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ANNO XXXX
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ITALIANA TOMO I
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ROMA
VOGHERA
ENRICO
TlPOGRA FO-EOITORB
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t' HlM~NTAlfON~ DEL POPOLOE Dn
~OLOATO
r. . A cura della benemerita S ocietà austriaca per la diffudelle scienze agricole fu aperta in Vienua il 20 mag~~(J p. p. una Esposizione internazionale di nut1·izione. geilltiLO
litfl'ttle, sussisten.ze m ilitari, salvataggio e mezzi di comuni,,,, ;ione. Scopo dell'esposizione era essenzialmente di pre-
,.,mt,n.r e, come in un grande quadro, comparativo l'alimendelle masse popolari e del soldato negli Stati più uivi li, uonchè i mezzi più opportuni, economici' e spedit i plll' la preparazione e conservazione degli alimenti di uso i111mnne. t1:8sposizione fu fatta nella grande Rotonda di quel Pra,,,,. che è tanta p<trte n ella v ita festaiuola ~el buon popolo \' Ìounese. Oonfortata daWappoggio morale del Governo, affidata, p11r la ·parte economica, alle sole proprie forze, l'impresa p111'1 rlirsi riuscita; e l'imperatore, inaugurando personallllonte l 'esp ?sizioné, potè giustamente congratularsene col !!:;'i;~-==== ttOm.itato esecutivo, in cui erano egregiamente rappresenl,rl\,11 l'aristocrazia viennese, il ceto industriale e l'esercito. LM~ione
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le industrie private militari all'Esposizione. - Delle cinque !111~ ion i
in cui era divisa l'es posizione, la seconda aveva · esclusivamente. militare, e come tale era presie.::.
t~ll.l't\btere
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L'ALUIBNTAZIONE DEL POPOLO E DEL SOLDATO
duta da un maggior generale (Von Hagendorf) coadiuvato da altri ufficiali superiori ed inferiori d ell'esercito austroungariCo. In questa sezione erano esposte le derrate alimentari pel soldato in pace e in guerra, il "vestiario e i materiali di equipaggiamento e di attendamento. La sezione riuscì un vero trionfo dell'industria privata. austro-ungarica, quella industria privata-t che alla fortunata. amministrazione militare della Monarchia è validissimo aiuto e ragione di tanti risparmi. Non meno di quaranta grandi case, oltre le minori, presentarono i prodotti e g li oggetti manufatti che esse forniscono all'eser cito: carne in conserva. e giberne, f uuili o scarpe, selle e marmitte, bossoli da cartucce e kopy, stoile e v elocipecl i, qu asi t utti insomma i materiali occorrenti per far v iver e o combattere un esercito. Fra le grandi uase fornitrici dell'esercito a ustro-ungarico è una assidua gara a chi sa produrre di più e meglio e più a buon mercato. Non una si presentò all'Esposizione sen za. oU'r ire qualch e cosa di nuovo, di più semplice, di più perfetto in confronto del materiale finora in uso e fìnora. somministrato. La gara era sopratutto evidente, fin n el lusso dei uhioschi e delle vetrine, fra gli industriali delle due grandi parti della Monarchia, l'Austria e l'Ungheria. Specialmente f ra questi la lotta è uontinua e vivissima ; e per molti prodo t ti l'industria ungher ese, quantunque arrivata più tardi, è chiaro .che tiene ornai testa, con molto vigore, all'au~triaca. Intanto ciò che occorre alla landwehr ungherese (honveds} pa.re che già si fabbrichi tutto, o quasi Lutto, al di là. della. L eitha. Di quà ci sono forse più capitali-, più esperienza, più solidità e larghezza di impianti; di là più energia, più coraggio e tutta la fierezza del g iovane uhe v uol bastare a. sè stesso. I paesi minori della Monarchia, s i affermarono solo timidamente in questo concorso: 'l'rieste però f u splendidamente rappresentata dai provveditori della marina militare. Le indu strie militari estere, salvo le mostre di carattere ufficiale, sono quasi completamente mancate al convegno.
L'ALIMENTAZIONB DF.f, .POPOLO E DEL SOLD.>.TO
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IIL Fabbricazione del pane da m11nizione. - Nella sezione miliLMo ebbero molta parte - e sen~a dubbio la più import,a nto - la fabbricazione del pane da munizione e la prepn.ra!l:ione dei viveri di r iserva. J n una vasta zona di parco annessa alla Rotonda furono impi~mtati molti forni, di ferro e in muratura, fra cui i Ioni i da campo, da montagna e di riserva dell' esercito auiil.ro-ungarico. A far fum:ionare questi forni era stato comandato per11onal e delle sussistenze militari: il pane era distrib uito alle Lruppe del presidio di Vienna. . . . Il forno da campo austro-ungarico è molto n oto, ed ama lo si può dire oramai il p iù generalmente adottato negli eser citi d'Europa. La Caaa Peyer di Vienna, ch e lo fabbrica, ha og~i un posto eminente nel campo della industri~ metallurgiC'.a, e l'Alberto Peyer, fìglio d ell'inventore d!:\1 Corni, continua con molta attività. e fortuna l'eseruizio dell'industria paterna. La caratteristica ed il pregio e:;s~:~n~iale del forno Peyer Mnsiste non tanto n ella. spedite:tza ·d'impianto, che è veramente grandissima, quanto nella leggerezza e solidità ~ell~ volta e nella sua singolare resistenza a 'luelle d eformaziOm , che in una semplice · volta di lamiera può facilmente produrre una temperatura di .200" a 300'' centigradi. La vOlta ondulata fu una felice novità, una vera trovata, tanto più che l'ondulazione della volta, aumentandone la superficie di irradiamento, le aggiunge poten za calorifera. Il Peyer ha applicata la s ua volta. ondulata tanto ai forni da campo, quanto a quelli da montagna e di riserva. . . Forni da montagna (Peyer). - La Francia, che per 1 form da campo si è attenuta al tipo Génest e (carri-forni), nella costruzione dei forni da montagna (fours-démontables) ha imitato il sistema Peyer. Anuhe in Francia si è fabbricato un forno consistente in nna volta di ferro cilindrica, divisa
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L'A LIIIE.NTAZIONE I> EL l'OPOI.O E DEr. SOLDATO
normalmente all'asse in parecchie sezioni tutte d'un pezzo; m a non si è voluto o potuto adottare la volta Peyor, · e còsì si P- ricorso alla volta doppia, introducendo nell'interspazio una materia coibente, probabilmente amianto in filaccia; ma ne rimase rilevantemente aumentato il peso del forno, e vi è a temere che non possa resistere alle deformazioni la lamiera interna, vale a dire quell't che è a immediato contatto col fuoco. Il forno da montagna P eyer, come tutti i forni da montagna in generale, ha poca capacit.1.: sul pavimento non si possono adagiare più di 32 p~mi da munizione (64 razioni), il che permetterebbe in 24 o ro una produzione di appena 750 razioni circa (12 fornat,o). Auche qui però il Peyer ebbe una buona ~spirazione annettcnrl o a l torno 32 truogoli ossia scatole di lami('.ra rottangola.ri, ttperto superiormente e un pò svasate, in ciascuna delln qnali si possono introdurre, uno sull'altro, due pani iu pni!ta (·1: ra:.:ioni). Così si infornano, inveue di 32 pani , 32 t rnogoli con entro 64 pani, ossia si raddoppia la produ:~. iono del forno. Ver o b che il ripiego twn sarebbe arlottabile .qualora i pani da m ettor·e 110i truogoli fossero di nn impasto molle e u on molto hLvomto; quai 'P. 1111Allo del rwstro pane da munizione; ma è a!Lresi da notarn che l'impiegare un pò meno d'acqua nell'impastamento sarà sempre tanto di guadagnato per la conservabilità. e la nntritività (a peso uguale) del pane. n lavoro di manipola:;;o;ione della pasta si renderà più. · faticoso, ma sarà sempre fi:tCile in campagna trovare nei reggimenti soccorso di r obuste braccia per condurre a termine l'oper a dei panattieri. . Forni di riserva (Peyer ). - Il forno di r isen;a esposto dal Pe.yer è destinato allo stesso uso dei nostri .forni da uampo in muratura mod ello 1865. Ì!; a due piani, e uostrutto parte in muratura e parte in f~rro. Di mm·attua sono i fianchi, di lamiera ondulata le volte: sopra si getta come corpo coibente la terra scavata per formare la buca dell'infornatore. Ad impiantare questi forn i bastano 24 ore: costano poco, e f unzionane. egregiamente.
L'ALUIEN'rAZIONE DEL pOPOLO B DEL SOLDATO
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l forni di riserva provvisti all'esercito austro-ungarico, pii t' il servizio dei fo rti sono ,lunghi metri 3,10, larghi m. l, 14, e procVteOito 3(X)() r a:r.ioni al giorno. La parte metall iut~. pesa 800 chilogrammi. (,~'amministrazione militare austro-ungarica possied~ oggi lROO forni Peycr , 232 la svizzera, 700 la ger~anica. Sono pnre stati adottati in Serb,ia, Rumauia, Spagna e Russia. Il nostro Ministero della guerra ha testè acquistato dal P~yer un forno da· montagna, col quale si vanno ora fact'ndo esperimenti presso i l panificio di Torino. Forni Mulaczek . - Altro espositor e di forni è il Mulaozek, il fJUale ha adattato ad uso militare un forno aerotermo già da molti anni usato in Austria e Germania. per la pa.nifica.zione privata. È un forno a due piani, con fornello posteriore e pav imento mobile. Due di questi forni, recentemente costrutti nei panifici militari di Cracovia e di Vienna, hanno fatta ottima prova sia per la perfezione di cottura s ia por ·Ja rilevante economia di combustibile. Specialmente per quest'ultima ragi.one il forno Mulaczek è, a. quanto pare, destinato a sostituire a poco a poco nei. panifici militari a·,stro-ungarici tutti gli al tri - numerosi - tipi di forni urdinari in muratura. Forni Doherschinski. · L a casa Doberschinsb di Breslau ha presentati i modelli dei suoi forni ad acqua calda e a due piani. In q uesta esposizione di Vienna il forno a due piani si è affermato ancora uua volta uome il forna dell'avvenire cosl per la panifìcazione militare come per la civile. Finora p erò il forno a due piani ha presentato l'incon veni'ente di non permett,ere l'infornamento e sfornamento contemporaneo nei due piani, il che, trattandosi di forno a fuoco indiretto e a produzione continua è difetto abbastanza g rave, e tende a far sparire in parte l'economia di combustibi le derivante itall 'essere il forno a due piani . La casa Doberschinski ha avuta la buona idea di rimediare . all'inconveniente spostando m1 poco a destra la booca del piano superiore. Nei forni Dober:~chinski vuol essere notato il sistema di
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L'ALIMENTAZIONE DEL POPOI.O E DEL SOLDATO
chiusura, che è quasi identica al modello Broechi adottato in qualche nostro panificio militare. Carri-forni. - All'Esposizione di Vienna non mancarono i Carri-forni da campagna. Nulla però di nuovo, tranne l'adozione del pavimento mobile in un carro-forno a. riscald~mento indiretto presentato dall' ingegnere ~oringer. Apphcato con un congegno molto semplice e pratico, è inutilè dire come ne resti agevole ed aLl"rettato il lavoro dell'infornatore, ed aumentata così la produzione complessiva nelle . 24 ore. Però, nel suo insieme, n eppure I"J uesto forno presenta un progresso veramente notevole in confronto dei carri-forni già conosciuti. È a un piano solo, contiene soltanto 84 razioni, e pesa, con ruote di leguo, t5 quintali.
L'ALUIENTAZIONE DEL POPOJ.O E DRL SOLDATO
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"omp. furono adoperate - con' buon esito - dagli operai militari delle sussistenze. Nell'esercito austro-uno-arico all'_,~l~tioo ')lane di durata (Dauer·brot), che è stato a.b~lito, pare ~~ mtenda ora sostituire il pane compresso. L a galletta che fino a qualche anno fa era in. quell'esercito fabbricata a mano, ora la ,si impasta e si taglia a macchina come nei nostri panifici. Una galletta, tipo prussiano, in piccoli::~sime tavolette rettangolari ha fatta la sua comparsa all'Esposizione nelle vetrino del signor T...odovico :B,romm di Dresda. A detta dell'espositore era fabbricata da tre anni. Aveva gusto assai g radevole ed era b enissimo conservata. Non si può ritenere però, che un prodotto simile e per il lavoro di fabbricazione che esige, e per il volume in r agione del peso si presti ad una fabbricazion e e t rasporto in q1tantità ingentissime, quali sono richieste dagli eserciti moderni.
IV. Molini. - Pochissimi furono o.l P rator gLi o~po~itori di molini e di macchine in genere per la pulitura dei g·r ani ed abburattamento delle farine. La easa Ganz e Comp. di .Huda-Pest fece un elegante imp1anto di molino a cilindri, che per ò altro lfon offriva di speciale, se non la semplicità di costru;>:ione dell'edificio - tutto in legno la bella disposizione di parti ed il motore elettrico, che faceva agire le macine e tutti gli accessori del molino. Galletta e pane compresso. - Macchine con motore elettrico erano anche quelle per la fabbricazione della galletta e del pane compresso esposte dalla Ditta Htirde e Comp. di Vienna. La produzione del pane compresso, quan tunque fosse quasi uua novità, non giustificò punto il seg r eto, con cui per par ecchi anni lo circondarono i diversi inventori. Lo si impasta e si taglia press'a poco come la galletta: è alqu.an.to pip lievitato: si fa cuocere in forme di lamiera. Durante l'Èsposizione le macchine della Ditta Horde e
v. Carni in conserva. -- L e derrate alimentari iu conser va ad _uso dell'esercito che ebbero maggior numero di espositon nel~sezione militare furono carni, zuppe di legumi, caffè e foraggi. Poco interessante per noi J'esposizione di carni e di zuppe. L~ grandi fabbriche austriache ed ungh~resi presentarono l~ cmque qualità di carne in conserva adottate per l'eserc~~o co.mune dell~ Monarchia, fra queste il g'ulasch, specie dt ragu con papnka., che , quando è preparato con carne fi·esca, è, a quanto pare, il piatto preferito del soldato austro- ungarico. Il sistema di sterilizzazione e di chiusura è identico a quello tenuto nel n ostro stabilimento di Casaralta: uguale la forma delle scatolette, poco superiÒre il peso. Zuppe in conserva. - G randissima la varietà di ~uppe in conserva. Per la maggior parte sono farine di legumi 0 di cereali cotte al forno, con sale, grasso o qualche arom~, e
L' .ALUJENT.AZIONE UEL rop('LO K Dt;;l, SOLDATO
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L'ALIMENTAZIONE I>EL POPOLO E DEL SOLDATO
formate in pacchetti fortemente ~mpressi e ravvolti in carta- · pergamena. Queste minestre non hanno p iù nulla a che fare col disgustoso el·bswtwsl prussiano de~ 1870. c_on _un pò d'acqua bollente si hn. in dieci minuta un nutrtente e gustoso brodo con pw·ée. . La di t-fusione che CJUesto genere d i alimento ha orna t . trovata. non solo prc:-;:-;o tutti gli eserciti e le ma~·ine estere ma anche 1w lle cu cine de i pri va.ti, ha dato v1ta pure in A,nstrin.-Unghet·ia a. grandi impia11tÌ. industriali, che ~e ramente mal Hi r~gge robhero colle f!ole provviste all'es~rmt~ in tempo cl i paCL', mn che possono considerarsi q_u_ah v~n stabilime 1tti ùi risct· vu pr r l' am ministra.:.~ ione - m1htare m caso cl i gu erro.. P res;;;o di noi lo :.>:nppo in consorva, massime quelle _preparate con farine cl i corea!i, pot.rebbero forse utilizzar::n n~l servi:.~io sanitario di campagtHl.; ma in un paese come 1l nostro; che cosi largamente produce ed usa quell'ottimo_ alimeuLo ulre è la pasta, è da ritenersi. cht~ la_ zupp_a .dt fa~ rinacei non potrà mai, :-56 non per ragwne dt van età. o d1 necessità. speciali, preudeme il posto. . Se noi voles,;ìmo in campagna far trasportare rp.mestra Ji riserva nello zaiuo del ~oldaLo, i.l meglio sarebbe forse adotLare l'idea del sig . Giuseppe Gregori di Bolzano, il quale espose certi ~uoi sacch etti.ni di pa.s~ minut~, c~nte nenti ciascuno due ra.zioui di 100 grammt, e. destma.tt appunto ad esser portati dal soldato come alimento di ~iserva . . E d iuvero, tranne il formaggio, non v'ha forse ahmento, neppure la galletta, neppure la carne, _che in . minor peso della pasLa contenga maggio1·e e mogho combmata quantità di principi nutritivi. In Francia. in Au::;tria, in Uermania il soldato porta nello zaino colla carne in consena e la galletta ·anche la conser va di zuppa o minestra ' di legumi. A completare con una minestra quals1asi la razione di riserva portata dal nostro soldato noi non si è ancora provveduto. Eppure com~ ebbi già a far notare m altro articolo di questa ste::;sa R1-
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vista (1) il soldato italiano .non si può veramente dire sopmccarico di viveri di riserva. E sso non ne porta che 1280 grammi (800 di galletta, 440 di carne e 40 di sale), che devono bastare per la sussistenza di due giorni. Il soldato francese porta pur esso d ue giornate di viveri di riserva ma assai più abbondanti (complessivamente grammi 2200) il germanico presentemente ha tre gi ornate (grammi 2100), l'austro- ungarico tre giornate anch'esso di viveri eli riserva e una giornata di viveri ordinari ::;enza carne (gr·ammi 2B40). Aggiungendo 200 grammi di pasta. ai viveri di riser va del nost ro :;oldato noi saremmo pertanto an cora molto al disot to d,ella quantità. di vettovaglie portaLa nello zaino presso gli a ltri eserciti. Giova poi notare, che, mentre questi · sono obbligati a far preparare le loro minestre e zuppe in conserva fin rlal tempo di pace e a tenerne grandi provviste per la guerra, noi potremmo sempre, all'aLto della mobilitazione, in qualunque città d 'Italia tr ovar·e i pochi quintali di pasta minuta da· minestra occorrenti a costituire la dotazione di uu reggimento ch"' ivi si mobilitasse. Tn questa imporLante questione n on è da dimenticare che sui viveri di riserva tenuti presso il soldato si fa assegnamento sopratutto pei giorni ùi marce forzate, di concentramen ti, di battaglie campali, òi inseguimenti, ossia per qu ei giorni, in cui la truppa deve affrontare le più grandi fatiche, ed ha quindi maggiore necessità di ristorare le proprie forze con una abbondante nutrizione. Una dotazione sufficiente di v'iveri di riserva p resso il soldato costituisce il migl_ior mezzo per alleviare àl Comando le preoecupaz!.on i del vettovagliamento in qualsiasi operaziOne di guerra.
VI. Conservazione delle carni· macellate . - Alla esposizione di Vienna fu premiato con . medaglia d'oro il sig. Cal'lo Stern, ( •) L'u(fì.cia le 1Li vettovirgliamenlo nel regolamento di sn·vizin in guen·a. - Uisp. lC. ottobre 189!,
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L' ALIJ\!El\TAZIONE DEL POPOLO F. DEL SOLDATO
r,'AL!MENTAZIONE DEL POPOI.O E DEL SOLDATO
il quale ha trovato, ed impiega ·per la conser vazione delle · carni un sale ( Conservi·r ungs- salz) di effica,cia ver amente singolare. · R ipe t u ti esperimen ti provarono, che carne macellata aspersa di questo sale può tenersi oltre 15 g iorni in un am~ient~ qualsiasi e con temperatura fìuo a 18n o 20 · cent1grad1 senza che dia indizio di putrefazione, anzi conservando perfettamente intatto il suo g usLo o inalterato il colore di carne fres<.:a. . Parecchie autorità med iche e S<.:Ì.entifìche, fra c ui l' i. r. museo di <.: himica industriale, rilasciarono ce r~ificati attestanti l'assoluta innocuità del sale dal lato igienico Q alimentare. Finora non furono fatti esperimenti, su vasta scala, di lunghi traspor ti in ferrovia e su strade ordinarie ~i carn~ salate col Con:Ie1·virungs·sak , ma sarebbe senza dubb10 assa1 interessante il farlo. Il problema della distribu zione di carne fresca in campagna, quando le risorse locnli sono esaurite o insuf.G.citmLi, è di ventatu oggi così arduo, che non dovrebbe lasciarsi intentato nessu n mezzo per as~icurare tutte le soluzioni che esso può avere. Già a ut,orevoli scrittori militari affermano, che neHe future campagne sarà necessità far e grande uso, quasi yuotiùiauo, di carni in conserv~. I T eJesuhi attorno a Parigi nel 1870- 71, uonsumate lP rlsorse del territorio, restarono per molte settimane senza carne fresca, avendo le epizoozie invasi gli armenti bovini raccolti in Germania per essere spediti all'esercito, e quelli già arrivati, per ferrovia, a destinazione. E questo fa~to,.nello sviluppo di epizoozie, nei gr andi agglomeramentl dt bestiame sempre si ripete. Si noti poi, che al seguito di truppe operant,i ma~cian~ difficilmente i buoi, la cui ap.datura è t roppo lenta, ne essi resistono a molte marce consecut ive senza che ne restino grandemente deteriorate le carni. . . . Già in Francia e altrove furono fattt espenment1 pel trasporto di carne macellata a grandi distanze e al_ segui~o delle truppe. Austria e Germania hanno presso 1 regg.lmenti carri destinati appositamente per tale trasporto ; m
I•' •·•IIHJilt fu testè adqttato all'uopo un carro òi modello . ,lllllild(. ''' l•'ra.ncia pure, fu nello scorso anno t.en tato con buon •• Ilo l' nso della torba. come involucro dello carni per con,.,. , 11 1'1 0 fresche parecuhi giorni specialmente n ei trasporti Ili r. l'l'OV Ìa. Ma ognun vede come la soluzione offerta dal 11 114 . HLern sar ebbe di gra.u lunga preferibile. A quanto egli ull'nr·ma.• basta mezzo chilogramma di Conservi?·ungs- sal:; Il'"' ~mlare un quintale di carne in pe».».i di 3 a 5 chilo-
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~l'll tntni.
l ,o Stern vende il suo sale al prezzo di circa 3 lire al
old log1·a mma. È da ritenere p er ò che potrebbe aversi ad un 111'117.7.0 anche minore, tanto più o ve si -trattasse di un sale J{.i1'L noto e non bisognevole di speciale preparazione, nel q111d caso sarebbe a vedersi :fino a che punto si possa far vu lllre il brevetto d'inventore. Una indagine chimica risolVI'I'ehbe facilmente la questione.
vn. Tavolette di caffè. - Un.. genere alimentare di riserva, olte pure ebbe al Prater, molti espositori, e che potrebbe inLeressar e in modo speciale la nostra amministrazione mil ibtre, furono le tavolette eli caffè ad uso dell'esercito. Presso d i noi è tuttora questione insoluta quella del modo di prepLtrare razioni di caffè e zucchero di riserva. Eppure, se ui può essere cosa utile e gradita al soldato, e che verrebbe rln, lui volentieri e uon poca fatica trasportata, questa sar·obbe certamente una riserva di due o tre razioni di caffè 1 zucchero, colle quali in campagna. egli potesse ad ogni momento e prontamente prepararSi, anche n ella propria gavetta, una bevanda che incontra generalmente il gusto di t utti, che aiuta a soppÒrtare l'inclemenza delle stagioni o le grandi fat iche pur quando è scarso il nutrimento, e 1;he può in molti casi dar pazien za nello attendere, dopo
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L' ALlMBNTAZlONB DEL POPOLO E DEL SOLDATO
la marcia e il combattimento, ~il desiderato vitto dalle colonne di sussistenza. Fin dal 1870, nella ca.mpagna di . l!'rancia, i Tedeschi sperimen tarono utilissime le tavolette di caffè compresso, e dopo d'allora la prepara:>:ione del pre:t:ioso coloniale in taYolette pel consumo ordinario delle grandi manovre e di guerra o come genere di riserva. fu studiata in quasi tutti. gli eserciti. Oggi l'industria è riuscita a produrre diversi tipi ditavolette di etttfè: vi sono t.avolette d1 solo caffè, tavolette di ua.ffè e ~ueehero uniti in modo da formare un prodotto assai somigliante al cioccolato per omogeneità di struttura e solidità d'impastB; e vi sono infine tavolette in cui si ha una mescolanza e unione semplicemente meccanica di caffè e zucchero più o meno finamento macinati. Dei tre tipi i preferiti souo finora il primo e l'ultimo: son quelli ehe m eno si prestano alle sofi>~ticazioni, e che, in sostanza, non hanno altro scopo ehe di mettere la razione di caffò s otto forma od en tro involucri che la difendano dagli agenti esterni, ne faci litino t~ conse-rvabi1ità~ no mantengano l'arom;:L, ue agevolino il trasporto, e risparmino in ogni vaso la ne~.:essità. ùi portare in camp~gna gli attrezzi per la torrefazione e maeinazione dol ca:ffe. Fmnuia e G~rma.nia si sono attenuti al primo tipo: in .B'rancia le tavolette sono provviste all'esercito da.lle officine alim~:~ntari di Billancourt: in Germania si fabbricano a Spandarc e in quel grande stabilimento di Magonza, al cui impianto ha largamente contribuito la indennità di guerra. riscossa nel 71. Lo stabilimento ne pnò produrr e 66 mila ra.zioni al giorno. L 'Austria-Ungheria ha adottato l'ultimo tipo: se ne pr ovvede annualmente presso l'industria privata parecchie centinaia. di migliaia di razioni, e le distribuisce n elle grandi manovre. Le ditte Bertoldo e M~nfredo W eiss di BudaPest, Eisler e C. di Vienna, Wagner e C. pure di Vienqa sono i principali fornitori di caffè in tavolette àJl'esercito austro-ungarico.
I}AL}MENTAZlONE DEL POPOLO E DEL SOLDATO
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nasa Wagner, la quale ha presentato all'esposizione I.I.Vt>lotte, che sono f9rse le migliori in fra tutte, ha pure ••HpOHto le macchine che essa adopera per la loro prepa,,~v.i one.
U caffè t orrdà.tto e lo zueohero, meseolati e macinati éntrauo per una tramoggia in una macchina pt'OHt~atrice, tutta in ferro e acciaio, la quale è semplicisHi ma, e non t iene maggiore spa?.io di quello occupato da 8 n l O zaini 1n,essi di piatt.o l'uno sopra l'altro. Lo. p olvere scendendo per la tramoggia, va a riempire q n~Lttro cavità ' rettangolari in cui entrano poi, quasi scatl.ando, altrettanti compressori di acciaio. Dato il colpo, i . uompressori si sollevano immediatamente, e dalle quat tro wwit.à escono, spinti dal sotto in su, i quattro dadi di polvore compressa e, per la compre~sìone, ridotta in 1Ìn parallelupipedo abbastanza solido e compatto. Ognuno di questi dadi o tavolette rappresenta d u e razioni. [n nu minuto la descritta operazione si può ripetere tino a quaranta volte, comprimandosi cosi. in u n minuto, oou una sola macchina, fino a 320 razioni. La produttività di uno stabilimento per la fabbricazione delle t avolette di eaffè dipende pertanto, più che dalla celorità d'azione della pressatrice, dai mezzi che si hanno dispon~bili per la preparazione della mescolanza. di caffè e zucchero macinati, e dalla .quantità di operaie impiegate per avvolgere le tavolette nella cttrta-pergamena. L a ca>~n. W eiss invece di carta-pergamena usa stagnola; perrò la carta è forse preferibile non solo per ragione igienica, ma anche per una più perfetta difesa dagli agen ti at.mosferici. ' · L a pr essatrice può esser e mossa con quella forza q ualt>iasi eh e abbia a sua disposizione lo stabilimento; la energia motrice di quattro o cinque cavalli-vapore è più che sufficiente a farla agirè: ·' Lo zucchero adoperato è quello di 2a qualità: il caffè è, naturalmente, delle quaJjtà meno costose. La razione di caffè· (12 grammi) e zucchero (13 grammi) in tavoletta viene a. 11 110tll•tLta.~eute,
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ANNO XL.
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L'ALIMENTAZIONE DEL POl'OJ.O .t: DI'L SOJ,DATO
costare alla amministrazione militare austro-ungarica non più di nove centesimi. L'amministrazione stessa non costituisco :fin dal tempo di pace depositi di tavolette di caffè pel caso di mobilitazione, e ciò principalmente per due ragioni: l o Che, in qualunque momento av venga la mobilitazione, i grandi stabilimenti privati austriaui ed ungheresi sono in grado di fornire qualche centinaio. di migliaia di razioni al 'giorno; 2° Che le tavolette di caffè, preparate come sopra si è detto, non conservano p er molti mesi quelle proprietà aromatiche e quel profumo, uhe sono proprie della gradita b evanda.
nn Cucine di tappa. -
Ouru11t~
l'esposizione si fecero varie prove di distribu:.-.ioue d i ruuuio a ripart.i' di truppa, sia per speri mentare nuo vi v i\·eri in eonser va, sia per far funzionare mode lli di cncinP. tla campo e cneine di tappa. Furono fatte a cliverse riprese dist-ribuzioni di carne, di minestre in conserva, di caffè in ta volette, di caffè d'orzo, di carne fresca con riso, ecc. Il più interessante di cotali esperimenti fn promosso dalla Società vienn ese delle cucine popolari. Questa Società di beneficenza ha. fra, i s uoi scopi anche quello d'impiantare, in caso di g uerra, cucine di tappa nelle s tazioni ferroviarie che le saranno indicate dall' amministrazione militare. È forse la prima volta che dei privati p ensano, di loro iniziativa, alla sussistenza del soldato in campagna. Eppure nella prossima guerra il concorso dei privati ~el vettovagliamento delle truppe - concorso' che in Francia e Germama è provocato da disposizioni governative - potrà
1.' ,\I,Ufi>NTAZIONR DEL POPOLO E DEL SOLOA'fO
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n li ti! li ltlloh' esso non disprezj!;abile ausilio all' intendenza 1Ptll'11 d1111\pimento di un compito fatto omai così grave e 111••1111 di L1tnte incognite. I•' IIIOI'IL soltanto il servizio sanitario di campagna s'è 11, 1 1~11 I·IL~gtato d eli e simpatie e degli sforzi delle Società p1 1~ " t.o. Il servizio di vettovagliamento non fa piotoso ap11111111 nl sentimento come il ·sanitario: l'apprestar bende e III 1~1 HUI pot soldato ferito risponde forse meglio al senso ,, lnt,ioo che non il cuocere minestre c il preparar pane ; 1 11 1 ~ Oi-); nuno facilmen te si persuade uhe se il servizio saniIIU' IU nlli ~:~va le tristi conseguenze del combattimento, quello tl1 voLtovagliamento coopera direttamente alla vittoria. WILOilltè non è vero che il soldato combatta m eglio .quando 11 oll 1 allo sue spalle sono lunghe colonne di carri per feriti 11 ~ I'I LH copia di ferri chirurgici - triste prospettiva! -- e 111wdi uinali. Egli tanto meglio combatte quanto più è forte P"'' huona e sufficiente nutrizione. No n si potrebbe adunque non accogliere con plauso la p11l.r iot tica iniziati va della Società vi ennese per le cucine popolari, ed augurare che trovi numerosi imitatori. Nat recinto dell'espos izi<•ne essa aveva impiantato una dn ll e sue cucine di tappa (sistema Kii.hn)~ Comprendeva q•• u~ ~a ::;ei grandi caldaie a .. chius ura ermetica su altrettanti i'o rnolli disposti attorno ad un fumaiolo centrale. Tutte Ìul-liome le caldaiA etano capaci" di 1500 razioni di cR.rne, da l ilO g rammi, con legumi c brodo (70 centilitri per razione) oppllre di 3000 razioni di caffè ( '/ , litro per razione). Iu 24 o•·o l)otevano fare sei volte il rancio di càrne (9000 razioni) 11 quattro volte il caffè (12000 razioni) . Cassette per consèrvare calde le vivande. - 11 Dottor Kli.hn , inventore di questo sistema di cucine, ha pure espos_to le sue WL!isette per conservar caldi glì a.limenti, des tinate ai posti d i soccorso della Croce Rossa. Il brodo, le minestre, la carne appena cotte si versano in certe caldaie di lamiera cir colari, lo quali alla. loro volta. vengono introdotte nelle accennate oassette, che sono di legno, lunghe, larghe e alte circa 60
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L'AI..JMBNTAZIONB DEL POPOLO E DEL SOLD ATO
centimetri, e tutte rivestite internamente di un grossofeltro. Introdotta la r.aldaia, si chiude la cassetta, e la si lascia. in qualsia,si ambiente, o s~ trasporta come un collo di merce qualsiasi nel luogo ove possa occorrere di far distribuzioni. ll 26 magg io alle 4 pomeridiane, fu chiuso e suggellato· in una di quest e cassette un r ancio di or:r.o parlato e carne: la cassetta f u a bbandonata all'aria aperta per tutta la notte dal 26 al 27, ed alle 4 pomeridiane del 27 la cassetta fu. aperta e distribuito il rancio, che er a an cora quasi bollente. L a Società austriaca della Croce Rossa si è già provveduta. di buon numero di qnoste cassette. e l'esperimento si feceappunto su una d i q uoll o fn.tte uostruire dalla Società.
IX
Foraggi. - In una esposizione alime~t,are militare nort pote.v ano mancare i foraggi. Oltre gli ordinari gener i di sussistenza pel cavallo, figurarono all'Esposizione di Vienna d ue prodotti- due novità assai degne di studio - il Robur e l'Avena comp1•essa. Ro,bur. - Il Robur è una vera gallett1;- foraggio fabbricata. cou sang ue e farine d i uereali. È un nuovo tentativo di a limen tazione d el cavallo m ediante sostanze animali ten-tativo che sembra riuscito meglio dei pree~denti. ' . Questa galletta-foraggio però non è presentata dall'invento~e come un foraggio di riserva da sostituire, per ris~a:~~o di pes~ e di volume, li-i generi ord inari nei trasporti d.lffiClh e spec.Ialmente nel carico di guerra : essa è sp eClalme_nte destmata a sostituire in parte la ra:r.ione ordin aria di fo ragg i per a umen tarn e la proporzione · di principi azotati. Numerosi esperimenti fatti col Robur hanno provato. come.
1.' 1 J.IM BNT.IZIO:\E Dg l. POPOLO E DEL SOLDATO
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ul,ilil'!simo l'uso ai cavalli debilitati da recenti mad 1~ Lunghe e soverehie fatiche. 1111 ••llpnt'imeuti con t inuano an cora oggi a Vienna n elle 11111 l111'in imperiali. \ dilli l'l uza. delle' polveri di carne e di sangue che finora. .. ,,,1111 dr !Tic i l mente si sono potute far ingerire al ca.vallo, a l 11~•11111' p1'liHLR. rnente questo si abitua, e lo mang ia di gusto. l.'111 vo nLOl'e e fabbricante del nuovo foraggio è il barone h •tilll l ~t.r • i u , il quale ora ha pur t rovato il modo di unire Il 11111 ltob ur· al se me della segala e dell'avena, dandogliene ••1111111 llll lt specie di verniciatura. In queste condizioni sembra ••l.u rl lt obnr sia dal cavallo anche più facilmente appetito. l'• ••· ltt prepara~ione del Robur il barone K aisorstein ha lllplt~nl.ttto apposito stabilimento nelle vicinanze d i Vienna Avona compressa.- L 'avena compressa è, pur essa, una pnniu d i galletta - non cotta però - preparata dalla Casa l/ ir~ l,iu' e Seeliger (Erste Press-Fut.ter- Conserven- Faùrik, l'llrlliiLiLtten - Baden) . .il' in dal 1884, allorchè dopo la caml lll ~(n•~ russo-turca, le gallette- fora.ggio erano m an mano n m11 t.o spronando l'attività ùegli invent ori, sicchè se ne utttltwano facendo esperiment i presso tutti gli eser cit i, ebbi ·~ t~o:;tenere, in una p ubblic<tzion e di carattere tecnico, il tH11ll~ tto, che l'avena cornpi~l:lsa potesse anuora essere il 111 ig lior forag gio di riserva da far portare al cu.vallu iu ''tllltpagna. L'avena è l'alimento del cavallo per eccellenza.: 111 11 ·c' è pericolo che mai la rifiuti: abituato• a mangiar la, ""~o l ~ digerisce e assimila con grande facilità e nompletauwnte. Che vale fabbricare - con molto lavoro e molta ,. polia un biscotto in cui la chimica trovi gran quauf,it.t\ d i principì nutritivi in poco peso o poco volume, se I'OÌ quesLi principi non possono essere, se non incomplet.n,mente, assimilati, perchè ingeriti di mala v oglia ·e ricevut i da uno stomaco non abituato ad elaborarli sotto quella. J'qrma? 'i aggiunga, che in nessun cereale, dall'avena in fuori , iu JJ.essnnn. sostan~a g rassa o azotata si trova q uell'aroma Lonico ed eccitante, in c ui sta il segreto del brio e d ella 11
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L'ALUIEN 'l'AZIONR DEL POl'O' JO B DEL SOLDATO
forza del cavallo: l'avena.lina. E siccome questo principio par che risieda specialmente nella parte corticale del seme d'a'7ena, cosi non sarebbe neppure conveniente, per aver minor peso e minor volume, separare il celluloso, per sè non digeribile, dal resto del seme. Questo, nella sua integrità, rimane sempre pel cavallo l'ottimo e il più completo dagli alimenti non solo, ma è forse a.ncoru. l'alimento, che meglio può rispondere alle esigen "'e di conservazione e di trasporto in campagna. Unico inconveniente, sot to quest'ultimo punto di vista, è il ~overchio volume iu confronto del peso. Una razione di cinque chilogrammi di avena occupa uno spazio di circa 11 deuimetri cnbi ci. 1 signori Ristic' e Heeliger hanno appunto risolto il pro· blema di renderla meno ingombrante. Essi la comprimono al punto di ridurre a meno della metà il suo volume. Una lievissima quantità di farina e acqua mescolata probab_ilmente all'avena prima -d i uomprimerh~ agevola ed aumenta l'adesione dei semi fra di loro, e permette di formarne delle tavolet te quadrate assai consistenti e aventi, presso poco, lo stesso peso specifico dell'acqua. Pregio notevole fli I)Ueste tavoletLe è altrGsÌ che in esse l'avena acquista maggiore conservabilità, il ch e può to1'nare utilissimo nella costituzione di depositi destinati ad ll,Vere mia durata -indefinita, quali sono quelli pei bisogni d: una m o bili tazione. l!..,u presentata dagli espositori avena del90, compressa ne191 e tutt'ora in ottimo 3ta.to. Si comprende facilmente come il perfetto essicamento e la forte compressione debbano costituire fàvorevolissime condizioni per resistere agli attacchi degli agenti atmosferici. In una materia organica perfettamente secca non trovano modò di svilupparsi le spore delle muffe nè i germi di fermentazione natanti nell'aria, e un corpo di molta densità e compattezza non presenta all'azione dell'aria stessa se non la sua superficie esterna, mantenendosi non P.enetrabile e inalterato il resto della massa. La prepara~>liOne dellA tavolette di avena compressa ne
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l.'A Lil!EN'rAZIONE D EL. POPOLO E DEL SOLDATO
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appena del 4 al o•fo il prezzo di costo del mero; L1duhè essendo, per esempio, di 16 lire il costo dell'avn 11u,, I l i stabilimento di Pfaffstiitten fa pagare il su o prodotto
11111111 111La Hi d
'"' '"'· lira 16,70 il quintale. Onme quelle _d i avena, la stessa ditta fabbrica anche II ~ Vtll oLta di orzo e di granturco compresso . . A ~Jroposito dell'avena 0ompressa non parrà fuor di luogo ' 11 l'r\1' notare, ehe qualora fossero uostituiti uon queste tavoi•ILte i depositi di avena uhe si tengono in tempo di pace p tll' i bisogni della mobilitazione, a cotali depositi si poI,I'Obboro poi attingere, al momento di entrare in uampagna, l11 razioni di riserva da f<~r portare al cavallo. Negli eserciti esteri il cavallo da sella porta sempre con · Hfl la s~a avena di riserva. Il cavallo austro-ungarico ne ha l,ro razioni ridotte (ch ilogt;ammi 7 '/2) , il germanico· e il franuo:-;e una sola razione, ma completa. [l nost;ro cavallo non porta avena di riserva. Una razione di due o tre chilogrammi in tavolette compresse, mentre nou aggiungerebbe gran peso, nè gran volume al suo carico, potrebbe rappresentare in molte circostanze la condizione sine f]l,r,a non per eseguire una maruia improvvisa, per evitar o uno sparpa.gliamento di forze, per diminui:ce la profonflità di una colonna ' .1:oer .. condurre a termine una ardita operazwne. Al nostro reggimento di cavalleria fu recentemente asseg nata una giornata di aveiia da portarsi sul carreggio reggimentale. Aggiungendo ora una razione di avena compr~ssa al carico del cavallo, avremmo due giornate di vettovaglie di riserva pel cavallo come si hanno già pr esso il cavaliere ; donde la possibilità di far muovere in gualsiasi momento e sussistere per due giorni il reggimento indipendentemente da ogni rifornimento da tergo.
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L'AL1118NTAZlĂšNE DEL POl'OLO E DEL BOJ,DATO
x ES!lOsizione di documenti storici e di regolamenti. - A guisa. di complemento e di illustraz ione clella mostra di alimentazione militare il Ministero della guerra austro-ungarico ha esposto in uno speciale riparto un ragguardevole numero di interessantissimi documenti storici riferentisi all'argomento delle sussistenze militari ecl- una ricca collezione di recenti istruzioni e regolamenti, aventi per oggetto il servizio di vettovagliamento in pace e in g uerra presso ¡i diversi eserciti e specialmen te presso l' esercito austroungariCo. Nel seguente pr<>spetto son o raccolti alcuni dati di fà tto ricavati dalla collezione suddetta.
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Compresi grammi 250 por zuppa. . 3} Per le razioni di avena e tlono si è fatta una medin. ~4) Legumi c sale per 4 centesimi complessivamente. 5) Quand'è In tavolette. ~~
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r.' ALrliiEN'l'AZlONP.
L' ALIHENTAZIOJ.\'E DEL POPOLO E DEI, SO!.DA'l'O
DE!. l'OPOJ,O E DEL SOI.DATO
Razione del tempo di pace. - In Francia, Austria-Ungheri·a, Germania e Russia la composizione della razione vi';"eri in tempo di pace è fissa solo per. ciò che riguarda la quantità di pane, e, in Austria-Ungheria, anche di carne. Per tutto il resto i generi e le quantità indicate nel prospetto sono variabili, bt-~n inteso nei limiti di spesa rappresentati dagli assegni, sup~lementi di assegno e ritenute sul soldo permesse dai regolamenti. In Austria-Ungheria il pane è, quasi dappertutto distribuito dalle sussistenze militari. La razione viene a costare 15 centesimi in media, pero nella Dalmazia dove il pane non è di pura segala, ma vi s' introduce un po' di frumento, si arriva fino ad un costo di 18 centesimi. · Per gli altri v iveri il reggimento fa, con quei fornitori che crede, periodici contratti. Il comandante di compagnia riceve ogni dieci giorni dalla amministrazione del re~gi- · mento, le competenze pel vitto spettanti ai suoi uomint, e, assistito da un sott:.' u:fficiale e da nn soldato designati per turno, stabilisr.e la composizione del rancio p er la prossima deeacle non avendo altra limitazione che l'ammontare della somma. disponibile e. l'obbligo di somministrare ad ogni uomo giornalmente i :!.90 g r ammi di carne e, due vol te la settimana, nna vivanda con aeeto. Questo sistema. di lasciare nella amministrazione del vitto un<.~. larga autonomia alla. compagnia ed al reggimento risponde certamente ai principì di sana economia ed ha pure il vantago-io ehe facendo sceJ).dere nei gradi inferiori la reo ' sponsabilità, trae profitto di tutte le iniziative. E da avvertire però che in Austria-Ungheria il sistema f'u anche ' imposta naturalmente d;tlla grande differenza . una necessità . di condizioni locali e di prodotti nelle varie parti del territorio dello Stato e sopratutto dalla grande varietà di abi· tudini, di · gusti, di. temperamento nelle diverse popolazioni della monarchia. In tempo di pace al soldato che fuma è venduto dallo . Stato il tabacco ad un prezzo molto ridotto; in campagna gliene spetta una razione di 36 grammi al giorno.
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Razione del tempo di guerra. - Come appare dal prospetto, ~ntLi gli eserciti, meno che nel nostro, la razione di 1-\' lli!ITIL è fin dal tempo di pace determinata. · v_n r ie ragioni si adducono di questa lacuna espressamente l11 ti\Jttd;~~ nel nostro regolamento di servizio in guerra, raj.l'itmi che però non furono presso g li altri eserciti ritenute 1'1 111ri t:ienti per rimandare al momento della mobilitazione 111111, disposizione la quale richiede sem;a dubbio molta pondornzione e serì studi. · N ello stabilire la razione di guerra ottimo sembra il cril,orio seguito dall'Austria-Ungheria e dalla Francia, le q~ali d~minuiscono , in confronto del tempo di pace, la quantità cl1 pane, genere che è il più difficile a far preparare e a · fitre arrivare in buone condizioni alle truppe operanti. Si aumenta invece la razione di carne ed in misura tale uhe, pur diminuendo il pane, ne resti au~entato complessivamente il valore nutritivo della razione. In
(Con ti nna).
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LA PRESA DI SUSA PRICEDUTADA UN RAPIDO SGUARDO SULLA CAMPAGU DEL t690 IN PIUOnE (Continuazione e {inc, vedi ·rumrer·o p r·tcedenlel
Osservazioni e conclusioni. SoMMAUJO. -· L 'alto seutimento dcll:c~ resirsten1.a. a~l oltran.za s~.iegat~ da Principe c popolo relle inutili tutti gli ecccss• crude! • de~! mvaswne. Lo spirito controffensivo d i \' ittori o AmedC'O li fu paralizzato, d:.lla inor~ia deg li alleati , dalla mancanr.a. di vera uniUt di coma~do~ dal cattivo spedieute di t't·ammischiare per ogni impl'&Ra t•epar~J dJ _rm~ zionc diversa eia una catti\'a prepara~ionc a difesa delle fort Jflcazwn• tli frontiera :htlla poco felice desig nazione dei comandanti di queste. àlcune in~U.ezze del Saluz:w, ril\eltenti : la responsabilità d~ll Gowrmd.o re di Susa ; la iniziativa del marchese di Parella ; ed u u a tto controffensivo erronHament..~ a.ttriùu ito al Duca. di Sa.voia, sono rettifle:.te con la. scorta 11i dol:umen ti . . . Nece.ssiti1 '' i speciali ricerche su tutte le g uerre com battute m l ta~ •:1. Lodevole risveglio di studi s torico-mi litari per iniziativa delle autonta, Jegli s tudiosi c della scuola di g uerra. I ncor aggiamento. dato. da 1 s. ni. il Re a quost.i stud i colla pubblicazione di una verswno Jtaliana della Campagna del Principe 'Eugenio di Savoia. Riccrche._cbe r imangono da farsi negli archivi pubblici c priva ti. Meta d~ ra.g gmngere. Conclusione. Come la campagna del l S!lO permetta ù1 confutare l e teorie di coloro che vorrebbero oggi riprodottì nella guerra marittima i metodi del Louvois, condannati. drtlla Sto~·ia.
Dalle cose fin qui esposte il lettore avrà potut~ fo~mar~i un concetto delle speciali difficoltà cont ro le quah V1ttor10 Amedeo TI ha dovuto lottar e durante tutta la campagna del 1690 per la necessità di subordinare i movimen~i dell~ proprie tr uppe a quelle delle t r uppe alleate d' Austr1a e dt Spagna. . . . . D a i pochi cenni premessi sulla sitnaz10ne pohttea dtffi.-
LA PRE8.\ DI SUS.\
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.diiHHima, uella quale si iniziò la campagna, quando col (11111!:10 esausto, circondato da nemici ed in parte occupa to d1dl o tr uppe di Francia, Vittorio Amedeo II ebbe l'ardimon to di scuotere il giogo impostogli da Luigi X IV e diobinrargli la guerra; e dalle stesse operazioni mil itari che l.o cercato di riass.u mere nelle loro linee generali, emergono: l' tmdacia del giovano Duca nella pron ta iniziativa politica, il profondo senti mento dell'offensi\'a mili tare, la tenace perseveranza nel non perdersi d'animo anche dopo una disastrosa giorn ata campale e nel pr onto provvedere a riordinare l'eserci to e rialzare i cuori, infondendo nelle popolazioni Lanta fiducia n ella resisten za ad oltran za contro ogni prepotenza straniera da renderle tetragone agli orrori di una . guerra sfr enatamente crudele, tendente con selvaggio pro~ posito a fiaccare la coscienza di un popolo cogli incendi, i saccheggi, le eseeuzioni in massa e la devastazione dei campi; dove, non solo si razziava ciò che poteva essere utile, ma, a guisa dei malandrini dei n ostri tempi e delle orde saracene dell'epoca dei pirati, l'invasore, non pago della r ovina presente, tentava la rovina avvenire del paese, istcri1endone i campi colla distruzione dei gelsi e dei vigneti. . N on era il V ereingetorige che sagrifica va la propria città per arr estare le legioni romane, seminando attorno ad esse il deserto, nè il Kutusouff che incendiava la propria metropoli per cacciarne lo straniero, cercando, nella impossibilità di far meglio, ad estremi mali estremi rimedi. Era il malo genio della prepotenza straniera, il vandalismo d i Louvois, eh~ per smania d i conquista, n on pago dei mezzi che ·la ci viltà consente nelle ineluttabili neeessità della guerra, 6ercava barbaramen te nella meditata cr udeltà un alleato per avvilire il nostro popolo, spegnerne il santo amore di patria e scLwterne i secolari legami verso una dinastia da esso amata perchò degna di esso. Alla incivile ingiuria risposero principi 'e popolo con una costanza di propositi che ricorda i migliori tempi di R oma. La barb~rie usata dal nemico invece di scalzare cementò il carattere delle nostre popolazioni; l'invasore trovò in ogni cittadino un nemico implacabile, incontr ò ad ogni
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LA PllESA DI SUSA
J,_-1. PRESA DI SUSA
passo un'insidia, perdette in continue avvisaglie più gente che in battaglie campali, e finì per non raccogliere dalle sue crudeltà che una larga eredità di odio. Possa la risposta data coi fat ti dai forti Piemontesi al Louvois essere ponderata dai fautori di una giovane scuola la quale tenta di presentare come una primizia di infa;llibile successo nella guerra dÌ mare, la brutta copia dei metodi del primo ministro di Lui g i XIV. Pensino sempre costoro che qualsiasi crudeltà riuscirà inutile contro un popolo avente la coscienza della propria forr.a, educato alla difesa della propria indi pendenza. Lascino i novatori le allucinazioni dell'Aube e suoi seguaci, ritornino ai precetti che hanno fatto della Francia un grande pioniere di civ il tà, s i rimettano sulle orme del loro venerando ammiraglio J urien de la Gravisre, e stiano certi che la barbarie non p otrà più prevalere contro alcun popolo civile. P ensino che s dovere d'ogni nazione colta e pensante ~r evitare il ricorso della civiltà verso il cannibalismo, cd ovviare il problema politico ad una sol n~>:ione che non gridi vendetta n ei secoli » (l). I documenti inediti riportati in questo lavoro pongono in luco speciale le contrarietà provate da.l Duca di Savoia n ei ripetuti tentativi da esso fatti per esplicare il suo innato sentimento di controffcnsi va nelle operazioni che riguardano la difesa di Susa, o chiaramente dimostrano che non su Vittorio Amedeo II ma su altri deve ricadere la grave accnsa contenuta nelle memorio di Oatinat di avere l'esercito del Duca lasciato cadere Susa senza mostrare alcuna volontà. di difenderla. Non risulta da alcnn documento quali fossero le istruzioni date dai rispettiv i governi al Fuensalida ed al Louvigny, epperò non è il caso di ricercare qual parte di responsabilità possa ad essi personalmente toccare; mentre dalla relazione di parte nostra risulta in modo irrefraga(!.)
v. Considerazioni yenerc1li di Strateyia na vale. D. BoNauco Ili vista .llarittim".-
maggio
1 8~4.
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l ti l ti ull.o dal l al 13 novembre la loro azwne non fu che d opposizione ~d ogni iniziativa del Duca. Perduto un 0
Ull ll' ll()
in dibattiti, a Moncalieri, sulla convenienz·a di spo-
lll~ t·~ i ver so lo sbocco di Val di Susa, quei due comandanti
t t'nvtmo modo di non arrivare l'indomani neppure fino a
ll ivo l.i. ,
l'tll'
q nanto non fosse più plausibile il dubbio sulla con-
' 1111 ionza
di marciare sopra Susa, gli alleati restano ancora l { ivol i e n(ln avanzano poi il grosso che fino a S. Amltr•og io, m ent re Susa s i dibat te sotto l'attacco ed il D uca ! 11 111 pesta colle sue richieste per prendere l'offen siva. N()ile operazioni di eserciti alleati è di s uprema n eces~:~ lt.t\: non intaccare il principio della unità di comando; tiiii'IÌ uurare la pronta cooperazione di tutti gli elementi comltnLLenti, facendoli concorrere allo scopo comune, ma conserVI~ndo intatte, per quanto possibile, le formazioni nel loro ord iuamen to t attico e strat egico. Nel caso attuale piue che, di fatto, non solo non esistesse t111it~~ di comando, ma per di più, o probabilmente in con:~ug uenza di quella pluralità di comandi, fosse continuallH,n te posto in pratica il sistema di frammischiare elementi ,li tntti gli eserciti, per ogui operazione anche di piccolo ltlOmento. Questo frammischiamento era evidentemente voluLo dagli alleati per a,vere il me,;r.o di esercitare la. lor o inger enza sopra ogni atto tattico e potere così impedire ogn.i iniziativa del Duca, e n on poteva che portare pessimi l"l'lltti. Aggiungasi che inveqe di essere sorgen te di emnlav.ione-fra le truppe dei diversi eserciti nell'operare, era tumsa di continue. contrariet-d. · fra i capi e di p erdi tempi Uòll'operare. . ffid è così che t roviamo dapprincipio a Susa milizie paetltme c soldati dei nostri reggimenti Chiablese e Mondovì lht mmischiati coi reggimen t i Litta, Porlez~a e Colon na al HOr vizio di Spagna, i quali ultimi, ,fin dal loro giungere, non voglion o , porsi d'accordo col g overnatore di Susa, il uonte L osa, col pr etesto che questi non era rivestit t1 di grado di distinzione nella milizia. 1~
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I,.4. l'RESA DT Sl'SA
LA PRESA DI SUSA
A dir vero sarebbe stato miglior consiglio provvedere meglio a così importante comando e prevenire questo pret esto, col mandare fin da principio a Susa un generale, come vi fu mandato di poi i] De la Pierre; ma i fatti dimostrano che, anche quando vi si trovò questo valentuomo i comandanti al servizio di Spagna non mancarono di cre~re imbarazzi; e persino nel momento del massimopericolo, nella notte dal lO <tll' 11, si rifiutarono di firm~re il rapporto che il De la Pierre mandava a~ Duca p_er n~. vocar e il pronto soccorso e s i riserbarono mvece d1 scnvere a parte al Fuensalida. Lo stesso funesto frammischiamento vediamo nel distaccamento fatt o avanzare il 7 novembre fino a Bussoleno, nel quale sopra sette battaglioni due soli appartengono· alle truppe del Duca, con::Jervandosi così la prevalenza agli alleati. Ora questa tenJem:a degli a.lleati a spingere avanti in numero prevalente i propri ripart,i, nòn era ispirata .cer~ al sentime11to di offensiva, chE.' poteva rendere amlHto ll posto di onore, ma dal proposito (manifestato da essi in tutti i consigli c1i gu err a di cui si è riferito) di non lasciar libero nei ·suoi · ardimenti il Duca di Savoia.. Il tenace prqposito di Vittorio Amedeo II di tentareogni mezzo per soccorrere Susa non ~a. dunq ue bisogn~ ili ulteriori dimostrazioniv solo pregherei 1l lettore a speCialmente ricordare quel concetto caldeggiato dal Duca nel · Consiglio di guerra del 13 a sera, d i tentare un'ardita controffensiva per l'alto dei monti: profittando del momento in cui Catinat era intento all'aLtacco della cittadella di Susa; per guadagnare -da S. Giorio il colle dell~ Fine~tre e di. là piombargli alle spalle. Nell'asperità. del cammmmo che da S. Giorio mena al colle delle Finestre, e nelle stesse nevi ingombranti l'alto dei monti sperava Amedeo trovare un alleato inquantochè la stessa difficoltà della impr~a poteva valere, col non destarne l:!Ospetto n el nemico, a favorirne colla sorpresa la riuscita. . Giova ricordare che a simili ardimenti Vittorio Amedeo Il
tul i l Principe Eugenio di Savoia trovavano stimolo nella JII'Uj)l'itt tenacia e negli esempi di famiglia. l ~, llltHÌ nn secolo prima, nel cuore dell'inverno mentre l ~~ gennaio 1595) Lesdiguières stringeva d'assedio Exil11114, due altri principi della loro casa: il Duca Carlo Em· '" '~lltLele ~ D ou .Amedeo di Savoia avevano tentato per le nl'""~t,o de1 mont1 fra il Coteplane e l'Assietta una consirt~dn impresa, n on riuscendovi a causa delle nebbie fittis11 1111 111 ·~l p9ggion~ avversario di ogni scorreria alpina. Mtt 1L nuovo tentativo, verso il qnale questo ricordo anzi11l11', dissuadere stimolava i nostri principi, invece di trova •·~ f'a v~re negli.lllleati e pronta esecuzione, come suggeriva J,~ 1'1 1 Luaz10~e, powhè la oittadella di Susa era in procinto d 1 uadere 1t1 mano al nemico, trovò i tentennamenti soliti 1111gl i alleati di mala voglia. Alla mala riuscita dell'impresa di Susa concorsero cerl~ tnHmte anche l'insufficienza della difesa avanzaLa e la t'tLtLiva preparazione a difesa della piazza, come dirò brev•· anente, ma la principale ca.giout~ va cercata nel mancato ,nnnorso dogli alleati. t-l,nanto al la difesa avanzata di Susa, il giudizio datone dalla Commissione di generali che l'ispe7.ionò il 7 ed 8 nov~mbre . (fra i quali era anche il P t·iuc ipe Eugenio) t)Nprune gmsLaUleuLt:, ed iu modo esplicito, come essa non potesse farsi con profitto se non col portare a s uo sostegno t,ntte le forze disponibili. Un'osservazione conviene fare però circa i l;rinceramenti dellè Finestre, ed è questa: che non vennero in questo cas;o considerate come un punto di sbarramento di frontiera ma quasi come Ul1 semplice posto d'avviso Chiudendo es~i la pit1 diretta c meno difficile fra le vie mulattiere che dalla valle del Chisone (allora appartenente alla Francia) mettevan? a Susa, si sarebbe dovuto provvedere per tempo percha una pa,rte almeno dello sbarramento fosse sistemata e presidiata per modo da permettere di lottare colla inclemenza della st~gione, e di difendersi anche contro truppe superiori" per li tempo necessario all'arrivo di rinforzi i 3 -
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f}Uali avrebbero potu Lo comOdlune nte ac..;antonarsi a Meana a 3 sole ore di cl istan zo.. Non meno t rascurat..a ru· la pre parazione d ella piazza di Susa, che in 11ue l HlOtat•n t.o clovova f unzionare come piazza di frontiera tanto ris pet.t.o allo provenienze dal Delfinato, il uui conline lasciando 1dla Francia l'alta valle di Dora, arrivava fino al cl i q m\ d i Ch iomonte ed era insufficientemente difeso da. p ieco li l riuceramenti sulle a lture delle Barriuate, o passo d i usa ~~ br evissima d istanza dalla città; guanto risj.>etto ali,~ Moria na. in quel momento occupata dal nemico. .L a città ora souza ditflsa o nulla si era fatto dei nliglioram.e nti che fin<' rlt~ :~4: anni prima il Morello, primo inge· gncre e l uogot.l~ nonte generale dell'artiglieria del Duua, ave va sogaalat..i (l ) come indispensabili. Anche n ell a. Uittadella di cui lo stesso Morello aveva segna lati i c] ifctti pare uhfl non solo si fosse fat..to poeo, ma male anche quel poco, e- non badandosi da alcuno come per la :ma Jifesa fosse necessario avervi sacchi a t erra, e fascin e c gabbioni, e tutto quanto è necessario ad un for te così ~spo~:to a -pronte minaccie; cose tutte che anch e negli nltimi giorni si sarebbero potute apprnstar e. Dall'atto del consig lio di guerra, che decise della capitolazione, risultano r ivestit i di a utor ità sul forte di ::-;. Maria : il Governatore della città e prov incia conte .i!'rancesco Losa, un conte di H.ivera Governatore del medesimo forte e comandante di detta città. ed un altro signor Giusepp<'~ L osa com andante nel forte stesso. I nsomma troppi governatori e comandanti ver capitolare, nessnno per predisporre la pia7.za a difesa. Troppo tardivi poi sono i lamenti ·del uonte Losa (2) <L propria rlifesa sulla mancanza. d i terra, di ±asuine, di sacchi, di cavalli di frisa e d'armi bianche per sostenere un assalto e su lla esistenza di due false porte, che parevano fatte a posta per invitare il nemico a collocarvi la mina. 0 ) Opera manosr.r itt..~ già ciLaLa. ('l) V. allegato d.
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I•: ,·,LnO certamen te gravi i difetti di ubicazione c di codel fo rte già chiaramonte segnalati dal Morello; qualche cosa di m eglio si sarebbe ottenuto proY' noi111 1Ò 0 per tempo il for te di alcune cose di prima neces, ,1,,', 11 uorcaudo di. correggervi almen o qualche difetto. F orse 1d I111'1L i l comandante avrebbe potuto ripetere col B ayardo: • (~n'il ll'y a pas des manvaises forter esses la nu i l y a tln-4 hommes de coeur pour les defendre. » ~ l ,mcata la previdenza, non bastò la grande abnegazione dtd Losa e di molt i snoi dipendenti, anzi per poco egli n on ' " ''O I"He in una condanna. l, cose elette r istabilendo i fatti n el lor o v ero stato ser· , ono ad attenuare in buona parte le severe par ole del Sa· ltl :t.l'-0, quando nel su o laconisrno lascìa erron eamente ered nn· ch e il Duca d i S avoia, av uto il rifiuto di concorso ti,~~ l i spag1wli mm·ciasse a lla testu delle sole sue t1·uppe al ~nccm ·so eli Susa, e ehe le comte L asa ne do nna pas au se· t'utn·s z,, termps d' arr iver, soggiungendo poi che après s'ét1·e t' l1{e1·mé dans le chfrleau, en ulJanrlonant la ville sans re·'·is /ence, i l s'y def'e ndit ~ncore h·és mal. Come risulta chiaramente dai documenti di parte n ostra il Du<.:a n on potè attuare alcun atto offensi vo per libarare :-\usa, ed il C on te Losa, se ebbe il torto di non predisporre H1eglio la d ifesa, non mancò di .dedicare ad. essa durante il .b reve assedio tutte lo sue forze. A taluno non parrà. credibiìe che in u n posto di frontiera Hi tenesse in così cattivo stato una piazza, ma non si sono forse vedute nell'ultima guerra gran numer o delle piazze di frontiera di uno stato ricco e potent e come la E'rancia, seg uire la sorte di questo fo r te di Susa, per la stessa n egligenza di preparazione? Sulla preparazione e sulla wndotta della difesa ebbe certam ente una dannosa infl u enza l'errore del governo che non pensò fin dal tempo di pace a met t er e lhe right man in the right place. Anche al forte di S. Maria uu solo e vero comandante, investito fin dal t émpo di pace di responsabilità ben defil.t'llf'.Ìolle
lttllllvit~
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nita, avr ebbe potuto far meglio d i tutti quei comandanti e governatori pres i insiem . Ma pare che si sian voi uLn in quel caso accontentar e troppe per sone anzicbò powo~aro a subordinare . ai bisogni del servizio la scelta d<•gli uomini. Il considerare in f. o iJIJ)O d i pace i posti di comandante di for tezza c01nc dolln Hinecure da affidarsi a chicchessia salvo poi a HOHt,i l. n i rl i a l momen to del bisogno, come si do~ vette fare a Sn i'ln ptir la direzione della difesa avanzata, fu cer tam nnL11 ull llm eome sarà. sempre un errore. N ell'i nLornsKo de lla esattezza storica debbo ancora rilevare 1111 H JJ J ~orO JJ ÌlHno n el quale è caduto if SalU?:zo (l ). « IJ<I D11 o do Savoie ctait à quattre milles de Suse lors<< q n' il nu 1~pp r i t la redd ition; il fit arreter prisonnier le << go n VJ IJ' u e nr avec ses pr incipaux o:ffi.ciers, et pour se ve n« ~~~ ·· 1111 ' tltelque sorte de la per te qu'il venait de f'a.ire, « il on VO.)'IL trois milles h ommes sous les ordres du Marquis << dn Pll.i'P II e, aHsieger Chateau-Dauphin. Ce corps arriva a << H:d11eoH Jn 6 de novembre, le 7 il se porta a Pae:;ane, « p ltSRO. le meme jour de la valléc du l'o dans celle de la « Vmitu. occupa Sampeyre et cerna le 8 Chatea.u-Danphin << q ni se rend it le 12. » Vittorio Amedeo non potè ricevere che nel tardo pome· riggio del 13 il preavv iso mandatogli dal Losa circa le tra ttati ve per la. r esa di Susa ; è dunque fuori d i posto il dire che abbia voluto v endicarsene eolla presa eli CastQldelfino, avvenuta un giorno pr ima, cioè il 12 novembre. Le date poi riferite dal Sa.lu:T.zo circa il movimento del P arell a non corrispondono a quelle che risultano dai documen t i u ffioiah . D alla preziosa corrispon denza del marchese di Parella. (2) risulta che questi, in data 6 novembre 1G90, scriveva al D uca avere prevenuti i suoi ordini mandando inna nzi gente. ed a.ccorrendo egli stesso col rimanente. (t )
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Ope ra citata Volume V pagina SS.
(!) Tre grosse car telle di documenti originali conservati no"li archivi di Stato in
Torino s otto il nome di S . .1/at·tin o (San Martino marchese di Parella).
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No11 essere g iunto in tempo ad impedire che i francesi '"'''l• ogg iassero Barge, Bibiana e Lucerna, ma contare di lt~IJol'O la. montagna ove p otrebbe dire la sua ragione contro q llldKittsi distaceamento nemicv. Hvggiungeva che se S. A. R. lo approvasse, per f'ar t/ tll!ff}im·e di,cer.~ione egli :si volger·ebbe sopr·a Castel Delfino, du lui g ià fatto riconoseere. Ma.lgrado la gran neve si sentiva il cuor e di att raversare ], Alp i e dare addosso anche nel Delfinato alle truppe neulieho n el punt o del loro passagg io ed intanto aspettava l{li ordini del Duca. '[l Duca (l ) gradl. il progetto del marchese credendo utile _ q u s ta div ersione, come pure nella speramr.a di dare un fomite agli Ugonotti di .Francia ed ai malconten ti del Dellina.to ; ed a ta.l e efietto pose sotto gli ordini del l'arella 1200 fanti e 200 d ragoni di truppe regolari che colla milizia ed i relig ionari che g ià egli coman dava gli facevano un corpo di circa. 5000 uomini. Il Parella risalì da Sa.lLlzzo la Valle del Po ed il 'LO nollf'mb?"e trovavasi in P a.esa.na. da dove scriveva. al Duca eh e ù ietro i suoi ordini partiva. per Castel Delfino ed infatti in quella stesso g iornata passato nella Valle della Vra.ita a Rampeyrc proseguì fino a Casteldelfino che capitolò i t 12. Nel lo sp edire il g iorno stesso ·a S. A. R. la n ot izia delht uapitola7.i one il P arella soggiu ngeva: « P oichè S. A. R. gli ordi nava di fare la. maggior di vers ione possibile egli non man cherebbe di obbedire» . .~!;d infatti il 16 uovernbre scriveva nuovamente da Chianale che spedirebbe oltr.. lpe nn distaccamento a S. P aul (nel D elfinato: ed a l colle di Vars. . Malg rado lu molta. neve caduta cont inuava, poi il P arella a mena r pun tate s ul Delfinat.o, scendendo a dicemure nella valle eli Bareellon etta, e compieudo varie ra ppresaglie sul
(l l VeJi Al berto Ferrero della l\la rmora. Nolizie sulla •·ita c s ullo gc>ta militari di ('::trio Emilio s. Mnrtiuo di Parella, o<s ia mteddoti clelle guerre succedu.te in Piemontt tla l 1672 al J7 0G.
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nemico fin quasi alla metà di gennaio. Esso faceva pertanto assai più che non dica il Saluzzo: nel cenno sull~ presa di Casteldelfino: « Monsieur de Parelle en demolit la fortitication abbandona la v ille au pillage, et mit eu fim le h~meau des Torrettes, avan t de reconduire ses troupes en Piemont. » Ho creduto di citare tutto questo non già per scemare al Saluzzo il suo merito incontestabile di avere fornita al Piemonte una storia militare che gran parte riassume dei suoi fasti gloriosi, ma per dimostrare la necessità in cui ci troviamo di riveder e la storia del nostro passato, ed · al'rìcchirla c<;>n nuove ricer che, dalle quali molti utili ammaestramenti si potranno · ricavare. L'opera del 'Saluzzo, coronata al suo apparire dall'accademia Reale delle scienze in Torino e continuata dal Pinelli fino alle prime guerre della nostra indipendenza, rimarrà sempre fra i più preziosi lavori della p rima !lletà del nostro secolo ed il suo nome figurerà sempre fra qu elli dci più benemeriti ill ustratori deJle patrie gesta. Ma non bas!.a; e conviene che Jal risveglio oggi avventurosamente rigoglioso degli studi storici dalle pazienti ricerche de1 valorosi indagatori del vero, dagli archivi pubblici e privati si tragga luce maggiore ad illustrare le imprese del nostri pad ri, a manLeuere vi ve le tradizioni della naziOne. È necessario che con coscienziosi lav ori arialit,iui , con m0nogr aiie parziali si arrivi ad arri..:uhire il rn~teriale storico militare, per modo da rendere possibile la compilazione di una storia militare di tutte le · guerre combattute nel nostro paese,. agevolando l'opera di coloro che dovrebbero farne oggetto di più largo insegnamento nelle . nostre scuole militari. L a mancanza di uua storia cosifatta, la difficoltà bo-randiss1ma per gli stessi insegnanti di fare nuove ricerchfl per uscire dalle rotaie dei corsi di storia militare p er molto tempo copiati da quelli delle scuole estere, naturalmente poco curanti delle cose nostre, ebbe per conseguenza che in molte scuole si trattassero troppe campagne di. F ederico il
j.{l't~nd e e nessuna di Vittor io Amedeo, II e di C~rlo Em""~ tt UtJ i e III e del Piccinino e dell'Alviano ecc E tutto
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1,' oon doppio danno dei g iovani studiosi, pei quali le
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' ''~ "' pttgne combattute in paesi lontani presentano maggiori dif'lieo ltà ad esser bene comprese, comechè aventi per teatro 111 ~t ll'i Ì n on conosciuti dai più e così differenti dai nostri; e 111111 otf"rono l' interesse ed il vantaggio di fare conoscere J4oi.Lo vari pu nti di vista mi litare la nostr~ patri~:o.. . ( l ir'L m olti passi notevoli vennero fatt1 su· questa v1a e lmi'iL Ì, cit are "il magistrale sommario di stor ia militare del (~)orsi, n el .1uale l'au~ore, p ur spaziando nel campo vastisJ4 Ìtll0 delle principali guerre d'ogni paese, trovò mod o .di rt.uuonn ar e rapidamente anche ad alcune delle guerre minori 1:mnbattute in I talia. 1\ftt, per lo scopo da me p ropugnato, converrebbe: che si: puLesse arrivare a porre fra le mani della gioventù italiana un . l'iOm mario di t• 1tte le gu err e di qualche importanza che lr~tn uo avuto per t eatro il nostro paese ; e che 'ciascuna d i quelle lottf?. che hanno interessato la difesa del nostro paese o degli Stati in cui esso era diviso, fosse rias::;uuLa con giusta tniKnra.. La maggiore eonoscenl!<a. che ne deriverebbe delle cose nostre infonderebbe nella coscienza dei più. un giusto concet t o delle energie latenti n el nost ro paese e delle sue L!lili.tari attitud in i a resistere, se concorde, ad ogni prepotenza straniera. Nelh più chia ra coscienza della nostra forza troverebbe più forti ispirazioni il sentimento della dignità na zionale, ed i molti ricord i gloriosi d ella nostra patr ia, r esi più popolari, solleverebbero i cu ori dei nostri o-iovani dalla gretta ed egoistica smania dei godimenti imo . mediati, macchia uel nostro t empo. Gli st udi ùi storia patria che tarrto hanno concorso nel secolv nostro al risorgimento nazionale seguono da qualche tempo u n, vigoroso risveglio. II cor po di stato maggiore sta accelerandc la compilazion e della storia delle guerre della nostra indipende nza . A.i cenni storici sulle orig ini dei reggimen ti, pubblicati pochi an.ni or sono dal Ministero della guerra , in seguito
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alle coscien ziose ricerche del maggiore .P io Bo~i, un o dei p i tl benemeriti colti e modesti compulsatori delle carte dei nostri archivi, serrui. una nobile bo-ara fra i recrcrimenti dcloo l'eser cito nell o illustrare la storia delia propria famiglia milita.r e, e basti per t utti r icordare lo splendido volume col quale Severino Zanelli e Cecilio Fabbris hanno ricordato le g lorie della brig1~ta Aosta. La scuola di guerra., vero uentro rl' att.ivit:'L intellettuale del no;:;tr o esercito ha portato la.rg,) eoncorso sulla via. ora aecenuata, c molt.o a ltro ne potrà dare in avvenit·e. L'idea di allargare lo studi v delle campagne combattute in Italia trovò già fra gl'insegnanti di quella scuola valorosi campioni, ed alle pubblicazioni storiche del Corsi , del ì\fa.rselli, del Sismondo, di Valentino Chia la, (~ cl Dabo,·mida, del Morano e di alt ri valenti s i aggi unsero le lezioni del Val les e del B'antoni che rccent~ mcnte chiamarono l'a ttPn zione degli a llievi sn lle campague del Prin· eipe Eugenio in Ilalia. Già b noni frutt i di C)Uesto a.V\' iamcnt.o s torico s i notmto in pareoohi prtlgevoli lavori llt:~g li allievi di quella ~-;cuola, la quale, tendendo a dare al suo insegnamento un carattere se mpre più accademico, ed a far partec~pare gl i allievi come veri collaboratori, a ll'opera dell'in segnamento, allarga, la sfern. della, operosità intcllettnalo, agevolando il còmpito che (pli , si propugua. Ma molte ricerche debbouo essere fatto ancora a.r. necrli n chivi pubblici e privati. Nelle carte di famiglia di molto illustri òase, che ebbero i loro maggiori iu itlte posizioni nella milizia, stanno llnco1a sepolte molte notizie preziose per l n nostra sLoria; e dovrebbe essere cura speuiale J clle t~nn iglie stesse che si onorano di nomi il iustri per patrie gesta, di rin tracciare ed esporre questi t esori storici di lustro per esse e per il paese. come già ..fecero l'Alberto Lamarmora, il Revel ed altri. Negli arehivi pnbLlici, la parte militate ftl pel: lo passato troppo poco curata. Specialmente in Piemon te a l molto
non seguì sempre la cura di ricordare le cose fatt-e, q nella di ben conservare gli scarsi ricordi di gente più pt·onla a l fare che al dire. !\fol ti materiali preziosi sono con tutte le desiderabili n~ovo lezz e poste a disposizhme degli studiosi in 'l'orino dntla biblioteca di S. M. il Re e dtt quella di S. A. R. il dil\'ll di Genova, ricche nou solo di pubblicazioni assai l'r~ro, ma di molti pregevoli ·manoscritt i, fra i quali credo do vere segnalar e la poderosa opera ancor a inedita del ...Minntoli (cinque grossi volumi di testo e due di atlanti), inLitolata.: Relation cles vampagnes {'aif.es par Sa i.ltlajesfé (Carlo Emanuele III) etpar ses gene1·au:c (de '1742 a 'l748). Ond'è L:hc nella stessa 'l'orino lo stndioso t rova non pochi d()\.mmenti. Ma se da.lle biblioteche si passa agli archivi Hi tl'Ova che mentre è abbasta.nza a bbondante il materiale diplomatico, a~sa. i scarso per contro è quello che pit:Ldiretl.a tnente rifl.eLte lo imprese militari, e si è quasi sempre ridotti a spigolare con enorme f\1ti ca le notizie ed i fatti o lte r]tu~ e la emergono da i documenti di carattere essen?:ialmen te a.mrninistrativo, i soli che venissero, per ragioni di controllo Hnanziario. conservati con eert-.a cura, e che oggi si trovano ra.ccolt.i nella sezione lV degli archivi d i St.ato in 'l'orino. iD noto co1~e senza. la. nota del tesr;>riere che pagò per ordine di Amedeo VI g ratificazioni a.i valorosi eho primi entrarono per la breccia a Gallipoli , noi non a.vremmo oggi alcun documento per accertare fra le glorie del Conte Verde la presa d i quella piaz?:a.. Ma. questi stessi materiali a.mministrativi dell'antico ufficio gen erale del ~-;oldo, mal menati ed esposti alla distruzione ed a lle ven1lite dnra.n te l'oecupazione francese, ricuperati iu parte, sono ancora oggi male r icoverat.i in nn v ecchio chiostro eli via S. Fra ncesco di Paola (T orino), dove manca per lo studioso, non dirò la comodità, ma la pos::;ibilità materiale. specialmc~te nella cattiva stagione, di attender e a ri cerche che tanta pazienza richiedono . .Pe!.' q~a nto il compen~o della · propria coscien za pos;;-a
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\)n,:;tare anche in mancanza di altri, a. confortare i veri amanti dello studio nella loro opera, sarebbe desiderabile si provvedesse meglio ad agevolare l'opera loro, e che il benemerito personale addetto a quegli archiv i fosse aumentato disponesse di mezzi maggiori e potesse meglio dedicarsi alle ricerche di interesse storico. Una grande opera storica pubblicata dallo stato maggiore austriaco, della quale S. M. il R e Umberto volle con munifico pensieuo ordinare a proprie spese e donare alle biblioteche del R egno una .versione italiana, viene oggi a fornire agli studiosi m olti nuovi e preziosi elemen ti intorno alle campagne d el Principe Eugenio di Savoia, e concorre ad age. volare il còmpito che qui si propugna. Al fedele consigliera di tre Imperatori, al eondottiero vittorioso degli eserciti d'Austria (come è scritto nella base del monurnento di Eugenio di Savoia che fronteggia quello dell'Arciduca Carlo dinanzi alla reggia ,di Vienna), l'esercito austriaco ha con questa grande pubblicazione consegnato alla storia un nu'ovo monumento di riconoscenza - E1•e perennius. - Il nostro Re, geloso custode delle glorie che onorano colla sua casa la patria, volle con una splendida. edizion e italiana (1) di q nell' opera rmi dere fra. noi accessibile a più larga sfera di lettori il ricordo delle gesta di quel gran capitano , che n elle campagne C<?mbattute nel nostro paese, coronate dalla libera:r.ione di Torino, acquistò tanti titoli alla nostra riconoscenza. Sebbene in quest ' opera ..~>iano con speciale larghezza trattate le imprese nelle quali il Principe Eugenio eboe il comando supremo dell'esercito imperiale od un comando indipendente e chè si svolsero fuori d'Italia, tuttavia anche
(l ) Questa vcroione di cui S. M. il Re ha affidato l'alta direzione a l generale Corsi, può dirsi una nuova edizione, essendo la parte narrativa stata riveduta c quasi riratLa con somma cura. J!;ssa viene pertanto presentata al nostro lettore .cotl vera veste di crcazi:>ne italiana. - Di questa opera .che conta :!0 grossi volumi di circa t200 pagine ctascuno ed un ricchissimo atlante ru già pubblicata la versione dei primi 6 volumi ert e già pronta quella del . 7° ed s• volume, sicchè p uò sperarsi che fra Jtochlssimi atini tlttta sarà pubblicata.
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pw· le g uerre combattute in Italia, molti e preziosi sono j.{ l i elemen ti forniti, epper ò l'opera giunge in buon punto. ~on d ubito però che anche sulle prime guerre del Principe l•~ngenio in Italia, le nuo ve ricerche che ho propng11ato porl. ranno molta altra luce e ch e fra pochi anni si potrà anche dt~gli scrittori italiani pagare un tributo di riconoscenza al liberatore di Torino , dando un più largo sviluppo alla 11 Loria delle campagne che esso ha combatttlto di <]Ua dalle Alpi. ._ (~uesto risveglio degli studi storico·militari mi ha incorao·. n g iato a profittare dei m<•desti risultati di uno studio analitico per trarne· argomento ad una pr oposta di g rande portata che n!fido alla eonsiderazione di tutti i miei benevoli lettori . . N ella esposizione dei fatti riferentisi alla presa di Susa, ho uroduto, in omaggio alla importanza di documenti inediti di riprodurre una parte dì questi r..el corso stesso della narl'azione, r iportando al termine del lavoro la rimanente parte oome allegato. Ho procurato di ~ssoc iare per tal modo il lettore al lavoro uhe io stesso ho dovuto fare, di laseiar parlare gli a ttori stessi Jegli avvenimenti, am:ichè dare mia veste alle loro parole. 8e ciò ha pot uto nuocere alla for ma esterna del lavoro, avrà, io spero. g iovato all'integrità della sostanza t~d alla brevità; epperò spero che il lettore vo'rrà in guesto essermi indulgente. S e, come io credo, le mie deduzioni ~ono esatte, dalle cose premesse potrà il ·lettore convincersi di quanto segue : l " Malgra·:lo l'iniziativa strategica, attivamen te e~plieata nella campagna del 1690 dall'esercito fra~cese condotto da nn generale abile ed intraprendent,e, la pertina ce difesa del Duca di Sa voia, opportunamen te appoggiata alle piazze di Torino, Carignano, Car magnola e per un momen to anche a Villafranca, per manovra re a cavallo del Po, e sussidiata dal concorso delle popolazioni tenute in armi, valse: a frenare le puntate a fondo tentate da Catinat; a prendere anche !t tempo una risoluta o .l'ensiva, cui disgraziatamente non arrise la sor te delle armi, su Sta'l'a rda r ed a permettere
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SU S.~
di l'l[>togare, di ricostituire l'esercito c frenar e le scorren e no111iuhe d opo la perdita di quella battaglia ; ~·Vittorio Amedeo II fu pronto a parare la prima ·puncnta d i Catinat su Carignano, f u prudente a non lasciare la forte posizione d'aspetto basata sul Po. in a.ttesa di rinforzi, fu audace n ell'atto controffen si vo ten tato su Staffarda. Osteggiato dalla avversa. fortuna, seppe profittare della protezi"one della sua posi:r.ione d'aspetto per restaurare l ; esercito e fu persevera n te nel mantener vis i minaccioso nei temporeggiamen ti che stancarono il nemico ; seppe abbandonarla a tempo ed insistette a tempo presso g li alleati per spostar l'esercito ver so lo sbocco di Valle di Susa, quando le forze di Cat.inat cominciarono a rim ontare la Va lle del Chis0ne; 3" Tutt.a la responsabilità. della susseguente inazione dell'esercito n ei g iorni in cui S usa fu at taccata, ricade sugli alleati. avendo il Duca inceasa~temcnte spi eg ato il più vivo . sent imento per la contro ~fensiva., c he volta. per v olta venne para li~zata dalla cost ante o pposizione dei eapi. doll'esercito austro-ispano; -lo Alla manc:m7.a d i vera concordia nqgli intenti e conseguentemente di vera {m ità .:l i comando sono da attribuirsi la maggior parte degli inconvenienti segnalati nelle cEspo· sizioni per la difesa di Susa, e specialmente la man cam:a di uoesione fra le truppe a causa dello eccessivo fra mmischiamento di re parti appartenenti a corpi d ivers i di eser citi di versi; 5° L a luce portata da documenti ' ined iti m entre ha escluso assolutamenLe ogni ingiusto dubbio, ed ha permesso di sta.l>ilirE- la vera parte di responsabilità e di merito spettante al Dn ca di Savoia, a i capi alleati , ai .coman·hmLi dell~t d ifesa av<mzata. del presidio di S usa ed ai mn r ':}hesc di Parella, ha permesso di reLLifiuar e pttrecchi e ine:mttezze commesse dagli storici ed ha posta in sempre maggiore ovidenzar la oppor t u nit.1. e la necessità di incoragg ia re g li ;;tnd iosi a nuove r icerche per illustrare le gesta dei nostri maggiori c rendere possibile la compilazione di una storia milita re d. I talia dt3gna delle gest:t che illustra-
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1·ono il nostro paese ed ispiratrice di forti proposit: per l'avvenire. L 'ammirabile accordo fra popolo e sovr~:tno, cementato fra i magg iori pericoli e nelle situazioni più disastrose dalla più alta virtù di ·sag r ificio da parte di tutti, pose in ·evidenza la fede incrollabile -- della nostra popolazione e l'attitudine del nostro paese alla. resistenza ad oltranza, la. inutilità. dei mezzi crudeli di un metodo di guerra vanda.lico, lasciando ai posteri un grande ammaestramento civile sn questo grave argomento.
*** . ·Ma poichè i propositi del Louvois hanno dopo due secoli fa tto capolino di nuovo fra uomini di mare de1la nazione sorella, non sarà inutile insistere su questo argomento, a norma dell'avvenire. N elle « G uerrcs navales de dema in par le commandan t Z et H. Montechant a.vec une préface de M. le Cont re-Amiml R éveillère (l ) Paris 1891, » si t rova scritto: « L'ùnità morale dell' Italia non è fatta ancora. Os « ser va.te il passaggio d i un reggimento in un a strada: al « primo colpo d 'occh io, m algrado b divisa, v oi distinguete « H pi emontese d al napoletano. Gli è cha l'italiano del nord « è !Lttivo e laborioso, mentre quello del sud, sner vato e « corrott o dal suo clima. e dalle istit u zioni che ha lunga<< mente s ubite, è indolente e pigro. « L'armata italiana, come le popolazioni da cui esce, « manca dunque di coesione. Aggiungiamo che, in seguito « alle difficoltà della s ituazione economica e finanziari a del « r agno, una spavente vole miseria spinge all'emigrazione « le popolazioni delle campagne. « Durante il solo anno l890 più di 150000 italiani sono
(l) Coi tipi dell' unione cooperativa edit rice di Roma nAI 189'! ve nne puiJblieata una ver.~ion e
di qu(!3la opera (ler la parre riOettento la guerra contro l' Italia.
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I,A l'ltESA Dl
SUS.~
« f ug giti dàlla loro patria. Queste cifre hanno la Loro elo« q nenza. Premesso tutto cw, si comprende imniediatam,ente la « tattica da seguire allo scoppio di una guerra contro l'Italia: « non dovranno tent~rsi che operazioni sus.c ettibili di scuo« le?'e l'immaginazione popolar·e. Quando la molla morale « della na.zione scwd spezzata, la ?'esistenza materiale, mal« grado la sua fm·miclabile organi::;za::;ione, non sard pi?~ a «
« tem er·si.
« Colpire presto e forte, portare s~1L lit torale italiano colpi « suucessi vi; bombwylar·e su.ccessivamente tutte le r.ittd ma« rittime, e in particolare Genova, Livorno, Napoli, Paler~o, « senza preoccuparci tli ciò che av verrà sulle nostre proprie « cdste, che saranno lasciate a guardia delle difese mobili; « ecco l'ufficio della nostra 1iotta fin dall'a pertura delle « ostilità. » Nelle' ora dette premesse vi sono due gravi errori di apprezzamento. Da un terzo di secolo il nuovo esercito italiano in ogni occasione ha dimostrato e dimostra gloriosamente che h più grande coesione esiste f'ra tutti i suni elementi. Come ho posto in rilievo dieci ann i or .sono in un libro (l ) che gli stessi autori della « Gucrres dc demain » hanno avuto la cortesia di ricordare riportandone con vera equanimità alcune conclusioni, ripeto oggi (ed è tanto più caro a me nato nel nord d i dichiararlo) : che i soldati del m ev.zodì httnno abbondantemente guadagnato la loro parte · di gloria in tutti gli atti di abnega:;r,ione e di valore compiuti in mille occasi~ni e per ol.tre trent'anni dall'esercito italiano. Se qualcuno ha bisogno ~ncora di persnadersene legga tutti gli elenchi nom inativi delle ricompense n ei bollettini ufficiali, .e vedrà come 'tutte le provincie vi siano egualmente rappresentate, e come i soldati di ogni provincia d 'Italia abbiano sempre 111 egual misura speso volonterosamente il loro sangue.
(I l 1\•<lì /,a rli{esct
clello Stato - T orino • 1\oux e Fa\'ale 1884- pag. 18.
LA PRESA DI SljSA
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l'esercit o nostr o ha fatto i s uoi pro~unciamenti ! Ol11 dirò poi della per egrina asserzione « che l ' Italia 1w robbe torto di contare sui contingenti sardi ? » È tale ~ p 11 1!pOsito da far sorridere ogni vecchio ufficiale dell'esercito. Jllt n ha. sempre riscontrato in tutti i sardi i più fieri e mi11,1io l'i nostri soldati, che tali sempre si dimostarono mal1-(t'tLdo le condizioni economiche poco liete della loro isola, l11 q uale ha in tut te le nostre guerre visti nelle prime file i l'l ttoi .figli corr ere . all'assalto, se bbene ultima a godere i h l.!lO fic i delle grandi opere pubbliche a spese dello Stato. Por fortuna nostra il popolo italiano ha dimostrato e diIIIOHtt·a d i sa pet e sagri:ficare il tornacont o personale ad un nl,ilo g en erale a nche remoto. Di questa · virtù non sanno mnrie rsi conto coloro che per il moderno decadimento vedono solo l'utile immediato e credono di potere tutt o miMurare a quattrini. Quanto all' emigrazione it aliana, se l e cifre sono grandi, MOllO però ancora più grandi, malgrado l'emigrazione, quelle doLI 'aL1mento annuale della nos t ra popolazione. per modo che 11g ni G anni uirca vediamo aumentare di un milione la popolazione del Regno. Queste cifre att estano la vitalità d"'lla n ost ra ra zza . Aequo et bono nitor ... c lascio ad ttltri di far confronti ~;o i dati relat ivi al movimento della popolazione in Francia. Vista la, erroneità delle due premes~e, cosa dirò p oi delle oousegnenze 0he gli autori delle « Guerres de dem ain » ne Jt,~nno voluto trarre ? G li esempi citati della campagna del 1G90 hanno dimoHLt'ato tutta la g ravità dell'errore commesso due secoli or Hono dal Louvois, nel p retendere di attuare per terra qnanto proporrebbero di ripetere per mare quest i n ovatori dolla giovane scuola. Se la irauca parola di un soldato, per il quale gli stessi lllltor i delle « Guerres navales de demain » hanno avuto (ll~role l ·· più lusinghiere, può essere ascoltata da essi, credano a quanto ho qui brevemente accennato, come già lmnno in quest'opera con eq~animità riconosciuta la s erietà (JoiiÌ.
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LA. PBESA lll SUSA
LA P RESA DI SUSA 48 e verita di alLro mie cond usioni (l ) e siano p ersuasi che quei propo::;iLi d i guerm vaudalica servirebbero solo ad ina~ aprire gli animi fl'a d ue popoli di una stess~ :azza, ~at1 per amarsi, od •~ vouti dinanzi a lor o nella vasttssuna Afnca, ben altro ct~m po p el' ::;plicar e concordi la loro ene~gia, .a p~o .d ella civiiLìt., c.:oflstmdo l' assurda tenzone di reCiproci dtspotti uht> l'O io )uL g iovato alle bieche mire degli speculatori d i honm e dei pochissimi illusi ch e ancora a~pAttano il r i Lnr11o cl i nn passat o omai condannato per sempre.
(l) VCtll pnfl. 3G·3~ della c*ta
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demain. '
A.l.l•.EG ATO (a)
:1) Copia del atto del conseglio di guerra
seguito nel forte di Susa. L'unuo del Sig.re mille seicento et uovanla et alli ti·edici del mese di ~fat·ia Maggiore della città di 1'\u~u ·,v:mti me nodaro et Capir. no d'artiglieria per- S. A. R. soltoscritto. Pot'SOlta l mente congt·egati li HJ.mi Sig.ri Conte et Ca ~:JgJ.re D. Giò. 1rruiiCO Losa Governat.rc di d.ta Città et Provincia, Carlo Emanuel SiIII!IOHÌ Conte di Ri vera Gove del med.0 k rte et Comand.te di d. ta Città, Il Sig. Giuseppe Losa Comand.tc di d.to Forte, Thomaso Guiberto, CaVIIf.( l.nr Gio. Batta Ussello tuti due capit. ni del Regim.to di Chiablais, Vitu:••nw Magliano, Ga spm~ Matheo Cordero, Gio An tonio Boetto, Rarllinlumeo J\1 ansuino, Capit.ni nel Regim.to de fucilieri del Mondovì, AnIonio Ludovico Castiglione, Giuseppe Antonio CarreLlo, Gioù. Ft·ancesco llnr:mthon luog.ti nel d. 0 Regim.to del Chiahl••is, Carlo Gallatei'O, Giò. A11 tonio Gallo, Antonio Fabiano, Giuseppe Ferero luog.ti nel d. 0 Rcgim.t< do! Mondovì. Molineri ; et Gioa Batta Marchisio quello Capit.110 el questo G1mtilhomo d'Ar tiglieria tutti p. S. A. n. Gioanni Martinengo Bombista tutti in d.0 l'ot·te ressidenti q uaii lutti unanimi c concordi congregati p. tener con•u~d i u di Guerra sopr01 la c,,nti~ua batt.ftglia sotto al d. fot·te dell'arlllu tn di Sua Maestà CIHistianisma da hieri sera cit·ca alle. hore di notte ~i n :tl l' hora cinque ùoppo mouo giorno del corrente giorno. Perciò sono - luti di parere .come seg11e seccolorogionto il Sig. Capit. no Gioa Frane.co llnmas. Cioè il sud. • Sig. Capi t. no Moll ineri dice che per scarsezza de' bomhurdier i p. esse1·vene solo quattro habili, et a causa che il nostro forte non puoi batter la Batteria avversaria che con un solo pezzo per non ~~~~nrv i altt·a batter ia che possi battel'la esser di sentimento di capitolare. Detto Sig. Ma rtinengo dice non poter questo forte resistere et così dovm· llii!Jilolarc. Il Sig. Marchisio concorre con Ji sud ì sentimenti. · Il Sig. Giuseppe Fen ero e di sentimento doversi ca pitolare. Il Sig. Antonio Fabiano dice doversi capitolare. Il sig. Gioa Antonio Gallo dice doversi capitolare. Il Sig. Cal'lo·Gallatero dice doversi capitolare. Il Sig. Gio. Frane. co Dat·anthone dice doversi capitola re. Il Sig. Giuseppe Antonio Carretto dice doversi capitolare.
11"1'' ' 1690 in una camera del Forte di S.ta
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ANNO JCL.
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L.\ l'RESA 01 SUSA
I.A PRESA DI SUSA
Anlonio Lwl.co Castiglione dice esser di sentimento dì C.'l_ Il Sìj.(. llurtlwi0111co Mansuino dice esser di sentimento di capitolare. Il ~Ìfot. Ci n . i\ nlonìo Boetto dice doversi capito]:~ re. Il Sii(. l: ìr, l~ rnn .m Oumas dice esser di sentimento di dilfendersi. Il Sii( ( :uspar Matheo Cordero dice esser di sentiwento di capitolare. Il ~Ìj.( . Vìncouzo Magliano dice esser di sentimento di capitolare a causa dt l pud11t prexidìo che vi e et che l'inimico si ritrova già sotto le muraglie tlnlln furluu:1, quul sì ritrova in malstato. Il Si).(. Ca v:•g re Giof1 Batta Ussello dice doversi capitolare. Il Sifo!. Tho111aso Ghiberto considerata la forza rle' nemici elle sono atlnl'lhl 111 pìnzza riconosciuta la traversa òella mina che si faceva sotto il 11111~uzo n o dolla po lvere et la debolezza del nostro presidio, dice doversi l't'~ÌiHt•l'll ot fnr l'u ltimo sforzo sin sul lardi di questo giorno p. veder ~· vi ~u rio qualche soccorso altrimenti dove1·si capitolare. l.' lll1110 Sig. Giuseppe Losa Comandante in il.0 fol'te dice che con le puclu· forze si ritmva d.0 forte doversi ca pitol:~1·e. l.' llt.'uo Sig. C:11·lc Emanuel Simcom Conle di llivera Govern.c .in d." l'M tli dice che non venendo ho~gi soccorso et esser fossato d. 0 forte a rovt· ~cìo et il presidio inthimidito p. In traversa della mina ~otto magaZ!'IIi della polvere dice doversi ca pitolare. L' J Sig. Conte c Cavagl.'''1n. Gioan Francesco Losa Govcru.rc della t·ì u:'o di usa attese le cause sud.Lc et HOIHÌnate come si è spiegato, et l':u:t:ìdenl.c oceo1·so la notte scorsa ehe la polvere et granntH hanno pigliato il fuoeo, et ridotti quatro offìciali fuori di servitio con quarantatre :~oldati tra morti e feriti oltre la disertioue tle' ~oltlati occorsa in tl." aeeidentc rlice rsoe1· di sentimento di capitolare. li che tutto d.i (\].mi Sig.ri Officiali hanno detto et I'Onlirmato con loro giu ram.to tii mal : et col : p. essi pi'Cstato toccate, cioè a quanto a J .i Ill. rni SS.i Cavag.ri la croce a modo ile Cavag.ri et in quanto alli altri toccate corporalmente le sue nelle mani ùi me Nod. 0 Sottos.Lo chiedendone del tutto testim.li . Le quali cvse Io Giulio Cesare Vìvaldo Capit.no d' a1·tig.ria in d. 0 forte per S. A. H. ot puhlico Duca! Noù. 0 in d.a cit.t.il di Susa habitante hò concesse et ricevute, in fede mi sono manualm.Lc Sottos.to. D. Gio. Franco Losa. Carlo Emanuel Simeom di Rivera. Giuseppe Losa com.Lc. Thomaso Guiberto. r.arlo ,Giuseppe Mollineri.
Gio. B:~tta Marchisio. Giò. .Anto Boetto. Giuseppe An to Ca 1·etto. Carlo Gallatero. J ean F1·ançois Danwthon. Anto Lud.co Cesare di Castiglione. Alito Fabiano. Giuseppe .Maria Ferero. Gaspar Matheo Cordero. Gio Antonio Gullo. Giò. Batta Ussello. Bartholomeo Mansuino. Sopra 20 memb1·i del consiglio di guerra pertanto uno scio vernmente lu1pav ido, e lo citiamo a titolo d'onore, il capitano Giov. Francesco Durnas, tiWo l'audacia di sostenere doversi continuaw la difesa, malgrado che i tlodici memb1·i meno anziani di lui avessero già una nimamente espresso l' n v v i~o per la capitolazione. Un altro, il capit.mo Tommaso Ghibcrto volò di protrarre fino 11 sera la dìfe;a come ul timo sfo1·zo in atte~a di uiuti, i rimanenti !8 fu rono per la capitolazione immediata. l~ degno d'interesse l'r.same calligralìco del documento originale contléi'Vuto nr.gli archi vi, scri tto di proprio pugno, nel momento pii1 critico tlnlla difes:~ tla Giulio Cesare Vìvaldo capitano d'nrtiglieria e duca! notaio .In Susa, e portante tutte le firme 01·iginnl i dei membri rlcl consiglio di ;;(ller1·a.
Il
~ij.t.
pìl o l :~r, • .
limo
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LA PRESA. DI SUSA
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l, A 1'RF.8A DI SUSA
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\Ì J'n ~n ns sçavoir se q. ,il estoit Jevenù, en suite il donn:'1 ordre aux solALLEGATO (b~.
·dnH ' JUO s'ils voioint aprocher Ics ·e nnemis dc lirer j,jcessement dessus, et
fil jolOI' quelquos grenadcs qni ne fai~oient aucun efTet par l'inabilitò de "'"' -.: IJUi lrH liroint se IJII Ì donnoit lieu aux cnnemis de continuer leur ~u lt·ric.
b) Diario dell'assedio. Dl'/tll'(
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rt' qui r'est passé du jour de l'a!aque d" (01'1 de Snse iu:;qnct au jours de la capitulation.
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dix heures dcvam midi !es ennemis commenccront
:1 dclilcr d:1 ns lu ville do Susc cstant :tbandonee et si tost que ie Ics vis.
paroit 1·c jc donnui urdrc •Ju'o ntir:'l le canon se que se lit avcc un succes. merveilloux. Deux hcurcs upros rnidi je fus advcrti pa•· un bourgiois qu'il estoit·. desià cntn5 dans ill ville 7 ou 800 hou11nes et co mesme temps sè fis metre ma garnison sous Ics :11·mcs fort :miméc nu cornbat et cene mesme nuit iefis fa ire feu su•· les advenues pou r empechcr Ics cnnemis de- •·cconnoistre Ja piace, à quoy DO tnaf(lleront pas si IOS t arrives dans la ville. Le t 2 a nuit close premier jout· dc l'ataquo les ennemis ayant ouvert la ~anchée de la demi lune et du costé dcs Capussins ou estoit de garde :Mons Bocti ~ fus adverti que les ennemis s'approchoint pour atacher le mineur, Mons Guibert il y alà incontincnt et flt defendre_que personr, ne· tira pOll i' donncr le temps d'escouter s'il entendoit d:.t 11100d qui VÌUl aux aproches, et c'cstant npc•·ecil que luy avoit dcs sohl~ts cachés derriére· une mu raille et qu'il en dctiloit incessernent, il flt prier l\lons. Vercellis rl'envoier un détacltement de ce cotté la de !2 hommes commandes par un sergent pour chasscr Ics enne mis qui commençoint a fai re la galerie pour atacher le mineur so us nostre magasin dc la poudre. Le détar.hemcnt estant sorti le uit Sie.ur Guibert leur indicà l'eudroit . ou il devoit s'allei· postcr pour chasser les assiegens et fìt rlefence qu'aucun ne tira jusque asser. quc le détacltement fut au poste dcstiné et comme les en nemis continuoient il detilc•· les soltlats tirerent dessus m al~p·e la defence qu'on leur avoil raitte ce qui. rebutà nostre detachement de quoy le dit Sie.ur Guibcrl c'estant aperc_;eu il s'ava nça de l'autrc costé de l'ataq ue po ur les rassurer et les animcr dc retoul'ller au post destinè Ics ayant advcrtis r1ue ny avoit che sing ou six hommcs et des coquiùs qui fuiroint. si tost qui les v'e JToient pnroistrn et que à cest efet il c'cstoit porté la pour1es soustenir. Toutes ces démonstralios furent inutiles, et nostre detachement se re-
l.u demilu ne cstoiL tousinurs vigorusemenl soustcnue par quelques putis tlétnchcments au tlehors cL par Mons Vercelli, Mons. Dara nton, Mons Ferré et autres offici~rs quis y nloint tour i1 tnur chascun faisant 1111 11 dcvoir de tou tte part pour voir se lu y avoit quelque chosc de novvca u ; mais au point du jour le feu se mi t à quelques barils de poudre qui n'osta nt communiqué aux granades mit eu desordre tout nou·e monde. Cet inconvenient aya nt mis Moru Vercelli, et trois lieutenents hors du . •:omb:Jt furcnt obligès dc se retirer, et tout le mondo abandonnà la demi lu no, el dans eo desordre 0 11 la issa Ics portes dc sortie ouvertes se q.ui rlonnà lieu a tO ou !2 ~oldats dc rester dans le temps que !es autres se .reti roint dans la piace. La consternation se tnit en momo temps pa•·mi nos soldats et sur tout ~ Jlwnd i l~ apArceurent lcs mori$ et ble;ses quc ron tirà de ce poste, se qui mc donna licu de me metre à la teste avcc Mons de Hivere, Mons. Majan, et Mons du Sei et par des fortes pe•·suasives les ayant animés nous les rumenames dans leur postcs non obstanl le grand fev que Ics ennemi s faisoit sur uous de toutte part (c'eslanl npe •·cou~ du deso rdre f(n'e~toit ar~Ti vè) et malgrè la difìculté qui se lrouva sur le pont qu'estoil tout cmbrase du fù que la poudre y a\'oit causé nous ne laissames pourtant pas do passer et de continuar nostre fil, M~ns Cordè et ~f ons. G1.1l c~t:lnt de garde en ce temps la il la ditte demi lune mais tout cellà n'empcchà pas 4es ennemis dc s'en aRrochcr d'avantage. Nos soldats commcncerent à se rebuter un ::mtrefois a tel poinl que la 4Jins par du temps faloit que !es officicrs s'em ploiassent à les faire sortir .des caserme.s pour les remetre à lcur postes, à la vet·ité le.s fatigues quis .avoienl soufert deux jours et deux nuits enticres sans jamais estre rcl cvés faule d'avoi1· du monde contribuercnt ([Ue trop i1 eest inconvenient. Au point du jolir vimes le poste la Brunette. occupé (hauteur qui domine le di t fm·t de bion pres) par sing où six cent hommes où ils com-._ mencoits a faire une baterie et en me.~me temps nous en dceounimes un'autre qu'estoit sur un rocher au pròs du chasteau, sur la I(Uelle je fis faire un feu continue! pa r un seui canon qui la pouvoit hatro le quel faisoit un efel mer veillieux mais l<Cllà n'empechà pas que tleux: heures npres elle ne fut en estat do tirer et du premier coup nous abatit ftne gueri te <JUÌ couvroit le canon de nostre bas fort f[U'estoit la seufe défence de nost~e
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I.A PRESA
LA PRESA DI SUSA •
DJ SUSA
·demi lune 'lui pou 1 oit incom.modc•· la tumchée dcsennemi~, cc qui ohligcà nos canoniers de l'abandonner (j'ordonay incessament au Si.ur De Star•mis de l'aler repurér, se qui ne peut executer faule des fassines) dis:ml qui ne pouvoint plus restircr au tant par Ics frequens coups de ra non qu'on tiroit dessùs que pour la Jassitudc n'ayant pas eù des canonier~ pour les f:1ire relever, cc qui donnì lieu aux assiegen~ d'avancer le ur ouvrages. A la mesme heure on dccouvrit la butcrie du mortier qu'estoit sous nos murailles, en deçà de In rivière du collé de ltl ville par ·l'endroit le plus fort et ou nostre c:mon ne pouvoit p<l~ se pointer pou•· pouvoir incommodcr Ics bomhardiers et le fù des mou squ ct:~ ires estoi t inutile, les cnnemis c~tant si bien retranchés dans cest endroit qu'on ne voioit. personne. Refleclìot< (i) ~·e Deux heures aprés, tout nostre C[IOOD se trouvà inutile ayant les enne· P 11" r~~ne~us••- mis si pres tic nous de toutte part qu'il estoit impos~ible de s'en servir et f!!OC 11Ollh moans ou l l f -utoa en esl(d de lts ma gre e ù continue! que l!'..s officiers faisoint melés parrni les soldats 11uire à catm aetn fort inurilemenl, i1 cause qu' l faloit tircr d' haut en bas on ne pouvoit pas rituali<m ·egeans des•apror hcr p:~r 1es endro1IS · Jes plus dJiìCiles, • · !UI (ori. elévk du cmpccher 1es ass1 n'ayaut nucun ho mme ass~z abile pou r jrtcr des grenarlel-1, et par c.e moien les eloisgner des murailles. La foiblesse dc nolre garnison, la plus grande partie des armcs hors deservice, tous les inconvenients arrives, ioints au peu d'aparence quc je voiois de pouvoir soustcnir tous Ics postes par ou nous estions ataqués me Orent resoudre d'assembler le conscil do guerre un hcure après midi pour voir les expedients qu·on devo il prendre pour la defencc de cotte pi:JCe. Tous ses :Messicurs voiant le reste tle la garnison si peu portée :ì sa defcnce, et tl'alicurs les cnnemis si prcs des murailles, et en estat dc 'donner l'assaut la nuir prochaine sans estro cxposès à un seul coup dc canou, et. fort pcu des mousquets, nous conclumes malgrc nous quc nous ne pouYions pas tcnir plus long temps et en cfet deux hcuros après· midi ayan t les enncmis comrnencé à tirer trois homhes une des qucllcs tomba dans le bas fort, quc par malheur cmportà le bra~ à un soldat, nous fut impossiLle aprés ce coup dc rassurer nos soldats il leurs postes, ayanl pris dc nouveau un espouvenle incroy:~hl e, et sur tout que la galerie pour· atacher le rnineur s'avancoit touiours n'ay:mt plus que Jix ou douze pas a fai re pour estre sous la muraillo, fJ ullilc estani nouellemente fa ite, n'auroint pas manqué de la perce•· en tmis ou quutre heu1·es où ils auroi n ~
(l ) Si ruù ritenere che quesla chiosa sia s tata ap(Jc:;ta che postillò la • Relalione della presa di Susa. •
dal ~'\ s t ~sm ~utorila
superiore
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trouve le mine toule faite pa r une casemate atachéc à la dille muraille aupres da nostre magasin de la poudre, si bien que pour toute def~nce ne nons restoi t plus quc des soldats inutiles au combat et pour dermere r~ sou1·ce d'atendre avec patience l'cfet de la mine pour enlever une part1e ' du fort et cclui de la T1ombe pour achever de destruire le resto de la garnison. . . . . Toutes ccs reflections et la perle mev1tahle de la dltle place me hrent restludre de faire batre la chiamade trois heuros apres midi pour garantir le [lelt de monde qui nous restoit et faire la capitulation qui se suit.
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' I,A PRESA DI SUSA
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LA PRESA DI St;SA ALLEG A'rO
(c) ALL EGAT O
(d)
c) Capitolazione. d)
Capitulutùm faite entre il!onsù•w · de c,rtinat Generai de l'armée du Roy tres cretùm et Monsieur le fOmte Lose Gotwemetw de la ville, et chasteau de Suse pour S. A. R. de Snvoù•. P.•·r at·ticle toutte la garni~o n Slll'lÌr[t au tant hourgiois que françai s et t.ouue l'inf:~nterie :trrnes et bagages rucchc alumée a deux bouts baie en bouchc L:tmhour batnn et dr:lpoau rleploiè sans que lny soit fait aucun l.ot·t. 2° •1ue le Gouvorneur sortir:'! N :tmerwrù avcc lui une piece de canon :ì son choix ot uno tlo ca liht'tJ do six à ltuict li vres de baie et une troisiemc au choix do Monsiour •le Catinnt. :1" 'filO l'on sortirn le quart des provisions de houche et de guerre qui sont dans le fori. ~o qu'il sera foul'lli dos clw riots et chcvau x necessaires pour Iaire tntisner les trois dittes pièces dc canon, provisions, equipages des ofliciers. 5° que le betail qù est dans le fort ser:J amene pa1· la garnison. 6° quc In ditte ga mison sera conduitte et escorteé soit ;, l'arrnée de S. A. R. ou il Tt:rin par.le plus cout·t chemin. . 7° Qu'il sera donnée sureté à l'escorte qu 'a ura conduit la garnison, et le foul'l'age foumi it l'escorle lrtu l eu ahmt crue en venant sur les terres dc l' obcissence de S. A. R. Moienant les conditiòns cy dessus accorùées le dit S.r Com te Losa Iaisserà ces ou vrages avancecs en mai n des troupes de sa majesté, et la ditte gamison s01·tira demain avant midi i 4 9hr~ fait au chasteau et forte de Suse double de part et d'nutre le i 3 !)bre t690. Signè Catinat.
Appunti sul forte Santa Maria. Sittwtion du fM·t dr, Susè
1. Pour bien comprendre se que c'es t tpte le fort de Suse il faut se3voir qu 'il est situé sur nn r ocher co mendè de tous costés. 2. Q11e dans toutte son enceinte l'on n'a pou faire que des parapets à demi epreuve à cause du terrein qu' il. est fort semi. 3. Que n y avoit pas ou vrage. qu'il fu t bien fl :mque oii rrui le peu t estre à cause de sa situation elevée. IL Qtte l'on en peut aprocher a couvert de to us costés à la faveur des rocher qui l'environnent. 5. Que Ics ennemis. estant arrives au pied du roe Ies assieges ne peuvent plus tirer un seui coup de ca nou n y de mousquet sur cnx à cause dc la hauteur du roe, et du revestem·ent des ouvragt!s. 6. Que da us le dit for l il n' y ù point de terre pour reparer une breche et pour se retra ncber et que pou r remed ier à tous ces iuconveniens l'ou n'avoit uy fa~si ne~ ny gabio:1s, n y sac a term, ny chevaux dc ft'Ì$C ny armcs Llancbcs pour soutpnir un assaut. 7. Que les deux portes du dit fort flt pont 1:ont veues de revers des enn emis, se qui empechoit la communica tion du bas fort .a la demilunc. 8. Qu'il y avoit deux.fau5ses portes, on le mineur ponvoit s'atacher sans cou rre nucuu risque à e.1use quelles nrstoint veues d'aucun pan et que eu faisant U!Je simple mlll"ail le au devaot 111 mi ue estoit toutte fai te. 9. Que ny ayant que la porte principale par ou l'on pouvoit introduire rln sec:ou rs, 1:1 quelle cstllnt en vironée ties ennemis et I.Jatne par u ne de leur bateries il estoit presqu'impossillle d'eu ieter dans le dit fo rl. 'l O. ()ue la garnison n'estoit que de .330 hommes compost'e d'un mcchant detachement de dix hommes par compagnie du Regiment de Chablay et Mondevy compris deux detachements q ne Mons. Boe ti amena de la Nova lese que je r. ~ entrer dans le fort parmi Ics quels nous n'a vions aucuu grenadier ; or l'o n scait assez que pom· defend;e ces sortes de
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LA PRESA DI S USA
LA PRESA DI SUSA
places les grenadiers et feln d'artifice c'est la seule ressourcc pour eloisgner les ennemi~ des m•1railles et par ce moien en ,retarder la pt·ise ce de quoy nous manquions entieremtlnt. Enfìo il n' y à gui,~re des gens de guerre qui ne soit informé que · pour defendre un seui bastion ne fnille 400 hommes et que comme i ay dit je n'en avois f{Ue il30, sans officiers majors, pour defcndre le dit fort, ntaqn<i par 7 on 8 mille hommes et presqu'autant sur les :~vouuc~; or l'on S!Jait fort bien, que de ces 330 il u'y en il qne la moitie 1111 plus qui puisse defendre la piace et que l'a utre faut qu il repose ot fjiiO do colle rnoitie il n' y en a que la moitie qui ti re (c'est a dire 82) •ll quc l'antro ne doit tiret· que celle qui-à tirè n'aye rechargè, ;1 i11 ~y l'1m voit clniremont que 82 coups tirés par reprise ne sçauroint ;1111pechor 7 ou 8 mill ' horume~ d'aprocher do l::l piace sttrtout pendant l'interv:1 le do:-; tir:-> ot l'on doi t s';nvo1r :pte des snsdits 330 hommes il n'en rc~ toit qn n 1!10, quand on :1 c:~pitul é le reste ayant esté tue hlessé ou deserté, de sorto que l'enuerni n'n vo it plus que :2il eonps de tnOil SIJUC t tl essuier. Voil:~ s'il me sernble tles rai so n~ asscz fortes pour faire voir an public le peu d'aparence que luy avoit de pouvoir soustenir d'avantage un poste •1u'i l est naturellement :<ans ancune defence et sans secont·s et que les troupes .estoit hor;; d'e;;tat· de combatre.
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59 A L.I. EGAT O
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Parere di Carlo Morello luogotenente generale nella artiglieria del duca di Savoia intorno alla piazza di Susa. lu un gro~so ~oi u me ~ano:.critto, portante la data del 1656, (e cioè precede?le. dt solt 34 annt le operazioni di cui qui si tratt:~) couservalo ~ella Rrbl~oteca del Re in Torino col titolo : A nvet·timenti sopra le /0 1'tez ze dt S . A . R , - del capitano Cal'lo .Morello primo ìnoe~n ere et logotenente genera le di sua arteglieria • trovasi espresso il "' s~ouente parere intorno alla piazza di Susa. "' « Volendo fortificare la città di Srrsa sarà sempre incommodo essendo « questa situ:~ta in mezzo la Valle, et sottoposta a l dominio delle mon« tagne, che vi sono attorno, che diflìci lrnente vi si puo tenere solda( tesca <1 coperto per esser quelli inlìlati la mnggior parte. Se br-ne con « il mio parere che accenno col seguente foglio (nell'originale il pro« gello _del_ M o~ello , ~h~ n~n f~. poi attuato e pereiò omrnett(l quì ; è « colorrto m ~w Ilo) vt sr rrmedt m parte- non sarà per altro eire da « abbondare m cautela, qua lunque volta ehe vi fosse ritirato buon nu« rnet·o di gente da guerra per ~spettarP. fJUalche soccorso 3 lì ne t!i uon restare tota lmente all'ablmndono. In quanto al forte di Santl'l Maria « (ossia la Cittadella) situato vicino al1:1 Città; perchè ancor3 esso in qualche p:~rte è dominato, ne richiede il ristamamento et quantità di « trnverse per coprirsi dal nemico ~ causa della troppa vicinanza dei monti. Nel suddetto forte in c:~so di :~tlacco lmstere!JtJCro 200 fa nti con « monitioui da guerrl'l e da vivere a proporzione , . A corredo di questo cenno (non troppo feli ce per la forma ma decifrauile con _l'a iu~o ~lcl di ~egno) il Morelto univa una pian ta di Susa, coi sohborght ed tl 1orte Santa M:~ria, nell:1 quale pinnta è colorita in (fiallo eome dissi l'aggiunta che il Morello reputava necessaria, e che consi;~OnO' in due fronti ba st'ionati, tr:~cciati lungo una linea retta, parallelam en ~ al lato sud d~lla vecchia cinta di Susa, il quale lnto era :~llora protetto da un semphce m11ro fiancheggiato da sette torricelle rotonde nel tratto compreso fra la porta del Castello Vecchio e l'angolo sud-est della Ciuà. P.ropon~va inoltre un piccolo fronte bastionato rivolto :1d est appog· gran test al lìume a cavallo della strad:1 .di Torino, alla estremità orientale
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L& PRKSA 01 SUSA
del sobborgo sulln riva destrn di Dorn, ed un a linea a denti di sega s.ulla rivn sinistra della Dora per coprire il so bborgo dei Cappuccini situato a nord-est della cillit, fra la Dora ed il piede della piccola altura sulla qua le sorgeva In "cittade ll:. o Forte di Sa nta Maria. In qualche storia si accenna all'a ttacco di Catinnt contro le Chatea11. de Suse e con ciò si potò dare luogo ad erronee interprewzioni. Le operazioni d' attaccn si li mitarono :llla sola Cittadella o Forte di San ta Mat·ia. li Vecchio Ca~tello silunto alla estremit~ sud-ovest della città, e g:ò sede dei Marchesi di Susn era nel H\90 , :li pari del resto della cin t~1, mezzo rovinato come risulta d::ll seguente cenno del Theatrum Statun m H e~i o Celsitudinis Snhnndie stnmpnto :1d Amsterdnm nel1S62, nel quale è scritto a p:•g. 66, trnttaudÒ della anticn sodo di quei marchesi: Quorum etinrn nuuc Arco,: somirutc. Qllinque {ortissimis olim turri/JllS comm n. nite~ spectt•ntur. E cinqu e~ sono appu nto le l.orri segnate nella aoness~ pinnta de l ~lorello fttll' il Cn><t<'llo \'ecchio al ~ud-ovest di Susa.
G.
PERlWCCHETTI.
Colmmr-llo di 31alo maggiort.
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI
Alla pubbiicnione dei decreti-legge di cui abbiamo parlato nelle fli"C<!Cdenti puntate, tenno dietro, nella corrente quindicina, la pubblica7-ione di due importantissimi disegni di legge giù pt·csent~l ti dall'on. Ministro della g•Jerra al Par lamento: quello sull'avanzamento nel R. eserci'to e quello sullo stato dei sottufficiali c le ra fferme. Ocl pri mo già si conoscev:mo le disposizioni principali, che abbiamo dale per sunto nella precedente rassegna, ma giova fermarci alql~<•nto su Ila relazione che accompagna il progetto, interessantissima per la situazione che mette in luce e per i princi-pi gerwra li che stabilisce a baso delle disposiziÒni contenu te nel progetto stesso. Si premette un cenno sulla triste sorte incontrata da tutti i progetti di legge su questa materia presentati al Parlamento. Il primo fu quello presentato dal Ministro l?orrcro nel !883, due ne preaentò il l\l inistro Ricotti negli an ni 1.885 c ! 886, uno il Ministro Bertolè-Viale nel 1.887, tre il l\1 inislro Pelloux negli anni 1891, 92 c93. A nessuno ai questi onorevoli l\1 inistri le vicissitudini parlamentari concessero di :tssociare il proprio nomea nna legge destinal.a a regolare le più alte e vitali funzioni dell'organismo militnre. Sicchù ci troviamo ancora colla legge del ·1853, già vecchia e disada t1:1 fì uo tla t[Uanùo presenlò il suo primo progetto il generale ~~C l'I'OI'O.
« Non ttv rei os:t!O, dice l'on. :Ministro Moccnni, so lloporvi tm nuovo di.scgno· di legge sull'avanzamento se, dalle inLenzioni manifestate ùai miei predecessori, e pit:1 ~ncora dall'interesse con cui l'esercito attende In riso luzwne dei problemi più gravi della sua vita inlm·na, non avessi tratto profonda convinzione della necessità di regolare l'avanzamonto in al'lnonia ai nuovi tempi e ai rinnovati ordini militnri .
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI
« Alle mie proposte ho inteso dara un carattere orgnnieo ispirandomi al con vinciméolo che nel regolare lo svolgimento della vi t:t interna di un organismo vaslis~imo non è, nè il partieolare, nè il prossimo che bisogna prevedere, bensì gli eiTeni generali r. lo scopo ultimo » . Segue l'esposizione dei priueipì su cui si fonda la legge. Scopo ultimo di una legge di avanzamento non può, non deve essere altro che : assicnranJ alt' esercito qund1·i sotto o.qni aspetto vigo1·osi e alli a disimpegnm·e le funzioni rispettive, l'es e cotanto diffìcili ai tempi nostri. Qu:tlumrue considerazione di persona o di opportunità momentunea deve e;sere traacurnta dinanzi alla maestà dello scopo pt·elìsso. Mentre al potere c:iccu tivo dcvonsi porre tali limiti che i suoi atti mai abbiano a nuocet·e <~l t;OilSCI!I timenlo rlel fine propostosi dallegislatot·e, è indispen. sa bile pure iiCCOt~dare libcrtit d'azione suflìciente, perchè es~o .rossa pu-r sem J)re prevedere o pt·ovvedere agl i inlìniti casi particol::m, a1 quali la legge non può soccorrere. Bisogna considerare l '~vauzameu lo non come il materiale progre.çso da un ,qm.do tdl' altro defili inrl!vidui, ma come una istituzione militare organica intesa n devolvere in pro dell' inlero esercito tutto il1·egol(!re c profiwo sviluppo delle individuali attività dei suoi membri, utilizzandone il JII'Ocedimento nei vari ,gradi come mezzo per trarne il massimo 1·endimen~o. Partendo da rruesti prineipì il progetto rli l11gge dell'on. 1\locenn,, come ogscrva Io stesso Ministro, si stacca sensibilmente da cruelli de' suoi predecessori per accostal'si nIla legge del i853.
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Venendo poi ad espone le ragioni speciali che, sulla base degli acce~ nati pl'incipi determinarono le principali dispos~zi•Jni d.el prog~tt~, I' on.. M•_nistro osserva che, per le condizioni d'età am nostn quadn, l esercito e e~posto, in un nv veni re non lontano, alla scomparsa simultanea d1 numerosi elementi nei g•·adi supe•·iori. , Urge quindi fin d'ora stabi lire per legge un'eliminazione graduale eh~ permett.a un avanzamento avvenire calmo ed uniforme. AIlo scopo d1 assicurare una regolare uscita dai 'luadri, moderatt·icc dell'avan;.mmcnto, venne gi;', pl'Oposto di limitare per ogni grado l'età e con essa la pennanenza nelle file dell'esercito. Questo sistema non fu conservato nel nuovo disegno di legge che~ pe~ quadri degli uflìciali in congedo, stabilendo li miti di etiì per grupp1 dt "radi. ~ La dill'erenza di tt·attamento fra questi e gli ufficiali dell'esercito permanente venne suggerita dal fauo, che negli eserciti odierni, mentre l'uf~
NOTIZIE 'PO LITJCO·MILITARI
fl• ·iulo dei quadri attivi deve comandare cd istruire gli altri, e al ternro M to~~o abilitare sè stesso ad ascendere a gr ad i superiori, l' uffìciale in no ugorlo non deve che comandare in guen·a un reparto già costituito ~d iHtt·uito, ne occorre che egli progt·edisc:t oltre il grado che, per le sue ltlticludini, gli fu affidato. L'irlonei tà fisica assolut:1, di cui il migliot·e indice prntico è nella genet•uliiiÌ dei casi, l'età, può solo quindi $labilire per gli ufficiali in congedo l11Ull1'3ta del servizio. Por gli ufficiali in attività di servizio si propone un sistema più clastico no lrruale si evitano gl'inconvenienti cui si andava incontro col limite fisso di otli . Questo sistema t·estringendo nell'elemento più giovane il reclutaIIIOtHO dei maggiori c dei generali, assicura un'et:ì costante e non troppo uvn nzata nei gradi superiori ; non obbligando a congedare a epoca fissa gli ufliciali pet·rnette al potei'C esecutivo di contemperare i bisogni dell' ese1·cito t:on quelli del bilancio; combinato con l'avanzamento a scelta al grado di oupitano, di maggiore e di colonnello, permette di far valicarein tempo la hurriera dei limiti di età :.J queg li elementi, che nei limiti stessi troverebbero un ostacolo ingi ustificato nllo sviluppo dclle eccezion~li qunlità di cui sono dotati. , Si propone inveee il limite estremo di 68 anni per la dispensa dal servizio attivo degli ufficiali dell'esercito perm:mP.nte e ciò per ragioni di vut·ia natura ed anche perehè questo provvedimento eli mina talune dJfiw lltt di 01·dine delicatissi mu. che oggi rendono l'azione del potere esecutivo itH!tii'la e spesso discontinu~ nd giudicare le attitudini c le qual ità nei gnidi più elev:Jti, per i quali invece occorre che il giudizio riesca oltre"'vdu sereno, poiché a quei gradi sta nno rivolti le menti ed i cuori di Wttu l'esercito. In timamente collegata colla questione precedente e quasi suo neces-~~~rio complemento è la questione dell'nvanzamento a scelta. Nella sua mlazione l'on. Ministro porge am,pie spiegazioni del perché unche in questa parte ha creduto modilìcare alquanto qu:mto era stato proposto da suoi predecessori ed era stato ~iiì altra volta dal Senato npprovato. Sono considerazioni su lla natura intrinseca tlegli eserciti odiemi e sulla difTei'Cnza più sopra accennata f1·a il compito dell'uffìoinle in servizio attivo e quelle dell'nifìciale in congedo. E veniamo alla grande questione del l'llolo un ieo. << In altri tempi, dice l'on. l\finistro, attratto dai vantaggi che l'equipnrazione pressochè assoluta rlelle carriere pareva promettere, non avrei r:\1-se esitato a riproporre il ruolo unico per tutti i gradi di ufficiale ~upe ri ore e generale, ma un esame approfondito c minuto della quel\ttone e le vieende quotidiane della vita di tutto l't1Set:cito, mi convin-
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NO TIZIE P0LITLCO·•lLITJ.R1
sero cbe tale 1 ruolo unico è in Italia inauuabile, per quanto esso po~sa parere utile, e rinscire gradito alla maggioranza, che nella assoluta uguaglianza trova spesso compenso alla mediocrità ». Coll'adozione del ruolo unico oltre il grado di ca pitano, risulta indispensa bile, per pareggiare le carriere, fare un lungo assegnamento sulle veci di g t·~·do. Ora se un tal provveùimer:.t'l non olTre difficoltà quando trattisi ùei gradi massimi in cui la squisita ed ucazione militare e la lunga nbitudine del servizio attutiscono molte suscettibilità p<H'sonnli , bisogna riconost•ct·e che n elno~tro esercito esso sarebbe fon te di grav issi1ui inconvenienti disciplinat·i, morali e tecnici nei gradi meùi. Una li vellazione artificiale delle eart'iere si ispirerebbe esclusivamente al concetto di una eguaglianza mate1·iale e pccuuiaria eon grave danno dello spirito morale dell'esercìto, sanzionando con legge il concetto put· troppo qua e là set·peggiante, che la t·at·t·iera dell'ufficiale abbia in tutto a paragonarsi alla c:1rriera di un impiegato. c Per mio conto credo fermamente, continuo l'on. Mmistro, che qualora a ciascuno sia nota la carriera che lo attende fin dall'ingresso ncllll vita militare (secondo la scelta rlell' armn che egli avrà fatto) e sia g:1rantita da una savia legge la stab ilitù di tpJesta carriera, le gelosie di arma, più o meno favorila, avranno ben poco va lore, e r.arà facile comprendere come softermondosi s11 tale argomento la mente del legislatore pospol·reb bc ai concetti organici e generali un a quistione di interessn momcnt:.lneo c pai·ticolat·n •. Seguono nella relazione ali~ spiegazioni rij;:u:Jrrl:mti i soLtuflìci1oli e particolaritù 1·e lati ve agli ufficiali delle diverse armi indi l'on. ~linistro coilchiude che nel compilare q ueslo disegno di legge egli si 6 proposto soltanto il bene reale cd assolul.o dell'esercito ; che le rifot·mc risultanti da questo progetto, moderate e graduali di loro natura, potranno compiersi Sùnza scosse econorniclie, senza alterare il delicato funzionamento dell'organismo militare e soprattuuo senza turbarnc lo srato morale. rJna favorevole accoglienza del Senal.o a questo disegno di legge sarebbe arra per giunge1·e, coll'approvazione dell'altro ramo del Parl amento e colla sanzione del Re, ad attuare una riforma, il cui scopo è di rinvigorire tfuella glo1·iosa istituzione in seno alla quale st~t· racchiusa tanta parte dci destini della patria. ~
.... ....
Dalla relazione, anche essa interessantissima, che acco111pagna il progetto di legge sullo ~tato dei sott'uffiziali, daremo un cenno nella seguente puntata: ora dobbiamo dire una parola sui bila nei.
NOTIZIE POI.lTlCO·IIILITARI
Jt• ~la lo d'rstribui to Ici stato d' · . 65 .. Mltt illtum rlclln "UCI'rn per l'e ..... p~m,t .Pr~VISIOne della spesa del :IO Hittgno ·t 89tf. . se•clzJo manzw rJO dal {o luglio f 89o al
Nu rinss umiamo i l'isultati principali 11111
ltpc_:cs,a t·i com menti.
' aggiungendovi per ora pochi
l. o !>pCi;e JlCI' detto eseJ·cizio sono così ripartite:
S11ese effettive. 0 1·dinarie , . St1·aordinarie
L. 3W,654,000 2,425,000
L. 2!9,079,000 6,328,282
P;trt ito di giro .
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Totale L ~07 9su 1 ·- "' Ponendo a riscont1·0 della spesa 0 d' · . · d. ' ·•JII'.~e fì._qumtive, cioè le parecchie entra~e 1::1;1:.1 ' .L. 2f 6,654,000 le vuuno <t beneficio del lesoro le quali somn~an~ a;~~i~· della guerra cbe ~t:mo COlli C vero onere per l'erario L 20ii fi40 00 e H ,014,000, reDell·acndo · 1 . ' • O. . pot e spese per • carabinieri (29 066 ltro :t SP."no nazionale (6f.8 000) . . ' ,HJO) e quelle per i! I':Jfll!resen<>t:tno l'onere rea le,' sopp::~~n~:~~ ~~ r~ t 7u:9.515,_900 !e qu:d i ,Jrll esercito; ìn lJnanto concerne l . edl ~ ~ IO. pet l lusoglll pi'Opt·i te or tnart(l delle spe ' Quanto alla parte .çtraordinmin.a pw e•· ora . . : SL 1.. 2,~25,000; però il Ministero p . e .'nsctllt.'l una spesa oli lti~ogni si l'i3erhu di chieder; potete f~r fro~te ad impl·escindibili l..f::l400000· e co .. l. ' on apposito disegno di legge altre ' · ' ' n CIO a parte ~t ra ordiU' · . ' tuente a L. 15,825,000. ' ' ·'rlll. sommèra compJessi,•3. ~~ quindi si avrà: Spese effettive, parte ordinari:~ . L. 2f6,fìn4,000 pnrte straordinn ria Hi,825,000
r:
Totale. . . L. ~32J7 9 , 000 Il hil:mcio della maria<t per l'esereizio i 895-9G è Pl'evisto in 92 mllioni e 800 mila lire. Il JJiln ncio coloniale pel t895-96 presenta le seguenti cifre : Spese civili . I•. 2,2:35,700 Spese. militari . » 7,393,000 Totale · 5 -
ANNO XL.
L 9,ti28, 700
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NOTIZIE PIJf,ITICO·lUI.lTARl
Di fronte a ·questa spesa si ha circa un milione e mezzo di pro\'lmti locali.
*• Fra le disposizioni dei decreti legge delle quali :~bbiamo Jl<lrlr.to nella preceden te punta r.u, alcune (quelle rel~•tive agli ispettorati) furono di già :Jlluljte o, per meglio din:, venueru già da te le neces~a rie disposizioni pcn:hè, col i 0 g~nnaio, cessino di funzionare gl'ispettorati genera li d'artiglio•·i~ c genio c l'ispettorato dei bersaglieri. Quanto alle altre disposizioni po1·t.1tc dagli anzidetti decreti, la loro attua zione sarù graduale e fatta in modo da non pregiud ica re gl'intc1·essi per~ona l i e loea li ; eosì, per esempio, nelia ri duzione degl'istituti e stabili· menti milittll'i si cerchc1·anno, agli interessi locali, e0111pnnsi d'allr:J specie, e per il personale si procederà di preferenza pe1· la via della naturale cliu1innione ; non occupando i posti che ~i renderanno sueccssivamente vacunti. R i~ petto alla trasformazioru·tlei distretti, siccome essa importa un lavoro complesso e abbastanza arduo, c tr;•Ltasi d1 cosa che, quando sia giunta a 11n eertn puuto, impurl:i che ven:;!a ultimata con una corta sollecitudine, per assicurare il meccanismo della mobilitazione, così fino n quel ~o mento vi ~.arà lavoro per lulli, c pperciò non sono prossime le riduzioni conseguenza di questa riforma.
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...
A Parlamento chiu ~o. nulla abbiamo a notare di notizie parlamentari fu01·ché l'invio ulla presidenza di una mo1.ionc fimwtn da molti deputati, colla qu:de K s'invita il Ministero a provvedere con misure efficaci n regolarizza•·e la posizione di quegli ufficiali che, trovandosi aver contratto matrimonio non leg:dc, sistemino la loro posizione a tutto il ~i marzo 189ti • . Questa mozione è quasi superflua, perché, come risulta da ripetu te dichiarazioni fatto alla Camera dall'on. Mocenni, la questione del matrimonio degli ufficiali ù fl'3 quello che pii1 gli stanno a euoro, tutti ricordano il disegno di legge da lui presentato alla Camera alla passata sessione ed c pur noto che ne avtlva già preparato un alt ro c~ l aspettava il momento propizio per la sua adoziontl.
•'n 1·~ ·hbo ùinìcile p1·evedere fin d'ora in qual mo'do sifJatta questione 11r1ì IHJiolt.a, ma nessuno può- dubitare essere una di quello che più lltllllllfl o cuore all'on. Ministro della guerra e giova sperare che, se t lrii'Ì 11 11uello del Ministro 'aril il buon volere del Par·lamento, presto la vPd remo risolta.
•
* * Orn ecco le più interessanti fra le disposizioni pubblicato nella quindal Giomale militare. l~ stato deciso che l'uso degli scontrini ferrovia1·i rn oil. 7 stnbiliti dall' Atto 168 del corrente anno, per gli uomini di tr uppa isolati viaggianti m.ubi to borghese, debba cominciare dal i o gennoio i89u e furono pub. fll1catc le nonne per il rilascio dei medesirni. l~u rono pubblicate le norme per i certificati d'iscrizione ai ruoli ùa rilosciMsi dai comandanti dei cor pi e dci distretti militari, nell' interesse d'isc ritti della leva di mare sui nati nel i 874. Vcnnero pubblicati due R. J)ecreti che •·ego lano gli studi nei collegi ••1ilitari per il periodo di tempo nel quale questi colleg1 devono continuare :1d esistere. Il primo di q•Jesti ùecreti stabilisce che nei collegi militari di Ntljlt>li, Firenze, Milano, Roma, Messina gli stuùi durano tre anni e si fanno in cunformitn dci programmi assegnati ai corsi 2°, :1o e ~o della sezione lisicu-malematica degl'istituti stessi; che, per essere ammessi alla t~ classe , Jci collegi milita ri, i giovani dovranno subire un esa me di ammissione sul prog1·a rnma assegna to alla pri ma classe degl'istitu ti tecnici; che i coflcgi mi litari sono parificati agl'istituti tecnici por tutti gli effetti legali, L'altro decreto prescrive che, a datare da l prossimo anno scolastico i 89o-96 il corso degli studi nei collegi militari sarà riparti to in tre .anni ; che gli :.spiranti all'am missione al -1. 0 anno dovranno avere comT>inti i :1.4 anni d'et.1 e non altrepassati i t 7 al 31 dicemh1·e dell'anno 'Ìn cui ha luogo l'ammissione; che gli au.uali allievi del ao, 4,o e l)o ••.orso <lei collegi mi lilari prMeg uir:m:w e compiranno i loro studi secondo l'ordinamento vigente al loi'O ingresso nei collegi, coloro invece che si \rovano al i 0 e 2° corso verranno, mediante provvedimenti transitori posti in grndo di pros('guire i loro studi col nuovo ordinan1t:nto. Vennero po1·tate alcune modificazioni alla contabilità delle cartuccic, -cioè a scopo di semplificazione il ministero ha detet·minato che le car· .tuccic per ar~ui porlallli, colle loro parti ed accessori, vengano assunte ~Jici na
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ISOTIZIB POLITlCO·MILlTARI
NOTIZIE POLITICO-MILlTARl
in caricamento sullo stesso registro modello 237 tenuto d:~i corpi per gli altri matcri:~li d'armamento di propriel:ì dello St:Jto. la segui1o ad accordi intervenuti tra il ministero della guerra e quelli deJle finanze e della marina si è convenuto che, col ~· gennaio t89ts, tutti i trasporti militari in ferrovia sieno soggetti alla las..o;;a di bollo, ad eccezione di quelli elfettuati mediante richiesta modello C~ Vennero apportale alcune modificazioni all' .4tto 83 del 1893 relativo all'accertamento della idoneità all'avanzamento dei tenenti di fanteria e di cavalleria. Vennero pubblicate le nuove tabelle graduali e numeriche di forrn~ zionc del R. esercito, e dei servi;<i dipendenti dal ministero della guerra~ in conformità dei decreti-legge 6 novembre corrente anno.
ttnrviKOi si trovano bensì divisi in tre gruppi (della forza complessiv11 di ni rClfl tri mila uomini) nelle accennate località, ma per ora non si sono uitl!l~i. nu si trovano in grado di muoversi e tentare alcuna seria impresa. I.'A tbare, che due mesi fa era inguadabile, oggi è asciutto, e con esso tmno nsciutti i dintorni. Piccole scorrerie possono fare i dervisci ma non muovet·si in migliaia per mancanza assoluta di acqua. Il momento propi1111 por essi è passato. · Tornerà fra qualche tempo e non è difficile che in aprile o maggio, aiI'41J)OCa del raccolta della dura , essi si uniscano per fare qualche rapina u vasta scala, ma sa,remmo preparati per riceverli adesso e lo saremo •neglio allora. Roma, 30 dicembre !894,.
Una nottzta maspettata giunse dall' Eritt·ea: la noti;da di un combattimento non contro i dervisci ma contro un nostro capo banda, Bat-A g~ da noi fatto capo dell'Okulé Kusai. Questo uomo beneficato ed inalzai~ ad un comando che equivale a quello di ras, manteneva segrete intelligenze coi nostri nemici e cercava di crearci imbarazzi. Conosciu1esi queste mene, per il nostro accurato servizio d'informazioni, furono chieste a Bat-Agos spiegazioni categoriche, dal governatore, generale Daratieri. Ma egli per tutta risposta, imprigionò. come ostaggi, il nostro residente a Saganeiti, tenente Sanguinetti e due tclegrafisti militari . C:iò determinò una spedizione che ebbe il risultalo più ·favorevole~ lln ripa rio di truppe indigene, agli ordini del maggiore Toselli, e la sconfi>s~ con petditc. Lo stesso Bat-Agqs rimase ucciso nel combauirnento. I nostri prigionieri furono liberati. l.a prontezza rlel castigo produsse grande impressione in Abissinia ove raiTerrnò il convincimento che se trattiamo bene gli alleati c gli amici .. sappia mo punire con energia i ribelli. Di front() ai dervisci la situazione è sempre la stessa; anzi !e ultime notizie fanno presagire che continuerù invariato ancora per qualche tempo. e ciò a rettifica di notizie anteriori che facevano credere a prossimi cordbattirnenti. Infatti dicevasi 25 o ilO giorni or sono che i dervisci marciavano ver.;o Cassala su tre colonne, dal Ghedaref, da El Fascet· e dal basso Atbara~ ora notizie auto:·evoli e recentissime giunte per telegramma tecano che i
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NOTIZl B IULITAIIl F: S'l'liRE
.NOTIZIE MILITARI ESTERE
FRANCIA.
Hiorgwtiz::azione deU' m·ti,qlieria dell'esercito territo1·iale c creazioue di n11ov~ unità t~rritoriali del genio. - Il Ministro della gue1·1·a generaleMel'~Jer, cons1demndo che i reggimenti d'artigliL'ria tenitoriali, com pren-
denti spesso un numero considerevole di unità, sono enti troppo posanti perc~è po~s:m? ~ontinuar~ a r imanere alla dipendenza dei corrispondenb reggJmenll attiVI, - e constder;ludo che se alla loro formazione si volessero far concorrere i tliver~i corpi atti vi di artiglieria dislocali in ciascuna regione si spezzerebbe da un lato l'ente amministrativo re!:!gimento e dall'altro sorgerebbero non lievi diflicolt:i all'atte della mobilitazione, - ha presentato al parlamento un progetto di legge col quale si dispone: . t o C~e l'art!glieria dell'esercito trrritoriale non sia pi ù ordinata in reggunentt, ma m 11ruppi comvrcndcnti un certo numero di unità. Il Ministro della guerra derct·mincrà in basi! alle risorse del reclutamento il n~mero dei gruppi, che dovranno' eostituirsi in ciascuna regione: Ognt gruppo è messo alla dipcmlenza di un corpo dell'esercito ~1 llivo (reggim~nto d'artiglieria o battaglione a piedi) ed è comandato da un 11 m.: eia le superiore. 2° La legge inoltre contemplo la creazione di un {9o lwtlaa)ione ter ritoriale del genio c di battaglioni zappatot·i ferrovieri (probahil~ente3) rattachès ai corrispondenti corpi t.li truppa dell'esercito attivo. Chiamala alle armi. - Un altro progetlo di legge stabilisce che le reclute ~aggiun~ano_ diretta mc n t~ cd individ ua lmente, nel giorno fissato dal m~mfesto d1 c~JIIlnata , i corpi o frazioni di co)'po, cui soi)O desti nate. E fatta ecceziOne soltanto per le reclute destinate in Corsica
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,Algc t·ia e Tunisi11, che continueranno atl afnuiro agli uffici di reclutallll'nto della suddivisione nrlla quale risiedono. fJ,·omoz io11i. - Il 22 dicembre furono promossi in Francia: 5 generali di brigata a generali di divisione: E3si provengono 3 dalla fanteria e ~ tln ll';n·tiglieria, oceupav:lDo i po ~ti (lo, ·8", ~0°, 27°, e aoo sul ru olo d' anzianità cd avevano rispetti vamente ~m, Gl , tit , Gf., u(i anni di età; et:ì media 59 anni. Hi colonnelli a gener:. li di brigata. Il genm·nle De Negrier che ha in mira di ringiovanire i quadri della fanteria, ha otlfmut.o che 8 di li uesti fossem presi dai colonnèlli di fantnria. Essi occupavano i posti 8°, 20°, 24°, 27°, 29", 39°, &-0 ', e 44° sul ruolo d'anzianità dei colonnelli dell'arma, rd aveva no rispettivamente 5!1, uO, 54, 50, 52, 53, u3 e 49 3nni; età media 52 anni. Uno dei gener:1li di brigata è provenien te da lla Cllvallel'ia; occupava il N. i~ sul ruolo d' am:ianità dell'arma ed ;,veva 58 anni . Oue so~o provenienti dall'ar.tiglieria; occu pa vauo i posti t c 2 sul ruolo d'anzianità dell'arma ed avevano rispetti vamente 57 e 58 anni di età. Quatt•·o sono provenienti dal geniò; occupavano i numeri 3, 7, 9 e W sul r uolo d'nnzianità ed a·vevano tutti 57 anni di etàl L'età media dei colonnelli promossi genc•·ali di brigata è di 51 anni e tn ezzo. Nuova leyye su,llo spiOIHL[Jgio. - Il miuist.-o della guorn•, gener:llc Me1·ciBr, ha presentato alla Camera f1·ancBsr, nella seduta •lei 24 il te;;to del p1·ogetto di legge pc1· la repre~.~ùmc dello spùma,qgio ùt tempo di pace. Esso è preceduto da una breve relazione, n~ll a quale stigm:Jtizznn lo I':~L· hominevolo delillo di alto trad imento, il miuistro si fa n dimostrare la insufficienza dùllB vigenti leggi a tale riguardo. Il nuovo p1·ogctto ha avuto pe1· iscopo di aggravare le pene comminate dalla leggn del i 8 luglio 1886 e di ristabilire la pena di morte, la sola che può rispondere all'enormità del del itto. Reco il testo della legge : t o Sari1 punito coi lavori forzati a tempo chi avrà dato in mano a governo estero o ad un suo agente, oggetti o piani, scritti, documen ti, informm:ioni il cui se1greto interessa la difesa del territor io e la sienrezza dello Stato; se il colpevole è milit:1re ed anche ufficiale della milizia territoriale, o fu nzionari o dello Stato la pena sarà quella della morte; 2° Sarà punito coi lavori forzati a tempo chiunque a scopo di spionaggio av1·il eseguito piani, disegni topografìci o qualsiasi c<liTispondenza allo stesso scopo; 3o Sad punito colla 1·cclusione chiunque av1·à provocato altri a cor11-
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NOllZIE liiiLlTARI Y.STEilE l
mettere i delitti citati nel primo o secondo articolo; se il tentativo abortito aveva luogo su militari sarà punito coi lavori fo1·zati. a tempo; 4° Sarà punito colla prigionia da due a cinque anni e coll'ammenda da 3000 a iO,OOO franchi chiunque comunicherà o pubblicherà in modo qualsiasi tuttociò che concerne la difr.sa militare; per i funzionari la pena sarù raddoppiata, ed essi incorreranno inoltre nella destituzione; 0° Sarà punito colla prigionia da tre mesi oltre a cinque anni e coll'ammenda da iOO fino a 2000 franchi, chi p9r negligenza, o per inosservanza dei regolamenti rlm·à luogo :llla pubblicazione di simili documenti :t scopo di spionaggio; 6" Sar:'l punito con altre pene chi si procurerà simili documenti; 7° Sarà punito colla prigionia di non meno di uu :mno e con una ammenda da iOO a 5000 franchi , chiuniJuc, malgrado la proibizione, si introdurr:"t travestito, co11 UOine falso, c dissimulando la propria nazior.alità, in una pia;~,;:a-forte, in un porto militare, sulle navi, negli ar3cnali, ecc.; 8° Punisce i complici di detto delitto; 9° Commina ai colpevoli l:t perdita dei diritti civili ; iQo Assimila i tentativi di delitto ai delitti previsti negli articoli precedenti, e considera il tentati vo al pari del delitto compiuto; Ho J denunziatori , anche se colpevoli, sono esenti da pena ; i2" Se i colpevoli sono stranieri non domiciliati in Francia, le pene di morte c dei lavori forzati sono sostituite dalla reclusione; 1.3° l ndica i casi in cui potranno essere accordate le attenuanti.
NOTIZIE JllLlTARI ESTEI!E
lhtlll l1ln In facoltà di tener colombi e possono essere catturati od uc•'1•1 nolotuhi colti all'aperto, n011 hanno vigortl por i colombi militari. l.n ll lt l~t~o dicnsi delle pre;;crizioni 5econdo le quali i colombi che fanno • JIIIIIIHII(j(io od una colombaia estranea diventano proprietà d~l padrontl . · tll IJIII ~t' ultima. ~. Lo epoche di divieto per il volo dei ~olombi- eventualmente stahillttl tlnlle leggi regionali non valgono per il volo dei colombi militari. 1'111' t(IICSt.i ~ i può prescrivere al pi1) un di\•ieto di diec1 j!Ìorni continui 111 JII'Ìiiltl vera eJ in autunno. Colà dove siauo applicati divieti di mafgior tlu 1nto, questi valgono, riguardo ai colombi militari, soltanto per i primi ~llPri giomi :1. l ntendonsi della presente leg)!e quali colombi viaggiatori militul'i quei colombi cbe appartengono all'nmministra:r.i&ne militare o lllllrittima, o d1e sono messi a disposizione della medesima secondo le . norme da essa date, e portano il timbro prescritto. l colombi viagj~intori di proprietà privata acquistano la tutela della presente legge Jullnuto dal momento in cui iJ stato reso dr pubblica ragione, coi mezzi usnti in ciascuna località , che l'allevatore )13 messo i suoi colombi a di11posizione dell'amministrazione militare, lk In caso di guerra può essere determinato per decreto imperiale che tutte le prescrizioni di leg~e le qunli permettono 13 cattura o l'uccisione dei colombi viaggiatori estranei, cessino d'aver vigore nel territo:·io dell'impero od in tal une regioni di e~so ; e co~ì pure che l'impiego di colombi viaggiatori per in'.'in di noti1.ie senza l'acconsenti- . monto dell'autorità militare, sia pu~ibile con detenzione sino a tre lllèSi.
GERMANIA.
Colombi viaggiatori - E stata pubblicata sull'.Armeever01·dnungsblatt la seg uente legge sui colombi viaggiatori militari. Per ca pire il concetto di qu esta bisogna notare che in Germania vi sono leggi regionali che regolano per ogni singolo Stato l'esercizio dei colombi viaggiatori non militari c proscrivono, tra l'altre cose,_~lune epoche di divieto (Sperrzeiten) per il volo dei colombi, nell'intento di tutelare i raccolti delle campagne. La presente legge intende a togliere od a limitare a .-favore dei colombi viaggiatori militari !·applicazione delle premenzionate leggi regionali e determina : L Le prescrizioni delle leggi regionali in for1.a delle quali viene
Istruzione letterarù' delle 1·eclute - Dai dati statistici stati pubblicati circa l' istruzione letteraria della leva i893, si ricava che le reclute incorporate in totale nell'esèrcito e nella marina banno dato il 0,24, per cento di illetterati. Nel 4883-84 quest~. aliquota era di 4,27 per cento. Regolamenti militl1ri. - È stata pubblicata uua nuova istruzione sui lavori da zappatore per la fanteria, in sostituzione di quella del 1890 ed un nuovo regolamento di marina in sostitn;:ione di quello sin qui in vigore, datato dal !889.
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NOTIZIE BlBLlOGRAFlt;HE
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
Bollettino bibliografico
1. Sommario delle riviste militari italiane. Rivista d~ artiglieria e genio (novembre). Rocchi. - Guerra di fortezza. Parodi. _ Sulla densità dell'aria. Calichiopu\o. - Tiro da costa. Zironi. _Quadrante a livello. .., _ lrnpieo-o tattico d'artiglie1·ia in Francia, Germania, Russia e ~-
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Austria. Miscellanea. Notizie. Bibliografia .
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Rivista di fanteria (novembre). Polemica breve. L'istruzione delle reclute. Vestiario militare. Mentana. La delinquenza nell'esercito. Stampa militare. Rivista 11wr·ittima (dicembre). Russo. _ Sulla perdita della VictorUI. . . 'l · ., artmez. - I•a nav ' 1'gazione elettrica e la manna dn guerra.
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lliozzi. - ta nautiça presso gli antichi. Orossi. - Corea. Avallone. - La battaglia del Ya-Lu. f.u murri. -Tiro per chiglia e tiro laterale. Lo questwne di Madagasear. Lettere al direttore. l nrormazioni e notizie. Bibliografia. G'iornale medico dell'esercito e della m a1·ilw (norembre). Operazioni chirurgiche mil itari. De .Ma rtii~. - Pazzia. Forti. - ~·c rite d'arma da fuoco. Ri vistn medic-a. chirurgica. anatomo-lìsiolog:ca. , dermo-sifilopatica. ternpcutica. , tecnico- militare VHrietn.
2.. Arte militare. - lloh•rd . Aidc mémoire de l'offi cierd'infanterie en campagne. Qllesto. • libro ha con f01·tuna insperata raggiunta la sua o• edizione e venne ora f.lOI·retto ed ampliato. Comprende le parti seguenti: Personale e materiale, dol.1zioni dei corpi di fanteria. Serl'izio in campagna. Tiro. Amrninistrazione e disciplina. Comuni.~azioni , marcia, lavori di campagna. Diritto internnzionale. Trasporti in ferrovia . Igiene. Alimentazione delle truppe in cam pagnn . - Un bellissimo studio sulla Revae de cavalerie di novembre i894 ha svolto la interessante questione delle perdife dei cavalli in guerra. Numerosi dati statistici fanno vedere come si dis;ribu iscono queste perdite per le va rie eause e cioè: Perdite di combattimento. Marcia prohmgnte. Manca nza di foraggi.
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' NOTIZI E DJDLIOORAI'ICllE
ferite di sella e ferratura difeUC>sa. Spossamento per mancanza di riposo. Panico. M:1lattie costituzionali o infctti\'e. Spigolia rùo qua e là i dati più salienti. li rapporto fra le perdite in uomini e quelle in cav:~ lli nel combattimento di cav:•lleria è di : 148 ca va Ili su 100 uomini dal i6!H al 17~9 1800 nl {8()~ H)() )) i2t i 865 nl 1870 iOO 1~1 Nelln campagna di Russia si perdeuero ci•·ca il 60 °/o dei cavalli per frcJtlo e mancanr.a di cibo. Nella guerra del1877 la cavallc1·ia rus;;a pa:;sati i Balcani e giunta in Bul gar in~avcva di5ponibilo appena'/, di rava lli co u.oui era partita. Di tifiOOO cavalli da tiro russi a Plcwna , no momono 22,000 per eccesso di fn tictl. La perdita per malattie non traumatiche può riteuorsi del ·12 "lo· L' A. concludo il suo studio CO!;i. « Ce:; chitTre~ nous di$cnt quc bicn do3 pe1·te> en chevaux pcuvcut ètre , 1;vitùs: il guflit pour cela que les chefs de peloton eL d'esca~1·o~ s'oc• ~upP.nt a\'CC une eon ~t:mtc so\licitude de leur;; montures ; ma1s 1l faut , aussi que le commandement songeant au leildemain, n' ouhlie pas que , les forces dcs chavaux ont une limite el calculc toujou t·s exactement « les consequences do ses ordrc~ - Apri>.~ une affaire sa~g.lanle on co~1• blom ai!lt'•rn<mt les vides cau~és dans le3 rangs; les dcpot~ ne sonl-lls , pas un rt\~ervoir d' hommr:>prcstlue inépuisable? Mais .les ehevaux ue • « se remplaccront que diffìcilemont. ll faut donc Ics meoagcr pour le~ , dèpeoser à propos , . · ' ·. ,. - Da vid llafols. Proparaciuu del sol dado para la guera.,Madnd, , . tnda de MiniH\:;a. E un piccolo libro che si legge presto c volentter~; corn.prende d~c parti : educn;onc rnornle, in cui si parla al soldato, ~~ ?a~d1e:a, palr~a, re, di<c;iplina , onore, camerati:;mo, valore con esprossto~t v1vac1 ~ color1~c che ricordano il libro analogo del nostro generale Corst; educazwne militare e professionale e in essa si tratta del servizio militare propriamente dello in ~ucrra . L'operetta renne assai lodatn e premiata dal governo ~pagno!~, che la giudicò utilissima e profittevole specie per la fanteria.
NOTIZIE BICLIOGRAFJCHE
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3. Storia militare e generale. - Un interessante studio su Gustavo Adolfo è stato pubblicato a Stocolma dal dott. Stovanov col titolo : Gust:lvo Adolfo come uomo c come monarca. Altro an:~logo da Sparfeld a Li psia col titolo Gustavo Adolfo re di Svezia, campione della libertà. religiosa. - Mauriee Loir. Gloires et souveuir~ maritimes. Pal'igi, Hachette. Opera di lusso riccamente illustrata ed intesa a scopo patriollico, È ana loga ad altra già pubblicata dalla stessa casa nel i893 col titolo Gloircs el souvenirs militaire. Questa appnrsa ora, <~omiucia con racconti della guerra d'indipendenza americana (i 783) e prosegue colle crociere d' India, le lotte della repubblica e .!el primo impero, le ~pcdizioni di Algeria. China o Crimea e termina colla parte presa dai marinai all'assedio di Parigi e le recenti guerre di Tunisia e del Tonchino. Le illustl·azioni sono veramente ' degne di menzione. - Tenente colonnello De Hochas. !.es Bourcet et leur rMc tlans les guerres alpines. Vedi Spectateur Alilitaire del t5 dicembre. - Crr.nP~t. T,' Arméc de l'Est. Parigi, Garnier. È uscito il secondo volume di qnest'.opcra ; in esso sono esaminali tutti i fatri .d'ai'Jne da Viltersexel afl n traversata della frantiera svizzera. - Auger. La Guerre de s~ccssion. L'A. ha cercato di ricostituire in tutti i suoi elementi ca ratter·istici la guena americana ed il lavo1·o di organizzazione 1·apidissimo che In pre<!edctte. Il libro ti diviso in due parli; m•lla prima è la n:m·azione dei fatti, nella seconda uno stutlio organico degli eserciti improvvisati e dell' impiego della fortificnionc. _:_ r monumenti rumeni pei caduti a Plcwna. Vedi Romania .Militdm. del novernLre 189lA,. - Lo Stnfflew· di gennaio !895 pubblic:1 un lungo studio del colonnello Maschke prussiano su Rarlesky e l'esercito aust1·iaco nel t8~8-49 in Italia. Lo intento di queato interessnnte e sintetico lavoro è compendiata in queste parole dell'.~ : « Le guerre austriache in Italia nel t8~8-lA,~ hanno grande importanza • nella stoda militare di qualunque tempo. Non vediamo in esse le • grandi rnas;;e che combatterono d:d 1805 al i8t5 e nemmeno lo grandi guerre della seconda metà del nostro secolo. Abbiamo perÌI sottocchio
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NOTIZIE niBLIOGRAPlCK&
« utt bellissimo e istruttivo esempio del modo con cui un csescito quasi
, iso!ato in mezzo ad un nemico numeroso e ad un paese insorto, possa trovai'C la sua vita e la sua gloria nell'azione di un energico ed ope' roso comandante cd essere condo tto da questo alla vittori:~ c conservato alla di[esn della pat ria , . _ - Sybel. - Le origini dell' Impero teoesco. Dr questa opera colossale J!l casa Oldenburg di Lipsin ha pubblicato di recen.te il sesto e settimo vo lu rne; css:• può dirsi nbbin potentemente contribuito alla pubblicazione di una delle pi ù vasle opere storiche dei tempi nostri. - La presa di Port Artu r, considerazioni (vedi Deut.~ch.e Heeres Zeilt,n!J dell' 8 di c<>rn bl'e).
N OTIZIE BIBLIOGRAFICHE
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l't'ggim~nto
di linea. hnllaglioni tirailleu rs algerini. 1 lrHttnglione zuavi. t hattaglione chasseurs a piedi. :1 !ln naglioni di fanleria di marina. 1 hattaglione di tirailleu rs del Senegal. t battaglione di ti railleurs sakalaves. i battaglione di ti railleurs annamiti. 1 sr1uadr one chasseurs d' Africu. •l squadrone spahis. Il ha llerie. i co mpagnia del genio. Numericamente ossa è cosi rip:1rti ta : ~
4. Marineria.
ufficiali
l~ cner al i
- Didelot. - Ln dMcwe des cùtes d' Europe. Ptl rigi, Hr rger-Levrault. - L'autore nclln prefa~.:iono spiega in qu esti termin: lo scopo del librt) : « Fm le èonoscenze cosi variate che si impongono og~i al l'uffìèiale , di· marina ve ue è una, che totalmente dimenticata un tempo e ieri « ancora negletta, sembra su!la via ùi acquistare l?importanza che rne« rit~ ; c cioè la conoscenza delle marine estere. ~ È necessario conosccr·ne il forte e il debole, le qualit:ì e i difetti ; , studiarne l'ordinamento, i progressi, le tendenze; nulla trnscu raro « allo inumto di sapere con precisione quale nemico si dovrà cornbat• tcre o qu ale aiuto tron re in ognuna di esse. , In quest'ord ine di idee due sono gli argomenti principali : le navi • c il littorale. . • Lo studio del littoralc fu finora meno curato dell'altro e mancano c O' jj elementi per fal'lo, . Que;ti elementi raccolti dal Didelot vengouo ora pubblicati per beneficio di tutti gli swdi•lSÌ uffi ci:di di marina d' Europa.
5. Geografia, Colonie, Viaggi. - Per la spedizione del Madagasear testè approvata dal governo francese sono assegnati H)OOO uomini e 45 milioni. Il corpo spedizionario comp rende :
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. Stati maggiori o serviZI F:.m teria· . Cavnllcria Artiglieria Genio ·
sol!lati
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Vi prenderanno parte :1.2 cannoniere da fiu rne con tiranti d'acqua du 0 .40 a 0,70 smontabili e :n·mate con cannoni a tiro rapido da ;{7 mm. . . Comand:mto in. capo è il generale Duchesnc, di 57 anni, proveurentc dalla fantena, ha fatto la campagna del 1859 da sottotenente, q uella del i 870 da ca pitano, comandò nel 188i la legione straniera, fuco l::~ campagna del· T onchi~o ed aveva ora il comando della XIV rlivisionc, Belfo1·t. . Co mandant~ le -~ briga te i ge nerali : Metzinger, rli anni 52, pmven~ ente dalla lantcrw. che fu già a Afcntanu, nel eorpo di occupazione d1 Roma, al Tonclnno ed ora comandava la sottodivisione di Orano. o Frey di 48 a r~ni 'proveniente dalla fantm·ia di marina, esso conta neÌ suo allivo, 6 anni di Scnegal, la spedizione dell'Alto Niger del 1885 In campagna del Tonchino. ' È capo di stato maggiore il colonnello Seever, giù addetto militare fr~n~1~s~ :t Bern a di ~8 anni, proveniente dal genio, no to per le sue ITIISSIOnl al Senegal, già eapo di sta to maggiore nell' Indocina dal 1889 nl f 81J3.
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NIJTIZlE
BIBLIOOR.~FICHE
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6. Tecnologia militare.
- La Revue dtt Cere!e .Militaire nei suoi fascicoli N. 46-47-48-4950 dà una completa relazione ill ustrata ùa nume1·ose incisioni sui sistemi di proiettori elettrici o di generatori di luce in uso nei v:ari eserciti di Eua·opn . È unn riv i~l:l retrospettivn abbastanza interessante ed uti le.
~OTIZJE RlBWOGaA PlCHE
Sl
d' Le ~r:J~i m:novre. - C~mbat devant Rouen. La marche des eorps o~ a.t de M?nneville. B:llaillc de i\lontagny. Bataille de la ape ~-en- exm. U~e JOUrnée de repos. Bataillc de la Grande-Falaise Ln batmlle de Beauv!lts. Le prèsiùent de la Répubi"'J : B . . revue de Beauvais. Les troupt-s alpines. ,, ue .t e:wvaJS. ta
Cl~rm~t
Les ca~ons de l:J martne. Visite en rade. Le dimanche : b d J Hussi a Tolone - L' d . . a or . . esca re russe a Toulon. La J·ournée du i3 octohre. A terre et en rade L :\ l d de M C L d. . a messe lOr du Pamyat-Azovrt. La visite · arnot e epart des Russes. J.' infanterie de marine. la
!~~e~ves
et chasscurs d'Afrique. Turcos et spahis. l.a défense de
1. Varietà Il prof. Wnl te1· di tecnologin chimica presso l'A ccademia militare tecnica di Vienna ha pu bblica to nn recente Jovoro, prellliato all' ultima esposizione di Vienna, sull' Organ der mil. Wiss. l'ereiue. - Questo lavo a·o pc1· l'argomento svolto e per la competenza dell'autore ba un v:dore non comune. - EssJ porta per titolo: Le conserve, il loro valore, il Iom Ìlllpiego per usi militar! e la loro fabbric:.ziout:, e comprende questi argomenti: a) Delle qualità che debbono avere le conserve alimentari, b) Dei metodi di conservazione e cioè: Fuori del contatto dell'm·iu , per essicazionc, per congelazione, c) L'attuale fabbricazione delle conserve alimentari (minestre, carne, caffè ecc). - La casa Babenzicn di Rathcnow ha iniziato da tempo ùna pubblicazione di lusso che riuscirà molto interessante. S.ono 5 volumi di figurini militari disegnati con cura dal pittore Knotel c pubblicati a fascicoli mensili. In questi n•lumi sono disegnate le uniformi in uso nei secoli XVIII e XIX in lutti gli Stati di Europa. - - Dnmazet et Gers . - Au régiment. En escadre. Parigi, Berger Levrnult. · Libro, giù de,licato a Sadi-Carnot, eomposto di un testo nbl.Jastam:a buono ·c di 350 fotog1·afie i:Jtantanee riuscitissime. Ha molta voga in Francia. l p1·incipali argo menti illustrati sono : La vita di caserma. - Le bureau de rccrutement. r..':~rrivéc au corps. Prcmiers exerciccs i• elteval. Troupiers fìnis. Lcs réservistes.
Per la Direzione Lonovrco CrsoTTI ,..,,,,~
DRMAftCHJ CARLO, l -
A NNO AL.
gerente.
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,.i~tccnt.r.
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DEL COMBATTIMENTO DI NOTTE
« La cresciuta efficacia delle arm1 da fuoco tende ad au« mentare sempre più 1' importanza dei combattiment i di « notte ». Questo periodo serve d'introduziono al capitolo, nel quale si svolge appunto l' impqrtante argomento. che ho preso a tratt are, n ell'ultima edizione fatta dal ministero C'l olla guerra delle « norme generali p er l'impiego delle tre t\nni nel combattimento ». Circa alla cresciuta efficacia delle armi da fuoco, essa è dovut a, come è da tutti saputo, alla maggio~ g ittata, alla 1ua.ggior radenza. ed alla straordinar ia rapidità colla quale lli possono caricar e c spar are gli attuali fucili, specialmente quando si fa uso dell' apposito congegno, pel quale dette 11r mi chiamansi a ripetizione. N on devesi però omettere di far risaltare un' altra qua.li tà che le armi moderne hanno sulle antiche ad avancarica e che genera-lmente ò poco considerata, voglio dire la possibilità di caricare il fucile colla massima facilità. e prestezza anche dalle posi?:i oni di in ginocchio e a terra Hf\nza scoprirsi, come pure n el fitto della nott.e più buia. Di tutte le qualità balistiche per cui le nuovissime armi nocollo~o sopra quelle an~ate in disuso, quella che chiam.erò la · più spaventosa è indubbiamente la grandissima mpid ità di caricamento e di sparo. Se la lunga gittata e }l'l grande radenza di tiro sono tali 7 - ANNO XL.
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DEL COMBATTIJIENTO lH NUTTR
qualità che in guerra daranno forse ·vantaggi superiori a quelli che si uonseguiranno dalla sola rapidità di tiro; pure quest'ultima, perchè anche negli esercizi del tempo di pace si può meglio delle altre provare, esperimentare e, dirò cosi, toccar con mano, è quella che più colpisce l'immaginal!;ione c fa. rimanere quasi atterriti innanzi al pensiero dellfl. quanti Là di strage che seguirà fra due schiere, che si affror.tano con armi tal i, i cui proietti possono succedersi cosi fitti da paragonarsi, sonza esagerazione, ad una vera grandine, guando è :fitta. Nessuna meraviglia quindi che di fronte al pensiero di questa tremenda grandine dirigibile di proietti. sorga quello di m ettere fra le due Hchiere combattenti le tenebre della notte, appunto come mezzo per sopprimerne in tutto od in gran parte la dirigibilità e quindi l'efficacia. La notte avrebbe quindi la stessa funzione che, in altri tempi e con altre armi, avevano gli strumenti difensivi, quali lo scudo e la corazza cd anche C~ggigiorno i ripari del terreno; cioè quella di favorire l'avvicinarsi a breve distanza dal nemico senza subirne il fuoco colle r elative perdi te, ciò che sarebbe inevitabile n el combattimento alla luce del g iorno. * * Quali sono i caratteri propri del combattimento di notte? Di notte l'azione col fuoco, che è la principalissima per la fanteria, diventa affatto eccezionale, cosicch<~ non le è in massima consentito altro impiego del fucile se non como di arma bianca. Inoltre men tre per la fanteria l' ordine spar so è il più conveniente per il combattiment o, di notte bisogna assolutamente rinunziarvi e adottare l'ordine chiuso, sia per poter meglio dare una direzione qna.lHiasi al combattimento ed alla truppa, sia più ancora per tener questa il più che sia possibile nella mano dei capi. Anche l'ar tiglieria, la cui azione si manifesta esclusivamente col fuoco, trovasi nel combattimento di notte in condizioni ancor ptù sf~.vorevoli della fanteria, tanto se s1
HEL COMBATTIIfRNTO
m
NOTTE
85 l,mLLa di concc).rrero all' a.tta00l• che a.lla difesa di una .. . . po_ Hl:t. tone: An~1 1l solo fatto di assegnare artiglieria alle colon no tncaJ·wate di eseguire attacchi notturni, non solall~ ~mt~ ~ pericoloso, ma dannoso per chè·, oltre di essere d l m ptccw alla fanteria, essa, eo l rumore che fa marciando lltlrvirebbe indubbiamente a dare la sveglia al nemico ed~ 1"1 11ldere q u i~di impossibile l'accostarglisi di s~rpro~a. che è ID ,;copo pnmo per uni si tentano talvolta le imprese notl,llrno.
Lo stesso dicasi per la cavalleria, la c1uale di notte non può, salvo casi eccezionalissimi, sod isfare ai su oi compiti 11i1~ come arrn11 di esplorazione sia eorne arma combattente' por cui sarebbe dannoso, oltre che impossibile, valcrvel~ llllJHegare. Dunque delle tre armi combattenti nessuna trovasi nel oombattimento _nott~rno in condi?:ioni favorevoli per far valore la propna azwne, . Qu,este ~ole consid_erazioni i_n d urrebbero quindi a gimlicare l111 d ora 1l combatttmento d t notte come un ntodo d'a?:ionA, a l CJ nale ricorrere solo in casi o con d i:r.ioni eccezionali 0 U.'l>~o lutamente favorevoli. tJ • ''o p01 a quauLo ho detto :>i acrgiuu ()'e uhe n el combat• ' b h l.11n euto di notte la direzione superiore presenta cliflir.oltà Hposso insuperabili, che il collegamento tra i vari reparti impug uati e la. loro vicendevole cooperazione sono assai difll oil i a mantenersi; che per lo contrario, nell'oscurità della rwtLe, son o faci li gli equivoci e frequenti i panici, colle loro con seguenze sempr e funeste' tu tto ciò sommato e conHldPrato, si è indotti a concludere che il combattimento uoLI:n~~<\ ~l cui esito, oltre che da molti incidenti impreVIlcltbtll, dtpende esclusivamente dalla disciplina, dalla saldo w:i':tL e dal coraggio personale delle truppe, ossia dalla lot.t,a a corpo· a corpo anzichè dall'abil~ e intel!i,.,.entt~ dil'll:.r.ione dei capi, rappresenta la negazione dell'art: militare. Ho_ non. bastassero k- suesposte ragioni a sconsigliare in IIIII >~IHrna 1l. combattimento notturno, un'altra se ne può ag- · H ltut~ere d1 carattere tu tto morale c che mi vienn sugge-
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DEJ, COMBATTIMENTO Dl NO'rTE
DBL COHBAl'TIWBNTO Dl NOTTE
ri ta. dalla lettura di un opuscoLo pubblicato nella Rivista militare del 1'' dicembre 1892 pagine 1478-1479, dal quale
v. ione, che è molto importante per mantenere l'argomento H~l~ro con~~i, 'per quan to ·possibile, ben determinati e preOtfll ; condiziOne essen ziale perchè i ragionamen ti e le del luzio~i, che vi si faranno sopra siano del pari determinate 11 preCise.
trascrivo lfl seguenti precise parole che parmi calzino a capello a ll'argomento ch e sto trattando : « Gli u0mirii fanno il loro dovere non solo p or la coscienza di doverlo fare, ma anche perchè sanno che, facendolo allorchè sono visti dai compagni e dai superiori, saranno ammirati e occorr endo compensati . Così è. I sacri:fizi ignorati, lungi dagli occhi dei propri capi, dove può mancare il compenso del dovere compiuto od il castigo del dovere non compiuto, sono più diffici li ed esigono qualità. che n on si possono ri· chiedere dalla gran massa degli uomini ». E cco quindi il perchè anche nelle Norme generali per l'impiego delle tre armi n el c11rubattimento, le operazioni notturne sono considerate non g ià come modo di azione da adottarsi per libera f'llezione ed in qualsiasi circostan za, ma. piuttosto come un mezzo al quale « si è spec-ialmente
costretti di r·icor·1·ere in lalune situazioni rlitfic-ili, nelle quali un attacco di giCYr·;w , per 1·agione di numero o di terreno, non pre.<:enterebbe probabilità di r·iuscita e nelle quali pe'l'ciò e necessario agire per· sorpr·esa >> . In altre parole parmi si passo concludere che, in tesi generale, quella. parte che ha per sè le maggiori probabilità di v incere nella lotta. di pieno ~iorno, non ricorrerà al combattimen to notturno, il cui esito è troppo in balia del easo e dall'imprevisto; mentre vi ricorrerà quella truppa che, per la sua difficile situazione, ha motivo di sperare che dall'operare per sorpresa, nel buio della notte, dal caso e dall'imprevisto abbia tutto da guadagnar e e poco o nulla da perdere, o per la ragione dci contrari quella che ha. a cquistato tale superiorità moral e sull' avversaria da poter permetterai di arrischiar molto con poco colla massima probabilità di rmsmre.
* "'
Prima. però di procedere oltre nella tr attazione dell'argomento propostomi, è qui il caso di fare subito una distin-
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. :~r combattimento notturno io intendo quello solo che si llltZLa n el CllOr della notte coll'intendimento di condurlo a l ill'lnine il più prontamen te possibile ma sempre col fa vore dolle tenebre. Non co~sidero quindi come tale quel combattimen to, cui uoeennan o brevem ente an che le nostr e norme g ià citate ai N. 82 e 96 e che consiste nell'avvicinarsi al n emico con ltlltrcia notturna allo scopo di percorrere col :fhvore delle t uebr e la maggior parte del terreno, che sarebbe battuto ~~~~ll'arti~lieria e dalla. fuciler ia, senza esporsi a gravi perfit te ed ~n m anier a di giungere addosso ai posti avan zati dol nem1co sul far del giorno per attacr:arli risolutament e 11d impegnarsi poi subi to nel combattimont.o con tutte le f'n r:r.e quando la sopravegnente luce ne rende possibile la diro7.ione. (~uo:;to modo òi procedere non ha di uotturno che la llliH'u.i!~ e tntt.'al più. il primo ini zio del combattimento. E sso HILn'L forse il normale nelle battaglie dell'avvenire perchè IIOil esclude l'impiego delle grandi masse, suddivise in più nolonne e su difl:'èr enti strade; non esclude l' interven to a 1111() tempo dell'artiglieria ed anche della cavalleria, non PIII'Ò all'avangurdia; e sopratutto non esclud e la possibi- · lrLr\ della dir ezione de!. comandanti superiori e della coopom~r.ioue e d el collegamento fra Je varie colonne. E sso r•iulriode solo che il movimento dei vari reparti 0 colonne VII l'HO i rispettivi obbietti vi o sulle di v erse strade ·sia r e1-(0irLt.u in modo che le loro t este, composte esclusi vamen t e d r liLnte ria., giungano contemporaneamente e sul far del U ltJI'IlO ass~i rresso a i posti avanzati del nemico per pro' JHiut·a s ub1to, con attacco rapido e simultaneo dei mede11l 11 ri, tLd un'azi one in tensa ed energic~mente offensiva da IJI'II ~oguirsi poi con tutte le forze disponibili.
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DEL COIIBATTIIIBNTO DI NOTTF.
Il voro combattimento n ottu rno, quale sopra l'ho definito, r iuh iode invece criteri e norme di condotta e di impiego d ol la truppa ben differenti da q nelle che valgono in genora le nel combattimento c he si svolge alla luce piu o m e no chiara del giorno. Indubbiamente poi tutto quanto è detto nelle Norme generali ...... al capitolo ch e tratta dei combatti menti di notte si riferisce al vero combattimento not turno per cui da questo istante il mio compi to si riduce a quello . di riassumere oppure sviluppare, analizzare, commentare ed anche sottoporre a temperata crit ica il contenuto di qnd capitolo, che nella sua r elativa brevità e concisione lascia ben poco a desiderare.
Le Norme generali .... al N. 84 indicano quali sono le condizioni favorevoli por un attacco notturno. Io qui le trascrivo testualmente, numerandole, per evitare al lettore il disturbo di cercarle nel libriccino. Esse sono: 1" La superiorità. morale e dÌsciplinare delle propne truppe sulle truppe avversarie. 2" Un'esatta conoscenza del t erreno od almeno il roter disporre di guide fidate e pratiche del paese. 3• L'abituale trascuratezza d el nemico nel servi?:io di SICUI"BZ?:a. 4 · L'essere l'oscurità della notte r otta dal chiarore della luna o della luce diffusa di un cielo stellato; poichè la troppa oscurità, se agevola all' attaccani;e l'avvicinarsi a brevissima distan?:a dal nemico senza essere scoperto, cagiona per ò tali ostacoli alla mar.::ia da rendere quasi impossibile ogni a>~ ione otfensi va. 5" L'essere il terr eno che si deve percorrer e piuttosto facile e la dire>~ione dell'attacco chiaramente indicata da grandi strade, fossi, canali, arginature, estesi filari d'alberi, g ruppi di case ecc. ecc. Di tutte queste condizioni favorevoli per un attacco not-
DEL çOMB.\TTIM iiNTO DI NOTTE
f1tll' llO la favo)revolissima
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a mio avviso è la 2•, cioè un'esatta
11n 1 w~;~en~a del terreno e d~lla località che si v uol toglier d i mnno al n emico. Su q uesto punto pann i si possa asset•l••1t ulte se l'attaccante non conosce la posizion e da attaclllll'l l <l uasi nella stessa guisa in cui uno conosce la casa o l'td logg io proprio per modo che sa aggirarvisi _anche al_l'.o:Hi li ii'O sen za esitazione, vi è il 90 per cento eh probab1hta uh1 1 l'attacco non riesca o, ciò che è peggio, r iesca a male. li d isporre solamente di gnide fidate o pratiche del paese Hhi'IÌ, sen za dubbio, vantaggioso nella marcia n otturna di ,,vv iuinarnen to al n emico e nello indicare la direzione ai vr~ r i riparti moventi verso il nemico, ma la loro opera d~ VII11Lorà presso che n ulla q uando si impegna il cor:nbatt1~ tii OII tO, d uran te il quale il dover procedere an ch e di pochi fliiKs i nel buio ed esposti a tutti gli inciampi, che deriva~o cltd lo non viste ineguaglianze ed ostacoli del t erreno, toghe ] fiiiiL ed ardire anche ai piLt coraggiosi. B isog na quindi, a 111 io avviso, che qu esta esatta conoscenza del t erreno l'abl1it~no non 1:1 olarnente uno o pochi u fficiali e soldati od alunne guide, ma, d irei quasi, la maggioranza degli uomini incmricati di un attacco notturno. l,;'essere, come suggeriscono le Norme ecc., gli ufficiali pt·o vvisti di b ussola a quadrante luminoso per poter orien~ l.r ~rfl i di :notte, quando manchino migliori m ezzi all'uopo, HtLrà certo utile, come ho d etto sopra per le · guide; ma rtppena ~i inizia l'azione, gli ufficiali stessi hanno ben altro oompito che quello di osservare la· bussola ; essi devono a onpo fitto g et tarsi nella m ischia e,. n el buio pesto della rwLte, sarà molto se, non potendo dirigere i loro uommt, p0tranno almeno trascinarseli dietro coll'esempio ad affrolll,ttre la mort e nell'oscurità, che non è certo propizia ad t~(Jilitare il coraggio, l'emulazione e l'eroismo . dei combatl.nnti; qualità che meg lio si spiegano alla luce del sole e to~qLto gli occhi d egll eguali e dei superiori.
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DEL COKBATTIWENTO DI NOTTE
DEL CO MilA TTJMENTO Dl NOTTF.
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g iungono credono di· esso:Jre giunti a breve distanza dal nemico; ma da questo al pretendere di condurre all'assalto uomini con uno strumento· in mano di poco valore o:l'e nt~i v o, q naie è il fucile scarico cÒlla sola sciabola baionetta, innastata, parmi che il salto sia troppo grande. Io convengo che i soldat i che muovono all'assalto non debbono essi per i primi aprire il fuoco od arrestarsi per rispondere a quello nemico, ma parmi che, quando sono giunti a pochissimi pass i dall'avversario e che la lotta sta per diventar mischia (come s i v uole che avveng.a) l'aver per lo meno il serbatoio carico ed il poter quindi valersi all'occorrenza del fucile non solo come arma bianca ma anche come arme da fuoco serva a mantener alto il morale e ad infondere animo, mentre ravcrlo scar ico ed il trovarsi pel momento nel'l'impossibilità di caricarlo, raggiunge l'intento opposto. Osservo in secondo lnogo che l'imporre ai soldati di muovere all'attacco con armi scariche pei motivi sopraespost.i, include una specie dì sfiùucia nella loro soliditx:.. e J i.sciplinate ' za. Il t imor e preconcetto che uno sparo fortuito o l'a.rrestarsi di soldati per far fuoco nelle tenebre, e contro lo toJH~bre, possa manJare a vuoto od a male un'operazione nott.nrna è g i;ì una condizione sfavorevole per tentarla, poichè non sostenuta da qnella s uperiorità merale e disciplinare delle proprie t r uppe su q uelle avversarie che s i deve presumor n• in chi si arrischia in combattimonti notturni. P er quanto r ig uarda la. d.ifesa « il fuoco può essere utilmente impiegato 'luando le truppe sicno g ià predisposte l)er ricevere l'attacco alla ·condizione che venga eseguito in ben determinate direzioni come per esempio sulle strade n'accesso alla posizione, sullo sbocco di ponti o di altre :-~tratte, s ulla fronte di trinceramE-nti ecc. Ov·u nque non -sia
** Come s1 e già accennato, per quanto la fanteria si veda quasi totalmente mancare nel combattimento notturno la sua potenza d'azione, che sta nel fuoco e nell'ordine sparso; pure essa è la sola arma. cui possa spettare quasi esclusivamente il compito dell' attacco e quello della difesa. Infatti essa ò la sola dalla c1ua le si possa otten ere di marciare nel più profondo silanzio e colla quasi totale soppr essione di quei rumori che sono inevitabili nei movimenti di parecchie person e. La fanteria può essere a piacimento l'arma la più clamorosa come la più silen ziosa ; quella quindi che sola si presta ad operare per sorpresa uelle fazioni notturne. :8 questo ancor& uno dei tanti pregi per cui la fanteria merita giuRtamente di essere chiamata il nerbo principale di un esercito e come tale di esser e costituita con quanto di meglio può dare il paese sia dal lato .fisico che intelieLLuale e morale. A questa fanteria però, che oggi possiede nel fucile a lunga gittata cd a tiro rapido un mezzo d'azione potenti8simo, le nostro norme g enerali per l'i mpiego delle tre anni uel combattimento interdicono in ma:;;;im a l'u:;o del fuoco nell'attacco n otturno e solo lo consentono in v ia eccezionale n ella difesa. Ecco come si esprimono le Norme predette al N. 92: « P or evitare che spari fort.niti r ivelino prematuramente << l'attaccò, e che, giunti in presenza del n emico i soldati « si fermino per far fuoco, giova iu massima che le co« lonne destinate all'attacco notturno abbiano le a?wti « scariche». . Su questa prescrizionE') parmi si possa fare, a mio av\·iso, il secruente appunto: ch e cioè mentre è giusta n ella pro- · o ' messa è forse eccessiva nella conseguenza. Sta bene che si debba prendere tutte le precauzioni e fare tutte le raccomandazioni p er evitare spari fortuiti e per impedire che i soldati si fermino a far fuoco quando
t
possibile determinm·e pr ima la direzione che si darà al {uoco, la riti{esa deve conlrattacca?·e con l' arma bittnca ». ( . 87 delle Norme). Circa alle eondizioni favorevoli suesposte per l'utile im-piego del fuoco non vi è nulla a ridire. Qualora una di
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llEL COliRATTIIIE!'1'0 Ili
NOTT~;
quelle c_çmdizioni si verifichi, parmi che il fuoco potrà farsi dalla difesa anche ad una distanza abbastan7.a considerevole, quale sarebbe quella corrispondent'e ad un di presso alla g ettata del fneile sparato tenendolo spianato orizzon'talmente o para,l\elo a l t er reno e ad altezza del petto o della cintura, poichè nell'osc urità, della notie non è possibile un puntamento esatto dell';trma nè l'impiego dell'alzo. In quanto poi al cont?·attacca1·e con l'arma bianca quando non si possa dele1minar·e p1·irna la direzione che si darà al fuoco parrni pr·oposi::;ione che si possa discutere. Io riconosco i vantaggi all'oUensiva e quelli propri della difensiva ed 'ammette anche che solo colla prima si possono raggiungere dei risultati posiLivi; ammetto cioè in tesi generali la superiorità dell'offesa sulla d ifesa. Ma non sempre è in nost ra facoltà ni appigliarsi all'una piuttosto che all'altra forma di combattimen.to, nè è facile determinare il momento preciso in cui la difesa deve con· vertirsi in controffesa per n on essere soverchiata. ·-Quello però che è innegabile si è che a,nche la difensiva offre vantaggi non pochi e non piccoli , specialmente con le arm~ attuali. I o non starò qui ad en umerar<> questi vantaggi, solo dirò che quando, o per propria elezione o per necessità, si è adottata ·la difensiva, si d ebba in essa p ersistere fino a t rarre da tale forma di combattimento il massimo risultato possibile; il pcrsistervi solo in parte od a metà prese.ttta tutti gl'inconvenienti, che sono propri alle così det te mezze misw·e. Ora i maggiori vantaggi per la d ifesa, non si ottengono certo alle grandi od aHe medie distanze di tiro, ma bensì alle p ic:;ole cd alle rrinime. B~ alla distanza di 2-300 metri dalla bocca del fu<!_ile che truppa, appostata e ben prov vista di munizioni, menerà strage sn quella .avversaria che avanza all'assalto. · Si può con qLlasi certcz:;r,a ritenere che ·l'assalitore s ubirà maggiori perdite nell' attravcrsa,re g li ultimi 2-300 metri che lo separano dalla posizione nemica, che non nel per-
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DEL COMBATTIIIENTO UL NOTTE
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correre p rimi 2000 ~etri per g iungere all'ultimo ~;;uo appostamento. La difesa che lascia il suo apposLamento, c quindi cessa dal far fuoco, quando l'avversario non è ancor giunto a pochissimi passi da' lei, per correre al contrattacco, rinuncia volontariamente a trarre il massimo frutto dal suo fuoco proprio nel momento in cui esso sarebbe ·efficacissimo e si mette quil'l.ùi da sè stessa in condizioni d'inferiorità. rimpett.o all'assalitore, al quarc~ r isparmia, forse anche per pochi istanti, la grandine tremenda dei suoi proietti e proprio nel momento in cui quasi nessuno di essi and rebbe perduto. D 'altra parte non bisogna ammettere cho una buona fanteria non possa sosten ere, anche da fermo, l' urto per quanto impetuoso di fanteria avversaria, anzitutto perchè un tale urto, per quanto favorito da terreno adatto, il che raram ~nte succederà, non ò mai da paragonarsi a quello, per esempio, d i ca valleria lanciata alla carica con tro altra cavalleria, la q uale non potrebbe certo sostene re l'urJ;o da fermo sen7.a essera ro vesciata. Al contrario la fanteria da fer mo arresta e sbaraglia colla potenza dql suo fuoco la stessa cavalleria lancia,ta alla carica·' a mago·iore ran·ione o . b l)nindi potrà fare altrettanto c meglio contro 1ànteria eh~ muove all'assalto. In finc, ammesso pure che la dife sa, per non lasciarsi sopra [f ar;,; e per r<.tgion e morale, . debba a.:;solutame nte contra,ssaltare, n on ha bisogno eli percorrere molto sp~zio per Hcquistare il n ecessario slancio e la necessaria for?:a d'urto. Pochi passi bastano per la fanteria per acquistare l'impeto , clell"assalto; au?:i. questo sarà tanto più vigoroso quanto m eno essa sarà spossata da nna lunga corsa. Parmi quindi poto;· -::eni re a questa conclusione che se, nell'istante che precede q ue'llo in cui la schiera delle baionet te nemiche sta per giungere contro il petto dei clifenHori, questi a loro volta si rizzeranno in piedi e si gettern,n no con impeto sugli assali Lori, allora s0lo si potrà dire ohe la difesa avrà. compiuto per intim·o il suo compito.
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DEJ, COM BATTIMENTO Dl NOTTE
DBL CO)(BATTIMEN'l'O DI NOTTE
Ora qui parmi di udire da taluno che ciò . che io ho esposto non è la vera guerra. ma piuttosto la po_e~·ia della guerra, che cioè non avverr8. mai che offesa e chfesa vengano a cozzare materialmente e tanto ~erocemente su.lla posizione contrastata; che una delle part1 non aspettera non darà l'urto a fondo, che cioò o il difensore sgombrera 0 l'assalitore sarà rovesciato prima di giungere alla vera. mischia. Gli idolatri esclus ivi dell'offensiva non ammettono però che una sola di tali soluzioni, cioè che toccherà sempre al difensore di sgombrare. Il pensare in tal modo val quanto sosteU:ere che vi possa essere una tr .. ppa. che ha tanto ardore di avam:are all'assalto contro un'altra che la tempesta col fuoco, senza ammettere che questa abbia a sua volta l'ardire minore di opporsi a t utta oltranza restando ferma al suo posto. Ma io non ho difficoltà ad ammettere che succederà in avvenire quai1to è già successo pel passato, cioè assalti riusciti o respinti senza che sia intervenuto l'urto materiale delle masse; ma, in tesi generale e giudicando astratta- . mente, siccome colle armi attuali la difesa ba in generale un compito assai più facile dell'offesa, . c~::;ì si ~~vr~l.:tb~ concludere che questa si trova in peggwn cond1z10m d1 quella e che quindi in massima gli assalti alla ? ai?netta hanno pochissima probabilit~ di ri~sci~e e c~e qumd1 n ella pluralità dei casi saranno gh assaht?n qu~lh che daranno di volta di fronte ad una tenace dtfesa fatta col fuoco. Ma ecco sollevarmi.si cont r o un'altra obbiezione: come c~nciliare cioè questa specie di sfidu cia negli assalti colla baionetta col principio pur testè riconosciuto della superiorità dell'otfensi va sulla difensì va ? Vediamo d'intenderei. L'offensiva, fra altri vantaggi d'indole morale, La sulla difensiva quello della scelta del luogo e del momento per assalire, per. modo che, si dice, essa sa dove e_ quand_o le convenga essere forte, mentre per lo contrano la_ d1fes~ deve essere pronta a parare l'offesa ùapperLutto e 1n ogm
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momento, .perciò dev'essere forte contemporaneamente su tutti i punti., ossia debole dappertutto. Ebbene io dico che questo sva'n taggio per la difesa sussiste solo fino a quando roffesa avrà potuto tener e celati i suoi propositi circa il punto e il momento dell'attacco; da quest'istante la difesa, se appena appena ha saputo tenersi in serbo una parte delle sue forze, riacquista il sopravvento sull'offesa. Ma perchè questo n on avvenga, l'offensiva quale io la concepisco, non deve mai proporsi di voler afferrare il toro per le corna e ostinarvisi, ma, non appena si accorge che la difesa si accinge a tener e tenacemente un punto, che essa crede obbiettivo d ell'attacco, deve sca.nsarlo per gettarsi su altro, che sarà meno guarnito e ripetere il giuoco quante volte occorre per chè la difesa ne esca disorientata e come sbalordita e :finisca per tro varsi" soverchiata e rotta quasi senza accorgersene. I nsomma l"essenza della offensiva deve consistere n e1l'animo deliberato di andar sempre avanti clovA e come si può, dirigendo il forte delle proprie for~e contro il debole delle av versariE', cercando di rompere il più possibile la linea nem ica, sia sfondandola in viì.t punti sia sopravan:;r.andola per una o le. duo ali e di superare le difficoltà piuttosto g irandole che affrontandole direttamente e logorandovisi attorno. Vuoi essere quindi un'offensiva intelligente ed a larghe vedute, che non rifugge dallo star fermo in uno o più punti , per poter meglio avanzare e riuscire su altri e che sa, secondo il luogo e il momento, alternare le soste con fuoco con le audaci e celeri avanzate; un'offensiva che non procede ad · occhi chiusi tenendosi certa della vittoria pel sol o fatto dì chiamarsi offensiva, ma che, pur non lasciandosi mai sfuggire di mano l'iniziativa dell'attacco, sa '30lla fulminea rapiditil. delle mosse, degli spostamenti e dei ripieghi. tenere i.l difensore così incerto e perplesso da farlo accorto della sua critica situazione solo qu ando non è più in suo potere di porvi riparo.
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UEL COIIOATTlllfi.NTO DI NOT TE
Ma qui faccio punto su questa. mia digressirne sull'of:.. fensiva e difensiva poichè il g ià. detto lascia .indovinare il mio pensiero meglio che io non abbia. saputo esp~imerlo e, ritornando all'argomento principale, parmi poter concludere che anche n el combattimen to nott urno sia applicabile o da osserva rsi ciò che è d eLto in generale sullo svolgimento d ella difesa al N. 225 del nostro regolam en to di esercizi per la fimtoria . « In massima non si eseguirono contrassalti con le truppe « direttamente attaecate, perchè i lor o atti di controffesa. « frontale non si possono effettuare senza interrompere il « fuoco nel momen to in cui riesce più micidia.le ed an« drebbcro ad urtar e contro il i'o rto del n emico. Quindi « mentre· le truppe all'uopo designate svolgono la cont rof« fesa, quelle direttamente attaccaLe rimangono in posi« zione, p er fuvorire col f uoco razione delle prime. » An che nella n otte più buia, truppa forma c g ià appostata, la. quale sa che Lut to quanto intravede od ode muoversi innanzi a sfl non può csscr o c he nem ico, può f11.r f uoco con efficaeia a brevissima distanza e rischiarandosi il terreno inn11.nzi alle bocc4e dei fueili, menar strag e del nemieo che, per eccesso di precauzione, gli venisse addosso colle armi scariehe . Il (;ontrattaccare con l'arm?- bianca fl compiLo delle truppe non dirett:.tmente coin volte nella sorpresa, le c1uali devono accorrere prontamente e di propria iniziativa sul luogo della lotta ed agire con Lroil'cmsivamen te \N. 98 dello Norme ... ) (Continua) . A. MA zzoT.ENI
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!:7
l' ALIMENTAllONI~ URl POP~LO R DH SOLDATO
(Continuazione
e {inP., vedi numct·o pt·ecedcltle)
Nuovo regolamento di servizio in guerra austro-ungarico. -Nella colle11ione di opere regolamentari espost~ dalla aromili iHtrazione militare austro-ungarica il lavoro più notevole p()r importanza di materia o per n ovità di disposizion i era >~fl nza. dubbio il r egolamento pel vettovagliamento in campagna . . Prima de~ 1892 tutto il servizio in guerra austro-ungal' tnn, e spema.lmente l 'organizzazione del servi:.:~io di vettovngli;tmento, erano disciplinati in modo da pot er adattarsi L1Lu to al teatro d i guerra austro-italiano che all'austrol'llsso. Nel 1892 uscì il nuovo regolamento di ser vizio in O'Uerra l l 'd b ' 1 (] ua e 1 ev1 ente men t e regolò il servizio di vcttovaglialllOnLo secondo le e;;igenze d i una campagna, v erso n ord-est. l •O mater ie e l'ordine del vecchio r egolamen to furono nel ll tto vo quasi completamente cambiati. N"umorosi e;;empi pratici e sp iegazioni fatte in modo Mtltllpl ico e naturale r endono il libro facilmente intelliO'ibile n Ln tto il p ubblico milita re. lt'u~·ono aggiunt i perfin~ nn l iln·v del euoco ricco di idee pratiche esposte brevemente e
9i3
L'ALlK~NTAZIONE
L' ALiliBNTAZIONB DEL POPOLO B DEL SOLDATO
istruzioni per ).a ç:ostruzione di cucine da campagna e di forni di ripiego ad uso a nche dei ripar ti di t ruppa che ne abbiano necessità. L'eser cito anst1·o-nn gari co passando dal piede di pace al piede di g-uorra cam.bia quas i totalmente il sistema. di amminiR tn~~io no dei viveri. Nou più assegn-i, non più suppl e mont,i, non pi l t prelovament i sul soldo alla mano: i corpi rioevouo dall'iutondcnza, o si provvedono da. sè mediante t·equisizion.i , tutti i generi occorrenti per la sussistenza del !:!oldat o. Nulla pagano i corpi, neanche :figurativamente, e in territorio nemico nulla n eppure paga r intendenza. Anzi ora il regolamento di servizio in guerra arriva ai punto di stabilire come massima, che pure per le competenze alla mano e gli stipendi le casse militar i d i corpo d'ar mata debbano rifornirsi• nel paese stesso occupato, prelevan do imposte e mettendo. contribu zioni di guerra sui cittadini e sui comuni dello Stato nemico. Col nuovo regolamento fn aumentato in misura, che la nostra vecchia 1ogistica direbbe euorme, il caneggio pel servizio di sussisten za del corpo d'armata. Nel seguente prospetto è appunto indicato numericamente questo carregg io in confronto col germanico, fr ancese ed italiano.
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DEL POP('LO K DEL SOLDA'fO
Carri pcl servizio di sussistenza
A'"' otazjoni
nel Corpo ù' armaLa (su due Divisioni)
----------------------------------- : -~--------Cor r i t•eggimenlali . . .
. 216 (
Colonn e di s uss i;;lenza .
. 1193
Nh1u to di assegna-
Lo orgauicamr.nte in
2970
~cconlla lrn ea .
Panificio da ca m po (40 forni) :-!68
.M a gazzino sussislen:te . . 1193 CHrri C or~a n lco
Colonne viveri
.
HO(
1 1'i·
.
Id.
lreno ausiliar·e .
974
lc1.
forn i da campo.
21
Ca t' l'i l ranem
r e ~gi rn en lali
I'e ~g- im enlali.
Co n \'Ogli ammin istrnlivi . Pauifieio da c!lmpo (24 for ni)
llallaao
Ca rri re ggim e nt.nli .
123
Colonna viveri
H.6
Parco v~l'i di riserva S ezioutl pauatlier i co n for·ni (pe r· confe0n lo)
~P.conll a
linea
m eu lc d i
400
carri
849 per ogni cot'IJO il'ar· mata.
In ~fco nda lino• ngni corr o •l'armat.:J ha uu convoglio a u· 967•siliario eli 300 carri elle può, al h i~ogrro. d iventare di 600.
•. .
.
lu
il servizio rli tappa d rsponc or"an i ca-
Suppos ta l' a nnata S II 3 COI'pi d'a rma ta si possono far corri· spomlcrc in ~econcta
<>n6 linea art ogni corpo 76
'"' d 'arma ta . 130 r.arrl Ilei ma ga7.zmo :lV:lnz:.to vi· ver i orli in ari. tOO carri ciel parco viveri di ri~er va di armaLa.
l In totale
~30
carri.
fn seconda linea i.l corpo d'ar mata austro-ungarico non lm ulc una assegn.a zione di carreggio. Pei rifornimenti di V1 LLovaglie lung o la linea di ta ppa quella amministrazione m.ilitare fa molto assegna mento sulle ferr ovie ordinarie e, nvo manchino queste, sulle ferrovie ùa campo, per costruire l 11 (juali essa già possiede una grandissima quantità di mal,lll'inli, specialmente binar i mobili del tipo Dolberg a scarLtHuen t o ùi 70 centimetri. gni ferrovia da. ca mpa si considera divisa in sezioni di 110 kilometri ciascuna, e in terreno favorevole si calcola di H - ANN O XL.
LOO
101
r.'AI.lKENTA7JON E DEl. POPOLO E DBI.. SOLi>A.TO
r,'At.UIENTAZIONF. DRL Plll'OJ.O E UL:L SOI,DATO
poter gettare 3 seziòni ossia 90 chilometri di linea rn 9 g iorni. La ferrovia a ::~ezione ridotta pei rifornimenti da tergo è già da parecchi anni oggett·o di studi anche presso gli eset·ciLi g r rnani0o, francese e russo. Il primo, dopo mo lti o~ poritno n Li , s i ò a ttenuto a.l tipo H11.armann, il secondo ha il Dccnuvillo, l'ultimo preferì, come l'austro-ungarico, il Dol berg. . L<L enorme quantità di uomini che oggi si mette in campo ha oramai indotta in tutti la persuasione che sopra. una linea di tappa priva, totalmente o in parte, di ferrovia ordinaria non vi sarà carreggio che basti ai rifornimenti di una o più armate operanti. In Italia l'impiego di binari mobili p ei trasporti con locomotive o con cavalli o a braccia d'uomini non è forse state preso per anco in sufficiente considerazione.
Vtu·io esigenze locali (montagna, pianura, ecc.), erano tipi dt carri che per solidità, capac:it.à, leggerezza e poco costo do v v11no ri tenersi più convenieqt i per gli u ::;Ì rurali e, cont,"mporancll.rnente, pel t rasporto in g uerra di veLtovaglie e d i feriti. F'a t.ta la scelta dei tipi più raccomandabili, se ne doveva pt·oca.cciare la massima diff usione, incoraggiandone, ove il I'I~Ho, la costruzione e l'adozione con premi e speciali agevo-
Xl.
Carreggio militare. - Nel 4·• riparto· della E sposizione (mezzi di trasporto e di co munica?.iono) l'amminist.razione militare austro-ungarica ha e!lposto il nuovo modello di carro regolamen tare pel traino reggimentale e per moìti servizi ausiliari. È un furgone completamente chiuso e di carreggiata larghissima ma di capaeità ass.ai limitata. Quasi un quarto della lunghe?.za del pi11no del carro è occupat.a dal sedile pel conducente. Evidentemente è un carro adatto anche a trasporti da farsi per lande non solcate da str ade e sotto grande incleme~za di cielo. Carreggio borghese. - Nello stesso 4° ripar to riuscì molto interessante il concorso dei carri paesani usati nelle Tarie provincie della Monarchia. Più di novanta carri furono esposti, di svariatissimi tipi e dimensioni. Nel concetto del comitato dell'esposizione, questo concorso doveva. avere lo scopo di far riconoscere quali, a seconda delle
I H:t.~e.
A tal uopo, era intenzione del comitato di uhiedere l'inter-
vcmto e l'aiuto del Governo così. pel vantaggio dell'agriuolt,ura e dei commerci come n ell'iuteres:;e dell'eseruito. L'esercito au stro- ungariuo all'atto della mobilitazione req nisisce nùn solo i quadrupedi necessari per passare sul piede d i guerra, come faccia mo noi, ma. a nche i uarri per dare ai Muoi squadroni di treno lo sviluppo che basti p er tutti i trat~ porti della grande unità d i gp.9rra cui ciascuno è destina to. 1~: lo stesso sistema a pplicato anche i n ]'rancia ed in GerllttLnia. Niente treno borghese, se non per bisogni eventuali : t.uLto il carreggio prev isto n ella forma?.ione di guerra è di t,rono mili tare: i carri e i quadrupedi che occorre aggiungere u ~.r l. i organici di p~ce sono r equisiti, a ppena i nde tta la mobiliLlLZion o, o affid a t t a conducenti mil itari presi dalle class i in oon gedo. L'Au;;tria-Ungheria - forse per ra.gioni speciali - - non tLpplica perÒ con tutta rigid-:~zza il sistema in · quanto che arruola a ltresì un buon numero di conducenti borghesi. Ad ogni modo, inquadra pur questi negli squadroni del t.rono. Noi, in Italia, conosciamo per la. triste esperienza del 1866 quel che sieno il t reno borghese e le imprese che lo . lorniscono. XII.
Materiale sanitario. - Abbastanza i mportaate per numm·o di espositori e quantità di oggetti esposti il riparto
r.' A I.I!IIENTAZIONB DEL POPOLO E [)E f. SOLDATO
L'Ar,!MENTAZIONR DBL P OPOI.O E DEL SOLDATO
del materiale sanitario. Quasi nulla però che non sia comparso in altre esposizioni. Ingegnosa la ca-vola per porta- feriti in montagna, adottata dalla Croce Rossa austriaca. È appesa alle spalle a. g uisa di zaino, e raccomandata altresì. ad una tavoletta, che, ri vestita. di imbottitura, si por ta. sopra la. testa, per modo che da questa viene àd essere pure, in buona parte, sostenuto il peso del malato o ferito. IL far gravare i pesi specialmente sulla testa è conforme n on solo ad un postulato dinamico, ma anch~ alla pratica. effetti va. di tutti i portatori in montagna. Sulla tavoletta il porta-feriti, quando non ha altro peso, trasporta oggetti di medicazione e lastre di latta per tenere a posto membra rotte. Egli è inoltre munito di due bastoni ferrati e di una lunga, r obustissima cordicella.
Adattamento di carri a trasporto di ferit i e malati. -
Il
medico di reggimento signor Ellbogen ha studiato ed esposto il modo più semplice e spiccio per aumentare in un carro <JUalsiasi la capacità. di t rasporto di feriti e malati. Egli con pochi pozzi di fune salda fortemente a ciascun lato del carro due pali o g rossi rami d'albe ro in modo che vengano a sporgere, a. circa me7.ZO metro al di sopra delle fia.ncate, quattro braccia di legno, due verso la parte anteriore, due verso la posteriore del carro. Le altre quattro estremità dei pali si incrociano fra loro, due da un lato e due dall'altro, a li vello del piano del carro. Alle _ quattro braccia che sporgono sopra il carro si legano con cordicelle le estremità di una o due barelle, in modo da tenerlo sospese a circa un m etro sopra il piano del carro. Così diventa possibile trasportare un altro o altri due feriti oltre quello o quelli a dagiati sul piano stesso. Filtri. - Nel riparto del materiale sanitario si ebbe una grande mostra di filtri d'ogni maniera e g r andezza per la purificazione delle a cqu e. La materia filtrante adoperata era in quasi tutti l'amianto sotto forn:;ta. o di filacce, attraverso a cui si costringe l'acqua
~~
103
passare, o di fittissimo tessuto agonte quasi a mo' di per la separazione delle particelle sospese. r filtri esposti erano quindi, quasi tutti, semplici sepa.r'll.l,ori meccanici delle materie non solubili nell'acqua. Fra 'lll.osti figu rava un filtro con pompa, a base anch'esso di r~ ttlitmto, già sperimentato in occasione di grandi manovre dtdl'amministrazione militare austro- ungarica, per l'utilizV.I\zione di acque fangoso. l?,iuscito favorevole lo sperimento, un certo numero di td IT'o.tti filtri fu acrtuistato per uso dell'esercito. Ll vantaggio massimo nell'impiego dello amianto come ll lltteria filtrante consiste nella faciltà di purifiuarlo mediiLilte il fuoco man mano che diventa soverohiamente pregno· di materie eterogenee. Materiali della Croce Rossa austriaca e dell' Ordine T eutonico. ·- Vicino alla Rotonda del Prater hanno i propri d1'Positi di materiale sanitario la Croce Rossa a.ustriaca e l'Ordine dei cavalieri teutonici, depositi ohe furono tenuti ILI HH'ti al pubbliuo durante tut.to il tempo doll'Es po~iz ionA. Il materiale consiste essenzialmente in carreg gio per Lra"porto di malati e feriti . l .carr i sono tutti conformi al modello adot..Lato clall'amlliHt..ra.zione. militare per la cost.ituzione dello colonne d'amIHIIa nza assegnate ai corpi d'armata in campagna. Le s uddetto associazioni coi propri carri organizzano perf.a nto, in uaso di mobilitazione, colonne di ambulanza che, pnrf'e t tamente uguali a quelle costituite dal Ministero della. I{II Orra, agiscono in aggiunta e concorso di queste. Il carro regolamen tar e d'ambulanza si potrebbe veralllllllto chiamare carro- tenda, poichè esso porta sull'il'Jlper•l,,! o e attaccati al medesimo due grandi t olon i e alcuni p1Liotti e funicelle, mediante i quali ogni carro, giunto al luogo di tappa, può spiegare a destra. e sinistra un'ampia lnndn., di uui il cano stesso costituisce il sostegno conl ml n. l l, ~ua qualità di materiale preparato dall e associazioni di •ntmorso austriache si vede che, in confronto delle italiano, t~ l r\ccio
I.'AI.JME~T.~'l. IONI$
DEL 1'0 1'0 1.0 t ; DEl, SO LDATO
hav vi una. differenza spiccata n ella specie d'i servizio che in ten dono prestare. Lo anstriache prov ~·edono essenzialmente col loro materiale allo sgombro dei malati e feriti dalla prima linea ver so i luoghi di cu ra, mentre le italiane p reparano ~o pratuLLo i mc;,o; à par c urarli sn l posto dovo si trovano, e maga ri sn.llo stesso campo di battaglia. impiantandovi ospedali da eu.mpo, appena t ermin ato il com · battimento. Quale dei due concetti sarù. il più pratico e più · rispondente allo scopo di soccorrere e salvare il più gran numero ùi vitP. umane che sia possibile? Posta la questione in q uesti termini la bilancia pende for se a favore del nostr o sistema, il quale ha pure il van- . taggio di non richiedere enormi spese n ell':tpprestare fiu dal tempo di pace un materiale assai costoso. Carri di r equisizione, treni ferroviari, ambulanze fluviali traspor teranno i nostri malati e feriti, quan do saranno g ià stati m essi in grado di resistere ai disagi del trasporto. La Croce Rossa austriaca, per preparare. le sue colonn e carreggio, ha già speso qu<:~.lche milione. Ed anche l'Ord ine dei cavalieri teutonici dispone con molto patriottismo delle rendite sue a llo stesso scopo. Come meno noto, si r iporta -un elenco del materiale già. a quest'ora preparato dall'Ordin e T eutonico nel suo deposito di Vienna. Esso comprende : a) 44 colonne di sanità da campo, _ che complessivamente sono costituite da 48 carri trasporto; 176 carri trasp0rto malati; 1056 barelle; 820 ceste da bagaglio; 48 cucine da campo per ufficiali; 48 tende doppie per opera?.ioni. Ò) 4 ospedali da campo, ciascuno per 200 malati, consistenti in: 4 farmacie;
I.'AJ.HIENTA7.10NE DEL P OrOJ.O E D EL SOLDATO
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8 carri trasporto feriti; 82 b~trelle; . HG1 ceste di materiali. (,'Ordine tiene inolt r e in una fortezza. di confine un osped!do per 4 ufficiali e 40 uomini di t ruppa.
XIII.
Materiale pel servizio vestiario nell'esercito austro-ungal'leo. - Grandissimo il numero degli esposi tosi d i oggetti " materie prime psl servizio del vestiario ed equipaggialrwnto. Tn generale le stoffe per l'eser cito austro-ungarico v enKono fabbricate con ottime lane, e ne sono eccellenti le tinte. Nol lo divise però i colori non riescono sempre combinati i 11 modo da rispondere alle esigen ze della estetica, e forse rl i ptmde in parte da ciò l'impressione che fa il soldato ILIIStro- ungarico di essere in generale mal vestito. Dico in IHLrte, perchè effettivamente chi l'osser vi nei g iorni feriali, no!lo marcio, in pia?.za d'armi deve persuadersi della molta pat':>imonia con cui i corpi amministrano la massa vestiario, " compr endere come avvenga ehe questo soldato costi, in ntedia, solo una settantin a di lire all'anno per spese di veHLittrio e buffetteria. La fanteria meglio vestita sono i reg~-ti menti bosniaci ed . erzegovesi -- reggimen ti, a quante pllrè, trattati in par eechie cose meglio degli alt ri. La. lavorazione delle stoffe è molto finita, ed alcune sono rloLato di una cla'::!ticit:, veramente n otevole, dov uta anche 1~ ll lt armat ura del tessuto ehe è quasi sempre a saia. • LA. copertura del capo del soldato austro-ungarico uosta poehissimo, anehe perchè ben di rado egli porta il képy : in ' fll ltrtiere, in piazza d'ar mi, nelle mar cie, in guerra è sempr e 111 berretto. Tenda da campo austro-ungarica. -- Varie di tte hanno r114 posto il nuovo oggetto di equipaggiamento introdotto testè null'eser cito austro-unga.riuo: la tenda da campo. Questa non
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L'ALIIIBNTAZJO](g DEr. POPOLO H DEL SOJ.DATO
1.' ALIMENTA7.IONP! DEr. POPOLO E nEr, SOJ.t>ATO
ha bastoni: si sostiene col fucile. Ogni soldato porta un telo che è utilizzabile anche come mantello per difendere dalla pioggia: con due teli si fa la tonda per due, completamente chiusa. Un industriale aus triaco ha ora presentata - ed è già. in esperimouto - u11a te nda el i lana, molto robusta, e quasi perfe t ta10ente imperm oabi lo all'acqua. Questa, anche meglio dell'attuale, s i presterebbe all'uso di mantello pel soldato. Zaino austro-ungarico. - Veramente bello, leggiero e pratico il nuovo zaino austro-ungarico, esposto da molti fabbricanti. La sua divisione in due prtrti, completamente staccate, di cui l'inferiore porta lo cartu cce e i viveri di riserva, è stata forse il più notevole perfezionamento che in questi ultimi tempi sia stato portato n ell'e'l uipaggiamento di truppe a piedi. Quando il soldato ha con sè ali men t i per due o t r e giorni e la sua dotazion e di cartucce, egli può per due o tre g iorni vivere, marciare e combattere senza bisogno d'altro. Alleggerito di .una buona metà. d~l suo zaino, egli diventa in mano al genera le uno strumento di potenzialità assai maggiore: gli irnpedimenta possono · abbandonarsi, le marce fa rsi più lunghe, e celeri, e spedite. L'alluminio nell'equipaggiamento del soldato. - Altro progresso n ell'equipaggiamento del soldato è ora segnato dall'impiego dell'alluminio in tutti gli oggetti e parti d'oggetti metalliche. La Germania ha dato l'esempio, e l 'J~sposizione di Vienua. ha. mostrato fino a qual punto l'uso dell'a lluminio, che ieri aneora si chiamava il metallo dell'avvenire, possa alleggerire il carico del soldato, senza che ne derivi un troppo sensibile aumento di spesa. Parecchie case, fra cui principalissima quella di Neuhausen (Alnminium-Indnstrie·Actien-Gesellschaft), esposero gavette, marmitt.o, boraccie, impugnature, elmi, foderi di sciabole, tazze per bere, picchetti da tenda, fibbie, schel etri di zaini, bossoli da. cartucce, arc~oni, ferrature da cavalli, staffe, morsi eec., tutti in alluminio, di una leggerezr.a . e solidità veramenLe meravigliose. Il capitano di stato maggioro austriaco Vladimiro Ja-
niczek pres1mtò l'equipaggiamento del soldato austro-ungat·ieo, con sostituzione dell'alluminio al ferro in t u Lte le parti i 11 cui era possibile, perfino nei bottoni delle tuniche; e dilllOHtrò, che il carico del soldato ne verrebbe ad essere all11ggerito di 6 a 7 chilog rammi. Materiali di casermaggio. - All' infuori delle coperte di ltmn., nulla fu esposto di materiale pel ser vizio di caserumggio. L'esercito austro-ungarico ha . ancora in tutte le tii i O caserme la vecchia lettiera a due tastier e di ferro e tre tLHHioelle, che noi av evamo ereditata in tanti presidi del Lombardo-Veneto, e che quanto più presto ci fu possibile 1Ll>biamo abolita. Molte l e coper te di lana esposte: n ulla di speciale nè per 1111~teria prima nè por lavom:r.ione. La coperLa di lana è n ell'osercito autro- ungarico oggetto di molto maggior uso che prnsso di n oi. Tutto l'anno v~:~ n'è sempre in distribuzione tdmeno tma per ogni letto, la quale fa anche da l enzuolo, t;nrvendo l'unico lenzuolo, che si d'i stribuisce, a coprire il pagliericcio. Anche u u lenzuolo di meno costituisce certaIli nte, in confronto di altri eserciti, un rispar.f:TI.ÌO; e a questo proposito si pu ò aggiungere che, fatta eccezione per poche '"'"0rme erari A-li , tntt.e h~ a.lt.r11 Hono fornite dai comuni, e l'!Ltnministrazione militare non provvede che pnr il solo maI,Priale lettereccio, materiale molto modosto e mediocr emente tntmtenuto. i~ facil e pertanto com prendere com~ con siffatto sist ema i l Hervizio di accasermamento non abbia a gravare molto Pitt l bilancio dello Statq.
XIV.
Confronto fra i generi di sussistenza del soldato italiano e I(Uulli degli eserciti esteri. - Argomento di singolare compi t~conza
per ogni italiano che a.bbia visita Lo l'esposizione
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1.' AJ,>MENTAZIONJ<; l>l<J, PO!•OI.O E DI~ l. SOL DA'l'O
d i Vi onmt fu la mostra fatta dal nostro Ministro della l;ll lll'l'll.. Il uonfronto fra le det-rat.o alimentari del soldato italiano n . qll o~] (l. usate nei principali eserciti esteri, potrebbe presso d.1.."0 1 .J~tr. tac~re qualc]w reuriminazione, spi egare qualche u•.lw d L l~ do.nc to, placare q ual~he facile lauda.tore di cose e tl1 mol.od1 non no~ tri. Pane da munizione. - Il pane da. munizione italiano messo ~cca_1;t.o _ a ll'n.ustriaco, al tedesco, a l russo appare il più bello, Il ~m btanco ed il più gustoso fra tutt i. Solo il francese ~uo competere ~ol _nostro per qualità di materia prima; ma e forse troppo llev1tato e men o saporito. L'austriaco è abbastanza buono, m~ poco cotLo iutorna mente, poco spompat.o, nero, tutto d1 segala. - Ancor più nero il t edesco· a~ch'es~o di pura sog la e in pagnottr, lungh~ e prisma~ t 10h e d1 quattro ral'lioni. P eggio di tntti poi il russo, che presso di noi si stenterebbe a credere destinato a d aliment~zi~ne uma~a; è da ritenere però che non in t utte le prov_~Cle della_ Immensa mQnarchia il pane venga preparato in. st:lfa.tta rnamera. Galletta . - - Anche la nost ra g;~ lletta sostiene brillantemente il confronto colle g r.d lett•3 estere. Ness una ha la su:>. fo~ma p~rfettame~te regolare, la sua bianchezza, la superfìete cost ben levigata e senza >:ol u?:ioni di con tinuità e f<:rse nessuna, fatta ecce?::ione dcl!e 'pi ccole gallette gen~a nwl,l-~, ha qualit:ì. per_ cons ervasi a luugo q uuaLo la aostra. C w che le manca, m paragone d i. qualch e altra galletta è una piucol~ _quantità d i sale ed una maggiore porositi, d ue cose fa01h ad aggiungersi , ma che n o diminuirebber o co~tan:ente la co~servabilità, e la r enderebbero più fri abile e qmnd1 meno resisten te ai trasporti, specie nilllO zaino d el soldato. · Og nuno sa come la galletta poco liscia o scr epolata sia. ?e~ ~resto s?gg_etta ad ogni genere di avaria. Quando poi m frantum1, d1venta, al soldato, assolutamen t-e sgradita Paste da minestra. -- La nostra pasta da minestra ha r i-
O
..
L',, I.IMF.NTAZIOISE UF.I. POPOLO F. OEL SOl.UATO
109
t~COiltro , presso gli altri eserciti, nel riso, nell' orzo, n ei le~l tmi secchi e n elle patate, delle quali, specialmente nelr,~nstro-ungarico,
si fa larghissimo uso. A nch e quì il confronto è tutto a nostr o favor e. Non è oo1rtamentfl il caso di fare le lodi delle nostre paste da minostra; ma. è fuori d i dubbio che es!>e costituiscono uno dei più p er fetti,· più assimilabili, più sostanziosi, più completi 1 ~1 imenti, ch e l'uomo abbia saputo prepararsi. Fabbricato con 1-(l'tmi duri è ricchissimo di ~lutine, che è poi fibrina ve~et.ale : ciò che non è g lutine è amido, destrina, sali: le ur· usche, i crusuhelli, i tritelli higi e meno dig eribili sono t~'iclnsi. In questo alimento, prettamÈmte italiano, resta inHOmma il meglio che si tro va n el migliore dei cereali. n riso, che è spesso dis tribuito al soldato francese, è pur lmono, ma è alimento assai incompleto : è pallida minestra di cui l'igienista. sconsiglia l'nso continuato a chi molto lnvom: l'orzo tede:;co è n utriente, ma ruv do a l g usto e u\ono d igeribile ; i legumt secchi, la minestra più frequente uogli eserciti ester i, sono g 11stosi, ma n on facil i a cuouer si hl!ne c non mai com pletamente assimilabili: cibo simpatico, dolce, saporito la patata, ma nella alimentazione giornaIJOrà, abitna1e non val certamen te le paste da minct;tra. Carne in conserva. - T~c nostre carni in conserva, specia}: lllon tc le scatole di carnP. arro!'.t.ita, f urono dal giurì. dell'E t~ pos i zi one trovate eccellenti. Le tedesche, le austriach e, le l'mnccsi, le h elgiche, lo americane ed aust.raliane vengono t.n l.to fabbricate presso a poco ' Heuondo il nostro sistema; le V1~rietà di prepara7.ione consistono n ell'essere le carni lessate pi 11 t tosto che stracotte, nell'essere condite con uno piuttosto l'lt ll con altro aroma, nel eonten ore o no g rasso c gelatina. Ma uiò che distingue le nostre carni in conserva dalle -estere, l1 ht qualità della materia. prima. A parte le carni d'America e di A.ust.ralia, le quali n on 1 111~<~~o no esser e, n è sono certa.tnente, tratte da buoi gentili tjll~tl e for nisce a l no:>tro stabilimento di Casaralta la r egione >lllliliana, s i direbbe che all'estero per la preparazione delle
110
L'ALIMENTAZIONE DE!. POPOLO E DEL SOLD\TO
!11
carm m conserva ad uso dell'esercito si adoperino, in massima, dai fornitori f}arni di seconda e di terza qualità, carni dure, tigliose, e, per sè, di pochissimo gusto. Il gusto è aggiunto mercò aromi e spezierie, generalmente molto abbandonati. L'esercito austro-ungarico ha una carne in conserva condita con maggiorana, ed un'altra fortemente aromatizzata con paprika (gulasch). · Il giurì dell'Esposizion e accordò alla mostra dei generi d'alimentazione del nostro soldato il gran diploma d'onore.
l CAVALLI ARABI • E che forse darai tu al cavallo la forza, e il collo •1i lui circonderai di n itriti ? Che Corso lo farai tu saltellare a guisa di locusta? Gloria di lui e il terrore delle narici: egli zappa la terra coll'unghia, generosamente esulta, va di corsa iu faccia agli armali, sprezza il timore, né cede alla spada. Sopra di lui nschieri. la faretra, sarà vibrata l'asta e il clipeo, mentre fervido e fremente egli divora la terra , no\ glie 11e impone lo squillo !Ielle trombe suonanti. Appena egli orte la tromba, par che dica: Andiamo l e sente da !ungi l 'odore della pugna, ode le esortazioni dei Duci, e l'urlo immenso degli Eserciti •. LIDRO lll G!OBRE CAP ITOLO XXXIX•
• versetto !!/. • • E O siri d~ rtomandò ad Horns perché in guerra si servisse del cavallo e non del leone. Ed llorus rispose: Il leone benché pill tìer.> e terribile, una volta respinto più non torna alla po~na; mentre il cavallo 6 inlrepido, A dalla faccia del nemico mai si rifiuta •. D AI MITI I!:GIZJANJ. •
Nella mia lunga perman·enza in Oriente, per amicizia stretta con E11ropei occupati in studi pratici e severi sulle razze cavalline i\rahè pure, per la dimestic!Jezz.1 relati va avuta con personaggi indi geni e specialmente di nazione Arab.a, per numerose fortunatisiìitne oceasioni che mi ebbi di poter vedere, esperimentare e perlino d'acquistare cavalli arabi puro s~ngue, mi formai il convincilll!lnto che noi nel continente Europeo ben poco o qnasi niente i'Hnosciamo di veramente esalto intorno agli stessi ed alfe loro l'lm.e. f.1t naturale meticolosa gelosia colla quale l'Arabo suoi celare 11lln straniero ~iò che ha maggiormente in pr.egio, e del possesso
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inco ntrastato cd immacolato del qnale fa soggetto del suo maggior or"orrli o uazionale, ftL sì che, anche (ler i cavalli, sia anluo c talvolta~ perlin pericoloso di poter pervenire al.e tende del le Kabilc (tribù) allev:ttrici delle migli ori e più pure razz~, e. ~ur ~ervenu~ tici poter esaminare comodamente le giu~ncute fat~r1 c1 e~~~ stallolll che le mantengono in giu;;ta fama el i uoh1le perfez,one; mentre s~ uno si aC(\Ont;ia. a conoscerne solta nto per le tradizioni corrent~ sull e stesse nei mercati di Aleppo di Mossou l o di .Bagdad, o ne~ bivacchi del dese rto corre il ri~chio o di e;;sere ingannato da furb1 compari, o. eongestionato da zihall1oni~ talmente. fa nla~ti~i. da .non reggere alla più _,emplicc c•·itica, p11r mezzo Ò1 f:t ntastlCJ novel-
IIII'Ìslit:i, mi pareva Late argomento che mi sed11r.eva ascriverne; 11111 d'al tra parte me ne distoglieva il pensiero della mia poc.a autol'l tit, al lor.tuandu mi so<:corse l'aureo libro di Lady Ann ie Rluut •< llt•tlonin tribcs vf Enph·rates » edited with a prl'face, and some act'UIIItls and their ou the arabs ho rsas. « Londoo, J ohn ~l urray, J\ lhi' Jlla rle street 1879 ». Trovai in quel libro una per reu.a conoscenr.a del soggetto ed una • !!posiz ione piana sempli ce e voracissima di falli che avevo avu to e . •· ho mi eltbi di poi campo di eou trollare, si cchè mi decisi di scrivor•: queste poche ri)!he, convin to che se per la mia pol'era penna lt• g!us te illf'c di Lady Blii nt saranno conosciute da chi si occupa in lt al1n, sce vro da pregi udizi e veramente wn intelletto d'<llncre dolla ques tione del r insanguamenlo delle nostre razze Friulana M a~ romma na. Sarda e meridionali in genere, avrò fatto opera huona 11 larga menl e rirnuneratrice al paese per un non lontano avvenire :
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lieri . 1~ perciò clte dagli saitti di quei pochi cl~e soggiornaron? a 1 lungo in Arabi a e cogli arabi sì da paterne scr1vere co n. arnm1re~ vole competenza e verità su tutto il resto, poco o nulla . mvere c• fu fallo conoscere di veramente esalto su 11nesto punto Importantissimo. - O incompetenti non videro, o non vollero veclere; <• imbevuti .di pregiudizi europei ed ingannati dalle apparenze si .a~ pagarono di accennarne superficialmente e quasi di~de.gn?si ~· c~~ che avevano vi sto. Fa tto st~t e l è, ripeto, che da1 llhl"l de• pm chiari viaggiatori lo stntlio;;u non riesce ad a\·ere che ben poche erl in comple te uozìoui. . . . ( poehi;;;; imi e:;emplari di tali pre;.: icv olt ra·lze ehe SI ave~·an.o m Eur-opa per neces~a ria vicenda di riproduzio ne, inOneJIZHdt cluna, eli pastura e di e:;ercizio antlarono po:o per volta degencraudo. ~ Gli 1):\taco li nat urali ed artificiali posti al rinsanguarl e con elemen11 pnri;;simi 1.ol1i rlalla regione che fn culla alle stesse, fecero s~ che questa degeu erazione an.dò con rapido p<;~sso n.~ee,ler~ndosl. ,La moùa, colla :;trana vagh ezza dell'alta glatura , dw lultmw cro.lo. - Si r,e rcò la salvezza l i~ òove non può ess~re.; e del cavallo Arabo rimase, almeno in Ital ia, una tradizione con venzional e, come tutte le tradizioni e come tutte le tradiziouì, per Lutti i versi scorrella ed incompleta. H.imeltere la verità a suo posto per quanto riguarda l'unica nobili ssima razztl cavallina degli Arabi , origine di tutte quante le ·azze e sola mantenitrice della nobillil e hont[L di quelle con ben 1 appropriata periodica trasfusione rli sangue c dei suoi pregi carat-
La regione che fu culla del cavallo Arabo dev'essere stala la pianura. dell'Arabia settentrionale e non , come si crede, il centro deiI'.Ar~ hi ~t c ~te ~e~ la sua deficienza di Coraggi , scarsi tà d'acqua, vanub dtta d1 <:lim a, e conseguente poca attitudin e dei suoi abita nti nlla pastorizia , non poteva offrire allo stesso il campo di svilupp~u·.; i _così da divenire, come d i venne e si mantiene, il prototipo pu•· • ~.; into tlella nobi! e razza cava llin a. . l~ .<.:C l'lO·però che i popoli del centro dell'Arabi a' belli ~aeri e luron per natu ra, debbo no aver tmtto fino da remotissimo tempo I H'I ~ ti.tto delle nobili ·qnalitil ed istintiva sobrieta del cavall o per "III'VIrsene come eccellente strumento di guerra. Stlcoudo la ttadizi one più accreditata Ismai"l figlio di Abramo (l' lww ele della .Bibbia) spirito ardente ed avventuroso quant' nhri tnni ~u, .e rico n.~ scinto m ogn i tempo come loro ~a po sti pite dagli A1·aiH, \'tde un g10rno nella pianura che si estende fra l'Eu rrate eù Il Tigri , una mandra di cayaflc selvaggiP., vaganti come un branco tl1 ou agri. · t: li pr:es~ vaghezz~ d• prenùcrne una erl assoggettarla a porllll'lo. ll1 c1ò trovoss1 talmente soddisfatto r. he, la~cia ta ogni altra l'llvnlcalura, taulo egli c!Je i suoi non desidetaro no d"ail ora in
1 CAVALLI ARA Ili 114 poi ùi averne altra, special mente nelle impt_'ese .g~et'l'esche; e da quell'epoca il cavallo inco minciò la sua nohlle m1ssrone, .mentre il dromedario fn destin ato al trasporto del vrandante, ed d cammello al someggio delle robe. · Nelle vicende della sua vita errabonda Jsmai1 ebbe sempre fe~ deli compagne te sue cavall e, e venuto a morte le raccomandò ar suoi figli come creazione nob ili ssima, dell'onnipotente Creatore, dopo quella dell'uomo . . . . , In una razzìn fatta a danno eh altre tnhu nel centro dell Arabia, accadde che una giumenta dei fi ~li di I smaele si sg_ravò di altra polledra. ammirevole per bellezza di forme . Termma~a la razzia ed esgeml o sopraggiuut.i, sì come suoi accadt1re tuttod1, in buon numero i dan neggiati alla ri.;cossa, i fì gli d' rsmaele furo no allfl lor volta co,;trelli alla fuga. Ma non volenrlo lasciare al n,e' mico una pre(la così notevole come la pol ledra di fres~:o nata, nella freLt.a, pensarono di cucirla dentro nn sacco c can cad a su di un cammello per portarla cor. loro. Così fu fatto: m::l la tradizion e aggi unge che per cote;;to ripiego e per aver tlov u~o la polledra rimanere piLLgioro i in cotesto sacco colla testa fu on soltant~ per prendere cibo e bevanda, a v~enne _che le si st.orcessero g~ 1 !:linchi silfatlamente che d'allora rn po1 venne cl nama1a t< El Awag)( >> « la storta ». E le figlie eli lei , conformemente all ' uso arabo, vennero r.hiamate « Uennat cl Awagg. ossia figlie òella storta. , Da cote.>ta giumenta dnnquc, secondo la tradizione .. ~bbe o ~i (rine 1ft pura razz;t araba che si riscontra ancora og{;pth wdd r~isa in cento razze, dello quali posso presentare in un pro~p~tlo,. ma rudi mentale. l'albero genealo~iw, sempre sulla fede delle lonlr dalle qual i ehbi a trarlo e sulle quali cercai eù ho potuto controlla rio. 1 caratteri generai i del cavallo arabo pura razza sono : sta tura media da metri 'l ,4-0 a 1 ,50. La differenza di pende ordinariamente dalla regione dove si trova la razza e dalla più o mcnef buona qualità. de\ foraggio che poterono manaiare di po\ledri. H:nno pelle finissima e, se ben tenuti al riparo, ~el_ame co~to e lucente come la seta. Ciuffo, criniera e coda con cr101 \ungh1 e
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morbidi ; alla nocca fiocco raro e corto; forme superbamente belle 1he rammentano quelle dei suoi derivati , i cavalli inglesi , benchè calli qualche differenza; emin enze esterne dell e ossa ben marcate; ruuscol:ltura ben disegnata ed appariscente; gianture delle artit•ol m~:o ni larghe; vnsi sangui gni :ìuperficia li che si disegnano come 1111 reti colato , s pecialmente nel moto od irnmediat tmente dopo lo ~lnsso ; testa di hellezz:t eccezionale per proporzioni armoniche; tll't•cchie ben sitnate, mobi li e lun ghe a mo' di quelle della cervia; l'r'oute ampia, quadrata, prominente; occhio grande con espres•i•)ne mite quas i umana. « d i donna amorosa~ , come dicono gli \ mbi; naso diritto; muso bel!o, qualche volta fin ito a punta con uurici ampie che nel moto di latandosi fan parerlo camu so; gnan cie pr·ufonde, con le ganasce separate da canale largo in modo specialnssimo. L'attacca tur·a della testa al collo è fatta co n un angolo così nlngnnte che disgraziatamente non si è mai potuto riprodurre in 110~ w no dei s uoi derivati: sicchè quando si è abituati a vedere l'nllnc:r:atura di te.>ta dell'arabo, tutti gli altri , anche se belli 1A t mplari di cavalli delle rnigliOI'i ra zze, appat iscono aver ùifetlll~l l attaccatura di testa. Il collo del cavallo Arabo è lel!gero, ma diritto e talvolta nll'lio c-ervino. Non mi fu mai dato di vedere quei rid icoli coll i· di t•.igno eh~ ordinariamente si fanno nelle pitture, credo per con\'11111.ione, ai cavalli orientali; il garrese è elevato, ma per la lfl'nud o altezza del posteriore, o non è apparente al primo colpo 1l' ut:d1io, o fa parer·e il cavallo leggermente insellato. l.ll schiena è r.ort:•. con buone costole; ventr·e poco sviluppato 11 l'ot.oudo; groppa orizzoutale, saliente, alta come il garTese; petto 11111 pio ; spa il e secche, incli nate e buone, c l'averle t·iprodotte fa lu ~ ltH'ia dei suoi derivati inglesi; est~emità fini quanto all'ossa111111, rna ricche di nervi che le fanno essere vere molle d'ac' lui!) , l.e est.r·crnità sono le vere parti colarità. dell'Arabo per bel1111,1,11 n fortez;:a. L'avambraccio è potentissimo ed il muscolo ~ l Kl di ~eg na con prominenza vistosa. J1 retrotrcno è più stretto 111 jll'oposizione di quello che non lo abbiano i cavall i inglesi rlr1 t'm'Art, ma è difficile immaginare nna linea più artistica di ljltt•lln ciel posteriore di un cavallo di pura ra?.za araba: Nelle estreU
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mità l'alto della membratura è assai più lungo del basso, sicchè rammentano le estremità della gazzella e del cane levriero. I tendini delle gambe sono distaccatissimi, 'le nnghielle e gli speroni quasi non si vedono . · Il pastorale è finissimo e lungo tino a parere, ad uno che non si intende di tal razza, cagione di debolezza. Eppure i beduini, ed a, ragione, argomentano della velocità del cavallo in proporzione diretta della lunghezza del suo pastorale. Lo zoccolo hànno liscio, duro , largo e rotondo, benchè a cagione del barbaro modo di fert·are usato nel deserto molti cavalli appariscano con apparente tendenza all'incastellatura. È vero altresì che alcune razze, specialmente quelle del ramo " Seglawi » furono ridotte ad essere generalmente notevoli pèr piedi piccoli con quartieri e talloni alti . Il cavallo arabo ha la coda ben attaccata in alto, ma non come erroneamente si crede, a livello della groppa. La porta, sia egli montato o condono a mano, altissima come un pulledro, vuoi nell 'andatura tranquilla del passo, vuoi in quelle più accelerate. Anche cotesto portamento di coda è riguardato dai beduini come un alle:'tato di purezza di razza e di sangue. Secondo il loro dettato il cavaliet·e d'un cavallo nobile deve poter apprendere il proprio bournuws sulla coda di questo. Tn quanto al mantello è un errore quanto comu~emente si crede che cioè la maggionmza dei cavalli arabi siano grigi. In certe razze, ma pochissime di numet·o, ciò è vero, ma sul totale delle varie razze la pitì forte proporzione la danno i bai. Calcoli fatti da consoli e viaggiatori inglesi nelle regioni di Gebel Sciammar·, della Mesopotamia e Bagdad e l'espet·ienza mia propria mi darebbero i seguenti risultati : Su cento cavalli quaranta circa sono' bai decisi, trenta grigi Moardi (rosei) o Azraq (azzurri) come dicono gli arabi, a seconda che sono, o vinosi, o del color del ferro; una quindicina sauri di tutte le gradazioni; e il t·imanente bai, tanto ~curi ·da parere morelli,, vppure morelli decisi. • Roani, capezze di mo1·o, isabella, pezzati e slavati non esistono nei puri sangue, e quei pochissimi che si trovano quà e là sono bastardumi di incrociamenti colle razze Soriane della costa, colle
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'l'ui'Che, Persiane, barbaresche o Dongolawi , sicchè sono completaHl >nte disqualificati e non teuut.i in conto di cavalli Arabi dalle tribù beduine. Mohammed , il profeta, nutriva alieno grandissimo per i cavalli, ·.iò 1 che in un arabo non è cosa d<t destar meraviglia, facendo però lo debite riserve in ragi.me di quello che dirò più avanti. Egli , ilice la tradi:i.ione, soleva confessare che ciò che amava di più al uwndo fra i doni di Dio erano, le belle donne ed i bei cavalli, ·111entre poi quello che gli riempiva il cuore di gioia ineffabile era il riconoscere il vero Dio unico e l'adorarlo nelle ore di preghiera. Uno dei suoi biografi e commmcntatori, Abu Qatadak, riferisce l'Ire Mohammed abbia sentenziato: i migliori cavalli essere i 111 orelli con macchie in fronte e beventi in bianco al labbro suportore. [nvece Abu Wahab dice che il Profeta considerava come mi· J.( liori di tutti i cavalli quelli bai con macchie in fronte e balzani !111 quattro . In cose d' Arabia, e di arabi , tali contraddizioni sono un nonnulla. Per quel poco che io mi ebbi a conoscere, praticnndo coi t.oduini, vidi essere assai pregiato fra loro il mantello baio zaino ,~on estremità nere. Ma gli Emi t·i e gli Sceicks delle tribù montano la tradizionale llittmenta grigia che gli fa distinguere nella loro nobiltà cosi agli umir.i, come ai nemici. Nel libro detto Hidayat che vuoi rlire c la guida » ed è un lihr·o che fa parte della Suoni « tradizione • è detto che tutti i ,•,avalli del mondo sono . di quattro specie: Atiq: primo e pm·o sangue ar·abo, nato da madre e da stailun e, arabi della stessa razza. Raggio : Mezzo sangue: cioè figli di madre araba e di padre nraho di altra razza di quella della madre. Hissan: Cavailo: nome genet·ico, figlio di padre arabo , ma 111 madre straniera. Uirzaun: Cavalli inferiori di madre e padre non arabi. Più p111ticolarmente sono designati con . tal nome i cavalli da soma e il 1i tiro stranieri.
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CÒdeste lJUallro distinzioni che trovai osservate nelle tribù dei deserti arani , avevano collo stesso significato generale però talvolta altri nomi. Cosi il cavallo Atiq era detto fa ras o Kheil, cioè giument.ao cavallo per eccellenza. Il nome di Hadud serviva a distinguere la sua dignità e purezza d, sangue, cioè la figliazione accertala, per mezzo di testimoni arabi di nazione stati presenti alla monta, da madre e padre nobili e dello stesso ramo di razza. Il cavallo di mezzo sangue, e come tale gli Arabi conside1·anò soltanto il figlio di madrè nobile araba e di padre di altre razze, ma sempre però arabe. lo chiamano Kadisc (non puro). G-li altri, fossero pure nobilissimi per forme e potenza, andavano menzionati solto il nome di • Hissan :., e non si faceva differenza neppure per il fi glio di padre arabo puro e madre straniera, sicchè davvero nou so dove il generale Daumas, che pure ha bazzicato tanto cogli arabi da scrivere un libro sulle razze del Sahara, sia andato a pescare l'apotegma: « essere la cavalla un sacco dove se mettete rame ricavate rame e se mettete oro ricavate oro ~ . Certo che tal sentenza non potrà essergli stata suggerita da nn arabo, perchè anzi presso questa na zione in fatto di cavalli si ritiene che chi dà l'impronta di nob iltà sia la mad1·e e non lo stallone. Forse mi si obbietterà con ragione, che nel Sahara non esistono razze ar·a be, pure, meno forse quella di proprietà dei remotissimi Tlzd. e chiamata Zad el Musefar « viatico per il viaggiatore » ammesso che ci si voglia attenere alla pura e sempli.;e affermazione dell'Emiro Abd ed Kader, che però giova osservare aveva in Damasco ed in tutla l'Arabia in concussa autorità in proposito. Può anche darsi che gli arabi dell' Algeria a bbiano opinioni differenti da quelli d'Asia e d' Egitto 'in fatto di far razza · ai loro cavalli. Ma è però sempre a me lecito mantenere il dubbio, anclre dopo ascoltate codeste ultime osservazioni, giacchè è proprio dell'arabo, come di tutti i semiti in generale, il dissimulare e mentire con versatilità somma con gli stranieri , serbando poi sem pre chiuse in petro inalterate le sue credenze, i suoi pensieri, le sue opinioni, i suoi pregiudizi, sotto qualunque cielo ed in qualsiasi ambiente egli abbia a trovarsi.
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Oa quanto ho detto precedentemente l'isulta però in modo chiaro r Ile l' arabo pone l'essenza della purezza del sangue del polledro nel rlllto che giumenta e stallone siano di puro sang ue arabo non sollillHO, ma appartengano entrambi alla stessa suddivi sione di razza. l~d a codesto scopo, all'atto della mon ta, che vien fa tta indifl'el'tlfl temente in ogni stngione dell'anno, ed all'atto dello sgravo, 1Ì costume senza eccezione che debbano assistere in qualità di Ltllllimoni due onorevo li personaggi di ricon osciuta nazionali tà · lll'uua, i quali possano aueslare a ch i di diritto della nobiltiL c purezza del sangue del prodotto . Genealogie scritte dei cavalli Ul'llh i non se ne hanno ; ma si ha la tradizione viva e continuata nho le supplisce al bisogno. Nessun arabo mentirebbe sul soggetto dell a nobil tà o meno di IIIIL\ giumenta o di un cavall o. La nobiltà di una razza è punto pl'incipolissimo di onore di una tribù o di una fami glia, e la nollll'iotit di c~desta nobiltà e dei mezzi co i quali è mantenuta farebbe l'tuloro qualunque menzogna vi si volesse introd urre, mentre l'opiuiono pub bl ica, severissima ed inesorahile su codesto soggetto juu· ant ica costumanza e tradizione, apporterebbe colpo irrepal'llhile di scredito e vituperio, all'individuo ed all'intera razza. Ma non basta che i due genitori siano della stessa razza e sudili\·isiono, occorre anche che abbiano le stesse caratteristiche di lurrnc, di attitudini o persino di particolarità di mantello per le tpmli ci:-tscuna suddivisione della razza generale va distinta dall o 111 11'1 .
~ : iò imp01'La una r·i gorosissima selezione e nelle gi umente, dalle
quu li gli arabi ritengono principaimonte riprodotto per forme, t llll )o( II O e particolaritit il polledro, ·e nello stallone. No11 vi ha beduino che vedendo una giumenta ed un cavallo nrn ho non sappia a prima vista indicare a qual sudd ivisione di razza Jippurtongano e se in cotesta sudd ivisione, siano o Had ud o Kadisc upp ur soltanto fi :.:li di uno stallone di quella sottorazza e di callllln ignobile o straniera. Mi accadde vedere ed udire da dei 111 hdonieri della tribù dei Kabahisc, ·che si fecero durante la camIHIIIIII di Tosky, riconoscere con sicurewt assQiu ta come Seglawi Il 111io sta llone ~lufrad (un ico) e come Kehilan lo stallone Bedawi (lindu ino) di Wodehouse bascia: e taccio di simile riconoscimento
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avven'uto già più volte durante codesta campagna e le precedenti , d<~ parte d'arabi delle varie tribù amiche che ci volteggiavano sui fianchi nel deserto sulla destra del Nilo , o dei be,luini del Marrieu t, del Fayoum, deii'Atbai e del Tar. Codesta selezione e codesto rigore nell'accoppiare forze di sangue eguali fece sì che da tempo immemorahile la rnzza araha conservò int.at.te tulle le sue eccellenti qualità che possono essere r·iassunte in cinque punti: fondo e velocitù straordinaria ; vig•>re e resistenza delle estremi tà , e bontà di zoccolo; eccellente temperamento ; dor.ilitil e genero sittt al di là di lJUanto si può richiedere ; bellezza squisita di ftJI·me; bocca piacevole e leg~era. Ma disgraziatamente codesti cos~umi che per !tingo volger di secoli formarono e consolidarono la giusta rinomanza della noh ile razza arnba, oggi, mntale ie circostanze, minacciano di rovinarla, se pur non l'hanno rovinata di già. La tr·ibù dei Roala, ricchissima di gi nmente Seglawi delle varie suddivisioni, coll' abbandonnre il modo di far la ;.p1en·a alla beduina, a cavallo con lanci e e spade, pèr servirsi delle armi da fuoco, ha venduto senza criterio ed a prec.ipizio una quantità di cavalli reputati non ·più necessn ri per le spedizioni, giacchè si ritor·nò al dromedario come mezzo di trasporto per il guerriero trasformato in fucili ere, e cosi si giunse ad avere in codesta tribù perfino nn solo stallone p ossi bile per· duecento ·e più giumente da monta . Le tribù più nordiche degli Shnmmar, vinte ripetutameute dagl i Anazeh e quelle più a mezzo giorno aspramente rnzziate e stremate di numero dai Wahaùiti , a furia ·di peròite subite nei combattimenti , sono ormai ridotte all'accoppiamento degli stretti consanguinei se vogliono mantenere cogl i antichi costumi la purezza dell e razze che possiedono. Le tribù Anazeh, finitime wi Turchi , ·~oi Kuròi, coi Persiani, per necessitit di guerra e di commerci hanno dovuto alterare la purezr.a del sangue dell e loro rnzzt• amrneLLr.ndo alla monta cavall i di tipo inferiore apparlen ent! a qnelle nazioni , sicchi· I.Jen pochi
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tipi di r·azze pure si trovano O)o!gimai presso di loro e questi appartonenti a fami~lie che ebbero uomini di ferma volontà a non voler t'll<lere davanti a nessuna necessità o prezzo, ma dai fi gli dei tJIIIIIi non è ancora ben certo se sar·à conservato lo stesso punto tl'onore e modo di vedere che essi ebbero. La sciocca idea che ebbero ~li inglesi, qualche anno fa , di voler riulzare la staturn del cavallo arabo trovò orecchi e compiacenti uolle tribù del sud e specialmente nei Muntetik, sicchè il sangue . purissi mo dei loro cavall i fu polluto da queilo degli alti tarchiati 11 f,{ rossolani cavalli Turcomanni, con vantaggio commerciale appar(lnte, giacchè presero somme maggiori sui mercati del'lndia coi 11rimi bastardi che vi mandarono, ma con danno irreparabile della pu rezza della razza, scemo di buone qualità caratteristiche della 11Lessa, ed infine con danno reale del loro stesso commercio, porchè da qualche anno gli inglesi fatti si accorti del loro. errore r·ipudiano codesti cavalli imbastarditi, cercando invece tutti i mozzi per ottenere sui mercati indiani cavalli di razza e di puro M nngue arabo. ~iccità e carestie ripetutesi frequentemente, mal governo dei Turchi che riduce a squnlliùa miseria le più ricche provincie, "tr marono di molto il numero dei cavalli in tuUe le altre numerose trihl1 che rifuggitesi dalla costa, tenuta da quelli, nel deserto dove.vano per forza rendere meno rigida 1::~ selezione, o usare l'acr.oppiamento fra slretli consaguinei con tutte le deplorevoli conHO~oenze che tal accoppiai.nento porta necessariamente nell' avveuire di una razza. Oggidì due sole famiglie in Arabia hanno la razza pura SegÌawi n •Iran cosi pregiata. Al cuni tipi di codesta razza sono in Rgitto uol scuderie del .magnifico Aly bascia Sherif, figli delle giumente ~ tll(lawi che Abbas l bascià pagò con prezzi stravaganti allo Sceik lhn Sha:dan dei Soala, deLLo anche l'Emiro del deserto. Al cuni ~ t tdl o n i di codesta rnzza pregiatissima erano negli allevamenti della riMnnta 1\'laeslit di Vittorio Emanuele Il , ma per vero dire di codesti M•wro se vivano tultora o se si.wo finiti. Oualclre razza pura si trova ancor·a fra gli Anazeh del Sud· Ovest ., rrn gli Shammar, erranti dopo la conquista delle loro montagne (!lllll dai W~habiti, fra il Tigri ed il golfo Persico. Ma è lecito
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domandarsi per quanto tempo ancora si manterranno ~enza degenerazione e inquinamento cosi ridotte come sono di numero. Nel Negid e ne!I'Heggiaz vi sono ancora razze purissime. Rimarchevole quella Bakhman in parte posseduta dallo Sceriffo della Mecca. Ma qui anche deve deplorarsi la troppa stretta consnnguineitl\ fra i produttori come causa non troppo lontana di degenerazione. Aleppo, Moussoul , Bagodad . che prima avevano fìor·entissimi mercati di cavalli puro sa ngue arabo nei loro Monled, (sagre) oggidi non danno piu che prodotti impuri e degenerati. Per .trovare cavalli di vera pura r~ zza bisogna battere il Snd dell e praterie Mesopotamiche, spingersi nel deserto e dopo fati che e stenti e pazienza infiniti , contentarsi, con somme, all'infuori di ogni proporzione , di acquistare quei pochi avanzi che restano ancora del !Jllro sangue Araho se si vuoi sa lvare dallo ~co:nparire dal !llOndo questa nobile razza che unica co nserva il sn ngue per risnnguare tutte le razze europee e più principalmente le nostre italiane. L'all evamento del cavallo arabo P tracciato dalle circostanze e dalla necessità della vita errante del beduino. La cavalla pregnante vien montata fino gli ultimi giorni della sua porl:ltnra. Nè è risparmiata di andare a veloci andature, che auzi n credenza del beduino che p ir't la cavnlla corre e piu il feto, una volta venuto alla luce, avrh mezzi e volontà di correre. Nella lortJ di sprezzante compas·sione per l'ignoranza sul soggeLlo, di che ci addPhitauo noi europei, . ridono dei nostri timori per la sal nte della pregnante e dell'a llievo. Una volta sgravata la cavalla non la lasciano allallare il suo polledro che nn mese tutt'al più. Dopo un mese dal purto la cavalcano nuovamente per qnalsivoglia spedizione e viaggio, ed il po!led ro legato con nn a rozza corda attorta a mo' di 8 attorno alle ginocchia od ai garTelli resta nell'accampamento nutricato con !aLte di cammella, gi acchè dicono che tal latte gli forma solide le ossa o gli conferi~ce la forza, la resistenza, e la sobrietà del cammello stesso. Frattanto le donne ed i bambini del beduino schet·zano con cotesto polledro, ruzzolandosi fra le sue gambe e toccandolo dapper·
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Irrito , ciò che giova assaissimo, a mio c!'edere ed al credere di quanti , come me hanno avuto la ventura di vivere qualche tempo t•o n t1·ibù arabe beduine, allo sviluppo, dirò così, · intellettuale, ed 11llll formazione del carattere docile ed impavido del cavallo arabo. l fr·equenti cambiamenti di paese , di nutrimento, di clima; le ~tkcilil e le carestie che si succedono, agguerriscono fin dai primi l(io mi il polledro tenuto allo sccperto vicino alla tenda, a tutte le più dure prove e privazioni , e ne fortifi cano la particolare robu•HI~za se la ereditò, o lo eliminano se per caso non nacque dotato di quella. · lJ n'altra ragione eli selezi one la si ha poi nel farlo cavalcare dllll'età di un anno in su dai ragazzi por condurlo ~!l'abbeverata 11 per piccoli tragitti. Cavalcate che vanno via via facendosi piu lurrghe e serie lino al secondo anno compiuto. Nel terzo anno viene montato eù amma estraLo, giacchè è credt• nr.n indiscussa fra i Beduini che un cava llo il quale non abbia Invo rato prima dei tre an ni sarll poi di ~adatto o restio o qual!IÌvoglia lavoro. L'addestramento consiste noi fargli descrivere al galoppo ripelutamente la figura di un 8 facendolo cambiare di galoppo al rn ntro di deua rìgura, e ciò per snodarlo hene. Siccome i Beduin i d'A sia non hanno nè selltl, nè staffe, ma un guanci~ le leJ.tll l n. con una fascia e qualch e volta con una corda, sul dorso del rnv allo, e non hanno briglia, ma soltanto una capezza di corda fu tt rt con pelo eli cammello e che ha un peào di catena sul naso dt•ll n cavalca tura per fare l'ufficio di freno, così per il cambialllt nlo eli galoppo e per le vallate si aiutano collo spostare il 11 ,,~,, tlcl corpo o con piccoli colpi dati colla mano sul collo, e 11it111te più. Codesta maniera d'addestrarlo e di portarlo nelle spedizioni, no n in prims. linea o n e~li scontri ma come cavallo da monl nr~i durante il viaggio, forma la terza ed ultima selezione, su1Hirnta la quale il polleclro è certo che resisterà in avvenire ad u~ n i e qualunque prova~ per difficile ed \\spenima che ella sia, lluo alla sua morte, la qual e stJole avrenire dai 26 anni ai 30, e finn , mi si disse, ai 35. Qui hisogna tenere conto che l'anno Mu-
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sul mano è l'anno l'una re, ossia è di ~ 2 a 13 giorni più corto del nostr·o. Direi cosa men vera se asserissi che dopo un tale addestramento non si manifestano delle magagne in quasi Lutti i cavalli. Soprossi e coronature ne ho vi ste, c parer.chie; vidi anche molte gambe e stinchi contorti. Ma queste magagne non progrediscono al di là dei quattro anni; f[Uello che allora ci è, resta; ma se non portò pregiudizio, mollo probabilmente non ci è da temere che lo porterà per l'avvenire, mentre è certo che la salute generale e la potenza di resistenza del polledro hanno per questa rude ginnastica avvantal{giato di molto . A quattr'anni la polledra scelta fra le belliss ime di sua razza e porli.nte i se~ni caratteristici della stessa, è soUoposta alla monta e allora è gran Cesta come per lieto avvenimento. Lo stallone non monta prima dei selle anni, e generalmente cessa sui diciotto o i venti. Un Beduino che voglia comprare un cavallo incomincia una campàgna di diplomazia e di riggiri tale che io non potrei darne qui un'idea adeguata, o correrei rischio di essere tacciato da favoleggiatore; sicchè ne faccio grazia ai miei lettori, ma son certo che coloro i quali son vissuti qualche tempo in Oriente ed nssisterono a qualche CQntratto importante, anche se non di questo genere, ~apranno rendermi giustizia di questo silenzio. La prima cosa che un fleduioo apprezza in un cavallo è la fHu·ezza del suo sangue, e ).(Uarda di più alla genealogia di qul"llo che a tu.tto il resto. Rassicurato dalla certezza di ciò, nel cavallo eaamina per prima cosa la Lesta. È comune opinione nel deserto, ed ho finito per crederci anch'io, che nell'accoppiamento di due cavalli il tipo meno nobile è quello che innuisce nelle fattezze e struttura della testa. Se la testa del cavallo è quella tipica della sua razza, il Beduino ha la conferma che la razza stes~a è pura e puramente mantenuta nel cavallo che gli sta davanti.
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Uopo la Lesta, guarda al colore del mantello ed ai segni particolari che ci<~ scuna razza suole avere in quello ; finalmente e por ultimo passa alle forme. Nel deserto è sconosciut.1 l'arte dello scozzonc. Del resto a nulla servirebbe, anzi per l'importanza che si . ammette al mantenimento del buon nome di una razza un'arte simile nuocerebbe 1tl l'onore della t'azza slessr. e del suo possessore. L'età è cono1;r:iuta e rivelata con esatteza tale che sarebbe desiderabile lo fosse l'lo(Ualmente anche per gli uomini e le donne ap partenenti alle tribù . Ou indi nulla si sa conoscere della stessa per mezzo dei denti, ~iacchè la differenza e varietà degli alimenti avendo ritard~to o ac~ 1:olerato la consumazione di quelli; fa il più delle volte dtre degh Ktrafalcioni agli stranieri che ricorrono a tal mezzo di accertamento. Anche qni la ~apienza europea fa assai trista figura in c:unfronlo alla patriarcale buona fede del rozzo Beduino. Una volta stretto il conlJ'atto conviene pagare subito in buone u1onete d'oro del genere di quP-lle che si nominarono nel contratto o farle contare nna volta al venditore per debito d'onestà; ma appena questi ha contalo l'ultima. che fa il conto giusto, conviene 111ontar subito a cavallo ed allontanarsi al più presto possibile !leuza dar reua alle grida, imprecazioni e minaccia griùate con voci nl t~ e fioche da tnlla nua turba capitanata dal venditore stesso che 11i pente del contratto, o vorreòi.Je qualcosa in più, o vorrebbe ect:opir ~ul conio, peso o su qualsiasi pretesto per le monete, oppure vuoi ricon larl e ancora una volta in presenza vostra, giurando e 11pergiurando che non fanno conto !!i nsto . scrille nou ne esistono. I furbi mercanti di Aleppo, Oi "eneaJoaie 7' " Monssoul e Ba,n dad ne fabbnc:11lO qualcnna. per le esigenze del loro commercio con in cettal(•ri europei poco pratici o mollo lllj.(CDUi. Però si possono nvere certificali nelle tribù, benchè a ~ran stento dto I'Arauo diffida della carta e dello scrivere. l cavalli « hadnd » vn lgono ordinariamente nel deserto dalle 100 alle 200 e talvolta fino all e 250 sterline. Ma non bisogna ritenere qnesti prezzi come una rnedia normale: tutto dipende dal bisogno che ha il Beduino eli vflnrlore, dall'ahlronòanza o carPstia dell'annnla, e òa una qnan-
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tità di cause che fanno si che vi siano prezzi diffet:enti per ogni annata, ed in una stessa annata, fra tribù e tribù, e fra località e lor:alità. In genere però il cavallo .c hadud , vale il triplo di un kadisc, e quattro o cinque volte il prezzo di un cavallo ordinario. Le cavalle (( hadud , .hanno prezzi stravaganti. È difficilissimo poterle comprare perchè in esse 1' Arabo t·ipone lullo l'onore della sua razza . Meno difficile è il poter comperare cavalle « Kadisc :t ma anche per esse ci è grande gelosia, e se le passano ·di preferenza da tribù e tribù. La miglior stagione per poter far compere è il cuore dell'estate. Potendo in tale stagione penetrare nel « Gebel Shammar » s'incontrano lit la massima parte delle tribù che vi estatano, e più facili si presentano le occasioni di compera. Credo dare un ouon consiglio ai compratori nel suggerir loro ~i arrivare all'estremo punto. cui si vuoi pervenire, senza compmre e senza dar a divedere che si vuoi wmprare cavalli. Arrivati colà incominciare le compere tornandosene indietro celeremente e senza ripassare per la stessa via fatta n'31J'andare.
Se il polledro puro sangue Arabo non fosse così docile e grazioso come lo è, difficilmente un Beduino potrebbe cavalcarlo e dirigerlo col (·.uscino e colla capezza di che si serve per cavalcarlo e guidarlo. Ma siccome, come abbiamo detto, il cava llo Arabo è veramente quello descritto nel libro di Giobbe, e non· fa difese nè per sofferenza, nè per cattiveria, nè per paura, così accade che egli è il vero tipo, del cavallo da sella per resistenza e velocità. L'unico suo difetto ; ma però molto ma molto relativo, è l'es· sere di bassa statura. Ciò fa sì che correndo con un cavallo inglese, ad esempio per tre miglia, un puro sangue arabo avreLIJe ben poche probabilità di vittoria, anche se il suo competitore non fosse dei più famosi. Ma se la cor·sa durasse cinque miglìa ritengo che un puro sangue arabo ha eguali probabilità di un qualunque più celebre cavallo da corsa inglese o !rancese. Su venti mi~lia poi l'arabo sar·ebbe
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uncorn in grado di galoppare quando il più famoso campione di nllro razze sarebbe broken dawu o giù di li. L'ampiezza del canale delle ganasce e delle narici e la bontà 1l1 l polmoni dà al cavallo arabo una tale superiorità sui suoi det•lvn ti , anche i più nobili che però nel primo di cotesti pregi t•lmn ser·o tuttora deficienti, da fargli in una corsa lunghissima l'lllllpensare di gran lunga la piccolezza della sua statura. (t:ontinua). CARLO SANMIN NI ATEtU ZABAHELLA
1'enenle colcmnello A . U. C. U.
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LE FERROVIE RUSSE (EUROPA, CAUCASO E ASIA) SOTTO L'ASPETTO MILITARE E COMMERCIALE
Generalità. Spesso la stampa estera si occupa delle « ferrovie russe :., ma, forse preoccupata soverchiamente dalle contingenze politiche d' Europa, suole considerarle quasi esclusivamente sotto l'aspetto militare, restringendo così l'esame in generale alle circoscrizioni d ella H.ussia occidentale, e particolarmente a quelle prossime ai confini della Germania e dell'Austria. In questa rassegna la descrizione sarà breve, ma estesa su tutta l'intera rete ferroviaria, dalle regioni settentrionali della Lapponia e della Siberia, a quelle meridionali del Caucaso e del Turkestan, nell'intento di rilevare come le ferrovie russe, oltre ad essere un vaJido ausiliare della difesa nazionale, ed un elemento di peso nella bilancia politica., sono più che negli altri Stati un potente fattore di civiltà fra tutte le popolazioni russe, ma particolarmente fra quelle più remote e meno progredite del vecchio continente. Le ferrovie sono perciò qui descritte secondo le tre grandi ripartizioni territoriali dell'impero: Russia europea, Caucaso e Russia asiatica. Sembra pure utile rilevare fin d'ora che lo Stato' russo, a cagione delle abbondanti proprietà demaniali (8,~00,000 ettari di terre e 130 milioni di ettari di foreste nella sola
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Russia europea, senza Ca.lcolare le miniere e le immense piaghe di terreni demaniali della Siberia), definito a. giusto titolo il primo pr·oprieta·r io fondiario del mondo, espli<m potentemente Ja sua attività anche eol monopolio, sempre più esteso e rimuneratore, dell'esercizio delle ferrovie che ogli va riscattando; tanto da ricavare colle risorse provenienti da queste e dai beni .demaniali fondiari e .mobili' sopra del;ti, la cospicua rendita annua di 150 milioni di l'ubli (una terza parte della quale circa proveniente dalle sue ferrovie), rendita ch'esso è in grado d ' impiegare nel ri1:1catto e nella costruzione di nuove ferrovie, in eventuali elargizioni (come quella di oltre 2110 milioni di rubli fatta nel 1891 alle popolazioni colpite dalla carestia}, in alleviamenti d'imposte, ecc. Sicchè la solerte amministrazione dello Stato russo, che sopperisce in gran parte alla propria esistenza colle proprie risorse, non abbisogna di depaupel'are la. vita economica del paese con imposte gravose, ma tmzi è in grado di trasfondere in esso il sangue arterioso della vitalità nazionale.
A. Bussi& europea.
La prima strada ferrata costruita in Russia fu quella da Zarskoe-Selo a Pietroburgo (25 verste ossia chilometri ~6,670), la quale fu inaugurata l'anno 1838. Nell843 s'intraprese la costruzione della ferrovia. Nikolskaia (da Pietroburgo a Mosca, di 644 chilometri), che fu aperta all'eseroizio nel . 1891. Malgrado l'importanza politica ed economica d i questa linea, la Russia non s'impegnava che cou lentezza ed indecisione nelle costruzioni di strade ferrate: solt.anto 1333 chilometri ferrovie si era.no completate nel 1860 o 3585 chilometri al l o gennaio 1865. Verso questo tempo i grandi benefizi realizzati da molti uostruttori di ferrovie impresse uno slancio vigoroso allo spil'ito d'intrapresa, ed è nel periodo decennale seguente che l1~ rete ferroviaria russa. venne sviluppandosi con maggiore rapidità. Dal 1865 al 1875 furono aperte alla circolazione
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LE PERROVJB RUS8K
LE FERROVIE RUSSE
14,567 chilometri di strade ferrate, onde lo sviluppo totale della rete raggiunse nell'anno 1875 i 18,152 chilometri. Il progressivo aumento delle ferrovie russo, non comprese quelle della Finlandia. (nel 1891, chilometri 1878) e quella del Tra.nscapio (nel 1891 1433 chilometri) è il seguente:
IIILJUerose ed opportune costruzioni di nuove linee, fra le basti ricordare le seguenti: l o Linee dirette ai confini occidentalì: a) il tronco di congiunzione Bria.nsck, Homel, Pinsk ( l HB4-1887), il quale stabilì una non in terrotta comunicav. ione fra Varsavia e le principali città del Volga e raddoppiò la potenzialità della linea Mosca, Brest- Litov.sk, co!'l l,iLuendo in unione ad essa, una doppia linea di operazione VIII'SO la Polonia. b) ll t ronco di congiunzione Valk, Riga. (1888), il quale 111 Ì l·!e in com~nicazione Pietroburgo e Rev el con Riga e Libava. c) La grande linea Ka.zan, Riazan (757 chilometri), tllrmguratasi nel settembre u. s. (aperta interamente all'eserlliv. io nel luglio 1894. Vedi appresso) la quale congiun1{1\llUOsi con q uella di Mosca, fa comunicare fluesta città noli a fertile regione del V olga (uno dei granai dell' impero) 11 colla circoscrizione militare di Kasan. d) Il tronco Shpola, Vapniarka (1891, 1892), che ora t•~ut~iunge i paesi del D on (altri granai della Russia) e l\.lmrkov colla Podolia e costituisce una nuova linea d'opemv.ione verso il confine austriaco. ·
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Anno
Sviluppo della •·ete
Anno
Sv iluppo della rete
1884 1885 1886 1887 1888
chilometri 24,582 )) 25,651 )) 26,150 )) 26,979 » 27,852
1889 1890 1891 1892 1393
chilometri 28,314 )) 27,750 )) 29,195 33,078 :. )) 33,945
Al l" agosto 1894 l'impero russo possedeva 33,676 verste (35,932 chilometri) di ferrovie. Inoltre erano iu costruzione altre strade ferrate nella Russia europea e si proseguiva allo stabilimento della grande linea ferroviaria della Siberia (7490 verste, ossia 8000 chilometri). Andamento della {erro1' ia nella Russia d' Aur·opa. · - L'inconveniente della vastità degli !~pa?:i ~ della relativa scarsezza di comunicazioni della Russia europea è in molta. parte compensato dal favorevole andamento delle linee fer· roviarie rispetto ai confini occidentali , delle quali : alcune (le centrali), a fascio e concentriche si dirigono dall' interno nel cuneo sporgente della Polonia (t eatro d'operazione cen· trale), n ella· cui capitale fanno tatte capo; altre (a nord e a sud di quel fascio) , si dirigono dall'interno quasi normalmente al corr ispondente tratto di confine, traversando respetti vamente le circoscrizioni militari di · Vilna (teatro di operazione nord) e di Kiev (teatro d'operazione sud-est) ; altre, infine (d'arroccamento), con dir~zione generale da nord a sud, e di sviluppo 'tanto maggiore quanto più discoste dai confini occidentali, collegano a vicenda tutte le linee precedenti, congiungono fra di loro l~ principali città. ed i principali porti del Baltico e del Mar Nero, e favoriscono lo spo· stamento dall'uno all'altro teatro d'operazione. Linee principali costruite negli ultimi anni. - Varie la- · cune esistevano in questa favorevole rete ferroviaria, ma. a questo va. sopperendo da alcuni anni il governo russo con
t(IH~li
c) L'import.a.ntP. t.ronno Shmerinka, NovosP.liv.a. f189Bt
ttlttl mette capo 'di fronte alla fortezza austriaca Cer~owit~: f) La linea strategica, detta della Nareva !llovemltt'tl 18~4), la quale, staccandosi dalla ferrovia Pietroburgo, VtLt'::!avla alla stazione di Lapi, ritorna sulla s tessa ferrovia rdl tL stazione di Malkiuo, dopo a ver con ampio arco (141 chilomot.ro) toccato Lomgia c Ostrolenka sul fiume Nareva ed ' tWM collegato fra di loro i forti stati costruiti recentemente Il l[ uAlla linea fluviaJe, allo scopo di proteggere il fianco tlnHt.ro della fronte difensiva di Varsavia. g) La linea Slato·ust (sugli Urali) ad Ufa ( 18\)0-18!:)~) 11h 11 mette in comunicazione mediante 310 chilometri di pertttll'HO, la Russia occidentale colle ricche miniere e numerosi tiHbi limanti metallurgici d egli Urali, e for~a l'anello di con- . Uttt nzione fr a la rete ferroviaria. della Russia europea. e la ~ t·rmcle ferrovia della Siberia, ora in cost ruzione. 111 -
AliNO X L
LE FF.IlROVIE
RUS~.I!:
2" Linee trasversali: a) La linea Vilna, Baranovici, Luninez e Rovno (1884 e seguenti), dello sviluppo di 50\:1 chilometri, la quale tocca od interseca quattro grandi linee del fascio stradale convergente verso la P olonia. b) Il tr onco K.remenciug, Romni (1888), che ora, fra altro, permette una comunicazione immediata fra il porto di Libara (Baltico) e l'arsenale di Nikolaiev (Mar Nero). Si ricorda poi qui sommariamente che oltre alle linee sopra dette nei primi nove mesi del 1894 furono apert,i all'esercizio circa 2590 chilometri di nuove ferrovie (330 dei quali nel Caucaso, e 890 nell'Asia), e cioè: · 1" Sulla ferrov ia che deve unire Kiev a Voronesg i t ronchi: Konotop, Pigorovka (chilo'metri 99); Kruti, Piriatin (108); Kruti, Oernigov (81) ; e l'importante tronco Kurk, Ksceni (120 ,, destinato a prolungarsi su Voronesg, ed a mettere eosì in comunicazione la ricca valle del Don con Kursk e Kiev. 2° Sulla linea Riazan, Kazan i tratti : Sassovo, Sviagesk (617 chilometri) e Sviagesk, Kazan (42 chilometri con passaggio del Volga su vapori), completandosi così questa it.nportante linea. 3" Il tronco Balashov, Kamiscin (266 chilometri sul Volga, il quale stabilisce nn nuovo o diretto mezzo di contatto fra Mosca e il Volga inferiore). 4o Sulla ferrovia del Ciscaucaso il tronco Mineralniia V odi (64 chilometri) e l'importantissima di Beslan, Petrovsk (266), e su quella del Transcaucaso il piccolo tronco (30 chilometri · da Borg~orn, Mikhailov. 5" Infine, nell'Asia, il tratto di ferrovia da Ccliabinsk (ai piedi degli Urali a Omsk (890 chilometri), che costituisce la sezicne estrema occidentale della grande fenovia Siberiana, ora in costruzione. Sono dun'què . in totale 2566 éhilometri di ferrovie aperte all'esercizio; dimodochè attualmente (dicembre) lo .sviluppo' della rete ferroviaria russa è, come si è detto di 35,945 chilometri. (Non compresa Finlandia e Transcaspio). Linee a doppio binar-io. - Malgrado gli :sforzi del go-
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verno, il numero delle ferrovie russe a doppio binario è t~ssai scarso, ciò che costituisce un grande inconveniente, in parti·c olar modo nelle zone di confine verso la Germania di fronte alla subitaneità colla quale i tedeschi possono agire' in masse. P er brevità si indicano qui soltanto le principa1issime, che sono le ferrovie: Smolensk, V arsavia per Minsk (!>94 chilometri), e Pietroburgo, Kozlov per Mosca (1052), Il cui conviene aggiungere le linee: Rigt~., Dvinsk(Dinaburg), Vilna, Kovno ad E ydtkuhnen (al confine della Prussia) ; dessa, Balta, Bender (ai coll.5.ni rumeni); Mosca, Kubinskaia, Viazrna, Mosca, Tula, Skuratovo; Mosca, Kovrov; Homel, 13rest-Litovsk, Vnrsavia; Kursk, Kiev, Dubno (al confine nusLriaco); Bri:mla, Shmerinka, Oiorni·Ostrov (confine auHLriaco , che ad est si congiunge alla precedente Balta Odessa, diretta al confine. rumeno. F'e?·,·o,vie in progetto e costruzione. -- Sarebbe lungo men~~:ionare le numerose linee ferroviari e proposto in questi ult.imi tempi a scopi militari e commerciali o particolarmente 1dlo scopo di dare lavoro e togliere dall'isolamento le provincie interne, colpite dall'ultima (1891) carestia. Ricordiamo soltanto le pitt importanti cioè, verso i confini coll a Germania: a) la linea Malkino (sul Dug) a Yablona (~ Lllla Vistola), la quale, analogamente a quella della Na1·eva, Horve a collegare ·i forti difensivi (tra cni la testa di ponte %ogrze), di quei corsi d'acqua fra di loro e con Bielostok; b) ( l. ) le linee Kutno a Slupza (confine colla Prussia), e Lodz, l ' alisch con diramazione a Villhelmsbruck (confine colla Prussia). ; c) il tratto Dombo viza, Kovel. Più nell'interno la j.çrande linea trasversale (oltre 1000 chqometri) da Pietrohnq;o a .Kiev, passando per Moghilev ;d) e ancora più all' interno, la linea Perm, Nishni-Novgorod per Kasan (850 uhilometri), e la trasversale P ensa, Kharkov per Sierdobsk, llatashov, Korotoiak (9 t5 chilometri), ambedue destinate 1~1 trasporto verso ovest degli abbondanti prodotti locali ( Il La cost ruzione tli qne5le tlne linee dicesi incontri l 'opposizione tlello s tato magrusso, giacche si ritiene che ad onta degli interessi commercia li, i quali militano 111 lr1voro tlel contatto, una zona tli 50 miglia mancante di fe rrovie <li fronte e tra Thorn 11 ~ll ~ l owitz, servir:i rome tli scudo contro un'azione otrensiva tlella Germania.
lllfli"O
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LE PBRROVlE RUSSR
(cereali) e delle forze comprese nella remota circoscnz1pne militare di Kazan; come pure la strada ferrata da Ekaterin burg a Celiabinsk, la quale lambendo il varsa.nte orientale dagli Urali congiungerà la ferrovia della Siberia colle miniere e cogli stabilimenti metallurgici degli Urali; e i tronchi Lagor, Briansk (chil 205) o Voroshba, Srednaia Buka (chil. 151), della linea Kursk Kiev. Per la costr nzione di . queste tre ultime linee furono, nel novembre u. s. decretate le volute espropriazioni. Circa poi le ferrovie in costruzione, si ricorda che con un solo decreto (3 marzo 1892) furono autorizzate le volute espropriazioni per la costruzione di altre 9 linee ferroviarie rappresentanti in complesso 1549 chilometri di sviluppo. ln agosto venno finalmente risolta la quistione, studiata fin dal 1871 di riunire le estreme regioni settentrionali della. Russia colla. rete ferroviaria centrale. La linea scelta fra le pr opost e, fu quella che riunirà Vologda ad Arkang el. 'l'aie questione, oltre all' importanza commoroio.le, perchè la nuova linea favorisce gli scambi dell e regioni orientali (grani) colle settentrionali (Lapponia. e Costa Murmana, dove abbondano le pesche) (1), ha per i russi un'alta importanza strategica. In Europa la Russia non ha un porto donde pos:;a liberamenLe uscire per navigar e nell'Oceano, mentre molte rade della. costa Murma.na (Lapponia.), dove non gela mai, offrono la. possibilità di mantenervi una numerosa flotta. Da anni si vagheggia la costruzione in quella costa del gran porto militare dell'avvenire per la Russia. Questa questione è strettamente collegata coll' altra d i creare 1 mezzi di comunicazione che mantengano il collegamento fra il futuro porto settentrionale ed il resto della Russia, dalla quale la flotta ancorata in esso deve attingere tutte le risorse necessarie. o. CERROTI. (Continua). Capitano.
{l) 1 prodotti della pesca arri,•ato ne l l 893 in Russia dalla. costa. Murmana. fn di
G,6,1 ,000 pud, ossia t 08,828 tountllla te (rlcllc quali 50,352 per via di ma re e 58,476 tonne llate per la fro ntiera. ùi terra fP.rma) . ·
T RA I L I B RI
Roccur. - Le origini della fortificazione mode1;na - Stttdi sto1·ico·C1·itici con atlante. (Roma, tipografia Voghera, 1894-). - A... .z.... - Verità ingrate sull' fwdin amento mili tare italiano (Roma, tipografia Editrice, ·1895). - l\. PtVA . T marinm·i. - Roma, tipografia .Forzani. Con gran copia di erudizione e competenza tecnica il maggi•H·e del geni o E. Racchi scrive di ([t10l per-iodo di transizione in cui dalle antir.he cinte murali gl'ingegneri ita liani passarono al sistema bastionato. Son cinque studi che si legano tra loro : 1·icerche sulla invenzione dei balum·di moderni, i manose1·itti di Mariano di Jacopo da Siena; il trapasso dall'antica alla moderna fortificazione; le prime fronti bastionate; le mine a polvere. Sc.opo degli studi è quello di coordinare le indagini critiche fatte finora sovra tale argomento, e seguire gli incerti tentativi a traverso i quali fu concepito il germe dei nuovi sistem i di difesa ossidionale. El~m e nLi della fortificazi one antica erano torri e cortine; que~t' ult ime son le mura che collegano le torri , e le ·torri luoghi opportunamente disposti .per fian che~gia r la cortina, ossia per impedire che l'assali tore, riparandosi lungo il suo piede, possa preparare le offese, sicuro dal difen ~o re per l'altezza della mur:~glia su cui que,;t'ultimo è postato. Quando poi le mura erano in talun punto forzale, i difensori riparavansi nelle torri, vi si riordinavano e ne uscivano a riscossa. · Tutt'altro è il concetto della fortificazione bastionaLa, o moderna,
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TRA l LIBRI
come usavasi ed usasi chiamarla con epiteto che oggi mi sembra un po' fuor di posto. Essa basa sul bastione, che, spingendosi fuor delle mura assai pi[t innanzi dell"antica torre, è conformato in modo da potervr opportunamente collocar sopra delle artiglierieper allontanare quelle con cui l'assalitore si prefigge di battere la parte centrale del:a cortina ed aprirvi la breccia. Con ciò alla torre strellamente difensiva era sosrituito il bastione essenzialmenteoffen sivo. Trovata la forma oppor tuna al bastione o baluardo, questo si adattò c\osì bene alle al tre linee della fortificazione chefinì col formare un Lutto ben connesso, diguisachè, alterando la lunghezza o la direzione di una delle linee tutte le altre in lunghezza o direzione dovevano per immediata conseguenza essere alterate. Nel terzultimo decennio del XY secolo dominavano ancora gli antichi criteri circa l'arte di fortifìl:are; nel primo decennio del· secolo seguente ii' sistema bastionato era oramai adottalo nella costruzione delle piazze forti e andava via via sviluppandosi io tutte le sue virtualità. Taluni scrittori di archilellura militare lo ·credettero nato a un tratto e con ispirazione subitan ea nella fervida mente di un italiano del Rinascimento. Per un gr·an pt:zzo fu ascritto il merito dell' inYenziooe al veronese Sanmicheli, ed il Vasari con una erronea indicazione ci trasse in <Juell' erToro. A~ padre Guglielmotli parve clte l'inventore fosse il senese Mariano dr Iacopo, detto il Tàccola, morto nel 1450, e fu indo tto in quella credenza da un disegno male inlerpr·etato e da una medaglia ritenuta più antica che non lo fosse. Il maggiore Rocchi, messoin sull"avviso dal genernle tedesco Schroder, cui parve sospetta l'asserzione del Guglielmotti, con paziente critica prese in esame i documenti che avevano servito al valente frate e dovette conchiudere che i disegni, J.ln po' informi invero, del Titccola, non solo non rappresentavano dei bastioni , ma nemmeno delle opere di fortificazione. Ricercando poi quali siano stati i veri inventori della fortificazione moderna, venne a conchiudere che in· dubbi amen te i germi fecondi furono gettati da due architetti militari il senese Francesco di Giorgio Marlini (1439-1 502) e GiuliaooGiamberti detto da S. Gallo (143.2 ·'1517) ed assegna gli uJtimi anni del xv secolo come quelli io cui comparve la forma bastio-
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1111t1L per la prima volta. Si affacciò w me concetto organico alla Jtltlflt o del primo <l'essi , e fu applicata dal secondo al forte di l:i vita Castellana, costrutto tra il 1494. ed il 14U7. L'acuto scrittore, innamorandosi del soggetto, da queste r.onclull!lllli risale ad investigare per quali vie quei due architelli millln ri ven~ero parallelamente a risultato non di ssimil e: s~udia i ptllt li di pat·tenza, i tasteggiamenti, le fasi intermedie ed i ri' ullnt i parziali per cui ciascun d'essi passò. Sebbene fossero conIIIJ'ranei , perchè, come si sa, il Sa ngallo prese questo nome da • tllr convento da lui costruito, essi non ehhero relazioni di ami•• lt nvole convivenza od almeno non appare che ·ne aùùiano avute. Si trovarono bensì entrambi a Ca~tellin ad i Chianti, quando nel 1~·7X le truppe del principe d'Urbino, del re di Napoli e del l'npn, collegati ai danni di Lorenzo de' 1\fedici, assediarono quel •'II'!Lllllo; lna il \l arti ni v'era alla direzione dell'attacco cd il San1(11 110 a quella della difesa. Non risu lta che •iopo quella fazione tli i{ nerra al.Jbiano av uto più da che fare in sieme, nve tolga~ i la r•i vnli tit desta ta da qualche concorso per· riuscire nella costruzione di rnluna fal.Jùrica cui entrambi aspiravano. t:iò non ostante negli studi fatti per gi rtngere alla soluzione doli problema d'architettura militare aiTacciatosi alla mente loro )\IL~sa ron o per analoghe tappe. Il maggior Rocchi , valendosi degli -rud i del Promis, del Gugl ielmolli e degli esami dei disegn i e dnl1o opere lasciate dal Sangallo, segue diligentemente quelle tappe 11 " ' l'erma su ciascuna di esse per descriverne l' importanza. Nel materiale' sr.ientifico di colom t:he li avevano preceduti i dno valentuomini trovavano già parecchi elementi loro utili. Il rit"llrtlo delle LHrri, stacéate per di~endere di rovescio le mura , mozze ll uo all"al tezza delle mura e te~rapienate per dis porvi qualche artivliP ria: la s·carpa e i barbacani per sostenere il piede della muragli a n pt>r dimin uire l'efficacia dei colpi di ar·tiglieria: i fossi per render pii'• dilli cile l'arrivare al piede delle mura: la strada coperta per dirmulore i fossi: le torr·i a facci 'l obi iqua perchè, come diceva LeonardO> tlit \'inci , «quella percussione sarit di niuna valetuclin e la quale •In fat.ta sopra oùbietto di maggior obfiquità >> : le torri maestre 11 1111/Stii, r·idotli estremi dell'opera fortifi cata e qua r"Lier· generale dt'l (:o mandante della fortezza: la per·suasione che la torre rotonda
TRA l tlBRl 138 t resista meglio di ogni altra agli urti, insomma un certo numer·o di forme difensive e di massime l~ cruali eserci~avano molta influenza sul corso dei pensieri. Tuttavia secondo il m<Jggior Roechi, il ricordo dell'antico nocque ai due architet.ti e ritardò la ri · volu7.ione nei sistemi difensivi , voluta. per bilanciare i progressi raggiu!}ll dalle artiglierie. Infatti dai disegni oradetti si rende manifesto con quanta difli col_tà andarono svincohndosi dalla torre o dal toi-rione, che era l'elemento essen1.iale dell'antica foitificazione. Ma già il M. artini aveva so ppresso la mer-latura delle torri preludendo alla decisione che più tardi nel 1503 f11 presa da una commissione di in gegneri militari radunata sotto la presidenza dì Giulio H papa quando i merli di cui erano orlati i parapetti delle fortezze avevano fatto cattiva prova contro le artiglierie di t:arlo Vlll. E come il Martini, anche il Sangallo vi aveva già sostituito le cannoniere o troniere. Resistettero un po' più le torri rotonde, perché pareva che la .loro forma le rendesse più solide: ma già nei diversi tentativi fatti per dare alla intera linea di fortificazioni tal configurazione da render difficile, se non impossihile, l'assalto vedonsi queste torri appiccicate all'estremità dei pnntoni, e questi spinti molto avanti nella c~mpag na e legati al corpo di piazza con nna gola ad angoli rientranti, sicch é nel com-plesso delle loro forn1a le linee che ne risultano rammentano alla lontana le linee tlel bastione , ma non possono in nessun _modo con esse andare confusi. Le vecchie forme non soddisfacevano. e delle nuove apparivano abbozzi e tentativi , i quali dimostravano la ricerca di qualche cosa che rispondesse ai bisogni dell'efficacia cresciuL& delle artiglierie anzichè la coscienza d'avet'la troval<J . Erano torrioni, puntoni,. forti a stella a traverso i qual i le menti irreq11iete del Martini e del Sangallo sono pas ~a te prima di giungere alla fronte bastionata . Il forte d'Ostia, la classica forte:r.za del Quallrocento, riassume l'opera del periodo di transizione e l'autore la descrive e ·la illustra con grande affetto, ma spiega anche come in essa manchi la ragione essenziale del baluardo moderno, ossia il fare parte di un tracciato fondato sul fiancheggiamento intrinseco collo scopo 'di ritardare ind..efinitivamente l'assalto, atto estremo dell 'attacco.
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Al bastione, o baluardo, considerato nel senso moderno di ' l'• esta parola, giunse il Martini dopo maturi ed indefessi studi t:ome lo rivelano alcuni disegni del Codice Magliabecchiano di macilh i ne e fortificazi oni, che è di sua mano, e vi giunse pure il Sangallo 11'11 il 14-94- ed il 1497 nella fronte settentrionale della fortezza di Civitacastellana , sebbene l'angustia delle piazze dei baluardi, In poca lunghez:r.a delle linee di difesa e l'er.cessiva brevità dei fin nchi manifestino ancora l'incertezza tra il vecch io e il nuovo . In vece il for tino di Nettuno costmito dal Sangallo tra il 1504 ed il1 503 presenta un modello di un quadrato bastionato di non minor· ptwfezione (nei rapporti tr·a le diverse parti) di quelli disegnati r:irca mezzo· secolo dopo dal capitano de Marchi. Perciò esso ~ 11gna la fine del perioòo di tasteggiamento. Oramai l'arte del di fendere le pjazze da guerra, postasi sulla nno~a vi a, non dovnva più abbandonarla ma porre in evidenza tutte le virtualità 1li cui era feco ndo il concetto iniziale scoperto dai due ingegneri senesi. Svio in epoca più prossima alla nostra il sovert:hiare della potenza distruttrice delle bocche da fuoco mutò i pr iucipii dell'arte fortilìcatori a che si appoggiò oramai a quella potenza per avern e protezione. Tro \'alo il germe iniziale, l'A. non dimentica quali cau~e deltoro origine al suo concepimento, e le trova essenzial mente nei lllig(ioramenti delle armi da fuoeo tl i artigl ieria avven utr nella ~ oc.:u rula· meUL del secolo 'XV quando le bombarde di bronzo furono sostitnite a quelle di ferro hattuto a doghe e cerchi , o •li ferro colalo, nonchè nella sagacia inven tiva e nella tenacità dt•gli stmli dei due grandi ingegneri senesi Francesco di Gi orgio Mnnini e Giuliano da San ~allo ; ma non vi comprende o pone in 11oconda linea, , l'influenza esercitala dalla invasione degli eserciti 111 ra ~ ieri cni non attrihuist~e che il merito dr aver sviluppato i uu ovi sistemi difensivi già concepiti dagli ingegneri italiani durn nte le blande guerre tra i pic.·oli Stati italiani, le qual i pret'llllorono quel! e in vasioni. Sareube però interessante l'invt'lstigare ll uo a qnal punto queste ullime abbi rmo sviluppato in Italia il hiKogno della guerra difensiva e per· conseguenza delle forme osaldional i che l'avvantaggiavano. 1~: inutile l'aggiunger parola circa l'acutezza critica del mag-
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aiore Rocchi nel vagliare e nell'ordinare i documenti di cui egl~ ~i serve: coine è anche inutile il citare la vasta bibliografia degh elementi di cui egli si valse nelle sue indag,ini. Ciò corrisponderebbe a riportare il suo libro che· diverrà ottimo complemento per Jo studio di uh periodo non sufficientemente apprezzato nello studio della fortificazione.
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*• Saltiamo qualche secolo e veniamo alla vita contemporanea dell'esercito. . Un <1nonimo, che ama di farsi chiamare A... Z... , raccoglie e pubblica alcune Vm·ità ingrate sul nostro ordinam~nto mili~are~ Il titolo del libro è suggestivo sicchè, per amor det contran , cr trasse proprio a volerle sentire queste verità, per quanto ingrate possano essere. Chi sa mai '? Fossero proprio quelle che debbono metterei sulla buona strada'? Ma, per dire il vero, letto i! libro, sul punto di tirar la somma, restammo indecisi. Ci r.hiedémrno anzitutto quale ne fosse la tesi; e ci parve che e magi strale, quella ~che dovrebbe governare resso la tesi lar"a ~ . P il libro , e non lo fa , perchè frequentemente esso d1vaga con gran danno per la ~ua efficacia, s'afl'acci no alcune propusizio~l s_~con darie, e vi prendano tanto posto da soffocare la prmc1pale. Anzi si direbbe po~sibile di sdoppiare il libro come se fosse dovuto alla collaborazione di due scrittori, l'uno dalle tendenze larghe e c.omprensive, t'altro più pratico e. più positivo: Sir:chè quando uno cammina maestoso per la via maestra, l'altro lo strascica, lo in(]uieta con osservazioni di pic-cola poru~ta ,_ col .ricordo d'int~ ressi secondari~ con sospelli. con suggesttom noctve. colle stat1· stiche, colle medie, colle liste nominative, coi grafici , in modo da sviarlo, e da impigliarlo in angusti viottoli dai quali con difficoltà arriva a to~lier~i. Uno di questi sviameuli , ed il più dannoso, avviene proprio nel passaggio dalla introduzione al rimanente del libro. Ed è un vero peccato, perchè là appnnlo cambia anche l'intonazione del libro, e la cambia tanto che vi perdiamo il senso dci legn~i qna\i corrono tra le dne parti d'esso.
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Anzi ngginngeremmo volentieri e5serci sembrato che, a liùro lluito sta stata piulloslo appiccicata che d~rivata una conclusione, ll it:ch ~ essa mal connettendosi con la maggior parte delle cose dlltto nelle pagi ne precedenti , e delle nuove afTacciandone, pretlipita inopportnnamente nell a dolorosa e perniciosa questione tl t~ lln prevalenza tra gli ufficia li delle varie armi: lo scoglio sollln , contro il quale vanno a sbattere la maggior parte delle pi'Oposte che r·iguardano l'ordinamento militarl:l. . 'l'uttàvia in mezzo a queste :-~ Jternative, dovute alla mancanza di 1111 l'ermo filo conducente dell'intero lavoro, vi sono p~gine le quali !'iVtllano un soLLile sJ.Jir·ito indagatore, una largh ezza di osservav.lone, ed un amore per la realtà da indurne che da gran tempo Hon siasi veduto un opuscolo in cui più altamente parli l'interesse tlt ll'esereito e più obbiettivamente sieno esaminatE\ le sue condiWi ni specialmente in quello che ha di caratteristico e di diverso dngli altri. Peccato che a queste pagine altre se ne frammischiano In cui preYnlgono i privati interessi, qu elli per cui naufraga anche In 1H igl iore delle cause. ' . Teniamoci quind i alle pagine in cui è trattata la tesi tàrg .. , e direi rnndamentale, del libro e cerch iamo di ricostru irla, trascurando le nl tre che ci travolgereb bero tn me:>chine gare di avanzamento e di nnnuario con gran danno della serenilit nelle discussioni che IH,. avve ntura potreùbero sorgerne. l.rr tesi r:ardinale ci pare tJuesta: rimontando all'origine ed alla rnrriera percorsa da coloro che dopo il i 860 ebbero in mano i de•liui del nostro esercito risulla che per lo più essi provenivano dalle 111'/IIÌ gpeciali; perciò a loro rimonta la responsabilità maggiore di quanto fu fatto rer costi tui re l'esercito quale Oj!gÌ si trova, lanLO pl1'1(;he per un complesso di circostanze, dovute alle vicende della ltoxlra ~tori a ed al carattere delle nostre popolnz.ioni, l'esercito ri• IIIIIÌ poco dellf! iofi ueuze esterne che avrebbero modificato quelle PI'OdoLLe all'ingerenza quasi esclusiva di coluro che veuivano dalle rl/'111 i speciali. Ciò premesso e dimostrato, si aggi unge che l'inilh·i ~w dato agi i studi, imposti a coloro che sono destinati a pnl'lll'l'Ore la carriera in questa categoria di ufficiali, non sia il piu lltlttlt(l per sviluppare quel .complesso di doti che si desiderano· tltr~ l i uomini chiamati al!'li alti uffici ed arrli alti comandi militari " n '
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e che invece stabiliscano in loro alcune tendenze, le quali si rivelano chiaramente nell'opera ordinatrice delle forze militari italiane, o ~era da loro compiuta e perfino nell'es~rc ir:io del_ . co~ mando come fn ecl è concepito' ed atluato presso d1 no1 ; cos•cche l'uno ~ l'altra ne acqui starono pecche nere, per le quali si .rende in parte illnsoria la no!; Lra potenza militare. He questa, come ci pare, è la tesi più larga e più importante tra quelle contenute nel libro, essa merita certamente un ~same perchè, riscontrata vera in sG e nelle sue conseguenze, Cl ~one sulla via di co rre~ge re taluni tra i difetti del nostro organ1smo militare risalendo alle cause che li produssero. Esaminiamola dunque. Non occorreva certamente il lusso di tabelle, di elenchi, di cifre, el i percentuali e di gralici, di cui fa ~ra n sfoggio lo .scrit~ore, per persuaderei che dal ·1860 in poi, ed a~zi. dal 1_848 m ~o• •. la flirezione tiell'esercito fu in mano ad uom101 che 10 grand1SS1ma maggioranza ven ivano dalle cosi eletto anni dotte, e portarono l'impronta della loro potente personalità nell'opera da loro compiuta. Non è questa storia t:,nto antica d_a non. ram.men~ar~en~ e sono impressi nella nostrn memona 1 nom1 ùe1 {H'1nc1palt uomini che concorsero al non lieve cò mpito di trasformare l'esercito piemo ntese in italiano. di fondervi gli ele_m_enti prove?ient~ da eserciti diversi, ognun ùei quali aYev a trad•z•one propraa, d1 creare il copioso materiale necessario da guerra, di rnotliGcarlo e di trasformarlo sncces!;ivamente SSJllO l'influenza delle idee successivamente prevalenti nella seconda metà del secolo nostro. Dietro ai nomi che ci rammentano i più eminenti tra quei personaggi stanno quelli d~i cooperato!·i all'opera loro , e non ci dispiaC•lue, dopo tutto, 1l leggerne l elenco. . . . . Come sia avvenuto che i riordinatori dell' eserc1Lo 1Lnhano s1eno stati presi di preferenza tra le file dei prove~ ienti ~alle armi dotte la stori a s'incarica di spiegarcelo e lo scnltore d1 rammentarcelo. Sicchè non occorre di tornarvi sopra , e del resto si tratta di un dato di r~tto e dobbiamo accettarlo. Però trattandosi di b['twe. periodo, di nn numero limitato d'uomini ~ d~ persona ~gi che si distinsero per forza di volontil e per tenacia Ò1 ~ente , c1 s~m_bra che non sia possibile di fa1· valere le solite legg1 della statrsttca,
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t'llltÌ di pareggiarli tutli e ridnrl i al per cento. Sarebbe forse più op(HII'Iu no il pesare l'opera di ciascun d'essi, od almeno dei princip:;J.Ii, pl'llllll di venire ad una conclu-sione, per quanto ciò allarghi il lil\111'(), e di vedere in qual modo l'opera degli uni aubia assel't lltdn i.O o paralizzato quella òegli altri. Si tratta di fissare i li111111 della res ponsabi lità di ciascun d'essi di fronte alla storia llullll iHl e non è questa una piccola impresa tenuto specialmente 111111!1 delle vicende tra le quali si compiè la costituzione del 1111 ll'o esercito. Lo sr.riltore nelle prime pagine del liùro c:i dà 111 HVII di saper spaziare con molta sicurezza nei campi delle storia t•rl uv rcmmo perciò desiderato da lui che s'avvenlurasso magliu•monte in essa anche quando arrivò a questo punto. ~ ~~ sarebbero risultati parecchi fatti di una grande impo rtanza; 111(1 invece si contenta di osser varne un solo e tutto negativo, •)llt•llo cioè dell'isolamento polilir.o dell'esercito, e nemmeno di qun~ lo lo scrittore stndia la natura e l'estensione, poichè a lui lt. l In moslrarne l'esistenza e la ragione. Ora a noi se mbra che ,, l" scrittore avesse tenuto una via diver~a da quella seguita, ,, t'ltllsidet·ato più l ar~amente le complicate vicende a traverso le •PI di passò la formnzionione e l'oròinarnento del nostro esercito, nriJO per questa via ~! i sarebbe venuto fatto di meglio fi elin ire una Jlnput·l nn L~ questi one di limiti: di limiti per il passato quando si 11 11111 della responsabi litil di coluro che cosLituì rono l'esercito ita11111 Il vi inocularono avvertitamente od tnavvertilamente alcuni ''l lit i i quali , buoni o cattivi , portarono i loro fru tti ; e rli limiti 1 11 r h t~n l presente, in cui la così della apatia ùel paese per l'esercito lltllt l111pcdisce di pal'lare a dritto ed a rovescio di organici e di ltlltllll'i milita ri. Oall' epoca in cui si. dihatter·ono le questioni di uttllnn mento tra il La Marmora ed il Fanti e di organismo mi11Li t•• 1m ;a; ari bardini e regol:1ri , tempi eroici in cui scendevano 1111 l'udnmento a lottare per le question i più vitali dell'esercito l 1111111' n Gnribaldi , ed in cui ondate di ufficiali provenienti dai ·Ili 1 d1 Modenq e d'Ivrea, dall'esercito dei volontari e dagl i tllt l tl~tll'ci ti regolari italiani venivano a rinsanguare !e lile dell l ollllllo pi emontese giu ~tamente orgoglioso delle recenti villorie, tll •'lllll'll presente in cuiJ co:;tituito oramai, o bene o male. l'esercito tt l'lVI di vita propria accanto agli altri organi_smi dello Stato
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quanta influenza abbia eserd lato sovr' esso l'azione di cause ad esso estranee nou potrei brevemente esporre. Molti anni di vita mi· lilare fecero passare sotlo gli occ.hi dello scrillore una grande quantità di persone e di cose ed appunto a tulli quelli anni io lo voglio richiamare per ricordarjl li in mezzo a quali e quante perturbazioni si formò que ~to nostro esercito. Ad ogni modo sia per le sue origini sia per il numero di coloto che provenivano dalla scuola delle a.1·mi dotte e che figurano tra gli onlinatori dell 'e!'e rcito ad essi risale molla responsabilità nell'ordinamento nostro militare. Oopo di ciò la tesi si restringe assai e tr-a tJitto ciò che di bene e di male ne poteva d!re, lo scrittore si l imi La ad acce n nare semplicemente a tal uni mal i es: stenti nel nostro esercito, e gli paiono attribuibili essenzialmente ali azione prevalente di quella classe di ufficial i che proviene dalle anni speciali. Uno di questi mali consiste nel difettoso reclntamen\o fisico della fanteria. r criteri che lo regolano non sono speciali a noi: meritano di essere riveduti, sta bene l'ave1· richiamato soVI'' essi l'attenziOne degli ~tudiosi e per essi clei legislatori, ~ arebbc stato anche beue l'avervi provveduto, ma è inutile di farn ~ un carico alla casta inopportunamente chiamata dominatrice. Le leggi le accordano il dirillo di prima scelta sugli isc ritti ed e:>sa se ne vale. Non credevamo necessaria tanta ricchezza storica e statistica di premesse per giungere a questo. Passiamo oltre. l:'è invece nel nostro esercito, e non sappiamo se vi sia negli altri ed in quali ed entrh f(uali limiti , un certo indirizzo, una maniera d·i fare che si manifesta in cento modi, ed a cui lo scrittore allude nelle pagine, invero un po' disuguali, nelle qua li seri ve dell'ordinamento intellellnale ed · educati vo dell'esercito. Vi so no osservazioni argute e preziose e vorremrro che le avesse disposte colla penna briosa ed eflìcace usata- nelle prime pagine de!l'opu scolo. Secondo noi sono le pagi ne più importanti di quell'opuscolo, potrebbero stare da sè, avrebbero più maggiore eflicacia. Ci sia permesso di raccoglierne i tralli più notevoL La nostra educazione militare ha carattere soverchiamente
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JJassivo, ossia mvece di far s1 che le volontà individuali concorrano spontan eamente verso .i massimi scopi prefissi dalla volollttt del capo l'upremo, le annulla per modo che questa ultima 11011 incontri più ostacolo alcuno. Ne viene la tendenza ·indicata dalla frase as~a i comune di legare l'asino dove vuole il padrone. Ne ha colpa la mancanza di una base morale, di nn alto ideale l'ncilmente comprensibile ed intimamente connAsso all a vita dell'esercito nella nazione e produce la mancanza d' ini1.iativa, e · l'i nerzia mascherata rlnllo stare in attesa di ordini. • L' indiriuo istruttivo produce anch'esso parecchi mali: tende a rendere troppo di~ersa la coltura tra gli ufficiali delle varie armi co mbat.tenti limitando quella degli uni e spinj:.tondo per vie traverse quella degli altri , invece di coordinare le loro nozioni: perciò essi mirano a tenersi divisi per class i od a stahilire od a tenere una prevalenza che nuoce all'armonia necessaria in un esercito; pospone lo studio dell'arte militare, ossia di quanto interessa di rettamente il combattimento' e la guena a quello degli elemnnti materiali impiegati dall'esercito, confondendo così i mezzi 1:oll o scopo; disabitua le menti dall'astrazione, anzi la condanna; e con ussa ·le allontana pure dalle feconde indngin i sulla ragione delle W~f.\ per liss<l rla su formole empiriche e materiali; ne viene una t·ult ura insuffi ciente per la soluzione della più elevata tra le questi oni militari misurate tulle esclusivamente alla str·egua dei 11umeri e delle quantità tenendo scarso conto del mondo morale d10 racchiude in sè il segreto delle vittorie. Quanto vi sia di vero in questo quadro ognuno lo apprezzi l'o ll' cspcrier)za propria. na un trentcuuio e più, che esiste l'esercito italiano avvenne di tempo in tempo una grande risco5sa contro lo spirito di ·rou.tine, t'OIIlro l'abitudine o rann icchiarsi dietro ai regolamenti e contro In compiacenza nell' inel'zia mentale, Se ne hanno sintomi prima 1lol 1866 e parecchi di coloro che entrarono in quei tempi nell ' n~orcito se lo ricordano ancora in quella volontà di rare che vtniva metodicamente repressa iu coloro che ab itualmente erano t•hinmati gli avvocati. Una grande reazione è, come giustamente
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avverte lo scriLLore, rappresentata dalla Scuola di guerra e dall' indirizzo largo e comprensivo che essa prese fino dai primi momenti dell'esser suo, e lo sonq pure gli ecci Lamenti allo spirito d'iniziativa che tli tempo in tempo vengono dall'alto e rispondono alle aspirazioni dei pit'1 giovani e dei più animati tm coloro che entran o nelle file dell ' uflìcial ità senza eccettuare nessuna delle armi . Poi cM se ora i regolamenti hanno consacralo e applicato alla pratica il concetto dell ' iniziati va individuale regolato in modo che ne abbia da venire una maggior somma eli forza viva , poco più di una ventina di anni fa una celebre circolare ministeriale ricorreva al medesimo concetto e faceva appello alle forze utili di ciascun ufliciale, delineando i limiti entro i q 11 ali la loro esplicazion e riusciva di vantaggio all'intero organismo e condannando il passivo· contegno di col oro che per non fare a:;pellavano ord ini e spesso ostentavano di attenderne. Seguo cotesto che i mali lamentati dal lihro non solo esistono rna sono anc.;he vecchi. E realmente la cappa di piombo creala dall 'annichilamento delle volontit, di tempo in tempo scossa, ricadeva nuovamente sugli individui , ma :nen grave ùi volta in volta: tanto P. vero che venti nnui fa il tentativo per scuoterla si limitava ad una .semplice circolare di un valore poco più che accademico, ed oggi si personifica nei regolamenti. Ad ogni modo il male, per quanto diminnilo da questi succes~ ivi nttacehi' eo ntinua ancor oggi, e lo scrittore .lo ascrive in massima parte alla soverchia ingerenza degli ufficiali provenienti dall'arma di artiglieria e da quel « macello d'iniziativa r;he è l'accademia ·militare di Torino • ed assunti al governo delle · cose militarì italiane . Noi possiamo fino ad nn certo pnnto andar d'accordo con lo scrittore in questo, che lo SCJuilihrio nell'importanza data in lJuell' Istituto agli studi fisico-matematici in confronto di quell i storieo·sociali, riesca più opportuno alla istruzione di persone chiamate all'impiego di nozioni essenzialmente tecniche e scientifiche che non ad individui destinati aù esercitare il loro ufficio tra le schiere combattenti e meno ao cor;i ad individui che dovranno risolvere i g-randi problemi dell'ordinamento militare di un paese e della guerra. Concordiamo invece di gran cnore con lui qtiando sembra accennare all' ufrìcio assegnato alla Scuola di guerra di
medicare l'mdirizzo troppo rigido degli studi fatti esclusivamente u base fisico-matematica. Ma di qui all'incolpare l'ingerenza soverchia degli ufficiali d'artiglieria sull' ordinamento dell'esercito se in esso prevalgono le abitudini alla rimessiva e sterile ubbillieuza , lo scarso interesse per la conoscenza di ciò che riguarda più direllamente la guerra, la poca omogeneità intellettuale tra gli ullì ciali delle armi diverse, e la tendenza agli apprezzamenti reHtrittivi delle co~e, ci sembra un po' ampio il pasw. Se ciò fosse, èonverrebbe concludere che tra gli ufficiali la parte maggiore suhisca troppo facilmente le in fluenze della parte minor·e e che in 11uest.a prevalgano in modo assoluto i difetti lamentati. Due cose che non possiamo in Jlessun modo ammettere. Bisogna attribuire n cause più complesse e più generali questi fenomeni che si manifestano piu u meno iìllensi nell'esercito, e nemmeno le tradi?.ioni basterebbero da sole a spiegare fatti così imporranti. Vi si nggiunge invece l'inerzia insita ordmariamente negli uomini i quali volentieri si adagiano solto l'impero di quella gran forza r. he è l'abiturline. Vi influisce sovrattutlo il genio analitico e ruaterialista dell'epoca nostra, il quale, facendo puntello ai suoi 11Ludi di quanto è numero e peso, tr:!scura generalmente quanto 11fugge alle applicazioni dell e f01·mole matematiche, o lo rel ega noi campo dP.II' inconnscibi le per· confonderlo con quello dell' inutile. Con quel genio non ha ben trovato il punto d'accordo l'esèrcito, il quale spesse volte si trova in circostanze da nulrirsi di sentimenti più che di pane. Qui però non si tratta di pesa re le responsabilità circa l'assetto odierno dell' 03ercilo, ma bensì rli studiare quale essa sia e di r~o neggere il nocivo, man tenere il buono e di questo solo asser•,onùare lo sviluppo. Se il lihro, che stiamo esaminando. è venuto utl indicarcélo per richiamare l'attenzione sopra alcuni importantis~ imi problemi dell'ordinamento militare, e tra essi quello della provenienza da un unico istituto militare di Lutti gli uftìciali comllllllcnti e dell 'ordinamento degli studi che si convengono ad atlunre sifl'allo progetto, c quindi, l'altro della divisione tra il pt1rsonale · destinato ad apparecchiare i mezzi per fare la guiirra 11 quello che li deve impiegare, ben venga codesto libr·o ed apra, u por meglio dire continui la di scussione già aperta su questi
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argomenti, ma se esso dovesse rinfocolare pericolose-dispute, le quali, cominciando dalla prevalenza inutile affallo di un'arma sul· l'ahra, vadano a finire tra l'annuario e il bollettino, sarebbe proprio infausta la sua venuta e da rimpiangere vivamente. Due sono i punti di vista dai quali questioni del genere di quelle enun. ci ate nel libro possono essere affrontate: l'interesse largo dell'esercito e t'interesse individuale di ciascuno di coloro che lo componl-(ono. L'uno conduce a feconde conclusioni, l'altro a dolorosi attriti perni ciosissimi alla compagine dell'esercito •
NOTIZIE POLITICO-MILITARI
••• Per finire nolo la pubblicazione di alcuni bozzelli della vita rnar·in ara di l\omolo Piva. Sono anche illustrati da lui. È una cara lettura . Taluno di quei bozzetti, come per esempio quello intitolato Il dispaccio vibra di vita reale: gli altri danno un po' nel drammatico, e senza sornigliarvi, ramtroppo nel patetico mentano per l' intonazione quelli con cui il De Amicis apri la sua carriera letteraria. Sarebbe tanto bene che anche presso di· noi il bozzetto, invece di essere una composizione letteraria pensata e scritta dalla fantasia, for·se il risultato di una· pazi ente osserva_. zione del vero: vi contrasta for·se l'indole no~tra 1 Ci ridia l'A. delle helle pillnre come quellA rlel Salmeri, il caro marinaro elle non sapremmo se sia meglio disegnato o descritto, ma lasci da parte certi tipi assai indeterminati , come lo sono quelli del Redde
e
ratiunem.
F.
I l ·l 0 genn:1io, col solito ordi ne cerimoniale, chhero luogo i ricevimenti ~tll:~ reggia; i cavalieri della SS . Annunziata, i presidenti del Senato e della Carnr.ra , gli :dti funzionllri dello Stato presentaronn i loro auguri ed omagg-i :~Ile LL. 1\fl\f . il [le e la Hegina. Nqtevoli furono le parole che S. M. il Re pronunciò in risposta agli auguri portigli dai presidenti del Senato e della Camera. A.l presidente del Senato S. M. rispose: • Ricambi:-.!1dovi gli augurii , sento il bi,;ogno di rnànifesta rvi che io conto sul s~nato, il qua le raccoglie nel suo seno tutto ciò che di più eletto Ila la nazione. « Le istiluzioui hanno in voi una base solida e sicura e, mr rn\ l'opera l'Ostra, son convinto che sapremo uscire dalle òiflìcollà che potrebbero sorgere innapzi a noi. « Tali sono i miei voti c le mie speranze, in ctueslo giorno, nel quale tutti invochiamo benessere e pace per l'Italia nostra. • Al presi dente dell a Carnera S. M. rispose: c Vi ringr:1zio dt>gli auguri e ve li ricambio di cuore. " Prego la Provvidenza che l'anno, il quale oggi comincia , sia fecondo • di bene par il popolo .mio, sulla cui fede e sulla cui devozione ho sempre cont ·to e conto. c L' accordo fra Popolo e Re ha fatto sempre c faril la fortuna d'Italia . " Tali sono i miei voti in questo giorno, tali furono e saranno i voti 1lella mi:1 vita. • Le parole del H.e òiedero luogo a molli commenti che non r ipeteremo , n noi sembrano chiare per sè stesse, degne della solennità del momento 11 rispondenti alla situazione politica del paeso.
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NOTIIIJ: POLITICO-IIlLITAR.I NOTIZIE POLITICO·MI!.ITAR!
,. ** Anche in quest'anno, come nei preéedenti, il 9 gennaio, anniversario della morte di Vittorio Emanuele, abbiamo avuto un pellegrinaggio al Panteon, dove riposano le sue gloriose ossa. Spariscono ad uno ad uno i colla boratori del gran Re fondatore dell'u nità e dell'indipendenza d'Italia, e t]ualcheduno dei tanti è già dimenticato; ma vivo sempre nel cuore del popolo la memoria di Vittorio e la gloria di LUI va crescendo a misura che vengong meglio in luce i fatti intimi della nostra storia. Diremo anzi che, malgrado i nostri g uai, nuche l'o pera di LUJ si consolida col tempo co me la sua glori:~ . La sicurezza acquistata nell' incroll:~hilitù dell'edirizio nazionale, il progresso fatto dal sentimento di solidarietù di fro nte allo straniero sono tanto più rimarc·hevoli, in qu~nto che si effettuano fra mille traversie; nè alcuno potrebbe metter li in du hbio per poco che considerì lo sviluppo delle questioni e dei fatti della uostra !>loria in questi uiLi mi anni. Si pnò co mbattere e si combatte accanitamente pro e contro ministri ; si può discutere e si discute ncr emente tli tutte le questioni di poli tic:~ internll ed estera; i partiti, quando non dormon6 per stanchezza, si dilaniano per rabbi a; !JUesto non può negarsi, ma non può neg:• rsi neppure che, da un capo all'altro d'Italia, tutte le questioni si trattano dal punto fii vista dell' interesse nazionale come ci:~ scuno l' intende. Può essere che sotto la bandier11 dell'interesse nazionale talvolta si nascondano interessi municipali e region:~li, nw si nascondono perchè non ard iscono mostr:1rsi. e se !Jnalcheduno di essi s'arrischi:• far capolino troppo sfacciatnmeotc, è salutato da u ua s:d ve di fi schi e di maledizioni. Insomma la pat.1·ia italiana, che viv~v& una volta solo nelle aspit:azion i e nei sogni, vi ve oggi di una vita reale, forma d t segni precisi, nntrisce fondate sper:~nze e va scoprtndo ogni giorno che ha qu:tlche cosa • ll3 gu~tdagnare e qu:~lche .cosa da perdere anche dovo non avev:1 mai pens:~to. . Epperciù gl'italiani si ricordano, con riverenza e con amore di Vittorio Em:~nuele c, nel giorno anniversario delln su:~ morte, si recano alla sua tomba per benedire la memoria Lur che.ne fu guida principale nella p:1rte più difn cile della lon g:~ vi:t, di Llll che riassume nella su:t vitn il periodo più caratteristico o più glorioso dell·a ~toria .della nuova It.,li:~; da lla sconfitta di Nov:mt al possesso di Roma.
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Abbiamo già detto nell'ultima puntata della sorpresa gi untnci dni I'Eritr.ea colla notizia telegrafica della ribellione e immediato schiacciamento di Hat-Agos e della sua banda . .[ particol~ri avu ti in :~ppresso per lettera mostr:1no ehe il pericolo corso è stato pi ù gr:mde e la ribellione aveva diramazioni ptù vaste di 11uanto s'era immaginato. Questo Rat-A gos era capo dei i'Okulé-Kusai; elevato a tal grado dal governo coloniale, lo aveva servito in parecchie circostanze ed era riuscito ad acquistare la lìduciadi tuui. Istigazioni venute da l Tigrè, e che forse a ve vano origini anche più lontane, lo ind ussero a ribellarsi . Ll> sera del 14 dicembre, all'improvviso, egli imprigionc'J il tenente Sanguinetti, nostro residente a Saganeiti c due tclegrafisti, c chiamò all'armi la regione contro di noi. La notizia im pressionò tutti penosamente. Il governatore ch'era a Cberen ordinc'J sui.Jitu al maggiore Toselli ch'era ad Asmara di recarsi a Sagaueiti con tutte le forze che aveva sottonutno, e rid urre in ubbidienza il ribelle. Lo ~tes~o giorno (45 dicembre) il maggiore gi ungeva a Saganeiti con tre compagnie di fanteria e una sezione d'arti ~l ie ri:~; l'indomllni giuugcv~mo :lltre due compagnie e il resto della batteria. All' inttma1.ionc di restituire i pr igionieri Rat·Agos rispose che· prima si allontanasse la truppa: poi l:1 stessn notte, lasciato improvvisamente Sag:meiti, eircondava con tutta la sua gente il forti no di Hal:ti eù intimava la resa. 11 comandante del medesimo, capitano Castcllaz:>:i , sapendo che i riufot·zi uon potevano t:~rrlare, iniziò tr~tt:~tiv e e riuscì a tirarle in luogo 6oo all'una pom. dell8, nella (luale Bat- Agos attaccò. Il fortino è una cinta di muro a secco, i difensori erano 200, gli :~ttaccanti 2000; però, grazie alle buone disposizioni e all'energia del comand:-t!Jle e degli nltri , uftì ciali , la difesa si sostenne hravamentc ti no alle 4 3/ 4 pom. St.:nm per essere sopraffatta quando il cannone annun ziò l'arrivo della colonna Toselli. Nuova lena s' infonde ai di fensori. Le cinque compnguie di rinforzo giungono c s'impegnano l'n on appresso l'altrn, il comhottimento si fa generaJe e dura ancora ctna lche tempo; poi il nemico Hi disperde, lasci11ndo il terreno coperto di morti e di feri ti. Fra i ettnrti vi era Bat·Agos. Così il 15 a mezzogiorno si seppe della defe~ionc; ii 18 a sera il capo dei ribelli era UCCiso, la SU:l banda di. MJIOI'S:l.
Il tenente· Sangui netti e gli al tri J.lrigiouieri furono liberati.
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NOTIZIE POLITICO·MILITARI
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*• La fulminea prontezr.:~ del c:~sti~o di Bat-Agos feeegraude impressione nell' Eritrcll c nel Tigrè; ma la ribellione non era un f:1tto i~olato, dipendente soltanto dalla c:-~ ttiv:~ volontà di questo infido capo banda, si collegava con :1ltri piani e maneggi che richiedevano nn' azione non meno fulminea per essere sventati. Ras M:10gascià, potente nel Tigrè, :~ spcttav;> da gr"n tempo un 'oce:~ sione propizia per farsi procl:~rnare re di qu esta regione; non secondato in tale disegno dà l governo eritreo, macchinò contro di noi e credette poter conseguire il suo intento colla forza, poichè vide çhc la nostra attenzione era tutta rivolta ll gunrdarci dai dervisci sull'Atbara. · Si unì pertanto a Has Agos suo collega e già suo rivale nel Tigrè, e· corruppe llat-Agos, nostro capobanda. Mentre quc~ t'nltimo altendev:~ all' impre;;n che abbiamo narr:llo, egli, Mang:1scià, si trova v:~ con nume' rose bande 3nlla strada che da Adigra t, per Senafil, conùnce ad IIalai ~d accenna va a scendere. Più in sn, fra Adua ed Axum trovavnn si le handc di B:~s Agos, evidentemente d'act:ordo con 1\1:-tngascià. Si :lggiunga che un nucleo di 500 uomini, già f:!centi parte dP.IIa h:mda di llat ·A go~, era riuscito n se:~ m pare d<1l combattimento di Ihlai e congiunger~i ni sopra nominati. Non vi crn no momento da perdere. Il generale H:tratieri, esattnmcnt~ informato, corse dn Cheren :~.d Asmara; raccolse immediatllmenre 5000 nomiui bene armati e provvisti di artiglieria e !>i diresse su Adua, con l'intendimento di attaccare e schiacciare Ras Mang-nscià e Rns Agos, se l'uno o l'altro o ambedue avessero :~.rdito fa r~i innnnzi per impedirgli il pnssa:rgio. Mn nè l'uno nè l'altro l'os.arono. Le nostre truppe non incontrarono nella loro marcia se non popolazioni osserrnienti a c.1po deile rtu'nli stnva il clero. Qnesto, apprcr.znndo il nostro vigoroso e' disciplinato coutegno, e conscio dei benefizi del governo eritreo, nct:olse i~ generale R:~.ratieri come in trionfo ad Adua il 28 dteembre , e promise dì fare il possibile per ca lmare le piccole ambizioni dei capi tigrini. Frattanto Has Maogascià si era ritirato da una parte e Ras Agos dnll'altra. La rapida marcia del governatore dell'Eritrea nel cuore del Tigrè, avea sventato i loro pi:mi, avea spezza to le loro forze senza combatterle. Il generale Bar:~tie ri , fattosi certo ùell '<t ppoggio del clero abi:;sino e rlell' iuerzia, almeno temporanea, dei due Ras, (cui si aggiungeva qnlllche indizio della loro più o meno sincera resipiscenza) non credette op-
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portuno soiTermnrsi ad .~dua, ed il primo gennaio, senza :~.ver visto il nemico e sempre osscquiato dalle popolazioni, pre:;e la strada del ritorno fermando le sue \rup pe sul Mareb, dove diede tulle le disposir-ioni per render forte questa linen e sicura la regione deii'Okulè·Kusai.
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*• Ma gli sforzi del clero abissino per pacificare gli antrn1 rmscirono va ni e gl' indizi che Mangascià volesse ritornare a migliori consigli erano fallaci. Costui raccolse le sue bande sn l Relesn, e quivi stette in nuo minaccioso, tentando mosse ora d:~. una parte ora dall'altra e corc:mdo il momento propizio per auacc.1re. Perciò il governatore rimase sul Mareb c stette qualche giorno su questo torrente colle sue truppe divise in due gruppi, l'uno sotto i suoi ordiui , l'altro ~otto quelli del generale Arimondi. Poi urgendo terminare la faccenda, perchè il cauivo esempio di .Ras Maugascià non avesse imitatori e perchè le ostil ità nel T1grè non affrettassero quelle sull' Atbara, il generale Barati eri colle sue truppe passò il confine e prese posizione a Tokule, di fronte alle hande di Mongm~eià. Lo segui poco dopo anche il generale Arimondi. In Italia si sapeva che uno scontro imminente era probnhile e si nspett:wano notizie con grande :m ~ i et;'t; ma queste tardavano, nè mancnvano i poco one.;ti speculatori che ne spargevano di es:1gerate e fn lse per servire a giochi di borsa, e giornali politici che sfrutt.wauo In situazione per interesse di partito. el pomeriggio del ~ 5 finalmente giunsero al goveruu import.1nti di ~pacci dei quali n1t sunto fu comunicato al pubblico In stessa sera; 1110 la curiosità non fu pienamente appagata nè l'ansietà fu tolta, purchè quella comunicazione non :mnunziavn nn dramma finito, ma ~o lo il primo atto del medesimo. Il genera i~ Haratieri era arrivato la sera del 12 a Coatit senza es~ KnnJ <1 VV~>:tito dal nemico. All'alba del ~3 aveva improvvisamente atw .cato Gas Mangascià, forte di 1O mila fucili oltre agli uomini arm:~.tj eli lnucia. 1\ns Mnngascià, obbligato ari abbandonare 11 campo, avea ripiegato utldossandosi ai mouti Gondè; però dopo avea tentato un attacco ai lrnnte che era stato respinto dal generale Baratieri, il quale gli aveva lu Oitte perdite considerevoli; gli abissini 1wev:~. oo tentato ancora un lllovi monto girante che però crn stato prevenuto d~i nostri . Lo scambio delle fucilate aveva durato tutta la giornata ; la notte
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NOTIZIE POLITICO - IIlLITARl
NOTIZIB POLITICO·MILITARI
era passata tranquilla. J.a mattina del U il generale Raratieri era con tutte le forze a Coatit e si nppresta va ad attaccare di nuovo il nemico per sbaragliarlo completamente. Il contegno òei nostri ufficinli e dello truppe era stato ammirevole. Gli abissini benchè avessero subite perdite gravissime si app:~recchiavano a o>tinata resistenr.a. Qui fìni va il dispaccio che l:~sciò gli :IUimi molto perplessi; ma fortunntnmente, all'indomani, ogni dnbhio di sparve. Telegrammi giunti la mattinn del 45 annunziarono che, all'alba del giorno precedente, Mangascià aveva rinnovato le avvisaglie e gli nttacchi parziali i quali erano stati tutti respinti, e, quel che più vale gli atlacchi non avevano avuto altro scopo che di coprire la ritirat.1. Le gravi perdite degli abissini, non :mcora piennmente conosciute dai nostri la sera precedente, aveano deciso l\l:111gascià a questo passo. La ritirata, che IJnasi potrebbe dirsi fuga, si diresse 11lla regione Scimenzana, al momento in cui scriviamo il gcnernle Baratieri insegue. Le nostre perdite nelle due giornnte furono di 120 morti e 190 feriti. Degl'italiani caddero glorio~amentc su l campo il tenente eli compl emento Castellani, il furicrr. Pilati, il sergente Bertoia; riportnrono ferite gravissime, seguite roco appresso da morte, i tenenti Sanguineui e Scalfnrotto; restarono feriti non gravemente il capitano Cllstellazzi c il tenente Soli:~ni. Gli altri morti e feriti 11ppnrtengo no tutti alle truppe indigene, che confermarono in questa occasione la fama di fedeltà e di valore fondata a Cassala.
taglionc di cacciatori, il personale di commissariato c di sanità, i riparti di carabinieri, rli cannonieri , di truppe del genio, del treno ecc. ccc.; 2• I corpi composti d'indigeni comandati da itnliani, cioè: ~ battaglioni di fanteria indigena (ciascuno ha 5 compagnie di 220 uomini l'una) , lo squadrone di cavalleria e la batteria da montagna. Queste forze hanno ~ M3 italiani e 5263 indigeni. Vi sono poi le b:mde arm ate; alcune delle quali stanno permanentemente in ~ervizio, altre in congedo pronte ad accorrere n qua lunque chiamata. Possono di vidersi in due classi : bande mussulmane nella zona di Cheren fra il Barca cd il lllarcb; bande cristiane nella zona di Asmara. In complesso 11ueste orde dispongono di 4277 uomini. Oltre di ciò ci sono i reparti di milizia mobile, che hanno fatto così buona prol'a nella recente mobilita-zione per la dimostrazione su Adua , c consistono in R compagnie reclutate fra gli ast;ari congedati nelle località seguenti: 2 all' Asin:~rn , 2 a Cheren, 4 acl Acldi-Ugrì, ~ ad Agordàt, 4 ad Archic<•, 1 a Saati. Finalmente, per apprezzare nl suo giusto valore la nostra forza di fronte al nemico, bi sogna tener conto della grande superiorit:i dell':Jrmamento c dell'abbondanzn delle munizioni.
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*** Fino da quando le cose neii'Okulé Rusa t cominciarono a iutorbidarsi, il governo offerse al genera.le Bnratieri qunnto egli credesse potergli occorrere, sia in rinforzi di truppa sia in materiale da guerra, c, quantunque la risposta del govcrn:1tore fosse pienamente rassicurante, avendo il medesimo dichiarato di avere forze c mezzi sufficienti per far fronte ad ogni eventualità, pure venne disposto per l'invio di un battaglione di 600 uomini e degli ufficiali nùccssari per la formazione di un nuovo battaglione di indigeni : Questo personale partì oggi stesso, (Hì) cln Napoli per Massa ua portando seco gli auguri di tutta l'Italia~ Vista la piega che sembrano pigliare di avvenimenti, è possibile che i provvedimenti del governo non si limitino all'invio del detto battaglione. ln questo momento le nostre fono nell'Eritrea possono stabilirsi approssimativamente così: ~ o truppe e personale europei che comprendono il comando, un ba t-
Mentre impro vvisa mente tanta tempesta si è addentata nel Tigr~, per Isti gazione. specialmente di Menelik, istigato egli pure non voglinmo cercare da chi, sull' Atbara donde si aspettavano i guai tutto in vece è tranquillo. I dervisci almeno h:~nno questo di buono che, n IJnanto pare, non si lasciano sobillare dagli europei. Questi, a riguordo di e~5i , possono solt:mto invcn•.are !' spargere per il mondo immaginarie vittorie. E cosi fecero più volt13 cd anche ultimamente, unnunziando dal Cairo sorprese e taglio a pezzi di dista ccamenti italiani , investimento di Cassala, llttacco imminente di questa piazza, ccc. ecc. Ma presto si venne in chinro ch'erano voci sparse ad arte per servire a giochi di borsa; che i dervisci non sono nè sotto Cas~a l a nè iu marcia a quella voltll, ma sempre nelle stesse posizioni che occupnvono alcuni mesi fa e che per qualche tempo ancor:~ .essi non sarnnno in grndo d'intraprendere nulla eli grave contro di noi. ~ una vera fortuna, perchè altrimenti fra l'Atbara e il Tigrè sat•ohbc un affare serio.
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NOTIZIE POI.JTICO-MlLlTARI
Un:~ notrzra attendibile giunta recentemente dlll Cairo è quella di uno scontro fra Dervisci cd Anglo-egiziani. verso il Cordofnn, a 180 chi- · lometri da Wady-Halfa . È impossibile giudicare in questo momento l'importanza di tale scontro, sa premmo dire se sia un fatto isolato, qu:tsi e:~suale, ovvero il principio di un azione com hiuata fra l'Ita lia e l'lnghiltrrra per dividere, nel eo rnune interesse, le forze dei com uni nemici, i dervisei. Ad ogni modo, anche come fatto isolato, basta a provare che non tutte le forze dì costoro sono presso I'At!Jara, né in marcia per recHvisi, ma ne esistono grupl)i che si battono a più centinaia di chilometri di distanza.
nè
ll.oma. il 16 gennaio 1895.
NOTIZIE' Mlli·TARI ESTERE
x AUSTRIA-UNGHERIA. Jspetton~ generale dl'gh ùtituti militm·i di 1~dncazione r.d ùlntzione. - Il N. 1 del Normai Verordnnn_qsbfatt pubblica l'istruzione per
l'ispettore generale degli istituti militari: co01empornne:nnente il Bollettino delle nomin~ desti na a coprir·e tale carica il tcn1mte generale Giovanni Snmonigg finor·a adtlctto nl Ministero dellft guerrn. La creazic.ne di l(ne:;to nuovo ispettora to è prevista dal bilan<·io pel 1895 nel f] uiÌie so no stanziati f 5,719 fiorini per tale sco po. Finoril l' ispezione degli istituti mi litari s pettav:~ :~ 1 capo della 6• sezione del Ministero del l<t guerr:~. Però, avuto riguardo alla gr<~nd e impo rtanza di uvere una coutiuunta ed intensa sor veglilmza sull'andamento degli istituti , e tenuto èont.o dci moltrpli1:i altri affilri che incombono nl capo della 6• sezione, si ravvisò opportuno istituire l'ispettorA to' degli istituti militari . · Tale ispettore, J ice l'istruzione, è organo aus iliario riferente dell\liuistero della ·gnel'l'a ed in tale sua qualità dipende direttamente dal Ministero s-tesso. fspeziona : a) l'istituto di ed ucazione per gli orfani degli ufficiali; b) le scuole reali militari; c) le at:ca demie miliw ri ; d) le scuole d i cadetti ; r-) l'istituto delle figlie d~-glt nf!iciali ; f) i corsi di scherma e gi nnasti ca. ~~~l i deve sorvegliare i comandanti e tutto il pet·sonale degli istituti, uwuuì inare e giudicilré ,i programmi, i melOdi di svolgerli, il modo di
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NOTIZIE •ILITARI ESTERE
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NOTIZIE .ILITARI ESTBU
classificare gli allievi e l'andamento disciplinare: non può però emet- . tere ordini o prescrizioni, ma deve riferire tutto al Ministero. Uso dell'abito citJile. - Una circolare del Ministero della guerra, in !lata del ~· gennaio ~895, stabilisce che gli ufficiali attivi e gli impiegati milit~ri che fretJUentano scuole superiori civili o sono coman· Jnti presso stabilimenti tecnici, telegrafici o ferroviarii, possono portare abiti civili durante il tempo dedicato a tali o..:cupazioni.
BELGIO.
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contingente dell'esercito per il /895.- 11 contingente dell'esercito belga è fissato di 13,300 uomini fin dal 1879, c il governo propone di conservare la stessa cifra per l'annata 1895. Il progctlo di legge relativo a questa disposizione mantiene a i 00,000 uomini l'effettivo del piede di pace, con riserva, per parte del re, del diritto di ri<".hiamare le elassi mandate a cm;a, se le circostanze rendessero questa chiamata necessaria. Il Ministero della guerra non h:1 creduto r.lte l'es:~me rli quP.sÙt legge, fissando il contingente per il 1895, fornisse l'occasione favorevole per discutere a fondo le moltissime modificazioni reclamate imperiosmnente · dall'organismo militare del Belgio. Ma la riduzione della ferma è universalmente richiesta e, se il Ministero non si opporrà, quest.1 questione dovrà essere argomento di ulteriori deliberar.ioni. Gli emendamenti presentati nel corso dell<1 discussione domandavano la riduzione da 100,000 a- 80,000 uomini, sulla eifra dei militari sotto le anni, e da 13,300 a 10,000 uomini sul numero dei giovani del contingente annuale.
FRANCIA.
Discentmmcnto. - Il mini3tro della guerra ha delegato i suoi poteri ai comandanti di corpo d'armata, per i' cambiamenti di ufficiali c sottufficiali in ogni singolo corpo d'armata. Questa opportuna deliberazione eviterà il passaggio di una gran quantità di carte, la cui trasmissione al Ministero era già da tempo riconosciuta inutile. I giornali militari francesi, commentando, dicono che questo discen-
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tramento non è che un passo verso una via che si può seguire, senza tema di menomare le prerogative del potere centrale. Irr verità, quanti rapporti, quante domande, quante proposte vanno nl Ministero pro forma, ma potrebbero esser deliberati dal comandante di corpo d'armata! Notiamonc alcuni che si trovano in tali condizioni: 1° Cambiamento nel reggimento fra un capo di battaglione e il maggiore; 2° Nomina nel reggimento di un capo di h11ttaglione a un impiego da maggiore vacante, e viceversa; 3° Cambiamento nel reggimento, fra capitani di compagnia o complementari e capitani contabili; 4- 0 Nomina di capitani di com pagnia o complementari a un im· piego vacante da capitano contabile e viceversa; 5° Applicazione dei paragrafi 3° e 4. 0 pc!' gl'impieghi di tenente aggiunto al tesoriere, e tenente porta-bandiera; 6° Applicar.ione dei paragrali 3° e 4° ai capitani e tenenti dei battaglioni e sq uadroni formanti corpo: 7o Passaggio di un capo di battaglione complementario al comando di un battaglione o alle funzioni di maggiori!, e ,vieeversa ; s• Colloc:~mento, in una compagnia, squadrone, o batteria, dei KOHotenenti in soprannumero, c;;sendo copertì tutti i posti al loro uscire dalle scuole .militari. Esaminando attentamente ciascuno di questi c~ si, si vede che nessuno di essi è suscettibile di esser discusso e risolto negli uffici del Ministero. L(' condanna di un fm·nitfrre militare. - Un beccaio di Gap, recentr.meute condannato a quindici giorni di prigione per aver fornito delle .Cnl'lli avariate al 90° reggimento fanteria, ha avuto aumentata la condonna fino ad un mese dalla Corte di Grcnoble alla quale si era appellato contro la sentenza del tribunale civile. L'Avenir Militaire a ppro v:~ pionnmente l'operato dei magistrati che hanno aggravato il rigore tllllla sentenza di Gap, poichè sol tanto con severe condanne spariranno ques ti poco delicati alTari dei beccai, che considerano le forniture militori come la via della fortuna, siJnza curarsi del danno· che può fare ulln salute dell'esercito il risultato delle loro pratiche. È lecito :~ll'os ~~~~·va to re imparziale di considerare che un mese di prigione è una pcon benigna se la si l'aragona al danno causato alla salute dei militnri, compromessa dagli imbrogli di un fornitore. Ln pena sarebbe stata senza dubbio più severa se, in luogo dell:~ ~tnlute dell'esercito, si fosse tratt:~to di qnell:~ della magistratura che
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NOTlZlB IDLITARI E8HBI:
NOTIZIB lllLITA.IU BSTRBa
era stala sottomessa a simile prova. E in verità, se si raragooa l'un caso coll'ahro, dal punt6 di vista del bene pubhlico., si deve necessariamente ammettere ch'essi merilano eguaglianza di rig_uardi.· I magistrati dieno liberamente, dice iufine giustamente il l'itato giornale, il massi mo della pena ai fomitori della carne del soldato, e merit~ranno la riconoscenza di coloro che han gli stomachi ~u ast i dali:~ ça rn e nvari:tl:l, i quali fino aù urn erauo stnti troppo lel!germente difesi dai tribunali , anche in moltissimi casi ;u cui Jei militari avev:mo pa~:t to colln loro vita, la consegua di carne guasta. Circa il rinvio a11ticipato di 24,000 uomini della classe 1892. - Una circolare ministeriale del 'l O dello scorso settembre ha prescritto di trattenere sotto le armi quei 2.i,OOO uomini della cla sse 4892 precedeutemeute designati pe1· t'sser rin viati in congedo 1'8 novembre. Questa stcss:• circolare a1·eva pre1•ed uto ':he i 24,000 uomi ni in f(Uestione, potevnnn essere congedati il 111ese d':~pril c 4895. Ma. siccome, por diver$e ca use, gli 1>lfeui vi hanno giil subito e subiranno delle diminuzioui sensibili, il ministro dell:. guerr:t, ~'Tercier, con una nuova circolare, in data 28 diccmhre ·189i-, hll sos peso questa ·disposizione. Le ca use principali dèlla diminuzione degli organici sono le sc-
Una determinazione mioisteriale reude noto che, d'orn innanzi, l'espressione pane di guerm dovrà esser so:;tituita a I(IWIIa di biscotto io tutti i documenti amminist-r ati vi. Ecco un'altra delle vecchie istitu zio ni militari che sparisce; gli uomini nou ~e ne lamenteranno, ma i cavalli di tru ppa ci perderanno certamente, purchè in tempo di pnce, sono essi che traggono dal biscotto il maggior profitto. Rimonta de,qli u!fo.ciali applitati di stato '"a.qyiol'e. - Un decreto del 16 maggio 1 89 ,~ concedo d ne ra zioni di foraggio, i n tempo di pace, ai capitani delle armi " pieùi ed ai tenenti di tutto le ar mi comandati come applicati di st:tto m:•ggiore. Quindi, se tutti questi uiiiciali fossero provvisti di due caval li, no risul terehbe un'eccedenza di spes:. molto rilevante. Cosi il ministro della guerra ha deciso di fare come per il passato, cioè di non attribuire che nn cavallo agli ufficiali in questione, i quali perciò non avranno più diritto, in tempo di pace, che a una soln ritzione di fora~gi o. Sped-izione al Madagascar. - Il corpo di spediziOne al Madagasc.1r com preuderà: 1a h:tunglioni di fanteria; 7 batterie d'arti glieria; 3 sezioni miste di munizioni ; 2 sezioni di parco; dei distaccamenti di operai d'artiglieria e di fuochisti: 1 squadrone di c.1valleria; 4 compagnie del genio; 1 squadrone del treno :t 6 compagnie ; 1 sezione di commessi e operai <i'amrninistrn ioue ; ~ sezione d'infermieri . . Di tutte questr tru ppe. l'csm·cito coloni:1le forniri1: 6 hatt:•glioni; di cui tre della metropol i e 3 di truppe indigene, ciuè un battnglione di S:tkalavi; 1 di volontari della riunione; i ti'Ilaussa o del Senegal; 3 balleria da montagna; 1 seziono mista di u•uniziuui. L'esercito di terra forni rà: 4 re~gimento di fantor·ia a 3 battaglioni di 4 compnguie; 1 battnglione d! cacciatori a piedi di t. compagnie; 4 reggimento d' Algeria che comprende un bauaglione della legione straniera e 2 battaglioni di c.1cciatori. Le unità dell 'esercito di terra saranno costi tuito esclusivamente con dei volontnri, che dovyt nno trovarsi nelle migliori condizioni, sia per buona condotta che per vigore e altitudine fisica a fare la campagna a Madagascar. I giovani soldati della classe del 1893 e gli arruolati volont:~ri di ntà inferiore a 24 anni, non saranno ammessi, perchè troppo giovani per opporre resistenz:~ allo influenze climateriche. Gli ufficiali e gli assimilati saranno designati per estrazione n sorte
g~•eoti:
Onpprima, io srgnito alle chiamate fatte nei r;orpi d'armata di terra, dei volontari sono stati trasferiti nelle truprc coloniali, e ahri prelevamenti di questo genere saranno fatti a vantaggio di IJilCSte truppe. D'11llrn partr, il corpo di spedizione di Madagascar comp•·enderà un numero di uomini abbastam::~ grnnde, i quali s~1ranno assolda ti in aiuto dei crediti speciali accordati per questa spedizione. In seguito, si può prevedere lì n da <;>ra che la cifra del bil;mcio domandata per l'esercizio prossimo sarà suffièiente da permettere rli conser vare sotto le hnndiere, dura nte tutta l'annaia 4895, i '2i-,OOO uomini della classe 489~ designa ti :1d esser r imanda:i alle loro cnse il mese d'aprile. Questi uomini saranno ormai considerati come solda.ti dell'esercito attivo, c la loro istruzione e il loro impiego saranno regolati conseguentemente. il pane di guerra. - Si è gi unti a fabbricar~ un pane con lievito, compresso, ma che si conserva tenero· e può mettersi nella zuppa ; questo nuovo prodotto ha lo qualità di conservazione del biscotto senza presentnrne gl'inconvenienti, cioè la durezr.n estrema, la mnncanza di sa pore, il disgusto che produce ai più, e, di conseguenza, la cattiva digestione.
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NOTIZIB •ILtTARI BSTBU
fra quelli chtl appartengono alle regioni dei corpi d'arm:tta che concorrono ;~Ila f01:mazione di ciascun;~ unità e che domanderanno di far parte del corpo di spedizione. Il ministro si riserv:t di designare gli ufficiali che dovranno far parte degli st~ti maggiori e dei servizi del corpo di spedizione. Il 3o, 4-o, 5o, s o, go, wo, Ho, H~o . 13•, i6°, 17o e i8° corpo d'armata saranno destinati a forni re ciascuno una compagnia che sarà · designata per mezzo di ostr:tzione a sorte. Il battaglione di cacciatori a piedi sarà forma to, cogli stessi principii, dall'Ho, • 2°, H 0 e 22' battaglione. · Nessun graduato pot1·à r inuuziare ai galloni per far parte della spedizione. Il reggimento d'Algeria comprenderit : i bauaglione della legione stra niern, di cui due compagnie fornite da ciascuno dei due reggimenti stranieri e rl esignate dal comandante il 19o corpo; 2 battaglioni di cacciatori, l'uno del :1• cacciatori, l'a ltro formato da due compagn'ie del 2° e 2 compagnie del ~ •. Le ~ batterie d'artiglieria di terra saranno : 2 halterio da 80 ·dn montagna, fornite dalle tm ppe d' Algdria ; e 2 batterio da 80 monta te, fornite dal 6° e dal 38° reggm1erito .l'artiglieria. Lo squadrone di c.walleri n sarà forni to dal 1° c.~ccia tori d'Africa, su designazione del generale l'omanda ntc 1lel ~ 9° corpo. Ciascuno dei reggimenti ~ 0 , 3°, 4° e 6° genio fornirà nna compagnia est.ra ttn :~ sorte, e completata cogli stessi priucipii delle ahre armi. Per dare la coesione necessaria alle truppe così organizza te, le compagnie dovranno esser formate nei loro corpi rispetti vi per il 1° febbraio ; i corpi di truppa saranno riun iti, pronti a marciare, per il ~5 marzo. Preparati'Di della spedizion e. - Fin dal 1 o del corrente mese, il porto di Tolone ha ricevuto l'ordi ne di armare il Shamrock per trasporta re le truppe a Madagascar. L'equipaggio è ·dun11ne già imbarcato, e la na ve dovrà esser pronta a s:tlpare per il 25 gennaio. La designazione del Shamt·ock come mezzo di trasporto del pro:>simn invi o di truppe sarit seguita dall'ordine, dato a questa nave, di restare sulla costa di MadagascH per ser vire di battello ospedale durante tutta la spedizione. Legge sullo spionaggio. - Gli yltimi giorni dello scorso dicembre si è riunita, sotto la presidenza del signor Mézières, la Commissione per l'esercito, per esaminare il progetto di legge sullo spionaggio e
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sul tradimento, proposto dal lo'(overno. Questa commissione, ultimati i suoi lavori , ha deciso di sostituire al testo del governo nn progetto che non comprenderà che cinque o sei articoli, di cui ecco in succinto il contenuto: Dapprima .si stabilisce la distinzione frH spionaggio di cui non pos~ou o rendersi colpevoli che gli stran ieri, e il tradimento di cui non pos: ono essere_ rei che i francesi. Ogni straniero che sarà penetrllto o uvra tentato di penetrare nei segreti interessanti concernenti la difesa tlcl Le_rritorio è colpevole del delitto di spionaggio e punito 1~oi lavor i furzat~ a tempo. _li ~elitto di tr::dimento è definito come segue: Ogni fra ~i cese ~he . ahhw n velato o comunicato sia a un governo estero che ng!i agenti d1 d~tlo . governo, o ad ogni altrn personn ch'egli sappia ll?tre a sc~ po d1. spiOnaggio, i piani, gli scritti, i documenti, i disegni ngnarrlantJ la difesa dello Stato, è'col pevoìe del delitto di tradimento. Se il colpevole è mi li tare in attività di servizio, ufficiale di ri serva o ~i ~ilizi a_ territoriale, oppure im piegato presso l'esercito o la flotta, o funz iona~JO _de~l o st~ to, ~he, per in c.~rico ricevuto, abbia preso conosce~za d1 p1~n• o dtsegnt segreti, la pena sarà la morte, previa dcgrad:tzwne: se il colpevole è militnre. Se il colpevole non appartiene ad alcuna d1 dette categor ie, snrà condannato ai lavori forza ti a vita. Sarà punito eon reclusione chiu nque :~v rà eccitato :t commettere 0 llll'e•·to i mBzzi di commettere uno dei delitti sopra cit11ti, anche se 11 u;sti non avranno avuto effetto. Se il colpevole appartiene a una delle cate. gorie di cui l'alinea rrccedente, la pena sarà quella dei lavori forzati n tempo. I fun zionari, impiegati, ecc. accusati del deli tto di tradimento saraun(l giurlic:; ti dai consigli di guerra o dai tri bunali marittimi. ' . ~·:, rticolo_ ~63 del co~i~ penale (circostanze attenuanti) sarà applicnbde a tu111 ' cas1 prev1st1 dalla presento legge. ~hiamata alle aNni nel / 895. - Una circolare ministeriale, in data . dicembre. ~ 8U4, st~ilisce le chiamate che avranno luogo durante l ll UIJO1895 , 3 SCO(lO d'Istruzione militare. Ne riassumiamo per sommi capi il contenuto. l. Uomin'i appat·tenenti alla dispomiJi lità dell'eserci to att'ivo obliliyati a compiere un periodo d.'istruzione. - Sanmuo convoca;i nel Hm5, mediante ord ini d' appello individuale, dal 25 agosto al 22 setlniniJre gli uomini previsti dall 'art. 23 della legge di reclu tamento e pnrte di 1p1elli previsti dagli at·t. 2~ e 22. ' · U. Hiservisti : Fanteria. - Sar11nno convocati mediante manifesti dal 26 agosto 11 1 22 settembre : l ! - ANNO XL.
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a) i ri~ervisti delle classi ~884 e 4888 dci reggimenti di fanter~:t sudd i vision~li (batLaglioni 4<!, 2° e 3° ; compagnie da 1 a 121. compagme di deposito 25•, 26a e 27•) e sezioni fuori r:w go . Dei reggimenti regionali di fanteria salvo le eccezioni notate appresso. Dei r eggimenti tir:~gliatori algerini. J)ei reggin1enti zuavi. Dci reggimenti pompieri . b) Merliante manifesti dnl 30 settembre al 27 .ottobre: ~o Hiser visti delle cln ::;i 188l, ~885, ~888 c 1RR9, nssegn:lti ai re<>•~imeuti di fauteria di riscr v:l (bnttaglioni 4°, 5° e 6° ; compagnie 13 a 2~i, comp<tgnic di deposito IJ.A, 5•, 6", 28a, 29• c 30a) o st:zioni fnori rango. 2o Thservi sti delle classi 1884 e 1888 :1ssègnnti ai depositi dei reggimenti regionali di fan tcri:-~ . . . . . 3" Riservisti delle classi 188.\. e 1888 a-;segnatt a• battaghout cacciatori a piedi (comp:~gnie aui ve, di ri scrv :~ e di deposito), ad eccezione eli quelli assegnati al le compagnie ~t tti vc o di riscrv:J di b11ttaglioni c:-~cciatori a piedi delle regioni 14-" e 1;)a. c) Con ordini individuali di chiamata stabiliti per serie, scaglionate durante il peri odo di soggiorno in montagna dei hattaglioni cui sono :1 ~ ~egoa ti , o dal 30 settembre :~ 1 27 ottollre, secondo como decider:~nuo i <>enerali et1mandanti del 44° e del 45° corpo. 0 I riservisti delle classi 188·\. e i 881:! a~scgnnti alle compagnie, che non sirno depositi (compagnie da 1 ad 8) dei bntt:1glioni cacciatori a piedi starù~iati in ta li regioni. d) Con ordini individunli di chiamata, dnll'8 apri le al 27 ottobre a beneplacito dei comandanti dei corpi d'armat:L I riservi ati delle classi i 88~ e ~ 8R8 a pp:n·tenenti ed alcuni reggimenti suddivisiouari .tli fanterie, e ad nlcun i lln ttaglioni ~ci ~oggi~ rcrmimenti e batta G<rlioni che saranno• destguall dai ment i rorrionali· o · ""nt~ generali comandanti dei co rpi d'armnta. e) Con ordini individnr.li di chi;~mnta , dall ' 8 aprile al 45 maggio. I riservisti delle classi 188~ e 1888, a pparteuenti ai battaglioni fanteria leggera cl' Africa. Questi uomini compieranno il loro periodo di istruzione TJei due reggimenti designati a tale scopo da ciascun comandante di corpo d'armata.
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Saranno chiamati in tre serie e con ordini indiviCanalleria. 1luali di t hiamata: [ riservisti delle classi -t 884 e 4888 appartenenti ai reggimenti :tttivi e di riservn. Le tre serie saranno convoc.1 te: · la ·l a serie, dal 7 gen naio a l 3 febbraio; la 2• serie, dall'H febbraio al 1O marzo; la 3" serie, dal H marzo al iO aprile. :lt·tigl-ier·ia e treno degli eqtàpaygi. - Snranno chiamati nel t89n, come a'ppre~so inJicato, i riser visti delle class~ 1884. e 1888 appnrlenenti all'nrti glieria e al trrno: Medinnte ordini individuali, dall'8 :1prile aila fine di agosto, i ri· ~cr vi sti eserciwti nppa rtenenti 3Ì reggimenti d'artiglieria di corpo e div isionarii; Mediante m~mife~ti , ùal 30 settembre al 27 ottobre quelli 1llli detti non chinmati con ordini individuali, e dnl 26 agosto al 1•1••wimenli !)O 2~ settembre quelli d'artiglieria; Mediante ordini individullli, durante lutto il corso dell'anno, quelli •h•l le eompagnie operai d'artigl ieri:~, ed arti ficieri, c degli ~i]ua droni 11'1!0 0.
(imi~. - Sanmon chi:m1all nel ·1895 cou ordini individuali di chia 111 ata i riscrvisti tlelle cl<1ssi 48R.\. e ·1888; e contemporaneamente rdl o categorie cui ttppartengono quelli deiiJ cl:lsse 1886 che sono t<tftti rin viati nel 4894.. ,'\1~2;ioni di .~earetari, d1: comme~si ed operai cl' amministra.z·ione, d'in(r1· rM·eri, gendariner·ia. ;_ . Sa ran no chiamati nel 1R9il, medi:mte 11 rdin i inrlividuali (li chi::tmata, scnglionati 1lnr:l!lte. il corso rlell ':mno i mervi sti delle c!~ssi ~884. e 4888 assegnati ni ~ov raùetti reparti, uonehè alle segreterie dei tribunali militari, e gli augiliari del ser vizio tnln~ rnlico.
Medùi ausilÌari. - I metlici ausili:~ri di ri ger va appartenenti alle t• ln ~si chi ama ti~ uel 4895 nei corpi eui sono :t sscgnn ti, contempora·
:1g li :1itri riservisti 'li ta li cor pi, e con ordini indivicl nnli . Saranno r.onvocati medinute s peciali manifesti , 111·1 1895, per una ri vista di c.hiamatu, gli uomini dei servizi ausilu11·i delle classi 189'2, 1888, 1884, 1879, -1874. . Il r. Armata territoriale. NrRsnno inrlivioJuo di truppa dell'arma ta territoriale sarà convot'lllll nel 4895. Vi sara nno periodi d'istruzione, nei corpi di truppa dell'armnta at-
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tiv<l per gli ufficiali della territoriale appartenenti alla unità cheavrebbero dovuto essere riunite nell'anno. IV. Riserva dell'esercito territoriale. Saranno convocati, mediante manifesti, · alla prescritta rivista di chiamata, gli uomini della eia se ~ 874. Truppe sahariennes. - Stralciamo dalla legge le principali disposizioni riguardante la organizzazione di queste nuove truppe. Sono istituiti in Algeria corpi di truppa .indigena di fanteria e di cavalleria, specialmente incaricati dell'occupazione e della sorveglianza delle regioni sahariane della colonia. La fanteria è org11nÌzzata in battaglioni di 4 compagnie, suddivise · in .i plotoni, portanti il nome di battaglioni, di tiragl·i atori sa -
f'ina i, 351 indi vidui del personale mae~.:hiui~ti, 92 torpedinieri è 79 torpediuieri· macchi11isti. Il totale aumento ~aie a 970 individui; quello degli ufficiali c poi r.os i riparti to: 3 capitani di vascello, 3 capitani di corvetta, ~ 7 ·tenenti o sottotenenti di vascello, 43 guard:emarine. Pel mantenimento delln flotta sono stanziati iu più 1,57l,923 mar<· hi, parte per tenere in armamento un maggior numero di na vi, parte per c::mbiamenti e miglioramenti necessari net mnteriali ac<'essor(. Sul capitolo « Viaggi c spese di traspo rto • sono indicati in morlo sommario pel nuovo bilancio ~li invii al l'estero di navi armnte e cioè: Una cannoniera ad armamento completo nell' Asia erientale, due incrociatori ad armamento intero, una nnve :1 mezzo armamento per lavori idrografici in Austr:tlia, un incrociatore ad intero armamento tler l'Africa orientale, un incrocia tore, una cannoniera, e nn vapore guardacoste ari intero armamento per il Can:~erun, nna cannomera a {;a lata. · I l maggiore aumento in 2 ,66'2,821 marchi è portato nell'arma · mento c miglioramenti del naviglio. L~ riparazioni pri ncipali sa ranno portate tdl& corazzate di squadra:
har·iani.
·
La c11valleria è organizzata in squadroni di ~ plotoni portanti il nome di squadroni di spahis sahariani. Le truppe delle altre armi ed il pe1'sonale militare di diversi servizi sar:mno presi dall'insieme dei corpi di truppa e dai servizii dell' esercito. Si procederà progressivamente, in relazione alla necessità del servizio e alle risorse del reclutamento alla formazione del 1o battaglionetiragliatori ed al ~o squadrone di spal.is. Gli altri battaglioni e gli altri squadroni, dei •ruali la formazione sarà in appre~so riconosciuta necessaria, saranno creati , con decreto presidenziale, su proposta del Ministro della guerra. I quadri tanto per i battaglioni, quanto per gli SIJUadroni, Sé'ranno presi dai corpi di truppa di tutte l ~ armi , riconosciuti atti a questotruppe speciali.
GERMANIA.
Il bilancio della marina pel il/895-96. - Pre~enta nella parte ordinaria un'entrata di 452,650 marchi e una uscit~ di 55,994,656 marchi e cioè un aumento sul precedente di 39,000 marchi ncll'cntrnta e di 5,298,5R2 marchi nelln sp&sa. Uua delle ra gioni di quest'ultimo aum ento risiede nell'aumento di paghe al personale, per 726,525 marchi, cadendo in questo bil ancio la quarta rata dell'aumento ùi personale stabilito nel 1892-93. Saranno perciò aumentati 40 ufficiali di vascello, 7 ingegneri navali, 319 ma-
(;el'manin, fi't•derico i l Grande e Re Guglielmo.
Un notevole aumento si~ pure per quanto r iguarda le armi e le forti·.fìcazioni J.Jer 307,iH9 mnrch i specialmen~e per e~ercitazioni di tiro e ar· mamen to di torpediniere con cannoni a tiro r:Jpido. Ne lla parte straordin:Jria del hilancio notiamQ i seguenti staoziameuti 1wr nuove costruzioni: 1 incrociator& di 1• classe Lipsia (l milione P rata) :1 iucrocintori di 3• cl:1sse K. L. , c Freya (2,4 milioni 2• ·rata) 1 divisione torpediniere (i• rata '/'~ milione) 8 torpediniere Ili riserva (2• rata 2, 4- milioni). Sono iuoltre inscritti per cambi di caldaia e macchina marchi 1.640,000 con scgl!ito per altri esercizi, 650,000 marchi per artiglierie del la nave Prussia. \ La somhla tota le asseguata · alla parte . straordinaria porta un anmento di 7,342,800 marchi su un totale di i7,H6,000 tli uwrchi. La forza comples~iva della marina tedesca pel 1895 -96 ~ar:ì di 92i ·ufficia li di vascdlo, 116 medici, 77 pagatori, 877 uffici:di tli varie 11pccialità, 3,947. sott'nfficillli, U,943 ma rinai e 600 moz1.i, in tot.1le ~ 1 ,487 persone.
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NOTlZIB JIILlTARI ESTERE
Crociera di istrttzione. - La 4: divisione navale (cor:~zzat& Brandenburg, W eissemburg e Worth) ha f:~tto una crociera sulle costenorvegesi ed è rientrata a svernare n Willclmshaven. Questa crociern ha dimostrato che le tre uavi quantunque identiche hanno velocità dill'erenti c forme1·à oggelto di studi. Difesa costiera. - È st:~to ordinato che a Danzica siano sempre iu riserva le seguenti cannoniere corazzate : Ape, Basilisco, CoccoJI'illo , Vipera e Vespa.
ROMANIA.
Il progetto del b'ilancio della gttet·ra del 1895-96. - Il pro· gello stabilito dal ministero della guerra per l'esercizio 1895·189& contiene le modificazioni seguenti: 4o Aumento, nella f:mteria, di 27 ca pitani, destinati al comando_ delle com pagnie attunlmente comandate da dei tenenti; 2° Crea1.ionc, per la Do~roudja, di un reggi mento di calat·asi · a quattro squndroni permanenti c 4 squadrone territoriale; due squadroni esistono anche adesso; ' 3° Trasformazione di due dei quatll'o reggimenti permanenti di calamsi in rossiot·i (ussari). in modo da formare una divisione di caval leria indipendente; 4° J<'ormazione di uon 6' batteria al 2° reggimento artiglieria ; si sono pre~c dello misure per d~re agli 14 reggimenti d'artiglieria rumena, il numero delle bau~rie fissate dalla legge del 487:2 (5 batteri e e il rrwteriale necessario alla costituzione ùi una 6" batteria, in caso di guerra); 5° Aumento ùell'effeLtivo dei veterinari i Di più il !Jilaucio ha i fondi necessari per dare ai capit:Jni e ai maggiori, l'aumento di stipendio, variabi le colla loro :mzianità, votai(} nel 1893-94.
RUSSIA Fm·mazione di una .~otnia di cosacchi del Don.- Col PTikas n. 294venne prest;ritta la formazione di una ~· sotnia di 1• turn o (autonoma) dei cosacchi del Don a Nor;o Ce1·kask. A\tualrnente le uniti1 da fornirsi dai cosacchi del Don son quindi: .
NOT171K •tLlTARI E STER.K
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:1) Piede di pace: 2 rcg)!irnenti della guardia (su .l sotnie), . 47 reggimenti di linea (su 6 sotnie) , 4 sotnie separate di 1° turno,
·l b~ttcria a Mvallo della guardia (6 pezzi), 7 batterie n cavallo di linea (su 6 pezzi). b) P iede di guerra: 2 reggimenti della guardia (su 6 sotnic}, 5'2 reggimenti rli linea c~u 6 sotuie), ar~ sotnie separate, 1 batteria a ca vallo del la gua rdi a (6 pezzi). 21 batterie a cavn llo di linea (su 6 przzi). 1 ba tteria a cava llo di complemento (su 4 pezzi), sotnia di <:omplemento pcì reggimenti della guardia, H~ sotnie di complemento pei reggimenti di li.nca. Concessione dei diritti della vecchia yttardia. - Col Prikas n. 287 rurouo accordati i diritti e pri vilegi ùella « vecchia guardi a • ai reggimenti: ùei granntieri di Ke1..holn c Imperatore d'Austria • e. ~ei. grn~ 11 atieri rli Pietroburgo « Re Federico Guglielmo III. • I dmtt1 e 1 co nsistono iu 4ue~to che gli uflìciali di quei reggimenti stanno llrivile(Ji ~ . p di uu gra rlo più in alto degli ufficiali di linea e che css1 a asqua, 11 titolo di r egalo, rir,cvono una somma cquivaleute alla metà del loro stipendio. . . Mooimenti nei genrrnli P- pmmozioni. - 11 generale d1 ~avallerJa l:urko ,..,crovernatore generale di Varsa via e comandante le truppe della eircos<:rizione militare d1 \ì~rsa,•ia ru nominato Feldmaresciallo, mosso a riposo dietro sua domanda per rllgione di salute, nomin:tto membr~ del Consiglio dell 'impero c sostituito uella sua c:~rica dal g.!nerale d~ funteria, baro ue Shuv(Llov,· ambasciatore russo presso l'im perlltore d1 Germania. - Inoltre furono nomiuati: il tenente gen er~le Krgivoblotsky (coma nd:mte il 44o corpo d'a rmttta ), aggiunto del comandante la cir1:!1scrizione militare di Varsavia, per la direzione della zona fortificat:t; ilten. generale Stololev (comandante il45° corpod'armata), comandante il u,o corpo d'armata ; e il tenente generale Barozdin (comandante 1'8• divisione ca~alleria), comandante il 45° corpo d'armata. - 16 mag~iori gcnernh furono promossi tenenti generali e 29 colonnelli ebhero In promozione n maggior generali. /~stcnsione 'della r ete (eTroviaria russa. L'estensione della rete fn1·roviaria russa (Inoal-ido u. 274.) al novembre '1894. era di il4,604. t~er-
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NOTIZI& •ILITARI ,KS'l'BRE
NOTIZIB JIILITARI .BSTERE
ste (4), dello quali 3i,t58 amministrate rlal Ministero dei lavori pubbliCi (ponti e strade). 2,343 da quello dalla guerra (ferrovia del Transcaspio) e 2,103 verste :1ppartenevano al granducato di Finlandia. Le ferrovi e in costruzione por conto del ~overno avevano lo sviluppo di 4,281 vor$te e quelle per conto di società private 3,314 verste; totale in costruzione 7,595 verste. Ferrovù in pro_qetto. - Si ha pot tu progeuo di dotare l'impero di nna rete ferroviaria a sca rtamento ridotto, d'interesse puramente locale. Il costo rli costruzione della rete progettata di circa 30,000 verste, è valutato di 450 milioni di r nbli.
scuole, ha invitato il consiglio federale a modificare il programma e diminuire la durata delle scuole rli tiro della fanteria. Desidera inoltre che il numero delle scuole sia aumentato c che i corsi sieno frequentnti da un più gran numero di ufficiali e di sott'nfficiali. Il consiglio federale ha accettnto la proposta del consiglio nazionale.
SVIZZERA.
lspezionc e ist?'uzione del landstu1·m. - Il consiglio federale ha in questi ultimi tem pi, le disposizioni rel<~tive alla e~ecuzione degli nrticoli 1 e 2 tlella legge federale circa l'ispezione c l'istrnzione · del lanstrum. Eccone il :muto· Nel 1895 lt> squ~dre del landsturm armalo (1" JHtrte rlcllandsturm) rlell 'arma di fanteria sHanno chinm nte a un corso d'istruzione di due giorni. Questo corso avrà luogo per battaglioni ed :~oche per compagnie, nelle località a ciò destiuate; l'ufficiale più elevato in grado del landsturm ne prenderit il eom:mdo, sotto la sorveglianza dcll'istrnttore di ci;1scuu distretto. (;li eserci7.1 e le i,;trn1.ioni si f~ranno ~otto l'nl tn òircr.ielnc del capo dell':-.rma, c dcll'istrultore in cap·. della fanteria. L'istruzione <tvra per principale oggetto l'impiego del 1:-tndsturm in caso di guerra· Distintioo ptli ti1·rt.tor1: e per i m(qliori apprt!zzatori di d,;stanze dell'artiglie ria. - Il COlltiiglio federale ha adottano , per i migliori tira- . tori della mitragliatrice Maxim e per i migliori apprezzatori delle diswnr.e a vista dell'artiglieria da fortezza, un distinti vo ana logo a quello distribuito finora :~i tirntori scelti della fanteria. Le scuol1; di tiro. - Di solito, si chiamano, ogni :tono, per 30 giorni, alle scuole di tiro, gli ufficinli rli fantcri11 nuovi promossi e un certo numero di sott'ufficia li : 250 o 300 all'incirca; queste scuole cost:~uo al hil:ntcio d e ll:~ guerra. L 330,000. li eonsiglio n:1zionale, stimando troppo lunga la durata di queste
(t)
Versta: metri i076.
TURCHIA.
A proposito tlei fatti sanguinosi di <mi fu teatro l'Armenia nell'ora decors_o anno e che richiamarono l 'attonzio~e di tutta In st:~mpa europea, non si stima inutile offrire i seguenti dati statistiei: La regione comunemente chiamata Armenia è quella p:~rtc flelA'A sia minore che lta lall'inci rca i seguenti confini: a nord il Mar Nero ed in part!l a t:atena del C:a ucaso , ad est la catena ora detta 1:~ qnnle ~epa ra i laghi di Van e di Ourmi; a sud la catena del T:~urus; ad ovest il fiume Ki zil-lrmak (Hal ys). Da questi confini si deduce come una parte dell'Armenia sia ora solto il dominio russo; eli infa tti ilOO, 000 armeni delle provin cie a sud del Caucnso passarono in segnito al tratta to di Berlino, sotto il dominio della Ru ssia. Coll'nttua le divisione amministrativa l'Armenia sog:,re~ta alln Turchia comprende i Yilajet rli Sivas, Trebisonrla, Err.croum , Bittlis eri una parte di quelli rl i Angora, Mamonret-ci-A7.is, Oiarbekir, con ~.000,0 00 Ili ahit:mti dei quali 3 .300.000 circa sono curd i, lazi. greei, tnrchi c di altre nazionalitit, cd i rest:~ nti 700,000 arm tmi ; Ili qncsti ve ne sono :~Itri 2il0.000 sparsi nei vilajet di Konia, Alcp po Adana, Vnn e Ka st:~mounis. In towle quindi vi sono 950, 000 armeni sogI(Ctti ai turchi che si trovano rip:lfliti per religione nel modo seguente : 800,000 gregoriani (ortodossi); 80,000 c:~ ttol i ci ; 70,000 protestanti 'l
NOTIZIE JIIBLIOGRAFICHE
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NOTIZrE BIBLIOGRAFICHE
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Hiazzi. - La nautica presgo gli antichi. Grossi. - Corea. Avallone. - La battaglia del Ya-Lu. Camurri. - Tiro per chiglia e tiro laterale. La quest10ne di Madagascar. Lettere al direttore. Informazioni e notizie. Bibliografia. G·i ornale medico dell'esercito e della marina (novembre).
Bollettino bibliografico
1. Sominar'io delle riviste militari italiane. Rivista d~ m·tiglteriu e genio (novembr~). Rocchi. - Guerra .di fortezza. Pat·odi. -Sulla densità !lell'aria. Calichiopulo. - Tiro da costa. Zironi. - Quadt·ante a livello. ~. - Impiego tattico d'artiglieria m Francia, Germania, Hussia e Austria. Miscellanea; Nottzie. Bibliografia . .
Rivista di fimteria (dicembre). ll ti_ro indiretto di fucileria. Dell'istruzione delle reclute. La nuova istruzione sul tit·o. L'evoluzione della lotta. Cart•~lloni.
1l teorema dello Stephanos. Varietà. Bibliografia. Rivista marittima (dicembre). Russo.- Sulla perdità della Victona. l\lartinez. - La navigazione elettrica e la marina da guena.
Operazioni chirurgiche militat·i. De Martiis. - Pazzia. Forti. - ~'m·ite d'arma da fuoco. Rivista medica. » chirurgica. • anatomo-'fisiologica. • dermo-sifilopatica. • terapeutica. » · tecnico-militare Varietà.
2. Arte militare. Fra lfl pubblicazioni estere recenti di arte militare segn:~liamo · le segueuti 1;u5se: Semeuo!f. Linee interne d'opemzione, vantagy·i e inconr;enient1:. Klemhovski. Ln guerra <f,i pnrligiani. Quest'ultimo ha un'interesse speciale pei russi che nella loro cavol leria cosacca hanno preziosi elementi per scorrerie e imprcs•l irreuoluri. I Russi lo sanno e ne approfìttano; ne fanno fede i numerosi stt7di ~ ullc operazioni irregolari pnbblic:~ti dn Renkendorff, Galitzine, Raikoff, Rukotine, Gerschelmaon. - Sono state pubblicate dalla casa Milon di Saumur le traduzioni in rruucese\dei regolamenti di esercizi della cavalleria austriaca e tedesca e Hli studi sull'insegnamento e!JUestre di Szechenyi assai n0ti in AHstria. - La R~vtte militaire .de l' i'tranyerdel dicembre 1894 porta un gunto dnl nuovo regolamento tedesco sul servizio in campagna in data 20 1 IIHiiu ,1 89L - É. stato dubblicato dalla casa Br~umììllflr il a" volume degli
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NOTIZIE BIRLIOORAFICHE
NOTIZIE BIBLIOO&Ali'ICHB
scrittori scelti di S. A. l' Arcitlura CHio; è una raccolta di piccoli studi, pensieri, notizie del periodo del 1806 al 1809 quando l'Arciduca era l'tliuistro òella guerra e della marina e presidente del consiglio :mlico. - Il capit:mo d'artiglieria austriaco Hehm ha pubblit·ato a Vienna pei tipi di Braumiiller un op uscolo col titolo. (;onsidtlrazioni tattiche s1tlfattacco delle fortezze e snlle {ortifica:&ioni permanenti attuali.
Lo studio si divide in tlue porti. Nella prima sono tra1111ti i problemi principali dell'nrtiglieria •l'ns~edio negli attacchi e cioè: l' o~snrvazione del tiro la celeriti1 tlel fuoco il r iforuimentn delle munizioni l:~ C•lstru zione delle ballcrie l'azione delle arti glierie otlierue. La ~e,·on•b parte ù d'indole \.1\lico c trattn: Dello s~;o po tatti~;o della guerra d'nsscdio, t•.he egli definisce un at· tat·co frontale contro m1 fronte convesso; Dei sistemi tli Vaubau e d'i ~auer, tenendosi più per l'attacco abbrcvi:llo che per quello regolare; Del cosidetto sistemn moderno ù'attan:o, da cui l'A . tr:1e Hgom~nto a ritenere che esso non sin che una forma transitori:~ e conelude dicendo che il significilto e lo ~r,opo t:tLLico della fortificar.ionc permanente non sarà mai altro che quello di aumentare coll'installnione la potenza dell'artiglieria. Il lihro è breve, le idee modcrnte e :;c!rve assni a condurre i 11\Ltori poco prMici della materia per quel giusto me1.zo che deve allontanare dalle esagerazioni così frequenti oggi in materia di fortilic:~zioni.
3. Storia militare e generale. - Emilio Ollivier. - , L'im7~ero tibemle. Studi, racconti e ricordi. Garnier, Parigi. Oi quest'o pera note\'Olissima è stato pubhlicmo il ·l n volume. Del principio delle na;n:onalità.
La posizione e la responsabilità dell'A. nel secondo Impero non mnncheranno di eccitare l'interesse e l'esame di questo libro. - Ilarden Church. ~ OlitJer Crormcel. :_ Londra c Nuova Yorck, Pntnam. - D' Hauterive. - L'm·mée sowda t·éoohJ.tion (1i8!J-94).- Parigi, Ollendorff. Molto interes$-ante e dal lato stilistico assai commendevole.
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Colin Camplell. - LeLters {rom camp dur'ing the sicgc o( SeJ.ondr:~, Bcntlcy. Voluminoso libro di interesse storico retrospettivo abbastanza rilevante; specie per l'esercito inglese. - Una completa biografia del generale Lee è stata pubblicata dalla casa Chapman di Londra . È opera del nipote del generale e porta il ti· tolo: Gt:neral J.ee o{ the Confederate Army. --Altra biografi~ interessante è quelIn dell'ammiraglio Collingwood, tuuto celebre nelle guerre del Primo Impero, compilata d:~ Clark Rassell e pnbblic.1ta da lla casa }fetlmen di Lontlra. bastopol. -
4. Campi e manovre. Un importantissima monografia storico·descriLtiva del Campo di Chàlonr. del comandante del genio Rspitalliet· è pubblicata sulla Remte dtt Génie (seuembre-ottohre 189~). L'A. tracciata I:J storia generale dal campo ciel f 855 in poi, ne esamina il successivo ampliamento corredando la descrizione di numerosidisegni e stabilisce quale sia il suo impiego e In sua capat:itil attuale. -La .rclazione sul campo della brigata di volontari inglesi a Bournemouth nell'agosto 189~ è riportata dal Jottrnal o{ the U. S. fnstitu tion del ! 5 di cembri! ed t importantissima. Vi presero parte 5 battaglioni t;O U una forz:1 media ùi circa 3000 uom ini su 4096 ehe erano inscritli sui· ru oli.
5. Colonie, Geografia, Viaggi. - Lecomte. - Lang-.~011, combattimenti, r itt'r ata e trattatirc. Parigi , La vauzelle. L'A . già noto pr.r le opere pubblicate snl Tonchino: L'assedio di Tuyen-Quau; L'agguato di Bac lè; L11 vita militare al 'ronchino, e addetlo nllo ~lato ma~gio re della spedi zione, com pleta la serie dei suoi la vori rou ryu e.> to, tratlo dai diari dei ~ingoli corpi c dalle relazio ni ufficia li dei ro mbattirhenti. , ·Lo stu·lio militare va di p:1ri passo con quell o politico e geogr~fìco e rit·~cu intcrossaute cd utile. - La lkvue Mihtai·re de L'Étmngrr ripnrta nnl fnscicolo di dit•urnbre uu :mutu delle ldtere del maggiore Wis~mann sull'ordinallleo to 11 tnttica delle truppe coloniali in Afric:t, giù ripetutameute da noi segnaluto sul 1l1ilitii1· JVochcnblatt.
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NOTIZIE BIBLIOGB.AFICH.E
NOTIZIE BIBL10GRAPICHE
6. Marineria. Shemanu. - Un nuoro m etodo pet· la manovra delle torpr-dini. - Tavole cornpar:ttive delle n:tvi inglesi e france3i ìnteressnnli studi sul !o urna l o[ the U. S. lnslttution del • 5 dicembre 4 89~. - Sponsor Wilkinson. - The Commanu of the Sea-Westmin sterConstai.Jle. - Ra ccolta Ji lettere ori ginal i molto npprezzate quando apparvero sulla Pall i•fall r:azet te ed ùra riunite. . - La [nternal'ional /lerme iibcr die ,qesamlen A. tmd F. di 4rennaio reca un interessante sunto di notizie sul Lloyd austriaco. Da essa ri ea viamo che f!II Csta im portante società ha 74 vapori di cni 33 atti a trasporto di truppe. Di ! fue~ti ,, O hanno vel o~,;i til superiori o pari ni 13 nodi e con capacità complessiva di 4.7300 uomiui, e gli nltri con velocità dai '' ~ Hi 43 nodi capaci di 16800. 11 to t~ le tonuellagio di qu esti 33 vapori supera le 88000 tonnellate. Il paragono di questi dati co n rtu elli delle so<:ietà ana lo,he riuscirà intcressnnte e lo rle5tuniarno dal medesimo giornale " in ordine d'importanza le società: ponendo 1u La Peninsular and Oriental Company con 56 r.ir<•scafi di tonnellaggio medio 4.000 e cou eL:ì mP.Iiia rli H anni. 2o Le Messageries Mariti mes 58 va pori con tonnellaggio medio 3000 cd età media 45 anni. ;.~o La B1·istish lndia con 92 vapori a 2800 ton11ellatc in mcrlin e 4O anui di età media. 4-o Ln Navigaziont~ ltal'iana con ·l On vapori di tonncllnggio medio HOO ed età rn erl ia 25,anni. 5o Fraissinet di Marsiglia, 28 va pori con '16 ariUi . e H)OO tonnellate. 6o Il f.lcyd austriaco 74 vnpori con 19 nnui e HJOO tonnellate. 7o La Dentsch-asiatische Lini e o Lloyd germanico. go Ln S ocietà a p'iroscafì celeri (17-18 migl,ia) KtJdive. go La giapponese Nippon Tusen Kaisha che con va pori di 6000 tounr.llate ha assorbito molla parte rlcl commercio orientale dell' lndi~. 'l oo Lu Ginna Mer chanl Company .
7. Varietà È stata puhi.Jlicata dall'istituto geografico germanico la1 sesta parte dei docum e.nti della triangolazione germanica. Tratta ùellr catene ·di
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tria ngo l1 dell'A nnover e della Sassonia e della misura Il ella rete di collegn mcnto della triaugolazioue alla base di Gottinga. - Derlino, Mittler. - D riga lsky. - Fm i 11ostr-i antichi allooti. Berlino, Risenschmiolt. Sono scene o racconti della vita milil?.re ru ssa, specie in cavalleria, lrntti d:tl russo e, dicesi, svolti con molto spirito. - P er· l'iuizintiv:t rlel noto pubblicista .T. Poiri er si è inizinta a E pernay la pubblicazìone di uu giornnlc mensile: Le bibliographe mìlitaire il cui sco po e la cui utilità sono cosi indicati nul primo numero: « • otre IJut est :mssi si mple que notrc programme: rasse mbler en un • tout les rlifl'ércnts éléments qui permcttront de counaitre les ceuvres • d'istui1·e mi li tai re et rles sciences qui se rapportcnt à cet ~ rt. • Ce n'est donc pns une lacune cjue nous avons à comhler, mais une • iouovn ti on <:omplète à réal iser. ". Nons nons proposous d'airler le tra vai llenr tlaus scs 1ec herch e~. an « cours desquelles, très sonvent, les ilot:umcnts d'nn·e certaiue impor« t~nce peu vent lni échapper, pnr ~uite de l'ignor:mee dans laq uelle 11 il se tronvc de leur existenco. Pour cela nons pnblicrons daus chaque « numéro, sous le titre « Indicateur bibliographiq ue » les ouvrages « quc nous aurons découverts snr une partie rl<.\signéc de l'hìstoire et « de l'art .militaire. « A eeux qn'nn pressant bP.soin de <:onnaissa nt:e de certain r.s ~onrr.P.s • ne permettra pa s d'attcndre l'inJication par nons meme de ces sources•.. « il lenr sera loisible de les provoquer dau s la partic réservée aux « Question.~ bibliorrraphùptr..~.
• Tous les uu vrnges parus en librairie, rla us le mois précédent la pé• riod icité du journal, seront J'objet d'nn compte· reudu , :1bsolu ment 1 imparti .l l, qui fixera 1'11cheteur snr le mérìte de l'reuvro. • Une revne mensucllt~ ,des faits et évèuerncnts mi litaires tiondra le « lccteui· du Bibl1:ographe militaire an couran t des modi ti cations de 1 l'oq~anisation tles armées europécnnes. c Enfin des vari~tés histo1·iques, inédites, eomplèteroot très henreti« ~emeot le cadre déjà si étendu de notre publication :~ u développemeut • do laqnelle nous ne ménageroos aucun sacriGce pour la rcndre aussi • intt\1·essante qu'utile. • Questo numero contiene i seguenti argomenti: Hecensione intitolata: Dett:J; précu1·seurs di' no.~ dé(aites dell'opera: l.fl 'Pie militai re dtt général Ducrot (i 8:19-.f 871) parago n:~ta ad una Vl'f'f•hin opera tedesca di Struebel· pubblicata noi~ 859 col titolo: Delle fri/'ZI'
m i htat·i della Francia compm·nte a quelle della German·ia.
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NOTIZIE BIBLIOGB.AI'JCBE
Studio storico sul generale Lescuyer, incaricato di arrestare Dumouriez e che fallito nella missione venne fucilato. À travers les revues et j.ournaux (tutti i giornali militari francesi c i seguenti stranieri) : Deutsche Heeres Zeitung - Milita1· Vochenblatt - -Neue militiirische Rliitter - - Militar Zeitun.IJ - All9emeine Militar Zeitung - JJfilitiirischpolitische Bliitter di Germ ania - Anny and Novy Gazette - Broarl
AtTOW - United Service Gazette - Journal of thc Royal. U. S. lnstitution di [ughilterrn - Ar·meeùlatt - Reichswehr e Mittheilungen aus' dem Gebiete des Seewesens di Austri;, - Estudios militares di SpagnaArmy and Navy .fournul- The Unitul Service degli Stati-Uniti- De rnilita~·e Gids dc Olanda Rivista militw·e, Rivista di fanteria, Rivista marittimn, Gionw.le medico, Esercito italiano di lt.Jiia.- Annalcs do club m·llitm·, R11vista milttar, Revistrt do eser·cito e da armada di Portogallo.- Revistct milita·r d1~li ' Equ:, Lore. - llumania militara. - Ra-rviedcik, .lluskii lnvalid, Artitler·iski Jonr•wl, Voennii Svomilc di Russia. - All,qemeine Schveizer'ische Mi titiit·zeilung di Sv izzera. - Edizioni r ec1mti delle case Lavouzellr., Baudo·i n, Lareusse. A questo giornale, assai utile pei militari studiosi, nuguriamo prospera vita P- fortuna.
/
Per la Direzione
Lonovrco Crso•rTI '"'~ggiurtr R., intarÌC(JtO
DEMARCHI CARLO,
gerente.
U~ GRANDI MANOVR~ TIWKSCHE N~U'AUTUN NO 18~4
(t)
Preliminari. Le esercitazioni d'autunn o dell'esercito tedesco, da eseguirsi ogni anno fra tutte le truppe comprendono, per quanto risguarda la fante ria, gli esercizi di t·eggimento e di fn·igata, eseguiti di massima senza intervento di altre armi, e le nwnom·e, per le qual i è necessario l'intervento d·i altre al'lni. Gli esercizi di reggimento devono dumre 5 giorni se il reggimento ha una sola g11arnigione, 7 qualora ne abbia più d'una; gli esercir.i di bri~ata devono durare 5 giorni; le manovre di brigata,, quelle dirette dal comandante della hl'ign ta rlette anche Dctachemcnts/Jchnngen, devono durare 4 giorni; le manovre di di·cisione, dirotte dal comandnnte della àivisione, altri 4 giorni; le man one di divisione contro nemico segnato gli ultimi 2 gior·ni. Il couumdante di corpo d'armata ha facoltù. di allungare di un giorno le manovre di brigata o quelle di divisione, oppure di eseguire ;:! ..:1 manovre di corpo d'armata (divisione contrapposle) o di w rpo d'armata contro nemico segnato, purchè non si oltrepas~i n o in totale i ~O giorni prescritti , noP. contati i giorni di riposo, quell i occorrenti alle truppe per recarsi alle dislocazioni H) Questa relazione forma seguito alle Grandi manovr e teùesclw nell'autunno 189.1, 1111hhlìcata da p. IJ1.3 a p. 1428 nella Rivista militare italiana 1894; e però a lcnn 1 JIIII'Lif;oluri di servizio e considerazioni non contenuti in questa si possono tro v:~re in IJIIHIIII.
IJ -
. ANJ\10 ~L .
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LE GRANDI MANOVRE TEDESCHI!: NBLf,' AUTUNNO
1894
iniziali, e purchè non aumentino soverchiamente le spese (1). Oltre l'aumento di· competenze per le forze che prendono parte agli esercizi e alle manovre, con le ' marr.ie e i soggiorni relativi, l'amministrazione militare concede un totale di giornate <i, '/ 3 di competenza, bivacco (paglia, legna da ardere e carri pel trasp.orto) per tntle le forze manovranti. Le esercitazioni autunnali che non ricorr~no ogni anno per tulle le truppe sono le manovre da esegui1·si in presenza dell'imperatore, Kaùtwmanover, dette in Italia per similitudine yt·andi manovre, le grandi esercitazioni della cavalleria, dei pionieri e dell'artigli eria a piedi. Nei corpi d'armata designati per le manovre imperiali, il tem po prescritto per le ordinarie manovre di bri gata c di rlivisione diminuisce da 1 O giorni a 6, meLiL per cia sc una specie, cui segue immediatamente, la grande .riv ista pa$Sala dall'imperatore e :3 o 4 giorni di manovre imperiali. Nelle esercitaziol}i speciali pel 18~~ (2) furono designati a manovrare alla presenza dell' imperatore ìl I corpo d'armata (Konigsberg) contrapposto al XVH corpo (Danzica), più due divisioni di cavalleria da formarsi con i reg~imenti appartenenti agli stes!>i corpi territoriali e con qoattro reggimenti appartenenti a r.orpi eontigui (Il Stellino, V Poscn). Al I corpo spettava per turno, essendovi stato chiamato l'ultima volta nel '188'i; il xvn di recente formazione (3) vi fu destinato rerc.t.è il suo territorio abbraccia quello del l. Nessuno dei due aveva mai eseguito manovre di corpi d'armata contrapposti; nel 1887 tanto il I quanto il II manovrarono ciascun per sè a divisioni contmpposlE' e furono le ultime prcsenziate dal vecchio imperatore. É noto che le mariovre di corpi d'armata contrapp0sti !>ono di,ventati norma salendo al trono Guglielmo ll, il quale desiderando vedere. in movimento .grosse masse lta quasi esaurilo in soli sei anni il turno di tutti i corpi d'armata dell'impero compresi quelli nQn
(l) Feldàien~t-Ordnung tBMc li The:il. Bestimmungen (Ur
c~f Rivi~ta •nili!are italiana, 1 8~4, pagina 469 (3) Formato il t• aprile ts90 assicmo al XVI corpo (Met7.),
LE GRA,XDI MANOVRE TKUESCHE NlU.I.'AUTU NNO
1894
181
flrttssiani. Ora gli rìmane da far manovrare innanzi a sè soltanto il U corpo (Stetlino). Ordine di tempo col quale i corpi d'armata tedeschi presero parte alle manovre imperiali :
o
....a
Di divisioni
Di corpi d'armata
contrapposte
contrapposti
1,
679
1'l:'881 HSO RS~
u-
Guar dia, 111
IX, X
-
~~G
XY
VII, VIII
887
l, Il
l
-
IJua rdia, III
l
Xli (soss.)
VII, X
IX e fl otta ·
V, VI
-
-
18941
-
118951
l
l
IV, X l; l e Il (ba v.)
Sospese a ca usa del co lera
1893 Xlii (wurtt)
-
...
contrapposti
"'l 1l'"~1
-
885 XIII (wu rtt) , XIV
Di cor po il'armata
1::~
V, VI
-
Di divisioni
contrapposte
iltsss
lV, Xl
884
= = l"'
-
XII (sasq
1:833
o
-
lVIII, XVI e5' div. bav. l
l
XIV, XV ' l, X VII
l
li r•parto del tempo per le g1·andi manovr·e del settembre '1894 li~sato come indica questa tabella
Jlp======r=~5==p==6=r=7==;==8=1;:=•om=Bnl~= ~ , ,to l u ~~~
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cavalleria
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Schlobitten, castello del conte Dohna.
LE GRANDI MANOVRE TEDESCHI': NELL'AUTUNNO
;182
LE GRANDI MANOVRE T&DE,S CHE NELL'AUTUNNO
1894
servì ai còmandanti di corpo d'armata per. stabilire il programma delle esercitazioni preliminari. Sfugge al compito della presente relazione indicare come si .svo 1 s~ro coteste eserci taziom prel iminari. Tuttavia se ne raccolsero dalla stampa alcuni dei dati principali che vi si riferiscono per- comodo di chi desidera farsi un concetto dei modi seguiti in Prusf'ia per la loro esecuzione. l corpo d'armata. Esercizi. - A qurlli di reggimento presero purle solamente i tr·e baLLaglioni completi e furono fatti per 3 brigate alla sede del reggimento o a quella di un ballaglione distaccato, rich iamandovi gli altri. Durarono U giorni, dal 6 al 1 t> agosto, pel 1o rej:;gimento a Konig.sberg, pel .1.•1o a Insterburg, pel 4.0 ad Allenstein , pel ~.5o a Lye k, per il 3• e il 43° a Ki'1ni gs berg. Soltanto il 33" e il 5~t reggimento· (2a hl'igata) furono tolti dalle loro guarnigioni e accantonati sin dal 3 11 luglio sul poligono 'lli Arys ove disposero di 15-14 giomi per eseguire gli esercizi di reggimento e i tiri di combattimento non stati falli nelle guarnigioni (1 ). Per gli esercizi di bri gata invece rimase in guarnigione sola; mente la 4" (3", 43~ reggirnent(l) a Konìgsher·g; la ·l" brigata compreso il 1° battaglione cacciatori fu trasportata a Pr. Eylau e dintorni ove accantonò; la 2• brigata rimase sul poligono di Arvs ove si trovava; la 3a brigata lmsportata il ·16 agosto in fer~rovia a Konigsberg fu accantonala in città. Tranne !a P brigata che fece gli esercizi in terreno vario, l~ altre tre .li esegn·irono ~u piazze d'armi; tulle vi impiegarono 7 giorni compresi i riposi e precisamente: la 1a dal Hl al 2.1-, la 2" dal 16 al 22, 1:1 3a e 4a dal n al 23 agosto. Manovre. - (.)uelle della ·1" brigata fnrono fatte attorno l'r. Eylau ove già si trovava cambiando gli accantonamenti; ad essa fur·ono assegnali tre squadroni (3° coralzieri, . 1· dragoni, ·12" ulani) col comando del reggimento mist.;>, 5 batterie (IIl e IV br igala del '1o reggimento arti glieria) e 'l compagnia pionieri (&.• (il Per esegu ire cotesti movimenti basta una r.arta qualunque; ottima quella ~riness~ ad un orario delle ferrovie. Non fu possibile sostituire alla noiosa cnumera~wn e d1 date c di paesi una tabella di march che indicasse a colpo d'occhio le differenze frai vari reparti di tutti c due i coq>i d'armata sia per il difetto di alcuni dati quanto per 1a tiifllcollà di sua composizione topograftca in ristretto spazio.
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del 'l o battaglio n~) con un ca rro stmmenti. La 2• brigata, taggi unto il 2g Lotzen per via ordinaria, e ' il 24 Barteostein per ferrovia, fu accantonata attorno questa borgata e attorno Landsberg; le furono assegnati t due rimanenti squadroni del reggimento misto ( 11 o dragoni, go ulani), 6 balleria (l e TI brigata del 1 e artiglieria) e 2 compagnie pionieri ('l ' e 2• del ·l 0 ) con tin carro ~ trumenti ognuna. Le manoHe di queste d11e brigate (P divisione di fanterir~) durarono in totale 5 giorni , dal 'E5 al 29 agosto, co n tre giorni di manovra effettiva; la ,1• brigata tenne agli avamposti per due notti (27- 28-29) 2 1/ 2 battaglioni e 1 '/,squadroni ; la 2a brfrrata collocò avampo:.ti per una notte soltanto (27 ·28) . ado perandovi 2 battagli oni e a;t sqnadroni quando essa ebbe accantonamenti ristr·etti. Nel 29 la P brigata spostò i suoi accanto namenti quale inizio per le manovre di divisione . Le manovre della •1 a divisione, formatasi con le truppe ora state indicate 1• e 2" brigata, ebbero luogo il 30, 31 agosto e 1° settembre, movendo la 1• brigata da Pr. Eylau, la 2• da Bartenstein e Laiidsberg verso tramontana. Ne lle due notti interposte' tutte le truppe accamparono e ciascuna notte furono collocati 4 battaglioni e 2· squadron i in avamposti, metà per p3t'te; la l"· bri o<•ata racrcriunse i din to rni di Wittenberav il 31 agosto e Ko"~ nigsLerg il •1 o settembre per via ordinaria, 'riprendendovi i qu:trtieri già· avuti dentro la città; la 6• brigata fu trasportata lo stesso giorno a KonigsLerg in ferrovia e fu accantonata lontano dalla città, nei villacr(Ji sulla linea dei forti ed esternamente a questa. Durante "" e le manovre nel terreno considerato i viveri furono gli esercizi prelevati dal commissariato:in cinque punti con Pr. Eylau al centro: verso tramontana a chilometri 2-i· Wittenberg, verso levan te a ':l1ilometri 'l o Domnau, verso scirocco a chilometri 20 Bartenstein e verso libeccio a chilometri 1O Landsbe·rg. Le manovre della 2• divisione di fanteria si svolser-o su quell'alli piano a settentrione di Konigsberg, limitato dal mare e dalla via na,·igabile formata dal Pregel inferiore-e Jal Deime fra il .lt'risches o il Kurisches-Haff, chiamato Samland. Le manovre -di brigata ful'ono eseguite dal 2i al 29, partendo da ii e raa(Jiunrrendo Crans-I.aptau a nord della città per K nirrsbercr n nl"J n vie se parate disposte ad arco; per la 3" brigata verso ponente, per ~
l)
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LE GRANDI IUNOVRB TBDKSCBR NELL'AUTUNNO
1894
la 4• verso levante. Alla 3• brigata {4.• e -i-5" reggimento fanteria) fu~ono asseguati 2 squadroni (•l o• dragoni ), 6 batterie {Il e IV brtg~·t a ~el16• a~tig.licria) e 2 ~ompagnie (1• e 2") del18• pionieri. Fra 1 ~et battagltont della bt·tgata, ebbe a percorTere il mnssimocammmo di traslocazione il II del 45• reggimento fanteria: appena ulti~ata l'i.s~e.zione del comandnnte generale falla quale chiusa deglt esercnt 11 22 agosto marciò su Fuchsberg ch ilometri 18 per accantonare nei dintorni; il 23 riposava; il 24 si recò ad accantonare attorno Polennen chilometri 25; il 25 ritornò indietro per accanto nare sulla linen Perlefni cken Drebnau chilometri 18· con le marcie del 'j7 e del 28 raggiunse ~l i accantonamenti fra Neukuren e ~nssnu .s ulle sponde del llal tico, all'estremo di ma estro di tutla la zona occupata. Gli altri du e ua ttaglioni dello stesso re•wimeoto stati tra sportati il 24 pet· ferrovia a Polen nen, percors~;o sola~ m ~nt~ ch ilometri 26 nei giorni 25, 27 e .28, non contati i giri richtestt dalla manovt·a, per recar.si nell'acca ntonamento sulla costa d'iniz!o ali~ mat~ovre di divisione. Il 4• reggimento fanteria percorse per Vta oramarta una lunghezza intermedia alfe due citate. Alla i• brigata (3° e 4.:-J• fanteria) furono assegnati i rimanenti 3 sqr1adroni ('10° dr·agoni). 6 batterie {1 c III briaata del 16• artiglieria) e 1 compagnia (i") del 18• pionieri . Il ;3o reggimento fu trasportato il 24 settembre in ferrovia a Nautzen chilometri 34. (c~ilom et~·i 29 per via ordinaria) e percorse nei giorni 'Z7 e 28 c?tlometn 22_ non contati i giri richiesti òalla manovra per raggiungere !a dtslocazione d'inizi o per· le manovre di divisione. Il 3• reggimento fanteria compi il giro per via ordi.oaria: il oiorno 25 chilometri 19, il 27 chilometri ~10 e il28 chilornetri 17. . Entr~mbe le brigate ma.novrar•mo a partiti cuntr·appos ti il 27 e ti 28; rtposarono il 26 (domenica) e il 29; collocar.ono avamposli nella notte 27·28 mentre le truppe erano raccolte in accanionamenti ristretti; nelle altre nolli ft·nirouo di accantonamenti assai larghi. Le manovre della ~a divi sione occuparono il 30, 3·1 agosto .e il 1o se~ternbre, si svolsero d•tgli accantonamenti attor·no Crans Laptau ntornanòo verso Konigsherg per vie dirette. In entram,be Je notti tu tte le truppe accamparono (Bivak) e furono collor.ati avamposti : dal 30 al 31 per un totale fra i due pa rtiti contrapposti di l'.)
LE ORANDl J!ANOVRE TEDESCHE NELL' AUTUI'NO
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b!lllaglione 3 c squadroni 2 '/ ., nella notle dal 3 1 al ·l· battaglione 4 e squadroni 2 '/ •. I11• settembre tutte le truppe raggiunsero per via ordinaria Konigsberg; la t\." brigata vi occupò le caserme e la :1• gli accantonamenti in città già avuti prima per le esercitazi oni di brigata. Durante tutte le manovre nel Samfand le trnppe prel evarono viveri e foraggi in ~.e tte punti stati preparati da l . commissariato. Cinque fra essi disposti ai ver1ici di un pentagono. Konigsberg, chilome.t.ri 21, Drugehnen, chilometri 10, Pobethen, chilometri •15, Laptau chilometri 26, Kuikeim, chi lometri 20, Konigsbcrg - servirono per la ma~gior parte delle truppe; gli altri due posti esternamente al pentagono - Labi an chilometri 45 a greco levante di Konigsberg e Fischhausen chilometri 34 (fer·rovia) a ponente della stessa città, servirono sol tanto per piccoli r iparti, sta ti mag~ iori, armi a cava llo , ecc. • Sulle speciali esercitazioni della divisione di cavalleria A i giornali fecero conoscere che essa si trovò accantonata, muovendo dalle gnarnigioni a tappe, verso il 7 agosto attorno a OrLeh;burg; ivi attese per 3 giorni a un compl1\mento di esercizi di reggimento, per 3 giorni a esercizi di bri gala e per 6 ad esercizi di divisi01ie; lasciato Ortclshnrg il 22- 23 agosto entrò fra il 1° e il 2 settembre negli accantonamenti disposti in largo giro attorrw Konigsberg. Il reggimento che fra tu LLi ebhe il maggior numer·o di tappe fu il ,, . ulani, di stanza a Militisch e Ostrowo nel territorio del V corpo: partitone il 9 luglio vi rientrò il H ouobre, ebbe cioè 98 giorni di campagna. I quarti ballaglioni, rimasti alla sede, raggiunsero per ferrovia nel •l" settembre i rispettivi reggimenti , talchè alla sera di questo lo(iorno l'intero I corpo e quasi tutta la divisione di cavalleria A si trovarono concentrati in e attorno Konigsberg. Nel 2 selternhre, prime ore del mattino , fu falla una prova generale di ~ch!e ramento per le vie dè!la città quale doveva accadere il giorno 4; il mattino del 3 fu impiegalo per una prova generale della rivista , Vorparade, con relativi due sfil amenti in parata sulla piazza d'armi di Derau, a greco di Konigsberg; Sua Maeslà giunse a Kjinigsberg IJel mattino del 4 e al suo ingresso in cillà sussegui 1111 mediaLamente l' inaugurazione della statua di fiuglielmo I ai 1
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LE GRANDI KANOVR.E TEDESCHE NELL' A UTONNO
1894 · J,B GRANDI MANOVRE TEDESCHE NELL'AUTUNNO
piedi dello storico castello, coi furono fatte sfilare in parata le truppe intervenute al ricevimento. All a grande rivista del i.> settembre presero parte: 32 di fanteria. cacciatori . b:1ttaglioni 37 2 artiglieria a piedi. 2 pionieri. ,;quadroni 3i) ~-=>· z ~ 23 montate. batterie 2 a cavallo. t:omp. treno :J con 3n cn rri. Il primo s(ilam ento in parala durò 9:1 minuti, il secondo 4.1) . . Meno i du e battaglioni d'artiglieria a piedi. 1 compagnia pio nieri e qual~he riparto del treno, tulle le altre truppe presero parte alle grand i manovre. Xli corpo d'armata. - Non solo gli esercizi di re~gimeoto ma an che quelli di brigata furono eseguiti pres,;o questo corpo rimanenòo le truppe, per massima parte, nelle .loro guarnig-ioni: occorse soltanto di richiamare alla sede dei reggimenti due battaglioni distaccati e il 18° reggimento fanteria da Osterode a Deutsch-Eylan sede della brigata. Il terreno fu la piazza ù'at·mi e adiacenze di <Traudeoz (G9• brigata H 0 e u .1• reggimentO). di Thorn (70• brigata 2'1• e 61 o reggi mento), di Danzica (71 • brigata 5" c 128° reggimento) e di Deutsch-Eylau (72• brigata 18° e uo reggimento). A Graudenz gli esercizi di reggimento durarono dal10 al 18 agosto, 4 giorni per reggimento, 5 per l'nltro, cui susseg uirono 7 giorni , dal 20 al 25~ di eser~izi di brigata. A Thorn gli esercizi di re•mimeulo ~" . furono falli co ntemporaneamente dai doe reggiru enli per G giorni , dal 13 al 18, c quelli di brigata per 6
(l) 11 Fe.laclielulardung 1894 n. 419 p•·escril'e che s i Cacciano 3 giorni (l'esercizi Ili brigata c 6 di esercizi di Ili visione, n on con Lati i giorni di riposo; i quali rlevono essere preceduti da 40 g iorni di esercizi di. rcggimAnto oppum da 3 soltanto q~alora fossero gji\ stati escglliti &scrcizi di reggimento nella primavera. Sem bra perr.10 che la divi~ione di cavalleria B avril atteso presso Marienwerder :U soli esercizi di hrigata e (li d ivisiouc mentre la divis ione A ehhc alcuni giorni (lresso Ortelshurg per eseguire eser cilli di •·eggimento.
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giorni, dal 20 al 25 agosto, nella stessa settimana degli esercizi di brigata a Graudenz. Il 27 agosto la brigata di Graudenz fu trasportata per ferrovia a Snalfeld , quella di Thorn con lo stesso mezzo a Rosenberg, attorno le quali localitil ebbero luogo dal 28 al 31, r icevuti i complementi delle altre armi, le man(lvre di brigata. Le due brigate concentrate a Danzica e <L Deutsch- Eylau (36' divisi one fanteria) si esercitarono solamente per reggimenti dal 41 al 24 agosto, ciascnno per metà dei 4_4 giorni concessi. H 25 quella di Danzica raggiunse per ferrovia Pr. Stargard, l'altra Shum, ov'eLbero luogo le manovre di brigaLa e il 1• settembre furono entrambe trasportate per ferrovia ad Elbing chilometri 72 e chilometri 43 . Le manovre della 35" divisione di fanteria furono falle dal 1" al 3 settembre fra Saa!feld o Rosenherg ove le brigate 6U" e 70' si trovavano. La 36' fece il 3 settembre una manovra contro nemico segnato a levante di Elbing, fra Spittelhof Serpien e Dameran sul . terreno ove poi fu fatta la manovra del giorno 8 contro nemico segnato . I quarli battaglioni raggiunsero i propri re~gimenti presso Elbing il r settembre e però essi poterono prender parte a qualche manovra precedente la rivista. Sulle esercitazioni ilella divisione di cavallet•ia B i dati sono mollo incompleti. F.ssa si trovò ri unita dal '19 al 3·1 agosto presso Marienwerder, chilometri oU a libeccio di Elhing, dove si trovarono pure dal 24 al 3 l le batterie a ca vallo e il distaccamento pionieri necessari alla sua costituzione. Si esercitò sul eampo adoperato da lungo tempo dalla cavallet·ia del I corpo prima che venisse creato il XYll posto fra Marienwerder e Riesonburg. TI 1" settembre cominciò a marciare verso Elbing ove la mag~ior parte degli squadroni giunse il 4 e il resto il 5. All'alba del 5 il comandante generale del XYJI cot·po chiarna.lo improvvisamente a racr.olta tullo il cot·po fece eseguire una manovra a divisioni contrapposte nel gii1 accennato terreno ad oriente di Elbing, o dopo la manovra fu fatta la prova generale dolla grande rivista con doppio sfi lamento in parata nel campo 11 1nezzo"iorno della stazione fenoviarìa . di Elbiog; si ri<>ntrò o llj.(li ac•:antonamenti fra le H e le 15. Il giorno 6 fu di complnto riposo.
LE GRANDI •ANOVIlE T&DE8CHB NSLL'AUTUNNO
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LE GRANDI IIANOVRE TJ:D'BBCHE NELL'AUTUNNO
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Alla rivista del giorno 7 passata dall'imperatore furono presenti:
32 di fanler!a. . ~ cacciatori. . •l s~uol_a ~ollufficiali di Marienwerder. 1 p10nten .
battaglio n i
35
squadroni
35
batLerie
25 (
1 ~
23 montate. 2 n cavallo .
cornp. tt·eno 3 con 3~ carri. . . . . 11 primo sfìlamento in parata durò 88 mtnu~t , ti secondo (t.:J. Tutte queste truppe presero parte alle ~randt manovre, ~:n~ 1~ due compa~nie più giovani · del baua~lt~~e sc~ola sottufTictal tr f orza. _ La forza con In quale le untta lasctarono le guarni gioni fu a un dipresso questa:
1-·-
U!flciali
Battaglione di fanteria . id.
cacciatori.
Squadron e Batteria ~ su G pezzi monta ta su 4 pezzi
.. l ..
'l' rut•P"
CavAlli
\
.."'·-,
..!., ·-
16
59~
7
20
633
8
4
120
4
iOO
62 ;);:: ~ 130
90
46 ~~l<
4
c.-.; "'"'
==~
!·~' a..=f l
È Jrescritlo che la forza per i battaglioni di fanteria in ma-: oovrt! sia qttella organica di. pace, per gli squadroni quella de t_ . · · · de11e rtmon · te del 1o anno cavalli in organico dtmmuttt .. e. dt tluegli altri cavalli supposti incapaci alle fatiche (Schonunsbed~~rfttg), per l'artiglieria da campagna quella . occorrente per t~amar ~ e . . e il numero di vetture trainate contemplate dali organtco l>ernr · · far bella di pace. L'artiglieria quindi non ha nessun margtne per . . . . mostra alle' mano\'re. La fanter-ia è ·quella che ne ha d •_ p tu · tu !.ti i congedati dell'anno prima (del te~zo an~o) sono a_ dts posizione dei reggimenti per completare t vuotr eventualt e Per
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costituire i drappelli .da lasciare nelle guarnigioni durante l'assenza del reggimento; eventualmente può trarre aiuto per questo servizio dalle classi anziane in congedo illimitato (Resene) o di milizia mobile (Landwehr di 1° bando) che fossero alle bandiere. Tutte l ~ armi ricevono aiuti dagli ufficiali di complemento e di mil izja mobile, dagli as piranti ufficiali di queste categorie, d:1 aspiranti a facente funzion e di ufficiali; anc he i comandi di corpG d'armata frui scono rli con simi le larghezza pot(lndo trarre dal congedo specialisti, panattieri, macellai , aiutanti d'ospedale, as.piranti pagatt•ri, ecc. per provvedere ad alcuni servizi di manovra senza chiedere per!\onale ai r·eggimenti e tanto meno implorare pel tramite del ministeno della guerra soccQrso da i corpi d'ar mata che non hanno manovre imperiali. l richiamati di fanteria del terzo anno devono giun.gere ai corpi in modo da poter fruire per sei giorni (una settimana) di .un r infresco d'istruzione prima degli esercizi di reggimento: presso il 59° reggimento fanteria ad esempio rimasero alle bandiere .54. giorn i e presso la 70a brigata solamente 39. Per portare i ·quarti battaglioni , rla due comp~gn i e con orgu-nico inferiore a quatl·ro compagnie di organico identico a quelle degli nl tri battaglioni il ministero della gnerra prescrive« Norme per l'istruzione delle classi in congedo nell'anno 1894. , che il l e il XVII corpo richiamassero ognuno :l24.0 uomi ni compreso '/ ,. di sottufficiali dalla 1·iserva (classi in congedo ill imitato), pùssihilmenle dalle classi piu anzi;me, per . 20 giomi compreso il giorno della pre.~entazionc e tjuello del congedo (1 ). Questi uotutnt si presentarono presso entrambi i corpi d'armata il 25 U).(osto, auesero nella prima settimana (27 agosto 1 ~ellembre) (t) Bestin1mungm fur die Uebungen des Bt llrlaublen Slande& im b'latsjahr e 1894-95, nllognto al Arrrut-Verordn ung$-Bia!t del t 89l . L'uomo in congedo illimita to (Relrrvi.•t) ò obbligato per leggo a intervenire a lluc esercitazioni ciascuna della durata massima •Il 8 settimane;'>bbligo che nelle circostanzo ordinarie vien sem t>re diminuito, come tllcono gli esempi sopracitati, per proporzionarlo ai fond i dis ponibili e poco Importa ~h o uomini della stessa classe vengano r ichiamati in diversi anni e con differente llu· rftl11. o cbe non vengano richiamati affatto, purché il richiamo venga fatto dalle autotll militari, scendoodo sino al cpmandante .tel distretto, con relativa giustizia dislrihutlva. Le prescrizioni ricordate nella no1.1 t ) a pag. 6i4 delle • Gmndi mano!We lednche IH 0.9 »non ha nno variato dopo n·t • otto~re UÌ93 data d' introduzione del servizio bienlll&le, né rlopo le nuove edizioni Feldienslordnung 1894, lVehr- 1/etrordnung 18ll4,
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LE GRANDI MANOVRE TICD.I!.SCDE NELL'AUTUNNO
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ad esercizi di compagnia e di battaglione, possibilmente dovevano tirare al bersaglio, il1 ° settembre fusi nei quarti battaglioni furono inviati ai reggimenti con i quali presero parte -rtlle grandi riviste alle grandi manovre alcuni anche a manovre preliminari come fu detto, per essere congedati il ·13 settembre. Il ministero lasciò facoltil ai comandanti del I e del XVII corpi di costituire i quarti uaLLaglioni forma ndo due nuove compagnie tolle di riservisti , oppure di ripartire i soldati delle 13a· e u• com• pagnia permanenti nelle quattro nuove compagnie. Nei corpi d'armata sen za manovre imperiali il numero di cotesti riservisti richiamati per 20 giorni fu soltanto di 1620. metà cioè del numero richiamato 'presso il [ e il XVll; vi costituirono soltanto 4 quarti baunglioni ad organico completo di pace per le manovre, mentre gli altri 4 quarti battaglioni con le 2 compagnie ridolte permanenti rimasero in gurnigione. La stampa notò con meraviglia che la stessa distanza si~ stata seguita anche pet· riservisti d' Alsazia-Lorena ri~; hiamandoli quest'anno per la prima volta ad ingrossare quarti battaglioni di presidio ne li (l loro prov.incie (i 43" reggimento), mentre è noto che sinot·a le reclute d'Alsazia e Lo- . rena venivano inviate a reg~ imen ti non dei corpi d'armata di Strasburgo (XV) e Metz (XVI) , nei quali venivano poi richiamate sia per le esercitazioni del congedo illimitato quanto per la mobilit.azionc. Non è da ritenersi che l'esperimento fatto nelle provincie annesse indichi un repentino cambiamento di modi stati in vigore per quasi 25 a nn i : l'arte sta nell'allentare le redini poco per volta e sopratulto a tempo. Le due masse che dovevano man oHare l ' un~ contro l'altra rimasero costituite come mostrano i dlle specchi seguenti:
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LE GRANDI MANOVRE TKDESCHB
LE GRANDI • •Ui'OVBB TBDSSOHE NBLL' AUTU·lfli'O
NBLL'A~TUNNO 1894 Ordinè di manovra del
1894
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Comandante : lo{enerale Capo di s tato maggiore :
======================= ======~==~=== '~~=====~--~==~~-==~======================·· 1 Ratta. • glioui
R I P A IIT I
l
Sqoa droni-
•· . l l>czzl· 'Compa.,..ltcrlf' ,"'lite
- - - - ----;-- - -- - - - - 1- -,,.
t• Divisione di fa nteria Tene nte general e v. Petersdorff
• 2
i• 1°
- -- - - - ·- - - - --
1
1° reggimento fan teria . 41° id. . . . . 1° battaglione cacciatori . 1 3!'!0 r eggi mento fan teria l f>9° id. . . . . Reg~. cavall••r ia misto reggi mento a1·tiglie r-ia . battaglione piouie ri . .
! 4
grana tieri 1
l l
fuciliel'i K
4~
8
44
uno squarl1·one dai cinque reg..,.imenti 0 I, II e ~V b rigata con sezwne da ponte divisionale 4
-~---.--
Di v i ~ i o n e
~o
di fa nteria
irl . •
'
.
l
grana tier i -
:\li
l e J I brigala con sezione da ponte divisionald
_
Dioisio11e di r.avalleria A Maggior :senerale Y. Naso
B
c
1a brigata di pace
25
- -~-
Il
dP.l V corpo 2' brigala di pace col 10• dragoni
5 4 4 4
8° ulani ·. 11" dragoni 12o ulaui . bl'ig11 ta a cava llo . dis lacc. piDni er i .
. ·l
___ !'
l
--·--~
:\O COI'azzieri 1° dragon i ·Jo ulani .
Tolale del Jo corpo d'armata
_ __ _ __
III brigata del 1'; III e IV briga ta del Hi' ·
Arti g lieria s u'ppletiva: sezione teleg ra fica, ~azione aeron a uti
A
--
l
·l !'l0 id . . 10o dragoui . . . . . . 1fìo r rw! irnento artigl ieri a 18o batta glion e pionie1'i
Tene nte gener ale v. Langenbeck
-
: . -
g ranatieri
4' reggi mento ft~nteri a 45" ici. . . • 2•
ANl\)0 ., T A Z l O N I
"
33
35
:17a brigala di pace
del 1• r eggime nto artig lieria 16
- - -
148
l
8
- - --------
194
LE .GRANDI IIAN6VBB T.Ì:DBSCBB NELL'AUTUNNO
1894
LE GRANDI MANOVRE TBDRSCRE NEJ,L' AUTUNNO
di fanteria Lentze
Comandante : generale
Y.
Capo di sluto maggiore : colonnello
,;: : = = ======. ----------------------------~~====~~====~====~ Batta- l Sqna· glioni droni - 1- · 35a Division e di fanter ia
• ~
l
10 •
141°
l
id. 2\0 id. s t~ id. 2o battaglione cacciatori.
re~gi•ncn to
T en ente genet·ale
--
-
mis to
,,
71
128° 1 ~0
~
Tenen te f!enerale Hllnisch
4
- ~2
l
16 .;,
A
Divisione di cavalleria B
4
4
Mag gior ~~:enerale conte v. Wartensleben
()
5
~
1-
-
-
-
-
36
-36- -
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-
2
2
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-
-
1.1
Il
-
-
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III e l V brigata dei
l
-
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- 12- -- -
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4 :13 -
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I e Il brigata
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35
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I e II brigata eon sezione telegr. di divisione
2
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~ l =- • Totale del XVII corpo d'armata
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'l" u!;sari Ì 2° ussari C 1 3°. dragoni ~ 12o d ragoni bri gata arti gl ieria a cavallo di· s taccamento pioneri _ B
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Arti glieria 8Upplet.iva sezionP- aeronauti 5° COr'fiZZieri 4o nlani
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5° regg. fanteria
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id. id. id. 72' 44° soH'ufliciali Scuola ~ 5° ussari 3fio rc!!'gimento artiglieria 2o batta glione pioneri
36a Dìvisionr. dì fanteria.
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2° batlA )!lione pio neri 17
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ANNOTAZIONI
Il
r
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Com-
pagnie
- --:36 --
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3
35o reg gime nto artiglieria
Boi e
Rotenllerg - Grutzczyntkl
llltterle Per.zi
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4 4
!ftn regg . fanteria
19i
XVII corpo G.armata
Ordine di manovra del
69
1894
~
r~gg. artigl. da campagna 35o e 36o.
35' brigata di pace
del V corpo 4• brigata di
pa~e
del II
co ~po
. del 35• r eggimento artiglieria.
AftNO XL.
196
LE GRANDI llANOYRE TBDKSOBE NELL' AUTUNNO
1894
Le divisioni di manovra ebbero per la prima volta 16-17 battaglioni, quanti, dando retla alle notizie pubblicate già da parecchi anni da fonti autorevoli~ ne avranno in guerra; ebbero un reggimento di cavalleria per ciascuna (1 ), benchè in guerra esso non conterit 5 squadroni sibbene 4 quale norma e anr)le 3 quale eccezione, donde l'abitudine nelle manovre di togliere squadroni di qua e di là per costituirne reggimenti misti. Alle divisioni di manovra furono sempre assegnate le l e Il brigate di batterie del dipendente reggimento d'artiglieria di pace mentre le III brigate costituite in reggimento temporaneo furono sempre assegnate all'artiglieria suppletiva ; le IV brigate furono invece assegnate in un caso all'arti glieria suppletiva, in un altro ripartite fra questa e una delle divisioni: si può supporre che il comandante del l corpo intendesse serbare la 1• divisione per i colpi decisivi. E noto che da coteste IV brigate, le quali in pace non hanno lo stesso numero di batterie, e dalle brigate di batterie a cavallo assegnate ad alcuni reggimenti, si devono ricavare in guerra l'artiglieria per-le divisioni di cavalleria (come fu fallo nelle manovre) l'artiglieria per portare a 20 il numero di batterie per ogni corpo e ricavare i quadri effettivi per. le brigate di batterie da assegnare alle divisioni di milizia mobile. La ripartizione dell'artiglieria nei corpi d'armata di manovra si deve adunque riguardare quale immagine della mobilitazione per quanto riflette le l, Il, lll brigate montate (2} e le briga te a cavallo; più q~ale circostanza, di manovra per quanto riflette lo IV bri(l) Felàditnsi-Ortlrlung 1894 n ••10. - L'e;ercilo di campagna si compone di armate, le armate di corpi d'armata, divisioni di cavalleria e divisioni di riserva (mili?ia mobile). Un corpo d·armata i i compon~ per massima di due divisioni di fanteria, ctell'.;rtiglieria supplettiva, delle colonne munizioni, dei traini e di una sezione te\egra fica suppletiva; il battaglione cacciatori forma parte di una brigata di fanteria, la sezione telegrafica di divisione vien data ad una sola divisione. Una divisione di fan teria si compone di due brigate di fanteria, di un reggimento di cavalleria (DividonsKavallerie), di un r eggimento d'artiglieria da campagna (Dividons-Artillerie), di una o llue compagnie pioQieri, di una sezione da ponte divisionale e di una sezione di sa• nitil. Una divisione di cavalleria si compone eon brigate di c;avalleria, di artiglieria a cavallo e di un distaccamento pionieri. Una divisfone di rise~va si compone in generale come una divisione di fanteria. · (i) Non tardera molto a manifestarsi il desiderio di avere in pace tre reggimenti da campagOI\ PJ!r ogni corpo d'armata, la spesa immediata occorrente per formare in modo permanente il reggimento suppletivo si ridurrebbe a quella delle caserme, &alvo quelle altre rlerivanti da successivi desideri.
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gate montate; da allribuirsi ad esigenze di mobilitazione i + ?ezzi attaccati posseduti in più dal I co1·po quantunque sia uguale 11 numero di batterie di pace dei due corpi d'armata. Anche le compagnie pionieri possedute in pace dai due corp 1 d'armata sono esuberanti alla formazione di pionieri che avranno in guerra, tuttavia tutte e tre i battaglioni intervenn~ro alle graòdi manovre combattendo talora quale fanteria. Le compagnie t\ 2... e .t• dei due battaglioni 1° e '18° presero parte come fu detto alle ~an~vre di ~rigata e di divisione; le dne 3" compagnie rimasero 10 l\.onigsberg a costruire un ponte sul Pregel a :nonte della città, necessario per i movimen ti precedenti e susseguenti alla rivista . Durante le grandi manovre i!' i • battaglione assegnato alla 1" di visione di fanleria ebbe la 1• compagnia quali zappatori, la 2" incaricata di costt.'uire e di guardare due ponti sul Passarge alle spalle del I corpo, la 3" ebbe la sezione da ponte della divi sione, la 4.. una sezione telegrafica a disposizione del capo di stato maggiore dell'esercito. Analogamente le~·, 2a e .t• del 18" battaglione che avevano parte_cipato alle manovre di hrigata e di division e •·imaserp durante le grandi manovre quali zappatori p~e~~o la 2" divisione di fanteria e la sezione da ponte di questa diVIsiOne fu data alla 3• compagnia .. Ogni compagnia zappatori obbe un carro strumenti. Ogni sezione da ponte divi sionale consisteva in ùue cart·i da barca e ·1 carro da cavalletto (in guerra 14- carri). Per le grandi manovre del XVII corpo furo no assegnate ta 1• e 2• compagnia del 2° battaglione pionieri alla 35" divisione con una sezione telegrafica di divisione; la 3' e 4• compag~ia dello stosso bauaglione alla 36• divisione ma senza sezione teleuraficanon ci fu · un metro di ponte al seguito del corpo d'ar~ata. s~ no può concludere avere entrambi i corpi manovranti lasciati a 1mso. le impedimenta delle quali si sapeva di non aver bisogno. l due di staccamenti pionieri su carri per le due divisioni di cavnlleria, furono pure tratti dagli indicati ·battaglioni. l.c due sezioni aeronauti, una per corpo d'armata (1.), furono d'armata tedeschi manov~ano contrapposti enneii'Annover, nel t89t in Baviera, nel 1893 in Louno solo dei due corpi ne era for nito.
(f ) l'or la Prima volta doe corpi IIAmlil muniti di aerostato; nel t889 1111111
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allestite a Berlino sede di qu6gli .;pecialisti, adoperando personale in parte permanente e in parte richiamato dalla riserva; per l'anno 1894 gli aeronauti che hanno un organico di 150 uomini circa potevano richiamare dal congedo 100 uomini della propri a riserva e 60 di uomini di alh·e riserve già istruiti nel ser· vizio, tutti e 160 per 20 giorni . La forza di una delle sezioni manovranti come fu indicata in un giornale sarebbe di ufftciali 5, trQ.ppa 92, carri 15 dei quali soltanto la metiL circa . (primo spezzato}, è necessaria per faro un'ascensione, fu fatta spesso marciare coll'avanguardia . ;l I carri attrezzi da zappntori , da ponte e parte di quelli degli aeronauti erano trainati da pariglie del treno, tutto il resto del carreggio occorrente meno i carri delle armi a cavallo trainati dai Kri.imper fu affi ttato o requisito. I distaccamenti forniti da battaglioni treno costituirono quindi una forza ben picco!a. Le due divisioni di cavalleria A e B furono ognuna composte com'è abitudine di molti anni con tre brigate (6 reggimenti) 2 batterie a cavallo e 1 distaccamento pionieri benché il FelddienstO,·dnlLn[J lasci indeterminato il numéro delle br~gate . necessario per comporle, for3e pet• prevedere il easo eccezionale di una divisione di Javalleria mobilitata su due brigate. Il numem degli squadroni nella divisione di manovra fu superiore a quello che avri• in guert'a, 24; il numero totale dei cavalli sartL in guerra sensibilmente ·s~periore. La forza ini ziale delle grandi unità di manovra si può congetturare sulla base dei particolari stati esposti e su1 seguenti numeri su quelli calcolati. Uffi<l•li
1" divisione di fanteria 2"
id.
.
id.
Divisione di cavalleria A Totale del I cor po . . E s'clus~ ~~l
computo· tutti i traini di reqmsizwne.
.
l,;,,,
Cavalli compresi que~li degli uftlcialt
1.00
12,300.
~70
11,600
1,300
125
3,300
3,650
28,300
7,100
-960-
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Infine non è senza interesse rammentare quali furono le alte cariche dell'esercito che presero parte qu.ali spettatori e spesso quali attori alle grandi manovre. Il comandante del quartier generale dell'imperatore (tenente generale) adoperato a comandare il nemico segnato contrapposto ai corpi d'armata. li capo del gabinetto milita1·e (generale di fanteria) con quattro ufficiali superiori del gabinetlo, rappresentante l'amministrazione disciplinare degli ufficiali. Il ministro della guerra (generale di fanteria) con i tre direttori generali più importanti del ministero (segretarfo generale, ~rdi namento*), servizi amministrativi*) e il capo della divisione Eserci~ (mobilitazione) cioè i capi dell'ordinamento e dell'amministrazione in pace e in guerr<1 dell'esercito. Il capo di stato maggiore dell'esercito (generale di cavalleria), con il capo dell' urtìcio Germania (manovre e radunata) quale diret· tore delle oper~ioni sia di manovra che di guerra. L' ispetto•·egenerale dell'at'tiglieria da. fortezza*) e quello degli ingegneri e pionieri, quali comandanti di dette armi. L'ispettore generale dell'artiglieria da campagna, un ispettot'e della cavalleria•). L'ispettore dei cacciatori quali ispetto1·i tecnici delle rispettive ~rm i. Il comandante della divisione di cavalleria delltl Guardia*), l'unica ~he esista formata in pace. Quattro*) generali del grande stato maggiore (Oberquartiermeiste?') destinati in guerra quali capi di stato maggiore o sottocapi alle armate. Glì . addetti militari prussiani non trattenuti all'estero da contemporanee manovre degl i eserciti presso i quali sono accreditati ecc. Gli uflìciali generali controdistinti da*) più due altri , in totale ~ ~ generali furono adoperati quali giudici di campo,· avendo ognuno a disposizione almeno due ufficiali, in gran pa,·te ufficiali superiori di stato maggiore. Parecchie fra le. più alte di coteste cariche dovevano a tenore di regolamento, intervenire alle grandi manovr·e. E però a que-
1,400 11 (t ) Anche gli ntllciall dell'artiglieria a piedi devono conoscere il modo di manovrare dolle armi principali per essere in grado di farvi cooperare nel caso vero Ia.sp.. clalità cui appartengono. E p rescrit~ che ogni reggimento d'artiglieria a piedi Invii ogni anno t utllciale superiore e t capitani alle manovre di brigata e di divisione e cbc umciali gell6rali ispettori eventualmente ·coi loro stati maggiori pus!IDno puro pren•lore parte.
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sta si collega in via normale un simulacro di mobilitazione di tutte le autorità nessuna eccettuata cui spetta l'ordinamento e ' l'amministrazione dell'esercito in pace, la sua preparazione immediata alla guerra, la condotta delle future operazioni ed i confronti con gli eserciti stranieri, alleati od avversari che sieno. Dalla spesa fatta per le grandi manovre si trae in tal modo la massima efficacia perchè si olTre occasione non solo alle truppe ma benanco a quei capi costretti al tavolino per la maggiot· parte dell'anno di far valere le loro doti sul campo.
Manovre di corpo d'armata contro nemico segnalo. TI merito · didattico ed economico di questo genere di manovra, uià da tempo sanzionato dal regolamento per le esercitazioni di autunno delle divisioni, aveva condotto ad estenderlo in occasione delle manovre imperiali anche ai corpi d'armata. In tutte le manovre imperiali dal •1880 al 1889 furono fatte manovre di corpo d'armata contro nemico segnato; nel ·1890 anche una manovra di armata contro nemico segnato . Senonchè col crescere delle forze segnate senza crescere gli effettivi disponibili crebbero anche, in modo da soverchiare l'utile dell'esercizio, l'incertezza della condotta, l'inverosimiglianza degli alli, i falsi apprezzamenti di coloro eh~ dovevano imparare; e però alla manovra di corpo d'armata contro nemico segnalo era stata sostituita nelle manovre imperiali del 4891 e del '1893, con pl auso generale, !lna manovra di divisioni contrapposte. Ma con la recente creazione dei quuti battaglioni da portarsi all'effettivo normale durante le manovre, con l'aumento delle batterie in ogni corpo d'armata, spari l'inconveniente della poca troppa disponibile e fu ripristinato tal genere di manovra nelle manovre imperiali, contrapponendo a. un intero C?rpo d'armata con reggimenti su tre battaglioni una divisione di fanteria abba· stanza consistente pel numero dei soldati , completata da un grosso riparto di cavalleria totalmente rappresentato.
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Giornata del 6 settembre. - Per la manovt'a del I corpo d'armata contro nemico segnato fu supposto che « un'armata di mezzogiorno muovesse contro la fortezza di Kon igsberg (4). » Partito di tramontana, rappre.~entato . - « Il corpo d'armata giunto il 5 settembre assieme alla divisione di cavalleria A da Labian a Konigsberg viene informato, dai distaccamenti esterni della fortezza, che il nemico forte di 2 corpi d'armata ha collocato nello stesso "iorno avamposti sulla linea Lowenhagen, LichtenfeJde, Tharau,l'l Kobbebude, Brandenburg e che nella ' notte ha lavorato a ri.attare i ponti stati rovinati sul Frisching. Il suo comandante deciso di rompere l'estesa linea nemica puntando su Tharau mentre le truppe del supposto presidio eseguiranno due sortite, una verso Waldburg J~iskeim (a ponente della linea d·i marcia del I corpo) , l'altra verso Schonmohr Borchersdorf (a levante id. id .) - ordinò. J) Ordine del I cm·po. A. G. Kònigsberg in Pr. 6 settembré ore 5.
« 1. (Riprod~zione della situazione). (( 2. T.a 2" divisione di fanteria muovendo alle 8 dall'accampamento pres!io Ponarth marcierà per Neuvarwerk, Altenberg, Gollau so Werosdorf (vedi schizzo al 75 mila pel 6 settembre). L'artiglieria suppletiva muov~rit dal suo accampamento presso Speicherdorf in JDOdo !}a incolo.nnarsi al quadrivio a nord di Altenberg dietro il reggimento di fanteria testa del grosso della divisi·one. La sezione aeronauti destinata a questa colonna rimarrà temporaneamente a' miei ordini .· Un distaccamento sul fianco destro della 2" divisione, movendo per Godrienen e Bergan su LichtenhageÒ , si manterrà collegato con la colonna del presidio in marcia verso Waldburg e .Jaskeim. L'esplorazione ·verrà fatta sul fronte Kobbelbude, mol. di Mahnsfeld , Tharau. . « 3. La ~ • divisione di fanteria muovendo alle 8 ,15 dall'accam(l) La traduzione della situazione generale, delle situazioni particolari assegnate_a oluo partiti contrapposti e quella degli ordini elle ne furono conseguenza è segnata 10 11uesta relazione fra virgolette.
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pamento presso Speichersdorf marcierà per Wiekbòld su Tbarau: esplorazione sul fronte Tbarau, Arweìden, Jesau. « .t. La divisione di cavalleria A, muovendo dal suo accampamento presso Lauth in modo da avere attraversato il ponte d'equipaggio a Neuendorf alle 8, l 5, marcierà per Scelingfeld, Friedrichshof, Braxeinwalde su Friedrikenthal; coprirà il fianco sinistro della 1a divisione; manterrà il collegamento con le truppe del presidio dirette verso SchOnmohr, Borchersdorf; ésplorerà il fronte Lichtenfelde Tharau. « 5. Io cavalcherò all'avanguardia della 2• divisione. « 6. Il grosso bagaglio rimarrà parcato dove ora si trova. « 7. Del primo scaglione dell e imped imenta parcato presso Devan (a greco di Konigsberg) verranno inviati, attraversando la città, in modo da giungere a destinazione alle 9: a Ponarth; 2 colonne munizioni d'artigliet·ia, 1 colonna munizioni di fanteria e 3 ospedali da campo, a disposizione della 2' divisione di fanteria; a ·Miihlendorf, 1 colonna munizioni d'artiglieria, 1 colonna munizioni di fanteria e .3 ospedali da c·.1mpo, a di s-posizione della 1' divisione. Il secondo scaglione delle impedimenta (~l) dovrà raggiungere nelle ore antimeridiane il primo scaglione presso Devan (entrambi cotesti scaglioni sono supposti). • « Jl generale di fanter-ia VON WERDER. •
Partito di mez;rogwrno, segnato. - « L'armata dovendo investire Konigsberg sulla sinistra del Pregel ed avuto il contatto il giorno B con distaccamenti della fortezza sulla linea •.. . (già citata) decide di avanzare la linea dei propri i avamposti nel giorno 6 sino a Steinbeek, Wickbold, Bergao , Heiùe-Walhurg. Tale compito spetta pel tratto dalla stazione di Wickbold a Bergan alla divisione Sud rinforzata (bauaglioni 16, squadroni 9, balleria H)) i di cm
(l) Impcdimenta comprendono il groue Dagage, le Munilions Kolonnerl ed i Trams cioè tutto quel carreggio che può racco~liersi separatamente dalle truppe in marcia o -che combattono. Il K/eine ·nagage c costi tu iLo d<' carri sempre, almeno in guerra, con le truppe.
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avamposti sono sul Frisching fra Tharau e Karplanken. I ponti sul F1·i&ching di Tharau e del molino di Mahnsfold possono nella notte essere ridotti atti al passaggio. »
Ordini della divisione sud. Arnsberg, 5 settembre ore !t.
« 1.. (Ripetizione della situazione). « 2. La di visione proceder·à domani verso Kbnigsberg in due colonne. « 3. ta colonna dì destra (8 1 /~ 6) agli ordini ecc. si raccoglierà (supposto) alle 8,30 contro e a levante di Griinhof; muoverà alle 9 per Tharau e Wernsdorf, lasciando un battaglione in Tharau a presidio del ponte. « ·4-. La colonna di sinistra (8 1/s 9) agli ordini ecc. si raccoglierà ' (supposto) alle 8,30 contro e a set.tentrione di Arnsberg; muoverà alle 9 pel mol. di Mahnsfeld e Mahnsfelù su Gollan. lasciando un battaglione al molino di Mahnsfelò a prP.siòio rle-1 passaggio sul Frisching. « B. La brigata di cavalleria B {8 squadroni) agl1 ordini ecc. (selbstiindige Kavallerie) s.i raccoglierà alle 8,45 contro e a mezzogiorno di Tharau ;' ll'uover~ r.er Wernsdorf e Gollau verso Koni"l> sberg esplorando sul fronte · e suì fianchi e si manterrà in contatto con le fanterie, come pure con le divisioni contigue (supposto). la brigata, rilevati all'alba gli avamposti, riconoscerà i passaggi e i guadi del .F risching sulla linea degli avamposti stessi e me ne farà rapporto alle 9 in Tharau. « 6. Gli avamposti di fanteria (s\lpposti) rilevati all'alba si .riuniranno in coda alle rispettive colonne quando queste ne oltrepasset·anno la linea. « 7. I bagagli (supposti) parcheranno: quelli della brigata di cavalleria a nord di Arnsberg; quelli della colonna di destra a l c1rocevia Grunhof, Gr. Bajoren con la gr. rotabile Tharau Arnsberg; lju clli della colonna di sinistra a.mezzogiorn·o di Arnsberg. « 8. Alle 11 di ùomani,si troveranno (supposto) al bivio un chilornotro a nord di Arnsbèrg (rot. verso Tharau e verso il mol. di l
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Mahnsfeld), mezza colonna munizioni di fanteria e m'ezza colonna munizioni di artiglieria. « 9. Alle 9 sarò in Tharau e di poi cavalcherò assieme alla punta d'avanguardi3; di fanteria della colonna di destra ». (( Il tenente-generale VON PLESSKN. » « Alle 9 del 6 settembre il comandante della divisione sud ricevè notizia dai suoi avamposti che i ponti di Tharau, del molino di Mahnsfeld e di Milgen saranno pronti al passaggio alle 9,30; che per· le 1 O sarlt anche praticabile a tutte le armi un ponte stato costrutto presso Gr. Bajoren :.. Svolgimento. - A segnare : 16 battaglioni, 9 squadroni e 15 batterie del partito di mezzogiorno erano stati destinati 8 battaglioni, 9 squadroni e 5 batterie (24 pezzi); cioè i riparti di fanteria ebbero la metà della forza di pace, gli squadroni erano tutti effettivi e quasi ogni batteria segnata era rappresentata da una sezione. Quale fanteria vi furono destinati 7 terzi battaglioni, uno per reggimento tranne il 33°, più il 18• battaglione pionieri; i tre battaglioni dei reggiment\ 4°, 43° e 45•· W divisione) furono trasportati il giorno 5 dopo la rivista da Konigsberg a Schrombchnen in ferrovia, chilometri 2i-, e accantonati nelle vicinanze. J.'artiglieria fu costituita dalle due IV brigate dei due reggimenti del corpo
d'armata. Tutte le truppe mossero dagli accantonamenti o dalle caserme in modo da trovarsi raccolte nelle seguenti posizioni iniziali prescritte dalla direzione delle manovre : « Pel partito rappresentato (nord): distaccamento di destra della ~a division~ a Waldhaus, fra Godriemen e Bergan; la 2" divisione con l'artiglieria suppletiva, fra Ottilienhof e Altenberg; la 1" divisione allo sbocco settentt·ionale di Ludwigswalde; la divisione di cavalleria A· a ~ettentrione di Friedrichshof; i movimenti dei grossi dovevano cominciare alle 9,30 gli avamposti sul fronte Lichtenhagen stazione di Wickl.Jold essere collocati alle 9. te Pel partito segnato (sud):
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la brigata di cavalleria B ~ la colonna di destra ~ contro e a mezzogiorno di Tharau; la colonna d•. s•·n·st • ra con tro e a mezzogiorno del molino di Mahnsfeld; il movimento dei grossi non dovevano cominciare prima delle 9,30 ». Le pallugli.e di cavall&ria del partito segnato, lanciate prima delle _9,30, furo~o ben pr~sto a contatto con gli avam posti di rantena. su tutto •.l front~ Lrchtenhagen stazione di Wickbold, cui teno~ dJe~ro l~ brrgata dr cavalleria B da Tharau verso Insthausen; ma rl pm~o m~ontro che determinò l'andamento dell'azione ac~a?~e . snll. ala d•. pon~nte come la minor distanza fra le posizioni rntzralt de• grossr Jasc1ava supporre. Il co{llandante del 1 cot·po che · c~valcava con l'avanguardia della 2• divisione giunto poco a sud d1 Gollau scorta ·una colonna di fanteria nemica sboccante da Mahnsfeld e saput_o della cavalleria a [nshausen , fece schierare : enza por .te~~o m mezzo, senza attender·e che le avanguardie ossero cosi Vl~me da aprire il fuoco, le batterie d'avanguardia e q~elle suppletrve. ,che aveva sottomano un chilometro cir·ca a s ud d1 Golll\u, a levante della gr. · rotabile, a· più .di 3,000 metri da Mahnsfeld. A questo fuuco aperto alle 1O in punto si :-~a .... iunse verso le '! 0,24, la fucileria dell'avanguardia, quella del "'d'istaccam.ento. I.Iancheggiante da poc~ tempo sboccato da Lichtenhagen e dr por 1! fuoco delle altre batterie divisionali venute nel fratte~po .a colloca~ si presso quelle già in posiiione. La.potente batterra dr 72 p~ZZI non aveva però campo di tit·o sufficientl:lmente largo per potere all'occorrenza car:ztbiare bersaglio e il terreno era ~oco favorevole per cercare migliori posizioni più vicine al uermco. . Dal margine Lichtenhagen, boseo, Wernsdorf, Zgl. di Wittenher.... •l . tE:rreno verso mezzogiorno lievemente ondulato , ~enza . n . .scende .. prantag10nr, rntersecato da staccionata spesso con fili d. fe . . • • . 1 no, 1a .v.rsta vr spazta stno alla linea Mahnsfeld, Galgen Berg, Ernsthof, l.ha:au- formata da oqdulazioni di maggior momento, da casegl(.mlr e da [llberature - e soltant9 qua e colà si vede oltre questa ll:n.o a!le S:lturette retr,ostanti al di là della bassura ove scorre il l•nsclung. l.a grossa batteria si trovava in una insaccatut:a del
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margine verso Gollau; per trovare libero campo di vì sta e dominio sufficiente per tener coperti i pezzi avrebbe dovuto portarsi fra il bosco segnato sulla carta e Lichtenhagen oppure presso w e·rnsdorf ; il teneno adiacente alla grande rotabile in discesa già nell'insaccatura era il meno favorevole anche per sviluppare un attacco di fanteria sia verso Mahnsfeld sia verso il Galgenberg; alcune praterie acquitrinose a levante di Mahnsfeld avrebbero. accresciuti gli impicci. In tutLo il terreno fra i due fronti, fra Lichtenhagen c Tharau avrebbe facilmente ragione chi facesse fuoco da fermo. Il I corpo che intendeva attaccare fu costrello a guadagnare tempo per svolgere un movimento aggirante con la sua sinistra ; prima che l'aerostato si librasse nell'atmosfera - sali alle H poco a sud di Gollau - fu dato ordine all a 1• divisione e alla divisione di cavalleria di affrettarsi su Tharau ; la 2" divisione distaccava sulla sua sini stra un reggimento (43°) forse tutta la 4• brigata pel margine del bosco a Charlottenhof verso Tharau o Ernsthof, mentre la grossa batteria di Tharau adattatasi meglio al terreno con piccoli spostamenti e l'altra brigata di fanteria mantennero combattimento a fu6co verso Mahnsfeld ove la oolorllla di sinistra del partito sud si e1·a ritirata. Gli effetti dol movimento aggirante cominciarono a manifestat·si dopo le 11 : alle '11 ,'1O le batterie della divisione di r.avalleria dal mol ino a vento di Willenberg, fra la Zgl. e la ferrovi a, si misero a tirare contro Tharau e gli squadroni tentarono il guado del Frisching poco a monte del villaggio; respi nti dalla fucileria si ritirarono per un sottopassaggio al "coperto dell' a•·gine ferroviario, ad oriente d; questo . Alle H ,30 un reggimento della 4• brigata si spiega a Charlottenhoff senza sapere precisamente dove fare· fronte poichè Ernsthof e Tharau sembravano sgombri e perchè il. combattimento si udiva vivace solo in direzione di Mahnsfeld; a meglio indirizzare l'azione sull~ sinistra sboccarono pnchi minÙti dopo sul pianoro fra Charlottenhor e Hasseldamm le batterie della 1• divisione prendendo decisamente di mira Tharau e le alture a levante di esso sulla sinistra del Frisching. Di poi mosse da Charlottenhof e da Wernsdol'f la {.• brigata con forse qualche riparto della 1" divisione , spiegata in linee successive più di compagnie . spicciole che di battaglioni, allraverso· al terreno scoperto stato
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menzionato verso Tbarau ; ~ammi_n facendo quasi senza far -fuoco rivolse poco a poco il suo fronte ad Ernsthof poichè il margine a maestro di 'fharau sembrava affatto sgombro di nemico; da Ernsth of ove giunse alle '12 ,30 la brigata volgendo sempre pi ù il fronte verso ponente s'inoltrò nel terreno relativamente coperto dirigendosi sul Galgenberg . La ,,. bl'igata intanto, testa di colonna della 1• divisione , avanzatasi per la grande rotabile attaccava Tharau; mentre la divisione di cavalleria A messa in fu(Ja la . o brigata di cavalleria avversaria e guadato il Frisching a monte di Arweiden si _i mpadr~n iva di 6 batterie, alcuni battaglion i guadaro no il fiu micello con l'acqua alla cintura occuparono il villaggio. Dalla parte del nemico segnato sembra che, appena svelatasi la grossa batteria a Gollau· e supposto che il I C(•rpo intendeva di attaccar e col grosso Mabnsfeld, sia stato dato ordine alla colonna di destra di ritirarsi dietro il Frisching a Tharau in attitudine difensiva con 4 battaglioni 6' hatterie più la brigata di cavalleria e di spedire 4 battaglioni a rinforzo della colonna di sinistra. Dalle H in poi Tharau si comportò passivamente come fu detto, verso mezzogiorno il grosso del partito segnato (bll tlaglioni 12 , batterie 9) si tro vò riunita sul Gal genberg e alle 13 la massa del I corpo (19 battaglioni) si t1·ovò di nuovo raccolta sul fronte Manhsfeld, Insthausen Ernsthof pronl.tì per attaccare il Galgenberg, mentre le forze che vi si erano ritirate da Tharau inseguite dalla divisione -di cava lleria av evano occupato le alture fra Packeran e KJ. Bajohren sulla sinistra di- Frischin l'>" e • qua ndo parte dell 'nrtiglieria s•ava. per raggiungerle ritirandosi dal Galgenberg pel molino di .M~lws feld. Alle 13,20, dopo alcuni atti preparatori all'assalto, fu fatta cessare l'azione. Sulla manoyra del giorno 6 fu osservato che la freua uell'attri hui re importanza all'incon tro di Mabnsfeld ha distratto i co.ma ndanti di ,entrambi i partiti dalla direzione di ·marcia che si ad enerano prefissati nell'ordine, mentre il terreno. consinliava n trambi di astenersi da ll'attraversare la scoperta zona sotto il fuoco avversario e di adoperare per raggiungere il còmpito loro la dire~ zione Tharau \Vittenberg lungo la quale sareLbe stato meno difficile pro;:édet:e; che i fronti occupa5i furono troppo estesi, da 8 l\ 10 chilometri, con spazi vuor i fra i vari ripar ti di 2 sino a :-1 chilometri.
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Marcia del l corpo (8-8 settembre).- La ·l• divisione e tutte le truppe a cavallo del corpo d'armata compresa la divisione di cavalleria A dovevano recarsi da Konigsberg alle localittt assegnate per l'inizio delle manovre di corpi d'armata contrapposti per via ordinaria; e però finita la manovra del giorno 6 le truppe a piedi della 2" divisione t·i entrarono per via ordinaria ai loro quartièri · di Konigsberg, tutte le altre raggiunsero gli accantonJ.menti loro assegnati n~i dintorni, su di una zona con fronte di chilometri 20 e profondità di poco meno, situata all'incirca fra Brandenùurg e Kreuzberg; i viveri furono prelevati dai magazzi ni di Kobbelbnde e di Wittenberg (schizzo del 6 settembre). Nel giorno 7 qneste stesse truppe marciarono avanti accanto• nando in una zona il cui fronte misurava non meno di chilometri 30 dalle sponde della laguna Dolce (Heiligenbeil) sino alla ferrovia di Allel)stein (stazione di Lichtenfeld), e la cui profondità era prossima ai chilometri 20; le truppe ebbero vitto dagli abitanti. Nel giorno 8 esse raggiunsero le dislocazioni iniziali di manona; la 1a divisione accantonò fra Braunsberg e Frauenburg, la divisione di cavalleria a chilometri 30 da questa verso mezzogiorno fra Miihlhausen e Wormditt: le truppe a piedi della 2~ divisione giunte da Konigsber).( per ferrovia, ch ilometri 85, furon o accantonate con centro a Mlihlhausen ;. dislocazioni che corrispondono all'incirca a quelle segnate sullo schizzo al 200 mila, supposte di operazione per l'inizio dell a manovra del 1O settembre. Tutto il corpo d'at·mata prelevò viveri e foraggi pel giorno 8 d'arrivo e pel _ successivo 9 di ri poso generale dai magazzini di Dobern; Herrendorf e Braunsùerg. Nei tre giorni le truppe a piedi della 1" divisione percorsero adunque almeno chilomett·i 70, quelle della divisione di cavaller~a ci rca 90, numeri che s·i possono aumentare di un buon terzo S~'mza tema di scostarsi troppo dal vero per avere le medie distanze efl'etti-· vamenle percorse: causa la manovra del giorno 6 e l'a mpiezza delle zone d'accantonamento . Non fu una' marcia di guerra simile a quella eseguita dall'VITI corpo nelle manovre del 1893 (1) la(f ) Le grandi manovre lede&che, vedi Rivida 9~. 63~ .
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divisione di. cavalleria non fece nessuna avanscoperta, bensì le truppe marcmrono per tutte le strade ~ rosse o piccole più comode fn~ l'_accantonamento lasciato e quel che dovevano prendere, alla IIJirccrolata, spesso di riparti minimi scegliendo le ore che loro 11omLravano convenienti; suUe basi di indicazioni aeneriche date d:•i. comandanti. Le zone d'accantonamento ebher~ tale profondtta c l~e quell~ adoperata un giorno quasi toccava quella da adoperarst nel gwrno successivo; tutte le risorse della zona di ter1'10 11 0 fra la laguna e la linea Konigsberg, Tharau, Zinten, Mehlsack, l r. Holland furono usufrnite_~er la marcia. Il coma:1do del I corpo nveva soltanto fissato le locallta ove ciascun riparto doveva accantonare, do ve doveva prevalere i viveri e aveva fatto gettare sul l'nssarge due ponti uno al molino di Plasswich l'altro fra Lauck O Hawusen per rendere la marcia pi ù comoda. Il materiale occor~·t:ule fu portato dalla 1" e 2• compagnia de)1° battaglione pionieri 111 ferrovia da Konigsberg e trainato sul sito del gettamento con i::LValli atTiLLati; la · 2• compagnia rimase a guardia dei due ponti 11 1110 a manovre ultimate. Glor~ata dell' 8 settembre. - Situazione gener ale . « Un'armuta <h lnvante marcia contt:o un'armata di ponente, la quale ha nllraversato il corso inferiore della Vistola ». Situazione pel pa1·tito di ponente rappresentato . - « J1 XVII ~o rpo (24 th. battagl ioni, 7 squadroni, 18 battet·ie) estrema sinistra dell'at·mata in movimento da Alarienburg verso Miihlhausen trova noi mauino dell'8 settembre Elbing occupata da deboli for~e nemiche e rovinati _i p~nti s~l fiume Elbing. Gettate sulla sponda opposta fraZIOllt medtante barche, il nemico saombra Elbina . .alcune . o sr l'tltra verso Dambi tzen. Alle 9 due ponti sono riattati e sono Miil passati sulla destra ·3 bnttaglioni e 1 squadrone ». ~
~
Elbing, 8 settembre, ore 8,45.
« '' · (Ripetizione della situazione). « ~ . Il corpd d' armata prosegua la marcia verso Mii.hltt::.usen •u due colonne; ( Vedi schizzo delt'8 settemb?·e). « :1. La 35a divisione di fanteria marci pel ponte più a Sud stato
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• riattato, per Serpieo verso Pomehrendorf, ricooosc,ndo sul fronte Marienfelde, Sumpf, Miihlhausen. « La 36• divisione di fanteria marci pel ponte più a nord stato riattato, Dambitzen e Stagnitten su Gr. Stoboy, riconoscendo il fronte Miihlhausen , Bludau, Neukirch. · « Presso ognuno dei citati ponti si lasci una compagnia pioni('ri . « L'artiglieria di corpo segua la 35• divisione. « Della sezione aeronauti , il primo spezzato marc1 10 coda all'avanguardia, il secondo alla coda del grosso della 36• divisione. « 4 . Le tmppe già sulla sponda destra rimangano ove si trovano ( 11) fino a che saranno oltrepassate dal loro corpo e al quale si riu!liran no; la cavalleria mantenga ininterrotto il contatto col nemico. ~ 5. Il grosso bagaglio si lasci sulla sponda sini stra del fiume, almeno a 6 chilometri dai ponti . « 6. Mi si mandino i rapporti al ~rosso dell'avanguardia della 35" divi sione. (( Tl comandante generale LENTZ& ».. Situazione pel partito di levante se_qnato. - « Una divisione dì fanteria (1 6, i-, 1O) estrema ali! destra dell'armata di levante, in marcia 1'8 settembre da l\1iihlbausen ad Elbing, giunta alle 8,30 a Pomehrendorf vi riceve notizi a che il suo distaccamento (1 , 1, 0), spinto la vigilia ad Elbing per assicurarsi dei ponti vi fu attaccato dal nemico, • forte di 1-2 divisioni, e costretto a ripiègare. Tuttavia il nemico non può subito inseguire col suo grosso perché i ponti furon o rovinati . Una divisione di cavalleria, B (0, 26, 2) dello stesso partito che aveva l'incarico di riconoscere ver::o il corso della Vìstola, trovati tu tti i passaggi sul fiulllil Sorge a mezzodì del lago Draussen occupati dal nemico, ripiegatosi su Elbing e giunta alle 8,30 del gior~o 8 a Wocklìtz vi si mette disposizione del comandante della divisione di fanteria ».
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(t) • t battaglione c l ti squdrronc della 35" divisione alla stazione ferroviaria; 2 IJat· taglioni e lt2 squad rone della 36• division~ presso Bellevue •.
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Ortiine della divisione esl. Pomerendorf, 8 settembre, ore 8,30.
~ t· Il nemico è presentemente sboccato da Elbing ma con deholt forze. La divisione muoverà snbito ad attaccarlo divi sa in due c<Jlonne. <oc 2 . L a colonna di destra (7, ~, 2) continui la marcia sulla grande-r.otabile Pomehrendorf Elbing e disponga del distaccamento (1 , f , O~ ritrattosi da Elbing, ora in posizione alla punta di maestro de1 Gruuauer Wiis~.en . << 3: La colq,pna di sinistra {8, 2, 8) mar-ci per Serpien su Elbing e la.scr_ su questa. carreggiabile, a mezzodì dell'allura 342. 2 battagltom e 2 batte_rie a mia di sposizione. .· ,(( ~· La divis.ìo~e dì cavalleria B appoggi l'attacco su Elbing marctando possibilmente coperta, a protèzione del mio fi anco sin istro, per Preuschmark e Bohmischgut. « 5. l l distaccamento (i , 1, O) , alla punta di rnaestr·o dei Grunauer w··us t en, vr· • rrmanga · · rn attesa di ordini dal comandante dAlla colonna di destm. « 6. Bagagli e traini (supposti) parchino presso Schonberg. . «. 7· I~, acc?mpagnando la colonna tli sinistra, mi reco all'angolo cl t hbeccro· der Grunauer Wiistcn . " « Il tenente _qenm·ale von PtKSSEN )). Per· segnare i 16 battaglioni del partito di levante furono adoper:ati _d~Je reggimenti fanteria (U.0 , •18°) e il battaglione cncciaton, cwe 9 bauaglioni effettivi ; per segnare i 4. squadroni se ne nùoperaro_no 2 effettivi ; per segn:u·e le 1O ballet·ie si presero le rpmrte brrgate der d ne reggi n'lenti del corpo d'~ r·mata , cioè 5 hatLorie ~ffcttive ·con 26 pezzi. Inoltre tntti gli ufficiali superiori di ftwter.ra del XVl_l corpo che non trovavano impiego tattico pel lll"llprro corpo furono messi a disposizione del comandante del pnrtito segnato . La divisione dì cavalleria B assegnata allo stesso pnr·tito era etfettivu. · Cosicchè le forze effettive del partito segnaLo erano talmente lt -
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forti da non dar luogo come pel 6 settembre 'a inverosimiglianze tròppo evidenti. La posizione iniziale delle teste di colonna e il princtpiO dei movimenti furono fissati dalla direzione delle manovre in modo che il partito di levante non potesse giungere senz~ contrasto sul maraine occidentale delle colline, press'a poco sulla lmea Tumberg Gru~au, da dove è possi bile di battere eflìcacemente gli sbocchi di Elbiog, ma che avesse tuttavia tempo di giungere ~ul marg·ine occidentale del bosco d'alto fusto Gru nauer ~iist~n ancora fortemente dominante verso ponente, dal qual e non s1 possono vedere nè battere gli anzidetti sbocchi; era intendimento che la azione si svolgesse nella convalle fra Oambitzen e i Grunauer W usten, aperta verso la pianura del lago Draussen, con fondo a campi e prati scarsi a; alberature dove la vista spazia liberamente, ma cosi nccidentato, specie verso mezzogiorno, da r iuscire spesso d'impaccio ai cavalli . . Alle 0,35 d ne squadroni del 5° us.sari di punta alla 3G" divisione, sboccando da Damhitzen nella convalle, furo no a'ccolti a fucilate dal di ~tuecamento (:1, 1 , O) rimasto in posizione 31~1 pendio opposto, in cima ·al serpentino che vi fa la rotabile; gli ussari si ritrassero su Damhitzen, uno squadrone appiedò coronando un'altur ella allo sbocco est del villagg io, l'altro rimase a cavallo per sorveol iare i drappelli di caval leria nemica· che scorazzavano nel terrer~o a settentrione della rotabile; il 44• reggimento fanteria, avanguardia della 36" divisione, trovavasi in quel tempo in marcia salendo da Weingarten a Dambitzen, nè poteva vedere il terreno della convalle. Alle 9, ;s o l'avanguardia della colonna del partito segnato in marcia sulla carreg~iabile di Serpien giunta a greco di Spittelhof si spiùi~ò sulla cresta di uno spalto misto e affatt~ ~coperto che scende verso questo villaggio e aprì il fuoco contro il reggimento d'avanguardia della 35• divisione in procinto di abbandonare la pianura :-~ lberala per salire sull'accennàlo spalto . TI comandante del partito segn_ato frattanto , giunto a mezza via fra Serpien e Weingarten e avuta certezza che gran parte delle forze nemiche si trovavano sulla destra del fin me Elbing e che stavano per porre piede sulle colline, abbandonato il primitivo disegno di battere alla spicciolata le singole teste di co -
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4onna, decise di attestarsi a difesa sul forte margine allora rag.giunto, dominante tutta la convalle: tal terreno anzichè i~ped ire avrebh~ sempre reso facile una eventuale ripresa offenstva. Le 6 batterie della colonna di sinistra occuparono le alture a nord della carreggiabile, 2700 metri a ponente di Serpien, i 4 bat' .tagliotli si spiegarono 5-600 metri più innanzi fra sparsi casolari dove fu richiamato anche il battaglione d'avanguardia disto"liendoio da' suoi comodi e numerosi bersagli ; i 2 battaglioni e. n . le 2 batterie r!ma.~ti indietro quale riserva rimasero pel momento senza impiego. ' Alla divisione di cavalleria fu mandato invito di appostarsi sulla sin istra della linea fra Bohmischgut e Grunau, pronta ad agire. La colonna di destra si spiegò a cavallo della arande rotabile, postando le due batterie nella radura del bosco, ,~ressa lo stagno . .La posizione di tutto il partito di levante si poteva giudicare · quale margine tattico, fo rtissima di quelle ç~ e .è prudenza attaccare alle ali o schivare . Alle ·l O tutte le battene del partito avevano aperto il fuoco. Il dispositivo di marcia del XVII cor~o ,çPnduceva in vec~ ad un urlo prettamente frontale-. L-intenzione del generale Leutz.e .co mandante dg\ corpo era ùi rimanere con la sua sinistra (36" divisione) in attitudine difensiva sinchè l'attacco o l 'avvolgimento tentato con la sua destra (35• divisione) fosse riuscito a scuotere la di fosa: ·esso ordinò che 2 battaglioni della 35• divisione fosHero lasciati presso Spittelhof a sua disposizione. Intanto le bat1 •rie della 35" divisione si erano collocate a greco di. Spiuelhof poco lontane dai fabbricati in posizione scoperta poco felice, quelle di c0rpo d' armata che seguivano la 35• poterono invece lovare gli avantr·eni affatto al coperto e coronare le · alture sulla ~ i ni stra delle or accennale batterie, quelle della 36a divisione misero in batteria parte a sud di Oambitzen parte a nord risultJillÙo le più avanzate fra ttllle: poco dopo le 10,15 t~tte le b_atlnrie del XVII corpo avevano aperto il fuoco contro ti margme dolla difesa. 1)nanto alle fanterie, quelle della 36" divisione che si erano oHi.nate ad attraversare la s coperta convalle per arrampicarsi VIH'KO il bosc~' occupato dal nemico furono rigettate in completo ~ ~ ~~orcli n e, ore 11 , mentre la loro estrema sinistm a nord della
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grande rotabile favorita dal terreno e dalle boscaglie potè rimanere in posizione a breve distanza dal nemico; quelle della 35• invece, superato con molta disinvoltura più per errore del nemico che per merito proprio lo spalto di Spittelhor, poterono avanzare per la via più breve verso il difensore in grazia delle frequenti on· dulazioni del terreno che loro permise di sostare, di tanto in tanto, al coperto. Mentre a cavall o della grande rotabile le sorti del comballimento volgevano favorevoli al partito segnato, sulla ca~n~gg iabile di Serpien le sue fanterie cominciarono, ore 11, a ritirarsi sulla linea dei pezzi intanto che il comandante chiamava in linea, prolunnaandola verso sinistra, la riserva (2, O, 2) e le -2 batterie a cavallo, per opporsi ad un aggi ramento di quest'ala. La poca praticabilità del bosco Grunauer Wiisten e l'incalzare dell 'azione non gli avrebbe permesso -di riunire in moilo ellicace le due separate frazioni del proprio fronte. Sulla sinistra di tulla la linea trovavaisi a quel momento la divisione di cavalleria, pronta pel contrattacco: ogni br·igata era in colonna doppia, reggimenti affìancati in colonna di plotoni (1), con le teste al nemico, la brigata llSsari vicina alla sini stra della linea d'artiglier·ia, poi la brigata · ulani e corazzieri, infine la brigata dragoni 4--500 metri pilÌ. in là, diretta fra maestro e tramontana, quasi si fosse apparecchiala per attacc::re il nemico sul fian co; in questa pos izione, coperta agli sguardi del nemico lontano, i comandanti df bri~ata e di re""imento ebbero tempo di analizzare il terrenO' n no antisumre, di vedere il fosso che , ricorreva sul loro fronte a qualche centinaia· di metri in mezzo alla bassura a pr·ati , ili orientarsi sulle fasi del combattimento, di prepararsi nel mi glior modo come in guerra accadrà di rado a 1:ogliere l'istante favorevole . Tale fu giudicato quando le fanterie del proprio partito abbandonata la dorsale a campi fra i due fossi, quelli che attraversano p iu a valle (J.ruuau, si ritirava sulta linea dei pezzi . che stavano rimettendo gli avantreni e quand,o ·la fanteria nemica npparendo
(l(
Bt·ioade in f) opptl-KolOime.
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sull'anzidetta dorsale, vi sostava, vi si addensava e riapriva il fuoco contr·o èhi si ritirava. Prima a lanciar·si fll la brigata ussari , cni seguì ben presto q t1ella ulani e corazzieri, ore 1•1,25; mo ~sero dritto avanti a s~ divergendo quel tanto che accorreva allo spiegament~, formar~no gl~ squadroni giunsero sul fosso e Sll altri ostacoli. tuttt superah assat ~>ene rbentre si ilovevano formare i reggimenti e hen tosto arrivarono sulla 1inea non ancora cr,ntinua della fanteria; di questi quattro reggimenti. si può dire che nessuno ebbe tempo di formarsi in linea compatta primatdi incontrare la fanteria e che vi capitarono sopra in tempi sensibilmente diversi ; gli squadroni di testa poterono attraversare la linea e giungere di_etro la dorsale su una seconda linea di fanteria dalla qllale furono accolti come lo furono dalla prima; già:' cotesti squadrÒni ritornavano indietro a riunirsi a.gl i ni trì galopp11ndo,""Verso la loro primitiva posizione d'aspettativa qu'nndo mosse alla carica la hrigata dragoni, secondo la direzione delle linee di f<,1nteri a; ma la prima carica aveva compr·omesso l'esito della seconda. Tutti gli spettatori furono d 'acco~;do nel lodare l' energiu di mostrata dai singoli Cln'..<!-lieri e dai siqgoli ri· pa rti, alcuni però osservarono che l r~ divi sione di r.avalleria avrebbe potuto rendere buon servizio se, specie la brigata ussari, avesse ~np uto as pettare nn aieci minuti a muovere quando cioè la fanteri a avversnria fosse stata di nuo vo in movimento, avesse attraversalo 11 fosso e fosse giunta sotto l'ondula zione già coronata tlalla fanteria e dall'artiglieria della difesa, oppure se si fosse fttllo precedere l'attacco di fianco a quello sul fronte. Fanteria fnrma che spara, viltoriosa, non si attacca di fronte quando se 111: deve subire per quasi due minuti il fuoco. Mentre cotesta càrica stata giudicata non riuscita accadeva, le arti~o;lie rie di corpo muovendo al galoppo. c attraversando i borri, corouaron~ una seconda posizione un chilometro avanti, le riserve 11 i riparti rimasti indietro si addensarono snlla linea di fuoco il diffl nsore si ritirò io una posizione più raccolta ft•a la carreggiabìle di Serpien e il Grunauer Wusten con la maggior parte dei battaj.(lion i sul cocuzzolo nell'insenaturadel bosco, a libeccio. L'attacco tl i questo cocuzzolo, a pendii ripidi e scoperti fatto senza molta pt·opnra?.ione, pose fine alla manovra . Ore 12.
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L'aero~talo già librato nell'aria alle~ O, dapprima presso !J!Jlevoetrasportato di poi Dei campi verso Spittelhof - sÒffiava fortevento di libeccio- potè cominciare le sue osservazioni qna'ndoi grossi delle fanterie erano ancora incolonnati o ancora ammassati, quando cioè i grossi potevano ancora con facilità essere di · retti a seconda delle intenzioni del comandante. Tutte le· truppe ritornarono ad occupare gli accantonamentiavuti dal giorno 5 in poi e che dovevano con ~ervare anche pe~ giorno successivo (riposo): solamente il 18° reggimento fanteriar uno di quelli del partito segnato, fu accantonato a Trunz nella direzione d'elle future operazioni.
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(Continua).
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DEL COMBATTIMENTO DI NOTTE .,, ,, (C01tlinuazionc e fine, vedi nume1·o precedente)
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Ora verrebbe la volta di parlare delle disposizioni per
mi. attacco notturno. Le Norme già citate ai N. 88 e seguenti ne trattan•1 abdiffusamente ma anche forse un po' vagamente e con termini, dirò così, alquanto elastici. Esse dicono cl,.e « -le disposizioni per un attacoo notturno devono essere molto semplici ~ che « conviene formare il minor numero possibile di colonne » uhe « quando si tratta di poche forze conviene avanzarsi con esse su una ~ola colonna di . marcia )) che « per eseguire la sorpresa non occorre impiegare molte for·ze; anzi poche f'or ::e hanno maggiore probabilità di arrivare inosservate sul n emico. » Comprendo benissimo ch e un libro che si intitola Norme, non Precetti, debba tenersi molto sulle generali e che, an· che volendo non potrebbe, senza. pericolo, discendere a minuti particolari e dare, per così dire, la ricetta per risolvere ogni atto tattico, poichè nessun problema è così ribelle alle Moluzioni preconcette come quelli di tattica. Ma d'altra parte bisogna pur convenire che le espressioni da. me sopra riportate sottolineandole peccano, a mio avviso, di troppa indeterminatezza. Infatti. un battaglione ad o~eropio può essere poca o t1·oppa forza a s~onda del terudne di confronto; è poca rispetto al corpo d'armata ed ba8tauz~:~,
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DBL COIIBATTIIIBNTO 1>1 NOTTE
D.t:J, COliBA.TTUI8tiTO DI NOTTE l
anche alla divisione, è già molta rispetto al r eggimento; analogam~nte si può dire della compagnia rispetto al r eggimento ed al battaglione. Si capisce porò a nche t:he il poco ed il molto della forza da impiegare, come 1mre il numero maggwre o minore di colonne da formarsi dipenda in gran parte dall'importanza e dall"am piezza dell'obbiettivo da raggiungere. Nel ricc· care la formola gen erale ehe deve servirei di criterio appross imativo (c più che tale non può essere) per det~rminare la forza da impiegarsi in un attacco notturno si deve tener conto sopratutto del carattere s peciale del combattimento di notte. E sso uon trova altra r agione di essere ehe q nesta.: la speran za di giunger e inosservati e quindi senza nessuna per dita sino a poehi passi dal nemico e di trovar e questo impreparato a sostenere l'assalto. Nel combattimento nottu rno si vogliono evitare quelle perdite progressivamen te . crescenti d.te nel combattimento diur no si incontrerebbero p assando dalle grandi alle medie ed alle piccole distanze dal n emico; si vuole eioè, uol favo1·e dell'oscurità, saltare senz'altro al combattimento a corpo a corpo o t.ut.to al più alla distamm minima di pochi passi. S e si suppone quind i ad esempio chE\ un ha.ttaglioue di lOOO u omini, nel procedere a ll'attacco nel uombatLim_ento diurno, dissemini sul terreno per morte o per ferite 3/4 della sua forza prima di giungere alla lotta corpo corpo, è ev idenL~ che que;;ta dovrà. risolversi dai soli 250 nomini superstiti. Ne consegne che, nell'ipotesi s uesposta, in nn combattimen to n otturno in Clli, tutti gli a lt.ri r estando soppressi, ·(cioè inizio, preparazione) si tende sol o e sub ito all'att.o risolutivo, basterà in massima a ùom pi crlo o Lentarlo quel. tanto di for11a che si suppone sarebbe r imasta incolume qualora il combattimento sì fosse svolto in pieno g~orno e passando per t utte quelle fasi più o meno lunghe e difficili, che, per l'efficacia d elle armi attuali, rend ono il combattimento diurno assai micidiale.
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Se quindi si rappresenta con l la quantità di forza che si ritiene necessaria. per raggiungere un dato scopo in un combattimento diurno, potrà bastare per raggiungere lo stesso risultato
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od
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od
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della stessa forza nel com-
battìmento notturno, nel quale si deve in massima fare assegna mento sulla sorpr esa, senza di che non sarebbe giustificato. Lo stesso concetto o criterio si può esprim.e re anche sotto altra forma dicendo che per un attacco notturno potrà in m à:ssirna bastare quella quantità di forza che nel combattimento diurno si ritiene sufficiente per iniziarlo ossia per condurlo fino a quel punto in cui comincia la preparazione col fuoco. Quelle di cui sopra ho discorso sono le forze che si reputa:~:o sufficienti per eseguire la sor presa ossia per giungere, se possibile·, alla lotta corpo a corpo o per lo meno assai vicina. al quale scopo è meglio attenersi al limite minimo che non al massimo. !~ poi evidente che le tru ppe che hlmno eseguito la sorpresa debbono essere pr ontamente sostenute da altre, senza di che, secondo ogni prpbabi!ità, andrebbe perduto il frutto d i essa. Anche le migliori tr uppe, impegnate che siano nel combattimento nott urn o, perdono prontamen te la coesione, escon o dalla mano dei capi e difficilmente possono far fronte alle suçcossive eventuaJità della lotta, qnali sono nuove re- . sistonze inat tese, ritorni offensivi del nemico etc. Come si è già detto in principio di questo lavoro, nel combattimento notturno sono resi nifficilissimi il collegamento tra i vari ripar ti impegnati e la vicenaevole loro coo'perazione; n e ·consegue che ad ogni riparto o colonna bisogna assegnare il proprio obbiettivo d'a ttawo ben deter· minato sul quale deve dirigersi risolutamente; il voler pre· tendere che le varie colonne operino di coneerto ossia il subordinare l'azione di una colon na all'azione delle altre tmr ebbe pret endere cosa che di notte e allatto impossibile
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e che avrebbe per necessario effetto di paralizzare l'a~ione di tutti. T enuto conto di tutte le caratteristiche del combattimento di notte io sono d'avviso che il battaglione di 4 compagnìe e della forza d i 1000 uomini circa sia l'unità massima che si possa impiegare come coloÌma di marcia e _ di combattimento nelle imprese notturne e che in moltissimi casi possa bastare per eseguire la sorpresa e il primo urto anche una sola compagnia. Così ad esempio se si tratta. di assaltare un ponte od un caseggiato od un gruppo di poche case basterà destinarvi una compagnia formata in colonna per plotoni, seguita a breve distanza da. un'altra come rincalzo immediato, e tenere le altrt- due del battaglione a distanza maggiore per intervenire, se necessario, nelle successiYe fasi dell'azione. Se si tratta invece di impadronirsi di un'altura. staccata. o di un villaggio, vi si impiegheranno, nel modo sopra descritto, tanti battaglioni quanti sono gli accessi al villaggio od all'altura dal laW che si vuoi assaltare. Conviene però non dimenticare che di- notte le sorprese su larga fronte sono di difficile esecuzione e ehe quindi eonviene restringersi a tentare di sorprendere il nemico su poehi punti vicini fra di loro e su questi insistere ed andare a fondo. « Iniziato l'attacco, dice il N. 93 deue Norme, si deve continuarlo senza interruzione col successivo intervento degli scaglioni retrostanti in modo che non venga meno nelle proprie truppe lo slancio 'prodotto dal felice inizio del combattimento e che quelle del nemico non abbiano tempo di riaequistare la calma e disporsi a . nuove resistenze ordinate. »
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Non meno importanti di quelle· per l'attar.co sono le disposizioni da prendersi per la difesa notturna e sopratutto per evitare di. essere vittima di una sorpresa. La m}gliore di tutte consisté senza dubbio in un ben ordinato sistema
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d:avamposti e in una attenta vigilanza di tutti quei reparti d1 truppa che hanno l'incarico di garantire la sicurezza da_lle sorprese alle truppe che riposano. Ma ciò non basta: è necessario che per ogni reparto che accampa sia previamente studiato il caso di un attacco notturno da qualsiasi più probabile direzione possa avvenire e note a tutti le disposizioni principali da prendersi in ogni singolo caso. Per questo è indispensabile che n on solo il eomandante di una gran-guardia ad esempio, ma anche tutti i suoi ufficia-li e graduati ed i soldati stessi se possibile eonoscano· .. . ' con ·premswne 11 posto sul· quale dovrà collocarsi e la formazione da prendersi per te~er testa ad imorovvisi attacchi sia sul fronte che sui :fianchi, ehe il terredo circostante sia ben noto allo scopo di poterlo usufruire per la difesa e pe~correrlo facilmente anche nell'oscurità della notte. E importante anco,ra che ogni frazion e di truppa che accampa conosca con preeisione il punto sul quale 3Ì trova altra ·truppa, dalla quale possa avere od alla quale debba dare eventuale soccorso fl .)e strade ehe vi adducono ed il terreno interpost,o ed iJ luogo od i luoghi di raccolta di più. u.nità si~ ~er raggiungerli o per mandarvi ad attingere oru:hm o notlz1e secondo il caso. Tnoltre non son0 da trascurarsi, quando il tempo lo c:onsente, le difese accessorie quali trinceramenti, barricate ed abbattute, costruite sull~ · strade e nei tratti di terreno che si reputano più aeeessibili allo scopo di ritardare la mareia dell'avversario e di sventare i suoi tentativi di sorprese nottur~e.' Infine « gli improvvisi a.llà.rmi, · che abitu ano il soldato a passare prontamente sotto le armi dal riposo della notte sono pa~te importante della preparazione delle truppe aÌ combattimento nottut:no e debbono essere compresi fra le abituali esercitazioni del tempo di pace. Io aggiungo ancora (e questo serve tanto pel combattimento notturno che pel diurno) che bisogna abituare la truppa, come , ne fa espresso obbligo_il N. l delle av;,ertcnze poste in testa al nostro regolamento d'esercizi per la fanteria, al frammiH<;hiamento ed al conseguente disordine e confusione, che
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DI>L COHUATTI.ENTO DI NOTTB 222 sono i!levitabili sul campo di battaglia, perchè anche in tale stato, essa sappia perdurare nella lotta per poi riordina.rsi alla meglio t osto che le pa.use dell'azione rendano possibile di farlo, o in ogni peggior ipotesi non debba mai, pel solo fatto di essere disord inata, smarrirsi d 'animo, considerarsi come perduta e sbandarsi. Bisogna insomma rit enere come assioma che nella battaglia il disordine, il f\·ammisehiamento, la confu~ i one forman-o, direi così, lo stato normale e che la vittoria come per il passato così per l'avvenire sorriderà non a ehi avesse la pretesa di voler cùmbattere senza ~;o m mettere errori o senza dar luogo a disordine e eonfusion e ma a ehi saprà commetterne meno dell'avV<'rt>ari o. L'eljeellom:a dei comandanti ùi ogni grado si riconosce non g iiL dal sn.pe1· ~;onclnrre e g uidare truppa solo qua~d~ è o rdinata come nella pia:r.za d·armi, ma nel non smarnrs1 a.neh e quando ogni ordine è rotto o nel sapersi orientare e trarre d'impaccio in ogni qualsiAsi situazion e diffieile e, direi quasi, Yolgere a proprio vantaggio il caos dal quale si è attorniati.
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'"' ,. Ora non mi resterebbe che di ricercare nella storia militare alcuni esempi di combattimenti notturni e con questi rimpinzare il mio modesto la voro presentandoli allo esame dei lettori senza commenti di sorta. · Anche nelle sole due ultime grosse campagne di guerra. combattutesi ai nostri giorni, cioè la franco-germanica del 1870-71 e la rus,;o-turca del 1877-78 non mancano esempi di combattimenti notturni; ma io voglio restri.rigermi a citarne due soli occorsi n elle ultime guerre combattute in Italia da anni italiane e precisament e il tentativo di sorpresa notturna del forte di Laveno fatta il 31 maggio · da · ùn pugno di valorosi de.l corpo dei cacciatori delle alpi co~. mandati dal generale Garibaldi nella campagna del 1859 e l'attacco di Levico operato da reparti della divisione Me- · dici nella Valsugana il 23 luglio 1866.
DEr. COlrRATTUIENTO
J)l
:'- OT'l;E
Circa il p;imo di tali fatti io la~cio la parola a Giuseppe Gnerzoni, che è forse il più autorw;role tra i molti che hanno scritto di Garibaldi e dello sue gesta. E e-.\one la narrazione: (pagina 459 dell'opera Garibaldi - Vol. I. ). « Passata la notte del 30 a Varese, muove all'alba del« l'indomani per la gran strada d i Laveno; giunto a Ge« monia, sosta, studia il piano, raccoglie notizie del forte « a cui mira; quindi deciso di tentarne la notte st essa la « sorpresa, si inoltra colla brigata fino a Cittiglio; lascia « dietro dt sè. a Brenta, sulla strada di Valcuvia, sna linea « di ritirata, il secondo reggil}lento ed a GemOl!ia, sulla « strada di Varese, donde era possibile, se n on probabile, « una comparsa dell'Urban, il terzo; maJ;J.da segretamente « il Bixio e il Simonetta sull'altr:a sponda del lago, p erchè « vi raccolgano barcht1 ed armati, con cui tentare un ab« bordaggio contro qualcuno dei vapori austriaci ar;worati « presso. Laveno; e ciò fatto vola a sinistra per Mombello « o va ·a collocarsi a due chilometri dal forte di Laveno, < d ira mando tosto i suoi ordini per atLaccarlo. « E gli ordini erano stati buoni; i soli possibili forse: se « a frustrarli non avesse cospirato quel nemico quasi fatale « di tutte l~ imprese notturne, generatore inevitabile di « confusion e, d'equivoci, di terrori: il buio. E invero e tra..« lasciando i particolari, il capitano Bronzetti, che doveva « con una ' compagnia cogliere di sorpresa il forte di Ca« stello dal lato settentrionale, viene abbandonato dalle « guide, perde ·la via . e non arriva al posto; il capitano « Landi, cui spettava · penetrare non visto con un'altra. « compagnia dal lato meridi(lnale, è scoperto prima d el « t empo dalle vedette, incostra un'inattesa. strada coperta, « g uernita. di nomi.ci , là dovo credeva di tròvare un orto « indifeso, combà.tte un'ora valorosamente, lascia sul ter« reno feriti i luogotenenti Gastaldi e Sprovieri, sino a che • ferito egli st esso, è costretto a ritirarsi nella fretta e n el « disordine inevitabili a tutte le imprese notturne fallite . << E il f~rte, natu:ralmente, desto dall'inopinato allarme, dà '1\ fuoco a tutte le sue batterie, tempesta di palle tutto il ter-
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DEL
C031RATTIJIE~TO
01 NIITTE
« reno circostante, comunica l'allarme ai vapori, i quali ac« cJrtisi delle barche eondotte dal Bixio e dal Simonetta, « le ricevono a bordate e mettono b en presto . lo spavento « nella ciurma inesperta, che urlando « a terra, a terra » si « sgomina e nòn ostante le preghiere, i comar.di, le mi< naccie dei suoi intrepidi condottieri, volta precipitosamente « le prue. « Potevano essere le 2 dopo mezzanotte e Garibaldi ca« lato il berretto sugli ocehi, soffocando l'ira n el cuore, « borbottando: maledetta paura.! (e rispetto agli assalitori « del forte abbiamo veduto che aveva torto e che paura « n on ci fu) ordi nu. la ritirata su Cittiglio e colà si ricon« giunge in buon ordine a i corpi che aveva lasciat.i a Brenta «eGemonia». Circa l'atta.cco di L evico io trascrivo La bella narrazione che ne fa il capitano Tito Tabacchi nella monografia che. ha per titolo: La divisione Medici nel Tr·entino. Da questa si rilev!l. come un tale attacco, consigliato al generalo Medici dalla situazione in cui s i tròvava, se doveva riuscire forse impreveduto, inaspettato agli austriaci, non fu però preceduto da, vera sol'presa, che anzi trovò questi preparati a sostenerlo valorosamente. E cco il racconto: « Il generale, prima di iniziare l'attacco, ordinò al capi« tano Lussago dei cavalleggieri di Monferrato d i esplorare « cou a lcuni cavalieri g li approcci di Levico ed accertarsi « della presenza degli austriaci e possibilmente di ricono« seern e le forze. « Fuochi di f ronte pieno di battaglione ricevettero i nostri « cavalieri. Il fuoco nutrito era stato fatto su tutto l'alti« piano ehe fa fronte a Borgo, ond'era evidente lo schie« ramento in tale posizione degli austriaci. . « I nostri cavalieri venendo su dalla strada verso la Ma« donnina, sentirono sopm del lor'o capo il fischio dei p~o « ietti nemici e ne andarono quasi illesi perchè g li austriaci « avevano tirato a caso ed in linea orizzontale, m mezzo « alla oscurità della notte che non lasciava loro nulla di- , · « stinguere.
225 «. Men~re d_alla cavalleria si intraprendeva la ricognizione « dt Levtco, rl generale che era fermo sulla strada inviava « le sue truppe ~razione per frazione al posto loro designato « per avventarst sugli austi"iaci, per cui scavalcando mu« ricc_iuoli, dentro pei filari di campagna ed a t astoni in « mezzo al buio, venne preso il seguente ordine di combat« t itnento. «Una compagnia del 25" battaglione bersaglieri fu di« stesa s~lla nostra destra in modo da raggiungere i con« traffortr del grande versante di sinilitra della valle del « Brenta. Più a destra ancora si era protetti dal 23 • bat « taglione bersaglieri marciante su L evico per le strade di « mez~o~a costa. .« Le ~ltre due co1~pagnie ~el 25• battaglione bersaglieri « m ordme sparso furono drstese sulla nostra sinistra ed « accerchianti l'altipiano di Levico. « Un battaglione del 28" reggimento fanteria in colonna « di divisione fu colloeato sulla destra a cento metri dietr o « i bersaglieri, due altri battaglioni del 28° reO'gimento . colonna di plotoni per quattro b « l'tìno a1 centro m sulla' « strada, all'altm•:7.n. flei bArsaglieri e l'altro in colonna di « di visione a sinistra a eento metri dietro le due compaO"nie 0 « del 2?• battaglione bersaglieri. · « A questa prima linea t~neva dietro, in colonna sulla « strada, .il 27o r eggimento seguito poi dal 62• reggimento « come riserva. ' r « L'artiglieria e la cavalleria marciavano in coda. Al co« lonnello Nedbal del 28' reggimento fànteria venne dato « l'incarico di comandar e la prima linea di attaeco. « L'attacco doveva e::~sere fatto in silenzio ed alla baio« netta, con proibizione assoluta di far fuoco e l'ordine di « subire impassibilmente quello del nemico. « Occupato L evico i nostri dovevano arrestarsi. « I soldati digiuni e stanchi, quando passaron o innanzi « a l generai~ per recarsi al loro posto di battaglia, si ve« devano ammarsi all'idea di un attacco alla baionetta. Se « prima il loro passc• era lento e strascicato, al sentirsi biDEL COM BA TTlXJ::N'l'O DI NOT r.t:
DEL COMBATTl.El!iiTO DI NOTTB 226 « sbigliare « Fa~e presto, attaccherete alla ~aionet~, sie.te a. « cinque minuti da Levico, ivi potrete nsto_rarvl e ~lpO~ « sarvi » il loro passo rendevasi lesto e legg,1e~o, coslCche « chi era. dentro nei campi a schier'arli li sent1v~ ~ppena. « arrivare e li vedeva appena quando gli erano sottomano, « ess~ndo le tenebre così dense da non lasciar scorgere l'in « di v id uo che a un tratto d i braccio. ' « Alle 10 pomeridiane il generale, chiamato a sè il co« lonnello Nedbal, g li ordinq di muovere speditamente al« l'attacco Il colonnell o comandò poco dopo l'avanti. Chi « era sulla strada udì. tosto noi campi un sordo rumore pro<~ dotto dallo scal picciame nto delle nostre colonne d'attacco. « I n ostri sol'montando a sinistra l'altipiano ondttlato e « con vergendo su Levico dai pozzi di destra, poterono av~n « zare nel modo in cui erano stati ordinati senza rompersi o « pernere le Loro distanze. Scorsi alcu~i minuti, gli a:1striaci « aprir ono un vivissimo fuoco. I nostn sopportarono 1l fuvco. c sen?.:a renderlo. < Per ·qualche istante continuarono le scariche degli au~ « striaci. Se ne vedeva le vampe e ritt , in mezzo ad esse, gh « austriaci colle armi spianate. (( Le truppe marcin.rono innanzi sotto le palle che parti« vauo dal fitto nebbione senza pur sparare un sol colpo. « Ordinata la carica alla baionetta si udì il grido di Sa« v~ia su tutta la nostra linea: per un istante si illuminò « tutto il terreno al crepitar~ di una salva di fucilate e più « forte indi proruppe il grido di Sa_voia. . . « A quest'ultimo grido più non nspose Il fuoco del nemlCo. « I nostri che avevano scorti gli austriaci alla luce delle « schioppetta.te, quasi inaspettati, giunsero loro ~'ddo_sso a « baionetta calata. Immediatamente si accèse la m1sch1a sul « posto tenuto da_gli austriaci; fu breve, accanita, corpo a. « corpo, senz.a voci. « Gli austriaci piegarono su L e.vico. « Si udirono nuovamente i Savoia e la valanga dei nostri « soldati si diè impetuosamente ad incalzarli. « Altra zuffa impegnossi nelle contrade di L.evico. Sulla.
DEI, COMIIATTIVENTO DI NOTTE
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«piazza principale teneva fermo e faceva fuoco un buon « nerbo .di austriaci. Accennano a controffensiva. In poco « tempo anch'essi furono sopraffatti. ' « Gli austriaci ritti dietro gli svolti delle vie ci attende.., <~ vano rischiarandoci il cammino colle fucilate. « Evvi una specie di strada di circonvallazione, la quale «part endo dallo spiazzato della Madonnina si aggira attorno « ~ L evico e conduce su quella che va a Trento. Molte vie di « Levico vengono a far capo a questa strada, per la quale fu« rono avviate le nostre truppe, che rimontando le vie or ora « indicate penetrarono n ella borgata e presero di fianco gli « austriaci. Lo sgomento fu indescrivibile. I nostri non eu(( rando il fuoco del nemico si precipitarono colla baionetta « sui loro avversari iuseguendoli e ricercandoli ovunque. P er «la.strada di eirconvallazione e per la principale che attra<< versa il paese, si riuscì finalment,, · a spuntar fuori di Le« vico. « Il combattimento ebbe fine verso le undici e mezzo po« meridiane ». I due fatti d'armi notturni sopradescritti furon o combattuti da tru ppe armate di fucili ad avancarica, il che significa armi ch e richiedevano per essere caricate un tempo relativamente lungo, una certa difficoltà specialmente di notte e la necessità as_soluta di arrestarsi per introdurre la carica e il proiet t o · n'e ll-a bocca della canna e poi per mettere la cassula sul ~umi netto. Con tali armi truppa lanciata all' assalto, sia ·pure con l'arma carica, non poteva fare assegnamento che su uno sparo solo; ossia su quello che poteva fare a bruciapelo dal nemico che gli giungeva addosso col fucile t uttora car ico. In tali condizioni si spiega come negli assalti n ot turni. nei quali l'efficacia del fuoco è assai diminuita, fosse quasi gi~ stificata la massima, raccomandata anche dalle nostre Norme, di andanti colle armi scariche per togliere fin la possibilità di spari volontari o fortuiti che potevano mandare a vuoto la · sorpresa; ma colle armi a retrocarica ed a magazzino, che permettono di sparare e ricaricare l'arma anche correndo, parmi quella massima non più accettabile. ~~ -
A:\'NO X L.
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D BL CO.BATTIKBNTO DI NOTTE
Del resto nello stesso attacco di Levico, eseO'uito nelle con· o . dizioni testè accennate, si fece bensì proibizione assoluta alla truppa di far fuoco ; ma questo appunto fa sup'porre che le armi fossero cariche, chè altrimenti la proibizione stessa sarebbe stata inutile.
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è ormai tempo di con cludere e la conclusione mia è questa., che per me è an che profonda convinzione : Si abitui la truppa, negli esercizi del t empo di pace, agli allarmi ed a i combatt imenti n otturni come anche a tutti quegli atti e direi anche a t u tt e quelle peripezie che possono succedere in g uerra, s ia di giorno che di notte, come ad esempio sorprese, frammischiamen t i, confusione, finanche, direi, il timor panico se fosse possibile, perchè nulla. assolutamente nulla riesca nuovo alla truppa in g uerra, all'infuori del fìschiar dei proietti; ma si tenga ben presente che le bat - . taglie dell'avvenire, come quelle del passato, quelle che decidono della sorte.di un popolo si combatteranno alla luce del g iorno se non sempre a quella del sole.
l CAVALLI ARABI
.Ma
A.
.MAZZOLENI .'i fJO (unteria.
Alouuiore n.cl
(Conlinuazion.e e fine, vedi numtro precedente)
I ·Beduini a cansa della loro ca pezza e del wscino senza staffe ~he seJ'\'Ono loro da briglia e sella, non po ssono nvvezza.re i loro eavalli che al galoppo, all'amb io, ed al passo. Ma ciò non vnol dire che il cavallo arabo non riesca un huon 1rottatore :;e esercitato in tale andatura: la lunghezza ed inclinazione delle sue spalle dim ostrano a tutta prima vet·o questo mio asserto all'intelligente osserva tore. Certo non sarà un cavallo da steppare, perchè tutte le andature del cavallo AraLo puro sangue sono lungh.e e Lasse, talchè 1uciampa facilmente al passo ma senza cader mai, perchè ha tal mode di camminare che ha sempre. un piede di scorta per infrancarsi e sostenersi. l)er avere un'idea della gazzel la hasla vedere un cavallo Arabo a ~al ire e discendere di rupi. Nella scorreria di cavalleria che ebLi la fortuna di fare cogli Egizia ni nel marzo 1890 fra la 2" e la 3a cateratta dAl Nilo per ritrovare il conlallo coi Oerwisch, dovemmo attraversare il << Batn ol llag-giar ~ che r.ome lo dice il suo nome (Ventre delle pietre) '' un paese apocal ittico e tale da credersi che se Dante lo avesse v()(loto lo avreh be pre;;o a modello per il suo l'lalebolge <<tutto eli pietra di colot· ferrigno ». Eppure i pi ccoli Soriani, figl i dei fl~o:l i d'Arabi comuni , superavano quei dirupi scoscesi e quei letti tli tMrcnti tormentati e n sbalzi di quasi un metro, e talvolta ttiit: agili e svelti come cani lev rieri, coi loro cavalieri in sella
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l CAVAI.Ll ABABI
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l CA\'ALLI ARABI
Mme ie li portassero sul ter-reno della parata. E in quegli ou~ giorni pochissimi furono i ferri che si persero: tre ~oli, sopra ~+O> cavalli, i contusi: nessuno bigognoso di cure per malaLLie od accidenti; eppure non mangiavano che una sol volta al giorno, e inquella soltanto tre chilogrammi d'orzo (G libbre inglesi) e non si abbeveravano che alla sera. La media delle marcie era di 36. a .iO miglia inglesi al giorno (58 a 65 chilometr i) senza contare il servizio di esplorazione a un a temperatura di 35 a 40 centigradt all'ombra, che non •:' era. .Nelle campagn e da me fatte, nell a vi ta che ho potuto pussar& nel deserto, ho vi sto fare dai cava lli Soriani c dai cavalli Arabi cose che se non le avessi viste coi mioi propri occhi, non le crederei narrate da uo altro. La traversa ta da Kena a 1\ossi.ir, 179> chi lometri, fu da me compiuta in tre git•rni con un cava llo requi-. sito ad un agricoltore di K.oopt. Codesta povera bestia durantela strada ebbe per tutta profenda cinque ch ili di orzo e treabbeverale, una ai pozzi di El Gaita , l'altra a quelli di Setb e la terza a quello detto llir el Inghilisr. La ca vali eri a che mj precP.deva. aveva falla la stessa traversata in cinque giorni, con 10 chili di orzo per tutta profonda, e le tre abbeverate dove le feci poi ancor io. , Il giorno della battagli a di Tosky (3 agosto '1889) montammo a cavallo alie 2 del mattino. Ci addentrammo nel deserto per '12 o. H miglia inglesi. Alle 6 antimeridiane comi nciammo a c-omhattere e continuamm~ lì no all e 2 pom. senza prendere nè cibo nè bevanda. I nostri cavalli: erano coll'abbeverata e colla profenda della sera antecedente. n caldo era qual e può fignrar·5i possa essere in pien deserto al di là del tropico un hel poco, in uno ·dei primi giorni di agosto. Nou rientrammo nel campo che alle 5 pomeridiane noi del!a cavalleria. tu fanteria r ientrò verso le 7. Eppure all'indomani n essun cava!lo fu ammalato e si poterono rimontare Lutti per fam l'insegnimento lungo il Nilo fino all'alteZla òel limite Nord della 2• cateratta (65 miglia ingles i in d n'e ~iorni) '' 04,' chilometri). Per farsi un. e5allo criterio del valore del sangue Arabo nei suo t derivati , h:~ stav'a vedere gli splendidi avanzi dci cavalli inglest delle guardie del corpo p:1ssati ora alla Mounted Militar); Police io
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!Cairo, qu<•.ndo squadronavano conlt·o il brillante squadrone del 20 Hussars, e contro gli squadroni egiziani montati so cavalli Soriaoi -e quando dopo una finta battaglia passavuno poi a sfilare alle tre .aJJdature davanti :~1 comandante in <'apo . ~:andatura del passo nell'arabo è vivace e lunga, ma bassa. Nelt'andare ama guardare a clestra e sinistra come un fanciull.o curioso; ma non si impaurisce nè si adomba per nulla al mondo. Le cose piìt s trane e più inusitate per lui non lo spavent:~ no e non lo eccitano; b voce del padrone ha su di lui l'influenza di una carezza, e la vista di frusta, bacchetta, armi od altro lo lascia indifferente -p erchè non ha nessuno sospetto che gli si voglia far del male con .quelle. Al salto, salta gi usto e con bella baldanza. Nel suo proprio .paese non ha id ea di ostacoli, nè di elevazione, né di estensione ma in. Europa sa afirontarli e superarli entrambi senza esitazione e -con slan cio comodo ed elegante. A questo proposito Lady Annie Blunt racconta: « Una delle giumente alla sera del suo arrivo in Inghilterra es-sendo stata lasciata in libert:\ nel parco se ne scappò via sahando una. staccionata di cinque piedi e sei polli ci d'tdtezza (1 ,80 circa) 1•indomani si tolsm·o dalla st-accion:~ ta le listo piÌI basse e la giumenta potè passare comodamente sotto quella più alta che era una t raversa di qnercia robusti~sima e di Yari pollici più alta che non ~ ~ suo garrese. Un'altra giumenta , benchè alla 1!) mani e 2 pollici (cir·ca 1 ,50) portata sotto il salto, saltò selle yards in lunghezza (circa 6,50) '5opra una graticciata:.. Per .allenamento gravoso cui si possa assoggetla're il c:wallo .al'abo non perd e n ~ nello stato ~ i nutrizione nè nella generosità di andare avanti. Per strapazzi e fatiche non si sfinisce o dimagra notevolmente; può essere mantenuto con un pugno di . foglie. di datteri, di orzo e perfino con del latte di cammello soltanto , e se si vuoi galo.ppare al fine di marcie luoghissime si può r ichiederglielo con sicurezza di lmon risulta to Il freddo e le intemperie gli fanno arnrfT:11'e e divenire ispido il pelo, rn:1 basta il ritorno della primavera. per ridargli il hel mantello che par di raso di seta , e che ~il uce coo tanta vaghezza ai raggi di un bel sole. Nei campi rimane ove lo colloca il suo cavaliere o muove piaci-
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damente fra le tende a brucare quel po' d'erba che può · trovare. Nulla ·di più poetico e pittoresco dell'arrivare al tramonto del sole in un campo di bednini. Tolle le cavalle ed i cavalli vi corron~ i~contro come tanti cagnolini e vi fanno festa, come ad ospite gralilto, sollecitandovi di una carezza e fregandosi a voi come persomt ben nota. « E cotesta gentil ezza, dice la Blunt, è ereditaria. Un poliedr~ arabo nato ed allevato iu stalla appena aprirete il box vi correrà incontro, mentre il polledro inglese al vostro arrivare si riparerà dietro la madre. » Nelle fantasie r incredihile l'intelligenza e la docilità spiegata dal cavallo arabo. Lanciato alla carriera fra turùini di cavalli e caval ieri che corrono in lutti i versi, non urta e non è urtato; la sua foga in mezzo nl frastuono degli spari , delle grida , dello scalpitar delle nltre centin aia di cavalli , in mezzo al balena•· delle nrmi d~ vesti o di bandiere multicolorii avvolto in nemui di polvere ; di. fum o, è arrestato dalla voce del suo cavaliere e ad un cenno di 11uesti s'in!:linocc.hia, si corricn, si rileva, riprende a correre, torna ad inginocchiarsi, a rilevarsi, come il più perfetto cavallo ammne ·· strato da circo equestre. · Conviene aver viaggiato nei deserti arabi con un gran pe1·so\laggio, per conoscere qual forza di resistenza e eli velocità ahhia. il cavallo araLo. Prima di partire la scorta dei beduini è già in sella a rendervi onore con una fantasia sfrenata, che poi dura lungo la strada. Mentre voi percorrete tranquillamente il vostro cammino i l>eduini partono come freccie facendo punte di un miglio ~ due. Scendono, ra.~comodano qualcosa della loro sella che non va e quindi ritornano verso di voi. Se voi trottate vi accompagnano ~cr un poco a un galoppo cortu e riunito ; poi ripartono facendo una p_unta sui fianchi , o dirigendosi a carriera sfrenata sopra un'altura, l'Jtornano, tornano a ripartire, facendo la vera strada dei cani ecosì per tutto il viaggio che talvoiLa dura dalle 8 atle 'IO ore.· ' È un continuo spellacolo , non so sè maggiore di resist~nza o dt velocità, finch è all'arrivo nlla tappa una diso •·dinata fantasia finalechiude il viaggio cosi come l'aveva cominciato. E questo modo di via~giare può dura1;e anche un mese.
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Durante il viaggio le cavalle non mangiano che di primfl ·mattino e alla sera; dove e come possono; il più delle volte insufficientemente: di abbeverata se oe fa senza, al bisogno, persino per due \ ed anche per tre giorni di fila. Come la più volte citata Lady Blunt, non credo però che i be.:. duini amino, d'amore, le loro giumente e cavalli. Essi sono per loro un titolo d'orgoglio, penetrati come sono del sentimento del valore degli stes~i. Il cavallo arabo va soggetlo a poche malattie. Ma quelle poche sono di carattere infiammatorio acutissimo, e facilmente sortono esito fatale. Jl volvolo è di qualche frequenza. Ogni anno bisogna rinfrescare di molto il cavallo arabo. In Arabia ed in Egitto !a biada ed il foraggio son banditi con terrore. Perfino i cavalli inglesi e russi non mangiano colà che orzo e paglia trita. II cavallo arabo in Egitto pe•· più di tre mesi è tenuto al verde, mangiando t< bersim n specie di erba spalo!nH, carote e mezza razione orzo (1 ' /, chilogr.). In Arahia si può dire che man~ia erba tutto l'anno, poco orzo dui."ante l'inverno, e poco nell'estate. Il più delle volte vive come può brucando le poche radici che trova , mangiando datteri e bevendo latte di cammella. C~ìne più volte abbiamo accennato, i heduini hanno per le
nostre razze il più sovrano disprezzo. - . Non ho mai potuto nominar loro la razza inglese, citandola come un tipo che più si avvicina alla perfezione ri chiesta in un cavallo, senza che sorridessero · ironicamente, e talvolta anche sguaiatamente, come avessi contato loro, la fola più burlesca òi questo mondo. Essi ripudiano in modo assol uto il cavallo inglese· come derivato dall'arabo, perchè, in ogni caso, è derivato da stal lone e non da gi umenta, quindi è per lo•·o un cavallo ordinario e nulla più. Insistendo a voler provare che l'inglese è veramente un nobile 1ier·ivato dall'arabo si corre rischio di esser presi per arroganti e ~convenienti parlator;, coi quali è mestieri troncar questione per uon far nascere guai.
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l CAVALLI ARABI
Il fatto di M. Skene, che si recò in Aleppo nel 1850 con 18 a 20 superbi stalloni inglesi per far razza cogli arabi e che non trovò un solo beduino che volesse sottoporre una giumenta anche Kadisc al salto di quelli è più eloquente che dieci volumi di dimostrazioni. Quando fui al Fayoum in casa dello Sceik beduino Ben Assaouì, egli mi disse; o per meglio dire stante la mia poca ::onoscenza dell' idioma arabo ho creduto di capire che egli mi dicesse, che iu Europa abbiamo eiTettivamenle una razza « kadisc » ma questa (e questo l'ho capi to bene) non è certo l'inglese, ma bensì un'altra che, sempre mi paro òi polor arguire, sarebbe l'ungherese. In quanto alla fola cho cavu.lli europei avrebbero mischiato il loro sangue collo pure razze arabe, è cosa di tale assurdilà che non mtmta di essere registrata che per constatarla. Basta aver vissuto un mese coi beduini per conoscere con sicurezza quanto sia strampalata e stravagante codesta fandonia. Sir Wilfrid ni11Dt ha istituito nella sua residenza iii Crab bet Park in Inghilterra, una razza di puri sangue arabi. Egl i incominciò nel 187S con quindici giLtmente e tre stalloni, tutti importati dal nord ATabia. In segu ito comprò nltri quattro stalloni e una giumenta. Nel 1889 aveva venduto di già 75 cavalli di varia età al prezzo medio di 100 sterline l'uno, ed aveva una riserva nelle sue stalle di 50 fra giumente, stalloni e polledri di varia età, ed aveva :.icure speranze per un bel avvenire di cotesta sua razza. Egli volle introdurre il sangue puro arabo in Inghilterra per farne cavalli da corsa, ma poi in considerazione che ci sareùbe voluto molto tempo per ouenere ciò, lasciò cotesta idea, e coltivò invece l'altra di avere il sangue arabo puro per riproduttore e di sviluppare le parti colaritit caralleri stiche dell'arabo 'per renderlo di uso comune in Inghilterra. Egli dice di esser convinlo che l'arabo è il miglior, cavallo da sella (hawk): cl:e è un baldo e brillante t< performer » nelle corse attraverso il paese, e che può portare piccolo peso col migl iore dei cavalli inglesi : che è un perfetto cavallo da caccia per signora: che forse può essere adattato per tiro laggiero, avendo piede eccellente· e che può resistere a qualsiasi quantità di consumo e di strappi. Egli è buon trotlatore e conserva la stessa cadenza di passo sulle colline più scarpate.
lla anche il gran vantaggio di aver bocca leggiera e piacevole. Non è esagerato il dire che un attacco di quallro giumente arabe può essere guidato senza fatica da una signora, c da nn uomo col pollice e l'indice della mano sinistra soltanto. Io son convinto col Blunt di tutto questo, e per di più amo chiuder·e fJnesti miei pochi ricordi , appunti e citazioni sul cavallo puro sangue arabo, con un altro ricordo più personale. Sul finire del marzo 1891 io mi trovavo sulle rive del Giordano, e precisamente là dove pietosa tradizione cristiana pone avvenisse il ballesimo di Cristo per mano del Ballista. l cattolici di Betlemme celebravano all'aria aperta in quel luogo le sol enni cerimonie di commemorazione, e deposti gli odi e le nimicizie private si abl.lracciavano nell'amplesso reciproco e fraterno della pace. Al di là del Giordano sulla riva sinistra rumoreggiava la guerra fra i beduini del Mar Morto e gli Anazeh che volevano razzial'li . Il pascià di Gerusalemme, con una scor·ta di dragoni turr.hi , era disceso con noi a Gerico per vedere di portar pace fra quei - turbolenti fi ~li del deserto. Colla Lesta piena delle romanzesche avventure e delle lotte che hanno tanta parte nella vita vagabonda e primitiva di quelle genti, col desiderio vivissimo di ritrovare ancora per qualche gioroo fra loro quella sodd isfazione r. he semp~;e provai vivendo in quelle società ·\;irili cl1e rsono le Kabile beduine, aveva sollecitato il permesso di recarmi fra loro, ma mi era stato negato tenendosi per la mia sicurezza. Quando fortuna volle che avessi agio d'avvi cinare e conversare con qualcuno dei capi di quelle tribù che se ne ritornavano dall'aver conferito col pasciiL dopo aver risposto alle sue lunghe promesse di compone la pa~e, come è . loro costume, << che giacchè i ferri ormai erano stati levati era mestieri si dovesser rimetter soltanto dopo insanguinati . Quei cavalieri fieramente tranquilli si avviavano ai loro accampamenti. Naturalmente il mio discorso si portò sui loro cavalli che magri , spe.:. lati o irsuti , dove· avevano ancora del pelo, mostravano però negli occhi c 'nelle nervose impazienze di anelare alla vici~<t pugna come i superbi loro cavalieri. Ciò che io seppi della loro Tita, cl olla loro re~is tenza, della loro sobrietà, della confidenza che in
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l CAV.ALLI ARABI
essi riponevano i cavalieri beduini , mi persuase ancora una volta di più, se pur ne avessi avuto di bisogno, con tolto .(o splendore di una verità in terra di verità, che il solo, l'unico tipo atto a risanguare le nostre razze cavalline italiane è l'arabo puro sangue, e nessnn altro. Quando i beduini mi lasciarono nella vallata correndo al galoppo verso il Giordano per guadarlo e ritornare ai loro campeggiamenti l i guardai lungamente, con deziosa tristezza, quasi persuaso che forse non li avrei mai ·più visti. Ma il cuore si consolava col pensiero che forse ritornato in patria avrei potuto fare intendere la mia voce convinta in favore del cavallo arabo come restitutore delle nostre razze. Ri prendenè.o però il mio cammino verso Gerico i miei occhi caddero sul conven to russo edificato sul luogo ove Giovanni soleva alzar la « vox clamamis in deserto ,, e ne ritra s5i penoso augurio. L'avvenire, come sempre, sarà l'arbitro in questa, come lo fu in tante altre questioni . Ma io però ho certezza, non soltanto i~ pirata da desiderio ma basata su fatti e leggi immutabili e che non possono essere revocate in duhbio, che qualora si volesse procedere all'acquisto di numerosi e nobili stalloni di puro sangue arabo e si procedesse ad una selezione ragionata di giumente madri nelle nostre razr.e: si procurasse d' impiantare in Italia una ra:~.za di puro sangue arabo per avere riproduttor·i meritevoli di tal of!icio e ristitu t.owi degli antichi pregi delle razze nostre, maremmana, meridionale, e sarda sopratutlo: si cessa sse di dare una troppo grande importanza, che realmente non ne ha, all'idea di elevare la sta tu r·a dei nostrt polledri, e tutto questo si cor roborasse con altri provvedimenti di ordine direttivo amministrativo e di con trollo , ispirati a chiarezza e larghezza di scopo e fermezza di volontà per conseguirlo, io credo che in una generazione o due si comincerebbe a sentire di già tal beneficio da dover consi derare come provvidenza, p iù rJle come saggia previdenza, qualunque somma di danaro potesse essere stata impiegata o~(g"r àll'uopo. · CARLO SANMINIATRI.U ZABAR.ELLA Tenente colonnello ..4. D. C. O.
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LE FERROVIE RUSSE (EUROPA, CAUCASO E ASIA) SOTTO L'ASPETTO MILITARE E COMMERCIALE
IConti11ua.:;ione e fiac, vwi numero precedente;
Risr·atto di ferrovie da parte dello Stato. - Una gran pa.rte delle ferrovie russe (in ispecie quelle verso i confini occidentali) sono in mano di società di ebrei di varie nazioni, russi, francesi, belgi, e specialmente tedeschi, ciò che secondo -,i russi costituisce un grave inconveniente, in modo particolare nel caso di una guerra. Questa ed altre considerazioni, come pure la tendenza sempre più pronunciata all'ac · centramento delle cose pubbliche nelle mani del governo, inducon~ questo a riscattare man mano le ferrovie . . Nell889 appartenevano allo Stato 8,257 chilometri )) 1890 :. )) 8,296 » )) 1891 » )) 10,370 )) » )) 10,982 » )) 1892 )) 1893 » )) 18,203 » · al l • agosto 1894 » » 20,939 » Essendosi poi stabilito che col l" novembre 1894la ferrovia Lazovo-Sebastopoli (608 chilometri) passi allo Stato, presentemente lo sviluppo della rete ferroviaria, apparta-
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LE FERROVIE RUSSE
nente a questo può ritenersi di 21,547 chilometri (cioè quasi 2/ 3 di tutte le ferrovie esistenti), comprendendo le 22 linee seguenti: del Baltico (Pietroburgo, Porto Baitic); di Baskunciak (dal Volga a Baskunciak); di Varsavia, Terespol (presso Brest Litovsk); del Donez; di Ekatorin (da Yasinovati per Ekaterinoslavl a Dolinska.ia); del Transkaucaso; di Kursk, Kharkov, Azov; d i Libava, Romni ; di Mosca, Kursk; di Murom (Kovrova, Murom); d'Oremburgo (Batr acki, Orenburgo); del Polesie; di Poskov, Riga; di Samara, Slato- Ust; di Sizran, Viazma; d'Uralsk (Perm, Ekaterinburg); Kharkov, Nikolaiev, Mosca, Nishni-Novgorod; Pietroburgo, V arsa.via; Riga, Dvinsk (Dunaburg) ; DvinskVitebsk ; Mitava, Riga; Lozovo, Sebastopoli. Il crescente utile che ricava lo Stato dall'esercizio delle ferrovie di sua proprietà è indicato dalla seguente dimo- · s trazione, riassunta dai bilanci di previsione degli anni 1888-1894. In sette anni dunqu e gli utili che ricava lo stato dall'esercizio dello ferrovie, da 6 '/ .mi lione di rubli salì a circa 44 milioni, parte dei quali sono impiegati per nuove costruzioni e nuovi riscatti di linee ferroviarie private, ossia per accrescere, col tempo, sempre più i cespiti di ricchezza dell'erario. Ferrovie della Finlandia - Il granducato di l!'inlandia, come l'Ungheria rispetto all'Austria, si g overna esclusiva· m ente. Il tesoro del g randucato è unico pr oprietario delle ferrovie finlandesi, i cui u tili costituiscono il principale cespite delle sue entrat.e. La prima ferrovia vi fu costruita circa 30 anni or sono, secondo un piano in cui stabilivasi che lo sviluppo graduale- delle ferrovie, avvenisse"in due direzi~ni: Jungh'esso il golfo di Finlandia e lungo il golfo di Botnia, ed in secondo luogo nell'interno del paese. A vanzando così le ferrovie finlandesi sono pervenute nella prima . direzione fino ad Uleaborg e nell'altra fino a Pietroburgo. Contemporaneamente l'interno del paese si è arricchito di strade ferrate che mettono capo ai centri industriali più importanti, cioè dalle linee Kouvola, S. Michele, Kuopio
239 /(anno 1888); Simola- Willmanstrand (1890); Viborg Serdobal con diramazione su Imatra (1890). Attualmente si è proposto' di proseguire la linea ferroviaria occidentale da Uleaborg fino . a Torneo, ai confini della Norvegia, e di prolungare la linea occidentale da S erdobol per Yuensu (già in costruzione) fino al port.o russo di Kem sul mar Bianco (405 chilometri) . LI!; FERROVIE: RUSSE
B. Caucaso.
Linee del Caucaso. - La circoscnzwne del Caucaso è solcata da due linee ferroviarie pressochè parallele: a) Rostov (sul Don), Vladikavka.s, Petrovsk (mar Caspio), nel versante settentrionale della catena caucasica, colla nuova (1890) ed i m portante ramificazione Tikhoriezkaia, N ovorossisk (porto fortificato del mar Nero). Questa linea fu recentemente completata (luglio u. s.) coll'apertura del tratto Breslan, a Petrovsk, porto del mar Càspio che gela un sol mese dell'anno. Ad essa si annette una g rande importanza militare e commerèiale, perchè congiunge l'Asia centrale all'interno della Russia europea ; b) Nel versante m eridionale ('r ranscaucaso) la linea Poti {e B.a tum), sul mar Nero, a Baku sul Caspio, toccando Ti:flis, e seguendo il corso del fiume Kura. P rogetii eli raccordamento. - Vi sono progetti per congiunger e le due ferrovie ciscaucasiea e transcaucasica: l o mediante una linea, la quale partendo da N ovoròssisk, e lamb endo il mar Nero e lo falde occidentali del Caucaso, tocchi il porto di Sukhum e ll).etta capo alla stazione di Senaki (presso Batum) della linea transcaucasica dopo un percorso di 295 verste (315 chilometri) ; 2• mediante un'altra linea che partendo da Petrovsk, e seguendo la costa del mar Cat~pio, attraverso il Daghestan per Derbent, si congiunga
J,:,; PEIIROVIK RUSSK
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LE FERROYIE RUSSE
alla stessa linea tra.nscaucasica a Ba.ku. Questi due progetti mirano ad evitare il difficile passaggio traverso la oatena del Caucaso, g irandola rispettivamente ad occidente ed orie~te: 3° mediante una comunicazione diretta da Nord a Sud, fra Vladikavkas e Tiflis, attraverso la parte centrale della catena sopra detta. La difficoltà di costruzione delle due linee, Novorossisk a Senaki, e Vla.dikavkas a Tiflis, la scarsa convenienza commerciale che esse offrono, e le forti spese che· richiedereb· bero per le opere d'arte occorren ti (1), indussero p el momento a soprassiedcre. Notisi c!1e la progettata ferrovia Vladikavkas Tifiis (che dovrebbe inoltre essere a doppio binario), benchè dello sviluppo di soli 166 chilometri, verrebbe a cos tare, secondo le previsioni , non meno di 60 milioni di rubli. D'altra parte ambedue le linee favorendo più che altro il contatto colla Turchia (particolarmente la linea Novorossisk, Senaki) avrebbero un' importan:r.a strategica assai limitata, giacchè questo Stato non può effettuare rapidamente la sua mobilitazione, e la flotta russa del mar Nero sarebbe in grado di prestar e i suoi servizi più efficacemente delle ferrovie ora dette. D i grandissima importanza, anzi di necessità assoluta si ritiene invece di facilitare a lla Russia europea gli sbocchi sul mar Caspio: per considerazioni commerciali, al fine di agevolare lo scambio delle merci russe nell'Asia neutrale fra i sudditi russi e i Kanati vassalli; per considerazioni strategiche, allo scopo d i poter portare in tempo di guerra le forze russe dall'Europa n ell'Asia centrale (o viceversa). La ferrovia del Transcaspio sarebbe nei due casi l' indispensabile ausiliaria delle relazioni fra Europa ed Asia. Prevale quindi attualmente l'idea di stabilire il collegamento fra ·ciscaucaso e Transcaucaso mediante una ferrovia fra Petrovsk e Baku (che anzi si vorrebbe prolungata fino a Le~-
UJ 11 r.osto rli costruzione rtolla linea No,·orossisk, Scnaki è stato recentemente valuta to di t7 milioni di rubli.
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per vieppiù puntare verso il golfo Persico) ; la quale inoltre offre i vantaggi: di costar meno della linea Vladikavkas, Tiflis, cioè 15 a 20 milioni, benchè abbia una estensione molto maggiore (385 ch~lometri) ; e di prestarsi p~r tener in rispetto le turbolenti popolazioni del Daghestan in caso di guerra (popolazioni ribellatesi duraute la guerra d'Oriente). ·
C. Russia asiatica.
('fnANSCASPIO, TuRKESTAN, ecc. e S!BERIA).
Generalitd; - n problema della via diretta fra l' occidente e l'estremo Oriente che condusse alla scoper ta dell' America, trovò la sua soluzione nell'apertura dell'istmo di Suez. L a via per acqua era stata aperta, 'restava la via per terra, che Pietro il Grande cercò già, e che fu il punto di partenza delle conquistA russe nell'Asia. centrale. Ora questa via 1 russi la trovarono penetrando per due dire:;r,ioni nello regioni orientali, quella del Turkestan a sud, segn_ata dalla (er"f·ovia del Tr·anscaspio, e quella delle S iberia ad est, tracciata dalla (errovia Transsiberiana. In questa avanzata della civiltà nel cuore di paesi barbari, la rappacificazione, l'ordine ed il benessere si fanno '· strada nel r aggio delle conquiste russe, dove precedentemente regnava il disordine, il dispotismo, la miseria e lo oscuraùtismo. Colonie russe, centri di una nuova civiltà escono dalla terra, il commercio e l'industria progrediscono dove le due arteria di civiltà penetrano, creando alla madre patria nuovi sbocchi pei suoi prodott.i. Di queste due grandi arterie di comunica7.ioni fra l'Ocoiden te e l'Oriente la prima, ferrovia del' Transcaspio (già in ei:l'ercizio), misura 1352 verspo (chilometri 1442), la seconda ji•rrovia della Siberia (attualmente in costruzione) lj,vr à 71!JO verste \chilometri 7992).
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u;; PBRROVIB ROSSE
J.E PBRROVIE RUSSE:
1° Ferrovia del Transcaspio.
Le vittorie dell'esercito russo, il qual e a.veva per base di operazione Orembnrgo e la Sibari~, con~uss~ro a~la occu: pazione del Turkestan. L e succes:nve v1ttone sm Tekke, riportate dalle t ruppe del Caucaso, crearono la .x:u?va provincia del Transcaspio. IL paese una volta tranqULlhzzato, e Merv pacificamente occupato, s i trattava di collegare i due punti d'arrivo della doppia azione militare e civilizzatrice, separati dai deserti. Fu appunto ciò che diede luogo alla costruzione d el~a • ferrovia transcaspiana, anello di congiun:r.ione fra l' As1a eentrale e la Russia europea. Questa ferrovia, la quale, come si disse, ha uno sviluppo 1 di 1442 chilometri, dipende dal Ministero della guerra. Essa va. da Uzun- Ada !'lnl mar Caspio a Samarkanda, nel Sar afshan (Turkestan russo meridionale). Il primo tratto, .da Mikailov sk a Kizil- Arvat (237 chilometri) fu fatto costrwre dal generale Skobelev, durante la spedi:r.ione del 1880-81 contro i Turcomanni-Tekké, a llo scopo, esclusivamente str a· tegico, di facilitare il t raspor to delle truppe, munizioni, ospedali, ecc. dalle r ive del Caspio ver so l'oasi Akhal Tekké ed Askhabad; per modo che appoggiato ad un porto del mare stesso, il corpo di spedizione potesse lentamente, ma con si· c1trezza avanzare combattendo, rafforzando man mano i punti conquistati e collegando questi mediante la' ferrovia alla sua base d'operazione e di rifornimento s ul Caspio. Il tratto sopradetto era già terminato nel 1881. La costruzione del secondo tratto, da K isil-Arvat al Tur· kestan, non fn decisa che nell'anno 1885, ed il 15 maggio 1888 la linea toceava Samarcanda, la già popolosa, fio· r en te e dotta città del mondo musulmano. La. ferrovia fu. costruit a dai due battaglioni ferrovieri detti 11 del T1·anscaspio, sott.o la direzione dell'allora colonnello A.n' 1 nenkov . Il costo di costruzione fu. di 25 milioni di rubli
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ed il costo complessivo, compreso materiale mobile, person ale e due piroscafi sull' Amu-Daria fu di 46 milioni di rubli. P er la costruzione della linea si doverono superare difficol tà grandi. Nel tratto da Uzuu-Ada a Kizil·Arvat, at· traverso le steppe aride e sabbiose, il vento della KaraYel (vento nero), trasporta nell'atmosfera sabbie infuocate. Per preservare la linea, il generale Annenkov fece ri cuo- ' prire le scarpe di fango e terra argillosa stemperata, in niodo da formare una specie d' intonaco liscio che non dasse pr esa alle sabbie, e fece proteggere la linea con siepi di vimini intrecciati. Ma. il tratto più d ifficile fu quello a traverso il d eser to che si estende da Merv a Ciargiù, sull'Amu· Daria (266 chilometri 1. Alla costruzione di questo tratto, oltre ai due lbattaglioni ferrovieri, presero parte fino a 20,000 'l'ekké, i quali precedevano i soldati nei lavori di terra ; mentre questi u ltimi erano impiegati nei lavori di finimento. n l " battaglione forniva il personale d'impiegati e pel tel egrafo, il 2• effettuava la posa ùelll:l rotaie, facendo in media 2 o o chilometri di strada per giorno, seguito dal eelebre treno- caserma. Questo treno, composto di 30 o 40 va· goni, poteva contenere 1500 soldati ed indigeni, r icov er ati in vagoni-dormitori, a due piani, ciascuno preparato per 50 sòldati. Vi erano poi vagoni per cu cine, per alloggi degli ufficiali (a due piani) ; per cantina, per ospedale, per ufficio telegrafico, per l'acqua , pel materiale ferroviario (rotaie, ecc.) necessario per 24 ore, ossia per la posa di 2 o 3 chilometri di linea. Vi era inoltre un treno pel direttore (Annenkov), specie di quartier generale composto di 5 vagoni: 2 per l'abitazione del direttore e degli aiutanti di campo, ecc. l per la ·c ucina, l per . l'ufficio ed archivio, l per sala da pranzo; sulla piattaformll- di questo treno il generale Anuenko v ispezionava la linea.. La ferrovia del Transcaspio ha grande importanza straLegica, sia per eventuali imprese ' dei russi nell' Asia ..cenLrale, compreso il Pamir (punto di contatto coi possedimenti inglesi dell' In_dia ), sia per operazioni militari neltG- ANNO XL.
LE FERROVIE tOSSE l
l'Afganistan (altro punto di contatto cogli inglesi:), la uni capitale Herat (la por·ta delle Tndie), è ora a brevissima distanza da Dushak, stazione più meridionale della linea del 'franscaspio. Essa ha poi speciale importanza commerciale. Collegata dai vapori del Caspio alla ferrovia del Tra.nscaucaso, essa può considenrsi come la continuazione di questa. In quattro giorni s i può oggi arrivare dal mar Nero a Samareanda; 20 ore di ferr ovia da Batum a Baku (Caspio), 20 ore di traversata sul Caspio, e 48 di ferrovia da UzunAda a Samarcanda; mentre in passato una cara vana impiegava 2 mesi per auivare da Samarcanda al mar Caspio. Nel 189:!, oioè 4 sol i anni dal compimento della ferrovia del Tr<mscaspio fino a Samarcanda, notevoli gia erano i risultati conseguiti dal s uo traffico, il quale (esportazione e? importazione) ascendeva in fJUeJl'anno a 21,737,226 putj (1), esportando dalla Russia per l'Asia principalmente zucchero ( 1,047 ,9~6 pud), oggetti di fabbrieazione (670,975), pro~o~ti delle foreste (519,559), del nafta (211~,489), ferro, acCHJ:lO, latta, ramfl, ecc., maechine agricole, ecc. ; ed importando in Russia, cotone (2,626,110 pud), cereali (820,653), lana (492,000}, cuoiami, tì·utta secchb, sale, canape, ecc. Lo zucchero è quindi il prin0ipale a r ticolo d i esportazione dalla Russia. il quale rivaleggia con successo con quello importato dalle Indie per Kandahar ed Herat ; ed il cotone è il principale articolo d' importazione dell' Asia centrale. In passato l'importazione del cotone in Russia era di circa 500,000 pud, dunque come si vede dopo la costruzione della ferrovia transcaspiana essa si è più che quintuplicata. Linee in progetto. -- Il fabbisogno a.nn~o delle fabbriche russe di cotonine vien A valutat o a 11 '/, milioni di pud di cotone (equivalenti a 110-120 milioni di rubli), 3 '/, milioni dei quali sono forniti dal Caucaso, Kiva, Bukhara e Turkestan; per gli altri 8 milioni di pud di cotone (rappresentanti 800,000,000 rubli) la Russia deve ricorrere agli ame-
(f) Pud
= chilogrammi :16,380.
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LE FERROVIE RUSSE
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-ricani ed inglesi. Al fine di emanciparsi dai m ercati esteri, s i pensa di utilizzare, per la coltivazione del cotone su vasta .scala, le quattro provincie russe dall'Asia centrale, le qnali p ossiedono insieme 611,520 ettari di terre dotate di sistemi d'irrigazione. Ora, a dare un deciso impulso alla coltivazione del cotone nei possedimenti asiàtioi, si: era proposto ultimamente di prolungare la ferrovia del rrranscaspio da Samarcanda per Dgizak fino a Tashkent (provincia del Sy rDaria), provvedendola di un braccio che da Dgizak arrivasse fino a Kokan (provincia del Forgana). S econdo però notizie più recenti (luglio 1894) la nuova linea comprende· rebbe due ferrovie distinte, una da Tashkent ad Andigian •(ai piedi del Pamir) e l'altra da Andigian a Samarcanda, .collegate fra "loro ad angolo acuto ad Andigian. Gli studi del tràcciato di questa linea sono gia iniziati, ed è già stato aperto a Samarcauda (26 luglio u. s.) un credito di 40 milioni di rubli. La nuova linea (circa 500 chilometri), mentre ~allAgherà la Russia d'Europa alle provincie del Syr-Daria .e di F ergana, le più ricche in piantagioni di eotone come si è veduto, avrà pure una grande importanza amministrativa e strategica. Il porto di Uzun-Ada, attuale testa della ferrovia tra.usoaspiana v.erso il Caspio, situato in paese sabbioso, deserto e privo d'acqua., aperto a tutti i venti e nel quale i vapori non possono ora ancorare che a parecchi chilometri (fino a 10), a cagione dei v enti di terra ch e fanno ritìra.r le acque e dea-li insabbiamenti continui, non si presta più al s uo ufo . ficio e si pensa sostituirlo col porto di Krasnovodsk, più a nord-ovest, che si . propone di riunire alla ferrovia trn.nscas piaua alla stazion f:l Akhatcia-Kuima (o Akhgakumt) mediante un tronco di 198 chilometri; al quale e:ll"etto furono g ià assegnati 5,000,000 dì rnbli dal Ministero.....della gu erra. Un'epoca di civiltà per l'Asia centrale precedette le conquiste sanguinose di un Tamerlano e d'un Tcingis-Khan. I vi una .relio-ione si sovrappose all'altra; iv i si formò il budo ,d ismo, vi dominò l'islamismo evi trovò pure terreno fecondo
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LE FEilROVI.E RUSSE
il cristianesimo. I popoli dell'Asia centrale si prestano volentieri alle idee di civiltà, le accettano e le assimilano più prontamente delle popolazioni del nord. Per questa lor(} facilità d'assimilazione le popolazioni asiatiche compreser<>' fin d'ora che i propri .interessi dipendono dall'adattare la loro attività alla ci viltà d el cong uistatore. Nei Khanati, dove anticamente soltanto g li schiavi ed i più poveri ooltiva\'aU(} il suolo, ora t utti si son messi all' opera. I tèroci predoni 'l'urcomanni stessi, i quali tene\·ano in disprezZo ogni lavoro, li abbiamo visti, prestarsi volentieri ai lavori ;della ferrovia; ed ora le loro braccia si adattano all' agricoltura di quel paese, dove l'acqua esiste a profusione, e nel quale l'irrigazione moltiplica 40 e lino a 80 volte (oasi di Merv} il raccolto. La barbara e misteriosa Bukhal'a già aboliva ufficialmente la schiavitù (19 novembre 1886). Il khara Shaitan (diavolo nero) , così i Bukharesi chiamano la locomotiva, già tocca le mura di quella città, la quale è fin d'ora provveduta. di una .banca summrsale dello Stato e di banche commerciali, che vanno aprendosi colle sovvenzioni dell(} Stato. Il principe ereditario riceve spontaneamente l'educazione militare in Russia. Scuole speciali di lingua russa furono aperte ( L894) dalle metlregse di Bukhara, dietro domanda dei cittadini. Tali sono fin d' ora i benefici effetti della ferrovia del Transcaspio e della missione civilizzatrice della Russia nell'Oriente.
2° Ferrovia della Siber ia.
Generalild --- La costruzione ferroviaria più grandiosa che si sta compiendo in Russia è quella della grande linea siberiana (o transsiberiana), la quale con uno sviluppo di 7490 verste (7992 chilometri), calcolato da Slato-ust alle fald&
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de,gli Urali a Vadivostok sul Pacifico dovrà mettere in comunicazione la Russia d'Europa ·c olle estreme r egioni orientali della Russia asiatica, superando così iu estensione quella .americana dal Pacifico al Canadà (Canadian, Paci(ìc · Railw ay), 7940 chilometri, della quale in qualche· modo può d irsi la continuazione. Il costo 'di costruzione è compless ivamente , valutato in 350-400 milioni di rubli. Questa linea unendosi, per mezzo delle ferrovie russe . alla rete ferroviaria dell' Europa oecidentale, costituirà un'arteria di com:unicazione non interrotta da est ad ovest fra il capo estrem.o orientale · del vecchio continente e · quell'o ·occioentale. . La. Siberia nell'estesissimo suo t erritorio 12,400,000 chilometri quadrati circa) comprende appena 4 '/ , milioni di .a bitanti di razze e religioni , diverse; ma la Russia per la sua posizione g eografica interposta fra l'Europa occidentale e .l'Asia, mediante la ferrovia siberiana e quella del Transcaspio, diviene la nat urale intermediaria delle relazioni commerciali fra la p opolazioe dell'Europa (che tolta la Russia può ritenersi di 260 milioni di anime) fl le popola:l:ioni deli'Indostan (240 milioni), e della Cina e Giappone (470 miEon.i); giacch~ p'er le rela:;o;ioui dirette per terra ferma fra .g li ,europei e gli asiatici non resta che l'angusta :r.ona dell'Asia minore, della P ersia e dell'Afganistan solcata. da due vje chfl dal Mediterraneo conducono all'India, una. attraverso il Khorosan ed Herat, la più comoda, ma troppo vicina ai confini della H.ussia, dalla quale occorrendo può ·e ssere intercettata; l' altra che unisce le foci del Tigri e. dell'Eufrate còlle foci dell'lodo, a traverso il Seishtan e il Belugistan, poco battuta dai commedianti perchè si svolge ira i deserti. A queste due arterie di comunicazione coll' Indostan, si contrapporranno in un avvenire non lontano quelle ben· più vantaggiose: del 'l'mnscapio, la quale col . probabile prolLmgameuto dell.a fe:cro via indiana ad · Herat (la ' porta dell'Indie) diverrà la vera strada .dell'India, congiungendo c osì. gl'interessi dell'Europa a quelli di 240 milioni di anime;
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e quella della Siberia, la quale, verificandosi il progetto ci nese di una ferrovia da Pekino ai confini della Russia. asiatica, servirà a congiungere direttamente l' Europa alla Cina e al Gia.ppone, ossia a congiungere gl'interessi di altri 470 milioni di anime. Oltre a questi vantaggi d'indole internazionale, la fer{ r ovia della Siberia ripromette la fusione delle varie razze della Siberia, la colonizzazione delle popolazioni agricole e industriali, la fusione nella vita economica dello S tato delle ricch ezze naturali della S iberia , e t r a queste principalmente quello delle m inier e d'oro che si trovano nelle regioni degli Urali e delle due Siberie (1), e le quali riceveranno nuovo impulso stante la maggiore facilità di provvederle di macchine per fette e braccia. E ssa offre poi i vantaggi militari di assicurare una comunicazione n on interrotta per via di terra. fra la Russia europea e quella asiatica e i resp etti vi g rand'i porti militari di Libava sul Baltico e Vladivostock sul Pa cifico, di assicurare la condizione strategica della Russia ai confini della Cina, di poter, in caso di un a guerra con questa, concen trare nella par te media dei confini mongoli (ad Urga), forze sufficienti per un colpo di mano decisivo s u Pekino, e in caso di una guerra in Europa di poter sollecitamente (2) trasportare ai confini occiden tali dell'Impero tutte le riserve di truppe r egolari e cosacche della S iberia occidentale, dist inte per robustezza ed abitudine allefatiche. A ndamento etei lavori. - L 'imperat ore Ni ccolò li, quando ancora era granduca Czar cvic assunse l'alta direzione della nuova linea., col titolo di Presidente del comitato della re·rr>ovia siberiana. Il 25 giugno 1891 egli inaugurò a Vla.divostok i lavori del t ratto estrem o orientale (ferrovia clell'Ussuri )-
S econdo i progetti del comitato sopra detto la ferrov ia., staccandosi da Slato-ust , punto in r elazione ferroviaria con Samara e quindi colla r ete della Russia occidentale, toccherà: a) Celiabènsk, Kurgan, Pietropavlovsk, Omsk, K olims k, Kolivan, Tomsk, Acinsk, Krasnoiarsk, Nishne- Udinsk, Irk utsk; b) Verkhne-Udinsk, Cità, Nercinsk, S tretiensk, UstStrielk, sul fiume Amur (navigabile); c) Ckhabarovka, Gr afsk aia e Valdivostok. Ai lavori, diretti dal g euerale Annenkov, sono attualmente impiegati 43,000 operai, i quali colle lor o famiglie accam. pan o ài lati della ferr ovia in costr uzione. Tutti i membri di ogni famigl ia indistintamente prendono parte ai lav ori: g li ad ult i in quelli più faticosi, i vecchi, le d onne e i bambini in quelli meno faticosi del trasporto di terre e materiali . Og ni membr o di fèlomiglia g iornalmente riceve in media il salario di 49 a 60 kop eke (1). Questo sistema di lavorazione è molto celere, e s i vuole solleciterà considerevolmente il tempo prescritto per la costruzione. G ià due porzioni alle due estr emità opposte della. linea ~iberiana fur ono terminate ed a.per Le all'eser cizio: quello. oo-. cidentale Slato-ust-Celiabinsk (160 chilometri), n ell'ottobre 1892 e Celiabinsk, Omsk (890 chilometri), n el settemb re 1894 e quella orientala Vladivostok-Nikolskoe (108 chilometri), nel nov embre 1893. L a linea si può dividere in tre trat ti: l" da Celiàbinsk ad Irkutsk, della estensione di 3288 chilomet ri (2); 2° da Irkutsk ad Ust·Strielk sul fiume Amur, 1653 chilometri (3); 3u da G r afskaia (presso Khabarovka) :tino a Nik olskoe (Vladi vòstok), 692 chilometri. Su ciascuna di queste trat te si lavora contemporaneamente per sollecitare il compimento della costruzione dell'intbra linea, pr evisto pel 1902, ma che pare possibile nel 1898.
(l ) L' oro estr·atto dalle miniere c dalle sabbie aurifere appartenenti ai particolari ;_.. !n media. di i~9t pud (chilogrammi 37,500), e l'oro ric01.vato dalle miniere dello St:tto edi l07 pud (chilogrammi 1753). · (il Si calcola che i viaggiatori in f5 giorni poiranno percorr.1re la d istanza fra Vlad!vostok e Mosca e le merci iri 75 giorni. ·
(I J { Kapeka L:0,\!7. (i) Kilometri :1! 88 colle ramillcazioni (Bardul, oRsia alle miniere dcU' Al~) e di Kiakhta a• confini della Crna., punto di congiunzione colla vagheggiata. rer·rov!a di Pek:lno. (3) A ques to punto la ferrovia è momentaneamento sospesa, e le comunicazioni fino a Khabarovka ~i farcllbero sul fi ume Amur, navigabile.
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LB PERROVIB RUSSE
Così. chiudeva. il Ministro delle finanze la sua ~elazione all'Imperatore sul :bilancio di previsione 1893: :.... ' « ..... È inoontestab!le che questa. nuova via (linea. della. « Siberia) sarà' d;una. portata. universale ; per la nostra pa« tria essa presenterà. l'immenso vantaggio di traversase il ·« territorio ru~so · sopra una· e~ tensione di oltré 10,000 verste, « aprendoci nuove fonti di ricchezza pel benessere gene-' .« rale, e che darà nuovo slancio alla nostra industria. Non ~< soltanto il compimento di questa linea rialzerà l'impor« tanza politica della Russia, ma altresì eleverà , in misura « ben maggiore, il cor.ilpimento della nostra patria sul campo « paci!ieo della lotta internazionale degli interessi adono« mw1 »
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NOTIZIE P()LITfCO -MILITARI
Le notizie d'Africa tennero desta la curiositi1 rlel pubhlico e dieder<> lavoro alla stampa per tutta la quindicina. Nulla precedente pu~tata siamo rimasti nel racconto al dispaccio del 15 con ente col quale si annunziava che, la notte da l 13 al 4 ~. ras Mangascià, scosso dalle perdite del combauimento di Coatit (13) e dal timore che gli si tagliasse la ritirata, aveva levato il campo con una parte delle sue bande e s'era diretto verso la regione Scimenzana, rinnovando però· il mattino coll'altra parte gli attacchi per coprire la ritirata medesima; !{Uali at~accbi essendo stati tutti respinti, il movimento di ras M ang:~>:ci à aveva preso aspetto di fuga e il generale Baratieri aveva cominciato \'insèguimento. Non è a dire con qua le ansietà si aspettassero ulteriori dispacci; porchè molti, non abha~tanza persuasi delle gravi perdite subite dagli abissini, temevano che la ritirat:1 fosse una finta por trarre in agguato le nostre truppe, quindi l'Inseguimento fosse un errore; per il che si auguravnno e speravano che il generale Baratieri non avesse mai raggiunto ras Mangascii1. Ma l'incertezza e il timore furono di breve durata. b :l sera del 17 giùnse da Massaua un telegram ma annunziante eh ~ il generale Baratieri, inseguendo Mangascià nella sua prceipitosa ritirata verso lo Scimcnzana, lo aveva raggiunto grazie ad una marcia celerissima di undici ore, p-resso Scnafè, ove il ·ras aveva piantato un immenso campo offrente un ottimo bcrs:.~glio alla nostra artiglieria da montagna. · Quando la colonna eritrea giunse in vista del· campo tigrino era già viciriù il tramònto. t 'artiglieria prese subito posizione ed aprì il fu oco ch'ebbe un effetto superiore ad ogni aspettati va . I tigrini, forse colti d.a panico per essere stati raggiunti e attaccati quando meno se lo <~ s pettavano, si sbandarono da tutte le parti scomparendo nelle tenebre.
NOTIZIE POLITIC0-1111L l'l' A Rl
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All'indomani i nostri trovarono nel campo ahbandouato tende io g_ran numero, armi, munizioni, viveri, quadrupedi; vi erano pure di-· cwsettc· negnrit, onde si deduce che, assieme a Maogascià, si trovavano molti capi; attorno alla tenda di costui , facilmen te riconos~.:ibile, gincevauo va ri cada veri. I dispacci seguenti dimostrarono sempre più quanto la vittoria fosse stnta completa. Fino dal 17 Mangascià , fuggendo nel labiriut~ montuoso dell'Aga mè, ~n·eva oltrepassato Adigrat. Io quel giorno e nei seguHnti presel!tM·onsi al generale Baratieri molti rapi indigeni dichiarandosi pronti ad inseguire e combattere Mangascià ; fra q ue~ti vi era 1\gos Taf:try (nno dei pretendenti al dominio deii'Aga mè) con una banda di 400 armati. Più tardi vennero Je deputazioni del clero chicdenti il protettorato italiano su tutto il Tigrè e rinnovanti le promesse di ~tmi.ciz in e di sottomissione già fatte ncll'epoc<t della nostra marcia sn1Adua.
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** La _notizill ùi questa vittoria in Afri ca destò nelle nostre popolazioni il pi,ù vivo entu siasmo, o sia che l' istinto popolare intraveda nella buona r.iuscita delle imprese coloniali uu utile futuro, o sia che il sentimento della gloria faccia ancora palpitare il cuor~ del popolo in ryuesti tempi di febb re eco1wn1ica e di marasmo politico. Da comuni grandi e piccoli, da sodalizi d'ogni speeie "iunsero all'ono· revole ministro della guerra innumerevoli telegrammi" dt congratul:lzi!JÒe pc l generale Raratieri, per lo tnrppc d' Arric:t, per l'esercito iutiero. S. M. il Re diresse al detto geuernle il telegr~mma seguente: " Le vittorie,delle armi itnli:me a Coatit e Seuafè sono un nuovn trionfo della civiltà sulla barbarie. :Mc ne conl{l'atulo con Lei l)er la direzione intelligente. Voglia rendersi interprete ·dei miei sentimenti di gratitudine verso gli ufficia li, i sotturtìcia,li'e i ,;oiJati che per tre niorni .. " consecutt v1, con abnegazione ed entusiasmo, comb11 Ucrono se m pre vincitori eohtro un nemico tre volte superiore in numero. « Con soldati come code~ti, eomandati e guidati da un cnpitano valoroso ed intelligente come Lei, l'avvenire .dell~ nostra Colonia· non temo insidie cd è sicuro da ogni pericofo ». l governi ed i eapi delle nazioni :tmiche si r:11legrarono col i'Ital i:~ dr-Ila s •~a vittoria. Il governo inglese, cbe qualche giorno prima, a lettere di ras. Mangascià tnvoc.1 nti l'amicizia dell~ Gran Brettagna, aveva ris~osto consigliandolo a restar fedele all'Italia , fece pervenire al nostro
NOTIZIE POLITICO-IIOLITARI
.fel icitaziqni. L'imperatore di f.~rmani<1 P- rìmpcratore d'Anstri:_~ le telegrafarono direttamente nl nostro Re. E4 inyero queste vittorie ehbero il potere di rialiare il nostro prestigio non ~olo · in ·Africa di fronte agl'indigeni d'ogni specie, ma pure in Europa di.fronte ad 'amici e a riv:tli ; percliè to,rn;mo ad onore non solo del geoe r:~le UHraticri come gove ru :~ to re e come comandante di 'trupp'tl, ma ;li tu.ui col'qro che, gotto ambedue i rapporti. lo aiùtarono _e specialmente degli ufficiali che con lui concorsero ad impìantare nn buon ser vizio d.'informar.ioni , ad onlin are tutti gli altri , a di sciplinare le truppe indigene e condurle alla viuoria in terreni nuovi e diflì cili, sccondando. mirabilmen1c gl' intcndimr nti del cq mandautè in ca pp. or~ m ll i iu Afrie:., politie;l mento, :. ltbiamo una base solida; militarmente, :~ bbiam o nua sruolrt H 1111:1 fon:a cl1 0 s'i111pone. Qu:111do' ~i pensa cho :~g l'in g les i , Jl(•llo loro folte co n Osman Digma, no11 riu scirono mai a spioge t·si fith> a metà strntla tra Sn:-~chim e Herber, c !'i vedono le nostre truppe correre da un C<lpo all'altro dell'Eritrea e !'pingersi ncll'iuteroo de l Tigrè con velocità incredibile, fino a raggiungçre gli abissini fuggenti, non si può non restarne meravigliati e non form~rsi la 'co nvin?.ione che, se non fosse · 1~ questiono ftnanziari:1, ben poehi osLaeoli incontreremmo per ridurm in breve tempo a possedimento et\'euivo tUll<?ciò che è t;omprcso ut;lla ll•>stra zona d'influenza. gqver.no. le
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Dopo la . vlttot·ia di Sennfè il generale Rnratieri restò un giornò sul luogo per f:~ r riposare le sne truppe e poi ritornò nelle antiche posizioni ; il 19 era a Sa;,<:~n citi, il 20 all'Asmara . P<.~re('chie 'ragio ni possono :~vere <'•'nsigliato il g<'net'nl e Raratie1·i d non proseguir\l nell'iu seguiruento: an zitutto ~u cll:t di non all nnt:lflarsi troppo dalla sua base d'operar.ione, i11ternnndosi con poche trup pe io nn paesè qunnto mai accitiPutato; poi quella di :i~pe.ttare i:muzioni. d:> l sovern o centrale; (Tla è .evidente che la strada del Tigri> ci è oramai ' aperta. Dobbiamo profi ttarne? Per il monìento ùon è assolutamente ammissi t;ile che Maugasciil e i. snoi segnaci ri eseano a rinnnorlarsi, riordin:-.rsi e tentHre n l;reve ::;cadcnz:1, qualche nuo1•o allo di ostilitù, ma noi dohbinmo preoccnparci df!'ll'av.vcn,ire. Chn c9;a va lgn li1 fede di costoro 'o ramai lo sappiamo; se ·nÒn vollero mantcnerl a (jl;anJo non avev:u}o tressun moti vo d'odio e di ve ndetta contro 'li noi che, propri.ar,nenl!l parlando, nou a vev;'lmo neppure venctica'to Dog:di, molto meno la manterrebbero adesso, che hanno il \·ancore di una sconfitta. Aucl1e se chiedano 'i,i tornare :~ll'an-
NOTlZIB POLlTI CO·MILlT.ARl
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tica am icir.ia, questa non deve essere loro concessa se non con un pegno in mano nostra che serva loro di freno c fJUesto non pnò e:;sere che l'occupazione di Adua, capitale del 'l'igrè, di Axum, città santa e di Adi grat, ca pi tal e dell'Agamè. Cor·to il problema ~i sarà presentato chiaro al governo e per ora 11011 sa premmo dire che cosa abbia deciso. Sappiamo però che oltre il ba twglio11e di 600 uomini partito da N11poli per Massa ua il t6 corrente altri due di eguale forza partiranno il 30 o contompor:mcam enle sar~ sp~d1ta al governatore dell'Eritrea una co nsiderevole quantilà di mate.rtale da guerr~. Oltracciò, dietro autorizzazione del governo centrale, lo stesso governatore dell'Eritrea levò sui luoghi altri due battaolioni di 0 truppe indigene, Queste forze uou sarebbero certo necGss:~rie llOr m:m toncre il vecch io cynfine del March; , anzi considerando ch'esse aumentano di un buon terzo il nucleo delle forze di campagna con cui if generale llaratieri ha sconfitto le bande riunite dei capi tigrini , si pu_ò erodere che, perdurando l'attuale inazione dei dervisci suli'Atbara , esse siano piuccllè sufficienti . pe_r eseg~1ire le ?eeupaziooi so pra indica te. Se pertanto il generale Daratwn, a cm certo r1 governo centrale h9 lasciato la necessaria li ber tà d'azione, crederà che la situaziont:J genera le della colonia consigli di fare questo passo, non tralascierà certo di f:~ rlo. I precedenti dimostrano come egli sappia cogl iere il momento opportuno ed agire colla massima prontezza cd energia. ~
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. Ai. prl)vvedimenti . per-l' Eritrea che ~ peci11lm ente di peudooo dal Mi . mstro della guer~a _(in vio di rinfo:zi e di ma teria lA) do bbi<~mo aggiungern.e u~o- del ~llltstro della marma, il quale d'accordo con quello degh allart esteri ha ·determinato che, ù'or11 in poi, non meno di due n a vi da guerra siano adibite <~i ~ervizi del Ma r Rosso, ed oltr:{cciò una terza na ve di maggiore potenza delle precedenti, vi~i ti tli tanto in tanto i nostri possed imenti coloniali. ()eii'Eritrea e deli:J Somalia. ~on sappiamo f}Jtanta relm:ionc abbin qu esto p roneifimento con le voct ~orse di aiuti in arm i, munizioni e danaro che gli &bissini iu vari temp1, ed anche recentemente, avrebbero avuto dall'estero, comuuicando r:ol mare per le baie della cost:1 eritrea dn cni partono strade -verso l'interno..Ad ogni moçio è un provvedimento opportunissimo per l'avvenire. Ma 1 r(lpporti elte i nostri nemici in Abissinia potrebbero in questo modo ~antenere coll'estero, gli aiuti e gli eccitamenti che loro potrebhcro gmogere dalle spiagge a noi soggette e che perciò possiamo guar-
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NOTIZIB PO l.l't'ICO·MILITA Rl
NOTII'liE POLITIOO·MU.LTARl
.dare, sono nn nulra rispetto a quelli che ritraggono da punti non sottoposti alla nostra giu risrlizione. Giu sto in questo mese una missione russa, con ricchi doni per Me;(}elick, è sbarcata ad Obock diretta allo Scioa. La corte di Mcnelik è tl a qualcho tempo un CO \'O d'intrighi stranieri a nostro danno, ed è oramai nolo che, appnnto da Menelik e dnl suo entourage, sono partiti gli ccci t:~mcnti che ci hanno ribellato Bat-Agos e rese inlido ras Mangascià. ln quell :~ corte di negri adulati da hianchi sarà forse giunta a quest'or:•. anche senza telegrafo, o giungerà tra poco, come uua bomha, la notizia della sconfitta toccata ai tigrini. Che cosa farà quel vecchio Il e dello Scioa'? Probabi lmente, seuza muo versi dal trono rli Sn lornonn, faiJbriratogli dn 11n falegname itali ano, trasmetterà ai rns tigri oi gli cccitume>rrti, i co nsigli c forse '"' po' del dcnHo che gli altri danno n lui, pcrchè costoro coutinu ino n iufastidirci. EJ è per •ruesto che, non potendo lìnirla con lui , bisogn" fìnirln con loro, nel modo che nbhiamo indicato.
sivo all'opinione pubblica, stornandola dalle personalità e dalle malignità, strascico delle ultime loue parlamentari. Frattanto, a Par~amento chiuso, i decreti-legge di cui abbiamo parl:~to nelle precedenti puntate, e quegli altri che ne sono il corollario e si succedono di mano in mano, prov,·etlono percbè questo tempo d'interregno parlamentare non sin tempo perduto e l'ordinamento dell'ese rcito è di tutti i ser vizi che no dipendo1no s'inc.1 mmini su quella via, eire da molto tempo cr:~ ad ditata da qunnti · desidera no conciliare le e~ig~nze mi.litari c~u _l e esigenze economiche, ma sulla quale finora s~ et_a andati a passr d1 lumaca appunto per lr. incertezze e le tergiversazronr pari nmentari.
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Il2t corrente fu pnt>lllicato un H. decreto per il q naie l'attuale sessione legislativa del Sen:~to del regno e della C:am•Jra dei deputati il chiusa . Il decreto non è accompagnato da ne:<suna relazione; forse il Mini stero ha creduto che bastasse qu ella con cui era stato sottoposto allr~ firma reale il precedente decreto di proroga. Dunque fra poco avremo le elezioni genr.rr~li e giova sperare che riescnn o quali la situazione del paese richiede, cioè che dni comizi venga fuori un:~ C<•mera operosa, tranquilla, più inclinata a discutere leggi che persone, meno proclive agli scandali chr hanno nauseato il pubblico e screditato il sistema. Denchè la situnzione in Italia nou sia tale da lasciar atlito a troppo rosei pronostici, non v'è dnhbio però che da un mese a quost~ parte si trova mo lto migl iorata . Gli spiriti sono più c:llmi e se n'ha una prova nel linguaggio della stampn. Quçgli onorevoli che hanno speranza di tornare in P:tdamcnto, tro-v"nrlosi a contatto cogli elettori, si sono forfe un poco ritemprati :~1 sen-ttmento della re:iTtà o qnelli che non hando più speranza di tornare avranno forse messo l'anima in pace. R siccome, in fin dci conti tutto il òiasso lo farevnuo loro, cosi è .. natural e ehe la situazione appaia migliorata e realmente lo sia. Crediamo che anche te· vittorie ù'Afric.1, soddisfa(:endo per un lato l'amor pt·oprio dei paese e oll'renrlo dall'altro alla st:~mpa migliori :~r gomenti di pubblica discussione, abbia no contribuito a dare un diver-
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* * F r11 le più importanti disposizioni d'indole mil itare emanate nella qu indic ru~ ~wtiamo . a_lc~me norme per le domande d'impieghi civili da concedersr :t t sottuffrcra h, nuove istruzioni sulle mauopere tli forza alcune aggiu nte e varianti al modello per gl'inventari del materiale' dei servizi amministrativ i, uu prc11vviso per i cambi di guarnigione che devono. avér luogo nel corrente anno. .Un R. de~ret~ h~ det~rm inato eh P., :1 rht:1ee dal -1 • febbraio, l'i spettorato delle dtrezronr terntor iali del genio, delle fortezze e dei fabbricati assuma il uome d' ispettorato delle costruzioni del genio. ' Un altro R. dccroto ba stabilito eire, n datare dal 1o fel.JLrai o cor· rente ~uno, s'i nteutler;1 nno soppressi gl'ispettorati e i com:mdi d'artiglieria stabiliti nella legge U luglio "887 e cbe alla ·stessa data saranno i~ ti~ni~i: · tm ispettorato d'artiglieria da campngna, un ispettorato d' arugher• a da fortezza, un ispe ttorato rlclle costruzioni d' artirrlicria un i~pettorato delle _;~rmi e. ùe! ~a~criali dei corpi, una direzi~ne s~tpe rtOrc dell1: espcr renzo d arttghena, due comandi di artiglieri a d11 fortezza. .~eoneru pubblicate nuov.e norme e programmi per g li esami d'idonerta all'avanzamento dei tenenti di cavlllleria c di (Juel11• del :,CO " ·lO. . . ~e~ne st~b1hto. che gli ~sami ~i avanzamento a scelta per i capitani d~ Jan tena e d1 cavnllerw :1bhrano luogo in Roma nel prossimo mese d r settemb~e. pres_so i_l èomando del IX corpo d'armata e che possano concorrervr 1 ca pttnnr aventi anzia nità superiore a! 1888. Furono pubblicate le norme por le am missioni alla scuola mi litare ? all'Accademia militare per l'anno scolastico 189i>-96 e venne fissato rl uu rn ero degli allievi da ammettersi nei fletti istituti, cioè: 120 nella scul) lu mi litare o 70 n~l'nccndem ia militare.
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NOTIZlb: POLlTlCO·MILITARI
Il Ministro della guerra .ha ordinato che .d~ora innanzi tutti i reg~ gimenti c riparti di artiglieria festeggino solenneme1,1te, il giorno 30 maggio, anniversario della vittoria di Goito e dell11 resa . di Peschiera nel 1848, avvenimenti che indubbiamente primeggianq fra quelli pei quali fu in deuo anno conferit.1 la medaglia d'oro al valor militare allo stendardo del real corpo d'artiglieria . Roma, 29 gennaio 1R95.
NOTIZIE MILITARI ESTERE
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AUSTRIA-UNGHERIA.
PM·sonale de gli st11l n'li mr-nt1; d'a.r tighcr ia. (Artiglieria tecnica). Con Verordnlwgsblatt del 15 gennaio Yennero pubbli cate le nuove disposizioni org:111iche per gli stlìbilimenti d'a rtiglieria. - È noto ch e finora gli stabilimenti ù'aniglieria (co mprendenti gli stabil imenti propriamente detti ed i depositi d'artiglie ri~ . paragonabili alle no~tre ' direzioni) erano cliretti da uflìci;1)i che facevano ruo lo comune con <Jnelli dello st:1to mnggiore d'n rtiglierin c da i m pieg;~ti tecnici con ruolo propriçr. Colle. nuove disposizioni, che 11vr anno vigo re dal 1° febbraio .f 895, gli stabilimenti saranno invece retti da ingegneri d'artiglieria e da impiegHti . . Sçcondo il nuovo or ganico agl i stabilimenti saranno addetti : 2 ingegneri generali (pnreggiati a rn nggiori generali) . Hi ingegneri ~u periori ( pareggiati ad ufficia li superiori). '25 ingegneri (pureggiati a c11 pitani). 1 O iugegneri a s~ i s len ti (parHggiati a tenenti) . Seconclo le disposizioni fi nora in vigore (1 890) queste cariche erano invece coper.le da 4 colonnel li , 5 tenenti colonnelli, .f O maggiori , 50 capitani e 52 tenenti '1ello stato maggiore di artrglieria. Questo p ~r la parte tecnica direttiva : per quanto riguarda l'amministrazione del materiale si hanno allri 220 im piegati. Questa nuova riforma conferma il princi pio, ormai prevalente in _Austria-Ungheria, di t;!l iminare negli stati maggiori d'm·tiglieria e genio t7 -
ANNO Xl ..
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NOTIZI I'. HILITARI ESTERE
NOTIZIE .JilLlTARI
tutte le cariehe d'indole puramente tecnica, affidando invece tali nttri, huzioni a corpi di impiegati milit:-tri specialisti (1). Gl' ingegneri militari d' arti l!lieria provvengono dagli ufficiali e dagli impi eg:~ ti dell'arma che hanno compiuto il corso snperiorn d'artiglieria; i concorrenti fre11ueutano però :;olo le le1.ioni delle mr1 terie tecn ich~ di tale corso ed occupano il tem po rimanente assistendo a lezioni speciali del Poli-tecnico di Vienna. Oltre a '!uesto gli asp irnn ti ingr,gncri sono sottopo;ti ad un esperì-, mento di 6 mesi m nno ~tabi lim c uto d'artiglieria.
BULGARIA .
.ai 4 reggimenti di cavalleria formando così in ciascuno il 5° sq uadrone, g li altri due riuniti formeran no un q uinto mezzo reggimento di ca ' va lleri a. Infine verranno create 3 nuove compa gnie di pionie ri cioè: un a di te legrafistr, una di ferrovieri , una di pontonieri. Lo stesso giornale pubblica altre- notizi11 rigua rd auti l'eserc!to bui . g<tro come p. es. la nomina defini tiva a capo di :;lato maggiore del tenente· colon nello Iwanow, il qu::~lc finora copriva ta le ca rica soh:wto prO\'Vis<)r iamente; l'istituzione di unà accade mia di g uerra inve1:e del corso per gl i uffi,:ial i di stato maggiore. A questa accademia potranno essere insc ri tti fino a 60 allievi, ed il buon risu ltato ottenu to alla fine dei corsi daril di ritto ad essere comandati all'estero. Si spera che detta accndemit1 fo rnirà :~!l'esercito dei va lenti ufficiali su peri ori.
Riform e ne ll'1).~r-1'c ito lmluaro. - 11 giorna le 111i litare austriaco la Reichswehr del 20 genna io pnbhli1:.1 alcune notizie rign:H'tlnnti ri forme nell:J cnv::~lle ria dell'eserliito bulgaro, che si pos,;ono ria ~s urnere nelle scgnenti : Ognun:1 delle 6 divisioni terr ito1·i:~ l \ aveva fino ::td ora un reggimento d'Htiglieria rl~ t:ampngnu su 5 b~ tler ie più una batteria di ri:;erva la quale consisvwn nel quud ro per la formazio ne di un aiiro reggimeu to. Queste 6 batterie .di rise1·va avevano un deposi:o e tu tto il materia le or,co!Tente per le batterie dei 6 reg3imenti di riser v;l da formargi. ta trasformazione consiste nell'aver aggi unto le batterie dt riserva agli attuai i reggimenti d'ar tigl ieria d•1 eam pa gn::~ formando co3Ì 6 reggimenti (uno pe!' divisione) su 6 batterie, delle quali 3 eostitui scono una sezione. I r cg~imcnti sa ranno eom:mdnti da ten enti colonnelli, le sezioni da tenenti colonnelli o maggiori , le batterie da mnggiori o cnpitani. Inoltre ai 6 reggimen ti cosi formuli vcrrnnno un ite le 6 eompagnic del treno le qua li finorn dipendcva uo dircttumen tc dai comandanti di divisione. _Le 6 nwz1.e batterie da mon tagnn, vena n no raggru ppat1~ in 3 batterie ed unite al 2° (Sclwmht), 3o (Ftlif!popoìi); 4o (Sofia) reggi menti d'artiglie_ria. L'artiglieria da fortezza sarà aumei?-tata di un battaglione su 3 compagnie. Nella cavalleria, dei 6 s~ u a dron i divi sion::~li, 4 verranno assegnati
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FRANCIA.
nell ':t l't.ig l i.-~rin n
(i) Vedi Rivista del 16 riovem bre i89~ -
(Joncocazione degl·i ufficiali di {unter·ia deU'ese1·cito territoriale. -- Ceni circolare ministeri ale del 23 gennaio, sono state impartite le "Seguenti disposizioni pr.r la convocazione degli ufficiali di fante ri a delresereito terr itorial e pres::o i reggimen ti attì.vi. • (ili ufficial i saranno eon voeati in 3 differen ti periodi ed 11 gruppi " per ba ttaglione :~ I la sede del reggimento attivo della stessa suddi·« ~i si one .
, P er cw:zionc, quelli dci reggimènti tcrriteri:tli difJendenti ùa reggi1nenti attivi di cui la sede è a P arig i si presenteranno nnl capo« luogo della sudd ivisione ove si trova l:~ portion centrale del corpo . v t1 atltVO. « Le date di convocazione dei :.! periodi sono le seguenti ; " 1o pèriodo (1o battaglione) dal 2·1 apri le :li 4 maggio; « 2o (2• >> ) dal 5 ma ggio al 18 mnggio ; (( ao (30 )) ) da l 19 ma ggio al 1o giugno. 'Gli ufficiali dei LaUilgl ioni territoriali dci caeci :~ tori a piedi e "dei ' zuavi saranno convo<'ati da l 2t aprile al 4- m:tggio •. Molto sav iament~ il Ministro della guerra ha disposto che la convoca zione di questi uffi ciali abbia luogo in prima vera ; poich è in caso d'una campagna di guerra s i avreb bero cosi gli ufficiali in congedo di fresco istruiti- e meglio preparati al comandare i reparti rispettivi. Il rego lamento in data 23 marzo 1894, stabilisce le norme da segi1irsi per l' istruzione degli ufficiali in queste periodiche convocazioni.
·«
262
263
NOTIUE MILITARI ESTERE
NOTIZIE liiLITARl .ESTERE
I corsi sono teorici c prattci appropri~ti , all'incarico degli uftìciali in caso di mobilitazione . purante il periodo di convocazione gli ufficiali sono anche ispezionati dal generale ispettore del corpo nel quale compiono il corso di istrozione. Scuole d'istruz'ione. - Il regolamen to del 23 marzo f 894 nell'istruzione degli ufficiali di r iser va e dell'esercito territoriale, oltre alle convocazioni pe1·iodichc ed ni co r~i str[10rdinari d'i struzione (stagcs) volont:lri od ohbliga tori, stabili sce che dal t • novembre al1 ° agosto, cioè per un peri•>do di 1 O rnesi, pre~so i cor pi atti vi sieno :~perte scuole di· istruzione per gli uflit:inli tcrri torinli. Questi uffi cial i devo no i~cr i vt rsi ciascuno ;1 lla scuola più prossima alla propria residcnzn. e !~ volte :li mese, in gioroo di domenic:1, possono freqncntar0 i corsi d'istru zione elle iu esse si imparti scono. Dal 1onovembre al 1" aprile l'istruzione è sulle teo rie c rego lamenti d'esercizi, ll lterm1ti cu n con fereuze d' indole ge uer~le militare; dal 1° aprile al 1o agosto, cioè durllnte il periodo della buona stllgionc, gli ufficiali sono cscrciw ti nelle manovre di pi:~:>:za d'armi e sn terreno vario con èlpplicazioue del servizio del le truppe in campagna. . R queste scuol e in Franeia funzionano a!JbasLHnza bene; in virtù della val ida coopP.i'rtzionfl r, rlell:~ ~r.rn polosn at.tivitil dr.gli egmgi rlirAttori, i q~tali, apprezzando la grande importan1.a che esse hanno, si studiano a tutt'uomo perchè l'istruzione che in esse s' impar tisce, ri esca utile, :~ttrn c nte, e soprattu tto pratic:1. L'assidua cura dimostrata dai ministri della guerra c dai molti generali fra i qu~li il Governatore di Parigi, generale Saussier per completare e nel tempo stesso tener sempre al éorrcntc l'istruzione di ques ta · categoria d'ufficiali in congedo è sotto tutti i rap porti commendevole. La starn pa militare franeesc encomia coteste misure eccellenti non solo ma si fa nuche promotricc di migliori fa cilitnzionì acciò il numero dei frequentatori di delle scuole possa per l'a\'venirc aumen tare. La Fr·ance· Militaire fra le varie proposte r:u;cornandn che anche per gli ufficiali di fanteria della territoriale venga adottilta la scuola d'eqnit:1zione, la quale· invoglierebbe senza dubbio molti di questi uf!ìc.iali ad assistere con maggior frequ c nz:~ ai eorsi d'istruzione presso i reggimenti attivi. Da tutto quest'insieme di disposizioni rigu;Jrdanti l'istruzione degli ufficiali della territoriale, ùalle cure :tssidue che presso i corpi attivi si danno ai preparativi di mobilitazione delle corrispondenti unità territoriali, dalla periodica costituzione di queste unità a. titolo d' istruzione, trnsp11re evidente l'intenzione delle super iori autorità militari francesi
di assegnare all 'esercito territori ale in caso di guerra funzioni importanti. E in vero noi sap piamo che, oltre attendere lli mezzi d'ordine, di retrovia, di presidio delle piazze forti, di guardi a lll litorale marittimo, l'ese.rcito territori ale concorre pure eon brigate mobili alla costituzione di corpi d'arm ata di seconda linea . L'avanzamento nell'eser etto f'rancese. -Il seguente specchio indica la pe rmancnzn minima nei vari gradi stabilitll per legge e la parte fatta :all'anz ianità cd allll scelta nell'avanzamento degli ufficiali dell'esercito francese:
GUADI
~
Avanzamento
Anzianilà
Prororzione
ai gratli !li
richiesta
tra anzianità e scelta
Soltolencnte .
Tenente
2 anni
Esclusi va mente anzianità.
Capitano
C1-1pitano
2
i/3
Maggio t'e .
Maggiore.
4
1 1 /~t
T enente
T enen te colonn ello .
a
tene nte colon. n ello .
Colonnello
2
Còlonnello
Gene rale rli brigata
3
Esclusivamente a s celta·.
Genera le di brig-ata
(i eneral e di diviswne.
;~,
Esclusivamente a scelta.
l
l
))
*
scelta, zianilà.
2/ 3
l
an-
scelta, l/ 2 anzian ilà.
Esclusivamente a scelta. Esclusivamente a scelta.
Per lll da ssificazione dei caudida ti all'avanzamento a scelta, le norme finora ~eg uitc si t'iassumono nelle seguenti: 1 o Uoa se1·ie di commissioni, nnll per arma, in ciascuna regione di .cor po d':mnata, nelle proposte fatte dai eornnndanti di corpo o di servizio: 'classificava i Cllndidati all'a vanzamento in lUtti i gr:tdi per or1line di merito. 2° Il Mini stero, - fissalo il numero dei candidati da prendersi in testa a ciascuni\ lista rrgionale, - co mpilava eon detti elementi uua nuova lista nella qu11le gli uftìeialì di ogni arma e grado crnno messi l
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NOTlZIE MILITARI ESTERB
per ordine di anzianità. Tale lista costituiva per i tenenti e capitani il quadro definitivo di avanzamento. 3° Pei maggiori, tenenti colonnelli e colon11elli le liste di propostedelle comrni~sio11i d'a rmi erano presentato da nna commi.çsione superiore d·i classement, In quale giudicava in 2o grado e fondeva le varie, liste in una sola per ordino di preferenza. 11 Ministro su questa J ist~ detcrmin av:1 il numero dci caudidati da ammettersi, c le iscriveva sul quadro d'avanzamento p() r 01·dh1c di am;ianttà. 4° Per la promo?.ioue dci gcncr:di a comandanti di divisione e di corpo d'annata le proposte cran fatte al Ministro dal consiglio superiore di gue1-ra. 5° Per gli uffìciali IJrovPttati di ugui armn il posto d' iserizio11e nel qundro dcfìnitivc• d'avanzamento era quello della rispettiva anzianità aumcn tnta eli G mesi. • 6" 11 M i11istro della guerra ~ rabi liva anno per ~ uno per ogni arma e grado cl'anzianit:ì minima richiesta per essere iscritto sul qnadro di av:mznruento. Taio nu7.ianità minim n pei hrevetl:lti orn I)IJelln della proprin arma diminuita di 6 mesi. Un decreto del16 ~enna i o è veuuLo a modificilre notevolmente questo· sta to di cose, - r. stnntr. l'importama rlell' nrgo mP. nto ~emhra opportuno ar.r.ennnre no11 solo alle moùificazioni essenziali del decreto, ma anche agli argomenti salienti svolti dal Ministro della guerra nella relazione al Presidente della Repubblica che lo accompnguav;~. Il Ministro Mercier, trova che col sistema fin ora seguito, si dà all'anzianità una parte p1·eponderan te nella classifì cazioue degli ufficiali proposti alla promozione a scelta ; - si preoccupa della conseguente lentezza dell'avanzamen to; -nota che i colonnelli di tntte le ;~rmi arri. vano <~l gr:1do di geuernle ùi brigata iu et:ì avanzata per cui son costretti dopo poco a lasciare il servizio ; - rileva che per l'aumentato contingente chiamato annualmente alle anni pl:ll frequente rinnovarsi dei quadri inferi ori, - per la necessità d'istruire incessantemente re- clute, riservisti, territori;~li, pcl ·nuovo mo1l~ di -combattere deterrninnto dni progressi ùell'avanza mento, oggi più che mai, si richiede-in tutti i gr~di della gernrehin tul valore professiouale., un'atti vità fisica ed un'autorità mo1·nle eccezionale, che- nou possouo trovarsi riuuite se 1100 in uffir.iali scelti ed ai quali l'età o le fatiche del servizio non. abbiano .diminuito il vigore. Nell'interesse generale dell'esercito, davanti al quale ogui altra considentzione deve tacere,- importa dunque- egli soggiunge- che la scelta si eserciti di preferenza su cand tdati giovani e di pt·ovato va-
NOTIZIE MILITARI ESTERE
265
loro. Codesti candidati J evono o:;sere elllssificati nel quadro d'avanzamento secondo l'ordine di merito loro attribuito, poichè importa di promuovere più presto coloro t•he · l'unnuimitn o la grande maggiornnza tli" voti lw designato al Ministro come i più degni d'esercitare il co1nnndo per cui e:;si sono stati proposti. [ punti essonzinli del nuovo decre\O sono i seguenti: 1 o In tutti i quadri d'avanzamento i candidati saranno iscritt per ordine di mer-ito c non per an;ianità. Pnrn per ordine di merito sara nno stabiliti i quadri di coneorso por [a croce di commendatore. L'ordine eli meri to è sl:lbili w d~l numero dei voti ottenuti rlHi candidati ; a parità di voti ;;ouo isr;riui prima i più anziani. 2o L'anzianik1 minima ridtiesl:l dai candidati proposti per l'avanzamento n scelta è soppresso. llJ.sta pnr poter e3sere proposti , l'aver raggi unto il limite minimo di permancnzn nel grado. 3° T.e proposte d'avanzamento in ogni c:orpo o snrvizio non souo limitate; impnrw però riserva rle ai can1lidati di un ntloro Ot:cezionale. 4° Cii uflicinli del senizio di 6tato maggioro, c1ualunqun sia il · loro grado, suno cla:;sifìcati dalla Com missioRe superiore di classement, la quale c l as~ ifi c:l moltre pe1· ordine di preferenza e per arma: i coIOJiuelli proposti dalle commissioni d'arme pel grado di generale di brigata e por la croce di co rnrnend ~tore; i gencndi di brigata pel grado di generalr. di divi sione; gli ufliciali gener ali proposti pel gnu],-, di comrn'!ndatore o di uffìciale dnlla Legio11 d'onore. ;>" Le listn d'iscrizionll def!li ufficiali ciel ::ervizio di stato mnggio re, sono fuse con quelle delle armi cui ossi npparteugono nel modo srlguento : . La lista di ogni arma è ùivisn in tntlte parti quanti sono i candidati di IJUt>ll'armn iscritti nell:t listn del servizio di stato maggiore. Il numero 1 di questa lista è messo alla prima parte immcdi:ttainente avanti al primo C<indidato dell'arma che ha ;mzianitit uguale o inferiore alla sua ; -il numero 2 del servizio di stato maggiore è messo nello stesso modo nella seconda parte della lista dell'arma, e così di seguito. 6° 1 quadri d'avanzamento sono stabiliti per un periodo di l 6 mesi; 1,1 parte corrispoodeute ~·i bisogni di circa un anno è attribuita ai candida-ti dell'arma, - il rimanente ai candidnti di servizio di stato maggiore.
266
NOTIZIK 111L1TAR1 EST&RB
GERMANIA.
Variazioni nell'alto personale milita1·e. - Il generale d'esercito v. P ape è stato esonerato da Ila carica di governatore di Berlino e sostituito dal generale d'esercito l.J:J rone v. Loc sin qui comandante l'VIII corpo d'armata (Coblenza). Il genorale v. Werùer comanrl:mte il I corpo d'armata (KonigsLerg) è stato rollo~tto a disposizione. Il lenente generale v. Hoffmanu ca po di ~ lato maggior.. dell'esercito bavarese è stato collocato a riposo e sostituito dal maggior generale v. Giehrl. l giornali dauno per certo e ll o~~~ co rn nnd o dell'VIII corpo d'armata lasciato scoperto dal geuer~le v. Loi' ù chiamato il gener;tlc eli fanteria Lenze ora comaudaute il X\' lf curpo (: lt(• dt•vu lw ,~;• re sotto il comando del tenente gener;tle v. lli"dow, 111 entru il tellPntn ge11eru ln eonte Finck v. Finàrnstoin è do~tinato :ti ·omarido cl t•l l t:u rpo d'armnta. La scuola ltrtifir·iel"i. - Iu ~~·nu:~io ,;rot",;n fu "puhh licato il verd etto del trihunale di l\lagdeburgo a rn rico dci sottuffìcinli allievi della ~eu ola artificieri, imputati di amm utinamento per i di sord ini co mtuessi io settembre dell':umo scorso. Due sottuffì cinli , per _ammutinnmento ed iusuùorùinn zionc vennero coml ann:~t i a 5 auni e 5 mesi di pri~ione. Altri 162 furono conclann:ttì all n pena del carcere vuri:.~ ttte da nove mesi a sei settimane; dodici furono anr.hr. 1:ondnnnati a lla degradazione. Dai gio ruali GÌWtrlini ri ~ult3 imminente, come conseguenza dei fatti accaduti, una riform a della scnoln artificieri, tendente ad una si partizione più l'egol:ne degli allievi in compagnie, :tll 11 climinuzionc della multa libertà eire loro ern concessn, e.~~endosi const<llato ch e l:t f~coltit di 1:ui godevano i sottufliciali allievi di procurarsi nelle ore ava nzate occupazioni retribuite presso iJ ceto bor~hesc era nociva <lll'andamento dell'istruzione e del ser vizio rnilitnre. È prohnlJile chr il detto i'titnto vengn trnsfcrito da Berlin o in un presidio meno grauùe, per agevolare la sorveglianza sui sottnffìcinli otllicvi. Donazione ad ttn 1·e_qgimento. - Il principe Leor oldo di Ra vicra ~~a donato 10,000 marchi :il 3° reggimento artiglreri a da ' Ca mpagna Hegiua Madre, colln eondiziooe elle gli interessi ùi tnl c fondo ven gano al ~ 0 dicembre d'o~ui anno di stribuiti dal eomandante del reggimento nd nn di)termi rwto uum ero di rafferm ati, dando a parità di merito, la preferenza a quelli appartenenti . alla batteria montata che il principe comandava nella campagna di gnena ~870 -7~. MARINA.
Variante nell'arruolamento de·i volontari. - I giovani che presentavausi volontari al se rvi1.io della marina per q uattro nnni venivano sino
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NOTJZlB •ILITARl ESTERE
ad ora arrolati dalle divisioui marimi. Secondo il nu ovo regol amento per la murina entrato in vi~-tore in dicembre scorso, tutti i diversi ri parti di marina, ossia anche le sezioni macchinisti, fu ochisti, operai, i battaglioni di marina, le sezioni marinai d'arti glieria e le sezioni torpedinieri, possono arro lare volontari per il servizio d i quattro :mni. l giovllni così incorporati valgono nel quarto anno come raffermati ed il loro stesso certifi cato d'arrn olllmento volontario se rve da attc5tato di rafferma, dando loro il diritto alle rispettive competenze. L'amministrazione marittima si riserva perù In fncoltà di congedare e passare alla riserva dopo il terzo anno color o che per _motivi di condotla o per esigenze del Li l:mcio creda necessario congedare.
Dall'annuario pel1894 (novembre) delltt marina tedesca risultano i seguenti dati:
.cA TECìORIE DI Un 'ICJALl
Ufficiali rli vascello
permanenti . Id. :;ull'annuario ·J89:3 Id. pr·omossi nel frattempo.
1 10 20 34 4fì
~
l
l
-
Id perduti
(dei quali per cattiva conclott.a).
1l i
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6
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J-il
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Ufficiah dt fan tcrw manna . 40 Id. di. vascello di complemento 100 (Reset·ve) Id. cannonieri da costa di complemento 61 (Matrosen A1·tillel"ie, Reseroe) 5tq ·d. d" . , t o bando . J 1 rtservu "' h d n ~ (SectVeh1·) · "'" an o .
l
268
NOTIZiE JIILITARI BST.&KE
Le relazioni sui recenti esperimenti per l'a lleggerimento del C.1rico del sO'Idato di fanteria furono già presentate all'imperatore. Ne sono per orn i~uote le conclusioni e le notizie sparse su alcuni giornali sono più che altro congetture. Predomina però l'o pinione che non convenga farn iuuovazioni radicali, ma contentarsi di mi gliorare il carico attuale diminuendo il numero degli oggetti di equipaggiamento .. - 11 Ver01·dnun,q.s Btntt del {0 gc nu:1io contiene modificazioni all'cquipaggiameuto d ell:~ cava lleri a, 1:1 quall1 d'ora innanzi porterà il moschetto a destra dell a ~e lla, att:ICC<l to a IJuesta e diretto obliquamente in hasso. La s<·.inbola sari1 nppesa n sini tra della sella di etro la coscia del cava liere ed av r:'1 un a so l :~ c;1 mpanulla. Sul rovescio delle borse di cuoio poi, per avere una iisposizione più comoda dell'equipag).(iam nuto ~:traun o fi ssato sarcoccie di tela. - Por il ser vizio del ~ran quarti,. r· generale in guerrn è s!atO predisposto una tipografia portatile portata da <l cani speciali a 2 cavalli. Dna caTri contengnno il materiale di com posizionf\ urro un torchio a mano, il qua rto oggetti di cHncellcri:; e accessori. Di dimensioni e colori uguali a quelli dei carri del treno <jue~ ti carri portan o la iscrizione: Quarlier generale di S. M.- Capo di stato maggiore ·- Tipogra fia do campagna.
269
NOTIZLE "BIBLIOGRAFIOH.E
Bollettjno bibliografico
l. Sommario delle riviste militari ita liane.
Riv~sta d~ art~qlieria e genio (novelllhr·e).
~oceh1. - Gueua di fortezw. J><~r·odi . - Sull:1 densi~ dell'aria.
Calichiopulo. - Tiro da costa. Zimni. - Quadrante a livello. Au:;ri-; Impiego ta ttico d'artiglieria rn Francia, Germania, flussia e Miscell anea. No tizie. Bibliogr·afia.
Rivista di fanteria (dicembre')· . Il ttro indiretto di fucileria. Dell'istruzione delle reclute. La nuo va istruzione sul tiro. • L'e voluzione della lotta. Cartnlloni.
270
NOTIZIE BIBLIOORA'PICHE
1l teorema dello V:irietà. Bibliografia.
Stepbano~.
Rivista marittima (dicembre) . H.usso. - Sulla perdi ta ddla Virtona. Martinez. - La navig:niooc elettrica e la ma rina da guerrn. Hinzi. - La nautica pre ·~o gli antichi. Grossi. - Corea. Avallone. - La baltaglin dd \'a-L11. Camun·i . - Tiro per chiglin c tiro lntcrnle. La questione di l\ladagusca•·· Lettere al direllore. l nformazioni e notizie. Bibliografia. G·i ornale medico dell'esercito e della mm·ina ( dicembre). Un raso di •lelirio alcoolico. Imbriaco. - L'asepsi e l'anti~epsi nella ehi ru rgia di guerra. Hivistn medica. chirurgica. oculistica. tera peutica. tecnico- militare
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
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. - L'arti! lieria nel combattimento navale del Ya-lu è il soggetto di un 1nteressnnte lavoro pubblicato nell 'ultime fascicolo de!In R evue d'artillerie. ~e ~nelusioni meritano di essere lette per la loro ponderata imparz1al1ta . . - Pingu.ct: L?;gncs de concentration. des at•mées de la tt·iple alltance, Par1g1,. Lava uzelle. Piccola brochure che descrive le ferrovie, per le r1uali un esercito italiano potrebbe ri un irsi a quello tedesco. Lo stt11lio è interessante per la forma elegante e briosa. Un periodico francese nell'elogiare l'opuscolo scrive: « On ne pouvait donner de plu s agréable façon une forte ler:on de « géographie militaire •. • - Guerra di part(qiawi dal/792 al 1814. lnsegnamenti e teorie di Federico Hellwig in Jahrbiicher fur dir- dw,tsche A. ttnd M. di gennaio. Storia della piccola guerra falLa da questo ardito u fficiate. -:-. F~rt·if~~azioni ~mpmvuisaw. Esnmc sto rieo de i cnmpi di battaglia fortt f1catt allJmpt·ovvJso del colonnello Wagner nel medesimo periodico. Ass li importante l'esame di quello di Dresda (18i 3).
Calon~ -
•·
3. Storia militare.
stotistic.1 .
V:1rietà. IJ ibliogratia.
~.
Arte militare.
- Sull' o ,:qan der militiif' Jlliss. Ve7·eine di Vienna è Sll\tO' pubblicato un voluminoso lavoro sui temi tattici n partiti contra pposti svolti nell'anno t8':l4.. Sono 4. manovre mollo dettagliate eseguite in base ad una unica situazione sul la carta. Possono forma re, corredati come sono dt numerosi disegni, oggetto di utile stadio e di criticn, e anche essere modello 11 noi per istruzioni di simile mllura ai nostri ufficiali.
- Il genera le Schr.rrr h11 pn!Jhlicato un n serie di lavori importanti col tiUo: · Insegnamenti di, guerra. tratti d{l. esrlmp1: di .~toria militare recent·i . Dci lavori che costituir<Jnno la serie, il primo: Considerazìon·i sulla battaglia di Colombey-,JYouilly, è uscito qualche mese fa ; recentemente h<1 ved uto l 11 luce il secondo : !.a bauaglia di Vionvilte-Alars La Tour. - lljorlin. La guerra i n Norvegia nel 1814, tr~ dm:i one in tedesco Stoccarda, Sr.iekhardt. ' - Stein: Stor·ia dell'esercito nr.sso dalla sua. fonda zione fino al re!1no di Nicola T, Lipsia, Zurksclnverdt e !!foschke. -:- Bussler. Eroi e generali pru.~.çiani, Gotha, Schloessmnnn. E una collana di interessantissime biografie riunite in tre volumi di grnndo form~to; assai elogiata dalla stampa militare tedesca. Il 1° voluwe ,comprende le biografi e di: Kleist, Gneisenan, Bittenfeld , Schwcrin, Spa rr, Grolman, Tauenzien
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Nt1TlZlE BIBLlOGR.\FJCBE
Rorke, ' Keith, Lùtzow, Goeben, Iloro, Werder, Roon, principe Federico di Prussia, Steimnetz. n 2" volume rigmirda : Di:inhoiT, Kirchbach, Golz, Stulpna gel, Biilow, Federico di Brunswick, Marwitz, Voi;,;b Retz, Gerdo1· ·f, M:mnstei n, Alvensleben, principe Federico Curio, Yorck, :Moltkc. Il 3o volume nscito di recente tratta di: Wr~n gel , Dri.;sen, Seydlitz, D~ rfflin ger, Bred ow, Manteuffel, Arnim, Zieten , Blùchcr, K:1tzler, Sehmid, Oohna , principe Augusto di Wurtembcrg. ' - Capitano Gi ro d dc \'A in . Gronds tu·tilleurs, Drouot, Senarmont., Eblé. Huccol1a di studi biogrd ici, Pa rigi, Berger-tcvru~lt. . . Sono molto Joda tr. per la correzione della forma o per 1 nnmerost dat1 inediti che contengono.
4. Colonia, Geografia, Viaggi.
- Wcrther. Dal Vittor ia Nianza, Herlino, Gergonne. È la nnrrazionc tlellwsfortunnta spedi zione iniziata dal Pr.ters per ct·c:ne una flot-tiglia a vapore antischia vistn sui laghi equatoriali. - Grandin Le Dahomey , .Parigi, Ilaton. - La Yci ssi~re. Histoirc dc Madagascar , ses habitants f t ses nns.sionai rcs, Pari gi, Lecoll'rc. . - Sul fascicolo di dicem bre del Bollcttùw della società geogra{ìca abbin mo letto con molto iuteres~e il resoconto di un' escursione da Asmara a Mai Dn ro attraverso il Dec.a Tesrà d~\ capitano Ciecodicola, essa fa molto onor~ a q nell'intelligente ullìeia le. . . . - Sul midcsimo fa scicolo trarlottn dal ru;;so ùal capitano Ccrrot1 VI è la relazione del ~econrlo viaggio del Maschcov in Abi.ssinia. Per fare vedere qnali intenti amichevoli guidino gli esploratol'i _for~sti eri franco· russi nella nostra eolonia bnsterà r iportarue le condus10m. Costitnziane politica n ell' Abissinia. - Sotto l'aspetto politico l' Abissinia costituisc-e un paese feudale, mosaico che rappresenta esattament_e uno Stato europeo al princ;ipiare del medio evo. Al l_emp_o ~res_ente l'Abissinia propriamente detta si compone di tre part1 prmctpalt: _Io Scioa coll'AmhJra sulle quali domina direttamente il " Ncgus-Neghesll. • ·(Re dei Re) M:enilek e i paesi tributari del Goggiam (Negns Tekle-At-
NOTIZIE Bl l!LlOGRAFJCHE
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mnnot) c del Tigrè (il fi glio del Negus Giovanni, Ras-Mnnga scià) . Oltrf! a ciò nel ! ~ corn posizione politie:• dell'A bissinia ,oggid ì entrano effettivamente numerosi Stati Galla cioè: quelli mnsul mn ni di Gimma-Abagifar, (}um ma., Arussi, Ogaden, Harra r e quelli cristi an i di CaiTa e Enna rea. Con questi co nfi ni l' Ahissi nia presenta una zona quasi doppia di quella con cui la si snnlc ord inar iamente indicare sulle ca rte. In pas,;ato l :~ costituzione feudale del paese e ad. uu tempo l'amore alla guerra e alle gesta helligertl furono la sorgente di continu i torbidi e disordini per I'Ahi,.,sinia. Ma al presente l'ordi na mento fe udale s'avvicin ~ ai suo fine. A )'l enilek. riu;ci felic:r. mente di venire a tern1ine del difficile eùrt1pito •li ra p pa ci fic~ re i suoi irrerJIIÌeti vassalli. 11 Ne~ns ·del Goggi:tm, Tr>kln-Aimanot, è tanto im potente c economicomente tanto dipende d:1 l sno sovrano, che nell :. vitn politiea del J)ae;,;e non ba al~una imponanZ< l. I possedimen ti mer idiona li nltre:;ì sono com pleta mente sottomessi alia volontà del Negus Meui lek. ' P er IJnnnto si •·iferisce agli indipendenti vicini , iudi gtlni dell'A bissinia, essi sono tanto spa1·paglin ti c così ùeholi politicameut.e e defici enti . per coltu ra da no u rappresentare alcrin pericolo per nssa. Potrebbe dirsi che l'Abissini~ è soltàu!o minacciata dal noto movimen to politicoreligwso ùei Mahdisti-Snd:mesi , m~ le eonrii zioni clima to logiche ùd la fredda Abis;;in ia seri'OUOeli ostacolo insoruwntnbilc co ntro una ;r ruzione da par te de i G.'zli ùeil' :trrhmtc deserto, esattnmente al modo stesso che le 'medesime condizioni cl i matoloy.ic lu~ delle regioni bnsse e calde sud3 nesi non p-ermisero fiuo ad ora agli Abissini abitatori delle fredde rn ont<trne di co:osol id:1rsi t·olit. !') R ac~hi usa nelle sue montagne inac~ssi bi l i come in un a fortezzn natnrnl c, l'agguerrita Abissinia coi suoi molti mil ion i d'abitan ti, • il l\'Iontenegro _dell'Afri ca •, se~ per messo di così esprimersi, potrà tranqui llamente guardare in faccia i suo i civili vicini, lino a che essi si n d~pre rnnno di sottomettersela •mila forza delle armi. Molto più piricolos~ è per essa la guerra paciGca del sapere e della eiviltà che le ha nno presentemente dichiarata. P er tal modo dopo i disordini intestini di molti secoli, l'Abissinia si rinni sotto la potentn mano di Menilek, ed attualmente popolata da una nazione ùi molti milioni, atti all 'assimiliaz ioue di una elevata cultura rieca di innumerevoli e svariati prodotti natnrali, suflìcientcmeniè con~ solidata all'interno, appoggiata dal suo esercito di 200 mila guerrieri e da oltre 100 mila nrmi, essa. evicientcmente è garantita da tutte ]e evèntualità ed anzi non puù essere trascura ta, specialmente nell':Jvvcnire, essendo t.tno degli _importanti fattori della vita internnzionale.
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NOTIZIE BIRLIOG'B.A'PJCBE
5. Varietà -
t · dims !es armlies, Rocquigny. La coopération de consomma ton
L' ARTR MIUTARE E LA ClVILTA DEl POPOLI
d caual~rie coltiParigi, Guillaumiu. - Notiamo un artico lo interess:wte ~;u\la Reuue e . tolo: Faire un cavalier lm aussi pw de temps que poss~ble.
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Per l(l 1Ji1·ezione L onov roo CrsoTTI ,M<a
DEMARCHI CARLO,
9 giorc
gerente.
r..; ' " u rìccx.to
Arte militare vale arte di condurre la guerra; ma la grande e recipr oca influenza che hanno fra di loro i mezzi di lotta e la lotta s tessa, induce ad allargare il significato della frase e comprender e - come n e insegna il Klausewitz in ciò che chiamasi arte militare, anche tutte quelle attività che hanno a scopo la guerra propriamente detta e, sopratutto, quella parte dell'arte militare che si occupa della preparazione della for za armata ; sicchè, ne conviene dire : Ar te militare vale pr eparazione e condotta della guerra. La parte che · si occupa della preparazione della guerra ha nome: Organica. Gli organizzatori lavorano nella tranquillità del tempo di pàee e spingono la loro azione fino a quel periodo tran sitorio che è t ra la pace e la guerra: il periodo della mobilitazione. L'.organica ha il suo fondamento nelle istituzioni militari del paese e queste, dovendo essere in ognun paese in armonia con le altre istituzioni politico-sociali, non possono aver~ soltl:\nto a guida le esigenze militar i, ma devono essere con t utte le altre in coerenza. .Il militare -:- quando l'azione sua si sovrappon e a tutte le alt re - · non fa che valersi dei mezzi che trova già bell'e apprestati dall'organica; a lui spetta sap erii convenientemente impiegare per conseguire lo scopo ultimo e vero della guerra: la vittoria. 18 -
AN~O X l~.
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i.'A ilTE ' lii i i.ITARJ; V. LA CIVILTÀ DEl POPOLI
È dunque compito dell'organica lo studiare il carattere, l'indole, le aspirazioni, le capacità dei p opoli, ed i loro progressi in tutto lo scibile intellettuale e fisico, per poi poter ·sapientemente piegare tutto e bene allo scopo suo la guerra; -- mentre il guerriero deve, tutto ciò che t rova già preparato ai suoi intenti, saper costringere allo scop o vero della guerra ; il trionfo dell'idea per c~i comb~tte. Bene vediamo adunque da ciò che l'arte militare è strettamente legata alla ci viltà del popolo che fa la guerra ; col progredire della civiltà a.lLresì. progredisce l'arte della guerra e la preparazione ad essa - il perfezionarsi delle arti, le nuove scoperte della scienza ci dam:;.o nuove armi, e nuovi uomini, migliori e più u tili e per forza c morale megl io atti allo scopo. L'ar te militare - lessi non so più dove - può definirsi geometria, meccanica, applicata alle grandi masse guerJ t. reggtan t. L 'arte militare pura è dogmatica e ba~a sui famosi tro prinèipi! che tutti conosciamo a memoria: · Oppo-ITe la massa delle proprie forzè alle for·ze fra:;ionate del nemico, che più semplicemente vale: siate sempre i .più forti sul campo di battaglia. Più forti n el numero se fr a voi e il nemico c'è assoluta parità di qualità militari, p iù t'orti per attività e per morali qualità se al n emico siete pari od anche inferiori di numero. L a virtù guerriera può tenere in iscacco e talora anche vincere la forza bruta del maggior numero. Federico il grande con circa 30,000 uomini battè a L euten 80,000 austriaci, ma fu poi battuto a Kolin da 50,000 austriaci, malgr àdo egli. avesse l'istessa forza di cui disponeva a Lenten. :bi a questo proposito mi piace qui ripetere col V on Goltz (1), che o=rmai gli eserciti delle potenze europee si equivalgono e che perciò di loro avrà ragione il p iù n umeroso o que!_lo che prima sarà pr onto.
( l ) Gor.Tz. -
.Yaiimt
at·nuie.
L'ARTE IIJLIT ARJ; E
LA CIVILTi DEI POPOLI
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ll secon~o principio , del vangelo di guerra ci dice : oper~te per l_znee intern_e .- ci~è abbiate sem~re i vostri cor pi ~armata m tale pos1z10ne nspetto al n emwo che possiate m quel luogo indicato o scelto per la battaglia, accumulare il maggior numero di combattenti. L a storia delle campagne ci t;icorda che il grande Federico ed il non meno g_rande Napolepne, il primo nella campagna del1757 (2'' pen odo) e l'altro nella memoranda del 1814 applicar ono n ella sua forma letterale il principio in discorso. . Il terzo ·comandamt:;D,to ci dice: Operate quanto è possiblle c~ntro le CO!!t?tnicazioni nemiche senza però espor:re le propne. Se n oi studiau'to la storia con l'arte militare alla mano ci verrà fatto di notare come non sempre le più belle com~ binazioni strategiche abbiano avute soluzion i favo.r evoli. Fra l'arte e la storia militare dovrebbero essere be~ saldi i legami, dato il fatto che i principii stabiliti per l'arte della guerra sono appunto il risultato dell'osser vazione e dello studio dei fatti narrati dalla storia. Pure verrà'.fatto notare allo studioso assai di frequente, come l'unione che pur sembra tanto natura! cosa, scomparisca o quasi e assai troppe volte. Ben undici furono le campagne combattute dal 1796 al 1866 n ella valle del Po ed in due sole fu osservato il principio delle masse tan to caldamente !>Ostenute dal De Cristoforis, in quella del 1896 da Napoleone Bonaparte ed in quella del 59 a .Solferino dagli Austriaci i quali - poveracci - se J'ebber o e sode. Fra la storia della guerra o la co-ndotta della guerra, due rami di unica scienza, n on v'ha dunque, pare, troppa fratellanza.. Un con dottiero malgrado abbia studiate \ le più belle .e ragionate combinazioni strateo-iche • . . o non Pt?-0 mai ritenersi stcuro del fatto suo: la vittoria. ~ bensì vero che qui cadono in gioco la buona e cattiva for tuna del capo, il ·morale delle truppe, i casi fortuiti, ma è anche non meno vero che chi si credeva abile condottiero studiando la storia si convincerà che il condurre eserciti è cosa· ben grave e difficile. Da che ciò? ci ha forse la storia
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L' ARTB MILITARE E L.t. CIVILTÀ DEl POPOLI
mal narrati i fatti accaduti, o i precetti dell'arte militare non furono attinti a. fonti veTitiere? Come dalla storia dell' umanità rileviamo esistervi due sp·a cie di guerre: quelle che danno il materiale per il trionfo d i un principio - come ad esempio l!lo guerra dei sette anni - e quelle che lo fanno trionfare - came ad esempio l 'ultima guerra franco- germanica, - cosl •:tl a storia militar e n e insegna esistervi due specie di battaglie le une di preparazione e le altre di risoluzione. Quando due civiltà Yengono a centatto, si disputano il dominio materiale e morale del mondo e la vittoria è sempre della civii tà più giovine. N on è ,rareì · però il caso in cui trionfa talvolta la vecchia civiltà e se ciò avviene è certo per stranezza di caso, e per poco soltanto la decrepita, trionfa, giacchè - dice Vico (l) - il mondo appartiene al migliore e l'umanità che t ende aneland0 al pr og resso continuo, finisce per bandire una buona volta la vecchia megera e darsi in braccio alla giovine alla nuova civ iltà.._cb_e lo g uida per mano sulla via ìl~l progresso continùo. L~ vita è lotta contin~u~, aspra lotta; qmmdo la lotta cessa, ce~sa ]a vita. Gli organismi viventi lottano per l'es istani-a e vincono quelli che primi g'iungono a conseguire un rf>rganismo più sicuro, più tranquillo, p~rchè più forte. E la lotta per l'esistenza è lo strumento vero del perfezionamento progressivo della razza umana.. I popoli sono fatalmente spinti a rovesciarsi gli uni su gli altri si mescolano fra di loro, si confondono per disgregarsi e riaggrupparsi di nuovo, in mille guise varie e cooperano così, inconsci, al miglioramento dell'umanità, trasfondendovi a vicenda gli elementi di progresso che ciascunB~ di per sè ha s aputo sviluppare. I primi e i più r emoti popoli a m ala pena pastori, si spandono a poco a poco per il mondo, si compongono in
(t) G. Vtco.- Appendici alla S. ''"· ~ V. t•.
r.',\ltTE IIIILITAHE E J,A C!VILT.\
DEl J'OPOI, l
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piccole società, combattono, creano industrie e via via, portati inconsapevolmente, aumentano in numero in forza d 1. sapere, e alle prime meschine società succedono' altre più forti, più gran di, le quali alle. prime s'impongono e le distruggono. Il popolo vergine si rovescia sul popolo antico, di esso si appropria e in esso infonde i nuo..-i bisogni e gli antichi, le nuove e le antiche virtù, amplia i vecchi sistemi, li migliora, li rinnova portando nel vecchio il soffio del nuovo ardente, pr~cipitoso, ma che abbattendo tutto ciò che rancido e stantio, trionfa col sole della. civiltà.novella; e così, via· via. questo lavorio continuo da la. ~ita rin novella i popoli, rifà gli uomini e le civiltà avvicenda.n: dosi guidano l'uomo pet la lunga salita gridandogli insistentemente negli orecchi fin o a stordirlo il grido. d~ll'an gelo di Longfeijo:ff.
e
avanti, avanti, excelsior! (l )
Scrisse G. Ma.zzini: il progresso si compie per legg~ _che nessuna potenza umana può rompere, grado grado, con lo SlJiluppo, con la modificaz ione perpetua degli elementi che manifestano l'attività della vita (2). · _E noi- dall'urto delle civiltà succedentisi, considerato. nel succedersi dei vari !)istemi degli eserciti, nei loro orqinamenti tattici, nelle loro condotte strategiche cercheremo di dimostrare essere necessario non attenerci ai principi che ne può indicare la storia na.rrandoci fatti accaduti, in epòçhe passate in cui _l'uomo, l'esercito anzi, disponeva dei mezzi materiali e morali che il progresso, anzi, meglio, la civiltà dell'epoca gli porgevano ; l'esercito invece, approfittando di tutto che è nuovo, di tutto che è progresso, studiando i nuovi mezzi, i nuovi valori, dovrà prepararsi alla guerra. f utura - che mi auguro prossima ~ ricordando sì ciò che scrisse il buon Ma.nzoni : non sempre ciò che vien dopo é
( l ) I.OIWPI!LLO··p. ~ Canto (:IJ M A1.EI/II. - Dlrcot·li.
ati proortlf~: E.ccellior l
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L'AnTE MILITARE E LA CIVILTÀ DE I P OPOLI
1.' ART E 1\JlLJTAnE E LA CIVILTA DEl l' OPOU
prhgresso; (l) ma non scordando che è pur vero cio che dice Guizot : Les hommes vont en avançant de siècle en siè_cle (2).
tutte le sue campagn e non ebbe mai a p erder e un convoglio. Roma. al contrario della. Grecia, è destinata alla conquista, è d~stinata a. divenire il caput mundi, ad assorbire tutte le civiltà che intisichiva.no sulle rive d el Mediter raneo. R oma s'impone, per essa non è vita se non v'è conquista e mentre i cittadini non soffrono altri concitta~ini che n on siano r omani, mentre per tutto impera l'altero civis romanus sum, l'e_s~rcito corre il mondo, pron to sempre a ferire, ad abbattere, a distruggere, ad impadr onirsi, ad imporre dovun<fH~ il Roma imperat. Arma del combatt ente la daga, larga lama piatta., corta, sgusciata, robusta, atta. più ad assalire che a difendere e che pare sussurri continuame~te al guerr~ero: ca.~ciati sotto e .feris<.i pr esto_..è e n on v uo1 essere fert.t ç> ; ordmamento tattico la legione, atta a prendere tutte le forme più acconce a combatt ere gli eserciti n emici a seconda. delle le r e loro varie ordinanzè; ;}a. s~ra~.g~~ ro~a~a· è ardita, yronta, .temeraria. ed ha pc;.o? btet,ttvo prmctpale l'eserCitO nemiCO stesso, af ,co~~rario della greca la qua.le ha. sempre per •l~)!;>biettivo princlpale d. ' le località. · , . L a g uerra romana è sempre, dovunque e in tuGto aggressiva e Fabio Massimo, col suo temporeggiare dava.:t~Ji ad Annibale, è disapprovato anche da' suoi più caldi ammiratori ed il popolo ed i soldati romani scherzan o sulla sua. prudenza. · . L'invasione dei Barbari germ~~>nici porta a. noi il nuovo principio umanitario chiamato del libero pensiero. Per esso- scrive il capitano Ba.iardi (l) - l'individuo . che prima fini va nella società adesso trionfa e. della società non fa che un .mezzo per r ag giungere il proprio benesse.re morale e materiale. N e viene da ciò che il progresso sociale non è - dice Smiles (2) - .che conseguenza del progr~sso indiv i.d uale e gli
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Apriamo dunque la storia e incominciamo dalla Grecia. Chi dice Grecia dice arte, e arte vale liberta.. In arte liberlas, fu scritto, e disse A ristotile: Ars imitatur naturam in quanlum polest (3). In natura tutto è libero, indipend ente, non ubbidiente che al volere pr opHo, alle necessita dell'esistere, così l'ar tista ha bisogno di indipendenza, egli non soggiace ad alcuno; i l genio legato si abbrutisce, l'arte costretta, si deforma. Ed i Greci, artisti per eccellenza appunto perchè - il n'y a poinl de conlradiction dans lanatw·e ~- come scrisse Vauvernagues nelle sue Réjlexions {4) __:_ sentendo la necessità di esser e liberi, indipendenti, appre~t~van,q i loro eserciti a mantenere libera e indipendtmte . la patria.. E. Tazione guerr.esca della Grecia è azione di indipendenza, n e' suoi eserciti tutto concorda al concetto della difesa.:; Il combattente è armato della sarizza, arma atta a ten·J t: lontano il nemico più che ad assalirlo; ordinamento tat tico la fal'ange quasi muro vivente che impedisce l'avanzare '1d'ell'invasore, e gli strateghi greci non hanno altro studio che quello difensivo. K qui troviano così str ettamente legata l'arte militare alla civiltà che quando la Grecia si fa invaditrice, il suo esercito sebbene già preparato all'azione di conquista e fatto sicuro dell'indipendenza patria -pure non perde il suo carattere ~ifensivo. - In Asia Alessandro spiega ad Isso azione di difesa, e, il gran capitano è ammirato perchè durante
( l ) MANZONI !~l
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Del romanzo storico - !".
Sluai e nole. (3) ARISTOTILB. - Ph.y.!ic. - Jib. !" (4) VAUVER NAGUES. Ri{lexions. - t•.
GutzoT. -
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DAJARilJ. -
(!!) Sllu. ~.:s.
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L'arinoni:Ì della ciuàlla con l'arte m.ililare.
Economia.
L 'A RTE )IIJ.JLII!E E
lA CIVJI,T.\ lli::l 1'0!'•11.1
sforzi individuali porteranno al benessere, al progresso generale dell'umanità. 'L'individualismo attraverso al feuda.lismo, al Comune, al Monarcato, crea il popolo che, conoscendo il proprio valore, solleva il capo e cerca autorità, studia, discute, insorge e impone la opinione propria, crea~ attraverso i secoli passati, maturata da cento civiltà. cadute, e l'opinione pubblica. governa il mondo creando gli Stati, i r apporti internazionali, chiarendo l'esistenza e il valore reciproco dei vari popoli e cessata la conquista bruta., materiale, ecco i popoli fatti nazioni non agognare s ugli altri, altro primato che il primato morale. Libertà duuque d'azione e di p ensiero, e gli eser citi anche ess i liberati dello mille pastoie in cui li avevano tenuti stretti l e civiltà passate, cambiano carattere, svolgono una a:.-;ione varia, libera, diversa dell'antica e ad uccidero la "·ita dei popoli nemici n on mirano più, a smantellare fortezze, a distruggere uomini inntilmnnte ma corrono difil_ati alle capitali degli Stati, centri della pubblica opinione, centri di vita del popolo abbat.~uto, e là. impongono, non la propria for"'a tiranni ca e bruta, ma le idee proprie, i propri vizi e le virtù e padroni della capitale dello Stato uccidono la vita morale del popolo nemico e trionfano. Napoleone I -- aquila d'ingegno e fulmine di guerra - svolge al massimo grado questo principio e dopo Lodi nel1796 invece di incalzare il fuggente Beauliere, corre a Milano, e ancora a Milano pe!lsa n el 1800 malgrado Melas campeggi ancora in . Piemonte. I Prussiani nell'ultima campagna dEil 1870 non hanno altra mira che Parigi, e i francesi, costernati dalla caduta della propria capitale, si sottomettono a sacrifici favolosi perchè ben comprendono che Germania a Parigi vale, morte della Francia. Nè gli Italiani poterono scrivere sulla loro bandiera la parola- Nazione- finchè Roma non fu dell'Italia. Oggi la capitale rappresenta il cervello di qu~l grande organismo che chiamiamo Stato, un popolo cui sia invasa la. capitale dello Stato può dirsi popolo morto. I piemontesi nel
L•AIITE lrlLLTARE F. I.A CI'"ILT.Ì DEl I'UPOI.I
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49 lasciano la pro6ettata invasione di Lombardia perchè comprendono che Radescki, oltrepassati i confini, sarebbe volato a T orino. E studiando tutt~ le campagne moderne noi ve. dremo quanto grande sia la in:fl.uenza esercitata dalle capitali sulle operazioni di guerra. Nel campo tattico abbiamo una manifestazione dell'individualismo con l'adozione dall'ordine sottile, fino a giungere in questi giorni all'ordine sparso il quale permette all'individuo di meglio esplicare le proprie capacità intellettuali e fisiche. E qui, anche meglio che altrove, io potrò dimostrare essere l'ordine sottile non altro che un prodotto della moderna civiltà, a sfatare il raffermo pregiudizio che dice causa dell'ordine tattico attuale le armi da fuoco o il loro progresso. Come il cittadino tende oggi alla libertà della propna azione civile, così il soldato tende alla libertà della propna azione militare. · Il primo -- "lasciando stare Maurizio di Nassk'u ..._ ad assottigliare gli ordinamenti tattici fu Gustavo Adolfo il quale nel 1630 combatteva in G ermania a favore della libertà. di 'l coscienza. Egli diminuì la profondità. delle br.i gate dei picchieri e dei moschettieri facendo schierare queste sezioni su sole sei righe, ordinando che ogni qualvolta n ecessitava far fuoco si aumentasse la fronte riducendo la profondità a tre sole righe. L'ordine di battaglia di Gustavo Adolfo si ·componeva di" due linee di brigate quasi di eguale forza e disposte in campo, a scacchiere come nell'ordine olandese. Disponeva l'artiglieria leggera avanti agli intervalli di prima linea, quella di grosso calibro sparsa sui punti più dominanti del terreno. E - comprendendo come la grande efficacia della cavalleria in guerra fosse tutta nell'urto poderoso allargò la fronte degli squadroni diminuendone la profondità. • Fino dal 1600 dunque o prima, m cu1 l'arme da fuoco
L'ARTE MILITAR~: E r.A CIVILTÀ DE I POPOLI 28! non aveva certo tutto il valore che ha oggidì, si era co. mi.nciato a comprendere la.' n ecessità. di un po' di libertà di azione per i combattenti, concetto che andò man ma~o pigliando piede, incalzato, favorito anche dal morale e mtellettuale degli uomini e dalla scienza., che co~ ~e sue continue invenzioni e scoperte rinnovella uomm1 e cose. E l'idea di assottialiamento di libertà, di maneggevolezzadelle truppe andò m:n mano cr escendo fino a raggiun~ere l'i~ portanza che ebbe con le rivoluzioni d'America e dt ~'r~nCla _ quando cioè l'uomo comprese non essere l a. so~te_ta che il mezzo per r aggiungere il perfezionamento mdiyld~ale. È dunque al tr ionfo completo, intero dell'individua~s~o che deve il suo trionfo l'attuale ordine sparso, al mlghoramento delle forze morali, fisiche e intellettuali degli eserciti, alla educazione progressiva e costan te degli uomini
e dei cuori. È pur vero che il fucile attuale _ha reso i~~os~ib~le gli ·ox;dini pTofondi, ma esso più che causa ·--· g1!!> d1s~t - è con seguenza della tattica moderna. Giunti ad un pu.Iit.o in cui si capì che il soldato nostro poteva avere tanta buono. for za d'animo e r ettitudine ~i mente da eombattere da solo, guidato dall'iniziativa propna dalla propria virtù, era anche necessario munir lo di un'arm~ che valesse ad infondergli fiducia in se stesso, a dargli quella forza morale che il disgregamento v~lev~ a. fargli perdere. L'attuale fucile - dice ottimamente ~ ~ ~a1ard1 (l ) -:fu adottato solo quando se ne sent ì la n ecess1tà, non altnmenti che le macchine perforatrici le quali furono inventate quando il trafor o alpino già era incominciato. E ciò è naturale, gia.cchè prima nascono le idee e po1 1 mezzi di attuarle. Migliorando il !loldato si sente la necessità di migliorare nei mezzi che lo devono fortificare. Ponete in mano al. nostro soldato d'oggi uno di quei pur
( l ) lhiAROI. -
L'ARTE 111LlTA:IIK B LA CIVILTÀ DEI POPOU
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tanto benemeriti nostri fucili Carcan o e lo vedrete esprimere poca fiducia, dategli invece uno dei nostri fucili n u ovo modello e lo vedrete sorridere di compiacenza. Con quell'arma in mano egli si sente sicuro. E così, osser vate il soldato quando manovra chiuso fra le righe del plotone o di reparti maggiori in piazza d'armi, durante quel lavoro che noi in pieno 1893 abbiamo ancora la faccia tosta di chiamare istruzione invece di chiamarla tempo perduto, ebbene egli è un automa, distratto, sbadiglia bestemmia, annoiato, si stanca subito, non curando le pun izioni di cui lo minaccia quel povero diavolo d'ufficiale comandante - annoiato anche lui - il quale sente pu.ngersi la schiena dagli occhi e dal sorriso ironico d'un superiore qualunque -più annoiato d i.tutti - ma ch e non man cherà certo di dirgli almeno che: quel plotone, tenente, va malissimo. Osservate invece il soldato, f uori, all'aperto, in campagna - alla tattica come si dice - che è la istruzione vera .e. proficua. E g li comprende l' utilità. di quel lavoro, s'interessa ad ogni piccola azione, e solo, libero, nolla .}unga catena rada della squadra distesa, egli osserva, fa. la su a critica, formula i suoi giudìii; giunge fino a proporre qualche cosa al suo comande.nte - e moltissime v olte propone beu e trova d~ sè il suo _bersaglio, punta, spara; è soddisfatt o di sè, si sente uomo, si sen te utile. · Il soldato d'oggi non andrebbe più in guerra con un fucile dell'epoca di Federico - per il n ostro soldato ci vo- . gliono adesso le armi squisite che la scienza ci ha . r ecate, armi . che non basteranno più ai soldati dell'avvenire. Non nella storia, dunque dobbiamo cer care noi le fonti dei principi deÌl'arte militare; molte, troppe sono le violazioni ch e noi ne troveremmo. Il f~moso principio delle masse fu violato da Alessandro ad I sso, il quale, dopo battuto Dario, gli lascia . il .tempo di r adunare ad Arbela tu tto il resto del su o poderoso esercito. Napoleone - che secondo il Corsi (l ) teneva in Italia
Scriltl. (t) C ORSI -
Storia.
L'ARTE :&IIL!T.-HF. K LA ClVI l.T.\ DEl P OPOLI
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L' AliTE liiiLl 'fAIU:: E LA CIVILTÀ DEI POPOll
ben 60,000 uomini, r..on ne raduna per la famosa giornata di Marengo che 28,000. Annibale, che Thiers (l) battezza il piu gran capitano del mondo, viola al 'l'rasimeno l'altro principio del collegamento alla ba·s e d'opera?.ioni, rimanendosi fra Roma e Flaminio. I fatti ohe si compiono da un esercito in guerra emanano dalla civiltà dei tempi o non dallo s tretto interesse militare. Ed è anche discutibile l'altra afferma:11ione che la guerra abbia sempre per· iscopo la vittoria.. Cartagine preferisce soccombere anzichè cadere schiava di Roma, e la. nazionalità italiana non ebbe mai maggiore e piu bella conferma a Nov~a dove tutti, riuniti sotto il vessillo di Savoia, potevano g li italiani sperare la vittoria. ; e la disfatta fu una vittoria. Un esercito scende in campo al solo scopo di far trionfare . il principio per cui combaLte, e la vittoria materiale . non è sempre la sua mira. L' intiero eser cito danese nel' 64 a salvare i diritti di sovranità del proprio paese dovette lottare contro masse nemiche di ben lunga superiori, e lottò senza vittoria, ma seppe far mantenere il rispetto a sè e alla patria. Per me, credo, non v' ha arte più libera, non v' ha campo in cui tutte le idee trovino terreno buono quanto nell'arte militare. Non principi che ci leghino,· no, libertà, libertà assoluta d'idee, di volontà, e di azione. Garibaldi fu grande e vittorioso sempre dal momento in cui non diede più r etta ~:~-d alcuno, dal momento in cu,i non dispose in guerra . che da sè e per sè. La condotta della guerra - scrisse il Michelet - (2) è un libero esercizio delle {acoltd intellettuali. Non si possono, non si devono s tabilire n è leggi, nè regole fisse, pei capi di guerra - abolizione assoluta di re-
(l) TBI&RS - Storia. (!) iloiiCIIELIT - La guerriJ.
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gole, di principii, siano più o meno giusti e veri. Durante la guerra si offrono in varietà infinita differenti situazioni di combattimento, casi strani, imprevisti ed imprevedibili, i qua li non si riproducono mai esattamente e sotto lo stesso aspetto. È ne3essario libertà di p ensiero e d'azione assoluta per poter a pprezzar e, e giustament~. Je differenti situazioni di guerra, prendere rapide le decisioni, prontamente, sicuramente, e tuttociò è dato in parte dalla educazione ricevuta e dall'esercizio, ma più che altro è dono n aturale. Il prog resso della civiltà è con tinuo e repentino. ·e gli organizzatori · d'eser citi hanno gravissimo· il compito. Essi d ebbono pensare che co~ le nuove civiltà su ccedentisi anche gli uomini migliorano, e ~iccome gli esarciti hanr.o le stesse v ir tù e gli stessi difetti, le s.tesse capacità dei popoli che li formano, così è n ecessario ch'essi provvedano, provvedano alacremente al nuovo ordine d'idee che va incalzando e chiedendo di continuo nuovi ordinamenti e nuove armi. B d unque n ècessario provvedere a quella qisciplina de11e intelligen ze per. la quale da una parte non si rifugga dalla r esponsabilità della iniziativa e dell'altra sappiano tutti, i ' combattenti, armonizzare questa idea della libP.rtà n ell'azione con lo scopo generale del momento, e in grazia della q ua le si . stabilisca il migliore buon accordo degli sforzi singolari di ciascun o. A ppunto in causa dP.l progresso d ell'uomo è necessario, n el p ensare al progresso del soldato, adottare per l'esercito comb~~ottente C}uelle armi, quegli ordinamenti tattici e quei criteri strategici che sieno più adatti a s viluppare le virtù che eH30 racchiude e nel tempo ist esso siano le più atte ad impedire che il nemico faccia valere le proprie. Se noi leggiamo la storia delle fanterie, vedremo c_h iarissim.amente come col progresso della civiltà - e lo vedremo m eglio che studiando la vita delle altre armi - sia progredita quest'arma ed abbia raggiunto quel g rado di perfezionamento di uomini e di mezzi da essere ben a r agwne chiamata la r egina delle armi.
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t.' ARTE ~IILlTARE E LA CIVILTÀ DEl POPOLI
R egina delle a rmi, perchè vista la natura dell'elemento organico di cui è costituita: l'uomo : e d el quale dispone per il combattimento, la fanteria può contare n on solo su di uno sviluppo più o meno g rande di forza. materiale, ma anche sullo sviluppo di una forza cer to più. importante di quella : la forza morale; che sorregge nelle fatiche, g uida nei pericoli, sprona nelle dubbiezze, entusiasma fino a rendere dimentichi di sè gli u omini che affrontano la morte. E mi sia permesso dunque qui correrne a . conferma del mio assunto - la storia della sua esist enza . La storia. dei tempi anòati ci dice come siano esistite multe varietà di fanteria.. Una. necessità questa che allora. era sentita assai e che era osservata, appunto per chè · le varie fanterie fossero in co~tinua emulazione fra di loro, ed anche per il concetto sostanziale di avere una fanteria meno scelta per sacrificare nella preparazione d ella battaglia e .una più. scelta da impiegare nei momenti più difficili, I G r eci ebbero una fanteria negli Oplili, una m e7.7.ana od ordinaria nei Pellasti, una leggera negli Psiliti. Più tardi i Romani accentuarono sempr e e meglio il concetto della scelta, ed ebbero la fanteria sceltissima nei 'l'riari, la scelta nei P rincipi, l'ordinaria negli Astati e la mediocre nei Velili: Dopo il buio del medio-evo che t utt o confuse, le mentt ritornarono alle istituzioni militari romane e fu adottato l' istesso criterio di avere fanteria scelta e n on , o si ebbero i f ucilieri, i picuhieri e, g li spadati o scudati. Ma col perfezionarsi delle armi da fuoco le armi bianche andar on ::> sempre perdendo l'importanza fino a sparire affatto, sicchè tutte quelle distinzioni di fanterie n on vollero dire altro che fanterie armate d i armi meno perfette. I cacciatori s~rti in Germania e in Austria durant e l'epoca Napoleonica furono ver&. fanteria leggera armata di carabina. Negli eser citi napoleonici - scri sse il Corsi (l ì vi fu( l ) f.UHSI -
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r on o veri mosaici di fan terie, diverse eli nome e d i uniformi, scelto · in uno o in un altro modo, ma che in fondo ra ppresentavano l' antica distinzione fra la fanteria scelta e la legger a. Però ci fa osservare il generale Goltz (l ) la differenza fra q uesta ultima e le altre non consisteva più a dir vero - nell'essere quella sensibilmente più grave del le altre, ma soltanto in ciò, che la vera fanteria di riserva. la famosa Vecchia Guarqia - come composta tutta di soldati sceltissimi, provati in tante battaglie era davvero truppa da pot ersi contar sopra in· ogni estremo caso. N ella lunga pace successa alla cadu ta del grande Napoleone, rimasero ancora n egli eserciti le distinzioni fra le loro fanterie, per chè la l eggera. ebbe armi più perfezionate della ordinaria e diverso modo di combatter e; ma fanteria da riserva n el senso vero dj fa~teria lungamente provata al fuoco, non ve ne fu più. Sicchè fanteria di riserva guardie, granatieri ecc. ecc. -- non volle dire altro che , fanteria più. bella e privilegiata. - J Ma oggidì che lo spirito vero d~. libertà ha distrutto ogni privilegio e che la ragione militare ha voluto soppr essa 'ogn i differenza nell'armamento o nell'addestramento della. fanteria, oggidì è scomparso ogni appiglio per giustificare le diverse . specie di fanteria n eg li eserciti. Che an::~i la logica vuole che tutte quelle distinzioni siano condannate perchè - come scrisse Il Trochu (2) è duopo che la massa intera sia molto solida ed iu tutte le sue parti egualm ente solida cioè che forza e debolezza siano equamente e dovunque distribuite. Oggi esistono ancora pochissime distinzioni nella nostra fanteria le q uali, se per ora non è consigliabile - dato il rispetto che vuolsi alle tradizioni - l'abolizione e la f usione assoluta pure, verrà tempo che non avremo più alcuna di quelle distinzioni.
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(l ) Gor.n !Vnlion m·m à. Appuu ti c scritti m i l itari.
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L'ARTE XILlTARE B LA OlVILTÀ DEl POPOI,l
L'ARTE MILITARE E I.A CIVILTÀ DEl POPOL;
Il progresso della fanteria fu continuo ~ ~ ~~ntre la cavalleria. s'è arrestata assolutamente e l arttghena cammina. lenta lenta nel lungo cammino che le resta a percorrere - la fanteria procede ardita e r apida e sicura per quella. via che l'ha fatta chiamare - dice il colo~ nello Ga~ zureJli - di ltutte le armi lo istrumento _d1 gu_erra ~~ più completo e che ultimo si consuma all'attnto de1 vani agenti che si manifestano durante la lotta. Nella ritirata del l812 da Mosca · alla Beresina la cavalleria perdette i suoi cavalli; abbandonò pez~i e mu~izioni l'artiglieria, fu la sola fanteria che poca, ma ~ncro~lab1le, re~ sist ette ancora all'urto d ci H.ussi, alle molest1e ùe1 cosacch1. e all' infuriare degli avversi elementi. , Nella fanteria., ne' suoi elementi principali da cui è composta, l'uomo ed il fuci~e, la civiltà mode:n~ e~be m~do di esplicarsi tutta e splendidamente e per d~t1 d am~o, d t ?uore e d' intelletti, e per qualità fisiche e per 1l per~ez~ona:sl cont inuo delle armi e di tutti i mezzi innumerevoh d1 cu1 la fanteria può disporre. E solo dalla grandezza e ~a~la. luce portata al mondo e agli eserciti dalla moderna c t v tUa deve la fanteria il suo maggior t itolo di gloria. D a. uno studio del colonnello Fony, riguardanti dati statistici sulla guerra 70-71 si rileva che sopra 60,000 feriti il 91 o1, lo furono dalla fanteria, 1' 8 •/o dall'artiglieri a, l' 1 •1. dalla cavalleria. E così da statistiche fatte . in gT~n numero di guerre, ]a cavalleria subì nella sua foTza !l 0,30 / . · di perdite, l'artiglieria i l 6 "/. e la fanieria ill8 "/". . Nei primi dati constatiamo il perfezionamento delle arm1 e dell' intelletto nel secondo la sana ed ucazione, le perfe:r.ionate e· meglio sentite virtù dell'animo e generosità del cuore. Ogg idì non avremo più da segnalare ~Ha ~mmirazion~ dei popoli la sapiente ritirata di. un eser01to ~~ 1~,000 g_u~ dati da un Senoforte qualunque, oggi non pm gh eserc1tl, O'ettate le armi fuggono davanti al nemico che gli incalza ~rotetto da falsi Iddii, non sarebbero più possibil~ og?i n~ la traditrice giornata di B enevento nè la falsa v1ttona d1
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Fornovo, ma Cl meravigliamo per la resistenza piemontese, per i ~l'ion:fi · ed i sacri:ficii dell' indipenrlenza italiana, e per ardimenti meravigliosi e temerari qual' è quello dei mille di Garibaldi, ed eroismi come quello di Lissa, e re sistenze come quelle di Villafranca. Oggi il soldato non cede più, oggi non aspetta più dal suo capo la parola che lo incalzi che lo sproni , ma, opera lui stesso, solo meravigliando che la parola che attende dal comandante non gli arrivi presto e risoluta. Oggi il soldato resiste, combatte, terribile, spinto dalla propria coscienza, dagli affetti proprii, dalle proprie- convinzioni, oggi il vigliacco : nè capil.à fuimmo! dei Borbonici a Capua è diventato il : q;u i si vince o si muor·e; e il soldato o vince . o muore dettando alla storia giornate ~ome quelle di Novara, e i trionfi di S. Martino, e sacrifici eroici come quello degli ultimi 500 nostri, i quali trionfano morendo tutti, e sventolando in faccia agli 80,0CX>' neJ:!lici la bandiera della patria intrisa nel sangue loro, li arrestano nella loro marcia vitt oriosa,, trionfando non con le armi, ma con la propria virtù. A questi uomini, ai condottieri e ai soldati futuri non si p otranno dettare od imporre regole e principii; l'antica dog' maticn militare è ormai diventata roba da ferravecchi , ai condottieri e ai soldati d ella civiltà contemporanea e futura non si può dire che: andate, operate del miglior senno e del miglior animo vostro, adottate tutti quei me:;o:zi, quella tattica e quella strategia che sieno più adatte a sviluppare le virtù che possedete, che valgano ad impedire lo sviluppo delle virtù nemiche, e operando fortemente avete vittoria. E questo è il vero principio dell'arte della guerra, ed è così. solo che potremo spiegare le sconfitte di quegli eserciti i quali, sebbene dotati di grandi virtù, non seppero scegliere ordinamenti più convenienti ad una condotta strategica in relazione con le virtù di cui potevano disporre. · Scipione che persuade il Senato di Roma a portare in ~frica la guerra per b~ttere Annibale padrone ancora della Mag na Grecia, riassume tutta l'arte militare romana la (9 -
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L ' ARTE MILITARE E LA CIVILT i DEI POPOI.l 292 quale, armoni~mente con le virtu del popolo, era e doveva
essere a.ggress1va. La Francia abituata fin dall'epoca di Carlo VIII ad essere alla t esta delle nazioni civili, e giungendo per ben tre volte all'apogeo, con Luig i XIV e coi due Napoleoni, non potea mai immaginarsi che u~ giorno ~arebbe ~enu~o in cui qualcuno l'avrebbe detromzzata. E 1 Fra~~es1 abituati a vincere nelle conquiste non ebber o mat m m~nte di pensare a difendersi, sicch è quando s'ebbero ~~ll'.ultima guerra dai Prussiani la prima sconfitta, sbalord1t1 di tan~~ inaspettata sventura, voltar ono il tergo non pensando p1U che a ritirarsi - solo a ritirarsi ben e .... forse . L a Germania trionfò della Francia perchè più colta seppe da tutti o-li elementi di cui poteva disporre togliere a suo vantaggi~ e allo scopo che si prefiggeva la parte migliore. Sedan non è soltan to una vittoria delle ar mi prussiane, ma è la vittoria dell' umanità che per essa ha potuto in-· camminarsi in una nuova civiltà, in una nuova via di progresso. Se la celebre rivoluzione francese creò il nostro secolo, la guerra franco-prussiana e la caduta del potere temporale per opera degli Italiani hanno preparata la .civilt,à. .nuova che rifulgerà vivissima nel secolo f uturo. e 1 posten ammireranno per i Prussiani le nuove scienze militari e per gli Italiani le nuove libertà civili. È dunque vero che il condottiero, e voglio dire l'ufficiale moderno, per éssere all'altezza. del proprio mandato deve occuparsi a profondamente conoscere le risorse materiali e morali del paese per cui combatte e che deve combattere e ~on solo deve essere ver sato nelle conoscenze tecniche del m estiere, ma eziandio deve conoscere la civiltà dei popoli moderni, studiandone i progressi morali, fisici ed intellettuali. I n ostri ufficiali sono ancora troppo legati al quartiere, sono ancora troppo stancati dal tran-tran d el servi7.ÌO di caserma, che annoia, stanca e toglie un tempo prezioso allo studio e al lavoro proficuo. N oi siamo ancora troppo,
L'AliTE KILITARE .. LA é iVILTÀ DEI POPOI, J
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troppo: topi .di ·quartiere. I nuovi regolamenti banno già fatto un bel passo avanti, un soffio largo e vivificatore della libertà civile è entrato a creare la libertà militare, la quale se ha suscitato dei sorrisolini ironici fra i vecchi soldutoni ha pur fatto tir are un gran sospiro di soddisfazione ai giovani che hanno voglia di fare, e sono oggidì già parecchi. Non è più necessario oggi che l'ufficiale sprechi venti minuti .a d osservare :filosofando e predicando ad un soldato che non ha il nodo alla cravatta, che porta il chepì sulle ventiquattro o che si spurga il naso con le dita. Io vorrei vedere i nostri ufficiali là, fuori, soltanto f uori in campagna a studiare sotto buona guida le grandi quistioni tattiche e strategiche, vorrei saperli approfonditi nell'ardua scienza balistica, vorrei sentirli discorrere non d'annuar·io, di picchetti o di scopon,: ma ogni ora, ogni minuto stretti in fratel: levole consorzio, vecchi e giovani, generali e sottotenenti, studiando sui grandi problemi della civiltà moderna pre' parare il trionfo dell'avvenire. L' I talia va incontro naturalmente oggi a lla sua risurrezione e questa è la naturale conseguenza della attuale civiltà eu ropea. Ormai è fatta l'Italia e ··se il grande D'Azelio (l) disse che bisogna fare gli Italiani, il piccolissimo lo, di ce : fatta l'Italia si è creato anche il suo esercito, bisogna adesso pensare a far e i suoi soldati. E tranquillamente possiamo pensare a ciò. L'integrità dell'Italia non corre più alcun pericolo, il principio di nazion alità sul · quale appoggiano gli Stati moderni ci garantiHce il · possesso del nostro suolo; perchè tale integrità fosse rotta bisognerebbe che risuscitasse il funesto potere tempora le spento da Vittorio Emanuele, bisogner ebbe che l'Europa intera ritornasse alla venturosa epoca del 21 e del 5!J ; oggi l' Italia rappresenta per la storia la morte della teocrazia e per l'Europa l'equiHbrio .fra gli Stati.
(i) 11' A1.EOr.ro -
1'e8tamento politico.
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L' .ARTR MILITARE
È LA. CIVILTÀ DEl POPOU
Dobbiamo dunque, consci del nostro valore, raccoglierei e studiare, raccoglierei e lavorare alacremente perchè la guerra - checchè vadano predicando i moderni grandi paurosi che cantano pace - la guerra può essere più che non ci crediamo ; dobbiamo raccoglierei a studiare, perchè al giovine esercito della nuova Italia · spetta il gran compito della vittoria. Il vero progresso - lasciò scritto Massimo D'Azeglio (l) il v~ro progresso dell'umanità non istà. nelle macchine a vapore, ma nella crescente potenza del senso morale, del senso del g iusto s del ver o. E il Bianchini (2 ci dice che gli sforzi individuali porteranno il progresso generale - coraggio dunque - coraggio c lavoro, perchè l'avvenire e la g randezza d'Italia - cheechè ne dicano i moderni detrattori dell'esercito sta ancora o tutto in mano dei suoi soldati. E bene eanta il Ragusa Molati (~) : Ancor nei campi vedremo i popoli A. g ran giornata !!CCndere ; non 'escesi Dal rn;~.le che l'armi in pugno :ì<; il fato . . . .
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e l' Italia che già diede al mondo due ci viltà la Romana e quella dei comuni, Giulio Cesare e Dante, deve dare e darà, col sangue del suo esercito, coi fucili dei suoi soldati. deve dare e clara al m ondo intero la terza civiltà, la civiltà italiana.
E. (t) D ' A ZEGLIO (~) lli A~ c Ut NI (3) R AGUSA -
7'e&lametli O politico. Ben vivere &ociaie, 3' Intermezzi barbari.
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PIFFERI
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ALCUNI PENSIERf SULLA POSiliONE DELL'UFFICIAlE
La · professione militare, forse più di ogni altra, s veglia nella gioventù alcune illusioni i cui effetti si fanno sentire poi in coloro che prendono lo stato militare. Le potrei distinguere in due specie': le illusioni allegre e quelle serie. Retaggio antico del mestiere delle armi è la fama di una vita spensierata, allegra in mezzo ai pericoli, fidente in avvenire glorioso ; la stessa. lettura della storia, n ei suoi tratti maggiori e popolari, anzichè assopir coteste illu sioni, sembra infiammarle. Non sarebbe ben fatto spengerle subito nel giovan e: sono come una specie di fioritura preeoce dell'albero; cade presto e la v irtù della pianta resta se il fusto è bu ono. È dunque nel carattere dell'uomo il correttivo a quelle ed altre simili illusioni, le quali sparite debbono lasciare più forte l'animo. È un'opera :li elimin zione fino all'essenziale che l' ufficiale deve compiere poco a poco da sè in se stesso: se i consigli, frutto di 30 anni di vita militare, pos· sono esser e utili a taluno nell'opera suddetta, queste poche pagine avranno qualche valore .
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Il g iovane che si indirizza. alla professione delle armi deve mott.ersi bene in mente che la vita militare è cosa d uru. Ln fatiche talora prolungate tal'altra brevi ed acute,
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ALCUNI PF.NSIERI BULLA POSIZIONE DEJ,L UFFIC!AI.E
ALCI.INI rENSI~RI SULLA POSU!lONE DE.LL U~'FICIALE
i pèriodi di tempo in cui le energie sembrano insufficienti al lavoro e anche quelli in cui esse esuberano, i servizi minuti. di pazienteattenzione, un lavoro congenere ripetuto per anni ed anni, la responsabilità del comando, il morso dell'obbedire, il sentirsi sul collo pronta ed inesorabile una legge tutta speciale, possono corrodere le indoli più robuste. E bisogna resistere a cotesto logoramento non solo, ma corroborare lo spirito per chè sia sempr e elevato; corrobor arlo con le buone letture ed attente, colla riflessione. Certo bisogna pure studiare: e su ciò giova fermarsi un poco. A rigore di termine, lo studio dell'ufficiale dovrebbe esser ri volto ad approfondire tutto quello che riguarda l'a:r.ione portata dal grado che occupa e da quelli che potrà occupare in avvenire. Ma. nei t empi in cui viviamo l'applicazione dello spirito fatta su quella via si complica, spec1e negli uffìciali giovani, col d esiderio di avanzare nei gradi più presto, coll'ambizione, colla speranza del grado. L ·amore allo studio solitario della scienza militare per se stessa, l'amore a tale stuclio continuato per tutta la vita, se era probabile in altri tempi n ei quali il militare formava casta a sè e le guerre avevano cause di altro g enere, oggi, è sqlo possibile. Inoltre oggi, e chi sa per quanto tempo ancora, come si corre al· l'applicazione del pensiero scientifico non ben maturato, così l'individuo vuole subito appli care, utiliz:r.are ciò che impara o ha imparato. In tal modo, difficile davvero sarebbe dire se l'applicazione allo studio della scienza militare faccia nascere nell'ufficiale il desiderio · e perciò la speranza del grado, oppure viceversa. In realtà. parmi appunto sia l' ultimo caso: talchè fallita 'd'un tratto, o svanita poco a poco tale speranza, sparisce ·pure l'amore allo !ltudio. Ora, che questo possa conferire alla formazione del caratter e nell'ufficiale, possa dargli vigore da ;mpedire l'infiacchimento progressivo dello spirito, non credo: e non
credo nemmeno possa dargli la contentezza• della propria posizione. E aggiungete: che s parso nel corpo degli ufficiali l'amore allo studio per l'ambizione del grado, mette in loro quei sentimenti tutti prosaici di quella lotta che in natura è un mezzo inco!\ciente e che fra gli uomini si vuol fare pPr di· segno: anzi fra noi non è nemmeno la lotta per l' esisten za , che pur selvaggia ha in sè del robusto, ma per la migliore esistenza; lo che può suscitare una serie di sentimenti e di azioni prudentemente, sottilmente aguzzate dall'egoismo. Per impedire questi mali che sono conseguenza. di una necessità dei tempi nostri, lo studio tecnico prolungato e l'avanzamento a scelta, l'ufficiale deve considerar e in sè stesso una. doppi~ qualità.: deve considerarsi e nella gerarchia militare con tutti i doveri e funzioni annesse e nellà società come facente parte della classe superiore. Talchè, quando p er cause svariatìssime, e personali e generali, la sna carriera debba esser lenta e perciò lo studio prqfessionale con· tinuato ed approfondito non lo attiri più, rimanga in lui il desiderio vivo, l'ambizione di coltivare la sua mente per r endersi degno di appartenere e di restare di fatto in quella classe superiore della società. É questo, parmi,_un consiglio pratico: pratico perchè ogni ufficiale può trovare ~n ramo di studio, un ordine di lettura che .al proprio gusto si confaccia: e purchè egli segua questa via senza distrarsi dal suo servizio, egli vi troverà insieme all'~le vatezza anche la content~zza del pr oprio spirito. Se io dove~si poi scendere a particolareggiare il mio consiglio su quegli studi e letture, questo direi: che per l'in- · dole loro non siano tanto lontani da ciò che può aver attipenza colla scienza militare, la guale pur si annoda in molte parti collo scibile: e che sopratutto s iano tali da allargare ed elevare la mente, forma re e consolidare il carattere. Talchè l'uomo maturo poi, lasciato per via il bagaglio d ella memoria, rimanga tutto nutrito dello stillato di forti convinzioni; perchè sono appunto queste che · preservano
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ALCUNI PENSIERI SULLA POSIZIONE DELL'U'PPICIALE
dallo infiacchimento, sono queste che formano il punto di appoggio delle molle che ci fanno operare. Inoltre, un indirizzo tale dato alla mente, una tal forma data al carattere se non bastano a fornire l'abilità ai comandi superiori, concedono però il dono del comando, in quanto l'uomo, colla. proprit~ personalità, impera sugli altri. E ciò spiega come nei rivolgimenti ·politici sorgano figure di persone che sen za conoscere il tecnicismo assumono il comando, comandano bene. valendosi per buoni mezzi, di sottoposti pratici del tecnicismo.
•*• Lo studio fatto con questi intendimenti dalle conseguenze di un'altra illusione può liberare il giovane ufficiale. Il quale spesso associa nel proprio pensiero lo stato militare ad una specie di fastosità nel vivere: le esigenze di questa sbaglia con la convenienza di un vivere altamente decor oso, che nutrito in segreto dalla virtù di minuti e CO!ltanti sacrifizi, da desidP-ri modestissimi, niente lasnia appA.rire al di fuori che a quel decoro contrasti. Quello studio mentre rende 5eria. la mente, non deprime la baldanza giovanile: calma ed indirizza l'esuberante energia ad essa accoppiando una tal qual P- prudenza: sì che le forze non si disperdono: il giovane non si guasta e giunge all'età matura cvllo spirito colto, coll'animo vigoroso, col corpo robusto.
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** serie sono di altro
L e illusioni genere. Quell'ordine, quell'uniformità di cose di cui la divisa pare un simbolo, facilmente fanno credere che. nella vita militare tutto sia previsto, tutto sia regolato e non r esti al sottoposto che l'esecuzione di regolame.J?.ti, dai quali anche gli ordini e 'i comandi siano a. loro volta presi genuinamente e prettamente applicati. Non si comprende che nel c~ma.ndo vi è sempre un che di personale: non si tien calcolo di tutto ciò che vi è di imprevidibile nell'esecuzione e specialmente nell'attrito di \
ALCUN I PENSIERI SULLA POSIZIONE DELL'UPFICIALE
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tan~ esecutori: non si capisce quante cause esterne ed int erne alla cerchia militare pvssono influire in una data. disposizione, o nella modificazione di una regola, di un ordine. « Il giovane che imprende la. carriera delle armi, che entra n el reggimento bisogna si capaciti che la sua vita si agita in mezzo ad uomini che debbono obbedire ad uomini che debbono comanda"re: che se spesso è difficile obbedire bene, è difficile · sempre comandare bene: che il s uperiore è un uomo esso pure quindi soggetto ad errare. n giovane studi se stesso e vegga <pianto di bene e di male fa anch'egli nel proprio comando: vegga quanti dei suoi atti, delle sue parole, dei suoi ordini p.ossono svegliare nei suoi sottoposti li stessi sentimenti e pensieri che in lu i suscitano quelli dei superiori. Prima, non · dico di criticare, ma di pensare e di convincersi dell'errore di regole o di ordini vegga se ha tutti i dati per mettersi al punto di vista del s uperiore che li dette. Se anche la · buona volontà di fare trova dei limiti da. lui non previsti, la virtù consiste nell'imporre a sè stesso quei limiti e - coi mezzi e nei modi che gli sono concessi, conseguire lo scopo. L a stessa iniziativa individuale di cui sentirà par · lare, ~b e gli sarà. tanto giustamente inculcata dai superiori, che vedrà scritta nei regolamenti deve suggerirgli questo pensiero: che in fin dei conti essa non è che una maggior libertà concessagli xrell'esecuzione del suo servizio; ma che la stes.>a libertà è pure concessa a tutti gli altri dai quali egli dipende e ai ·quali deve comandare. La vera abilità sta nel conseguire quello che si può e si deve non quello che si vorrebbe e che a noi sembra. mig li ore e conseguirlo, ripeto, coi mezzi e nei modi assegnati: la vera virtù sta nell'accettare volenterosamente quei mezzi, quei modi , quei limiti. ~ se pure avviene che il g iovane sollevi discussione, obbene, limiti cotale discussione fino al tempo che precede l'< IHoouzione; g iunto quel momento, metta. tutto se stesso p w laù le cose vadano veramente come la. regola., l'ordine t> la di Hposizione vogliono; abneghi la propria volontà,
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ALCUNI PENIIER! S ULLA POSIZIONE DELL'UFFICIALE
ALCUNI PENSIERI 8!Jl,LA POSIZIONE DELL Uli'FJCIALK
pieghi la sua .intelligenza, faccia cospirare tutte le sue forze morali, intellettuali, :fisiche per la completa esecuzwne. In questo volontario, volenteroso concorso di tutte le energie individuali sta oggi il vero trivnfo della discipli~a: la qualE\ piega ed indirizza quelle forze che in passato tendeva a modificare. ' Perchè il giovane ufficiale possa a poco a poco educare se stesso a questi principii a tale pratica di vita militare, egli dovrà vederne l'importanza appunto colla riflessione e lo studio: è dunque per via di un lavoro mentale ch'egli vi riuscirà; e qui ritorna all'uopo la cultura dello spirito.
alle belle iniziative, aile forti responsabilitli.: il suo comando sarà ineerto . , debole, la sua obbedienza, la sottoposizionE\ più che modesta, umile. Oggi il t empo ha allivellato e quelle categorie sono scomparse: nessuno ha nè crede a.ver diritti speciali per titoli di nascita o di condizione sociale; ma in tutti gli ufficiali deve essere profonda la convinzione del proprio stato, che è questa: q uando un uffiQiale sente di non godere intieramente la stima morale, quando la stìma professionale fosse ripetutame1ate menomata, quanòo egli frugando bene nella propria coscienza sente di non aver. più passione alle armi, piacere. della propria posizione, allora lasci il servizio.
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E poichè ho parlato d el passato mi si perm etta una osser vazione tante volte fatta e ché ora viene a propo::ito; voglio dire delle due categorie nelie quali a quel tempo si dividerà il corpo degli ufficiali: quelli di superiore educazione sociale ed intellettuale e per i quali le armi erano una vocazione e gli altri che lo stato militare consideravano come un mestiere. Difl"erenti qualità militari erano negli uni e negli altri: e benchè pregi avessero i primi ed i secondi, n è iutieramente a quelli nè a questi vorrei assomigliasse oggi l'ufficiale: n è assomiglia ed è bene; ma dei primi vorrei serbasse sempre la passione alle armi e specialmente quella :fierezza della propria persona clie dal considerare la posizione di ufficiale come un mestiere teneva lontani. Cotale categoria, speciali diritti pensava di avere per speciali convinzioni serviva: pronti a lasciare la posizione se' lesi 8i credevano in quei diritti, se la credevano non più rispondente alle proprie convinzioni. E sempi si ebbero di ufficiali che non forniti di censo per guelle eause lasciarono il servizio ed in altro modo faticosamente ·guadagnarono il pane. Questa alterezza di carattere è fonte, penso io, delle più grandi qualità militari; chi ne manca a. .:i'a tto, chi teme per sè, per il proprio io, non sarà pronto
Nella cultura progressiva del proprio spirito l'ufficiale vedrà le intime e superne ragioni della sua posizione sociale. Egli vedrà eome lo stato militare si colleghi ai più elevati fini della •politietL: cumt~ ltL mi~~iont~ t~Ù uea.ti va ùt~l popolo nostro alla dis0iplina delle armi non sia una frase, ma una verità ed una condizione assoluta per l' indipendem;a del nostro paese; egli sentirà che, in fondo, nessun altro stato sociale è eosì pieno di generosità come il nostro, perchè all'apostolato educativo si aggiunge la perenne prontezza al sacrifizio della propria vita; e questi pensieri, questi affetti lo faranno orgoglioso della propria posizion e. Non si scandalizzi, n on si acquieti in uno scetticismo avventato e giovanottesco se in se stesso od in altri vede passare pensieri o ode pronunziare frasi lontan~ da quegli affetti, e che arieggiano l'interesse o l'egoismo; la verità resta nel fondo stabile. Ma se per difettosa co1-1tituzione mor ale, o quando per lente e successive di8truzioni del suo spirito egli non la sentisse più, lasci il servizio. Da sè stesso lasci il servizio: perchè nessun occhio di superi ore, nessun controllo basterà. a scorgere quel deperimonto assoluto delle sue for ze morali: perchè il compier e
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ALCllNI PENSIBRI SULLA POSlZIOlfE DELL'UFFICIALE
con esattezza ogni parte del suo servizio può esser effetto dì altri sentimenti, anche del puro interesse; ma ciò che tiene l'ufficiale alto dinanzi a l soldato, dinanzi alla società è solamente la perfetta ed elevata coscienza della. propria posizione: essi ci -vedono tal quali ·noi s iamo: n on si in• gannano .
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REQUISIZIONl
BIANCIARDI Maggwre.
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In una memorabile seduta parlamentare - quella del 23 novembrè 18U3 - il generale Pelloux, allora ministro della guerra, pre~entò alla Camera dei deputati un progetto di leg).{e inteso a regolare la vecchia e ~rave questione delle somministrazioni dei comuni alle truppe. Accettato dal successivo ministero l:rispi, il progetto venne sottoposto ad una commissione parlamentare, la quale, in una ùelle ultim~ sednte dell a scorsa estate, presentò alla ~amera una diligen te relazione sul progeLto stesso. 1\fa la ormai finita legil\ latura non ha potuto ulteriot·mente occuparsene; se ne occuperh la nuova Camera ? Secondo Orazio, habent sua fata libelli; e così possiamo dir noi , che hanno i loro destini i progetti di legge. Ve ne sono taluni che, senza una vi.;ibile ragione, seguitano ~ trascinarsi per anni e anni dall'uno all'altro ordine del giorno delle Camere, ma , per una specie di ieua·tura, non arrivano mai ad es· sere discussi ed approvati. Fra questi hanno oramai acqui_slata una disgt·aziata celebrità i numerosi progetti per le sommioistrazion i dei comuni alle truppe. Eppure dal 1860 a questa parte non si ebbe legi sla~ura , non sessione parlamentare in cui non si sia sollevata la questione, e non siansi da qualche banco della Camera sollecitati provvedimenti legislativi atti a risolvel'la. l~ òunque necessaria, è urgente una legge sulle sommmtstrn;,ioni dei comuni, e, in genere, sulle t•equisizioni militar i ?
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Le requtstzloni , pur conservando sempre il loro caraltere di coattività, hanno aspetto e seguono forme differenti secondochè siano fatte in tempo di pace o di guerra, in territorio nazionale o nemico o alleato, per mezzo delle autorità. locali (1·egolari) o escutendo diretlamente 11 cittad!no ({01·zate). A queste distinzioni si è attenuto il progetto Pelloux-M ocenni, e noi le seguiremo nell'esaminarlo e commentarlo .
Il. Qualche vòlta in tempo di pace, quasi ogni giorno in guerra accade, che le truppe non possano ne' modi ordinari procacciarsi quanto loro o.ccorre, specialmente alloggio e vitto, sia perchè l'entitit dei bisogni superi la misura delle risorse, che il paese occupato è disposto spontaneamente ad offrire , sia-perchè, se pnr bastassero, l'eccezionnlità delle circostanze faci lmente indurrebbe il privato a pretendere prezzi esagerati per le proprie co~e o servigi. Ma siccome il soddisfare bisogni urgenti e imprescindibili dell'esercito rappresenta un supremo interesse dello Stato , anche qui , come in tanti altri casi. il pubblico bene giustamente si impone al diritto privato, e si ricorre alle recrui ~ izioni. Quand'anche il diritto di rcqui~ire non fosse riconosciuto, ness uno crederà mai che truppe minacciate àalla fame o sofferenti per intemperie abbiano arl. astenersi dal prendere il necessario ovunque lo trovino. Ove pertanto la · legge non consentisse la requisizione, c non la regolasse con oppor·tune òorme, altro risultato non si otterrebbe, che di rendere il danno dei cittadini assai maggiore, molto minore il vantaggio delle truppe, funeste le conseguenze nello sp_irito delle popolazioni , tristissimi gli effetti nel morale e nella disciplina delle truppe. La requisizione non regolata da norme fisse, serie ed autorevoli o non raggiunge lo scopo o degenera in violenza e rapina. La parola 1·equisi.zione, nel senso d te noi le diamo oggi, vale a dire, di coaua sommi n istrazione di cose o servigi fatta a richiesta dell'autorità militare, pare sia stata adoRerata la prima volta nella guerra d'indipendenza d'America sotto Washington, allorchè si volle dare forma più regolare alle tolte di guerra mediante il rilascio di regolari requisitions (1) ossia richieste. (t ) Mi sia permessa una osservazione lllologica s ulla fortuna eli IJnesta parola. Dal vocabolo sabino quiri (lanci:\) pare sia derivato · in Roma il dominio quirilario ossia conquistato colle armi (che era il più perfetto), ed il requirere, che originariamente forse valeva a chiedere colle armi alla mano. Quest o requirtrt, corretto col tempo in requisire, dopo avere assunto e serbato per tant i secoli ves te e caraUere pacifico, avrebbe ora riacquis tato il suo bellicoso significato d' origine.
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III.
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Requisizioni furono sempre fatte dacchè esistono eserciti, con questa differenza però, che una volta le truppe, nei paesi che attraversavano, pi:diavansi, senza regola o misura alcuna, tutto ciò che loro occorreva: adesso i riguardi di umaniL:\ e il 1·ispetto della proprietà privata impongono limiti e norme, che, pur facendo ragione alle necessità dell 'esercito, salvaguardano il diritto del cittadino Il diritlo di preda (jus praedandi) fu per molti secoli esercitato e riconosciuto come precipuo mezzo di sussistenza degli eserciti. Ancora al principio dell'epoca moderna, -nella guerra dei trent'anni.,, i \Vallenstein , i Mansfeld, i Thurn, i Brunswick non provvedeyano diversamente ai bisogni delle loro truppe. Tuttavia . orrià. .ftn rlal 1570 due leg-gi dello impero tedesco emanate a Spira proibivano il predare senza autorizzazione dei capi , e prescrivevano, che il bestiame e le altre vettovaglie predate fossero vendute negli accampamenti. Dqpo il 17° secolo si accentua una tendenza nei Governi a ordi nare o raccomandare il rispetto delle proprietà private. Con queste limitazioni facilmente si arrivò agli accordi fra le città e i comandanti delle truppe per sostituire contribuzioni in denaro o in derrate alle prede ed ai saccheggi. Nel XVIII secolo certe ciltà, fra cui Torino {'1), ottennero dai rispettivi sovrani, a titolo (l ) o u ~• to l)rivi lcgio è alla città d i Tonno oggi ancora riconosciuLo.
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di privilegio, l'esenzione dalle requisizioni di alloggio militare. Altre fabbricarono caserme esclusivamente nell'intento di evitare quest'onere ai cittadini. " Ma la necessità di vivere sembrava ancora giustificare, massime in tempo di ~uerra, ·l'antico uso di predare le vettovaglie dove si trovavano. ta guerra doveva nutrire la guerTa. II tandrecht prussiano del 1796 riconosceva ancora il diritto di predare; esigeva però, che vi fosse autorizzazione del Governo. Nello stesso anno il codice penale militare francese assegnava le pene pel saccheggio e per la maraude; ma ciò non pertanto durante tutte le guerre napoleoniche la requisizione ebbe troppo spesso il carallere di saccheggio e di estorsione a mano .a~~ata. L'odierna civiltà nostra ha cercato di dare alla reqmsJzJOne, pur in paese nemico, un carattere di regolar·ità e di legittimità, che prima non aveva; ma non l'ha abolita, anzi ogni giorno più se ne riconosce, e se ne proclama la necessità. Nessuno ignom quale larga applicazione abbiano avuto le requisizioni - specialmente di vi~ri - nelle ultime campagne; ed è a credere, che <1nche m&ggiore l'avranno nelle future, in cui i mezzi di trasperto in seconda linea saranno sempre impari al IJisogno di un normale rifornì mento delle enormi masse operanti. Quando pure fin dal tempo di pace, e con grave dispendio per l'erario pubblico, i mezzi potessero prepararsi e, aumentarsi in ragione delle forze, sarebbe vano sperare, che poi queste arriverebbero t_utte e sempre a giovarsene. Si noti altresì, che i grandi eserciti richiesti dalla guena )1lOderna sono in massima parte costituiti da cittadi ni tolti ieri dal tranquillo henessere delht fami glia e disposti forse più a dare ~ san~ue per il loro paese che so!lrire la fame e tollerare la mancanza-omsuffìcienza di quant9 è strettamente nece:>sario per la vita materiale. Si tratta adunque di quantità immtmse di' materiali d'ogni genere, sopratullo di vettovaglie. che devono essere provvedute ogni giorno: si tratta di soddisfare bisogni che giornalmente si rinnovellano, sicchè, soddishtti quelli dell'oggi, si presentano ugualmente g·randi ed imperiosi quelli del domani. _ Davanti a queste esigenze sarebbe pericolosa illu~ione il credere,
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che per la sussistenza delle truppe si possa fare quasi esclusivo assegnamento sulle risor·se raccolte in seconda li nea. Dato p ure che potessero addensarsi a tergo delle armate magazzini e carreggi in proporzione delle forze combattenti, t•esterebbe sempre a risolversi il Jato più difficile del problema: far giungere all e truppe tutto il necessario in luogo opportuno e in tempo utile. ln molti casi la profondità, che dovranno necessariamente ass umere le colonne marcianti basterà per sè sola ad impedire, che le truppe in testa ricevan o in tempo i rifornimenti dalle retrovie. ·v ivere sul paese non sarà adunque un sistema da scegliP-re n preferenza di un altro solo per ottenere maggiore celeri tà di mosse, per non lasciare risorse al nemico o per risparmiare ùnpedimenta: sarà bene spesso una necessità indeclinabile, sia che si operi in terr itorio nazionale sia che si invada terra nemica. Anzi oggi è massima fondamentale di ammini strazione militare doversi in campagna sfruttare il paese occupato come se nulla poiesse trarsi dalle retrovie ; ben inteso però, che deves i d'al tra parte preparare e tener pronti i rifornimenti a tergo come se nulla nel paese fosse possibile di trovare. l:'er far vivere le truppe sul paese che esse occupano, e qualche volla anche per l'apprestamento dei magazzini alle spalle, la requisizione di derrate, di edifìci,"di mezzi di trasporto. di servigi personali si impone adunque - oggi non meno che venti secoli fa - come· princip3lissimo mezzo cui dovrà necessariamente r-icorrere l''mministr·aziÒne militare.
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Questo grave atto del(autori lit militare, che si chiama la requisizione, mette in conflitto due gr'andi ordini di interessi: quelli delle popolazioni e quelli dell'esercito. Se, per una necessità di carattere superiore, tra gli interessi in confliuo devono prevalere quelli dell'esercito , ossia dello Stato, la coazione non deve mai rivestire· il carattere di violenza, ma 20 -
ANNO XL.
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rimanere nel campo della >'tretla legalità. E perchè la rcqms11.ione sin legale nella sostanza e nella forrn:;, occorre darle a fondamento un concetto già da lungo tempo entrato nella cosc ienza gmridica delle nazioni civili . quello dell' utilità pubblica, che nello Stato moderno impone tanti limiti all'esplicazione rlei diritti individuali . • Classi!lcando la req u i si~io tt c fra gli atti del potere pubi.Ji ico dipenJenti rla tale principio, noi le diamo agli occhi delle popolazioni un aspctlo di giui;tizi·1 e di necessità, che vale certamente a dim inuire la ripugnanza , con cui il cittadino si sollomette al precetto di requ isizione. Discendono poi dal pri ucipio ste5so, a guisa rli corollari , il diritto di gi usta indennit:·t e le più am pi e ~ n ra n zie di equit à nella sua appl icazione. SpeLLa al legislatore, come quugli che solo .il può, rla re tale as petto all a requisizione. Ove non vogliasi, che l' impero della uecessitit costringa le truppe a tumul tuarie espropriazioni, a violenze ed a vere rapine, occorre emanare disposizio ni legislative chiare e precise, le quali segnino alle truppe i lim iti del loro di ritto, o mostrino alle auto ritit civili etl ai citladin ; l'estensione clel loro dovere nell' interesse generale dello Stato. In fatti la materia ùelle re9nisizioni in quasi tutti i principali Stati d'Europa fu , già da tempo, Ol!getto di disposizioni legi ~la tive ampie e w mpl ete. Pres~o di noi non è ancora regolata prr legge; anzi, siccome nel nostro paese son rimaste in vigore per le sommi ni strazioni dei comuni alle tru ppe le disposizioni òei f,(overni preesistenti al 18(;0 , ne deriva, che nelle· diverse p:w ti d' Itali a essa è - molto incompletamente - regolata da nor me rl iJTerenti. Per le provincie costituenti il regno prirr:'a del 1866 se-rvono le regie Patenti sarde òel 9 agosto 1836 , i decreti del 27 gennaio 181>·1 e 24. òicembre ·1860, e la legge del -i af,(osto 18tH. Nel territori o vèoeto e mantovano vige ancora l'ordinanza imperiale austriaca del . ·15 maggio 1851 , e la circolare della congregazione centrale veneta in dàta ·1O luglio '1863 ; nElla provincia di Roma il regQlamento del. Governo pontificio 2 0 geonato ·1867. Tutti questi decreti , ordinanze ecc. nel territorio in cui son o
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a ppl.icate ?an.no for?a d i legge; ma è certamente slmno, che, dopo ~an~ 1 unnt. ~~ lavoro legislativo per unificare il diritto positi vo ttaha.no, vt st~ ancora in l ~alia questa molliplicitù di disposizioni, che tnduce, m u~a matena cosi importante, un a disparità di trattamento fra le dtver,;e provincie dello Stato. . . l i curioso poi si è, che le suddette disposizioni aventi fo rza dt leg,ge vennero dopo il ·1870 qua e là parzialmente modilica te con semplici decreti o atti ministeriali. Necessità varie così esigevano; ma le disposizioni sulle so mm ini s tr~ zion i dei comuni fur~ n o . pe.r tal modo rese ancora più incomplete e aiTatto insuffi ctentt sta. ad assicurare il soddisfaci mento dei bi sogni militari in P~~e .ed m g1,1er~·a: sia a garan tire, in fatto di requisizioni, i d11 1tlt delle all)mmt strazioni comunali e òei citladini Solo per la requisizione dei quadrupedi e dei v~icoli necessari per l ~ mobilitazione dell'e.:> erci to si è .fatto qualche cosa. La l ef,(~e ~pectale 30 .giugno 4889 ha disposizioni, che potrebbero benJ ss tmo e ~sere mtegralmenle f11se in una legge generale sulle recruisizioni. La l~gge .del.18(1'1, nello estendere all e nu ove provincie dello Stato l nppltcazwne delle re.gie Patenti, M migliorò un poco le lardTe ; ma , quantunque Lutto il resto rimanesse intatto, buona parte di ~n'elle di sposizioni è ora lettera morta. Il regio decreto 28 ~enn aw 1872. col . re.golamento e le istruzioni che gli fer~ero segu1L~ , . n ~ ' allo II eflelltvamente, se non espressamen te al cun e prescriZIOni consi · , essenziali . .. .' derandole come non pi u· ·m vtgore. La l~cuna pm . gr.ave n masla e la man canza di ogni sanzione p~nal e m c~ s~ dt nfì uto da parte dci r.iuadini o dell'autorità ci~tl e ad ub btdtre al precello di requisizione, e l'essersi, per sottmteso, esclnso che si possa dall 'autorità militare direttamente eseu.tere anche il privato cittadino . ln caso di rifiuJ.O, o rli lentezze che equivalgano a rifi uto, il comaudante del.le ti'Uppe, se ha da sfamare o ricoverare i propri nomm1, come st regolerà 1 Sfiderà codici e tribunali facendo uso della. forza ? E se i cittadin i, incoraggiati dal loro buon diritto, non 1ntendessero lasciarsi usar violenza? ~ ·O stesso Lrallamento fece il decr·eto del 1872 all e ordinanze austnacho ed al regolamenlo pontificio. Ciò che vi rimase inlallo fu-
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rono le tariffe dei mezzi di trasporto e quelle degli alloggi, val& a dire gli ingiusti gravami dei comuni e ~ei cittadini. Ingiusti perchè, specialmente per gli alloggi , stabili scono dell& indennità, che oggi sono quasi derisorie, e perché lasciano a carico dei comuni (fatta eccezione pel Veneto e pel Mantovano) i primi tre giorn i di alloggio militare. Quando i cittadini c<tncorrono alle somministrazioni , i comuni , per massima, ripartiscono fra questi le sole indennitit pagate dallo Stato, e nella stessa misura . Nè si può pretendere di più.
V. Allorchè fu discussa in Parlamento la legge i agosto ·1861 , eh& estese , come s'è detto, a tollo lo Stato le regie I•atenti , la Camera,. fio d'allora, invitò il .Ministero a presentare d'urge nza una nuova legge per regolare la materia dell e sommioistrazioni dei comuot all e truppe. Anzi , la legge 4 agosto 1861 doveva aver vigore solo per un anno, nel qual anno si sarebbe preparata e discu ssa la nuova legge. Venne il luglio del 1862: la nuova legge non era falla, e si dovette pr·orog:ue il termine . Intanto però una commi ssione nominata appositamente dai ministri della guerra o dell'interno aveva stndiato nn progetto di legge, e lo aveva portato avanti alla Camera il 2 luglio. Si elesse la gi unta per esaminarlo, e il 13 maggio 1863 fu presentata la rèlazione. Ma il progetto non giunse alla discussione. e, quantunque fosse poi ripresentato dàl Peruzzi , non ebbe sorte migliore. Non arrivò neppure nd essere ristampato . Intanto non cessavano i r ichiami per parte di deputati e di comuni, affìnchè fosse dato un equo assetto a questa parte della nostra legislazione; e specialmente le provincie venete, le più aggravate e le meno indennh~zate, fecero replicatamente udire voci dj, protesta. Il 25 novembre 187G il ministro della guerra . generale Mezz<~ capo, per porre, almeno ìn parte, rimedio a tale stato di cose, eh&
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generava, sono le parole della relazione, confronti odiosi, contesta.zioni e lagnanza, e produceva imbarazzi amministrativi e contabili -considerando che lo studio e la discussione di una nuova legge sa-' rebbe stata impr·esa troppo lunga e di diffi cile riuscita, presentava intanto alla Camera un disegno di legge per estendere anche al territorio veDeto e mantovano le disposizioni delle regie Patenti del 1836 vigenti nelle altre provin cie del regno. Qrtantunque vivamente reclamato negl i uffici della Camera e "SOllecitato in seno alla giunta che lo esaminava, neanche que:>to progetto di legge arrivò in porto; e tre an ni dopo essendo stato ·ripresentato dal ministro della guerra, generale i\fazè de la RochP., 'le vicende parl amentari lo fecero arenare un'altra volta. ' Trast\Orsi altri tre anni, nel 1882, il generale Ferrero, allora mi~istro dell a guerra, abbandonata l'idetr della unificazione provvisoria mediante le regie Patenti, preparò un nuovo e completo pt·ogetto di leg;:le. Presentato il a gi ugno, di scusso negli uffi ri nel mese stesso, preso in istudio con grande alacrità dalla tommissione, parve per un momento , che dovesse avere più fortuna dei precedenti progetli ; ma fu chiusa la sessione p<H·Iamentare, e, poco dopo, sciolta la Camera. Tttttavia l'anno seouente i . . o ' ·7 maggio, il progetto stesso fu ri presentato, e il 23 di cem bre si -distribuì alla Carnera la rel nzione della Commissione. Ma cadde il Ministero; e con esso il progetto, e non ne rimase se non un argol)lento di interrogazioni in seno alla Camera. Ricorderò uq,a interpellanza :\'l ei svolla il 21 aprile 1887 ed altra dell'on. Chiapusso presentata il 30 novembre dello stesso anno . Il mini stro della gnerra rispondendo all'on. Mel promise di prese ntare entro il r~ese di maggio un altro progetlo di legge, il quale -era già allo ~tudio nel suo dicastero, e pare che dovesse ess.ere il progetto Ferrero riveduto e corretto. Il 1" giu ~no l'onorevole Mel tornò alla ca rica. Il ministro ris pose, che lo studio era Ler·minalo, '6 che egli avrebbe passato il progetto al suo collega detririterno : ai Jlrim i di novembre, sarebbe stato pronto. Ma passarono le idi di novembre, come fu detto in altra intert·ogazione; e il progetto di legge non comparve. TI 20 gennaio t 888 f cnorevolc Crispi, ministro dell'interno, ass icurava la Camera, che <t ncho lui slava studiando il progetto nell'interesse dei comuni .
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E di altri studi congeneri si ebbe assicurazione dal '1 888 al 4893,
allorquando fu presentato l'ultimo progetto, quello dell'.:morevole Pelloux.
vr. TI progett~ che orn , per la chiusura nella sessione, è rimasto allo stato di relazionA, è senza dubbio il più completo di quanti lo hanno p1-eceduto. Esso abhrac~ ia tutta la materia delle requisizioni , in pnce e in guerra , e le sue òispos izioni sono. applicabi li così nel no~tro Stato come in 1erritorio nemico. Quando nel 1877 in Francia si trattò di redigere una nuova legge sulle requisizioni, la Commissione parlamentare discusse a lungo la quislione pregiudiziale , se si dovesse in una sola legge esaurire lulla la materia. Le di5posizioni aiiOI'a vigenti riguardavano, alcune il tempo di pace, a!Lre il tempo di guerra: molte eran o st;ate emanate in freua e ruria durante la campngna del 1870-71 , altre risalivano perfino ai tempi della prim a repubblica. Era opportuno comprenderle tutte, convenientemente riform nte. in una legge sola? La Commissione parlameuture aveva dapprima pensato di imitnre la Germania, la quale ha un n legge per la rP.quisizione io tempo di pace eò altra pel tempo di guerra . Si osservava , che in pace l'amministrazione mi litnre dispone in modo bormale di tult• i suoi mezzi. e che il diritto ecce~ional e (li requ:sire si fa va lere molto. più raramente c~e in guerra. 1n pnce, per m.'l ssima, nulla deve essere requisito, in guerra può ess~re requisito tutto ciò .;he è necess:1 rio per· soddisfare ai bisogni dell'eserr:ito. Si duhi. tava pure, che l'amministrazione militare sa rebbe rliventata meno previdente, se avesse avt;~to sempre a sua disposizione anche tn tempo di pace la riserva di potere, mancando altri mezzi, ricorrere alla requisizione. A tali obbiezioni fu risposto, che nella stess<) legge poteva benissimo tenersi conto delle diver·se . esigenze del tempo di pnce e
del tempo di guerra, e adottare per le prime i necessari Lemperamen~i: che in caso di grandi manovre, se queste devono essere immagine della vera guerra , e così veramente utili por le truppe e per chi le comanda, bisognava, che non tutto fosse previsto; e dall' imprevisto poteva facilmente csse1·e richiesto l'impiego di requisizioni, il cui eseguimento sarebbe riuscito anche util e Psercizio per le truppe e per l'amministrazione. La l c~ge uniea passò quale l'aveva preseutata il min istro della guerra Cissey, e l'esperienza, che se n'è falla dal ·1877 a questa parte, ha dimostrato, che non avevano ragione d'essere le obbi ezioni all'un icith della leggP. Né crediamo che potrebbero avere maggior valore presso di noi. All'accennata legge francese fu poi aggiuuta, a guisa di complemento, u'n'altra, che porta la data r) m:H·zo 1890, e colla lJua lc si permise all'autorità militare di delegare il rli 1·i u.o di requi si re alle antorità civili, allorq uandn àPbùasi provvedere per la formazione degli ap provigionamenti necessari agli abitanti delle piazze forti. Questa disposizione, che, a quanto ci constrr, non ha riscontro in alcuna altra legislazione, ma la cui opporlun ilit non può essere messa in duuùio, dalla Commissione che studiò il progetto l)elloux non fu probabilmente tenuta presente. Vuol si pure aggiungere, che nella legge francese è all'autorità militare conferita la facoltà di eseguire requisizioni anche per il vcttovagj iamento delle piazze forti. Mercé il combinato concorso dei comandanti territoriali, dei prefetti e dei sindaci, le requisizioni da farsi in tutto il territorio della repubbli ca sono o..,ai previste . e preparate in modo da potersi dire, che col:\, al momento di en·tr·are in campagna, si avrtL colla mobili tazione dell' esercito una vera mobilitazione di tutle le vettovaglie e mezr.i di trasporto che lo Rtato è in graòo di fornirgli • Da noi , a quanto pare, questa organizznzione esiste unicamente pei mezzi di trasporto, anzi solo pei cavalli e muli e qualche omnibus necessari ai corpi, comandi e servizi di prima linea . Ai quadrupedi e ai carri necessar i per tutti gli altri servizi penseremo al momento del bisogno. Dio non voglia, che si ricada allora, anche per mancanza di una buona legge sulle réquisizioni , nelle braccia ~n
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di un' impresa pel treno fausta memoria l
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~orghese
come quella del 4866 di
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l limiti en tro cui deve tenersi l'esercizio del di•·itto di requisizione in tempo di pace sc1no forse la parte più difficile del compito legislativo in questa materia. Col requis ir cose o uso di cose, o servizi personali si vanno a toccare due dirilli statutari, quello di, pr·oprietà e t'altro, nnche più prezioso, della libertà individuale. Nella nostra legislazione però non sono infrequenti i casi iu cui viene per pubblica netessità sospeso l' esercizio di 'luesti di ritti: v'è l'espropriazione per utili til. pubblica, vi sono i l miti alla proprietà letteraria , le servitù milita1·i, i vincoli alla proprietà di capolavori d'arte , l'obbligo di prestarsi personalmente e colle proprie cose in occasione di incendi , innondazioni, tumulti, pubbliche calamità, ecc. Non è dunque un l'atto n11ovo, che col diritto ùi rel{uisire si intrùduce nell a legislazione; anzi è assai più di molti :-~Itri con forme ai principi generali del giure, in quanto che, oltre il carattere di pubblica utililù, esso riveste quello di necessità. Tale necessità però in tempo di pace si presenta certo più raramente che durante una campagna, poichè soltanto quand_o le tru ppe si muovono dai luoghi di 9rdinaria guarn igione può accadere che non abbiano modo di procacciarsi i vivet·i o mezzi di trasporto con liberi contratti o di trovare conyeniente àlloggio in edifici uello Stato. In l<'rancia la legge del _1877 permette in tempo di pace le requisizioni di: allog,~ io presso l'abitante per uomini e quadrupedi , nonchè tli locali per materia!i e servizi; vitto pe! soldato allolo{giato presso l'abitan te ; viveri , combustibili, foraggi, paglia per giacitura; mezzi di trasporto per ter ra e per acqua.
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Tali prestazi oni non sono esigibili in tempo di pace, se non in caso di riunioni (rassemblements) di truppe per grandi manovre, ordine pubblico, incendi, inondazioni o altre calarnita, e in occasione di marce e accantonamenti in paesi di montagua, specialmente nelle Alpi. La legge non determina la durata massima delle somministrazioni di alloggi: il mezzo di trasporto in via ordinaria o per acr1ua non può requisirsi per un tempo superiore alle 24 ore. Nel Belgio, dove pure si ha una legge unica (U.. agosto 18X7) per le requisizioni di pace e di guerra, gli abitanti sono i n tempo di pace obbligati a fornire alloggio, con o senza alimenti , ai corpi dell'esercito e militari isolati iu marcia o in accantonamento. l casi di concentramenti o accantonamenti di truppe per vegl iare alla sicurezza esterna dello Stato o all'ordine interno sono equiparati al tempo di guerra. In Austria ed in .Germania (leggi 2!) giugno 1868, 13 febbrai o 1875, 21 giugno 1887) vi sono press' a poco in tempo di pace gli stessi diritti ed obblighi della legge francese del ~ 877. In Germania però le prestazioni dei comuni in tempo di pace sono limitate ali ' alloggio , mezzi di trasporto e vitto presso l'abitan te. L'alloggio può es5ere req uisito per una durata· fino a sei mesi anche sul piede di guarnigione. È da notarsi in tutti questi Stati, pur in tempo di paco , uua forma di requisizione che da noi si può dire nuova, qnantnnqne ne parli il l'egolamento di servizio in guerra del 1881, come era nuova nella l egi~lazion e francese anteriore 1877, quantunque ne siano rimasti dalle campagne del pr·imo impero vivi ricordi . Intendo padare della alimentazione del soldato presso l'abitante. Tradizionale, anche pel tempo di pace, in Cnwmania cd in Austria, questa prestazione, che è ad un tempo di derrate c di servizi pel'3onali, in Francia fu in tempo di pace ammessa solta nto per talune categorie di mil itari isoluti o piccoli drappelli , mentre poi vi si fa largo assegnamento pel tempo di guerra. Dari! in Francia, darehhe in Italia questa forma di requi sizione gli olli mi risultati c!te ne trassero sempre i nostri alleati'? Il primo, e grave, suo difetto è di imporre larghi accantonamenti, il che. se non porterà molto danno e pericoli in pace, 1
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REQUISIZIONI
R.EQUIS12JONI
potrà non di raro e.> sere pericoloso in campagna. C rande vantaggio è però questo, che facendo alimentare il solòato dall'abitante si fa vivere truppe in località nelle quali con altro genere di requisizione non sarebbe possibile. Messi ollo, dieci, venti soldati, sia pure coi rispettivi cavalli , in una masseria , dove un commi ssario non avreb be t1·ovato più da requisire nè una pecora nè un chilogramma di pane o d'avena, essi troveranno ancora la maniera di vivervi suflìcientemente bene forse per parecchi giorni. Pur ammeLLendo , come ha ammesso la commissnioe parlamentare, che questo genere di pres tazione debba figurare nella legge, cd, entro certi limiti, possa essere npplicato at1cl1e in tempo òi pnce, gioverà non dissimularne le difficoltà di applicazione per parte d; truppe di indole così differente dalla tedesca, e sopratntto trattandosi di un esercito e di popolazioni, nelle cui abitudiui c nel cui sentimento il sistema non sia già tradizionalmente penetrato. Nessuno ignora quanta parte dei risultati ~i una istituzione militare consista nell'elemento tradizionale. Sta qui il pi ù delle volte il segreto òella riusr.ita, e for~e nello attingere alle fo nti galliche e tedesche troppo spe:;so ce ne dimeuticiJiamo. 1n Italia, è forza convenirne, uno de i punti debol i degli ordiualu ~n ti militari sta appunto nella scarsezr.a òi elementi tradizionali. E noi ~~ome in l.anLe altre cose non nhhiamo n es~ unn tra di~ioue neppure in fallo di rerrnisizioni ; anzi nelle nostre popolnioni qnc~ ta parola non ridesta a ltra idea che qu ella di soprnsi, di sol ùal.esca licenza, di furto a mano armatn. Solo allorquando noi riuseiremo ad avere una legge, che regoli la requi sizione, c.i s<\rà lecito pres umere, che questa a poco a poco entri nella coscienza e nelle abitudini dello esercito, dell e autorità civili e dei cittadini, e che le applicazioni , bcnchè rare, del tempo di pac'e fam igliarizzino, almeno lìno ad un certo punto, il soldato e il cittadino col concetto dei diritti e dei doveri da essa legge dipendenti . Ci guadagnerà l'esercito, in pace . nella sua preparazione alla guer·ra, in guerra nel più pronto e ordinato svolgimento delle sue operazioni : ci guadagneranno in pace e in guerra i cilladini guarentiti dalla equit:t e dal calmo e regolare compimento delle inevitabili escussioni.
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VII l.
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1n tempo di guerra la necessit it di ricorrere a requ1 S 1 ~ 10m sr fa sentire per una quantità di bisogni , per la maggior parte dei quali in tempo di pace è dato sempre di altrimenti provvedere. C)u i i limiti non possono essere meglio assegnati che dal concetto stesso di necessità di guerra .. Allogg i, fomi, molini, locdli d'ogni specie, viveri, furaggi, combusti bili , carri, navi , ferro"ie, ani mali da tiro e da soma, telegrafi, ospedali, medi cine , oggetti di \'estiario e di equipaggiamento, uten~i l i, macc hine, opera personale di medici, farmacisti , portatori , mugnai, fo rnai, carradori ed operai in genere, tuttociò insomma, elle direttamente od indirettamente serve iti operazioni di guen·a, può essere oggello di requisizione. Le vetLovaglie d'ogni specie, normalmente usate per alimen to d'uomini o cavalli sono, come è natura le, le cose più di frequente requisi te. Mancando i generi , che normalmente compongono la razione, è ovvio che si util izzino allre derrat e surro"abili a " q nel~e. Anche le messi tu ttora sul campo, anche i foraggi non ancora fakiati , anche le patate ancora solto terra sarà qualche vo.lltt necessitit requisire. Forn i c molini di privati verranno pure spesso all'uopo, massi me a noi, che entria mo in campagna con sezioni panettieri non tutte provvi ste di fcrni mobili e seguite da un ca rreggio suflì cieute appena pel trasporto di una razione di farina ( 24 ore di lavoro). Quadrupedi da. Liro e da soma e carri in gran numero occorre d i r equisire anzitutto per mettere l'esercì to sul piede di guerra : quanti poi ne possano a ncora essere necessari durante una cam · pag na non è prevedibile, certamente si conteranno a miglia ia . E non solo mezzi per trasporti terrestri ma altresì per fluviali e larus tri , oltre i ~ relativo personale di conòotla (r.arrellieri, mulattieri. navalestri, :barcaioli, ecc ). La legge deve per questo personale stabilire misure di tempo e di distanza non oltrepa ssahil i, perchè la requisizione no n si converta in arruolamento fo rzato. Lo stesso dicasi delle r eqnisizioni ùi portatori , il cui impiego in alta montngna, specialmente, per il trasporto di vettovaglie, potr:'t
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REQUISIZIONI
qualche volta diventare unico mezzo di funzionamento del servizio dei viveri e dei foraggi. I trasporti ferroviari e mariLL:mi per la mobilitazione e la guerra non vogliono essere dimenticati in una legge sulle requisizioni; ma per questi è da tener conto delle particolari convenzioni, che le !'ocietà ferrovia rie e di navigazione hanno col Governo. Tuttavia abbiamo servizi marittimi e ferrovie secondarie, tramvie a vapore ecc. , per le quali , uulla essendovi di stipulato , la legge deve avere particolari prcscrizion i circa il materiale e circa il personale. Per le ferrovie che si potranno uti lizza re in territorio nemico, restera a vedere se sariL prudente mantenervi gli impiegati; che vi si ti"Overanno addetti, e se il nemico vi avrà lasciati veicoli e macchine da requisire. Dato che queste ferrovie non sieno di società o di privati , ma dello Stato, allor·a non è più il caso di p~rlare di requisizioni: l'invàsore se ne impossessa e serve in virtù del suo provvisorio esercizio di sovranità sul paese occupato. A pace conclusa il tutto sarà restituito: così è detto nella dichiar azione di nruxelles del 187~-. Al servizio su.ni tario in campagna la req ~isizione· potrà, secondo l'occor renza del momento, offrire mezzi di s~ombero e di cura, servigi di medici e di infermieri. Dopo le munizioni ed il vitto, la cura dei malati e dei feriti è in guerra la neèessità più imperiosa. · Tanto è grave che nella Convenz wne di G·inevra del 22 agosto ~ 864 pel miglioramento della sorte dei (e>·iti nef!li ese1·citi 'in gne?Ta fu dagli Stnti fir·matari stabilito doversi esentare da-lle requisizibni di alloggio e, in parte, da quelle di danaro l'abi tante, che avrà raccolto presso di sè dei feriti . A qual che potenza però questa clausola parve probabile e non a bbastanza giustificata causa di impacci all'amministrazione e, inoltre, fa cile sor·gente di abusi. Si fecero r iser ve nel protocollo della conferenza, e per qualche anno rimase dubbia la generale adesione. ~el 1868 fu negli articoli addizionaii alla convenzione specificato, che nella ripartizione degli oneri relativi all'alloggio delle truppe e alle contribuzioni di guer·r·a sarà, solo nella mistwa dell'equità, tenuto conto dello zelo caritatevole mostrato dagli ab i tanti. 11ei rifornimenti di vestiario e di materiale d'equipaggiamento
REQUISIZIONI
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non suolsi, generalment.&., fare gran conto s ulle requisizioni. Oggetti di un iforme e arnesi di modello special e diffi cilmente si improvvisano per un urgente bisogno: ciò che, massime nelle città, una requisizione può fornire sono biancheria personale e, soprat.ullo, scarpe, quelle scarpe che l'Hohenlohe non si perita di defin ire elemento stt·ategico per la p~rLe importante da esse rappresentata nell:l azionè degli eserciti. Afferma il Gollz, che nel '1870 1< il cattivo stato delle calzature e del vestiario durante la campagna della Loira poco mancò non avesse le più funeste con egu enze. Là si videro nel mese di dicembre, in un inver·no freddiss imo, soldati tedeschi sull e strade fangose marciare a piedi nudi o con zoccol i e in pantaloni di trali ccio. Nel Corpo del gran.duca di Mecklemhurgo alcun e compngnie avevano più di quaranta uomini senza scarpe ... ,, Quando truppe si trovano in queste condizi oni, e si presenti la possibili tà di rimediarvi con requisi zioni, sieno pure le mutande di qua lsia~ i foggia e le scarpe dei più differenti tipi, sarù grande fÒrtuna. Nè mancarono di farlo, quando loro se ne porse il destro, i Tedeschi durante tutta la cita ta .campagna (1). Qnanto all e requisizioni d'oper·a personale, oltr·e il criterio della necessità, ve n'è un altro, di umanità, pel quale non è lecito esigere prestuzioni tali da esporre la perw na di citi ne è ri chi esto ai pericoli propri dE-l belligerante. Tn tempo di guerra l'osservanza dei limi ti, en tro cni sia concesso esercitare il d i ~illo di requisire, non ha certamente le garanzie del tempo di pace. Ne deriva al legislatore obbligo più severo d i nettamente e specificatamente determinarne i confini. IFrancesi non hanno ancora perdonato ai Tedeschi di avere nel 1870, a SLrasburgo, requisi ti operai del luogo per i lavori di investimento, co m~ non cessano di citare le abbondanti requisizioni di champagne per le mense degli ufficiali , e t}uella della nachtstuhl pel gran Cancelli ere e dei dodici alberi di Natale pel principe reale di Prussia . (Continua). A. BA ROcuu. (l) Pare che, i11 generale, trovassero le scarpe r equisite d i misura troppo stretta. Si dice, che, tornati a casa. narrassero con una cer ta fierezza alle loro donne avere i fra ncesi · Weibllche (tisse (piedi da femmina).
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DELI.A NUOVA IST&CZIONE S ULLE ARHl E SU L TJilO, ECC.
DELLA NUOVA ISTRUZIONE SULLE ARMI E SUL TIRO PER LA FANTERIA
Una lunga esperienza 1n materia ed un anno di pratica nel tn·o con la nuova arma modello 1894 mi fecero apprezzare il valore teorico-pratico della nuova I strurioue snlle anni e ti?·o per la fanteria, e nello stesso tempo mi suggerirono di esporre francameute da vecchio alpino alcune annotazioni e proposte in merito alla medesima. Mi vi accingo lusingato dal pensiero che esse non disturber:mno alcuno , siccome fatte da eh i pei· la sua posizione è sempre al contatto della truppa per istruirla ed educarla , nè che riusciranno spiacevoli neppure ai distinti nfli ciali della scuola centrale di Liro, ai quali spetterà certamente di rivEJdere la istruzione egregiamente compilata e di appor-tarvi qn11 lche o.pportuna modificazione.
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E senz'allro principio col dichiarare che nella nuova istruzione è molto razionale la riserva fatta della Parte ,1• ai soli istruttori d'ogni grado . Essa comprende Lutto quanto si riferisce a nomenclature. congegni , inconvenienti , rim~di, puliture, buiietterie,
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bersagli , campi di tiro , munizioni ecc, da non insegnarsi più ai soldati, ma da essere perfettamente conosciuta dagli istruttori (ufficiali, grad uati ed allievi caporali ), cpst;tuendo pei medesimi un sunto di facili lezioni ad impartirsi alle reclute in l>ase alle prescrizion i contenute nella Pnrte 2•: insegnamento raccomandato e s:enzialmcnte pratico e stabilito sul principio che i solda ti vogliono essere addestrati a fare co n intelligenza e non a spiegare . . Ri cordando il pedantismo cui ernn o informate le precedenti istruzioni. e considerato che tuttora in molte e molte caser me si s~1nno crelinizzando istruttori e soldati in una monotona e spesso pappagallesca ripetiziont> di nozioni di nomenclatura ·e sim ili , e nello insegnare e far spiegare con tan ti strafalcioni il significato di vocabili non comuni, gli è di grande soddisfazione ·il poter· r iscontrare nella nuova istruzione non solamente un prògress?, ma una vera rivoluzione benefica nello addestramentQ puramente militare da darsi ai nuovi soldati. Nella parte P la lunga materia vi è svolta in modo semplice, conciso e con opportuna progressione, per modo che gli istruttori vi trovano tutto l'indispensa bile a conoscere bene ogni cosa ed a renderli capaci d'i struire i loro all ievi. Comprende pure il processo, affatto nuovo del tiro con pistola. H.elativamente ai mnteriali da bersaglio parmi di dover r ilevare un certo lusso non rispondente alle esigenze di economie fino al midollo di questi brulli tempi. Codesto soverch io consiste in telai e sago me di legno o di cartone dispendiose per coslmzione, fragi lità, trasporto e necessaria sostituzione. Si noti che i detti materiali per vol11me e per peso costituiscono delle vere impedimenta del tempo di pace tanto nei. trasporti IJnanto nella r ispettiva collocazione in opera. Sarà senza fallo preferibile e conseguentemente più economico far e a meno di essi e- lo attenersi all'uso semplice dei bersagli rellan golari o sagomati senza telai, confezionati ad esempio con toli da> tenda fuori uso ricoperti di carta. Questi sono di pronta o facile fahhricazione, pieghevoli, di peso e volume limitato, adatti a quals~s i mezzo di traspo rto e sollecitamente anche vengono collocati dove occorrono e fissati convenientemente con pali di legno, piccllelli o filo di ferro· zincato. Il filo si conserva benissimo per
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SULLB ARJO E SUL TIRO PER LA PAN'fERlA
DELLA NUOVA ISTRUZIONE
molto tempo servendo successivamente a dtversi usi, ed il legname (che trovasi ovunque) al termine degli esercizii potrà sostituire in parte la legna da a1·dere. Un tale sistema alquanto p;imitivo e molto alpino è senza inconvenienti. Depennate dunque o signori dal vostro libro i telai e le sagome di legno e di carto.né ed aHete fatta cosa utile ed insieme economica. Ho da osservare secondariamente che nei tiri individuali non viene data sempre importanza al ver~ merito nella valutazione dei tiri, e si concede cioè non so per qual ragione la preferenza al numero delle sagome toccate. In conseguenza di questo procedimento avviene lo inconveniente che i tiri riusciti rra sagoma e sagomn pil1 centrali c d' un valore indi scutibilrnente superiore a quello di tiri che toccarono sagome alle estremità, sono invece considerati nella valutazione dei punti come tanti zeri. Per quanto io mi voglfa rappresentare che principio fl scopo della nuova istruzion fl gli è essenzialmente la preparazione della massa al tiro di combattimento e non quello di far veri tiratori, non posso persuadermi •iella opportunità di una valutazione di punti erronea assolutamente rispetto al merito ed all'apprezzamento del valore iudivid uale dei tiratori; mentre naturalmente l'approvo con spontaneità pei ti1·i collettivi , nei quali cessa ogni confronto di meriti parziali per dar luogo a risultati e induzioni d'altra natur:.~, cioè in armonia con quelli che in molto minor misura si otterrebbero in vera guerra tenuto conto della forma stessa dei bersagl i probabili. Nulla osta quindi che i bersagli rettangolari necessari pei tiri individuali portino In impronta delle sagllme quali sono state propriamente stabilite per ogni lezione, ma importa che la valutazione dei tiri individuali non sia Jagciata appositamente all'arbitrio del caso e venga invece ~ tabilita con un criterio più uinsto e non discutibile. " Da taluni venne ~iil fallo di commentare in senso poco favo· revo le l'adozione della segnalazione dei risultati dopo -if tiro di lezion e d'ogni individuo anziché dopo ogni sparo} ma io credo che essi difficilmente potranno giustificare i loro appunti. Oifat.to per consegnenza del diminuito calibro delle armi nuove i fori che si producono nei bersagli risultano piccoli e poco visibili al
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segnatore che sta nel fosso a qualche metro di distanza, e però riesce quasi impossibile dal fosso stesso una corretta segnalazione. D'altra parte eccessivamente lungo sarebbe il processo di far avvicinar·e i bersagli dai segnatori dopo ogni colpo per ottenere ~n~ segnalazione precisa, cosa poi di nessuna utilità pratica per trratori mediocri quali sono tutti i nostri soldati, Per queste con . siderazioni e tenuto conto che molte lezionì (forse troppe) souo a tempo limitato, mi sembra che non resti campo a preferenza. e che convenga senza difficoltà accettare il sistema ultimo di segnAlazione a lezione compiuta. Tanto nelle generalità della nuova istruzione quanto nelle tabelle indicanti l'assegno delle munizioni che io ritengo adegualo .alla bi.sogna, si riscontra che il capitano c.omandante la compagnia è escluso da ogni esercizio di tiro col rucile, ed è ammesso soltanto a concorrere nelle gare fatte fra gli ufficial1. A me semhra che siffatta esclusione, meditata forse con criterio rispetlahilissimo, non sia del tutto conveniente. Essa toglie al comandante la compagnia la po.ssibilità di addestrarsi e di mantenersi eser· citato nell'impiego dell'arma, mentre non occorre io crédo di dimostrare il vantaggio che i maestri sommi della truppa quali sono i capitani siano sempre in grado di spiega.re occorrendo un'abilità superiore anche noi tiro p1·atico . Per la qualcosa amerei che nel tiro col fucile le disposizioni esistenti .nella nuova istruzione diventassero. tassative almeno per tutti gli ufficiali inferiori. Opino che il comandante della compagnia possa abilitarsi ogni anno nel tiro col fucile come con la pistola, e che l' abilitit e meno dimostrata nei due tiri e nella stima delle distanze ~ vista venga ogni anno per tutti gli ufficiali inferiori (almeno) segnata a libreUo personale col punto di me1·ito effettivamente ottenuto . ' m luogo di indicazioni molto vaghe trascurate e trascurabili , che ·accompagnano le nott~ caratteristiche dell'ufficiale talvolta per tutta quanla. la sua carriera. Mi fnteresso con insistenza di questo particola1·e perchè purtroppo non sorio molti gli ufficiali di fanteria e specialmente capitani ~he spontaneamente si dedichino quanto sarebbe doveroso alla partita tiro e stima delle distanze come fanno assai bene gli ufficiali di artiglieria ; onde ritengo più che necessario per cosa !!t -
ANNO :IL.
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di sì grande importanza ti provvedere con impulso superiore a far acquistare ai nostri comandanti di compagnia, volenti o nolenti, quel grado d'interessamento e d'arte nel tiro e condotta del fuoco che oggi ancora fa difetto nella maggioranza eli è deplòrevole. , In tempi nei quali quasi ogni cittadino di qualunque età a professione maneggia le armi regolamentari dell'esercito, non parrà certamente soverchio il pretendere cbe dal capitano almeno fino all'ullimo soldato d'ogni compagnia, nessuno eccettuato dei presenti, venga esercitato nel liro, ed analogamente nella stima delle di stanze il capitano gli altri uftìciali inferiori, i graduati e migliori stimatori. Anzi sarebbe desiderabile che in tutti codesti esercizi ~li ufficiali avessero da ccceòere. Hopolutto è ovvio che se essi non hanno interessamento , ahilitit c passione per Io esercizio delle armi non potranno mai infonderl e nei loro dipendenti.
Il. La parte Il della nuova istruzione sul tiro tratta esclusivamente l'addestramento delle reclute. Mediante un procedimento essen7,ialmente pratico, facile e razionalmente progressivo ra;!giunge bene lo sr.opo fino alla esecuzione effettiva di cinque hnone lezioni che io reputo veramente indovinate sotto ogni riguardo cui si vo"liano considerare. Anche l'elemento nuovo al tiro (reclute) com.., piendo i facili e ripetuti esperimenti, malgrado la sua· inese,erienza, se pratica le ottime regole impartite può ottenere buoni risultati, onde s'interessa ai medesimi, prende coraggio e si anima nella lusinga di far meglio in seguito, ed in ·breve volgere di tempo senza quasi avvedersene contrae quell'interessamento o passione che dir si voglia, senza della quale nel tiro pratico sia esso individuale o collettivo non si farà mai nulla di veramente utile e buono.
JII. La parte III è chiamata impropriamente tiro al be1·saglio degli anziani mentre nella premessa . in vista d'un possibile equivoco,
SULLE ARIII E S UL TIRO PBR LA FANTERIA
-si mettono subito le cose a posto, avvertendo che con gli ;~ oz iani 4evonsi comprendere anche le reclute . E giacchè non è quistione che di nomi dirò francamente che questa parte io la denominerei 4iro1 al bersaglio per tutti, compresi i capitani, i disarmati o non .armati di fucile , quali sono i numerosi conducenti delle compognie alpine. Codesto personale, che dovrebbe venire armato di rivoltella, non è adibito in modo intangibile al servizio delle salmerie, e però potendo .avvenire alla maggioranza dei conducenti richiamati -dal congedo in occasioni nor·mali e straordinarie di riprendere il suo fucile, non mi sembra dover· spendere parole per dimostrare 4a convenienza di dnre al medesimo personale intiera la istruzione ~el tiro, cosa alla quale non ostano affatto le sue mansioni particolari. La Hr parte della nuova istruzione comprende.: ' Ti?·o di clasgificazione. Tiro indil)idttale di campagna. Tiri cullettir:i. E sercitaz ioni tattiche di tiro. Gare di tiro. Tiro di perfezionamento.
Come si vede la materia annunciala è molta ed invita a studiarla partitamcnte giacchè presenta non poche novità. Si ha primieramente un tiro di classificazione mollo ridotto e per quantità di lezioni e per le limitate distanze alle quali vengono ~seguite. , Non mi è dato veramente di entrare nel merito di codeste riduzioni consigliate f~rse da buonissime ragioni ch'io non conosco nè posso immaginare, onde mi atterrò soltanto a constatare h1 i mpr·essione di fatto generale che cioè la classificazione basata su quallro sole lezioni non persuade alcuno. La cosa meriterà forse uno studio p'iù profondo per comprenderne la essenza ma pertanto nessuno ld""ha fatto ancora e molti sono i mal contenti. F:t subito seguito all'ora detto tiro ridotto di classificazione un tiro individuale di campagna, dal titolo a sensazione, di tre lezioni, to ((IIRii non I"appresentano nulla di nuovo e che malgrado la loro d1•taominazione saranno compiute certamente nè pi1\ nè meno che
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SULLE ARKI E S UL TlRO PKR LA l'.lNTERIA
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là dove si eseguivano finora le loro simili. Visto cosi che la nuova distinzione di tiro non ha seria ragione di sussistere e che perciò non incontrerà molta fortuna, considerato che le tre buon e lezioni di cui si tralla aggiunte al tiro di classificazione darebbero un totale di ott? lezioni valide sotto ogni riguardo a costituire .una seria prova di confronto fra tiratori, io proporrei senz'altro che io questo sen so venisse modifìcata la nuova istruzione, avvertendo che iOt. sostanza nulla verrebbe variato e solamente si ritornerebbe nel nulla una distinzione nominale a beneficio della semplicità e dei tanti buoni tiratori sconfortati dal sistema della nltima classificazione. • Approvo dunque in complesso gli esereizi di Liro individuale da farsi prima dei collettivi , ma raccomando la variante proposta, persuaso che nn aggettivo di meno semplifica e f{ualche lezione di più nel tiro di classificazione concorre a stabilire una maggior garanzia per equamente apprezzare ii vero valore dei tiratori. )1a non è tutto ancora. La classificazione di questo anno apparve subito non corrispondente alle razionali distinzioni da praticarsi fra tiratori; basti il dire che procedendo iu conformità della nuova istrrrzione quasi il 60 "/o dei tiratori avrebbe ottenuto la idoneità richiesta per la scelta, ciò che portava sessanta tir·atori scelti per · compagnia l All'insolito risultamento venne riparato in parte amnchè i distiilli riusci ssero possibilmente in minoranza, ma tuttavia molti nun valori nel tiro prati ~o ollennero la nomina a tiratori scelti. Ed è naturale. Se si •·ifìette che già in mass ima i nostri -tiratori detti di prima dasse sono a ppena mediocri in conseguenza del limitato esercizio, e che la scelta dei medesimi viene fatta dipen1ere dal risultato ottenuto in quattro sole lezioni io cui anche per si stema di valutazione di punti entra in parte il caso, non fani. meraviglia il veder spuntare qualche tiratore scelto di buona memoria, si svelto, intelligente, intraprendente, buon stimatore delle distanze, un vero soldato fin de siècle, ma che di tiratore distinto non avrà che la nomina ed il distintivo ed a tempo perso anche la canzonatura dei suoi compagni. l tiratori scelti hanno da essere gli individui che assolutamente tirano bene o meglio degli altri al bersaglio; per lo più essi sono anche fra i più intelligenti ed esperti del !oro nparto.
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Per molte ragioni , compresè la semplici.ta e la giustizia, sono di avvi so che il miglior sistema di classificazione dei tiratori in una compagnia sia il seguente: AIla 1• classe con diritto a distintivo di lana rossa il quarto dei tiratMi per merito di risultato C\Llenuto nel tiro pratico di classificazione: non saranno forse lutti buoni ma certamente i migliori. Alla 2• classe tutti gli altri. Alla 3• classe o meglio in congedo gl'imbecilli od i cretini se ve ne sono. A tiratori scelti con distintivo d'argento i premiati nella gara di tiro presenziata dal comandante del battaglione in numero di otto invece che di quattro, ferma restando la som:na stanziata da ripartirsi proporzionalmente al merito dei tirator·i. La nuova istruzione fa cenno del caso possibil e che il tiro di classificazione venga cominciato prima dagli anziani , co:;a naturale se le- ~eclute fossero chiamate molto tardi alle armi. Ora che scongiurata pare per sempre una tale eventualilit, ritengo che il tiro di cui si tratta potrà sempre compiersi e procedere. regolarmente per tutti insieme con risparmio di tempo, di lavoro, di mezzi. di scritturazioni e di ripetizioni e lungaggini nocive sempre alle istruzioni di carattere essenzialm ente pratico.
IV.
Gli e~ercizi di tiro collet~ivo e delle esercitazioni Lattiche ùi Jiro stabiliti dalla nuova istruzione costituiscono a mio modo di vedere la parte più stiidiata, più nuova e più orientata ai prin· cipi; di una giusta Jiherta d'azione non disgi unta dalla relativa r esponsabilità. I medesimi hanno veramente un razionale e progr·essivo sviluppo conforme ai criteri prevalenti oggigiorno per la p;ccola tattica. Vengono per essi indicate successivamente oppot·tune norme, situazioni ed operazioni varie sempre più condensate ed importanti , nelle quali è conceduta una larga e bene
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DELLA NUOTA I8TRUZJONE
intesa iniziativa anche agli ufficiali di grado inferiore, richiedendo dagli stessi attenzione, intelligenza, studio e sopratutto it ma~s imo interessamenlo. L'l sviluppo completo di codesti esercizi qualmente sono stabiliti dalla nuova istruzione darà senza dubbio dei risultati buonissimi. È indub.itato che si acqnister:\ in esperienza e valore tanto. nel compiere le opemz ioni preliminari quanto nel successivo svolgimento di im provvisati quesi ti tallici, costringendo gìi ufficia~· tu tti alla pronte:t.:t.a nello ideare ed operare. ed a presentarsi alle manovre stesse con rilevante studio pratico di stima delle distanze, sul modo òi procedere nell 'offensiva e difensiva e sull'impie~o e condotta dei fnochi in base alle situazioni di hrevi momenti . Tutto ciò, con llll po' di buona volonb da parte di tutti, senza prescrizioui assolute e Lassativ~ avverrà sicuramente procedeod() sempl icemente come e indicato dalla nuova istruzione, e riu~c irà a vantaggio particolarmente 'dei r.omandanti di compagnia i quali sono e saranno sernp l-'1l più (nella vera guerra) i diretlori massimi della condotta del fuoco di combattimento. È importante l'osservare ancora che nella nuova istruzione non si fa cenno aJfatto di Liri a salve, e che nella pratica esecuzione del tiro coll ettivo di questo anno souo stati ahhandonati in modo assoluto i tiri d'insieme. E non a torto. Codesti ti ri hanno fa tto il loro tempo, con l'adozione della poi- . vere infine non han no più ra gione di. essere prati cati, giacchè è ovvio che at.tualmente in tempo uguale con tiri a volontà accelerati si aggiu sterit una maggior quantità di co lpi utili sopr'' un bersaglio che non col mezzo di successivo scariche di tiri a salve. La nuova istrnzione :<anziona con molto bnon senso pr·a&ico la c.onvenienza di due sole specie di fn oco, ordinario eù accelera t~ entrambi a volontà, di cni nel pri mo si avrà in genere t.a, intensi ta di cinque spari al minuto e nel secondo essa supererà sempre la, ora detta ·misura riuscendo doppia, ·tripla ed anch e quadrupla _ So/fermandoci uu momento su questa considerazione gli è· facile il comprendere come il vantaggio ottenuto col piçcolo calibro, di> un maggiore muni zionamento, possa venire in pochi minuti sfruttato dalla celerità eccezionale di tiro che ora s' impone in molte:
~ ULLE ARMI R
SUL l'IRO PER. LA FANTERIA
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delle operazioni della vera guerra, e come sia altrettanto .impe.rioso lo disciplinare la tendenza del fuoco ad esageralo e d1sord 1na~o consumo. Ammetto che siano veramente sprecate le cartucce rimaste nelle oiberne dopo un combattimento perduto, ma non è men vero eh~ sono altr·ettao to riprovevoli i fuochi indisciplinati per distanza intensità e continuità non proponionate agli elfelli ed ai proprii mezzi di mnnizionamento. . Ond'è che non saranno mai sufficientemente raccomandate le frequen ti sospensioni del fuoco nelle esercitazioni di ti ri collettiv~ d'oo ni genere, col fine di richiamare all'ordine ed al comando 1 rep~rti , moderare la intensiltt del tiro e quel che più importa ordi. . . . naria !l più el'ficace ed opportuna dire~io_ne. I n fine dirò anèora che i tiri collettiVI e le eserc1taz1cn1 tall1che di tiro risulteranno di massimo ammaest ramento se si raggiungerà l'ideale di compiere gli esercizi con forti masse di fanteria e con artiglieria, sen:t.a eccessivo riguardo degli accidenti che possono capitare, ptw modo da introdurre almeno in qualcheduna delle esercitazioni del tempo di pace nn leggero grado di quella situazione d'orgasmo , di preoccupazione, di confusione e di respo nsabilità della vera guerra, da discip linarsi foi·se quanto e forse pii1 della condotta stessa del fuoco. Alcuni inconven iellti verr·ebbero largamente r,o mpensati dalla grande utilità pratica che si ritrarrebbt: da op erazioni che più di tu tte si avvi cin~rebbero a quelle òel vero comlmttimento.
v. Da. ultimo la nuova istruzione ci offre ancora un tiro individuale di perfezionamento a1'L icolo d'ultima novità per lo invern o, il qual e se non perfezionerà molto sarà utilissi mo a mantenere esercitati nel ti1·o i non congedati dm·antc il periodo che per lo passato trascorreva senza esercizi dalla fìne di un tiro annuale fino al principio di un altro . Il tiro cosidetto di perfezionamento è co~ IJOSto di quattro buone lezioni di cui l'ultima vo~r.e~ fo~se_ esegu1_1~ a metri 300 ed a volontà, per guadC~ gnare pratrc1ta d1 t1ro a plll
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DELLA NUOVA ISTRUZIONE SULLE ARMI E SUL TIRO, BCC.
lunga distanza e per moderare possibilmente la tendenza a tiri accelerati che a me sembra eccessiva. Queste lezioni le quali formano un complemento utile del tiro individuale correggono ona lacuna sempre lamentata nei tempi andati piullosto di stabilire un perfezionamento al quale è vano lo aspirare coi · nostri scarsi mezzi ; io sono d'avviso che se debbano venire compiute da tutti ugualmente senza distinzione, rinunciando a promozioni di class~ non fosse altro per evitare tre classifi cazioni nel volgere di un solo anno.
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VI. Egregiamente di stribuita e condt>Lla è pu re la materia della Parte IV relativa alla stima delle di stanze a visia. Essa è informata a molto buon senso pratico e mantiene la istruzione nei limiti del possibile e dell 'efficace, non pretendendo di insegnare a tutti ma interessandosi ragionevolmente del continuato esercizio di uffi ciali , di graduati e di altri pochi che per spiccata tendenza naturale a beo riuscire meritano di essere coltivati in maniem speciale. Anche in questa partita gli esperimenti di un anno dimostrarono a sufficienza troppo facili le condizioni stabilite per riuscire tir[ttori scelti. Giunto al termine delle mie brevi osservazion i e proposte soggiungerò che sebbene i pareri e le opinioni siano varii e disparati dinanzi ai problemi creati da sempre nuovi e crescenti mezzi in armi e munizioni, pure si cammina a grandi passi nell'arte nostr·a, c gli è soddisfacente lo avere potuto constatare di fatto nell 'npplicazione della nuova istruzio.ne · sulle armi e tiro uno sbalzo fortissimo sulla via di un progresso reale. Alle nostre fanterie che stanno per essere provvedutè dell'arma ritenuta oggi la più potente, ·mando l'invito di rallegrarsi per la nuova istruzione e l'augurio di raggiungere i pet·fezionamenti cui essa ha mirato fondandosi sulla nota predominante di molto huon senso pratico. DAVIO M EN INI Maggiore del battaglione alpinì Verona.
F.
L'oligarchia nell'esercito - .risposta all'opuscolo Verità ingrate. (Torino , tipografia Roux Favale 1~95) R. ScaUBBRT. - Geschichte dr..~ Pyrrhus (Konigsberg in Pr. ed. Koch). - DEDALO . - L'esercito e l'armata nella difesr; nazionale. (Torino 1894 . Biblioteca della llivista Natttita). - E. BoNACINJ . (;ucrra franco-g ermanica del 1870·71. Schizzi apptm'i r. bo.uetti pro8pettici - riproduzione in cromolitografia diretta da PIO GuLr . (Fireuze Stabilimento Paris '189u).
ANNIBAU. -
Non desiderata, ma prevcdibile, venne la risposta all'opuscolo di cui parlammo in uno dei passati numeri. Non esce dal campo della· difensiva alquanto aggressiva : e quindi non entra in quello in cui avremmo desiderato che fosse portata la di sputa, se disputa ci ha da essere. Rilevandone solo l'ultimo periodo, quello che accenna alla potenza purificatrice, avvivatrice e C•>nnettitrice di una guerra per il bene dell'organismo nostro militare, conforta anche noi l'idea che la guerra, richi amando alla realtà l'esercito, debba togliere molti dei pregiudizi che un lungo periodo di pace vi può avere introdotto, .ma vorremmo che lo studio sereno delle questioni che riguardan l'esercito impedissero fin dal tempo di pace a molti tra quei pregiudi1.i rl'introdurvisi. Passiamo ad altro e precisamente alla storia di Roma intorno alla quale vedo parecchi libri nuovi , specie tedeschi .
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È strano come in quei paesi là il nostro passato attragga ,
mentre che ai piit, fra noi, ristucca. Sia tradizione di tempi assai lontani, o indirizzo recentemente dato agli studi, si direbbe r.he la storia di 1\oma è storia loro, tanto piacere ci mettono i Tedeschi nello studiarla. Ne hanno accuratamente squinteroat'n i ricordi degli scrillori antichi ; pesata ogni frase, confrontate le proposizioni quando coincidevano nel racconto dello stesso fatto; hanno interpretati i luoghi duhbi: li hanno perfino riscriui quando parve loro che raccontassero le cose diversamente da quello che s'aspettavano. Che cosa potevan fare di più ? Ma intanto han sapuw trarne nuove impressioni , far rivivere mondi r,he parean da nn pezzo motti e veder uomini a·, carne e d'ossa ove noi non sentiamo che l'eco di lontane voci. Vi giova probabi lment e l'importanza che han gli studi storici laggiù, ove ~ull'esempio degli uomini si foggia l'uomo, e vi giova anche la sistemazione dala agli studi nei paesi tedeschi . l più, come infaticabili formiche. preparano gli elementi , i pochissimi se ne valgono e fabbricano l'edificio. Per nn i\tommsen che ril~nst!'lli sce la storia di Roma secondo glielo detta il suo cervello tedesco, a c~ntinaia so11o i lloctonm che punto per punto esaminano, criticano, pesano ciascun ep isodio della storia romana. Da noi ciò non avverrehhe ; ognnn ~a per sè, ~~ i ascnno comincia ab imis e tende a finire da solo l'editicio: nl:lssuno si degna di avere aiuti, nè vi ricorre, almeno apenamente: e con uno ~preco di forze non . indifferente gli edifici sorgono ilil'ettosi e restano incompiuti. 1)erò torniamo all'arg~mento. TI Or . Schubert prende di mira Pino, e come ragion vuole afferra, esamina e confronta quanti nei tempi antichi ne han parlato. Tra i ricordi gli vien tra mani anche il proemio del rliscorsn fatto dal cieco Appio Claudio nel Sennto t'ornano, quando Cinea, l'amhascintore di Pit·ro , colle sue .parole melate avrellbe voluto condurre i Senatori ad un partito disonorevole per Roma. Cicerone leggeva ancora, come era s.tato detto, quel brano d'antica eloquenza e se n'entusiasmava: una fortunata combinazione· !~e ne ridiede pochi anni or sono il testo trovato nella biulioteca del Vaticano. L'affresco dipinto dal Maccari nelle sale del
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Senato odierno in Roma completa il testo, e ci riproduce la scena coml3 dovette svolgersi ventidue secoli or sono. Le menti nòn erano allora torturate .dai complicati pensieri che oggi le affli~gono. Poche idee semplici, ma profondamente impresst>, costituivano il patrimonio intellettuale di ognuno: la parola che _ le 'poteva scuoLere doveva esser semplice, maschia. ed evidente. Per lo più s'appoggiava ad una parabola o si confondeva con . es~a. Menenio Agrippa , di fro nte alla lfUestione s<?ciale che divideva in due gli ~ bitanti di Roma, trovò l'apologo delle rela zioni tra il corpo e le membra dell'uomo ; ma quell'apologo convinse un popolo a riabitare la 1\itta da lui abbandonata, ed oggi ancora è vivo, fresco ed opportuno come duemila e L!ualtrocent'anni fa. 11 venerando seuatore Appio Claudio trasse invece l'flpologo dalle proprie condizioni personali. Il momento era gravis-;imo. I llomani malfermi nella loro recente conquista dell'Italia peninsulare: da (ì3 anni durava la guerra affrontata da loro per ttuella conquista : i sacrifici grandissimi, scarsi i risultati: i timidi, enorme gregge, impauriti di quanto avveniva e più ancora di quanto sarebbesi voluto dagli animosi. Pin·o ·ere...., ~ ' ù nerale greco educato alla scuola tattica di Alessandro , pareva invincibile: il suo ambasciatore Cinea avea lmon giuocu in mezzo a questi scorati, che avean timore di perdere anche il poco cercando il troppo ; egli chiedeva loro il Sannio e tutta l'Italia meridionale paesi comprati con tanto sangue· quanto ne aveano versa~o tre generazioni romane che si erano succedute in una lun ga ed accanita guerra. 11 partito dei timidi stava per dar ragione a Cinea quando fu condotto in Seuato ii vecchio Appio Cl:ludio appartenente alla più rispettabile tra le famiglie, e testimonio vivP.nte d' altri tempi e d'altri ard imenti. Per l'eta aveva perduto la vista, sicchè presa la parola in mezzo all'ossequioso silenzio fattosi intorno a lui, si chinmò glorioso di quel difetto che non gli permetteva di vedere l'abbattimento sui volti dei suoi colleghi addol (ll'ati di sentir !e proposte dell'ambasciaLo re dì Pirro, ed a~ giunse spiacergl i non a ve t· perduto anche l'udito prima di sentir pa role di sfiducia sulla futura grandezza della patria. L'atto, le parole, il ricordo di un glorioso passato r.leggiante intorno alla veneranda persona richiamarono a
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piu elevati sentimenti i senatori, e Cinea tornò al suo re per dirgli che i Romani non avrebber mai trattato con lui lìnchè avesse calpestato il suolo italico. _ Che cosa voleva Pirro , quest'avventuriero che settant'anni prima di Annibale peregrinò in armi a traverso lA terre italiane e non ci lascia ben chiaro scoprire il suo pensiero? l Romani si per, uasero che egli avesse voluto assalil'li per distruggere la loro nascente potenza. J,erchè ciò sia vero bisognerebbe anche creder~ che Pino sapesse molte cose della futura storia romana ch'egli non poteva sapere. Per In i educato ed abituato ai grandi imperi dell ' Ori ente, pretendente anch'esso a rappresentante della civiltà greca, Roma e i Romani , dominatori del Sannio e minaccianti Taranto, non dovean parer molto diversi da qualsiasi sch ialla sabina delle cui molestie le citt;\ greche sparse lungo le spiagge italiche eran solite a lagnarsi. Le scorrerie di costoro eran più insistenti e meglio condot.te che quelle dei Sanniti, questo solo dovea far parere ltgli occhi di PirTO i Romani diversi dalle altre schiatte italiche, e per· questo i Tarantini l'aveano preso n soldo lui e i suoi guerrieri chiamandolo dall' Epiro. Ma nello sbarcare in Italia , Pirro portava seco ben altro progetto che l'avrebbe trasformato in emulo di Al essandro Magno da capitano di ventura che egli era. E~li sapeva che Alessandro, del quale era parente alla larga, fattosi padrone delle regioni che circondano il bacino orientale del Mediterraneo, e segnato colla di struzione di Tiro e coll'erezione di Alessandria un nuovo indirizzo al commercio , in modo da porto meglio in contatto coll'occidente, avrebbe poi voluto estendere la conquista all-e regioni che stanno intorno al bacino occidentale di quel mare e divenir signore dell'intero orbe mediterraneo. Pin·o si ·sentiva da tanto da poter tradurre in allo cotesto pen siero. Di faccia aii'Epiro, sulla sponda opposta dell'Adriatico stendevrts i ancora il mondo greco, e Taranto era Iii prima e, allora, la piu potente tra le città di quel mondo. Quella era la ~ ase e il punto d'appoggio per la futura impr·esa; riunendo le flotte di tutte le città greche che sorgevano sulle coste della Magna Grecia e della Sicilia, raccogliendo gran numero di soldati tra le popolazioni italiche confinanti con
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esse, Pino avrebbe saputo togliere ai Cartaginesi l'appoggio che avevano sulla punta occidentale della Sicilia per padroneggiare i commerci del Tirreno, ed a~sal ire la stessa Cartagine che si riteneva arbitra dei commerci nei mari occidentali del Mediterraneo. Questi stessi progetti ~rano stati accarezzati anche dai s i~ nori di Siracusa da Dionigi ad Agatocle. Pirro fallì nella sua impresa; fu disturbato dai Romani , non ebbe fiduc ia dagl'Italiani, o[ese i Tarantini, fu impotente co ntro le fortezze dei Cartaginesi in Sicilia: non trovò nè danari, nè navi, nè appoggio sufficienti nelle città greche della Sicil ia spossate dai precedenti sforzi per riuscire nel medesimo intento. , Soldato di ventura venne e soldato di ventura andossene, e fu ucciso in Grecia da una vecchia, .che a[acciandosi ad una finestra gli gettò sul capo un mortaio. Fu una fin e oscura per un uomo che avea nudrito pensieri tanto vnsti, e tuttavia il suo nome rimarrà nella storia per·chè rappresenta l'anello di congiunzione tra la storia greca e la romnna. Combattendo contro di lui i Romani ne raccolsero i progetLi P. lr matur·arono a traverso le incertezze della prima guerra puni ca. Questi concetti si affacciano alla mente nel leggere la storia di Pino scritta dalllott. Sch uhert, e con essi si ridesta un grande interesse nel seguire i tentennamenti a traverso i quali passarono i Romani prima di comprendere nettamente le condizion i strategiche cui si legava la difesa delle coste italiane di fronte alla guerra marittima. Essi si riassumono nelle vi cende corse dalla prima guerra puoi ca . La via tenestre, che congiungeva In Campania colla recente conquista di Taranto, era malsicura e rualagevole: la necessi tà di sostituirvi quelln di mare portò i Roman i a por pi ede in Sicilia per padroneggiare lo stretto di Messina. Il r.oneetto an gusto. che avea tenuto fino allora i Romani al dominio della terra, s'rtl largò. Essi si sentirono tralli al mare dal bisogno di garantire le loro vie di comunicazione con Taranto escludendo i Cartaginesi dal Tirreno; non vi riuscirono che ca.cciando i. Cartaginesi dall' Egadi e dalle vicine spiagge ed impadronendosi della Sardegna e della Corsica, le vet·e frontiere di quel mare interno su cui d~ tempi antichissimi avean veleggiato i na-
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vigli dei popoli italici, e donde eran s boccati arditamente nel circostante e più ampi o mare, tratti dai lor commerci colle lontane coste ibere, africane ed egizie.
E codesta idea di tenere il Tir1·eno come un bacino interno di cui debbonsi gelosamente cust(ldire gli access i, anzichè come un campo chiuso nel quale attendere le ll olle nemiche, torna a far capolino oggi fra noi, dopochè vi aveva accennato colla punta fatta dalla difesa alla Maddalena; meni re prima e per lungo tempo si era conten~ata di rasentare le coste della penisola dalla Spezia a Messina. Dedalo, e non sappiamo qual nome si nasconda sotto questi) pseudonimo, trova che « non è possibile far sì che Messina « sia qualche cosa di più che una doppia testa di ponte atta ad assi~ curare il passa ggio di truppe tra la terraferma e il mar .Toni o >> e per conseguenza sti.ma « indispensahite fare di Trapani e delle « sue isole una nuova Maddal ena, dali ~ quale essere per quanto è « possibile padroni del passo di Malta, minacciare Biserta, co« prire la Sicilia e llllta la costa da Messina a Civitavecchi a fl « fiancheggiare a sud la Sardegna. » Ma son proprio queste le idee in cui vennero i Romani , quando padroni di Messina si sen· tirono trascinati ad arTronlare una lunga guerra per togliere ai Cartaginesi il punto d'appoggio che aveano sull 'estremità opposta della Sieilia. Cosi situazioni analoghe della storia danno luogo ad uguali considerazioni . Li sia il valore della storia , se alla s10ria fosse sccordato il valore che ella ha. Ma lo insegni il passa to o lo suggerisca il presente« Trapani « è di là d~ veuire, come dice Dedalo, e a fortifi care l'Elba e il « canal e di Piombino; neppure si pensa » ed egli ritiene che in caso di guerra, dovendosi contentare delle tre piazze di Messina. Maddalena e Spezia, l'armata sia chiamata ~ tenere uua croc-iera fra Trapani e capo Carbonara e fra la Maddalena e la rada di Vado e a spingere avanti qualche incrociatore perché il grosso dell'armata, manovrando a ridosso della Sardegna c della Corsi ca, sia in condizioni da piombar sul rovescio di qualsiasi aggressione che abbia per sc.opo un'impresa di qualche importanza sulle nostre coste, all' infuori di un passeggero bombard~mento.
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Questo con cetto conduce Dedalo ad alcune considerazioni , le quali ci sembrano importantt perchè hanno per iscopo eli studiare le relazioni che corrono tra eserr.ito ed armata, e sarebbe male perdere anc.h~ la pi ù piccola occasione offettaci per stabilire tra quei due elementi eli forza l'armonia senza la quale perderebbero molto della loro efficacia. Lo scritto di Dedalo segue qu ell1 di Vecchi « Il pericolo è dal mare » di Argus ,< L'armata d' Italia nella guerra futura ,; e qualche altro; quando non s'accorda con quelli lo dice e h>spiega, e probabilmente a questo lavorio critico che di tanto in tanto intralcia l'esposizione devesi attribuire una certa indeterminatezza nell'applicazione dell'idea capitale attorno alla quale s'aggira il lib1·o: quella cioè che nelle condizioni presenti non si abbia da toglier nulla all'esercito per darlo all'armata, pbichè quello decide le sorti della guerra e questa ne as3econda le operazioni; ma che invece nellostato presente delf e.cose si abbia da cercare ogni via per trarre la massima efficacia dall 'azione dell'armata, com'ell'è, attendendo che migliori condizioni economiche ci diano i mezzi per accrescerla . A distogliere l'attenzione da questo punto cl1e è capitale per il libro , influiscono pure le ft·equenti di gressioni. Ad ogni modo però per le molte cose che dice e per la rassegna delle idee che germogliano nella giovane ·scuola della marina da ~uerra sovra i più gravi argomenti che la riguardano l'opuscolo è assai sugge,;tivo . Male lo si può riassumere, o piuttosto non lo si potreblle fare st>nza riprendere ad una ad una molte tra _le questioni che interessano ora la marina da guerra e la difesa del nostro paese. Per esse rimandia,mo allibro, contentandoci solamente di raccogliere il voto cl:e scompaia una buona volla il dualismo tra esercito ed armata, inesplicabile dopo la navigazione a vapore e che queste due parti della potenza rpilitare d' Italia si fondano in un tutto armonico ed omogeneo per la difesa nazionale. un utinam di cuore e la speranza che il voto E noi vi a{Joiun ,.,., {Jiamo " presto si avveri nel campo dell e idee, degli studi e dei falli . ~
** Per chiudere ci vien utile l'atlante del capitano Bonacini, in cui sono esposte in 45 tavol e gli schemi dei_movimenti fatti dagli esercii i avversari nella guerra del 1870, illustrati i campi di batLaglia
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con alcuni schizzi fotografici, dimostrativi del terreno, e quel che più monta rese evidenti le azioni ~ttiche con certe vedutine dei punti su cui più accanite furono le battaglie ed in cui esse furono dec1se. E queste mi paiono complemento indispensabile di ciascuna relazione di guerra, poichè le carte ed i piani dicon molto, ma non dicono tutto, ed oramai l'uso divenuto comune della fotografia ci ba abituati a questo genere di rappresentazione e ce l'ha resa necessaria. Pochi cenni succosi spiegano l'andamento delle operazioni. Disegno lindo e diligente riproduzione cromolitografica a due colori oltre al nero, aggiungono evidenza ed utilità al libro. Ne vorremmo veder propagata la conoscenza per parecchi motivi e sopratullo per addestrare gl; ufficiali a riferire con pochi segni e con qualche cenno spiegativo i punti essenziali di un'azione tattica. Ne verrebbe loro abitudine a concretare le idee ed a comunicarle, a vedere il nesso logico che a traverso ~li episodi riunisce i momenti capitali di un'àziooe di guerra ed a scolpirsene il processo nella mente. Ringraziamo dunque il capitano Bonacini per il lungo studio e per il grande amore che riT"ela la sua pubblicazione ch'essa Lrovi buona fot·tuna. e l'l"li au"UI'iamo l'l
F.
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Nella sera del 28 gennaio alle ore 4- '/ 2 moriva in Parigi Francesco Certo Canrobertl'ul timo dei marescialli del secondo Impero. A noi il suo nome rammenta i bei giorni del 1859, quando le idee di indipendenza, di patria e òi nazionalità scuotevano fortemente ~li animi non ancor confu si tra le correnti materialiste che ora di un tratto li hanno sospesi : nella storia mililar·e ricorda un'epoca in cui l'andar.ia bastava fr·equentemente per sconvolger·e i piani meglio architettali. Egli aveva 86 anni . La carriera non era stata di versa da quella qi molti altri tra gli ufficiali suoi coelanei. Nel 1828 a 19 anni usciva sottotenenl e da S. t:yr. Due anni dopo aveva principio la guerra per IJ. conqnista dell' Algeria, ed il parteciparvi era sogno dorato di tutti i giovani ufficiali francesi obbligati al monotono servizio delle guarnigioni, mentre i loro cuori sussulttlVano per il desiderio di avventme, ed intorno si era risvegliata intensa l'eco dell'epopea napoleonica e pareva un rimprovero alla loro inerzia. Il Canrobert non ottenne di passare in Al geria che nel 1835 : nel 1847 era colon nello per merito di guerra c per ~oprappiù in un reggimento di zuavi, che allora personificavano l'esercito francese in quanto avea di più ardito e di più brillante, come i bersaglieri personificavano il piemontese. Avea diciannove anni di spall ine. TI coraggio tenace era dole caratleristica del giovane ufficiale: occasioni di darne prova non gliene mancarono . A Costantina, nel famoso attacco dell'ottobre 1837, reso celebre dal penn ello 22 - ANNO XL,
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IL MARESCIALLO CANROBERT
del Vernel, il Canrobert rimase ferito . lnnalzandosi nei gradi ebbe possihilità di render servigi sempre più importanti. II suo nome rimase unito a quello della presa dell'oasi dello Zaatcha nell'ottobre del 1849, una tra le piit ostinate e sanguinose azioni di guerra dell ' Algeria. Per contraccolpo dei rivol gimenti avvenuti in Francia, nel 1849 rumoreggiava nella nuova conquista l'insurrezione e nei dintorni di Biska1·a, sui confini tra le province di Costantina, d'Algeri e del deserto, avea divampato in aperta rivolla. Al sentimento nazionale si univa il religioso, ed un maralmt !'i era messo alla testa del movim ento, che in breve erasi eslF}so a ~ra n parte della provincia di Costantina. Le prime scaramucce erano volte a male per i francesi. Una grossa spedizione di 4000 uomini mosse da Costant.ina e puntò su Zaatcha, la piccola cillit nella quale si erano trincerati gl'insorti briachi d' entusiasmo religioso e patriottico. L~assedio durò un mese e mezzo e più, e fu condotto con tutte le arti che esige un assedio regolare; i combattimenti eran frequenti e sanguinosi, l'odio reciproco traeva gli avversari a crudeltà inaudite: il clima orribile, le piogge f1·equenti, le sussistenze, per imprevidenza, scarse ed avariate. li corpo d'assedio andava decimandosi. Per l'attacco e per 'riempire i vuoti fu ch iamato da Aumale il colonnello Canrobert col suo reggimento di zuavi. Egli era wnosciuto e ben apprezzalo, sicchè il suo arrivo apportò qualche sollevamento negJi animi , ma le sue truppe disgraziatamente apportarono anche il germe di un nuovo flagello, che fu il colera. Negli ultimi giorni gli assedianti erano ridotti alla difensiva, tuttavia i lavori progredivano sempre e fir.almenle venne il momento dell' assalto. Canroberl comandava una delle colonne destinate a salire la breccia. Delle gli ordini, si circondò d'un drappello di sedici uomini scelti, e con quattro ufficiali, per lliramar nuovi ordini; si pose in Lesta alla colonna d'attacco. Oegli uomini che stavano con lui , soli qÙattro rimasero incolumi , gli ufficiali furono _uccisi o feriti : ma la resistenza fu vinta e dietro quel drappello di animosi irruppe la fuga degli attaccanti . Il marahut attese stoicall\ente la morte e l'ebbe. ta sua Lesta fu portata con quelle di alcuni altri capi al generale; le sue donne furono uccise: i costumi degli avversari erano imitati dalle truppe
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francesi l La presa di Zaatscha chiuse l'epoca delle grandi operazioni militari in Algeria, e rimase a lungo nella memoria dei contemporanei (1 ). · Durante il per·iodo delle guerre d'Algeria il Canroberl era tornato qualche volta in patria ; vi era stato incaricalo nel 4839 di formare un battaglione della legione straniera coi Carlisti che la recente rivoluzione avea esiliato dalla Spagna, e nel 1840 aveva concorso alla compilazione di un regolamento per le truppe leggere, il ~i impiego cominciava allor ad avere numerosi fautori. Nel 1851 colla maggi.o r parte dei generali e colle truppe assecondò l'atto ~on cui Luigi Napoleone Bonaparte tolse la Francia alle incertezze dei partiti dominanti nell'assemblea e gettò le basi del secondo Impero. Durante la spedizione della Crimea, dopo la morte del maresciallo Saint~Arnaud, il generale Canrobert per otto mesi ebbe il comando supremo dell'esercito che operava· in quella penisola . .Fu nel periodo più fliflìcile dell'impresa. L'inverno , la neve, il freddo, la noia di una guerra di posizione, la stanchezza morale degli uo· mini, le incertezze dei progeui , gli urti col generale inglese, l'ingerenza del governo di Parigi, la difficoltà degli approvigionamenti e più di ogni altra cosa l'imperversare del colera aggravavano la responsabilità del comandant&. Tra la speranza di ottenere con un a quel bombardamento la città e la convinzione di non "1'> iunuere 1'> risultato senza l'assedio regolare tutte le vie furono proposte e tutte tentate durante quel periodo. I Russi intraprendenti assalirono due volte gli alleati : a Eupatoria e ad Inkermann e furono respinti a costo di gravissime perdite ; allora sotto la direzione del Todleben si accinsero a costruire la fortezza che gli alieati assediarono e conquistarono. Il generale CanroberL cercò di tener testa a tutte le difficoltà della situazione assai complicata in cui trovavasi. nell'esercizio del comando, e ih cui trovavansi le truppe di fronte al còmpito loro assegnato. Infine stanco degli sforzi ·ratti e addolorato per i dissensi crescenti col comandante delle forze inglesi chiese d'es-
(l ) ~: do-scritta da un 11151.
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dei capitani ch e vi assi~t.evano nella Revue des d ewx llfondu
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IL MARESCIALLO CANROBERT
· sere sostituito nel comando. L'imperatore Napoleone accondiscese alla domanda del Canrobert giustificata da parecchie ragioni , e gli accordò pure di rimanere in Crimea a capo di un corpo d'armata. Quale generale poteva glor·iarsi di !:~sciare al suo successore un esercito intatto, agguerrito, ardente e fiducioso e di dare un nobile esempio col pretendere il suo posto davanti al pericolo rima- _ nendo in uri comando in sottordine, ove avea esercitato il comando supremo. L'esercito che era pieno d'affezione per lui accrebbe il rispetto vedendolo con tanta modestia compiere un grande sacrificio. Due me~i dopo il generale Canrobert fu richiamato in Francia dall'imperatore che lo sapeva sofT~rente . Disgraziatamente la salute era stata pretesto a parecchi · per nllontanarsi di lit ove le noie di un lungo assedio esigevano fort i caratteri. Canrobert non credeva ' opportuno che la sua partenza potesse in qualche modo giustificai·! i, ed aderì al desiderio èel sovrano solamente quando la partenza ebbe per ragione la sua destinazione ad un servizio diverso da quello che allora fungeva. 1 fatti dipin gono l'uomo. Nella c~mpagna d'Italia del 1859 il Canrobert, gi:'t maresciallo dal ;J 856, comandava il 3' corpo. Nella giornata di Magenta quel cor·po, chiamato in fretta da Novara per sostenere il combattimenta sulla destra della linea di battaglia, arrivò a spizzico brigata per brigata, battaglione per· battaglione: mentre la brigata d'::wanguardia arrivando stava per assalire le ridotte austriache. il maresciallo Canrobert, postosi alla testa dei battaglioni del 2• corpo che lottavano intomo al villaggio di Pontevecchio li condusse all'assalto. L'ardente maresciallo di Francia, dalla figura caralleristica, dnll'unifor·me gallonala, dalla fì sonomia animata e conosc~uta· per i capelli alquanto lunghi e ricciuti che la circondavano, caro ai soldati, · decise della presa di Pontevecchio contro le cui case da un pezzo si abbaruffavano truppe austriache e ·francesi. Sul campo di Solferino il maresciallo avea in consegna ia tutela del fianco destro dell'esercito combattente, che si credeva minacciato da un grosso corpo austriaco ed era alquanto arrischiato sulla vasta pianura di Meclule scar;,a di appigli tattici. Sulla sua sini stra il maresciallo Niel si sentiva attratto vet'$0 il
combattimento di Solferino e gli chiedeva soccorsi e rinforzi. Il maresciallo Canr·obert, combattuto tra i per·icoli che venivano da una parte e le richieste fatte dall'altra, rnandò 1\na brigata. Parve poca e ne av_vennero scambio di lettere acerbe tra i due comandanti, recriminazioni successive, acrimonie inutili e considerazioni sapienti specialmente da par~e di color~o che a co ~ lìni~e seppero che le minaccia erano insussistenti o per lo meno esagerate. Cosi avvien sempre in guena. Venne il 70 , e con esso H crollo del l' impero napoleonico, cui i posteri, nel raccogliere le accuse fattegli dai contemporanei, non potranno fare a meno di aggiungere il merito della gloria, della ricchezza economica e della stabilità dumle per vemi ann i. •~o m andante del 6° corpo il Canrobert si trovò avvolto nel dramma di · Metz; il 16 agosto a Vionville, il 11:! a Mars-la Tonr. In questa giomata il suo corpo stava sull 'estrema destra dell'esercito francese, quella che i tedeschi cercavano con ansia febbrile per poter girare e rovesciare su l rimanente delle tmppe schierate. Rimase memorabile la calma con cui il maresciallo dell'Impero, sollo la tempesta dei colpi, in mezzo alle peripezie rli una lotta gigantesca, tenne fermo per qualche ora alla ressa dei nemici. Poi venne la notte e quegli sforzi meravigliosi, durati fin allor·a per resister·e passivamente alla soverc hian~a di 11n avversario forte e tenace, andarono perduti nelle dolorose traversie della ritirata. Oopo i convulsi sforzi con cui l'esercito francese serrato contro 1\fetz_ cercava di fermare la cerchia che andava sempre più restringendosi intorno a lui, e possibilmente di romperla. Canrobert, compreso nella capitolazione anù ò prigi_omero in Germania. L'Impero era caduto. Il maresciallo tornato in patria mal trovava posto in una società che si era rin novata. l~erò non smentì mai' la fede al ricordo dell'imperatore, che si legava con quello dei più bei giorni della sua vita, ma non rifiutò di portare il conco rso de' suoi consigli e della sua esperienza alla pntr·ia che aJielì chiese nominandolo senatore. Alle giovani generazioni, faciln mente dimentiche del passato in mezzo alle passioni politiche con cui lo-intravedono, rammentava un periodo di glor·ia per la Francia, la quale aveva imposto all'Europa la sua egemonia in nome del pro-
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IL XABB8CIALLO CANB.OBBBT
gresso e della libertà dei popoli. Perciò il giorno in cui la Francia volle essere rappresentata intorno alla bara di Vittorio Em· l ne d' d 1·· · anue e . •e e mcanco al vecchio generale che avea combattuto ·n Jt r a hanco dei so ldati italiani la causa della indipende ' a ra L · nza. a storra avrà un ricordo per il soldato valoroso e per l'uomo di c.u~re, che fi~o ali: ultimo gio•·no della sua vita fu fedele ad un rinClpJO e non d•mentJcò mai l'alletto per il nostro paese. p
• NOTIZIE POLITICO-MILITARI
Dopo la dispersione della banda di Mangascià. si ehbe tranquillità perfetta ni confini dell'Eritrea. Le ulteriori notizie da Massaua, sr.mrre ansiosamente attese e avidamente lette rlal pubblico, non recarono· fatti nuovi, ma soltanto interess:mti pnrticol:~ri di cose già conosciute; dai quali appnrve sempre maggiormente quanto grande sin stato il movimento complottato contro di noi, che, senza l'eccellente servizio d'informazioni su tutta la zona rli confine e nei paesi limitrofi, senza la pronlr.zza e l'enr.rgia rlel co. mando, l'intelligente concorso è l'abnegazione di tutti i nostri ufficiali, e il valore straordinario della truppa avrebbe posto n serio peri colo la nostra colonia. Il tradimento dì Bat-Agos lasciava aperta a Mangascià la strada fio sotto Massaua, e, se la repressione non fosse stata fulminea, altri capi si sarebbero uniti a lui. ~alle ultime notizie pare che quello stesso Agos-Tafary, il quale dopo la vittoria venne a mettersi n nostra disposizione e concorse all'inseguimento di Mangascià, pochi giorni prima fosse d'accordo con Bat-Agos, Meminisse iuvab·i t. Accetteremo d'ora innanzi i :;ervizi di chiunque possa giovarci, ma non faremo più assegnamento sulla fedeltà di nessuno. I punti più importanti della frontiera e specialmente le fortilìcazioni devono essere, non in mano di amici, ma in mano nostra e per 11uesto crediamo che, anche in tempi assolutamente normali, le truppe italiane nell'Eritrea non dovranno mai scendere fìn~ al minimo, cui era!lo scese prima de_gli ultimi falli. Jl.
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~ell'ultimn dispensa abbiamo riportato il telegrnmma di feli citazione invia to da S. M. il Re al generale Baratieri; giova riportare, come documento anche quello inviatogli dall'on. Crispi:
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NOTIZIE . P OI.ITICO-IIILITARI
NOTIZIE POLlTICO-MILITARl
« ~ii felici to con te e con l'Italia per la vittoria riportata sugli nbis• sini : nou solo dobbiamo lodarci del valore delle armi, ma della c strategia del capitano che seppe, da vero garibaldino, vi ncere con c forze minori un nemico più forte. • Oramai il 1'i,qTè é aperto all' ftalio, sarà indulgenza nostra se « non vorremo oecu pa l'l o • . Al corpo d'operazione il generale llaratieri diresse il seguente ordine del giorno : « llf!ìciali e soldati. Avele merit.1to il plauso di S. M. il Ue il quale c colla sua augusta pa rola ha rilcvatù il valore delle armi italiane a • Coatit e SenMè. Prima con singolare prontezzil ed enerrria 11vete « schiacci:11.a la turpe ri vult:• nclrOculè \.usai; subito appress~, insieme « ai ri chiama ti dal congedo, accorsi alle nrmi, con fede e slancio am·« mirauilc, siete marciati nella ca pitale uemica per punire lo spergiuro « che si ritraeva fra i monti c, colla coesione e rapidità che mostrano « ferrea disciplina, avete reso possiuile di raggi un gerlo a Coatit nel • giorno medesimo nel quale violava la sacra frontiera dell' Eritrc:~. " All'indom:mi con vero va lore avete attac<':Jto a vinto il nemico c tre volte superiore ed avete combattuto due giorni cagionandogli tali • .Pnormi perdite da disciorgliern~ gli ordini ed indurlo alla fu ga. Noi • l'a~bi:uno seguito mcrcè la vostra tenacia ed abnegazione e, raggiunf tolo ed assalitolo a Sefanè col tiro delle artiglierie, lo abbiamo com• r pletamentc ~ba ragliato e c.1cciato nei suoi covi li conquistandone, il c campo e le insegnu di ~uerra c coronando spleudirlmnente la villoria. r Uf!ìciali e soldati. Bene avete meritato del Re, dell 'I ta lia della • Colonia Eritrea. Co me ad Agordat, come a Cassa la la vi ttoria è stata • com penso dovuto alla fiducia reciproca. alla unione dei cuori, alle c alte virtù militm·i che fo1·mano ormai il patrimonio del nostro esurc cito coloniale. Si11 gloria a voi che costituite una così salda oua• rentigia per la integriti1 della colonia e nna cor;ì lieta promess~ pei « successi avveni re , . Aspettando i rapporti e le proposte p~r cumpeusarc degnamente gli 11{ficiali e gli uomin1 dì truppa che, p~r intelligenza e per valore, maggiormente si segnalarono, S . .M. il He ha voluto dare al c:omaudante del eorpo d'operazione, maggior generale Uaratic ri, una prova della sua alta soddisfazio ne, promuovendolo tenente genera le per meri to di guerra cd annunziandoglielo egli stesso col seguente telegramma : « Souo lieto di annunciarle la sua.nomina a tenente generale. '' Questa eccezionale promozione onora tei e !:1 truppa da Lei comun· data, perchè con essa volli attestarle la riconoscenza mia e della na-
zione per la gloria rec.'lta alla patria ed all'e~ercito ita liano dalle recenti vittorie io Africa. • Me ne felicito con t ei che con tanto senno e valore compie l'operll di civiltà che Le fu affidata e le confermo la mia cord iale alf,zione. » 1 maggiori generali inviarono, in tale occasione, al gcuerale Bar::~ ti cri questo dispaccio « Vivissimc felicitazioni per la ben meritata promozione che onora in te l'esercito. , E il generale Baratieri rispose : « Il oohilc plauso di eleui, commilitoni commuove, incoraggia, elevil. Vi v i ~;;ime grazie a tutti. , S. M. l'Imperatore di Germania, volendo dimostrare quanta partn egli prenda alle gioie e alle glorie dell'Italia, chiestone e avutone il consen so da S. M. il nostro Re, concesse al generale Baratieri un'alta decot·azioue, l'Aquila rossa colle spade incroci:• te, per indicare che fu conces~a per merito di guerra.
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* * Le ultime notizie dall'Eritrea rec:wo ehe ras Maugascià è sempre nel Tembien c finora nou è r iusr.fto a raccogliere intorno a sè più di mille•fncili. La situazione non potreLbe essere più favorevole per òar ngio al generale Raraticri di mettere nil elfetto quei disegni che valgano a rendere impossibile il rinno,rarsi degl i ultimi f:ltLi c garantire stabilmente la sicurezza dell?. colonia. Quantunque per ora non appaia possihile 1:he Maugascià giunga a rimettersi talmente da costituire una minaccia per noi, anzi ueppure d:1 poter efl'ettuare il suo ritorno :1d Adua, tuttavia le popolazioni Jel Tigrè e ùeii'Agauiè sono preoccupnte e ch iedono (',on insistenza di sottoporsi al dominio italiano, per avere una protezione cfTeui.va cd efficace. Oc• • corre pertanto prendere misure per evitar3 il rischio elle quelle popo· lazioni, oggi a noi favorevoli, siano tratte da Ila paura a riassoggettarsi a Mangascià, ~venire da quegli indotte a rivolgersi contro di noi. Quali saranno queste misure? Ne!'.suno potreube dirlo in modo preciso, perchè solo giudice competente ed arbitro snl da farsi è il gene· •·a ie Baraticri, al quale il governo centrale ha laseinto la necessar ia liber'tù d'azione; tutta via per chi conosce la cill'ta del paese ed ha segui to cou attenzione lo svolgersi rlegli ultimi <~v vcnime nti, appare nhbastanza chiaro che una eli queste misure, forse lll prima e In prinf:ipale, · sarà l'occupazione permanente di Adigrat. Adig rll t ru f;e rnpre la uase su cni si concentrarono gli abissini ptH' di :~ce nJ e re ·neii'Okulè Kusni (n•gioue fertilissima nella quale essi pos~o uo vivere), per minllcciare llalai e quindi anche Massaua stessa ; c
349 ?rc?de.ran~o p~r~e a_lle ~perazioni di campagna, o nascerà, fr:~ riparti 1ta l1ant e r1par11 md1gen1, una nobile emul11zione, feconda dei migliori risultoti . NOTIZIE POLJTtCO·•ILlT.lRI
NOTIZIE POLlTICO·MILJTARI 348 Adigrat sarebbe nuovamente il luogo di concentramento ove ras Man· gascià porterebbo le sne forze riord inate, quando Sll gliene lasciasse il modo ed il tempo. Adigrat, posizione eminentemente strategica, che dom ina tutte le comunicazioni che dal cuore dell'Abissinia conducono a MassmHI e che domina nel tempo stesso la conca del Tigre, ha tale e tanta importam:a, che potrebbe forse rendere meno necessaria l'occupazione di Adua. Ad ogni modo darebbe sicurezza al fhmco sinistro ùel nostro territor io che è il più debole e sempre aperto alle rivolte e alle in· vasioni abissine. È vero che l'occupazione permanente di Adigrat porterit seco la necessità di un maggiore elfettivo di truppe italiane nell'Eritrea, forse della permanenza di tutte o di gran parte di quelle ultimameute inviatevi ; ma peggio sarebbe se il fianco sinistro della nostra colonia restasse sco perto; in tal caso i rinforzi inviati non solo dovrebbero restare, ma forse non b:~sterebbero.
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** Se da l Tigrè ci rivolgiamo al territorio di Cassala, troviamo che quivi la situazione è sempre la stessa. I dervisci ora si scostano ora si riaccoslano all'Atbara e corrono lungo il medesimo; qualche gruppo di cavalieri passa sulla nostra sponda e si spinge fino in vista dci nostri posti: p_oi si riti ra. Da questi falli e dalle informazioni dei nostri esploratori S I deduce che i dervisci abbiano più paura di essere auaccati, che ioteuzione di attacca re; dimeno per ora. Becenti notizie annunziano che Osman Digma si è ava nzato alquanto sulla strada di Suachim e vi ha preso accampamento. Questo fatto forse si collega con uno sbarco di rinforzi angl o-egizi:~ni a Suachim annunziatoci dal telegrafo. Corsero anche voc:i di scontri fra anglo-egizi:~ni e dervisci nella valle del Nilo, ma poi non se ne parlò altro; sicchè deve 1·itenersi che, se pure questi scontri avvennero, furono di nessuna im· portaoza. Volgendoci finalmente ai eonlìni meridionali dell 'Etiopia, allo Scioa, aii'Au ssa, all'Harrar, troviamo Menelik reduce da un n delle solite spedizioni contro i Gal la ed intento a ricevere la missione russa; ma nessun indizio ch'egli voglia immischiarsi :tpertamente negli affari del Tigrè. 11 sultano rl'Aussa maUtlù al gove rnatore dell'Eritrea le sne congratulaz~ni pèr la v itto_ri~ di Coatit.' e~ altre, anche più vive, ne mandil al preSidente del Constgho, on. Cn sp1, ras Makoooen che tiene l'Harrar per conto di ~1enelik. Non bisogna certo dare a queste dimostrazioni una g_rande importanz,a, uw sono sempre nn indizio fa vo revole della situa-
**• Questi rinforzi consistono nel battaglione p::rtito subito dopo l'a n!luuzio dei primi fatti, nei due battaglioni e una bnttAria da monta.;na partiti succe:;sivamente e io vari ufficiali. e sottufficiali isolati, D ' partiti in diverse riprese pbr formare i quadri di nuovi battaglioni indigeni , e per sopperire alle deficiCnze in vari ser vizi. Sicchè compiessivamente le trupp~ Italiane nell'Eritrea consistono in quattro battaglioni c due batterie da montagna oltre i f!Uadri. delle truppe indi gene, i distacca menti del gonio, del treno, ecc. ecc. ; non "i può dire che sieno troppe. I primi rin for zi di tr uppe Lianche giunti in Arrica lurono accolti con vero entusiasmo non solo dai loro compagni, ma da tutt:l la popolazione eu.-opea di Massaua. E ciò non \.'loto per la speciale firln cia che I]Ueste truppe inspirano, rtuanto per un sentimento, di rem mo così, di dignità di razza; ìmpcrocchè pesava il vedere che !a sicurezza della colonia fosse affidat.'l quasi esclusiv.amente a truppe indigene, e ai mili tari nostri specialmente pesava vedere le truppe indigene correre da un ca po all'altro della eQlonia, combattere e vincere ·dervisci e tigrini, mentre le truppe italiane, ridotte ·ai minimi termini, restavano incaricate dei servizi di guarnigione. Questo fatto andava a detrimento del loro morale · e suscitava malcontenti . Ora che i rinforzi hanno portato queste truppe ad un nucleo, se non imponente, almeno ri spettabile, è ce~to che anch'esse, occorrendo,
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ZIODe •
.\.. proposito dell 'Barrar, an zi dell' Afrir,11 orientale io genere, f::bbe luogo una discussione nella Ca mera francAse. M. .Fiourens, ex ministro J egli :1ffnri esteri, fra f,_, altre cose, impugnò il trattato anglo-itali;mo re· latj;vo all'Hafl'ar e allo ~cioa e domauùil che si facciano va lere i diritti della Francia su Zeila e sulla baia di Adulis. 11 mini.;tro degli affari esteri M. Hannoteaux rispose ricordando i reclam i diretti dal G11binetto francese a Roma e a Londra circa l' Rarrar, e dichiarò di vegliare attentamente ed essere pronto ad :1gire con tutta l'energia per la difesa degli interessi francesi in Africa. Notiamo que~te parole da semplici cronisti, perchè è inutile dire che I'Itali:J non ha nessuna intenzion·e di a llacca r~ questi interessi.
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NOTIZIE POLITICO-IIIJLlTARI
Come crontstt notiamo pure che il piroscafo Shttmrock partito da Tolonc pel Madagascar carico di materiali da guerra e con un migliaio d'uomini, ha avuto ordine di fare scalo ad Obock, dove attenderà istruzioni .
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** In · Italia le questioni d'Afri ca continuarono a tenere il campo per tutta la quindicina, tanto più r he nessun'altl'a, capace di aurarre l'attenzione del pubblico, si trovava sul tappeto nè all'interno, nè :JIIo esterno. TnlsCut·ando l'opposizione si~tematica che trne argoment,1 di recrimin:1zioue perfino da lle vmnrie, molti, che pure di 'lueste si a llieta no e sanno apprezzarle al loro giusto va lorfl, si rnostruvauo preoccupati ùei maggiori oneri che la nuova situnzione porterà al bilancio coloniale, c contrari a qualon'Jue occupazione di punti str:negici al di là rlell 'attnale confine, nel timore che avesse per· conseguen1.a di aumentare ancora quegli oneri . · M:t quelli di essi cui non faceva difetto il buon senso presto si acquetarono rruando fu loro osservato che la . nuova situ:tzionc non creata da noi, portava per sè stessn, di necessi tà nn aume·nto di forze, anche restando negli attuali contini, e che auzi ques~'numento avrebbe forse dovuto essere maggiore SP.nza l'occupazioue Ili alcuut; località che hanno sempre servi to e possono servire ancora come punto di raduna ta · c di partenza agli abissini contro l' l!:ritrea. Venendo ai fatti, sembra sta bilito chr, i nuovi riparti di truppe regolari italiane inviate all'Eritrea vi resteranno, almeno per ora, e i nuovi riparti di truppe regolari indi "euc si conserveranno. La loro spesa sarà inscritta come :;pesa ordina ri:~ nel bilancio del 1895-96. Quanto all'eserr.izio corrente, la m:tggiore spesa che va :td aggr:tvarlo sarà oggetto di uno speciale progello di legge ù:t prese nt~~rsi al Parlamento. Assicnrnsi che f]uesta spesa (personale e materiale compreso) non possa giungere a tre milioni cd am:hc minore sa rà forse l'aumento da in scriver~i annu almente uei bilanci futuri. •
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Ad:~gi o, ma nrdinatamente procedono le misure per l'attuazione delle riforme portate dai R. Decreti del 6 novembre scorso ànno. Per l' uffizio di revisione delle contabilità militari può dirsi che la liquidazione è cominciata. .Furono già dati gli ordini perchè al primo maggio
• NOTIZIE PO LlTlCO-MILlTARI ·
351 si trovtno trasferiti a ioma i vari riparti di dello nffì zio, rimanendo a Firenze un uf6zio dì stra lcio . . Venn~ stabilito ~be colla dnta del fo marzo prossimo i reggimenti d1 fanter1a, bersaglieri, alpini, compagnie di sussistenza, ·cuole militari, ecc. ecc. assumano la formazione stabilita dalle tabelle annesse al R. Decreto del 6 novemi.Jre 489.\., solo però per (Juanto ri, nartln la truppa . I reggimenti d'artiglieria e del genio assumeranno l~ form :t zioue portata dalle nuove tabelle, limitatamente alle unità esistenti, in attesn di disposizioni che sarann o in seguito em:tuate. l distretti militari continueranno aneora , ma per poco, nella formazione attuale. Un:t circolare del 47 gennaio ai comandanti di corpo d'armata indica le basi precise e le disposizioni da attuarsi per la trasformazione dei distretti, con richiesta ai comandanti stessi di trasmettere pr·ima del 30 marzo quelle propostn che fossero consigliate dalle con,lizioni speciali della rispetti va circoscrizione territori:tle e truppe di guarni gione. Le rifo~m e relati ve a stahilimnnti ed istituti militari, quelle specia lment~ che ri guard:10o il co nceutr:~mento delle fnbbriche d'armi, pare c!1c sreno rimandatn al prossimo esercizio finanziario. Sarebbe deside.rabilc che rispetto a queste riforme, il gover·no non incontrasse ne"li interessi locali l'opposizione che non incontra per le nltre, aflìncLè le ~l lim e a farsi non sieno ap punto le più· indicate e le più proficue.
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** .Fra le di sposizioni pubblicate nella quindicina dal t;iornale -mil-itm·e , noti:t mo, come più import.~nti le seguenti: Un Regio Decreto per il quale il territorio dell:t zona di Cheren è considerato, per il tempo trasco rso da l giorno H dicembre 489B al giorno 28 d~llo stesso m es~, in istato di guerra : i militari che furono riuniti e pre~e~Ò parte ad operazioni militari nel detto territorio e nel d~tto p~ri odo di tempo sono considerati, per quel periodo di tempo, sul preJe d1 guerra. Sono pari mente considerati sul piede di guerra dur:tnte ~l tempo trascorso dal giorno 431uglio 489-i. al giorno 23 dello stesso mese ' militari che presero parte alla presa di Cassala ed nlle operazioni rel:tti.ve che l:t precedettero e la seguirono; il territorio ma o mano percorso dnl corpo di o per:t~ione è considerato per quel medesimo period o di tempo in istato di guerr:t. I militari che presero parte alle operazioni irul icnte nei precedenti articoli hanno diritLo, per ci:~ scnnn di esse, al computo di una campagna .
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NOTIZIE POLITlCO·MIUTARI
Un Regio Decreto per delimitazione delle zone di servitù militari intorno alla nuova cinta di Roma sulla destra del Tevere, cd altrn per la delimitazione delle zone di servitù militari intorno ai forti Monte Abano e Monte Isola a Spezia : Nuove norme per la compilazione dei quadri d'avanzamento nel corpo di commissnriato e nel corpo contabile. Nuove ta vole tiro per il morlc1io da 2l ACR Rct. Varianti cd aggiunte alle tabelle di reclutamento e di mobilitazione adottate con Atto del 23 novembre 4893. Una nuova Istru7ione sui la vori da zappatore della fanteria.
NOTIZIE MILITARI ESTERE
Roma, 45 febbraio 4895.
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AUSTRIA-UNGHERIA.
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· SC!JOle di? ti ro del landsturm. - Le scuole di tiro del landsturm, istituzione d'origine privata, sotto il patrocinio dal Ministero della guerra, hanno preso un considerevole sviluppo. Esse sono sopratutto destinate ai giovani dai t 7 a 24 anno, i quali, per fatto di leva, farebbero parte del landstnrm in caso di guerra. Gli istruttori militari, forniti dall'esercito, li addestrano all'esercizio cd alla pratica del tiro, di modo che essi possano essere utilizzati, in caso di guerra, nella formazione del landsturm. L'istruzione è gratuita ; i giovani non devono pagare che le munizioni. Una parte determinata di queste è fornita gratuitamente dallo Stato, in modo da permettere l'accesso a questi esercizi anche a persone prive di mezzi. Il numero degli allievi che, a Vienna., non ern che di 60 l'anno scorso, si è già duplicato, e sempre più aumenta. · Fucile a t'ipetizione da 5 millimetri. - L' Armeeblatt ha pubblicato un articolo circa gli esperimenti çh'e la commissione tecnica ha da poco terminato a Vienna, col fucile a ripetizione da 5 millimetri. Questi esperimenti hanno avuto per effetto di decidere l'amministrazione militare ad armare la fanteria austro-ungarica di questo nuovo fucile, se non ci saranno ostacoii da parte del bilancio. Cm·so di telegrafia· per la cavalleria. - Il ~. 5 del Normal Ve,·cwdnttngsblall pubblica le disposizioni organiche per il corso di tele· gra lì a per la ca va lleria. Questo corso esiste dal 1888 : ora ne vengono definitivamente fissati l'orga nico ed i programmi di insegnam<lnto.
NOTIZIK JllLITABI ESTERE
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NOTIZIE JllLlTARl E STERE
La sede del corso è stabilita in Tulln (Bassa Austria) alla_dipeu~ denza del comando del H corpo d'Hmat::~ e sott~ la sorveg~•anza d• uno dei t•.om:mdanti di briga1..'1 di cavalleria aventi sede a V1enna. ll personale permanente del corso è composto da : 1 ca pitano di prima classe, comandante 2 ufficiali subalterni, qu:~ li insegnanti 4 sottufliciale (non montato) quale asstdi cavalleria. stente t sottullìci :~le per la cont:1bilità attendenti c palafreJHeri Ì del reggimento fer4 furiere qualr. me1:cani co ( m vieri e tel egra4 soldato ) fi sti. Il p1wsonalr- comandato _è costit~ito : · a.) dagli allievi i quah sono. _m p~rt~ u rfi eiali subalterni ed in parte sottnllieiali. Il numero degh ~l lh evt è fi ssato annualmente d:~l Ministcl'o (4) . . . . b) da ;;ottufficiali comandati quah souo_ maes~r•. . . c) Ja un person:lle rli truppa (operai ed w ser VICOli 40 indit
vid ui). . . . r.ondizioni di :~mmissioue degli alllev• sono: . . .. Per gli ufficiali, l'aver compinto almeno ~ ~nm d• serviZIO pres~o le Lrnppe, dei quali :~Imeno 2 com? sub~tlter~• dt squadrone. - Inoltre la scr.l ta Ì:!' fatta in modo che ogn• regguuen.o possa perruan?ntemente avere almeno un suh:~lteruo atto alla direzione 1li una sez10ne tcleorafica per di visione di cavalleria. . . . . l!l 1 sottofficia li ~on o presi dorante il secondo anno d• sor;•zw Del · · debiJono sa per parlare e scrivere speditamente la !Jngua teregglll)C D11: · • desca ed avere ottima condolla. . Il corso dora otto mesi d:ll 1 o novembre fino a l 30 gmgoo ed è . · · d e part'1 la prima teorica dal 1 o novembre fino alla fine d1VISO lU D ' · d .. di febbr:~io, la secpnda pratica dal ~o marzo fino alla chmsura el corso. Il rnrocrramma il il seguente:. o a) Nozioni preLimi!!-an. · 1• ' 1 · · sul magnetismo e sull'elettricità per Pei ~;oltn ffìte'W ·' · - 1,oZJ0 ~·
quanto può occorrere a com prendere le loro applic:~ziooi telegrafiche e telefoniche. Per gli ufficiali . - Nozioni generali di elettro-tecnica massime per ciò che riguarda lo :~pplicazio.ni di essa a scopi militari . b) Per ufficiali e soUuf{iciali. -ConcorrenzA pratiCJ elegli apparati telegrafki, delle batterie, dei telefoni, con specia le api)JicaziorHl al servizio di stazione per pattuglie telegrafisti di cavalleria ( 4) pl'r sezioni telefoniche. Nozioni sugli apparati impiegati dai telegrafi dolio Stato e dalle ferrovie' c sugli apparati impiegati negli Stati e ·teri· c) Per gli n /'fi-ciali c sottuflìciali. - Ristabilimento e distruzione di linee ; stendimento di linee telefoniche e telegrafiche volami. Per ·i soli u fficiali. - Sorveglianza del servizio di linea nelle sezioni telr-graftche di divisione di cavalleria e di corpo d'armata. d) Pei soltu(ficiali . - Cognizioni fondamentali circa al servizio · delle pattuglie telegrafiche di cavalleria e del servizio di stazione nelle sezioni telefoniche. Per gli uftic'iali. - Cognizioni generali sul servizio telegrafico in campagna; cognizioni fondnmentali del se1·vizio delle pattuglie telegrafiche e delle sezioni telegrafiche e telefoniche. Complete nozioni eirca alla direzione del servizio telegrafico presso una di visione di cavalleria ed all'im piego di unn sezione telefonica. A i1ttii.ntato net_nggimento (errouier i e tcleyrafisti. - Altra dis(IOsizionc del Normal Verordnttngsblatt è quella per la costituzione di un ai utanl<tlo presso lo stato maggiore del reggimento ferrovieri e telegralisti. Esso sarà composto. di un capitano ed un temente ed avrà per compito il tenersi al corrente di tutte le novità tecniche risguarlianti il servizio ferroviario e la compilazione delle istruzioni tecnicl.Je del reggimento. Tale istituzione era prevista nel bilancio pel -1895 e per essa era stanziata la somma di fiorini 3067 (2).
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BOLIVIA. Eser cito Boliviano. - La repubblica Boliviana ha un piccolo esercito, del quale i giornali locali d:~nno interessanti dettagli. Eccone alouni : (l ) Ogni reggimento ha una pattuglia telegraflsti comJJOsta di l! sottofficiali telegrae di t ordinanze. (Il) Vedi Rivist<t t • ottobre t894.
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(t ) Nel ~ erano lO ufUciali e 70 sott~fllciali : uno di questi ufficiali e parecchi sottuflleiali appartenevano alle cavallerie dt Laodwebr.
23 -
ANNO XL.
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NOTIZIE •tLlTA.RI E ST E RK
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NOTlZU: MILITARI ESTEB.ll:
La legge sul reclutamento di quest'esercito segue le orme di quella francese del 15 luglio 1889 ; il servizio militare è obbligatorio da 24 a ~O anni per tolti i cittadini boli viani , i quali fanno parte dell'esercito attivo da 21 a 25 anni , della riser va ordinaria da 25 a 30, e dell:1 riserva straordinari:! Ja :.IO a ~O. Gli uomini non prestano che duo anni di servizio attivo . L'eserciltl atti vo consta d1 1 sta to maggiom generale, 2 batl:lglioni di Cant9ria a 4 compagnie, 2 squadroni di cavalleria, e una brigata d'artiglier ia da montagna; io tutto 500 uomin i di fanteria, 500 cavalieri e 250 artiglieri. Il corpo degli ufficiali si compone di: 1 ge nerale d'esercito, 1 gener;tle di di visione, 2 generali di IJrigata, 12 colonnelli, 33 tenenti co lonnelli , 26 comandanti, 32 maggiori , :H ca pit:1 oi, 51 tenenti in prima, 56 teoenti in seconda, 127 solloteuenti ; in tutti an ufficiali per {250 uomiui, ossia •l ufficiale ogni :J uomini. Il per,;ooale dello stato maggiore dell'esercito comprende: 2 colonnelli, 15 tenenti colonnelli, 9' comandanti, 20 maggiori, 1 chirurgo maggiore, 4 auditore di guerra, !) tenenti e H sottotenenti ; inoltre sono :•ddclti all 'ufficio geografico: 3 tenenti col onnelli, 1 comandante, 2 maggiori ·e 4 sotloteneute litogr~ fo. Di più esiste, nel nord-ovest del territorio boli \'iano, una colouua, di cui l'effettivo si eleva a ~6 uffici ali e 123 fra sottufficinli, C<~l)ora l i e t;Oidati; la formazione di nltre colonne, inc~ ri<::tle di rnautenere l'ordin e nei diversi punti ove ce ne fosse bisogno, è, del resto, previst.1 dai re~o la m cnti.
FRANCIA. Esercito territorin.le. - li ministro della guerra ha presentato un progP.tto di legge tendente a modificare la costituzione dci quadri dello esercito territoriale . .Ecco in riassunto i _motivi di tale presentazione: La legge del 2!> lugliÒ.4 893 congiungendo (articolo 13) i corpi di truppa dell'esercito tenitoriale ai corpi· di trup pa corrispondenti dello esercito attivo, ha avuto lo scopo di migliorare l'organismo dell'esercito na zionale dandogli maggiore coesione, e unendo con più intimo vincolo le truppe territoriali alle truppe attive. L'apJ>Iicazione di ~uesta lngge ha presentato diffico ltà io rruanto con. cerne i (:orpi di trnppa territori a li dell'arma di arti glieria. Il reggimento
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territoriale d'artiglieria, che comprende un numero di .unità spesso abbaslanza elevato, form a attualmente, dal punto di vista amministrati vo, un tutto che non può essere scisso. Non si saprebbe d'a ltra parte, congiungerlo a uu solo corpo di truppa dell'esercito atti vo, perchè ue risulterebbe, per ques t' ul~imo, un carico troppo pesante. Per evitare questi inconvenienti, è necessario di costituire, in ciascuna reuione , anzichè un recmi mento unico, dei !!ruppi di artiglieria territoriali , congiunti ciascuno a un corpo di truppa attivo, reggimento d'l11'tiglieria, o brigata d'artigl ieria a piedi. Queste disposizioni sono d'altronde conformi allo spirito della legge del '25 luglio 1893 e delle leggi organiche che hanno 1·egolato la costit uzione dell'esercito territoriale. D'altra parte è utile, per trarre il miglior profitto dai mezzi disponi11ili, di preparar prima l'organismo di un ·19° battaglione territoriale del genio, di modo che la formazione in battaglione degli uomini serva al reggimento ferro vieri . Il nuovo progetto di legge è basato sulle Jlrecedeuti considerazioni ; d i più esso dispone'che i quadri delle uni tà d'artiglieria , dei IJattaglioni del genio e d11gli squadroni del treno degli equip:1ggi militari si eno moltilizzati come quelli delle unità corri spondenti dell'esercito attivo sul · piede d i guerra . Il numero dei grup~i d'artiglieria, ti numero e la specie delle unitit ebe comprende ciascuno dei gruppi d' ;,rtiglieria , dei battaglioni del genio, degli squadroni del treno, degli equipaggi militari , sono determinati dal ministro della guerra. I traspot'!i funicolar i nei forli. -L~ r,ostruzioue dci forti alla sommità dei picchi dominanti l_a frontiera italiana ha dato luogo all'istaltatione di trasmissioni funi colari, le qual! assicurano la provvigione dei viveri, degli equipaggiamenti ~ delle munizioni. Anzichè spingere le s trade fino alle più alte punle, si è colloca ta, dalla base delle montagne ~l [orte che le copre, una corda d'acciaio sulla quale corrono dei vagoncini. Questo procedimento è stato perfezionato a llrianr;on. In luogo d i far scorrere il vagoncino sulla fun e mediante la trazio ne di un'altra .:or da, si è utili zzata l'elettricità prodotta dalle cascate. Un vagoncino, .:.on 550 chilo~rammi di cariço, parte dnlle Toulousannes, in fondo della vallata, a 4207 metri, sale nl forle di Randonillet, a 174 O metri, e di fil, seguendo altre funi d'acciaio, guadagna i forti superiori, alcuni dei q_uali sono a pi ù di 2~00 metri di al tezza. Il vagoncino impiega 42 minuti a compiere questo tragitto. Un mulo, con meno di 100 chilogrammi di carico, ci avrebbe impiegato 5 ore. ~
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NOTIZIE .ILJTAlll KBTEllE
Questo procedimento r•ermetto alla guarnioione di quei forti di ricevere rapidamente lettere e provvigioni. e Penetrazione della palla Lebel nella neve. - Gli uffìciali del 19• fanterja di linea, hanno fatto recentemente degli esperimenti sugli ell"etti d.ell~ palla del Le!Jel nella neve. Dei mucchi . di neve, di spessore va-· rtablle fra 1 e 2 metri sono stati elevati sui campi di tiro di Orobrado ~ al Buis, situati presso Aurillac; quindi alcuni soldati h;mno tirato 5~ .metri al disotto del ciglio di questi parapetti. J.a pallottola I.ebel s1 c fermat.'! nella neve a metri l , 75 di profondità. La teoria di questo fenomeno non è stabilita; si crede la palla, per la sua grande velocità e per la rotazione, trascini seco dE'gli ao11regati di nhiaccio e 0 rlr.i ghiaccioli che finiscono coll'assorbire col lor~ attt·ito la forza vi,va del proielto. · CM~mfl_ta ~cl contùt.l)entr. di leM. - Alla Ca mera dei deputati è stato dtstl'lhUlto un progetto di legge che ha per oggetto di anticipare d1 un mese la data attuale della chiamata della leva. Ecco in breve i moti vi di qu esta presentazione ed il conten uto di qu esto [!rogetto : A senso dell'articolo 4-0 della legge del H) luglio 4889, la ùur:1ta del servizio corninei:1 il 1° novembre dell'anno dell'estrazione del numero, e l"incorporazione deve nver luogo il f 6 dello stesso mese, al ()ÌÙ tardi. L'_e~ perienza .ha ?im?_strn t~ che l'incorporazione a quest'epoca presenta degl 1 mc~nve01en t1. L 1strnz1one delle reclute, cominciata soltanto alla J~lfltil rli_ novr.mhr~, n hen. presto inceppata dal rigore _della stagione; ]'auhmatazlone al reg1me della vitn militare non è ancora terminatn al giungere dei grandi freddi. Ci ~arehbe quindi interesse, specialmente per gli nomini di cavalleria, a cominciare l'istruzione prima di qu'3sto periodo. Converrebbe dunque portare :d i • ottohre l:1 dat:1 iniziale del servizio c.: la data dell'ammissione del contingente n di sposizione del ministro, )asciandogli la facoltà di nou incorpornre tutto o parto del contingente clte il 16 novembre. Articblo 1°. Gli articoli della legge rlel 15 Jugfio 1889 sono modi. ficati come segne: La dur:1ta del sèrvizio è calcolata d:~l i 0 ottohre dell 'anno d'iscrizione, e J'incorporaziooe del contingente deve aver luogo al più tnrdi il 16 novembre dello stesso anno. In tempo di pnce, ogni r.nno, al 30 settembre, i militari chr. h<1nno terminato il tempo del servizio prescritto, sia nell'esercito attivo. sia
NOTIZIE .lollLlTARI ESTERE
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nell a r iser va dell'esercito attivo, o nell'esercito torritori:1 le, sono invi<Jti r ispettivamente : 1o Nell.a riserva dall'esercito atti vo; '2o Nell'esel·cito territoriale; 3o Nella riserva dall'esercito territori nle; l 0 Àlle loro rase, liberi da ogni ser vizio. È fatta menzione di questi passaggi e del proscioglim onto dal ser vi1.iC1 nel li l1retto personale. Dopo le grandi mano vro, il totale dalla classe, il cui servizio nttivo termina il 30 ottohro seguente, può esser mandato a casa, in :-~ttesa del passaggio nella r iserva. . In tempo -di guerra il ministro può chiamare per anticipazione la classe che nou sarebbe chiamNa che il1 ° ottobre seguente. L'articolo 42 è modificato come segue: Il contingente tln incorporare è formato dai giovani iuscritti nella prima parte delle liste del t·eclutamento cantonale. Esso resta, fìn dal 0 ottobre, a di s p~sizion e del ministro della guerra. Le disposizioni precedenti uon avranno elfetto retroattivo. EssP. non saranno npplicate che alla prima c.lasse formata dopo la pmmulgazione della proseute leggo n'nlle classi seguenti. S ottufficiali riamrnes.~i .,;n servizio. - Allo sco po di incoraggiare In riammissione in servizio dei sottufficiali, sono loro concessi numerosi vantaggi dal punto di vista materiale. lH una circolare recente, il ministro della guerra ha fatto il possibile per rialzarne il mor~;le. Si desidera (dice la predetta circolare.) so prn lutto che i sottuffìciali riammessi in s~vizio sieno tr<J ttati coi riguardi che meritano. Si deve impiegare ogni mezzo per rialzare In loro dignità lasciando loro una m :~g giore iniziativa e _aumentando la loro parte di responsabilità e di autoritil. Senza dimiuuiro il ruolo degli ufficiali, non è indispons:J!Jile di esigere da loro un'az io ne costante in moltissi mi cnsi in cui può esser suffi ciente • la presenza di un sottufficiale raiTermato. Questi in tal caso prenderà tanto più interesse al ~ervizio, in rrnanto che gli sarà. r iposta in lui maggiore fìducia. lliorgunizzaziont~ delle ispezioni general·i e nuova (orma zior1e de1: quad·r i d'avanzamento. - Il ministro della guerra ha presentato alla firma del presi,Jeote della repubblica un decreto (con data 13 gennaio) concernente la riorg:mizzazione delle ispezioni generali e la nnova formazioue dei quadri d'avanzamento.
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.NOTIZIE )IILITARl B8TBRE
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NOTIZIE JIILITARI E STERE
GERMANIA.
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Le manoon di quest'anno. - Sono state pubblicate suli'Armee-oerordnungsblatt le ~eg uenti disposizioni por le grandi manov re del corrente ann o. Il corpo d'armata della guardia ed il H corpo d'a rmata manovrano alla pre$enza dell'imperatore, m località che verrà più tardi indicata. Tn ciascuno dei co rpi d'armata II, VI, Vii viene formata una divisione cavalleria pe1· 1 : esecuzioue di specinli manovre di cavalleria, q ueste saranno anc.he svolte alla presenza dell'impera tore, il quale si riserva di destlnnre i comandanti di q ueste divisioni nonchè delle brigate chiamate a farne parte. La di visione cavalleria che formasi presso il H corpo d'armata. terminate le esercitazioni speciali , prende parte alle rnan ~vrc in pre;c;enza dell 'imperatore, nonchè :1lla parata. l comandi cd i reparti di tru ppa stati destinn ti presso i corpi d'armata V[ e VII per l'esecuzione delle m:movre speciali di cavalleria., termina te fJUeste, prendono pa rte alle manovre dei corpi rl 'armata cui pMmarientemente appar tengono. A l co rpo d'armata della Guardi a ed al II viene assegnata una sezioue areostieri. Le e~ercitazioni autunn:J ii di quei corpi d' armata che non manovrano in presenza rlell 'ircperatot·e si svolgono seeond o i disposi tiv i del regol ~ mcnto di servizio in guerrn col possiiJile ri guardo alfe condizioni dei raccolti. Tanto nell a scelta delle zo ne di ten eno per le e:>e rcit:tzioni qn:m t~ nello svolgi mento di queste, dovrassi co u tlllenzione badare a limit:t re i ·danni a 1 ·ten eni coltivi. Nei casi di notevo le elevatezza delle so mme d' indennizzazione .r er da nn i arrecati alle campagne, il Miui ~tem de lla gner•·a pre~enterà >l pposite relazioni dei co mnndauti di divisione, nelle quali siano esposte le circostanze speciali cui i danneggiamenti. devonsi a:>eriverc, nonchè le disposizioni impartito per moderarl i. Presso i corpi d'armata I, III, I V, VI, VII, IX, X, XV , XVI, XVIII hanno luogo viaggi di ·stato maggiore generale, presso l'VIII, un viaggi~ d i stato maggior generale alle fortezze. Av rann·o luogo altresì due grandi viaggi d'ese rcitaz ione di cavalleria, ciascuno solto la direzione di uno dei dne ispettori di cavalieri:~ e vi inter verrann o ge nerali ed uffì ciali superiori di c.avalleria c coman-
dan~ di brigate a cavallo dell'artiglieria da c;unpagna. Le ulteriori dispoc:izioni sono compito del Mini stero. Presso i corpi d'armata I, Il, Hl, V, VI, VIII . x~v , XVI a~ranuo luogo viaggi d'esercitazione di cavalleria, in base al d•~posto li<~ li I tru· zione 23 gennaio ~879 . . . . . . . ad AltAvranno luogo grandi esercitazwm d t p~onum .~ Th?ru o . , . llreisae. Gli ulteriori rlispositivi sono cornp•to del\ •speztone grnu aie del corpo ingegneri-pionieri e delle fortezze. . li ritorno delle truppe a piedi alle rispeui ve setlt. d~ve esse~e com· piuto il 30 settembre, giorno che segna !'!~stremo hmttc par ti con. · 11 L'imperatore di Germama,. ne11 n n c?rrenza f.e suo oiorno natalizio (2.R genmtio), rivol~e n.n'orrlme del g•o~t~o ali eserci7o encomiandone la disciplina , t·accomandando la reh~wne, ~ n ' d. .1 l onorart' il 25o anmversan o fedeltil al. sovrano erl or toanu o c1lll, a< . · . delle oloriose viuorie dall'<~sercito ste~~o n portat~ nel 1~70-7 ~' a bbt~no e . f l" }" q rc·l ~ le bandiere lfet rerr~tmentt che I"ICC· •1rl ornars• con og 1e « 1 ue " "' . . l ~ettero distintivi J 'onore durante la detl.l\ <"ampagna, ogu• qual Hl ta vcuoano spiegate nel periodo «li tempo dal luglio .d~l corrent~ anodo " al marroio venturo e Slml · "l menLC ven g.1· no freot"ltt I"O il rrbtrlan c · o • · .., 0 Slll · b 0 n di quercia i primi cannoni rlelle batterie che presero pa rte a• com attimenti uella menzionam epoca. . . . . R eclutamento . -Con ordine di galJinetto pubbl•ca_t~ m geu~aiO sulla Armccverordnungsblatt è disposto che d'ora innanzt • m~estn ele~~n tart e gli aspiranti agli impieghi n_e lle s.cuol_e elementari, 1 q~ah .:;~ condo le pres~izioni precedenti erano tenuti solta~t~ n~ un mocm; 1 di 1 o settimane sotto le armi e non veni va no 3b1htat1 nl gra~o · · t ro anno dt sersottuffìciale nel ptlrsqnale in congedo, far.c.• ano un 10 e . . vizio (per quelli atti :~1 serv izio colle anm) e che la lor.o .' struzwne 3 · . sia sviluppata in tale maniera che .da .que:to e~~mento ~ 1 n esca cavare sottufficiah per quanto possib1le tmptega lllh. . d. · · co· d· l oennat"o 189~ l'tmperatore l Per l'istt·uz·tone sul hro. - •~tu •' l'> • •• • • • Ger mania intèndendo incora gginrc le esercitazioDI dt ttro, abbelltv~ ti distintivo 'da tiratore scelto mutanùone la f~rmll .. Ora ~er dare nn~vo ·~ ' pulso alle gare di tiro ha st.1i.Jil~to con or~mc d1 gabmetto del ~enua•o corrente anno i seguenti nuoVI cornpen:>l: monoara~ma imperiale da portarsi sul I.Jraccio destro; vengono fre0 giati di questo di5tinti vo tuui gli uomini di truppa dei riparti sottogedamcnto. -
Sp·irito.,nilitm·t~. -
notati : . . . d" dt quella compnguia che su tutt~ l~ fauten a dt cwscun corpo ' :~rmata iJ cl:tssifi.cata ;muualmente In pmnn nel tiro;
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•• NOTIZU~ WILITAIU ESTERE
dt quella compagnia che sul co mplesso di tutti i b~ua~.:li oni cac· ciat(ori e fucilieri è classificata annualmente Ju prima nel tiro· '· di t]uella balleria che sul complesso di tutta l'nrti~li:ria da cam-' pagna è classificata annualmente In prima nel tiro ; di quella batteria che sul complesso rli tutta l'arti " lieria da fortezza è classificatn a unu:1 lrnente la prima nel tiro. " Inoltre ognuna delle menzionate compagnie e b:~tteri e riceve un premio ii~poria le,_ossia un rega lo da co nservarsi permanentemente presso la medesnna e ctascuo comaurlnnte di esse riceve dall'imperatore un reg:~ lo come ricordo, di spettanzn personale.
RUSSIA
Mano ore da fortezza nel Tran:;caspio. - L'invalido 7'w;so N. ~ 5 dà la _descrizione delle manovre da forte.:za a partiti contrapposti, eseguitesi dal 26 al 29 agosto (7-~0 seuembre) u. s. nella circoscr izione del Transcaspio, in base al su pposto che il partito della difesa occupa:;se l:t !ortezza Kasciut-Khau-Kala (Merv), eou 4 compagnie, 2 pezzi 1 e /~ sot~ta (squndrone) mentre il JHirtito di a tt~cco, composto di 4 4 co mpagn1e, 6 pezzi e 2 1/2 sotnie si disponev11 ad attacc11re la fortezza stessa. 11 progetto dei la vori d'assedio fu elallorato, attenendosi all'e~empio dei lavori eseguiti duranr.c l'assedio di Glteok-Tepe e Slll bilendo che la fortezza dovesse prendersi per assalto per dar' mor.lo .alle truppe d' impadronirsi nel dare l'assalto r.on scale. Le truppe, pertanto, nella loro avanzata contro la fortezza, ebbero occasione di ese rci t;lrsi nell'esecuzione dei vari lavori da assedio (parallele, batterie, ridotte, ecc.), e io quelli necessari per supera re la fos~ata acquea. Il giorno 29 agosto il partito assediante ava nzò all'a_ssaltu, form ato su due colonne: la principale si diresse verso il punto della fo1·tczza, ad arte f:~tto frao~1re previamente per facilitare la salita nHII' assalto; mentre la seconda colonna, munita di scale da :lSsalto, si diresse ad un fianco della fortezza verso un piccolo ponte, fatto es pressamente stabilire sulla fossata. L'assalto, dice il giornale, riuscì assai bene, ed osserv~ che risultò assai difficile salire sulle scale non essendo il parapetto stato guastato dalle artiglierie, e che sa rebbe più conveniente traversare il ponte sulla fossn ta con 4 scale di fronte, anziché con 2, come si fece.
NOTIZIE JULll'ARl ESTERE
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Età dei generali de lla ci1·coscrizione mililare di Vana1lia. - In uno dei p11ssati numeri, la Reichswehr di Vienoa forni va talune ID• dicazioni relati ve ai funzionari militari, ai comnndau.Li di corpo d-'a r mata e ai comandanti delle di visioni della ~i rcoscrizione milit;1re di Varsavia. Dalle stesse si desume: 1° che l'eti1 dei generali della cireoscrizioue stessa oscilla: pei funzionari militari (compreso il go ,•ernatore generale) e comandanti di corpo d'armata attorno ai 6:! anni , con una età minima di 60 e massi ma di 70 anni ; pei tenenti generali comandanti di divisione {o cariche corrispondenti), attorno ni 60, con un 'età minima di 54 e massi ma di 66 noni; pei maggior gen er:~li attorno ai 5* nnni, con una età minima- di 49 e massimn di 62 ;.~nni ; 2• (e questo dice il giornale, è assai rimarchevole) ehe persino nn comandan te di corpo d'armat<l e, relativamente, molti capi non hanno fallo alcuna campagna di guerra, men tre il maggior numero di quelli che presero parte ad una campagna, lo fecero fin dal 1863-6*.
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NOTIZIE BIBLIOOJUFICH&
NOTIZIE BIBLidGRAFICHE
Bollettino bibliografico
1. Sommario delle riviste militari italiane. Rivista marittima (gennaio). A.. Teso. - Le condi?. ioni della marina mercantile italiana . E. Gelcich. - Sulla solu1.ione dei problemi di naviga1.iooe orwdromica con speciale rigu:wlo alle nuove condizioni delle onomoniche. A. V. Ve(:chi. - T.n mario;~ da diporto nel i89i . C. Avallone - Ancora della battaglia navale del Ya-l.u. L. Perroni . - Miscugli esplosivi delle ca ldai e. V. Grossi. - T.a questione del Madagascar. C. De A.me1.aga. -Sulla difesa delle nostre frontie1·e marittime. F. Biazzi. -L'emigrazione e l'igiene navale. I nformazioni e notizie. Rivista di fanteria (gennaio). Il diritto di reclamare. L'evoluzione della lotla umana. Gli amma lati. [ palloni nell'assedio di Parigi (4870). Note ed appunti . (Il saluw). Varietà. Cronaca. Rivista d~ at·tiglieria e genio (gennaio). G. Figari, maggiom de! genio. - Nota sulla teoria della resistenza delle travi hnghe soggette a sforzo di pressione longitudinale.
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R. Ville, maggiore gçnerale. - Progressi r regressi del furile di fanteri:•. Traduzione e su nto di L. De Feo, maggiore di arti gl ieria. O. Signorini, tenente colonnello d'artiglieria. - Sui fa uon di tiro per la resistenza qu adratica . Ca lichiopulo, tentlnte d'artiglieria. - Sulla probabilit;'• di liro dcll'~rtiglieria da costa. Miscellanea. Notizie. llibliografia. Giornale medico dell'eset·cito e della mar·ina (gennaio). G. Festa. - Contributo alla chirurgia operativa G. Lucciola.- La sindcctomia, il pus hleuorragico, e l'iequ irity nella ~r:1 peu ti ca oculare. Rivista me(lica. • chirurgica . " di anatomia c fi siologia. >> rli tecnica e ~ervizio med ico militare.
2. Ordinamento degli eserciti. - ~ella Revue militaù·e de l'étranger del gennaio 4895 prosegue uu o ~tudio. cominciato nelle puntate precedenti Sulle truppe itrrlùme rlelf Eri-
trea. E uno stud io cosceuzioso e benevolo. - L'ordinamento militare dell'impero ottomano. Continuazione 1-1 fine. (Rcvue militaire de l'étmn,qer, mese di ge nnaio) . - L'esercito russo e il suo svilupp~ sotto l' imperatore Alessanrlt-o !Tf . Si espongono le pri ncipa li mutazioni e gli aumenti dell'esercito russo du rante il regno del detto imperatore, con giudizi !'ulla loro opp(lrtun ità e im porta nza. (fnternationate Ueoue).
3. Arte militare. Nella Revue militaù·e de l'étranget del gennaio 1891> pro~egue lo stud io C0111inciato ne lla puntata precedente c relativo al Regolament{) tedesco sul servizio di campagna del 20 luglio H!94 . -Studio sulla fo rtificazione, di Toi low. (StreOlcut"s, febbraio -1 895). - Considerazioni tattiche sull'attacco dei forti e sull' odie-I'M fortificazione perma11cnte. Capit:mo V. Rehm dell'esercito austriaco Vienu<•, 1895. È un opuscolo di sole 60 pagin e, ma rirco di molte assennate eo nsiderazioni snl compito della fortificazione in arm onia co lla ta tti c:~ .
NOTiZIE BIBLI00._41tlllllll
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NOTIZIE BlBLIOGB.APJ CHE
- Intm'no al Gotta·rdo. (Um der Gottardherutn), di Studer. 7.urigo, ~ 895, Raustein. È specialmente una raccolta di giudizi e di Lrani di pubblicazioni intorno alle fortificazioni del Gottardo, ai quali gi udizi l'autore nggiunge il proprio ed è ch'esse non vnlgono quello che costano. - Sui can'iaggi militari. Tenente Rantzau. Berlino, t895, Liebel. È un opuscolo eli 48 pagine in cui l'autore tratta dell'ordinamento dei c:•rriaggi militari nei vari Stati ed es pone alcune sue idee per mìglior<trlo e renderlo più addatto ali• scopo. - Cours de (orti{tcation passagère. Seeonrla parte, V. Deguise, capitano del genio uell' esercito belga. Hrusselles, .f895, Veissembruck . Questa second:~ parte si di vide in tre capitoli: nel primo si tratt.'l della fortificazione del campo di battagli:-~ ; uelln ~econda delle fortificazi oni delle streue, delle teste di ponte, delle com nnicnzioni in gcner·e; nella terza delle fortificazioni delle linee d'investimento. - L'état militaire desprincipales pttissances étrangères au printemps du 1894, capitano J.,aut, Parigi, Berger-Levrault. - Le rule stmtégique de la cavalerie en 1870-71. Sono brevi considera· zioni relati ve specialmente alla cavalleria, fatte sopra un'opera tedesca in· titolata: Kurzer .~tmte,qischer Ueberblick ueber den Krie,q 1870-71. (Revue de r,avaterie, geuuaio, 1895. - Idee del llfaresciallo Moltke sulle posiziom di (ìanco. Interessante conferenza d'arte militare tenuta dal m11ggiore Bigge nel circolo militare di Berlino. (.f 0 fa scicolo, apJJendice al Militar l'ochcnblatl, !895).
- L'impiego delle t·iset'!Jc nelle battngl i e. In teress:mte conferenza tenllla al circolo militare di Berlino dHI maggiore Liehert. (Fascicolo sopracitnto ). - L'apprezzamento delle distan;;;c ir1 comb(~ltimento, specialmente dal punto di vista della fantet·ia. Primn 1Hirte di uno ~tudio che deve continuare. L'autore dice che dappertutto :-;i dà graude importanza ag li esercizi di tiro, m:~ che finora soltanto in Italia si dà l'import:mza meritat.1 al giusto :1pprezza meoto delle distanze. (Tnternationale Revuc, febbr11io, 1895 . - Lo soiluppo della rete {nTofliat·ia ir~ Galiz1:a negli ult-imi anni e lo sch.zeramento stmtcgico nel nord-oroest dei Carpazzi. (Ri vista so pracitata). - La cnMlcrie italientle. È il seguito di uno studio molto analitico, cominciato nelle puntate precedenti della Revue de cavalerie. Nella parte compresa nella punt::tta di gennaio si tr:ltta dell'istruzione individuale.
4. Storia militare e
genor~t ln .
:- l _combatt-imenti nei passi di Lo{er e di Stt·ub . ~1 , 11111 1( 1 1111 11 trotta dar fatti della campagna de l 1805. Colonnello G. Maretic. V'' ' ''IJI 1 . ,,.·~ febbraio, f 895). '
-L'assalto di Praga dato dal Suwarow nell794. Studio d1·1culnu nello di st?to maggiore Orlow. (Streffl em·'s, febbraio, 1 x95). . .s to.na ~ella neutt·alit4 svizzera: Schweizer, pcofessore all'un i_ versua dt Zur•go. Second::t parte, Zurigo, 1895, HuiJer. Questa secoada parte tratta della st.oria della neutralità svizzera dal 1667 al ~1798. - L'arti!Jl·ierùt bnDarese dalle sue oriuini fino al pnwmte. Storia reùn tta dal eapit:mo f.ntz su documenti autentici. Con tavole e figure. Monaco, Ackermann.
5. Biografie.
•
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- Bioyrafia del Feldztttymeister bat·one Schon[etd. (Streflleur's, febbraio, 4891\). -:- ~'ioy.mfia dell' at·ciduca Carlo d'Austria, reda tt.1 per eu ra di suo fi gho l nmdnc.'l Alberto, d<~ v. Leisaherg, Vienna, 1895. Braumuller. . T:omot·e du ger1eral Galtiffet. • Quest'anno (dice l'autore) commcia male, pet·chè comincia p•,ncndo termine alla carriera attiva de.l primo fra i nostri comnudan ti di cavalleria ». Si proseguè es:1mmando quanto ha fa tto il generale Ga llilfet per l'esercito francese e specialmente per l'arma di c;.anlleria e si termina dicendo che bisogna t~ova rgli un succes:;ore. (Revue de caoalet·'ie. Gennnio, 1895 ). • - Vtta ~d oper~ del generale di fanteria comandante del V corpo d armata (!~ermama) , Cado 'Il. Grolmann. Secondo documenti tratti dagli archivi. Berlin o, Miuler.
6. Educazione militare.
•
Disciplina cù:ile e disciplina milita~. rapporti e influenze reciproche JJCr Angelo Schenoui, capitano aiutante magoìore in 4• nel 64° fanteria. o Breve c iuteressanttJ opuscolo il cui scopo è indicato dalle serruenti o parole dell'autore : ~ In questi tempi, nei quali da molti vien lamentata una generale cc rrlassatezza delle virtù civi li e militari , f!ià cosi noride nella nostra
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NOTIZIE BlBLlOGRAFlCIIJ::
NOTIZIE BIBLIOGRAll'lCHE
• nar.ione, penso e desidero che questo mio studio possa far sorge re • qualche utile riOessione nell'animo dc' miei commilitoni , che aves« ~rro occasione di rbrvi lettura ; penso e desidero che, cadendo tra • le m::ni di chi non veste la nostr:~ di visa, possa f:~rgli riconoscere la • benefic.1 :~zione educatri ce dell'esercito sul paese e destargli verso • l'esercito stesso un sentimento di nwggior benr.volenza •. - ll soldato nel campo poi itico. S tnd io del tenente colonnello Da n · gelmeier. Si tratta dell'importanza politica dei moderni eserciti in generale e della parte che nn militare qnal si:~ si pu ò essere ehìam:~ to ad assum11re come deputr~lo, e dei doveri del militare anche in questa condizione. (Strefllem·'.ç, febbraio, 4895)." - Un punto culminante nell'educazione del soldato. Rliinkner, tenente colonnello germanico. Berlino, Bath, 1895. Dice l'autore·che nelle :ttlnali condizioni della società tedesca, coi progressi dell'invadente socialismo, le principali questioni sociali devono essere oggetto di semplici e brevi conferenze per l'istruzione morale del soldato. Certe cosll non giova f iù coprirle col velo de! siieiu.io. Se il soldato non ne riceve una idea dai suoi ufficiali la riceverà molto più dannosa da altre persone. - Racconti per il soldato. (Sold~tcn.qeschichten) . Di Elster, Berl ino, Liebe!. Sono racconti di piccoli l'pisodi della campagna del ~870-7L È un libro che potrebbe servire di modello ed altro si mile per il soldato nostro con r~cconti tratti dalla storia delle campagne della nostr:~ indipendenza.
1. Colonie, Geografia, Viaggi. Europa. - Scandagli sul lago di Garda. - O sserv:~zioni metercologiche nell'Alsazia. - Carta Oce~no ·gratì ca del Mar Egeo. - Esplorazion e del Mar di Marmara. (Bollettino della società geografica i taliana. Fascicolo ~ 0 , gennaio 4895). A sia. - Esplorazione scientifica nel centro di Borneo. - Carta geologica. (Bollett!no sopracitato). Africa. - Viaggio del dottore Scltweinfuhrt e del "SciJoellc r nell' Eritrea. (Bollettino sopracitato) . Amer'ica. - Esplorazione del Labrador. (13ollettino sopracitato). Oceania. - La repubblica delle isole Anaji . - Viaggio nel gruppo di Timor uella Polinesia. - E splorazione neli' Austt·alia centrale. (Hollettino sop r:~citato) . Regioni polari. - Esplor:~ 1.i one nell' I sl:mda. - Spedizione danese nella Groenlandia . - Spedizione Peal'y nella Groenlandia meridionale. (Bollettino sopracitato).
369
La Corea, di A.. Pogio. Traduzione dal russo iu tedesco. Vienna , 1895, Br:~um iill er.
L'autore fu per vari
:~nni
incaricato d'all'ari russo in
Pechino. La posizione dell'Italia nell'Et·itrea c la conquisu, di Cassala. - È una breve narrazione di fatti ed esposizione di benevoli cousiderazftmi. Si :tUgura che dall' Africll vengano sempre all' !ta l i:~ buone notizie ( lnternationale Revue).
8. Campi e manovre. Le manovre francesi nel 1894. (Tnternationale Ikoue). Convocation de deu:z: régiments de r iser ve de cavalerie. - Si traua
della chiamatn e della parte presa da questi due reggimenti alle ma· novre francesi dell'anno scorso. (Revue de cavalerie, gennaio 488\l).
9. Marineria. - R ichard Sennet R. N. La macclrina a vapore marina, trattato ad uso degli studenti d'ingegneria navale e degli uffi ciali di marina versione dall'inglese eseguita par ordin~ del Ministero della marina da Na hor Soliani, ingegnere del genio navale.- Quarta edizione italiana eo u note ed aggiunte. Un volume di oltre 800 pagine con molte incisioni litografiche. - Prezzo: L. H>. Per i Cor pi della R. Marina L ~0. - Roma 4895, Fommi e C.., Tipografi Editori. ~ella nuova r.dizioue dell'opera di Riccardo Sennett: La macchina a vapore marin:1 , il traduttore N:1bor Soliani, ha introdotto nelle Note ed aggiunte in fine del 'l'lume sotto il titolo di Progressi recenti nelle macchine marine, tutto ciò che di nuovo è avvenuto nella costruzione delle macchine marine in que~ti due ultimi anni; e la mèsse non è poca, nè poco im portante. Il lettore vi tro verà sviluppata tutta la questione del tirare forza to applicato alle caldaie marine, d:~ l suo principio fino alla soluzione attuale, con la discussione delltl cause che rendevauo il tiro forzato nocivo alle caldaie e dei mezzi con i quali si è riusciti a eliminare (JUeste cause o ad llttenuarne grandemente i cattivi effetti. Vi trovera pure ~>s posti i m(glioramenti introdotti nella struttura e nella costruzione delle ca ldaie e dei loro accessorii e le norme che si debbono seguire nello studio della ventilazione delle camere delle caldaie perchè essa riesca efficac11, sia a tirare forzato, sia a ti rare naturale. Anche l'alimentazione delle caldaie è diffusamente trattata. In un capitolo speciale è poi ra ccolta la parte che riguarda le caltlaie a tubi
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NOTIZIE BIBLIO&BAPlOHE
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d'acqu:-~ ,
con un'esposizione dell'organismo di queste caldaie, delle loro funzioni, dei loro pregi, dei loro difetti e della loro attitudine 111 servizio della navigazione. tanto per le navi da guerr11, quanto per quelle del commercio. -Almanacco dell'i. e r . ma1·inada g11erraaustnaca per l'anno 4895. - Vienna 1995. Quest'Aimanllcco contiene l'a nnuario della marina auatricae molte nozioni su porti, fari , batterie da cost11 e legni da guerra, sia dell'Au# stria sin d'altri Stati. - Le fone navali delle potenze stranitt·e nei mari orientali. (Internazionale llrvue, febLraio ·l 895). Indicazione del nome, port:1ta , C1Juip11ggio, armamento ecc. ncc. delle singole navi europee e americane di qualunque nazionalità che si trovano atlu l1 1Jilente nei mari dell11 China c del G-iappone.
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LE GRANDI MANOVRE TKOES~HE NELL'AUTUNNO 1894 ContinUAZ#,cme. -
l'edi pag. 2 tC.
Manovre di corpi d'armata oontrappotati. IO. Varietà. - f.es allu.res 1tu cheval devnilés par la methode experimental. Continuazione. - (IleDue de çavalr.rie, gennaio 4 895). - Cronaca alpina. - Gite c A ~censioni: Punta Lnnella c M. Lera. Nel gruppo del Gran Parndiso e Sorapiss. Nelle Dolomiti i S. .1\'lar tino. Nelle Alpi Dolomitiche. Punta dt·lla Ouis e M. Telenek. (Rollettino dr,l dul! alpino , gennaio 4895 ). Ri.covel'i e senticr'i: Ingrandimento della Capanna Gnifetti. Seguavie nelle Alpi Lornh~trde . Progetti di Rifngi alla Grigna Mondieone, alla For~lla Piccola, :Il Terminio e al Mi letto. (Rollettino sopracitato). - Le fen ·otlie dei Pit·enei e la di{l'sa nazionale. Conferenz~, tenuta alla socit.lt.ì geografica di Madrid del ca pitano Eusebio Zimenes (Estudios militnt·~s. genn:.io, 489!), N. ~ ). - La bicicletta traspm·tabile. l M. Hocetti (periodico sopracitato). - La 'Vita mi litare del secolo XVJ (peri_odico sopracitato). - Gli addetti militari. (Dwtsche ffeere~;-Zeitvn,q del 27 gennaio. - Il Giura Svi:uero. fnteress:mte conferenza del tenente GiHner sull'importanza militare di 11ue:;ta eatena di montagne. (l nternationale Rclitte, febbraio ·1895).
Per la Direzione LODOVIOO CISOTTI
DEMARC HI CARLO,
gerente.
Situazione generale. - c Un'armala di levante marcia verso un'armata di ponente, la quale ha attr-aversato il corso inferiore del Vistola ». Terreno. - Il terreno scelto per lo .;volgimento delle manovre dei giorni W , H e 12 settembre era qllelia piccola zona compresa fra il Fdsche Hatf e la ferrovia Elbing, Schlo!Jillen, Braun:: herg, la cui· importanza militare · deriva da qu~llt~ att1·ibuita al · territorio prussiano al di lù. del Vislola nel caso di guerra contro la Hossia. Il campo trince1:alo di Thorn a C<lvallo del lì urne, dove questo lascia la Polonia per entt·are in Prussia, disLi nguereb!Je l'attacco russo in due masse . Per quella diretta a settentrione di Thorn costituirebbero ohhiettivi territoriali di maggior momento la linea ~tessa del Vistola a valle di Thorn con i ponti di Fordon, le fortitìcazioni di Graudenz, i ponti di Hirschao e ì\la•·ienborg - i campi trincerati di Oaazica e di K.ouigs h,erg con le minori difeso verso mare di Pillau e di Memel. Danzica è l'unico punto ad or·iente della monarchia dove le maggiori navi ~edcsèhe da guerra potrebbero sos~re - ancoraggio di Zoppot - per sorvegliare da vicino· la flotta rossa. Danzica col delta òel Yistola c i ponti di Marienburg e di Oirschau çoslituiite posizione ristretta favorevole per un corpo destinato a difendere indirettamente il corso del Vislola quando mancns-
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LE GRANDI MANOVRE TEDESCHE NBLL' AUTUNNO
189t
sero forze sufficienti per la difesa diretta di cosi lungo fronte. Danzica e Memel sono foci di fiumi che portano al mare merci esclusivamente russe. Konigsberg e Marienburg, dove nacque il nome prussiano, da dove si estese sino alle provincie d'oltre Reno, hanno una importanza storica gr·andissima. La linea Danzica, Konigsberg, Memel assume per i pr·ussiani importanza territoriale massima per· la stretta difensiva di quel confine orientale, permette di collegare le operazioni terrestri con quelle mariuime e serba la possibilità di rapide. operazioni offensive verso la vilale comunicazione nemica Varsavia Pietroburgo. Alcuni ostacoli topografici di maggior· momento - i canali coprenti Konigsbeq~ da greco, i laghi masuri con il forte Boyen (Liitzen) a scirocco della stessa piazza, il gr·uppo di stagni e di boschi fra Osterode, Deulsch·Eylau, Saalfeld e il canale deli'Ober· land che congiunge questo alla laguna , coprente per 70 chilometri il delta del Vi stola- determinano, assieme ai punti fortificati, gli appigli per le manovre difensive nel Lerl'itor·io prussiano ad oriente del fiume e nello stesso tempo le direzioni più agevoli per l'attaccante (t ). Ln zona di terreno scella per· le manovre e parte di quella linea d'operazione proveniente da mezzogiorno di Konigsberg, diretta al delta del Vistola passando fra la laguna e il gruppo di minore praticabililit militare Osterode Saalfeld. la quale altra· versa il canale de!I'Oberland nei due passaggi obbligati di Elbing e di Pr. Holland. Elbing è una vera stretta limitata alla ciltà e immediate adiacenze; davanti a Pr. Holland la larghezza del Let· reno praticabile è di chilometri '' ~ , oppure di chilometri 22 comprendendovi stag_ni superati da ponti, dal lago Draussen sino a. Saalfeld. Le situazioni formulate dalla direzione delle manovre supposero che quest'ampio passaggio dovesse servire ai grossi delle armate avversarie e quello angusto di Elbing ai due corpi d'annata distaccati sulla loro ala settentrionale. (t) l/importanza dei luoghi scelti per le esercitazioni annuali delle grosse unita o per le manovre con l f)nadri può, se vuolsi, connettersi con l'abbozzo ora fatto dello scacchiere prusslano oltre Vistola. Ortelsburg, Marienwerder-Rosen berg-Freystad per divitioni di cavalleria; Arys, Deutseh-Eylau, Saalfeld, Graudenz per brigato e .di-vivisioni di fanteria, eec.
L"K GRANDI XANOVJlK TBD88CHB NELL'AUTUNNO
1894
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È zona di terreno, tatticamente vantaggiosa per impadronirs~ <d\ Elbing muovendo da· oriente (manovra. dall'8 settembre), costitttita da basse e morbide colline In schiene parallele , culminante ~uella detta Elbing;,. Hohe da Pomehrendorf per Trunz ver_so Lenzen. Il pendio generale della zona è dolcissimo verso la p1a· nura del Passarge, meno verso J:<.:lbing, di massima ertezza a Lenzen verso la laguna; iv i i valloncelli che la sc.lcano so n tutti horri, ma se ne trovano anche sul pendio · orientale dove i ruscelli attraversano le schiene, esempio r. Steinau, o sul fondo delle morbide convalli parallele o nella pianura avvicinandosi al mare, perchè il fondo delle convalli e il livello della pianura del Pas· :sarge ha sempre almeno 20, 30 metri di altitudine. Nella piatta pianura alluvionale del Vistola, pochissimo emergente del mare, t corsi d'acqua minori corrono invece a livello del terreno., spesso -contenuti da argini; la regione del lago Drau;;sen è un avanzo di an~ic.a laguna non colmata. Il punto culminante di tutte le colline trovasi pr_esso Trunz a 631 piedi di altitudine (198 metri), quello <Iella ferrovia presso alla stazione di Schlobitten. I pendii più erti sono quasi sempre vestiti rla boscaglia frondosa, le dorsali culminanti spesso e vasti tratti di pianura lo . sono con boschi resinosi d'alto fusto, non sempre facilmente praticabili ; il . fondo delle con valli e delle minori conche, se pioggie o nevi non vi trovano pronto scolo, sono a praterie o pascoli, talora veri pantani d'ostacolo alle truppe; i pianori, le radure, i dolci pendìi dove il seme gettato non rìsica marcire sono a cereali o -coltivati con altri prodotti. Cotesti tre generi di coltivazione specie i loro limiti sono assai chiaramente rappresentati sulla carta al ·• 00 mila tedesca, quella distribuita alle truppe per le manovre, quella riprodotta con la fotografia negli annessi schizzi al 50 mila ; i tre generi di coltura si combinano nel fatto su appezzamenti di cosi diversa grandezza da risultarne una grande varietà pe» fimpiego mlliitare del terreno. l villaggi, formati da meschine easette spesso capanne non a contatto fra loro, con attigui orti.. -celli ancor più meschini, non costituiscono favorevoli appigli per la rlifesa, non ostacolo alle truppe spiegate, di poco impiccio alla •ista; mancano muri di cinta, fossi, folte siepi od altri ostacoli tint>ari dovuti alla rr.ano dell'uomo, tranne deboli staccionata di
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tE ÒRANDI MANOVRE ·TKDESCHB NKLL'AUTUN!iO
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assicelle, ora in parte sostituite da tre lìli di fer·ro fr'll ritti di legno; quale cintura alle prnterie o ve pascola il besliame. · Le sole strade segnate sullo schizzo al 200 mila con una linea sottile sono rotabili mantenul.e sode (Chausseen}, nel si~nifìcato che in ll:~lia vi si allribuisce ; tutte le altre sorio carreggiabilì o carrarecce furghe da 4 a :2 metri con tracce di' manutenzione quando congiungono villaggi importanti, sul nalumle suolo argillo'so slem per;lntesi con le pioggie nel resto .. Alcuni circoli (Krl'is) vòtarono ·somme e si occuparono di ~ar migliorare per le manovre alcune fra te stmde minori , altr·i non si presero simile · briga. l punti del terTeno specialmente pe1·icolosi per· le trupp~ a ·cavallo e diflicilmente visihili - huche da abbeverare, pantani, scarpe eccezionalmente ripide ecc. -- furono segnitte con una banderuola nera inalberata su palo, con un fa slello di paglia pure inalberalo gli appezzamenti soggelli ai maggiori danui (barL•abietola da zucchero). Le autorità ammini strative si occuparono ancora, dietro indicazione del direttore delle manovr·e, di far 10gliet·e i fili di fer·ro dovP. sarebbero avvenuti verosimilmente spiegamenti. di truppe. Per maggior· sicurezza fn dato ad ogni compa~nia, squadrone, halleria e dr·appello guide per gli stati maggiori una cesoia (JJrathsclwere) per tagliare qnei lili c!te non fossero sta ti tolti : erano le cesoie regolamentar·i dei pionieri pre ·rimuovere i reticolati di difesa accessoria alle fortezze. In complesso il terreno slato :>celto per · le manovre di corpi d'armata contr·apposti offriva, nel sellemhre dopo un estate asciutto,. pochi o~tacoli alle tre armi , nessuno alla fanteria; campi di vista talora assai estesi talora molto limitati; nou sempre opportunità di car·:care con grosse masse di cavaller ia; ma 'frequeiltemenle zone dove potevano manovrare riunite parecc hie di visioni di fanteria. È terreno che richiede abilità tattica nei minori comandanti per essere adoperalo con giudizio, facile alle ·imbosca te e alle sorprese, q unnlunque monotono nel 5uo aspetto gener·ale; non è. paragonahile alle sterminate distese di campi ovunque pr11 ticabili a grosse masse così freqtlentl in Pr·ussia, ma némmeno ai terreni frastagliati e .pieni d'insidie cui so nq abituale le nostre truppe. i Giornata deliO settembre.- Situazione pel.partito di ponmte.
LE ORA NDI ·MA NOVRE TJi!DESCHE NELL' AUTU!\ NO
189.J
375'.
- c Il gro·sso dell'a-rmata ha ra~~iunto il \.~ . sette mbre il canale-
deli'Oberland. Il XVII curpo (iJ3 '/ •• 7.23}, stato mandato as~ieme. ·alla divisione di cavalleria B (0. 28. 2l da Marienburj.r verso Elbing, ha incontrato :! ponente ùi Trunz il nemico forte di circa una divisione, il quale ripiegò senza combattet·e dietro il r. Bande e mantenne occupato Frauenbur~. La sera dello stesso giorno mentre la divisione d i cavalleria trovava si presso INetikircll con a va mposti sul r. Narz, la 36• divisione di fanteria presso Behrendshagen, la 35" con l' artiglier·ia suppletiva presso Konigshagen - v. schi==o Q,l200 OOC- il comandan te deiiXVll corpo riceveue quest'ordine: Sembra che l'armata nemica voglia pr·endere posizione dietro il Passarge con l'ala destra distesa sino a Walsch : Jo continuerò a marciare per al!accare il nemico tenendo la mia ala sinistra nella direzione di Dobern. Il XVII corpo còn la divisione di cavalleria :~ùdetta copra il mio fianco sinistro e cooperi alla battaglia che fJ revedo pel H o pel l 2 correo te ». Il comandante del XY Il co~po ord inò por la giornata del 1O - vedi schizzo relatil'o: «alla 35• di visione, di mellersi in marcia alla 8.;);> dalla grande rotabile 1 chilometro a greco di Darnerau per· Kl. Stoboy, Gr. Stoboy, Blumenau, SchOn berg verso ~1 ii h lhan sen ; l'arti glieria s uppletiva prima dell'ultimo reggimento di fanteria della divisione ; ~ alta 36•· divisione con la sezione aereonauti, di muo~ere alle 8.55 dallo sbocco merid ionale di Behrendshagen per ·Konigshagen, Trunz, · Maihaum , Gteulsberg verso Lohberg ; « alla divisione di cavalleria B, di coprire la marcia rimanendo dapprima sulla linea Heinrichsdorf Conradswalde e contrastando occorrflndo la marcia del nem ico, col quale ha contauo, verso mezzogiorno e verso libeccio ; c il comandante del corpo avrebbe accompagnato l'a,·anguardia d ella 36' divisione ~ . Sittl,azione pel partito di lr;canu. - << L'armata lra raggiunto nel giorno 9 il rassarge. «Sull'ala destra iJ l corpo ha spinto avanti la 2' divisione di fan teria con l'artiglieria suppleLiva su Fur~tenau ; la 1• divisione di fanteria distaccata sull'estrema destra, che avrebbe dovuto oc-
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LE GRANDI ·•ANOVRE TBDBSCHE NELL' .l UTUNNO
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cupare neHa .giornata la slJ·eua di Elbing, trovate presso Trunz forze superiori ha·· ripiegato dietro il r. Baude; la sua retroguardia occupato :- Frauenburg mantiene contatto sul r. Narz con forte massa di cavalleria nemica. Secondo tolle le notizie avute l& fanterie nemiche si sarebbero arrestate a ponente .di Trunz .. ~ Alle H~ deLgiorno 9 il comandante del I corpo riceveva dal comandante dell'armata : Domani continuerò la marcia verso. il nemico il quale sembra stia attraversand.l il' canale deii'Oberland . .L.' ala destra percorrerà la strada Deutschendorf, Karwinden ,. Steegen. H I corpo deve ricacciare il nemico sboccato da Eibing: e appoggiarmi possibilmente con tnlle le sue forze nella batta: glia che attendo · pel giorno 11 . Al I corpo assegno da oggi io. poi la divisione di cavalleria A ora dislocata a Behlendorf. « Il comandante del I corpo fallo avanzare nella sera stessa l~ 2a divisione in modo da occupare Mtihlhau sen con l'avanguardia - nel fatto tutt:1 que ~ta divisione era accantonata attorno 1\liihlhausen - di spose pel giorno 10: " la P divisione marcierà su Trunz, altl'averserà il r. Nan. con la sua arangnardi.a alle 9 c proseguir·à qtrale estremo distaccamento di destra su Neukirch; il grosso attraversato il r. Baude alle 9 presso Schafsberg marcierà per Heinrichsdorf, Vierzighbueo. verso i.arschau; c la 2& divisione muoverà da Miihlhausen alle 9 verso Trunz. divi sa in dna c.olonne, una per Neu·Miinstet·berg, l'altra pea~ Schonberg; l'artiglieria suppleti va e la sezione aeronauti marcieranno con la colonna di destra; . (( .la divisione di cavalleria A, altraverseta la ferrovia Schio. bitten Guldenboden alle 9, si diri gerit su Pomehrendorf ; « il comandante del l corpo fece conoscere che .avrebbecavalcalo assieme alla 2' divisione di fanteria, per Neu-M iins te.rberg :.. Svolgimento·. - Il tema asse~ oato al I corpo non era facile ;: nello stesso giorno anzi nelle sole ore antimeridiane avrebbe dovuto riunire le proprie frazioni e ri~acciare il nemico che si sapev<t già presso Trunz con forze superiori a una divi sione, a ·12 chilllmetri da Miihlhausen , mentre fra Miihlhau:>en (2' divisione) e la ~ • divisione ne correvano 20. Sarebbe stato necessario guada.-
LE GRANDI JIANOVRE TEDESCHE NELL' A UT UNNO
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gnare anzitutto il tempo nece.ssario per riunirs i, dando un èo~ pito temporaneamente difensivo alla 2• divisione, oppure impiegando la cavalleria, adottare un dispÒsitivo dal quale risultasse ch iaramente la necessità di con.centrarsi prima di combattere offensivamente, tantopitì che non era permesso di porre in marcia la 1" divis ione nelle.prime ore del mattino . Invece di distinguere nettame~te questi due scopi, l'ordine del comandante generale pose tutte le truppe in marcia avanti sparpagliandole su quattro strade, non contata la cavalleria, lontane ·13 chilometri a volo d' uccello fra Schonberg e Neukit·ch , su terreno ove sa rebbe stata difficile unitù d' azione tattica anche · su fronte di pochi chilometri ; sembra che l' ordine assegnando alle varie colonne quale virtuale punto di .concentramento Trunz, intendesse avvolgere il nemico, supposto inferiore di numero e fermo poco a levante di Tl'llnz. ~ all'ordine del XVII corpo invece il desidet·io di mat·ciar dritto ove il comandante dell'armata voleva avere questo corpo, di soddisfare anzitutto allo scopo principale spicca chiaro, mentre il dispositivo adottato avrebbe permesso di opporsi alle eventualità della marcia : piccola distanza fra le due colonne di marcia, cavalleria e aerostato sull' ala esterna dove era prevedibile sarebbero nati incidenti. artiglieria suppletiva sull'ala interna dove più premeva di essere sicuri di poter avanzare. Nel fatto tutto il X VII corpo venne ad urlare contro la sola ~a divisione, le due forti colonne del ·primo contro le due deboli della seconda, su lla linea Blumenau Neu-Miins'terberg. Le truppe del X VU corpo giunsero ~ dagli accantonamenti attorno Elbinge, un reggimento a Trunz, occupati giir dall'fo( seL. tembre o prima - con qualche ritardo ai punti d'incolonnamento' fi ssati nell'ordine a causa dd molti riparti e dei carreggi per· i servizi che capitarono contemporaneamente sulla grande rotahile fra Elbing e Oamerau. La colonna di destra, 35" divisione, giunta a S"toboy vidde senza r·iceverne speciale molestia la divisione di cavallet·ia A, le sue punte di cavalleria s'imbatt'erono alle 10.'15 · attoi'Ro Hlumenau in quelle della cavalleria divisionale avversaria e la sua avanguardia di fanteria incontrò quella della colonna di sinistra della 2" divisione poco dopo le 1 11 a mezza via rra Blumenau. e Schonberg. Qni il terreno, minutamente ondulato a
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hosc.aglie tagliato da tre borri, e cosi poco favorevole che nessuno dei due comandanti pensò di impegnarvi tutte le proprie forze; il comandante della colonna di Scbònberg, collocate le arti· glierie sulla sinistra della strada, fece diver·gere dallo stesso lato le fanterie, mandandone un riparto nel bosco ancor più sulla sinislm pel quale si può giungere da mezzogiorr.o non visti e dominando su Blumenau; il comandante della 35• divisione collocò le batterie fronte a sc irocco sulle groppe a stoppie a levante e a scirocco di Blum enao dove si trovava. Alle 1 f ·:JO il combattimento era gi:'L impegnato . li halla )(lione cacciatori e la b1·i••ata " di coda (2·1°, 61• reggimento) della 35" divisione trovavansi ancora incolonnati nella con valle f~·a Blumenau e Gr. Stoboy ; l'arti~lieria suppleti va giù intercalata fra questi òue reggimenti aveva pnchi minuti prima ricevuto ordine di svoltar~ verso tramontana (carrareccia di Maibaum) per raggiunvere l'altra colonna del XVII corpo dove si trovava il comandante generale. Lungo la strada . ùa Trnnz a Ne::-Miinsterberg, le opposte avanguardie si erano incontrate 4uakbe tempo, cir·ca un quar·to d'ora, prima che sulla strada Blumenau Schonberg, a 1500 metri a levante di Maibanm, pure sn terreno frastagliato e coperto. La lontananza del nemico prO'venieote da Braunsberg fatta conoscere dalla cavalleria, l'udire il combattimento della 35" divisione e quant~ vedèva con gli occhi fecero risolvere il comandante del XVIJ corpo a portare no colpo vigoroso con tutta la 36• divisione sulla frazione che rn·eva di faccia, ridtiamando a sè l'artiglieria suppletiva; il coma ndante del I cor·po che aveva sottomano più batterie che battaglioni c che sapeva tutte le altre sue truppe ancor molto lontane dovelle assumere contegno difensivo coronando con i cannoni il Miihlenberg, mettere le fanterie davanti e a sinistra di questo con l'ala, 18° battaglione pionieri, ripiegata verso Ncu-Muosterberg senza però occupare il villaggio : il terreno tutto a stoppie sino alle boscaglie dove stava l'avversario era abbastanza favo1·evole alla difesa benchè privo di esteso campo di tiro sul fronte : Contro questo margine la 36a divisione spiegò la brigata di testa a cavallo della strada ove si era attestata l'avanguardia e quella di coda sulla destra diretta a NeÒ-Munsterberg ad .avvolgere la sinistra del nemico: verso le 11 .41:) tutta ~a divisione
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combatteva. Sembra che il comandante del XVII •~m' I HI oltre all'artiglieria suppletiva vi abbia ricltialOHtO dullt\ :w tlivisione anche un reggimento, chi disse un'intern hri ~nlu, 11 rinfor1.nre l'attacco del Milhleoberg. Tutti i giornali incolparono il terreno se non fu po ~si l ti l o nvcro un concetto complessivo sull'andamento dell'azion e sullo duo Atr:Hitì ora considerate, quale spesso si può avere ~;ulle scoperte cnmpa~:ntl tedesche ; anche parecchi dei comandanti sembra si siano trovati uello stesso caso. Le Lmtterie della 35.. divisione a scirocco di Blu · meuau sorprese da cacciatori nemici postali a meno di 500 metri sull'ol'lo della accennata foresta a mezzogiorno, rimessi in fretta gli avantreni dovetLero rimanet·e ferme, fare una piccola evoluzione, tornare in hatteria solo un centinaio di metr·i più indietro della prima posizione perche non fu possibile Lrvvare altro sito si · curo da dove vedere il nemico . L'artiglieria di corpo r·ichiamata verso Maibaum non trovando posizione opp~rtuoa nmpia a snffi · cien1.a per fulminare ii Miihlenber;.( rimandò un paio di batterie verso Schonberg, dove non trovandovi impiego ritornarono a Neu,. .Miinsterberg ad azione finita . Qualche hatlaglione del Ho reggimento di avanguardia alla 35a lasciata la direzioQ.e di Schooberg accorse verso Neu-M iinsterberg ove .si sentiva l'azione piit viva. Cltiunque si losse trovato nel quadrilatero Blumenau, Maibaum , Neu-Munsterberg, Scltonberg senza ordini precisi poteva di fatti trovarsi in continuo duhbio sulla convenienza di accor-rere n destra piuttosto che a sinistl'a. Neanche la ferma decisione presa dal romandante del XVH corpo si può ascrivere a una situazione chiaramente vista con gli occhi, perchè il suo aerostato in marcra con l' avHnguardia non potè alzarsi - un chilometro circa a levante di Maibaum a sud della strada - prima di mer.zogiorno (1); l'aerostato del l corpo si librava nell'atmosfera giit alle 11 A 5. La spropor1.ione delle forze impegnate e il vigore col quale fu
(t) Ordine di marcia della 36• divisione: avangua1·dia: t 8" reggimento fanteria se;r.ione aeronauti meno 5 .carri ; grouo: artiglieria divisionale, .u• reggimento fanteria, scuola sottufliciali, ~~ fanter ia, :~• granatieri, pionieri, 't carri per malati, 5 carri della se1.ione aeronauti (4 di gas, t attrezzi). Sembra che una partA del gas si sia acceso gonftando il pal,lono e che si attese l'arrivo delle 4 vetture marcianti in co!la.
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attaccato il Miihlenberg - dalle ~2.30 alle Ht40, per esso alcune batterie della difesa caddero in mano alla fanteria - fece giudicare che la .2• divisione avrebbe avuta la peggio. Quanto· alla 1• divisione fu detto che conscia della sua critica situazione, abbia sollecitato per· quanto possibile l~ marcia; ma che trattenuta presso Vier·zighuben dal fuoco di moschetteria e d'artiglieria dalla divisione di cavalleria B su terreno a questa favorevole non potè giungere con l'avanguardia fra Karschau e il .Miihlenberg prima di mezzogiorno~ appena a tempo di proteggere la ritirata della 2a divisione e non più a sostenerne la diiesa. Un attacco fallo in questo mentr·e dalla brigata nssari (neri} della cavalleria R contro fanteria in ritirata fece porro detta brigala fuori co rnbattin1ento per mezz'ora. Quanto alla divisione di cavalleria A fu dPtto che appoggiò l'azione della colonna di Schonberg dentro al bosco, verso Blumenan ; ma che a cagione del terreno poco adatto ne conseguì risultati di pllco momento; certo è che pattuglie della divisione di cavalleria A si trovarono durantP. il combattimento fra Gr. Stoboy e Trunz a tergo di tutto il XVH corpo mentre l'attenzione di questi era c.ompletamente rivolta sul fronte e che nessun attacco totale o par·ziale fu da essa tentato in quella direzione. · Dopo una pausa di mezz'ora, impiegata per la critica dell e fatte operazioni, fu ripresa la manovra per simulare l'inseguimento e per collocare ·gli avamposti. Poco òopo le 1i cessò definitivamente. Il XVII corpo si pose a bivacco con la 35" divisione e l'artiglieria stil)pletiva a Pomehrendorf, con la 36a presso Blumenau, e un distaccamento a Maibaum , con la divisione di cavalleria a Ro~au, collocando avamposti sulla linea Briensdorf, Schonherg, Neu-Miin· sterberg, Quitschherg a nord di Maibaum. Il l corpo collocò i suoi sulla linea Hutte, Steinau, Sandberg. Nikohi.iken, mentre la 1• divisione accampò pr·esso Vierzighuben e Riiàenau, la 2• con l'artiglierra suppletiva presso Bludau e la divisione di cavalleria A presso Miihlbausen, situazione indicata sullo schizzo al .200 000. · Giornata dell'li settembre. - Pa1·tito di ponente. - Jl telegramma: « ,lfiswalde, IO settembre, ore 17. - . J.a mia ala sinistra ha raggiunto oggi ~1arienfelde e Pr. Holland; l'armata nemica ha var·calo il Passarge, ma non sembra che la sua ala destra sia proce-
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duta oltre Karwinden e Schmauch. Domani attaccherò il nemico e il XVII corpo mi aiuterà avvolgendo l'ala destra avver6aria supposta presso Karwinden. Il com-andante dell'armata di pontlltte ~. inviato dalla direzione delle manovre al comandante del XVII corpo la sera stessa del W, diede luogo ad ordini per la giornata dell'<! i , i quali per quanto risguarda le operazioni si riassumono così : << la divisione di cavaller·ia B muoverà alle 4J da · Schonbet·g verso 1\hihlhausen e Bludau; la 35a divi sione di fanteria con l'artiglieria suppletiva muoverà alla stessa or·a da Schonberg verso Miihlhausen ; fa 36• divisione di fanteria, sempre alle 9, da Falkhorst per Greulsberg verso Lohber·g ». Partito di levante. - Analogamente il telegramma: <~Wormditt, IO settembre, o1·e 17.- La mia alad~stra è giunta nel pomeriggio a Karwinden, Hermsdorf e Gottchendorf. Ava mposti nemici furono ossèrvati nel pomeriggio a levant~ di Marieilf~lde, Pr. Holland e Maldeuten. Nella posizione che ho raggiunta attenderò domani un eventuale auacco nemico . Il I corpo proteggerà il mio fianco destro. Tl comandante dell'armata di levante ~. spedito al comandante del l corpo fece risolvere questi per la «iornflta dell'·l1 « a sostenere un eventuale attacco del nemico o ad· impedire la sua uller·iore marcia a seconda delle ·circo:;tanze, ordinando alle truppe di trovarsi pronte per le 8.80 : la ·1· divisi one di fanteria presso Karschau, la 2a di visione di f(mteria con l'artiglieria·suppletiva e la -;ezione aeronauti a ponente di Bludau, la divisione di cavalleria A a tramontana di Miihlhausen, a tenere occupati i passag~i sul rio Steinau. Il comando del corpo, stato assunto per questa manovra dall'imperatore stesso, si sarebbe Lt·ovato per le 8 allo sbocco meridionale di Bludnu , . Svolg·imento.- Le due Leste di colonna del XVII corpo sboccate nel mattino dell'H alle 9 da Schonberg e Falkhorst dirette ben strette l'una accanto all'altra a Miihlhausen e a LoltLerg, iucontrarono bentosto gli avamposti nemici· e spiegarono le lot·o avanguardie verso le 9.30 rispettivamente presso'· Schwangen e presso Greulsberg. Intanto che i grossi serravano sotto si raccoglievano per aspettare e le artiglieri e cercavano posizione adatta per baltere la posit.ione avversaria, la divisione di cavalleria B scorto' sul S:~nd berg (quota 31 t) le batterie a cavallo della divisione di cavalleria A, 7)
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prive quasi o affatto di fanterie tentò di sorprenderle: ma il terreno ai lati del vall<.•ncioo di Schwangen e la salita al pianoro superiore non permetteodogli di spiegare con unità e io tempo i suoi re~gimeoti e le salve di fuci leria cui furono fatti serrno man mano r> . èhe raggiungevuno il pianor·o dalle fanterie che sboccavano da Miihlh ansen, ne rallentarono l'impeto; a co mpierne la sfortuna ~l i capitò addo:;so dall a direzione di L(lhherJ!, fra le 10 è le IJ0,15 su terreno spacciato , la divi sione di cavalleria A giit pronta pel comhatLimeDLo e imt\tune da fuoco nemico: fn il pi ù hrilhnte auacco di C;I Valleria di tnlle le manovre imperiali. L'intera divisione n do• vette ripiegare e fu messa fuori azione per un 'o ra, alcuni .suoi reparti per due ore; ritiratasi per Schwang_en e l<'alkhorst al copt!rto della fore5ta, nou se ne el.Jhe più. notizia per t ull a la gior·nata. Intanto il co mbauimento si era acceso a Greulsuerg e a Schwangen: :-~ Il e 10.:1() tutta la 1• divisione con le artiglierie suppletive si trovò seriamente impe)!nata contro tuuo il XV.ll corpo. La massima parte delle batterie di questo si erano collocnte a nord della grande rotabile, un eh iltliJJelro a levante di Falk horst; quelle avversarie far.evaoo fuoco dal Sandberg e più a settentrione. Le fant.erie della 1" divi 5ione si trovavano :'; piegate 5·600 metri avanti alle proprie batterie con la destra. forse una hrigata, di fronte a Greul sheq.~ e la sinistra distesa qnalchAcenti naio di metri a mezzodì della ~:r-a nde rotabile; quelle del X\' Il corpo occupavano ~reul s herg (36' divisione) con la sinistra ripie_gata indietro e Schwan~en (3?i• di,•isione) con la destra spinta verso scirocco a minaéciare d'avvolgimento l'ala sini stra del difen:;ore. Ad on ta che il XVII co·rpo ottenesse da questa parte qual che vanta7gio sta nte la ~ ;;a superiorità di numero. non poteva oller.ero c fac ilmente altri su tntlo il resto del fr·onte a causa del terreno. Era questo ovunqne pratrcabile e scoperto, a prali o stoppie, fra la sua linea più depressa (rigagnolo) d;t dove il XVH corpo do,·eva cominciare l'attacco e la sna linea più dominante, ciglio occidental e del pianoro del Sandberg, occupata dal difensor·e; il XV[I corp o non avrebbe nemmeno av:Jto vantaggio di qualche momento occupando il poggio (casolare) fra il rigagnolo e il tronco rotabile Schwangen qreolsuerg poichè le fan terie avrebbero do vuto attraversare ancora J'avvallamen~o se~na to da questo tronco , affatto scoperto, largo !,-600 metri, prima di
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raggiungere il ciglio occupato dall'avversario; quel poggio rimase sgombro per tolla la durata dell'azione. Greulsherg infine, al fondo di una conca dominata a sellentr·ione e a levante da pendii scoperti , lli! D si prestava affatto nè per una ostinata resistenza nt! qu ale via coper·ta per ~i ungere sui piano t·i del Sandberg. Cosi fu combattuto alcun tempo sinchè, a decidere le sorti della manovr;: , spuntarono sul l'altura 325 verso le -10.45 alcuni riparti della ,, . divisione. Era venuto il momento aspettato dall'imperatore, arrivato da Bludau poco dopo le 9 sol Sandberg, per dare il segno del contratt9cco. La destra della :2" divisione mosse avaati , Greuls· berg fu circo ndato di fuoco, Id fanter·ie della 36' divisio:1e cominciarono ad abhandonare il vill<.1ggio, a t·itirarsi nella direzione di Sc'!lonberg, mentre riparti frammisti della ·l · e della 2' divisione le inseguirono a bt·eve distanza . F11 mossa secondata da tutte le al tre truppe: le at'liglierie sul Saudberg av;mzarono al ga1oppo per qualche centinaio di metri per meglio vedere nell'avvallamento; a ponente dell'altur·a 325 fra essa e la [(•resta aprirono il fuoco le batterie dell:i 1' divisione; più in là a completare l'avvolgimento si mostrarono sul campo dell 'azione altri reggimenti della stes,;a divisione , venu ti da Karscha u per Al t·J\Iiinsterberg verso Greulsherge Fai khorsl; anche la estrema destra del XVlf corpo che si ostina va ad avanzare, forstl pere hè non vedeva quanto era accadu to a Greulsberg, fu richiamata indietro per seguire la sorte generale. Senonclrù le fanterie del XVII corpo ritirandosi vennero naruralmente a conver·gere su Schonhet';.( su terreno in· sal ·ta, ad ammassarsi , a gnada~ nare qul'l dominio sull'avversario 'che questi inseguendo aveva perduto. Esst: si riforrn:-~ rono un chilometro da Schonberg fronte a greco e eon le artiglierie, ritiratcsi a Falkhorsl nn chilometro indietro dalla posizione prima avuta, riaprirono il fno.co da un margine scelto opportunamente, sia per· smorzare la foga di chi ir,>eguiva, quanto per non subire danni ùalle batter·ie nemiche oramai molto lontane o iu posizione nascosta dal bosco a nord di .Falkhorst. Se~oato col fuoco cotesto nuovo mar·ginc assunto dnl xv rr corpo e mentre si riac,:endeva vivissimo il combatLimento alla sua ala :>inistra dentro i! cennato bosco contro le fanteri e della l' di visione, fu fatta cessare la manovra (ore Il .30}.
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L'esercitazione risultò, fra le altre, particolarmente interessante: i còmpiti dei maggiori reparti vi furono ben determinati, le. di-:. stanze non eccessive, i fronti proporzionati alle forze, meglio an- . gusti c~ he troppo comodi, il terreno permise a qualunque comandante in sot~ordine di ben orientarsi con la sola vista fra i tre boschi Kammerei , Falkhorst e Alt-Miinsterberg e la dorsale Sandberg quota 325. Degna di speciale menzione fu la semplicità e l'ef· ficaeia dei concetti tradotti in atto dai due comandanti; dalla parte del generale Lentze marciare per la strada più breve verso quei punti da dove avrebbtl potuto far sentire la sua azione avvolgente su Kar~inde e marciare con forze ben riunite per poter sfondare eventuali resistenze sulla sua direzione di marcia, concetto identico a quello mostrato dagli ordini per la manovra precedente, senza curarsi di sbaragliare il nemico già vinto e che avrebbe potuto avere sul fianco; dalla parte dell'imperato1·e tenersi pronto a resistere con una delle due divisioni pel tempo occorrente all'altra di giungere sul fianco dell'avversario, manovra stata eseguita con particolare disinvoltura e con una ben ponderata corrispondenza fra la distanza iniziale delle due divisioni, la robustezza del margine difensivo al Sandberg, il tempo necessario per concentrare le forze ; è vero altresì che il contrattacco decisivo fatto dalla 1" divisione sul fia.nco della 36• fu singolarmente favorito dal terreno, come si può attribuire l'insuccesso subito dal x·v1l corpo a quella disgraziata conca di Greulsberg dove venne a trovarsi proprio · quando l'avversario si trovò in possesso delle alture. Le notizie fornite dalle gazzette non spiegano come fu possibile la presenza della 2e. divisione fra Miihlhausen e Lo h berg poco dopo le ore 9 mentre gli ordini, stati riportati, gli prescrivevano di trovarsi a ponente di Bludau alle 8.30, in attesa di disposizioni. Evi· dentemente manca la conoscenza di qualche minore dato di fatto cb e abbia fatto modifir-are la posizione d'llspettativa della 2• di visione o che abbia permesso di farla muovere da Bludau prima delle 9. Le teste di colonna avversarie dovevano giungere appunto alle 9 in Falkborst e io Schonberg, e l'areostato del partito di le-. vante alzatosi alle 8,30 allo sbocco sud di Bludau non potè certo fornire alcun solido fondamento per le rapide decisioni, ,poiché nel tempo utile pioveva a dirotto e le nubi assai basse impedirono al-
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385 l'aeronauta di vedere qualunque cosa. Se la 2• divisione si fosse mossa da ponente di Bludau quando il XVII sboccò da Schonberg com'era scritto sugli ordini, questi sarebbe _giunto prima e senza contrasto almeno con una colonna sol Sand ber g. Dopo un breve riposo sul_campo della manovra, le truppe mossero alla spicciolata verso tramontana per occupare i biva.:chi, punti di partenza dell'ultima manovra. La 1" division e accampò fra Vierzìghuben e Dittersdorf con un distaccamento presso 1\iickenau, !a 2• divisione con l'artiglieria suppletiva a tramontana di Heinrichsdorf. Le 35a divisione accampò attorno Blndau, la 36• fra Alt e Neu-Miinsterberg, l'artiglieria suppletiva pr(::sso Lohberg; la divisione di cavalleria A si pose a bivacco p1·esso Ebersbach, quella A presso Curau. Gli avamposti dei due corpi si stavanoa f1·onte a una distanza di due chilometri. Situazione indicata sullo schizzo al 200 000. Giornata del 12 settembre. Partito di ponent~. - « L'armata di levante invece di attendere l'attacco nella posizione divisata si ritirò, mentre si combatteva a Miihlhausen, nella direzione di .Kouigsb.erg e l'armata di ponente si pose ad inseguirla assegnando al XVII corptt anche la divisione di cavalleria A. Il comandante di questo corpo ordinava perciò alle sue truppe di attraversare la linea degli avamposti alle ore 8 del 12 settembre e di procedere: « la 35• divisione di fanteria pe1· U.. F. (Unter{o1·sterei) .r(iederwald, Heinrichsdorf e la grand·e rotabile · di Frauenburg, su .Bandehof; " « la 36" divisione di fanteria, per Vierzighuben , Heinrichsdorf, U. F. nel Cosswald, su Kilienhof; facendosi fiancheggiare a sinistra da un forte distaccamento da Vierzighuben per Dittersdorf su Kilienhof; « l'artiglieria suppletiva, per Bludau, Vierzighuben, Heinrichsdorf e di poi assieme alla 35" divisione ; « il corpo t.li cavalleria (divisioni A e B) nella direzione generi ca di Drewsdorf, per impedire al nemico di ritirarsi su Braunsberg tentando di cacciarlo contro la laguna~La mossa ret•·ograda del nemico e la aumentata massa di cavalleria a propria disposizione sembra abbiano deciso il coman...: LE GRANDI JIANOV&B TBDESOHE NELL'AUTUNNO
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dante del corpo di non concorrere temporaneamente all'azione tattica della propria armata per battere o ·tagliar fuori le forze avute òi fronte nelle ·precedent.i giornate. Le due linee di mur·cia indic:lte alle divisioni di fanteria per la giornata del •12 furono di nuovo sensihihuente parallele e a giusta distanza di spiegamento fra loro. l'artito di levante. - 11. :\fentre l'armata si ritirava dietro il ·1>as· sar!!e nella po~izione Plasswich Mehlsack , il suo comandante ordinò al I corpo di secondare il movimento tenendosi però sulla sinistra del r. Baude sino all'altezza di Vierzi ghuben circa. Tosto fossero giunti rinforzi da Konigsberg era intenzione di r·iprendere la marcia avanti. Per coprire me~lio cote~te mo;;se si toglieva al I corpo la divisione ùi . cavalle~ia :\. notilicandogli che la 3• divisione di fanteria (supposta) snrebbe sbarcata a Tolkemit (1) dal mezzogiorno del •12 in poi ». · Il l corpo dovette rn conseguenza interrompet·e il favorevoie combattimento impegnato 1'11 seuembre a Greulsherg, ritirarsi verso tramontana nei bivacchi , rimanendo indeciso se sarebbe stato conveniente di spostarsi nel giorno succcs;;ivo verso pommte per nccostarsi a Tolkemit, rimanere a contatto del r. Bande come sembrava volesse l'ordine oppure spostarsi verso oriente come avrebbesng gerito la naturale liMa di ritirata. « Il comandaute del l corpo decise di rimanere con le due divisioni uei hivncr.hi tenendole pronte alle 7 del giorno ' 2 sia per· resistere ad un eventuale allacco sul fronte quanto per muovere offensivamente contro tentativi. di aggiramento sul fianco ». ll problema poteva e~sere ri solto guadagnando il tempo necessario per raccogliere la supposta 3° divisione prima di lasciarsi bàttere; la minaccia la perdita temporanea della linea di ritirata si potevano con0 siderare quali condiztoni secondnrie. 81,olgimcnto. - Il fronte della posizioneo ccupata dal l corpo, segnato da un nftluente del r. Baude, era formato da due borri a ponente di \'ierzighuuen , da un insignificante avvallamento a
(l) La massima. proronditil del Fr·ischen Half a più di tO chilometri da Totkemit non
raggiunge i· 4 metri.
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pr·aterie Sill fronte di questo vi llaggio fra le colline e la foresta, da u.n ~orTo fra erti pareti nel resto sino a coufluire nel llnude. Alltue ncot·rono s~lta~to a ponente di Vierzighui.Jeu, parallelamente all_a c~rre~gJabrle Dittersdorf, Vierzighuben, llltulnu . KOII O· spezzate m prccol.• ve,rsanti , tagliate da borri e frequentemonto çoperte d~ bosca~lle. Fra le colline e il r. Baude il terreno i• pilltlo a. stopp r ~ o a foresta resinosa. La posizione si appoggiava a si . nl_stra ali avvallamento del r . Raude , profondo .-.~o · v~o me tr1. 1l .1 lar. . ·. gbezza varrahrle e fra ciglioni talora di ostacolo alla f· lll Il ·b·l· ,tntorr,t ~ a ra ac~essJ t r anche all'artiglieria, specie a valle di llein r~ch sdorf; Jl corso d'acqua vi costituisce ostacolo continuo non fac~ l~ ad essere super·ato dai cavalli ' più per le sue sponde erbose rrprde, alte 2-4 , metri che per la profonditit delle acque o l~ c~dev.ol ezza del fo.ndo. La 4~ di visione pronta a combattere fra Vre~z lghuben e ..OJttersdorf aveva un distaccamento n destra nelle c_ol.h oe verso Ru~keuau; la 2" divisione con l'artiglieria suppletrv,\ .che l.rovavasr a tramontana òi Heinriclrsdorf aveva mandato un d r stacc~m.en~.o ~ 45" reg~im e n.to fanteria e 3 batterie (II del16o) sulla srnlstr .t ,t sorveglrare rl passaggio principale delBaude In ngo la. grande rotabile Gr. ll.autenberg Frauenburg e quello . seconda no da. . Schafsberrr." a netkerJdorJ·· ,, u 1.• a IL r.·r d ue passagg1 preparati o riallati quello a Ba d h l' . . sul. Bande slalr . . . . , • n e o per rag. ~t ungere gl~ spranatt ~ .mezzodì di Sonnen berg e quello a Kog.,e~busctJ , .turono daLr rn guardi a ai pionieri e a frazioni del 10 dragom. ~~ n os~i u~a _ che fu_ la direzione di marcia dell'avversario, i ri~~~ Lr spm~l _rnn~nzr della 1" e della 2• divisione scavarono in lt e_ua .lmltr di trrncea a mezzodì di Vierzighuben, tra il villaaoio e Il riO, e sul ciglio sinistro del horro dove questo è attra;~r sato dalla c~rrareccia Heinrichsdorf, U. F. Niederwald. Un ripart~ fa~Ler~a della i• divisione timidamente spinto sulla carrar.eccta a V•e•·:rghuben Mu~s~e.rberg fu presto sopraffatto (8.30) dall avan~uard1a della 36• diVlstone, perchè non occupava la sommità del\~ altu;e. Le ~atterie della P divisione aprirono il fuoco alle 8 •.4~ dali ~ndulaz10ne 138 a nord di Yierzighuben, quelle suppl etrye assreme a quell'e rimaste della 2• div.isione lo comin ciarono ~.o minuti dopò postandosi a libecci<• di Heinrichsdorf a 25 -
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meno di 1500 metri dal margine della foresta occupata dal nemico. Sulla grande rotabile Gr . Raulenburg Frnuen burg le fanterie a-vversarie (.regg. 4-5" e 441 °) messe su opposte sponde del Baude non -poterono schioppet~arsi a vice~ da prima delle ·l.OA i). un'ora e ~ezzo dopo che il combattimento st era acceso ali estrema ala. dt po~ nente . 11 H -'1° reggimento era l'estremo distaccamento dt destra della 35a divisione lanciato nell' intenzione , mancata , di aggirare la siut slra del nemico. La robustezza di alcuni tratli del margine difensivo e la . mancanza di huone e spaziose posizioni per le artiglierie del xvn corpo furono ·causa che il combattimento continu~s~e incerto e da fermo nei tre punti stati indicati ; anche la prevJstone av nla dal com~ndante del X Vll corpo di far marciare le artiglierie suppletive prima coll'ala sini stru poi coll'ala destra a fi ne di pe~·~orre~e ~ terreni pi il spacciati non aveva fruLLato alcun van~agg_IO. Ch t n solse la manovra lu un telegramma mandato dalla dtrezwnc al comandante dal I corpo del seguente tenore : « L' armata di levante invece di attestar si sul Passarge continua la sua ritirata verso Koni gsberg. vuoi ragginngere sollecitamente gli aspeuati rinforzi. T.o sbarco della 3" divisione a Tolkemit è sospeso. Il I corpo deYe ritirarsi per Braunsherg verso l'armata. » Circa le H · il comandante del l corpo diede orùini per que' ta ritirata facendo retrocedere tutta la '1" . div isione per Oittersdorf ver"o Frauenùurg e la 2· , parte per Betkendorl' parte per Sonnenberg o F~·~uenh~1 rg, ve~·so nraunsberg. Certo. è che l'arliglieria suppletiva rtttratast da Hctnrichsdorf sull a grande rotabi le sulla quale trottò e poi ponticello costrutto sul Baude a Baudchof gi unse a Sonnenberg a me7.zo''iorno preciso, assieme al comandante del l corpo in persona . ,., Durante lo svolgimento degli atti stati accennati il corpo di cavall ':\ria, comandato per l'occasione dall'imperatore. mosso da suoi hivacchi , oltrepassato alle ~ la linea degli avamposti , mar-' ciando in due colonne parallele e provvedendo ogni divisione alla esplorazione sul front~ e sul fianco esterno, si erà riuni_to in posizione di aspettativa a nord di Kl ein-H.au tenbe~g _sul Stlbarbet·g. Quando il cannone cominciò a tuonare ad Hemnchsdorf e quando non s'era perancò appiccato com battimento sull~ grande r otabile a cavallo del Baude, il corpo di cavalleria si era gtù mos~o
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-dalla sna posizione di aspettativa per incolonnarsi, i dodici reKgimenti uno dietro !'_altro, sulla cattiva strada - non mantenuta. fangosa , da schivarsi con i carri - Drewsdorl', Betkendorf, Sn noenberg continuando, passo e trotto, verso F-rauenlmrg. Semhra -che l'ostaco lo del Bande in sè, i p1·esidi dei ponti o altre minori circostanze abbiano dissuaso il corpo. di cavalleria di cercare oc-casione f~vorevole presso il campo di ballaglia. Al KoggeniJll sclt , dove la strada scende in nogusta e profonda trincea pEH' giun gere ·. sul fondo ·ctell'avvalhtmento i ponti sul r·. Baude e sul fosso di ·Copernico ('l ), l'avanguardia d~l corpo appiedò 3 squadmni per vincere la resistenza tentata dai pionieri (2). Alle 1O.!lO circa tullo il corpo di cavalleria trovossi riun ito sulla vasta distesa di stoppie senza alberatura nè fossi a mezzodì di Fraue n bn r~. dove .si era previsto dovesse aver luogo la ch iusa delle manovre e la sfilata al gnloppo delle due divisioni di cavalleria ; il terreno vi è .cosi scoperto sin verso la for·esta di Coss da rendere inutile o .quasi l'invio di esploratori VP.rso mezzogiorno ; fu invece lasciato un· reggimento di dragoni sulla destra del r. Baude per tenersi .al corrente delle novità da quel lato. Alle tJ2.25 le quattro batterie a cavallo del curpo di cavalleria, coronata l'altura 4:;2 fronte a mezzogiomo , aprirono il fuoco contro le fauteri e del l co rpo che sboccavano all'aperto della fo resta di Coss, in gran parte spiegate come le strette del bosco .e la pressione de 1le fan terie del XVII corpo consiglia vano . .Giunte le pt_'itne linee a mille metr i dalle hatterie a cavallo, mentre si -disponevano ad adoperare i fucili appostandosi dove sono alcune .case, le due di visioni di cavall eria si lanciarono a caricare tutte ·le fanterie in ritirata, accompagnate da un nembo impetuoso di vento e di pioggia. l'er dieci minuti (1 2. 45-55) si ebbe uragano in cielo e io terra. Il corpo di cavalleria aspettava a levante delle 's ue batterie e a levante della grande rotabile, la divisione A a deslm la divisione U a sinistra , disposte su tre linee di brigata;
(l} L' astronomo Copernico, uno slavo di Thorn, fu investi! o oli un canonicato a Fraucnburg ment re studiava a Rolo~na. (t ) Alcùne gazzette riferirono che rurono fatt i dai pionieri due torola tivi rli difesa .uno rra netkenllorr l' Sonnenberg, t' a lt ro al Koggen husch.
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LE GRANDI JIANOV&H TBDBSOBE NBJ, L'AUTUNNO
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entrambe mossero verso mezzogiorno, la divisione A allraversand~ assai di sbieco la grande. rotabile capitò con tre schiere succes'S ive sull 'ala destra della fanteria, la divi sione B guidata personalmente dall' impèratore, proceduta pa:·ecchie centinaia di metr·r nella bassura al coperto del nemico, si volse a destra, spiegò l& brigate e cadde sul fianco di tuLLe le successive linee di fanteria. Ai due attacchi i fanti ri sposero prontamente e bene senza muovere dal posto. t 'altacco del corpo di cavalleria non fu disturbato dalle batterie suppletive del l corpo già da mezzogiorno a Sonnenbur~. in posizione da poter vedere e b11ltere il terreno di raccolta e di azione della cavalleria. Sembm che quelle batterie accompagnate soltanto da qualche plotone del ·10° dragoni (ca vall eria divisionale}, lontane dalle proprie fanterie in par·te a Betkendorf, nel resto sull 'altra sponda del Baude, siano cadute facile preda di quet rt~gg imento dragoni lasciato dal corpn di cavalleria sulla destra del ruscello. La manovra tì ni al tocco. Ritorno alle guarnigioni.- Tutte le armi a piedi e gli stati maggiori rientrarono in guarnigione per ferrovia. Il XVII corpo im· bar·cò alla stazione di Tiedmannsdorf nell a stessa ~i orn a ta det 12 settembre U. battaglicni , 6 baLLagliooi del presidio di Danzica e tutti gli 8 quarti bauaglioni del corpo d'ar·nuta ; nella giornata del 13,. ·12 bat.tàglione. da Tiedmannsdorf, 7 da Miihlhausen ;_ nel H- seltembre la scuola sottoffìcial i e i pionieri da Tiedmannasdor·f. li I corpo imbarcò Lutti i suoi battaglioni e gli stati mag- . ~io ri a Braunsberg, nel giorno 12 lutti i quarti battaglioni e gli altri di guarnigione a Konigsberg, nel successivo il resto. li movimento ferroviario del giorno '12 diede luogo a r·itardi di 2 ore, benchè fosser·o stati sorpre.> i i treni merci portuti dall'orario; fu diretto ·dalla locale amm inistrazione ferro viaria, non dalla direzione trasporti del grande stato maggiore ; i hattàglioni del XVII corpo che dovevano accanntonare in Tnl kenirt era scoppiato il colem, contrib11irono al ritardo per tener pronti l treni occor·r enti fu adoperalo il seconçl.o binario fra Tiedrnannsdorf e Braunsberg, essendo entrambe le stagioni di limitata capacità. . Tutte le armi a cavallo, fatto riposo il giorno ·13, rientrarono
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391 ~ n gnarnrgron e per via ordinaria: giunsel'll il Hi ~ruembre a KonigsiJerg, il 20 a Danzica, o Ostrowo il l .t ollohro, occ. l ri servisti richiamati per ingrossar·e i quarti hnttaglioni filt'ono tutli congedati il i a settembre ; la classe anzia na allo armi.' -comp~esi i ric hi a~ati a disposizione dei reggimenti , fu congrdata ti secondo grorno dopo quello d'ar·rivo in guarnigione ; la -classe anziana delle armi a cavallo che non potè raggiungere per via ordinaria !a propria guarnigione pel 27 setternhre. vi fu mandata per ferrovia, essendo stabilito dal ministero .:Ire 41 29 seuembre dovesse essere il termine ultimo pel congedamento di essa. LE O BANDI MANOVRE TKDRBCHE NE!, I.' AUTUNNO
(Continua).
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REQI!JBIZION l
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REQUISIZIONI ( Continuazione e fin e, vedi mtmero
pt·ecede n t~).
IX. La requisizione così in pace come in guerra suppone la giusta indennità. Le regie Patenti del ·1836, senza far distinzione fra tempo d~ pace e tempo di guerra, stabilivano le tariffe dei compensi da. pagarsi ai comuni per alloggi e mezzi di trasporto, e lasciavano. all'intendenza di determinare, di vol ta in volta, in base alle mercuriali le indennità per le allre somministrazioni. L'eccezione gi:'t altrove rico rdata, dei primi tre giorni di alloggio lasciati a cari co dei comuni e · degli abitanti aveva forse. nP-Ile l'a lenti, ragioned'P.ssere come strascico di vecchie idee; oggi non vi sarebùe neppure la ragione finanziat·ia per lasciare a carico di pochi comuni· una !>pesa, alla quale si deve provvedere colle risot·sfl generai i dello Stato essendo l'esercito creato e mantenuto nell'interesse di tutta la nazione. Infatti nel1862 tìgtlravano in hilancio per questooggello L. 4-00,000: nel bilancio ultitro furon'o inscritte non piu che L. ·160,000. Quand'anche, abolendo i giorni di alloggio gra·· tuito, ed elevando a giusta misura il compenso pei comuni. avessimo a raddoppiare o triplicare la spesa, nou sarebbe quesio certamente un errore soverchio p·eJ bilancio dello Stato , mentre è un danno, oltre che ingiusto , sensibilissimo quello di due o tre centinaia di mila lire negate a pochi comuni. Di questo parere è anche la commissione parlamentare pel pro·
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gelto Pelloux, la quale però, pnl' accettando per gli allogKi una tariffa abbastanza equa di indennità da pagar si ai comuni , lasciò a ea1·ico di questi e dei privati cittadini i primi duo giorni di alloggio in Lempo di pace, ed ammise la e ..;clusione di qualsio si indcnnit it per alloggio durante lo stato di gnena. ~eppure la legge francese, in tempo di mobilitazione e di gtter·ra, concede per :dloggio alcuna indcnnitù. Pel tempo rli pacr, il prezzo della giornata di alloggio è determinato con regolamento. f)i ogni altra prestazion6 si paga sempre il prezzo fi ssato etl SU p~r caso da· apposita commission e dipartimentale, la quale l) compMta di membri civili e di membri militari, con preponde ranza dell'elemento ci-vi le. ~: riservato al ci ttadino rliritto di appello al con·~ iliatore nel tribunale secondo il valore della falla snmmin istrazione. 1n r.ermania si hanno tarilfe non solo per gli alloggi ma anche per la sommi nistrar-ione del vitto da parte dell'a.bitanle. La tariffa per gli alloggi viene riveduta ogni ci nque an ni: quelb del vitto è modifi~abite secondo là media annuale dei prezzi della segale, e si modifica pure nel ca ..;o di forte aumento nel prezzo degli altri generi d'alimentazione. Il foraggio si paga con un aumento del i> "lo sulla media ùei pt·ezr.i più alti fatti nel · mese. Pei mezzi di tras porto si corrispondono i prezzi r: orrent i, Tn tempo d! guerra non si dà pil! compen so per alloggi; il foraggio è paga to secondo il ·prezzo medio degli ultimi anni di pace. Tutle le altre prestazioni si retribuiscono coi prezr.i correnti del l·uogò. ~ella l~gge belga tulle le re(1uisizioni, di pace e di guerra sono iqùennizzale nella misura sLabilita caso per caso dall;autorità mi. litare. li cilladino, che si crede leso nella valutazione della inden nità può ri correre al giudice di pace, che per un valor·e fino a ,l 00 . lire giudica inappellabilmente: per un valore maggiore si adisce, in seconda istanza, il lribunule . La legge tedesca considera anche il caso di danni e perdite suiJìte dal proprietario in occasione e per causa di requisizioni, od accorda indennizzo in base a perizia con esclusion e delle vie giud iz1arie. (l progello .Pelloux, oltre la LarifTa per gli all oggi ha pur qn clla
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REQUISIZIONI
dei mezzi di trasporto in via ordinaria, la quale ultima forse poteva omellersi, viste le grandi differenze nel prezzo dì un trasporto nelle varie parti dello ~lato. Per tutte le altre somministrazioni , sia in pace sia in guerra, il pro~etto vuole che sia data una indennilit, la quale ne rappresenti il valor commerciale, e che di volta in volla sarà fi ssato di comune accordo fr-a il comandante delle truppe e J"amrninistra;,ione comunale. Le perdite e i danni alle propr·ietù . che sieno avvenuti in occasione o per effetto di una requisizione, sara nno valutati e indennizzati dal comandante delle truppe, salvù ricor·so alla ginnta provinciale e senza pregindizio dell e azioni civili.
x. Colle req!ltSIZIODI m paese nemico si entra nel campo ùel jus gentiwn. Che vi sia diritto di farle nè da trattati tecnici, oè da regolamenti pratici , oi: da legge di alcuno Stato fu posto mai in dubhio. Ciò che può es~ere , e f•t oggetto di ùissenso, sono ·le forme da· osservare e la questione dell e indennità. Le celebri Istruzioni americane del 1863 per l'esercito degli Stati Uniti in campagna - :e quali sono oggi autorevole testo di diritto . internazionale pel tempo di guerra - e il protocollo della Conferenza di Bruxelles del 487 <i. non hanno mancato di ri conoscere il diritto di requisizione sul territorio nemico. Del res!o , oggi che va prevalewlo il principio di giusto indennizzo per ogni prestazione, anche in paese nemico, perchf~ non potremmo imporre ai ciuadini e ai Comuni del territorio occup[tto ~li stessi oneri, di cui graviamo i nostri cittadini? Oggi si ammette cnme conseguenza della occupazione militare di paese nemico il diritto di esercitare su quel territorio una specie di sovranità tem poranea con facoltà di emanare disposizioni amministrative. Dice appunto il Vidari nella sua opera Del rispettù della prop1·ù·tà prinata fra gli Stati in fJUer'l;a che i diritti di requisire è solo la conseguenza di questo, che pel fallo della guerra una sovranità si sostituisce all'altra, e assume, benchè provvisoriamen te e :;olo di fatto, l'esercizio dei diritti so n-ani .
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REQUJSIZIOIU
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Qnalorrr adunque noi avessimo una uuona l o,~:go sulle re((UI SIzioni. la q'uale comprendesse altresì quelle da rargi in trrTilorio occupato per diritto di guerra, potrem:no continu!) re nd npplirnrla pur fuori del nostro Stato rendendola obbligatoria per le au tori tit e i cittadini eventualmente e temporaneamente a noi assoggettati . !'i darebbe cosi all a requisizione, anche in paese nemico il caraltt'ro della più c;tretta legalità e del più scrupoloso rispello del tl iritto privato nei rapporti intet·nazionali. Il che conlribuirehhe certamente ::1 rendere di più facile e sicuro esito la requisizione stessa: poichi· se è vero che la forr,e prime le droit, è pur fuori di dubbio ell o anche in gnarra la ginstizia è preziosa e sempre utile au si liaria della forza.« En régularisant, réglementant, codifiantla réquisition· « on la rend it la Ibis tolérable et avantageuse :. (Lewal). Una questione grn ve, già accennala è qne!la di rleterminare fin o a qnal punto poss iamo in paese nemico requisire l'opera degli abitanti in lavori aventi scopo di offesa o di difesa. Nella conferenza internazionnle di Bruxelles fu dichiarato, che il nemico non deve chiedere ai comun i ed agli abitanti servigi, che implichino per le popolazioni l'ohhligo di prender parte alle operazioni di guerra contro il proprio paese. Vi è una ragione di uman ità e di onore che nessun militare potrebbe disconoscer·e. Fincllè si tratla di apprestare il vitto al soldato alloggia to, di far curare uomini malati o feriti , seppellir·e morti in battagli a, ainlare il personale di sussistenza a far pane o macellare buoi, riparare materiali, co struno magazzini , riparar strade basta che esista la necessità perchè sia evidentemente legittima .la requisizione. Ma le cose carnui~.uo aspetto, :td ·esempio oella requisizione di guide e carrelli eri o di operai da impiegare in lavori di fortifica.zione. Quanto nlle guide v'ha chi osserva essere oggi tanto facile pro curarsi eccell enti carte topografiche di tutti i paesi d'Eurora erli riprodurle a migliaia di esemplari, che non si saprebbe più giustificare una esigenza ripugnante al patriottisme. qual'è quella di cos trin~ere un cittadino a condurre per la via migliore il nemico contro i suoi fratelli che si battono per la patria comune. Del ca rrettierE\ si dice , che se ne può requisire il carro ed i quadmpcdi , ma che egli dev<' essere hbero di seguire o no le cose sue
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REQ UlSIZIOl'iJ
e non già costretto, in ([Ualche modo, a venire a far parte nusi· liat·ia del treno militare organizzato dal nemico. Circa poi i lavori di fortificazione, tulti ammellono essere ille~iLLi ma quelli fatti fare durante 011 assedio, o in atlesa di attncco, e sono ~enza dubbio repugnanti anche all'infuori di queste circostanze.
la legittimità e opportuniLit di conver tire la req11 isizione di cose in requisizione di denaro. Intorno al metodo da seguire nella im posizio ne di una contribuzione di guerra, nella conferenza di I:Jruxell os fu convenuto, che il nemico prelevando contribuzioni di guerra sia a ti tolo di imposta o di punizione, sia in cam bio di pre 1a1.ioni in natura, non vi proceùcril, per quanto sia possibile, ~e non secondo le regole ordinarie di ripartizione dei tribu ti nel territorio occupato. Delle contribuzioni di guerra il progetto l'elloux non tralla espressamente; ma le può comprendere una larga inte rpretazione dell'articolo 1", e discipli nare poi il regolamento.
Xl. Una re4utstztone, che si suole levare soltanto in paesi:l nemico è quella di denat·o (cont1·ibuzionP di yaerl'a) . Questa requisi-
zione può colpire amministrazioni puhbliche, banche, pt·ivati cittadini . Nella dichiarazione della conferenza di Bruxell es è scrillo, che in paese nemico s·i prelevano contribuzioni ii. sunogazione di altre prestazioni , o come equivalente di imposte non pagate, e anche a titolo di punizione rJna volta, a pun ire una cittadiuanz.l pet· alli ostili commessi contro il nemico o per altre infrazioni alle leggi di guerra, le si infl iJg-eva qualche ora o qualche giorno d i saccheggio : adesso si preleva una contribuzione di guerra, e questo è; senza dubbio, ta nto di guadagnato pel cittadi no , per la cassa militare e p er la disciplina delle truppe. Talora la requisizione di denaro ha l'aspetto di una vera imposta, ed è fatta pu1· nell' interesse dei cittadini , dap poichè si intende, che, almeno in parte, il denaro requisito debba essere rlestinn to a lle spese di ammini strazione civile, le quali. anche in paese invaso per operazion i di gu erra~ sono indispensabili. Nè per queste spese potrebbe farsi assegnamento sul regolare gettito rlelle imposte, rli veotato, in quei momenti e in quelle circostanze, assolutamente impossibile. l Tedeschi nel 1870-71 ri scoss~1·o in Francia (escluso il dipartimento della Senna) oltre 4.9 milioni a titolo di imposte. Le requi sizioni di d ~ oaro, quando falla in sostituzione di· prestazioni in natura hanno lo stesso fondaniento, scopo e limiti di ognii altro genere di requisizione, che non venga immediatamente pagata, se le derrJte furono trafugale o nascoste, r.ome è ammesso, semplici buoni , non vi sareb be ragione per negare
Xli. -
Uelle requi sizioni di guerra da farsi in territorio nemico non è parola nè nel progetto Pelloux, nè nelle R. Patenti, nè in alcuna delle leggi estere. Si direbbe che illcgisl:ltore, se proprio non v'è costretto, rifugge sempre il all' entrare nelle questioni di dir·itto internazionale, lasciando , per quanto è possibile, che sieno argomenti di speciali convenzioni fra Stato e Stato. L'italia in rno!te parti· della sua legislazione ha risolto con grande spirito di progresso IJnistion i di di ri tto dell e genti , ma è uu fatto, che su questa st.[ada non .Ja seguono, se non molto a r lento, gli altri · pae:;i. Dovrà una leggP sull e requisizioni i1al iaoe dare il buon esempio an che in siffatta materia? Nel progelto Pelloux si può ritenere sottintesa ltL sua applicabil ità anche in ten·itorio nemico, e la relazione che lo precede lo lascia credere: ma vi è un pun to, che, nna volta approvato il progello, vorre bbe esse1·e òal regolamento hen chiari to ed illustrato, perchè verrebbe a mettersi in contrad~i zion e col nostro regolamento di servizio in guerrn del ·1881. Per le requisizioni in paese nem ico si deve si o no pagare l' indennit:'t ? 11 citato rego lamento, mentre prescrive, che. in massima, le
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BEQUJSlZIONl
RRQUISJZtONl
requisiZioni sul territorio nostro sieno pagate, dice, che per quelle su territorio nemico si lascia semplicemente un bnono, ossia una ricevuta. La questione, nel diritto delle genti è tutt'altro che risolta. Il manuale .delle le~gi di guerra dell'Istituto di diritto internazionale dice che: « Le prestazioni in natura, quando non sono pagate a contanti, sono constatate mediante quietanze - devono prendersi misure per·chè sia assicurata forma seria e regolare a questa quietanza. (Art. 60). • E l'articolo :18 delle istruzioni per le truppe degli Stati Tfniti in campagna: « Se il proprietario non ,è fuggito, il comandante gli far·it dare una r·icevuta, che gli possa servire per ottenere nna indennità. » La dichiarazione della conferenza di Bruxelles si esprime cosi: ~ Per ogni requisizione sarà accordata una indennità o rilasciata una r:cevuta. )) Le principali fonti dell'odierno dir·itto di guer·ra si acc01·dano adunque nell'esigere si dia la ricevuta e nell'accennare ad una possibile indennità. Qual ri.«pl'tto alla 11roprieUì p1·ivata in gnerra, che oggi è canone rli diritto internazionale. e fu aiTermato e riconosciuto e anche, in generale, applicato nelle ultime campagne comP. uno dei principi che più fanno onore alla nostra civiiH1 , si arresta davanti al fallo della· requisizione, e, non . potendo impedirlo, vorrebbe almeno l'indennizzo, ma nou osa sperarlo sempre nè subito. Se il nemico non paga immediatamente quanto requisisce, almeno lasci unr~ attestazione del danno inflitto al privato, e colla allestazione una speranza di futuro compenso. Ad ogni modo, la ricevuta servirà intanto agli ahitanti per provare l'eseguita somrninistrazione e per evitare o far ridurre i uuovi pesi, che al~1·e truppe arrivan~o dopo le prime, volessero imporre. Alla resa dei conti poi, in base al principio, che chi è causa del danno, deve il risarcimento, ciascuna delle due parti belligeranti nttribuisct'l all'altra l'obbligo dell'indennizzo. Lo Stato invaso rifiuta di pagare una requi sizione non raua dalle sue truppe ma da! nemico, il quale anzi se n'è servito a di lui danno.
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L'invasore nega di dover p 1gare spese per una guerra , che esso dichiara di essere stato costretto a sosten er·e per· ingiusta provocazione dell'avversario; e, del resto, quand' c~li rana una requisizione, non l'ha pagata, può dire di aver anticipato in qualche modo a sè stesso una parte dell'indennità fin ale di J.!Uerra, lasciando allo Stato nemico, da saldare un debito verso i propri sudditi (1). Fra le due par·ti in eausa, la condizione del terzo, ossi<l del privato, non è certo la migliore; e mentre nessuno nega assoluta·mente il diritlo di lui, nessuno praticamente lo riconosce. Anzi, in Francia, dopo la guerra del 1870-71, aJiorchè si discus3ero nell'assemblea leggi speciali pel risarcimento dei danni subi ti dai cittadini francesi durante la campagna, il Governo, coll'appoggio del Thier·s, fece all'assemblea prevalere il concetto . che la requisizione non pagata dall'occupante non dà al ciuadino di fronte allo Stato, un diritto all ' indennitil ricu sata dal nemico, e che lo Stato resta libero di paga da senza averne obhl igo alcuno. Co'SÌ le requisizioni fa tt~, e non pagate, dal nemico vMgono in linea di diritto, messe imieme con tutti gli altri danni di guerra toccati ai cittadini , e che sono ordinariamente considerati come dovuti a for·~a maggi ore, quali la rovina di ed ilìci in un bombardamento, la distruzione delle messi in una giornata campale. La Francia tuttavia compensò poi in parte anche questt ultimi danni. J n tanto, dopo di avere colla legge 1;j giugno '187'1 ordinato si pagassero le requisizioni fatte dai Francesi durante l~ r.ampagna, con altra G settembre dello stesso anno provvide per l'indennizzo di quelle fatte dal nemico. Le commi ssioni dipartimentali nominale per l'esecuzione di quest'ultima legge liquidarono in ,l 02 milioni le indennità dovute per requisizioni di all oggio e vitto e in 13t milioni le altre requ i:( t ) Il generale OI.Jcrnitz, comandante la divisione vurtcmburghese r.on oro1inc ~ set' tomb•·e t870 impose uua c!lnlribuziono di guerra nel dipartimento di Seino· et-Na rne d ' un milione di lìrc a titolo di anticipa to iodennilil per lo perdite cagiouatc agli in· t eressi privati tedeschi dalle navi 1la guerra m miche o dall'esp ulsione dci Tedeschi dal territorio francese.
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sizioni in natura. E certamente questa cifra era inferiore alla realtà dei òanni ; perchè fu valutaln solo una lira per · giorno la spesa di mantenimento del soldato, e anche perchè non figurarono nei conti le requisi;,.ioni non compr·ovate da buoni. Oltracciò molti cilladini non fecero valere i loro diritti " rimborso per oggetti stati loro requisiti. La sola citt:'t di Versailles, dove si fer·mò a lungo il gran quartiere generai tedesco subì requisizioni per 2,900,000 lire. l casi di requi ~ i1.io ne prelevate dal nemico senza lasr.iare regolar·e ricevuta non furono . a detta dei Francesi infrequenti. Secondo un r·apporto del mini ~ IH• dell'int erno al presidente della repubbli ca, dai Tedeschi durante la campagna sarebbero stati portati via senza regolnre requisizione titoli , mobili ed nltro pel valore r.omplessivo di ~64 milioni . Quanto alle requisizioni di danaro farle dalle tr·uppo occupanti, e~se aumentarono nella soln cittil di Pari gi a 200 milioni , cd a :l9 milioni negli altri rlipartimenti, hen inteso oltre i 4!1 milioni ri scossi dal nemico a titolo di imposte.
Xlii . ~el
pagamento dell' indennità di guerra alla Germania i òelegati. fran cesi avevano tentato di sottrarne l'importo delle requisizioni tedesche non pagate, ma il principe di Bismarck dichiarò che egli aveva appunto las~~iato un miliardo per tale oggello riducendo dn sei a cinque miliardi l'•tmmontare della richiesta indennità. Anche in Germanin, in Aus'tria ed in ltalia si 'sono sempre, praticamente, messe nella categorin genernle dei danni di guerra le requi sizioni fatte dal nemico invasore, e da lui non pagate. In Ger.mania !.1 legge sulle requisizioni rimanda a leggi spec i ~ li da farsi volta per volta i risarcimenti per danni di guerra in territorio te~esco. Dopo la campagna del ·1870-71 furono largamente indennizzati gli Alsaziani e Lorenesi. In Austria il carattere prettamente politico di sifTatti provvedimenti è in modo esplicito dichiarato dal codice r.ivile. ~ La riparazione dei danni di guerra viene regolp.ta dalle autorità politiche dietro norme speciali (articolo 104-t\.) -..
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Il nostro codice non si occupa di danni di guerra. Il Consiglio di Stato , interrogato una volta in proposito , emeLLeva il parere, che, giustn la legislazione e la giurisprudenza italiana, i danni cagionati rlalla immediata azione bellica non possono essere considerati come titolo giuridico per domanda di indennìti1 ; ma che però il diritto non va disconosciuto quando i danni sieno stati arrecati deliberatamente, non sotto l'immediato insulto dell'auacco nemico. Lo stesso pr·incipio enunciava una giunta parlamentare nom inata uel ·1873 per esaminare un progetto di legge avente lo scopo di risarcire danni di guerra, dicendo , che fra i danneggiati per la guerra e il gover·no interr.ede mpporto di creditore a debitore , ove il danuo sia stato prorlotto da proposito deliberalo dell'autorità. Di leggi per ri,:arcire a pr·ivati cittadini danni di guerra, compre~e le requisizioni nemiche, noi ne abbiamo avute parecchie dal 1860 a questa parte. Cominciò il generale Garibalòi in Sicilia, emanando il 6' giugno 1860 un decreto dittatorial e (con forza di · legge). il quale istituiva, essenzialmente mercè rendite di opere pie ecclesiastiche lai cali. un fondo, col qual e dovevnno essere risa rciti i danni degli avvenimenti di quell'epoca, comprese, natura! mente, le requisizioni borboniche. L'anno seguente, per mandare ad etreuo il dect'dlo dittatoriale. il luogqtenente ~enerale del re in Sicilia istituì delle commissioni . per valutat·e in via definitiva i danni. Se ne trovarono per oltre sette milioni, e ad ogni dann eggiato si rilasciò un certificato rappresentante l'impor'lo dell'indennità dovutagli , il quale importo doveva esserf! pagato ratealmente di anno in anno a seconda delle somme disponibili presso il fondo istituito. -Ma avendo un decreto reale 29 aprile 1863 esonerate le istituzioni private dall'obbligo, che loro aveva imposto il decreto del dittatore, venne a mancare al mentovato fondo gran parte • de' suoi proventi. Jl tesoro dello Stato dovette all(\ra rar<>li delle sovvenzioni, e int<onto , per tacitare i danneggiati, si convertirono i loro crediti residuali in buoni fruttanti l'interesse nnnuo del 5 °/ 0 • Il discapito derivante al tesoro dello Stato dalle sovvenzioni {'l
BEQU181ZIONI 402 annuali al fondo dei danneggiati Siciliani persuase il Sella, allora ministro delle lìnanze, a far approvare dal Parlamento la legge 2 aprile ·1865 per convertire io credito dello Stato le .sovvenzioni versate annualmente al dbllo rondo delle opere pte della Sicilia e in debito dello ·Stato gli interessi annui_dei buoni nonchè la loro rrt•aduale ammortizzazione. :\la indennità. ai comuni e ai privati cilladini della· Sicilia erano ben poca cosa in confronto di quanto per mgiun~ ?i equità, .reclamavano molle altre provincie del Regno, e pnncJpalmente quelle dell'Alta Italia, dove i danni delle passate guene erano stati ben piu gravi ed estesi. 1 diritti ad indennizzo della Lombardia e del Veneto si facevano risalire fino ai tempi delle ultime guerre napoleoniche (·181 :J- H ). Col trattato del HH 8 la Francia aveva pagato all 'Austria 25 milioni a titolo d'indennitit per requisizioni ed altri danni di guerra ; ma. il g-overno austriaco, di quella somma, non aveva acc~t:dato poi quasi nulla ai comuni e ai cittadini italiani recl~ma~t1 . Nè diversamente avvenne dopo il '18i-9, quando 1l P1emonte pagò all'Austria 75 m.ilioni per le spe~e .di gu~rra. Fll dato 4 ualche sussidio alle persone e corporaz10n 1 benv1.se al ~overno, ma le commissioni istituite per l'accertamento det danm furono seiolte anche prima che avessero terminati i loro lavori. . l}opo le campagne del •1859 e del 1866, cessata la ~o~ma zione austriaca nella Lombardia e nel Veneto, al governo 1Lahano, quale successore nei debiti s::. nei credit: d~l~'austria~o , si ~·ivol sero i reclami dei cittadini e delle comnmta non mdenmzzate dali'A.ustria pei danni del '1813-U.-48-~9 , ai quali s'erano poi . venuti aggiungendo quelli del 185~} e del -1866. 1 reclami l'iguardavano requisizioni ·di vive1·i e di immobili, espropriazioni di terreni ed altri danni di g.uerr~ in ge1~ere. Si aggiungevano impresLiLi forzosi e confische d1 be.m toc~~ll a .condannati poritici. Fra le requisizioni figuravano 1 crediLI de1 comuni toscani pel mantenimento delle truppe austriaèhe dal '1.849 al 1855. La liquidazione complessiva di tutti questi danni li raceva salire ad un importo di oltre 'I li milioni. Nel 1811 il governo italiano, nel trattare coll'austriaw la liquidazione dei · rispettivi crediti · e debiti · in· esecuzione del trat-
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tato di Vi enna 3 ottobre ~ 866, reclnmò come credito le indennità di guerra accertate e non soddisfatLe agli ex sudditi austriaci del Lombardo-Veneto, vale a dire, 12 milioni per le campagne del 1813-U.-i8·49, ·18 milioni per quelle del ~859·66. Ma l'Austria si rifiutò al pagamento, é queste partite non furono comprese nella convenzione 6 gennaio ·187'1. Per tale motivo il Parlamento italiano negò la rat;fica della convenzione, e fu indotto a dare voto favorevole solo quando il ministro delle finanze si impegnò di presentare nel term ine di poche settimane un disegno di legge apposito per definire l'ardua quistione. Lo presentò infatti il ~o aprile 1871. Questo ·progetto riconosceva l'obbligo del governo al pagamento o alla restituzione deg li immobili tuttora in possesso dello Stato, i quali per J'agione militare,, senza pagamento di indennità, erano stati espropriati dai p1·eçedenti governi a cominciare ·dal primo regno italico. Stabiliva inoltre di dividere fra i danneggiati J.\iù poveri del LombardoVeneto la s'omma di 634 mila fiorini p~gati dall'Austria per effetto della citata convenzione 6 gennaio ·1871 in restituzione del fondo della guardia nobile lombaJ·do-veneta. Sopmggiunta la chiusura della sessione, il progetto non fu discusso. Rip rodollo tal quale il '17 aprile H!72, lo si affidò aù unll. giunta par·lamentare, perchè lo studiasse e riferisse. La giunta presentò colla relazione 26 aprile 1873 un contmprogeUo, in cu i si propon eva, fra altro, di pagare mediante consolidato :i 0 /oalla pari le requisizioni fatte dalle truppe nazionali nel 11848-!-9, ·quelle falle dall'Austria nel ·1859 e 4866 nel Lombardo· Veneto, e nel 1848-4·9 e J859 fuori del LombardoVeneto. I aediti poi dei comuni toscani sarebbero stati pagati con consolidato 5 °/ 0 • li contro-progetto della giunta non ebbe sorte migliore del progetto ministeriale, non avendo neppur esso potu.to giun gere alla, discussione. Ostacolo gravissimo erano sempre le condizioni del bilan cio. TI contro-progetto , oltrepassando di gran lunga la spesa · presunta dal ministro delle finanze nel suo diseuno di o legge, fece abbandonare pel momento l'idea di qualsiasi provve. dimento. 1
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AN!iO Xl.,
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Passò così un decennio, durante il quale si ripeterono con pertinace insiste!Jza petizioni alla Camera, reclami ai ministri , ricorsi ai tribunali ed al Consiglio di Stato. I tribunali si pronun ciavano incompetenti , il t:onsiglio di Stato dichiarava che accorrevano leggi speciali , pen:hè si potesse far· ragione ai reclami , i rappresentanti ùella nazione volgevano t•accomandazioni al governo, il governo promelleva. Intanto però le condizioni del l.lilancio erano andate migliorando, chi ne approfittò rurono specialmente le pro~ incie meridionali e le toscane. Con legge poi dell' 8 giugno 1883 si diede una sistemazione rlefìniti va ai compensi pei dan neggiati del Napoletano e della Sicilia mediante l'iscrizione in bi lancio di una spesa annua di lire 800 mila per un periodo di 15 anni e di una somma decrescente per gli anni successivi, fino ad estinzione delle pensioni vitalizie. Poichè giova notare, che fra i danneggiati furono compresi tutti coloro, ~he per motivi politici erano stati lesi nei loro interessi da condanne subite solto il governo borbonico od erano volontariamente emigràti dal regno delle due Sicilia prima del 1860. Altra legge di indennità fu pubblicata il 26 marzo 1885. Con essa fu fatta la· liquidazione dei crediti dei comuni toscani per l'occupazione austriaca, e con essa il ciclo delle leggi nostre per risarcimento di danni di guerra. Si potrebbe aggiungere, che quulche comune dell'Italia settentrionale si sforzò di supplire al mancato indennizzo da parte dello Stato, risarcendo esso stesso i cittadini. I comuni della Le>mellina e del Vercellese allo scopo di pagare i buoni lasciati dagli Austriaci nel 1859 per requisizioni di viveri e fot·aggi ebbero ad indebitat·si per forti somme. La legge 28 luglio 1881 venne in loro sow:;rso riducendo al 2 '/z per 100 l'interesse della somma loro prestata dalla Cassa depositi e prestiti pel suddetto mdennizzo.
XIV. Questo e m .Italia, Francia, Austria e Germania lo stato della questione circa le indennità dovute per le requisizioni di guerra.
REQOIBIZIONl
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Come ognun vede, siamo ancora ben !ungi da quell' ideale di -equità , che scenderebbe direttamente dal principio non essere i privati che fanno la guerra, ma gli Stati. Se davvero si volesse praticament.e riconoscere in guerra il proclamato rispetto all a proprieta privata, tutte le requisizioni dovrebbero essere pagate -da chi le fece, e al più presto, e sopratuuo dovrebbero pagarsi quelle in territot·io nemico. Sarebbe forse anche questo uno dci non rari casi, in cui felicemente si accordan..o le esigenze delle -equità coll'interesse stesso di colui, che vi uniforma i suoi atti . Ho già fatto notare altra volta in questa stessa Rivista (1), ehe primo effetto delle requisizioni pagate con un semplice .buono - non ispirante veruna fiducia - è quello di . far spaf'ire tutto ciò, che ci occorre. I carrettieri fuggono con i loro cavalli , ,gli animali da macello sono trafugati nei recassi montan i e' in mezzo ai boschi, le derrate si nascondono , molte cose si seppelliscono. Cosi, quando maggiore è l'urgenza del bisogno si ~ costretti ad impiegare tempo in lun ghe e non sempre fruttuose ricerche. Tnohre, non pagando le requisizioni , si impediscono poi i riapprovigionamenti , cessano le transazioni, ogni commercio tocnle si spegne, il paese resta ben presto sprovvisto di tutto, e l'invasore, dop•> le prime incette, non vi trova più alcuna risorsa. Allorchè mancano i denari per pagar le requisizioni di rlerrate o altre in paese nemico ,- il miglior sistema è ancora di requisir denaro, e con questo pagare le altre requisizioni. L' Odier, il eelebre intendente del primo impero, attesta, che nelle campagne -del • 805, 1806, ~ 807 Napoleone fece vivere le sue truppe quasi sempre con requisizioni di vettovaglie pagate mercè contribu:zioni di guerra imposte al paese nemico. Lo imitarono abbastanza largament~ i Tedeschi nel 1870·71 in Francia, e di questa doppia requisizione di danaro e di derrate oggi parlano tutti i regolamenti di servizio per _gl i eserciti in campagna. Oel resto, si paghi o non si paghi, l'esercito vincitore potrà sempre farsi rimborsare coll'indennità di guerra la spesa per re(l) Dispensa t6 ottobre l89i. L'ufficiale di vettovagliamento nel regolamento di servizio in guerra.
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qUJstzioni pa~ate nello Stato avversario; il vinto dovrà sempre coll'indennil.à stessa pagare le requisizioni da esso fatte - e nop pagate - sul territorio del ~incitore. Sicchè, a· ben considerare, il pagamento immediato delle re()Uisizioni, anche in paese nemico, mentre è tutto a vantaggio dell'esercito, e quindi dello Stato, che le fa, non sarà poi. in ultima anali~i. gran danno pe•· le sue fìoanz~. Tull'al più si avrù, pel momento, un esodu tlella specie metallica dal territorio na· zionnle n'l territorio nemico; questo vuoi dire che nell'interno dello Stato si suppli rà momentaneamt.< nle con sul'l'ogati alla deficiente · circolazioné dell a moneta cfTetliva. f)u esta poi ritornerà, se arriderit la fortuna delle armi; si sarehhe perduta ugualmente nel c:aso contrario : 11. Le succè~ des opérations est ce qu'il y a de plu s (•conomiqne pour le Trt'·so1· » (1).
ingiustizie, così è forse troppo teorica la limitazione imposta dalla legge francese. Dico teorica, perchè non potrehhe nella pratica essere interpretata altrimenti che ~o me una semplice raccomandazione. E la legge deve comandare, non raccomanda r~. Il •·eKO lamento ft-ance.se che seguì la legge sulle requisizioni, aveuilo preso alla lettera l'accennata limitazione, la tradusse nel sen ~o di lasciare ser11pre alla famiglia tre giorni di viveri , agli agricoltori foraggio per quindici giorni, ai magazzini dei commercianti e dei proprietjlri grani ed altre derrate per ottn giorni . Come ognuno vede, qui si è perfettamente dimenticato ciò che sieno la guerra e le sue esigenze, e ciò che nell' interesse del pt·i· vato cittadino si può pretendere da un comandante di truppe operanti o da r,hi altri sia incaricato di provvedere loro il necessario . Quante volte in campagna si è costrelli a far tabula ra~a di qunnto si trova l Se è possibile che le truppe PSagerino nelle 1'ichieste, è sicuro che i comuni esagerer·anno sempre nel rappresentare la loro povortà. Fra ufficiale e sindaco una discussione sui tre giorni, sugli otto, sui quindici giorni non è serio neppure il supporl \1 , come non è credibile, che si faccia a meno del furaggio quando se ne vedano i fienili pieni , o del pane quando i fomai sono provvist.i ili farina per soli ono giorni. Meglio nulla prescrivere quando il prescr·iLLo debba necessariamente essere violato. Ad ogni modo questo è cet·to che il .conoscere la risor:;a del paese eviterà. SO\'erchie pretes& e vane ricerche nll'outoritit · militare, inutili -e odiose yessaziooi a~di abitanti, eludet•it il malvolere e l' inerzia dei municipi, e pennette1·à di trarre dal paese quauLO esso ù in grado di somministrare. Senonchè, indagini di questo genere, massime in paese nemico, non sono agevole éo~a. Le informazion i raccnlle sul luo).!o al momento del bisogno, sieno esse fomite da ll' nutoritil civile o dall'abitante, siano il frutto di apposite ricognizion i, hanno troppo spesso contro di sè o la diffidenza o l'interesse del pr·ivato o del Comune che diede la notizia o l'inesperienza .e la fretta di chi andò a riconoscere. Oggi abbondano, è Yero, le statisti che ullicial i, ma t] nanto ·ono ardue a farsi bene, altrettanto sono diflicili a leggersi da chi n &
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Pel' eseguir benfl le 1·equisizioni occorre avanti lutto conoscere sufficientemente le risorse del paese, sia per· ragione di equità Yerso la po.polazione, >~ ia per non andar.e incontro a delusioni e sciupar· tempo in frustranee ricerche. Dal comune e dai cittadini non si può, e non si deve assolutamente pretendere ciò, che non possono dare. La le7ge tedesca dice, che nella ripartizione della. requi sizione fra i comuni devesi tener conto · della produttività d'ogni singolo comune; non esclude però, che se le cose richieste non si trovano nel comune, questo non possa essere oubligato a ·procurarsele altrove a proprie spese . La legge fran èese invece prescrive, che le requisizioni non deYono r·iguardare se non le risor::e esistenti nel comune, anzi hanno a farsi in misura. tale, ~he queste non ne restino comple· · tamente assorbite. Come è soverch ia la pretesa tedesca, che il ·cordone si procuri altrove ciò ~he non ha, e può produrre abusi, vessazioni ed enormi
(t) LEW AL. 7'aclique d es
t·euìtaillements.
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voglia trarre conseguenze pratiche. Produzione, importazione .. esportazione, consumo sono tutti fattori positivi o negativi, chevogliono essere determinati con molte e caute ricerche e con pazienti controlli: la mancanza o la fal sità di uno di essi basta. .a infirmare ogni deduzione. Ove non trovinsi dati statistici attendibi li sulle risorse di un paese, il miglior criterio su cui basare il quantum da esigere in una requisizione è ancora la densità della popolazione. In via dj massima è da ritenere, che in una data superficie di tenitorio la quant1tà di derrate alimentari - cho sono l'oggetto più importante-. e più frequente delle requi sizioni - è direttamente proporzionaleal numero de' suoi abitanti, e che in qualunqu e paese e in ogni giorno del l" anno si trova sempre una certa qu:mtiti"t di vettovagliesuperante i bisogni della popolazione in quel momento. L'eccedenza sarà poi maggiore o minore a seconda della ricchezza del paese edella bontà dell'annata, ed anche a seco!lda delle varie stagioni . È vero però che in tempo di guerra gran parte delle risot·sc normali possono essere già state esportate, o giit da altre truppe consumate sul posto, quando noi arriviamo per requisire. Ma, salvocasi eccezionalissimi, è lecito supporre, che vi sia sempre una eccedenza , un minimo, su cui fare un ragionevole asse~namento. Come determinare questa quantità presumibilmente disponiLile r Nell' istruzione francese 30 agosto 1885 è stabilito il principio, ch e si può senza difficoltà requisire il vitto presso l'abitante in ragione di quattro a sei uomini per fuoco, e in caso di necessità in ragione di quattro a sei uomini per abitante. L' Ha1.en kampr ritiene, che da un territorio, hl cui popolazioneuguaglia l'effettivo delle truppe occupanti , si può trarre dj eh& nutrirle per almeno quattro giorni . 11 maresciallo Marmont afferma, che in un comune agricol() un riparto di truppe può trovare da due a tre chilogmmmi dl pane, e se v'è un molino otto chilogrammi, per ogni abitante. L' istruzione austriaca considèra come sempre requisibile una razione di pan~ per ogni aLitante in pianura, una per ogni otto. in montagna. Il Clausewitz insegna, che in un paese di scretamente popoloso .. -cioè avente da 1200 a 1600 abitanti per legà quadrata, un'ar_:
mata di 150 ,000 combattenti può nutrir~ i colle sole risorse del territorio che essa allraversa, qualora marci sopm una moderata estensione e tale da non escludere l'unità del comlmttimento. I: Rold trova, che un paese agricolo può eiare por l( Hall ro a sei giorni il necessario per la sussistenza di un numero di soldati eguale alla cifra della sua popolazio.ne, e per oLLo a quattordici giorni , se il numero dei soldati è la metit. Il Crétin opina, che in una co ntrada di media popolazione (60 a 70 abitanti per chilometro quadrato) e di t·icchc7.za media esiste di cl1e far vivere per nn giorno o due truppa di passaggio tre quattro volte più numerosa della popolazione. l'ress' a poco dello stesso parere è anche lo Schellendorf. Sembra infatti essere questa la più accettabi le opinione, sempn~ . bene inteso, nel supposto ùi condizioni medie demografiche erl economiche, c di un territorio, che la guerra non abbia già c.om pletamcnte esaurito. Un' ultima osservazione. In fatto di vettovaglie, alloggi e mezzi di trnsporto se ne trova sempre di più nello regioni , dove la propt·ietà ù molto rlivisa, che dove predom;nano i latifondi , e il rapporto fm le risorse requisibili ed il numero degli abitanti è assai più favorevole nelle ca!Ilpagne che nelle cittù . Queslo rapporto si trova invertito qnando avviene di dover requisire denar·o.
XYI. Una surficiente conoscenza delle condizioni del paese diventa una necessità sopmtutto quando vi si deve far vivere mediante requisizioni intere grandi unità di guerra. Occorre allora di determinare le così dette zone di reqnisi::ione, ossia di far la ripartizione del territorio da sfruttare fra le varie parti della grande uni ttt. Col!a assegnazione delle zone si aggiunge ordine, disciplina e ce!eritlt nelle rèquisizioni, e, mentre si evitano inutili angherie agli a bitanti coll ' impedire che sui medesimi casali si nbbattano contemporaneamente o successivamente diversi ripnrti di truppa, si trae più facilmente ed in mi sura uniforme da tutto il paese
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quanto esso è io grado di provvedere alle truppe. Ogni corpo ha la sua zona, e, come dice il Goltz, c diventa geloso del suo precario dirillo di possesso, e vede di cattivo occhio ogni intruso... J.o stato maggiore dovrà assegnare con grande esattezza alle grandi unità il territorio che esse avranno ad occupare, altrimenti sorgeranno immancabilmente dei conflitti. In tutto ciò che riguarda le ~ussistenze l'egoismo ha gran parte. Il comando della armala determinerà adunque i limiti, entro cui deve restare ciascun cor·po d'annata: il comando del corpo d'armala farà lo stes~o per le divisioni, l'arti~lieria di corpo d'armata e i parchi . Non basterà tracciare le linee di separazione : bi sognerà indicare anche a quali corpi spetteranno le località situate sulle linee stesse». L'autorità militare, da cui emana J'or·dine di requisizione, non può essere obhlig!lta a conoscere le particolari condizioni di ricchezza, di professione, di commercio, di abitazione ecc. che mettono in grado i smgoli cittadini a concorrere o no, e in una misura piullosto che in un'altra, alla sornministrazione di quanto si richiede da un determinato comune. L'autorità locale, al contrario, possiede tutti i dati necessari per colale apprezzamento, ed essa sola è capace di dividere equamente fra gli abitanti gli oneri derivanti dalla requisizione. Da un' equa ripartizione dipende la esattezza, la puntualità, e, in parte, anche il frullato della requisizione. Che non si commettano allusi ed ingiustizie int~ressa quindi grandemente anche all'antoritit militare, la quale dal canto suo vigilerà sulla ripartizione, e prester;ì nn concorso utile nella esecur.ione comandando, ad esempio, nomini di fatica, aggiungendo operai militari ai forni e ai mattatoi del paese, mettendo sentinelle, dando man forte all'autorità comunale laddove sia necessario. In Fr·ancia la legge del 187} ha soppresse le cosi dette requisiz;oni generali, ossia le requisizioni dirette alle autorit~. circondariali o dipartimentali, che ne. ripartivano poi il carico fra i differenti comuni . Adesso la requisizione è rivolta·esclusivamente al sindaco, il quale, assistito da due membri del consiglio comunale ottempera al precetto coi mezzi del comune o col concorso .degli abitanti da lui desig_nati . In Germania invece la requisizione regolare è, di massima,
fatta per mezzo di autorit~t ciYili preposto a grnppi di comuni, le quali sono diverse nei vari Stati dell'impero. Ambo i sistemi hanno vantaggi ed inconvenienti tali, che si rende dubbia, in via teorica, la scelta. Nella pratica ù certo, che la requisizione generale si presta meglio per i grandi rifornimeoli di magazzini, e quando si ha davanti a sè una certa latitudin e di tempo: la requisizione locale è sempre preferibile allorchè si tratta di provvedere a truppe sparse sopra una zona terTitor·ial e abbastanza larga od ur~e il tempo ed il bi sogno . . l n una legge italiana sulle requisizioni, quando si voglia conservarb come fu conservato infalli nel pr'ogello Pellou). , il sistema , già pref11rito dalle regie patenti, della requisizione locale, sistema che certo meglio risponde al cnrattere spiccatamente e tradizionalmente autonomo del nostro comune, non ·sarebbe forse inutile accennare anche all'altro sistema e sancirlo, in via d'eccezione; per quei casi , in cui sembri preferibile. l.a requisizione forzata, ossia rivolta dall'autorità militare di · rettamente al cilladino, è ammessa in tutte le legislazioni estere e anche nel nostro progetto pei r.asi, in cui non vi sia assolnLamente il tempo di richiedere l'intervento dell'autorità civile, oppure questa non funzioni, o recalc.itri e temporeggi. Siffatto rnodo di requisizioni deve sempre considerarsi como una trisle necessità. Disperde, ed affatica le truppe, ne favori sce gli abusi e l'indisciplina, irrita le popolazioni , e r·ende sempre meno del pr·esunto ('l ). Ad evitarlo ·gioverii molto, da parte di chi requ isisce, un contegno corretto ma fermo colle autorità comunaliJ un opportuno apparecchio di forza, e, in ogni caso·, il cominciare Je· requisizioni forzate dalla casa del sindaco, dei consiglieri e degli altri notabil i del paese. Per ben determinare ed agevolare il compito dell'autorità comuna-le nelle requisizioni regolari e darle modo di risparmiare, q!lando possibile, immediati gravam i ai ci uadini , eransi nel pro~etto Ferrero inserle le seguenti di sposizioni , che molto opportunamente furorro trnslate nel nuovo progetto di legge: (l ) • l.e requisizioni fatte dirt:U.'lmeute dalle tr uppe sono un sts tem':l. da arloperarsi • (juando è lmpo3siblle ogni altro, perchè rallenta la disciplina ecl è inefllracc. • • MA RSI-: LLI ,
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c Le ammm1strazioni comunali adempiono a quest'obbligo (di provvedere mezzi di trasporto, di sussistenza, alloggi, legna, messaggerie e guide) ·o con mezzi propri o con requisizwni presso gli abitanti del comune. » « Le amministrazioni comunali compileranno un ruolo di tutti coloro, i quali trovansi in condizione da soddisfare ad aleuna delle somministrazioni sovraindicate. Dello ruolo sarà riveduto ogni anno dalla giunta municipale e pubblicato nelle forme consuete. ~ Quando l'autorità comunn le possa ottemperare con mezzi p1·opri al l'ordine di requi sizione, allora l'operazione procede colla massima facilitit e regolaritit, col minimo disturbo dei cittadini. Se deve far concorrere i cittadin i, è utiliss ima pre~crizione quella concernente il ruolo; resta però a vedere con che ordine saranno chiamati a fare le somministrazioni i singoli cilladini che vi sono inscritti, e in che mism-a sarà obbligato a farle di volta in volta ciascuno di essi. Anche ammessa l'indennità, la requisizione è sempre un gravame, una violazione del diritto di proprietà e di libero commercio delle cose proprie. La questione è quindi abbastanza importante, nè è semplice come potrebbe sembrare a primo aspetto. In seno alla commissione parlamentare nominata per l'esame del progetto Ferrero si accettarono, dopo lunga discussione, i criteri seguiti pe1· le prestazioni di alloggi dalle regie patenti, secondo le quali non è la ricchezza in genere ma il possesso di case che obbliga a somministrare alloggio, e tutti i proprietari sono man mano, a turno di ruolo, chiamati a d)lrlo in ragione della quantità di locali , che hanno disponibili. Analogamènte dovevano, secondo il progetto Ferrero essere regolate tuue le altre prestazioni. A questi principi si è attenuto anche il progetto }lelloux , il quale sand pure una massima di capitale importanza, cioè, che qual siasi pr'otcsta contro la ripartizion~ , fatta dalla autorità comunale, dell'onere della requisizione fra i cittadini, non ne può sospendere )llai, salvo assoluta e materiale impossibilità, la esecuzione. Prima si faccia la prestazione richiesta, e poi si re-
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clami: chi avrà erralo o abusato sarà, a suo tempo, chiamalo a · risponderne pecuniariamente e personalmente. La stessa disposizione è applicata anche ai rapporti fra l'autorità militare e la comunale, e le ragioni sono ovvie, come sarebbe ovvio il dimostrare che quant.o più sarà stato equo, diligente ·e preciso ·il legislatore nèl determinare i limiti e il pro· cedimento della requisizione, e tanto meno saranno possibili errori, abusi e reclami.
xv n I.e sanzioni penai i da introdursi in una legge sulle requiSIzioni ne sono pur esse parte assai delicata e degna di tutta l'attenzione dei legislatore. È vero, che già il codice penale per l'esercito colpisce chi faccia requisizioni senza avtrne diritto, o eccede nell' eseguirla , o si abbandoni alla busca e alla rapina (art. 169, 27 4, 277); o che il codice penale comune punisce l'autorità .civile, la quali manchi ai dover·i del proprio ufficio, come pure il cittadino che trasgt·edisca ad un ordine legalmente dato dalla autorità competente. Ma una legge sulle requ-isizioni senza speciali sanzioni penali, che contemplino le speciali trasgressioni· alla legge stessa, non sarebbe completa, anzi rischierebbe di rimanere, in molte sue parti esenziali, lettera morta. Nòi crediamo - francamente- che su questo punto le disposizioni del progetto Pellou...: l'Orrebbero essere compilate, specialmente por ciò che riguarda le esecuzioni forzate dei casi di un rifiuto di prestazione d'opera in tempo di pace. Ad ogni modo il p1·ogetto Pelloux, anche così com'è, se avesse la fortunn, nella prossima legislatura, di essere ripresentato ed approvato, segnerebbe un gran passo avanti nella nostra legislazione militare. Una legge sulle requisizioni l'ha il Belgio, l'ha perfino la Rumenia : noi, in trenta.::inque anni di vita nazionale non siamo ancora riusciti ad averla ! La commissione parlamentare nella sna relazione chiama oscure, inapplicabili, di sadatte ad un regime di libertà le vecchie patenti pieinontesi. Noi vogliamo ammettere, che dal 1836 a
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questa parte si sia andato sempre più affinando il sentimento del diritto e della giustizia nella coscienza delle popolazioni , e che quindi debba ora da maggiori cautele essere circondato l'imp.ero della legge, ma, con questo, non possiamo del tutto aderire al giudizio che delle regie Patenti fa la commi.ssione parlamentare. Anzi, riteniamo, elle, allo stato attuale delle cose, se una nuova legge non può ouenersi, il meglio sarebbe ancora il ritorno all'antico, ossia ad una applicazione integrale, salvo le tariffe, delle regie Patenti in tutto il regno. l~ lo stesso caso della legge iii avanzamento, a proposito della quale parve ad un distinti ssimo nostro scrittor·e militare, che la miglior soluzione della questione fosse ancora una s1ncera applicazione della legge del 1853. l nostri legislatori dovrebbero persuadersi, che un n huona legge sulle reqt1isizioni è nello interesse di tulli , dell'eser·cito non meno che delle popolazioni. Poichè bisogna tener per fermo, che, siavi o no unll legge, le requisizioni si faranno ugualmente': di rado io pace, ogni giÒrno io guer·ra: nel territorio no~tro come nell'altrui. . Non vi s?rlt la legge? Tanto peggio per tutti. Venga il momento del bisogno, e, come dice Virgilio. « Tunc certare
odiis, tunc res mptdsse licebit. '
A.
BAROCELLT.
L'ARCIDUCA ALBERTO D'AUSTRIA
Era figlio dell'arciduca Carlo, il generale contro cui erasi urtato . Napoleone nel principio della sua carriera e di nuovo quando l'aveva fermato la prima volta che avca voluto passare il Danubio a Essling sotto Vienna. Nat.o nel UH7, l'arciduca Alberto potè essere istruito ed educa.to sotto la direzione paterna, e ne. trasse una chiara percezione di tutto quello che ha relazione colla guerra e colle istituzioni militari, un largo sentimento dei legami che corrono tra l'esercito e lo Stato, il segreto della storia dell'Impero e molto affetto per le arti belle, tradizionale n ei militari austriaci dal principe Eugeuio in poi. Contemporaneamente agli insegnamenti paterni la pratica lo avviò alla conoscenza dei minuti particolari nella carriera militare. A veriti anni entrò come secondo colonnello in un reggimento di fanteria e nove anni dopo in uno di cavalleria, quindi fu assunto ai grandi comandi e dal 1845. si trovò generale comandante dell'alta e bassa Austria e del Salisburghesc colla sede in Vienna. Da quell'epoca cominciò a manifestarsi in lui una febbrile llttività nel modificare e nel migliorare l'ordinamento dell'esercito, infiacchitosi nei Ju:righi anni di pace e di squiìibrio finanziario, e. !e.- istruzioni, oramai invecchiate e male adatte alle mutazioni che cominciavansi a manifestare negli armamenti. I n ciò egli seguiva l'esempio e l'impulso di quanto facevasi per opera del maresciallo .H.adetzky in Italia. La cura personale e incessante che er,li poneva nel m1-
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L ARCII.IUCA ALBERTO D'A USTRIA
L'ARCIDUCA ALBBBTO D'A USTRJ A
gliorare le condizioni dell'esercito, l'affezione con cui ne era ripagato lo posero in mala vista. dell'opinione pubblica nei tempi che precedettero il 1848. L e stre-ttezze finanziarie avevano toccato il massimo punto, lo scontento per l'indirizzo politico assolutista ed invadente seguito dal prin0ipe di Metternich erano grandissimi ; correnti socialiste, repub· blicane e disgregatrici sommovevano non solo la compagine etnica della monarchia ma anche la sociale. Nell'antipatia, che universalmente avvolse il governo, fu compreso anche l'arciduca. Alberto per le cure che prestava all'esercito, stro· mento di quel governo. Gli avvenimeHti del marzo pro.,. dussero sopra di lui tanto sconforto che egli chiese le dimissioni da tutte le cariche da. lui tenute e si recò in Italia coll'ar ciduca Francesco Giuseppe per combattoro come volontario la guerra per l'integrità dei possed imenti della monarchia austriaca. La. riscossa di un popolo per difendere la propria indipendenza non avev~ significato ben pre· ciso per quelli affezionati difensori della confederazione di popoli ond'è costituita la monarchia austriaca. Si distinsero entrambi alla battaglia di S. Lucia ; poi l'arciduca Francesco Giuseppe fu chiamato a prendere in quei gravi momenti la corona. imperiale, l'arciduca Alberto rimase in Italia. Nell'intervallo tra la campagna del 1848 e 1849 riebbe il grado di comandante di divisione, e con esso si trovò in testa all'eserrito che in.vase il Piemonte. La fu una breve campagna di tre giorni. Il Piemonte avea preso le armi con poche speranze di vittoria, colla. convinzione di un dovere da compiere, e colla fermezza ispirata dalle gravi conseguenze cui si esponeva.• L'esercit:.o austriaco ne ax:restava l'offensiva, penetrando da P avia nella Lomellina, puntava contro Mortara sotto le cui mura nella sera del 21 marzo la divisione dell'arciduca Alberto, che trovavasi all'avanguardia, andò ad urtare contro una brigata della divisione Durando, e la scompigliò senza che le vicine truppe potessero sostenerla. L' impeto dell'attacco, la situazione dell'esercito· piemontese e la notte sopravvenuta aumentarono il disordine. Quella notte l'arciduca Alberto
raccolse larghi frutti del suo incalzante attacco, assecondato dall'energia del colonnello Benedeck il quale penetrò nella città colle schiere di coloro che vi si riparavano. Due giorni dopo le sorti della guerra si decisero sul piano della Bicocca presso Novara. Il maresciallo Radetzki, persuaso che i piemontesi fossero a Vercelli e che N o vara fosse sgombra. o scarsamente occupata, ordinò al 2" corpo d' armata., comandato dal vecchio generai d'Aspre, discacciarne le poch e forze che vi avrebbe trovato ed avviò il resto a Vercelli.· Invece avanti N ovara. stava spiegato tutto l'asercito piemontese. Alle 1.1 antimeridiane di quel giorno !adi visione dell'arciduca Alberto, che era ancora all'avanguardia, assali il lembo meridionale del piano della Bicocca e fino alle 5 di sera r eplicò gli attacchi, sostenuta dal resto del corpo d'armata, prima. che arrivasse sul campo di battaglia il rimanente dell'esercito richiamato dal maresciallo Radetzkt, poichè erasi accorto dell'errore fatto nella sua supposizione dì aver il nemico di fronte, mentre l'aveva sul fianco. L'ar· ciduca Alberto conduceva personalmente gli attacchi fatti tra la strada e la bassura dell'Arbogna. Per tre volte si riaccese la ostinata lotta combattuta di casa in casa, di siepe in siepe, di riparo in riparo; le numerose perdit.e fatte dai battaglioni che durante quella giornata furono a fronte fanno ampia testimonianza della energia dell'attauco e della tenaoità. della difesa Ìn un combattimento che si s pezzava tra le difficoltà di un terreno assai coperto, ove il valore dei soldati era incoraggiato dall'esempio degli ufficiali di ogni grado che con loro di vide vano i rischi della battaglia. « Per quello ohe feoi avrei contato sulla. croce di cavaliere » disse l'arciduca, quando invece gli fu data. in segno di alta distinzione la commenda dell'ordine di Maria Teresa per riguardo alla persona. ed a.l grado ed oltre che al valor e militare. Così almeno ra.ccontasi. Furono tristi momenti: il vecchio maresciallo d'Aspre aveva chiamato al fuoco fin l'ultimo battaglione del suo corpo d'armata, nè ancora comparivano le teste di colonna degli a ltri corpi che lo seguivano ed erano intralciate nella
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loro marcia dal carreggio schierato sull'unica via che dovevano tenere. Le compagnie che fin allora avevano combattuto, estenuate per gli sforzi fatti e per le perdite subite, stavano aggrappate all'ultimo lembo del piano della. Bicocca incapaci oramai di tornare all'assalto. Nell'animo dei capi che le t rattenevano sn quella estrema linea stava l'ansia dell'attesa, ed il timore che con un crollo definitivo le truppe piemontesi le ricacciassero a furia sui corpi che stavano arrivando a rincalzo. Ma le divisioni piemontesi erano trattenute dal disegno prestabilito del comandante il quale, senza curarsi di piegarlo alle mn tate vicende e dubbioso ùi staccarsi da Novara e dall 'altipiano della Bicocca, Je tratteneva in un prolungato combnttimento temporeggiante con cui voleva stancar !"avversario per piombargli addosso quando fosse stato logoro dai replicati assalti. Quando venne il momento in cui al generale Chrzanowski, comandante delle truppe piemontesi, pa1-ve opportuno questo attacco finale, che secondo lui doveva decidere la crisi della battaglia, il maresciallo Radetzky avea tre corpi d'armata. freschi da opporre alle sue tr uppe stanche, oltre agli avanzi di quello che fino allora aveva combattuto. I battaglioni dell'arciduca. Alberto sostenuti da .quei rinforzi, penetrando nel caseggiato della Bicocca, coglieyano i frutti della fermezza dimostrata dai capi in quella difficile giornata. La notte poneva tregua a l combattimento e divideva i combattenti: il sole della giornata successiva si levava a illummare le trattative dell'armistizio e l' avviàmento alla pace.
curato il trionfo del programma coltivato con tanta cura e con tanto amore dal partito che aveva avuto in mano la direzione della politica austriaca dall'epoca delle guerre cont ro la rivoluzione francese in poi. Le linee generali di quel programma poteano r iassumerai così : trasfot·mare l'impero federativo in. u no Stato forte per l'accentramento del suo governo, unificare le leggi su tutto il suo vasto terri torio e col loro mezzo intraprendere l'unificazione etnica dei popoli che lo abitavano: resistere all'impulso che lungo il Danubio sospingeva t radizionalmente la politica austriaca ad abbracciare gl'interessi dell'Eur opa orientale, e deviare il cammino dei suoi destini ann etten do all' Impero una gran parte dei paesi italiani ai pie' dell'Alpi per tener da essi soggetto il resto della penisola; creare insomma uno Stato forte e compatto nel centro dell'Europa, realizzando il concetto intorno al quale per lunghi anni ar asi afl'atica.to il . pì:incipe di Mett~ruich. Due potenti forze aveva il governo per riuscire nel lavorio di rinnovamento interno cbe formava lo scopo di quel pr ogramma: l'esercito vittorioso de1la rivolur.ione che a vea divampato su tutto il suolo della monarchia austriaca, il clero desideroso di veder spezzata la cor r ente della tradizione liberale giuseppina. Onori c potenr.a giustificati dai recenti fatti soddisfecero il primo, il concordato conchiuso Ti.el185l>.strinse 'i l secondo agli interessi della politica austriaca. Il partito cosidetto feudale ebbe il pr edo·minio nei consigli della corona, e con esso imperversò per dieci anni la reazione nelle province soggette alla corona che avea già appartenuto a Carlo V. Non sappiamo quale sia stata l'influenza esercitata duran te i dieci anni in quei consigli dell'ar ciduca Alberto: principe d i casa d'Austria, figlio del rinnovatore dell'esercito austriaco, cattolico convinto, e generale accar ezzl!>to dal sorriso della vittoria, il suo posto era nettamente segnato da questi precedenti tra i rappresentanti dei vari partiti chiamati ad esprimere qualche avviso nei consigli imperiali. La storia rammenta che nel 1850 egli fu chiamato al comando delle truppe adunate sui confini della. Boemia nell'epoca in cui avvenne il
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... " Nelle operazioni che segu irono la giornata di Novara ed ebber o per scopo di riassoggettar e popoli e sovrani d'I talia alla sovranità austriaca, il corpo d'armata, cui apparteneva la divisione dell'arciduca Alberto, ebbe l'incarico di occupare la Toscana. S~lvati i possedimenti della corona austriaca in Italia da un supremo sforzo dell'esercito, parve oramai assi-
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conflitto che condusse la P.russia alla umiliazione di Olmiltz. Come in Italia e nell'Ungheria. la violenza delle armi avea ricondotto· alla soggezione i popoli, cosi le velleità imperiali manifestate dal r e di Prussia Federico Guglielmo erano state vinte dal (/UO.<! ego del governo di Vienna, appoggiato dall'esercito raccolto s ni confuti boemi. Sciolti questi armam enti, all'arciduca Alb rt.o fu dat.o l' m oarico di riconciliare gli animi nell'Ungheria, ove dopo il fiotto delle passioni rivoluzionarie era paRl' tLto il tnttnJHuiall o Haynau come un tremendo castigo. L'Mt;idtt<.:l\ ritnase lino al 18GO governa· tore generale dell'O ug horiu., u nnIla d n rata cl e i poteri affidatigli iH tali c irco!itall ~t· :-;t.a I'Hiogio pot· hL imparzialità e l'alto ·entimento di g iustizia oud 'era piono l'a nimo di colni ch e li esercitava. Venner o nuovi temp i e hL storia violenLerae ntc tratt.a fuori del suo natural cammino, violentemente volle tornar vi. La battaglia di Solferino e S . Martino tolse alla corona aust.riaca la supremazia che avea acquistato in Italia colle vittorie del 1849, dileguò le illusioni dei partiti accentratori ed unitari e risollevò il sentimento nazionale nei popoli della monarchia c con esso le ditficioltà di dar con esatiK'\. misura soddisfazione allo pretese d ei tro popoli tede:lchi, slavi ed ungheresi pre ponderanti nella costitu,;ione etnica della monarchia. L'Ungheria nel 1860 riebbe le antich e leggi statali, e <.:onternporanejj.mente nell'aprile di quell'anno l'arciduca Alberto fLL sostituito p er breve tempo dal Ben~deck nel governo di quel regno. Ma il movimeuto ma.nifestatosi in tutta la compagine della monarchia austriaca per effetto degli avvenimenti del 1Bf>9, continuava e non poteva trovar requie finchè non avesse distrutto interamente i risultati della politica adottata dal finire del secolo scorso in poi. Rimaneva ancora all' Austria in Italia il possesso del V eneto, rimastole per l'improvvisa fermata dell'imperatore Napoleone a Villafranca. Il nuovo regno d'Italia lo reclamava per compimento della sua integrità. territoriale e per sicurezza delle sue province settentrionali minacciate dall'esercito austriaco trincerato
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-dietro le fortezze del .Mincio e dell'4dig c dietro il Po. Col nuovo indirizzo politico preso dal governo austriaco. esso aveva H.bbaudonato ogni disegno sull'Italia e volto lo sguardo alla Germania e più ancora ai paesi ba lcanici ove stavansi maturando gli avvenimenti importanti tra i qna.li le popolazioni che li abitavano si tolsero l'una dopo l'a lt ra .dalla dipendenza t urca. Quella provim:ia, posta oltre Alpi, -diveniva oramai un'appendice imbarazzaute, e manteneva :Sul fianco della monarchia una pericolosa minaccia per la nimicizia-del giovaue regno d'Italia. I nemici dell' Austria :sapevano di t rovare in esso un alleato ogni qual volta avesser voluto r ompere in aperta ostilita. Ma questa situazione non -era sufficiente per sugge• ire al governo di Vienna la cessione della Venezia, e le circostanze non offrivano un compenso adeguato al sacrificio morale e materiale che avrebbe fatto con quella cessione, la quale perciò non poteva che -essere che il risultato delle vicende di una guerra, almeno finchè durava quella condizione di cose. La guerra scoppiò uel 1866 non appena la Prussia. ri vt:m·dicando l' umili;:t.zione di Olml.i.tz, eredette giunto il momento -opportuno per togliere alla casa d'Austria l'egemonia sulle genti tedesche. Scendendo in campo, la Prussia sapeva di avere fatalmente l'Italia per alleata. Gli accordi furou fatti -e la monarchia austriaca si v ide·as.s alita da settentrione nella -conca boema, e da mezzogiorno nei baluardi che aveva levato lungo il Mincio e lungo il Po. Il maresciallo Benedeck fu chiamato al comando degli o.éserciti adunati nel settentrione, all'arciduca Alberto rimase . <JUello della difesa del Veneto. Educato alla scuola del ma:resciallo Radetzky, l'arciduca Alberto aveva imparato a uo• ·noscere . . e ad apprezzare palmo a palmo 1l terreno sul quale .dove'vensi svolgere le operazioni militari. Egli raccolse gl'in· :Segnamenti, che ne venivano, in una serie di precetti che .anche a noi, ricer catori dei segreti della vittoria negli esempi . .delle g uerre combattute su terreni assai diversi dai nostri, .-dovrebbero parere tanto oro. In paese coperto e rotto, seminato di forti ~difì.ci e di frequente asperit;ì la battaglia si
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spezza in parziali combattimenti: piccoli drappelli posson provocare lunghi e noiosi badalucchi: necessario lo spinger lontano le esplorazioni e non sempre possibile il farlo: difficile l'usarvi artig lieria e cavall eria a masse, più facile che esse combattano come ausi liat ie della fanteria: e questa sia attiva, tenace, intraprenden te, aggressiva. Ogni comandante· si persuada :legli intenti general i, abbracci colla mente situazione e t erreno, di sponga e a~salga, mentre la cavalleria. protetta e coperta finchè non d e ve agire, nan perda occasion e per piombare audace, rapida e decisa ovunque l'oc-: casione s~ presenta opportuna. E questo istruzioni brevi e precise riassumevano mezzo secolo d i espor.ienze e di osservazioni dall'epoca dell'arciduca Cado in poi, e rispondevanoa idee profondamente r&dicate neg li uffi ciali dell 'esercito· d'Italia educato ad esse da una lunga serie di esercizi ripet u t i nello stesso paese . La battaglia di Custo:.::r.. f n applicazione pratica di questo insegnamento fatta dopo un lungotirocinio negli ufficiali di tutti i gradi. Ma so l'arciclucQ. Alberto divide coi suoi predecessori il merito degli insegnamenti che egli ha chiaramente scolpito· nelle istruzioni, SUO e il OOnCo3tto strategico che lo condusse con tutte le forze riunite alla battaglia sulle colline del V aronese tra il Mincio e Villafranca. Gl'italiani lo assali vano con 200,000 uomini divisi in due masse, tre quinti sul Mincio· il resto sul Po. Lenta doveva essere la marcia della massa minore italiana intralciata dal Po, dall'Adige e dai canali intermedi: più pronta quella della massa maggiore, 'disturbata solamente dal passaggio del Mincio. L'arciduca Alberto scelse il partito il più audace:. occupar le colline sul fianco di coloro che venivano dal Mincio per attraversare il piano di Villafranca, e render loro difficile di avanzare come di r etrocedere senza affrontar battaglia in sfavorevoli circostanze. Alla semplicità del concetto fecero· riscontro la semplicità. delle disposizioni e la decisione nell'attuarlo. n comando delle truppe italiane non seppe cont rariarlo con tutte le forze di cui avrebbe potuto disporre: sorpreso, non seppe a quel semplice concetto opporne alc un
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a ltro cosi semplice che fosse immediatamente afferrato da tutti i comandanti che l'avrebbero dovuto eseguire, così ampio che li abbracciasse tutti in un solo volere. 'l'uttavia dalle cinque del mattino alle nove di sera, per Redici ore .arse tenace ed ostinata la pugna, sosten uta con pari valore da a1:n bo le parti. Agl'italiani mancò la fede per rite.ntare nel giorno successivo la prova unitatnente alle truppe fresnhe chiamate a rincalzo; e la giornata di Custoza fu una vittoritl dell'armi austriache e il meritato premio al suo coma.nda nto che fiducioso in qu elle aveva saputo essen~ sagacemente .ardito. Nella storia militare quella v ittoria rimarrà, ancora una volta, prova che la mig lior maniera di difendersi sia l'assalire: come l'applicazione di quel princip io fatta dall'.arciduca Alberto, n elle circostanze in cui s i t ro vava, rimarrà un modello per la chiarezza del concetto, per la -semplicità delle disposizioni e per q nell'impulso decisi v o . impresso all'azione. La vittoria riportata di qua dell'Alpi fu compenso per la ·s confitta preparatasi e subita nel settentrione. L'arciduca Alberto in quei giorni di s npremo sconforto scrisse all'imperatore: « Nulla è perduto ; nel 1809 alla sconfitta di ·Ra-« tisbona t enue dietro la bellissima vittoria di Aspre. La « riavremo se l'esercit.o ed il popolo non srtrallno sorpresi ·« dallo scoraggiamento ». Convinto che è perduto colui che si dà per morto, con una .attività febbrile, l'arciduca Alberto agli avanzi d ell'esercito .del Nord unì l'esercito vittorim~o di Cnstoza e con 200,000 . uomini e 800 cannoni ottenne una pace onorevole dai pruss tam le c ui avanguardie er ano sotto Vienna.
Quelli furono giorni solenni nelia storia dell'Impero austriaco, il quale abbandonando la linea politica seguita da un secolo all'incirca, tornò alle antiche tradizioni. Le forze riu. nite dei popoli che lo costituiscono gli r idonarono solida potenza tra gli Stati eur opei e lo restituiron o alla sua no-
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bile missione di antesignano della civiltà e del progressolungo le vie del Danubio. La storia, riunendo gli avvenimenti del 1866 a quelli del 1870, per un' fenomeno assai comune che turba le relazioni di tempo per subordinarle a quelle di logica connessione tra. i fatti, citerà quen ·epoca. come una delle più importanti per le trasformazioni avve· nute nell'indirizzo politico dell·Europa, e nelle istituzioni m ilitari. All'infuori dei cambiamenti manifestatisi nella compagine dell'impero austri aco, altri e non meno essenziali do\·etter o essere introdotti nell'ordinamento delle forze militari. Allora incominciò ad intravedersi nel servizio universale obbligatorio un mezzo per sviluppare l'esercito fino ai limiti estremi di quanto può fare un popolo spendendovi il meno possibile, e fu compresa la necos::;it~L -:l i mutare l'armamento delle truppe per porlo in armoni a coi progressi delle scienze. N~lla mania di mutazioni onde sen tiva~i allora tratto il mondo militare non era facile di man tener si. nella. difesa dell'opportuno e del necessario, e di non trabùccareuell'eccessivo o nel. disadatto, e l'arciduca Alberto che per la recente vittoria, per le sagge misure prese nei difficili frangenti iil cui erasi trovato rimpero, e per la l unga espe· r ienza era reputato come il personaggio più autorevole di l}nalunque altr o in cose militari, pubblicò, seu.za indicarne la paternità, sebbene essa non fosse un mistero, un opuseolonel q~ale si c~iedeva come dovesse essm·e ordinato l'eserciti> austr àco (1868) ed un anno dopo l'altro che con teneva l pens e1·, sullo sp i1~ to mil tare. Erano momenti in cui il vecchio cozzava col nuovo senza tregua, ed in cui il r ecente ricordo delle sconfitte subite in. Boemia scottava. Come avviene dopo una guerra priva di allori le recriminazioni animate dalla passione non risparmiavano nessuno. Più acri e più frequenti ricadevano sul capo del maresciallo Benedeck, reso r esponsabile di tutti i guai avvenuti nell'esercito del Nord. Appunto a llora, in mezzo al coro di biasimi e di accuse lanciate sul disgraziato generale, comparve un nuovo scritto dell'arciduca. Alberto sulla « Responsabilità in guerra • e rapidamente fu.
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t.radotto iu tutte le lingue europee, e pr ima che nelle altre nella nostra. Probabilmente un generoso pensiero ispirò il vincitore di Oustoza indignato dal biasimo gettato con tanta leggerezza sul vinto di Konigrtitz e come avviene di un libro dettato da una mente superiore, e ·so elevandosi sopra le v icende momentanee rimane come un prezioso in. segnamento per i militari di tutti i tempi. Un, grave peso ricad_e. su colui che conduce g li uomini alla. battaglia e solamente una grande padronanza di sè meçlesimo e la fede in Dio potranno dargli la for1.u. di sopportare qu el peso. Cento circostanze indipendent i da lui possono nuocergli, e piu potranno nuoce<gli colla costituzione odierna degli S tati e col predominio acquistato dalla cosidetta opinione pubblica, ed appunto per questo· sempre più severo e i11esorabile è il giudizio oui soggiace oggi il generale. · E qui lo scrittore aggiunge una parola di compiant o per colui che inalzato a cielo per favore di popolo non è favo• r ito . dalla vittoria. « La folla. non gli perdonerà l'errore « commesso nello sceglierlo come idolo e se ne vendicherà. ~ mutando repentinamentl> l'1.1.more e l'ammirazione in odio fl cd in desiderio di vendetta . Fra queste righe appariva t rasparente per i contemporanei il nome del Benedeck. .L· arcirluca Alberto avea combattuto con lui le campagne d'Italia nel L849, l'aveva avuto sotto i suoi ordini col grado di colonnello e sapeva che nella confusione di Mortar~ con minor presenza di spirito sarebbe stato prigionier o coi suoi, spintisi troppo avanti per soverchio ardimento, ed invece avea fatto prigioni t re battaglioni piemontesi . Dua giorni dopo l'aveva visto calmo e risoluto nelle terribili ansie di Novara. L'arciduca Alberto avea ac•1uistato tanta sti ma del suo colonnello da regalargli come prezioso ricordo di fra.tella~za guerriera la spada dell'arcidnca Carlo, il glorioso generale chc .aveva tenuto testa a Napoleone. Undici anni dopo quando il Benedeck era co· mandan te delle truppe austriache in Italia, l'arciduca Alberto non aveva evitato ad accettare il comando di un corpo
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d'armata sotto di lui che era stato suo dipendente e colonnello (1). Ora l'opinione pubblica e l'autorità del governo eolpiva.no severamente colui, che tolto d'improvviso all'esercito da lui educato ed al teatro di guerra da lui studiato, era posto alla testa di u n esercito poco da lui conosciuto, in una situazione nuova e in par te compromessa. Tuttavia il comandante supremo d ell"esercito, esprimendo in iscritto le sue idee, annovera le ~tuse per le quali oggi il generale . nell'esser chiamato re::~pon!-;abile di un risultato che altri concorse con lui a produrre, cieve sottomet.tersi passivamente ad una crudele s ituazione storica, come il fato inesorabile l'ha formata, ed elevandosi dall ' uomo agli interessi supremi dello Stato, accenna alla inutili tà delle acunse r eciproche, le qual i, dopo un disastro si ba rattano gli nom ini che hanno avuto parte agli tw·;enimenti : nota come q nelle r ecriminazioni tolgano fiducia nelle persone, che altrimenti potrebbero r endere eccellenti servizi, e come sia • più generoso e più " utile al bene pubblico che dopo una catastrofe iJ generale « in capo sfortunato ne pren da su di lui tutto il p eso, e su- • · • bisca rassegnato la crudeltà del suo destino. Gli onesti •• capaci di giudicare equamente, gliene saranno riconoscenti: « i soldati B gli uomini che pensano nobilmente glien~ ter« ranno conto e lo ricompenseranno con la loro simpatia. » Ed a questi pensieri aggiunge l'espressione della ripugnanza che in lui destaYauo • la curiosit::t avida di scan« dali che cerca di turbare quel silenzio per ricavarne il « malsano piacere di un dramma giudiziario a sensazioni, « come era stato ·i} processo Persano. ~ In queste righe nell'uomo di cuore s'intravede nettamente l'uomo di Stato. Ma lo stesso sentimento della propria r esponsabilità, che induce il generale sfortunato ad accettare con tanta abnegazione la colpa rli eventi così gravi per r enderli meno dannosi al paese, ispira all'areid uca Alberto i concetti secondo i qual i in via ordinaria debba!'li ripartire il campo d'azione
{l ) ~O ottobre t86(), comandante rleii'S" corpo d'arm:tl.a in Vicenza.
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in modo che ognuno abbia da muovers i agevolmBute in esso senza turbare quello di altri e senza potersi HOttrarre al debito suo. Divise rigorosamente e defini te con gran precisione le attribuzioni, nessuno deve i nvader~ quelle degl' inferiori: limitato il numero degl' impiegati, l'opera loro non deve mai degenerare in un lavoro pura mente meccanico: la. d ecisione di ogni questione lasciata all'autorità cui spetta, ma tenuta severamente responsabile dei suoi giudizi : ogn i interpellanza delle autorità troppo timide o affannose o pigre energicamente r espinta. Sono pochi articoli i quali ben ap· poggiati da prescrizioni chiare e preuise debbono informare l'azione del comando e l'amministraziòne nell'esercito.
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• * Sotto questo punto di vista la seconda parte del libretto Sulla responsubililà, manifestamente dovuto a ll'arciduca Alberto, dovette essere un programma per l'esercito come per l'ispezione rla lui eser citata sovr' esso dal 1869 in poi (1). Da venticinque anni il maresciallo depositario di una fiducia illimitat a da parte del Governo, sostenu to dall'autorità che gli davano la lungi1. carriera, gli elevati uffici disimpegnati in circostanze supreme, e gli allori di Custoza, benviso agli ufficiali ed ai soldati di tuttQ l' esercito, dispose di tutti i vantaggi che gli venivano dalla sua posizione eccezionale nel migliorare gli ordinamenti militari della monarchia: colla sua opera instancabile tra.sfuse in esse gran parte dell'animo suo ; dotò l'esercito di regolamenti chiari. incisivi ed opport uni, risvegliò in coloro che vi appartengono il senso dell'esatta misura tra l' iniziativlt e la responsabilità, e impresse quell'indirizzo pratico ed adeguato ai bisogni della guerra che poteva essere suggerito da una profonda cono-
(l) 24 marzo 1869 nomin11t.J gene rale ispcttoru dell'esercito. Le attribuzioni :li quest.a carica consis:evano nella pre parazione dell'esercito alla guerra, cd in colui che ne era investito a prenclero il eomantlo supremo in campagna.
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scenza. del carattere delle popolazioni, dei bisogni dello .Stato e delle esigenze della guerra moderna. Col!a vita ~he si spense in Arco il 18 di febbraio la mo-narchul. austriaca perdette un valido appogO'io la storia raccol.s e un no~~ ~i. pi~ da_ ?orre con quelli di ~ol01·o che per ~n rar~ eqmhbno d1 dot1 1ntellettuali seppero comprendere l do:~n ?el soldato, del generale e dell'u01i10 di Stato e conmharh a vantagg io de l paese cui appartengo:qo.
NOTIZIE.POLfTICO- AtfiLIT ARI Chi uso il Parlamen LO e risolute, :dmeno per ora ,. le questioni militHi più urgenti dai decreti-legge del 6 novembre ultimo scorso, le cose più importan ti, ·souo il rapporto militare, sono le dispbsizioni e le notizie che all'attuazione dei decreti medesimi si riferi scono. l<' ra queste disposizioni, le rrnaJi· vengono successivamente emanate notiamo la recente pubblicazione di un regio decreto sugli ufficiali d'ordinanza e gli aiutanti di t~ampo, col quale è assegnato nn ufficiale d'ordinanza (subaltel'no) al Ministro della guerra, :1i general i d'esercito, al c:1po di st.1to maggiore dell'esercito, ai comandant.i di corpo d'armata, ai comandanti di divisione e al comnnd:mte lniliture dell' isola di Saç<legna; viene invece assegnato uu aitttante d-i campo (capi t:mo), colle incomhenze di uflìciale di stato maggiore, nd ogni romando di brigata di fanterir~ e di c:tv:.tlleria ; si tleterm inano le norme per l'ammissione a detta ca rica c per l:t cessazione da essa e si abrogano i regi decreti finora vigenti sulla materi~. Alla stessa c:1tcgoria cii disposizioni appartiene il nuovo ordinamento delle corn pugnie di sanità, pubblicato dall'ultirnn puntata del Giomale militare e le norme relative r~l funzionamento dei depositi nei reggif)lenti di r~nteria di linea, ber5aglieri cd alpini. Quanto <tlla ll".Jsformazioue dei distretti, l'on. Ministro della guerra ha d!iesto ed :1spctta dai coruandanti di corpo d'arn)ata, non più tardi del 30 marzo prossimo venturo, quelle pn.poste specinli di provvedimenti che per avventura fossero resi necessari da special i contlizioui, nelle diverse circoscrizioni di eorpo rl':Huwt:J, per venire, senza inconvl:'niénti alla trasformazione suddetta ; la quale avril luogo ell'cttivarncnte uelr inverno 4895-96. A q nesto proposito è ·già noto, che gli ufficiali superiori e i capitani, facenti parte degli attual i distretti, saranno collocali in posizione ausiliaria c contemporaneamente richiamati in servizio, restando pressq i distretti trasformati. Oli ufficiali subalterni invece, non avendo posto n e ll 'or~anico di
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI
questi nuovi distreui, saranno trasferiti nei reggimenti lltltVI e contiuuerllnno in essi la loro carriera. Quelli però, che per r:tgioni di salute non potessero prestare servizio presso i corpi attivi, saranno in via provvisoria conservllti nei nuov i distretti ed usufruiti in lavori di scritturazione.
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' •• Disposizioni d'a ltro gcnerl', rioù 11011 :m•nti relaz ione coi decreti-· legge, ma pure da not:t r:>i ed ('lll<nt:ll!l nella qnintlicina, sono le seguenti: Vennero soppressi i t:orsi di ;dlit•vi urticiali di complemento e di allitwi sorgenti, r•·csso va ri reggimenti ·nei quali non uvevanno a\'uto luogo ammessioni od ernno state in numero troppo esiguo . . Si stnbi lirono le norme per l'a mmissione rli sottufficiali al corso pccialt; per la nomina :ul ufficiale. Secondo queste, nell'anno scola· stico 4895-96, chtl avrù principio col i o otto hre prossimo venturo, potranno essere nmmessi nl corso speciale suddetto cento nuovi allievi, dci quali, ottauta aspiran ti ali~• ca rriera nelle llrmi combattenti e venti a qn clla nPI corpo di cornmi ssari:ttn o nt> l corpo contabile militare. Jlurono modificati alrpwnto i programmi d'esame per l'a va.;zameuto dei teoeuti di f11uteria e cavalleria, dispensando gli ufficiali di detti gradi ed :trmi, che h:m no fre•ruentato t:on successo il corso pres~o n scuola di guerra, dall'obbligo di frequeut:tre il corso presso la scuola di Parm:t. A parziale modificazione di 'tuanto fu prescritto finora venne dis po::~to che il corso d' istruzione pei za ppatori di truppa dell'arma di cavalleria non al.Jhia più luogo presso la scuolacentrale di tiro in Parma, sibbene presso la scuola in cava lleria di Pinerolo. Detto corso durerà dal 4° ottobre al 30 novembre. Vennero emanate le di~posizio'ni per la lev!J sui giovani nati nel f875. La sessione sarà :1perta ii 20 del mese di m3rzo p. v. L'estrazione a sorte cominder:ì il -18 di llprile e co utinuerà nei giorui successjvi. Le sedute dt}i consigli di leva per l'esame successivo cd arruolamento degli inscritti avranno principio il 5 di giugno. L:t sessione della leva sarà chiusll il 30 settembre. Furono aperti gli arruolamenti volontari di un nono, sia coll'obbligo di cominciare il servizio il 1 o novembre pro3simo, sia con la facoltà di l'itardarlo lino al 26° anno di età.
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Importanti modifìcazioni a regolamenti ed istrn~io ni in vig?re vennero pubblica te nella quindicinn sul t;iornali~ mdt~.are, .nott:uno fra queste .alcullll <1ggiunte e varianti ~.\ tomo .r n dell 1s~ruz10~e . ~r ~a mobilitllzione altre al modello per glwvcntan del rnntenale d art1 gl.e~•~ e genio, altre all'istruzione sulln stipulazione dei contrau~ vei ~er:•z~ dell'amministrazione della guerr~. altre alle norme per ' constglt dt disciplina, altr.e alle norme per il servizio presso il com:wdo del corpo di stato . ma ggiore, ecc. ecc. . . . . Fu compilata unn nuova l struzionr. sulle salm_en~ de t ~o 1-p1. t n~ parti dest1:nati ad operm·e in ''~ontagna, in so~tltuztone d.• qu~lla dt pari titolo che resta abolita e deii'Ist.ruz io.nc su.l t~odo dL.cat·~ca~·e e condvt·re le bestie dà su-ma ad uso de~ rrggtment'l- d~ {anterta dt lt nea l' det bet·sag lieri la quale •·rsta abolit<l anch'essa. ' Venne ànnunzi ata imminente la pubblicazione dell'annuario pel ~ 8\l5, il quale ll dtfTel'enza dei prece~ent.i è. : tato. su~diviso in .du:- vol.~mi : il primo contenente il ruolo d a.u~ta~t là ·e. ti .npa~t~ fra ~ ~~ver~• comandi, corpi ed uflì ci degli ufhztalt ed tmptegatt ~n ~ttiVIla dt ,orvizio, :~Ila storia dellr var'e armi e dei singoli corp• ; ti secondo contenente i ruoli d'anzianità degli ufficiali iu congedo. . So~to la direzione del gener:1le ispettore delle tr~ppe d~\ ~cmo, c col conCùrso di vari ufficiali del genio venne comptlato d ord10e del ministero della ouerra, un Manuale per l'u ffic·iale del genio in glten·a. Esso contiene l~ nozioni principali relati ve al servizio di questo corpo e si di vide in quindici parti; l~ prima rillette il servizio e l'ordi.n~ mento del genio in guerra. Le undici sut'.Ce~si ve trattano del serv~z~!l e lavori relative alle varie spceialità ; le ultim e. tre contengono no1tz1e o dati d'importllnza generale. 1
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11 i 8 corrente, al ministero della gueri-a soW> la direzio~a perso~ naie dell'on. ministro, si rndunò la commissione dei diretton generah per l'esame delle condizioni del perso~a\e d~ll':~uu~iuistrazio~e ~n trale della guerra, allo sco po di detcrmware 1 crJten per la nd~z10~e del medesimo nei limiti del nuovo organico che deve andare m VI. gore col i o luglio. La commissione stessa continuò nei giorni seguenti le sue sedute e si ritiene che in essa prevarranno criteri larghi e oh~iettiv~men~e ins pirnti llgli interessi del serv izio; si ritiene cioèche pnma dt dest•-
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NOTIZJB PO LlTICO-MILITA.RJ
NOTIZIE POL!TICO-MILlTARr
~:u:e. :~l~'elim~uazione _elementi di ri conoscint:J cap:tcità, si:mo puro fr:t 1 Plll. gwvan1; ~~ dura ~a preferenza del _collocamento in riposo a coJ?r? t_h~ han,no r~eru~to pe~· l?nghi ser.vizi e poi si designeranno per J efrmrnazroue qu eglr altri la CU I Opera SlaSi app;lJesata meno ntiJe ~eno. premuros~ per_ gli interessi fl ell'ant mirlistrazioue. Ad o"ni modo : • ass1eura cl~e '. clesrgnati per l'elimior,zione quali che siano," saranno ~ ubrto preavvrsat1 appena le proposte della commissione sieno stabilite e ac_c~ttate, e c1ò ~ffiuch è cin:<çun o possa provvedere ai casi propri. '' Un_ :tltra .~omm1ss10ne,_ a~che_ pi ~ i111 porwnte, che tiene in questi ~rorm le ~ u. sedute (comrncwte rl ~i.> corrente) ()l'esso il ministero d 11 . l . . e :J guerra, e a commrsswne ~upre nw di ava nr.a ru ento sotto 1:1 presidenza del tenen te geuera le De Son n11z. r:o~orevo le ministro doIla guerra profittnudo del l'occasione che riun1~re _m _nom~ tutti i com<tudanti di corpn tl'anuara cd nItri fra i prmcrpa ~1 rapr dell'esercito lr n vo luto sottoporre all' e ·an.e di tale co~nmr ss 10ue per ~verne il consiglio, oltreclrè le solite quegtioni per cnr :~_nuualm en~e ~~ ra~una al_cune a~tre importantissi me f1·a cui quella relatr ~a alla. d1 strr~uzwne der nuov 1 fucili di piccolo cc. liuro. È noto che. d~ _ques~J _ne_ furono ?ià_ f~bbricati 230 mila e ne vennero giil armatr .., l~ a~ pm1, l hersagl1en , r gran:llieri c la ca va!Jeri:J ; ora si ,tratta d1. com•nc•are [Id•• armarne la fnn toria per la <Jnale la questione si plesenta molto pw complessa. Si dovrà iniziare la distriLuzione :1 tutti i corpi d'armata contemporaneamente e pros_eguire per tutti colla stessa graduazione? !=i e ne d~vr~uno :1rmare pr.lma alcn~1i corpi a preferenza di altri? In ques~ nltrmo ~a s~, d~vra ·la dotazwne da da rsi a que!'ti, prima dr comi n· c1are l~ d1 strrhuz10n~ agli altri , limitars i :~ 1 numero dei pre~enti sotto le :mm ,. o est~~d~r·sr _anche al fabbisogno per _quelli in congedo? · Ec~ r qt~esr_t' a cut la commissione dovrà rispondere. · Ne1 camb1 d1 armi fatti altre volte, la distribuzione ebbe luoao .coute~poraneamente c gradatamen-te per tutti. i corpi d'armata; o;a talnm v~rrc.bber·o eire aves,;e luogo suc~ssivamente pci di versi COI'pi; ma ~u_csro s1 st~mn, che non manca d1 buone ragioni, lw contro sè ~1·~v1 r~co_n vemen_ti : dato l'attuale m~todo di chiamata sotto le armi ed l ca m~1 d1 gunrmg1one. La commissione competentissima e:>aminerà il pro e d contro e deciderà; frattanto nou si può che riconoscere come molto assennata la decisione dell 'on. ministro.
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giorni il pubblico potè avere qualche nozione pr·ecisn, è la commissione ~el vestiario presieduta dal gener:~le Heusch. Le modificazioni da essa proposte, aventi per iscopo di rendere la di vi sa e l'arredamento più semplici il adatti a tutte le esigenze della guen a, furono sottoposte il 24 corrente a S. M. il Re, che aveva es presso il desiderio di vedere i nuovi tipi e dare sovr'essi il suo giudizio. Pér la divisa attuale degli ufliciali, le proposte si riducono nll'nbolizione della fil ettatura alla giubbn. Si propone poi una nuova di visa da campagn a consistente in un berretto di f('ggia unica per tutte le armi, una giubba semplicissima e relntivi pautalom senza bandt . Questa di visa fu pre>entata al Re indossata da un capitano. Gli fnrono quindi presentati cinque soldati di artiglieria e tre d: fanteria con tipi di divisa ed arredamenti diversi. Pare che la migliore impressione l'abbia fatta quella proposta dal capitano .Grassi. In esso, fra le altre cos~, si nota uno zaino che, vuoto pesa un chiI_ogramma meno dell' a ttu<~ le e aiTardella to, sei chilogrammi meno ; cartucciera, tasca, gibern a, boraccia, che per la confezione c il modo di :tttacc:Jrnento riescono meno incomode dei corrispondenti · oggetti attualmente in uso; una tenda-m:~ntellina, cioè un;~ tenda che serve per tenda e per riparare dalla pioggia il soldato in marcia ; infine uno stivalino il qua!e si adatL.-1 1:ou facilità ~~1 piede e uou Dtl comprime il collo. S. M. il He ha tutto esam inato con "• massima cura cd ha espresso sy pra ogni cosa il suo alto e competentissimo giudizio. Si assicura eire il sistema del capitano Grassi abbia avuta la preferenza e che presto verr:~ n no ordinati esperimenti su di una scala abbastanza vasta. per constal:lre se la nuova divisa e il nuovo arredamento rispondano a tutte le esigenze nelle diverse circostanze in cui può trovarsi il soldato. L"on. ministro della guerra sentirà su vari particolari anche il parere. dei comandan ti di corpo d'armata. Fra gli esperimenti, pare che si:~ intenzione dell'on. ministro di dare la nuova divisa ed arredamento ad un& compagnia di uno dci reggimenti di guarnigione in Roma c a trualche riparto di tru ppe alpine. Così, oltre ai risultati tecnici, ~i potranno raccogliere le impressioni dell'esercito ed anche, dal punto di vi stn estetico, quelle del pubblico. ~
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~na. comm~ssrone che da tempo aveva ultimato il suo compito c pre~entato le Mie proposte, ma d!!lle · quali soltanto io questi ultimi
*• Oramai sono giunti nell'Eritrea tutti i rinforzi d' uomini ed il materiale speditivi da ll'Italia, sicchè il governatore è pienamente padrone della situazione, cioè in grado di adotlare o ritardare a piacimento
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI
NOTIZIB POLlTICO-MILlTARI
secondo r opportunitit, l'afl'ettuazione di quelle misure che valgano a dare piena sicurezza alla nostra colonia. Quali siano tali misure rispetto all'Abissinia lo abbiamo già detto: occupazione permanente di Adigrllt ed inrorpor11zione di tutto l' Agamè nel territorio e!Iettivo dell'Eri tre:~. Verso la metà del mese, alcune notizie facevano credere che ryuesto :;copo potesse raggiungersi pacifìcélmente, cioè d'accordo con Mangasciil Era stato infatti annunziato che nn11 missione del . clero abissino di Axum stava per recarsi a Massnua, onde f11re omaggio al govern11tore ed oirrirgli pace a nome del ras, ma noti1.ie posteriori recarono che questa missione ave vn fallito al suo sco po. Certo dev'essere duro a Mang;~ sciil l'accettare patti che, mentre gli tolgono una parte del suo dominio t~rrito rial o, gli. chiudono in pari tempo la strada a tentntivi di maneggi o di ribellioni future, ma o per amore o per forzél dovrà aceellarli. E for.so è anch' egli di questo parere, perche, anche dopo fallita la missione rlei preti , mandò al Govematore no capobanda tigrino con una letten• , certo contmuwtc uuove
Alla notizia già datane dal telegra fo tennero di':ltro i particolari nelle e fra questi il testo del decreto di espulsione, che givva riporLare come documento: « Il Governatore della coloni~• . visto l'art. 39 del n. decreto 8 di« cembre i 892, considerando come la perm11uenza dei padri lazzaristi « del vicnriato apostolico di Abissinia nell'Eritrea tenda a menomare • l'autorità ed il prestigio del governo italiano nelln co loni11 e sia in« compatibile coli:~ pubblica autodrà, ha iu data 23 gelinaio dr.crctatu: « Art. 1. I padri lnzz~~risti di rwzioualitù eu ropea sono espulsi dalla " colonia Eritrea. · • Art. 2. I padri lazzaristi e,;pn lsi prendernn~ o imbarco al più tardi « sul ptroscafo che parte da !\Iassaua il giorno 4- febb ra io p. v. «Art. 3. I Regi commissari di A'mar11 e Cheren e il t·11po degli af« fari civi li sono inca ricati dell'esecuzione del presente decreto , . Questo decreto nella sua semplicità non potrebbe essere più chinr·o e preciso. Non è necessar-io cercare le cn n sf~ del l'espulsione in ipotetiche segrete rel<1zioni tra i lazzaristi ed i capi abissini nostri nemici o ribelli, b:1sta la pubblica :1vversione che questi prr.ti francesi professavano per il nostro governo coloniale del quale cercavano di meuornnre. cou ogni mezzo, l'autorità ed il prestigio di fronte agriodigeni; basta la pubblica avversione citA p.-oless:Jvauo :t tutto dò che è itali:mo. Ben diversamente da questi fr:tncesi si regolarono sempre i· s;~cer doti svedesi, dei quali, com'e noto esiste da gran tempr' una missione presso Mas<>aua. Costoro llpprezzando la nostra ospitalità e protezione , non solo vivono io pace con noi, ma eontribuiscono per quanto possono a rassodare negli indigeni il rispetto per l'Italia e per gli italiani. Della buona armonia tra la missione svedese deii'Eritrell e il governo della colonia se n' clbbe una recente prova nella decorazione del Gran Cordone dell'Ordine della spada, acw rdìttu d:tl Re di Svezi:~ al generali" Baratieri per le villor·ie di Co:1tit e di Senafè, . Se po s~iamo andare così d'accordo con questi svedesi, che pure sono preti pro~estanti , quanto pi ù facilmente si sarebbe andati d'accordo con quei francesi se si fossero. contentati di essot·o preti cattolici!
proposti~.
Questo trllttative sono prGhabilrncnte la ra gione [H~r cui le o~crazioni delle nostre truppe non vennero ancora spinte colla solitn alacritù. Non si ~ta però colle mani nlla cintola neppure rispetto alle armi; 'nel Tigrè c'è chi lavora per noi , o almeno lnvora contro Mangascià. Qucii'Agos Tafari che, all'indomani della rott:~ e della fuga di Mangascià a Senafè, s'era presentato al generale Har·aitieri; con :dcune centinaia ùi arm<ùi, olrrenùo i propri servizi, non cessò mai d'inquietare il ras, e gli u ltim i dispacci recano che, combattendo in nome dell'Italia, ha sconfitto presso Adigrat alcuni nderenti del ras medesimo. Il ryuale sl trova sempre nel Ternbieu, impotente non solo a resistere alle nostre eventuali operazioni, ma anche alle osti lità di !]Uesto capobanda suo nemico. Sotto Cassala e noi dintorni tutlo continua ad esser e tranquillo; i dispacci recn no solta'lto notizià di un piccolo scontro che merita appena di essere ricordato. Una nostra pattuglia in esplorazione trovò fra Osobri ed El l 1ascer un gruppo di dervisci su Cllmmelli, incamrniunti non si sa dove; lo att,11;cù e lo disperso uccidendo un nemico c prendendo alcuni cammelli.
corri ~poo~enze
...
Roma, 28 febbraio 4895.
x.
**.. Mentt·c in questo modo, nell'Eri trea, col valore e colla vigilanza, si tiene fronte ai nemici esterni, sia verso l'Abissinia, sin verso il Sudan, il gover.nntore con opportlma ed energica mi sur.:~ ha liberato la colonia dai nemici interni: i lazzaristi francesi.
~8 - A :-IN O H .
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1\0TIZlE MILITARI ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE FRANCIA.
Cavo sottomarino . - Il Mini,;tro •Ielle colo11i1J h:~ pre~enta to nll01 presideuz:J della Cn rn er11 t.lei deputati un progetto di lo~go che chiede pel detto Ministro, sull'esercizio t 8!l?'l, un credito di lire 4HO,OOO, destinnte allo stabi limr,nto tli u11 cnvo sottomarino frn Obock c Gihuui (haia eli Tagiura). Corpo di spedizione a Madagascm·. -Dopo essere "tato costretto dai cattivo tempo n fermarsi n Collo, piccolo porto situato n 14 O chi)omctri a ovest di Booe, il Shanwock. imbarcato a Philippevil le il 2° battaglione del i) o cncciatori, hn continuato la sua rotta . li Notre Dtlm~-d!t-Salut imbarcherà a Marsigl ia: 1 uftìcinles uperior(', 8 ufficiali subalterni, 1 ai utante, 4 sergente maggiore, 9 sergenti e furieri , 45 ca porHii, 13 1 soldati di f1111Leria tli ma1·inn, 69;J tonnellate di materiale di verso. A Tolone p1·enderà il resto del mnter ia le che non ha potuto esser imbarcato sul Shammck. Infine, a Phili ppeville imbarcherà : •l ufficinle superiore, 6 ufncia li ~ ubalterni , 4 aiutante, 1 sergente mnggiorc, 4O sergenti, 4O ca porali , H 7 soid :~ ti , 12 ca\rall i, 491 muli, 9 ton· oellatP. di materiale. I lavori per la costruzione el ci cnvo sottoma rino deve congiungere 1\iajoungn alla Héunion procedono attivamen te all'officinn di Saint-Tropez. Questo ca vo sottomar ino dove esser ultimato, per poterscne servire, fra il 45 ~il 20 febbraio. Per giungere a questo risultato, cioè a tal ra. pidità di l:~voro, la compngnia fa lavorare i snoi opel':l i fino alle 4O ùi. sera, e persino i giorni festivi . TcrminalO il cavo sottomarino, il Francesco 1° procHtlerà nl suo collocamento. Il Ministro della ·guerra ha dnto ordini precisi, :1ffìnchè lo situazioni .mensili dell'effetti vo, che gli sono in via te il 4° d'ogni mese, siono stabi·
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Qile colla maggiore esattezza per le unitù che devono fa r parte della spe-dizione. L'esercito a/l'espo~ i:tione ttnivet·sale del 11JOO. - Secon•lo la cl;~ ssi ftcazione uffici;~lc, -"c"orcito, nella categoria degli oggetti esposti, forn1eri• jl f8° gruppo, diviso in differenti class i nel modo seguente: A.t·1namento e matel'iale d'art-( qliu·ia. - Mate1·iale e procet.linwuti delle fab briche d'armi da goerr:~. - Bocche 1la fuoco e proietti llell '1 •ser· -~ito.- Bocche da fuoco e proietti della rnarinn.- Armi da fuoro. Munizioni crl esplosivi.- Polveri. - Polveriere. - Armi bianche. Materiale ll'a rtiglif:ria c mezzi di trasporto dell'esercito e dell a marin n. Genio militare e servizi dipendenti. - Matel'inle del geuio. - Co-struzione delle strade fe rrate. - Studii dei traccinti e delle costruzioui di strade ren nte nelle c:olonie. - Casermaggio in Fraueia e nelle co louit•. · ·- Elettricit:ì e app licazioni dell'elettricità. - At·enst.'lti militari. -Telegrnfi c telefoni.- Ponti . Genio marittimo. - Lavori iclra!'lici. - Torpedini. - Na vi da .gnen a.- Scnfì e ncce;;sori; appare~A:hi motori e l evn porntori; apparecchi ausiliani; materiale d'armamento. - Attt•ezzi e prodotti dogli :u·senali. - ApJIIicazioni dell'elettricità. - Lavori idraulici. - Torpedini oll'ensive e difensive. - Scuole. -Disegni. - ·Fotogrnfie. - Sn lvatnggio marittimo. Cartografia.- lti1·o,qra{i.a. - ,StrlLmenti clivet·si. - Ser vizio geogr-afico dell 'e~ereito; geodesia, topografia, eartografì:t, piani, rilievi; strumenti d'ouica, strumenti di precisione. -Apparecchi fotografici. - Ri.Liil>grafìa militare. Servizio idw~rafìco della marina; ca rte, strumenti scientifici , stru· menti di navigazione, Sen:izi amwimstrativi. - Vestinrio, eq uipaggiamento, letti , nccnm· pamentu e attendamento delle truppe di guerrn , degli equipaggi e delle truppe di mnrin:~.- Apparecchi e oggetti diversi destinati ai servizi amministrati vi. - Alimenti ; forni ùa campagna , consct· vc alimentari ; apparecchi por la con~ervazione delle sostanze alimentari. - Strumenti .Dlllsicali. - Mascalcia, governo dci cava lli. - Pesca m:~rittima. (q iene e materiale sanitario. - Servizio di sanità . dell'esercito di terra in tempo di pa:)O c in cnm pngna. - Ma teriale e procedimenti del 'trasporto dei reriti. -Servizio di sanik1. dalla m:~rina.- Materi11lc c procedimenti del trasporto dei feriti . - Società .ii soccorso ai feriti. Filtri e altri appa recchi d'epurazione delle ncque. Servizio geogmfico dell'esel'cito.- Il servizio geografico ùell'e~ercito ha di recente pubblicato e messo in vend ita le ca rt~ seguenti :
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NOTlZlS 1141LlTABl ESTBB.Jl
Carta d' Arrica al2,000,000°, a colori: N. 56, Tullear- N. 57, Ambahy (a 4 lir;t ciascuna). Carta della Tunisia 11l 50,000, a colori : N. 29, Gromhaliu- N: 50, lialk-el-Menoezel (a 1 lirA e mezza ciascuna). Carta d'Algeria al 50,000, a colori: N. t a, Collo - N. 51, Lidi-Dris - N. 82, Oned-Fodda - N. 97. il Kroubc (a 1 lira c mezza ciascuna). Carta dell'A lgeria al 200,000, a colori : N. 55, Chott-ech-Chergui- N. !i6, Aflou (a lire 0,70 ciascuna) . &rvizio idm!Jmfico della nwriM. - 11 servizio idrografico della ma. . rina1ha pubblicato le carte e istruzioni Sl'jrueuti : 1o Carte: 48t O. nolfo di Tngiura (mare delle Iuti1e, golfo dt Aden); .'i.H22. Da Iomfruland a Lyngòr (Skagerrnck - costa della Norvegia); 4845. Dal capo Mesur:1do ::Ila puuta UnfTu. Baia Monrovia - Bai~ Sestos _ Edina e Gr and Rassa - t\larshall e riviera lunk (costa occ1den· tale d'Africa); 4850. Dal capo Sant' Auua al r.apo Mesurado - Riviera del capo di Moute - Riviera Gallina ~ (costa ùccideutale d'AJrica); 4851. Helgoland (mare del Nord); 4-879. Isola Mopelia - lugresso del Lagane Arcipela go delln società (Ocea~o Pacilì~o- sud). , .. 2" lst!Uziuui ; 1:J.Jbis. Annali tdrografì ct (2° Yolurn c, 4 s9 .. ); 7u8. IstrÙzioni nnutiche sulle coste sud·della Francia; 760. Istruzioni nautic.hesull~ coste sud-est della Spagna ; notizia idrogr:)fì ca N. 8 ( •1894), supplemento al N. i delle istruzioni 725; notizia idrografica N. 9 (~894-), supplemento al N. 2 alle istruzioni 7·12. Tù·i di r.ombattimento e mmwvre delle truppe di marina. - Le truppe di marina , stazionate nei porti, faranno quest'anno .dei tiri di combattimento é delle manovre di guarnigioni nelle date seguenti : Clterbourg, tiri di com l;attimeuto dal 25 giugno al 6 luglio; m<uwvre di guarnigionedal 16 al '22 luglio. - Brest, tiri di combattimento dal 29 aprile al 24- maggio. - Rochefort, tiri di combattimento dal 6 al 16 maggio; m_anovre dal 22 al 28 Aprile. .:-- Tolono.::, tiri di combattimento dal1• apnle al ·l O maggio; manovre dal 24 al 30 giugno. · 11 ministro attenderà, per stabilire definitivamente, il parere dei comandanti. di brigata. · Scatole di u 'rne ·in conserva. - Il deputnto Cha pui s, facente parte della comm issione incaricata di esaminare la ,proposta di acquistare le scatole di carne iu conserva per l'esercito esclusivamente in ~ranci:1 n nelle colonie, o di farle fabbricare sotto il controllo del:o Stalo, con be~tiame indigeno, ha presentato, a nome dc' suoi colleghi, un lung4} rapporto, seguito dnl seguente progetto di legge:
NOTJZIB MTLITARl KSTBRB
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Articolo tmico. - A partire dalla promnlg:1zioue dell:1 presente legge, qe ~catole di (::1 rnc in conser va per l'esercito saranno fahbricate iu l<'ranci:1, nelle colonie, o nei paesi di protettor<Ho, sotto il controllo -dello stato, e con bestiame indigeno. Cambiamento d·i denomina::ÌM!e. - [)'ora innnnzi In divisione dei Yosgi, le ùnc brig11te dei Vosgi, la brig~ta di San Nicoln, ~ar;1 nno ·denorniunte con numeri, nel modo ~e~u cnte: J.n (livisionll dci Vo~gi, ;:arà denominata ii" di visione tli fauu•ri:•. L;~ ·l " bri~::tta dei Yosgi sarà chi:unata 81• hrigata ti i f;1 nteri~. La 2• hri )mta dei Vosgi, ;:nr:·, chiamata 82" bri>:a ta di fant•·ri:). La brigata rli San Nirola ::;arà dennmin:lla 83• bri gata di fanteri:l . Ma11om·e di masse d' arti!Jiieria. -Le manovre di masse d'artiglierin avranno. lnogo qnesl'anno d<d i 7 :.~l 28 luglio, al c:unpo di r.11ùl9n ,.:. Si esegulran~o sotto l'alta direzione del ge nerale di divisione" Lad vocat, prc~idente tlel comitnto~ tecnico dell'artiglieria. Gare di tù·o tlel 1900. - Il prriodico Le tir national pnblilictl ~ l rapporto dcll:1 s.ottocommi;:sione incarict~ta di e;:aminnrc le di\·er;:e g:~re di tit·o che si propongonu pel 1900, :1 Vincenne~. in (H:c.,sione de ll 'esposizìonr.. r diversi eserciti sono stati ripartiti in qnnttro gruppi distinti : ·l " Tiro ~t i be r~a g li o con armi porta ti li : 2" Tiro col cannone; :Jo Tiro lll piccione; .\" Tiro coll'arco e colla ba!P.strn. Tim al bersaglio. - La gara snrà innugurata il mese ù1 luglio e -durerà 2~ g1orni. r tiri si farann o :~Ile distanze di '200, 250 e 300 metri colle armi da guerra e di preci;:ione e di 600 metri coll' arma oazionale Francese ; di 30, 20 e 12 metri colla pistola a rotazwoe, la pi,.:tola di combattimento, il fucile !;COlsstico e la r.a ra!Jina l<'loberl. La commissione prevede l'istallazionc completn con ferrovia Deca uville, per il servizill interno della gHa. · L'aren ;:celta è quella della piazza d'armi della fanteri a, limitatn nll'o\·est dnl poligono dell'artiglieria c all'est dalla strada dell n piazza .J'nrmi. Ii totale (!ello spese giungerebbe 11 820,000. Tù·o col cannone. - La ga ra avrà luogo al poligono d'arti~lieria -di Vincennes nello stl'ss& tempo e colla stessa dm.1ta delle ga re pre<;edcnti. 11 totale dello spese è di ~30, 000 lire.
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NOTIZIE lllL!TARl ESTERB
NOTIZIB MILITARI ESTERE
T-iro al piccione. -- L'area scelta è situata preoso il nuovo r.me-· nello spazio compreso fra il viale dei Minimrs, la strada dell'ArLigliera, la strada della Piramide, la strada della . Pirotecnia e la slrada dei Snbotiers. 11 tiro comprenderà due periodi di quasi tr~ settimane-· ciasnmo. Nell'intervallo tiro :~1 piccione meccanic:o, di ,a rgilla. Il totale delle spese sMil di 200,000 lire. Tiro coll'arco e colla hdrstra. - Avrà luogo d111·antc lo stesso periodo <.lei tiro a bersaglio, iu luogo d:~ d•~te rminarsi nello stesso fJO Iigono. Le spese ascenderanno a '100,000 lire. Riassumendo, tutte qu este g;11··· di 1.iro costeranno complessivamente· L. 931,000. Sostitttzio11e delta pistola a 1'0/az1.0IW modello 1H92 colla pistola a ?'orazione modello 1873 delt'm·ti_rylie1·irt di manna. - Conformemente al parere del comitato tecnieo degli ispeuori generali delle truppe di ma-rina , il ministro dfllla marin:1 ha deciso di armare colln pistola a rotazione modello) 1892 le tmppe dell'artiglieria di marina, iu ca mbi!}· di quella modello 1873 e 1874 atlualmente regolamentari . I distaccamenti centra li del 1° e 2° reggimento d'artiglieria d.i marina sono incaric~ti di pro,·vcilere della nuova arm:1 le sezioni s,ecoulla.rie· distaccate al le colonie; le pistole •• rowzione inviate a '1ueste saranno~ecompagnate d:1 i 00 cartucce per :~rma. Apperw ricevute le pistole <l rotazione mo lello 1892, le direzion ~ d'arti(1lieri:t coloniali devono rinviare io Fr:1ncio~ le pistole a rotazionel!> modello 1873 e 4R74 conseguentemente abolite.
RUSSIA
AllP-vamento dei cavalli a mand1·e 11el nord del Caucaso. -Nelle valli esulle peudici del f.aucasn si è fino ai giorni nostri conservato l'alleva-mento di cavalli a mandre, introdotto d~ tempo imm~ morabile d<ti montanari indigeni e dai cosacchi del Terek, del Mar Nero e del Kub:ID •. Un soggiorno di due anni fatto nelle snd1eUe regioni consente di, dare al 1·igu:u·do le seguenti notizie sotto esposte.
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I. Allevamento dM car,atli_ • Tahun • ('1) dellct montnyna. Fra gli allevamenti dei cavalli del C:mcaso, il più impol'l:tnto per il numero ed i pregi è quello della razza cabarba (2) introdotto d~1 i montanari della regione. • . Ciuquant' 11nni addietro , nel periodo più fiero dell;~ guerra del Caucaso, erravano nei piani di Cabarba, mandre immeuse di c.w:~lli indigeni appartenenti ai signori del paese. La vigilanza delle mandre era af!idata ilgli schiavi e, grazia alla ferti lità del suolo ed :ti lavoro gratui to dr-i detti schia vi, l'allevamento dei cavalli era iu condizioni fiorenti, tanto nella Piccola che nella Grande Caharba. Al dire della gente ben informata di quei tempi, il numero dei c:Jvalli , nei ricchi pascoli di C:1har1Ja e nelle steppe :ltliacenti, asceogeva a 100, 000. Nei tempi di siccità, l:1 maggior parte delle mandre si trasferiva no sui •colli di Os~etti e di Digoria le di cui popolazioni venivano largamente compensati dai f.aharbi, per l' occupazione delle loro tcrrt!. ~el 1867, quanrlo 1:1 popolazione dd Terck. fu libera t~ d;dln servitù e che qu indi i grandi. proprict..1 ri, in seguito nlla ripartizione ddle teiTe ne fnrono pri vati di un a quantità considerevolè , l'allevamento dei ca val lì, eominciò ra pidameme a decadere. Non meno dà ono fu recato sia dalle emigrazioni dei mont:1n:1ri del ·caucaso di Turchia . i quali condussero secu molte di quelle superbi'! mandre sin dalla ripartizione delle mandre frn nuovi proprietari venuti da altre regioni. , Dall' ultimo censimento cavalli fatto nel 1891 si hanno i ~egucnti dati : allevatori 288 che possiedono 30, i77 cavalli (senza contare i puledri latlanti) di cui 1,356 st:~lloni e 12,033 madri . Gli stahilim~<nti tli 11llevame'nti sono ora in maggior parte concentrati nei distr•' tti di Bat.1lpasuush.. (·10,130 teste) nella valle del Kuban e deli'UI'Up, nel dislretto di Maikop (6,895 teste) e di Piatigo rsk (6,850 teste ) nella circoscrizione di Has:w-l<' urt sul Terek di Sungensk (2,322 teste) e di Grosiui (890 teste).
Ta bun, mandrc di cavalli. (2) Ca ba1·ba, regione del Caucaso.
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NOTIZIE IIILITARI ESTER~
La produzione principale è quella d~lla razza caLM·dinll ; ~olo a Hasav-Furt trovansi stàlloni di Nag11i. L:t statu ra dei maschi (stiliIoni e cavalli non interi) é generalmeute di metri ~ ,426, tii rndo di metri ~.4-30 ; quell:t delle cavnlle ò di 0,771 a metri 1,426 .. Il cav~llo eabardiuo "'' un;• co nrormazione :tsciuua, la· test:• piccola , bella alquanto e montoni un, le labb ra leggermente rialzate, · le orecehie acute é mobili, le g:tmhc secche con zoccoli piccoli e duri , il dorso dritto e vigoroso, i reni solidi, In groppa drittll e t;dvolta a pendio, il petto alquanto strello, il collo dritto e fino. L:1 manca nza di buoni pro lultori u la rontinua me:<colauza di sa ugne h~nno portato delle danuosu co u:-:eguenzu :~lk• l•ellezzn ed alla bontà dei cava lli da sella, in tprcsti ultimi tempi. L ' im portanza degli stabilimenti cl' :•llovu mooto è multo va riabile_, in media si può calcol3re pet· ogui tahun (ma ndra di c:tva lli) da HiO a 500 cava lli , l" ra i (I'Hl li 5-10 ~talloni t! :10 -iiO madl"i. Il deposito principale è qu ello di lloiciansk ocl di~tretto 1li Pin ti ~or~ k ( 1,500 te~ te). I monti del Cat}caso e le va lli ;tlligue presentano tuiLi i requisiti per dei buonissimi allevamenti c;t valli; grasse praterie irriga te d.. abhondanti corsi d: acqua, non solo provvedono ~ nffi cieuterncnte al pa~co l o df;)gli unimnli, ma anche <l lla ri:;crva del fìeno per l'inverno. Il prezw dei pascoli è molto aumentato in rrue;;ti ultimi tem1)i , per la ragione dell:1 concorrenz11 ehe r:1nno ~li allevntori delle pecore <1gli allevatori dei c;avalli . L'alleva mento si pi·:1tica nel modo seguente: :d giugno le mandre sono trasferite sulle pend ici del C<1ncaso, a monte del fiume Kuban e dei suoi affiueuti ed 11i piedi di Elharn ~, quindi al settembre coll'avvicinarsi del freddo ~~:e ndono in hasso e nell'ottobre vengono riuniti presso gli Aul (vil111ggi). La decacJmiza equina del Caucaso, rende sempre più ditlieile ai cosacchi di·quella regioue e specialmente a yuelli del Knban, di rifornirsi di huoui cavalli da ~fll l:1 negli impoveriti me rcati, presso i eirc:t~si como us11no a fare da lungo tempo nou intendendo trah1~ciare la coltivazione delle terre, per ritot·n:1re al primitivo loro allcva~ento dei f'nvalli. Quautnnque il peri colo di rimanere sprov-ve1luta di e:tv:tlli, uon sovrasti per ora ;dia eav:dlèri a cosacca, [ìoi1:hè all'occorrenza il eosaceo tro verà sempre a comprare nn c.wa llo dal montanaro indigeno, il guaio potrà avvenire quand o la decaueuz:• eq uina t'aggiunge rà un uwggior grado negli allevamenti del Cau caso e la questione sa rà specialmente
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ardua in tempo di guerra, in cni ~i trattet•ù di provvedersi im mediatamente di una gran quantità di cavalli . l'orsc alcnne misure, come per esempio, l' introrl nzioue 1legli st:tlloni da monta pre5so lo stanitze (villaggi co~acchi retti ed amrni ni~trate militarmente) npporteranno un ~erto rimedi o al reclutam ento envn lli uella eava lleri:~ eosacc:1 permettendo ni cosacchi di tener un e:ìV:1 IIo da sell a domestico; ma queste misure non potranno apportare che un miglior amento pa rziale e mai dnre c:wulli della tjnalitil degli :tttn:t li di Cnbard:l.
Il. A Uevamenti cavall i delle popolazioni nomade indiyene.
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I Tabtln di Nagai (regione conosciu t:l anche eol nome 11i Eri v[IO e di Kasa nsai) sono i più importanti per la quantiti1 dei cavall i, che in numet·o di ~0,000 circa erran o nfli dflserti di sud -est, da Manitx alle rive del Caspio ed in prossim~tà dci lagh i salati adiacenti, cltfl d' inverno le pioJ.[gie riempiuuo di neve e di :~equa e d'estate sono interamente asciutti per ell"etto del sole c del vento. Ven uti in yùeste reaiont colle lot·o mand re ai tempi di Cin hi ~-Hau , i naga ini hnnno ~onservato il luro primitivo tipo uomaclo. Essi vivono nei loro Kii.Jitk i (1~a rri eoperti rl i ~tnoia) girando per ll'l praterie a vigilanza dei loro eflvallt . 11 ·censimento cavalli del 4891 otrre i dati seguenti: padroni di Taburn 297, cavalli 18 12'2, dei •pwli 759 ~talloni e 7,639 madri. Il numero dei cavalli in ogni Tabuu non è grande, da 90-~25 in gener ale, di cui 23 >tallont e 60-80 H~ttd ri. Solo 45 padroni di Tabun possiedono cava lli in un numero maggiore os>in da 3 50-650 con 40~20 stallotti e 200-400 mad ri . I uagaini fanno pascolare. >'enza pàgarnento, i loro Tabun, teneu_dosi tutto l'inverno presso i l Terek ed i suoi allluenti 11 eere:mùo protezione con tro le hufere di neve, tt·a le canne e le foreste: talvolt:~ fanno pascolare i Tabun , ~u lle terre dei privati o delle Stanitze cosac~che, ed in tale caso pag~no 50 kopek (2 lire ci rca) per ogni _c.1vallo di etti superiore :11l un anno. Il ca,·allo nagaino non è grande: la sun ~ tatura media di rado supera metri 1 , ·1-'~, la sua conrormazioue è a'ciutta, l'ossa tura è sporgente,
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NOTIZIE MILITARI ESTE RE
Il~ testa grande il· collo corto e fino, quello degli stalloni è più grosso, la groppa sporgente termin:mte a piovente, le ga mbe asciutte, i zoc, coli piccoli e duri. I cavalli nagaini, da secol i allevati in libertà nelle steppe, soppor· tano fac ilmente il freddo il ca ldo e le privazioni ai nutrimento e di ~equa ; sono resistenti e rapidi. Al dire dei eosacchi, il cavallo nagaino può f11cilmente fare -106 chilometri al giorno, col solo nutrimento che trov:1 per via. Durante la spedizione di Alwl- Teké, di Skobelev , i cavalli uagaini si mos trarono più r~ s istenti di tutti g li altri. Le estese steppe di Nagai, llattute sempre dal sole e poco adatte alla cohi ~·azi onc, hanno tutti i requi siti per conservare presso queste po· polazioni la loro secolare industria di :~lleva m ento nomaJo dei eava lli. Sarebbe solo da desiderarsi per il miglioram ento di quest:.t forte razza cavallina, l' inu·oduziouc per parte del governo di alcuni stalloni di sangue, poichè è difficile supporre che il selvaggio nagaino arriverà mai a pers1wdt)rsi della necessità di appo rtJre mi glioramento nella razza dei suoi cavalli. L'ordn di Nagai, possiede un ea pitale considerevole e si potrebbe trarre da esso 2000 a 3000 rnbli, per l'acquisto almeno per i primi tempi, di ' O a 15 ~ talloni di sangue. I Tabun dei 1'ruhmen'i, popoli nomadi delle steppe a nord-est del · governo· di Statlropal a sud di Maui, tc; ~i tengono aecampati dì preferenza in prossimità delle steppe llalmuke l'estate, e nelle vaste praterie e nelle canne su ambe le rive di Kumi l' invemo. 11 cavallo truhmcno è in media della stfitura di metl'l , ,42, ha la testa piccola, forme tonde, il suo mantello predomin:-~ntc è il baio : è agile ':! di rapida 11ndatura : comincia ad esse re utile td ser vizio a 4anu i. l trn hmeni vendono 1 loru cav;t lli alle rim oute. I l numero dei tabun tmhmeni, secondo il censintento del 4894 è di ~ 3 con 4005 cavalli di cui 232 stalloni e 2200 mad r i. I Talnm dei Kalmuki convertiti al cristianesimo sono stabiliti su Ile rive del Cftspio, in s•~arso numero_ 0:-~l eensimento del 4891 risulta essere i Tabun kalmuki in numero di t7 con 1933 cavalli dei quali 75 stalloni e 662 madri. Pascolano sul terreno aflìtt:-~to dal demanio per 600 ru bli (2400 lire). Il cavallo kalmuko ·è il prodotto di un incrociamento dei c.av:-~lli di Naga i con quelli del Dou. l kalm11ki negoziano coi mercanti di. cavalli del Don
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' In conclusione si pnò notare che per proteggere e svilu ppare il rifornimento della cava lleria cosacca del Kuban e del Terek -è necessario : 1) Provvedet·e alla conservazione degli allevamenti dei Tìllmo, là dove non sono :1ncora spa riti; sul ~lar Nero, nella Pi c~1lln c Grande Cabarda nelle bassu1·c del Terek e nelle steppe di Naga i, dando la pre· fereoza ncU'affltto delle pratt>rie demanial i agli allevfltori di cava lli anzichl~ a l(Uclli delle pecore e degli agricoltori. 2) Migliorar& i c.walli dei Tabun di Nagai , cogli stalloni di sangue che a loro più per incrociamento si adatta no, poichè per quelli della Cabarda, il miglioramento è giit stato preso in co nsidernzione dal governo russo.
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l'n'occltiaut lLlll' ultime lli Diste. La Uivista pone in seconda linea il lihr·o, fu 1letto su tauti tòni: ed è vero linchù il lihi'O non registri, e sistemi col rimanente delle cognizioni, In soluzione di taluno rlei problemi che via via vengono a stuzzicare la mente umana e segnino quell" ,eire dicesi il progresso del sapere. Proprio sull e Ririste avviene quel lavorio di analisi critica che vaglia le soluzioni e sceglie quella che deve pass.ue n ~l corredo scientifico. ~i sonn ora tali question i che al.lbiano bi ~o~no di ru·gente soluzione, o non si str·asci~:ano invece vet~c hi argomenti le eni so lu. i ioni aLtendono l'esperienza per essere sanzion:.1te ? Uno sguardo alla IHlleratura militare può 5llg}erire quali sierw :.{li argomenti che più degli altri interessano nra il mondo militare. Ecco qui: ho pr·e•so di me nna . quarantina all'in circa delle rnsseone . degli ultimi due IUPsi. Totale : molta varietà di argomenti e molta incertezza . Nes.s un argomento ferma in special modo la mente cosicchò esso •1ppaia qua e là oggetto rli studio o di osserva:~.ioni su va~ie rassegne ad nn tempo. Sull a guerra che ora si stava combattendo tra la Cina ed il Giappùne i particolari sono ancora scarsi : il telegrafo porta rapidamente le notizie so mmarie: le lett.,re han bi sogno di due mesi di viaggin : l'inter·prel<•zione e il paragone tra i documenti son titnto più dinìcili che gli originali son seritti in una lingua da pochi conosci uta, e si riferiscono ad usi, costumi ed ordinamenti troppo diversi dai nostri . non ostante la tendenza "di quei paesi e massime del Giappone ad mropei:zm·s1:. Quando più ne s:~ premo, dovremo trovarvi f;ttti importanti ssimi : l'impiego delle nuove armi , la guerra sul mare parallela all a terr·estre, l'influenza ~
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esercitata dalla perdita di una grande piazza di guurra ... l Neue militiirische Bliitter son già all' Vlll arti co lo , il ttuale contiene .uno sguardo retrospettivo sul primo stadio di quella ,.;uerra fino alla presa ùi Porto Arturo da parte dei giapporresi ; sogn.1 la situazione dei due eserciti ai primi di dicembre ed accenna ai tentativi fatti dai cines1 per aver la pace . Il Jonrnal drs .vcimc,.,~ militaires sullo stesso argomento nei fascicoli del gennaio e fehlll'aio discute le conseguenze even tuali del cozzo tr·a giapponesi u cinesi. Par·la pure di quella lo{uerra la Army and lYavy Ga.:ettl.' e no trae occasione per deplor.1re la mancanza nell' e.;ercito inglese di un ohice analogo a quello Krupp da centimetri 12 , del qu ale si servirono i giap pones i per t~annon egg iare Porto Arturo. Altro argomento che qua e lit fa capolino e quello della prossima spedizione francese nel ~ladaga scar. Sui :.tiornali militari francesi appaiono notizie riguardanti gli app;1rer.c hi di guena e sono dat e con una certa frequenza e co n tal tuono come se dovesse l'eco loro risuonare n 'l'an nnariva, ove il gov~rno malgascin non sembra ancor ben persuaso che la lontana spedizione possa aver luogo, e se mai ha luogo , non è affatto persuaso che· po,;sa riuscire nei suoi intenti a cagione delle febbri e delle foreste elle servono di barriera alla capitale. Il per·iodico in glese sunnominaLo studia· appunto le vie d'imrasione dalle spiagge del Madagasr.ar al centri) dell 'isola ed alla capital e, le stesse ciro gli autori credono tanto difficili da arfìdare a quelle rlifficoltà la massima parte nella ùifesa della propri a rndipendenza: Ma all'infuori di qnes ~i finora citati, e degli articoli d'e!'udi:t.ione storica-m ilitare, molto minuti per lo piìt nelle loro r·icerche, non sapremmo fermare lo sguardo soVI'a alcuna qu9slione speciale. Gli Jahrbucher {ii1· die Armee nnd Mm·ine annunciano io una corrispondenza dalla Russia nel loro numero del febbraio, che liL si attende per quest'anno la pubblicazione dei nuovi regolamenti per tutte le armi. Tra tutti più desiderato è quell o per la fanteria, e mentre le sedute della co mmissione vi danno l' ultima mano, la stampa e gli studiosi dibauono ardentemente tra loro la questione dell 'assalto delle fanterie. Gli uni vogliono che vi siano utilizza te interamente la rapidità del fuoco e la portata dell'arme in modo da soverchiare l'avversario con que5ti due mezzi:
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gli altri, seguaci ùel Dragomirow, fan capitale sulle qualità morali dell 'uomo, cercano di anmemarne il valore di quelle che rie· scir;~ nno vantaggio se allo scopo della guerra e ritengono che la vittoria debba ottener-si coll 'allacco insistente e non interrotto. A questo proposito il Oragomirow ria ssunse ultimamente le sue id ee in · un apolo~o. Egli ~ i ligrrra che, stanco di una manovra e piena ancora la testa del clr iacchiel'io ad essa succeduto sul modo di impiegare il fu oco del! ~ fucileria sulla pioggia di piombo, sul rifornimento delle cartu cce e via di seguito su lle questioni più importanti tra qut:~ ll e eire si agitano presso le fanterie ru sse ed in generale tra gli ufficiali di quell 'esercito, s ia~ i addormentato. Il sogno era naturale, e di cjuesta vecchia ficelte degli scrittori il Dragomirow si serve col suo sti le evid ente e caratteristico per· descrivere le sue ansie nel trovar:;i, solo in una sleppa, assalito da un orso. Buon per lui che aveva un fuc ile a magazzino. e carLucce a io;;a, tanto che quelle consumate spuntavano miracolosamente intorno a lui. L'orso ~ra anc~or lontano, e lui comi nciò a sparargli addos;;o: ma l'orso intrepido, e come fatato, s'avanzava sempre, da una parte continuava il fuoco divenuto •a poro '·' poco febbrile , e manlenntosi sempre inefficace: dall'altra l'orso continuava la sua m:1rcia calma. sicura, ince>sante. Ve.nne il mo· mento di cui il tiratore, come alfa~c inato, ristette rlal tira re; le braccia non reggevano più; la volontà non aveva più impero sulle membra , e pochi secondi dopo sentiva l'a!ito caldo del uestione rizzatosi in piedi , non per divorarlo come egli sarebuesi aspettato, ma per dargli la baia per essersi fidato e:;clusivamente delle armi e dimenticato che, ser,ondo la vecchia favola russa, nemmeno un impero basterebbe a s·1lvare uno sciocco. Non occorre dire che l'orso ricordava l'atLacco insistente degli uomini di coraggio, edr1cati ad afl'rontare freddamente i pericoli della guerra, il tiratore ben provvisto di cartucce è il soldato che ha maggiore fede nello strumento che nell'ingegno c nello slancio. L'apologo può essere· un po' stiracch iato, ma non è men vero che anche oggi, e forse o)!gi più dre mai , la vittoria arriderà all'intelligenza ed al coraggio.
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
a) Recensioni.
Af'ittheilunyen dt•s K. nnd. K. Kt·ieys-.4rdà'I)S, pubblicate per cur;ì della d irezi om~ degli arch ivi I. e R. Vienna, Seidel e figlio. Gli insegnamenti clelia storia militarr., unico fondamento di una vera e profonda coltura militare, hanno nel nostro secol o assunta quell a importanza che veramente si merit:mo, sicchè mentre in passato un'3 ttenta meditazi one delle guerre passate era concessa solo a chi per ragioni di comando poteva faci lmente procnrlll ò'I\JH: gli clementi, oggi si è resa acces~ibil e a tntti la conoscenw accurata e precisa:delle guerre passa te e lo studio delle opere dei grnnd i rn nestri dell' arte mi litare. In l t:ilia ove gli studiosi ùell'ètrte Lellica non sono nè pochi, nè di mediocre valore, tolti alcuni la vori originali che vanno meritamente per la maggiore, manca la volgarizzazionc di quei fatti che riguardando gli episodi secondari dei gr·an rli ·mumenti storici valgono potentemente .ad ' illtlstrarli ecl a farne comprender·e l'ultimo svolgimento. In Austrin ed in ,Germania invece si attribuisce la necessaria importanzn a questi studi parziali che ·sono il complemento logico de,!!li ·studi .complessivi c generali e, siccome essi non sono possibil i che a patto eli conoscere i documenti originnli e i particolari più minuti, si sono innalzati al grado di pubblicazione ufficiale le memorie storiche che vengono man mano esumate dagli archivi. Cosi in Germania la sezione storica ciel grande stato maggiore pub· blica i: Kriegsgeschichtliche-Einzet.~chriften (studi isolati . di storia mili.tare), in Austria la direzione dei grandi archivi di Vienna pubblica le .Mittheilun.lfen (lcttera lmeute partecipazioni), veri s un~i di interi riparti di archivio posti alla portata degli studiosi. Una serie di volumi venne pubblicata d:~lla predetta direzione prima
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NOTIZIB RIBUOGBAFICHE
1iel 1887 ricchis~im;J di notizie, altra serie miziata dopo quell'anno collta già otto volumi il eui contPnuto ha anche per noi speciale iu tet·esse. Sarebbe ùe:;iderabile che lavori analoghi usceudo dai nostri ricchi,;simi archivi servissero a rendere più precisi i numerosi avvenimenti militari di cui il nostro paese fu teatro, valessero a farci meglio conoscere i nostri maestri di guerra che e nelle piccole e nelle grandi operazioni tantll fama di loro sollevarono nei secoli scors.i e tanti preziosi in~egnamenti lasciarono, che formerebbero gloria e vanto di qualsiasi al tra nazione. Non sarebbe dillìcile ricostituire cosi anche pel nostro e;.ercito una gloriosa tradizione militare nazionale, non regiomlie, in cui virtù e ~cicuza brillerebbero fra gli avvenimenti molteplici cl1e si svolsero in Italia nuche quando mancando l'unità e l'in<lipendenza non eravi esercito italiano ma soldati e valore italiano. Nè a noi mancano, come lo ·dimostrano esempi recenti, nomini e menti cap11ci <li rintracciare c formal'C questa r(loriosa tradizione. A sta bilire il genere di questi studi e la lor o portata semllra sufficiente lo esaminare il contenuto della nuova sel'ie delle Mittheilungen austro-ungariche che qui riportiamo : Ricordi dell:1 vita del feldmaresciallo Radr.tzky, vol . 1. Pflr la storia degli avvenimenti in Bosnia c 'l.ontenegro uel 185:J (vol. I, III, V, VI). - Brani politico-militare della storia della prima guerra fii Slesia 1741 (vol. I e li). -La campagna dell'Alto Heuo del H,ì38 e l'assedio di Breisach, vol. f, li, III Sacrrrio sulla (ruerra dei 30 anni, vol. Il. - Dalla Cronaca mi. litare :mstro-ungherese: Guida militare sui teatri di guerra della mo· narchia, vol. I , Ili, IV, V. La guerra contro la rivoluzione napoletana dfll 1821, vol. 11. Gli impeciati in Albania nel168!J, vol. H. La Serbia l'otto il dominio imperiale (1717-17:39), vol. Ili. Le armate imperiali c france;;i nel 1792, vol. IV. I volontari <lflii'Ungheria nella prima guerra di Slesia, vol. IV c V. .La ~confitta presso Raumgarten, 27 febbraio 17 4.1, vol. l V. Amtria contro Francia nel t792, vol. V, VI, VII. La ri voluzione ungi1erese nel 174f, vol. V. La rivoluzione in Piemonte e la campagna austriaca dal 1~21 al t R23, vol. VI. Il rcggiménto dragoni Giulio J.i Savoia, vo!. VI. v~
NOTIZIE BJBI, JOORAFICHE
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ta difesa della Bassa e l'tledia Austria contro la Baviera, -1744, vol. VII. Giornale di un uffil'iale Ji stato maggiore bavarese durante la campagna del 181~, vol. VII. Tre notizie sull'asst'dio di Vienna del 1683, vol. VII. Episodii della guerra di 30 anni, vol. VII. Dagli scritti ùel F. M. Kevenchtlller - Idee suIla guerra 1683-1 7 U, vol. VII, VIII. Il corpo SchwarMmberg-Legeditsch -Saggio sulla storia tedesca d;tl1849-1851, vol. VIII. L'ingresso dell'Austria nella collisione del ~ 813 (vol. VIII) . Per dare un'idea del modo con cui sono svolti questi lavori basterà un semplice cenno d ell'ultimo fra quelli più sopr~ citati. L'A. tenente Criste addetto agli archivi imperiali, indica anzitutto le fonti del suo lavoro accennando come manchi una storia obbiettiv~ ed imparziale della· guerra del 4813, che può definirsi per le popolazioni tedcschfl una vera guerra di JiberazionP. . .Fra le p!'incipali fonti esso cita l'opera · di Onckeu sulla guerra di liberazione, la corrispondenza di Metternich, i ricord i di contemporanei, quali Prokesch, Hormayr, Fournier, le biografìeùi Schamborst, Stein, Marcia Luisa, .Gneisenau,ecc. la corrispondenza di Napoleone, le storie russe .di Bogdanovik, DaniJevski, ecc. le storie tedesche anedottich<~ della guerrn, gli atti diplomatici degli archi vi di Stato e degli archivi privati imperiali. L'A. esamina lo stato degli animi in Europa all'annunzio della catastrofe di Russia e lo spirito dei popoli teutonici a cui la disastrosa ritirata serrihrò nn castigo di vino imposto all'invineibihi imperatore dei Francesi ed un appello ad una guerra santa. Accenna poi ad una Jet tP.ra di Hardeuberg, cancelliere di Prussia 4 settembre 18t2 a Metternich in cui è designato ~utto il piano d:-lla. futura coal.~ sione in. cui c tut_ti devono entrare sacrtficaudo tnlto e 1m pregando ogm mezzo per raggiungere lo scopo finale, la salute degli Stati , . In seguito, snii:J scorta di documenti autentici, l'A. fa vedere quanta po~a fede nutrisse Metternich nell'alleanza russa, e quindi la neeessitù di doppie trattative iniziate per. sostenere e ritardare l'azione di Napoleone da nn lato B provocare ad una ùichiar11zione palese di alleanza Alessandro I dall'altro ; la lenta preparazione di un esercito iniziata nel febbraio 4813; .le ltwghc pratiche diplomatiche.per cui l'Austria . spettatrice inerte della scor;Jfitta di Bauken prend11va parte alia guerra entrando in campagna nel giugno col corpo di Schwartze mber g forte in qnel momento di soli 77,000 uomini.
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~9- ANNO XL .
NOTIZIE BIBLJOOJUPICBB
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
Il tenente Criste esamina qui quale fosse la di slocazione delle truppe imperiali, fJUali i centri di formazione, quali i presidi interni, quali progetti, gli scambi di vedute, le proposte d'operazioni corse fra gli stati maggiori alleati. Segue poi il raC(;Onto della offerta di un congresso generale per la pace fatta dall'Austria, accetlltta dalla Francia e che terminò col congresso di Praga ( 12 luglio 484 3), n cui intervennero Metternich, Au~tett, Humboldt, il ducn di Vienna o terminò senza alcun frutto ri~ mettendo al cannone di Dresda e di Lipsia la soluzione del grande ·pro~ biP-ma dell'equilibrio d ' Europ~ . Lo studio del C:ristc termina con questo spleutf i,le parole : « Colla marciA di concentra mento in Sn!!sonia t:omiociò una difficile • lotta, una lotta, che riuscì :td onore non solo degli alleati ma anch*' al «geniale avvers;uio, che si comportò come soltauto un eroe poteva com • • portarsi. Non era certo facile agli alleati sconfiggere il potente avver' sario . . . . . come poterono raggiungere tale scopo non è nostro , compito esaminarlo; tuttavia il nol>tro compito può terminare colle pa· , rolo di uno scrittore, il cui libro su questa grande lotta sorpassa tutli i • congeneri, e che non sono un panegirir.o. per l'esercì to -austriaco. Il " maggiore Beikke comincia la seconda parte della sua storia della guerra ' di liberazione tedesca così : c Nonostante l'impetuoso coraggio dei Russi, nonostante l'entusiasmo , , e la grande massa di truppe data dai popoli tedeschi, i risultati della « guerra erano assai incerti prima dell'armistizio . . . . . Erano successi • alcuni combattimenti brillanti in cui i francesi erano stati ,vittoriosi c e Napoleone aveva di nuovo dimostrato nelle battaglie di Luken e • Bauken la sua grande superiorità nell'arte della guena .. •.. Però • era appena ricomincia.t:l la guerra che agli alleati arrise la vittoria. « Dal 2~ agosto in poi le notizie delle vittorie riempirono i giornali c per intere settimane e suscitarono in paese una vera fren'«.>sia di • gioia , . M. G;B.
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La · marina da guerra di Cosimo I e dei suoi successori. - Dottor Camillo Manfroni. Sui ventilat~ri elettrici (ter;~a· nota). - Dott. Lni~i Pasqualioi. Appunti sulle osservaz~oni rircummeridiane. - Pror. A. Budinich. La questione di Madagascar (continuazione). Dott. Vincen1.0 Grossi. Il cabotaggio nell'Adriatico. - Doli. Antonio Teso.
2. Ordinamento degli eserciti. Recrt~tement de sous o(fì,ciers, per GuJinarais. Interessante studio di attualità, cominciato nello Spectateur m'ilitaire (punt.'lta di febbraio). - Une t·eculade en matière d'avancement, per Desmai:;ons, (continuazione). Questioni relative all'avanzamento in Francia. (Spectateur mili tai re, punt.1ta di febbraio) . - L'ancierme armée - Rase de l'organisation. Roissonet, intendente militare in .ritiro. ( Spectatcur militait·e, puntata di febbraio). - L'arméc laponaise. Studio sull'ordinamento, armamento e istruzione dell'esercito giapponese. (Re'Vtte du Cercle tni li taire. Punt.'lte del 5 febbraio e successive). - L'armée des États Un·i.~ et l'augmeniation de ces effectivfS. Ar· ticolo. Reuue du Cer cle milita ir e. (9 febbraio). - L'esercito bulgaro. (Reichswehr 8 febbraio) .
3. Arte mllltarQ. '
I 1'egolamenti sul tiro nei cinque principali eserciti d'Europa. Studio molto particolnreggiato e coscienzioso. (Militiir Wochenblatt,
N. 4~).
b) Bollettino bibliografico
1. Sommario delle riviste. militari italiane. Rivitta mariUima (febbraio).
Corrosio~e delle caldaie a vapore e delle carene delle navi. - GieDe Negri ..
- Consideraz·ioni sulLa mobili tà dell' artiglù ria campale. (~lilitiir Wochenblatt, N. 15). -Per l'istruzione· delle .~essiuni di sanità. (In tedesco) per M. Hasler, · Berlino, 1895, Hirsohswald. - Il servizio di pattuglia in campagna. Con speciale ri guardo alle condizioni dell'esercito russo. (In tedesco). Berlino, 1895, Liebel. - Insegnamento pratico della $Cherma alla baionetta. (Jn tedesco).
NOTIZIE BIBLIOGRAI'ICH.K
Per Worbewisch, capitano badese. Svolgimento dci precetti del regolamento badese su questa materia. Berlino, 4895, Mittler. - Studio. intorno all'influenza del piccolo calibro e della polvere senza fv.?lW sopra la tattica. (In tedesco). Tenente colonnello Staubli. Lavoro premiato al concorso del circolo degli ufficiali svizzeri. Estratto della Allgemeine schweizer Militiir-Zeitung). - Les Bo·m·cet et lem· role dans les gv.erres alpines. Rochos, tenente colonnello. (Continuazione e fine). (Spectateur militaire. Puntata di feb:. bra io). - Vue _qénéml sur l'm·tillerie actuelle. Per Moch Gaston. Un vol. di 2.00 pag., 1895. Rivolgersi alla tipografia Voghera in Homa. -La frontié'l·e menacée. Studio militat·e accompagnato da tre carte in colori, per il capitano Golinet du t25 régiment d'infanterie. Volume in-8 di 420 pagine, t 895. Dirigere ~~ommissioni lllla f.asa Editrice ltaliana, Roma. · - Dell'utilità dci cani nei servizi di guerra, Sottotenente Ferliga, 1895. Rivolgersi alla tipografia Voghera in Roma. . - L'iniziativa dei comandanti in sott'm:aini. Tenente generale Woide . Traduzione dal russo in tedesco. Berlino, 4895, Eiscns~lunidt. - ~a fortificazione e la tattica. (Detdsche Heei·es-Zeitung, puntata di gennaw). -,... L'rtrtiglieria al Afada,qasca1·. (Progrès militairc, 9 fehbraio). - Les cou1·s de tir dart.S l'infanterie, per il capitan.o Feyler. Noz ioni sul modo con cui proeede l'istruzione sul tiro nella fanteria svizzera. (Continuazione, Revuc militaire suisu. Pnotilt;~ di febbraio). - L'artitlmie de montayne en IR!M, per il capitano De Loes. (Continuazione e liue. Revue militaire suisse. Punt<Ha di feLLraio). - lsltruzione, condotta ed Ì1npiego delk' cawlleria. Conferenza tenuta al circolo militare rli Berlino dal maggior generale Vissing. comandante della 4• brigata di cavalleria della guardia. (Militar Wochenhlatt. numero 16, 1895). -La difesa di Londra (Anny and Navy GazeUe, 9 febbraio). - De l' attacque et de la defence des positions d'arre t.~ an pays moyennements occidentés et an pays de montagne. Sandier, capitano del genio. Uo opuscolo di poche pagine. Rivolgersi alla tipografia Voghera in Roma.
4. Storia militare e generale. - L'armée de l'est Jer fé.,rier 1871. Per sP.cretant colonnell<• svizzero. Studio relativo n una parte della campagna del1870 ·71. Neuchatel.1895. Attinger.
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE ·
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- Mémorial dtt general Moch Godard, per B. Antoine. Episodi delle guerre francesi d:~l 481~ al 48t5. Un vol. in 8• con cart11. Rivolgersi alla tipografia Voghera io Roma. -Le génie au Dahomey a~t 189:!, per A. Rogues·. Monogr;~ fta dell'impi,ego f<~tto delle truppe del genio nella citata campagna francese in Africa. Un opuscolo di poche pagine con una ca rta, 1R9!l. Rivolgersi alla tipografia Voghera in Roma. -La storia n7-rr.ata da :>critlor·i contemporanet agli avvm1.imenti .
Pietro Orsi, 1895. E un'opera che si pubblica ;~ rascicoli ma deve pubblicarsi tutta nel corso del corrente anno. Rivolgersi alla tipografia Voghera, Roma. - La fine d'un regno dal 1855 al 6 settrnnbt·e 1860 di ~te mor. Un bel volume di 500 pag. L. 5. Città di Castello, 1895. Lapi . Si tratta dell'ex regno delle due Sicilie. Sul volume è indicato l'autore con la semplice parola Memor, c la prefazione è di Raffaele De Cesare. È la storia della decadenza e del ro vescio del regno di Borbone di Napoli fino all'ingresso di Garibaldi in Napoli, ed è storia a base di documenti e di testimonianze con grande cura vagliati e ricercati. [e 13e corps d'année p endant" la ytte1-re dtt 1870. Monografia :)torica. (Renue du Cenle militaire). (Puntata ciel 5 febbraio e successive). -Per la .storia dell'armata (tedesca) del not·d n el 1813. (Mit-itiir W ochen/Jlatt, Nri 12, 43. - I l combattimento presso Asau il 29 luglio '1H94. Episodio della guerra fra chioesi e giapponesi. (lliililiit· Wochenblatt, No 15). - I ·primi anrd del ·r eyno dell'imperatore Guylielmo f. (In tedesco) Specie di diario che va dal t860 al 1863. L'autore T. v. Bernhardi è noto per altre opere storiche. Lipsia, ~895, Hireel. - Pe1· la. storia degli a vvenìmenl'i del -1847-48. :Uililiir Wochenblatt N. 15. Si tratta di alcune questioni dibattute nei consigli del governo austriaco relative agli avvenimenti dei detti anni. -Storia dell'esercito ru.sso. (In tedeseo), F. v. Stein tenente prussiano. Questa storia comincia dall'origini del detto esercito e va sino all'incoronazione di Nicolò I. Lipsia, 1895, editore Zuckschwenlt. -La guerra di partigiani e la sua .~toria. Capitano De Ugarte. È uno studio interessante sulle yuerr·itle spagnole. (Rivista cientifico-'lnilitm·. Puntate di gennaio e febbraio. - Un aide de camp de Napoléo1n [r . Per il generale de Segur. Racconti e aneddoti della campagna di Hussia. Un bel volume d i 430 pagine. Parigi, 1895, Firmin Didot.
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NOTIZJE BlBLJOGUnCRE
l
5. Biografie.
-~e g~tu:a_l de lAveau coupet. Ciaquant'un anni di v.ita militare, per la Fa~e. l ar.•g•: Rlond e Rarral, {895. L'autore è assai noto per altre pubbhc,'IZIODI btografichc, fra cui la bit~grafia dell'ammira,.lio Courbe t " r' quelle dei gcne•·ali de Sonis, Ambert ed ahri. -La vie militaire du général Ducrot, pubblicata dai suoi figli e tratta dalla su11 corrispondenza dal f 838 al f 874. Due volumi in go Parigi, 4895, Plon. ·
. · --:- ~·ar':".e français~ etl'Ais~ce-Lorraine. P11rigi, Dentu, {895. L'opera ~• ~IVId~ m ?ue p~rt1 : la pr1ma conliene la biografia di tutti i gener~h ~au nell Alsazw-J.orena dalla prim:~ rivoluzione francese :~i nostri gwrn~; la .seconda comprende la lista degli ufficiali, pure originari di quesu pnes1, che hanno servito o servono ancora nell'esercito frnncese.
6. Colonie, Geografia, Viaggi.
-. 0
r~pubblica di Haiti. Cenni geografìci, politici, statistici e commercud~ d• S. ~e?lio, reggente il consolato itali<1no di Porto Principe. (Botletttno del Mtntstero degli esteri. Gennaio, f 895). ~ Mm~occn . Stndio sto"rico e g..ografìco del comandante Villanneuva. (Revt"sta caentifì~o-militar, puntata di ~ennaio). - L'h~giene des troupes européennes aux colonies et dan.~ les expéditiontl.eS colont.a~es · Per A. Legrad, medico di 4a classe nella marina francese. Parag•,. Lavauzelle, 4895. L'autore traua : fo delle abitazioni quali ~~o e .q u~l1 dovreiJbero essere secondo il clima; degli ospeda.li , delle dJsmfez10m ccc. ecc.; 2° dei viveri e delle acque : 3° del vestiario· 4o delle precauzioni da osservarsi secondo i climi. ' , -:- Madagascar et les moyens de la conquerir. Per il colonnello Ortus. L autore che fu per lungo tempo al )fadagasc:.r espone cose viste e provate c ne deduce che cosa dovrebbero fare i francesi per c.-onquist~ re quella regione.
7. Campi e manovre. ~ 1l mpp?rto delle manoore di canatleria (inglese) dell'anno scorso (Untted servzce Gazzette. Febbraio). . ~ Le ~~andi manovre austriache .net 4894. (Io detesco) -iPurticolareggultO e d1hgente lavoro sulle grand• manovre d~ll'anno scorso in Ungheria e in Boemia. (Estratto dall:i Reicheswehr).
NOTIZIE BIBLIOGaAPJCHB
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8. Varietà. Gl'italiani ,residenti in. Gertnania. Rapporto del console italiano Doruhauseu residente in ?tlannheim (Bollettino del Alinùtero der1li esteri. Gennaio f 895). « Una delle prime osservazioni da farsi è che il numero d'italiani dimoranti nell'impero germanico è tre vohe più grande di quello dei tedeschi residenti in lt~lia. Infatti, dei primi sono presentemente in Germania f 5,570, dei secondi in Italia soli 5,234, e, ca !colando che nel ~870 si trovavano in Germania a:ropena i ,Of9 ita-liani, risulta un aumento del 287,4 °/ 0 • «t però da osservare che, pur troppo, se i tedeschi residenti iu Italia rappresentano la banca, l'industria, il_commercio, gli italiani dimoranti in Germania sono, invece, per buona parte, appartenenti alla classe dei meno abbienti •. Tuttociò viene dimostrato con dati e r:~gionamenti nel sovraindicato rapporto. L' eset·cito giapponese nei suoi attuali uniformi. (In tedesco) . Figurini militari giapponesi con note sull'ordinamento, la ripartizione e la forza del detto esercito. Lipsia, t 895, Moritz Kuhl. -Appunti sopra alcune roceie del Veneto. Basalti del Veronese. A. Altini. (Atti del R . istituto 'lleneto. Tomo sesto, dispensa seconda). - Bollettino dell'associazione d~lla Croce Rossa, per l'anno ~ ~9i. Si divide in tre parti e un' <~ppcndice. Nella prima parte si danno notizie 'sull'attività e sullo sviluppo della società della Croce Rossa all'estero; DAlla seconda parte si tratta specialmente òoll'attivitit òélla direzione centrale della Croce Rossa italian:~ : resoconto morale-economico, gestione amministrativa, bilancio, quadri del personale direttivo, corsi d'istruzione, esperimenti, ambulanze fluviali, cassa pensioni, ·ecc., nella terza ·parte si tratta dell'attività dei comitati nelle singole regioni italiane: nell'appendice sono riportllte le deliberazioni relative alla Croce Rossa prese in varie conferenze internazionali, e le norme per associarsi alla Croce Rossa italiana . Da questo Bollettino si vede che la benemerita associazione è in continuo progresso. - Carte de l' emplacement des troupes de l' at-mée {ranyaise pour 1895. Parigi. Le Soulier.
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NOTIZIE BIBLIOOBAIPICBB
Le noti1.ie che dà questa carta sono completate da un indice cl•e facilita le ricerche e contiene per ordine numerico tutti i reggimenti dell'esercito attivo e territoriale coi nomi di tutti gli ufficiali superiori che li comélndano, il rlipartimento, le città di residenza ecc. ecl"
9. Marlneria. - A.ide-Mémoirc de l'offwier de ,«,ri11e, di Eduardo Durassier,
so anno ~ 895. È un" pubblicazione già nota e meritamente apprezzata, in cui sono accuratamente descritte le forze navali di tnttll le prmcipali potenze. Contiene, fra le altre materie, un compendio di diritto marittimo internazionale e un bre~·e trattato sqlle torpt~diniere. Rivolgersi alla tipografia Voghera, Roma. -Le forze tedesche sul mare. (In tedesco). A. V. Eckhrecht. Berlino, ~ 891i, I..iehel. È una specie di grido d'allarme al popolo tedesco perçhè aumenti le sue forze navali, oggidì troppo impari alloro compito. - Le esplosioni delle ccmdotte di vapore a bordo delle navi, e i mezzi di pr~:venire k loro conseguenn fatali. (In tedesco). Conferenza tenuta da H. Gurlt consigliere d'ammiragliatll in Germania. (Estratto dal Glas~rs Annalen {iir Gewerbe und B1nuvesen, ~894). - T mannari. Scene di bordo di Romolo Piva con prefazione di J:~ck la Bolina. Roma, 4894, Forzani. - Corso dt nav~qazione stimata ad uso degli aspiranti ai gradi della marina mercantile e militare. Redatto ,in conformità dei nuovi regolamenti d' insegnamento per gl'istituti nautici dal profflssore E. Renaudi. J..iv~rno, Giusti, 1895. · - La marina b1-ita!lnica. (ln inglese). Per G. R. Robison Commaruler nella marina inglese. È una storia, ma non di fatti, sibbene delle trasformazioni ed evoluzioni successive della flotta inglese nei corso dei secoli . Londra, ~ 895.
Per la Direzione
LoDovroo CisoTTI
DEMA.RCHJ CARLO,
gerente.
OPERAZIONI PER tA DIFESA DELLA COLONIA ERITREA . DAL 15 DICEMBRE 1894 AL 20 GENNAIO 1895
RELAZIONE E DOCUMENTI
RELAZIONE di S. E. il Governatore dell'Eritrea tenente generale O. Baratierl a S. E. il Ministro della guerra. llu1aua, 25 gennaio 1895.
Già ·ora è quasi l'anno nei miei periodici rapporti circa la situazione io manifestava al Governo di S. M. più volte i miei dubbi intorno al contegno avvenire dei capi Tigrini, sempre irrequieti, sempre aspiranti r. riprendere l'antico territorio, sempre anelanti ad avventure. Il convegno solenne imposto dal Negus Neghesti Menelik a Ras Mangascià, il quale vi comparve colla pietra sul cello in atto· di assoluta sommissione, i discorsi tenutivi, i vantamenti di Ras Alula circa la fede dei soldati Abissini ol servizio degli Italiani in caso di un conflitto, cui gli Italiani sempre sfuggivano ..... avevano cresciuli i sospetti del Governo Eritreo. Ma d'altro lato la delusione di Mangascià per non avere raggiunto lo scopo di farsi nominare Re (Negus), lo scontento dei Tigrini pel tracotan te ricevimento da parte degli Scioani, l'eterna rivalità dei due popoli, la separazione di Ras Alula che rimanev(l allo Scioa, l'inimicizia per Mangascià di alcuni capi potenti dell'Abissinia centrale..... facevano credere che · la burrasca si sarebbe pel momento dissipata e che tutt'al più si sarebbe manifestata dopo parecchi mesi. Si aggiungevano le proteste sempre più vive di amicizia agli Italiani da parte di Ras Manga30-
4NNO 11..
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OPER..U:IONI PBR LA DIFESA DELLA. COLONIA ER.lTBBA
scià, proteste che, sebbene p~r il momento sioce•·e, non avrebbero meritato credenza quando non fossero state accompagnate, eoi_De era il caso, dagli interessi evidenti del Tigrè e conformi alle m1re . ambizios e del figliuolo di Re Giovanni. Frattanto anche i Dervisci preparavano a Cassala unatmportante base .di operazione contro la Colonia per una invdsio~e nel tardo autunno del 1894,. Onde, come ho ripetutamente scrttto a V. E., si correva gran rischio di avere pel decembre pr~ssim? p·as~~to sulle braccia ad un tempo Dervisci ed Abissini. Perctò mt dectst a profittare di un momento opportuno nel luglio per colpire i Dervisci appunto là dove appres tavano i poderosi attacchi, nella spe~anz~ n?~ solo di prevenirli e di sventarli, ma ezia11dio di imporr~ agh Ab~sstm col prestigio delle vittorie sopra i comuni nemici e dt c?nsohdar·e col successo la Colonia. L'operazione contro Cassala, ptenamente approvata dal Governo di S. M., l'aggiunse il primo sc~p_o; ~ p~rve che raggiungesse anche il secondo .tante fut•ono le fehettazwm, le proteste di amicizia, le parole di ammirazione che vennero al Governo Eritreo non solo da Adua, da Adigrat e da Hausen, ma eziandio dallo Scioa, dall'Harar, da Goggiam e dai Vollo Galla. Parve allora - settembre e ottobre - che presso Ras Mangascià prevalessero effettivamente i consigli del cler~ e del popolo favor evoli a"'li Italiani tanto più che il capo del T~grè, come era naturale si ~ostrava desideroso di vendicare s ui Dervisci il padre ucciso e'di acqmstarre cosi l'aureola di g uerra che gli mancava per a ssider si de.,.namente Negus di un popolo bellicoso. Nessuna occasione a lui più favorevole: il Ghedaref s i andava sguernendo di di.fensori chiamati più presso a Cassala ed offriva lar~o campo a bottmo; la via non era lunga, la stagione propizia, il nemico sco"'so; l'operazione sarebbe stata coperta ed assicurata dalla piazza di Cassala e magari un'azione degli Italiani ver so. l'~tbara. . 11 residente cav. Mulazzani, da me mv1ato ad Adua m sul cader~ di agosto ebbe a trovare il vanitoso e volubile Ras -oltre ogni dire a noi devoto, e pronto a tutto accettare pur di avere il nostro appoggio : più tardi ebbe a riscontrare il terreno fav~rev~le anc.h e ad una spedizione verso occidente: sicché dopo le sohte stiracchJature, lungaggini ed incertezze abissine, ottenne la promessa f~r male che Ras Agos con un corpo di truppe avrebbe operato, mcominciando dal 18 dicembre dallo Scirè lungo la destra del Tacazé contro T omat, cioè contro il fianco destro e contro le spalle del corpo di Ahmet Fadil probabilmente nella s ua mossa sopra El Fascer. Ma già quesl~ promesse ostilità contro i Dervisci, forse nell'inizio faUe in buona fede, miravanò a mascherare H tradimento. R as Man,.,ascià in novembre si mostrava desideroso di avere meco un conv:gno, cui sarebbe intervenuto coi suoi guerrieri; e lasciava a me
DAL
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!a scelta della località- Adi Ugrì, per e!!empio, od Agordat- per poi mllrciare insieme contro 1 Dervisci. Ma in pari tempo io era avvertito di tenermi in guardia perché si pènsava di profittare dell'occasione per catturarmi. E frattanto si continuava a battere il chìtet, cioè a chiamare soldati, non già nello Scirè verso i Dervisci, ma nello Entisciò, cioè verso il tratto di frontiera più debole della Colonia Eritrea: e già io sapeva· che sui mercati di Macalè, di Hansen e di Adigrat si proclamava la guerra contro gli Italiani, mentre i nostri amici di oltre Mareb ci ammonivano di stare in guardia. Il mattino del 15 dicembre, mentre io era a Cheren allo scopo di prevenire e di respingere un· attacco probabile dei Dervisci contro la nostra linea di operazione Agordat Cassala, ebbi dall' Assnara la noti~ia che un posto della banda di Batha Agos era scomparso e che la linea telegrafica con Saganeiti era interrotta. Sub1to mi ba\enò il sospetto, per quanto in s ulle prime sembrasse a s surdo, di una rivolta suscitata da Batha Agos per aprire l'Oculè Cusai ad una invasione tigrina nella Colonia, profittando del momento nel quale tutte le nostre forze fossero impegnate, magari s ull'Atbara ad oltre mezzo migliaio di chilometri lontano. Ed agii in conseguenza, come risulta dai giornalieri telegrammi inviati a V. E. Necessità immediata: soffocar~ subito la rivolta ; insieme as· s icurare Cassala e prevenire le ostilità abissine. E prima ancora di avere notizie positive dell'Oculè Cusai, partendo dal semplice sos petto per induzioni, ordinava telegraficamente al maggiore Toselli di muovere immediatamente dall'Asmara per Saganeiti colle sue tre compagnie indigene fingendo una marcia di esercitazione, ove fossero illusori i concepili timori. Ma frattanto altre notizie affermavano che Batha Agos aveva arrestato il tenente Sanguinetti, residente neli'Oculé Gu'sai, chela maggior parte degli armati nell'Oculè Cusai aveva r isposto alla c hiamata del ribelle, il ;quale si era trincerato in Saganeiti e prometteva ai suoi l'aiuto di Ras Mangascià. Decisi subito di chiamare la milizia mobile, •di riunire il massimo numero di uomini all' Asmars, di rinfc.rzare col presidio di Ghinda e di Archico le truppe agli ordini del maggiore Toselli, di assicurare Cassala con viveri e munizioni; e mi recai immediatamente · all'Asmara per guidare l'azione. Batha Agos era riputato uno dei capi più sagaci e fedeli della colonia. Innalza:to a potenza dagli italiani, pareva che da noi soltanto ricevesse la forza per res is tere ai nemici, che gli avevano creata la posizione e li inter essi lesi. Saccheggialore del Tigrè, già distruttore di Adua, uccis ore di parenti a Ras Mangascià , sembrava che odi e vendette efferate di sangue scavassero un abisso tra lui e i tigrini: egli medesimo talora avvertiva il Governo eritreo
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OP&RAZlOl'il PWJ,_ LA DlFS6A DBLL.& OOLO•IA ERITREA '
dei pericoli che potevano minaecia,re d'oltre. frontiera. Egli aveva inviato il suo contingente ad Agordat contro l'invasione dei dervisci nel Jicemb•·e 1893; e nel febbraio successi vo a veva condotti in J>ersona 400 uomini a Cberen, quando io vi a ve'Va r&ecolto un campo contro l'eventualitA di una ripresa offensiva della Mahadia: e contava di chiamarlo a Cheren appunto allora che s~inbrava occorrere gente per sJ>arazzare la linea di operazione del Barca dalle annunciate minaccio. Nondimeno, come aveva già manife!;!taLo all'E. V., il mio animo non era tranquillo rispetto alla di lui feqe per l'avvenire; e pensava, a cose quiete, di e stendere all'Oculè Cusai il disarmo delle bande già applicato nell' Ham*'sen e la sostituzione alle bande della milizia mobile e delle truppe regolari; e circa le mie diffidenze aveva scritto al nostro Residente a Sa,:raneiti. Ma gli eccitamenti dallo Scioa, gli armamenti nel Tigrè, la creduta imminenza di un. s~rio conflitto coi dervisci e qualche altra circostanza, come le mLJme relaz~0ni coi P. Lazzaristi a noi av versi ma<;;sime dopo l'istituzione della prefettura apostolica, il timore di venire scoperto... ,. hanno precipitato lo scoppio della rivolta, intorno alla quale la mattma del 16 non poteva sor~ere dubbio di sorla. Frattanto il maggiore Toselli giungeva la mattina del 16 colle sue tre compa j:tniP. n Maha raba, ad uua buona marcia dall'Asmara, poco !ungi da Saganeiti, ed iniziava abilmente trattative con Balba Agos per la . restituzione del tenente Sanguineti, catturato con due soldati tele~rafisti, e ~r la sottomissione dei ribelli. Batha rispondeva protestando fedeltà al governo; accampava Iagnanze solo contro il tenente Sanguineti, e giurava di r eslituil'lo quaudo le truppe italiane si fossero riLirnte. Ma in~ieme sul mercato del villag-gio proclamava sè . medesimo. ai solda ti capo indipendente dell' Oculè Cu$ai, .allea.to di Mang~scià e viodice :,;ugli italiani dei conculcati di,ritti , per . l'indem~niazione delle terre, pel divieto di incendi ai boschi per la costruzione delle strade, Jier l'imminenie disarmo. Le t~attative, come-è costumanza abissina, s i trascinarono in lu ngo ·per l'intervento di preti cattolici e. corti, con. vanta~!"iO nostro di guadagnar tempo, percbè al maggiOre Toselh nel g1orno 17 e mattino del 18 giungevano rinforzi atti a dominare militarmente )a situazione, mentre veniva ristabima la comunicazione telegrafica fra As mara e Mahflraba. E ormai conveniva rompere gli indugi e domare il Degiac colla forza delle armi, come il 17 io aveva ordinato te legraficamente da As~ara. L'attacco a. Sag~Jneiti presentava non poche difficoltà; ma il ma,ggiore Toselli confidava di :venirne a capo con sei compagnie e colla batteria da montagna, senza contare l'eventuale concorso della -compagnia di Halai colla quale aveva cercato di porsi in r ela -
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DICUBilE
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zione: tutto insieme 1500 uomini. Ma mentre al mattino del 18 egli si disponeva ad emanare gli ordini .per l'attacco, alcuni indizi lo persuasero che la forte posizione di Saganeiti era abbandonata dai ribelli, sebbene le guardie fossero lasciate al posto loro su~li s boccht e sui ~reppi e sebbene fosse poco prevedibile una riti rata cosi segreta. Non vi era da esitare: occupare s ubito il capoluogo dell'Oculé Cusai e di là lanciarsi all'inseguimento s ia per· s tornare il pericolo che sovras~va alla compagnia di Halai s ia per imped1r e che il r ibelle con g rave danno della Colonia giungesse a trincerarsi fra i monti, ovvero si avviasse a crescere il numer o di ne mici oltre frontier·a. A mezzogior·no la colonna Toselli entrava in Saganeiti e un'ora dopo, con intuito felice della situazione, riprendeva la marcia vers_o Halai nel!'ordine seguente: Avartguardia, compagnia Folchi (2• delHI); Grosso, compagnie Gentile, Galli ed Oli var i (1-", 5' e 2• del I V); Bat teria di montagna, Cieco di Cola; Retroguat'dia, compagnia Colta(3• del lV). La 5• compagnia del III (Aif'erazzi) era in marcia su Maharaba donde dove va procedere su Saganeiti. La strada, a vicenda facile ed ostacolata, ma sempre stretta ed obbligante alla marcia per uno; succe~sivi dislivelli, come dovunque in ·questa regione, aumentavano l'allungamento; prima di raggiu ngere Halai occorreva discendere entro un profondo burrone e risalire l'opposta pendice erta, aspra, rocciosa, dominllta da un ciglione che pochi uomini risoluti avrebbero potuto con trastare. Ad Halai frattanto la 1• compagnia . del Ili battag lione, sotto gli o rdini del capitano Castellazzi, con grande accorgimento e valore del comandante e g rande fe rmezza e disciplina dei soldati, sosteneva da ore un ineguale combattimento contro le orde di Batha Agos .che contava oltre !600 uo mini. Il capo ribelle da Saganeiti si era diretto ad· Halai nella speranza · di sor prenderne e disarm~trne il presidio, occupare una forte posizione e soUevare gli Assaorta , tentennanti fra il de8iderio di tornare all'aulica vita di predo ni e l'avversione contro Hatha Agos, il quale nel 1891, essendo io Governatore reggente, li aveva ridotti rudemente al dovere. Il capitano Castellazzi, trovandosi nella giornata del16 e nel mattino del 17 isolato dalla rivolta, aveva preso posizione sull'amba Cher en Morfatò, dalla quale seorgesi ad un tempo Maha raba e Saganeiti, nella speranza di poter concorrer e ad un eventuale a ttacco t di viva forza contro il campo di Balha. Ma poi, temendo di venire scoperto e sopraffatto era torna to nella· notte tra il 17 e il 18 ad Halai , dove il mattino appresso giungJva Batha coi s uoi e chiedeva · la consegna dellf:' armi promettendo libera la ritirata. o
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Caslellazzi, con arte sottile, seppe tirare in lungo le trattative; ponendo in mezzo preti e quistioni di forme, fino a . che Batha alle 13,30 aprì il fuoco. contro il piccolo presidio che contava poco più di 250 uomini. La tattica del nemico era di provocare un rapid(l esaurimentodi cartuccia; ma i nostri seppero risparmiarle fino alle 16,45, quando nel momento più critico, mentre i ribelli premevano ed avvolgevano da· tutte le parti il piccolo forte, una viva fucilata, rapidamente crescente, rovesciò il fronte del combattimento. Era l'avanguardia della colonna Toselli che entrava in azione colle compagnie comandate dai capitani Folchì, Oliveri e Gentile e dava tempo di giungerd alla compagnia Galli, la quale guadagnava il ciglio seguita da una sezione di artiglieria. J nostri, rianimati pel soccorso, fecero qualche salva, gridando Saooja!; e poco appresso il maggiore Toselli, riunite e schierate Je forze, decise l'attacco. Erano le 18, ma la nebbia si faceva fitta, la notte avanzava ed il nemico sfuggiva dietro le rupi e giù per le chine precipitando. Le perdite nostre furono 11 ascari morti e 22: feriti; lti perdite del nemico notevoli assai. Fra i morti Degiac Batha Agos ed il di lui parente, bascià Musgum. All'indomani il maggiore Toselli tornava colla· maggior parte delle sue fprze a Saganeiti per profittare della vittoria, ss:>ttopo.-: nendo prontamente e rli!';armando il paese. Infatti la rapidità del movimento con forze superiori all'aspettazione, la morte di Batha, la dispersione dei ribelli aveva colpito la fantasia del paese, la cui maggioranza composta di agricoltori ama il quieto vivere; e moltissimi si presentarono a fare atto di sottomissione consegnando nei primi giorni circa 1200 f'ucili, mentre 300 erano in distribuzione presso i rimasti fedeli. · Il tenente Sanguineti, il quale da Saganeiti era stato inviato da Batha . ver!'òo Toconda, verme liberato dal capo medesim0, cui era affidato. Scingal, fratello di Batha e Fitaurari Tesfu, capo di Coatit, con qualtro o cinquecento ribelli ripararono neWEntisciò al eampodi Ras Mangascià; Lic (iheran;ledin, figliuolo 'di Batha,. con tre o quattro dozzine. !li seguaci si ·diede al brigantaggio- negli aspri ed impervii monti che stanno a .cavallo deli'As~aorta e dell'Oculè · Cusai, lungo il ciglione etiopico. In questo mezzo si veniva scoprendo il contegno. ostile di Ras Mangascia ; ond'io deciso a concentrare tutte le forze disponibili pel 24 ad Adì Ugri, inviava l'ordine alla colonna Toselli di appoggiare verso quel perno fortificato di nostra difesa, pur con· tinuando durante la traversata nell'opera sua. Vinta la ribellione interna, due altri pericoli minacciavano la colonia: i Dervisci ad Ovest, gli Abissini al Sud. E contro questo-
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doppio pericolo, veniva meno non solo un.a forza di mille uomini, ragguardevole anche per bravura, ma una parte di questa passava al nemico e gli apriva verso il cuot'e della Colonia Eritrea una regione, d'onde poteva lanciare le offese più pericolose. Fortunatamente, per quanto ci si avvicinasse al periodo della aspettata invasione del Sudan (primi di ·iennaio) pur e i s intomi si facevano sempre meno allarmanti e sempre più manifesto l'etfelln lungamente deprimente sulla Mahadia delle sconfi tte toccate e dell'occupazione di Ca::~sala. E poi per un certo te mpo si poteva fare assegnamento sopra la resistenza vigorosa del presidio di Cassala riunito in un forte ornai bene munito, provvisto per ciréa tre mesi di viveri e munizioni, elevato di morale, spronato dall'esempio, congiunto ad Agordat ed a Cheren da una beng unrdata linea di ope· razione. Ma imporlava troncare al più presto la quistione abissina, vista la lontananza degli obbiettivi e visto il pericolo di avere, colle esitanze ed i riguardi, per lungo tempo impegnate tutte le forze nel Seraé e sulle frontiere del Ti grè. creduto che il tentennante Ras Mangascià, Per un momento vinto ed ucciso Balba Agos, avrebbe rinunziato alla meditata impresa contr·o la colonia. Infatti, per via del residente cav. Mulazzani, il fervido amico s i era congratulato per la vittoria, soggiungendo che Batha si aveva colle proprie mani scavata la fossa ed aggiun gendo IR millesima volta il rilorOP.IIo del trattato g iurato al Mareb: « i suoi amici sono miei amici, i suoi nemici sono miei nemici •· Ma i falli contraddicevano troppo alle parole per poter conservare illus ioni. Scium Agam Tesfai, signore dell'Agamé e capo del partito sr.ioano nel Tig rè, affacciandosi alla provincia eritrea dello Scimenzana, ne esigeva tributo di guerra. Si continuava oltre Mareb a battere il chite t e si riunivano le truppe nell' Entisciò, verso la frontiera nos tra del Belesa, mentre la riunione contro i Dervisci si sarebbe dovuta fare a molta distanza di IH, in direzione oppo;;ta, cioè nello Sciré. If Ras stesso erasi da Adua recato al campo, o ve aveva I'icevuti con distinzione i capi della rivolta sfuggiti ad Halai. Si buccinava fra i famigliari del Ras che i co~;doni bleu (abissini) in caso di conflitto sarebbero passati dallfl schiere italiane alle sue ; che se lasciava trascorrere il mome nto pt'opizio, gli Italiani l'avrebbero reso schiavo; che gli Italiani trattavano ai di lui danni con Menelik; che a sua volta Menel ik l'avrebbe soste· nuto e largamente compensato ove avesse invaso il territorio abissino della Colonia. Lic Agos uold Tafarì, pretende nte tJJla signoria dell 'Agamé, t'iceveva una .le.ttera dal Ras, nella quale lo si aizzava contro gli Italiani dicendo che questi, attaccati dai Dervisci e dag li Abissini,
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OPELUIONI PU LA Dll!'ESA D~LLA COt.ONIA BILITaEA
avrebbero dovuto prendere la via del mare c in mare non puoi • andare,. in cielo neppure; non ti. resta che allearti con noi contro • i bianchi ~. I soldati del Ras ed i rivoltos i cantavano : • dal u morso del ser pente nero si guarisce ; il morso del serpente a bianco è mortale •. Una mia lettera pressante dall' Asmara a Mangascià, nella quale io chiedeva il licenziamento degli armati nell'Enti!;ciò, la consegna dei ribelli e l'ordine a Ras Agos di proseguire secondo i patti contro i Dervis~i verso Tomat, rima· neva senza risposta. Infine il tenente M!llazzani, per sfuggire a pericolo di subire la sorte di Sanguinati , lasciava Adua, spinto a ciò dai di lui amici tigrini. E giu~to allora da un informatore nel Ghedaref mi perveniva la notizia che messi del fl~liuolo del Negus (Mangascià) erano s tati ricevuti con onoranza a Suh Abu Sin da Ahmet Fadil. Il dubbio ornai sarebbe stato ingenuita, la tardanza pericolo; la pazienza debolezza.. Il Ras s i appiattava al varco fino a che le truppe italiane fossero chiamate verso Cassala per piombare coi ribelli nell'Oculè Cusai ed invadere la Colonia. Ogni pro.m essa dello spergiuro avrebbe nascosto un tradimento e l'esitanza nostra avr ebbe aggiunto esca alla ribellione,. avrebbe sollevato gli Assaorta, e forse gettato nelle braccia dei Tigrin i Agos uold Tafar ed a ltri amici della potenza e dell'ardimento italiano. . Comt• ho detto sopra, in previsione degli a_v venimenti io aveva 1·iunito presso il forte di Adì Ugri la maggior parte delle truppe mobih della Colonia costituendole in un corpo di operazione (Allegali 2, 3, 4, 4 bis} della forza di 3500 uomini non comprese le bande del Serae, le quali 11. cinque ore da Adi-Ugri g uardavano il c iglione del Mareb colla forza di 400 uomini. . Dagli specchi allegali apparisce chiaro come, malgrado l'occupazione di <:;assala e la guardia alla linea di operazion e pel Barca, in brevissimo tempo si avessero sottomano 16 compagnie r egolari, come s i avesse potuto s~nza danno e peri colo sguernire di truppe permanenti la massima parte dei presidi e come, malgrado la scossa della rivolta, la grande estensione della Colonia, le enormi dis tanze e diffi ~olta delle comunicazioni fra m onti, si avessero manovrabili in campo ver so la fro ntiera minacciata la ma ggioranza delle truppe s lipendiate. Questo felice ris ul tato lo s i· deve essenzialmente all' istituzione della milizia mobile, la quale, in armonia colle tradizioni indigene e cogli ordinamenti pratici, obbliga i congedati 1l tornare in caso -di g uerra alle armi. Le compagnie di milizia sono ordinate terrilorialmente coi loro quadri di truppa: gl; ufficiali s ono presi da i COllUlndi, direzioni, uffici che possono in c:;i.rcostanze eccezionali funzionare con minor numero d' impiegaLi.
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In tre giorni le otto compagnie · di milizia erano raccolte con una forza di oltre 1500 uomini essendo tutti i militi accorsi anche dai paesi insorti, anèhe malgrado i pressanti lavori agri~oli, senza che si avesse a notare un · t•enitente. Quattro compagnie (una di Cheren, due dell' Asmara, una di Godofelassi) con un efTetti~o di circa 1000 uomini furono chiamate a l"infòrzare i battagliorn del corpo di operazione. Le altre servirono io sostituzione alle compagnie dell'esercito perma!!ente. . . . Da Mass aua aveva chiamato all'Asmara uua compag nta cacc1atort, ed a rigore avrei anche potuto chiamare l'ultima merce la milizia bianca, composta di cittadini volontari di nazione eu ropea (3:W uomini) pure allora fondata, la quale s i er·a offerta di altendere al servizio della piar.za. Io grazia ai magazzini ben provvis ti si aveva a sufficienza viveri e munizioni ed il servizio trasporti organizzato coll'Asmara bastava al rifornimento. l soldati tutti, permanenti, di milizia e di bande avevano lo spirito molto elevato, erano fieri dei precedenti s uccessi sui Dervisci e sulla ribellione, anelavano di misurat·si coi Tigrini, ed in ciò gareggiavano con bella di sinvoltura crisliani e maomettani , sudanesi ed abissini. 11 25 decembre, trovandosi pure al campo il generale Arimondi, comandante le R. truppe di Africa, il quale (utile consigliere e coadiutore), assunse il comando in 2<> del corpo di operazione, mi risolsi all'azione immediata. Due erano le vie di iniziarla : avanzare direttamente pel Belesa, contro l'Entisciò; marciare pel Mareb su Adua. La prima via passava il Mareb a sud est di Godofelassi ed appoggiandosi alla buona posizione. di Adis Adi avanzava verso s ud va ree va il Bele::;a e presentava di fronte al campo di Ras Man,;ascià che si era posto dieli·o·i burroni dell'Entisciò ed era. coperto dai monti del Gandabta. · Ma codesta via era alq~anLo eccentrica al fo rte di Adi -Ugri ed impacciata dai precipizi del Mareb ; si appoggia v!l a paese infido e di recente ·insorto ; offriva scar sa acqua ed a tappe lonl!l.ne per un corpo ragguardevole di truppe ;· s postava dalla loro base na-. · tut•ale le bande del Sera e ; esponeva il fertile e f~dele Mai Tsade ad un eventu~le aggiramento di Ras Agos in armi nello Scirè ; era a ssài meno conosciuta, più diffici le al rii'nrnimento e dava ansa a Ras Mangascià di sfuggire l'azione ritirandosi magari su Adua e rendendo a noi irn~ssibile o molLo sang uinosa l'avanzata. E ad Adua 'avrebbe potuto congiunger si con Ras Agos, s ia per agil'e offensivamenle alle nostre spallé, s ia per s tldarci ad oltr anza in paese suo e (scoppiata la guerra) a noi avverso. . Rimaneva l'altra via, cioè la marcia su Adua.
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M ilita,.mente essa si appoggiava al forte di Adì Ugri ed al grande baluardo naturale di Gundet col ce~ebr~ c~g~ione ~el Mareb~ tenuto da uomini avvezzi alla guerra COl Ttgrmt ed mt.eressatl alla difesa delle famiglie e dei beni; era assai meglio conosciuta, più diretta, più breve, meno aspra ai trasporti ~he non la v_ia pel Belesa; i piccoli capi del Beesa ad orien_te, dell'Adtrbat~ ~~~ O~Cldente erano piuttosto favorevoli a noi; oft'rlva speranza di ptghar_e con forze nostre riunite il nemico diviso in due parti -corpo dt Ras Mangascià e corpo di Ras Agos ; e se mai l'uno o l'altro dei corpi od ambedue fossero corsi ella riscossa di Adua sì avrebbe avuto presso Adua un'ottima posizione atta a controbattere _qualsivoglia attacco· e noi quella posizione la si sarebbe raggiUnta presl0 perché,' data la preparazione e la r~sistenz~ olia n_tarcia ~-el nostr~ elemento indigeno, partendo da Adtquala J1 mattmo, ali mdomam poco dopo tl meriggio si sare~be stati ad Adua per sorpresa perché nessuno avrebbe scoperto il n6stro piano. Politicamente i vantaggi erano anche maggiori, pecchè soltanto la marcia su Adua avrebbe potuto dettare legge al fedifrago Mangascià e, sprigionando il malcontento; costri_ngerlo a_l disarmo effet: tivo e all'osservanza dei patti, senza spargtmenlo di sangue. E p01 per lo stesso apparente ardimento avrebbe colpilo le fant~sie delle popolazioni tigri ne ed eritree; determinate le incerte a vantaggio nostro· sollevati gli animi degli uni, depressi quelli degli altri e ' evidentemente oltre Mareb che la vta . ad Adua e ad Axum mostrato era sempre aperta agli" Itoliani, anche nei momenti pii.t critici per lo Colonia e che gli Itoliani lungi dallo sfuggi re gli Abissini, erano in grado di cercare e di punirfl i traditori fino nei loro covi. . In seguito a questi ragionamenti non vi era esitanza possibile. Il 26 sera ràccolsi"l'intero· corpo di spedizione ad Adiqualà. Il 27 mattina, lasciando a guardia del ciglione di Gundet 100 uomini della btwda di Tesru Mariam sotto il comando del rli lui fratello Uoldenchiel giovane molto valoroso e di provata fede, proseguii per il Mareb preceduto daile bande, le quali sotto il comando del .tenente Mulazzani costituendo l'avanguardia. dovevano occupare il passo di Gosciorchi (2021 m. d'altezza), porta ~etten trionale della conca di Adua. Ltt strada da Aliquala ad Adua dopo breve tratto, dall'altezza di · Gundet (t753 m.) precipita al Mareb (t150 m.) per un sentiero ingombro di sassi e penoso alle bestie òa soma; poi ri~le . vers? Mehuquan, poggio semi spianato ove si osservano tr~ccte_ dt forl_t.ficazioni fattevi costrurre dal generale Ot'ero nella dJ lut marcia su Adda nel 1890, e verso Lala-a, dove abbiamo bivaccalo la sera del 27. P oco sopra incomincia la penosa gaJita di Daro ~aclè,
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I ungo la quale, come in tanti ahri tralli di stra,' a, è mestieri
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sfilara per uno fra pareti a piombo e precipizi allungando enormemente la colonna. Alla s ommità della s alita il passo di Gasciorchi lungo, intricato, dominato, ingombro di pietrami, solcato da burroni ostacolato da rupi, ingirabile alle ali, potrebbe essere di feso dà un pugno di uomini . Poi si entra nella conca di Adua, nella quale il poggio do~e un tempo sor·geva la stazione dei gesuiti portoghesi a Fremona ofl"re una notevole posizione difensiva. Lungo la via la popolazione tigrioa ci accoglieva con timido rispetto; i preti comparivano nei loro paludamenti presentando al bacio le croci eone; alcuni capi si facevano scusare, altri si dimostra.>Ta.no u noi ossequenti; in geuerule, purchè s i rimanesse sembravan o contenti, massime del manifesto da me fallo precederà e pubblicato pei mercati e per le chiese ~he gli Ilaliani andavano ad Adua non già pe•· far guerra ai cristiani, ma per prevenirla ed imporre la pace a chi aveva mancato al sacro giuramento sulla croce. Verso mezzogiorno del 28 decembr e giungemmo poco oltre il passo di Gasciorchi. Una deputazione degli abitanti di Adua, sorpresi del colpo inopinato. s i presentava implorando m<!rc~. Gli uomini validi, anche i pr eti, anche i ne~ozianti non armati avevano tutti dovuto recarsi al campo di Entisciò per la g ue:ra contro gli Ita liani ; dalla citi:'! erano ruggiti i maggiorenti non per timore de~di . Italiani .ma òi Mangascià; Ras Agos con forl'e 2000 ·nomin i stava per entrare, ripiegando, in Axum allo scopo di raggiungere Manga scià nell' Entisciò. Raccolte le truppe, proseguimmo la marcia, e poco dopo le due ~·ra _1~ benedizioni del clero, del quale per ò ·mancavano i ~rimari, e 1 lrilh delle drmne, entram mo nella vecchia e cadente città e ponemmo il campo sulle _ alt~re a s ud cd a sud-es t, dalle quali si può fronteggiare eventuali attacchi provenienti così dal G~n dabta come da Axum. Tutto era pronto per un movimento all'indomani contro la colonna di Ras Agos quando si fosse verificata la nolizia circa la di lui occupazi0ne di Axum . Alla sera dell'arrivo, il capito'o della chiesa di Adua si era presentato offerendosi intermediario pe1· trattative di pace. All'indomani vennero pure il capitolo di A xum ed all!·i preti di Adì Abun, Abba Garima e via di seguito. I o li accolsi tutti confermando le pacifiche intenzioni ver so il paese contenute nel mio manifesto e la mia ripugnanza a ·spargere sangue cri '!'liano ; e scrissi in quel senso all' ecci~hiè Theofilos che s i era sempre professato amico agli Italiani , ammiratore dei nostri metodi di governo e gode fame
OPERAZIONI PBR LA DIFESA ll'ILLA. COLONIA ERIT&BA (70 di pacifico e ~iusto. Dalo il presumibile contegno dei Dervisci, la esiguità delle forze, -scemate -dalla . ribellione dell'Oculè Cu~i, · ed il bisogno di tranquillita per lo sviluppo graduale della v1ta coloniale, a noi conveniva la pace quando ci fosse assicurato con guarentigie indubbie che sarebbe mantenuta da chi cosi di leggieri inclina al tradimento e quando oltre il licenziamento delle truppe e la consegn.a dei ribelli, fosse nominato nell'Agamè un capo a noi fido in luogo del torbido mestat.ore Scium Agamè Tesfai, causa precipua della mancata fede. · Frattanto dal campo nostro erano stati irradiati oltre cento esploratori, quasi tutti ascari italiani di famiglie tigrine, so\lo le spoglie di pastori, di met•canti o contadini. Chi doveva sorvegliare le mosse delle truppe di Mangascià, chi quelle di Ras Agos,.chi vagliare l'opinione del paese, chi avvicinare i preti, chi tornare immediatamente, chi a rimanere fin a fatti di qualche momento, chi contare il numero dei nemici valendosi delle conoscenze speciali ed anche delle relazioni di famiglia . Il servizio, regolato a dovere sotto l'abile direzione del maggiore Salsa, capo di s tato maggiore diede per fermo risultati soddisfacgnti in g razia alla finezza di codesta gente ed all' impegno di tutti nel contr ibuire a rare la luce, malgrado il pericolo imminente alla vita nel caso, non molto difficile, di venire scopertì. Ma soltanto tr~ uomini andarono perduti: gli altri poterono successi vamente raggiungerei r-ecando notizie frequenti, a tempo, e generalmente abbastanza attendibili. E tale si!';lema di esplor·azione e di informazione fu applicalo con ~uccesso fino al termine delle operazioni. Parve alla sera del 29. cd er·a opinione comune in quelli di Aùua che il Ras dall' Entisciò si sarebbe mosso alla liberazione della 'capitale del Tigrè, mentre Ras Agos, girando al sud di Axum e di Adua, per Golgola si sarebbe a lui congiunto. Onde, per attendere l'attacco nelle condizioni propi:t.ie alla difesa ed alla controffesa, occupai con tutte le truppe l'allura di Fremona, che sorge quasi al centro della conca di Adua. Essa ha un'estensione corrispondente alla nostra forza; domina r,ome si conviene per vista e ti1·o il terreno dinanzi; è difesa di fianco e di fronte Ja un largo e pl'Ofondo fosso tr·averso il quale si hanno soltanto due o tre passaggi ; è in migliore comunicazione col passo di Gasciorchi, impQrtantissimo per· la nostra linea di operazione; è in parte munita di mura che offrono non spregevoli ripari e permette colla nostra. artiglieria di tirare su Adua. È posizione da tenere in conto pel caso di una nuova occupazione del Til'trè. Nella mattina del 30 giungeva una lettera da Ras Mangascià ira risposta alla mia dell'Asmara, la quale con furberia grossolana conteneva le solite proteste di amicizia e prometteva di licen-
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ziare le truppe quando io Io avessi assil!urat.o che i Dervisci non avrebbero attaccato la Colonia Eritrea. In pari tempo mi fu rimessa una lettera dell' Ecc1ghiè Theofllos da ·Axum nelle quale il capo del clero tigrino si scusava di non essere venuto nella giornata ; prometteva ài venire il mattino appresso e mandava a me uno scr1tto diretto a Ras Mangasciil per consigliarlo in nome della religione alla pace. Molti preti partirono per l' Entisciò. All'indomani, 31, le notizie venute successivamente da Axum e dal Gandabta facevano dissipare le speranze concepite in un attacco da part_e dei tigrini. Ras Agos aveva girato al largo ; . Ras Mangascui accennava ad un movimento piuttosto verso l' Unguia e verso la curva del Mareb che non verso Adua ; taglio di spini e preparazione di strada erano slati notati dall'Entisciò verso Amba Beesa ; alcuni par·tigiani tigrini erarao !!'egnalati verso Amba Cristos; un capo dell'Adibarte, a noi segretamente amico, e protettore delle carovane nostre, ci ammoni va: « guardateoi alle spalle •. L'Eccighiè Teofilos si faceva di nuov_o scusare, evidentemente per paura che lo si pigliasse osta~gi ç>. In tali condizioni di cose due partiti si affàcciavano: o marciare innanzi da Adua e pel Gandabta, rovesciando la linea di oper-azione assalire il campo del Ras; o ripiegare nei nostri contini lasciand~ che la dimostrazione offensiva avesse il suo effetto sia col piegare l'animo iacerto e flessibile del Ras, sotto la pressione del clero alla pace, sia collo spiogerlù ad altaccare prima che la necessitA di .dift!sa verso il Sud11n ci costringesse a portare lo ntano le nostre forze e scovrire il Seraè e l'Oculé Cusai. Certo mi sorrideva il primo partito di pigliat•e a rovescio il Ras nell' Entisciò come più immediato e brillante, che avrebbe subito troncato il nodo facendo riful gere la nostra superiorità morale e col pilo nel cuore il traditore. Ma alla guerra non s i muove p~:~sso senza corre l'e un pericolo : e come prima- la prudenza mi· aveva consigliato l'a~dimento , cosi ora mi suggeriva le maggiori cautele. 1o aveva raccolto nella conca di Adua quasi tutte le fot•ze mobili nè ~onve~ti.va correre rischio di comprometterle. Per quanto po~ tess1 stablltre ad Adua la base di .operazione verso l'intet•no e per quanto le tr·uppe che coman1ava fossero destre ed indipendenti da carovane, pure il paese non si poteva dire fido· la lun,.a linea di ritirata, iu caso di insuccesso, poteva essere facil~ente glrata ed inter1·otta. massime da nemici come gli Etiopi, e, avanzando, era ~uopo per aspri sentieri superare o forzare gole per assalire poi m terrel)o sconosciuto un nemico superiore in numero. Pochi u?mioi_ ~isoluti potevano contrastarci i passi dell' intricato e selvagg•o labtrmt.o montano, dove la strada non consente che la marcia per uno ovvero coglierci in flagrante e infli ggerei gravi.,perdite.
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D'altro lato la dimostrazione era compiuta e una delle due soluzioni sopraindicate pareva sicura; l'attendere ulteriormente Ùn attacco avrebbe fatto perdere tempo e scemata energia; il vanlag· gio morale di occupare una seconda volla la capitale del Tigrè senza colpo ferire e senza che il Ras io armi osasse la riscossa erà ottenuto. Risolsi a ripiegare verdo Adì- Ugri: e partii la mattina . del t• col fianco destro (orientale) fiancheggiato e coperto dalle bande del Serae scendenti per le balze di monte Sibat e di Amba Beesa. La sera del 2 gennaio eravamo ad Adiquala, accolti con entusiasmo dalla popolazione del Mai Tsade; e da Adiqua là distaccava sollecitamente il maggiore Hidalgo col suo battaglione (cinqu~ compagnie delle f!Uali tre di milizia) verso Adis Adi e Coatit per compiere l'opera di pacificazione dell'Oculè Cusai. In pari tempo affidava alle bande la guardia del ciglione di Gundet ed il servizio di esplorazione su vasta scala, cui si presta il paese che domina in giro tanta distesa di avvallamenti. · Col rimanente corpo di spedizione il tre gE"nnaio eravamo ad Ad l Ugri. E avendo, secondo ogni probabilità, innanzi a me cinque o sei giorni di tempo prima che si rischiarasse la situazione, mi recai all'Asmara per sbrigare alcuni affari di go\'erno ed assicurare la Colonia, lasciando le truppe solto gli ordini del generale Arimondi a riaversi alquanto dalle fatiche. I)el resto Adi Ug ri era la po~i· zione geograficamente più opportuna per sorvegliare qualsiasi vel· leita di offensiva da parte di Ras Mangascià, toccato nel più vivo del suo prestigio militan~ ~ politico dal colpo su Adua che non era riuscito a parare. Il giorno otto gennaio tornai dall'Asmara ad Adi Ugri e risolsi subito di .av-vicinarmi al Mareb per essere in grado di osservare le mos!'e del nemico e di punir·lo ricacciandolo dalla Colonia ove ne osasse mina~ciare la fronliera. Tutte le notizie concordavano nel riferire che Ra.s Mangascià veniva lentamente concentrando i s uoi soldati vers(l Mai Maman, ai confini settentrionali dell'Entisciò, sulla via del Belesa. Drappelli di Tigrini erano stati veduti ad Hoja, non discosto dal Belesa, e · lungo il torrente Un~uja verso la curva del Mareb. Esploratori reduci dal campo nemico facevano il conto ·che di fucili ve ne era forse il triplo dei nostri, senza contare i distaccamenti, e che vi era parecchia gente armata di lancia ed anche senza armi la quale avrebbe raccolto i fucili dei C!lduti. Questa cifra parve da prima alquanto superiore al vero; ma poi da ulteriori informazioni e dalle carte trovate a Senafè nel campo di Ras Mangascia , si riconobbe avere no i avuto di fronte dal Belesa a Senafè oltre 12,000 uomini armati di fucile, dei quali più che
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meta soldati sempre pagati e forse iOUO uomini armali di lancia o di<Jarmati. Circa il numero delle munizioni lo vocì erano contraddittorie: e si capisce perché gli Abissini ai mll{liori tiratori sogliono dar·e maggior numero di cartucce e poi no·ove vouo ol se~uito una grossa partita presa dai conventi del Tembien o doll'lt:nderta. I viveri non facevano difetto a gente che si conteuta di <l ur·n abbrustolita e che viaggia con tanti muletti in paese non s vr·ovvlo;ln. Pr?~o~iti be.llicosi fra i guerrieri: gli Abissini aveva•1o seu1p1·u h~tt tullt btancht; era necessario cacciare gli Italiani, e Ras MangotH:i 11 doveva come i Negus antichi venire coronato Barnagasc (re del 11_1ar-e). Propositi pacifici fra i non guerrieri che amavano la giusti· zia e temevano gli orrori di un'altra invasione, non più rig ua 1•• dosa dè!le proprietà e delle persor.e come quella di Adua. Tre vie si presentavano al Ras per l'offensiva alla quale era spinto immediatamente dallo scacco subito: ' La prima per l'Unguja, pel Mareb e pel Mai Tsude direttamente contro le nostre posizioni del Serae e contro il campo di Adì Ugri : avrebbe girato il ciglione di Gundet e, preso il toro per le corna giovandosi della superiorita numerica, sarebbe stata più sollecita' ~iù brillante e più decisiva. Ma da canto mio, senza nulla creder~ Impossibile in certi piani di guerra, e pur tenendo conto dell'or· goglio spavaldo degli Abissini, scartai subito l'ipotesi per la scars?zza ~·ac~ua nel per~orrere il pr·imo tratto del terreno; per le dtfficolta d1 superare gh anfratti e le rupi del Mareb ; per l'avver· sione abissina di. avvicinarsi a fortificazioni; per la catastrofe che avrebbe seguito un insuccesso. La seconda via, che ricorreva piu 'frequente nelle notizie circa le intenzio~i del Ras ti g rino, dal Belesa mirava al villaggio di Adis Adi ad occidente del monte Toculè: donde a Gura. Data la conoscenza che il nemico aveva del paese, questa direzione di attacco offriva probabilita maggiore perché ad Adis Adi (una tappa dal Belesa) l'attaccante avrebbe trovato un1t buona posizione con acqua ab~ndante e popolazione presumibilmente non contraria; poi strada drscreta. p.er paese gia dipendente dai capi ribelli, coperta nel fianco !'Jrmstro dal Mareb ; infine a Gura un vasto piano ondulato ove trarre vantaggio dal numero, e la porta aperta pel ci"'lione dell'a,ltipiano Saga?eiti-Acrur donde si gira Asmara e si pu~la al cuore della . Colom~. E certo un'attrattiva per Gura la potevano eserCJlare le memorie dello s terminio degli Egiziani ancora esaltato nei canti tigrini (7 e 9 marzo 18i6). La terza via era quella diretta dal Belesa per monte Dighim a Coatit.. Date le contingenze del momento, a me sembrava la più probabtle come la più vantaggiosa e sicura pel nemico. Infatti meglio della seconda essa si allontanava dal pericolo di
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un attacco nostro in marcia, nel fianco ; trovava nei . pressi del monte Dighim acqua a m ezza s trada; una grossa colonna, girando ad oriente di Amba Raindi, poteva giungere al coperto in territorio montuoso, ed, occupata la Corte posizione d1 CO&;tit, gia residenza di fttaursri Tesfù, era in g rado di sfidare ogni nostro attacco e puntare verso Digsa , Hevo ed H alai; da monte Di17him ver!:o nord · la comunicazione s i divideva in due strade parallele che conducono ambedue a Coati t, e, pi ù in la, al dedalo alpestre del liban ricco per acqua e viveri; tatticamente Coatit era località assai più gagliarda e s icura che non quella di Gura; la ritirata sarebbe in ogni caso ai Tigrini assicurata per Senafè e lo Scimenzana sopra Adigrat. La ipotes i e ra avvalorata dalla notizia che tìtaurari Tes fù e Scin gal coi ribelli fuoruscili conducevano l'avanguardia. Date le tre ipotesi colle tre diNzioni possibili di invasio ne, pri~o dovere mi' parve quello di raccogliere tutte le forze disponibili in posto a cconcio a rar fronte ad og ni eve ntualita : e scelsi all'uopo la• posizione di Chenarenà, cinque ore a sud-est di Adi-Ugri, s u i monti di riva destra c he scendono precipiti al Mare b. Il giorno nove ~enna io mi a vvi a i da Adì-U gri a Chenafenà dandovi la pos ta alle bande del Se rae e avendo richiamato dall'Oculè Cusai a.t Ad is Adi il battaglione Hidalgo. Adis Adi è a tre quar ti d'ora da C henart~ n ò sull'allr~<. sponda ( B sinistra) del Mat•eb e costituisce quasi una testa di ponte a difesa del pas saggio intricato e se lvaggio del torrente. Dall'altul"li di Chenafe nà, cor onata da un villaggio, lo s~ uardo spazia largamente intorno, massime verso s ud e sud-est. donde si aspe ttava l' invasione. Ad una distanza di 40, o 45 chilometri spiccavano le colline di Belesa e s i vedevano chiara mente le possibili direzioni di marcia de i J'igrini , me ntre il servizio di informazioni, più che mai attivo , ci r ecava continue notizie del nemico . Il giorno 9 Ras Mang ascia e ra a Mai Maman coll'ava nguardia al Belesa; il giorno 10 a veva g uadagnato poc hi chilome tri versu Hoja ed a've va meglio concentrate le sue tru ppe. Il g iorno 11 tutto il corpo Ti grino era schierato s ul Belesa, e da Che nafenà s e ne veJ evano alla sera i fuochi, confusi M n va:>ti incendi di erbe e di ce spug li . Il giorno 12 i Tig rini dove vano pa~> sare la frontiera. Chenafenà e ra posizione ottima per osservazio ne e difesa ; ma troppo fo rte, troppo rocciosa, troppo cope rta; troppo elevata, troppo art·etrala per controffesa. Onde, sincerato c irca la direzione dell'attacco, alla sera dell' 11 ~ennai o, emanai l'ordine per l'alba dell'indomani di pas~are il M a reb dirigendosi sopra Adis Adi; dove accampava il battaglione Hidalgo. Gill lungo la strada mi venivano · se g nalati dens i, bassi onde ggiamenti di polve r e• r ossastra tra i torrenti B~le sa ed Hamado , che procedevano lentamente in dire-
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'zione del .picco!o 1_na spiccato monte Dig him. Non vi ora più dubbio: la ter·za rpotesr st avvera va, eù il nem ico mirava nd a nn idarsi nei cuore dell'Oc ulè Cusa i, donde poteva nuocer·o I!SSai alla s icurezza dr. Ila Co~ouia paralizza ndo iu ste1·i li alla cci! i tutte le nos tre forze. Ma le rnt s ure Ot'ano state pt'ese a tempo, e noi s i e ra in g ra do di (.w evenirlo . . È ~'Oculé Cusoi una re~ione montu osa che dall 'ecce lso convllnto d~ Btzen e da ll'altipia no dell' Agamottn s i pro tende, per 110 11 dis tesa dt oltr e 100 chilo me tri, fino &l Hei.:Jsu l'm ti cor so dell' Hadda H elle scende al golfo d i Zula e d il cor so s uperiore del Ma t·eb. Consiste in. una serie s uccessivtt di altnrr. da 1800 a 2500 m . sul livello del mare, in ~e.nende erte, il più sovente a picco nei fianchi, piatto ~ a~la sommtlli. Le oltu rc sono spesso co ronate di villaggi cui s i giUnge sol~n to per uno. o due sentieri a ngus ti r. precipi ti, c he offrono a gli abtto.nlr facile la dit'•~sa: c so no separa te da burron i e :tn fo:>se,. dove non ma nca l'acqua, e tnivolta da convall i, ri go~tante e <l'arbus ti, ferti li c bea coltivate. In guer ra og ni g!tose v~llag.gw n un a for te zza da pt'cnùere i.l'as lilalto per l'o rre, gole 0 dtrupt do ve ha sempre il disopt'a la la ttica individuale abissina e ~o ve l'?culè .c usai ha pér secoli difeso la pt;opria irldipende n7.a cd 1 propri a vet•t n elle guet•ro e nelle razzie ùet popoli c ircosta nti. E se noi c osi sollecitamente si è a vuto r 1lgione de lla rivo lta si deve da u~ lato alla rapiùitit de l movimento r.d alla pronta ucctstone di Ba tha Agos e dall'altro a lla cirr.oslanza ch e se i soldati a \·e vano obbedito alla chiamata del capo, il paese però non era con lui. Ad ogni mod<J in que lie conlingeuze òi guel'!'a ~e M1111gli:;ciù l'u::;se peneteato nella zona montuosa :wl'ebbe tt•ovato, an<:he in ''Tazia dei ribd li, acq ut~, vi ver i, m ezzi ài offesa~ di difesa . o Da.He a lt.ure di Add ~s Adi due tnodi si affacciavano pe r s ve ntat·e Il pen colo e t'espmge r e Mangasciò : il P.r imo modo, il più sempli ce - traver sare la pianura di Zama lun~o le peodici mllr idionali ùel mon te Toculè in direzio ne verso oriente cd altncct~.re a fondo il nr.mito in marc ia n el suo fian co s inistro; i l secondo moclo preve11 ir lo a Coatit, ed a ttaccarlo da quella buona posizio ne me nlt·t; :si adde n trava fra i monti . Mt~. a do ttando il p1·imo m odo, si dove va per d rca Lre ore, ~o tto la sferza del sole, senza acqua lea ver·:;are il pian o d i Zallla t'Otto da solchi, i:1gombro di sassi, ir'lo di spine ~on una ma rcia eh~ il nemico 8\'I'Cbbe SCOpet'ta e con trO la IJ UOJ~ aVt'e bbe a vutO lom.po d i sc hieraes i a dil'eRa. Inratti gl i Etiopi sogliono pt·ocede l'e a luppe piut· tosto leutc r. brevi per tener•s i il più possibile riuniti intorno ai capi; sic.chè le lot•o colonne per la g eande abitudine di g ue r ra spesso rtesco no meno lunghe delle colo nne di truppe r egola ri ,
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pari di forza. E poi le pendici di monte Dig him P?tevano ~ffrire posizioni e dominio ad aspra d1fesa, massime cons1de:ando !l numero del nemico e la di lui li nea di ritirata sempre sicura per Jo Scimenzana. Preferii dunque il secondo modo, cioè prevenire il nemico nelle posizioni di Coatit, con una marcia che aveva. mol.ta pr~babilità di rimanere segreta: e chiamati nelle alture d1 Adts Ad1 col generale Ar;mondi gli ufficiali s uperiori ed i comandanti di reparto, esposi la situazione come risultava dalle notizie, spiegai il mio concetto ed emanai gli ordini per la marcia immediata, che doveva al possibile procedere rapida e riunita. La strada da Adis Adi per Coatit gira da prima al su·i del monte Toculè e non d iflerisce da quella che ci a vrebbe condotto all'attacco diretto: onde, CII SO mai si fosse ro offerte favorevoli circostanze, per via vi era m odo di mutal'e elasticamente ?iano cd attaccare: poi la s trada si inerpica rapidam~nte ser peggtando fra i monti. cit•costanza ques ta fa vorevole a noi perché ci dava il dominio sul nemico e ci faceva guadagnare, prima di affrontare una probabile lotta, t'altez.:a cui ,.;i trova la po~izio.ne di C~ati~, l.a q~ale poteva essere occupata da un'avanguardm d1 pat•ttglam r1b elh . Il corpo di Man gascia g irava ai nostri piedi ver:';o oriente intorn o ad Amba Raindi. Poco dopo le nove eravamo in marcia; io lasciai sfilare la colonna nell'ordine seguente-: Avanguardia: baUagliQne Toselli con (:) compagnie e bande dell'Oculè Cusai ; Grosso: 1• compagnia bat:.aglionc Galliano, batteria - 4 pezzi 4 compagnie dello stesso battaglione, battaglione Ilidalgo - 5 compagnie; Salmerie; Retroguardia. -
Bande del S era e. Poi al trotto, seguito dal plotone di cavalleria, raggiunsi il mio posto in tes ta al grosso al còminciare della grande salita. F~nalmente tutti sentivano vicino il nemico ed anelavano a cacciarlo dall'Eritrea. 11 comandante l'avanguardia aveva incarico di occtJpare Coatit e possibilmente prima di notte pigliare contatto col nemico. A preparare eventuali lillacchi era pronta l'artig lieria che marciava dopo la prima compagnia del grosso. Gli esploratori dell'avanguardia segnalaron" a tempo la marcia della colonna nemica in basso, quasi concentricamente .al no!'òtro fianco destro ed annunciarono poi che Coatit en, completamenté sgombra: non pa1·eva che il nem ico si fosse accorto de lla nostra manovra. Alle ore 15 il battaglione entrava in Coatit e si disponeva
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·i n fe rmata pro te tta fronte ad oriente. Quasi ins ie me, la grossa co'l onna di Man gascià, oltrepassato Ascira, ponovu il campo fra 'l'acqua di Mai M ehemesa e Adi Legib, a sei chilometri cir ca da ·Coatit. Io giungeva subito appresso col qua•·tie re gene t•ale a Coutit -e da una gobba di terreno poteva scorgere, ft•a d ue vel'di con•trafforti biancheggiare qualche tenda cui alt1·e man mano si a g giun gevano. L'azione ~ lrategica era ri escita; il nemico, c ui no 11 -par e va possibile la nostra velocità, invece di sor prender·c i e•·a s lulo so rpreso e prevenuto ; r imaneva l'azione lattica: e pe r la ric~c ita di essi} contava sul provato e saldo valore degli ufficiali e soldati. Esaminata somma riamente la localita, prese in formazion i da gli .a bitanti, richiamati i ricordi circa quella plaga che aveva visitato due .anni innanzi, ordinai al maggior Toselli di prendere po!>izione in vista al nemico sopra un'altura ad est e nord est di Coatit. In questo settore il ter !'eno intorno a Coalit da prima scende ·in un'insenatura ondulata e a tratti fessa da ~paccature di suo lo ; poi sale capricciosamente a livello superiore di quello del villaggio e quindi declina verso oriente a baÌze più o meno· pronunciate , più · O meno tormentate donde si ele va qualche dosso o qualche cono. Un lungo burrone dalle ir li pareti va giù verso oriente e costi-tuisce il serbatoio d'ac qua pel villaggio, offrendo al difensore un ·serio a ppoggio pcl fianco destro. Un sentie ro discreto striscia verso nord-est e cond uce al campo del Ras; un altro sentiero, .alquanto più comodo, g ira lungo verso il nord con tinuando lungn la dors!!le fino al villaggio di Addì Auei, donde essb pure prectpila ·verso la posizione nemica. Ter1·eno da a ltipiano etiopico sconvolto, sassoso, inter rotto da 'forre e da fossi, qua e là spesseggiante di s terpi, di cespugli, di ·massi, vestit,o di erba secca; insLiioso e difficile ai movimenti riu·niti; l'efficacia "delle nostre armi e mumzioni a balistite scemata ·dal liro ficcante; buoni e frequenti i ripari. massime per l'azione -individua le; facili e mascherati r.elle forre gli ap postamenti a s balzi .avviluppanti usa ti dagli abissini nella tattica loro tradizionale; dif.ficile la rlirezione ed il mantenimento dell'or dine. L'accampamen to ne mi co veniva comple tandosi ed estendendos i ·sopra vasto spazio; a nord di esso se ne piantava un altro, che g li -esploratori additarono come cam po dei ribelli Fitaurat•i Tesfu e Asma c Singal. Oltre disposizioni per a vamposti, pattuglie e guardi-e notturne, -ordino prima di se!'a: la batteria r aggiunga nelia posizione, molto forte rispetto a l campo del Ras, il maggiore Toselli; il 'tenente Sanguinati colle bande ddl'Oculè Cusai si m ~ tta a sinistra di lui ; il 'tenente Mulazzani colle bande del Serae ancora più a sinistra, cioè .a nord-est di Coatit per guardare i sentieri sopra indicati e l'a la
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esterna; i dut' altri baHagliòni colle maggiori ~a ulele d i sicut•ezz& t'ipo;;in o a Coatit pl'esso Io spianato de lla chiosa, p t•onti a ~uo vere a lle quattro deii'indomaui: i ruocl1i del b ivacco sono uascosti da~ ciglio della posizioni' ; il ba ttaglione Hidal go invii u na compagnia (M . M . comandata J e~l Len ente Cravert) ver so Io sperone ad est-s udes t per guardare la com unicazione che sale da Amba Haind i ed il fianco destro del but'ronc dove è l' ttcqua di Coalit. Le bande del Serae, le quali avevano scortato ltl salmerte ed e1·ano giun te a tarda sera, dove\'llllO reca r ;;i in posizione dopo la mezzanotte. N essuna novi tà nella nolte; non una fucilala d'allarme; gli info rmatori a;;;sicul'ano che il nemi co. non suppo n~ndo tanta cele· rità , dorme fidente di pote re a l mattino occupare le eminenze di Coatit: n ull a deve Silpere de lla nostra pt•esenza, uo n avendo creduto n ecessario di s pingere sulle alture neppure uua pattuglia. Alle 3 112 del ·13 ordino al maggiot•e Ga ll iano di muovere al le 4pel' schiera rsi a sinis tra del maggiore Toselli, al m aggioro Hidalgo di seguire iu riser·va. S plende la lun n e la gmnde distesa dei fuoch i nei ca111pi dei tigrini ne. svela il nume ro e l'i ncuria. l n cinque qtuwli d'or·,. lutli i n ostl'i souo al lor o posto e il movimen to offensivo si inizia al primo a lbore (ore 5 3t4) coll'a vanza re di Lutti legger me n Le con vergeudo n destm pel'no l'a rtig lieria e s uccessivamen te i battaglioni T nseili, GaBiano (~ lo bande Sanguinati e Mu· lazzani: nel ('Cott·o a rin calzo, semp r·e in posizione coperlu, il battaglione Hida lgo con lJUaltro compagnie, avendo dovuto lasciar·cla 5a compE!griia nella posizione o coll' inr.a r ico sovrnin dicato. Dir ezioue di mt~rci a, u11 poggio conico lò ull a cui somm ità 50r'gc un tucul, c he spicca nero ad ol'ienle sullo specchio J ell'a lba limpidi ss ima fra noi ed il nemico. Tutto procede u seconda. Poco .::!opo le sei i due baUaglioui di pr1ma linea hanno le compagnie parte .schiP.rate, pa!'te coperte iu buona po!òizione ; e a l pr imo s puntare del sole la Latteria Cieco di Co la, da nn' altura rn ttestrcvolmen te sc:elta , la ncia il s uo pt·ituo shrapn el a 1900 metri co11tro il ctt mpo dei r ibdl i, m enlr·e io tu i reco co l quar tier·e geu~t·al e e colla bandiera d' Ila lia sopra il poggio conico eminen le sovra indi r.ato <~ l coutt·o della line~:~ e che pr ende il nome di poggio comando. Le bande nel loro m ovimen to d'a ln, attrnLle dalla dir•eziooe dei con lt•afforli e dalla sove rch ia estensione del l't•onte, sono scese, quasi senza avvt>det·sene, troppo in ha sso , verso il centro della linc>a di battaglia lasciando n lot·o sinistrn poco g uar,late le altut•e ed il vi'll ag~io di Adì Auei, c he ba ttuto dal sole sorge n etto s ull'ot·izzonte. l~ evidente una g rande B!!itazione nel campo nemico. Malg rado la sorpre·sa, ·con molta prontezza e s lancio g ruppi sempre più fitti di guer ri eri b !'ulicando vengono innanzi pe r· g li a nl'1'atti e bur-.
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roncelli che !':anno s upera r e co n destrezza fllnrnirabilc, mascherando il num e r·o, facendo s-::udo degli ostacoli, o fl'r·endo pochi bersa~li t ratto tratto sco mpa t•enti e affi tte ndosi st ·rnpr·e più cfietro i ripari. II fuoco di fucileria si apre su tu tta la linea co lle nvan'!';chi er e del 3' e del 4• battaglio ne, le qua li, ma lg rarlo l'in1 pclo c l1 e le spin ge. al t'attacco, si mante ngono in pugno agli uffici~:~ il , co m t ne !<Ono c luara · prova i frequenti fuochi a sal va ed i pa l'ziali ntlorcil i nlla haionella in q ue l te rre no cosi r,·astaglialo, so lcato e cope1'lo. Sono le com ..agnie 5• (~all i), a• (Cotta l, ti-" (Genti le), l ' (P ree; tin a ri) del l V. battaglione da s inistra a des tra , e all:e~ tl:f'rnn ." ~!'t rn la co mpA g nia M M. (Canto11i) co n a ter go la 2" (Oil val'l). A ~ ~~~~ ~ Lt·n del IV il III hattaglione che, avanza to s imultoneamen te, ~cllll' rn 1e s ue com pagnie· 3• (capitano Verdel li) e 4' (tenPn te Vecch1} !-lotto H pop-gio de l coma ndo, mentr e il grosso è pron to a l ~opet'l~. T.e -compa g nie manovra no con calma ser e na serbando al ~l fHH'O • loro nuclei in o rd ine chiuso, facendo mode ratamente uso del t1ro e ~ch_er me ndosi convr.n;entemente. L0 slancio non sc~ma la disctplma, c he già manifesta la s ua grande superioritù . . Mentre l'azione si accende e l'- i impeg na t'l'l!!ohJrmente, d1etro Ie tfl nde tigl'Ìnf:', fra le p:eghe di allure on deggiant~ si ve~ono nembi d i polvt>re llu tluAnli e he mostrano una colo~ n a m ma.r cta: e poi v ia via dal oli die tro dei dossi si ho P-e ntòre di un mov1me~to uirante alla lar~ che è presto segr: Aiato dalle bande. Il nemt co ~1·ofìttando del suo )!ranrle numero. della_perfe~La co~10sce_r.za de li~ Tecrione della rara rnttestria abisl"ina net tliO\mnenlt avvt i•J ppa nll, delte r r,eno o llr·e ogni dire ad es~i pl'Opizio, eseg ui s<'e la mi ~liorn mar.ovrn che .gli pt>ssn ~o " uggerire le cir·costanzr.: .con forze super io ri a ll e nostre ci tiene lesta e ten ta conll·obbatter ct; con forze perio ri · gira mtol'llo al nostt·o fian ~o s inis tro nascosto ~alle coll_in~ -o coperto da lla veg~ Laz i one. Co"ì nel basso come n el! alto egli s t può tt·o vare sempre per nmnet•o sove r ('. hiale a ~oi : e d' al.tronde non i mporta a lu i il cambiamento di base perc h.è, tn c~so dt suc~esso, da vi , er·e vi è in paese, e nel caso conll'a t'IO la v1a dello Sc1menzana gli é sem pre aperta alla r itirata. ~d ogni modo i~ movimento girantt~, senza per avventura essere 1! conceUo gemale del m omé!'lto, era probabilme nte già iniziato con Hltro scop~ d_a!l:avaJ~ g nardia per r eca r ;.;i a Coatil, luogo d't~cqua e maga t' l dt rtfor ntmento. I n s u lle prime era malagevole g iud icare la impor tan_za del m_ov imento. Tuttavia mandai or·dine urgente a lle ba nde d1 volget'Sl a s inistt•a in direzione del poggio di Adi Auci, e dalle compa gnie no n ancol'a impegnate del III battaglione d i rnu ovet;e ver·so le alture per interrompet·e l'aggira mento c he andava ~empre più accen • t uandosi e costringeva le bande a r·ipiegat·e combattendo lungo In
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d?rsale verso Coalit. Il maggiore Galliano prendeva tempo posiziOne alla 1a, 2• e 5" compagnia (capitano Castellazzi, Folchi e Alferazzi) pon.e~do una compagnia in avanschiera, le alLre a sostegno sulle pend1c1 della dorsale, a cava!lo dei sentieri che da Adì Auei conducono a Coa til ; ma ebbe a s ubire note vo li perdite, mass imeperché la f a. compagnia fu tratta in inganno da un'orda di ribelli che fingendosi soldati di banda amica in ritirata, la indussero & cessare il fuoco, ed in parte la ci rcuirono. Ma essa seppe brava-mente tr?rsi di impaccio, poi le tre compagnie del Il I battaglione atempo rmforzate dalla 4• compag nia del II (M. M. del tenente De Marco), sotto gli ordini del maggioro Galliano costituirono· s aldo perno al cambiamento di fronte a sini stra (da est a nord) d~~la linea di batta~lia, quantunque, il nemico incalzasse sempre-pm numeroso ed audace puntando verso Coatit da terreno domina nte e per ogni rispetto a lui oiu favorevole. Ma torniamo ad un'orb 'e me;,:zo innanzi al combattimento frontale verso oriente, che proseg uiva in basso con esito felice malgrado la preponderam:a di numero, l'abili tà e l'insistenza del nemico. L'artiglieria sceglieva buoni bersagli e tirava con successo da t OOO· a 1800 metri sopra fr·otte di uomini che s i addensavano ver so la linea di fuoco. Una sezione per avere miglio re campo di tiro veniva ver so le 9 1J2 sul poggio del com~:~ndo . I nostri ascari g uadagnavano fieramente terreno mercè la destr ezza nel va lers enP- e rner cè la direzione calma ed unita e la mAggiore discipl in~:~ . L; mossa del. msggio re Galliano avendo lasciata a piedi del poggio comando una lacuna, questa ' veniva riempita da due compag nie del batta ,.,lioneHidalf;:(o: eran.o la 5• rompagnia (capitano Pave •i) e la 2• (capitano Barb~ntl)~ mentre la compagnia di M. M. (capitano Artale} era tenuta m r1s erva. Es!:'e avanzavano alternando fuoco ordinato e viva~i a~tacchi alla baionetta ed infliggenjo gra vissime perdite a~ nem1c0, .11 qual e, secondo l'antico modo di g uerreggiare abissino, SI r~ccogheva al coperto pe t' poi sbucare grosso. ed rmp>·ovv,iso. Grazte al contegno calmo e brillante del II e IV battao-lione all'ala des tra la vittoria era nos tra Nell'avvice ndars i degltattacdhi e· controattacchi era caduto alla testa della s ua mezza - compagnia. (2• del II battaglione) il tenente Scalfarotto mentre i suoi cacciavano il nemico. ' ~~a. in questo ~ez;,:o veniva s empre maggiorme nte pronunciandosi !.attacco a ggrrante. Frotte d'uom! ni passavano all'orizzonte sul ptazzal.e scoperto di Adi Auei e sparivano dietro gli olivi e l~ euforb~e, ce.r tamenLe mirando a C0atit. II maggiore Galliano clnede~a r1nforz~. La .vittoria n el fronte ci dava ag io di pensare a Coa ht, la cu1 perdrta, anche momentanea, ci ·avrebbe s turbato-
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nou poco essendo cola. le nostre. sa lm ~l'ie, i u ~IHtt·l fo ll'lli, In U111l11 della nostr·a più comoda e bt·eve hn ea d t ope raz101Hì . Ordinai quindi ai maggiori T oselli e Hi~al go tli : orl't'MLIII'u l'uv11 11 · ·ata verso il campo del Ras delle compagnie impelo( nOLH. l'ipulz dalla des tra verso s inis tra le co mpag nie 11011 im pt'lo(lllllll voi · gare . l' l' do il fronll:l a no1·d-est e nord donde ve n1 va n<·cor·r· 1111~neennto . disimpe"'nars i successivamente in modo dt1 nv iltl i'O In I'O·u~n delle ;iprese offensive del nemico durante la delicata m~11ovrn ; concentrarsi infine sopra la posizione di Coatit. I c~:~nnon.1 ?l'OliO pure avviali ve r so Coatit per soslener·e il cambtame~to <11 tt·oulo all'ala sìnis tra. Io s tesso mi incamminai dal poggiO comundo ver ;;o Coatit ma in quei burroni essendomi te nuto tr·oppo a ~eslt'a ci tt·ovammo. col quartiere generale per un momento bersagho co m odo e vicir;o di una grossa frolla nemica, la quale fu bra vamente respinta dag li _ascari delle compagnie. e dalle bande c~la impegnate. Cadde ro allora il lenente Sang umet1 ~re_ volle colptto da palla, il tenr-nte Castell n ni, il serge nte Ber·toJa, ti porta ba~ diera ed altri ascari. Ma s ubito appresso, ver so le '10 3J~, to dal cietJi,, che limita a uord lo s pianato d • Coatit poteva orcl~na tam en7e dis porre le truppe per la d• fesa delln località e raccogl~ere Je forze, erncace mente in ciò coadiu valo da l generale .Art m~ndt. . su quel suolo sconvolto, in \) Uelle circos tanze dt .avvtsaghe~ di a~:>salti furiosi, di lotte inJ ividu~:~li c collcttivP, <h lenlall e sven~ll aggi1·amenli, io quella m~:~no v ra eseguita a conta_lto col ~~ mtco cosi preponderante di nume ro e così audace,. col btso~no rh mterr ompcre successivamente un'az ione v itto rw!'la, le s111 gole co~· pagnie ~d i re parti anche minor i si m~nlennero se~~r~ saldt. e riunili e possono a buon diritto narT~:~t·e ep•soù• ~nemot•abth d t ~Ho valore militaee. Cosi venne raggiunto lo scopo d1 fugare da ppr.t ma fin nel s uo campo la massa frontale del ne mico, ~i tener ? .a. dt.stanz~ quella irrompente al fianco, di infli ggergli perJ1Le senslbi.Itss•me, d1 prote ggere il fianco ed il t l.lr go reciproc~mente all~ unttà sor elle accorrenti a pre nder e posizione sulle emt~~nz~ e dt r?ggru~gere le m ede!'o ime, co n p ~ rdi te sì ma in condtziOnt s plendtde d.' morale, per co ntinuare il combattime nto s ul nuovo tealr'o dt battaglia. · . · r · Frattanto 1 altura alquanto dominante al oord d1 Coattt orrmcolav~ di nemici, i quali da gt•and i di stanze continuavano un l:u?co, m olto nutrito m a non molto dannoso, conteo la nostrtl P?stz1o ne del r esto abbastanza protetta grazie aJ un a vvallame nto mter·no i ed un branco di partigiani , a udacemente gira nrlo p~r un burr~ne nascosto, @:iung eva presso la chiesa dove e ra no i fert~i ; ma ve~1va 1·es pinto dalla presenza di spirito del t<3nenle medrco ca valiere
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OPERAZIONI PER LA DIF~SA DELLA COLONIA BRITil EA
Virdia , il quale di dietro ai muri del cirnitero li l'cee acco~liere con spari dai mul Jttieri, piantoni, attendenti e ferì li meno gravi. La difesa dellolocalilà di Coalil, cbe in quelle circos tanze assicura va la cltiave della I'egione m ontuosa e dava, olt re il successo lattico, la vittoria slt•ategica, lasciava l' animo sereno. Nessun ri!Jarlo clr.i nostri por quanto piccolo s i e ra la:;;ciato ;;opraftil.re; e tutti, ufficiali e soldati, SE}ntivano in c uore la vi ttoria. Tutto il cor po di opeeazionc ero sottomano unito e pl'on to a qualsivoglia azionP. Il !TI -ed il IV balla glionc co n 8ei compagnie in prima schiera e ci·1qne i11 riserva , dal cighone di Coalil f'i'tJ\_lteggiavano, Yolle }1 no1·d, l' altum o ve il nemico aveva co11dcnsalo il maggiore s uo sfor zo; diet!'o al co perto nell'ovval lamento, il Il battaglion e era a por·l.ala ver <;O qmllsiasi fronte; ad orie11 tc di Coatit dina nzi il bu rroue dell'acqua le bande r·iuuitc del Se1·ae e deli 'Ocnlè Cusai gna1·davano aù est c ~md-est. il fianco destt•o ; il rruarLi ere gener al e e r·a s tabil ito sotto uu tug urio cadente a ll'cslremilil del villaggio,doude la vista spaziava sulle truppe no!5ll'e e !>Ulle ncmic h~ ; l'iofenncria dove aftluivau u i fe rili , f1·a i quali al.cuni tigr·ini, era all' csll'emità opposlu delle ul'.ime case del villagcio solto il si comoro e nella misera chi est~ cofla. Il rr e mi r.r, dalle e minenze con tinuava un incessa nte schioppeLlìo a grandi cli::;tanze, iudb:io r.,r se pi ù di preoccupazione e di disordine cl1 t~ J•ropurozione di ~ttla cc; o . Nondime uo talvolLa die tro i cespugli cd i col')zta l s'adde ns:wa110 l'l'O t Le che conveni va di:> perdere con qual che colpo di r.annon e o co n quHlc he salva bene aggi ustala.. Del pesto ni rtostri proi bizione assoluta di s pnrnre, salvo a bersaglio sicurn, eo:;i per rispa r m ia m le munizioni, com e per )mporre aluernien, ovvero per adescarlo ad azzaedar·e colpi otfe::sivì in condizione a lui sfavorevol e. E qualche attacco si ebbe, an che c:oa ten clenza avvolgente, vel'SO il burrone dell'a cqua di CoatiL, tfllvolta ostinato ed incalzante: tut· la.via malg!'ado l'abilità tigrinu di sl!'isciar e inna nzi valendosi di ogni riparo, malgr·ado la bravunl c la decis ione i;l ne~abili, tutto finì colla peggio del nemico. il quale do' elle tenersi o distanza a sprecare fiato e munizioni. Uno sto rmeg ~ia l'e con tinuo si t:>bbe dAll'11ltura a nord di Coalit, dietl·o la c.ruale l'incessante battere del n.egar it indicava probabile la pr es enza cl el Res e dei mnggiore nti ; mo nessuua azione concreta e vigo rosa. Pat•ecchi tigri n i si ·avvicinavano ai cacciator i no. . stri in avau schiero e c:on par ole tra cotan ti si scambiavano fucilale e grida di s fida e eli s pr~gi o. Per ltt notte dal13 al 14 io p resumeva non improbabile un a~salto nollur no, cons1derando da pa rte del nen•ieo l'impossibilità di riu scire di giorno, ls. co noscen za in ehi g li se r viva di guida di ogni
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I HHrt
sentiero e di ogni zona pratica bile, il bisogno di II ~C II 'U du ll tt ll 1'1tuazione che pare va farsi cr itica, la spernnzn di I'IOpt·nllilr•·• c·nl num er o; ma la notte passò t ranquillissima. Il nemico salutò l'alba del 11- con un'intensa fu ctluln c:l11• (III I'CIVII volesse preludiare ad un attacco gcnMale; ma esRa nudò pl·n lungandos i con poco nostro da1H1o. In , pe1·correndo il cou1pn, 11 1111 vista ed. al co ntegno serenamentè baldo e confide nl•· eli urtkinll o soldati, mi sen(i va :spinto a prendere l'offensiva, tonto ptil c- 1!11 gli esploratol'i avr.vano cons tatato nelle schiet·e avve1'sari o !.(l'Osso perdi te. massime nei capi. Ma Has Ma!lgascià teneva t;on g rancli forze l'altura al nord di Coalit, c hiaYe de lla posizione tigrinn , la quale pr vlungandosi fin o .ad Adi Auei pl'esentava no tevole profondità e linee successive di gagliarda rcsi>;te uza; ed in pari tempo poteva gella1·e aHre tlante forze con tro un nos t1'0 fianco. Egli ave.va munito con muriccioli i passi della cr estn a !•puntn aspettnndo, o sperando, un alla.cco frontale. Oa canto nostro pee ottenel'C un ;.uccesso posi ti ''o convr.n iva pigliu1·e o vi va forza quell'nllui'a er·ta, r occiosa, sassosa rives tita d i spini e solcntn da f'ot'I'e fron t11li, hrulicauti di d ifenso ri : e p!'ovvedere in pari tempoco ntt•o un probabile aggiramento vc1·so l'acqm11ji Coatit, fili a qua le sempr e punta va il n emico :;;ili pel biso~n o ù.i be1·e s ill per r ipeterll la manov ra J el giorno innanzi e toglierei l'essenziale e lemento di manlen er ci a.Coatit. Dunque si avr ebbe dov uto aff!'ontare u n g rande sacr ificio di uomini nel l'l'Onte c tene r·e saldo nel fianco cont.ro i T ig-rini che a vrebber o potuto disporre, ::;oltanto per l'aggirament~,, di 1m. numero d i uomiu i superiore alle no>< Lre forz e r iunitfl. D'Altra pHrte l'attendere un giorn o a vrebbe cee sc iut.~ for1.a a noi senza pun to scemare la no.;tra sicurezza o raii'reddare il nostro slancio, sia pe rchè le tru pp1~ av rtlbbero potuto mangiare ed al quanto l '! posarsi, s i11 per ch6 attende va in g-io1·nala. dn Adis Adi uua ca r ovana di viveri e munizioni. E l'attendere u n giorn o avrebbe diminuito ·con tutta probabilità forza morale e matci'iale al nemico, costretto a s tnr·sene in posizione assai disagiata, con acqua ~carso od i:1sul'ficiente, con viveri poch i, coll e mun izioni che 8i consumavano ia un etemo· schioppettio, col s enti mento iu lutti di. essere in aria e colla delusione dell'insuccesso. Il negarit continuava a bullerc dietro l'eminenzn nord per c hia mare a raccolta. Poco innanzi il m eri g ~i o nuvoli di ti!·atori CO I'Onavano l'altura e sce;;:ero g iù ve rso il burJ•one scAgliando una pun ta a s inis tra, c10é all'a n~o lo uord- ovest pella posizione di CoatiL. Poco appr esso una banria ap parve s ull t~ su·ado c he set·peg~Zia fra le due alture ili nord e di es t me ntre i posti a vanzaLi segnnlavano un brulicore di tig i'ini verso il hurro11e dell'a cqua.
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OPKRA:liONI pER LA DIF 1!.8 \
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·o Jisposiztonl per afforzat e l Il IV ed il Il bal~g~wue_ pre~e\ allll di inviare due compagnie loro fronte e la loro Slmstra , ord~nal contrc il corpo di Ras Agos, . a rincalzo delle bande v~rso or~en teo della nostra posi7.ione. Pre· che mirava sempre al fianco es. r far gitto di cal'tuccie tenenscrizione generale indurre il nemtco ~ certa non attaccando che dosi al coperto, non sparando che a mtra ' con forza concent~~ta. contro la cresta dell'altura nord La batteria lanciO qualche co~po_ .. ed inc->ndiò l'erba secca . · nucle d1 nem1c1 ' .. . 1 che Qlise m fuga a1eu m . . . . lse sulla strada i suoi ltr l ' P?l rt~o . . E !'rattanto ali inPe ,. una notevole estenswne T ta degh altri nemtct. '"' che determinarono la l'l tr~ . va la fucilala che aveva 8 candi si propagavano sub~tanel e scema noi eagionato poche perdtl~-- . colti indizi di depr essione e di Distr ibuiti viveri e mumztOm, ~ac l . per l'alba dell' indot del netnlCO l'ISO Sl . infiaccamento ùa par e t l'alt~ra norJ di Coalit, dietro il cl· . (15) di dare l'attacco con r o mam d d l Ras glio della qu~le ~r~ ~~ ten a edell'al.ba doveva essere pronta a ba~All'uopo l·artlglteua prima . ella ua\e avevll misurato la dtterù la ct·esta dell'a~tura ~ort~d a n-n!) con manovra !ibP-ra e talstanza. Il IV battaghone (6 co p "' ·ando nel vallone e risalire tic.a abissina doveva scendel'e ~torm~~~;one del fuoco di artiglieria. l'altura avviluppandola sotto a pr? , ;do dovevano puntare sopra Le band,, nel fì_a nco. destl'O ela~~n·~~nc~ e ten~o dei tigrini. Adi Auei per rnwacCJar~ e ~o p vano aspettat•e ordini per appog· li Il ed il Ili battaglione rlove overe contro il fian <!o secondo o-iare l' attacco diretto ovvet•o per mu lo svolgi~ento dell'azion\ . nii a li ufticiaii disponibili e solto il Verso tl tramonto del 1 l'l~ .., hiesa cofta di Coatit, seppelgrande ·sicomoro, pr~s~o ~a ~msedraf c enlre da parte dei tigrini limmo le selme deglt ltahant ca u t, m ancora du~ava la fucilata. n dell'Oculè Cusai si pr·esentava per Prima dt sera un prete co o . lo ~a Ras Mangascià a fine . . h d. oprio impulso erasl reca ~ . d1rmt c e · ' pr . u sangue cr istiano: seconrlo 1m d'indurlo .a rleststere dallo spa~~er:ce qualor·a la proposta fo!O'se Mangascià avt•ebbe acc~tlatotl si poteva sospendere il fuoco. partita dal G_ove~nato~e . hfraso~~~to quando tulli i soldatr ligrini Da canto miO rtspost c fl . bbe potuto parlar e di pace : avessero rivarcato il Belesa SI avreluto la n-uer ra· ma lìno allors ., ' non era ., •· Governatore. che . aveva . . vo io conser vava intera hbe~t~ di. a;~o:~·stro pur allor·a ruggito ùal A notte inoltrata un p~tgt?nte r' della -.era vi si huc. M ià r 1fertva che su 1 ,are campo dl an~a~c . , . . • . dite er ano enormi e wcocinava della mar~ta ~~ r_lln.~ta, l~ !~:nlo e la paur a. Più tarcli, mill<:iavano le prtvazwnt, ' ma c .
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dopo mezzanotte, tornava il pl'ete paciere e mi r iferiva che non aveva più. trovato Ras Mangascià, il quale al sorget•e della luna (poco dopo le 22) se ne era andato verso Digsa con tulli· i guerrieri ; indi appresso venivano due esploratori colla notizia della di lui r itil'ata verso Sena fè , confel'mata da rumori udtti agli avamposti come di una colonna in marcia nella direzione di sud est, presumibilmente colon-na composta di bagagli e con voglio di feriti. E insieme arr ivava un messo di Agos uold Tafari che poneva i suoi gucr.r ieri a mia disposizione pronto ad attaccare il Ras Tigrino. Alle 3 112 del 15 riunii cogli ufficiali superiori i capi riparto, esposi la silu&zione cd OI'dinai lo inseguimento vet•so lo Scimenzana. Tuttavia contro og ni eventuale SOI' presa si doveva avanzare verso l'altura nord P. verso il villaggio di Ad ì Auei colle forme e mod i ordinale per l'attacco, bensì in modo più spedito e seguendo poi le l!'a(!cie che la ritil'ata di una così grossa colonna, presumibilmcnte in disordine, avrebbe seminato pe r via. La compa ~Xni a •:omandata dal capitano Cantoni (Milizia del Serae l V battaglione) doveva rimanere per scortare ad Adi Ugri i fe1•iti la cui cura era affidata al tenente medico dottot• Mozzetti. Allo spuntare dell'alba, dietro il l V battag lione che formava l'avanguardia, avendo sul fian co destro le bande che mil·a vano ad Adi A uei, s eguendo il Il battaglione con in lesta la balleria ed in cocla il I I l battaglione e le sal meri c, iniziati l' iu~e g u l mento . I soldati portavano seco quattro giomi di viveri. Ad Adi Auei trovammo alcuni feri ti,. due dei nostri. Non vi era p1ù dubbio: il nemico era in fretlolo!>a ritirata s u Toconda. La via serpeggiante per monti pietrosi e per valli coltivate, tratto tratto imbarazzatA da spini o resa aspra da balze sassose, non di rado llra segnala. da stracci di ves tia rio, da utensili domestici e, mal· g rado la sua strettezza, mostrava le orme di una corrente umana che si allal'gava e talora s i aggruppava alle al tul'e per marciare più larga e compatta, lasciando dietro a sè le traccie di sentieri e fasci. Così salim mo pel massiccio del Doriciau e poco prima del meriggio prendemmo flato a nord di Amba Scialai . Poi via per Toconda, do ve fummo accolli con grande festa. Qualche ora pr ima vi era passato il Ras CCln tutta la s ua gente dil'ello a Senafé. L' abb~ndono, senza te ntare res istenza, di Toconda. posizione molto forte I'is petto al nostt•o inseguimento, provvista d'acqua e di viveri, necessa1·io riposo ad una gr ossa colonna che portava seco molti feriti e che doveva essere stanca, indica va per lo meno un principio di dissoluzione, la quale doveva progredire ra pidamente in truppe come le abissine, agili, sollecite, sprezz'lnti la
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OPERAZIONI PER LA DIPESA DBLLA COI. ONlA ERiTREA
v~ta, ma nervose, impres_sionabil:i, rn~1l~stiche, soggette al panico, non utile ai capi da saldtlcgamt l~lll~t . .. fT met te rali· ma i soldalt tlgrmt non a vrebb ero potuto L a ru,.a , . s r l 'à rappre er quella sera oltrepassare le acque dt ena e c 1e _gt . ~enlavano per ess i il perco!'SO di almeno due t.appe m un~ gwrnata. Tanto più ur:;:evt~ a noi non dal' loro respt_ro e pro~e~~~:e l'inseguimento. senza badare all e difficoltà d~lla vta od a possibtle rcsist(mza, per essere lor o addosso pr:ma dt scr~. " _. . A Toconda si prese un po' di flato_ soll? le anm, me1~t~e ,~1 ab1= tanti porto vano nei ra nghi ai soldatt dell ac4ua. A Ile V\ l, SI pro se"'uì affre llundo la marcia. La slrnrla da Toconda 8 Senafè sale ver so sud per un monte donde si scorge l'amplissimo paese, dai picchi di Halai alla sega di Adun. dal ciglione del Mareb ~i ~?nli di ~a ~o, c ome un mar~ furios a burras<:'.a di repcnle ptelnftcato. l 01 per un b osco s 0 ~iun ae nl passo di Cascassè, tlove un nemico per P~~o avv eduto : d o;dinalo avt·eb oc cer cato di proteggere la s ua :•t11·ata .. Esso cons is te in una erta discesa s crperrgiautP. fra !llben e sass1, do~ roiriala da rupi ~ da picchi, fin o Rd un avva_llnmenl? le cm pa~ett laterali pr ecipitano al has~o; poi in un11 sali La ~f):r1spon~e~te fi~o ad 11 na ~o la 0 corridoio fra masst. _Il ?asso_ d t Cascusse e "l un.,.o oltre un chilometr·o e pochi uomim r1solntt sarebbero ha . ta tt a sbarr·a rto. Ma lo lrovammo !ò~ombro. . Seg ue 11 na travcr !'a e levata c copC!·la c he, sce ndendo dali om,ba . 1 a d't T"r.t~'B in forma di cresta nllun gata, cos L,tu1sce ver so eCt;P. s " , d • · "'Ul il ci,.lione della conca di Senafé c verso nor nn emmenza ~h~ ~bar~a rllicacemenlc la s trada. Pnre va da r~i rnn _o~cupata : onde il battaglione di a\·augnat·dio prese lutlP- le d• ~pos t_zJOnl pe~ l'attacco : ed io feci a vanza r e l'arlif.!lie t·ia ed il II b~ tta p:hon ~ ; ma 1 pochi uomini che vi erano forse in sentinell_a. fuggtron~ gr_r da~òo . L'avan"ua rdia occupò celeeemente la postz.ton ~ che domtna'~ ti campo n~mi co ~~ spinse alle ali le rico~nizio ni o p~o~·Lune. Sn?tt~ • appr esso dietro J' avan gua r dia polel'ono me tte~s1 111 batL~r1a 1 quattro pE>zzi c, poco prima dP-1 tram onto, a?r1re con evt~enle s uccesso i\ fuoco contro il ca mpo de1 Ra~ a ctrca :l600 melrt. In breve tuLlo il corpo di spP.rlizione era sottomano e pronto a combatte r e. _ .• .. . Ai nostl'i piedi, forse 200 metri più basso, enormi masst grorut•c~ abbracciano una vasta conca montana in m ezzo alla quale s1 erge una larga spianata bo~nala da un r u'>ce llo.. _ _ . o-o-· 1 piedi delle m onta gne, alle quali sono adag•at1 ptccoh vtlla.,.,.J, g iungono quasi al ruscello. ~ulla spia~ala alquanto s ollev.a ta sorgeva il g rande c ampo abissmo, le cm nume~ose t? nde spt~cavan? a i ra f!g i del tramonto in tutta la conca lasc 1ata ltbera da1 mont1.
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Co l cannocchitde si s~or~c va in pa1•ecchic dir ... ;;ioni un brulicare diso rd inalo di gente che andava poi riu ne ndo;.i sia ver <>o noi, sia diett·o le fll lde dei monti, s iu s i aggi t·ava ft·a l t~ tende. l rt'lgari t ballevtw o furiosa mente: si udiva qualche colpo di fu cile for se per fantasia di g ncrTa, clu-1 i più bra vi e dll voti ~ogl i uno fnre dinanzi al r as, prima di lanciarsi alla pugna; ~ d t1 q ua lc uno p111'a va scorge!·e una ·~olo nna g irante verso la nostra s inis tt·a: Ma la nebl.Jia, c he s i alzava tr·aUo tt·atto densa e.l o~iinata velava c plli ra lllltendos i, toglieva affatto la vista, me1 tlr•ì la notte calava s ubito dopo il tramonto. La strada pr ecipi tava dn l coll e as pra -e sassosa; il te rreno iufido; I'Hci li g li a ){gi r amenti in quel la biriulo di val li, eontraflo rli e spaccature; le fìlle ten ebre a vt·cb bero sce mnlo o lollo i van taggi nostri dell'arm!:lmento, dcll u disciplina, della coesione lattica e resi prevalenLi i vantaggi ne mici del nume ro, della conoscenza topografì ctt, de lla locali ta dominante nella conea a ll'iugii'O P.d nppoggiata a ll'acqu a. Non e ra prud..,nza ar1· i:-;ch im·e il ~ u ccesso gi à Otl'!nulo abbandonando la nos tra pos izione emi nente c sicura dtt.lla quale in caso di r e sistenza avremmo avuto l'adln ln vittol'ia all'alba dell"indomani . in viai tuttavia due compaguio Jr.l III battaglione agli ordini del m oggiol'e Gall ia no sopm uno sper one alle fa lde del m onta Sorìa, che decliua lino aù al cune centiuaia di m etri do ll'or,camparnento e dall'ncqna. I n pari tempo ordinai che il plotone di cavall tH'ia, ~otto il comando del sottotcnente F erra!'i, protetto dalle lene-brt>, scendesse nella conca e scor·a1.zasse ver so il campo. · Gli inl'orm a tol'i frattanto mi r ecavano la notizta c he il Ras, avendo tenlaLo invano di riuni t·e i suoi alla rnsist enza, e ra seompar :;:;o in dit'e7.ionn sud e che i s uoi g unrrieri el'tJ.HO fu~giti ve1•so I'Agamè, La r icognizi one di eavallcria giù nel piano non aveva urlito che rumori in lonLananza. Tutta la gente si era squagliala coll'incr·etlibile velocità abissina. D1edi a llor·a ordine a lle bande di o~ cupar·e e g uardat•e In c onca conlt·o qualsivoglia ins idia: e all'indomani a ppena g i"o.rno dal cigl ione di 'l'erica (forse 2500 m. sul li vello del mar·e) s ce;;i a Senafè (2316 m.) con tutte le truppe. Le bande si fecero i rwontl'O e f<ultanti JJatlendo i 17 negarit tt·ovali juLorn o alla tenda del Ras, la quale e ra forala da un colpo di s hr apnel mentre pa recchi morti git~ ce v~:~n o li pr esso. Og ni cos a era nel massimo diso r·d ine: ves ti, lelle•·e, oggelli domes tici, armi, c:bi, tutto era ge ttato a ll a •·infusa ed abbandonali i nenarit che c:osli luiscono le in se~ n e de ll'autorità g ue rrieea e danno il modo di e;;;crciwrla col ra ccoglie rd e col spingere i soldati all"allacco. U n a scaro nostro, che a veva recato una mia le tte ra a l R~t s, e da ol! •·e quindici g iorni era tra! tenuto prigioue, allora allora liberato,
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OPE RAZIONI PER LA DIPESA DELI.A COLONIA ERITRBA
raccontava lo sbalorùimento della sorpres a e le peripezie della fu ga . Il Ras non aveva mai tenuto calcolo della vel ocità e resis tenza delle nostre truppe: onde era s tato sorpreso ad Adua, a Coatit ed a Seuafé. . . Durante la giornata del 16 si presentarono u me pa recclu cap 1 dello Scimenzana ed il clero dei paesi circostanti p er giurar~ fedeltil al governo, odio ai tigrini fedifraghi . E venne pure. c~n c1rca 200 guet•rie ri suoi ed altri a~~regati , Agos uold Tafart, il qu~l~ come discendente dal valoroso e saggio Sabagadis, vanta drttt1 alla signoria dell' Agamè ben più legittimi di Sci um T esfai , estraneo al paese ed imposto dagli Scioani. Da parecchio te m po Agos Tafari s i mostrava devoto al Go verno eritreo a nche coll'affidare a lle mie cure il di lui figliuoletlo e di recente a veva sdegnosamente r espi nto le offe1·te di ras Mangascia. . A Se nafè subito la schiera dei di lui seguaci venne w gt•ossand~ crrazie alle nostre vittorie; ed egli, oltre il confine, av e.va a~ere~~ di famiglia, cui si sarchhero aggiunti i ne mici di Tesfat e glt amtcl degli Italiani. . Tutte le notizie concordavano nello affermare la gt•ande dtrotla dei Ti ,.rin i. Nella lotta riai 15 al 16 al coperto dei mo nti, c he rendono ~iù che mai inll•icato lo Scimenzana me ridion ale, e rano fugg iti oltre l'Home do ed il Mai M una pe r _vari s~ntieri .chi ver~o Adua, chi verso il Faras Mai molli co n an1mo d1 non term arst se non ai più lontani paesi deÌ Tembieu, del Vojera t e de~ Sc~i~n, dello S ciré. Tutti corr evano alle case loro considerandosi sctolll dal dovere vers.o il Ras solto il panico della sorpres a e s otlo la P.au~a dell'inseguimento. Ras Man gascià con alcune centinaia fra 1 pn\ fidi , soldati di professione, continua va ver so il sud ai monti del Tembien come s i ebbe a ve rificare due giorni appresso, non cr edendosi ~bbastanza tutelato dalle ambe dell' Agamè. Eg li oltre a più d'un mig liaio di uomini, aveva perduto, uccis i o feriti, parecchi ca pi importanti co me si può vede r ? dallo specch~o ,. ~ll e~ato b. L'operazione mihtare era compmta e g h ~btssm~ . SI - s~arpa~ " liava no in dissoluzione oltre la nostra front1e ra . L msegu11·ne I d rappelli per balze e dirupi nelle val'i-3 dire zioni getland~si f!·a le gole del Maimarat e quelle dell'Entisciò, o sareb~e .stato muttle, o avrebbe urta to a resistenze parziali contro le quah s1 sat·ebbe forse rotta la forza, il valor·e, la s uperiorilA delle nostre punte inseg uenti. Del · resto questo era compilo immediato di Degiac Agos uold Tafari, il quale infatLi, riconosciuta col .giurame~~o sulla Croce la nostra signoria, si dispose a passare all'mdomam 11 confine per impadronirsi di Adigral' e di fare appello ai suoi dritti. L'occ upazione politica e militare del paese con forze r egolari
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DIOEBRRE
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italiane in primo luo go avrebbe oltrepassa to i poteri del Governatore pe1· gli impegni che ne s arebbero conseguiti. e poi ci a vrebbe cos tretti ad addentrarci assai nel l9rrilori o ol tre confin e per tenP.re i punti s trategicamente gagliardi, coi quali m alAgevole e forse periMioso sareb~e stato comunicare fra popolazioni scon volte e co n bande di soldati, che dopo la sconfitta probabilme nte si sa rebbero dati alla montagna. D'altro lato le forze disponibili nella Colonia non sa re bber o s tate s ufficien ti; e là ca mpagna, pre parata per r espingere s ul Gasc un 'eventuale invas ione dei Dervisci dall' Atbara non potevR ragionevolmente estendersi oltre l'estremo confi ne diametralmen te opposto in r egio ne sotto lutti i rispetti - geogl'afici, etnografi ci, militari -affatto diver sa . Un o scacco, anche ùi piccolo momento, sem pre possibile in quelle contin genze ed in quel tea tro di g uerra contro quelle genti così subitanee e n er vose, avrebbe offus cato od almeno velato gli splendidi s uccessi ottenuti : tn l3n tre Agos 'l'a fari col favor e delle popolazioni aveva tutta la probabilita di dominare la s ituazione dell' Agamè, e tutto l'interesse di appoggiarsi a noi, come si è v1wifìcato n ei giorni s uccessi vi. E non si poteva esclude r e il dubbio che forse il nostro in terven to diretto 11:Iì avr ebbe alienato colla diffidenza l'animo di un numero più o m~no grande di partigiani. Da oltre un mese la milizia erih'ell, che a veva lasciato incompiuti i lavori de i campi, ertt sotto le armi ; in seguito a lle marci e rapidissime fra i m on ti, in paesi poveri, impoveriti o spoglia ti dalla r ibellione e dalla g ue rra, con truppe sempre riunite , i trasporti a soma riescivano se mpre più m a lngevoli, dopo a vere co1·ris pos to, g razie principalmente all' opera assidua del capo di s tato maggiore più di qu~ll o c he si poteva r egionevolmente s pel"ar e. Le truppe dopo tanti s trapazzi a vevano bisogn o di riaversi alquanto. Conveniva . attender e alla cos tituzione dei nuovi ripa rti indigeni per riempier e la lacuna lasciata :lallo scioglimento delle bande e corrisponde re a i nuovi bisogni : conveniva riordinare l' Oculé C usai s ommesso bensi, ma scosso dalla ribellione ed interamente disar malo: e non e t·a saggio dimenticare che n e lla frontiera ovest, for se a 600 c hilometri di montag na da Senafè, i Dervisci po tevano profi tta re delle circostanze per ten tare la tanta annunzia ta in vasione. Il g iorn o 18 lasciato il maggior e Galliano co n due compagni e (420 uomin i) a Senafè per raccogliere e trasme tte re no tizie ed appogg iare moralmente l'occupazione di Adigrat da parte .di Degiac Agos Tafari, tornai col corpo di operazione nell'Oculè Cusai. A sa·ganeiti, il g iorno 20, ordinai la costruzione di un for te per guarnigione bianca e disposi che presidi di truppe indigene, cias cuno di una compag nia, occupassero le posizioni importanti e gaglia rde
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OPERAZIONI PER LA DIPESA l>ELLA COLONIA ERITREA
di Adis Adi e di Adi Caié. Il 23 all' As mar·a sciolsi il corpo di operazione ed ordinai il licenziamento della milizia. Le spese della cAmpagna da mezzo dicembre alla fine di gennaio ascesero a 500,000 l ire, f'.Ompt•endendo chiamata e pagamento di 1600 uomini òi m ili zia; farina e soprassoldi per 4à g ioroi a 5500 ascari; tras porti, cor)smno d' bestie, medicinali e m ateriali; inforu~azioni, telegrafo; gratificazioni e sm;sidi per premi ed aiuti alle famig lie dei morti e feriti ecc. t>cc. come è specificato nell'allegalo N. 9. E cosi ebbe termine l'el ice questo periodo di operazioue inr.ominciato ilt5 dicembre so tto i tenebrosi pr·esagi della ri volta deltr·aJi'mento e dell'invasione. La rivol ta scopr·iva ·le parti più vilali della Colonia e geLLava contro di noi, alle spalle di og ni nostro movimento di difesa sia· rispetto al Sudan sia ri spetto alla- Abissinia, oltre 1600 uomini c he avrebber·o dovuto ser virei in qualsiasi evenienza: la t'i volla fu softèH.:ata tre giorni dopo mer·cè l'azioru~ pronta e vihrnta t'esa poss ibile dal rapidissimo concent•·amenlo delle truppe sufficienti. li tradimènto che contava sulla ribellione interna e s ull'invasione dei der·vi;;ci, fu smasch e rato colla marcia s u Adua, fu preveuuto il giomo stesso nel quale Man gascia viola va il g iu rato confim~, fu repr•esso al l'indomani a Coati~ e punito e sgominato a Coatit e a Senafè mer cè la celerita nelle marce, c ui corrispose il servizio d'infor·mazioni e il gran de v~:~ loe e individuale e ~;o ll ettivo sul campo di ba ttaglia . L'invas ione dei de rvisci, ·gia preparata sull'Al· bara, s i arrestò dinanzi al contegno vigoroso di uffìci~:~ l i c soldati e dinauzi al pronto e sicuro apprùvvigionamento di Cass!l.la· e della linea di opcrDzione. Nei frangenti piu Cl'itici la Colonia cort•ispose degnamente alla fiducia del Gover·no: nessuno degli indigeni mancò all'appello; gli europei, calmi e contìdeuli, offrirono i loro servizi; qualche vclleil.A di disordine, qualche pr·odromo di eazzia, nell' Assaorta fu subi to strozzato dalla notizia della vittoria. E così della congi ur·a ordita con tanta finezza e pe r·f:ìdia all'interno ed all'es tern o, alla quale forse non erano estr·anei i De••visci ed a bbracciavo. tutti i nemici d'Italia su questa plaga ·di Africa, . rimane or·a un ordinamento militat•e ass ai più saldo e sic uro; nel Tigrè e in tulLa l'Etiopia e nei Dervisci rimane l'idea che l ~ truppe coloniali italiane possono tenere lesta insieme a loro ed agli Abissi n i ; negli Abissini è s fata to l'orgoglio di invincibili, -radicato in os!-5i _d alla per sonale bravura e dalle antich e e r ecenti vittorie. . · L'ordinamen to militare della Colonia fun zionò egregiamente così nell'oft'ensiva come nella difensiva; ed assai di rado ebbesi a lamentare ritardi od attriti nell'ingranaggio delle molteplici ruote.
DAL
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Tutti lavoraron o ~o n cuore unito, con mente L~>sa, con zelo assidu?, co~ abn~gazrone esempln r e da parte di quelli c he non erano ch1a ma h al Cimento. Onore agli ufficit~li eh·~ ha nno preparato le tt:up_pe_, che l1 nnno saputo s1mza scemar·ne lo slAncio piegm·lc a lla dJSClplma europea, che ha nn o lor·o infuso ta nta nducia e le hanno condotte _con tanta decisione. Onore a lle truppe clu.> Jwnuo so ppor·talo . ogm .strapazzo, che llanno ddto prove e videntissime di saldezza e dr f~deltà, ~he hanno_ i11~pir·ato e reso possibilr le r·apid e m anovre, cu1 essenz1almente sr deve la difesa della Colon1H . Il comandante (ifl corpo (rupcr11z ioru
O. BARATIERI.
3! -
A:>Nn ~L.
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OPE RAZIONI P E!t L A DIFBBA DE LLA COLONIA ERITREA ~LLEGATO
. DAL
N. l.
15
DICKIIBRE
1894 AL 20
l d95
GENNAIO
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ALI.EGATO
SUuazloae •otto le a r ml dlvl•l per pre•ldl il 25 dtoembre 1894.
Bltuazloae delle forze aen· Ooulè Cu•alll mattlDo del glorao 18 dloembre 1894.
Massaua, cacciatori. artiglieria, genio, sanità, sussistenza, ecc. ~hlnd a,
Halai Presidio tlel forte l " compagnia ( - iliO- cap. CASTELI.AZZIl (*)
2" compagnia IIJo (capitano FaLCHI)
Maharaba (Colonna maggiore TOSEl,LI)
3
2• compagnia . - - (capttano OLIVAKt) -I V0
3
<3' compagnia . I V• (caj.ntauu Co'J"l'A) .
l
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GENTJI, E)
5" compagnia \ IVo (capitano GALLI
.
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1Datteria da montagna. (cap. CICCODICOLA)
182
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198
3
2or, • Ill
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421
32
l
24
52
l
Archlco, carabiuieri, te!egra.fisti, ascari di mi!hda mobile . . . . . . . . . . . . . . . Asmara, 2 compagnie cacciatori, cavalleria .com-
4
33
119
2
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pagnia. cannonieri, distaccamenti del genio, sus- , sistenza. e sanit.'t.
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16
304
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G4
105
3236
7
232
542
7
18
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1:!
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Adi Ugri, il corpo d'operazione più il presidio del
3 205 .. 3
2'
D indigeii Ì
Saatl, milizia mobile, reali carabinieri, tt·eno, distaccamento cacciatori, telegr<L1ìsti
3
.
1• com "'Dia I ~ag - (capitano
))
36
reali carabinieri, distaccamento treno, tli-
staccamento 3
• Comando
N. 2.
l
4
In marcia da ~ 5 ,. compagnia . Mahara.baaSaga-) Uio (capttaliO ALFERAZZl) . neiti (
forte come 1la allegato
1•
4.
Cheren, compagnia cacciatori, milizia mobile indigena, genio, art.iglieria, cannonieri, telegrafisti, rP.ali carabinieri . . . . . . . . . . . . lgordat Biscia Eia Dal
~ Distaccamento
del genio l " e " com.. . . . ! Io pama tndtgena (*}ascari s· compagnia d"1 mt.11z1a . . mo b'1le • • . • • • • • 3
Cassala, l u battaglione indigeni, artiglieria, genio, sanit..'!., sussistenze ecc. Bande sotto le armi (Riunite ad AdiquaJa \ del Seraè e Oculè Cusai).
N B . Tutte le truppe sopra notnte eccetto la compagnia Alferazzi pre-
sero parte al combattimento di Ha lai.
. Bande sotlo le armi (Riunite a Cassala)
an. de.
\M.
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2
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15!> (") li capitano Castella.1.zi a.rmò inollre ascari in congedo ed alcuni europei J)Or · tando l 'effetti vo di combattenti ~ ~50.
("') N. B. La retta a Cassala.
l" Il
1148 148
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202
1158
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compa;:rnia era in accompagnamento della carovana di-
DAl.
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15
DJCEIIBR B
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OPE RAZIONI PER LA DIFE SA DELLA COLONI A ERITREA
3° Battaglione indfgp,nJ
ALLEGATO N. 3
GALI .IA::';O Giuseppe, maggiore
C O B P O D ' O P E R A ZIO N E
RoNORA Ugo, tenente aiut. maggiore. Moz:!.El'TI Eliseo, tenente medi('o
Comandante del corpo d'operazione
-=-- - =--
BA ttATJERI Or este, magg ior generale.
•
Comandante in 2° del corpo di operazio ne AntMONDI Giuseppe, maggior gen eralA. Capo di Stato Maggiore
SA LSA Tommaso, m aggiore di fan teria .
Capo dell'ufftcio del Governatore GIGLI-CERVI Giovanni, maggiore d'artiglieria.
Ad det ti al quartier ge ~ erale PISANÒ Michele, tenente. L uccA Carlo, t,enente. CINGIA Pietro, tenente di cav."
U:Jjìciale d'ordinam;a di 8. E. il Governatore CAS'l't~LLANI
Arnaldo, ten . di comp.
2° Battaglione indigeni HWALGO Stefano, maggiore. BEsSONE Ettore, t enente niu t. magg. CoPPOLA Nicola, tenente medico.
1 1
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Compa~nia
'2' Compagnia
--'-~----
CASTELLAZZI Federico, capitano. 11 Sor.tANI JiASCHINJ Vittorio, tenente. RASJLE Gennaro, id.
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FoLCHJ Teobaldo, capitano. ANGHERÀ. Annibale, tenente. SPREAJ>Jco Ferdinando, id.
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1,_-. -~OillP·•~ni :~ --
41
Compa~uh
---;-~---11
l ! VJ-:RDELLI Vittorio, ca- VECCHI Augusto, te- ,:, 1 pitano. , nente.
l GALLARI~'>I l,
BARDANTI SILVA Edgardo, capitano. ScALFAROTTO Giovanni, tenente.
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Aldo, · t e-
l
nente.
PAVESI Angelo, capi- DE MARCO Gerolamo, tano. tenente. CELORJA Candido, te- TmETTA I gnazio, id. ~n ente.
CRAVERI Federico, tenente. ·DE STEPANO Gennaro, id. PANTANO Gherardo, id.
ARTA!.ECarlo,capitano. BE&RUTO Giovan ni, tenente. Wun.t.En Moz Felice, sottotenente.
t!
AI.f'ERAZZI .Alfredo, capitano. BoRRA Aug usto, t en ente. S tt.\' ESTRI Vittorio, id.
11
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OPBRAZlONI PBR LA DIPESA DELLA CO~ONIA BBI TRBA DAL
15
DICEJIB&B
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4 • Battaglione Indigeni TosELr.r Piero, maggiore.
ALLEGATO N. 4.
lloDRERO Alessandro, tenente aiut. magg . VrttniA Tommaso, tenente medico. ·~=======~==-~~~~~==.,==================7=============o=====r t• Compagni:l l ~Compagnia
a•
PRBSTINARI Marcello, capitano. MANGIAGAJ .LI Michele, tenente. DE FEo Florindo, id.
4" Compagnia
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L;0:~'
Comttagnia
l COTTA
.
cap1- ~
RIGUZZI Alfonso, tenente. UccELLI Azzolino, id.
----~
l
El'Dlenegildo, capitano. VOLPICELLI Umberto, tenente. CARI ELLO Gabriele, id.
...
-
5 -•
l
Batteria da montagna CICCODICOLA Federico, capitano. GIANNINI Carlo, tenente. VrBJ Arnaldo, id.
FF:nnARI
Plotone cualleria Sallustio, sottotenente.
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Quartier generale.
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Battaglione (HIDALOoì misto
- ' 4-5, G 11
(GALLIANO). L' intero battaglione permanente. · · · · ·
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4" batta.,.lione (TOSELL!). L ' intero batta: glio;e permanente più la sa comp. dr mil. mob.. • · · · · · · Batteria da montagna Plotone cavalleria Bande den•oculè Cusai e del Seraé (*) ·
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Le bande del Seraé trovansi ad Adiquala.
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6G 105 3684
Bande dell' Oculè Cusai SA~GUJNETr Gio. Battista, tenente.
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Personale forte Adi Ugrì (cacciatori, genio, l artiglieria e sussistenze). . . · · .
Bande del Seraè MuL.UZANt Arturo, tenente . .
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so bat;aglione .
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comp. di mi!. mob.
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_Co_m _p_._d_i _M-il. lfob.
GENTILE Nicolò, capi- j GALLI Giovanni, ca- l CANTOxt Ernesto, catano. 1 Jlitano. pitano. • TARLA ZZI Luigi, te- DE MARCHI Ernesto, ; Ro~tA NO Rafiitele, tenente. l tenente. nente. MULAZZANI Natale, id GuGLI.ELMINETir Gu- 1 l'AMOZZINI Giovanni, glielmo, id. id.
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Compa_g_u_i,.---~,..-:-. - ---------.- ----------
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E 'l' 'm1 10,
.__te -_ .. Adi Ugri 11 2& dicembre 1884. · Truppe oonoen...-..
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OPERAZIONI PEli. LA DlP'io:SA DELLA COLONIA ERITREA
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15
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3a Compagnia. llA'I"l'ISTO!\I Anton io, furiere. -J• Compagnia. 8PE~NACCHIO
Compagnia carabinieri reali. 2° Battaglione indigeni S. M.
Squadrone cavalleria Cheren.
VERDEROSA Ernesto, furiere mag·giore. NoTTARr Arnaldo, caporale maggiore a}utante sanità.
'rosoNE Modcstino, sergente· PAPA Salvatore, caporale maniscalco.
2" Compagnia.
Ba tteria da mon tagna
MENEGON Paolo, fu riere.
i\IAZZARELLA Francesco, furiere. CIPOLLA Raffaele, fur iere. AL VIERI Angelo, sergente. NovELLI Giocandino, sergente G UARINI Alfredo, sergente. PETRELLA Denvenuto, sergente. Cmmo Nicola, soldato sellaio. CoRTI Francesco, sold ato operaio
r;• Cmr.pagnia. MoLIXARI Attil io, fn rier maggiore.
3o Battaglione indigeni S. M. BADERNA Pompeo, furiere maggiore. DO!\t:DDYJ Giacomo, furiere maggiore. Gu~muNI Pietro, caporale maggiore aiutante rli sanità. TITTONI Raffaele, caporale trombettier!l.
Compagn'a del genio.
f • Comp agnia.
lJE S ILVESTRI Luigi, soldato telegratista. BONIC~:LLI Pietro, id_ id. RA DA.t:LI.I Arnaldo, id id. FeRMAGLIO Antonio.
NJ'.Itl Achille, .s ergente.
2" Compagnia. FmuNANJ Ippio, fu rier maggiore.
Milizia mobile.
S" Co1ilpagnia.
.5• ComzJagnia. DANESE Francesco, furiere. 4° Battaglione indigeni S. _M.
GALVAGNO Giacomo, furier maggiore. VELLUTINI Temistocle, carlOral trombettiere. NATI Alessandro, caj'!Oral zappatore VoLPI Antonio caporale aiutante di sanità . .
.
Federico, furiere.
5 8 Compa,qnia. EPIT.ATI E pifan ia, sergente.
Gaetauo, carabiniere a cavallo.
RAOONE Carlo, furiere.
Compagnia.
CORONET Guglielmo, fu riere.
QUA RTIER GEl'\ERALE. PANZONI Alfredo, furiere. BEJuOrA Umberto, sergente in congedo. CALDERA Romeo, soldato. PANIC!Elll Aldo, soldato. .
4" Compagnia.
49 9
PonTJGIANI Gioachino, furiere.
ELENCO degll uomini dl truppa italiani ohe pre•ero parte alle operazioni
CAS<n [.[.ANI Lorenzo, f uriere.
1894 AL 20 GENNAIO 1895
t• Compagni a.
ALLEGATO N. 4 bis.
CAGIA~ELL I
DICEMBRE
'
3 " Compagnia. RAJMONI'H Mosè, scrgcnt<! (battaglione cacciatori). RunA Vincenzo, id. (COmpagn ia del genio ).
.J.• Conipagnia . PoomGHE n attist::t, furi e re (di rezione di commissariato) ;;a Compagnia..
TRONCHET Ginseppe, furiere maggiore (uificiale d'amministrazione e contabilità).
6" Compagnia. FRANz (: I\ icola, furi ere (ufficiale d 'ammi nistrazione e contabilità).
DAL
500
15
DICEMBRE
1894
AL
20
GE NNAIO
l fl95
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OPERAZIONI PER LA DIPESA DELL A CoLONIA ERI TRE A
ALLEGATO N. 6 ALLEGATO N. 5.
Capi tigrtnl morti e ferltl uel combattimenti di Coattt e 8enafè
Forza del corpo d'operazione al maWno del 13 gellll&lo. ·
~~ h ·~ ~ s
~ --;- -
l
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Quartier g enerale
di milizia. mobile .
8 l
5
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Battaglione misto (HJDAI.GO) . .
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2a e'):• TI• '1", ti", l)• !
.
.
Su battaglione (GAJ.T.IAl\0\ :::, comvag-uie perrnanenti . . . . . 4o ùattaglione (ToSELLI) 5 compagnie permanenti più la 33 di milizia mobile
Batteria da. montagna Plotrme di cavalleria. Rande d eli 'Oculè Cusai e del Seraè
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Morti.
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42 13800 28
4
Degia.c T 1mL \ AI!H. - Capo de lla rl'gione Terà. e di parte deli'HaramRt, molto importante mil itarmente e pnlitica.mente ; doveva presto ricevere il titolo eli Ras Degiac AREA. - Fratello ciel Tcdla Aiba. Caguasmac TAFARÌ. - Figlio di Tedla Aiha. N . N. - l !no dei niJlOti di degiac Tedl:~. Aiba; di cui non ;.;i potè conoscere il nome. Aveva. un grado elevato. neg inc 13AIA NR. - Fig lio di rn.s Ailtì Mariarn cugino in secondo grado di ras Mangascià e promesso sposo d i Amlesu figlia d i Ha.tha Agos. Era. nativo del Ternbien. Il suo nonno Ghesà era. fratello maggiore di re Giovanni e por conseguenza., data. l 'illegittimità di Mangascià, il Ba.ianè sarebbe stato il Yero e legittimo successore. Degiac GnEZZAiì-:. - Di Ravacusa (Tembien); marito di una. Rorella di ra s Alula. Capo militare importante e valoroso. Degiac GHE7.ZAIÈ. - Di Seloa.. Era stato fatto deg iac d a poco tempo, prima el"a. un ardito sotto capo di ras Alula . Cagna.smac ANDERGACCIÒ. - Fig lio di Grasmac Ramisà il quale era fratello di W iùzerò Sellas madre di re Giovanni, l'Andergacciò era capo della casa di. ras Mangascià; di grande importanza politica e militare sia ·per la sua. stretta parentela. col Ras che per il s uo valore come soldato e consigliere. Nativo deli'Eudertà. A Coatit comandava piì1 di 300 fucili ed ehbe moltissime pe rdite. Azagè Gmof:. - ~ a.po dei provved itori della casa do! Ras. \'enne uccis? a Senafè da una scarica. d'artiglil;lria. .. Lig CASSA. - Sotto-capo molto importante che sosti tui va Cagnasmac Anderga.cciò nel servizio d i cerimoniere e nel dirigere udienze quando il Ras teneva tribunale. Sceleca. GARAMEDIN, Lig REDDÀ. del Ras.
Sotto-capi al servizio particolare
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OPERAZIONI PER LA DIPSSA DELLA COLONiA ERITREA
Blata Enghettil. TESFAI GADREZIEN. - Nativo deli'Endertà.. Rappresen tante presso ras Mangascià di ~;r: ium Agamè 'l'esfai. Hla.t a Enghet.tà TESFAI MAARA. - lino dei principali sotto· capi di sciu m Agamè Tesfai. Dlata DEn~:. - Sotto-capo importan te di ùcgiat: All>à d ello Scirè. Barambaras REDOÀ. - Sotto capo di d egiac E mbaiè di Atlua. Grasmac TESFÀ. - Di Adirbate, sot to-capo di dcgiac All>it dello Scirè. Balghedà TAFARÌ - Dell'Ent!ert.1., sotto-capo di degiac Azerè. Fitaurari TR>WÙ. - Di Coatit, il principale s otto-capo di Batha Agos. J.ig MA H.Anì. - Fratello di fi tamari Tesfù. Lig D~-:~tAn, Lig AIL,;;. - Cug-ini di fita ura.ri Tcsfù. N. 1!. Altri quaranta c più so: to-capi secondari ùei quali ò dirficilc raccog liere i numi.
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Feriti.
id. Scium AGAM~ TF:SFA!.- Capo t!ell'Agamè. Importantissimo. Fu l 'auima della le,·ata ùi scudi contro di noi. Degiac AI I.Ù MARIA!II. - Uotl Ailù Baliam dell'Agamè che fa le feci del Tesfai duran te la s ua asséma. Dcgi::tc CASSAI. - Cug ino del rafl Sehat dell'Agamè. Degiac TAMERAIND. - Di .Bora (~eloa): s ua maùre è Hglio. di Wiuzerò Deukenesc sorella di re Giovanni. Blata GADRESGHL - Sotto-capo d el scium Ag amè Tesfai. Assclaf'l GABRÈ CRH:>TOS, ass~lafl A:;:<Alf:, fitaurari MESClASCTA. - Della casa di ras Mang::tscià. Halghedà. GonÀ.. - Fratello di òegiac Tedla Uachid deii 'Enderta. Blata SA.DATt) . - Sotto-capo d i degiac Area di Essahà. Deg iac LEMMÀ. - !.!od Aitè Uossen di Faras- Mai, ed a Itri di cui riesce tlifflcile raccogliere esatte notizie.
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Bunblont oouumate dal dlvent reparti nelle glomate del 13, 14, 16 gennaio 189&.
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a) Importo di farina dist ribuita a titolo t! i razione di marcia alle truppe indigene del corpo d 'operazione, nonchè a quelle rimaste nei presidi, impiegate continuamente in servizi di perlustrazione, scorte, corrieri ecc. - Razioni 5500 al giorno per n. 45 giornate circa fan no razioni n. 250,000 a L. 0,20 per ogl'li razione . . . . . . L. b) Assegni ai richiamati di milizia mobile (otto compagnie di circa 20q uomini ciascuna) in tutto uomini 1600 . circa a L. 1,80 al giorno in media per giornate 38. . c) Consumo di materiali d'artiglieria e del genio, materiale sanitario, perdite di quadrupedi ecc. e spese di riparazioni ai materiali per rimettere in buono stato l 'arredamen to ed equipaggiaruento del reparti - a calcolo . . » d ) Trasport i maggiori occorsi dur.wte la campagna - a calcolo . .. . . . » e) Spese d'informazioni ed altre di carattere politico - a ,, calcolo . . f) Gratificazioni dovute giusta il regolamento a mogli t!i militari indigeni morti in combattimento - a calco/o g) S 11ssidi e premi ai feriti, premi per medaglie al valore - a calcolo . . . h) Assegno di primo corredo a liJO individui circa da ar ruolarsi per ripianare i vuoti lasciati dai morti e dai riformati~» i ) Spese generali, telegrammi ecc. - a calcolo . Totale L
50,000
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100,000 11 0,000 30,000 i\0,000 30,COO 4,000 16,000
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N . B. - Le spese a calcolo sono prevedute con larg hezza e <]uindi non certamente inferiori alle reali.
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Dimostrazione delle maggiori spese che approsshr.ativamente graveranno sul bilancio dell'esercizio in corso (1894-95) per effetto della campagna dicembre 1894-gennalo 1895 contro Batha Agos e contro i tigrlnl.
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DAr, 1!) DICEIIBRE
OPERAZIONi PER LA DlFESA DELLA COLONIA ERITREA ALLEGA.TO
K. 10.
Il servizio sanitario nelle operazioni contro B.as Mangasoià..
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gli nfficiuli e nell'idea di poter sostituì sporto forniti dal paese las , . . re le barelle con i mezzi di t ral ' ezwne samtà non f tat · P eta. Al presidio di base in Ad' -U . . u por · . a a l seguito com t•d il sacco N. 2. e delle 9 b l gn furono lasciati la cassa Jli. II . ' arelle tre soltanto s · t· per supplir e a que!!'li urgent· b" . l s Jmarono necessarie 1 · "' m quali per essere 'n .JSogm che potevano accader improvvisi ed ' • J marCia o lonta · d · . stato diflìcile il provvedere alt . . . m ai luoghi abitati, sarebbe costanze esigevano. rlmenti, con quella prestezza che le cir-
Relazione presentata a S. E. il Governatore maggior generale Barati eri, comandante il corpo di op erazio ne . dal t enente medico Mozzettl dottor Eliseo incaricato della direzione de l servizio sanitario. 11 cm po di operazione, che, riunito il 25 dicembre in Aòì-Ugri, fece
il 28 la dimoRtra?.ione su Adua e che dipoi, nei giorni 13 e 11 gennaio
ha combattuto a Coatit. contro resercito di Ras Ma11gascHt, era forte di . circa 3800 militari indigeni con 42 graduati 11 soldati di truppa bianchi e 6l:> ufficiali italiani. Formato su tre battaglioni (2 ·, 3 e 4"), . ciascun di questi avev<"'- al suo seguito il proprio ufficiale medico (tenenti Cop- ' pala Nicolo , Mozzetti Eliseo, Virdia Tommaso', insieme al rispllttivo caporal maggiore ::tiutante rli sanità. (Nottari Arnoldo, Guerrini Pietro, Volpi Antonio). A disposizione, inoltre, dello scrivente, che era s tato incaricato della 1lire7.ione del sflrvizio sanitario e del comando della sezione, eran stati assegnati nove ascari, scelti fra quelli che meglio comprendevano la lingua italiana c che avevano qualche pro.tica del servizio speciale cui vènivano addetti.' Ciò per quanto riguarrla il personale sanitario. Quanto al materiaiH, ogni ufficiale medko di battaglione, oltre le borRe di sanità rego~amentari, avca, come di consueto, portato seco, nella proporziont;l dei meZ/.i di trasporto di .cui al momento della partenza fig li poteva disporre, quella quuntità. di mflùicinali e di oggetti 1li merlicazione che la sua esperienza gli facev~t ritenere maggiormente necessari. Ma, più che su altro, in caso di combattimento, ciascuno faceva assegnamento sul materiale della sezione di sanità leggiera per le tt·~ppe d'Africa, che venne condotta al seguito della colonna operante. l)etta sezione, appositamente allestita dal capitano medico Orefice cav. Maurizio, è costituita da tre casse, delle quali la l" è destinata per gli oggetti di medicazione, per gli apparecchi A per gli strumenti chirurgici; lo. 2" per g li oggetti di cucina e la :3a per quei medkinali che si rendono specialmente uti li nelle prime cure dei feriti. A complemento di queste tre casse vanno unit i tre colli formati da 9 barelle pieghevoli (modello Guida) e quattro succhi del complessivo peso d i kg. 80,500, di cui il primo contiene 20 coperté di barella, il secondo la lingeria per due ufficiali c il terzo e il quarto dell'altro ma~erialA in genere da mc'dicazione. Non credendo indispensabili gli oggetti di cucina e la, lingeria per
Durante il tempo m · cui il corpo di . si verificarono troppo frequen t· l l o~erazwnc fu in campagna, non ' l e ma att1e di se i · erano gli individui che al tt· . r a unportanza. Parecchi ... · ma mo SI presentavano 11 · · ma 1a maggior parte andavano affetti o a · . d' a a vrslta medica, o da altre lesioni esterne consimili l~ l .Pl~ r. o ~llc g::tmbe, da piaghe non impedivano in via ord' . , quali, se riChiedevano qualche cura servh:io. , maria, ai pazienti di prestare egualmente Fra le malattie d'altra natura predominarono . fiueuze reumatiche e prcd . _ . quelle drpendenti da inommarono In modo 8pee"al . 1 sulmani siccome quelli che d' . : • ' e negh ascari mu. 1 80 1Jto son nati c cres · · t· · calde di quelle dell'altipiano E f l. . CIU l m regioni pm · ra g l asc:m musul m · rono piir predisposti quelli che f:acevano parte dei pres· am se ne .mostra11 1. costa, inquantochè essi a l d'Jverso e p1u . . freddo 1 · l stanzrati alla potuto acquistare neppure na . . arn Jiente non avevano 11 1eg•~rera e tempo · Tali malattie da cause perfri ~nt· . . ranea. acclimatazione. di affezioni più o meno g ravi ::Ie .~ SI m~mfcs~~uono ora sotto forma reumatismi, ora come affezioni del; ,ÌI::s;i:s:Jr;:rre, o;:a l:~tto forma di tuta più di ogni altra frequente li . '. ques u Hne venne no. una orma spurm e lcgg· .d. . Jera l catarro dissenterico, che con una o piÌI dosi di olio . . . collo scomparire, senza bisogno che r· J; dr rrm~o fi mva generalmente 10 ermo rrcorresse ad ulteriori cure. · . Perciò' quando . •si pon:;ra considerazione alla non breve d . . . , urata m cu1 e celeri marcie che esso ba do ::mpagn~; quando si rifletta alle lunghe collo sbilancio di temperatura :sis~~~~~~e~:~t·quand~ si ~ons!deri che, notte, le truppe han sempre bivaccato è m . ~.paesi tra il g iorno e la nello 8tato di salute deooli as. . f , . ~stt~rr concludere che i dann i non si sarebbe potuto :spet:r:: urono mslgmflcanti e che minori, forse,
11 corpo dt operazione stet te in
•*• Il _corpo di operazione che il giorno 12 aveva pernottato a Coatit, nel matt~no del l:l mosse per tempo all'attacco del nemico che si vedeva accampato a pochi chilometri di d istanza. 33- ANNO XL .
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OPERAZIONI PER LA DIPESA DELLA COLONIA RRITREA
A differenza di tutti gli altri muletti che portavano le salmcric dei reparti, i quattro della sezione si sanità. non rimasero i~ Coa~it, ~a . si accompagnarono àna colonna attaccante. Questo di farh segmre tu gn~ dicato f\ miglior consiglio, percbè, se il nemico o non accettava tosto •l combattimento o cambiava posizione o prendeva la via della fug-.t., ~l l~o.~ dell'azione si sarebbe alquanto spostato e non si avrebbero avuti v1cmt quegli oggetti di medicazione che per l'~orre~za e~ bene t~n~r sot~ ma~o. Nella I.Jreve marcia d'attacco la sezione di santtà cammmo fra 11 grosso e la riserva e, non appena fu iniziato. l'attacco, essa stabilì la sua se~e immediatamente dietro il poggio scelto dal Governatore comandante ·~ capo il corpo d'operazione e domle si dominava e si osse~vava tu.tto 11 campo d'azione. Un posto meno avanzato, in riguardo al Sistema d~ .combattere che sogliono usare gli Abissini, pane inopportuno, tanto pm cbe quello scelto si raccomandava per i seguenti motivi: era ~n pos.izi~ne. centrale si trovava abbastanza a riparo dalla fucileria nemica, SI gmrhcava il pilt sicuro, stava In prossimità della truppa ed era tosto reperibile per chi doveva ad esso ricorrere. . Non fu preventivamente data alcuna disposizione circa il traR porto de~ feriti dalle file combattenti alla sezione di sanità.. Ben si sapeva come t feriti leggicri, cbe non s i sentono in grado di l'imaner più a lungo a~ loro posto, si dir igano spontaneamente al luogo di curJ., ed era del pari noto come per quelli più gravi, quando pur la cosa sia effettuabile ~ nu.\la osti da parttl del comandante d 'I compagnia, provvedano con solleCitudme e nel miglior modo, che sta loro a pnrtata, g li amici commilitoni. Per tal guisa, fin dal principio del combattimento, i feriti o a piedi o montati sui muletti dei grad uati o trasportati a bracci:L 1Lflluirono in discreto numero a lla sezione di sanità, dove fu praticata la medicazione occlusiva provvisoria con quel materiale che. all'atto di parti~e per l'~ttac~o, s'~ra messo in disparte, nello scopo di non esser costretti a toghere al caraco dai muletti anche per bisogni di lieve momento. Così, tenendo i quadrupedi permanentemente carichi, nel caso di cambiamento.di po~izi~ne era sempre possibile di porsi in moyimeuto senza frapporre mdug1 dt sorta. Nonostante tale precanzion11, quando il Comando, per la minaccia di aggiramento del nemico sul fianco sinistro, spostò le forze di destra. e, lasciando l'altura su cui stava, si diress~ ·all'indietro verso Coatit, la aezione di sanit.à, occupata nel metter tutti i feriti iu condizioni di allon'tanarsi tosto dal sito, ritardò di appena tre o quattro minuti la sua partenza. Questo brevissimo e inevitabile ritardo ebbe per conseguenza che, · fatti pochi passi sulla via che avevano intenzione di seguire, tanto io quanto i due altri colleghi, che s'erano in precedenza a me uniti, ci trovammo nell 'impossibilità di P,iil oltre procedere nella direr.ione prefissa, avendo dei forti gruppi di nemici sul davanti, A degli altri gruppi, ' ~iii che prossimi, sul Jato destro ed anche alle spalle. Fu in quel momento che il muletto che portava le cassette K. l e K. 3 C."'dde colpito
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.dal piombo nemico e che un secondo muletto ferito non gravemente si .diede alla fuga sbarazzandosi dei colli di cui andava carico. I rimanemi .due muletti, abbandonando il sentiero e marciando al nostro sègnito in direzione trasversa, su e giù per le alture, poterono con difflcoltà mettel'Si in salvo a raggiungere, inBieme a noi, il villaggio di Coatit. · Per posto di medicazione a Coatit venne allora prescel ta una tettoia della casa di Grasmacc' Singal, capo del paese, destinando, in pari tempo , la casa stcss,a come luogo di ricovero pei feriti, nella considerazione che, .se non per la pulizia, che dovunque in Abissinia lascia molto a deside.rare, certo per l'ampiezza e moltiplicità dei locali essa meglio di O!!f!i .altra si prestava a tal specie di bisogno.
I feriti, cui nei giorni 13, 14 e 15 si prestò cura, furono in tota le 212, .quasi tutti colpiti d'arma da fuoco. D'arma bianca se ne ebbero due o tre soltanto e fra essi va compreso il tenente Soliani Raschini sig. Vittorio, il quale presentava alla spalla destra una lesione estesa dai 6 agli .S centimetri e cosi profonda da interessare in legger grado anche l 'osso -Sottostante. Dei 212 feriti 8 eran stati colpiti alla testa, G al collo 45 al t ronco .63 alle estremità superiori e 90 alle inferiori. l frattur~ti, piu o men~ g-ravi, ascendevano a !ll, 2R Ilei quali andav:>.no affetti t!o. lesioni ossee -alle estremità inferiori. Tenendo calcolo delle lesioni in sè stesse, i fratturati più importanti ·erano i 10 del femore; ma in riguardo al cattivo aspetto dAll e ferite, alla .notevole scomposizione dei frammenti ed allo stato generale dei pazie nti, -di gravezza sopro gli a ltri maggiore si presentavano coloro che, raccolti sul campo di battaglia la mattina del 15, erano stati per due giorni privi di medicazione e, per colmo di sventura, si trovarono nella dolorosa necessità di dover lottare ancora per l'esistenza, facendo tutti gli s forzi possibili per sottrarsi alle fiamme, a cui, per larlì:'hi tratti, erano in preda le folte ed alte erbe del luogo dove t~'era combat t uto nelle prime ore -del giorno 13. Tra i feriti della testa era notevole un fratturato del mascellare infe.riore e fra quelli del collo uno a cui il proiettile aveva traforato la tra.chea. Per quest'ultimo bastò praticare, mediante sutura, l 'occlusione dei fori di entrata e di uscita, perchè i gravi sintomi dispnoici dapprima .migliorassero e poi nei due giorni successivi, finissero collo scomparire, ·tanto che l'infermo potè compiere il viaggio d'Asmara a ca vallo di muletto. Sui 45 militari che vennero medicati per ferite al tronco, Hl ave vano .delle lesioni superficiali, mentre nei rimanenti 26 si riscontravano delle ferite penetranti in caTità. Durante i primi tri:l giorni si verificarono 2
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OPEI!.AZlONI PER I.A Dll"SSA DELLA COLONIA EI!.JT&EA
decessi per ferite penetranti al torace e 4 per ferite penetranti all'addome. Fr.l gli ultimi stan compresi i tenenti Sanguinati Gio. Battista e Scalfa rotto Giovanni, dei quali il primo presentava il forarne di entrata del proiettile nella regione ipogastrica destra e nel secondo si rilevava lo stesso forarne 1li entrata sulla linea mammillare della regione toracica destra, a quattro dita trasverse sotto il capezzolo La morte del Sanguinati avvenne JJer lesione dell'intestil;lo, lesione che, anche prima del rapido insorgere dei sintomi caratteristici, si riteneva probabile in riguardo al tragitto del proiettile che aveva il suo foro di uscita in corrispondenza della regione iliaca dt>.stra. Allo Scalfarotto fu praticata l'estrazione del proiettile posteriormente nella regione lombare destra, cosicchè la morte deve esser stata caus!lta da una lesione più o meno estesa del fegato.
*• • Dopo la medicazione occlusiva degli individui che, come si è dianzi dett.o, richiesero soccor!lo sul campo di battaglia, la prima medica tura al sublimato e jodoformio, fatta da me e dagli altri colleghi riuniti nello stesso locale, venne eseguita su tutti i feriti con quella maggior diligenza cbe le circostanze di luogo e di tempo permettevano. Malgrado la perdita della parte migliore .della sezione, il materiale sanitario fu nel primo A"iorno e anche nei succel!llivi sempre sufficiente, essendo i rifornimenti arrivati sempre a tempo, puntualmente e in larga misura. Perchè, carluto nelle mani del nemico, fece soltanto difetto il materiale per gli apparecchi contenti vi di immobilizzazione e il sostituirlo alla meglio con i mezzi lì per lì improvvisati costò qualche fatica e non lieve dispendio di tempo. Di operazioni di grave momento non ne fu pr-dticata alcuna. Esisteva qualche dubbio circa la possibilità e l'utilità di tentare la laparotomia sopra il tenente Sanguinati, ma ben presto sopragA"iunscro tali feno meni di depressione e di shoch che fecero, in sul proposito, desil;tere da qualunque idea, nella certezza nhe prima di poter condurre a términe in rJUClle sfavorevolissime condizioni un atto operatorio di s i alta e delicatissima importanza, si avrebbe visto soccomBere l'infermo. Negli ascari, s ia perchè i singoli casi realmente non lo esigevano, sia pllrchè, dopo l'esperienza avuta sui feriti di Agordat e Cassala, è lecito 'in questi paesi aspE-ttarsi dalla cura conservativa degli esiti più favorevoli che altrove, pur disponendo di maggiori mezzi e di maggiori comodi per attuare un'accurata antisepsi, sarebbero, credo, insperati, anche nelle fratture più complicate non venne proposta la demolizione del membro, limitando il nostro ufficio all'asportazione delle scheggie ossee e ad una disinfezione, per tanto più scrupolosa, per quanto più grave appariva la les:one.
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In confronto degli altri due combattimenti testè ricordati, in quegto di- C9atit non s ' ebbe a praticare che pochissime estrazioni di proiettili. Le "(erite, complicate o meno a frdttura, .si presentavano quasi tutte a canale completo e sol rarissime erano quelle a fondo cieco. Ciò che mi fa dedurre come il rnunizionamento dei soldati di Ras Mangascià fosse per qualità superiore a quello dei dervisci. Non mi venne fatto rli ben osservare gli effetti della baliatite nè di t"ilevare le differenze fra quelli prodotti' da essa e quelli causati da c."l.rtucce a polvere nera. Per trarre al t"iguardo delle conclusioni o dei criteri di qualche valore, bisognerebbe aver prest.1.to cura a non pochi feriti dell'esercito nemico od averne, almeno, potuto esaminare i morti. In quella v.eee- al posto di ·medicazione i feriti nemici ricorsero in numero assai scarso e .quanto ai morti non ne potei aver visione, perchè durante le notti del 13 c 14 la pietà degli abissini, cui tan.to sta a cuore di non lasciar i cadaveri dei propri cari in pasto alle iene e agli avoltoi, avea dato a tutti più o meno conveniente sepoltura. E a proposito della pietà dc i guerrieri abissini, è degno di menziona i l fatto che a nessuno dei nostri feriti, cui toccò la triste sorte di rimanere pet" uno o due giorni sul campo di battaglia in potere del nemico, vennero usate sevizie. I nemici si mostrarono, anzi, generosamente benevoli e di qualche po' di cibo e di bevanda fecllro talvolta g razia non solo ai loro connazionali, ma anche" ad alcuni sudanesi, che dagli abiss ini per odio di razza e do religione stan da tempo divisi. Tale contegno, che egualmente umanitario potremmo, r.U'atto pratico, augurarcelo in uua guerra d'Europa, non è uso costantemente seguito dalle orde abissine, come ce ne ammoniscono i tristi episodi di J)ogali. Questa volta Ras :\langasciiL aveva in antecedenza dato l'ordine di astenersi ò:.; •Jualunque maltrattamento, perchù la batta:;rlia, per combinazione, accadeva nel Racro g iorno di domenica c perché è oramai cominciata a farsi strada la persuasione che noi Italiani, nemici e debellatori dei Dervisci, siamo con le genti d'ol tre Marèb realmente confratelli nella religione di Cristo; persuasione che ai tempi ltll Dogali l'Alula non aveva c che forsf' anche adesso, trovandosi nell'occasionA, r;Archerebbe di non non avere.
Lo sgombero dei feriti da Coa.tit si cominciio la mattina olel l:l, uon appena il corpo di operazione mosse per inseguire i nemici c he nella notte avean levate le teude ed cran fuggiti verso Senafè. Esso venne per intero effettuato colla massima sollecitudine, come d 'altronde lo impqnevano molte ragioni d'ordine tecnico e militare. Grazie allo speciala interessamento ed al vali!lo aiuto della s• compagnia di milizia mobile al comando del capitano del genio C'antoni cav. Ernesto,
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OPERAZIONI PER LA DlFB8A DEI.LA COLONIA ERITRIA
lasciata in Coatit per l'unioo scopo di provvedere a un tale sgombro, si potè subito, aH'atto della partenza degli ascari, raccogliere 'un buon numero di muletti e fu di poi possibile requisire nei villaggi circostanti parecchi angat·èb {letti indigeni) e far costruire delle barelle !l'u l sistema indigeno. Per tal modo, come ho or ora accennato, fln dal giorno 15 furono messi in viaggio tutti quei feriti che, non avendo speciali controindicazioni, si sentivano in gl"ado di trasferirsi ad Adi-Ugrì a cavallo di muletto, mandando in loro accompagnamento per i piccoli bisogni cl1e potean per via succedere un caporal maggiore di sanità (trovandosi am-· bedue i colleghi all'inseguimento con le truppe) ed affidando il comando della carovana al tenente Soliani Raschini, che, per la sua non grav~ ferita, si trovava in caso di dirigere e sorvegliare la marcia. A Chenafenà, dove giunsero la sera dello stesso giorno, i feriti trovarono il capitano medico Sciavo dottor Luigi, che dal presidio di Adi-Ugrì era. atato comandato di venir loro incontro. La seconda carovana, che lasciò Coatit alle 10 del giorno 16, era costituita dai rimanenti 44 feriti, che a cagione della natura, gravità e sede delle lesioni, esigevano tutti il trasporto a braccia. A quelli che andavan<> affetti da lesioni di maggior importanza furono a~segnati gli ang1'.rèb, mentre gli altri, che pur essendo gravi, richiedevano al paragone minori riguardi, si trasportarono sulle barelle indigene. Queste, nella loro semplice costruzione, sono form ate da due lung hestanghe longitudinali riunite trasversalmente a hrevi intervalli da bastoni della lung1Jez?.a di un cubito. Quando gli infermi vengano su òi esse ben assicurati cuu legacci non si presta no troppo male ai trasporti, e benchè, t.rovandosi nel caso fortun ato di poter scegliere, si debba in via ordinaria accordar sempre la preferenza agli angarèb, pnr t uttavia nelle barelle in parola non bisogna òisconoscere il vant:lggio di esigere una minor quantità di portatori c di trovar, grazi11 alla loro poca larghezza, facile pasaaggio per i ristretti sentieri che fa d'uopO qni percorrer~:!. Sono, poi, dovunque, da tutti e prestamente fattibili.
•
I.a marcia di questa seconda carovana procedette piuttosto lentamente, a cagione dello scarso numero di portatori che mancavano di ricambio e a cagione dei riguardi dovuti agli infermi che per la maggior parte eran<> fratturati o 0011 lesioni interne. Ad Adis- Adi, distante un ora di cammin() da Chenafenà, non si giunse che verso il tramonto e quindi s i decise di pernottarvi. Nel rnattinodel 17, approfittando della hma in pieno, ci me~ t emrno in via assai per tempo ed in quel giorno, per il concorso di nuovi portatori, la carovana potè marciare più spedita, arrivando ad Adi-Ugrr verso le ore 16. Durante il v.i aggio di circa 60 chilometri, da Coatit ad Adi-Ugr!, nop si
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ebbe alcun 11ecesso n è si verificò alcun serio inconveniente. Le due.ca;rov_aneferiti ~rcorsero un terreno privo di strade (se con tal nome c1 r1fer1amo a quelle che così chiamansi in Italia), permanentem_e~~ ,mon~uoso, che presentava dei passaggi ora malagevoli per la loro r1~1d1ta ~ r1~t:et~ezza, ora intricati dalla vegetazione, ora Rolo appena adatti per mdJvldUI c~e powssero m!lrciare isolati. Gli infermi ciò nonostante non muov~vano lamenti c. non mostravano neanche di provar sofferem:e. Ma un s1ffatto relativo benessere, più che alla bontà in sè stessa dei mezzi di tra~po~to: pii! che ali~ de!ltrezza ed abilità dei portatori, più che alle ::~ttenz10m eh chi li accompagna-va, ritengo indubbiamente si deva attribui:~ a~la ~~~ Jeranza ed insensibilità speciale, di cui· in ~enere godono gh md1gem d1
1
queste regioni.
•"• Dal presitlio di Ad!-Ugri, dopo uno o dnA gi~rni, di ri~~o e dopo ~na diligente e, in proporzione dei maggiori rnezz1, anche pm appropria~ . ed"caturd fatta in unione dei colleghi capitano Sciavo e t.euente Gl' m 1 d' l tab·le meHi, i feriti sgombrarono nei giorni 18, 19 e 20 al Iuo~o ~ or s l cura in Asmara. Quivi se non erro, giunsero in numero di ~oh_1~, _ess~n dosi accordato n permesso ad alcuni ascari atfetti da les10m _msl~lfi canti di rimanere alle loro compagnie e non .avendo potuto es1~ers1 da~ aderire alle ins istonti domande di parecchi fami gliari del ~r1 11011 delle bande assoldate, i quali vivamente desiderarono di teuer VICIDI e preS!IO di loro in cura i propri congiunti, invece 1li _farli entrare a~ la nostra lontanà infermeria, dove, a cagione della d1stanza, ben d1 rado avrebbero potuto visitarli e .:' ividere, in certo qual modo, seco loro le pene del male.
Tenente dott.
Mozz~:TTI.
.. QUALCHE ALTRA CONSIDERUÌONE SULLA FERMA DEI TRE ANN 11 E OC.
QUALCHE ALTRA CONSIDERAZIONE SULLA FERMA DI TRE A NN I
E SULLA CHIAMATA SEMESTRALE DELLE CLASSI IN CAVALLERIA
rn suo opuscolo (( sulla ferma della cavalleria >) l'egr(lgio si ~nor· Emilio Salaris, ufliciale Ji com plemento nel reggimento Aosta, co ncordando nel principio, ormai quasi generalmente ac· cellato, della ferma di Ire anni per la cavalleria, confuta parzialmente il concetto dn m() svolto in un articolo pubblicato sulla Ui·v is~a Militare del settembre !J893: che ad agevol.ll'e l'attuazione della più breve ferma , nell e speciali condizioni 4ella cavallerja in Italia, e pel conseguente aumento del conti ngente annuale di reclute, g-iovi dividere il dello contingente in due mezze classi da chiamarsi rispettivamente di sei in sei mesi, fa cendovi quindi corrispondere il congedamento della mezza classe che starebbe per compiere il suo terzo anno di servizio. L.a proposta di questo sistema avendo raccolla la benevola ap· provnzione di di stinti ufficiali , alcuni dei quali hanno anzi avuta la honti1 d' incur·aggiarmi a non abbandonare l'argomento , sono ora grato all'egregio signor Salaris, che mi porge occasione di tornare a farne cenno o di chiarire maggiormente i punti che si sono prestati alla controversia . Ri<:orderò brevemente che, diminuendo la ferma , il maggior quantitalivo di reclute in proporzione delle altre classi sotlo le armi si farà sentire per l'aumentata difficoltà d' istruzione, sia delle une. troppo numerose, come delle altre, r elativmytente non abbastanza numerose e cui avanzerebbe un numero di cavalli insuflìciente a qualsiasi istruzione d' insieme; ma soprattutto ci
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dovrà preoccupare pel rischio di trovarci ad entrare io campagna con effeuivi molto deboli. qualora le ostilità si dovessero iniziare ad istruzione incompleta della classe meno anziana ; trovandoci in ogni modo ad un poco efficace rapporto fra gli anziani in· quadrati e le r·eclute inquadrate. Non è qui il caso di ripetere le considerazioni che mi parve di poter addurre per dimostrare come questi inconvenienti venissero quasi intieramente el iminati col sistema delle chiamate semestrali ; menzionerò s~lo come da esso consegua J' iodiscutibile vantaggio di aver perman entemente pressoché i cinque sesti della forza sufficientemente istrutt~, prònta io qualsiasi momento per la mobilitazione. La seguente tabella, compilata sui . calcoli delle perdite annuali , poneva in paragone i diversi sistemi a rotazione completa :
Il
l •. FORZA
iT'fO LE •H:
(Sistema atlual e)
DI UNO SQUAORONE
Tre classi
J
a• -- - ",l'
Sei mezze classi
Quattro classi
con fer ma di 3 anni ,. con ferma· di 3 anni
con ferma di 4 anni
(chiamala anuuale) !(chiama ta semes trale
l 6~
46 Reclute
- -·Reclute
32 Reclute
42 ~
. . . 52 ~ 00 uomin i di- 31 114 UOI!llnl di· sponib ili per la 38 ~ sponlblh per la -H 27 11,obilitaz 1one · i J mobilitazione. 3 25
l
-
_
_
_
_ __
_
l
.....:.__
128 uomini dis ponibili per la mobilitazione.
22 _ __ _ _ _ _..!__
Totale sotto le a rmi 160.
Paragonando il 2° ed il 3° sistema, la difl'eren ~a di 32 uommr per sq1,1adrone pronti per entrare immediatamente in campagna in qualsiasi epoca dell'anno, differenza che sui 2' reggimenti
QUALCllE ALTRA OONSIDE RAZIONE 516 ammonta a 4608 uomin.i, mi era apparsa, e mi appare tuttavia, di capitale importanza. . L'egrell'io tenente Salar·is obietta però come sia pur necessarro ~ ' . tener conto delle esi (lenze sociali. Egli osserva al propostto: « se la chiamata si fa pi~l.tosto in un' epoca che nell'altra, lo si fa appunto per distur·bare meno le famiglie; anzi si ~iova ad esse flerchè nell'inverno per· lo più il contadino e l'operaw sono senza lavoro ,)). L'elevarsi a questioni sociali non è certo privo di attrattiva e d'interesse ; ma credo che non giovi disgiungerle dalla più arida ma ancor più indiscutibile questione aritmeticn. . .. Presa la media fr·a varie classi, mi è result'llo che 1 contadmt si trovant> nella proporzione del · 39 per cento sui chiamati sotto l
le armi. · Siccome evidentemente l'obiezione del tenente Salaris non si può appropriare che ad una delle due mezze classi, cosi q~es:a percèntuale viene a dare ·1797 individui, ossia nemmeno un mdt· v1duo per mandamento, le braccia del quale verr~bb~ro sottratt~ all'agricolLura in uu' epoca in cui è abbastanza att1vo ·~ lavoro de•. campi : Ed in questa proporzione sia proprio il caso dt allarm~rs1 e di posporre J' interesse militare, sulla bilancia del quale le c1fre vengono a pesar·e in nn modo tanto più significativo ? . . Cir·ca al resto del contingente potrei dimostrare ·colle stahstrche alla mano che solo un'altra minima proporzione ha professioni meno esercitate nell' inverno che nelle altre stagioni, mentre la maggipr parte delle professioni o non subiscon~ privilegi~ _di .s~a gioni ed anche non poche sono più largamente r1muner·atr1CI d rftverno che d'esiate. Ma a qual pro dilungarci a di scutere se il calzolaio, il falegnam~, il muratore, il vetturale e nei climi temperati e con alcune coltrnzioni anche lo stesso contadino, abbiano più da fare in."un' epoca dell'anno piuttosto che nell'altra ? Mi pare che sulla semplice considerazione della poca entità della cifra complessiv:-. non valga dilungarsi oltre a sottilizzare sulle frazioni di esse. . Vi. è O.el resto un~. _considerazione ancor più categorrc:-. . L'egregio tenente- Salaris, benchè non lo menzioni, h>t certamente dovuto basare il suo parngone d'interesse sociale sul con-
SULLA FBRMA DEI TRÈ ANNI, E CC.
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'cett~ dei ~on gedamenti anticipati, ed anche anticipati d i parecchi
mes1; pmchè supponendo che questi non avessero luogo e che al congedamenlo della classe anziana seguisse immediatnmente od anche assai vicina la chiamata delle reclute, allora 0 ferma di quallro o di tr·e anni, o chiamata annuale o semeslmle, il resultato non verrebbe evidentemente a cambiare : la cifra richiesta da oli orgamc1 militari rappre5eoterebhe, invariabilmente dal 1" ll'e~. naio al 31 dicembre, il soll relendo all'agricoltura, alle indus7rie alle famiglie; e per quante braccia che in tempo di Javo r·o si to~ gliessero ai campi ed alle officine per dedicarle alle ar·mi , come per quante bocche che in ~empo di ristrettezza dal povero desco vengano al :ancio, altr·ettante braccia sarebbero r·estituite ai campi ed alle officme, alt~eltante bocche si volgeranno dal rancio al povero des_co .. Dopo crò potremmo ancora domandarci se riesca più agevole ~l r1trovar lavoro a chi ne è stato di stolto per alcuni anni, ovver·o 11 mantenerselo a chi vi si trova avviato; il che invertireb~e la questione. Ma lasciamo stare le spade a due tagli , e ci bast•. co_nstatare che l' interesse sociale, nelle modestissime proporzwDJ che sop1·a abbiamo accennalo, viene ad equi libr-arsi Oll'Di qualvolta non si facciano congedamenti notevolmente anticipati ~ Ora, adottando la ferma di tre anni e mantenendo la chiamata annuale, sino a qual punto si potrebbero effettuare in cavalleria . questi congedamenti anticipati? : Già col~'attuale sistema della ferma di quattro anni esperimentr.am.o le drffìcoltà di accudire ai cavalli e proseguire nelle istruzronr, nel periodo che intercede fra il congedamento della c'asse a?ziana e l' incorporamento della nuova. Ma quando invece di r.rmaner·.e con tre classi si rimanesse solo con due 'l lo quel perrodo glr squadroni , per governare e muovere un numero di cavalli sempre più sproporzionato a quello degli uomini , dovrebbero forzatamente ridursi a squadroni palafrenieri ; e, fuol'i dell'istru·ziooe dei cavalli giovani , ogni altra dovrebbe essere quasi completamente abbandonata e si ridurrebbe ad una minima utilità pel minimo numero di uomini che resterebbe disponibile. Domandiamoci dunque anzitutto se la ferma nominalmente triennale gio~i ancora effettivamente ridurla di qualche mese ; e ciò pure astrattamente concesso, credo di poter in modo as-
. 518
QUALCHE ALTRA CONSlDBRAZIONE
soluto affermare che, colla riduzione di ferma, s~rebb~ di ~oltÙ' maggior danno quell'ancor più marcata sospensione d_• proftcua ed attiva istruzione, che verrebbero annualmente _a su?•;e l~ due classi rimaste nelle fiie; talchè con congedamentt antlclpatt, pe~ esempio, di due mesi , la ferma utilizzabile per t' i slru~ione ~ ~ ridurrebbe a meno di due anni e mezzo; e pressochP-_ a_ d~te soli anni. con congedamenti anticipati di tre mesi : in ognt hmt~e ponderauile dunque essi dovrebbero essere ~ategor~ca mente esclust. . ·1 con"edamento anticipato, abbtamo vtsto sopra come Ese llbO • .., bb ' resti eliminalo anche il solo caso di nn pure minim_o e ~~~ · IO siunificato sociale dall'eiTettuare le chiamate piuLLo!lto 111 un epoca o che nell'altra. . . Colla chiamata semestrale invece, non congeùnmlmlt <:ho lliHl mezza classe per volta, la perturbazione, prodotta negli K~ lll tl~ droni dal congedamento verrebbe a ridursi a meno. ch_o l~l~ltl ti l suo valore e quasi si potrebbe considerare come ,_n s t ~ l~th l~ll n tn , !asciandoci in molto migliori condizioni di quanto r1mantaìno cu·n coll'attuale sistema della ferma di quattro anni a ':hiamaLa nn nuale. Ciascuno sqnadt·on~ infatti non congederebbe che 2~ uomini (v. tabella) e rimarrebbe con ~38 ; e con queste cmque mezze classi il complesso delle istruzioni potrebbe procedere senza alcuna notevole scossa. Se dunq.t1e per ragione di bilancio o per altre esigenze, un_a volta portata la ferma a tre anni, si ritenesse. pure nec_essarJO fare qualche congedamenlo anticipato. questo sarebbe pmttosto accettabile col sistema della chiamata semestrale che con qudlo della chiamata annuale. . Analogamente posso rispondere all'altra obbiezione: come SI potrebbero fat·e le manovre .quando le messi sono tutte da raccogliere? :. · . Col sistema della chiamata annuale (specmlmente volendo anticipare dette manovre come attuatmente si ~rali~a pe~· esegu1~e i congedamenti anticipati nelle diverse arm1) not :emamo . ab1 ~ tualmente ad una cernita arbit1·aria nella classe d1 reclute, e SI portano .ai campi que'lle che ci sembrano più sufficien~emente, benchè non completamente, istruite; l'epoca possibile ·per delle manovre viene così determinata fra i limiti consentiti dal tro-
BULLA PERMA DI TRE ANNI, ECC.
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• varsi ad istruzione abbastanza inoltrata e dal prefisso congedamento. Col sistema della . chiamata semestrale ne è invece completamente indipendente; in qualunque epoca dell'anno si hanno le cinque mezze classi pronte per la mobilitazione ed ugualmente pronte per far delle manovre. Differenti considerazioni in diversi territori a seconda del genere di coltura ·e del clima potrebbero dunque tanto farle nnticipare che posticipare. E frattan to non solo queste cinque mezze classi darebbero il necessario rlemento per le manovre annuali, ma lo terrebbero pennanentement!l dispo.oib ile per toltA le istruzioni ed esercitazioni inerenti alla vita organ ica dei corpi; mentre questa, principalmente costituita dal potere esercitare le varie unità, si ridurrebbe a po)chi mesi CJnando per molti altri mesi dell'anno non vi potessero prender parte che due sole classi, montale sui pochi cavall·i che rimarrebbero disponibili per gli anziani durante il periodo d'istruzione del grosso continge01e di reclute. Da quella vita or·ganica non interrotta, invece d! un'esistenza a sbalzi, da quella continu~ ginnastica funziona le, oltre ad avvantaggiarsi l'istruzrone degli anziani, l'allenamento dei cavalli e l'assimilazione dei quadri, emergerebbe dunque io conseguenza di tutto ciò, che non solo in rapporto al numero dei mobilizzabil i, ma anche pel loro grado di valore intrinseco, lo squadrone ed il reggimento sarebbero in qualunque momento veramente pronti. per la gtien·a e per ben guerreggiare. Segue altro argomento contro la proposta della chiamata semestrale: « Non appare la ·necess ità di perdere del tempo col rifare due volte la ~tessa istruzione in un anno ; ~arebbe sempre una perturbazione maggiore che non l'avere alcune reclute da istruire in una sol volta >>. .Risponderò: non si tratta di alcune, ma si tratta del doppio; non · . si ·tratta di metle~e qualche c-avaliere di più in coda alle sezioni ma di avere un numero doppio di sezioni, un numero doppio di cavalieri a cui si deve impartire l'i struzione individuale; finalm ente in uno squadrone fa l'effetto di più che doppia perturbazione l' assegnare per l'istruzione. delle reclute 64 cavalli piuttosto che soli 32. E del résto, ·quanto- alla perdita di tempo, non solo non ,; chiamerei tale, perchè la continuit;'t viene ad esser bilanciata dall'intensità
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QUALCHB ALTRA CONSlDKRAZlONE
giornaliera, ma più ancora perchè non è perdita di tempo tutto ciò che vale a renderei mobilizzabili più facilmente ed in mi-' gliori condizioni. E quale più suprema necessi tà di que~ta ? Mi pare che tanto più ne sariL convinto l'egregio tenente Salaris, il quale appoggia con otti mi argomenti lo stesso principio che posi come una delle basi principali della mia tesi : che all'atto della mobilitazione la cavalleria deve fare essenzialmente conto sugli uomini che si trovano sotto le armi. Ne qui ripeterò quanto bo cercato dimos,trare nel mio precedente arti.~olo sul come più efficacemente funzionerebbe quella specie di ~cuoia permanente di reclute neiiÒ squadrone con personale meno numeroso e pii1 adatto, non dovendolo nominare in blocco all'atto dell'arrivo della classe, ma potendolo rinnovare mano a mano a seconda dell'opportunità (O. Aflerma però l'egregio mio oppositore che da questo continuo lavoro intensivo , personale e materinle non potrebbe che risentirsene. A vero dire non mi apparisce decisiva nemmeno quest'nltima affermazione, che, se non erro, è in parte basata sopra una semplice svista, per rilevare senz'allro ìa quale m'occorre di cominciare col rispondere all'obiezione riguardo gl materiale, ossia riguardo ai cavalli, giacchè non dubito cbe solo a questi e non ad altre categorie del materiale più propriamente detto, si sia voluto alludere. Per mio conto ritengo che il cavnllo destinato alle reclute non fatichi in complesso maggiormente di quello dègli anziani, poich è per alcune volte di più che dovrà ripetere il salto della barriera e lo sviluppo del galoppo, ha in complesso un notevole (i) .\ chi si preoccupasse soprattutto del risl'armio'di 11ersonale potrebbe anche arfacciarsi l'idea di riunire le reclute rli due squadroni. Effettivamente quelle di due squadroni S<~rebbero pari di quelle Ili un solo squadrone mantenendo una sola classe annuale, e quindi vi basterebbero gli ·stessi mezzi d'istruzione. Partigiano dell'autonomia dello squadrone, accenno a questa possibilita che i piccoli contingenti suggeriscano tal.e irlea, come potrebbero anche rar sorgere quella di ricostituire qualcosa sul g~;nere degli antichi dopositi rli l'jlC)ute; ma l' una e t'altra accenno unicamente per dichiararmici contrario. Inratti, pure rimanendo fermi tutti gli altri vantaggi della chiamata per mezze classi, uno però se ne neutralizzerebbe, c non cerlo tral!Curabile: quello della maggiore accuratezza d'istruzione,_ impartita ad un più ristretto numero d 'individui.
SULLA F81t11A Dl TR.E ANN! 1 ECC.
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pericdo di lavoro assai più blando di quanto si debba richiedere agli altri cavalli per completare l'istruzione ed esercitare i soldati ~nzian~. M:a ciò sia dello del tutto incidentalmente, perché o~ouno puo consernre al proposito il proprio parere, essendovi un ugomento ben più inùiscutibile per· controbattere l'obiezione. Ed c questo cbc nulla implica che gli stessi 3.2 cavalli, che hanno servito ad una mezza classe, debbano se1·vire. anche alla successiva. Anzi, restando invariahilmente che nell'annata i cavalli dello squadrone debbono fornire il lavoro per mettere in sella 64 reclute, il capitano mercè il dimezzamento, non più obbligato a supplirvi in una volLa sola, regolandosi sulla conoscenza dei suoi cavalli putriL cosi bene far replicare ad alcuni come altri cambiame ; e, nel periodo in cui il lavoro aumenta anche pi~ fac_ilmen.te cambiare quello che accennasse a deperire. JJ~ questa latttudme •·•sulta dunque indubbiamente un più valido mezzo di ron~ervaz ion~, talchè l'argomento, invece che contro, si rivol"ge dec1samente 10 :favore della chiamata pe1· mezze .classi. Riguardo al persouale la questione si presenta invero alquanto più complessa. I~ fanteria, specialmente dacchè si è adottata l'istruzione in~ens 1va , la quale in -nn paio di mesi deve trasformare la r·eclttla m s~ldato, la maggiore auivitù dei quadri viene assorbita dall'istruz•one della nuova classe; ed anche, ho sentito osservare da compe.tenti aut~rità, dovend.o per ciò in quel tempo far passare un RO t~oppo m seconda lmea le altre istruzioni degli anziani. Ben d•fferente~ente pr~edono e dovranno conti nuare a procedere le cose m cavalleria ptw le speciali caraueristiche del nostro organismo. Osserviamo anzitutto che per avere uno squndrone ben istruito -ed esercitato,- i cavalli in buone condizioni, accurato l'addestramento dei poledri .... il_da fare è sempre molto, anche indipendenteme_nte dal trovare• o no nel periodo d'ist1·uzione di una .c~asse d1 reclut~ tanto sono molteplici le cause che possono aggmngere o togh~re qualcosa all'intensitù del lavoro generale. ·senza marcata dliTerenza, giustificabile nel nostro ordine d'ideefra l'intensità di lavoro richiesta al piccolo nucleo di personal~ .addetto alle reclute e quella di tutto il rimanente personale che
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QUALCHE ALTRA CONSlDBitAZIONE
SULJ,A FERMA DEI TRJE A !fNl, E CC.
deve jlccudire alle altre svariate esigenze nell'andamento dello squadrone. Osserviamo inoltre che al dispendio di auività intensiva che in fa.nteria è prodotto dal dover trasforma re, in due mesi o poco più, la recluta in soldato, in cavalleria fanno r1scontro dei fatti di tutt'altra indole. Per quanto infatti si volesse raddoppiare il personal e addello all'istruzione delle reclut~ per quanto .questo potesse far mil'acoli di attività e di zelo, la natura vuole inesorabilmente il suù tempo per formare il cavaliere, sia pure nei modesti limiti di fornire un cavalier·e . di seconda riga che si possa logicamente condurre in guerra. Una febbrilità cbe per accelerare l'istruzione delle reclute assorbisse l'attivitit dei quadri a detrimento delle istruzioni degli anziani , è · quindi bastantemente esclusa di sua natura. Ma se pur~ un accenno se ne dovesse temere, con quale dei due sistemi esso potrebbe compaJ'ire ? Con quello della eh iamata annuale o delle serr.estrali 't Senza dubbio con quello. della chiamata annuale, il quale ci presenta come una seria (~risi tutto il periodo d'istruz!one delle reclute ; mentre colle chiamate semestrali non vi il un motivo di preoccuparci di tale crisi, nè di affrettare. oltre i giusti limiti ; per così dire artificiosamente, l'istruzione della mezza . classe ultima arrivata, dal momento che di essa non vi è alcun bisogno per entrare in ci'l mpagna con un buon effettivo . Sta però il fallo che l'istruzione delle mezr.e classi sottrarrebb e quasi permanentemente, e non per soli 5o 6 mesi dell'anno, un ulliciale alle altre istruzioni dello squadrone . Speciali dispos!zioni di ordine interno, di tanto più facile applicazione mercè l'eltlmento meno numer·oso e più facilmente istruibile, perchè dato da!la scelta che la ferma triennale ci consente, po trebh~ro attenua_re assai questo innegabile inconveniente, che non sarebbe però tale .da costituire un vero peso sulla bilancia -dei più vitali interessi organici (4}. Il trovarsi poi nello stesso caso ·anche un paio di graduati
non mi par cosa di gran momento. E quanto all'alta vigilanza che deve eserci tare il capitano sull'istruzione delle r·eclute, non ·è tale da distoglierlo in alcun modo dal dedicarsi coll a più profi cua attiv itit al rimanente dello ,squad rone. . Ma·gincchè l'occasione si è presentata non credo del tutto inopportuna una digressione. · ~[~ paragone-degli .altri. eserciti, lo squadrone in Jtal ia è quello cm e assegnato un mmor numero di ufficia li. Non solo non abbiamo iJ lnsso ~ i un capitano in 2•, del quale veramente si può benissimo fa1·e a meno, ma uno dei nostri ploton i è in pace organ icamente sprovvisto di un ufficiale comandante. È stabilito che in 1'>"UelTa questo comando verrit nssunto da un ufficiale di complemento; ma per poler vi fare un valido assegnamento ~areb be d'uopo che oo-ni squadrone in~crvenis~e alle manovre con uno di questi ufflciali~ a ciò ~ e&t in ri ti in caso di mobili tazione. L' esperimento cui sono sol.toposti una volla tanto, come si c praticato sin ora pei provenienti dal volontariato di un anno, mi semln·a piuttosto incompleto. Nè sarebbe in vero inopportuno che un cP.rto numero di essi venendo
(t( Ment re a vendo da is truire in. ciascuno squa•lrone soltanto una mezza classe di 3! reclute, può sorgere la domanda se non potrebbe bastarvi un u rflcial e ogni due .squadroni, trovandoci invece con !' intiera classe di 64; potrebbe anche esservi talf!nO elle avanzasse l 'interrogazione inversa, se cioè nou Josse il caso di ripartirne le diverse · istruzioni fra due ufficiali. Per mio apprezzamento personale darei risposta negativa Rd ambedue le domancle; ma il fatto solo che esse siano possibili ha gi ~ il suo signi·
~ca~o. ,Circa_alla prima,_ questo significato e r.he, y u1'c ma ntenendo u n .ufticiale ogni "'_-luadwne, 11 suo comp1to notevolmen te allegger1to gli ~ermettereh be di prender ma" gJormcn t~ parte all<l vita complessiva dello sqnacl.rone: quanto alln ser.onda domand~ pu re respmgendola, non e da trascurarsi di prender nota dei mot ivi sui quali potr ebb: trovare un IJlltlc;w app~ggio,: E>si _consisterebbero srecialmente, no 11 dico unicamente, nel.la d1fllcot~a d '.'~partire l 1struzwne acl una classp, cos1 nume 1·osa con un orario ~nJCO. 01fa~t! il_ Plll caldo partigiano òell 'istruzioutJ all'aper to non potret•he r.ontestare l opport nmta d1 serv1rs1 clellc ca,·aiJerizze per il vrimo pcrioclo d'istr uzione delle recl_utc, specmh~ente cogli inverni dell'All'l Italia. Attualmente ogni squadrone, facendo· o.h n eceSSita v1rtu, tleve .'mntentarsi di aver la cavallerizza a sua clisposizione per un'ora e mezza, o clue_ al massimo, della giornata. Per farvi invece s uccedere t utte le sezioni d1 una classe ~~ 64 individui, il tempo ·stJ•ett~menle necessario dovre boe essere pressoché raddoppiato. Senz;t occupaJ·ci del fatto che bisognerebbe perciù quasi raddoppiare anche numero delle cavallerizze a ttnalmco tc esistenti, a vver rebbe in ogni modo che _men tre st trovano 111 maneggio le u ltime sezioni, le prime dovrP.hbero gia dedicarsi , .d altro. . Fi~1 qui _poco male, ammet tendo che non ci sia aicun hisogno cliC l ' ufficiale s tia semvre cogh occht Mlllosso a t ut to. ~la benchc appena lìnito òi comandare s uccessivamente almcn_o quattro rivrese, egli accorresse alle altre ist1·uzioni, che già noi frattempo si sono mlzlate, ~~ comprende però chP vi possa es.~cro chi dubi ti che nello svolgersi rli un orar!o as:~a1 com1Jiesso fosse attendi bi le da lui ilna sorveglia nza s urnceute ad assicurar e 11 cap1tano che ~Ile sue ùirettiv3 viene data un 'esatta eri intelligente inte1·pret.~zJOne; e . che a ttratto !n tal modo il capitano afl assumersi una parte di sorveglianza thr~lta, cw potesse assorhirlo a scapito delle istrur.ioui degli anziani, molte delle <1uali c~h ~on puu ~ancarc di fli rigere personalmente (esercitazioni tattiche, istruzioni varie d ms•emc, ciHl ·m ncssuu'p,poctL dell'anno ~eb bono css•!re dimenticate).
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ANNO X L
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QUALCHE ALTRA OS8.ERV AZIONE
a coadiuvarci anche in alcuni periodi del funzionamento di guarnigione, specialmente per snpplire alle vacanze pro(lot_te da tem ~~ ranei servizi f•wl"i dello sq11adrone e del corpo pur nmanendov1 10 forza, vi fossero destinati in sopraonumero dell'organico di pace, con una spesa compl essiva che riuscirebbe di minimo aggravio all'erario. Chiusa ora la digressione , dacchè abbiamo fatlo cenno della scelta come uno dei principali vantaggi della ferma trienoale, non sarà fuori luogo l'esaminare non solo su quali criteri essa si dovrebbe fondare, ma anche come si potrebbe esercitare senza detrimento delle altre armi e specialmente della fanteria , che a buon drillo si chiama il nerho d ell'esercit~ ed il di cui buon reclutamento è quindi sommamente necessario di non ledet·e. Quella parte di scelta basata sulle profess ioni esercitate non mi pare che possa esercitare con flitto d'interesse . .'\ bhiamo avuto quest'anno il fatto abbastanza caratteristico di un soldato di fanteri a, il quale ha ottenuto una breve licenza per venire a monta e un r.avallo nel grande steeple-chase nazionale ed è riuscito vincitore in questa classica corsa di ostacoli. Esso potrà anche essere un ottimo fantaccino , ma nessuno contesterà come sarebbé stato più logico e più vantaggioso per l'esercito l'uLili7.zare nella nostra arma la sua più spiccata qualità di ottimocavaliere. . Arr uolando in Javalleria coloro che hanno giit pratica del montare a c~vallo (dico del montare a cavallo, perchè per l'incompl.eta e spesso brutale pratica del cavallo che può avere un fiaccheraio od uno stali iere preferi sco aver da seminare in un terreno vergine) noi possiamo dunque lasciare alla f!lnleria un cotTispondente numero di alpigiani, di cacciatori ed· anche di contadini, che pure rappresentano un buonissimo elemento solto ogni riguardo, avvantaggiando amhedue le armi ~on questo scambio. Essu frattanto non darebbe che che una fr·azione del contingente per· la cavalleria; e ad altri criteri bisogna rivol gersi per dare tutto il suo valore alla scelta. Vi è la scelta sotto il riguardo della costituzione fi sica dell' iscritto. Coll' attuale sistema, pur non avendo la scelta propriamente detta, ne abbiamo però un sostituto, pe~ quanto imperfetto, nella
SULLA 'Fh"RlfA DI TRE ANNI, ECC.
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·esclusione; sostituto che non è abbastanza efficace per rendere .u n completo servizio alla .cavalleria, ma che pnre toglie alla ranteria lutto un elemento che molto volentieri poss:ederebbe. Es~a ·non a-vrà dunque null:• a perdere, ma pCltriL piutto;;to avvantaggiarsi .se per la designazione alla cavalleria, invece di pr.ocedere per esclusione ka coloro che estrassero il numero più basso, si alluera una ~Più ampia scelta, basata su considerazioni prettamente tecniche -dell'arma. Vi è uu terzo soggetto rli scelta : e qui convengo come possa .apparire un qualche cooflitlo d'interessi , talchè occorre scernere .da qual parte penda l'interesse generale dell'esercito. È ben !ungi da me l'idea di voler dir·e che l'intelligenza non sia ottima cosa anche nell'inscritlo di fanteria ; ma sta però il fa tto -che esso, divenuto soldato ed anche graduato, avrà molto meno ..occasioni di trovarsi sottratto all'impulso dirett~ del pr·oprio uffi-ciale e costretto ad agire di sua iniziativa. Le pattuglie di fan.tet·ia non hanno per lo più che missioni d'immedi ata sicurezza -ed a breve distanza; queste missioni sono nett:lmente definite ed -è chiaramente indicata la direzione verso la quale debbono esser compiute: ~li avvisi da trasmettersi sono assai semplici pel fatto stesso che il punto o la direzione di sorveglianza sono ben de:terminati. Invece non solo il servizio di paltugli a è speciale impresa della cavalleria, ma è anche mollo più dillìcile di simpegnar .bene qu:mto le si richiede in questo servizio : non è solo il provvedere alla propria sicurezza ed a breve distanza, ma lo spingersi lungi, eludere la vigilanza delle pattuglie avversarie pe1· guada.gnat·e dati che valgano .a farci conoscere le intenzioni del nemico. Al momento di abb11odonare una nostra pauuglia a se stessa per molte e molte ore, senza che si possa altrimenti far sentire su -di essa alcuna intluenza e forse senza più essere in tempo a riparare se falla, pure non si può sempre così nettame nt~ precisarle il .suo compito, perchè spesso nell'affidarglielo è giocofot·za intromet.t.ervi qualch e se e qualche ma, non potendo prevedet·e se le avverrà di trovat·e ostacolo al suo pr·ocodere piuttosto prima che tlopo .e di prendere in conseguenza una strada piuttosto che l'altra ; il ·portare indietro un avviso richiede molte volte tanta destrezza, <tanta prontezza di spirito e qualche volta forse anche più di quanta
SULLA FEIUIA 01 'l'RE ANNI, ECC.
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QUALCHE ALTRA CONSID.l!:RAZIONE
occorra per raccogliere un'informazione; questa informazione può benissimo avvenire che non vi sia stato tempo di porla in ist. ritto; e il distrigar,;i per ritrovare una strada diiTereote da quella già percorsa perchè già preclusa, il ~estreggiars i per non ~·a~·s i prender prigioniero, il rintracciare il più pronla~e~l e ~oss 1b1l~ quegli cui deve pervenire l'avviso, e dopo tutto ciò l) n cordars1 e saper riferire, può esser chiesto ad un semplice soldato e non sempre scello. Nè eirca le funzioni di capo-pattuglia si obbielti che se lt1 missione avrit importanza o ditlicollà essa potrà essere afiJdata ad un uffìcia le o ad un sollufficiale. Incaricati alcuni di essi òi quelle pattuglie la di cui importanza e difficoltà emerga in modo del tutlo speciale, un comandante di cavalleria non bisogna che si lasci trascinare a scialacquare una moneta preziosa, poichè nuove e più complicate circostanze possono sor~e re da un mo· mento all'altro ; nonchè delle nuove pattuglie, possono doversi distaccare degli interi rèparti ; e finalmente non bisogna rimanere sprovyisti di un valido in'cJuad ramenLo pel mom ento dell'azion e.• Espongo l a mia modesta opin ione che alle rnanovr& avvenga l.:=tlvolta di l arghe~g i are un po' troppo in pattuglie comandale a ~ urliciali ; e qualche volta avviene che allorquandl) due opposti squadroni esploranti si attaccano, non haun o di ufficiali che i respetti vi comandanti. Ma si potrebbero essi arrischiare a ciò in vera guerra ? A parte la forza morale dd. l' inquadramento, a parte il potersi fidare che in caso di dover parare un improvviso attacco sul fianco. vi sia_ chi sappia valevohllenLe agi re d' iniziativa, il comaudaute ÙJ SljUttdro ne nou deve anche pensare all'eventualità che una schioppetl.ata od una caduta mella lui fuori di combattimento '! E ~opo lu i nliri '? (·l ) Pnre avvalorandosi dunque il desiderio ~ i it espresso circa il numero degli ufficiali in ciascuno squadrone, emerge da queste considerazioni la neces·sità di formare fra i caporali ed i capo· · rali llJagg iori, nell'elemento CIOè che Cl viene di leva, degli
M
(i) Nello sconLro di 1l11ll repar ti, a par tà di altre condizioni, la forza ~· inqu?dl\1·
mento saputa conservare mi pare nn dato non in ditTerente per le deCISIOni d'Ili gwdlcl di campo .
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abili capi pattuglia. Del resto di ciò nessuno dubita ed io v! ho forse speso anche troppe pa•·ole dal momento c:he in ogni r eggimento ~i pone a tale scopo Lulla la possibile cura. Ma se la cura è il seme, l'intelligenza è il terreno dove questo seme d eve ·germogliare. È dunque questo uno dei più val!di argomenti per farci invocare la ferma triennale e la r.onseguenle scelta d' individui , i tJuali mostrino di avere una sufflcente chiarezza d'idee, un modo di esprimet·,;i che li faccia argn ire abbastanza svegli. Non mette rei però come ~o n dizione assoluta {]Uella proposta dal lenente Salaris, cioè che sappiano correttamente . leggere, e scrivere discretàmenle. Av~rn e un buon numero (e se ne potrebbe anche stabilire la proporzione) sarà certo utilissimo; ma ponendolo come dalo imprescindibile, si verrebbero pure a scartare degli ollimi elementi, in quelle stesse categorie ~ he per la professione esercitala e per costruzione fisica abbiamo detto di vole•·e scegliere. Chi sa quanti Lutleri non sanno leggere l ll na parzinle selezione in questo senso non può dunque esse1·e avve rsaLa dalle altre armi , sia pnrchù in (lefinitiva non si esplicherebbe elle in nna minima proporzione numerica, tanto da poter assicurare che non ne veiTebbe nemmeno ,:ostanzialmentc avvertita la dill'erenza a. s\'anlaggio ; sia pel riflesso che anch e chi non promette di riuscire nel ~erviz io isolato, può ri uscire però un ottimo soldato solto la mano del suo ufficiale ; mentre che se non si fornisce di buoni te ntacoli la cavalleri.a mal potrebbe essa compiere la sua missione, che interessa l'intiero esercito. L'avere nn maggior contingente d'individui intelligenti verrebbe anche a compenso dell' usufruire per un anno rli meno l'utile servizio dei c01 porali e dei caporal i maggiori nell 'andamento disciplinare dello squad rone e più ~pecia lm en te come istruttori (1 ). t innegabile però ch e s1a per agevolare il loro compito, come per bilanciare il tempo occorren te a formare un soldato rli cavai(l ) Perché non s i potrebbe adottare una riaiTerma annuale, eon equo a umento <li assegni pei caporali e s pecialmente pel caporali maggiori, era cui ne troviamo non pochi che supplis cono benissimo a lla deOconz<t di sot turociali ?
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QUALCHE ALTRA CONSJDERAZlONE
leria in paragone del tempo in cui esso, essendo già sufficentemente· formato, rimane effeuivamente utilizzabile, il passaggio allaferma di tre anni non patrebbe che consi:.1liarci di studiare· con ogni cura quali semplificazioni, senza pregiudizio del resultato, si possano ancora apportare ai nostri metodi d' istruzioneCredo di poter nuovamente esprimere questa opinione, che già esposi nell'articolo déllo scorso anno. potendomi ora appoggiare allo spirito che ha informato le recenti modificazioni apportate a ~ regolamento francese. La relazione, che le precede, ne spiega infatti la necessiti• nel fatto che il Regolamento del '1882 « era · « stato redatto in epoca in cui la durata del servizio era più lunga e« la proporzione delle reclute meno considerabile >>. Accennerò ali ~ più essenziali di queste modificazioni. t a progressione dell' istruzione a cavallo dovrà essere condolla. in modo che << le reclute siano util izzabili in campagna verso illo apr ile ». L'arrivo delle reclute ·ai corpi avvenendo in Francia nel mesedi novembre, è dunque in menò di cinque mesi che si voglionoavere pronte per la mohilitazione. In qual grado lo saranno ? Non vi dovrit essere almeno una selezione ? Ecco frattanto un sintomo di· quella febbrilitit, cui· sopw accennavo, inerente alla chiam3:ta annuale. ì\1a continuiamo nella succinta esposi~ione. U:1 secondo periodo d'istruzione, che deve aver termine prim~ delle manovre, è consacrato al perfezionamento nel lavoro in-· dividuale e d'insieme. Il secondo anno di permanenza sotto le armi dovr·à par·ticoarmente esser messo a profitto oltre che ad aJTermare sempremaggiormente l'educazione equestre dei cavalieri e l' i~piego· delle armi « a prepamre eziandio il maggior numero di essi a ~ disimpegnare, durante il terzo anno di servizio, le funzioni ~di capo-squadra , comandante di piccolo posto e di ·paLLuglia, dt (( ~raduato d' inquadramento e di monito.re nelle diverse istruziont « da impartirsi alle reclute n . Fa d'uopo veramente convenire che queste sono piuUosto- · delle direuive generali (alcune delle quali forse anche_nbbastanza discutibili)_ delle indicazioni di uno scopo a raggiungere,
SULLA FERilA DEl TRE ANNI, ECC.
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piuttosto che proprie e decise semplifìca7.ioni nel metodo d' istruzione ; ma non le ho infatti riportate che per rilevarne quell' intendimento generale, poichè nel complesso continuo a preferir·e d'assai il nostro Regolamento, che mi sembra soprattutto più corrispondente ad un celere a spigliato manovrare. E pure esprimendo il parere che specialmente per quanto riguarda la istru1.io.ne individuale vi si possa ancora apportare qualche semplificazione, ritengo però c:he, senza andarne a cercare l'ispira?.ione oltr·alpe, basti ri volger·si a quello stesso indirizzo che ci dà il nostro Regolamento d'istruzione e ser·vizio in temo per la cavalleria ; « I Regolamenti danno basl.anti norme direltive per « l'educazione e per· l'addestramento delle truppe . Essi sono in· (r formati al concetto che tutto ciò che è superfluo , che non « trova applicazione sul campo di hattagl ia, è dannos,o, perché « distoglie da quanto è più importante) e getta omhra nello (( spirito del soldato su ciò che gli è realmente uecessario ». Ora è appumo a proposito dell' istruzione individuale a cavallo e dell'addestramento dei cavalli giovani che il principe di Hohenlohe, nelle sue stupende lellere sulla cavalleria, svolge quell o stesso prin~ipio cosi ovvio, pur così facile a dimenticarsi, al quale ritiene che si debbano maggiormente avvicinnre i regoJameuti tedeséhi e da cui pare che anche in Germania . ancor più dei regolamenti si discostino le abituiliui ; e l' illu stre scr·ittore deplora frattanto che «si lavora in vista dell ' ispezione e si « soddisfa a que3to programma ; l'addestramento, invece di pre· « l?arare al servizio della cavalleria, diventa scopo a sè ·stesso ». Oel resto 1-!ià nell e pagine del nostro re~ o l a m ento d'esercizi troviJmo dei precelli che sembran o preludere a possibili ·modilicazioni di qualche altro paragrafo. Ad esempio nei preliminari del tomo 2• si legge :·« G-li spostamenti laterali , conlm r i all'indole del cavallo ed allo spi1·ilo dell'arma, devono nell'allineamento essere ev itati per quanto è possibile ». .l)uesta raccomandazione viene implicitamente ad escludere ta li spost11menti in qualsiasi caso pratico. norr essendovi che l'allineamento in cui possa venir fatto di ad operarli~ Quanto ·alle andature latei'Uii non ve ne è r.Jr; un caso di pratica applicazione; e difatti esse sono prescritte nell'istruzione del r.avallo e
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QUALCHB AL'l'RA CONSIDERAZIONE
del cavaliere unicamente come un meno per dar pieghevolezza e per far meglio comprendere l'azione delle mani e delle gambe ritenendo forse che a ciò potesse non esser sufficente l'msegnare gli appoggi; mezzo che per cavalli ed uomin1 di truppa è da molti ritenuto assai dubbio, da altri avversalo come dannoso, e fra questi dal principe di Hohenlohe nell'opera citata e dal generale Rosemberg nelle sne (( Considerazioni praticl1e sulla cavalleria )) . Il so;rgetto principale non consente di fermars.i ad nn esame rlelle differenti opinioni in proposito; da queste sommarie considerazioni qedurrerno :oolo come, il raccorciare là fer·ma imponendo sempre maggiormel!te l'aver di mira de~li scopi pratici e pill prontamente r.onseguibili, non sarebbe forse fuo1·i di caso rivol gersi ad un'esperienza assai agevole con alcuni squadroni presi saltuariamente sui venti(jnallro reggimenti. 1"11 capo ad un anno od un anno e mezzo si avrebbero gi~ piì1 che sufficienti dati per giudicare se dopo aver tl>alasciata l'appl1 cazione di alcuni par<1grafi del Tomo ·1°, i soldati di fJUelli squadroni si mostrassero veramente meno abili · e sicuri nel servirsi dei loro cavalli sia nelle evoluzioni che in ogni altro svariato 'servizio di campagna e nel mane7gio delle armi , in tutto ciò .insomma che trova applicazione sul campo di batuzglùr ed in guerra ; ovve.ro se non vi si fo.,;sero avvantaggiati, utilizzandovi direttamente il tempo altrimenti ri spn nnrai.o. Credo però che in wm plesso le limnture da appòrta.rsi ai . nostri ré~o lam enti si ridurrebbero a hen poche; ma !·i tengo che altre se ne potrebbero intmdurre nelle abitudini, che si estrinsecano all'infuori di ciò che può venire tassativamente prescritto dai regolamenti o si riferisce alla loro interpretazione. Ma anche troppo ci siamo trallenuti su particolari tecnici. Concludiamo. 11 périodo dal congedamento della classe anziana al giorno in cui le reclute possono entrai!~ nelle file, costituisce una crisi tanto più seria e temillile coi c~)ntingenti .della ferma iriennale. Tàle c.ris1 non può essere in complesso ridotta a meno. di una metil dell 'anno; ed in paragone di questo, lungo periodo non ha sufficiente valore, lo stiracchiare se si possano aver pronte _le
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SU LLA PERHA PE: TRE ANNI; ECC.
redute con quindici giorni più o meno d'is truzione, · nè il cerca re che ciò venga a coincidere piuttosto che col 1° aprile che col 1° giugno: non sarebhero che palliativi Fa d'uopo dunque rivolgersi a più radicale rimedio che elimini il da nno della crisi stessa, mantenga ininterrotta ·la vita organica dei regg iment i, ' li tenga sempre pronti ad entrare in campagna. Allol·chè interessi dinastici o al ti ideali di nazionalitù, maturati da lungh.i anni, spingevano alla guerra, si poteva contare di non esservi trascinati da un momento all'altro, e si potevnno perciò scegliere quelle date epoche dell'anno più favorevol i all'in izio delle ostilitit. Nessun governo vuole ora la guerra; · nessuno pensa: dacchè siamo pronti, faremo sorgere a primavera l'incidente per dichiararla. L'incidente pnò invece sorgere improv_visamente per ·suscettibilità nazionali offese, per dritti che si credono lesi, per intemperanze di partiti nostr·i o stranieri; può sorgere non da!la fredda riflessione fra le p:weLi di un gabinetto , ma da un fremito, cl1e corra nelle .fibre di un i!ltiero popol o ; può sorgere non sappiamo contro chi, nè su quali teatri più o meno atti all'azione della cavall eria_. perchè le alleanze sono falle pel mantenimento della · pace, ma non ha~tano a garantire quali ran cori si possano sopire. qua!i possano riaccendersi cd obbli garci a prender e le armi; può non voler~ i , ma doversi accettare, benchè declini l'autunn o e non sorrida ancora la primavera; c nemmeno prevedendola si è potuto provvedere. ·per~ h è il non congedare una clllsse o chiamarne un'altra anticipatamente sareobe stato _quel casus hd li che si sperava evitare. · La fanteria ha perciò la sua forza nel richiamo delle classi : per noi vi è il bu ttasella. Facciamo dunque in modo di tener sempre pronto a ri spondere a qnella suoneria un sullicente numero òi cavalieri già capaci di fare assag)tiare all' aV \'el·sario il tagli~ della loro sciabola o la punta della loro lancia. Maggiore.
R.
PUGI.
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NOTIZIE POLITfOO-MILITARI
Il rapporto del generale Baratiori sui fatti di Coatit e di Senafè, pubblicato in questa stessa dispensa, completa e chiude tutte le notizie a questo rigu:~rdo . Dopo d'allora non si ebbero fatti importanti, ma una situazione provvisoria ..:Ile dura e non sappiamo quando finirà. I t•grini si battono fra loro. Ras Mangascià stretto alle coste da Agos Tafari , chiede paçe agli italiani ma non offre le garanzie n ecessarie per ottenerla _; prima in vi{) una missione di preti senza leuere, senza mandato preci so; poi inviò nno clei suoi capi con nna letter:1, ma, a qu:-tnto pare, inconcludente anch'essa. Frattanto egli si trova nell'Haust>n con due o tre mila nomi ni intento 11 difendersi La strada del Tigrè ci è pienamente aperta, come disse Crispi nel suo telegramma ~ l generale Baralieri che abbiamo altra volta riferito, od ò . proprio bontà nostr:1 se non ne prolìttiamo. l e popolazioni c' invocano. La situazione e tale che v:1rie provincie potrebbero essere occupate quasi senza ro lpo ferire; ma Forse è meglio aspettare che la pera matura caschi da sè. Sono oramai giunti llf~ll ' Eritrea tutti i rinforzi d'uomini e di materiale spediti dall'Italia e i nuovi battaglioni indigeni sono formati. I vari distaccamenti sono partiti per le loro destinazioni. Si lavora atti,•amente alla costruzione di un forte presso Saganeiti e all'ingrandimento di quello di H alni. Con :1ueste due posizioni solidamente in mllno.nostra, ogni pericolo da quella parte è scomparso. Dalla parte di Cassala continu:~ lo stattt quQ, cioè manca nz:i di fatti , vigilanza, aspettativa. Il Califfa di Ondurman continua a predicare, ma pare che i credenti abbiano poca voglia di venir!' a prendere altre batto~ te. Il non aver mai vinto nep pure nna scaramuccia ha toltù ICiro il cora ggio.
NOTIZIE POLlTICO•JIILIT.lRI
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Corre voce che vogliano tentare un colpo dopo terminate le feste del ramada1l, ma non è molto probabile. Ad ogni modo Cassala è ora congiunta con Massaua per mezzo del filo telegrafico e la velocità dei nostri ascari è conosciuta. Alla Corte di Meneli k sono in festa per i doni d i salamelecchi deile missioni francesi e russe; ma, a parer nostro, sono doni e salamelecchi sprecati. Menelik non si muove, ~alvo che si trattt di razziare i Galla. Può essere che mandi a ras Mangascià qualche rinfor?.O, ma sarh piccolo per numero c scadente per qualità. Gli scionni sono spregiati nel Tigrè come soldati e odiati come razziatori. D_'a ltra parte il successivo arrivo di ascari bianf:hi (così chiamano i tigrini le nostre truppe) , annunziato di villaggio in villaggio come il più grande avvenimento, ha completato l'effetto morale dello vittorie di Coa tit e di Sennfè, rispetto agl'indigeni di qualurHJUO specie, :~miei o nemici , tigrini, scioani o dervisci.
* •• Se neil'l<: ritrea vi P. penuria di fatti , qui 111 Italia vi è anche penuria di questioni. Si sperimenta sempre più la verità del detto che chiusa la · Camera, il paese è tranq uillo. lu mnncanza di meglio, si discusse nei giornali intorno alle grandr manovre (la farsi iu qnesùmuo c:ombinate o uon combinate con operazioni della !lotta. 11 comitato dello feste pe•· il veuticinquesimo annive r:-;ario della liberazione di Homa instò presso il govemo percllè queste manOVI'e auJJia no luogo ai primi fii settE:mbre nei dintorni della capitale, perchè la presenza di molte truppe concorra a reudo•·e più solenni l~ dette feste ; ma pare che gravi difficoltà teeui cho od economiche si oppongano nlla soddisf;Jzione di questo desiderio. Ad ogni modo tutto finora è incerto. Si discusse pure viva mente intorno al passaggio del tiro a seguo nnzionale dal Ministero della guerra al Ministero dell'interno; ma è urw disc ussione in cui non vogliamo entrare, !imitandoci :~d esprimere il voto che, da qu.1lunqnu Ministero l'istituzione dìpeudu, intcrven~a presto unn legge che la rimetta iu ga mbe e la indirizzi realmente :d suo scopo che è queno di preparare all'uso delle armi la gioventù prima della cltiamata alla leva e conser vare quest'uso nei militari in congedo. Più assai che siffatte question i furono interessauti per l'esercito le numerose promozioni che ebbero luogo in tutte le armi e gradi salvo in quello di tenente a capitano in fanteria perchè si nspclla a·ncor:~ il risultato degli esa mi dci tenenti alla scuola di Parma. La maggior parte dt
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI
queste prom.ozioni venne pubblicata il 43 marzo vigilia del genetli:.1co di S. M. il He; gioruo in cui dal cuore di tutti gli italiani ma specialmente da quello dei militari, si alza no verso S. l\I. i più fervidi auguri.
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Ecco le più importanti disposizioni d' interesso mili t.11re emanate nella l[uindicina: _ P er effetto di nuove tr:lltati vc intPr vcnutc fr11 il Miui stero della (Tuerra e le società ferroviari e esercenti le reti adriatica e meditert> ranca, si è convenuto <:ile i milit:.1 ri possano seguire, in certi tJ"atti , per comodità d'orari o, la Yia chilomcu·icamcntc pi ù lnnga. Per dar •nodo a~li uffi ciali tli arlir.tl ieria dell:.1 milizia territoriale di perfezionare In loro istruzione teorira e pratic,t, veuoe determinato rli ammettere alle 6cuole di tiro dei reggimenti di artiglieri a da fortezza 28° e 29o ttnelli tra i predetti uffìzinli che ne fncciano regolare domauda e sieno addetti alle compagnie ciw si dehho no costitnire nei territori del I, H , 111 e 1 V corpo d'Hmata. Le predette scuole di tiro verranno effettuate nei poligo ni ed epoche :~ ppresso indicate : pol i ~ono di Cecina (28° artiglierill) ; 1" muta dal ~ 5ll pril e al 30 aprile: 2a muta dal ·l o maggio nl 0 16 ma""'ÌO :t• muta dal 42 ~~ '· pol i n~>ou o di s-. ..Ma urizio (2U ll rtitdieria): ... apri le al 30 aprile ; 2a muta d:1l 4° maggio ::~ 1 48 maggio. Venne mod ifìcnta la tnhella gt·ad u:lle é numerica di for mazione delle di rezion i terri to ri ali di commissariato, e delle comp:tg1lie; il loro nuovo riparto organico fu pu bblic:tto d:d c ;OI'I!fll r Mi liftl!"(' . lloma, il •l :.l mar zo 1895.
x.
NOTIZIE MILITARI ESTERE
AUSTRIA-UNGHERIA. Legge per la ycndarmeria. - Il Verordnung.çblatt N. a del 1895 pub blica la le)lge approva t.1 dalle rlue r.a mcre cisleitaue sul fìuire del '94- concernente In gendarmeria. Per qua nto riguarda la parte militare, poche vari nnti furono intro..lJotte alla legge che fi nora vigc va (del ~ 876). La nnov11 legge contempla l'impiego dell n gendarmeria in operaZIOni mili ta ri, ma solo in via affatto eccezionale. La ge uùarrncr;n cisleitnna dipende, per qu:111t0 riguarda l"istru1.ione mi li tarr. déllla tru ppa e degli uffi ciali, il co•Hrollo del servizio, la disciplin:J e l'amministra?.ione, dal M ini~tc ro della difesn t'I ci paese (f ) ; da lle autoritil civili loca li per ciì1 che concerne il ser vizio di polizia. 11 Ministero della di fesa esercita la sorvegli anza sulla gend11rmerill per mezzo dell 'ispettore genernle dell11 gendarm eri a. Gli ufficiali sono reclutati : 1° dai sottuffJ ciali del cor po per promozione; 2° con trasferimento di uffi ciali nttivi dell 'esercito c della landweltr ; (t ) tn Ung heria la gendarmeria rlipelllle dal Ministero dell"interno c solo por la par te rli~dpli u arc c per l'is truzione militare v'e presso il M.nis tero otclla ot iro~:t (degli Honvéd)
un generale capo dell:t sezione gendarme ria. Nel t 893 fa genda rmeria dsleitana constava di ~ generali, t 58 urflciah s uperiori e•1 interior i e !1300 uom in i di tm ppa ; la gendarmeria un gh ArP.~e (comprcs:t la croata) di t 58 ulllciali (l generale) e 6900 uomin i di truppa; dun(Jue in lutto u rtlciali 318 ; tr uppa 16,200.
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NOTIZIK »lLlTARI ESTEilB
3° con trasrerimcnto di ufficiali in ritiro cieli ' esercito e della landwehr. Il trasrerimento de!ìnitivo degli uffìciali non avviene che dopo superato un esame P- compiuto un anno di esperimento uel corpo. La truppa è recluwta: da volontari che hanno già com piuto il proprio servizio sotto le armi nell'esercì to o nella la od weh r; da volontari della riserva di complemento che hanno ricevuto istruzione militare; in caso di chiamata del Landsturm, anche da individui ascritti al Lanclsturm. Il gendarme effettivo è pareggiato a caporale. Ln ferma è di 4- anni. Gli aspir~nti dtlbbouo avere etù compresa fra i 20 e <iO anni, essere celibi o vedovi senza prole.
537 Dopo questo primo periodo, che av rà fine co l 7 settembre, le due armate manovreranno l'una contro l'altra sotto la direzione del geuerale Saussier avendo il generale Doisdeffre a suo capo di stato maggiore. Io questo mentre la divisione dei Vosgi e la l.Jrigatn di Saint Nicolas, riunite alla fanteria di marina e alla divisìooe di cavall eria di Lunéville, costituiranno un corpo d'armata che preudcril posizione rra Rou rhonnes-les-Baius e Mirecourt, raffigurando un nemico contro il quale marcer:ì la nuova armata, costituita dai quattro corpi sotto il comnndo del generale Saussier, per rigettarlo verso i Yosgi. Le manovre si chiudcranoo col n settembre e pmsso Mirecourt le truppe che vi hanno preso parte saranno passate in rivista dal presidente della repubblica. ltfanov1·e di divisi9ne e di bri.qata. - Oltre le manovre d'armata, avranno luogo nel i 895, come per gli anni pa ssa ti, manovre di divisione della durélta eli ~<l giorni, c manovre di brigata della durata di i 3 giorn.i. Si è ridotta la durata di queste manovro, per poter consacrare parte dei crediti, al l'uopo votati, alle manovre di remrimenti di . m erva che nvranno luogo verso la fine di ottobre. · Le manovre di divisioni si svolgeranno solo nel territorio della 2•, 5 3 , 9• c t 2• regione di corpo d·armata; quelle di hrigata nella 1•, 3•, ~·. iO•, H a, 13•, 1 ~·. 1:;• 47• e 18• regione. Jtfanom·r.. d·i Ca'lirtlleria. - J.a 6• divisione di cavalleria e la i a divisione provvisoria (che comprende la Ha, f 58 e f 6• brigata di cavallerin con un gruppo di batterie a cavallo) eseguiranno, sotto l'alta direzione del generale de Jessé presirltmte del comitato di cavalleria, manovre d' insieme, della durata massim~ di 12 gi{)rni. Inoltre una 2• divisione provvisoria, comprendente la 43•, 47a e i8• brigat:1 di cavalleria con un gruppo di battérie a cavallo, eseonirà sotto l'alta direzione d ~l generale Henry de Kermartin comandan~ del 6° circondario d'ispezione permanente di cav1111eria, manovre d' insieme della duratn di ~ 2-giorni. Le brigate di cavalleria che prenderanno parte alle manovre d'armata , non eseguiranno manovre di brigata. Le altre brigate di cavalleria di C()rpo eseguiranno evoiuzioni della durata media di ~ 2 giorni. Numer azione della d·i'l1isione dei Vosgi e delht brigata d·i Saint Nicolas. - Come è noto nella 6• regione di C()rpo d'armata oltre alle divisioni Ha, 12•, 39• e <iO• sono stanziate anche una divisiont> detta finora dci Vosgi e una brigata denominata di Saint Nicolas, costituite NOTIZiE lllLITA.RI ESTEìlE
~e
FRANCIA.
Grandi manovre. - Que~l'anno, nel mese di settembre, si eseguiranno in Francia manovre di armate sotto l'alta direzione del generale Saussier generalissimo dell'esercito. Esse si svolgeranno probabilmente nella zona elevata, ove si uniscono l'altipiano di Laugres e i monti Faucilles, il cui centro è costituito dai piccoli villaggi <1i Rourbonn~-Jes- 8a in s e di Lamarcbe, regione compresa fra le linee Bologne-Mirecourt e Bologne-Citalindrey, ed attrav~rsa ta d:llla linea Langres-Mirecourt. Saranno costituite due armate. La prima, comandata dal generale Dc Negrier, comprenderà il7o corpo, ehe si dirigerà su Langres, per Gray e Vesoul, eseguendo manovre di divisione, e 1'!~0 corpo che moverà da Dtgione su Langres, ove i due corpi opereranno l'uno contro l'altro. La seconda armata, comandata dal generale Jamont, sarà rormata -dal 6o corpo propriamente detto e dal 6° bis. I due corpi marceranno su LangrP.s eseguendo manovre ili corpi .d'armata contrapposti .
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NOTIZIE. lllLlTAJU ESTERE
con reggimenti regionali e bauaglioni cacciatori e destionte a funzionare, all'atto della mobilitazione, da troupes de couverture. Io seauito di nn recente decreto ministeriale,la di visione detta dci Vosgi, della q~a le il quartit•re generale è a fh·miremont, prende d'ora innanzi il ~- ,H . Lr• 4• brigata composta dal 452° di fnnteri:t e dal 5•, 45° e 4go battaglione chasseurs diviene la 8t a e la 2• formata dal H9~ fanteria e dal 3", ~ o· e q o battaglione chasseurs di viene In 82• br1gata. La hrigata ·detta di Saint ~icol as composta del 4na• fanteria e dal 2", 4-• e 20o battaglione chasseurs prende il numero 83. ~on resta. dunque alln frontiera dell'est che un solo corpo di fantcrin non costituito in brigata cioè il 44-6° fa nteria a Toul. Proba bilmente n questo reggimento si aggiungerà parte de' battaglioni chasseurs del fio corpo (t 0 , 9° e ·18°) per formare nn a Hi " brigata. E quest'n lti m<! con la brigata di Sairit Nicolas sa rà · per costitnir•~ poi la 4-2• divisione. · Qua ndo ciò avverrà le truppe di ~taoza nel territorio del ti 0 cor po comprender llnoo 6 divisioni complete di fanteria,_ i.'ioè in totale unn armata di 3 carpi . Probabile formazione in brigata delle trnppe di mat·ina di pre~;idio a Par(qi. - Si ~a che le tru ppe di fanter ia di marina distacca te a Parigi, composte fìnora di due batt:lglioni agli ordini di nn umente colonnello sono state aumentate di due altri batt;1glioni , sotto il mmando di un u'ffi cialc di cgunl grado. I reggimenti di fanteria di guarui gione ;) JJn riai non avendo anch'essi che due battaglioni, cioè .\. per .brigata, o . . si può quindi dire che anche la fanteria di marina è stata cost1tutta m br igata. Si 11 perciò che il govcrnntore di Parigi all ' :Jrr ivo dei due uhimi battaglioni, aveva chiesto che fosse a~seguato un generale al comando d~ lle tmppe di marina. Questa proposta stn per ottenere presentemente l'adesione ministerialn, anzi ù dato per sic,uro che il comando di questa bri ga ta sarà dato l"]_uanto pri ma al generale Dodds, il vincitore del ~~ m ~
Gli ufficiali dei cacciatori alpini, quelli delle batterie alpine, quelli del genio, dei dist.1ccameoti alpini, sono autorizza ti a portnre souo la tunica o .sotto la giubba a perta un gilet di pa nno bleu scuro con bottoni metallici. Possono usare fasciature da polpacci de l modello della tr uppa, invece di gambali. Nelle m11 oovrc alpine del tempo di pnce sono rwtot·izzati, e in cainpt~goa sono obbl~qati a portare 11 berretto del modello della tru ppa. Devono essere tutti muni ti di b<~ stonc ferrato e di bussola. Af1mizionamento. Trttppa. - Ogni uo01o armato di fucile, :~ ppa r teneole alla .fanteria ed al genio ha la seguente dotazione di ca rtucce.
Modello 1886
Corpi attivi e di riserva. - Capor11li e soldati . Corpi . territoriali. - Ca poral i~ soldati . Sottufficiali, ca porali fu rieri, piccoli st:lli ma~giori reggimenta li o di bntt~g lione o di sezione fuori rango .
Mod. ! 879-83
120 cartucce H2 78 cartucce
5o
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Le cnrtucce sono ripartite fra gli oggetti di bulfetteria; non si mettono nello zaino altro cl1e quando manchi posto negli altri effetti. Ogni uomo dellll gendarmeria dipartimenta le dell'interno, della guardia repubblicana, della gendarmeria d'Africa e della Corsicn ha la seguente dotazione: se armato di carabina o fucile, 36 ca rtucce, • di revolver 30
.
1'enttta de,qli uffì,ciali e della truppa in campa,qna. Ufficiali. -. Tutti_ gli ufficia li ed aiutanti dei corpi di truppa di fanteria e del gemo, ne1 fjttali i solda ti usano il cappotto, hanno l'o bbligo di portare (solo in campagna) il cappotto di p:mno gri~io ferro nzzurrato del modello dell:. trn ppa. Gli u1liciali c gli ai utanti dei cor pi di truppa dì fa nteria, cava llerin, anigliuia, genio, treno c gen!lar meria portano io campagna •18 .cartucce da revolve r. ·
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NOTIZIH :MILITARl E ST.KRB
·Attrezzi portati li. - .Fanteria . Ogni compagnia ha in dotazione: 32 badili, 8 zappe, <i gravine, 3 piccozze, 4 sega-snodata. Inoltre ad ogni squadra di fanteria (effettivo di guerra 4' ed 4 c11porale) la quale non sia già provvista di piccozzino, a attrezzo di accampamento, è as~egnato, come :1ttrezzo portatile, cozzino. In totale nella compagnia: ~ 3 piccozzini. Il piccozzino è anche dato, come attrezzo d'acearnpamento, 35-
ANNO XL.
uom101 titolo di un piealle se-
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540 . . mmessi e operai d'amministrazione, infermieri _m~litari, segreZIOUI CO d' · 8 OffilDI tar i di stato mag~iore, in ragione l uno ogm. _u . .. In O"ni battaglione di fanteria il sergente artlfiCie~e nceve una sega snodata~ c dei porta-munizioni ~no ha una piccozza, l altro una roncola. Qaui squadrone ha in dotaziOne: n2 wle ~ zappe, 2 piccozze, 4 seghe snodate. . . Gli :app~tori ed allievi zappatori portano una cesma ~on accessori. Tutti i soldati di cavalleria (tranne i ~cciatori d'Africa fino a~~~ 'l l alfardellamento non sia stato modJficato a senso delle prescrl ~ 884) ortano un petardo l oro • zioni della circolare ministeriale ~ 4 agosto p
di melinite. VitH~ri e foraggi. -
. . . · e gendarFttnteria, artlghem, geDio, treno
me~\~;e
le due giornate di pane, 2 di piccoli viveri, ~ di aven~, prelevate alla partenza, a titolo di viveri di sba~co, e oltr~ Il fieno e l_avena presi pure alla partenza pe~ nutrire i cavalli durante Jl trasporto m ferrovia, o~>ni soldato ha con se: . . . . . 2 giornate di biscotto, due di piccoh Vlven, 2 di carne lll conserva, 2 porzioni di minestra conc~ensata, . e per ogni cavallo ~ gwrnata d1 avena. Cavalleria. . . . . ~ d' · serva Oltre le 2 giornate di pane, 8 di p1ccolt viveri , l ~a rne m co~ l d~ ~ orzione di minestra condensata, 4 giorno c _1t2 ~~_avena n ~ltO o ~ viJeri di sbarco, e oltrtJ il fieno e l'avena ~el_vl~ggw m ~err~vJa, ogm soldato ha in dotllzione : una distribu~ione dt btada e 5 raziODI zucchero e caffè. · · d' nizioni Calzatura e ferratura. - Sui carri _delle _bat~l·ie~ s~~IOnt l mu . di e di parco, compagnie treno degli eqUipaggi mthtart v e una _pro~v.ISta l 20 paia di scarpe di ricambio (senza speroni per le batton e a pme, e altre con speroni). Per la ferratura si dispone in : artiglieria: · t di due ferri e 16 chiodi per ogni cavallo delle batterle Il\O?ta e, . di 4 ferri e 32 chiodi per ogni mulo da basto o per ogm cavallo del treno degli equipaggi. iu cavalleria: . di 2 ferri e 2fi chiodi di cui ~6 da·ghiaccio per ogm cavallo. nel genio: (zappatori-conduce~ti) di .\. ferri e 32 chiodi per ogn• quadrupede.
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nella gendarmeria: di 2 ferri e 32 chiodi (di cui 16 da ghiaccio) per ogni cavnllo, trasporlandosi 2 ferri complementari e relativi chiodi nelle casse dei carri. Truppe d'Africa, Guardia repubblicana, Cacdat01·i forestali, Doganieri, Ferrovieri. - Sono date speciali disposizioni per le truppe d'Africa che venissero chiamate in Europa in c;tso di mobilitazione. [ cacciatori d'Africa prenderebbero la tenuta di campagna dei reggimenti di cavalleri11 dell' interno, continuando però n fare uso della cintura di lana, sostituendo la giubba al dolman, il chiechia al b.Jrretto, portando la sciabola alla cintura ecc. ecc. Circa ai peta rdi di melinite vedi attrezzi portatili: cavalleria. La caval!eria della guardia repubblicana potrebbr. essere chiamata a marcinre come truppa di combattimento. L'armamento verrebbe indicato d11l comando, ufficiali e truppa porterebbero l'elmo. Il Ministero d'agricoltura stabilisce e forni~ce il vestiario e gli oggetti di piccolo equipaggiamento al corpo dei cacciatori forestali; il dipartimento della guerra provvede le buffetterie, le armi, gli oggetti d'accampamento. Il Ministero dello finanze stabilisce e fornisce il vestiario e le buffetterie al corpo militare delle Doga ne; il dipani monto della guerra provvede le armi e gli o~getti d' accampnmeuto, In determinate circostanze gl' impiegati, i c11pi e sottocapi operai e gli operai dello sezioni ferroviilrie di campagna potranno e;;sore armati di fucile dietro ordine del gtJnerale in capo. Tl diritto di sciopero e la sicurezza dello Stato. - Il Ministro Guardnsigilli francese ha elaborato un progetLu di legge tendente ad impedire lo sciopero degli operai ed impiegati di un certo numero di pubblici StJrvizi, il buon funzionam ento dci quali si rende più che mai necessario all'aprirsi delle ostiliti:, quali: arsenali o stabilimenti militari in genere, sezioni tecniche, ferrovie, telegra6, poste ecc. Le penalità previste dal progetto consistono nella carcere da 6 giorni a 3 anni e in una multa va riabile n seconda dei casi d~ 16 a 3000 lire. L'importanza ' e l'opportunità d'una legge così fatta appare evidente appena si rifletta che la dichiarazione di guorrn potrebbe cogliere uno Stato nel momento i~ cui fosse trav111.diato da uno sciopero di ferrovieri, telegrafisti ecc., e che gravi assai sarebbero per esso le conseguenze elle potrebbero dcrinrne all'andamento della mobilitazione e al ri sultato. finale della gutJrra.
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Naturalmente gli operai trovano illiherale una simile legge, e il 20 gen naio a Venùome una riunione di ferrovieri, pur dichiara ndo che in tempo di guerra lo sciopero possa punir5i - come la diserzione con la pena di morte, ha contestato al governo il diritto ùi potere in pace limitare la libertà di astensione dal la voro. Un gruppo· parlamentare, detto della difesa degl'impiegati ed operai ff'rrovi eri, ha pur esso protestato energicamente contro il progetto in parola e ha deliberato di reclamare dal presidente del Consiglio il man tenimento in.tegrale delln legge del 1884. A proposito di codeste dispute, ginst.1mente osserva il Temps del 3 marzo, c~he la distinzione fra tempo di pace e di guerra è ormni fittizia , e che llP Jia condizione di pace armata in c·ui trovansi tutte le nazioni mod~rne, esse possono con sidem •·~i eostantemente come alla vigilia della guerra. E conclude: il principio su cii i si fonda il progallo governati vo, che cioè il servizio delle ferrovie equivalgn a 11uello sotto le armi , è incontestabile. Avanzamento. - Il decreto del ~ 3 gennaio con cui il ~enerale Mercier, allora ministro della guerra, modificava notevolmente le norme per le iscrizioni sul quadro d'avan:r.amepto, e del quale appena pub· blicato, ria ssumemmo nella di spena III del 1° febbraio le disposizioni principali , ha snsciwto, cum'en1 Ila J.ll'tlVedersi, un profondo malcontento tra gli ufficiali dell'esereito francese. La stampa miiitare e politica , fauasi interpetre del malessere causato nel corpo degli uflìciali dal decreto menzionato, ha intrapreso (:Ontro di t>sso nnn vera campagna giornalistic.1 intesa ad ottenere la revoca dal nuovo ministro, genera le Zurlinden. , Allargt•re il c.~m po della scelta. esercitarla di preferenza su can« didati giovani e di pt·ovata capacità, sì da corr~>ggere in certo modo • la mancata selezione dipendente dai limiti di età; ~ queste erano le intenzioni evidenti_ del ministro Mercier, il quale mostra va così d'intravedere nettamente uno dei due problemi che s'impongono con maggiore urgenza. e che aspettano da tempo una razionale ~oluzione in Francia. Ma le disposizioni del decreto non rispondevano che assai Imperfettamente allo scopo prefis.sosi; la composizione delle commissioni d'avanzamento e le ampie facoltà ad esse deferite - per tacere delle altre, - erano tali da fat· prevedere r.he si sarebbe aperto al favoritismo, del quale si lamentano già da tempo i deplorevoli effeui nell'esercito francese, un più largo campo d'azione a detrimento del merito reale e a danno degli uf-
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ficiali ùi carriera, che si sarebbero visto p•·ecluso qualsiasi avvenire. Questo da un lato, dall'altro il fatto che il decreto era stato pubblicato quando già l'amministrazione di cui ill\fercier faceva par te crasi resa dimissionaria, per cui poteva essere attaccato d'illega lità, hnnno prestato troppo facile p:·e~n alla criti•:a e la stampa ne lw lli'Ofi tta to per battere in breccia tutto il disposto del dccmto. . Su codesta base si è accesa la polemica, che ha dato luogo atluu'n 111 pia discussione su tutla la complessa materia dell'avauzamento, dnlla quale è apJ.Iarso che in Francia, il morale degli uflìciali è depresso, che ivi s'impongono provvedimenti atti a rilcvarne lo spirito e" dare a ciascun o affidamento maggiore di quello che attualmente non abbi:mo, (stando a qu.ant~ ne dicc~n o i gi~r.nali francesi), di trovare nelle leggi ga ranzie suffieten li contro 11 fnvol'lllsmo e l'arbit•·io. . llJ~Iinistro Zurlinden ha mostnlto di sapere giustamente apprezzare la sJtu a7.JOne creatagli di fronte :d l'esercito da l decreto Me•·cieJ' e da l movi~ento. ~a e.sso suscitato nell'opinione pubblica. Egli ha riconosciuto che le dtsposJziom. del decreto emauato dal suo predecessore erano tali da produrre effetti assai diversi da quelli che il Mercier si ripromettevn e che il mora le del corpo d<'gli ufficiali francesi ne s~u·ebbe ri masto scosso, ma ha riconosciuto alttesì la necessità di accord are all:1 scel t:~ bene int~sa n 1·igor~~llmtmte uccertatn: una parte prcponder;•ntc ncll'av8 uzamenlo moggiore d1 quella concessa fm ora, allo scopo di fat giuncre•·e relativamente aiovani 0 ~egli alti c?1~a~~i (.per~hè possano permancrvi un ce1·to tempo .Pt~ua che h colgano 1 hm1t1 d1 eta), coloro che sono degni di esercitarl i. Egli ha pertanto sospesa l'es<!cu7.ione del decreto Mercier, ma ha contemporane:~mente nominata una commissione cui ha affidato il compito di studiare la grave questione ed ha scelto a presiederla il general,e De Neg1·ier, i~ quale si ~ sempre preoccupnto nelle sue proposte a ll .a:':.t~lz~rncnt?, d1 fare amvare al grad o di colonnello c generale, uf~cwlt gwvun1 e di provata capacit:ì specialmente per l'arm3 di fanlena. Ci riserviamo di riferire a suo tempo i provvedimenti che relativi all'avan?.amento sar:mno proposti dalla menzionata commissione tr31landosi di argomento di alla importanza e che tanta influenza esercii~ sul In buona costituzione dei quadri.
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Nuovo o1·dinamento dell'a1·tiglieria sul piede di ,querm. - Jn seguito alle \'ariazic.ni apportate al carreggio delle colonne munizioni ed all'unificazione dei calibri dei •·cgglmenti d'artiglieria da campagna, l'ordinamento di que:;t'a•·ma venn11 modificato sensibilmente. Sul piede di guerra l'artiglieria di ogni corpo d'armata (totale 4 C•Jrpi d'armata) dell'esercito rumeno comprende1·à: Un comandante l'artiglieria di corpo d'armata, e suo stato maggiore, • » il reggimento dell'artiglieria di corpo d'armata c suo stato maggiore, Due comandanti l'artiglieria divisionale, c respcttivi stati maggiori, Due comandanti dei reggimenti d'artiglieria divisionale, e respettivi stati maggiori, Sci comandanti ùi divisione d'artiglieria (ognuna di :l batterie), e respellivi stati maggiori, Due comandanti di divisione di colonne di munizioni, e' respettivi stati maggiori, Un comandanle del parco di corpo d'arma e respettivo stato maggiore, 6 batterie montate da 8,7 centimetri, i2 » • 7,5, • i batteria a cavallo, 2 colonne di munizioni d'a•·tiglieria da 8,7 centimetri, 4 • • 7,5 4 • di fanteria, i colonna di riparazioni, 3 depositi di reggimento. L'effettivo dell'artiglieria d' un corpo d'armata comprende : :lo7 ufficiali e 6200 uomini di truppa; 433 cavalli d'ufficiali e 5788 cavalli di truppa; 723 carri. Le H colonne munizioni di ogni corpo d'armata sono numerate progressivarnent•} e sono ripartite fra le due divisioni fanteria ed il corp•> d'armata nel modo sotto indicato.
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Le cifre coll'asterisco "l indicano le colonne che sono destinate col parco di corpo d'armab•.
Nota. -
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
l. Ordinamento degli eserciti. - !1·isuluai del reclutamento in Francia. (Neue militiirische Bliitter, pun· tata di febbr~io). Si espongono c discutono le disposizioni prese in questi ultimi tempi dal governo fra ncese per usnfrn iro complewmentc qu:utto l01 popolazione può tia re di uomini atti alla g ueua , ecl i ri ~ nl• tati ottenuti. -- Comment ou pourrait ll.~surcr
z,. r ajeunissemeitt des quadn~ (Juu1'1lt•l
des sciences militaires, puntata di febbraio). - La procedum pt•nali•-militarP in Russia, Francùt e Germania per Meisl ftVVtH.: ato fì scale :t Vienna. Yiolnna, ·1894 , tipog rafìa della Reichswehr. - Disciplina civile c disciplina militare, rapporti e influenze 1·eciptoche, Angelo Scltenoni, capitano aiut<~ nle ma ~giore in 1a nel 64° fantet·ia. Savona, G. Prudente li braio ed itore, ~ 895. Interessante opuscolo che cootieuc i seguenti ca pitoli : Inl1uenz11 dei tempi e dei costumi ~ulla discipl ina militare. Influenza della discipl ina civile, della fam iglia, dello Stato, ecc. lnfluenz:~ della disciplina militare sulla civile.
2. Arte militare. -
Sulla W.ttica delle masse.Studio del colonnello russo Hu ysm11nn. in tedesco. ( Oraan da militiir-vissensclw.{thchen- Verei.nr, geunaio 1895). Come combattono i cosacchi. (Revista tecnica de · in(ante1·ia y caballcrit,, puutata di febllra io). Tr:~cluzion l!
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-La cavalleria s1d campo di battaglia. (Rivist:t sopracitata , febbr:~io). - L'odierna fase della questio11e dllllt! fortificazioni. Confct·cnzn del tenente colonpello teihtner al circolo militare di Vicnna. (Or,qan d11r militiir-wisse.~mhaftlichen- V errine, gennaio !895). - Riflessioni sullr ma?wm·e dell'm·tiglieria teltl•sca. Traduzione francese dal Militar Wochenblatt. (Revue tl'm·tillerir, p'unt:Jta di febbraio 1895). - Riforme dell'arma di cavalleria in Germanitt. (R1·visùJ cù·ntifico-mi· litar, fo febbraio 1895). - I lavori di pace della cdvallrria au.stt·o aunr1arica. ( Strefllm r's, puntata di marzo). - Manuale per l'ttfficiate del aenio in gut1rra. J!:uito dalla tipog r~fiu Vogh era. Questo manu:~lc comprende in un sol volume elegantemente rilegato in tela tutto quanto concei'Dc i servizi dell'arm:1 del genio in guerr:t ed inoltre molte importanti notizie che poo;sono interessare tutl gli altri ulliciali· dell'esercito, cioè acc.um pamenti , strade, fortificazione campale, lav~i d '~ssorlio , attacco e tli fnsa delle pi~tzze forti, servizi dei trasporti e di co rrispondenza, materiali d'artigli<1ria, ricordi org~nici , tattici, logistici ed ~mm inistr a tivi , usi di gnerra, ecc. .L~ par te riflettente i la vori dn minn c specialmente l'i mpiego dei nuovi· esplosivi nei lavori di demoli zione può riuscire d i s ornm~ utilità anche agli ingegneri civili. i fJIIali nell'ultima parte del manuale troverunno altresì studiosamente compendinti dati, for mole, e notizie v:~ ric rigi1ardanti l'ingeg neria. t'opera di 6t50 pnginr. r.irra eoo intercalate oltrn 800 fi gure si vende éll prezzo di sole lirr.· .l ,60 frane <~ :~ destinazione. Le richieste ed i pagllmemi da pnrtc dci privati devouo rivo lgersi . dirottamenti-l all'editore Voghera io lloma , Via Nazionale, N. 20L - I confini alpini fra l'Italia e la. Francia e la loro difesa. (Nette mi lita1'ische Bli.Uter, puntata di fehhrnio). Continuazione di un interessante studio cominciato nelle puntate precedenti. · - Les lois du nombre et de /.a vitesse dans l'art de la !JUerre. Cl)lnandaute Z... n H. MontéciJaut. È uu opu scolo. Sotto la stessa firma sono usciti precedentemente due opuscol! • molto noti : Sa,qgio di strate!Jia e Le ,qwJrre nava li di domani. Pnsigi, ~ 895. llerger -Lov1·ault. - L'importanze. del numero. Interessante studio storico-mil itare in cui ~i prova che il numero dei combattenti è uno dei fntlori principali per vincere le battaglie. (Nm.te militiirische Blatter, puntata di febbraio. -La guerra COil milioni di sol®li. Studio politi co-milit:~re. Estratto deli 'Allgem: &hweiz ·Militiirzritu?I!J . Hn ~ilea, ~ 895, Schwabe.
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
NOTIZIE BIBLIOOBAPJCHB
L'unité dr- bataillc fÙJns l'offensive tatiqur,. Parigi, 4895, Baudoin. Sinicar- res. Studio sulla ~uerra fra il Giappone e la China ed esame delle sue eventuali conseguenze .. (Journal des sciences mililaires, puntata di febbraio). -La campll!Jne de 1814, per il comandanle Weil. Studio pubblicato . in varie puntate del Joumal des sciences militaires. Nelln parte piibblicata nella puntatn di febbraio SI tratla della cavalleria degli eserciti al· · lenti e della giornata del 30 marzo 48H. - Le service r,n campagtw de l'infanterie. Saggio di un metodo pratico d'istruzione. (Journal des science.~ militaires, puntata di febbraio). - L'ultimo sforzo. Contin~azione e fine di uno studio del generale Philibert, cominciato nelle precedenti puntate del1o"rnol des sciences mi· litaires. L'ultima pnrte, contenuta nella puntata di febbraio 4895, tratta del combattimento. - La [JUerra nell'Asia orùmtale. (Nrue militiit·ische Blàtter, puntata di fehbraio). Studio sulla guerrn trii il Giappone e la China. - La fortifica zione impro-ov·ilJata. (Jafwbiicher fùr dù deutsche Armee und Mo.rine, febbraio). Teneule colonnello W:~gne r. Studio sto· ri co-mi litare cominciato nelle puntate precr.denti. ()nc,;to brano si rife· riscc agli avvenimenti dal ritorno di Nnpoleone in Dresda (48,13) fino <lll:t c~t pitolazionc di S. Cir. - Le manovre della flotta in,qlese nel 189&. V. Klein, capitano di cor vetta. (Jakrbilcher fiir die dcutsche .4.rm.re wul Marine. Febbraio). - Sul servizio d' mformazioni e di ordinanza nella cavalleria. J uu k, capitano di cav:J IIeria. (Jahrbiicher {ùr die deutsche At-mee und Alarine. l<'ebbraio ). - ll re.qolamento sul servizio di campagna in Germania. Alcune osservazioni sulla nuova edizione di questo regolamento del 20 l~glio 189l. (JahrbUchet· fur die deutsche Armee und Marine. l<'ebbraio). - Stratégù~ de combat. (Jourttal des sciences militaires, febh~nio). Continuazione. - ~ecessilà delle regole nelln condotta delle grandi unit.1. J~e lezioni della storia. -L'imprevisto. - L'iniziativn c i suoi limiti. - Studio del generale Lewnl. Continuerà nelle seguenti puntate.
opera voluminosa che esce a volumi c contiene la storia della campagna del 4870-74 in forma popolare e con illustrazioni. - La legione tebea. Genova di Revel. Firenze, 1895. ta legione romana elle portava il nome di Tebe:• era com posta di tutti cristiani e si trovava di stanza in Agauno (l'attuale S. Maurizio Vallese) quando l'imperatore Massimiano ordinava alla legione di assistere a solenni sacrifici ai numi p:~gani e muovere all'esterminio dei cristiani che abitav11no iu Agauuo. Al rifiuto opposto dai legionari e dal lo•·o com:.ndante Maurizi,l, furono tutti trucidati. Sul terreno .del martirio fu costruita in seguito uu'nbbazia, ed Agauno mutò il suo nome in quello di S. Maurizio. Questo sanLo t!ivenne il prolettore dclh1 Savoia e deli'nugusta c;~sa che vi regnava. Da ques.to fattG storico 1'11utore trae arl!omento per propugnare il ::;en· timeuto religioso nell'esercito, dimostrandone i vantaggi. . L' italiano, egli dice, è un buon soldato, e sarebbe miglioreseall'i.~tru zi<v'e militare non si aggiungesse una specie dì distruzione morale tcnendolo lontano d~lla religione. E le famiglie di (piOsti sold:1ti, esposti a tanti pericoli, snrehb>!ro beu più r:J'>~egnate nlla loro :1ssenza, quando sapessero, che non manca loro ras,;istenza religiosa. - Importanza della moderna .~loria militare. W oIII tenente. lungo ed interessante studio storico-militan pubblicato dalla Streflleur':;, puntata di marzo. - l partiyiani di Federico HellwifJ e le lo1·o scon·eru. ConsiòP.razioui storico-militari. Contributo alla storia delle piccole guerre negli anni del 489~ al ~ 89-i.. Teneute colonnello H~us. (Jahrbii.cher {iif' die deutsche Armee und 1l!a!'ine. .FeiJbraio. Continuazione). - La battaglia di P&rto Longo ttell'isola di Sapienza, per Vittorio Lazzarini. (Estratto dnl NtUYVo m·chivio veneto, 1894 ). _. T..e operazioni del duca Federico Guglielmo nella Gm·mania del nord, neliHO!J >. per il capitano Kertztleisch. Un volume con una carta d'insieme e rari schizzi . Berlino, 489~, MittleL - Fascicolo di complr.mento alla « Gucrm di popolo sulla Loira » • (Volkskrieg ;m der Loire) nel t874 . Fritz Hoenig. È un opuscolo in aggiunta a una monografia sulla difesa del cimitero di Beauue la Relande nel 4871. Berlino, 1894. l?e\ix. - La difesa del prJSso di &hipka (Muc militiirische Bliitte1·. Puut:na di febbraio). Cont,inuazione di una monogr2fia storka cominciata nelle puntate precedenti .
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3. Storia militare e
g~nerale.
- Tl nostro popolo ùt armi. (Un ser Volck in Wa!Ten) ..Episodi ed aneddoti della ca mpagna del 4870-71. Per Scheibert maggiom g-enernle. I volume con oltre 400 vignette, ritratti ece. Berlino, 4895,' Pauli. É una
550
NOTIZIE BIBLIOGRAFICRE ·
NOTIZIE BIP.LIOGRAFICHE
4. Colonie, Geografia, Viaggi.
•
-La spr!dizione Ruspoli. Diario tratto dalle note di Luigi Lucca comllndante in secondo !:1 sperlizione stessa, che com'è noto, si spinse più addentro di qunlumplC :dtra nel paese dei Somali e dei Galla . (L'espiot'azione commerciale. Puntata di febbraio, 1895). - Dieci anni di·pri,qionia sotto i mahdùti. TI parlre Ohrwalder, la cui fuga da Ondurman assieme a due monache fece lauto rnmorc nei giornali, ha pubblicato i suoi ricordi de! dieci anni t1·ascorsi in prigiouìa nel Sudan. Londra, 1895. Jl suo lihro, ricco di nneddoti e d'ir1formazioni preziose, narra la storia di quegli tmni e descrive lo stato di oppressione in cui si tro·,rauo quelle provincie, sotto la tirannia del mahdì e de' suoi . baggam. Di questo libro si dà un s unto nell'Esplomziorw commeniale,_ puntata di febbraio e seguenti. - Viag,qio nrlln Siria centrale e nella .Mesopotania. Lettere fa1;1igliari di Alfo n ~o Carovaglio. (Esplorazione commerciale, puntate di febbraio e segllfmti). - L e impm~e dri belgi nel Congo ed il Congo nell'esposizione di· An1JCl'Sa nel1894. Rolazionc rli Antonio Anvo!l i. (Esplomzione commerciale, punto te di fcbbrnin e seguenti ). -La 1'cn·a. - Tratt~to popolare di geografi:J nnil'crsale del professore (}. Manc:iuelli. Milano 189 ·~-9;) , Vallardi. È una pubblicazione che esce a rlispeuse. - L e sfere cosmiche e specialmente le .~{ere terrestri. - Memoria di M. Fiorini professore ~ll 'nniversità di Bologna. (Estratto dal Bollettino della società geogra'fìca ·i taliana, !89,.). - Per ·d Med·i termneo. - Uhaldo Spezza fumo, ~ 89~. In vendita presso !a libreria Voghera, Roma) . Dimostrata la necessità per l' Italia di una nspausione eol9niale e di ristl,lbilit·e l'equilibrio nel 1\le.diterr:~neo turbato dalla Fraancia con la oceupazione di Tunisi, l'autore propugna la occupazione italiana della· Tri politanin. Oecu pata dnila Fran cia la Tunisia, fortifica In in seguito Diserta, si è costituitn pe; noi un:~ seria mina<:<:ia, ehe pel bene nostro e della Fran<·ia stessa pvtrebhc essere ottenut:~ , in modo ragiouevole ed equanime, dalla nostra andata a Tripoli. La Tripolitania lnsciata a Il' Italia sarebhe giusto com penso anche al nostro amor proprio nazic.nale om~so, e forse non sarebbe ·il menu efficnoe mezzo per ricondurre Italia e Francia a quella cordialità di r:~pporti che primn univa le due n:~zioni sorelle.
55.1
5. Tecnologia. La def'ormtm:onP- dei metalli sottoposti a grandi sforz i. - Con(Revue d'arl'illerie. - Puntata di febbraio). - La le,qge della resistenza dell'ar·ia. - Studio tecnico. Continuazione. (llev11e d'artillerie. - Punta ta di febbraio). - Il fucile russo. - Conferenza ten uta iu ge nnaio ,1895 al circolo militn re di Vienna dal colonnello di 11rtiglieria v. Wuich. (Organ der militar- Wissenscaftlichen· Vercine. (G-ennaio i 895). · L' effìcacia dei pezzi da campagna da) 1815 al 1892, con riguardo speeiale all'artiglieria tede~ca. (Jahrbucher fur die deutsche armee und marine, fehbraio). - Gli effetti dei nuovi proiettili. (Revista de infanteria y caballerìa, febbraio). - Studio sul tiro a shrapnel dell'm·tigliet·ia da campagna. H. Hohne, maggior genera le nell'esercito tedesco. Studio tecnico.· Rerlino, 4894, Mittler. - Esperienze col fucile it..1liano da mm. 0,5 contro cavalli. (Neue Militiirischt) Bliitter. - Puntata di fcbltraio). Relazione su esperieure fatte in Italia col . nuovo fucile nello scorso novembre , pubblicata dalla nostra R·ivista. tinu:~zione.
.,
6. Varietà. - Le ferite sul corpo umano del fucile a ripetizione (austriaco) da 8 m m. Dr. Cron, meJico di reggimento. (Streflleur' s. - Puntata di marzo). - La ferratura a ghiaccio nei paesi, scandinavi. - Si descrivono i metodi usati per ferrare i cavalli nella Danimarca, nella Svezia e nella Norvegia dove per tanti mesi dell'anno il suolo è ricoperto di ghiaccio. (Revue d' rwtille1·ie. - Puntata di febbraio). - Un manuale di spionag,qio militar·e. - (Revista cientifico-militar. 1• febbraio 1895). -Il pane da guerra adottato in Francia.- (Revista cientifico-militar. t• febbraio 1895). -La grande guerra in Inghilterra nel/897.- In Inglese). Per William te Queux, Londra, t 89~. Minvires.
NOTIZIE BlBLIOGaAPIOIIli: 652 È un altro esemplare di quella letteratura proretico-militare, diremmo quasi romantica, iniziata dopo i trionfi prussi.aui del 1866.. . . ·. - Dalla Russia. -Relazione militare delle cose notevoli negl t ult1m1 mesi del 189.\. (JahrbUcher fur die deuesche armee und marine, febbraio). - La Serbia. (In tedesco). - Per Antonio Tuma, m11ggior generale austr~. Lipsia , 1894, Quikscbwerdt. E' un'opera in cui sono descritte a fondo le attuali condizioni politiche e miliiari· dcll11 Serbia.
INDICE SISTEMATICO DELL'E :MATERIE CON'l'ENU'l'li: NELLA RH'IS TA 11/L/TARE ITALIANA
FawclooU pu'bblloatl nel 1894
AVVERTENZE. Gli argomenti segnati con "' ve nnero svolti sotto la rubrica « Notizie militari estere. » Quelli seg:oati con "'* vennero s volti sotto la rubrica «Notizie bibliografiche. »
.&frloa.
Per la Direzione Looovxoo CISOTTI
,.-Scorrerie mabdisie \'erso l'Egitto _ Pag. . » Agordat (con l carta). . . ., "' Truppe speciali fran cesi del Sabara R. Perini. - La zona di Asmara. » 681, 873, 969, HJ65, » • Rapporto annuale s ull'Egitto e sul Sudan . » • Convenzione anglo tedesca . . * Nuovo reggimento coloniale spagnuolo . » » 1549 e Cassala (relazione ufficiale~
82 29~
· 4u'7 · }184 944 1141 1538 1795
Armi eUro.
DEMARCHI CARLO,
gerente.
X. - Il fucile italiano modello 70/87 contro il Lebel . Pag. 128 u Castro. - l.os fusiles modernos én Austria-Ungria . •> 189 » 201, 816 e 512 Daudini L. - Tiro di guerra della fanteria * Nuovo fucile ingles~. » 55'7 * Fucile fran cese . ,. 655 • Nuovo fucile americano » 957 G" -
ANNO XL.
Il
Bihaly e Airaghi. - L'istruzione sul tiro nei 5 principali eserciti europei . Pag. 1381, 1501 e 1657 "' Nuova baion etta tedesca » 1111 ,, 1538 e 220'1 • Nuovo fucile spagnuolo . >) 1822 "* Nuove armi e materiali in Austria )) .188!) Falletti.- - Distanze nel tit·o di fanteria **- Notizie bi bHogratlche ~ . . .. " 105 e 387
Arte mUltare. L. Bandini - Tiro di guerra di fanteria Pag. 201, :no e 512 Barbieri. - La fanteria llCl servizio di avanscoperta >> 236 C. Barbasan. - La teoria della tattica . " 289 , 350 . . . . - Che cosa sia · la guerra )) 373 '* "" Brialmont. - Ce qu'aurait dù faire Bazaine lliariani, - Difesa interna dei villaggi )) 10110 Rovere. - Dello spirito 1li ag-ressività . )) 1121 J.ugli. - La <'.wallcria nella gue~·ra di masse » 1():37 e 1170 .... ·Maudc. - L'attacco c la difesa . · )) 171 7 '"' Notizie bib\ingr-afiche . • !Il), 19;-,, :w:~, 38'1, ::i81, ;J7ù, li71, 773, 86t>, !"h\4, 1048, 1!140, 1M2, 1627, 1'722., 18:31, Hl28, 2010,2117,2211 c 2306.
"*
Ar tigllerJa.
"" !\uovo ordinamento dell'artiglieria in Austriq, . *" Nuovo ordinamento dell'artiglieria in Spagna. * ~_sperienze. d'artiglieria ingles i . ~ Nuovo cannone da camllagna f1·.:mc~sc ;~.- Rimonte d'artiglieria francesi " Sopprnssione di rinculo a cannoni d:~ campagna • .\rtiglieria a cavallo russa * Nuovo carro da munizioni scomponibile iu Austria * Nuovo ordinamento deli'artig liel'ia fran cese . * Mitragliat rici per e:walleriit . "' ;\J'tig lh3ria francese . * Pariglie per artiglieria da fortezza. * I)riimJlCrpfcrdc , .
Pag.
84
»
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>>
371 46G
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Au•trla-UDgherla. ·
• Ordrnamento dell'artiglieria da cmppagna • Ordin amento dei pionieri . • Ordinamento della landwehr . * Polizia militare al confine russo. * Marcia eccezionale di due batterie. * Istruzione delle classi in congedo . * Movimento di personale * Ordinamento della fanteri a * Volontari di l ann o . * ·Gran di manovre . ., Cambi di guarnigione " · Promozioni , • Se~vizio sanitario. * Servizio nel laudsturm. * Aumento di tr uppe . l).osn.iacoo · . · * Ur.iforme della landwehr . * Guardie del corpo "' Carro da munizioni scomponibile " Bilancio m ilitare pel 1895. * H.iordinamento dei Kaiser-J;igcr . * Nuove batterie "' Cavalli per capitani di tanteria. " Scuola eli guerra e altri istituti. "' Nuove armi e mun izioni . * Nuovo reparto aercostieri. * Fortificazioni . * Fabbricati milità.ri * Bil ancio della marina * Gli H.o nved
Pag . .. ~4 ,, 281, 1822. e 2106 >> 282 » 282 >> 282 » 163 » 464, 1338 e 1438 >> 368 » ·368
e 1616
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751 852 2109 1248 1438 1438 1439 1523 1523 1820
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Belgio.
>>
• Il campo d i Malmedy l:Uòuzione del carico del soldato "' Riordinamento dell'esercit<, .
*
Pag . . 180 » 20li. .,. 22119
IV
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Bilanoi. Pafì.
• Bilancio militare s vizzMo pel 1894 • Bilancio militare russo pel 1894 * Bilancio militare tedesco . • Bilancio militare francese pel 1895 ... Bilancio marittimo francese pcl 1895 . • Bilancio militare austriaco pel 1895 . • Bilancio marittimo austriaco pel 1895
.
))
186 561
))
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Grandi manovre tedesche in Lorcna Carta di Abissinia del 1728 Carta del Marèb-Mellasc-Negghia u . Carta del terreno rra Cheren e l'Atbar<l Caasala . . . . . Susa nel 1682 (2 carte)
,, 94'?. e 153'1 ~ 949 )) 1820 )) 1823
ca,aUe~a
552 64G » 1606 )) 1615
Pag.
o
' Bolletunl bibllo&'l'dol • reoeulonl. Rollettiui bibliografici Pa_q 95, 19:>, 293, 384, 481 , 5'76, 6'11, ;'173, 868, 964, 1048, 1149, 1258, 1349, 1448, 154~, 1627, 1'122, 1831, 1926, 2018, 2116, 2211 e 2306. •• Recensioni . » 89, 189, 289, 29'1, 373, 585, 711 , t;(i3, 958, 1019, 1225, 1346, 1827, 1!;33, 1!)23, 2210 e 2279. n
,,, )) 906 )) 1602
, 160S >) 2279
-lppolosta- Oone.
* *
BIO&'l'de e neorolOI'le. Il generale Bariola Luigi Kossutb _. l! generale Giacomo Durando . lJ generale Ferdinando Charles.
Pa.q. 638, 710, 711, 840, 841 >) 684
Passaggio di fiumi . . . . . . . . . . . . Nuovi reggimenti francesi . . . . • Maude. - Sviluppo, decadenza e attuale g randezza della leria prussiana . . . . . . . . . . **,. Le corsA di resistenza . . . . . . . * Nuovo regolamento delle rimonte in Germania . id. id. • Nuovo deposito di rimonta " Cavalleria di riserva in Francia * Mitragliatrici per cavalleria » Lugli. - La cavalleria ntlll'odierna guerra di masse » 1733, U. B. - L 'allevamento equino in Unglleria • Nuova cavalleria in Volinia. * La razza equina dei cosacchi del Don . • Cavalli militari in Spagna .
. Pag. 466 . . » 555 cavai· » 562 ~ 1324 " 1340 1441 » 1621 >> 1624 163'7 ll 1770 18'15 c 1976 -· " 2204 " 2205 ~ 2207
Colonia Eritrea. Brulle.
Agordat. - Relazione ufficiale con l carta . . . . Pag. 293 Perini - La zona d'Asmara . . . . » 681, 873, 969, · 1065 e 1184 La presa di Cassala (relazione ufficiale) . . . . . » 1519. e 1'195 Un veterano dell'Eritrea. - A propos ito di Cassala " 2068
n. • Proclama all'esercito e alla marina e riforme militari
• Pag. 1523
Bulgaria.
Colonie - Cho&'l'da - VIaggi . • L'esercito bulgaro
•
l.
. Pag.
651
Carte e Plani• Operazioni prima di Agordat Coii)battimeu to di Agordat
Pag. »
402 40S
• Colonie redcsche Pag. 184 e 1043 Id. italiane . . " 293, 681, 813, 96!), 1065, 1184, 1549 e 1'195 "' Convenzione anglo-tedesca s ul Nigcr » 1141 • Colonie spag nole . . . . • » 1716 e 1921 • Esercito coloniale francese . . "2300 u Notizie bibliogr-clfiche " 102, 197, 296, 387, 434, 583, 676, 777, 872, !)66, 1053, 1152, 1351, 1449, 1545, 1630, 1838, 2024, 2119, 2214, 2308.
Vl
VII
* l reggimenti *' Passaggio di
Dlfe.a decU Stati. Pag.
.* · Il campo di Malmedy . ·• Le truppe del Gottardo . ·•• Bdalmont. - Ce qu'aurait dù faire Bazaine "' Ferrovie rumene
» >)
"'
180 288 373 558
-=qnlpqgiameiÌto. ·
*
Gavetta di ali umin io . F orgue. - Carico del soldato. Id. in Germania. in Fr.m cia Jd * Equipaggiamento in Germania . * Equipaggiamento del soldato nel Belg io . • Equ ipaggiamento del soldato in Svizzera
u
183 e 2302 477 » 369 e 65'1 » 655 e 201& » 1529 e 1623 » 2011 )) 2-302
Pag.
Fanteria. E. ' B . . - Il nostro regolamento d 'esercizi per la fanteria e quello Pag. 440 P. 489 francese . Band ini. - Il tiro di combattimento della fanteria » 201, 316 e 512 Bihaly e Airaghi. - Le istruzioni sul tiro nei_5 magg iori eser>> 1381, 1501 e 155'7 citi Menarini. - 1 bersaglieri . » 1453, 1667 e 1783 Laderchi. - Il regolamento d'esercizi della fanteria francese » 1357 e 2086 . » 1889 Falletti: - Apprezzamento delle distanze di tiro
F ranola .
* Manovre in primavera . • Classi in serviz!o nel 1894 • Servizi a usiliari . . • .Aumento dei battaglioni clmsseurs * ~a squadra. francese del Mediterran eo • Provocazioni all'indisciplina . • Modif\ca.zioni alla scuola politeonica . • NuoYo cannone da campag na
., >>
P ag. 284 » 285 " 285 286 e 861 28'1 )) 46!1 ))
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465 466
regionali il umi per cava ll eria * Grandi manovre navali * Truppe coloniali . * Rimonta d'ar tiglieria * Soppressione del r inculo nei cannoni da ca mpagna * Formazione di due nuovi reggimenti cava lleria • Il fu!1ile francese . • Equipag-giamento da. campag na * Scùola , di S . Cyr * Passaggio al genio del servizio pontieri • Ufficia li di riserva e dell 'eserc ito territoriale . "' Istru zioni di a rt iglieria. all a fanteria. ... Bilancio 1895 . * .Nuovo comandante !le ll':.rma ta delle alpi . • .]'\ uovo regolamento d'esercizi * La n uoY3. divisione !le_lla. Meurt he * Stato mag-giore g enerale . * Nuovo ordi namento delle arm i tecniche * Regg·imen to cavalleria di r iserva . * Nuove n ~Lvi. " Manovre aut unnali . * Batteri e da campagna in mon tagna . * L'artiglieria del VI COll iO. * Promozioni . * Heclutarneuto dell'esercito co louiale . .. Rafferme ùi S!ùdati . * Nuova ga vetta d'allmninio
Pag. 466
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Genio e fortlfloazto11l.
* Ordinamento dc i pioni eri a ustro-uuga rici . Pa.q. 281, 1822, :nos )) 665 • OrdinamPnto del genio spa, onuolo "' Servizio J>Ont.ieri noll"esercito francese . 857 *"' Deguise - La forti flcation passagère )) 958 * Le fortificazioni di S.l Maurice )) 1046 ,. l f\90 ~i ari ani. Difesa interna. di vil la gg i "' Battaglioni pion ieri tedesch i. )) 1:>28 * Nuovo ordinamento del genio frtmcese. " 16 1'7 • Fortifi cazioni e fab bricati milita ri in Austria. » 1823 • Nuovo reparto aereostieri milita ri iu Austria. >> 1823 •• Lei thner. - La. fortificaz ione permanente e la guerra. d'assedio " 1 9~3 "' Riordinamento del genio russo. . » 2204
l IX
* Velocipedisti combattenti. * Innovazioni nello stato maggiore ·.
Q ermaDta. Prl,q. 183 • Manovre invernali . . . . » 183 * Istruzione scolastica degli inscritti 1892-93 )} 183 "' G.1vetta d'alluminio. 183 * Grossa tenda per feriti. ~ 184 • cOlonie . ·* Corsi annuali dì tiro di fanteria ,.28'1, 1918,2015 '" Regolamenti nuovi . . . " 28'7, 3'10, 556, 658, 952, 1145, 1340, 1524 » 28't • Richiami di ufficiali in congedo * Sussidio a invalidi . . . " 369 4: Carico del soldato ,, 369, 65'7 " Distintivi di tiratore scelto . » 3G9 ~ 469 "" Grandi manovre prusaiane nel 1894 . ,, 556 * Servizio sanitario in Baviera )) 562 • • Maude. - Cavalleria prussiana . )) 613,696,820,987,1208,1409 Q . - Le grandi manovre del 1893 . Pag. 656 "' Bilancio militare . . . . . )) 752 .. Grandi manovre bavaresi . 862 * Distretti costieri . » ~):)2, 1918 • Corazz:~. Dowe 953 " Corazzata Federico Guglielmo "» 1042 • Alto personale militare. • Canali dì navigazione . » 1043,1529 » 1043 * Colonie . . . . . . .. Nuovo torpediniere . . " 1044 , 1142 * Vestiario dei congedandi . » 12t)4 .. Risultati di leva nel 1893 ... 1255 ., Uniforme . . . . . . . ~ 125G * La corvetta f}ajìon . • . )) ·133!) x- Esperimenti uelle manovre del 1894. » 133!'1 * Accademia di ·guerra » 1189 "' Manovre nel 1894 . )) 1441 « Nuova baionetta. . . » 1441 • Bandiere a 4 quattro battaglioni . " Nuovo deposito di rimonta " 1441 » 1441, 1524, 1918 * Disciplina • >> 1528 ~ Battaglioni pionieri . )) 15211 "' Corrieri militari . \) 152!), 1623 .. Equipaggiamento . • » li>SO, 2016, 211:3 • Nuove çorazzate . )) 1530 "' Flotta di manovra . )) 1624 « Mit ragliatrici per cavalleria. ))
.~
Pag. 1919
)) 2112 )} 2112
"' Istruzione a ufficiali d 'artiglieria . • Pariglie per artiglieria da fortezza * .Krumpfcrpferde * JJ porto di Steltino . . .
)) 2112 )) 2113 )) 2114
lar;hllterra. • Flotte militari di Europa. . Nuove costruzioni navali nel 1894. * Esperienze di artiglieria . . * Nuovo fucile . . . . * 11 controtorpediniere Hornet * Aumento delle forze navali . * L'Inghilterra nel Mediterraneo. * Il reclutamento nel 1893. . . * Cessione di Gibilterra alla Spagna * Il comitato della difesa nazionale . • Manovre navali
*
Legl8laslo~ae
e
ammiDIIItraslo~ae
. Pag.
4'70
» 3'11, 954, 1044
)) 3'71 )) 55'7 )) 55'1
,. 661 ~ 662 » 662 .. 1145 1621 • 1625
»
m.Wtare.
M. C. Del matrimonio degli ufficiali . . . . Pag. 34 zendrini. - Delia opportunità di una legge unica per l'esercito e per l 'armata . . • . . . . )) 118, 242 F . . R. - Il matrimonio deg li ufficial i • Contabilità militare in Spagna. lo 1342
,. ,,'1
Letteratura lllilUare. De Angelis. - La guerra e la pace . . . . . . . Pag. I , 105, 2 13 X. - A proposito degli articoli del colonnello Ortus: Le bel contro Mannlicher e Vetterli . . . . . . . . . . . . , 128 *" De Castro.- Los tùsiles modernos in Austria- Uugria. ;. 189 ** Barbasan. - La teoria. de la tactica. . . . . » 289 Fabris C. '- Napoleone nelle recenti pubblicazioni ~ ~9'1, li85 ** Brìalmont. - Ce qu'aurait dù fui re Bazaine . . >> 3"Ml
·.
:x Arbib. - Vittorie e sconfitte. - Critica di <.:. Manfredi . Pag. '111, 924 "F. - Fra i libri del giorno (Gra.mantieri. - La. g uerra c il socialismo. - •** Sicilia. - Saleris. Rivoluzione franceso >> 1019 F. - Frn i libri del giorno. (Campa.,"'tle del principe Eugenio). >> 1225 }<'abris. - L a psicqlogia della guerra di NowikoJ:T . .. 1833 » 21()3 Olivieri Sangiacomo. - Il libro del soldato. F. - Fra i libri del giorno. (Le memorie di Séruzler. Dousquet e · Du Barail) " 2279
lllanovre e campi. ,·
* *
Pa.q. 183 Manovre invernali tedesche . » 284 Manovre di primavera frances i . " Cors i militari e g randi manovre. svi?:zere » 2BB "' Grandi manovre prussiane . » 469 n. - Le grandi manovre tedesche nell'autunno del 1893 » ()13, 69G 820, 98'1, 1208, 140!) . )) tj!)l * Grandi manovre austro-ungariche . .. Grandi manovre ·bavaresi . . . )) 752 Mendini. -<- Associazioni di soccorso alle g raml.i mnnovrA italiane • llflH 143() "' Grandi m:movre esth•e tedesche » 1142 "' Campo di Krasnoo &lo . * Manovre navali inglesi. . 1625 ,. 1824 • ~anovre au tu nn~li. francesi • 2200 .. Grandi manovre rumene u Notizie bibliog rafiche . » 296, 486, :Y7!l, 1Hil l)
*
La squadra francese del Mediterraneo Grandi manovre navali francesi Flotte militari d'Europa . .. -. • • , •r Nuove costruzioni navali ing lesi Il controtorpedini11re Hornet . . Flotta russa del :Mediterraneo . Aumento delle forze navali inglesi * La corazzata lt'ederico (}uglielmo • ·- Nuove t orpediniere tedesche . • La corvetta Gafion ·• Nuove navi rasse ~ Nuove navi tedesche • "" • • • •
2811 46'1 . )) 470 3'11' 954, 1044 » 55'1 Pag.
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Leva in Finlandia . * Istruzione letteraria delle re6lute . * Campo di Krasnoe Selo . ' * Lavori della rerrovia siberiana . * Spese ferroviarie . • Ferrovia" Lozovo-Sebastopoli. * "Scuola d'artig lieria . .. . *' Il vapore volontario Peterburg • Nuove corazzate . • XIX corpo d'arma.ta ·. * Formazione di nn nucleo (li cavalleria in Volinia . * Riordinamtmto rlel genio. * La razza equina dei cosacchi del Don .
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Bilancio . Nuove formazioni Nuovo armamento. Perdite a Melilla Aumenti di difesa litoranea . Colonie . Riordinamento dell'esercito Armamento 1 cavalli dell'esercito
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Stati Unltl.
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Nuovo fucile . . Aumento dell'esercito .
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La scuola ùi St. Cyr . Degli Oddi. - Ordinamento dei nostri istituti militari * Nuovo ordinamento di istituti militm·i · au~triaci X. - Della scuola di guerra in Italia
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Servizio s anitario .
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Svizzera.
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.-\rma: d'artiglieria . Arma del genio . * Ricompense militari * Contabilità di campagna . * Riforme nel reclutamento * Stato maggior generale * Avanzamento . .
Storia mUlta re e generale.
)) 955 )) 1342 )) 1 ~31 )) 1[>36 )) 153'7
"' Le truppe del Gottardo ·'~< " Bil a nc io mil itare. * I mportanza mili tare della Sl'izzera * Ordinamento d ell 'esercì to svizzero * Corsi militari e grandi manovre * Fort ificazioni di S. Mau ricc * Uniforme d el soldato
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'l'eonolocta llllllt&re. ,. .. Il fonografo nel servizio militare n Boughtoxi. Il telefoto " Torri corazzate mobili . . "* Notizie bibliografiche 96'1, 154i'J, 1629, 2119, 2308
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TNDlCE ALFABETICO DEGLT AUTORI
DI SCH.I'l"ri O RICH N A L1
Uftlolall.
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Bandini . Ba.ratieri Ba rbieri Chapperon De Angelis G. Degli Oddi .E. B.
F. F abris C. Fanetti F. R. Laderchi Lt1 gli
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