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RIVISTA MILITARE ..
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1• GENNAIO, 1896 ~~
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SOMMARIO DELLE :MATERIE CON T ENUTE NELLA PRESENTE DISPENSA
. Spirito morale nell'es~rcito In pace. Le conferenze militar.i. ~iglieria . . • .
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ANTONIO C ALICHlOPULO .,
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La neutraliti del feriti in guerra.
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Cronologia. storica degll avvenimenti nella oolonia Eri- · trea. - ARNOLDO NICOLETTI-ALTIMARl, t enente nel 24° fanteria» 31
.R IVISTA MILIT A'RE
Tra. l libri (F) :
ITALIANA
Storia militare ufficiale dei tempi di FEderlco Il. - . La vita italiana del trecento e le milizie. -.,Un·antologia pa '.riottica. - L'Europa politica. - Gli eserciti descritti da penne francesi. - Le questioni egiziane » 63 Notizie politico-militari .
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Notizie milUarl estere: . Germania: I qua1·ti (mezzi) battaglioiii. -
Pen onale .sanitario. I struzione scolastica delle reclute. - ,lfa1·cie 1;1ilita1·-i pn1ssiane . )) '18 d'epoca 1·emota. . . . . . . . . . » 79 Spaglia: Le spedizioni milita,·i a Cuòa
Notizie bibliografiche .•
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PROPRIET.;,, LETTERARIA.
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SPI'RITO MORALE NELL'ESERCITO IN PACE
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Sicuramente in ciò siamo d'accordo: che questo morale, il quale anima tutto l'esercito, hà le sue parli specialmente sensitive nei quadri, e più squisitamente negli ufficiali: come, per i fatti che lo interessano, l'abbassamento o I' inalzamento che ne dériva, da quelle pari.i e in tempo brevissimo, si sparga e si diffonda nel tullo, è cosa che ognuno di noi sente in se stesso e vede e ha visto , per poco non trascuri i numerosi fenomeni che si manifestano nel contegno, nelle parole , negli -atti, nella condotta in genere· dei componenti l'esercito. Tale corrente ai simpatia è simile a quella che un chiaro scrittore di cose militari dice apparire subitamen te in guerra , per esempio nel le marce: quando i superiori traversano le colonne o si mostrano in qualche modo ai reggimenti: il loro contegno, l'espressione del loro volto, l'all.eggiamento della persona possono essere come l'origine di quella corrente che in un momento va a toccare anche i soldati meno intelligenti: e se ne deduce un pensiero, quasi una persuasione; le cose vanno bene, le cose vanno male. Per la ragione stessa che il popolo vive più nei sen,timenti che pelle idee, così nella massa dei soldati hanno specialmente effetto i grandi avvenimenti nazionali : non sono meno sentiti nei quridri : ma perchè essi vivono nelle idee e più attentamente seguono le fasi del pensiero nazionale, e specialmente perch è si vedono compresi nella più alla ed esalta espressione e figura della nazione, lo Stato, così sentono tutto ciò cJ1e via via nello svolgimento della sua vita e del suo pensiero tocca l'esercito.
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SPIRITO lfOR,.\LE NELL'ESERCITO IN PAQE
II. Una di quelle cause deprimenti per cui s'intitola questo scritto, potrebbe essere l'elevarsi di una voce che prenda autorità dalla persona o dalla solennità del luogo o dalla importanza del periodi1:o nel quale si esprime: la quale voce, pur deferendo alla virtù dell'esercito, ne scemi l'importanza statale. Fra le nostre grandi istituzioni, l'esercito è quella su cui le discussioni hanno rispondenze più profonde nelle radici dello Stato e rintocchi più • lontani nella vastità del pensiero popolare. È per questo che anche le discussioni le quali sembrano innocue alla compagine morale dell'esercito, hanno d'uopo di tro-· vare un limite fino a quéi sentimenti e pensieri ehe formano· appunto la compagine stessa: ed è in tali limiti che si deve mantenere l'esclusivismo della discussione. Oltrepassando i quali si giunge al fondamento nazionale dell'esercito, delicatissimo: e si risica di mettere in contrasto fra loro interessi ed affetti, cioè le due parti che dall'intimo della natura umana ramificano divergenti dall'egoismo e dalla generosità fino alle grandi linee del pensiero (·.i vile: l'onore antic,), l'amore storico della patr~a da un lato, e dall'aHro l'interesse del momento: un ordine di pensieri elevati, nna serie di senti.menti inferiori. E perchè l'esercito interamente poggia su quel primo ordine e nella purezza ·del suo · composto attinge la sua potenza morale, così allorchè quell'ordine è turbato e quella purezza è corrolla da una inrnsione in· tempestiva e irragionevoie dei sentimenti inferiori, il morale del l'esercito è alteralo.
IIT. A quest(:) cause esterne all a cerchia dell'esercito che potrebbero deprimerne il morale, riesce di argine e di contrapposto la permanenza e la stabilità nelle sue cose interne, e tanto più per quant.e esse hanno relazione con quel morale. Tutto ·quello che tende a smuovere o a confermare la stabi1ità, influisce direttamente ed éssenzialmente nei quadri, perchè
SPIRl'I'O MORALE NELL'ESERC11'0 tN· PACE
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~ssi sono la parte veramente permanente dell'esercito; le im· pressioni che ne derivano , si accumulano poco a poco sull'animo <lei componenti i quadri e in tal modo partecipano grandemente alla formazione del nostro morale. Perciocchè all'idea. cli sL.abi · · ,lità si assòcia nell'animo nostro l' ideà. di ordine, e a questa l'idea di· compattezza e quindi di forza ; e se è vero che il pensiero prepara l'azione, codeste idee potrebbero appunto riuscire, quasi per via di Tipercussioni , a caratterizzare il moto organico dE\l,l'esercito e l'azione si,multanea. ~: i caratteri di questo moto io -direi fossero la sicurezza e la calma nel comando e nella direzione, la facilità e la diminuzione di attriti nell'ese.cuzione. Inoltre, chiaro e ineluttabile parmi questa . .affermazione : che tanto più la ferma è breve, tanto maggiore devè essere la stabilità; e perchè nel rapido avvicendarsi dei -cittadini sotto le armi vi sia un chè di fisso e irremovibile che li colleghi ad antichi criteri ad antiche forme, e perchè le impressioni che ne portrno seco nella vita, si tramandino nelle generazioni unisone e tradizionali. Per ragione analoga a quella. che ci fece dire essere i quadri l"a parte più sensitiva dell'esercito rispetto alla formazione del mora.le, così nella· piramide dei gradi i maggiori di essi e per carica, e per elit e tempo di servizio rappresentano nei quadri stessi la· medesima parte: e analogamente pure a quanto asserimmo circa alla massa deìle truppe, negli strnli interiori di quella piramide. si sparge e si diffonde l'effetto delle impressioni pro' dotte in quelli superiori. Per questi la stabilità ha un grande 1 valore. Poichè nei gradi elevati si ha d'uopo di molte cose sott'intese e tradizionali, e piu abbondante si spende l'energia nel progressivo ammeglioramenlo di una applicazione da tempo e in tulle le .sue parti conosciuta, anzichè rifarsi in un'applica-zione nuova. Per di più, la viva partecipazione col pensiero e col cuore al1' indirizzo generale delle cose nell'esercito !<i fa maggiore quanto più .si ascende nei gradi : ma sarà tanlò più efficace, per quantol'orientazione in quelle cose è intiera, continua, non turbata. Io vorrei qui indicare come via ascendente le cose dell'esercito che <lai poco al Jl!Oltissimo banno relazione col mora.le di esso:
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SPIRITO MORALE NELL'ESERCITO IN PACE
SP!Rl'l'O MORALE N ELL'ESERCITO IN PACE
non sarebbe davvero sludio facile nè l'andarvi d'accordo sicuro:· certo che in gi.ù molto sta, per esempio, tullo ciò che riguarda, la contabilità, in su . mollissimo i provvedimenti disciplinari e anche organici. Fra quE)sti due pnnli la via può essere lunghissima a toccare ciò che si occupa di materia e dei materiale; le quali cose, spesso, siamo usi a mettere tutte in un fascio e considerare aliene atfalto dall'avere una qualunque influenza sul mo..rale; e parmi a torto, perchè non di rado esse cose significano direttamente o in ·modo indirello un'idea, come sarebbe lutloquello che nell'esercito è rappresentazioné sensibile . . [n ,~ltimo è pur da considerarsi la stabilità nelle cose del!' esercito per rispetto all'ambiente nel quale sta e si muove, voglio dire la societit ·moderna: che panni come lassa dal correre il vorticoso cammino nel quale i rivolgimenti la spinsero, e· bramosa di appigliarsi a qualchP, punto che nella corsa la trattenga e le dia posa . Lassa, non perchè il progresso non ami e al meglio in tutte le vie non aspiri: ma la qualità ciel moto acceleralo innalza intorno ad ~ssa tale un lurbine che ogni chiara visione di bene e male le si offusca: cosicchè male per sè slesso crede l'acceleramènto e bene ogni arg-ine che in qualunque via gli si opponga; sfiduciala in tullo ciò che a quell'acceleramentosi . confonde, si mostra Jìdente in ciò che fa sosla: bramosa nell a critica dei falli e nella censura di ricostruire il rispetto alla rispettabilitil, è indotta a comprendervi come sua 1condizione la stabilità nell'oggetto.
dovremmo tendere: ma detta proprio qui, in un regolamento mi· Jitare, sembra mettere in evidenza un dovere morale preciso e si potrebbe _espri mere in un imperativo cosi fatto: il servizio avanti tutto: ma perchè il suo andamen to dia buoni frutti è necessario sia fallo con lieto animo<: dunque l'importanza del lieto ~nimo è inseparabile da quello del servizio._ È notevole che la nostra massima figuri nel regolame nto che essenzialmente considera il tempo di pace, cioè quello nel quale l' eser,~ilo u:ova il suo ufficio nettamente distinto innanzi alla nazione,,._, si .stacéa --aal fondo dell'attività civile con lineamen ti tutti propri J e in cui la monotonia del servizio e dell'istruzione si ripete nella preparazione alla guerra. · fManteoere il lieto animo è vir_tù dell'individuo, qualunque posizione esso occupi; ma il nostro l'eg__9larl!.@1Q_; nelle parole che poi com mentano la sua massima,~ indica la fonte di produzione in chi comanda. ne fa parte essenziale dell·arte stessa di comandi] Senoncbè tale principio posto lì quasi ad elevnre e sorreggere nel lavoro paziente del servizio interno l'animo degli attori, sembra limitarne la necessitit al moto meccanico dell' esercito; ma nop deve essere ques ta l'intenzione di chi lo enun~iò. Jmperocchè, ( impossibile sarebbe immaginare un eserci to in cui 'il· morale fosse . ele1°ato e insieme gli animi non fossero inclinati · a letizin J - Questo intimo f\ vicendevole legarne di causa ed effeuo , anzi ques-io im medesimarsi e compenetrarsi in sol punto come condizione al bene assoluto del!' esercito, ci apre un orizzonte che supera i limiti del puro .sei·vizio interno.-'/ E ,uscendo dai regolamenti , si corre col pensiero alle leggi fondamentali dell'esercito, come a quei grandi principi su cui s'ada gia . l'ordinamento generale: e fra di esse si cercano appunte> quelle che devono disporre a tranquillità ~li animi, che alla massima · da noi contemplata clev_ono concordare) E poichè è opera ed arte del comando svegliare e mantenere tale s1ato di animi, ci si domanda se tutte quelle leggi .la svegl iano e ht mantengono a loro volta nelle persone che comandano. -Davvero sarebbe impossibile immaginare un esercito nel quale tutti i componenti i quadri fossero soddisfatti della propria posizione, tranquilli guardassero l'avvenire.
[Y. - Fra · le massime che raccolte nelle prime pagine del noslro regolamenlo di servizio interno, servono a dare come l'intonazi one al libro, ve 1')' è una bella che appare nuova nei nostri regolamenti e che pur racchiude una sapienza antica. Perchè il lavoro degli it/ficiali e della truppa produca bnoni {rntti, è necessario che sia fatto con lieto .animQ. Il significato e il contenuto di tale massima si rilrova nei detti popolari, · filosofici e chiesastici forse in lutte le lingue ed accenna ad una norma di vita dell'uomo saggio, ad up ideale a cui tullii
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SPIRITO MORALE NELL'ES.BRClTO lN PACE
A dir vero tale sguardo posato sugli anni futuri, sembra contradire al caraltere antico di gaiezza spensierata nel mestier delle armi : pareva conginnta ad una specie di sprezzo della vita, quasi una condizione del coraggio: ma queste cose noi abbiamo gettate lungi da noi. Perchè ad esse andavano congiunte ed .associate una serie di ab itudini , anche di sentimentì che non po(:hi 1'izi· secondavano; e noi vogliamo gli ufficiali persone serie, ordinate, stu-: diose, alle quali prema tanto il bene/del la società come quello della nazione. mentre alla gloria delle armi aspirino come al Cìne della vita e dell'energia loro. Talchè alla gaiezza· spensierata che tene:a in u~rn(a il se:·vìzio ~el tempo di pace, si è sostituito/ii lieto animo che alita nell oper~snà durata senza posa per anni ed anni , con un prinl:ipio alto , la preparazione lenta e sicura della nazione alla guerrn, con un sentimen to profondamente a[ett1,1oso, l'e.ducazione militare dei cittadini.
V. Se con quan to abbiam o deuo nel capitolo precedente noi volessimo idealmente dividere, a ragione di età, la massa degli ufficiali in due parti e guardare da nn lato i giovani, dall'altro coloro che r10n lo sono più, e poi considerare qual i sieno gli elementi che negli uni e negli altri influiscono sul lieto animo, si lroverebbero, credo, mollo differenti fra loro . • Lieta è la gioventù per istinto di baldanza giova nile, tranquillo · e sper,ìnzoso il !!iovane che in posizione di progressivo ammeglioramento, mira òinanzi a sè una via ascendente nella quale merito e fortnna potranno assecondarlo. Se in lui, com'è naturale, non sono ancora radicati quei principii severi che mettono a prova per- , sisteo te il sen timento del dovere nel lavoro paziènte e monotono della pace, se l'affetto all'esercito ed anche al paese non è _conferrnalo dagli anni di vita cittadina e militare, il bagliore dell'avvenire lo sorregge e lo sospinge colle sue speranze. È calore di luce e di vita subbieuivo, ma non importa : importa che non si spenga anzi· tempo e prima che altre e più robuste realtà di principii non ne prendano il posto . A mantenere vivo tale fuoco, contri-
SPIRITO MORALE NELL'ESERCITO IN PACE
b~1isce efficacemente e sopratutto l'esempio e quasi l'ispirazione di coloro che chiameremo i vecchi ufficiali . Fra costoro, pochi sono quelli che possono ancora tendere innanzi -lo sguardo ad un avven ire progressivo e la parte maggiore si trova giunta e quasi al limite della propria carriera. Privata oramai dei doni di letizia che l'esuberanza giovani le concede, si posa e si consolida nella au~,ierilit di principi che una lunga espe_. rienza di vita militare le ha stillato. L'affetto al paese si confonde 'in essi con quello dell'esercito, che amano come la fa.migli a nella quale provano dolori e gioie, che si ebbe la parte mig liore della energia loro. Nel vivere loro è divenuta una seconda natura l'amore al. servizio, insieme al sacrifizio personnle per-esso e a quelle doti di precis-i ~ne e di puntualità che pur_ ta~to conferiscono a! buon andamento delle cose. Una lunga nb :tud rne del comando 1ia loro insegnato 1'arte di mantenere nei dipendPnli il lieto animo; ne vedono , ne sentono tutta l' importanza. Or qui sorge una domnnda: crediamo noi che l'azione foro in questo senso possa veramente espl:carsi, e che esplicandosi possa essere efficace, se gli animi di costoro dallo sLesso sentimento non sono avvivati? Crediamo noi che senza tale cond izione, quella specie di ispirazione che osserveranno discendere di grado -in grado uno ai minori e dni più vecchi ai più giovani , serbi inalterata la po Lenza del calore suo? Le leggi e le disposizioni che avessero per iscopo di mantenere nei vecchi uflìciidi il lieto animo, dovrebbero a mio parere, e~sere animate da uno spirilo diverso di quelle che lo stesso intento avessero per i giovani. Pei vecchi uaiciali la nostra massima deve intendersi in seMo più discreto e mite; più che animo lieto direi che in loro dev'essere animo tranquillo. Essi guardano innanzi non più alle spe ranze che la fortuna può loro dare. nè al merito per aumentare il quale poco tempo ancora, poca energia resta loro ; ma vedono l'ultimo ramo della foro vita per il quale bramano o un'attività consentanea o un riposo decoroso : e nel soddisfacimento di tale ~ vista lrovano la trnnquillità degli animi loro. \ Come per i giovani il lieto animo è ~ondizione ~ssoluta. perch~ l'aziòne loro dia buoni risultali, così l'amrno tranquillo per 1 vecchi
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è condizione necessaria perchè Lutta l'esperienza che gli anni di servizio hanno in essi accumulala, tutti gli affetti all'esercito ed al paese si · esplichino pienamente, perchè l'ispirazione, che da loro nei giovani flnisce sia pura, continua, vivace . La fede che potessero avere d'essere mantenuti in servizio altivo finchè le forze 'fisiche basteranno, li renderebbe fieri. or<,ogliosi: la fiducia che giunti al riposo potranno vivere con -dec~ro si~ile a quello che tennern in atlività, ii renderebbe tranquil li. E in tal modo .che lo spirito mil itare trapassa vivo di generazione in generazione e che l'es~rcito,_ quasi terreno lungamente elaborato· dai vecchi ufficia.li, accoglie i germi nuovi e robustamente li feconda. , • BIANCIAIIDI. ma.ggiore.
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LE CONFERENZE Ml.LITARI UJI Ed
Perchè facciamo le conferenze ? ' bdl'umore potrebbe rispohdere con dolorosa verità: Solam ente perchè le prescrivono i regolamenti . altora, che cosa può sgorgare da una penna svogliata? In generale, l'ufficiale non può e.,sere erudito, le condizioni del servizio non gli permettono una cultura vasta, come può averla un professore di t1~iversilà od altri cultori delle arti e delle scienze. Forzatamente, do~rit ricorrere alle Ri·viste, studio.re più o meno bene alcuni articoli, impastarli' con un po' della farina, spesso scadente, del suo sacco· e servire il tutto o.i colleghi, già predisposti a .concedergli il libero transito dall' uno all'altro dei propri orecchi . Vol'endo ra'ffigurarsi il risultato di un tale lavoro, basta. imma•Yinare di trovarsi davanti ad un mosaico, dove brillino al0 cuni pezzi di quello veneziano genuino, ed il rimanente sia costituito da pietruzze e stucco recenti che ne deturpino l'insieme. Per sintetizzarne il merito, bisognerebbe adoprare le parole dirette dal maestro Rossini ad un giovane composilore, che gli aveva presentato una sua opera:· « Sì, caro giovanotto, nella vostra ·« composizione c'è del bello e del nuovo; peccato però che i! « bello non sia 111,1ovo ed il nuovo non sia bèllo ! ». La con(erem.a accademica è più fortuna ta: e non riesce quasi Ìnai una conferenza mosaico, come, purtroppo, riescono quasi sempre quelle mili tari. Il conferenziere d'accademia, di solito , è un uomo che conosce profondamente il suo argomento e sa trovare il modo di esporre popolarmente le quistioni più astruse della scienza,- ad esempio del!' immortale Laplace, che nel suo « Sistema del mondo » seppe svelare i misteri dei cieli anche agi' incapaci di leggere -la sua << Meccanica celeste )) .
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LE CONFERENZE MILITAR!
LE CONFERENZE MILITARI
. Per I.a tr~ttazione d~lla conferenza accademica, i metodi po;;~ s1a1~0 ridurli a due spiccatissim i, e per definirli ricorreremo alla stor1.a natura Ie, distinguendo quello mineralogico da quello or-
ganico .
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..Il ~rim.o cons iste. nf}ll'assoggellare l'argomento ad esame sempre ~.m minuzioso .. Lo s1 osse~·va dapprima ad occhio nudo; lo si palpa, s, pe~~uote, .s1 spezza, s1 assapora, es1rnnmdo così l'esame orga- · nol~tti~o. Po~ , se ne vuole osservare la struttura intima; e nllora lo s, . riduce ,n foglioline sottili sol.liii, Io si pone sotto le lenti e. mediante luce elettrica, se ne proiettano le immagini sopra u~ rande lenzuolo, mentre la sala rimane nel buio. Ma non basta· pov_ero argomento viene preso e pestato in fina polvere irr u,~ ' mort.a,.o d'agata, poi diluito nell'acqua, disciolto negli acidi e fatto prec1~1tare ~on sali dei piu svariaLi colori . All'ultimo, una sintesi che nc~stru,sca il tutto vi fa scattare cli ammirazione e .battere le man,. . L'.altro metodo, quel!? orqanico, è molto· in voga oggigiorno, e , consiste nel fa,,e la fisioloqia dell'argomento. Si parte, in generale, dal protoplasma, gemmula, cellula, ecc ., finchè si ottiene l'essere organizzato} poi se ne stud iano le funzioni biologiche fino alla m~rte, o meglio - per completare il ciclo - fino alla riproduzione, dalla quale si pr~ndon le mos~e pe1· una conclusione sono.ra, che .valga a scuotervi per allontanarvi da quella sala, trasformata in anfiteatro an,1t~mico, a spese del povero araomento. ~ - E l'uditorio? .. . Alle c0nferenze accademiche interviene, in generale un elemento ben disposto .all'attenzione. Alcuni s'interessano ~ivamente all'argomento, altri i.nter, engono. per ismania d'istruirsi, un piccolo numero per dars, spasso od importanza nel far osservare la propria frequenza. Dal lato delle opinioni, il conferenziere ha sempre di fronte a · sè buon numero di nemici; e, trattandosi spesso di araomenti [i . losolìci, si trovano nell'aula le rnppresentanze dello spi:·itiialismo e ~el. mater.ia~ismo\ nonchè quelli che « fra i sì e i no ,, di questi ult1m1 , pre1er,scono - col marchese Colombi - « 1·i1nanere di parer contrario » a rappresentare la filosofia c1~itica. 1
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Nell'uditorio militare, dove non si discute il « princip'io di casualitd » nè « il libero arbitrio » nè « lei teoria di e,l)oliizione » ecc. si formano ben altri gruppi : Abbiamo i « praticoni » che guardano in c,114nesco gl i « scìen· iiati », i quali, a lor volta, con sorriso sprezzante non si cur~no ( dei primi; abbiamo poi quelli, che appre7.zano la pr~tica e la ~ram· 9 malica, ma sono pochi, poichè !e nozze fra la. pratica e la scienza I sono nozze cosi .fauste, cosi ben combinate, da rinscir rare, come i matrimoni felici di noi iniseri mortali. Vi è finalmente un qua1'lo groppo, un mio,robo, che rappre senta l'elemento patogeno dell'uditorio, ed è quello costi luill> dagli indiff'erenti. In generale, sono buoni uflicia li che adempiono con 1.elo al loro dovere .in caserma e 'in piazza d'armi, ma cbe, -fuor i di li, non vogliono seccature. Dì libri e di scienza. ne hanno avutoabbastanza alle scuole, adesso vogliono la tranquillità, e fan no ali occ.hìacci ai conferenzì eri.ì i, Vanno alla sala delle confeç,enze, perchè l'ordine del gior·no lo comanda, ma non per altro ~ A che gioverebbe ~tudiare tanto? O che non verrà egualmente il giorno della promozione, sia per essi come per gli altri che hanno la smania di cinguettare come passerolli? GI' individui di questo gruppo sono i primi all'appuntamento, e ci vengono per prendere posi1.ione in qualche angolo poco illu. minato' e ben defi lato dagli sguardi dei 'superiori, i quali non sa· rannQ, così; costretti a chiudere un occhio quando loro li chiude· ranno tutti e due. Non è nna vana descrizione quella dell 'uditorio, e può servire di serio ammaestramento per iscoprire le cat~se del poco profitto che si ritrae dalle conferenze a lettura finita . Trovatevi infatti ad accostare uno del quarto groppo al momento dell'uscita, domandategli 1~ sue impressioni. E;tlì non :vi ~isponderà neppure, e si esprimerà con uno sguardo di compas· sione che vorrà dire: « Ma non hai capito che queste cose non mi langono? .,., . Il praticone esclam~rit: « Chiacchiere, chiacchiere! manca ii senso pratico, èon la scienza non si fa nulla di buono ».
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LE CONFERENZE MILITARI
LE CO~FERE NZ E MILIT ARI
Lo scienziato tentennerà il capo, e, ai pochi suoi satelliti, dirà : « È inutile, non si studiano le cose a fo ndo; superficialità e sempre superficialità I >ì . Soltanto qualche rara test-a grigia, del terzo groppo, avrà delle buone idee e le terrà per sè, E con questo, potremo noi dire di essere soddisfatti delle nostre conferenze? Nell'esposizione fatta, sono perfettamente convin to di non essere stato pessimista, ma soltanto veritiero, e se la verità mi ha condo tt o a delle conseguenze poco lusinghiere, la colpa non è certamen te mia. Ho messo il dito snlla piaga; debbo ora ad ergermi a dottore, farne la diagnosi e indicare i mezzi per la cura? Per quanto lo consen tono i miei stud i sulla patologia delle conferenze, farò del mio meglio per riuscire. En triamo adunque nella patologia della questione. L'-ori gin e del male, ?econdo me, r isale principalmente ali' indifferenza, a qut l quarto gruppo , di cui parlai or sono pochi momenti. L'elemento descriuo non è che il nocciolo del vero quarto gru ppo: in generale, le dimensioni variano da conferenza a conferenza, e, ritornando alle scienze naturali , mi si permetta di dire che il quarto gruppo si accresce come succede di certe concrez ion i calcari. Nelle pisoliti, per e$empio, abbiamo un nucleo sili ceo e tutt' intorno materi a calcare che si co ncrezionò, mentre nell'acqua~turbolenta il granell ino di sabbia veniva agitato, e l'anidride carbonica, rendendosi libera, faceva precipitare il calcare ch e an dava p~i a ves tire il granellino rli sabbia. Che cosa succede nelle conferenze? Appena manca l'anidrite carbonica, ossia l' interes§_~. anche gli elementi buoni dell' uditorio, ch'erano tenuti liquidi per mezzo de11·a1tenzione, precipitano come il calcare e vann o a conglobarsi al quarLo gruppo, ingro3sandolo sempre più fino a rappresentare quas i tutlo l'udi torio . Di fatt i, l'attenzione non può tenersi vi va che con_)' importanza dell'argomento, e la noia non· si scaccia se non si evitano certe esposizi oni monotone, stenlnte, oppure reboanti, ampol lose, teatrai i. Vi sono certi argomen ti, che non si sa davvero come sop-
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portarli. Di Lui.lo l' uditorio potranno interessare uno o due ullìciali al massimo . Porterò degli esempi: Supponiamo, per un momento, eh' io sia reduce dalla sc1Mla di guerra. Ritorno alla mia sezione, al mio plotoncino, alla piazza d'armi, mentre ancora nel la mente mi frulla « il lampC\ dei manipoli e :l'onda dei cavalli » di in tieri eserci ti ope,:anti in vasti campi di battaolia. Viene il momento delle conferenze. e a me non pare vero di scegliere un tema elevato di strategi:i, t111tica e logistica, per far vedere come si con duca una divisione, un ~orpo d'armata, .anzi un' intiera armata, sia in marci~ come in comb~ttimento. Ed il povero uditorio? Credete voi che ognuno non trarrebbe più profit to a rimanersene nell a propri:t fu reria o nel proprio ufficio a stud inrsi qualche regolamento od istrµz ione, od anche -evitare la noia delle mie parole fa cendo uoa passegizia ta igienica? Ma non è ancora finita. Io, ufficia le di artiglieria, sono stato per qualch e tempo in nno stahilimenlo: fonderia , fa bb ri ca d'armi, polverificio. Supponinmo polverificio. Lì, . ho Yisto preparare e mescolare i tre elementi; ho visto le màcine 12irare e rigirare; ho visto la st.incciata; ho visto la danza vorticosa dei granelli di polvere nelle botti e nei buratti . . . EbbeneL . Ritorno al reggimento, e, alla prima occasi one, scaravento a' miei colleghi una confe renza . .. « sulla fa bbricazione della polvere >> • .Poveri m1131 -colleghi, qual male mi avevano fatto , per trattarli a quel modo? Domani, uno di noi ritorna dall'A frica, e, anche senza aver pr eso parte a fatt.i d'arm i, non sapendo come espandere la propria ammirazione per quei paesi , approfitta di una conferenza per parlare « dell'altipiano dell'Asmara 1>, « del paese dei Gallas > od .anche di quell o è!ei « Somali ». Per appagare la prop ria smania, non sarebbe forse meglio invitare a pranzo i più c:1ri amici, e, giunti alle frolla, d:ire la stura ai ricordi afr icani e alle bottiglie '? ! Sono queste le confe renze che fan no ingrossare il quarto gru ppo, sono queste le conferenze che dovrebbero essere sbandite dai reggimenti e dai presidii . Chi sente nel proprio cen,ello il fosforo di Giulio Cesare, di Napoleone, di Moltke, scriva si, ma scriva per le riYiste. Cosi 2 -
Al'il'iO XLI.
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pure dovrebbero fare quelli cbe hanno il bernoccolo della tecnicità e sentono scorrere nelle loro vene il sangue dei Saint Robert, dei Cavalli, ec~. Yi sono però nelle armi d'artiglieria e genio argomenti d'indole tecnica e riservata. ·che possono interessare direttamente gli ufiì- . cial i della brigata o del reg1Iimen Lo. Tali soggetti sono adatti ad una conferenza propriamente detta?· Non mi sembra, poichè, ad una 'IJel'a conferenza, non si pu& , pretendere uno sforzo troppo gr~nde di allenzione e èiJmerri.oi1a ,::_) ..._; per pat;te dell'udi to;·io. Inoltre, una semplice ·esposizione n-;;;-è- sufliciente per far comprenilere il va lore d'un procedimento tecnico, ,. o di uno svi luppo di formole, o di un complesso di disegni. · La conferenza verrebbe allora trasformala in nll<l lezione: di costruzione, di materiale, di balistica, di fortificazione; e, pe1·· trarne almeno un piccolo profillo, bisognerebbe recarvisi col necessario per prendere appunti, per fissare sulla carta l' intieroargomento. Un lavoro d'indole tec_nica dovrebbe prima passare per le manidi tutti gli ufficia Ii per venire st~tdiato a fondo, e poi essere discusso ~n comune. davanti alla tavola cli ardesia e col gesso alla mano . Parmi che le oere conferenze dovrebbero invece avere scopo, più modesto si, ma ... non meno utile. 1 A mio avviso, ogni ufficiale intelligente dovrebbe proporsi duecompiti: Primo, quell o di curarsi direttamente del benessere, dell'educazione del soldato, e di acquistare sempre maggiore abilità nel disimpegno dei doveri jnerenti al pro.prio grado; Seconclo, di mirare al perfezionamento della propria arma e dell'arte militare in generale, studiando i problemi più elevati e difficili. Le con l'erenze reggimentali e di presidio dovrebbero prendere argomento soltanto dal primo compito dell'ufficiale. In tempo di pace, non siamo forse tanti JPaestri, tanti pedagoghi 1 '<!.!-. E non è forse un tema di stud io vasto , inesau1'ihile quello della pedagogia mil itare?
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Interrogate un maestro delle classi elementari, o, se p1u vi piace, una maestrina. Sentirete da essi quale vita di abnegazione e· sacrifici sia quella dell'insegnamento, e come ne sia vasto l'orizzonte . .L?nstrL soldati _sono 'altrettanti bambini gràndi e grossi. L' intelli,genza loro non ha ancor dato nessun frutto, la loro educazione è primitiva e grossolana. Bastano forse i regolamenti, le istrnzioni stampate dal Mini- ./ '. stero per formare dell'ufficiale un buon maestro, un buon educatore? . N~n _sono del parere affermativo, e non lo sono perché le quest1on1~d1 pedagogia, di educazione mi hanno sempre attirato, ed ho letto PESTAWZzI, TOMMAS EO, LAMBRUSCIIINI, KANT, SPENCER, BAIN, TAINE, B. PEREZ, PREYER ed altri minori, e, se non ho imparato altro, ho almeno compreso la diflicoltà del problema, e mi .sono convinto che senza metodo non vi può essere educazione razionale e quindi duratura . . Noi, in · falt.o di educazione del soldato, siamo in , pieno empir,smo, e ognuno fa di testa sua il bene ed anéf-iè';--cltw.lche volta, H male. · Perchè non dobbiamo anche noi stud iare a fondo e metodicamente Ja questione pedagogica? Non ~ soltanto con le buone ttrmi e con la scienza éhe si deve preparare l'esercito. Non soltanto e.on' le formole si perviene alle gra:ndi sr.operte : .~ matematico J)tt?'O >> e « asino rmro » sono espre,;sioni già dichiarate sinonime; e l'immortale Galilei lasciò · scritto ch'egli « studiò più anni il metodo che non mesi la ni.atematica ». Cartesio si chiuse nella soliLndine per iscrivere il suo prezioso libro « Del metodo >>. Il padre Malebranche scrisse bellissimi volumi « su,lta ricerca della verità » e lasciò detto che << bisogna tende1·e, con ogni sforzo, ' all'infallibilitù, senza rmtenclere di gfangervi)). L'inveo tore della candela stearicn , il centenario Chevrenl, morto or sono pochi anni, ~rese per. sua divisa l'espressione di Malebranche, e sopra tutti 1 s~oi fortunati studi industriali diede la preferenza al metodo, aunbuendo acl esso il merito delle innumerevoli sue scoperte e fors'anche della longevità: uomo più fortunato di Galilei, che di.____(
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LE CONFERENZE MILITARI
LE CONFERENZE MILITARI
venne cieco dopo aver costrullo il cannocchiale, e di Bethoven che dìventò sordo, dopo a vere scritto la più bella musica che si CO· nosca. Ma non divaghiamo e ritorniamo al metodo . Nelle nostre scuole s'insegna forse il metodo per imparare a conoscere ed educare il soldato? Chi goida l'ufficiale nuovo venuto al reggimento ? chi gl'insegna -a distinguere nel soldato la materia prima - uomo - ed il prodotto del nostro lavoro - il militare? - Bastano forse le poche massime che può suggerirgli il comandantè di compagnia? E queste massime saranno .poi sempre giuste? • Se nella fureria, nell'uflìcio di compagnia, insìeme :ii libri degli ordini giornalieri ·e permanenti; ve ne fosse anche uno, dove figurassero riprodoue le migliori conferenze su argomenti che interessano l'ufficiale, nel 7Jrimo compito .da m~ accennato, non potrebbe uno di nuova nomina trarne pro fitto? Ma ciò non è, poichè, appena rinita la lettura della confereriza, succede quello che ho detto 0r ora: il conferenziere ha avuto le due parole di elogio , ed il manoscritto va ad impinguare gli archivi : se pure non passa in nitri luoghi. E co:;ì, chi scrive meli.e poco impegno nel comporre, chi ascolta lascia passare da un orecchio all'altro, come già. dissi, e della conferenza nulla o ben poco rimane. Il REGOLA MENTO o' ISTRUZ IONE E SERVIZIO INTERNO dice che (< giova ~ incoraggicire e fcir nascere lo sca1nbiu delle idee sulle que.stioni « s,,olte, perchè 1~sso è sempre utile cill'ùtnizione di tutti, quando - cia.swno, colle debite forme, possa eiprimere l'iberamente il siuo 'f. parere, e abitna_l'il/ficiate ad ex~porre le proprie idee c.n1- facilita << e con chiare~zza >) . La discussione dovreb be nascere dn rante e dopo ciascuna c2.u/ere1ì,.za, e ciò parmi poco pratico, poichè, traLtandosi di ufficiali ~ che nou hanno arte oratoria e la parola facile come gl i avvocati, la discussione non nascerebbe mai, non per mancanza di materia, ma perchè nessuno . vorrebbe cimentarsi con uno ch'è già b~n preparato. Per far nascere la discussione bisogna che gli ufiiciali, i quali hanno obbiezioni d3. fare, abbiano un po' di respiro per coordinare le idee e dar forma al discorso. Perciò , alla fine di
ogni lettura, i singoli comandanti di corpo potrebbero lasciare a disposizione degli ufficiali , e per alcuni giorni, una copia della conferenza ed un registro per le iscrizioni di coloro che intendono prendere fa parola sulla conferenza in una prossima seduta. Alla fine della quale, per aumentare ancor più l'attenzione dell'uditorio, si potrebbe dare in,~nrico ad un ufficiale , possibilmente del quarto ~rnppo, di fare una relazione sull'andamenlo della di.,pota. Le conferenze migliori, e le annesse relazioni, verrebbero poi riprodotte con l'autografia e distribuite alle singole compagnie, dove gli ufficiali potrebbero a loro agio studiarle. In questo modo si conseguirebbero due scopi: Primo, di accrescere l'amor proprio e l'impegno di chi dovrebbe scrivere una conferenza. Secondo ,' di favorirne largamente la discussione e quindi portare nuova luce sull'argomento svolto. In allora, i signori del primo gruppo dovrebbero lealmente • giustificare ciò che di sol ito esclamano all'uscita dalla sala; quelli del secondo dovrebbero dare i lumi scientifici che mancano agli altri; e quelli del t.erzo, le teste grigie, non si stringerebbero più nelle spalle e pagherebbero il loro prezioso trib'!,fo ... .E il quarto ,gruppo? Esso si ridurrebbe ad un insignificante ,nucleo di silice infusibile ed insolubile.
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ANTONIO CALICHIOPUl,0
t.enente d'artiglieria .
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LA NEUT&AL!T,\. DEI FERITI IN GUERRA
LA NEUTRALITÀ DEI FERITI IN GUERRA
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La vedova del senatore Ferdinando Palasciano > sianora Olira n V de '\:Vavilow, nell'intento di commemorare il defunto consorte, offerse di pubblicar per le stampe all' illustre professore Gaetano , Mazzon1. I' opera che tralt.a della neutralità dei feriti in anerra .,e del soccorso immediato ed illimitato per essi, eh' egli scrisse per il concorso bandito dallo 8Lesso senatore e fu giudicata meritevole di medaglia d'oro dalla Soc'ietà italiana di chirurgia. Opera più pietosa. più bella e degna della memoria di coltÙ che fu il primo apostolo della teoria umanitaria ch'ebbe poscia sùa forma e dritto nelle convenzioni ,di Ginevra e di Parigi, non poteva fare la signora Olga de Wavilow-l'alasciano Il libro del prof. (;aetano ~1azzoni illustra il faticoso cammino fatto per la conquista della grande idea. ne narra le vicende traverso l'istoria delle guerre d'Europa nella seconda metà del secolo , nostro, e rivendica al nome italiano' la prioritrì dell 'idea che rispetto, asilo e cura - debbonsi ai fe riti in guerra, a quals ivo. glia parte essi appartengano; poscia narra la legislazione di quel!' idea divenutfl principio e legge universaimente accettata dao-li Stati civili, qual patto internazioniile; enumera le difficoltà prevedute e poscia inéonLrate nella sua appl icazione, 1anto nella· guerra franco-germanica quanto in quella d'Oriente, nel ,f 877-78, infine in quelle combattute fino al 1883; concludendo col proporre gli emendamenti e le opportune pratièhe a che la .Convenzione possa utilmente e ser.iamenle funzionare a vantaggio dell'umanità. E da quelle pagine, vergate con cura ammiranda, con affetLo dì diseepolo a maestro~ grandeggia e s'eleva la figura del sena-· tore Ferdinando Palasciano, da che palesò l'idea sua al ;,,oenerale Pilangieri, duca di Satriano, all'assedio della cittadella di Messina, nel 1848, ed il generale borbonico minacciò di fucilarlo, perchè
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·si face-a spontaneo custode della vita dei ferili che cadevano nelle tile nemiche; e n'ebbe invece pena di più che un anno di car.cere a. Reggio; poi dalla sua illuminata propaganda dal ,18611'in avanti, in Italia ed oltr'Alpe. Ben poche opere che uscirono per le stampe hanno studiata e ,sviscerata questa storia nei suoi particolari. Storia memorabile per il nome italiano che afferma nna sua -gloria dinanzi alle altre :nazioni; la più bella, là più pura, la più generosa idea d'umanità che sia sorta al secolo nostrq. Ll!- Croce Rossa Italiana, che incarnò quell' istituto umanitario -e civile, volìe che fosse proprietil. sua l'opera del dottor Gaetano Mazzoni - e prima, in questa pietosa gara d'onorare la memoria -~ell'apostolo, fu la vedova Palasciano, che desiderò che il nuovo -volume b~llo d'arte . ti pogralìt:a fosse dedicato alla Regina d'Italia, · / .alla fautrice çli ogni opern generosa e benefica. --------- ,.,.. I'
* * Erronea~ente argomentava Carlo Lueder ( 1J allorquando scri,veva che la convenz ione di Ginevra in favore dei feriti il). guerra, -nullo impulso aveva avuto dall'opera degli italiani; e quàsi moveva ,rimprovero ali' llnl ia, per non aver fornito aie.un contributo allo ·stabilimento di quei palli. La grande idea, allora. parve fosse balzata dalla mente del signor Enrico Dunant, l'autore del libro Sou·venfr de Solfe1'ino , -come Minerva armala dal cerebro di Giove. ' Eppure, gia molto prima, le mede!-ime idee furono espresse -con meravigliosa chiarezw da un italiano illustre, e vedeano la luce negli atti dell'Accademia Pontoniana di Napoli . L'istoria, · -oggi, finalmente, ha reso gi ustizia al nome del senatore Palasciano. ' · Il 28 aprile 186·1, allorquando, libera l'Italia, divennero eziandio Aiberi e pensino e parola, il medico, già minacciato di morte 1
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(IJ C. Lll>:DEI\ - La Convention de Genéve au -point de vue historique,; critiqne ~ogmatique. - t rla11gen, EdouMd Besold, ·ed. i876.
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LA NEUTRALITÀ DEI F ElllTI IN GUERRA
i.A NEUTRALITi DEI F.8filTI IN GUERRA
dal general e borbonico, dava veste ali' idea sua nelle sal e dell a, - classica accademia napolitann, che in quel dì tenea straord inaria seduta, a fin e di commemorare il primo giorno del]' ingresso di re Vittorio Emanuele a Napoli (,J). « Per diminuire le morti degli ampuLnti, egli disse, come per~ ( sottrarre alle amputazioni molte membra fracas$al.e, è mestieri << che i governi venganò in aiuto della scienza medica , la qnal(r « sola non può esimere i feriti dai trasferimenti e non può prov« vederli del personale e dei mezzi necessari per essere curati « sul sito del combauimento. Bisognerebbe che le potenze belli« garanti , nella dich iarazione di guerra, riconoscessero recipro« ca mente il principio della 1ietitralitd dei comuatlenti {erili er « qrat,eme,nte infermi per tutto il tempo ,{ella cura; e che adottas« sero rispettivamente quello dell'awmento iltimitato del ve1·sonal~ « sanitario d1trante tutto il tenipo della guerra. « .Io non dissimulo che questi due principii in~on trerann o l'op<< posizione di antich e abitudini e la resis tenza di volgari passioni; « ma, ove potessero esser posti in questione e vi fosse bisoono, « della prova dell'esperi enza, mi basterebbe mostrarla nel vir« tuoso e ma gnanimo Garibaldi, il quale ha riportate più stupende<< villorie, perchè lungi dal portar prigioni i vinti, sempre che« ha potuto, li ha lasciati andare in piena libertà ». Dne mesi dopo che il dottor Ferdinando Palasciano ebbe pronunziato il suo discorso all 'Accademia Pontoniaoa, vide luce io Parigi un opuscolo con il titolo Notice sw· le per(ectionnement du mat6riel de.s ambnlcmc(1s volantes, dovuto alla penna di EnricoArrault, fo rni tore dell'esercito imperiale francese. L'autore insisteva sull' inviolabili tà dei ch irurghi militari, nonchédel materiale sanitariQ in guerra , sulla nentralittt dei posti dt medir.aziooe sui campi di ballnglia, sulla réciprocanza dell'assistenza per parte dei corpi sanitari d't:nlrambi gli eserciti ver='so i, caduti dell e due parti contendenti. E concludeva: « Ce serait en vérité un bien splendide spectacle que celte « réunion de deux corps de ch irurgien milit&ires, échangeant entr~ •
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(Il Rendiconto delle tornate dell'Accademia Pontoniana, anno 1861, pag. !5.
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eu:( ces paroles sur le champ de bataill e : « Nous vous re-
« metlons nos blessé:;, qui sont vos frères, comme vos \)lessés
« sont les notres. -
Ce serait la plus ma gni11que application de
« ces paroles du Christ: Aimez-vous, secourez-vou:; les uns !es « autres !... » . llispondea il Pnlasciano in un'altra ietturn fatta all'Accademia Pontoni ana, rilevan do alcune mende dell'opuscolo (rancese circa il disegno d'inviolabilità e neu tral ità delle nmbuhrnze e dipendenze, sul campo di battaglia, come che qu este idee « ornai en« tra.Le nel dominio della pubblica opinione fosse mesti eri conLrn« dittoriamente discuterle, non pure per' afiermal'le, se potranno « resistere alle opposizioni, ma per trovar modo di attuarle sif« fatta.mente che riescano a. proclul're il massimo dei beni che sia « leci to attend erne od evitar qnegl i ~conci che debbono paventarsi « da ogni umana innovazione » (,I). Pareva al maestro che il discepolo nuovo non interamente e fedel mente si foss e fallo interprete delle idee sue, laonde meglio volle definirne i princi pi i e l'estem,ione, proponendo che gl i eserciti bellioeranli s' impeonnssero a reciproca restitnzione de' prigioni eri " . ferili dopo il combauimen to , ch e i caduti potessero curarsi sul sito dell'azione e che il personale sani tario ave,;se immunita personale per l'esercizio dell'uflìcio suo, anche in territori o nemico . La rrrande idea umanilaria di Ferdinando Palasciano ftvea ora. mai il suffragio di una r iprova anche oltr' ,\ lpe. Nel 1862, Enrico Dunant diede per le stampe un volume che intitolò Un souvènir de Sol/'e-rino - voltato in molte lingue d'Enropa, puossi di re eh ~ quel libro abbia percorso buon giro del mondo. Togliendo pretesto dalle impressioni provate al seguito degli eserciti com battenti in Lombardia, Enrico Onnan t, narra le sofferenze dei Feriti, episodii di crndeltà e di barbarie ch'egli vide, e conclude aITermando che la patri a avrebbe dovuto meglio adoprarsi in pro dei caduti per difenderne l' onore e la gloria. La vivacil.à del sentimenlo, la vi vezza delle imagini, l'eleganza dello stile usato dall'autore, furono mezzi a che se ne diJTondesse ~
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(I) Rendiconto ddl' Accademia Pontoniana, letlllra dol il9 diCl'mb1'C IS<i l.
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LA NEUTRALITÀ DEI FERITI IN GUERRA
la notizia per tuLta la Francia. E l'autore n'ebbe subilo incoraggiamenti d'ogni fatta, dal l'Imperatore, dal generale Dufour, daila regina Augusta di Prussia. Quando parve giunto il tempo propizio, nel feb.braio del ·1863, la. Società d' utilità pubblica. di Ginevra. promoveva il disegno di una società permanente per il soccorso dei feriti in guerra. Componeva la commissione degli st.udi il generale Ou fQur, quale presidente, Gustavo iHoynier, i douori Mannoir ed Appia, infine Enrico Dnnant, segretario. I.a commiss ione di Ginevra decise alla fine di co nvocare una conferenza in ternazionale, che fi:;sagse taluni principii circa l'inviolabilità dei feriti in guerra, ma non in guisa inappello bil e, è completa. Laonde, ad ottenere che i voti dell'assemblea avessero in futuro forza di dritto internazionale, era mestieri si convocasse una racco lta di diplomatici, investi ti di poteri illimilali ~e riconosciuti dai rispeLLivi governi . TI consiglio fed erale svizzero, il 6 giugno 1864., invi tò tutti gli Stati d'Europa e qualcuno d'America ad inviare in Ginevra dei plen ipotenziari, neH' intento di compi lar l'atto che dovea trndurre l'idea della neutralità in legge. · Sedici Stali risposero all'appello generoso, cd il gran pallo fu segnato il 22 agosto 1864. Alle modilìrnzioni successive ed alle aggiunte al protocollo di Ginevra, largo contributo di pensieri e di studio portò il Pala sciano; dapprima leggendo al congresso medico tenuto in Lione (~ ottobre ·1864) una sua dotta memoria « 810· la neutmlisalion des blessés et dc ses conséquences thérapeu,tiqnes >> , poscia, co n una serie di scrillure atte al più particolare e,;ame dell'a rgomen to; dalle qna li tulle il gra nde principio, sanzionato a Ginevra , appare la più gra nde conquista della civiltà e del diritlo delle genti. L'aver in questo introdotta la massima della neutralità del cittarlino, che spontaneo accorrà in van1a1gio dei combattenti feriti, pareva al Palasciano base sicura per lo svil uppo di altri provveJ imenti umanitari. · In questo germoglio d'idee e di fotti, in questo rifìorire di pietose virtù già impostes i al sentimento, scoppiò la guerra del
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~ 866 sui campi della Boemia e della Venezia. Dai patimenti d~Jle viuime della uuerra ebbe tocco il cuore il Palasciano, che v1de giunto il mom:nto propizio onde insistere, ?1e'.·cè !I suffragio d~gli avvenimenti che aveansi sott'occhi, sulle pr111c1 pali lacune lasciate · dalla convenzione gi nevrina, a che si colmassero con cura sollecita insieme e pi etosa . L·esercito nostro, deve ricordare con orgoglio e con compia.cimento le sne scrillure d'allora , inserte nel terzo volume del. l'Archivio di chirurgia pratica : dicevano del valore delle assimilazioni ~puntanee degl i individui borghesi, ammessi all'assistenza dei malati o dei feriti nella guerra d' Ttalia.; dei naufraghi a Lissa, delle perdite in genere che ·poteano essere di molto mitigate ne! corso della guerra, qualora i principii della neutralità fo ssero stai, applicati con mente e con cuore. Nè minor lacuna ebbe a lam entarsi sui campi boemi , sì che, appena ultimata la guerra, ·si raccolse in Berlino un conses.so medici mi li tari, con lo scopo di perfezionarn il sistema san1tano e di proporre quelle modificazioni ch e ravvisassero più opportune al mi.,l ioramento della convenzione di GinElvra . Il Palasciano, tutto ciò avea preveduto e già largamente discusso per le stampe noi volumi primi .del suo archivio: :\.Ila ~ne: nell'ouobre ,1868. si raccolsero in Ginevra i delegali 1ncar1cal1 della revisione e delle agaiunte legislative ed ammini strative .da ~ apportarsi alla prima convenzione, inserendovi nu~vi provvedimenti intorno alle guerre marillime: l'esempio di Lissa occupava allora tutte le menti. li 20 ouobre '1868, si chiuse il congresso . che formul ò HS articoli addizionali alla convenzione del ·1864., sanzionando il principio della protezione del combattente nel momento stesso che cade ferito: tale principio forma il vero merito del senatore Ferdinando Palasciano, e forma altresi l'ori gine della societiL della Croce Rossa.
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La seconda parte del libro del dottor Gaetano Mazzoni, sponde al quesito di ricercare le diffìcolth giù p'.·evedut~ e posc~a incontrate nell'applicazione del nuovo p:1t to 1mernaz1onale, s,a nella guerra del 1870., come in quell1 del ·1877- 78. 1
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LA NEOTltALITÀ DEI FERITI IN GUERRA
È una minuta analisi de·gli avvenimenti, intesa a dimostrare che tulli gli articoli della convenzione furono infranti. Nella guerra franco-germanica, le ambulanze, di frequenti furono catturate, e più di sovente mitragliate, anziché rispettate o protette come si vorrebbe a senso del ,1° articolo della conven- . zione. Un'ambulanza p,1rtita da Parigi, . venne direttamente al campo di battaglia di Saint-Privat, e vi fu installata: era cond?tla. dal .Moy~ier, con due medici militari francesi - dopo due g1ol'Il1, un ufficiale prussiano intimò al ~foynier di tornarsene con la sua ambulanza a Parigi. Si ebbe un bell' invocare, scrive il doltor )'lazzoni, i termini della com'enzione di Ginevra, fu risposto che la Prussia non aveva • bisogno d'ambulanze internazionali, avendo tutto il necessario, e che, d'altra parte, una donna francese era stata impiccata sollo l'accusa d'aver strappati gli occhi ad un prussiano, e così erano tutte sospette. Il Moynier dichiarò che non se ne andrebbe, e gli fu dato di s~eg!iere f:a il ritirarsi o l'esser cond.ollo a Magonza quale prig1omero d1 ~uerra: due altre ambulanze furono catturate sotto Metz; a Saarbrlick gl' infermieri pru$siani furono imprigionati dai francesi, ed i primi, a loro volta, mitragliarono le ambulanze nemiche dietro Forbach: infiniti abusi accaddero inoltre l)er illecit~ uso dei segnali di neutralità, $anciLi dalla convenzione gi nevrina ('I). Poi venne la guerra russo-turca degli anni 1877-78, non meno feconda di preziosi ammaestramenti . Della convenzione. di Ginevra, in questa guerra, è rneil io non parlarne, scrive il dottor Mazzuni, pensando che combatleasi con turchi, i quali non -conoscevano nemmeno il segno convenzionale iiella Croce Rossa. Questo segno fu sostituito dalla mezzaluna, sotto la cui protezione essi non mancarono di commettere le più atroci efferatezze. Le conclusioni che possono ritrarsi dalle due guerre, secondo l'autore, sono le seguenti: a) Nell'attuazione deHa convenzione di Ginevra, si sono incontrate serie e mol teplici difficoltà, che si sarebbero potute evi-
tare se si fossero tenuti in maggior conto gl i studi fati.i in pro. . posito, specialmente in Italia; b) Il personale sanitario, raddoppiato, q uadrnphcato, si è mostrato ancora insufficente ai biso~ni de)le guerre moderne; . ,_ e) Non si sonò evitate le epidemie ed i danni dei lunghi ' trasporti per i feriti . . . . . 11 li bro esamina in appresso 'la misura, la qualità. e gl i effett.1 derivati dall'nurnento dei soccorsi in tutte le guerre d'Europa, Africa ed America dal 18:59 al 11883, ed il valore , dei soccorsi internazionali. Bella e succinta è la narrazione dell' insufficenza dei soccorsi oflìciali e volontari durante la guerra d'Italia, segue quell·a dei soccorsi sp11gnuoli nella gnerra del Marocco , n.ella guerra franco-germanic,1 , russo- tnrcn e di Bosnia ed Erzegovina.
' ('1) G. MAZZONL -
Op. cit. pag. tiS-399.
* * Così si chiude la parte esposìtiva, per dir così, del volume dei dottor Mazzoni di singolar pregio per l'istoria militare; ma ciò che ne forma il miglior nerbo ed il maggior merito si è lo studio attorno alle proposte d'emendamenti ed alle pratiche indispensabili a , che la convenzione di Ginevra possa utilmente e seriamente funzionare. · La legge della neutralità. in fal'Ore dei feriti in guerra, proponesi un dupl ice scopo l'uno, più irnmediato,di terapeutica, l'altro più generico, di profilassi, d' onde ne rampolla 1~. neces_sità di una sanz-ione penale per i contravventori della convenzione ginevrina, e l'uraenza di una revisione ·della medesima . 0 Mezzi e fine per questi provvedimenti, banno ad essere I'e1·1minazione di tutte quelle regole che scienza ed esperienza in sieme hanno dimostrato impraticabili, o fac ili a contravvenirsi per ambiguità, sia di procedura come di dettalo. Ma ad ouenere ciò, non è mestieri che si esageri, concedendd di soverchio al sentimentalismo, che talvolta pervade all'eccesso l'epoca nostra, fìno a travi sarne scopi ed intendimenti; recando gran nocumento alle esigenze dell'arte della guerra. Devesi ricordar semp re, che per quanto generosa sia ogni idea filantropica, sul campo di balta-glia, deve anzitutto cedere il passo alle nece,ssitiLimprescindibili della vittorin, e subordinarsi ad essa:
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deve Lrovare· insomm~ un giusto mezzo, pen sando con il Clau sewilz, che in guerra nulla è più pernicioso del sentimen talismo. L'essenza della nuova. convenzione, scrive il dottor Mazzoni, potrebbe form ularsi nel pl'incipio che segue : << lYon /are al ne« mica un male maggiore di quello necessario pe1· lo scopo della · « guer1·a , non essei' qnindi -n è inutilmente duro; nè crndele .wtzti « ragione. Ed è questo principio che deve specialmeute npplicarsi << di fr on te ai solda ti maiali ,e feriti, di questo deve la co·oveo« zione occuparsi, ri coprendosi dell a neutralità pitì. assoluta, seii.:a « limiti nè restrizioni ». E combatte le proposte del Lueder, che demolirebbero la con - . venzionc, trascurando l'idea della neutralità del combatten-Le inferm o; richiamando invece quesl' ultime, nell'essenza loro, al grande principìo di Ferdinando Palasciano, che ha per base la massima: ogni 1nilitare fe·rito o malato in gnerra è dichùiral,o neutro, estendendone l'immunità eziandio al personale sanitario. L'opera si chiude con uno studio che mira alla disciplina dei soccorsi che offrono io guerra la pieta cittadina e l'iniziativa del governo; ciò che forma il [ondamenlu dell'istituto della Croce Rossa.
,.. ** Bella , pietosa e scientilìca opera fece il dottor ..Mazzoni , la quale, abbenchè scritta da qualch e tempo, pur nondimen o nulla ha perduto della sua freschezza e del suo pregio; irrefragabile monumento erello alle idee novatrici del senatore Ferdinando Palasciano, che eserciti ed umanità debbono annoverare fra i nomi degni di lunghissimo culto. Al promotore dell~ neu tralità dei feriti in guerra> Napoli eresse un monumento nel recinto degli uomini illustri; la signora Olga de Wavi low, vedova Palasciano , con il volume che volle rendere di pubblica ragion e. non poteva farsi mi glior interprete delle dot· trine professate dal grand e consorte, nè erigergli monumento pi1ì duraturo e pi ù feco ndo per .la causa della soffereute uman'iti.t.
CRONOLOGIA STORlCA d.e gli avvenimenti nella Colonia Eritrea
. . 69 - Il rofessore Giuseppe Sapcto, missionario lazza18 dicembre 18 · P t tto d' compra di alcuni rista italiano, sti pula ad Assab un co~ ra . i . . . onto della società di nav1gaz1ona Rubattino e C. terr1tor1 per c d fl T nte per la 1~ 1880 - li professore Sapeto acquista e m ivame . . ., mar;:tta S;cietà tutte le isole che coronano la baia di Assab, il ~ratt? di littorale dal seno di Buja a SceiJ,-Duran e c~po .sa.nt~1ar, il ~npo Dai·mak per cil·ca .:, miglia m lartratto fra capo Lurna 11 e "" ghezza, e l'isoletta di Senuabio.r. . . a· Il contratto è segnato dai proprietari locai!, Bereban, sull.ano i R.ah ita ed Ibrahim e Hassan, sultani di Marga~ .. 25 tna io La spedizione cli Giulietti e Blgller1, ~he tentav~ gg . .· d Assab alr Abissinia, è massacrata in Ada!, dai aprire una via a ·t D·anakili• a sei giornate dalla costa. . r . s: · al Govemo 1 a10 ma1·zo 1882-. - La società Rubcittino e C. a ce,s1one liano dei suoi acquisti nel 11ar Rosso. . . . 15 ottobre 1882. - li conte Antonelli, cui è affidata una pr1m~ m1ss1one uffièiale dal Governo italiano presso Menelil~, i:e dello ~c10a, s~arca ad Assab ed inizia i preparativi per aprirsi una via attNn erso
\ss1. -
l'Aus!:'a. , t· ula con 15 mMzo 1883. - Il conto Antonelli, r;iunto . t~e!l Aussa, s .1p. t.lohamed Anfari una convenzione di am1c1z1a e commer,~10. 21 . . 1883 - Il conte Antonelli, giunto allo Scio:i, stipula pe.r ~~nto r11aggio · . . . b t ·attato · cli am1c1z1a e dell' Italia col re Menelll, 10 Anko er un 1 ~ l'ltali commercio. Menelik ratifica. la convenzione del l.:, marzo tra a e l'Aussa. · l' · A.ssab " . 1883 - li cavalie ra G. Branchi re~io console ita ia no 111 • • ' ,) giugno · d 11 Società o-eo"'raf\ca ed il via"'"'iatore Gustavo Bianchi , inviato e a "' o . , incaricat;"'di una missione presso il Negus ~'Abissinia, vuti dall'Imperatore a Debr,~ Tabor, dove gli con~e~nanod'Italia. e del Ro d'Italia le insegne di 01·an Corcùrne della o1 ona .
so:~;~~;~
del doni.-
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CIIONOLOGJ-A STORICA
DE GLI AVVENIMENTI NELLA COLON IA EIUT&EA
2 novembre 1883. - Gustavo Bia11chi, incaricato di una missione presso Taclè Aimanot re del Gogg·iam, g li consegna lo insegne di Oom,nendalo1·e della Oot·ona d' lt<tlia, e dei doni. Poco dopo ritorna presso il negus Giovanni pet trattare l 'apertura di una via diretta dal Tig'l'è ad Assab (nord-ovest a sud-est), in senso inverso allo sfortunato tentativo di Giulietti e Biglieri. Il conte Angus to Salimbeni, ingeg·nere cbo accompagnava il Bianchi, si ferma p:·esso ·il re del Goggiam per costruire un ponte snll'Abai (Nilo Azzurro). 24 gennaio l 884. - Il conte Antonelli è incaricato di una soconda missione presso il re dello Scioa., per spronarlo ad avvivare, secondo i patt i, il commercio sulla via Scioa-Aussa-Assab, e per portargli da parte tlel Governo italiano dei fucili richiesti da ~lenelik. 3 ap,·ile 1884. - Gustavo Bianchi pa1·te da i\fa.kallè (nell'Enderta) pel suo viaggio con obbi~ttivo ad Assab ; ma torna ben pres to indie tro per ordine del negus Gio\·anni. 24 aprile 1884. - Gustavo Bianchi riesce a far consentire al Negus il viaggio, e da Makallè si a,\•via per la strada di Arrbù. 3 giugno 1884. - Trattato dell'ammiraglio Hewett,, conchiuso tra J' Ing hil terra, Egitto ed Abissinia per l'alleanza tra Inglesi ed Abissini e la pace tra Abissini ed Egiziani. ln seguito al detto t rattato essendo apei·ta al Negus la via del mare a l\fassaua da cui era autori zzato a poter ritirare armi, l'esplorazione cii GustaYo Bianchi fu abbandonata dall'Jrnperatore al suo destino. La mancanza di appoggio dol Negus equivaleva fa talmente a quasi certa condanna di morte in mezzo a tribù sospettose e malevoli. Metà di ottoòi·e 1884 . - La spedizione Bianchi è massacrata, fra J Danak ili a circa 150 chilomotri dalla frontiera abissina. 29 ottobre 1884. - Il conte Pietro Antonelli ed il dottor V, Ragazzi inviato della Societil. g eog·rafica giu ngono per l,L via di Ga rra pressò il re Menelik a Borumieda. 25 gennaio 1885. - Il comandante Trucco della regia nave Oasteljidc11·do sbarca a Beilul u n centinaio di marinai e due cannoni, dichiarando in nome del Re d'Italia quel posto territ-0rio italiano 5 jeòbrai'o 1885 . •- Il colonnello Saletta sbarca a Massaua circa 1000 uomini di riparti misti delle varie armi ed inalbera la bandiera italiana accanto a quella egiziana, occupando inoltre Taulud, Gherar, Otumlo e Monkullo. La Turcl1ia, Stato sovrano dell'Egitto, e l'Eg itto stesso fanno sterili proteste. 1 O feòMaio 1885. - ll Re d'Italia invia una lettera al negus Giovanni in cui avvertendolo che l'Italia ha occupato per motivi di ordin~ e di s icurezza Massaua sostituendosi agli Egiziani, rassicura l'Imperatore cbo saranno mantenuti i patti preesistenti fra Inghilterra,
Egitto P,d Abissinia, e si inizieranno trattative di relazioni d'ami· cizia e buon vicinato. • 10 aprile 1885. - Occupazione di Arafali, nella bai?, di Zula, a circa 90 chilometri da Massaua. 26 aprile 1885. - Il colonnello Saletta ma.oda avviso ufficiale al negus Giovanni di Abissinia delle occupazioni di Amba e Saati. 28 11,glio 1885. - S. M. il Re d'Italia informa per lettera• il Ro dello Scioa delle ragioni che indussero il n,1stro Governo ad occupare Massaua con intenzioni del tu t to pacifiche. 5 agosto 1885. - Arrivo di una carova na di armi e munizioni allo Scio~ dalla via di Assab, dopo la prima carovana giunta ad Entotto 11 25 aprile de ll'anno per lo. stessa via Assab-Aussa-Scioa. '1 ottobre 1885. - Il comandante superiore di Massana stipula il protettorato italiano s u g li Habab, trattando con ltantibai (capo) Hamed. '1 novembre 1885. - Un Regio Decreto ordi na che il comandante superiore di :'.f assaua assumtL il comando delle forze di terra e di mare e la direzione di tu tti i servizi civili. 2 dicemb1·e 1885. - Al colonnello Saletta succede ìl mag·gior generale Genè. Il nuovo comandante superiore pubblica un proclama, in segui to a l quale la bandiera egizia na è dovunque abb::issata : g li uffici amministrati a ncora da funzionari egiziani eseguono la conse;na; i pic<'oli presidl (180 uomini) sono imbarcati por r Egitto. '23 gennaio 1886. - Sbarca a l\fassana il maggior generale Pozzolini, incaricato di una solenne missione presso il negus Giovanni. 23 febbraio 1886. - La missione Pozzo! ini, per ragion i di opportunità., è ri mandata e ritorna in ltulia. 6 mar:zo 1886. - Il conte An tone\li che accompagnava il re Menelik è ricevuto dal negus Giovanni a Doru-Mioda: Quivi rassicura l'lmpero.tore su malevoli raggiri operati alla Corte etiopica ai danni dell'Italia dal greco dottor Parisis, che aveva maliziosamente tradotta a suo modo al Neg·ns una lettera del H.e d'Italia a Menelik. 6 agosto 1886. - Ras Alula, governat-0re dell' Hamasen, va a razziare negli Habab nostri protetti. Questo ed nitri sintomi pericolosi in_ d ucono il generale Geuè a domandare rinforzi di truppe. 1 settembre 1886. - Scontro di poca importanza fra i nostri bascì-buzulr, (irregolari) e la banda di Debeb (fuoruscito abissino e cug ino del negus Giovanni) o. Zula. Il generale Genè lascia a Zula 6 buluk (squadre) di 25 uomini, per i~pedire altre scorrerie in quel territorio. 9 ottobre 1886. - Il conte Salimbeni 1vedi 2 1iovemò,.e 1883) g ià. tornato da un pezzo dal Goggiam, arri va a Massaua col maggiore Piano ed il tenente Savoiroux, per recarsi presso il negus Giovanni. 3 -
ANNO LXI.
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CRONOLOGIA STORICA
14 ottobre 1886. - Menelik re dello Scioa scrive a' S. M il Re d'Italia, climandando consigli ed appogg io circa una vantata compra per parte di negozianti francesi di diritti sul lago d'Assai, diritti che egl i rivendica allo Scioa. . . 2S novembre 1886. - !\on essendo sicure per le carovane le valh de, torrenti Haddas ed Alighedè, il generale Genè fa occupare da 100 basci-buzuk. (dei 150 di Zula) la posizione di Ua-à alla confluenza dei due torrenti ed a quattro 01·0 di marcia da Zula. Si costruisce in quel posto un forti no a secco. 6 gemiaio 1887. - Essendo corsa voce che ras Alula s i accingeva a razziare verso Zula ed Ua-à., i 50 basci òuzuk. rimasti a 7,ula sono inviati a rinforzare Ua- à. Il conte Salimbeni, il maggiore Piano ed il tenente Savoiroux sono trattenuti con pretesti ad Asmara da ras Alula. 10 gennaio 1887. - Ras Alula scrive a l g enerale Genò rimproverandogli l'occupazione di Ua-à. Il comandante superiore gli risponde che tale occupazione, per nulla ostile, occorre per facilitare il ·commercio t ra Abissinia e Massaua col tenere sicure le strade. . Dopo cinque anni in cui furono ripetute trattative con Mohamed Anfari dell'Aussa, questi s'impegna formalmente ed ufficialmente di aprire al comme1·ci0 italiano la via dell'Aussa per lo Scioa, · mediante pa..,crament.o di un assegno annuo convenuto. Inoltre Mohamed Anfari rinunzia definitivamente a qualunque giurisdizione sul te,ritorio di Beilul, da Tane i sino al mare (cioè 10 miglia dalla riva all'interno) ed al 11ord fino a 1·as (capo) Rakma. Le trattative furono condotte dal comandante De Simone, reg~o commissario civile ad Assab. 14 ennaio 1887. - Ricevuto informazioni che ras Alula si disponeva. ad g andare a Ghinda: con evidenti intenzioni ostili, il g enerale Genè fa occupare stabilmente Saati con t ruppe 1:>ianche g ià tenuta fino dall'agosto 1885 con 150 basci-buzuc. L ·occupazione è eseguita dal ma""giore Baretti con 2 compag nie d i fanteria, una sezione di artiglieria da montagna ed un rinforzo di altri 150 irregolari. La sera giunge un'altra intimazione di ras Alula: l° di too-Jiere gl'irregolari da Ua -à e da Saa.ti; . o. 2• di • proibire il transito delle carovane per l&- valle dcli ' Hadd as (ovest di Zula) o per la via deg li Habab (nord-ovest d i Massaua), obbJio-ando invece il passaggio per Ghinda. Il generale Genè risponde energicamente che come gli Italiani sapevano rispettare gli altri volevano eziandio farsi rispettare: egli av rebbe anzi rinforzati i posti. 16 gennaio 1887. - Arresto di Salimbeni, Piano e Savoiroux d'ordine di ~s Alula; i prigionieri sono condotti presso di lui a Ghinda.
DE(H,l AVVENIMENTI NEf,LA COLONIA ERITREA
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22 gennaio 188i. - Il ba1·amòarà1J Kafel J esus, fuoruscito abissino, viene a porsi con una banda di circa 80 uomini agli ordini del comando superiore di Massaua. 25 gennaio 1887. - Ras Alula attacca infruttuosamente il fortino di Saati che è difeso con tenacia e valore dal maggiore Baretti. ' 26 gennaio 1887. - Una colonna di circa 500 Italiani agli ordi ni del tenente colonnello De Cristoforis, che ac<lorreva in soccorso a Saati, è sorpresa e distrutta, dopo circa tre ore di combattimento a Do!l:ali a mezza strada t ra Monkullo e Saati. · "' ' A Saati, il 25 era stato ferito mortalmente il tenente Cuomo (indi morto) e si erano avuti alcuni feriti e tre morti; !t Dogali morivano 23 ufficiali e 400 uomini di tr uppa, rimanendo feriti un ufficiale ed 81 uomini di truppa. Gli ufficiali morti furono : il tenente colonuello De Cristoforis, i capitan i Bonetti, De Benedictis, Longo. Puglioli, capitano medico Gasparri, i tenenti Tirone, Gattoni, Feliciani, Comi, Sbur lati, F usi, Griffi, Saccani, DC\ Bisogno, Galanti, t enente medico Ferretto, i sottotenenti Lombardini, Tofane lli, Bellentanì, Dessi e Martello. Rim ase fedto a Dogali il capitano d'artiglieria Michelini, solo ufficiale s uperstite. 2'1 gennaio 18Er7. - Por ordi ne del comando superiore il distaccamento di Ua- à rientra a. Massaaa, avendo preso imbarco a 7.ula sul San Got-
tardo. Il distaccamento di Arafa li è ri tirato mediante il piroscafo Palestì-na. 28 ge1111aio 1887. - Il distaccamento di Saati agli ordi ni del maggiore Boretti, rientra incolume a Monkullo con abilissima marcia notturna. 28 felJòraio 1887. - . Menelik, i·e dello Scioa, occupa l'Harrar ponendovi un suo governatore 11 marzo 1887. - li Governatore italiano spedisco istruzioni categoriche a ll'inviato diplomatico allo Scioa, conte Antonelli, per chiarire questi tre punti: 1° È disposto :\{enelik a prestare a momento opportuno effettiva cooperazione contro il Negus ? ,.; 2° Quale ne sarebbe, eventualmente, l'effetto utile? 8° In di fetto di cooperazione effettiva, si può contare in Menelik ~ su tale atteggiamento da obbligare il negus Giovanni a tenere parte delle forze in osservazione verso lo Scioa. ; o almeno si può contare sopra una sua assoluta neutralità? 18 marzò 188'i. - Il magg·ior generale Genè à esonerato dal comando ed è sostituito dal maggior generale Saletta. 17 aprile 188·7. - Per Reg io decreto il comando ed i servizi in Africa passano alla dipendenza del ì\iinistero della guerra.
DEGLI A VV ~NUf E NT I NELLA COLOlfIA Efl.lTRE A
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CRONOLOGIA STO RI CA
1° maggio 1887.
Blocco della nost ra costa africana e notificazione alle
potenze. 2 maggio 1887. - Un manifesto del comandante superiore dichiara lo s tato di guerra. 2 maggio 1881. - Il conte An tonelli parte dallo Scioa, dovendos i recare in Italia per r iferire sulla situazione nuova c1·eata dag li avvenimenti militari, e sull'atteggiamento indeciso di l\Ienelik di fronte a probabili evenienze di guerra. 5 giugno 1887. - l?irm::. d i un trattato di commercio con Hamed kantibai degli Habab. Il generale Saletta seguendo le consuetudini locali fa al ca.po degli Ha.bab la solenne investitura. '1 luglio 1881. - Il conte Antone!li giunto all'Aussa conchiude e fa fi rmare do. Mohamed Anfari una convenzione, in cui il s ultano si impegna: 1 a\ a proclamare immediamente l'abolizione della fratta dogli schiavi nel suo territorio; b) a provvedere al tracciamento di una buone strada fra Assab ed il monte .Mussa.lii col concorso del Governo italiano. (Il. t rat to accennat o, difficile e scabroso per le carovane, era necessario sistemare per aprire tutta la strada Assab- Aussa-Scioa, con le principali località di transito, a partire da Assab, di Ma1·gablek - Asòol - Faco1· - ,l:ladgul - Daimuli - Marcafft, - Dalcò - IJobdoòòa(htmma- Di:dda,-Simbt!letu-Gambo-.Kuma-AssagM1•ti - Amo1·rà- 0-tt1' rani- B odo-lJ:adgallè- 0 lteman i-Ai·sò-AJulitò e Ciamio (conf'ine dello .
Scioa}. Siccome durante la tratta il sult~no riscuoteva dai mercanti di ~ schiavi un tallero di tassa per ogni capo, gli ru stabilito come compenso un annuo assegno di 1500 talleri, sotto parvenza d! r imborso di s1>ese a titolo di sorveglian za. 12 luglio 188'i'. - Il conte Antonelli, che doveva proseguire per Assab e tornare in Italia (v, maggio 1887) riceve nell'Aussa istruzioni pressa nti per t ornaro allo Scioa ed ottenere da .Menelik la s ua; neutralit.'1, e possibilment e il suo concorso ad una nostra eventuale azione milìtare in Abissinia, 10 agosto 1881. - U Regio Commissario civile in Assab, comandante Do Simone, concludo u na oonvensione con Mohamed Anfari cli Aussa per la libertà della via Assab-Auss:i-Scioia al traffico degii,ltaliaoi e delle loro carovane, Per tale convenzione è assegnato a Mohamed Anfari un premio di talleri 18,000 da pagarsi in quattro rate annuali e gli si permette il prelevamento di una tassa di due talleri per ogni cammello carico appartenen te agli Italian i. 25 ottobre 1887. - Menelik scrive a S. M. il Re d'Italia offrendo la s ua mediazione per la pace tra l 'Italia o l'Abissinia: identica offerta fa il negus Giovanni, inviandogli !'Albumi ::\fatbios, vescovo dello Scioa.
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28 ottob1·e 1887, - Menelik firma col conte An tonelli una convenzione segreta tra Italia e Scioa: mediante questa egli in cambio di 5000 fucili Remington si obbliga a rimanere neutrale durante una nostra eventuale azione militare contro l"Abissinia 29 ottobre 1881. - Sbarca. a Massau(l. Sir Gerald Portal incaricato di una miss ione ing lese p1·esso il Negus cui deve offrire i buoni uffici del!' Inghilterra tt·a Abissinia ed ltalia. 8 n()1)emòre 1881' - Giun7e a '.\fassau(l. il tenent,3 generale di San Mar· zano per prendere il comando supremo di una spedizione di 20,000 uomini. È obbiettivo de lla spedizione italiana riprendere le pri mit,ive occu pazioni e man tene rvisi ad og ni cosw. 21 novembre 1887· - Il negus Giovanni scrive (1. Menelik parlando deg li Italiani in modo conciliante, e dichiarando che se essi restano a Massaua senza prendergli il suo paese e gli permettono libero il transito delle ar mi, egli è d h;posto alla pace, 27 novembre 1887. - li Governo italiano non accett,L la proposta mediazione di l\Jenelik, avendo già iniziate le operazioni militari. 25 dicembre 1887. - La missione inglese Portai ritorna a ì\lassaua, senza aver nulla ottenu to io vantaggio dell'amicizia e de lla pace tra Italia ed Abissinia. 27 di cembre 1881. - Menelik parte da Entoto a capo del suo esercito, per ordine del Negus. 18 gennaio 1888. - Il Governo italiano riceve le aeguenti informazioni dal conte Antonelli che è presso il re dello Scioa: avendo il negus Giovanni. ordina to a l'llenelik di g ua1·da.rg·li lo s pa lle da.Ila parte di :\letemmah (Gallabat) e dei Wollo-Galla. il Re ha r iunito un esercito di circa 120,0 )O uomini e si è recato a Borumieda. Prima Menelik ha ordinato al conte Antonolli di re,ta re a Let-Marellà per aspettarvi l'invio dei 5000 fucili promessig li <lLLI g·overno ita liano. Comincia così a pronunziarsi il contegno equivoco del re dello Scioa. 9 febbt·aio 1888. - Il Governo italiano ordina che siano ioYiati per mezzo del dottor Vincenzo R,1gaz1.i 1000 fucili Remington con cartucce, unitamen te a doni di S . M. il Re d'Italia. Il rlottor Rag azzi s' imbarca. 22 febbraio 1888. -- Il tenente colonnello Viganò con 400 irregolar i opera una. ricognizione su Il 'alti piano dell 'Ag ametta. 26 febb,·aio 1888. - È segnalato l'ar rivo del Negus a capo di circa 100,000 uomini fi no a Godofelassi (Seraè). j 27 f abbraio 1888. - Il maggior g enerale Ba.ldissera eseg ue una ricognizione notturna su Sabarguma, che t roYa sgombra. 15 ma1·zo 1888. - La ferrovia a scartamento ridotto (m. 0,95), già. iniziata dal novembre 1887, g iung e fi no a Saati. . Questa località. è st abilmente oec:upata e fortificata.
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CRO NOLOG IA S1'0Rl 0A
26 ma1·zo 1888. - Il negus Giova nni inizia trattative col generale di San Marzano; ma nulla si concreta. 31 ma1:zo 18'.8. - Rottura defin itiva delle trattative, riconosciute peraltro 1llusor1 e e solo rispondenti a consuetud ini abissine. 2 aprile 1888. - Il Negus da Sabarg uma (di fronte a Saati) inizia per la via di Ghinda la ri tirata senza aver tentato noppure un simulacro d'assalto, nè per cont ro i s uoi 100,000 uomini sono molestati nella retroguardia 2 maggi'o 1888. - Il tenente genera!~ di San Marzano col 0o-rosso della spedizione ri torna in Itali.i. Il maggior generalo Baldissera resta comandante superiore. Menelik, in esecuzione all'ordi ne tassativo del Negus (v. 27 dicembre 1887), d(lpo aver guarda to le spalle dell'e$ercito deli' Imperatore nei Wolla Galla, e dopo essere accorso ad impedire il p~sso ai Dervisc_i che in febbraio avevano battuto il re del Goggia~1 a J?ebra Srn, ritorna ad Entoto, obbedeudo ad ordine perentorio del Negus di rientrare nel suo' Regno. 6 agosto 1888. - li conte Antonelli, di ritorno dallo Scioa, telegra da Aden: _al che Menelik, in seguito al recente affron to fattogli dal Negus, l1_a hnalmente deciso di agiro contro il suo alto sovra no nel prossm10 ottobre, e che in tal senso ha scri tto a S. M. il re d' ltalia offrendo la sua cooperazione per un'a zione comune e domandando di acquistare armi, che paghe reb be ; ' kj che il re del Goggiam Taclè Aimanot ed una parte del Beghemeder (nell'Amhara) sono a llettti con Menelik: rns :.\!ikael dei Wollo Galla è anch'esso fra. i malcontenti: l'uoik1. etiopica sta così per ricevere una grande scossa. L'Italia « potrebbe perciò dom inare, continuando ancora per un onno, le ostilità con re Giovanni;» e) che egli partirà immediatamen te per l'Italia, portando seco Ie lettero real i ·1 agosto 1888. - L 'onorevole C:r ispi, presidente del Consiglio e ministro ad intei·im deg·li affari est eri telegrafa a l con lo An tonelli : a) che in massima si accetta l'alleanza, e si daranno armi ed aiuto d:]- concertarsi ; . b) che occorrono però garanzie serie che assicurino non potere 10 nessun oaso Menelik mancare a.i suoi impegni; e) che le g:.ranzie dovrebbero essere di territorio e di ostao-o-i Le garanzie di territorio si sareb bero concordate in apposito r:r~~ getto; e circa g·li ostni;rgi, essi potrebbero essere membri ùella famiglia di re Menelik, che sarebbero naturalmente trattati con <>'li onori dovuti al loro gTado; "' d) che gioverebbe ancora ci fosse qualche nostr o ufficiale nell'esercito di re Mene!ik.
l>EGLl A VVEN IM ENTl DE LLA. ·co LO~ IA ER!Tl?E A.
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8 agosto 1888. _ Insuccesso a Saganeiti della spedizione Co~nacchia per sorprendere Debeb. Muoiono col capitano Cornacchia I quattro tenenti italiani Viganò, Virg ini, Poli e Brero. 29 settemb?·e 1888. - Parte da Napoli il conte Antonelli per _t~rnare all~ Scioa latore di lettere di S. t,J. il re d'Italia e del M101stro degh a ffar/ esteri. È incaricato di stringere accordi più concreti p~r l'alleanza ik'llo-scioana e di insistere per l'adempimento della vecchia promessa d 'invio d' una missione solenne di re ì\Ienelik in_ I~lia. .. g ottobre 1888. _ 11 conte Antonelli ricevu ordine dal Governo italiano di avvert.ire ì\lenel ik che quando esso sarà impegnato col Negus . le truppe italiane faranno una punta su Asmara e Gura. . 8 ottob1'e 1888. _ Il neg us Giovanni, venuto a cognizione degli accordi intervenuti fra Menelik e Taclè Aimanot, accorre nel Goggiam e vi sacchecr1?ia con ras Alula la provincia di Damot, vi fa orrenda carne!icin;'·ecl attacca lo stesso Re. Questi, rifugiatosi sul monte Gebellil, poco a uord d i i\lutur.à nel Goggian mer idionale, riesce a respingere <"li assa lti del Negus . Re Giov:i°nni, non potendo per la piena dell'Abai (o Nilo Azzurro) riv~l"'ersi a sud per punire l 'altro vassallo Menelik, si prepara a porta~· Je sue forze contro il pili pericoloso avvers~rio : i Der:isci. Intanto nomina ras 21Iikael governatore del Gogg1am. Menelll, si prepara nello Scioa a.Ila difesa, ed aspetta ~he g li ':~liani inizino col Nerrus le ostilità, e mandi no a lui armi e mumz1onl. 18 ottobre 1888. _ Il conte Antonelli, da poco a.rrivato ad Assab, invia a Menelik nello Scioa una carovana di armi e munizioni, g ià promesse dal governo ita\iano, e consistenti in 5,000 fuc ili Remington: ~00,000 c..'lrtuccie » 400,000 ca rtuccie Wetterli ; 12 casse di polvere. 24 novembre 1888. - Menelik allarmato delle intonsioni ostili di re Cfiovanuj da cui teme imminente la punizione del tradimento, pubblica per i mercati della Sc_ioa un auage (proclama) che chiama tutti i validi alle armi nello spazio di 10 g iorni. 2 dicembre 1888. _ Le tribù dei Beni Amer accettano il protettorato italiano. 9 dicemb1·e 1888. - Il conte Antonelli stipula col sultano di/ \.ussa, ~1ohamed Anfari, un trattato di nmicizia e commerc io, che rinnova e rende più indissolubili i patti del 15 marzo 1883, del '7 luglio e 10 agosto 1887. Con questo trattato il sultano dell'Aussa accetta il protettorato i taliano. . , 9 dicembt·e 1888. - Informazioni di Antonelli, che è per via dall Aussa per lo Scioa, assicurano che Menelik ha iniziato tratta~ive di pac_e ool Negus. Tale inesplicabile contegno deve, secondo Antonelh,
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DEGLI AVVENllIENTl NEL LA COLONIA E RlTREA
CRONOLOGIA STOR ICA
·15 luglio 1889 - Il tenente colonnellq P i'lno. capo di stato ma ggiore, esegue un:i. ricogn izione su Asmara con una compagnia indigeni e alcune bande assoldate . Lo accompagnano i maggiori Di Maio ed Escard ed i capitani Toselli e Cantoni. 3 agosto 1889. - Il generale Baldissera occu pa Asmara, capoluogo dell ' Hamasen e vi fa iniziare le fortificazioni. 2 1 agosto 1889. - La missione etiopica inviata da Menelik, con a capo il degiasmacc Maconen governatore dell'Harrar, sbarca a Napoli. 28 agosto 1889. - La missione etiopica è ricevuta al Quiri nale in udien za solenn e da S M. il Re d' Italia. 1• ottobre 1889. - Il Presiden te del Co nsig lio · de i minis tri onorevole · Crispi, e il degiasmacc Maconen thmano a Napoli la " Convenzione • addizionale •> al tr«ttato di Uccialli. 11 ottobre 1889. - Il Governo italiano notifica alle potenze d'Europa. ed agli Stati Un it i d'Amcricii l' art XVII del t rattato di Ucciallì che ' im plica il 1n·ot cttorafo dell ' Ital ia sull ' Etiopia. 3 novemò1·e 1889 - Incoronazione ad Eutoto ,lell' imperatore Menelik e di sua moglie uige1·è (principessa:) Taitu. 4 dicembt·e 1889. - La missione etiopica riparte prendendo imbai·co a Napoli col con1.e Antonelli, che deve oLtenere da Meuelik la ratifica della ,, Convenzione a ddizionale. » 6 dicembre 1889. - Il governo italiano notifica alle potenze firmatarie dell'Atto generale della Conferenza. di Berlino, che l 'ar t. V del t rattato fra l' Italia ed il sultanatp di Aussa è così concepito : « In caso che altri tentasse occu pare l'Aussa ad un punto qualsiasi di essa 11 delle sue dipendenze, il Sultan o si opporrà e dovrà inna.lzare la bandiera italiana, dichiarandosi e dichiarando i propri Stati cou tutte le loro dipendenze posti sotto il prote t torato it.aliano. » , 14 dicembre 1889. - Menelik comunica ufficialmen te e senza intermediario del Governo italiano, all'Imperatore di Germania ed al Presidente della Repubblica Francese la sua assuzione al trono di Etiopia. - Contrav vieno cosi all'a rticolo · XVII del trattato di Uccia.lli. ' 14 dice111b1·e 1889. - Il maggior generale Dald issera. domanda di essere esonerato dal comando superiore ed ò surrogato dal maggior generale Orero. • 1• gem,aio 1890. - Per Regio dr.cretò i possedimenti italian i n el Mar Ro~so pre 1Jdono il nome co mplessivo di « Colom·a JJrifrea. » E istituito il Consiglio di Governo. (per coadiuvate il Comando superiore), composto di tre consiglieri: uno per L'internu, uno per i lavori pubblici e le finanze, uno ~er l'iigricoltura e il com mercio. · 21 gemiaio 1890. - Prendono colore le diverg·enze diplomat iche col re Menelik, il quale scrive duo lettere a S. M. il Re d'Italia lagnan -
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dosi, sia per la quest ione del protettorato elle egli non aveva inteso accettare, s ia per la questione dei confini che il Comando di Massaua impediva fosse appianat-a per le Slle pretese. Meoelik è in marcia dal sud verso i I Tigrè dove dovrebbe rimett er la pace e l'ordine o dovrebbe ino ltre fa rsi incoronare solennemente in Axmn, la città san ta. gennaio 1890. - Il g enera le Orero effettua con truppe i taliane ed indigene uoa marcia-dimostrazione sn Adua, commemorando nella capitale del Tigrè propriamente detto l'anuiversario di Dojlalì. E ra· scopo stra teg·ico-politico del generale Orero di andare incont ro a l\Ionelik pel' faci li tar gli mater ialmente e moralmente la pacificazione del Tigrè, o profittare dell'eventualità di incontrare ras Alula e prendergli la rivincita · di Dog-~li. Per divergenze di vedute fra il genenerale Orero ed il conte Antonelli, le truppe italiane r itornavano da Adn a nei vecchi confini. f eòò1·aio 1890. Menelik gi unge finalmente a Makallè col suo esercito per appoggiare d<'giaco Sejum (nipote di re Giovanni ) che aveva nominato a capo del T ig rè e· restava da un pezzo iuerte contro ras l\langascià ed ,\ luh1. - Pare prossi1nti u na soluzione definitiva della questione tigTi na. A Makallè i\lenelik ratifica la « Conveiizio11e addizionale » del 1• ottobre 1889. marzo 1890. - Meneli k co nsegna al conte Antonell i una de legazione speciale per fa rsi rappresen tare dall'Italia alla. Conferenza di Bruxelles. Circa la sistemazione del Tigrè Menelik conviene ad Hauseu col conte Antonelli cbe il governo di quella vasta provincia sarà data ad un uomo di fi duci a de l Negul:, escludendo beninteso coloro che sino_ allora era no stati in g uerra con l'Italia; il :i;overno italiano avrebbe aiu tato quest'elt>tto con armi, munizioni, uomin i e viveri e gli avrebbe lasciato accanto, in Adua, u n rappresentante italiano. marzo 18\JO. - Meneli k, du rn.ndo :1 ppuuto '1e trattative col con te Anto nelli per la s istemazioue del Tig rò, e la questione dei confini, stipula alla chetichella con :\langasoià le condizioni della sottomissione di questo ribelle all'autorità del ì:\egus Inoltre a meraviglia d i tutti decide supinamente : « Il Tig·rè sia diviso ' in d1rn parti da nord a, sud : Man gascià, resterà a s iuistra, deg ia.::c Sejum a destra : più a des tra ancora, e propriamente dal paese di Adua e A.xum fino a Seichet resterà una creatura scioana, Mcsciascià Workiè ! » Con questa ridicola soluzione occorreva sac rificare degiaco Sebat.b, dell'Agamè, per cedere il posto a degiacc Sejum ; ma quest'ulti mo av uto se ntore delle trame ord ite a suo danno da Menelik, fugge da Makallè di soppiatto riparando oell'Agamè.
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19 ma1·zo 1890. - Menelik da Hansen, avuto segni manifesti dell'antipatia trad izionale tigrina pel dominio scioano, rinunzia pusillanime al proseguimento della via per condursi in Axum, dove doveva avere luogo la solenne incoronazione. - Così torna indietro sui suoi pacSsi verso lo Scioa. Mangascià torna nel Tembien, Sejum accompagna l' Imperatore fino ~i confini, ed il conte Antonelli é Mesciacià Workiè coi delegati per la delimi tazione dei confini tornano fad ie tro &ul Mareb. 23 marzo 1890. - Avendo Menelik dato istruzioni precise di non accordare agli Italiani la linea di confine .ricbiest.a: Mareb-BelesaMuna, si rompono le trattative fra i delegati italiani ed i delegati etiopici. , 21 maggio 1890. - Ad Asmarà è istituito il tribunale, con competenza nelle cause civili e penali concernenti g li indigeni. 4 giugno 1800. - Per Regio decreto è nominato il primo << Governat-0re civile e mi litare· ,, della Colonia Eritrea, ed è investito della carica il maggior g enerale Gandolfi, succeduto al mao-,.,.ior generale Orero. - È creato un regolare Governo, uell' inte:~o di dare un primo assetto normale a i possedimenti italiani. 4 giugno 1890. -- A Cheren è istituito il tribunale arbitrale. 19 giugno l8!JO. - Il barone Fmnchetti, depu ta to al Parlamento, riceve per Reg io decreto la missione d i eseguire esperimenti agricoli nella Colonia Eritreti con famiglie ,1i coloni italiani. 21 giugno 1890. - Faragialla a ca pù di 800 Dervisci fa una sano-uinosa · -razzìa nei Beni Amer, nostri protetti dal marzo 1889. Il c:pitauo Fara con 2. compagnie indigen i raggiunge i ladroni ad Agordat, li attacca e Ii stermina, dopo a vc1· tolto loro i prig ionieri ed il bottino. A questa prima Agorda t, in cui la primp. volta gli Italiani si misuravano coi Dervisci, oltre gli asr:a1·i indigeni, vi erano col capitano Fara i tenenti Spreafico, Oliva ri, Issei, Pennàzzi Lincoln e Cristofani ed 8 sottufficiali italiani. Mabmud Cali!, capo di una t ribù Hadendoa di Carcabat, fa atto di sottomissione a Chcrcn al Governo della colonia · 2'1 settembre 18\)0. - Menelik invia due lettei·e a S. M. il Re d 'Italia in una lamentandosi di inesatta traduzione dell'art. XVII del trat;ato di Uccialli, e protestando nell'altra che non potrà mai concedere all'Italie. per la Colonia il confine del Mareb-Belesa-Muna. 28 ott.obre 1890. - S. M. il R.e d'Italia fa noto a Menelik, in risposta ai lamenti da lui già presen tati (v. 21 gennaio 1890) che il Governo italiano ha delegato con pieni poteri il conte Antonelli per chiarire i dissensi delle due questioni: l'art. XVII e la delimitazione del contini.
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80 ottoòi·e 1890. - 11 Governatore della colonia Eritrea riconosce con re"'Olare brevetto quali capi delle loro tri bù i seguenti: "' Arei Vold Agaba dei Baria, stanziati fino oltre Elit e Bitaura; Mohamed Aroda degli Ad - Auad (ramo dei Beni Amer); Abu Ba.ker Nur degli Algbeden; Alì Nuriu dei Sabderat; Auad Egei degli Omuran · n capitano medico De Mal'tino è inviato qua.le residente politico · presso ras Mangascià. 20 n01Jembre 1890. - Il colonnello Ba ratieri, comandante la zona di Cheren, pone la prima pietra del forte di Agorcla t. . . 11 dicembre 1800. - Il conte Antouelli g iunge presso 11 negus Menehk in Adis Abeba. 11 Jeòb1·aio 1891. - Menelik invia direttamente una lettera. a S. M. il Re d'Italia dichiarando che è stato tratto in inganno dal conte Antonelli circa l'art . XVII del trattato di Uccialli, di cui non gli era stato fatto comprendere il vero senso del protettorato. Autonelli, Salimbeni e Traversi si congedano bruscamente da. Menelik, non avendo con lui potuto appianare le due questioni pendenti. 22 .febbraio 1891. - 11 fitau1·a1·i Ascbear, capo di un'orda di 100 . abis~ 1 sin i dell'Agamè, aveva fatto una sanguinosa 1·azzìa nel paese degl'. Hazu. Il capitano P inelli con circa 400 tra asccwi e 4Volontarr uscì da Arafali e si appostò àf pozzi di Halat. dove dovevano passare i predoni. Quivi gli abissini furono completamente battuti, ed · il loro capo, sei sottocapi e più d i 200 di essi rimanevano uccisi. .11 ma,.zo 1801. - Un Regio decl'eto nomina la rea.le commissione d' in chiesta per studiar e nella Colonia. Eri trea l'ordinamento politico ad amminis trativo, e riferire su alcun i abusi denu nziati da.li' opinione pubblica. Presiden te della commissione è il senatore Giuseppe Borgnini, procurator gener·a.le; vice -presidente l'onorevole F erdinando i\ fartin i; membri gli onorevoli Giulio Bianchi, Tommaso de Cambra.y-Digny, Luigi F erra'l'i, Antonio di San Giuliano ed il tenente generale Eduardo Driquet. . . 24 marzo 1801. _ Lord Duft'erin, ambasciatore d'Inghilterra a Roma e. \'onorevole Rudinl, presidente del Consiglio dei ministri, firmano un protocollo per la delimitazione dei confini di sfera d'influenza tra Inghil~erra ed Italia a sud della Colonia Eritrea. 15 aprile 1891. - I sopra detti plenipotenziart firmano un secondo proto. collo per la delimitazione di sfe.ra d'influe.nza a nord e ad ovest della Colonia Eritrea. ' 22 aprile 1891. - La reale commissione d'inchiesta arr iva a Massaua. 17 giiigno 1891. .- La reale commissione d'inchiesta, u ltimato l'incarico, si imbarca a Mass:iua per l'Italia.
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31 giug11~ 1891._ - li colonnellp Oreste Baratieri con Regio decreto è nommato in_teri_n almeote governatore, per l'assenza del generale Gandolfi partito m tempqraneo congedo. 6 agosto ct· 1891. te - Ras Mangascìà scrive a S· M · il Re d 'Ita1·1a d omandando . . . 1 po re avviare trattative col Governo della Oo1Ollla par relaz1om amichevoli. 23 settembre 1891. - È aboli to nella Colonia, il consi,,.lio di g overno p~rcbè non aveva fatto buona prova, producendo i;cagli ed attriti'. 28 ottob1 e. - Per decreto del Governatore è stabilito l'obbligo del tributo annuo al Governo della Colonia Eritrea. 8 dicembre 1891. - Convegno s ul l\fareb. Il generale Gandolfi s 1· abbo con 11 "' .. ras ~ lul~, ras Agos ed altri principali capi cca cr • ras • ',anoasc1a, ti"'rm1, e_da ambo le parti è. giurata a micizia indissolubile. Il giuramento ~ consacrato in doppia lettera- dichiarazione scambiata fra le parti. ' · 8 dicembre. 1891.. - Mesc . ìascià Worc hiè del Be..,.h ., eme der, prefl\tto 1mper1ale d1 Menehk è già insediato pieto~amente in A.dua dal conte Autooelli fin dal marzo 1890, viene da Adua nel!; Col . per tornarsene allo Scioa. presso 1Ienelik. Mesciascià è s pinto pas~od d:1~'.m~ossibilità provata a r imaner d 'accordo con g li altri • ca~i e ig re (l\fangascià, Alula, Seba.t, Agos ed altri ). 1 gen~aio 1892. - Le truppe italia ne cessano di essere considerate in 1stato di gue rra . 28 fe/Jbr~io 18\l2. - Il colonnello Oreste Baratieri per Regio decreto è nommato Governatore d ella. Colonia. Eritrea, essendo esonerato da detta carica il g enerale Gaodolfi. l! marzo 1892. - Il ~olonnello Baratieri s'imbarca per Massaua. l, mai·zo 1892. - Istituzione dell'ufficio di stato civile ad As d . Cheren. . mara e a
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20 ~ggio 1892. - Un_ decreto del Governatore esenta la madreperla a M.assaua. dell'antico · ·1 · d . . dazio . . dell'8 °/0 e ne rende obbli"o-nt . , .. or10 1 peso rn ?~na. :aie d1spos1Z1one raggiunge lo scopo di aumentare di assai 1 movunento di tale importante commercio 1 1 16 giugno centinaia di Dervisci , usciti :acaCae , stia1a per . .1891. .- Alcuue . razzi~re, s1 spmgono !!no al piano di Serobeit i a circa 100 chilometri da Agorda.t, dopo ave r predato parecchi v.illago-i dei Bar· Il capi~no Hidalgo con una compagnia indigeni e l e bande ~:;. Ba~·ca piomba loro addosso e li sbaraglia. · E la seconda a~visaglia degli Ita liani sui Dervisci, e per la. seconda. volta questi sono bat tuti da.i nostri. 16 agosto 1892.. - 11 sul tano di Zanzibar concede in amministrazione al governo italiano i porti di Brava, ~ierca, Magadiscio e Uarsceicb lungo la costa dei Benadir. ' '
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16 dicem/Ji·e 1892. - La. guerra civile infierisce nel Tigrè , essendosi' ras Alula ribellato al suo signore Mangascià. Il capitano medico De Mart.ino, residente politico in Adua, è r ichiamato nella Colonia, temendosi qualche tranello da par te di · ras Alula. 26 febbraio 1893 - Is tituzione a M.assaua della "' Camera d i commercio " e della « Commissione m,u nicipa.le ,, , questa. con attribuzioni loca.li, quella con attribuzioni su t utta la Colonia. 11 m aggio 1893. - Per la prima volta s'indemaniano i terreni al Governo. È dichiarata demaniale un'area di 1900 metri quadrati del territorio di Godofelass i, in g ran parte concessa a famigl ie di contadini italiani. 11 m aggio 1893. - Meoelik denur.cia. il trattato di Uccialli. 11 maggio I898. - Il Governo italiano suh-concede con regolare contratto alla ditta. « V . Filonardi » i porti di Brava, "!'.forca, Ma.gadiscio e Ua rsce ich per l 'amministrazione e la riscossione dei daz i doganali. 1'1 luglio 1893. - Il colonnello Bamtieri è promosso maggior g eneralf:', . restando nella carica di Governatore della. Colonia.. 11 dicembre 1892. - Per Regio decret.o le truppe d'Africa. fanno par te integra.le del regio esercì to, e si sta.bi liscono nella seguente · misura. 1 battaglione caccia.tori (itafoini), su 6 compag nie; · 4 battaglioni indigeni, su 4 compagnie; 2 squadroni di cavalleria indigeni (squadrone • Asmara • e · squadrone « Cberen ». 2 batterie da montagna (indig eni) su 4 pezzi ciascuna; 1 compagnia cannonieri (in parte indigeni) . 1 sezione operai d'artig lieria. . 1 compag nia. specialisti del genio. 1 compagnia. treno (in parte indigeni). 1 sezione s anità. 1 sezione sussistenze (in parte indigeni). La forza complessiva è fissata in G5('>1 uomipi, d i cui 2115 italiani e 4416 indig eni: i quadrupedi in numoro di 1138. 21 dicembre 1893. - Un corpo di Dervisci proveniente da Cassala· e forte · di 10,000 fuci li e 4000 lancie si spinge fin presso Agordat · con intenzione di piomba-re su Chercn e sul resto della Colonia. Il colonnello Arimondi, comandante le truppe è Governatore interinale ·dell'Eritrea, li ferma. e li sconfigge poco lungi dal forte con solo · 8 compagnie indigeni, 2 batter;e da montagna e 2. squadroni di cavalleria: In tutto poco più di 2000 ~ontro 14,000 Derv isci. A questa batta.glia., terza prova contro i Dervisci, e .seconda ad A.gordat, muoiono ufficiali italiani il capitano Forno ed i t enenti Colmia .
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CRONOLOGIA STORICA
e Pennazzi Lincoln. Altro italiano morto 1\1 il furiere Profili. Da parte dei Dervisci, oltre gra,.,issime perdite si conta fra i morti Io stesso comandante, Hamed Alì. ·,2' febbraio 1894. - S. M. il Re d' I,talia telegrafa al governatore general e Baratieri annunziandog·li di avergli conferita la Commenda dell'ordine Mauriziano per il merito di avere rafforzata l'org~nizzazione civile e militare della Colonia, preparandola ai fortunosi eventi. S. ?.( il R.e annunzia al colonnello Arimoncli, vincitore di Agordat, che in seguito a proposta del Ministro della guerra ed al votò unanime dei gen.erali comandanti di corpo d'armata è stato promosso mag-g·ior generale per merito di guerra. · 2 febbraio 1894. - Il generale Baratieri concentra ad Agordat un campo di osservazione, in previsicne di tentativi di riscossa minacciati dai Dervisci. · .2 apn·ze 1894 . - A Cheren si apre la scuola elementare per ragazzi indig·eni e figli di negoziant i ed operai europei. 5 maggio 1894. - Delimitazi one di zone d 'influenzi tra l'Inghilt erra ed Italia nella Somalia. . 5 maggio 1894. - Il Governo francese invia all'ital iano una Nota, contenente apprezzamenti speciali circa· il trattato anglo-i taliano per 1~ delimitazione cli zone <l'influenza nell'Africa orienta le, e fa delle r iserve per l'Harrar, compreso nell'inHuenza italiana. 2 giugno 1894. - Ras l\Iangascià si reca a conveg·no da Menelik in Adis Abeba. Quivi, benchè accolto con carezze, è deluso nella sua speranza di ottenere il titoio di Negus (Re) del 'l'igrè. Ras Alula guastatosi, dicesi, con Mangascià, non lo seg u e a l ritorno nel 'l'igrè, ma resta nello Scioa presso Menelik. 1 2 giugno 1894. - I Dervisci scorazzano con frequen ti razzie fra i Bazè i Baria e gli Hadendoa del medio Barca noski protetti, per co~ st,ringerli a stabilirsi più presso a Cassala edl a pass.J.re al mahdismo. 6 giugno 189,1. - Dopo l' incameramento di terreni dell'll maggio 1893, per la seconda volta s'iodema11iano territori al governo dello Stato fra. cui quelli di Adi-Are, Chileule, Azernà vecchia, Azernà. nuova'. Enda Malie!, Acli Vlai e Amba Zerib. Questi t,;irreni furono tutti dichiarati demaniali perchè comp,etamente abbandonati e ri sel·vati così alfa colonizzazione. ' · 1 luglio 1894. - Comincia ~d anelare in vigore nella Colonia Eritrea 11 Bila1icio unico. . . In Adì- Ugri (Sara.è) comincia a funzionare una collettoria postale. 12 luglio 1894·. - Ad Agordat si conr.entra con rapidissime marce da tutti i punt i della Colonia uu corpo di spedizione agli ordini del governatore, generale .Oreste Haratieri, e del generale Arimondi
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comandante in 2° Il corpo di operazione ascendeva a circa 2500 uomini-. luglio 1894. - Il generale Baratieri con rapidissima ed inaspettata mossa sorprende Cassala e se ne. im padronisce, dopo un breve combattimento dell'avanguardia ed una furiosa carica di cavalleria · subita. Muore il capitano di cavalleria Ca rchiclio. Il presidio di Cassala, composto di circa 2600 Dervisci sgombra la città fuggendo oltre l'At bara . Oltre l 'incalcolabile risult.ato politico e militare, furono trofei della vittoria 52 band iere, 2 cannoni, molte cen t inaia di fucili e di lance. agosto 1891! . - Il generale Baratieri incarica il .tenente Mu lazzani Arturo residente politico in Adi Qualà di tratta.re con Mangascià in Adua per una sua. c,ooperazione armata ad un'azione contro i Dervisci dalla parte dello Scirè. Ras Manga.scià promette d'inviare alla metà di dicembre ras Ago,; lungo il. Tacazzè e contro 'l'ocuat con forte nerbo di tigrini. agosto 1894. - Proseguendo i lavori demaniali viene incamei,ato il tratto d i paese limitato da questi confini (Vedi carta toJ!og1·afica 1.: 50,000) : a) a no1·d. - La strada carreggiabile Massaua-Saati dalla noria di Monkullo alla confluenza del torrent e A.de ita col !Orrente Iangus; b) ad ovest.' - Il torrente Iangus fino all' incontro della mulat,tiel'a che va a Ghinda (quota 2.21): dett.'1. mulattiem fino all'incontro del torrente Damas (cimitero <li Maratto, quota 390ì : valle Damas-passo .Mamba-torrente Agambè -passo Asseran- fortino Aidereso; e) a sud. :-- Il torrent.e Aidereso-Alighedè fino ai pozzi di Ua-à; d) a est. - Il sentiero che parte dai pozzi di Ua -à e va a lle origini del torrente Midir- Sadà verso quota 2'12-stracla mulatt iera che co nduce alla gola e passo di Scilliki fino all'incontro del torrente Cat ra iquota 29)-pozzi di Airuri-torrente Uafi-Kebirtorrente Galata-pozzi in media valle del Togadel (quota 48) - sentiero da ta li pozzi ai pozzi di Tata-torrente Obel fino a Zaga. (Sono esclusi i R esti compresivi di 7.anadegle e delle famig·Jie Adecti). settenib1·e 1894. - Costituzione rP-golare della Milizia mobile indigena, con gli Asca1·i congedati. settemò1·e 1894: - Un decreto governatoriale, in proseguimento del lavoro d'indemaniazioni, incamera i terreni limitrofi di Scinnara. e ' i\fodacca (circa 8 chilometri a nol'd-est cli Cheren), già usufru iti da i Laz7.aristi francesi. set-temb1·e 1894. - Sua Santità Leone XIII con decreto della Congre. gazjone di Propagcv11da Fide istituisce una << Prefettura :ipostoli~a » !,/ -
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italiana, autonoma nella Colonia, con residenza. a Cheren. Con lo, stesso decreto viene soppressa la esistente giurisdizione dei Laz•. zaristi francesi, ed alla carica di Prefetto apostolico è assunto il Paclr.e Michele da Carbonara, dell'ordine dei cappuccini. 17 ottoò1·e 189•1. - Ad Archico si apre la scuola elementare pei ragazzi indigeni. 9 novembre 1884. - Un decreto governatoriale dichiara demaniali e riservati per la colonizzazione i territori di: Chine valè, Adi Ghe- · clellà, Adi Zerentai, Acli Baridè, Bet Mariàm, Mefalisò, Adi Godò, Adi Seccbè ed Assaarti perchè villaggi completamente disabitati . . Così pure è incamerata. la parte esuberante dei villaggi di Daro, Antò, Adi Adda, Zebban Onà, Adi Colon, Mai Li bus, A.di- Casciai- , Enti, Adi Godati, Ghesà-Vasa, Ghesà-Gobò, Adi Gobò, Adi Sacli, Mai Armaz e Decmanè. 17 1iovembre 1894. - Ricognizione di Meluia. Un manipolo di cava.lieri è disperso da una .ricogn izione italiana avvi.atasi da Cassala all'Atbara. 9 dicembre 1894. - Il Padre Michele da Carbonara.assume solennemente nella chiesa di Cheren la Prefettura apostolica nella Colonia Eritrea. 15 dicemò1·e 1894. - Sospetti anteriori sulla. fedeltà dubbia di Data Ag-os diventano certezza. di tradimento.· Il nostro capo nell'Okulè Kusai mette nei ceppi il residente italiano tenente Sanguinetti a Saga.nei ti, interrompe la comunicazione del telegrafo, e raccoglie armati in nome suo e di ras Manga.scià, che promette verrà ad aiutarlo cont ro, gli Italiani. 16 dicembre 1894. - Giunge rapido a Saganeiti da Asmara il maggioreToselli con tre compag·nie indigeni del suo IV battaglione. Tratta con Bata Agos per la restituzione del tenente Sanguinetti, mà a nulla si approda. Il maggiore Toselli si prepara ad un'azione risoluta contro il traditore. l 'i' diccmò1·e 1894. - Giunge un rin.forzo di a ltre compagnie e una ba't-· teria da montagna. Bata Agos sparisce nella not te furtivamente da Saganeiti e si dirige ad Halai. 18 dicemb1·e 1894. - Data Agos so!'prende la. compagnia del capitano Castellazzi al for tino di Halai, e dopo qualche ora di° abili trattative,. condotte dal capik.no per guadagnar tempo, inizia con forze soverch ianti un attacco vigoroso alle ore 13 per ottenere la resa del presidJo quivi isolato. 01'e 16.45. - La colonna del maggiore Toselli sorprende allespalle i seguaci di Bata Agos e li disperde, dopo di ave1·e inflitto· 101;0 gravi perdite. Bata Ag os resta ucciso da una fucilata.. 26 dicemln·e 1894. _: Accertato che Mangascià era della partita con Bata . Agos, e che radunavans i forze tigrine nell 'Entisciò evidentemente
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ai danni della Colonia, il generale Baratieri riunisce in Adì Qualà un corpo di sped:zione per avviarsi pel Mareb contro a ras Mangascià fedifrago. Il corpo di operazione, di circa 3800 uomini, quasi tutti' indigeni, e 66 ufficiali italiani era così composto: Battaglione Hidalgo, con 2 compagnie del II e 3 di milizia mobile. Battaglione Ga.lliano, con le 5 compagnie del 1n. Battaglione Toselli, con le 5 compag nie del IV ed una di milizia mobile. Una batteria da montag·na su 4 pezzi. Un. plotone di cavalleria. Le ba.ude del Saraè e dell'Olmlè Kusai. . 28 dicembre 1894. - Il generale Baratieri, per dare un gran colpo morale a Mangascià e per impedirgli di congiungersi a ras Agos entra in Adua; dovo è ricevuto dalla popolazione coi segni cli pauroso rispetto. L'operazione fa ritirare ras. Agos da Axum ·verso lo Scirè con contegno incerto, mentre dallo Scimenzana Tesfai Antalo, scùtm dell'Agamè, ripiegava. Ras l\fangascià non si fa vivo, ed il clero di ·Adua si offre mediatore di pace e il generale llaratieri fa. trattare da essi col Ras. 1 gennaio 1895. - La ferrovia militare Massana-Saati è ceduto ad eser- , cizio privato della società « Gandolfi e C. ». 11 g euerale Baratieri, eseg·uita la dimostrazione su Adua, ne esce il quarto g iorno dall'arrivo, avviandosi pel r itorno per Adi Qualà e Adi Ug·ri. , Ras Agos si mantiene inattivo alla fron tiera dello Scirè verso A.uu~. Scium .Tesfai Antalo, (che già a".eva cominciato alle fine d1 dicembre ad avanzare nello Scimenzana im1)0nendo contribuzioni ai nostri villaggi), continua a ripiegare, rinunziando all:evidente disegno ·di fo.r da avanguardia dell'invasione per Sena.fè ed Raia.i sulla Colonia. Ras Mangascià si concentra e rinforza a Debra Damò, quant unque fino a pochi g iorni innanzi abbia voluto dare ad intendere al residente tenente Mulazzani che batteva il chitet per aiutarci contro i Dervisci e contro i ribelli dell'Okulè Kusai. . ·2 gennaio 1895. - Il generale Baratieri, giunto in Adì Qualà, distacca per l'Olrnlè Kusai il battaglione Hidalgo, e prosegue per Adi Ugl'i. 3 gmnaio 1895. - Il Governatore lascia, arrivato in Adì Ugri il comand_o del corpo di operazione al g·enerale Arimondi comandante le truppe, e va ad Asmara per affari di governo. 4 gennaio 1895. - Il Governatore domanda al Governo italiano il rinforzo di un battaglione per presidiare le nuove locàlità fortificate (Adi-Ugri, Adi-Qualà ed a.ltrej. ·
DF:GLJ AV VEN!ll ENTI :S BLI.A COLO NIA ERITREA
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CR.ONOLOGIA STORICA
6 gennaio 1895. - Ras Mangascià concentra le forze verso Adua, tenendo ~ontegno manifestamente minaccioso. 8 gennaio 1895. - L'avanguardia di Mangascià si avvicina al Belesa, nostro confine meddionale. Il g enerale Baratieri ritorna in Adi Ugri r~ riprendere il comando, ed inizia il movimento di avauzata verso il Belesa. 11 gennaio 1895. - Il genera.le Baratieri giunge a Cbenafenà sul 1fareb, presso Adis- Adi. 12 gemiaio 1895. - Ras Mangascià, schierato s ul Belesa, s i d ispone :i sconfinare. Il generale Barat.ieri passa il Ma.reb e si dirige per AdisAdi a Coatit, deciso di fermare il Ras che tende ad addentrarsi nell'Okulè-Knsai. Coatit è sgombra e gli Italiani la occupano. 13 gennaio 1895. - l' battaglia di (.;oatit. Le truppe italiane manovrando verso il campo nemico poco lungi da Coatit all'alba attaccano Manga.scià sorprendendone la colonna di 10,000 fucili e molti armati di lancia. Impegnata l'azione con vigore sul fronte, nè riuscendo il Ras a sfondare la linea, ioizia un ag·giramento minaccioso o con forze soverchianti sul!' ala sinistra italiana, pur continuando vig-orosamente l'aiione frontale. Ma le truppe italiàno resistendo sul fronte primitivo (sud:.est) e respingendo vittoriosamente furiosi e ripetuti assalti, eseguono un mirabile cambiamento di fronte sotto il fuoco incessante sventando il pericolo imminen te. Ras Mangascià non sping:e a fondo l'attacco genera.le, e smorza poco per volta l'azione fino a sera, portando il suo campo più a nord. 14. gem1aio 1895. - 2° battaglia cli Coatit. Dopo nna notte tranquilla, alr alba ricom inciano avvisaglie ed attacchi parziali, tutti e dovunque energ icamente l'espinti dag;li Italiani. Con sagace intendimento le truppe italiane hanno ordine di eccitare a far consumare cartucce al nemico, risparmiando le proprie : e la fucilata dei tigrini dura per tutta la giornata pressochè innocua.. Il generalo Baratieri dispone per l'attacco generale ali' indomani 15. Mangascià. intanto alle 10 cli sera sparisce chetamente da Coatit e si dirige a Digsa e Senafè. 15 gennMo 1895. - All'alba il generale BaratiE:ri inizia l'inseg·uimento del Ras,. e dopo celer issima marcia di 11 ore ragg iunge Mangascià che aveva posto il campo a Senafè. L'artiglieria. inizia immediatamente il bombardamento del campo tigrino a 2600 metr i, e l'intero corpo si sbanda sgomentato per l'inatteso arrivo dei persecutori, ritirandosi in varie direzioni. La nebbia fitta e la notte imminente impediscono di proseguire l'azione, lasciando l ibera la fuga a ras Mangascià. Si trovano nel campo abbandonato insegne di guerra, 1'7 11egarit (tamburi di guerra e insegne di .capi); e nella tenda.
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stessa di .Mangascià, forata da un colpo di skra1mel si trovano ca.rte importa.nt,i, corrispondenze del Ras con Bata Agos e Menelik, vesti, a rmi od oggetti d'ogni sorta in disordine. Alcuni cadaveri sono presso la tenda di Mangascià testimoni della :nuova ventura del Ras nella sua sciag·ura. Nella giornata stessa offre i suoi servigi al Gov<lrnatore Agos Uold Talà ri, ne mico di Manga.s cia e già pre,tendento alla signoria dell'Ag-nniè per titolo di nascita. È bene accolto; è incaricato di inseguire i resti delle forzo di 1Iangascià e di occupare Adigrat e l'Agamè in nome del Governo de!la Colonia, dopo ave r fatto a Senat'è solenne g iuramento di fedeltà. , 1'7 gemiaio 1895. - Mangascià, non soffermandosi n~lla ruga verso sud oltrepassa Adig rat, dirigendosi alla provincia del Tembien. 18 gennaio 1895. - Il Ministero della guerra annunzia ·a1 Governatore l'invio di 2 battaglioni di rinforzo. ll generale Baraticri r itorna col corpo d i operazione nell'Okulè Kusai. S. M. il Re d'~talia invia al Governatore ed a lle tru ppe un telegramma di plauso per le b.r illanti vittorie. 18 gem1aio 189~. - li capitano Persico da Assab va in missione neli'Aussa • con piccola scorta cli 25 asca1·i . .Menelik ritorna da sanguinoso zcmeccià (spedizione militare) nei Wolla.mo e negli Arussi Galla. 21 gennaio 1895. - 11 generale Baratieri è ad Asmara. Il capitolo di Axnm e la popolazione di Adua inviano una deputazione per chiedere la protezione italiana. C.omiocia il congedameoto della milizia mobile e s'inizia la dislocaiione ordinaria dei presidi. 22 gennaio 1895. - In seguito a provata complicità nelle trame di Data Agos un decreto del Governatore ordirni l 'espulsione pel '1 febbraio dei Lazzaristi francesi dalla Colonia Eritrea. 25 gen1iaio 1895. - Il Governatore ritorna a :\fassaua dovunque festegg iato lungo la strada da Asmara. 80 gerinMo 1895. - Ras Mangascià batte il cMtet nel Tembien, dove si è rifug ia to. Agos Uold Tafari s i mantiene coi suoi aderenti nell'Agamè, dove raccoglie nuovi seguaci e comincia a sottomettere g rado a g rado la provincia reccnt.ornente tenuta da Scium Tesfai Antalo (e prima ancora, da degiacc Sebat). Il sultano Mohamed Anfari dell; Aussa manda vi ve cong-ratulazioni al Governatore della Colonia per le recenti vittorie 1·iportate su gli Abissini 1 feò/Jraio 1895 - Un dec1·eto governatoriale istituisce la sotto- zona dell' Okulè Kusai, che comprende questo e lo Scimenzana, agli ordini del comandante il presidio di Saganeiti.
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CRONOLOGIA STORICA
2 febbmio ~895. - Il Consiglio dei Ministri delibe'ra la promozione del ma.ggior generale. Oreste Baratieri a tenente generale. 4 febbraio 1895. - I Lazzaristi francesi partono dall'Eritrea. 4 feòbi·Mo 1895_- - Ra_s ~·f~ngascià con Tesfai Antalo, ·pochi altri capi e meno d1 1000 !uc11l passa dal Tembin nel Gheralta. A<ros Tafari · si mantiene per nostro conto nell'Agamè. " . l'i febò.~·ai~ 18?5. -:- . Ras Manga.scià ritorna nel Tembien con poche centrnaia d1 fuc1h, non ostante s13guiti a battere cMtet. 1 mar:zo 1895. - Comincia a funzionare la collettoria postale di sairaneit'., in aggi unta a quelle già esistenti di Ghinda e Adi Ugrì': Giunge a Massaua Belata Gabremicael uomo di fiducia di Mangascià, c.oi1 lettere per S. M. il Re, d'Italia ed il Governatore. 2 mai·:zo 1895. - Dal Tembien e dal Gheralta passa nel!' Haramat ad Hansen con circa 2000 fucili che è riuscito a rsiccog·Jiere. Agos Tafari accresce nell'Againè ader1:mti e autorità. 3 marz_o 1895. - ,Impianto del telegrafo a Cassala, unita cosi per Cheren direttamente a Massaua. 3 marzo 1895. - Menelik apprende da messi di Mangascià Ja nuova de ,i recenti disastri nel 'figrè e decide di muovere in aiuto di;!! s vassallo, che gli domanda aiuti. . uo 10 mar:zo 1895. - Ras i\fangascÌii si mantiene ad Hansen accrescendo la forza .~o~ a ~000 fucili e attende un promesso soccorso di Menelik con l mv,o d1 ras Alula con un migliaio di Tigrini che serruirono quest'ultimo ~Ilo Scioa al convegno di Adis Abeba (v . 2 giugno"'1894j. Con questo rrnforzo Mangascià pare voglia decidersi a riprendere l'Agamè. 14 ma1·zo 1895 - Si f.01·ma S ,. , · · . . , a emtie un campo dt operazione sotto gli ordm: del te~ente ~olonnello Pian~via, destinato alle operazioni per l occupaz,~ne d,_ Adigrat. Compongono iI corpo di operazione: 11 batta~ho~e rndigehi (maggiore Galliano), il IV (maggiore Tose1!1) ed 1! \' (mi;,g·giore Ameglio), una batteria da montao-na 0 un plotone di cavalleria e le bande assoldate. ' Inaugurazione del forte di Sazaneiti. 15 marzo 1895. - Impianto del teleg1;fo a Senafè e di una collettoria postale a Cassala. 18 ma1·:zo 18_95. - Per decreto govema toriale il comandante le trnppe m~~g1or generale Arimondi prende la direzfoue ,di tutti i servizi m1ht.ar\ e civili nella zona. sette~triona!e tra Cheren e Cassala, per parare a#qualunque tentativo dei Dervisci dall'Atbara. Il Governatore, generale Baratieri, prende la direzione delle OJlerazion; verso l'Agamè
!II.
24 ma1·:zo 1895. - La spedizione italiana parte ·da Senafè verso Aditrrat. 25 ma1·zo 1895. -: In Adigrat giunge il generale Baratieri a capo delle truppe, e ncevuto da Agos Tafari s'insedia nel capoluoo-o del0 l'Agamè.
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DEGLI AVVl!: N~l\IENTl NELLA COLO XL-\ E RIT(tEA
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·26 marzo 1895. - Mangascià all'annunzio del!' occupazione .italiana di Adig-rat si ritira più lontano a sud, verso Ascianghi. Il generale Baratieri g·l'invia ad inseguirlo il tenente colonnello Pianavia con una colonna volante cui è unito Agos Tafari. ·27 ma1·:zo 1895. - Impianto del telegrafo in Adigrat. • Non essendosi- potuto raggiungere Maugascià, il tenente colonnello Pianavia distacca per proseguire l'inseg·u imento Agos Tafari, e si dirige· e Makallè. :28 inm·zo 1895. - Giunto il distaccamento italiano a Makallè vi è bene accolto, e il t enente colonnello Piana,•ia pubblica un proclama di pacificazione, indi si reca ad ArrÌha Salama g uardata con pochi uomini da elegiaco Destà che si arrende : l'Amba è data in consegna ai preti, e il distaccamento torna a Makallè. :20 ma1·zo 1895. - Ras Mangascià con circa 600 fucili si è ri fug iato nella deserta regione dél Taltal. · La colonna Pianavia parte da Makallè in direzione di Adua. Agos Tafad coi suoi 1600, fucili, non avendo potuto raggiung·ere Mangascià, va a Makallè, dove è insediato dal maggiore Salsa in nome del Governo della Colonia. Il maggiore Toselli assume il comando del forte di Adigrat con presidio di 1300 uomini. Cominciano le sottomissioni dei capi dell'Agamè. ::81 inai,zo 1895. - li_ generale Baratieri col battaglione Galliano ed una sezione di artiglieria per la via (intermedia) dell'Entisciò si dirige ad Adua. 1 avrile 1895. - Una colonna, .composta delle bande dell'Hamasen, del Sera.è e dell'Okule Kusai, parte da ì\fak3:l1lè per Adua agli ordini del maggiore Salsa,· percorrendo una via più interna ·(per il passo di Abaro). All'imbrunire vi giunge in Adua il Governatore, :3 aprile 1895. - La colonna Pianavia e la colonna Salsa gi ungono in Adua. .5 aprile 1895. - Il generale Baratieri scortato da due compagnie visita la città santa di Axum. Quivi riceve l'omaggio del clero con a capo il nebi·ait (1) Taclè Ghirghis, capo di Ax:um. Per rendere più e(ficace l'azione morale di questa seconda visita ad Adua, il Governatore decide di lasciarvi un presidio, destinandovi col V battaglione il maggiore Ameglio.
(1) Neln:ai1l è il pitì alto dignitar io della chiesa etiopica dopo l' Ab.wia (capo spirituale) .e I' Ecceahiè (capo disciplinare). l•:sso è considerato come il guardiano delle tavole della legge, che la t radi~ione r iferisce furono prese da Monilek agli Ebt·ci nel lasciare la corte di suo pndre Salomone. [I Xelm1i1! 1, per l:t sua dignit capo cle lla città di Axum .
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CRONOLOGJA
STORICA
8 ap1·ile 1895. - Jl Gc,vernatore parte da Adua. Restano col battaglioneAmeglio 200 · uomini della banda di 'fesfù Mariam del Seraè, e una sezione di artiglieria da montagna: il tenente Arturo Mulazzani resta colà pel. servizio politico e d'informazioni. l'vlangascià cambia sempre stazione, a nsioso degli attesi soccorsr che ripet utamente sollecit.1, da MeneJik. 14 aprile 13g5 - Le trnppe di Adua occupano la. posizione di Fremona. Cominciano poco per volta le sottomissioni pacifiche dei capi. 15 aprile 1895. - Il generale Baratieri rientra a Massaua. 22 ap1"ile 1895. - 11 Governo italiano, deciso a mantenere Adua defi.ni tivamente, ne avvisa il Governatore. 22 aprile 1895. - Notizie attendibili dallo Scioa informano del concen-· tra.mento di forze scioane destinate a soccorrere Mangascià sulla direttrice Entoto- Borumieda- Asciang·hi; i soccorsi di circa 12.,000, uomini sarebbero por tati da ras O!iè, ras Alula, ras ìviicael, Woskscium Borru di Socota e ras Mangascià Atichim dell'Amhara, Menelik seguirebbe con numerose forze a rincalzo per la metà di mgggio.
29 ap1·t"le 1895. -
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Agos Tafari, tolto da Makallè e dislocato a Asbi-Dera,. attaccato da Tesfai Antalo lo disperde ed insegue, prendendogli molti fucili. ap1·ile 1895. - Ad Adua, più a conforto degli abitanti che per necessità militari si fanno alcuni lavori di fortificazion e temporanea. maggfo 1895. - Comincia a funzionare la collettoria postale in Adigrat. maggio 1895. - Il Ministro degli esteri avverte il Governatore che in lettere di Menelik in Europa si parla bugia,·damente di saccheggi ed incendi delle nostre truppe in Adua, analogamente alla voce · t'atta correre per opera di l\fangascià. Per paralizzare tali malevoli· menzogne che potrebbero influire su tutto il clero etiopico sarebbe ut ile tentare qualche pubblica manifestazione del clero di Axum e Adua. Mang·ascià s~ aggira inquieto a sud di Mak~llè. La superficie del territorio della Colonia, che fino al luglio 1894 ammontava ad 86,000 chilometri quadra.ti giunge a 150,000. ntctifgio 1895. È segnalato !'.arrivo di Menelik a Voro-Yelu Wollo· Galla). maggio 1895. La dislocazione delle R. truppe d'Africa è la seguente: MASSAUA - Tribunale militare - ,Comando locale d'artiglieria. e laboratorio - Ufficio del genio, sezione telegrafisti e tre ufficit elegrafici - Direzione di sanità, ospedale militare e sezione sanità - Direzione commissariato, ufficio trasporti e sezione sussfstonze - Sezione car·abinieri rea li - 3° Battaglioue fanteria Africa: (italianij.
DEGLI AVVENIMENTI NELLA COLON IA ERITREA
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ARCHTCO - Ufficio telegrafico - Stazione carabinieri reali 2 compagnie del III battag·lione indigeni. MARIO 2 buluc (squadre) del III batta.glione indigeni. An1- CA1È - Ufficio telegrafico - Una compagnia e mezza del III battaglione inclig·eni. BARA.CHIT - Ufficio telegrafico - Distaccamento treno - l\lezza compagnia del IlI battaglione indigeni. SAGANEITJ. Ufflcio telegrafico - Stazione carabinieri - Una sezione zappatori del genio - Distaccamento treno - Posto di medicazione-- Distaccamento della sezione sussistenze - Una. compagnia del battaglione cacciatori - Due compagnie del II battag lione fanteria At'~ica - Mezza compagnia del VI battaglione indigeni. MAI HAIKJ Mezza compagnia del VI batt.ag·lione indigeni. Ao1GRAT - Ufficio telegrafico - Stazione carabinieri reali Distaccamento sussistenze - Una sezione cli batteria da montagna - Una sezione della compagnia cannonieri - Laboratorio d'artiglieria - Sezione zappatori del genio - Distaccamento treno IV battaglione indigeni - Una campagnia del battaglione cacciatori. AoUA. - Ufficio telegrafico - Una sezione di batter ia da montag na - V battagliona indigeni - Banda cli d~giacc Tesfù Mariam. ADJRBATB ·_ Bande di jitau1·a1·i Mang~scià e ligg Benessai. ADI QUAL;\ - Ufficio telegrafico - Stazione carabinieri reali Una compa.gnia del VI battaglione indigeni - Banda di ba1·amba1·as Tesfonchie!. Ani UORI - Ufficio telegrafico - Sezione e s tazione carabinieri reali - Infermeria della Croce Rossa - Distaccamento zappa.tori del genio - Dist.accamento treno - Distaccamento sussistenze Due compagnie del battaglione cacciat ori - Una c<>mpagnia del VI battaglione indigeni. ASMARA Ufficio telegrafico - Comando della compagnia e stazione carab inieri reali - Ospedale della Croce Rossa - Ufficio commissariato - Distaccamento della sezione sussistenze - Laboratorio d'artiglieria - Comando della compagnia treno e distaccament-0 treno - Sezione zappatori del genio - Comando di una batteria da montagna. - Una. sezione della seconda batteria Comando ed. una sezione della compagnia cannonieri · · Un plotone dello squadrone cli cavalleria-Cberen - Due compagnie de l II battaglione fanteria Africa - Comando e 1 compagnie del VI battaglione indige9-i. G:mNDA Ufficio telegrafico - Stazione carabinieri reali Distacca.mento della sezione sanitit - Deposito di convalescenza - Distaccamento treno - l'.na compagnia del III battaglione indig·eni .
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CRONOl:.OGIA STORICA.
S,\A.TI - Ufficio telegrafico - Stazione carabinieri reali - Distaccamento treno - Un òuluc del III battaglione indigeni. MoNCULLO - Stazione carabinieri reali - Un plotone del III battaglione fanteria 'Africa. Az-TECLES,\N - Ufficio telegrafico - Stazione carabinieri reali - Una compagnia del VI battaglione indigeni. CHER.EN - Ufficio telegrafico - St~zione carabinieri reali - Ufficio commissarint0 con distacca.mento della sezione sussistenze ed ufficio trasporti - Infermeria e distaccamen to della sezione sanità - Laboratorio d'artiglieria - Comapdo e due sezioni di una batteria da montagna - Una sezione della compagnia cannonieri Comando e due plotoni dello squadrone Cheren - Un battag·lione fanteria Africa - Una compagnia del I battaglione indig eni - Comando ed una compagnia del II battaglione indigeni (in marcia per Cassala) - Una compag·nia del II battaglione indigeni - Comando della compag;nia genio con due sezioni zappatori. AoonoAT - Ufficio telegrafico - Stazione carabinieri reali Posto di medicazione - Una compagnia del I battaglione indigeni - Una compagnia del II battaglione indigeni (in marcia per . Cassala). BISCIA - Ufficio teleg·raflco Un òuluc· del I battag·lione indigeni. · l\Iooor.o - Banda dei Baria. EI.A-DAL - ufficio telegTatico - Due òuluc del I battaglione indigeni. - Banda degli Algheden. CASSALA - Ufficio telegrafico - Stazione carabinieri reali Posto di medicazione - Sezione sussistenze - Laboratorio d'artiglieria - Distaccamento zappatori del genio - Una sezione di batteria da montagna - Una sezione della compagnia cannonieri Comando e tre compag·nie del I battaglione indigeni - Due compagnie del Il battaglione indigeni. NACFA - Mezza compagnia del II battaglione indigeni. SERI'!' - Banda degli Ad Ocut. NocnA (isola di ) - Stazione carabinieri reali - Un post.o del III battaglione indi_g eoi. MALO! - Distaccamento zappatori del genio. Ass,1,0 - Stazione carabinieri reali - Due bul1tc del III battaglione indigeni. :30 niaggio 1895. - L'attività del movimento scioano è rallentata. Si accen tuano disco rdie tra capi scioani e tigrini presso Menelik. 2 giugno 1895. - Inaugurazione del forte di Adigrat. 2 giug,no 1895. - Ilfangascia è nel Sahartè - Menelik manda con Tesfai Anta.lo (già inviato dal Ras al Negus per sollecitare i soccorsi), qualche centinaio di uomini e circa un migliaio ·di talleri. li Negus ha rinunziato alla pronta avanzata differendola ad ottobre.
DEGLI
AVVENlil!ENTI
NELLA COLONIA
ERITREA
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8. giugno 1895. - L'Bcceghiè Teofìlos si presenta. al comandante in Adua, per sottomettersi ,al governo della Colonia. 12 giugno 1895. - Ad Adigrat si fa l'investitura. solenne dei capi e sottocapi dell'Agamè. 22 giugno 1895. - Ad Adua si fa l'investitura analoga ai capi e sottocapi del Tigrè. 22 giugno 1895. - Le forze italiane nella Colonia si contano nel seguente numero: REPARTI .OIAKCHI - Battaglione cacciato1·i: 18 ufficiali e 5'14 di truppa Tre battaglioni di fante1·iq À(1·ica: 60 ufficiali e 1310 di truppa. Comandi, di1'ezioni, uffici : 48 ufficiali e 300 di truppa. REPARTI MISTI - Compagnia carabinie1·i : 4 ufficiali e 83 di truppa italiana; 110 indigeni. Compagnia can-nonz'e?'i: 5 ufficiali, 101 di truppa italiane e 108 indig·eni. Compagnia genio: 7 ufficiali, 166 di truppa ed 81 indigeni. Compagnia freno: 5 ufficiali, 40 di truppa e 115 indigeni. Sezione tele,q1·ajisti: 1 ufficiale, '14 di tru ppa e 17 indigeni. REPARTI INDIG-EKI - 6 battaglioni fante1·ia: con 108 ufficiali, 60 di truppa italiana, e 6650 indig·eni. lJue òatterie da rnontagnct : 8 ufficiali, 22 di truppa e 3:!6 indigeni. . lino squad1·one ca·valle1·ia ( Clie1·en): 5 ufficiali, 9 di truppa e 145 indigeni. Arruolati oltre g li organici: 275 indigeni. MILIZIA MOBILE - 6 compagnie, 1500 indigeni. BANDE - Bamla del Bai·ca: 300 indigeni. Banda dell'Hamasen: 475 indigeni. Banda del Seraè: 415 indigeni. Banda dell'Oculè Kusai : 400 indigeni. 9 luglio 1995. - Il goveruato'l"e decreta la circoscrizione territoriale dei paesi dell'Agamè e del Tigrai pel provato funzionamento dei servizt. 9 lugli o 1895. - Menelik invia una missione politico-religiosa in Russia, accompagnata dall'ex ufficiale russo Leontieff. , In attesa del J1.ascal o festa della Croce (2'1 settembre) per cominciare le operazioni contro la Colonia dopo le pioggie, Menelik d.a Voro-Yelu si ritira ~u Entoto ed invia intanto a Manga.scià il rmforzo di poco più di un migliaio Tigrini con un sotto capo. · Ras Oliè ,che era iq osservazione ad Ascianghi se ne allontanava per. poco, ed è destinato al supremo comando delle operazioni in luogo di ras Alula caduto in disgrazia. 26 luglio 1895. - Il ministro degli esteri, onorevole Bianc, espone alla Camera dei deputati il programma coloniale.
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CRONOLOGIA. STORICA
26 agosto 1895. - L'.Bccegkiè Teofilos, capo del clero tigrino, pubblica., un band? agli Abissini mettendoli in guardia éontr.o le lusinghe dell~ c.hiesa russa, complice Menelik, e racco~anda di fidarsi degli Itaham che non turbano le coscienze e lasciano la libertà di religione. li governatore della Colonia, tenente g·enel'ale Oreste Baratieri parte in licenza per l'Italia. È festeggiato a Br indisi, a Roma ~ Brescia. ' 15 settemlFre 1895. - Il generale Baratieri s'imbarca a Brindisi, per riprendere il governo dell'Eritrea. 1° ottoò1·e 1.895. - 'vaghe voci accennano a movimenti militari ed a discordie intestine nel regno dello Scioa e presso la Corte del ~eo·us 0 Menelik. Il maggior- generale Arìmondi, nella p rima quindicina del mes~ di ottobre, compie un giro d'ispezione nei presidi i della reo-ione meridionale dell'Eritrea; il clero, i capi e le popolazioni abi;sine colsero occasione per far atto d'omaggio al.Governo italiano. Frat: t~~~ ras_ Mangas~ià., fi_nita la. stagione delle piogge, diventa sempre p111 mqmeto e mmacc10so, spogliando le carovane che tendevano ad Adua ed Adigrat, e nel far pratiche per indune alla defezione i capi a noi sottoposti. Lo spingev~n_o a qu~sto provocante contegno, gli eccitamenti e le promesse d aiuto dei vari ras, specie del negus Y.enelik. 3 ottob1·e 1895.. - Il generale Baratieri, ordina in Adigrat u n campo di osservazione. Componeva.lo un battaglione di cacciatori italiani la seconda batteria indigena, il terzo e sesto batt.ao-Jione indio·eri; i· 0 0 relativi distaccamenti d'artiglieria e genio. ' 4 otto1n·e ~895. - Ali~ me_nzionate truppe s'aggiunge al campo d'osservazione, anche 11 primo battaglione indigeni. La chiamata della milizia mobile procede alacremente. Le notizie ricevute accennano ali' inazione del re del Goo-c,.· . 0 0 1am, a 11a par~nza d1 ras Maconnen dall'Harrar, con un grosso contingente d1 truppe, allo scopo di congfongersi a Menelik. Ras Micael ed Oliè erano in marcia verso i confini meridionali del Tio-rè '1 ottoòt·e 18\)5. - ~l generale Baratieri, ordina al maggior Piet ro ,;os~lli, coma1~dante 11 quarto battaglione indigeni, d'avanzare quale avangu:1rdia del corpo d'operazioni. 8 ottJ)ore 1895. - Lo segue il grosso, composto di 4 batta<rlioni inclio-eni l di cacciatori italiani e 2 batterie da montagna. Dire~rice di ma:cia' la strada Adigrat-Macallè-Antalo- Lago Ascianghi. ' Cammin facendo, s'aggiungono le truppe provenienti da Adua cioè il battaglione indigeni del maggiore. Ameo·Jio e le bande de{ Sera.è. Le no:izie che si banno dall'Atbara, rass~urano pienamente sul contegno <lei dervisci.
DEGl,I AVV€N IMEN'l'l NELLA COLONIA ERITREA
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'ottoò1·c 1895. --: Circa 1300 tigrini, avanzi dell'esercito ragunaticcio
di Manga.scià., tien testa alla nostra colonna a Debra Ailat. L"avanguardia, comandata dal magg·iore Ameglio li attaccò con sei compagnie e quat tro pezzi, rincalzati dal battç1glionc italiano di cacciatori e dal terzo battaglione indigeni. Malg rado J:1 forte posizione montana c la difficoltà della sali ta, i nostri r icacciarono vit toriosamente il nemico, che lasciò una vent ina di morti, molti feriti e prig ionieri. Le nostre perdite salirono a undici morti e trenta feriti. Ras Mangascià, con parte dei suoi, fuggì verso sud. 12 ottoln·e 1895. - 'l're battag·lioni ed una batteria da montagna, agli ordini del generale Arimondi si spingono fino ad amba Alagi, allo scopo di liberare ras Sebat, già. signore de!l'Agamè, fatto prig ione da Mangascià. 13 ottobi·e 1895. - Il generale Arimondi, giunge ad Ambn Alagi e libera ras s 'e bat. 14 ottobre 1895. - Ras Sebat, in Antalo, fa omaggio al generale Baratieri. Parlasi di concentramenti di truppe scioane a Boru-Mieda a 300 chilometri dai eonfini del 'l'igrè. 18 ottoòi·e 1895. - li generale Baratieri lascia to Antalo g iunge a ll'Iacallè, ove riceve omagg·i dalla popolazione e dal clero. k\.ntalo rimane presidiato, Maca!lè dovrà fortificarsi nel più breve tempo. Il generale Baratieri fa ritorno ad Adua. Si congeda la milizia mobile. '29 ottobre 1895. - Il governatore fa ritorno a l\fassana. Lo scopo della spedizione, cioè di ricacciare ras Manga.scià. oltre i confini del T.igrè, pare pienamente raggiunto. 1 novemb1·e 18\l5. -- Si prepara la formazione dell'8' battaglione indig·eni. · Procedono sollecit i i lavori di castrametazione a Macallè ed Adua. Nella seconda metà del mese di novembre, nulla accade di str aordinario nella Colonia. '5 dicernòre 1895. - Giungono le prime notizie di concentramenti di truppe scioane in vista dell'Amba Alagi. ''1 dicemò;·c 1895. - Il generale Baratieri s'avvia acl Adigrat. Si sa che l'avanguardia scioana è agli ordini di ras Maconnen. Per alcuni giorni durano le trattati ve con il maggiore Toselli, comandante il posto dell'Amba Alagi. Poi improvvisamente, il"'/ gli scioani passano lo Tse!lari ed attaccano con grandi forze il nostro posto avanzato. Il maggiore Toselli, alla testa dei suoi, dopo aver OJ)posta un'eroica resistenza è ucciso. Tre ufficiali italiani riescono a salvarsi. Il generale Arimondi raccoglie intorno ad Aderà gli avanzi della colonna Toselli. La battaglia costò la vita a circa 1300 indigeni e 20 italiani.
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CRONOLOGIA STORICA DEGLI A VVENIM3NTI NELLA COLONIA ERI'rREA
IO dicemò_i·e 1895. - II genera.le Baratieri concentra le sue forz.e fra Adigrat ed Ada-Gamus. Gli scioani non sono ancora in vista di Macallè. 16 dicembre 18~5. - Partono da Napoli i primi rinforzi di truppe italiane per l'Africa due battaglioni di fanteria Africa ed uno di bersa<>-lieri 0 con due batterie. ~ votato dal Parlamento un disegno di legge per maggior contributo alle spese d'Africa, in 20,000,000 di lire. 24 dicemòi·e-26 d ·e b 1s9~ _ · . i em re . .>. - Partono successivi r inforzi per l'Africa d~ _Napo~1. Il corpe> di spedizione s'imbarcherà nella seconda quindici~a ~1 ~icembre e nei primi di gennaio e sarà forte di 20 bat~ghon i di fanteria e 6 batterie da montagna. Gli scioani investono m largo cerchio Macal!è. Il generale Ba~atieri concentra il suo campo ad Adigrat in attesa dei rinforzi d'Italia.
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Stoi·ia mibitare 11.!ficiale dei tempi di Ji'ederù;o II. - La vita italiana del trecento e le milizie..- Un'antologia patriottica. - L' E1iropa politica. - Gli esercit·i descritti da pen:ne francesi. - Le questioni egiziane.
La sezione storica del grande stato maggiore di Berlino continua la pubblicazione . delln campagne del re Federico II. Quest'anno videro la luce tre volumi relativi alla seconda guerra di Slesia ne l 1744. Il primo comprende una introduzione in cui son de~critti, çoi precedenti che portar.ono alla decisione della guerra, il piano di campagna ed i preparativi; poi la marcia !in sotto Praga, l'assedio e le operazioni , successive fi no al novembre di quell'anno. Il 5econdo, dopo di aver parlato sugli a neniìnenti dell'inverno tra il ,1744 ed il 1745 ci conduce alla battaglia dt Hohenfriedberg del 4 giugno 1745 e la demive. Il terzo comprende ia battaglia di Soor del 30 settembre 1745 e quella invernale di Kesselsdorf del io dicembre di quell'anno. Numc·rosi documenti accompagnano, come è naturale, la pubblicazione la quale si approfitta del contributo degli archivi non solo di Berlino e Dresda, ma anche di quelli di Vienna e Parigi. Il carattere di questa guerra ci fu maestrevolmente dipinto dal Marselli- colla sua solita penna incisiva e sintetica nel suo libro : La guei-r1t e l!i sua storia, « Federico ci si appalesa in quelle prime campagne (e volle dire di quelle del 1740-41. e 1744-45) come artista che a. traverso tentativi e tentennamenti va cercando la sua via. Anche quando l'avrà trovata, come videsi nelJe campagne per la guerra dei sette ,,uni, voi scorgerete nel!' esperto condottiero l'erede del giovane battagliero. Spèsso in lui l'uomo t.au.ico primeggia sullo stratego, il cervello analitico sii quello sintetico, la tendenza all'urto su quel la alla elaborazione di piani costi tuiti da lambiccati movimenti. li ricco e mult.iforrne albero è tutto contenuto in potenza nell'unità ciel seme. , È inutile il riandare la materia contenuta nei tre volumi, e sarebbe superflu o l'aggiungere parola nell'accennare alla diligenza della compi/
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Iazione, alla ricchezza dei documenti, ed aIla chiarezza e molteplicità dei piani di cui questa pubblicazione si alibellisce. Lo studio dei particolari delle due campagne può esser segu ito, con tutla l'ampiezza che esse lo meritano, da coloro i quali vogliono rintracciare anche in passato i moventi cbe provocano e reggono in ogni tempo il sublime dramma della guerra, per metterli a paragone con quelli la cui influenza esclusiva ad un determinato periodo e ad una determinata nazione. 1n questo ordine di idee· le conclusioni non possono essere dedotte se non da un paziente lavorio .di confronto, che finora fu trascurato percbè ce ne mancavano gli elementi. Si può anzi temere che parecchie délleconclusioni, le quali si accumulano ora nel racconto dell'intera vita stori0a dell'arte militare, possano e debbano esser rivedute per non dar luogo a giu9izi pl'econcetti ed a falsi apprezzamenti .
*** Il Treves di ì\lilano ha fatto una nuova rista mpa, ed è la terza, delle conferenze sulla Vita italiana del trecento. Conferenze di letterati, eruditi e critici d'arte, e quindi scarse di notizie su quanto non riguarda la letteratura, l'erudizione e l'arte. Di tutlo il movimento economico che dovette essere il sostrato della vita italiana di quell'epoca noi non troviamo nulla: e nemmeno delle l'elazioni mercantili coll'Oriente o della storia coloniale, vivissima allora e generatrice di profondi dissidi tra le cittì1 italiane, nè delle milizie comunali, del loro abbandono, dell'imperversare di bande straniere che mettevano a ruba il paese trovatosi a corto di mezzi di difesa, e della necessiti, che egli ebbe di provvedersi a caro prezzo di soldati. Vi accenna appena il Franchetli nella sua bella conferenza sui Ptimord-i delle signorie e delle compagnie di ventwra, e passa oltre come di argomento che spetta alla s!oria del quattrocento. Ma appunto di quella pagina sembra utile il parlare. Secondo il Franchetti la gene~i e lo svolgimento di uno dei fatt i più importanti nella storia italiana medievale, quello cioè delle compagnie di ventura, corre nel seguente modo. Il garme lo si deve cercare nel feudalismo « che essendo sotto apparenze gel'archiche, una costituzione sociale sciolta e disordinata, ri- . chiedeva il braccio e favoriva k ambiziose voglie dei venturieri i> e cita venturieri ungheresi e saraceni, nei tempi carolingi, venturieri .normanni alla conquista delle Due Sicilie, le guardie sveve che aiutarono i ghibellini in Romagna, in Tosèana e in Piemonte nel x111 secolo. Contro
65 il'abilità di costoro non poterono competere le milizie cittadine raccolte -tra gente in cu i diveniva sempre minore l'ardore per la guerra; perciò -sparirono le une e predom ina rono. le altre, e le guerre del x1 v secolo :furono quasi esclusivamente condotte da soldatesche prezzolate: delle quali alcune, licenziate da Pisa pensarono di star unite per compagnia ,e mettere in comune i guadagni da distribuirsi rncondo il merito e il grado di ciascun di coloro che le componevano. Il bell'esempio trovò imitatori, e così ebbero principio le compagnie di ventura straniere, .cui si sostituirono le nostrane, <'h e ria lzarono l'onore delle armi italiane e iniziarono un nuovo periodo nelle vicende della milizi<1. · Così mi par riassunto con la maggior precisione possibile il concet!o ,del Franchetti, non mollo più esteso o spiegato di quanto fu qui riassunto, ma ridotto a casi speciali, detr,rminato da circostanze secondarie; dimo·dochè, col togliel'e queste ultime, non Sl avrebbe più quel periodo di ladronerie cui soggiacque il nostro paese sulla metà del secolo xiv per effetto ,della repugoanza venuta per le armi tra i eittadiili benestanti orarnaj punto più qesiderosi di noie e di rischi individuali per difendere il be,nessere collettivo. Applicando una frase odierna, saremmo per dire, che la repugnanza era venuta per la prevaleow dello stato industriale sul militare nelle città italiane, e con essa dell'amore per gl'iuteressi indi'Viduali a danno del sentimento degli interessi collettivi. E riducendo così ad un episodio, voluto da casi speciali, un fatto storico di grande importanza e fecondo di gravi comegueoze, si giudica a quelia limitata stregua il sorgere delle compagnie di ventura nostrane .quasi come una imitazione nostrana di ciò che gli stranieri avevano insegnato a fare coll'esempio: la manifestazione più maravigliosa della no-stra storia militare è co[)fusa colle razl.ie di una soldatesca indisciplinata e predona. Ma in questo modo le relazioni tra · 11 n brano dì storia militare no-strana e la storia politica sono spezzate : le istituzioni militari son ve-0ute come una superfetazione capricciosa ed indipendente dalle vicende delle istituzioni politiche, ed allora non c'è ragione sufficiente che spieghi eome i condottieri delle compagnie di yentura sien divenuti nel secolo seguente i principi italiani od abbiano tentato di diveni rlo ovunque lo pot.erono. , Sarebbe forse più opportuno il considerarn da un punto assai più targo le vicende riassunte dal Franchetti per spiegare l'inizio delle compagnie di ventul'a e. ritenerle come un fenomeno inerente a certi stati sociali simili a quelli in cui si trovò l'Italia nel x i v secolo, ed altri paesi trovaronsi prima e dopo di quell'epoca. . TRA I LIBRI
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ANNO Xl.I .
TRA I LIBRI 66 Feudalismo e me1:cenari non hanno così intimo legame che nell'uno trovino germe gli altri. Alla forma feudale corrispondeva l'obbligo di un contingente armato fornito dal vassallo al signore per un tempo. determinato collo scopo di combattere guerre intraprese nell' interesse direttamente favorevole del signore, ed eventualmente favorevole al vassallo. La masnada mercenaria che vivacchiava nel corpo di guardia del castello feudale mi sembra piuttosto il rimasuglio o la conseguenza delle milizie mercenarie, che l'origine loro, e il corpo di guardia l'asilo dei mercenari sperduti piuttosto che il semenzaio delle compagnie· di ven. turieri. Queste compagnie trovano la ragione di essere in un fenomeno assai più generale, perchè l'iappaiono assai frequentemente nel corso della storia. J Greci di Senofonte erano i venturieri dei re persiani, ed avevano avuto predecessori come ebbero imitatori nel loro paese: così i Germani lo furono dell' Impero romano per qualche secolo, come lo erano stati · assai prima gli Albanesi di Pirro 'per le ci1tà italo-greche,. e questi esempi bastano perchè alla mente ne ricorrano tanti altri che vi somigliano. Ed allora colla scorta di questi esempi sarà dato di spiegare come un fatto sociale di gran valore il formarsi di questeschiere di venturieri, considerate non in relazione a chi intraprende· in tali condizioni il servizio militare, ma allo Stato che se ne approfitta: e questo è il punto di vista più interessante pe1· riguard&rle rispetto alle istituzioni e corrisponde alle circostanze in cui lo Stato si, trova. Quando lo sforzo che esso deve fare per ottenere certi risultati, giudicati necessari, è superiore ai mezzi di forza di cui n.ituralmente dispone, allora bisogna che altri ne cerchi ove sono e li compri al prezzo ed alle condizioni che il mercato di simili elementi comporta. Non il feu dalismo, nè i signori feudal i, ma coloro che volevano romperla col feuda lismo e ricostituire la compagine nell',edificio sociale e politico in Europa ebbero bisogno di forze superiori a quelle di cui naturalmente disponevano. Le cercarono, le raccolsero, le pagarono e con esse batterono in IHeccia l'individualismo feuda le. Così cominciarono le schiere dei ventu rieri ungheri, saraceni e normanni, seppure non vogliam dire che continuarono sulle tracce di quelli che gl'imperatori roman_i · prendevano a soldo t.r.f le popolazioni germaniche. Così BerengaPio per vincere l'anarchia dei grandì italiani assoldò gli Ungheri, e l' Inghilterra trovatasi a corto di. soldati durante la guerra di Crimea formò legioni straniere. Cessato il bisogno d'impiegarli 1·imase in cotesti venturieri l'ordinamento gerarchico, embrionario o frammentario o ben conformato, l'atti.tlldine professionale, e la coscienza della propria valentia. Son manifesta- .
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zioni di una forza che non può rimanere inoperosa. Se lo Stato non è sufficientemente robusto per contenerla o disperderla, essa si volterà a danno della sua sicurezza e tranquillità. I Romani traversarono lo stretto di Messina per disperdere le bande di mercenari disoccupati che mettevano a ruba la Sicilia: nelle lunghe traversie c!le precedeuero la formazione dell'impero romano di Augusto ebbe importanza grandissima lo scioglimento dei numerosi eserciti che avevano concorso alla conquista cieli; regioni mcditenanee e dopo di averle couquisLate si trovavano senza impiego e non trova·,ano nicchia in una società senza guerre. Una parte della guen a dei Tren!'anni fu combattuta contro le soldatesche di Vallenstein, che non sapevano rassegnarsi a non combattere più. Non sarebbe assolutamente senza ragione di concludere che la riscossa di Napoleone, nel ritornare dall'isola d'Elba in Francia, sia stata anzitutto una manifestazione della impossibilità di passare senza scosse e senza reazioni del massimo sforzo delle armi al disarmo quasi assoluto, e le sedizioni a caratternesclusiva1nente militare avvenute nei paesi latini nel 1820 e :1821 possono essere co_nsiderate come una continuazione della ripresa d'armi che era stata combattuta e vinta a Waterloo, ed una manifestazione del disagio cui erano state sottoposte parecchie centinaia di persone per lo scioglimen to degli eserciti napoleonici. Sul principio <lei xrv secolo, coll'assunz1one del Signore a eapo delle ciuà italiane del settentrione, avvenimento maesLrevolmente descritto dalla conferenza del Franchett.1, mutò radicalmente l'ordinan1ento politico dell'Italia ed il modo di essere dclfo relazioni sociali . .La pace interna era scopo essenziale !li quella diuatura come lo fu sempre di qualsiasi ditta. tura, e il desiderio di raggiungerlo si riassumeva nella parola di pace in mille modi espressa come manifestaz ione dell a stanchezza generale r!alle lotte pol itiche e del bisogno di godere i frut ti di un benessere che il com. mercio e le industrie orarn;,i assicuravano. Durante l'intervallo che corre tra l'epoca in cui andaron cessando le cosiddette libertù comunali o della prevalenza dei pa rtiti in ciascuna città e l'altra in cui le Signorie, oramai incontrastate, cominciarono a raggruppare le cittù adiacenti a quelle in cui dominavano per forma rne degli Stat.i, le soldatesche congedate e senza impiego misero a sacco ed a ruba le campagne della peniso la e si divertirono a porre la taglia sulle città inermi ed assorbite dal lavorio di interna trasformazione politica. Ciò durò fìnchè le Signorie trovarono la nuova forma che dovevano assumere e ie milizie per essere adatte a loro e con·ispondenti ai fini per cui sorsero. La nuova forma furono le compagnie di ventiwa italiane che concorsero allo stabilimento dei principati in Italia, ed al rinnovamento del-
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l'arte militar~ in Europa . .Il monarca volle avere milizie proprio e nazionali; come Luigi XIV riordinò le forze militari della Francia per le stesse ragioni prima di lui i sig11ori italiani hanno dovuto risolvere il problema delle istituzioni militari convenienti al loro modo di essere ed allo Stato formato da loro. La raccolta di conferenze pubblicala dal Treves non esige, per dire la verità, che la v·ità italiana sia descritta in tutte Je sue manifestazioni nel corso della storia. Tuttavia il valore innegabile della pubblica~ zione, che •si lega ai nomi dei scrittori che sono i primi d'Itaìia, desta. il desiderio che essa sia completata abbracciando un numero maggiore di faccette della nost.ra vita nazionale passata. Ciò ci spinse a porre in rilievo una di quelle faccette' accennata di sfuggita, mentre ci sembra una delle più importanti. Ora volgiamo al solerte editort}il desiderio testè esternato, acdocchè nel dargli soddisfazione, renda popolare la conoscenza della stç,ria nostra più che non lo sia.
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l'unità della patria voluta ed ottenuta per aspirazioni di grandi e pure intell igenze, con sacrifici di nobili e sante anime, con libero assentimento di tutte le parti sane del popolo.
Rammentiamo una utile pubblicazione dello SrA PFEn: L' Europe politiqiie. Esce a fascicoli presso Lecènc Oudin e C. in Parigi e mira a presentare un quadr,> completo del movimento politico presso tutti i paesi europei . Per ogni Stato l'autore espone _si~ternaticamen:e le sue condizioni etnografiche, l'ordinamento amministrativo, giudiziario e Hnanziario, le istituzioni militari, il bilancio ci la legislazione operaia: di~cute le sue relazioni cogli altri Stati europei ed e~arnina i trattati commerciali. Accenna infine alle prinuipuli personalità della stato con una breve biografia, ed al movimento dei giornali. È innegabil<~ che un'opera simile quando sia compiuta darà una idea chiara delle condizioni presenti dell'Europa, e sarà un lodevole manuale di facile consulta per la conoscenza delle questioni politiche, economiche e sociali che ogni dì più s'intrecciano e vengono ad interessarci. Deve costituire tre volumi, e la pubblicazione è già arrivata al principio del terzo.
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Il CA11oucc1 pubblica una serie di Lettiire del risorgimento italiano uoi tipi dello Zanichelli di Bologna. È una specie di antologia nazionale e muove dal seguente concetto con cui comincia un~ prefazione dettata dal rat:coglitore, la quale perciò è la parte più attraente del libro. Ecco comr{ si esprime: « La storia delle idee e della létteratura del risorgimento è la ricerca e l'esposizione dei contrasti e degli accordi fra le iniziative innovatrici e le tradizioni conservatrici, nell'intento di restaurare o çl'instau- · rare lo spirito moderno e l'imp1·onta nazionale nelle produzioni òell~ fantasia e del sentimento: storia contemporanea e consentanea ali' alba di una stessa restaurazione o instaurazione nelle dottrine filosofiche e morali e negl'instituti e ordini politici: comincia co 'l i 749 e va fino al 1870 ». Per ora la pubblicazione arriva al i830, ma, sebbene in niun luogo, a quanto mi parve, sia detto, dovrà continuare fino al 1.870. Si tiene nel campo letterario più di quanto lo desidereremmo per ben conoscere i contrasti tl' gli accordi che, modificando via via la coscienza del popolo nostro, prepararono il maraviglioso scoppio del 1848. Ad ogni modo però la scelta dei brani riportati rivela la conoscenza larghissima che il compilatore possiede della nostra letteratura, e la intenzioue costante di riannodare la sceha fatta ad un concetto altamente nazionale qual'è
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Due graziosi volumi ci vengono di Francia e descrivono l'uno l'cs!lrcito francese e l'opera sua nel 1894-, J'attro 'l'esercito tede$CO. Il primo d'essi di Annoo1N"-DUMAZRT è intitolato. L'année et la flotte en ·1894 -- Manoeuvres navales - Manoe1wres de JJeauce - ilfcwoeu.vres de forteresse ed è pubblicato dagli editori Berger et Levrault di Parigi. Sembra che la prova fatta dallo stesso scrittore col librn analogo sulla tlo~ta del 1893, gli sia ben riuscita, ed è anche questo un mezzo per rendere conosciuto e popolarn l'esercito, ciò che, in Francia, checchè ne dicano gli amici della pace, è cosa assai gradita. Ritratti, vignette, carte t0pografiche, quanto si può insomma desiderare per cono,cere ciò che ha fatto l'esercito, è tulto messo a contribuzione in questo libro. Dopo esso il lettore profano può consolarsi anch'esso e trinciare in po' di scienza bellfoa; scienza alquanto superficiale, si dirà. E. che p€>rciò '? 11 rinchiuderci nelle astruserie delle conoscenze militari è il farne una specie di cosa sacra, preclusa con ogni cura ai profani, non ò il mezzo più adatto per militarizznre, il pae~c.
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Fa riscontro a questu il libro che descrive l' esercito tedesco, composto da due ufficiali: il capitano SPECKE1, e il tenente FoLJOT col titolo L' Armée allemande illustrato dal FLEURr e pubblicato dallo stesso editore che fece veder la luce al prccedent.c. Ha per scopo di far conoscere in ogni sua parte quell'esercito; con lo stile facile, scorrevole dei francesi passa da un proemio storico ad una vista d'insieme delle forze :irmate tedesche, poi descrive il comando, la fanteria, la cavalleria, le armi speciali, e conclude con un cenno sul passaggio dal piede di pace a quello di guerra . Tu tto questo senza tabelle, senza lungaggini inutili allo scopo cui serve il libro, notando solo quei punti principali i quali servono a dare un criterio sul modo col quale è formato e funziono l'esercito che impl'ende a descrivere. Le vignette, disegnate con tocco a penna e con un certo brio, complet.ano la descrizione e fissano le idee in modo conispondente al tenore del libro. Desidereremmo anche noi qualche libro simile sugli eserciti, senza la solennità di un trasunto delle pubblicazioni ufficiali e senza il peso delle interminabili tabelle, supernue a colol'O che non hanno bisogno di fare studi speciali d'ordinamento milit:are ed a quelli che dovendoli fare hanno altri mezzi a loro disposizione per potervele ritrovare.
*""• L'Egitto continua ad essere oggetto d'interesse per i nostri vicini d'occide"(lte in questi momenti in cui la questione mediterranea si presenta ingarbugliata sotto il peso dei numerosi problemi cui sembra chiedere una soluzione od almeno un principio di soluzione. Coloro che pe1· ragione di ufficio o per altri interessi hanno avuto occasione di rimanere per qualche tempo in quel paese, e di studiarlo ne approfittano per pubblicare le loro elucub razioni, sperando di riuscire grati ai Francesi. Il· PE:.sA, che è segret<1rio del comitato doli' Egitlo, mette i"n luce · l' Egypte et le Smulan e,qyptien (Paris, Hachette) cd a proposito del bisogno che sente l'Europa, secondo lui, di risolvere il problema dell'occupazione inglese dell'Egitt.o, ne rifà la storia e ne studia le couseguenze ed esamina gl'interessi ehe sono in corso tra loro nel Sudan. Sembra allo scrittore che l'Italia non siasi male inspirata volendo annettersi la Svizzera africana, ma che i suoi procedimen ti non sieno lodevoli, e due pagine dopo asserisce, che al dire dei padri lazzaristi, l'Italia non caverà mai da quel paese montagnoso e povero i milioni chr. v'ingli iolte. In un altro punto · aggiunge che se gl'lnglesi avessero intrapreso quesl.a conquista l'avrebbero compiuta vendendo agli Abjssini armi ed absinthe e che vi si sarebbero
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C d collo sperare nell'accordo arricchiti, distruggendo quel popo1o. onc1~ e . . . la miolior so-0ella Germania colla Russia e colla Francia pe~ nce1c~1e. d:l canale . possibile per ottenere la neutralità olTettLva dell Egitto,_ d" Iuz10ne . che la Francia non 1. 0 di Suez e di tutto il bacino del N,lo, e so.::,gi.unge . L . . one . . · · · nti che \'Alsazia e 01 ena ,mp mr.nticherà < le nvendicaz1om immane . . ·1 11:tornello . 1 · a di spiegare -o tutti i cuori francesi, » ma tra asci . . . poi come 1 · /
atriottico si accordi colla canzone concihatrt~npp . lt e senza dimenticarci però che rn mezzo a queste co trad~~:~~:t s~ 1:r~para l'opinione pubblica, e per essa la storia futura.
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NOTIZI E POLlTlCO-MILlTARI
NOTIZIE POLITJCO-MILIT ARI
Chiuso il Parlamento per le feste natalizie, dop<' avere votato i ventÌ' ~ilioni chiesti dal governo per l'Africa, l'attenzione del pubblico italiano, du_rante tutta la quindicina, fu assorbita dalle cose dell'Eritrea.. Dopo il combattimento di Amba Alagi, il nemico, benchè tanto su-· perìore in numero, non intraprese più nulla d'enel'gico e di importante, si avanzò lentamente verso Macallè e pose il campo a una decina di chilometri dì distanza. Quindi inviò esploratori in tutte le direzioni,. anche al di là di Macallè, e pose un corpo ad Agula tra Macallè ed A~grnL
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Poi a poco a poco circondò Macallè alla larga; tentò un lieve attacco, fa cilment.e respinto; spinse a sinistra qualche colonna verso Hausen, e-dappertutto foragge1·i a ,razziare nei campi e nelle , capanne quasi. deserte. Da parte nostra, il gene1:ale Baratieri, mirabilmente secondato da quanti ufficiali italiani sono in Africa, non ha perd uto un momento; tutte le truppe della Colonia, salvo il presidio di Cassala, furono concenti:ate ad Adigrat; in poco tempo, fra bianchì e neri, fra regolari eirregolarì, si trovarono riuniti, sotto la mano del governatore, da novea diecimi la uomini, oltre i presidii di Macallè e di Adigrat. Contemporanea1,11ente in tutte le regioni dell'Eritrea si chiamò alle armi la milizja mobile, che rispose volenterosa all'appello. Queste pronte misure furono la salvezza della Colonia. Il nemico, mem.ore della resistenza incontrata e delle perdite subite ad Amba-Alagi, edotto dalle. sue spie del numero di forze che il generale Baratieri era riuscito a raccogliere e delle difese accessorie fatte attorno ai forti (specialmente delle mine, misteriose e tenibili agli, occhi dei barbari) non ardì attaccarci ed aprì trattati ve di pace.
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Messi su messi furono 'inviati da òfoconnen al maggiore Galliano e al generale Haratieri con propòste che non si conoscon~ e che certo non erano accettabil i perchè non furono acet.ttate, ma dunostravano la titubanza del nemico e fo rse le sue discordie; p~re .infatti che a Maconnen sorrida poco l'idea di affrontare un' altra volta gl' Italiani unicamente per riconquistare il regno a ras Mangascià _; se"?bra pur~ che la deficienza di viveri e le notizie di sollevamenti dai paesi d1 oltre Tsellari, e Taciazzè abbiano influito molto neli' indu 1re il comandante delle forze scioanc a fare proposte di pace. Ad ogni modo, qualunq ue fos~e il movente del nemi~o nel farle'. era convenienza nostra starle a sent.ii·e e trattare sopra d1 esse, quah che fossero, se rÌou alt.1·0 per guadagn~re tempo. Pei sorpresi di qualunque specie, il tempo è sempre condizione necessa ria per riaver,;i e in questo caso lo era doppiamente pe'r noi, ~he d~ve~amo ~on . solo raccogliere ad Adigrat le truppe sparse su tut.to 1l temtono del! En t.rea, ma inviare ri!}forzi dal!' Italia. Trattammo adunque. Non vi fu armistizio nè tregua pattu ita; da una p:nte e dall'altra 'le truppe continuarono a nrnoversi; ma pare .c.he. vi f~sse ttci'.o ac·cordo di non inga~giarc combattimento. Infatti 1 ~1sp:ll? a~nunz1ar?no che avendo ·una colonna di l\fangascià fatto atti' ost1h, 11 :nagg1ore Galliano comandante del forte di Macallè, se ne lagnò con Maconnen , il quale 'aveva stabilito che durasse la tregua fino alla sera ~lei 23 .. Era già molto pe1: noi; ma anche dopo il 23 la tregua eh fatt~ s~ è prolungata. ·11 2;5 o il 26 ras Maconnen inviò al ge~erale Barat1en due nuov1 messi coJ?. una lettera in cui di1,hiarava d1 • non po;ere più trattenere i ras riuniti per la guerra. » . . Frnttanto fino alla mattina del 28 il grosso dell'esercito nemico era ancora raccolto al campo di Dolò a sud di l\facallè, ma si parlava di prossima marcia verso I' Hau:;en, schivando Macallè cri Adigrat. Si diceva che ras Alu la coi Tigrini avrebbe marciato all'avanguardia; ras Maconnen, ras Micae\ e ras Oliè al centro; Atchim Mangascià alla retroguardia . ·. .. Al momento in cui scriviamo (il mat.tino del 3:l dicembre :1895) le cose sono a questo punto. Marcia realmente il grosso degli Scioani'. o sta sempre fermo al campo di Dolò '? Lo ved remo nelle seguenti puntate. Qui ci sembra inutile perderci in congetture.
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NOTIZIE POLITICO -MILI TARI
NOTIZIE POLlTICO-.MILITARI
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Mentre il generale Baratieri raccoglieva e goncentrava le sue truppe in Africa, il governo centrale provvedeva ad inviargli dall' Italia, il più celermente possibile, i necessari rinforzi. · Il primo scaglione partì da Napoli il 1:6 corrente col Singapore, della « Navigazione generale» e constava di due battaglioni e di due batterie da montagna. Il 18 è partito il ~econdo scaglione, il :19 il tel·zo e così via via. Questi legni carichi di truppa, di munizioni, di viveri e di materiale . da guerra, fecero finora il viaggio senza incidenti e con velocità superiore ali' aspettazione, malgrado la cattiva stagione e il mare molto agitato. Al momento in cui scriviamo i primi quattro scaglioni (oltre cinque mila uomini e cinque batterie da montagna) sono già sbarcati a l\lassaua, accolti festosamente dalla colonia italiana e dalla popolazione indigena. Si trova a Massaua il generale Arimondi che ordina il pe1:sonale e il materiale sbarcato e lo avvia ad Adigrat per la strada di Asmara. I battaglioni già destinati a partire per l'Africa s,ono :14, di fanteria, 2 di bersaglieri ed uno di alpini più cinque batterie. Jl quattordicesimo battaglione di fanteria è partito la sera del 30 dicembre col Perseo, il secondo bersaglieri partirà oggi (3-1) coll'Archimede. Così abbiamo mandato in Arrica circa 1.1,500 uomini, fra cm c11·ca 9,000 fanteria, ·1240 bel'saglieri, 620 alpini, 600 artiglieri con una trentina cli cannoni da montagna. In Africa già vi erano otto battaglioni indigeni, 9600 uomini, ~otto , compagnie cli milizia mobile, 1.600 uomini, due batterie da montagna indigene, 240 uomini e :l2 cannoni, truppe del genio, di sanità, cara:binieri, servizi accessori, 2000 uomini. In totale adunque prima .della metà di gennaio il generale Baratieri avrà sotto i suoi ordini circa ventisei mila uomini. Per l'e,ventuale difesa di Massaua (benchè affatto ;mprobabile che ne sorga la necessità) venne disposto che vi concorra la squadra, molto opportunamente mandata nel l\lar Rosso. Adesso si comincia a respirare. Le misure prese in Africa e in Italia ci assicurano della vittoria final e, qnand' anche ( cosa ogni giorno più improbabile) qualcheduno dei nostri punti più avanzati dovesse essere sgombrato.
E 3 d assicurarci la vittoria finale concorrono le condizioni del nemico che sono meno buone di quelle che in principio pareva e peggiorano neçessariamente ogni giorno. . Da tutte le notizie risulta che nel c,,mpo nemico_ non re~na l~ concordia e scarseggiano i viveri; si· vede che non solo i no~tn fortl s?no per esso inespugnabili, ma non ardisce_ neppure a_c~ostan:1st ; appan,s~~ chiaro che se è riuscito a sorprenderci nella posmone ct1 Amba Ala;:,1, è però rii~asto esso stesso sorpreso della nostra resistenza ; onde h_a perduto quasi un mese preziosissimo per esso ed altrettanto per not, fasciando a noi il tempo d'inviare rinforzi s·.1 larga scala e consu!nando esso le sue scarse provviste. Chi non ha ardito attaccarci dopo Amba Alagi, quand~ le ~~stre - truppe erano disseminate su tutto il territorio della colo~ia,_ d1ft1c1lmente ci attaccherà più. Quando il momento opportuno sia giunto, attaccheremo noi. . . L'esercito che ci sta di fronte non può oltrepassare i quaranta_ m'.la uomini · i veri combattenti sono certo assai meno. Si dic~va e _si dice ancora ~he queste .truppe cos~ituiscano soltanto I_' avangu~rdia; ~ara ve1:o '. ma il grosso, che doveva g111ngere _con Menehk non s1 vede ancoia, anzi da vari giorni pare che invece dt avanzare retroceda. . Secondo ·gli ultimi dispacci il negus non era ancora grnnto ad Ascia:o.ahi · non vi era neppure aspettato. Quali ~~no le cause di questo ritardo 'I Dicesi che 4,yman~t, re. de~ Gorrrriam, stato finora neutrale, siasi dichiarato contro . Menehk ;_ d1ce~1 Somali dell'Harrar, i Dancali e i Galla confinan dello Sc'.oa minaccino sollevamenti ed attacchi. È difficile vederci chiaro. Ma,_ mtant? il negus ha perduto la strada; s'anco dovesse ritrovarla, non gmngera più in t~mpo. . . . . . . . .. In questo momento gli Scioam e I T1gnm che c1 ~tanno d1 f~o?te sono oià stt·etti da due nemici terribili : la farne e no1. Due nem1c1 le <'> cu'i forze crescono ogni giorno. . . . . Alla trepidazione dei primi momenti sono succedute m Italia fondate speranze, e, come nei giorni tristi, così !n _q~e_,,ti c_l~e. prometto?o s~'.·te mio-liore il conteano delle nostre popolaz1om e supeuo1e ad ogni elo..,10. ~ ' <'> • • l'Af. Le dimostrazioni di affetto con cui accompagnano 1 partenti per nca e l'entusiasmo con cui questi partono ci ricordano i giorni delle campagne dell'indipendenza.
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NOTIZIE POLlTICO-Mll,l'fARl
.,.* .,. Tre progetti ùi legge militari pendono davanti al Sen:ito: quello sul reclutamento; quello per la conversione in legge dei decre1i-legge (già approvato dalla Camera) e quello sull'avanzamento. , Quanto al progetto sul reclutamento, l'uffizio centrale del ·senato, con relazione del senatore Blaseroa, propone di non passare alla discussione degli articoli. Per quello riguardante i decreti legge non esiste ancora la relazione del detto Uffizio. Per quello sul!' avanzamento fu pubblicatn in questi giorni la relazione del senatore generale Ricotti, colla quale si propone il progetto ~tesso ali' approvazione del Senato, ma c-0n alcune importanti modificazioni . Queste riguardano specialmente I' avanzarneut() a scelta, che il progetto ministeriale (riproducendo in sostanza le 1-1rece denti proposte del minimo Pelloux) vorrebbe applicare con molta larghezza, mentre l' uffizio centrale del Senato crede che debba essere applicato con molta parsimonia. È notevole che l' uffizio centrale raccom11nda l'approvazione dei limiti d' età _come si trovano nel progetto ministeriale, i quali sono gli stessi (salvo che il limite d'età dei capitani fu portato da 48 a 50 anni) che quelli del progetto Pelloux. dal Senato respinti. Non ci fermiamo di più su questo progeuo, perchè avremo tempo a parlarne quando verrà in discussione; soltanto facciamo voti che ci venga presto e che la q uestione dell' avanzamento si;i defi nita una buona volta non solo per finirla colle incertezz<' di questa penosa nspettativa, ma perchè una nuova legge d'avanlitmento con norme precise, sicure e in armonia coi tempi è uno dei bisogni più sentiti do.li' e~ercito.
•"• Poche disposizioni d'interesse militare emanarono nella quindicina; le più notevoli sono le seguenti: A datar~ dal ,t o gennuio !896 è istituita in Pieve del C1.1dore una sezione staccata d'artiglieria, 111Ja dipendenza del comando locale d' artiglieria di Venezia. Furono pubblicare alcune varianti da apportarsi al caricamento intern() delle dotazioni sanitarie di mobilitazione. Venne pubblicato l'ultimo volume della ristampa Jellu parte ~econda del Modello per gl' inventari del materiale d'artiglieria e genio.
Vennero pubblicati i capitoli d' oneri per le forniture ad imprese dei viveri e del foraggio per l'anno 1896. .. . Un Atto ministeriale pubblicato nel giornale milit~re ~tab1ltsce che gh ufficiali destinati nei riparti di rinforzo alle trupp~ d Africa non. tro~an· dosi nelle identiche condizioni degli ufficiali che v1 _fanno yassagg10,~s1e~o osservate riouardo ai loro cavalli le norme comuni relat.1ve alle a:,senze temporane/dal corpo per ragioni di servizio. . . . .. . 111· pe r tanto eh' essi lasciano in Italia e ,conservato ·11 Af dmtlo Pe1· cava · alla razione foraggi per tutto il tempo che detti ufficiali restnno 10 r1ca. Roma, il 3:l dicembre '1895. X.
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NOTIZIE MILlTARl ESTERE
sionali, oltre a dirigere in tempo cli guerra il servizio sanitario, sarebbero i consiglieri del comandante di divisione in tutte le questioni attinenti a detto servizio ed all'igiene in generale. In tempo di pace, essi debhono cooperare col generale medico di corpo d'armata nell' istrnire teoricamente e praticamente il personale sanitario e preparare sè stessi · al disimpegno dei compiti che loro spetterebbero in tempo di guerra. A tal uopo essi sono, secondo il bilancio destinati alln direzione dell'ospedale principale alla sede del comando di divisione. Altri compit.i ineren(i :illa carica sono di conseguenza: dirigere il funzionamento del servizio snnitario nella rispettiva giurisdizione divisionnle, sorvegliare e provv;idere opportunamente riguardo all'igiene nelle varie guarnigioni ed in circostanze di manovra; influire quali consiglieri in questioni di sus,istenza e prontamente disporre in casi di malnttic epidemiche od epidemiche; studiare ed investigare le cagioni delle malattie, per dettare all'uopo opportune misure precauzionali. Istruzione scolcistica delle reclute. - Dai dati statistici pubblicat.i nei periodici tedeschi sull'istrnzione scolastica delle reclute incorporate nel 1894-915 risulta che in Prussia su 157,854, 1·eclutc eranvene 5H: illetterate; in Baviera, su 29,759, ernnvene sollanto 10 illetterate. In proporzione, è evidente una notevole superiorità d'istruzione a favore della Baviera. Devesi tuttavia notare che tra le reclute incorporate in Prnssia avvene una parte che parla e scrive la lingua polacca, od il linguaggio kassubico, ecc., e passa per illetterato se non conosce la lingua tedesca. · Marciç militari pl'ussicine d' èpocci remota. - Per decreto imperiale sono rimesse in esecuzione diverse marcie militari prussiane dell'epoca Federiciana. L'imperatore stesso le riparti fra 36 reggimenti, ordinando che in occasioni di grandi parate ciascuno dei medesimi abbia per sè stesso il privilegio di sonare k marcie che gli vennero particolarmente
NOTIZIE MILITARI ESTERE GERMANIA.
I . qu.m_-ti (mezzi) batta[Jlioni. - Ci rca il funzionamento d . ..b taglioni m esperiment 0"" d. e1 qua1t1 at. . . o, ~"'etto 1 1unghe discussioni della pubbJ' Sfampa, e ormai accertato che n i r .· · .. ICa al M' . t • d li ., e appoltl stati trasmessi m proposito ' •.m1s .e10 e a guerra i comandanti di cor o a'a ·m quasi all 'unanimità un voto sfavorevole. p I ata espressero Tra i difetti attribuiti al detto funzionamento i .· 1 · seg 1 t'. 10 r· · . • piu notevo 1 sono 1. f'ìc' l en 1. . istnl7.1one nei riparti su pe1:iori alla compa"nia risulta de~ente e occorrerebbe quindi modificare prontamente I~ dei mezzi battaglioni, suddetti. 20 Manca totalmente in doe1t.,,tean1z~a:1one la truppa e I · · · · un1t.1 tra . . . . .e. I sup:r~orr ~uello ailìa1amento che ò sì .lodevole nei b tagh.0~1 mter1. 30 Nei detti mezzi battaglioni non riesce bene 1·1·pa1·t·1oa~J· Sel'VIZIO p · r,J' ' ]'i ed ·i sotl.ufliciali, talora essi trovansi ' sovracarichi I· 1 d'occ, .e1 '." i ul ffi cm u~azwm, ta ora non sono abbastanza occupati. Molti .· . . proaetti "' . . di mod i·lìicaaone ali' attua le or()'anizzaazione d i .. mezzi battaglioni sono presentati dalla starnpn m:nf'enenc.lo la f e c1bu.a1t1 nale tt t · · · erma 1en, Il a ·ua,r mente m espernnento e senza aumentare la' fo.1za ct I· presenza <l · . . . m1~ i ore .e1 menzionati progetti sembra sia quello eh . ·d: mm ire I mezzi batlaglioni di due re"'rimenti in llll I e p1 oyone i · d .· . · . . "'" o so o con 1orza su pie abb1· «~ un sett'11no ba!tarr1·10ne . e i 1stietto, . . ,cos1cche ciascuna bri"ata o ciascun una in più' la' quale, sia · ..m tempo"'d1. pacee · ·. · corpo dtarmata . . bri"ala e srn m guerra a Jb1a precisamente "li stC'ssi cornpit' l , mente ai mezzi battaglioni. ci i c ie spettano attual· (J
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Pei·sonale sanita:tio. - La Deutsche 1:reei·es 1' · , . • ., •-z ..,ei'tung mette sott' occhi, un~. importan.te t.nnovazione portata dal bilancio miÌitare '1896-97 n ~ pe1~onale san1tano e consiste.nte nello stanziamento di 33 rr d' . d' ~ sionaJ' , J· C · 16 ICI IVI: . to "!Ornale . • i · specrn · .i. ,on . tale provvedimento, afierma il men·z1ona l 1 ::.erv1z10 samtano del tempo di pace viene a trovar' i J' " ' alle mansioni che gli competono in caso di mobilit;zi:neme.,,I" .a.t.o • imo epd~e~iad1' ,Cl I VI•
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assegnate. . SPAGNA.
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Le spedizioni militari n Ciiba. - Dichiaralo lo stato di guerra nell'isola di Cuba e riconosciuta la nece'lSità di aumentare le forze militari di quell'esercito, il generale Lòpez Dominguez, a quell'epoca Ministro della guerra, dispose, con decreto in data 1° marzo dell'anno corrente, l'organizzazione di un battaglione di fanter ia in ognuna delle sette regioni della penisola, dalle quali i battaglioni trassero i rispettivi numeri d'ordine, denominandosi battaglione peninsulare N.....
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NOTIZIF.. MILITARI ESTERE
Ogni battaglione fu formato su 6 compagnie sul piede di guerra, eccetto però U 5° battaglione, che, provenendo da una regione che non ha che una sola divisione attiva fu formato su 4 compagnie s0Ìt3nto. Lo stato maggiore di ogni battaglione comprendeva: i tenente colonnello comandante, 2 maggiori, 1 capitano aiutante maggiore, 1 capilano pagatore, 1 capitano di rnagazzeno, 1 ufficiale subalterno portabandiera, i med ico, i cappellano, ·l sergente ed 1 caporale trombeltiere ed 1 arrnaiuolo. Ogni com pagnia era composta di: ·1 capitano, 4 ufficiali subalteroi, 4 sergenti, 8 caponili, ;~ trombettieri, 4 soldati di 1a e 130 di 2a classe. Gli ufficiali superiori, i capitani, i medici ed i cappellani furono designati dal Ministero della guena. Gli ufficiali subalterni furono tratti da quelli in attività di ,ervizio che ne avevano folto domanda, procedendosi al sorteggio, in caso che il numero non fosse stato sufficiente ed esci udendo gli allievi delle accademie militari. Per gli uomini di truppa si diede la preferenza ai volontari conìpletando il contingente necessario per mezzo del sorteggio fra i vari corpi attivi . Questi battaglioni venivano a formare un totale di 4063 uomini, pochi per fa r fronte ai bisogni di una guerra che accennava a prolungarsi. Con ordine reale del 1° marzo si dispose perciò che fossero chiamate alle armi le recl~le dell'u ltima leva in numero di 2500; alle quali toccò in sorte il servizio nelle truppe coloniali. Compiuta a tempo debito l'Ol'ganizzazione dei 7 battaglioni peninsulari, il .Ministro della guerra, d'intesa colla compagnia di navigazione transatlantica, fissò i giorni, porti e vapori indicati dallo stato presente: Prima spedizione di Cuba:
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NOTIZIE MILITA.RI ESTERE
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ANNO XLI.
83 - L'artiglieria francese nelle esercitazioni di tiro del 1894. (Periodico e numero sopracitato). - La fanteria tedesca, fmncese e rnssa nell'attacco e nella difesa. (Deutsche Heeres-Zeitung, 13 dicembre 1895). - Le nia11ovre impel'iali tedesche nel 1895. (Revue mit-itaire de l'étranger, novembre :1895 ). - Ist1'11zùme e condotta della cavalleria. Generale Petit-Narbonne. Traduzione dal tedesco. (Continuazione). (Revuc dc cavalerie, novembre i895). - Ricognizioni di uffìcial-i. (Periodico e punt.àta sopracitata), - La fanteria alle 11ut1101we del primo corpo d'armata (in Svizzera nel :l895). Colonnello Isler. (Revue militaire 511,isse, Hi dicembre 1895). :- Spiegame11ù> strategico del/.e forze della Fm11cia sulfa siu, frontiera -Orientale. (Revue militafre suisse, dicembre 1895). - Costituzione di tm campo tri11cerato cmtmle di 1·iseroa in Francia. (Spcctateiw milita·ire, 1o dicembre :l895). - Sguardo alle manovre imperiali del 1895. (Militiir-Wochenblatt 25 dicembre 1895). ' - Le operazioni con tlutsse d'eserciti al 71rincipio e nella. sewnda metà del secolo decimonono. (Jahrbiicher fù1· die deutsche Arniee und Marine, 1.5 dicembre :l895). '"'""" Coste e porti dell'impero russo in Eir,ropa e nel Caucaso, sotlo il rapporto della difesa. (Continuazione e fin e). (JahrbiJ.chcr fur die deutsche Armee und Morine, dicembre 1.895). fl sistema di difesa territoriale in Galizia. (lntemàtimuile Revue, dicembre ·1895). . - Notizie militari dalla Russia. Riparto delle reclute nel 1894 e 1895. Rimonta delle truppe cosacche. Uniforme dei nuo•·i reggimenti dragoni. Nuovo arredamento dei cosacchi. (Jahrbiicher fur die deutsche Armee untl Marine, dicembre 1.895). - Le grandi manoin·e f'rances'i nel ·1895. Capitano fugo. (lnterna.tio nale Re1Jtte, dicembre 1895). - Le grandi manovre di ,qrnppi d'armata nel 1895 in Francfrt.. (Spectatettr militaire, :l O diremb re i 895). NOTIZIE BIULIOGRAFI CHE
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE I. Ordinamento, reclutamento ecc. L'esercito e la marina inglese. (Tnternationale Revue, dicembre '1895). - Il progetto d'armata coloniale (francese) di :M. Cavaignac. (Spectatem· rnilitaire, :l O dicembre 1.895). - L'ot·dinammto militare della Grecia. (Reviie militaire dc l'étra,tger, novembre :l895). - Reclutamento ed effettivo di pace in Francia nell'anno 1895. (Neue rnilitiirisdie Bliitter, dicembre 1.895). I - Il sct·vizio a brevi ferme e lo spopolamento delle campagne in Francia. (Avenir militaire, 24 dicembre :l895). - I quadi·i dei sottufficiali in Francia. (Progrès militaire, 1/.1: dicembre 1895). - Le riforme de/. W ar Office. (Revue dtt cercle militaire, :l(i, e 2:l dicembre :l895). - Le riserve e l' 01·dinamento dell'esercito ·russo. (Neiie militiirischeBliitter, dicembre 1895). - Il bilancio della guerra in Francia. (Spectateur mililaire, Hl dicembre !895). • - L'arma.ta coloniale ed i servizi del genio. (Joit1·nal cle sciences mititaires, dicembre 1895). In questa puntata del citato periodico vi è la continuazione di vari studi cominciati nelle precedenti puntate e citati' nei precedenti Bollettini.
2. Arte militare. Il nuovo re,golamento della cavalleria tedesca. (Continuazione e fine). (Revue du cercle militaire, :14, :l8 e 2:l dicembre 1890). - Compito clell'artiglierili nelle ritirate. (Militar- Wochenblatt, :l4 dicembre 1895).
3. Storia militare e generale. Il combattimento presso 1Wit11den in IYaldeck nel 1700. (Neue militiirische Bliitter, dicembre 1895). - Una divisione di cavalleria leggiet·a nella campagna del 1805. (Revue de cavaterie, novembre t895).
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
- La spedizione francese al .Madagascar. Continuazione. (lnternatìonale Revue, dicembre 1895). - La guerra in Cuba. Vari scritti su questo argomento si trovano· nella Revista tecnica de infanterùt y caballeria, puntat<\ di dicembre ·I 890 e precedenti. I - La spe<l'izione francese a.l JJ!adagascar . Continuazione. (Neiw militdrische Bliitter, dicembre 1895).
- Il corpo d'artiglieria in Francia. Monografia stor.ica. (Continuazione) . (Revue d'artillerie, dicembre 1895). - Il quartier generale principale nella campagna del 1871. (.Militii;rWochenblatt, Hl, dicembre 1890). - La vita d~l soldato 11ella guerra dei trent'amvi. Capitano Baumann. (Continuazione). (Jahrbii.cher filr die dentsche Armee und illarùie, dicembre ·1895) - La guerra tm l' ltalia e l'Abissinia. Narrazione dei fatti dello scorso ottobre contro ras l\fangascià. (lnternationale Revtte, dicembre 1895). - Gli spagnoli a Cuba. (lnternat'iona.(e Revue, dicembre 1895). - Là città di Praga. Monografia storico.-militare. Conferenz,1 tenuta al circolù militare di Berlino dal tenente colonnello Bernha1•di. (8° fase. di appendice al Militar-Wochenblatt, ,t89o). - La forza dell'esercito prussiano al principio della guerra dei sette a.nni. Per Max lmmich. (.Tahrbilche1: fii,r die ([eiitsche annee und rna.rine, dicembre :1890). - Sullct fermata di Berna.dotte nellct campagna d1ll 4814. (Jahr/:Jilcher {ur die dwtsche armee 1.tnd nuvrine, dice mb re 1895. - .Metz, 1870. Monografia dell'assedio di l\fetz e delie battaglie combattute attorno a questa piazza, nella campagna del t870-7L (Streffleur's Zeitschrift, dicembre 1895). - Le condizioni del vettovagliamento neila campagna inverna.le del J806, fino alla battaglia di Pultsk. Obert, intendente mil,itare. (Streffleur's Zeit- . sclwift, dicembre 1.895).
4. Geografia, Viaggi, Colonie. Bollettino della società geogmfica italiana. (Fascicolo x11, 1895). Popolazione dfll regno d' Italia . .- L'oro e l'argento in Piemonte. - Canale fra il Baltico e il Mar Nero. - Spedizione danese nell'Asia centrale. - Una nuova carta del!' Africa. - Esplorazione nel!' A fr1ca orientale. - Esplorazione della Costa d'Oro. - La popolazione degli Stati Uniti d'America . - L' Abissùiilt e i paesi limitrofi. Dizionario storico, corografico, sta' tistico ed etnografico dell'Etiopia. Seconda edizione, con aggiunte e correzioni e una carta dell'Abissinia. Rivolgersi alla tipografia Voghera, Roma. - 1;1, spedizione porto.9hese a 1lfozainbico. (Rev,ista militar, dicembre 1895).
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5. Tecnologia e scienze fisiche . - Intorno alte correnti generate dall'immersione del platino in una sobuzione aciditlat1i. (Atti del H. istituto veneto di scienze ed arti. Puntata dedma, 1895). - Sitllci determinazione degli acidi fissi nei grassi. (Periodico e puntata sopracitata). - Il fucile ilfouser spagnolo da 7 mill. Traduzione dallo spagnolo. (Revite d'1wtillerie, dicembre '1895). - Sgit(!,rdo nel campo della tecnica. militare. Armi a mano. - Pezzi. - Mitragliatrici. - Granate. - Polveri. - Corazzature, ecc. eçc. (Jahi·biicher /ùr die deutsche armee und marine, dicembre 1895). - .Moto di itn solido in un Hquùlo illimitato. (Atti del R. istituto veneto di scienze ed arti. Dispensa decinui, ,1895). - Osservazioni di comete e pianeti fatte dalla specola di Padova nel 1894 e calcoli relativi alla loro orbita. (Periodico e puntata prncitata): - Dist;ribuzione delle defomiazioni dei metalli sot/.omessi a sforzi. Continuazione. (Revue d' artillerie, dicembre 1895).
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6. Varietà. - Il servizio sanitario nelle gu.en·e del passato e del fuiuro. Epstein, ·medico mil itare. (StreOleiir' s Zeitschrif't, dicembre 1895). - Lavoro ed ed1u;az'i01ie cli se stesso. Chyle, capitano. (&reffleiw's Zeitscht'ift, dicembre '1895). - Arte della guernt e ~ommercio nelle loro relazioni colt' aereonmitica. (Neue militcirische Bléitter, dicemim 1895). - Le ferrovie tiirche. (Periodico e puntata sopracituta). - L<i questione d' 01'icnt11. (Rcvista militar. 1o dicembre 1895).
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
L'arsenale e le fort;ificazioni della Spezia. Tenente colonnello C. Vallés, addetto alla ambasciata spagnola in Roma. (Revista cientificoniilitq,r, 1° dicembre 1895). Dice l'autor~ che nel mese di marzo p. s. ebbe dal Ministero della marina l'autorizzazione di visitare l'arsenale della Spezia e fa una breve descrizione cli ciò che ha veduto. . - La dottrina di Monroe . A proposito del conflitto fra gli St,ati Uniti e l'Inghilterra. (Avenir militaire, 20 dicembre 1895). · - Le corse militari. (Progrès militaire, 24 dicembre 1$95). - Una confut(izione dì Tolstoi fatui dal generale Dragomirow. (Remie du cercle mili/aire, i4 e .21 dicembre ·1895). - Splendida miseria. (Inte1·nationale Revue, dicembre :1895). È l'esame critico di un opuscolo col titolo sopra indicato. S7Jlendida miseria, secondo tale opuscolo, sarebbe quella degli ufficiali. - la situazione nell'Asia orientale. (Tnterna.tionale Revue, dicembre 1895). - Decorazioni, croci e meiaglie. Continuazione. (Spectateur mil-itaire, 1° dicembre 1°895). - Lo sviluppo della 'rete ferrovia1·ia nell'Alsazia-Lorena. (Remie mil.itaire de. l' étranger, novembre 1895).
7. Marineria. - Le odierne manovre della f!.otta inglese e in generale l'odierno servizio delle flotte. (Jahrbucher fur die dentsche twmee 1md 11ia.1·ùic, dicembre 1895). - frattato d'm·tiglieria ad iiso degli iifficiali di marina. Nicol, lenente di vascello. Parigi, 1.895. Berger-Levrault. I
---Per la Direzione Lonovrco CrsoT'l'I t,mcnte colon n.cllo JI. T. A.., iucrJricciro .
DEMARCH I CARLO ,
gerente.
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OSSERVAZIONI A l. I.A
RELAZIONE bELL'UFFICIO CENTRALE DEL SENATO SULLA LEGGE DI RECLUTAMENTO
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Allorq uando nel di cembre del ,1894 fu per la prima volta pre_sentalo al Sena!() del Regno dai ministri dell'interno, della guerra e della. marina il disegno di legge snl reclutamento del R. esercito e della R. marina. un egregio senatore, che quanti sono ufficiali sLndiosi nell'esercito ammirano per larghezza cli mente e per profonda cono.;cenza d'uomini e di cose, ebbe occasione di e~primere sn di esso il suo giudizio, o concluso con le segnrnti parole: « Il progetto di legge snl reclutamento, presentalo al Senato, « è tulio un rompl esso organico di non piccola mole: ebbene il « Senato non lo di scuterà. Oggi i Parlamenti subiscono Lroppo « la nervositil dell'ambiente, non reggono allo studio cli argo«. menti vagli e comprensivi , non sanno sottrarsi all'agitarsi tlelle «. passioni perso~àli ed alle tendenze dei partiti. < Se qualche legge <li molli articoli è stata affrontata in questi « ultimi anni, si è r1ovnto ricorrere al sistema delle legg ine s1rn« cessive e dei riordinamenti mediante lest'Ì unici. Lo stesso « codice penale ha dovuto essere approvalo>senza discnterlo , mecc <liante legge che autorizzava il governo a puhblicarlo per rle« creto rea le; ed è nota la ::orte di Lulli i progetti di legge :;nl« l'avanzamento nell'esercito. ~ Vi predico che il progetto sul reclntamento non saril di$CUs,o, « a meno di ridurlo in pillole, la qual cosa non pare possibil e (( in argomento di tanta importanza militare e sociale >>. 7 -
ANNO l ,LI.
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OSSELWAZIONI AJ,LA RELAZIONE 1
La relazione delt'uili cio centrale del Senato su questo progelto di legge dà completamente rag ione alle previ si oni di quell'egregio uomo, e gli dà ragione non solo nel risultato conclusionale, cioè nel proporre senz'altro il ril,(ello della legge prima di discuterne il contenuto, ma nelle ragioni che tale propos~a con si~liano : « L'ufficio centrale, dice quel documento, non credo nè oppor« Luno, nè tampoco possibile il procedere a una razionale legge «. sul reclutamento in momenti, come gli auuali, quando !e isti· « tuzioni militari si trovino in condizioni disagiate e anormali. o{ Simili leggi non possono essere l'espressione di soli principi, « ma devono adattarsi alle condizioni realmente esistenli. Ap«: plicarc le norme e le modaliLà. della nuova legge a questi, cosi « come ora sono, sarebbe voler perpetuare uno stato di cose, \\ r.ome nessuno può desiderare che duri ». · L'nllicio centralo aveva il mandato di esami nare il disegno rii legge sul reclutamento o di proporre al Senato le sue l:onclusi oni, aveva quindi il diritto di essere rigorosissimo nel suo giudizio e di proporre il rigello di una legge che, secondo la propria con vinzione, adollandola sarebbe riuscita dannosa all'esercito e alla marina ; ma non ci paro che avesse nè il mandato nè il dirillo di affermare su lla particolare opinione dei suoi componenti che le alluali condizioni òelle isLituzioni militari sono disagiate cd anormali, e tanto meno poi trarne la consoguen~a. che la legge ~lessa non debba neppure essere discussa per impedire al minisLro il linale ql1esta opinione non condi,•ide, di perpetuare uno slalo di cose ch e i componenti l'urticio centrale credono che nessuno possa desiderare cho duri. Sono due asserzioni derivanti da particolari convinzioni e completamente estranee al soggetto in esame, e però dovevano essere lasciate al gi udizio del Senato . Perocchè è da nolaro che, la relazione dell'ufficio centrale ,:on procedura for se nuova negli annali parlamentari, non esam ina il progetto di legge ministeriale, non ne espo ne neppure il contHoulo, nòn somministra al Senato i dati e i pareri necessari per conoscerlo e gi udicarlo, nrn ogni senatore dovra studiarlo ed apprezzarlo ·da sè; l'ufficio centrale non intende dimostrare che una sola cosa: oggi l'esercito lta quadri troppo estesi in confronto della potenzialilit finanziaria del paese e quindi per manten erlo
DELL UFFICI0 CENTRALE DEL SE.C-AT O, ECC .
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-nei limiti bisogna ridurne le unità, ritornare ai dieci e fo rse <1gli otto corpi d'armata . È possibile che questa sia una opinione ragionevolissima, ma -Ja sua discus~ione non trova posto in quella del progetto di reclutamento, che ha nulla da vedere con la legge di ordinamento ·e tan to meno con quella del bilancio. l'otrà essere aro-omento -discutibile, ma in altra sede, anche premessa, non mai cor,n nessa . *
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Che P!'oposi_to òell'ufficio centrale del Senato fosse quello di •occuparsi specialmente delle condizioni dell'esercito indipendente•mente dalla proposta legge cli reclutamento, apparisce sin dalle ,prime pagine della sua relazione. Esso infatLi comincia dal ri-c~rcare la cifra complessiva d'uomini di truppa occo rrenti all'eser,c,1.0 perman en te e soggiunge essere indispensabile esaminarla con tut~o rigore « trattandosi di uno dei dati fondamentali per una -raz10nale legge sul reclutamento ». In altri termini esso dice: ac~ertiam? anzitutto qunnti uom ini avremo bisogno in guerra e ,poi esamrneremo se la legge proposta ce ne dà di più o di meno . A noi pare che con questa asserzione il problema resti r.omf>letamente capovolto. A. nessuno verrà mai in mente di stab ilire prima il bi lancio delle proprie spese e su questo poi cercar di ~da~tare quello delle entrale; sarebbe cosa comodissima, ma pro,babilmenLe condurrebbe a rifare i conti due voll e. Si comprende ch e ai tempi di Luigi XI V, quando gli eserciti T~ppresentavano una piccola e speciale pal'Le della forza sociale, ·si potesse ragionare così; ma oggi , con la forma che assume la ,.gu.erra ~i fotto sociale elevato alla più alta comprensione, per -cut ogni nazione è costrettl.l a trasformare in istrumento di guerra tutt~ _le sue forze fisiche. intellettuali, economiche, fioan1.iarie, ttutt1 insomma gli. elementi dello. sua costituzione civi le, il pro:hlema rn posto diversamente. La legge di reclutamento deve poter ~olt~metlere all'organismo dell'esercito tutti i cittadini utilmente 1 mp1e?a~ili in guerra e su ques ta base devono adagiarsi tutte le .:altre 1sl!tuzìoni militari. . Ad ogni modo esaminiamo come !"ufficio centrale ha creduto <li dover valutare la cifra complessiva dell'esercito permanente:
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•DELr:uFFlClO CENTRALE DEL SENA'l'O, ECC
0SSERVAZ10Nl ALLA RELAZIONE,
Come se fosse cosa difticilissima a ricercare questa cifra, esso" ricorda avere il ministro della guerra nello scorso estate a pro· posito del disegno di legge per la leva sui nati del ·1875 indicato- · ufficialmente occorrere 576,000 uomini di truppa per l'es·ercito, permanente mentre poi nel corso della discussione avrebbe dichiarato che, se si intendeva parlare di. cifra effettiva netta, questa, si riduceva a 52(>,000. Si affretta quindi a sentenziare che il ministro hn di proposito asserito una cifra non esatta .. Per ciò dimostrare ricorre al Manuale di 01·9anica militare de~ colonnello Corticelli e vi si trova segnati~ a pag. 39:2 la forza di 526,906 per l'esercito permanente ed esci'ama: « Era ben questa la cifra alla quale alludeva l'on. ministro, quando _la prendeva a base dei suoi calcoli , ch'egli contrapponeva al calcoli dell'ufficio. centrale ,. . ' ~on sappiamo se ìl ministro della guerra pei suoi calcoli abbia, avuto bisogno di servirsi delle cifre esposte dal· colonnello Conicelli, questo sappiamo di certo che il colonnello Corticelli nel· l' esporle non sapeva l'uso a cui voleva servirsene l'ufficio centrale del Senato, che se ciò avesse preveduto siamò persuasi ,. per la grande stima che nntriam~ per l'egregio profe~sore della, scuola ài guerra, che vi avrebbe fatto seguire qualche nota di maggiore chiarimento. lnfaLLi in quella .cifra di 526,906 uomini vi sono comprest amitntto J. battaglioni di milizia mobile assegnati agli stabilìmentt avanzati di vettovagliamento per la forza complessiva di 4-016, uomini. L' uffìcio centrale; per veritit questi 4000 uomini li; sottrae, ma solo più tardi, per non sciupare l'effetto della corrispondenza approssimativa fra la cifra esposta dal ministro e· quella del Maniiale d.' or_qanica 1nilitarr.. Vi sono poi compi'esi· circa '>000 uomini delle compagnie di sanità e 3590 delle compagnie di sussistenza, i quali sebbene incorporatì nell' esel'ciLo· permanente sono anch'essi della. milizia mobile. I servizi di s;rnità ~ di :;ussistenza sono infatti compresi in gran parte nell'esercitopermanente, e solamente in piccola parte nella milizia mobile, co5icchè le compagnie che forniscono tali servizi si mobilitano chiamando contemporaneamente le classi dell'esercito permanente,. della milizia mobile e della milizia territoriale; con le classi dE'l-
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4' asercito permanent~ e con gran parte di qùelle di milizia mobile for•.niscono gli stabilimenti di campagna, con ciò che resta di milizia forniscono i pochi servizi propri delle divisioni di milizia mo•bìle, con le classi di milizia territoriale forniscono gli stabili,menti di riserva. Infine per ragioni analoghe entrano a far parte .•dell'esercito permanente in campagna altri elementi di milizia ~mobile, come ·treno d'artiglieria e treno del genio, e qualche ,completamento all'artiglieria da costa e all'artiglieria da fortezza, per una cifra complessiva di circa 9000 uomini. La forza quindi .accennata per la truppa dell'esercito permanente dal 1'fannale del -colonnello Corticelli per farla servire all'uso a cui vuol destinarla ~!'ufficio centrale del Senat,o bisogna ridurla di a.Imeno 2·1,1>00 ,uomini, por,tandola in cifra tonda 505,WO. Ma per ricercare la prima cifra di 576,000 citata dal ministro , -l 'ufficio centrale trova che egli commette il grave errore di dimen(icare nientemeno che 48,100. uomini dest:nati a :;ervizi al·nnterno. lo questa cifra comincia a comprendervi 24-,600 cara·bin.ieri: « TuLLi sanno, dic~ la relazione, che i carabinieri in tempo ,di pace sommano a 24-,600 riputati necessari al servizio di pubblica ,sicurezza, e questa cifra dev~ mantenersi più che mai in tempo di guerra , rifornendola coi proprii congedati per rif;lrsi dei 8600 ·-ceduti all'esercito combattente ». Senonchè una semplice asser,:zìone rion ha potere di accre~cere il numero dei carabinieri: alla data del 30 giugno 1891 (Vedi Relazione délla leva sulla classi~ ,,del 1873) -si avevano 21 ,70~. carabinieri sotto le armi e 4527 ,in congedo; levan~o a quest'ultimi il 20 per 1100 di mancanti ,all'allo della chiamata, avremo in Lutto '.28,300 carabinieri disponibili: se di questi se ne devono mandare 8600 .all'esercito di ·Campagna, più di "9,ìOO non ne possono rimanere all'interno. ·Poi vi aggiunge 18,400 uomini dei distretti e dei depositi dei reggimenti, truppe che non esistono più nel nostro ordinamento. La relazione si accontenta di scrivere in nota: ~< Il decreto « legge . che pende innanzi al Senato, diminuisce; specialmente -~' per . l'infanteria, la · forza dei depositi e trasforma i distretti. _·« Qu~lunque possa essere la forma definiti va, che dovranno as·« sumere gli uni' e gli altri con.viene lasciare inalterata la forza « qui 'contemplata, perchè non potrebbero senza truppa suHi-
OSSERVAZIONI ALLA RELAZIONE
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PELL Ul'F1Cl0 CENTRALE P lH, SENA'l'O , ECC.
« ciente soddisfare al loro importante compito, specialmente nel!
« momento della mobilitazion~ )>. Che convenga all'ufficio centrale di lasciare inalterata la forza qui contemplata si capisce facilme~te, ma per ciò non dovrebbe dir cosa inesatta e rnddoppiarele cifre. È risaputo che i distretti, dopo la loro trasformazione, diverranno semplici uffici di recl utamen to, e non hanno bisogn o,. _di truppa nè in pace, nè tanto meno- in caso di mobilitazione;. i depositi sono formati all'atto della mobilitazione con gli uomini, meno idonei alla guerra che potessero trovarsi nelle compagnie .. Ma ammesso pure che fra le righe della nota sopra riportata si, df\bba leggere ch e l'ufficio centrale crede che i decreti legge non abbiano ad es~ere approvati dal Senato, resta sempre che quei, 18,,WO uomini all'interno sono di troppo.•I 17 battaglioni distret-tuali (presidiari) che l'ufficio centrale non dimentica di annoverare 'con la forza dell'esercito permanente, o saranno formati dai regnaimenti di fanteria all'atto della mobilitazione, $8 i distretti ces- seranno di aver truppa, o saranno formati dopo la mobilitazionecon la truppa delle compagnie permanenti dei dis-tretti stessi, sequesti dovessero conservarl.e; nell'uno e nell'altro caso però, se questa truppa figura nell'esercito di campagna come truppa presid iaria , non sarà più ai distrelli e viceversa . I depositi non, hanno truppa in tempo di pace, ma quand'anche, non approvando i decreti legge, dovessero averla, questa all'att,) della mo-bì litazione sar~t sempre sostituita dai meno idonei alla guerra , dunque se vogliamo calcolarla qui, non si dovrà più diminuire del 6 ¼ la forza sotto le armi, come in seguilo fa l'ufficio centrale, appunto per i meno idonei ad entrare in campagna, perchè· infìne questi 8500 uomini esistono una volta sola, e se li nQtiamo, nella forza all'interno come fa-bisogno e nella forza alle armi comedeficienza li avremo notati dtie volte. Nella enumerazione dei servizi all'interno !:i relazione riporta . altri 4600 uomini degli stabilimenti militari di pena·, _della scuola di caval,leria e depositi cavalli stalloni, e delle scuole diverse di educazione militare. Su questa cifra bisogna osservare che la scuola di cavalleria in caso di guerra si scioglie, come si sciolgono le scuole di tiro per la fanteria a per l'artiglieria; che il personale · della scuola militare, dell'accademia militare e dei rimanenti collegi militari appartiene tutto, ad eccezione di pochi trombetLiel'i, 1
al personale con ferma permanente di cui in seguito si ti en conto in blocco per la ,:ifra di 38,000 uomini, come pure appartengono allo stesso personale , quelli di governo agli stabilimenti di pena e quelli addetti ai deposiri dei cavalli stalloni. Dunque di quesla · cifra di ,1,600. uomini ealcolati dall' urricio central e non rimangono che 2M, assegn:iti alle compagnie di disciplina o 96H cal'cerati e reclusi, .lotale ·1225,quanti ne esistevano :illa data !lei 30 giugno •I 89k (Vedi Jlelazione dellli lew. sulla, classe 18 78) . Infine la relazione stessa anl}overa :ill'inlerno 500 operai d'artiglieria; non sappiamo come sono ca lcolati, ma <lobbiomo suppone che siano quelli delle tre classi anteriori al!'ul tima assegnata all'esercito permanenle, se è così dobbiamo sopprimerli perchè non ne terremo conto nel calcolo dell e classi costituenti la forza a ruolo . Riassumi amo dunque; i 4-8,il 00 uomini che rimangono all'interno si riducono a '19,700 carabinieri e 1'235 delenuti; totale '.!H mila in ci fra tonda. ~ questo totale se si aggiungono i J OG ,ft.00 uomini dell 'esercito di campagna p'e r cui effettivamente bisognano truppe dell'esercilo permanente, si troverà la cifra di :i26000 uomii'li accenrrnta dal ministro; ma per altra via che non è quella seguita dall'ufficio cen- · tral e, e sulla quale non s' incontra il g1·ave erl'ore di dimenticare i servizi all'interno. ' Chiediamo venia ai nostri lettori se troppo li abbiamo trattenuti in arida discussione di cifre. Nostro scopo era solamente quello di dnre un saggio del comP, sono redatti i calcoli dell' ufficio centrale, poichè del rest0, le differenze di poche decine cli migliaia d'uomini non possono f'ormare argomento di seria discussione: il senatore genernle Primernno lo ehhe già a dichiarare appunto in <•ccnsione della discussione del disegno di legge della leva sulla classe 187i.i citata dall'nn1cio centrale, non essere certamente il nnmero degli uomini disponibi li ciò che poteva. far difetto ali' esercito nostro. E dopo ciò facciamo promessa di tenerci per qnanw possibile lontn.ni dn.l cfoc,utere le cil're. 1
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** • Stab il ita . la forza occorrenle in guerra all 'esercito permanente, l'ufficio centrale vorrebbe dimostrare che il progetto di legge presentato dal ministro · non fornisce forza ;, ruolo sufficiente per
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OSSERVAZIONI ALLA RELAZIONE
DELL'UFFICIO CENTRALI~ DEL SENATO, ECC.
poter mobilitare quest'esercito senza ricorrere sino alla decima <ielle / lassi in congedo. Non segu iremo i ragionamenti dell'ufficio centrale per non · -entrare nuovamente uel dedalo delle cifre; ma ne· faremo un .nitro per conto nostro. A comporre la forza a ruolo .concorrono due soli fattori: il coni.ingente annuo e il numero delle ' classi destinate a ·ciascuno dei tre grandi riparli nei quali è diviso l'esercito. li contingente messimo è dato da! numero totale dei giovani che giungendo all'età della leva sono riconosciuti idonei alle anni. Questo contingente massimo la legge in vigore· divide in tre parti che ch iama P , 2" e 3• categoria; assegna alla 3• cal.egoria, i giovani che si trovano i'n determinate condizioni di .famiglia, e questa categoria, che in pac~ non presta servizio ed in guerra è destinata alla .milizia territoriale, assorbe essa sola poco meno della metà del contingente totale; alla 1a categoria assegna per sorte tanti giovani quan ti ne occorrono per fornire i quadri della forza occorrente in pace; tutti gli altri giovani esuberunti a i quadri di pace assegna alla 2' categoria, e li lascia alle loro .case, . nulla o poco istruiti in pace e destinali in guerra a fornire truppe di ·complemento. È evidente che con questo sistema la forza a ruolo dell,'esercito permanente e della milizia mobile essendo fornita dalla sola ,J• categoria è necessariam~nte piccola, perchè il bilancio Iimitando la 4• categoria obbligata alla ferma di 3 anni, non consente di trarre alcun prolitto della 2a e della 3• .categoria. Le truppe di complemento tanto dell'esercito permanente che della milizia mobile risultano poco istruiti. Inline la 3~ categoria che rimane alla mi:. tizia territoriale per 19 anni e vi si frammischià con selle classi vecchie di ·I• categoria che hanno prestato servizio nell'esercito permanente e nella milizia mobile, e c·on altrettante di 2a categoria, che non hanno mai prestato servizio ed hanno poca o nessuna istruzione, formano una massa di pi ù milioni d'uomini , i quali, solamente a volerli armare di· bastoni, importerebbero una . Lella spesa. · II gravissimo inconveniente della scar:;ezza del contingente ass egnato all'esercito permanente è stato da noi in parte mitigato ·
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in questi ultimi ànni , abolendo la 2a categoria e introducendo ~ ,congedi anticipati; ma il difetto resta intero per la 3" categoria, ·ed il mezzo impiegato è precario e non disciplinato da legge. p progetto di legge presentato al Senato invece, divide il con·tingente -massimo in due sole parti che chiama categoda ordinaria e categoria di riserva. Ass~gna a quest'ultima solamente la metà circa dei giovani che con la legge in vigore sarebbero .-assegnati alla 3• categoria, e questi, anche lasciandoli in congedo •in tempo di pace, li assegna in .guerra successivamente all'esercito permanente, ana milizia mobile e alla milizia territoriale come quelli della categoria ordinaria ; assegna tutti gli al1ri alla -cateio,:ià ordinaria per prestare s·ervizic nell'esercito permnnente. Col sistema dunqu~ propugnalo dal progetto tutto il contingente massimo è assegnato all'esercito permanente, per circa tre quarti con I.a categoria ordinaria, per un quarto con la categoria di .riserva; le trnppe !li complemento nella quantità occorrente ·s aranno pr~Jevate dall;t parte istruita dell'esercito e rafTorzote dalle classi di categoria di riserva, che per età equivalgono e per istru:ziona possono equivalere all'antica 2• categoria; la milizia territoriale scemerà di numero, e sarà. un bene, ma sarà omogenea almeno r: spetlo all'età, e non vi si vedranflo frammischiati giovani di 20 anni appena con uomini di 40. Ciò posto non ci pare necessario di controbattere i calcoli ·dell"ufficio centrale per dichiarare che il contin~ente ann uo ·dell~ .forza a ruolo per l'esercitù permanen t~ non sadL per scemare con le disposizioni del progetto di legge. Col sistema in vi·gol'.è · :·esercito permanente fruisce di poco più del quarto del · contingente totale, col sistema proposto verrebbe a fruirne di ·-,circa i tre quarti: ecco quanto è evidente. li vero è che un tale contin~ente di categori a ordinnria riu,scirà molto più numeroso , ma forse non ahba!';tanza ben scelt.o -se si continuerà nell'attuale sistema di .accertamento delle qualità fisich~, ed è ,perciò che il ministero nella sua relazione dice ·che quanto con la nuova Jeirne si guadagnerà mediante la ri duzione dei casi d'assegnazione alla categoria di risena, cer "cherà d'. eliminarlo mediante una più rigorosa determinazione ·dell'idoneità fisica pel servizio alle armi. Su questa semplice as-
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DELL'UFFICIO CENTRALE DEL SENATO, E CC.
OSSERVAZIONI ALLA RELAZIONE
serzione . del ministro proponente, · l' ufficio centrale fonda uno specialissimo ragionamenio; dunque , esso dice, se voi rifor. mate in più tanti uomini quanti ne guadagnate sulla categorià: di riserva, ogni vantaggio cessa, e di fatlo calcolate sempre un contingente di 'I00,000 uomini. Su ciò occorrono alcune osservazioni. AnzitutLo, che la determ inazione dell'idoneità fisica non è pre~critta dalla legge proposta, la quale anzi abol isce anche il limite minimo di statura, ma da speciahi regolamen to variabile secondo, l'esperienza, ed i bisogni . .f:· Quindi, che sarebbe un gran ben e per \"ese rc;to e pel paese· se, nell'intento di migliorare le condizioni fai.che del l'eserçito, si potesse riuscire a pareggiare il guàdagno con la perdita. Nell'ultimo decennio il numero 1lelle riforme pronunciate da i, consigli di leva, con una costanza da fare invidia a qualu nque· altro fallo statistico, è disceso dal 20 al ,16 °/ 0 degli inscrilli, e per converso sono cresciute in proporzione analoga le riforme durante il servizio con da~no della finan za , del servizio e delle fam iglie. Contro questa tendenza la quale ci promette· di riempire di malati tul.li gli ospedali dopo pochi giorni di canipagna e prima d'i nco nLrare il n~mico, è urgente di reagire .. Solo si può osservare, e questo avrebbe dovuto osservare l'uf• lìcio centrale, che sarà mollo dif(i'éue che pur raggiungendo lo scopo di avere alle armi cittadini veramenle idonei a trattarle, si possa completamente conseguire anche l'altro di sce-mare il contingente di tanto quan to aumenta per via delle minori a::;segnazioni alla categoria di riserva: occorrerebbe non golo tornare al 20 °/. di riformati quale era dieci anni or sono, ma addirittura al 37 °/ Questo limite potrà dunque indicare una tendenza non un fatto assolutamente accessibile. Quindi infine, che anche quando si polesse verifìcare che· il . numero degli eliminati per inattitu dine fisica raggiunga queflo · delle minori assegnnioni alla categoria di riserva, per questo stesso faao il con tingente riuscirà assai migliore , e però meno logorabile e più profittevole per !"aumento della forza,. a ruolo. Se si pensa che ogni an no, senza tener conto di 600(} riformati in segu ito a rassegna speciale, si perdono più di altri, 0•
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4000 militari sotto le armi e 500 in congedo per rassegna di ri mando, circa 11300 perchè mandati in licenza di convalescenza, da cui non sempre ritornano, e più di un migliaio di morti sottole armi, si comprende come la forza a ruolo subisca nn sens ibile logoramento che in gran parte verrebbe evitato con un più rigoroso ed umanitario accertamento dell'idoneità fisica pel ser-vizio militare. In conclusione dunque, con le disposizioni del progetto di,, legge si avrebbe un contin gen te d'assai superiore del!' attuale,. tale cio~ che per limitarlo si avrà facoltà di ricorrere ad un espediente, utili ssimo sollo l'aspetto militare e sociale, ma non de- terminato dalla legge stessa. Ad ogni modo ammettendo pure le condizioni p(ù fa~orevoli alla tesi .sosl.en uta dall'ufficio centrale, . come appun10 l'ammette la relazione ministeriale, il contingent~, numericamente non diminuisce, ma riuscendo composto di elementi sceltissimi subirà minori perdite durante il servizio e pei ciò d'allrellanto più profittevole per la forza a ruolo . Resta l'altro fattore della forza a ruolo, il numero delle classi~ che concorreran no a comporla. Nella peggiore delle ipotesi ammettendo che il contin aente assegnabile alla categoria ordinaria sia quello medio del decennio-· '1883-93 possiamo prendere per base dei suoi risul tati , i,n una.. rotazione non superiore a '10 anni, la forza che al la metà delranno ,1894- avevamo a ruolo, e cos:i fa cendo non terrem·o neppur· conto del maggior prodotto che necessariamente dovrà dare un. contingente sceltissimo. · Dalla relazione della leva su.Ila classe ,J 873 (allegato Xl) si ha·,. che all a data del 30 giugno ,1894. si avevano sotto le armi 238.'182' u_omini; per mobilitare l'esercito permanente ne occorrono 5'.26,000 ,. s1 dovrebbero q11indi ricevere dal congedo altri 287,8,J8 uomini i e siccome si suol calcolare che all'alt-o della chiamata ne possono, mancare si no al 20 per cento, cosi per averne 287,8'18 biso,gnerà ch iamarn e 287,8118 X 1100 r == 359,772, ossia :J60JOOO in cifra tonda . 80 Dallo stesso documento ufficiale risulta che troyavansi in con-gedo, a cominciare dalla classe più giovane:
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OSSERVAZIONI ALLA RELAZIONE 1
•
Eser.:1to permanente
DEJ,L' UFFJ CJO CENTRA L.E DEL SENATO, ECC .
M1li1.ia speciale di Sardegna
pe1· classi successive
-1• categ. 1i 11 rnteg ·I' categ.12• r,ateg. I
216/ì7
I I
l
I
1a classe del ·1873
-
I
i i751 'l3i
120
I
05{.9
'161
291
Somme
Totali
216!)(;
21696
97551 31451 55497 86048
.2a
))
1872
Ti20
: 3•
>)
1871
48086
'18i0
63415
'16560 1L08
30'1
(58956
210:D ·J3i8
392
81381: '168332 9'1753 260085
iOL
4•
•
5•
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'1869
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))
18ti8
69875
4979 '1 21~8
Hl
76243 336328
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1867
66806
H613 1177
703
ga
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'1866
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20171 '1185
482
83299' 4'19627 I 88275 507902
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656'10
17705 1132 1 6t4
850611 592463
1865
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I
I
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1· 47858 1 103l08 8060
I 29H I
5~29631
Nelle condizion i del giugno 1894 occorreva dunque per mobili' tare l'eserci to permanente ei:chiamare daA:;oe:0.gerto olio classi, e ciò perchè le seconde categorie non essendo istruite devono servire · da truppe di complemento, come pure perchè ili uomini in congedo_ delle classi 11873 e 11872 non erano ancora assegnati ed istruiti; ad · ogni modo con queste otto classi si sarebbe mobilitato l'esercito · permanente rimanendo ancora ·I 50,000 uomini di truppe di com, plemento. Con le condizioni che derivano dalla proposta di legge basterebbero sette classi con un eccesso di circa 60,000 per truppe di · complemento. l\fa solamente ammettendo che la migliore scelta del persona!e possa produrre un aumento medio di 4-000 uomini sulht fo rza a ruolo di ogni classe, si può avere la presunzione fondata che la mobilitazione possa effelluarsi c0n sole sei classi, -·in ,condizioni ci,2_è migliori_di ogni altro esercito eu ropeo. Comunque anche ammettendo come necessarie le set,e classi si avranno ·sempre G0,000 uomini istruiti e pronti a servire da complementi -pbi primi bisogni della guerra, menlre dalle sette classi di cale· goria di riserva assegnali all'esercito permanente si possono rica·-vare certamen te più di 200,000 uomini che, isLruiti ai depositi, 1
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possono, dopo por..h i mesi, servire ancl1'essi da complementi. L'esercito di campagna, cioè, potrà sostenere una lunga guerra rimanendo sempre com posto di giovani sceltissimi per fisico e nessuno , d' eLà superiore ai 28 anni . Ma oltre a ciò deves i tener conto di un'altra parte di militart-· che divengono disponibili poco dopo la mobilitazione; e di questa l'ufficio centrale non ha fallo menzione. Esso calcola che il numero dei mancanti all'alto delln cbia-·. m:1ta sia almeno del 20 per cento, e ciò a titolo di concessione, , perchè crede cbe si sarebbe molto più vicini al vero adottando . il c:oefTici ente del 25 per cen to. Per giungere a tale risultato l'ul'ficio centrale presenta nell'al- . legato D della sua relazione tre tabelle: le due pr ime destinate a valutare la perdila della forza sollo le armi nel ,J0 an no dt servizio, l'u ltima la perdita probabi le in caso di ch iamata delle , classi in congedo. Non vogliamo parlare delle due prime, che, del resto, sono . fra loro molto discordanLi, ma togliere un dubbio all'onorevole relatore. Egli trova come perdita media su nove anni sperimentati il 5.9 per cento, ma resta sorpreso delle differenze fra i valori di ciascun anno, i quali oscillano da nn minimo de~ 3, 11 per cento al massimo del 11O,!) ; questa enorme differenza l'onore.vole relatore I' attribuisce ad un (< qualche difelto di « metodo nel calcolare la forza a ruolo, dnla dalla relazione , « sulla leva per il 30 giugno di ogni anno» . Ch i sa cosa avrebbe dello se, invece di fermarsi all'esame del passaimio dal ·1° al :z<> l')t, anno di servizip , avesse per ogni classe continuato sino al termine . dell'obbligo di servizio, e si fosse accorto che alcune classi invece di diminuire, come parrebbe naturale, aumentano ? ~o, onorevole relatore, non deriva il fatto da difetto cl i metodo nel calcolare la forza a ruolo, ma da una causa assai pi ù sen,plice . qual'è quella dei passaggi di classe che possono avvenire per molti¼ r~gioni, e. che impedisce nssolu tamente nella r icerca del le perdite seguire iI metodo della sua ,1• tabel la, e di fatto ::;e ne puÒ. accorgere quando, passando alla 2" tabella, trova quasi costante ' la perdita del 2,6 per cento. . Vo?liamo solamente fa re una osservazione alla 3° tabella, quella ._ 1 n c111 trova che nelle ch iamate avvenute negli ultimi ,12 anni si ~
DELL' OFFICIO CEJXTRALE DEL SENATO, ECC , OSSERVAZIONI ALLA REl,AZIONE 102 ,è avulo il 19,3 per cento di mancanti , sehbene vi comprenda i rinviali, i riformali, gli ammalati , i disel'tati e i morti dopo . la presentazione. E l'osserv11zione è qnesLn. . . L'onor. relatore, mentre trova che la media generale è del 1J 9,3 °lo s',1ccorge ch e quella per le chiamate dell o classi ,J 868 e 1860, avvenute per ragioni d'ord ine pubblico, fu solamente de~ '12,7 %, anzi esattamente del 10,6 °/0 se si tolgono i perduti ,dopo la presen~nzione (Vedi llelazione della fova della classe 1873 pag. ,i 07 e ·I 08), e così ragiona: << Vi sono val'I~- ~a use, che « spiegano quella piccola cifra (il •I 2, 7 °fo), ma la p1u 1mpo~tante. « è, che t.nle chiamala avvenne in febbraio , in un momento, 10 cui « l' emi11 razione temporanea era minima. » Può darsi che questa ,causa abbia influito, ma ve n' è un'altra assai più influente, ed è che nelle chiamate per isll'uzione si accorda l' esenzione nncb e per ragioni privale sino alla concorrenza del .1 O_°/. ~ei chiamati , mentre questa C()ncess ione mancò traltanclos1 d, chiamata p~r ordine _pubblico .. Se dop? aver t~lto i~ _¼ ai -chiamali per ordine pnbbhco, toglie anche il I O ,10 a, r11nanenl1 , vedrà che gli torna presso a poco il 119,3 °/. della media ge. nera.l e. ~la vi è un altro dato di esperienza assai più conc!udente che ,ci è forn ito dalla mobilitazion e generale dell'esercito per la guerra del ,186G. In quella ch iamala la presenlnione doveva avvenire nel 5° 7° e 9° criorno dalla pubblicazi one del rel ativo manifesto e non ' si ebbe ~he il 6 °lo di mancanti nei giorni stabilili, la -quale proporzione però si ridu sse a meno del terzo, cioè all'-1 ,62 °/0 duranle la campagna (l{elazione della fova snllci clar,se 1845, pag. 183). . Da tullo ciò vogliamo concludere che calcolando nl '?O le mancanze all'allo della chiamala si ammette un dato , diremo, di -sicurezza, ma assolutamenle eccessi vo. ~d ogni modo poi, i mancan ti all'atto della ,~ob il itazione non s?n~ tutti perduti, como pare aromellere l'ufficio centrale : alcuni d1 ,questi, se amma lali guariranno, se i1:reperibili si trov:1:anno, ~~ .all'estero torneranno: l'abbiamo sperim entato nel 1866 che p1u di due terzi dei mancanti furono ricuperali durante la breve ca m,pagna. Vogliamo essere larghissimi ed ammettere che, anche cal· 1
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-colando i mancanti al 20 %, solamente i due teFzi di questi si presenter.anno in un termine più o meno breve, e si avranno per le sette classi altri 60,000 uomini circa da poter aggiungere alle truppe di complemenlo islruile e successivamente disporre a cominciare dai prirnì giorni della campagn a. In conclusione a noi pare di poter affermal'e che con le disposizion.i del progetto di legge si polrà con la forza sollo le armi ,e le classi più giovani in congedo sino alla 7° : 1° mobilitare completamente l'esercito permanente ; 2· avere immediatamente ai depositi i:>0,000 militari istruiti da servire come truppe di complemento; 3° avere successivamente e nollo spazio di qualch e mese altri 60,000 mi litari islruiti da servire allo stesso scopo ; 4° avere infine altri 200,000 uom ini disponi bili non istruiti, ma ài cui si potrà trarre utile impiego nel caso di guerra prolnngata. Dopo qufls ti restano ancora dispon ibili per la milizia mobile -altre cinque classi, cioc più ,dì 400,000 uomini, già ascrille allo -esercilo permanente, e cinque classi di giovani cle]!a stessa età, cioè dai 28 ai :12 anni, della càtegoria di riserva , fo rse H>0,000 oomini , asct'illi alla milizia mobile, impiegabi li nello stesso caso òi guerra prolungata. E restano infine alla milizia territoriale selle classi delle dne -categode che possono valutarsi a 800,000 uomini . (n totale circa 3,200,000 uom ini . Come si spiega dnnque che l'ufficio centrale del Senato asse· risce che per mobilitare l'esercito con le condizioni fotte dall a legge proposla bastano a 3tento dieci classi di leva sebbene si ac.contenti di 1130,000 uomini di truppe di complemento , in quantitìt cioè assolutamente insullìciento? Non rispondiamo a questa cloinanda: la l'isposta il leLLore la troverà facilmente da sè . Diciamo solo che quando si ha in mente non già di esaminare una legge proposta e tendente all'avvenire, ma di di mostrare che la condizione atLtÌale è anonnale e rlisa,giala per la insufficienza della fo rza a ruolo, ogni considerazione sulle cifre esposte diventa inutile. 1
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OSSEllVAZIONI ALLA JlEf,AZ!ONE
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La Francia, il paese pi ù militare d'Europa, che più in pregio !ha. Lenulo il 'Viw tronpier, ha dovuto finire per adottare il con· ,tingente illimita to e la rermn di Lre anni, col temper:1mento dei -coogedamen ti anticipati dopo un so lo an no per ragioni di fa .miglia o, se non bastano, per sortegg io. La Germania, il paese dore più so no tenaci le tradizion i, -dove, se pur costreui a mutare la sostanza delle cose,. ne con·!-ervano almeno l'apparenza ed il nome, fa l'esperimento della. <ferma di due anni , e pur co nservando l'apparen7.a ed il nome -dell'ersat.z- resen;e, che dovrebbe corrispondere alla nos tra 2• ca·legoria, ha fin ito per non asseanarvi in ma ssima che ,,J' " ' ,., inabili ,per malattie lransilorie persistenti oltre il periodo di ri,·ed ibilità. -e gli esentati per ragioni di famiglin , che sono molto pochi . Noi ste·ssi, che secondo ia legge organi ca dovremmo iissare -ogni anno il contingente di 1· cr,tegoria con Ieige ,;peciale, da ·~a1:ecch.i ann i ci serv i(l mo app .unto di questa legge per fon dere insieme ·1• e 2a calego ria, per adottare cioè la categoria unica, .applicando i con;;edame nti ant icipati. Che vi siano buoni argomenti pe1· sostenere i vanla ru (roi mili. 1a.rt del le lunghe ferme e dei pictoli esercit i tecnicamente istrui.tissimi nessuno vuol mettere in dnhbio; ma queste opinioni per ,quanto intelli~enlemente e lealmente professr1 Le non dànno nd :alcuno il diritto di pretendere, come vorrebbe l'ufficio centrale, -che il ministro della guena s'abbia ad imprimere nella mente soll.ant.o alcune auree parole di una relazione, per qnanto cla ssica, scritta un qnarlo di $ecolo fa . Oggi un ministro della guerra deve tenere scolpite in mente ·quelle auree parole e molle al Lre che sono manifestazione, non già di parti colari opinioni, ma di tutta l'evolu1.ione militare e sociale di questo scorcio di secolo. Su questo argomento del resto il disegno di legge preseulalo .al Sena~o nou fa ch e sanzionare un fall o compiu10, e credinmo ·che sarebbe non solo dannoso consigliare di camminare a ritroso, ~a pericoloso per la compagine <lell'eserci ro, il quale in questo ·~istema si è giit adagiato, adottando la. cntegoria unica con tutti " suoi inconvenienti e tulli i ~uoi vanta~gi.
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)la l'u fficio centrale del Senato non si accontenta solo di di·· chiarare che con la proposta di legge sul recl utamento si avrù ona forza numericamente insufficiente, esso vuole anche dimo/:trare che, sempre per colpa della stessa legge proposta, quella forza non sarà abbas tr.nza istruila ed educata militarmente. Questo argomento è mollo discusso dall'ufficio centrale, e lo confonde con altri alfallo estra nei, qual i sono il bilancio e l' ordinamento. 1n sostanza però gli appunti dell'ufficio centrale si possono così riassumere : •I O Proporzione eccessiva fra militari meno istruiti per avere un solo anno di servizio alle armi, e militari completamen te istruiti per avervi servito tre anni : cioè questione delle ferme~ 2° Forza media delle compagni e troppo bassa: cioè questione della l'orza bi lanciata; 3° Eccessivo numero di casi che darebbero dirillo al congedo dopo un anno di ferma e quindi poca elasticitit del sistema ; cioè questione dei congedi anticipati . (i sin permesso di esaminarli nello stesso ordine. 1n fatto di ferme si possono segui re due sistemi. L'uno èquello degli eserciti permanenti a lungo servizio sotto le armi e numerose esenzioni, che pnò definirsi a contingente limitato~ in qnesLo sistema ogni anno una legge speciale fissa il contingente da chiamare alle arm i secondo i bisogni ed il hilancio, e la parte eccedente ri mane in congedo per concorrere a formare , in caso di guerra, le Lruppe di complemento. L'altro sistema ù quello degli eserciLi moderni, basato sull'obbligo generale <lei !-ìervizio e per consegnenza a brevi ferme. ch e può definirsi a contin!Jente. illi:mitato ; in questo s'incorpora ogni anno 1utta la pa rte valida dei giova ni pervenuti all'età della leva e gli esuberanti · all a forza hilan ci(l ta sono mandati in congedo anticipalo dopo almeno un per iodo completo d' istrnr.ione. Ognuno di questi sistemi ha van taggi e inconvenienti proprii, ma non vi è possibi le L.ransazione, e se · si adotta l'uno è pueri lo rimpiangere i vantaggi dell 'altro . Oggi si vogliono grossi eserciti ca mpali a base di nazione armata, e perciò contingenLe illimitato e lJrevi ferme.
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OSSERVAZIONI ALLA HEl,AZIONE
Fra ,,1· ,, inconvenienti vi è quello di avere molli solda ti con un solo anno di servizio , fm i vanLagg i vi è quello di non averne un egual numero di z• categoria seuza alcun servizio o Lutto al più con una rudimeu tale ed inutile istruzione di rn giorni . Perch è non ,~' illudiamo . la tot.a ie permanenz~ alle armi è du ta dalla cifra del bilanciù, e tuli o ciò che si può guadagnare in inte11 sit11 si òeve perdere in estensione, e viceversa . La que;;tione delle ferme è stata molto agitata in questi ul-· timi anni , da quando cioè fu risol uto quell,1 dei contingenti illimitati . La ferma llienQale per tutti sarù fo rse quella dell'avveni re; per ora però la crcd iarno pericolosa . Essa sconvolge rebbe tutl ~ le nostre tradizion i di governo delle truppe : fra la classe d, soldati anziani che parte e quella di recl u~e che arriva non rimarrebbe che una classe In cni istruzi one è appena forma le. li sistema di renne graduate di un anno, di flue e di tre anni , sarebbe certamente preferibile alla fermn unica bjenna le, rna ne· ha molti dei difetti, perchè in sostanza in questo sistema la ferma hienuale è la preval ente, dovendo quella dei tre anni se r-· vire al reclutamen to dei 11rad n:1 ti e quella di un anno i·imanervr come espediente di bi lancio e pei rivedib ili di du e le ve : siamo con ,in ti che per mantenere le buone tradizion i d'i struzione e di educazion e militare 1100 ua stino i soli grntlnati . rna bisogni c!1c la recluta :,:iungendo al co rpo trovi anche fra i co mm ili toni .; lti le ::.errn d'esempio e di guida . Il sistema propo;;to dal di::e)! no di legge in esame stabilisce pure tre ferme di 11110, di .d11e e di tre auni , ma qu ella di due in rna$sim:1 non sene clie pei rivedibi li, rh e, con la lern porlala al ·31° anno d'etù. ascenòerannc a i> o 6 miln; le ferme di uno o di tre anni sono le prev:;lenti . Certo che la quesLio ue è discuti bil e, ma. a noi pare che questo sin il sistema a carattere più deci so; è qu ello del reslo adottato dalla Franc'. a :. cerca re . di avere il _ massimo numero di militari con tre anni d, ferma, lll modo da avere un solido nucleo a cui appoggiare i rimanenti con minore istrnzioue. Ora è da considerare che con una forz.a bilanciata. di 200 a '3 I O mila uom ini si possono avere da 40 a /dj mila uomini all'anno co n la ferma di tre an ni, e questi per selle classi danno •
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un nucleo di 270 a 300 mi la uomini , abbas tanza numeroso cioè da riusci se assorbente; mentre che ogn i altro sisLema che .aumentasse le !'erme medie scemerebbe di troppo (fne;;ta cifra.
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Passando dalla lfUestione delle ferme a quell n della forza bilancialìl, l'ufficio centrale si sforza a di mostrare la grande u1i lità di avere sin dal tempi) di pace grosse compagnie, compagnie di 150 o no uomin i di l'orza media, affinchè all'atto della mob ilitazione la parte richiamai.'\ alle armi , la qoale con la permanenza in congedo ha necessariamente perdu to più o meno la completa attitudine alla guerra, non sia prevalente. Questo precetto, ~em pl icissimo ed evidente per se stesso , faceva già pa1"Le dell a suppellettile scolastica di 4.0 fa; oggi, senza essere meno Yero e meno -evidente ha biso0 no di essere armonizzato con altri precetti altrettanto veri ,ecl evidenti nei qnali trova un limite. È vero che si· potrebbe anche dom.rndare quale relazior,e abbia mai la forza media delle compagni e con la legge di reclutamento . l?erchè infine, qualunqu e siano i. metodi di leva e gli-ohhlighi di serviz,io, res.ta sempre che la forza media dell e compagni e dipenderà unicamente dalla so 111ma stanziHl,i in bilnncio e dal numero delle compagnie. Essa parrebbe dunque una questione oziosa ed è$Orbitante l'in ca rico dell'uflicio central e; nondimeno quesLo ne fa o~getto di lunga discuss ion e ed anche della sola cootroproposta espressa nella relazione; dunque vi dev'essere una hnon a ragione. La ragioue evidentemenle non può essere che l{Uesta : voi non pottlte aumentare il bil ancio, diminu ite dunqne il numero delle compagnie, rid ucete a otto i vostri dodici corpi d'armata , e forse anche ollo saranno troppi, per avere in pace compagnie di '170 uomini. Rimanendo fermo il bi l:rncio, per portare a no o no le compagnie, ch e a sten to oggi raggiungono la forza medi a di 70 uomini,biso~na 1·idurre alla meti1 il numero di queste, e scendei-e perciò nl piede di sei corpi d'armata in tempo di pace. Ebbene esamin iamo le conseguenze di questa ipotesi. Lasciando lo slesso contingente, e dato sempre 200 o 2·1O mila uomini di forza bilanciala,si avrù per ciascun uomo una p';lrmanenza ,
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OSSE&VAU0;-;1 ALLA &ELA.ZlONE
media alle armi di meno di due anni (tenendo conto delle ferme permanenti), e quindi si sarà rinunciai.o nl numero senza nulla guadagnare nella qualità . Si dovrit conseguentemente raddoppi are anche la ferma portandola a quattro anni : ma allora il contingente s:.irà enormemente eccessivo: lrnsteranno 55,000 uomini all'anno cou altri 4ij,000 ~i 2" categoria, che sarà anch'essa eccessiva per numero e p~rci'ò in parte inutile in guerra. Ecco dunque cosa significa raddoppi1re la forza delle compagnie in pace senza raddoppìare nello stesw tempo il bilancio: avere per la guerra un esercito di sei corpi d'armala; avere in pace un sistema di redutamento con una 1" categoria obb ligata a 4 anni di servizio sollo le arm i e 5 in congedo , la parte in congedo non do venrlo mai numericamente prevalere su qnel la alle armi; avere una 2• categoria con 6 anni d'obbligo di ser vizio in con gedo, salvo una rudimentale istruzione aUe anni ; nessuna 3• categoria; e quindi esenzioni per mille ragioni private, affrancazioni per pagamento, scambio di numero ..... ritornare . cioè al piccolo esercito di soldati mestieranti ed all'obb ligo del servizio mil itare riservato ai poveri di averi . ... e di spirito. E tutto ciò per aver.e in pace un esercito perfettam~nte istruito, che sfila in parala in modo qa fare :nvidi:! a tutti gl i austriaci dell'antica scuola, per avere il soldaio alcooliq·ne del generale Trochu, buon'anima sua. S'è proprio questo che vuole l'nnicio centrale del Senato, siamo convinti che non troverà mai un ministro della guerra o un ministro della marina che vorriL soddisfarlo. Ma esaminiamo brevemente la controproposta dell'ufficio centrale tendente a meglio sistemare le ferme · e la forza sotto le armi. Dopo tante acerbe parole rivolte ai ministri proponenti la legge sul reclutamento, il lettore si aspetterà che l'uni ca controproposta del!' ufficio centrale sin una vera trovata,. almeno sotto l'aspetto tecnico ed organico, tanto più quando saprà che !~ufficio centrale si propone di raggiungere lo scopo sempre con· lo stesso contingente supposto dal ministero, con la stessa forz:t bilanciata, e co~ lo stesso numero di compagnie. I mezzi adottai.i sono infatti semplicissimi : 1° chiamare le reclute a marzo, meno per la cavalleria pe1· la quale la eh iamata rimarrebbe a novembre .:
2° adottare una serie di ferme graduate dalle seguenti durate : di 2 anni e ,1O mesi per la. cavall eria e per 1·artil,{lieria; di 2 anni e 6 mesi per l'artiglieria, il genio e la fanteria; di 1 an no e 6 mesi per l'arligl ieria, il genio e la l'anteria; di 6 mesi per la fanteria. E:mniniamo questi mezzi prima di vederne i risultati . . Il primo mezzo, quel lo di chiamare la classe a marzo, ha nulla da vedere con la legge di reclutamento; tanto l'attuale legge quanto quella proposta lasciano intera facoltà al ministro della guerra ed a quello della marina di d1iamare le reclute qnando meglio creùooo. . . .Nondimeno vogliamo fare qualche osservazione sulle rag,0111 addotte dall'ufficio centrale Questo asserisce che, essendo l'estate la stagione più propizia per I' istnizione delle truppe, sarù a.nche la piu opportuna per l'istruzione delle recl,u1.e. Noi crediamo invece che 1tppu11Lo perchè la ::.taie è la stagione più propiz.ia per l'istruzione delle trnppe in generale, diviene la meno op,portuna per l'i'strnz ione delle recinte in particolare. ' Og):(i l'istruzione delle reclute non co11siste piLL nel pretendere la simultaneità nei movimenti del maneg~io d'arme, per cui biso"navano più mesi di perfetti' allinùamenti sulle piazze cl'àrrnì; og~i la parte più importa~te della scuola delle reclute è l'istru~ zione individuale, come giustamente avvisava quel tale . brano di relazione sulla guerra del 11870-7'1 le cui auree parole l' uffic io centrale invita il ministro a ;;colpire nell a mente, e I' istruzione individuale richif\de bensi moltissima cura e molto personale, ma può farsi in ogni stagione; anzi appunto perchè richiede ·molta CL1ra e molto per.sonale si può iropartire meglio d'inverno che d'estate . Jn Germania infatti dove l'inverno è molto più rigido che da noi, la. r~lasse si ch iama in novembre e non a marzo. Chi11nque h(l. pl'atica del goforno delle truppe sa che, durante i primi tre mesi d'i'st.ruzione delle recinte. tutta l'attivilit dei quadri è ad essa rivolta e da essa interamente assorbita. Con la chia mata- delle recl ute a marzo si avrebbe che nei mc.,i di marzo, tutte le altre istruzioni collettive non potrebbero aprile e ma"o-io i'ln essere che o trascurate o rimandate, wsi che la scuola di compagnìa, quella di battaglione, quelht di reggimento, quella di 1
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OSSERVA,',JONI ALLA RELAZIONE
DEI.L'UJ.'l'I CIO CEN'l'itALE DEL SE:-IATO, ECO.
brigata, i campi , i tiri di combattimento e le grandi manone devono essere affannosam ente strozzate nei mesi di gi ugno, luglio, agosto e metà di sellem bre: la chiamata delle reclute a marzo non farà clte ridurre a sei mesi l'intero per iodo d' istruzione annual e, rin culando negli ultimi tre mesi le più importanti istruzioni collettive; è vero però che in compenso nei sei mesi freddi si rimarrebbe a riposare attorno al fuoco dei corpi di guardia . Ma in Lull.o ciò ripetiamo null ,1 ha dri rare o da vedere la legge di reclntamento. In quan to all'a ltro mezzo ch e ~i riduco ad adouare più forme gradua te, abbiamo gih espo~to il nostro avviso e ripetiamo che in general e è questione discutibi le. Solo troviamo che il sistema idealo dall 'urricio centrale è di reuoso per due ragio ni. ln primo luogo per la renna di se i mesi ·inflitta ad una parte della fan teria , la quale fe rma oltre ad essere eccessira mente breve di stu rba anche il regolare andamento di tulle le i:;1,ruzioni , perch é inlìne non possono essere istruite all o sleiìso modo la l'eclnla nmuta a marzo e destinata ad essere congedala a seuembre, e cruella che può seguire tuuo il regolare svol gi mento del periodo regolamentare. In secondo luogo perchè le ferme diverse non sono ripartile egualmente fra le diverse armi, ma distribuite appunto in ragione della loro durata; e siccome le d11rate ,ìelle ferm e non possono essere imposte che dalla sorte, questo sistema porta che nncbe l'assegnazione alle varie nrmi sa rit determinato dalla sorte, cosi che si vedrit il gondoliere ven e7.i:1no assegnato in cavnlleria e d buttero romano assegnato ai pontieri , il mandriano delle. Puglie assegnato ai minatori e il cavatore delle Apuane assegnato alla fanteria. Oltre a ciò, nn sistema di quauro ferme graduate è giil troppo complicato; ma l'urricio centrale dimentica altre dne . ferme pur es:;e inevitabili e so no quelle dei rivedibili di una leva e dei rivedibili di due leve. Siccome l'ufficio centrale si rifiuta a portare la leva al 2;1° an no, ;1 vri1 30.000 rivedibili cho non possc,no a~ere ferma superiore a è 11 e anni ed altri U, 000 che non possono averl a superiore :irl un anno ; lo fe rme quindi s.iranno ,;ei : di sei mes i, di un a11no, di ·18 me~i. di dn e an ni, di :JO mes i e di 3.S.. me:-i . Sono troppe.
Ve<linmone però i risultati; forse questi compensano ad us11r~ ~,1• inconvenienti acr.ennati. Ecoli nella loro iotegri1i1 co me 11 d1n chiara la relazione clel l'uCficio centrale: << JI calcolo (allegato C), confro ntalo con quello corrispondente ~ al progetto .mini~terialo (nll egato 13), porta al seguente specchio: esempio
!)l'OJ!Ot!O
uflìcio ren trale
1ni11h;terialc
con1ingent.e di categnria Mdinnria forzn hilnnciau1. per la cavall eria . » per l'artigli eria per il ~enio. ,. per un re~gimento d'infanteria. » per una compagnia )> ))
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uomin i
208,82t 208,821, 2 1,39:1 2 1,393 2/4. ,787 24-,78i 6 ,297 G,297
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)) )) )>
« Come si vede, i due progetti sono identici in tntti questi -« dati, che dipendono dal contingente di leva e dalla forza « bil f\nc iata. Ma per le variazioni apportate nella ripartizione dell e « ferm e e aei tempi lì ssali per la chiamata all e armi. r isolta un -« ,mi I')11liol'amento sensibile nella forza massima e minima òelle com(< pagnie, notevole nell a ripartizione dell' istn1 zione, c,) me appare « da qnesto secondo specchio : G3cmpio
progello min i;teri~lc
)
forza massima della c0mpagnia di in fanteria forza min ima della compagnia di infanteria militari con meno di un anno di istruzione milit:iri con uno n due anni di istruiionc militari con due a tre anni d'istru. z1one.
nrn cio centrale
,IO'? uomi ni
84-
57
38
60,3
°/o
10,5 °/.
1
27,8
>
°/
0
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o/ o
2J,G°I.
« Basta percorrere co n lo sguardo questo specchio , per p~r~ suadersi della noteYole superiorità del nostro esempio sul pro-
« getto ministeriale.
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OSSERVAZ IONI ALliA RELAZIONE
DELL'UFFICIO CENTRALE DEL SÈNATO, ECC.
Infatti se non si ra 1Ùtro che percorrere con lo sguardo questo, secondo specchio si può rimanere persuasi di questo e d'altro;: ma se per un momento si riflette che i due risultati devono· avere necessariamente lo stesso valore pondernte come derivanti· da diver;;a ripartizione d'una stessa media, la persuasione può· anche cominciare a rimanerne scossa. li relatore però ci dirit che appunto in questa diversa ripartizione consiste il vantaggio:· ebbene esaminiamo. L'esempio <lell'uflìcio centrale porta la compagnia per sei mesi, alla forza di ,102 uomini e per altri sei mesi la forza scende a 57; cioè nei sei mesi grassi si farà l'istruzione òelle reclute e tutte le altre istruzioni collettive, affrettando e affastellando le une sulle altre, nei sei mesi magri si presterà il servizio di· piazza. e quello di quartiere. Col progetto ministeriale, che del, resto non é obbligalorio perchè in nessun modo deriva dal di-· segno di legge, il massimo di 84 uomini si prolunga per ·IO mesi, dell'anno, cioè dall'inizio del periodo regolamentare, con l'arrivo· delle reclute al 11° novembre, sino al term ine delle gran di manovre alla fine di agosto; segue poi un altro periodo di un mese e mezzo. sino alla metà di ottobre, in cui la forza si riduce n 63; uomini, superiore sempre al minimo dell'esempio delf"ufficio cen· trale, nel quale oltre al servizio di guardia e di quartiere si, potrà fare qualche esercitazione tattica, almeno di pattuglie contrapposte; infine si ha il vero minirr.o di 38 uomini, che dura per i 1o giorni della seconda. metà di ottobre, nei quali ad ogni: modo istrnzioni non se ne farebbero, dovendosi approntare: dopo· il congeàamento della classe. anziana, armi, vestiario e locai i per !'arrivo delle reo) ute. · Se a ciò si riflette, invece di getLare un sem plice sguardo sul secondo specchio dell'on. relatore, probabilmente si potrebbe rimanere persuasi al contl'ario. E lo stesso probabilmente avverrebbe riflellendo sulla seconda parttl dello specchio stesso, là dove si confrontano la durata di, isfruzione ripnrtita fra i militari di fanteria. E anzitutto notiamo che qnel 60,3 °/. di militari d.i fanteria con un anno di servizio è dell'on. relatore il qu·1le ha creduto, di dover regalare a quest'arma tutti i soldati con un anno di ser-·
v1z10, senza ammettere che ciò possa non essere utile stando almeno all'opinione di molli, e senza pensare non e$sere sempre possibile perchè il diritto al congedamento anticipato , secondo il progetto di ·1egge, si può acquistare anche durante il servizio . Comunque egli trova che da una parte sta il 6(},:1 °/. di militari 0 con meno di un anno di servizio, dall'altra solamente il z,f ,a /o. Stupendo risultato! Già, tulte e due le percentuali si riferiscono a militari. con meno di un an no di servizio; ma per gli uni man1~ano 1o giorni per compiere quest'anno, per gli altri mancano 6 mesi: gli uni cioè hanno ana istruzione, forma le solamepte se si vuole, m,1 regolare e completa e sono perciò utilmente impiegabili in guerra; gli al tri hanno una istruzione rudimentale, affrettala ed incompleta , e perciò sono poco utilmente impiegabili in gnerra. Se poi si aggiunge ancora che 30,000 ,uomini, cioè quasi un terzo del contingente, hanno la loro ferma tiùotta di un anno come rivedibili d: una lev:i, ed altri 6,000 hanno la stessa ferma ridotta di due anni, come rivedibili di due leve, si vedrà che tulle le percentuali dell;uflicio centrale tenderanno a scendere di vn1·i gradi. E questi sono i risultati che contrappone l'ufficio centrale del Senato! Di fatto l'ufficio centrale si dimostra esso stesso poco soddisfano di questi ri3uftati, ma solamente perchè mantengono la fo1·za media delle compagnie a 79 uomini, fallo queMo che non con.duce direllamente alla diminuzione dell e unità organiche.
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,L'ultimo appunto riflette il si stema dei congedamenti anticipati:, L'uflìcio centrale trova nella t.1ssativa dispo,izione dell'art. 95 del progetto di legge, quello che òetermina i c,1sì io cui si ha diriito al congedo dopo un anno di scnizio, una rigidezza per cui ptiò derivarne che, per l'eccessivo numero di congedamenti anticipati, s'abbia ad avere insufficienza di forza sotto le armi. , ,ies:iosi dal punto òi vi~ta cl1e con la proposta legge resteremo lJtiasi senza soldati a ruolo, questa osservazione è logica. Ma il prog~tto· di legge non ammette la preme:;sa; esso si basa sul
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DE LL' UFFICIO CEN'l'RALE DEL SENATO, ECC .
OSSERVAZIONI ALLA RELAZIO~E
concello che con un contingente anche ristretto a so li ·100,000 uomini non tuLLi possono rimanere tre anni so tto le arm i e che quiìldì biso;,:nerit c1d ogni modo congedarne u~;ia pa,·te a'nLicip:i· tamente. D,11.<1 questa necessitit si possono se~nire vari sistemi per la de1erminazione individuale dei congedan di; due però sono i principali : o la so rt e o la determi nazione per legge in ba::;e a date co ndizioni eguali per· tutti; mai il favore o l'arbitrio. La sorte, per la qua le pare proponderi l'uffi cio centra le, è il sisLema peggiore come qnello clie costil uisce la massima delle ingiust.iz.ie sebb ene legol mente sanzionata, ma è di appl:cazione facile, almeno nel sen::-o di non richiedere alcun f';1stidioso ap· pre1.zamen lo. · La determin a;r,i one per le,ige in base a determinate con dizioni. mentre rag)!iunge lo scopo militare che In, leva si propon e: tende anche a~ all eviare in parte l'onere sociale e restituire alle famiglie quei ciu adi ni di cui queste più urgentemen te sen tono il bisogno. Fra i due sistemi non v' ha dubb io che il secondo sia preferibile, e il progetto di legge lo ha infaui preferito; ma non deve J~er.ciò giudicarsi troppo rigido e privo di elasticità . Il caso più frequente ed anche più stringente è che que:-;ti soli conc,ecJamenti siano insuffi cienti a mantenere la forza a ruolo nei l imiti del bilanci o, e per qnesto la legge provvede con l'art. \H) il quale au1orizz:1 i min istri a poter congedare in anticipazione e per sorteggio !i numero di. militari richiesto dalle es igenze .del bilancio. Questo articolo 99 è indispensab il e dal momento che il co ntin gente è illi mitato, funziona nel sistema come valvola di sicurezza, ma è anche indispensab ile che vi si ricorra il men o pos.,i!Jile~ ed è appunto in questo intendimento che l'arl. 9\ presenta una certa liHghezza . Fra l'altro l'uffìcio cen Ira le rimprovera le di ~posizion i di qndl'articolo lit dove accorda il •congedo anticipato ai militari ammogli ati con prole. « Si chiede, esclama la refazione dell'nffìcio _rs.· centrale, se sia proprio ii caso d'incoraggiare, in Ìlalia. -con << mezzi tanto potenti i matrimoni precoci! Con una di.5posizione « come questa, si pu ò dire senza esagerazione, che i nostri reg<< ~imen ti d' inf,1nleria non vedrebbero fo r,e più un solo ~oldato « colla ferma di tre ann i ! ~
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l'ion siamo di q·uesto parere, né crediamo possa esserlo chi dei fatti statistici ragion:1 con spassionata obbiettività. Per frenare l'emigrazione si è predic,1to per tanti anni affi nché la legge di reclu· tamento ri!nanesse in esorabi le contro i nostri emigrati all'estero: ebbene, la nostra legge di reclntamento è rimasta indietro di mezzo secolo su tutte le analoghe in Europa, senza che perciò I' in esorabile svolgers i della emigrazione siasi menornamente modificato. I fatti soci11 li lrnnno radici assai più este::-e nell 'ambiente perché possano essere nutrili o disseccati da un sempl ice incidente transitorio. Prima di ricorrere all a sorte, ripetiamo , non è dunq11e un male esser larghi per concessione di le.l!ge: e se in ogni modo si dovesse aurnentc11·e la fo rza sotto le anni basterebbe ' portare tutti i congedamenti al 3 1 ouobre per avere · un largo margine. Senonchè sappiamo quanto sia nti le di ritemprare l'istruzione delle classi in congedo: è anche questa una necessi tò derivant~ dal!~ brevi ferme; ogni margine della forrn bilancin ta s'11rà. dunque meglio occupato da richiami di classi che da dilaz ioni dei congedamenti. Comunque ' sia di tutto ciò , se alcnne disposizioni di quell'articolo 90 non paressero opportune, nti!la impediva clie l'uf · Gcio centrale ne consigliasse la radi:1zione o la correzione, senza bisogno di ,fa re le sne grandi meravigli e. P.erchè è da convenire che la parte più di scutibile del progello di !egge è appunto la disposizione di quest'articolo 95, poiché . · l'argomento in esso consi derato può essere trnttnto sotto mille aspetti e la questione può essere risoluta in vari modi . Ono di questi modi , che lascerebbe intatta la legge in tutte le sue part.i, sarebbe quello di fondere insieme i due articoli % e _99; dire cioè: in caso di eccedenza di forza sollo le armi , i ministri, per ri durla nei limi ti del bilancio, potranno congeda re in anticipazione i militari che si trovirno in un a dell e seguenti condizioni e nello stesso ord in!:' di precedenza; qnando tali congeda.menti n~n ba.~tnssero, potranno ricorrere ,illa so rte. E evideme che in que:;10 modo snrebbero soddisfalle .tu tte le. esi;.:en,.e; non vi sarebbe terna di eccesso nei co ngedamenli perchè questì . dovrebbero arresta rsi giunti nl numero richi e:::1 0 dal bilancio; 1
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0SSERVAZ10NI ALLA REl:,AZIONE
non vi sarebbe tema di essere eccessivi nelle concessioni percbè queste sareb bero segnale nell'ordine della maggiore esigenza sociale . Anzi noi andremmo anche più in là. Vorremmo che la leoroe . nn autorizzasse solamente i ministri a congedare anticipatamente quèl numero di militari che richiedessero le esiaenze del bilancio. e lasciare al reµ;o lamento il modo di disciplina1~e tale concessione: Per..:hè infatti crediamo che le esi,Yenze milii,ari fìn anziarie e • l:> ' s?c1~li possono facilmente modificarsi nell e loro reciproche relaz1on1 , mentre che un a legge organica come <JUella del reclutamento d~ve poter rimanere inalterata per varie diecine òi ann i, come giustamente asserisce l'ufiicio centrale. Tutto ciò che può ollenersi modificando un articolo ~enza per nulla alterare l'economia generale del progetto, sarebbe stata opera util~ e lodevole dell'ufficio centrale, alla cui al ta competenza era 11 progetto stato sottoposto ; per ciò fare però sarebbe stato neces~ario che l'uffì ci1> centrale avesse , senza idee preconcette, esam mato tntlo il disegno di legge e l'avesse giudicato spassionatamenLe. SopratulLo sarebbe sla to necessario che l'ui"ticio centrale $i fosse sp.ogliato dalla prevenzione che Luno oggi va male nell'organi::;mo m1l1tar~, s~lnmente perchò le nuove idee si u·ovano in qualche punto 111 disaccordo con quelle per tanti anni col tivate da una !!enerazione gloriosa, alla qua le ripu gna che altri possa tocca r; e perrezionare l'opera sua.
OELL'UFFIClO CEN'rRALE DEf, SENATO, :ECC.
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*** Una legge organica sul rcr.lntamento non è opera l'acile. Essa, mentre deve mirare costantemente al suo scopo ch'è la micrl iore ~~ostituzi_one. del_la forza ~r~ata,. d~ve tener conto di molt~plici 1nteress1 privati e pubblici , soc1al1 e pol itici, economici e finan ziari. i quali chiedono tutela non solo nell' interesse civil e. ma nell'interesse stesso della fo rza tti n1i sono sorgente ed alimen to. ~es;:;uno quindi, crediamo, poteva aver la pretesa d' 1wer di geuo creata opera perfetta. Tanto meno scorgiamo questa pretesa nei ministri proponenti l'attuale progello, i quali nel presen-
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tarlo per due volte nl Senat.o . prima che alla Camera dei deputati, hanno dimostrnto sinceramente il desiderio che il progetlo s1esso fosse anzitutto esami nato e discusso e, dovo occorresse, migliorato e .corrett.o dal senno dell'alto consesso. Possiflm o dire che la relazione dell 'u llicio centrale del Senato sia riuscita efficace od a Imen o n ti le? Efficace no certamente . Ess:i non esa mina il progetto, ma lo condanna senza giudicarlo: cerca d'impressionare con uno sfo~l-!io di cifre e di calcoli che hanno nulla ùa •:edere col so~getto in discussione: dipinge nl cnne prevedute conseguenze con colori Lanto roschi da dimostrare evidente la contraddizione nell e stesse sue asserzioni ; discende ad una ac.rimonia di dire, tanto insolita nei $ereni dibattiti del Senato, dèl scemare cl i mollo l'autorità dell' esposto. Utile tanto meno. Ha forse il Senato da questa relazione avuto un qualche lume maggiore di quanto faceva la relazione ministeriale sul contenuto e sul valore del disegno di legge? ~o: se uno scopo ha. questa relaziono è evidentemente quello d' impedire che si ponga la mano sull'arca santa del la legge sul reclutamento del '1854-, la quale, se commènderoli ssima ed adattatissima per l'epoca in cui fu redatta, oggi a furia di ritocchi, non solo non è più riconoscibile, · ma tl talmente sconnessa ed inconseguente, da. essere un vero e proprio arnese bu rocratico in cui i profani non hanno più la possibili tii di leggere. Non sappiamo nè possiamo prevedere la sorte che Loccherit al disegno di legge, ma possiamo affermare senza tema d'inga nnarci ché alla relazione del!' ufficio cen tral e toccherà la sorte di confermare la. generale, sia pure ingiusta, opinion e che i parlamenti invece d' acconlentnrsi della loro altissima missione di legiferare e vigi lare sulla con'ipleta ed esatta applicazione c\P,lla legge, tendono a sostituire i propri giudizii a quello dei competenti poteri, e si rendono cosi meno capaci di risolvere i problemi che richiedono studio, lavoro e, sopra ogni altra cosa, indipendenza d'idee e sereniti1 di giudizio .
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MONC ENISIO
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!10NCENI810 Due attacchi notturni -
Aprile e maggio 1794
Al principiar dell ' inverno dell' an no ,J7~)3-U4:, le truppe piemontesi guarnivano i colli e pass i alp ini stesi' in sottile cordone, i Fr,rncesi li fronteJ,( giavano, impotenti gl i uni e gli altri ad intraprendere nlcun che . di serio e decisivo . I primi per colpa dei capi inetti od accasciati dagl i anni, i secondi per il rapido avvicendar:;i di uomini al comando. Fortunatamente per entrambi i partiti, lit neve caduta in gran copia arrestò defin itivamente laoperazioni mi litari. Alla fin e di dicembre le forze piemontesi in vall e di Dora Ri paria ammo ntava no a circa 2806 uomini , dei quali 450 fan ti , appartenenti ai reggimenti Moriana, Ch iablese e Regina, presisidia vano con I 00 artigl ieri iI 1'1onceni sio ('I). I Fra ncesi tenevano nella· stessa epoca, la Taranta sia e la M'o riana, con 2/400 soldati circa, dei hauaglioni gnrnatieri (1i Parigi, volontari delle Basse Alpi, della legione delle Alpi, Fr,1nco della Republica e del 2a0 rMgimento di liuea. .,, L'in verno fu speso da entrambi i partiti nel riordinarsi , e dai Fran cesi, in particolare, nell ' accrescere gli effettivi, tanto ch e il ,1° marzo "89.f. l'armati\ delle Alpi, agli -Ordini di Dumas, poteva con tare stt 4000 combatten ti. I Piemontesi , come la loro situazione richiedeva, avevano perfez ionati i lavori rii difesa con grande operosi tà su tuW1 la estesa frontiera. Le difese del Moncenisio consistevano in opere di carallere ~emi· permanente, costruite sewndo un progetto .di difesa del - · l'altipia no, tracciato da certo Boschis, notaio a Susa, ed approvato/
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Ra1>porto d i un o· sp ion e fra 11cese al generaie Daur, , di <1nella nazione.
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dal gen erale austriaco·SLra<;soldo, incaricato, all'arrivo delle forze imperiali in Pjemonte, d'i spezionare la front iern (I). Ques~e opere sono : ('?) ·1° Alla Nunfa un baraccamen to c<1pace di circa ,jO uom1n1, che normalmente all oggiavano alle grangie Arsellins, da ·cui distaccavano un piccolo posto di guardia al baraccamento ora detto ; 2° 1We granyie Arsetlins le seguenti opere : a) Batteria. arma la da due pezzi in l'erro, a reLrocari~a, rivo lta a battere le µra ugi e Arsel lins Nuove : b) Barter ia annata da due Vis dei Jl nlet e due fuci li da ramparo,, destina ta a battere una mulattiera proveniente da Lanslevillard; e) Trin-ceramenlo per fanteria, arm ato da due :-pingarèe collegante le orn. de tte ba tterie; 1t) Casa fort ilìcala e trasformata a difesa delle grangie Ar;;e llins, desti nata a servire da ridolla. 3° Opere del [>tan de lei Tomb e : ci) Battel'i a a1mata da due pezzi da I G~ quattro da 8 ed un ob.i~e, inc1oci,111Li i loro fuochi snlk mulattiera proveniente da ,Laoslevilliml con 11uell i della balleria. /J. delle opere s•; b) Una balleria arm ala da due pezzi da 8 destinala a battere gli appl'(lt.:ci della Hamas~e; e) Posto di collegamento con le opere di Arsellin.,, consistente in una piccola r itlotln. qun.dr,ita ; .<1J Non faccia mera,·i~ li:\ l'intorrnnto di 1111 notaio in sirni ii raeccrHJ~, !Jen :r.llri esemp i d1_ Ht'tl nc intromi$Sioni offre ~uell'~poea. La slìfl ucin rccipr·oca, ìa dis,:or,lia nei ci rcoli.
m,lrt.,,r,, frutto delle due infelici r,11.npagne precedenti er;,. ta!<", che un pa rrrc offerto da chiecl,es,ia, purché non a1Jp:1 r1enenle ,1d una delle d 1ie., uole ril'ali, <·1·a accotla(o aù ,Pcchi ~hiusi. 8 perciò clr c qui ved i,,rno 1111 nolaio Lra cei"r forlificazipni, e , ulle Alpi mar,1t1me avrncati e rrw gisLrnLi prc~enl.a re memori e rel:1til'C alla. conrlo tta delta. gu err:i ..
(2) Coosu lt.1re l:1 cart,t ;; I 50000 ti, Jl'a11tico s la lo rn:iggiore sar11o, foglio Ì\ . H . N. li. - l dati· <l i fatto c,p os1i ne! prns,into la voro, ven11ero i11 gra11 parle a llinti da l 00 ~ ,ohime del Mo ris 1' Kr<' ll~ (/A {Jiter,·e dcms l es Alpe.1), ila l Tld\on de Ré vPI (Jlémoires) , rial marchese Tred icini ,1i Sa.u Scvc r·ino. ( l/1i ·,·e9im.e11 l vrovt-,icial de S,:w oie), e d a una conferenza ,tfnuta rwl ·ISH-, circ:1, <la i t.encntr, colon:wlfo ilei genio franco a Met,. nonch ò <la un fasr i<> rii lettere prh·ate 1sia,·enti nell'Archivio <l i Stato (lm.pi·ese milit!l'li). '.... P~r le opere <li fortiffcazione servirono di g uid a, la. ca ria de l tn(Ji tno del genio francese o·~,ha_,tie jeun,\ ,fa uno .ichizzo c, i, t,•n le alla Bill lìolcca di s. A. n. il o"u~a di G1rnov:1 in lormo, documenti enlra rn bt rlell 'epo~o. lnlfne il tut to venne corro horn.to da un sotiralnogo co~cienzi(,so.
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d) Ridoua per fanteria capace di ·I 00 uomini costruita in muro a secco. /4:° Ope1·e della llamasse e casa Nivei : a) Grangia fortifìca t:i, collocata sulla strada di Lanslebourg. presso la barriera che la chiudeva. (4) li) Ridotta dei Rivet, armata da 2'pezz i da 8, e da un obice, destinati ad in<:rociare i fuochi davanti la gran~ia Ramasse con quelli della baneria b delle opere N. 3 ; e) Balleria del Iloc, armata con 2 pezzi da ,i , corti, collocata sulla destra riva del burrone della I\faddalena, che scende dalla Beccia su Lanslebourg, per battere i sentieri provenienti da Tbermi i:wo n attraverso il bosco. 5° Opere di Mollar C1'0chet : a) Trinceramento di Mollard Crochet armala da fucili da rnmparo per impedire gli lll!'girnmenti, tracciato sulle fa lde nord del G. Turra ; b) Corpo di guardia del Gran Turra. Infine una palizzata continua, partiva dai piedi del Gran Turra e collegando tutti i posti ora nominati, andava sino oltre le grange Arsellins a finire in un burrone discendente dalla Cima Paré. Essa era alta qunsi tre metri, preceduta da un fosso, distava dai 300 ai 500 metri dalla .l'oresta di abeti che copre tnllo. quel versante sino ali' Are. Verso il Piccolo Moncenisio, eransì costruite altre piccole opere così raggruppale : ;J .4.l PiccQlo Cenisic; · trinceramento in pietre é zolle alla sommitii delle rampe, armato da due pezzi da 4 e due fucili da r:1mparo. Mucchi di rocce erano preparati per essere precipitati · sugli assali to ri. 2° Opere del colle delle 1irchettes (Vedi carta al 00000 del lo lstituto geografico). ci) Trinceramento a nord-ovest del colle di SollièÌ·es e fronte~giando le pro\'enienze della Porteille, armato da fuci I~ da ramparo; O
, H) La str,ttla L:,nslcbou rg-O;pizio -Sus,1, avcl'a tl'acciato assài differente dalla pre;ent.e vi.t Napoleonica. Da Lanslebourg al colle saliva r~pida tra i rii Forchet e Pontet (vedero carta citata).
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MONCENISIO
b) Batteria sulla cresta ad ovest del colle delle Archeltes per baLtere il vallone che conduce alla Villette, armata da 3 pezzi <la 8 e 2 da 4;
e) Un posto intermedio sullo sperone che · scende da Monte Froid verso le grange le I<'e u. Sull'altipiano, tra la Posta Vecchia e l'Ospizio, ad ovest della ·strada, una ridotta a doppia palizzata con fosso, armata da 4 ,pezzi destinali a battere la strada principale del Piccolo Cenisio, ·non~hè il rovescio delle opere del Yillaret e della Ramasse. Alla Gran Croix un trinceramento lungo quasi un chilometro. Una rotabile era stata costrui ta per condurre i cannoni dallo i()spizio al Soli ières ('I). La truppa occorrente a presidiare qllesto sistema di fortifica.ziolie, .calcolata a 1500 uomini, venne invece accresciuta gradatamente 'sino a 3600, che ai pr;mi di marzo era accantonata ·in gràn parte all'Ospizio e Gran Croce, il resto nelle crran"e .., ~ ·dell'altipiano (2). 1
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ILcomitato di salute pubblica sino dal ·15 gennaio 1794 aveva ,prescritto al generale Dumas di impadronirst del Moncenisio e del colle Piccolo S. Bernardo, impiegare nell' azione forze so, ,verchia_nti, attaccando simultaneamente e di sorpresa i posti ·pie·~onte~t, Il comandante dell'armata delle Alpi, dopo lungo esitare, ~1 decise alla fine il 26 febbraio a riunire in consirrlio di "uerra a Chambery i rappresentanti del popolo, cittadini Gastonc)e Dumat~, ed i ~enerali Bagdelonne ~ Sarret comandanti il primo in .Mor1ana ed il secondo in Tarantasia. . 'Dopo pochi giorni di chiacchiere inutili si concluse di lasciare ,ai ge.nerali libertà completa di azione in ordine al tempo ed ai mezzi : , 1
. Il Sarret, già comandante a Barcellonetta in Val Ubaje ,giovane impetuoso, ambiziosissimo, ardeva distinguersi con qual~
·.~~) Rappor.to ~el capitano delle guide Ratei del ;.18 febbraio l 794. "" Archmo d1 Stato, uffici del soldo. ·9 -
ANNO XLI.
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MùNCENISlO
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che azione a-rdimentosa, anelava quindi .di attaccare il Moncenisio· ed impadronirsene prima che 11 suo emulo Bagdelonne cacciassePiemontesi dal P. S. Bernardo. Appena giunto in Moriana era partito in ricognizione verso tutti i colli conducenti ali' altopiano, ma la neve altissima ancora 1·0 convinse essere prematuro ogni tentativo ('1). Attese qui tutto ili mese di marzo, impiegando il tempo a ripristinnre la disciplina. nelle truppe ed (lllenarle alle marce sulla neve. Jl ·1 ° aprile il tempo rincrudì subitamente, la neve gelando. divenno dura e portante, talchè, parve giunto il momento propizio alla sorpresa, tantopiù che gli emissari davano i Piemontesi come poco vigilanti, ed affermavano che la.batteria a nord-ovest del colle delle Archeues era sguernita di présidio. Il capitano Ratei della compagnia guide, spedito in ricognizione, volle per Thermignon portarsi al colle di Sollières, con, l'inten1,ione di raggiungere la cima di M. Froid donde sperava scorgere l'opera piemontese. Impiegò 112 ore a pervenirvi e la, nebbia gli - impedì di scoprire il paese, quindi consigliò al generale di ·evitare la strada di Sollières e di attendere ancorai qualche giorno. Sarret, stanco di pazientare, decise di attaccare nella notte dal' iS al 6 aprile l'altopinno de! Moncenisio, per il gran Colle con 1600 fanti agi i ordini del generale Gouvion aggiunto (employé) in Moriana, e per i colli des Archettes e Bellecombe (2) con, 2'11:iO sotto la sua direzione (3). Con il concetto di giungere al-· l'opera creduta abbandonata, scendere alle spalle dei trincera-menti del P. Cenis10 , costeggiando Rocca Carlina, quindi eseguireuna gran conversione verso est, perno le grange Mistralet e cacciarsi avanti i Pieniontesi sino alla Gran Croce ove avrebbe· dato mano alle truppe del Gouv.ion (i-). ·. 1
(L} LeLLcra di Sarret a Carnot. 2S marzo l.794 (Oep6t de la gu~rre). (2) li .colle di BeJilecoxnbe è ad e;t di Grangia DellecomlJe (vedi carta al 50000 dello~
stato maggiore sardo, foglio. N. 4-1-). (3) Quasi tutti gli scrittori militari che accennano a questo attacco hanno errata lacta,ta facendolo avvenire il 24- di marzo. Così il Jomini, il Pinelli, il Thaon de Revel, ecc. (4) Lettere del generale Sarret al generale Dumas. Vedere per questa azione i <locumenti prodotti nell ' appendice del secondo volume· dell'opera di Morìs e Krebs.sopra citata. ·
Il Sa!'ret ammassò le truppe che _doveva condurre in persona, la . sera del 5 aprile a Bramans. I soldati ben rifocillati, forniti di viveri, caldamente vestiti, ed . opporlunafl}ente mmponati mossero alle ore 2 1 pieni dì entusiamo e di fiducìa nel loro ventiquatfrenne ~enerale. Le forze francesi erano di vis e in 3 colonne· d~stinate all'attacco, con una riserva per inca.Jzo. La prima colonnn, detta di desll'a dal generale, era formata da 0 4~0 uomini del 2~j reggimento di linea, 1100 uomini del 1° baltaglione legione delle Alpi erl otto cannonieri. Totale t,08 soldat~ agli ordini del capitano Herhin dei Granatieri di Parigi. La seconda colonna, o del centro, formata da 2JO uomini del 23° reggimento di linea, 300 del battaglione .Basse Alpi , 200 del battaglione ,.I O della legione delle Alpi, i!OO Hranatieri di Pari o-i e dodici cannonieri. Tot.aie 8iJ6 soldati al comando di rei.Lo ~ÌeÌSarret. , La te1;za colonna, o di sinistra, era composta da 300 uomini del. battaglione Ba~se Alpi, 100 del 1• battaglione legione delle Alpi, e della 1• compagnia dei Granatieri di Parigi con otto cannonieri. Totale .508 soldati alla dipendenza del adjuntant général Camin. Infine la ri3erva, agli ordini del Rev, esso pure aa1·utant '1éneral del Sarret, era. formata da zOO uomini del 23° di linea e '100 ?ranatieri di Parigi. Totale generale delle forze, comprese le guide assegnate ad ad ogni colonna , 2 150 soldati, ( 1). . . Le colonne dovevano marciare parallele e con la test.a alla me. d~si~a altezza , precedute ciascheduna da un'avanguardia di '10 nomm, a 20 passi circa. L' intervallo tra le colonne non doveva superare i 100 metri, quella di ·destra avea in retro•1uardia ·I O . . . n uom1m a 50 passi dalla éoda, quella del centro · 4-00 uomini i1 200 passi, quella di sinistra ,J 00 uomini a 300 passi. Nel rapp_orto trasmesso al direttorio. non appare la ragione di questa singolare disposizione. . ~a riserva principale doveva seguire le tracce della colonna di smistra a tiro di cannone e tenersi in comunicazione con essa, 1
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(l) Mon,s o Knites, voi. 2<'.
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impegnata l'nzione dirigersi alla vetta di_ .M. Froid e prendervi posizione. Segnai i diversi erano stati combinati con i P?sti la :;ciat.i a Bramans e Thermignon per comunicare al generale Dumns il risultato dell'operazione, segnali ancora erano stati stabi[iti tra ie varie colonne le cui truppe portavano tutte la_camicia sopra gli abiti, allìne di riconoscersi nella o::;curità. Iniziate le mosse dalla Villette alle ore H 1/ 2 pom. la marcia procedè lentissima in causa del forte pendio e della neve molto alta. Le colonne si incamminarono sulla falda nord-ovest del vallone Rio Vallette, che scende dal C<)lle Bellecombe .11 villaggio omonimo. Le difficoltà crebbero ancora. oJtrepassate le grange Champs, dì ,,ui sa tale che soltanto all'alba le colonne poterono gi ungere in "' vista dell'opera pi emontese. Questa era pTesidiata da una compagnia del reggimento Mariana, un sergente di essa, certo Rochet detto Belhumeur, appassionato cacciatore, trovavasi a quell'ora in agguato verso grange Bellecombe. Scorti i Francesi corse velocissimo .a dare l'allarme e q.uindi gli assalitori anzichè sorprendere furono sorpresi da nutri lo fuoco ('I). I Francesi retrocessero, le colonne si frammischiarono formando una sola massa disordinat[( che scese sino al letto del Rio Vallette ove si arrestò, più per l'altissima neve che per virtù di disciplina. li prode Sarrel, non volendo rinunciare all'impresa, decise ritentare la prov,l aggirando per la sinistra l'opera nemica pervenendo cioè .al colle delle Archettes per la costa che da :\i. Froid scende alle grange le l~eu. Tem.eraria impresa per la stanchezza dei suoi, la difficoltà del teri:eno e il probàbile arrivo di rinforzi al difensore. I Francesi impiegarono circa 3 ore a raggiungere la cresta roc·ciosa che dovevano_ poi percorrere. I Piemontesi ebbero perciò .agio di far arrivare dalle grange Mistralet, ove accantonavano, i granatieri del reggimento di cui ,J 00 occuparono la posizione del Belvedere, che dominava lo sperone sul quale in una sola lnnahissima colonna faticosamente avanzavano gli assalitori . Alle prime scariche i Francesi esitano, Sarret si porta in testa a t.utti ; infiamma e trascina un forte r.ucleo dei suoi verso i
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P1NRr.~1. -
Lettera privat,t. - Archivi cli Stato, marzo 2r..
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difensori, ma 'ad 80 metri circa da essi cade trafitto da una moschettata~ tiratagli dal sergen tè Gautié dei grnnatieri (;J). Il generai è, soccorso dal sergente maggiore e dal tamburo maggiore dei Granatieri di Parigi, venne ricondotto indietro, e con lui retrocessero gli animosi che lo avevano seguito a così beevè dist.anza dal nemico. Erano le ore ,1O ani.. le truppe francesi da ,J 8 ore in marcia vacillarono davanti a quei pochi Piemontesi e sarebbero stati volli in disastrosa fuga senza l'intervento dell'aiutante oenerale Camin che assunse il comando . Costui, con nobile esemp io l'.> . di coraggio, di energia e di senno raccolse tra le rocce della cresta già percorsa le truppe, le riordinò , apri il fuoco e rimase in posizione sino alle ore 1 pom., all'unico scopo di impedire ai difensori ·rti spostare forze in aiuto dei compatrioti attaccati al G. Moncenisio; poscia a detta ora, ordinatamente ridiscese a Bramans, ove ìl generale Sarret morì nella notte. Le forze piemontesi al le opere del P. Cenisio erano di un solo battaglione del reggimento Moriana (2) più due compagnie granatieri in riserva alle grange Mistrnlet. Comandava il tutto il capitano facente funzione da maggiore De Gordon (:3). All'azione presero parte solo 300 uomini che riuscirono :i, respingere ~!'1150 francesi. In quest'attacco si osserva: ,1° Trascurata ogni azione d-iversiva verso il P. Cenisio, azione che s1rnza indebofae l' attacco principale avrebbe costretto i Piemontesi a maggiori cautele nello spostare le riserve da grange Mistrallet e anche lasciata aperta la via ad un probabile su1:cesso verso quel colle. Non è la prima volta che le colonne dimostrastrative pervengono agli obbiettivi mentre quelle principali falliscono. 1
(I) Lettera privata. Archivio di Stato, marzo N. 24. (2) Sino al ¾i80 questo reggimento si chiamava di Tarantasia. Ignorasi il motivo cho produsse il cambiamento di nome. Lo si pnò spiegare forse con l 'nso ,iei tempi dt dare ai reggimenti il nome dei comandanti onorari quando essi erano principi del sangue. In quest'epoca il reggimento aveva per colonnello onorario il giovine conte di Moriana. iiglio·dj Amedeo lii (TREOICINI) . (3) Qnesto De-Gordon, non ha nulla a che fare con qtiello a(l la.tus lkl Lazzary es~ ~endo questo della famiglia Balme, quello di Sollière la Tour.
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2° Impiego di for:re non proporz ionate alte resistenze da su,perare. lnfalti i'eccesso d'uomi ni accrebbe le diflìcollà logistiche e condusse il Sarret ad adottare una formazione su piii colonne parall ele ed a breve intervallo fra loro, che diminuì già la piccola velocità di marcia. In questi casi è dunque meglio affidare l'impresa ad un drappello risoluto e scello, seguito a qualche ora -di marcia da un più forte rin calzo, anzichè gettare sulla' fede di un emissario, una poderosa colonna nell' incerto di un a spedizione nolturna. 3° Error<: neUn scelta detta zona di marcia per l'avvicinamento . JI ~enerale diresse i suoi uom ini su l versante nord vallone di Rio Vallette, cioè dove la neve era più alta e molle. Lo !.lesso sbaglio vedremo in seguito produrre la perdita di un'altra colonna fran cese. 4° Unica direzione di attacco. Tutte tre le colonne sono avviate verso un solo fronte dell'opera piemontese, mentre avrebbero potuto, con vantaggio tattico e logistico, essere dirette rispenivamente su per i tre contrafforti che facendo capo al .Belvedere separano il Rio Valletle dal Rio S..Jeao, questo dal Rio )iépelèn e quest'ultimo dal Rio di Sollières. ( Vedi carta al 50000 dello ·stato maggiore Sardo, foglio H), 5° Inutile e temeraria rinnova;;ione di un 2• attacco, ri nnovando l'errore di presentarsi riunito contro un solo fronte. Raramente, fallita la sorpresa, tali azioni riescono specialmente quando tra il primo episodio ed il secondo corrono lunghe ore trascorse nel fa ticosamente tentare al tre vie alla vista dell'as,sal ilo.
iemontesi delle opere del Gran Tnrra del Roc e del ' r. . ·1 d. :Mollard Crochet, è accol~o da vivo fuoco . Per de,1lars1, 1 • istaccamento è insensibilmente trascinalo verso ovest; pur contmuan.do . e . Dopo 6 01·e di marcia inutile , arriva sulla. ve tta del Pie.a sa11r d. ,co1o '[' urra (1) , ove rimane ino1)eroso, per la distanza straor . 1. naria a cui si è portalo, e per \' impossibilità di oltre proseguire -stante l'altezza della neve. . . Il 2° distaccamento di retto dal cittadino capitano G_1ra'.·det. dt!_l 4° baltaglione della legione delle Alpi forte di 200 fanti , s1 spiego ;:all'alba al margine del bo;;co dell'Arc, fronte alla .Ramasse co~ missione dimostrativa. Fallo segno ai colpi di quell'opera n~nche ,<li quelli dei posti Strassoldo e Vi llaret, fu ben presto n dotto ·in cattive condizioni . . . Temendo una cootrooffesa della guarnigione chiede rinforzi
Le Lruppe destinate ali' al.tacco del Gran Cenisio si riunirono a Lanslebourg come si disse, agli ordini del generale di brigata aggiunto io Moriana Gouvion, la sera del 5 aprile. Esse fu rono ,da lui divi se in 3 distaccamenti, ed una riserva. JI ·IO forte di 400 uomini al comando del capitano Sausson. ' -0el 2° battaglione della legione delle Alpi , mosse alle 3 antimer idiane del giorno 6, diretto al colle della .Beccia, rimontò la sinistra del torrente Maddalena sino alle grange· Mon froid, ed .all'alba sboccò fnori della foresta del!' Are, ma tosto avvistato dalle
-.ve dette P
:al Gouvion. d · Que:;ti trovavasi presso la riserva, cullocar:a su~l'~lt~piano e1 .l\loulins, tra Lanslebonrg e Lansled llard, agh orrl10 1 d1 Laroque, -eomandanle la legione delle Alpi. Alle richieste di Giranlet il generale accorre in persona con 150 uomini e sboc~a sul piano cle la Tombe con l' idea di girare il Villaret. ma trallenuto da un profondo burrone sotto il fuoco ?piemonles~, è obbligato a rimboscarsi con il di:;taccamento . •Girardet. [l 3° distaccamento forte, di 900 uomini agli ordini del maggior Maj er, condotto dal capitano delle guide Ratei con m.i ssione di ,cadere a tergo delle difese ; da Lanslebourg per L~nslev11lat'd e le Arselles nuove, èi portò al colle del Tomba (2) girando la destra .piemon~ese, giungendovi alle ore 8 antimeridiane. . . . Alle dieci antimeridiane del giorno 6, circa 600 uomrn1 dt questo ,distaccamento condotti dal Ratei era no giunti al Toet superiore. l Piemontesi 'avevano all'Ospizi o ed alla Posla Vecchia du~ com-
(l) li Gran Turm della carta ;ti 50,000 clello stato maggioro sardo diventò Pìc<;olo '' Tui-ra sulla carta alla medesima scala del nostro istituto geografie~ ; ,n questo breve ·.studio le dicitu~e come già accennammo si riferiscono tutte alla pmna delle due carte ·-Ora ~itate . ('!) Situato tra la Nunda e la Cima Parò.
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pagnie granatieri del reggimento Chiablese in accantonamento .. Sorprese queste truppe (,1 ) dallo irrompere dei Francesi, mentre attendevano alle operazioni quarti ere, sbandaronsi verso la Gran Croce. L'inseguimento venne però presto quasi arrestato da una mano di valorosi, che agli ordini del sergente soprannom inato Jn'Vincibite si erano gettati in una specie di trinceramento esistente· sotto la posizione del moderno forte Roncia, sulla si nistra del torrente omo:1imo ('2). Intan to il Majer, rimasto sul Tombà, con. 300 fanti del battaglione volontari Basse Alpi e legione dell e Alpi, visti i progressi del Raie! verso In Gran Croce, decise di discendere e portargli rinforzo, ma i soldati sdraiati nella neve fra le rocce, dichiara-· rono che : <1. Ils se foutciient bien de se batt1·e poiir conquérir wn-· si vifoin pays » e gli ufficiali stessi dettero il mal esem pi o proibendo ai pochi volenterosi di ubbidire I (3). _Il Ratei che aveva :;pinto il •1° battaglione fran co della repu b-· bl1ca comandante Laffou, sino quasi alla Gran Croce (,i-) , non vedendosi sostenu to dal Majer nè dalle altre colonne che dovevano, sboccare dal. Piccolo e dal Gran Moncenisio, ed invece scoroendoriordinarsi i Piemontesi ; teme l'arrivo di rinforzi dalla Fer~era e· ~entamente ripitlgò verso il coll e da cui era disceso. Nel frattempoIl comandante le truppe alla Ramasse, colon nello di Moriana S. Severino, inqui eto per le fuci late che udiva sul tergo, spediva picchetti in ricognizioni verso la Nunda e per il piano del Mal e· per gran;.(e la Ilu fTa al Toet superiore. Queste truppe vennero a cadere ri spettivamente sul fianco, le prime degli ammulinat~ del Tomba, le seconde del distaccamento Ratei, già in ritirata .. }fa_jer a tale minaccia riesce a rianimare i suoi e fare testa, per attendere il Hatel costretto ad accelerare la ritirata. I due·
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(i) Questo reggimento era formato quasi tutto da emigrati 'rranccsi e savoiard i vi erano incorpo rati ~li ufficiali puniti colla perdita del grado a cui 11 re accordav~ di· riabilitarsi. ('!) Morto questo prode, venne sostituito nel comando dal soldato Rostaing che· animò e diresse sino alla ritirata dei Francesi i pochi compagni superstiti. · (3) TII AON DE REVBL. - ,lfémoires /iistoriques. (~) Ciò non ò provato, 1tnzi è recisamente negato da i generale di brigata barone.· Chino. - Archivi di Stato, imprese militari, marzo 4838.
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drappelli francesi si erano appena ri'.rn il.i sul ~olle, che _dall a. ci_m_a Paré dominante il monte Tomba partirono altn ben aggiustali t1r1. Erano pochi granatieri piemontesi del reggimento Chiablese, eh~ guidati dal sergente (,1) Chevalier dello I~ ~ouceu.r con i capo'.·;ih Belle Etoile e Traversaz dopo lo scomp1gl 10 dell a sorpresa ali 0- spizio , avevano guadagnalo il pian ùelle Cavalle e poi i_l colle rlel Lupo (2) erano r isaliti sulla vella del Paré. Il loro mtervenlo , bastò a volgere in fuga i Francesi che precipi tarono sino a Lanslebourg, lnsciando sul colle 9 morti e 33 feriti . Ivi si raccozzarono con gli altri distaccamenti rientrali alla. notizia della morLe di Sarret (3). Il brigadiere, barone Chino, già colonnello d'Acqui, comandante a Susa, giunse a sera al Moncenisio preceduto e seguito da truppe '" di rinforzo, cioè: il reggimento provinciale d' l Hea, il reggim ento granatieri agli ordini del Saluggia ed il restante reggimen to Re- · gina. Le pattuglie piemontesi si spinsero sino a Lanslebourg. I Francesi rinforzarono dal loro canto distaccamenti di Vall oire, Valmeinier, Thermignon , ecc. Il generale Dumas accorse in Mo- · riana, ufficiali e soldati imputati di viltà furon o fucilati, trn essi il capitano Samson. Gli abi tanti di Lauslebourg accusali di aver favo1·ito i Piemo ntesi vennero deportati in massa al for te Ilar- 00 ialo. Il rappresentante del popolo raux ed il viJlaooio sacche00 00 Gaston non temè di accusare pubbli camente il ministro della guerra Bouchal cle\l' insuc<:esso, perch13 aveva di,•ulgalo il progeno · di attacco : Par la 'i;oie des journ(mx . (Lettere dell'H april e 9,1-). Circa quest'azione osserviamo: Ottimo il concetto direttivo di quest'attacco, inquantoche mira , ad ·aggirare le ali assai debolmente appoggiale, quello che invece lascia a desiderare è la co ndotta delle tre colonne. Quella cli destra ~i perdette per colpa del Gouvion che la diresse in località reso quasi impraticabili dall'alta neve, e del Samsons che non,, volle, o non seppe ricondurla all' azione.
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PtNEI.LI.
(2) Situato tra Cima Paré e Punta lit Ranche. (3) MORIS e KR EDS.
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Quella del cenlro s' impegnò troppo presto, il Gouvion si slanciò svenlalamenle i~ terreno sconosciulo. I n quesl'azione ed in quella del Samson egli ha la colpa di non aver riconosciuto il lerreno ' · operaz ione indispensabil e in simili im prese. Q~anlo al Ratei, fa sua condotta è splendida di ardire e di slancio, ma pecca di misura ed opportunità. E,,ri non doveva ~i rare ali' obbiettivo lontano, d'intercettare ci~è l'arrivo defl~ rnerve ?alla Ferrara ; ma accontentnrsi invece di aprire il passo · a_l Gouvion , :igendo a(le spalle della Ramasse. Ollenuto questo n~ullato . co~servando il possesso delle alture, avrebbe potuto ob.b.lJgare I Piemontesi a ritirarsi sino ol tre la Gran Croix. minac·c1andone continuamente il fianco per le alture del Mat pri ma e · del Lancet poi . Dal lato dei Piemontesi si osserva che mancò affalto fa vioi!an~a. La s.orp.resa dei granatieri alrOspizio, dimoslra qua nto : ia md1spen~ah1fe 1~ mon~agoa lo stare continuamenle all'erta, qual~rnque sia la d1slocnzione dei reparti, per r ispetto alle proprie 1-J1nee di di fes:i . Infi ne gli ottim i risultati ottenuti dalla valorosa inizialiva dei s?tlnffici~ li e.caporali. insegnano quanto possa pesare sul la bilancia ·d un combattimento , m regioni montuose, l'azion e di anche minimi · drappelli, opportunamente condotti in alto, ed al tergo del nem ico .
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** Rinnovando il Dil'ettorio le isLanze affinchè il Moncenisio ve•n.iss~ occupato, il generale Dumas, in persona, il 112 maggio ,f 794 ·rmn1 a Lanslebourg 5500 uomini ; stabilendo di ri ten tare l'impresa nella botte d~I ·I 3 al H, maggio (24 Floreale), agendo vi~or~samenle s~l.le difese del gran Colle e dimostrativamenle verso .·,I Piccolo _Cen1s10. Per l'attacco dispose. le truppe come segue: Un d1.stac.camento <lato dal battaglione delle basse Alpi doveva , attaccal'e 11 Piccolo Cenisio anticipando di un'ora circa sull'azione delle altre tr.uppe, in modo di aLLirare l'altenzione generale. ' Una ~rima colonna fori.e di '1500 uomi ni agli ordini del capitano Uerbm doveva da Thermignon portarsi a aranoe M Froid 1 • ivi scindersi in 2 drappelli, il 1° marciare v;,rso i l pa~so del!; 1
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l3eccia percorrendo le falde orientali de.I Piccolo Turra, il 2° gettarsi sulle opere di estrema sinistra della linea piemontese. Una seconda colonna forte di 300 uomini aveva incarico di ·spiP.garsi al margine della for esta, a cavallo della mulattiera dell a Ramasse, con azione dimostrativa. ' Una ter.=a forte di 3700 fanti guidata dal generale Bagdelonne, iÌ fortnnat.o assali tore del P . S. Bernardo, aveva per comp.ito di attaccare, con parte della forza l'estrema destra piemontese e con ,il resto portarsi al colle ài Tomba e del Lupo. L'attacco doveva cominciare alfe ore 1 anl. del · ' 4 . Era comandante della difesa al Moncenisio il general e barone Chino, con sede a Susa ove pure si erano re~ati, passala l' allerta del 6 aprile gli ufficial i superiori cioè: colonnello Saluggia •comandante il reggimen to granatieri , colonnello S. Severino comandante il reggimento Mori ana, colonnello Clermont conrnndante il reggimento Ivrea. Oltre ai corpi ora nominati eravi al Moncenisio 1 battaglione ,del reggimen to strani ero Royal Allemand e della Regina. Lo forze .piemontesi erano stnte ridotte a meno di 2000 uomini, d'ordine del Re malgrado le proteste del Chino. Le truppe erano alloggiale negli accantona men li stessi descritti giit parl ando del 11° tentativo, solo qualche picchetto occupava le opere. Alla Ramasse, il capitano àel reggimento Savoia cav. Magni, -con comando general e provvisorio del frontei aveva seco come -aiutante il tenente marchese di Autrèves (-1 ). · Al Villarct, il tenente cav. di Chavaux. ( Al !\lollard Crochet, il tenente barone Dellera. Comandanti Al Rivel, il lenente d'artiglieria conte Brnne ri. dei posti. Agli Arcellins, il tenente marchese di A.rvillards. Cotesti signori dormivano ~d alloggiavano col Magni negl i ac·Canlonamenti òella Ramasse e si davano bel tempo organizzando balletti e quella sera dell'attacco appunto recitando una com media iin v-oga intitolata: ll so1dier m01·cloré, importala da Parigi (2) . 1
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U) Archivi di Stato, - Imprese militari. Marchese T ni,:01C1N1. - Storia cli mi regg imento pr()vindale cli Savoia.
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Alla Gran Croce ove stavano accantonate le riserve alloggiava il maggiore marchese di S. Gjorgio, comandante interinale l'interopresidio. Nei giorni antecedenti era caduta molta neve, che ammucchiata dal vento aveva quasi sepolta la palizzata e si era anche intasata nel fossato e nei trinceramenti. . La notte dal ,J 3 a! 14. P,ra fosca fredda e nebb iosa ( 1). Le truppe piemontesi poco vigilanti , stavano tutte chiuse attorno alle stufe negli alloggiamenti. Svegliato verso la mezzanotte da un presentimento, il capitano Magni stava impartendo ordini per l'esecuzione di una ronda hrnoo la gran palizzata, allorc1uando scoppiarono le prime fucilate detta. colonna centrale sbucata dal bosco, tra la Ramasse ed i Rivel •. Magni fece battere la generale, e riunitesi in modo tumultuoso, le Lrnppe spedì subito: · ,1°· una compagnia alla barriera (opera della Ramasse); 2° una mezza c<>mpagnia granatieri der Genevese agli Arcellins; 3° una mezza compagnia di Moriana al Villaret; 4° 50 uomini :;celti al llivet; 5° il tenente aiutante D' Antrè,•es, con un distaccamento del' reggimento Ivrea al Mollard Crochet. Gli altri ufficiali si precipitarono al loro ·posto, ma troppo tardi. La colonna rraricese di sinistra (capitano Herbin) alle ptime fucilate si era gettata sulla batteria del Roc e nella ridotta dei Rivet sorprendendovi e facendo prigioni senza colpo ferire i pi cchetti di guard ia. Aveva quindi volto il fuoco dei pezzi di queste opere s~l Villaret, debolmente molestato dai colpi sparati a casaccio dal Mollard Crochet. Nel medesimo istante la colonna Bagdelonne attaccava le Ar-· cellins, ne superava i fianchi e giungeva sino alla gola del Villaret, mentre il grosso delle forze coll'aiutante Comin prose"uiva. 0 verso il M. Tomba. 1
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(_il li padre gesuita Frèzet, nella storia della .Maìson de Savoie, dice che la notte era,. clu~ra ed 1llummata da splendida luna. li Palmaverde, dell'epoca, porta invece novi-· ]111110
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Il Magni , direllosi {n persona verso il Mollard Crochet, s1 imbatteva nel .Bruneri che ritornava indietro avendo trovalo occupato dal nemico i Rivet ed il R.oc. F_idan_do .ne~la. di~esa ~el Mo_llard Crochet ove stavano 2 compagnie p1omer1 111vrntev1 la vi gilia per sgombrarne gli ac,~essi, il -capitano di Savoja non disperò e proseguì. Dopo pochi altri -minuti di salita incontrò un messo del Dellera, annuncanie che una colonna nemica marciava verso la Beccia. Egli lo indirizzò con pressanti domnnde di soccorso alla Gran Croce e continuò il cammino, ma ben presto un drappello di fuuuenti lo travolse in basso. Erano le truppe guidate dal l'H? . d' Autrèves che dirette al ~iollard Crochet si erano imbattute m una colonna francese proveniente dai Rivet. II capitano francese Herbin padrone infatti della 1• 1inea di dif~sa aveva subito inviato un distaccamento all'attacco del ~Iollard Crochet, ed un altro ad intercettare i soccorsi che dal basso potessero giungervi. I difensori dell'opera dopo pochi colpi si disperdevano lasciando aperta· ai ·Francesi la via dell'altopiano . Il Magni tornato suo malgrado alla Ramasse, vi . trovò un bicrlietto del marchese D'Arvillard che annunziava girnta la sua n destra e chiedeva rinforzo e munizioni. Il capitano gli spedisce il D'Antrevès con 200 cartucce da spingarda e di nuovo scrive al San Giorgio avvi:;andolo che la sua presenza sul luogo è indispensabil~ con pronli soccorsi. Costui si decide infine a mandargli 29 uomini!! Sorgeva l'alba ed i sold"'ti tiravano all'irnpazz,1ta nella nebbia abbandonando poi alla spicc iolata le opere. Il Magni arl evitare un completo sfacelo ordinava la ritirata ed il concentramento nella Coppa ' d'Oro {Casello 13). I Piemontesi, giungenti da ogni parie, andavano alla vocfl dei loro ufficiali rioqni.nizzandosi, quando squarciatasi la nebbia sui fìanchi del Gran Turra apparve la colonna francese del capitan Herbin, che a mezza cosla marciava vesso il lago. I Francesi vedendo l'Ospizio gettarono alte arida di villoria, i Piemontesi presi da subi" taneo. panico si sbandarono verso il Pian del Mat, ma da quella località Quovi altissimi clamori si elevarono fra la nebbia. 1
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Erano le truppe dell'aiutante Camin, che sorpresi 60 granatieri del Genevese alla N nnda erano discesi verso il Toet e rispondevano, così .alle grida dei loro compatriotti. La ritirata dei Piemontesi si tramutò. in fuga, che si arrestò solo alla Gran Croce, ove trovarono la riserva in posizione dietro i trinceramenti. Al Piccolo Moncenisio il battaglior1e Pinerolo aveva tent1to in rispetto sino all'àlba i Francesi, ~a a quell'ora la colonna diretta dall'Herbin alla Beccia, superato il colle gli era discesa a.Ile spalle, per cui preso. tra due fnochì si era sbandato verso il colle del Clapiér riparando a Susa. Alle ,1O ant.. circa tutte le forze francesi erano riunite all'Ospizio e movevano all'attacco dei Piemontesi che dopo breve resistenza, ripiegav;,no inseguii i sino sollo il forte della Brunetta.. Le loro perdite furono di 500 uomini tra morti, feriti e prigionieri, fra cui 7 ufficiali , armi, cannoni,maga.zzini e bagagli. La disfatta ebbe immenso contraccolpo nel regno, il barone Chino ne mori di crepacuore. Le perdite francesi furono insignificanti e prodotte da cadute e congelazione. Essi dettero subito mano a rafforzarsi sulle posizioni conquistate costruendo : 1° Campo dei baracconi per 9 compagnie ad ovest di quota 2'W0, che forniva la guardia ai trincAramenti annali di spingnrda, tracciati sulla costa del M. dei Cannoni, sino alle falde del Lamet per arrestare gli aggiramenti. 2° Cam1Jo dei Coio·8 per 3 compagnie, sul piano del Paradiso avente come gran guardia una compagnia avanzata, stabili!.~ sulla terraz7,.a presso il passo delle Finestre, a difesa di un trinceramento armato di 2 spingarde. 8° Campo delln Gran Croce per 11 battaglione, presso quota 2085 ad est del lago Brun,. per difendere 2 batterie armate da 7 pezzi bai.tenti le gole di S. Nicolò, e le rompe della strada. _ 4° Campo delle Marniotte per una compagnia, alla Corna llossa. · ·· 5° Campo del Ghiacciaio per una compagnia, al Malamot. G° Campo del P. Cenisio a difesa di 11 batteria armata di 8 pezzi e 4 spingarde, per battere le strade del Clapier, d' Ambin, d' Etiache. 1
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7° Campo dei Granatieri sulla destra del torrente Roncia a nord dell'Ospizio. 8° Camp9 di riserva per 3 ·compagnie ad ovest delle grange Nooch, a guardia dei trinceramenti e batterie costruite sulle pendici della Buffa per coprire la ritirata. I Piemontesi in val cl] Susa agli ordini del marchese di Fonta- . nieux si atrorzarono sulle alture di Arcangera a sud di Bard. L'attacco ora narrato è la seconda edizione, riveduta, di quello del, mese di aprile e riuscì perchè da parte dei Francesi vennero eliminate molte delle cause che allora condussero al!' insuccesso. I difensori invece nulla avevario imparato e lo dimostrarono non, · modifica.ndo la linea di difesa cosi poco appoggiata alle a.li, non gua.~ endo di truppe il colle della Beccia e non crescendo la vigilanza sugli approccì della palizzata. L'operato del Magni, daLe le condizioni del momento, non, può essere che lodalo. All.rettanto biasimevole è la c·ondotta del, · S. Giorgio, che almeno doveva accorrere in persona sul fronte di batta.glia~La richiesta di munizioni dal comandante le opere delleArcellins dimostra quanto enorme e generale fosse \'imprevidenza. Nessun accordo esisteva tra la difesa del P. Moncenisio e quella . del Grande. Quanto meglio sarebbe stata per i Piemontesi se l'unione dei difensori dei due colli fosse avvenuta verso la Frassere Pattacreuse eCorna ·Jfossa. Conservirndo essi un piede sull'altipiano, i Francesi non avrebbero ardito proseguire verso Susa, nè per la Ferrera nè.. per il colle del Clapier con quel(a minaccia sul fianco.
E.
DE Rossr Capitano 8° bersaglieri.
LE N UOVE ARMI E LA FANTERIA NEL COMBATTIMENTO
;LE NUOV~ ARMI E LA FANTERIA NEL COMBATTIMENTO I. L' Europa è oggi una vasta fortificazione, un immenso ~ar~po . d'armali . Dalla Vistola al Reno, alla Mosa, alla .M~sella; dai. Car, pazi ai Vosgi, al Giura, alle Alpi, il terreno ne~ pre?ar~lo a difesa: Sì è in questo vasto campo trincerato, alla cui periferia le potent'. .flotte delle grandi nazioni si contenderanno la padronanza ~e1 mari che. anche in tempo di pace, più di 3,000,000 di combat· te~ti' s'addestrano alle armi . Di questi, un buon mezzo milione ..appartiene a Francia, a quella Francia che s! pre$en tava alla guerra del .f870 con :,oli 300,000 combattenti. E in esso che, data una generale conflagrazione europea, potranno muover~i, di sole trup~e . di prima linea, 3348 bnttaglioni , iH05 squadroni, 1~,~06 p~zz'., . i quali troveranno le [ore mosse agevolate da reti lerroviane immense e giit studiate fin dal tempo di pace, sia per la radunata, . sia per unire fra di loro ed agevolare le. difese, s~a per l'.'asportare da llil teatro di guerra all'altro, ingen ti masse d1 armati. Ed alla -,futura lotta si apprestano pure nuove armi, che la scienza cerca quanto più possib ili rendere micidiali. . . . L'armamento della fanteria e in piena trasformazione, ed 11 tipo . delle nostre armi è dato dal nostro fucile 118911 del calibro di millimetri 6,5, a caricamento multiplo, con serbatoio centrale fiss?, capace ai 6 cartucce, ad ottura Lo re scol'revole e girevole, facilmente manecraiabile pel' peso, lunghezza e struttura, che, con. ~~ una portata di 3200 metri ha graduazione d'alzo fin.o a 200~ ~etri 1 ··che pel' le distanze di guerra, fino a 500 metri, non nch1ede che'l' impiego d'un alzo, quello abbattuto, che in un minuto potr~ dare 20 colpi, senza che, dai 200 metri in s_u, po~sa .scorgersi · . d'onde essi parlano, 13 che permelle, infine, d1 mu01re ti soldnlo . di ,162 cartucce di dotazione individuale. Basta, io credo, accennare a tutto questo, per comprendere se , ,,e ne sia bisogno, quanto saranno diflìcili nella futura guerrn,
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il comando e la condotta del le truppe, e come sia sacrosanto dovere di soldati e ciuadini , lo studio dei vari problemi inerent• all'arte. militare. Ricordiamoci, che, più la vita delle nazioni va acquistando carattel'e econom ico, più si fa forte l'an'tagonismo tra il governo civile ed il potere militare, che la vita economica d'ogni paese l'esta interrntta dalla guerr,1 e che, davanti a lotte che po' tranno· costare molti mili,n·di , il p11e~e mal saprebbe perdonarci· una sconfilla. Prepariamoci adunque alla vil.lol'ia. studiandone i fattori. Fra questi, teniamolo ben presente , è principale, senza dubbio l'arma del la fanteria : il sno fucile, al'ma della massa. arma di milioni di combattenti, che devono manovrare in tal guisa, da ricavarne il massimo frutto; arma . il cui razionale impiego nel combattimento sarà sopratutto ciò che varrà ad ottenerci quella vittoria. Questa indiscutibile venilit venne, nel decorso anno, ,1ffermata, in modo solenne, alla vigilia delle grandi manQ.Y,Le ted~sche, dall'Imperatore Guglielmo, quando ebbe a dire :,k.11 cannone è ·uno strumento meccanico,messo a disposizione dei capi , non per marciare all'attaceo, ma per rovesciare gli ostpcoli e spianar!} il cammino ali' elemento morale dell'armata, ali' elemento preponderant~ sotto ogni rapporto, che solo può assicurare la villoria, alla fanteria la quale appunto; egli aggiungeva, trovel'il quella « vittoria nell'utilizzazione massima dei fuochi. >)
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u.
lln questi ultimi tempi,Jdice un illustre scriltore militare tedesco, .
61 valore delle armi a. fuoco
è co~siderevolm~nte aumentato .) Ir~ hermnnia, i progressi delle ai·m1 sono stati, dopo la pace dr Francoforte, oggetto prediletto degli studi militari. Una gran parte della letteratura militare negl i anni successivi ad essa pace è stata consacrata alle cruistion i che vi si connettono. La loro importanza venne però esagerata. Non fu che :il princip io della campagna del 1870 cl1e -i problem i snl-tiro sorpresero per la loro novitù . Nel corso di essa, invece, le armate tedesche seppero benissimo come comportargi innanzi ali,~ maggiore portata ed alla ma~giore giustezza delle delle nuove armi. Ciò non ostante, il ricordo delle gravi perdite subite ebbe per effetto di richiamare su quelli studi lo spirito d'anal isi dei nostri pensatori mil itari. Ciò che in Ger1
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ANNO LXI .
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mania si verificò allo~;i, si verifica di bel nuovo oggidì, anch~ presso di noi, per r adozione e per l'impiego di ~~a polvere quasi priva di fnmo, che è venuta a modificare sensibilmente la fìso: nomia e l' indirizzo del combattimento. Quantunque nessuno dei ritrovati che i progressi della scienza moderna meL~oo~ _a servizio deoli eserciti, possa infirmare i sommi pnnc1p1 dell a guerra, ;on è men vero che copviene studi~re ~1uali modiGca~ioni s'abbiano ad ìntrodurr~ nell a sua condolla, rn d ,pendenza dell ado · zion e di quei _ri~rovati: \ La_ polv_ere se~za (o qu~si senza) fumo e uno di questi ntrovat,, sui quah tecmcamente siamo al corrente, per i mo:teplici studi ed esperienze che _si sonc.1 fatte su es~a , ma, sul cu i nso, siamo, quasi tntti , ancora nuovi, non pol endo certam~nte il limitalo impiego che da noi se n'è fatto dar norma per stabilir~ a suo riguardo dei precetti sicuri . Esperienze su vasL~ scala, s1 fecero in Francia ed in G~rmania, ed è di la che c1 vengono molte delle idee, che, sull' uso della nuova polvere comi nciano a~ entrare nel dominio di quelle cognizioni, che deve possedere ogni ufficiale ii quale voglia prepararsi alla futura guerra, in _modo che questa gli riserbi il minor numero ~i. sorpre_se'. che ~a ster~u~ata ~~le derrli attuali eserciti ed i molteplici e perlez1onat1 mezzi d1 nffe,.,a e dif~sa , non potranno meno di portarci. Ad esse d~vri>m~ far fronte prontamente, :;e non vorremo esporre il paese a1 danni della sco1~ fìua. La prontezza necessaria la troveremo nell'intelligente cd ass idua preparazione. Nè, riferendomi alle parole del Von der Gollz, più sopra riportate, si facci a fidanza di potere, senza ql~esta _pr~parazìone delle menti, parare a q\1elle sorprese; nè, s1 ~bb1etu,. coll'Bsempio delle armate germamche, che ad esse poli emo fai fronte ugualmente. . . Per i tedèschi, presso i quali forte e sentito era 11 conce1~0 della prevalenza dell'azione offensiva sulla difensiva, l'unica mod1/icazione da introdurre nel loro sistema di manovra, dopo averne speri mentato con animo sereno le dolorose c~nseguenze, era questa : iniziare a maggior.i di:;ta_nze la preparazione_ del com~attim ento, spiegarsi a mngg1ore distanze .. Ma s_u_ppon1amo, per un momento, che da noi si trascurasse d1 stc1b1l1re Gn dal te.mpo di pace il valore dell'incognita nell'equazione, ques~o ~on potra esserci dato che dai risali.ali della futura guerra. Suppomamo, per un momento, che .ci si presentasse a questa guerra, come per avv~n-
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'tura avrémmo dovuto presentarci a quella del 1870, quando (per non parlare d'alLro) le ca tene dei noslri caccialori, mancipie dei grossi, non servivano che a coprire i movimenti di questi, e <lomandiaq1oci ~he sarebbe avvenuto? In primo luogo, di gran lunga maggiori sarebbero state le nostre perdite in confronto a quelle dei tedeschi , senza fa r conto delle emergenti conseguenze morali. L'italiano è bensì pronto e pronto d'ingegno, ma è altresi nervoso -ed i ner vi sono i peigiori consiglieri. Un semplice insuccesso, una semplièe lettera dal campo _che quell'insuccesso partecipasse alla famiglia come il terribile disastro d'una prima gran gior nata, avrebbero messo in orgasmo la famiglia, il villaggio, la -città, la ,provincia, il paese . Per quanto giovine in allora , ri-cordo, che, vestito della divisa d'allievo del collegio miliLare di Milano, fuggivo in quella citta, davanti a cerchi formatisi attorno a soldati che narravano il disastro di Custoza I... .. . Fortunatamente le cose sono, da quei giorni, andate mi gliorando; istruzione ed educazione, per quanto minate da pericolose tendenze delle ma~se, non possono che portare i loro frutti . Ad ogni modo, il ,panico del paese in quei giorni risponde al nostro quesito. La più complet;i, e razionale utilizzazione del terreno e della armi 'tanto perfezionale che maneggeranno i nostri soldati ; ecco la precipua conseguenza dell' adozione della nuova polvere, non tanto per sè stessa, come per quanto r iguarda le qualità bali stiche che essa imprime u quelle armi . Poca teoria e molta pratica nell' istruzione del soldato, che, orama:, nella direzione impressagli dal sno capo, <lovrit utilizzare quel terreno, impiegare ·q uell'arma nel modo più acconcio. La linea di resistenza avversaria non sarà più, nel comibattimento, determinata da strisce di fumo, e, den1ro certi limiti, ànche l'accorrere al cannone, che, oramai dobbiamo ammettere essere nel sentimento di Lutti, non troverà sempre pratica applicazione. li comando quindi, cui mancheranno due delle migliol'i guide che possono indirizzarne I' azione, sarà reso pi"ù d iflicile. Gli ·oècorrerà _l'aiu to di ricogniz ioni fatte con maggio r cura, cli rico·gnizioni che si spingano più da presso al nemico, per precisarne fo posizioni, e che, per tali cause, diventeranno più difficili , oCQme pure per i pericoli maggiori éui dovranno esporsi e per 1
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la maggior quantilh di tempo che assorbirann o. Nell'.incerlezza, - della reciproca siluazione, nel lerreno tattico , nel quale la potenza delle armi ~ cresciuta in sì gran misura, gli opposti partiti coq1inceranno col tastar~i più a lungo, saranno tratti ad. inizia re il fu oco a maggiori dista nze sui repa rti che prima si esporranno. L'attacco, specialmente, avrit , in queslo primo periodo, tutto, l'interesse di resi stere ed una tale tendenza, se vorrà farsi scoprire più tard i che poss ibile. ad espor~i, solo pel tempo assolutamente necessario, ai Liri relativameute facili del difensore .. - Ad nnri. fase d' incertezza. simile a questa prima, una volta smascherata la situazione, in mancanza <lei sipa rio di fumo che fin qui copriva le nrnsse combauenti, seguirà una. fase durante· la quale sarii fa cile, a capi allen ti e vigili , di sorvegliare i movimenti dell ' avvel'sario e, nd ess i, parare e rispondere. Neavverrà quindi, e credo in (~iò non andar enato. cli.e ad un, co mbattimento , il quale s'i nizierà , dirò così, con esitanza, terrà dietro un· intensilù. d'azione, a cui colle attuali polveri , e cogli, attuali calibri, non si giungeva che molto lentamente. La difensiva sarà, per certo, molto avvantaggiala dal!' aum en· tata radenza della 1raiettoria delle armi nuove, dalla faciliLit dello schermirsi dalla vista dell'attaccante e dnlla liber1à d' opporsi .ii preparativi dell'assalitore. A Lali vantaggi cosa conlrnp porrit l'attacco 1 Abbiamo già accennato al più. accurato impiego degli acci-· denti d-31 terreno nella marcia e nelle soste, a questa s'aggiungerà un avanzare più risol uto , coordinalo e rapido, nei tratti· scoperti; una manovra tale che la difesa ignori , fin o all' ultimo, con quan tl'l fo rze ha da fare, ed- infi ne, e sopratutto, provvederà, i11 precedenza, con unfl preparazione, nel tempo di pace, la quale faccia si che le truppe si presentino sul campo con un, mornle molto eleva to e ben ednc,1te alla disciplina del fuo co . Senza ripel&re le considerazioni cl!e moll i autori svolgono al' riguardo, con ,indi scuti bi le competenzn, ma, fo rti del loro np·poggio, possiamo aITermare cl1e l'adozione delle nuove armi non. vale a mu tare il pri ncipio per cui l'auacco prevarrù sempre sulla difesn, il moto vincerit sempre !'inerzia. Simbolo di questo princip io. '
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tè la baionetta inastata oggi dì, malgrado la pre1'alenza del fu oco. -alla bocc'a dell'arm11. La superiorità del fuoco con cui si imporrà il'attacco, il procedere risoluto delle truppe sull'obbiettiro indicato dal capo, trascurando le perdite, s(idando la morte, l'aver truppe •fresch e. non da conservare a nuovi allori, ma da lanciare, al mo·mento opportuno , sul punto decisivo , saran no, per quell 'attacco, le migliori garanzie della vittoria. La fanteria poi,' di cui è mio spe•ciale còmpito occnparmi, deve avere la convinzione assoluta che. nessun fuoco il più violento, che nessuna delle mi norliori trincee·, ~he nessuna studiata posizione può arrestarla ; che scopo della battaglia e la vittoria, non il risparmio dell'esistenza, e che, per •ollenerla, quelle, della propria vita non è sacrilizio. Ed i suoi ca pi devono essere convin ti, com e sia necessario che coll ri opera loro concorrano tutti al raggiungimento dell o scopo cu i tende l'azione, e perciò, anche in assenza del comando, ,~aper intervenire in essa al momento apportuno , far convergere 1 loro reparti verso lo stesso punto, aiutarsi scambievolmente, conserv~ re ! I contatto, approfittare del pi ù piccolo appiglio per ·Conseguire 11 successo lìnale. Se truppe e cnpi sa pranno rispou-<lere a questo ch e loro si chiede per l'esecuzione del loro mandato, sia riell'offésa , come nella razional e difesa che in quella ·deve trasformarsi, il successo ~arà ad essi assicurato. ...Abbiamo, più sopra, accennato all'aumentata potenza della ·di!esa, ed al disprezzo in cui le truppe debbono tenere le perdite. ~; qui però il caso di osservare che nella mente dei capi ,questo pure· dev'essere impresso: che al nemico si deve fare il ~assimo danno col min or danno nostro. E questo ci porta ra .zionalmente alla conclusione che oggidì, come in antico, e pi1'.t -che mai, i risulta ti tattici non potranno essere che la conse. gnenza di movimenti strategici. A quesli provvederà la mente <lei capo, a quelli l'istruzione in genere, e, sempre pi it che pel d)assato, il mo rale dell e tru ppe.
( Oontiniia) . GwsEPPE
Busu
,1/oggiore Q8° fanteria.
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- A PROPOSITO DELLA TATTICA DI MONTAGNA
.Nella XX dispensa di questa Uidsta, col titolo, Sulla tattfoa, d~ montagna, sono state pubblicate dal capitano di stato maggiore, . signor Chapperon, delle considerazioni tendenti a stabilire comey nella guerra .di montagna, e per l'attacco frontale delle posizioni, non convenga, anzi, essere errore, applicare le prescrizioni del, regolamento d'esercizi per la fanteria, cioè: avanschieri1., grosso e riserve, successivamente che si stendono, e di rincalzo addensandosi , si avanzano sino a compiere l'atto risolutivo - l'urto: - ma invece, essere preferibile adottare altro sistema , quello. secondo il quale, solo l'avanschiera, in ordine profondo, va all'assalto, ed i grossi stanrio fermi, appostati (batterie di {tlciteria),. facendo fuoco sulla, truppa che tiene la posizione. Precede l'assunto una breve dissertazione sul valore tattico deb domir1io in montagna, e, giustamente, si rileva come esso non offra, vantaggio per l'efficacia del fuoco, e come ne offra invece molto, in rapporto al campo cli vista, alla padronanza di manovra ed alla, facilità d'offensiva. Indi lo scrittore parla delle posizioni di montagna, e con molta giustezza di vedute le classifica in posizioni di culmine, di golae di sbarmmento: di ciascuna di queste posizioni-tipo, esamina ii carattere topografico, il valore tattico; e tutto ciò fa con piena competenza di esperto conoscitore <lella montagna, quale egli, infatti, è. Fin qua sono d'accordo con lui: l'accordo però cessa là dove viene a trattare del modo, col quale si debba procedere,. in massima, nell'allacco diretto di una data posizione di montagna. Quanto appresso esporrò, non· suoni critica alle considerazioni svolte dall'egregio collega, ma soltanto spiegazione del· perché de~ disaccordo fra le sue i:iee e le mie, in ordine alla tesi da lu~ propugnata. Ciò premesso, entro in argomento.
A PROPOBlTO DELLA _TATTICA DI MONTAGNA
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Lo scrittore tratteggia un'azione ipotetica di combattimento la seguente: un colonnello di fanteria, col suo reggimento, attacca una posizione applicando le norme del regolamento d'esercizi. La catena ascende, facendo fuoco, ma, efficacemente bersagliata dal nemico appostalo sul dominante ciglio, si arresta; viene rincalzata 'dal grosso; riprende l'avanzata, ma sale con fatica, spara male e punta peggio: sta per essere sopraffatta: allora si chiama la riserva, ma questa non giunge in tempo e l'allacco è respinto . L'azione, nelle sue successive fasi, è sintcl.icamente riprodotta con vivacità d'immagine ed anche con 'accenni di fìoe spirito, specialmente per la mus ica, t:he, co n i pesanti suoi strumenti, è · . più d'impaccio che altro in quel terreno di montagna. Ma se la mala andai.a impresa ò così bene descritta, non mi phre che fissa sia, altrellanto bene, tatticamente spiegata. Egl i infatti, lo scrittore, non ci dice quale correlazione di forza e di mornle esi:;ta fra attaccante ':ld auaccato; nemmeno ci fa conoscere le special i con dizioni della zona dove il combattimenLo ha luogo, in rapporto alla manoHabilità sua. ed al grado di accessibilità del ciglio della posizione attaccata; elementi questi, secondo me, necessari di conoscere per stabilire che insuccesso ci doveva ess~re, e che, diversamen~e operando, insuccesso non ci sarebbe stato . Due -soli elementi tattici si desumono da qnella descrizione; il primo, riferentesi al terreno, ed è che si ha una salita difficoltosa da superare, non del tutto - ed :1nzi ritengo -- in buona parte non defilata; non si stt però in quale proporzione, e dove essa non lo sia: il secondo, riferentesi all'azione, ed è che il battagl itme costi tuente riserva non giunge in tempo a rincalzare il grosso Lutto 'e malamente impegnato; ma anche qui non si sa per quali difettose dispositi ve o altra causa tale contrattempo avviene. , Di quest'nltima ci rcostanza, che pur tanto varrebbe a spiegare l'insuccesso , lo scrittore non tiene conto , anzi <lei ritardo discolpa interamente i.I comrrndante la riserva, r, river,;a, invece, tutta la respons~bi lità dell'accaduto sul colonnello, per il solo fatto di aver voluto egli applicare in montagna il sistema di combattere che usasi in pianura. Mi si perdoni tanto, ma mi sembra che in tutto ciò vi sia ni ente a'ltro che una gratuita affermazione, emanante, direi quasi, da un
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A PR0P0Sl'f0 DELLA. TATTICA Dl MONTAGNA
deliberato preconcetto, anzichè 11.na convincente dimostrazione, che al sistema e non alla maniera, con la quale esso venn~ appljcato, si debba il fallito attacco. . Corne fare adunque per attacc<1re pos.izioni in montagna con sola ,fanteria? - poichè l'artiglieria quasi sempre o non si ha o non trova posizioni - prosegue a dire lo scrillore. Natura pose rimedio .accanto ad ogni male - egli soggiunge - e ci addita il rimedio così ragionando: « Se la posizione nemica è forte, essa per compenso è vista e ·« bai.tuta da moiti punti. cc Questo fatto, l'inefficacia del fuoco avanzando. la difficoltà pei « grossi di arrivare in tempo a rinforzare l'avanschiern, la diflìcoltà << maggiore per le riserve di raccogliere la prima linea battuta, « danno al combatti mento di montagna un aspetto particolare. << In pianura, le catene aprono il fuoco; in monwgna i fuochi ·« sono quasi esclusivamente fatti dai grossi, opportunamente po·« stati; in piano, al momento dell'assalto, i gro:;;si· si un iscono al« l'avanschiera ed, .in sostanza, sono essi _ che eseguiscono l'atto <1 risolutivo; sui monti, è la catena che va itll'assalto, allontanan,, dosi sempre più dai grossi che rimangono immobili. « Così, se un reggimento voglia sforzare la posizione occupata da « un battaglione nemico, due battaglioni apriranno il fuoco, il ·« terzo andra all'assalto. I primi due si disporranno a compagnie , ·« a plotoni, a squad riglie s:i tutti i punti dai quali si può battere << buona portata ed in modo efficace la posizione nemil:a , su lla qna.le ·<e da ogni mensoletla di roc,·.ia , da ogni praticello pendulo, da ogni ·<< ciuffo di conifere o di rododendri ed anche dal fondo della vallr, « pioverà una grandine concentrica di palle, che diminuirà la forza « di resistenza del nemico e n'e paralizzerà. le vell~ità conlroffen<c sive. « La caduta della posizione diventa una quistione di matematica, ·« di tavole di Liro, che non esistono, che sarebbe utile formare, • -<e ma che, ad ogni modo, l'esperienza dei primi combattimenti farà ·« pre!'itO a sostituire . . Il problema da risolvere sarebbe questo: . e< quante migliaia di cartucce occorrono per mettere fuori cornbat« timento un terzo della forza di un battaglione appostato, ossia -<< 300 uomini. Se i dati sperimentali dessero ·per quella dista.nza
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·~< un effetto utila del 5 per cento dei colpi, occorrerebbero 6000 « proietti; ed ammesso sempre, per esempio, che i risultati di -<e guerra stiano a quelli del poligono come 11 : '10, sarebbero 60 << mila le cartucce da Linfre, ossia :rn per ciascun uom o dei due ·« battaglioni appostati. SparHta quella massa di piumbo , la pera 1< sarebbe matura. L'incarico di distaccarla dall'albero, spetta al ·« battaglione di 1• linea che, mentre le riserve stanno procedendo ,« alla demolizione sistematica del nemico, si avanza; non in catena, ·« Dio ne liberi (perchè'?), ma in colonna di compagnie, precedule ;(< · e fiancheggiate da pochi uomini svelti. Una ascensione calma , « igienica, valendosi d-i tutti gli angoli morti, di tutte le asperitit ' « del terreno per coprirsi, percorrendo di corsa(?) gli spazi battuti. 1c ,Badare più al risparmio di uomini che al risparmio di tempo . <d~on avete premura, ogni minuto che passa scuote sempre più il << morale del nemico, che d'altra parte ha troppo da fare, nel '(( rispondere alla pioggia che gl i cade di fronte, di rovescio (?), « di schiancio, d' inlìlata, per pensare a disturbare la salita ... ». A me pare, che in tutta questa esposizione si accentua troppo -dogmaticamente la differenza che lo scrittore crede di rilevare fra il modo di combattere in montagna ed il modo di combattere in piano. Egli presenta il primo modo non come caso particolare, ma come principio complesso, informatore di un vero sistema di ·tattica di generale applicazione allorchè trattasi di combattere in regione montana; e ciò, se non erro, in opposizione a quanto lo · scriCtore stesso dichiara in principio del suo assunto, dove dice ·non essere intendimento suo il colmare . la lacuna, proponendo materia per un apposito manuale tattico per la montagna - che ··egli invano cercò nella biblioteca alpina mil itare, ma solo accennare a poche norme da applicarsi alla maggioranza dei casi. Orbene , a me non pare che lacuna vi sia, poichè - nello spirito - l'attuale regolamento d'esercizi provvede per la montagna e per il piano; ma so.no d'avviso che non esista nemmeno quella maggioranza di casi a cui si allude, e nemmeno perciò il bisogno di creare speciali norme di combattere in montagna, del tutto di'Verse da: quelle che si a.dottano in pianura. E'·mi si conceda anzitutto osservare che se una posizione di •montagna è vista e battuta efficacemente da più punti, di fronte , 1
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di fianco e di rovescio, essa, a rigore, non . potrebbe _più chiamarsi forte. Il fuoco, avanzando, dice lo scrittore, è inefficace. Certo lo è· in confronto di quello che viene fatto da riparti fermi appostati ; ma ciò avviene iu montagna come in pianura. In montagna , mi si dirà, attaccando una posizione, si avanza salendo, la salita stanca, il polso è mal fermo e si pania male:parini però che tale circostanza sarebbe controbi lanciata dal fallo· che in terreno di montagna i ripari sono più frequenti che in pianura e gli sbalzi, individuali o collettivi che siano, possqno. eseguirsi a brevissime distanze e perciò piLl frequenti che in piano, saranno i riposi. Non saprei poi intendere perchè in montagna la catena debhit· essere condannata all'ostracismo, e perchè grossi e riserve debbano avere in montagna, più che in piano, difficoltà di rincalzare· ed accogliere in 'tempo le truppe di avanschiera, dal momento. che in terreno montuoso - per il succedersi con tinuo di depressioni e prominenze -- riuscirà pi ù agevole, che in pianura, tenere grossi e riserve nascoste e vicine alle avanschier~. Ma a parte tutto ciò, che è quistione d'apprezzamento e che i~ solo caso pratico di guerra potrà risolvere, parmi essere fuori dubbio che il soprn riportato ragionamento presupponga il veri-· ficarsi cli cinque essenziali condizioni tattiche; esse sono: 1• Gli appostamenti delle cosi delle batterie di fucileria, debbono avere, rispetto alla posizione d'attacr.arsi, distanza ed altimetria tale da consentire che da essi si p0S$a agire con quella efficacia presunta dallo scritt.ore; 2° Le fald e d'acces:;;o alla posizione d'attaccarsi , se non tulle ,. in buona parte almeno, dovranno essere in angolo morto; 3° Il suolo delle anzidette falde, non frastagli ato o rotto, ma unito dovrà essere, per permettere Io a·vanzarsi in formazionedi colonna alle truppe assalitrici; 4. L'attaccante dovrà avere forza tripla di quella dell'attac.cato; !5° La truppa che si attacca dovrà essere priva d'artiglierie. Ora io domando: siJTa lle condizioni di terreno e di combatti-·
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mento potranno sempre, o quasi sempre, verificarsi in guerra, d~,. moritaina?' È da dubitarne. Certo che, ove Mila ipotesi citata dallo scrittore, si fossero verificate tutte e. c.inque le sopra enumerate c.ondizioni, converrei , con lui che quel tale colonnello avrebbe potuto, e forse dovuto, .. in vista, di quel caso speciale, scostarsi dalle usuali norme regolamentari, ed agire nel modo che lo scrittore propugna. Non a sproposito si dice talora che il ·regolamento ,} fatto· pel' chi non sa,-. regolarsi. Ma di questi casi speciali, per i quali conviene, qualche volta; ngir~ quasi in oppi:.isizione al regolamento, ne avvengono non .. ·soltanto in montagna, ma anche in pianura. Per esempio: in rasa pianura non sarebbe forse grave errore attenersi stretta- mente alle usuati norme d"attacco, cioè: avanzare con sc_hiere supeessive? - giacchè in tal caso i proietti che non colpiscono la,. catena andrebbero a colpire i sostegn i, i grossi ed . anche le riserve. ~on converrebbe allora stendere tutta la truppa di cui si-., dispone, avanzando con un'unica schiera ed il più celermente possibile? E per questo caso particolare forse sì dovrà invocare apposita e speciale tattica, che sarebbe quella delle steppe, delle .. lande? Lo scrittore, nel suo esempio, ammette un'efficacia pratica di.. fuoco, contro fanteria. appostata dietro rocce o muri a secco, del · 0.5 per cento, poichè con 60,000 cartucce sparate egli conta di mettere fuori combattimento 300 individui; ma non ci dice a quale . distanza tale risultato potrà aversi. Questo grado di efficacia, col nostro fucile 1870-87, si stima potersi ottenere a distanza media . di non oltre i 500 metri ( vedi istruzione della manovra sulla carta, dove ali' efficacia media èd alla media delle · decisioni per le perdite del 0.5 per cento, corrisponde app~rnto la predetta di· stanza). E pur volendo tenere conto del nuovo fucile •1891, questa . distanza media non potrebbe essere maggiore dei 600 metri, al ; massimo. · Dico al massimo, poichè, a distanze maggiori, malgrado la ,_ precisione e la giustezza della nuova arma, la diflicoltà visivll ,... per la generalità delle persone, è tale, che il tiro contro truppa appos~ata dietro ripari, secondo me, si trad urrebbe in uno spreco.. 1
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A P!WPOSJ1'0 DELLA TATTICA DI )IONTAGNA t
inutile di munizioni ( I). Le batterie cli fucileria, adunque, non potrebbero agire con efficacia, che da appostamenti non più di "-000 metri lontani dalla posizione d'auaccarsi. Ma · non basta. Come accennai nell:i prima delle suaccennate condiziòni, occorre . an<:he ,:he i singoli appostamenti abbiano altimetria non mollo · disparata ,di quella della posizione attaccata, poichè un soverchio dominio - e lo ha benissimo dimostrato lo scriuore - menomerebbe molto l'efficacia del fuoco; mentre che un'eccessiva in. feriorità di li vello, in massima, nas~onderebbe alla vista dell'at·,taccante buona parte della truppa av1•ersaria appostata, atteso la -,tange1i:.ialità - mi si passi la parola - delle vi suali dirette dal basso in allo. I Inoltre: non potendosi ragionevolmente ammettere un esage, rato disseminamento di plotoni, squadre e squadriglie, col lo scopo , di trovare acconci appostamenti - perchè così facendo, il capitano fìn irebuc per 0011 aver piu alla mano la propria compagnia onde dirigerne, con nniformità d'intendimento, il fu.oco - ne , consegue che gl i appostamenti ~tessi dovranno, fra loro, essere , piuttosto ravvicim1li; costituire, nel loro complesso, ciò che dicesi , una posizione della capacità tattica di una compagnia almeno. · La primtt delle sopraccennate condizioni , quindi , equivarrebbe , a quest'allra: avere una serie di posizioni, di l'ronle, di fianco ed . , anche talora di rovescio (poichè lo scrittore, nel suo esempio . ac. cenna pure a . tiri di rovescio) alla posizione d'attaccarsi, tulte , quante contenute entro il raggio di 600 metri dalla medesima. Per la seconda delle sopradette condizioni, le falde d'accesso alla •..posizione attaccata, impot'la che siano tulle, o quasi tutte, defilate . alla vista ed al tiro di chi tiene la posizione stessa, poichè, di-
(!) Ancora, uffici,tlmcnte, non si conoscono i dati d'eflicacia, pel tiro collettivo, del , nuovo fucile: ma a voler stare con quello che alla scuola r.entrale <li tiro viene inse· gnato, risult:; che alla dis tanzà di 600 metri, occorro cho siano sparate bon 12,000 cartucce pel' ottenere 3; colpiti (colpi utili) su fanteria cori~ata; altezzà di bersaglio, questa, equiv,tlento a 11uel l.l rii fanteria arJPostata dietro rocce, muri a secco o trinceramenti •·,(sinossi pubblicata nell'ottobre scorso dal i:apitano Pescatori ca,·. Virgilio\. In base a tale dato, ed tt mezzo di proporzione. si desume che, sparando 60.000 C.'lrtucce alla .,.cennata rlistanza, si anebhero solo 185 colpiti. Come si vede, si sarebbe ancora ben ' lon t-ini dai 300 uomini, che lo scri ttore supr1one siano messi fuori combattimento dopo · • con$11tnate 30 c.:l rtucce per ogni soldato.
A PROPOSITO DELLA TATTICA DI MONTAGNA
versamenle accadend o, · non sarebbe ammessibile che la truppa appostatavi in difesa non concentrasse tutto il suo fuoco in quelle . masse dense e profonde che lentamenle farebbero quella tale. salita igienica, e continuasse invece a sprecare le munizioni, tirando contro truppa a m:iggiore distanza, e per di più; appostata. La terza condizione poi è evidente per sè stessa, perd1è se il terreno delle fa lde fosse rotto e fras tagliato, come potrebbe con servarsi la formazione di colonna anche con piotoni affiancati? · Non pi ù nna colon na si avrebbe, ma nna massa i;onfusa di uomini malamente inquadrata. Ora, per quante regioni montane io abbia percorse, e tal une . anche studiate, non mi riesce ravvisare in esse una maac nn•ioranza di c:isi, in cni il terreno presenti tutte e tre ins ieme le preaccenate , condizioni, cioè: posizioni mollo ravvicinale, con falde in angolo, morto, e con suolo unito e sgombro. Ho detto, tulle e··· tre le condizioni insi eme, perchè, ove una di esse venisse a man- . care, il rngionarnento del!o scrittore pitì non starebbe. Bd infatti, due posizioni a dist1nza superiore di 600 metri, della posizione d.'allac.carsi, non vi fossero, l'azione preparatoria di fuoco da parte . delle batterie di /iwileria, non , potrebbe più ef'lìcace.mente esplicarsi. Ove le fa ldo d'acce~so alla posizi~1ne · da conquistarsi , non fossero in angolo morto, enormi sarebbero le perdite che le co- . !on ne d'assalto subirebbero; si ha un bel dire · che i tratti non deOlati si dovrebbero attraversare di corsa; in montacrna ed in ' . sahta non si corre. L'avver~ario, che nell'essersi dispos to a difesa sJ.el!a posizione non avrit tralasciato di studiarne gli accessi scoperti a:t tiro, non maocher1t di regolare delle l,uone salve, alle . colonne 'ascendenti, nel momento in cui esse àllraversano tali accessi: si avrit al lora eITetto micidialissimo qualunque sia la celerità dell'andatura loro. 'In quanto alìe due rimanen ti condizioni, rignardanli !'.en tità . e la specie delle forze contrapposte, osservo, che sebbene, in n:iassima, si ritenga che chi attacca abbia fo rze preponderanti, rispetto · a quelle del l'attaccato, sara però ben raro 'il caso in cui:,. si avranno forze triple di quelle dell'avversario; di ta lch è, non . . sempre si avrà disponibile quella massa di piombo sulla quale si .. ("';
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A PROPOSITO DELLA TATT ICA DI MONTA GNA
A PROPOSITO DELLA TATTI CA DI MONTAGNA
'· fa conto per mettere fuori combaLLimento, un terzo delle forze
' nemiche, a meno cbe, per la guerra di montagna, non si · credesse di enormemente aumentare le dotazioni di cartucce al se · ,'.gni to delle truppe, per far· sì, che ogni soldato possa impunerne11te consumare più della metà del suo munizionamento portatile., (60 cartucce nel caso si abbiano forze doppie di quelle del ne. rnico atlaccato , riferendosi sempre all'esem pio portalo dallo scril. tore) ogni qualvolta si traltert~ di allaccare una del le tante posizioni ·--che si dovranno conqui:;Lare . Lo scriltore, nel sostenere la sua tesi, fo. astrazione · del la presenza dell'a rtigli eria, perchè .~gli di ce, non sempre si ha. E tale - sua congettura non saprei contestare, giacche, pur troppo, la nostra . artiglieria, - quella da montagna specialmen te, - è povera in proporzione della fanteria; ma lo scrillore sa benissimo che se · ciò avvi ene per noi, così non è per i nostri avversari del domani , e che, conseguentemente, il caso di avere a che fa re con nemico sprovvisto d'artiglieria, difficilmente si verificherit; ('I) e non ve~rilicandosi nell a general ilit dei casi, come può reggere il principio di tenere i grossi immobili , soggelli quindi a tutta l'efficacia del ·tiro a shrapnel o a granala reltifì caLo •t Tullo consideralo dunque, io penso, che per speciali contin0·genze di forze contrapposte, e per casi particola ri di terreno, an,~orchè in buon numero - in talune regioni montane - non --sia il caso di adottare uno speciale manuale di tattica come oggi da t.aluni si vorrebbe . Non credo, nè ragionevolmente è ammis. sibil e, il ritenere che le 11onne stabilite nel nostro regolamento d'esercizi della fanteria, siano state informale, esclusivamente, ai ·'°asi della guerra di pianura, senza che si sia pensato alla moutagna ; poiché esse norme, su per giù, sono quelle stesse adottate da tutli gli odierni eserciti, e non possono essere che ema-
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(i l Indipendentemente dal maggior grado di proporzionalità dell'artiglieria di cui potre bbe disporre il nostro avversario, è fla considerare che la. presenza di que~t'arma , ,nell'azione tattica ili montagna quasi mai verrà a mancare, poichci a parte l'atta regione 0 -~1lpinu, nella qualo, certamente, a lungo permanere non si potrà : sia che si venga al -di qun, o che si vada al di la, il terreno diviene meno difficil e. ed al di là, specia lmente, havvi tale ricchei.ia io \•iabilit..'i ca rrarosa, da far presupporre, che non solo I 'ar, <tiglieria di montagna. ma a'l~hc quella di campagna, anà largo impiego.
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oaziQne di risultali e di esperienze pratiche constatale nell e guerre ultime comballu Le in piano ed in montagna; esperienze e risultati, del resto, che hanno avuto splendida sanzione nei recenti com,batLiment.i d'Africa, .ove, pure essendo il terreno montuosissimo - che io sappi a - ness uno .mai senti il bisogno di mettere da parte le norme che oggi si vorrebbero irremissibilmen te condan .nare, per la guerra di montagna. Riconosco, per altro , l'importanza. e l'utilitiL delle considerazioni svolte dall'egregio capitano , nel senso che, se esse non valgono a giustificare l'adozione di una Lattica speciale di montagna, tornano però utili , per ri ch iamare l'auenzione dei condottieri di fanteri e, su talune particolari condizioni di terreno, che potre~bero prese_ntarsi nell'alta zona alpina - alla quale, ritengo, ~o S~l'!-llo:e, a?~1a vol'.1 Lo, più spec_ialmente riferirsi - le quali ,;ond1z1on1 ven f1candos1, forse meglio converrebbe adottare nel l'attacco, il sistema tattico da lui accennato, quello, cioè, informato al principio di sgominare a fondo, dapprima, il nemico appostato a difesa della posizione con azione di fuoco di fa nterie appo~tate, e quindi cacciarnelo con l'urlo dell e masse, non scosse -d~I luoco, che improvvisa mente e quasi di nascosi.o, lo sopr.1;.:g1ungono nella posizione stessa. ' _~Ia anche in quel caso, cosi operando, non potrcbbesi ancora gndare Eureka, poich è a tale tattica $peciale, l'avversario, il cu i mandato sarebbe quello cli tenere difensivamente la posizione, po:.rebbe contra~porre altra tattica più speciale ancora, rua pure lo,,,cctmente Jer1vante dalla prima; e sa rebbe, sempl icemente J~e~ta '.. tenersi completam~nte defilaL~, riparandosi dietro mn~s i _1occ_1a, mun a secco, lrmceramenLI , ecc ; lasciare che le bat · ~me d i ,uci r ·te-ria · agi·sca no, se vogl iono; aspcllare a metlere fuori la Lesta nel momento in cui le colonne a:ssali trici sLanHo per "Uad,ignare la sommità della posizione. n d' ~d allora? ~ll ora ~ddio id1~alità della nuova tatti ca; addio tavole 1 tiro determrnante Il tempo en_lro il qnale la difesa dovrà cedere. f. Le ba~terie cli fucileria, che non avranno , ce rtamente potulo 11 are prtma per mancanza di bersaglio, non potr.:tnno tirare poi trovandosi· g1·1,L assal1ton · · ed assaliti quasi a con tallo . Si fisserebbe' per contro di avere, a parità di forze, due truppe contrapposte;
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A PROPOSITO DELLA TATTICA DI l!ON'Ì'A.G NA
l'una stanca per la salita faua, dominnta ed_ i_n form~zio n~ profonda· l'altra riposata, con immediato dornrn10 e g1a spiegata . Chi d~lle due truppe avrit la peggio? È ovvia la risposta.. . Se una verità si ritrae dalla tesi propugnata dall'egregio. ~CJ'll.tore; esso, a mio avviso. è ia seguente: che jn ~.onL~~na p1l~ eh.e in piano , la fanteria sente potente il bisogno del! ausil io dell artiglieria, senza del quale ausilio, difficilmente e non sem~r~, _css_a potrit espl icare la sua missione. In_ montagna, del!~ po~1z 1on 1 d~stanti fra toro da ·I 000 a 2300 metri , per le battene di c~nnom, se ne troveranno sempre; mentre altrettanto non può d1rs1, dell_e pc,sizioni ravvicinate fra loro e distanze inferio:i ai GOO 1?etri, per le batterie di fv,cilecrfri. Il cannone può sgo1_mnare fante.ne nascoste dietro ripari; il fucile , no, E siccome - g1ustame~te osserva lo scrittore - oggi la guerra di montagna, per le .od~erne condizioni politiche-militari, va ad acquistare, per 1101 , 1'.13porl~nza grandissima, in passalo non verificatosi co.sì , se una tesi ha~v1 ~a propugnare, essa, se mai, sarebbe quella intesa a~ ~tte.nere 11 m1,.,olioramento P, l'ulteriore aumento della nostra artiglieria da..montagna, Ja qual e va ogni luogo, ed in ogni luogo trova pos12.1one.
,o
N..\TALE
GIUSEPPE:
:lfc1ggiore net 5• genio.
IL CI-IITRAL
Il Chitral, teatro di recenti operazioni clùlle truppe inglesi dell'India, i una va$ta r<igione montana confinante, da una parte coll'Afghanistan ed il Pamir, da l'alLra coli' Impero indiano; più propriamenle componesi d'elle tribù indipendenti di origine mussul mana che popolano gli alti bacini del Gilgit, del Pan.ikora e del Kunar, tributari cieli' rndus. Posta a contatto dei possedimenti russi ed inglesi, è fata lmente scritto che . q\iesta regione debba un giorno subirrrn l'influenza, ed in seguito a fortunose vicende, cadere in mano del più ::ivvcduto de' suoi potenti vicini. La dillicoltà, però, d'una simi le conquista e, più d'ogni ahra cosa , il carattere fiero di quei montanari insolforenti di giogo, ess<~ndo stata tenuta, fin qui,la regione del Chitral all'infuori, non solo da <Jualunque ingerenza russa oj inglese, ma neppure sottomessa al potere dei naturali so.vrani del paese, quali l'Emiro dell'Afghanistan C!l i vari Maharnjnh vassalli dell'Impero indiano. La conquistn sarebbe stata, probabilmente, più facile s<i la regione stessa fossesi trovata sotto la dipendenza d'un unico sovrano; invece ogni regione distinta, come il Chitral, il Bajour e lo Swat annoveravano bellicose tribù che si dichiaravano disgiunte da qualunque legame ogni qualvolta trattava<;i di entrare in relalione colle medesime, e pel contrario, solidali fra loro nel difendere la propria indipendenza. È difficile trattare delle cause, molteplici e complesse, che indussero il governo inglese ad intervenire in questn regione ; è indiscutibile pe1·ò che le discordie fra i capi ed una certa avveduta abilità nel governnre gli avvenimenti, gliene abbiano ofTe1to il destro. La giustificazione palese di questo intervento giudicasi nondimeno la seguente: Umra-Khan, uomo arnbizìo,o, avveduto e battagliero, dopo di aver sottomesse le tribù della vallata del Bajour e insediato sul trono di Dir il proprio fratello, ,tvevn rivolte le sue mire al vicino Chitral, ove disputavansi il potere e succedevano l'uno all'altro, in mezzo ad li-:-
ANNO Xi.I,
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IL e LH 'rRA.L
,1bituali tragedie domestiche, i figli di Am:rn-ul-Mul k. Nel gennaio del. ·1895 crasi dichiarato Mchta r del Chitral, Amir-ul-.Mu lk fratello cd assa·ssiuo del Meh tar regnante Nigam, allorchè Cmra-Khan capo delle tribù ciel Bajou r ue invadeva gli Sta ti. Questo stato di cose durava da troppo tempo perché l' Inghilterra, desiderosa di sbaraz:mrsi di un vicino cosi turbolento e di mantenere buone relazioni col.Chitral, al q11ale aveva inviato una missione capi tanata dal Jottor Robertson, non intervenisse in suo fa vore inti mando n UmraKhan J i s()'o rnbra re immedintamente lo stato invaso . Di qui un ener" ÌCO rifi ut; di uniformarsi all' ingiunzione da parte cieli' invasore e rin~enti vo di un in ter vento dal lato degli inglesi . ' Riluttanti cl:ipprim::i ad ar.cingersi ad un'impresa costosa, essi n s1 decisero, colla formuzzu speciale alla loro razza, non appena vennern edotti che il dottor Robcrtson, residente a Mastuj, osscndosi mosso con un 500 u.omini in soccorso della ca pitale vi veniva assediato e correl'a scrio pericolo. Questo stato di cose veniva reso più critico dal fotto che una colonna di 50 uomini sotto gli ordini del capitano Ross, s::,ed itn in suo aiuto, veniva ma,sacrata presso Bunj i. . Non bisoonava por tempo in mezzo, poichù l'invasore, ,·areato il "' .. . colle di Lownri, erasi impadronito di Asreth , e successivamente quasi ~enza colpo ferire, quindi con presunzione di tradimento, del forte <li Kala-Drosh difeso da debole guarn igione. A tu tto ciò si nggi1111gevt1 infi ne che ad Umr:i Khan stnva$i per unire Sher-i\fzul, zio del I\fethar regnante, e.or. uu buon numero di ribelli cliitr:i lesi, proha bilmeu le allo scopo di dividersi lu conquista. '.\lenire il corpo di spedizione raccoglievasi, con solleci tudine, a Pe,chawer sulla l'ron!iera sud del Bajour e dello Swat coll' intell to di lllinacciare direllamenle gli Stnti di Umra-Khan ed obbligarlo a rifare i suoi possi, erasi mandato ordine rii distaccamenti dislocati :'. BunJi e Gilrrit di riaprire relazioni col Chitral seguendo la stroda eh Gup1s t! di ~l astuj ed :iccorrere alla liberazione del dottor Robertson. La regione percorsa da questa strada, abitualmente seguit:i dagli in"lesi nelle loro relazioni coi Methar cbitralesi, essendosi manteuu ta, per Ja presenza dei distaccamenti inglesi cbe per la sua lontananza dal focolare Jell' insurrezione, ali' infuori del movimento generale, dava motivo ùi sperare che :ivrcbhe permesso con sacrifi ci relr1tivamenteyiccoli di raggiungere l'intento desiderala, quello cieè della liberaz~~ne tlel dottor Kobertson , prima che :.iltre fo rze fossero venute tlol BaJoLJ r ad aggiungersi a quelle che lo tenevano bloccato nel fo rt~. di Chitr:i l. Intanto il generale Low, comandante in capo della $ped1i1one, aYeva sollecit:1 mente raccolte a Peschàwer tro brigate di fan teria, :.li 11u11ttro
più
IL CfllT RA!'..
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battnglioni, rispettivamente agli ordini .del generale brigadiere Kinhoch;del colonnello Waterlield, e del generale brigadiere Gatacre, più quattro sq uadroni di c:ivalleria, un.~ batteria da c::impagn:i, due da montagna, truppa del genio e servizi in p,·oporzione, in totale 15000 uomini che si trovarono pronti ad operare sullo scorcio del mese di Jll lll'ZO. Prima però di tiassu111erc le operazioni intrapre,e in questa breve campagna è nece~~ario fo rsi un'idea dell' importanza delle medesime e del!~ diffi coltà opposte dall:i regione dn attraversare. I conlrafforti staccantisi dalla càtena dcli' flindou-Koush, che forma una naturale ,linea di confine fra il Parnir, l'Afghanistan cd il Chitral, vengono a costituire, sulla sinislra del Kun::ir (o Ch itral) tre aspre catene parallele frapponentisi: la prima fra il fi ume Chitrnl ed il Panjkora, la seconda fra rp,esto ed il suo aftlucnte di sinistra, lo Swat, l'ultima fra lo Swat. e l' fndus. Pertanto, gli Inglesi, prima di raggiungere il Chitral, avrebbero dovuto subito sconfinare a nord di Peschawer, opc~razione punto difficile avendo già distesi su quella line:i gli uvamposti, val icare in seguito il contrnfforte fra l'Indus e lo Swat ad uno dei passi cli l\fol akaud, Sbahkot e ~lorah fo rtemente occu pati dagli insorti, passare di viv;1 forza i due corsi d'acqua Swat e Panj~ora quindi risalito per un tratto il torrente U$hiri affiuenre di quest·ultimo, giungere a Kambat, valicare il passo di Jo.nbatai, unalmente discesi o Dir, penetrare nella vallata del Chitral dopo aver forzato ancora un passo, quello cli Lowari. Questa marcia, eseguita con la tenacia e lo r:,pitli t:'i di cui il c:.1po della spedizione aveva già date evidenti prove nelle due precedenti campagne della Birmania e dell'Afghanistan, non avrebbe manca to di produrre, fin da l principio, i suoi effetti . L' invasore Urma- Khan minacciato a sua volLa ne' proprii Stati av1·ebbe dovuto abbandonare il Chitral per ·venirgl i incontrn e cessore pertanto di s1.1·ingure d:ippresso il dottor Hobei·tson, che raggiunto d'altra parto dai rinforzi statigli spediti dalla valle di Gilgit, av rebbe .saputo togliersi d' impaccio, e qualora ne fosse staio il cnso, muovere alle spalle del corpo in ritirata ridotto, a sua volta, a mal partito. Per la succinta descriiione de,,i fa1ti, ci vorremo dei successivi rapporti diretti dal comandan te della spedizione del Chitral al governatore dell'India e di una pu bblicazione francese che vide la luce nella Rcvue m,ilitafre de l' Etrunger.
Passaggio della /i·onticni (2 apl'ile). - La nrnttina del '.2 nprile, giusta gli ordini precedenlcmente emanati, la _colonna cl' invasione, precedut"3
li, GHlTRAL 156 da un'avanguardia composta del HS 0 reggimento fanteria del Bengala, alla cui testa s'era spinto in esplora1-ione l' H lancieri, varcava la frontiera ove i pochi posti d'osservazione nemici, già messi in sospetto, s'erano riti rati; recando avviso dell'avanzata al nemico afforzatosi sulle alture poste a nord est di Dargai. Nel ritirarsi, avevano avuto la precauzione di asportare ed abbruciare quanto potesse riuscire utile alle truppe inglesi. Notizie pervenute, con alcuni giornali, al genera le Low ed ufficialmente confermate in seguito, assicuravano che gli Swatis in numero <li 20,000 oceupavano le diffieilissime gole per le quali si aceede ai tre passi di :Malakand di Shahkot e cfi Morali. Di queste truppe, appena la terza parte doveva essere armata di fucili, tuttavia in quelle condizioni <li terreno erano da temersi, più dei proiettili, i nrnssi che quei fanatici non avrebbero mancato di rotolare sopra le colonne assalitrici. La giornata del 2 venne i111piegato nell'avvieina 111ento delle truppe inglesi , nell'assumere informazioni e fare i preparativi pe1· l'attacco del giorno successivo. Le ultime notizie, fornite da alcuni indigcini dissidenti, accertavano che, per la difesa dei tre passi, gli Swatis erano partiti dal concetto, di occupare il più fortemente possibi le quelli cli Shahkot e i\ialakand abbastanza accessibili e soltanto con un distaceamento quc~llo di Morah il più lontano di tutti ed offerente le maggiori tlifficoltà di avanzala . A tutto rigore, si avrebbe dovuto prescegliere quest'ultimo; al medesimo adduceva però una mulattiern in così cattive condizionì da non render possibile di trasportarvi art.iglieria someggiata, per di più .la sua posizione permetteva ai difensori di accorrere, per qua nto le comunicazioni per via di eresia fossero malagevoli, dal passo più vicino e, forzando l'ala .sinistra, tagliare la linea di l'itirata agli Inglesi. Dietro queste considerazioni, il generale Low aveva deciso d'impadronirsi del passo più vicino, quello di Malakand, (alto 1200 metri), che per essere esterno agli altri due non avrebbe pel'lnesso l' accorrere di aiuti che da una sola parti\ mentre dall' ala opposta anebhe potuto manovrare una colonna aggirante inglese. Nondimeno, onde tenere indeéiso il nemico sul preciso punto d' attacco o per lo meno per impedirgli di accorrere sul punto decisivo, si riconobbe la opportunità di tentare una dimostrazione contro l'attiguo colle di Shahkot; pertanto nel pomeriggio dello stesso giorno (2 aprile) vennero spediti lungo la strada che addur,e al colle alcuni squadroni Lenga lesi colla missione, dopo di aver gettato l'allarme nei difensori del O
IL ClllTRAL
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p~ss? e fotti li persuasi che l'attac:io degli [nglesi era diretto su quello, d1 r1fa,re prestamente la strada .e raggiungere il grosso della colonn..i, composta della. 13 e 2" brigata, al pnsso di Malakand . La .3a brigata dovern resta re in osservazione a nord-est di Dargai. Attacco e pres~t. del pas~o di llfalakand (3 tbpr'ile). - Al pnsso di Malakand ha ongm1~ un p1ccolo affiuente del Panjkorn, transitabile in ogni pùnto. La ~alle pe'.·co'.:sa dal medesimo, a lìanchi molto ripidi e rocciosi, dopo d1 essersi diretta per qualche chilometro in clirt:zione <li nord inclina_ a destra e restringendosi man mano rnggiunge, fra difficili halz~, Il coHe. Una mulattiera intagliata nella roccia ed altn parecchio su l fondo del torrenle sale faticosamente il versante sinistro della valle in parola dominar.a da numerosi a picchi . . Aveva presa la testa la ·brigata ·waterfreld (23 ) ; seguiva a qualche distanza la ·1" cèrcando di sopprimere per quanto era possibile l'allung~mento. L'artiglierin, di cui · si prevedeva il sollecito impiego, teneva d,1etro alla brigata di te$ta. Giunta la colonna al gomito formato dalla valletta nel rivolo-ersi a n?rd-e~t, il bnttagl_ione ln/imtry of' tlw corp.~ of Guides (2" hriga~a) vemva distaccato · a s1~11st1:a, allo scopo di operare una manovra aggirante s~il fianc9 del nermco Il quale non avrebbe mancato di coronare le cime del,versante destro della va lle appena il loro al'l'ivo fosse stato Sl.ato segnalato . Ciò ehe avvenne quasi immantinenti. Dall'estensione ?ella linea occupata dal nemico si poteva arguire che il medesimo era m fol'Ze ben maggiori di quelle presunte (1). Parendo pert.anto assai debole la colonna inc11ricata del movimento aggirante, venne dist11cca10 senz'altro il 4° batta<rl10ne Sikh [nfantrv (2• hrig~ta) per sostenerla, ed il medesimo, preso ~°71so facto a scalat:~ il rocc~os~ contrafforte, raggiunse durante l'az10ne le alte cime delle posizioni nemic_he parnllelamentc al battaglione guide mandato ìnnanzi, ~o sten~ndo ti contrattacco degli Swlltis ed impegnandoli in modo da impedir loro di accorrere in aiuto <lei difensori del colle. I?ta~to avendo esploratori as.:;ico rato che, lungo il versante sinistro pei· cui procedeva l'attaccante, non si trovavano forze avversarie, venne
-----· (l) Nel_ suo rapporto del 5 aprile il generale Low rit'cri v:, di a.v~rc avuto a t.ottarn in ~nella g,~rnata con 12,000 uomin i <lei quali 3000 armali cli fucil i. Nel rapporto nnale ~ tl~ta i _ maggio, non solo confermava <Juesto fatto ma :.tggiung-e t li e il numet·o 1fegli 11 hl,l tt eta d1 rnollo ,;o pcriore a c1uello affermato.
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JL GHITRAL
J L CFUTRAL
dato ordine alla 3a e 4" batteria da montagna, sostenute da una compagnia, di cercarvi una posizipiie e di là preparare l'attacco che sarebbesi iniziato appena si avesse avuto sentore che i due biiuaglioni inglesi dell'ala sinistra si fossero fortemente impegnati. Le truppe di testa stfmdendosi lungo il versante orientale ed appressandosi fronteggiando il passo, avel'auo nel frattempo aperto un vivo fuoco di fucileria. Intanto il ba ttaglione di test.a della 1a brigata sopraggiungente, ver.iva lanci:ito verso il fouco destro dei difei1sori del cetlle o ,-i si impegnava fortemente; in seguito, nella tenw che veni;%e ributtàto, glie ne venne sped~o a rincalzo un secondo. L'azione in breve diveniva generale; le mitragliere i\laxirn, servi te da provetti artiglieri, avendo [ll'CSO posizione in luogo ove potevasi inlìlare il passo avevano obbligati i difemori a moderare i loro contrattacchi e tenersi più al riparo delle roccie. Con tutto ciò la resistenza diveni va lunga ed ostiu:ita; le trnppe della 2a brigata erano st:ite, poco a poco, tutte impegnate ; della Ja, solo una metà rimaneva in mano del comandante e nondimeno sembrava che il movimento aggirante iniziato per la sinistra non facesse sentire ancora il suo efTetto. Parve pertanto al generale Low, com' ebbe a scrivere nel suo rapporto del o apri.le, che differendo più oltre l'assalto non si sarebbe fo tto che ritardare, senza profitto, lo svolgimento del combattimento e dar forse tempo al nemico di schiacciare l'ala sinistra; ordinò pertanto un attacco generale delle trnppc impegnate ed egli stesso segui in rincalzo con due bauaglioni fhe aveva ancora sottomano e la cavalleria appì1!data di ritetrno dalla sua escu·rsione al passo di Shahkot. J_,.a resistenza degli Swatis fu lunga ed ostinata; attaccali da tulle le parti, retrocedevano, facendo un fuoco leuro ed efficace, di roccia in roccia, mentre coloro che non poterono servirsi delle armi tentavano di arresta re la foga degli assalitori rotolando sui medesimi una valanga dì ma$Si. La più tenace resistenza venne op posta al passo; le mitragliere Maxim ed un nuovo bauaglione della i" brigata, lanciato mentre il nemico actorreva colle sue rì~e1·vc, valse a gettare lo scompiglio nei difensol'i del colle i IJUali rove,cìandosi sui sopraggiunti , la maggior parte armali it<l arma bianca, ne disord inarono le file. Sgornbr11to il colle ed occupatolo coll' ultimo - battaglione rilllasto in riserva, venne fotta av.:inzare 1n cavalleria e quivi, per quanto il terreno non fa vorisse l'inseguimento, quei hrnvi cavalieri compierono a sciabolate l'opera incominciatn. ' Il nemièo, incalzato contemponrnearnenle d:ii due battaglioni dell'ala sinistra e datosi alla fuga avev11 lascialo sul terreno circa 600 dei suoi
meni.re gli Inglesi, tra morti e fe riti, non subirono·cl1a là decima parte di tale perdita. Stando per scendere la notte e potendo cadere in qualche imboscata le tr.uppe vincitrici si concentrarono sul terreno conqu istato. Bisognava però trarre partito della vittorin con un pronto ed energico inseguimento per la qual cosa, mentrè il maHino appresso, la 2• brigata rimaneva a guardja ,del passo in attesa del mto della colonna di spedizione, la prima brigata precedut~ dalla cavalleria guide e dall"H 0 lancieri, ebbe l'ordine di avanzare il più sollecitamente possibile.
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Marcia su, Khar ed Aladand - Scoperta di una ant:fra strada buddista - N1iow combattimento contro gli. Swatis (4-5-6 apl'ile) . -- Il passo di l\falakand sov rasta di 300 metri la v1Jllata dello Swat ed il sentiero se-. guìto dagli indigeni nella ritirata era dirupato in modo da rendero enormemente faticosa la marcia dei carnmelli carichi. Avendo però il batta:glione del Kin_qs Royat Rifle Corps scoperto che, c~irca a metà <lei sentiero in parola, stacca vasi una strnda riconosciuta per un'antica comunicazione Buddista non battu ta probabilmente da qualche seçolo, essa venne foua riattar" e, dopo due giorni dì lavoro, permise il transito alle bestie cfo soma e facil itò l'avanzala delle truppe dì fanteria. Il giorno 4 stesso la P brigata procedendo s1.1 Kha r venne arrestata -dalla retroguardia nemica. In cruesta breve aàone la cavalleria guide agli ()rdini d'el Còlpitano Adams ebbe occasione di eseguire due brillanti c~riche sul tergo del nemico che volse in fuga sebbene fosse molto superio re per numero alle trnppe attaccanti ('l). ,_ · 11 giorno ~, sopraggiungendo la restante colonna, la 2" brigata ebbe l'bl'dine di abbandonare il passo ed avvia1:si su Aladand capitale dello Swat; contemporaneamente la l" brigata proseguì va la marcia su Khar senza intoppo e, raggiunta anche dall'Ho lancieri, l'occupa va la ~èra del 6. Nella stessa giornata la 2• brigata accam pava al noi'd di Aladancl ·e spingendo pattuglie lungo lo Swat potè accertare che lo bande sconfitle il 3 ed il 4 aprile averano ripassalo il fiume senza essere completamente battute. Era quindi da aspettarsi una nuova resistenza al passaggio dì f[U es to iloi·so d'acqua. Penanto il genertde Low deciso a sollecitare, per quanto gli ern possibile, le operazioni, ordinava che la 1" brigata, movendo assai per
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UJ Crede; i 1·i prendessero parte da i a 5000 Swati; .
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tempo la rnaltina del 7 dal suo accampamento, venisse a. raggim!gere Ja 2° brigata e che conternpornneamente I' H 0 lancieri, sostenuto da _truppe di fanteria, guadando il lìume a valle di Aladand spingesse ricognizioni neila vallata dell' Adinazai in dire7.ione Ji Uch. La 2a brigata impegnando l'azione di buon maltino proteggerebbe il. get.tamento di uh ponte di circostanza sollo Swat.
Padroni così della riva destra dello Swat gl'lnglesi procedettero nella notte stessa, con due battaglioni, all'occup1Jzione di Chakdara e di lutti i villagg,i posti all'intorno. 8 aprile. :-- I ntanto la 3a brigata che aveva dato il cambio alla 2a nell'occupazione del passo di l\falakand, onde assicurare il serviiio di rifornimento che dovet.te nei giorni '1:-5-{) :iprile eseguirsi impiegando tutti i muli disponibili e ~uelli capitati fra le mani a causa del cattivo .stato della strpda :;u l versante nord del pnsso, aveva potuto lasciare il medesimo e raggiungere 1'8 aprile il quartiere generai@ al Kha.r. 9 aprile. - li quartiere generale si riunisce nlla ~· brigata a Cbakda ra; la Ja rimane ad Aladand, la 3a raggiunge fJUest' 11ltima. ,o aprile. - La 2a brigata unitamente al quartiere generale attraversa il contrafforte fra lo Swat ed il Panjkora al passo di Katgola. La sua avanguardia costituita dal reggimento Sikh, l' H 0 lancieri e 2° squadrone guide arriva a Sado, anzi detta cavalleria, guadato il Panjk_ora, esoguita una ricogniiione in quella vallata, si assicurn che i . forti di Umra-Khan sono occupati e trova poi la maggior diflìcoltà a ripassare il lìume accresciutosi durante la giornata. La 3• brigata avanza a Clrnkdara, la ,ta rimane sulla sinistra dello Swat' a guardia delle comunicazioni 11 apl'ile. - Il qua rtiere generai€: e la 2a brig11ta si stabiliscono a Sado. Il maggiore del genio Aylmer colla (I.a comJMgnia zappatori i)l'epara i materiali per la costruzione di un ponte sul Panjkora; questo lavoro occupa tutta la giomala del 12. · li nemico svela la sua presenza s11ll' altra riva facendo insisten!emente fuoco sulle truppe inc.aricate dell'incetta viveri e sui trasporti. 13 aprile. - Il generale Low ,irdina al tenente colonnello Batlye cbe col battaglione guide che ha aecary1pato sulla riva destra del Panjkora discenda lungo questo corso d'acqua per punire gli ::ibitanti di (l lcuni villaggi che nei giorni preecdenti avevano molestato col fuoco le truppe inglesi. , Quest'operazione avrebbe dovuto eseguirsi scendendo il fiume sempre in vista della riva sinistra. Il tenente colonnello Dattyr, eseguii.o agevolmente il primo <:òmpito, si lasciò indurre a rimcntarc l'Usbiri lìno a Bnjour ed eseguire unaricognizione lungo In strada di J'\iiankalai. Avvedu tosi il nemico dell'esiguità di quesia colonna, gli mosse incontro còn due grossi riparti onde avviluppa rlo. L'assalito avvisò immantinenti eon un telegramma onico il generale Low della sua critica posi-
Passaggio dello Swat (7 aprile),- Il fiume Swat, largo da 20 a 25 metri , profondo non più di ·l ,50, per 11uanto con rive incassate, _non era tale dn offi-ire grande · diffic0Ità al · passaggio a guado delle truppe a piedi od a cavallo; bisogna va pensare però anche all'artiglieria, nl carreggio rd ai viveri e pertan-to il sollecito gettamento di un ponte s'imponeva. Quest'opera,,ione era resa alquanto malagevole dalla presenza del nemico, sulla riva opposta, in forza abbastanza ragguardevole (i). L'H 0 lancieri precedendo, secondo gli ordini ricevuti, la ·i" brigata, raggi ungeva il generale brigadiere Waterlìeld alle 9 antimeridiane poco pl'ima che il nemico, avvedutosi del tentativo di passaggio, si avanzasse per contrastr3rlo. Intanto il comandante della 2• bri~ata fatta ap~1ostare sulla riva sinistra una balleria di mi trngliere Maxim e, disleso·in cacciatori il (1, 0 battaglione Sikh infantry, aveva fatto sgombra re la sponda opposta per modo che gli zappatori, accostando i materiali preparati fin dal giorno, innanzi, potessero disporsi alla costruzione di un ponte a cavallett.i. Intanto_l'H O lancieri, con uno squadrone ciel reggimento guide sotto. il comando del tenente colonnello Scott avendo trovato nn punto adatto. al guado, attraversò lo Swat protetto da una batteria da montagna, quindi rincalzato da un battaglione del reggimento King's Own Scottish Borderers, piombù con una brillantissima carica sul fianco destro dei, difensori impegnati fronta lmente colla brigata Waterfìeld, e li decise a ritirarsi precipitosamente lasci3ndo alcune centinaia di morti. Le perdi1e inglesi furono invece in:;ignificanti e ciò si dovette al modo veramente ahile col quale il generale Waterfield tenne le sue truppe alla. mano. Contemporaneamente, la parte restante del reggimento King' s Own Scottish sostenuto da un'3llra batteria da montagna attaccò il forte Ramora e, praticatavi una 1.nga breccia, se ne impossessò.
-(·l} Si giudic,t 5000 uomini.
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zione, ma questi noo potendo spedirgli aiuti a causa della· rottura del ponte gettato sul Panjkora avvenuta fra le 3 e le 5 della mattina stessa per .la piena del fiume, gli 1mndò l'ordine di battere in ritirata e venit·si n mettere sotto la protezione delle t.ru ppe che si sarebbero schierate sulla riva sinistra. Infatti appena il nemico fu in vista venne ricevuto con un ben diretto tiro di artiglieria al quale si aggi unse, in seguito, il fuoco di fucil e1'ia e quello delle mitragliere Maxim. Questa ritirata, nella quale gli assalitori perdettero 500 uomini, coslò però la vita al ternmte coloonello Battye nel punto stcs,o ch'egli st!l"la per r:iggiungere il proprio trinceramento e ricenwa gli aiuti di una compagnia del 4, 0 Sikhs f,,tta fHlSsarc il tìu me a stento. La situazione p13rò avrebbe potu to divenire assai critica se il nemieo avesse attaccato a fondo ma non osò farlo, limitandosi ad e:;eguire, a distànza, un fuoco di fu cileria ehe si protrasse fino alle 23. Nella stessa giornata faeova ritorno al campo il tenente Edwardes del 2° granatieri di Bornbay già prigioniero di Um ra-Khan o dal medesimo rilasciato. 14 aprile. - 11 nemico, fo r$e per prendere una posi zione miglioro, eseguisco la ritirata; allora il rimanente del ti0 b:ittaglione Sikhs passa il fiume sul ponte pemile ristabilito alla meglio ed unitamente ai battaglione guide va a prendel'e una fo rte posizione più avanzata sul torrente Ushiri. 15 ctprifo. - Si fanno i preparativi per l'avanzata, però le acq ue del Panj kora divengono così irruenti da minact:iare una seconda distruzione ciel ponte. ' Venne perciò dato ordino alle trnppe della riva dcsti·a di tenersi pronte a riunirsi alle truppe dell'altra sponda. f(j aprile. - Le acque del Panjkora cominciano a decrescere, perciò le truppe della riva destra mantengono l:-t loro posizione. Sentendosì però la necessità di un pont,~ più solido e più elevato sul pelo delle acque venne dato ordine al genio di costruirne immediatamente un altro, i( che venne es.ilguito nella giorna ta ed . in parte della notte seguente.
Allorchè alle 10 anti~eridiane, la 3• brigata aveva effettuato il passaggio sul nL1ovo ponte, il generale Blood avverti va che i l nemico disponevasi a eontrastare l'occupazione del villaggio di Miankalai. Allo scopo di sollecitare la marcia, la 2a brigata (Waterfichl) riceveva 'ordine di oltrepassare la colonna bagaglio della 3·• e di raggiungere al più presto le truppe di questa brigata, impcgnute nella stretta via che conduce tilla vall:ita di Ushiri. J,ntanto la 3" brigatn faceva entrare in azione i suoi reparti, man mano, ch·'essi giungevano. li nemico coroirnva le alture a sud della vallata; contro di esso vennero spinti: il !J.0 .battaglione Goorkhas ed il 2° Highlanders mentre il ~mo Rengal se~uiva in sostegno. Contemporaneamente 11na baueria da montagna sostenu w da 2 compagnie del reggimento Buffs prendeva posizione a nord cd, aprendo il fuoco sul nemico, preparava l'att:Jcco. L'H O lnncieri tenutosi :i ridosso del villaggio di Gosam stava in attesa degli avvenimenti nia non ebbe possil)ilità di cu ricare n c.'.lusa del terreno accidentato. Del resto il nemico ablrnstan;:a numeroso (da 3 i1 L.1:000 uom ini) non diede prova del con:;ueto sl:incio nell'attaccare o di tenacia nel resistere. Che anzi, non si tosto si accorse, che le truppe, egregiamente . dirette dal generale Gatacre, sta vano per procedere ad un attacco generale, si 1·itìrò senza subire gravi perdite lasciando così aperta la via alla capitale 'del Bajour. · ·18-49 a.pi'ile. - La 2• brigata raggiunge, oi buon' or:i, quella del generale Gatacre. Ambedue :ivanzano sopra Mianknlai ed il forte di l\lundar posto sulla sinistra del .Jandol che per essere la residenza di Umra-Khan presumevasi dovesse opporre un'ostinnta resistenza. invece queste due \ocalitù furono occupate senza quasi colpo ferire. Si seppe dippoi che Urnra-Khan era in piena fuga ed av~ndo chiesto protezione all"Emiro di Kabul erasi rifugiato nd Asmar. · Il pomeriggio dello stes5o giorno 18 coll'idea di apri re quanto più presto era possibile le relazioni colla valle del Chit ral, il generale Gatacre veniva spinto a B:irwa co l 1° ba1tnglione The Buffs, col 4° Goorkhas, cogli zappatori del 25° Bengal, una batteria chi mon tagna, due mitragliere Maxim e 20 giorni di viveri. 20 aprile. - Il rimanente della 3a brigata colla 2a ed il quartier generale si avvia la mattina del 20 a Kambat, ai piedi del passo di Janh1ai. Nel pomeriggio di quel giorno il generale Gatacre informa ii èo~ando clie, i\Vendo -s:iputo dal maggiore Deane, ufficiale po litico, che la guar-
Combattimento di Mianlca.lai (l7 aprile). - Le due brigate 2• e 3" e l'H 0 lancieri ricevono l'ordine di avanzare precedute da uno squadrone guide in ricognizione sotto gli ordini del generale Blood verso Minnkalai, In località più importante del Bajou r.
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nigione del forte Chitral era ridotta in grandi st.rettezze, egli vi accorreva, con tutta sollecitudine, co' suoi ~00 uomini. 21 aprile. - Viene fotto avanzare a sostegno del generale Gatacre un riparto del 2° battaglione Seaforth HighlanJers con tutte le provvigioni disponibili. 22 aprile. - Giungono notizie assicuranti sulla g11arnigione del forte cli Ghitral. Apprendesi che Scher-Afzul prevenuto delle vittorie inglesi da parte del Bajour e dell'appressarsi, lungo l:1 stracl::i di Gilgit, del colonnell(} Kelly, abbia abbando"'tlto l'investimento del forte rendendosi irreperibile. 28 aprile. - Avuto conferma di queste notizie, viene mandato ordine al generale Gatacre di non avanzare a marce forzate per non logonfre inuti lmente le trnppe. .24 up1·ile. - Il genel'ale Low supel'a, non molestato, il passaggio di Jambatai (a lto 2M)O met.ri). Il terreno è talmente difficile che la colonna vi impiega tutta la giornata. 25 aprite. - Il quartiere genel'ale si trasferisce a Dir. .26 aprile. - Il generale Gatacre raggiunge il colle di Lowari e ne effettna il passaggio senza perdita alcuna. 27 aprite. - Slrnr-Afwl viene catturato e condotto prigioniero al campo del generale Low. Con questa operazione la pace nel Chitral 1~ ristabilita ed il genel'ale Gatacre riceve ordine di arrestarsi in Ashreth in attesa cli ordini. 28 ap1:ile - 17 maggio. - Il generale Low ra{!giunge il passo cli Lowari indi a piccole tappe si trasferisce verso la capitale del Chitral. ln questo lasso di tempo Unira-Khan, il principale istigatore dell'insurrezione, abbandonato dai suoi, dopo essersi dato alla camp:igna ed esscl'si rifugiato presso l'Emiro dell'Afghanistan, veniva fatto prigioniel'o. 18 rnagg-io. - ll gener::ile Low fa la sua entrata in Chitral O"ìe passa in rivista le prop.1ie truppe unitamente a quelle di guarnigione al forte e del èolonnello Kelly. Assedio del forte di Chitral. - Ed ora alcune parole intorno a questo breve assedio. Il forte di r:hitral, posto su di un 1erreno in clolcis~imo declivio verso la <lestl'a di Kuni1r ha tracciato rettangolal'e coi lati rnaggio1·i, paralleli al tìume, lunghi 100 metri, gli altri circa 70. L'opera ò cinta da alte mura che, ov' è maggiore il dislivello coll'estéh10, misnrano 7 metri d'altezza; alle medesime è addossato un
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terrapieno avente prnlilo per fucileria, rivestito internamente con pietre a secco tenute assieme con una intelaiatura di travi.
Alle quattro estremità del fo rte una specie di torre sporgente, c"Ostrutta per la maggior parte in legno, serve al fianchc~ggiamcnto dei lati
rettilinei ; le due torri poste sul lato settentrionale valgono più specialmente alla protezione dell' ingresso principale chiuso da semplice palancala. L'opera, dominata a tiro di fucile, da nord e da ovest da alcune alture, era · di più circondata, tranne che dalla parte del fiume, da giardini e da abitazioni di campagna clrn non avendosi potuto distruggere prima che incominciasse l'investimento senivano di efficace riparo 1dl'auaccahte per molestare, a brevissima distanza, la ;uarnìgione del1'opera, forte poco più <li 500 uomini, sotto gli ordini del capit:.mo Townshencl. Edotto di questo, il comandante del fo rte, appena presone possesso, diedesi premura di organizzare il meglio che potè la difesa, costruendo ricoveri e traverse parascheggie, praticando intorno ali' opera qualche r.adura, incendi.a~rlo qualcuna delle abitazioni troppo· vicine, organì7.zandone a difesa, sotto la protezione dell'opera, alcune altre ehe avevano azione sulla strada di aecesso al fiume, la qual strada avrehhe permesso all'attaccante di frapporsi fra questo corso cd il forte privando così la guarnigione dell'acqua. La medesima era taT,lto più necessaria inquantochè: essendo le torri, parte dei parapetti e la stessa cisterna q1Jasi to'talmente in legname, il nemico non avrebbe esitato ad appiecarvi il fuoco per costringere la truppa a capitolare. Verso la fine di febbraio trovandosi la guarnigiorn~ diggià stretta dai l'Ì~elli ed avendosi notizia dell'avanzarsi di Sher-Afzul, il capitano Townshend decise di muovergli incontro per riconoscerne ·1a forza, perciò il 3 marzo raecolti i <lue quinti del la guarnigione sulla strada di Ka!a-Drosh accompagnato dallo stesso dottor Robertson. Scelta una buona posizione a cavallo della strada, il capitano non esitò ad attend<wvi il nemico ma spiegandoglisi cli contro forze troppo preponderanti, nè potendo contal'e su altri aiuti, dovette hattel'e in ritirata dopo aver lascialo sul terreno un quarto circa della gua fol'za. Lo stesso dotto I' Robertson corse grande pericolo d'essere catturato. All'alba del giorno seguente un; viva fucilata partente dalle truppe inglesi barricate in alcune case poste a cavallo della strada d'accesso al fiume o distese in posizione avanzata nel bosco, avvertiva che il nemico aveva cinto d'ogni intorno, meno che d::i est, il forte.
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Due giorni app resso alcuue truppe· apparse sulla sini~tra del Kunar davano a divedere essero intenzione degli assed ianti di impedire alla guarnigione qualunque comunicazione coll'esterno. La presenza di truppe sulla sinistrn del Kunar rendeva particolarmente critica la condizione delle truppe inglesi pel folto che, i;e durante un attacco generale, il nemico fosse riuscito, con im.barcazioni, a ·stabilirsi, anche momentaneamente fra il fiume e la fo rtezzà ed incendiare la caponiera in legno che ne infilava l~ riva, avrebbe raggiunto lo scopo di isolnre completamente il fo r,te e, <1uel che è più, di privarlo dell'acqua neoossaria al sostèntamento della guarnigione. Per quanto il comandante del forte avesse provveduto, con recipienti, boui e grandi vasche, a fornirsi di acqua anche i.n previsione di un incendio, la guarnigione non avrebbe potuto resistere lungamente qua~ !ora si tiovesse provvedere con quell~ anche ali' alimentazione della truppa . Bisognava adunque impedire, a qualunque costo, che le . truppe assedianti riuscissero ad isolare il forte e perciò tutta la sorveglianza e l' attività delle truppt{ venne portata a reprimere qualunque tentativo di atta.eco da nord e da est, a prevenire od a soffocare pro·u- , t.arnente gli incendi che, a va rie ripl'ese, enino stati appicca ti alle difese (;)Sterne del fo rte. A tale uopo va lsero piccole ma decise puntate ogni qualvolta s'aveva indizio che. la vigilanza, mr1ssime nelle ore not.turne, non fosse troppo attiva nel corpo assediante; vennero così distrutte, con petardi' e colla dinamite od incendiate, alcune piccole opere in terra e fascinoni appena incominciate; con tut.to questo non si 6 potu to impedire che un'opera molto solid~ e <l' una certa importanza sorgesse proprio di fron te all' ingresso principale tlel forte cd uni~omente ' ad alcune allre poste sulla sini!'-tra del Kuna r cominciasse a recare molta noia alla guarnigione. A. questo s'aggiunse che la casa scelta a residenza estiva del Sovrano, abbandonata dalle truppe inglesi allo sco po di accentrare meglio la difesa, venne dagli assedianti munita di feritoie e trnsformata in un fo rte, punto di appoggio di atti ve operazioni. Con tuttociò t' assalto generale , tentato il 16. 1narzo , ebbe il più nefasto esito per le truppe di Sher-Afzul tanto che venne chiesta una breve tregua per raccogliere i fe riti e seppellire i morti. La medesima servì alla difesa per rimediare ai danni subiti dal!' opera ed a concedere un necessario riposo a truppa esausta dal la
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continua sorveglianza alla quale doveva detlicat'.Si onde prevenire le insidie del nemico. Rjprnse le ostilità ai 22 di aprile, avvenne, da alcuni indizi, di poter comprendere che, dalla parte dell'abitazione estiva, stavasi pre: parando una galleria di mina colla quale presumevasi di riuscire al disotto del parapetto del forte e, facendo hrillai·e un fornello, aprirvi una larga breccia . Bisoi na va assolutamente sventare, con una improvvisa sort.it,1, questa nuova minaccia e rovinare la ga lleria. Per la qualcosa la notte del '17 un centinaio ·di uomini risoluti sotto il comando del tenente L. Harley si diressero suIla residenza e5tiva, <l!'i sotterranei della quale presumevasi dovesse partire la galleria di mina, allo scopo di impadronirsene e distruggete i IHvori incominciati. Ia colonna avvicinatasi silenziosamente all'abitazione, senza rispondere àl fuoco, si precipitò alla baionetta sul piccolo posto lasciatovi ·di guardia e, meni.re una parte prcp;,rava in tutta fretta un riparo qualunque per resistere ad una ripresa offensi va degli assedianti, il res·to si irnpadrnniva dei mii1atori, traspo rtava i materiali occorrenti e .procedeva al carieamento del la mina. l\falaugnratamente ~vendo un soldato, mentre stavasi per pra ticare l' intasameoto, fa tto fuoco su alcuni làvoratori sfuggiti alla so1:veglia11za degli l nglesi, comunicò l' incendio alla ca rica producendo UM esplosione che, sebbene prematuramente eseguìta , ebhe .per effelto di distruggere quasi interamente l'opera degli avversari. Era tempo, poichè forze imponenti avversarie stavano preparandosi per irrompere sulla colonn.a del tenente Harley; questo inatt.e:,o scoppio però avendo gettato lo scompiglio e la morte fra le file del corpo assediante permise agli Inglesi di ritirarsi con perdite relativamen te piccole e preparar:;i a qualcl1 e pron ta r,1ppresaglia. Invece tutto ritornò in calma all'esterno del forte; Sher Afzul avuto sentore del!' avv icinarsi del colonnello Kelly, proveniente da Gilgit aveva pens3to bene di levare inaspettatamente l'assedio nella nott~ del 18 al :19. Per tal modo ~00 uomini pri vi di qualunque aiuto e nella incertezza di poter essere soccol'si in tempo, avevano per circa due mes i posto argine all'insu rrezione che dilagava d'ogni intorno o finalmente resìstito per 46 giorni in un' opera dom inata d'ogni parte, insidiata da località coperte molto prossime, poco resistente e per di più fa-
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cii mente incendiabile, ad un rigoroso · assedio ove vennero lmpiegati, ali' infuori del cannone tutti i mezzi assedionali in corso. · Questa accanita resistenza devesi quasi totalmente ali' indomabile energia del comandante iI présidio e del residente inglese, i quali non mancarono di impiega re tutti quei mezzi che valessero a sollevare il morale delle proprie tru ppe e tenerne dest:i la vigilanza dando, pei primi, l'esempio dell'operosità, facendo frequenti sortite per di'struggere .le opere nemiche, per modo che quello del l'assediante assomigliava all'interminabi le lavoro di Penelope, infine, utilizzando normalmente le truppe in "modo da permettere, volt a a volta, ad un terzo di esse di riposare mentre un secondo terzo lavorava e la parte restante attendeva alla vigilanza da cui dipendeva essenzialmente la comune saivczza. A. C.
NOTIZIE POLITIOO-IvfILIT'AI{I
Gli avvenimcn 1.i d' Africn coutinual'ùno ad at\rnr re,essi soli, l'attenzione <lei pubb lico italiano durante tutta la qu indicina; ed invero la queMionc africana è quella clic oggi pn:ivale di gran lunga su tutte le altre. , Nei primi giorni elci mr.1se la situazione si rnnmenne invariata. Gli Scioani stavano formi al campo di Oolò; Mlo!Lne cl i razziatori scorazzavano il paese ; qur,lche fucilatn di tanto in t.anlo si scamhiava tra i difensori dol forte <li Macallè e grnsse pattuglie che si accostavano a scopo di ric,;gnizione. Lctt.cri! e messi eon proposte e con troproposte di · pace corre1,ano da Mac,innen al maggiore Galliano, comandante 111 Macallè, e_dn questi al g,merale Bara i.ieri che concent:·ate ad Adigrat le sue truppe, asp ~ltava quivi i rinforzi che gli g-io ngevano dall' (talia. Correvano voci di discordia t1·a i ras e il rispettivo conwgno dì .Maconuen e di Mangasciù le accreditava . Si parlava di delìcienza di vìreri nell'ese;·cito scioa~10, ma non dì cfomortdiz,,azione; su .Menel ik correvano le voci più contradditorie; ch i lo diceva già a,Tivato ad Asciangh i, chi lo diceva ancora :i Borurn ieda, intento a trat1.arn la pace col l'e del Goggiam che aveva raaiato il BcghemeJer. <,;
** * Un dispaccio del H da Mass.aua diede per i.l primo, sebbene non certa, la notizia del l'arrivo di Menelik a Scelicot già avvenuta da cpialche giorno, e poco appresso un altro dispaccio colla stessa data, non solo eonstatava r arrjvo di .Mrnelik, ma annunziava un att~wco che aveva avuto luogo il giorno St1tte contro le fortilìcar.ionidi ~lacallò. Quel dispaccio lo riportiamo testualmente pernhè ò un documento storico . li generale Daraticri teleg1·afava da Adigrn t : ( Trasmetto il contenuto. di lettere ricernte ora dal maggiore Gallian o da Mncallè : {2 -
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NOTIZIE POLI'l'!ù0 - MIL1TA R1
« M.acal/11,
giorno 7, ore 8. - -Dalle 7 di stamanè si vedono Ji1te colonne provenienti da Sceliquoi distendentisi ·al piano al sud del forte ~ sparse per la valle. . . « _ Q,-11 JO. - )~ veduta Ju sette ad oLlo chilomeLn a sud la tenda rossa del Nc"US allorniata dal le alLrc bianche« C;ntinua lo sfilare delle colonne dalla parte di Sceliq uot. « _ OriJ -IO 1/4.. - Dai nostri piccoli posti nei seuori sud e sud- ovest partono alcune fu ci lnte ; non so spiegarmi questo movimento in giorno di festa. ;i _ Ore IO 1; 2 ~ L'attacco si è pron unciato da ~ud-ovest o sud-est. Le nostro gran · guardie si sono ritirate facendo prima s;i ltarc l'opera staccata. • ,\ \le ore doJici ,·i è un momento di sosta. « ù.1ùd trn lettera del maggiore Galliauo dello stesgo giorno 7, aù ore 20, continua: l'alt~cco momentano:unente sospeso alle ore 12 è stato ripreso; il nemic,) ha sparalo parecchi colpi di cannone a tiro rapido, che però ol1repassnrnno il farlo. . . . « _ Ore ,16. - L'a ttacco si venne sviluppando su 1 fronti eccettu ato quello verso nord. l i combauimento ferve. . « L' intero campo tli :Meuelik siù spiegato sopra una estensione enorme: Sinora si notano le perdite s_eg11enti: 11101:ti tre ascari, fe riti due solda ti italiani tre a,cari e una donna. « Si 'è potuto constatare che il nemico ha subito perdite considerevolissime. « Dopo le oro 18 l'a ttacco ~ :i ntlato mno rnano decrescendo d'intensitù. Il nemico si è ritirato verso il proprio campo ! . Un telerrrammn successivo in data <lei 12 ci recò le notir,iechel'allacco fallito il si è rinnovato all' indomani . È lo stesso maggiore Gall iano-che seri ve in data dell'S sera : e Tullo il giorno vi fu cornballimento con sviluppo d'artiglieria nc~nica che recò L[ualche danno al ridotto. Uu attacco notturno venne respinto. Sono morti : italiani uno cd mcligeni tre; fer iti: quattro itali.mi e ncJ\·e indigeni 1. . . . . . . . , Con altra lettera 111 data del 9 sera il maggioro Galhano infoi ma cl~~ nella notte fra 1'8 etl il U vi f11 un attacco di sorpresa che venne pure rc~pinto e che il giorno 9 mallina è ricominciato l'attacco che _si svil_uppò in sola fucileria da varie posizioni distanti da 700 a 1300 metn Il giornonove si ebbero t\n soldato morto, feriti ùue e quauro indigeni. . li giorno dieci crli Scioani ripeterono o.ncora gli attacchi e proseguirono l'inv;stimento cst:ndendolo anche al lato nord; ma non così che il mag-
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giore Gallia no non potesse inviare, 13 stessa sera al generale Bara1ieri una lettera con queste notizie : « Il nemico ho dislocazione tutto intorno al fo1·te; costruisce rriucoramenti sulle alture e •ruindi rende diflìcile servirsi della fon te: siamo costretti a ricorrere :illa riserva dell'acq ua. · , Stamane il nemico ripelù gli attacchi, sempre 1·espinti. « I moi-ti nostri sono duu; feri ti setto; tutti asca ri. )> Il generale Bar:itie1 i poi aggiunge che· se era :rncora possibile agli ascari del fo rte uscirne alla spicciolata, era però quasi impossibile forvi entrare nostri messi. Da un telegramma ciel govurn,Jlorc in data Adigrat 13 si rileva che sabato m:illina aUe 8 l'intero corpo scioano allaccò il forte di Macallè, ma venne respinto con gravi perdite. Lo stesso in forrnotore che portò questa notizia fu obhlignto a trasport:i re morti scioani. Per domenica non era preparato nessu n nttaccu - prohahil rrll'nte preoccupati dalle perdite subite e dalla eroica resistenza del fori.e. L'acqun venne ripres~ la sera di venel'dì dal presidio del forte che la mantenne tutta la noue rifornendone la rist.'! rva, ma al mattino del sabato si dovette abbandonarla per resistere all'attacco. Voci alludono a casi di dissenteria specialmente nei Gall::i. Un gi·uppo di. WO cavalieri nemici anòati venerdia razzia re nel Samrè furono di!.armati e spoglinti tlagli abitanti riel paese. li maggiore Galliano alla sera del sabato H gennaio, scrive confermando l'attacco dell'intero co rpo scioano clie si sviluppò sui tre fronti . La nostra ar1iglierir1 p31·:1lizzò yuella del nemico. La fu cileri11 delle b11nchioe ~el fo rte controbaltt• il nemico annidatosi nel ciglio del!' angolo morto mnanzi all a difesa nccessoria. Alle ore rn il nemico si ritira con rilevantissime perdite. · Nella giornata !'i ebhero le seguenti pei·dite: morii italiani 2 c~porali, 5 asca ri; feriti italiani J, ascari 2ff. Domenica ·12 fluo a mezzogiorno non vi fu attacco. A_ G!1edaref sarebbero :1rri\'a ti 5000 uomini e ragazzi qunsi tutti arma~i d1 lancia con 500 cavalli per timore della avanzata nostra e malgrado siasi confermoto che una missione scioana siasi recata tla loro. Ahmet Alì sarebbe ora a Kartum per festa }forag 1:3. Gos Regieb è sempre deserto. ~n duplicato di lettera del maggiore Galliano in data H alle ore 23, a~g,unge che a tarda sera il nemico ritirassi: molta gente sotto la protezione della fucileria delle trincee sgombrò molti feriti. Non osservavansi colonne giranti al largo come nf\Jle sere precedeuti. I
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NOT IZIE POLITICO - MILITARI
Si conferma che d·omfmica e nel le- prime ore di .lunedì non fuvvi ,lt·
tacco e che le perdite degli Scioani fn ronn gravi. . . . Questa è la $Ìtunzioue in:orno a Macall1~ rd momento 111 cui scnviamo (W gennaio). Tributiamo 1111:, narola. di nmm irazio~e agli eroici difensori di .Macallè e siamo !tet i di annunciare che S. M..·11 Re cou decreto del 14 genuaio si e compiaciuto prornuovurn lo strenuo difensore di quel forte al grado di tenente coiounello 'per 1rnrrito di ~uerra. Vediamo ora che cosa frattanto è successo :il le sp1-1llc del generale Barat.1en r, quale è la :,itLiazione ad Adigrnl.
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Abbi11mo parla to nella precedente puntata dei l'inforzi spediti dalritafot. L'u lti mo scaglionn di questi pa rtì cla Napoli il 31 dicembre ed è giù da vari giorni arrivato a destinaiione. Poi vi fu una sosta. Il i'ì ge~naio è partito il v~pore Pofoevera con "iOO mu'li, armi e muni7.ioni ;d al momento in cui scl'iviHmo si.a per arrivare a Massaua . Le nlt.re speditioni di uomini e di materiale già pronti si sospesero per l'incert.ezz,1 delle notizie che venivano dall'Africa . Si riprcser~ al.-icremente quando si seppe delf attacco di Maeallè. D11e seaglion1 pa rtiti l'uno il '12 e l'altrl) il 13 si .trovano. in viaggio. .l primi rinfom, ansio$a meute aspettati, giunsero ad Adigrat i l gior1111 (j "ennaio· avendo in testa il ba tt~glione alpino e com'è naturale produ:sero otti ma irnpl'essioue nelle truppé nazionali e in quelle iudigene. Gli arrivi proseguirono senza interruzioni nr,i giorni seguenti : i timori, che inolti avevàno in Ital ia di sorpresa a qualchc colonna isolata si mostrarono vani. Al momento in cui scriviamo, non c;a kolando i presidi di Cas:fala e di Massaua, ma calcolando quello di Macal lè, e non tenendo conto dei Vtwti che, per malattia o per al.re ragioni, possnno esservi nei corpi, il generale .lfaratieri dispone di 28 pezzi da montagna e di 17,tiOO uomini così ripartiti:
I. BI.UGATA (M. G: Arimondi). 1° Re,qgim.en/.o - Colonnello Stevani. Battaglione alpini - Maggiore Menini . 20 battaglione fanteria -- Maggiore Dc Vito. 4:0 » » Maggiore De Amicis. 2° Regq'i111.1mto -- C9lonncllo Brusati.
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No·rrzrE
POLI'l'ICO - ll.llLlT,\ lt]
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Bar.taglione caceiatori 9° battaglione fanteria -
Mnggiol'e Prestinari. » Baudoin . ,130 » » » Un yneri. 1. 0- Batta:qlione be1·saqlitll'i - Maggiore De Stefano. Il. BRrGATA (Colonnello Albertone). 8° Reggimento - Colonnello Ragni. 1° battagl ione fan teria Cnpitauo Folchi. 5° » - M:iggiore (; iorcl:rno. 60 ·» )> 'Prato. 4° Re,qginumlo -- Colonnello Romero. 7° battaglione fanteria - J\foggiore Mont.cicchi. 8° )> » - Teuentc coionnello Violante. H0 .» )> Maggiore Manfredi . 11 2° battaglione bel'saglicri cl' A.fl' ica (maggiore Compiano) al suo giungere in Adig:·at ;;arà assegnato alla hrigr1ta A lbertone. A disposizione del Comando generale .
,to bauagliou:C indigen i - Ma1[giore Tn rnlo. . 30 '» (r1 )foca llè) Maggilire Gallia no. :;jo
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fio
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M:iggiMe Ainegli,~ . Cossu.
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V:i lli. so » » Ga merra. 1 ballaglion.e lll ilizia mobile e lwnde. 5 batterie d'artiglieria da montngn;1, nai.ionali. 1 batteria e '1 12 d'artigl ieri a indigena . ))
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R ia s s unto.
Brigata Arimond i Al ber!.orrn A d'isposizione .
Uomini
Et,:mo }
3,750 > 17,;iOO. H),000
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Pare che tre battaglioni cioc~il :10° (inr1ggiorc De Fonseca), ·12° (maggiore Amatucci) e H,0 {maggiore Solaro) sieno stati clestina!i al presidio di Cassala per In difesa della front iera occiden tale della Colonia. Si dice che i nuovi rinforzi già in vù1ggio n quelli che si apprestano a salpare per I' Arric;1, rest.<~ranno ,i li' Asmal'a, disponibili tanto per il ri.fornimento del corpo di spedizione quanto per J.' eventuale loro impiego in operazioni clistaccate od in nuove formazioni di guerra.
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NOTIZIE POLITFOO-M ILI T.ARI
Ad assumere la carica di vice-governatore della Colonia durante le operazioni di guerra, è staio inviato a Massaua e gin entl'ò in uffizio il genel'ale Lamherti, il quale assunse pure la dil'ezione del servizio di tappa e dei servizi amministrativi del corpo di spedizione in l'impiano del generale Arimondi che vi era staio destinato provvisori::unen_te dopo il fatto di Amba-Alagi. Frattanto tutte le mnrcie dei battaglioni verso il luogo di concentra.mento procedono benissimo; i mezzi di trnsporto ch0 si trovano }li loro seguito, souo limitati allo stretto necessario, ma sono sllfficienti. Un solo bat,taglior~e rimal'rù a Massaua per ordine del governatore. l(,
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Il campo del generale naraticri si t: leggerrnente spostato l' H corrente da Adigrat nd Ada-Gamus, posizione gift occupata dai nostri, uua ventina di chi lometri verso sud. Il colonnello Albertone, con sei battaglioni indigeni e sci pezzi d'artiglieria ebbe incarico di farn avanzare verso il nemico. Al momento in cui scriviamo (H5 gennaio) le estreme punte della nostra avanguardia trovausi a Mai-Megeltà, ao chilometri a sud di Adigra t ~n dove giunge attua lm€mte la nostra linea telegrafica. L'ultimo dispaccio del generale B~ratieri dice: e< L'avanzata nostra è impossibile per ora senza compromettere le operazioni ult()riori. · « Il contegno del presidio di Macallè è mirabile. i Nè meno ammirabile, diciamo noi, è in queste circostanze il contegno dd popolo italiano plaudente ai partenti per l'Africa. Tutti sono trepidanti per q1rnsti ba ldi giovnnotti che la folla accompagna alle st/\zioni; tutti vorrebbero che neppure una goccia di sangue italiano fosse versato, ma non per questo cadono in convulse dimostrazioni ; ma non pei· questo si allarmano all'annunzio di un prossimo fatto d'armi o si dànno alla disperazione per un insuccesso, benchè uòa part<} · della stampa colle sue intcmpcrnn,m cd esagerazioni congiuri a far perdere la calma. Agli italiani importa poco in questo momento dei partiti politici . A loro importa in ve.ce che l'Italia riesca in ultimo vincitrice nella lotta impegnata, col minor sacrificio possibile di sangue e ùi d11naro, pdrchè s1.mno che in caso <l'insuccesso o di rnezzù insuccesso, ogni su:1 iufluenz'a politica sarebbe per un lungo periodo d'nuni distrutta in Europa.
NOTIZIE POLITICO -MI LITARI
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F1·a le disposizioni mililnri emanate nella ryuindici1rn notiamo le ,e.guenti: Un Regio Decreto che nominò una commissiorrn per lo studio di ,eventuali mod ifi cazioni :illa legge 3'1 lugl io ·187·1 rdativa al rmtrimonio ·degli ufficiali . Venne stabilito che i nuovi riparti eostiluiti colle !ruppe partenti per '¼'Africa saranno considerati come truppe di rinforzo al corpo coloniale e, · -come ta1i, amministrati colle stesse 11orme stabilite per i ripa rti in organico del corpo stesso. È stato pubblicato: il regolamento pel trasporto sulle ferrov ie dei fel'iti e ma lati in guerra, ~pprovato con Regio Decreto 12 dicembre 1895; 'il riparto fra l'es<ircito permanente, la milizia mobile e la milizia 1.er1·itoriale delle varie classi e categorie obbl igate al servi1,io militare alla ,<lat~ di ocwi . 00 > i capitoli d'oneri, edizione 1895, per la fornitura del casermàggio e ,tlel combu,tihile da applicarsi nei corpi d'armata, in cui tali servizi se,guiranno ad impresa ; · l'elenco degli ufficiali ammessi a prelcval'C un cavallo di agevolezza !l)resso il reggimento di cavalleria per ciascuno indicato, nella distrib1t.zione genernle che ha luogo il U5 del corrente mese; il 3° fascicolo di aggiunte e variant.i nl modello per gli inventari del materiale d'artiglieria e genio ed al suo estratto, edizione -1894. Venne disposto che gli esami d'avanzamento a scelta al grado di mag:giore, nvranno luogo in Roma nnl prossimo mese di settem bre presso \1 -0omaudo del IX corpo d'armata. Potranno concorrere rii detti e,ami i capitani di fanteria fino al N. 763 inclusò dall'Annuario del '18915 e quelli di cava lleria a venti anzianità a >tutto l'H ottobre ,f888. Le domande d'ammissione dovranno pervenire al .Ministero non più tardi del 1° luglio. Il Ministero h~, determinato che nella prima quindicina del prossimo .febbraio abbia luogo una sessione straordinaria di esami per la nomina a -sottotenente di complemento nelle varie armi, nonchè nel corpo contabile ,e di commissariato. Potranno concorrere a tali esami i volontari di un anno e gli allievi 41 ffìciali, i qual i (1\'l'ebbern potuto e3scre arnmc,si a quelli che ebbero ç
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NOTIZIE POLl'l'ICO · Ml Ll'l'ARI
luogo nel dicembre seorso, ma che per qu.alsiasi moti vo non ,·i si presentarono. · l mili tari i qual i aspfrano 3gli esa mi di sottotenen le di complemento nel la sessione straordini,ria di cui soprn, d<wrrnno farne domanda non più tardi del 31 del volgente rtH'S<~. Sono ammissibi li agli es~m i che si terranno nel prossimo febliraio anche i vo lontari di un anno a~critli alla chJsse 1873, i qui.d i si trovano attualmente sotto le armi. ì\1 inisrero ha inoltre cl e1enninato che, in via eccezionale, siano ammessi nella suddett:,i ses,ione straordinaria, :i ripetere gli es~111i per la nom ina a sottotenente di complemento i voJonlari di un anno e gli alfaivi uffic·iali, i quali nello scorso diceml)l'(; 189~ non !i supei,nono, ·;10nchè i volontari di un ,11rno in congedo illi mitato i q1w li si prcsenw rono ad una sola prov:i di esame e furono riprov:i'i. Però, rnnto gli uni· qu2n10 gli alr.ri, non donanno ~ol111 nto ripetere l'esame su !Juelle 1mterie nelle f[ll fJ li rimasero deficienti, ma cl.wranno invece subjre un nuovo esame su tutte le materie presc,·i tte (fagli appositi. programmi. Alle disposizioni sopraindic/\tc aggi ungiamo la seguenie, q ua11 tunq ue non d'interesse militare, perchè è d'interessè politico di prim'ordine : Fu pubblicato un Regio Decreto col (1ua le la sessioue legislati va del Senato del Ri>gno e della Ci1mera dei deputati è proroga ta. Roma, l~ gennaio 1896.
NOTIZIE MILITARI ESTERE
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X.
FRANCIA
Crwzionc clella scuola .mpaiore di :rue1·ra, dellci marùw. - È stato pubblicato il decreto che istituisce la scuola di guerra per gl i ufli<~iali della marina, preceduto dalla seguente relazione del mini:;tro Lockroy al Presidente .dell a n epubhlic:n: « Dacchè ho l'onore cl i e,sere ::illa testa del dipartimento dell a marina, « ho potuto convincermi dello zelo e della devozione con la quale gli uf4 ficiali di marina disi1Ùpegnano il proprio dovere; ma ho d•}vuto anche « constat.ure che questo in , ienie di lodevoli sforzi non rende il massimo « d'utile su < ;ui noi si l1a il diritto di fa re a"segnarnento. Il progra mma « delle ;.tuove costruzioni, l'i mpiego dellH 1rnove n;1vi nella guerra trJvale « moderna, sono questi i due punti imp,Jrtanti del problema CO$Ì com« plesso, per la cui so'luzione ho fa llo appell o :1 tut1i gli uomini di buona 1 oc volontà . .« Le trasformazioni incessanti del ma lel'iale hanno senza dubbio dato « molto da pensare, cd hanno suggel'ito nuov i progetti alla ,r,aggio r parte « di nostri ufficiali di qualu nque grado; però manca a tu tti questi la ve ri « coordinazione ed unitù di veduta e d' intento che ,;olc possono assicural'e , il successo. « Per quanto già esistano ~cu.ole speciilli, eomc rruellc dei cannonieri, (( delle difese sottorn:i rine ecc., non abbiamo :.i l!~un:i istituzione equivalente « che permette d':nsegnare la 1anica agli ufiìciali chi:unati a com:rnclaree « fo re la parte di stati maggiori generali sul mare ; è indispensabile che " questi ufficiali sieno in grado di fare immedi:i tamente l'applicazione di « questi metodi di guerra ·in presenza del nemico. È quest:, lacuna che ' « im1forta ora di ricolnw re, col erca rc Hella rnnr:na un organi.;;rn o analogo « a quello che h:i dar.i così soddisfaceuli risultati nell'e~ercito.
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NOTIZIE MILITAR.I ES'l'ERE
NO'l'lZJE lll!Ll'l'ARI ~ ST ERE
<e Reputo opportuno perciò ehe la e.reazione d'una seuoh professionale di guerra s'impone, d'una scuola però non di alti studi ~cientifici. ma « decisamente pratica per la guerrn, e siccome il posto del marinaio 0so« vrattulto lù sulla sua nave, così occorre che nbbiamo una scuola navi4 gante, composta di iucroc1 ato1·i sotto gli ordini d'un ammiraglio. « Que$ti incrociatori riuniti in una divisione navale indipendente navi« ghe1·anno nella Manie,:., nel Mediterraneo, a seconda del bisogno· si « studierà da questa di visione la soluzione dei grandi problemi di "' tat;ica « na vale, con tutte le eomegutinie che ne derivano, e si riuscirà così pron« tamente, ne son sicuro, ~ creare un insieme di discipline navali alle « qua!i s_arilll~o !1~iziati gli ufficiali di questa scuola, che fìniranno per' ~ cost1tu1re, d1re1 ti ;;emenzaio dei nost.ri futuri comandanti di squadra. <'. creazionf! di questa divisione navale d'istruzione, compostn di navi «.gia 1_n an~nrnento'. non importerà che una piccola spesa, e l'im piego << s_pecrnle eh quesu incrociatori non rnodifkheril punlo il piano di mobi(< l1taz1one della flotta, giacchè il ministro avrà semprn la faeoltà di ri• chiamare ques1i incrociatori per mandarli a for parte delle squadre ri<c spetti ve, specialmente al momento delle grandi manovre od in caso dì <e rnohilitnione. <e Questi:\ sono le vedute genel'ali ehe ho l'onore di sottomettere allll « vostra alla sanzione, con la ferma speranza che esse rispondano alle « necessità urgenti del s<~rvizio dcli.i marinn.
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DECRETO. Art. i 0 • - È creata , alla dipendenza del dipar'timento della morina, una scuola superiore di guerra. Art. 2°, - Questa scuola ha per iseopo: a) Di permettere lo studio dei problemi che hanno relnione con la guerra navale moderna; b) D' iniziare il maggior numero possibi le d'unìeiali ni doveri e alle responsnbi li1:\ del comando cui possono essere chiamati. Ari. 3°. - Questn scuola è stabilita 11 bordo di ,mvi armate, formanti una divisione navale indipendente, agli ordini di un ufficiale ammiraglio che av rà il tiLol,) di cornandante della scuola superiore di guena. La composizione dello stato maggiore generale di questa divisione 1u1vale d'istruzione sarà regolata da un decreto rninh~ierialc. Gli uffìciali in 2° saranno scelti dal comandante. Gli stati · maggiori sono scelti dal l\linist.ro, dietro proposta ·della commissione d';ivanzamento di f 0 grado.
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Gli ufficiali allievi saranno Hmmessi senza esami: essi vi seguiranno dei ,corsi che abbraceeranno le seguenti materie: Tattica navale; Preparazione del combattimento; Segnali di guerra: Attacco e difesa delle coste ; Navigazione sottomarina ; . . Teoria della nave e stud io sulla sua stabilitù e sulla rnamera eh usare, durante la navigazione, gli scompartimenti per far fronte alle vie d'acqua; . Stato attuale del materiale dnlla nostra fl otta e clelle flotte st.r:rn1ete ; Principii generali di balistica sperimeutale, lorpedini, macehine ; Perforazioni clelle corazze; Analisi dei folti storici donde possono trarsi ammaestramenti per .le flotte moderne; Principii di rliri tto marittimo internazionale; Principii d'amministra;,:ione marittima; Regole d'igiene navale. , , . Art. 40. - La durata del soggiorno alla scuola e d1 un anno, alla finé del quale gli ufficiali allievi subiscono un esame sulle materie inse"ndte nella scuola, dinanzi ull3 eommissione composta come segue: 10 Un vice ammiraglio comnndante deIl. e sq ua <l re; Il direttore della scuola; I eomandanti delle navi della di visione navale che compongono la scuola; 11 capo di stato maggiore della scu?la. . . . . Art. o•. - La commissione consegna, in nome del mm1stro, un brevetto agli ufficiali che subiscono eon successo l'esame finale. . . · Que;ti uffìci11li brevetta Li saranno classi!icnii in online el'~same e qumd~ destinati agli stati maggiori generali, sia a bordo delle navi come a quelli di terra. . Ad essi è riservata la promozione r1 scelta, co.l vantaggio del terzo sui propri compagni di grndo. Art. 60. _ L'ufficiale ammiraglio diret.lore della scuola fa parte della commissione d'avnnzamento per gli ufficiali di marina. Art. 70_ - La divisione navale <l'istruzione ù riunita alle squadre durante le grandi manovre annun li; eventlialmente essa p~t1:à far parte d' unn sola squadra, ma in :speciali circostanze fìs~nte dal rmn~stro. Art. So. - Gli ufficiali insegnanti sono designati dal n11n1stro, sulla proposta del direttore della scuoln . Essi hanno diritto al supplemento stabilito dal decreto sul soldo. ·
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NO'l'!ZIE , M!LIT3.RI .ES·rmm
NOTIZrn ~II LlTARl :F:S1'ERE
U) i' ' . . .' .. .. , euc1c10 mm1stcna te regole1·ù provvi$oria111eu lu la Comp~51~10Ud~ ~~Ilo Stato maggiore generale e cJeg(j Stati IUcl""'Ìor i rfellc navi e a iv,s,one narale d'islrnziouc ed il rnoclo 1· f ~? della scuola. , t, unz1on11mento AI'( gn -
G enio.
:I. battaglione mislo del genio; 1. compagnia tr,lcgrafìsti ; ~ id . fer rovieri ; 2 id . zappatori.
Parigi, 2i dicembre 1895.
Fù,,x.
Guardia civile.
F.\ UJ\E.
17" reggi mPnlo (Tercioì : 1.8° id . (i<l.) : H)o id. (iii.).
"SPAGNA.
l e .~pedi:;ioni milita.ri ,, Cuba. (Continuazione) - Il ')" . .. correnr 1· ·. r · - t> m,uzo del . e anno ;,;a rva, in spagn:,, :Il par ere il p·11·t·1to l1'b e1·al · ·1 d. · ' · e conserHlloro e , ic,1stero della guen·n passa1•:i dal 0"enernle Lo•rez J) . •·11e· •l I A , ~ , omm' t: 1, " gcuern e : zcarraga.
Servizi accessori.
Secouda brigata cli sani1i1 militare.
La gual'lligione <li Crr b,1, a ,1ucl l:i dat,,, • era cornpo~ta nel modo seguente: Fanteria.
~2° reggimento fanteria (Alfonso X!U); 630 '.d. id. (Maria Cristinn); 6q.o id. id. (Sirnancus) ; 65° id. id. (Cuba) ; fi(io id. id. (H:ihana) ;· · 67° ·rc1· id. (Tarrauonn) · 750 id . id. (lsnbl ln Ca,tòlica) · 22° bauaglione cacciatori ( Cadice); ' 7 batt11glioni peninsulari ; Brigala disr.iplinarc di C1:ba : Coi·po militare delJ'ordinc p,;bblico. Cavalleria.
29° reggimento cavalleria (Uernàn Cortès). 30° id. id. {Pizo rro). ' A rtiglieria.
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La prima misura adottala dal nuoYo gr,binel.lo fu la designazione riel generale in ~,pc, per l'esercì 1-0 di operazioni in Cuba. E con Regio decreto in data 28 marzo ru nominato al posto del ton1~nte gonerale Cnlleja, allora govern:itore o capittino dell'isola, il capitano generalo Martinez Campos. li nuovo Mìnist,·o della µ:ucrra sot1.op011 eva qu ind i alla C:Hocrn un disegno di IHgge c;i rca gli aumenti in forza armat.n che potessero essere necessari per dominare il più presto possibile il 1novi111ento insurrezionale occorso in Cuba, in quell'epoca localizzato solo nella pa rie orientale dell'isola . .E quest'atto ern tanto necessa riv che con decre10 in data del 27 marzo, l'eserci10 oper:m te rnnin1 riaforwto con altri 6,080 uomini dell'arma di fanteria, oltre nl personale di ufficia li superiori ed inforiori necessario. Cou la stessa data furono ffal l\linistNo dell,1 guerra designali a partire con questo conliogenle: 5 ufficiali superiori, 18 ca pitani c 47 ufficiali su balterni, tulti a propria domanda. Con clc(;roto del 2ll ma1·zo fu inoltre elevato a 800 uomini il contingente di ,1rtiglieria da forlezza nell'isola di Cuha, :iumcnto a cui si sarebbe provveduto colle recinte alle quali fosse in so'rte toccato il Sl)rvizio nelf(~sercito coloniale. l1'inalmente con decreto del 4. apriie, furono designati ti" passare all'esercito di Cuba 4 battaglioni di cacciato1·i di residenza a Pucrto Hico, clcv:mdo il loro contingente a 900 uomini 1·11110. e formati su 6 cornpngoie cadauno.
10° battaglione di artiglieria d:i pfozza; :l ha tteria rfo mon tngna. ,
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NOTIZIE )f!LITARI ESTEILE
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ali dell'e,ercito spaPensioni degli nfficiali spagnuoli. - Gli uffici ti casi: n segue nei gnolo, possono a,·er diritto alla pensione dalla legge; o ftssat. età :1° per avere raggiunto il limite di ; 2° pPr rnnslati,ta inatl.iludine fisica 30 per Yolontt, propria ; l' idoneità per (1,0 per non arere per 3 anni consecutivi otten u l3 per le c1 u �li anze manc gravi per o l'avanzamento al g,rado 5uperi.ore, e consulLa ssoto rllerc dell'i pa dis('.ol a debba decidere il Governo, previ na. i mar e a guerr <li zione del Consiglio sup1·1•1110 iorP, fanteria, ca limiti di etli pcn- il ritiro. - Nei corpi cli stai.o magg ufficinli avranno gli , i ier. tìnanz . o inieri cllt'ab valleria, artiglieria, genio, rliritto alla pensione di r i tiro alle età se;.:uenti: ti colonnelli Tenent.i a 51 anni - capit:rni a :56 - maggiori e tenen a 60 - colonnelli a o2. di saoiLii, del clero Nei coqii: giuridico miliwre, rii :imministrazione, icine militari alle età castrense, veterinario, di equitazione e delle off seg uenti: a maggiore e teGli assimililti n tenen1c e c:ipitano a (10 anni :ispirnoli a gene1·alc a nente colonnello a 62, a colonnello a ol! e gli 66 anni. ritto per il riLiro è T,egge del .2 lur1liu i8(i5. - il limite minimo presc lo stipendio !lel base per fissato a 20 anni di servi;:io effettivo, prendendo di due anni. meno on n per l'ullimo grado, nel quale l' u fficiale sia rimasto io. Le cam St;:rviz vo erreu.i <li Il limite massimo si raggiungerò ai 35 anni corn p iuto dopo ritiro di ne pensio pagne di guerra saranno ·incluse nella il 20° anno di servizio elTcLlivo. ufficiali che abbiano Legge del 21 maggio 1889. -- Stabilisce c;he gli la pl:nsione stabi iali n colo i i. eserci servii.O per non meno di (i anni negli terzo (vedi spec un cli ntata :wme è lita dalla legge dd 2 l uglio 1.865 meno di 20 ,inni chio lii). Per gli uffic i ali che abbiano servito por non 2 luglio 1865 è negli eserciti coloniali l::i pensione sLabili tn dalla legge raddoppiata. sercilo spagnuole, posUfficiali generali. - G l i uffi ciali. generali dell'e sono trovarst nelle seguenti posizioni: .111siliari,1) e riA Ltività di servi zi11, cuartel (specie lli posizione serva. che perccpise;ono Lo specchio scgueule indica gli s1.ipendi annuali nelle su<ldetUJ Lru posizioni:
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31 Barcellona Rei11a Mariu Cristina Carla gena (straordinario) Cadice . . Ciudad de Caùi;-. (postale) I Cadice . . ~ 8t1rcet tona Montevideo (postale) . Val~nza . Cad1cc . . San Francisco ( com- Santander merciaie) Cadice . . San Agustin (s lraordi- ( Santander. nario) I Coruìia . Anlonio Lopez ( po - ) Santander . state) Coruna .
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
· I. Ordinamento, reclutamento ecc.
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Le nonne per l'istruzione e l'educazione de ·i volontari . di p1'ima classe in Russia. (.Militiir-Wochenbtatt, 28 dicembre 189($) . - L' ordi11ammto dell'esercito spedizionario a. Cuba. (Revistii cienti
..
fìco-m'ilitw·, 15 dicembre 1895).
.
- L'ordinamento milital'e deUa Greci«. Continuazione. (Revue mili , ' dicembre 1895). - Comando superiore e am mini taii·e-de l'élranger,
....
strazione centralo - Bilancio della guena - Legge di reclutamento. - I cwpi discipl·inaii all'estero. (Revue militaire de l'étmnger, di cembre 1890). « Lo sforzo incessanle per portare al massimo il nu mero degli uomini da incorporarsi ha potuto, m questi ultimi tempi, provocare alcune misure che rendono meno rigorose le condizioni di attitudine fisica del servizio milìtare; ma conviene riconoscere che le condizioni morali per !"ammissione nei corpi di truppa non hanno su bito alcuna modificazione; sembl':i riconosciuto dappertutto che una at tenuazione qualunque in quest'ordine d'idee giustificherebbe il rimpl'o vero contro l'odierna tendenza di aumentare il numern a ,;capito della q\Jalitù. « Esistono t.uttavia differenze notevoli fra i procedimenti in uso nei diversi Stati, per tenere lontano dni corpi di truppa gli uomini che, sia per i loro preccdent.i, sia per gravi manc,inze posteriori alla loro entrat a in servizio, pot.t·ebbero portarvi il cattivo esempio. , Si notano d'altra parte, m questi tempi di esp:insione coloniale, ee1·te correnti d'opinione in Favore dell'utilizwzione di questi militari per spedizioni lontane, afline di conservare gli elementi S3ni alla di fes a nazionale. ' In siffatte coudizioni, la questione dell'incarporazione e del ser vi�io militare dei pl'egiudicati prende un carattere cli attualitù, che rende
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NOTIZIE tl!BLIOGRAFICHE
NOTIZIE BIBLIOGR.U'ICHE
utile lo studio dell'ordinamento e dell'utilizzazione dei corpi disciplinari nei diversi Stati i>. Ciò premesso, si passa ad esporre detto ordinamento in Germania, in Russia, in Italia e in Spagna. - 1Yuov& prescrizioni pei· il reclittmnenfo in Italia. (Militiir-Woc/wnblat/., .3:1. dicembre ,1895). Si ri po rla no per sunto senza commenti le ultime prescrizioni su questa materia pubblicate dal Giornale militare. - Il bilancio'{mncese del 1895. Sguardo retrospettivo all'anno scorso . (Avenir inilitaire., 3 gennaio 1896). - I riassoldamenti. Quest.ioni varie rdatixo ai riassoldamenti in Francia. (Progrés militaire, 4 gennaio '1896). - Le istituzio,~ mil-itari deltci Svizzera, per L. F. dc Cordova_ (Revi.sta tecnica de in/antetùi y cabpllerùi, '111 gennaio ·1896). Otdinamcnto militare rlei ciclisti Cl!Jli Stati Unit,i. (Periodico e numero sopracita ti) . (}li ordinamenti mili:ta.ri rint·ich-i, special mente della Grecia e di Roma .. (Revista milita?'_, 31 dicembre -1895) . ~ - Ordinamento del servizùJ' dei pionieri nell' Africci equcito1·iale. (Revue d i 1 !Jénie, dicembre 189n).
-sen~ino un progresso sul passato, sono state ~ernplici manovre di divisione, si comprende che gli uffici:ili inglesi, s,~ non vengono sul continente, non potranno mai rendersi conto di ciò che ;:;ia il nrnneggio delle grandi masse che formano gli eserciti moderni ». - La condotta, della ,querrn. (illilitiir Wochenblatt, 28 dicembre 1895). - G-li effetti del tiro e la tattica. (Periodico c numero sopracitato). - L'istr·uzione delle reclute nelte cmnp(t{/rvie. (Re vista militm·, 31 dicembt·e 1895). - Forti o deboli le ava.nqua·rd-ie 9 (!lfilitrir- Wochenblatt, 28 dicembre 1895). - Ordinamento, educazione· e cnndoua della, cavallerici. (Periodico e numero sopracitato). - I mwvi obici da cmnpaqna in Fmncia. (Periodico e numero ;;;opi-acitato).
2. Arte militare. Le istitt1,zioni tedesche .~11,i lavori di atuicco delln fanteria e dei pio11ieri. (Revue dn génir, dicembre 1895). - i}fodo di su,pr.ra:re e rlistrug,qere le difese accessorie. (Revue dii génù;, dicembre 189!'5). - Poni.i portatili per facilita.re le opei·azioni rnihtai·i tungo i ffo,m:i. (Remie du 9énie, dicembre 1895). Necessità di assegnare ad ogni grande bacino fluviale un equipaggio speciale di ponti portatili - Còndizioni a cui deve soddisfare questo materiai~. ,-- Le manovre imperiali tedesche giudicale ilei tm inglese. (Revue rfa cercle milita.ire, 4 gennaio i8B6). Si pas-,arno in rassegna ,.ari articoli del Times sulle dette manovre e si premette: e< A prima vistà ci sarebbe da meravigliarsi ché gl'inglesi 1-l i loro giornali consacrino tanto tempo alle quest.ioni militari dd contineutr~; di vedere i loro ufficiali seguire assid uamente le grandi manovre degli eserciti europei, sia a titolo privai.o, sfo a ti tolo ufficiale. <e ì'lfa se si considera che grandi manovre, propriamente dette, in Inghilterra non se ne fanno, e che quelle del 1895, benchù N1ppre-
3. Storia militare e generale. La vita del genem.le /ìild marestiallù D. 8oyen. Riograffa militare. (Militar- Wochenblatt, ~' gennaio t8H6). _:_ Napoleone. Ln ''repubblica - Il conso lato - L'impero - Saut'Elena - Secondo i pittori, gli scultori, gli incisori . Grande album con HìO incisioni e note c,plicative. Parigi, 1895, Hachette. - ,L ii nostra (france~!!) scuola politecnfra. G. Claris. Notizie sulla fondazione, l'ordinamento, i grogrammi e biogrnfìe degli allievi divenuti celebri. Parigi, 1890, Motterm:. _.:. Documenti pà la. storici dell"u{tùnci 1)1wrM cino-giapponese. (Revista cientifico mititar, :l5 dicembre :1890). , - ln memoria dell'a.rciduw Alberto. Biografia militare. (Organ der rnilitdr-wissènscaftlichen Vereine, ultimo fascicolo del 1895). - La flifes<L di Ca,rlsbur,11 nell'a;nno ./849. Tratta dal <liario del colonnello F. Rieger. (Orgrm der mditlir-wÌ.~.~ens;;oftlù:hen Vel'eine, ultimo fascicolo del -1895).
4. Geografia, Viaggi , Colonie. Tarifa, Tan_qel'i, isola Pere!ril. M . .Navarro. (&tur.lios ·11iilitMes, l'> dicembr~ f895). - Gl' italfoni nell' E1·itreci. ( Revue 1,lu cercfo milit(J:ire, lJ, gennaio 1896). Ilelazioue sornma ria dei fotti avvenuti dopo ;\ mha A.lai,ti (concentramento
NOTIZIE BIBLIOORA l'ICll.E
190
NO'rJZIE BIBLIOGRAFICHE
delle truppe ed invio di rinforzi) falla con sufficien1e esattf\zza e con i mparziali~ . - I lavori del distaccamento del genio durante l1, spedizione di Kong. (Re1me dii génie, dicembre 1890). Il 22 ottobre 1.89(1, un distaccomenlo del genio in Francia, comandato dal capitano Devrcz, era destinnto a far parte di una colonna nella regione di Kong in Afric:1. incaricai.a specialmente di costruirvi e attivarvi una linea lelegrafica che collegasscGrand Bassan a Kong. Si espongono i hivori fotti da questo distacca mento . - La spedizione a Cuba. Per F. Madadaga. Cou tinuazio~<l. (Revista tecnico de infanteria y caballerw, 1° gennaio 189G). _;_ Via9gio 1,ella SÌ'ria centrale e nella Mesopotamia. A. Garnvaglio. (Su pplernento nl 'rascir.olo cli dicembre '1_895 della Esplomzione commerciale). - Bollettino del Ministro de9li affari esteri. (Novembre i895 ). Scuole all'estero - Consolato di .Bayrut e Porto Said - Concessione di terreni nell' Eritrea - Collegio italiano in Alessandria d'Egitlo - Emigrazione al Transvaal - Colonia italiana al Caucnso - Italiani morti all'cstPro.
191
Si dà un cenno di ciò che si è fatto a rruesto riguardo col concorso del genio militare. - Tiro e tircu-0ri in A.ustria. ( Organ der militar-taissenscaftlichen Vereùie, ultimo fascicolo del ·1895). « Un segno caraueristico dei Lempi è il vedere l'importanza che in tutti i paesi d' IT.uropa si dà alle istituzioni sul liro. Questo prova no presenti mento generale di avvenimenti nei quali tutlo il popolo dovrà trovarsi in armi; avvenimenti in cui l'esercito in campo avrà bisogno di un popolo armato che lo sostenga alle spali~. • ·. Ciò premes~o si discutono brevemente le norme che reggono I ishtuzione del tirn in Austria. - Da un anno all'altro. Rapida rassegna degli avvenimenti militari nel 1.895 specialmente in Germania. (1lfilitiir- Woche11blatt, 28 dicembre t89o). - Lo sviluppo delle strade (effa,te nell'Alsazia e nellci Lorena. (Continuazione e fin e. (Revue militaire de l'étrnnge,·, dicembre 1895). In questa ultima parte si tratta delle ferrovie .costrulle dal 1.892 al 1895.
5. Tecnologia e scienze fisiche . La. bussola. _quida panlometrica. Descrizione e applicazioni. (lle1me dii cercle militaire, 4 gennaio :1. 89;:$).
-
6. Varietà. La ·vita mili/are al secolo XVI. Continuazione. (Revista tecnica de infan· terin y cahaltel'ia, 11° gennaio 1.896. - Una. con(ttlazione di Tolstoi fatt.ci dal genera.lii Dragomirow. Conii· nuazione e fine. (Revue dti cercle militaire, 2-8 dicembre 1895). Si lraua di uno scritto del generale Drngomirow, in cui sono confutate alcune idee relative alla campagna del 1812, esposte in un libro dello scrittorè russo Tolstoi. - fo stalta zione degli uffizi e dei servi;;i militari a. Tunisi. (Revue du 9é11ie, dicembre i89i:>). « I francesi entrando a Tunisi non come conquistatori mn come proiettori, rispeltarono non solo le proprie1à private, rna il demanio dell~ Stato; per ciò invece di lrovare come in Algeri~, degli edifizi già c6strutl1 per le amministrazioni dello Stato cloveuero costruirli •.
Per la Direzione Lonovxoo C1S O'rT1
DDIARCHr C ARLO ,
gerente.
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RIVISTA MILITARE ITALIANA
DISPENSA
III. -
1° F EBBRAIO 1896
I ROMA VOGHERA
ENRICO
TIPOGRA FO-KDITORB
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193
SOM·ì Y.[ARIO DELLE !IIATERIC CONTENUT8 NELLA PRESENTE DISPENSA
IDEALE E REALE IN GUERRA
Teatro della. guerra nell'Etiopia. (C:a1·ta in dono agli associati). Ideale e reale in guerra. - ORESTE ZAVATTARI, capitano del 2° reggimento. alpini . . . . . . . : . . . . . . Pag. 193 Le nuove a.rmi ei la. f11,nteria nel combattimento. SEPPE Bustt; maggiore 68° fanteria. - (C:ontinua:zione)
Gru- ·, »
• Nel cliffìcile elemento della guerra raramente " si raggiungcl'à l'ideale, però anche il me«· cliocre può raggiungere lo scopo, • come il fatto ha mostrato ". (N. 18 ciel :1/iutcfr lVochenblatt del ·1867. Come autore dell'articolo é designato il reld maresciallo Moltke).
206
1
Attorno Vei-Hai-Vei. -
.E. B. {
e - 2 ; ~.,;...,.........y .
.» 215
Sull'impiego tattico delle tre armi nel primo periodo della. campagna del 1870-71. - AGOS'l'INO R,wÈu.1, capitano di stato maggiore . . . . . . . . . . . . . . . . . » 232 I
Tra. i libri (F) : Ancora la storia del 1icstro paese. - L'accademia militare. - Un dizionario bfbliog1·afi,co rniNtare e il valore della sto,·ia milita1·e. - Un libro sulla guei·ra alpina. - La traduzione tedesca di un articolo della R. ;lf. - Mezzi semplici per aumentare l'effì. cacia del tiro delle artiglierie. - Importante pubblicazione sulla ·ma1·ina austriaca . . . » 243
Notizie politlco-mllltart.
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» 251
Noti:z.ie militari estere: Germania: Ese1·citazfoni annuali del personale in co11gedo, - Jspetto1·i di cavalle1·ia. - Va1·iante nell'organico del ministero della guer1·a. - Istruzione. - Alto JJe1·sonale militare . . . . » 258 Russia: <J1·eazione di direzioni d'intendenza d'armata. - Il conimei·cio della Russia asi·atica per e./J'etto della cost1'uzione della fe1·rovia della Siberia. - Bilancio gene1·ale di previsione pel 1896. - La casa milita1·e dell'irnpe1·ato1·e. - n corpo di stato maggi01·e. - Promozioni, di generali. - Le t1·uppe fila1idesi. I lav(Jri del porto di Libava. - Fer1·ovia della Siòeri·a-. - Per- 1 rovia di Ka1·s. - Fer1·ovia Penn-Kotlas . » :!.61 Spagna: Spedizioni militari a Cuba » 264
Rivista dei perlodlol militari
PROPRIET.~ LETTERARIA .
» 266
Nelle manifestazioni dell'attività umana, il concepito e l'attuato non si corrispondono sempre perfel.lamente. La fisiologia ha peoato e pena tutt'ora a spiegare in che consista la volontà, ma non l'ha mai negata; la legge morale ha accettato la formola che r uomo tanto può quanto vuole, ma la legge uma11a ha dimostrato che essa è anche spesse volte fallace. Le opere dei grandi ,parlano il linguaggio più eloquente del volere, ma nessuno di -quelli che sono entrati nel tempio della gloria è disposto ad -uscirne per rin nnziare alla sua stessa grandez1.a ; e tuttavia studiando opere ed azioni umane, si trova che I' ideale e il reale ·-non si corrispondono mai così perfettamente da dover discono· scere anche il limite assegnato dal principio religioso ad ogni .azior.e dell'uomo sulla terra. Da che ciò~ Studiamoci di rintrac,ciarne le ragioni. L' uomo sano è capace di pensare fortemente, e pensando è ·anche capace, io funzione della potenzial ità del suo cervello, di ,concepire, di ideare. · Tuni noi abbiamo .accarezza·to spesso degli ideali. Ma se l'uomo • ·nella sfera dei suoi concepimenti può lavorare con una certa a(•tività, nella sfera delle sue azioni, delle sue opere, ha delle re·strizioni. Infatti vi sono gli ideali non attuabili per insufficienza di •mezzo, e vi sono quelli non alluabili per insufficienza di fine. ,Ai primi potrebbe anche supplire la società, se l'uomo non fosse .t4 -
ANNO LXI.
194
IDEALE
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REALE IN 6UEHRA
IDEALE E REALE IN GU [<;RRA
ambizioso e orgoglioso per natura; a.i secondi non supplisr,e nè la società nè l' uomo stesso, per ragioni ovvie a ricordare. Tutlf\Vi~ nella sfera degli inalluabili del primo ordine, io distinguo ancora: gli inattuabili p·er assoluta insufficienza di mezzi, come quando la mente pur intravvedendo un vero, non è assolutamente capace di afferrarlo; e gli inalluabili per mancanza di un elemento dell'atluazione; cognizioni insufTìcenti, tempo ecc. A questa categoria appartengono molti di quegli ideali che popolano il mondo di aborti, o di forma o di sostanza in tut.ti i rami in che si dispiega l'attività umana. Scartati tutti questi ideali, rirnan~ pur sempre una certa categoria di ideali attuabili. È indubitato che 41uesti rimangono classificati a seconda del loro valore,, il quale essendo in ragione dell'utile che recano all'umanità, inl1uiscono sulle azioni dell'uomo e quindi sui fenomeni· della vita. Ragioniamo su questo punto. Un benefizio include sempre l'idea di un bisogno o di un go. dimento, perciò il valore di un trovato viene determinato daHa quantità di bisogni a cui p-uò soddisfare o di godimenti che può procacciare. Bisogni e godimenti riassumono tutta l'attivitiv umana. Dove il corpo, dove l'anima; dove la carne, dove lo spirìto., tntto trae vantaggio e nntrimento dall'id13ale attuato; il grado verrà determinato dal .confronto di quello con altro che ne- pr.ocaccerà uno più perfetto o più completo. ì\ia quando un' ideale attuato soddisfa . al maggior numero di -bisogni o pror.accia la maggiore quantità di godimenti, diventa. l' idep.le · per natura, . e ci obbliga a fermarci per considerarlo. In questo esame noi distin<ruiamo subito l'essen.z'iale dall'access1wio, e nella distinzione crua.nto più . apparisce meraviglioso l'essenziale, tanto pin riteniamo grandio3o l'ideale, e « grande • chi l'ha concepito. Varia però essendo la quantità dei bisogni dell'uomo, e questi modificandosi, ampliandosi per effetto di altri ideali posteriormente attuati, si tramuta di natura il concello primitivo dell'ideale attuato precedentemente, e per successi~e eliminazioni di questo o di quell'element~ del giudizio provocato dal vario uso prodotto dai precedenti ideali ·, soverchiati in valore da altri posteriori, si passa di ideale in ideàle sep.za che mai uno di questi venga a dirci l'ultima parola, · a darci l'ultima opera, a stabilire l'ultimo anello di questa infinita. ~
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catena di scoperte. Se ogni ideale nella sua attuazione riuscisse perfetto, a che pro questa vicenda incessante, febbrile, di nuovi, conati dell'intelligenza umana? ,t;'i rnperfezione del!' opera dell'uomo è dnnqne la ragione di, questo fenomeno, e l'uomo è la sola ed ,unica ragione per cut si avvisi e si avvisi il progresso. Questo infatti rappresenta la differenza che corre tra l'idea.le e il reale; e quando il progresso r.all~nta o par cessi , si può subi to dire: o che è morta la fede negli ideali, o che quell'organismo sociale è arrivato al più allo grado di perfezionamento, per cui I' ideale e il reale si corrispondono. ,\'[a non voglio esagera.re, sebbene,. come dimostrerò, ciò sia inerente alla natura. umana. Vi sono ideali attuabili perfettamente e ideali attuabili pure ma meno perfellarnente. Infatti, se io aspiro a. renlizzare un capitale e riesco a realizzarlo, la renlizzazione corona il mio ideale; ma se io riesco a realizzarlo · in buona parte, la realiizazione diventa meno perfetta sebbene essa sia. Quello dunque che io dico, deve riferirsi ad ideali grandiosi: per esempio poiitici , sociali, artistici, scientifìci e via, dove il pensamento è proprio delle menti superiori e l'attuazione è opera loro o di quakhe loro artelìce. Qui allora il quesito da 1r.e posto ha corrispondenti nella realtà. Spieghi amo prima il fatto filosoficamente, e poi ci servireino di esempi caso mai per snITragarlo. La mente dell'uomo che ha studiato e che è solito a riflettere e ad osservare, si punta su di una idea; può essere che meditando sui bisogni d'nn popolo aneli a ritrovare il principio sociale ed economico che faccia al caso; o che basandosi su prineipi scientifici o fenomeni naturali pensi a creare un istrumento vantaggioso per la società: o altamente animata dall'ovvio soffio dell'arte tenti reali~are ,un'opera grandiosa di , educazione. Comunque alla mente di quel genio baleni l'idea, egli la realizza e l'opera va a far compagnia· alle altre grandiose che hanno resi illustrì e uomini e· nazioni. - Sta bene. - Ma chi può dire che quello sia proprio tutto l' icleale concepi to dalla mente · poderosa. di quel grande? Non sempre il fulmine tien dietro al baleno, non sempre un principfo attuandosi n'esce perfettamente dimostrato. Ciò dipende non perchè la mente non sia capa.ce di concepire il meraviglioso, ma perchè il tempo che corre fra l'ideale concepito e l'attuato.
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modi fi ca la potenzialità. della mente, e perchè l'opera um ana va soggetta a incidenti durante quel tempo stesso. Quando io penso al Cinq ue l'rfa.ggio dal Manzoni, rimango com-preso da grande amm irazione per quel po tente lavoro anistico , ma chi può dire che quell'Ode sia proprio e solo quella che dovrebbe balen are nella mente fo rtissima del poeta? Noi ridiamo ora pensando al telaio di Franklin, ma nessun o può affermare che il telaio che comparve ai suoi tempi sia proprio quello da lui ideato. Che sign ifica ciò? Sign ifica che vi è un fattore che entra a misurare il valore di un'ideale attuato ed è l'uomo, il quale riferjsce tutto a se stesso, a' suoi bisogni, a' suoi desideri , e intanto trova grand ioso un, ideale inquanto o appaga la maggior quantita di tali bisogni e di tali desideri , o gli procaccia una maggio.re quantità di godimenti. E ciò senza distinzione fra ideale e ideale, che io ogni branca dell"atlività umana l'uomo afferra il grandioso, intravede l' utile e .se ne serve. Spesso accade trovandoci davanti ad un monumento noto di rimanere crudelmente ingannati e di dovere anche crudelmente rinunziare all'entusiasmo di che eravamo compresi per l' idea che ce n' eravamo formato. Da che ciò ? L' ideale concepito dovette essere grandio5o riferito al!o stato dell'arte scultoria dell'epoca a cui il monumento si riferi sce, non ad altm pos te riore. Nessuno davanti ai prodolli più vigorosi dell' ingegno umano pensa a menomare il valore dell'opera; la storia, ognuno lo sa, registra gelosamente i nom i degli uomini e delle loro opere nel gran libro dei proclolli dell' ingegno, ma non lutti sono d'acco rdo nel dire che l'ultimo nome e l'ultima opera sia stato registrato. Ogni giorno , ogni ora, ogni momento in un punto qualsiasi del globo, può sorgere chi , soverchi ando tulli i grandi, diventi g1'6ndissimo. Ma neanche quando questo grandissimo sarà scomparso, non si potrà scrivere la parola: Fine. Come i disinganni quotidiani ci av,'erlono che l'uomo è un essere limitato, sebbene P°ir meraviglioso, così ogni ideale ci avverte che esso non è che :! principio di cento, di mille altri che ba leneranno oggi, do mani , o quando che sia. Ed è un bene , perchè I' ideale è fede, è virtù; l' ideale esprime v.ilore ; il rinnegare agli ideali significa deperimento fisico ; intellettuale e morale. L' ideale è
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una virtù sociale. Il popolo che ha ideali, è un popolo che lavora, che produce, ch e pro~redisce ; e le nazion i che han no ideali sono nazioni di valore. Il principio da me sostenuto è vero in qualunque campo delle manifestazioni umane lo si disamini. Potrei per comprovare ciò far passare qualcheduna dell e form e in che si dispiega quest'attività, e dimostrare come il progresso nella meccanica. ad esempio, ,nella fisica, nella chimica. nella medici na nella 'chir1Jroia nella nautica, nell 'arLe comunque ella si estrinsechi nel la letteratura, nella pi ttura, nella sco ltura, nella musica, non sia che una realizzazione continua, prodigiosa di altretlanti ideali, e come ogni nuovo trovato, ogni nuova opera non faceva che completare o ingrandire l' iùenle che aveva provoca ta la precedente, co me' ogni heneficio che l'uomo ri!-ente da questi trovati non sia che un prodotto naturale rli un ideale lw leoato o attuato; ma bramo lasciare quest,, lavo r,, a.' miei lettori, che d'altrn parte&; anche facile, per fermarmi ancora un po' sulla ragione di questo divario che corre fra l' ideale e il reale in as trn lto . Io suppongo dunque, per un istante, di avere davanti a me un grande, uno di quegli uomini d; incontrastato ingegno il cu i nome ~assa di bocca in bocca e alla storia dell'uman ità con riveren1.a, m sul punto in cu i, solo, assorto in profondi ssimo concepimento, col lampo del genio negli occhi, aspetta che scocchi la scin tilla che « /'òm del pensier le cose. » Quale meraviglioso lavorio in quella mente, quale ansia in quell'ani mo, che battiti in quel core I A volte_ le vertigin i lo sopraprenùono ed egli cade a pochi passi dalla cima del monte a cu i vuole arrivare; a volle il pensiero s' 11rresta in un subito co me ann ientalo e l' animo vacill a : ma provvida una mano vien dal cielo, la scinti lla scocca, l'ideai~ balenato ingrandisce, si completa, è raggiunto. Al lora Archimede esce ignudo dal b,1gno e corre per le vie della ci ttit grid:rndo : « Eur11~ta, E1treka »; allora Lavoisier sul pun to di perdere il capo suI patibolo, prega si arresti per poco la mannaia che dovrà tronca~g_li il capo, per vedere il ris ultato di alcun e esperien1.e fatte in png1one ; allora tanti altri gettano all'umanità il frutto di quell'intenso lavoro della loro monte, e la società si tramuta ad un trauo come per misterioso incanto. Sta bene. "
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Que~to avviene quando tra il concepito . e l'auuato è breve il ,passo ; questo avviene quando in un sol lampo di genio il poeta vi dett:1 l'ode che ,lo renderà immortale, o il, monaco Schwarlz ·vi cadrà a terra tramortito sotto l'esplosione di un miscuglio che :sarà la polvere, o il Galvani, sovrapponendo dischi di rame e di ;zinco l'un sull'altro trarrà la scintilla èhe vi darà la pila, e via; ma quando mai la storia letteraria o quella delle grandi discol{)erte, ha deLLo ohe quel!' ideale realizzato è rimasto immutabile in mezzo al muovere successivo di tanti uomini e cose '? Ceno il principio si è trasmesso di secolo in secolo da una ~enera;zione all'altra, e questo è quanto forma la gloria di quei grandi, ma q~anti mulHmetti per fo rzarlo a servire ài b;sogni peculiari -dell'uomo ·? E cosi come il principio si è manifestalo, chi può dire se il li•mite ad esso fissato è quello che conosci amo noi, impostogli da ch i ·l,i ideò, o diverso, in misu ra minore, e molto al di sotto da quello ·da lui concepito ? I grandi cadono spesso per vertigin i, ma cadono a pochi p;tss i dal ponto che volevano raggiungere. E poi~ L'ho già detto, nessuno ehe sia entrato. nel tempio della gloria, è di sposto ad uscirne, tanto più ora che la vera gloria è scarsa, e il ,vero merito anche molto diseusso. Sappiamo lLlLLi anche quante confessioni hanno fatto i campioni ·del!' ingegno per uso e consumo della loro stessa grandezza, e gli « epistolari >) se ci dànno l' uomo grande, ei dàn no anch e l'uomo -solo, colle sue-passioni. ~fa ritorniamo al genio che crea. L'opera dovrebbe essere merav igliosa quanto il concepimento ; e infatti _spesso, anzi quasi sempre, la è. Quesle men ti fortis sime capaci di ,trasformare un blocco di marmo in una statua vivente, di piantarvi ,su Hria tela un impa.st,) di colori parlanti, di trarre da poche note •melodie divine, di vergare pagine eterne d'armon ia di verso_; queste ,menti [9rtissime, capaci di farvi cadere d'ammirazione ai loro piedi, sbalordendovi colla eccezionale potenza del loro ingegno, que· ·ste men ti, dico, hanno certamente superato il reale. E cip sta bene ; ma chi può giurare sul loro capo che la loro mente non abbia ,driz· zato le ali ben più in su, e che qnello sia stato proprio e solo -e tutto il loro ideale ? Dante quando si trova, nel Paradiso, di
fronte a Dio, non trova più versi per proseguire nel suo celeste idioma a· tratteggiare il solo ed unico bene; e dopo aver confessato: O quanto è corto il dire, e come lìoco
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Al mio concetto! fl questo, e quel ch'io vidi È tanto, che non basta a dicer poco, (t)
,come per esprimere il limite pur fissato alla sua mente scrive: All'alta fantasia qui mancò possa (t) .
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Dante era grande, Dante era fortissimo ingegno, ma era uomo -e riconobbe il limite as!:.egnato ad og'n i ideale. Tuttavia io non .affermerei cosa esatta se, dicendo che l'ideale e il reale non si corrispondono mai perfettamente, non facessi delle restrizioni. Il sofisma diventa ùn anacronismo, quando sia messo li nudo così e ;dimostrato solo per il suo verso o ritenuto tale solo ~acendo un ra.gionamento in forma astratta. Infatti direbbe cosa inesatta chi immaainando ad nn celere mezzo di corrispondere fra due punti , lontanissimi fra di lo ro, sostenesse che nel campo reale il telegrafo -non sia l' ideale dei mezzi cùleri di corrispondenza; e così direbbe cosa inesaLLa chi, immaginando una tela che abbia a rappre5entare fa traslì ourazione di Cristo, sostenesse eh~ il quadro di Raffaello non sia il reale fino ad ora di quell'ideale. - Non bisogna quindi esa gerare. Vi sono delle distiriiioni necessari e a farsi per non far ·èredere che una verità è verità solo perchè la si sostiene a quaJunque costo. - L'ideall e il reale non sì corrispondono perfettamente che negli effetti riferiti ali' uomo. Dante di~e di Vergilio: I')
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Tu se' solo colui ria cui io tolsi Lo bello stile che m'ha fatto onore (li),
ma non tutti gli studenti di quarta ginnasiale sono propensi a ' -credere che ciò sia, perchè molli trovano detestabile lo studio del
- (t) Paradi so; Canto XXX 111. {2) Inferno, Canto I.
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latino. Vuol dire che ciò che- è ideale per uno, non è ideale pel" un altro; e ciò è un bene, perchè nella varietà di ideali trova, la ·varia esplicazione delle attitudini dello ingegno umano, Nella., varietà, che è indispensabile manifestazione del vario nutrimen to dal.o alla mente, trovano giusto tutte le gradazioni di conati umani e dal complesso di essi scaturisce il progresso universale. I _grandi ingegni e perciò i grandi trovali non restano privilegio più di uno, che di un altro popolo; essi sono di tutti i popoli. La storia di un popolo non è più ricca, in genere, di quella di un altro popolo per no~i e per opere; ma tutti _i popoli hanno la loro, storia grandiosa; e i benefizi dell'ingegno o del braccio così distri· buiti recano ,~~loria é prosperità si all'uno che aWaltro. E reo-istrata I n quest'altra verità ritorniamo al nostro principio. Nell'estrinsecazione sua, un ideale non sempre felicemente si realizza in tutta la sua potenza, perchè non sempre l'ambiente viene· a favorirlo, o non sempre dura nell'uomo la tenacia nel proposito .. Sia che il fallo si riferisca ad uno o a più individui, sia che si disamini nella politica come nella guerra, in scienza come in arte, essoè dimostrata verità. L'unità italiana cantala da Dante, da Petrarca,.. ricantata da Alfieri, da Foscolo, da Leopardi, da Manzoni , vagheggiata da statisti e storici e romanzieri illu5tri, anelata da patrioti• d'ogni classe, voluta con fede sincera da mille e mille altri, nonpotè essere realizzata che quando l'ambiente le fu favorevole e la costanza dei Principi e del popolo italiano la soccorse insino al suo-. trionfo. Cosi dicasi dell'unità germanica. Cavour e Bismarck, Vittorio Emanuele II e Guglielmo di Pru~sia, rappresentano ngli occhi della fantasia popolare i primi strumenti di quel grande fallo; ma essi hanno il merito di non avere mai perduti) di vista quell'ideale, e di avere con tenacia. senza pari atteso o provocato il momento in cui preparatosi favorevole l'ambiente, quell'ideale potesse trionfare. l\fa agli occhi dello storico coscieniioso si appalesa un altro particolare: quell'ideale che era giit patrimonio della storia , e che si era tramandato di secolo in secolo come utopistico, ' che aveva dovuto essere scordato spesso, rinnegato qualchevolta;.· quell'ideale non aveva potuto attuarsi prima non per mancanza di sua intrinseca bontà, ma per difetto di opportunità. Tutti i tentativi non riusciti, tutti i martiri caduti per quell'ideale, il sangue versato,
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per la realizzazione sua, ci proclamano quest'altra _verità : che un principio non può valere se non lo secondi il sangue e l'opera del- · l'uomo. In qualunque campo il fatto ha corrispondenti e si avverra; nel campo religioso, nello scientifico, nell'artistico, nell'economico, nel sociale. Forse che la quistione tanto dibaituta della fisionomia che , dovranno prendere le società nostre in avvenire, è mollo diversa da quello dello spirito che animerà la musica o di quello che modificherà gli ordinamenti militari, e tramuterà quelli religiosi, nel venturo secolo? Quando un ideale è maturo, consono allo spirito dei 1empi e ai bisogni degli uomini , esso si avverrn , e si avverra non per virtù del caso, ma per virtù dell'ambiente, ma .. per necessità storica. « Lorsque une ré/o?'me est de1Jenue nécessaiie, rien ne l' empc:che, et tout la sert, >> scriveva uno . storico . illusLre della rivoluzione francese. Uno può avere la fortuna di· segnalarla per tempo all'um:rniti:t, è vero, ed è un merito; ma essa avverrebbe anche senza quel!' uno, per virtù degli eventi . . Anche nel campo letterario, dove pur è più facile altendere l'innovazione, questo avviene quando l'ambiente è saturo. Anche Dante, Petrarca , 'Macchiavelli, Foscolo, Alfieri, Leopardi, Manzoni furono tali percbè li aiutarono i tempi, li favorì I' am-·'biente. La teoria del Balbo quindi che dice che sono i Lempi che fa~no gli uomini grandi, è vera in tutta la sua estensione. La questione sociale attuale non è forse quistione che interessi più al vero l'umanità presente? Certamente. Perchè non è · risolLa? Perchè l'ambienle non le é ancora favorevole. Forse che le guerre future si combatteranno sempre colle armi alluali ?'· Si - combatteranno con esse fin chè non si sarà trovato un mezzo diverso' dalla polvere di lanciare i proiellili. Affermato anche questo principio, registriamone un ~llro. Chi studia la storia, trova dei periodi di produzione, di atliv.ità, di progresso alternati con altri di improduttività, di inerzia , quasi, di regresso anche; ma li trova alternati nelle modalità di, -manifestazioni delle eneri{ie umane così che impossibile pur di rintracciare un periodo, il men produttivo, dove non si ravvisi qualche lampo del!' ingeguo umano. Quando, caduto !'_impero,. romano, anco la lingua latina classica andò corrnmpendosi, tro--
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· viamo ancora néÌ « De consolatione philosdphiae 1.> del Boezio un lampo dell'antico idioma. Ciò verrebbe a dar ragione a chi sostiene che l'ingegno non è privilegio di tempi, ma privilegio di natura .,.favorito dal voler del l'uomo. Il fatto però cho questi esempi sono scarsi e che viceversa sono . abbondantissimi gli altri, non può non· obbligarci a considerare il fenomeno. Sapendo che l'uomo è anche per sua natura ne. ghittoso e che appena appena possa raggiungere la felicilil, comunque ella sia limitala, si contenta, e che difficilmenle si senle spinto a forti opere se non vi sia costretto da potente interesse, --o da ambizione, o da vigoroso ideale, conviene ritenere che le epoche più favorevoli f)er le manifestazioni più vitali della sua - attività saranno quelle nelle quali vi è loua, vi è contrasto , e il bisogno prepotente batte con violenza alla porta della sua abita. zione. Chi si occupa dell'umanità, è segno che vi trova il suo ·-tornaconto; se l'umanità è fredda, scettica, indifferente, l'uomo · anche d'ingegno si sente freddo, scettico, indifferente; se 1'11manità è ardente, in sussullo continuo, tutti si muovono, tutti si . agitano; i mediocri spariscono, i grandi grandeggiano di più. L'ingegno riscaldato, eccitato, lavora e la. mente produce. Nella febbre · del desiderio di primeggiare, nella febbre di giovare altrui per giovare a sè stesso, ognuno che si senta . forza e fede avanza, sorpassa ostacoli, abbatte barriere e avanza, avanza sempre. 1m-"pavidwn fàùmt ruinae- ! Che importa allora se l'opera. nc,n riesce quale la mente l'ha concepita? E come potrebbe uscirne tale se il tempo st1·inge, se ' l'ambizione divampa Oera rabbiosa? Chi avrebbe potuto mellere un freno all'allivilà febbrile di Na'.poleone, dop,o i trionfi delle sue armate'? Eppure Napoleone è l'espressione sincera di una apparente contraddizione. Egli che aveva potuto sostenere, provandolo, che impossibile era voce da :.bandire da ogni dizionario, dovelle suo malgrado ritenersi quel la formola a Waterloo. L'opera era rimasta strozzata per via dalla. febbre dell'ambi. zione, e n'era uscita imperfeua. Cerio, a chi studia la storia, altre ragioni si allacciano per spiegare quel meraviglioso fenomeno, ,,,ma una sintesi morale non può non riassumere così quel 'fatto.
Vittorio Alfieri, nel campo morale, è l'incarnazione certo più viva del principio in potenza del '« volere è potere »; ma l'ideale di Vittorio Alfieri è rimasto un puro e semplice ideale per allora nel campo dei fatti, subl!me ideale che ~~n ebbe al~r~ sf~g~ che un A.trieri. Jnfalti il rinnovamento sp1ntuale d·egh 1tal1nn1 al quale contribuì moltis.simo il tragico d'Asti, perchè l'opera sua non andò perduta, avvenne a,ssai postel'Ìormente alla sua morte. Potrei qui passare in rivista qnei fortissimi caratteri che colla perseveranza nei propositi riuscirono a egregie. cose; potrei, sfogliando le vite di questi martiri del lavoro, tentare di dis:1:uggere la formola, ma dovrei sempre rivalermi d'una legge inesorabile che governa e uomini e cose, la quale insiste nello affermare che il limite assegnato all'opera dell'uomo è dettato da un'altra legge, più elevata, più razionale, che governa tutto, che vige sopra ogni persona, che pone nn freno alle ambizioni tropp~ spinte e tronca tutto ciò che non è logico, onesto; la legge -d1 natura. Nel campo storico è ampia.mente dimostrata la non perfetta corrispondenza sempre tra l'ideale e il reale. Ho citato l'esempio di Napoleone perchè esso è uno di quelli che saltano s~bito "all'occhio; ma posso senza tema di errare, affermare che la storia , d'ogni popolo è un'incessante contradizione di qnei due elementi. I popoli, o per loro propria aspirazione o per virtù di eventi~ per volere di principi, hanno mai sempre mostrato nella lotta d1 a•Io!:!nare alla realizzazione di ideali successivi, continui, più o 0 nieno grandiosi, più. o meno onesti, anche più o meno !ogic.1, anche più o meno umani, non importa, ma di aspirare sempre a scopi. L'arte politica è originata da ciò; l'arte della guerra è venuta dn ciò, ed a servito a ciò. La guerra ha esistito sempre perchè vi furono passioni, e le passioni perchè vi furono sempre ideali. Ma in ogni epoca, per ogni periodo, 1per ogni fatto, l'opera umana apparve se non sempre, quasi sempre assai con traslata. Perchè -ciò? Forse che anche negli onesti ideali mancò la forza del volere, mancò il coraggio dell'affrontare i risultati di un'aspirazione? 0
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No, cer tamente: apparve contrastata perchè l'ideale è un parto, della mente, o dell'animo, ed il reale è il risultato freddo dell'azione riferita al mezzo, al tempo e allo spazio. Quando io studio il formarsi dell'idea religiosa presso i vari, popoli dell'anLichità, io trovo che essa è varia presso di essi . Eppure è noto il bisogno d'un ente, posto al di fuori del!' uomo. che venga a lui in aiuto nei momenti di debolezza e che l'ùom0-, il quale, per la sua insufficienza a sè stesso, ha constatata la necessità di fissare in crrnlchecosa di materiale l'arte che ha concepito perchè le sue occupazioni non gli permei.tono di restare sempre in contemplazione per non perdere il senso della divinità, . ha incarnato 1uest' ideale in un mezzo reale che ò ben diverso da un popolo all'altro . Ma nessuno potrà certamente sostenermi che l'ente realizzato dai Fenici o dac:rli Assiri sia migliore di quello realizzato dalla religione cristiana. Eppure nello spirito, il principio è uno: chiamare in aiuto un enteposto al 'di fuori di noi, per trarre forza a comballere contro le traversie della vita. M,a la storia va ancora più in là. Siccome vari sono i bisogni dei vari popoli, varia la forza di volontà., vario il grado di superstizione, così varia deve essere allresì la lotta per il trionfo dei suo i ideali, e in materia di fatto varia la realizzazione di · essi. Informi la lotta religiosa per la riforma in It.alia e in Ispagna dove ha assunto carattere assai diverso da. quello avuto in Germania e in Inghilterra. Presso un popolo , ad esempio, la libertà è raggiunta con poca lolla per effello stesso degli eventi e del tempo; presso altri è contrastata a lungo; presso altri non mai raggiunt.a. Per taluni il miglioramento di certP, classi sociali è cagione d1 lotta, peraltri lo è l'ambizione o l'inettitudine di un principe, per altri fa discoperta di un tesoro, per altri ancora un'invenzione; ma l'ideale solo, unico dell'umanitit è il bene, la felicità, la pace a cui tutti a.y-~ rano perchè ognuno aspira al bene, alla felicità propria. µ a guerra nella storia dell'umanità rappresenta il mezzo più generale, più largo, più comune ed anche talora più efficace perla realizzaziòne di un ideale. E la politica non è che un mezzo. che serve alla guerra per portarla a svolgersi in un ambiente-
favorevole (I). L'ideale politico ba la sua realizzazione in due mezzi: o nell'arte politica stessa, o nell'arte della guerra. I governanti saggi cercano di esaurire prima i mezzi che offre la politica innanzi di ricorrere alla :;econda: spesso la politica si mostra ,inefficace e allora si ricorre alla guerr.a. Eppure' anche nella guerra ·quale contrasto e quanto fra il concepito e l'attuato 1
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ORESTE ZAVATTARI copi/ano del 20 reggimento alpini.
(Continiia). (l) La guerra e la continuazione (lella. politica, le armi alla mano, d'onde l' innuenza ~i quest'nltima anche sul modo di condurre la guerra. - GoLn, La Nazione annata, pag. t3~. ,
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LE NUOvg AB.MI E LA FANTERI A NEL COMBATTIMENTO
LE NUOVE ARMI E LA FANTERIA NEL COMBAìrIMENTO Contiiuia.zione -
Vedi dispensci XXIII
~apoleone scrisse, ctfe la vittoria è per chi manovra, e Molt.ke, uno dei suoi più grandi interpelri, a conferma, scrive che: i risultati tattici dipenderanno sempre dagli atti strategici, dalla manovra. del teatro di operazione, la quale prelude a quella del campo tattico . Eppure, ~apoleone che, . semplice comandante d'artiglieria, avevr, insegnato ai suoi capi, come si dovesse fare per conquistare leforti posizioni delle Alpi Marittime, così valorosamente auaccate. così strenuamente difese, Napoleone, che esordì tanto brillantemente In, sua carriera da generale colla campagna del 1796, a Caldiero, durl\nte la campagna stessa, dimenticò la verità di quell'affermazione, e, tale dimenticanza scontò cara colle ore di -angoscia che dovette passare nella notte seguente al giorno in cui i suoi attacchi rrontali erano riusciti vani contro Alvinzi; ore, , durante le qual i a tal punto s' impensieriva delle sue sor~i che, :ili'indomani (!13 novembre), s'induceva a scrivere al Direttorio . « Forse siamo alla vigilia di perdere l' Italia », V'ha chi afferma che ciò scrivesse per ottenere rinforzi che il Direttorio gli mandava stentati; a noi ripugna credere che mente sì grande potesse per un solo istanle scendere a simili artifìzi. Ad ogni moclÒ, Arcole, informata al giusto concelto di tener a bada il nemico sul fronte, ed attaccarlo invece alle spalle, fu conforto all'animo e degno compenso all'opera sua . · Su questo ho insis1ito per provare che, r ealmente, come s'èdetLo, ciò che era vero nei tempi antichi (e pei progressi dell'armamento l'èra napoleonica è - tempo antico) è pnr vero oggidì a 1
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ce~to doppi, tenuto conto sopratutto delle armi di cui vanno munite le nostre fanterie. E poichè la manovra stralegica per condul're , alla vit.1.oria sul campo tattico, si traduce in un movimento aggirante, in un così detto, movimento di fìanco, diciamo alcunchè al , riguardo, senza dilungarci di troppo, . ~ a gjttata così lunga delle armi auuali, fucil i e cannoni, obbli· gherebbe sul campo di battaglia ad iniziare i movimenti aggiranti assai da lontano, venendo a costituire, per la divisione delle forze·che ne risuìta, un momento o meglio un periodo di crisi per l'attaccante le cui forze non fossero superiori a quelle dell'avversario; : d'altra parte la wsta chi:} dovrebbe intervenire nell'azione frontale, per dar t~mpo a quelle di fìanco di pronunziarsi, polrebbe far per· dere a questa il carattere della sorpresa, senza il quale, attacchi di simile na~ura, hanno poca proba~ilità cli ~ius~ita,\f per_ tale rngi?n~ -che, anz1ch0 per manovra tattica, la d1rez1one degh attacchi d1 fianco dovrà essere il portato della marcia che precede il combat~imento, di guisa che, questa riescirà streuamente collegata a quel , coroballirnento di cui sarò. sovente il preludio, di cui soven te farà · -parte. Si potrebbe qoi ossérvare che non sempre le con·dizioni ·, del ,terreno saranno per permetterlo. A ch i sostenesse questo, . sarebbe a rispondersi che nessun ostacolo . deve trattenere le truppe, ed -a ricordare l'ordine del principe Federico Carlo, che , nel mallino del 118 agosto 11870, prescriveva che l'avanzata dei suoi corpi, destinati a spuntare la destra francese, anzichè io colonna cli marcia, dovesse eseguirsi colle divisioni anun::issate , · e con l"artiglieria di corpo d'armala fra le divisioni. Fu in conse- . guenza di tali ordini che l'ala marciante dell'immensa conversione . della linea tedesca in quella giornata, percorse nell'ordine di manovra sopracitato quasi 20 chilometri di terreno. A. chi aggiung~sse -poi che que3ta marcia ftl possibile per le spèciali condizioni di,, qÙella zona,. noi ripeteremo coi Goltz che, con qualsiasi terreno-, il far marciare l'artiglieria e la cavalleria lungo le strade, e la fan-- . teria lateralmente ad esse, sarà una nuova necessità della guerra, e che, l'innovazione del principe Federico Carlo sarà, nel suo iinpiegci, legittimata in avvenire. Nelle future guerre, adunque, prevalendo l'azione strategica,_ J)e avverrà che il comandante delle truppe non sarà più colui ,,
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LE ~UOVE ARllI E LA FANTERIA NEL COMBATTnfENTO
· che determinerà il riwltato tatlico.[L'ordine aperto spinto, come vedremo, al massimo grado, in conseguenza del miglioramento deHe armi e della necessità di approfittare della massima qunnLità di fuoco , è causa del moltiplicarsi delle occasioni d'iniziativa. Una volta impres!Sa alle truppe la giusta direzione, potrà dirsi ben fortunato quel comandante, se, uno dei suoi in sollordi ne, saprà, sul campo di battaglia, trascinarle alla vittoria, se, dal conveniente appostamento prossimo al nemico, un ~omandante di compagn ia , un comandante di baLLaglione, sa pranno trascinare il loro reparto all'assalto, dirigendolo ed adducendolo verso un punto, quello d'irruzione, che f,mzionerà come bocca d'efflusso d'un liquido, che, appena schi usa, rifhiama precipitosa a sè la sovrastante massa d'acqua. Da qui, nel campò morale, la necessi tà della virlu dei capi d'ogni ordine, di un elevato sentimento, di un rei.lo criterio che serva loro do. guida ; nel campo maleriale la necessità. che lo sforzo di quel capo reparto non r imanga senza fr utto. per mancanza di continuali e successivi sforzi che integrino l'opera sua . Basta accennare a tulle qucsle necessi tà per farci convinti che, · oggidì, la preparazione delle truppe tutte, e delle fanlerie in ispecie, le quali in guerra soffron o le maggiori perdile, siasi fatta più diffi. cile. Non è possibile ollenere da esse Lullo quanto se ne richiede; · senza una sana preparazione morale, elemento precipuo di \'illoria, senza che esse siano educa te alla disciplina del fuoco, quale appunto è delinita dal no~tro regc>lamen lo d'escrcizi, mercè la quale avranno la virtu di reg.,lare il fuoco ed utilizzarlo nel momento . favorevo~ _ ]:§ella battaglia, scrive il Goltz, la vecéhia regola, che ognuno dei due partiti ha pa ura dell'altro, lroverù sempre la sua applicazione. Colui, che primo scaccia quel sentimento di paura. e si rende padrone della situazione, sarà quello che vincerà, giacché la forza di tale padronanza è cosi polente, da superare ogni altra. Non arriveranno però ad essa che truppe le quali fo rtemente sentano, ed il cui morale sia molto alt'!,\ È bene insistere su questo argomento come, appunto, oramai fanno a,nche gl i stessi regolamenti, perchè 11,a forza morale, il soldato non r acquista che nel tempo di pace, nel quale disgraziatamente, troppe volle, assorbili da · altre cure, spesso di sem pli ce form a e, certo, meno util i, ci si
LE NUOJE A.Rlll E LA FAN'l'ERIA NEI, COM8ATTIH EN'rO
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dimentica che l'esercito è fatto per la guerra, e perchè lo studio dei mezzi_ di ~uesta, la preoc~upazione dei nemici cui potremmo essere chiamati a comballere, non deve mai abbandonarc"C] Hl.
Riempi endo pagine e corredando!~ di schizzi e tabelle, potrei ·di mostrare che.. nella futura guerra, marciando al combatti mento , . m un terreno tipo, la fanteria, a circa 4-500 metri , entrerit nella zona battuta dall'ar tiglieria, la quale, dai 4000 metri, di venterà assai efficace, e perciò quella, dalla formazio ne di marcia, dovrà passar~ a form e più sottil i, meno profon de; potrei dire, che. sopra 1 2000 metri, la fanteria entrerà nella zona dominata dall;t fuc ileria, e quindi dovrà assol.ligliare ancora pi1't i suoi ordini· che il l'.ro dell~ f~1cileria fra_ i 2·150 o 1550 metri (distanze estr~me) avra una limitata efficacia, che, alle t1'slanze grandi, cioò fra i 1550 ed i 750 metri , quel Liro avrà un'efficacia media ed obbligherà l'attacco a passare al l'ordine sparso; che il ti ro stesso avrà una buona efficacia alle 'di:;tanze medie, da O a 750 metri, e_ che diventerit mici diale dai 100 metri in giù ( 1); che l'allacco, g1unlo alle minime distanze, dovrà mettere in linea tulli i suoi fucili, e, coosnmare, se occorre , tutte le sue cartucce per poi procedere all'assalto. Questa è la teoria ! . Per stare nel vero, dovrei però, subito dopo aggiungere che il terr~no Lipo si troverà raramente, o mai. « Nessun campo di battaglia è La,·ola rasa; ecco perchè tulle le deduzioni teoriche son? vane », di ce il principe di Hohenl ohe. Dovrei quindi snbi'to aggiungere che, condizioni di praticabilitit e di copertura, permet. teranno, t1 lvolta, di serrar molto sotto, in for mazione di marcia· che, nella stessa zona, ove, con una data qoantitù di perdite: una fanteria mediocre, od avvi lita da preceden ti in successi , volgerà la fronte un'altra fanteria, con morale eleralo. e resa ardita da fortunali eventi , avanzerà tranquilla; che passere~o ngli ordini sottili, all'ordine sparso poi, quando le circostanze lo esigeranno ;
Cl) Dati relolivi al fucile Lobel. {5 -
ANNO XLI.
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LE NUOVE ARl!I E LA FAN TERIA NE:L COM BATTI~IE NTO
che l'avanzata sarà resa facile se il nemico sprecherà (se sprecherà veramer.Le), al le di sta nze grandi maggior quantità di cartucce di quello che occorra, anzichè conservarle pei momenti di più conveniente impiego, quando la crisi stara per risolversi; se il nemico, in preda. all'orgas mo ·non sparerà bene; se condizion i di sta to atmosferico ci favor iranno, ecc. ecc.; e, dopo una I.a ie enumerazione, venire alla concl usione che, per ogni caso, v'ha una data soluzio ne, ad ottenere la quale, provvederanno l'i ntelli genza dei capi, il morale delle truppe . Questa è la pratica. Ho premesso tale esordio alla terza parte del presente studio, perchè, i luoghi periodi di pace hanno questo di deleteri o per le nostre istituzioni , che tendono a sosti tuire alla sa na tradizione, al retto apprezzan1cnto delle cose, delle teorie, le qua li , nella migliore delle ipotesi, non hanno di preciso che le operazioni matematiche, con cui spesso si :iccompaJnano, per arrivare a r is ul tali che la pratica non verri!. ma.i a sa nzionare. Ho premesso quanto precede, perchè, come dice ,\lacchiavelli , onde le istituzioni si mantengano, conviene richiamarle sovenLe ai loro principi, i quali, pel' quanto r iguarda il mestiere nostro, sono I.re : la guerra, la guerra, e poi ancora la gnerrn I Cer ti metodi di studio, mi rammentano i sistem i d'istruiione mili tare, pei qual i, quantunque a breve distanza della campagna del 1866, un uffic iale, pur distinto, onorato da un a ferita riporlata in faccia al nemico, e da una medaglia al val or mi li tare, con sumava. alla scuola di )fodena , su due lavagne (una sarebbe sta.La insufficente alle complicale operazioni) sulle quali, io al tre ore, artiglieria e for tificazione, si esplicano con fo rmolo sopra formole, con seni e tangenti a piacim ento; consumava, dico, tre lezioni, ed infi nità. di calcoli, per dedurre quale doveva.essere, nelle con versioni l'arco percorso dalla guida al perno, e quale. Ja lunghezza del passo, in fu nzione del rro nte e della dis1anza fra le seiioni . d'nna colonna. Qu,wte villirne non ha fotto , ai mi ei tempi, la can noniera obbliqua! Quante, il c:i lcolo di prohabili la di colpire un bers·1glio mai Yisto ! E, prohabil menle, in quelle vittime, quanta vitali tà ! Quanta energia perduta in danno dell'esercito !
LE lfU OVE ARMl E f, A FANT ERI A N E L COMUATTiilIENTO
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. La fanter ia che combatte, e con essa l'artiglieria, hanno bi-.sogno che si dia loro un'arma, e che, n_el dargliela, loro si d_ic~ .: ~ ccovi un fucil e, un cannone, che ha , m sommo grado, le qual1ta che deve possedere nn ' arma ~a fuoco; studiaten e l' i~pie~o ed 1utilizzatela nel miglior modo pel beue del Re e della l atria . Se ~osi non si facesse, altro non resterebbe che ad inlaccnre, col,t'acido, la hima della nostra sciabola, per affidare. ad essa. le. for mol e .che, g.iovanetli, affl davnmo al minuscolo. tnccuino. ~01, in pre·senza ad un nemico situato più in basso d1 noi, su d1 u.~ terreno .piano, od inclinato, in una giornata più .o meno cal ~a. p,u ~ m~no ,sranquilla, magari coll'aiuto dei logari1m1, calcolare I al~o da 1mp1e.ga.rsil No, no, questi non sono metodi cli s1.ucl10, tale non e la prepar~.:zione a.Ila 11uerra. Questa deve compiersi sul terreno , col maneggio ·deUe trup;e, dei fucil i, dei pezzi; nel ferm o proposito di utilizzare i rreqtiisiti insiti alle armi per l'offesa, di ~iovarsi del .terreno a ~econda ·dei casi , per questa oITesa e per l'azione traqsitorm dell,1 d1fe~a. t iò posto, vediamo se ci riesca di stabilire quale s~r~ 11 ca·rnuere del fu turo combattimento della fa nteria . Non sara 1mpre~a ,difficile; non mancano i maestri, nè gli esempi da illuminare,~ ,e noi seguiremo le orme loro. Lo stesso nostro regolamento d1 esercizi ce ne fo rnisce il mezzo. La ouerra del 181:i6, megli o che le precedenti, provò che, pa•nllela<> ai pro11ressi dell e armi , è la tendenza ad impiegare nel.f'aiione la matsima parte delle truppe disponibili. Già, in q~ella cam· pagna, malgr.,do che da tempo, molti ispeuori anda~ser? r1pe~endo, ·Che, in vista della maggior celerità di tiro , fosse muti le spiegare ·molta forza , ma ch e invece convenisse tenerne alla m_nno la mag· gior quantit,'t possi bi le, per destinarla alraLlo risolut1vo, .la .f~n•teria tedesca provò l'nssurdo di questa teoria, e, da bel pr1nc1?1?, andò spiegand osi in estesi fro nti, sn i quali. per ~rovar. p~stc,, fm,rono di mi schiarsi compagnie, battaglioni, reggimenti, in un sol ,tutto, forte di quello spirito offensivo così altamente senti to da capi e soldaLi, che è fattore pri mario di vittoria. . Ma, spiegal'e il massimo fuo co, non è tnllo : occorre ava~.zars,, -e l'esperienza di quell a campagna, afferma ta sempre p1 u, da -quella del ,(870, c'i nsegna il modo di fare quesL'avanzata, quando , tl)er le troppe perdite sofferte, il muovere simultaneo delle catene
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LE NUOVE JIRhll E LA F.~NTE R!A . NEL COMBATTIMENTO
sarebbe impossibile o darebbe troppo agio alle offese nemiche. Essa iqsegnò l'avanzata a sbalzi , da apposLamento ad appostamento, sostenute dal fuoco delle truppe feriµe, che, continuando ad attrarre il tiro nemico su di esse, ne impediscono il concentramento sulle catene in movimento, nel criLico istante in cui, movendo, presentano maggior bersaglio. - Ma ciò non basta ancora. - Le perdile sono sempre forti ed i tiri diretti alla prima linea (specie qt!el!i dell'artiglieria) , col suo avvicinarsi al nemico, diventano così dannosi alla seconda, la quale, nelle sue formazioni, ha maggior difllcoltà di :sollrarvisi, che, pure questa, è trascinata a spingersi in prima linea, a confondersi cioè col la linea che ha iniziato I l'auacco ed a fo ndersi con questa , che, per le molte perdi te subìte, non• avrebbe più energia sufficente per progredire nel combattimento. Quando l'assieme di queste truppe sarit giunto alla distanza da cui si dovrà iniziare l'assall.o, dei battaglioni di prima linea non s'avri che uno scheletro, e, se la difesa sarà valida, pei· quanta vitalità possa ad essi infondere il rincalzo di quelli della seconda, per quanto rapido ed efficace si voglia immaginare l'effetto del tiro preparatorio all'assalto , è leciLo affermare che, all'infuori di supporre un nemico da meno di noi, occorrerà ancora l'aiuto del fuoco delle truppe di terza schiera, o quanto rnec.o, la spintL del suo arrivo sulla linea di combattimento . Se anche quest'intervento non decidesse dell'azione, se l'as:;alto non riuscisse, un generale arresto sulla linea fino alla quale avrà potuto giungere, e la ripresa del fuoco, sarà necessità ·assoluta per rima nere a st1·etto contatto coll' ai;versarfo, in attesa di rinfo1·zi o di occasioni propiiie per at)(Lnzare (Regolam1:.nto cl'esercizi) . L'indietreggiare sarebbe il segnale dello sfacelo, mentre i rinforzi· potranno essere dati dalla riserva generale tenuta a disposizione del comandante, e, le occasioni propizie, potranno trovarsi nel!' intervento, di riparti manovranti ai fianchi o al tergo dell'avversario, nel senso accennato alla parte II. Riprendendo l'azione dal suo inizio, diremo che le perdite, ben più forti che per lo addietro, dipendenti, sia dalle qualità accruistate dalle nuove nrm.i, sia dalla maggior facilità che, per la mancanza del fumo, avrà la difesa di accompagnare i bersagli
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LE NUOVE AR}!l E LA FANTERIA NEL CO!l8ATTIMENTO
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una volta che siansi smascherati, obbligheranno i battaglioni di prima schiera dell'attaccante, a marciare pitL ci'rcospeui·, opportunamente preceduti da numerose pattuglie di combattime.!HO, ad iniziare a maggiori distanze lo spiegamento, a tener.e un fronte più ristretto, per poterlo mantenere in tutte le vicende de.Ila lotta: i battaglioni delle schiere successive funzioneranno da mezzi di riempimento, diverranno i serbatoi, rifornitori della linea di fuoco, allo scopo di mantenere a questa linea la prepondeTanza necessaria. Quanto alla difesa, pur essa schierata su tre linee, dovrà ·saper;;i valere col massimo criterio delle cond izioni difensive del 1erreno, utilizzando ali' occorrenza i suoi arnesi da zappatori, provvedendo così meglio alla loro invulnerabilità. Non dimenti-thiamo però che suo scopo dev'essere il contrattacco. - La pi (L gran facilità di sottrarsi all'azione dei fuochi avversari, dipendente dal poter tenere più ravvicinale le varie sue schiere , le darà mezzo · -di aumentare le riserve, senza il cui intervento l'opera sua non potrebbe ottenere che un successo momentaneo. Essa, alle medie -e piccòle distanze, sarit dalle nuove armi sommamente avvantaggiata, ma, per contro, alle maggiori, se l'attacco saprà obbedire alle norme già sancite dal nostro regolamento, di smascherarsi cioè il più tardi possibile, essa stenterà à comprendere su qual punto i.I ·nemico voglia dirigere il suo sforzo principale. - Per valers i di ,questo vantaggio, occorre che la fanteria dello attacco ritardando , ·1nei limiti del razionale, il suo stendimento in ordine sparso, una v.olta che sia venuta a questo, proceda animosa verso l'obbiettivo · da raggiungere, ferma, nell'irrevocabile decisione di non retro·Cedere. Questo modo di comballere, lo si comprende, esclude ogni ma•novra, ogni evoluzione; la mànovra sarà ridotta all'avanzare tumultuario, dirò cosi, di reparti di una schiera al raggiungimento dell'altra, avanzare che riescirà coordinato solo per l'inLelligente ·iniziativa, per l'intere.,se che ognuno d'essi porrà nel raggiungere lo scopo, la mèta comune, a tutti, in precedenza , indicata, quale <vincolo, fra nnità cosi apparentemente slegate, specie perchè , ·Coll'efficacia delle nuove armi, i rapporti sul fronte riesciranno
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LE NUOVE AR!ll E . LA l",\NTER.IA NEL COMBATTIMENTO
sempre più diflìcili , ed impossibi li i movimenti in senso normale· alla direttrice -d'al.lacco. Che, fra tutte le unità., quella più indicata -ad un simile genere· di manovra sia la compagnia, è facile comprendere. - Elimioand1> i maggiori riparli, anche il battaglione, come elemento a sè, non potrà far sentire la sua azione, se non quando, facendo parte delle schiere di rincalzo, portato, da circostanze speciali, sulla prima linea, deuba spiegare immediatamente, in linea distesa, la massima intensità di fuoco, se11za alcuna perdita di tempo-. All'in-fnori di questo caso, riparto essenziale, sarà, nell'azione, la compagnia, reparto mobile, pieghevole quanto mai alle esigenze di, un terreno che i progressi dell'incivilimento, col !'razionarsi della proprietà, ed i progressi dell'agricoltura, vanno rendendo sempre· più difficile, repac\o di ancor facile comandabilità per un capiitano che, alla propria energia, abbia unita, in pace, la cura costante di, prep1:rare i suoi uomin i al compimento del loro dovere, come gli è imposto dal nostro regolamento di disciplina, il quale vuole che esso. venga ad acqni~tare su di loro, q-uell' autorità morale che sf richiede per poterli poi pad1·oneggiare con salda ,nano, e far loro, int1·epiclamente affrontare ogni pericolo . .
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ATTORNO VEI-HAT.-VEI
Operazioni della III Armata e della flotta giapponese
GENNAIO-FEBBRAIO
1895
I. Le raoioni della•spedizione nella penisola di Santnng si deb" bono rintracciare ' anzitutto ' nelle difficoltà. incontrale dalla I Ar, . mata sulle Alpi di ~Janciurin , poscia nel vivo desiderio della flotta giapponese di rendersi padrona assoluta delle acque del Mare Giallo. Lo stato maggiore di Tochio, riteneva per fermo che alla fine di novembre la caduta di Porlo Arturo avrebbe dischiusa la via liltoranea di Pechino, ed agevolata la marcia del generale Nozu, da Hai-scheng in avanti; senza render necessario un nuovo disperdimento di forze nel t.eatro d'operazione, giii cotanto vasto. Ma in realtà., la Gibilterra del Mar Giallo, come fu detta la piazza di Porto Arturo, non si dimostrò snfficente nl compimento dei progettati disegni. Vi facevano o'ìtacolo l'eccessivo sperdimento delle milizie giapponesi, l'eccentrica postura della fortezza d1 Porto Arturo, rispetto alle operazioni terrestri del generale Nozu, e quel , cuneo delle truppe accozzate dal maresciallo cinese Sung, a Gai ping, campate in mezzo ad una linea nemica, souile ed estesissima. Così si chiuse la campagna dell'anno ·1891.
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ATTOltNO VEI-H,\l-VEI
ATTORNO VEI-HAI-VEI
Allora, per iniziativa dell'ammiraglio come Ito, e del "enerale Saigo , fu imaginata la spedizione nella penisola di Santuni. contro ,..,. la piazza di Vei-Hai-Vei ('I). Era urgente distruggere le vestigia del l' armata nemica, che s~~n~ìtta alle foci del .Jalu, s'era fatta una nuova base sulle acque p1u rnteme del golfo di Pe-ci-li; e di là facea crncere e deboli tentativi di riscossa, eh€ le audaci repul$e de' giapponesi non aveYano ancora vinto. 11 ·IO gennaio 189i>, i57 trasporli salparono da Uj ina, e drizz11· rono le prue alla volta di Talienvan , nella penisola di Ljao-Tong. Yi giunsero all'alba del 14, trasportando la 2a divisione (Sendav), l'Ha brigata della 6• divisione (Cumamoto), non eh è le rimane;1ti truppe appartene~Li a[la brigata Hasegava, che aveva già combattuto nei dintorni di Porlo Arturo. La 2• divisione, agli ordini del generale Sacuma, componevasi della 3• brigata (maggior generale ,Jamaguchi) e della 4' brigata (S. A. I. ìl principe Fushimi). L'H• brigata era al comando del maggior generale Odera, quegli stesso che fu capo di stato maggiore del generale Jamaji, all'atta!~Co <li Porto A.rturo. Il tenente generale Curor:hi avea ii comando in capo delle truppe della 6• divisione, della quale facevano parte l',J,J a brigata, le trappe tecniche ed i servizi. L'intera spedizione, che prese nome di III Armata, era al comando del maresciallo conte Oya ma, gia capo della II Armàta nelle operazioni contro Porto Arturo. La flotta dei trasporli stette qualche giorno all'ancora nella rada di Talienvan, per rifornirsi. L'avviso Ja:Mama corse veloce a riconoscere gl i approdi della. penisola di Santuug; fece ritorno il •I 6, a sera, recando notizia che la baia di ,J unzeng non era guardata dall'armala nemica.
Era questo il miglior ancoraggio verso il promontorio Santung, distava non più .di ·1 O miglia marine. La squadra oneraria si divise allora in tre scaglioni) pronta a .sal'pare. li 1°, di Hl navi, fece- rotta il Hl; il ~·, di ·15, salpò il 20; il 3°, di '16, gli tenne dietro nello stesso giorno: i tre scaglioni giunsero a destinazione il di successivo a quello della loro partenza da Talienvan . · · Il maresciallo, con te Oyama, con il suo stato maggiore, salpò ,oon il 2° scaglione dei trasporti: R poichè malsicure erano in questo mezzo le acque del Mare 'Giallo, era mestieri che la squadra 1-(iapponese togliesse tutte le misure atte a proteggere la rolla delle navi onerarie, preceden·dole e fiancheg giandole. ~
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Perciò l'ammiraglio lto diramò gli ordini seguenti: (18 gennaio) . « Le squadre combinate, l'intera flottiglia delle torpediniere, ,<< le ·navi trasporto da carbone e gli avvisi, salperanno da Ta·« ' lienvan, alle ore 6 antimeridiane di domani. Si clirigeranno · -<< verso la baia di J unzeng. « Incontrantlo la squadra cinese, durante la rotta, la sqnadrn. « principale, la :I• squadra e la llott igl iR delle torpediniere nrno· ·« 'veranno all'a.ttncco. « Intanto, la 3• squadra starà a gua rdia del convoglio tra·« sporti. « Allorquando la squadra principale, la 11a e 2" squadra e la « flottiglia delle torpediniere sarairno giunte nelle acque della baia « di ,Tunzeng, eseguiranno una dimostrazione verso Vei-Hai-Vei, -« allo scopo d'attirare da qnella parte l'attenzione delle navi cinesi « e distoglierle dail'attacco dei trasporti. « Nel corso della notte, la squadra principale e la '.za squadra, - vegli eranno nelle acque del promontorio Santung, per impe« dire ogni sortita da parte della flotta cinese fuor di>I porto di ·« Vei-Hai-Vei; in questo tempo, le altre navi staranno a guardia << dei trasporti. « Due squadriglie di torpediniere guarderanno l'ancoraggio di ·<t Vei-Hai-Vei; una terza, incrocera in visla del littorale - alle
(!) Per l'intelligenza del teatro d'operar.ione o dei movimenti preliminari per l'investimento di Vci·Hai-Vei, è sumcente la carta annessa allo studio sulla guerra cir.ogiaJlponesc, già pubhlicala in questa Rivista 1'/ilitare nelia dispensa IX(!• maggio 4895J, Per la conoscenza doi precedenti fiCHa campagna, rimandiamo i lettori al Sommario degli avvenimenti militari della guerra çino-giapponese, pubblicato in questa Rivi~ta uel luglio 18% per cura della Direzione. - (&. B.)
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ATTORNO VEl - liA I -VEI
.ATTORNO VEl-JIA I-VEl
« due prime non si danno ordini perenlori d'azione, ma agiranno
distaccamenlo, senza alcuna perdita , fece all ora ritorno a bordo del Jaj~jama. La nave rinnovò più fitto e violento il bombardamento, ed i cinesi, alla fin e, abbandonarono le difese del lillorale di ,Junzeng. Potevano essere 300 uomini. La linea telegrafica fu tagliata, e le comun icazioni intercise da ogni parte. Il primo convoglio· dai trasporli gia pponesi, principiò tranquillamente le operazioni cli sharco. La località prescelta per l'approdo delht 111' Armata, si denomina la riva Lungchonjai, nella baia di . ,Ju nzea~. immed iatamente a mezzodì del. promontori o Snntung. Conta otto villaggi , dei quali i più prossimi al sito cl'approdo sono quelli di Sian sigoand a Tasi-Vang.
« a seconda delle circostanze; alla terza squadriglia, invece, si
«. prescrive di tentare un altat.:co notturno contro le torpediniere « cin esi. « Le squadre, coordineranno i loro ·alli a quelli delle lruppe « sbarcate; però vegliera11no anzitu tto da parte del mare, ed « in vieranno gio rnaliere riconoscenze verso il porto di Vei-1fai-
« Vei. » Prima ·ancora dell o sbarco degli scaglioni, la 1• squadra, il ·I 8, doveva dirigersi verso Tangchau, per eseguire de ll e finte verso il littorale d'occidente , e ri tornar poi snbito al promontorio San tung, per ricong~nngersi all a squadra prin cipale . Scopo di Lal e manov ra, era qnello di riconoscere se quel porto fosse guarn ito di lru ppe nemiche, pronte ad imbarcarsi, ed impedire che le medesime conlrastassero ht marcia delle colonne giapponesi in direzione di Vei-Hai-Vei. Durante la dimostrazione attorno Tangchau, la 3' squadra do · veva sussidiare la ·I', offrendosene la necessilà. ln conformità agli ar:zideLti ord in i dell' ammiraglio Ito, la ·1" squadra apparve nelle acqne di Tangchau, il giorno ·18. Si spar5e subi to per il lillorale occidentale di Ve i· Ha i-Vei notizia delle incursioni della flotta giapponese, per cni ne derivò l' incertezza e poscia la diversione dell e navi cinesi dalla baia. di .Tunzeng. ln questo mezzo, il primo scaglione dei trasporti affondò l'a ncora nolla baia nominata, il 20 mattina - precedevalo l'avviso .Jaj,ejama, che npri il fuoco co ntro la spiaggia e contro le case cinesi (·I ). Subito dopo, tre imbarcazioni ;1 vapore s'avvicinarono a terra, per sbarcare un di staccamen to di marinai destinato ad interrompere la linea. telegrafica verso V~i-Hai-Vei. ~la mentre le imbarcazioni accostavano il lido, un grosso riparto di fanteria ci nese si dispose a contrastargli il passo. - Il
I cinesi s'e rano all'orzati nel primo di. ques ti villag~i. a guardia. della strada dn J unzeng a Santung , l'aveano sbnl'rata con pi ccole opere improvvisate, e guarnite le cnse con linee di palizzate. Le artiglierie erano state tolte ed avviate sulla strada di Vei-Hai -Vei. Solo qualtro pezzi vi furono abbando nati nell a fuga dei cines i (•I}. Deboli difese, debolissimo presidio. Fraltanto , tutte le truppe del primo scaglione erano di scese a terra - queste fa cevano p.1 rle della 2• divisione (Sendny); le precedev-a nella marcia il j,0 reggiivento di fanteria , che avanzò senza in dugio verso J unzeng, mentre lo stato maggiore ed il grnsso della divisione, a qualche intervallo, procedeva no in direzione di Majach inJ!, più daccosto al littorale. Anche queste truppe, il di vegnen le, raggiunsero il 4° fanteria , a ,funzeng ('21 gennaio). Guardavano quella cittaduzza oltre 2000 cinesi, i quali, alle prime avanguardie del 4° reggimento, l'a bbandonarono, lasciando viv1::ri e munizioni, in gran copia - soltanto un manipolo di mezzo cenlinaio di cava lieri, voll e attendere il nemico , e fn fa cilmente disperso.
(i) Japan-CMna. \Var -
(i) .1/ar i ne Rundschau. -
;Jie Bin nahme vou \Vei-1/ai- Wei -
J1mi, 1895.
Tlte Fall vf \Vci-1/ai- \Vei.
Compiled from officiai and othc1· sources l)y .luckichi Jnou ye-Witll numerous collotypcs by K. Ogawa-KeUy an d Walsh, Limi/ed. - Yokohama, Hongko ng, Shnnghai autl Singapore, 1895. ·
ATTORNO VEI-HAl-VJH· 0
Una compagnia del .f. reggimento, spiccala in espÌorazione oltre -,Tunzeng, per la gran strada di Vei-Hai-Vei , s'imbattè, a sera, in u~ b~ttagli~ne nemico che egualm.eote disperse ed insegui, per pm d1 un miglio, infliggendogli qualche perdila. Il .i, 0 reggimento ·non ebbe nè morti nè feriti. I rapporti ufficiali giapponesi affermano, che la preda bellica di -Juozeng, ascese a 2 bandiere, 4:0 fucili, 72,000 cartucce, e a grandi provvigioni di riso. ' Ma sopratutto, special importanza strategica e logistica ebbe pei -giapponesi la relice conquista di Junzeng, a soli 37 miglia dalla · piaz7,a di Vei-Hai-Vei, e ad una tappa ordinaria dal mare. Circa la guarnigione di Vei-Hai-Vei,si seppe che non superava i 6,000 uomini, che .quella di Cefo non toccava i '.2,000, che i presidì · di Tangchau, e ~i altri posti forlificati, non erano in grado d'accorrere sotto Vei-Hai-Vei, prima di una quindicina di giorni, e con non più di 7,000 uomini . . In conseguenza, la III Armata, nelle micrliori ipotesi di ncruerra V · per parte dell'avversario, non poteva avere a fronte più di 15,000 -combattenti ,..;_ in base a questo criterio numerico.• lo stato ma i">c,giore del maresciallo Oyama stabilì il disegno delle operazioni guer. resclle contro la piazza di Vei-Hai-Vei, nella presunzione che una divisione ed una brigata giapponese, in ogni evento, dovevan·o es. sere superiori in forze a qualsiasi combinazione che l'avversario fosse per tentare, sia pure appoggiato alle fortificazioni, alle difese ·littoranee, ed alla floLta. Il 25 gennaio, tutta l'armala era raccolta a Junzeng, il maresciallo Oyama vi giunse fìn dalle prime ore del mattino, e diramò gli ordini ·seguenti: ('I)
(t) La ca rta annessa al presente studio, per l' i11telligenza de.Ile operazioni intorn o Vei-Hai-Vei, è alla scala arprossimativa cli l a i20,000. ' Nella scrittura dei nomi, si è procur:..to di rendere, mediante; ·1e lettere dell'alfabeto nostro, il suono della· parola, tale quale viene pronunciata - silTattamente, la Jet.tura ~riesce :;s~ai più spedita. A questo scopo, si é dovuto accettare la lettera j, convPn~ndo che abbia il suono che possie<Ie nella lingua francese, e si è stabilito di premettere la ·:Jettera li, a quelle vocali che dcbllono pronunziarsi con aspirazione, seguendo il costume dell'ortoepia terlesca.
ATTORNO VEI-liAI-VEI
221'.
« Il nP,mico, ' non maggiore in forze di ·1500 combattenti, da~, « si to d'approdo della nostr~ armala e da Junzeng, si è ritirato in «. direzione d'oriente. Ciò non pertanto, buon nerbo di forze ·« cinesi guarniscono tuttora Cusceneu e Cheulotsae, sul fianco « _della nostra direttrice di marcia;. verso Vei-Hai-Vei. « Occorre adunque che la Ili Armata, senza indugio, si disponga. <~ a marciare contro quella piazza, alla mattina del 26 gennaio. « A tal uopo, le truppe si suddivideranno in due colonne di« stinte: « Quella di destra . s'impadronirà di Pauì, sulla strada di Cu« sceneu , dove sost~rà alquanto, allo scopo di ben riconoscere il ' « paese, il liuorale, e prendere accordi e contatto con la flotta « nostra. « Quella di sinistra, si recherà a Cangeacau, sulla strada 'di : « f'unlinzi, allo scopo di riconoscere il fianco destro della linea , li fortificata di Poscieisu, e raggiungerà po~cia la colonna di destra « in marcia verso Cusceneu. ~< Un distaccamento di truppe leggere, starà a guardia del fianco-. « int;erno della colonna di sinistra, verso Ceutosae (Vantang), « spmgendo riconoscenze su per i monti d'occidente. ' 1 « :L'itinerario Jel comandante in capo e del quartiere generale « prmcipale, è stabililo come in appresso : Faulin 27, Ceutosae 28. _ ~. L'avanguardia delle due colonne osserveranno il segaente « 1t1nerari o : · « Colonna di destra - 26 Ceceu - 27 Siheao - 28 Pauì. « Colonna di sinistra - 26 Chunahea - 27 Cèutosae « 2.8 Changeacau. ' "' « La colo_nna di destra sarà condotta dal tenente generale. « Curochi , ~ornandante della 6a divisione; quella di sin istra dal « tenente generale Sacumn, comandante della 2• divi;,ione. »
In relazione agli ordini sopra menzionati, entrambe le colonne giapponesi, il 26 gennaio, partirono da ,Junzeng, avanzando in . direzione di Cusceneu e di Funlinzì. Una diligente inchiesta, operata per mezzo dello spionaggio, fruttò in questo tempo allo slato maggi"ore della III Armata la certezza, che 11essun rinforzo di truppe cinesi era stato inviato a Vei- -
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ATT ORNO VEI - HAI-VEI
ATTORNO VEI - IIAI -VBI
Hai-Vei, ali' inl uori di tre grosse compagnie, della ro'rza di 1500 uomini, complessivamente; e che un'altra compagnia, pur dt recente reclu tala, era in marcia da Changeaca u verso la medesima piazza. Senza alcun conlrasto, le colonne giapponesi dei generali Curochi e Sacuma percorsero il prescriLLo iLinerario; il 29 mallino, si r icollegarono sopra nna fronte di sc hieramento sufficentemente ristretta, per la clorsale dell e colline che corre trc1 i villaggi di Ceu tosae e Paui. Le posizioni prescelle poggiavano a naturali ostacoli , ed erano guaroiLe, da fronte, da un corso d'acqua profondo ed inguadabile. Su passaggi d'occasione, il 29, a me1.zodì, la co lonna di destra lo varcò, accampando a I'aui. Le estreme punte di questa colonna si spi nsero fino alla spia~gi }~, e fin sollo le prtrue case di Cusceneu. BaraLLarono pochi col pi di foei le con le pattugl ie cin esi che~salivano per le fo lde delle colline di Motienling, e si ricoveravano entro ai forti di Poscieisu. Alcuni spioni cinesi riferi rono , che da Sceihisu, erano slali avviati al cuni pezzi di grosso calibro della marina a rinforzare .i posti fortificati, e clte i marinc1i lavoravano all 'a ll estimento di tre rifiellori elettrici, collocati lungo la dorsal ~ di Mo tienling. L:t colonna di sinistra, il 29, accampò non lungi dal villaggio di Scianchicuzi , i cinesi, eseguirono un debole tcntati ,•o d'nttacco contro gli avamposti nemici , ma furon o respinti sulle colline. 1 giapponesi, avevano impiegato circa dieci gioi·ni per percorrere 30 miglia . Oramai, la III Armala trovavasi in prossimità del la forte lin ea di difesa cli Posciei su, che guarn isce da mezzodì il Passaggio Orientale della baia di Vei-Hai- Vei; laonde le truppe giapponesi dovevano apprestarsi ad attaccarla di sorpresa, di Yiva forza, o attorniarla. Qnest' ultimo disegno , presentando le maggiori garanzie di successo, per l'aiu to che da fianco e da tergo poteva porgere l'armata dell'ammiraglio Ito alle truppe di terra, ·fu prescelto come hase delle operazioni. Laonde, il maresciallo Oyarnn, all e 9 pom. del giorno 29, emanò il seguente dispositivo d'attacco:
« 11 nemi co gua rnisce le coll ine a mezzodì di Poscieisu, perciò « domattina l' intera armata s'i mpadron irà delle alture a sud-est « di Funlinzì. « La squadra, e la flottiglia delle nostre torpediniere, sta-
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« ranno attendendo l'esito delle operazioni terrestri, nelle acque
a settentrione di Poscieisu . « Ordino che, prima del leva r del sole, la colonna di destra « del generale Curochi, comun idti e prenda stabile contatto « con quella di sinistra del generale Sacuma - dooo ciò ambe « le colonne procederanno d'accordo. ' ' « La colon11a di destra, attaccherà il nemico prima del levar « del sole , ed occnperù, possibilmente, buone posizioni sulle « alture a sud-est di Fonlinzì. « La col onna di sinistra, invierit r icognizioni sulla strada di « Vantang. « Questa colonna distaccherà inoltre 1O compaanie di fan . n « ter1a, e mezza compagniét di cavalleria, in direzione di Vant« seutang, con speciale missione che loro verrà precisata dal «. comandante in capo . « Il distaccamento dovrà trovarsi pro nto a partire alle ore 6 «. del malti no di domani . - Il mare.~cialLo Oyama .. » <<
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I I. Il tenente-generale Curoch i, comandante della 6" divisione (colonna di destra) ordinò che le sue truppe muovessero daaf'i . ~ accampamenti alle .2 del mattino del 30 gennaio, suddivise in tre · colonne , come in appresso: Colonna di destra . - 1° battaglione del 30° reggimento fan teria - mezza compagnia d'artiglieria da montagna - mezza compagnia zappatori del gonio. La colonna era comandata dal maggiore Vatanab. Colonna di sin~tm. •~ 2° e 3° bal!agl ione del 30° reovi. l)t, g1mento ra·nteria - 1 ° batt:iglione del 23° reggimento fanteria ~ ezzo squadrone di cavalleggeri - 2° battaglione d'artiglieria da montagna, meno le truppe che avea distaccato alla colonna d! desLra -- 3• compagnia zappatori del genio - una sezione d1 sani tà . La colonna era co mandata dal magg ior generale Odera. 1
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ATTORNO VEI- HAI-VEl
ATTORNO VEI-RAI- VEI
Riserva. __: 2° e 3° baLtagl ione del 23° ref:(gimento fantel'ia servizi d'intendenza, <l'amministrazione e del treno. Obi elliYo della 6• divisione, Curochi, dovea essere quellll di impadronirsi dello alture a nord -est di Cusceneu -- a quest'uopo, la colonna di destra (Vatanab) doveva auaccaro il nemico da fronte, sulla linea delle posizioni fortificale di ,\Iotienlin f!, dimostrando un auacco risolutivo da quella parte - la colonna di sinistra (Odera), do,•ea frattanto guadagnare le co lline a mezzodì di J aughitun, cercando d'attorniare la linea cinese sul fianco destro. 11 generale Odera, con sollecita marcia, si spinse tam'oltl'e, che avea guarnito il ciglio occidentale delle alture di Motienling, lìno dalle 7,80 del mall.ino. Incontrò colà. scarsn e fiacca resistenza ; malgrado le posizion i conqui state, cosi di sorpresa, polèssero batters, eflicacemente dai forti di Poscieisu. t'aniglieri a du montagna dei giapponesi , s'avvicinò a buona portala cli til'o dai forti costieri, specie contro quello di Lucheuzù, rinnovando gli sforzi e l'ardimento già dimostrali nell'attacco di Chinchau e di Porlo Arturo. Tdue battaglioni del 30° reggimento fanteria, conqui starono in breve i baraccamenti cinesi a mezzogiorno del villaggio di Cupì. I cinesi, sbanda ti , sorpresi, fu ggivano a fro tt'e verso la costa di Tucù. Erano le 9 antimeridiane. Finalmen te, i forti costieri ci nesi si riebbero dallo stupore e, sostenuti dal fu oco della fl oua, ancorata nel le acque del Passaggio orientale della rada di Vei-Hai -Yei, drizzarono un fuoco celere e preciso per la dorsale delle colline cli Motienling. Si sco rgevano, e furono riconosciute dai giapponesi, le co1·azzr1te a torri Chen- .Ywm e 1'ùig-Yuen, con altre navi di minor conLo; i forti a mare di Lonmiozù e di Sciopizù, maggiormente si segnalavano per intensitù e precisione di Liro; e le coraaate cinesi, bordeg!(iando, s'aggiungevano al fuoco ora dell'uno, ora dell' altro. Ln dorsale del Motienling ora sriecialmente guardata dai fo rti di Janfunling, nonébè dalle opere semi-permanenti di Sceibisu, ed anche queste en trarono in azione poco appresso. Lungo ed accan ito si prolungò il duello delle arti~liorie. Saldamente ed eroi camente mantenevansi in batteria i 20 cannoni da moni.agna della colonna Odera, di contro i pezzi da 24 e da 28 dei
fo1'li di Lonrniozù e <li Sciopizù e contro i grossi cannoni delle corazzate cinesi. I battaglioni del 30° reggimento fanteria avanzavano lentamente :a causa delle numerose abbatlute, mine e fogate che ne insidiavano il cammino. Il 1° battaglione del 23° regg imento fanteria fu in questo mentre m:1ndato a tagliar la via di ritin;tta ai cinesi, presso Cupi. I l fuoco dei l'orli scemò a grado a grado, finchè si tacqne; due compagnie del 30° fanteri a aLLacc:irono il forte di Lonmiozù e l'oceuparono dopo breve contrasto, al tre quattro s'impadronirono di <Juello di Luclrenzù. La colonna Odera , avanzando cli molto il suo mandalo, era giunta a quest'ora a strP-Llo collegamento con la colonna di destra, che avea compilo dimostrativo sulla fronte della linea di Po~cieisu. In questo mentre, la co lonna Vatanab aveva guadagnate le pendici <li Janfunl ing, 11 terreno accidentato dell e colli ne di Motienling, aveva impedito qualsiasi accordo nell'attacco con la co lonna Odera; perciò il maggiore Vatanab, giudica ndo dal gran fuoco dei forti a mare e della flotta cinese che la colonna di sinistra si fosse irJ pegnata in serio co mbattimento, di sua iniziativa decise d'allaccare senza indugio. li presidio di J angfunlin g si ritirò in disordine, abbandonando tannoni e provvigioni nelle mani dei giapponesi. Erano le •1 ·I del mattino; le co lon ne OJera e Vatanab s'erano riunite sulle pendici seuenLrionali di Motienling. Resistevan(I tuttavia i forti di Sciopizù e di' Sceihisù, che vennero tosto accer~hiati; sul littorale di Lonmiozù alcune torpediniel'e cinesi tentarono uno sbarco, elle fii.re3pìnto da poche guardie del 30° reggimento fanteria. Nel forte di Lonmiuzù scoppiò una riservetta, che danneggiò alquanto i cannoni cc,nqui stati dalla colonna Odera; rimasero fe riti un pr igioniero cinese ed un sergente giapponese (·I) . ( i ) Una corl'i~11onrl~nm del 1'imes, ù,ce che il 11ri;;ioniero cinese era il caro-can110 ni ore Li, il quale avca promesso all'ammira:;:lio 'ring, cli far saltare in aria sè o te ar ti~lierie, qua lora gii ro»~ mancaLo i l tempo por renderle in,;ervibill ai giapponesi. ~ing avea prom:1,:;sa per qt1e.t-0 una grossa. somma ùi denaro al caf1J-cannoniere, da. r1metlcre alla sua famiglia. tG -
ANNO XLI.
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ATTORNO VEI - HAI-VEI
ATTORNO VEI-HAI-VEI
Le lrnppe d'artiglieria,-d'ambo le colonne, provvedevano alla raccolta dei fuc il i e dei cannoni trovati nei forti nemici, l,1sci~ndo però intatto, nel suo armamento, il forte di Lonmiozù, poichè quest:ultimo poteva recare sensibile vantaggio ai giapponesi, allorquan do fossero mossi all'auacco delle isole di .Ji e di Liucung. . La prima, guarnita di un for te con cannoni a scomparsa,. formava il perno della difesa mobile della flotta cinese, fra Liu-· cung ed il Passaggio Orientale del golfo di Vei-Hai-Vei. (~rosse granale provenivano dal!' isola di ,Ji , talune scoppiavano sulle· pendici del Motienling, tal i altre affondavano inoffensive nel mare. Erano le 11 del pomeriggio. La 6a divisione, Curochi, s'era a quest'ora impadronita quasi completamente dei forti a sud-est di Vei-Hai-Vei: la flotta nemica, i forli di Liucung e dell' isolotto di .Ji, seguitavano tq.ttavia un fitto cannoneggiamenlo contro i reparti di truppe giapponesi che apparivr,no sulla spiaggia, mentre il presidio del for te di Sciopiiù resisteva ancora. · Ne derivarono alquanti epi sodii, merilevoli di cenno. Un ba ttaglione di marinai cinesi, traendo pro!illo d: quel gran fuoco, tèi1lò· di sbarcare tra i l'orti di Lucheuzù e di Sciopizù, per portare aiuto alla difesa di quest'ultimo forte; due compagnie del '.:l3° reggimento fanteria, ·con le ba ionelle armate, respinsero a precipizio contro il mare i marinni cinesi. Ben pochi riuscirono a sa lvarsi a nuoto , i r imanenti furono falli prigionieri. In questo mentre, un drappello di marinai del la squadra giapponese scese a terra, presidiò il forte di Lucheuzù e ne serv1 i pezzi, allo scopo d'otlenere un sopravvento sui cannoni della flotta cinese. Allora la Tìn,q-Y-nen e la Chenq- Ywm , incrociarono i loro fuochi, sopra quel fo rte, e lo tempestarono di una pioggia di grosse granate - un cannone Krupp, da centimetri 24,' venne dislruuo; un allro seriamente danneggiato. Il generale Odera, comandante dell'H • brigata, stava in questo mezzo osservando l'azione terreslre e navale da un poggio nelle· adiacenze di Poscieisu, al lorquando ru colpito da una scheggia di granata che l'uccise. Il corrispondente del Niroku-Shimbmi, giornale di Tokio, caddepoco appresso ferito a morte, per un'altra scheggia di granata.
. La perdi.ta del prode generale Odera, fu la più grave per le armi del Sole Levante, in t_utlo .il periodo della campagna . Le forze cinesi, impegnale nei vati combattimenti del 30 gen naio, _po levano ascendere a 2600 uomini, ossia a 6 compagnie, secondo le testimonianze dei prigion ieri. Le loro perdite, si possono valutare a 700 uomini , fra morti e feriti . Le perdite della 6• divisione giapponese, furono di 11115 uomini, fra morti e feriti. ' ;\.Ile 4. del pomeriggio, le truppe si raccolsero sulle colli.ne di Motienling, e si disposero all'addiaccio, lasciando piccole guarnigioni nei forti conquistati, ed un intero battaglio.ne nel villaggio di s·eihisu . Il quartier generale della IIJ Armata si stab ilì a sera nel vi llaggio di Van:1.iuetang, sulla gran slrada di Vei- Hai-Vei; quello della 2• divisione a Funlinzi, con truppe dislaccate a Funhivò e Uscen. 11 .3 1, furono eseguite esplorazioni ed altri preparativi per l'attàyco della piazza - la 6" divisione, già fortemente provala dai combattimenti del giorno precéélente, rimase ancora fra Cusceneu e Poscieisù; la 2· a Fùnlinzì ed adiacenze. Il quartier generale dell'armala non mosse da Vanz.iuetang .
III. .
Nella sua marcia in avanti, rino al .28 febbra io. la 2" divisione, Sacuma, non inconlrò difficoltà di molto ri lievo - il 29, a mezzodì, era gi unta a Scianhicuzi. CoHt seppe che mezzo migliaio di cinesi stavano a presidio di Vanziuelan-g, a due miglia dalla gran strada di Scianhicuzì, verso nord-ovest. Un battaglione giapponese, spinto in ricognizione, fugò il presidio nemico , dopo breve scaramuccia, che gli costò un morto. e due fer iti - il vil laggio di Vanz_iuetang, fn occupato e fortificato. Nena notte dal 29 al 30, la 2• divi$ione ricevette speciali ordini dal comando in capo dell'armata, in forza dei quali si suddiv ise nelle tre colonne seguenti :
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ATTORNO VEl-HAI-VEI
A'f'l'QRNO VEI-HAI-VEI
Colonna cli destra,--Comandante, maggiore-generale Jamagucbi. 3' brigala di ra·nteria (1). 1 compagnia di cavalleggeri. 1 baltaglione d,artiglieria. 1 sezione del genio, 1 sezione di sanità.. Colonna di sinistra - Comandante, S. A. I. il principe Fushimi, maggior generale. 1 reggimento della 4" brigata di fanter ia (2). 1 compagnia di cavalleggeri. 3 compagnie , d'artiglieria. Colonna tli riserva. 1 battaglione di fa nteria. 1 plotone ,di cavalleria. 1 battaglione d'artiglieria. 1 battaglione del genio. Mezza sezione di sanità.
Uscen, e furono egualmente inseguiti dai pio ton i staccati del battaglione d'avanguardia. · Due compagnie di quest'oltimo, ~pingendosi oltre le terre di Funlinzì, verso la marina, furono colpite da un vivo fuoco di artiglieria, da parte delle navi cinesi che bordeggiavano in quel tempo, fra la Pnnta dellci domenica e i! promontorio Lonmiozù; all'epoca dell 'attacco della 6" divisione del generale Curochi. Erano le 9,30 ant. e le due compagn ie del bauagEone d'avanguardia, dopo eccezionali prove cli valore e di ~eleritit di marcia, si ritrassero, al coperto dai tiri delle navi nemiche, sul rovescio delle colline di Funhivò. In questo scontro, le truppe giapponesi del 5° reggimento fanteria ebbero 2 morti e 4- feriti; le perdite cinesi non si conoscono. Il battagl ione conquistò otto cannoni Krnpp, èla campagna, e s'impadronì di tre magazzini d!l polveri e da munizioni. La colonna di destr~ , agli ordini del mrq!gior ~enerale .ramaouchi lasciò Vanzinetan,,n alle 6 ant. - inconLrò due ore dopo ~ il nemico, lo respinse, e g\ladagnò le alture che dominano da . oriente il villnggio di Fnnlinzì. · · Il 116° reggimento ranteria (3a brigata) impegnò dapprima. l'nione, ma rciando per la cresta delle colline ad occidente della strada da Yanziuetang a Funlinzi. Numerosi drappelli ·cinesi ritraevansi in disordine, dirigendosi al mare - i; 16° reggimento li attaccò alla baioneua, respingendoli sulle colline, e cercando di staccarli il più pos::;ibile dalla pinzza di Vei-Hai-Yei. Poi, perdendosi a grado il conlatto fra le fanterie nemiche, per la gran fuga cui si era data la cinese. una r,ompagnia del ballaglione d'artiglieria da montagna, aggregata a,l la co lonna Jama()'uchi.; insecn uì il nemico col fuoco - 1re compa,,unie di fanteria, e") ra:ctollesi sulla linea dei pezzi, aprirono salve act.:elerate contro il nemico in rotta. Erano le 11O del ma:1.1.ino - la colonna .famagucbi procedette . allora da Funlinzì verso il mare, dopo essersi collegata. con alcuni drappelli della colonna di . sinistra, agli ordini del principe Fushimi (battaglione del 5° reggimento fanteria). Ma giunta nei contorni di .Janohitun, trovò un battag lione cinese che occupava . i, il villaaoio dove ·si era asserraQ'liato - nvea seco artilì:lierie e minn ~,
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La colonna di sinistra, agli ordini del princip~ Pushimi, lasciò i campi di Vanzinelang, diretta a Uscen, alle 5 ant. del 30 gennaio, e la precedeva un bauaglione scelto del 5° reggimento fanteria, con quattro pez~i, appartenente alla stessa colonna. Questo battaglione, gianLo rn~i pressi di Luancohovang, in·contrò il nemico in posizione fortissima, sulle colline a seuen. trione del villaggio - nondimeno, attaccò subito, e mercè l'c, iuto della poca artiglieria che avea seco, riuscì a sloggiare i cinesi dalle rispettive posìzioni, a cavaliere della strada d' Uscen. Questi si ritrassero, lasciando pezzi da t~ampagna, numerose munizioni da liowt e da fuoeo nel l'abitato . L'inseguimento da parte del battaglione giapponese del 5° fan- , teria, seguitò alacre e vigoroso, per le balze interposte fra Luanéohovang e Funlinzì - taluni riparti di truppe cinesi , sbandate, piegarono in rotta verso occidente, sulle colline oltre
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Meno un batt:,glionc.
(2) ~fono 2 compagnie, che unitamente ad
tiri battaglione della 3• brigata, erano distaccate presso il quartiere generale principale del! 'armata.
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tragliere della marina - parea di sposto a buona resistenza, ma appena una compagnia giapponese montò all'assalto, i cinesi abbandonarono il villaggio di Janghitun, un cannone da montagna modello Krupp, molti fucili e munizioni. I pionieri della colonna Jamagnchi, ta gliaron,, i fili elettri ci che conducevano a mine e rogate in buon numero, difese di frequente usate dai cinesi, ma ben di rado messe in opera ; mentre due battaglioni inseguivano i fuggiaschi pel littorale, lungo i bassifondi di Jangbì. Alle 1·1,30, la squildra cinese prese a molestarli co' suoi cnnnoni a tiro rapido - era il secondo episodio d'azione fra la ffolla cinese e la fanteria giapponese, accaduto nel corso della giornata. I giapponesi s'arrestarono - il freddo era vivo -oltre l'usalo , e le truppe stanche dalla marcia pel sentiero sabbioso dei bassifondi di .Janghi Si narra chi un trombet.1.iere, il quale aveva ricevuto l'ordine di suonare a raccolta, non potè dar fiato alla tromba, perch è aveva la bocca copwa di ghiaccio (I ). . Erano necessari urgentemente rinforzi, onde precludere la rnarci,t a quello sciame di nemici che ritraevasi'.sotto la piazza di Yei-Hai-Vei, allo schermo delle proprie navi. Accorsero da Funlinzi dne altri battaglioni, per l'incalzare la marcia dei primi; ma il fuoco delle navi cinesi non quetava in questo mezzo, spazzando la strada rivierasca . I giapponesi si ritrassero allora dietro le colline di Funlinzì: intanto 2000 cinesi, all'incirca, poterono trovare ricovero sotto- le mura della cii.tò.. Questi perdeltero ,1:30 morti e 30 feriti, qnelli ,J u!Ticiale e 38 soldati morti , e-50 feriti. li risultato dei combattimenti del 30 gennaio, si fu quello di portar le truppe giapponesi della 2ad ivisione in possesso della natural linea d'investirnento. della piazza di Vei-Hai-Vei , mentre la 6• paralizzava le poderose difese del Passa.qgio Orientale della baia. Il giorno seguente fu impiegato negli ap·prestamenti per l'attacco .. della città, di viva forza. Il morale scaduto delle truppe della difesa, per la perdi ta dei suoi propugnacoli, e i rapidi succes;;i dei giorni precedenti, consigliarono il comando in capo della lll Armata a non frapporre indugio. Era inoltre mestieri precludere il passo ad even( I) fopan-Chin11 \Vai·. -
'l'he Fall o[ \Vei-Hai.- Wci, pag.
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ATTORNO VEI-HAl·VEl
ATTORNO VEI-HAI-VEI
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tuali rinforzi di truppe e di materiali che provenisse da Cefù e da Fusan. · La 2• divisione eseguì il suo concentramento tra Fnnlinzì e Janghitun ; la 6 3 fra Uscen e Vanziuetang, in seconda linea. Il ,1° febbraio, la~.· brigata della 2• divisione,agl i ordini del principe Fushimi, marciando in avanguardia, scontrò un migliaio di cinesi con quattro pl}zzi, disposti a dil'esa delle Cime altissime. · Quel giorno nevicava forte; le truppe affondavano in un terreno insidioso difficile, laonde era malagevole il venire a capo della resistenza dei nemici, col solo fuoco della fanteria. Una compagnia d'artiglieria da montagna, imIJostata in buona posizione dominante, "V inse ogni ostacolo. I cinesi lasciarono sulla neve 35 morti , un centinaio di feriti , eél ,i quattro cannoni che guarnivano la cresta mon tana. I giapponesi accusarono in questo scontro t, morti e 31> feriti. (I 2 feb bra io, l'intera divisione Sacuma segui la brigata del principe Fushimi, ecl attaccò la cittit di Vei-Hai-Vei, dal suo lìanco -0ccidentale. Dopo breve conOiu.o per le strade, un grosso distacca. me,ùo giapponese riuscì ad impndronirsi dei depositi di grano, un altro si spinse fino alla Stazione de.lle to1'pediniere, e vi si stabili. La Ill Armata: aveva così uhimato felicemente il còmpito suo. . Nei varì gwrn i di combattimento, complessivamente, essa ebbe le seguenti perdite: 2• divisione (Sacuma) Morti: officiali ,1, soldati 46. » » Feriti: ufiìciali O, soldati ,120. Totale. . . Morti 47 - Feriti ,120 == ·167. 6' divisione (Curochi) Morti: ufficiali 2, soldati 34. » » Feriti : ufficiali 3, soldati 96. Totnle . . . Morti 36 - Feriti 99 == ·I 35. La presa di Vei-Hai-Vei, per parte della III Armata, costò adunque 305 uolllini fuori combattimento, fra morti e feriti.
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E. B. (<;ontinua).
SULL'IMPIEGO TATTICO DELLE TRE ARMI, ECC.
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SULL'JMPIEGO TATTICO DELLE TRE ARMI nel primo periodo della campagna del 1870-7r
La sci~nza del passato ha in sè i germi della scienza avvenire: esse sono indissolubilmente legate da relazioni di causa ed effetto: ed è quindi s~tanto collo studio indefesso degli avvenimenti guer~ resch i delle epoche trascorse che noi potremo eOìcacemcnte prepararci alle lotte futu re . . Per certo, non tutti i fatti possono avere la stessa importanza dal nostro punto di vista, e ci riuscirà più proficuo lo studio di quelli più vicini a noi, po ichè in essi noi vedremo eotrare in azione gli stessi mezzi che dovremo adoperare e le stesse diflìcoltà che dovremo vincere. È per questa rt1gione che lo studio del.la campagna del· 1870-7;!. lrn, per chiunque ami la milizia, una potente attrattiva. Esso ci è fecondo di insegnamenti e di norm e, che inva,no cercheremmo altrove, esso ci fa vivere e palpitare rn quei can;ipi sanguinosi ove cadde una dinastia. e sorse, convalidato dal· trionfo, un nuovo e potente impero. Nelle modalità. di svolgimento di questo d(!éllo titanico, in cui le due nazioni si impegnano a fondo gettando sulla bilancia tutte le loro energie morali, materiali ed intellettuali, si presenta allo studioso un vastissimo campo d'investigazione e non soltanto nel ramo delle discipline militari. Ma un simile studio uscirebbe dai limiti di una mo.desta conferenza. ~1i accontenterò quindi di trattare una delle tante questioni di cui il complicato problema della guerra propone lo scioglimento 1
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a col.oro, che negli anni di. pace si preparano a ~egnamente difendere in rampo gl' interessi e l'onore del proprio paese. lo mi propongo di studiare il primo periodo della guena del .il 870 sollo il punto di vista dell'impiego Lfl llico delle tre armi, e questa questione ·è, a mio "avviso, fra le più imporLanti, è di quelle che oggi si impongono nella condotta degli eserciti, coslituendo la sua soluzione razionale uno dei fattori principnli della viuoria. Per inquadrare meglio il mio lavoro, p,;rmi sia logico dare an· zitulto un rapido sguardo ai fatti d'arme, che si sono svolti in queslo periodo, facendone risnllare le principali caratteristich e, per poi procedere a ricavare da questo complesso cumulo di fatti · le norme generali d' impiego delle varie armi .
W eissemburg.
li mattino del 4 agosto la lll armata tedesca si apparecchia a passare la Lauter tra Lautenburg e Wei:,semburg. Qui isblata, insciente del pericolo che la minaccia, st.a in posizione la divisione Donay, la quale, rassi curata dall'esito di nna ricogni;,,ione inviata nelle prime ore del nrn\tii10, nttende tranqùilla alle cure ordinarie della giornata. Alle 8 ¼ una batteria bavaresù apre il fuoco dalle nllure a sud di Schweigen. I Francesi c<;HTono alle armi e si di:,;ponµono alla di fe,;a. La lotta si impegna tost.o vivissima; la 4,• divisione bavarese si spiega $Otto la protezione dell'nrtiglieria ed avanza leotamente yerso le posizioni nemiche. Però il generale Bothmer sa che gli altri corpi sono ancor~ lontani e quindi decide di non spingel'si a fondo e di attendere 1 rinforzi combattendo dimostrativamente. Ottima decisione, che però finisce di non essere messa in pratica, poichè alle ,J O 1/ 2 si alt.acca vivamente il fronte Weissemburg-:;tiizione. Quest'atlacco poco preparato è re~pinto con gravi perdite.
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N&L PRIMO PERIODO DELLA CAMPAGN •.\ DEL
SULL'll',1PIEOO TATTICO DELLE TRE ARMI
Alle 112 soltanto entrano in linea le ~este di colonna del V e dell'XI corpo. L'attacco si sviluppa allora snl fronte e sul Danco destro dei Francesi. Weis5emburg cade, tullo lo sforzo dei Tedeschi si volge contro il Geisberg. · Un primo assalto non preparato dell'artigl ieria e respinto, ma il secondo riesce. I Francesi si ritirano parte su Wo,th e parte su Haguenau ed i Tedeschi non possono inseguirli mancando la V divisione di cavalleria. In conclusione abbiamo dne fasi distinte: la 11• caratterizzata dall'azione frontale della 4• divisione bavarese, che riesce per quasi 1- ore a traltenere nelle loro posizioni i f?rancesi; la 2• caratterizzata dagli alla.echi combiuati sul fronte e sul fianco destro del nem~o da parte del II corpo b~varese e dal V ed XI corpo prussiano.
Worth. Nella notte dal 5 al 6 agosto i due avversari sono a così stretto contatto che è vano lo sperare di poter differire la battaglia fino al giorno 7. . In fa tti, la ricognizione spinta alle 7 antimeridiane dal aenerale Kirckbach verso Worth è il seanale della mischia aen:rale Il generale Walter, al centro, si ritira e qui cessa la pugna;, ma essa prosegue nll'ala destra per parte della ,i.• divisione bavarese ed all'ala sinistra per parte della 'iH" divisione prussiana. Il proseguire dell'azione alle due ali induce il comandante del V corpo ad impegnarsi di nuovo e, per trattenere sul fronte il nemico , spiega le sue H batterie sulle alture tli Oieffenbach, mentre le sue fanterie si preparano all'attacco. Alle 1O ¼ infatti questo attacco si pronuncia , dopochè il <l'e nerale Kirckbach ha richiesto il loro concor;;o ai corpi laterali. Ma appunto a quest'ora al II corpo bavarese ed nll'XI prussiano giunge l'ordine di desistere dal combattimento. V
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Cessa così alle ali la battaglia m~ntre prosegue al centro, ove non è più possibile disimpegnare le forze del V corpo, di cui gran parte hanno già passato la Sauer. li Kirckbach, malgrado sia informato degli ordini ri cevuti dal II bavarese e dail'XI corpo, e malgrado riceva egli stesso ordin e di disimpegnarsi, decide proseguire rìell'riz ione, ne avverte i corpi vieini ed il principe ered!tario, il quale accorre sul campo di bauagl ia. Da questo punto l'a1.ione entra in una nuova fase ecl il concetto direttivo di essa comincierà a prendere forma e vita. · La superiorità delle forze tedesche permette che si effettui un attacco avviluppante. Fanteria ed artiglieria passano la Sauer. Invano i Francesi tentano con ripetute mosse controffensive rompere il cerchio di . ferro, che da nord-est e sud va ognor più stringendosi. Vaui sono gli attacchi della divisione Conseil, inutile il sagrifìcio eroico della bl'igata Miche!; 1.ulto cede di fronte aWenergica -0lfonsiva tedesca , ed alle 3 pomeridiane rimane ultimo baluardo dei Francesi il villaggio di Froschwiller. Contrn di esso si addensano le masse prussiane e I.i loro marci a è proteltn da poderose batterie. (I valore degli zuavi è una rlfga momentanea contro la fìu-· mana che sale; ben presto essa è travolta ed ann ientata. . La carica della divisione di cavalleria Bonnemains non riesce che un inutile massacro . I<'roschwiller, incendiato, cade nelle mani dei Tedeschi, ed i Francesi mutano la ritirala in precipitosa e disordinata fuga. Anche qui l'assenza della V divisione di cavalleria impedisce un efficace inseguimento, il quale deve essere affidato al la cavalleria wurthembnrghese ed a riparti di. fanteria, e non può perciò essere spini.o a fondo . . Anche questa battaglia presenta due fasi di.stinte; la il" caratterizzata dalle azioni slegate del Il corpo bavarese e clèl Y ed XI prussiani: nella 2· invece il combattimento entra nel SU() svol.gimento normale con un concetto direttivo ben chiaro e definito.
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NEL PRI'MO PERIODO DELLA C A MPAGNA. DEL
SULL'IMPIEGO TATTICO DELLE TRE ARMI
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Esso è bensì ·arrestato ri i limite sud del Waldstuck, ma d'altra parte è pure arrestata su tutto il fronte l'azione offensiva dei Prussiani. Una potente balteha stabilita sul Folster Hohe permette piu tardi ai Tedeschi di riprendere l'avanza-la per attacc,1re il Forbacher Berg, ma forse qui i loro sfoì·zi sarebbero riusciti vani se · io c1uel momento non si fosse pronunciata la minaccia della ,13• di·visione sul fianco sinistro dei Francesi. Il generale l?rossard, che vede in pericolo la sua linea di ritirata. decide abbandonare la posizione sì a lungo difesa. ed in tal ru'odo Spicheren segna una nuova vittoria dei Tedeschi. · Le condizioni in cui si trovano le truppe vincitrici e la notte ~he si avanza rendono impossibile ogni inseguimento. Questa azione riveste caratteri suoi speciali, essa si svolge di rei quasi a spizzico e non vi si riscontra l'andamento normale ed ,ordinato delle altre hatta!!lie.
~picheren. Mentre si combatteva a Worth, un'altra importante bauaulia . n si svolgeva a Spicheren, ove era in posizione il II corpo fr-a ncese ed ove tendevano i corpi più avanzati della I e II armata tedesca . t la ,1-1,• division e che inizia il combattimento alle ,11 1/ 2 antimeridia,ne. Il generale Kameke è persuaso che i Francesi si ritirano; è naturale quindi che egli si impegni snbito a fondo per i·endere difficile la ritirata del nemico. I Francesi sono invece in po3izione ed attendono di piè fermo l'attacco. La loro attitudine passiva permette ai Prussiani di progredire assai, favoriti dal terreno boscoso; però, se alle 3 pomeridiane il Rothe Berg è conquistato e si è n stretto contatto col grosso del nemico, le condizioni dell'attaccante sono tutt'altro che floride: tutta la divisione prussiana è impegnata e non esistono più riserve da opporre ai possib ili contrattacchi dell'avversario. [nfatli la controffensiva della divisione Bat.aille riesce a respingere ed inseguire i Prussiani fino al margine della regione boscosa, e la troppa audacia del generale Kameke avrebbe generato un vero disastro, se la divisione france~e non avesse arrestato il suo movimento per coprire di fuoco i Prnssiani in ritirata e non avesse dopo retrocecluto a Spicheren, accontentandosi del risult.at.o ottenuto. Mentre i Francesi si lasciano cosi sfuggire di mano la vittoria, cominciano ad ailluire sul campo le prime truppe della ;:;• e della rn· divisione prussiana. Questi primi rinforzi, sparsi ::u tutto il fronte , ristabiliscono l'equilibrio, e l'azione offensiva è ripresa con· molla energia da parte dei Prussiani. Però un nuovo contrattacco francese esegui to verso le i5 ¼ costringe ancora la destra tedesca a ret!'ocedere.
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Colombey-Nouilly. I I<'rancesi hanno iniziato il loro movimento di ritirata, e già · parte delle truppe è su lla destra della Mosella quando si pro- nuncia l'attacto dell'avanguardia del VII corpo. · Quest'attacco ha inizio alle 3 /! pom. per inizi ativa del generale Von der Goltz, il quale intenne cosi di ritardare la mossa retrograda dei Francesi. Sono '; bauaglioni e due batterie, che, dopo essersi impadr?niti di A.ubigny Chateau, si dirigono contro le posizioni del III ,corpo francese, assumendo pe1' fronte dt combattimento il fosso .della Planchette fra Colombey e Nouilly. Queste truppe resistono da sole fino alle 5 ¼ con valore straor·dinario, ma a quest"ora la destra, premuta da un vigoroso contrauacco francese, sta per cedere, quando in buon punto giungono i primi rinforzi. · Cosi si ristabilisce il combattimento. Alle 6, si trovano /4. brigate tedesche e 1O batterie contro 5 -0.ivisioni francesi. 1
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NEL PRU!O PER IODO DEL LA CAMPAGNA DEL
SULL'IIIIP!EG.O T:1.T·r1co DELLE TRE ARìl!l
I Prussiani si l'eggono a slento ed al centro . perdono il villaggio di Colombey. L'arrivo della 28a brigata infonde nuova lena a queste truppe stanche e decimate; esse ripren·dono Colombey e con uno sforzo supremo riescono alle 7 pom. a rendersi padrone delle alture ad ovest e nord-ovest di ColombE-y. Intanto continuano a giungere sul campo altre truppe fresche. Una potente batteria si spiega. di fronte all'altipiano di Borny e lo copre di fuoco . · Le fanterie del I corpo muovono all'attacco dell'alti [)iano ,riungono :ml ciglione orientale e già si preparano a procedere innanz i, quando sulla destra del I corpo s; pronuncia ;I contrattacco del l V corpo francese. I Pru$siani sono costretti a ritirarsi, ma hen presto i Francesi arrestano il loro movimento offensi,•o ed al la loro vo lta sono minacciati sul fiai,co dalla 3;)" brigata, entrata in azione verso Peltre e Mercy-le-Hant. I Tedeschi potrebbero riprendere l'offensiva, ma la notte che scende pone fine al combattimento. Anche in questa battaglia si possono distinguere due fasi: la :J• è caratterizzata dall'audace offensiva dell 'avanguardia del VII corpo, la .2· dal successivo an'ivo sul campo dei corpi vicini. Tutto però si riduce ad un attacco frontale e non vi è nell'azione un concetto direttivo ben definito. '
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Vionville- Mars-la-Tours. Onesta battaglia e iniziata dalla 5a divisione di cavalleria eh~ sorprende pre.,so Vionville la divisione cavnlleria Forton e la cannoneggia. La cavallel'ia francese fugge inseguita dalla prussiana, la cui artigl ieria prende pos izione al bivio del Mars-la-Tours e Vionville ed apre il fooco sugli ncc.amparnenti di III corpo francese. Dopo un breve scompiglio i Fmncesi si dispon~ouo alla difesa · l'artiglieria del II corpo entra in azione e pro~gge l'avanzal; della fanteria, che occupa il villaggio di Vionvi lle.
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Frattanto al fianco della 5• divisione di cavalleria è venula a schierarsi anche la 6a la quale non avendo potnto puntare su Fla vigny, si è spo,tala a sinistra verso il llois de Gaumont, spiegando la sua artiglieria su l margi ne sud dell'altipiano di Be-· zonvi lle. Di fronte però ~ilio schieramento del II e VI corpo francese, questa cavalleria è co~tretta a ritirarsi e non rimangono in posizione che le sue batterie, le quali favoriscono lo spiegamento della fanteria del Tll corpo prussiano, coadiuva~e dalle artigli erie del corpo stesso, la quali hanno sopravanzate le truppe . Questo corpo d'armata, che, da solo, resiste dalle ,J O ant . alle 7 pom. contro forse quasi triple ci offre uno dei più begli esempi di offensiva ardita e di resistenza tenace che si possano riscontrare nelle guerre passale. Ben presto Vionville e Flavigny sono in lllano dei Prussiani; ma il III corpo è lutto sulla linea, unica riserva. sono . le due divisioni di cavalleria cui più tardi si aggiunge un re)-'.gimen to dell a 37• brigala. Siamo cosi giunti alle ,J 2 merid. In questo momento s'impe· gnano sul fronte le cavallerie dei due partiti. Da ambo le parti le perdite so no eno rmi , ma questo sag rificio non è inutile pei Prussiani, le cui fanterie possono avere un po' di riposo . Alle 2 pom. si pronuncia il contrattacco dei Francesi il qua le non riesce a sinistra, poco o nulla olliene al cent.ro, ma procede vi ttorioso a destra . L'ala sin i:.;tra prussiann, premuta da due divisioni. vacilla, e sta per cedere, ma in suo aiuto accorre la brigata di cava lleria Bredow. Questa brigata è distrutta, ma l'attacco francese è arrestalo. Alle 3 però questo contrattacco si rinforza , riprende l'avanzata, e la. posizione del III corpo è assai pericolo-;a. A quest'ora giunge sul campo il principe Federico Carlo e poco dopo il sno arrivo si impegna la 20• divisione . L'equilibrio si ristabi lisce ed i Tedeschi riacqu istano i boscl1i di Tronville.
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NEL
SULL'Ull'IEGO TATTICO DELLE TRE ARMI
Un attacco sulla dest'ra francese è tentato dalla brigata Wedel, ma questa è respinta e sopraffatta dalla divis ione Cissey . Per , salvarne gli avanzi si lancia alla cari ca la brigàta Barby. Essa arresta l'inseguimento dei Francesi, ma a sua volta è costretta a ritirars( di fronte a grosse masse di cavalleria francese raccolte dal generale Ladmirault. Yerso le 5 la sitna1.ione dei Tedeschi è di nuovo assai critica, ma in questo punto giungono nuovi rinforzi . Succede verso quest'ora il tremendo cozzo fra 6 reggimenli di cavalleria tedesca e 1O reggimenti di cava lleria francese. La vittoria rimane ai Tedeschi, però su tutto il fronte la ballaglia continua, a trascinarsi indecisa. Due nuoYe cariche ordinate dal principe nella direzione di Rezonville sono respinte; esse riaccend9no un istante l'azione su tulLo il fronte, ma frattanto scende la notte, e la battaglia è troncata. In questo splendido combattimento tre fasi ben distinte pos • siamo considerare: I! 11• è caratterizzata dall'azione della 5• e 6' divisione di cavalleria: la 2• dall'energica offensiva e tenace resistenza del Hl corpo: la 3' dell'arrivo successivo dei rinforzi. 1
Gravellotte-S. Privat. Nella indecisione in cui si trova il comando sup remo tedesco circa la posizione in cui potrà. incontr;m,i il nemico , le ' disposizioni sono prese -in modo che possano corrispondere tanto al· ì'eventualità. di trovare il nemico in posizione ad ovest di Metz, quanto a quel le di incontrarlo in marcia su Briey. Il concetlo della battaglia non è quindi ben definito dal principio dell'azione; ma esso dovrà completarsi nel corso della medesima. Se a ciò aggiungiamo l'erroneo supposto del comando suprE'-mO circa le posizioni occupate dalla destra del nemico , quando si viene a conoscere che i Francesi sono fermi ad ovest di Metz, ci sarà facile spiegarci l'andamento della battagl ia. Essa si inizia verso le ifO ¼ per parte del IX corpo, che attacca il centro francese credendo attaccarne la destra.
p.amo
PERIODO DELLA CA)IP1\.GNA DEL
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Firro alle 12 però non vi sono che attacchi parziali di avamposti e 1'a1,ione generale ha solo principio- verso quest'ora quando s'im · pegna anche la I armata contro la sinistra francese. · · Frattanto le due divisioni della Guardia inviate SLl Jerneville e su Amanvillers, .conosciutasi la vera posizione dei Francesi, si si spingono su Hahonville e vengono a prolungare rala sinistra prussiana . Il- Xli corpo, che alle H '/ , ha ordine di portars i su Batilly è invece dal suo comandante spinto all'attacco · cL S. Mari e aux. Chène, dopo che si è assicurato che la destra francese si spi nge oltre S. Privai. S. Marie au>: CMne cade in mano ai Sassoni e tre brigate del XII corpo vengono a prolungare la sinist1:a della Guardia, mentre una sola funziona da corpo aggirante. Frattanto il VII ed VJil corpo hanno guadagnato terreno sotto - la protezione di 1:32. pe,.zi di artìgl ieria. I Francesi hanno verdnta la Masseria S. Hubert che è ' il punto d'appoggio _delle loro posizioni avanzate. Verso le 4 pom . il generale Steinmelz procede ad un attacco generale, il quale poco preparato, falli~ce. Siamo così giunti alle 5 pom. Lo spiegamento delle due armate è completo, ma la mossa ag· girante non è ancora iniziata. · Verso le 5 '/ , il comandanante ll'l Guardia il quale ritiene che si sia già pronunciato l'attacco di fianco, ordina r assalto di S. Privat. La Guardia soggetta a perdite enormi è costretta ad arrestarsi. Il rumore di quell'attacco si propaga fino a Flavigny ed il comando supremo, che ritiene sia l'attaco risolutivo, spinge di nuovo la I armata contro la sinistra francese. · Malgrado i rinforzi del I e U r.orpo, anche questo secondo assalto è respinto con gravi perdite. Però in questo momento la 48• brigata coadiuvata dalla M.>" scaccia i Francesi da lloncourt. l Sassoni e la Guardia muovono allora all'attacco di S. Privat dopo a veri o preparato con poderosa batteri a. S. Privat cade ed il VI corpo francese si ritira. 1
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ANNO XLI.
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SULL'IMPIEGO TATTICO DELLE TRE ARMl 1 ECC.
A poco a poco le altre t~uppe premute dai Tedeschi imitano il suo esempio ed alle 8 1/ 2 la b"attaglia è finita. ' . Questa battaglia si divide in due distinti periodi: il ·1 ° è caratter'.zzato ~a un combal.Limento frontale dimostrativo durante il quale s1 compie la conversione a destra preordinata dal comando supremo; il 2° presenta la combinazione dell'attacco frontale ad un attacco sul fianco destro del! 'avversario. I caralleri di questa azione sono dive;si da quelli riscontrati nelle precedenti. · Non è una battaglia improvvisata come le altre e dovuta all'iniziativa dei com~ndanti i.n soHordine; questa è una vera battaglia c~mpale p~eordmata e d1retta dal comando supremo e che quindi s1 svolge m modo più regolare ed uniforme. · AGOST!NO RÀ.YELLT Capitanò di stato maggiore.
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TRA I LIBRI
Ancora la storia del nostro paese.- L'accademia militare. - Un dizionario ltibliografico militare e il valore della storùi militare. - Un libro sulla guerra alpina. - Lei traduzione tedesca di un articolo del.lei R. M. Mezzi semplici per aumentare l'eflicacia del tiro delle artiglierie. lmporta,nte pubblicazione sullci marintt austriaca.
(Continu,a). Il T1vAnoN1 continua calmo e sicuro la sua opera cominciata collo ·-scopo di raccogliere le notizie più interessanti che concernono la storia -del risorgimento italiano dalla seconda metà del x. vm secolo in poi. Era arrivato al 1.849, alla ruina delle speranze lietamente concepite ·un anno prima. L'opera, che comprende fino ad oggi sette volumi, s'apre, come si sa, con un gran quadro della situazione politica e so•ciale del nostro paese nell'epoca che precedette l'invasione francese -del !796. Quel quadro è contenuto in un volume. Ne seguono altri <due e raccolgono le notizie riguardanti il periodo in cui l'Italia soggiacque al dominio francese, i tre successivi comprendono il periodo del wedominio austriaco fino al momento in cui gl'italiani che arevano ltèntato di liberarsene furono colla violenza riassoggettati. Il nuovo volume va dal i8(l9 al '1859 ed appartiene all'ultima serie quella con .cui si chiuderà l'opera. ·Questo volume testè, uscito in luce, abbraccia il periodo della prepa•razione alla riscossa del !859 e si ferma nel punto in cui comincerrebbe l'azione. È diviso in due parti, come era divi;:;a in due parti ,l'Italia in quell'epoca. Da una parte l'Italia austriaca, dall'altra il Pie•monte, baloardo ·estremo delle speranze italiane. Il governo austriaco di Maria Teresa era .stato mite e civile: quello ·di -Ferdinando I rigido ma non crudele, dice lo scrittore, e forse non •rammenta l'intromissione della polizia petulante, prepotente e ignorante ,che amareggiava i sudditi italiani dell'Impero. Dopo gli avvenimenti
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d~J J849 il dominio austriaco, ristaurato in Italia per il valore dell'eserc,110 e .per la fermez;w del maresciallo Radetzky, rimase in mano alJ esercito ed al maresciallo, e si estese fino alla Toscana ed alle Legazioni. Chiare a~paiono nell'indirizzo assun.to dal governo austriaco duranteqµel decenmo tre fasi: quella della violenza militare di un esercito che si sent.e arbitro ,di un potere illimitato ma circondato da nemici, quella del lento ritorno ali andamento normale per la persuasione che la violenza non può render solido un governo, nè l'esercito assorbire la direzionepoliti~a ed amministròtiva di un popolo, infine l'ultima di un supremo. ten~at1.vo fat~o da un .pri.ncip~ ~i sentimenti elevati e di fan tastiche aspiraz1on1, _desideroso J1 n concd1are gl' Italiani coll' impero austriaco. A queste tre fasi fo riscontro il diverso contegno della popolazione soggetta. militare risponde la ribellione aperta e cora<r,er.riosa , eh"' . Alla violenza . s1 conosce 1m.potente, ma con sublime rassegnazione sprezza il martirio e per esso trionfo della brutale violenza ; la cu pa e passiva resistenza del breve periodo in cui sembrava che il governo imperiale volesse ri-mettere le cose sul piede normale; infine le illusioni di pochi e la re-pugnanza dei più con cui fu vedut:1 la vana prova fa tta dall'arciduca. Massimi liano per fondnre un regno separato lombardo-veneto. Secondo il solito sistema, il coropilatore" raccoo)ie aridamont.e i uomi 0 e i ricordi di coloro che salirono il patibolo dura nte quei dicci anni, 0 fu rono coinvolti in lunghi e dolorosi processi. Quelle fredde filze di nomi quei succinti ricordi improntati ad uno spirito di sincera verità colpi~ scono dolorosamente nel ve<lere quanto sangue e quanti do!ori abbia co-stato lo sforzo di liberarsi dalla soggezione straniera. Lo storico vi troverà numerosi documenti per misurare i diversi sentimenti che anirnavano cotesti ~~rii ~ ani~osi campioni dei dritti nazionali e li porrà a rafT.ronto cogl ideali per cui esponevano la loro vi ta i loro predecessori nel, penodo precedente correndo dietro a concelti mal determinati od illusori. iìlosofo positivis~a vi troverà numerosi documenti umani da ·porre a· ~·1scon~ro con q~elh cho ·10 scenziato pessimista cerca negli ospedali e tra 1 pazzr. Il patrio.là d~vrà e<_>ncludere che la pianta uomo nasce vigorosa, checché se ne dica, m Ita lia. Saremmo anzi per dire trnppo virrorosa se ~ssa tend.e ad e~clud~rc i propri simili od a soffocarne l'attiviti:t. questo mconvemenle,.proprio al carattere degl' Italiani, aveva penosamente gravalo sulle sorti loro nella guerrn del ·18ll8 e :18~9. I tristi risultati dovuti alla gelosia ed alla diffidenza reciproca, all'alto sentimento che ciascuno aveva di sè medesimo, cd alla faci lità di sostituire le proprie il~
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fo sioni alla realtà nell'apprezzamento dei fatti erano stale cause precipue ,della ruina finale di uno sforzo cominciato con molto slancio e con molte speranze. [I conto in cui fu tenuta ali ora l'esperienza fatta da coloro, i .quali si trovarono per la forza degli eventi fuorusciti da lla loro ci ttà e riuniti nella ospitale e libera ter ra del Piemonte, valse a correggere uno dei principa li di fotti annessi al carattere degl i fta liani, e dovuto alla ri·dondanza della coscienza persnoale in ciascun di loro. L'accordo che ne venne preparò gli avvenimenti del '1859 e del 1860, i quali parvero mearavigliosi e sorpresero l'Europa. Di questo accordo avrei voluto che narrasse il libro che stiamo esaminando. Forse il compilatore se ne riserba il còmpito all'altro volume, in -cui deve pur parlare della prepar:,zione immediata alla guerra del 18;59.. Ed allora vi figureranno la conciliazione di tutti i partiti in un·supremo pensiero che scioglieva il proble!l'3 dell'indipendenza italiana e- lo collegava a quello della for ma governativa. Ln sagace opera del La ~larmora per la co:.tituzione di un forte esercito in cui fosse fatto tesoro di una fon ga tradizione militare e tielle doti di perlinacin e di clisciplioa che •onorano il popolo piemontese, l' cq uo concetto sulla forma che poteva .prendere l'appoggio dato dalla popolazione in una prossima guerra, in modo che non smodasse nelle fantastiche correrie dei primi volontari del d848, o nelle discordi imprese guerresche del ·1849, furono l'espressione concreta di quel pensiero supremo. I maravigliosi fatti del i859 e ,del •1860 rappresentano il giusto premio concesso ad un pop0lo che .aveva fatto concorrere tulle le sue qualità effi~ci all'attuazione di un pensiero lungamente maturato, ed aveva saputo vincere le passioni da cui non avrebbe avuto che danno. In ciò sta il significato morale del racconto storico del nostro risorgimento e l'importanza del paziente larnro ,intrnpreso e quasi recato a fine dnl T1vAthll'\L È inutile di descrivere punto per punto il volume testè apparso alla luce. L'opPrn del T1vrnoN1 è troppo conosciuta per spingerci a questi partico.Jari. In quel lungo e diligente lavoro si scorge colla pazienza del racco.glitore e il miglioramento continuo del com pilatore, che non si ripete più ,come spesso gli avviene nei primi volu mi. - Egli oramai accen na al libro sintetico ed organico. Ce lo dovevamo attendere dopo le belle e larghe ·sintesi in cui l'autore ha riossunto ,e seguito lo svolgimento dell'idea na_zionale in Italia: con esgc si chiudono i volu mi che precedono questo ora venuto in luce. Vorremmo aggiungere una preghiera ed è quella di .accuratamentl': rivedere i cognomi citati ucl libro e la cui esatta dizione non corrisponde alla vera per qualche vocale o qualche fin ale e1·rata. Lieve menda che nulla toglie al merito del largo contributo dato dal T1-
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alla conoscenza del nostro recente passato. Di guisa che a lui sii spetta con pieno diritto di pronunciar~ le parole con cui, dedicando al figlio il libro, egli si rivolge alla generazione nuova , e le chiede di studiare e arcuratarnente e profondamente studiare per formarsi una fede meditata e sicura senza la quale non vi ha scopo alle azioni, nè con' cordia negli sforzi.
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,,. ** E ben giunge per lo studio delle tradizioni infiltrate nell' esercito,. quelle che gli hanno impresso tanta parte di ·quel carattere che a più riprese ha avuto .il merito di mos.trare, ben giunge, dico, il volume del· RoGIER, che egli volle intitolare le Note storiche e sono una vera e ben, compiuta monografia sulle vicende della R. Accadem'ia militare di Torino.tra ,il 18!6 e il 1850. (Tipografia Candeletti, !895). E un lavoro di lunga preparazione in cui sono raccolte tutte le notizie rela.tive a quell'istituto dal quale uscirono gli ufficiali che combatteronoe diressero le nostre guerre dell'indipendenza nazionale. I cenni riguardanti la storia del!' Accademia militare fondata ·nel 181 ~ non escludono }a. descrizione erudita dell'istituto che la precedette nello scorso secolo, 10 . st_esso_ che fu a suo tempo frequentalo dal!' Alfieri in cui non lasciò gra·d1to ricordo: poche cose del resto lascia rono un gradito ricordo in quel-l'anima irata. Alla esposizione dei regolamenti che ressero stccessivamente l'Accademia militare dal 181.o in poi si intreccia il ricordo dei comandanti che· le diedero una impronta durevole colla loro personalità, e dei principal~ personaggi che coll'insegnare o coli' educare esercitarono qualchè. influenza sui risultati ottenuti dal benemerito istituto. La serie biografica di· .tutti gli allievi che vi passarono fin.o al !869, abbellita da rnoltt dei loro ritratti dà al libro un carattere tutto speciale, e non pochi, scorrendone· le pagine, dovettero sentil'e risvegliare in lol'O grate ed affettuose ric~ol'.danze nello scol'gere quei ritratti appartenenti agli uomini che li auidarono _nei _Primi pa~si de_lla carriera militare, o che lascial'ono pr~fonda, traccia d1 loro nella storia del nostro esercito e del nostre pae;e. La cura e la pazienza con cui fu compilata. J"opera non esclude un. certo brio calmo nel racconto, sicchè esso riesce anche piacevole alla lettura benchè :1ia irto di erudizione speciale. Un più minuto esame esorbiterebbe dai limiti assegnati a questo accenno: però sa rebbe deside1·abih1,
. che comparisse su questa Rivista e facciamo assegnamento che taluno vi ponga mano con larghezza di vedute proporzionate all'importanza del librq ed al valore degli uomini in esso commemorati. *"..
Infine al lettore che studia la storia militare e spesso si .trova imbarazzato nel ricercare le fonti da cui trarre :,icurc notizie sugli nvvenimenti militari riuscirà gradito il sapere che il PoHLEft ha testè ultimalo la pubblicazione della sua Bibliotheca historico-militare (Kassel, editore Ferd. Kessler). È un grande indice bibliografico diviso in tre volumi. Nei primi due sono en umerati 26,600 titoli di libri o pubblicazioni varie riflettenti i fatti delle guerre passate dalla più remota antichità al '1883, i quali titoli sono raggruppati guerra per guerra. Il terzo volume riguarda .la storia militare dei singoli Stati, delle ci ttà, delle fortezze , dei corpi di tn1ppa, delle istituzioni, della marina ecc. . . E realmente anche la storia militare avrebbe bisogno di tornare alle fonti, e di purgarsi da un gran numero di errori e di dirizzoni erronei di cui l'hanno impasticciata lo spirito di sistema, la scarsa conoscenza dei fatti, a quello che il Vico chiamava boria delle nazioni. Non è qui il caso di investigare con quale criterio dr.bba èsser studiata la storia militare, ma non occone nemmeno perder tempo a dimostrare che essa deve anzitutto basarsi sulla verità per quanto la possiamo conoscere, e deve anch'essa partecipare di quel\' ampio lavorio di critica a cui negli', ultimi cinquant'anni fu assoggettata la storia in generale. Perciò è ben.e che vengano alla conoscenza degli studiosi anche le monografie storiche, riguardanti fotti militari, .le qu?li di tempo in tem po compaiono sulle rassegne periodiche, e passano senza esser in nessun ·modo citate. Tra gli altri il B01-1.-1.1tn1 ha nelle Me-morie e documenti pet· la sÌor-ia di Pavia pubblicato con note una relazione cont.empormea dell'assedio di quella città nel H524-25, intrapreso da Francesco I, ed interrotto dalla battaglia in cui quel re di Francia . fu fotto prigioniero. La narrazione interessa tanto più per la presenza, tra l'armi francesi , di Gio• Vanni de Medici l'ultimo dei condottieri it::tliani.
;. ** Il capitano FA 1.LETTI di artigliel'ia continua nella sua saggia oper:i di . indicare come gli artiglieri valendosi opportunamente di alcuni mezzi che hanno sotto mano, e di cui non fanno sufficiente 1·onto, potrebbero
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ottenere più rapidi e più sicul'i risultati dei loro tiri. Tempo fa dimostrava il vantaggio che potrebbe ricavare l'artiglieria da campo nell'aver maggior fiducia che non abbia nei telemetri. A qw~sto mirava con chiara ·esposizione il suo libro L'artiglieria da campo e la telemetria (Edit. Vo_ghera 1~95) e concludeva esser bensì difficile lo stabilire di quanto vantaggio possa essere nel tiro di guerra il sussidio telemetrico, ma essere altresì ·vero che ogni telemetro, a seconda dei suoi particolari requisiti ha una utilità propria, e questa va studiata non in sè, ma relativamente al tiro, ,dovendosi am111:ettere che, comunque circoscritta, un'utilità esista sempre ndl'impiegare uno strumento che fornisce rapidamente un dato sufTi·dentemente approssimativo sulle distanze. Ora invece esamina il tiro· copertn ed i metodi presentemeute impie:ga1i per eseguirlo; e l'esamfl è compreso nel nuovo libro L'arti_qlieria do etimpu e la ,goniometria (Edit. Voghern 1896). Lo scrittore vi mostra l'importanza del tiro coperto nelle future guerre, il quale vi sarà impiegato . non tanto per . evitare le offese, quanto perchè sarà eseguibile nel maggior numero dei casi, con minor tempo e nel miglior modo possibile. Perciò passa _in rassegna i metodi adoperati oggi nell'eseguirlo é crede ·che si possano utilizzare meglio e impedire cosi che si attribuiscano alla nat ura d.i quel tiro difetti che sono prodotti da I modo con cui è condolto ,il suo impiego. L'ampia esposizione di quanto riguarda i due argomenti fo sì che essa :possa esser letta con vantaggio anche da coloro che, senza essere artiglieri, -s'interessano, per debito di professione o per istruzione militare, dell'artiglieria da campo sorella della fanteria nel combattimento.
. d'elevazione di un ~unto su di un altro (eh~ è carattèristica dei 1er-. • reni di montaona) 11ariabile nello spazio sia riferendosi (ti 9ra11di che tu .piccoli tratti cir;,dà anche il vario impiego della fo'.·7:a , ~i.ercè it_ do~ninio strate!]ico e i l dominio tattico »; e altrove « la mobil1_taz1on~ ra?1da. 1~tan,tanea delle compagnie alpine è questione di forza v~va e di 1'.ii~wn impe· ,dimenti », al qual proposito non si aggiunge altro d1modoche 11 profano non arriva a mettere insieme le relazioni tra i te1·mini di quel con·cetto · od anche: « l'osservazione lontana in montagna sotto il punto -clella 'conservazione della forza è' una for1M di guerra nef!ativa, perchè consum.ci ln forza» ; e verso la fine : oc la i~iiziati,·:i in mont~gna :~rii un dovere di fare da sè bene. Così espressa diventa una qucstwne cl lll· telletto e di ca rattere, di ~ui la conoscenza e l'esplicazione saranno i termini. La conoscenza nasce dal sapere, l'esplicazione dal volere e. dal criterio : sono due cose distinte, sebbene elleno sicno una cosa sola, ecc. » Nè si dicn che, presa la frase, la stacchiamo dal resto per farne cattivo uso ai danni del libro. Ne abbiamo citate molte, e più potremmo ci1arne, perchè cotesti modi che ci limitiamo a chiamar dottrinari e talora toc·cauo l'astruseria, a quanto pare dal libretto che a~biam sono mano, ~edu·cono chi lo scrisse, il quale ci aveva finora abituato a leggere chiara- · mente cd efficacemente esposte le sue idee. Le abbia\no citate anche perchè non Je vorremmo vedere in un lavoro che non manca di_ sagaci osservazioni e rivela grande amore per lo studio della guerra d1 montagna, quello che dovrebbe. aver tanta parte della educazione intellettuale e morale dei nostri uffìciali. '(.
'(. * ,li.
** · Nelle condizioni attuali del nostro problema militare le truppe alpine -hanno durante il primo periodo della guerra l'incarico di assumere informazioui sul nemico (osservare), trattenerlo (.gtiada,gnar tempo), e quando viene il momento opportuno assalirlo (contro/fendere). Il capitano ZAVAT· ' TA ,n in un opuscolo dedicato ai suoi compagni alpini, e intitolato: L'ini· ,zicitù;a de_qli alpini nelle prime operazioni di guerra sulle nostre Alpi. ,(Editore Voghera 1.895) esamina quei tre atti di cui può essere incari,cata la truppa alpina. L'esposizione è innegabilmente sistematica, e tuttavia spesso desidereremmo che fosse meno dommatica. I concetti che guidano la guerra sono semplici, diceva taluno, che l'aveva fatta a ,lungo e bene, perchè dunfjue non vorremmo esporli semplicemente? ,Non è possibile esprimere in 1111 modo più piano i seguenti concetti ?
Qualchè tempo fa su questo periodico apparve uno scritto ass~i rapido, il quale, togliendo occasione da una rico1:da~za sole~ne per noi e per la. ·dinastia che ci regge, riassumeva le relaz10m tra le vicende della Casa d~ Sa'Voia e quelle del la storia d'Italia. . . , Ora questo lavoro, essenzialmente storico, fu tradouo tn ted~sco dal -maggiore MARSELLI e pubblicato col titolo: Das Haus Savoyen (tipografia 'Bona di Torino). L'elecranza dell'edizione, la bella copertina che ta adorna e che, dise_gnata d~illa brillante matita del migliore tra i nostri artisti militari, !'ias-sume il contenuto del libro corrispondono alla esattezza della traduzt0ne. Il periodo succoso (l nervoso dello scritto italiano obbligat~ a racchi~!~ <!ere in poche linee i caratteri salienti di tutta una serie d1 fatti stonc1 ·:trova sotto la penna del maggiore MAHSELLI- una corrispondente forma
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J.~e!la lin~ua te~~sca_. Sicchè se l'occhio rimane appagato dalla esterio11.ta del hbro, I Hahano, studioso di linaua tedesca vi trova la 1. 10 d1 osser · · · d ·1· · · ' ' ga messe . vaz10n1 e ut1 '· msegnamenti liniwistici col raffr·ontar·e la t. duzrone )I' · · 1 v 1 = 1aa origma e. c. ode vole e ben riuscii a auesta prova di un l'b. tedesco trndotto d 11·· 1· d . i . 10 : ' .. a ita iano a un -italiano e stampato in Italin meni-a d1 essel'e rammenta ta ai nostri lettori. • , e-
La Rivista Jlfarittùna ha cominciato Ja pu bblicazione dei C . l' Ol'dinamenti navali delle principali nazioni dov l , D p enni su,q ~ . 1 u e a . AR ENT1. Quelli c~mpre~1 ne supplemento al numero del gennaio concernono I' A st ·· Un.,.hena e ·on ' I · a· u rw · • <') • • '.' o cosi comp e_t1 e estesi da desiderare ardentemente Clill la pubblicaz1one proceda rapida accioccbe' abb' . t ·b .• . . Himo m un I ro com pIessno i dati per apprezzare un elemento che r .· . Il . t n·1ene sempre pi1 ì im por tanu, ne a valutazione della forza mi litare degli Stati. F.
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Il 25 gennaio giunse dall'Africa una notizia che fece palpitare di_gioia , tutta l'Italia: , il maggiore Galliano è uscito da Macallè col suo battaglione, e.on armi, munizioni da guerra, ferir.i e bagaglio». Questo era av- ,·enuto in segt1ito ad onorevoli trattative e le condizioni ottenute, molto. migliori di quanto si osava sperare, venivano spiegate come un omaggio . reso al valore. E veramente l'eroismo di quel pugno d'uomini ha ammirato l'ltalia e il mondo. Dall'indomani di Amba· Alagi (7 dicembre) hanno fc l'matol'esercito condotto da ras :Maconnen; dai pri mi di gennaio hanno fermato gli eserciti riuniti di Maconnen e di .Menelik. Degli assalti respinti in questo periodo di tempo abbiamo fatto cenno . nelle precedenti puntate; qui noteremo solo che il primo degno di tal nome fu dato all'impro11 viso il 7 gennaio, l'ultimo il 13; nel pel'iodo intermedio vi furono attacelti quasi ogni giorno e sorprese quasi ogni notte; più di una volta i difensori uscirono dal for te inseguendo il nemico messo in fu ga dall'a rtiglieria e dalla fucileria dei parapetti. L'attacco più accanito e più vigorosamente respinto sembra essere stato quello del giorno H , in cui da pa;·te del nemico 1·estarono uccisi ottanta fra capi e sottocapi e da quattrocento a cinquecento gregari, quasi tut.ti del corpo di Maconnen. Prima del 7 gennaio non vi erano stati che piccoli scontri tra le . ,nostre guardie e le pattuglie nemiche avanzatesi per riconoscere il forte. Dopo il 13 di gennaio continuò ad intervalli lo scambio di fu cilate tra . i difensori che volevano allingere alla fonte e gli attaccanti che volevano impedirlo. La mancanza tl'acqua nell'interno era il pun to debole di Macallè. Questa veniva attinta a un serbatoio posto a circa melZo chilometro dai parapetti, nel quale ollluiva da una diramazione di un vicino ruscello. I difensori che durante tutto il mese di dicembre, con attività e-
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<industria meravigliosa, avevano munito il forte d'ogni specie di difesa accessorie, così da renderlo inespugnabile, non ·avevano potuto rime·dia re al difeuo dell'acqua.
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,,. * Il nemico scoraggiato dopo una settimana di assalti che gli erano "COslati perdite enormi, deliberò di pì·endere il forte per sete, nè la cosa gli riuscì difficile. Questo era già investi~o su tre lati; lo investi sul · quarto (lato nord) dove si trovava la fonte o serbatoio, e per battere gli accessi alla medesima costruì un trinceramento. Fu allora~che cominciò la lotta per l'acqua, la quale durò vari giorni, r.nchè il nemico, · non b~stando il fuoco del parapetto ad impedire che gli assediati si recassero ad attingere acqua, tolse la deriv:izionc e copri il serbatoio · con sassi e di terra. Da quell'istante, le ore di l'llacallè fu rono contate. In Italia la cosa in parte si sapeva, in parte s'indovi·nava, eppe1:ciò si era trepidanti sulla · sorte di quella eroica guarnigione; le notizie che di tanto in tanto giun. gevano di vena scoperta nel forte, di riserve bastevoli pet· lungo tempo · e simili trovavano poca fede e meno ne meritavano. Perciò la notizia della capitolazione, che da un nemico barbaro non si sperava così onorevole, fu accolta come la notizia di una vittoria. Ecco, secondo gli ultimi telegrammi, come sarebbe avvenuta questlt -- capitolazione. Il signor Felter (nostro messo inviato a Menclik in seguito a sua ·dorn:rnda) avuta da lui offerta di lasciar libera l'uscila :il presidio ·di Macallè coi feriti, donne, armi, munizion i e bagaglio, si recù id forte per conferire col colonnello Galliano. Quivi constatò che l'acqua era esa urita; i quadrupedi non bevevano da 1.J giorni , gli uomini del presidio erano<stati posti alla razione di un <1uarto di litro al giorno di acqua pessima. Per aver tempo a stabilire le condiàoni e le garanzie, il messo tornò - id campo di ì\Ienelik dove chiese ed ottenne il rifornimento dell'acqua per un giorno. Frattanto il colonnello Galliano, riunito il consiglio di difesa, determinò le condizioni di sicurezza che i patti fossero eseguiti. .Martedì 21 gen' naio) il messo tornò con una lettera di Menelik che autorizzava l'uscita --dal forte nel modo sopraindicato, ed un'altra di Maconnen che si ren· deva ga rante dell'osservanza di tali impegni.
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Il presidio, pertanto, uscì dal forte il 23 ~enn~!o, seguito da una l!arovana di cinquecento muli c.he portavano 1 fent,, le arm_i, le mu--· nizioni, i bagagli e s'incamminò a piccole tappe verso Ad.agamus, scortato dal corpo di l\faconnen. ' . . Le voci corse in Italia il 2($ e il 27 di una rottura d~1 patti ~a J>arte degli Scioani finora non si confermarono. Vari '.:a?i, s~ecialme~te tt- · crrini videro bensì di mal occhio l'uscita del pres1cho d1 Macalle, ma ~essi:no osò attaccarlo. Esso, al momento in cui scl'iviarno, continu~ · la sua marcia verso il campo del generale Baratieri, sotto la scorta d1 · :Maconnen. . Speriamo che nul la venga ad interrompere questa marci~ e ?be i• pl'Odi e gli eroici difensori di l\lacallè ~)o~sano presto abbracciare 1 lorocompagni a J campo del generale Barat1er1, ma voci sinistre corrono.
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Interprete fedele dei sentimenti d.i ammirazione de.I paese verso i ~i.fensori di Macallè, fu S. M. il Re, che il Hl, gennaio, dopo la not1z.~a, dei primi attacchi così gloriosamente respinti, ~u proposta dell'on. Ministro della guerra, promosse il magg10re Gal11ano a tenente colonnello . per merito di guerra. \. . Giova riportare come documento la relaz10ne dell' on. Ministro, la, quale precede il R. decreto :
• Sire! pugno di prodi, con soli ~. cannoni da n~ontagna, è chiuso da, un mese in un piccolo forte, più improvvisato a difesa campale c~~ att? a sostenere poderosi attacchi, isolato in territorio ostile, a 100 e pm chilometri dal grosso delle nostre truppe. . ( L' inter; esernito avversario 60 volte più numeroso, ben armat~ d1 fuci li ed anche di artiglierie, lo avvicina, lo circonda e_lo attacc~ 1111petuosamente rinnovando replicate volte, dì ~iorn~ e r(1 ~?lte, gli. assalti sotto la direiione stessa del Negus e dt:1 suoi cap.1 p1~ valenti. . « Il piccolo presidio di l\fakallè re;;pinge ~em~lre v1ttor'.os~m~nte 1~. risoluto e tenace avversario ; ridotto a penuria d1 acqu~, d1mmmto d~1 vuoti che nelle sue file apre il non interrotto fuoco n~m1co, nulla lasci~ . intentato per prolungare la r~sistem:a riuscendo persmo, malgrado. gli. scarsi mezzi onde dispone a nconqmstare momentaneamente ~1na piesa, d'acqua, venuta in possesso dell'attaccante, e rifornire la merva deL forte. « Un
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, Questi atti sublimi, che saranno registrati nella storia del valore italiano, sono dovuti all' eroismo del presidio e soprattulto alla serena -energia di carattere del suo comandante maggiore Giuseppe Galliano il quale, accoppiando ad una mente perspicace un animo di ferro, ha ·compreso come la resistenza del forte, col ritardare la invasione del ·nemico, dia modo al Governatore di scegliere il mome.nto più oppor•tuno per la ripresa dell'offensiva. « Ritiene il sottoscritto interprete dell'ammirazione di tutto il paese, -che tanto valore debba sin d'ora e3sere premiato. Si onora quindi di proporre alla Maestà Vostra di degnarsi d'apporre l'Augusta Sua firma .all'unito decreto, col quale il maggiore Galliano, Lo' strenuo difensore -di Makallè, viene promosso tenente colonnello per merit-0 di g11erra. «
Sire!
, Questa decisione non solo sarà premio novello al valoroso, sul cui .petto brillano le ricompense guadagnate ad Agordat e a Coatit, ma costituirà anche un degno omaggio alle virtù del!' intiero pre3idio, che -con lui sostiene l'eroica lotta, e sarà d'eecitam·ento a quanti dell'esercito fanno parte, ognun sapendo che Vostra Maestà non pone indugio .3 prem iare clii, ispirandosi alle più eccelse virtù militari, è pronto a qualunque sacrifizio per la patria e per il Re , . La promozione del maggiore Galliano per merito di guerra, fu posta .ali' ordine del giorno in tutti i corpi dell'esercito.
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[l nostro «overno ha profittato della sosta che la resistenza di Ma-callò impone~a all'avanzarsi del nemico per continuare l'i nvio in Africa di rinforzi c di materiale da guona ; il generale Baratieri ne profittò per ordinare i vari servizi. L'ostinazione del nemico a impadronirsi di -quel forte giustifica ampiamente l'avervi lascia to un distaccamento ~i . truppa a difenderlo fi no all'estremo, anche a costo dell'eventua!e sacl'l_fìzio dei prodi difensori; la resa di quel forte, dopo avere sodd1sfauo 11 suo còmpilo al di là di quanto era necessario, spiego e giustifica la ~ioia con cui fu accolta in Italia la notizia di una cnpitolazione.
*" * Il 24 correuie giunse r, l\la'ssaua il piroscafo Washin,qton cou un battaC1lione di fanteria e due batterie. Era l'ultimo di quelli che chiame~ remmo scaglioni dal secondo gruppo. Nei c,iorni successivi proseguì l'arrivo a Massaua di piroscafi ca richi di vive;i, di materiale da guerra e specialmente di muli. Era necessario proporzionare l'invio del materiale a quello di truppe. Intanto nuove troppo e nuovo materiale si apparecchiavano. . . Lo slesso gicrno in cui giungen a Massaua il Waslungum (24- gen· naio) partiva da Napoli il Bosforo con un battaglione, munizi?ni e provviste. Ern il primo scaglione di trupp~ del ~erzo _gi:uppo. 25_ par· tirono altri due battaglioni. Al momento m ctn scr!Vlamo s1 assicura che questo terz.o gruppo sa rà di cinque battaglioni e d'.1_e batt~rie d~ mortai, forse anche qualche altra batteria (oltre quelle g1a spedite) d1 cannoni a tiro rapido. Sarà formata una quarta brigata di fant eria comandata da un generale, cosicchè fra poco avremo in Africa un intiero corpod'armata . La partenza dalle rispettive guarnigioni_ d~lla truppa destin~ ta_ali' Africa continua a dar luogo alle più entusiastiche e commoventi dimostrazioni da parte del popolo, che h3 vivo il sentimento del proprio onore e del proprio dovere in queste circostanze. Le numerose e co-. spicue offerte volontarie alla Croce Rossa per metterla in grndo di. concorrere efficacemente alla cura ed al sollievo dei nostri feriti nell'Eritrea provano anch'esse luminosamente il pa triottismo delle popolazioni, e i loro sentimenti.
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Ai sentimenti del!' Italia verso i difensori di )Jakallè ed il suo bravo ·comandante rispose la stampa di quasi tutto il mondo civile, l'inglese, l'austriaca e specialmente la gflrmanica . L'imperatore Guglielmo II, che fino dal principio aveva seguito con .grande interesse le fasi di questa lotta, chiesta ed ottenuta autori:1.za.zioue del nostro Re, ha decorato il tenente colonnello Gallia no del. l'Ordine della Corona germanica, di 2• classe, colle spade incrociate, -cioè per merito di guo.rra. Nel telegrnrnma con cui si comunica questa decorazione l' Imperat-0re si felicit.a della bravura degli ufficiali e dei soldati italiani nella ,difesa di .Makallè, evocando l'eroismo romano. Non solo i difensori di Makallè, mo tutta l'Italia è grata all' Impe,ratore di questo suo atto e dei sentimenti espressi in detto telegramma.
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NOTIZIE POLITICO; MILITARI
NOTIZIE POLITICO-MILITARI
La composizione dei riparti per l'Africa continua a farsi allo stesso sistema adottato fino dal principio: gli ufficiali sono tutti volontari; gli uomini di truppa si estraggono a sorte, con giuste proporzioni nei varii presi dii. Le traversate da Napoli a Massaua si fecero finora senza notevoli incidenti; il servizio dei piroscafi della Navigazione generale fu, a detto di tutti, superiore all'aspettativa per esattezza e prontezza da parle della diiezione e sopratutto per impegno e zelo patriottico da parte del per• sonak marittimo La marcia delle truppe da l\fassaua al campo del generale Bar:Hieri si è compita in buone condizioni, coi servizi ordinati quanto era possibile. I battaglioni e le batterie son giunti alti di spirito e forti per combattere, senza la perdita di un sol uomo. Questo campo r.he fu per molto tempo ad Adig1·at, ora si è po1·tato un poeo più innanzi, col grosso ad Adagamus e .gli avamposti spinti fino a Mai Meghetta. Il nemico che fino alla capitolazione di Macallè tenne il grosso in quei dintorni, si avanzò .nei giorni seguenti ed attualmente ha il campo principale presso Agula, con riparti verso Adua e verso Hausen.
C01·si di ufficiali. - 1. Corso ed esperimento per l'accertamento delridoneità all'avanzamento dei tenenti anziani di fanteria. Corso unico di circa 25 tenenti di fanteria: dal 12 aprile al 28 giugno. 2. Corsi sulle armi, sul tiro e sui lavori da zappatore pei sottotenenti d1 fanteria . r a) Corso di H3 sottotenenti : dal 23 febbraio al 26 aprile; b} Corso di H3 sottotenenti: do.I 3 maggio al ~ luglio. Corsi d:i tnippa. - Corsi d'istruzione per zappatori dì truppa: ,io corso: dal -16 febbraio al 22 aprile; vi prendernnno parte 3 caporali, allievi zarrpatori o soldati di ciascuno dei reggimenti di fanteria e bersoglieri dei primi sei corpi d'armata. 20 corso: dal 28 aprile al t O luglio; vi prenderanno parte 3 caporali, allievi zappatori o soldati di ciascuno dei reggimenti di fant.eria e bel'saglieri degli ultirni.~sei corpi d'armat11. 3° COl'SO: dal 13 settembre Hl 22 novembre; vi prenderanno parte 3 caporali, allievi zappatori o soldati di ciascun battaglione alpino. Venne lìrmato e pubblicato un R. Decreto col quale l'Eritrea e i territori che ne dipendono sono dichiarati in stato di guerra. In conseguenza di questo R. Decreto gli ufficiali e le truppe che si trovano in Africa avranno diritto a tutte k competeme di guerra, ed ai vantaggi contemplati dalla legge per quanto riguarda le pensioni.
Fra le più importanti disposizioni d'interesse rnilital'e emanate nella quindicina notiamo: Il 1.0 febbraio avrà p1·incipio il corso per l'accertamento dell'idoneità all'avanzamento dei tenenti di cavalleria, al quale sa r~nno amme~si i lenenti che non abbiano ancora frequentato il corso e' contino l'anzianità dal 7 ottobre 1887 al 7 ottobre i8S8 incluso. 11 t O marzo sal'à iniziato sotto la direzione del corpo di stato maggiore un corso ferroviario di stazione, al quale s:ll'anno r.hiamati capitani ed uffiziali subalterni del le armi di fonteria e cavalleria e saranno ammessi alcuni capitani in posizione di servizio ausiliario, nonchè alcuni uflìziali subalterni di complemento di fanteria. Il corso consister3 in due distinti periodi: uno prep(!..tatorio o teorico e l'altro pratico. Nel primo, della durata di -15 giorni circa, l'istruzione si farà per gruppi presso il distretto militare del luogo designato come sede dì ciascun gruppo. N'el seeondo periodo, della durata di cil'ca un mese e mezzo, gli ufficiali saranno ripartiti in <livel'se stazioni ferroviarie. Presso la scuola centl'ale di til'o di fanteria avranno luogo duran te l'anno '1896 i corsi seguenti:
Roma, il 27 gennaio '1896.
X.
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ANNO ILI.
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NOTIZIE lilLITARI ESTERE
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NOTIZIE MILITARI ESTERE GERMANIA.
Esarcitazioni annuali del personale in congedo. - Dal le disposi1,ioni• di recente pubblicate per le esercitazioni del personale in congedo (Prussia) riassumiamo i seguenti dati. · I divcr~i periodi d'esercita1,ione del iwsonale in congedo, hanno luogo nel tratto di tempo dal 1° aprile 1896 al 31 marzo :1897. Le chiamate devono essere fatte, per quanto si può, in momenti diversi. Nello· scegliere questi momenti devesi avere il possibile riguardo in ciascuna zona di corpo d'armata alle esigenze professionali e segnatamente agli interessi agricoli. L'ordine di presentazione deve essere comunicato agli. interessati al più presto. Il quantitativo del personale da richiamare per le eserciunioni ordinarie è indicato con apposito specchio dal quale si ricava: Totale rich iamati dei corpi d'armata seguenti: Gu~rdia, I-Xl e XIV-XV.Il
r•er durala
per ·15 giorni
I
120000 27001
I
I
'10000 l 5000 3,0001
.
I
,
4452
il ·isoo II 160
l'aria
9'15
·1000,
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Oltre al quantitativo sopraindicat.o sono da chiamarsi: A tenore d~l prescrit.to dal regolamento sul servizio in campagna: gli uomini di truppa per il completamento dei corpi prendenti parte alle manovre imperiali; A tenore del presc11t1:o dal regolamento militare (Hoerordnung) e dal ministero della guerra: i mMstri ~lcmentari della riserva; i già volcJntari d'un anno di tutte le armi che non siano aspiranti ufficiai i; . gl i uffici;:ili aspiranti rii tutte le armi che non sono già compresi tra chiamati dello specchio precedente; i fornai ed i macellai della riserva; sottufficiali della riserva di cavalleria per essere istruiti come sergenti nelle colonne treno del.le sezioni telegraGsti; aiutanti, sol.Lo-niutanti ed assistenti d'ospedale; personale della carriera rdigiosa che dove far servizio negli ospedali dei presidii; aiutanti scrivani per i coinandi di distretto del!' i~pezione di Landwehr di Berlino; sottufficiali e comuni da istruire nel servizio magazzini e sanità; telegrafisti militari nelle località dotate di sistem; permanente tèlegrafico dei forti; infine, per I2 giorni, i s0lda1.i eperai, dei quali è fissato tassativamente il quantitativo in ciascuno dei sopra menzionati corpi d'armata nel limite minimo di 18 e massimo di '100. È in facoltà dei comandi di corpo d'annata di diminuire il quantitativo dei richiamati, nel caso che ciò sia richiesto <la circostanze ' speciali. Ispettori cli cavallerict. - . I d•.1e ispettori di cavalleria che dapprima dipendevano per alcune attribuzioni <lall'impet'atore e per altre dal ministero della guerra, sono passati alla diret.ta dipendenza del sovrano, con ord iM di gabinetto 21 dicembre 1890. Dello ordine regola più specificatamente le attribuzioni degli ispettori sopramenzionati come .:ippresso: li) ispezionare speciali eserciu11.ioni di cavalleria ordinate dal sovrano; dirigere le esercitazioni di più divisioni cli cavalleria; . b) dirigere viaggi d'esercitazione tattica di generali e d'ufficiali superiori di cavalleria; · e) ispezionare singoli ripa1·ti <li truppa di cavalleria relativamente a diversi rami di servizio, nonchè il materiai!~ cavalli;
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
cl) ispezionare istituti d'istruzione della cavalleria, depositi di ri -
monta, speciali eserci tazioni tecniche, reùigero rel:lzioni su questioni di cavalleria. Per l'impiego dei detti ispettori nello mansioni indicate agli alinea b, e, d, il ministero della guel"l'a presenta al sovrano volta per volta apposite proposte. Variante nell'organico del mi11istero della guerra. - Con ordine di gabinetto in data H gennaio corrente è stata istituita nell'orga nico del ministero della guerra una ispezione degli istituti tecnici, per il momento provvisoria. Questa ha per cii po un ispetto re, avente grado di comandante di brigata, e comprenile la seziono tec~ica già preesistente nel mini5tero, più la sezione anni portatili, di nuova 1:-tituzionc. Dipendono dall'ispezione: le fabbriche d' armi, In fabbrica munizioni, l'uffici o costruzioni d'tu'tiglieria, le o!Ucine d'artiglieria, la fon deria cannoni, In fabbrica di proiettili, i laboratori d'artilìcieria, le fabbriche di polvere, la sezione esperimenti ili sostanze esplosive. Istruzioni'. - Per il corrente anno sono ordino.Li i seouenti corsi vari è> d·istruzione: due corsi di conferenze ([nfornrntionskurse) presso la scuoio di tiro di. fa nteria per MS tenenti colonnelli e maggiori delle armi a piedi (eccettuata l'artiglieria a piedi); un corso detto per 24 comandanti di squa· dronc; un corso eletto per 30 comandanti di reggimento cd ufficiali superiori di pari rango delle armi a piedi (eccettuata l'artiglieria a piedi). Quattro corsi d'istruzione presso la menzionata scuola; vi saranno comandnti in totnle 234 copitnni e 8~, tenenti delle arm i a picùi (esclusa l'artiglieria o piedi). Corsi d'eserci i.azione per sott.ufficiali a Spandau-Ruhleben e neHe piazze d' esercilaziono di Elsenhorn cd Hagenau; non è fissalo il nu- · mero dei detti corsi; è stabilito soltanto che vi dovranno essere comandati in totale 420 sottufficiali di fanteria e pionieri , più :120 sottufficiali di cava llcria. Alto personale mililare. - In dicembre scorso morì a Berlino in età di 7'l anni il generale di fa nteria o. disposizione bnrone Meerschcid!-Hilllesscm, già comandante il corpo d'armata della Guardia. Fu un militare cli ammirabile attività cd energia. Cominciò a distinguersi da sottotenente nel {848 prendendo parte a repri mere•la sollevazione della . provincia di Posen. Fece la campagna del -l86ll contro la Danimarca quale capitn no di fonteria e urillò in molli cornhattirnenti. Fece poi la campagua del ·1866 contro l'Austria, comandando, un battaglione e combattè a Trautenau, 0 Koniggriitz. Colonnello nel '1870 comandò nella campagna di guerra
261 contro la Francia un reggimento di fanteria prussiano, guidandolo in undici combattimenti. Maggior generale nel 1875, lenente generale nel 1881 comandante 13 3Qa divisione; genernle di fanteria nel '1888 ecomandante il corpo d'armata della Guardia. Nel i893 fu collo1iato a disposizione dietro sun domando., carico <l'onori heu meritati. NOTIZll,; MILITART. ESTERE
RUSSIA.
Creazione di direzioni d' i11te11denza d'annata. - 11 consiglio militare, dietro proposta della direzione generalo dell'intendenza, stabilil'a il ,12j24: maggio u. s. (f>rikas ~. H9, 1895), che pel '1 ° gennaio '1896 fossero istituiti quattro direzioni d' intendenza di corpo d'arnrnto, las(:iando in facoltà al Ministero della guerra di indicare i corpi d' nrrnata ai quali sarebbero addelle. 11 l'rikll$ N. 292-·1895, prescrive <li creare le direzioni sopradette presso i corpi d'armata 2° (o Vilna) 9° (n Kiev), 15° (a Varsa via) e 1.9° (a Brcst-litovsk). Il commercio clctl(I, R ussia a.~intica per effetto della costruzione <letta fer?'OVÙ1 della Siberia. - Col prossimo compimento dello ferrov ia siberiana sa ri1 aperta 11na vin di traffico fra l' Europa occidenta le, la Cina ed il Giappone, che potrii fo1· concorrenza alla marittima cbe attraversa il c:male di Suez. A tale scopo un'apposita commi;;sione ù stata incaricata di studiare un· itinernrio di viaggi periodici di pirosc:1li ;fra Vladivostok i porti del Giappone e il porto di Shanghai, in guisa di dare un maggior sviluppo al commercio russo ncll'A:;ia. La suddetta commissione dovrà pute proporre cli istituire comunicazioni lluviali a vapore sul fiume Sungari e suoi aflluenti. · Bilancio _qenemle cli previsione pel ·189u. - Da <J ucsto- bilancio risu lta , che le entrate (e altrettanto le spese) sono va Iutate in 1,3(H ,54-7,99(;, rubli (·1). Il bilancio di previsione del l\iinistHro della guerra è di 288,n21 ,969 rnbli (pel 1895 fu di 27~,161,313 rubli), e quello del .\linistero <lolla marina di fS7,96 6,000 rubli (1895, rubli 54-,923,909). T ra le spese straordinarie del bi lt1:acio generale figurano '130,459,080 rnbli per costruzioni r. . rroviarie (tra eu i 84-,733,580 rubli pei lavori ~ella fonovia siberiana). I erediti accordati per la ferrol'ia della Siberia permettono di eseguire i lavori simu ltaneamente in vari punti della lineo, ciò che diminuirà notevolmente il tempo necessario per la completa cost.rlliiione della medesima.
(I) Valore efTeUlvo del rublo circa L. 2,80.
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NOTIZIE AIILITARI ESTERE
La casa militare dell'Imperatore. - Al f gennaio 1.896 si componeva di 48 aiutanti di campo generali, 8 maggior generali e contr'amllliragli e 30 aiutanLi di campo Il corpo d'i stato maggiore. - Si compone presentemente di 9o4 uffi ciali di tulli i gradi e cioè 22 generali di fanteria e cavalleria (decano il generalo cont~ Miliutin antico ministro della guerra), -122 tenenti genernli , 1.27 maggior genetali, 225 colonnelli, 10!) tenenti colonnelli, 1.88 capitani in i •, H capitani in 2a, 5!) uffici.ili delle diverse armi addetti allo stato maggiol'e, ecc. ~ro-mozioni di ~ene'.·ali. - Con ukas del 7/'19 dicembre, i tenenti generali J)falokhov, Ts1tov1tc, Protassov-Bakmeticv, Ighelst.l'om, Leich1, Krivoblotzki, ranonski, Richter, Rosenbach ccl i l principe Alessand ro di A<lenburgo furono promossi generali di fanwria; il tenente generale Vinberg fu promosso generale di cavallerin. Inol tre f4 maggior generali furono promossi tenenti genera li e 1.8 colonnell i, maggior generali. le truppe finlandesi. - Al :1. 0 gennaio '1895 le truppe nnlande~i (9 battaglioni cacciatori ed 11n reggimento dragoni) comprendevano 220 ullìciali e 569{ uomini di truppa, 5600 sono luterani, 89 ortodossi, 2 cattolici. Rispetto agli uliiciali si risente unn notevole dencenza essendovi 27 posti vacanti; inolrre 35 ufliciali sono comandati per tre anni presso le truppe russe per imJJararc h1 lingua russa ed impratichirsi del servizio militare. I lcwori del 7101·10 di U bava. - Per la costrui ionc a Libiiva del • porto Imperatore Alessandro ll[ , , nei primi cinque anni (da l i895 al i899) sono stati proposti i seguenti lavori: un lavoro di sr:a vo eon draghe di 1,000,000 di sagene cubiche (1), cioè, metil circa dello scavo p_L'Ogettato, ritenend osi che per i pri mi cinque anni lo specchio di ac_que risult.ante sia sufficiente ai bisogni del nuovo porto. Il Ministero della mnrin:i propose di costruire subito un .dock 11 secco, un laboratorio m~ccanico, una fu ci na, un laboratorio da costruzioni n:wali, uno per scialuppe, uno per torpedini ed un lnborntorio d'artiglieria, un deposito di torpedini \Vhitehead, uno scalo JJer torpediniere ed un fabbricato poi· gli 11Hici del porto. In seguito si costr11 irauno i depositi e ma,!,(azzini per 9 anni di 1a clusse e 9 di classe inferiore, lanto per le dotnzioni da gue1·ra, qunnto per le dotazioni di viveri; 3 caserme capaci di :1.000 uomini ciascuna, cnn relativo padiglione ufficiali comprendente l'alloggio per :I.O comandanti di compagni:1, :I. :ii utlJntc e 2 fu nzionari; un ospc0
(l ) Sagena cu bica
=
9,7U metri cubi.
NOTIZIE mLITARI ESTERE
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dale per 200 letti : un club con ltibliotéca per gli urficiali di marina; una casa pel comandante in capo, una casa per 4 ammiragli, una casa per 4 ufficiali superiori con famiglia e 4 non ammogliati, 2 case per 20 ufficiali inferiori ciascuna ed una casa per 7 ufficiali inferiori. La spesa totale uei lavori da esegufrsi nei primi oanni è valutata a '15 if'J milioni di rubli. Nei successivi 5 anni si ha intenzione di terminare completamente la costruzione dei bacini di carenaggio e del canale, e nello stesso tempo di costrni rc ancora un dock a secco, e di aumenlarc il n umero dei depositi e tlegli edifici per abitazinue in proporzione dcll'aumenlo della squadra. In generale colla spesa 20,000,000 di rubli, o poco più, la llolta del Baltico verrà a possedere in 5 anni una comoda stazione navale avanzata, ed in 10 anni un porto complet.amente costruito e perfottnmentc equipaggiato, in un mare che non gela, e pertanlo avrà una base, sia per operazioni offensive, sia per la difesa delle -coste. (Tnvali.:lo russo, 1895, N. 27:1.). Ji'el'l'ovia della Siberia. - Dal ResoconLo XX V del Comitato per la ferrovia della Si beria, compilato il 29 novembre, risulta -che i lavori di <juesta linea sono condotti con grande attività : dur:m1e l'anno fu eseguita la posa di ,1385 verste di i'otaie (H77 chilometri), sicchè, non calcolando il 1ronco Celiabinsk-Ekaterinburg, si ha attualmente una comunicazione fe rroviaria non interrott:1 di ~M87 verste (2654 chilometri), e tenendo coni.o di <1uesto tronco, di 27i3 verste (2895 chilometri). Il 5 dicembre fu terminata !a posa dei binari nel tratto da!l'Obi a Krnsnoiarsk (sul · Jcnissei). , Confrontando l' inlero sviluppo di 6858 verste (73·18 chilometri) che avrà la fenovia della Siberia da Celiabinsk a Vl ad ivostok. colla somma dei tratti già compiuti, risulta che questa ultima supera di 200 verste (2{4 ch ilometri) il terzo della intera linea. La ferrovia raggiunge ora la cittn di Krasnoiarsk. Si avrà fra breve una comunicazione non interrotta tra Pietrobul'go e le rive <lei li ume Jenissei per una estensione di 46i0 vers te ('19i0 chilometri). Ulteriori n_otizie da Krasnoiarsk info rmano che i membri della ispezione della ferrovia partiti da Pietroburgo arrivarono a Krasnoiarsk (sul fiu me Jenissei) :1.9/3'1 dicembre, compiendo l'intero viaggio in ferrovia. Prirna che la nuova linea arrivi ad frkutsk de,•esi fare ancora la posa di HOO verste (H75 chilometri cima) di rotaie. Ferrovia di Kars. - I lavori di costruzione della ferrovia di Kars procedono con attività. Il rn (28) dicembre s'iniziò il traforo del tunnel princip.ile di questa strada, cioè quello di Dp-iagi11r.
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- NOTIZIE MJLI1'ARI ,ESTERE
Ferrovia Penn-Kotlas. ....L Gli studi per la costl'uzione di questa linea destinata a riunire le rtgioni orientali della Russia :,i quellr seU'1ntrionali e che avrii lo sviluppo di 935 verste (995 chilometri), procedono con grande attività. A I i O dicembre si ern già efeguito il rilievo di HO verste (141 chilometri) del terreno da espropriar�i. I lavori s'inizieranno dalle due estrernit:ì (Perin e Kotlas). SPAGNA.
Spedizioni militari et Cilba. - In vista della situazione sempre più allarmante e dei progressi fatti dall'in!!urrezione nell'isola di -.Cuba, ii :Ministero della guerra, in data 4 aprile, ordinò che i quartro batta glioni cacciatori di guarnigione nel distretto di Puerto Rico, devassero il loro contingente a 900 uomini ognuno, suddivisi in 6 compagnie, e si trasferissero all'isola di Cuba. J battaglioni designati furono: 23 ° Battaglione cacciatori (Colòn_); 25° id. (Patria); icl. (Alfon,:o XJJI); id. id. 30° id. (Valladolid). 3:lo id. Si rese per conseguenza indispensabile l'organizzazione di nuove forze che sostit.uissero, almeno in parie, quelle destinate a far parte dell'eser cito di operazioni in Cuba. E infatti, con la stessa data del 4 aprile, il Ministero della guerra ordinò ai comandanti del 2° e 4 ° corpo d'esercito di procedere ognuno all'organizzazione di �n battaglione di fante1·ia, ai quali si diede rispét tivamente il nome di 1. 0 e 2° battaglione provvigionale di Puerto Riro. Ogni battaglione su 900 uomini divisi in 6 compagnie. Per l'armamento di questo contingente e per formare un buon depo sito di fucili in prossimità dell'isola di Cuba, furouo mandati a Puerto Rico 8000 Remington, modello f87L Si dispose infine per la partenza di una terza spedizione della quale doveva far parte 11ltresì un battaglione di fanteria marina, con desti nazione alle du1� isole di Cuba e Puerto nico, e che ebbe luog,J nei giorni e nei porti indicati nello specchio seguente:
Terza spedizione a Cuba e Puerto Rico . . Contingente tra,portato
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266 RIVISTA DEI PERIODICI MlLlTARl
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III. Il llramma navalenelfEstl"emo Oriente (·1894-95). - A. V. Vi;:ccn1.
RIVISTA DEI PERIODI CI MILITARI
Rivista di fanteria.
Fascicolo XII, dP.cembre ,f 89i'>. membrnnze di giicrra.
C. Con:,1, tenente generale. -
Ri-
Con que.~to tiLolo, l'illustre generale o scrittore di cose militari inizia una serie d'articoli di carattere storico narrativo. - Per la 'gran parte che _I' ~utore p1:ese agli avvenimenti che dcs~l'ivc non potranno a m~uo d1 nescrrc d1 grande interesse. Nel fascicolo XII, si parla delle arm i toscane nella campagn11 di Lombardia e delle milizie regolari del ~iem.onte. dura1~tc gli anni 1848-49. - Lo studio che si annun;.ia, potrà nusc1re t.h prezioso commento e complemento dell'opera del medesi mo autore, l'entù;inque cmni in ltalirt 1844-1869. Le conversioni - E/[emeri.di slo1ie<i - Loano (1795) - Le, baionetta _ Indice analitico delle materie conten11/e net [V volume dellct « Rivista di fanteria » •
Rivis ta marittima.
Fascicolo r, gennaio :1896. - I. Caldaie Bettvilte e calcfoie La.91·a.(eld' Al/est. II. La 11w1·ùia d.fi guerm det 9m11ducato mediceo - Parte seconda - Da Ferdiuando I a Cosimo JTT. Comprende lo sviluppo della . marina militare, sotto Ferdinando I, principe di seutimentì religios i e di grande animo, che volle svincolarsi dalla sudditanza dì Spagna. - Lo studio è compilato, in gran porte, su documenti inediti; ciò che ne accresce il pregio e la novità - è dovuto alla penna del dottor CAM1r.t.0 ~L~Nrnoix1.
A quest'on1, le fonti per la storia ddl'ulti ma guerra asiatica, si sono tanto accresciute, da render possibile uno studio sufficcntcmenle esatto sovra di essa; specie per quanto riflette le opcrnzioni marittime che furono la cl1iave di volta della ca rnpagnn. Con lo scorta di esse, il Vecchi, ha compilato questa mcmo1·ia, che integra e completa gli studi già pubblicati sulla Rivist(/, 1nilitare 'italiana, nello scorso anno, ed un'altro, piil recente, sulle operozioni attorno Yci-Hni-Vei, che ora s'in izia. AIlo studio del Vecchi. i: agbiunta una tavola compilala in base alle informazioni giunte all'ammiragliato .bri1.annico. IV. La. qucstioue dell'Armenia. - V. Gnoss1. V. Lettere al dù·ettore - Gt' i11cl"ociato1'i torpectini&ri - r; elettricità S1,lle navi da gucn·11. - Sn di 'ttna 71e1·tnrbuziona dellli bi.isso /ci - Snll'im.pie!/O dei siluri. Supplemento della « Rivista marittima » - Ce11110 sMgli ordùwmenti nllvali della princi71ali nctz·ioni - ,tl-ustrù1-U11gheria. Streffieurs Os ter reichische Militarische Ze its chrift.
XXXVIII,· - .Jiinncr 18H6. - Un tvmci di tatticrt (Eine '.faktik-Attfqabe).
Secondo i metodi applicatÌ\'Ì, che lauto fovoro incontrano fro i colti ufficiali dell"esercite, austriaco, il cui principal apostolo è il comandante della scuoio di gLrnrra di Vienm1, il generale Carlo l\fathcs di Bilabruck, noto in Italia per aver divulgato studi di tattica applicata alla battaglia di Custoza, (24 giugno '1866), un ufflciale dello stato maggiore imperiale, che serba l'incognito, si è proposto ed ha svil uppato un tema tattico di grande importanza. - Il terreno di manovra è quello dei contorni di Vienna, dalla parte d'oriente, tra MauerbachOtta./cring-Stadla.u , vale a dire in terreni collinosi che ricordano i nostri Borici ed Euganei. Vi manovra una divisione di fanteria, con leggero carreggio, appropri3to ai terreni frast3gliati e montuosi sui quali è ch!ama.ta ad oper:ne - il dispositivo di rnarcia e di combattimento è· descntto 1n un lucido, disegnato con g1·an C(!ra. Questo studio merita speciale conside- · razione, poichè si sviluppa in terreni mol to simili ai nostri, in circostanze tatticamente degne d'interesse, e con metodo, dai cui pregi, sono desunte le conseguenze ultime.
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI '
Neue Militarische Blatter.
XXXX VIII" - Januar 1896. - Il rnaresciatlo Benedek, <:orne soldato, ,qeneralc e condottiero . (Felàze1(qrneister Rittei' v. Benedek als Soldat, Genera[ wul Heerfii,lwer).
Un elevato, ed equanime verdeuo sull'opera del generale Benedek non manca: I' Arciducl! Alberto d'Austria lo · pronunziò nel suo libro: Della responsabilità, in guerra. Nondimeno discrepanza di criteri, cozzo d'interessi di politica e di guerra vivono tuttora, e si contendono il campo. La memoria che ora s'inizia, si propone dunque di studiare l'uomo, forse di giudicarlo o d'apprestare gli elementi vagliati per un giudizio, come che sia. Essa prende le mosse dai primi studi di Benedek, nella vecchia accademia di Wiener-Neustadt, lo segue nella caniera che fece nel 27° e 4'7° reggimento fanteria e nello stato maggiore. - Nel :1.84(1 era colonnello, l'anno seguente in Italia, al comando del reggimento Giulay - all'attacco di Curtatone, nel maggio :1848, si guadagnò hl croce di l\faria Teresa, nel 184,9, dopo Mortara, il grado di maggior generale. Combattè poscia in Ungheria, attorno a Komorn. - I fascicoli prossimi studieranno l'opera dE>l gene1·ale Ilenedek nell:, campagna del ,1809 e ·1866. spedizione fmncese al Madagascar - seguito al' numero di decembre 1895. St,udio sull'impiego a massa dell'al'tiglie,..ia campale - RE1CHENAl! , colonnello. Lii
Jahrbiicher fiir die deutsche Armee und Marine.
Bel. 98. Hf. :l. - Januar 1896. - Siill' epoca di Federico ·- Il servizio di s·ussistenza delle trnppe nei tempi federiciani. I. Il lavoro è del tenente-colonnello a. d. von Schnackenbura. Federico il Grande avea in proposito ali' argomento trattato d;ll'A., lasciata :;critta una sentenza : , La faiin va:i11cra un hmnme, plu.s surenumt que le courage de son a.dversair'e ». In questo concetto, l'opera t:lel gran Re, non poteva essere più diligente e degna di studio; e ben fece il colonnello Schnackenburg, a ,wiscerarla fin nei suoi particolari più intimi.
RIVISTA DEI PEit10DlCI 111ILlTARI
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Egli ci parla di commissioni per il pane, di servizi d'intendenza e di vettovagliamento, . di bilanci, di spese e di magazzini, e ci dice che il soldato dei tempi di Federico, in complesso, era ben trattato, quanto a vitto e tabacco. Il sistema delle requisizioni sul luogo, fu impiegato su larga scala, durante la guerrn dei Sette anni - nella c'ampagna del 1706, dopo Di:esda, il territorio sassone fu messo a contributo per ogni soldato, di guisa che questi ricevette, giornalmente, mezza libbra di carne con legumi, due libbre di pane e due quarti dì birra. Questo studio, adunque non ha che un, valore pt1ramente tecnico: esso non ci dice , come i soldati del gran Re vinsero, ma come e quanto mangiarono per vincere. ·'-lt:-Jt principe Cm·lo di 1Vciss(lu-Siegen, mnmira,qlio riisso - Biog,·afia. _lJ.I. Il pùino d-i gnerrci degli alleati e di Ncipoleone nelt'au.tnnno del ,J81S, nelle sue basi e net s1io sviluppo. È uno st.udio di storia rnilit:ire, inteso a dimostra re quanto valore abbiano' le linee in terne. Siamo al secondo periodo della guerra di quell'.anno, dopochè Austria e Svezia s'unirono a Prussia e Russia, che avevano da sole combattute le battaglie di Ui.tzen e di Rautzen. - Napoleone, cionondimeno, volle conservare il dominio della destra riva del Reno, fidando ne' suoi quattordici corpi di fanteria e quat1.1·0 di cavalleria, più la guardia . - Gli alleati poteano opporgli nove armate - Napoleone, minacciar,o da tergo e da fianco, come già Federico, di~egnò d'apprende1:si ari una difensiva attiva, traendo vantaggio dalla sua posizione centrale, mentre gli alleati potevano apprendersi a tre par,titi: '1) Attaccare dalla sinistra dell'Elba - 2) Sboccare a massa oltre Zittau - 3) Le armate collegate di Uussia ed Austria avrebbero attaccaro dalla Slesia. Napoleone munì Drcsda, e divise l'esercito in quattro masse: Oudinot .contro Bedino; Macdonald guardò la Lusazia, Saint-Cyr la Boemia; la riserva, con l'impe,·atore, si raccolse attorno a Dresda. ' Bliichei·, minacciava Macdonald dalla Bober, e Napoleone accorse a sostenerlo - Blucher retrocede, mentre Schwartzenberg erompe daJla Boemia e marcia su Dresde, dove Saint-Cyr abilmente si schermisce contro quel nemico tanto superiore in numero. li valore della linea interna, prescelta da Napoleone, gli fruttò la vittoria di Dresda - la sua ostinazione nel mantener più oltre quelle pGsizioni, gli procurò le s.uccessive dìsfatte di Gross-Beeren e di Dennewitz, e la finale di Lipsia.
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L'autore istituisce quindi un ingegnoso confronto fra questa campag~a e quella del. 1796; e dice che non conviéne, qi soverchio, ::ihusare dei pregi intri~i~che offrono alla rnanovr:; le linee interne. A noi, che le virtù di queste linee interne, dal 1848, e prima ancora dal Jomini, che ne fu l'apostolo, abbiamo sentito a ripetere a sazierà, l'esame critico della teoria, applicato ad una guerra napoleonica, non deve riuscir del tutto inutile.
IV. Il partigiano .Federico di f1ellw(q ed il suo partito. Contributo allo studio della piccola guerra tra gli anni :l 792 e 1814.. -Seguito degli articoli pubblicati dal gennaio al novembre dell'anno 1895 dal tenente colonnello H ANS F.1.uR1cws.
Le università e lo stato militare. - Dott. DAUGELAtAIE~. • VI. La vita soldatesca durante la guei"l'a dei T1·ent'anni. -:- BAuMAN N, capitauo. V.
Internationale Revue iiber die Gesammte A rmeen und Flotten.
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RIVISTA DEI PERIODICI. MILITARI
RIVISTA DEI PERIODICI lllJLITARI
Kongl. Krigsvetenskaps-Akademiens Tidskrift.
N. 23. - Dicembre ,f895. Il periodico milita re di Stoccolma, diffusamente si occupa della relazione sulle campagne del 1.808-·1809, di fresco redatta dalla sezione storica dello stato ·maggiore svedese. Vi :;ono descritte le forze svedesi che parteciparono alle campagne, piccole, ma ben istrutle ed armate; il piano di guerra e la regolamentazione in uso pres,o l'esercito d'allora. I La serie degli articoli ::ivrà seguito.
II. Osservazioni al re_qolarnento d' esercizi per la. Nivolleria. III. I regoimnenti d' esercizi nel/' esercito russo. Estudios militares.
2-0 Dccembre 1895. - I. Osse1·w,zioni sulla gue/'l'a wbana. È una dis$ertazione teorica sul modo come dovrebbe esser composto ..J }, /I un esercito di sped izione a Cuba, la quale, dati certi punti di lontano contatto con le condizioni nostre dell'Er1trea, può riuscir utile a , 1 leggere. V ,, · b. d. a·1 ·, · t1 · d. t· z· Q.,,; ,~.... II. Una proposta di wm w 1 in terrn con a .ri posse nnen i spagnuo i ,
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Januar 1896. - 1. Lo sviluppo dell' esenito tedesco ne'i primi venticinque anni d11lla sua esistenza. È il segu ito d'articoli già ini,,iati su llo scorcio del passato anno in questo fascicolo, si esamina la portata del.la nuova legge militare del 1893, circa la forza di pace e di gw~rra di taluni riparti. Vi è fotto cenno del la nuova istituzione dei distaccamenti cli Jlfeldereiter presso tre corpi d'annata - di quell'ibrido connubio fra fautaci;ino e cavaliere, il capitano Gucrrini ed il tenente Salaris, hanno già fatta una breve relazione per le stampe nostre. . Lo studio si completa con una rassegna delle armi portatili adoperate dall'esercito tedesco .
II. Memorie per l'arti_glieria ri_guardo al sistema fortificatorio del generale Brialmont. - Armamento delle opere - Armamento dei forti intermedii. [li. Le grandi manovre
frm1cesi nel 1895.
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. . ·o acquisto. del:.c: piaz:z~i sud1~eua_. . ~ E uno studio d 1rredent1smo 1benco, del maggwr~ Mod_esto N~varro / i - le ravioni sono buone, ma la forza che tuttora 1mped1sce agh spa- I,. (I \ , " ~ gnuoh redimere la città delle colonne d' Erc0le, è migliore. / Resta dunque a ved~rsi, se_l' I~1ghilterra si~ persuasa a ced_ere Gibilf } ,r1.,. _ terra per Macon e l'isola Mm~o per C.euta, o le Canane. \.,.<'V\{, T
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IfI. Meniorùi intorno alle basi sulle quali deve fondarsi il nuovo regofomento di esercizi 7ier la frmt.erù1., diretta al 11'finistro deUci _guerra.. Ordini eia combattimento della compagnia. - Istruzione di brigata. Rivista técnica de infanteria y caballeria.
'rom. Xl. N. i. - Gennaio 189{i. - I. U istituzioni militari in Svizzem: - Leggi ed elementi organici - Divisione territoriale militai·e - Tas:1a militare.
(A_ '-.,;, ~~ t i
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RIVISTA DE I PERIO DI CI MILITARI
II. Stat·i Uniti d' Ame1'ic11. - Ordinamento militare dei ciclisti. II.L. Le spedizioni m-ilitari a Cuba. - La quarta spedizione. TV. La vii.ti mililare in Spagna, durante il secolo ,rVJ. Sono rico1·di della vita spagnuoln a Milano ed a Napoli, le quali formano l'i ntreccio di un racconto. V. Biografia del generale don Car/os Coi,q y O' domiel. Vf. Lo spirito di corpo. Romania Militarà.
N. 58. -
necembre 1895. -
I. Pei· le swole militm·i.
RI VISTA DEI PERIODI•; J l\l ll,lTARI
guerra ,fece ca poHno nelle fi le dell'esercito? L'autore cerca la soluzi.one del problema del comando, nell'istruzione e nella unità di questa, fra i militari turti - bandire la formula di pigra acquiescenza che ~i giustifica con le poroJP,: ho obbedito, e rifugge dalle respons'abìlità coprendosi di quell'usbergo. - Chiede si diffondano perciò relazioni ufficiali di storia sulle guerre passate, che lo stato maggiore fr ancese non ha mai scritte, a simiglianza delle sezioni storiche degli altri eserciti . III. Le grandi rna.novre di gruppi d'annata nel ./895. - Le operazioni della 5a e 6~ giornata (:Hl, 17 settembre). - Seguito degli articoli del •1° e '15 dicembre 1894. IV. Il bi/.(lncio della guerra. - Seguito dell'articolo ini%iato il i5 dicembre 189(1.. V. Decorazioni, croci e metl(lglie. - Seguito.
Si caldAggiano nuovi programmi di studio nel le dieci scuole militari ora esistenti in Romania, compresa quella di guerra (scòla de rcsboiù) e d'artiglieria e genio (scòla de artileric si geniù), di formazione recentissima. · II. La guerra cùw·giapponese -
I precedenti polifiti. III. l a legge per lo stato maggiore. Spectate ur militaire.
127° liv. -
Gennaio 1896. -
I. L'cmno militare 1895.
Vi fo le spese la spedizione :il :Madagascar, quanto alla prepa1·azione organica; quanto ai risultati militari, si dichiarano, sia dal pi.foto dì vista della tattica come di quello della strategia, insignificanti. Gli Hovas, hanno opposto una resisten1.a così blanda, e gli scontri furono èosì esigui, che non è possibile citarne alcuno che dia materia di studio all'arte della guerra. Maggior interesse hanno io vece i servizi logistici fra Majunga e Tananariva. La seconda parte dei fasti annuali, è occupata dalle grandi manovre del 1895.
Il. Del comando e delt'iniziativa.
Dal 1870 ad oggi, tutto è cangiato nell'ordinamento dell'esercito francese, eccezion fatta del meccanismo del comando. Escluso il coefficiente genio, qual conto si dovri( far di esso nell' avvenire? E che valore si dovrà assegnare al nuovo elemento iniziativa, che dall'anno della gran
27H
Revue de cavalerie.
129 liv. - b ecembre 1895. - I. Le attribuzioni del capitano. II. Una dit-isione di cavalle1·u, l-eggera nel 1805, (seguito dell'articolo pubblicato nel novembre 1895). - La battaglill di Caldiel'O e l'insegitirnento t1ittico. Vi · sono bellamen te descritte le posizioni di Caldiero dove l' arciduca Carlo p1·eparavasi a sbarrare ai francesi la stl'ada di Verona e dove intendeva ordinare una difesa µrofonda, con alterni ritorni offenflivi. - Massena volle sbarazzar dai nemici ,i contorni di Verona, occupar poscia VeronetlO, e di là :ittoccare le posizioni dell'arciduca Carlo. Il 29 ottobre, i francesi spinsero una ricognizione dì cavalleria (d'Espagne e Mermet) per San Michele, c,,ntro Ca del!' Ara e Caldicro, si che il contattv fra i due partiti si fece molto stretto. L'arciduca Carlo gua rnì allora più fortemente Caldiero, che Massena att.iccò il 30; ma fu respinto - il 3i si rinnovano gli attacchi. I casi d',\llemagna, più che la sfo rtunata si rna·zione di guèrra, smossero ulfine l'arciduca Curio, che mascherò un'abilissima ritirata. La 'divisione di cuvalleria cl'Espagne, l'insegue, molesto le trnppe austriache stanche per tre giorni di lotta, e più non le abbandona - passa a guado la Brenw, ed ogni cacciatore prende :n grop~1 al cavai suo un volteggiatore; poscia con n a Nerveso e Sp_resinno. - 1t una corsa cho rammenta quella della cav:illeria di Murat e di Lassalle, nell'autunno seguente. 19 -
ANN(I XLI.
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27'1
RIVISTA OE! l'ER!ODICI )11L1TARI
RIV ISTA DEI PJWIOIJ I CT MIJ,lTA[tl
11 9 novembre gli austriaci si raccolsero a Codroipo, a'!Solligliati e ridoui a 50,000 uomini appena.
III. Jstrnzio11e ed impi~_qo delta cavalleria.
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Atti 1I(ficiali - Promoz-ioni e nomine. _ . . N. 3 18 gennaio 1896. - f. Oli ilaliani nell'Eritrea,. - 1\'uovi processi d-ì disinfezione netl'esercito 1•11sso. Il. Gli 11f'fi.riali di complemento. - Granaci, (rances,:. 1
Testamento d' un caval iere del tencnle generale G. 0 1 PEc.Er-N ARUO':'iNE, traduzione dal tedesco - vedi numeri d'aprile-norembre 18!)5.
Russkii Invalid.
l V. Tre colonnelli de,ql-i usseri nel secolo X Vll f.
Biografie del marchese di Connaus, del conte d'Esterhazv e del du ca di Lauzun. Del secondo è notevole l'epilafio che volle scuÌto sulla sua tomba. «
Bis decies quatuo1· cmmnisi praelia, nunquam
« Vidi terga hostis, scd tamen hic Jacco. »
Seguito alla parte già puhhlicata nel novembre 1895. Vl. St,nd'i, sul cornbattirnenlo pedestre della ccmàlleria. - Articoli dal fehbraio al dicembre 1895. · Vli. !.A 1·imonl<t della cavalleria della la11d1.Cchr in ,1ustria-Unghcria. V. Ricoy11izioni rl'u(fìciali. -
N. 272. _ J lavori della f'erro via. Transiberiana. - Le 01:cnpazioni ilei sottufficiali nelle compagnie. N. 27i. - Le mcine di campag1w.. . . . N. 278. _ Rapporti sulle esperienze ese_quite 7wesso lii scuola dt tiro de9h 'nffìciali di fcm/eria.' . . . . N. 284. _ La preparazionP. detl'atlacco della /a11te1w col fuoco di moscltett.eria. . N. 1, 2 ~cnùaio •1896. - Sguardo sovra i pii1 notevoli cwve11i1nenti poli· tici dell'anno 18 95. N. 2, 3 gennaio ·1896. - S1i(J1t'ito. - Fra.ncin, Germiw:ia. Au.stl'ùt.-Ungheri.a, Italia, Spagna. .. . N. 3, 4 gennaio ·1896. - Disposizione dei soccorsi 111 tempo di 911err11. N. (~ , /J. gennaio 1896. - Seguito.
R evue du cercle militaire. Voennii Sbornik.
N. 1, 4, /.ICnnaio '1896. - Gli italiani neU'Eritren.. Dopo una rapida rassegna delle forze delle qua li disponev:i il generale Baratieri, all'indomani della battaglia di Amba Alagè, si espone l'assetto delle difese italiane tra Adigrat e :.\fa1;allè, gli attacchi a quest'ultimo fÒ~te, e l'arrivo dei pri mi rinforzi. · f,a bussotn-_quida pantomelriw. - f,c manovre im,71criali tedc.~r,he, 9iudicatr da un inglese. - Noti~ie varie. - Atti uffu;i.ali, pro11wzioni e nomine. N. 2, 1-1 gennaio_,1896. - L Gli ufficinli di complemento. 11. L1i bussota-_quùlci pantumet.riw.
Indica, simultaneamente, il nord magnetico e geografico, perll_lettendo la soluzione di nnmel'osi problemi sugli ;J7.imuti - è munita di un rapportatore - può, ad ogni momento, dare indicazione precisa dnllo località che si attraversano, e servire anche da orologio solare.
N. 1, gennaio 189G. - I. Opm·u zioni dellacm,ulteria msswin 1'ra.nsc11uca.s·Ìlt
durante la guerra turca del 1877-1878.
Lo 1,tudio è del ~l.~ncoF, noto iu Russio per notevol i lavori di n1onourafia militare - esso è ndorno di due tavole, l' una delle posizioni prrsso Be<,li-Acbmet l'altra nei contorni di G:1 r:i m-Vanan. - Avrù srguit.o o ' . nei pro$simi fascicoli. IL Sui mezzi per l.tt condotta dell'esercito e la direzione delle, guerrn.
III. 'le modificazioni desid111"rtbili nella compilazione del ·1'e.9olc11n1mto per La fanteria.
lV. -
Il nuovo regolamento francese per il serv-izio i11 guerra.
i<: un nuovo succinto esame ùclle 14 pi11·ti in cui si suddivide il l\cgolamento, con brnvi accenni n quanto, in an:i login, si pratica nell'esercite) russo. - Continu:i.
277
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
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Rll'ISTA DEl P.ERIOI/101 MlLl T ARI
V. - E sercitazioai cavalleristiche di campagna per _gli ufficiali della swola rh cavalleria. VI. - L'artiytieria da campagna nel prossimo avvenù-e. È una memoria riassuntiva dei reeenti studi compiuti in Francia, sul
Cannone dell'av venire, dol capitano G. l\Toc11 e del colonnello L.u;r.to1s.
.. l 1895 _ fo cavalleria au[,a nia1 ma ne ,. . . - Tn r llU,(!1"/"U nell Af1 le« del Sud. riaca Notizie nava -i. ,a :, , . St · . , J"Oro) _ Notiz-ie delt eseri:ito . strada ver Cumasi. - (Cost.1 . /' Af . d~l Sud - L,1 ,N 1878 18 crennaio i89G. - L' fn_qltilterm <' : . r1t11 . . ll . · .'. e .· · de'l" Germr111•ia . - Not1.zu navali . - Il r.o egio poht-tw mw 1t1wu1 t " d' artiglierùi.
N 1877 B "ennaio :1896. •
•
,
1)
•
•
1·
Roma, I o feb braio t896. E. B. Militar-Wochenblatt.
N. 402, '16 novembre :1.895. -
Edizione strnordinaria. - Le trnppe francesi del gem·o. N. 2, 8 gennaio l89G. - Circolo militare di Berlino. Conferenze. - Il prii1cipe Alessandro di Prussia. - l CltSi di colera netr esercito, nell'anno 1894. f\. 3, H gennaio i 896. - Suvarof in [tedia e Svizzera nella campayna del np9.
- - --
li carattere del celebre generale russo, i cui metodi di guerra sono oggidì tanto divulgati, per r,pera del Dragomirow, interessa sempre. Lo studio continua nel scguenle numero.
N.
·15 genna io '1896. - Circolo militare di Berlino. - Sunto della (jonfcrenza ivi tenu ta dal ca pitano Sotlien, sulln battaglia di Le Mans, il ·10, H e 12 gennaio '1870. I tentativi d',inva.5ione in bi9frilterra. - Seguita. N. 5, i 8 gennaio 1896. - I tentativi d'invasione Ùt [n_qhilterra. - J1e perdite dell' esercito francese nel ce11te11nio passato. tk,
Per la Direzione
L ono vr oo OrsoTTI fr•t.<ttl.. tolonntlltJ Jf. '/'. ..t.. i"caricato
t una breve relazione sul libro de! dottore LA.Gl\EAli, circa le perdite tli gueHa degli e.semiti francesi, dalla rivoluzione e Jall'impcro di Napoleone, fino ai giorni nostri. - Risulta da essa, che nel periodo di quasi cento anni di guerre, sei milioni di fra nce~i perdettero la vita. Army and Navy Gazette.
N. 1876, '1, gennaio !896. - L'esercito nel 1895. - Le anni n cavnllo . Notizie navali. - fo strada per il paese de_qli Ascianti . - Storia del rn_9gime11to Sec1(01·/h fli.?hlonders.
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XLI·
ANNO
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.RIVISTA MILITARE lTALI .A NA
DISPENS A
IV. -
16' FEBBRAIO 1896
•I
ROMA VOGHERA
ENRICO
TIPOGRAFO- EDITOR&
279
SOMMARIO DELLE MATER I E CONTENUTE NELLA PRESENTE DISPENSA
FORZA E FERMA Forza. e ferma. -
FELICE DE CHAURAND DE SAINT EuSTACHE .
Pag. 2'19
Idea.le e reale in guerra.. - ORESTE Z AVATTAR1, capitano del 2° reggimento alpini (Co1iti"nuazione e fine) . . . . >> 290
I.
Le nuove armi e la. fanteria. nel combattimento. - Gw SEPPE Busu, maggiore 68° fanteria. (Continuazion e) • • » 297
Le guerre a mass1t ed a soluzione decisiva,sostitui te a principio del nostro secolo a ·quelle cor tesi dei secoli xvn e xvm, dovevano necessariamente condurre alln formazione di eserciti colossali e manovrieri, per quanto ne rimanesse variabile la costituzione ,intrinseca. Napoleone I , mirando a rovesciare dinastie, creò lo strumento proprio a di struggere le forze armate sulle quali si appoggiavano le dinastie stesse: la grande armata del 1805, del ·I 806 e del 1807 riuscì infatti uno strumento, perfetto per l'epoca. Più tardi , nel 181 2, nel '181 3 ed anche in Spagna, la nuova forma assunta dalla guerra, alla quale par teciparono i popoli, esigeva che Jo st1;um_ento ·venisse acco nciamente modificato e plasmato. Non si trattava più di pugne tra sovrani, circoscritte ad una classe sociale: i mili tari; ma di lotte nelle quali diveniva solidole l'intera ·nazione. Napoleone ebbe appena il tempo :id intravedere la nuova fas e in cui entravano gli ordinamenti militari e formò il gruppo di corpi d'armata, ma difettosamente articolato ed incapace di · sforzi successivi e prolungati, perchè la massa non veniva suddivisa in scaglioni. Era ognora lo strumen to d' A.usterlitz e d' .lena, smisuratamente accresciuto, maneggiato sempre alla stessa guisa, con l'obbiettivo esclusivo di cercare l'eserci to avversario e di batterlo, per conquistare la capitale. Sono noti i disinganni di Mosca e di Spagna!
Appunti sulle punizioni disciplinari con raffronti di relatlve disposizioni in vigore nel nostro esercito ed in quelli francese . russo. austriaco, germanico - CAMILLO PAVONE, tenente 25° fanteria ·. . . . . » 305 .Attorno Vei- Hal-Vei. -
E. B.
( ttJ .¼1 •
•
»
s1a.
Sull'impiego tattico delle tre armi nel primo periodo della. campagna. del 1870-71. - AGOSTINO R AVELLI, capitano di stato maggiore (Conti?iuazione) " 340 Notizie politico- mlllta.ri.
» 355
Notizie mtlltarl estere:
Germania: Grandi manov1·e, g1·andi esercitazfonf e · vi"aggi d'istruzione nel corrente anno. - Va1·iazioni 11ell'alto pei·sonale milita1·e. - Pubblicazioni. - I stituti militai·i . . . » 258
Inghilterra: Il (}ovei·no ed il Ministero della gue1·ra,
» 366
Rivista del periodici mllitarl (E. B.) , . . . .
» 369
PROPRI ET A LETTERARIA.
1
10 -
ANNO XLI,
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FORZA E FER~JA
FORZA E FERMA
~npoleone non si era reso conto cLe la conquista del suolo ormai s'imponeva dopo la vittoria In bauaglia, e che tale con quista reclamava un elemento nuovo: degli eserciti di 2a e di 3" linea per proteggere le retrovie, attaccare le piazze forti e dippoi presidiarle, impedire le soJ.levazioni del paese occupato . L' idea embrionale del si,;tenia sptintò appena nel ~ 8·12, con l'ord inamento dei contingenti prussiani ed austriaci aHe spalle dell'esercito francese destinato ad operare in Russia. Anche, nel ,1870, i Tedeschi si limitarono a perfezionare il gruppo ... d1 corpi d'armata, per ottenere un più facile e pronto funzionamento del comando , ma al pari di Napoleone non ebbero coscienzct esatta dei bisogn i di una guerra d'invasione, ne si curarono di· proporzionarvi le risorse delle loro riserve. Malgrado la vittoria, ~ubirono molle disillusioni; la lezione ad ogni modo non andò per essi perduta e si posero subito all'opera per fare meglio in avvenire. È questa, sotto un differente punto di vista, sempre la que,;tione del numero che s'impone nell e guerre dell'epoca nostra. L'avvento del nuovo Alessandro, profetato dal von der Goltz, & · ancora l0ntano, per ora rasgornig·lia ad un miraggio; occorre però, con una razio'nale organizzazione, imped ire die le enormi mas::;e armate -abbiano a conidurre in guerra ad una confnsione generale e ad un sicuro disastro per la male ottenulfl fusione nel le singole unità deWelemento soldato, poco addestratff e meno educato disciplinarmente. Negl i eserciti attuàli si è curala essenziahnente la n1assà, rrrn appare manifestamente impossibile di persistere nella via sin qui battuta; dopo avere dato Lutto quanto poteva :il.tendersene, il numero solo non . procurerebbe che crudeli disinganni. t la quàliU1 ·deWesercito cbe bisogna migliorare: un vasto campo di progresso è aperto agli sforzi che saranno fatti in tale senso , tenendo giusto conto delle nuove condizioni imposte da ineluttabili fa tti sociali; poliLièi ed ecnùomici. Alla legge del numero è giqocoforz~ sottostare: ma essa non· ha cambiato certi fattori ·essenziali degli eserciti, senza i quali anche le più geni:di combina. zioni dei capi &ono condannate ·ad abortire . r
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Una gnerra offènsiva spinta a fondo si espl ica ai giorni nostri con due fasi ben distinte: l'nnfl, delle operazioni regolari,. che mira esclusivamente a sopraffare ed a distruggere le forze. armate dell'avversario ed a rovflsr~iarne la. resistenza , prod ucendo, se po~sibile, un effetto di sorpresa e di disorganizzazione; l'all.ra fase, d'invasione lrn. per scopo l'occu pazione del suolo . Per la prima, .necessita uno strumento robusto e ben l~rnpral.o: un esercito pre~ paral:o di lnnga mano, alto alle evoluzioni strategiche; e, quando questo abbia. fatto breccia, s'apririt il secondo periodo de!la campagna, e l'onda delle formazioni eventuali , la marea umana, dilagherà nel paese. L'esperienza della campagna di guerra del 1870-71 ha dimostra.lo che per questa seconda fase occorrono milioni d'uomini; ma non entrernnno in scena al levarsi del sipario. È sempre l'offensiva napoleoni ca eon le modifica"ioni dovute all 'evolu"ione storica del. l'art.e della gur.rral . Sotto il rignarrlo organico, -il problema militare esige dunque oggi: a) 1'111.i lizzaziop.e massima di tutte le risor,;e in uom ini rornite dal paese; b) di costituire e di organir.zare le masse armate in gruppi int,rinsecamente omogenei e rispondenti ai compiti ben definiti, cui dovranno · rispondere nelle fut.n re gnerre le truppe des1in :1 te alle .opera?ioni attive e decisive, oppure da imp iegarsi per rincalzo, o da nti lizzarsi come riserva; e) di portare alla battaglia uomini gi•)Vani, robusti istruiti, fiduc iosi in sè, tanto di essere anello di conginnr.ion e e cli assimilar(? tutti coloro ehe ven~ono dal co ngedo; · rl) <li ridnrre al min imo la disorganizzazione sociale, indnstriale e commercia le arrecata da lla gnerra, pr r aLLntirne i danni. La sur.ierinrità del numero negli eser~iti rno(lerni non è data da orde incomposte senza valore e senza forza, impossibili t::i.t0 a .muoversi, ma deve essere cercata razionalmente, ripartendo f.tl impiegando gli elementi fornit i dalla nazione , in modo da ev i· tare o~ni intempestivo miscuglio e da assir,nrare l'omogeneitit di ogni singola unitil .
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I partigiani del solo numero si occupano unicamente di ammassare ufficiali e soldati, vecchi e giovani, completamente od incompletamente istruiti, qualunque ne sia la natura ed il valore intrinseco, riun irli nel più breve tempo possibi le, all' allo della mobilitazione, in un so lo blocco e gettarli d'un colpo alla frontiera e poi sul nemico per schiaccia rlo sotto la loro massa. Essi in tal e guisa mirano anch e ad evitare il dualismo, sorto all'epoca della guardia nazionale, tra l'esercito regolare e l'altra qualsiasi forza armala, collocata accanto ad esso , ma interamente differenziata per nome, per uni forme, per ie~archia, per regole organ iche. Amalgàma, non vuole però di re confusione : i divel'3i elementi che costituiscono l'esercito deYono, pur trovandosi a conlallo, restare nettamen te distinti nella rispetliva sfera d'azione, per trarre ùa ciascuno, secondo le sue qualità intrinseche, il inassimo profitto . Si va facilmente da un ec~esso al l'altro: dopo avere per lungo tempo r ifiutato quasi di credere ai riservisti, ' alla possibi lita di usufruirne in guerra, si è giun ti oggi ad entusiasmarsi della milizia mobile e territoriale, della 1.andwehr e della !andsturm, al punto da pretendere cli e siano uguali, se non superiori , all'esercito attivo. È bas tato mostrare per lre o qnattro volte qualche battaglione o qualche balleria formata con tali milizie, vede'l'le manovrare o sfilare in piazza d'arm i. perchè l'opinione pub blica si esal l<lsse e dichiarasse che, non solo le unità messe in evidenza, ma tutte erano capaci di fare per lo meno altrettanto dell' esercito permanente. Siamo ben lungi dal vol ere deprezzare le milizie, la landwohr o la landsturm; si~mo anzi conv in ti ch'esse potran no avere ed avranno probabilmente un compito capitale nelle guerre dell'avvenire, ed il loro peso stesso potrà benissimo faro penco lare la bi lancia in favore della nazione che avrà saputo servirsene meglio. ì\'la nou è certamente mescolandole in un modo o nell'al tro fondendole, come si suole dire , con l'eserci to attivo, che polrii 'ricavarsene il maggiore profitto. La prima qualità, la pri ma necessità per un corpo di trop pa è di essere, per quanto possibile, omogeneo sotto tutti i riguardi e spe-
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cialmente dal pun to cli vista delle qualità fisiche e morali degli uomini che lo compongono. Non parlia mo d'istruzione mili tare: può esservi anche interesse a mescolare per la guerra nomini istruiti con nitri che lo sono poco o punto, per servire loro di guida; 1Tla non darit mai buon i ri~ult:iti un miscuglio di giovani e di ".ecchi; qqes1i non dimi nui ran no di anni, quelli perd eranno di slancio, e rimarrà sempre grande la differenza nelle abiturlini fisi che, nel carattere e nello spirito loro . Giovani e vecchi potevano stare nniti negli eserciti antichi, quando la professione militare, seguila dai più anziani per molti anni , li aveva Lutti plasmati moralmente sullo stesso stampo e fisicamente diveniva il risultato di una selezivne particolare·' oaoi <"~ invece gli individui, richiamati all 'atto rli una !)10b ilitazione rlall a vi ta ..civile, risentono dell'influenza ch e l'accumularsi degli ann i ba gradualmente esercitalo sulle loro quali tà fisiche e morali. li semplice ragio namento basta a prova re che un richiamalo non può valere un soldato ~ià in effettivo servizio sotto le armi· anzitulto la gioventù è l'etit dei ~acrifizi gen erosamente consen: Li ti, in secondo lnogo manca l'allenamento alle fatiche, l'altitudine alle armi, l'abitudine all e esigenze clella vita mili tare, infine la maggiore etù rende il riservis ta più legalo alla vita civile e con maggiori oneri di famiglia . D'altra parte le perdite inflitte nei riservisti sarann o sempre più sensibiri alla nazione sotto il triplice pnnto di vista umanitario, economico e sociale. Queste sono senza dubbio le considerazioni che von iler (~~ltz riassunse nella frase: < per la ecatombe clelle prime bauaglie « occorrono uomini giovani >>, e le stesse cl1e dettarono il fa moso decreto della Convenzione francese del 1793 : « i celibi « andranno al combauimento, gli ammo~liati allestiranno· le • « urmi ...... ; >> formula che può essere quella dell'avvenire , il codice vero della nazi one armata . Esistonr, diversi gradi d' inferiorità del 1:iservi st.a rispetto al soldato sotto le armi, secondo che da più o meno tempo ha lasciato il servizio e secondo i vincoli lii fam iglia; le differenze d'ord!ne tecnico potranno sparir dopo qualche settimana, quelle d'ordme morale e sociale sono irreduttibi li. 1
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La- ripartizione delle classi secondo l'età segna naturalmente delle di,,isioni; che permeuono di ur1ire i singoli contingenti in n~mero abbastanza lim it'alo per costituire allreuanti gruppi, sensi bilrnen le omogenei sollo il riguardd delle facoltà fisiche e morali degli uomini che li compongono . Senza dubbio vi sono uom ini maturi più giovani tah'olla di corpo e cli spirito di altri cbe ·Con tano un minor rrnrnero di anni; l'età non è un cri terio infal·libile, ma pur troppo è il solo che· può adottarsi. Ammesso come principio fondamentale nella costituz ione dei grandi gruppi in cui occorre ripartire · l'esercito di una nazione, quello dell'età: ne consegue che con gli uomini più giovani deve formarsi l'esercito di 11° linea per le operazioni di campagna; a coloro che seguono per età spella la guerra di po~,;zione (esercito di 2· linea); ai più anziani rimane la difesa territoriale (esercito di 3• lin ea) . La proporzionalit~t rispettiva dei tre scaglioni non può -essere costante; è funzione delle cond izioni fisiche def'paese, della sua situazione po litica, sociale ed economica e della fo rma delle .guen e in cui può trovarsi impegnalo. D'altra parte non si tralLa già, ben inteso , di trncciare tra le singole categorie dei liniili assolnti o delle barri.ere insormontabili. creando per gli individui di tale o tale altra cnleg~ria un diritto d.i non essere sottoposto agli obbli ghi di qnell'altra; è necessaria una com pleta elasticiLà nel sistema e sarebbe desiderabile che l'autorilà -milita{e avesse su tutti coloro che sono vincolati al servizio mi litare gli identici diriui, salvo a valersene con quella larghezia ritenuta 1ndispensab ile al caso concreto. ·
L' omogenei là della massa dell'esercito· attivo deve cercarsi n~n solo nelle singole unità, ma evitando .eziandio ogni fram m1sch 1amento o combinazione di reparti diversi , a••aiunaendo n~ ù · per esempio quarti battaglioni di milizia a reggimenti attivi, reggimenti di land wehr a brigate attive. Oltre l'inconveniente· della diversa energia dinamica, la costituzione di nuove unità non potrebbe che ritardare l'entrata in azione di quile già organizzate permanentemente. Parve per un momento cli poter mettere <i corpi cli 2• li nea accanto a quelli èH ,ta: e si venne a ibride
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e ch imeriche formazioni di nnità di varia specie, dimenticando ;ehe c9rpi di qualità. cli[erenti 'tra loro non . possono per nalura . utilizzarsi promiscuamente, dimenticanrlo che non si associano met:illi di tempera variabile nelle parti di uno stesso utensi le <lestinafo a sopportare un identico lavoro. Nelle grandi unitit miste deve necessariamente diversificare lo spiri Lo che anima i si ngoli reparti organici, l'orma Li · glj ufli con _ giovani, gl i altri . in massima, con uomini ammogliati e ·padri di _ famig lia. I Terleschi non hanno mai nascosto che la divisione di riserva, la .quale figurava alle manovre del 118~H, ern ben lungi dal valere le divisioni aLt.ive; una inferiorità assai notevo le fu riscontrata. sott.o lu_tti i rignardi. E' un errore il credere che un battaglione od un. reggimento mediocre, inquadralo tra due battaglioni o reggimenti buoni od ottimi, profitti delle qualità di .questi . Il · miscuglio è a totale svantaggio dei migliori. Le l'ormazion i improvvisate non trovano posto nel!'esercito attivo quando anche si avessero i migliori qnadri dispon ibili, per ·le diflìcoltà inerenti all'avviamento di una. macchina appena composta con pezi.i tratti da varie macchine. Gli eserciti di 2a linea invece, dovendo scendere in campo ,soltanto un certo tempo dopo l'inizio delle operazioni guerresche, :hanno ag io · a costituirsi con unitit di nuova. formazione, quando di queste siano previsti i quadri, afnncbè non avvengano perniciosi sC0ncerti ed indecisioni al momento .del bisogno. L'idea che alla deficenza. organica e numerica dell'esercito ,perrnan~nte, possa supplirsi al momento ùel bi:,og110, schierando accanto all'esercito di P linea, unità di truppe di 2a linea, op,pure improvvisando reparti con i residui in uomini dell'esercito attivo, è il cardine delle argomentazioni di coloro i quali intenderebbero ridurre per economia la forza ed i quadri dell'eser·cito italiano in tempo di pace. È questa una grave e pericolosa illusione I · · L'e:;;ercito di ,J• linea,. per essere pronto ad entrare subit'o in .azione, non può essere costituito che da unità organizzate ecostituite permanentemente. Qualora venisse ridotto il numero di ,-queste unità, è opportuno si sappia bene nel nostro paese che
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proporzionalmente resterebbe diminuita la forza· del!' es·ercito dt operazione e nessun ripiego varrebbe ~ sostitufrla. Le unità di nuova formazione non possono . essere pronte a · muovere od a combauere in due o tre giorni- eh~ sulla cari.a, e quindi o ritarderebbero il movimento di lui.lo J' esel'cito di 1• linea o spinte subito in azione al primo urto si sfascierebbero. L'esperienza del tempo di pace è fallace; anzitutto perchè, in . questo caso, si mettono a contribuzione i·quadri del l'esercito permanente per formare repar ti di 2• linea, più largamente di quanto avverrebbe al c11so reale; in sec<,ndo lnogo perchè non trattasi qui di agire immediatamente, ma si deve soltanto attendere ad istruzio.ni. . Le unità. formate al momento della guerra abbisognano di un, certo periodo di tempo, più· ~ meno lungo secondo la bontà dei quadri, per essere in grado di vivere di vita propria e di funzionare attivamente, quindi possono soltanto essere chiamate a rincalzo dell'esP,rcito at~ivo , ossia fare parte dell'eserci to di 2° odi 3a linea. · Per dare la tempera indispensabile al lo strumento destinai.o a portare i colpi decisivi, cioè ali' esercito di operazione, occorre· disporre di un nucleo stanziale giovane e forte per educazione morale e tecnica ·intensa ed il massimo compatibile con le esigenze, finanziarie del tempo di pace, riducendo proporzionalmenteil complemento da incorporarsi all'atto dèlla mobilitazione. Per rinforzare il titolo della lega, bisogna togliere le ragioni, cl' inferiorità date dalle numerose riserve, formando grossi contingenti annui, -non per accrescere la massa degli uomini istruiti, ma per cost.ituit'e l'esercito cii ·I· linea con il minimo di classi richiamate · e con le più giovani. E' questo l'unico mezzo per rendere meno sensibile la disorganizzazione sociale industriai!:), e commerciale inerente allo stato dì guerra. Per chi segua con occhio vigile ciò che avviene fuori d'Italia, nei grandi eserciti europei , uno dei fatti più salienti è certa-· mente la costante tendenza ad ingrossare . vieppiù il nocciolo,
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permanente delle unità. dell'esercito attivo sul piede di pace. Con Je forti compagnie> I' is1ruzione delle truppe diviene più efficace, e gli ufficiali si · abituano a maneggiarle con sicurezza, per saperle poi condurre sul campo di battaglia. Con tale concello si rileva il morale dei qnadri e si risolve la quistione della soli-· dità, perchè appena il richiamato giunge alle armi, col morale · poco .alto per avere abbandonato la famiglia, è piuttosto un elemento di debolezza che di forza. A questo inconveniente non si~ ripara altrimenti che col mezzo di compa~nie già forti , le quali ricevono i nuovi giunti, ridando loro in breve tempo quello spirito ,di corpo e quelle virtù militari che già possedevano e tanto« necessarie. Chiedere dai militari, ritornati depressi da un lungo congedo e formanti la maggioranza del\11 compagnia, ch'essi si .battano subito e con ardore, è chièdere dalla natura umana l'impossibile (,1). Se la compagnia, base e nucleo delle funzioni _tattiche,. non h~ organi sufficienLi per inquadrare la forza che deve -venire dal congedo, i suoi elementi stanchi e non istruiti mancheranno di nervi, . per sostenere il numeroso rinforzo dei richiamnti dal congedo e risnllerà uno scheletro senza consistenza e male istruito, uno. " istrumento debole, arrugginito· e non adatto allo scopo . . È questa la vera ragione che ha indotto i governi europei ad aumenune notevolmente la forza delle compagnie sul piede di pace. La Francia e la Germnnia le hanno portate a 150 uomini ciascuna ~e talune à 470. Si vuole che, all'occorrenza, la compagnia ~ossa ba-· 1 stare così come è, per assicurare i successi immediati. 1
La que~Lione del contingente massimo possibile da incorporare . annualmen te, implica la brevità della ferma per il soldato; quis1.ione vecchia, dibatluta lungamente, ma che ora s'impone. Da otto anni -si è sce.,i a cinque, poi a tre, ora si tende a generalizzare la ferma di dne anni. Sotto il punto di vista dell'istruzione tecnico-
(!) BLASERNA. - Relazione dell'-ufficio centrale del Senato snl progetto di legge reclutamento del R. esercito e della li. marina - 22, dicembre 1895.
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militare, la ferma di due anni si può di re ormai non pi ù di scussa . ·Gli stFissi oppositori ammettono che la grande massa dei soldati .può istruirsi in due anni, ma obiettano l'opportunità della sua ap,plicazione, specie in Italia, per l,1 necessiLit di sviluppare l'educazione militare della gioven tù, insegnandole quelle virtù di ordine, di disciplina e di sacri ficio, che la scuola e la fami<> lia non !)Os sono ancora dare da noi ( 1), ed oggi maggiormente che in passato sono indispensabili alla sana e vigorosa azione di un organi,mo .militare. A noi sembra che ta le non possa, nè debba, essere la missione -attuale. della milizia. Se la recluta non è educala ad elevati sensi da11·~mbiente casalingo e paesano in mezzo a cui ha vissu to, ~e non -è ispirata all 'amore pa~rio :lall' educazione nazionale, anche tre anni passali sotto le arm i non la trasformeranno in un so ldato, con le. sue qualità d'ordine, di disciplina e di fermezza al fnoco. Com e può ri uscire in tre od anche in cinqlle anni l'opera edu catrice dell'ul'fic_ia le, ove naufragarono genitori e maEà.5tri, avendo -venti ann i di tempo I L'adattamen to completo e pen sato del caratlere alla :rnbordi nazionc, è la conseguenza dell'educazione prima nella famiglia , nonchè del temperamento particolarn, delle idee e dell a razza. Se l'uomo prende posto nello file disciplinalo in precedenza, il suo addestramento sari1 facile è pron~o; se. non ha i.I sentimen to del dover0 innato, non !:arauno mai sufficienti gli ann i per in culca rlo . Scartata l'idea di potere oggi sos tituire la milizia :dia scuo la pt::r col tivare un forte spirilo tra le popolazioni, manca lo scopo .e,senziale che si vorrebbe attribuire alla forma di tre anni , e -quindi quella di due, indiscutibi lmente vantaggiosa sollo il riguardo :;ociale, suflìciente per l'istrnzione mii itare e che perm ette, a pa·rità di forza bilanciata, di incorporare il massimo contingente annuo, rimane quella prererihiie nella presente situazione milita re, in cu i si ri chiedono eserciti di ,J • linea giovani ed omogenei. 1')
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({) La nuova legge cli 1)agina !030-2031.
rechuame11to. - 1/ivtsta mmtan italiana, t89i - Voì ume
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· b'1sogna riso · 1Yet"'" ·t a. considerare l' eÈ un portato dei tempi: . . e,
· sercito permanente come una. palestra, ove I g_i~varn r~rnan.,o_no appena il tempo necessario per l'istruzione m1htare s1stemauca della nazione. . . Soldati numerosi, giovani, ben istruiti e fort emente ~nc!uadr~t1_: ecco la divisa degli eserciti odierni ; ollre un certo l1 m1tc d eta. nelle classi richiamate dal congedo scema di mollo la robustezza, la bontà e lo slancio. FELICE os C11At:RAND o& SAINT E usTACHE.
(Contùmu)
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,n un ambiente favorevole. E quando io dico ambienle, intendo rias-
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Contin·uazione e fine. _ Vecli dispensa 111
La storia • miTta è r re tutta una sequela di controprove al princ1 p10 ?osto in capo. a que~to scritto, e la critica militare esisteperc?e fra du~ bell1gerant1 nno e quasi sempre più fortunato a raggiungere l'1deàle dell'arte, cbe non l'alt.ro. Ma ancl1e I ' d' ne raa- . ?rnng1mento i qu eHo, quanta differenza quasi sempre tra,.il ve;o ideale dell'a:te ed il reale del fatto militare I « È un errore il ere« dere che sr possa fìssa!'e in antecedenza un phno di ca <tt I · . ' mpagna ·e ~ 1_110 er ~ lll. es~cuz1one dal principio- alla fine. I l pl'imo urto r,olle « lorze . .pnocrpah del nemico crea ' secondo il suo es·to , , una nuova (( s1tuaz.1.one. Molte cose che si· volevano diventano ineseoui b·1·. « altre i n.ve ce, ·inaspettate dapprima, diventan-o possibili. Apprez " 1 1,« zare giustamente il mutamento delle condizioni unifo1·~a. « queste de I' d' · ' le a . . g i .or lllr opportuni per un'epoca non lroppo lont « e. lar~1 energicamente eseguire, ecco ciò che può fare chi h a~a t drrez10no d' . · ( 1) ». Questa verità è sta ta rar,colta adala ·. un ese1c1to maresciallo di Dan imarca, , d'r .uoemra u · o · . .· .Moltke.su i campi . e (1·r l'l'anc,a . . E una ver rta che r1 marra come sono rimas te quell e cl1e . · .. . nor ehiamrnmo p,u propriamente principii. ,, Tutti i . pt'i1~cipii. appun to perchè principii , ·sono ollimi; ma onn uno d, ess,, nella guerra, deve potersi svolgere e svil uppare . .
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(t) Storia della guerra franeo-germanim del 1870 !"f d I MotTKli:, f~ld-maresciallo generale. - Milano, fratelli Tr:ves,\89~~~~. ~ ~LMUTH von
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sumere in quel vocabolo quello che piu propriamente noi denomi.niamo P'repara,=ione, la quale è, come ognuno sa, non solo poli·tica e militare, ma anche economica e sociale. Infatti un principio dev'essere favorito da condizioni non solo esterne ma anche inte1·ne, nelle quali sono raggruppati tutti gli scopi d'una buona preparazione. Se una delle condizioni viene a mancare ad un tratto, conviene sub ito sapere tramutare la situazion e per rimetterla nno· -varnente in un ambiente favorevole. Quando noi vediamo in una ·o più guerre, uno o più principi i avere avuto la loro sanzione, ch e ·cosa di ciamo? che è il princi pio che è infallibile, oppure che esso ·è st,1to bene applicato? Diciamo che è stato ben app licato, che ·l'arte è stata rispeltata; perché altri esempi ci hanno insegnato e ci insegnano chCI quando esso è stato violato, non è stato più efficace. L'ideale (principio} e il reale (applicazione) devono com binare per avere la verità, e, nel caso della guerra, la vittoria. Anche il piano di campagna clell' esercito fran cese nella guerra ·del 1870-7 1 era basato su di un ideale possi bile a raggiungersi . -« Si era fallo probabilmente assegnamento sulla vecchia discordia « delle razze germaniche. Se anche i tedeschi. del sud non pole« vano venire considerati propr inmeo1e come alleati, si sperava ·« con una prima villoria, di mantenerli passivi e fors' anco di -<J. guadagnarli alla propria causa. Per altro, nnche isolata, la -« Prussia rimaneva pur sempre un avversario potente e il suo ·11. esercito era superiore in numero ; qnesto svanta,qgio pote'Oa « però facilmente venÌI' compensato colla celel'ità delle mosse. << Il piano di guerra fran cese aveva infatti per oggettivo di sor"- prendere con rapide mosse offensive. La poderosa flolta di « linea e di trasporto, doveva venir adoperata per un grande « sbarco che poteva arre$tare al nord una parte delle forze prus« siane, mentre il nerbo di queste avrebbe, come si supponeva, « atteso il primo attacco dietro la fort e linea del Reno. Si doveva .11: traversal'e questo fi1.1ime senza indugio, schivando le grandi fo r« tezze presso e sotto Strasburgo; per tal gnisa le forze della Ger« mania d-et sud. che dovevano difendere la Foresta Nera sareb1
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IDE ALE E REALE I N GUERRA
« bero state subito disqiimte da quelle della Germania del' « nord ('1) ».
~ta_va · ad un fronte di trecento chilometri. Delle tre masse in cui . era suddiviso, l'una a T'orgau, l'allra a Gorlitz e la terza sulla Neisse, le .due prime riunite dovevano scendere rnp idamente in, Boemia mentre l'altra faceva dimostrazioni sulla frontiera della ' . . . . Slesia. austriaca allo scopo di ingannare il nemico sulla d1rez1one della \ inea d'operazione principale e trattenerlo in Moravia. Poscia, ' riuscito il movimento delle due prime masse, la terza doveva raggiungerle per Glat1. seguendo la strada più breve. Sol~mente do.po conoiunte tutte le forze si doveva tentare una dec~1sa ofTem,iva " . . con tro l'esercito austriaco . li 22 giugno le due prime ma sse s1 rmniscono in un esercito ad occidente di Zittau. ~elio stesso giornodal quartier generale principale fu spedito il tele~ra1~mfl: « ~ua Maestà ordina che i dne eserciti entrino in Boemia dlf'lgendos1 a J.icin >>. Istruzioni dicevano .Jicin pun to di direzione non 0bbligato, dovere i comandanti d'esercito operare secondo la propr:ia iniziativa, avendo sempre il còmpito di far la massa per battere il n~rnico. Orbene : l'esercito del Principe Ereditario dal 23 al 29 opero isolatamen te e a di:;tanza considerevolissima dall'altro del principe . Federico Carlo, io mezzo Il difficoltà di terreno , di nemico grandissime nè l'azione del supremo comando valse ad attenuarle. Basti . ricordare il telegramma che arrivò nella notte dal 28 al 29 al principe Carlo dal quartie.re generale principale: « _Mal~raclo una serie « di combattimenti vittoriosi, il secondo esercito s1 trova ancora. « momentaneamente in una po~izione difficile . Sua Maestà il Ile <( conta cbe il primo esercito solleciterit la sua marcia in a\'anti
Nella guerra, s'intende la guerreggiata, anche l'ideale mes:;o nell 'ambiente più favo1·ev0Jc può non realizzarsi per varie ragioni. Sappiamo tutti che il piano di campagna emana da chi ha l'alto comando dell:esercito, e che per la sua attuazione iwiscono le varie u'.1;tà_ con direzioni e obbiellivi determinati. Ma ~ltrecchè questa ~ir.ez1one _non si può sempre prendere, ollrecchè questi obbiettivi non si possono sempre ragg iungere indipendentemente o no. dalla bontà del piano di campagna, vi è un element.o costante il quale viene talora ·a tramutare nell'essenza l'i deale del piano di campagna, ed è il nemico stesso, del quale possiamo conoscere n. particolari e non quel n ·1 che fa per il caso nostro. Alcune · voi te bisogna rintracciarlo per forza, combattendo, altre voi 1.e determinarlo con atti logistici; e viceversa l' atto talì.ìr.o , cornbnttimento, e l'atto logistico , movimento, può allontanarci dal l'ideale stesso. Voglio dire che mano a mano che si fa più coita Ja mis.ura r,~J ~rosso 4elle forze dell'avversario, si possono mol tiplicare Je ~1fficoltit pel raggiungimento dello scopo. fin al e delle operazioni. Lhe cosa avrebbe faLto il princi pe Federico Carlo di Prussia su lla Bistrit1., il giorno 2 luglio ·I 866, se non fosse giunta in temp-o Ja 2' · armata'? ' Nella scala del coma ndo, quanto più è ingente la mole dell'eser-· : ito, tanto più si moltipli~ano gli incidenti ,;he vengono a '1.nrbare il preconcello andamento delle operazioni, tanto che si è sentito il bisogno di dare valore ad un elemento peculi:ire di tutl.i i' comandi sp in gendone l'estensione sino ai minimis~imi. Cioè si è sentito il bisogno di un' iniziati·t a, basata su ll a responsabil ilii e sul criterio. .\ fa anche l'iniz iativa concessa e volai.a. quanto non offre mezzo a ri0%sioni ! Cito un ~sempio. Nella campagna del 1866 in Boemia . l'esercito prussiano dell 'Elba aveva una dislocnione iniziale che
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. (I) ~:ret.ta, en;o1·i, man~anza di tLttto e disordine tramandarono in1·cce SLLlJilo al p,isS<1to : ideale ~e, passaggio del Reno e della separazio ne della Gcrman i.1. del sud ria quell a <lei. no,d. • Questo sara s~m1ire, osserva opportunamente il Goltz, la parte cleprogeLt1 ,l, guerra se la prcparaz1one dnl te111pc, rli pace non corriSpondc loro. se 1, ~ lern "i .po tere no11 sono all'u ni,ono. - Pag. iSI., cap. IV, § 3. Lo schieranw,ito lleg~i eserc1.1. ·
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I)
(< . per
disimpegnarlo
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La riu nione effettiva, ù noto, non avvenne che sul campo di lJat-
: la<>lia di Sadowa! \ ' iniziativa è un l'attore di guerra molto relati1'0 . Non si può dire ·fin dove essa arrivi, nè si può precisare dove essa s'arresti . Nei arandi comandi essa è l'opportuna azione per ](I sviluppo dell'ideale . dèl comando supremo, nei piccoli comandi è l'oppo rtuna azione per Jo sviluppo del conceuo (.itleale) dei c~mand~nti . ~uperiori · · i\Ia' dal comando suprewo all' ultimo comando 111 sotto rdine, quanl~ strada da percorrere, e quanti ostacoli da superare I Fra tult'. non si dovrà. ammettere che per via quest'ideale primo non. s1 tramuti p.nr di natura'! Lo osservi amo nei grandi comandi, dovremo ~
IDEALE E REALE IN GUERRA
escluderlo nei min ori ? È vero che gli atti tattici delle uni tà inferiori non possono in Ouire a fondo sulla massa che si prepara alla bauaglia, ma se essi si succedono con insistenza, se si moltiplicano, non possono produrre degl i arresti, e delle puntate premature dei maggiori t el'arti dietro, e forzare il comando snperiore e fo rs·anco il comando supremo ? Non basta . fl concello base deve, per forza, tramandandosi da uno ad nitro comando, svolgersi, svi luppflrsi, diventare anali tico; ma dall'nnalisi quanti sa nno assurgere a quelle forti sintesi dei co· mandi superiori, a quell 'ideale del comandame supremo? Ci vuole esercizio, e l'esercito prussiano se ha fatto ottima prova nella cam·pagna del 1870-7,1 lo deve :::pecialmente ali' esercizio continua-Lo del l'iniziativa, alla disciplina degli in tetletti, come la chiama il v. der GolLz. Pochi esempi lroviamo nellii storia di un sì larao af1:> fiatamento come nei ca pi prussiani in quella camp11gna . Il concetto base di tutte le operazioni, nettamente scolpito nella men te dei comandanti le arm ate, passa del pari netto in quella dei. comandant i i corpi d'armata, le divisioni, le hrigate, e arrÌ\'a in bassò ai reagimenti, ai bartaglioni, e più in basso ancora alle compaanie, a~e ·batlerie, agli squ:i droni . E frutl o di un sislema , e sta l;ene; ma certo è che un sistema agisce con frutto quando li1 fede nel sapere -~ nel v~lere di. ch_i com:i nda è illimitata. Ci vuole venerazione per 1mae,;m.' convinzione profonda nella bonlit del le isliluzioni proprie, amore srncero per la patria. L'ipse dixit, se discusso· anche nei lu nghi periodi di· pace, non deve punto scemarn l'autorità ne l superiore, e la convinzione in noi del suo valore come elemento di g~erra. Al l'opera intelligente di tutti, sLimolfl ta da questa preparazione degli animi, si riannodano i successi dell e armi, sen,m invidia e senza recri mi nazioni. Così in1end iarno la vita milila re. Quest'ideale che trapassa successivamente da un capo all'altro, nella scala discendente del comando , si deve rifare da.capo da un ·comrn~o all'altro nella scn la ascendente, e all ora niu na cosa vale a disperderl o, e allora l'in iziativa cosi in alto come in basso è animata da un unico scopo. Allora si capisce l'in iziativa di tutta la cavalleria prussiana nell~ campagnn che abbiamo or ora citato; allora ·si comprende quella del generale v. Korbach a Worth, quella di ·v. Zastrow a Spicheren, di v. Goltz a Colombey, quella di Alvens-
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IDEALE E REAI.E IN OORRR A
'leben (I a Yionvrlle-\\'I ars la Tour, e via, che gli ese~pi s~n~ in~ da tfl. li nomini puo 11urnerevo I1.. Il comando snpremo , coadiuvato . >tutta rivolgere la sua mente all'ideale del suo piano, sicuro do~u~que si lotta per reali zzarlo. Così nmiamo di studiare la guerra e 1 leno· - meni di essn; co~i percbè nnche gl i ideal i dell'arte .nosl1:a. possono gareJ!giare co n quell i d'o1n i altra ma~ifeslflzione dcli au1v~ta um ana: 1 Cosi si comprende Ale$sfln<lro, Ann1bnl~, Cesare, Fe~~r'.co, Nap°. leone I, Mollke, come sì compr ende M1chelangelo, l!z1ano, .f\ nlfaello, come si comprende Ga lileo, Torricell i, Plana, com_e ,;1 ca~· pisce Dante, Macchiavelli, Vico. Allora l'arte gen~ra la sc1en1.a_: 11 fallo produce il principio; allora accnnto alla sc1en~a economica, ,sociale, politica . alle scienze positi ve. alln filosofica .siede "orell a la .scienza militare; allora accan10 alla scoltura. alla p11.turn, alle arti lull e, posa ~orella l'arte della guerra . . . . Anch e nel comando sludiflto come per~ona, si ra1,v1sa 1\ conLJ·.asto ;fra l'ideale e il reale. La qnestione del comando è una questione tuttn so~w,11in1. Chi eserci ta il « fascino del comnn_do )l ha ~rerogative non comuni. ) fa anche quando elleno non si hanno ,;1 po$~ sono acqnistHre in p 8 rt.e col sistema..l_!l solda.1 0 perdona tutto nei superiori fnorchè l'inerzia e la deb_olezza; e~l1 onora ~ ~l ~uo sn'._e · ~l mezzo riore l'opero,-itil e il sapere sposati ad u?a giusta en~1 non è quindi tflnto privile~iato. ~ on tutti ~os~ono colio~ars1 ac~ant~ .a Suvarow, a Napoleone il Grande, al pnnc1pe Federico ~a'. lo · · Chnn·z,,·. ,·=t 'Sl·obeleff ·, nel campo della nostra alt1V1t/t ce P ru~sw,a '' dell a gloria per Lutt.i, qu:rndo vi sia sempre fisso nella mente un ~deale logico ed onesto . . . Alti di valore, atti di volontà , di co rattere ri posan? su .ideali vagheggiati ; la sto ria 110 11 li regis_Lra tntti e si. l'erma d1pr~fere~za su .quelli di cflratt ere meno comuni , non per d1~tr~~~ere gli alti 1, ~ a . per confermare in rooclo più el oquente nn pnnc1 p,o, che ha semp1 e ·suo fonda mento in un ideale.. Tutto lutto nella nostra particolare esis tenza d'uomi ni d'arme, _c't pal'la di ideali . Non dimentichiamolo per lrnrre forza_e a ~rose~uire nel nostro cammino. Perchè negli eserciti modern i noi ved1flmo questa febbre nostalgica dei grandi preparativi per la guerra? Fors~ -che le condizioni econom iche nostre ce lo permellono? No , perche .esse reclamano la pace, esse ci dicono che la pace è la rita delle
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ANNO LXI.
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IDEALE B REALE lN GUERRA
nazioni; no, perchè esse ci di cono che gli Stati europei sono er\trati, per i forti bilanci dell e armale moderne, iu un periodo dr esaurimenlo della pubblica finauza . PorcM dunque, ciò malgrado, si persiste nei forti armamenti, perc.hè.si tende a ingrossare sempre più gl i eserciti? Forse che non i! abbastanza noto che una guerra a' giorni nostri sign ilica la morte per uno Stato? È nolo. :U: a è nolo altresi che appunto per tale cagione è mestieri espletare tutti i mezzi per non subire quella S()rte ; e appunto perciò non si perde di vista <Jt1 esl'ùleate ('I). Si fa cosi perchè si vuol porre il proprio ideale nelle m;gliori condizioni perchè possa realizzarsi a minor proprio danno. E l'ideale mer ita tullo il suo ap· poggio. Una volta gli Stati viveva no sulla guerra e per la guerra; ora ess i morrebbero. per esga, e tuttavia vivono per essa. Stra.no rjcorso I La storia registra qu est'a ltro fen om eno umano come ha registrato quello. Le leggi romane furono perchè Roma fu, perchè il cii.lad ino romano fu . È nn prodotto dei tempi e nnlla più. Dopo una guerra gene rale di 11uesli co loss i dalle fihre d'accia io, si ritornerù da capo, o si lramulerit la fìsonomia degli eserciti '? E vano cercarlo. Certo guerre vi saranno find1è vi saranno popoli che avranno ideali; nella hontit di questi starà !'essere quelle più o meno rovinose, più o meno !'requeuti . Intanto quel che è cerlo è q.ueslo: che fìoo a quando un popolo, come uri individuo, avrit ideali elevati e onesti sarà forte, rispettato, 1.emuto, e av rà libertà, civiltà, gloria e fortnna E questo ce lo òice ancora la· slo ria. So lo chi, el evandos i al disopra delle turbolenze umane, saprà co ll a mrnte mirare a scopi logici ed elevati per sè e per la palria, avrà soddisfazioni terrene senza pHi, e le avril ,-empre quando, nel li bero lavoro, avrà lede e costanza e guard erà 1ill'avveuire come a promessa di progre::.so sempre, non di regresso . ORESTE ZA VATI'A RI copit,ino del 2 ° reggimento a.bpini . (f ) Quanto più l:i vita di un JJopolo è nobilitata ed abbellita dalla civiltà, dalla scienza. dnll'nrte e dalla ricchezza, tanto più esso popolo ha da perdere in caso di guerra, e conseguentemente psso do1'ril anche t.~nto più hnda re a prepararsi con ven ienlementc nrl l~ lolla. - VoN n~n Go1.z. I.a na.zione armato ccc. Pag. 7.
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. LE NUOVE ARMI E LA FANTERIANEL COMBATTIMENTO Continuazto11e -
Vedi disp,msa Ili
Per qu anto precede, aLl unque, il comho.tt.im ento saril d'una notevole semplicit~t. - I.a massa al lungata che marciava nl ne- niico si LrasformeriL in allra meno profonda e Lai mente costituita: che, al momento opporL11no, possa prendere, senza indugio, forma di combattimento . Qua.ndo questo momento sarà giunlo, il comandan te supremo vedrà sfuggirsi di mano le truppe1 che, per forza .delle cose, ad altra influenza non potranno ubbidire che a quella ilei loro capo immediato, del cap iLano . [I comandnnte del b;1tta~lione, vedrit una nd una, dileguarsi le sue coropagnie, ed i comanào.nti dell e schiere altro non potranno Care che pagare di persona, animando coli~ presenza, trascinando, t',Oll'esempio, le tru ppe, lieti ·se potran no, in quel frangente, raccogliere, in nn ad esse cd agli ul'(ì ci;ili , il fr utto del lungo lavorio del tempo di pace. - Resterà cosj confermato quanto ebbe a dire l'anonimo autore dello Sgucirdo tattico retro· spett.fra alla cam pagna ,lrl -1866: « Insomma, ~ulla prima li nea il comballimenLo non è altro che la lotla sostenuto. da. no do.lo numero di comandanti di compagnia contro il nemieo che si trova .loro di fronte ~. A leggere queste parole, il cni assArto venne ancor più _lu~ minosamente privato nel 1870, non si direLL>e che si tratt, dr un libro d'arle militare, il quale conta oramai una tremino. di anni . Conseguenr.a indiscutibile di tale ver-iti,, applicata alle nuove ar mi, è, lo si comprende, che con elementi i qnali, per moto proprio, si portano sulla linea di fuoco, il frarnmischiamenlo è
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LE NUOVE ARMI E LA FANTERlA NEL COMBATTUIENTO
diventalo inevitabile nel comb~ttimento. - - Informi la fattoria di S. Hnhert, stil compo di battaglia del '18 agosto, attorno alla qnale trovavansi. nel pomeriggio, ben /4.3 compagnie di 6 cli\'er;,i regg imenti e dell'8° battaglione cacciatori . miste fra di loro , mentre altre cornpa1nie, dei regp-imenti 5tessi, trovavansi, anche perfettamente isolate a circa 2 chilometri a nord ed ,1 a s11d di quel la fattoria. - Qnel frammischiamento, dipende da lia l'orma1.ione adottata, dalle tre sch iere , imposte rlalla efficacia delle nuove. armi, e solo , a maiHenerlo, per quanto possibile, limitato al reggimento (cosa del resto che. tranne nlcune ecce7,ioni , :-i verificò nelle. h:i ttaµlie del 1870) occorrerà che la formazion e per aht sia, non più solamente consigliala. ma assolutah1e11t e impo:-la, in tutti quei casi nei qu:1!i , circostanze indipendenti dalla vo · lontà dei capi , non vi si oppon gano. Le tt:.e schiere poi non so no più oggidì , come non sarar.no in avvenire, il portalo di elucnbrazioni, di tentatiri per arrivare ad una forma tipica, mn ben sì dipendono d:dlo scopo del combattimento, nell e varie fa,,i per cui esso passa , nel mimtre tutte assieme, per la l'oro dispos izione in profonrlitii , so110 la miglior guar<li,1 alle sorprese gui fìanch i . La prima schiera riconosce, t:1sta il nemico; la seconda combatte; la te1·1.a fa fronte alle pro babili evenienz.e, Esse, costitt1iscono lo scenario di tre atti diversi deH'rizione. rappresent:ino il combattimen to in profonòiti1, aiutando l'una. sia materialmenl<:, che moralmente, cjuella che la p·recede. Rappresentano il mezzo dell'al imentazione <lei fuoco sul fronte di battaglia, del quale sono veri rifornitori ; rappresentano infine i tre fattori di una stessa azione che s' intitolera · dall a vittori a o dalla sconfiua , sec.ondochè più o meno preparali saranno capi e gregari , secondochè saranno educati o meno ad alti sensi di virtù cittarlin i e soldati . - Ed in questa vittoria in questa sconfitta, quanta partet. quanta responsabiliti1 non spetta ai capitani! Essi che) in pace, avranno insegnato ai loro soldati che giorno verrà in cui. portati al fuo co , vedranno presso di loro cadere spenli i compogni, che quest.o non dovrà rallen · tare il loro slancio, ma, per contro, quasi a vendetta, spingerli innanzi, in cerca di morte o dì vittoria: in quel giorno, nel giorno della prov~, coll'opera loro. colla Yigoria di loro gioventù, co l1
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LE NUOVE Al.tMI E LA r'ANTE&lA NEf, CO!lHA'fTIMEN'rO
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l'intelligenza, coll'eroismo del sacrifiiio, essi decideranno dell'azione: Val ga questo per richiamare ad essi, a noi tutti, l'importanza èhe, pel raggiungimento di $imili scopi, banno l'educazione mo- ' Tale delle trnppe e qna.li atLitndini , 11oali alti sentimenti debbano 'in~pirare la gi ornaliera opera loro. i l maresciallo Bugeaud, nel suo studio dell'ordine di combattimento, dice che i comandan ti di corpo d'armata e di divisione, devono fidarsi dei brigadieri, dei colon nell i, dei c0nu1nd,rnti di bawwlione. Se vivesse quest'oggi, certameuta si unirebbe allo anonimo antore più sopra citato, per aggi ungere, a quest i alti comandan ti , il modesto capitano di compagnia. · Quando tutti gli sforzi dei capitani, quando tutti· gli sforzi delle compagnie. ~apranno, in qualsiasi istante del combàttimenlo tendere allo scopo preftsso, allora potr(~mo, con un al'orism,t tratto dall'ultimo regolamento d'esercizi tedesco, sostenere che « la fante1ria cwrd affermata la tattica swJ. al campo di ùatta_qlia » e che, ad essa, potrit mancare il soccor:;;o della volnbil sorte, non l'ammirazione dei nemici generosi .
IV. Mi .conviene ora parlare di on gl?.nere d'attacco , dell'attacco not- , turno·, verso il quale, in vista della maggior potenz.a dell'armamento attnale, convergono tutte le rnenLi, e sul quale, pur rigettando tutto qu11nto sa cl.i teoria, conviene, ciò nondimeno, fermare l'attenzione nostra, perchè, ripeto, la guena futura deve trovarci pronti a risolvere praticamente qualsiasi problema ci si possa presentare, deve trovarci pronti ad ogni sorpresa. In quei;to conceuo, diventano nece$sari i ripetuti esercizi ed nna ·continua osservazione sulla materi:i , per venire, almeno, ad utili deduzioni ~he, contro quelle sorprese, sieno, al momento opportuno, guida al nostro operare. danno al nemico e schermo alle sue offese. Le tenebre della notte ed il .silenzio che le accompagna, le varie intonazioni di luce, dell'alba, del tram on LO, di una notte serena o nuvolosa, di una notte illuminata da un quarto di luna o da un altro. son tnt.ti elementi che, per chi sia nuovo ad essi, còslituiscono altrettante cause di disorientamento.
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LE NUOVE ,\RMI E L.\ l'AN1'ERIA .NEL COMBA'l'TIM&N'l'O
l,E NUOVE ARMI E LA FANTERIA NEL COMllA'l'TIMENTO
Nei mesi di gennaio e febbraio 189,f., nelle veglie di qnei tnst1 giorni, in cui, nella Lunigian:i, accompagnavo od andavo a trovare i miei soldati , quasi tulti richiamati (diciamolo ad onor del paese , bravi saldali) ho avuto campo di provarlo. Gii oggetti assumono le apparenze più strane, i suoni si alterano in modo indicibile. - . Un uliveto, in una nolte in cui i fuggenLi nuvoloni , di Lanto in tanto, lasciavano scoperta una limpida luna, sbarra.va spesso il cammino cli unR colonna , con dei plotoni nemici rappresentati dalla parte bassa, non illuminata, del tronco degli ulivi. In una casa, di fresco tinta, le candide mura, apparivano, quali illnminate nnestre, tra le finestre vere; una casa, un filare d' alberi, un lumicino, lontan lontani, erano raggiunti do'po 20 metri di percorso. Il soffiar del vento tra gli ulivi, tra i castagneti, produceva, soventi, come un lamento, come un susurro di gentr. che. . . .. non v'era! E bastino ancor queste. In una notte piovos:1 (pioveva sempre) il faro di Spezia, attraverso la ne4bia ed i rovesci d'acqua. colle imermiuenze di sua luce, era proprio per chi l'osservava, una successione di razzi segnai i I Un'al tra notte (pioveva ~cmpre come Dio la mandava) avevo da solo, raggiunto unn vedetta, che, malgrado l'imperversare della pioggia , e il fredoo inten so, per llOn maritare a] SUO dovere, amichè approfittare di un casotto di legno presso mi era stata collocata, se ne stava in prossimità di esso, prestando occhi ed orecchi tutto all'intorno: « 1\'lagiiore ! vienn qualcuno! Sente? Sente? 11 Pri'ma sen ti1 0 nulla, nulla vedevo, ma, a furia di osservare, a furia di ascoltue, fin ii per sentire anche io, e a tender meglio l'orecchio! .. . .. Ci volle un quarto d'ora per convincerci che i passi che si avvicinavano, altro non erano se non lo :-till icidio del la copertura del casotto sull'imperiale del chepì del soldato. U per li, trassi motivo per . fare a qnesti un ragionamento d'occasione, che in realtà poi finì per riescir utile anche a me• . E, nel continuare il mio giro, prnsavo che, a parte tntte queste osservazioni, le tenebre hanno un'.izione deprimente sullo spirito umano e ci,e, da µente il cui morale non sia elevato, da s(i!dati non agguerriti, poco ci debba essere da attend~rs i nel folto di es~e. E !a mia men te, correva, agli at-
,tacch i notturn i, ai perico li d'incidenti, alle possibili confusioni che il compagno mettessero contro il comp~1gno, alle cantele, .al le precauzioni maggiori , che i movimenti di nott.e, che gli :attacchi nott urn i, rendono necessarie, alla difficoltit d'imprimere ad essi la giusta direzione . Eppo i ripensai ancora che, se Cl)fl dei rag ionamenti, pur plausibili, è possibile accoppiare queste -0ppo,te sen teme:
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L'arma a f1wco è tntto, il resto è niente. ,_ · ·., La pallci è vergine folle, ma la baionetta è uiggi,a. ,) ,ci vorrebbe proprio molta fa tic;i
a. mettere insieme
queste
.altre : Gli attacchi nottnrni sono a temersi più delle palle ne,miche (Blucher) . Le unebre delta notte serviranno all'assalitor,:, esse nascon.deranno i suoi preparativi agli avversa1·i, e gli JJ1~rmelleranno ili av1,icinarsi al punto di atfacco, ciò che, di giomo, gli costerebbe perdite considerevoli (Gollz) ('1). È certo che, se non vi fossero elementi che gli rendessero difficili, questi attacchi eserciterebbero una fort issima attrazione . Se. di molti di ess i la 3loria ci narra i buon i risultati. non è m~n vero, che, a loro riguardo, specie per azioni di una certa entità, per azioni di grossi riparti di truppa, dobbiamo tuLLi in maaaiore o minor misura, sentirci perplessi. Ad ogn i modo, ç')ç) ,scendendo a campo pi1:t ristretto , 6 certo che, se v'lla un'arma che per gli attacchi notturni sia indicata, questa ò la fanteria . E sull'azione, sul comportarsi di tale arma che mi propongo ,dire qualche cosa. La marcia, che precede l'attflcco, deve essere falla nel massimo ordine, evitando con scrupoloso proposito da parte cli tutti ogni causa che possa svelare la nostra presenza; nelle notti illuminate le stesse sciabole de~!li ufficiali po~sono tradire. Le co-
(i) A vero dire, con questo, il Goltz, accennerebbe alla marci11 nottlm1a; ma tt:niamo nresentc cl,e, (!lt,Htdo si marci,t ve rso il nemico, si rrnò o.;serne sorpresi o essere co· stretti ad attaccarlo.
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LE NUOVE Altltll E LA FANTERIA N EL 00MBA'l''l'I MI,:nTO
!onne marcino colle compagnie distanziate, solo co llegate da, pochi uomini, perchè se la sorpresa riesce alla cornpag-nia eh lesta, le altre non tarderanno a raggiungerla; in caw con trar.io, queste non ne saranno travolte. A maggior ·distanza, segu,, la riserva, pronta, in ogni evento, a ,raccogliere i t·espinti, a trattenere l'avversario. Su qoeste distanze non vi. sono d,Hi da stabil ire; il terreno su cui si marcia, la strada che si segne, la coltivazione , la luce, il vento, la pioggia, daranno norma. Auoliti i reparti di sicurezza sul fronte, d1e toglierebbero all'opera-· zione il carntlere della sorpresa, si sostituiscono 'ad essi pattuglie di due o tre uomini arditi , scelti all'uopo, con1ggiosi , meglio se guidati da uffìci,1li . Si meuano in Lesta alle colonne . altri uomini arditi, che, se anche sorpresi -dal fnoco del nemico (in genere senza risulta lo), non si sgomentino e sappiano egua lmente gettar:;i su di esso. Per quanto possibile, evitare la divisione in più colonne, perchè essa e$ige ,un accordo di manovra difficile ad ottenersi, e che, malgrado il successo di una parte dell'attacco, può mandarlo a vuoto. Lo scacco dei Russi ad Erzet·oum nell'attacco notttu-no, col quale si cercava di risparmiare· un- assedio regollll'e della piazza, si dòvelte a ciò, che una prima colonna, riuscita ad impadron ir.si d'una delle opere dì e~sa, non, fu SO$tenuta da altra colonna che , sulla sua sinistra aveva. smarrita la rett.a via. , Pel combattimento, tener conto che il fuoco neHa notte ba, poca o punto efficacia, e che deve risolversi coll 'urto, col piombare improvviso sul nemico. Inutile formare catene e tanto meno costituire sostegni che, di giorno, trovano ragione, _sia nel render meno sensibili i danni del tiro avversario, sia nel dare al nostro il maggiore sviluppo. Qni di fuoco 0011 se ne farà, per così dire, che a bruciapelo, quando il nemico avrà compres(} dove tendiamo a sfondarlo . Le manovre cli qualsiasi genere sono assolu tamen'te da rigettarsi. Andatura cons;gJiabi le è il pa~so da cacciatori, il pa$SOce1ere, chè la corsa tenderebbe a disordinare le truppe. E quanto alla formazio.ne d'attacco, se le condizioni del terreno lo permettono, la linea di compagnie, ad intervalli non troppo· larghi, ed, in terreno molto fra.sti,gliato, coi plotoni affiancati,.
LÉ N UOVE ARMI E LA FANTERIA NEL C0MBA'rTI1l1ENTO
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è quella più indicata. On~e però sia provvisto a contiì1uità di sfoi'zi sul punto scelto, ed a parare 11. tutte le. evenienze del comb~itimenlo, le norme d'impiego delle tre anni, consigl iano di sca(Jl ionare Ja linea di colonne nel senso della. profondità. ln r, ogni modo, alla prima linea d'.attacco, non manchi ma.i, come si è gia accennalo, una riserva che compl1~Li il risultato della sbrpre:;a, che, all'occorrenza, la sost.eng-a e ne rin c;dzi l'azione. 1 Quanto alla difesa, poichè., nei combattimenti notturni essa non può valer:;;i che in minime proporzioni del mezzo che la rende forte os:;ia del fuoco, occo ne che s'avvalga , pur essa, dei mezzi di cui può disporre l'attaccante : la sorpresa ed il controattacco. A meno di condizioni vera.mente eccezionali di terreno, cj1e le permellirno senza altro di mettersi in posizione fort~ e sulla quate assolutamente del,ba dirigersi l'attaccante, la clil'esa troverà maggior giovamento nell'anticipato studio, nella perfetta conoscenza del terreno, che le daranno mezzo di stabilire un servizio di sicurezza e di prendere posizione conveniente per poter dietro le indicazioni di quello, slanciarsi in tempo e sorprendere a sua volta, l'av-versario . Pattuglie dellfl difesa potranno trascinare a loro l'inseguimento dell'attaccante, in premedit:nadirezion~, verso un'opportuna irnboscata, dove la difesa avrà buon giuoco, perchè essa pure si sarit acquistalo il carattere della sorpresa; razionali appiattamenti potranno attrarre l'attenzione dell'attacco sviandolo dal suo obbiettivo. o almeno , tardandone l'avanzare, far :,,,uad;(rnare tempo ' e me~tere a portata della difesa il mezzo . ~ di eseguire il controatlacco collc:t magg ior quantità di forze. Meglio che io non abbia saputo r iassnmere, le norme sul com bat_t,imento delle tre armi, più sopra citate, si dilungano sugli attacchi di notte. Senza però scendere a particolari, che qui non n'.è il caso, credo si possa conven ire in questo: enLrambe le parti hanno bisogno di conoscere esattame,ue il teneno, in misur:a ma,wiore l'attacco, che nulla deve lasciare intentato per c:H, acquistare quella conoscenza. Si evitino sorprese sui fianchi (sul fronte sappiamo che si va a trovare il nemico) ; si lascino da par.te manovre che vengano a l'Ompere la coesione della massa attaccante. Questa, marci l'i:,olnta . lniiiato l'attacco, lo prose-
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L E NUO VE ,\RMI ,E; LA FANTERlA N E L C03IBA'1'1'1MENTO
gua; senza r itardi lo spinga a fondo, finchè sia -riescilo o veng-a respinto. Jn quest'ul timo caso , la riserva sia pronta a compiere il suo àovere : non lasciarsi trascinare dal panico, rallentare almeno l'insegui mento dell a controffe;;a. .Bast,i accennare a tutte queste necessitù, considerare in quale ambiente convenga provvedere ad esse, òa quale spirito debbano essere an imate le lrnppe destinate a compiere gl i auacchi notturni , per spiegarci il natural e senso di titubanza r,lie ne coglie quando parl iamo di auacchi di :;irni l genere, e come, più che alla loro conven ienza, si sia tratti ad unirsi a coloro i (fliali opinano che, a vece òi venire a com hattimento di notte, sia preferibi le col favore di essa, avanzarsi finò al limite da cu i le nostre armi potranno, all'albeggiare essei;e utilmente impiegale, sia preferibile cioè eseguire delle marcie notturne. Del resto. nu lla vi è di assoluto anche a questo riguardo , e nella prati ca i capi intell igenti, le trup pe a7guerrite, sapr,rnno a qual parti lo appigliarsi ('I).
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( Continua). (t) Dagli at1acchi notturni al servir.io d';1vamposti, corre facil mente il pensiero. Colle nuove arm i, occorrcrù restringere gli attu:d i intervalli e distanze fra i vari reparti di sicurezza, aumentarne i:1 parte mob ile, o quanto meno dare ad essi il mezzo di richiama re l'atlenr.ione dei reparti laterali o retrostanti. Carlucc(} a po lvere nera?
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APPUNTI SULLE PUNIZIONI DISCIPLINARI CON R,\FPRONTI DI RKLA TIVE D1SPOS1Zi0N! IN VIGORR NEL NOSTRO ESERCITO ed in quelli F RANCESE, RUSSO, AUSTRIACO, GERMANICO
IFra i mezz i edncati vi militari ha vvi quello. delle pun izion1 disciplinari . Nel senso scienti fico, queste sono la naturalere azione contro le mancanze e le omissioni di qualsiasi genere. Come la natura inesorab ilmente punisce tutte le trasgression1 alle leggi fisiche e biolog iche, così l'autorità investita del dirillo punitivo deve reagire contro le trasgressioni all'ordine disciplinare. E però , quàndo la prevenzione espiicata coli' istruz ione, col consiglio, con l'esempio non basta, è uopo ricorrere alla repres~ione. Ripetendo un bisticc io, diciamo , che a chi non sente il nerbo della ragione bisogna far sentire la ra~ione del nerbi] [Le punizioni vanno quindi considerale come il mezzo secondario per ottenere da tutti l'adempimento del proprio dovere, giacchè ad ogni e qualunque costo, l'nlta idea del dovere bisogna farla penetrare nella coscienza di ognuno: la sillute della patria esigendo dol mi litare il massimo dei sacri llcì che si possono imporre ad un uomo ) Le mancanze disciplinari corrispondono alle contravvenzioni pTeviste dal nostro codice penale comune , e, comé in ·queste, ciascuno risponde del la propri,1 azione od om issione, ancorché non si dimostri ch'egli abbia ~olut.o commettere on follo contrario ai :·egolamenti o agli ordini superiori. In altri termini, qui non si tratta di guardare tanto ali' intenzional ità dell'agente; come si richiede nei reati , quan10 è più ali'accertamenLo rnatel'iale del fatto e al conseguente danno che d:11 fatto stesso ne risen te la discipli na od il servizio . Cosi, p es ., dell' ufficìnle che comandato ai viveri non vi sì reca, o del sol -
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APPUN'l'l SULLE PUNIZIONI DISCIPLINARI CON RAFFRONTI
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tu(ficiale che ritarda a rientrare in ca$erma dal permess0 serale, o del caporale che usa parole beffarde verso una classe di reclute, o del soldato che si presenta alla rivista del capitano col fuci le in parte suàieio, non occorre indagare, se nel pri mo caso vi fu negligenza o semplice dimenticanza, e nel secondo, se vi fn deliberato proposito o semplice difetto di orologio, e nel terzo se il caporale ebbe intenzione di offendere le reclute o volle semplice·mente scherzare, e nell'ultimo, se vi fu .incuria o semplice inavvertenza: consta tato il fatto la mancanza od omi ssione ~ perfeLLa e va punita. Oa qui emerge un principio, èhe è uopo non perdere mai di vista, e cioè: che non si deve di , regola ammettere la scusante di un'equivoca buona fede, col pretesto del la · quale molte mancnnze rimarrebbero impunite. ]) la, se ad ogni mancania od omissione deve irremi ssibilmen te e prontamente seguire nna punizione, per contro, l'esercizio del diritto punitivo impone degli obblighi imprescindibili, a tutela del buon uso del di ritto stesso. · [n ']nesto, tutti i regolamenti di disciplina sono d'accordo nel s;1nziom,re la necessità, che nell'infliggere punizioni· sia osservata la più stretta. giustizi;1, la massima imparzialità, la calma del contegno, e che debbasi tener cooto delle circostan:1.e che hanno preceduto ed accompagnato la mancanza, del grado d' intelligenza ed esperienza, del carattere, ed infine dei precedenti dell'individuo punibile. Ora, l'applicare rettamen te f[uest i pl'incipii alt' infinita varietà dei capi e delle persone, non è compito molto facile, avuto anche riguardo all'ambiente in cui l'ufficio punitivo si esplica: non si deve guarclnre soltanto a chi ::;nbi:>ce la punizione, ma anche. - e direi di più - a quelli che la vedono. Il superiore (lev'essere dunque giusto, imparziale, calmo: ma codesti sono aLLributi, ehe per meritarli richi edono da sè soli una particolare educazione nel senso filosofico della parolai Senza peritanza si può afiermare cbe il superiorè dev'essere più giusto di tutti i gi nòici dei tribunal i del mondo, perch è egli che fa punire o punisce, è lo stesso che deve istrui re, educar~, amministrare e comandare in pace e in guerra i propri subordi nati. « L'opinione della .)tinstizia di un capo -- dice il maresciallo .Marmonl. - è la base del suo credito e dei senlimf:nti che gli si deferiscono-;-~
DI RELATIVE DISPOSIZIONI 1N VIGOR E NEL NOSTRO ESERCITO, .ECC.
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E filosofi e moralisti ripetono in coro, 'j§he la. giustiz·ia è virlù sociale per eccellenza , cll'essa è il perno attorno a cui s'aggirano le altre virtù, e ch'essa. ebbe in tutti i tempi e presso tutti i popoli nlcun che di sacro. « Vellington era chiamato da i suo i soldati il cl1iw di ferro; era inesorab il mente giusto ed en1. obbe·dito. · Aveva capito che un generai~ ha più bisogno di essere temuto · ch e amato, e , strana cosa , era amato; la streu.a gi ustizia gli dava anche quello ch'e~l i non cercava» ('I )j, . Ii' imparziali tà è una forma delht giustizia· e. vale trallare tutti egualmente, senza sen timenti di parti coln ri tii per l'uno o per ¾'altro, tutti tll'endo gl, stessi diri tti e gl i stessi dove ri. J,a cal ,na, infine, è condizione essenziale, per gindicn re bene su ll' entità di unrt mancanzn, e.d anche perché una punizione infl1tta ·mentre si è in col lera ha più l'ari a di vendetta che di giustiiia] « Tutto quello che gl i uomini fanno - disse Plutarco quando li governa la col lera, è di necessità che sia cieco, irnprn· dente e fuor di rnisurn. Perocch è non è possibi le che l' uomo abbandorrnto all a collera usi della ragion e. e tutto quello che si fa senza che v'i nterven ga la ragione è depravato e contrario ad -0gni regola n. Mi son ferm~t.o nlquanto ~u queste guarenti gie del <liri\to cli punin\ giacchè, in verità, sulle cose buone e util i è wopo insistere . Ciò premesso accennerò partitamente alle questioni di ma~gior rilievo, in fa tto di punizioni disciplinari , ~ulla scorta di 'disposi:zioni vi);(enti nel nostro esercito ed in quelli: francese, russo . austrial~O,. germani co.
Natura delle punizioni. - \Ilo :sl:alo odierno dell a nostra civiltà , colle idee che vi predominano in fatto di dignità e rispetto unrnno, con l'adozione di coòici che hanno sc1.nzionnto i! pri'ncipio, ch e unica pena debba essere la restrizione della lihertit personale, ~ cogli attuali sistemi di reclutamento, non :sarebbero pi ù possibili negli eserciti le punizioni corporali òi altri tempi. Come sempre, in fat to òi pene, noi siamo i più liberali perciò che concerne la natura delle punizioni disciplinari , giacchè, se · Il.} Dr,: Cn1sT01,on1s -
Che cosa sia la.
g·tiei·ra.
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APPUN'l'l SUl,LE PUNIZIONL D IS01PL1NAR f t.:0"< RnFFitON'rl
ancora il regolamento di di sciplina com,erva J' unica punizione che ricorda , sebbene lontanamente, il vecchio sistema - voglio dire la presen tazione in armi e bagaglio - nel fatlo po i questa punizione non viene più inflitta, neanco alle reclute, co me ~i usava tin·o a pochissimo tempo fa . Anche « l'ordinanza sulle pene disciplinari (,I ) ·~ in German ia non con tiene punizioni corporali di so rla. · Il regolamento fra ncese (2) prescrive le còruées fuori turno per una o più volte e la rivista, insieme àlla guardia per uno o più giorni . Il regolamento l'l1S$O (3) prescrive i servizi di guardia. e eh fatica foori 1urno, e quello austriaco, oltre alla comparsa giornali era al rapporto in una determinata tenut;1, fino ad otto volte , l'i mposizione di 1-ervizi faticosi, n_oiosi, e bassi, fuori del turno, rino a giorni trenta. Il regolamento austriaco (.t) contiene inoltre la punizione di sei ore di manette, anche per i graduati, e il legamento all a eolonna per i soldati. .-\. riguardo degli ufficiali: in Francia, il rimprovero è dato dal colonnello o dai generali, e_, come da noi, sono inflitLi gli arresti :;empl ici, di r igore ·e di fortezza; in Russia, s" io(liggono osservazioni e rimproveri a voce e per iscriuo, osservazioni e rimproveri in presenza di ufficiali, r iuniti o pubblicati in un ordine del giorno speciale, e v'ha una sola specie cl' arresti, che pos;;ono essere scontati a dom icilio o in quartiere ; in Germania è prescri tto il rimprovero sempl ice e severo ed una sola specie di arresti in camera ; in Austria havvi la redarg uizione semplice o severa al rapporto, oppure in iscritto e gli arresti di stazione e di stanza, che corrispondono ai nostri arresti semplici e di ri gore . Hfl!ativamente ai sottufficiali è da notarsi, che solo da noi . esiste la punizione della sospensionH dal grado con ri torno al ser(1) In vir:ore nn dal 1872 e consultata nella. tra<luzione contenuta nella Revue. mil:anno l8it,. (2) Tntto ciò che in que,;to ,;crit!o si rHcrisr.ti ,ill'esercito rrances!\ è st,ito ricavato d,11 " Dccret du 20 octobre 1892 portant r!':glernent sur le service in tèrieur de~ Lroupcs d' infanterie. " (3j Consultato nella traduzione italiana del capitano DE LUTTI, ertizion c -1sss. (1,) Da notizie genti' mcn te fornitemi dal capitano Bet·tagnolli del 3° l'Oggirneoto cac-
t11ire ile l'Blra.nger,
ciatori tir olesi.
DI REL.H IVE DISPOSIZIONI I N VIGORE NE[, NOS1' RO ESERCITO, ECC.
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vizio~di semplice soldato. Jn Francia e in Russ ia, un sottuffìciale può essere retrocesso al grado immediatamente in fèriore. In Francia, ai :3ottufliciali, invece della sala di disciplina semplice, è inOì tta la consegna, uella propria camera, e i so1tu1Tìciali ammogliati scon tano ord inariamente questa punizione, come pure quel la della semplice consegna, nella loro abitazione, in città. Per i ca1forali; o grado analogo, e per i so ldati, il solo regolamento anstriaco pre;;crive il rimprovero, ch e viene infli tto all'ònt del rapporto. . Facendo ora U lla lirnve co11sickn1zio11 e ~u quanto son venuto dicendo, intorno alla natura dt~lle punizion i esprimo l'avviso, che non sia più consentanea ali ' altuale stato dei nostri so1.tuflìcia li la sospensione dal grado, come quelìa che gli um ilic1 un po' troppo di fronte al so!dt.tto. Ol tre :1 ciò sta po i il follo eh' e·:;;sa nella pratica - per nn certo rigua rdo alla loro condizione - non è q.uasi mai l'atta subire nella soa interezza . E cosi pure :,ono d'opinione, che, nel!' interesse della disc iplin a, sia da sa 1Jcir~i nel regolamento la dispos izione con la qua le il sottufficiale retrO(~esso viene prosciolto dalla f'erma e congedato (1) . Quan-to, inlìne, al ri;nprovcro, lo vorrei es teso ;1nche ai ca• porali e solda ti , poicllè sebbene nella pratica lo si facc ia, un'nffermazio11e in questo senso uel regolamento li rileverebue nel conceLto di uomini come tutti i,:li altri , e rinv igorirebbe il principio, ormai da tu1ti ,ic,~et.ta to, che alle punizion i di carattere tr)orale devesi, lì ncl1è possibil e, dar la preferenza. Osservo pe,,.-; che avuto ri guardo alla no~tra indole nazionnle, apprensiva ed 'ecci tabile. e per cui l'amrJr 11roprio h:1 fo rti radici ne<rli an imi ' , t . <" una dispo:;izione tas$al iva , .dovrebbe vietarè - sa!Yo il caso di reprimere I' indi,c ipli na, le mancanze di rispetto e la p;llente mala voglia ---- d' inlli~gere il ri mprovero alla presenza d' inferiori .
Durata delle punizioni. - Proporzionare la durata della pena all'entità della mancanza è dovere di giustizia e di equanimità., Ond'è che tanto l'organizilltore nei iLssai-e .il limite min imo e il (i) Allo 25, 16
febbra io 1893.
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APPUNTI S ULLE P UNI ZIONI 0ISClPLINA 8 l CON RAF~' RONTI
limiLe ma ssimo di una punizione, qu anto il superi ore in vestil o del di ritto pu niti1'0, nel servi rsi della latil udine concessa~li dal re.!(olarnenlo, devo no procedere co n nbbasta nza pon derazione. La durala dell a pena dev'essere il giusto contrappeso all a mnn · canza nel!tt bi lancia della i?iustizia . È il risultato di una ·sinl es i i cui elementi v.-iriano da caso a caso, e in cni entra come elemento pri ncip.,ile il va lore nttribnito alla mancanza . Questo valo re è relati vo nel tempo e nel r.uperiore che fissa la pun izione: nel tempo, percbè non sempre a tu tte ltl ma ncani e si dit la stessa importanza, nel superiore, perchè non da Lutti, e a tulle le mancanze si aLtrib ni sce l'r guale entiLit. In ordine alla durata delle pu nizioni , il nostro rego litmento ù qnello che s1abil isce il massimo più alt.o per gli arresti semplici e per la conse~na in quartiere. La pratica però ha ~empre correlto questo massimo. Negli altri regolamenti - in esame - nè gli arresti, nè la consegna oltrepassano la durala di trenta giorni . È pure degno di nota il fallo che il solo nosl ro regolamento - meno che per ~li arresti se mp lici e la consegna ......:. ha un min_imo ?i tre giorn i negli arresti di rigore, e di tre e di cinque r1_spetl.l\'.amenle nella sala semplice e di rigore, e di tre nella prigione d ambo le specie. Negli altri regolament i per tutte le pun izioni, il limite mini mo è sempre di un giorno . Il rego lamen1 0 francese e l'ordinanza germa nica non ammeL~ono l'accumnl~~ enlo di piìt punizioni per ona si essa mancanza ; 11 russ~ lo p_rotbì~ce, sa.Ivo per alcuni casi deu,rm inri ti e previsti e quell aus triaco I autorizza soltanto, nei casi in cui l'accnmnlamenlo non porta maggior du rata di pena restrit tiva della li hertit personale, come, ad ese mpio, co ngi unge ndo l'arresto di caserma. coo l'ordine di presentarsi al rapport o in una determinata uniform e per uno o più giorni . Cade qui acconcio di ossc.wva re - perchè in relazione alla natura e durata delle punir.ioni - com e sia generale il difetto nei regolamenti di non classificare con sufficente dettaglio le mancanze per cui si commina una sort:1 di punizione. Va notalo tuttavia come il regolamento frn ncese sia a questo riguardo più
0 1 RELAT IVE 01SP0 SIZ10Nl IN VIGORE NEL NOSTRO ESERCITO, ECC.
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,e.hiaro e più preciso. Una regolare classificazione delle mancanze, in relazione ad una specie di pena - e non sarebbe punto diffic iltl il farlo - allenuerebbe quella forle discrepanza, che anche per le rag ioni enunciate più sopra, quando accennavo all'instabile e•diverso valore atlribui to alle mancanze. sovente $i riscontra -nelle punizioni , non solo tra corpo e corpo, ma financo tra compagnia e compagnia di uno stesso corpo. Anche qui è applicabile quel sommo principio che « 3avie sono quell e leggi , che meno .arbitrio lasciano al giudice. »
Modi di esecuzione delle punizioni. - Egli è cer to che l'ollicacia ,di una punizione non è data soltanlo dalla natura e du rala di essa, ma benanco dai modi come viene subita. Di qui le prescrizioni relative agli arresti degli ufficiali, alla consegna, alla sala e alla prigione per gli uomiui di truppa . Nello stabilire i modi di esecuzione bisogna tener conlo della posizione ~erarch ica del punito, ed er.iandio, a che la punizione non riesca degradante e non cagioni danno alla salute. Tal volta una punizione, non corporale per sè stessa, diventa tale per i modi con cui essa viene sconJata. Souo certi riguardi il nostro fegolamento è uno dei più ri gorosi, in fallo di ·modi di esecuzione. In Aust ria, per esempio, l' ufficiale punito cogli arresti semplici ,non può frequ entare caffè, osteri e, nè luogh i di convegno di ca,merati, ma non è obbl igato di. ri manere nella propria abilazi one, quando non è di serv izio. È soltanto prescrito che non può allon-tanarsi dal luogo di presidio. 1n Au stria, non s'in fliggono gli arresti sempli ci in quartiere. In Franr.ia ì caporal i e soldati puniti di JJl'i~ione - cl) e corrisponde alla nostra prigione di rigore - ricevono egualmente il vi tto, meno la razione di vino e di caffè. Essi però, per tre ore al mattino e per tre ore al la sera sono esercitati in plotone di puni.zione, sollo il comando di un sottu!li ciale. In Austria, per la tr uppa - falla eccElzione dei i;ollufficiali , vi ha la pnni zione dell'arresto inasprito e dell 'a rresto singolare, e per i semplici soldati, anche l'arresto rigoroso . L'arresto inaspri to corrisponde alla nostra prigione di rigore; quello singolare differi,gce dal primo in quanto che si sconta in cella separata, e il rigoroso è come il singolare, con 2'.l - ANNO XLI,
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APPUNTI SULLE PUNIZIONI DISCIPLI NARI CON RAFFRONTI
l'aggiunta però dell'oscuramento della cella. Or bene, in tutte e tre le speè_i~ d'arresto, il punito riceve il villo, meno per un giorno. ~e la ~un1z10ne deve durare tre giorni, e per due - a giorn i interrolll - se la durata è di cinque giorn i; per modo che, in una settimana di punizione, non più di tre giorni siano scontati r icevendo il solo pane. f: vero però, che vi sono annesse sei ore di manett.e al giorno. In Russia, i puniti di prigione semplice (si chiama arresto semplice) sono rinchi~si io una prigione illuminata; quelli alla rigore sono egualmente in una prigione illuminata, ma sono messi a pane ed acqua, tranne un giorno ogni tre, in cui ricevono il vitto ordinario; ed ~nfine quelli puniti di arresto di rigore rinforzato· sono rinchiusi in una prigione oscura, rimanendo trattati nel rim,tnente come nel'l'arresto di rigore. « l~ino d_a! 11~69 è prescritto che per tutte e tre le specie di arr?sto I pu111t1 siano separati gli uni dagli altri in celle apposite, 0 ciò allo scopo che buoni e mediocri soldati non subiscano l' influenza di altri soldati peggiori, rinchiusi insieme con loro, ed anche per rendere più .;eria e più sentita la punizi'one » ('I).
Di un principio disciplinare: punizione per gerarchia. - J moderni regolamenti mi litari proclamano, che pari all'iniziativa con· cess~ .ai capi in r~gio~e del_ i?ado, deliba essere la loro respon· sab1lt1a. In materi a d, d,sc,plina questo principio è assentito e spesso anche pratir,ato, ma non ha avuto ancora la sanzione di un tassativo articolo di regolamento (aìmeno fra quelli che ho esa~inati), che imponga , date eerte condizioni, di punire insieme a eh, ha commess0 il fallo, il di lui capo gerarchico. Ho detto sul principio di queste pagine che le mancanze di sci · pii nari corrispondono alle contravvenzioni previste dal nostro codice penale comune; e qui è il caso di fare un al tro con fronto. Havvi un articolo, il 60° del codice, il quale dice: « Nelle Gontravvenzioni commesse da chi è soggetto all'altrui autoritit. direzione o vigilanza, la pena,' oltre rilla persona subordinata; si ap-
(I) Neta del c:1pitano DE
L OTT I. -
Traduzione citata.
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RELATIVE DISPOSIZIONI IN VIGORE NEL !'10ST!t0 :J.:SERCl'l'O, ECC.
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plica anche (Jlla per;;ona rivestita dell'anlorità o in1~aricata della direzione o vigi lanza, se trnttisi di conlra1Jvenzione. a disposizioni eh' essa era tenuta a {ar osse?·vcire, e se la contrfw1Jenzione poteva : éSSe\e ùi1pedita dalla sua 'oi.crilanza ». Ora , non vi può essere eh i non veda come una tale disposiz ion e potrehbé e dovrebbe essere riprodotta in un regolamento punitivo militare. Fra gli scl'i tto ri militari , il De Cristofori s, in quell'aureo libro : Che cosa sia la guerra, dov'ò dimostrato come il sommo principio dell'arte nostra: < La vittoria è decisa dall' urto della massa» sia ìl principio gen~ralore, anche dè!le varie norme della pratica quotidiana, propugna l'affermazione · nella legge militare scritta · della 1·esponsabilitci per gerarchia. , Vale la pena di riportare qni alcune delle sue considerazioni ~ « Ogni mancanza non ha la sua causa soltanto nel fatto del mo· mento, ma ripete spesso, per non dir sempre, la sua origine nell'anteri ore e continuata negli/,\'enza od ignoranza del superiore immediato. Non è buon superiore, nè capace, quello ché non sa che punire il fa llo compiuto. e non sa prevenire il fa ll o possi bile » e più oltre: « Le punizioni per gcrnrchìa, introducendo nella disciplina il fallo costante della responsabilità del superiore, introdun'it nella legge stessa il motivo costante della sua osservanza, introdurril nell'esercito la· ragione ell}ciente dell'obbedienza iJ e più tmm li ancora: « Qual e inferiore potr~t facilmente sentir rancore. od ira superflua ver:;o il capitano che punisce, ,quando ò noto che sarebbe egli stesso pun ito se non punis3e1 N'on diverrebbe allora evidente (J(l ogni pi ù pigro intelletto che I egli punisce per prevenire~».
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Accentramento e decentramento punitivo. -- Di versi sonn i sistemi in uso presso gli eserciti , intorno alla focoltì1 di infliggere pun izioni e di determi narne la durata. Si scorge però come due siano i criten generali: di accentramento uno e di decentramento !!altro, che è certamente il più consono ai pr incipi i di iniziativa e di conseguente responsabili tà sopra menzionali. S0rvola11do su l nostro _: che possiamo classificare fra quelli accentratori - ecco a grandi linee come si pratica altrove :
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,\PPUNTI SULLE PUNIZIONI DISCIPLINARI CON RAFFRONTI
In !•rancia, ogni militare può essere punito da uu allro mi!itare di grado superiore al suo, qualunque .sia l'arma o il corpo di esso. Si fa un'eccezione per i mililari lnlti incaricati di servizi speciali, i quali, per ciò che riguarda il loro speciale servi"io, non possono essere puniti che dai capi dai quali diretlamenle dipendono. Ogni grr,do ha facoltà d'infliggere determinate punizioni e di fissarne I.a durata . Qlies:a è sempre maggiore quando il punito appartiene allo slesso reparto di chi punisce. Un capitano, per esempio, può ordinare agli arresti fino ad otto giorni, e se si tratta di subalterni della sua ~ompagnia, fino a quindici. 'Verso i sottufficiali: se non sono della sua compagnia può infliggere fino a quindici giorni di · sospe11sione dall'uscila serale, fino ad olto giorni di consegna e fino ad otto giorni di consegna in camera; e se appartengono alla sua compagnia: fi no a trenta giorni di sospensione dall'uscita serale, fino a quindici di consegna, a quindici di consegna in camera, ad otto di prigione (sala di rigore) o il rimprovero che egli può inft'iggere alla presenza di uno o più sottufficiali della compagnia. Versù i caporl!,l i e soldati ha in proporzione facoltà identiche. Un subalterno può infli ggere ad un sottufficiale fino ad otto giorni di sospensione dall'uscita sera le, a otto di consegna in caserma e a quattro di consegna in c:·\mera . I soltufficiali non hanno facoltà di ordinare alla prigione i caporali e soldati, che nei casi in cui è richiesta una repressione immediata. Essi, a seconda del grado , possono infliggere dai quattro agli otto giorni di consegna in quartiere. 11 solo aiutantG, nella sua compagnia, può punire i caporali e i soldati cli prigione semplice fino a quattro giorni. li comandante del reggimenlo può aumentare o diminuire le punizioni, cambiarne la natura ed anche farle cessl,).re. li capitano - -nella sua compagnia~ può aumentare od aggra:vare la natura delle punizioni inflitte dai suoi subordinali, e quando giudica che vi debba essere luogo a diminuzione, ne fa domanda al comandante del reggimento . In G·ermania « l'ordinanza sulle pene di disciplina», prescrive che il diritto di pun ire « appàrtiene esclnsivarnente agli uffìciali incaricati del comando cli una frazione coslituila (compagnia,
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battaglione, reggimento) di un distaccamento separato, di 1~~·amministrazione o stabilimento militare, e sono responsabili del mantenimento della disciplina. Il diritto di punire non è conferito al · rrrado, ma alle funzilmi, e passa perciò ·a colui che è incaricato\nterinalmenle ai un comando, purchè sià ufficiale. Tutti "li ' ufficiali che non si trovano nelle ~ninilicate condizioni e tutti i sottufficiali non hanno alcun potere disciplinare, salvo nei ·casi di necessità, in cui anche essi tutti possono mettere in istato di arresto provvisorio un inferiore, ed anche nn eguale , meno anziano di grado o di servizio . ;> Anche qui., a seconda del comando di cui si è rivestili, s' inl1i ggono le punizioni e se ne determina la durata, oss.ervando però che di massima -- a differenza del sistema francese - la puni1.ione è fis:,aU1 dal superiore immediato del colpevole. Se questo superiore immediato giudica che il maximiim, a cui egli può arrivare non sia suftìéiente, si rivolge, a sua volta, al suo superiore immediato, percbè pronunci una peria maggiore. Gli arresti agli ufficiai.i sono no~ solo fissati , ma anche ordìnati dal colonnello o dai generali. In distaccamento però, a cominciare dal grado cli capitano, si possonò inniggere lino a tre giorni di arresti. li massimo degl i arresti che può iril1iggere il colonnello è di sci giorni. . In Austria - per- quanto riguarda gli uiliciali - la redargu1zioné semplice e severa e gli arresti di stazione e di stanza son~ di massima inflitti dal comandante del reggimento . I comandantr di battaglione possono infliggere le due specie di redarguizione, e i comandanti di battaglione distaccato poswno infliggere, in , determinati casi però , gli arresti di stnzione fino a giorni venti e quelli di st.anza fino a giorni dieci. 'Alla truppa le punizioni vengono inflitte, ed in proporzione anche stabi lita la durata, dai comandanti di compagnia, batta. alione recf(7imento. I sottufriciali possono punire soltanto quando · t') è loro conferito il comando d'un distaccamento separato. e in questo caso possono fissare fino a due giorni di arresto di easerma od inasprito. In Russia, la facoltà di punire è limitata ai soli dipendenti direui, tranne alcuni determinati casi. Il diritto di fissare la puoi~'
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APPUNTI SUL LB PlJNIZJOl\l D!SCll'LINARI CON RAl'FRONTI
zione spetta sempre ai superior i dai quali il pun ilo dipende direttamenl~ sia in modo permanente. sia in via temporanea. « Gli uffi ciali di guardia a cli servizio giornaliero possono intimare J'arre.;10 agli uomini di Lruppa appartenenti ad altra compagnia i;he non sia la loro, unicamente pel'chè rappresentano du rnnLe il loro servizio un'autorità ai po lizia disciplinare, e possono intimare questo arresto solamente, quando si tratta di metter fine a disordin i. Essi debbono però immediatamente farne rapporto al comandante della compagnia del punito, al qu'ale speHa fìssare o far fissare la punizione e prendere le misure che crederà op· portune ('1) » Anche in Russia come in Francia, dai comandanti di squadra (appun tali) in su, proporzionatamente al grado - sebbene in più ristretta m.isurn - hanno facollit d' intliggere e fissare la durata dell e punizioni . È da no1arsi che fra i sottuffi ciali , i soli furieri (specie di marescialli) possono infliggere l'arresto semplice per ventiquattro ore ai loro inferiori. Reclami. - I clirilli di reclamare partecipa della natura di quel sacro dirilto della difesa che le moderne legi.,la;:ioot accordano ad ogni uomo sia esso pur colpevole dei più gravi delilli. Può certamente avvenire che, o a cagione di rnpporli inesatti o di male assunte infonn.i;:ioni , o per altl'i motivi, anche estranei al servizio, ;;'i nfl iggano ingiuste o troppo severe punizion i disciplinari . ~~ doveroso qqiodi ascolta re le ragioni del punito , salvo prendere a di lui carico una nuova misura disciplinare, qualora si trovino mal fon dale o bugiard e. Nessuno dei regolamenti esaminati nega il diritto del reclamo, ma vi ha però diITerenza nella modalità dell'ammissione. Si sa che presso di noi i reclami devono essere presentati per vi rL gerarchica e dopo subita la punizione . In Francia i sottuffi ciali, caporali e soldati presentano i loro reclami direttamente al capitano e gli ullìciali al colonnello, e possono presentarli appena dopo che la punizione ha avuto :princi pio. In Hu ssia è prescritto, che allorquando un in feriore presenta reclamo contro punizione inflittagli dal superiore , egli deve tnt( I) Capitano DE Lun i, Regolamento citato.
DI RF.LATIVE DISPOSIZIO NI 1N V!GOltE N EL NOSTRO !>SEllClTO, E CO.
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tavia comin ciare a scontare la sua punizione, ~~chè il su~erior~ non abbia deciso di annullarla o modificarla. E fin alme~te, lil Ge.1. n·a una recente ordinanza dell'Imperatore prescnve, che l ::1~~i per una punizione devono esse~e bensì ~al~~ dopo scont~t~ .Ja pun izion e, ma i sottnfficiali.' cap?ralt e soldati :si possono p1 e sentare direttamente al proprio capitano. . . . .. Eoli è certo che il sistema vigente in l ' rancia e m Russia e pm in a;moni a co; quanto avviene n·ella procedur~ penai:, _la qu~le permètte di appellarsi al ~iudizio dei tri bunali supenon , subilo dopo la sentenza di. prima ist.anzr1 . . .. . Il fallo solo dell'obbligo d'incominciare a sub1r1 la pu~1~ione e sufficiente salvaouardia ai fondamentali principi de1l'autontu e ~el0 , · · I ·eclamo prima l'ohbedienza, mentre d'altro canto I amm1ss,on~ .a r. . . , . . che la puniiione sia sconta"ta, può dar luogo a riparaz,0111 d1 e11on , talvoha inevitabili, così nell'apprezzamento della mancan;:a, come nella conseguente misura della pena . •
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I}
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CA)rtLLO PAVO:SE tenente 25° fanteria.
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ATTORNO. VEI-HAhVEl
ATTORNO VEI-HAI-VEI
Operazioni della lii Armata e della floUa giapponese, ' GENNAIO-FEBBRAIO
Continuazione. -
1895
Yeài dispensr1 fil
Nel percorso s'aggiunsero a queste nav i le tre della 2• squadra. A guardia della rada di .Junzeng, erano ri masti il Ten1·yu,, il·· Chaimon e l'Amagi. La flotta giapponese, for te di diciotto vascelli, avvistò verso, le ore 7 anl. del 30 la ciuà di Vei-Hai-Vei. Allora la P squadra si distaccò, per guardare il Passaggio Occidentale della 1.Jaia; lealtre navi s'arrestarono a circa venti miglia dal Passaggio 01·ùmtale. Erano le 1O, quando un colpo di cannone fu udito verso terra, seguii.o àa numerosi altri; la costa di Poscieisu, s'avvolsepresto di una fi tta nube di fumo. Il porto di Vei-Hai- Vei, è una baia a foggia di semicerchio, alla cui bocca, eh~ si estende per più di sette miglia, fa cortina l'isola di Liucung, lunga due migl ia, con comando sulle acque· circostanti di circa 150 metri. I versanti sono ripidi a mare via, più dolci e praticabiii su ll a spiaggia che prospetta la citU1. I duepassaggi laterali d'accessò erano guarniti da forti , tanto dalla parte di .terraferma, come sull'isola. Facea sistema con queste· di fese, quasi capponiera avanzatn, l' isolotto di .Ti, con un buonfone erello sullo scog li o. Molti gimnoti ed una panna mobile difendevano i due canali. La auarnioione dei forti costieri ed insulari saliva a 5000 uomini. "' "' Il presidio di Liucung, comandato dal generale Ciang, saliva ad un migliaio d'uomini. L'ammiraglio Ting uvea il comando supremo della difesa marittima, coadiuvato tlall'attiva opera del capitano mercantile ,J. MaC·· Clure , con il grado di ii ssistente ammirailio. Le navi della 3a squadra, s'avvicinarono t1Jsto contro il Pas- saggio Orientale, per dar mano alle truppe dell a 6' divisione e· per dar la caccia agli avanzi della squ,1dra cinese. Furono ve-· dute la 1'ing-Yuen, la 1'si-Ynen e la Ping- Yuen, con cinque can-· noniere, disporsi in linea fra le isole di Liucu ng e di .Ti ed aprire il fuoco contro le navi della 3• squadra. Poscia il fuoco, scemò a grado e l' Joshino, mediante segnalai.ioni ottiche, avvisò che la 1'ing-Ynen accingevasi ad abbandonare il posto da combattimento, se;;uita dagli altri va:)celli cinesi. Le nav i nemiche· si rifugiarono in un'insenatura della sp iaggia di Li ucung, non, lungi dal Capo di sud-est. 1
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IV. Frattanto la squadra giapponese non era rimasta oziosa. Si provvide d'acqua e di carbone, nei giorni che seguirono quelli, dello sbarco della II( Armata; poi riprese il largo, incrociando nelleacque del golfo di Pe-ci-lì. li 29 gennaio, l'ammiraglio Ilo ebbe notizia che la flotta. nemi ca accingevasi a concorrere, la dimane, con tulle le sue forze , alla difesa delle opere rivierasche sul Passa,q,qio Orientale della baia di Vei~ Ha'i-Vei, basandosi sull'isola di ,Ji. La 2a sq.uadra, eccezione fatta, dell'Hyei, col Fuso, il Congo ed il Tachao, ricevette ordine d'abbandonare la rada di .Tunzeng. Salpò l'ancora poco innanzi il tramonto del 29, ed incroc iò tutta notte attorno al promonto rio Santung. lntanto, alle 2 del mattino del 30, la squadra principale composta delle navi ilfatshu,shima, (;hiyoda, Hashidate ed ltsuchushima, unitamen te alla ,1• squadra, composta delle navi Joshino, Tachachiho, ed Achitsushima, e la 3a squadra composta delle navi 1'.snchitshi~ Achagi, 1Jfaj a, Atago , iJfashashi, Chat.zuragi, Jama,qo e Chochai,. abbandonavano del pari la baia di _Junzeng per velegg iare in direzione del porto di Vei-Hai-Vei.
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L'innocuo cannoneggiamento fra le squadre nemiche era durato tre buone ore, e distrasse in questo frattempo l'attenzione delie navi cinesi dagli eventi che intanto accadevano sulla pros·sima spiaggia di Poscieisu. In questo mezzo, erano caduti i forti cli Lonmiozù, di Lu. cheuzù e di Sciopizù in mano della 61 divisione giapponese: sì vide scoppiare una riservelta nel primo forte , già conquistato · dal le truppe della colonna Odera, mentre le ·cupole del!' isola di ,Ti seguitavano costanti il loro fuoco contro le terre di Po.scieisu. Intorno alle 2,30 pom ., la ,i• e 2· sèpiadra s'ordinarono in linea di battaglia, manovrando verso l'isola'di Liucung : la 3• squadra, in ordine di fila, si dispose verso ìl fianco destro della linea for· mata dal grosso, accennando al Capo di sud-est. Il r.~1whushi, 1'Achagi, il Chochai, il t11cfja ed Atago, vennero ben presto ac-. · colti dai fuochi d'incrocio <ielle isole di Liucu na1'> ed .Ji e da quelli della flotta nemica. Il ' Tsiiclmshi n'ebbe qualche danno sulla tolda , meno sensibile quel lo delle al Lre nnvi; però tutte abbandonarono quella stretta, ripigliando il largo, quando l'ammiraglio Ito, per via di segnali, ordinò ad esse di far ritorno 81 Passa,q,qio 01'ientate. Le torpediniere in questo tempo sta vano in buona posi,.i.one da riserva, in vi sta del la costa di Pauì, presso l'isola di Cheming; con le loro mtvi-scuola Omi-mani e Jamaschio- ma1·ii sull'àncora. Intanto giungeva alle navi notizia certa della resa dei fotti di Poscieisu, e l'ammiraglio Ito ordinò alla 2• s1Juadra d'al.laccare · l'iwla di Ji. Allora, costeggiando, le navi giapponesi avanzarono in linea dispiegata, contro le cupole di .Ji, ma accadde ntla 2· .squadra la. medesima sorte LOccata poco avanti alla 3', e perciò si ritirò per attaccar l'isola da un'altra direzione. Qt1esta manovra fu eseguita dalla 2· squadra, sotto il fuoco · dei cinesi, in ordine mirabile, ma anche questa volta, invano, i nemici, accorti, risposero al rinnovato attacco con egual vig-ori.a. E1:ano vicine le 6 · della sern, e battarrliando tutto il n(fiorno , n I · con danni di qualche rilievo, la flotta giapponese aveva poco concluso- gli equipaggi ardevano d'entusiasmo, spinti dallo stimolo · d'emi.llare i successi delle truppe di terra . Ma l'ammiraglio Ho, ·
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diramò l'ordine di ripigliare il mare lihero. La squacira principale aveva ricevuto qualche dflnoo, specie la 1lfotshnshima ed il çhiyoda. Nella notte, la 1n squadra s'arrestò fuor del Passa,ggio ()ccidentale, fronte all'isola dì Liucung, la prin,~ipale con ltt 2• e la 3', fecero continue cr<icere in vista della spiaggia dì Poscieisn. Il 3;J, .alle 5 del mattino. la squadra principale e le due prime s'abbordarono a circa ilO miglia da Yei-Hai-Vei: concertarono l'attacco da eseguirsi in quel giorno, nelle identiche linee del tentato il giorno innanzi, sai vo il cambio delle squadre. La 2• squadra dovea muovere contro il Passaggio Occidentale, la ,in contro l'Orien· iale; la principale mantenersi a buona portata, in riserva. Erano le 8 del mattino, qnando l'attacco fu così principiato. L'.Tamato, il ,1foshaslt:i, il Chatziiragi e le navi della ,J • sq uadra vollero forzare. il Passag,qio Orientale, seguite dal Chiyoda cl1e av_ea per un momento abbandonato la 'linea. In questo mentre. l'Achagi s'avvicinò al Tsuchushi, capofila della ,1a ·squadra e ,segnalò al !\llO comandante, capitano Miyoshi, ,che le posizioni dei cinesi nelle isole erano nel preciso stato del giorno avanti; esser quindi prematuro un nuovo attacco. L'Achagi, domandò invece di tentarlo nel corso della notte ·veinente. Dall'isola di Liucung partiva intanto un fitto fuoco contro le navi: una burrasca di neve s'addensava nell'aria, il cielo s'era fauo scuro come ali' imbrnnire, e la temperatura era discesa a 16 cent. sotto zero . . L'ammiragllo Ho, intorno a! mezzodì, ma ndò alle squadre l'ordme di ritirarsi; e poichè il mare libero, in quell'imperversare a·i mal tem po non poteva tenersi senza danni, cosi l'armata giapponese riparò nella baia ai :J unzeng, lasciando la sola 11" squadra a guardia del porto di Vei-Hai-Vei . . 11 2 febbraio il vento cessò, e nel pomerì :,rnio s'acqnetò anche il mare. Alle 2 pom. l'intera flotta volse le prore verso la baia di Vei-Hai-Vei, che avvistò cirta alle 7. Per quella notte, git.tò l'àn ·cora non lungi dall'isola di Cheming. Si seppe che in quel giorno i forti della costiera di Posciei:rn. iuarnilì dalle truppe della III Armata, aveano sostenuto un con: 1
A'l'TORNO V EI-HAI-VEI
trallacco per parte della flotta cinese, vistasi libera dalle crocere della squadra nemica. La Laf Ynen ed il 1'si- Yiien , avevano bersagliati con fuoco fitto di granate ì forti ·di ponente, recando ad essi qualche danno nel materiale e nel presidio; i marina i cinesi avea no tentato inoltre uno sbarco presso la Punta della domenica. Il 3, la ,1• e 2• squadra, ecce7.ione fatta dell'Achit.ntshi1na. , partita per carbon e, unitamente alln squadra pri ncipale, incrociarono di huon mattino in larga fila nei paraggi dell 'isola Liucung, man-tenendosi all'i nfuori del tiro nemico . Alle 1O ant. ebber() notizia della resa della città di Vei-Hai-Vei. Ora toccava alla flolla giapponese metter One alla serie d~i nobilissimi combattimenti con la squadra cinese ed i forti insulari .. Loua aspra e difficile, perchè i cinesi superstiti comballeano con il vigore che dà la disperazione (·I). Alle angusti e· della situazione mil itare, s'aggiuogeano, in misura eguale per i due parti ti, il rigo re della stagione. .Nondimeno, abbenchè limilfl ti in strettiss ima cerch ia, .l'assedio propriamente detto e l'annientarnenlo degli elementi difensivi cinesi , doveano prolungarsi per undici giorni ancora (2) . (,t.) La resistenza op posta doll'i;ota Ji, è specìalrnentc degmi (li lunga ricordanza, qualora si sa ppia lo slato delle sue opere e dei suoi mozzi da difesa. Ricaviamo i particolari che seguono da una notevole corrìspondenza d~I Blackwooa's Afagazine. Il forto di Ji avea due cannon i Arrnstron g a RC da centi metri io impostati sorra carretti acl iicclissc, provenienti dal!':,rsenale (li Nanching, due da 4olibbre,:, tiro rapido, e quattro vecchi pezzi da 9 li bbre. Gli apparecchi dì chìusura dei cannoni da 20cm. e1:ano guasti, nondimeno i tre c.,nnonieri inglesi, cui l'ammiraglio Ting avea conndata la <liresa ctell'isola, seppero valersene efllcacemente. Le munizioni consistevano io 10.t cariche per· proicLtili comuni ed in 46 per proiettili perfo ranti. Quattro sole carlche della prima qn.tli11\ rrano chin~e nella snin. Ma la loro natura morila rico rdo. l.•a [)rima era colma di s;,bhia, la seconda semipicn:t di polvere prismatica, la ~erza (li sai}uia, fLLOrch ii alrestremita inferioro, rtove c_ra un poco di potrere a grana lina, la quarta era perfetta. Saia, eia far cartocci non \·e n'era: ma cento cartocci vuoti esistevano. La polvere era sfiatata. I c,innoniori, più tardi, s11erimentarono che per una gittata cli t,000 yar, lc, occorreva situare gli alzi al segno corrisponclcnte a 7000. Le spolette a temp o onino ineflicaci. Il forre esigeva una guarnigione di ottanla uom ini; non ve n'erano che quarnnta. Dal generale Liu, dal quale il forte dipendeva, non fu possibile ottenere un uomo: Ting, allora, mandò un distaccamento cli ,·enlicinquc marinai, reputato equivale11lo a cinquanta soldati. (!) li Vecchi, esami na le ragioni per cui l'ammiraglio Tiog volle dividere le sorti dell a piazza di Vei-Hai-Vei con quelle delle sue navi. • 1°) Il Cen- l'uen, l[ uantu nrp1e anco ra llj.ile in porto, no n era in ista to ct,1 ripigli:1re • il mare. Il La,-l'uen, non era in concli'l.ioni migliori. n cammino della squat1 ra 110n,
ATTORNO VEI- RAl-V EI
Verso mez7.odì del 3 feb braio , animali adunque dalla recente nolizia della resa della città, gli equipaggi delle navi giapponesi ,ricevettero nuovo ordine d'apprestarsi al combattimento. Le quattro squadre sfilarono l'una dopo l'nltra, in linea di fil a, all'altezza delf isola .Ti: er:100, in complesso sedici navi, seguite da otto tor pedini ere . Il forte di Lucheuzù , apri intanto il fuo co contro l'isola di ,Ji e contro le navi visibili della flotta nemi ca. La 2• squaòra, precedendo le al tre, si spinse fi n contro il Passaggio Occidentale, cannoneggiando cli sca ncio talune opere dell 'isola di Liucung. La Cen-Ynen rispose allora e drizzò al Naniu;a un colpo che gli cagionò una fo rte aval"ia. Nondimeno, la 2· squadra, gi rando fino alt' imboccatnra del Pa.1saggio Occidentafo, riuscì a controbattere il fortino dell 'i sola di Veng - il .forte principale di Liucung lanciò soltan to un paio di granate. - I giapponesi, into rno alle 3 pomeridiane, ri pr~ro il largo; mentre il duello tra i forti di Poscieis u, quelli di Liucung . e di Ji perdurava vigoroso ed insistente - quel fuoco si prolungò anche nel corso della notte del 3 al 4 febbra io; misurai.o da parte dei cinesi, più vivo e febbril e da parte dei giapponesi. Le due giornate di combalti mento, aveano adunque addimi)strata una singolare fo rza di resistenza nel nemico già sconfitto nell e acque di Jahi ; forza chè sorprese il comando· in capo della 'floua assediante. Il porlo di Vei -Hai-Yei apparve cotanto munito da ·doYer rinunziare ad allaccnrlo di viva forza : il suo domini o sulle acque circostanti (-USO metri), i due passaggi co ronati da opere, i gimnoti a le panne che li guardavano, lo avevano reso nemico fo rmidab ile. L'ammiragl io Ti ng, avea saputo trarre mirab ile partito dall e · navi superstiti al disastro di .Jalù; la Ceng-Yuen, sebbene non • poteva superare i cinque norli orari. Le r1avi 'l'ing- Y'uen, Cing- Yuen e 1si-Yuen, in • un con due torpediniere, avrebbero 1Jotuto correre la qùintana; le altro occorreva • sacrificarle. • 20) Qual rifugio poteva raggiungere? Ormai il dominio del mare era al nemico. • a•) L~ 1Jarten1.a della squadra, scuorando l'esercito, sarebbe stata cagione della su" bitanea diserzione in masst1 dei difensori dei forti, le cui guaroigioni erano snervate. • 4°) Resultava ormai chiaro a Ting cd ai suoi consiglieri europei, che la squadra • sola sape1'a o voleva difend!!re Vei-Hai-Vei , . 1/iv ista ma,r iUi ma, gennaio 1896, pag. tl 7 e H 8.
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potesse oramai prestal'e che limitalo servizio di porto, s'era fai.La viva ( I\; il Lai- Ytten mezzo incendiato ed il J>inq-Yut;i euualmente ù:1nneggiato, aveano tenuto bravamente il mare nel controalln cco del 2 febbraio contro i for ti di Poscicisu . Risul tava ormai chiaramente che l'ammiragl io Ti nu, ed i suoi consiilieri europei, sapcano o volevano, con la squad~·a soltanto, difendere gli ul timi propugnacoli di Yei-Hai- Vei. '
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V. Il 4 fe bbraio, la sqnadra principale e la ·I· squadrn , :manovrarono attorno all'isola di Liucung, in ordini poco differenti da quell i usati il giorno avanti . · Giiì nella notte del '.-3, due torpedin iere giapponesi aveano ri vela la la loro presenzr1 pregso la pnnna del Passafjyio Orùmtale, ai cannonieri dell' isola Ji che le aveano respinte a colpi di rnoscheLto. . Il nnovo piano d'espugnazione dell 'amm iraglio lto andava dunq ue disegnandosi, con quell'avvisaglia d'assalto torpedin iero. T giapponesi ben sapevano che a questa tàllica , i nemici no n avrebbero saputo opporre ch e l'i nesperienza delln, loro squadretta torpedini era. Verso sera, una Lorp_ediriiera giapponese abbordò la .lfatsnshima, e r icevutone nn ordine urgente da parte dell'ammiraglio Ilo , pari.i subilo per ,Jnshon chav. · li 5, alle 1 antimeridiane, le cannoniere Chocai ed Ata,go, ten tarono un altacco di sorpresa contro la squadra cinese, che rispose r,on non molto vi1ore - i cinesi, mancando di apparecc hi illuminanti, desidel'avano risparmiare le loro munizion i che dovevanÒ essere scarse. - Nla le cn nnoniere ::iiapponesi mascheravano un altro allacco. La '.2" e la ::3a fl ottiglia di torpedin iere, com posta rispettivamente di qual.lro e di G torpedin iere, stavano intanto compiendo mano vre pres.so il Passaggio 01'ientale. La 3a fl ottiglia avea seco le due torpedin iere che, nel la notte del 3, aveano riconosciuto gli ingressi della panna contro il detto passaggio. (IJ_Quando i_giapponesi conquistarono la corazzat:t Ce11g-Yuen, im11Iegarono quattro
mcs, ne, la vori di ra<lclobbo, oncle potesse far bella mostra di sè in patria.
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Le due flottiglie entrarono nel porto e vi rimasero al.tendendo fino alle 3 ore del mattino , poscia si ritrassero. - Era buio fi uo e freddo intenso. Le torpedini ere si disposero a ripiegare verso le uscite della . panna, nell'ord ine che segue : 3• flouigl ia - torpedi niera n. 6, n. 22, n. I O. n. 5. 2• flotti gl ia - - torpediniera n. 8, n. 9, n. ,1'9, n. 2·1, n. H , n. ,18. Passarono inosservate daccanto al le navi cinesi. guidate <laila torpe<l in iera n. 22, che lanciò un siluro coutro la Ting-Ynen . I cin esi allora si riscossero, com inciando un fuo co cosi confuso e disordinato che la torpediniera n. 22 ebhe modo di lanciare · un altro siluro co ntro le navi. Poi , virando di bordo, ra~giunse la spiaggia di Lonmiozù, dove arenò nella fre lla di solt rarsi al fuoco nemico. l n questo tempo , la torpediniera n. 9, volle tentare anch'essa d'av vicinarsi alle navi - avea sempre seguito le lracce della 3a fl ottiglia. quando, giunta non lun gi da lb panna, mutò . direzione di corsa . Si trovò , a caso, presso alla Tinr; · Ytlen , quando appun to la· squadretta torpedi niera cin~se mosse in aiuto <lelle navi - la torpediniera n. 9 (,1) si aggi unse, inosservata, e seguitò così ad anicinarsi ai l~gni nemici , fio che giunta a 200 metri da essi, la 'L'i ng Yuen inalberò un fanale rosso. dell a torpedi. Credendosi allora scoperto, l'ai;dace equi pauuio on n,era n. 9, lanciò cont ro la nave due sil uri, alla · distanza di una cinquantina di metri , appena . ~i soll evò un'ondata d'acqua, ciò che fece credere ai giapponesi d'aver colto nel segno; perciò diedero a macchina addietro di tuLLa forza, ma non si presto che i cinesi non s'avvedessero. Tutte le navi aperse:·o un gran fu oco, mentre che la squadretta torpediniera cinese cor reva ndosso alla n. D. Un co lpo di gra~ata_ guastò ad ess:1 la macchina, quallro macchi nisti e qua ttro mar10a1 furono uccisi, altrettanti ferit i ; sicchè la torpediniera più non obbediva alla manovra.
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U) Comandante, tenente di va,cello Mano.
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Gli ufficiali giapponesi risolvettero di darsi la morte piullosto ·Che cadere nelle mani del nemico; allorquando la torpediniera n. 19, che s'aggirava in quei paraggi, scontratasi a caso con la consorella, potè trasbordarne l'equipaggio superslile sulla sua tolda ed abbandonar ai nuui la torpediniera n. 9, lulla foracchiala dalle granate nemiche. In questù zuffa, altre torpediniere giapponesi bravamente ed audacemente aveano procura lo a· avvicinarsi all e navi nemiche - la n. 6, dopo molt i sforzi, riuscì pure ad accostarsi alla Ting-Yu en , ma nel momento di gettar il si luro, si conobbe che l'apparecchio di lancio non funzionava pel gelo - la n. Hl fu più aHenturnLa, e polè lanciarne due; la n. 8 e 1i. arenarono sul lido di Liucung. La torpediniera ri. 23, arenata sulla spiaggia di Lonmiozù , ebbe soltanto un morto e qualche annegalo, di q110i marinai che vollero prender terra in una imbarcazione da salvataggio , che poscia cn povc lse - il comandante, luogotenente di vascello Fushimi, con 5 uomin i dell'equipaggio non .volle abbandonare la sua nave. Al primo albore, i cinesi la copersero di granate - le navi giapponesi non potevano soccorrerla, causa quel fuoco fitto e co11tinuo: Alla fin e, una torpedi niera salvò l'equipaggio snperslilc -della con sorella - tutti gl i uomini erano incl)lumi, ed il coman· dante Fushimi, sdegnoso del pericolo che correva, fu trovato assorto in profondo sonno nella sua cab ina. A giorno fatto, si vide la Ting-Yimi arenala sui bassifondi della cosla meridionale di Liucung, soLto il forte di Nansien ('I) - era fo rtemente in~linata su di un fianco e lo scafo emergera ancora fuori delle onde. Avea tre fa lle, due di esse cagionate, per certo , dai si luri della torpediniera n. 9 e l'altra, probabilmente, da un colpo della n. -IO. La giornata del 5, passò senza falli di qualche rili evo - l'al'fondamento della Ting-Ynen fu eccellente risultato per l'armata giapponese, che incoraggiò l'ammiraglio Ilo a ritentar la prova 1
(!) Forte del Capo dì Sud-Est.
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nellà notte seguente, malgrado le perdite toccale alla fottiglia delle torpediniere (·I) . La ,t•, non ancora messa al cimento , ricevette l'ordine d'attaccar nella notte; non di meno sembrasse ai più che quell'assalto rinnovato a ·così breve intervallo, poco facesse sperare nella. fortuna, per la gran g11ardia: che i cinesi avrebbero fatta su lle navi. ' Talchè i gi~pponesi della ,1• Jlottiglia, stimandosi votati alla, morte, secondo il loro costume , sba l'carono e fecero un banchetto d'addio - e poi ché, specialmente saldo e vigoroso è nei giapponesi l'arfi'or della fnmiglia, con g,?n cura, ogni uomo della . ciurma preparò le su(~ robe con J'indirizzv dei parenti e con le ultime volontà. · La'P flo ttiglia componevasi della nave- scuola torpedinieri Cotac.ha e delle torpediniere n. 7, n. -H, n. ,13 e n. 23 (2). Erano le. 2,30 an timeridiane del 6 quando la luna Lr:amontò. In silenzio, · 1a I" flottig lia si diresse verso I' apertnra lasciata dalla pa~na di levante, sotto l'isola di Liucung. Stava quivi un giunco cinese in vedetta.
un
(l) UÒà corrispondenza, raccolta in bello studio di A. V. Vecchi, pubblicato nella Ri'l)ista mm·ittima ci el g,mnaio ts96 (/t dramma navale netl' est1·emo oriente, 1894-96),
dice che gli attacchi torpedinieri furono iniziati il 7 febbraio, proseguiti poscia nella notte dell' 8 e 9. I docl1menti offlciosi , sui quali fu compilata la memoria pr esente, assegnano in_vecti l'inizio deJJe operazion i della flottiglia torpediniera giapp0nese alla notte del 4 al 5; e con essi concorda pure la narrazione sui combattimenti di Vei-flai~ Vei, inserta neJJa 11/arine 11-rindsc/utu del giogno !895. ba corrìspondeuz,t del Times è di un supers tit-e al caso della Ting. Yiien, e di fonte an'glo-cinese: L'attacco é cosi narrato: • Tramontava la lunn tra le 3 e le t, antimeri dian~ del • giorno 7 febbraio, quando trè lorped iniere giapponesi, cautamente 1Jenetrate al cli· • dentro della panna, diressero, nna dall a part~ prodiera a sinistra, ciascuna dell e ,i.ltre • duP, verso i giardinelli dolla 1"ing- Y-uen. l'ion 110 trovarono l'equipaggio addormen• tato, ma vigilante. Le torpediniere si avanzarono sotto una gra1ul inc cli fuoco; una • colò a picco, le altrn fllrono me,se fuori combattimento, e la dimane, trovate picue • di cadaveri, in halìa del mare. , Le torpediniere trovate dai cinesi, possono essere state le n. 8, i 4, arenato sul littorale_ di, l, iucuog. La corris1iondenza a~cenna ancora come la Tin(J- Yuen- fosse colpita a morte, ed il suo r.omandante, Tyler, salpasse, arenando la sua nave. (:l) La torpediniera n . !2 appar tenente a lla l" flottiglia (tenente Tsuchjya) non tro- . vossi presente all'aziòne del G febbraio, perché in riparazione. li nome della nave , scuola, Cotacha, indusse in errore alcuni autori circa il novero delle torpediniere che hanno partecipato all'azione del 6 febbraio. La llevue d'ln{anterie, ad esempio, UanVier i 896), dice che la n. 23 era comandata dal capitano di fregata Cotacha 1 23 -
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La nave-scuola Cotacha volle impadronirsene di sorpresa, poi, per non dar l'allarme, virò di bordo ed inosservata, in testa alla fila ,lelle torpediniere giapponesi, entrò nel porto per l'intervallo della panna sotto l'isola Ji. La: sola torpediniera N. 7, avendo smarrita la rotta, non potè entrare nel porto con le altre della ·I a flottiglia. Le navi cinesi, ben presto, s'acc.orsero d'essere assalite e principiarono un 'fuoco fitto e confuso nella speranza d'incu~ere timore alle torpediniere nemiche. Nulladimeno, le quatlro piccole navi avanzarono compatte - la torpediniera n. 23 (tenente Oda) uni· tamente alla nave-scuola Cotacha, si rivolgero contro il centro del groppo dell e navi nemiche; la n. H e n. ,13 mosse:o p~r attorniarne i fianehi. Quest'ultima erasi proposto d'ass'.3-l1re 11 Cen_gYuen - però le navi cinesi, questa volta, avepdo fatto improvvisamenté mostra di riflettori elettrici, parve che il proposito fosse più difiicile a rnggiungersi. . . Larghi fasci luminosi si drizzavano contro le torpediniere, però i giapponesi ben presto s'avvidero che i oeo:iìci no~ ~apevano far~~ un impiego profittevole; sicchè i riflettori elettnc1 recarono prn presto vanu~ggiér che danno alle torpediniere attaccanti, svelando ad esse la posizione delle navi nemiche. . La torpediniera ·n. 2~1 s'avvicinò alla nave-scuola Yei-Ytwi~ e con ardimento, che potea dirsi temerità, si slanciò fino a poch i metri dal suo bordo per dar più precisione e sicurezza al colpo - lanciò un siluro e la nave nemica, ferita, colò a picco. La Cotc.1,cha e la torpedio}era n. ,t 1, attaccarono il Lai-Y.11Jen, ormeggiato presso .il molo di' Liucung; questi 'avea ac~anto una chelandia caric:1 di munizioni, ed affondarono entrambi. Era quasi giorn~, ~llorquando l_e torpediniere gia~p~n~si, _senz_a aver sofferto danni d1 sorta, uscirono dal porto d1 \ e1-Ha1-Ve1, per l'uscita della parina già forzata nottetempo - la squadretta . torpediniera cinese non inseguì l'avversaria. La torpedini~ra n. ·13 (tenente Sajki), invano , tutta notte, ricercò il Ceng-Yue1t e fu l'ultima ad abbandonare il porto - la ·1• . Oot.-,iranclo pel lido ·di Poscieisu, si raccolse alle 6 ant1met.1nlia n ' V ridiane nella baia di Insciancù.
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La flotta gi-apponese. a queH'ora, preparavasi àll'atta'cco gene Tale dellei is"Ole di Liucung è di Ji. L'ammiraglio Ito stimò che ,gli effetti ottenuti nei due . assalti notturni aves5ero omai pro,strata .la potenza terrestre e navale dei cinesi. ·.!La ·sèjuadra principale e la 1~ squadra doveano attaccare i forti a levante del!' isola di Liucung, la 2·, 3' e 4• squadra' do'·veano circondare J' isola di Ji. Erano le 7 ,30 antimeridiane del 7 febbraio, quando le navi .giapponesi aprirono il fuoco ·- la squadra principale, con la 1• squadra, giunte a 4,500 metri dai forti di Liucung, li tempestarono di palle e di granate, mentre altrettanto, a pari di.stanza, operavano le altre tre squadre riunite ('1). · Il Chiyoda, seconda nave della squadra principale, ordinata in ,Jinea :di fila, fu specialmente bersagliato in questo primo momento -dell'azione • . J. forti cinesi, per nulla dimostravano d'aver perduta l'antica vigoria; le tre_navi superstiti s'aggiunsero al fuoco dei forti, ·eon prontezza e con ardimento meraviglio;;i. Poi mossero, ma•'novrando, contro le navi giapponesi più vicine, facendo fuoco ad intervalli - il combattimento di venne zuffa aspra e stretta, cui ·s'aggiunse un nugolo di torpediniere cinesi. · I forti d'entrambe le 1sole non cessavano dal bombardare le 'navi nemiche da fronte e da fianco, e la squadreLta torpediniera dei° cinesi, profittando di quel nembo di forno, e di caligine c~e .avvolgeva· tutto il porto, uscì ard·ita ad assaltar da tergo la squadra, principale. Una torpediniera sbrancò allora · dalla flottiglia, e corse veloce sulla Jlatsushima - ma l'.Toshino, avvedu4osene, diede la caceia. aile torpediniere cinesi e le · disperse. liltanto la zuffa fra i forti e le navi continuava senza tregua - una l'iservetta da polveri deÙ' isola di Ji scoppiò. Il Fuso s'ebbe •un gran colpo di granata sulla tolda, che pose 7 uomini fuoT ·di combattimento. Il Tsuchushi smontò un pezzo del forte .di Ji.
· (l) La i• squadra era composta delle navi: Fuio, Hiyei, Congo, Tachao; !.a 3• squa-dr_a, delle navi: Jamato, Husashi, 1'enryu, Caìmon e Cha,zuragi; la 4• , quadra. -delle navi : Tsucushi, Alago, .flaya, Oshima e Cochai.
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La 1• squadra diè mano al Joshino nella caccia che faceva alle torpediniere nemiche, e ne successe una gara dì celerità fra <Juei vascelli giapponesi. Fra essi, di gran lunga, tenea la .palma l'J~shino, per le sue egregie qualità da corsa (•I}. Le torpediniere cors~ro verso terra, pensando che la .loro poca pescagione perrnellesse d'avvicinarsi al lido più che le navi che le incalzavano - 1'.JoshiM, alla testa di queste, le fulminò allora co' suoi cannon i a tiro rapido, talèhè le piccole navi cine:si, nella fretta di sa lvarsi da quèlla lempesHt arenarono sulla spiaggia occidentale del porto di Ve i-Hài-Vai. Così si perdettero otto torpediniere: due. da alto ·mare, evitarono invect1 l'insidia de' bassifondi e vollero correre verso il porto di Cefù - le in~eguì l'Joshin_o ed il· Naniwa (~On le altre navi della ,1• squadra, e correndo dietro alle nemich~ ·ginnser(l, in vista di quelle coste, quando le due torpediniere arenarono. anch'esse e furono cattur.i te. L~ prime otto, in questo mentre, erfi no cadute in mano dell a fanteria ~iiippo·n ese; qnest'ultime, a sera, s'aggiunsero·a quelle, e ne compirono ed abbellirono il trofeo di guerra (2). Così il New-Jork-Herald.
{i} ,JL New-J.orl. Jleralà, pubblicò un' interessante corrispondenza intorno a. questo episodio, con illustrazioni. - La .1/arine llunaschati, la rias~nnsc nel suo numero del giugno I895 e pubhlicò una vignetta. · (2) La corrispondenza del 7'imes, cosi si esprime a proposito dcli' att:1cco del 7 febbraio, la quale, salvo la. di!fercnza di data, giit dett:1 in altra nota, concorda. con le notizie orf\ciose di parte giapponese : · ,· , AJ>pena rischiarò, la squadra giapponese apri il fuoco contro il lato settentrion:tle , dell'iso la di Liucung, intehdendo·proteggervi uno sbarco. Allora ebbe luogo l'unica " prova di contrassalto tòrpecliniero, tentata ria Ting. Scorgendo- che rimanere snlla , difensiva era. rovinoso, ove i giapponesi persistessero nell'intento del.lo sbarcare, , man<lò tutto il suo stuolo di torpediniere fuor del canale di ponente, per pigliare , di ro'Vescio il nemico. Appena furono fuori, però, trovarono di fronte quàttro dei « più veloci incrociatori vigilanti, e vennlJ,ro subito coperte cor. un ben nutrito fuoco' delle artiglierie a tiro celern. Di fronte a questo, i cinesi desistettero dall 'assal to e , volsero la pruà per l' interno del porto. Ma nella fretta e nella confusione, gli stessi , ostacolì ,Lffondati per danneggiare i giapponesi, erano ora ai cinesi nocivi, Non sa.< pendo rintracciare precisamente la propria strada. fuggirono "erso ponente, inv:tsi da. « timor panico, perseguitati dai grossi incrociatori, molto più rapidi dei loro, E noi .. potemmo scorgere le torpediniere cinesi contornare i promontori verso Cefù, inse• guite·dai Naniiva e ../oshino, e da altri, come altrettant.i topi, perseguitati dai le• vrieri: P·iu tardi, sapemmo che sette delle sventurate torpecJiniere cinesi, vecchie, , lente ed iu mala condizione, erano state, ùo:i per una, raggiunte, o catturate, o af-
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Corse fama per la flotta giapponese, che la squadrelta ne.mica si fosse sacrificala a bella posta, per aver attaccato com'ballimento di propria iniziativa, mentre l'ammiraglio Ting tenea consiglio a bordo della capitana cinese, il Ceng-Y,,ien. Le no'tizie di origine inglese affermano invece che il contrassalto <torpediniero fu tentato dallo stesso ammiraglio, desideroso· di 'Opporsi ad una finta di sbarco·raua dai giapponesi sulla costa set· ' -tentrionale dell'isola di Liucung. · · ' In questo iempo la battaglia cessò , dopo quasi tre ore di mischia accanita e sa nguinosa - la zuffa era degenerala in du~llo', gli assalitori aYevano perduto le linee maestre clell'azione, più sorpresi per quella pronta ed inesausta forza di resistenza, -che o~cupati a coordinar le forze per la vittpria. La ,J& squadra, inseguendo le torpediniere, era scomparsa sull'orizzonte, il FiisQ segna lò una falla sui fìanch i, l' Achìtsushùna altri d:inni di minor rilievo. L'ammiraglio !Lo diede l'ordine di desistere dal combattimento. Erano le ,1O antimeridiane. Le perdite dei giapponesi furono le seguenti : la 1lfotsushìma ~bbe il comandante e due ufficiali feriti, l'Joshino due- morti e , quattro feriti, l'Achitsitshima due feriti, il Tsuclrnshi tre morti ,e cinque feriti, il Fuso un moho e sei feriti. In lotale 1 sei morti e ven ti feriti. Le perdite dei cinesi non sì ·conoscono.
YI. , H giorno 8, le navi giapponesi seguitarono la manovra e la crocera, fuor del raggio delle artiglierie dei .forti di Liucung e di Ji. Ve,rso sera una t'orpediniera trasse accanto alla J!atsushima
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fondato in alto mare: mentre le altre sei, spinte a cercar rifugio nei golfetti, dieci
·« o dodici miglia a ponente di Vei-Hal-Vei. si erano buttate in costa, alcune aperte
• ad acqua. Gli e<1uipaggi, aveva.no corso sul gliia.ccio, verso te:m, per cadervi preda • dei picchel.ti dell'esercito giapponese. Una. compagnia di soldati del gen io, aècam• pata presso Kokosan, dove la strada di Cefù segue il lido, s' impadroni di 11n;i • torpediniera tlando la caccià. all'equipaggio su per le colline e catturandone parte. " ,Un po' più in là. due torpediniere furono catturate da una sezione di artiglieria, ed ·• iu un altro luogo, lac fanteria n0 pigliò tre. Molti cinesi scapparono su per le colline " e si sta dando loro la caccia. ,
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una torpediniera cinese, calturata durante il giorno. Questa avea, nome Fulwn,g, ed era eguale in struttura e dimensioni alla Cotq,cha; era armata con quattro cannoni i tiro rapido, Hochtckis, e con altrettanti di modello Nordenfeldt. La comandava il tenente di vascello Tsai-Ting-Cang,' fallo prigioniero dai giapponesi. Egli affermò d' aver ricevuto ordine dall' ammiraglio Ting d'uscir del porto, nascostamente, e di assaltare alle spalle le navi nemiche; ma che 'la manovra fallì, completamente. Nel discorso.usava un inglese corretto, nei modi manifestavasi di educazione americana. Diede ragguagli sull'armamento dei forti insulari, $ul le panne, e si rammaricò di non poter più far ritorno ai suoi per combattere fino alla morte ('I). Durante il giorno vi fu consiglio di guerra a bordo del Joshino. Il suo comandante, capitano di vascello Ca vara, ricevette l'incarico· di prendere le opportune disposizioni a fine di ro;rlpet;e nell~ notte . dell'8 al 9, le panne del porto. La noti e era poco propizia perchè era il plenilunio; però gran nembi di neve coprivano in parte l'orizzonte e l'oscuravano. ·Circa alle H pomeridiane, otto lance a vapore, cautamente, s'avviciharono fino alla panna del Passaggio Orientale, mentre· una flotti,glia di torpediniere :ipriva i_l fuoco contro la panna del Passaggio Occidentale, per richiamar da quella parte l'attenzione dei cinesi. La scorsero fino nelle adiacenze del forte di Lon~11iozù, dove rintr.1cc:iarono un vano di circa sei metri, gia aperto dalletorpedin iere giapponesi nella notte del i:> al 6. te lance della .Joshino, Tacachicho, Achitsnshima e Naniwa,. si strinsero subito s11 quel punto, e gli equipaggi si diedé·ro ad innescar le cariche di dinamite per distrugger la panna. Prima di tutti i marinai del Tawchicho incominciarono l'opera. La panna era composta di blocchi cubici di legno, gallegginnti, di sei pollici e dodici piedi di lato, messi a fianco I' uno delraltro, ad intervallo di dae piedi, e stretti assieme da tre sbarre d'acci.1io, . dispo,te par:illelamente sulla faccia superio re di cada un blocco. · (t) Il Times, .descriv(l a lungo questo p'ersonaggio. nella corrispondenza che è ri -· portata nell o studio sopra citato del Vecchi (Rivista ,1/arW.i-ma. - Gennaio ! 896, pagine t24·!25.
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La panna del Passaggio Orientafo, staccandosi dalla spiaggia di Lonmiozù, dirigevasi allo scdglio di .li , e di là rinsalda.vasi alla ;ponda meridionale dell'isola di Liucung: era raccomandata al bassofondo del mare mediante una serie di piccole ancore disposte ad intervalli regolari. I marinai del Tacachicho, con seghe ed ;1sce, s' adoperarono a spezzare le sbarre d'acciaio, ma invano: il metallo tenacemente resiste.va malgrado il gran lavoro. li fragore dei colpi martellati sullo spranghe fn.cea eco nell'alta quiete della notte, e si ripercoteva per le nnfrattuosilà dell'ìsola Ji. I cinesi moschetlavano i lavoratori, avvicinandosi in battelli alla panna, ma questi non tralasciavano di martellarla. . · In ·questo mezzo altri marinai allogavano cartucce di dinamite presso ai blocchi galleggianti e l'accendevnno; quelli del 1'acachicho, alla fi ne, s'aprirono anch'essi un varco nella panna. ~ Gli equipaggi avevano impiegata una n'otte intera di lavoro e le prime ore del mattino, sino alle ·I O; in quel tempo avevano aperto un passaggio tii 400 metri , malgrado il moschettare dei nemici ed il furioso cannoneggiar dei forti ; mol ti blocchi della panna furono da1 marinai giapponesi portati sulle navi, in segno di trofeo. Il cannoneggiamento durò lutlo il giorno 8, a J)l'evi inLermiLLenze : nel pomeriggio i cinesi abbandonarono il Ting- Wìen, che colò a picco in prossimitlt della spiaggia di Liucung. Il 9, la 3" squadra, coinposta del Tenryn, Jcimato, 1Yfasachi, Caimo1i e Chatrnmgi, rinnovò, di buon mattino l'atta.eco dei forti di Lìucung. II -Chat.:nragi, dimostrò speciale ardimento, avvicinandosi fin sotto alla batteria di JVansien, ottenendo buoni ri_sultati d'efficacia di fuoco a quella breve distanza. L'Joshino; il Tcicachicho, il Chiyoda ed hrncus!tima, in questo tempo, stavano a gua rdia del Passaggio Orientale. Verso le !.i, del pomeriggio il cannoneggiamento cessò, e l:1 ,3• squadra fece ritorno al suo ancoraggio di Poscieisu. I forti di questa spiaggia avevano anch'essi concorso, duÌ·anle il giorno, a controbattere quelli di , Liucung, di ,Ji e le navi einesi snperstlti; :;pecie il forte LndlC'nzù che per la ~ua
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ottima postura poteva recar gran molestia al le difese nemiche da fianco e da rovescio. Il lenente di vascello Uchida, aveva il comando del forte di Luche11zù - egli puntò un pezzo, e con due colpi ( 1) feli ci co!se il Ceng-Yuen al bagnasciuga, che affondò in trenta minuti, trasci ,nando seco sessanta uomini dell'equipaggio. Ultimi ad abbandonare la nave furono il comandante .Jeh e l'ammirnglio Ting (2) . Il 1'ing-Yuen, ornai sguarnito d'artiglierie ed inservibile fu fatto saltare dai cinesi lo stesso giorno (3) . Nella notte dal 9 al 'IO, I.a flottiglia delle lance a vapo,:e rinnovo i tentativi contro la panna del Pcissaggio Orientale. Alcuni macchinisti, quella nolle, si erano proposti di drizzar la bandiera del Sole Levante sullo scogliQ di J: , ma una torpediniera giapponese li ammonì di non azzardar troppo, poich è le rive ,dell'isolotto er11no ben guardate e difese da alcune initragliere ; sicchè l'impresa fu rimandata alla notte vegnente. Il 1O, il solo ltsncnshima rimase a guardia dell'isola di Liucnng e fu sostituito, nella nolle, dalle navi Mcttsiishima, A.shidate e Chiyoda (4). L' I 1 è festa nazionale nel Giappone, e segna la data dell'avvenimento al Lrono del suo primo imperatore : una breve cerimo~ia. commemorò !'. avvenimento a bordo delle navi, dopo la quale, le navi della ~Ja squadra rinnòvàrono l'attacco del forte -Orientale di Liucung. Si osservò subito che questi rispondeva con maggior prec1s1one di quanto fino allora aveva fauo: l'esperienza dei giorni precedenti era stata in ciò maestra ai valorosi cannonieri cinesi . Una
~l'ànata col pi la batteria centrale del Chatz nragi, uccis.e un servente e ne ferì mortalmente sei. Il comandante in 2° del 1'em·yn, tenente di vascello Nacano , ,dalla: gabbia di coffa fu shalemato in mare ed anne~ò. I cannoni posti sul ponte del Jamato ebbero a.Itri danni, un ~aCC',hinista, un sergente e tre marinai furono feriti. La 2• squadra accorse allora in aiuto della 3', per far più aa.,liarda razione a fuoco ; ma i forti di Liucung si tacquero ~ n poco dopo. Ver~o. il tramonto , il Nani wa e A.chitsHshirna, impostati sulfingres~o del Plissaggio Occidentale, aprirono un gran fuoco, a · dine di divergere l'attenzione dei cinesi da un meditato attacco della panna sul Passaygio Orientale . Ma violenti , raffiche di tramontana impedirono alle lance giappo~esi d'accostarsi alla panna. Il 12, circa alle 8 an timeridiane, una piccola cannoniera, con . banniera bianca da parlamentare a prora, ed un'altra, con il dragone giallo a poppa, fu vista uscire dal porto di Vei-Ba i-Yei, pel Passaggio Orientale, sçguita da una scialuppn. La cannoniera cinese s'arrestò a fianco delle navi da guerra ;straniere, che stavano sull'ancora, non lungi dalla Matsushirna : ne uscirono nove uomini, trasbordarono sulla sc·ialuppa, e rimor·éhiati da una torpediniera giapponese vennero a bordo della nave .ammiraglia. l'iù che il fuoco dei nemici, più che la perdita delle torpediniere e delle navi, potè sull'animo dei cinesi la stanchezza. Era sorto qualche tumulto fra i difensori delle isole: cinesi ed ' ·europei erano ornai sfiduciati dalla promessa di vicini rinforzi che :µxa·i non s'avverava, le munizioni e i viveri sc'arseggiavano, l' ide:ì della capitolazione s'era già imposta nell'animo di tutti, malgrado , quella tenacia indomabile dell'ammiraglio Ting, che sapea della disperazione dell'uomo già condannalo a morire e voleva tutti tn.scinar a morir seco (·1).
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(i) Due granato da centimetri 28. (2) L'amm iraglio Ting, fin da prtncipio dell'assedio, ricervava i luoghi più esposti. ~uando la gente cadeva più fì tta attorno a lui, escla!!lava: / proiet.titi non hanno occhi! (3} Per distruggere il Tin!J, Yuen, occorsero due mine, di 150 libbre di polvere ognuna. (1,) La corrispondenza del Times, che forni gli elementi alla narrazione del VBccm, (Il dramma navale del!' Estremo O,·i~nte), dice che le gravi perdite subite dal pre.sidio dei forti di Liucung, lo costrinsero a sloggiare il 9 febbraio,die il forte orientale (Nantsien) aveva perduto cinqu,1nta uc,mini e che l'isola (li .Ti, era ridotta una macia. Le notizie ufficiose giapponesi, con(ess,mo invece un mancato atlacco tra il 9 e to, a causa della gran vigil~nza del presidio. dei forti.
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(:1) Bollo sono a questo proposito le considerazioni fatte nel suo articolo: Il itram?11a -navale nell'Estremo Oriente, dal VEccm. • Un'idea nuova, l'idea esotica della ca.pUo., lazione, era sorta noi cervelli cinesi. Anelle in questo particolare l 'iniluertza straniera
• si palesò. I cinesi. rassomigliano -~otto molti aspetti agli ebrei dell'antichità. Amore · • svjscerato di famiglia, talento commerciale, indifferenza innanzi alla morte, scar-
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Jl parlamenlario che salì sulla JJfatsushùna era il comandante,
Ceng-Pei-Cvang, del Cvang Pinq. La cannoniera che lo condusse chiamavasi Cen-Pei. 11 comandanle cinese era latore di una lettera del l'ammiragl io. Ting, contenen te trnttative di resa e portava in calce il suo gran si,!!illo I 1). La lettern, diretta all'ammiraglio Ito, era concepita nei termini seguenti :
« Ho ricevuto, di recente, una leLLera del cap itano di fregata « Sasebo,cui nou potei rispondere subito, essendo im pedito dai « miei doveri militari . « Mia prima determinazione era q\lella. di combattere sino a (( sacrificare,· con la mia ultima nave, l'ultimo uomo. 1< Ora desidero salvare la mia gente, e ·vi chiedo tregua. « Tutte le navi presenti a Vei-'Hai-Vei ·, l'i sola di Liucun" ..,, i < forii e le armi, saranno rimessi ai delegati giapponesi. imploro « però di risparm iare lo vite degli indigeni e dei fo rasLieri che « militano nell'esercito e nel! ' armata c:inese e di perrnellere :ad « essi il libero ritorno in patria. « Qualora accelliate <Juesli palli, ne chiederò garanzia al cot< mandante in capo il ella squadra inglese . Vi prego di rispon« dere sollecitamente. « TING-Yu-CtA~G «
.J.mmiraglio della · squadra del Pei-Jang «
12 febbraio 1895 (2). >>
• sit.à di militari virt.ù ~ono ,:ùmuni al piccolo eletto popolo del mondo an tico od ul • mHncrosissi mo, cui l'aHenirc riser ba misterioso destino. La cessiono di citta assecliata • al nemico più potente non o contemplata nr.lle u sanze cinosf rii guerra. E come g li • st ranieri O\'evano Inspirato, mercé la vir t.ù dell'esempio, l'idea nuova dell'atmegazìone, • cosi d11Tu~ero quella altrettanto nuova della capitolazione. Da r1uesto nll'a mmutina• mento; il p,isso é age vole..... Già nel ilicombre, il governo im periale aveva condan• nato a morte Tillg. lltercè l'intervento degli str~nlcri che stavano con lui e che 10 • amav~no sv isceratamente, la sentenza era ·s tata sospesa. A Ting adesso non rima• neva che la via (por un dignitario cinese obblig:ttoria) del suicid io • . (il 11 IV!!Vr1l Ann·u al , attribuisce la redaz ione della lettera ali 'assistente am1nir11glio Mac Clure. Ting, a quell'ora, secondo altre notizie, erasi già data la morte. (2) Il dramma navale nell'l!stnmo Ol'it11te, di V. Viiccm e .llarit1e-Ru11dsc/tau-me Einulu,me va n l'ei-1/a/. l'ei. Junl. -1895. - lle!t. 6.
VII.
L'im minenza della resa della flotta cinese e dei suoi potenti, appoggi nel porto di Vei -Hai-Vei , consigliò toslo l'am miraglio Ilo . a spedir messag!];i al maresciallo Oyama, ad Uscen, là dove trovavasi il quartier-genera le dell a III Armata . •JJ maresciallo Oyama, dopo aver convocalo un consiglio di · guerra , comunicò i suoi inlendimenti all'ammiraglio Ilo . Ma indugiando i messi d' Oyama a perveni re a hordo della.. ,lfa'tsushima, il comandante in capo della Ootla giapponese, stimando che le proposte di resa fossero appieno favo revol i, di sua iniziativa, deliberò d'accettarle subito; eccezione fatta della mal te-· veria dell'ammiraglio inglese . .\ ggi unse ch e la credeva inoppor- Luna, poiché la fed e data dall'ammi rnglio Ti ng non avea. d'uopo . di garanzie di sorta. Proponeva invece che gli accordi si stringessero il di seguente, stabilendo l' ora e le modalità per la conclusione definitiva della resa . .La ri sposta era cosi concepita :
« Ho ricevuto la vostra leuera e vi avviso che accetto la pro- « posta. Ricererò domani, navi, fo rtezze ed armi . Circa l'ora della < loro cessione, vi consulterò doman i al riguardo, posc iachè mi « avrele fatto l'onore di rispondere alla presente. <1 Intenclo ad operazione ulti mata maudarvi . su una mia nave, < insieme agl i uomin i di cui nella vostra lettera. in quel luogo ch e< sa rit co ncordato da ambe le parti . · « Ma desidero suggeri rvi, in mio nome per3o nale ed in via offi« ciosa, come già l' ho fa tlo, che sarebbe preferibile, per sicurezza < vostra e per il futu ro bene della patri a vostra, vi reca~Le al Giap« pone ad aLLendervi la fine della guerra . < Se pigliate codesta determinazione, vi assicuro, LrovereLe nel « Giappone i riguardi e la protezione che vi sono dovuti : se pre<1 ferite ritornare a casa vostra, non insisto allrimenti.
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A.l'TORNO VEI- HAI-VEI
«. ~ti offrite la guarentigia dell'ammiraglio inglese. Non la credo
« Da bordo della nave di S. M. I.
« necessaria; la parola d'onore dell'ufficiale di marina mi basta. « Spero mi farete l'onore di rispondermi per le ,1O del mat-
·« tino (,J).
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MatsusMma (1).
« Vei-Hai-Vei, ,13 febbraio 1893. 1
« A lfoffir.iale rapp1·esentante la squadra cinese di Pei-jang. « Iro SuKEJUKI « Oomandante la squadra giapponese. ,
Il comandante Ceng-Pei-Cvang fece ritorno aÌla nona cinese, .. recando la lettera dell'ammiraglio Ito e prom ettendo di riportare pel dì seguente una risposta definitiva. Per quel giorno, le operazioni della fl otta giapponese si limita.rono al semplice ;,ervizio d'osservazione dei due canali del porto ..assediato - la ,1• sqnadra, con l'.Ttsucushima ed Ashidate, guardarono il Pa,ssaggio Orientale.; due flottigli e di torpediniere il Passaggio Occidentale. ' JI 13 febbraio, puntualmente, il comandante Ceng, alle ore 9,30 antimeridia ne, si presentò a bordo della 1J-latsushima, con la risposta dell'ammiraglio Ting, che ringraziava il conte ILo, per aver ··così pre$Lamente e gentil mente aderito all e sue proposte - - lo pre,gava, da ultimo, di voler procrastinare la data della capitolazione fino al 17 prossimo. L'uOìciale cinese 'la tore della lettera, riferì all':unmiraolio I lo, -che l'ammiraglio Ting, dopo d'aver .mandato un telegr;mma al .governatore Li-Hung-Ci:rng, avea distr ibui to vino e sir,ari ai cannonieri esteri dell'isola di Liucung ed erasi data In~ morte con una forte dose d'oppio. Con lui, s'erano tolta la. vira il commodoro Liu, comandante · del Tin9 -Ynl'JYI,; ed i due comandanti .r'nng e Ciang, cordialmente affezionali allo sventurato ammiraglio. Il seeondo, era preposto alla difesa dei forti di Liucung. I ' Il comandante Ceng, fu con gedato alle ore 1111 antimeridiane c?~ I' invilo di riprend_ere ordini sulla Jfatsushima , alle 6 porne~ rtd,ane del medesi mo giorno. A quell'ora l'ammiraglio Ito gl i consegnò la seguente leuera : 1
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« Dichiaro d'aver ricevuta la lettera dell'ammiraglio Ting, · in « data ,f 8 gen.naio del calendario cinese. La notizia della ò.i lui « morte, comunicatami verbalmente dal parlamentario, mi .ca< gionò infinito dolore . « Circa alla domaniiala dilazione di consegna delle navi, luoghi « fortificati e materiali da guerra, fin o al 22 gennaio del cal en« dari o ci nese, di buon grado vi aderisco, previe le condizion i se « guenti : « Che un ulTicìale cinese, garante degli accordi pattuiti , si a « mandato a bordo della nave. ammiraglia Jlfatsushim a, prima « delle ore G pomeridia.ne del ,( 4 febbraio, secondo l'anno giap< ponese, per I ratta re della capitolazione dei forti , della resa. dell e « navi e del materiale da guerra esistente, come pure della scorta < degli equipaggi cinesi che escono dalla piazza di Vei-Hai-Vei. • ~ ~ella mia ultima lettera , dir-etta al compianto ammiraglio Ting, « dichi arava d'esser pronto ad accettare, di r.omune accordo. un « convegno per definire queste faccende; ora che l'ammiraglio Ting « è morto, è necessario che colui che ne fa le veci pensi a queste « trattati ve. cc È mio espresso desiderio che l'ufficiale di cui sopra è cenno, « il quale verri1 all'ora fissala a parlamentare a bordo della nostra « nave ammi ra~lia, debba essere di nazionalità cinese e non estero; « e resta inteso l'ra noi , che il medesimo sarà ricevuto con i do<t vuti onori . « Iro SuKeJUKI « (l) Japa11-Cllina \Var,
pag. \!Hl~.
E. B. (Continua) .
(I) Il dramma navalenetl'Bstremo Oriente, V. VECCH1, pag. t :M. /liv/sia illaritlima. •Gennaio, 1896. Japan-Clii'na !Vai·. pag. 20.
Ooma11dante la 1guadra giapponese.
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SULL'IMPIEGO TATTICO DELLE TRE ARMl 1 ECC •
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SULL'IMPIEGO TATTICO DELLE TRE ARMI nel primo periodo della campagna del 1870-71
Contin~azione -
Vedi dispensa III
Beauniont. A Beaumont il Y corpo francese è sorpreso da tre corpi d'ar ·mata tedeschi e la battnglia si può riassumere in un-a continua· ·ritirata dei Francesi su Monzon, inseguili e premuti da vicino dalle truppe del IV e XII corpo 1edeschi.
Sedan. Il mattino del '1° settembre, stanchi. sfiduciati stanno i Fran·cesi raccolti intorno a Sedan e (in dalle prime ore si erano iniziate da parte dei Tedeschi le mosse che dovevano ·chiuderli in un cerchio di ferro . Il pdmo attacco si pronuncia verso le 4 antimeridiane a Bazeilles da parte del I bavarese. I Francesi si lasciano an,~he qui .sorprendere, ma ritornati poco dopo alla riscossa arrestano i progressi del nemico. Alle 8 antimeridiame si inizia l'àuacco per parte 'dei corpi del.l'armata della Mosa contro il fronte orientale delle posizioni franc6si.
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In soccorso del I bavarese che non può vincere la resistenza a Bazeilles, accorre 1'8a divisione ed una di ,·isione del II ba vaì·ese. 'Rinvigorito l'attacco da questi rinforzi cade prima Bazeilles ,e poco dopo Balan. A questi successi ha certo contribuito la decisione del Ducrot, successo nel comando al maresciallo Mach-Mahon, di iniziare la ritirata verso ovest credendo ancora libera la strada di Vrigne.aux Bois. · Frattanto anche dal lato ovest l'accerchiamonto si va com·piendo: l'XI corpo ed il V si dirigono su Saint Menges ed attaccanl) il Vll corpo francese. Successa in questo frattempo una nuova mutazione nl;ll comando supremo francese, si muta di nuovo da parte dei Francesi il -eoncetto direl.livo della battaglia. Il generale Wiropfen intende concentrare le sue forze su 8azeilles e cercare di rompere da questa parte la linea dei 'Tedeschi. ' Ma già troppo tempo si era pe,rduto. Siamo alle 12 meridiane, l'accerchiamento della piazza è completo e da tutte le parti i Tedeschi muovono aWattacco. Il cerchio di ferro e di fuoco si va ognor più restringendo per la direzione concentrica degli attacchi: invano il generale Wimpfen invia qL1à e là rinforzi, da ogni parte i Francesi cominci.ano a cedere ed a ritirarsi nel massimo disordine verso la fortezza. · Alle 2 pomeridiane non vi erano più che poche truppe del XII corpo le qua li continuavano a combattere nei vecchi trinceramenti che si collegano fronte nord-est della piazza. Si, fa un ultimo sforzo con circa 2000 uomini contro Bazeilles per aprirsi la via su Carignan, ma il tentativo fallisce. Ogni speranza è perduta e la bandiera bianca è issata sui bastioni della fortezza. È questa la 2a battaglia· preordinata che troviamo nel ·1· periodo della campagna. Essa pure si può dividere in tre fasi : la 1• è caratterizzata dall'attacco di Bazeilles, dimostrazione che ha Io s~opo di trattenere il nemico mentre si compiono le mosse per l'accerchiamento;
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la 2• dall'iniziarsi degli attacchi' verso est mentre si compie l'accerchiamento ad ovest; la 3• dall'attacco generale convergente sulle posizioni francesi.
Esaminati cosi rapidamente i vari fatti di _arme mi pare che essi dal punto di vista del mio lavoro si possano distinguere in tre categorie : 1° .Battaglie improvvisate in cui, se all'inizio dell'azione, i Prussiani sono inferio ri di numero ai Francesi, nel corso dell'azione stessa e:.si vengono ad avere una forte superiorità nu~ merica sul campo di battaglia; 2° Batlagli e improvvisate in cui i Tedeschi s_i trovano per tutta o quasi tutta la durata dell'azione inferiori di numero ai Francesi; 3° Battaglie preordinate e pr~disposte dal eomando supremo e svoltesi quindi secondo un concetto direttivo ben definito. Alla 1a categoria ascriverei Weissemburg, Worth, Beaumont; alla 9" Spicheren, Borny, Vionville-Mars-la-Tours; alla 3a Gravellot.Le-S. Privat e Sedan. È naturale che in ciascuna di queste. categorie le caratteristiche d'impiego del!e tre armi siano alquanto diverse ; però, a mio ctvviso, ritengo che ~ia sufficiente ricercarle nelle battaglie della .J'' categoria per le seguenti ragio:1i: ·I" ).,e battagli.e della 1a specie sono quelle che ci present,rno le caratteris'tiche dell'impiego normale delle tre armi, poichè a mio parere sono quelle che ci dànno un'idea più esalta delle battaglie future; 2° Le due battaglie di Spicheren e di l\fars-la-Tours sono eccezionali; esse si impegnano in condizioni sfavorevoli, l' una per un eccessivo e condannabile spirito di iniziativa del generale Kiimeke, l'altra per un erroneo giudizio della sii.unione strategica da · parte del principe Federico Carlo. 1
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Borny non può. essere scusato se non pensando alla necessità di arrestare la ritirata del nemico onde possa effettuarsi il concetto strategico del comando supremo. S.ono battaglie in cui la vittoria arrise ai Prussioni pii1 che pel razionale impiego delle tre armi, per la resistenza veramente superiore itd ogni elogio spiegàta dalle trnppe, per le IÒro ottime qualità intrinseche e per gli errori commessi dai Francesi; 3° Le battaglie di Gravelo tte-8. Private di Sedan rivestono jl loro carettere speciale solo in grazia ali' inesplicabile inerzia dei Francesi. Infatti se a Gravelotte-S . Privat, come dice il Lecomte, al i' inizio della battaglia, i Frl}ncesi avessero risolutamente puntato contro la I armata, l'azione avrebbe mutato asso lutamente carattere. I Prus:;iani impegnati nei movimenti ol'dinati in vista del concetto direi.li vo della battaglia, non avl'ebbero potuto che giungere successivar4ente sul campo loro imposto dall'irrompere dei Francesi conLro la loro destra e la battaglia preordinata dal comando supremo si sarebbe da sè stessa molala in una battaglia im provvisata. Così pure a Sedan se, senzct perdere un tempo prezioso in vane dìscussioni, i Francesi avessero tosto messo in opera il concetto tattico del Ducl'ot ed avessero pontato in direzion e· di ovest non avrebbero avuto di fronte che l'XI ed il V corpo prn::;siani e la divisione wurthembur~hese~ Ce_rtam ente i corpi che combattevano a sud e sud-est di Sedan · sarebbero accorsi, forse i Prussiani sarebbero ugualmente riusciti a chiudere in Sedan l'a rmata di Chàlons, ma il carattere della batlaglia mutava sostanzialmente e si trasformava essa pure in battaglia improvv isctla. Non intendo certo di dire con ciò che non vi sia molto da appl'endere anche dall e altre battaglie, anzi ad esse ricorrerò soventi per accentunre e far ri;;altare maggiormente certi caratteri speciali d'impiego quando le varie armi si trovino in speciali circostanze di numero e cli terreno e di situazione :::t1'ategica, ma non potendo esse verifical'si che in seguito ad errori di uno dei · due partiti o sotto la · pressione di una ferrea necessità, se è bene esarninlJ.rle per imparare a schivare gli errori stessi, ed 24 -
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ANNO XLI.
suu:tMP!EGO TA'fT!CO DELL E TRE ARMI 344 a regolarci in quelle circostanze affatto ecceziona!i, .certo n.on possono servire a stabil ire norme ~ regole per l' 1mp1ego tattico delle tre armi nelle guerre avvenire .
Fanteria. Quest'arma che si era mostrata ottima nel ·1866 non smentisce nelle nuove lotte la fama che s1 era. meritatamente guadagna.la. Ricca. dell'esperienza. acquistala. sui campi della Boemia, ani mata dal più alto spirito militare, piena di fiducia nei suoi capi, essa non poteva fa llire al suo còmpilo e doveva dare ur'.a s~lenne smentila a coloro che volevano ascrivere le sue v1ttone alÌa sola potenza del fucile ad ago . Nel breve periodo di pace decorso fra. le due guer~e, 1~ fanteria era stata preparata ai nuovi cimenti con u~'accu'.·ata .1s1rnzione teorico-pratica, per la quale la si era resa ab1l1ss1ma a servirsi dei vari ripari del terreno, a fare un uso razionale della. potenza. del suo fucile, a passare . gradatamente ~ senza troppo disordine per tutte le fas i successive del combatt1~ento. . La campagna del 1866 aveva messo in piena luce 1_v~ntngg1 dell'offensiva, ed il principio che solo per essa è possibile ottenere sul campo risultnti decisivi, getta profo nde radici in queste ottime troppe. Così la fanLeria tedesca sì presenta sui campi francesi forte moralmente perchè è sicura di rinnovare le glorie d_i K~nigratz, lll gran eoreaiamente istruita., e quello che più monta, istruita l', {') • • • parte sul campo di battaglia, animata da uno spinto aggressivo spinto a·l massimo grado. . . . . Tale la vediamo comparire a Weissemburg; m pnnc1p10 dell'azione il nemico è mollo più forte, occupa posizion i form idabili, ma che importa? Avanti sempre, per queste truppe il miglior modo di difendersi è l'ofiendere. L'attacc.o prematuro di Weissemburg è un errore tattico, ma esso deriva semplicemente da eccessivo spirito di offensiva .
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Circa le formazion i tattiche nessun progi·esso si era fatto dopo il 1866; e ciò era d'altra parte naturale. Perchè abbandonare quelle
formazioni che avevano così ben servito con tro gli Austriaci? La frase di de F,ìilly: Les chassepot:-: ont fctit des merveilks aveva certo fotto r ifle ttere e molto gli nfficiali. tedeschi, ma il trasforO?are là per là gli ordin i di combattimento, che presen tavano molli vantaggi praticamente riconosciuti, non era nè logico, nè cònsentaneo al carattere profondamente l'il1essivo e calmo dei Tedeschi. . · Essi compresero bensì che in una guerra con la Francia avrebbero avuto di fronte un'incognita, un elemento nuovo, ma nel1' impossibi lità di poterne apprezzare il giusto valore, preferirono non mutar nulla nelle loro formazioni I.attiche ed attendere che l'~sperienza, pronunciasse il suo verdetto inappellabile ·giudicando se esse avessero fatto il loro tempo. . Noi vediamo pertanto le fante rie tedesche presentarsi in forme piuttosto dense in quasi tutte le baLtagii13 di questo periodo, meno generalmente, si irll.ende, nelle prime fasi del combattimento , ove, noit pocb e forze, si devono talvolta assumere fronti ellormi. Sono le forme regoiamenta1-'i, che si appl icano in mass ima e ~er lo più. vediamo il battaglione muovere con due compagnie rn avanschiera, tenendo le altre dne in seconda linea in ordine chiuso e ad intervalli serrati. Però subito dopo Weissemburg si comprende che, di fronte a! chassepot, queste fo rmazioni cosi dense sono un errore, spec1almen1.e pel faLto che la maggiore gettata del fncile francese costringe i Tedeschi a serrar sotto distanze relativamente brevi se vogliono che, fra. le qualità bal istiche delle du'e arm i, non esista troppo grande sproporzione. 1 Subito dopo i pr im i scontri si iniziano gli stud i e i'e prove per adottare formazioni più. adatte ed una tattica del fuoco rispondente alle. nuove esigenze. . Lo spiri to c<rnservatore, che regna nel l'esercito tedesco impedisce cbe in queste prove si proceda di sbalzo ; si va invece gradatamente e, passando per la li nea di piccole colorrne nd intervallo di spiegamen to, si giunge ad adottare negli attacchi l"ord ine aperto.
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SULL 1MPIEGO TATTICO DELLE TRE ARMI 346 Studiando deuao-liatamente le vnrie battagli e, si può quasi as- . R . sistere a quesLo lavorio di trasformazione, e si vede che, prima ancora che ne sia dato l'ordine dal comando wpremo, sollo I' in• fluen;1,a del 1erreno e sol.lo la pressione del fuoco nemico, la profonda colonna regolamentare si va man mano a,Sl)ttiglian~l~ ed allarga ndo per ,sè stes~a fino ad assumere la forma, che d1v1ene regol~ men taro dopo Gra vellotte. Infatti se negli attacch i eseguili a Weissembut·.g, sia contro la cillà che contro il Geishorg, vediamo usata la colonna di comna11nia ciò non è crià più a Worth, ove è bensì tentalo in cor r-> ' n . !on.ne di compagnie l'attacco della cresta fra Worth e Froschwtller: nh\ si vedono queste truppe, appenn. arrivate sul la cresta, ove s1 trovano soggette ad un fuoco micidi:tlissimo, abbandonare questa densa forma;1,ioue e spingersi quasi tulle sulla linea dei caccia, , tori allargando il fronte. ·eure a Worlh l'auacco condotto dal generale Bose contro Elsas· shausen si eseguise quasi io una linea sola. L'evoluzione certo non è ancora completa, poichè a Worth stesso !'Xl corpo, dopo passata la Sauer forma in du e linee i suoi batLaglioni, cl i cui la prima consta di colonne di co mpagni e coperte da cacciaLori e la 2" di reparti in col onna serrata. A Colom bey -.Nouilly è pL1re in colon na di compagnia che il !S3° fanteri a attacca il piccol o bosco di Borny. A Mars- la-Tours si deve ascrivere a questl' formazioni troppo dense !a quasi completa distruzione della bri gala Wedel. Ma il fatlo che realmente segna il tramonto definitivo di queste forma;1,ion i è l'attacco della Guardia a S. l)rivat. Le sue euormi perdile, forse più che all'allacco inopportunamente pronunciato, si devono auribuire alle forme troppo vulnerabili in cui fu eseguito. Da '}nesto punto l'attacco in ordine aperto è prescrilLo dal comando supremo . Un caratlere spie-calo di queste batlagl ie è il modo con cui esse ven~ono impegnate. Le avangaardie dei vari corpi persuase del l' importapza de l lorn mandato e convinte cbe solo un'energica offensiva offre il me;1,zo di adempierlo coscienziosa mente, appena scorgono il nemico lo attac-
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cauo con violenza, sia per scoprirn e le forze e le inlenzion i, sia per assicurarsi le migliori posizioni che offre il terreno scacciandone le difese avanzate. · Si ha cosi una prima fase della ba tlag lia in cu i si tasta il nemico su tutto il fronte, si cerca stud ia.rne il lato debole, si pre. para il Lerreno alle altre !ruppe, che si è certi accdrren,nno sul campo colla mass ima sollecitudine. Le fanteri e vengono man mano spiegandosi, protette dall'artiglieria ed assicurate sui fianchi dalla cavalleria, avanzan o a sbalzi rapidamenle, approfiuando dei ripari offerti dal terreno ed usa ndo con parsimonia del fuoco . La linea doi cacclatori si va pure·ma n mano rafforzando come m~glio si può. Arriva però un punto in cu i tulle le truppe sono sul fronte. impegnate e l'attacco è costretto a fermàrs i e qualche volta anche a relrocedere in attesa dei soccorsi. Dall'offensiva più ardita, di;-ei quasi temeraria, i Tedeschi sono costrett.i a passare alla di fen,,iva, che però è da essi intesa ben diversamente che dai Francesi e praticata in quell'unico modo ch e permette di potern e ricavare qualch e frutto; cioè rnzionalmente combinata colla controffens iva. Nè meno tenaci si mostrano i Tedeschi nel difendere una posizione di quello che si sieno dimostrati abili ed arditi nel conquistarla. Invano contro queste poche forze, sparse sul fronte, riunite in gruppi tattici separati, si rovesciano le masse fra uces i, in vano le 1.empeslfl OO di proiettili, esse stanno salde ed incrollabi li al loro p9sto, e non solo hanno in sè 1.anla energia da freno re e spesso respingere i contrattacchi fran cesi, ma appena se ne presenta l'occasion e, tro \•ano tanta forza da ripren dere l'offensiva inseguendo l'attacca nte respinto. Come non ammi rare, 1anto per citare un esemp io, le 5 compagnia della brigata François. le qua li, aggrappatesi al Rotheberg san no col loro valore consen·are quest' irnpor1ante posizione contro i ripetuti attacchi fr ancesi? Come_non ammirarne lo slancio quando, dopo una difesa ostinata di parecch ie ore, le vediamo, al gi ungere del primo rrn-
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forzo, muovere all 'attacco del trinceramento donde i Francesi li hanno per tanto tempo tempestale di colpi? Fra'. u.anto mentre sul fronte si operano prodigi di valore e di costanza, dil lergo comincinno ad aitluire i rinforzi . Prima è l'artiglieria, che accorre e si spiega a fìanco di quell il dell'avanguardia, poscia è la fanteria,. che arriva ed i suoi primi riparti sono avviati su tutto i! fronte per raffittire la linea dei cacciatori decimata, per formare i primi nuclei di riserva assolutamente mancanti. L'azion e sta così per entrare nella sua fase normale. L'ordine di battagli a si comp leta poco a poco e con esso prende forma e vita il (:oncello direttivo dell'azione . L'<1t1.acco, che in prin(:ipio ha nE>lle sue linee ~renE)riìli soltanto azione fro ntal e, diviene talora avvolgente un'ala, Ln lora addirittura avviluppante, ed in talnni casi si ha azione di fronte,r,ombinala. con vP ri attacchi di fìnnco. Port.u,1 a questo pun to, ' la battaglia. si può dire vin la, l'impulso è dato, ora. non è più che que:;tione di lasciare agire da 'se stessa l'immensa macchina messa in moto. Com'è na1urnle, su questi fronti così e,tesi, la batt~glia ba le sue lhlltnnzioni ed i _suoi impreYisti, si divide e si spezza in mille epi,odi, pur tutta.via tla questa moltiplicità cli azioni il suo concetto esce chiaro, nello, preciso e. quello elle più monta, estremamen te semplice. Gia accennai più sopra che pei Pru ssiani il cli assepot era una incognita; circ;a le sue qualitit balistiche molto si era discusso, ma per la stessa ragione per cu i non /si era· creduto co nveniente nddi ven ire ad una modificazione nelle forrnnzion i tattiche, si ritenn e non rlover,i per nulla mutare la tattica del fuoco prima che l'esperienza avesse parlato. Però anche da questo lato Weissemburg è mollo i!\trnttivo pei Tedeschi, e se si va pi ù a rilentu nel modificare le forme si procede più spicci nell'adottare una condotta del fuoco, che va lcra v a paralizzare almeno in parte lit superiorità del i'111:i le rruncese. Nei primi scontri i Prussiani subiscono perdite seqsibili a distanze grandi relativamenie alla portala del loro fucile ad ago;
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v1 e quindi una zona cli terreno in cui essi sono o!Iesi senza
poter offendere. È nec~ssario che questa zona sia superata al più presto per non lasciare logorare inutilmente le truppe, fatto che non potrebbe a meno di influire sul loro morale. È necessario serrar .sotto più che si può, poichè ad una data dislanza, la differenza fra le due armi sparisce e risparmiare in questa rapida avanzata le cartuccie per non sprecarle inu tilmente in un fuoco che non potrebbe dare che magri risul tati. Questa necessitit. a mio avviso, ci spiega tre falli caratteristici: 1) 0 la rapidità ed aggressività degli ;1ttacchi dei Prussiani, il cui scopo è di avvicinarsi al nem ico a giusta portata del loro fucile e di sfuggire nlle perdite in qnelia zona in cui essi sono in~apaci di produrne al nemico; 2° l'entrare in linea dei sostegni fio dal principio dell'avan zata e l'essere spesso trascinate sulla linea dei cacciatori ani:he le riserve dei battaglioni , esposte a perdite sensibili senza poter reagire. t l'ordine aperto .che vediamo imporsi da sè stesso; 3° lo scarso uso del fuoco nel periodo dell 'avanzata, mo · tivo per cui non si verifica quasi mai l'ammanco di munizioni nel momento decisivo della lotta, meno per alcuni riparli irn- ' pegnati per un tempo eccezionalmente lunga, in urn1 viva azione di fuoco , come sarebbe, per esem pio, le iS compagnie della bri· gata Françoi s, già citate uell'a:·dito auacco e nell'osti nata difesa del Rotheberg. A qual punto sieno giunte queste truppe nella disciplina del fuoco ce lo ciimo·stra chiaramente quest' epis.odio della battagli a di Sedan. I Tede.;chi erano in posizione ad est di Givonne, occupando coi cacciatori e fuci lieri della guardia il fianco sinistro della valle. ·, I Francesi abbandonano la destra del ntllone e si ritirano nel bosco dì Garenne. Tre compagnie prussiane approfittano di questa riti.rata e si stabiliscono sol idamente sulla sponda destra della Gi"Onne·. L'artiglieria francese è quasi ridotta al silenzio. Improvvisamente so·rge a sud del bosco della G·arenne una grossa massa di fanteria nemica e si dirige su Hnybes .
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S0LL'IM1'IEGO TATTICO DELLE TRE ARMI
Essa deve naturalmente incontrare nella sua marcia due delle compagnie sopracitate. Sono circa 5000 Francesi . che si .avanzano in profonda colonna ed eseguiscono marciando un coni.inno fuoco di fuci leria. · La sittwzione delle due compagnie del reggimento della Guardia Imperatore-Francesco e critica assai. · L'arti~lieria prussiana comincia a fulminare quella massa compalta, ma malgrado la devastazione. che vi apporta non riesce a 1:-a11en1.arne la marcia. Però le due compagnie non si muovono dal loro .'posto, esse si so no get:ate a terra ed altendono il momento opportuno per aprire il fnocl) acceler;ito. A questo istante solo qualche colpo partiva di tanto in tanto dalla lin ea prussiana ed ft ogn i colpo un Francese cadeva. Finalmente quando i Frnncesi sono a circa 200 pas~i ·il fuoco si accer:itua, e reca la strage nelle file nemiche. Di fronte a due sole compagnie quella mflssa poderosa si disperde e fugge sem inando di cadaveri il terreno, mentré da parte delle due compagnie impegnate le perdite sono minime. Di fronte a si prodigioso sangue freddo non ci rimane che ammirare ed imparare. Una pnicolaritò, cui ho già accennato più sopra, · è il ripartirsi delle truppe attaccanti in tanti gruppi tattici staccati. Mi pare valga la spesa di esaminare alquanto il' fatto. poichè da esso non trarremo soltanto una caratteristica del modo di comballere delle fanterie tedesche, ma utili insegnamenti per lo svolgimento delle bauaglie odierne e specialmente sul modo di condursi delle avanguardie. Lungo il fronte estesissimo, che oggi vengono ;id assumere le azion i tattiche, è una necessità che, specialmente all'inizio della battaglia il comballimento si localizzi in dati punti, non potendosi d'un tratto occupare tutto il fronte colla medesima densità, ed essendo in pari tempo necessario che l' azione si sviluppi su tutto il fronte occupato dal nemico per tenerlo incerto sulle nostre intenzioni . Si formano così dei gruppi di combattenti che si aggrappano alle località di più spiccato valore tattico, formando in certa qual m:iniera l'ossatura della lin ea di' batlnglia.
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Gol procedere dell'azione i vuoti esistenti fra questi gruppi si andranno colmando o . tutti o in parte secondo le. circostanze, con densità di occupaz ione maggiore o minore secondo l'importanza clte ~iene ad assumere quel dato tratto di terreno e si arriverà a,1 momento decisivo ad avere completa e quasi continua la linea di battaglia. Q11esto fatto noi lo vediamo verificarsi più o meno spiccato in tutti gli scontri di ·c1uesto periodo, e ~pecialmeole l'osserviamo distinto e netto nell' impegnarsi delle avanguardie tedesche. A Weissemburg nbbiamo il grùppo tatt.ico, che attacca la città; un nitro gruppo si spinge verso la stazione, un terzo muove al l'attacco del Geisberg. A Worth abbiamo pure tre grandi gruppi tattici, l'uno a nord verso Froschwiìl er, l'altro al centro contro le alture fra Froschwiller ed· Elsasshausen; il :1° a sud contro _iI Niederwald . , Que,;ti tre grandi gruppi si dividono a loro volta in gruppi minori. Nel procedere dell'azione il vuoto fra i due primi è colmato dal 1° corpo bavarese, mentre qnello fra il 2° ed il 3° va da sè stesso . diminuendo e finisce di sparire affatto per la convergenza dell'auacco. A· Spichei·en è caratteristico in questo senso l'impegnarsi della brigata François. Si formano i primi due gruppi tattici, l'uno contro il Rotheberg e l'altro contro Stering-Wendel. Più tardi ·questi gruppi si molliplic.ano, sono collegati fra loro, ma pnr rimangono sempre distinti e separati . È pure caralleri:;tica la divisione in gruppi del IX corpo a S. P.rivat verso ' le 2 poro. Qni abbiamo un gruppo tattico di 3· battaglioni cin:a verso Chantrenne e !'Envie, ed un altro gruppo verso il Bois' de la Cusse di circa 7 battaglioni, in totale, ripartilo a sua volta in due gruppi minori , collegaii .da una compagnia intermedia. Esaminata così in complesso la tattica della fanteria di fronte · a fanteria, ci rimane a dire due parole dell'impiego di quest'arma di fronte all'artiglieria ' ed alla cavalleria. 1
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NE1 f'&IMO PERIODO P·EL[, A CAMPAGNA DEL
. SULL'IMPIEGO TAT TICO DELLE TRE ARMI
La fanteria tedesca che avea dato ouime prove conLro l'artiglieria austriaca nel 11886, non pote,'a che operare egregiamen te di fronte a quelln Franèese. InfatLi sollo il tiro del cannone avanza soventi in colonne di compagn ia co n ordine e disciplina ammirevol i. Essa i> intimamente persuasa che di fron te' al cannone b·isoo-na 1'l sempre avanz;ire .e mai retrocedere, nsnfruendo neH'avanz,1ta di tutti i min imi ripari che offre il terreno . Bisogna però notare che nella massima parte de i casi sono lievi i danni che essa sopporta nell'avanzata, poichè quas i sempre prima che la fanteria avanzi. l'artigl ieria francese fu già scossa e logorata d:ille -batterie prussiane. · · Ma non meno intrepida si dimostra q11es1a fanteria nei pochi casi in cui il fuoco dell'artiglieria francese ,;i rovescia sn di lei con micidiale efficacia. Merita d'essere ricordata la condotta della fanteria dell 'XI corpo a ·wonh. Essa ha oécupato dopo un'accanita lotia, il margine ' settentrion,ile del Niederwald eà un boschetto vicino . Da Elsasshausen l'artiglieria francese rovescia su queste posizion i una vera tempes ta di proietti, e la siLuaz ioue di queste truppe,· già st.anche e decimale dal precerìente combattimen Lo, è quasi insòstenibile. Fermi non si può st.are, retrocedel'e è un voler perdere i vantaggi, che si sono acquisLati a prezzo di tanto sangue, è necessario quindi avanzare e procedere riw lutamente all 'attacco delle . posizioni nem iche. 11 generale Bose ordina egli stesso l'assallo, e queste truppe, al segnale di avanti, con uno slancio i_nd icibile escono dal bosco e superano lo spazio s,:;openo che le sepnra dal villaggio, soli.o un fuoco micidiale di artigli eria e di fuci leria. El;;;1ss hausen cade e l'imangono preda del vincitore 2 cannon i · e 5 mi t1'agliere. Merita pu~e di essere citato l'allacco da to ad una batteria fran cese che si ostinava a proteggere la ritirata delle fanterie negli ultimi momenti della battaglia di Worth . , Sono poch i uom;ni dell'Ha e ,12· compagnia dell'82° fa nteria
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che sr portano a 300 passi dai pezzi , li coprono di proietti e po i si lanciano all'assalto. · Tutta la balleria cade nelle loro mani. Di fronte alla cav;dleria l'impiego della fanteria è una vera ·;nnovazione sul campo talt.ico Essa riceve le ca.riche disposta per lo· più in linea di cacciatòri, ed assai di rado l:1 vediamo restringere gli intervalli. · Tutta la difesa contro cavalleria è basata sulla condotta del fuoco e nel fantaccino tedesco è prol'onda 1.a convinzione che contro il suo fucil e ad ago ben adoperato la cavall eria è impotente. Tutte le battaglie sono piene di que:,ti brill anti episodi. A Worth i battaglioni del 32° e 94° fan teria ricevono senza scomporsi la triplice carica della bri gata Miche! e la scompnginano - col loro fuoco . A Mar:s-la- Tours la (1a e ~) 0 compagn ia del 52" fanleria attendono senza far fuoco che i corazzieri francesi si appre:')sino sino a 250 metri ed allora aprono un violento fuoco a volontà e disperdono questi eroici squadroni, i quali tentando di sfuigire a destra e a sinistra del piccolo gruppo di fanteria, cadono sotto il fuoc<) dei sostegni e son0 complehmente distrutti. Caratterisca po i è la condotta del la 1 o• comp;1µ:nia del 27° fanteria comandata dal cap itano Helmuth a Beaurnont nel re5pingere la'-carica del 5° corazzier;. La compngnia prt1ssiana non subisce alcuna perdita, mentre i corazzieri lasciano sul campo 11 ufficiali , circa 100 soldati e più di 1100 cavali i. Da quan Lo sopra si è dello mi pare che co:;ì si possono riassumere le caratteristiche dell'.impie~o della fanter ia tedesca : 1° una costante ed energica offen si1ra che si e.spl icit sempre ·con azioni frontali comb inate con azioni di lbnco ed anche avvolgenti ; .2° imp iego di forti linee di cacciatori cui spetta la prepa. razione e l' attuazione degli at.Lacchi, appoggiate lino a,11 'epoca della battaglia cli Grav~llotte-S. Privat da riparti in ord ine chiuso; 3° grandi framm i,-chiamenti di truppe di vari riparti; 4° nella difensiva una fo rza di resistenza insuperabile, ed una ten denz~ istintiva cli passare alla contro[ensiva appena se ne pr·esenta l'opportunità: 1 1
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SULL'DJpU,~GO TATTICO DELLE TRE ARMI, ECC,
. . 5° all'inizio della battaglia fronti molto larghi e forme so ttil,, eh~ si vanno addensando nel procedere dell'azione fino a deterr~inare la formazione di dis tinti gruppi tattici; 6 condotta dal fuoco razion ale sia nell'oflensiva che nella difensiva; non si sprecan o cartucce al le orandi distanze ma s·, • I "' , nser :ano pel momento in cui si è sicuri cli proéltirre i massimi eITett1 ; , ·.7° . contro. a1:1igli_eria m_arcia in avanti rapida e disciplinata u:suh uendo dei npari offertì dal terreno ; . 8° le cariche cli caval leria si ri cevono in linea ,di battaol ia ed anc~ie in linea di cacciatori, basandosi per respir1gerle s~lla so!a azione del fuoco; 9° _l'~rdine di battaglia si wi formando poco a poco coll'arrivo dei rmforzi e si vengono a costituire le 1ruppe su tre sch iere. AGOSTl NO HAVELLT Ca.p itanò di staio maggiore.
( Continna).
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. NOTIZIE POLITICO-:MILITARI Nella rassegna precedente abbiamo lasciato la colonna de! tenente colc,nnello Galliano uscila da Macnllè, in marcia verso il campo del generale Baratieri, ed abbiamo accennato alle ansie per questa colonna che tardava ad arrivare cd alle voci che correvano di tradimenti per parte del nemico. Il 30 gennaio venne comunicato al pubblico un consolante dispaccio, partito dal campo lo stesso giorno. ( É giunto il battaglione Galli,ano, pa rtito stamane dalle vicinanze di Haµsen, \)V0 ieri sera era giunto l'intero esercito scioano. , .ll generale Baratieri gli mosse incontro ad un'ora du: campo, portando il plauso del Re e della patria, agli ufficiali ed ai soldati bianchi e neri, mirabili per spirito e contegno . « Il colonnello Galli,rno ha armi, munizioni, bagaglio ed era accompagnato da un sottocapo di ras l\faconnen. « Grande entusiasmo al campo. , « Le truppe resero gli onori militari nI battaglione Galliano. » Un grande incubo venne così tolto al paese, }'annunzio del la salvezza aei difensori di Macallè fu accolto in Italia come l'annuniio di una vittoria. S. 1'L il Re inviò subito al generale Bara tieri il seguente dispaccio : « Nel fausto momento in cui il valoroso presidio di l\iacallè si ricongiunge alle truppe di Africa, godo conformare la mia fiducia a Lei ed ai suoi soldati, e La prego consegnare al tenente colonnello Galliano il seguente mio dispaccio: » Al tenente colonnello Galliano: « L'Italia ed Io abbiamo assistito con ansiosa ammirazione all'eroica condotta di Lei e dei suoi degni compagni nella difosa del forte di MacaJlè, ed ai nostri voti per la loro salvezza hanno partecipato quanti onorano la disciplina ed il valore. « Con pa ri gioia e soddisfazione saluto oggi, in nome della Nazione e dell'Esercito, il felice ritorno di Lei e del suo battaglione fra le file delle mie tl'Uppe d'Africa. «,Ai sacrifici lungamente durati ed ai forti esempi di virtù militari sia di premio la riconoscenza della Patria, il pensiero del ben compiuto dovere.»
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NOTIZIE POLITJCO-MILJT,\RI
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' Senonchè il giorno appresso la gioia fu turba la dnlla notizia che il nemico aveva trattenuto, come osrnggi, nove ufficiali e un furi ere. Un arido d'indignazione si sollevò da tutto il paese e le am,ie ricominciarornt Ma furono cli brevi" durata, perchè il 3 febbraio si ebbe l'annunzio uflìciale che ras Maconnen avea lasciati liberi tutti gli ostaggi, i quali erano giu nti al campo in otlime condizioni. E così finì l'episod io dell'eroica difesa di illacallè.
lui. Reslano ancora in mano al nemico gli ufficiali e soldati presi ad Amba Alagi. Maconnen scrisse che Menelik ignorava il fa tto degli ostaggi e cbe il movimento delle truppe scioane ò dovuto alla necessilà di provvedersi d'acqua e di paglia • .
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Frauanto i nemici avevano mosso i c11mpi che fino alla resa di Afocallè avevano tenuto in quelle vicina nze e si ernno avanzati co11 grande circos_r~zione e con mosse abi!issime _ver~o Hausen, coprendosi il in<>glio possibile colla colonna Gal hano cd inviando messi su messi con proposte di pace. L'avanzata su 1-Iausen fece credere per un momento clte il nemico avesse intenzione di auaccarci nelle nostre posizioni di Adagarnus, eventualità non tem uta ma desiderato, perchè quelle posizioni forti per naturn, erano state da i nostri preparate a difesa con opere campali e munite di numerosa ari.iglieria. Gli .1vam posti erano già di fronte, quasi a tiro di fucile; dardi uni aoli altri ~i ve?evan o di notte i fuochi di giorno le tende; una b; ttaglia reva 1m mmenre. Senonchè il 1. 0 febbraio giunse un dispaccio CO$Ì concepito: « Da ieri sera non si vedono più i fu ochi del cam po nemico. Si crede che sia in movimento nella direzione di Entisciò , . L' Entiscfo è una regione intermedia fra Adua cd Adigrnt della quale è capol uogo un villaggio dello stesso nome. La marcia del nemico verso En1.isciò non escludeva J'even.tualilà di u_n_at'. acco; solo faceva supporre che invece di attoccare le nostre pos1z1on1 da sud-ovest si volesse atlat:carle eia nord·ovest, dallo c.rual parte P:esentava~o forse maggiore facilitf1 all'attacco. Si fece pertmto un cambiament~ di fro_n te e preparati v! per ricevere il nemico da questa parte. Però 11 nem ico non aveva mtenzione di altaccarc Adagamus nè da sud-ovest, ~è 1101:d-ovcst. Si avanzò sollanto fin o ad una tappa da Hausen, poi s1 fermo e volse nella valle dell'Ueri; i giorni seguenti si dispose ad est del monte Senn,1 iata, tra Zotta, Gaodalfta e i-Iamedo, cioè in po~izione da coprire Ad ua . Pare. che durante questo movimento le trattati ve o almeno le proposte d1 pace da parte del nemico continuassero, perchè lo ste~so dispaccio che ci dà notizia dell'accennalo moviment.o ha pure quanto segue : « Il generale llaratieri ha fa tto sapere a Menelik che, fi no a quando soldati italiani fossero suoi prigionieri, non avrebbe potuto trattare con
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Frattanto, malgrado le assicurazioni e gli schiarimenti di Maconnen intorno all'acqua e alla paglia, la mossa del campo nemico indusse il generale Baraiieri a spostare il suo. Le nostre 1ru ppe, che si erano mosse fino dal :l O corrente pel colle di Alequa, occuparono il 2 le posii ioni di .Mai Gabetà, verso Entisciò, coprendo le comunicazioni fra l<'arras Mai e lo Scitnenzana. Ras ì\fongascià e Alula coi loro movimenli accennavano ad avanzare sul Monte Augher: ma, trovatolo occupalo dalle nostre bande, rinunziarono aI movimento. 11 3 correnle le nostre tru ppe si concentrarono su lla fo rle altura fra M11i Gr..betà e Entisciò. Jl 5 il nemico numeroso occupava una forte posiiione a cinque ore dal nostro campo. I nostri alpini ed un battaglione di indigeni fecero in quel giorno una ricognizione nella conca cli Entisciò: il nemico accert.atosi del movimento dalle altu re circostanti e da que lle attorno ol passo di Zala, ad ovest di En1isciò si ritrasse, e le bande del capita no Barbanti ne occupa rono le posizioni. Il giorno 7 il nemico :iccampava dietro il dorsale di alture vei·so noi . aspre e rocciose, ve1=so Adua ulqua nto pianeggian li. Le alture erono guardate da una doppia schiera di avamposli di circa venlimila uomini. La tenda di l\fonelik era a Zalla. Lo stesso giorno i nostri avanzarono fi no a due ore da Adua prendendo posizione sulle alture dominanti Entisciò, · nella speranza d'indurre il rnm1ico oll'atLacco, ma gli Scioani si ritirarono la sera stessa verso Col ma, probabilmente coll'intenzione di attira re le nostre truppo in terreno più favorevole al nemico. Il giorno 8 l'in1ero corpo nostro occupò le alturù ci rcostanti al passo di Zala. Malgrado l'aspra e fati \·osa marcia per sentieri mon1ani e p:issi difficili, tutto procedette regolarml!nt.e. Le truppe bianche e nero manteonero il morale molto alto. Marciava all'avanguardia il colonnello Albcrtonc colle truppe indigene. Tutti cred<.: vano di marciare al combatlimenlo e ne erano entusiasmati.
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Durante questi movimenti pare, che sia avvenuto qualche scontro di pattuglie e di ricognizioni; parlasi anche di qualche ferito e mol'lo; ma le notizie a questo riguardo sono contraddittol'.Ìe ed è certo che non vi fu nulla di grave. Giunti iu tal morlo i nostri a rnetù strada fra Adua ed Adigrat, e, trovato che il nemico era fermo in posizioni for tissime e preparato a battaglia, non parve pr,udenza attaccarlo. li 9 corrente giunse da Entisciò il seguente dispaccio: « I nemici non mossern Jalle loro posizioni. Essi occupano due posizioni quasi parallele con circa qiuirantamila f1uili ciascwna. « La prim::i è circa a sei chilometri dai nost,·i avamposti. É ad anliteatro, a gradini, ed ha i fianch i e le spalle appoggiate -ad ambe, tutte occ,Jpate, e terreno pianeggiante dinanzi, solcato da burroni. « La secnnda è qualche chilo1netro più indietro. ì\fenèlik è presso Zatta. « Sebbene i nostri abbiano occupato le precedenti posizioni del nemico, tullo indica che questo vuol' tenersi sulla òifesa. >> Agli ottantamila fucili , aggiungendo le lancie della cavalleria galla, ed aggiungendo altri corpi che si sa essern arn)ati soltanto di lance si vede chiaro che l'esercito di Menelik ascende almeno a centomila armati. Con un uernico tanto superiore in forze e che agisce con tanta prudenza, bisogna anelare rnolto gua rd.inghi. Non è quindi a far meraviglia se, restando fe rmi i nemici nelle loro posizioni, resta nella sua anche il generale Ba ratieri. Così i due eserciti si trovano di nuovo a contatto dopo essersi am· bedue gpostati ed avere ambedue cambiato di fronte. Dapprima gli Scioani avevano fronte a n·ord, i nostri a sud; ora gli Scioani hanno fronte ad est, i nostri ad ovest. _ Quanto durerà questa situazione'? Si decideranno gli Scioani ad attaccarci'? Tenteranno gir11 rci sul fìanco destro per tagliare le nostre linee di comunicazione? Che cosa fa Menclik ad Adua dietro le due linee di quarantamila fucili ciascuna? Non arrischiamo ipotesi.
111eJ,t~ndosi agli ordir~i del generale Baratieri ,' un distaccamento delle .tre armi, già parl:ito sotto il comando del colonnello Pittaluga e di1•ett0 ad Assah; poi si dispose per1 altre partenze. · li i4 corren1:e salpò da Napol i per Massaua il più grosso nucleo di 'truppa che sia mai part.ir.o io un:1 vollà dopo che è cominciata la guerra: un battaglione di bersaglieri e tre battaglioni di fanteria . li t 7 o il 1.8 .partiranno altri tre batiaglioni e due bat.terie ; ed altri tre batwgli'oni, partiraµno il 19 o ir 20. Queste spedizion i di tru ppa saranno acèompagnate dall' invio dei necess:i ri mezzi di trasporlo viverì, munizion i, ed altro materiale da guerrn. ' Abbiamo deti;c, che iI distaccamento del colonnello Pi1.uduga era destinato ad Assab e forse ali' Aussa ; dobhia mo aggiungere che bande di :Scioani hanno invaso e 1·azziato l' Aussa per punire quel sultano, nostro protetto, della fedeltà serbataci. Cerro l' l1alia ha il dovere di assisterlo e vendicarlo e a questo non mancherà; rl)a per orn , maiorn. premunt. Finita la quistione nel Tigrè, si penserà ali' Aussa. Frattanto si ha notizia che, anche non aiutati, i Dahachili cli quel sultanato, assaliti a tradimento, corsero :ille armi o gl'invasori si ritiral'Ono per sfuggirc alla loro controffensiva . . I soccorsi chiesti Ja l generale Baratieri saranno tutti sbarcati a ~lassa,ua , e incamminati su lla via di Adigrat t.ra gli ultimi di febbraio e i _primi di marzo.
1 '8 o il 9 febbraio giunse inattesa (a quanto pare) dal generale Baratieri una domanda di r,inforz.i: dodici battaglioni, alcune batterie e grande quantità di mezzi di trasporto. Qual era la causa di quegta tardiva domanda? La p<~rduta speranza nelle trntlative di pace? Una più esatta conoscenza delle forze del Negus? Non lo sappiamo e non tentiamo indovinarlo. I ministri radunat.isi a consiglio cleliberai;ono d'inviare in Africa i rinforzi richiesti. Anzitutto venne ordinato che si ferniasse a Massaua, \
Per sopperire alle deficenze della fo rza dei. corpi depauperaw in con-seguenza dei ripetuti prelevamenti per invio di truppe in Africa, di;venue· necess~1rio chiamare souo le armi da venti a trenta mila uomini. Si sarebbe potuto rieorrere al richiamo di urla pa rte della classe del 1872 che ha una forza di circa ottantadue mila uomini, ma questo richiamo parziale, fatto soltanto per alcuni di~tretti, avrebbe portato una d1ver·sità di trattament_o che si volle evitare fioch'era possibile, epperciò si -preferì chiamare prima dell'epoca prestabilita il resto della el:isse 1870, ,preparando in tal modo altri trentamila soldati istrui ti. Questa chiamata alle armi fu annunziata 11.el Giornale militarn del · 5_conente, cd ecco le principali disposizioni per la sua esecuzione. Il Ministero ha determinato che nel giorno ,rn corrente siano chiamati alle armi i militari di i• categoria della leva sulla classe 1875 ' lasciati in congedo illimitato p1·ovviso1·io a clisposizion~ del Governo, a :Senso del n. 9 della circolare •13!.t del 1895. · 25 -
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I.e assegnazioni e le allre operazioni od esse inerenti soranno fatte colle normo contenute nel capo V della Istruz.ione complementare al regolamento sul reclutomento (Atto 217 del i89o), tenute presenti altresì le disposizioni date coi numeri 3 o ~ della citata circolarn 13(1, del 1895. Le segnalazioni prescritte dal penultimo comma del paragrafo 22 del capo predetto per le assegnazioni speciali che sono regolate dal Ministero, verranno fatte in tanti elenchi distinti quante sono le assegnazioni stesse, cioè opera"i, specùilisti, tele,qrafi,sti-trasmeltitori e ferrovieri. Ai militari i quali si I.rovino all'estero rnunit.i di regol:.ire permesso i conwndanli di distretto sono autorizzati a concedere una pro1·oga per la presen tazione alle armi, nei modi stabiliti dal paragrafo H'.i7 della Istruzione complementare al regolamento sul reclutamento (Allo 221 del f89~) per gli inscritti di levo arrolati per procura come residenti all'estero. L' invio ai corpi sarà iniziato il giorno 20. Stante il non grande numero di militari che dovranno rnuovei;e da ciascun distretto non sarnnu·o fntt.i ordini di movimento, e le partenze saranno regolnte ùai comandanti Ji corpo d'arma ta·. · Oltre questa chiamata alle armi d'inscritti dcHa leva '1815 vennero em:rnate le disposizioni riguardanti la leva sui giovani nati nei 1876, a proposito della quale il Ministero ha determinato: :1. 0 che la sessione sia aperta il 2 del mese di marzo p. v. 2° che l'estrnionc a sorte abbia a cominciare dal giorno ·l del mc3c di oprile e sia contpiuta senza ritardo ; 3° che le sedute dei Consigli di leva per l'esame definitivo ed arrolamento degli inscritti, abbiano principio il giorno '15 del successivo mese di maggio. 4,0 che infine la sessionè della leva sia chiusa il 30 seuembre p. v. 'I-
* * Fra le ahre pi ù importanti disposizioni pubblicate nella. quindicina ùal Giornate militare noliamo le seguenti: Si è dal Ministero dell a guerra determinato che le disposizioni dell'A.tlo N. ,~7 del :1. 8 marzo :1.894 non $ieno per l'avvenire più applicate ai militari proposti per l'invio in licenza di couval03ccnza in seguito a rassegna di rimando e che quindi per i militari mede$imi non venga più in nessun caso pre5a la decisione d'invio in congedo illi mitato per anticipazione.
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Per conseguenza, al § 506 dcli' ist,·uzione wmplemental"e 1d ,.ego/amento sul reclitt.miiento, venne sostituito il seguente: , Qualora, in seguito a rassegna di riinando, un soltuflìciale, caporale o solda to debba essere inviato in licenza di convalescenza e dichiari di non aver i mezzi necess;, ri di sussistenza per mantenersi durante la licenza, il comandantB di divisione, sentito prima al riguardo il parere del direttore di sanità ·militare del corpo d'annata, no ordinerà il 1·icovero in un deposito di convalescenza o l'aggregazione :il corpo dei veterani, prendendo all'uopo, ove occorra, gli opportuni concerti col comandante della divisione competente. , I sottufficiali dovranno in tali casi essere sempre aggregali al corpo dei veterani. « li militare che · venga inviato in licenza di conv;ilescenza, dovrà essere espressamente avvisato che so, al termine della licenza, lo sue condizioni di salute non siano tali da permettergli di riassumere il servizio, non dovrà ritornare al corpo ma presentarsi al comando del cli• stretto militare nella cui circoscrizione risiede od all'ospedale militare pìù vicino por esservi sottopost.o a visita medic:i cd, ove ne sia il èaso, a nuova rassegna di rimando , . Venne annun?.i(lt.o che a dat:.i re dal 1° marzo 1.896, il comando locale di artiglieria incaricato ùi dirigere i servizi di artiglieria da fortezza e da costa dell'isola di Sardegna è trasferito ad Ozieri a ~Iaddalena, ed al la sua dipendenza è istituita, in Ozieri, una sezione staccata retta da II fficiale superiore. Colla stessa data, la 3(ia com pagnia d'artiglieria da fo rtezza cessa di f~r parte della LQn brigata d'artiglieria da fortez:w (Roma) e possa alla dipendenza del comando locale d'artiglieria di MaddJlena. A datare dal 1° aprile sarà chiuso il pani Ocio militare di Mantova. Venne esteso agli ufficiali dell'a rma <lei carabinieri reali l'uso dei seguenti og~etti rii uniforme stati adottati con l'Allo '105 del 1895: cioè il terretto di foggia unico, conservando il fregio ed i distintivi attuali, e coll:i fìleLLatura di panno identico a quello della bauda dei pantaloni per la sopraffascia e per le cuciture laterali e 'JUella posteriore della fascia. II citurino con pendagli di cuoio nero verniciato. Le. sopradelle mod ificazioni avranno la loro attuazione col i o luulio prossimo venturo, con fa coltà agli uffìciali di far uso On d'ora deuli ocr0 geui modir.cati. Venne costituita a data1·e dal 1° aprile 1896, una sezione fotografica da campo alla dipendenza ciel 3° reggimento genio (brigata specialisti). ~
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NOTIZIE POl,lTfCO-MJLl'URI
Furono sospesi fino a nuova disposizione gl i arruolammti volontari ordinari ed i pr,ssaggi di cntegoria per l'arma dei cat·abinieri reali, come pure le partenze anticipate per l'arma stessa dei mi litarj di :1" catego ria della classe :1875. rimasti in congedo illimitato a disposi7.ione. Fu annunziato che le società ferroviarie amrneltono il trasporto a ta rilfa . militare dei vari oggeui inviati dai comitati in dono 1tllè nostre truppe in Africa . A sofoz.ione di quesiti fottigli il ~{inistero avvertì che i militari di i" categoria della classe 1873 in congedo illimitato , chiamati alle armi per effetto del R. Decreto 13 dicemhrn 1895, N. (392, i quali alla dat11 del detto Decreto risiedevano all'estero ::\enza il prescritto n·ulla osta dclrautorità militare, possono essere ammessi a regol;ire In loro posizione a senso ed agli effetti del R. Decreto H giugno •1891, N. 279 (Allo H2 del :189'1) e nei modi stabiliti nel successivo Atto H3. Resta inteso che l'ammissiClne alla detta regolarizzazione· può effc•t.tuar~i soltanto fino al 30 apri le 1896, dovendo in tal giorno aver luogo la denuncia ai competent.i tribunali militari dei richiamati della classe :1873 . dichiaiati disertori, come fn disposto colla Circolare N. 162 del 1895.
Gltima e più importante disposizione benché d'indole esclusivaniente politiea, fu la riconvoc:izione del Parlamento ·per il o maho p. v. fatl a con R: Decreto pubblieato dalla Gazzetta. U/fic·iale il 12 eorrente Roma, 14 febbraio 1896. X.
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
GERMANIA
Grandi nuino·vrc, gmndi c1sercitazioni ~ i;iag,qi d'istruzione nel corrente anuo . ..:_ Sul!' Armee-verorJnu11,qsbtatt sono state rli recente pubblicat.e le seguenti pu bh licazioni: · · I co;.p'i d' armat~ V, Vl e XII eseguiranno manov re impeiiali secondo le p!'escrizioni del regolamen to di servizio in campagna, manovcando il V ed il VI corpo d'.armata contro il XII cli'e sa rà rinforzato con 1'8• divi~ione (IV corpo d'armaL11). ln ciascunq dei corpi d'armata V e X V si formerù una divisione di cavalleria per cscgu irn esercitazioni speci.:tli dell'arma. · L'irnperntore si riserba di designare i comandanti di queste divisioni, nonchè il comandante di una brigata combinata che si formerà con due reggimenti cavalleria (lppartcncn1i a due diverse brigate del V col'po d'armata. I comandanti clt.:i dei.ti corpi <l'armata provvederànno alla formazione dei va1·i stati maggiori, semprn l(Uando però non vengano date apposite disposizioni dal sovrano, il quale si riserba pure· di emana re gli ordini per le riviste che dovranno aver luogo.. La division!') cavalleria che si formerà nel V corpo d'armata, prenderà parte, al t.mnine delle esercitaziùni speciali, anelie alle manovre imperiali. ·CÒsì pure gli stati rrniggio ri e quei reparti di truppa che saranno stati as:;egnati al XV corpo d'arrnata per le esercitazioni specia li di · cavalleria, prenderani10 parte al termine di questi\ alle manovre di quei corpi d'armata ai quali perma11entemente appartengono. Il ministero delia guerra è autorizzato però a fare a questo proposito qualclre modificazione allo scopo di evitarè marce troppo lunghe. Al V corpo d'armata_ cd ali'8" divisione sarà assegnata una sezione areostieri.
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NO'l'IZJf.. )III,ITARI ESTERE
Le esecitazioni autunnali per quei corpi d'armata che non prenderanno parte alle manovre imperiali, avranno luogo a norma del regolamento sul servizio in c:impagna, e procurandù dì osa re il maggior rigua rdo possibile agli interessi agricoli. Tanto nella scelta del tm'reno, quanto nello svolgimento delle esercitazioni, si cercherà di limit:1re i . danni alle c:impagne .e per quei casi nei quali i danni fatti ascenderanno a somma notevole dovrà dal ministero della guerra essere inoltrata all'imperatore apposita relaiio:1e. N.ei corpi d'arm:\ta : Guardia, li, fil , V, IX, X; Xl, X[Y, XV e XVl avranno luogo viaggi . di stato maggiore ·e nel I corpo d'armata <1vrii luogo un viaggio di stato maggiore :1 1le fortezze. Nili corpi d'armata : Guardia IV, Vfl , IX, X, XI, XV e XVII avranno luogo viaggi d'esercitazione di cavalleria. Ciascuno dei due ispettori di cavalleria, dirigerii poi due grandi viaggi di esercitazione per cavalleria, ai quali interverranno generali ed ufficiali superiol'i di cavalle1'ia e comandanti di reparr.i a cavallo dell'artiglieria da campagna. Avranno luogo inolt.re grandi eserciiazioni di pionieri presso Crossen snll'Ooer e presso Aken sull'Elba, secondo le disposizioni che verranno emanate in proi)osito dall'ispezione generale del corpo rlegli ingegneri e pionieri e rlelle fortezze. • 11 ritorno delle truppe a piedi alle rispettive sedi dovrà e~sere compiuto il 30 settembre prossimo, giorno che detennina il limite estremo per il congedameuto. Congedctmento dell1i classe anziana e chùimata delln nu-0va olass~ di leva . ..,... Il congedarnento avrà per estremo limite cli tempo, come già fu detto, il giorno 30 set.trmbre del corrente anno. Le disposizioni particolari per la sua ellètt.u:izione sono lasciate ai comandi di corpo d'armata e all'ispezione generale dell'artigl;eria da fortezz:1, per quanto riguarda i militari di quest'arma. Per i reparti di. truppa che prendono parte alle manovre autunnali il congedamento del personale da assegnarsi alla riserva avrà luogo . di regola, nel sec;ondo giorno e per eccezione, nel primo o nel terw giorno dopo il termine delle manovre sle~se, e precisamente dopo il ritorno dei reparti alle rispettive sedi. I soldati del treno arruolali in servilio attivo semestrale nel maggio e nel novembre, sar~nno congedati rispettiva mente il 31 ottobre 1896 ed il 30 aprile 1897 ; gli ahn a ferma ordinaria, pure del treno, come i solda ti operai, $aranuo congedati il 30 settembre del conenle annn. Ln nuova classe sari1 incorporata nelle seguenti proporzioni:
a.)
al iq uote normali
. per il servizio coll'anna in cia- \ scun battaglione fonteria com presi i \ una quantità di reclute in se{·:quarti; vizio biennale eguale alla iir ciascun battaglione cacci~tori; metà della forza organica, in ciascuna batteria montata; diffalcando però la quantità in ciascun battaglione artiglieria ,da fol'teua; ~iu~:~::1::te: in ciascun battaglione pionieri; eomputando la quantitù di in ciascun hattnglionc dei reggi,·acanze prodottesi nei pos1i menti ferrovieri; } di raffermati. · nella sezione areostieri; nei battaglioni treno. Inoltre per rifornire le scuole di t.iro d'artiglieria e la c;ompagnia -d'esperimenti della commissione collaudatrice d'artiglieria devonsi incor:POrare i più i seguenti uomini: -l - ' in ciascuna batteria montata e h,ùteria a eavallo . 9 in ciascun hauaglione artiglieria a piedi . I ,riparti rimanenti incorporano nella seguente misura: ciascun reggimento cavalleria su piede rinforzato . almeno 1.60 » » medio e ridotto mo )) 35 ciascuna batteria a cavallo su piede rinforzato. 32 » » medio.· )) 25 >> » ridotto. ~iascuna compagnia treno per il servizio c1ttiyo di: 38 -seLmesi in autunno 1896 38 1iei in primavera 1897
.
1
' ~;oit!:t~~ \
))
Per il servizio senz'arnw tutti i corpi e nparti incorporano la metà -dèl personale stabilito dal loro organico in soldati operai. b) aliquote extra organico ·oltre al fobisogno stabilito dal capitolo n) si dovrà incorporare una -quantità di reclute che verrà determinata dal ministero per colmare per-dite prodottesi nella truppa di tutte le classi, in segu ito a decessi, riforme, passaggi di uomini ai distretti, come fornai, ecc. L'incorporazione in cavalleria per il servizio dell'arma si effetluerà il più presto possibile dopo iI -1 ° ottobre 1896 per disposizione dei comandi di corpo d'armata, però quando le truppe siano già rientrate alle ·sedi; l'incorporazione aut;rnnale nel treno avrà luogo il :J novembre ·1896 ..e quella primaverile, il i 0 maggio -1897. Le reclu te per le scuole sottuffi-
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
ciali e q·uelle per il servizio senz'arnrn (soldati operai) saranno incoi'porate il 1° ottobre 1896. Per le reclute di ttÌtt.i gli altri ripa1'ti di truppa de.terminerà il ministero della guerra la data precisa d'incorporazione. nel corso dell' ottobre. ' Variazioni nell'alto petsonale militare. - Generale di fo n1eria v. Schlichting comandante il XIV corpo d'al'lnata (Karlsruhe) collocato a disposizione a sùa domanda e pensionato. Generale di cavalleria v. Biilow comandante V1lI corpo d' à rmata (Coblenz) trasferito al comando del XIV e nominato aiu tante di SuaMaestà l'imperatore. Tenente generale Vogel v. Falckensteiu cònl'andante la 5a divisione promosso gewll'ale di fanteria e nominato comandante VIII ·corpo di armata. Generale di fanteria . v. Bergmann governatore di Strassbur!! in· Alsazia collocat& a disposizione a sua domanda e pensionato, '· Tenente generale v. Iena comandante la 31" divisione (Strassbur"')· nominato governatore di. Strassburg. · · , ~ Principe Federico di Hohenzollern comandante Ili corpo d'armata (Berlino) collocato a. di~posizione per sua domanda e pensionato. · Pubblicazioni. - Con ordine di gabinetto è stata approvata l'istrnzionc ili ginnastica per la fanteria; questo regolamento deve ·valere altre~i p~r l'artiglieria. a piedi, per i. pionieri, per i ferrovier i e per gli areostieri. Istituti milita·;·i. - Per determinazione imperiale furono riuniti in uno solo i due istil uti segueriti : istituto medico-ch irurgico Federico Gugl ielmo; accademia medico-chirurgica militare. Fu stabilito in conseguenza i,I nuovo titolo comune: Accademia ìn)peratore Guglielmo per l'insegnamento medico-militare. ' INGHILTERRA.
Il Governo ed il Ministero dellci guerra. - Un lungo ordine elci Consiglio in data 21 novembre, definisce i doveri degli ufficiali destinati a coprire le altre cariche dell'amministrazione dei dipartimenti della guerra. Questi sono: il c:ornandante in capo, l'a.iutante generale, il q uartiei~nastro ~enerale, l'ispettore generale delle fortificazioni e l'ispettore generale dell'a rtiglieria. , L'ordine del consiglio siabiliscc inoltre i doveri del segret.ario amministrativo ciel Ministero della guerra, e revoca un ordine del febbraio 1888.
}<0TIZ!E MILITARI ESTEllE
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riguardal)te i doveri del comandante in c11po e del segretario amministrativo del Ministero della guerra. · Riguardo ai 4. grandi dipar1imènti che sono per la prinw volta menzionati in detto ordine, Lord Lansdowne ed i suoi colleghi ha11no per regola generale adott:Ìti i suggerimenti della com missione di Hartington, solo non si è creduto convenienie di accet.tare i Sufger irnenti riguardanti la creazione di un capo ili stato maggiore dell'esercito. L'or.dine sta bilisce le funzion i elci comandante in capo nei suoi .più p,articolari. È già stato disposto che questo ufficiale e:;ercitì il com:mdo generale sulle forze militari di s_M. tanto nella madr1:• patria guanto fuo ri, _che egli emani gli ordini generali per \'eserci to_e passi ispezioni periodiche alle truppe. Sarà il principale consigliern del segretario di S1a1o su tutte le questioni n)ilitari .e sarà incaricato della generale sorveglianza dei dipartimenti militari del Ministero della guerra_ Sarà inolt.re inca ricato della dislocazione delle forze dell'eser.:iito tanto in Inghilterra quanto fuori, della preparazione e tenu la al corrente dei piani di operazioni affensivi e difensivi, della raccolta <l'informazioni militari, della scelta del person,ale adatto per i vari comandi nelle forze regola ri, della proposta di pi;omozioni e dell'assegnazione delle onorificenze militari e ricompense. · L'aiutante generale, il quale sostiLuisce il comandante in capo nelle s11e assenze, è incaricato della discipl ina, dell'educazione militare e dell'addestramento delle forze regolari e di riserva, della n;il izia del Regno Unito e della Yeornanry e volontari del Regno Unito, iillorquando sono soggetti alla legge mili tare, oppure quando sono riunili per -esercitazioni, ispezioni, ecc. Egli è pure incarieato dell'arrnolamento e del congedamento, dell'equipaggiamento e della tenuta al eorrcr1te dei_'dati statistici del persona le dell'esercit11. · 11 quarliernrnstro generale sa rà incaiicato di rifornire l'esercito di viveri, foraggi, comhustibile, illuminazioirn ed acqu~ rtieramellli; dei traspoi'ti per via di ter ·a e di mjrc e delle rimonte; dei movimenti di truppe e·della ' distribuzione dei iorn magazzini e dell'equipaggia meni o, dell'a mmihisLrazione del corpo di sussistenze, del diparti mento contabile e degli organi(:i impiegati in questi servizi e del trattamento delle questioni sànitarie rei a tive a Il' esercito_ L'ispettore generale delle fortifìcazionì sarà incarieato della costruzione e del mantenimento del le for tificazioni, caserme e fahhr1cati ad ibiti ad uso di nrngazzini, delle ispezioni dei fabbricati, degli arsenali d'artiglieria, dellè fe rrovie, dei telegrafi nonchù della custodia dei terreni _ dipendenti dal Ministero dcliii guerra e dei fabbricati nou occupati.
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NOTIZIE )r!LlT;\RI ESTERE
Farà. proposte riguardanti i bilanci annuali •per i servizi ciel genio e darà suggerimenti sulla dislocazione di que~lo corpo. L'ispettore generale di al'tiglieria snrft incaricato della costituzione di , depositi di materiali pel tempo di guerra del I' equipaggiamenlo e dell'ispezione del inateriale fornito dalle fabbriche dipar1imenta li oppu re dall'industria privata, di trattare le questioni relative 1i ll'armamen10 ed alle invenzioni nonchè l'esame dei progeHi e quant'altro si riferisce alla direzione del comilato d'artiglic:rìa. Egli è incnricato di passare frequen ti ispezioni per assicurarsi del buon andamento dei servizi sottoposti al suo, ronlrollo. L'niutante generale, il quartienn:istro generale, l'ispettorP generale delle for tificaziont e_l'ispettore generale d'artìgli~ria, daranno ciascuno al scgrelario cli Stato i suggerimenti che credono del caso riflettenti le quc~lioùi connesse coi loro dipartiir1enti. I doveri del segretario amministrativo per la guerra sono maggiormente definiti che pel passato. Egli è incarica.lo di passare una rivista finaziaria sulle spese proposte nei bilanci annuali per i servizi dell'esercito e di progettare le nuove spese da sottoporsi alla ~anzione ciel Parlainento; assicurarsi che lutti i rendiconti dell<i spese siano puntual·mentc forniti, esercitnre il controllo sugli opifici militari e dare suggeri meni.i al segretario cli Staio su t.utle le questioni amministrative dello esercito. Il memorandum spieg;ito annesso all'ordine del consiglio contiene molti particolari riguardanti il funzionamento del .Ministero della guerra unitamente _a quelli sull'andnmento dell'ufficio. Non è possibile di accennàre dettagliatamente n questi particolari, essi però portano poche modificazioni radicali al sis1ema esistente. Tra queste ul1.ime modifìcaziooi è d' uopo -m.enzionare che tut.te le lettere, rapporti, ecc. saranno indirizzate al sotto segretario di Stato e distribuite dalla cancelleria ai va ri dipartimenti interessati . Questo provvedimento era necessario giacchè per lo innanzi. molle volte gli ufficiali er:ino irnbarazzat.i nel decidere a quale ufficio la corri~pondenza doveva esgere in~iirizzata. ·
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RIVIS°TA DEI PERIODICI MILITARI
, Due pa;.ole snlle riviste - Fra 1ante che ne abbiamo dattorno, parrebbe cosa facile definirne il carattere e dire, in succinto, delle loro tendenze letterarie. La rivista, sia speciale che enciclopedica, è fo rma di Jei.t.eratura contemporane:i, che ha raggiunto uno sviluppo immenso: sta a cavallo, per così <lire, fra ·;1 giornale, che porta le notizie spie. ciole, i· tele<1 rammi e l'eco della vita frivola d'ogni giorno, e non lascia gran tracci: e rnemo;·ia dietro di si.·, ed il libro, che pnrla di avvenimenti e di co;;e, stimola il pemicro e la memoria ù lasci.:i trnceia profonda. Fra i due estrnmi; passa una gran curva; una lacu.nn vastii che le ·riviste si propongono di completare volgarizzando il sapere. È progresso o regresso letteral'io'? Non po1rebbe dirsi con_ cer1ezz~_: ai tempi dello scadimento della letteratura romana ud,vans1 c~n p1~J diletto le conferenze, e Jasciavansi da pane i volumi di prose e d1 versi; mentre per contro; antesignana del risveglio della letteratura nostra nel secolo ),vili, sta una rivista lettel'aria, J' Ossr.ruatore di Gnspero Gozzi. Le riviste,' quali sono oggidì, possono considernrsi ufta forma di propedeutica o di volgarizzamento del sape.re; sollo altri rispetti un meu;o per~ approfondirlo, renderlo più completo, diffuso e particolareggiato._ L:' riviste tecniche, in special guisn, rispondono al secondo concetto, p01che ia arti meccaniche e I.e s_cienze positive realizzano giornalieri progressi, dei quali è mestieri tener memoria che ne segua il cammino traverso i tempi. Esse, di leggeri, prendono forma d'archivio, o si mu_tano _ir~ opere, che in luogo di contare due o tre volumi, constano d1 dod1c1 o più; cioe, quanti sono i fascicoli che escono in un anno per le stam pe. Le r.iviste di questa specie segnano l'estreino della curva che sw opposta ai giornnli. . Formano il dominio dei dotti e degli er uditi, diventano, facilmente aride, astruse: monopolio infine di una casta, non sono, di solito, forme
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IUVIS1'A DE( PERIODJOl MI LITA RI
spontanee, fresche e ge1iiali, ma rirlesse, faticose ed affaticanti. Odorano di lucerna, come i greci diceano delle Filippiche di n crnostene. Le '.·i viste genero !!, nel senso più r.steso, hanno una form a più fine, ngi.r~·aziala. e progredita:. sono_, dirci lJUasi, una evoluziorH' delie prime ene1cloped1e. Debbono, mfatt1. accoppiare l'estensione del sapere, alla voneta e genialitù, utile ibtlci. Oebbono segnare l'in<lice intel lettivo dei progressi compiutisi in un anno, in qualunque ra mo ~elio scibile umano, e tener memoria di quei fotti c<l avvenimenti che, 11el loro complesso, f~rmano poscia retaggio dell'istoria generale. - Forma molto perfella d1 questa evoluzione è la Revue des rllf!tX ilfondes. Teoric:,mente, la rivi:;ta tipo esclu<lerebbe la spccializ_zazione del sapere. Che questa sia ingrata, ne fa fede 'JUel senso Ji poca benevolenza con la quale si accolgono, di frequente, taluni articoli, che diluiti di soverchio, o ossunti a mole troppo considerevole, as,orvi:;co no le rivi~t~ per i_n_ter~ :11~nat.e. E ne abbiamo, fortunatamente, più esempi nelle nv1stc militari d oltre Alpe che fra noi. · Le riviste mili tari poi, non possono special"izz:1rsi di molto. Le correnti di energie, fresche ·e fiorenti cli gioventù o movimen to da cui ritraggono la vita, si appongono, di loro natu ra, alla crista llizzazione. la frntellanza delle armi tempera le aspirazioni e le tendenze di ciascuna ?i esse, ~ ~le fo rma un si;;t~mn abbastanza armonico e proporzionato. f ~l un~ r1~1ste possono bens1 accentuare studi, int-0ressi e sim patie p!·opne d,. ~rn orma, com~ quel le di fon teria, cavalleria, artigliAria e genio - ma _o breve asr.1·n 1one dal gron mondo, pcregrin:nione passeggera che mai modifica il metodo. Densi e conceuosi per s~stanza, brevi ,,d eleganti per forma debbono .essere gli articoli delle riviste 111ilitari - debbono ricordare i discorsi di :Menelao, nell'Iliade. ~ra le ri~i~lc che abbiamo sott'occbi, potremo citare e,empi da scg111re, erron m gran copia da evitare. Buon modello di 111onografìo storico-milita1:i ci ,;ombrano ,r[i al"!.icoli e gli studi che in ma teria pubblica, quasi sempre, il Jah1·b-ii;her; tengono degna meme la testa delle riviste iconiche l' Or9an der mititii,·wissen~chaftl'ichen Ver~in~, la nos.trn Rivùtrt cl'artiglùwia e 9enio e la Jlfar,lttma.; fra le spec10 l1, la Rù,ista d-i fimteria, In nevue de cavctlerie, la llevue maritime et tOWnùile. - Fra le riviste mi litari generali, il .!ournnl des science.~ militrtires, il Militii.ri.~che Bliittl'I', lo Stte//leitl"s cd il Voien noi Sbol"11ik.
R1V JS1'A DEI PER lOD!C:l M l l.lTARl
:n 1
Rivi sta d'a rt iglieria e ge nio.
Dicembre 1895. - Dtll progetto di mw bocm da fuoco. (Continu:izione e fine). I . minatori itcili.ani. È un diligente studio del tenentè-t:olonnello del genio, 1\1 ' Rzocc111 . Esordisce con 11n cenno irnlla poliorcetica nell'antichi1à e sui cuniwli -di Veio; post:ia lratta dei llltimorahili assedi nell'evo di mezr.o nei q:.iali iu impiegata· l'arte dell:1 mina, _e ciel lustro che gli ingegneri i111 lici, nel Xl\' e x" secolo, diffusero sull":irlc delln guerra. Primo maestro dei minatori ital iani può dirsi Mariano di focopo da Siena, cognominato il Taccoli1 ~ · le sue teorie rudimentali furono poscia perfe7. iona te cd npplicate dapprim11, con metodo razionalP-, da Frnnce,;co <li Giurgio Jlar1ini, l'architetto de' bastioni pentagoni. Primo esempio d'impiego delle mine, con polvPre, credesi fotto nell'assedio di Sarzancl!o, l'anno HB7; pQscia più palese e progr,!dito, a Castel nuovo di Napoli e Ca,-tel dell'Ovo, per opera di Pietro da Navarro e dello stesso Francesco di Giorgio llla rtini. Seguono gli ,~scmpi storici, nell'assedio di Podovn t! di Bolognn, durante le guerre della legn di Cambray, nell'assedio di Rodi, nelle _guerre di Fiandra e di Caudia. - Qucsfullima guerra. che dice il Botta, 7iare;, -il cmnpo d'onore d:i tntta Europa, lo fu anche per le· mine e per i minatori italir1ni. - Assediava no "la ciltù 60,000 turchi, la ùifenden Francesco Morosini con :10,000 veneti e dalmati - unn mi na di 9000 chilogr:11nmi di polvere, snidò i turchi dal bastione di S. Andrea, il più pericoloso per gli as,cdiati. - Il Peloponnesiaco abbandonò la città il 6 settembre 1669, dopo aver falto brillare, nel corso del biennale assedio, ben mille tTecento sessnntaquau,-o mine. L'autore ne ri porta poscia all'::1ssedio clelh, cittadella di Torinù, nel 1706, ed al sacrilizio del Micca d' Andorno, e chiude, evocando per i minatori del nuovo reggimento, lé glorie dell'arte; affinohè apprendano . {JUal patrimonio di belle tradizioni essa ebhe giù in Italia, e ~ervano loro d'eccitamento a nrnnlcmerla ill ustre, con largo contribu to di studio e di valorose azioni. • Ai minatori , scrisse Ugo Foscolo, non bastano anni ed anni d'assiduo « studio per nrrivare alla perfezione dell'arte, ove la pr~ tica Jcve neces- «_sariarnente acco mpagn:n la teoria, I., 11uale, non tutte le varietà del -« sito, del terreno, del tempo e dell'azione può ridurre a calcolo ooatto.
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RIVISTA OEl PERIODICI MILITARI
RIVISTA DEI PE!UOlHCI MILI'l'ARI
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Le nazioni straniere studiano questa guerra in silenzio, e non far parte alle altre di quelle dottrine che esse guardano come « sorgenti della loro superiorità. Imitiamone l'esempio. Le mine sono nate « in Italia, ed in Italia hanno ricevuto quella perfezione che il predo· « minio dell'italiano ingegno poteva lor dare a quel tempo». (Dalle rnine - Annot(i.zioni del S'lgnor Foscolo a.Ue opere di Raimondo 11'Jo11tecuccoli, pag. 260). Bella e patriottica opéra fec.e dunque il colonnello Marzocchi. Ai rninatori italiani non mancano fonti di grnndezza per il passato, nè garanzie certe di nuove glorie per l'avvenire.
Le 91ierre separatiste a.merica.ne.
Ar·tiglierùi da montayna.
li periodico lusilano è pieno d'entusiasmi per l'egilo della recen.te campagna al Mozambico. Consacra al legittimo orgoglio patriottico due begli articoli, l'uno c:he ha per titolo Allelu}<i, alleluia, l'altro Mais 11.ma 9loria.
«• •
•
« amano
Il tenente-colonnello Uco ALLAso:-;, proponest lo studio dei mezzi che sembrano più adatti ad assicurare sempre più all'artiglieria da · montagna una decisa superiorità sul fuoco della fucileria. Questa ha aumentMa la sua dficacia in portata e radenza cli traiettoria: il cannone da monti, non può seguire il· fucile in questa lizza. Al cannone è necessario e conveniente una traiettoria alquanto incurvata, ed & utilissimo che il tiro il tempo produca effett.i . considerevoli di scoppio, per · colpire anche bersagli inanimati. L' 1rntore tratta quindi, con la competenza che gli è solita, la questione del traino e del someggio per l'artiglieria da montagna, propon,endo -1rn affusto a ruote.
Spolette meccaniche rr. tempo ed a dopp:io effetto. MisceUmwa e notizie.
· È u;1 episodio delle guerre di Simone Bolivar per l'indipendenza dell'America dal dominio di Spagna.
Le spedizioni militari a Cuba. -
Parte IV. Seguito.
Qualche pal'ola della cavallerùi. Revista militar.
Tomo XLVm. Gennaio 1896.
La fabbrica.z,ione della polvere nel Portogallo.
Sono oote e documenti ricavati da un recente volume di Lu1z MARDEL, il quale porta bella e nuova luce ~ul l' imporla.ii te scoperta. Cita un epigramma lat.ino, che descrive la fattu ra della polvere, dovuto alla penna di L UIGI CAETANO OA L IMA: (<
Hir} cita venturis glomerantur pabula flammis
« Hic nitrurn, hic sulphur temperat arte rota. « ·Fulmina nutrire, exurentesque· acrius ignes, ,, Et. cernes stragis semina mille jaci ».
Revue maritime et coloniale. Bollettino della Società geografica italiana.
Serie llI, V, IX, fascicolo f. - Atti della Società. Geografia genera.le. - Ewropa. - L'appennino ,nodenese, dei profes,:;ori D AXTE P ANTA :'lF:LLI e VENCESLAO S ANTI. Africa. - La spedizione del capitano Vittoi·io HòttegÒ . . l a regione aiwifera del Ua.llega. - Conferenza dell'ingegnere ALl'REDO fw, 1enu1a alla Società svizzera di geografia, in San Gallo. Rivista tecnica de infanteria y cabaÌleria.
Torno XI, numero II. - Hi gennaio 189G. - Le istituzioni' militari in Svizzerci, di Lu1G1 FERN,~NllEZ OE Conoov,,, marchese cli l\1endigorria. Seguito del numero ,1 del t O gennaio.
Tomo 77, 4-H liv. - Decembrn 1895. - Calwln esatto dellli ~it-uaziona in mare, mediante dne altezze d'astri . L 'fH 01 ; LET. Lei ,guerm cino-gia.pponesc. Comprende le esperienze fatte nel corso dell'ultima guerra dell'estremo oriente, sui nuovi apparecchi di guerra navale. . Le osservazioni riilettono le artiglierie, i cannoni a tiro rapido, i nuovi esplosivi, le torpedine ed i torpedinieri. Sono raccolte, per cadaun capò, numerose esperienze degne d'esser notate: a .Talù, una grossa cartuccia di r,orclite, colpita da una granata, non esplose, ma abhrucciò tranquillamente suI ponte dell'incrociatore giapponese Joshino; i ~ilu ri Whitehead, furono riconosciut.i superiori a quelli di
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gnuoli, rincalzati da 40 mila imperiali, fronteggia 25 mila uomini del gran Condè, accampati a Thim('lon. Gli alleati si raccolgono attorno a Brul(elles; Condè eseguisce alcuni movimenti di traslocazione, ed altrettanto, nella loro zona, fanno gli avver$ari. 11 10 agosto, i due campi sono alle viste. La narrazione della battaglia avrà luogo nel prossimo numero.
cornpOSIZIOUe Schwartzkof, gli equipaggi delle torpediniere. giapponesi, tolsero speciali misu re di precauzione per !'intemperie, i combattimenti noi.turni, ed il lancio dei si luri. · Lo studio si chiud() riprnduceudo il programma del Ministro della mai·inn giapponese per il riol'dir.amento della flotta. Gti appa.reci:hi elettrici del JJoin;ines. Apparecchi generali - Mocchine - Tavole di distribuzione - Appa recclii illuminanti - Ventila1ori eleui:ici, ecc. - E. PnAT, tenente di vascel lo. Il tiro su be;-sa,qlio nui.sche;:ato. Le ·mcilattie dei mari1wi e le ep'idemie nautù:he. --:- Mezzi di prevenirle e di combatterle. - Seguito dei numeri della Revue maritime' · lugl io~ ~ ~ novembre 1895. Cronaca nw rittimn e coloniale. Revue militaire suisse
N. 1. - :115 gennaio i896. litare.
Consùlemzionì snl nostro stato mi-
Comprende un commento al p,rogetto di revisione degl i articoli militari della costituzione federale, (1874) dal punto di vista costi tuzionale. - L'interes,ante studio è del colonnello C A~ll r.r.o FA\"[lE. . . &wlio per wi riordinamento dell'istrnzio,w della f'anteria.
Comprende· t1·e ca.pi; ossia; dell'istruzione delle recl11 tc, dell' istruzione dei quadri, e dell'istruzione delle truppe. Le colonne da pa'l'CO attuali e dell'avv,m.ire.
· Lo studio proponcsi di rendere l'nssoluta indipendenza ni parchi divisionali svizzeri, considerando la divisione un ente perfettamente auto·:uomo, una piccola arm11t3.
1l Gran Condè e la sua campagna del ·1874. Lo studio è adorno di una bella carta del Brnbante ol~ndese e spa,gnuolo: di questi giorni, la campagna fu magistralmente trattata in un ricco vol.ume del due,\ d' Aumale, e precisamente nel tomo VII. L'articolo ·dell11 rivista svizzera non è adunque che un riassunto .(]ella _detta opera. - Guglielmo d',Orange, con 70 mila olandesi e spa-
Revue d'artillerie. ~
Tomo 47, 4 liv. penti.
gennaio 1896. -
Tiro curvo o granate dirom-
. Cçm vero compiacimento vediamo qai riassunti i principali articoli MARIANI , già pubblicato in questa Ri-vista militare, nel numero del i O agosto 1.895. La traduzione è del capitano Bi,:Non, abbastanza not,) in Francia per buoni e bei lal'ori di tecnica. A proposito di questo articolo, la Rivista di fanteria, nei fascicoli di ottobre e novembre ultimo scorso, con molto garbo, fece talune osser. vazioni ed interpretò qualche punto di esso; però in modo non completamente consono con le idee dell'autore. Ora, questi, da noi avvisato della recente traduzione della Revue ~, artillerie, ebbe la cortesia d'invi arei la seguente nota, a fine di meglio mtegrare quella parte delle idee. sue che forse, per amor di brevità e di concisione, parvero oscure neJl'articolo del Tiro cu1'vo o proiettili dirompenti: · « Disse la Rivista di fanteria, ci scrive il maggiore 'Mariani, che' io ' ~on mi n1iscondo .9li inconvenienti, di questa novità. e accenno alla spesa « ingente e alle comphcazioni di materiali e di munizioni. · ,(. Qualunque innovazione nel materiale d'artio-lieria non può a meno e « d1 condurre a spese, ed è perciò, oltrecchè ' per le ragioni . logistiche • e tattiche che spingono !'.artigliere verso l'unità del calibro, che molti · ( hanno cercato di risolvere la questione colle granate dirompenti, piut« tostochè coll'aggiunta di un nuovo tipo di bocca da fuoco. Io non « mi sono quindi preoccupato della spesa; ma prima ancora di entrare .« nel vivo della tesi, dissi che se la questione di cercar l'uomo dietro • spalleggiamenti si potesse risolvere indipendentemente da ·qualunque · « preconcetto finanziario, converrebbe di optare per la bocca da fuoeo « a tiro curvo. d1 uno studio del maggiore
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ANNO ILI.
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
« Quaulo alle· complicazioni di materiali e di'_ munizioni, credo basti
riprodure il brano del mio scrit~o per di)nostrar_e che la Rivista di « fanteria ha preso abbaglio, attribuendomi_ l'intenzione di lame'ntare , tale inconveniente. Ecco infatti come mi esprimeva a pag. ili: . « Del resto a coloro che osteggiassero ]>idea, mettendo in campo le « complicazioni di materiali e di rnunizioni a .cui d1°.rebbe .ol'igine fa • adozione dell'obice, si potrebbe for osservare, innanzi tutto, che col« l'abolizione di uno dei cannoni nulla si muterebbe riguardo agli « equivoci possibili procedenti dalla diversità delle munizioni; in se« condo luogo che l'artiglieria piemontese, la ·qul)le raccolse t~nti al~ e, lori neHe prime ca mpagne dell'indipendenza, era pure p~~vv1sta . di ( cannoni e di · obici, e questi . non riuniti in batterie speciali, ma tn« corpora ti coi primi in batterie miste ». « La ·Rivisui di fanteria, aggiungeva: « Vinconveiliente princip:ile sa« .rebbe quello di rendere impossibile l'unità d'impi~go '?,el_ le h?cchc , da fuoco. Il cannone e l'obice h.anno ·tiro ed effetti cosi d1vers1, che , non posson utilmente concorrere ad un medesimo scopo n·elle mede« sime condiàoni; dov'è e{fìcace t'uno deve tacere l'ahro . .Perciò una « batteria che avesse 4 cannoni e 4 obici, agirebbe in generale ~on , ~ole 4 bocche da fuoco ». · « Premetto che l'idea di riunire in una batteria. le due specie di « bocche da fuoco non fu da me nemnieno adombrata, co1i1e potrebbe « crede11e chi leggesse sollanr.o la ·Rivista. di /'unterin. Se questo era « tollerabile al tempo delle artiglierie liscie, oggi sarebbe grav.issimo « errore; nè ad 11i;t artigliere passerébbe per la mente un simile con« nobio, quando da anni è abituato a veder applicato il principio dèl« l'uniformità non per batterie, ma per intere· brigate. « Dato però e non concesso che si costituissero batterie miste, io non « vedrei in esse, all'infuol'i della questione delle munizi.oni e se vo~ « gliamo dei comandi, i guai 'che il mio recensore, vi _tro,i:'.. Dice eg!'. «. che il. cannone e l'iibice hanno tiro ed effetti cosi , d1 versi che dove « ef!ìcace !"uno, l'altt'o deve tacere. ,, Ecco, clte il tiro dell'obice sia diverso da quello del cannone è < un fatto; ma che ne siano diversi gli effetti non posso ammetterlo, « perché con ciò dovrei ammettere che diverso ne fosse lo scopo. Lo « scopo di qual~ivoglia artiglieria da campagna, fosse anche un. mo•:« taio, è quello di .battere bersagli animati e per battere bersagli anie mati poco importa che. il proiettil~i giunga con traiettoria radente, o « sotto, forte angolo ài caduta. «
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· <; Ciò ~he importa si è di · toccare l'avversario e di toccarlo anche a , m11Igrado dei ripari dietro cui può defilarsi; al .che il. cannone non « s'addice, mentre egregiamente risponde la bocca da fuoco a tiro curvo.· " E- siccome al primo non si può rinunciare, e la seconda ~gisce in• differentemente contro ogt,tetti coperti e scoperti, così non dove mio è. « efficace l'altro deve tacere: ma entrambi, di conserva, potranno agire , jn qual·unque contingenza, sa lv.o là dove un riparo neutralizzi l'azione • del c1rnnone. J « Ripeto però: lun~i da mB l'idea di c.:omporre batterie miste; c~me « lungi da me l'idea clrn l'adozione di artiglierie a tiro curvo dovesse un. « plicare la soppressione di un solo cannone. « Da ultimo, lo scrittore della Rivista di {a.nterùi non accetta l'esem" pìo· di Porto Arturo, 4a me addotto in appoggio della mia tesi, pa« rendogli che l'aiuto prestato dagli obici nell':issalto dei giapponesi , non sia causa determinante, ma conco mit:inte, ~ allegando che sulla . « base di tali calcoli molte riforme furono guggerite dagli eventi guer« reschl, che poi si dimostrarono inutili, o perniciose. « In questo siamo perfettamente d'accordo; :rnzi jo vado più in là • e dico che nulla mi pare più meschino di coloro che in questioni • di armamenti vorrebbero rimettersi all'esito di una guerra per de« ~jdere; non tenendo conto prnci'3amente delle ,cause concomitanti che · « p,o?sono dare la vittoria a chi scende in campo coll':irmamento peg' oiqre. Ma quando alla previsione, dedotta a fil di logic3, corrispon«,dòr10 i fatti, siano pure solo concomitanti, allora siamo in diritto di « accetta rli e di addurli in appoggio. «. Comunque sìa, amo dichiarare al mio cortese critico che, dopo la «. p1ibblicazione del mio articolo, ebbi modo di sapere, che da qualche · < tempo si è ripreso in Austria lo studio di una bocc:J da fuoco da c:irn« pagna a tiro curvo; che in Francia la si è adottata: e che in Pru~sia non « solo si ù procBduto all'adozioM di consimile artiglieria, ma se _ne sono « già allestite molte centinaia; e queste, come in Russia, in aggiunta, non e in sostituzione dei cannoni. »
Lei fotoc1·ono9'rafia dei signo1'i Crehore e Squier, fondata s1ill''i~ipie90 della polar-izza.zione rotatoria ma,qnBtica. · É una memoria rias.suntiva di un articolo pubblicato già da tempo nel
Jo1trnal o{ the Uri:ited st(ltes artillery. '
.
· Il corpo d~ll'artiglieria in Franàa. -
Studio storico.
Questo studio ~i è inizinto fino rfol man.o '18!li'i ·-- Aeq11i,-t:1 rnr1le sempre più eoltsidcrevolc e p 11 ~ .fore il priìo co n quello Jel Weil, sulla
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RIVISTA DE I PERIOI>ICI MILITARI
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cavalleria degli alleati Mi i8i4', che occupa da gran tempo il Jo urnal des sçicnr,es militaii'es. Estudios militares.
Distribuzione delle deformazioni nei metalli sottoposti a sforz·i. , Anche questo è uno studio che ebbe principio nel novembre !894,, ed ora vede final.mente la fine. . Esamina le deformazioni per torsione, la distribuzione dcille forze elastiche nell'acciaio temprato, e conclude che ogni sistema di forze esterne la cui risultante è nulla, delermina nei cqrpi sottoposti alla sua influenza una specie di polarizzazione molecolare. Il maggior Hartmann, con la sua bella serie d'esperienze, il lungo studio ed il grande amore, ha contribuito a dimostrare, all'evidenza, che la resistenza dei rnet~lli è un vero e proprio ramo delle scienze fisiche, fornendole una bella e preziosa messe di dati sperimentali.
Studio sulla bicicletta - Sua storia - Periodo iniziale (i 790-!855).
.Anno XV. N. L - ~ gennaio 1.896. - Le ferrovie rnilitan: ùi Galizia. La scuola superiore di guerra, e le ;,·mi generali. Varietà - Il socialismo d.ella cattedra. - Continuazione.
Rivista mensile del Club alpino-italiano.
La Bessanese (3632 m). - Monte Luvot - Teraggiolo - Castello Gavala. Rimboschimento sulle Alpi e sull' .4 ppennino. ,Cronaca alpina - Gite ed ascensioni - Alpi Pennine Occidentali - Corno Bianco - Alpi Leponzie - .4lpi RGtiche.
Il cel1m:fero.
-
Punto di partenza delle odierne biciclette, è appunto il celeri/ero, costrutto nel 1.790 dal signor DE S1vnAc. - Consisteva in un cavallo di · legno, poggiante sovra una coppia di ruote, poste in moto puntando a terra co' piedi del cavalcatore. Poi vennero le draisienne, i primi pedali nel !855, ed infine il velocipede nel !867. D'allora il progresso continuò cos1an1e: s'abbassano le ruoti-' anteriori, s'applicano metodi di moltiplicazione e n'esce infine la bicicletta odierna. - L'autore esarnillerà ' l'impiego della bicicletta negli usi militari - dà intanto una mi, nuta nomenclatura del nuovo apparecchio di locomozione.
Spectateur militaire.
.f..a,scuola nel re_ggìmento. Conferma gli scarsi risultati dati dalle scuole reggimentali in Francia. , .Le grandi manovre di gruppo d'armate nel 1895. - Continuazione. Le decorazioni, <>roci e medaglie. - Continuazione. -Gronacci - Recensioni.
Revue du génie militaire.
Tomo XI , i livr. - gennaio !896. - Progetto d'o,·dinament(J del servizio interno in una, compagnia del 9enio in campagna. - l\hsssLtN, ca pitano del genio. Mmwvra sulla carta per la guerra di fortezza. - Recensione dell'opera olandese, dei signori DE l\h sou1TA, Srmmms, van BuuREU e Por, sulla detta manovra. Il campo delle operazioni contempla la piazza di Breda e· contorni. Stadia logaritmica Tichy - Tachimetria di precisione. Areostati e paracadute. - DEBURA ux, capitano del genio.
Kongl Krigsvetenskaps Akademiens Tidskri~.
Decembre 1.89~. - Le forze tedesche secondo i nuovi organici. È un nuovo documento circa la portata della recente legge militare -1n 'Germania, il quale, attesa la grande gelosia eh'ebbe la Germania n~l ·divulgarla, rende piuttosto esitanti nell'accettarne le fonti ed i risultati. L~, studio è corredato da numerose tavole. ·
·
,Letteratura militare - Von der Goltz - Kriegfuhrung - Selcinder Fi.iltkokbok. -Disposizioni e nomine nel persorl(ile.
.~8.0
RIV,JSTA DEI PERIODICI l!ILITARI
Revue du Cercle militaire.
N. 4:. - 25 gennaio 1896. Gli u//iciali di complemento. La biissola-guida pantometrica. Quadro d'avanzamento degli _,l'anno 1896. N. 5. - i O febbraio ,t 896. -
ll reclutamento della marina inglese. Continuazione. - Continunzi_onc. nf/ìciali d' o.9nì grado ed assimilati per
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il/efficacia della , guerra navale, e /e Va/.'iazioni del S'lW carattere nello sviluppo dei tempi. - Conferen7.a tenuta il 20 dicembi"e 1895 al 'Circolo militare di Vienna, dal tenente di vascello Federic~ ' Scbwickert. Il 1Jfuse.o d' arti,9lierùt di Parigi. Militar-Wochenbla tt.
Un'ode ttl genurale Duchesne.
È composto da una giovane poetessa che si cela sotto il pseudonimo di Fmncia; è calda d'affetti, di passione e di patriottismo - ne stral-
ciamo qualche verso che ricorda i caduti nelle regioni lontane: Toi qui ne verras plus cèux que tu chérissais, D'un glorieux sommeil, dors, o soldat français I Pa:r delà l'océan, la Patrie entrainée, Saura bien découvrir ta tombe abandonnée, Au pied des vacoas au fouillage éploré, Sous le rnanguier sauvage en la plaine égaré, La France ira cueìllir, Ja-bas, où .tu reposes, Toutes les Oeurs de pourpre au champ d'honneur éclosès. bors, ò soldat français, d'un glorieux sommeil, Jusqu'au puissant signal du supreme réveil. Gli italia.n'i nell'Eritrea. - Con una carta geogr., scala di 1 ~ '1,500,000.. Il quadriciclo-pompa dà incendio Schoedelin. Gli nf(icioli di complemento. -- Continuazione. Organ der militar-wissenschaftlichen Ver~ine.
Llf. Band . •L Heft.. - 1896. - Sull'influenza delle combinazioni del quartier genei'rile e dei servizi interni, 'l'ispetto ltl decorso degli av-venimenti .9iwrreschi.
Conferenza tenuta al Circolo militare di Vienna, il iO gennaio ,1896, alla presenza di S. M. l'Imperatore, dal maggiore di stato maggiore G10VA~N1 Sc:1111U1BECK.
RIVISTA DEI PERIODICI MlLITARI
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Esamina la condotta <le\l'esèrcito francese nel 1870, sotto il comando dell'imperatore Napoleone, e quella dell' armat.a del Reno, sotto il cornanrio, del maresciallo Bazaine. Il lavoro ha il suo fondamenlù nelle Mémofres del generale L~RRA $.
'.N. 6..- 22'gennaio -1896. - Circolo militare di Berlino - Dell'epoca di Federico - Esperienze con o,q_qetti d'equipaggiamento militare nell' Africa centrale - Sit1.l)arof i11 Italia e S~izzera nella camp1i,qna del 1799 - Operazioni degli italiani per la difesa della colonia Eritrea. N. 8. - 27 gennaio -1896. ~ L'impero tedesco dal 187-1 ai 1895 - Il fucile J(rag-Jorgensen negli Stati-Unit;i d'America - Sull'impie,go a massa dell'artiglieria da campo. Rivista di fanteria;
~nno V, fascicolo 1. - 3.f gennaio 1896. Fra le ultime riviste ci giunge quelfa <li Fanteria ; e ce ne duole, · perché avremmo voluto intrattenerci a lungo sulle Rimembranze di guerra -del .tenente generale CAIU;OCons1, che ci parlnno del 1859 e del '1860. Ci limitiamo dunque a dire di quest'ullirna campagna, e dell'anno tiiweo della nuova Italia, dal quale datano indipendenza ed unità nazionale. L'autore, allora eapitano di stato maggiore della divisione di riserva (V corpo), condusse, con piena autorità di comando due battaglioni di bersaglieri (23° e 25°) all'assa lto delle posizioni di Altavilla, d;minanti , le 1·idotte avanzate di Monte Pelago e Monte Pulito, il 25 settembre. (I di seguente, la brigata Bologna, rinforzata dai due nominati battaglioni di bersaglieri, conquistò di viva forza, le due ridotte pontificie, con slancio, . v~lore .ed ardimento mirabile '- 'due compagnie che erano in avamposto, «lmanz1 la linea d'Altavilla (7a -del 39° e 7a. del <i0°) trascinarono a q:uell'atto l'intera brigata ed i bersaglieri, con bella iniziativa ed intui.z,one del favor(i del momento. Furono i capitani De Asarta ,~ Perro1li la e~i condotta, in quel giorno, attende sempre un capitolo di stori; reggimentale.
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Quest'attacco, scrive il tenente generale Corsi, fu uno dei più memorandi fatti d'armi, forse il più brillante, delle guene nostre dal 1848: in poi. - I bersaglieri avevano combattuto per 4-8 ore di continuo, la brigata Bologna per '10 - le bandiere dei due reggimenti furono. proposte per la medaglia d'oro. Belle evocazioni di patriottismo e di valore che entusiasmano e la eampagna del 1860 nelle Marche, Umbria ed Italia meridionale, è molto ricca di così fatti episodi guerreschi; ciò che ne acuisce il dederio di una relazione ufficiale compilata su documenti del tempo. Note sul ti1·0 di fucileria - La deviazione angolare verticale - Le qualitl: balistiche delle cwmi e delle cartucce - La msibilità del be1·saglio · Conclusione. Le ragioni dell' o,·dinamento nazionale. Note ed appunti - La leggenda di Fontenoy.
XLI
ANNO
RIVISTA MILITARE •
Armi e progresso -
ITALIANA
Rivista sociale militare.
Abbiamo ricevuta la prima dispensa di questa nuova Rivista della qual& ci occuperemo nel prossimo numero. Roma, iO febbraio !896.
E. B.
I--
__
DISPENSA V. _ ;. 1° MARZO 1896 I,_ I I
I'
•/I J.•
Per la Direzione Lonov1co CrsoTTI
ROMA DEMARCHI CARLO ,
gerente.
VOGHERA
ENRICO
TIPOGRA P0- BD1TOR8
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SOMMARIO D E L LE l\1AT ERCE CONTEN UTE NELLA PRESENTE DISPBNSA
FORZA E FERMA Forza. e ferma.. - F ELICE DE C HAURAND DE SAINT EuSTACHE, _.:. ( Contimtazione) . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 383 Il problema. organico, la ferma e l a chiamata delle ola.sai in cavalleria.. - F. D'OTTONE, comandante il reggimento cavalleria Piacenza (19°) . . . . . . . . . . . . . . » 392
Le nuove armi e l a fanteria nel combattimento. - GIUSEPPE 13usu, maggiore 68° fanteria. - (Continuazione e fin~) » 406 Sull'impiego tattico delle tre armi nel primo periodo della campagna del 11;70-71. - A GOSTINO RAVELI,I, capitano di stato maggiore. - (<Jontimtazione e fine) . . . . . . ,. 416 Attorno Vei-Hai-Vei. -
E. B. -
Notizie politico- militari. -
» 430
(Continuazione e ji1ie) .
» 452
X.
No tizie militari estere : Inghilterra: La ma1·ina nel 1895 . . . . . . . . . . . » Romania: Il nuovo capo di stato maggiore. - Promozione del p i·incipe ereditario. - I stituzione di depositi del ,qenio. - Le scuole d'a,·tiglie1·ia e ge1iio. - Pe1·sonale dei consigli, comitati e com missioni consultive. - Liste d'avanzamtnto pel 1896. - Modificazione ttl regolamento pei· l a scuola dei .fi!Jli di militai·i. Commissione· permanente mista delle comunicazioni e t1·asporti » Russia: .Risultati della le'va 1895. - Vmfo1w1e dell'Opolc'enie della Polonia. - Passeggiate i nvernali. - Nuove strade fen·ate. St1·ada f ei·rata della ilfandciui·ià. - Quattro nuovi vapoi·i per la flotta volonta1·ia. - 10 nit0ve toi-pedini e1·e. - Nuova nave-traspo1·to. - Aumento della .flotta di comme1·cio . . . . . . . » Stati Uniti : [In reg,qimentlJ di ciclisti . (}li e.fj'ettivi de(la . •. » ma1·intt . . . . . . · · · · · · · · ·
Rivista. dei periodici militari (E. B.) . . . . .
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T(.
Con la legge 118 lng lio ·1893 la Germania si propose essenzialmente di riugiovan ire il proprio e:,ercito e di approfittare della prevalenza numerica della sua popolazione, superiore di un qliar·to . a quella clella Francia. Il fatto passò quasi inosservato e non se ne fece gran caso ; il pubblico militare era in quel momento im;pr:essionato dalle -conseguenze tattiche del!' impiego delle nuove armi da fuoco e dei p1ù recenti esplosivi, a capo dei quali giganteggia .la. polvere ;;enza fumo. GJi scrit tori di cose mil itari si oc·Cuparono dell a. nuova legge tedesca, quasi unicamente sotto il ,riguardo degli enormi elfottivi che mettevn. disposizione del ,governo. L'opinione pubblica non disconobbe l'importanzli dell'aHenuta :adozione della fe rma di due anni per le truppe a piedi , ma la -considerò soltanto alla stregua degli effetti immediati: l'aumento nel contingen te annuo e nella l'orza bilanciata della Germania. Si disse perfino che la legge tedesca del 1893 doveva· servire di contrapposto a quella fran cese del 11889, che aumentava la forza dell'esercito; mentre era notorio che, già. nel 1890, veniva pro;mulgata in German ia una legge per accrescere gl i ·effettivi ed i ·.quadri. La legge tedesca del 1893 mira a distanziare la Francia con la superiorità del numero dei comhallenli. Cou l'adozione della ferma · di due anni, t'esercito germanico incorpora annualmente 260,000 uomi.ni compresi i raffermati, mentre in Francia la fo rza complessiva media di ciascuna classe raggiunge appena 3 10,000 uo-
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PROPRIETÀ LETTERARIA.
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FORZA E FEUlfA
tra abili ed inabili. Con le ventiquattro classi ascritte at servizio ~il ilare, l'. impero tcdesc'o potrà mettere sollo le armi 4,950,000 uomini. con due anni nlmerio di efiellivo servizio per ciascuno. Ouesti sono i soli risultati che_ç,olpirono le menti allorchè venne pro°';uulgata la legge militare .tedesca del ,1893; nessuno sì occupò di esaminare il concetto recondito delle disposizioni in essa cont-enute, lo spirito che la informava e le modificazioni profonde introdotte negli obblighi militari, nelle ripercussioni sociali ed economiche della mobilitazione, nel compito e nellri. costi tuzione organica e morale dei singoli elementi della nazione armata; prouresso immenso, il quale tocca uno dei fattori essenziali di guerra: . . . !'nomo, e che venne defi nito dal Sovrano. stesso: ringiovanunenw, dell'esercito. L'errore d'apprezzamento proviene dall'impressione rimasta nell~ men1i dopo gli eventi del 1870-7'1. Si allribuì la sconfitta dei Francesi alla massa dert'esercilo tedesco, e, da quel giorno, la. preoccupazione del numero ha attratto gli organizzatori militari. Siamo rimasti sotto l'influenza di un'ottica specinle, che . ci impedisce di scorgere che l'esercito di linea sol_o A fatto per dare il colpo decisivo in guerra, e che la 2• e la 3• lrnea servono pe1_· completare la disfatta. Tutti gli sforzi devono quindi essere direl11 a creare un esercito di 1a linea forte e numeroso. La Germania ha perfettamente compreso tale assioma, e la leg~e del ,J893 è appunto destinala à raggiungere simile intento. Sarebbe proprio strito necessario per disporre di qualche centinaio d! _mi~ oliaia d'uomini in più, quando già se ne avevano quattro rnl11onr ~i rea con leggi del ,1888 e del "890, di sconvolgere tutto l' ord inamen to militare, cli spendere ouanta milioni di lire di più all'anno nel solo bilancio passivo ordinario e di adottare la tanw, combattuta ·e già ripudiata ferma di due anni ? Doveva certamente esservi un pensiero d'ordine più elevato: e questo non poteva trovarsi che nel ringìovanìmento dell'eserc!LO; in modo da costituire la parte attiva destinata alle operazioni di campagna con il minimo di riserve ed averla così sotto mano per una rapida e pronta offensiva: si è conservata la quantità senza per· der13 nella qualitit! I Tedeschi Lianno compreso che, per avere ne.Ile
u,nità di ·t • linea coesione e tempra, occorrevano forti nuclei permanenti e ricordavano la migliore prova· fatta nel ,1870 dalle compagnie prussiane con '130 uomini costantemente sotto le armi, di fronte ai 60 delle compagnie bavaresi. Worth e Coulmiers appresero loro ciò che poteva aspettarsi da unità a debole nocciuolo. I Tedeschi constatarono la prova fatta da unità improvvisate: .Beaumont eSedan mostrarono loro che le formazi.oni eventuali hanno bisogno di tempo per prender corpo e non possono sopportare le prove immedia te di operazioni attive. Più tardi, sulla Loira, si persuasero che la resistenza degli eserciti improvvisati francesi era facilitala dalla diminuzione delle qualità guerrier~ dello loro truppe, che conta vano due terzi di riservisti e pochissimi ufficiali permanenti ( 1). Tali truppe non erano fatte per azioni decisive. Da questo passato i Tedeschi ha,ono veduto delinearsi il compito dei futuri eserciti e vi hanno proporzionati i mezzi attuali. La legge del ,1893 permette alla Germania, con le classi sotto armi e con le due più giovani richiamate dal congedo, di portare i reggimenti attivi sul piede di ·guerra; la terza classe costituisce un primo complemento e con le rimanenti due classi ascritte _ali' esercito attivo è possibile formare un reggimento in più per ciascuna brigata, ossia una divisione per corpo d'a1:mata, da sostituire alla landwehr di 1° bando. ·Nel ,J905, coD uomini di età inferiore ai 32 anni, sarà possibile, in Germania, costituire l'esercito ·attivo, le divisioni di landwehr di ,1° e di 2° bando ed i depositi; la mobilitazione che da noi oggi tocca gli uomini fino a H anno di età ed in Francia lino a 4-i:S, in Germania non farà che sfiorare i primi strati, lasciando sussistere la vita sociale, risparmiando le classi di landwehr più anziane. Per completare i reggimenti permanenti, già sul piede di pace di 2, 1100 uomini, non si dovranno incorporare uomini oltre i 24 od i 25 anni, da poco congedati, i quali saranno senza difficoltà alcuna subito pronti alla partenza.
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Les (Wmées de province.
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FORZA E FERMA
L'eserci to tedesco ricorda, per la sua costituzione numerica e morale, le antiche milizie permanenti. Ciascu na compagnia si mo bilita con i propri nomini in congedo. Da noi .ed io Francia, il reggimento, meno omogeneo nellà sua composizione primordiale, prendendo molto dalle ri serve e da riserve di qnalitil vari ah ile , dove gli uomini nvranno dil'ficol tit a staccarsi dalla vita civi le, potrà divenire eccellente i11ercè il palrioltismo e le virtù gnerri ere, ma per otten ere una fusi one co mpl eta occorrerà tempo. Questo i-eggimento potrit forse essere mobilitato e trasportalo al luogo di radunata alLrettanto rapi damente del tedesco , però non sa rà pronto per comba ttere alla stessa ora . La (;erman ia, posta tra le due alleate : In Fn111cia e la Hu::;si:i, ha la sua linea di condotta hcn defin ita. Ha bisogno di agire presto contro la Francia, che si offre immediatamente ai suoi colpi, ollenere nel primo mese con il suo esercito attivo· risultali nhbastanza decisivi , perchè le su e truppe di 2° linea non abbiano più che a disgregare un avversario batlnio; a questa condizione, uti lizzando le strade ferrate e la sua situazione central e, ~iunger:'1 ancora ad opporre i suoi migl iori battaglioni all'urto delle mas;;e russe che possono sfuggirle indefinitamente. A.li' attuazione di questo concetto, si pres ta la confìgurnzione della fro ntiera. redesca verso la Francia . L'Al sn1.ia-Lorena è una piazza d'anni preparata offe9sivaniente, assicurata da una for tissimn lin ea di difesa relrostante : il Reno: appoggiata nd una fortezza, i'H erz, che ~1olrke dichiarò valere ila sola un'armata. Questa regione trovasi in mirabili con(lizioni strateg iche di manovrabilità per l'azione concentrica ed avviluppante lungo la linea . Verd nn-Toul-Epi nal, e mediante una sYi luppatissima rete ferroviaria vi può in brev issimo tempo essere co11 cenLrato l'esercito tedesco. Sulla frontiera orienta le, il peri colo d'u n attacco a fondo è· mono immed i,'tto per la (;ermania. Si ca lcola che occorrerann o non meno di SHi sellima ne, perchè l'esercito rnsso possa mobilitarsi e radunarsi dietro la Vi stola ; e, per la minaccia di /inuco ese rcitata , dal !' Austr ia-Ungheria, l'offensivn russa non potrà rag·
387 giungere la frontiera tedesca prima di due me.si e mezzo dalla dich iarazione di guerra. Durante tutto questo periodo il colo;;so slavo dovrà limitars-i a coprire la propria radun ~ta con l'armala <lei governo di Varsavia, appoggiandosi al quadrilatero polacco e valendos i de lle proprietit strategiche difensi,•o della rete nuviale Vistola-~arew-Burg~Wicp~z, per sorveglinre la l'russ ia orienta le e In. Galizia. L'offensiva immediata dalla prt rle della Francia, senza ri poso e senza ritardo , s'impone ai Ted eschi , come condizione vita le e pen~tra in tulle le loro istituz ion i esaltale dalle tradizioni. Legge sto nca nel passato, è necessilil contingente nel presente. TI fonciirts del vecchio Blucher rimane il mollo d'ordine delle in vasioni crermaniche . Soltanto delle veduté offensi ve possono spiegare la ;rematura denuncia del settennato del 1887. Lo strumento per l'offensiva tedesca- I[!, spada d'Arm in io è un eserc ito di un milio ne d'uomini , d'età infer iore ai 25 an ni , esenti per la massima pn.rte da vincoli socia li e di fami ul ia, i tre quinti sollo le armi , gli altri da poco co nged ati; il fi ore di una nazione ro busta, ottenuto con una selezione rigorosa (I) . l n tali condizion i una guerra può certamente essere nr.cettat.a o provocala a cuore più leggero. A rincalzo dell'esercito di · I" linea la Germania potrà disporre, a rotazione completa della legge del ,r 893 , cioè nel Hl·l 3, di 400 circa battaglioni di ri:-erva di fanteria con adeg uati re parti delle altro nrmi, costillfiti con nomini sollo ai 28 anni d'etit, ed infine di. 900 circa battaglioni di landwehr di ·1° e di '.20 6ando per l'invasione del suolo nem ico . In totale , saranno dunque ,r 900 battaglioni, che: avrà disponibile la Germania nel 191 3: e se si riflette che Lulli gl'individui costituenLi tali uni Lit avranno, senza notevoli occezioni , passai.i due anni interi sollo le armi, è da do· mandarsi se è poRsibile giungere a risultali più completi nell' utilizzare militarmente le fo rze di un paese . J'ORZ_-l li FERMA
. (~) Su 475,000 uomini iu merlia ~·hc co nta ciascun:i classe di lel'a in Germ ania, se ne incorp orano 2GO,OOO. In Francia, su 310,000 iscritli fi i ciascuua classe se ne i1Jcorporano ~10000 idonei. In Italia su 3'i0,000 iscritti, si ha nno nppro~simalil'a~ente (83 ooo 1·aÌidi o se ne incorporano meno di 100,000. '
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FORZA E FERMA
L'impugnatura della - spada - sono i quadri permanenti: 58000 sottuftìciali, che si reclutano con grandi spese, moltiplicando le scuole e si allellano con premi di rafferma e 20,000 uffìci,i!i, giovani , capaci e con il morale elevatissimo. La punta della - spada - sono le truppe d' Ah,azia-Lorena ad effettivi rinforzati> e quelle del Palatinato, del Baden e cìell'VIII corpo d'armata ad effettivi semirinforzati. In ventiquattro ore, due forti divisioni, due corpi d'armata quasi al completo e tre divisioni mobilitate per due terzi , possono essere spinte verso la frontiera francese. Dopo quattro giorni, necessari per la radunata dei servizi, è un'annata di tre corpi e mezzo sul piede di gnerra, cioè 'I00,000 uomini, pronta ad appoggiare tutia la cavaller ia tedesca. Jl giuoco di questa punta minacciosa, è il giuoco stesso del l'esercito di 1" line:1 , di questo meraviglioso strumento per l'offensiva immediata. Le spese militari che in Germania ragginn~evano nel 1886-87 i 49G milioni di lire, oggi ascendono a 760; e non è certamen te senza una ragione positiva. e per semplice gloria militare, che una nazione, la quale ba imparato l'economia alla ,;cuoia de! gran Federico, aumenta in sette anni il suo bilancio passivo di 264 milioni di lire. Per quanlo la Germania sia un paese ricco, vilale, industrioso e commerciante, e conti la guerra tra le sue industrie e come un impiego di denaro, spese così enormi debbono avere una scadenza determinata, e bisogna inferirne l'idea che l'offensiva si prepari ad un termine relativamente prossimo. 1
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lii.
Mentre i Tedeschi si sforzano di ouenere un esercilo di 1a linea giovane e fortemente inquadrato, sviluppandone le qualità dinamiche ed offensive accentuando la separazione, da noi ma l conosciutn , tra le truppe d'operazione e quelle d'invasione, ciò cl1e è in armonia al principio della divisione del lavoro e ad una saggia conce· · zione della. guerra odierna, dall'allra parte i Francesi seguono il miraggio degli effettivi colossali, si entu:;iasmano della massa e delle sue proprietà statiche, cercano d'allineare le formazioni per· 1
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manenti con quelle eventuali, impoverendo le une a beneficio illusorio delle altre, per costituire uniti! grosse, ma mediocri. La '.legge Freycinet del 1889, su di una classe mecìia di leva di 3·10 mila iscritti e di 210 mila abili, stabilisce l'incor'porazione di 4M mila nomini, per un tempo variabile da due a tre anni; i rimanenti sono incorporati per un anno, che si riduce poi effetti· ,;amente a dieci mesi. Gli assegnati alla fanteria sono 43.i-,OOO, ,compresi però 43,000 con la ferma di un anno. Per costituire l'esercito di ,1• linea francese occorr,e una forza .app~ossimativa di 965,000 uomini di truppa ( 4); ~uindi, dato il eontingente annuo incorporato e gli elementi permanenti, ali ual· Jl}ente la Francia dovrebbe, in caso di mobilitnzione, assegnare :all'esercito attivo, oltre le tre classi sollo le armi, sei cla,-si almeno richiamate dal congedo, ossi~ uomini fin o a 29 ann i di etit. Con la fogge ·I 9 luglio ,1892, Freycinet fece fare ancora un passo indietro, ,prevedendo la costituzione di un reggimento di riserva, detto bis, da mobil itarsi accanto ad ogni reggimento attivo e destinato a prendei·e p1rte alle stes~e opernzioni. Si dovettero raddoppiare di un colpo le risorse delle truppe di ·I a linea, assegnandovi , non più sole nove classi, ma bensì dodici, con uomini di 32 anni. .Un tale aumento nella mass11 deve necessariamente riuscire a :S,:apito delle facoltà di movimento ,e della velocità . .È senza dubbio un'illusione il supporre che unità, ove tro\'ansi amalgamati uomil)i di ~1 anni di età e di 32, abbi:rno la stessa energia dinamica dì altre ove nessuno supera i 25 nnni. Queste, formate con un grosso ,nocciuolo permanente o con richiamati giovani, legati alla società'. da limitati vincoli e da poco tempo congedati, sono realmente atte calla ouerra di movimento, alle operazioni del periodo decisivo o r, strategico. Oltre un certo limite d'elà., i maggiori legami famigliari -e la minore a.Ùuetudine alle armi rendono il soldato poco battagliero : quindi i-'reggimenti si appesantiscono e divengono adatti ;oltanto alla guerra per la conquista o per la protezione del suolo. S'invecchia il reggimento attivo a~coppiandolo ad uno rli riserva! 1
({) Cont1c~;1.1.1. - :lfam iale cli orqa11ica ·m ilitare, lR9t. I
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FORZA E FEIUIJ A
FORZA E FERMA
Occorre per altro considerare il rovescio della medaglia li numero annuo degli iscritti di leva -- 3 10,000 - rappresenta in Ji'rancia il 0,8·1 per 0 / 0 •della popolazione, mentre in Germania raggiunge ·i l 0,90 °/~. Dedotti i renitenti, i riformati ed i ri vedibili, la Francia non dispone di iscrilti abili che il 0,54. % della popolazione, ossia 210,000 uomini circa, che si riducono a 154,,000, quando non si tenga conto degli assegnati a servizi. ausiliari (idoneitit ljmitata), dei dispensati per motivi di famiglia o professionali, mentre in Germania gli arrolati ascendono :i.I 0,79yer °fo. In Francia le popolazione è quasi stazionaria; già nel ~ 8/4.3 il ge,nerale Preval , relatore della leg.~e di reclutamento di quell'anno, d.iceva nella sua relazione: sopra 3 11fi,000 a 330,000 gioyani di 2.0 anni, soli H0,000 o HS0,000 sono atti a portare le armi. <.:on -l'attuale ferma di tre anni per ra maggior parte del contingente -e con gli elementi permanenti, rappresentati in media da 110,000 uomini, la forza normale dell'esercito francese sul piede di pace ascende a 650,000 uomini circa; qualora Li ferma venisse ridotta a due anni pee tutti, non si potrebbe oltrepassare i 48·1,OOl) individui. Ridotta la ferma, la categoria degli arrolati volontari diminuirebbe senza dubbio e l'effettivo sotto le armi , si può prevere foci!mente, discenderebbe a nqn più di 4-i:'>0,000 uomini. Queste cifre sono po5itive e non ammettono la. discussione. La soppressione delle dispense in Francia non basterebbe a colmare le deficienze nella forza rispelLo all'organico attuale; di guisa che la riduzione della ferma a due ànni si tradurrebl.,e per l'esercito francese in una reale diminuziope degli elTetlivi sollo le armi. Tale soluzione non è possibile; la Francia ha appunto bisogno di numerosi elementi stam.iali per inquadrare il proprio esercito attivo, già calcolato ed organizzato per uno sforzo superiore alla sua potenzialità sostanziale. In questo caso occorre necessariamente sacrificare in parte la qualità alla quantità, per tenere, all'evenienza, testa con.temporaneamente alla Germania ed ali' Italia. Lo squilibrio tra le aspirazioni militari cieli.a Repubblica francese e la sua popolazione, non soltanto logora la vigoria economica - per quanto straordinaria - della nazione, mà si ripercuote sulla interna costituzione dell'esercito attivo mobilitato, stante il
numeroso complemento di classi richiamate dal congedo elle dovrebbe isglobare e per le nuove unità da formare al momento del bisogno, il che rappresenta un più scarso coefficiente di r11ndimento in guerra. La. Francia cerca di compensare la cteficenza nLJmerica della sua popolazione rispetto alla Germ,rnia e la tignora decrescente natalitù. con la larghezza dei mezzi materiali d'ogni specie cli cui ha dotato il proprio esercito, e si aflìda alle qualitù essenziali della razza ed alle,brillanti tradizioni del genio francese. Ma i difetti statici intrinseci di un tale sistema appaiono palesi a chi indaga l'intima organizzazione militare della Francia, e simile diretto non può a meno di appesantire l'esercito di 1' linea e ·di renderlo meno pronto ed adatto a rapidi movimenti, appena iniziato il primo _periodo delle operazioni di campagna.
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FELICE DE CHAt;HAND DE SAINT EuSTACHE.
(Contirrna)
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lL PROBLE}!A. ORGANICO, LA FERlfA ECG.
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IL PROBLEMA. ORGANICO la ferma e la chiamata delle classi in cavalleria
Il tenente colonnello (in allora maggiore) Pugi, in due suoi importanti articoli, pubblicati nelle dispense xvm del 11893 é n del 1895, dr qnesta ll'i'vistci militare, prendendo argomento dalla riduzione della ferm:t a tre anni per la cavalleria, cercò dimostrare la necessità di ricorrere al sistema delle chiamate semestrali, anzichè annuali, pel contingente da assegnarsi ad essa. A sua volta il capitano Guerrini, nell'v1n fascicolo della Hivista di fan~erici dell'anno 1189J., mettendo in discussione il problema organico della eavalleria, affermava risolutamente che dovesse essere giunto anche per quest'arma il momento di tuffarla nel Gior· dano degli eserciti moderni, oncle trasformarla in un organismo che durante la pace istruisse le reclute per mandarle poscia a casa ad aspettare che capiti la guerra . Per nltirno, il tenente -di complemento Salaris, appassionato cultore di cose riflettenti la nostra arma, in un suo opuscolo, pubblicato pure due anni or sono, facendos i interpr~te della voc~ noenerale , faceva toccar con mano la necessità e la possibilità d1 ridurre, anche per la cavalleria, la ferma a tre anni, cosa ormai passata in atto . Ma, come si vede, lutti questi egregi ufficiali studiarono sotto un solo nspetto il quesito che ho posto a titolo di queste modeste pagine, mentre invece ognuno comprenderà facilmente come il problema organico, la ferma della cavalleria e la chiamai.a delle 1
classi, siano cose trtlmeote connesse fra dì loro, da non essere assolutamente possibile il separare l'una dall'altra. Mi proverò pertanto di studiare il quesito sotto questo triplice punto di vista ontle vedere sino a qu11I punto sarà concesso di , risolverlo, conciliando fra loro le varie esigenze d'ordine: tecnico, economico ed o.rganico; partendo naturalmente dalla l'erma di tre anni , come dato di fatto cognito, per la determinazione degli altri due. Anzitutto è necessario però di posare e risolvere la quistione che ne è la base, la quistione cioè di sapere se sia proprio necessario, in 1norlo assolnto, che la cavalleria, anche in tempo di pace,, sia costituita sul piede di guer:ra, anz: con una forza di alquanto superiore (per poter lasciare al deposito, all'atto della ~obililazione, gli uomini che, per qualsivoglia ragione, non fos sero atti ad entrnre in campagna); oppure se anche per la cavalleria, come per le al lre armi, $i possa avere un organico di pace molto ridotto, in attesa di completarlo allorchè sia indetta la mobilitazione. 11 capitano Guerrini nel suo fascicolo vm, come aiit dissi. ner:ra la sudde~llt necessitit ed afferma che per tale fatto, la cavalleria ignora le due basi essenziali degli eserciti nuovi che sono: il completamento dei riparti con uomini I.ratti dal congedo e la costituzione delle uniti', di riserva. Soggiunge inoltre c.l1e, fino a quando non si riuscirà a far sì che la forz:i di pace della cavalleria stia a quella di guerra nello stesso rapporto come pel resto dell'esercito, ogni riduzione di ferma della cavalleria rappresenterà sempre più un danno organico per le altre armi, uno spreco maggiore di forza ed uno sciupio piu grande di denaro. Difatti , _così stando le cose, egli dice, ogni riduzione di ferma porterà seco, come naturale-çonseguenza, un maggior conlin({ente annuale, per mantenere a completo l'organico di pace, e ciò tornerà a danno della fonteria per la scelta che la cavalleria fa su tutte il contingente annuo . Sarà pure uno sperpero di forza sempre maggiore, perchè, non abbisognando la càval lerin . per e~trare in campagna, che de.I contingente attunle di poco più di tre classi, è già un vero sciupio che facciamo assegnando all'arma uomini obbligati a nove anni di servizio nell'esercito peri:'")
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IL PROBLEMA ORGAN1C0 1 LA FERMA
E 1,A CHIAMATA DELLE CLASSI Il'f CAVALLERIA
manente, . mentr~ essa non può utiliz1.arli che per $Oli tre anni circa, e lo sarà anche di più colla riduzione della ferma ~ coll'aumentato contingente an·nuahi. Ed è po i uno sperpero sempre più grande di denaro , perchè si tralla d! un'ar_ma dove . l'ad_de~ strarnento del soldato è più costoso che 111 ogni altra , s1cche s1 dovrebbe· sfruttarlo per quanto è po.ssibile, mentre invece noi non Jo sfruttiamo che in piccolissima. parte. . Se per altro sono veri tutti gli inconvenienti succitati_, il capitano Guerrini, intelligente com'è, vorrà però co1~ve'.11re, non essere del tutto esalto quanto egli ha affermato da pr10c1p10, c1oe che la cavà!leria. ignori: sia il completamento dei riparti con uomini tratti dal cong.edo, sia la çostitnzione delle unità di riserva. Eg'li infatti sa benissimo che per la cavalleria è pure con· sidèrato il caso che debba mobilitarsi con una classe di meno (per essere stata congedata), salvo a ricevere subi to o poscia il com plemento degli individui e successivamente il contingente pet~ 1~ loro conservnione a numero, dai richiamati dal congedo . tosi pu·re egli non può ignorare che gl i squadroni di riserva sono· appunto costituiti con i suddetti individui, anzi egli deve certamenle sapere, al pari di me, che a tal uopo sono assegnate le tre o quau.ro classi inviate per ullime in congedo, mentre le altr'.e . dne, ascritte all'esercito permanente, vengono adibite alla costituzione sul piede di ~uerra delle compagnie t.reno. · D'altra. parte il tenenle sig. Sataris, in altro suo . opuscolo, Snl proble1no. orgamco della catJalleria, 'svolse già brill antemente_ le ragioni che , militano in favorè dei forti organici per la ca~allena, ed io non starò perciò a ripeterle qui per esteso. Basti all'uopo il seguente riassunto: , ·1° Necessità di avere la cavalleria sempre pro1!ta fl.d essere mobilitata entro le prime 24. o 48 ore dall'ordine di mobilitazione; 2° Difficoltà di poter requisire sollecitamente quadrupedi pel servizio dell a cavalleria; 3° Difficoltà d'ordine tecnico ed economico disciplinare. La prima necessitit prov iene naLUralmente dalla missione che viene affidata alla cavalleria, tostochè è iniziata la mobilitazione, cioè di coprire la radunata e lo schieramento del l'esercilo. disturbando e scoprendo invece quella e quello dell'avversario; ~
fitio a tantochè questa missione non le sarà tolta, in tutta. od in ; parte, dai progressi della scienza (ad es ., con la dirigibilità degli Mreostali), questa 'missione imporrà forzatamente alla ca.valleria la necessità di mobilitarsi al più presto possibi le. · A sna volta questa necessitk trae l'altra di avere, per quanto ,è poss ib ile, negl i squadroni i quadrupedi occorrenti per l'entrata in campagna, giacchè i detti quadrupedi oltrechè essere adde;-;trati a llo speciale servizio del cavallo mi litare, occorre pure siano giit . .allenati per sopportare le fatiche di una guerra . Fina lmente, ciò obbliga la cavalleria ad nvere i forti organici di . pace, sia pel governo dei quad rupedi stessi, sia per la loro ~onservazione ed istruzione. A tutto ciò se si agg iunge che i forti -organici si riconosc.ono attualmente necessari vuoi per non dovere attender(-\ le chiamate delle classi per potersi mobilitare, ynoi per l'istruzione d'insieme dei riparti , quali debbono essere · sul piede di guerra, si scor)!e faci lmente che per risolvere il problema organico, la ferma e la chiàmata delle classi per la cavalleria, in armonia col le idee degli escwciti moderni, è d'uopo lenere presente le necessità snccitate per eliminarne le difficoltb, senza far perdere alla cavalleria nè il suo valore tecnico-militare, nè la sua rapida mobilitazione. Vedremo a suo tempo come ed in quanto si possa raggiungere un tale resultat.Ò, e per intanto con questa rapida rivista del la · voro del capitano Guerrini, mi basta di aver gettate le fondamenta. per la risoluzione razionale del problema, giacchè questo fu lo scopo che mi proposi nel prendere in esame lo studio del prefato capitano, col quale egli volle richiamare l'attenzione dei tecn ici . e dei legislatori su ciò che denomina anacronismo. organico della cavalleria. _Prima però cli a~cennare agli espedienti che possono, per quanto ~ possibile, diminuire, ma non mai far sparire tale anacronismo, che si ren<le naturalmente ora più accentuato colla riduzione della ferma. m'è oinocoforza esaminare se la chiamata semestrale, pro• e posla dal tenente colonnello Pugi , sarebbe realmente la panacea che varrebbe a sanare tull.i i mnli derivanti dalla diminu ita ferma.
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IL PROBLEMA ORGANICO, LA !!'ERMA
lo non lo credo e nell'a,;sumermi l'ingrato compito di dimostrarlo, l'egregio collega vorrà essere persuaso, lo spero, che non da altra mira fui mosso fuorchè dall'interesse vivo, che al pari di lui, nutro per l'arma comune. Il tenente colonnello Pugi, come già accennai, preoccupato per le difficoltà di varia indole che si sarebbero dovute superare, conseguentemente all'aumento del contingente annuale, per la riduzione della ferma a tre anni, cercò dimostrare come gioverebbe dividere il deLto contingente in due mezze classi, da chiamarsi rispeLLivameIHe di sei in sei mesi, facendovi corrispondere il congedamento dell:;t meu.a classe che starebbe per compiere il suo terzo anno .di servizio ; e nessuno può negare che egli lo fece in modo assai brillante ed, a prima vista, dirò anche jn modo assai convincente. Confesso però francamente io non l'ui attratto nell'orbita dei partigiani convinti del suo sistema, sia perchè secondo il mio modo di vedere, creerebbe difficoltà d'altro genere, ma non meno i;ravi di quelle che derivano dalla chiamata annuale; sia infine percltè i vantaggi che esso presenta mi sembrano più apparenti che reali. Difatti, l'egregio tenente colonnello Pugi, riassumeva così le conseguenze dannose che ne derivano dalla ferma di tre anni e , che mal sarebbero appianate con la conservazione della chiamata annuale: · O , ·I Awnenlata di/fìcoltà per l' ùtruzione di un numero più ,;onsidere:vole di recluti;. Ora è indubitato che se ogni ·comandante di sqnadrnne dovesse instruire diciotto reclu ~e in più che pel passato, incontrerebbe certamente una difficoltà maggi•>re. Ma, riserbandomi a suo tempo di proporre e dimostrare come si possa conservare, con l'au mento del contingente, la chiamata annuale, senza acrgravare le difficollà per l'istruzione delle reclute, io mi domando :e, in ogni modo, l'inconveniente della maggiore difficoltà suddetta, potrebbe paragonarsi al perturbamento, inevitabile, che si avrebbe nel1\md.amento normale e prngressivo delle istruzioni del reggimento, col sistema delle chiamate semesu:ali, e che apparirà chiaramente nello svolgersi di queste pagine.
.E ~!I. CH[AMA'rA DELLE· CI,ASS! 1N CAVALLERIA
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Come comandante di corpo, se tale disposizi9ne veni5se attuata , non mancherei certamente d'impegnarmi affinchè fossero superate, col minor disagio possibile, tutte le difficoltà che essa creerebbe, ma non mi auguro . di essere messo alla prova. Tutti sanno del resto che durante il periodo della istruzione delle -reclute questa a$sorhe completamente, in un coll'addestra.mento dei cavalli giovani, tuna l'attività dei comandanti di squadrone; ma siccome ciò suole avvenire durante la stagione invernale, ciò porta poco nowmento ali' istruzione generale del corpo: sia perchè iù quei mesi, pe,r la maggior parte dei reggimenti (dislocati nell'Alta Italia), non è che raramente possibile cli attivare altra istruzione a cavallo ali' infuori delle cavallerizze; sia perchè le reclute giungono quando già è terminalo il perfezionamento dell'equitazione per gli anziani ed in ispecie di .quelli dell'ultima classe, perfezionamento che deve appunto svolgersi dopo il congedamento della classe anziana sino all'arrivo della nuova. Gli anziani possono pertanto, durante l'istruzione delle reclute, essere adibiti ali' addestramento delle . rimonte, nonchè dei cavalli viziati, ed essere perfezionati nel maneggio delle armi, nel volteggio ed in tante altre istruzioni di minor conto, 1,er le quali sarebbe proprio tempo sprecato il farle durante la buona stagione, che deve riservarsi esclusivamente per l'istruzione all'aperto \individuale e di campagna), nonchè per le evoluzioni e le esercitazioni tattiche. Perciò, durante questa stagione, l1assegnare alle reclnte anche t m, munero ·muggiore di caualli ed un più nnmeroso personale istrnttore, non creerebbe una così g1·ave difficoltà, come vorrebbe _ il tenente colonnello P.ugi. Ben altrimenti avverrebbe se la chiamala venisse falla in due v'olte, perchè ridotta pure l'istruzione delle reclute a quattro mesi, la seconda mezza classe, ·comunque la si chiami alle armi, dovrebbe pur sempre svolgere la sua istruzione in un periodo in cui è consentito dappertutto di potere addestrai-e uomini e cavalli all'aperto, nonchè esercitarli nelle istruzioni d'insieme, ciò che non si potrebbe fare per tutti, dovendo lasciare a casa una tre1iti na circa di cavalli per squadroue per le nuove reclute; e
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li LA CHIAMATA DELLE CLA.SSI lN CAVA LLE RI A
IL PROOI,EMA ORGANICO, LA FERMA
mancahd~ n~lte_ file qiiesti 30 cmJalli ed altrettanti cauaLieri _gli squadroni si 1·ulurrebbero al solito a tanti scheletri ( l ): Y' ha di più che, come tul.li sanno, per l'istruzione di cru este reclute, occorre assegnare il mi~lior elemento degli squadroni 6 non lo, ~cnrto, perchè in caso diverso tanto equivarrebbe preten~ere d insegnare ·ad esempio : n suonare il pianoforte con un istrumento scordato; epperciò sono appunto i migliori cavalli detra1_1 i da!I' istruzione d'insieme e da quella all'aperlo, in terreno vano, dt campagna, ecc. Peggio poi se le seconde recinte foss~ro chiamate in modo da poterle porLare all'aperto ver$o la metà ~1 ouobre, come des idererebbe il tenente colonnello Pugi, perche ·rn all ora ,•orre bbe dire cbe .~i dmll'ebbero la.scia1·e a casa i migliori cavalli durante i campi e le manovre! .... (2). I ~ le.nenie Snlaris invece, in altro :::.no opuscolo sulla ferma, Leste dato alla I uce, ridotto i! periodo d'istruzione a quattro mesi, proporrebbe che la ,1• mezza classe venisse cJ,iamatn in oltolire e la 2a in febbraio, onde avere per la fi ne di magaio tutte le reclu~e istruite od almeno in grad o di poter prend; ,. part.e ai campi • .\la, a parie l'inconveniente di dover chiamare alle armi in anticipazione il co111ingenle da a~segnarsi alla cavalleria, il che creer~bbe in_util m.ente difficollit ed odiosità , con ritorno a dispo· s1z1on1 ecce.n nnali per quest'a rma, che ne allontanerebbero i volenterosi ed i pi1't idonei , havvi l'altro grave fatto che non se ne otterrebbe nessun vantnggio. Difatti, il primo co otingente, vuoi per la _cnttiva slagione, vuoi per deficenza di cavalli , non potrebbe m un cogli anz inni iniziare le istruzioni all'aperto, all'arrivo d~lla secon~a parte e ri marrebbe, per così dire, sempre :il io ,;tadio d1 rec!uta srntan tochè questo seco ndo co ntin gente non potesse esso pure mtraprendere lt esercitazioni d'insieme e di campap-na.
( I ! Cosi al 1° maggio scor.so gli :;qunctroni a1·c1•ano una forzn media ,li 125 cavalli, ~a cui de t~itendo: 1 30 c~~a ll1 per le roclute, i 15 pollerJri, 0 o 7 cavalli rico verati al· I infermena ~li c~cnt,, p1u i .ca1•alli da tiro, per gli ufficiali <li cornillemonL o, ili ca ril'a, ''.o.nchò .quelli ~e1 . trombettieri e musicanti, no" sai·cbbel'o rimasti nelle righe, ptl' l 1slt'1~::101w '.L' msiemc (compresi i gra<lnatiJ, pii, di una cinq1umtina di cavalli 11 • .. Cile ~,ro. se s, a.vc~scro dovuto togliere ancora I cavalli per gli allievi sorgen ti 1 <~) Ar camp, s, t1orrebbo allora anc!aro anche con meno di 50 ral'atli stante il maggior numoro di quadrupedi occorren ti pel tiro, 11er fo stato maggio r~ c per le guide !. ..
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[n conr.lusio ne, I' istmz ione delle reclute, avrebbe una durata di 8 mesi; sicchè invece di avern e ridoLLo il relativo peri odo di due mesi , si sarebbe aumentato di altrettanto tempo!. ... Ora l' isLruzione delle reclute rappresen ta, nn periodo di crisi che, per avere la cavalleria pronta per la mob ilitazion e, conviéne · ritlul're per quanto è possibile, quando anche I' istrur.ione risulli inten:;iv,1 in sommo gr,1do, ed a costo pure di sacrificare alq uanto nel perfezionamento, pcrch è questo avremo campo <li raggiungerlo rn segu ito; ed è appunto a questo concetto che s'inspirò il nuovo regolam ento per 1··1 struzione delle reclute in quattro mesi . All'oppo· to il sistema del tenente colonnello Pugi (quand'anche modifìcato, come da propo:;la del tcnenle $a laris) protrae la c1'isi a LUlto l'anno o per lo men o ad otto mesi dell'anno I. ... in completo cioir disaccordo colle idee del progresso e dei bisogni moderni!! Qui conviene inoltre os:;ervnre che, se e bensì fatta faco ltù al Mini stro della guerra di chiamare alle armi, qaando meirlio crede il contingente stabi lito e ripartirlo, se lo stima opportuno, in due parti , non può per al1.ro trattenere in più ai corpi il secondo contingente pel tratto di tempo di cui ne ritardò la pre~entazi one. A tal uopo occorrerebbe un'apposita legge che, c;ome fu sovrace.ennato per analogo motivo, mellerebbe l'arma d1 cavallel'ia in uno stato di eccezionalità, la quale non po1rebbe che nuocerl e. Ritorn nndo poi all'istruzione delle reclu te, devesi aggiungere che la. recluta sc iupa fortemente il material e qnaclrupedi, ma non nel senso di logornmen10 inteso dal tenente colonnello Pugi, si bhene in quello della sua allitudine al serviz io cavalleristico, perchè lo disunisce, lo vizia e s(lp ralutlo perchè la cavallerizza fa perdere ai cavalli il tono delle andature e I' inl.renamento; ond'è che, quando si portano poi nelle righe si hanno ca,·alli indietro òella mano, mal piazzati, senza resistenza, che non galoppano (non potendosi chiamare così il galoppino di man eggio) , e che tanto meno carica no !. . . La prorn l'abbiamo purtroppo tutLi gli anni quando, dopo il periodo invernale, trascorso forzatamente, a causa del gelo e delle nevi, nelle cavallerizze del l'Alta I1alia, si traggono i cavalli all'ap erto per svolgere la scuola e lo sviluppo delle andature. Quindi, colla chiamala delle ~8 -
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IL PROBLEMA ORGANICO, LA FERMA
classi, in due volle, si sareblN~ costretti tutto l'anno ad, un lavo1·0 continuo di addestramento e rii allenamento del materiale quadrupedi assegnato alle recliite, e benchè il fare e disfare sia tutto lavorare, non so però quanto giovamento ritrarrebbero gli squadroni da que$tO lavoro. Si noti pure che l'istruzione delle reclute rappresenta, pel personale istruttore, una intensità di lavoro non lieve, tantochè dai regolamenti è persino fissata una speciale gratificazione ai graduati di bassa forza. Ora, che questo periodo clu ri dai 4. ai 5mesi pazienza, perchè al contingente maggiore si potril supplire con un numero maggiore di istruttori, ma l'esigere che abbia una dnrnta di 8 o 10 mesi, senza interruzione, o con interruzione breve, sarebbe il pretendere, se non l'impossibile, certo uno sforzo non necessario, a mio modo di vedere. Non confuterò poi quanto vuol dimostrare il tenente colonnello Pugi circa il più efficace funzionamento di quella specie <li scuola permanente di reclute nello sqmidrone, c~n personale fisso, perchè tutti riconosceranno con me che in allora gli ~qna· droni diverrebbe.ro tante scuole di Pinei·olo in miniaiura e meirlio varrebbe istituirè speciali depositi a parte, se non altro per non distogl iere permanentemente una quantità enorme di personale dal suo vero ufficio di combaLtente, per farne· dei semplici ed esclusivi istruttori, a. similitudine dei maestri di equitazione e dei furieri scudieri . Comprendo io pure che anche l'istruzione delle reclute è un'ottima scuola per l'ufficiale e pel graduato di truppa, ma in via transitoria, cioè soltanto per alcuni mesi dell'anno, cessata la quale l'uno e l'altro deve rientrare a far parte dello squadrone per assumere il comando che gli compete in campagna, pel quale è appunto nominato , e pel quale deve quindi, al paro degli altri, esercitarsi. Nè vale il dire che a ciò si potrebbe rimediare rinnovando gradatamP,nte questo personale, perchè il tenente colonnello Pugi sa meglio di me quanto sia diflìcile il trovare negli squadroni, il personale adatto per l'istruzione delle 1;eclute, e d'altra parte se è pur sempre un grave inconveniente quellb di to. gliere per 4 o 5 mesi dell'anno un'ufficiale e dei graduati di 1
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E LA ClllAMATA DELLE ARMI IN CAVAI,l.E&IA
truppa dal proprio plotone, lo sarebbe ancor più il farlo i_n modo continuato, colla sostituzionP, semestrale del pers~nale, rnquantochè si creerebbe un maggior numero d'individui che perderebbero la conoscenza e l'interessamento pel proprio riparto. 2° La seconda conseguenza temuta dal tene:nte colonnello. Puoi si è: la 1naggùw d·iffìeoltà nell'economia disciplinare dei ri11~rti, per conservare · in buono stato i cavalli e procedere all'addestramento dei poliedri, durante il periodo che va dal con· oedarnento della clnsse anziana all'arrivo delle reclute, quando ;ali dice le esi•>enze del servizio, ridotte anche al minimo poss1bÌle, non per;ettono sempre , neppure ora, di lasciare agli individui due notti libere, come vorrebbe il regolamento. Anzitutto dirò che, se anche con tre classi sollo le armi, durante il periodo· suddetto, si dura adesso difficoltà. ad accudire ai cavalli, s.i è perchè tnttora vige troppo la routine che vuole siano fatti due -governi nella gio~nala acl ore determinate, con spreco di circa tre ore al giorno per quella s~la ope1:azione. · ( negozianti di cavalli, che pur mantengono 11 propno materiale quadrupedi . in modo inappuntabile, non hanno per_ tale ufticio che pochi ,tomin i, quanti forse da noi se ne destmano in guardie· scuderie. n-•>overnò al cavallo è suflìciente sia fatto nna sola volta al giorn~, subito dopo il suo ritorno da.I lavoro, tanto_ più eh~ soltanto allora è veramente igienico in sommo grado, s!a perche impedisce che il cavallo venga abbandona_to_ in s~uderia quand~ è sudato, sia perchè avendo ancora aperti I pon della pelle, 1 residui della traspirazione (non essendo aderenti e secchi), sono più facilmente U.$portati, e sono appunto questi che ' . rendono veramente sporco il cavallo e non la polvere superlìc1ale _che può essergli cli poi caduta addosso; perchè l' importante .s1. é di )asciar libere le vie alla tra.,pirazione cutanea, essenziallsI' iaiene dell'animale in ienere. t' .-, s,1·m·' ~e1· Non- pai·lo poi dello spreco che si suol fare di guardie ~cuderie, sia durante il giorno per l'aggiu~tamento delle lettiere, sia .durante la notte coll'esigere che le 'guardie stiano alzate a disturbare inutilmente i quadrupedi, colla scusa cli attendere. all'esportazione del letame e per impedire che non succedano (I,
,i .
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IL PROIH,EMA ORGANICO , LA F.BltMA
accidenti. Ma, non è per poco letame che cade e che può essere calpestalo durante la notte, che la lelliera si rovina, sibbene , pel malve~zo or.·mrti iovalso di smu0verlrt per parnggiarla e portare sul d111an1.r lo stralo :super/ir,iale della p:-irte posteriore, ottenendo, oltre a molti altri inconvenienti, quello di dnr aria al fondo d.elh1 lettiera e di facilitarne quindi In putrefazione. Se invece il letame, caduto durante. la notte, fos:;-e dìli ~aenie. mente n1ccollo al mattino e la lettiera fosse impiantata e conservata secondo le norme da JOe date nell'opuscolo: SuLlci ll'tti_era r1~r'.nan~~te si avr~b b~ro migliori lel.liere e minor spreco d1 uom101. G.r acc1de11t1 po, non avrebbero. o succederebbero in sca la di grnn lun ga mi nore, se si permettesse ai cavalli di riposare in pace dur·ante la 1101.te, spengendo i lnmi, e lasciaudo soltanto pochi uomini a dormire nelle scuderie, pronti ad accorrere là rlo:e. avvenga qunlche tafTeruglio o per; lega re qualche ~avall o che s1 losse sciolto. Nes:,;uno di noi costringe ol cerro 11 suo_ auen~enle a vegliare i propri cnvall i e nou si comprende perchc lo s1 debba f:ire per qnelli di lrnppa. Si dir\ che i ravnlli deil i ufliciali sono genera lmente sepa rati da lrnllifianchi . ~m questo sare_bbe un rimedio faci lmente ra1giungibile quando 1 comandant_r d1 sq1'.adrone, ed e::senzialmente quelli di plotone, conoscendo r propri quadrupedi, separassero ed isola$Sero nel modo suddetto i cavalli che :-calcian o. Oel resi.o i cavali i che dormono non tirano calci. Che dire poi delle guard ie inutili collocate permanentemen re alle. ~1orte delle caserm e, meni re ~arebùe dn ppertu llo più che suf/1c1ente un gradualo, un lromhelliere ed uno o due piantoni! ... · E nulla aggiungo per le se11tinelle alle cnsse forti giacchè le medesime potrebbero essere pi11 che snrficientement; al ripnro dei furti infisse al muro e guardate dai piantoni d'u ffici o, pos_ti a do!·m ire nella ~am~ra stessa o in quella viciniore, quando I altra fosse bene lllC lllavaLa e munita di sbarre all e finestre. È adunque tullo un sistema che vuole essere cambiato ed allora si vedrebbe che anclie con due sole classi, più numerose però delle precedenti , sp:1 rirebbero le difficoltà di aovernare i quadrupedi, nonchè l'agS?ravato servizio di · gunrdia~
E LA CHIAMA'l'A DE LLE ARMI JN CAVALLERIA
.. necessilà
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~la, quand'anche ciò non fosse. non comprendo lrt di congrdare anticipruamcnw tutta intera 1ma classe, cioè più uomini che pel pcissato, q1uinclo nè la legge, nè la quistione finan.::icu·ia lo impongano, e q1umdo pa1 e il t;enent,: colonnello Pngi non congederebbe <mtù;ipcitrime-nle col stw sistema che mia sola me.::.:a clagse /f ... Se uduoque non si vogliono aumentare le diJ'!i colttt nell 'economia disciplinare dei riparli basterà. colla chiamata annuale co ngedare anticipatamente (per estrazione a sorte od in altro moJo) parte soltan to della classe anziana. Così ad esempio conged,rndone la metit ci troveremo precisamente nelle irl_enliche con_dizioni del sistema semestrale, vuoi quanJo si 01Tettu1 soltanto il con n:•edamento della prima mezia classe, vuoi che si ,1pplichino i . . concredi anticipati delle tl110 mezze ciassi per LLu·no; e crò sia per n . quanto riflelle il numero d'uomini che rimarrebbero sollo le arm r, sia per quanto riguarda il lato (innnziario; co lla differenza che nell'ultimo caw, il congedo ,1 nti cipnto avverrebbe in clue periodi, ciascuno dei qnali di metà durato rispetto ol congedameoto eseguito in unR voi.La sola. . . Però, mentni c<,l sistema mmuafo si 11,Hreub,} accordare il congi:do anticipat,> come pre1nio ai migliori individ 11i, onde servisse di potente sprone al buon andamento dell' istruzione e del la disciplir1n, ciò non si potrebbe ottenere co l sistema seme~trale. lnoltre, con tale sistema, o Ni commetterebbe l' inyùt-sti.::ia di congedare (tnticipu.tamimte sottrmt() la 1• mezza classi> (quella cioè che norrn:llmente 1erminerclibe il suo servizio in decembre) ; oppul'e rico rreniìo alla l'ip,wtizio11e. del coogedamento anticipato in clne pe.rioili, si ·v1•rrebbe a p1irt1irhare ,mormemmte l'mulame1it~ delle istruzioni, giacché la '2• mezza classe (cni sca.rlono t1·e anni alla line <li giugno) verrebbe congedata in :iprile o maggio, quando appunto quegli individui ~arebhero neces,-ari per poter eseguire, con reparti numerosi, le istrnzioni d'insieme,. le evolnzioni, ecc. ( I}. (l) Si suppone, in r.esi generale, che re rhiamate clelle due m_ozzo classi s~mcsL~ali avvengano: al 1• gennaio ell al t• luglio d'og ni anno e che pcrc10 , Lre anni d1 so1·v1z10 terminino normalmente al 3~ dicembre per la 11 mezza cla~se, cd al 30 :;ìngno per la i• . Analoghe riflessioni si avrebbero ,·arianrlo date tli arrivo.
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IL PROBLKMA ORGA~ICO, LA FERMA
Si lenga inollre presente, fin d'ora, che per riguardo al lato finanzi ario, onde oltenere cioè la slessa economia che pel prissato, occorrerebbe congedare anticipatamente i tre quarti della classe apparlenente alla chi amatri annuale ('I ). Pertanto, col sistema proposto dal tenente colonnello Pugi , non basterft congedare anticipatamente, dopo le grandi manovre, la sol:1 '1" mezza classe, ma se ne dovrit prendere una metit anche della 2a, la quale non fa rà quindi che poco pi ù di due nnn i di serçizio, inquantochè essendo venuta alle armi ad esempio al ,1° lnglio rn96 verrebbe congedata al 30 agosto 1898 (anzichè al 30 giugno 1899). Così pure non basterebbe congedare a loro turno le dne mezze classi con anticipazione di metit tempo ciascuna (congedando cioè nell'esempio citato la 1• mezza clas$e al 3·1 ottobre 1898 e la 2· al 30 aprile 4899) ma hi sognerebùe aume1itare in equa proporzion~ il tempo relativo, che nel nostro caso sarebbe portato a tre mesi , ossia le dne mezze classi verrebbero congedat_e: l'una al 30 settembre •1898 e l'altra al 31 marzo ·1890 (2). In un modo o nell 'altro, si vede che si andrebbe · incontro ad inconvenienti non lievi. qnal i sarebbe,·o: o quello di con_qerlare varte di classe con poco piìt ,ii chie anni di servizio, oppure l'altro di anlicip11.1·c anco1·a m.ag_qiorniente il congedo di nna mezza classe in epoca propi::ia per l' istrn::ionè d'insieme.
LLE ARMI 1N CAVALLEIHA E LA CHIAMA T A DE
on ·olo non si avri1 magcol sic.tema. annua Ie, n d"' · · t· pe1. con(Je d., .~ .,.oncIttden;io u , . ·e diffìcoltit nell'economia disciplinare e, _ri~)ar ,, n ro g 101 , sti con11edament1 s1 potranno meg i anticipati, ma ali oppos~o que . "t le s·,n sotto l'aspetto eco. l el s,stemn semes r a ' ' ·regolare ~ 1~ ~on . n . , nello linanzi:irio, come pure per ll'andnmento •lenerale delle nomico d1sc1phna1 e, sia sotto .q . peLto alla minore perturbazione ne ' ' ~ fl S \' , lO adesc.o istrnzioni, come sarà anche meg ,o prorn , . . V
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(l) Veda.si lo sr•ccchio della ro rza insert,> nello :1Critto del tcncn t,i colonnello Pu~i Per aoi basti ricordare ques ti dati: Forza della classo a11zia1u, colla ferma di 4 anni ~- 34 indi\·idtti. ,.
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I
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delle due mezze classi Ora nel nos tro caso i :,;. di u fan no appun to 33 cJoe 11resso a poco i ~-4 indiv idui della. classe anziana colla rerma di 4 anni che veniva congedata in anticipazione. (:!) DifalLi, nell'esempio in parola essendosi considerato li congedo an ticipato al 30 agosto 1898 (anziché aver luogo al 31 dicembre stesso anno), cosi per ottenere un beneficio economiC<Y eguale a quello resultant.e, nella chiamata annnalo. dal congeda· mento anticipato di quattro mesi della classe anzi(ma di 3ft indi vid ui, si doHebbe an· ticipare il congedo ,li ciascuna mezza semestrnle pel numero dei giorni risultante dalla seguente formula: x -
.
:l_-4:><l~ "iorni ~Xi~ 0
ossia ,1flf)trntt, t re mo.s i .;irc;1.
= r.oso = 44
9:; "iorni .:,
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F.
D'OTTONE
com cuad. il regg. cav. Piace11;:a (f90) .
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(Continua).
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LE NUOVE ARMf E LA F,\:-.TERIA NEL COM.BATTIMENTO
LE NUOVE ARMI È LA FANTERIA NEL COMBATTIMENTO Contin'ltazione e fine. -
Vedi dispenm J V
V.
Dopo quanto precede, una considerazione resta ancora da farsi che cost_itu irà i_l terna di quest'ultima parte del presente lavoro '. quel_la c1o·è, che, d<•po tutto, nella vita di una nazione, il com: b_att1mento rappresenta l'istante, l'alto ultimo di una guerra, iniziata fin dal momen to in cui , es$c1, comprendendo i suoi interessi. tenderà a mette'.·~ ~ali~ p_arte. sua, con unn razionale prep:1 raz ione: tu_tt~ le pr~babil1t~ d1 :1ttoria. Fattori di questa, sono, nei lim1t_1 del _mio ~tud10: ,1 I regolamenti; 2° Gli esercizi , d'applicazione d1 quei regolamentt ; 8° L'educazione morale. Il nostro regolamento d'esercizi per la fanteria, abolendo ooni no1:ma ass~luta, riducendo al minimo possibile i movimenti, r~·oscr1vendo il ~uperfluo, tenendo a principio di servire sempl ice~ente da ~mda nella condoua del combattimen t.o, si è posto m gr~do d1 poter, c~n pochi mutamenti , forse più di dettaglio che d1 sostanza, s_erv,re alla nostra fanteria, anche allorquando essa, pre~edendo . ,n questo_le al tre nazioni europee, sarà tutta a~mata _d1 un fucile simile a rruello i cui caratteri ho brevemente r~assunto nell'i.ntroàuzione di que:;10 lavoro. Ad ogni modo, mi • sia concesso d1 fare su di esso una breve corsa, per accennare a talune_ modificazioni, che, indipendentemente da quelle rese necessarie dalla. materiale adozione della nuova arma sembrerebbe opportuno di apportarvi. ' Comincio col dire che reputerei r.onveniente modificarne il titolo . Bisogna fam'igliarizzare a soldati ed ufficiali la parola com-
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battimento; intitoliamo adunq·ue il nostro testo: « Regolamento per gli eserr.izi di comba ttimento della fanter ia. » Ho già accennato alle deleterie conseguenze che, per gli esercit i, hanno i. lunghi periodi di par:e e, come sia necessario che il pensiero della lotta non venga mai meno nelle truppe; questo pensiero verrà in pal'te a-J'nr argine ai t.ri sli effetti di quei periodi (11) . Se giù, il regolamento portasse il titolo proposto, non sarebbe av- · venuto che , òopo nver premesso « e$:;ere :;copn degli esercizi la preparazion e dei capi e delle truppe al combattimen to », dividesse gli esercizi stes~i in « formazioni e movimenti » ecl « esercizi pel ·combattimento)> . · È norma indiscGssa che sia c1a rigellnrsi , in rego lamenti consimili, tutto quanto non sarit di pl'atica applicazione in guerra. Se qu:ilche co::;a v'ha, ch e a questa non abbia attinenza . la si re- · legh i in q!ullche altro regolamen to. Ma v'ha di più. Con quelia divisione sembrerebbe che, :i d esempio. -i movimenti della compagnia, gli sp iegamenti del bauaglione, l'assumere una formazione più che nn'artra, sieno cose estranee al combattimento. Se portasse un altro titolo, probabilmente, il regolamento non sarebbe caduto in tale contraddizione. L'ultimo regolamento francese proscrive addirittura l'uso dei sostegni. Non è per 'spirito di novitit, non per seguire l'esempio al trni , ma, per assoluta convinzione che, da tempo, io ritengo ~ia conven itinte limitare l' impi ego di quel sostegno ai casi di assolu ta nf\cessità. Per la guerra è da esclL1dere Lu tto ciò che non è semplice , ed è certo che il sostegno normal e crea un elemento di complicazione Una compagnia isolata, una compagnia d'ala, una compagnia cioè, in determinate contingenze, avranno ragione di crearsi tale speciale riparto che potranno opportunamente uti· lizza.re. Ma, al i' infuori cl i questi casi particolari è a ch iedersi quale utile ricaveranno dal suo impiego. Com inciamo col dire come sia gii1 ammesso che, al limite delle medie distanze, dai '1000 metri in giù; es~i debbano entrare in {i) Legga.si nel ,1/ililàr \VocheÌi/Jlalt dello , corso gennaio:
, , Più si prolunga la pace, e, con maggior ardore, i cap i devono fa.re tutti gli sforzi per animare i sentimenti gue1Tieri dei soldati J>resentanùo ai loro occh i. ()uranle la. pace stessa, dei vèri quadri <li guerra, affinché ufllcia li e soltfo.ti evitino so rprese in
e.a.so d i pcrico'o , .
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T,E NUOVE ARMI E LA F,\NTER!A NEL COMBATTI.MENTO
linea . A questo aggiungiamo che giit i nostri trattati su l tiro, ammettono che il nocciolo di una 1.0na dominata è all'indietro della catena che ne dètermina il· margine anieriore, aggiungiamo che è affermato che, pel fu cile Lebel, ad esempio. 1ale zona dominata, oscilla fra i 350 ed ,~oo metri anche 11 lle distnnze gra ndi , teniamo conto essere assolutamente · provato che, in gnerra. i tiri della fanteria riescono sempre alti, che, per la maggior radènzri , le zone dominate andranno aumeniando di profondità, e, ragionando su tutto qu~sto, vedremò ::;e valga proprio la spesa di creare al di sopra dei ·I000 metri · un elemen to di manovra per dar posto al quale, toglieremo ben sovente un riparo ai grossi, i quali sai·emo obbligati di .traltenere all'indietro per assicurare ad essi la copertura necessaria. E, proposta l'abolizione del sostegno, come dovrebbe modificarsi il regolamento? Come dovriì stendersi il bauaglione d'avansch iera? Invierà . da principio , in · catena il numero necessario d'intere compagnie tenendo molto ali' indietro le altre? Oppure ripartirà il fronte di stendimento fra le varie compagnie lasciando a queste di gellare in catena i vari plotoni man mano ne sia sentito il bisogno? Non saprei decid~rmi, quantunque le mie preferenze· sarebbel'o per questo sistem:i , perchè, mentre il comandante di glotone è il ca po re.: parto che nella catena avrit in ma5sima In direzione del fuoco, è bene che, specie snl principio dell'azione, colla forza c1 unsi completi!, la compagnia tuua in tera. non sia distesa, giacché, nell'auacco, potrebbe sfu!,igire dalle mani del capitano e, anche nella difesa, non può da · lui essere sorvegliata con eguale altenzione su tutto ii fronte. Ripeto , non so decidermi , ma. in nttesa d'esperieoze opportune, :;osterrò la proposta abolizione, ricordando , chè, già, subito dopo In campagna 1877-78, il Kouropatkine, colonnello rnsso , scriveva: « La più grande estensione degli spazi battuti, condurrà probabilmen te alln, soppressione dei sos1egni che, e:;pos1i al fuoco, al pari della catena, saranno invincibilmente attratti da questa .., » Proseguendo nel nostro esame os~etverò essere logi co che la colonna di baltaglione, prenda nome dall'elemento che la costi:tùisce, ed in cui si scinde e quindi , anzichè << per plotoni » si dica « per compagnie »; ciò, sopratutto, per affermare sempre 1
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LE NUOVB ARM I · E L A 'FANTERIA N EL CO~f8ATTJMENTO
più la vitalità di tale reparto, la sua individualità nelle semplici manovre del campo di battaglia . Panni pure che sarebbe conveniente i-l.bolire. nel regolamento, · tutto quanto riguarda il quadrato. Queslo trova la sua condann a nella motivazione slessa che al regolamento ne cons iglia l'adozione. Scarseggiano le munizioni '? E qual vantaggio avremo dividendole su quattro fronti? Siamo sorpresi ed avvolti improvvisamente dalla cavalleria'? Prima di Lutto una compagnia ·non deve b\sciarsi sorprendere (;I ); secondariamente, in tal caso, sarà meglio che il capitano sollevi la sciabola, gridi, ad esempio, in massa; e, che tutti gii1 addestrati nel tempo di pace, sappiano come comportarsi . Sarebbe del resto già troppo. L'arrivare a questo, sign ificherebbe trattarsi di una fanteria così disorientata , da perdere la convinzione che(§ 1:J 9 del Re~olamento di esercizi) essa nulla ha da temere da attal~chi di cavalleria per quanto numerosa, e da rinur.ciare alla sua tattica che consisterà. sempre n~lla ma$sima uti·1izzazione del fuoco. Lo studio dell'ultima campagna franco-tedesca non ci mostra quadrati. A Wortl~ 1'8°, il 9° corazzieri ed il 6° lancieri france:;i furono respinti da un battaglione tedesco che non formò quadrati. Una compagnia pionieri tedeschi, che nello stesso giorno si dispose in massa contro il 6° corazzieri, venne sfasciata. . La carica della brigilla tedesca Bredow a Vionville, quello di un . reggimento corazzieri della guardia francese nell'azione stessa , quella del generale Marguerite a Sùdan, s'infransero contro fanteria, non disposta in quadrato, ma esplicante nello sviluppo della fronte, o nelle speciali condizioni del momento, il · massimo dei fuochi. A J3eaumont la 11o· compngnia del 27° reggimento prussiano, respinse il 5° corazzieri nemico, senza formarsi in quadrato, e-senza scomporsi, malgrado che lo slancio dei cavalieri avesse portfltO questi sui fantaccini, e :;enza perdere un sol uomo (2) . 1
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(l) Il nost ro re;;olarnento non insiste abbastanza sul!Cl pattuglie di cornbatt, mento, e sull'osservazione fatta, all'intoriio dei reparti, <la uomini opportunamente collocati su alberi, tetti, campanili, ecc. (2) LCl forme compatte in genere hanno fatto il loro tempo - CCl lo J)rova. il combattìmento cli Agordat, i cui risultati, il generale Arimondi nella sua rela:done, attribuisce alle formazion i sottili adottato dalle sue truppo, formazioni ch'egli chiama elastiche e micidiali.
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LE NUOVE ARM I E LA FA:-.TERIA NEL COMBA TTD!El\TO
Anche sul lo stendimento della catena panni che si dovrebbe ve · nire ad una modificazione. Ba~ ta ricordarci dell e belle ca tene che, spesso, nelle nostre esercitazioni, vediamo marciare a contatto di gomiti , avanzando in presenza dell'avversario, per comprendere com' esse rappresentino un bersaglio troppo visibi le e perciò troppo vnlneritbile. Parrebbe :i me che per rimedia re a tale inconveni en1 e converrebhe rit orn are all'antico, e stabilire che lo stendimento per la marcia, avvenga per quadriglie (quelle stesse dell'orcli ne chi uso) iu tervalla te di 4- pass i o più o meno, secondo i ca~ i. All 'ul1 , nell'appo~tarsi. si fo rmerebbe la catena contigua, quale è stabil ita dall'odierno regolamen to, e ciò beni nteso, fino al limite delle piccole distanze ove, il pretendere l'avanzata più in nna guisa che in nn' altra, sarebbe fu ori posto, e convenga limitarci ad ollenere elle la catena avanz i in qnel modo che saprà e potrit . Il ma rciare di fianco e per !ìla eh13, con quadriglie di ,t 5 uomini almeno, al momento di venire in linea, potrebbe incagliare la pronta apertura del fn,ico , dovrebbe essere mantenuto pei casi speciali, in cu i, terreno e posizione relativa del nemico, fossero per consigliarlo . Per 'term inare questa bre,,e corsa sul nostro regolamento, mi si concedi! aucora parlare sul rifornim ento dell e munizioni nel combattimento : Col nuovo l"uci le è assegnato ad ogni soldato un munizionamento individuale di 16'2 cartucce ch'egl i porta seco. In Germania tale munizionamento è cli ,1ijO cartucce, in Francia di ·l 112. Nella guerra del 186G ogni tedesco non ha in media sparato che da 7 ad H r.arLucce; in quella del 1870: a Mars la Tour ogni bat· taglione consumò in media 28,8 19 ca rtucce (30 circa per ind ividuo); il corpo bavarese, dal IO oltobre al ·16 dicembre, in ogni comba i.· timento, non ne con sumò, in media, pi(t <li '.iH per soldato. Ciò posto, io mi domando se non si potrebbero abolire le carrette da cartucce al seguito dei battaglioni , i relativi (3,i. zai ni e le due casse che, in tr1Llo, portano l' attuale munizionamento dei reggime~ti a 3!.l6, 760 ca rtucce, e sostituire ad esse due soli quadru pedi che, in pianura , potrebbero por-Lare 6000 cartucce per battaglione, in montagna 4,000 . Con questo sistema, il reggimento avreb be immediatamen te di~ponibili, io pi;rnnra , 522,000 cartucce, in mon tagna. dove, per forza , il someggio dovrebbe sosti tuir;; i ai carri, :j I 0,000. Per quanta pa rte si voglia fa re alla maggior rapidità 1
4 11
LE NOOVE ARMI E L A FANTERIA. NEL CO )tllATTIMENTO
di tiro (·I) delle nuove ann i, io non credo che ta le quantità. di munizioni. non debba bastare a ·risolvere il combattim ent o, non credo che: quella rapidi lii, valga a smentire qnest'a!Termazione de~ Gollz : L'esp1wienza rlrlle nllilìw battaglie non ci ha 11er111esso rl~ concludere che una cosci sola, elì è clic, fin qui, 1>e1· qw~LLo che si •riferisce al rifornimento 111-llr munL::ioni, i prru•v_am~nti /t1t~i s_nl~e tnqipe a scambierole profitto, sono ...1•mpre bastati 7>eimafJ!Jt01"t In sogni che si face1;ano se11.tire sopra alcnni p-nnti; 1na uno, m.u.ncanza
generale non si il mai a1Jvertitn.
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Se mezzo milione di cartucce. ad immediata portata. sono insuffi cienti allo scopo , a 11nal numero dovremo riscendere ? Abolendo l'au uale sistema di r ifo rnimento si raggiungerebbe anche. una ril evante economi:1 nell~ lil1uiclazione e nella cessala mnn utenzione <li un mnteriale che riesce Oj.!gi d'ingombro nei magazzini <lei · corpi, senza che, per contro, occorresse per la mobilita'.'ione u~ rnairrrior num ero di cpwdrupedi. Ad ogni modo, per toglror~ ognt pr;onccupazione al ri guardo del la proposta a hol izione , _stabil isc~ bene il re~olamento 1uue le disposizioni che al nforormento s1 riattaccano, insistendo specialmente ;;ul servizio di raccolta delle mun izioni dei caduti sulle mun izior. i al sef!ui t0 dei baLLa).'. lioni ed, ali' occorrenza. su quelle di dotazione indi viduaic, che. le truppe impie~ate più lard i, deLhono senz' allro ~a'.·e a quelle ~he, ~rima. entrano in azione, lasciando ai parcln il pronto nfornrrnento della 3• e. ~e oc.corra, auclic della 2• schiera. Credo che con tutto quesLo si · ovvierebbe al pericolo che reparti al_ fuoco, si trovassero impossibilitati a combattere per defi~enza ò1 cartucce. Ed ora passiamo agli esercizi della fa nteria. Quale debba. esse,~e il loro indirizzo ci è chiaramente indicato dal carattere che va nvestenòo il combaLLimeoto di qnest' arma, e dalla sentenza che : 1iessnna scoperta, nesmn progresso 1·enderanno possibile che si faccia u 1nmo di soldati svelti erl aggiurriti . Lasc!ando _a parte'. per un momento, la preparazione morale, che ~uo da1:c 1 soldati veramente agguerriti; vediamo, per ora, con qualr mezz_1 pot~em_o averli svelti ed agguerriti fisi camente., « L'odierna fanteria , dice tl
,,.,.O) 11 ca loru S\'ilup(lato dal gran lavoro nell'interno della canna, permetterà di farr un tiro celere e molto prolungato,
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I,E NUOVE ARm E LA l'ANTERIA NEL COMBATTIMENTO
principe Hohenlohoe, è un'accoltad'uorninì che agiscono indipendentemente per raggiung~re uno stesso scopo. Sarà migliore fonteria _quella eh~ sarà meglio istruita. » Si tralla adunque di preparare 11 soldato m modo che, nella indipendenza concessagli dall'~dìerno modo di combattere, egli sappia sempre come condursi. 01 c~nseguenza, l'ho già detto, 111olta pratica' e poca teoria. I sold.ati voglio~o essere addestrati a fare non a spiegare, dice l'Isr.ru?one sul tiro per gli armati di fucile modello ·189·1. Ogni cosa insegnata, deve, n~lla sua spiegazione, trovare la stia ragione d'es ser~, e, le p~che cose. indispensabili insegnate, trovar s~1bito applicazione a casi conc,ret1. I progressivi esercizi devono tendere a far sì e.li.e ·il soldato sia preparato a giungere a contatto del nemico nelle 1?igliori condizioni fisiche, e capace di uti.lizzare, in ttllta la es~en~1one della sua.btmtà, l'arma che gli è affidala. In complesso, qumd1, devono, essi esercizi, svilupparne le fo1;ze; mett.el'lo, per la sua ca~acità. di comprenderli , a piena disposizione dei capi, quando s1 tron a.I loro comando; dargli mezzo di provvedere a sè stesso, in vista del comune scopo prefisso, quando si trovi isol~to. Ginnastic~ quindi, marce sulle strade (e non sempre al passo d1 strada) e sui terreni rotti, che meltera1.100 a prova la sua agil!tà;. esercizi cont!nui e ripetuti <lei movimenti elementari per I ordine sparso, dr adde,,trameoto individuale per i movimenti stes.si, applicati a casi determinati quanto più possib ile, i quali, tutti, tendano ad ottenere che egl i traendo, dalle buone condizioni fisiche, la necessaria libertà di spirito, cc,modamente postato. ~er bene .s~ilrare, t.ragga , dai suoi tiri il miglior risultato possibile. A tutto ques to provvede, 'in gran parte, il nostro regolamento di esercizi, che però, a parei' mio, dovrebbe. insìstere ma~giormente su manovre, su movimenti disordinati dai quali . ogn_i soldat? apprenda come condursi in ogni caso, e che lo preparino al futuro campo di battaglia. Quanto agli esercizi di riparto, è indubbio, per quanto precede, di~, I~ mag?ior importanza, deve osser data a quelli della c?mpagn,a, 1 quali devono. proporsi di far si che, comandante, uHìciali e truppa, trovino, nell'esecuzione dei_ ·vari movimenti, ~uell'allìa1.amento c!Je solo permetterà d.i trarne. il massimo prolJLto nel' momento del:bisogno. Occorrerà perciò che, una yl)lta
LE NUOVE ARMI I, L,~ FANTER(A NEL COMBATTIMENTO
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insegnatone il meccanismo, si faccia una continua applicazione dei movimenti al terreno svariato : molta applicazione, poca piazza d'armi. Con qtMsto sistema, emancipandoci u1~ pochino, dalle esigenze dei perfetti allineamenti, della precisa cadenza, di contemporaneità nei movimenti che, con soldati razionalmente istruiti e<l educàti al sentimento dell' afieuuosa disciplina, una parola, detta a tempo, potrà ottenere quando ocwrrono, otterremo invece, nelle manovre, quella che deve essere loro carntteristica essenziale, spigliatezza e prontez;r,a di esecuzione. Gli esercizi cli riparti superiori aila compagnia , hanno ancora una certa importanza per quanto riguarda il battaglione, ma, al disopra di questo, tolto lo scopo di abituare, truppe ed ufficiali , a sapersi muovere, per quel tanto 1',he potrà·occorrere, in mezzo ad altri reparti , mi pare che I.rovino la loro ragione dl essere in questo che: . per l'odierno modo di combattere, molto più spesso che in addietro, si presenteranno occasioni io cui dovrà esplicarsi la sana inizia~iva dei sottordine. Perché questi si fa.cciano di essa ur}' abitudine, lo si ,comprende, non sono necessarie evolut ioni di piazza d'armi, ma esercizi di campagna. subordinati ad uno scopo chiuramenle deCinito, ed a tutti partecipato, nelle (·.ui varie situazioni, possa ognuno attingere insegnamenti per abilmente prepararsi all,1 futura guerra. __ E ,,engo ora alla preparazione morale delle truppe. Tutto quanto s'è,. fìo qui, scritto sulla preparazione morale, s&mbrerehbe dovesse trattenermi dal parlarne, perchè corro rischio di ·ripetere, fors·aoche ·colla stessa fori:na, colle stesse parole, quanto venne già detto da altri e molto meglio che io non mi sappia fare. Ad o.~ni modo, l'argomento è tnnLo importante che il dirne q~ialch~ c:o5,l credo si,\ mio dovere, e lo faccio tanto più volen- · tieri in quanto eh.e nel trallarlo, sì faccia sempre, un po' troppo, astrazìone dall'ambiente in cui vive, in cui si muove l'esercito, per venirne a deduzioni che non 5empre sono favorevoli ad una tAle i~tituzione. E' (erto che, se fra i termini d'una situa1.:ione di guerra qualsiasi, molti sono i matei:iali, all'infuori di essi, uno ve n'ha essenzialissimo, quello mornle , :;enza di cui tutti gli altri vengono , parc1lizzati. Giova, per contrn, aver present.e che la tendenza delle
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J,E NUOVG ARMI E LA FANT ERI A NEL CO MBATTlME NTO
popolazioni al benessere, comnnque oltenuto, che le brevi ferme conseguen ti allo sviluppo degli eserci ti odi erni , sono ostacoli al formarsi di quell'elevato sentimento morale che deve animnre le attunli mnsse combattenti. Dopo qu,1n to, a varie riprese, Ilo accennalo sulla importanza della pn'parazione morale, mi limiterò a dire ch e la sua necessità è affermata da l nostro rego lamento cli servizio interno, laddove dice che: « l'istruzione militare del soldato, perchè abbia sicuro rondamenlo, t1ev' essere contin uamente accompagnata da una sana preparazione morale; » e dal principo Federico Carlo di Prussia quaod'ebbe a dire : « ...... E' quesla educazione che eleva il soldato· al più allo grado di Ya lor militare: io la reputo perciò importantissima; in essa risiede~ a mio giudizio, la maggior garll nzia di villoria >J. Co n queste aulorevoli affermazioni, llltro non vi sarebbe a dire in materia. Aggiungerò invece, che appunto perchè la p1·eparaiione morale, per le speciali condizioni del giorno , s'è resa più difficile, è dorer nostro di farn e pii1 che mai, oggello di tulle le no;;tre cure, e ch e, il :;11pernre le difficollil che al suo raggiungimen to si oppongnno. sarii per noi titolo di ma:,rgior merito . In quest'oper.1 quanlo potrebbero seconda rei le varie caLegorie d'u aìciali in congedo! Uomini politici, professori, industriali , ricchi censiti, rivestiti di gradi militari , presso cui , per una rogiono o per un'altra , vivono, studiano, si muovono, numerosi cilladin i, potrebbero colla loro parola, coi loro consigli ed anche con opportune conferenze, infon dere nel le masse il sentim ento esatto dei no$tri veri bisogni , dei nostri doveri. Se quelli ufliciali ricordino essere nffermato che: <l la cognizione dell'essenza della guerra contribidsce, non in minima 7Jarte, a /'<n·mare il ralore militare del popolo » son certo trovert1nno morlo di al!evolare il nostro compilo e prepararci moral mente gli elemen ti che noi dovremo indirizzare :illa guerra ( I). Non ha guari , un' llugusla voce. pronunziava queste parole: << L•' in da quando l'I1alia ebbe nnità dì reg no, crebbero le scuole,
LE NUOVE ARM I E J,A FANTF:RIA NEL COMBATTUIENTO
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ma, non f11 abbastanza r.urata l'edncazione civi le. Occ_o rre che esse preparino alla patria cittadin i e soldati. » Se a ques~e parole occorra. nn commento, si lasci eh' io affermi come sia necessit:t assoluta che la. scnola. si faccia. edncatl'ice dei cuori , innalzi le men ti ad alti ideali, e r,he, nella famiglia, i fn tnri soldati inizinn la loro preparazi one. Le istituzioni civili devono, in quest'ordine d'idee, ;;piana.re il cammino alle milirari. L'esercilo non può essere forte, la sua mi ssione . educatric~ sa'.·it vana, ~e il paese non ~ educato ad alti sensi. La denorr11naz1one strnn1: ra , j passati governi, fanno ancora s.entire la s1_1ervanle Ior_ o a1.1one sulla. fibra degli Italiani; è perciò necessario 1:he, an1.1t~1tto. ::.1 venoa forman do il loro cara.uere. A ciò gioverit, nell'ordme materi;le, l'osservanza delle re~ole igieniche, apprese nella famigiin e nelle scuole, ed nn'isrrnzione che, l'ar,endo fort e il corpo, l'en.Ja conlcmpora.neamr,nte l'animo pronto ad ogni sa_crifizio; giover:rnno scuole di ginna~tica ed il til'O a seizno, 1·es1 al popolo ed. alle classi elevate, occnpazio11i predilertc, oPl le ore d'ozio. Nell'ordine morale occorre nn giu s1.o indi l'i7.zo alla edncnzione ed agli s1udi. Non hasla che il lahhro degli ailole,;cenLi h.tlbeui il nome !-anlo di Roma e dei nostri padri an tich i; non basLn , aù inspirare nobili ideali. J'appl'end ere a memori;-1 i falli per cn i va grancl e il pa~sato òell' llal ia nostra. ; occorre invece che lo stuclio della stona costitnisca nn allo insegnamento morale. Esso deve riescire maestri\ di virlìt e sprone vivissimo allo nobili azioni. li coucello della vera liher1.i1, <lelln. libel'tit che tenile, nòn al privato, ma al comune benessere, non può venirci che dalla sto ria. (Jnando essa si sa.rii popolarizznta. ed il suo insegnamento avrit raggiunto un t:ile ~copo, avremo follo gl' lta.lia.ni . Nel lieto giorn~ in e.n i la · educazione delle masse, e I' indiriz7.0 morale e rnater,ale della scuola avranno dato ·i frntti che ce ne riprornetti amo, più faci le diventerà il compi to nostro, nella morale preparazione alla guerra e l'attuale sogno della nazione armata vedrà il sno compimento. f. IU SK PPE
Busu
nwggìore net as• (a11tn-ia.
(O Gli ufllcial i in congedo, dice il Goltz, stanno con un )lietle nell'esercito l,1 cui itn· vorranza conoscono molto più del semplice soldàto, e con l'altro nel popolo. !lercio, essi sono adatti, 1ier e,cellenza, ad estendere e tener desto, in più larga cerchio, l'amore e In cono~~cnza del servizio mi iit,1rc. Rssi possono es,er~ difensori potenti (ll tutti gli interessi dell'es~rcito,
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ANNO li.).
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SULL U!PlEGO TA'l"l'ICO DELLE TRE ARMI, ECC .
SULL'IMPIEGO TATTICO DELLE TRE ARMI nel primo periodo della campagna del 1870-71
Conlinuazfo11.e e fi,te -
Vedi dispmsa I r
Cavalleria.
Cosi noi vediamo la 5"' e 63 divisione di cavalleria. precedere fa f e II armat~ nella loro marcia nlla Saar, e coprire questo grandioso movimento strategico. · Vi è bensì nell'impiego della cavalleria da parte della III armata un istante d'incertezza prima di Worlh. ma anche da questo fato si entra ben presto in un campo d'idee piit razion,lli e,vediamo pe1;tanto la marcia delle tre armate tedesclie verso la Mosella protetta da 4 divi~ioni di cavalleria, spinte molto innanzi -sul fronte, che cercano il contntto col nemico che si era perduto dopo la battaglia di Spicheren e di Worth. Le mosse della 5• divisione di ;cav11lleria nel giornr, 15 agosto hnnno una vera importanza slrategica . Queste truppe hanno l'audacia di bivaccare a Suzemont, a Puxieu-.;, a Xanville sulla ·linea stessa di ri tirala dell'armala fran cese forte di 200.000 uomini, senza avere alcun appog-gio dalle fanterie, poichè la divisione ,di fan teria più vicina è n Thiancourt, a 15 chilometri di dislanza. f: questa cavalleria audace eJ intelligente, che scopre che il ,nemico è ancora fermo nei dintorni di ~l ctz. Dopo le tre ballaglie di Metz, nella marcia alla ricerca delrarmata di Chùlons, questa cavalleria compie prodigi di celerità ed arditezza. È ad es~a .sol lanto che si deve ascrivere il merito se la mossa del maresciallo Mach-Mahon, prima verso Rh eims, poscia ve,.-so Melz, viene in tempo a conoscema del comando -supremo, e si possono disporre le cose in modo che il progeuo di li berare il maresciallo Bazaine abortisca e la 2' armala frrm-cese sia fatalme:He cor1dolla alla catastrofe di Sedau. Se con tanta energia, destrezza e celerità quest'arma opera nel campo strategico, con non minore slancio e bravura essa ·s' impegna nei campo tattico. 'l'nue le battagl ie di questo periodo, meno- WeissemLurg e -:Spicheren ove il terreno non si presta va assolutamente alla sua :azione, presentano episocli belli ssimi, e in special modo Yion-ville-Mars-la-Tonrs, che segna una pagi na gloriosa nella storia della cavalleria prussiana. Esaminiamo alcune delle più brillanti di 11ueste azioni di ca·valleria, e non solo potremo trovare le caratteristiche del suo im,piego sul campo tatlico, ma dedurne ciò che ci si possa allen 1
Dopo il ,t 866 vive polemiche erauo sol'Lc sull'u1 ilita di 11uesL'arma sul campo di battaglia, e molto pure si era discu~so se conveni sse o no av·ere grossi riparti di cavalleria costituiti permanentemente, dopochè s'eran viste le divisioni prnssia11e rimanere costantemente in coda agli eserc_iti . Mentre t.ulli si accalorano nelle discussioni , in Prussia si studia seri,imente e si lavora con intelligenza e zelo per riformare quest'arma dietro !'esperienze falle nella campagna di Boemia. Napoleone I aveva nelle sue campagne più volle accennato all'avanscoperta, ma dopo di lui la cavalleria era ritornala un'arma essenzialm enle talli~a. 1 Prussiani nel 1870 la richi amano alla sua vera rnissionti e questa campagna segna una profonda e radicale modificazion e nelle funzioni di quest'arma. È impossibile parlare dell'impiego della cavalleria nel 1° periodo della guena fran co-germanica , se non ci si basa anziL1\lto sui grandi servizi da essa resi nel campo slrategico . ' Essa diviene rocchio dell'esercito, precede le armate a grandi distanze, cerca il nemico , lo trova, lo ossen•a, ne scopre le mos~e e le intenzioni , forn endo al comando supremo i dati · necessari µer la soluzione dei grandi prohlemi strategici
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SULL'IMPIEGO' 'l'A'l'TlGO DELLE 'l'RE AR-Ml
<iere· da quest'àrma nella battaglie i'uLure, quando sia imp!egatat scegliendo r;1zionalmente il cam po di azione, il momento e gl~ obbieu.ivi di carica . .,!\ Wtirlh, non abbiamo ,che l' azione del ·I3° ussari di Hesse· contro gli avanzi dell'eroica brigata .\J.iehel. A Spieheren, abbiamo solo un tentativo di impiego di cavalleria; esso fallisce· per le confa.io ni speciali del terreno . Peròmeritano ·di essere ricordali gli sforzi fatti dal reggimento ussari <li Brnnsw.ick per riuscire a superare il Rothe-herg e venire a spiegarsi sull'al tipiano di Spicheren. La battaglia di Vionville-i\Iars-la-Tours, merita di essere in special modo accennata per la parte importanti~sima che vi prese la cavalleria. Sono la 0• e 6" divisione di cavalleria che impegnano la ba ttaglia sostenute da 5 batterie a cavallo. Scompagi nata la divisione Forton, esse resistono tenacemente dalle 8 alle '10 an timeridiane contro i movimenti òlTensivi delle divisioni del II corpo francese appo~,rniate da numerosa artiglieria e ditnno tempo alle teste di colonna dell a 5• e 6• divisione di fanter ia di giungere sull'altipiano e di spiegarsi arre:;tando col, J,oro fuoco i progressi dei Francesi. Compiuto co~ì in modo ammirevole il loro mandato es~e si, r itraggono al coperto, ma ben presto si dovrit di nuovo ricorrere al loro valore per ristabilire le sorti della battaglia. Sono infatti 7 · cariche ~he si eseguiscono nel corso ·di ques ta· ballaglia, ·ed in 6 di esse prende l'oflensiva la cavalleria tedesca. La ·Ia è eseguita dal :3° lancieri francesi sostenuto da un reggimen to corazzi eri , ed è ,;pinta contro la fanteria phi.ssiana, che preme troppo da vicino le due divisioni Bataille e Vergé costrntte a 1'itirarsi. · Questi reggimenti caricl"lno su tre Iinee, non · riescono a rompere le ordinanze prussiane, ma ne arrestano la marcia . Alla lor volta sono però r.ostretti a r itirarsi di fronte al contrattacco della brigata Redern, la quale, caricando. sopra una soht linea, si espone, dopo un primo succe;;so, ad essere battuta dnl solo squadrone di scorta del maresciallo Bazaine, che la carica di fianco -
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PERIODO DE LLA CAMPAGNA ,DEL
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-La 2~ carica è, eseguita da 20 . squadroni della 5• divisione (kanduca di Mecklemburg, collo scopo di proteggere gli avanzi ·della brigata Hedern e di carica1;e le fanterie france si. Questa cari ca non può nemmeno essere spinta a fondo di ft:ofl te .al potente fuoco dei Francesi. La 3' è con valore e slancio indicibile condolla a l'onda dal! a ·brigata Bredow contro le ballerie e la fanteria francese della. ,destra del VI corpo. È eseguitrL su una linea sola, quindi , quando ha tutto rove·scìato, è quasi completamente distrutta dalla carica dei 16 squa,droni della divisione Forton. La 4.." è eseguita dalla brigata dragoni delle l,nardia , su sei squadroni, avendone lasciati indietro 2 a guardia degli stendardi , contro la fanteria della divisione Grenier per proteggere gli avanzi ,)ella brigata Wedel del X corpo. Essa· riesce a rom pere in parecchi punti la linea del ·I 3° reggimento fanteria francese, ma alla fine è costretta a ritirar3i dal fuoco dei Francesi dopo aver subito gravi perd.ite. : La 5• carica è la più grossa fazione di cavalleria che presen,i fa campagna. Sono 6 reggimenti prussiani che urtano contro H) reggimenti francesi. Succede una mischia accanita, nella quale la vittoria rimane ai Prussiani, ed il loro scopo è raggiunto poichè la si nistra dei Tedeschi è liberata. La 6• carica è compiuta da 12 squadroni della '14.' brigata, ;per appoggiare l'attacco della ;_;a e 20· divisione di fanteria contr.o la divisione Lafont de Villiers. Al principio questa carica riesce, un pezzo d'artiglieria, l'aquila ,del 93° reggimento ·di fanteria, cadono nelle mani dei Prt1ssiani, ma c·ontrattaccata cla 16 squadroni della divisione Valahregue, la -cavalleria prussiana è dispersa. La 7 1 ed ultima carica è eseguita dnlla brigata Haucb, qua;c; i, • .a notte faua nella direzione di Rezonville. Ottiene pochissi mi risultati materiaii. Questa azione audace, insistente, continua della cavalleria te-desca è forse l'un ica causa della lenteiza e titubanza dei movi:.. menti controffensi\·i dei Francesi, e certo il III · e X corr o 1
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NEL PRIMO PERIODO DEI.LA CA» PAGNA DEL ] 870-71
SULL Ilo!PIEGO TA.T'l'ICO DELLE 'l'ltE ARMI
prussiani devono alla cavalleria, che seppe così valorosamen Lesacriftcarsi, se essi polel'Ono far fronte per 12 ore consecutive a forze sproporzionatamente superiori , e riuscirono a chiudere ai, Francesi la loro più breve linea di ritirata. -~ Gr~velloue-S. Privat, non abbiamo che i preparativi di una cal'ICa cl, . fronte a Poin te du .Jour da parte della ·I• divisione di cavalleria. Il terreno poco adatto ed il violento fuoco dei Francesi costringono <1uesta cavalleria a ritirarsi prima di aver iniziata la carica .. ~ella c_a1~~ai ~a di Chùlons_ abbiamo pochi esempi d' impiego tattico: c,oc _11 ,., , agosto la brillante fazione di Buzancy per part~ del 18 ulani ed uno squadrone del 3° reggimento ed una carica di 3 squadroni del ·I 3° ussari contro :2 squadroni corazzieri della divisione Bonnemains nella battaglia di Sedan. Abbiamo accennato rapidamente alle azioni di cavalleria svi luppatesi nelle battaglie del 11° periodo, però se la troviamo pocoado~erata nell'urlo, eccetto a Vionville-Marsa-la-Tours, essa non, sta inoperosa sul campo di battaglia anche quando lo ci rcostanz& ed il terreno non le permettono di caricare. Ad essa è aOìdato l'imporrante 'servizio di esplorazione sin snl· fronte che sui fianchi. Spinta contro le ' posizioni nemiche, essa le osserva e le studia, ed offre ai comandi superiori dati e notizie preziose sul nemico~ sulla sua forza, sulle sue disposizioni. A 'Vionville,· per esemp io, non solo scopre il nemico e lo sorprende. ma colla sua energica azione offensirn lo costrin•}e a, spiegn rsi ed a svelare le sue posizion i. ,, Così a Sedan tullo il grandioso movimento di accercliiamen roè coperto da numerosi riparti d.i cavalleria esplorante. ~ è qui si arrestano i suoi còmpili sul campo di batr aglia. Essa serve alcune volle a collegare le ali della linea di battaglia troppo separate, come il H> 0 ussari a Spicheren collocaro, · nella valle dell 'Ehrenthal verso le 3 pc,meridiane. Costituisce soventi l'unica ris~rva generale, come a Vionvill eMars-la-Tours, ove la cavalleria non· impecrnala è tenuta dietro, alla fan teria su lutto il fron te, pronta ad en~·are in azione; come . a Sedan ove non è possibile trovar l'opportunità di un efficace-
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impiego e perciò è tenuta 111 ri serva a Oouz):, Givo'.rn e, a Flei~~eux, . presso Oonchery, a Frcnois, osservnn?o in par, tempo cio clrn succede sul rovescio del fronte di bauaglia. Alcune volte è persino impiegata a co~l.ltull'e l' estremiti, cli un'ala del fronte di ùauaglia, come, per esempio, la brigata Redern a Vionville, la quale per ;j ore appoggiala da 'i. batleri e a cavnllo rorrna l'estrema sini strn prnssiana. :\.~sai sovente forni sce le scorte all'artiglieria, specialmente qonndo quest'arma precede le ~ltre truppe e corre_ a_d im~eg~arsi snl fron te, e nel corso dell'azione spesso copre I l1anch1 mrnacciale delle lunghe linee di artiglieria . ,~o::. us~ari clell::i Guardia prot e~go . __. · 1• ...' " S • Privn.l , il reooimento nn etlìcacernente il tìa.nco sinistro doll'a..rtiglieria <lella Guardia in posizione fra il Bois de la C11sse ed il villaggio ùi S. :\ il. Dai faui sopracitati mi pare si possano ricavare le seguenti caratteristiche per l' impiego tattir,o di quest'arma.: I O Più spiccatà nncorn. è per yue,;t'arrna l'azione offensivn, eneroica. intelli(Tento sia nel campo taltic:o che su qnello strategico. 2° La cavalleria prnssiana, persuasa r.!1e il suo comp11 0 tattico principal e sta nell'essere l'arma ausiliare della fanteria, n1~ spi a costantemen te i hisogni, e sa r.oadinvar\a nel modo più erJìcnce, ne protegge i lìanch i ecl il rovescio e con ardite pu~te e rico ,,"nizioni tiene 11 coman<l0 al corrente del successivo atteggiarsi dell:i situazione Lattica. 1° Dove il terreno e le circostanze non le permeuono razione d'urto, e quando vengono a mancare le al tre trnppe, costituisce in tutto o in parte la riserva general e tenendosi verso l'ala pi tt minacciata. mentre ,love il terreno lo permette e le circostanze lo imponaon~ sa intervenire a tempo òpportuno nell'azion.e tatti ca e " Yi :,;i impc-,gna. a fo ndo. ' ft.° Completa coli' inseguimento la Yiltoria , per quanto le spe· ciali circostanze, in cui avvengono le battaglie di questo periodo, , non le consentano quasi mai di spingerlo a l'onò o ed a grande distanza. Però nel suo impi ego si possono rare i seguenti appunti: 1° ?fon sempi·e le cariche ~ono eseguite in quelle form azioni , che permetton o ricavnrne i massimi risultati colle mi nori perdi te • ~
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SULL'lMl'lEGU 'l',\'l"l'lCO DE LL !i: ·rnl< ARMI
!(EL .PRUIO PERIODO DELLA . CAMPAGNA DE L
2° I grossi riparti di cavall~ria sono spesso troppo frazionali sul carnpo di battaglia. . P~r finire quanto riguarda la cavalleria mi. pare che non si,, mutile spendere alçune parole intorno ai due difetti accennati, i lJUali sono intimamente legati fra loro . Essi provengono da un unico fatto , cioè dal non essere assegnato al corpo di annata alcun riparto di cavalleria, mentre un reggimento intero è assegnato alla divi:sione. l'er provvedere al wrpo d'armata questo elemento che gl i manca e che gli è necessario sul campo di lr1Ltaglia ., si frazion ano le g ro.~se unità e queste frazioni wno poi ancora indebolite da numerosi dislaccamenti. Cosi, per e,sempio, a Vionville la divisione Rheinba ben, chfl crn. forte di 36 squadroni, viene divis.t in principio dell'azione in tre parti; la brigata Jfarby è inviata a nord di !Uars ·la-Tours, la brigata lledern verso Tronville e la brigata Bredow al sud ài Flavi ì{ny presso il bosco di Vioovill e .. Di più ciascuna di queste brigale invia parecchi distaccamenti, .al pt1nto che la brigata .Bredow, di ,J2 squadroni , non può e.;;eguire la sua carica che _cou s.oli 6 squadroni ed è costretta per la . sua poca forza a cai-icare s?pra una linea sola,. ragione per ·Clii dopo aver Lutto abbattuto avanti a sè è a su:1 volla disfaua dalla cavaller·ia francese, che l'attacca sul fianco, la:.ciato scoperto . ,per la rn_ancanza di riserva, Certo si sarebbero ouenuLi risultati molto maggiori se alle divisioni si fosse assegnata meno cavalleria, lasciandone un riparto abbastanza forte a disposizione dei.comandanti di corpo d'armata, ~ol quale mezzo si venivano a iasciè!Ì'e intatte le divisioni di ca'Valleria e ad assoiuta disposi~ione dei comandi di armala.
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Per l'artigliei'ia prussiana, la campagna del 1866 fu una severa lezione, ed i suoi numerosi insuccessi la spi nsero ad uno studio indefesso ed ostìnalo per elimin11rne ie cf!use e preparare i trionfi futuri. ln tulli i combattimenti del 11866, a Trautenau, a Nacod , a .Skalilz, a Konigratz, essa non da cl;e un effimero appoggio alle
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Artiglieria.
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fanterie , non· sa controbattere il fuoco delle l)atterie austriache, si impegna alla spicciolata, tiene in coda ai .~orpi di armat a. l'artiorlieria di corpo costituendone una riserva, in una parola d1mo<> • ·1 stra di non. sapere operare a massa scegliendo giustamente 1 momento d'intervenire ed i bersagli da bauere. Quanto fliversa invece questa artiglieria ci si presenta nel!<'!. campagna del 118i0 ! Q,rni nuova hattaulia seS!na nna nuova !!loria, gli aui di eroismo souo frequentissimi, pare quasi che essa si inspiri ad un nnico concetto, cioè alla più audace aggressività. Non bisogna però dimenticare che questa artiglieria enlrfi it11 ·campo con un materiale molto migliore di quello francese; ma se ciò p{1ò avere contribuito ad aumentare i suoi effetti materiali , -ceri.o è al suo razionale impiego ·clto si debhono ascrivere \ ~ran·diosi risultali da . essa ottenuti. In questa artiglieria perfettamente istruita, provvista di ottimo materinle, desiderosa di far dimenticare gli scacchi subiti nel '1866, la fanteria prussiana trova la sua degna compagna, direi qurtsi la sua rivale sui campi di battaglia francesi. · Qnale profonda trasformazione, nei concetti del suo impiego, si sia operala dopo il 1866, noi lo vediamo snt,ito a Weissembnr~. dove è la batteria Bauer che inizia il combattimento contro artiglieria e fanteria francese prima che i battaglioni l,avaresi si sieno spiegati; e più spiccata ancora ci appare a Worth dove è , -il rombo del cannone del V corpo ch1.: chiama nlla battaglia i corpi laterali. La potente batteria di 84- pezzi stabilita dal ~enerale Kirckbaclt a cavallo della strada da Dieffen bach a Worth ci richiama all,1 mente le poderose masse di artiglieria con cui Napoleone solevrt decidere le battaglie. È degno di àm~1irazi0ne il modo con cui l'artiglieria · segue ed .appO""ia i movimenti della fanteria a WUrth ,tesso. • nt, Essa non può sboccare dal ~iederwald: 8 battel'ie s1 portano innanzi ad est di Elsasshausen , sgombrano la via alle eolonne d.i fanteria riducendo al silenzio l'arti):!lieria francese, concorrono :ill'assa.lto e presa di Elsasidrnuse·n, e finalmente sono un potente ' ,a iulo per re:-pingere . i contrauacch i t'rf:lncesi , nella quale . azione, C,
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sur.L' IMPIEG O TATTIC O DELLE TRE ARm
per la vicinanza cl°el nemico, sono più volle costrette a ricorrereal tiro a mitraglia. Anche a .Spicheren è raniglieria che inizia il combattimento ~. e da pochi istanti.. soltanto si combatte che gfa si hanno in azione 4. batterie contro l'artiglieria francese che occì1pa il llothe-berg, la quale, scossa e logorata, è costretta a ritirarsi più indietro , la.sciando libera la marcia delle fanterie, che procedono verso questo. punto importantissimo delle posizioni francesi. Non è possibile p3:ssare sotto silenzio la splendida condotta a. 8picheren della 3• batteria leggera e <lella 3• pesante, le qu:1li , superate tutte le di f/ìcoltit che opponevano al loro movimento la. cattiva e rocciosa strada del Rothe-berg, vengono 11 prendeÌ'e posizione sull'altura a 800 passi dalla linea dei tiratori franc~si. La relazione ufficiale scrive che una s:i lva cli applausi snl uln. l'apparire di quest'arma sì vivamente auesa. Queste due bntteri~. henchè perdano fin ci'al principio dell'azionequasi la metà dei serventi (I siano esposte a continui contra~srd ti, ed al fuoco di un'artigl ieria superiore in munero, si mantengono. in quella posizione fino al lìn ire della battaglia. A Colombey- Nouilly sono le due batterie dell'avano·uardia dèl Vll corpo che alle /3 pomeridiane iniziano il combatti;emo. Anche qui tulle ~e artiglierie divisiQnali sono spinte al trotto sul campo di battaglia, protette da alcuni squadroni, ed alle /4, 1/z · già :Jo pezzi sono in azione. Alle 6 pomeri~iar:e giit si hanno 60 pezzi in batteria, alle 7 pomeridiane 90 pezzi formano una linea formidabile, ed alcuni di essi si sono av:rnzati fino a prendere posizione sulla Iinea ilei tiratori. Alla fine della battaglia ben 132 cannoni coprono di fuoco le · posizioni fran~esi, e la loro azione è soltan to interrott~ dal cadere' della notte. A Vionville si deve in gran parte all'artiglieria se i risultati, dell'azione furon o favorevoli ai Prussiani. All'inizio della batlaglia vediamo un brillante impiego dell'artiglieria :r cavallo· addetta alla 5• e 6" divisione di cavalleria. Sono i,; batterie che gettano lo scompiglio nei campi fran cesi e costringono il · nemico a spiegnre 2 corpi di armata contro poco, più di 5000 cavalieri.
N E L PRIMO PERI ODO DELLA CA'.IIPAGNA DEL
1870-7 1
4%,
Nè queste batterie si ritraggono dalle po5izio~i occupat_e quand~· la cava lleria è cos.tretta a ritirarsi di fronte a1 po(leros1 au~cch1, della fanteria france:;e; esse continuano impavìde la loro _azione, conscie del pericolo cni si espongono, ma_ persuase_ in pan tempo, dell' importanza delL1 mi ssione che compiono, e sicure che ben presto arriveranno i necessari rinl'orzi. . Infatti, alle H '/ 2 antimeri cfoine, 136 pezzi hanno aperto _il,; fùoco contro le ranterie rrancesì, çhe proseguono ad _a~?nlarsi '. ed è mercè ques1'effìc:w~ protezione che lf:L 5• e 6' d1v1s10ne d1 · fanteria riescono a spiegarsi e a rinforzare le prime trup~!e, c.l1e impegnate in ostinati çombattimenli giit si trovavano quasi privedi munizioni. .. Alle :3 tutta l'artiglieria disponibile è i;ul fronte, e_sono. ·I ::>O· pezzi che concorrono a ;;o;;tenere l'eroico slancio delle lantene del
m corpo.
Merita di e~sere ri,~ordata l'artiglieri;i, del X corpo ~he ,tccorre· al trollo· sul campo di battaglia e si impegna assai prirna che le · sue fanterie entrino in linea. arrivando .in tempo a soccorrere l'ala sinistra seriamente minacciata. . . · Alle fi. pomeridiane 2·1O cannoni sono in azione e ver~o la fin.edel la battaglia questa linea già. così potente è ·ancora r111forzata, da altre batterie della 25• divisione. .. . . In questi ultimi momenti gran part~ di. ~Jl~~sta lin_ea d1 art,alieria compie con audacia e bravura 111d1c1b1lt un vigoroso mo, ;imento offensivo per meglio concorrrere all'allacco di Rezon.-ville. . . Nella grandiosa battaglia di Grave1otte-S. Prival, · I' 1mp1ego a-, ·massa dell'artiglieria è più spiccalo ancora. . [I IX corpo all'una. pomeridiana ha già in azione '.I 38 pezzi'.. pcichè in aiuto della sua artiglieria sono accors~ ad 1mpe~n_ars 1, gran parte delle banerie della guardia e le battene della d1v1s10nedi cavalleria di Resse. . Sulla destra di questa enorme batteria di fronte a Gr:avelotte 1f., VII ed VIII corpo concorrono all'azione con ·18 battene. Effìcacis$imo è l'appoggio dato dall'artiglieria alle fanterie sassoni nell'attacco di S. Marie-aux-Chène. Questo assalto è preparato da I:-3 batterie sassoni e da _,1O pezzi, dell'artiglieria della guardia.
·426
SULL'IMPIEGO 'l'AT'J' JCO DE L I,E TRE AR}[I.
NEL P RIMO PERIODO .DELLA C.H f PAGNA. DE L
, A_lle_ ;; pomerìdhrne la linea di hatta"lia . . ripartit·t i·n tr·e ., d' 1" e completa e vediamo . ' · gran r masse . . La massa dr destra a r:-ra rnloue. che ; . Jour con-1a d.1 ·16'"' . · ope,.a contro l'ointe du · -z pezz,. • • :, La massa del cen tro d. 'i8 pezz i. ' iretta con tro Amanvillers, comprende, J nrt,glieria
L.:i mas~a di si nistra che b·ttte S . [> 1•·• 1\ a t con t·1 IJen ·l 0"O (' · • "ono 1n ttttto ~o I ' · ' ' ' ·pezz,· . . , Jatterre, che agiscono simnltaneamente :st,11. Jronte alla fine della battaglia. . A oche qui vediamo l'arti~l ieria e ., segui re .ed appogiiare elftc", :emente le mosse del la fanteria. " " . Negl_i assai.ti di S. Privat del e· I l't terie che ;;i spr·ngono f' ' ,.1sa e , iampeno,s_, vi sono L,at' ' ·· 100 a flrende · ·· ' · re posizrone sulla linea dei tiratori.
Ma de Il'art,g · r·reria . prussiana l'abbia . il vero trionfo .
I.a una nebbia che incombe
I
. .
. mo a
S •d·
e an.
· ore del mattino · d· . Su . campo dr battaglia nelle prime , impe ,sce che rl combattimento sia . .. rn ,z,ato. . da essn. Solo dopo le G qua lche liatteria è i . meri ta menzione speciale l'ardire di mp1egat'.1 v_erso Bazeille, e colla fanteria dentro il ,,,1J oc 0 . una sez,one, che penetra "l'f 10 che parteCi[)' I b · ·nelle vie a pochi· pa-s,· d~I n '. . · .t a com att,men to "· " nem,co lm ·I -. · · . sono nccisi O feriti. /. ' . e w Luttr r suoi serventi
D11 Ue 8 e mezzo alle \.I t~tte le batteri d I . ,. trano rn azione contro il l'r t e e XII corpo en·questa luno-a linea ; ~ne es~ ell_e fortezze, ecl alla destra. n• t: poco CtOpo nn~ .. t . nord ' da 90 cannoni della G · I· orza a e prolungnta verst, ., . , uarc ,a. . (rrova notare che a quest'ora su ·. . . è ancora seriaruente ,·mpeo- . t . questo lt onte la Janteria non ,, n,t a. Alle 1'1 am. I-e ,14 batterie dell' X:I • sulle alture dì s. Menoe~ me t • · c~ipo sono in po.:;izione .., ~, n ,e qwn t tt I f . scora impegnata nel passa,rnio d Il . Il _a . a anteria è an..,i:, e a stretta d1 s Albert Qnesta enorme .. batteri:! t\ el ' .' . ' · P momento pr1Ya dell'nppogJ(iO ·delle altre armi.
d .
<:)
A prolungarla sulla sinistra ·". a 10 batterie del y corpo, che ren"'~unoono _P_oco d?po le H ant. Unica protezione d. p . ono pos,zione d1 fron te ad (ll y. 1 questa 1inea di 24, batterie s • . . • · • 0 . <'>1ment1 d1 cavallerra ammassati a .SI.e,gneux. . ono 3 reg-
1870-71
421
L'ala sini:;tra di questa linea di 114 pezzi incrocia già i suoi , fuochi con quelli delle hatLerie dell a (~ uardia. · Poco appresso l'artiglieria del I V corpo e del II bavarese · completano il cerchio di fuoco, che stringe l'armata fra ncese. Sul finire della battaglia 04-0 ca nnoni tedeschi sono in azione divisi in il grandi gruppi: ,1° A Fresnois 114 pezzi appartenenti alla divisione wurlh emhurghese ed al H bavarese. 0 ] A Pont )fangy 36 pezzi del l V corpo. ::i0 Sulle alture ad ovest della valle di G·ivonne H.-1 1:an- · non i appartenenti al I bavarese, al l V e Xl l corpo. i..0 Più a nord sullrt sLP-ssa li ne;1 !)O pezzi della <~uardia. A nord-ovest ùi Seclan ,162 can noni del V e Xl corpo. ()uesti 1HO pezzi costir.uiscono i '/ 0 dell' a1:tiglieria presente sul · c,nnpo di batlaglin, e qt1ella parte che non è impegnata, non ègiit teriuta in r i!)erva, essa non è sul l'ronte perch c non vi è più spazio per poterla spiegare. Le caraueristiche d'impiego di que5t'arrnn. mi pare si possano. così riassumere : \ 0 A!l'artiglieria è affidato l'inizio della battaglia, e s'impiegano lin dal principio tutti i pezzi disponibili : '.2° È scomparsa l'artiglieria di riserva per:;ino di nome, e · nelle colonne di marci:1 si colloca l'artiglieria di corpo in testa dei grossi. 3° A.I primo tuonare del cannone, i reparti arretrati si a van· zano al ; trotlo sul campo di battaglia, lasciando indietro le pro- . prie fanterie . ,i.0 ~on si fa sentire di soverchio la necessitit di scorte delle · altre armi ed essa non teme di e;;por.;i al pericolo cli perdere . dei pezzi. purchè si ottengano gli effetti éiesidernti . 5° È~ cli continuo appoggio alla fanteria concentrando il · fuoco delle sue potenti masse sopra quei reparti nemici che arrecano maggio·r danno alla fanteria. 6° Oltre all'appoggio materiale, essa dit alla fanteria il suo . e(ficacissi mo appoggio morale seguendone i movimenti e pòr(andosi in posizione lino snlla linea dei tirai.ori . '7° Sia nel prendere le prime posizioni, sia nel cambiarle . col progredire dell'azione essa usa le più celeri andature. :)
0
-428
SULL'IMPJEGO TATTICO O.ELLE TRe: ARMI
Abbi~mo cosi ~-ia,minto, appoggiandoci ~uì fatti , le principali -carallens11cl1e d'impiego deile tre armi, vedemmo come esse operino egregiamenle prese una per una, ci rima ne ora ad nc-c~nn_are in . poche parole al modo con cui queste nrmi 'op·erino r11101 1e, os5ia all'armonia del loro impiego sul campo di hnltaglia. · Da t[uan to sopra ho detto appare di giù chiaramente come ·esse_ operino armonicamenle concordi sul campo, e come in ogni con,tm.genza_ esse sappiano darsi un reciproco e ,·alido appog1?io. Cos1 vediamo un velo di cava lleria precedere i rrrossi r iparti nell e mnrcie contro le posizioni nemiche, proteg:endoli dnlle -sor?res.e: ra_ccoglieodo dnti sul nemico, stndiandone le posizioni. S1a hil1 to il contatto , la cavall eria scompare dal fronte e si reca \'6r:-o le ali proseguendo il suo servizio di esplorazione, ,menlre il cannone dell'nvanguardia inizia il cornballimento . Le :1rtigli erie arretrate accorrono e si sp iegano anche e:-se men tre la fanteria, protelta dal loro fuoco si schiera ed avanr./ En trata in azione la fanteria, e compilo delle altre due arm i i{ proteggerl a, l'aiutarl a nella sua l'c:Licosa ava nzata. concorrendo ai st~oi ~fo.rzi_ nel modo migliore e r.on Lutti i mezzi dispon ibili. L art1~l1ena col suo fuoco a massa le sgombra il cammi no. -a nnien_t~nd~ l'artiglieria avversari\n, coprendo di fe rro e di fu oco le pos1z1on1 occupa te dalle fanterl.e nemiche. La carall~ria ne proteg_ge i fian c;hi, e quando In r ede troppo pre~uta dall avrel'sar10, co l suo ralore, sagri licandosi ove occorr:1 , fa. libera dalla pressione del nemico, le concede il tempo per resp:rare e prendere nnol'a lena. . L'.nrli~lieria ne segue ~a ricino ·i progress i, co rona le posi ~1on1 fat1cosn1.nenLe_ ~onqu1 state, col suo fuoco arres ta e disperde 1 contrwaccl11 nem,c1 e le da tempo di riordinarsi e di rafforzarsi. Quando poi il nemico disorganizzato e vinto, inizia l:1 ritirata, allora il ca nnone e la lancia concentrano ed accordano la loro azione sull'avversario che fugge e completano i ri~ulrati e la vittoria ollenula dal fucile .
1
NEL Plll'MO PERIODO DELLA CAJ!PAG"NA DEL
1&70 -71
429
Qua le grandioso ed armonico qnadro ci presenta questo primo µeriodo dellà campagna I . . Quali immensi r isultati, quante vittorie ottenute, qn:rnt_1 a llori raccolti sni sangui nosi campi [rancesi ! Voll,(iamo nn istante lo sguardo alla grande C', ermania. Là, ~uccede ora su vasta scala lo stesso fa tto che succedeva in mi nor i propon.i ou i duran te la campagna. l i '.zU gennaio 187 1, dopo la resa di l'arigi, sulle due rive della Sennn , <la S. Cloud a Parigi, i soldaLi tedeschi stanno esegnendo l'isiruzione i11dividuale. Un Francese a questo strano spellacolo non può fare a meno di esclamare , col pito da stupore e da ammirazioue: Eccoli eh~ fanno gli esercizi dopo la ,vittoria? [ nost1:i si ubbriacherebbero e si dareb bero alla pazza gioia,. Non vi è più speranza, noi siamo perduti . Nel campo tallico questa grandiosa campagna ci di mostra come conducano alla vittoria le saggie applicazioni dei principii dell' nrte della gue?·ra; nel campo moral e ci insegna i grandi risultali che uri e:sercito può attendersi dall a coscienziosa preparazione in.te111po ~i pace, dall'intell igente e contin uo studio dei problem i guerreschi. .\ spronan;i in questa via valgano le seguenti parole del Bt1rbskaedh : « I.e vittorie prussiane del 66 erano per la maggi or parte spie;!a te ed a:;critle unicamente all'uso del fucile ad ago; ma adesso la irnerra del 70 ha dimostralo ad evidenza. che anche !ruppe prov1:i · viste d'ilrmi inferiori possono bat.tere un avversario armato a per- · fezio ne. Non è la mi gliore o peggiore qnalitiLdell 'arma, sono i principii e la qual itit qel soldato che decidono la villoria. Ed è que:-ta una fiera lezi'one che le truppe tedesche hanno dato al mondo )J . AGOST!NO R AVELJ,l Capitanò di sta io Tn/J9f}Ìt>re.
431
ATTORNO VEI-HAl-VEl
ATTORNO VEr-HAI-VEI
Alla (ine, dopo molte discussioni, furono accettatt 1 seguenti articol.i della capitolazione, ratificati dall'ammiraglio Ito e dal • nuovo Tao-Tai : ARTICOLO
Operazioni della lii Armata e -della flotta giappouese
GENNAl0-F.EBBRAI0
r.ontinua~ione e fine -
1895
,J.
Sarà compilata una lista di nomi, indicante le funzioni ed il "rado deoli ufficiali di terra e di mare, c:inesi e stranier-i, i qu;li debbo~o essere condot.ti salvi in patri a. Per gli ufficiali stranieri devesi palesare altresì la nazionalità cui appartengono. i>er i soldati non è necessaria questa indicazione, essendo sufficente la loro cifra complessiva.
\'eài disp1!11sri I V
ARTlCOJ,0
2.
Gli ufficiali, di cu~ cenno nell'articolo 1 debbono obbligarsi, per iscritto, di non più servire nel tempo che durerà la presente guerra, fra la Cina ed il Giappone. 1
li I:l, alle 7 pomt)ridiane, Ciang-Pung, nuovo 'l'ao-Tai della provincia mosse dall'i~ola. di Lincung, accompagnato dal comandan t.e t:inng. Venne a bordo della Jlfatshushima, sovra una lancia ell e battea bandiern. bianca, e si presentò all'ammiragl io Ito t(nale comandante in capo delle forze navali e Lerre~tri di Vei-Hai-Vei e successore.del defunto ammiraglio Ting. Seguirono allora le trallative per la reddizione della piazza , per la consegn:i delle navi, dei !'orti e per la scorta dei prigionieri , dibattute in un consiglio di gu.erra durclfo atq·uante ore. Le medesime si prolungarono il giorno segnt nte ( 1-:1:), con lo stesso ceri moniale: il nuovo Tao-Tai parlava in lingua cinese, il comandante Ciang tradnceva in inglese, ed il consigliere del)'[mpero, :\riga, voilà.va il discorso in giapponese per l'·ammiragl io Cto . Inversamente, quest'ultimo comunicava con il plenipotenziario cinese per mezzo del consigliere Ariga e del comandrin te Ciang. Il capitano Ishi , dell'artiglieria giapponese, lrnon conoscitore della lingua cinese, essendo presente al colloquio, co1:reggeva gli errori d'interpretazione del comandante Ciring ( I ).
ARTICOLO
3.
. Tutl.e le armi, le polveri e le munizioni, che per uso delle trnppe di terra furono raccol.te nell'isola di Liucung, saranno trasferite ,in una località prescel~a e la medesima notificata ai giapponesi. Le trupp~ di terrn sbarcheranno a Cin-Tao, d'onde, sollo scorta giapponese, saranno accompagnate ollre la ,linea clella III Armata in .un luogo da determinarsi, sempre però nei contorni di Vei-Hai-Vei. Lo sbarco delle mil izie cinesi avrà principiò alle 5 pomeridiane del 14 febbraio ,1895 (20 gennaio del calendario cinesè) e dovrà essere ultimato il 'I i:> febbraio 1895 (2·1 gennaio del calendario· cinese) al . mezzodì. A.ttTICOJ.0
4,.
Il n·uovo Tao-Tai, rapprèsentante delle l'ohe navali e terrestri di Cina nella piazza di Vei-Hai-Vei, sotto la sua , responsabilità personale, dovrà nominare una commissione per la consegna ~el naviglio e dei forti. . Questa commissione, a mezzodì del 115 fe~bra1~ _i 89t>, ~ovra riunirsi per iniziare i lavori di raccolta e d1 redd1z1one dei materiali, munizioni, cannoni e fucili esistenti nei forti e sulle navi. V
(.!.) Il capit,1no ls l, i, IJen noto nell'eser~it<J italiano, compì il corso superiore d i stud1
alla scuola di g11erra ili Torino, nel 1893.
30 -
AIINO lLJ.
•
ATTORNO VE I-HAI-VEI .
: ·. l;·:·,f '.
-AHTlCOLO
ARTICOLO \).
5. ·
Gli ullìciali e truppa di terra e di. mare al ser\'izio cinese. indigeni o forestieri, dovranno abbandonare la piazza di Vei -Hai· Vei , ·dopo il mezzo·dì del ,J6 febbraio 1895 (22 gennaio del ca1-endario cinese) prendendo imharco sul Ovan,g·Tsi. Saranno-condotti fuori ,..del porto secondo i! prescritto dell'articolo 1O. 1
· - .1':
.433"
ATTORNO VEI-HA i -VEJ·
,.
ARTICOLO
6.
:Le donne, i fanciulli, i vecchi, e gli incapaci a comba'ttere, i' quali pure desiderano lascjar l'isola di Liucung, potranno uscire dai due passaggi del porto, sovra giunchi cinesi, a qualunque , -0ra loro aggradi, a datare dal mattino del 115 febbraio ,1895. Queste barche, però, come · sempre dovrà esserlo ogni trasporto che esca al largo , saranno perquisite dagli ufficiali della marina giapponese. e dalle torpediniere disposte agli sbocchi dei due canali, onàe assicurarsi che niuna infrazione agli accordi presenti sia perpetrato dai fuggiaschi.
È fatta facflltà. agli ufficiali dell'esercito e dell'armata oinese,
sia indigeni che stranieri, · di portar seco gli effetti di loro per· sonale pr'oprìetit; escluse -ìe armi; abbenchè vengano dichiarate d·i· ·possesso priva'to. Qualora. lo credano necessario, le autori tà giapponesi si riserbano il diritto di perquisizione. ARTICOLO · 'i;
•· Gli abitanti dell'isola di Liucun g, e quelli che normalmente v.i risiedono, possono continuare a dimorarv i -liber.amente. I
ARTICOLO 8.
. Gli u'flìciali e le truppe giapponesi destinati all'occupazione dell'isola -e dei: torti, cominceranno a sbarca re a Liucung, alle 9 antimeridiane del 116 febbraio 1890 (22 gennaio del calendario cinese} . . Ciò nondimeno, l'ammiraglio Ito~! riserba la facoltà d-'inviare un c~rto numero di legni d!l, guiTa dentro il porto di ·Yei~Hai-\lei, qualora le circostanze Io richieggano e subito' dopo la, ratifica della capitolazione presente. Gli uffici.ali dell'armata e dell'esercito cinese, unitamente alle ciurme, potranno trattenersi ancora a bordo delle loro navi fino aHe· 9 antimeridiane del 16 febbraio. Gli equipaggi che desiderano invece uscir del porto per via di ··terra, -dovranno imbarcarsi simultaneamente, e sotto la scorta di truppe giapponesi, radunarsi in una località prestabilita il ,15 fèhbraio a mezzodì. 1
ARTICOLO
10.
1
La salina del compianto ammiraglio Ting, e quella degli · uffi ciali cinesi che con lui si diedero la morte,. potranno èssere portate fuori del porto nel tempo che passa dal mezzogi:orno del 46 febbraio 11895 a quel lo del 23 febbraio 1895, valendosi della nave CMng-Tsi. L'ammiraglio Itò rinunzia al possesso di questa nave, e la cede al nuovo Tao-Tai, ed ai rappresentami della .flotta e dell'esercito cinese di Vei-Hai-Vei , in omaggio'alla gran .anima dell'ammiraglio Ting, che morì per compiere il dover suo· verso la patria. La predetta nave sarà ispezionata da ufficiali ' della marina giapponese, al mattino del '16 febbraio 11893, àllo scopo d'as, sicut·arsi che nel suo carico non porti alcun· materiale da guerra. ·ARTICOLO ,J 11.
Resta r.onvenuto che qualora le forze cinesi navali o terrestri muovessero alle offese contro le forze terrestri o. marittime dei iiapponesi , la presente convenzione non avrà più effetto, e queste ultime riprenderanno le ostilità.
Dato il H febbraio ./895 (20 gennaio del calendario cinese) a · bordo della na·ve da guerrci di S. 1tl. il Jfatsushima. Seynato. -
TAO-TAL
[TO. ( 11)
. .-:: : ? · : (l) Jo.pa·n-China War, pag. 23-~5. 11/arina l!tinàschcm. Juni iS95, pag. 307- 309.
435
ATTORNO VEl-HA[-TEI
434
ATTORNO VEI-HAI-VEl
I soldati cinesi , i bor~hesi, le donne, i vecchi ed i rag~zzi, sba rcarono sni la spiaigia di Peiscenzei , nella giornata de.I ;I 6. li dì se· ouente furono inLernati. n La forza complessiva dAlle truppe eh e s1. arresero, ascese a .5')24 uomini, ripartiti nell'ordine seguente: (·I )
\
Così fu segnata la caduta dell'ultimo baluardo del Celeste Impero. . Il ,J 6, alle 9 antimeridiane, il piroscafo C1iang-Tsi recossì, secondo il convenuto, alla rada di I.nsciai:icù, là dove ancorava la ,flotta giapponese. Fu subito visitalo a senso della · convenzione di resa. Sebbene avesse l'apparenza di una nave armata in guena, il Cvàng-Tsi serviva da nave scuola torpedinieri; stazzava più di nove centinaia di tonnellate, ed era fornito di alcuni 'tubi per il lancio dei siluri. l.a sua · provvista di piccole armi per uso di bordo venne ridotta da 20 a 'IO pistole e rivoltelle; dopo di che la nave cinese ebbe facoltà di far rolla, ed apprestarsi al trasporto della salma dell'ammiraglio Ting e di quella degli altri ufficiali mor ti con lui. . Nel pomeriggio del medesimo giorno furono. lasciati liberi, sulla parola d'onore, tutti i forestieri trovati nell'isola di Liucung, eccezi.one fotta di un tal Howie (Harwey) americano, il quale era già stato fatto prigioniero dai giapponesi a Cobe e poscia rilascialo sulla parola. Andarono liberi l'assistente dell'ammiraglio Ting, l\fac Clure, e con lui, i campioni dell'eroica resistenza di Liucung, Mellows, Haslings, Clarkson, Graves, Nelsen, Wood, Walpole. e Tyler; più due borghesi, ed il corrispondente dell'agenzia Reuter. 'l' ulli costoro imb~rcarono a bordo del piroscafo Cvang-Tsi., ~h·è salpò l'ancora il '17, per Cefu, con le salme dell'ammiragliò 'fing e degli uflìciali suicidi, a _cui i giapponesi resero speciali onoranze . Quando la nave uscì dal' porto di Yei-Hai-Vei, le nav~ della squadra vittoriosa abbass,u-ono le loro bandiere, e le artiglierie eseguiropo salve in onore del defunLo ammiraglio. ('I).
Armata cinese : Ufficiali. Alfieri . Sounl'ficiali e marinai
30 287·1
3084
Totale.
Esèrcito cinese: Uilìciali. Sottuflìciàli e soldati.
,i()
2000 2040
Totale. Tutah.i generale.
~·>'124
Il ,t7 febbraio, le panne, sui due passaggi del porto fur_ono -completamente rimos5e, e pescati i gimn?ti, tntt~ la squ~dra giapponese entrò nella rada di Vei-Hai-Ve1. ti m~zz?g1orno. Un'ora appresso, la bandiera del Sole Levante, fu issata sulle ,navi cinesi conquistate. . . . V'erano il Ceng-Yuen, il '.l'si-Y1wn, il Cvm~g-ping, ti ~m~-,Y_uen .e sei cannoniere (z). Quattro navi erarw affondate, ossia 1\ T1r_ i.c;Ynen. Lai- Yuen, Scen,q-Yuen e Vei-Yuen. Il valore compless1vo ,del n~viglio conqu istato dai giapponesi poteva asc~ndere a ~e_ttantacinque milioni di lire. li materiale da guerra, g\1 approvvtg1ona. menli i forti a circa un miliardo. La 'resa d~!la piazia di Vei-Hai-Vei, .apri ~i vincitori la strada ,di Pechino e segnò l'inizio delle traltat1ve d1 pace. TI Ccm-Yuen, entrò in bacino di carenaggio a Porto Arturo. Il 27 febl.:iraio J'ammiraolio Ito Jas~iò Vei-Hai-Vei e pervenne ' Hiroshima) " il 3 marzo, a bordo e111' . Ynen~ .·. ·,ad Ujina (porto di e s1,-
Ern
I
(il , Né la pertinacia chiarita a Ja.lu, s~rive il Vecchi, nè l'ostinatezza di VeH1ai-Vei, né il valore, nè l'energia, nè il sentimento vivo del retto dovere, nè il riOuto di lusinghiere proposte giapponesi all'ammiraglio condannato a morte, e che .pur mantenevasi fedele alla causa dei suoi giudici in·esorabili, trovarono grazia innanzi alla ratua superbia del governo imperiale. La Gazzett.a l/fficiate di Pechino (l.O aprile -1895) dopo aver ammirati i meriti civili e militari dei commodori Liu, Ciang, e Yang, ed ~ o,dinati J)er loro gli onori postumi e per le famiglie la pensione, aggiunse: Quanto , al già degradato Ting, ammiraglio rimosso dal comando della squadra di Pei-Hang, , la sua condotta fu una serie di errori. Prima che morisse, avevam9 già decretato
183
1
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r
scort·ito sino a Pechino in arresto e la punizione meritata sarebbe st;ita. la pitl ·• ,osse ., 11'0 stato deoli atti ciuantunque si vociferi che egli sia morto nell'1sta~te " ' I t 1· v·a l'a neces·1ta , ,evera. '' , ' • ella disfatta e riel.disonore, la cons1derazione deHe sue co .Pe og ~e. 1 .· .> ~ ~i accordare gli onori postumi e l'aiuto alla famigha superstite.• (l/w1sta ilfa, 1th1na. tLoc. cit., pag. I2S·H9. · . . . . " '> '
(I) Jav1rn-Cl1in.a \Var - 'I'he Fall o( \Ve1-lla1- \Ve1, pa':' .•6. • . . {~) cen-pe, Cen-nan, Cen-sì. Cen-timg , Cen,c/mng, Cen·p•en, !oc. c1t. idem.
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'437
ATTORNO VEI-HAI-VEI
A'rTOaNO V E I-1:!AI-VEI
Le -perdite complessire della flotta giapponese, durante l'assedio di Vei-Hai-Vei, e delle isole del porto, furono le. seguenti :
meritano lo sl.11dio ch e sempre si concede alle imprese che. sono doppiamente sperimentate e provate dalla pratica. Dovevano trasportarsi circa 22,000 · uomini da Talienvan a .Junzeng, ossia traversare più di 200 . ch.ilometri di mare, non molto sionro da incursioni- crocere e sorprese da parte della flotta nemica . Nel verno, le spiagge del golfo di Pe-ci.-li, ~òno rese difficili pel grande gelo, e le comunicazioni tra e~se e l'interno sono interrotte. La Il[ Armata (2· e 6° divisione) fu divisa in tre scaglioni e trasportata sovra cinquan1asette nav i onerarie. Gli scaglioni erano composti come· $egne :
i\lorli
Ufficiali. Sottufficiali e mari oai.
Feriti
4. 23
3i-
27
38
.i,
Ossia, 63 uomini in totale (·I).
VIII. L'autore del volumetto Japan-China Wa1· - The /'alt o( WeiHai- W ei, in una raccolta di tavole fotografiche che allegò alliì narrazione sua, dà facilmente a comprendere. per via di quelle, l' importanza dell'opera compiuta della III A~mata nella penisola, di Santung. Nè miglior suffragio potea infatti trovare alle affermazioni del testo, di · quel corredo diligente e bello di tavole, che riportano la mente alla · realtà dei fatti, li abbelliscono e vivilìcano (2). Le arti decorative e !a storia, come sempre, hanno qui fattomirabile connubio fra bellezza e verità. Da !unge, in Europa, molti scrittori egregi vollero tramandar ' memoria dell'assedio di Vei Hai-Vei, ricercando ammaestramentiper l'attacco e la difesa delle piazze marittime. Da taluni, lo studio fu spinto di soverchio all'astratto od al convenzionale, adducendo per ragione l'insufficenza de' documenti, àa altri ebbe invece veste e costrutto d'opera dottrinaria · o sco- ' Jastica. Poche quindi debbono essere le osservazioni nostre, ma fon·date sovra dati di fatto, ed utili alla buona pratica di guerr~. . Anzitutto, debbono riflettere l'ordinamento dei trasporti marittimi della III Armata, nel passaggio che foce da Porto Ar turo alla baia di Junzeng. · I notevoli errori, già rilevati nel trasporto della Il Armata , poterono ora ovvjar.si dallo stesso comandante che condncea la III a Vei- Hai -Vei. Perciò le disposizioni date dal maresciallo Oyama, (il Jrpan-China War, loc. cit. (2) Il testo è dettato dal giapponese signor Jukichi lnouye, le s:ollo tipi e ,;0110 opera del sig nor Ogawa, celebrato rotograro cli Tochio. ··
1°) Stato maggiore della 2• div isione ,1.0 reggimento fanteria (3· brigata) servizi della divisione. · 2°) Stato maggiore della Ill Armata Parte della 3• brig.ita di fanteria. 4.• brigata di fanteria. 3°) Stato-maggiore della 6· di visione: 1:J> brigata di fanteria. Cavalleria. Artiglieria.
19 naDt
.f9 nain
19 nmn
Gli :;caglioni partirono da Tal ienvun rn un tempo molto breve, vale a dire dal mezzodì del '19 gennaio, alla sera del 20. Un convoglio supplettivo fu poscia formato con nove bastimenti. di quelli che fecero ritorno da .funzeng; e trasportarono un parco d'a1·tigli eria. d'assedio composto di mortai da centimetri 9, molto carreggio e mun izioni (27-29 gennaio) . . Ogni scaglione suddividevasi in quattro o cinque squadre; composte, di solito, di .qua~lro na vi da trasporlo guidate da un vascello . da guerra. Cosi si ottenne la completa articolazione del convoglio màrittimo, Intorno alla scelta del sito d'approdo, l'esperienza della spedizione di Porto Arturo fu maestra . · La III Armata volle evitare ques~a volta .I' errore commesso dalla II, di sbarcare a soverchia distanza dal suo obbiettivo (4).
m Sbarcò sulla spiaggia di Chincan, che dista 230 chilometri da
Porto Arturo.
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439
ATTORNO VEI-HAI-VEI
ATTOR,1"0 VE!-HAI-VEI
Ne ricavò cosi sensibile vantaggi(I nelle marce, che se più prolungate, per !'intemperie dalla stagione, si sa rebbero rese perniciosissime al corpo giapponese. Lo sbarco di entrambe le divisioni fu compiuto in 40 ore. La buona scella del luogo d'approdo, la molteplicilà dei mezzi di sbarco ed il loro regolare servizio fra navi e spiaggia, lo resero possibile in cosi breve lasso di tempo. Durante la tra· ,versata erano stati diramati gli ordini per l'arrivo e composti i reparti di sbarco - 19 lance a vapore rimorchiavano 275 sa.mpan, destinali al trasbordo delle truppe. Ogni nave oneraria affond~ l'àncora presso talune boe, opportunamente disposte contro la spiaggia , e per cadauna nave indicata da marinai della noua. Furono costrutti diciannove poni i, uno per ogni nave, cui si accostavano le lance, trascinando una fila di sampan ca richi di materiali e d1 truppe ; un ponte per cadauna lancia, e dieci sampan rimorchiati per ogni viaggio . Dalla baia di J unzeng al campo trincernto di Poscieisu, ben poco di notevole presenta la marcia della Ill Armata: brevi tappe, come d'altronde lo furono qu elle della campagna di Corea e di Manciuria, in causa dell'inclemenza della sta o ione· e della necessità di ordinare le retrovie. · Le due divisioni màrciarono sempre a breve int~rvallo, e sempre a portata tattica sul campo di battaglia·, la loro fronte non superò giammai gli otto chi lometri: il giorno 29, essendosi verificato un notevole allnngamento nelle colonne !'u impiegato nel serrar sulla tesla. Maggior studio meritano invece le operazioni attorno Poscieisu. I forti della costa orientale di Yei-Hai-Yei furono co;trutli per parar gli attacdii proven ienti dal mare ; avevano parapetti in muratura e calcestruzzo, ed erano armati con cannoni Krupp, da c~ntimetri 15, 2,1, 2.f. e 28, incavalcali sovrn affusti n perno cenrrale, a scomparsa o ecclisse ( 1). ' Le batterie delle isole di Liucung e .Ji form avano sistema con i forti costi eri.
Oltre a ciò, alle spalle dei forti che comandano il Passaggio Orientale, furono innalzate opere improvvisate e batterie. }fa queste, mal presidiate e difese, come la batteria di Motienlin~ e delle Cime altissime, caddero in mano dei giapponesi; sicchè questi non ebbero che ad allaccar fronti di gola. La tlolla guardò i passaggi ed attrasse sovra di sè il fuoco delle opere insu lari, mentre l'esercito, padrone dei fo rti di Poscieisu, divenne in breve anche padrone dei forti costieri di seuenlrione, battuti di l"Ovescio dni primi. Allora , secondo il conceuo del maresciallo Oyarna, la lloua avrebbe dovuto limitare alquanto l'azione sua, e le isole, accerchiate da mezzodì e da settentrione, non avrebbero tardato a cadere. Le grosse navi dovevan o cosi cedere il passo alle lorpediniere per risparmiarle. Una sola giornata bastò a espugnare il campo di Poscieisu, ossia cinque opere e cinquantatre pezzi. Nuovo esempio d'infelice resistenza dei forli da aggiungersi a quello della piazza di Porto Arturo. Buon uso d'iniziativa fecero in quella giornata i giapponesi. Le tre colonne nelle quali fu suddivisa la G" divisione, Curoclti , agirono quasi indipendentemente; eppure cooperarono con unirà e !-imultaneità alla conquista dei forti orientali di Vei Hai-Yei. Il maggiore Vatanab, udendo rumor di battaglia sulle ~reste di Motienling. dimentico del còmpito asi::egnato alla sua colonna , che era quello di dimostrare sulla fronte e sul fianco del campo trincerato nemico, attaccò, di sua iniziativa, le posizioni di lanfunlin~ e minacciò dal tergo i di fen sori della ridolt.a Motienling. li generale Odera, comandante della colonna di sinistra, dovea impadronirsi di quella ridotta - un ufficiale del ~enio, che avea già riconosciute le posizioni, serviva da gnida alla colonn.i; ma sbagliò strada. Le truppe del generale Odera si divisero allora in due scaglion i, e le più avanzale urt.irono contro i parapetti di l\)otienling. Il generale, nulladimeno, allaccò ri solutamente con appena sei compagnie e vinse. On e batterie, al comando del capitano Ishi , da una posizione ben r;celta le sostennero, e rintracciarono la
1
1/)
1
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ATTORNO VEl- BAI-VEI
ATTORNO VEI-HAI -VEI
via perduta al rumore del cannone dei cinesi. Il generale Odera pagò quel giorno con la vita la sua ardimemosa iniziativa (I). Fra le lruppe della 2a div isione, Sacoma, eguale slancio ed in trepidezza. Un battaglione del 5° reggimenlo fanteria traversò inseguendo un battaglione ci nese le fald e delle colline di Fuolinzì, tutte minate; e non s'arrestò che so Ila spiaggia, fulmin ato dai ca nnoni a liro rnpido delle coffe del Tin.1J-Yuen e del Cen-Yiien. C l'orli settentrionali di Vei-Hai -Vei non apposero alcuna resi stenza. II disegno del maresciallo Oyama non potea avere adunque più bella e completa sanzione dai fatti - i foni di Pieting, Chiufnnting,, Lunvangmieu, Peiscenzei e Vangtuiai, l'urono distrutti il I• febbraio dall'amel'icano Howie, per -I00 ,000 lire, d 'ordine dell'ammii:aglio Ting. I giappon esi non vi trovarono che cannoni rovinati, pRrap~lti demoliti ~d opere abbandonate. La distruzione fu sì grande e completa, che nessun parti to fu po~sibile ritrarne da esS'e, sia pure in mo leriale da lavoro, munizioni o viveri, a vantaggio delle armi giapponesi (2) .
Cosi che l'essenza del piano del comandante della IU Armata rimase, e l'ammiraglio Ilo lo seguì nel le sue linee maesLre. ~on badando a questa circostanza, tal uno giudicò scarsa l'azione della flotta giapponese nelle acque di Vei-Hai-Vei. Eppure, a miglior Lattica non potev a nè dovevn apprendersi l'ammiraglio Jto; ossia a quella dello strello blocco . Gli incrociatori che aveano scrilla di sè gloriosa pagina alla ballagl ia di J alu, per eccellenza di manovra , non aveano ora qualila d'offesa e di resistenza lali da assicurar loro la superiori tà su lle corazzate cinesi e :.ulle hatterie terrestri delle isole di Liucung e di .fi. li combrnimenlo del 7 febbrai o provò all 'eviden.za tal fallo - la ilfat$n.s!iima ed altre navi riport:i rono sensibil i danni. Solo gli attacchi delle torpedin iere poleano colpire al cuore gli avanzi della flotta nemica e li colpirono il 5. il 6 ed il i febbraio . Equipagg i torpedinieri pi(: eroici, più audaci e devoti, non poteva aver per qnesto l'impero del Sole Levante - noncuranti del gelo, del fuoco e della morte, e~si simboleggiano l'onore ed il valore della giovane nazione :,sialica. In conseguenza, le osservazioni e gli ammaestramenti che si possono ritrarre dall'azione della /lotta giapponese, nel l' investimento di Vei-Hai-Vei, rilleuono spe,:ialmente all'esame degl i at· ta.:ch i torpedin ieri. Per le squadre, fu osservala qua l danno arrechi l'inegua le velocilit delle navi componenti uno stesso riparto tallico,, rispetto la unità delle forze ~ della manovra: il 7 febb raio, il solo Josltino polè dar utile cacc ia alle torpediniere cinesi. La necessità di cannoni a tiro rapido si fece heu sentire, malgrado dessero luogo a replica ti accidenti - se alla battaglia navale di Jalù scoppiarono nell 'anima di quei pezzi qualtro spolette, nel!' investimento di Vei- Hai - Vei ne scoppiarono selle. L;i. media dei colpi spn rati per cadauo pezzo, a ti ro rapid o, durante I' intera campagna, salì a più di trecento. Il rumore dell'azion e a fuoco sulla tolda delle navi giapponesi, cagion ò numerosi casi di sordità, os:,ia ci nque dell'equipaggio del l'Joshino ed altrellanti dell'l tsticushima : snl primo di questi vascelli , nel bombardamento del 7 febb raio, non correano che ordini scritti, non ,·:i lendo più n·è la voce nè i portavoce.
Dal ·1° febbraio sino alla res;i , la lotta intorno a Vei- Hai-Vei si li mitò all'azione della flolla giapponese - la si tuazione dell'am· miraglio Ting, fu io quei giorni paragonala a quella di Sebastopoli nel ,1851-53. Il disegno di guerra dell'ammiraglio Ilo opponevasi a qual siasi usci La della squadra cinese, proponendosi di farla cadere per estenuatezza :· che se il primitivo pian o del maresciallo Oyama, che lìdava , snll'effello di un accerchiamento da mezzodì e da setLeotrione andò in parte fallito per la rovina dei forli di quest'ultima costa, fu nondimeno possibi le rimediarvi in parte, costruendo batterie improvvisate con morLai da centimetri 9, e moltipl icando gli assa lti torpedinieri. (i) Il generale Odera, <1uando fil colpito a morte, Slava ossen·ando 11 combatum(Ìnto da un poggio nelle a<llacenze di Poscieisu. Il gruppo d' ufficiali che l'attorniavano fu tosto preso a bersag lio dalle navi cinesi - un aiutante riregò il generalè di ri trarsi • da una posizione ta11to pericolosa: Non importa, egli ri spose, la morte guarda due volt.e in faccia ai valorosi prima di co lpirli !... Poco clopo una scheggia di granata lo uccise. (~) L'autore del libro Japa,i- China War, ha r itratto gli avanzi del forte di Lunvangmieu, con una bella fotografia cli due pezzi da centimetri 21 , rovinati con la rlinamite.
442
ATTORNO VEI- HAI - VE!
ATTO RNO Vl,J -H.U-VE\
Più largo campo d'os$ervazione offersero le torpediniere. Tutta la campagnn. ma specialmente· le operazioni di Vei-HaiVei, dimoslrarono a~ey,id,enza il grande valore dei siluri, al lorquando sono lanciati da ufficiali o da marinai ardimentosi e sperimentati - gli equipaggi torpedinieri dell'allacco manifestarono doti straordinarie - piccolo , indurito alle fatiche ed agi i sten li, i l marinaio ginpponese è torpediniere nato, Scendendo ai particolari 'del!' azione, fu osservato che i tu bi lancia-siluri da fronte, sono più utili e precisi che quelli da fianco - diflkilmenle si porse !,'occasione di lanci'a r due proiett.ili, ed in ogni caso, la torpediniera dovette per ciò accostarsi di soverchio alJa nave attaccata. Cosi avvenne alla torpediniera N. 23 , nel suo assalto notturno del 6 febbraio, contro la nave-scuola cinese Vei-Yuen. Migliori risultati s'ollennero invece dni tub i di lancio allogati sovr,1 affusti - il tenente Oda, comandante della torpediniera n. 23, nffermò che sen~a l'afl'.usto non sarebbe stato in grado di manovra re efficacemente. Altri particolari potrebbei·o ~pigolarsi ancora: sul maggiore o minore valore della specie dei si luri adottati (1), sulle precauzioni tolte dagli equipaggi giapponesi in combattimento, onde evitare errori, nolletempo; sugli espedienti atti a mitigar gli effetti del rigore invernale e dell' intemperie della stagione; ma tutto ciò pervade lo special dominio dellE: riviste tecniche na~nli (2). E qni ci arrestinmo. Ma prima di fipire, è giusto e doveroso porre a degno riscontro del valore e déll' eroismo dimostrato dnlla ~iovane marina giapponese, la pertinacia e la costanza dei difensori di VeiHai-Vei. La virtù militare dei cinesi, trovò il rno simbolo nella figura dell'ammiraglio Ting: egli fu il fondatore .. moral e della marina del Celeste Impero.
TA VOLA
I. -
Le difese di Vei-H~i-Vei.
I dati ufficiali cinesi dell'anno 1893, relativi all'armamento della piazza di Vei-Hai-Vei, dell'isola di Liucung, ed Jì, sono i seguenti; (1)
Locali tà
Peiscenzei ))
>)
Specie dei cannoni
N. 1
Cm. 24. - Lungo 35 calibri. Affusto a perno centrale.
2
Cm 24. - Lungo 35 calibri. Affus to a perno centrale.
2
N
.·J
N. 3
Cm. 24. - · Lungo 35 calibri. -
Affusto a perno centrale,
))
dei
Icannoni
2
Cm. 21. ., Lungo 35 calibri. -
Vangtuiai Tseszètai
!Numero
Fori.i
Affusto a perno centrale.
1
N. 1
2
Cm. 21. - Lungo 35 calibri. -
'Affusto a perno cent,rale.
2
N. 2
Cm. 15, - Lungo 35 calibri. Affusto a perno centrale,
1
N. 3
Cm. 15. - Lungo 35 calibri. Affusto a perno centrale.
1
Costa sett1mt1·i01iale.
Opere di Niufuntang
Cm. 15. - Affusto a. perno cen·
trale.
2
Cm. 12. - A tiro rapido.
Forte di Peiting.
2
Cm. 15. - Lungo 35 calibri. Affusto a pemo centrale.
Costa mer;dionale.
Forte di Lonmiozù
Romri, gennriio ,f 896.
Cm. 21. - Lungo 35 calibri. -
Affusto a perno centrale.
2
Cm. 15. - Lungo a5 calibri. Affusto a perno centrale.
2
Da 1·ipo1·taf·si
({) Erano .(li composizions Schwartzkolf e non siluri alla \Vitehead. (21 Un ()reve e completo ri?ssunto in materia, pubblieò la Revue Maritime et Cotonfale, nel fascicolo del rtecembre 1895. (Toro. CXXVII, 4H linaison), pag. 466·4i0, . s:
443
22
(i) In questa tabella sono compresi sç,ltanto i cannoni d'attacco e diicsa dl costruzione moderna, Krnpp, senza tener conto dei pezzl ad avancarica, nè di quelli da campagna .
•
144
Segue T A,·oL-\ I. Localil3
Forti
T .HOI.A
»
Forte di Sceihisu.
Forte di Jufuoling
Isola di Ji Isola di Liucung. Isola di Yeng·.
.
Cm. 24. - Lungo 35 calibri. Aff?sto a perno ceutrnlc.
4
Cm. 24. - Lungo 35 calibri. Affusto a perno centrale.
3
Cm. 28. - Lungo 35 calibri. Affus to a perno centrale.
2
.Cm. 15. - Lung·o 35 calibri. Affusto a perno centrale.
4
Cm. 12. - A til·o rapido - Affusto .i. perno cent rale.
2
Cm. 12. - Lungo 35 calibri. Affusto a perno centrale.
4
Cm. 12. - A tiro rapido.
2
Arsenale di Naokin. - A scomparsa.
2
Fabbrica inglese. - A scomparsa.
2
Cm. 24. - Luogo 35 calibri. Affusto a perno centrale.
6
'l'O'l'ALE DEI CANNONI
Squadra cinese del Nord.
(8quad1·a del Pei-Jang).
Specie della nave
ICavalli n
V:'il0 L'O
-., ' __,:, Vel_ c,t:1o- 1 e ·~0 -= ~ nolli
~-
22
Riporto
Forte di Sciopizù.
H. -
Numero dei cannone
Specio dei cannoni
Nomo
Forte di Lucheuzù
4'15
AT'l'O&NO VEI- llAl-VEI.
ATTORNO VEl-HAI-VEI
,
"'
1! I
0.1se,·vozioni
Ting-Yuen Corazzata a torri 6,000 14 l/i 7,350 14 Affondata, 5 febbraio 1895. Cen-Yuen 6,000 14 i;, 7,350 14 Arresasi. 17 febbraio 1895. Ching-Yuen Incrociatore co- 5,000 15 '/, 2,900 12 Affondata, 17 razzato febbraio 1895. Lai-Yuen 1,500 15 'I! 2 ,900 12 Affondata, 6 febbraio 1895. Incrociatore Chii-Yuen 7,500 18 2,300 l '1 Affondata, 17 settemb, 18!)4. Cing-Yuen 7,500 15 2,300 17 Affondata, 8 febbraio 1895. Tsi-Yuen 2,800 18 2,355 12 Arresasi, 17 febbraio 1895. Chao-·Yung 2,400 15 1,350 18 Affondata, 17 settemb. 1895. Yang-vei 2400 15 l/, 1,350 18 Affondata, 17 settemb. 1895. Avviso Tai-an 600 10 1,258 10 Mei-yun 100 8 570 8 Catturato, G mario 1895. Cannoniera Tsao-chiang 860· 9 950 I) Cattu rat o, 25 lug lio 1894. Min-tsc - 750 Catturato, 21 novemb. 1894. Cen-hai 480 9 950 9 Cen-tung 850 8 440 8 Arresasi, 17 !'obbraio 1895. Chen-tsi 440 8 Arresasi, 17 feb850 8 braio 1895. Chen-nan 440 s Arresasi, 17 tèb850 8 braio 1895. Cen-pei 350 8 440 8 Arresasi, 17 feb· braio 1895. Cen-chung 440 8 440 8 Arresasi, 17 fe bbraio 1895. Chen-pien 440 8 440 s Arresasi, 17 feb; braio 1895. Hai-Ching Nave scuola 1,450 Catt urato, 21 novem. 1894. Cvang-chio 1,296 15 Arenato e disti·., 25 sett. 1894. Cva.ng-yi 17 1,101 7 Arenato e distr., 25luglio 1894. .CVang-pirig - l 'i 1,101 'i Arresosi, 17 feb braio 1895.
-
-
-
53
-
•
t
-
-
-
-
.-.'l'TOR!'O VEl- UAI-V.EI
·ata. imperiale giapponese. Mlicata il 30 ottfJlJ?·e i894).
III. - Specchio dell'Ar (Ricavata dalla Statistica ufficiali
TAVOLA
=T-,. ~M
= = ==::== = ==;====== ===;= == = =;==== = =·8 Sq uadre
Servizio
I
))
• '
))
»
I
»
i ....
:-I o m e
/ Jn armamento
Squadra
I
Matsushima (stazionaria a Sasebo) Itsucbushima (stazionaria a. Kure) Naniwa. (stazion. 11 Yokosura.) Tac4achiho (stazionario a Sasebo) Chiyoda (stazionario a Xure) Takao (stazion. a Yokosura)
Guardacoste
Acciaio
.
\
ln disp~n ibilità
I
Nave-scuola In riserva.
I
/
Nave-scuola
.
\
Nave-scuola
l
I
Hashidate Fuso Tsukuba Yayeyama. }iusashi Amagi Atago Kanju
I
•
In disponibilità J.lì'ave-scuola In disponibilità Nave- scuola
Knre
I (
In riserva.
Nave- scuola
-
II
Yoshino Kongo Hiyei Tenryu Yama.to Tsuchushi
ll;J Hosho
b
Tateyama
Gu ardacoste Corvetta
-
Acciaio
Acciaio
Acciaio '
1
Acciaio Ferro
Acciaio c ferro
8
TOTALE
-
-
--
Ferro Acciaio
Tota le
Cos truzione dello navL
~E c)i c
42'18 1 5400
28
Hi
5
35
361
401
Francia, varata. uel 1890.
4i'78
5400
30
LG
3
33
316
352
Francia, 1889.
3709
'1604
10
19
2
32
32'1
361
Ing hilterra, 1885.
3709
'7604
1O
19
3
29
305
!'.13'1
Inghilterra, 1885.
~39
56'18
24
19
2
26
278
306
Inghilterra, 1890.
'i78
2332
5
2
22
202
226
Iokosura, 1888.
·--- - - -
.
.~ 1,191 34,018
10'i'
-
10 8 11 7 10
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Acciaio
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11-- --1--1-- . 6
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Acciaio e ferro
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447
ATTORNO VEl-HAI-VEI
446
Il
Avviso
--
-42-78-
5400
3'1'1'1 1978 1609 1502 926 622 8'1'7
3650 526 5400 ]622 '120
___ I______
I
l'i'
1'77
,
- --
I 1789
-:--:-1 --1--:--:I 1 I 2
, -
1983 179
23 8 19 15 10 11
221 111 209 132 92 91
251 126 230 148 103 103
3 2
17 39
184 270
204 321
1 'i 1 1
Hl 20 21 5
208 229 l '7'1
1 1
8 8 6
188 207 155 54 111
l
S)(i3 2 l Cannoniera ' 4 1 --- -1--- --- --- --- ___I__ - .---- - l5,569 18,281 82 8 ~ i 1033 1140
Iokosura, 1891. Inghilterra, 18'11. Indie ori,mtali, 1851. lokosura.. 1889. lolrnsura, 1886. lokosura, 18'i7. Io kosura., 1887. Onohama, 1887.
,___
~
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!1216 15968 ~284 26:35 ~284 2535 541 126'1 502 1622 ~372 . 2433 622 963
Incrociatore Corvetta. ))
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Incrociatore Cannoniera
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12
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126 96 51
87 45
1ug·hilterra, 1893. Inghilterra, 18'1'7. Ing hilterra, 188'1. Iokosura, 1883. Onohama, 1885. Ing·hilterra, 1880 Onobama, 1886. Onobama., 1888. Inghilterra, 1868. Kawasak i-Yd, 1880.
I . I ,. 1 "' rn'" 1452 ·
ANNO 1LI,
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ATTORNO VEI- HAI-VEl
ATTORNO VEI-JJAl-VEl
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Armata im beriale giapponese. (Seguito). g
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Navi scuola
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1
11
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10
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Jokosura, 1885.
186'1
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Iokosu ra., 1882.
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4
-
1
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1
8
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Iokosura, 1878.
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9
1
9
120
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Onobama, 1891.
~ 622 289
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2
l
8
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1217
5
1
11
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4
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99
---
I
-
-
lshikawajima, 1887. In gh ilterra, 18G3. Onollama, 1887.
--- - -- - - - - -- --- - -- - - 10,114 15461 56 87 951 8 856 -- ---- - -
--
20191 34018 107 8171 11000
50
1Ql120
65S2
55
667
659
4
2231
6363
15
920'7 3'7Ci91 llO
-
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-
-
-
17
1'1'7
1786
1983
10
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1165
1281
9
161
1288
1458
1
8
100
109
2
13
171
186
6
52
471
529
- -- - - - - - - - - - -
118'1 96263 341 ~526 9525.l 392
-
-
... Q.
8150
-
32 navi
Tot.ale 1893
-
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In disponibilità
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-
77'1 422'79
-
-
45
51'1
46
-
51
-
--- - 4981
5546
581
5403
5980
553
5122
5726
46
5'13
53'i2
5991
43
496
5360
5899
46
406
4912
5363
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450
TAVOl,A \". Specchio delle torpediniere dell'armata imperiale giapponese dal 1890 al 1893.
Anno
I Numero
Stazz:imento in tonnellate
Materiale
delle
t torpediniere
451
ATTORNO VlU- JlAl-VEI
.A'l'TORNO VEI-HAl-Vll:t
TAVOLA VI. - Flottiglia. delle torpediniere che parteciparono _a gli attacchi notturni del porto di Vei-Hai-Vei.
Ca l'all i a vapore P?'ima Jlotti glia di to,j)edini"e1·e. -
Comandante MocmKARA.
f
1893 1892 1891 1890
23 23 13 5
1,395 1,395 'i9:r--363
Acc.iaio J) ))
IH,308 13'308 . 6,29'7 2;09'i
)
28
Navi in cost?'uzione.
Materiale
Torpediniere e cannoniere. Incrociatori B Incrociatori e Avvisi.
Acciaio
IIStazza-I mento ; \'11porc
ca:alli
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Cantiere
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13
»
Saiki
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Tsuchiya
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0
I
20 28
39
16 lo
Seconda JtotUgli"a di tM'Pedz"1i ie?·e. -
54
35
54
35
ti4
Comandante FUJITA.
})
Comandante
Numero
.Equipaggio
I
I un<>hezza Stazza.mento o •/( Il) 111 metri ; tonnellate .i.
I
21
Pc1·sonalc n:1vale
·~ ;..
= °' -< Ammi uistraz'ione centrale . . . . Scuole navali . . . · Ammiragliato di Ioko, sura. Ammiragliato di Kure Ammirag·!iato di Sasebo Equipaggi . l° riserva navale. 2• riserva navale.
I I
I
501 8'1 13 54
,
I
I I 5
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26 l'i'9 4'i'9i , 16 '15 200 15 '78 1·79J 45 51'11,041 1 82 63 153 2'i 61 35:
1
--·-·---' --- TO'l'ALE ;-EL
1893.
Totale
Tota le
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1
1
1
1
-
153 318 313 80
91
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2,4'18 271 1 1,591 -202 1,303 Ì 42' 5 546 1'.856 .
1.759 1)00 1,031 3,943 1'558 451
-I
5'14
-
-
41 1 453 2,714 1,793 1,445 5,546 1,856 574
-1
i--
2'14 1;111) 21431 1.15 10,133 13,839 l,013,_14,852 -
- ,- - 1- -
54
35
Prwsonale dell'armata giappÒ1iese.
Grado
85 203
50 35
16 16
Kasama
Aprile 1894
1894 Ottob re 1895 » 1895
I
Ridejima
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I 5,0691
I
7. "' Stazzatnen to Equipaggio L.1HJ"lie· z_.... in · m n,ct, 1 1onnellatc
Tenente Oda
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Comawlante
Numero
,- -- - - --
I
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»
1
1'e,·za jlottigUa di tQ'J-pediniei·e. - Comandante, tenente di vascello Numero!
Comandante
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G
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Stnzamento gquip:iggio Lunghezza in 'in metri tonnellate
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35
51
Tenente Pukushima /
19,5
452
'.'IOTJZ!E POLIT!CO -M ILl 'l' ARI
453
« Il m:iuoiore Salsa fu ricevuto con Lutti gli onori e Yide il Negus, il ve quale pose per condizioni pcl' la pace l' abbandono dei nuovi territori occupati cd una radi cale rnodiricazione del tr~tlalo di Uccialli. « Il generale Baratieri, avut,ane comunicazione dal maggiore Salsa, rispose a Mcnelik che il governo italiano aveva acconsentito a trai.tare per la pace nella fid ucia che si sarebbe potuto fo r cosa gi usta ed utile per noi e per ì\l enelik; ma che le sue proposte non potevano essere accctlatc nè prese come base di discussione e che ognuno restava libero delle sue azioni. , Questo dispaccio ;;piegò molte co:;e che prima non si capiv:rno, ~peeialmente l' inazione del nemico; la rottur.1 delle 1.rnt.tative avvenute il giorno '1 2, fu il principio rli una situazione nuova . ~
NOTIZI E POLITIC0-~1ILITARI La guerra d'Africa ha coutinuato e conlinua ad essere oggetto di tutte le discussioni nella st.impa pubblica e nei crocchi privati, causa di tulle le preoccupazioni del paese. , Nell'ul!im:i puntata, a mez:r.o fohbra io, abbiamo lasciato i due ca\npi dì fronte; il nostro in buona posizione fra Entisciò ed Adigrat, a éavallo della strada Adigrat-Adua; quello nemico in buona posizione anch'esso fra Entisciò ed Adua. Noi avevamo agii avamposti la brigata AIbertonc composta <lei battaglioni indigeni colle due batterie indigene e le due batterie di cannoni a tiro rapido; subito appresso la brigata Daborrnida composta di tre battaglioni bersaglieri, il ballagliooc alpino e il bat1aglione cacciatori con sei batterie da montagna. Dietro ad esse la brigata Arimondi, col rimonente delle truppe; il quartier generale del governatore el'a dopprima ad Entisciò, poi fu portato ad Addibichì. Gli avamposti nemici stavano in vista; inn:Jnzi i corpi di Maconncn e di Alulà; poi, sopra un·e~tensione grandissimn, nella valle di Se.i quelli degli altri ras; al centro la tenda di .Menel ik e di. Taitù; più lontano parecchi chilometl'i, un altro campo, capace di trentamila uornini, cho aneorn adesso p.on sappiamo se fossero nuovi rinforzi venuti o trn ppe del campo prinçipale per qualche rnotivo distacca te. Il generale Baratieri aveva in line;i (oltre i presidi dei forti) vcntidui: mi la uomini e sess;inta pezzi ; molti l'infol'Zi erono in viaggio, albri sul punto di partire. Le forze del nemico venivano calcolate, su per giù, un centinaio di mila uomini. Le previsioni ernno incertissirne. I più si rrspcttavano prossima un;i battaglia. Si comprendeva che il generale Baratieri, tanto inferiore in forze stesse sulla difensiva; non si comprendeva l'inazione di .Menelik che nè attacca va su l fronte nè tent~va girarci sul lìanco, nè profìltava almeno del • tempo disponibile per farsi incoronare in Axum. fl :1.5 febbraio venne comunicato il seguente dispaccio. « Autorizza to dal Consiglio dei ministri, il generale Baratieri, aderPndo alla domanda di Menelik, mandb il maggiore Salsa al campo nemi~.
"
* "
Da quel momento il nemico non stette più fermo, ma le sue mosse furono lente, indecise, ora _in una direzione ed ora nell'altra, senza allontanarsi molto dalìe posizioni primitive. La mattina del '1 3 uscì dai suoi accam pamenti, come se volesse atLac-care. .Menelik ed i l'aS avevano 8piegato le insegne cli battaglia. Nel nostro campo le trombe suonarnno all'armi; in pochi minuti ciascuno fu al suo posto; per respingere meglio il nemico, si prese posizione ,avanzata su alcunAalture che sorgevano davanti al nostrn fronte. Il nemico venne quasi o tiro di fucile; poi improvvisamente si arrestò, i.udi a poco sparì nelle sinuosità del tel'reno. All' indomani (14), il generale Ba ralieri inviò una ricognizione, la quale ;ivanzatasi sul le posizioni giil occupale dal nemico, vide da lontano gli scioani che toglievano le ultime tendA protetti dalla cavalleria Galla e si spostavano in direzione di Adua. M{l poco appresso si fermarono, e nei giorni seguenti li troviamo quasi nelle antiche posizioni: Un'nlL1·a ricogoiiione dei nostri il 20 col'rente li trovò dopo pochi chilometri e ne seguì uno scambio di fucilate con parecchi feriti da una parte e dall'altra. .. Il 2-L si notò nei campi nemici un gl'an movimento. Dapprima si credette che parte del!' esercilo scioano si muovesse verso sud, poi si seppe che i corpi di i\lenelik e di altri ras si erano spostati in modo da presentare una fronte più estesn. A questi Qiccoli spostamenli non si potè assegnare altra causa, fuorchè 13 necessità di trovare nuovi pascoli alla grande quantità di n: uli che sono nel campo scioano.
454
NOTIZIE POLITICO-MILl'l'..lRI .
Nel pomeriggio del 22 final mente l'esercito scioano prese davvero una posizione nuova: tutti i corpi si riunirono nella conca di Adua, scostandosi così dal nostro immediato contat.to, e tenendo occupato il passo di Mariam verso il fronte ed il passo di Gusciorki verso il .Mareb. Il nostro campo in questo frattempo non si era mosso. e non crediamo che abbia a muoversi per ora. La posiz ione è ben provvista di acqu,a e tatticamente forti'ssima. Strategicamente fa sentire la sua influenza su A<lua nuova base del nemico e centro politico del Tigrè. Le forze mobili agli ordini del generale Baratieri, che erano 22 mila uomini a metà di febbraio, sono ora 25 mila. r Questo nucleo ben appoggiato ad ostacoli naturali e coperto sul fronte da fort.ificazioni e da nt1merosa artiglieria, non teme altacchi di nemico per quanto superiore in numero; l'ùnico punto debole sono le linee di comunicazione, minacciate da bande ribelli, da popolazioni insorte e · forse da qualche corpo nemico. )f
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Il 1/1: ,con ente, ras Sebath e degiac Agos nostrì' capi-banda defezionaros.o e nei giorni seguenti attaccarono ali' improvviso il colle dì Seeta a sud dì Adigrat e il passo di Alequa. L'inaspettato attacco produsse un poco di sconcerto nelle nòstre truppe da quella parte e diede luogo a vari combattimenti isolati che lìnirono colla dispersione dei ribelli. Ecco una rnccinta narrazione : Nel pomeriggio del :lft.. giunse ad Adigrat il piccolo posto del colle di Seew, dando notizie della ribellione. II colonnello -Ferrari inviò subito vtirso Seeta il tenente Cisterni con 60 Italiani, per riconoscere meglio che cosa fosse avvenuto. Giunto questi in vista del colle al cadere della sera fu accolto da fucilate, prese posizione ed aspettò il mattino. Quelle fucilate, udit.e da Adigrar, 'indussero il colonnello Ferrari a spedire il tenente De Conciliis con altri 3o uomini a rinforzare il Cisterni. li De Conciliis fu colto dalla notte prima di 1:aggiungere il collega; si . .fermò anch'egli ed altese l'alba. Ma all'alba ·si trovò attaccato e circondato. Il suo plotone parte fu massacrato, parte si disperse. Il De Conciliis feri to, cadde prigioniero o, come altri dice mori. Il tenente Cisterni, al.taccato e quasi circondato anch'esso, potè a stento salvarsi colla maggior parte de' suoi. · Questo avveniva. la mattina ,del 15. La sera dello stesso giorno il capitano l\foccagatta ch'era in posizione ad Atahei presso Alequà, mandò il tenente Cimino con 100 uomini del Chitet a rinforzan~ la !uardia
455
di questo passo in previ$Ìone di un attac<io, e nella notte spedì allo . allo ste.,so scopo il tenente Negretti con 60 bianchi. . Infatti all'alba seguente (16J i ribèlli coronarono le alture circostanti al colle e s' impegnò un vivo combattimento, nel quale trovassi involto anche il tenente Caputo che tornava ad Adigrat con una carovana di cammelli . I nostri cento furono sopraffatti dalle centinaia del nemico. J tenenti Cimino e Negretti perdettero la vita. Frattanto il capitano Moccagatta, ch,e .aveva ricevuto un biglietto del tenente Negretti chiedente soccorso, si era mosso col resto del suo riparto (:140 bianchi); rna avvicinandosi al colle e non sentendo più il rumore delle fucila;e, credette che il nemico fosse stato respinto, sicchè pare avanzasse senza misure di sicurezza ed anzi, ingannato da false apparenze. prendesse i nemici per amièi. A 200 metri dal colle il pelottoue di avangua rdia, accolta da una viva improvvisa scarica e minacciato da va ri gruppi sui lìanchi, ripiegò prima di poter essere sostenuto dal capitano Mocca11atta che veniva col ' o resto e che dovette limitarsi a copi·ire la ritirata cornoattcndo contro il nemico soverchianle. · Il generale Baratieri avuta noLizia di questi fatti inviò il capitano Odd9ue con una colonna composta della CJornpagnia del rnedesi mo .e frazioni di altre compagnie La colonna pal'li nella notte dal :16 al f 7 e giunse ver;,o mezzogiorno ad At.abei dove si fermò per raccogliere i dispersi della compagnia Moceagatta; quindi" il mattino del 18; unito a questi, attaceò il colle cl: Alequà occupato da 500 ribelli, e costrinse il nemico ad abbandonarlo dopo vivo combattimento. L'affare era press'ochè tìnito quando =!?iunse il 7° battaglione indio0 eni comandato dal maoç o giore Valli. Nel coniplesso di questi cocnbat.timentì, noi abbiamo ·avu10 97 morti, 30 feriti e 40 prigionieri. Le perdite del nemico pa re che non sieno minori. •
I ribelli battuti ·a sud di Adigrat girarono ad est del for te e si po rtarono a nord, nel!' Agamè, sulle nostre linee di comunicazione. · Quivi regnava già nella popola1,ìone grande · fermen to contro di noi; l'arrivo di questi ribelli comandati da capi del paese diede all'insurrezione una gran spinta. Le nogtre. linee telegrafiche furono più volte interrotte; le linee di vettovaglia mento minacciate. Importanti misure
456
NOTIZIE P0L1TIC0-ll1ILlTARl ·
di sicurezza e di repressione dovettero essere prese. Fu posta guarnigione in Debra-Damo e i\lai-Marat. Il colonnello Stevani con tre battaglioni ed una hatteria dovette più volte percorrere questa o quella strada per mantenerla s.gomlmi; vi furono pure tra i nostri ed i ribelli v:1ri piccoli scontri. Questo stato di cose richiedeva energici provvedimenti anche da parte del · governo, importando som mamente che il corpo del generale Baratieri, raceolto nelle posizioni che abbiamo indicato . 11011 corrà pericolo per le sue retrovie o non sia costretto ad indebolirsi _cfoll' invio di distaccamenti per guarda rle. ',, · Fino dalla metà di febbraio, su richiesta del generale Baratieri, ora stato disposto per l'invio in Africa di rilevanti rinfor7i come abbia mo detto nella precedente puntata . Una parte di questi (il 4° bersaglieri d'Africa, il 23°, 24° e '25 fanteria d'Africa} partirono il '14 febbraio; gli altri nella corrente quindicina. li :1.7 salparono da Napoli due batterie da montagna e tre ballaglioni (26°, 27° e 28° fanteria d'Africa); il 19 'gli ultimi. tre del gruppo (29° e 30° fanteria cl' Africa e 5° bersaglieri). Queste spediziom rii truppe furono intrarnezz.ate con corrispondenti spedizioni di materiale. Il primo dei suddetti scaglioni, rimasto fermo quasi due giorni nel canale di Suez per ostruzione prodotta da un arren,amento, è giunto a Massaua il 25 corrente; gli altri stanno per giungere · Si credette per un momen~~ che questi rinforzi bastassero; ma la defezione dei capi-banda e l'insurrezione nell'Agamè e sintomi non troppo ras~icuranti dalla parte dei Dervisci mostrarono l::t necessità di nuove e non piccole spedi1.ioni di materiale o di uomini.
'
Venne pertanto disposto che tra il 26 febbniio o il -1° marzo partano da Napoli per .Magsaua altri dodici hattnglioni e qunttro batterie. Di questi dodici bauaglioni quattro saranno dati dai reegimenti nlpini. Avranno tutti la forza di 800 uomini, oltre 80 1:onducenti, e saranno ar. mati del nuovo fucile. Le truppe ultime partite e quelle che stanno per partire' hanno specialmente il còmpito di assicurare lo retrovie ed, eventualmente, una parte di esse sarà forse destinata a fare fronte alle minaccie dal confine occidentale. Qt,esto còrnpito essendo essenzialmente diverso e, fino nel un certo segno, indipendente da quello del corpo raccolto nel campo del generale
457 Baratiel'i, dette truppe verranno riunite sotto un comando speciale al quale fu preposto il gc~nerale Heusch. Esse formeranno una divisione: quelle del genel'ale Baratieri un'altra. · Si parla di mandare in Africa un comandante di corpo d'armata che abbia la direzione suprema. Al_ m~mc~to in cit} scl'ivittmo (2(-i febbra io) le. cose sono a questo punto. Gh Sc,oam raccolti nella conca di Adua spingono ricognizioni fino oltre il M:creb, mir~n~o a Godofelassi; l' insunezione protegge il loro fianco de~t.ro. l Derv1s~1 hanno fatto untt piccola escursione contro i posti milifan che sorveglwno le nostre coltivazi(mi nei dintorni di Cassala. Acèorsa una nostra compagnia indigena, dopo hreve combattimento, costrinse il nemico a ritirarsi. Le perdite nostre sono dieci morti e 6 feriti. 11 nemico ebbe ci1·c:-i ottani.a fra. morti e feriti. Si calcola che le forze nemiche attaccanti fossero GOO fonti e ùOO cav3. lieri. Essi farebber? parte del corpo che si tro~a ad El Fascer il quale ammonterehbe a cinquemila uomini. . Non è da esagerarsi, 1_nt neppure da trascural'si questa nuova minaccia. Certo i ~~rvisci son~ m,1\e armati, alcuni solo di lancia, gli altri di pessimi f~c1li; Cassala e al sieuro da ogni attacco di questa gente. Ma bisogna unped1I' loro di fa re escursioni sul nostro territorio, materialo1ente e owralmente dannosissime, specie in questo momento. NO'I'IZIB POLITICO -Mil,ITARI
Ecco le pl'incipali disposiiioni d'interesse rnilititre emanate nella quindicina: Vonn<-: da~o preavviso cht; nell'anno · scolastico :1.896-97 potranno essere ammessi al corso speciale dei sottufficiali presso la scuola milit.a re. 100 nuori allievi, dei quali 80 aspiranti alla carriel'a delle armi combattenti e 20 a quelli!, nel corpo di commissariato militare e nel corpo çont::i bile. milita re. 1 posti disponibili per gli aspiranti alla .Ca\'l'i.era nc~lle armi combattenti sono così l'ipartiti fra le vario anni: ~6 per l'arma di fanteria, 12 per l'arma di artiglieria, 6 per l'arma di cavallel'ia, 6 per l'arma del g~nio . I 20 posti n disposizione p1:r gl i aspirant.; commissari, e contabili sono cosi ripartiti: 4 per gli aspir:inti commissa ri, -lù per gli aspiprnti contabili.
45R
NOTIZIE POLITICO-MlLITARI
· r posti disponibili in ciast upa arma e corpo potranll8 essere concessi, fino a concorrenza della metà, a sottufficiali provvisti di licenza liceafo o di istituto tecnico con dispensa da t.utti gli esa.mi. - Saranno pure fatte ammissioni di allievi alla scuola militare e al1':rccademia rnili1are, con le seguenti norme: Tenuto contq di ciò che si è verificato negli anni decorsi nei quali il numero dei concorrenti per titoli superò di gran lunga quello dei posti disponibili, e per evitare che le esclm,ioni avvengano unicamente per sorteggio, si lim.ita il concorso esclusivamente fra i giovani provvisti di ìicenza cti liceo o d'istituto tecnico e si sottopongano tutti, sia · che .concorrano per l'una o per l'altra di dette amm issioni, ad un esame speciale da servir cli b~se alla classifìcm:ione J,oro e pos,~ia all'ammissione, feC!no rimanendo l'obbligo dell'esame complementare pei concorrenti ali~ ammissione all'accademia militare. Il tempo uti le per presentare le domande·e documenti relativi è: dal 1° maggio al 5 agosto. Il numero d1 allievi da ammettersi in ciascm~ delle accennate scuole sar~ di: '170 nella scuola milita rn; 70 nell'accademia milit~re. - Venne dato preavviso dei cambi di guarnigione che avrnnno luogo ucl corrente anno, riservandosi il Ministero di emanare ulteriori dispogizioni per la loro esecuzione. . - Un R. Decreto ha stabilito che la somma da pagarsi al tesoro dello Stato per cont.rarre l'arrolamento volontario di un anno nel_regio esercito, per l'anno 1896, è stabilita in lire milleseicento per l'arrolamento nell'arma dì cavaileria ed in lit'e 1nillediiecento per l'arroìamento nelle altt:e, armi. Roma, 29 febbraio '1896. X.
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NOTIZIE . MILITARI ESTERE
INGHILTERRA.
La marina nel 1895. - L' Inghi lterra ha ben ragione di essere soddisfatta dei progressi introd,otti nella marina da guerra durante l'ànno decorso. Per ciò che riguarda il materiale ed il personale s'introdussero aumenti non indifferenti ed ò per · la prima volta in questo secolo che il bilancio della marina ha superato quello del la guerra. Si temeva in principio dell'anno che il governo passato, sotto l'influenziì diretta del cancelliere dello Scacchiere che mirava alle ~conomie, non avrebbe messo ad effetto le innovazioni progettate, ma ciò noi) avvenne. Più di 6,000,000 <li stei'line furono votate per le nuove costruzioni, :1,000,000 ci rc:i cli più della somma votata l'anno precedente. Il personale ammontò ad 88,550 ufficiali e soldati ve1-ificandosi così un aumento di 5450 sull'effettivo dell'anno precedente. Molto materi~Je da guerra fu acquistato pel rifornimento delle piazze di Port:,mouth, Portland, Gibilterra, Dover e Hongkong, cosicchè si è provveduto largamente alle esigenze della mar.ina. In quanto poi al modo col quale funziona l'amministrazione dell'ammir~gliato basterà notare che la riorganizzazione del Ministero della guerra è stata modellata con quella dello ammiragliato. Il numer; delle nav) varate, comprendendovi anche l'utilissima classe di navi denominata arieti'-t0171edinieri, fu rilevante davvero. · Tutte le n:ivi da · guerra comprese nel programma Spencer, ad eccezione di Mars , che pe!·ò è molto avanti nella costruzione, sono gia al mare. La costruzione della 1'1~jestic e della Jlfa,qnificent compiutasi in 24 mesi è un esempio abbastanz~ eloquente e che dimostra con quale sollecitudine si è intrapresa l'opera. La Prince Geo·1:qe, la Vict01i~us e la Renowh saranno terminate in quest'anno e la costrnzio1fe dello Il-
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N01'lZJE MlLlTARI ESTERE
.... lnslrio1is, Ceasar, flcinnibal e Jupiter sono pure avanti. Per quanto n guarda la costruzione degli incrociatori, questa non lascia nulla a.desi derare. Il Terrible ed il Powe1ful furono pure varati. Si è messo pure mano alla costruzione degli incrociatori di prima classe progettati nel progn1mma. L'incrociatore· di terza classe Pelotus sari1 fra breve varato a Sheerners. Per ciò che riguarda il personale, a cagione del forte incremento dato alla costruzione delle navi da guerra, si cominciava a sentire la scar sezza di ufficiali inferiori, ma si è provveduto prontamente ed abba stanza hene coll'ammettere nella marina un centinaio di ufficiali scelti dalla marina mereantile e dalla riserva navale. Questo provvedimento t:he era d'altra parte indispensabi!e incontrò qualche opposi/ione, ma dopo avere esperimentato questi ufficiali sembra che le autoriti;"·.,�avali non sbagliii rono nello 11mmetterli. Si promulgarono pure nuove regole per l'ammissione e l'istruzione del personale sia nella riserva che nelln forze regolari della marina e sombra che queste rispondano allo scopo desiderato. In ultimo, per quanto riguarda il materiaie ed il personale • fa duopo accennare che la squadra del canale colla aggiunta delle navi ammiraglie JWa;jestic e iltagnifìcent e coll'avere sostituito l'End?fmion colla Btak ù divenuta la più bella squadra del mondo. Prima che il corrente anno termini anche quella del Mediterraneo verrà rinforzata. È vero che la marina non è �ncora potente per quanto richiedereb bero gl' interessi dell' impero, pero si attende con fìducia che tra non molto che il gow-ll"no provveda ad un più note..,ole aumento della me desima. Tuttavia attualmente essa trovasi più in quello stato d' impre parazione che caratterizzava la posizione difensiva dell' Inghiherra di dieci anni fo. Al presente essa non avrehbe nulla a temere qualora la sua flotta fosse chiamata a rispondere allo scopo per cui essa esiste.
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Promoz·ion-i avvenute r1etl' esercito fnm,:ese durante -il 4° trimcs/;re 1895. ~:.::.:::-~. ..:. .. :.:x:=.e: -· -
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NOTIZU. MILITARI EST ERE
NO'l'IZIE MILITARI ESTERE
ROMANIA -
ll mwvo ca7Jo di stato maggiore. - Con decreto del 30 novembre il generale di divisione Barozzi Costantino, comàndante il III corpo d'ar;na ta, è stato nominato capo di stato maggiore cieli' esercito (Monit. Ostei, N. 51.). · Promozione del principe el'editario. - Con decreto del 27 dicembre il principe Ferdinando, comandante il 4° reggimento Rosciori, è promosso co.lonnello e noininato comandante del reggimento stesso (Monit. Ostei, N. o2) . Promozioni e nomine di genera.ti. - Il generale di brigata ~ilat Costantino, comandante i\ IV corpo d'armata, è stato promosso generale di divisione e nominato comandante del III corpo d'armata____(jl!onit. Ostei, N. 52). \_~ Jstitu;ione di depositi del genio. - Allo scopo di provvedere di strumenti da zappatori i reggimenti di fonteria e di cavalleria sono istituiti due depositi: regionali. Il i O deposito (presso il :lO reggimento del genio) fornisce i corpi d'armata I e Il e le brigate di cavalleria 1• e 2"; il 2° deposito i corpi d'armata III e IV, la divisione della Dobroja, le brigate di cavalieri.-. 3• e 4a e la divisione autonoma Rosciori. Pr~sso i depositi stessi viene conservato il carreggio componente i pa rchi rii corpo d'_arrnata, e cioè: presso il _deposito regionale del i O reggimento del genio il carreggio dei corpi d'armata l eJI, e presso il deposito del 2° reggimento genio iJ ca rreggio dei corpi d'armata III e l V. Il ca rreggio con esplosi vi delle brigate di. cnvalleria I e Il è conservato presso il deposito regionale del '1° reggiine_nto genio, e quello delle brigate di cavalleria III e IV e della divisione autonomn Rosciori presso il deposito del 2° reggimento genio. Per la conservazione degli strumenti da zappatori come pure del materiale necessario ai diversi lavori di difesa e al mantenimento dei lavori di fortificazione sono istituiti depositi del genio da fo·i·tezza, unÒ per la piazza di Bucarest e uno per ogni' fronte fortificata della regione difensiva di Focs~ni-Namalosa e Galatz (.Monit Ostei, N. 48, parte wpplernentare N. 26). Le scuole d'artiglieria e ,qenio. - Il Monit. Ostei, N. li8, dà la trascrizione de.I nuovo regolamento provvisorio delle • scuole ·d'artiglieria e genio , . Queste· scuole, hanno sede a Bucarest e sono: a) scuola mili tare d'artiglieria e genio; b) , d'applicazione d'artiglieria e genio;. c.) » superiore d'artiglieria e genio; d) » militare di ( guardie » (capitecnici, ragionieri, assistenti) d'artiglieria e genio.
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La scuola m-il-itcire d'a:rti_qlieria e gen-io è destinata al reclutamento degli ufficiali di queste armi. L'e~·ettivo degli allievi è fissato dal bilancio. Il corso degli -studi è di 2 anni. Al fine del pl'imo anno di studi gli allievi sono ripartiti fra le due ttrrni, a norma delle esigenze, dest.inandone per .regola 3/~ ali' artigliel"ia, i / 4 a\ genio, probabilmente dietro spontJnea do· ·manda . Compiuti i due anni di corso, gli allievi s,ono promossi so ttotenenti nei reggimenti d'artiglieria o del genio, dove prestano un servizio effet.tivo di un anno e quindi sono· ammessi alla scuola d'applicazione. Alla scuola militare.d'artiglieria e genio svno ammes:;i per concorso: a) gli alliev i di scuole di figli di militari, i quali durante il corso · quadriennale hanno riportato nelle matematiche. una media generale di O punti aln1eno; b) i sottufficiali di ogni arma, che hanno prestato l~devole servizio .di 2 anni presso le truppe; e) gli allievi con attestato della 7a. o 6a classe dei licei dello Stato che hanno da 18 a 2·1 ,rnno di età . Ogni allievo ammes_so alla scuùl~ militare d'artiglieria e genio contrae l'obbligo di servire yornc ufficiale fino all'età di 50_anni . La smwlli d'applicazione d' artiglierili .e genio ha per iscopo di completare l'istruziòne teorica e pratica degli ufficiali d'artiglieria e genio. L'effettivo degli ufficiali allievi è fissato .dal bilancio. Il corso degli studi è di '2 anni, compiuto i! quale gli uflìciali allievi, a norma delle vacanze e della classificazione sono assegnati ai vari reggimenti d'artiglieria e del genio e della flotti glia (come ufficiali d'artiglieria), a non vengono destinati ad altri servizi .se non dopo 2 anni di servizio effettivo p~esso le truppe. Alla scuola d'applicazione d'artiglieria e genio sono ammessi solt.anto gli ufficiali di c1ueste due armi che hanno terminato i corsi della scuola militare d'artiglieria e genio che hanno pi·estato un servizio effettivo di un anrio presso la truppa: La swola sur,eriore d' artiglierici e _qenio ha lo scopo di formare gli uf ficiali tecnici ùi queste due armi. Il .corso degli studi è di un anno, compiuto il quale gli ufficiali sono mandati negli stabilimenti e fabbriche estere per la durata di · 6 mesi ad. un anno . · Alla scuola superiore sono ammessi, dietro domanda volontaria, soltanto gli ufficiali: " a) che nei corsi di matematica della sc\10la militare d'artiglieria e genio hanno ottenuto una media generalé di 1.o punti ed in nessuna hia-teria mai meno di 12 punti; b) che nella scuola d' applicazione d'artiglieria e genio hanno ottenuto la media generale di U.J punti ed in nessuna materia mai meno di 12 punt-i; 31 -
ANNO Xl. I.
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NOTIZIJJ. mLITA.Rl ESTERE
e) gli ufficiali che a tale effetto sono rnccomandati in modo speciale al comandante la scuola, il quale a questo .riguardo si regola. dietro il consiglio dei professori e l'approvazione della commissione d'esami. La scuola militare dì ,guardie 1l'arti,qlìeria e ,qenio è destinata a fornire gli ufficiali guardie (capitecnici, assistenti, ragionieri) necessari ali' artiglieria e al genio. . L'effettivo degli allievi è fissato dal ltilancio. Il cprso degli studi è di. 2 anni, compiuto.il quale gli allievi sono promossi guardie di 3• cl:isse l'artiglieria e del genio, a norma della classificazione fatta. alla lìne dell'anno di corso (per regola¼. all'artiglieria e !/4· nel genio). A questa scuola sono am messi senza concorso: a) gli allievi che hanno compiuto i corsi delle sc~ole dèi, Qgli d~ n1ilitari; _ , '"'· b) i giovani con licenza liceale che hanno da _18 a 21 anni d'età. Vi sonp ammessi senza concorso: a) i soùuflìciali che hanno compiuto i corsi della scuola preparatoria dei sottullìciali a Bistriza; b) i sottufficiali d'ogni arma (o assimilati di ogµi serviiio) che hanno· 2 anni almeno di·grado; e) gli allievi di una seuola di commercio di 2° grado almeno, o del 6° corso almeno dei licei dello Stato, che hanno dai 18 ai 21 anni di etù. Il personale delle scuole (comune a tutte) è il seguente: '1 colonnello (o tenente colonnello) d'artiglieria o del genio, comandante ·delle scuole; ,t tenente colonnello (o maggiore) d'artiglieria o del genio, aggiunto del comandante e direttore degli studi delle scuole; 4, capitani, ispettori degli studi, 1 per ogni scuola; ,t capitano, cornandante l,1 compagnia degli allievi; 9 capitani, professori .o aggiunÌi; 5 tenenti (2 per la scuola militare d':1rtiglicria e genio, 2 per la scuola militare di « guardie ~. '1 comandante del plotone dì truppa); ti. « guardie » (1a e 2• clas5e) d'artiglieria o genio; i medico; :i veterinario; 2 contabili (d'artiglieria e del genio); 2i professori titolari; '12 » aggiunti; J.2 individui del personale civile; J.63 » del personale militare di truppa.
NOTIZIE M ILITARI ESTERE
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Personale dei consigli, comitati e commissioni consultive. - Secondo il 1lfonitorul Ostei N. 55 (23 dicembr·e 1890) il personale sottoindicato componesi come segue: Consiglio supnmo 1li gutrra: generale di divisione C. Pilat, comandante del Ili corpo d'armata; generale di brigata L. Iarca, comandante del IV corpo d'armata; generale di brigata i\f. Pastia comandante la regione for li fieata Focsani-Galatz. · · Comitato tecnico consultivo di stato maggiore: generale di divisione C. Ba rozzi, capo di stato maggiore dell'esercito; maggiore L. :\favrocorda t, direttore degli studi della scuola superiore di guerra. Comitato tecnico consult·ivo di fanteria: colonnello A. Angelescu, comandante la seuola degli ufficiali. Comitato tem'l'icÒ consiiltivo d' artiglieri<i: colonnello G. l\laresh, direttore dell'arsenale dell'esercito. Comm:issione delle scuole: generale di· divisione C. Barozzi capo di stato maggiore dell'esercito. Commissione mista delle comunicazioni: generale di divisione C. Barozzi, ca po di stato maggiore dell' ese1:cito; D. Saligny direttore generale delle strade ferrate. · Liste d' nvanzaniento pel 1896. - Vi sono inscritti: Fanteria.: · 33 sottotenenti, 37 tenenti, 26 capitani, 18 maggiori, 7 tenenti-colonnelli, per l'avanzamento a scelta, e 81 sottotenenti e 32 tenenti, pe;· l'avanzamento ad anzianità. Cavalleria: '17 sottotenenti, H tenenti, 6 capitani, 4- maggiori e un tenente-colonnello per l'avanzamento a ,celta, e 30 sottotenenti e 15 tenenti per l'avanzamento ad anzianitii . ., Artiglieria: 15 sottotenenti, 24 tenenti, W capitani, 7 maggiori, 3. tenenti-colonne/li per la promozione a scelta, e 2'1 sottotenenti e 8 tenenti per l'avanzamento ad · anzianità. . · Genio: :i sottotenente, g, tenenti, 5 capitani e 3 maggiori per l'avanzamento a scelta, e 2 sottotenenti e ,4, tenenti per l'avanzamento ad anzianità (Jlfonitorul Ostei, '23 dicembre, N. 55). Modificazione al re,qolamento per la scuola.dei fig li di militari. - Secondo il nuovo regolamento (llfonitorul Ost{)i, N. -1, 1896) le « Scuole dei figli di militari » sono destinate. all' istruzione ed educazione dei figli di mi li tari di.ogni grado, e servono pure ad impartire, a tutti quell i che desiderano di abbraceiare la carriera militare, una istruzione generale e nello si.esso tempo preparatorie per l'ammissione alle scuole di fanteria e cavalleria, d'artiglieria e genio, d'amministrazione e di medicina. Il corso d'istruzione (della durata di 4 anni), interamente uniformato a quello stabilito dai programmi d'insegnamento . pei lfcei dello Stato,
~OTIZlE MILITARI ESTER&
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NOTLZIE MlLl'l'AlU EST&RE
comprende: religione; lingua romana, francese e tedesca; geogl'afia; storia; facoltà giuridiche (dil'itto amministrativo e costituzionale, economia politica e nozioni di fìnanza); fìlosofìa ; matematiche; applicazioni relative all'aritmetica, geom".ltria, algebra e trigono met1'ia; ·fisica, zoologia e bo tonica, chimica, geologia e rniner::tlogiu; calligralìa; disegno; esercizi corporali (scherma, ginnastica, ballo e c.1nto). Comm·issione permanente m-ista delle comunica::ioni e trasporti. - Il Afon·itor-ul Ostei \\. 4 pubblica il nuovo regolamento sul!' orgunizzazione e funzionamento della « Commissione permanente mista de.Ila comunicazioni e trasporti • . La commissioue in tempo di pace si compone com<:' segue : c~po grllo stato maggiol'e dell'esercito; lspettore del genio; Ispet.tore d'al'tiglieria: Co:nandandante della nouiglia; Intendente generale; Capo del servizio sanitario dcli' esercito; Capo della 2a sezione dello stato maggiore; Direttore generale delle fcrro,·ie dello Stato; Un ingegnere, delegato d,11 :Ministero dei lavori pubblici; Un ispetto1·e amministrativo, delegato dal Mini::.tero dell'interno; Un delegato della direzione generale dei telegn11i e poste. La commissione sopra detta si occupa della compilaiione e determinazione di tutte le leggi e' di tutti i regolamenti relativi ai mezzi· necessari pei grandi trnsporti dell'esercito in tempo di pace e di guerra, sia por la mobilitazione, sia pel concentl'a mento dell'esercito in date zone del tenitorio. Essa studia e propone quindi al Ministero della guerra tulle le riforme e migliorie relative al 11!-antenimento, all'orgauamento ed alla creazione dei mezzi necessari di trasporto e di comunic:1zione necessal'i da! punto di vista militare, e 1:ioè: 1° costruzione di strade ferrate; 20 organizzazione delle stazioni ferroviarie e strade d'accesso necessarie agli imbarchi e sbarchi delle truppe; 3° costruzione di stazioni da eseguirsi secondo i bisogni dell'esercito; ff 0 costruzione e conservazione dei lavori d'arginatura; o0 lavori per regolare i corsi d'acqua navigabili; 6° lavori necessari ai porti fluviali o mal'ittimi; 7° mantenimento dei valichi di montagna. RUSSIA.
Risnltati della. leva 1895. - Secondo le indicazioni del l\Jinistero de~rli interni, 982,227 individui avevano raggiunto l'età prescritla per la le~a (oltre a 25,318 indigeni del Caucaso). Di questo totale furono ammessi
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in servizio 272,992 individu i (oltre 274!1 indigeni del Caucaso). I l'enitenti furono in numero di 30,498, dei quali 7524, israeliti. Uniforme dell'Opolcenie della Polonia. - L'uniforme (e l'equipaggiamento) degli individui appartenenti alle ,lrusgine a piedi della milizia (battaglioni) ù eg uale a 'luella prescritta pei ti,: reggimenti della fanteria di linea (1), colla v~riante dei seguenti distintivi cli milizia ·: a) controspalline rosse (letteralmen te vwniglie) (per .gli ufficiali, in oro su fondo rosso) col numero della <lms9ùui; b) cinturino ros3o di cashmir per gli ufficiali e feldwebel, di tela « kumasc » pei militi; e) copri-capo con visiero e croce (pei non cristiani placca) superiormen1e alla fascia, per gli ufficiRli con coccarda sopra la fascia ( Pri/cas N. 297, i8t)5). Passeggiate ii1vernal·i. - Il 16 gennaio (u. s:) lo truppe delln ci rco:scrizione militare di PictroLu rgo inizia1·ono la serie delle a: passeggia te militari inverna,li » accompagnate ·da manovre con tiro a bersaglio, costrnzione di trinceramenti di neve, applicazione di telegrafi da campagna e di sistemi di segn,alazione. · Nella seconda passeggiata militare (23 gennaio) si eseguironù monovre a pal'titi contrapposti . Durante tali esercitazioni gli esploratori dei due partili fecero largo uso di rachette, essendo queste il solo meuo per esegu ire ricognizioni sopra spazi coperti di un grosso strato rii neve, nel 'l ualc i cavalli affondano fino al petto. Nuove strlUliJ f'errate. - Dal mese di dicembre ultimo scorso vcnnorù aperte all'esercizio le seguenti lince ferroviarie: 1
Svienzani-f>ostavi ( fcnovia Pietrobu rgo- V arsa via) km . 236)' (2) . Vo1·osba (ferrovia Mosca-Kiev) a S1J1·eclina-Bud,i, a » sc:i rlamento ridotto ( n. 2(~8) Ekaterinbul'g-Celiahinsk(versanteorieutaleclegli Urali) , (n. 2o5) . Ob (destrn del fiume Ob). BolottWùi (Siberia cen)) trale) (n. 3-1896) . • Balasciovo-mwrkov (n. 4). , Buzaùwo Pe11za (n. :I.) . Talavaia-Biitirl-inovka (l'errovia Kharkov-Balasciov) (n. 28) . Tmmnersfor:,-Bier11ebol'9 (Finlandia) (n. 5) . Totale km. (n.
(I) Cioè fascia clel herrètto e moslrine del col!ello di color ,·erde. (!) N. della circolare.
,126 150
242 '126 665 138
39 ¼630
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE
Strada (erratii della ./J;/1.indciuria. -- Il Novoù V1·e1n-ia (6-18 febbraio) infornia che il ministro delle comunicazioni intraprese in viaaO'io per Krasnoiarsk (Siberia) per trattare cogli ingegneri la costruuone di una ferrovia a traverso la Mandeiuria. Questa- ferrovia staccandosi a Stretiensk dalla grande linea de!!~ Siberia, toccherebbe Zizik~r, ·dove bipartendosi, da una parte condurrebbe verso est a Vladivost0k, e dall'altra verso sud a Port-Artur. La ferrovia sarebbe costruita da una compagnia francese d' accoido probabilmente col nuovo banéo russocinese. Quattro nuovi vapori 7m: la fl~tta volontaria. - Viene riferito che il nuovo vapore oceanico Kherson della flotta volontaria russa (Mar Nero) arriverà dall'Inihilt,erra ad Odessa nella primavera prossima. Questo.vapore è del tipo degli incrociatori mili.tari. Tre altri vapori della 'tlo.tta volontaria l' Ekaterinoslav, il VoronesfJ ed il Kiev in costruzione in I~ ghilterra,_ saranno pronti e potranno cominciare a'servizio nel prossimo autunno (Joiirnal de St. Petersbowy, 23 l,{ennaio, n. 21). . 10 nuove to1'perfinùwe. - Secondo il Kro'nstadski l'iestn,ik (Messaggero d1 Crest;,dt) attualmente sono in costruzione 10 nuove torpediniere del tipo Pernau nello stabilimento deJJa Neva, Due di queste sono già st~te varale ·e munite d'una parte delle loro macchine. Due altre, ancora in canliere, sono pronle ad essere messe in acqua. Le altre sei .~ono in via di costruzione. Tutte dovranno e~ser pronte pel rn maggio. Nuova nave-tmsporto. - Lo stabilimento stesso (della Neva) ha inoltre ricevuto l'ordine d'una nave-trasporto (di iOOO tonnellate con macchine della fo1·za di 1000 cavalli) del tipo della eannoniera Otvashni, e ne ha già mtrapresa la costruzione. ' · A1.imento della 'flotta di CO'lmnercio. - Risulta (Journal <le St. PetersbQur_q, n. 8) che la flotta d1 commercio russa impiegata pel servizio delle comunicazioni coll'Estremo Oriente, nella prossima primavera sarà aumentala di cinque' nuovi vapori o'ceanici: Volga, Urngan, Kiev Bo- , gotù- e Ko1'eietz. Uno di questi v:1peri si costruisce in Russia, due in Sv0zi,1 uno in Francia ed uno in America.
venga addimost.rata da un servizio realmente eseguito. Vi sono nell'esercito più di 4000 ufficiali e soldati che sanno valersi delta bicicletta corne mezzo di trasporto. Gli ufficiali e gli uomini del reggimento in quistione dovrebbero essere acfuratamente scelti tra i piu abili a servirsi di questr1 macchina moderna, 1~d io raccomando di autorizzare i trasferimenti necessari aH'uopo, nel più breve tempo possibile. La bicicletta ha dato ottimi risultati nelle ricognizioni delle diverse regioni del paese ed io ho l'intenzione d'impiegare su larga misura le truppe stazionate nei differenti posti militari alla pratica di marçie e ricognizioni così eseguite, in modo ria far loro conoscere intieramente il paese da essi presidiato, in isper,ial modo il caratte~e topografico, la condizione delle strade, le risorse di ogni genere ,e tutti i dati impo'rtanli dal punto di vista militare ». Gli effettivi delllt marina. - Dal rapporto del ministro della m:1rina per l'armo !89o si rileva, come sempre, che la marina degli Stati Uniti è -<lelìcente di marinai. H ministro dichiarò con ragione che non vi è nessuna nazione così ricca in materiali da guerra, la quale sia così poco capace, per mancanza d'uomini, di armare facil mente le sue navi. In con,clusione domanda l'autorizzazione di reclutare 1000 marinai in più, misuru che sarà appena sufficiente'. S'impiegheranno d'ora innanzi i « Marines )> (fanteria di marina) al servizio dei pezzi: ufficiali e soldati faranno cosi il servizio eia cannonieri a bordo, cosa che permetterà di poter dispone dell'equipaggio al servizio « marino >i propriamente detto. Il sopracitat(J rapporto fa rilevare la necessità di un pronto aumento della !lotta, speci11lmente in cornzzate e torpediniere. Il numero assolutamente scarso di questi ultimi, paragonato a quello delle altre nazioni, -dimostra come si:1 assolutamente indispensabile di costruirne almeno una dozzina al più presto. Il ministro chiede perciò i crediti necessari per intraprendere. la costruzione di 2 nuove corazzate·e di ·1 \! torpediniere.
~ .è)
STATI UNIT~ .
.un re,qgimento di ciclisti. - · Come era eia aspettarsi, il geael'ale MI!es, nuovo comandante in capo cieli' esercito, ed autore del reaolamento ·di manovra sulla bicicletta, insiste nel · suo rapporto · aniualc sui vantaggi della bi(!iclett.a. Nel suo rapporlo egli dice: « Raccomando che un reparto della forza di un reggimento su 12 compagnie sia provvisto di biciclelle e di vetture auto.mobili e che l'utilith
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RIVIST A DEI PERIODICI MILITARI
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Streffleurs Osterreichische militarische Zeitschrift.
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
2° foscicolQ. -
N. 1879. - 2o gennaio 1896. - Woolwich e Sandhwrst. - -Appunti di visite al collegio militare ed alla Real Accademia inglese. Il costo delle difese navali. - Sgual'do sui bilanci della mari;na delle pl'imarie potenze d'Europa, Asia ed America. Il ,colonnello principe Enrico d'i Battenberg. Le feste per l'u,nità germanica.
Neue militarische Blatter.
20 fascicolo. - Febbraio ,f89o. dato, generali! e condottiero.
ll maresciallo Benedek, conte sol-
La narrazione continua, intrattenendoci della guerra d'insurrezione ungherese e del combattimento, di Uj-Szegedin, seda ta la quale, il maresciallo Benedek fu nominato capo,1 dello stato maggiore della 2" armata in ltalia. Poscia, nel '185/i., fece rit.orno in patria, e nel 1859 nuov;menle in Italia, presso 1'8° corpo a Padova: l'esercito austriaco, sconfitto, s'era ritirato dietro la linea del Chiese e riformato in ((. armaLe - il corpo del maresciallo Benedek guarnì il 23 giugno il terreno fra Ponti e Pozzolengo - il 24- sostenne l'urto degli alleali sulla ala des1ra del proprio esercito. Seguono, bellamente descritte le operazioni della giornata di San l\far' tiuo, la tenace dife5a delle posizioni di Presca, Contracania, Colombare, l'arrivo della brigata Aosta, e la ritirata degli austriaci, alla sera.
N. :l.880. - :I. febbraio. - J,'ùtmzione e'l'addestrmnento della cavalleria.
Anche l'Inghilterra, come la Germania e l'Italia, ha sentito il liisogno di un nuovo regolamento per là cavalleria. Il maggior generale Giorgio Luck, ispettore generale dell'arma, nella redazione del nuovo regolamento ha riscosso unanime plauso - esso è concepito seconélo criteri nuovissimi, e si differenzia sostanzialmente dall'antico, · che era rifacimento di un altro più remoto ed tintiquato. Abbandonato oramai il sistema del soverchio frazionamento della cavalleria inglese, le nuove istruzioni sauziouano il prinèipio della massa. Le brigate avranno per loro campo di manovra le lande di Aldcrhost, di Lauterbowrg e di Colc/iest.er. Lo squadrone è designato come uni-là tattica e di manovra. Lo sviZ.uppo della mai-ina. Il 1·e9gimento· Gordon Hi,qhlamlers. ' , N. :l.88:l.. - 8 febbraio. - La storia navale moderna.
La spiJdizione francese nl .Madagascar. - Seguito e fine. La pianui·a. nord africana dei Barw e lu ·regione dì Tripoli. Il reclutamento e l' ordina111iento dell'esercito russo. - Fine. Il valore delle ·nwnovre tl'autnnno.
È un breve e concettoso riassunto del libro del capitano Jlfa.han, sul quale il dottor Manfroni compilo un dotto suo studio, pubblicato nella
J a r biicher fiir die deutsche Armee u nd Marine .
. R ivista marittima, 1895. /
Il s~rvizio delle trnppe locali - Regolamento relativo ai volontari.
Dellti vita (li Louclon.
Il prode generale di Maria Teresa è degnamente illustrato dal colonnello CARLO ni D uNcKEn. Lo studio abbraccia l'intero fascicolo di febbraio ed avrà seguito. Esso narr'a delle prime armi di Loudon nell'esercito russo, del su·o passaggio nell'imperiale, della guerra dei Set.te anni, della campagna del :I. 7;58 e dello scontro di Pcitz.
Army Navy Gazette.
La moschetteria nell'India. In memoria del principe Enrico di Battenbei:q. N. 1.882. - 16 febbra io. - La difesa dell'i1n71ero delle Indie.
.Febbraio 189G. -
N. 2!)3, voL 98. - Febbraio :l89G. - 1n memoria degli n{ficial,; e cadl'tti della 1;1wallerùi tedesca, penliiti e morti ·nella campagna del ,/870 -71. Comprende, fra le biografie più notevoli, quella del maggior generale K_rug di Nidda, del maggi01:e d' Alvensleben e,del colonnello Auer:;wald.
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RIVISTA D.EI PERIODICI MIUTARI
RIVISTA DEI PERIODICI HILlTARl
Il parti_9iano Fetlerico di Hellw(g. - Seguito del nu~1ero di genna io. Dove è n posto dell'mnmiiYtglio coincmdante nelln batta,qlia. navale? Gli 1.tfficiali pensionati. . La vita soldatesca durante la 911er1·a dei Trent' ann'i. - Segui to.
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La relazione Cava(qnac e le sue conseguenze.
Riflette la proposta della nuova armata delle colonie, e le sue conseguenze rispetto la forza e l'organico dell'esercito francese.
Decorazioni, croci e medaglie,.
Revue de cavalerie.
Il mtovo regolamento d'esercizi della wvatlerù, tèdesçct, ùi 1;onf'ronto al regolamento francese.
La nu,iva traduzione del regolamento tedesco per la cavalleria, pubblicato dal rqaggior Silvestre, ha suscitato in Francia una sequela di stLidi e di raffronti di molto rilievo. La Revue de cavalerie, entra in lizza con uno notevole, pel minuto esame di confronto fra i due r~1 gola menti. \
Revue maritime èt coloniale.
Fascicolo 412. - Gennaio 18!;16. - Geometria dei diagrannni ..- Continuazione. Le coUisioni ùi nwre. - JJfodo di evital'le o cli aueniwrne almeno le conser1uenze. L'influenza della potenzet navale e la stoi·ia. . Lo studio riassunti1 0 dell'opera del capitano M.u1AN, fu principiato in questa rivista fino dal maggio dell'anno 189/i e posc:ia seguitato saltuariamente._I cenni contenuti in ,questo fascico lo toccano della politica navale dt Francia, nella prima metà del secolo x'v111, della presa di Louisbourg (l7i:l8), della conquista del Call:ldà, fino ali' avvento al trono di Carlo III. 1
Une division de cavalerie légére en 1805.
La narrazione riprende le mosse dalle operazioni di :Massena dietro la Piave e dell'arciduca Carlo, dietro il Tagliamento. È la fase delJa campagna che segna l'inseguimento tattico, frutto oramai malllro, dopo tre giorni di battaglia. L'H novembre, l'esercito franc-ese è sul Tagliamento, gli Austriaci schierati fra Valvasone e Madrisio ripiegano. I cacciatori del generale Espagne occupano Palma nova, e si slanciano, subito dopo, ali' inseguimento del nemieo per le gole di Vippach. Istntzione e condotta della cava.l/erìa rispetto la 11umovra delle altre armi in terreno vario. I spahis. - Appwnti e ricordi. Gli ufficiali di, riserva della cavalleria e le scuole d' istmzione. La ferratura nell'esercito. - F'erratw·a 'meccanica. Spectateur militaire.
Tomo XXII. - Fascicolo 129. - 1° febbraio 1.896. tiro secondo ìl nuovo regolamento.
[,' istniz,ione sul
Si rilevano le differenze fra il nuovo regolamento del maggio 1890 e l'antieo del marzo 1888, traendo argomento dalle osservazioni formulate in merito alla questione dal Comitato tecnico 1H f11nteÌ'·ia.
La questione dei souufficiah. S'occupa del tema tanto discusso oggidì, per le s·tampe di Francia, a proposito della riafferma dei quad1·i di truppa.
Bollettino delle 11esche mariUime. Rivista d'artiglieria e genio.
Voi. I. - Gennaio '1896. - S1dlci resistenza del!' arùi al 1noto dei JJl'oietti. Lo studio è del colonnello St,\C:cr, per cui puossi ben dire che: Tanto ' nomini nullum par elogimn. Le esercitazioni lattiche di tiro della fa.iiteria e dell'arti,qlierùi.
Il generale H. Rohne, comandante dell'8a brigata di artiglieria da campagna tedesca, ha pubblicato, di recente, questo suo studio nel Beihe/i zwn .Militiir - Wochenblatt. - II tenente Roberto Segre, l'ha tradotto , liberamente, aggiungendo a maggior schiarimento del\' originale, alcune sue note di molto interesse. Esse valgano a toglier via ogni equivoco ed ogni dubbio circa il va lqre dei tiri tattici dell'artiglieria e della fanteria, ed a dimostrare l'impossibilità di un esatto confronto fra di essi. Questi confronti, dice il tenente Segre, peccano doppiamente, perchè le premesse, in generale, sono trnppo artificiose, e perchè, ad ogni modo, difficilmente le condizioni di un tirn reale sarebbero tu_tte quelle_suppo,te.
RIVISTA DEI PERI ODICI MILITARI
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RIV ISTA DE! PERlODICl MILITARI
Fot,09rafia dei proietti in moto. - Prelimina,ri. - Risulta!i- - On da anteriore. - Velocità calcolata per mezzo dell'ondci mitenore. - Onda posteriore. - Striscia mìteriore al ,proiettile. - Yelocità rotatoria.
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L 'esplorazione commerciale e l'esploratore.
Fasciéolo II. - Febbraio 1896. - Gibuti e le strade allo Sc'ioa ed all' Harrnr. 11definitivo stabilimento della Francia a Gibuti, sulliJ-costa meridionale del golfo di 'fagiura, ha un interesse ragguardevole per ciò che riflette Ja via cummerciale all'Harrar ed allo Scioa . Lo studio presente enrmera cinque strade che dal mare mett.ooo capo alt' in~erno '. esso d~scrive i prodotti delle due regioni africane, ed ::immonisce wca le coI\seguenze dello scemarsi colà dell'influenza italiana. " Il piano del sale. I · Note di viaggio di Enrico Salt (1809-1810) e di Werner ~'i.unzing~r ('I 867) nell'Etiopia, tendente a dimostrare l'importanza del commercio del sale, nel '.l)grè. :\nche il .Massaia, nei suoi 1'rentacinqu~ anni in Etiopia,, scriss0 abbastanza in proposito; ma quel libro è troppo ingiustamente dimenticato ai giorni nostri . Il despoti.sino del r;alifa nel Sudan.
Riassunto parziale delle vicende. del padre Ohrwalder, esposte nel volume del Wìngate: Dieci anni di prigionia sotto i Madhisti. fl ·traUato
di Siinonosaki._- le sue climsole commerciati. .) renza giapponese.
Lrt concor-
Le clausole commerciali di questo traw,to (17 aprile ·1895) favo riscono in proporzioni fino ad ora ignorate l'apertura del!' immenso mercato cinese. l giapponesi, s'accingono a ricavare il maggior profitto da queste stipulazioni, a danno delle altre nazioni, qualora queste' no~ s'affrettino 0d invocare un trattamento d'cgua,glianza_nei commerci dello Estremo Oriente. B1mgkok. ..:_ Note di viaggio al Si::irn . lt ca1uile di Nicara_qua.
Internationale Revue iiber die gesammten Armeen und Flotten
5° fascicolo. - , Febbraio '1896. - I Jlfeldereiter. - Impiego, ordinamento ed uniforme dei nuovi squadroni d'informatori, da aggiungersi a cad::iun corpo d'armata tedesco . .Memorie per l'artiglieria, 1•i91tardo ,al sistem1t fortificotorio del generale Brial-mont. Dei fo l'ti e ùel metodo di fortificazione. - Continuazione dello studio iniziato del colonnello Sr.11EVE nel numero di genn::iio. Quali differenze 1nanifestano i fasci di traiettorie in altezza, larghe~za e profoncl·ità riguardo al loro crescere; qual 'IJalore pratico ha lei loro conoscenza., e quale infliienza hanno le 1n.edesime, circa ·i punii co~piti dai nostri fw;ili? Errori ed imbarazzi nell'esercito itahano. «I
moderni eserciti a massa, dice l'autore, ·capitano GnAE\'F.NITz, rasso-
« migliano alle macchine art.icolate fìnamente e sensibili : esse influiscouo
su tutti gli interessi vitali delle nazioni e dei popoli, e da parte loro, irn mefliatamente si l'isentono di tutte le manifestazioni della vita pub~ blica. Amme~so che la condizione principale per il retto e proficuo fon« zionamento di un meccanismo cotanto artificioso sia la stabilità e. la ( tranquilla azione sua, che prenda regola da interne fol'ze; dobbiamo con<< fessa re sinceramente, e nostro malgrado, che questa dote ben rar::i nel« l'esercito ita liano, fin dalle sue origini, a nostro avviso non è ancora e< sorta ira di esso » . E premessi alçun i cenni organici nello sviluppo del nostro esercito, dal 1848 ai giorni nostri, l'autore critica le conseguenze degli attuali decreti-legge e conchiude con le parole della relazione BLASEnNA: e< Fin- · « tantochè le condizioni del!' esercito saranno critiche ed anormali, è bene ·« fin irn con progetti di legge di interesse così capitale )J . E noi, dice il ca. :pitano GnAE\'ENrrz, aderiamo di buon cuore a questo voto. <<
«
Revue d'artillerie.
Tomo !~7, u0 fascicolo. - Febbraio 1896. - Nota sulle formaz·ioni e sullo sv-iluppo del combattimento delle fanterie straniere. Il parallelo s' inizia col regolamento d'esercizi per la fanteria-tedesca, col regolamento sul tiro e con qnello ~ui lavori da zappatore. - L'autore
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RIHS'l'A DE] l'ER!OlHCl MILITARI RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
ne esamina le form e da combattimento offensive e difensive e seguiterà nei prossimi numeri il confronto con le altre fanteria cl' Europa. Misura della velocità inizùile dei fucili 1nedia1Ìte interruttori elettro-acustici. Considerazioni s~lla natura del rwnwre dei pi·oiettili.
Lo studio dei fenomeni sonori dei proiettili fu sempre molto fruttuoso per l'arte 'militare, per il calcolo delle distanze di tiro e per segnalarne la provenienza. Lo studio presente si vale di numerose esperienze eseguite con interruttori elettro-acustici, de GUvre. Studio sulla bicìcletUi. - Allenamento. - Equilibrio della hicicletta. .Marcia teorica. - .Marcia senza mani. - Risultati vari. Condizione vresente dell'ltn>Wrnento delle arlif!lierie da campagna straniere, · rispetto ai cannoni a tiro curvo_cd cille ,9i·anate dit-01npe1iti. · 1 È un 'ottimo commento allo studio del maggiore MARIANI, specie all'ultima sua lettera, pubblicata in questa Rivistci nel numero del 1.5 febbraio. Lo studio di una bocca da campagna a tiro curvo, è molto innanzi fra le artiglie1.-ie d'Europa.
Notizie v1wie. - Esercitazioni di marcia di una batteria. - La forza perforante e la giustezza del fucile di fanteria tra il f 777 e il 1889. Revue du Cercle militaire.
N. 7-Hì febbraio 1896. - Le conserve di carne. L'avanzamento ed ·il -regolamento austriaco del 29 decembre 1895. -- Commento e traduzione del detto regolamento. Il cannone automatico Colt. - Cronac~ francese. - Cronaca estera. Kongl-Krigsvetenskaps Akademiens Handlingar och Tidskrift.
Le -marine ed i bilanci navali europei. - Inghilterra. - Russia. - Olanda. - Sparrna .. - Portogallo. - Austria-Ungheria. - Norvegia. J combatlù1w~ti navali di Wei-Ha·i- Wei. - I combattimenti torpedinieri. Bila.ncio svedese per l'anno 1896.
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Rivista marittima.
Fascicolo 2°. - febbraio J896. - Le correnti elettriche alternative ed il loro studio gene·l'ale con i proceclimenti geometrici. La niw~gazione da diporto. - Continuazione. - Lo yachtùig nell'Europa continentale. - Lo yachting inglese dal 1851 al 1886. Le calda-il! Rellevitle e le caldaie Lagrafel-D' Allest. - Continuazione. La questione dell' !lnnenia. - Le riforme ed i trat!ati. - La Turchia e le potenze. - La risurrezione dell'Armenia. Lettire cil .Direttore. - Circolazione nelle caldaie a tubi d'acqua subverticali. - La futura legge sulla ma1'Ìna mercantile. - Sull' impiego dei siluri. Supplemento della Rivista~nwrittima. - Cenno sugli ordinamenti navali , delle principali nazìoni. - Danimarca. Estudios militares.
Fascicolo 2°. - 20 gennaio '1896 ·__, Notizie sulla guerra di Cuba.. Norme di logistica. ·_ Marce e considerazioni generali. - Frazionamento delle truppe. - Grafi ci di marcia di una colonna composta delle tre armi. · La scitola superiore di guerra e le a:1·mi ,qenerali. - Continuazione e fine. Il socialismo da cattedra. - Valore delle dottrine sociali rispetto alla riso- · luzione dei problemi sociali ed economici più importanti dei tempi nostri. Revista tecnica de infa.nteria y caballeria.
N. 4, - Febbraìo ·1896. - Le istituzioni militari svizzere. - Continuazione. - Forza delle singole unità organiche. ......:. Fanteria. - Cavalleria. - Artiglieria. - Genio. Le spedizioni militari a Cuba. - Ordinament.o dei servizi. - Brigala di sanità. - Giustizia .milita1·e. - Battaglione misto del genio. Gue1-rille loei,li. - Battaglioni.p<.>ninsula1·i. - Terzi battaglioni di fanteria. :_,Sorteggio dei reggimenti di cavalleria e del genio. Ordinamento del primo battaglìone del terzo reggimento di zappatoriminatori. - Ordinamento delle forze dì spedizione di fanteria, cavalleria, artiglieria e genio. L'esrrà to delle Filippine. - 11 soldato indigeno.
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R l VISTA DEI PERIODICI MILITAR[
ANNO
XLI
Revista militar.
N. 2. - 3:1. gennaio '1896. - Noté relative alla sto;·ia della. canvpugna al 111ozambico nel 1895-1.896. · Revue militaire suisse.
N. 2. - io febbraio 1.896. - Il grande Condè e la sua wnipagna clel ·1674. - Continuazione. - Combattimento di Seuelfè. - Distruzione della retroguardìa degli alleati. - Combattimento di Courre-aux Bois. L'esercito spagnuolo battuto. - Combattimento di Prieurè SaintNicolas. - Morte di Fourilles. - Disfatta degli Olandesi . .- I tedeschi ritornano a Fayt. - Battaglia di la Fayt. - Cond( itella mischia. . · ( La campagna d'Alsazia del 1675, fu l'ultima di Condè e con questa, che può dirsi la magistrale del genio suo, il grande capitano chiuse la sua carriera. Ri/lession-i sul nostro stato -mit,ìtare. - La revisone della legge organic,1. - Le armi speciali. - La fanteria di linea. - La fante ria della l:mdwehr. Le colonne dti parco attuali e tè {utiire. - Continuazi one e fine. Ritiniòne annuale degli ufficiali di cavctllerici. Lei gum·ra netl' Eritrea. - Atti nf!icialì. Supplemento della Revne inilitaire suisse, N. 2. - Scuole militari federali nel 189G. - Elenco delle scuole decretato dal. Consiglio federale il 25 genmiio 1896.
RIVISTA MILITARE ~
ITALIANA . I
DISPENSA
VL -
15 MARZO 1896
Roma, 25 febbraio 1896.
E. B.
Per la Direzione
Lonov:1co crsoT'l'I itncritecolo1meUo .Jf. 'f . ,L , inca ricalit
ROMA VOGHERA
ENRICO
TIPOG RAFO- BDITORB
DE~'IARCm CAR Lo,
gerente.
479
SOMMARIO DELL8 MATE: R l l•: CONTENUTE NELLA PRESENTE DISPENSA
K Roccm,
La condizioni odierne dell'arte della dife.:a maggiore nel 3° reggi rnento genio .
Il ca.1ermaggio per le truppe. Forza e ferma.. -
Pag. 479 »
GusT.-1. vo CA RONC1 N1
495
F ELICE l)E CHAURA:,;'D DE SAINT E uSTACHE .
» 518
(Conti1iuazione e .fine) . . . .
Il problema organico, la ferma e la chla.ma.ta. delle ciani in cavalleria. - F. D'OTTONE, comandante il regg·imento cavalleria Piacenza (18°). - (Continuazione) . » 528
Tra l libri (F ) : Un 1iuovo libro del Còns1 sulla storia cohtemporanea. - 11 pessimismo e la mancanza d'ideali. - Fede nell'avvenire. - Il nuovo periodico Armf e p1·ogresso. - Alcuni opuscoli. - Proposte e studi militari ; . . . . . » 54 1
Notizie politloo-mlllta.rl.
»
X.
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Notizie mllltarl estere: Spagna: Le spedizioni milita1·i a C·1&ba'
Rivista. del perlodiol mtlitarl (E. B.)
PROPRrnT ,\ LETT ERARIA.
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5G4
LE CONDIZIONI ODIERN~ DELL'ARTE DELLA DIFESAw Il conflitto delle idee nella fortillcazione tecniçu ecl in. quella applicata. Carattere degli scritti pubblicati nell'ultimo decennio. - Maturità delle qnestioni foudamentali dell'arLe difensiva e c-0nseguente indil'izzo ·uegli s tudi ròrtHicatori. Loro importanza nell'arte dell:1 guerra. La fortificazione permanente dopo l'introduzione delle artiglierie rigate. - Le esper ienze degli assedi di · Parigi e di Plewna. - li tiro areato e le gran:1te-torpedine. Gli odierni mezzi di protezione diretta ecl indiretta. - Le costruzioni corazzate: il <·alcestruzzo cementizio. - La mobilità e la dis11ersion1, delle artiglierie: il Um preparato : la 110J~·cre senza fumo.
.. '
Un atlante odierno di forri(icazione descri1tiva presenta le manifestazioni <li quest'arte sollo forme le più di'sparate. Da una parte, grandi opere corazzate che richiamano alla memoria le giga.ntesche moli di muratura a doppio ordine di casamatle sovrapposte, ideate (e giammai coslrnite} dal Montalemberl : dall'altra , liuee sottili di minuscole bau.eri e, con pochissime torri corazzate leg~ere, nppena emergenti dal suolo: 1111' apparenza, piuttosto elementi di un a/forzamento improvvisato di carattere campale, anzichè opere permanenti, alm~no nel senso che; fino a pochi anni addietro, si attribuiva a. tale parola. Gli odierni scrilt~ sulla materia rivelano . i concetti dai quali ema::1ano forme difensive cotanto diverse. Negli uni si propugna l'idea di ostare ali 'azione eminentemente distruttiva dei moderni proieui co!l'ingrossamenlo inde11nito delle masse di resistenza e col larg-o im: piego di materiali metallici e cementizì: negli altri primeggia il proposito di . sottrarré la. fortifìcazione alla minacciata rovina col-
(t) Sotto questo titolo si presenta il primo di una seriP, di studci relativi a (JUestiooi fonda mentali della fortificazione odierna. Il carattere particolare di ciascnno lì rende autonomi od indipendenti uno dall'altro, come altrettanti quadri di ritratto. Per l'affinità degli argomenti presi in esame, riguardati insieme mostreranno, r•er or· dine, l'aspetto delle più importa'.1ti questioni· che oggidì interessano !.'arte {!ella difesa. 33 -
ANN O XLI.
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LE CONDIZIONI ODIERNE DELL'A RTE DELLA D1F'ESÀ
LE CONDIZIONI UDlltRNE D E LL'ARTE 'DELLA DI FESA
l'occultamento, colla dispersione· e colla mobilità degli elementi difensivi, che verrebbero resi, in tal modo, pressochè invisibili con grande delusione dell'assalitore . 1\'Ia, frfttlan10 , quali sono le vere forme della fortificazi one odierna '? L'incertezza si manifesta anche maggi0re qùando dalle questioni relative alle forme « tipiche » d' afforzamento si passa a quelle di fortificazione applicata. Qui il conflitto delle idee è assai piil complesso poichè, alle divergenze di carattere tecnico se ne aggiungono altre d'ordine militare. La storia degli assedi, chia mala dai propugnatori dei principì opposti a risolvere l'arduo prob lema dell'impiego della fortificazione, fJresenta i fatti i quali , esaminati con criteri unilaterali, si prestano in aP,~oggio alle opinioni le più disparate e, non infrequentemente, d~I medesimo fatto si è tentato di trarre conclusioni opposte. « Le piazze iorti non haBno giammai impedito veruna inva« sione. (osserrnno gli uni). Esempi: la Francia nel ·18,J4, nel « 1815 e nel 11810: la Germania, l'Italia, la Spa•o1 na ' il Belfrio r, ' « l'Olanda dal nn al <1843 . A che lianno serv ito ali' Austria, « dopo Sadowa, le piazze di Konigratz e di Oltmliz, poste sulla « strada che doveva percorrere l'esercilo prussiano per arrivare « a Vienna ? · <1 Bonaparte (rilevano gli .altri) dovette bloccare Mantova du« ranle ·sette mesi e, malgn1do tutte le vittorie in aperta cam<< pagna, non potè iniziare la marcia offensiva su Vienna se non « dopo caduta quella piazza. Senza la resistenza di Schoumla, "- il generale russo Diebitsch ,avrebbe potuto marciare su Cr,« stantinopoli il ·I828, mentre' ne fu trattenuto fi no ali' an1J o « snccessivo. Se i Russi fossero riesciti nel 1.8/H. ad impadro« nir.si di Silistria, r,rohabilmente la guerra d'Oriente, anzich è «condurre .all'espugnazione di Sebastopoli, si sarebbe sviluppata « sul Danubio >>. Alle capitolazioni di Alesia,. di Pirna, di Ulma, di Metz , ;;i ·contrappongono: la resi:.; tenza di Praga (che produsse Kollin): l'azione efficacissima del campo di Bunzelwitz: la difesa di Genova che condusse a Marengo: i servizi res1 nel •I818 e nel -~ 8(j6 dal quadrilatero veneto: i trinceramenti di Plewna ove
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'60,000 uomini immobilizzarono , per ol tre sei mesi, ,J50,000 ,rnssi. Alla «.morte strategica», riservata alle truppe che si lasciano racchllldere nello « spazio amilare >>, compreso tra il nucleo ce~trale e la linea cli cintura di un campo trincérato ·odierno, · s1 contrappone il fatto che i so ldati bloccati in una for-·te~za sono dei « morti che bisogna far guardare dai vivi » (·I ). Ci_rca la lriste sorte riservata a quei generali i quali, come Ba:-zaine, « avessero assorbito il veleno delle dot.trine del aenerale Brialmorit. )> (2), ~i osserva che il callivo . impiego di un: piazza sf~rt~ p~r parte d1 un generale inesperto (il quale troverà modo d1 tarsi battere in aperta campagna, come dentro un recint o •for~ific~lo) n?n può re~dere re,ponsobili del disa'stro i propugna·-tor1 dei campi trmcen:t1, nè condurre razionalmente alla condanna -del sistema (3). ~~est? quadro poco ~onfortante è unc1. prova eloquent.e che la :f~rtlf1_c~z1on~ tecnica. e quel!~ a p_rlicala, aura versano un periodo ,d1 cr1s1. Dei concetti opposti per la soluzione delle molteplici ,q uestioni si può dire che : « ambigiii cerlant, et adhw; sub jiidice lis Ml ».
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Si comprende come in siffatto periodo gli avversari sistematici ,flel.la fortificazione, i quali hanno esistito in tulle le epoche (!,.) -.alzino la testa e ne proclamino ancora una vo!La l'inutilità. Si ·-Comprende parimenti come . lo studio della storia militare, intra.preso_ ~on cr~terì unilaterali e parziali, dia luogo ad apprezza,~~nt1 . inesatti e contradittor1. Ma si manifesta perciò la neces··s1ta dr un esame sereno e di un giudizio ponderato delle diverse ,questioni. E poichè elementi nuovi devono adattarsi alle antiche regole ai « p1·incip'i imnuinenti » dell'arte, poichè nuovi dati in,trodotti nel problema della difesa, fanno cambiare il valore delle
( I ) MlLLARo. litudes sur le r 6le aes ]llcices fortes clans la aéfen.ie des E'tats~ ·<¼895 , Bruxelles. P) A. G. - La pe,·te de$ Jltats et l~s camps rit-1·anchés. - {888, Paris. (~ llRlALMONT. - Le, defe11se i:tes Etcils e! la {01·tìfl,cation à la fin du XIX siécte. _ · 189;,, Bruicelles. (4) La storia antic.a ricorda tra i piil -celebr,i a1·ver,uì della rortitìcazione Licurgo,
,Platone, Agesitao.
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incognite, conviene discutere a fo ndo le oppos~e Leorie e seguirecon spirito imparziale la lotta delle idee, perchè eia questa possono emergere le soluzioni le piLt razionali . delle questioni non, ancora definite. ...
LE CONO IZ!p ")l' I OD IERNE DELL'A RTE DELI,A DIF E!SA
483 ·dizioni dell 'arte difensiva devono essere conosc:iute dall'nfficiale ·combatLente. al quale incombe di rendersi conto del modo e del 1tempo in cui le forze mohi li potranno venire impe~nate a so·sle~oo d~lln f~r_rificazione nella difensiva, ed a rincalzo dei pro ·{;ed1ment1 tecnici d'attacco nell'offensiva. Nel 1807, sollo le mu ra di Danzica, il maresciallo Lel'ebvre ritenendo superfl uo il concorso degli ingegneri, voleva, a tulli mo~ enti , s?st!tnire aile normali operazioni d'assedio il petto dei ,suo, granat,er, , e porre termine all 'assed io stesso con un assalto gen_erale, sebbene non,preparato . Napoleon e, per calmare gl i ar ·dori del bra vo soldato gli scrisse le seguenti parole che riassumono prinr,ipì immutabili nel continuo · variare delle modaliti, dell'arte difensiva.; << La poitr ine de vos grénadiers, celte po itrine ·« que vous vou lei mettre parr out, ne ren versera pas des mu·« railles. li faut fa isser faire YOS ing1~nieurs et écouter fes avis « du général Chnsseloup,. qui est un .savant hom me, et. auqnel ·« vo_u~ ne devez pas 6ter votre çonfiance, sur le di re du premier '(< cr1ttqueur se mèlant de jnger ce qu'il est incapable de com•(< prendre. Réservez le courage de vos grénadiers pour le 1110 • << ment où la science dira qu'on peuLempl o>'er utilement, et, en ·« at.tendant, sachez avoir de la pat ience ».
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** I numerosi scritti pubblicati sulla fortificazi one nell' ultimo decennio (·1886- 95), dopo che i giganteschi progressi delle artiglie11ie dimostrarono la necessi t.i. di sostanzial i innovazio ni nellefo rme difensive, hanno generalmente carauere polemico, e tendono a sostenere, in modo esclusivo, la convenienza di un determinato sistema d'afforzamento ( 1). La sopra accennata con di1 iione di cose richiede, invece, studi i quali, dato il ba ndo alle teorie esclusiviste, si propongono : di coordinare le doltrine attualmente in discussione; di dimostrare ciò che vi è di vero e· di fallace in ciasctrna di esse; d'ind icare dentro quali limiti, ed in quali circostanze, sono applicabili; di ricercare, infi ne, se tra: i par titi estremi, che tuttora si dividono il campo , sia possibi le· ed opportuna qualche soluzione intermedia . Studi informati a siffatto indirizzo non erano possibili qualcheanno indie.tro. Lo sono ora che il giudizio sulle questioni fo ndamenLali dell'arte difensiva, dapprima oscuro ed incerto è divenuto più facil e e più sicuro. In ciò che segnò si è voluto presenLare semplicemente un saggio di quanto si può fare nell'ac- · cennato ordine d'idee, senza entrare nei particolari Lecnici i quali non interesserebbero gli ufficiali delle diverse armi, ma solLanto· gli· ingegner i militari . Se le sorLi di un a guerra si risolvono in aperta cam pagna, non può tuttavia non avere 'qualche peso sulla bilancia dei risu ltati final i l'intervento della fortificazione. Epperò le odierne con1
(1) APrmr tengono o.ll'acceunato. categorio. le opere che il genero.le Brialmont ha pubblicato nel lungo periodo di t,O anni , nelle quali l' Illustre SCl'i ttore sostiene l' organizzazione delle piazze a campo trincerato con grandi forti stacca ti e con impiego sempre crescente (in relazione ai progressi dell'artiglieria} elette co~truzioni corazzale· e delle grandi masse <li cal co,truzzo cementizio.
.. . L'introduzi~n e· delle ar tiglierie rigate mantenne nell'espugna:z1one delle piazze il predominio assoluto del cannone,. la cui oit• tata, crescrntn da '.3000 a 7000 metri , permetteva di prend ere le opere di rovescio o d'infilata e di bombardare l'interno delle ·Ciltii for tificate. Si affermò pertiò la necessitù dell'organizz11zion e -delle piazze a campo trincerato, l,t cui linea esterna, o cli cintura, aveva per iscopo di porre il nucleo centrale al sicuro da un bombardamen to. Il tiro natu ra le del cannon e essendo di lancio · O radente. si seguitò a mantenere installato allo scoperto il grosso armamento delle opere, protetto, fro ntalmen te dal parapetto, la•teralmente dall e traverse. La scarsa efficacia dei ri ri areati per· mise di conservare l'avversione ereditata dalle scuole francesi del ,secolo xv11c contro l'ordinnmeoto casamattato. '
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La linea di cintura, _da 3 a 6 chilometri avanti la ci nta, collE+· opere ad inter valli . di 3 à 5 chilometri; .le opere , a Lraccia lo poligonale, con alti parapetti e pianta assai estesa , con potente armamen to (da 40 a 150 bocche da fuoco, in massima parte sulla fronte anteriore) disposto su i tratti del terrapieno lascia ti liberi dalle numero:;e ed ingombran~i traverse (vere batterie chiu:;e alla gola, anzich0 for ti): gli intervalli tra le opere, o imperf'eltamenle afforzali, o anche completamente indifesi : la cinta de l nucleo, centrale rappresentata da lle vecchia mura, lasciate in abbandono . nelle piazze preesistenti, o, · generalmente, mancante in quelle di _nuova costruzione: t~le era la costituzione dei campi trincerati che tennero dietro all' introdnzion e delle artiglierie rigale .. L'accennata organizzazione difensiva cominciò a d dere in dis~redi to dopo appena un deçen nio di vita, in seduito all'espe- rienza d~lla guerra fra nco-gè1-manica. In quella campa~na si videro i grandi forti di Parigi ridotti , dopo poche ore di fuoco, al silenzio dalle batterie tedesche, delle quali facevano parte al_cuni pezzi a tiro areato,. Si riconobbe che gli ampi ed in dife:;i , intervalli potevano venire forzati e che si sarebbe potuto lent3 re, con probabilità di successo, l'espugnazione di una piazza così organ izzata mediante un procedimento d,assedio speditivo od abbreviato .. Si affacciò fin d'allora il prirtito di. togliere dalle opere di cintura il grosso armamento, e di dissemi narlo negli intervalli , so-· stituendo al concenlramento di un grande numero di bocche da fu oco nei forti l'ordine sotiile o lineare. Ciò per altro suscitò viva, opposizione, massime in Franciit, dove, nè gli ufficiali d' arti g(i:1:ia,. nè quelli del genio, erano ancora convinti de.ll'imposs ib1hta d, man tenere le grosse bocche da fuoco allo scoperto sn~li alti rampari . L'esperienza degli assedi del 1870-7 1 non era con-· siderata come decisiva, ed i sensibili perfezionamenti che si andav~no apportando, dopo il ,1870, alle bocche da fuo co a tiro areato,: no? :eniva,~o apprezzati al loro giusto valore, del par i che gh efiellr del Lll'O areato a shrapnel , eseguito coi mortai leggeri, quantunque con questi si pervenisse a battere sin quasi it, piede della scarpa interna dei parapelli ed il piede della scarpa · delle traverse,. opposta alla parte del tiro, rendendo in tal modo1llnsorio qualsiasi defilamento . 1
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I.E CON OI7.l0N 1 OnJEltNE TJE.LT;ARTB DE LL A DIFESA
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Epperò, malgrado, tali noternl i progressi delle :wtìglierie, posti in rilievo o.elle esperienze di poligono ed in quelle più _concludenti della gnerra russa· turca del ·I877 -78 ('I), la fo rtificazione p'ennanente, segu itò a mantenere, come elementi principali della dii'es,1, opere del le quali il migliore impiego che si potesse fare era <li sgornhr:ll'l e òel grosso armamento al princ·rpio di un ass~dio . Ma l'i nattesa (sebbene logicamente preved ibile) -comparsa di un nuovo potentissimo mezzo di distri1zion e doveva segnare la caduta delle forme difensive esistenti, ed apportare nell'arte fortincato ria una crisi , che non trova ri scontro se non in quella avven qta al principio dell'epoca moderna, in seguito alla introduz ione del le hocche da fuoco (2). r perfezionamenti introdotti nella preparazione degli esplosivi dirompenti e nella cost.ruziorie del materiale d'artitrlieria hanno permesso di. raggiungere dtte ri sultati della m,?ssima importanza: ,JO Le predeue sostanze so.i10 siate rese inerti al punto da non esplodere, n(~ all 'nrto di partenza dentro la bocca da fuoco, ni\ all'nrto d'arrivo al bersaglio, di terra o di muratura. Lo scoppio ha luogo soltanto sotto l'influenza dell'esplosione di nn innesco <li fulm inai.o di merci1rio, messo in azione da una spo· , Jella, .e si produce, o, immediatamente, all'urto del proietto (spoletta ori cisione istantanea) o quarulo il proiet.to ha raggiunto un . I')
(I) Osrnan pascià, che ellbe a s1icrimen tare a Plewna. i primi saggi del tiro areato a . shrapnel, tentù fii l'i (lararc i <Jifensori delle 01,ere dalI.a pioggia delle pallette, costru endrl rip~ ri coperti, a,·rdossaLi, cd, in parte, inc:ts$ati nei purap<Jtti, facendo, forse islinti ,•amente, una felice :tpplìcazione del defìbmento, non alla vista, ma ai proietti. (:!) La comparsn, nel c_ ampo della guorrà d'ass<idio, delle granate-torpe<line non poteva cost ituire una sorprnsa per chiunque avesse segu ito lo svolgimenl o naturale dHi i progressi della tecnica andavano prepar:indo ai concetti esprnssi dai sommi precursori d e lla radicale trasfo rmazione delle . artiglierie, •lltali fm·ono Hobins, l'ax haus, Cavalli. Il 1,rohlema rlel l' impiego delle gr:u1:ite-torpedine si può ritenere riso luto per quanto riguarda la parte balistica. da circa qnaranta ann i, da quando cioè il genfrale Ca val li dimostrò ))raticamente che i. s11oi cannoni _rigati erano adatti per lanciare, con soddisfacente· regolarità, proietti lunghi dieci calibri; e, per quanto riguarda la par te ainami ca, la s ua soluzione venne pre ))arata da cirr.a venti ann i. ct:1 qnando l'artiglieria italiana, per la prima, iniziò gli studi e le e,periM1ze per coslitt1ire cogli esplosivi liirompenti la carica intern:i. delle gra'nate allungate. - Stud i ed esperienz<i 111w condussero alle pro_ve eseguite, con ·granate cariche di fulmicotone, a Pafrnanova ne l ·1885, conlem por:ineameri te alle es))erienie g,Jrn1a11icho <l i Kummersclo rr.
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certo . grado di. penetrazione (spoletta ad a.ione ritardata : ritardo variabile da O a 2 secondi); 2° Le pareli dei' proietti (d'acciaio) sono state ridotte taln~~nt~ sotti li (fino. a 0,005 metri) da rendère massima la capac1ta interna. L'allungamento dei proietti stessi, fino a 5 0 6 calibl'i , ha reso formidabili , per la grandezza della carica interna, gli effetti d.i scoppio, senza menomare la precisione del tiro eseguito cogli obici e coi mortai rigati ('1 ). Gli accennati perfezionamenti permisero di portare i pro ietti fino al limite di penetrazion e nei diver:;i materiali costituenti ,~, opere e di -provocare, in seguito, lo sr,oppio di una carica di e5plosivo dirompente, i cui _effetti possono ritenersi prossimamente eg~ali ;1 quelli di un peso pari <li dinamite (3). ;,, E fac ile rendersi conto degli effetti di struttivi dif~uLi allo scop· pio della carica interna di questi tenibi li proietti, costit\1ita à.a più diecine di chilogrammi di esplosivo dirompente (3); mentre la precisione di Li ro raggiunta dalle hoccbe da fuoco rigate a tiro areato permette di coprire di colpi un bersaglio che ha la estensione di un forle di cintura (!~). ·
Il _bombardamento con granale-torpedine di un forte, o anche di una parte determinala della sua superficie, è pertanto un' ope-razione· che· l'allaccanle potrà intraprendere fiòo alla distanza di 4000 melri, ed è da ritenersi che raramente qualcuna di tali granate andrebbe sprecata, riescendo esse efficaci dovunque cadano, sia rovinando i muri di scarpa, e di controscar·pa e gli ··organ i di fiancheggiamento del fosso: sia sconvolgendo il para,petlo, le. piazzuole, il t~rrapieno e le comunicazioni, paralizzando .il servizio delle artiglierie e demoralizzando i difensori: sia infine, distruggendo i ricoveri· del . presidio ed i magazzini delle munizioni . Le numerose esperienze di tiro, eseguite recentemente ,in Fraqcia, in Germania, nel Belgio in Olanda, hanno confermato completamente le accennale previsioni. D0p9 le prime tra le suindicate esperienze ('1), fu unanime ,l'avviso che i manufatti di terra, o di sabbia, e di muratura or·dinaria (di pie.trarne, o laterizia) non sono in condizione da resistere aWazione di scoppio dei puovi formidabili proietti e che sarebbe perciò impossibile conservare allo scoperto su ; terrapieui delle opere bocche da fuoco in posizione, o in riserva. Si manifestò invece una grande disformità di pareri sul modo di ·~vviare alla crisi àalla quale veniva colpita la fortificazione . .Di -frònte a coloro i quali, senz'altro, proclamarono, ancora una volta, l'inutilità dell'arte . difensiva, ed agli altri che, ritenendo fa fortificazione pèrrnnnente inetta a risolvere il gravissimo problema, proponevano di ricorrere a quella occasionale o provvisoria: comparvero numerosi ·propugnatori di forme e di sislemi ·di difesa i più svariali, quali fondati sull'impiego esclusivo del ferro (2), quali sulla immobilità assoluta delle artiglierie (3) , -quali sull'impiego di locali sotterr.mei o caverne, ricavate dentro masse di calcestruzzo cementizio ( 4). Tale condizione di cose ri-
' Hl Tale ris~ltato è dovuto alla riyatu.rtt a<L elica progressiva cl1e rende stabile l"a~se di rotazione dei proietti allungati. · (2) Gli effetti distrottivi degli esplosivi dirompenti , che costi tuiscono la carica intorna dei proietti allungati (n1elenite, fulmicotone umido in dischi, ecra~ite ecc.) sono in massima, identici: ed, a 1,esi eguali, sono simili a quelli, ben noti , della dinamite a 75 ¼ · di nitroglicerina. (3) La granata-torpedine da ':H centimetri lun{la (circa G calibri) lanciata dal nostro obice rigato da· 2t ccnlimet.ri, ha. una C(l{ica. interna di fulmicotone ·umido in dischi di 30,500 chilogrammi. li' r1cso totale del prp ielto,_pronto per lo sparo, è di 128,000 chilogramr,ni. La granata torpedine da ':H co1·ta, {circa '3 calihriJ con peso· totale di 91,.,,t 2 chilogrammi, ha la carica interna di 4.9,200 chilogrammi. La granata-torpedine da i53 millimetri. lunga calibri 4.,no (lanciata dal cannone cono, obice; francese da Hi5 millimetri), ha In carica intP.ma di t2 chilogrammi di mll· lenite ecl il peso totale di chilogra.mmi 43,3S. Quella da 220 millimetri, lunga calibri r,.,;;o. (lanci,tta dal mortaio rigato fr,tucese ria 22-0 millimetri) ha la carica interna di 32 chi · logrammi di melenite ed il peso totale di U2,50 chilogrammi. [,a gra.nat,1.-torpedin c rfa 270 millimetri (lanciata dal mortaio ·rigato francese di l'guale calibro) ha. la carica intérna di 65 chilogrammi di melenite eri il peso tota.le di 223 chilogrammi. (4) Pel mortaio rigato tedesco da. 21 centimetri e pel francese da 22 centimetri, i cui effetti non differiscono sostanzialmente dr, quelli rJ,,1 primo, tutti i colpi, alla rtistanza di 4000 metri, ;;ono compresi in un rettangolo rii tSO metri, (lato 11ar,lllelo a lla direzione del tiro) por 40 metri, e la buona. met;1 in nn rettangolo di t,.5 per to metri. Un [orte di cintura può ritenersi inscri tto in un rettangolo cli 80 per 250 metri.
(l) Le esperi enze tedesche· di Kummersdorf furono esegllito nel ·1885: le francesi, del ,forte della l\JalmaisoÌl, nel !886. (2) /,a (01·tifìcation de l'avenir del colonnello CAMnnBLIN dello stato maggior helga. - Bruxelles, !885. (3) Le (ort et t,i 111étenite - Un Piotmier - Paris, Limoges, l.888. (4) Les nouveau::i: e.'!;[!losifs et la fòrti{ìcation del maggiore MAÙG1N - Pariiti l887 fr ,Le_(ort de l'a'lienii·, ·pnbblica1.ione autografata del medesimo.
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tardò la discussione ca lma e serena su i nuovi bi:;ooni della fo rtilicazic,ne e, .:;ome el'a da prevedersi, nessuna del ~ tante, più o meno stravaganti proposte, che si elabo rarono sulla cart:1 nel· periodo v1886-1890), che segni immediatnmente la comparsa delle granate-torpedine, venn e 1radoua in atto . Gli Stati, anche i più ri cchi, anzichè rinuncia re, d'un tratto, agli ordinamenti difen.,ivi esistenti , si limitarono a rafforzaf'li mediante parziali provvedimenti, consistenti, essenzial mente, nella giuar..1 di man telli di calcestruzzo sulle volle di mllt'atnra ordinaria e d' insuOìcientegrandezza, che ricoprivano i locali · casamaltati delle opert" (ricoveri e magazzini di mu nizioni) (-1 ) e nell'impianto di qualchebocca da fu oco in stallata in torri corazzate . Soltanto dopo che ru sgombrato il campo da que lle ii ingolai-i proposte, la for ti ficaz ione potè entrare nella via delle razionali trasfo rmazioni {·1890-% ) e venn e iniziato un periodo di transizione nel quale si contendono il pri mato le scno le ed i :; istem i d' affo rzamen10 originati dai nuovi bisogni della difesa . ()nesto periodo, di cui non si potrebbe pr·esagire fa dnrata, preparerà il predominio di una scuola o di un sistema llifensivo, la cui afiermazione perd urel'it fino a quando ulteriori sostanziali progrPssi nei mezzi d'attacco daranno origine a nuovi hisogni della for tificaz ione, proseguendosi così. la successione, non interrol.La, del le forme difensive che costituisce, fino dalle più remote origini, la: sloria di quesl'arte . *
** Per sollrarrc gl .i elementi attivi dell a di fesa (le artigli erie) all'azione distruttiva. deg li odiàni mezz i d'attacco, si presen tnno dnepartiti : 1° L'imp iego di masse di protezione di tale natura e rohn stezza che, senza inceppare o menomare l'azion e dei predel.Li
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elementi , valgano a tutelarli, se non indefinitamente, per un tempo. abb~stanza lungo, da con sentire che sia rap-giunto lo scopo della fo rtificazione ; 2° La disper:;ion e, l'occultamento e la mobilità degli elementi · stessi, in modo che non possa su di essi avere presa r azionedei nuovi mezzi d'attacco . Parimenti , la tu tela degli elementi pass ivi della l'ortificazione(ric?veri , magazzini, ecc.) potrit consegui rsi, direttamente, colla co:;truzione di robusti manifatti, o, ind;!'ellameote , disseminandoli SLl larghe zone e rendendoli poco visibili. Gli studi degli ingegneri mil itari vennero perciò rivolti alla ricerca dei mezzi di protezione, dfrr,tta, o indiretta, degli elemeuti · difensivi. Per realizzare il concetto della protezi one diretta, non potevasi fare assegnamento sui materiali che ayevano, per circa quallro secoli , (dopo l'introduzione delle artigli erie) costituito il . nucleo delle opere J'ortilicatorie : fa terra e la muratura. I parapetti di terra, o di sabbia, vengono pron tam ente sconvolti dallo scoppio delle granate-torpedin e, le qual i, penetrandovi a sensi bi I i profondità, agiscono a modo di mine. Non mèno sfavorevoli condizioni presentano le murature ord inarie, (di pietrame, o laterizi e), nell e quali gli effetti di scoppio dei nuovi proietti si propagano a grand i distanze, producendo la rovina di estese porzioni ditali manu fo tti. L'i ndustria moderna ha, invece, reso possi bi le lo impiego, su larga scala , di altri materiali alti a presentare eflì- . cace resitenza ai nuovi mezzi di distruzion e. Questi materiali sono:· Lr~piastre metalticlt1• di cora~ :atiwa ; ll calce.strn~~o di cemento. L'impiego delle piastre metalliche di ,~orazz.atu ra nelle op eredi difesa non ern sconosci uto al!' :10tichiti.t ( I); ma affatto moderna è l'applicazione del ferro e delle maLerie arlìni (gh isa in-
(l) Filone di Bisanzio, nel suo tra tlato di poliorcetica, suggerisce di ril'eslire di tHa-. (il Dalle cornrnesse d,ite dal genio militare tedesco per rornitnro <li cemeuto si l'i lcva che. 11el solo a11110 188i , vennero impiegali, 1•el rafforzamento delle rortezze esis ten ti nell'impero germanico, non meno <li 4,250,000 metri cubi di calcestruzzo di c,•nwnlo e
metri cubi 5:.0,000 di calcestru1.1.o a base di lrass (pozzolana).
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s tre 111c talliche, al cune par ti delle torri che so rg ono lungo le cinte fortificate. Dio ne
Cassio (in Sel'ero) r,, cgualmento menzione di piastre rii co razzature che ricoprivano il paramen to delle mura di Bisanzio. Vegezio (111s!itutiones 1·ei mililaires) suggerisce l'uso.. del rcrro per il blindamento delle porte della città (•... po1·tae sunt... ferro ugmdae ,).
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LE COND17.IONJ. ODIERNE DELL'ARTE DELLA D IFESA
LE CONDIZIONI ODIERNE DE C.L'.rnTE DELLA D!FKSA
··<lurita, àéciaio dolce, ecc.) alla cÒstruz_ione· delle torri girevoli, --destinate a proteggère le bocche da fuoco in$!.allate nel loro intel·no, senza incepparne ià libertà di puntamento e di Liro . Tra' lasciando l'esposizione degli svariatissimi sistemi di torri corazzate ·,costruite, nell'ultimo decennio, presso i grandi stabilimenti metallurgici della (~errnania, della Francia, del Belgio , liasterà ac"Cennare che i notevoli progressi della tecnica hanno permesso ,,d'introdurre recentemente, in questo nuovo materiale da guerra, ·sostanziali perfeziònamenti; mercè .i quali è stato' possibile sra,·bilire le modalità della sua introduzione nelle forme organiche · della fortificazione permanente. Il calcestruzzo di cemento appartiene Alla categoria delle mu:,rature, costituite da piccoli materiali conglomerali, in uso fi n ·dalla più remota antichi1à (-!). Nelle pro';é'comparative d; tiro, ,eseguite sulle due torri ·corazzate girevo,l'i, di costrnzione tedesca ·e francese, nel ,1886, al poligono di Kotroceni, presso Bucarest, ·si riconobbe che tale conglomerato, il quale, dopo alcune setti•·rnane, raggiungeva la dnrezza del granito, resiste assai bene · all'urlo dei proietti. Le successive e~perienze di Kummer~dorf, ,di Bourgcs. di Cbùlons, di Brasschaet, di Schoorl, hanno posto in · evidenz:i le speciali doti di resistenza del calcestruzzo cemen"tizio all'azione delle granate-torpedine (2) e lo hanno additato
come il materiale più adatto per costrnire le parti del!e opere; esp~$te all 'urto diretto dei suaccennati proietti. La, prolì. ezione indiretta si ottiene, invece, colla dispersione e-colla mobilità dei bersagl i, ridotti alle minime dimensioni. Se, nell'ultimo decennio-, furono raggiunti not.evoli progressi per dotare · le artiglierie della difesa della massima mobilità, il concetto _non e,. nuovo é, nella storia degli assedi, se ne rinvengono, di tratto in . tratto, tentativi di attuazione. l primi , per rendere mobili le artiglierie di grosso calibro,oltre gli angusti limiti delle facce d'nn'opera,. o d'una fronte bastionata (come era stato proposto dallo Choumara, ed eseguito nella difesa di Roma, ·1849, e di Sebastopoli ,1855-56), furono fatti nel corso del1a guerra di Secessio~e d'America e d11rante l'assedio di Parigi. Prima del '1885 (ultimo r ivolgimento del!' arte fortificatoria) il Mougin aveva ideato un tipo di batteria corazzata mobile sù rotaie di ferrovia , poco pratico per l'eccessivo peso-e pel costo troppo elP.vato ('I). Ma sollanto dopo la riconosciuta impO$Sibilità di mantenere il grosso armamento allo scoperto su i rampari dei forti, il problema della dispersione delle artigl ierie riceveva una prati ca risoluzione ·colla dispoi,izione delle medesime. in piccole, e poco appari;centi (batterie simili a qnelle d'assedio), negli intervalli tra le opere; e l'altro della mobilità. lrt ricéveva egÙalmente coll'impianto delle batterie circolanti su di un binario continuo di ferrovia, che si sviluppa lungo il perimetro esterno di un campo trincerato, dietro la linea dei fort i di cintura (2). Il tiro preparato, a puntamento indiretto (3), col quale si possono colpire bersagli invisibili alla batteria, costituisce pe:- sè stesso ·. . un mezzo efficacissimo ·di protezione delle bocche da fuoco . L' impiego del tiro preindicato per111ette infatti di .disseminare le arti-..
(l) Plinio nella lfistoria natnralis, ,iccenn:i b . compo5izione del calcestruzzo in uso , ai suoi tempi - • Per le volte de:::11 edifici e, particolarmente, delle cisterne, occorre mettere in opera un meswglio ·co,i e-0mposto: cinque parti di sabbia pura e rugosa, due parti rfi calco assai viva e frammenti ' fii pietra silicea, del peso, .al massimo, di una libbra (Et cislernas avtnae 11urae et asperae quinque pa.rtib11s, calcis qua·m vehem.entissimae duabus conslPtti convenit, (ragmentis silicis ·non excedenlibus l'ibra.s). Si ottiene un'eccellente malta, a~giungendo alla sab11ia un terzo fii frantumi rli por.'.cellana. Il calces truzzo deve Pssere fortemente battuto a colpi di maglio (Si et te.1t.ae (nsae tertia pars a.dd<it11r, 1nelior ·materia ei:il ... lta ferra/.is reetibus calcari sotè11n ,pariclesque simiuter - Liber XX.XVI, LII, LIV•). li calcestruzzo, attualmente impiegato nel le opere di fortificazione, è costituito da , un m~scuglio di qnattro part.i (in v_oln me) <li ghiaia, o pietri,co; di due parti di sabbia · silicea, o lluviatile, e di una parte rii cemento Portland. Taio com1iosizione, che presenta l,t massima compattezza, é detta del calcestruzz,1 al quarto. f.:.1 quantità, in JleSo, •.li cemento Pm·tlanù, occorronte in un metro cullo ciel predetto calcestrnzzo, •l'iSult;i di chilogrammi 315. ·,21 Le suindicate doti' di resiitenza del calcestruzzo cementizio (al quarto) si riassumono nella scarsa Jlrofondita degli imbuti, prodotti dallo scoppio delle più potenti ,granate-torpedine, e ·nella localizzazione degli effetti di urto e di scoppio.
(i) BmALMON·r. - La forti(lcation du temps 'présent, Bruxelles, ISS5 . Il maggiore di stato maggiore itaì iano, cav. Coda Canati, presentava, pure lino .. dal 1862, un progetto dì batteri<i corazza.la iocmnobile. (2) I particolari dell'orJinamento delle batterie circolanti vennero esposti, pe, laprima volta, 1lall'in,,eritore del sistema, il Mougin, nel già. citato opuscolo: Les nouveaux exJJlosi{& et la 'rorti{ication, t887. (3) Si chiama ti·ro p1·eparato quello che si eseguisce mercé una ,speciale organizzazione preventiva, la quale .permetto alla !latteria <li ricevere indìcazioni precise... sulla natura e snll:t posizione del bersttglio a iei invi,il)ile, nonché sulla posizione retativa (rispetto a questo) dei punti di caduta dei proietti.
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glieri o su larga distesa di terreno , nei punti i più favo revoli pel loro occultamento, pur ollenendo, mediante l'organizzazione ed il concentramento del tiro, la convergenza dei fuochi su bersagli delerminati, assai meglio che non si potreb be puntando direll a·mente coll'àlzo. L'or:!anizzazione del tiro nelle piazze !'orti, da prepararsi fino ·dal te~po di pace coll'eseguimento di molteplici lavori, fra i quali la qnadrrttazione del terreno circostante ('I ), dà modo di dirigere ·rapidamente il fuo co di un grandissimo numero di pezzi su di un punto qualunt1ue del loro campo di tiro, e di retlifìca re questo con . grande speditezza, in b~se ai risultati dell'osservazione dei pimti <li caduta. La direzione generale del tiro è affidata al comandante del l'arti glieria della piazza. J particolari di esecuzione, compresa la rettificazione del tiro, sono riser vati ai comandanti delle batterie, o dei gruppi cli ba tterie. L'organizzazione prevenlira del tiro, la ' quale ha essenzia lmente per scopo di ottener.e un'azione concorde di artiglierie · di differen te natura e calibro, poste anche a notevo li di stanze tra loro, as::.icurando la convergenz a dei fuochi med iante una sola direzione centrale, costituisce un vantaggio quasi esclusivamente riservato alla difesn . T risn ltati che si possono conseguire col tiro preparato, furon o posti in evidenza, per la prima volta, nell a difesa di Belfort ("8i0 -i I), dove il colonnello Denfert-Rochercan applicandolo , in modo rudimentale, coi mezzi limitati ed imperfelli dei quali disponeva, a circa 4-0 pezzi , potè con questi tirare nell e direzioni le più differenti, al disopra delle masse di terra e delle allre coslruzion i che impedivano di vedere il bersaglio· dalle batterie, mentre riesciva assai diflicile all'ass:ilitore di col pire bor.che da fuoco disseminate e sollratle alla vista (2) .
(il Nel Ilegolantento francese del 189.1 sul se1·vizio delle bocche eta (!loco d'asseclio ·e cli pia zza sono enumerati i lavori da eseguirsi, fin o dal tempo di pace, per 1'01·ganizzoz io11e del til·o nell e Co rtezze. . . (i ) L a défen,se de B el(orl , écrite sous le conlrole de flf. le colo11el D~11fert-Roche1·ccin.
par Thicr; et Laurentie, Paris, tsn.
L' impiego delle polYeri a debole fumo . costituisce un nuovo elemento favorevole per la protezione in diretta delle bocche da fuoco ·detta difesa, cone-0rrendo ertìcaccmente, insieme colla mo.bililà e colla. dispersione di quelle, al loro occullamenlo ( 1). All'apparire di ogni nuova invenzione se . ne esagerano orcli1na riamente gli effelli e se ne traggono talvol ta inesatte conclusioni . Appena i primi risultati delle polveri a debole fumo furo no ,110 ti non si mancò dì annunziare, ancora · una volta, la prossima ' iìno ' nella forLi(i cazione permanente, sopra fatta, dalla schiacciante superi~ritù che le predette polveri assicurerebbero all'attacco. Conclusioni meno aITrellate, ed un più maturo esame della questione . hanno posto in chiaro l'inesaltezza di quelle asserzioni. 'Oltre acl es~erc fuori di discussione che l'impi ego delle polveri a debole l'u mo favorisce notevolmente il difensore di una posizione di qua.l~ia~i carattere (campale o permanente) a spese dell'att.accante ; non è difficil e porre in ril ievo il partito clte si può trarre da l nuovo trovato nella difesa delle piazze forti. 11 generai!! von Wìebe, antico ispettore dell'artiglieria da fortezza in Germania, è d'avviso che l'impiego delle polveri a debole fumo dari, alle piazze, costruite, o trasformnte, in relazione ai nuov.i bis.ogn i, un valore di resistenza straordinario, pel fallo che le disposizioni difensive delle predelle piazze favoriscono im mensamente il movimento ed il tiro al coperLo delle bocche da fuoco , mentre non potrà approfìLLare dell 'assenza del fumo l'ass,ilitore, il quale diflici lmente rinverrit posizioni coperle nella zona del tiro ~fficace dell'artiglieria della piazza (2) . I~ vero, peraltro, prosegue ad ossernre il prefato generale, eli o l'impiego dell e polveri a debol e fumo potrà forse permettere all'assediante l'occultamen to dùlle batterie più lontane, de1
(I) ~ eletto, con ciò, implicitamente che no n po trebbero a1Jpronttaro <lei v,1ntaggi -del la po tvero a dobote fumo le bocche da fuoco poste su i t·ampa ri delle opere llel vecchio tipo. F. llone osserva a questo riguardo il çapltnno Meger (Il campo tri11ceralo di .Il ei; e la forti./ica-:.ione corazzata moderna, 1895): • qual avantag~io • potrchb<l risultare alla difesa dati' :issenz:i dol fumo, dal mom1mto che i cigli • ,lei JJ,1 rnpetti o lo traver~e inclicano già a sufficienza la giacitura dolle bocche • da fuoco? • f2) v. Wmci;;, generate. - La p()lvere senza fumo e l<isua importanza nella guerra di. foi·lezza .
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sLinate ad ,tgire con tro le posizioni avanzate della difesa. Se non che tale occ.ultamento non gio,'erà, crediamo, quanto polrebbe sembrare a pt'imo aspetto, all'incolumi tà delle suddette batterie, pel folto che, coll'aiuto del tiro preparato, il difensore sarà sempre in grado cti coprire di proietti una zona di ter;reno anche compleLamenLe sollra ta alla vist.i, appena ()agli appositi osservatori venga segnalata l'occupazione in quella zona per parte dell'nssal itore ('I). In comeguenza ta polvere a <lebole fumo· è potente sussidiaria della àifesa , poich è associata aWimpiego del Liro preparato aumenta J'occuliamento · delle bocche da fuoco. La fi amma, o il lampo, che si produce all'atto dello sparo, assai più visibile di quanto era nella polvere ordinaria, e non più nascosto dal fumo, coslitnisce un altro elemento favorevole . alla difesa, la quale ha sempre modo di sottrarre le proprie bocche da fuoco .·ana vista dell'assalitore. Questi r,he non/ pdtr~ sempre, e così fa cilmente, nella zona di terreno circostan'te alla piazza, raggiungere lo stesso risultato, non sarà in grado d'impedire alla difesa di scoprire esattamen te, all'alto dello sparo, il piano di tiro delle proprie ·artiglierie e di determinare la , loro distanza ·per mezzo d' intersezioni. ( Continna) . E. Roccni s• reyg.
1;iaggiore. nel
genio.
IL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE I. Introduzione. L'argomento è modesto.· Forse per questo non invogliò alcuno ad occuparsene con qualche ampiezza. Ma ha esso pure la sua importanza, e merita di essere studiato con amore, perocdiè ha stretti rapporti vuoi coll'igiene e col benessere della truppa. \'UOi con quell'insieme di vedute e di cu re che s'indirizzano alla buona educazione milit:y;e:--Spln'o:--S.!ie dò apparirà dalle cose clrn modestamente verrò dic'ènd.Q__.,.-Ytè poi un lato della questione, e non di poco mornenlo;' ~ il finanziario. Stretto com'è il bilancio della guerra entro gl i y.ngusti confini impostigli dalle condizioni fi nanziarie poco lieS~delhi. Stato, all'amministrazione è d'uopo applicare indefe~Mmente la legge economica del minimo mezzo , fa rè, cioè, con nssidue cure ed utili accorgimenti corrispondere a stanziamenli limitati massimi risultati. Così solamente non si mo~ st.rerà impari al isuo còrnpilo. ECco le consider.nzioni che n1i inducono a dettare queste pagine. , Mi parve che sJ tutl.i i servizi tecnici ed amministrativi attinènti "-,._ alJ!esercito ebbéro studi e monografie, quello di cui mi occupo sia - --.-~ -' statq lasci~~p/ in un immerilalo abbandono, ~piegabile del .resto · , .1 • a<!_y.n certo punto colla maggiore importanza. delle al tre màt~rie. Qnella delle sussislenze, a mo' d·esempio , ha in sè, oltre che qualche cosa· di piacevole e di attraen te, intimo legarne coi bisogni delle t.i:uppe in pace ed in guerra, dà occasione a l'icorrlare i delli dei granrli capit.:rni ed i precelli delle scienze ausiliarie. Non è lo stesso di una branca dell'amministrazione militi.tre, come il casermaggio, che, se ben si considera, ci fa vedere il 1
(Il. Di fronte a tale cond izione di cos~, non sembra cl1e, in via generale, possa ~lll· mettersi col Meger (op. cit.) , l'i mpo rtanza- inestimabile della polvere a clebole fumo • per le batterie <l'assedio le quali, mancando di spalleggiamento, ~ono intierament,, , $Ottratt e alla vista dell'avversario in virtù del ciglio dietro cni sono s tabilite • .
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'ANNO XU.
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soldato in uno stato diverw da quello in cui la fantasia suole ~iù di frequente immagìnarlo. Ma il soldato non può far contmuamente la guerra, nè essere sempre accampato sotto la tenda o sotto la volta del cielo. La guerra, come crisi della società umana, è naturalmente passeggera. Anche gli esercizi campali hanno limiti, e sono dati dall'alte~narsi delle stagioni e da altre cause. Non si possono imporre al soldato privazioni e disagi maggiori di quel che richiede l'addestramento alle armi e la pre- · parazione alla guerra, nè si può segregarlo dal consorzio umano se non pel tempo strettamente necessario all'adempimento dei suoi obblighi verso la patria. · ()uando non si avevano fort i eserciti permanenti la vita. àell,1 caserma non doveva preoccupare l'amministratore. Allora il buon Goffredo
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Impon che sian le {ende indi 1nu nite E di fossè profonde e di trincee Che d'una parte a cittadine uscite, Dall'altra oppone a correrie s~raniere.
La vi ta è al campo; finita la guerra, si ritorna al focol are do· mesLico. Ora la guerra si fa ·di rado; ma il cittadino deve rima· nere P,er · qualche tempo sotto le bandiere per essere pronto a farl a. E giusto che l'amrninistràzione provveda ad all6ggiarlo in modo che non gli faccia troppo rimpiangere le .pareli domestiche, fra le quali avrà. goduto forse una .modesta agiatezza od almeno iL conforlo di tenere. cure, che ,gli ananno abbellito anche la povertà. : Ecco perché· gli ambienti ' delle · caserme ben tenuti e fo rn iti dello slretto bis'ognevole si, ma di mobili puliti e rassettati, po~ sono molto influire sul morale della truppa. Per ciò non mi pare superfluo lo studio cui m'accingo coll'amore che tutti dobbiamo al nost.1·0 esercito, e col desiderio che possa produrre se non ))ositivi vantaggi - non posso presumer ciò ·- almeno qualche idea che, raccolta e sviluppata da altri, fruttifichi poi pel bene del nostro soldato. 0
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*· * Prima di entrare nell'argomento è d'uopo esaminarne sinteti.-eamente il contenuto. Si cercherebbe indarno nei lessici la parola, ca-se:rmaggio. Dura sempre il dissidio fra la lingua cll' essi -c-onsacrano e quel la che si parla e sì usa. Mo lte profess ioni , arti -ed industrie hanno i loro termini al bando dai dizionari (•1), è nondimeno camminano ugùalmente. Peggio pei linguisti se non vollero far buon viso alla proposta del s·euembrini e di altri ,' ·ed accogli ere la lingua viva ·é parlata d'ogni paese d'Italia, mercè la quale i snoi cittadini lavorano e si agitano ! Non è cosa cbe mi ' riguarda. Da molti anni più non attendo agli studi lellerari , ·certo più grati di questi. A me basta il dire che la parola casermaggio deriva da caserma eh' è voce prettamente nostra·· e; secondo me, migliore di ryuartfore, e praticamente significa quel- , 1 l'insieme modestissimo dì mobili onde le caserme sono arredate, 1 ,per provvedere ai bisogni delle truppe, cioè i 'letti col loro cor- 1 redo, · 1e tavole, le panche da camerata ed altri oggelli di mi;_, \ . •nore importanza. Sotto la voce casermaggio, o materiale di ca- \ ·sermaggio che dir si voglia, vanno poi anche i mobili per le: ·camere, che occupano gli ufficiali, quando, secondo i regolamenti, devono alloggiare nelle caserme, o trovansi nei forti od in simili condizioni, e si creda di o.bbligarli a stare e.olla truppa, o i ,v i si debbano alloggiare, per la ,lontananza. di ogni centro abitato.
• II. 11 CASERM AGGi O PRESSO I PRINCIPA LI ESERClT( ESTERI.
Alla trattazione del mio obbietto in rapporto· al nostro eser - . ,cito , mi pare opportuno far precedere alcuni cenni su l modo con ~ui si provvede presso gli eserciti str:i nieri al servi.,.io del ca·serrnaggio. Mi limito per altro agli eserciti austro-uni,tarico, ger(!.) Lo dico anche a scusa de!hi terminol ogi~. che sarò co, tre tto ad usare jn questo ,s.;ritto. ·
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manico e francese. Essi possono dare occasione ad utili considerazioni e raffronti, poichè presentano i due tipi principali dr gestione del casermaggio, cioè di quella diretta condotta dall'am~inistrazione militare e di quella ad impresa, con' accenni ad alcune ingerenze dei corpi dell'esercito, eh' è il terzo modo da alcuni vagheggiato per l'amministrazione del .casermaggio. Vedròdì cogliere le linee salienti, poichè non mi pare opportuno addentrarmi nei particolari delle assegnazioni, delle tariffe e dell'esecuzione su per giù sostanzialmente uguali in tutti gli esercii.i\ ed in tutti noioseLLi, se. vogliamo dire schiettamente il vero .. Austria-Ungheria ('1 ).
L'esercito austro-ungarico nòn ha imprese di casermaggio,. Questo ramo di amministrazione vi si svolge in correlazione ali 1nodo di acquartie1:amento, e p~rci<'('<->ccorre un .cenno in proposito. · V'è l'acquartieramento stabile ed il provvisorio. Corrisponde ili primo alla dislocazione delle truppe in tempo di pace; avviene· il sec.ondo durante le manovre, le esèrcitazioni e gli altri movimenti della truppa. Ciò quanto alla durata. Riguardo alla specie, si ha l'acquartieramento comune (gemeinsam), quando un edificio raccoglie· pi_Lt riparli di truppa, e l'acquartieramento individuale (einzeln-· Einquartierung), cioè presso gli abitanti, al -qualesTrièorre soloquando gli enti amministrativi , locali--' obbligati, come vedremo, ad alloggiare le truppe, sono nell'assoluta impossibilità di farlo _ · Le truppe sono alloggiaie in caserme erariali o in locali a disposizione dello Stato,, ovvero in caserme provvisorie (Noth Kasernen), e sono queste le caserme che gli enti amministrativ~ locali , cioè le regioni, i distretti (Bezirke), i comitati in Un-
(l) Fonti: - Einquartieru11gs Gesetz, H giugno -l 8i9. - ·Beslimm 11.ngen z1w Ourchfi,ihrung àes b'inquartierw1gs Gesetz, Circular \'erordnung von 5 JUli t8i9, p_ubblicata· col No·r mal l'erblatt 2;• dispensa i8i9. l'<1nchri~ fii.r die Sicherstellnng u11d \lerwartv.ng der il/iWar Unter~un~ (Dientsbuch, :14-5). - Voi·scilrift fifr das llellettwesen-Ge-· bùrm Vorsc!N·if't (u,r Bellenwese11 in I:. /;, lfeen.
~hèria ed i comuni, secondo la legge di acquartieramento, sono ,obbli,~ati a mettere a disposizione della truppa quando non. b1,n • ·stano le ca<;erme ordinarie. In questo caso le re~ioni, i comuni ecc. -devono provvedere, nella circoscrizione rispettiva, anche gli og,~elti per l'arredamento dei locali, ma ne conservano la proprietà. -L'amministrazione paga loro per questa somministrazione deterfoi nati compensi, anzi essa, ad ottenere robe soddisfacenti e adatte ,ali' uso, ne gai'lmtisce loro il pagamento per 21> anni se tratta.si di materiale per arredare caserme; che abbiano dovuto fabbri-care appositamente, o per 1f> se si tralt.a di locali semplice,mente adattati per l'allo~giamento provvisorio delle truppe (Nol,h . _kasernen). La legge d'acquartieramento e le di~posizioni esecu: tive regolano i -rapporti. di diritto fra !"amministrazione militare e •quelle locali per l'accettazione e collaudazione d_èl ~ateria_le, come pure per la precedenza che devono avere le nch1este d1 locali o -,di casermaggio. L'ammini$trare il materiale delle caserme ed· anche il caser mao"io. ,,,., , meno i lelti, come si vedrà, è compito delle direzioni ..ael genio, trattisi di caserme erariali o di locali di alt,ri enti·. Vi concorre però la commissione ammìnistrativa del corpo. L'amministrazione militare provvede ai bisogni delle caserme .-erariali , cioè al materiale, agli oggetti per le cucine, ai mezzi · ,pel riscaldamento e l'illuminazione, come pure alla. loro manu·tenzione e pulizia, ecc. Riguardo alle caserme messe a disposizione delle t.ruppe, dalle -amministrazioni locali, se a tutti i bisogni ora dell1 non provvedono esse mediante i corrispettivi stabiliti (,1), ne resla la cura ..all'amministrazione militare. È questione d'accordi. · L'amministrazione della guerra per provvedere ai bisogni della truppa acquista i letti e pensa alla loro manutenzione. Ha ali' uopo appositi magazzini (:tlilitiir-Betten-Magaz·inen) , o autonomi, come a Vienna, Praga, Lemberg, Krakau e BudaPest (2), od arnessi agli stabilimenti delle sussistenze. Questi magazzini hanno poi delle filiali dirette da un sollufficiale_. 1
(t)
Questi compensì sono: un kreuzer pel letto e due per l'uso degli altri og~ett!,
"Per ogni uomo e giornata. · .
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. .
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(2) Il personale e l'amministrazione di questi cinque magazz1111 autonomi costano.- , . annualmente ~-3,000 norini.
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J Il, CASERMAGGIO PER LE TRUPPE
. In . tempo d i _pace pei magazzini dei letti bastano ·I 5 impie-· ~~1t~ ed 88 uomini per il servizio. La spesa complessiva è di -fio-· r in, 40,785 ed allri fiorini 22,036 per le $pese di amininisr.razione, ~ancelleria, trasporti, ecc. , in Lutto fiori.ni (12.82·1 (bi· lancio ·I896). · t I magazzi~i · de,~ono essere sempre forniti di letti per le ·truppe sul piede cli pace, per gli uomini richiamati ali' istru. zione ed anche per taluni prestiti ad enti o persone, auwriz-· zati a servirsene, e devono av.ere c-operte da di stribuire alle· tru~pe. in .viaggio. Non a~ministrano per altro i letti degli ospe: dal!, ne ciò che occorre in caso di mobi litazione. I c~rpi 'dell'esercito non hanno magazzini di letti ed in nulla, .s'ingerisco.no nell'amministrazione del casermaggio. Affar loro è solam~nte il !'ilasciare ric<w uta dei letti , il custodirli, il chiedere il cambio delle robe; e queste piccole cure spettano al. consiglio cl' amministrazione ( Ve1·1Mltungs-Commùsion). . I magazzini dei letti sono sottoposti all'autorità del comandau te del corpo d'armata, che l'esercita per mezzo dell'intendente mili tare. Il loro per.sonate è soggetto.,·afh )disciplina militare, ed a questo riguardo dipende dal comando di piazza. Per l'amministrazione i magazzini dei letti sono pareaoiati .ai corpi, ed hanno una commissione amministrativa e la ~~sa. La direzione , . il sindacato e la responsabilitit dei maaazzini sudd~tti. spellano alle intendenze militari. Esse fanno ri;orose 1spez1ont presso i corpi per sorvegliare l'.uso e la conservazionedei letti, ed esercitano im vero controllo. La l'evisione dei conti dei maga~zi~i dei letti. è fatta da ~n rip~rto ·del ministero della .guerra. Po1che, come s1 è vedato, 1 coì·p1 non hanno alcuna in,rerenza. nell'amminisLrazione del casermaggio, essi 1ricevono dai m;oazzini dei 'J~tti le robe di bucato e riparate, e quelle nuove in luoo~ de oli ogg,e11i divenuti' inservibili . "' i.') .Presso i magazzini il lavero manuale è fallo dai militari de.Ile sussistenze ; in mancanza di questi si affida alle case di pena militari o.d anche civili , ed anche ad operai liberi , ma soltanto allorche non si può provvedere negli altri modi. Anche· la manutenzione dei letti è falla talcra ad economia col mezzo, · dej condannati. ,
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I L CA~J;;RMAG<rtO PE /l.. LE 'l'RUPPE
Per la phlizia e le ripara1.ioni si fanno piccoli contratti. Scorrendo le disposizioni in materia, si vede c.he l'amministrazione ha u-dottato min~tissime nor.me per .ogni bisogno , nonchè tariffe per -ogni lavoro anche di poco momento, e proposti esempi di-contraLl.i per le riparazioni degli oggetti cli ferro e cli legno, pel bucato .e per la vendi ta delle robe inservibili (''I). Insomma . anche l'esercito auslro·nngar.ico ha un'amministrazione bene armata di prospelli, moduli, ecc .., ~-nulla ha da invidiare alla nostra. I letti sono di .[erro, con elastico per gli ufficiai i e per i militari di. trnppa ammalati ; a pagliericcio pei . militari sani, ed esso ù rie.mpito con '.2 ~{ .chilogrammi di paglia, e si aggiungono chilogrammi ·I 'i ogni quattro mesi. [ magazzini dei lelli non amministrano il rimanenL@ del ma teriale del casermaggio, cioè le tavol e, le panche, le assi pel pane ecc., cioè quel complesso di oggetti che va sollo il nòmn di Einricht1mg. Questo è affare delle direzioni ,del genio; Esse pr~vvedono nll'amministrazione dì questi oggetti , alla loro manutenzi one, ne hanno il deposito e ritirano quelli che eccedono il bisogno dei corpi, come amministrano anche i mobili per gli u~ci. · ' Ed ora della spesa. Per la manutenzione, la pulizia ecl il bucato , nonchè per la riparazione degli oggetti del leLto di ogni persona, che ha dirillo ad usarne, la spesa annua è di fior ini ·I ,33. Ad . essa va aggiunta quella per l:1 rinnovazione. degli oggetti inservibili ecc. eh' è la seguente: Lenì per gli ufficiali per un letto da ufficiale sano per un letto da ufficiale ammalato .
fiorini 3,39 )) 4-,2·1
Letti per la truppa per un militare sano per un militare ammalato
(-i)
))
))
1,96 ~i,05
lìi questi oggetti si cerca sl i t ra1Te il maggior pa r tito : Ja v~.ndita è l'ulti mo
1·c1tfo.
·
'
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IL CASERMAOGiO PE?. UE Tl!.Ui'PE
IL IJASEIOIAGGIO PER LE TRUJ?l' E
,I n compi.esso la spesa annua di manutenzione e rinnovazione <l~, letll militari è di fiorini 800,000, oltre fiorini 200,000 er glt altri ogge~Li di casermaggio amministrali dal oenio ·l'nilita~e · in totale fiorini ;J ,000.000 · · · 1'> ' ' Notisi infine come ~osa allìne al nostro ar"omento che nel!' . I'} · .esercito austro-ungarico vi sor10 norme minute per l'illuminaz,~n~ del~e c~serme ecc. Essa fa parte della piccola manutenzione <lei fahbr,cat~, e vi si provvede con un assegno apposito .(pa0 .. schale), ed .e regolalo anche il consumo di combustibile pe[ riscaldame.nto e per le cucine, secondo la varietà dei bisortni e per la cottura dei cibi, anche secondo i recipienti in usi. ' ' Prussia ( 1).
In p,:ussia ogni militare ha diritto ad ,l\'ere gratuitamente dallo ~Lato l_'a.lloggio, il mobilio, il riscaldamento ed ,il luUle, Perciò 11 s~rv,z.10 del casermaggio non è che una parte di quello più .ampio ngnardante la manutenzione e l'arredamento derrli imm . bili, nelle indennità d'alfocroio /che spetta~o a·, 1n°1·. . e s'impernia . •I1tan od a chi fornisce loro l'occorrente . · L'amm·inistrazione del diriLto del militare all'alloa~ •rnio completo . ~;ssum~ pr~t.1cam~nte varie forme secondo le· posizioni della truppa. Iuttavia s1 mantiene una, accentrala come è nelle intendenze di armai~ e raccolta po::;cia in una sola divisione ·del .Ministero (ServisAbtheilung), allo stesso modo che alla soddisfazione di tutti i bi_sogni jnerenLi provvede un soio capitolo, quello 27 : Garninisonverwaltung nnd .'ierviswe.sen . ' Alla gestione del servizio della ' manutenzione e del·caserma<rnio in particolare può attendere direttamente l'intendenza per m::zo d1 un personale, quello dei Garnisoni;erwaltungs Bemntem. Può anche esserne affida!~ la cura alle autorità civiÌ,i, pppure è condotta dai corpi dell'esercito. La ' diversità. del metodo per l'esecu" l')I'}
·zìone del servizio dipende dalle circostanze locali, perocchè se l'unità dell'amministrazione e del fondo ad essa destinalo in bi.lancio · assicura l'unità d'indirizzo, i particolari del servizio sono variabili. 11 personale d'impiegati pei' l'amministrazione delle caserme ha una propria c.arriera, aperta nei gradi superiori agli ufficiali ·combattenti, che lascjano il servizio attivo in età da potere ancor renµersi utili. Sfogliando le disposizioni cbfl disciplinano la materia si vede ,che i locali per gli alloggi delle .truppe sono curati con grande amore, e che i soldati godono di molte comodita ignote al nostro esercito, fra le quali è notevole quella delle sale da prànzo . -Assai minuziosa è la descrizione dei mobili, ed ai soldati è ac. cordato l'uso di armadi. Riguardo alla spesa tanto per la Prussia, quanto per la Francia , ,di cui mi occuperò or ora, non mi estendo in minuti particolari. Ne -discorrerò verso la fine del lavoro trattnndo della parte finanziari<11 . Francia (l ).
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Ed eccoci per ultimo a parlare dell'amministrazione del caser'ma<raio 'presso l'esercito francese. La Francia ha due imprese -dei letti militari, una per l'interno e l'altra pei possedimenti i.n Africa. I contratti hanno la dmata di un ventennio ('1 887-•I 906), e •l'impresa principale data dal 11854-. ll materiale è di proprietà. dell'impresario, però non tutto. Una parte, la minore, cioè quel la. di riserva, è dello Stato. L'impresa riceve un interesse annuo pel oapitale che impiega, in ragione del numero dei letti che possiede. L'impresario provvede alla· manutenzione ed alla sostituzione ,degli oggetti, .e naturalmente ne cura la distribuzione. Pei !etti ,de<rli ufficiali i suo i obblic,hi si limitano alla conservazione ed alla distribuzione. c)c)
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(i} Fonti. -
G1,wnisonvenoaltungs Ordnung. -
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Reglement ii,her die Se,·vis-Komp~-
~n:z; der 'fruppcn in Fr_ieden. - Sen;is-Tarif fii>· das Selbst.enmiether. - tz Natru·alQuartier. - Garniaon Ge/JiitLdeordun!J. I Theil, 8inrichtunr, der Ka,sernen · Il Theil Vorschri(l iibc,· Einrichtung wul Anstatt1mg- 1l/il. \V11ch.en etc.; lii. Theil, Vor.~clirift etc. .de1· ,!fili/ai· Pfenlcstiible ecc. ·
(I) BEAUGÉ. -
il/am,el
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voi. li, pag. 763 e seguenti.
l a Législalìon el administi·ation militai1·e. -
Paris, 1891,
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IL CASERMAGGIO PBR LE TRU('PE
I L CASERMAGGIO . PER L E TRUPPE
In corrispettivo delle sne prestazioni l'impresa percepisce nn compenso o nolo, e pel materiale dei corpi di guardia una retribuzione detta di occupazione. .È però pagata a parte la conservazione e la manutenzione dei letti nei magazzini. Il compenso di manutenzione comprende, come si è deuo, l'interesse del capitale impie~ato, ed inoltr~ le spese fìsse. sia il materiale usato. { o no. Il cosi eletto nolo di occupazione abbraccia tutte le spese di manutenzione, di riparazione e di :;ostituzione delle robe divenute inservibili, ed è pagato solo in ragione del mobilio quo tidianamente distribuito. !J uando poi gli oggetti di ca~ermaggio sono usati per la gia~ ci tura a terra l'impresario ha · diritto aù un intlennizzo di ~en~ te5imi 50, il giorno per ogni soldato., e cosi è compensato del' ma~giore consumo del rriateriale. · ~otevole è fra gli obblighi degli appaltatori qu~llo di occupare come propri agenti i sottufficiali in congedo, riservando loro rneti1 dei posti. Alla truppa s'impone di tenere le robe con molta cura; e l'am· ministrazione d'alt1;a parte ispeziona ogni anno ri'goròsamente il materiale. All'esame degli oggetti concorrono gli ufficiali medid equelli di ca~erma. I letti non occupati vengono. restituiti all'impresa, quando non. devono più servire per un mese. Alla truppa accampata od acc~mlonata la paglia è fornita dall'am', ministrazione . (cinque chilogrammi · per ogni uomo) per mezzo, degli uflìciali delle sussistenze, quando naturalmente non sia requisita. , Oltre il materiale, che l'amminis trazione 'militar~ conseana al-· . 1'i.mpresa del casermaggio, essa ne ha dell'altro che utilizza principalmente per gli uomini . della riserva e dell'esercito territoriale, ed anche per quello permanente ai campi, sotto le tende ecc. e · perfino nelle cas_erme, quando non basti quello dell'imprenditore •. Cade in acconcio il notare che, mentre da noi i comuni anelano ad avere una guarnigione per impinguare il ra.ddito del dazio consumo, in Francia concorrono alle spese per , le caserme, abbandonando allo Stato una parte dei benefici che loro derivano·dal consumo delle clenate per la truppa, cioè fino a 7 lire per·
11omo e 3 ·per caval lo, eccettuato il caso che provvedano essi le· caserm e quando non lo può fare lo Stato. N'ho voluto far ce_nno\. perchè è un sollievo pel bilancio militare, che C03Ì può spendere di più. pel casermaggio_. Prill'ja di por termine a queste b1·evi note aggiungerò alcmt. che sul combustibile. I l servizio del combustibile fa parte di quello delle Sti.ssistenze, e vi provvede l'intendenza mililare: Esso comprende il combustibile per le cucine, per il riscaldamento delle camere, delle sale, delle biblioteche, pei haAni caldi e pel riscaldamento e l'il-· ' Juminazione dei c,)rpi di guardia, Tutto il bisognevole è provveduto da un'impresa mediante contratto preceduto dai pubblic1·, incanti, e le somministrazioni relative sono vigilale dall'intendenza militare. All a :;pesa del combustibile si provvede col la mas;;a del ri~calthi· mento. Sono a suo carico la provvista del combustibile per la co:turadegli alimenti e pel riscaldamento delle caserme durante l'inverno. Gli asseani onde si alimenta questa massa sono tratti dal . bi-· lancio dell: guerra, e rappresentano, sollo il nome d'indennità d,i riscaldamento, il prezzo delle razioni di combustibile dovure aicorpi di truppa secondo il diritto accertato dai documenti contabili ,. diritto la cui misura varia col variare del clima. ' V'l'l la razione individuale e q:uella collettiva. Questa è stabilita in ragione del numero e della capacità delle marmitte, eh&· si usano colle cucine economiche. i'.'a~segnazione pel cc,mbustibile si estende ad un _numero ma~-,riore • o minore di aiorni secondo il cli ma del presidio ( I). 0 V
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[Il. 1L CASER)(AGGIO NELl,'Es~:RC!TO lTALlANO ED l MODI DI ESECUZIONE
Cenno sul passato.
Oa noi ,11 servJZ10 del casermaggio e del combustibile per letruppe si è (ino ad ora provveduto median'te apposite imprese, una per ogni corpo (l'armata, eccettu'lta la Sardegna, che prima, ( ~) B EAU/;È, Il!).
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JL CASER)IAOGIO PER LE 'l'RUPPE
-del servizio ad economia condouo dal commi ssari ato militare aveva un 'impresa a sè, indipendente da quella del IX corpo d'armata. Alla regola dell'appallo pel servizio del caserma:io-io e del combustib il e non si fecero che rare e brevi eccezion i ~;I provveden·i · a gestione dirella . E vi diedero luogo o la deserzione dell e aste pel deliberarn~nto delle forniture ovvero l'abbandono di queste da pa rte degli appaltatori. Vanno ricordale le prorn del servizi o ad economia fatte nelle provincie di Parma e Piacenza nel ·186!:I, e nell'~milia, . Romagne, March e ed Umbria, pure nello ·stesso anno, 1n segmto al falli mento del!' impresa da cui derivò rrran danno all'amministrazione. Precaria del pari fu la geslion; ad ·economia nel Veneto durata soltanto dal novembre 1876 al 30 i;iugno 48i7 e adottata, credo, per is,,en1are le mene decrli impresari per avere l'appalto a migliori condizioni di quelle che erauo state proposte dall'amministrazione. ,La brevit.à di .quelle prove e l'essersi tosto preferito il torn are al i appalto larehbe credere si foss e questo riten uto più pratico, profiLtt;vole ed economico per l'erario. Notevole è però che fra coloro che allora dhbero mano in quelle prove o ne furcino testimoni si hanno ardenti fautori delln gestione direua ed acerrim i oppositori . ~e vantano i primi la bonti1 ed il risparmio: oli altri negano l'uno e .l'altro, anzi affermano cha se si fosse p~·si~lito q.ualclie tem po IO . ~nel metodo di amministrazione, ben presto ~1 sarebbero avuti I magazzini sprovvisti di materiale. li fallo si e. che, per quanto so, i tentativi non ebbero un giudizio sintetico confortato da notizie e dati positivi. Pare che all'amministrazione tardasse di uscire da quegli impicci, mettendosi nelle mani degli impresari , e non vi fu probabilmente estranea la preoccupazio~e ~i CO?OSGere la spesa totale che OCCOrt'eYa per p1·0:vedere .ar b1sogn1 della truppa, evitando l'ignoto. 1 olendo m~agare le canse probabili del.la preferenza data al metodo dell'appalto, e senza soffermarsi sull'aruomento notissimo -che si adduce in suo favore, cioe la scar:;a ;Hitudine dell'aro~ ~ i_nimazion~ p~bblica a gestire i servizi industriali , nei quali si rrlrene meg.lw r1 ~sca la privala attività - argomento troppo as-~-011110 se s1 voglia estendere a lutti i servizi onde Io Staio sod-
IL C.~SERM AGOIO PER LE TRUPPE
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drsfa i propri b;sogni - è a ritenersi che ad altmu·e perma.nentemen te la gestione diretta del casermaggio siansi opposte . varie considerazioni. Benchè ali' amministrnzione giovasse liberarsi dal grave cumulo di cure e responsabi lità, che trae seco la gestione diretta, sarebl.1e farl e un'ingiuria irnmeritata il credere che questo sia stato il motivo determinante dei suoi atti. lmpensierivanla piulloslo le gravi spese e .le difficoltà dell'organizzazione delln gestione dirella, e molto pi1'1 la possibilità delle gravi conseguenze· Cinanziarie di essa. Le condizioni della fi nanza pubblica nei primi lustri, che susseguirono la costituzione del regno, giusLilìcarono quelle ,iubbiezze. Cattive; come vedrt'mo, . erano le condizioni <lei materiale di ~osermnggio, e le imprese costituivano un ai uto a ridurre, trasformare: adattare robe, che altrimenti non avrebbero potuto utiliz1.arsi, ed anche un mezzo per imporre, a dir così, l'uso di oggeui, che, buoni o cauivi che fossero, graditi o no, avevano in consegna, e doveva no nel loro interesse fa re accettare dalla truppa. L'appaltare poi congiuntamente il casermaggio ed il combustibile parve fosse vn ntaggioso per avere prezzi favorevoli, poichè una cosa doveva compensare l'altra, e così si fa cera in guisa di sprnssare le asperiltl che aveva il casermaggio considerato di per sè stesso.
11 materiale.
11 lettore, che ha la pazienza di seguirmi in questo studio, av rà già compreso l' importanza che nel servizio del casermaggio ba ii ma- teriale che vi è destinato. Di esso dovrò parlare nn po' estesamente. E comincio da un'affermazione, che potril sem brare troppo assoluta ed è semplicemente vera, ed è che le dotazioni di casermaggio non sono in tutti i corpi d'a rmala, neppure in quelli meglio provveduti , nelle condizioni desiderabili per appagare le giuste . aspirazioni delle autorità militari e della truppa che se ne serve. )lolteplici le cause, e le accennerò di volo. La grande massa degli oggetti, che furono in uso presso le truppe dalla r.ostituzione dell'esercito italiano , era costituita dal--
-'5.08
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IL CASE RKEGGJO PER L E T RUPPE
IL CASER)lAGGIO PER • LE TRUPPE
mess0 in disparte perchè eccessivamente logoro ed indecente (1). Ei·a poi impossibile provvedere con quelle scarse risorse anche :a portare le dotazioni di oggetti alla stregua dei bisogni di una forza di tanto cresciuta. · Le cose erano giunte al punto che urgeva un, provvedimento efficace. Sarebbe stato necessaria un'asse!!nazione .straordinaria di 'fondi nella misura. richiesta dallri gravità bisogno. Essa avrebbe permesso di sistemare il materiale, eliminando quello inservibile e . che n9ndimeno si era costretti ad usare, di acquistare una rilevante quantità di oggetti nuovi, e di migliornre quelli ancora utilizzabil i. Se si fosse potuto far ciò, sarebbe·stato poi facile il tenere le dota.::ioni in islato soddisfacente coi soli mezzi ordinari provenienti dall'obbligo degli impresari d'impiegare annualmente determinate .sornme nell'acquisto di materiale nuòvo. E per un momento parve th~ un raggio benefìco cadesse anclte sulle caserme dei soldati per migliorarne l'arredamento . . Se non venne una legge che accordasse all'uopo, sia pure ripartiti in piil esercizi, fondi sufficienti a raggiungere lo scopo, il bilancio del 1885-86 parve fosse foriero di un avYenire migliore. Con esso · venne accordata per migliorare il materiale di casermaggio una somma abbastanza elevata:~ ma pur trop{)O fu cosa passe,, 0 iera poichè in seguito lo stanziamento andò mano mano assottigliandosi, come può ved~rsi dalle cifr~. che seguono, desunte dai bilanci :
l'eredità avuta dagli eserciti che in esso si fusero. Trattavasi dì ·robe delle foggi e più disparate,- e sarehbe stato il male min ore · - e generalmente parlando in cat.tivo stato. (I materiale era inol tre insufficiente al bisogno . Doveva provvedersi ad un esercito che veniva mano inano assumendo gràndi proporzion i. Si fece il meglio possibile. Si trasse il massimo partilo dagli séarsi mezzi disponibili. Maggiori era impossibile averne .. Incalzavano necessitit più gravi, e le strettezze finanziarie costringevahQ a trascurare le cose meno essenziali. ~liracoli però 110n erano possibi li. Le dotazioni che un tempo bastavano all'effettivo di pace di 1140,000 uomini mal potevano :-sodc~isfare ai bisogni di iH 5,000 uomini , quanti se_n'ebberq sotto le armi dal ·1885 in poi, per quanto l'amministrazione facesse -ogni sforzo ·per migliorare lo st.a lo delle cose con acquisti, trasformnioni di robe ai ti pi adollati ed altri provvedimenti consimili. :Si vide ben presto affacciarsi il pericolo della mancanza di coperte, lenzuola e fodere da pagliericcio, e naturalmente dei letti -stessi, per cui era forza ricorrere, come lo è ancora1 qualche volta, alle coperte da campo, Era pure un penoso espéd iente il ·f ar dormire le recltHe od i richiamati per l'istruzione sul la paglia a terra oppure su.I pagliericcio a terra. Ognun vede quanto ciò doveva essere pericolpso ·per l'igiene , tanto più che gli alloggi erano spesso dati in locali umidi ed in cattivo stato. Non parlo del l'impressione sfavorevole che dovevano ricevere i giovani soldati da un tale tratlamento . Il solo mezzo che per parecchi, anni restò all'amministrazione per migliorare i letti e gl i -altri oggetti di casermaggio, aumentarne il numero in relazione allo sviluppo · dell'esercito e sostituire robe nuove a quelle che il. consumo logorava e renden inservibili, erano gli oggelli che gli impresari avevano . l'obblicro ·-di fornire, impiegandovi il 25 od il 30 ¼ di ciò che ricevevano per la manutenzione del materiale . Questo cespite avrebbe fo rse p::itulo bastare a colmare · i vuoti del consumo, se le dotazioni fossero state consegnate agli impresari. più abbondanti ed _in buone c~ndizioni ; ma era naturalmente insufficiente a riparare al con. ,sumo di un materia le, che rapidamente spariva o doveva essere
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Esercizo finanziano
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(il È pure da t.enP-r conto della perdi ta di robe avu ta in occasione di inondazioni, epideriiie, ecc. Dal l.880 in poi puù C<1lco!arsi'a circa lire 100,000.
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IL CASE RMAGGIO PER LE TRUPPE H, CASERliAGGIO PER LE TRUPPE
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Queste cifre seguono, come vedesi, lè vicende della pubbli~ fo rtuna. RacchinsQ mano mano il bilancio della guerra in confini sempre più angusti·. se ne risentono più o meno fortemente tutti i servizi ai quali esso provvede; ma i primi e più gravemente s:igrilìcati sono quelli ritenuti meno essenziali, e niuno vorrà negare che per un esercito vengono in prima linea i fucili e le artiglierie, e che le sussistenze ed il vestiario non ammettano facilmente riduzione. di stanziamenti A rendere più comoda la vita al soldato si può rinunciare, tanto più ch'egli deve as:mefar~i ai disagi della milizia. E si spiega perchè al servizio del casermaggio si siano rifilali, e non poco, i mezzi che pure gli occorròno per procedere a dovere, ed i tagli caddero su quella parte di fondi, che servire doveva :il rinnovamento del. matei·iale, cosa dolorosa anche perchè n'è rimandata a tempo indeterminato l'adozio11e generale del letto a. brande. Tutti convengono essere il letto _a cavalletto sotto ogni aspetto detestabile, e desiderano che gli si sostituisca la branda più pulita, comoda ed igienica. Ma i m.e.zzLt '.'1\olto, a dir vero, si è fatto. In alcuni corpi d'armata il letto a · b1·anda è in prevalenza, ma in al.tri n'è appena cominciata l'inhoduzione, nè . v'è speranza che possa estendersene presto I' uso. Si lotta sempre colla difficoltà della:calliva costituzione delle dotaziirni iniziali. Ad ogni modo si procede gradatamente ad aumentare il numero dei letti a branda, e se la via è lunga e spino_sa, sarà tanto più meritorio il perèorrerla tutta con,._isforzi perseveranti, valendosi di tutt i i m.ezzi possibili per superate gli ostacoli consistenti nella scarsità dei mezzi. Le considerazioni che precedono non tolgono per altro che il valore delle dotazioni dei letti e degli altri oggetti di casermaggio non sia vennto in questi ultimi anni note\'olmel)Le aumentando. Dal 1887 al 1895 esso crebbe di quattro milioni circa di lire, come lo provano i dati se?uenti : 1
Consistenza del mataicile di casermaygi o al 30 giii,qno di ciascuno cleyli anni. ,188'7. ·1 888. ·1889. ,1890 . ·189 1. ·18 H? . ,t893. ·1894. 1895 .
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Sarebbe inutile dire in quali proporzioni questo materiale è r ipartito fra i corpi cl' armala. Ben intendesi che il criterio è -qù,ello del bisogno di ciascuno. Sarebbero cifre di scarso intere~se pel lettore . Mi limiterò ad indicare, in cifre arro tondate, la quantità dei principali oggeui di cnsermaggio .. Abbiamo: l.enzuola . Fodere per pagliericci. materassi Id. capezzali ' Id. Porla-materassi Coperte di lana. Lana Cappotti da sentinelle . Cavali etti di ferro (2 per letto) Assicelle da lello Fus'Li da branda. Tavole da camerata id. Panche
N. ,1, 'Ì 00,000
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36 11,000 E,5,000 54,6,000
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4, 500 360,000 5 114,000 363,000' 4.0 ,000 70,000
1
Mi corre obbligo per altro d' illustrare un po' questi dati per r idurli al 101:0 vero valore. Potrebbero far credere ad una condi'." zìonè di co, e più rosea del vero. La roba è molta; ma non tutta .è nuova - e sarebbe troppo il pretenderlo. Il male è che una 35 -
ANXO XLI.
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lL CAS8RMA.GGIO PER. LE TRUPPE
parte è appena passabile. Praticamente le dotazioni hanno oggeui dr sei classi. La prima è quella degli oggcui nuovi o quasi , cioè clte· non hanno ancora perduto un decimo del loro valore. Scendendopoi d'un decimo all'altro, si a1Ti~a alla quinta ed. alla sesta classe . Giunte a queste classi, le robe sono poco più di stracci. Toppe, rammendature, ecc., le rendono bene o male servibili. Certo al-· cune imprese fanno di tullo pel'chè le riparazioni serbino agli oggetLi un aspetto decente, ma miracoli non ne possono fare. La grande massa degli oggetti è delle C'lassi medie. Tutto sommato, il materiale di casermaggio, numericamente abbondante, 110n è certo qnale dovrebbe essere. Specialmente nelle coperte è il guaio . .Molte, per il luogo uso, hanno perduto il peso di chilogrammi 2,800, sicchè. è d'uopo distribuirne ad ogni soldato due· o tre, affincli è possa ripararsi dal freddo. In sostanza il materiale va senza dubbio migliorando, ma non con quella rapidità che si potrebbe desiderare. Oltre che gli impresari resistono perche si metta in disparte quello ridotto male, perchè il loro interesse è di averne il più possibile, l'amministra· z'ione stessa non può fare quello che vol'l'ebbe, perchè non Jrn ì magaz7.ini sempre ben forniti di robe nuove. Considerazioni tecn iche.
Dalle cose discorse panni potersi ragionevolmente dedurre che il servizio del casermaggio ha molti e svariati bisogni. A soddisfarli occorrerebbero mezzi pecuniari, che nelle attuali co ndizioni del bil ancio è follia sperare. Ad ogni modo debbo :;offermarrni a dimostrarli, provando sia la necessità di attril.Juire al .casermaggio l'importanza che veramente ha, sia il modo migliore perchè venga adeguatamente provveduto al benes~ere della truppa. E qui m~ aiova ricordare che questo scritto ha per obbietto solo quanto s1 l) • aLLiene ai mobil i che arredano le caserme. Di queste non s1 occupa,· benchè ognun veda iI nesso eh' esiste fra le due cose i\~a il discorrere delle caserme mi porterebbe assai l•rntano dal mio còmpil.o modesto , dato pure che fosse da me il farlo . Posso unicamente far voli che le nostre caserme rispondano tutte ai precetti dell' itriene - il che forse non è - ed alle esigenze più ,.,
IL CA SERMAGGIO PF:R LE TRUPPE
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elementari della convivenza, e da questo siamo ben lontani. Non .vi sono nelle nostre caserme delle sale ove i soldati possano raccogliersi a mangiare, a leggere ed a conversare a similit~dine delle wohn1·tiwner dei tedesch i e delle clay-rooms degli inglesi , nè abbiamo, come le truppe inglesi, le ablutions rooms. Troppo lusso l dirà qualcuno, e non è vero, perchè non si fnrebbe che · aumentare lo spazio libero delle camerale e quindi l'aereazione, allontanando specialmente 11n letto dall'altro con grande vantaggio della salute del soldato, poichè pu r Lroppo gli igienisti ci dicono che l'uomo è per l'altro uomo un veleno, anr.he semplicemente · per le esalazioni cutanee; non parlo poi delle ma lattie contag!o~e! Anche il letto su cui riposa il soldato ha souo i'aspetto 1g1enico importanza non piccola. Mi limitero - anche per non en\ trare in nn campo non mio ( I) - a qualche cenno. La natura impone a tutti gli esseri viventi l'intermittenza delle loro funzioni ; alla foti ca ed al consumo di forze,' che le è inseparabil e compagno, deve succedere il riposo. Le marcie ed i~ g~ner~I~ gli esercizi militari producono certamente un grande sc1up10 d1 !orza vilale ed occorre il riposo per ripararvi. Or~, questo riposo cleve godersi nelle più favorevoli condi~ zioni non solo di ambiente, ma eziandio del letto ove l'uomo s1 distende seminudo, e ricoperto di stofle, clie devono mantenere al corpo il necessario grado di calore, o meglio conservare magoiormeote il calore animale. . " li letto non dev'essere nè troppo so€1ice e molle , nè troppo duro. Deve permellere di riposare davvero; non intormentire le membra pel troppo calore, nè produrre ammnccature e dolori. Inoltre - cd é i:ltnitivo - il leLlo dev'essere pulito , e perciò le lenzuola ed il resto del corredo vanno cambiati di frP,q11ente, ed a ciò è abbastanza provveduto per la nostra tru_pp~. Ocrni oiorno conviene poi che gli oggetti siano bene vent1lat1. 0 i\'l~lto accurata dev'essere la manutenzione degli oggetti costituenti il così detto fusto del lello. Il letto a branda si presta meglio ali' uopo ; ma anche per quello cli vecchia foggia, ~ioè co i ~aval letti, periodiche verniciature provvedono ora convementemenle alla bisogna, finchè non sia dato di generalizzare, come (I.) Confr.
Ro,;s1, Con(el'enze !L'igiene pà gli uf{icialì, 'l'orino 1.879.
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IL CASERMAGGIO PER LIJ; TRUPl?E
è desiderabile avvenga -presto, ,il letto collo scheletro formato in-
teramente di ' ferro, il quale permelle di bandire il pagliericcio, ricettacolo di po lvei-e e focolaio di fermentaz ioni putride ( 1), malgrado il rinnovamento trimestra le che sarà d'ora innanzi obbligatorio . oltre quello pre,;crillo ad ogni camlriamento di corpo . li pagliericcio delle nostre truppe contiene 15 chi logrammi di -paglia; in Francia ne ha solo dieci . forse perchè lii vi è sempre l'aggiunta del materasso riemp ito con otto chi logrammi di lan~, poyera c~cisa, se vogliamo, ctti però ag~iungono due cl1 ilogrnmmi di crine, espediente cni potrebbe ricorrers i anche da -noi a risparmio di spesa. Invece il letto a branda ha nel nostro esercito il materasso ripieno di dieci chilogrammi di lana, e null'altro .(2) , Ognun vede l'insuffì.::ieoza di questa riempitttra, che si era tentoto di aumentare di due ch ilogrammi , ma solo idealmente per la mancam~a · di' meni per renderla pratica . Forse sarebbe. bene che il nosLro soldato avesse, come in Prussia, nn copripiedi, e 0ome là si potreqbe Lrnr parLilo per darglielo delle coperte logore. Potendo poi a'umentare notevolmente il contenuto del materasso, e specialmente sottoporvi il paglier,iccio, sarebbe giovevole sostituire alh{ tela del porta-ma teras'so delle aste di ferro; oè sai·ebbe gran male, a mio modo di vedere, il rinunciare a chiudere il letl.o dni'ante il giorno per, addossarlo ai muri , sempre che naturnlmente l'angustia delle cnmerate non obblighi a farlo . 11 ' 1etto sarebbe abbastanza ventilato, nè perderebbe gran fatto dal l.ato del calore, cosicchè risponderebbe ai precetti dell'igien e. Confortante è per noi il sapère che norJ può farsi ai nostri rego lamenti e contratti il rimprovero che faceva. in Fra ncia nel 18813 il Morache che non fosse abbastanza provveduto alla disinfezione dei letti che abbiano servito ad ammalati d1 malattie ·contagiose. Da noi devono essere lavati e spurgati a parte sotto la direzione e la sorveglianza di un ufficiale medi~o. Prima però vengono disinfettati presso i corpi secondo le . disposizioni dr-Jll' istruzione 1
1
1
(i) 110llACHE, 'J'raifé d.'hygùilw militai re, 2• .idilion; Paris, Oai llièrc et li ls, ¼8S6,
pag. 273. (2) In .Prussi.i I~ tru ppa non ha pan menli che il solo materas.so ri pi~u o di .-rine.
51 5
sull' igiene per l'esercito e le altre che per la' gravità délle cir·coslanze siano dettate µa lle au torità militari o civili_- E ·non si lesina a pagare agli impreSf1ri i danni che loro derivano da quest~ accurate clisinfezioni, perocchè la questione pecuniaria perde ogm importarìr.a quando ;;i traLLa della tutela di tqnle giovan! esiste.n~e preziose per \e famiglie e per la patria, di cui sono 11 presidio ed. il decoro . Non si aspetti il. lettore eh' io gli parli per esteso di tutti i progett.i di letto pei soldati , e meno ancora, di tulle le so~tanze che, secondo alcuni, dovrebbero 1tsarsi od al meno esper1men ·tarsi per la riempitura degli oggetti im~ottili. , Fra le proposte vi fu anche quella d1 adottare 1 ama?a, . eh~ si usa per \a marina militare Essa perrnettereb_be,. d1_ces1, . di \ Jaséiare libero mollo spazio nell e camerate per gll usi d1vers1 a1 \ quali devono servire, Inoltre si vanta nell'amaca la facilità con ~ui le robe possono esporsi all'.aria. Ma a me sembra che quel dormire così per aria non sia nè molto comotlo nè molto pia· cevole; J i discosta poi dagli usi famig liari, dai quali non vedo percb è debba di molto differire il modo d_i giacitura dei no$tri so ldati. Insomma a me pare che la branda, forse con qualche rn igl)oramento, risponda all' uso, e le autorit à militar.i, come pure le truppe, ne sono paghe. Anèhe in Francia il letto proposto dal luogo tenente Bertillon è di l'erro col rondo di tela; ma con qt1esto di speciale, che, appoggiato al muro, può fon~rnre una tavol:ll~ per iscrivere, menLre il cavalletto che lo sostiene fa le veci di sedi le. Oualche cosa di questo doppio uso immaginò il capitano lle,,hi;i ma valendosi della nostra branda, però modifi.cata nella ~ostr:1zione, introd l1cendovi delle innovazioni sulle quali non mi fermo, bastandomi notare che la principale consisterebbe n~ll'utilizzarla il giorno come tavolo mediante un'asse collocata lnt le due aste laterali della branda, quando è chiusa. Per sedere il soldato avrebbe uno sgabello di legno solidamente cos.trntto. Altre novi,à consisterebbero nel sopprimere il lenzuolo inferiore. :Ne rarebbe le veci un lenzuolo-fodera, che involgerebbe il materasso, Qnesto poi sarebbe riempito di kapok, cioè cli t1na
V
516
IL CASERMAGGIO PER tE TRUPPE
\,
specie di cotone che si trae dal Criodendrum, pianta colbivata nell'India, · in :Urica ed aneli e in America ('I ). Questo nuovo letto si sta esperimentando in Sardegna, ed ogni mio giudizio sarebbe perciò fuori di proposito. Noi dobbiamo tendere ad eliminare il letto coi cavalletti per sostituirvi in tulle I le caserme la branda. Pare un obbiettivo moito modesto, eppure non è di facile realizzazione a cagione della spesn. Se si rifletta che la forza massima possibile sono le armi può calcolarsi in 225,000 uomini, e'non abbiamo che ,f20,000 brande, Ce ne OCCOlTO!lO 1) 05, 000'. Ln spesa approssimativa di una brélnda è la segu·ente : Fusto di ferro L. ·f 5,00 Porta-materasso » 4, 50 Fodera pel materasso • 4)>0 Lana (chilogrammi 112 a L. 2,60) » 3,1 ,io Quota pel materasso ecc . pei cambi (in com plesso- per ogui letr.o) » i:>,00 L. 60,00
Per 406,()00 iet.ti a branda occorrerebbero L. 6,300,000. Resterebbero disponibili oltre '170,000 letti a cavalletto. Pari.e . dovrebbero conservarsi peÌ bisogni eventnali (rich iami di classi di leva ecc.), e parte potrebbe vendersi , ma se ne ricaverebbe nn aiuto molto debole per sostert'ere la spesa delle brande, poco piiì di L. 300,000, giacchè sarebbe gran mercè le assicelle potessero vendersi a L. 0,2i5 l'una ed i cavalletti di l'erro a L. 0,08 il chilogramma. Basterebbe gettare su l mercato una si grande quantità di ferro usato per fame sèendere subito il prezzo medio , ch'è appunto quello indicato. Due parole ora delle tavole e delle panche. I capitoli d'oneri assegnano una tavola e due pirnche ogni sei uomini, se ve n'h,~ a sufficienza, come soggiungono necessariamente, perchè le do. tazioni sono sr,arsé per la solita mancanza di mezzi. Qnelli disponibili - in ispecie le sostituzioni - hanno da essere pre-
se
(t)
Se ne e~r,erimenterà la coltivazione ancl,c nella Colònia Eritrea.
'
517
IL CASERMA GGIO PER LE TRUPPE
-
foribilmente destinati a migliorare i letti, e poco si può i'~re pel re~to. Anche in Francia si lamenta che il numero di panche e tavole che vien distribuito non basti al bisogno, come pure c~e 11 soldato non abbia il suo posto numerato oYe leggere e sm_vere tranqnillo in una stanza · diversa dalla cam~rata, ma c!ualche ·cosa colà si è fatto per accrescere le comodità della conv1v~nza. Esse si traducono in sostanza in un mezzo di educazione. E ben ,:lunai da me l'idea che si òiono al .soldafo degli agi che non lasciò molte volte . nella casa paterna, e non vi ritroverà. Pure .. ['abituarlo ad un certo bisogno di ordine e di benessere nella vit.a non è male. Non è·conculcando l'aspirazione al più elernen,tare ben essere che si ecci ta nel cittadino l'abito all a vita or\clinata, parsimoniosa, all'attività che deve procurare una m~dest~ j ,giatezza. In Inghilterra anche le classi operaie hanno b1~0.gn1_ ·ignoti alla nostra piccola borghesia, e lavorano per s~dd,sfa.r\ 1 ,con orande alacritit. È di qui che nasce il progresso , ti perfe:zion;mento dell'uomo, la ricch ezza privata, e con essa quella ,pubblica . . - Limitiamoci per ora a for voli che in un avvemre _non ~n_olt~ ,lontano i soldati abbiano delle sale di ritrovo con cl_e1_sed 1~1 ~1 ,ferro da una sola persona, con dei tirelli perso~al1. 1.n cui nfporre le proprfe cose . . Cesserà cosi que_lla pl'Om1scu1~.a perma~ ,nénte di ogni cosa, che non è necessaria al camer_at1smo, e s1 1-ispetlerà, 'come si fa io I Prùssia, l'i~di,•id~ialità .d1 ognuno, e ,credo avvedutamente, poichè certi sent1ment1 non vann~ L~ascu~ 1,ati nei nostri tempi nei quali ri sono nell'esercito tanti g1ova01 -colti. e non v'è ragione di contrariarne le tenden~e elevate deJ'iva~ti dagli studi e dai godimenti spirituali. (Continna) 1;usv.vo
CARONCINl
518 '
519
F ORZ.\ E FERMA I
I
FORZA E FERMA Conlin11azume e fine. -
Vedi àispenm V
IV.
In ltalia, su di una media nrrnna di 3:.i0,000 iscritti nelle liste di leva ( 1), si hanno appr0ssimativamente ·183,000 val idi, ma, con l~ 1~'.·ghe esenzion i per ragioni di fam iglia, non rimnngono dispornbrl1 che 100,000 uomini circa. Di questi , per necessità di bilan cio e per uon ridurre la ferma nominale al disotto dei tre anni. non s1 incorporano effettivamente ch e dai 60 ai \J0,000 iscritti , co~ ferm e variabili , o per effetto di disposizioni speciali o per concredi anti0 cipati, da un anno a trentadue mesi. Per costituire, all'atto della mohilitazion e, un'esercito di ,1• linea di 524,000 uomini effettivi, ossia quanti ne risultano da lla co mpleta mobilitazion e della uniti1 deil'esercito permanente (4) nella presente sua formazione, occorrono 655,000 uomini a ruolo. Per mettere insieme ques~a fo rza ,::on individni istruiti , data la vigente legge di reclutamento, si deve ricorrere a nove classi di leva almen o, compresi ~li elementi permanenti; ciò che equivale ad incorporare, frammi schiandoli, uo.mini dai .2,1 ai '.29 anni d'età, nell'esercito atLivo. Nè c.iò basta ancora: la limitata fon:a dei contingenti annui di leva incorporati prima del 1891 , rende necessario, per mobilitare la forza prevista, di versare nell'esercito per1nanente elementi di 2' categoria in gr.an parte non istruiti , ciò che significa un aggravamento :ill'inconveniente del!' invecchiamento dell'esercìLo attivo. Per avere i 250,000 uomini a ruolo istruiti neces:;ari per la milizia mobile, bisogna valersi di classi dal trentesimo :i l tren tacin1
{I) COII TICELLI. -
Op. cit.
quesimo anno, e per la miliiia territoriale si giun_ge ". com_prendervi nomini di :3H anni ed ora, transitoriamente, s1 arriva sino al quarautnnesim o anno d'età . . .· S' intende che ci riferiamo alla fanteria , come al nerho pr1nc1pale del l'esercito. Limiti d'età cosi ele,,ati sono natmalmente a scapito de'.la omo · oeneitil e di un efficace rendimento. Inol tre un troppo lungo vin~ ~olo al servizio mii itare, non può riuscire che di detrimento agli interessi degli individui e qnind i dell a società.. Per eliminare in parte gli avvenuti inconvenienti, sarebbe forse opportn11 0 mutare indirizzo e cercare di risolvere per altra vin il problema della forza e della l'erma. .. . Accett;,,.lo come dato di fatto - e non sarebbe qui 11 caso d1 ' di 3cut?.rlo - che per le csi~enze delle probabili guerre, il nostro pa ese abb ia bisogno di _un esercito di_ ·I· linea_ p~:·i a _q~~!l).o attuale permanente mob1htato, va le a dire un ell ett1, o d1 0-·'.·,0_00 uomini (,J), per costituirl o omo1eneamenle e c?n. ele~ent1 ~10 ~ vani occorre asse"narvi il minor numero possibile d1 classi dr ·leva'. Perci ò esse devono avere la massima forza compati bile con la popolaz ione. 11·contingenle annuo medio di 350,000 inscri lli di leva ::i riparte oggi cosi, approssimativamente : ·2 73,000 Nati nel!' an no Riman dati da leve allteriori (omessi su lle .ste. ecr,.) . 2,G2ij I1 Hi1'edibili della leva precedente . ·47,H O Hivedil:iili di dne leve precedenti. .:27,'220 350,-1 (fo
Le perdite ·~lie sul.lisce questo contingente sono in media : l)er cancellazione dalle liste . G,250 Per ren itenza. Hi.000 2 ,500 l'er rimando a venture ìev e (omessi, ecc.) . 23,750
( I) Conn cÉ1.t 1. -
Op. cii.
520
FORZA E FERMA
FORZA .E FERMA
uomini Elementi permanenti . Esercito permanente (cinqn~ classi) )) Cla·sse nati nel ,1890 . )) ,. » '1889. 1 » )) . 1888.
Quindi il contingente.medio depurato risulta di 326,.U 5 uomini. Alla visita presso .i consigli di leva, il contingente diminuisce . ancora : Per riforma di. Per dichiarazione di rived ibità: _ Dopo un anno. Dopo due anni 1n tot.aie
63,000
))
n,ooo
)}
27,200
(il I coefficienti sarebbero il :; ¼ nel t• anno, i I 4 ¼ nel 2•, il 3·¼ nel 3' ed in seguito semprn il 2o;..
'1887 .
»
,188() .
))
Totale uomini (formazione di guerra adollata 5%,906 nomini).
,139,2()() uomini
Supponendo di riformare senz'altro t.ulli i richiamati oggi rivedibili una seconda volta, consideralo il poco affidamento che può aversi sulla loro idoneittt fisica, i riformati ascenderebbero in ciascun anno a !)2',200 individui in media, ossia nl 26 % del contingente totale. 0 In Germania, il / 0 dei riformati nmmonta in vece al 35 circa , ~ riteniamo sarebbe opportuno che anche da noi, con una maggiori rigidilft di criteri, si raggiungesse l'accennato coefficiente nelle riforme, per avere efficace garanzia di un ottimo elemento. In tale caso i riformati diverrelibero 1122,500 circa; quindi gli arrolabili resterebbero in ultima analisi, dedotti i 4-7,000 rivedibili ed i '122,500 riformati, HS6,915. Riducendo le esenzioni per interessi privati a pochissimi casi ' realrnente,..,ec·cezionali, fondati sulla situazione di famiglia, desunta non solo dal numero ed età dei suoi componenti, ma anche dalle loro condizioni fìnanziarie, si può ammettere che il numero dei dispensati d,,l servizio mil itare non supererebbe il 3 °/. del contingenté totale annuo, oss ia sareb~ero 1O,oOO individui circa; quindi ~li arrolabili resterebbero defin itivamente, in t:ifra tonda, H . 6,000. Qualora questi venissero tutti incorporati, rissando a H,,76,1 uomini circa gli elementi permanenti, a rotazione compiuta del sistema, supposto attuato a cominciare dalla classe ,1876 e per {Juindici anni consecutivi, si avrebbe, alla fine del 119,1 I, i seguenti risultati, applicando i coefficien1i di riduzione usuali per passare dalla forza nominale alla effettiva (,!).
. >>
37,000 138,7.00
1
,, 33,152 ;)28,828 126,252 127,727 tì87,6M)
Riserva dell'esercito permanente .(due classi)
/
"" \
Classe nati nel 11885. » 1884: : »
\
Totale
uomini »
,1~,1,2i:>3
uomini
24,0,08 1
UOffilOI
1
,1,18,828 1
Milizia mobile (tre classi) Classe nati nel ,t883. l)
»
' ,J882 .
»
»
. "88 11
» »
Totale . nomirn. (formazione di guerra :idottata 220,8;1·1 uomini).
1'16,4[j2
H4, 11·23 ,1,1,1,84:1
3·.~J,0_· ,4'·, 6
Milizia territoriale (cinque classi) uomini
Classe nati nel ,t880. ))
>)
»
>>
))
>)
» »
109. 605
1
>}
1
))
107,.i,:13 ,105,261>
>>
rn3, ,160
»
'10 1,097
18i!) . 1878. . ,187'7 . ,187G.
1
526)HO uomini Totale . (formazio ne di guerra adottata 4.0 1,6-14 uomin i). 1
Ammess~ questa soluzione del problema, . sarebbe su~cienle limitare il vincolo al servizio militare al comp1menlo del ,3<> anno di età, e si costituirebbe allora l'esercito p!3ri:nanente °:1ed1ante sole - cinque classi, ossia con giovani di 25 anni al massnno ; le due
522
FORZA E FER.~rA
5:23
classi successive resLerebbero come riserva di complemento e rappresenterebbero appu nto poco più del quorto della forza combattente, calcolala nécessa ria per colmare i vuoti nell'ese-rcito di 1· linea duranl~ una campagna di guerra ( 1). Nella milizia mob ile si assegnerebbero uomini dai 28 ai 30 anni , nel pien o vigore dell e fo rze e di Lernperamento omogeneo Lra di loro, al pari di quelli ascritti alla milizia territoriale dai :JI ai :15 anni di età. Stabilito il cootingente an nuo da incorporar:;i a 146 000 uo. . . . ' m1n1 , s1 impone la riduzione· delln ferma , per non eccedere in tempo di pace la fo rza bilancial a consentila dalle condizioni economiche del nostro paese . Fissando per il momento tale forza a .J4.0,000 uomini in media , quale era approssimativamehte 11no al 189 1, la soluziouo più conveniente circn la durata del la ferma sareb be d' incorporare 80,000 uom ini per due anni e 06,000 per nn anno. Avrebbero la fer ma di due anni la cavalleria. l'arlinl ieria ed il genio; invece la fanteria, le truppe di sc1nità e suss i; tenza si troverebbero pane con la fermn di du e anni , parte con quell a di un solo anno, lasciando alla sorte la designaz ione di questi nltimi dopo fotta l'assegnazione. Siccome ciò non basterebbe anco l'a per mantenersi nei limiti della forza media hilanciata, si dovrebbe. come misura transiroria, in attesa di tempi più propizi, congedare con tre mesi circa di anticipazione gli individui con due anni ài ferma ascriLLi alla fanteria, alla sanità ed alla sussistenza , tenendo sotto le armi, !in~ a compimento della ferma, i 25 ,000 uomini ci rca di ciascuna classe appartenént.i alle alire armi. . In tali co ndiz ion i la ferma sotto le armi, 111 ciascun mese dell'rinno, srirebbe:
di
(I)
131.,s,rn~,1. - l/ela ~io11e cit.
'l'OTA LE
(•uo mini) I (tro mini)
(uomin i)
(11omi11i)
(uomini)
1• gennaio 189~
38,000
76,000
I W,000
260.000
10 febbraio
»
37,92~1
7:'i,747
l-1-5,392
1 259,064
1° marzo
»
3ì,8:i0
75,'~9\
l4't,786
258,·t:30
1° april e
»
37,775
:5,2H
H3,570
:257,19+
1°
Intl /!l,!ÌO
1>
37,700
74,087
142,9G2
:256,257
1•
giugno
· ,.
87,62~>
71-,734
H2,35i
:25;'J.321
1° luglio
,>
37,550
74,4,!)1
'.141 ,'itG
~5!t,395
1· agosto
»
:17,i75
71- 2H
14-'1,138
253A·68
1° setl,embre ,)
37,400
74.00'i-
140/>30
252,5t2
t• ottobre
))
30.22~
25,000
139,922
195,75n
1° novembre
l)
:30,250
24,938
'13!1,!'lH
105,'110
1• dicembre
)>
30,'L 75
24,876
130,314
194',365
I
1° gennaio 1889
38,000
76,000
I
IW,000
260,000
I
Merl ia rn en:;:ile uom ini
240,967
La forza sotto le nrmi che r isu lln dall':1t1uazione su pposta del metodo di reclutamento accennato , permet.terebbe di avere le compagni e di fanteria per nove mesi dell'anno con un effettivo di 1100 a 110 uom ini e per tre mesi con non meno di 70 uomini. Non è certo ancora tutto il desidera bi le, ma bisogna tenere conto dell e esigenze finanziarie. L'elasticilit del sistema poi permetterebbe di mutare a seconda del bisogno il numero de~ li ascritti alla ferma di un anno, e di giu ngere perfino, portando per tutti la ferma a due anni, ad avere le compagnie di ,160 uomini cadauna. La forza bilonciata media , nel caso sviluppato, ascenderebbe a 24-0,967 uomini per un anno, 0ss_ia i;arebbe alquanto superiore a quella oggi prevista. Occorre però riflettere che il marasma attuale no.n può c,mtihur,re, se non si vuole di troppo indebolirn l'organismo militàre. D'altra parte, la ma~gior e spesa apparente
525
FORZA E FERllA.
524
FORZA E F.ER.l\lA
poLrebbe essere compensata dal bisogno meno impellente dei richiami period.ici per istruzione delle classi in congedo , :;tante il minore tempo che esse rimarrebbero in tale posizione e non essendovi individui in congedo illimitato privi assol utamente d'istruzione mili1are. Il tiro a segno nazionale, inteso militarmente e non come un esercizio sportivo, dovrebbe a sua volta servire di pr~parazione e di complemenlo al servizio sollo le armi ; e non esse1·e ridotLo, come pur troppo si tenderebbe da Lalnno, un sem plice meizo offeno a pochi più fa vol'iLi della fortuna per nbbreviare la ferma . Gli appunti che possono· farsi qui al sistema di reclutamento da noi propugnato, relati vamente alla brevi1.1 del tempo trascorso sotto le armi, cadono da per sè, quando si consideri che il maggiore contingente annuo permetterebbe d'incorporare ancJ1e quei giovani più colti che ora sfuggon o al servizio comune, per mezzo dell'asssegnazione alla 3• car.egoria, e servirebbe a r ia lzare il livello medio della coltu,,a intellelluale degli uomi ni sollo le armi. Gli attuali volontari di un anno sarebbero fnsi nella massa delle compai;:nie, senza. bisogno di un trattamento eccezionale. Per le armi speciali , il maj?gior contingente faciliterebbe !a scelta dei più idonei ai singoli servizi. Ad evitare l'inconveniente di avere in cavalleria un troppo grande numern di reclute da istruire contemporan eamente, rendendo per un certo per iodo di tempo gli squadroni impoi-sibilitati 11. prestare servizio, si potrebhe / applicare il temperamen to di chiamare il contingente annuo assegnato a questa arma in due volte, ad intervallo di sei mesi circa, ritardando di altreunnto il congedamento dell'aliquota giunta più tardi sotto le armi . Si stabilirebbe coi ì una rotazione negli uomini degli squadroni e quesLi sarebbero sempre pronti a muovere. L'eccedenza d~lla fo rza in congedo, che necessariamente risulterebbe per la cavalleria, dovrebbe impiegersi nella costi tuzione di squadroni del treno per il caso di mobilitazione. Se poi si ritenesse la ferma di due anni assolutamente insufficien te per formare abili ed arditi cavalieri, malgrado la cern ita degli elementi di leva piu idonei , non vedremmo difficoltà di fissare per essi una ferma speciale di tre ann i, riducendo gli ulteri ori obb li ghi di ser vizio militare.
La proposta soluzione del problema organico conc~rnen~e il_ ~-ec~u · tamento dell'eserci to, oltre il b~neficio indiscutibile cui gia si è accennato, del ringiovanimento e della maggiore omogeneità dell'esercito di campagna e delle sue ri serve, avrebbe pe1'. cons.eguenza immediata una più accurata selezione fra coloro a1 qual i è affidat~ la difesa della patria. . . Le più numerose cause di riforma permetterebbero di lare assegnamento su di un elemento maggiormente scelto. . . Con l' odierno al'rolamento si provvede ad un esercito O\'e 1 coeJTicienti di riduzion e nella forza hanno troppo lar~o valore'. senza riOettere che facendo marciare un mezzo uomo, s_, ha benst un nomè di p iù sui ruoli , ma, al momento d'usarne, ~1 trova u_n fucile di meno disponibile in linea ed una branda d1 m~no disponibile all'ambul anza. Si fa ciò per coscienza, temendo d_, ledere i diri tti d'un terzo, che marci erebbe per cc,n Lo del meno idoneo. Ma che questi pagh i una tassa, e l'altro marci_ pur~. ::.e sta bene od anche semplicemente se può giovar~ n:ieglto ! L ideale non è fa sola idonei tà ma la sce lta, cioè il classico e/eletto . . L'esercito di 1' linea, costituito in caso di guerra con due ~lassi sotto le armi e con tre altre da poco tempo congedale, le quali ancora risentirebbero dell'istruzione e dell' educazione ricevuta nella milizia. rappresentereb be il vero etile dell a nazione._ . Sott~ il punto di vista fam igliare e_ s_oci~lo, n~uz1one della ferma e del periodo di tempo rn cui 11 c,ttadrno. e sogg~tlo al vincolo militare, costituisce un notevole Yantagg_, o del ~,sterna proposto sull'attuale ed un progresso, per qua~LO il ma?g1or ~ ll~ sorta d esenz1.on1 mero d.i ·mc1·1v1··du1· colpiti . e l'abolizione d'o,,111 n possa sembrare un aggravamento della situazione. . La maggior parte delle esenzioni at~u~lì vt~n n? a ~rofi~t~ dell~ classi agiate, ove sono più frequenti I casi d1 figli . nrn c1, ~. d1 · · vece1·11.· In['atti, nel determinare le assegnaz1on1 alla .3 caoenitori . 0 · Legoria, no n :,,·1 ,-.v tenuto conto alcuno della situazione economica . delle fam iglie. . . . .· , . , L'eliminazione d' ogni dispensa, ollre al ~e.i1~h c_10 di upa1 lii e · d.1111· g_11· oneri· ri ch1est1 dalla nazione più equ amente su tutti ·I c1tta · · ai suoi lìgli, arreca un altro vantaggio.
!a
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FORZA E FERlli\
, Tutto il complesso riceuario di esenzioni e di esonerazioni dal militare servizio proviene da un astratto concetto di ecru·ità. e dal de~iclerio di pareggiare ciò che in natura non puo esistere di ugunle, cioè le condizioni peculiari a ciascu n individuo. L'attua le nostra lel,(ge di reclutamento si direbbe che è stata l'atta per riparti.re uni· forrneme11le su tulli degli ingrati pesi e per assicurare il trionfo di una chimera d'uguag liaozo, con traria alla realth delle co5e e ad una sana economia del l'e forze, anzi che per dare un ·esercito. Lo studio di un progello di ordir.amento militare, al pari di quello di una macchina guerresca c1ualsi&si, deve fondarsi invece sul risùltato da conseguirsi, ossia sul massimo rendimento ~ e per questo occorre assoggettare precisàrnente i divers.i organi a srcirzi ditforenti . Nello stabilire le risorse da domandarsi al reclutamento, ovvero nella ripartizione degli oneri mii itari, la regola deve essere di mettere ciascuno a suo pos·to, se.co ndo le attitudini: the right man in the right place. Come tuLLi gli elementi di una macch ina non sono destinati ngli stessi s'forz i, :;imilmente nel meccanismo mili tare, ogni individuo deve essere usufruito secondo le su e crualità fi~iche e morali . Al principio astratto del!' uguaglianza che non e.:;iste, bisogna sostituire quello utilitario deJl' equivalenza individuale ed usufruire ciascuno secondo può o vale. . Le energie militari del nostro paese, rimaste lotenti per tanti anni, appena eccitale hanno dimostrato che l'anti ca virtù guerriera non è spen ta nei petti itaiici . Ma l'organizzazione di tali energie, ad onta di molti sacrilìci e di molte operosi tà, non appare per ora potenziale come sarebbe dispeO's{lbile. Troppe e continue scosse ha subito il nostro organismo militare per riuscire sano .. Le ragioni finanziarie hanno inoltre impedito finora di dare all'organismo militare d~ll'Italia lo svi luppo richiesto dalla capacitit nazionale e dalla densità della popolazione. In tale condizioni occorre cercare anzitutto nell'esercito la tempra e la qualità, quindi la massa: a questa è necessario di supplire in parte con quelle. Nella vigoria delle prime operazioni guerresche, l'Italia deve trovare il mezzo ed il tempo per mettere in armi le sue rise(·ve eventuali; all'ese1:cito pel'manente essa deve volgere tutte le sue
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FORZA E FERMA
cure e le sne risorse e non r;re soverchio alìidamento ·su forma' zioni improv.visate. Le strettezze finanziarie: ecco il punto nero della nostra situazione militare. Occorre del denaro 't ·Bella notizia si dirà I E. fac ile .costituire un grosso esercito, ben equipaggiato, con molto dena~·o . . Ma dove trovarlo 'l Si chiederà forse ?i contribu~nti già smunti dalle ognora più gravose tasse e si confel'merà che gli onBri rovinosi accumulantisi sull'Italia sono causati dalle esicrenze mi;:, , li tari, le qual i sfibrano il paese ! · Certamente no. Bisogna togliere questo denaro ove se ne è troppo prodighi.; I' ésercito no·n deve un giorno essere il capro espiatorio per difetto di condotta e di misura in q~elle spese su perflue, che il nostro paese fa per il solo desiderio di non essere da meno degli allri stati più di ,noi progrediti. La difesa dello stato, ossia il suo principio di conservazione, · importa avanti tutto; è l'istinto della conservazione che cleve ·prevalere nelle spese militari . Il minore gettito delle imposte , le difficohò. (ìnanziarie oggi . lamentate, non sono un male nostro peculiare, ma generale in Europa: dipendono da cattive rriisure economiche prevalse e da un aumento di spesidove le ist.itil7.ioni militari so110 minima parte. Gli altri paesi. guardano in faccia la burrasca e si adopernno per superarla: noi non dobbiamo essere da meno degli altri, volgendo tutte le cure a procacciarci un esercito forte ed una marina potente, che ci affermino nel consesso delle grandi potenze · e ci facciano tenere in quella considerazione richiesta dal numero degli abitanti e dalla · postura geografica dell 'ftali a. FELICE DE CnÀHRAND o~:
S'
EusTACHE.
528 IL PROBLEMA ORGANICO, LA FER)IA, ECC .
'
IL PROBLEMA ORGANICO la ferma e la chiamata delle classi'in cavalleria.· \
Continuazi one. - · Vedi disp cmsa V
3° Difani .il tenente colonnello Pugi , come terza conseguenza della riduzione della ferm a, accenna alla rnag!.7iore di//icoltd di dal'e stJiliippo alle istruzioni d'ùiliieme-. Queste però colla ferm a di tre anni non saranno eviderHemente perturbate in grado rnag· giore che pel passato, se i congedi anticipati verranno regolati (nel tempo . e nel numero degli individui) come negli anni pre. cedenti, congedando cioè non tutta la classe ma soltanto tro quarti di essa. Considerando poi, che durante il periodo del parziale congedamento <lella. classe anziana, sino all'arrivo delle nuove reclute, il regolamentò fissa che si de.ve essenzialmente attendere al perfezionamento dell'equitazione deglj anziani ed in ispecie di quell i ultimi venuti sotto le anni, (onde ' lasciar poi libero il materiai e quadrupedi occorrente a:le reclute al loro giungere al corpo), 1 si scorge facilmente come i congedi anticipali , eseguiti in una volta sola, dopo i campi o le manovre, poco o nulla perturb ino lo sviluppo delle istruzioni d'insieme. Ben diversamente invece avverril. coi congedi anticipali delie mezze classi semestrali per turno, inquanlochè, come già ven ne fatLo rilevare, uno di essi dovendo forzatamente avverarsi nell'epoea dello sviluppo delle istruzioni d' in.sieme, queste dovranno .pertanto svolgersi con 1;eparti di forza minore.
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Si noti inoltre che, sino al termine delle grandi manovre, non !:facendosi la grande riforma dei quadrupedi, occorre appu nto avere fino a quell'epoca i grandi effe.ttivi d'uomini pel governo ,e le istruzioni cl' insieme; mentre dopo la riforma suddetta ne abbisognano un numero minore, come · appunto avviene colle ,chiamale annuali e coi congedi anticipati in una sol volla. Nelle chinmate semestrali e coi congedi anticipali per entrambe le mi.ezze classi per turno, invece non vi _sarebbe distinzione di ·sorta. fra un periodo e l'altro. . È vero però, mi si potrebbe rispondere, che anc.he col sistema <lelle chiamate semestrali si può adollare il c~mgedo anticipato ·in una volta sola, ma non si possono però evitare allora gl~ :altri inconvenienLi accennati al N. 2. Ma ciò che più monta per me si è, torno a ripeterlo, il periturbamento .che la chiàmata semestrale porterebbe all'andamento ,generale del!' istruzione del reggimento, perchè in nessiina epoca ·{lell'rmno si potrebbe attuare una' vera 7Jrogressione. Difatti, essa sarebbe inevitabilmente interrotta, come già si disse, per defi ,cenza di quadrupedi, all'nrrivo della seconda parte del contingente e l'istruzione d'insieme si dovrebbe poscia ricominciare ,da capo quando si incorporerebbe questa seconda mezza classe ,cogli. anziani. ' Per ottenere invece un graduale sviluppo è importante che, a partire dall'istruzione di plotone, le reclute possano essere fuse cogli anziani, perché il perfezionare questi nelle evoluzio ni e nelle altre istruzioni d'insieme a. nulla vale quando, versan1 dovi poscia dentro delle reclute, si crei . di nuovo l'incertezza ·ed il disordine. Con un solo contingente annuo invece, quando questo abbia ··compiuto la sua istruzione sul cavalcare (specie ora che venne ridolta a l mesi), si potrà col la buona stagione incorporare subito -cogli anziani e procedere con essi nelle evoluzioni, nelle istrii.zivni tattiche e di campagna, nonché intervenire ai campi, ciò .che sarebbe negato alla seconda parte del contingente semestrale. : Il tenente colonnello Pugi, il ricominciare da capo due volte --all'anno le istruzioni, non lo chiama perdere del tempo , percbè -egli dice che la continuità del sistema &emestrale viene com-
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.IL PROBLEMA ORGANICO, LA !i'ERMA
pensata dal!' int&nsità l'icÌ1iesta da q~ello annuale; ma queste, sono bellé parole e null'altro, giacchè egli non potrà mai impedire che la ripetizione della stessa cosa, non porti vìa del tempo, inutilmente. · J[)a guanto sopra risul ta pertanto come conservandÒ la chiamata ,annuale, sia insussistente la maggiore difficoltà, accennata dah prefato ufficiale superiore, per dare sviluppo alle istmzioni d'insieme, è come invece questa difficoltà si renderebbe enor1nemente· manifesta col sistema semestraie. · 4-° Come qiwrta conseguenza della fernia a tre anni il t.enente colonnello Pugi mette poi la meno e(ficace propor.zione fra iD numero di anzùmi inqu.adranii e di reclute inquadrate, nonchè· le conseguenze morali e materiali che si faranno sentire allor~ quando si entri .in campagna con una classe sempre più numèro.,a· di individui, soldati e ·cavalieri appena abbozzati, a cui non si potrà chiedere nulla d'individ,ualè e che dopo alcune pattuglie dii soldati provetti, che si siano dovuti distaccar&, verranno a costituire la ma1?gioranza rimasta nelle l'ighe. òra, a parte l'esagerazione, che salta all'occhio anche del piw profano (perchè per ottenere la maggioranza suaccennata sarebbe· ri~cessario inviare in pa1tuglie più del terzo· dello squadrone · o, del reggimento), basLi ricordare, col sistema delle chiamale semestral i, quale perfelta istruzione avrebbe l'ultima mezza classe· istruit-.3;, che terminando (per quanto celere'merne si faccia) quella. individLTaje verso la metfy di . ottobre, non avre,bbe potnto prendere parte a nessuna istruzione d'insieme, tattica o di campagna .. Si noti poi che i r~ggimenti dìs'locati nell'alta Ila\ ia sarebbero, quelli che meno avrebbero potuto praticare le dette istr.uzioni; a1J';1perto coll'inoltrarsi del.la stagione .rigida mentre appunto sarebbero essi che, in massima, dovrebbero mobilitarsi pei primi .. Olire a ciò mi occorre qui di parlare anche di un'altra ne·· cessità. che, tosi.o o tardi, colle ferme brevi, s' imporrà. nostro, · malgra,do ed è: la sepà1·aziòne netta degli individni che dov,·anno, r~1nanèl'e sempre inguadmti da quelli che dotJmnno essere destii!,ati nei servizi 'indiuidttali. · , Difatti; il voler pretendere, anche oggidì, che tulli gli individui, s1a'no capaci · di fare il servizio di guid~, di esplorazione ecc. è~
E LA CHI AMATA DELLE CLASSl lN CAVALLERIA
5lH
,un volersi illudere, ·e ce ne capaciteremo disgraziatamente sol,iànlo se dovremo fare una campagna all'estero, quando l'individuo. per orientarsi, non ha più il mezzo comodo di rivolgersi agli abiLri nti, per averne tutte le informazioni c~e desidera. Allora, vedremo a che cosa avrà servito il perdere un tempo prezioso ,pella nomenclatura del terreno e nella cosi detta scuoi.a d' orien-tamento, fotta a hella posta per far perdere la bussola aIla ma,ggioranza dei nostri soldati (1). Individui intelligenti , arditi ed abilissimi cavalieri ci vogliono per questo speciale servizio, epperciò o facendo la voluta scelw. ,ci creeremo questo personale apposito o se no avremo fatto un, ;buco nell'acqua (2). Per que:;ta considerazione poco ci dovremo preoccupar.e se di una clas,;;e, non suflìcientemente istrut.ta, non d)Otremo va'lersene pel sf:lrvizio individuale, giacchè neanche di (Juelli èhe sono sotto le armi da otto o dieci mMi ne avr~mrno potuti fare cavalieri specialisti, ,questa distinzione non do1;endo e, .non potendo ottenerla, tullo al più, che dopo il primo anno di servizio. CerLamente nessuno disconosce' che sarebbe meglio avere al·f entrata in campagna, tutte le classi composte di soldati anziani, , -ecl io nel mio studio mi preoccuperò di tal cosa, or~ ho voluto soltanto far rilevare, come non si possa attribuire troppa importanza all'i~conveniente lamentato dal tenente colonnello Pugi. ,· D'altra parte vedremo che anche col sistema, delle chiamate .semestrali, non si ha sempre 1ma maggiore efficcwe proporzione di aniiani inqtbadranti, ma solo nei mesi che meno occorrereb.be. ;s• Il prefoto tenente colonnello Pugi, dimostra po( che: mobil{tandosi la cavalleria primci che le reclu.te sieno nelle righe, ciascim .sqiiadrone, pel fatto della chiamata semestrale potrebbe a1;e1·e di.sponibile trentinct d'uomini in più per l'entrata in campagna.. Questo avrebbe un certo valore se effettivamente, duran te il
una
({) Ne abbiamo già un esempio all'epoca delle gl'andi manovre n~i numero.;i avvisi sm,1rri.ti o giunti in ritardo. 12) li tenente colonnello Pugi vorrebbe che a tal uopo si racesse un'apposita cernit:L , ,nel contingente generale per mandarlo in cavalleria; ma è d'uopo pensare che non si ,possono depauperare lo alt.re armi degli .elementi migliori cli r.ui ne hanno anch ' e:;se bisogno rer farne caporal i, scritturali, ecc.
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l
IL PROBLEMA ORG."1\ICO, L.'\ FERMA
periodo che corre fra l'arrivo delle reclute e la loro 1'11sione cooli· n anziani si potessero mobilitare tuLli i il.28 uomini ( 1) disponibili . per la mobilitazione, secondo il sistema Pugi ; ma dimostreremo adesso che durante questo periodo la situa.:ione dei quadrnpedi· 1·ende iltusm·io tale vanta99io. Infatti, oltre a mancare in allora il cen-tinaio circa di cavalli perduti durante l'anno (per riforma, morti, abbattimenti ccc.), abbiamo che i cavalli di nuova i-imonta, (essendo giunti appena da un o o due mesi) non sono in condizione di potere entrare nelle righe . Nè vale il dire ch('. si po- · trebbero inviare i poliedri con più sollecitudine ai reggimenti, perchè non si potrebbero egualmente souoporre al lavoro. prima di aver compiuto i o au ni a maggio. Si aggiunga che dal numero dei cavalli disponibili si debbono, sottrarre tu tti quelli occorrenti pel tiro, quelli non alli ad entrare· io campagna, quelli di carica, per gli ufficiali veterinari e med ici nonchè per l'aiu'tan te di sanitc\, per tull.o il personale dei sot~ tuftìciali , volontari d'un anno ecc. (non compresi nei 128 uomini disponibili pel fallo di le\'a) e si vedrà quan ti cavalli rimarranno . a disposizione per la sella !... A titolo di semplice curiosità, facciamo questo calcolo e pe1· attenermi a dati positivi prenderò lo stato delle cose come risultava ultimamento presso il reggimento cavalleria' Piacenza1 di cui ho l'onore di reggere il comando. Quadrupedi in forza al 11• decembre ,18% . N. 70,j · Cavalli di carica attualmente asseonati a(Yl i urncial i n ;,, del reggimento . . ~. 6 Cavall i da assegnnrsi agli ufficiali medir.i e veterinari. » 0 Cavalli montati dai sottufficiali che entrerebbero in campagna » 43 Cavalli da tiro pel reggimento . » 64 Cavalli per la brigala >) 2 1
1
Totale quadrupedi da difalcarsi .
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Rimangono
·120; . N.
ij85.
(O Ve.di specchio della forza sotto le armi, gi:i accennato, del teneni,e colonnello PugL
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H !,A (;!llAMATA DELLF: CLASSJ IN CAVALLERIA
D,t questi delraendo almeno ,JO caval li per squadrone per quelli che da ora sino ali' epoca della mobilitazione sarann o morti, abbattuti, r iformali, resi non atti ad entrare in campagna o che si trovino ammalati (e ritengo di calcolare poco), si avrit un totale di
Qu indi rimarranno disponibili per la sella . cavalli che saranno monlali da altreuanli nomini cli truppa .
»
60
. N.
1i2,,
A. questi dobbiamo però aggiungere i segnenti altri individui che montnno sul carreggio, o sui cavalli dei signori ufficiali , cioè : Conducenti Attendenti Sellai Allievi armaiuoli Ordina·nze .
N. ~2
»:n » 6 >>
z
1.>
3
In complesso da aggiu ngersi. . e ~i avrebbe un totale di. · indi vidui che occorrerebbero per mobilitare il. reggimento in base alla forza dei quadrupedi clisponìbili.
80 . ~.
605
Ora, :\ iccome col sistema delle chiamaié semestrali il tenente colonnello Pagi ne calcolerebbe mobilitabili in nnmero di 1'28 per squadroM O$sia 768 . pel reggimento, si avrebbero qnincli 163 nomini che dovrebbero rimanere a casa per deficienza cli quadrupedi; e supposto pure che di questi taluni non siano subito mobilitabili per essere ricoverati agli ospedali , alle infermerie, nè che si possa attendere il ritorno di quelli in licenza, ciò nnllameno si vede come non sia esatto che col si.<;fA:ma suddetto si
E LA CHIAMATA DELLE CLASSI IN CAVALLER IA
IL PilOllLEMA ORGANICO, LA FER!i,\
p~trebbero inqttadrare e po1·tare in campa,qna LV. 32 individiii in più per squadrone (1 ). Dunque sotLo questo primo punto di vista il vantaggio accennalo dal Le?ente colonnello Pugi è più apparente che reale, ma vedremo pure che in talune epoche, il sisteina delle mezze classi h~ un vero svantaggio su quello delle· chiamate annuali. · Taluni però diranno che i quadrupedi occorrenti pel tiro e per gli ufficiali , si avranno col mezzo della precettazione entro le prime 24, o 48. ore dall'ordine della mobilitazione; ed io ris~onderò che colla mobilita,àone et base territoriale si potranno ricevere allor<i nello stesso periodo di tempo 'rmr anca gli nomini che po~sono. o_ccorrere per compfotare_t'organico di guerra, precettando_li anticipatamente; ed in ta l modo quale sarebbe il vantaggio del sistema semestrale che s1 vorreulie introdufre '? Si potrà obbiettare che il personale così chiamato ' per ore. ' ' t cetlaz1one, non · sarà più addestralo , e che varrà meglio una mezza classe che abbia già avuti sei o pochi mesi d' istruzione· ma io non sono dello stesso parere, considerato specìalmente iÌ fatto che la mezza classe suddetta non avrebbe .· potuto a,ocora a~ere complela~a la sua istruzione Lattica e di campagna, .e che d altra par~e c~nque mezze classi non sono inoltre snf'ficenti a cornpletare il piede di guerra fil (2). Fin qui abbiamo poi esaminato soltanto· il caso ~he conveniva presentare i'n favore della sua tesi dal Lenente c:olonnello :Pt; rri. Egli stesso afferma però nei suoi scrilli, che una guerra oggi
.i;
(Il li reggimento attualmente an ebbc:
, N. ~8 ind ivid1ii all 'Clspedale ed inrermer.ia· • ti • in licenza straordinaria ordinaria· • 6 in picco la licenz a. ' ~icch è _in totale sarcbbero.51 individui cla sottrarsi dai 163, con una r imanenza qumd, di U2 che darebbe all'incirca !9 individui per squadrone che non potrebbero essere mobilitati. Si noti poi che nel calcolo non vennero com1>res i nè i cavalli , per gli uflìciali di complemento, 1Juelli che si dovrebbero dare agli ufficiali effettivi, i quali' fossero. costretti_ a lasciare a casa qualche cavallo amnfalato o comnn(fue non mobilitabile. D_opo et~ do~ando io se, per pochi uomini (forse u na diecina) che si potrebbero mobilitare Hl. pm, per due o tre mesi dell'anno e coo istruzione molto limitata, meriterebbe di' sconvolgere t utto ir sistema attuale?!.... (2) Difatti, pel piede di guerra De occorrono 129 meut.re dai HS di,pon ibili bisognerebbe detrarre tutti quelli indicati nella nota precedente, più quelli occorrenti per gli stati maggiori ccl i ritardatari dell'ultima. mcmt classe instruita..
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può scoppiare_ in qualsi_asi epoca dell 'anno, ed-è vero , ma è pur v~ro, che le probabilità maggiori saranno pur sempre per la buona stagione, perchè nessuna potenza vorrà affidare i propri destini al-,, l'imprevisto, cioè alle. intem perie che possono sconvolgere completamente il miglior studiato piano di mobilìtazione. Difatti , pnò bastare una forte nevicata per interrompere, in tutto od in parte, le comunicazioni per un paese e lasciarle libere o quasi. per quello del nemico. Si aggiungano inoltre le difficoltà per gli approvvigionamenti , per gli spostamenti delle I.ruppe, ecc. , e si vede che saril' ben raro che un paese si getti a cuor leggero in una lotta nel più crudo dell'invero.o, per aumentare senza confronto ,e senza. misura le già enormi difficolliJ. delle guerre moderne . D'altra parte, non v'è nessuno esempi o finora di una guerrn ·iniziata nell'inverno, mentre è naturale che continui anche nella cattiva stagione per non perdere il vincitore i giit conseguiti vantaggi o quelli che sta. per raggiungere. Dun(f ne, tutto concorre a .fa rci ritenere, specialmente se si tien conto delle potenze colle ,qual i si potrebbe entrare in lotta ed essere alleati, che prima della fine di aprile non vi saranno probabilitit di scoppio di ostiliti1, -ossia che q11,estè probabilità saranno appnnto minori quanclo col -sist_ema proposto dal tenente colonnello Png i si potrebbe al)er1, 1m leggero ,vantaggio. . Dal maggio poi lino all'epoca dell'arrivo della 2• mezza classe, se non avranno lu~go congedi anticipati, tanto col sistem,a seme-strale quanto 'coll' annucile ci troveremo presso a poco nelle stesse_ ,condizion·i di {'orza mobilitabile. Per contrapposto, coll'arrivo della 2· mezza classe, i l sistema :::;emCYtra fo SÌ tr01le'l'ebb6 al disotto di q·itetlo amrnale, perchè, qiiando hav1Yi ancora la probcibilità cli 'ttna mobilitazio;ne, non cwrebbe che sole dne classi e mezzo istruite (,wn snf/ìcienti a comJ)letare il piede' di guerra), mentre ·r altro ne av'/'e&lie tre. Se poi si effettueranno i congedi anticipati e se co!,, sistema del. tenente colonnello ·pugi si adotteranno quelli di ' ciascuna mezza classe per turno (congedata tre mesi. prima) , allora le ,condizioni in cui verranno a trovarsi , nelle varie epoche, i due -sistemi, semestrale ed annm1lè, saranno quelle indic<lte dal se,guerite.
.t
E LA. CHIAMATA DELLE CLASSI IN CAVALLERIA
Dall'esame di quesLo specchio tulli potranno pertanto rilevare quale dei due sistemi risponda meglio alle esigenze, non teo rìche ma pratiche, rispetto ai casi più probabili di guerra. Per · me riterrei che non dove.,se esservi dubbio nella scelta, perchè· · quello annuale, tolto il 1 ° trimestre, risulta sempre .mperiore · a quello semesirale, e in ispecie quando è piLL facile e preve- dibile uno scoppio di ostilità. Si noti poi che fino ad ora ho sempre supposto che il con gedamento della classe anziana colla chiamata annuale, abbia luogo col 1 ° settembre, ma se, com'è avvenuto quest'anno per· la quasi tot.alità dei corpi, le manovre di campagna terminassero ai primi di agosto, coll'imm,!diato congedamento della classe an ziana, allora per conservare la stessa economia bisognerebbe anticipare di circa un'altra ventina di giorni ( 1) il congedo di ciascuna mezza classe, epperciò .wm1pre pi·ù limitato sarebbe, colle · chiamate sernefl/rali, il tempo (forante il quale si avrebbe tm ma!Jyior nwnero d'uomini ctisponibili per entrare i,n canipa_qnci. Se col sistema del Lenente colon'nello Pugi si volesse poi adot- tare il congedament.9 anticipato di una sola. mezza classe dopo le manovre, allora fino a quell'epoca le condizioni non sarebbero, variate da quanto già fu detlO pel caso che non avvenisse anti cipatamente nessun licenziamento di individui; ma poscia lino. all'arrivo delle nuove reclute, non si avrebbero sotlo le armi che·· 4- mezze classi di anziani ed una mezza di reclute, mentre col' sistema annuale .se. ne avr1�bberò due e me.:.za di iutli anziani (2). Inoltre in questo caso ne soffrirebbe pure l'erario, perchè non, ,,i congederebbe anticipatamente il numero di individui che ven- · gono in oggi mandati a casa, e come già. dissi altra volta per otte nere ciò bisognerebbe nel sistema semestrale congedare un'altra,. metà della mezza classe che segue (che avrebbe poco più di due· anni di servizio), mentre con qnello annuale basterebbe esten dere. il congedamento sino à tre quarti di classe, pur rimà·nendo, 1
1
1
(O ·34 uomini _ìnl'iati in c()ngedo 25 giorni prima clanno un beneficio di 850 giornate, . come appunto danno presso a poco due m�zze classi di 22 indivi<lui congefa,ti con l.9, , giorni circa di anticipazione. \2) Co�gedando coll'uoo e l'a1.tro sistema soltanto mezza classe.
SPECCH[O delta (orsa alle armi coi congedi anticipati. ME SI
Gennaio. • Febbraio Marzo Aprile Maggio . Gìugoo .
Luglio . Agosto .
Dicembre .
CHIAM ATE E CONGEDI
Pfl0BADICITA
semestrali
annuali
di guerra
~ 5 mezze classi islruìle (Il ~ 1 mezza
I
2 cl~ssì isLruile
Nessur,e
classe redute 1 classe reclute
I
4 mezze <:lassi istruite
2 classi istruite
1 classe ancora reclute pressochè istruite (2)
1 classe an~oi·l:i r(.>.cluLe
:I
I I
I
Molla
pressoche 1sLru1 te (3)
I
Settembre . · I Ollo.bre.
Novembre.
CHIAMAT~; E GUNGElll
5mezzeclassi i !;lruite (4) f
'.{ classi isl.ruiL!,l
.l crasse nuov(} recluf,e
~ classi ed un quado
l
1i-mezzeclc1ssiisLruìLe
I
I
istruite (6)
~ 2 classi ed
~-l classe ancora reclutef:2)~
(:'i)
un quarto
Molta Minore
Poca
A1Vl\'01'AZIO!VI,
(t~:~~.J\?o~~JI\~f~i.lro~(;/ so5nom~~~~ ~ classi.. ~ (2) Cioe con ·11ep1iurc il mtm.ero à' 110, :,,
\o
mini $1tfficic11te 11er enlnrrc in ca.,11. Jl<lgna pur com{Jl'enàendovi (}lì a,·. retrai.i àelte ree ,,te che lo:;icamenlo
e
per c11lrnre in cam.pay11ci se1iza ri·
o
~
t;1
dovrolihoro lascilt1·~i a casa. a: (3) Personale sotto le armi su(ficie11/.e > clli1tmi dal c(>nocdo coil racoll.à di :.:i cernita nelle reclute per inco·r,poraro 11uello più istruite co.;li anziani. ~
t
(.I) Le mezze cla&si istrni!e non sareb- ,;. bero pei·ciò s1•fficicnli 11, com11lelC11'C
i qtiadri.
Personalo tutto isl1·ttilo l1aslluitc 1, co1npletare i qua,L·ri. (6) rerso11alo istruito pros~o ,\ poco
(5)
8
~
t'' tJ.,. ,,i
nel (Juantitativo 1•a11taLo dal si1itoma lii del tone11te colonnello Pugi nel {0 tri- : mestrc cd in rolaziono al numero dei ;,. cal'alli che si polrellhero mol}i)llare.
istr uile (6)
I
Nota. • · Si su11pone che la 0hiamata sotto lo armi avvenga: con <1uella annuale in go1111aio, e con quella ~,imcstralc in g~11t1,iio n tui.:lio. Più favore1•ole ancora sarebbe pel sistema a1111uale se la chiamata venisse Iniziata in 1licov1bre, come lulti pos,0110 ca.par.i tar;;i facendo un a11alor:o s1iecchio. I congedi anticipati, quando quello dei a;,, della ciasso an~iana colla cl1iarnal.t 11nnuale rcn.;a anticipato di 4, mesi, ossia llssnto in settc111brc, i due del sistema scn1estralc, dovendosi anticipare di 3 mesi, avvon!!ono i11 aprile ed ottobre.
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Ì L PROBLEMA ORG ANICO, LA l'ER~fA
-lo stess? nu~nero di individui souo le armi, ma col vantaggio per quest'ultimo di avere tutti an~iani, mentre in quello seme,strale una mezza classe snrebbe di · reclute. È dunque bensì vbro --che col sistema del tenente colonnello Pugi, durante tutto o parte del tem po in cui le reclute non sonò ancora t'usè cogli anziani, si avrebbero disponibili una trentina d'uomini in più per l'entrata in campagna, ma oltrechè questi nomini non pot;rebbero ..essere tutti utili.::zati per .difetto di cavalli:, è- m.inore di moli.o la · probabilità che appunto in q1wll' època di.~aclatta scoppi la. . f/iwrm; meni.re invece a parli re da quell'epoca, qtianélo cio& i: .più facile lo scoppio delle ostilità il sistema attuale è superiore ..al l'all ro (11). Dunque non a torto dissi e ripeto ancora che il tan/.0 «esalta.tu 1Janta,rjgio accennato dal tentmte colonnello Pugi ù più op.parente che reple, anzi in alcuni casi si ridt1ce ad un reale swntafj_ffio. ,
li tenen_te colonnell<> Pugi soggiunge che il sistema semestra le ~farebbe finalmente sentire qualche vantaggio anche sul partito a -,trarsi <lai richiamati, perchè !'nilima mezza classe si troverebbe in congedo da così breve tempo da non aver quasi perduto l'abi"tud ine del cavallo; é que~to lo dico anch'io, come accennai pi ti sopra, ma colla differenza che ciò avverrà. pure colla intera classe ,ultima congedata, perchè o ' la mobilitazione ·avverrù dopo pochi mesi dal completo conp:edamenio della classe anziana, od alt ri,menti gli squadroni partirebbero colle reclute che hanno sotto · le -armi e che sa,:ebhero già su(Iicientemente igtrnite. Infine il tenente colonnello Pugi appoggia la sua tes i sostenendo · che col sislema della chiamata annuale, noi veniamo abitualmente ' . . acl una cernita arbitraria n8-lla classe di reclute pe1' portare ai campi --quelle che ci sembra-no piìts ufficientemente, bench è incompleta· men1e isl.rnite (2}. -Per mio conto invece tro vo che il sistema
(I) tn conclusione, si facciano o no i congedi ànticipati, il sistema semestral e avrebbe degli uomini mobilita bili in più Quando meno havvi pericolo di guerra e quando difet· · tano i cavalli; mentre quand o $i hanno i quadrupedi (perché pot.rebbero entrare in . eampagna anche i poliedri), allora non ha il n,umero d'nomini suflìciente per compi ~, tare il t>iede di guerra. L'opposto invece avviene col sistema annuale. . (2J Ci o del resto non saril più vero p()rcM ri dotta l' istruzione sul cavalcare a quattro ·,.mesi lo reclute (lotranno recarsi ai campi dopo avere S Vl)lta tu tta la loro istruzionu.
E T,A CHIAMA 'l'A DELLE CLASSI IN
t:À VA LL-ERl A
semestrale, lui il ql'ar,e incon1Jeniente dì congedare ima mezza · e.lasse sen.za che abbiu preso pal'te un anno alle mano·i,~·e di campagna; perchè queste non si possono certamente fare due volte-all'anno, epperciò è evidenre che tutta una mezza ciasse non potrà prendere parte che 4ue volte sQ!Lanto ai campi ed alle · grandi manovre. Difatti, quella che, ad es'empio, aniva il 1° luglio, (essendo in allora co mposta di reclute) non si trova nel caso di poter prender parte all e mnnovre del successivo ago'sto e, quand'anche non avvengano congedi anticipati, dovendo essere congedata al 3.1 giugno del 3° an no non può nemmeno prendere parre alle esercitazioni di qoell'anno. ' Peggio poi se la detta mezza classe venisse congedàta in anti - · cipazione. Ora Lutto ciò mi sembra assai più grave che non il lasciare a casa alcu'ni arretrali, P,erchè questi si troveranno pur· anco nell'ultimo ·mezzo con_tingente semestrnle incorporato cogli anziani, coll 'aggravame di scegli~re su di. una mez~a classe anzichè su di una intera come cofisistema della chiamata annuale •. · Senza considerare che d9vendo lasc.iare alla sede i cavalli migliori per l'i.struzione delle reclute e provvederP. al carreggio , ai vari servizi di gu ida, ecc ... si (inirebbe col pal'Lire con squadroni microscopici, per difetto di quadrupedi ( 1) , specie che avvicinandosi l'epoca della riforma in grande, molti cavalli sarannospariti dall'organico per morti, abbattimenti , riforme anticipate ecc. Dal complesso si. scorge pertanto che, anzichè avere una vita organica 'non interrotta ed una continua ginnastica funzionale, come si esprùue con belle frasi il tenente colo,nnello Pugi, si avrebbe · invece proprio uu'esistenza a sbalzi e più propriamente una conti nua febbre, anziché una vita calma che permetta di dedicarsi con maooiore intensità : ora al perfezionamento degli anziani, ora aloo ·' l'istruzione delle reclute ed al completo addestramento dei cavalli· giovani, ed infine al lavoro d'insieme, preparando cioè dapprima i materiali e poscia riunendoli in un Lutto armonico. Col sistema del tenente colonnello Pugi, il quale vorrnbbe persino il rinnovamento semestrale delle rimonte si avrebbe peren-1
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Come già fu dimos tra~o a pag. 6.
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nemente in un reggimento: l'istruzione degli anziani pl'opriamente detti, il perfezionamento degli individui . del la penultima . mezza classe, l'i,struzione delle recl nie, l'addestramento dei cavalli .della prima parte dell'ultima rimonta e l'ammaestrnmento di quelli della seconda parte; e se a ciò si aggiLrnge l'istruzione ...agl i allievi caporali, e qnelle speciali agli allievi trombettieri, agli zappatori, ecc ... coll'aggrnPante di clove.rle intraprende-re anr.h'esse d1ù volte alt' anno, si vedrà che razza di bab,ilonia ne avverrebbe I I .. . Si noti poi che ÌrascnrQ i volorilal'i · di un 'anno e gli allievi sergen ti , e mi domando, dove si prenderebbe il personale istrut. tore, nonchè come si potrebbe fare a concedere le licenze a[!li ufficiali in qualsiasi epoca dell'anno ?! I capitani poi col dovere pel'manentemente attendere a tutto, finirebbero collo stancarsi e a non sorvegliare con passione nnlla , ;percl1è sfido· io come potrebbero attendere di personà all'istruzione dei cavalli giovani, ed a quella di una mezza classe di r-eclute, qnando contemporaneamente dovessero recarsi, lulti i giorni, alle istruzioni evoluti,,e, di campagna, tattiche, ecc. Così pure l'inviare ai corpi le rimonte in due volte sarebbe . .anche un grave errore, perchè normalmente nascendo i cavalli a .;primaver11, o si dovrebbe sottoporre la -1• metit al lavoro anticipato -di sei me.~i. con àanno del loro sviluppo , oppure si dovrebbe ritardare di altrettanti mesi l'addestramento della 2• metà, con un --danno inuti le per l'erario, perchè durante questo tempo mange,· rebb~ro _senza dare alcun frullo. (Con tùma).
F.
D 'OTTONE
comand. U re99. cav. Pia.cen.za ( t 8°) .
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Un nuovo libro del CòRS1 sulla storia contemporanea. - Il pessimismo e ta mancanzci d'ideali - Fede nell'avvenire. - li nuovo period-ico Armi e progresso. - Alcun-i opuscoli. - Proposte e s(udi militari.
Nel 1869, il generale CòRS1, allora ufficiale superiore, pubblicava per le stampe i suoi Venticinque anni in Italia, un paio di volumi in cui egii, entrato nel f8(tA nell'esercito piemontese, raccontava quanto aveva veduto da allo.ra in poi e gli aveva lasciato dur.cvole impressione. Quel libro era il risultato di appunti presi lì per lì, o come si ,direbbe a botta calda, e di ricordi lasciati in lui dai fatti e dagli uomini. La mente dello sMittore si manifestava abituata ad osservare, la penna abile e precisa. Da quell'epoca in poi corsero altri venticinque nnni. Il giovinetto che aveva già nel 1844, con presago intendimento, avuta fede nell'esercito' piemontese, e successivamente partecipato all'eroica lòtta di Curtatone, · accompagnato sul Mincio il V r.orpo francese sbarcato '1el 1859 in Toscana, veduto da vicil)o assai quella fatai· giornata di ènstoza che pesò tanto e pesa ancora sui destini nostri, osservata la reazione austro-granducale in Toscana nel 1850, lo scoppio di vittorie italiane del 1.860, quel giovinetto del -i81J.4 era divenuto uomo maturo, aveva giù ricoperto posti di gran fiducia e guardava con occhio sicuro innanzi a sè il compimento dei destini italiani. Dopo la pubblicazione di quel lavoro crebbe via via di grado come lo portarono le vicende di una carriera assecondata dai tempi e più dai meriti suoi generalmente conosciuti, finchè si trovò a di.:rigere il primario istituto di educazione militare del Regno e poi a'governare due importanti regioni militari italiane, e mentre ciò avveniva egli continuava ad osservare ed a raccogliere le sue osservazioni colla stessa penna con cui aveva scritto i Venticinq·ue. anni in ltaliu.
(') Sarà fatto cènno di tntti i libri di cui sia mandato esemplare alla Oire:;i,Jne.
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Ne venne un nuovo libro testè pubblicato dal Roux di Tol'ino ed inti..: t.ola to Itali.a.. Il titolo conviene al libro. Lo .scrittore si alzava nei gradi militari, la _ sua vir.a si svolgeva in un campo sempre più ampio. Il nostro paese già obbligato a ·vita pie.cola e ristretta nei :;et.te Stati in cui era diviso, segregato (iffau.o, commercialmente ed intellettualmente, cfal resto dell'Europa: poi impacciato per l'imminenza della guerra che gli doveva dare la Venelia, e per le spinte e controspinte che lo tenevanù or più ed or meno vicinù alla capitale definitiva, era dopo ii 1.870 chiamato improvvisamente a vivere in mezzo ad una corrente di fatti e di idee larghissima ed impetuosa, a raccapezzarvisi in modo da non rimanerne travolto e perfino a 1:appresentare un parte importante in mezzo ad avvenimenti -che segneranno certamente un momento essenzia le nella storia dell'Europa e degli. uomini. E questa è l'epoca cui rillettono le pagine. del nuovo libro del CòRsr: s'aprono col trasparto della capitàle del Regno da Firenze a Horna, si chiti'dono coi moti della Sicilia e della Lunigian3 . Diciamolo subito. Lo sguardo dato dallo scrittore sugli ultimi venticinque anni, a quanto sembra, non lo soddisfo. Ritiene che non vi manchi il buono: può anche dubitare, che questo buono sia cresciuto. ì\ia la Babele c'è sempre. Cotest.i uomini che avevano assistito e partecipato agli sforzi voluti .dal nostro Risorgimento, ne avevano concepito speranze maggiori dei risultati che se ne sono avuti. La pace, fo scienza, il la~ voro, il benessere eran punti capitali di un bel prospetto di progress(} civile, intellettuale e morale sul quale contavano fiduciosi. Invece vi- , derò, o stimarono che fosse;·o cancellati quei punti d:J un caos di contraddizioni e d' insidie onde ora li vedono ricoperti. · E .nel buio dell'ora prnsente, nel dubbio profondo che generano le illusioni sfumate, il libro, manifesfozione dei sentimenti di uno di questi uomini, si chiude con una proposiìione 3m3ra clic cÒrrisponde ad un gran punto interrogativo. Colui che lo verga sembra richiamare ognuno ad attingere in sè e nelle proprie forze la vigoria per affrontare il fu. turo poichè non si attcnia a cercarla all'infuori di sè ed in qu:into lo eirconda . · Ouanto gr11ndi eran dunque le speranze concepite da questi uomini che tanto oprarono, se ora si lasciano soverchiare in tal modo dall'onda de1 pessimismo'?
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Rileggiamo il lìbro, chè ne vale la spesa. Un e5a1ne rigoroso e Sit -zace degli ultimi venticinque anni di storia italiana non l'avevamo an..cora veduto in mezzo al profluvio librario che da ogni parte ci assiepa. ,-Questo è il ritorno su di sè di un uomo che vide, osserva e riflette. Con dispiacere dobbiam salt.are le pagine che descrivono la spedizione di Roma del :1870. Rimandiamo ad es~e il lettore, poichè del ..CòRsr, storico mi litare egli sa quale conto debba farsi dopo il suo Sommario di storia milita,re, e la sua narrazione della Gue1~ra del 1866 ùi Italia., capolavoro di stile militare e di racconto scientifico di opera..xioni guerresche, Tuttavia cogliamovi qualche fìna ossei·vazione gettata qua o là. Siamo alla vigilia della spedizione <li Roma, e « dalla titubanza del governo e dall'agitazione del partito d'azione derivava una febbre semp1·e -crescente neltci stmnpa, unci .9m111.le incertezzci nel pal'se e nella sfera delle {ttitorità politiche o • , Nel leggere queste righe ci avvediamo che ci portano davanti ad .inconvenienti, i quali si ripeterono di frequente nella sto1·i3 più vicina a noi. · Vi sono nella storia dei popoli fenomeni i quali paiono cosi intima.mente legati colla loro indole e colle loro tradizioni da non creder pos·sibile che essi possano mai sottrarvisi . Incertezza nel governo 0endenza .~\ SO$titufrlo nella direzione della cosa pubblica eran stati causa prin.,cipale della confusione del 1848 e della ruina del 1849. Per un brevfl .tem po la, concordia degl i animi e la disciplina dei partiti durarono e si ebbero gli splendidi risultati del 1859 e del '1860, Poi ripresero le ,{lubbiezze nei governanti e le inopportune intemperanze dei partiti che eran fuori · del governo e ne vennero i tempi dal 1862 al 1870 accomp3gnati dalla fehbre sempre crescen te della stampa, dalla grande incertezza nel paese e nella sfera delle autoritil pubbliche, difetti che ebbero la loro man1fest3zione cu lminante nel I86(i durante le peripezie ,dell' invasione !nilit.are del Veneto e dei contrasti tra le aspirazioni grandiose di un piano di guerra ineffettuabile e l'imminenza di una .pace pericolosa se non disastrosa. Male sarebbe l'accasciarsi sotto. quel dannoso fatalismo che collega i ,.guai che ci perseguitano colle qualità inerenti alla nostra razza. Contro .i difetti della razza e della tr~dizione deve -re.agire l'impulso educativo, Lo spirito delle nazioni _si trasforma anche e·sso, ed alla Prussia di Iena, 37 -
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quale ci vien descritta, con un governo in~erto, con_ un. pop?],) che avevo dimenticato sotto le tendenze cosmopohte I doven nazwnah mezzo. secolo più tardi era sostituita la Prussia del 1866 ~ del 1870. Torniamo al libro. Siamo ai preparativi per l'impresa di Roma. 1, :Òe'ile in teme condizioni dei paesi tuttora soggetti al Pontefice il govemo it.aliano·aveci r'.otizie daetli emi"rati e dai liberali di quei paesi, naturalmente portati alla esa;erazio,;e nel senso dei loro desi~eri .. Q~anto dati più necessari _per \e operazioni militari, lo stato m3gg10re 1t~hano, divagato ~la ult1:e Cllle )> (ricord iamoci che era scoppiata_ i111provv1sa e svolgevasi .t~·ag1cament: rapida \a guerra franco-germanica) ,e ne era povero. Quelli intorno all,l quantità, qualità, 1iartizione e posizione d~lle truppe da combattere non erano recent; e non bene accertati. Non s1 avevano carte topografi.che di fresca data ...... » E qué,;te parole destano in noi dolorosi pensieri per lo strano destino che ci pone semp'.·e _in presenza 1:li avveni~nenti imprevisti ed improvvisi. Non fa marav1gha che p~co s1 curasse_ 11 nemico che stavasi per fronteggiare; la que3tione d1 Roma capitale e quelle che vi si connettevano parevano ed erano tutte d'indole ?1orale: minore a wue e in poco conto tenevasi quella della forza matenale cht~ avrebbesi incoutrato, e tuttavia noD; era dispregevole nè trascurabile soprattut.to q u3ndo si pensi non alle difese attive degli uo_mìni, m;'. a. quelle passi ve del terreno che circonda Roma ad L;Lil P?lO d1 tappe d1 d1s'.anza dal centro cui dovevasi arrivare, terreno scarso d1 '}uanto occorre 1.1 1sol: dati per vivere e mal' confacente aJJa loro salute. . ,. . Fatto il gran passo « sepolto il papato temporale so_tto 1t trono d l~alia, rimanevano secondo lo scri ttore del libro che abbiamo tra rnam, tr~ · "rossi e scuri problemi da risolvere, tutti tre deriv:1ùti dall'acquisto ~ 1 Roma. Primo: assicurai· l'It:ilia, così come veniva a trovarsi costìtuit:1in unità di nazione, con Roma capitale :yerso o contro la Francia .. Sc!condo: re(Tolare le relnioni colla chiesa e col papato. Terzo: provvedere ad u~ rn:ovo e vrande obbiettivo naziona le per dirigere gli sfo rzi degli Italiarn ~1 suo 1.,(è'~ 1!oiunoimento e per rendere nulli altri obbiettivi politici e sociali, che con signacoli di discordia e disordine~ . . . ., Ne scaturirono l'acceleramento, zoppicando, nel nordmare su ptu lar-· o·he basi il nostro stato militare e.la fomost1 legge sulle guarentigie; ma ~ir~a alla sc;Jperta del nuovo ideale, efficace e fecondo, intomo a cui ra~gruppare le menti italiane, ecco qu:mt.o avvenne. « Col suo ,~agr?, lloscio sbiadito, gretto programma delle qu,attro e quattro ott9, arieggiante un positivismo anglo-americano, nato sotto. l'invocazione della fonle dell'iwaro e dell'economia sino all'osso, che $embrava dettato dal camerlengo·
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di un comuuello, il Ministero di destra spense il plauso generale, l'ias- · sopì gli spiriti ravvivati, ridestò uggie e malumori, si lasciò sguieciare .dalle mani il paese » . E sta bene: anr.ì non si poteva dir meglio tutto questo. ll paese sguisciato dalle mani dei ministri d.ì destra, in cui non avevasi .più fiducia, p11ssò nel -187(5 in· quelli di sinistra. Questi presero un nome e fu quello di progressista, ebbero un programma, e la scrittura ne enumera i punti pl'incipali, ma non gli sembra tale che .quei dì destl'a, se non li avesse rattenuti un puntiglio, non avrebbero potÌJto soscriverlo. « L'abis3o tra destra e sinistra si riduceva in 5ostanza ad un fosso di non molta larghezza che facilmente si poteva colmare e molto più passare. Fortuna questa per molti.>). E cosi di bel n11ovo a quel grande ideale in cui la nazione risorta dover trovar ragione del suo l'Ìsorgimento non se ne seppe più nulla . . E questo ci semb ra il punto culminau1e del libro, benchè nel de, sàivere e nel considerare 11u:mto avvenne, lo· scrittore non aggiunge verbo su quanto avl'ebbe dovuto ayvenire. Tuttavia pochi avrebbero nel 1870 potuto prevedel'e q·uale ililportanza dovesse av,ere per l'Italia ·quel ,fatto mondiale che ru il taglio dell'istmo di Suez, con cui fu riportato al Meditenaneo il centro di gravità della storia futura. Oh sì certamente: grandi obblighi venivano all' Italia. da questo suo trovarsi nel mezzo <lel .Mediterraneo in un momento così solenne, e alcuni lo compresero. Tra questi « l'anima fiera e generosa d'i Nino Oixio, fre-· mente di un resto di giovinezza t.ra gli stanchi e i soddisfatti. ~fa fu opera isolata e faticosa, e la morte la troncò sul principio. E bastò a mostrare in qual rapporto stessero in Italia il volere e il potere alla dimane del compi mento del programma d'indipendenza e di unità_nazionale; e fu come un rimprovero agli eredi delle tradizioni pisan~, genovesi e· veneziane. Povero Bixio ! era troppo più facile piangert.i che imitarti ) . E realmente Bixio intravide il fremito di vita che. sollevavasi nell'estremo orienti~, le inceite relazioni che cominciavansi ad annodare tra europei ed asiatici dei mari indiani e cinesi, le vie aperte a traverso il Mediterr:rneo e il inar fiosso, gli scali italiani. Questa confusa visione lo tt:asse al viaggio miserevolmente finito. ì\fa noi eravamo impreparati all'attuazione della grande idea balenata al fi ero genovese; e dopo allora Dio s~ qual guerra ci fecero i , sovrani del commercio mondiale tutte le volte che timidamente eercammo dì' porci in qualche modo sulla via dal Bixio segnataci. Ma pochi avrebbero potuto additarci il moqo di vincere la somma di lavoro che dovevamo fare per metterci a parp nelle vie del pensiero e dell'azione eon le altre nazioni ·
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europee da cu i per tanti anni fum mo sepa rati. Raggiungerle, camminare n passo con esse, cercar cruali delle nostre attitudini. ci av rebbe resi capaci di sopravanzarle sovra alcuni sentieri della civiltà, ~uesto era il complesso problema che ci era imposto nel '1870. Non vogliam proprio dire che nulla si ~ia· fotto per aLLuarlo. Facem mo invece ben poco e il fare quel poco ci fu assai contrastato In questo però ha ragione il libro, che quanto fu fatto era guidato da un istinto incosciente e ci mancò la netta comprensione del futuro. Ma dove esiste essa mai in meuo ai grandi problemi politici, intellettuali, economici e sociali tra i quali :;i :i&rita oggi la societil europen ~ Quan te ~osc non mutarono o non si Lrnsformarono diti ·1870 in poi. perchè poc:sa esser rimasta questa chiara visione dell'avvenire Ja regolar sovr'essa la nostra condotta'? Le relazioni politiche abbracciano un oriuonte sproporzionatainento più vagto che nel 1870, dopochè il Giappone da una parte e l'Africa, allora quasi sconosciuta, esel'cilano una grande inlluenza sulle dccisìoni doi governi europei. La S.!icm:a spostò decisnrnente l'indiriizo cielle .:me ricerche e la base della sistemazione delle cogni7.ioni umane: i concetti economici fondali sulla libera concorreuz:i subirono grave on·esa: le relazioni tra gli uomini tendono a pèrdor fede. in alcuni principii che fino n ieri ci parvero incrollabili ed ora ci si vorrebbero fa r passare per convenzionali. [n mezzo a questo sconquasso, avvenuto proprio quando noi ci riaffacciammo alla . vita, nou è [lroprio spiegabile se gli uomini di governo non abbiano t1·ov::i10 il pm1ctum qtw sistent ?
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Lasci:1mo questi fatti più generali che interessano la nostrn storia recente e veniamo a quelli che ci riguardano più direttamente, e fo rmano una buona parte del libro considerato. Vogliam dire del la trasformazione avvenuta dopo il •1870 negli ordini militari. ha iniziava il Ricotti. L'assunzione di qul!StO personaggio militare al Ministero della guerra « fu salutata da plauso generale. L'esercito e il paese avevano infatti grandissima fiducia nell'ingegno, nella operosità e nell'.ardimento di lui, e già da alcuni anni il suo nome cori-eva per le bocche di lutti; eù allora si disse: ecco l'uomo. » Enumerati i servigi da lui prestati, e notato che non era uomo politico, così continua il libro , uomo sì da menar asciate· senza troppi riguardi, dice,·ano coloro che desideravano o 1,ernevapo un Ministro cosifa tto: ardito no-
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vatore, sussurravano i conservatori: assai più ricco di spedienti che di convinzioni, osservavano taluni che pretendevano di conoscerlo int1M et in cute, e qualcu no aggiungeva: spinto ambizioso e dispotico. Certo egli era tale Ja dover superare nell'esercizio di quell'a lto uflìzio tu1ti i suoi predecessori e por larghe7.za di vedute e per prontezza nel risolvere e per enel'gia nell'operare. Fidente in sè, avvezzo a prendere il sopravvento nelle discussioni e vedere gli altri abbassare le vele, a prirncggiai·e per consenso di inferiori, ugual i e superiori, egli avev~ lale coscienza ed esperienza di l1utori tà che non l'ebbe maggiore il Lu Marmora: che è lutto dire! Egli Pra in~omma mol1·0 adatto e ben preparato a far la parte cui fu chiamato Ml '1870. » E questa parte uqn ei-a nè facile nù poco irnpol"!ante. Ln trasformazione cu i, e-ogli altri eserci ti eurùpei, ern soggetto il nostro, rendeva neccs~ario di toccarlo lutto. I cioncetti nu :illora prevaltmli muta vano. La 1r1 t0lità s11bordina1'. asi allLJ qunnl itù: la mobilitazione dovca soddisfare ad 11no sforzo subitaneo da far,-i appena scoppiata la guerra. Questi erano i punii principali: qu[lle sia stata l'opera del Hicotti ò ossa i ben descritta nel libro. A titolo di riassunto e giudizio nm1le vi è , noi.alo che q ut,ndo nel 1876 venne un nuo,•o partito al governo, tra le so!ll cose buone lasciate da quello che ln abbandonava erano la si tuazione~ rìnan~iaria, e lo sLnl.o militare bene impostato, così che potesse com piersi, svolgersi ed assodarsi assrii bene. li che non è piccola lode in un libro non uso a profondNne. A1 Hicott.i sogli i il generale Luigi l\'lezz.acapo nel dirigere 11.l cose militari. « Era uomo di vasto, alto cd acu to ingegno, uudl'ito di svnriati e profondi stud i, specialmente storici e filosofici, di costumi modesti, severi, ris()rvati così. da apparire disdegnoso e sospettoso a dii nol praticasse. » E dopo di averne notato la lunga catriera o c:kscrilli i punti cnpitali dell"opcra prestata fin nllora, aggiunge: « era notaio come un fm1ule1w, avverso ai piemontesi, sprezzante dello cose e clc.:lle idee loro, di spiriti non borbonici, no, ma molto 1wpolctani, pieno di belle teorie, ma privo cli esperienza e di attitudine prntica e portato per natura e per abitudine alla tranquilli là conlemplati va piuttostoehè alla operositù. Pover'uomo! Egli si lagnava, e non a torto, di non essere inteso, nù tenuto in conto a misura giusta di merito, di essere lr:.istulfoto e trascurato. Era un critico di gran polso e parlava schietto e franco. Ma se non era proprio quello che si dice uomo di azione, non era però tale da ri manere estatico dinnnmi a lontani obbiettivi teorici o da pe1·dersi in 0pere spicciole attorno :ii mille e mille piccoli appigli del prosce~ill. Al•raverso al brn licame di <fuesti rni nimi o rnal not.i,
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la sua mente acuta e pronta si fissù presto nel grnnde scopo pratico della preparazione intera e sollecita dei mezzi di dife!>a mobili e sta- · bi.Ii del Regno.» L'opera dell'amministrnzione della guerra nel decennio 76-86 fu nello insieme quale essere doveva, svi luppo e perfezionarnenlo progressivo del sistema iniziato dal ministro Ricotti, conclude lo scrittore, ma act:enna al miglioramento dei quadri ed all'assetto della difesa stabile del Regno vol_uta dal lfozzacapo, e al.testata tfollo forti ficazioni. di Roma.
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rata carriera. Quei repentagli medesimi cui il nostro paese si è e.sposto per i1 desiderio di fa re e per un confuso e mal compreso sentimento della sua posizione rispetto all'Europa ed al mondo, son pur essi segno di vigoria e di fede. Per coglierne un profitto gli occorre una più ampia conoscenza di sè ed altrui . A questo lo conducano le parole serie ed .esperimentate di coloro che misero sull'attivo della vita lorn molto cli buono e di utile.
,,, ** Questi brevi accenni dieno un'idea del liLro di 4!10 pagine stipate di succoso scritto. Le cento questioni principali tra cui si dibattè la storia nostra negli ultimi venticinq ue anni vi sono la rgamente discusse. Cosi vuole essere il libro che effica!)emente racconta quella storia. Nella vicenda degli avvenimenti giornalieri, e più rincora nel balzellante leggiucchio dei giornali che via via ne parlano coll'ansi11 del proto che sospinge lo scrittore, va p~rdutn la logica di quelli avvenimenti, e noi assistiamo al loro svolgersi colla stanca indifferenza o <:olla tremebonda aspettazione di chi si trova innanzi ad uno spettacolo ora drammat.ico ed ora noioso, ma sempre estraneo a noi. Ci rnanca la rM1ionc dei legami tra quelli avvenimenti e noi. Un pericoloso :-trappo si ~ manifestato dopo il 1870, quando si disse ora la nazione è unita, il pi'ogramrna è compiuto, e non si aggiunse il perchò ess11 era unit.a ed i nuovi incatichi cÌ.1i essa ern· chiamata~ o·i qui la vita ~picciola, e quel tras~i·uarsi giorno per giorno che t:i è proprio smza cura rsi dei ricordi di ieri e senza pensare 111 domani. È necessario di ricollegare i nostri pensieri, rli riunire quelli d. oggi al nostro pa~sato, dì sapere qual sia. la nostra forza, di conoscere le nostre attitudini se-vogliamo mi:;ur.irci col presente che via via si rinn0va è ci sorprende. · Ci ma1JC:1va un libro che studi la nostra coscìenw, che frughi nel!' intimo d~i _nostri si;ntimenti, che so rprenda le nostre intenzioni, che misuri hl nostra capacità. Questo del Còns1 vi soddisfa. Le sue idee non saranno a volte consone colle nostre, perchè ogni generazione ha le sue, ma lo intenzioni sono rette e lo spirito è giusto, quindi il libro è buono ed utile. Questa ù ia rngione,' per cui ci siam fermali un pezzo sovra esso. Vi spira 4oloroso un soflìo di pessimismo, e dolorosa è pure l'ora che stiamo traversando. Vi risponda la fede in noi, quella stessa -wi fa · app~llo lo scrittore, e nelln quale egli ha traversato l;i sua lunga ed ono-
Nè questa fede manca nei giovani, di cui mi pare, e lo è forse, u11 pro~ramma il nuovo periodico pervenut0ci ed intitolato Anni e P.ro..gresso. _ Esso alza 11rditarnente la sua bandiera e si chiede se essendosi allargali gli ·ordinamenti mi litari in modo da abbracciare gran parte -<lella società, ed in certi momenti da coinvolgerla tutta, sia possibile .agli studi militi1ri di rimunere nellaI cerchia professionale in cui si son ç mantenuti in passato, o se non debbono co1nprendere più largo orizzonte e st.udiare le relazioni che corrono tra esercito e nazione. Dall'esercito si deve diffondere lo spirito militare e metter salde radici nel .cuore del popolo ed all'esercito debµo no affluire le correnti di entusiasmo che lo condurranno ad affrontare i grandi cimenti. Postosi così sul limitare tra esercito ·e nazione egli chiama a raccolta gli uflìciali di tutte le categorie, quelli che anche in pace stanno .coll'esercito, e quelli che durante la pace attendono abitualmente ad altre funzioni sociuli diverse dalle militari, e chiede agli uni ed agli altri il concorso per assecondare e render più viva la doppia ~orrente che si scambia tra esercito e nazione. , Con questo concetto il periodico ha un posto bene designa.lo. Anche jn 3ltri paesi, con fo rma varia, pullula questo desiderio di comprendere :nettamente quali sieno le condizioni reciproche dell'esercito e della società, ora che l'uno e l'altra son molto mut3ti da quello che erano ,qualche anno fa, di rivelare quali benefici influssi di ordine e di rispetto al dovere spirino dall'esercito verso la società sc~nvolla dal dubbio o dalla negazione dei principii che finora si credevano inconcussi, e di valutare le forze veramente utili che la nazione può destinare a vantaggio dell'eserci to. È bene ché questo desiderio abbia forma anche tra uoi, purchù tenga per fine l'asseverare alcuni veri su .cui non deve cader dubbio, e non abbia da sfumare in astruse generalità che provocherebbero
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TRA I LlURI
TftA l LlBRJ
nuovi dubbi ed ancor più nocivi. Noi crediamo r.he l'esercito sia· un orga-· nismo speciale il qua le ha scopi ben designati da cui ril rae le rtigioni del' suo nwdo di essere: a queste ' ragioni deve pieg,1rsi uecessariarnente c11iunque viappartiene a e.osto di qualunque sacri!ìcio personale. Il so l-· dalo deve r.sserc am:ituuo soldato e pienamente soldato. Sappiamo ch e· colle. pro(icue si sollevano dalla società nnch~· le correnti che sarebbero deleterit: per l'esercito, e che si nascondono frequentemente sot.to 11rti!ìciose· ' parvenze. È oggi più che mai necessario il discernerle e porvi argine perché ' non àbbi.ano da corrompere quella r.he deve essere la parte più sana del la società p<>r mantenersi la più forte. E sappiamo pure che nnche nell'eser-cito possono svilupparsi ijassioni e pregiudizi noci vi a Ila sua compagiue. Combattiamo quelle ed opponia mo la chiara verità agli nhri. A questi principii,. a quanto leggemmo, ci par che s'informi il periodico il qua le mostra di voler rnccogliere_tutti gli elementi fecoud i del passato priri1a di procedere oltre sulla via su cui si è messo. G: ,,ia nuo v:1 ,. ma fondandosi su quei concetti può riuscire a gran bene. La voglia e da noi abbia il benvenuto, d:dl'opera sua la ·ricompensa dovuw da coloro che desidernno il bene dell'esercito.
Al S.uAHIS è pure dovuta -fa pubblicazione di alcuni documenti sulla Di fesa d'Arezzo del 1849 che fu pi uttosto un accenno a difesa voluta da Garibaldi che allora si ritirava da Roma. Non ba gran valore per la storia italiana il sapere percbè gli Aretini, animati dal poeta Guadagnoli, fecerò il viso delle armi ai desideri di Garibaldi. Un L. D P. con facile e scòrrevole sc1·itto A .sbalz·i rnccoglie le parole del.te da un comandante del col'po ai nuovi ·giovani ufficiali, rammen. tando come esempio il ,passato _che lasciò in noi care e feconde memorie e non è conosciuto come dovrebbe esserlo. I detti raccolti ci piacqueroperchè finiscono focendo appello al cuore, donde sgorgano i più elevati sentimenti che animano l'ufficiale, salda disciplina, spirito rii abnegazione e rispetto al dovere. [l L. CoGNETTI DE MAnr11s, medico capo nella H. ma1·ina con molta competenza tratta del Marinaio epilettico e la delinq1wnzn 1nilitare '(fratelli Bocca 1896): un contributo agli studi di sciE:nza sociale ed a quelli dì patologia medica i quali oramai vanno toccandosi più .:li quanto si sarebbe supposto. Il lavoro interessa gli ordinamenti militari, poicltè lo scrittore dimostra che vi sieno nell'epilessia in ispecie e nella degenerazione in genere elementi di pericolo per la mifaia. Benchè l'attua le legislii,.ione militare tenda ad allontanarn dalle file Jell'escrcito qualunque epileuico, il chiarissimo scrittore crede che essi vi si possano insinuare cd anche rimanervi per ci ualche tempo. Chiede dunque che vi si provveda, introducendo nell'elenco delle imperfezioni fis iche ed infermità nuove 1·estrizioni per la idoneità al servizio militare, le quali abbiano [W base l'elemento della degencrazion·e, concretato nel tipo de_genemtfrn. Es~ ciò vidennt consules: per oggi foceiamo punto.
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Ed ora un gruppo di libri ed opuscoli. che si arnrnonticcbi:mo sul ta-.. volino e reclamano a buon diritto un ricordo. Pl'ima degli al tri mi viene l! mano un libretto inviato dal BENEVg:--To col titolo Sui tranipoli, e con una graziosa dedica al padre che ritempra altafede l'nnimo del figlio sorp reso dallo sc:1::tticisrno o peggio ancora dnl pessim ismo prevalente. E ancora e sempre la generazione cbe cade richia111n· a1la sicurezza di sè quella che sorge. Il lib ro comprende remin isc(mzc di studi passati, paralleli di versioni· d'autori tedeschi, e dubbi su l metro poetico che de,·e informare la manifestazione del pensièro. Potevano ri ma.nere cara memoria intima delle vegl ie dello scriuore, ed egli le volle rese di pubblica ragione; ·valgano a richiamarlo alla osservazione ed allo studio del mondo reale che muo ve· intorno a· lui, e ci verrà speran,.a (averne opera più proficua . . Il SAURIS scrive nella Rassegna nazionaìe alcuni concetti Stilla fernw della cavalleriu raccostandosi al concetto della chiamala sc:1nes1.rale, e proponendo che l'istruzione delle redute sia ridotta a rruat.tro mesi, ma le reclute sieno scelte tra gli adatti all'arma di cava llèria. Su di ciò la Ri-· vista militare puQblica un lungo ed accurato l/.11wo al quale rimandiamo, il lettore.
lo
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Una gr:ive notizia è giunta dal!' Africa rneuendo in lutto e in convulsioni il paese. Il ·1° nwrzo, improvvisamente, inaspeuatarnente, il generale Baratieri attaccò il campo scioano nelle sue posi;:ioni e fu respinto con enormi perdite. Cerchiamo di ordinnre per quanto è possibile il racconto dei fat ti nell'incerte?.Za e n~ll'oscurità delle notizie finora pervenute. Abbiamo lasciato, su lla fine cli febbraio, il campo nemico nella conc:i çli Adua cd il nost1·0 non molto lontano fronte ad Ad ua, col centro ,1 Sauriat Dicevasi che le posizioni scioane erano for tissime ed altrettanto le nostre, sicché nessuno dei due si attent.ava di assalire il nemico, ma ambed ue cercavano cli trarlo fuori delle sue posizioni. Si s:ipeva che le nostre retrovie erano min acciate dalle Lande 1:ibelli e dalle popolazioni insorte del!' Agamè, ma non pochi sospeltavaµo che per questn ragione o per insufficenza dei servizii i viveri al nostro campo mancassero; si ern poi certi che, nella peggiore i potesi il generale Baratieri avrebbe potuto ritirarsi, colla probabilità di incontrare bensì sulla sua via ribelli od insort.i, ma non l'esercito nemico. Quest'ul1ima eventuali1à pareva lontana, perchè i dispacci continuavano ad essere rosei, come quelli che precedettero la sorpl'esa di Ambo. Alagi. Si pn rlava delln fame scioana e non della propria. In vece la riti rata era nece~saria e ci si era anche nostra. Si afferm3 che fin o dal ~3 febbraio il generale Baratieri aveva deciso di ritirarsi a<l Adi-Caiè; che In stessa sero pubblicava a IJUesto proposito un ordine del giorno: elio nella noLlo faceva partire le salmerie; che l' iutiero corpo dovev3 mettersi in marcia la mattina del 24'.
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Senonché, mentre tutto era pronto, il movimento venne arrostato. Porchè'? Perchò frat.tnnto era giunto noti?.ia che il uomico con dieci o quindici mila uomini si era avviato sul ciglione di Gundet; e si voleva pertanto, prima di muovere, conoscere quali fossero lo sue inlenzioni. Si avviò in tutta fretta a quella volta il maggio1·e Ameglio col suo hattaglione e 500 uomini delle bande piLt uua se7,ione d'artiglieria, e nello stesso tempo si decise di fare una grossa ·ricognizione fìn u presso alle posizioni occupate dal nem.ico, allo scopo di fargli credere :.id un attocco, per distoglierlo in tnl modo dalla marcia su Gu nclet e mascherare la propria ritirata su Adi-Ca iè. La ricognizione ebbe luogo realmen te; vi pre:;ero parte 14 battaglioni e sci ba1terie. Le truppe p:i rtite a mezzodì giunsero verso le (t. pom. in vista degli avamposti nemici, non trovandc, se non piccole gunrdie che subito si ritirarono. Rimasern i nostri su 1 luogo fino :illa 7 porn. quindi accesi grandi fuoch i ru bivacco, per far credere alla loro permanenza, si ritirarono. Ali' indomani (25) giunse notizia che le truppe nemiche già al'anzatesi verso il ~Iareb ritornavano 11el campo di Ad11a, e nnturalmente si attribuì q ucsto fotto alla nostra dimostrazione.' Per il giorno 26 gl' informatori' annunziavano un auacco da parte del nemico. Le trnppe passarono tutta la giorn:i ta in posizione attendendo; e così i1giorno appresso; ma iI nemico non venne. Frattanto la penuria dei viveri si fa ceva ogni giorno più crudamen'te sentire. Agli asc:ni invece della farina si cominciò .i distribuire un pugno d'orzo con qualclie poco di danaro che non trovavano :1 spendel'e. Gli 11l'ncìali furon o ,nessi alla razione del soldato. 11 tenentc colonnello di Stato ì\laggiore Ripamonti incaricato delle ruozioni dì Intendente avvertì che non potera pi ù assicurare il servizio. Non sappiam,> fino a qual punto.questa situazione fosse nota al Govorno; certo il pubblico in Italia no,t la conosceva; perciò da molti credevnsi che la posizione sarebbe stata ancorn mantenuta, ma nessuno si asptma\'a che sarebbesi attacca to nelle suA posizioni il nemico. In vece il 29 fe bbraio, per quanto si afferma, il generale Ba!·,Hieri telegrnfava al tenen te colonnello llipamonti facendo appello alla sua energia per un ultimo sforw ondo in1pedire un' umiliante ritil'1ll:l. Egli si era improrvisamente deciso per l'altacr,o.
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~OTIZ JE PU L ITIC.:0 · MlL!TA RI NOTIZIE POLlT! CO · MILITAR!
** * Dicesi che, in que;;ta occasione, il coinandante in eapo consultasse tutti i gcuerali e parecchi ufficiali superiori ed inferiori., ottenendo. cornc è naturale, rispo!ite molto differenti l'una dall'altra; notiamo I~ cosa, perchè CJ ne.sto consulto sé è vero è caratteristico. Sorvoliamo sulle cause che ~i adducono per spiegare la. risoluzione di ottaccare il nemico. È que;tione molto controversa. fl fatto sta che questa malaugurat.a disposizione, fu presa e che la stessa sera Ml-29 le relative disposizioni furono date e mes$C ad effetto. Le nostre truppe si avanzarono nel terreno montagnoso che lesepa rava dall'acca mpamento nemico per tre strade differenti, su tre colonne ed un a riserva generale che marciava dietro la colonna del centro. La colonna di destra (Da DtJrmida) era cornposta <li sei battaglioni bianchi, tre batterie da montagna ed un battaglione di milizia mobile indigeno. Ln colonna del centro (Arimondi) era composta di ·cinque b:Htaglioni bianch i, un riparto d'indigeni e due batterie. La colonna ai sinistra (Albertone) av,•v:i quattro bauaglioni ind igeni e tre b,,tteric e mezza da montagna. La riserva (E!Ienn) aveva sei ba ttoglioni bi:inchi, un battaglione indigeno e due ba tter·ie a Liro rapido. La partenza ebbe luogo alle!) pom. profittando del chiaro cli luna. Olrbiettivo immediato era l'occ:upnzionc a destra del colle Hebhi Ai-iennc; :1 sinistra <lcl coli~ Ch1dane ~Icret. Questi colli pei qua li passano le due strade 11ua~i parallele, sono separnti da ,ma roccia a picco, il moute Rajo, ma le conrunicazioui sono relativan1ento facili oltre esso, cioè ad ovest. Le prime operazioni si svolsero come era prescrillo; all'alba i colli, trovati sgombri, furon'l occupati quasi contemporaneamente, cd il govcr· natore che si era :,i vanzato lino al colle Rebbi Arienne ne rice,,cvn avviso. Fra uanto alle ore 7 essendosi sentito verso sinistra, oltre il colle Cbidane )fcret, uno sr:hioppettìo piuttosto vivace in direzione di Adua, f11 faua arnuzare di poco la colonna Da Bormida e prendere posizione verso Marian Sciavit11 per ESsere meglio in grado di :ippoggiare la b1·iga t:1 Al bertone e cooperare con essa. Nello stesso tempo fu chiamala la brigata Arimundi sul colle Rebbi Arienne. Poco dopo le ore 7,30 si intese il cannone che 1irava in direzione di Abba Carima ad una distanza dal comando di fo rse 5 chilometri. La colonna di sinistra era im pegnata, ma prima dell'ora stabilita. Infalli un higlietto di A.lbertone poneva subito il governatore al corren tt della situazione col dire che il battaglione TuriIlo, in via lo dal colle in direzione
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'}lrso Adua, si era fortemente i mpegnato e ..:he egli impiegava tutte le 5ue forze per disimpegnarlo. Allora il governatore ordinò alla brigata Ari mondi di coronare, prima coi bersaglieri, poi col Testo, un'altura antistant~ al colle di Ch idaM Meret per sostenere il generale A lbertone, e furono pure fatte avanzare sulla posizione le due batterie :i tiro rapido. Frottanto il comb3llimento continuava sulla cresta verso Adua assai intenso. Le truppe di Albertone avevano im pegnalo il fuoco con grande vivacità, le sue ballerie ful minavano il nemico ; rnu corpi nuovi e numerosissimi si precipitu,·ono su quel lnto, talchè, malgrndo il v:ilore e la perseveranza degli ascari, il generale Albertone fu sopraffallo. Prima di ripiegarsi mandò un altro bigliello chiedendo rinfoni; frattanto rionlinò i suoi ed esegui un co.ntrauacco :i mmirabile, ~econdato dall'artigl ieria. Ma i rinforzi tardavano. La riservo generale per tre colonne in paesi òi mont.agna, era naturalmente impossibilitata di accorrere in sostegno sia di un'ala sia dell'altra, ed immobilizzotn dietro il" centro, finchè il nemico arri vasse fino ad essa. Perciò a fare av:mzare la riserva non ci si è neppu re pensato. L'ordine dato dal governatore alla hdgata Arimondi di coronare coi bersaglieri l'altura antistante al colle Chidane (ordine difficile ad eseguirsi stante la natura del terreno) non bnstando a disimpegnare nè sostenere la brigata Albertone, s'inviò ordine al generale Da Bormida, più avanzato di Arimondi, di appoggiare a sinistra per aiutare esso questa brigata. · Non sappiamo (non lo sa neppure il governatore) se tal ordine sia giunto o non giunto a destinazione ; ad ogni modo era ta1·di. Da Bor· micia appoggiò realmente un poco a sinistra, mn si trovò subito impegnato per conto proprio contro forr.e prepondernnti. Frattanto la brigata Albertone aveva fa tto gli ultimi sforzi; fe rito il generale, morti o feriti quasi tutti i ìi ufficiali ,· gli avanzi della bt'i· gnta, quasi distrutta, si ripiegarono sulla. brigntn Arimondi e dietro loro la fiumana degli Scioani contro In testa tiella colonna in marcia, mentre altre mosse le cadevano sui fianchi dalle ripide ahure. Si disposero alla .meglio alcuni battaglioni dello brigata Arimondi, si fece avanzare il battaglione indigeno del tenente colonnello Galliano ed il battaglione alpino ch'erano iu riserva, ma tulto fu inutile. 1n sostanza il nemico, rotta la sinistra piom~ava sul centro cogliendo le due brigote Arimoncli ed Ellena non preparate al combottimento, quasi
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ammassate ,in una specie di corridoio tra roccie e montagne, nell'impossibi,li tii di dispol'si· pel' una valida resistenza. .I- due ~àuaglioni di bersaglieri, il battàglione alpino, qualche battaglione dei regg. Romero, Nava e Bl'usati riusciti a spiegarsi alla meglio, tennero testa per qualche tempo al nemico che · invadeva da tutte le parti; poi tutto· !'u travolto. Delle batterie della .!Jrigata Arimondi pare che una sola .abbia potuto p1·endere posizione, quelle a tiro rapido che era no 1~ella riserva hanno aperto il fuoco contro il nemico, postate lì dove s1 trovavano, ma con poco fru tto. I nemici, avanzandosi pe1· la strada e scendendo dalle alture, penetravano audacemeh?e-nelle nostre file, sparando sugli ufficiali. La misch ia in questa stretta fu aspra è ditlì~ile e la ritirata non potè procedere con ca]ma. Il generale Arirnondi, mentre tentava di ordinarla cadde ferito e s'ignora ancora se sia prigioniero o morto. Una parte della truppa coi colonnelli Drusati e Stevani volse verso Mai-Haine, altri col. governatore, il generale Ellenil <~i l. colonnello Valenzano marciarono su Adi-Caiè. 'i-
* * E la brigata Da Bormida 'l Tagliata fuori, poichò il nemico aveva sfond,Ho 'il centro, rimase sola sul campo di battaglia e combattè fino a seni, valorosàrnente, eroicamente. :e~·so le . 7 del mattino D a Bormida aveva inviat~ sopra un'altura a. sm1stl'a, forse per sostenere Albertone, il battaglione di · milizia mobile, c~1~ co~1battè più di men' ora qontro forze soverchianti, poi dovette ri tira rsi con gravi perdite ; due battaglioni, inviati di rincalzo, non poterono far fuoco efficace per non colpire i nostri. . Ali ora il generale Ila Brirmida vedendo che grosse torme di nemici s'avanza,.,ano contro lui dalla parte di destra, mosse loro incontro offensivamen~e 1~011 forze spiega.te; le respinse e giunse fin presso ·gli accampamenti d1 Maconnen e d1 Mangascià Atichin. · Per un momento i nostri credettero alla vittoria, ma il nP-rnico sempre ingrossando, Da Bormida ordinò la ritirata in direzione divergente dal cenLro, e l'elTettuò a scaglioni, QOll ritorni off1;msìvi ed attacchi alla b~ion~tta. L'artiglieria aveva sparatn tutti i suoi. colpi, la fanteria qua<;i esaurite le sue munizioni .
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In questa ritii·ata i I generale Da Bormida cadde crivellato cli palle. Il colonnèllo Airaghi, comandante di uno dei reggimenti, ebbe la stessa sorte. Il colonnello Rag~i assunse il comando e condusse la riti11ata fino . a Sauriat, dov,~ respinse un r1ltro a.ttacco di fronte e di fianco, ma quivi dovette lasciare le artiglierie. · In quest' intiera giornata di combattimento la .brigata aveva subito· perdite gravissime; pure verso sera gli avanzi erano ancorn uniti, ordinati, ed' ogni soldato col suo fuci le. Nell'oscurità sembra che una parte abbia smanito la via ; l'altra col colonnello Ragni giunse ad A.di Caiè in cqndizioni relativamente buone.
* "' * Questa fu nel suo complesso la battaglia di Adua·; una bat1<1glia perduta, un disastro ; ma non una dispersione, un maceHo senza combattimento come avevano fatto supporre i primi telegr!!mrni. , Le nostre tru ppe bianche e nere combatterono eroicamente. La hrigat~ Alhertone composta quasf intieran{ente di neri e la brigata Dabormidn composta quasi intierarnente di bianchi, non potevano fore di più. Altrettanto avrebbero fa tto la brigata Ari mond.i e la riserva se non fossero state sorprese e soffocate in un avvallamento p;.i ma di potersi spiega r€:. Non è il valore che ò mancato alla trnppa, ò la direzione. Si aggiunga che assalire un nemico sestuplo per numero, valoroso, bene armato e in ottime posizioni, più.· che ardimento è temeritù; assalirlo con truppe che da più giorni soffri vano per maucanza di viveri e che non potevano giungere sul luogo del. combattimento se non dopo aver marciato tutta la notte per strade di. montagna, in terreno poco conosciuto, (dove uno sviamento, un'anticipazione, un ritardo, sono even-· tualità su cui bisogna contare) attaccare, diciamo, in queste condizioni, più che temerità è pazzia. Pure dicesi che, il piano era ben concepito e che senza l'anticipazione della colonna di sinistra e il ritardo di quella del centro, avrebbe potuto riuscire. Riuscire forse a sfondare il centro nemico; ma poi ? Ad ogni modo, Diq ci liberi da piàni di battaglia che per mezz'ora di anticipazione o di ritardo di una brigata possono darci un disastro. Ma non ò compito nostro trattare delle responsabilità; abbiamo accennato a queste circostanze solo per dimostrar_e come il disastro è
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avvenuto e per concludere che in questa bat.taglia, come nei combattimenti che -l'hanno · preceduta, l'onore deil'esercito, sotto il rapporto del valore, 6 pienamente salvo; non è salva la fama del comando.
Mentre . il generale Baratieri con quindici mila uomini assaliva gli ottanta o cento mila dell'esercito scioano, dieci baua1lioni' di 1;inforzo sbr1rcati a Massaua s'avviavano verso l'altipiano. Un' intiera '·divisione . s' ìmbarcava a Napoli. Il 29 febbraio S. M. recatosi appositamente in quella cittù vi passava in rivistit quattro battaglioni ed una bò:ltteria da montagµa, ultimò scaglione della divisione stessa , che. appunto nella notte dal 29 feb braio al 1° ma.rzo, salpava per l'Africa coi generali Heusch coman.dante di divisione, Gazzu relli e Valles comandanti di brigata. In quest'occastonc il popolo di Napoli faceva al Re ed alle truppe partenti una splendidissima ovazione, cd il Re dopo I~ rivista rivol~eva alle truppe stesse le seguenti parole: << Ufficiali, sottuffieiali e soldati ! . « Ho voluto portarvi io stesso il salu_to della patria, il Mio saluto ·di soldato . .· « La terra ove -vi recate, consacrata dal sangue dei nostri fratelli, non (! più straniera per voi. In essa troverete ancor viva l'eco di nostre vittorie, vivi i ricord·i cli virtù, di valore, di sacrificio. A voi l'emulare ~ gloriosi esempi. « Soldati! Recate ai compagni d.'arme i votf dell'Italia, ehe, nella ,difesa della sua bandiera, ha concordi tutti i suoi figli )> . Ironia della sorte! In quello stesso , momento il generale Baratieri -dava le disposizioni per la fatale marcia notturna su Abba-Ca rima! · E non solo erano -in viaggio grandi rinforzi, ma pure chi doveva sostituire Baratieri nel supremo comando: il generale Baldissera. Egli giunse a :Massaua il -i marzo, assunse il Governo della colonia ed il coni.anelo delle truppe ed all' indomani parti per l'Asmara, dove sua prima cura fu ed ò raccogliere e ordinare i dispersi della battaglia di Adua ed i rinforzi ·man mano che arrivavano. Da Massaua furono spediti ali' Asmara anche le truppe che si trovano a presidio delfa città, la cui eventuale difesa fu assunta dai marinài della squadra con parte <lelle artiglierie, sotto gli ordini dell'amm~raglìo Turi. ;/
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* /( L'arrivo del generale Baldissera ha rialzato il morale di tutti; il l'ior·· -dinamento procede con celerità. Ma la situazione non tralascia ancora . .,di essere grave ma migliora ogni giorno. Fino dalla precedente puntata abbiamo detto che l' Agamè era tutto in rivolta, ehe due capi banda ai nostri servizi si erano ribellatì, che : piccoli combattimenti con essi avevano avuto luogo nella prima quindicina di febbraio. Altri ne avvennero negli ultimi del mese: il 25 il -colonnello Stev3'ni ehe comandava il punto importante di l\lai-Marat, con un buon nucleo di truppe, riuscì in segu ito ad una ricognizione, di venire a contatto colla banda di Sebat forte di mille uomini, l'attaccò e la dispe1·.;e, cagionandole una perdita di circa sessanta morti e un centinaio di ferit.i; da parte nostra abbiamo avuto: bianchi , morti •cinque e feriti dodici; indigeni, morti quattro e feriti sedici.' Questo faUo, aggiunto àd alcuni esempi di ·repressione contro i villaggi insorti aveva ottenuto qualche effe~to e lasciava sperare che presto la rivolta sarebbe sta,ta domata, quando il disastro di Adua le diede nuove, e grande incremento. Carovane di viveri furono saccheggiate, convogli -di feriti e gruppi di dispersi f'trorro attaccati e massacrati. · Adigrat in poco tempo si .trovò circondata da ribelli, quindi· anche da riparti di truppa scioana. Ad' aggravare non poco la siluazione scesero in campo i dervisci dalla' parte di Cassala. Diecimila di costoro scorrazzano nel territorio fra Cassala e l'antico nostro confine. · Tanto Adigrat quanto Cassala sono abbastanza forti, ben munite di artiglieria, ben provviste di munizioni da guerra e difese da guarnigioni sufficienti per numero ed ottime per qualità. Non sappiamo come stieno a munizioni da bocca. È certo (specialmente per Cassala) che possono respingere qualunque attacco · di viva forza. È difficile dire -quanto tempo potrebbero resistere ad un assedio od investimento. · ' li maggiore Prestinad, comandante di Adigrat, autorizzato di abbàridonare 11 forte, ha risposto non essere più in tempo, stante il gran numero di heinici che lo circondano; non potersi d'altronde abbandonare .ilcune centinaia di ammalati ~ di feriti che si trovano rifugiati nel forie stesso; essere quindi risoluto di difendersi fino all'estremo. Crediamo che nella stessa condizione di non poter lasciare il forte e ,percorrere un grande spazio cl.i territorio battuto da migliaia di nemici, si rtrovi il co1nandunte del forte di Cassala. . · · 38 -
ANNO XLI.
NOTIZIE POLI'.{'lCçl- 1,U.LITARl
Questa è la situazione al momento in cui scriviamo. Essa potrà variare· in seguito all'arrivo dei rinforzi. L'intiera divisione Heusch è oramai giunta a Massaua, la maggior . parte di essa è in marcia verso l'altipiano. ·. Fino dal suo arrivo sull'altipiano il generale Baldisserà, pure restringendosi per ora alla difesa del territorio' compreso fra l\lassaua-KerenAs_mara-Amba-S,aganeiti, ha chiesto il rinforzo di .ahri sei battaglioni e s,ei ba~te1?e da monta~n~. Una part~ ~i ~ue~te ~ruppe si ècimbarcata rr Napoli l H. Ora pero, m que6tt ult1m1 g10rm, disposte le truppe ad ordis· nata· e valida difesa, e ricostituiti alcu!li battaglioni indigeni, il Baldissera . stesso rinun.ciò all'invio degl,i ultimi tre battaglioni c tre batte11e. Gli Scioani si avanzano molto lentamente e ci lasciano un tempo pre-· zioso. Le-difficoltà di vettovagliamento sono probabilmente la causa della lqro. lentezza; le . perdite subite nella battaglia di Adua (non meno di _10 mila tra morti e feriti) li rendono guardinghi. , , Il maggiore Salsa fu in.viato a .Menel1k per ottenere di poter seppellire· i morti e raccogliere i feriti; di lui nè della sua rl)issione si hanno ancora notizie pi·ecise, ma pare che qualche cosa abbia ottenuto. Infatti i nostri, .. medici sono pa1etiti per Adiqualà, con permesso di prnseguire il viaggio. Piccoli nuclei di feriti e dispersi arrivano quasi ogni giorno, ma il loro, numero è ancora molto esiguo rispetto alle forze impegnate. Dicesi che· circa. seicento dei nostri siano prigionieri in mano al nemico. · · Mentre scriviamo, si annunziano trattai! ve di pace.
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L'annunzio del disastro d' Adua pose, come abbiamo detto, in lutto, ed in con·vulsioni il paese. Dimostrazioni incomposte,' inconsulte e& an_ripatrioniche, di cui non . vogliamo occuparci, ebbero luogo in varie città. Il 5 marzo si riaprì il Parlamento, com'era stato prestabilito, e il presidente del Consiglio dichia1:& che il Gabinetto ·aveva dato le sue . èlimissio11i, le quali erano staie accettate. . . S. .M. il Re incal'icò l'onorevole generalè senatore Ricotti della cornposi~io.ne di un nuovo Gabinetto. Questi ~bboccaiosi con l'on. Rudinù ·-0 i taliilìto l'accordo sul progmnma pér 'l'Africa, offrì allo ,stesso onO'--
:NOTIZIE POLITlCO-MU,lTARI
5.6 l
· revole Rudinì la prcsidenz~ del Consiglio ch'egli accettò. Dopo questo il nuoTo Gabinetto si trovò costituito il giorno '15 coi seguenti nomi: Presidenza del Consiglio e·Ministero dell'intel'Ilo, onorevole Antonio Di Rudinì. · Guerra, onorevole generale Ce~are Ricptti-Magnani. Marina; onorevole Benedetto Biin. · Esteri, onorevole Onorato Caetani, duca di Sermoneta . Grazia, Giustizia e Cult~, onorevole senatore Diacomo GiuseppeCosta. Finanze, onorevole. Ascanio Branca. Tesoro, onorevole Giuscppr Colombo. Lavori i)llhblici, onorevole Costantino Perazzi. Istruzione pubblica, onorevole Emanuele Gianturco. .Agricoltura., Industria e Coinmereio, onorevole conte FJ'ancesco Guicciardini. Poste e Telegl'afì., onorevole Pietro Cnrmine. Lo· stesso giol'Ilo i nuovi Ministri. prestarono giuramento nelle mani di S. M. il Re. 1 Per il giorno i 7 si riapre il Parlamento ed il nnovo Ministero farà ìe sue dichiarazioni. Romn, 15 matzo 1896.
NOTIZIE MILITA·RI ESTERE SPAGNA.
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Pochi_ mesi dopo lo scoppio della Le spedizioni militari a ·Cuba. insurrezione fu sentito il bisogno di aumentare Ja forza delh èavaU- leria nell' isola. A tale uopo si ordinò, il i8 maggio, che. ciascuno dei iO reggimenti di cavalleria designati dalla sorte, procedesse ad orga nizzare uno squadrone autonomo su 1.20 cavalli, il quale si sarebbe intitola io: Squadrone di .... -(segue nome e �umero del reggimento cor, \ ., rispondente). . Le carabine Ma user ed i. riuadrupedi, avrebbe ciascun Sfftwdrone tro. vato pronti al suo arrivo al!' isola di Cuba. I reggimenti designati dalla sorte, sui 28 dell'arma, furono i se guènti.: Dragoni di Lusitania N. 12. Cacciatori di Villaroùledo N. 23. di Tetrian N. 17. Id. Ussari di Pavia N. 20.' Lanceri del Principe N. 3. Id. di Villaviciosa N. 6. Cacciatori di Alfonso XII N. 2i. di Talavera N. rn. Id. Dragoni di Numanzia N. H. Lancieri rli Spagna N. 7. Compiuta l'organizzazione di questi squadroni di. cavalleria e dati, . . d'accordo con la compagnia Transatlantica, gli ordini opportuni per il loro imbarco, unitamente ad un battaglione di fanteria di marina, pre parato con grande attività del- generale Beronger e ad altri contingenti che unitamente alla cavalleria e alla fanteria di marina costituirono la 4a spedizione, questa partì nei giorni, nei porti e coi vapori indicati dallo specehio seguente:
Quarta spedi..ione a Cuba. ·I • PORTI VA.PO Il I
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RIVISTA DEI PERl0 D1Cl . )lÌ.LlTA RI '.
.{Le fer·rovie strategiche e la r·egione galiziana. - Continuazione. .{l socialismo da cattedra. - Continuazione. .Rivista straniera. - G~rmania - /\.ustria-Ungheria - Stati Uniti ~ Francia - Portogallo - Rom:inia - Russia. - Biblio_qra.f.a.
RIVISTA DEI PERIODICI s MILITARI . Revue
du
·2° fascicolo, febbraio i 89(i. -
génie militaire.
Dist;ib1izione elettrica della luce e della
Revista tecnica de infanteria y ca.balleria.
:N. 4, i5 febbraio -1896. - Le istituzioni m-ilitari i1rSvizzera . .Le spedizioni militari a Cuba. -:- Continuazione. .Sut!IL guerra cubana. - Lei Troclw. ,L'esercito 1:olonia.le delle Filippine. - n soldato indigeno.
. forza a Briançon. É
studio importante del capitano Scttwi,;1Ti1m, del genio franc:e5e, che descrive l'installazione dell'energia elettrica ed il suo funzionamento · nella piazza forte di Brian<;on. Esso' serve d'ammaestramento e guida per quanto non si è fatto ancora, ed è urgente che si faccia, in anal_oghe cond1~ioni locali nelle nostre fortezze di sbarramento, ad esempio a Bardon'ecchia, Borgo . San Dal,. mazzo e Tenda. La forza motrice elettrica, per la piaiza di · Brian,~on, deriva dalla Cerv.eyrette, \a. presa d'acqua e la condottura ne dimostra la grande potenza dinamica. La distribuzione della forza è ottenuta per mezzo di· turbine e di dinamo, acorreoti alternative: ne riescono illuminati tutti gli stabiliment.i militari normalmente occupati nella piazza di Brian<;on ed i forti. Sono perciò sufficenti due 111otori, l'uno di 1.2 cavalli al forte Randouillet, l'altro di 6 ali' Arsenale d'artiglieria. Lo studio è corredato da numerose fotografi!) e da una tavola topografica della piazza di Briançon. 1.1°110
Fortificazioni. - Il regolamento· ted~sco del pioniere in t:a1np,i9na per uso della fiinteria. - .fi'òttifù;iizione carnpale. - Passa99io di corsi d'acqua. - Conclusione. - · La ferrovia del Su~ar~. - Relazione circ<i le 'operazion·i degli zappatori tele,grafisti°ntssi nelPamir nel 1892. Ji'ormul1i di cubatura de Wooltey Estudios militares. ·
N. 3, 5 febbraio J.896. - L'articolo 10° del traitato d'Utrecht. - Commento alla cessioµe: sancita per <yucll\1rtic0lo della piazza di Gibilterra all'Inghilterra.
Revista cientifico militar.
··N. 3, i O febbraio 189(5. - · ll nuovo regolamento d' esercizi ed P,VOluzioni per la cavalleria tedesca,. - l,l ca,·ico del soldato. - L'ospizio Furtado-Heine, donato all'esercito francese. - Particolari sulle comunicazioni del corpo di sped-izione al !llad11r1ascar. JVot~ di un veterano. - Sul problem<i° militare. - Nota prima. , Gli esami d'ammissione e concorso alla stuola di sta.to maggiore in foglfilterrn. - Varietà. Biblioteca militar, fascicolo J:3°. - Vocabolario militare <;cientifico. Lettere AL - AM. · Belgique milita.ire.
:N. l2<J2, . 2 febbraio ·1896. - Condizioni del corpo di stato maggiore. Risposta ad un' articolo pubblicato daìl'lnternationale Revùe iiber die gesammten Armeen und Flotten, di Dresda, sulle · condizioni. d'avanzamento degli ufficiali dello stato . maggiore belgo. - Lo stu9io è firmato, mi ufficiale generale. Vincitore ·ed accusato. - Il sergente De Bruyne. - Patrie. •,Cronac1i· militare. - Cronaca estera.. - Italia. - La promozione per. merito di guerra del tenente-colonnello Galliano. - La Repubblica. Sud-African(1. Transwal. ,Bibl-io_qmfia. - Sa,qgio sul sjstema difensivo del Belgio. - F. Sagaigrieur., -- ll Congo belga. · · · ··
566
R1V !S1'A. DEl PER!ODIC-1 MILITA!!!
Journa.l -des· sciences milita.ires.
Gt nnaio 1.896. - Strate,qùi da combattimento. - L'attacco d'ala. Esempi in campagna aperta. - lena. - Eylau. (- i\lagenta. Champigny. - Saint-Privat. - Esecuzione del hi ovimento avvolgente. - Operazioni a perno fisso. - Pericoli dei movimenti avvolgenti. - Continuazione dell'importante studio del generale L_ewal già iniziato fino dal 1895.· · Osservazioni sommarie cir'ca il combattimento del battaglione. - Della. vulnerabilità relativa delle varie formazioni. :..._ Delle formazion i in gene\·ale. - Combattimento contro la cavalleria. - Allo studio. sono annessi sette diagrammi, relativi alle curve di vulnerabilità delle varie formazioni del battaglione soggetto a tiro di fanteria ed artiglieria. - I diagrammi sono fondati sulle note tabelle del · 1 . maggiore Brognìart. Le :/1·ontiere e piazze foi-ti delle principali (ortezze. Organizzd. zion.e difensiva della Spagna. - Sezione orientale. - Linea dei· Pire.nei oceanici. · 'Studio critico sulle operazioni del 14° corpo d' a1'mata tedesco nei Vosai e, nell(i alta valle delta Sa6ne.-' Ottobre 1870. Preposto un cenno conciso circa la situazione degli eserciti belligera-nti, Fautore, capita.no DE C1ssEr, narra le marce del i4° corpo ·tedesco dal 6al 29 ottobre. 1870, a fine di sboccai·e dai Vosgi nella vallata della Saòne. L' impresa di Epinal, la sua occupazione, il passaggio della zona montagnosa, sono largamente descritti <l.all'autore, che volle aggiungere at testo numerosi schizzi' topografìci. Lo studio avrà seguito. · Risposta all'inchiesta mini-steriale circa il buon impiego militare dei qiuidri,. · .d'istruzione nella fanterio, ed in particòlti1·e dei sottufficiali raffermati. Il generale Alexis Dubois.
Le cavallerie delle armate del Nord e della Sambra e Mosa nelle campagne del 1794-! 790. Seguito dello studio iniziato saltuariamente dal 1891 ·ad oggi. Wùsembour_q-Froeschwiller- Chalons-Sedan- Chatillon-La illalmaison. Studio storico-militare. JmlrMl des Sc'iences Jl,Jilitaire.s. - Febbraio !896.
RIVISTA DEJ PERIODICI MILITARI
56'F
St.rategia d~ combattimento. - La cavalleria prima del combattimento. . -L'esplorazione. - La carica. Il raid. . La campagna del 1818 e le linee interne. - Uno studio analogo e pro- fondo, di questi giorni, fu pubblicato nel Jarbiicher N. 292. L'armata. coloniale e la colonizzazione. Del reclutamento re.9ionctlé degli u.fficiali. Studio crit,ico delle operazioni del 14° cor'J)O d'armata tedesco nei Vosgi e nell'alta valle detla Sa-0ne. - Shocco nella valle della Saòne. Attorno Vesoul. - La marcia su Besançon ed i combattimenti: sull'Ognon. - Continua. W i ssembourg-Froeschwiller-Sedan. Le operazioni militari sulla frontiera della Savoia e dell'Alto Delfinato · · nel xvm secolo. - Guerre per la successione di Spagna. - Campagna del 1709 .. Il maresciallo Villars non era fortunato a capo del suo esercito delle · Alpi - nella campagna del i 708 erano cadute le ultime piazze che i francesi ritenevano ancora oltre il crine al1)ino - e perciò fu surrògato nel comando dal maresciallo Berwick. La missione del nuovo comanda1nte potea dirsi delle più difficili. Dopo una serie di sfortunate campagne per le armi francesi, questt...,, aveano 'perduto, fra il !706 eJ il 1708, le cittadelle di Perosa Argentina, di Exilles e di Fenestrelle: l'antica frontiera era sguarnita e gli austro-piemontesi poteano lib.eramente sboccare & Briançon. Il ma- resciallo Berwick volle qui fissare il perno della sua difesa e la base delle sue navettes. li concetto di questo piano è poi diventato classico. Esso è caratterizzato dalla scelta di una forte posizione centrale, dove it· maresciallo accumulava « un réservoir à troupes » e d'onde ricavava i. mezzi necessari per rinf~rzare i _punti più n~inacciati dell~ linea. n, pun\o d'appoggio centrale fu Briançon, la linea di manovra la iitrada del passo <lei Galibier, prolungata dalla strada dell'alta valle della Duranza e poscia ancora pei colli de Vars, a Tournoux. L'importanza, che as,\unse allora il colle di G1tlibier parve una rivelazione. Su questa,. linea furono disposte le truppe, 84 b:it.taglioni e 16 squadroni; fortificata I a piazza di Briançon, suì ponti della Clairée e della Duranza-Dora. E le · operazioni ebbero subito principio. Furono le ricognizioni' offensive del colonnello Béranger al Piccolo San Bernardo_, che prece~ettcro l' inva--. sione della Savoja. Frattanto, gli austro-piemontesi operavano una diversione su Briançon; ma furono ributtati negli altipiani di San Sicario. 1o studio avrà seguito nei prossimi fascicoli. Ne è autore il capitano,~ Valot.. ·
RIVISTA DEI t'EfU O DICI MI LlTARI
Revue du Cercle militaire.
.N. 8, 22 febhn1io 1896. - La settimana militare . Boeri 1?d Uitlandel'i. La carnpci,qna al Dahomey; compito e -valo1'11 militare de_qli H uoimaJ.
L·a,:a11zame11to ed il nuovo regolamento austriaco del 29 dicembre 1895. Continuazione. - L'avanza mento in tempo dipace. - Disposizioni relative alle tru ppe. - xvarrzamento al grado di cadetto ·supplentcurnciale. - L'arÒnzamento degli ufficiali. - Avanzarnento·n~i gradi d'ufficiale superiore e generale. ,la Sc110/a superiore navale. - f $0/tu{ficiali rnlle1•11u,ti. - ]_/1 SC'IIQla po/itecnica 1niUtcire . .l'ì. 9, 2ft febbraio 1896. -'- La .~eftimana milital'e. L' opinio11e del ge.;1erale Dra_gomirof wl soldato francese . È l'estratto di un articolo pubhlicato dal celebre generale russò. nel .flazviMtch:ik del febbraio scorso .
.La seconda campa,q11a del JJahomey; compilo e t•alore militare de,qli Haoussus. Boeri ed Uitlanderi. - Continuazione. 1C1·011aco. francese. Cronaca estera.
569
ftl f lSTA DEI PERIODICI MI LITARI
Revue milita.ire de I'Etra.nger.
l'i. 818, gennaio 1896. - L'artiglieria da campag,ui net co111batti111et1to, in Ge,.mania ed in Austria. - Cc,n una carta. I cavi sottomarini. - Continuazione. Il nuovo 1·cgolamento di manovre per l,i ca,valleria tedesca. Notizie militari. - Austria-Ungheria. - 9erma11ù1. - Rumenia. Russùt. Kongl-Krigsvetenskaps Akademiens Ha,ndligar och Tidskrif't.
;;o fascicolo, J'ehbràio '1896. - L'.as.se,lio di Vei-llai· Vei. - Continuazione degli avvenimenti militari marittimi, fra il 1°ed il14 febbraio 1895.
Le fonti cui attinse lo scrittore non sono affatto nuove ; quindi lo studio è piuttosto una ricompilazione ~he un lavoro originale. Vi sono · an'nessi due piani topografici, l'uno degli attacchi torpedinieri del 5 febbraio, l'altro di quelli del giorno success\ vo. Dello s·vol9imento del combattimento odierno. ' Devesi aumentare la forza 7 Bibbliografia e recensioni. - La seconda guerrn di Slesia nel 17M,-174!S. 1
Voennii Sbornik.
.N. 2, fobbra io 18UH. -· l e opcrazion:i delln. cavalle.ria russa in 1'r a11sca1icasia durante lii guerra nisso·turca. deU877·1878. Operazioni del generale Loris dleliko(, sull'aprile 1877, con tavole topografiche del combattimento di Dajar e delle posizi~ni di Zivin, a ,cavallo del torrente Cltanì. La stampa militare russa continua così attivamente ad occu parsi della grande guerr:i, fo1·mando prezioso com· ,mento all'opera dello stato maggiore. .-Sulle vcf.l'ia11ti del re_qolamento <l'ese.rcizi cd evoluzioni per {(I fan teria. Continunione. Sall'importa,nzci dei movimenti di 111a11.e_qgio delle armi. Del 1111ovo reyol.amento s1il servizio in gu,e1Ta dell'esercito france.ie. Il postn del!' artiglieria fra le altre armi. .iincora Uel/a, questioni! dd riordinamento delle tr·upp,, del genio <!,a fort1:n 1i.. Il pMso,9,9io di Sipka. - Operazioni dell'artiglieria nel pas,aggio di Sipku.. ,Bibliografia. - Noti:ìe militari nme e slrn111erP.
Al presente fascicolo ·va annesso un supplemento, contenente rindice ·delle .materie e degli articoli pubblicati nel periodico svedese ùur:i.nte l'anno 1895. Romania Militar&.
.N. 59, fe bbraio 1.896. -
Tt pro9etto di le.'J!JC suU' avnnzamento nel-
l'esercito. Premessi alcuni cenni circa il valore di una legge d'avanzamento nell'esercito, l'autore, esamina i pregi della legge del •1874:, con le suc-cessive modificazioni del 1880-i893. Espone quindi il nuovo progetto ministeriale, commentandone. partitamente gli articoli . Conclude sulla necessità d'andar cauti nelle radicali rifo rme, in materia di interesse cosi alto ed elevato per qualunque esercito. L'l t:ilia, -aggiunge l'articolista, osserva ancora la sua vecch ia legge ciel 1853.
57Q
RIVI81'A DEI PERIODICI MILITARI
· RIVISTA DEI PERIODICI MILITAR!
571
N. '13, 12 febbraio !896. - Le batterie ca111;palinetl'cwvenire dovt·amw essere formate su sei o su cinque cannoni? ll ,9enerale barone di Kottwitz alici battaglia dì Loigny.
La nostra èavalleria. Cormnenti al re,qola.mént,> per la fanteria. - [I regòlamento tattico Necessità ed utilità di un commento. Rivistà militare e politica,. - La questione d'Oriente.
· Schiarimento e comment.o ad· un importante studio del maggiore Kunz, sulla stessa battaglia, e sulla parte presa vi dal generale di Kottwitz.
Armi e progresso.
I sottuffic-ìali nell'esercito fmncese.
N. ·B, gennaio 1896. - Del nuovo periodico militare; largamente si parla in altro luogo di questa Rivista . ") Il nostro programma. - Lo spirito moderno delle istituzioni militari, - Compito sociale dell'ufficiale '-- 'Esercito e Paese, Lo spi:rito moderno delle istituzioni militari. L'Albo delle 11iedaf1lia d'oro al valor miliuwe. Jl..XX settembre I 895 e l'esercito. Per l'uniforme degli ufficiati in congedo. L'artiglieria di Menelik. - Con una fotografia. Commemora,zione ·del maggiore Pietro To.~elli al Circolo militiin: d-i · Ronut. Il tiro a se,qno - Note e r«censioni - La, brigata (treo.stieri - Tor di Qitinto. '
N. 14, lo febbraio 1896. - .L'istruzione sul tiro, stttdio ,applicato al mat~riale da ,:,ampagna tedesco. . Sut nuovo re,qolamento d' avanzaniento netl'esercito austro-un,qarico. N. H.i, 19 febbraio 1896. -It generale cli fanteria Meerscheies-Hullessl!'m. ll valore delle tmppe addette ai la.vori ferroviari in guerra,. ' It ser:vizio invernale della cavallerici francese. · L'esercito e la marina imperiale russa nell'anno 1896. N. 16, 22 febbraio 1896. -
Risposta ai critici dello stttdio circo. ·i mezzi d'ist1'uzio1w dell' arti,qlieria stil servizio in guerra. · Supplemento lettel'ario 111;ilitare. - ,' N. 2, febbraio 1896.
Spectateur milita.ire. Rivista mensile d~l Club alpino-italian.o.
·Fasci,:olo 130, Hi febbraio '1896. sionaria.
N. 2, febbraio ,1896. - Nei monti di Li·vigno., JJue mwve vie al Boucier. C1·onaca alpina. - Gite ed ascensioni - Ascensioni principali com-pi.ute durante l'anno 1894 - Gruppo delle Pale- Dolomiti · di Gardena - Dolomiti di Prags ed Ampezzo - Alpi Friulane - Alpi Giulie- Ascensioni di soci - Ascensioni invernali ·_ Escursioni sezionali - Sezione di Roma. Biblioyrafia alpina.
Il compilo della cavalleria div-i,-
Commento al capo 4° del regolamento sul servmo in guerra, dove si .assegnano i compili del riparto di cavalleria aggregato alla divisione, cioè quello dell'immediata protezione delle tl'Uppe. Lo studio è del colonnello C11HJELn . .
Vistrnzione sul tiro secondo il mwvo regolamento. - Istrnzione preparatoria. - Stima delle distanze. - Tiri d'istruzione individuali.. Istruzione del tiratore per il combattimen\o. - Norme per la condotta dei fuochi. Il rapporto di 1V. Cavaignac e le sue conseguenze. - Continuazi0ne.
Militar-Wochenblatt.
N. :i.2, 8 febh1:aio 1896. - Scopi e compiti del servizio sanitario fJ'l'e.?so 9/.i eserciti. Circ<i il rapporto annuale del segretario della g·uerra e ·marina de.gli Stati Uniti d'America. Notizie e ,;ronaca. A11cora dt:gli obici tfa campa_qna francesi.
L'articolista si diffonde sulla questione molto complessa del decentramento in materia d'amministrazione militare:
Decora.:sion·i, croci e medaglie.·- Continuazione: Cronaca ~ella 1uindicina. - Il monumento di Chatou_
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RIVIST.'I. nEl PERIO :J! Cl MIL!T \ !ll
572
RIVISTA .DEI PERlODICl MI LITARI
Revue milita.ire de l'étra.nger.
N. 819, febb1·aio !896. - r~·artiglieria da campagnci nel combattimento in Germania ed Austri<i-Ungheria. - Continuazione e fine. - Proceclime;ti tattici. - Presa dì posizione. - Sicurezza dell'artiglieria. - Sco1·te. ,_ Concentramento dei fuochi e 1·opidità di tiro. - Ri fornimento delle munizioni e del personale. . Spagnti e l'insurrezione Cttbana. - Con una carta dell' isola. • J' cavi sottm,wrini. - Continuazione e fine. - Parte storica. - Notizie tecniche sui cavi sottomarini. <; Esercizi di passa,q_qio di corsi ,l'acqua compiuti duil<L cavalleria austriarti rwll'anno -/895. - Le manovre speciali di cavalleria nei dintorni di Buda-Pesth. - Il passaggio della Theiss a Zenta.
La
Bollettino bibliografico milita.re.
573-
.1./escrimc da ns les u1,ivc1·sités allcmrmdes. - L. c. . E, ... 11 Rou x. - Bau-doin editore, L . iO. Waterloo. - A narratiwi und a criticism . - By. E. L. S. HonsrsuaoH. London, )J elhuen. · Un,le,· ye11eml v. der T,mn. - Fcldzugserinnerung 1870-7'1 von haupr Hur.o An~Ato. (Volume primo). - Dalla dichiara1.ionc della guerra, al primo combauimento di Orl«!ans (H ottobri! i 870). - .M iinchen-Becksche, t 8!)U, 2,:'iO M. Attaqne tt dé/ènse des pluces, par le rnajo1· d'(itat.-major L1 EBRECIIT et le lieutenant adjom c1·,;1at-rnajor CABRA. - Bri',ssel, 1896. - Gustavo Deprez, edito1·e. Lr .Maroc i11con111i. - AucusTO M o 1J1.1&n.-1.~. Essai sur la tactiq·u. - Exercices su r la cnrte. Discussione e soluzione fi i H, temi di tattica, preposti ai candidati all'esame d'ammissione alla ~cuoia di guerra di Parigi. - Baucloin, editore, L. :1,00. Ré,qleme11/ s111· les mm1oe11.vres de la, cavalel'ie allemande. Traduzione fran-cese det capitano Sn,v°ssTRE. - Paris, Lariiuzellc, 180G, I.. 2.
Jou.nial illusfré de la ca,m.pag,w de Russie. - Faher du l<'au r.
Ancl1e l'editore Berger-Levrault, ne ha cu1·ata un'alt ra edi1.ione, nitida , ed elegan1issima, al medesimo prezzo.
L'originalit.à di questo libro sta nei disegni eseguiti' giornalme~te dall'autore, uffìciale d'artiglierin della 25n divisione. Armando Dayot ne h:i dettata la prefazione. - Libl'ciirie Flmmnar-ion. L . 12.
Choses politique rl'Eg,r1pte. -
L'Imperatrice loséphine. -
loseph Turquan.
Questo· libro è ir proseguimento alla Générale Bonaparte, pubhlicnto quattro mesi or sono dallo stesso autore.
llécréatio11s mathématiques. ·- Edua rd Lucas. De l'ùiit.iutive des chefs en .çous-ordre à la ,9ue1·1·11. de Voyde.
O TTA\' 10
Bon&r.1,1.
Raccolta d'articoli pubblicati nel Bosphore Bgyptim. - Per l'autore,. l'Egitto degli egiziani significa il Nilo; per gl'inglesi il canale di Suez. - . Pari~, Flammarion, r.... fi. De fa pttissnnce Jes feu:iJ. -
G,:néral
S t.H~KF.•JA NS -
Haudoin, ed itore.
L. 2,~0. ¼896. Tencnte-genei:ale
La traduzione dnl russo ~del <"apitano Richert. - .Ch. Lavauzelle. L. ·1.
Almanach Animuil'e de l'A rmée [lr1wça:ise poul' 1896. - Ch. Lavauzelle. L L
1lfitthei:lung des K. 1md K. K1·iegs Archivs. Neu Folge. IX. fùnf Tafoln und einem Koertchen. - Wien-Se~dcl.
Band mi-
Buona parte del volume comprende il notevole studio del colonnel!o Hausen blas con il titolo: Oesterreich ùn Kriege gegen d:ie franzosische lieMlution 1792. Vi sono compresi due altri studi swico-militari su Federico [( e sull'amministrazione austriaca in Baviera dal :174,3 a-11745:
r vari titoli dei capitoli di questo volume: Il reggimento - Il corpo,l'armata - L'atmata - La batta,qlia, - ecc.; non sono altro che il proemio di un'ipotesi d'attacco di un'armata tedesca contro la frontiera nu1'èFest della Francia. Allocution et proclamation militaires <k Napoléon. - Flammarion, L. 4. Paris, 1896.
GeoRGES BARR.U,._
'L'autore, ben noto pe1· il suo libro L'Epopée de 1Vatel'l110, ha raccolto in questo volumetto una completa serie di discorsi militari di Na-poleone I, Yalendosi, in ispecial maniera, delle opere del Tltiers e del Chanas.
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RIVISTA DEI PERIODICI ll ILITA'lU
Les premiers combats de 18,J 4. - Prologue de la campagne de France <lans )es Vosges. FELIX Bo uv1ER. - L. Cerf,• editore. Paris, i896. L. ~,oO. L'opera è adorna di un ritratto del maresciallo Victor e d3 un3 tavola topografica dd Cassini. : De la crypto,graphie. Paris, ·1896.
VALER IO,
capitaine d'artil!erie. -
Baudoìn,
Roma, IO mim:o 1896. E. B. ,
..
Per la Direzione . Lonovrco CrsoTTI
., ,
DEMARCHI CARLO,
gerente.