventano un oggetto preziosissimo per quelle ·tribù, che vivono in continue discordie tra di loro. ' ' - E poichè il soldato a cui venga rubata la cara bina deve ricomprarla a spese sue, così egli vi mette a guardia de' cani meticci che incatenati alla rastrelliera delle armi, giovano assai meglio di qu:iluoque chia~c e di qualunque lucchetto. . Una notte il reggimento del signor Morrison, dal quale riassum ial)lO il presente articol,J, entran do nel Puojab trovò che nove carabine ernno state rubate; togliendone una però accadde&] ladro di urtare un uomo che dormi va e che, dèsto:;i irn provvisamente, si ,sollevò mentre il Patha11, ignl~do, fogg iva carponi fuor della teoda. In un baleno l'allarme fu ~


IL SOLDATO DI CAVALLERIA I N , INDIA

1686

JL · SOLDATO DI CAVALLERIA IN INDIA.

dato, e i solda ti si misero al la ricerca de' ladri mn invano, e i derubati doveron ri pagare le carabine; ma da quella notte in poi, prima dell'ora · del riposo, le arm i da fuoco vengono accurata mente avvo lte in un lenzuolo imp~rmeabile e sepo'ite entro una buca sotto la tenda: e per maggior precauzione i solda.,ti vi dor:nono sopra. focredibile ma vero! In onta di tutto ciò .i ladri son riusciti talor::t a rubarle lo stesso!. ... ì\Ia veniamo ad altro. Accin"ersi a dare irna perfe tta idea del clima della colonia sarebbe è> far opera vana; esso varia secondo la vegetazione ed il popolo. A set, teutrione, paese di pianurn poco arboreggiato, il.clima v'è asciutto ed ha, tra apri le e luglio, un estate cocente: finchè gi ungono le pioggie che· clan vita ad' una ricchissima vegetazione e che son seguite da un inverno relativamente mite, salvo da novembre a febbraio, in cu i il freddo, durante le notti, specie n~lle prime ore del mattino1 si fa intenso . Nel Bengala, a Nfadras, verso Ilombay, l'in verno. è mite, senza nebbie e senza quei venti rigidi e asciutti· che sorfiano dall'Himalajà; l'estate comincia presto, malinconico, _piuttosto lungo, sebbene nnn troppo ardente. Insomma :-- ripetiamo - clima vario a seconda de' .vori luoghi della colonia e ciò intluisce grandemente sulla salute del soldato. A differenza della fanteria-, alcun i battaglioni della quale vengono, durante l'estate, acquartierati sui colli, la cavalleria non gode cli tale beneficio che assai raramente e in ogni Cl\ $0 ma i tutto il presidio in una volta. I deboli e i convalescenti sono mandati al deposito sui colli; vi possono andare anche coloro che hanno famiglic1, ma per il solito pochi approfittano di tale ì·acilitazione a causa del le spese di tra· sporto del)e mobilie, e ancora più per il maggiore dispendio a cui incorrono nel dover tenere due· case aperte .quand·o il marito, per ragioni di servizio, sia costretto a soggiornare nella pianura. I CP.libi stessi, del r:esto, preferiscono alla diversità ·della vita che si è cowetti a' condurre tra gl i ozi del deposito, l'home com(ot·t cle' loro corpi, ah• henchè nel primo caso potrebbero godere d'un clima delizioso, mentre vivendo in pianura affogano dal ca ldo. In quanto all'ora della svegl ia, .essa cangia, naturalmente, a seconda del tempo e della stagione ; alle 6 ~h. pér solito in inverno ed alle fi. ~h in piena estate; ora quest' ultima esageratamente mattutina, perchù

1687

è inutile ed eccessivo destare dei giovani )prima del!' alba allo scopo

unico che restino rintanati nelle loro stalle o brancolino al buio nel maneggio. Se vi son due ore in cm sia possibi le prendere un po' di sonno in quelle notti afose, popolate da sciami di pic~oli vampiri che non danno un istante di pace, sono appunto qnelle che precedono l'aurora: nè d'altronde è a credersi che il soldato, nel suo male arieggiato stanzone, provi men vivo il bisogno di riposo di quel che lo . provi l'ufficiale nella sua comoda carnera spaziosa dove tutto è provveduto perchè l'aria vi · circoli libera e fresca . Di quan ti suicidi sia stato cagione questo irrazionale e malaugurato sistema, niuno oserà dir mai , ed è perciò che stimiamo opportuno indugi:lrci su tale argomento. Nel l'inverno - che in oriente è la stagione delle esercitazioni - il soldato s'alza all'alba e avuto appena il tempo di bere una tazza di thé, si dispone per le esercitazioni della giornata. Ora non vi può essere chi non riconosca in tutto ciò, e a prima <>i unta di sistema. Come! 'si 1)e1:mette_o si tollera a , un errore D''ravissimv . . -che giovnni soldati si mettano, a stomaco vuoto, ad un lavoro fa ticoso, mentre spe:;;so, 'troppo spesso,- acc11de che dovendosi svolgere tutto il progr~rnma delle esercitazioni nella matti nata molti soldati che speravano d'e~ser liberi· per le 9 o giù di li abbian dovuto rimanere invece digiuni fino a mezzogiorno? Ed hanno torto d'altronde i soldati se non vogliono' provvedere a _spese loro a questo pasto cui dovrebbe pensare il Governo? Quest'ultimo potrebbe benissimo rivalersi dell a spesa, aumentando la ritenuta sulla razione: e poichò i soldati in India godono d'una buona paga, è certo che - pur mormorando in principio - finirebbero <:on l'esborsare volentieri il denaro che fosse loro richiesto. È fuor di dubbiò a ogni modo che un migliore regime di vita porrebbe un ·argine alle malaugurate febbl'i enteriche, le qu;.\Ii sono ora la piaga dell'esercito coloniale. · Un po' d'acqua e un po' di biada pel cavallo (al cavallo si pensa sempre anche quando non si pensa all'uomo), e maggior vitto al cavalliere: e se le esercitazioni avranno luogo invece delle 11,30, alle 7 o alle 7 l / 2 , tanto meglio: i soldati troveranno con più agio il tempo e il modo di sellare i loro cavalli e di montarli come si deve. Le manovre della cavalleria, del resto , si riducono a pure e sern plici


lL SOLDATO DI CAVALLERIA IN INDIA 1688 esercitazioni in un maneggio chiqso da un muro a secco o da un girone di pietre. Vi si dà _un corso di salti_con ostacoli, quali : muriccioli, fossati, doppia panchina, siepi e via dicendo, e alle 9 o alle 9 ½, dissellati i cavalli e condotti li sotto un fil are d'alberi, i soldati ripongono le selle nella rimessa e si ritirano· fìnalm~nte nei loro b1ingalows per l'arvi .colazione. Questa consiste in una porzione di circa mezza libbra di c:irne e ve n'ò per tutti i° gusti : in guazzetto, in umido, ai ferri e via di seguito. Il comando apre dei piccoli crediti, e provvede al pagamento antecipa to dei cibi ghiotti, quali prosciutto, burro, focacce, pane in più ed ogni - sorta <l'ali menti che i soldati siano in grado di permettersi. L'acqua .di spda, la limonata, la gazzosa e le altre acr1ue minerali vengono ·somministrate in rag1one di circa ·1 O centesimi la bottiglia . Dopo colazi•)De si rigovernano i cava lli: e in questa azienda ,il sol dato viene frequentem ente coadiuvato dai syces o indigeni impiegati in qualità cti mozzi e cli s0rveglianti dei cavalli di riserva. I syces fanno inoltre la pulizia delle bardature, delle selle ecc, e tutto ciò mediante un~ retribuzio-ne di 30 .o io centesimi al giorno che passan. loro i soldati stessi e con la quale, oltre al poco che percepiscono dal governo , trovan modo di mantenere una tribù di . parenti, la moglie, una dozzina di figliuo li , il padre, la madre, le sorelle e vìa dicendo. Un altro gr:1nde aiuto trovano i soldati nei così detti : polish wallahs, specie di lustrascarpe indigeni, svelti, astutissimi e , cre$ciuti . in mezzo al reggimento. L'uso di questi .lustrascarpe sarebbe severamente proibito: _ma c:;ome accade cl i · molte altre prescrizioni, anche questa è più rispettata in teoria che in pratica; essa del resto fa il paio con l'altra famosa prescrizione che vieta al soldato· 4i for$i tagliare i ',c,;ipelli da un parrucchiere indigeno, ancorchè un indigeno possa radergli la barba . Ciò allo scopo, s'intende, che la nobile arte clelJ' ha'ir' dresser non vada tra i soldati dimenticata. C~rpun~1ue, e a dispetto forse d'ogni prescrizione, ognuno può vedere ·questi poli.sh wallahs, nelle ore di riposo, circoudati da una dozzina di paia di stivali, da una legione di speroni, di sciabole, cli guaine, d'elmetti -e cli vniformi, acco,ccolati sòtto la veranda e intenti nella loro opera di pulizia per una ventina di padroni. Verso le H '/2 i soldati ritirausi nei bitngalows, o scendono nella cantina (liqiwr bar) a prender vi un. bicc:hiere; o - se piiì morigerati - al caffè, ove si vendono anche acque minerali al ghiaccio . Nelle

IL SOLDATO DI CAVALLERIA lN INDI A

1689

sale di giuoc-0 attigue vi so~ due buoni bigliardi ed altri passatempi, quali carte, domino ecc: oltre ai giornali inglesi che giungono s~~tima. nalmente coi piroscafi e che vengono provveduti dal comando militare: o ai diari indiani con le ultime notizie telegrafiche. I Poco discosto v'è una sala che serve di palestra e 'di teatro, e nella quale l'ingegno del reggimento si ap palesa, di quando in quando, mettendo in scena commedie, tragedie e un po' di tutto; e dove quella for te gioveutù ha modo di dedicare un'ora gioconda a una partita di scherma o di ginnastica. Suona fina lmente l'ora del pranzo, che ha luogo senza tante ispezioni e formalità: e in cui s'odono ben di rado quei mormorii di disapprovazion~ o di scontento tanto comuni nei nostri reggimenti ; peroc. chè in India i soldati usano per la maggior parte farsi cuocere il pranzo ciascuno secondo i propri gusti separatamente, rivolgendosi, se bramano altre ghiottonerie in più, direttamente al bobbergee (nome del .cu.oco nell'Indostan) il qual\l le sommi,nistra loro mediante un tenu1ss1mo aumento di spesa . ' Il governo foru isce pn'te ai soldati vegetali, patate, ,riso, fa rina, th~, ~a!'fè e zucchero, e tutto ciò per la modesta somma di circa tre centesimi al giorno. Nou si stupisca del resto di c.iò il lettore, e non dimentich_i cl.1~ l'India è un paese dove la miglior qual ità di carne non costa nm prn di 30 centesimi alla libbra, e dovcl i vegetali si vendono ad prei;zo addirittura irrisorio. Niun dubbio dunque, che dal punto di vista ~el nutrimento il soldato n'ella colonia non ba ragione alcuna di lagnarsi ; ma ogni medaglia in questo caso ha il suo rovescio e il rovescio è la noia. Dopo il pranzo infatti, salvo <rualche rara esercitazione verso le !~ e mezza e la pulizia delle stalle che ha luogo verso le 5 se non toéca loro la guardia notturna, i soldati non hanno assolutamente più nulla da fare fino alla mattina seguente. Le sale di ricreazione, il teatro potranno certamente, e fino a un certo punto, te'ner desta e divagata - al .chiudersi delle cantine quella gioventù desiderosa d'attività, ma, siamo giusti, ·tali svaghi d~: vono parere ben poca cosa a soldati che hanno ancor viva la memorta della patria lontana. Alcuni , accom pagnati cfalle mute fedeli de' bracchi, vanno in giro per la campagna limirrofa alla caccia di sorci o di volpi, la cui pelle .è


1690

IL SOLDATO DI CAVALLERIA IN INDIA

ass11i ricercata per la fabbricazione delle b9rse da tabacco . Altri fanno ·vi~ita agli' amici d'altre compagnie e reggimenti, avviando con essi una conversazione non meno malinconica di quella che farebbero con i compagni di camerata. Altri pochi infine, pc,ssedendo delle biciclette vanno brancolando al lume delle stelle in qua e in là, insino a tanto che il diavolo li conduce a qualche bazar indigeno, p-er le cui fu.neste tentazioni gli ospedali si riempiono e la vigoria di tanti giovanotti va in rovina per sempre. A non ·saperlo non si crederebbe con quanta avidità essi tra. cannino le bibite scellerate ~he ivi si spacciano e non panebbe credibile che soldati i c1uali indossano l'uniforme di Sua Maes.tà la Regina, godano di seder a tavola fra le ~udice creature che popolano quegli . antri del vizio. . Ma pur tròppo è cosi, e tale è la vita del soldato di cavalleria in India. Non si creda tuttavia che essa non offra altri divagamenti. Sp.esso, nella stagione delle manovre per esempio, il soldato monta in sèlla alle 7 e coù la sua razione di carne nello zaino e la borrnc-cia piena d'acqua, procede per miglia e miglia di seguito in qualche ,ricognizione o altri doveri militari e non rientra in quartiere pr ima del tramonto. Egli, del resto, si compiace di tali escursioni, come quelle che giovano a ritemprargli i muscoli e a rompere la monotonia della vi ta di caserma . Talora deve uscire per qualche ispezione a un campo lontano: tale altra pernottare all'aperto e senza tenda. Ciò lo rende più ardito, e - ripetiamo - gli giova in un paese ove i divertimenti sono cosi limitati che dell'arte della guerra bisogna fare una vera e propria occupazione. Non vi sono ragazze con J e quali andare a di porto la domenica; 1uelle che giungono in India in qualità di damigel le di compagnia, bamliinaie o cameriere, si maritano ben presto con qualche grosso horgl)ese o cou qualche sottuffici11 le, e per conseguenza non c'è da tenerne di conto. Non vi sono sale da conçerti, non pubblici ri trovi, . non amici tra la borghesia del cui tempo si possa_liberamente disporre. La <lisciplina v'è meno rigoro~a che non sia in patria: ma appunto . perché le punizioni •avvengono raramente esse vi sono più temute; la condotta del soldato di cavalleria in India è, perciò, esemplare, ed è b~n raro il caso che ve ne sia alcuno, if quale, dopo dt,e anni di servizio, non sia decorato del distintivo di buona condotta.

IL SOLDATO !>I CAVALLER(A IN INDIA

1691

'Ciò, natural mente, ne ·rialza il morale ed 3bitna il soldato a' so,te·aere con minor pena la privazione di . cer,ti ,piaceri che gli sono concessi in Inghilterra. . La mercede giornaliera non potl'ebbe essere migliore; essa vio~é iII rnoie indiane che a cagione del presente calo monetano, ,na«ata t' .invece di due scellini gli son valutate uno scellino e ~O centesimi; .di guisn che il soldato, il. quale naturalmente impiega il suo dena1:o ' . ,nel mercato paE>sano, vi fa un gùadagno tanto maggiore quanto .la rupia "'' è più disprezzata . Per ci nesta cau:,a e per le porhe occas10n1 eh~ irealmeute ~i danno di dover ~p~oderc, molti fra i !!iovaoi più economie! ·,iescono ad accumulare r1uakhe risparmio, meotre altri aiutano amici .e parenti con vera liberalità. .. . Fra i passatem pi fuori della sua caaerma, vanno annoverati il cr1c~·et ,e il rrinoco lM palloOP.. Hanno luogo inoltre delle riunioni atletiche; 0 .,delle caccie nel le selve circonviùne ricche di belve e d'ogui sorta di ·selvaggina; e, di tempo in ternr,,o, delle festa, da ?ali~. In quest'ultimi:., ,p<~r dire il vero, · il bel sesso fa poca mostra d1 se; ma ,! soldato, ,come 'ii marin:1io, vi s'abitua, I':" si diverte lo stesso ballando con 1 ,propri compagni al suono rlella banda militare. · .. Alle feste da ballo invece organizzate tfai scu.uffic1alt, e che formano ·un.a vera specia lità del luogo, int.ervengono nou soltanto gli uflìciali ,con te loro signore, ma ·spesso molti estranei, e sempre una tribù_ nn· merosissima di mogli pr•JVenienti dagli ahri corpi, dallo stato maggiore, ,e vin dicendo. Per ultimo, il soldato in India gode non di una soltanto , ma di ,due rèste alla settimana: il giovedì e 111 domen ic;1. ·Ma 11uanta malincouia per sì pochi divertimenti,· Vi sono le eterne, . soffocanti ore dell'estate, quando, finite le eser.citazioni, il soldato non sa più come passare il suo tempò eppnre .deve ri~aner serrato nel suo triste bungalow non essendogli in niun modo permesso d'uscire nelle ore meridiane per tema delle insolazioni .e de' colpi apopletici. 1 Vi sono le lunghe, dolorose ore durate in un letto d'ospedHle, tra tl vaneggiar della febbre, i rantoli delle agonie ne' letti vicini, lo s.ra.- _ . \mo d'un lento ricoverar della salute e l'impossibilità, in un chma 8 .,come quello, di ricuperare interamen te le forze. l!)(

c.

(

'

•

0

HO -

ANNO XLI,

•

•


lL SOLDATO DI CAVALLERIA IN I NDIA

. l

:Vi sono .i'viaggi ne' treni de' convalescenti, sotto uo ' sole che hrucia, e poscia le scosse d'una lettiga che sale, sa,Je, per miglia e miglia rli seguito su per una desolata viottola , di montagna, in cerca d'aria più pura ove sia più rapida, o possibile al meno, la guarigione. Vi sono ... oh, quante altre tristeize vi sono :mcòra, cui nulla giova ricordare! Finita che abbiano la loro ferma è ,ben diOkile che i soldati ne prendano un'allra. Le cause son molte, ma principalissima la quasi assoluta impossibi lità di rapide promozioni in ·un paese ove tanti sono coloro i qual i serbano una condotta irreprensibile, che soltanto a pochissimi ù dato emergere in modo da richi~rnar su di loro l'attenzione e la considerazione dei su periori. . Comunque, on Ila di più naturale, che soldati i quali son rimasti da cinque a otto anni lontani dalla patria, anelino ardentemente dì rìvo.dere i parenti, gl i amici , e, sopra tutto, le care amiche, le quali, a giudicare llagli indirizzi delle leuere che pas5an sotto gli occh i dell'ufficia le postale, devon essere non solamente in buon numero ma anche molto ricordate da' loro lontani corrispondenti. Per concludere, credia mo eh,} se ai solcfa~i fosse concess.o, ogni cinque anui un congedo .di quattro o cinque mesi in patria, mol tissimi fra coloro che adesso auendono la fine della ferma come la liberazione d'un grande sacrificio, ne riprenderebbero senza esitazione un'altra e forse anche due. E qui facciamo p:mto. Altro avremo da aggiu ngere, ma non lo permette lo spazio concesso ad una recensione, il cui scopo era soltanto que.l!o di richiamare la · attenzione dei no~tri lettori stilla vi ta che vive in India il soldat'J di cavalleria di Sua !\laestà la Regina 'd'Inghilterra.

.

AMOS B1SCONT1i\f.

1693

.. TRA I LIBRin Com'erano formati gli eserciti dellli rivoluzione francese. - I manuali del VOLPINI sul cavallo. - Nuovi stud-i del maggiore Roccm siilla· difesa delle coste. - La tele.grafia e la cavalleria. - Il m~seo 'del risorgimento a JJ,filano. Il 'l'rnEBAULT nei suoi 11'Umoires ci descrive· più ~mpiamen te di tanti altri che cosa fossero gli eserciti·della rivolnzionè francese, quell i stessi che invasero l' Itali~, e di quali uomini fossero. composti. Le·- vicende rivoluziona rie fecerl> del T HlEOAULT prima una frnardia nazionale di quelle che sotto gli ~rdini d\31 La Fayette cerca1:~no di tener testa all'anan:hia delle plebi, e poi mi granatiere nel bat~aglione della Butti~ de Mo1dins: le guerre napoleoniche lo fecero lllogotenente generale e per sopr:ippi1i barone, e la distrnzione rispettò grado e di - · gnità, coi quali morì nel 18,16. Lo scrittore si lagna per la debolezza delln sua memori:i che fu scarsamente educata nei suoi giovani anui: invece s11rebbe difficile di aduuare maggior numero di ricordi e' di aneddoti su persone incontrate, quante ne 11duna il THIEll AULT. Sovra ognuno egli ha la storiella e la racconta. Questa fa sì che i Mémofres sieno una fonte inesauribile per la descrizione dell'esercito fran cese sul finire del XVlll secofo. Uno Sto rico militare od uno scrittore di tattica deplorerebbe la mancanza di connessione tra gli avvenimenti: concluderebbe che il libro corrisponde -., ad una lanterna magica di personaggi che traversano la sce.na, rimanendovi per un tempo indeterminato e i.in prevedibile e poi spariscono senza che se ne sappia il perchè. Questo appunto è un vantaggio per noi che dall11 descrizione di mohi tra i componenti dell'esercito vogliamo ,risalire alla conoscenza dell'esercito, ·in quella. parte che appunto è meno conosciuta. · · In complesso, il 'l'HIEBAULT lascia passare un giorno dopo l'altro, e ·-.· prende il. mondo come vien viene, cercando semplicemente di° avviarsi 0

(·) Sarà fatto cenno di tutti i libri ·a; c11i sia man(lato un esemplare alla Direzione. I


TltA. 1 LlBltl

TRA I LIBRI

1694

per . la via che glr sembra migliore, qua ndo glì se ne aff~ccian°. ~luc contemporaneamente. Apparteneva alla classe della borghesia sufficientemente agiata per vivere.senza pensiero dell'indomani, non abbastam.a ricca per com petere colla nobiltà e sentirsi a disiigio. _di fronte id essa. Quando venne la rivoluzione del ,1789 se ne lasciò travolgere senza entnsiasmo e senza reptignanza. Nel fondo vide ·una serie di tumulti contro i quali bi; ogn:1Va tener forte e perciò egli adernpiè al suo dovere di guardia nazionale con tutta l'energia possibile, quando gli par ve che la marea iinarchica rovesciasse, cercò un rifugio nell'esercito contro la nausea che gli ec<:itavano le stntgi che avvenivano im punemente in Parigi. Sulle cause.di tutto que.l movimento ne capì assai poco, ~ l'a~trib~ì ora alle ambizioni del principe d' Orlean:;, ora alle mene degh em1grat1, ora alla mancanza di energia di Lu igi XVI, orn alla birbanteria di coloro che avev:mo usurpato il diritto di governo: ma non seppe rimontare al disopra di queste cause secondari<~, ed in -ciò i snoi ricordi rappresentano bene le . idee dei contemporanei che sì sentivano sbattuti dalla bufera, si dolevaJ,1 0 dei malanni di cui essa era causa, ma - in ul.nto trambusto non potevano comprendere rampiezza.,Quei ricordi sono messi insieme nel 1822, c1uando i sopra vissuti cominciavano a riordinare le immagini di un paSS,1tO tanto avventurOSl' da· parere un sogno. Gli scritti del TmERS e dèl i\f1GNET clie mossi dallo stesso im pulso cercavano la logica di qnell i)vvenirnenti, rimontano alla stessa epoca ma fur.ono pubbljcati poco dopo. Quando il. l ~H1EP.AULT giudica, non risente l'influsso dell'epopea leggendaria che appunto allora intessevasi, e piuttosto lo si direbbe animato da quel sentimento d'ordine e di tranqui llità che uu luogt)tenente generale del re doveva nutrire sotto il governo costituzionale ,e r:ippresentativo di Lu\gi XVIII. Ciò premesso per dipinger~ lo scrittore spigol~amo nel l'opera sua. 1

169b

alla sua persuasione che senza l' incapacità e la pigrir,ia del nemico la fanteria rivoluzionaria non si sarebbe salvata per la sola forza dei suoi eserci ti. Tra i sistemi di guerra che precedettero l'epoca rivoluzionaria francese e quelli del peri odo oopoleonico la differenza è grandissima. Anche nei tempi di Reclc'i·ico II continuarono le marce pesanti, le lunghe ferrnaté, i frequenti ed interminabil i assedi, la lentezza delle decisioni; Napoleone « comprese che la vittoria rim:imwa incomplela finch è al nemico era las.ciatÒ il tempo di ripar:irc alle perdite, di rialzare In fi ducia nelle truppe, e che i risultati decisivi stanno nella occupazione delle ca pitali e non in quelle delle fortezze, le quali a causa dei presi<lii che richiedono sono causa d'indebolimento per gli eserciti.» Tale è il concetto generale che il T1·1IEBAUL'1' si è fo rmato sulle trasformazioni avvenute sotto i.suoi occhi nel modo di condurre le guerre. Effettivamente 110\1 può dirsi che gli eserciti rivoluzionari le abbiano impressa nrnggiore energia di c1uella che 11vesse prima: scarso il numero delk battaglie, lunghe le formale, prevalenti lo spirito difeusi:vo e I~ prnden1.a nelle decision i. Dopo la gi(lrnata di Va lmy dopo In qnale il Durnouriez si contenta che l'esercito prussiano si ritiri a suo benepl.acito, a quel la di Loano in cui i battaglioni dello Sc!~èrer si arrestauo in vista della pinnura piemontese, sarebhe rliflìcile di trovn re qualche esempio dell'offeusiva irruente, infaticabi le cd iuesor:ibile con cui il generale .Bonaparte sorprese gli Austriaci io Italia nel 1796. Il disordine amministrativo e In scarsità degli approvvigionamenti, avrebbero dovuto imprime re agli eserci ti rivoluzionari mol ta mobi lità per ricercare npprovv igion:imenti su paesi sempre nuovi, ma lo stesso di sordine rendeva deboli e mal connessi i corpi di truppa, sicchè essi enino incap:ici di lungl1e e decise spedizioni. Quando le tentarono nelBelgio, non -riuscirono a mantenersi oel paese occupato: era necessaria la mente ordinatrice di Napoleone, e nessuno dei generali del l'epoca rivoluzionnria mostrò di averne taluna delle doti che la distinsero.'

,. Sulle vittorie rivoluzionarie il THIEllAULT non parteggill l'opinione prevalente già ai suoi giorni. « Quante volte, fn detto e scritto cl~c la riv0luzione senza generali, senza ufficiali e senza soldati abbia -~confitto tutti ali eserciti del mondo. Nulla di pi ù ridicolo e di più. falso· senza la lentezza sistematica degli Austriaci, sopratutto, le soru rivoÌuzio;iirie sarebbero s.tate perdute cento volte e non una. Essi ci salvarono col darci tempo ad educare solda ti, ufficiali e generali: quanto alle fortezzé nessuna causa e nessun paese furo no megl io serviti di quelle perdute nel 1793. » Ed a più riprese il TmEOAULT accenna ~

~

1

*

*

Lo scoppio deila guerra nel ·1792 lrovò per il comando superiore delle truppe uomini preparoti ad esercitarlo . Tra questi il Dumouriez, il Kellermann , che il TH1ERAUJ,T giudica «-più ostinato che capace » e lo stesso generale di divisione O Meran Ja cui il THIEBAULT ebbe il grado _di ufficia le ed era uu « degno e venerabile vegliardo, pieno cli belle mt1ni ere, e perfino ameno , UDII specie di fan tasma sopravvissuto ai


1696

TRA I Ll8Rl

tempi di Luigi XV; o il generale·Clrnncel 'l'onorevole difensore di Condè. La ghigliottina lo tra volse come Costine, come tanti altri. « .Nei primi sei mesi del 093, continua a rammentare il T(llERAUl,T, di questi uomioi ne rimanevano ancora; poi la ghigliottina tolse di mezzo quanti colla fuga non si erano sottratti :d suo trinciante: l,en presto u n decreto dell:i convenzione cacciò dall'esercito quanti erano nati nobili: poi ordinò che fossero arrestati . « Dalle clàssi elevate si scese atte intermedie le qual i somministrarono tante vi ttime da far dire che i decreti di nomina a generali erano decreti per la ghigliottin:.i. , • Oramai non si Yedevano gara nzie che al l'infuori del la gerarchia , e sotto l'influenza delle socie tà popolari e dei com il3ti rivoluzionari , oude fo inondata la F rancia, i rappresentanti 11tl'esercito, veri proconsoli , destituirono, sostitu irono, fecero arrestare a capriccio ufficia li di ogni grado per supplirli con altri ufficiali, talchè semplici soldati, tamburini, si trasformaron o in agginnti agli aiutonti genera li ed in generali di brigata e perfino di divisione, fostigio del la ca rriera mi litare. li l i TIIIEDA UT.T , si diverto a schizzarne parecchi di cotesti gr:nerali che trovarono il bastone del coma ndo nelle .giber.ne. Eccone alcuni. Un Balland , tamburino della guardia nazionale a P arigi, cui il Tbiebauld sergente affidava i cappoLt-i, le scar pe da pulire, uomo senza app:irenze in sostanza, diveone generale di divisione; Vinternier, che era stato uno dei briganti, i quali nelle giornate di setternbre avev11110 co·mpiuto J~ stragi nelle prigioni di Parigi, ostentava il cappello rotondo a piume, le grosse spall ine, l'abito pien <li rnbeschi t:he rispondevano al suo iùado cli genernle di brigat:1. Saint-Just l'nveva promosso di punto in hianco .a qnell:1 dignità , per essere stato salvato da lui in un difficile frangente .di guerr,J. Dello stesso calibro erano i due generllli l' uno di divisione Vachot e !'n itro di brigata Argoud, due ignor.111ti che vivevnno sempre 3ssierne, e il primo, forse cuoco di origine, passava il suo rempo nel preparare i pranzi ;:i lì'a ltro. Qoe$tO sono macch iette appena abbozzate: altre son <lipintfl con maggiore precisione. il generale de Canolle che surrogò I' O ~foran, u~civa di fami gl ia nobile, ma volgendosi al nuovo astro cercèlva d'a dattarsi allo spirito dei tempi mutati impiegando un frasario assai curioso il quale, secondo lui, lo rappresentava . Al capitano commissario ordinav3 che il suolo della sua dù;isione fosse coperto continuamente dì v'ive·ri, ai

TRA l LIBRI

1697

soldati pi·omeueva enfalicameote, che quando mancherebbct·o · di pane sarebbe andato a mangiare la zuppa con. l01·0, e le disposizioni date alle truppe non dovevano es3ere dissimili da questo strano modo di parla1·e. [I gep.ern le Cha rhonnier, che successe al de Valcnce nel comando dell' ese·rci lo dtllle Ardenne, era pien di valore come soldato, ma non si occupav.i che di mangiare e bere e non aveva nessuna quali1i'l <li comando. Avvisato che il nemico attaccava le sue linee, rispon1lev3: lo focci3DO. · arà bene ricevuto, e chiestogli ciel perchè non vi ra~giungesse i suoi, re.plicava di non aver timori pcrchè sapeYa r he i suoi soldati erano ,lei furbacchioni capaci .di c3varsela anche meglio di quanto avrehhe sa puto far lui; compensava l'inazione con relazioni reboanti al comit:ito di salutn pubblica, ann unciando di aver .ittaccato oeimque ·i satelliti det dispot·ismo, ecl ovunque{ essi erano fuggiti davanti ai sanc"lolli quando non erano cnduti sotto i loro colpi; 11el qual caso i loro cadaveri seminati sul terreno :mcodevano quelli cloi tiranni ; ed il comi tato assegnava a lui una menzione ouorevole per ricompensa. Uu genera le Macqua rt, nell'esercito d'ltalia, non snpevà le1gere, ~i aiutava coll'aiut.,nte di campo e quando questi rnnncovn, si scu,ava cl11 I fi rmare pretendendo cli noo volersi occupa re di politica. Arrivatogli no corriere r.on un.i lenera di premnrn e non tlssendovi l'aiutante si lagnava che non fosse srnto dello al corriere quanto era scritto nelln lettern. NaLuralmente i più ignorn1ti crono i pitL veen1ent: nel discorrere, accompagnavano <li bestemmie o di sonori epiteti di cantilla le loro proposizioni si:onclosiouate, fabbric:1te mediante le combinazioni sempre diver,e di cinqno o sei parole tra cui dispotismo, fratellanza, sicu1'i del tfranno e Ubertà racevano le spese principal i. Sicchè, senzo dir . nullo, soddisfacevano alle esigenze dei rnppresentanti della Convenzione incaricati di sorvegliare l'azione dei comandanti presso i quartieri generali, o desiderosi <li avere intorno geute nulla, anche nwglio che mediocre per poterl:1 meglio dominare.

..

*•

Vi fu un periodo di tempo durante il quale il comando, in un certo modo, scompar ve dagli eserciti della rivoluzione. Coloro che erano incaricMi di e~ercitarlo lo fncevauo in modo ·tla sfu ggire alla responsabilità dei risultati . Nemmeno i vaoesii e solo gl' incos.cienti acceu:wano le dov ute insegne <lei grado « ma lo stesso orgoglio cedeva al terrore che ispi rnva l'esercizio della minima -autori tà. Nessuno


I.698.

TRA. I LI$Rl

voleva più comandare: l.utti volevano ubbidire ». Il '.l'HmDAULT, allora, addetto allo stato maggiore della di visione Ferino, ebbe, incarico d~ accompagnare una colonna di due reggimenti. I colonnell i ricorrev:inoa lui per i minimi particolari del servizio e sìccome .egli cercava di sottrarsi a questa esigenza inopportuna, essi gli fecero notare che rappresentando il generale avevano il segreto del suo pensiero. . Da queste .incertezze nella trasmissione clel comando la condotta della· guerra doveva assumere carattere esitante, indeciso, lento: piccole fo- zioni d'avamposto, lunghi scambi di fucilate, ovvero .carneficine privedi risultato militare proporzionate ai sacrifici, e non mar:.wigli;i se a metù di una di queste azioni uno dei partiti sospendesse il tiro per dar dietro ad una lepre scovata dalla confusione dei soldati e l'altro~ lo sospendesse pure stupito dal caso tutto nuovo negli annali della· guerra. A wle erano giunti gli effetti del perturbamento allora i,vvenuto in· Francia, eccesso di rivoluzione anzichè benefico mutamento di relazion~ tra 1-e dassi sociali, e l'esercito se ne risenti va con la ruina della ge-· rarchia e col la nullaggine dell'opera militare. La lugubre farsa ebbe fine colla vittoria dei cosidetti Termidoriani,. e 1~ morte del Robespìeàe parve liberazioue per tutta la F,ancia, equando la voce pubblica rese avvisato il T ttJEBAULT di questo grave· avvenimento, egli, che era tra i sospetti, non poteva crederlo e temeva di una trappola per comprometterlo peggio. Colla scomparsa del Terrqre spHirouo molti cli quei buffi gencraJi. che l'onda plebea aveva portato a galla. Parecchi di quei·seri e severi, ufficia li che al contatto della guerra avevano cominciato a raccogliere· esperienza e conoscenze militari ne presero il poslo. Alcuni tra essi, a onor del vero, erano stati distinti dagli stessi rappre1oentanti dellaCanvenzione e presi a ben volete. Ciò che fece il fratello di Robespiene per il generale Bonapartè si ripetè per altri. Ma gli effetti non fu rono vedu ti subito, ed ogni cambio di partito nel governo ~veva per contraccolpo la sfiducia contro un certo numero di umciali superiori ed infetiori, il bisogno di porli sotto giudizio o di surrogarli e quindi una remora nuova nelle operazioni · rniliwri. Il generale Bonaparte frr in prigione come sosprtt.o di legami troppo stretti coi Hobespierristi, ed i Termidoriani non furono più tolleranti con altri generali che s~ tro.vavano in condizioni analoghe a quelle del Bonaparte. · · Ad ogni modo, per la epurazione avvenuta giunsero agli alti gradiHoche, Marceau, Kléber, Desaix, D'iigommier, Jourdan, Mass~na, oltrea Napoleone sopra indicato. '

TRA J LIBR.J

1699

** * Qualèhe cenno sulla vita interna dei battaglioni, spigolato qua e là, anch'esso nelle Memorie del THIEBAULT aiuternuno a illnstrnre il CJUlldro del l'esercito ri voluziooario. Nel settembre del ,1892 il timore dell'invasione, e più ancora quello del ritorno . degli emigrati pieni di livore e di vendetta era grandissimo in Pari.cri . 1Da una parte esso spinse· le cose agli estremi e ne vennero Je straoi ~ompiute nelle prigioni e l'arresto del re, dall'altra costrinse a . form:re su tutta la Francia battaglioni di volontari per sbarrare ai ' Prussiani la via di Parigi. Era il vecchio ·ed abituale sistema .di reclutamento reso più efficace ualJ'eccitazione degli animi in ogn i modo sfrn ttata. Il circo del Palazzo Reale di Parigi era centro di reclutamento di uno dei battaolioni che dovevano partire per l'esercito. Parecchi giovinotti del qn~rtiere clei Foglianti passano 3d inscriversi : . l'~ser~pio, l'amicizia, il desiderio di ·novità, 1la nausea per gli eccessi d1 cm era teatro Parigi ne attirano altri. If battaglione di 1·200 uomin.i ù presto formato: un decimo scelto tra i migliori ed i più alti di corporatura costituisce la compagnia dei granatieri. Si scelgono gli u{lìciali, per capitano nn artista incisore di bella presenza e rii voce ben intonata, il quale dopo il primo combattirnento si scoprì più adatto a disegnare Je scene rivoluzionarie che a comanda re uomini; per tenente, un orefice, uomo ben fatto, ardente, pien di zelo e istruito di manovre militari: partendo posa il negozio sotto la salvaguardia pubblic:1 , vi tornò quattro mesi dopo chiamatovi dai suoi interessi . Per sottotenente un ., buon suonatore di violino, uomo fermo ed attivo. La st:elta :1veva :per criterio di avere uomini di buona apparenza e · di · gettare sugli , altri il peso e la responsabilità dAI comando. Al comando del battaglione fu . portato, senza che ben si sapesse da chi , uu certò Le Brun. che fortunatamente riuniva molte attitudini per quella posizione. Formato il batta o] ione, sfilò clamorosamente dav~nti all' Assemblea ed usci da Parigi tal primo nlt i granatieri gettarono gli incomodi bonnet à po'il : alla prima fermata gli uomini che l'avevano conservata ancora sacrificarono la coda, per rimanere rasi o come allora dicevasi alla Titiis. A Soisson poco mancò che il bauaglione non do,;e:;se combattere le prime armi contro qua lche migliaio di federn.ti, feccia di tu tte le pròvincie, che si dirigeva a Parigi col solito ~cop.o· di salvare la patria, .cd intanto avrebbe voluto iu nome dell'egua·


-1700

TRA I LIBRI

1701

T.RA I LIBRI

gUanza '5pogliare il bauaglione che .si trova ,,a di passaggio in quella

città e gli pareva troppo ben vestito ed iirmato. Presso Chàlons il batta o0lione ebbe notizia della vicinanza del nemico,. ed il comandante fermò il bnttaglione, passò la rivi;;ta alle armi, fece rompere per plotoni e si rimise in marcia, e fu buona preparazione alla battaglia, sebber;e non sia avvenuta che più, iardi. Della vita d'accampamento è i'nuti le il parlare, e n'ou ha di speciale se non il modo di mangiare la zuppa che si. faceva per squadrn in una sola eri adatta gavetta Ìll· . torno alla quale si disponev,rno i conviventi al lo stesso ordinario cd iµtingevano per turno ed in cadénza; il cucchiaio nel com une recipiente. Tanto peggio per colui che aveva paura di scott11rsi, o l'ahi• tucÌine cli mangiare adagio·: gÌi sultava il turno. . · Passato il primo slancio e chiusa la prima campagna, una gran parte dei volontari chiese o si iirrogò il congedo od il permesso. Da una parte la Convenzione dei.;retava la formazione di nuovi battaglioni e di nuovi - corpi d'armata, la requisizione degli uom ini e tante altre misure per iugros$are l'esercito e conservare il po'ssesso del Belgio, indispensabile alle rninate finanze e per affrontare In guerrn dichiaratn alla Inghilterra ed alla Olanda : da ll'a ltra l'esercito si scioglieva e nella grandissima cònfusione amministrativ11 non vi erano mezzi sufficienti per im• pedirlo. Le situazioni contavano a. migliaia gli assenti ed i !'fiancanti: più (li · centomila uomini delle guardie nazionali erano tornati alle case loro. Lo stato reale era ancora più grave, se ancora sulla fine del 17!H il T111EB;\UL'r, prendendo il comando di una compagnia, trovò che la paga e Jé distribuzioni erano fatte a. ven totto uo o;iioi di più di quelli che veramente esistevano, ossia che un !JUarto e forse più della com. pagnia· figurava sempl icemente sni -ru9li. Quando il nuovo capitano volle rimediarvi si creò grattacapi non indifferent.i, « risultati ridicoli tanto erano insignificanti, il malvolere degli 11ltri cap irnni che si vedevano indirettamente-criticati H q1\ello del comandante del battaglione desideroso che non vi avvynissero guai disciplinari "· Ma non minore doveva essere la confusione negli ufficiali i cruali trova;ano assai facilmente la via di andarsene. Séelti d11gli inferiori, ed :ipprovata la scelta dai superiori immediati, bastava che ottenessero una licenza qualsiasi per st2rsene lontani. È curioso come il THIEl.lAULT passa da uu battaglione all'altro, da un quartiere generale !lll'altro, nei priini ann.i della sua i.;arriera. Una licenza di convalesceuza dava · sempre il mezzo di allolltanarsi dal servizio, nn buon amico, un conoscente del padre offriva il mezzo di ritornarvi in condizioni possi· bilmente migliori di quelle lascia te. A fin falf~re si trattava solo di far riconoscete in modo definitivo il grado dal governo_ 1

vi

•

i< i<

Questi fatterelli ed altri moltissimi ·che si possono stralciare dai Ricordi del THIEBAUL'r possono generalizzarsi, per quanto noi dobbiamo guardarci dalle teudenzé dello scrittore che in generale, si mostrò poco favorevole agli uomini i quali e.bbero parte uel!ll cosa pubblica dacchè sc~ppiò la rivoluzione fino al la comparsa del genera le Ilo1.rn parte. Le ricerche del RousSET e del DunuY, la pubblicazione di documenti miÌi~ari sulle guerre dellll rivoluzion.e confermano le induzioni che si pos~ sono trarre dalla lettura ciel TmEBAU LT, ed i racconti esatti e imparziali del SY1rnr. e del SoBEL riconducono al 5uo posto la verità alquanto altera ta in mezzo ai ' fronzoli di coi l'aveva coperta il TH1ERs. In eptrambi i campi avversi la guerra fu per diverso .motivo condotta in modo assai manchevole da parte degli alleati, o coalizzati come si vollero chiamare, . per la mala intelligenz:.i che correva tra loro, per i , òspetti reciprni.;i, e sopratutto per le condizioni politiche genel'ali, tanto beoe chia ri te dal SrnEL. Da parte dei Frani.;esi, {ler lo sfasciamento completo della compagine militare e per la deficienza dei mezii di cui abbisogna la guerra rnode,rna. 11 v::dore personale proprio ai Ji'rancesi, lo slancio provocato da circoswnze speciali-, l,1 devozioue di un nucleo di uoin ini che all'infuori delle fazion i si dedirarono àlla salvezza della pat.ri11;· e si può ancbe aggiungere ·il · mi raggio esercitato dalla conqni~ta delle ricche province del Belgio e dell'Olanda, impedirono sul fìmre del xvm secolo l'invasione del la }<'rancia, avvenuta una ventina di anni più t~rdi. Ma, miliwrmente parlando, un ni10vo sistema di guerra ap-· pare colla puntata rapida e èlecisa del generale ~oni1parte in Italia. La . sna abilità ol'dinatrice e le condizioni del nuovo teatro di guerra, col1:esercito piemontese stanco ed esausto per quattro noni cli lotta con~ tinu1,1 , col restù dcll' Italia sprovvista di veri eserciti, e mal difeso dalla apparizione successiva di alcune . decine di battaglioni imperiali, concorsero a rendere po,;sibile il nuovo modo di condurre la guerra, e aprirono una nuova fase nella storia militare.

**

i<

Di due nuovi v.olumetti si è arricch ita la collezione dei Manuali

Hoc,pli, ed ·essi hanno una speciale _importanza per noi. Sono dovuti al Vor,rrn1 e trattano del cavallo. ùn d'essi completa l'altro . Quello che riguarda direttamente il modo di essere e di vivere del cava llo,


TRA I LIBRI 1702 . e per conseguenza il modo di tenerlo per potersene servire ò già (llla seconda ediziooe: segno evidPntc che incontrò la approvazione del pubblico e che risponde allo scopo· cui fu scritto. Gli augu riamo la contin1rnzione della buona fortuna avuta finora. L'altro contiene 51/J proverbi sut cavallo raccolti tl disposti a gruppi, ed .innota,i con brevi commeuti, i quali riescono di utile spiegazione alla sentenza contenuta per lo più troppo succosamente nel proverbio. Poichè ogn i proverbio accumula I' osperienza di parecchie generazioni con una forma dogmatica e precettiva, non si può che lodare la diligen te raccolta del VoLPrn1, la quale contiene un considerevole numero di consigli utili a coloro, che bazzicano coi cavalli o sono obbligati a tenerne o ad impiegarli. A dare un'idea del li bro giovi il trascrivere l' intitolazione dei gruppi nei quali furono riun iti i provtirbi secondo I' indole loro: alùnentazfone , cavallo e cavaliere, commercio, donna e ca1,allo, false app a1·enze, mantelli e seyni particolari, modi d·i dfre, piedi e ferratiira, p,·e.qi e difetti, voci di pamgone. Queste rubriche corrispondouo dal più al meno a quelle in cui il VoLPINl ha diviso l'altro soo manuale sul ca'Oallo, e meglio vi corrisponderebhoro se il raccoglitore avesse soppresso la rubrica settima e forse, sebbene con maggior diflicolt.~, anche la ultima, distribuendo il contenuto nelle altre; quindi 5e ne può dedurre che la coliezione dei. proverlii abbraccia suffici entemente quello che può dirsi scienza pratica del cavallo.

1,03

TRA I LlBRl

prcvi,-ion i sono esa tte, l"aut,ore si propone colla ferrovia. dn lui stndi:-tta di avP.re iu 19 ore da Saati a Oebra Damo 11 ca ru;,) a~5egoato -O~"i ad una ta rnvnna di 4-00 e più muli , ovvero 1111 •battaglione di l')l:) $4-0 nomini, mentre oggi a percorrere lo stesso tragitto occorrouo dodici giorni. . . Data Ja sca rsità di elcment,i posti a di~posizione per uno studio d1 simi le natn rn, è inuerrnbile l'ingegnosità con cui l'autore seppe valersi di quelli che av~va. L'indirizzò preso dngl i avv~n imenti 1l'~f.rica morzò il capo alla ferrovia ideata. arresrnndola al d1 q'.ia d~lla lmea Mareb-Belesa -Muna , e limita la spesa , secondo lo slll<hoso ingegnere a Sù li trenrn milioni C29,638 ,000) di lire·, rimanendo ferme le al tre modalità del trncciato e ddla costruzione, non scema l' impo nanzn della ferrov in cosi diminuita. \'orremmo spingere oltre l'analisi di questo opuscolo, assai largamente sp;w:;o, e detwto colla forza corrisp?ndcnte alle circostnnze iu cui fu studiato, ma nello stesso 10mpo studiato con calma rispetto alle diflicoltà dell'argomento. Oramai in caso d_i g~erra, l;, questione delle ferrovie a scartamento ridotto p.er_essere 1m p1egate .al trasporto rlegli approvvigionari1enti e dei matena l1 eia guerra prenderà un posto importante tra gli stud i logistici che a~compa~nan~ ogni g"uerra, non solo nei paesi arricani, ma anche nei nostri. Net ter min i posli dal Dr-LI.I FnANCI la soluzione del pr~blcma oltre ad e$sere oconomica è nuche politica, ma non è dubbiosa la necessita di Sllidiarla accuratamente per ogni possibile evenienza.

eh~

)I.

**

,,.

Il signor DELLI F11A:i.c1, ingegnere e C.'lpitano del genio nella riserva ha studiato un grave problema che, risoluto, avrebbe resa più facile la nostra azione militare nelle ultime vicende d'Africa. Il tito lo del suo opuscolo indica il cont~nuto: Alcune idee circa l' immed'iata costn,i:ione d'una ferror,ia strategica nell'Eritrea, apri le ~896 (Sora, tipografia Pagnanelli). Con un preven ti vo di cinq-uanta milioni sembra possibile di prolun gare la esistente linea ferroviaria Mas;;aua-Saati per modo do costruire una linee a scartamento ridotto (met.ri O, 75) la '!Uaìe per Zighib -Gura-Digsa-Seuafè-Debra-Damo arrivi ad Eutisciò, e si innesti in due tronchi, nno dei qnnli dirig.1si all'As mara e l'altro congiunga Adigrat con Adua. li progetto ispirato dalle terribili diffìco!tà nelle quali si aggirav;i il problema strategico ;ifricaoo nei primi mesi di qnc:;t'aono, considera una fe rrovin essenzialmente militare e per ll~O miiitare, capace di ·18 treni per ogni veotiquat.tro ore. Se le

* *

Con lena infnticabi fe e colla competenza che gli è propria il maggiore Rocc11r aITronta un nuovo lato de~ problem,1 ~irensivo: _qu~llo'. cioè, dell'Attacco e difesa delle coste rrnssumendo 10 un centinato d1 paoine lo ~tato odierno delle questioni che riguardano cosi grave argo~ento , ed esponendo le sue idee sul problema com?lessivo. <~ La trasform.azione del •problema costiero, egli dice, non dipende un1c~men1e dalla cresciuta efficacia delle armi offensive, sibbene, ed 111 sommo grado, dalla capacità organica e to ttica delle fl otte od i~rne: epperò le questioni attinenti alla di fesa delle coste non riguardano s~ltanto l'impianto Jelle batterie, e l'esame de~ più conve~1eut1 profi li ~ delle più adatte masse di protezione, ma cz1_and10 _l ordrnamento, n_e1 di versi partico lari di ot·dine tattico ed organico, eh una. p1~zza marittima in corris·)ondenzà all"offesa consentita dalla sopra mdtcata capacità delle flott~. Fino a quando non sieno bene determinate le moda1

/


1704

•

1705 , TRA I LIBRI

lità del l'attacco da mare e non risulti nettamente definita l'offesa navall-l nelle sue forme e periodi, mancheranno per!anto gli elementi occorrenti per studiare i mezzi ed i principii che devono costituire nei vari casi e regolare la difesa costiera, nè. sarà possibil e pervenire alla - sistemazione di una completa teoria difensivà. » Portato a tale alte~za il punto di vista, nè diversamente ci potevamo a:ueiidere dal maggiore RoccHr, le considerazioni vi debbono corrispondere in ampiezza ed in noviti1, e siamo costretti per conseguenza a rimandare il lettore alla Rivista di ar-tigl'ieria e genio (voi. III) di quest'anno ov'è contenuto lo studio, ovvero àll'estratto che se ne fece, co1ùentandoci di avergliene accennato l'importanza tutta speciale. 'I,

.. *

NOTIZIE ,POLITI00-!1ILITARI

L'avvenimento più importante dl:llla metil dello scorso mese ad oggi H.. il principe di Napoli con S. A. la principessa Elena di Montenegro. . . . li princi.pe di Napoli sbarcò il '16 agosto ad An t1vari ove fu ricevuto dal principe ereditario del Montenegro, e lo stesso giorno, accompagnato da lui, giunse a Ce~tigne. Il 18 è stato solennemente proclamato a C/.\ttigne il fidanzamento del principe Vittorio colla prm- . cipessa Eleo(,; questa prnclamazione fu accolta dal popolo montencirriuo con entusiasmo indescrivibile.· "' Lo stesso giorno veune pubblicato a Roma un telegramma ufficiale u , I ,del seguente tenor~ : «S. M. il Re •ha partecipato al presidente del Consiglio, on. Di Rudioì, incaricando lo di fare eguale comu nicazione al consiglio dei ministri, che oggi iri -Cettiuie è stato pubb licato il fìdanzarnf'.nto di s. A. R. il pri1rnipe rli Napoli con S. A- la principessa Elena di ~~on-· tenegro., « L'on . ministro dell'interno ha annunziato ai prefetti il lietò avvenimento che sarà fecondo di prosperità per la famiglia reale e per l'Italia, ed 'Jrn fatto loro sapere essere -desiderjo di , Sua Maestà che le civi che amministrazioni escludano quei festeggiamenti che possano importare onere al . puhblico erario. e( L'epoca del numimonio sarà fissata più tardi ». Il faus tò avvenimento fu salutato con gioia in Italia corne nel l\fontene<rro. Da tntte le classi della nostra popolazione si elevarono vei·so J'a~1 gugto erede del trono voti di prosperità e di grande_zza, che ,, sono in pari tempo voti di prosperità e di grande~za per 1~ Paese. Ma più fervidi, se è possibile, _si eleva_ro_no dall'esercito e dal! arm_ata che riconoscono nel principe di Napoli 11 degno rampollo d1 quella

.è il fida~zamento di S. A.

Per 6nire questi cenni con cm c1 studiamo di tenei' al corrente il lettore delle pubblic~zioni di vrLrio genere che lo possono interessare, a seconda dell'indole dei suoi studi e dei suoi ulTi~i, citeremo anche un opuscoletto in -cui il tenente SALAR~s ha voluto riassumere quanto riguarda Il servizio telegrafico nella cavalleria (Firenze, tipografia cooperativa). Al qu:.Je proposito conviene desumere che molto più fu fatto fuori d'Ita lia che in Italia. ~ ci sia conce~so di cogliere l'occasione per ringraziare la Commissione del Museo del Risorgimento di il'lilano di averci inviato la relazione sull'inaugurazione cli quel museo nel castello -sforzesco di Milano. Un al tissimo sentimento ispirò la raccolta I dei documenti di ogn i genere relativi al periodo storico in cui si formò la patria nostra. Quel periodo ingigantirà nella considerazione del le venture genera- · zioni a misura che illanguidirann(l l(pa~sioni piccole e grane.li le qua li impedirono a noi di apprezzarlo còsì ampiamente come lo dovremmo e perfino di conoscerlo come sarebbe Sll\tO tle~ito che Ci fosse conosciuto e descritto. F.


17nG

1707

NOTIZIE POLITICO-MILITARI

NOTIZIE POLITICO- MI LIT ARI

dinnstio irn.liann che sempre protesse e promosse le armi e che spe cialmente colle armi .fece l'Italia . And1e dall'estero gi unsero lusi ngh ieri attestati della buon:i impressione che foce dovnorrne il faus to avvenimento. L'Imperatore di Rnssia, In Regina d'Ingbilterra, l'Imperatore d'. A~1stria-Ungheria, l'Imperatore di Germanio, il Sultano, i Re di Serbro, R.um.ini(l, Danimarc;i e Grecia cd il Presidente della Repubblica francese, iuviarono le loro fo Iicitazioni. Il principe di Nnpoli si fermò nel Montenegro, sempre festeggiatissimo, fino ai primi di settèmbre; poi ripartì imbarcandosi ad Antivari e sba rcò II Napoli-il 6 corrente, donde ripartì il giorno appresso per Firenze e di là per Monza, ove trovansi le LL. \\li\I. il re e la regina. L'epocn precisa del matri monio non è ancora fi ssata; quanto al luoi;o, pare certo che si celebrerà iu Roma.

I talia la più penosa impressione. Il governo italiano inviò tosto a Rio J aneiro, in missione special(} il, commeodHore De Martino, già R. ministro in quella residenza. ' L' inviato del nostro governo è partito a bordo della regia ua,•e Piemonte, colla precisa e ferma istruzione di ottenere dal governo brasiliano tutti i provvedimenti nece,sari pl,r la diguitù del nostro paese, e la sicurezza dei nostri connazionali, e di chied1:1re che, definiti an-zitutto i reclami di pendenti dagli ullimi faui, sieno del pari regolati io modo conclu:;i vo quelli dipendenti da fatti anteriori, o cui si riferi sce appunto la convenzione stàta respinta. Oltre all'invio del Piemonte, si parlò 11ualcho tempo dell'invio di u n'intiera squadra la quale venne di fallo costi Lui La col nome di sq1'adra ,volante; ma, o sia che probabili avvenimenti in Europa reclamino fa sua presonza nel .Mediterraneo, o sia che s'abbia fonda ta s peranza di ottenere nel 11rasile l'i ntenlo anche senza questa misura, fatto sta ,che fi nora la squadra volante non è partiw.

,,.

(

**

** Abbiamo parlato nell:i precedente puntata delle scene d1:1plore,·oli ch'ebbero luogo a Zurigo, ove i nostri connazionali solTrirono mo ltrattarneuti e d:rnni. Ora il Consiglio federa le, che fino dn l principio si era mostrato bene intenziona10, ba rimesso :1\ ministro d'Italia una nota ufficiale, nell,1 quale gli si comunica avere il goyerno del cantone di Zurigo dichiarato che indennizzerà in modo (HlllO i danni verificntisi nell'occasione dei citati tumulti . I singoli casi sarnnno presi in considerazione e si provvederà tosto per il risarcimento. Sicchè · questa vertenza può considerarsi finita. Anche i ree la mi del nostro governo per il noto lincia,mento dei tre italiani ad Hanevi lle trovarono accoglienza presso il governo degli Stati-Uniti e tutto fa sperare che anche quest'altra vertenz:i s11rà presto composta. Ma frattan to una terza 'del lo stesso genere e più grave sorse col Brasile. Il Parlamento brasiliano ha respin to una convenzione conchi usa tra il nostro governo e quello del Brasi le appunto per risarcimento di danni iii nostri connazionali, oè dopo ciò il governo del Brasile fece quanto in simi li ci.si sogliono fare i governi. )la questo è nnllo, la plebe brasiliana, forse per for plauso nl voto delle Camern, rinnovò a S:in Paulo e illtrove le sce ne di Zurigo. · Le notizie, dapprima molto esagerate, di questi fotti produsse in

In Africa siamo sempre allo stesso punto. La questione spinosa dei ·prigionieri non ù ancora entrata in una via di cdi si vegga la pros·sima uscita.' Il governo ha l'atto e fa per i prigionieri quanto è urna~ .nameute possibile, inviando loro vesti e denaro. Allo stesso scopo concorre effìcacomeo te la carità privata ; oltre la missione o spedizione ,del Papa e quella delle Do.me romane, di cui abbiamo altrn volta parlato, è partita il 9 settembre. da '.'fapoli :il la volta di Zeila una -spedizione della Croce Rossa italiana, con grande quantità di materiale. Ma quanto olla liberazione, non sappiamo ancora se, quando e 11 ,quali condizioni potrà essere ottenuta. Per trattare di tale questione e fors'auco dell11 pace, si è stabilito d' in viare allo Scioa una missione sotto gl i ordini del generale V:illes, ma la medesima non è nucora partita, nè pare che partirà molto presto, aspettandosi a tal uopo il salvacondotto del Negus, che non potrà arrivare a Massaua se non verso la metà di ottobre. Sicchè cal-colato il tempo cbe la missione Valles dovrà impiegare per giungere allo Scfoa quel lo rndispensnbile per le trattative e quello necessario per il ritorno, uon c'è a spera re di rivedere i prigionieri prima del mese di marzo o di aprile; quando tutto v:ida bene. Hl -

AAXO XLI.


1708

NO'rJZIE POL1TlCO-MlLITAR1 ! ' . .

, ,

.... 'f

li ~9 agosto fu pubblicato un R. Decreto in data 19 dello stesso mese çhe rec1.1 importanti modi~cazioni all'Istruzione sulle- note carat· teristiche. La prima di queste modificazioni anzitutto r,iguarda i tra· $ferimenti dj corpo, ·imp'erocchè ai numeri 30 e 3·1 del_l'Istruziqne ;;uddetta vepgon0 sostituiti i segt1enti : . « 30. Gli ~fficiali oltrechè essere qualificatì, neili ultimi tre anm gttìrn,i o. buoni, e nqn avere riportato nello stesso.- periodo di tempo note .. sfavorevoli ri<•uardo alle qualità morali ed al contegno in servizio o nella vita privata dovranno trovarsi da due anni almeno col medesim,o grado nella sede fissa da cu_i-desiderano di essere trasferiti, ov1

~

, 1709

NOTIZIE POLITICO-MILITARI

In questi ultimi giorni si erano sparse voci, se non allarman~i, almèno sinistre, di movimenti minaccfosi fatti dalle truppe del Negus e di cons~guenti preparati d . e, misure prese dal nostro governo . Ma le misure da pàrte no$tra sono affatto insussistenti; le · mO$Se del Negus sembral'.)o essere semplici spostamenti fatti a scopo logistico, cioè, di vettovagliamento. L'unica mfsura presa tlal nostro governò, molto antecedente alla notizia de()'li spostamenti di Menelik, è la formazione di due nuovi battagliont' di cacciatori d'Africa, da spedirsi nell'Eritrea in sostituzione de' due . battaglioni di fanteria rimastivi e e-he devono rim. patriare. Lo ~copo di questa sostituzione è di avere ilÌ Africa un cor~o di rp.ippe naziou11li omoge!!eo, composto possibi lmente _d! volontari con ferma, speciale e con spiccata attitudine fisica al serv1z10 nelle colome. Questi due q;ittagliqni sono oramai costituiti e p11_rtiranno nella seconda metà di questo mese. . Il 23 settembre, per quanto si assicura, partirà pure per Massaua il governatore dell·Eritrea, generale Baldissera ed è gi? partito il g~1'.)erale Viganò, che ha sostituiti;> nella carica di vice governatore il O'enerale Lamberti. 1" Sui confini dell,1 Colonia ed entro i medesimi tranquillità perfetta. Sult'Atb;ra r1otasi l'assenza quasi completa dei Dervisci ·occupati a g~arda,rsi dagl'ingl~si, epperciò richiamati V!lrso ~ongola. Nel Tigrè, Alula, ~Ja,I)gascià, Sebat e cpmpagnia , che un mese ad'dietro si ·diceva 'èssere in contrasto fra loro, semb1.-,li:10· paciffoàti. Ad , . • ogni modo, iQ. éontrasto od in pnc~, fi-nora !)OD ci I hanno dato d.1sturbo.

vero àppartenere almeno da quattro anni al corpo cui appartengono all'atlo in cui chiedono i.I cambiamento·. « 3·1. Nessun cambiamento di reggimento sarà concesso . in occasione di cambi di guarnigione o dopo che questi siano stati preavvisati e prima che sia passato _almeno· un anno dell'avvenuto cambio». , / L'altra modificazione riguarda la comunicazione delle note carat· teristidrn agl'ioteressati. In forza di essa al numero 36 della. citata Istruzione viene sostituito il seguente: « 36. Il presidente della commissione chiama innanzi essa quegli ufficiali che avessero riportate annotazioni spiccatu wente favorevoli ovvero annotazioni sfavor-evoli e li informa delle rispettive note, ad eccezione di quelle che si riferiscono a difetti fisici od a deficienze intellettuali non suscettibili· di modificazioni. l . « Il presidente suddetto fa poi constare delle date infqrmazioni mediante una nota, munita della propria firma, inserita nello specchio modello A o nello specchietto mo[lello B, che deve rimanere presso · il comandante od il capo di servizio. . · · « I comandanti di corpo d'armdta informano gli ufficiali dipendenti, per mezzo del rispettivo comandante di corpo o capo di servizio, dell e note caratteristiche sfavorevoli che fossero loro attribuite concordeme~te , dalle autorità gerarchiche superiori al presidente della commissione compilatrice ». La prima delle accennate modificazioni risponde ad_ un'urgente necessità. Infatti (come bèn dice la relazione ministeriale che sottopone alla firma di S. M. il detto Decreto) la esperienza di questi ultimi anni ha dinìosti-ato che le disposizioni dei numeri 30 e 3,1 della . Istruzione per la compilazione delle note caratteristiche non hanno · raggiunto' lo scopo che avevano in mira, quello cioè di conciliare' pos- . 1 sibiÌmente gli interessi privati degli ufficiali con le esigenze del servizio e della disciplina. · Pervenne al Ministero in questo frattempo un numero così grande di domande di ufficiali per cambiamento di corpo, fondate unicamente sopra ragioni di privato interesse o di famiglia (con. danno evident~ dello . spirito di ,corpo) che di esse solamente una piccola ~arte p~te essere assecondata. E quasi tutte dette domande erano segmte da sollecitazioni per via indiretta; ciò che è anche più grave sotto l'aspetto disetplinàre. . . . . . Un tale stato di cose ·dipendeva da .due cause prmc1 pah : rn primo luogo _dalla troppo grande larghezza dell~ condi_zioni s.ta~ilit~ :dalle .di~ · sposizioni ora in vigore, che rendeva facile agh ufficiali d1 trovat-s1

aa


:-iOTIZIE POllTICO - MlLITARI

1710

NOTIZIE POLITICO -MI LITARI

nei casi previsti per poter fa r domanda di trasferimento di corpo; ed in secondo luogo dalla soverch ia ind ulgenza dei comandanti di corpo, o capi di servi zio, e delle autorità mili tari sup1~riori, nell'a pprezzare le r.igioni addotte dagli ufficial i dipendenti, e nel riconoscerle di rnlc gra vità da indursi a dar cor.:;o alle domande ricevute 0011 parere fo. vorevolc. Ad ovviare adunque agli inconvenien ti iu parola si dovette mo.lilìcHe lo condizioni su accennate, restringendole in guisa da limitare i casi io cui gli ufficiali posson o fare domanda di trasferi mento, ed in pari tempo stabilire che alle condizioni stesse non sia per nessun motivo · ammessa deroga alcuna, poichè resta sempre in faco ltà dei comandanti di corpo, o ca pi di servizio, cui spetta tenersi infor mati dei bisogni dei loro dipendenti, di fa re di loro iniziativa opportune proposte a favore di coloro che venissero a trov11ni in casi ben accertati e veramente ecceiional i. Con le restrizioni suaccennate non viene tolta nè diminuita agli ufficiali la possibilità di curare i propri interessi particolari ; imperocçhè, per non parlare delle licenze ùrdioarie e straordinarie cbe possono ouenere a t.ale scopo, rimane loro il mezzo di godere, con la nuova legge di ava uzameoto, un anno di aspettativa per motivi di fa . miglia senza perdita di anzianità e r1uindi senza pregiudizio della loro carriera. Ristretto in tal modo il numero delle dom,1nde di cambiamento di corpo fo ndate unicamente su ragioni di fa miglia o cli privato interesse, si farà allresì argine al lamentato inconveniente delle raccomandazioni per via indiretta; tanto più che il Ministro della guerra ( così dichiara nella sua relazione) non mancherà di' usare delle misure di rigore più severe contro coloro che ricorreranno ·al biasimevole mezzo di farsi raccomandare in via pal'ticolare . Della seconda modiGcazione, nella relazione ministeriale non sono accennate le ragioni, ma esse sono non meno evidenti . È detto solo (ed è tanto clie basta) essersi ravvisato opportuno di :nodificare anche il nume ro 36 dell'Istruzione iu seguito a conforme parere della com · missione suprema d'avanzamento, per ovviare ad alcuni inconvenienti sorti dall'applicazione del disposto dal numero ora citato.

Furono pubblicate le nor me per l'applicazione dell" Atto •ti6 sull'istituzione del ti ro a segno, Atto di cui abbiamo parlato in un11 precedente puntata. Secondo queste norme, gl'ispettori provinciali, che

1711

possono essere colonnel li , tenen ti colonnelli o maggiori, dovranno essere sempre superiori in grado e a parila di grado, superiori in anzianità dei direttori di tiro, i quali nelle società più importanti possono ess~re anche ufficia li superiori. , Analogamente, questi ultimi dovranno essere più elevati in grado od) in anzianità dei vice direttori. L'ispettore provinciale non potrà cumulare questa carica con quella di membro eletto della direzione provinciale, nè con quel la di membro di alcuo ufficio di presidenza d~lla società. "Il direttore del ti ro non può essere scelto fra i membri eletti della presidenza, mtt dev'essere un ufficiale nominato dall 'autorità militare il quale esclusivamente io vi rtù di questa nomina entra di diritto a fo r pnrte déll'ufGc,io di presidenza con voto deliberativo. Lo stesso <lica~i del vice direttore, al quale spetta di sostituire nelle adunanze della presidenza il direuore, quando questi per assenza o impedi mento non posga intervenir vi. I commissori non:iinati dalla presidenza su proposta dei di rettori del tiro, se uffìcinli, dovranno essere di grado inferiore, e a parità di grado inferiori in anzianità elci vice direttori. Per 111 carica d'istruttori verranno possibilmente preferiti i sottufficiali in sen•izio attivo. Dove poi uon esiste presidio, la carica d' istruttore verrà affi- . data ai graduati di truppa delle classi io congedo ascritti al riparto milizia. Le isp(;'zion i da esegu ir:;i dagli ispettori provi nciali saranno volta . per volta ordinate dal Ministero in segni Lo a proposta dei signori comandanti di corpo d'armata e dei signori prefetti. L' ispettore provinciale stabilirà il proprio ufficio nella residenza della direzione provinciale., che in virtù dell'i1rt. 9 del rPgolamento 15 aprile ·1886 sul tiro a segno nazionale, dev'essere provveduto dall' ammini straiione pi·ovincia le. Gl'ispettori provinciali corri,;pondooo direttamente col coornndante della divisione militare dal quale di peudono e con il prefetto presidente della direzione provinciale di cui l'anno parte. Queste disposizioni ed altre minori che per Lrevicà omettiamo unite a quelle di cui abbiamo parlato nelle precedenti puntate, rimet-tono su nuoyi cardini l'istituzione del tiro a segno, la di sciplinano dandole una gerarchia militare e le sono arra di nuova e prospera vita. Un n. decreto ha istituito presso il Ministero della gnerra una com missione centra le del tiro n segno. Essa è com posta di un presi-


.1712

NOTIZIE POLITICO - MlLlTARI

NOTIZ;JE POLITICÒ-MILITARl

_dente e di sette membri, dei quali, il p1:esideute e tre membri ufficiali generali e supenor1, gl i altri , da scegliersi fra le persone più benemerite dell' istituzione ·clie abbiano speciale competenza nella materia, I l presidente ed i membri sono nominati per decreto reale su proposta dei ministri della guerra , dell' interno e della pubb lica istruzione. Sono inoltre membri di diritto di questa commissione i direttori generali d'artiglieria e del gen i9 e del le leve e · truppa al Ministero della guerra, il direttore generale dell'amministrazione civile presso il minist_ero dell'inferno e il direttore generale dell'istruzione superiore presso il Ministero dell'istr~zione pubblica; ne è relatore il capo ufficio del · tiro 11 .'segoo al Ministero della guerra . · La comm issione si radunò la prima volta il 2 settembre sotto la presidenza del suo presi'den,e tenente generale De la Penne e inaugurò i suoi lavori coll'intervento del Ministro della guerra on. Pelloux il quale espresse le sue vive ed antiche simpatie ver:so ~rn'istitnzione alla, quale intende dare tutto il suo appoggio nell'interesse dell'esercito e del paese. . La commissione si è. quindi occupala ·dei criteri fondamental i della nuova legge sul tiro a segno da proporsi al Par.lamento e della prossima gara nazionale che perc deliberazione unanime della commissione · stessa avrà luogo in Torino.

il loro contingente che fra gl' inscritti di statura superiore a quella ota indicata, e ciò con vantaggio della fanteria alla quale può qùindi essere assegnato quanto v'è di buono lino al detto limite di statur::: , cioè in quel contingente che, di regola è il più adatto e resistente a.Ile fatiche della fan teria. La statura degl' inscritti da a$segnarsi ai bersaglieri f~ fi ssala tra metri ,1,65 e metri ~ ,75. Per gli alpini si ritorna al conceuo che gli uomini da assegriàrvisi, Òhre all'appartenere alle ione di reclutàmento alpine, debbano essere giud icati adatti al servizio speciale di montagna, · nboletidosi così il principio sancito dalle recenti disposizioni che agli alpioi dovessero assegnarsi tutte le reclute appartenenti alle dette zone. Si ristabiliscono inoltre i limiti minimi e massimi di statura per l'assegnazione degli inscritti aìle .varie specialità. . Uo,a disposizione nuova e certo opportunissima .è quella riflettente le qualità morali degli inscritti da assegnarsi ai minatori del genio; si dispone cioè che stante la gpecia le natura del servizio affidato alle brigate minatori, i comandrrnti di/ distretto curino, mediante attP.oto -esame degli elenchi e certificati di penalità e con· qualunque altro mezzo ravviserann·o opportuno; che non siano destinati alle brigate stesse uomini di catti,,i precedenti in materia penale e civile.

.. lf-

JI.

** Venne pubblicato un Atto ministeriale pel quale ali ca pi III, IV e V ' dell'Istruzione complementare al reooJamento sul re~lutamento ne • D . vennero sostituiti altri tre. Le modificazioni principali sono qualle che riguardano l'assegnazione delle reclute ai co~pi, al quale rig1wrdo nuove disposizioni sostituiscono quelle emanate per la classe del ·1875. Pare infatti elle la ·fanteria non abbia risentito da quel le dìsposi. . . ' z1om ~utto il giovamento cl1e se ne aspettava, mentre altre, llrmi e particolarmente tah~ne special ità, per esempio i pontie6 e l'artiglieria da montagna ne avrebbero risentito un grave danno. Urgeva quindi porre riparo a tale stato di cose, modificando quelle misure che pniticamente non avevano corrisp~sto allo scc,po.· Le nuove disposizioni ritornano al principio già stabilito che alla fanter:ia di linea debbano · ass~guai·si tutti gl' individui aventi piena attitndine alle marcie e di statura .inferiore a metri ,1 65 · il che porta per eonseauenza che le altre àrmi non possano in r;ass(ma sce11liere <::) ~

V

'

J

1713

*

Fra fe altre più imponanti disposizioni eman·atè dopo la pubblicazione dell'ultima puntata, notiamo le seguenti: A modificazione delle normP, contenute nella Circolare N. 79 del corrente anno per la eseeuzione del R. Decreto N. •125 di chiamata alle armi per istruzione di militari di 2"- cntegoria, )I Ministero ha prescritto elle l'ismnione dei militari i quali, secondo il N. 4 òel ma-· nifesto debbono rimanere alle armi per .un periodo di soli 2-0 giorni, avrà· luogo presso i reggimemi di fanteria, che saranno a tale ;;capo desìgnati dai comandanti di corpo d'armata. L'istruiione invece di quelli ehe dovranno rimanere sotto le armi durante tutto il periodo di 45 giorni, eccettuali quelli che si presenteranno ai distretti del XII corpo d':irmata e della Sardegna, che la ricevèraono pre.sso i reggimenti di fanteria di Sici lia e di Sardegna, ' designati dai c.om11ndami di corpo d'11rmata dai quali dipendono, avrà luogopresso i reggimenti di fanteria in'<licati in uno specchio pubblicato nel Crlarnale militare.


1714

NOTIZIE POLITJCO-MILIT.!RI

171 5

Il Minis~er~ _h~ stab_ilit? le_località ed i corpi presso i quali posson<> essere ~ost1tmt1 1 corsi d1 allievi ufficiali di complemento e di allievi sergenti , che dovranno aver prin cipio col ,1o gennaio 1897. , I so_ttt~fficial i che hanno _subito con successo gli esami in iscritto per J ammissione al corso speciale pressv la scuola militare di Modena vennero ch iamati agli e~ami orali che avranno principio il · 2,1 set: tembr~ presso la detta scuola. Il. Ministèro ha determinato che i sottotenenti di complemento, t quali provengono dai militari di 1" categoria che presero servizio colla classe_ del 4874 in qua lità di allievi ufficiali di complemen to, siano (ecc_e~10n~ _fatta per. Cft~e_lli provenienti dalla scuola di applica"zione di sanna m11Jta1:e) '. nviat1_ 1_0 congedo illimitato non appena abbiano pres~ato tre mt!s1 d1 ~e~v1z10, decorrendi dal giorno della loro presentazione al corpo cu, Jurono destinati nella <Juolilà di sottotenenti di com plemento.

,NOTIZIE MILITARI ESTERE

1

Per stabilire un iformità di concetto riguardo a talune facoltà concesse ai capi~usica'. il l\iin!stero ha determina to che i capimusica poss~n?, co_me s1 praucava prima del loro passaggio alla ca tegoria uffi c1_a(1, essere aulorizzati ad acceuare impegni personali per recarsi a. dmgere o suonare in luoghi di pubblico spettacolo, eccettochè : nei c_a~è-co_nceni, in riunion i che possano avere un qualsiasi carattere poht1co, m feste o ball i sulle pubbliche piazze tranne che abbiano uno s~opo di_ !)en_eficenza , in accompagrrnmenti funebr i di priva ti o di soci d1 sodalizi d1 qua lunque specie. ~ u _Ppbblic11~0 un ~· Decreto col quale vengono approvat~ modificaz1om ed 11gg1u nte :11 , regolamenti d'islruzione e di servizio interno per la fonte~ia, per la cavalle rio, per l';miglieria e per il genio. Fu pubblicato uu nuovo capo XVIII clell'rstruzione complementare al regolamento sul reclutamento, capo che contiene le nuove norme per la con cessione delle rafferme. ' Fu pubblicato il. volume secondo ed ultimo d;lla Raccolta delle disposizioni in vigore inserte nel Giornale militare dal 183,1 al 1893 . F urono inoltre pubblicate alcune Aggiunte e ·varianti al Regolamento sulla collaudazioue, visita e matricola dell'artiglieria da cam pagna ; Aggiunt.e e vari11nti al llegolamento per In collaudazione dei proietti oblunghi; Aggiunte e varianti all'elenco oenerala e tarìlTa dei medi cinali e sostimze accessorie. li Roma, 12 settembre 4896.

x.

AUSTRIA-UNGHERIA . L(i 1·i-vista in onore dello Tsa1· a Schmelz. -

Il 29 agosto·, S. M.

1' imperatore Niccolò II, nei campi di Schmelz, passò a rassegna . la° guarnigione di Vienna e delle adiacenze della capitai~ ,n ustriaca ..Le truppe erano disposte su quattro linee, con profo ndJta complessiva di 220 met.ri, per una fronte di circa 400 . I.e prime due linee (truppe a; piedi) eran? rispettivamente agli ordini del fe ld-maresciall9 granduca d'Austria e del feld-marescialloSommer, la terza (artiglìeria) agl i ordini ciel maggior generale Laizner, la quarta (cavalleria) agli ordini del feld-maresciallo de Mersèbe. La forza complessi va delle truppe presenti al la rassegna era di ,}3 battao:lioni, 32 squllcl roni, ,J 9 batterie (a quattro pezzi) 2 sezioni e 5 squa • droni del treno d'ormata ; vale a di re circa 45, 000 uomini, di cui 25 ,00ll della guarnigione di Vienna e sobborgh i e 20 ,000 dei.,presidi adiacenti. Le quattro lince er:rno formote nell'ordine seguente: ' Prùha linea. - 25n divisione rii fa nterio. - 49" brigata di fanteria: 2° reggimento di cacciatori I mparatore - 3 battaglioni: 3° reggimento fanteri a : ,j. battuglioni : 811° reggimento fant eria: ,~ battaglioni - 50a brigata fanteria - 82° reggimento fanteria: 3 battaglio~i: ,~9° reggimen~o fa nteria : 1 ba ttaglione : ,, 0 reggimento fa nteria bosniaca ed erzagov,nese : 2 battaglioni: geni.o: ,J battaglione. Seconda linea . - ~ 5a divisione di fanteria - 264 brigata di fau teria: 20 reggimento di fanteria: 3 battaglioni: Ò·t O reggimento fan_teria ~ 3 battaglioni : 68° reggimento di fa nteria: 3 ba ttaglioni - 27a b1:1ga ta di fanteria - 66° reggi mento di fautori~ : 3 bauagli?ni_: 4- 0 reggimento: i battaglione: 77° reggimento fanten a: 3 battaglioni: 2·1° reggimento della Landwehr (S . Polten) 3 battaglioni: reggimento fe rrovieri e telegrafisti: 8 batt.aglion i. 1

'


NOTIZIE MILlTARI ESTERE .

1716

NOTIZIE MILITARI ESTERE

Terza linea. •I <J,• e 2a brigata d'artiglieria -16 pezzi del 1t 0 reggimento artiglieria di . corpo d'armata: '16 pezzi del 4° reggimento di artiglieria divisionale: 28 pezzi del 2° reggimento artiglieria di corpo d'armata - 2 sezioni di volontari di un anno del 2° reggimento treno : 5 squadroni del 2° divisione del treno. , Quarta linea. - , ,17a brigata di cavalleria - 5° reggimento ulani della Laudwehr: 5 squadroni: 1° reggimento utani: · 5 squadroni : 4 reggimenti dragoni: 6 squadroni...:... ,1oa brigata di cavalleria - 7° reggimento di usseri: 6 squadroni: 6° reggimento dragoni: 5 squadroni: 1 ·1 ° reggimento dragoni: 5 squadroni. L'imperatore Francesco Giuseppe, in unifor me di generale austriaco, precedette sul campo di manovra lo tsar, di venti minuti,: ricevuto dal triplice urrà regolamentare passò rapidamente in rassegna le truppe schierate. Lo tsar vestiva l'~niforme di colo-qnello del 2° reggimento di fanteria austriaca. Lo sfi lamento d~lle truppe ebbe luogo al passo, -aperto dall' imperatore Francesco Giuseppe, alla testa del!' H O reggimento dragoni. 1

NeJl'internO di questa zona, e precisamente attorno alla linea LuxéJ arnac, avranno luogo le prossime manovre autunnali di armate. La città di Luxé riveste speciale carattere di importanza, poichè de. termina il punto .d'intersez'ione sulla Charente della ferrovia Paris, ''- Angou/émc, dopo di aver costeggiato la riva destra del. fiume, da · Civray a Luxé, per un tratto di oltre 30 chilometri. Da Luxé ad Angoulème, per altri 30 chilometri di via, la strada ferrata rasenta la riva sinistra della Charente, e per Chalais e Coutras. mette · capo a Bordeaux. Un'altra linea strategica percorre la zona delle manovre, cioè la ft:ir· ro'via Aogoulème-Rochefort, clte solca la valle inferiore dalla Chareute, 'dapprima sulla sinistra f ponda del fiume, sino a Sai~t-Séver ('.O ch1Jometri); da quel punto si accompagna al la graU{le lmea Paris-Bordeaux per Saumm e Niort, uscendo dai limiti del tratto delle ma.no_vre di armata. Due altre ferrovie, di minor importanza e p<:>rtata log1st1ca, sono quelle da Cbaleauneuf a Barbeziepx, e da Àngouleme a RouiUa~. Delle vie ordinarie, tre sono da segnaforsi anzitutto, formant, d1r'Pttrici delle comtinicazioni Angouleme-Parigi, Angoulème-1:i Rocht-lle I . ed Angouleme-Sarntes. . . Altre accidentalità del te;i.tro di operazione sono gli affluenti della Charente. , . Primo fra ' tutti la Touvre, che vi mette foce presso Angouleme, imprimendo una · nuova direzione al corso del fiume che da ques~o punto raggiunge la larghezza di oltre 60 metri, laddove a monte d1 esso ne contava una media di 35. . lodi appresso, cincrue allluenti principali raggiungono la Charente a breve intervallo: I' Anguienne, Les Ellux-Claires, il t.;harrau, }a Nouère ed infine la Boeme. . Uno soltl).nto ·ai questi corsi d'acqua interessa la destra sponda.della Charente ed il teatro .delle .manovre; vale a dire la Nouère, che da Rouillac corre in direzione di sud-est, prima di mischiare le sue acque a quelle della Charente, a quattro chilor:netri a valle di ~n&ottier~e. Fra gli afìluenti secondari di riva destra sono da notarsi la Gu1rlande (Chàteaunèuf) e l'Argence (Angonleme). . In generale, il teatro delle manovre d'armata è poco acc1ùentato: la più arande altitudine è quella di Roui llac·-Si gnal (q. ·18;\). La l;) • d ·maggior:mza delle colline v::iria fra i 130 ed i ·150 metri, raccor ate all'orizzonte d11 lenì e fac ili decliv.i. . · La zona di m~novra della Charente è passaggio obbligato fra le ' vallate della Loire e· quella della Garonne, fra Tours e Bordeaux. ,,!

FRANCIA.

,,

Il teatro delle mano·vre di armata. - li teatro delle manovre di armata per l'anno •I896, 'è limitato a mezzodi dal corso della Charente, fra Angoulème e Jaruac; ossia per un tratto ~i cirt:<!, 30 chilometri di corso del fiume ora detto. 1 Angoulème, là dove la Charente cambia bru'scamente di , dir,ezione, -segna il punto stn,tegico di maggior importanza del te<1tro: da Civray aù Angoulème la ,Charente corre. eia settenfriooe à mezzodì; da Angoulème a Chàteauneuf da oriente ad occidente; da I Chateauneuf a Jarnac da settentrione ad occidente. · Tal( frequ.enti -e pronunziate inflessioni nel corso del fiume, '. rendono il teatro delle operazioni militari sommameiite· variato ed adatto alle più complesse ed istruttive combinazioni iiella strategia e della grande / tattica. Dalla riuà di Jarnac, sino~ quella di 'Rochefort, presso le foci della Charente la dirittura del fiume è ancora da settenfrione ad occidente: di guisa che il corso d,ella grande l'inea fhÌ~iale può paragonarsi a~ un arco sotteso al la corda Civray-Rochefort, inclinata di circa '15 gradt aIl' orizzonte. · 1

1717-

•


1718

NOTIZIE MILITARI ESTERE

È campo ben noto per le lotte delle guer.re di religione e per le civili più recemi : il •I d marzo 4569 il principe di Condé cadde ucciso nei

contorni di Cbàteauneuf, presso Bassac. 1l pro9.ramma delle manoure di annate. - L'armata soltoposta al comando del generale Cailliot, eseguirà tre specie di manovre: 1° Manov1:e di corpl d'armata cbntrapposti, a divisioni singole. 2° Manovre di corpi d'armata contrapposti, essendo i partiti al ternatamente rinforzati dalla divisione mista (esperi men ti di manovre di corpi d'armata su tre divisioni). 3° Manovre cli armata contro nemico segnato dalla divisione mista o da una delle di visioni dei corpi oper~nti. I temi generali fissn ti per cadauna giorn ata sÒnG i seguenti: 9 settembre. - La divisione mista noo partecipa alle manovre e si concentra ad Aigrè snll'Aume. Il . 17° e 42° corpo d'armata eseguiranno manovre contrapposte. Il primo, concentr\ltO in Angoolème domina, con la 33• divisione e la rispclli va cavalleria, la regione compresa tra la riva !:'inistra Jella Charente e la selva di flracoone. Il nemico è segnalato sulla linea della Tordoire :- la 174 divisione muo,·e per respingerlo. Il •12° cor po, concentrato sulla Bonieure, deve sostenere l'attacco del 17° corpo, prendendo posizione fra la foresta di Saint-Amand-de-Boix e quella di Brap<)One. Quartier geoéra le del direttoru delle manovre a Vors. 10 settembre. - Manovre d'armata cootro nemico segnato: il ~ 70 corpo ha il suo quartier generale a Saint-Amand- de-Boix;. le truppe sono raccolt.e sulla sinistra sponda della Charente, nella·zooa compresa fra Vars e la foresto di Saint- Amanrl-de-8oix. IJa cavalleria osserva il corso della Charente, fra Vars e Villognon; là dove porge la mano a quella del ~2° corpo d'armata: qoest'uitima, concentrata a settentrione della foresta di Saint-Amand-de-Boix, osserva la re.,.ione fra r, Charente, la fo resta nominata e ' la Tardoi re. La divisione mista è raccolta in Aigré, e rappresenta il nemico segn:ito; vale a 1ire un corpo d' armata incaricato di contendere il passaggio deila Charent.e all'a rmata formata dal ,f 2° e .f7o corpo. A questo scopo, J:1 divisione prenderà posizione sulle alture di riva destrn del fium e, fronte ad oriente; proprio dirimpetlo alle truppe del ~z• corpo. E mentre a questo punto s'impegnerà un'nione eia fronte, il 170 corpo cercherà di passare il corso d'acqua più a valle, all'infuori della portata del cannone nemico, minacciando la destra della divisione mista, lo quale, in presenza di forze superiori, dovrà cedere il passo sulla Charente.

1719

NOTIZIE MILITARI ESTE RE

11 settembre. - Attacco di un co'rpo d'armata su tre divisioni contro uno su due . La divisione mista rinforzerà perciù il 47° corpo, che metterà i suoi campi presso alla li nea della Nouère, osservando i corsi dell 'Auge e del Crachon. Il quartier generale del corpo d'armata rinforza.l() è a Rouillac. Il ,12.0 corpo si concentrerà, il 1o· a sera, nel la valletta all'A.ume (sinistra alla Charente, destra a Chillé) con il grosso in Aigré. Nella manovr~ dell' H settembre l'offensiva sarà prnsn dal ,17° corpo rinforzato, il 42° guarderà una posizione da di fesa sulle alture · che separano la vallata dell'Aume da quelle dell'Auge e del Crachon, fronte a mezzogiorno. 1:2 settembre. - In questa giornata i due partiti eseguiranno la manovro del giorno precedente, invertendo il tema; vale a dire la divisione mista rinforzerà il 12° corpo, ed il H 0 spiegherà un'azione difensiva sulla linea Auge-Crnchon-Nouère. 13 settembre. - Riposo. 14 settembre. - Manovra d'armata contro nemicc, segnato. - La divisione mista occupa le alture di riva sinistra dell'Auge, verso Anville-Auge e Saint-l\[édard, con fronte ad oriente. Il 12° e no cor po d'armata saranno schiernti sulla fronte .Rouillac-Aigré, fro nte ad occidente: il H 0 corpo attaccherà da fronte, il ·12° sul fianco sinistro della divisione misto. , Alia fìne della mano vra , una divisione del 12° corpo sostituirà la divisione mista nell'ufficio di nemico segnato. ' 15 settembi·e . - Manovre d'armata contro nemico segnato. Il nemico è segnalato sulle alture di riva sinistra dell'Auge, fra Mareuìl e Saint-M.édard. Il 12° corpo si è ruccolto a Houilloc-Saint-Cybardeaux e Géoac; il ,f 7° nella vallata della Guirlande verso Fleurac. Entrambi i cor pi fan no fronte ad occidente, fra Sigogne e Géoac, descrivendo un saliente verso Rouillac. Il 15 mattino, il 12° corpo attaccherà il nemico da fronte; il •I70 marcerà da sud a nord, cercando di attorniare la destra del nemico. 16 settembre. - Manovre d'armata contro nemico segnato. La di· visione mista occuperà la linea, già disegnata nell'attacco del giorno precedente dal "2° e 47° cor po, cioè prenderà posizione fra Foussignac-Fleurac-Eschallat-Douzat-Asnières e rappresenterà un'armata, di due corpi d'armata. Il 1'.2° e 17° cor po, sboccando da Rouillac e Saint-Cybardeaux, attaccheranno il nemico muovendo direttamente da settentrione a mezzodì. Dopo la manovra la divisione mista metterà 1

1


1721

NOTIZ.IE MILIT.-1.Rl ESTERE

1720

:N"OTIZIE' MILITARI E STERE

·1 battaglione provvisorio di Cub:i . 2 bati:iglioni provvisori di Porto Rico (•I O e 2°) . 2 b11ttaglioni cacciatori di Porto_Rico (a 700 uomini) 4 battaglioni di fanteria marina (a 900 uomini) .

campo a Jarnac, il 12° corpo presso la Charente, fra Bassac e Chàteauneuf; il 17° fra Charente e Nouère. 17 'settembre. Rivista delle truppe, passata dal presidente della Repubblica. 1

1,000 1,800 ,1,4-00 3,600 80,700

Porto Rica. SPAGNA.

,1,000

1 battaglione provvisorio ,di Porto Rico ( N · 4-)

1

-

Riepilogo delle spedizioni militar{ a Cuba. - A cura della Sett·ima Sezione del Ministero della guerra spagnuolo, fu redatto il seguente specchio riepi logativo degli invii fatti a CuQa, dal 15 dicembre .J89o al ·15 gennaio ,1896 . 1

Gene- Ufficiali super. rali

1a spedizione ·»

1

2

2,a

4

31. 41.

»

5a. .6• 7a

» »

ga

»

9a

))

2

25. 4·1 95

(2) 13

H4

7 7

66

258 184 ·166 267 362 1,296 1,253 263

107

6'5'1

(1)

1 2 2

))

1

))

2 battagl. caccia• . tori del distr. di Porto Hi~o. » Totale

. 40

3·1 37

Ulliciali . mfer.

,io

1

Sottufllciali

Tml?pa

Totale

187 .66 124 87 304 94-8 788 190 652

8,H5 7,·186 3,707 2,58·1 8,892 2.6,716 24,H I 8,r,01 2 1,0'15

8,593

1

7,!J.77 ' 4,008 2,962 9,60 1 29,055 26,639 9,033 22,4-32 1

1

1

'

6

70

962

4,768

5Q. 3,396 •

Ordinamento del corpo di operazione. 15 gennaio 1896). ' Fanteria. Ciiba. 7 battaglioni peninsulari ( a 900 uomini) . 10 battaglioni spedizionari (a 900 uomini). 40 battaglioni spedizionari (a ·1000 uomini) . 16 battaglioni spedizionl}ri (a H 00 uomtni) .

1

1

'.

,i,480

28 -squadroni ( 160 uomini ognuno). ,

Artiglieria. Cùba . 1 b/J.tWglione da fortezza . 2 batterie da montagna . 3 batterie del 4° reggimento/ 3 batterie del 5° reggimento.' 1

2,092

Genio. Cuba. 1 battaglione del, 3° · reggimer1to rnppatori 2 compagnie specialisti (telegrafia ottica). 4 compagnie battaglione zappatori-minatori . 4 compagnie ferrovieri 1

' 1, 526

(490 ' 112,560

12 1,326 1

,1,000 300 67() 336 2,306

(15 dicembre 1895-

1

.

,,

Cavalleria. Cuba.

Totale (·I).

90.578

Riepilogo del -materiale inviato a · Cuba nelle nove spediz1:oni, 6,300 , 9,000 40,000 17,600

(·! ) Nella 31 spedizione sono compresi i battaglioni pronisori di fanteria ·l e 2, de-

stinati oÌ·iginariamente a Porto .Rico ed· inriati qu indi a Cuba. , ·i2)· Col contingente della 1• spedizione ftgurano 2017 uomini tratti dalle repubbliche dell'Argentina, Uraguay e Brasile.

1895-96 . i cannoni da centimetri 8 A con affusti. 32 cannoni da centimetri 8 Il con affusti. · 36 cannoni da centimetri 9 con affusti. (l) La differenza fra la iòrza inquadrata nel corpo di spedizione e l'inviata nelle nove spedizioni di cui sopra, fu impiegata nel colmare le vacanze nei corpi che già si trovavano a Cuba, anteriormente al gennaio 1896,. In massima parte tali vacanze furono colmate con surrogazioni· e con reclute volontarie.


1722

NOTIZIE llllLITARI ESTERE

8 canooni da centimetri ·I 5 .. 2 cannoni da centimetri 24-. 2 cannoni d.1 centimetri 30,2, Krupp. 2 canooni da centimetri 30,5, Ordoiiez. 6 cannoni da campagna a tiro celere da millimetri 57, Nordenfclt. ,( caonone dn campagoa da fortezza. · •I cannone da campagna da costa . 8 obici da centimetri 2·1. 3 a!Tusti da centim etri '15. 6 affu sti da canno11i d'auacco e difesa . ,\. afTusti da costa, modello ·184-6. 5 affusti per cannoni da centimetri 46. 3 affusti per cannoni da fortezza. 9 batterie complete da quattro cannoni da montagna, Krupp, da millimetri '15. ,162 cofani someggio bili per munizioni. 5,050 spolette a percussione, modello 4882-90. 4-,4-00 spoletle a tempo, modello ·I 89 1. 400,000 cannelli , modello •1857. 2 grù idrauliche da 60 tonnellate. 3 grù idrauliche da SO tonncll.1te. i grù idrnu liche da 1O tonnellate. 2 argani da 30 tonnellate. A,,mi portatili. 64-,·I25 fucili l\fauser spagnuolo modello 1893, da millimetri 7. 1,176 fucili l\fauser spngnuolo modello ·I 893, da millimetri 1,65. 69, n39 fucili Remiogthon, modello 1874-89. rn,ooo fucili Remingthou; modello 187il. 5, 0'27 carabine Ma user, mc,dello 1893 da millimetri 7. 150 moschetti. Munizioni pei· artigliet·ia. - Circa 48,000 colpi per granate, shrapnels e scatole II mitraglia. ~fanizioni per anteria. 34-,000,000 di cartucce per fucili Mauser da millimetri 7. 7,H ·I ,000 di cartucce per fucili Mauser da cen timetri 7,65. H,i~5.000 di cartucce Remiogthon, modello ~871-93. 1,000 ,000 di cartucce Remingthon, moctello 187,f. 55,366 chilogrammi di polvere da fucile. 15,0 00 chilogrammi di polvere pe1· armi da 6 millimetri.

r


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
RIVISTA MILITARE 1896 TOMO III by Biblioteca Militare - Issuu