L'ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGHERIA
Avendo avuto più volte occasione di visrtare taluno fra i prjncipali stabilimenti dello Sta~o per l'allevamen to' dei cav~tlli in Ungheria, ed avendo volta n volta preso appunti e .raccolto dati al riguardo, stimo fare opera non del ,l.ullo inutil e espon~ndo qui, coordinati, quei dati e quegli appunti. Non sono tecnico nella materia, epperò sarò prudente, per non farmi gridar·e la croce addosso da chi a l.ecnicismo pr·etende. Dei tecnici veri non temo, poichè la vera scienza è indulgente e cortese. Non premetterò considerazioni, nè far·ò poi raffronti, i quali richiedono omogeneità nei ter·mini di paragone, vale a dire pat·i cognizione degl i elementi paragonati, ciò di cui, per avventura, avrei dfetto. E del resto già molto si è scritto, circa l'allevamento equino, circa i modi di sviluppare questo ramo d'industria tanto importante; per lo che, o ripeterei cose già veèchie con tanto di barba gri gia, o mi drlungherei - seguendo l'odierno malvezzo - per dire con molte parole ciò che con poche si può dire, o per avvolgere nella verbo;;ità, complicand,ole, le cose· più semplici ('l).
({) A completare, quil. e là, i dati da me raccolti nel preserue studio, profittai della pregevole opera, tuttora in corso di pubblicazione, intitolata c U11g1ws P(el'dezutht in lVo1{ und Bila von Gra( C. G. Wranyel-Sittttga1·d • per la quale l'autore eblie ricorso a molte delle fonti dirette a cui io s tesso attinsi. i 09 -ANNO XXXIX.
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L'ALLEVAMENTO EQ.UINO IN UNGHERIA
' L'ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGHER.IA
Stablllmen'i di rimonta.
**
Sotto la denominnzione di stabitinwnti di rimonta dello Stato sono compresi in Austt·ia Ungheria: a) I dieci depositi stalloni di Stadi, Klosterbruck, Gratz, Pisek, Drohowyze, Stuhlweissenburg (SzékesfelTérvar), Nagy-K oros, Szepsi-Szent-Gyorgy, Debreczin, Agram; b) Le sei razze di cavalli di Mezobegyes, Kisbér, Babolna, Fogaras. Uadautz e Pi ber; c) I, tre depositi di ri!Lonta a Bilak (Transilvani a), a NagyDaad-Sari (Ungheria} ed a Klecza Oolna (Galizia), cui, pare, saranno prossi mamente aggiunti al tri due depositi (uno in Ungheria, uno in Croazia) volendo il governo austro-ungarico maggiot·mente sviluppare questa istituzione'che diede, finora, otti}Di risultati.
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n governo ed il set;vizio degli stabilimenti di rimonta sono affi· dati ad un personale militare apposito (Gestiits· Branche). - Gli ufficiali si reclutano tr·a gli uiTicrnli delle armi a cavallo dell'esercito attivo e della landwehr (cisleitana: ·ungherese1;' la truppa è T~clutata, all'atto della leva, diretta111ente per questo speciale servizio. Il personale <lddelto agli stabilimenti di rimonta cisleitani C?nsta di ,~. o ufficiali e ·1860 individui di ti'Uppa; quello addetto agli stabilimenti transleitani si compone di 60 ufficiali e 3540 ìnd:vidui di truppa. Il comanda~te di uno stal•ilimento può essere maggiore, tenente colonnello o colonnello. L'alta sorveglianza sugli stabilimenti di rimonta è ·affidata a due ispettori militariHufficiali generali) ; uno . per la Cisleitania, c.on sede a Vienna, l'altro, per i paesi sog~o:etti alla corona ungarica, con sede.a Budapest.
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...** Mi limiterò qui a pada.re più specia:lmente, di qQegli stabi.limenti di rimonta che ho visitati e di quell i circa i quali ebbi dati unìciali, e che riflettono esclusivamente l'Ungheria.
1735
*
A ) Depositi stalloni. - Si può di r~ che la istituzione dei depositi-.st~lloni in_ Ung!1eria data da oltr~ un secolo. Essi dipendono
dal mm1stero d1 agricoltura, il quale volge loro costa nti ed intelligenti cure, di che fanno fede gli ottim i frutti conseguitf. Ogni d~posito _cons~ di un certo numero di sotto-depositi, e ad ognuno ·d1 quest! cornsponde un dàtO num ero, non uguale per tutti, di stazionr di monta. 1 Stuhlweissenburg .Babolna Deposito di Stuhlweissenburg, coi sottoNyitra-Bajna . depositi Nagy Atad Pali n Nagy-Kori:is \ Versecz Deposito di Nagy· Koros, coi sollodepositi di < ~fezohegyes Baia Doroszma ( Debreczi n Deposito di Debreczin, coi sottodepositi di )' Eperies J Tur·ia-Re mete t Ilimaszombat ( Sepsi-Szent-Gyi:irgy Deposito di Sepsi-Szent-Gyi:irgy, C•)i sotHomorod · todepositi di ~ Oeés
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**• I rivolgimenti politici degli anni •1848-,1,9 avevano gravemènte danneggiato l' industria equina in Ungheria, e sol,tanto dal18i50 essa potè cominciare a rifarsi e rifiorire Il deposito stalloni di Stublweissenbura fu istituito nel 1851· qt~ell~ ~i Nagy· Ki:iros nel '1859; quello di Deb1·eczin noi •1874: D1 or,~tne prù antica è l'a~tuale deposito di Szepsi-Szent-Gyorgy, (~rans1lvan1a) la cui fondazi.one vuolsi attribuire all'imperatore Gmseppe II (•178:3). Questo deposi Lo 'funzionò dapprima in dipendenza dallo stabilimento di Mezohegyes ed ebbe sede a Musna
1736
L'ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGHERIA
L'ALLEVAMENTO EQUINO I N' UNGHERIA
e
(Meuschen) presso Hermannstadt; dal ~1 808 in poi fu autonomo, fu trasferito, successivamente, a Dées e Retteg (anno 1835), qu indi in Stiria du1·ante _la r ivoluzione 1848-49 , poscia di nuovo in Transilvania sullo scorcio del 1850 e, finalmente, nel 185.6 ove o:~gi si trova. 'f
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dei quali: 272 provenienti dalla razza di )) 307 » » di )) )) )) 684 di » 139 » ~ di 925 acquisl.ati dal commercio.
1737
Kisbér. Bàbolna. Mezohegyes. Fogaras.
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Il seguente specchio contiene dati relativi alle stazioni di monta per ogni deposito ed al loro funzionamento nell'anno 1189•1. ·;:; o-~!3 a~ c=
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DEPOSITI STALLONI
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** La cifra degli stalloni governativi va costantemente crescendo; e a tal riguardo merita 'di essere notato che l'aumento ~ n el no, vennio 1883-'1891 concerne, in massima parte, il puro sangue inglese, pressochè triplicato, e il mezzo sangue inglese, poco meno che raddoppiato da ciò che era nel 1883. Questo aumento g1·adual~, costan te, lo si spiega col fatto 1!he le perdite medie ·· annue degli stalloni, per cause diverse, possono ragguagliarsi fl·a il 10 e il :f2 °/o, mentre il Ministero ungherese le ricolma in un rapporto pe1·centuale alquanto maggiore.
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Totale
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Per ciò che si riferisce alla razza rispettiva, gli stalloni enumerati si distinguono nel modo sottoindicato: Puro sangue inglese . 146 Mezzo sangue inglese 882 Puro sangue arabo . 22 Mezzo sangue arabo. 346 Nonius . 382 Gidran . 243 Norfolk 40 f.jpizan i (razza imperiale di Lipjza) . 199 Norici . . 67 Totale 2327
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Per ciò che rifiette l'alimentazione, gli stnlloni sono classificati in: léggeri di statura non superiore a metri ,, ,56. medi » » da metri 11,57 a :f .66. di alta statum, aventi metri 11,67 di altezza ed oltre., La razione giornaliera è variabile a seconda della categoria cui lo stallone appartiene.
1738
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1: ALLEVAME~TO
EQUINO 1:-: UN'GHERIA
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Novembre, dicembre .
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Supplemento alla razione Ì giornaliera per i giovani . slal!oni SII~O ~!l'età di 5 ~0,6~ annr compJUtJ.. '
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Gennaio, febbraio, luglio. 4,50
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•* D' onde si scorge che il ma5simo della razione jorrisponde al periodo della monta (da marzo a gi ugno)., Il numero dei salti, a cui è ammesso uno stallone, è regolato in base all'età di questo. Gli stalloni di 5 a 6 ariui montano quattro volte la settimana, gli stalloni oltre 6 anni sette volte.
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La ta.ssa tn(·dia di n1onta va ria da un miui mo eli liro 2,20 (l lloriM) acl un llléil>SIInO ci i lire 22 (fO fio:>g-l,.9:) 592 l~ì 21 rini}. Le t.a.sse r•iu comu262 ' 259 31830 .}72 ,.., nemente pagate oscillano fra lire !~,Il{) e lire H {-:! :~.· a llot·ini). . Di questi stalloni 80 circa 21192 46,1 190,H?l 610 :·. 30,7 142 283,7 2~3,5 28,2 (2)era no as~a.i ava.n1.:1ti in ' ' eta, c rioè a verano fini tS
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20 anni.
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L'A-LLEVAMENTO 'EQUINO IN Ur\GJJERI A
L'ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGHERIA
***
È indiscutibile che le razze di cavalli ungheresi in genere, si distinguono ora, per notevole nol:!ilUL di sangue; nobiltà rispecchiata nelle forme, nell'indol e, nella resistenza. Questa nobiltà. è dovuta, sia alla tiuona scelta dei r-iproduttori, sia alla buona scelta delle fattrici, sia alla razionalità degli accoppiamenti, favoriti, in quanto concerne gli stalloni goverriati;i , dalla relativamente tenue tassa di monla.
** * traducendole, talune considerazioni fatte dal primo
B.iporto qui, comandante del deposito , stalloni di Stuhlweissenburg, capitano di cavalleria barone Ladislao Zecb, circa le condizioni d'allora (-185·1) delle razze equine in Uqgheria. « Un tempo il cavallo del contndino ungherese, la cui origine « tartara non è· dubbia, possedeva forme e.steriori silTallamente « tipiche, ·che anche ad un profano dovevano tosto far l'icono« scere il cavallo delfa steppa di Ungheria. È impressa ·nella mia « mente l'immagine del cavallo ungherese di or son trenta anni, « dalle orecchie aguzze, spesso assai discoste tra loro, dalla. « testa alquanto pesan te, dal lungo collo .cervino, dal largo petto, « dal ventre asciutto, dalle anche magre ma nervose, dalla coda « generalmentealto auaccata, all'occhio ardente e vivace prometti· « tore ·di eccezionale resistenza. Vidi , per esempio nella mia prima « giovinezza, cavalli del generale conte Czekonitz adoperati Jal« l'al ba al tramonto nella caccia al lupo. In queste cacce i lupi « erano inseguiti e imbrancnti n frustale d~i· Csikòs ('l))incbè « completamente spossati e affranti dalla fat icosa corsa, ca devano « in potere dei cacciatMi. « Quale differenza da allora ad oggi, per~ ciò che riguarda. al- · « meno, la zona di territorio dr mia giurisdizione l Oggi ogni « cavallo ha un tipo a sè, ed anche i prodotti di una ~tessa
(i) Battitori 1.1 cavallo. Sono pure-denominati in ungherese Csiliòs i guardiani a cavallo dei branchi di pul edri.
1741
« madre direbbersi appartenenti a ra-zze diverse. Taluni cam« pagnoli , pagandò spesso molti fiorini ai ricchi proprietari pos· « sessori di stalloni, fanno copriEe, senza nlcun criterio le proprie ,« giu.mente e ne r·icavano delle rozze; altri adoperano per faltric i « cavall e rifor·mate di truppa, accoppiandole con stalloni di due « anni appena; qui si appaia un miserevole padre con una « madre in ancor piu misero stato; là un animale completamente « storpio ed intristito, con uno stallone puledro casualmente « sçontrato al pascolo ecc. ecc. Da ciò niuna meravi~lia se l'Unc gheria, benché dotata da natura di tutte le .condizioni più favo« revoli allo sviluppo d·~ lla p1·oduzione equina, non desse più. nulla di buono. E ciò nondimeno sono d'avviso che l'abitante di ua« zional ità magiara, snpesse ricavare assai migliori prodoLLi. che « non il colono tedesco qni immigrato, sebbene il cavallo dì ,, questo ultimo super:1sse decisamente, per forma esterna, il « cavallo del primo. « Per que'sto giudizio. scaturito da mio intimo convincimento, ebb i, da un superiore di grado elevato, aspro rimprovero c di parzialità. I miei su periori pt·etendevano che i cavalli al« levati sia dagli uni, sia dagli altri avevano una medesima ori.« gioe, · un medesimo notrimento e che crescevano solto l' in«. flusso di uno stesso clima, colla difTerenza che il tedesco vi « adoperava assai magAiore attenzione ed assai mag~iori cure < del hrutale magiaro. Nulla di più fa lso . ~ « Su 100 madri appartenenti a contadini ungheresi. forse solo « 4,0 davano alla luce pnledri san i, mentre le T'imanenti 60 giu« ·mente ìn parte erano scartate, in parte non òavnno utili pro· « dotti , a cagione dei duri trattamenti a cui venivano sottoposte « durante la g-ravid:inza. Una quindicina ci r·ca d~i menzionati « 40 pule<hi non raggiungeva quel compl eto sviluppo che ca(( ratterizza un prodotto b~ n riuscito) M rimanevano quindi sol· <t tanto 25 . Ma questi erano, senza alcun dubbio, :.n imal i fortissimi ·« e resistenti, altrellanto buoni per gli ùsi ordi nari, quanto per « razza. . ' « · l coloni tedeschi, al contrario, ricava vano forse 80 puledri (( da 100 madri, e sapevano sitTallaniente circondare di cure la « grossa metà di pul ed ri scadenti e deboli, da favorirne il
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1142
t'ALf,EVAME:NT6 EQUINO IN UNGHERIA
« completo e prospero sviluppo, sa lvo rare eccezioni. Il numero « e le forme e=-ter.ne di questi cavalli facevano testimonianza in
« favore degli allevatori tedesch i, tuttavia nelle prove di resi« stenza avevano sopravvento ~-: li ungheresi . Eppet tanto, sebbene << in minore proporzione, veniva confermalo anche in Ungheria « il principio riportato in Inghilt ena ed in tullo l' Oriente. • . Dal qui esposto si può dedurre quanto eammino sia stato fallo da1 ,185'1 in poi nel miglioramento della razza eqùina in Ungheria, e so ltanto nella mente di nn profano quale io sono, può 'forse sorgere il dubbio se, per qualità mil ita ri, non fosse preferibil e il resistente cavallo dell a· steppa , cui accenna il capitano Zech, al l'elega nte c~vallo odierno.
B ) Razze di cavalli . -
***
Per le ragioni esposte sul princ1p10 di questo scritto, mi l~miterò qui ad un cenno circ:c alcune ~o l- · tanto delle ·razze di cavalli dello Stato, e più proprtamente circa le r·azze di Mezi:ihegyes, di Kisber e di Babolna. Le prime due sono, senza dubb io, le più importanti della ·monarchia Austro-Ungarica, poichè la razza di Radautz, già pregiatissima, è andata da alcuni anni decadendo.
** * Mezohegyes. - Mezo heyyes
a) giace nel ,comitato di Casanad tra Szeged (Seghedi no) e Arnd , e cioè nel cuore delr'Un gheria propriamente detta. Or fa un secolo, ivi non scorgevasi traccia di alberatura; p1·<1 terie e pascoli stendevansi fino do,·e l'occhio poteva giungere. Mezohe).!yes era una falloria (Pnszta) composta di tre povere . 1'apanne. Questo stabilimento fondat o d::ll'imperatore Giuseppe II , cominciò a funzionare ne! maggio 1785. Accennerò. brevemente, alle vicende ·per le quali paS$Ò a grado a grado. L'effettivo cavalli avrebbe dovuto co'nsistere, all'i nizio, di 500 madri, di 80 giovani stalloni, di 60 stalloni peJ: la riprod uzione, più una cifra, non precisamente determinata, di puledri da uno a due anni, compera ti in' pae.se, per provvedere ~dia. rimonta · deli ' esercito.
L'A LLEVAMENTO EQUINO IN UNGHERIA
1743
Una miscela di razze, di tipi diversi caratterizzò questa prima accolta di quadrupedi . !~li stalloni erano in parte un).'heresi, in parte tedeschi, in parte transilvani, polacchi, cin~ass i , turchi; le gi umente erano ungheresi. moldave, circasse, tede~che . Il successivo ai1no -1780 furono date disposizioni regolam e n ~ tar i che servirono di base nil'.nlteriore n.ormale sviluppo deli o stab ilimento, cui fu assegnato il s~guente personale: 3 nfliciali, di cui uno,. capita nn eli •lacla~s e, comandnnte('l); ·18 graduati di truppu; 21 ~ gregari; 5 impiegati (contabi le, veterinario, ecc. ): 69 operai e personale diverso borghese . Gli st:J IIoni che dapprincipio dettero migliori e più numerosi prodotti furono: •l di Barberia (13a?·ba?'O); ·l ingle:;e (Il ylot d); 3 lipiznni (P1·ìncipe, .11ontebello e 11ontedo?·o); 2 transil\'ani ( ~ler Cttrìo e Brillante) 3 spagnoli (Cotc,nne/.lo, Vi,qvu,reanv e Capriccioso); ·1 deii'Holstein (Principe,); 'l del Mecklernburg (Pomposo). Già nel '1790 stalloni e cavalle nate ed allevali a Mezo he)!yes furo no adoptlrati come riproduttori. Nell'aprile •1'792 il Consiglio anlico di guerra emanò una speciale istruzione, la quale prescriveva che· lo stabilimento di Yfezohegyes desse annualmente in tempo di pace, 1000 cavalli di pronto senizio per la rimonta d~i reggimenti usseri e cavalleggeri , e si ponesse in grado di forn ire: al immediatamente allo scoppiare di una guerra: 3000 cavalli di rimonta da sella; b) entro tre lll'esi, al piu , dopo avutone l'ordine: 2000 cavalli da soma· e 2000 da train o; cl durante la guerra: 24.00 cavalli di rimonta al! 'aono, più 400 caval li da soma e 400 da traino. Ciò valga a dare un' idea del considerevole inw~men to che in breve tempo ~l ezohegye.s aveva acquistato, sotto l'aLLivo impulso del suo primo comandante, il qnale, capitano nel 085 , aveva, p('r (l.) A titolo di cul'iosita aggiungo che gli asse~ni comp!P.ssivi del comandante lo Stabi limento di Mezohegye~ ragg uagliati alla nostra valuta, ammontavano in totale, a !.. i6!1.50 circa.
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L'ALLEVAliiE XTO "EQUINO IN U~'GHE&~A
L'ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGHERIA
meritato. favore dell'imperatore, raggiunto nel '1792 il grado di colonnello. Sul principio di questo secolo, nll'epoca delle guerre napoleoniche ed in conseguenza di queste ( l) )fezohegyes ebbe un tracollo, forse anche in parte dovuto ai nuovi comandanti succedutisi, a breve intervallo, i quali erano ben !ungi dal possedere le qual ità del primo lqro predecessore. Si ventilò allora il progetto di togliere allo stabilimento il carico della rimonta dell'esercito e di farne e~clusivam ente un vivaio di stalloni e di giumente; progello che so ltanto più tardi fu attuato . ~ el periodo di tempo i794 - '18 117 furono adoperati alla riproduzione 703 stalloni, di cui 4.23 nati ed allevati a ~iezo hegyes stesso, 280 acquistati parte in paese e parte nell'estero; ''O di questi ultimi provenienti dalla Francia. Gli stal loni· che più si distinsero per qualità e quantità di prodoui furono : Maestoso I, lipizano, che funz ionò ,, O anni; Amico, di Kladrub che funzionò 6 ann i; Generale II , di 1\hidrub che funzionò 7 anni; Nonius, normanno, che fun zionò 22 anni ." , I discendenti da Maestoso sono Oj!g1di ancpra altamente pr·egiati . Lo stallone tuttavia, che ha fatto veramente epoca nell'allevamento di Mezohegyes, è stato Nonius.
puro sangue inglese, tra cui il rinomato Furioso da Privateer e Miss FureyJ si volle poscia rinvigorire la razza di MezoheHes: al che contribuì, per la sua parte, anche lo stallone arabo Gidran senior (figlio di una çavalla K.opciann ~~ di Gidran, stallone arabo puro sangue importato appartenente alla celebrata razza SiylaviGidran di Nedjd). Ma un difetto grave lamenta vasi, dagli intelli genti, nell'allevamento di Mezobegyes, difetto dipendente, essenzialmente, dal modo non molto razionale col quale, salvo tal une eccezioni , erano stati fatti e facevansi gli accoppiamenti; siccbè, se il numero dei prodotti era notevole, non vi corrispondeva sempre la quali tà) mancava affatto il tipo, mancavano i carattet·i distintivi di razza. In questo mentre scoppiarono quei rivolgimenti politici che, scuotendo le fo ndamenta dell'impero, ne minacciarono le sorti sia all'interno, sia all'estero e segnarono con marchio di ferro e di -sanaue oli 184·8 e ~184-9. Mezobegyes fu travolto nel turbine. n anni . , Il suo personale, i suoi cavall i furono in gran parte requisit; per sopperire ai bi sogni dell' esercito degli Honved. Cesc;ata la tempesta e ritornata la calma, il Governo incaricò (anno '18f>O) una commissione presieduta dal generale Ilaas, di proporre i temperamenti che avesse sti mato più opportuni per richiamare a nuava vita lo stabilimento di Mezohegyes. Questo generale f Lt dello stesso avviso di altri, non pochi, di cui più sopra accennai ; rilevò che sino allora era stato seguito un sistema erroneo negli incrociamenti , rilevò a parte a parte i difetti da ciò derivati e propagatisi ereditariamente nei prodotti, dimostrò l'urgente necessità di rinsanguare la razza con sangue orien tale e con sangue inglese puri. In conseguenza di che l'anno :1852 furono acq uistati in Inghilterra tre st~lloni di puro sangue ed in Oriente cinque stalloni arabi, tra cui due Siylavi. Di fatto però, il giusto indirizzo alla produzione di Mezohegyes fu impresso soltanto qualche ano o più tardi (·1854) dal tenente maresciallo principe Lobkowi tz, allora nominato ispettore dell~ impet·iali reali razze di cavalli. Questo intelligente ed appassionato cultore•dell'allevamento equino lasci ò benefica e durevole tt·accia del s.uo passaggio. Riordinò il materi ale cavalli · raggruppandolo l')
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L'anno ·1825 Mezohegyes si arricchi di seiJ l'ann0 tl827 di altri qnattro stalloni arabi pnro sangue impor.tati. Lo stabilimento accennava a fiorire) e avreb be, fo rse, pi ù rapidainente progredito , se malattie diverse, tra cui sovratulle la cosi detta influenza (anno ·1839) non lo avessero decimato. Con altri otti mi stalloni di
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W L'anno 1809 Mezohegyes dovette fornire non meno rti t3,i67 cavalli di rimonta. Per giunta in que> to tempo le condizioni (li S<llutc dei quadrupCiii cra110 cattivissime e peggiorarono ancora allorquando il 1.2 maggio t809 i cavalli (2S9) della. razza·dt Lipiza. fuggenti dinanzi ai Francesi. fu rono condotti tt Mezohegyes, ove rimasero sino a l 1815. '
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L'ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGHERIA
L' ALLEVAbi ENTO EQU INO IN UNOHERIA
per tipi, sca rt·mdo i meno buoni elementi, e swbilì- con norma fissa il modo col quale gli accop.piamenti dovevano aver luogo: fece acquisLare altri riproduttori di puro sangue inglese e di pu r·o sangue arabo; dotò . di nuovi ed ampi fabbricati lo stabilimento; fece fare piantagioni di alberi che servisserp, in apertn campagna, di riparo ai cavalli contro- il freqnente imperversare dei venti in quelle regioni, e contro i raggi solari nell'estate.
Le quali poterono inviare alle esposizioni di Vienna ·1873 e di Parigi 18i8. splendidi esemplari . Nell'anno 1890 a ciascuna delle razze ora menzionate erano assegnati i seguenti stalloni:
Jf
* *· A grado a grado il puro sangue er·a andato , ·così, crescendo a MezoheHes. Si vollero quindi sperimentare accoppiamenti di stalloni arabi con giumente puro sangue inglese. e di sta lloni puro sangtle inglese con. giumente puro sangue arabo orienrale, ma si ebbero risultati così .pocù rispondenti alle previsioni ed ~ Il e speranze concepite, da togliere .co raggio a proseguire nella prova. L'anno ·1869, in seguito alla costituzione autonoma del regno di Ungheria, Mezohegyes divenne, qun le è aLLualmente, regio stabilimento dello Stato ungherese. Vi fu mantenuto il regime militare, ma, pe i rispelli tecnici ed amministrativi , passò alla dipendenza del Min istero di agricoltura. Primo atto di .quest'ultimo fu quello di rrdurre notevolmente l'eiTettivo cavalli. L'allevamento del puro sangue inglese, il quale non aveva dato ivi troppi buoni frutti fu gradualmente proscritto; le giumente inglesi furono in parte vendute, in parte in·viate a Kisbér. Contemporanea::nente vennero in. viaLi a Babolna venti stalloni e venri cavalle di razza araba. Quindi si addiven ne al riparto definitivo dell'allevamento in quattro razze distinte, reparto che vige tull.ora, cioè: Razza Gidran (anglo-araba}; . Razza mezzo- sangue inglese (discendenza di Furioso e di North-Stat•) ( 1); Razza piccolo Nonius (mezzo-sangue); Razza grande Nonius (mezzo-sangue).
(t) 1 he North Star, poro sangue inglese nnto l'anno. !ll44. da 1aC{JUCs o et:~ Rlnglet, allevnmento Ili Lord Fitzwilliam, importato in Ungheria nell.852. Dette ottimi prodotti. ·
a) Razza (7idmn
;ilyy. pur-o sangue in ~lese da Verneuil e Little Jemi na. Bot?·àny , pnro sangue inglese da Pàsztor e Borostyàn. Ken,gyel. puro sangue inglese da Bajn ok e Lady Fl orence. Bibo?' Gidran mezzo sangue (anglo·arabo). Gidran XXXIX mezzo sangue (anglo-ara,bo). b) llaz.za me,;zo sangue inglese.
Vihar, pm'o sangue inglese, nato ed allevato in Ungheria, da Bucaneer e da Fern. Bttck-a-Boo, puro sangue inglese, nato ed allevato in Ungheria, da Cambuscan e da Duharl. F1wioso XX l, mezzo ~ an gue N01·th Sta?· lV, id. id.
c)
Ra:; ::a
piccolo Nonius
Tartar, puro sangue inglese da Di gby e da Nendau. Gyoztes (~ i à. good Morning), puro sangue inglese da Buca neer e da Goodnight. · Nonius XXXI, mezzo ~an~ue Nonms XXXVI. id. iù. U?·meny Nonins, id. id. d) Ra.zza g1·ande Nonius
Unneny. puro sangue in~lese, nato e allevato in Ungheria, da Ostreger e da Alberta. Zsarnock, puro sangue inglese, nato ed allevalo in Ungheria, da Verneuil e da Lady Patt'oness. Nonius XXIX, mezzo sangue .Nonitts XXXII, id. id. I cavall i della razza piccolo Nonius non hanno molla distinzione
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1
L'ALLEVAMENTO E QUINO IN UNGBERl.A
L ALLEVAl\IENTO EQUINO IN ONGHERI:"-
di forme, ma posseggono ottime qualità di struttura e eli fond(). Questi cavalli sono ·adatti per ogni genere di servizio. Altrettanto non può dirsi dei cavalli di razza g1·ande 1Yonius, sebbene siavi chi li tiene in pregio. Per non smentire i l detto « à tou,t seiynett·r tottt honnett?' » non posso porre 1ermine alla falln enumer·azione di riproduttori,. se.nza dedicare un cenno speciale allo s1allone c'ile, come già ebbi a dire, fece veramen te epoca nell'allevamento di M ezo h e~yes, e cioè a No_nius, il capostipite dei Nonius odierni. Vuolsi che NoniÙs fosse uno ,dei primi cavalli anglo-nor·manni nati ed allevati in Francia. Nacque l'anno ·18'10 nei Calvados da Orion, mezzo sangue ingle:>e ('1), e da una cavalla norm anna di pndre inglese; fu allevato nel deposito ~talloni di Bec-Hellou in (Eure) e fu condotto a Mezohegyes nel ·18 16, insieme ad allri stalloni presi in Francia, l'anno precedente, dalle truppe austr·iache. Vale la pena che io qni trascriva l'annotazione che l'ispellore dei depositi francesi signor Solaret, poneva, a proposi to di-Nonius, nel registi'(• di controllo· ~ Nonius, puledro p1·ù;o di bellezza e di a·rmonia. Non dive·rrà mai v,n buon ?'iprodtttto?·e, tutta;ria è opporttmo tener lo a titolo di espe1·imento •>. Ed in vero bello, esteticamente ~ o n iu s non fu, e trasmise ten acem ~i1Le ai discenden ti la propria brullezza, ma in compenso di questa deficienza di esteriore procreò tra il ·18,17 e il '1832, 79 stalloni e 137 giumente e fu il fondatore di una numerosa fam igha, nota e pregiatissima in tutta la monarchia austro-ungarica per le sue spiccate doti, la quale, nel periodo di anni trascorso dal 118•17 al 11890 contò ben ~840 stalloni e 3203 giumente. - .Nonius visse sino alla tarda elà di 28 anni, senza che le velleità galanti venissero meno in lui. lt · k
Ciò pt·emesso entrerò in qualche particolnre circa l'attuale stabilimento di .Mezoh egyes, in quanto c:oncet·ne la estensione di terr itorio di cui dispone, i fabbricati , il funzionamento dei principali se1·vizi, l'alimentazione, il governg dei cavalli ecc . ·
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,. * * La zon a di tenitorio di partir.enia di Mezohegyes, cinta all'intorno da un largo e profòndo fosso, si estende ci1·ca •11 chilometri in larghezza media e ·16 chilometri in lung-hezza media con una su~e rficie totale di 30 mila gioghi catastali {circa '17 mila ettari) (1 ), m p~rte c~ lt iva ti a campi e prati, in parte i m~o scat i , in parte tuttora rncoltt. Il suolo asciutto, sabbioso, elastico, è ottimo per l'unghia e per la conservazione delle estremità, in genere dei cavalli. Buone rotabili ed una ferrovia ordinaria intersecano la regione, men tre alcuni tr:onchi di ferrovi a da campagna, irradianti in varie di 1·ezioni, agevolano i tra~ porti. La ferrovia ordinaria. che si bifol'ca alla stazione di .Mezohegyes, congiu;nge quest' ultima con A.rad, con Szegedino e con Keteoyaza, da cui dista, ri:;pellivamente, 30, 70 e 40 chiiÒmetri circa. ~. 'l'
"' "' temper·ato,
Il clima di Mezohegyes è tuttavia soggello a forti • sbalzi, e non tale, invéro, da potersi dire -aggt·adevole. La temperatura media si aggira intorno ai+ ,10° centigradi, ma essa rag· giunse talvolta. un massimo di oltre + 4.0° centigradi ed un minimo ,di - 24o centigt·adi. Vi domìnano for ti venti, contro i quali fanno Séarso riparo le macchie d'alLo fusto sparse qua e là; questi venti -cagi onano, non di rado, malaLLie interessanti le vie r espiratorie dei ~cavall i. Per poco meno di un terzo dei rriomi dell' ~anno . . . b ' v1 p10ve o nev1ca. Sul terr~itorio assegnato allo sta bil imento sòrgono attualmente circa i.SOO fabbricati di varia natura, costituenti la sede centrale di ,\fezohegyes, propriamente detto, e le suqcursali, cioè: caserme, abitazioni , ch iese, scuole, ospedali, bagni, ba1·accbe in previsione dello svilupparsi dì epidemia colerica, maneggi, scuderiA~ stalle, infermerie per cavalli, mulini, magazzini diversi , locande, una fabbrica di zucchero, una distilleria di alcool, ecc. E il tutto ordinato '
(l) Marmotin, padre di Orion, era classificato sul registro del deposito stalloni fran cese, siccome dl razza inglese.
(l) Uo giogo ca l~ta le austriaco é
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ANNO XXXIX.
= Ettari 0,5761.
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L'4\LCEV AMENTO EQUINO IN U ~GHBRIA
1750
L' ALLEVAliENTO EQUi r\0 I N UNGHERIA
a guisa di una ~raode coloni a mil it are, la quale con ta attualmente circa seimil a abitanti , in massima parte (5,000 circa) appàrtenenti alla p op r> l az i on~ civile, il rimanente mili tari, compre::;e le fami glie di questi. Xei me:;i d'estate questa popolazione stab ile c accresciuta da una popolazione flut tuante di 2 a 3 mila ì ndividui, i quali vi si recano per attendere al la coltivazione della barbabietola. i\'fezohegves è pertanto nn grande•ten imento con risor'se al!ricole ' e industriali prop rie, ove sussidiari amente all' allevn men to di cavalli , che ne è scopl)-principalissi mo, lo Stato attende .anche all'allevamento dei ho1•ini, dei maiali e delle pecore, poiché è risaputo che il bestiame, in genere, costituisce uno dei ·precipui cespiti di ricchezza in Ungheria. , I l comando dello stabilimento ha sede nell'attuale yillaggio di Mezohegyes; ivi occupa una palazzina che prospetta un ampissimo cortile cin t0 tntto all'intorno da caserme e dn scuderi e. Nel .mezzo di questo corLile vi è uno spl endido maneggio coper·to, a due lati del quale sorgono due vaste sct1derie: l'una• pei cavalli cla vender·si e pei cavall i di servizio giornaliero, t'altra per gli stalloni. Accanto al corti le ora accen n :-~ to havvene un ~eco ndo, contenente due maneggi scoperti . ~
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,. ** li pers(lnale militare diptndente dal comandante (ulliciale su· periore) è J'ipartito in tre se1.ioni o riparti: a) Jli parto stato maggiore; b) Hipar·to razze; c) Riparto economico o ammi nistrativo . Al 1·ipa1·to stato· maggio·l'c, il quale ha per capo un capitano di cavall eria, ad a cui è nddetto un conveniente numero ~ i ufficiali suh~lt e rni , di so ttu!ficiali e di so ldati, sono assegnati gli stalloni di monta, i giovani stall oni e le giovani giumente, i cavalli da vendersi e quell i pel servizio ordinario . Il 1·ipa1·to 1·az".= e dipende pur·e da un capitano di·cavalleria, coadiuvato da due ufli ciali subal terni. Questo riparto comprende le fattrici delle cruattro acceo n;1te razze allevate nello stabilimento e i puledri di ·due annate.
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Il ?"ipm·to economico, ha, come questa denominazi one lo indicn, essenzialmente . amministrative, - L'alta sorve..,lianza sul lo stabi lirllento spetta : in quan to concern e ·•la parte mili ta~·e, al Ministero della guem•, e, per del~g~i.one, al ,regio ispettorat.o militare degli stabi limenti nngherest dt alleva·.mento; in qùanto concerne l'allevamento propriamente detto e l'amrministrazione . al ministero ungherese di agri coltura.
~m an sio ni
...
•• In modo veramente esemplare è fnl.lo a Mezohe;zyes il servizio ve·t erinario. Lo dirige un veterin.ario capo militare, dal quale dipendono ~..a 3 veterinari· civil i (impiega ti dello Stato), 2 veterinari mili ta ri, ~- maniscalchi, 8 praticanti e 1_4· -fabb ri per la fu cinatura dei feni . •Questo importante r:-~ m o di servizio dispone: di una farmacia propria fornita ampiamente di tntto il bisognevol!:J in. medi~in,ali ; di ,una infermeria cavalli , che è modell o del genera; d1 una rnterme-t'ia per buoi, pecore e porci; di ~HHt stalla di quarantena . 1 ,,eteri nari, oltrechè attendere giornalmente alla cur:a dei ca· valli malati, visi tano due vol te per settimana gli altri cavall i dell? -stabilimento (ad ogni veterinario ne è affidato un determinato -mumero) ; di più, nna volta al m1~:Se, il veterinario capo si fa pre·séntare ed esami na accuratamente tutti i cavalli. La prova più con· -vincente del buon fnmionam ento del servizio veterinario sta nell a --ci fra della media mortalità .annua di cavalli, cifra che non ra~,·giun ge il 6 °/ 0 • ,.
* **
i,a stagione della monta ha pri nei pio a ~\T ezohegyes il ·l o d icembra -~ si protrne sino al ·l 0 gi ugno. Lo stallone è ammesso al salto,
normnlmente una volta ol giorno·; gli stalloni piil giovnni e più -ròbu~ti saltano due volte al giorno , prima e dopo mez;~,odì , due ,~iorn i della settimana. Un uffi ciale ed un veterinari o assiste alla monta . ·In media sono inv iate a Mezohegyes, per essere fecondate, da H O a ~1 5 0 cavalle all'anno, e ques te sono ricoverate nell e scu-. -d erie dello stabil imento ove sono nutrite a seconda dei desideri ~-del rispetlivo propr ietario, Questi è. obbli gato a pagare una lieve
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L'ALLEVAMENTO ~QUINO JN UNGHERIA
somm!l, ragguagliata a~. liorini (lire 8,80) al mese, per il governo· del proprio quadrupede, ma in compenso il posto di scuder·ia e la. , paglia gli son forni ti grati~ . li mantenimento normale di una gi~ menta, in ragione di tre chilogrammi biada e cinque chilogrammi fieno al giorn o, costa da 13 a ··14 fiorini mensilmente (da lire 28,60 a lire 30,80). La tassa di monta per le giumenLe di pure sangue varia in questo· stabilimento da fior iui 50 (lire •I l O) a fiorini '150 {lire 330) avuto riguardo del m!lggiore o minor pregio delfo stallone t·l ); per le· giumeqte di mezzo sangue, la ta~sa è assai inferiore e oscilla tra fiorini ·l 5 (lire 33) e fiorini 80 (lire 176) (2) . Siccome incoraggiamento alla produzitme è poi sta bi liLo che: a) paga soltanto metà tassa ·di monLa la cavalla puro sangue· nata ed allevata in paese, mentre metà della somma già pagata èrimborsata al proprietari'.> della giumenta se questa non rimanefecondata; li) è affatto esente da tassa di monta la' giumenta puro-sangue,. nata ed allevata in paese, che sovra . un campo di corse ha .vintoun premio dello Stato. Yuolsi notare che il nÌlmero dei salti, a cui è assoggettata una; cavalla, per la quale fu pagata la prescritta· ta.ssa di monta, non è: limitato, bensì la cavalla è condoua allo stallone .finchè lo rifiuta. Jl numero delle fa ttrici assegnate ad uno stallone è pari , illl media , a 45, se lo stallone è di mezzo sangue, non supera 40 se lo stallone è di puro sangue. Ques.ta differenza si potrebbe fisiol og icame~te spiegare. · lff
•• La na:;cita det puledri ha luogo tra l'oLLobre ed il maggio. 11 pu-· ledro di tre settimane comincia ad essere, in parte, alimentato con avena, in rag\one di 320 grammi al giorno; c_ompiuto che abbia· sei settimane di età e fino all'epoca d.ello slattap1ento~ che avviene: l
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(·l) Per un solo stallone, Fe11él:, si p~ ga. la ta ssa massima di lire 330. (2l Per un s'olo st~llone, F'enél;, ~i ~nga la tassa massima di Jire 1/6.
L' .aLLEVAlllENTO EQUINO IN UNGHERIA
1753
~erso i cinque m~si e .mezzo, la i·azione di avena è eli un chilo.gramma. Le mad ri sono giornnimente mosse al passo da ·l 1/2 a ~ ore, :anche se il tempo è caltivo; in Cfltest'ultimo caso però i pulèdri lattanti rimangono in scuderia. Nell'epoca del pascolo, e cioè- dalla ,metà di aprile alla fine di ottobre, le madri escono ogni mattina •per· tempo tostochè la rugiada è evaporata. Durante i forti calori estivi i cavalli rimangono tutto il giorno ~fuori scuderia e sul meriggio i custodi (csikos) li conducono in .qùalche località ombreggiata ove riposano. Allorquando i puledri hnnno quattro mesi si pone loro la ca.pezza e si comincia ad abituarli , a poco a poco, ad essere legati ·in scudet·ia; a cinque mesi e mezzo sono separati dalla mad~e e •marcati a fuoco colla marca di razza, quindi raccolti nelle ampi·e. ·scuderie da ciò allo stabilimento centmle. Trascorsi por,hi giorni ·e adattatisi ai distacco, veng0 no ri messi in l'ihertil e condotti in -branco ·all'apet:to guidali da un vecchio cavallo. F<}nno ritorno ;alle scuderie soltanto per la foraggiata pel' l'abbeverata . . Alla · ,fine di settémbre di ogni anno 'ha luogo la separazione·' dei ses5i · tfra i puledri. dell'annata . I puledri sia maschi, sia femmi.ne, sono .raggruppati distintamen.te per classi di età, ed ogni an n? al~" n'iag.gio ha luogo ·H passaggio da classe a cla!'s,e. · · Per fav orire lo sviluppo muscolare dei giovani · cavalli , questi , -sono giornalmente, per un'ora, fatti muovere in libertà al pnsso, ,al trotto ed al galoppo, dopo il quale esercizio, in au: unno ed in invet·no rientrano alle scuderie, mentre nell'estate rimangono · in .eampa:gna fino a notte fatta. Ogni branco di puledri consta di 40 a -50 capi; il custode montato (csilì.òs) è munito di una lunga rrusta .colla qu:1le li eccita e li incalza.
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'"
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In giugno ha luogo a Mezohegyes la classificazion.e dei cava lli , -secondo determìnate not·me identiche per tut.ti gli stabilimer_1ti .equini dello Stato. Il ~umero di gi umente di tre anni scelte siccome rfattrici non 'è costan t~ e dipsnde dal' numero delle madri sclassi·ficate e di quelle morte nell'anno. Le giumente di 3 lfa anni' sono messe in treno e provate su ap-
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L'At.LEVA)IEN'l'O EQUINO . IN UNGHERI~
L'ALLEVAMEN'rO EQUINO IN UNGHERIA
posita p!sta appartenente allo stabilimento; le ~eno ·adatte allar> sella sono sottoposte alla prova al tiro. L'allenamento graduale principia in novembre, e le corse hanno luogo ·versq la fine de~· maggio successivo. . La maggior velocità raggi unLa al galoppo ljlelle co r.:> e degli ultimi · anni fu quella corrispondente a 3000 metrt supe1·ati in 3', 35" (1); la prova al tiro che dette il miglior ristilt~to corrispose a un~ distan?.a di chilometri 22 1/ 2 per corsi in ~h, ·l' 46''.
se posse(Joono minore velocità, hanno tuttavia, più dei primi·; attitudin;<:>a portare pegi notevoli , sono assai resi sleoti ed hanno temperamento eccellente.
..\ neo i giovani stal loni vengono sol toposti, secondo quanto ·già. si é detto, ad un progressivo esercizio, tttltavia con scopo alquanto diverso di quello cui si ha di mira tralla~d~si delie gi~: mèote; impercioccbè nella scelta dei riproduttori SI bada, ptu che altro. alla loro origi ne ad alla loro conformazione. Epperò non sono nè allenati; nè provati in corsa; bensì iostochè hanno compiuto tre anni, e durame qualtro mesi sol tanto prima rli ioviarl i ai depositi, si mette agli stalloni la sella e si istrui s_cono rudim~n talmente. Ciò, che, a mio deb61e avviso, è d1 pmblemattca utilitiL
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* *' È degno di menzione il modo col quale i giovani cav.alli sonoabituati alla sella., Allo stabilimento è addetto un · certo numero d~ giov.inetti di età fra i .14 e 'i7 anni, , scelti per speciale attitudinenel ca;valcare e destinati, poi, a 1·eclutare gli .istruttori di equi- tazione, L qu·al i, pes~,tndp assai poco, avvezzano il cavallo a portarel'uomo, senza nuocere all o svil uppo fisico del cavallo stesso e· senza disgustal'lo. Questi giovinetti cavalcano in ripresa entro ap- . positi maneggi scoperti sotto la direzione di un istruttore, dapprincipio per breve tempo e esclusivamente al pass,o, quin-di, n grado a· grado, al trotto ed al galoppo, e sempre in semplice filetto. Ogni anno lo stabi limento di i\iezohegyes fornisce all' L e r .. Istituto militare di equitazione in Vienna. otto giumente, destina t~ ad essere poi fattrici, le quali montaté da ufficiali dell'istituto vengono sperimentate nelle cacce a Holic, nel salto degl} ostacoli , ecc. , col doppio scopo di met teme alla prova la velocità!. e la resistenza e di trarn., utili deduzion i per l'aUeva·mento. In massima· dettero prova di possedere distinte qua'tilà, siccome cavalli da caccia, i discendenti più prossimi di stalloni puro sangueinglese, senza di sgradarne, tuttavia, i Gidran ed i Nonius, i qual~
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** La cifra media annua 'dei gio\'ani stalloni inviati ai de'positi, è pari a 67 circa,. e cioè al 96 °/ 0 degli stalloni disponibili. ~ue_sti stalloni costano a!lo Stato fiorini 1200 (lire 28/•0) 10 med•a Ciascuno . Gli stalll•ni gi~t fu nzionanti da riproduttori nello stabilimento sono esercitati a sella per un'ora e mez~a ~io rnalmente: al pasc;o ed al trotto, nei mesi nei quali non ha luogo la monta; al passo soltanto, dui<lnte i mesi di monta.
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* * Annualmente ai primi di oltobre ha luogo a Budapest In vendita nll'incanto: a) · Delle caval_le madri sclassificate; b) Dei-cavalli di usuale serviziò dello stabilimento riformati ; · c) Delle giovani , giumente di 4- 'h anni eccedenti ai bisogni normali (soprannumerarie); d) Dei giovani _cavalli stati castrati , perchè non idonei come stalloni. (l colonnello cav. ·,Berta, attuale corn.andanle ' la .n'ostra scuola di cavalleria, appassionato ed intelligente ippologo, ebbe già a
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(l) Perché questa veloclta sia ,:tìu~tamonte appt;czzata, ricon1erò la velocita raggim}t~. da alcun! celebri corridori inglo;i e francesi i.n corse al galoppo: ' · · ·. Parigi 9 giugno 1873. - Boiard, 3000 metri in .3' 28~' ; . Ch~ntilly iO maggio 1873. - Bo·lat·d, 2400 metri in 3' 40" • . Parigi t6 ottobre t887. - Achéron, 3000 metri 'tn··a• 43''. Donca·stcr t5 settcmhf·e 1880. __._ Rob~r: 11 tile Devu, 2937 metri in 3' 3~''· /
t..' ALLEVA!!ENTO
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L'ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGHERIA
EQUINO IN UNGHERIA
pubblicare su quest~ NùJista. or so no quattro o cinque _anni, alcune considemzioni circa i prodotti degli stabilimenti equini ungheresi. Mi lim iterò qui ad aggiungere che a tali' incanti pos5ooo . farsi ottimi acqnisti di giovani giumente adatte per il servizio militare ; mentre altrenantp non può di'1·si relativ~mente ai gio · va.ni castroni, i qual i spesso sono difettosi:
'
.. **
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Il numero di g10vani giumente s~ prannumerari e messe irt vendita ogni anno varia da 4-0 .a : > o. Il locale ove l'asta è indetta . possiede un'ampia pista '.ili cui, anzi tulto, le gium ente sono tutlc insieme presentate montate alle varie :mdature; 'poscia, pet· ordine, ogni singolo animale a dòrso oudo è recato a mano all'incanto, affinchè ogni aspi ranle all'acqui:;Jo possa esam inarl1.1 a suo agio particolarmente; e.same cui è · conce~so di f<1re, anche in precedenza. nelle scuderie. 11 clireltore. dello stabilimen to _di Mezohegyes, che presiede all'i ncanto, fa distribuire al pubblico appositi elen ch~ a stampa, sui quali sono indicati tutti i dati segna le~ici, l'età, la discendenza, (nome di .padt·e .e madr·e) ecc . ecc. di ogni cavallo. Io pa$sato l'età delle ;:;iovani gi umente messe all'asta em .fissata a .1, anni; attualmente questa età è stata accresc iut~ a 4 'f, anni, corrispondente a. statura var.iabile tm 156 oentimetri e no centimetri circa (1). Per ogni giumenta di 4 ann i il p1·ezzo di vendita ammontava in media a fiorini '750 (lire r( ti50) circa; le giumente di 4· {f2 , anni sono attualmente vendute nl prezzo medio di oltre 800 fiorini (da •1700 a 11800 lire), vnriando tal prezzo, a seconda della di scendenza dell'animale, fra un mi nim_o di 600 fiorini ('1300 lire cir;ca) e. un massimo.approssimati vo di •1200 fiorini (2600 Ìire) (2), _ ._
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I buoni cavalli di sangw~ noto c gamntito costano cari anche in Austria-Ungheria . Pet· ogni -cavallo acquistato il compratore riceve il relativo pedirJ?'ee debitamente · autenticato.
Dissi più innanzi che 1 allorquando a Mezohegyes si fa la separazione dei puledri a seconda dei sessi, questi ·puledri sono marcati a fuoco colla marci\· di razza. Merita. che io quì accenni alle mt)d ~ li là di esecuzione di questa operazione, la cui razionaliti! ed opportunità paionmi indiscntibili. D'ordinario il marchio a fuoço si applica ai cavalli o su lla coscia 'o sulla spalla o sull'una e l'aiLr·a con tem poraneamente, e tale marca si limita o ad un se~ no con,·enzionale di razza, o ad una lèllera o ad un monogramma relativi al nome dell'allevàtore, o al Jlome proprio della· ra~za cui il_cavallo appartiene. Questo sistema pt·esenta due inconvenienti ; cioè, df\turpa il cavallo ed ò insufficiente siccome indicazione. Negli stabilimenti dello Stato in Ungheria !a marca a fuo co è fatto sul dorso pel. cavallo al posto della sella, cosicch è questa copre poi tota lmente la màrca stessa, la quale è combinata io guisa da permellere a prima vist.'l di dedurne la razza, la discendenzà e il sangue. Ai cavall i dell 'all evamento di Mezohegyes è impressa da un lato +
= del dorso la lettera tlf, sormontata dalla corona di S. Stefano M; dall'altro lato son'o impressi segni convenzionali , o lettere, da cui si deduce quali s,iano il padre e ta madre del puledro (•1). Questi segni convenzionali .sono racçolti in un'apposita tabella resa di pubblica ragione. Nè ciò basta: Dipendentemente dal lato del dorso su cui le marche soqo impresse; appare se il puledro è di puro , sangue; o di mezzo sangue. Pei_cavalli di p1wo sangue la marca !lf l
eu
La statura rtel e<tvallo non
c tleterminata .:ome
presso di noi, cioè, dal gare;e al
sùolo vur tlcalrn~Jite. hensi ·mediante 1111 nastro metrico che si adatta a l ca,•allo scendendo lungo 1:\ spalla sino al pie;Je. ~:videnterqente, quindi, st~lla cìfra osprimente la
statura ha ·influenz:t ·notevole lo sviluJOIW, maggiore o !l)lnore, di spalla. . _ i2) Prezzll ntggiunto a~li incanti che ehhero luogo a nudapejt sul p1·incip io di ottobre 1ft-gli alllll ! 89t e l 892.
(IJ Per esem tJiO 13. marca EN si[;nilica. che il f'Uicct ro c llglio dello stallono BremétJ,y o tii una. giumen ta Nonius . Se poi alla marca E~ seguisse Ull:\ cifra araba, G Jl. es., ciò sigllilìch ere hbét ctu! il puledro ti il sesto llglio del parlro c rlella madre suindicati. l.a cifra araba c apposta soltanto alle femmine.
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1758
. GALLE V.AMENTO E~UINO IN "UNGHERIA
L1ALLE:VAMENTO ,E(ìi11NO IN UNGHERIA ' ,.
Reg·ime. alimenta-re
dell'allevamento è posta sul lat•) sinist1·o del dorso, e gl·i altri: segni : indicanti la discendenza sul . .lato dest1·o; pei cavalli di mei.z'o sl),ngue la disposizione della marca e· dei se_gni' è.invertita.
Razionfl giorr!alicra Hl
chilogrammi
**,. Concludendo si può dire che .i prodotti 'tielle razze di .Mezohegyes sono, in massima, assai buoni e . a~sai adatti per gli usi militari, ove si, eccettuino ·f(lrse i G1·andi Nonius, i quali rara-. mente sono armonici .di forme .e non sempre P.Osseggano vigoria corrispondente alla ·mol~. . _ I cavolli di Mezohegyes non spiccano, in genere, per molt'a distinzione, non banno notevole velocità, tuttavia· sono, in compenso resjs~enti alle fa tiche, banno..solidi garre~ti, anche ben conformate e nervose,~reni brevi e bene attaccate, ottimo fond~ ed ecce'llente indolè. l:Jn motl:o .inglese dice che la bellezza del cavallo .sta nei suoi mezzi. ·' '**'* 1
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.i. ~ ·puledri di 3
settiman~>,
piyte di età
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sino a 6 :;etlimane com-
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'puledri dalla 7• settimana sino allo sla,tlamento
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0,320
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1,000 -
Puledri dal . giorno dello slattamento sino ad t anno compiuto
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' durante il pascolo .. . ' ·stalloni di t anno. · ~ nel rimaneute deit•anno'
di 3 anni
Ì nel
2,25014,500 2,500 1,900 2,250 3
pascolo. . .
:3,20015~500 1,900 2,25)
8
rimanente ·gell'anno
. 2,900 6,500
4
·i durante il
:Stalloni di 2 anni.
. 1 durante il pascolo . .
r.· , ·
uJUmente
rHnanenle .dell'anno
14.,200
5
(nel periodo della :monta · { nel rimanente dell'ann'o
,},500
6
d.
. \ durante il pa,;colo . . 1 anno ) · , ( nel rimanente dell'anno
1
Giumente di 2 anni
4
t',900 2,250 ' 3
·Giovani stalloni am- ~ nei primi due mesi . . . 4,500 .6 messi alla scozzo. · natura quando illavoi'O. è intenso 15,000 () ' :).200 f.l ..-Stalloni da monta \ nel periodo çlella monta Stallohi da p-rova
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~taJJoni
Jl seguente prospetto conti'ene i dati più notev;oli circa l'alimentazione dei cavalli prèsso lo stabilimento di .Mezohegyes.
1759
4
4
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-
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3 3
3,200 5,500
4
durante il pascolo . . • • 1,900 2,250
3
2,500 6,500
4
1,900 ~,250
3
2,9qo 6,500
4
~. nel. rimanente dell'anno
.
Giumente di 3 e di \ du rante il pascolo . . · 4 anni ~ né! t'imatiente dell'anno . '
-
Giovani •g iumente ~·nei p1·imi tre mesi . ' . . ammesse alla · · · s~ozzonatur? . quando il lavoro è inienso.
1
1 1-,8~0 6
4
5,500
4
·1·.
6
l
1760
r:ALLEVA!fENTO EQUINO lN UNGHERIA
L'ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGHERIA
R az1one giornaliera in chilogrn.mmi
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durante il pascolo . . rimanente dell'anno
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senza ~ dur·anle il pascolo . . . CD puledro ( nel -rirrianente dell'anno bJJ .s 1durante il pascolo · . . CD pregne ::l bC l nel rimanente d.,ll'anno 1: m ~ durante il pascolo . . . o col puledro. ~ · nel rimanente dell'anno CD :2l \ da tiro . . . . . .. . ~ durante il pascolo . . senza puledr·o l nel rimanente dell'anno ~ durante il pascolo . . pregne l nel rimanente dell'anno durante il pascolo . . o:l col puledro ~ 1 nel rimanente d'e!Fanno (O l o:: \ da liro
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In seguito ai moli rivoluzionari degli anni 184·8-49, a cu i tra
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gli allt·i, aveva attivamente contribu ito il conte Casi miro Batthyàny,
1,300
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a sud della fortezza di Kormon.; il territorio assegnatogli confina C(•i comitati di Raab e di Stohlweissenburg. li villaf.!gio di Kisbér, propriamente detto, è stazione della ferrovia Uj Szony- Stuhlweissenburg e travasi , perciò, in direiLo collegamento co~ sia Yienna, sia con Budapest. *•
!,300 1 h,900
2
17 6~
8 l 6 . !1,900 ::!,500 4;500
questi fu condannato nel capo ed i cospicui beni di lui furono confiscati a profitto dello Stato. La signoria di Kisbér, che faceva parle delle propt·ietà del conte, e èhe aveva oltre 7000 eltari di estensione, parve adattissima per impiantarvi unò sta bilimento equino; impianto a cui infatti si addivenne in virtù di sovrano decreto del luglio 18()3. Il generale di cavaller·ia conte Hardegg, in quel tempo ispettore delle rimonte, avrebbe vo luto che. a Kisbér si raccogliessero, fi n dapprincipio, da 300 a 350 fatlrici. Epperò fece proposte in ordine al personale ed agli edifici che all'uopo' sarebbero abbisognati. Ma i mezzi pecuniari sui quali potevasi far ·calcolo erano limitati; il suolo del dominio di 1\isbér, non produceva, allora, biade' a suflìcienza per uu allev<~mento siffallamente considerevole, ed avrebbesi dovuto quindi acquistarne dal commercio; difellavano pure, pel momento, ricoveri per i puledri nascituri ecc. Il grandio5o P.rogello Hardegg rimnse qu indi allo stato di semplice progello.
,500 8 6 Z,250 2,500 3,500
I:2,900
' l~.800
1
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b) Kisbér. Lo ·stab'Ùimento di Kishòr fu istituito. esse~ zialmente, por l'nllevat~ento del puro sangue. - .Esso giace in UngiH~ria i1ei comitati di Komorn e di Weszprim , circa 30 chilometri
Nel novembre '1854. l'ell'ettivo cavalli delll) stabi limento constava di : 12b madri . 80 giovani giumente. ·14 cavalli da sella di servizio. 16 cavalli da lavoro. Primo' direttore e, meglio direi, vero fondatore di Kisbèt· ru il maggioi· generale Fmncesco won ltitter, dotato di tutte le qua-
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1762
L' ALLEVA~IENTO' EQUINO IN UNGHERIA
lità piìr s piccatament~ nd,,tte per adempiere all'importante compito aflidatog1i. ·Come accennai più sopra, lo Sinio intendeva provvedervi alt'allevamento di cavall i di nobile sangue, nobi ltit di sangue che nel paese era mol to ·scarsa, men tre assai costoso sarebbe slato il ri correre all'estero. Sul rinire dell'anno ·1853 lo scioglimento della razza Csapody di Berky ~n·erse propizia occasione per l'acquisto di stalloni , e il governo ne profittò per procurarsi , a pr·ezzo relativamente limitato (fiorini -14-,000, cioè li re 3·1.000 circa) , 22 stalloni di razza· inglese e araba, tra cui un puro san~n e . Altri sta!loni si ebbet·o successivamente dn 13abolna, da Mezohel.!yes e da Lippiza, mentre alcune giumen le, di diversa <lrigin e, furono importate. Tuttavia se questo materiale, si.1golarmente considerato, poteva dirsi buono, è indubitato che nel suo complesso oft'riva ben scarsa omogeneit:t. Di che fa testimonianza il libro (Ge.stùtsbnch) ove sono inscritli tutti i quadruped i delle razze di Kisbér, libro che fu, or sono pochi ·anni sol tanto, compilato co n somma diligenza dal maggiore Eugenio di 'Kolossvary, il quale seppe tra rre da l dimenti catoio tulti i documenti esistenti .al riguardo , rendendo un segnalato s~ rvizio agli ippologi. , Nel gennaio 1856 sua maesHt l'imperatore ordinava che si costruissero a Kisbt'!r Laluni fabbricati ritenuti indispensabili , cioè: d ne scuderie per ·l 00 madri , una sc uderia per ·l 00 puledri sia tlati , una caserma, uno spedule, una infermeria cavalli, un maneggio coperto ed uno scoperto. Tottociò doYeva essere in pronto per la ·fine d' aprile dell'anno successivo . - Nel frallem po si pro-cedelle alla meglio a forza di ripieghi . Sulla fine del '1856 ~ i sviluppò anche a Kisbér l'influenza tra i quadrupedi, e vi mi etè non poch e vittime. Anco ra men·o gradito <>spite ru nel ·l 859 il f:1rcino, sebbene fortun~tament~. la brutta mala.llia non si estendesse gran faLLo. Erano pertanto tt·ascorsi sei anni daila fo ndazione dello Sl:lbilimento , durante i quali il puro sa.ngue era andato a mano a mano crescendo, tantochè nell'anno 11860 a1revan si già, 33 giumente. c ·12 stal loni puro sangue. Quindi si pensò di istituire una Yera e.. propria scuola di allenamento (toraining), la quale
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L ALLEVAli1ENTO EQUINO IN UNGHERIA
1763
permettesse ct·, metter·e alla prova le atlilttdini e i preg i dei singoli prodotti. Fn impiantala una scuderia da corsa, fu predispo. sto un campo di corse, fu acquistato 1111 cavallo per condurre il ga loppo. l\Ia i risultati di questa nuova istitnzione non corrispossro ~Ile previsioni . • La scnde r·ia di corsa. .:ostava assa i più di qna,nto non rendesse, epperò nel marzo '1867 fu abolita, e ve'n ne determinato · che, da..allora in poi, i puledri di un anno puro sangue fossero annualmen te venduti all'incanto al maggior ofl'erente. Il priroo di Lnli incanti ebbe luogo n Kisbér stesso nell'a utunno dello stesso anno '1867 e vi si ve nrlettero olio sta ll oni e undici
***
Il periodo di tempo dal 4862 al 1865 era ·stato specialmente propizio a · Kisbér, vist.o il numero notevole di stalloni puro .~angue e di .fattrici, puro sangue e mezzo sa ngue, di cui si era arricchito. - Tra i primi m.erita speciil lissima menzione il cel ebre Buwinser, il quale, anche tenuto conto della sostanziale diffe- . renza di allevamento nei due stabil imenti , fu per Kisbér un ac.quisto più ;mportante di quello che Nonins non lo rosse stato per Mezohegyes. Bu ~canee r , prodotto del.la razza di Lord Dorchester, nacque nel ·l 8i>7 da Wil d Dayrell ( 1852) e da una caYalla. puro sangue (4 84·1) figlia di Little Red Rover (·1827) e di Ecla t ('l 830). A un anno d'etit fu venduto a Lord Portsmouth; a du e anni si misurò in corsa, per la pri ma volla, con esito non mollo bri llan te, quindi sino al '1862 incl uso prese parta a diciannove corse riu· scendo undici vol te primo, e tre · volle secondo. Hitiensi, tuttavi a, che questo stallone si sarebbe maggiormen te segnalato se non avesse so[rer-to di un, sopt·osso assai mo lesto, e se avesse potuto, ogni volta, entrare in lizza perfettamente in buono stato; ciò che sembra non avven ìsse mai. Quanto a forme· esteriori, Bnccaneer nulla aveva di spiccatamente. notevole. Era anr.i caralteristico in lui il difetto di distinzione. . Lo stabil imento di Kisbèr ottenne BLJ ecaneer in cambio di una cavalla (J'he Gent) già comperata in Inghilterra l'anno ·1862, più
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17()4
1765
L'ALLEVA :!lENTO EQ,UINO IN UNGHERIA
L'ALLEVAMENTO E~UINO IN UNGHERIA
una rifatta di lire 6iì000. Prezzo notevole, poichè questo stallone era ben lungi dall'avere, allorn, qnélla celebrità che si acquistò poi come riproduttore. Più tardi l'lnghiltetTa· volle riaverlo. ma vani riuscirono i tentativi fatti all'uopo. _ Dal ·1866 al '1885 Buccaneer copd 26~1 giumente dello Stalo (di cui .162 puro sangue; 47 mezzo sangue e 52 tre quarti di sangue) le quali dettero alla luce 168 puledri (78 maschi , 90 femmine); tra il 1866 e il ~18 86 lo stesso stallone copri 467 r.avalle di proprietà privata, con tassa di monta che vat·iò da un mi nimo di fiorini '120 (lire 270 circa nel 11866) a un massit;no di fiorini" 500 (lire H 00 circa) .. ~on · parmi cosa priva di interesse aggiungere che tra il1867 e 1! 1887 fu rono venduti ai pubblici incanti 37·1 puledri di un anno, prodoLLi da Buccaneer con cava lle dello Stato e con cavall e pt'ivate, per la somma tota le di fiorini 285,765 (lire 630,000 circa). Mollissimi furono i diretti discendenti di BLiccaneet· che ,si se• gnalcirono sui campi di corsa in Austria-Ungheria ed altrove; tra tutti ricordérò il notissimo stallone Kisbér vincitore nel 1876 ,del derby di Epsom e del grnn premio di Parig:. Buccaneer mori a ~O anni nell'apri le del ·1887; il suo . sche· . letro è con:;ervato , a titòlo d'onore, nella regia scuola veterinaria. di Budapest. ·
. Lo stabilimento fu quindi posto alla dipendenza del ministero di agricoltura, .il qua le studiò di introdnrvi quelle riforme, che la esperienza ·del passato additava siccome necessarie ed utili. Infatti se l'allevamento del puro sangue poLevasi riguardare scevro da mènde, non <lltreLtanto doveva dirsi del me.r.zo sangue, il quale troppo si risentiva della poca o punt.-'1 omogeneità degli elementi che avevano concorso a costituirlo. Eppet·t.anto si pensò di elevare la qualità a detrimento della quant~à, cosicchè il numero di cavalli che all'atto della presa di possesso di Kisbér, ascendeva, come si è visto, a ~>91- , era r:idotLo un anno dopo a 459 , compresi, bene inteso, in questa cifra come lo erano in quella, i cavalli da tiro e da sella pel servizio ordinario dello stabilimento. L'anno 1872 il ministero di agricoltura decise di acquistar·e un altro stallone di prima classe, che coadiuvasse il già maturo Buccancer. La scelta cadde su Cambuscan, il quale alla prova si · dimostrò, pit'L tardi, eccellente riprodutLore. Cambuscan, stallone sauro, appartenente a Lord Stamford fu pagato 5500 ghinee (lire H7,000 circa); esso era nato nel 1861 a Hampton Court {razze reali) da the Anow ('1850) e i\'ewminste?· ('1848). A giusti fie:~ re Ìa fama eli questo stallone basta ricordare taluni saoi prodoui , qun li la celebcrt·ima ed invincibile giumen ta Kincsem (da · Waternymph 1860) ('l) e gli ottimi stalloni Pasztor, Czimer e Milon attualmente in servizio di monta a Kisbér. Cambnscan divenuto cieco e gravemente malato di malattia incurabile, fu abbaÙuto nel luglio 11882, all'età di 2•1 anni. Nel periodo di tempo trascorso fra il 18'73 e il ·1880 inclusi, Camb•1scan coprì ,124 giumente dello Stato le quali dettero 81· puledri (4·0 maschi e 44· femmine), inoltre coprì ·1i)9 cavalle di proprietà privata mediante tassa di monta variabile fra un minimo
,.•* Il 28 dicembre ~1869 la razza di Kisbér passò in proprietà dell(l Stai.\) ungari co con una cifra complessivr, di 594 cavalli di cui: 'l 03 puro sangue, 475 mez~;J sangue, ·17 percherons. Alcuni (9) giovani stalloni di 3 anni, designati dalla sorte, do- . vetterò, in virtù di pattuita convenzione, essere ceduti al governo cisleitano. ' Primo atto del. governo ungherese fu quello di reintegrare la · famiglia Batthyany nel possesso dei beni statile confiscati per causa poli tica. Non vòlendo, tuttavia, rinunciare all'allevamento di Kisbér, ritenuto di pubblica utilità, ne riscattò il tenitorio per la cospicua somma di 4, 700,000 fiorini pari ' a lire 3,800,000 · ci rca.
li) Kincsem (parola che significa • mio tesu1·o "') ne1 IJ~I;<ttro ;mai,_~ coi ~i limitò~~ carriera su l t~1·(, prese pa•·tc a 54 corse misurandos• con cavalli mglcs•, fra.nces•, tedeschi, austro-ungarici, e l'iusci sempre vittoriosa, riportando sci premi d'onore o vincendo in (lenaro ·lire '•50,000 circa complessivamente. - Il suo nome er;t prcçtcslinalo.
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ANNO X:t.SI1.
1766
L'ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGH~R!A
di lìorini200(L. 4·50 ch·ca) ed un massimo di fiorini oOO (L. HOO circa). ('l ). . .. . ..., Un anno notevole per l' allevam en ~o d• K1sbér fu 11 ~t8J7, anno in cui [u acquistato per L. ~t 95,000 i·l rinomato stallone puro sangue. sanro-chi:1ro dorato Verneuil, nato nel 1874 a Charmant in Francia da Regalia (1862) e da i'llortemer (·1865). Verneuil' che ebbi occasione di vedere un anno prima della. sua fine si distincrueva essenzialmente pe1; solida ossatura e per forme dir:i quasi m~ss icce, rare in un puro sangue. Ma!grado gli ottimi precri aeneral mente riconosciuti, in questo riproduttore, non mol~o· n~merose furono tuttavia rel!ttivnmente le giumente di proprietà privata inscritte annualmente. per la .mont~; e ciò. s~ può spi egare col fatto constatato che, 1n mass1ma , 1 prodott1 d1 Verneuil si fac evano . assai tardi, e lino al terzo o quarto anno compiuto. non davano alcnil rendimento, mentre poi non pochi riuseirono med iocri. . Verneuil tornò assai più · proficuo all'all evamento del mezzo sangue, che non a quello del puro sangue, al che.probabihnente, contribui la sua struttura. Ciò in cui difellò essenzialmente questo stallone, fu nell'indole, la quale era pessimn, Specialm~nte d~d 4 88~1 in poi esso era divenuto feroce e acerrimo nem1co dell'uomo, e non pochi tra coloro che lo governavano ~bber~ .a soffrime. _Mori di colica il 22 agosto ·1890 e il personale d1 serviZIO a Kisbér certarnenLe non lo pianse. Dal 1880, anno in cui cominciò a funzionare da ~iprodu~lore, al ·1890 Yerneuil coprì 233 ca,·alle dello Stato le quali partomono in totale ·136 puledri (73 maschi e 63 femmine) e cop~·i ~iH O.~a~ valle eli proprietà privata, con tassa media di monta pari a fìonnt 400 (lire 900 circa) (9). , / .1 . ·Tra àli allri stal loni, di cui successivamente si (tiTICCht Kisbér, "' ancora: menzionerò
(.1) La tassa 1n~ssima fu pagat~l flue sole ''oll~, la tassa _minima dieci , volte. La . tassa normale ~unmonlò a Cìorini t,oo (lire 000 circa) . (2) La .tassa minimo ascese a !iorini iOO (ht·e 220 circa>. e fu p~gata per Chle ~o!~ cavalle, la tassa mnssima sali a iOOO liorini (lire 2200 ~n·ca) e fu pagata una ~o l,l volta.
L' ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGHERIA
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1767
1" U1tpe1·ra puro sa ngue, nato nel 1876 in Inghilterra da .tady Morgan (11865) e da Adventurer (·1859), comperato nel ~1 883 -dal conte lvan Szapàr·y per L. 78,750. Di dasse inferiore a Verneui l ed a· Cambuscan, di forme alquanto leggere, non in-contrò gran fatto, sulle prime, il favore degli allevatori. Salì in filma dopochè Laluno dei suoi prodoui ebbe a segnala1·si, quali Rajta 1\ajta che vin se il Derby di '\'ienna l'anno 1888. Dette ot·timi risultati sia nel puro sangue, sia nel mezzo sangL1e; \ suoi prodotti si •distinsero per nobiltà di fo1·me e per spigliatezza di .andatme. Sfortunatamente questo ollimo stallone soggiacque a una colica sulla fine del 1.889. 2° Kisbér ocscse (ossia: (mtello di l(isbét) stallone baio puro ..." anaue nato a Ki sbér l'n nno ~ 877 da Buecaneer e da Minerai, l'l , .comprato nel l 878 per fiorini H~,000 (eirca L. 26,000) al pubblico incanto dnl sig. GytiTky e riacquistato dallo Stato Ungherese nel ·4880 per fiorini ·!5000 (circa lire 33,000). Fu. assai .poco utile al·l'allevaroento del puro sangue; rese per contro ottimi servizi nel m ezzo sangue, al qu11 le ultimo non trasmiso, come al primo, laInn i difetti propr·i. 3° Gl~nnet·sbwry, puro sangue sauro , nato nel ·1876 da Hippia ('1864) e da Th e Hcrmite (·1864), allevamento del barone ,Lion ello Rothschild, allo di statura ('178 centimetri); belliss_imo di 1forme, non corrispose in nessuna guisa all'aspettativa, e fu ; si può dire, un non valore. 4° Craig J.l 1illm·, puro sangue saur·o nato in Inghiltena l'anno '1872 da ~1iss Roland (1863) e da Blair Athol (1862) , ac_.quistato per Kisbér nel 1883 al prezzo di L. ~1 3.2, 00 0 circa. ~al grado il lungo ordine di magnani111i lombi pei quali era ~ceso 41 suo sangue, fu. poco prod uttivo e per giunta dette prodotti me-diocri, distinti soltanto per le inesplicabil i varietà di mantello. 5° Doncastr~1·, puro sangue sauro (1 ), nato nell'Yorkshire nell'anno 1870 da Marigold (!J860) e da Stockwell (1849), ap · ;parten eva al Ouca di Westminster allorchè lo Stato Ungherese lo comperò per L. ·12i1 ,000 . .Questo stallone non solo si era (l) Non vjtli mai al tro l'e tanti cavalli sau.ri, Ciuanlì se no veggono io Austria-Un,gh eria, ciò che si spiega forse coll'nbbondan7~'t di sia lioni di questo mantello. ,·
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L'ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGii:!IR.IA
1768
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i..'ALLEVAlfEJSTO EQ.UINO IN UNGHERIA
giil distinto sui campi di corse, vincendo il Derby del ·1873 in I ngh ilterra, ma erasi anche addimostriltO ottimo quale riprodut· . tore. Epperò il 'comando dello stabilimento di Ki sbet· fu assai lieto di possederlo. I discendenti puro sangue di Doncaster, natiin Ungheria, furono, nullameno, ben lungi dall'avet·e i p_regi del padre, sebbene lo si avesse accoppialo colle . migliori fattrici. I)er contro i suoi discendenti di mezzo sangue sono a buon dirittopregiati. ed all' incanto annuale di Budapest raggiunsero, talvolta, prezzi elevatissimi. . Ora questo stallone è troppo innanzi negl i anni perché di luipossa farsi molto calçolo. 6° Sweetb1·w d, puro sangue baio scuro, nato l'anno ·1879in Inghilterra da PefTar (·1871) e da Brown Bread (·1862), costò L. 05,(100. Diversi sono g.li apprezzame~lti degli intelligenti riguardoa questo stallone. Dal188 11 al '1885, iriclu~o, pt·ese parte in· Inghilterra a 24 · corse, riuscendo sei volte primo, sei volte secondo, due volte terzo; risultato, invero, non troppo brillante. 7° Baldur, puro sangue sauro, nato l' anno '188~ in I nghillert-a da Freia (1873) e da Doncaste1· ('1870), fu compera_to per L 42, 500. Si misurò in corsa tredici volte in tf'e anni ( 1885-87) .con successo nieno cb e mediocre. Avuto r-iguardo alla sua origine, si ritenne che sarebbe stato utile acquisto per 1\isbér. 8° Galaor puro sangue, baio scuro, nàto l' anno ·f 88o in Francia da Fideline {'187·1) e da Isooomy ('1875), pagatoL. 4·l 0,000 al pubblico incanto a Parigi, e condotto a Kisbét' nell'autunno ·1890. Sui campi di corsa in Francia fra il ·1887 e '1890 si era mostrato corridore di prima classe, vincendo in 27 prove tanti premi per l'importo complessi~o di oltre 3'18, 000 lire, Ha splendide forme ove si eccettui un lieve difetto nella groppa, alquanto scadente. Gli altri stalloni puro sangue, che già funzionarono o che tuttora funzionano a Kisbér, nacquero e furono allevaLi in paese. Menz ionerò: Pàsztor (11881) da Lady Patroness ('1871) e da. Cambuscan ('186'1); Czimeì· ('1881) · da Lenke ('1868) e da Camhuscnn (-1861); 'lJi·rò (1885) da llirdcage (•186~) e da· Gunnersbury (·1876); Edga1· ('188'1) da Veile ('1864) e da Ostreger (1 86'?); _Bdhàny (1878) da Lady Florence (rl862) e da Buccaneer
{'1851 ); Milon (•1880) da Mildred ('1868) e da C'ambu_scan ~~61); Bal:rsam ('1884) da Lionne e da Buccaneer; Elemer (l811) da Elspeth e da Buccaneer; 11ferry -Andrew da Iubilant e da Chippen.dale; Mo1·gan da · Morgiana e da Springfield. (l li stalloni Bàlvàny, Milon , Elemér, Merry-Andrew e Morgan, sebbene di prop~ietà privata, furc;>no ammessi a Kisbèr, siccome i'iproduttori in aggiunta a quelli dello Stato. (Continua).
U. B.
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LA CAVALLERIA N BLLA ODIERNA GUERRA DI 1U.SSE
LA CAVALLE.RIA NELLA ODIÉRNA GUERRA DI .MASSE (Coulin uazione e {ine, vedi numet·o p1·eceàenle)
.Due eserciti moderni, dalle fronti e dai · lìanchi smisurati , dalle dense e profonde colonne, sono in presenza se non colla vi sta almeno pel contatto: contatto leggero, superfir.iale ancora, ma che non tarderà a diventare intimo e definitivo. Già le reti di sicurezza si toccano e si rincorrano; le Jor·o punte più avanzate, verè antenne o tentacoli, s'incrociano. L'uno non può fare il più piccol o movimento senza che l'altro trasalisca. Ancora qualche passo e i due mostri sono alle prese. Quale sarà in questa grandiosa co llisione la parte fa tta alla. cavalleria ? Di tutti i compili di quest'arma quello dell' intervento suiC9mpi di battaglia è il più di ~cus so. Si è detto e sr.rit.to fin o alla sazieLà che i continui perfezionamenti delle armi da fuoco condannanole masse di cavalleria all'impotenza. Ma se si anr1 lizzaoo bene i fatti di guerra; se nello studio approfondito dell e campagne si ricercano le cause che in date epoche hanno allargata o dim inuila l'azione della cavalleria, sì trova che queste r.ause non furono originale da, ~ am biamenli nell'arma mento~ ma essenzialmente dai principt che presiedettero all'educaziotie e all'impiego dell'arma. · ' ·
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Se tosse diversamente la cavalleria sotto Federico avrebbe avuto un impiego più ristretto di quello che ebbe con .carlo. V? quella d~ Napoleone av,rebbe ottenuto risultati meno brillanti ~~ quella d1 Luigi XIV. Invece <·.hi meglio ~i Napoleone seppe sermsene ? M a~ ren (fo, Aspern , EylauJ Borodino sono là per aueslal'lo. · Ep~ure 1 fucil i avevano una pol'tata più lunga e più efficace di quell1 ado. perati ai tempi di Carlo XII , e di Gustavo AdoJro.. E se facciamo un pas:>o. più avanti nella SLOI'Ia e veo1amo ad epoche a noi pi ù vici ne, al 1866 e al ·1870, ci scontria mo in fatti che ancor·a più smentiscono l'asserzione dell'impolenzR della cavai- · Jerin sul campo tattico. A CustozR ;15 squadroni con improvv1 se e -impetuose cariche con tro le teste del 3° corpo italiano al ~oro sboccare sul campo di ballaglia lo paralizzano e lo tengono m opero~o pel rimanente della giornata; a Koniggr5.tz 2 divisioni di cavallena austriaca si gettano sulle colonne prussiane vittoriose e impedis.cono che la r iti rata si cambi in sfacelo; RVionvill e la cru·ica della bl'lgata Bredow arresta il movimento offensivo del !)0 corpo frances e e permette ai tedeschi dr far entrare in linea nuove trup pe. Gli squadroni dì Brerlow soccombono ma dopo aver salvata la 2" armata da un imminente pericolo ed aver ristabilito l'equilibrio della battaglia . . In questi tre episodi svoltisì in tre momenti differenti d.i battaglie moderne: al principio, alla metà ~all a fi ne, la cavallen a ottenne risultati lallici indiscut.ibili. Ora ottene1·e rist~ltati tattici; adempiere là propria missione è, - · in o••"i il criterio più esatto per giudicare del valore di un'arma ' ' . _come00strumento di guerra, qualunque smno le pord1• te che essa può produrre o subi re. . L'argomento prio ci pal ~ quindi ·cui ci si appog:,:ia - la potenza del fuo co - per escludere dai campi di battaglia la cavalleria non ci sembra i~tieramente convincente. Ci pare pintlosto una emanazione ùi quell e teorie astratte fondate sui risultati dell'esperienze del tempo di pace, ma qell e qnali noi) si ti ene abbastanza conto dell'elemento uomo . · , Fra il tiro su ber:>a"li inanimati, invero, ed i tiri di guerra cor' n . rono differenze così sentite da non potersi, a nostro credere, rag1o· nevolmente da \'uno·deduiTe consegu.enze circa gli effetti dell'altro. Per quanto ~i faccia, è impossibile fare entrare nell'esecuzione del
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primo i due· fattori momle e emozione che reunano sovrani :>ui • o campi di battaglia. Quando lo strepito del combatlimento si fa pitì vivo e gli uomini cadono da ogni parte; quando la coscienza della morte aleggia aWintorno, si può credere che i tirato1·i scossi ed eccitati da mille sentimenti violenti possano davanti all'avanzare minflccioso di cavalleria calcolare le distanze, regolare gli alzi, puntare con precisione? , · Lo stesso perfezionamento delle armi a ripetizicne , che 1 ~ ha fatte così micidiali, nel medesimo tempo che ne rende più difftcile il maneggio aumenta le diffìco!Là di dirigere il tiro e favori sce lo sciupio delle mun izioni. E Cl'edinmo di non andare err;Li nel ritenere che nei momenti critici il fnoco rapido sfugga ad ogni metodo, ad ogni controllo, pe1· quanti sfo l ~ti facciano gli ufficiali -per impedirlo. Se allora una irruzione di cavalleria viene a sorprendere la truppa che lo adopera assai difficilmente essi potranuo 'padrone~ giame l'emozione. Lo spavento, il terrore la parali7.zeran oo e la renderanno incapace di servirsi utilmente dell'arma che ha nelle' mani. ' I progressi dell'armamento non possono 'cangiare la natura dell'uomo. Fino a tanto che questi sarà il principale fattore del combattimento, la cavalleria potrà ripetere quella professione di fede che emetteva l'indomani delle guerre dell'impero il vecchio maresciallo di Wrangel. « No! La speranza di compiere grandi cose non svanirù fino « a tanto che i campi di battnglia presenteranno terreni djsuguali , «coperti e che ·permett:mo la sorpresa; fi.po a tanto che le nubi di « polvere veleranno 11 com balli mento; e il' nunore della batta1rlia e « il pericolo renderanno indecisi gli spjrit.i deboli ; fino a tant~ che « i nostri nemici saranno uomin i ai quali l'aVI'icinarsi di una carica « di cavalleria beri compaua non farà lo stesso - effetto di un « bersaglio • (1 ). Questa opinione, condivisa da uomi ni che han no fatto la ,rruerra come il principe Federico Cado, von der Gollz, il principe Hohen lohe in Germania, Skobelef in R us~Hl, il geuerale G·a llifet in Francia,
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ci incoraggia ad esporre la nostra convinzione che, cioè,_malgrado te nuove armi da fuoco la cavalleria ha tuttora una parte importante nelle battaglie. Ma di si mile asserzione non basta affermare il principio; importa sopratutto dimostrarn e l'applicazione. Per fare ciò bisognerebbe penetrare in un campo di battaglia modemo . studiarne la fìsònomia , coglierne i pnrticola1·i piil salien ti , esam inarne le successive fasi e per ciascuna di queste stabilire la parte che tocca alla cavn lleria. Ora questa analisi è fallibile. Jmperocchè la battaglia , quali sianoi tempi e i luoghi , si basa se.npre sopra una combinazione di forze materiali e morali, ed in conclusione altro non è se non una progressione-di sforzi ed un'alternativa di sentimen ti. E non sarit soltanto la battaglia classica che prenderemo '' soggetto, ma la batta~! ia vera, eterna: quella che trova il suo fondamento nell'equilibrio degli elementi materi ali e 'morali: la battaglia del numero, delle arm i, dell'in- , telligen~a, dei muscoli, dei nervi; quale in una parola è sempre stata e quale sempre sariL
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e il preludio. In quel raccoglimento, in quel
semi silenzio che di solito precedono le grandi cose, si O•ie in lontananza il rumore cupo dei carri, cannoni e grosse colonne che si avvicinano. Su di di un fronte di decine di' chi lometri vanno addensandosi profonde e dense ma~se, quasi nubi di un umgano i cui fuoch i ben presto solcheranno l'atmosfera. 'l'utto ad un tratto da un'altura in distanza parte un colpo di cannone. È il segnale ·della hanaglia: segnale ri:.. splendente e lugubre che elettrizza i coraggiosi e scoraggia i timidi. Rapidamente su tutti i punti dell'orizzonte appaiono bat terie d'artiglieria che -prendono posizione ed aprono il fuoco. Così la battaglia incom1ncia con unn gigan tesca lotta di artiglieria. L' eventualilà di un simile preludio non è più da mettere in dubbio. Gia a Sedan l'artiglieria tedesca, protetta dalle division i cavalieri:~, aveva preceàuto i corpi di battaglia e prima del loro arrivo avevt1 avvolto in un cerchio di fuoco l'esercito fran cese. Da quel giomo il principio ra7.ionale di raggruppare l'artiglieri a alla testa delle colonne affin.~hè possa entrare prontamente in azione è
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stato ammesso da tu lli.. Ne è prova la nuova ripartizione delle bat. terie nei dispositivi di marcia; ripartizione che d'altronde risponde al concetto del moderno impiego in massa dell'arma. Sarà quindi sotto la protezione della loro artiglieria che le armate nelle batta· ' glie avvenire si spiegheranno. In questo momento la cavallel'ia, avendo pre;;eduLe le coiCinne, è la sola ch'è giunta sul campo della pugna. Non andrà molto però che quelle masse di squadroni, siano essi delle division i indipendenti oppure addetti ai corpi di ar·mata, dovranno sgombrare il fronte , poi ché indietro le teste della fanteria hanno cominciato a sp ie~ar•s i e -la distanza fra le ljnee avversarie va facendosi sempre più ristreua. Ma prima resteranno inoperose l'u!Ul di faccia all'altra presso quelle batterie la cui voce le minaccia e ad un tempo le attira? Si ritir·eranno senza tentare di ridurle al ~silenzio; senza cercare di sorprendere o di ritardare le colonne che vanno sboccando ? Non lo c.re,diamo. Se la cavalleria è audace e intraprendente può gellare 1 ·germi di una vittoria. li;
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Inlanto la fanteria, avanzando sotto la protezione dell'arti olieria o ' è entrata in s..:ena. Fitte catene di cacciatori sostenute indietro da numerosi battaglioni di prima schiera si sono distese. Moltepli com, battimenti, d.iversi fra loro per carattere e forma, tanti quante sono le località di cui è spar·so il teneno; vanno accendendosi su tutta la linea di battaglia come fuochi simultanei di nn vasto incend io. . .Fra le due linee di fùoco avversarie, la cui intensità va sempre pru aume.ntandp, ormai non v' è più posto per· la cavalleria. Essa ò coslrella a ritirar·si sulle ali 'dove si nggirerà spiando l'occas ione per· intervenire . . « La cavalleria, dice Napoleone, deve essere adoperata al « principio, nel mezzo e alla fine·della battaglia secondo le circo« sla ~ze ('1): » E a Marengo, a Aspern, a Eylau, a Wagram, a Borodrno mette in pratica questo precet.to con vigoria meravigliosa .
(l) NAPOLEOXI! ,1fC11101'1e.
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..Ma questo grande uomo di guerra anzichè disseminare la sùa cavalleria in groppi inutili su lutto il fronle usò sempre tenerla raccolta in masse compatte, pronte ad entrare in scena con tutlli la lorQ forza morale e materia le. E piazzando queste masse nei punti · più indicali per la loro azione e dando chi are e predse istruziont ai generali inca1 icali di condurle, potè ottenere che le lnro irruzioni fossero no·n sollanto il risultato 'di una ispirazione del momento o di un caso fortunato, ma la co.nseguenza logica d'una concezione sana e forte, la ri:mltante naturale di una concatenazione di fa tti. Cos} mf\i fu obbl igato di mandare a cercare la sùa cavalleria, impero.cché essa d'i propria iniziativa si gettava sul nemico non appena l'andamento del comballimento lo richiedesse. Ora quest'azione in massa, questa tallica di decisione, cosi feconda di risultati, non la troviamo imitala sui campi di battaglia reèenti e l'orse fu la causa non ultima dei sca rsi successi ottenuti da quest'arma. Tanto che uno scrittore tedesco ebbe a dire << in « nes,;un combattimento fu possibile trarre immediato.profitto dei · « vantaggi tatiici riportati , perchè la cavalleria si trovava in punti (( dove nulla aveva da fare, perohè vi si man tenne ,)st.ina« tamente malgrado le diiTerenti peripezie ùel combauimenlo << od anche perchè arrivò troppo lardi sul cnmpo di bat« tagl;a. Dov' è che la cavalleria tedesca fu adope rala in mas.;a. ·« di divisioni? Ha fatto essa altra cosa all'infuo ri di cal'iche « parziali . le quali pN' rispeuo alla situazione generale non po· « Levano riuscire e non sarebbero riuscile in nessuna epoca e « qualunque fosse stato l'a rmamento. (•l ) » In quel mul tiforme assieme di combauimenti parziah e sincroni àdunqua, che contraddislingue il periodo di -preparar.ione all'assalto : - pariodo che è il piu lungo, il più .oscillante, il più pe· noso, il più micidin le d ~l ll a battag lia -- ht cavaller ia non potrebbe rimanere estranea R i unit:~ in masse, dovrà ser.ondo l'idea napo· leonica, segui rne le dill'erenti vicende ed essere sempre pronia a cogliere l'istante propizio per opera_re. - Se non che dall'epoca napoleonica ai nostri giorni l'avvenuta
(l) (.a division dc cava lc1·ic da11s ta bataille, pa r BF:OKtln.
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trasformazione dell'armamento ha imposto alla lattica profonde mo4ifìcazioni. , La caratterist ica degli odierni campi di ' batl11glia essendo l'estensione non solo della fronte ma anche della zona dei fuochi fa sì che se in passato era possibile tenere qÙest'armadietro'àl centro o negli intervalli dell'ordine da combattimento a '1800 metri dalla linea di fuoco avver~aria e tutta sottomano del comandante in c:~ po non è più possibile oggi. Piazzal"la anche a 4000 metri ma sull'asse dei fuoch i equivarrebbe a condan narla ad una ine'Vi tabile demoralizzazione per le gmvi perdite cui andr·ebbe soggetta e virtualmente a paralizzarla. . . Sarit necessario.quindi stabilirla sulle ali . Agendo allora non più d1rettamente sul tronte ma lateralmen te ver·so i lianchi del nemico si potrà ancora ottenere dalla sua apparizione effetti decisivi . Potrà penetrare fr·a i vari elementi dei battaglioni di 14 schiera (catenasostegni-grossi) o fra le varie schiere, senza èbe le sia tolto d'introdursi anche in quelle lacune che per· avventura si producessero nell 'ordinanza nemica. Questa modificazione ne trae con sè un'filtra, quella de.lla sua indipendenza. Per le smisurate fronti di schi eramento che assumono le gros~e 'armate, il comandante superiore non può non che per- · correre il campo di battaglia, nepput·e abbracciarlo collo S<lUardo. Situa_to in posizione centrale ·ed in comunicazione coi pr·incip'ali att.or·1, certamente rappresenta il punto terminale dove fanno capo tulle le pulsazioni e da dove partono tutti gl'impulsi della battaglia, ma non giungerebbe a cogliere i momenti opportuni, a regolare i particolari, a provvedere a tutìe le eventualità. I suoi ordini, à nche se portati da rapidissimi cavalieri, metL~ranno tal tempo per giungere· alle al i che di' solito la· situazione che li ha provocati sarebbe camb iata quando arrivano. E ciò pare tanto più vero o~gi che le battaglie assai spesso si iniziano, si delineano, si modificano' più_per opera dei comandanti in sotl'oraine che sua.. 1 • • La ..:a\•alleria che trovasi ammassata sulla estremità della line~ di batJag) ia non potrà Attendere tali ordini. Seguendo il movimento delle altre truppe, ten endosi co~.tantemente informata del-
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l'andamento· general e del combattimento, dovrà spiare ogni occasione che si offra propizi:t' per lanciarsi di propria iniziativa nella lotta. Queste occasioni sono cosi fugaci che se aspellasse gli ordini esse sfuggirebbero immancabilmente. . Come sul campo strategico cosi nella battaglia è da crejere che un ostacolo troverà nella cavalleria nemica la quale aggirandosi anch'essa su lle ali della propria linea di combattimento, temerà impedirgli l'operare. Per acquistare !!l necessaria libertà d'azione sarà gi.uocoforza ch e si sbarazzi di questa accanita rivale. Ancora una volta quindi il combattimento delle cavallerie avversarie sarà il prologo iQevitabile; il primo passo ad ulteriori successi. Ancora una volta la massa sarà il principale mezzo per aprirsi la via al compimento della propria missione.
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Giunta la battaglia nel suo pieno sviluppo; impegnate tulle le truppe di ·t• schiera sulla linea di fuoco; iniziatosi il movi' mento di qtrelle di 28 per proiettarsi sulla fronte di combattimento e raggiuntosi quel massimo di tensione · morale ohre il quale non è più possibile andare, T illanguidire del fuoco in qualche tratto della linea nemica, il raddoppiare d' intensità in qualche altro, faranno presentire vicino l'istante in cui In massa dei combattenti sarà costretta n precipitar.-i avanti · 0\1voro in_d.ietro , secondochè la trascineranno l' entusiasll}o od il terrore. .Tutti i più grandi generali hanno avuta la netta percezion e di que~to momento culminante e deci si vo. Napoleone l' ha descritto in termini chiari e precisi: « bisogna, diceva al mare(< sciallo Saint -Cyr, attaccare il nemico coi maaoiori mezzi pos <( sibili e dopo ~ver impegnati i corpi a lui p;'; vicini s~ deve « !asciarli fare senza troppo inquietarsi della loro buona o cat(( tiv·a fortuna. Soltanto bisogna aver" cura di non cedere troppo « facitmente nlle richieste di soccorso dei loro capi (1). »E sul finire della giornata quando s'accorgeva che l'avversario aveva messo in azio~e la pi ù gran p.1rte delle sue truppe, riuniva tutto
(l)
Nèmoires du
mat·échal
de
Saint-Cy>·.
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ciò che aveva potuto conservare in risen•a di fanterin . cavalleria e artiglieria e lo lanciava sul punto deci5 ivo, producendo cosi quello ch e e~ l i chiama va un CLV1)eni mento . Ora anche nell'avvenimento, in quest'allo cioè solenne e risolutivo di ogni combattimento, non potrebbe fare a meno d'i nter. venire la cavall eria. Essn megli o di qualunque altra arma può produrre quel qualche co;a d'imprevisto e di repentino che colpisce di stupore e di spavento ; e con più facilità può trarre profitto di tjuell'i stante di indecision e e di fluttuazio ne che è il se()'no . ~ appena •percettibi le e come il momento psico logico dell'assalto. Giova però ricordare che SP. ·in passato il cozzo materiale realmente avveniva e sempre traeva dietr·o di sè la mischia, in oggi per le nuove armi non può dirsi altrettanto. l tn icidi ali effelli del· fuo~o cl~e lo precede sono tali che difficilmente una truppa potrà decrdet·sr ad opporre una resistenza passiva all'a~sa litore . Dovrà ri tir·arsi a tempo òppure a momento opportuno procedere al con trassallo. Tuttavia se l' urto effeLLi\·amento non avviene che rare volte ; se si decide a distanze che vanno sempre più crescendo e tali che quasi più ·non ammettono l'idea che co munemente si am- · mette alla parola urto, ciò non dispensa dal disp<•rsi per effettuarlo, dall 'accennado, dal minacciarlo. Esso è come la stella polare d'ogni combatlimenLo . Non vince cl1i vi rinuncia. i La forza « dell'assalto, scrive il Goltz, risiedein ciò ch e l'avversario è obbli« gato a credere.che una truppa che ha tanta energia per aura« versare la zona dell'assalto, in cu i. regna sovrana la morte, .« sarà anche così energica per raggiungerlo e sterminarlo all 'arma « bianca se attende il suo arrivo . La paura lo fa fre~ere e lo << spin.lle a fuggire J) ('1). Comunque sia: iniziata per pane dell'attaccante l'ultima e decisiva prep:1 razione fatta col fuoco del l'artiglieria sul punto prescelto per l'irruzione; iniziato il fuoco a ripetizione; arriv.tte le. troppe assalitrici - che ormai si saranno proiettate tutte sulla line~ di fuoco - a così breve distanza che quasi tulli i~colpi sparati colp1scono e giunta l'azione a tale punta che quella fra le due parti
(l ) Oper.:~ citata .
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_ che si Lron ancora in grado di irrompere sul nemico è quasi certa di determinare la t'itirata e lo scompiglio, sarà dato il segnale del l'assalto. A questo ri spo nderi~ un furioso clamore di arida ed urla ' . n ~i una massa in del il'io che giusta l'energi ca espressione di Sou varoff fugge avanti . Musiche in testa, a bandie1·e spiegate, spalleggiato da vici no dalla riserva, urlando e corr13nrlo il torrente umano si precipita. In quesl<' isCante supremo le masse di cavalleria (b rigate e divisioni indipendenti) . procederanno sic.come fianch i offensivi, pronte sia a battere la cavalleria avversn ria, i cui contrattacchi in questo momento saranno oltremodo temibili, sia assecondando ' l'assalto con cariche contro i fianch i e alle spalle del difensor~. La loro avanzata im provvisa e impetuosa segnerà quel qualche cosa di potente e irresistibile che obbligherà le linee della fa nteria ad abbandonare il loro ultimo appostamento e le trascinerà , a fare l'ulti mo sbalzo per raggiungere l'in imi co. Se si ammeLte che la fa nteria, spossata dalla lunga lotta, decimata, sia ancora rapace di compiere quest'ultima corsa, tanto più potrà farl o la cavalleri a che per andare più v.eloce ha le gambe dei cava lli ('1). , Riuscito o respin to l'attacco, nell'inseguimento o nel sostenere la ritirata la cavalleri a ha con servato iutalta ed indiscussa la sua miss ione: missione di trionfo o di sacrifiziÒ; sempre importanti ssi ma, sempre gloriosa. In quei c.ampi dì battaglia scon\' Olli e . che il ferro ed il fuoco hanno tra$formati in vasti cimiteri essa regna sovrana. Più delle altre armi potrà correre lontana a strozzare le linee .sulle quali si ritira il nemico e con pun te ardi tè, ripetute, indelle sistenti sui fianchi cambiare la rit irata in dirotta. Me()'lio . A altre armi potrà in caso d'in successo arrestare nel loro slancio le schiere avversarie vincitrici e contrapporre alla loro :-p inta formidabile, un im pul~o · disperato. · E tanto più è presumibile che la cavalleria nelle future grandi batraglie si troverà in condizion ~ di dovere far ciò niacchè per ' n
(~) S~OBELP.FP- Oràine del giorno alta _àivisione ca·v alleria àcl 4• eo1·po - gno 188~. .
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1181 - inseguimento non v'ha chi non veda di quali maggiori risi11tnti Sarebbero state quelle due grandi vittorie.E come nell'inseguimento , cosi nella ritirata utili e fecondi s~ra n~ o i servizi che la cavalleria potr·it e dovrà prestare. Il rittrar·sJ allraverso ·ai campi è lento, è penrtso e non può durare ? lungo . T?:>to O, tar·d i le m~.sse respi nte dovranno fermarsi p~ r utcolonnarst sulle strade. Operazion·e questa tanto più lunga in quanto le truppe si affolleran no più o meno disordinatamente su pochi punti, Fortunato il vi n to se la propria cavalleria col snèrifi~·a rs! riusci rà nd i.mpedir,e al vinci tore r.he insegue dì arrivare sp1egato fino a quel punto dove il te1:reno sforzerà il vinto stesso a prendere l~ for mnzioni di marcia
L il CAVA LLERIA :-IE LLA ODIE!iNA. GUBRRil DI !IHSSE
la moltitudine di soldati che vi pl'ende parte assai più , dil'ficile chs in passato saranno i vigorosi inseguimenti condotli colle altro armi . Le smisurate fronti, il fraz ionamento della lotta generale in un certo numem di battaglie minori, permelleranno così di rado di abbracciare l'insieme dell'azione ch e non sempre la sera del giorno decisivo il comando superiore potrà rendersi conto della ri uscita generale ; e la coscienza della vittoria non si aiTermerà se non quando l'inimico è lontano . Nè, sempre, mancando ordini potrà supplire l'iniziativa dei comandanti in sott'ordine, Allora i frutti della villoria non potranno altrimenti raccogliP.rsi che col proseguimento insistente ed energico deire operazioni: col fare in modo che .la vittoria conseguita sia subito il punto ·di parr.enza per un'altra, in guisa che il nemico non abbia tempo di ~iaver·si e di scuotere il giogo della nostra inir.iativa. Ma co lle grandi masse il ri prendere le operazioni colla prontezza che sarebbe necessaria non è sempre possibi le. Vi fan no ostacolo le grandi dif!Ìcoltà cagionate dagli incolonnamenti e dal riordinamento dei traini al segui to delle colonne, i quali devono collega rle ai siti da cui esse traggono i viveri. P.oi chè il fatto dell'aver dovuto tenere tutte le forze concentrcte in br eve spaz io durante il periodo di marce precedente la bauaglia e dell'aver perciò sfruttate le risorso del paese, costringer;\ a do ver r icorrere ai rifornimenti da tergo si no a che si sia ripresa una fronte sufficient'emente larga. Al la cavalleria 'pertanto (o sopratullo alle divisioni indipen- . denli), spetterà condurre l'inseguimento lontano. Senza attendere ordini; mettendo a profitto quella iniziativa che le ~ propria e quella indipendenza che le accorda la guerra moderna si spanderà pron tamente sui fianchi del nemico e cercherà prevenirlo su qu e; punti dove esso per tentare d'incolonnarsi andrà nffolfandos i. Quali effetti morali e materiali questa cavalleria, elettrizzati dal soffio dell a vitLoria, potrà àrrecare in una foll a confusa, demoralizzata e della quale la sconfitta ha spezzato ogni vincolo organico è facile (igurarselo. Se a Koniggratr., se a Wot·th la cavalleria tedesca si fosse lanciata ad un pronto e vigoroso
LA CAVALL ERIA NELLA ODIERN A. GUERRA DI MASSE
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Giunti al (ermine del nostro càmmino diamo nnn sguardo ·alla strad a percorsa per riassumere in una Sll't' tta sintes i i servizi che la cavalleria può e deve prestare nella guerra odier-nn. · Dapprima., durante il w ncentramento dell' eserdito essa· copre e P.rot~g~_e d f~on te rli sch ieramen to, minaccia e distu rba le ope · razronr dt mobilitazione dell'avversa rio c, scoprendo i punti di condensamento delle masse nem iche, la loro dislocazione iniziale i loro intendimenti ofT~n:;ivi o difen:> ivi , co ncorTe all'orienta ment~ delle prime operazion i. Nella marcia d'avvicinamento cin.: onda le colonne di una rete di vigila nza; sgo mbra loro h stra·la; :>o' leva il velo che nasconde la forza, le rucJsse, le situazioni d ell'avver~nrio. Sul campo di battagl ia sorprendt< e tribola l'artiglieria nemica; pro t~gge la l~sta e i fian chi delle armate ; copre i loro spie!-!amenti ; mqu1eta e r11arda quelli dell 'avversario; concorre nd orientare la battaglia, inte1·viene nella pr·epnrazi one e nella crisi risolutiva. In fi ne compi~ la vittoria o scongiura un disastro coll'insecruimen to o col sacrificarsi per coprire la ritirata. n _In ~onclusione interviene nel prologo, nell'atto prinéip!l le, nello scJo~l~mento d~l gran dramma della guerra. In tutti questi casi pero 11 combatlimento contro la cavall eria avversaria è il suo preludio inevitabi le. Il campo d'azione quindi del la nobile arma è cresciuto a clismiu2 -
A:i O ll.XIl
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sura: si è esteso alla !'trnteg ia ed alla tattica ed accemia a farsi sempre più vasto io proporzione delle dimensioni che vanno as· sumendo le guerre attuali. Ma la grilndezzn degl i scopi ch'essa deve raggiun gere richiede grandezza di mezzi, grandezza di provvedimenti. P~r la cavalleria ~oderna il numero non è soltanto una forza materiale, è un elemento di superiorità morale, una condizione essenziale di energia e di successo. Il perfezionamento delle armi, 'ta stessa polvere senza fumo anzichè diminuzione implic.ano a~~ mento numerico; imperoccbè quanto meno si vede tanto pm cresce il bisogno dei lumi e quanto più si muore per l'azione di Un fuoco invisibile tanto m:F•~•tore dev'essere il numero dei so-. stituenti. Il concentramento delle forze, l'azione a massa~ la tattica di decisione dovranno costituire la sua regola fntura . .Per modo che volendo condensare in un'unica formola il suo 110ìcio e il suo avvenire possiamo dire çhe la gue.?"l'a di ma$se impone- la lattica di masse. L'organizzazione e l' istt·uzione della cavalleria dovranno avere·tJnestQ precelto per basé.
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I BERSAGLIERI ESSERE O NON ESSERE
(Contin·uazione
~n
e fine, vecli nume1·o p?·ececlente)
Istruzione. - Tutto, nel nostro corpo, deve piegarsi a sviluppare al più. . alto grado le tre indispensabili potenzialita che ho più. volte accennate. · Per la nostra futura missione, tuttociò che è forma, ·apparenza, parata, sarà non solo inutile, ma dannosa, perchè · richiede molto tempo ad attenerlo e non serve a nulla di fronte al nemico. Che importa se una compagnia, un battaglione, un reggimento -ad esempio - sfilano come un sol uomo, quando essi non sanno fare una marcia senza ritardatar i? Qual cui!o dirà : ~( si può, si deve ottenere e si ottiene difatto, che la compagnia, il battaglione ed il reggimento sfilino e marcino ugualmente bene » e sia, ma chi può contradire l'affermazione che potrebbero marciar meglio,· qualora tutto il tempo adibito agli sfilamenti, con le r elative prove e controprove, si fosse speso nelle marce? Chi vorrà negare, che se si dimenticasse un po' quella santa pedanteria degna d' altri tempi, per la quale s'insiste fino alla noia nell'esattezza delle evoluzioni di piazza d'arme, e •, si dedicasse il non poco tempo impiegatovi, alle tattiche, alle evoluzioni in terreno vario, alla ginnastica di campagna, nou ci sarebbe un tanto di guadagnato? 1
ÙLr~of•) ti.JG Ll
Tenente Colonnello
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l JlERSAGLIERl
I BERSAGLIERI
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Nei nostri regolamenti spira l' aura vivifìcatrice delle nuove idee ed essi ci dichiarano solennemente che « l' iniziativa è virtù di coloro che hanno (ìclucia in sè stessi» (l ) ma l'ambiente a cui si dirigono, da cui dovrebber o essere compresi ed attuati, .non sembra corrisponda completamente, almeno per ora, perchè in gra.n parte manca della necessaria pr.e parazione. ·L'elemen to militare in gener e, per propria natura conse1·vatore, pur non potendosi sottrarre all'influenza benefica e fatale del rapido succedersi di tutto ciò che lo circonda ·e l'iucalza verso nuovi ideali, mal si piega alle n uove t eorie c~e non ebber la sanzione dei campi di battaglia. Talchè, nella pluralità dei casi, il suo pensiero, la sua azic,ne, finiscono col risolversi in un tentennamento tra il. vecchio ed il nuovo, con preponderanza di quello, perchè il distacco è brusco e marcato tra l'uno e l'altro (2 ·. Cosa naturale del resto e necessaria, poichè le nuove idee, anco nella società, han . sempre avuto bisogno d'un lento e laborioso processo, per potersi affermare e per decidere uno strappo netto e reciso dal p:.tssato, in cui nacquero e creb· ber o i pil1. P er tal modo, al pregente, noi attraversiamo un pei'iodo ~ per così dir e.- d'orientamento, non è che dal tempo, 11 grande coefficiente dei r isultati umani, ch'è dato sperare la soluzione d i questo stato di crisi : dal tempo e dall'opera costante, attiva, intelligente di noi tutti per agevolarne ed accelerarne l'opera provvidenziale. P er conto mio vorrei, che fnel nostro corpo ci si liberasse una buona volta dalle strettoie degli orari grandi e 'piccoli, dalla mania, presso molti reggimenti pur troppo ancor vigente, di tutto fissare prima e nella tale e tal'altra
N on voglio con questo negare gli ottimi r esultati che s i traggono dallg, piazza d'arme a vantaggio dell'insieme, della disciplina, e del comando; sarebbe scioeco: voglio soltanto affermare che la nostra ver·a pia:sza d'arme dev'essere il terreno vario, con tutti i suoi accidenti, con tutte le sue . difficoltà, e non qu ella sgombra, piana, teodca, ove - a mio pover o modo d i vedere - ·- sciupiamo tanto tempo.... troppo tempo. Su questa dobbiamo imparare al bersagliere, soltanto le forme delle evoluzioni e del combattimento, ma le evoluzioni, ma il meccanismo vero del combattimento, è un assurdo insegnM·glielo, su un terreno tanto dissimile da quello ove dovrà realmente combattere. l!""açciamoci una buona volta persuasi che tutto muta in questo mondo e che la· verità indiscutibile di ieri, può diventare oggi un assurdo· e domani, un assurdo dannoso: ai nostri gior ni, con la piazza d' arme, non si vincono le battaglie perchè in guerra vera si manovrerà molto diversamente; vent'anni fa e dopo una g uerra classica, si giunse perfino a scrivere : « vogliamo che le truppe siano es e~·citate al disordine, affinchè poi anche nel diso'rdine, sappiano ma.r·- . ciare e combattere; » e questa è la negazione - o quasi ·della piazza d'arme (l ) Ed il Boguslawski, secondo me, aveva l'agione : nelle odierne battaglie, quando il soldato non si troverà più nelle . mani dei suoi capi immediati e si vedrà in mezzo ad uomini d'altri reparti « si sentirà sciolto dai legami dell' ordine e della disciplina, i quali spa?"iscono tanto più presto, quanto più nelle esercitazioni il soldato era avvezzo a httt'altro (1) . Ora t utto questo emerge dallo spirito che informa i nostri regolamenti. solo che in pratica manca quell'ardita ·e profonda intuizione, che fece scrivere · al maresciallo di L igne « la vera e giusta applicazione dei regolamenti, sta nel saperii a tempo e luogo intelligentemente violare)).
Regolamento à'Wruzione e .~t•·ui~io inltmo pe1· la (a11teria. (2) Nell'atlrazione vurso il ll<lssato, ci si dimentica per6 chO i grnntli (l' all ora la ~ensa\~no. presso a poco come i moderni d'adesso: • T're quali la sono quasi che ne· (i)
c<lSsarre 1ll uno so ldato ..... tarlo ·veloce n~l co r·rere, farlo àest?·o nel saltare farlo • forte a h-arre al palo o a fare alle braccia • . - MA CCHIA VELLI. - At·l; della (l) Yedi
BOGUSLAWSJil .
uuen·u.
Opera ci tata.
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1 BERSA,GliER!
I BERSAGLIERI
ora, nel tale e nel tal' altro giorno, perchè questo sistema alla 11-fathieu de la D1·6me, rende illusoria quella sana ed intelligente iniziativa, la quale necessita si sviluppi tanto nel nostro corpo, da diventarne la caratteristica spiccata. Il comandante di reggimento r aggruppi i mesi disponibili all'istruzione in duo periodi: uno più lungo a disposizione dei battaglioni, uno più breye a disposizione del r eggimento e pel suo orru:io ve n'è ancor di troppo. Il colonnello dei bersaglieri. dovrebbe cercare che nel suo reggimento, l'iniziati va si sviluppasse al più alto grado, in modo che tutte le varie unità che lo compongono assumessero quella personnlità propria, senza della quale non sarà possibile di riuscire nel nuovo impiego cui saremo chiamati. Perciò egli dovrebbe considerarsi in t empo di pace, come il capo dell'amministrazione e della disciplina dei suoi battaglioni c eome l'ispettore vigilante ed assiduo delle istruzioni che .fanno essi <~ le compa.gnie. Dovrebbe perciò guardarsi dall'accentuare, per mezzo delle burocratiche maggiorità, tutto l' andamento di qna.rtiere e fuori, rendendo inutili o qun.si - come· non di rado a ccade - e comandanti eli compagnia e comandanti di battaglione. Egl~ dice essere come per l'organismo umano è il cuore, la di cui funzione e~senziale non è d i far afiiuire il sano-ue o nelle proprie cavità, ma di spingerla all'estremità del corpo, conserva.ndo e ravvivando la vita : niente accentramento quindi massimo cliscentramento invece ed. oculata vigilanza. l comandanti di battaglione, dividono a lor volta in due, il periodo di tempo loro affidato dal reggimento, !asciandone il lasso più lungo alle compagnie: e basta anche per l'orario di battaglione. · · Nella compagnia poi, ness~m or·a1·io : solo un r·epar·to delle istruzioni fra gli u t:fì.ciali subalterni ed i sottu:fficiali, C)_uelli come ·istr·uttori, questi co me supplenti; e ciò perchè la scelta delle istruzioni da fm:s i nella giornata, deve unicamente dipender e dal bisogno che si manifesta in modo specialè per qualcuna di esse fn~ le altre, e dalle condizioni atmosferiche che possono mnta.re dall'oggi al dimane. L'orario per la giornata dunq ne, il capitano lo deve :fi.s-
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sare al mattino. non prima, se si ·vuol riuscire ad una cosa logica ed -efficace. La libertà d'azione e la piéna r esponsabilità di cui .abbisogna il capit.ano, non si può nè si deve negare a.i _snbalterni nel comando del rispettivo plotone e da quest1 deve esser~ concessa, nelle dovute proporzioni, ai rispettivi capi squadra. Ognuno, nella più o meno ristr etta cerchia del suo comando, deve poter applicare intera la propria azione, se si vuole che l'amor proprio di ciascuno sia sodd isfatto e produca quell'effì.cace ed intelligente cooperazione in tutti i gradi della gerarchia, che sola può dare ottimi frutti. Con ciò si r ialza potentemente il morale, · anco del più piccolo · o-raduato e lo si persuade che egli dopotutto es·iste per ~mo .o scopo ed è qualcosa: non parlo por via di ragionamenti. t eorici, ma perchè per due anni n' ho fattEL la prova - e con resultato - nella mia compag nia. Ciò posto, ciascuno pen si ai fatti propri, alla propria missione, a.lla propria responsabilità, liberi tutti di sorve, · gliare - come è dovere ·- sempre e dovunque i comandanti dipendenti', eli dar loro norme e consigli, ma sovratutto pochi, buon·i ed a proposito. Deve scomparire insomma qnella specie di diffidenza reciproca non fatta che ·per arenare ogni attività individuale: capitano, debbo domattina poter andare dove e quando cr edo opportuno, a far l'istruzione della mia compagnia., basta ne lasci notizia alla maggiorità del battaglione. Non debbo esser obbligato a far dipendere l'ora e la località di un' istruzione dai mille e per lo più dannosi legami di quartiere o da altro: non debbo esser obbligato .a far questa o quell'altra istruzione (meno casi eccezionali ed ovvi} perchè il responsabile son io e non altri, dell'istruzione e dell'edu· cazione del reparto che comando, e nessuno ha il d irit to di menomare in qualunque modo, o di limitare l'opera mia, :fì.nchè questa non contravvenga i regolamenti o sia senza oriterio (1). (J) Nel rego)amçnto d'ist.ruzione e servizio inte:·no questi diritti sncrosanli di ~hi ha un comando, queste conquiste della logica '' ùe\ l>uon senso. troYaue una splcndi<h
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t~-~~~c~ o r~ Jfc-rm-a : se quelle ~urec sentenze rtcl 1·e~olamcnto non ro~~ero mai dimentica te !!l...
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Al red de 1·ationem, se la · mia compagnia si presenterà deficiente in qualcosa e non m'avrete ridotti od imposti i mezzi di cui potevo d isporre, falciate senza. pietà: sarà giusto e ne avr ete il diritto, .anzi il dovere. E quel che ho detto pel capitano. può valere per tutti, nella cerchia d'azione del grado rispetti v o. A queste condizioni soltanto, g li ufficiali dei bersag lieri avranno la possibilità di prepara re convenientemente i propri r eparti alla missione speciale cui aspirano durante la guerra; a queste cond izioni soltanto, ciascun d'essi saprà assumersi con coscienza e per intero la complessa e g rave responsabilità che gli incombe : sviluppare. - in · altri termini - vera ed intelligente iniziati va. E se in qualche r eg g imento i desideri che ho esposti, sono una realtà, a me non resta che a pregare il buon Dio, perchè a quello faccia somigliare tutti gli altri.
Circa le istruzioni da farsi, esse dovrebbero essenzialmente ridursi a quelle di tiro, a quelle di marcia (con velocità media oraria di 7 chilometri e più e fino a raggiungere pe,· parecchi gior•ni 45-50 chilometri di percorso)' ed a quelle di campagna, indicando con queste le ese1·citaz ioni d'avanscoperta, eli combattimento e la ginnastica eli campagna. Quest'ultima specialmente dovrebbe per noi bersaglieri, assumere un'importanza speciale, ed attuarsi con og ni cura e quanto più spesso possibile; tanto da farne un'istruzione tipica pel nostro corpo. I n arme e bagaglio sempre, i bersaglieri . debbono esser abi ~uati a passar tutti gli ostacoli naturali ed artificiali, che s'incontrano fuori delle strade, nell'aperta campa.gna e senza diminuir di troppo la velocità. Tale istruzione dovrebb'essere la base delle esetcitazioni d'avanscoperta, tanto più cbe si presenta opportunissima per· isviluppare nei nostri ufficiali e nella nostra truppa., quella prontezza di risoluzione, quella rapida scelta del mezzo mi-
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glior e a trarsi d'impaccio, che assumeranno grandissima importanza nel nostro nuovo impiego. E per le esercitazioni d'avanscoperta : massimo sviluppo al servizio di pattuglia, quindi massima importanza dei capi . squadriglia; giunger quantunque frazionati e d isciolti, a non comprometter mai la compattezza e l'unità d'intenti e d'azione nei nostri reparti; a sapersi dovunque facilmente orientare, ad acuire l'intelligenza dei nostri bersaglieri a quell'avanzar e e combattere celermente e con astuzia, che molto ricorda la caratteristica delle g uerr e di partig iani. E tuttociò su qualunque terreno, combinando con opportuna. intuizione l'opera propria a quella di cavalleria, dai grossi reparti a i minimi e a lle pattug lie isolate. Senza preoccuparsi gr anchè delle minacce della cavalleria a vversaria . il bersagliere, deve convincersi che se vnole e sa, può scivolare inavver tito fra essa, ed aiutato dai cani da g uerra nell'esplorazione, da.i biciclisti nella trasmissione delle notizie, vedere e r iferire molto meglio e più fi.1.cihnente forse, della propria cavalleria; devono abituarsi a celermente r adunarsi . attomo ai propri capi, ad aver fede nella potenza del proprio fuci le, nella superiorità della fanteria di fronte ad una carica di ca.valleria; a saper con opporlame occupazioni proteggere ed aiutare in ogni caso l'arma sorella.
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Circa il modo e il dove attuare tali istruzioni, bisog nerebbe anzitutto rifuggire dal fare - ad esempio - una marcia., solo per fare una marcia e nient'altro che q uesta. Il tempo è moneta e l'andata e il ritorno per le istruzioni esterne, come oggi si fa, è un t~mpo prezioso inutilmente gettato. Chissà perchè facsndo una marcia o recandosi ad una tatt ica, in piazza d'arme o acl altra istruzione esterna, non si. potranno attnare e ser vizio eli sicurezza, e applicazioni • delle evoluz ioni al terreno, e occnpaziO!lÌ tattiche, ed eser· cizi d i ginnastic:l., d i puntamento ecc... ? ! ·
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In guerra vera non-faremo mai una di queste cose soltanto, ma saranno sempre, combinate assieme e l'una servirà a meglio raggiungere lo scopo dell'altra: è dunque male farla in tempo di pace, perchè - dopo tutto - riesce monotono e · però faticoso. · 'l 'rovar quindi sempre l'opportunità di coordinare le istruzioni ad un obbiettivo supposto o reale di guerra d'innestare a quella principale, quanto più si può dell'altre, per modo che ne risulti un insieme ra?.ionalmente variato e però più proficuo o più pratico. Di massima preferir sempre l'aperta campagna al quartiere ed all<l. piazza d'arme; d imenticare le strade maestre, abituarsi a marciare, a. manovrare e combattere .;elermente, a lungo ed in silenzio, su qualunque terreno. Meno il bersagliere sarà istruito in caserma, tanto più si sarà guadagnato nel tempo disponibile alle istruzioni e nella suà vera preparazione alla guerra (l). . Ad ottenere il necessario risultato delle marcie, ~ me sembra si dovrebbe vietare lo « Sport » come dai più inteso in oggi, poichè non produce e non prova nulla di ciò che si vorrebbe. · Che importa a me che un ufficiale, un sottufficiale, magari con una. ventina di bersaglieri, mi faccia egregiamente ottanta chilometri e nient'altro che ottauta chilometri una volta tanto ? Che cosa si prova con ciò ? Nulla, per rispetto alla guerra, la quale deve presiedere ad ogni pensi-ero, ad ogni atto del militare. Capisco lo « Sport » quando una compagnia, un battaglione, un r~ggimento, mi facciano per tre o quattro giorni consecutivi da 50 a 60 chilometri, con velocità oraria di 7 e più chilometri, in pieno assetto ed organico di guerra; allora lo vedo utile, necessario non solo, ma da promuovere per quanto è possibile. (l} ' l.'e;•rcizio immedi<tLO della rorm~ ilei combattimento sul terreno (linno, r ott o, ontlul>\lo, coperto. com~ lo ~ i , trova alla mano, sembr;t ;t no i sia ìl me1.zo più acla tto por rcn·l~r subito :u:eessibile all'in telligenza '<lei giovane solilato, la manier~ più usitata
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E tuttociò non basta: in tali esercitazioni è necessaria una gradazione intelligente tanto per la velocità, che per la percorrenza; e necessario che a ciascuna esercitazione si dia un obbiettivo razionale da raggiungere, che cioè si facciano non già per ottenere soltauto un risultato fisico-meccanico, ma bensì come di fr onte o da presso al nemico, non d imenticall.do nulla di ciò che si farebue in simili con tingenze, e per raggiungere uno scopo tattico o strategico E ciò perchè se tali marce di IJer sè richieo-o-ono 5 di oo resistenza, quando sian fatte come si fosse in guerra. vera, richiedono una resistenza 20 p~r lo meno; poco i m porta. anzi è dannoso, avere un battaglione capace eli fare una ' marcia lunga e veloce, se giunto all'obbiettiYo non è iu condizioni di poter combattere come dovrebbe, oppure se non è in grado di ripèterla per parecchi giorni di seguito. · D iamo quindi il benvenuto tra noi bersaglieri,- a. <Jue:-.;to ottimo spirito di gara nelle marce, puir~hè l'utili tà 0h.e potremo ritrarne sarà incalcolabile, ma ricordiamoci che · la brutta parola con cni la si designa è barbara e si presta purtroppo mirabilmente ad essere fi·aintesa. Ricordiamo inoltre che il soldato moderno, non è quello d'un secolo fa. e che gli uomini d'oggi non si porliano al fuoco come quelli di ieri: la società da cni p1.:ovengouo ha camminato di molto . L 'istruzione, l'ese1.·cizio, l'educazione dei nos~ri bersaglieri, s-a rà incompleta e forse vana, se non sappiamo toccarli, a tempo opportuno, nella parte piu sensibile cioè nel morale e questo non si impara, nè s'ottiene all'improvviso. Il soldato benchè rozzo, intuisce meravigliosament~ il proprio superiore e si commuove con' facilità ai sentimenti più delicati e sublimi della Patria e dello spirito di corpo: bisogna quindi non trascurar mai, ma coltivare assiduamente, con amore ed incelligènza queste sue potenzialità morali. Ed intanto mi dica qualcuno se durante la sua carriera lesse mai in un ordine di presidio un elogio per una marcia
di COITibUl t Ore •. V. BOGU~LAWSK I. op. Clt.
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ben eseguita: per conto mio no, mentre è di prammatica l'ordine d "elogio dopo una rivista. · :Mi dica qualcuno, quanti ufficiali credono sul serio all'efiìcacia di quella istruzi011e da no'i chiamata mO?"ale e che tanto raramente o malamente si fa ... « Dicono molti: - Quanti soldati vi sono che non capi<< SCOllO nulla di tutto ciò ! Ma se anche non ve ne fosse «.che un quarto, sarebbe pur sempre sufficiente, giacchè « questo quarto trascina poi gli altri)) (l ). Se avremo saputo preparare per bene gli animi dei nostri bersaglieri, al momento del bisogno basterà una parola, un gesto detto o fatto a te~po· e luogo, per raddoppiare e triplicare la loro potenzialità, poichè noi avremo già acquistato su di essi quell'ascendente, quella fiducia piena ed incondizionata, che sono massimi fattori della vittoria (2). Abbiamo dunque fede nell'istruzione morale del nostro bersagliere, poichè solo per essa fur ono capaci di tanti eroici assalti e di ta.nte strenue difese nelle guerre pa.ssate e solo per essa ci sarà dat~ di rinnovarli nelle guerrè avvenire (3).
.Ma come ottener simili resultati, se la preparazione in tempo di pace non fu assidua, intelligente, completa? E questa come potrà esser t,ale se dovremo continuare a prepararci per un impiego, che potrà r ealizzarsi, ma che non ci hanno, nè possiamo .defiuire? P erchè in oggi i bersaglieri son tali, che debbon p1·epw·cà·si soltanto per p1·epa;·a:r·si e non per altro. Con uno scopo nettamente concretato nei regolamenti, si dovrebbe fare esercita.zioni prima per conto ·nostro, con avan-
(i)
Vedi
ROGUSLA 1\ Sol.
Opera ci tata.
\2) • L'os tin az ione de' soldati ne l combattere è accresciuta dalla confidenza e tlnllo
amore del capitano e della Patria •. MAccHiA l' EL LI. Ope:n citata. (3) . .• debbe assuefare i suoi soldati ad udir parlare il suo eapitano, ed il capitano a. saper parlare a quell i •. )!ACCU lA n:I. LJ. Opera citata.
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scoperta, supposta e segnata, poi con la cavalleria nel servizio di ~attuglia e d'esplorazione, in modo che bersaglieri e cavallena potessero conoscersi più da vicino, ed affiatarsi. Sarebbe necessario quindi che la cavalleria, artiglieria a cavallo e bersaglieri potessero spesso combinare le loro ist:uzio~i e le lor o esercitazioni non solo, ma prati~amente abrtuar::n - fin dal 'dettaglio - al comune scopo cui saranno destinati, tanto su terreno montuoso, che su terreno piano o pianeggiante. ' Ciò si otterrebbe con una St}elta più opportuna e non difficile, dei luoghi di guarnigione. Nel tempo dei campi poi, si dovrebbero ;iunire in una z?na adatta (ed in I talia non mancano le più svariate forme dr te:Teno) d~e ? più brigate di cavalleria, alcuni r eggimentr bersagh en e qualche batteria a cavallo: l'attuare su larga base quel vero e completo servizio d'avanscoper ta, ehe fino ad ora non si ebbe quasi mai occasione di esperimentare snl serio.
,. •• Quanto fin qui ho tentato di esporre- alla meglio, non accenno che lontana~ente al ben arduo e complicato problema, dalla cui soluzione dipenderà certo l'esistenza, 0 meno del nostro corpo. · ?oncludendo, mi pare che, allorchè cessa lo scopo per cm !u ~o~trut~a una macchina ottima in ogni sua parte, 0 l~ SJ utd~zza m un nuovo lavoro o la si distrugga per utihzzarne, m un altro modo, il materiale. Non. la si mantiene inoperosa in un ambiente poco atto alla sua conservazione nè la si iU:pi~ga in un lavoro che sciupa gran 'parte dell~ s~a potenzxahtà, per un rendimento assai minore ed incerto d1 quello che realmente può e deve corrispondere. Ora per utilizzare quest'ottima macchina in un nuovo lavoro, proporzionato alla potenza del suo meccanismo noi possiamo o adattarne con ripieghi alcune parti, o sosti~uirle a nuovo.
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Col primo metodo prasto o tardi risentiremo gli. inconvenienti del ripiego, col secondo, la macchiua risulta come, costrutta a n uovo e pel lavoro cui è destinata; a conti fatti, non v' ha dubbio che l'interesse maggiore sta nel secondo, anzicbè nel primo dei metodi esposti. Questo - a. me pare - è il caso dei bersaglieri. Macchina ottima, la quale - quando cessò lo scopo per cui fu costrutta - si volle mantenere in un ambiente poco atto alla sua conservazione, m0lto meno allo sviluppo delle potenzialità spiccate di cui è dotata, per impiegarla poi in un lavoro il cui rendimento. incerto, è minimo in un confronto dei mezzi di cui essa d ispone. D al riflettere su qnesto stato di cose, e dalla fede certa e provata, che il meccanismo del corpo glorioso, cni son superbo d'appartenere, è ancora ottimo in ogni sna parte, venne l'idea di queste povere pagine. Esse mirano a persuadere -·- come· possono - che perdurando le condizioni presenti, i bersaglieri "finiranno per necessità a. non poter più corrispondere il rendimento di cui furono e sono capaci e che ad evitar ciò, necessita provveder tosto e non per via di ripieghi. Ripensando però alle g iuste ed urgenti aspirazioni dei bersaglieri, alle loro glorie passate e volgendo l'occhio al futuro, mi sento svanire quel senso di dubbio che tanto mi opprime : mi par di non aver fatto un bel sogno soltanto. Il dilemma scettico e freddo con cui ho intitolato .queste mie povere pagine, Ve?"1'd ?'isoluto e veggo scritto a caratteri d'oro sul nostro avvenire: «Saremo! »
L. MENA.RINI capit.ano àei bersaglien.
...
CASSALA (Continua~ione
e fine. -
Vedi Di;;pensn del t• settemllr~J
,. (
RICOMPENSE a. coloro che maggiormente si distinsero in occa.siope della presa. di Cassala il 17 luglio 1894 .
.R. Decr·eto 27 settemb?·e 1.804. (
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Ordine Militare di Savoia Cmm ENDA.'l'OltE.
BARA'riERI cav. ORESTE, maggior generale, governatore civile della Colonia E ritrea. « Per avere, con raro discernimento, preparato l'impresa e condotte le truppe alla vittoria con avvedutezza pari all'intelligenza e a.I valore ». UFFIZIALE.
ARIMONDI cav. GIUSEPPE, maggior generale comandante le R. truppe d'Africa. · « Per la condotta commendevolissima da lui tenuta, quale comandante in 2° del corpo d'~perazione, e per avere, dopo la presa della città e la partenza del Governatore,
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CASSAI,A
CA~SALA
provveduto in modo mirabile al completamento dei vari servizi, all'ordinamento della difesa e. alla costruzione del forte ». HIDALGO cav. STEFANO, maggiore comandante 2• battaglione fanteria indigena. « Per avere, quale comandante dell'avanguardia. sostenuto pel primo l'urto delle forze avversarie, contro le quali appena ricevuti rinforzi, guidò br illantemente le sue truppe all'assalto, esempio a tutti di slancio e di ardire. »
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Ordine della Corona d' Italia. UéFIZlALE.
PAVONI cav. .A.LESSA~DRO , tenente fanteria, residente nel basso Anseba. « Per l'intelligenza e l'attività con cui attese aì vari servizi affidatigli, sia. come residente, sia come addetto al comando del corpo d'operazione )}.
CA V à.LIERE. SPREAFICO cav. MICHELE, capitano l o battaglione far.tteria indigena. « Per l'intelligenza e sicurezza ammirevole con cui riordinò il servizio d'informazioni nel Barca, per gli ottimi servizi prestati, mercè la sua conoscenza di nomini e di cose, durante l'operazione su Casst~-la· e per avere nel campo mahdista, fugato il nemico, giungendo prontamente al Gasc ''·
BELLONE AJ.~GELO, tenente compagnia treno. (( Per l'energia e l'attività, spiegata nel comandare. la colonna salmerie e nel dirigere i servizi amministrativi al seguito del corpo d'operazione.
Determinazione .vfin igt e·riale approvata da S. M. ·i n ~6d·ienza clel 21 settembre 1.894. /)
Medaglia d'oro al valor militare . Promozione per merito di guerra.
SALSA cav. TOMMASO , capitan(l di stato maggwre, capo dell'ufficio politico-militare della colonia. « Promosso maggiore nell'arma di fanteria per merito eli guerTa, continuando come sopra ». Ordine dei Ss.
Mauri~io
e Lazzaro.
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CAVALIERE.
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TURITTO cav. DOMENICO, maggiore comandante 1° battaglione fanteria indigena. · . (( Per l'abili~à e l'energia spiegata durante il' combattimento, e per la perseveranza posta nel tentarè di raggiungere il nemico fuggente » .
CARCHIDIO-MALAVOLTI cav. FRANCESCO, già capitano comandante lo squadrone cavalleria Cheren. « Inviato, col proprio squadrone, a tenere in rispetto un partito di cavalleria nemica, lo caricò e lo disperse; ma, circondato improvvisamente da forze soverchianti, dopo aver sostenuto una lotta sproporzionata., e aver colpito parecchi avversari cadde, trafitto da undici colpi di lancia, mentre colla sciabola in pugno cercava farsi largo e infondere nuova 1 lena nei suoi dipendenti )). Medaglia d'argento al valor militare.
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FOLCHI cav. 'l'EBALDO, capitano 3" battaglione fanteria indigena. << Inviato alla testa di due compagnie a rincalzo della avanguardia, <Wanzò rapidamente, minacciando il fianco H3 -
ANl"O )(XXIX
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dei difensori di Cassala e concorse all'assalto dando prova d'intelligenza, calma é coraggio ». MARTI NELLI VITT ORIO , capitano 2" battaglione fat~ teria indigena. « Guidò la SLla compagnia nelle varie manovre sotto il fuoco con intelligenza., calma e coraggio esemplari e la condusse all'assalto con slancio ed intrepidezza, stando sempre in prima linea ». P E HSICO cav. SALVATORE, capitano 3° battaglione fan teria indigena. « Con coraggio e sangue fr eddo, alla testa, della compagnia si slanciò arditan-len"te ·alla baionetta contro i dervisci e, cacciatili in fuga, riordinò prontamente i suoi per l'inseguimento ». B ARBANTI- SILVA cav. EDGAIWO, capitano 2" battaglione fanter ia indigena. « Guidò la co mpagnia nell e varie manovre sotto il fuoco, con intelligenza, calma e coraggio esemplari e la condusse all'assalto con slancio ed intrepidezza stando sempre in prima linea >>. GIARDINO cav. GAE TANO, capitano fanteria residente nel Barca. « Seppe dare inforrm1.7.Ìoni periorliche e preciso àge\·o· lando col ser vizio eli vigi lanz~t e di sicurezza la sorpresa di Cassala; nell'attacco fu fra i primi alla testa dei suoi soldati nel campo mahdist11 e seppe di poi estendere il raggio di vigilanza fino a Cartum e all' Atbara ». ANGHERA' cav. ANNIBALE , tenente 3" batta.gliQne fan teria indigena. « Con coraggio e sangue freddo, alla testa della eompa· gnia di cui aveva il comando, si slanciò arditamente a lla baionetta contro i dervisci e, cacciatili in fuga, riordinò prontamente il proprio reparto per l'inseguimento ». BARATTIERI DI SAN P IETRO VERMONDO, ten:ente squadrone cava..Ileria Cher en. « Si distinse per calma e coraggio, nella lotta. sproporzionata sostenuta dallo squadrone. Dopo la mor te del ca-
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· l se la fronte al nemico 1pitano, riordinò lo squa d ro,~e, nv? e l'obbligò a desistere dallmsegtnmento ». . . . B E RUTO GIOVA~NI, tenen:te 2" battaghone fantena ·~ndigena. · . . Comandò una compagnia nelle vane manovre sotto tl « . l ·fuoco con intelligenza, calma e coraggia esemplan e a condusse all'assalto cou slancio ed intrepidezza, stando sempre .in p1'ima lin ea ». . . • . MOLINAR I ATTILIO , fun ere magg1ore 2 battaghone fanteri~ n . 90 di matr icola. . . « Comandante eli un1t mezza compagnia, ne cltresse 1l fuoco con calma ed intell igenza, la gnìdò all·assalto dando .esempio di slancio e _coraggio e penetrò per il ?1:im~ nella -casetms. nemica asportauclo un cannone e mtllllZlOnl }). IDRTS AGA ALI, buluk-basci, ~qnadrone cavalleria Che. . ·<ren n. 862 di nu1tricola. « Eseguì cou somma intelligenza il servizio d~ pa.ttugha .e, quantunque gli fosse rimasto ferito il cav~llo, nusc:, com'battendo appiedato, ad uccidere un cava.lte~·e uem1~o, ed -·J.mpossesstttosi del cavallo di costui potè raggmngere 1l pro:prio squadrone >). • . T E DLA FELLACHE, trombettiere, squadrone cavalleria •.Ch:eren n. 3855 di matricola. « Ferito da quattro colpi di lancia, seguitò a combattere, ,·s caricando tutti i colpi della sua pistola, ed infine, strap~ata di mano ad un cavaliere nemico la. lancia, con questa .·si' difese ritir andosi ». ZERRUC AM.l!JD, ascari, squadrone cavalleria Cheren ;Ii.. 1338 di matricola. « R imastogli fer ito il cavallo, e ferito egli stesso, continuò .:a combatt~re appiedato uccidendo un cavaliere che lo as-saliva ». MUSSA MOF AHREH, interprete presso le bande del B arca. ' « Durante il comb<\ttimento tradusse sempre con calma e ·chiarezza o-li ordini del comandante le bande e lo coadiuvò efficacerne~te e valorosamente' nel condurre quest e ~tll' at-tacco ».
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Medaglia di bronzo al valor militare. SPECK cav. DAVIDE, capitano comandante squadrone' cavàlleria Cheren. . « I nviato dal Governatore nell'aècampa.mento mahdista mentre ferveva, il combattimento, lo percorse e lo attraversò in. tutta la sua lunghezza, e ritornò a riferire con esattezza e calma serena quanto vi aveva osservato». LO CASALE VINCENZO, tenente 2" battaglione fan-· teria indigena. « Diede prova d'intelligenza, calma ed intrepidezza nella: condotta del fuoco e .nel guidare all'assalto la sua mezza. compàgnia, alla testa della quale fu il primo ad appiccare· il fuoco ad una zeriba, dietro cui stava il nemico ». BONORA UGO, teneilte 3° battaglione fanteria indigena. « Come aiutante maggiore del battaglione, coadiuvò con · intelligenza, calma e sangue freddo, il comandante di esso· nell'impartire gli ordini alle due compagnie entrat'e in azione c~ntro i dervisci, e con esse slanciassi. arditamente ·alla baionetta ». VECCHI AUGUSTO, tenente 3° battaglione fanteria in-· digeua. « Alla testa della sua mezza compagnia slanciossi arditamente alla baionetta contro i dervisci, coadiuvando il comandantè della compagnia nella riuscita · dell'assalto». E'IOCCAÌWI ALBERTO, .tenente 3° squadrone cavalleria Cheren. « Si distinse per calma e coraggio nella lotta; sproporzionata sostenuta dallo squadrone contro la cavalleria nemica. e per energia e prontezza nel riordinare lo squadrone 'r espinto». LORI ANNIBALE, tenente 2° battagliohe fanteria indigena. « :ì\!ostrò, durante tutto il combattimento, calma ed energia e portò la sua mezza compagnia all'assalto con slanci(} e coraggio esemplare»,
SSALA
BARALE GI OVANNI, tenente 3' battaglione fanter ia indigena. ·« Alla testa della sua mezza compagnia slanciassi ardi: ·tamente alla baionetta contro i Dervisci, coadiuvando il -comandante della compagnia nella riuscita dell'assalto. » DE DOMINICIS GIUSEPPE, tenente squadrone cavaiIeria CheJ;en. « Si distinse per calma e ·eoraggio nella lotta sprÒpor-::zionata sostenuta daLlo squadrone cont11o la cavaJleria nemica e per energia e prontezza nel riordinare lo squadrone ·respinto. » . _ BE:NINCASA .E'RANCESCO, tenente 9 bersaglieri. « Mostrò, durante tutto il combattimento, eàlmçL ed . ' ;energia,. e portò la sua mezza compagnia all' assalto c0n -coraggio esemplare. » / ~ . BUCCINO cav. TOBIA, telÌertte medico ospedale militare, :Bologna. « Conservò ammirabile sangue freddo sotto il fnoco ,~ tando sempre dietro il centro della linea di bat-t aglia. Appena entrato in 'Cassala, ancora sotto il fuoco nemico, pro.digò ·le prime cure ai feriti. » · ~ FUSO GIAQOi'liO, tenente 2" battaglione fanteria 'indi ' •,g ena. · «·Diede prova di intelligenza, ca1ma ed int.repidezza 'éil~3:ante tutto jl combattimento. Alla testa della mezza compagnia che guidava. all'assalto, fu il primo' ad una zeriba ·diètro cui stava il nemico e vi appiccò il fuoco. . . CELORIA CA:NDIDO, tenente 2'' battaglione fantE!ria indigena. "<< 'Diresse il fno~o della sua mezza compagnia e la guidò -con intelligenza, calma ed intrepidezza all'assalto, slancian-dosi per :primo e dando così bello esèmpio di coraggio. " FERRARI SALUSTIO, sottotenente s-quadrone cavalleria Dheren. « Si distinse per calma e. coraggio nella ~otta spropor" :zi6n:ata soste1iuta dallo sqiladrone contro la cavalleria nemica· e per energia e prontezza nel riordinare lo squadrone .re~pinto. ))
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CASSALA
CASSALA
BADERNA POMPEO, furiere maggiore 3·· battaglionefanteria indigena, n. 15 di matricola. (( Coadiuvò con coraggio e sanque freddo l'aiutante maggiore del battaglione e prese parte all'assalto alla baionetta,. comportandosi arditamente. » RAGONE CARLO, furiere 3° battaglione fanteria indigena, n. 4 eli matricola. « Con coraggio e sangue freddo coadiuvò il comandante· della compagnia nell'assalto _alla baionetta, comportandosi arditamente e dando bell'esempio di valore ai suoi infe- riOri .
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MENEGON PAOLO, furiere 2° battaglione fanteria indigena, n. 11 di matricola. « Durante il combattimento e l'?-ssalto diede esempio di. energia, calma e coraggio, coadiuvando efficacemente il co-· mandante della compagnia. » FRIGNA.NI I PPIO, furiere s~ ):>attagliane fanteria indi.. gena, n. 87 di matricola. « Comandante di mezza compagnia, la portò arditamente.contro i Dervisci, coadiuvando il comandante della compagnia nella riuscita dell'assalto. >> RUZZI GIUSEPPE , furiere 2• battaglione fanteria indi-· gena, n. 88 di matricola. « C0n coraggio e sangue freddo coadiuvò efficacemente. il comandante della compagnia durante il combattimentoe corse con slancio all'assalto, dando agli ascari nobileesempio di valor e. >> GI ANNINI ALFREDO, furiere, 2° battaglione fanteria. indigena, n . 155 di matricòla. « Conservò ammirabile·sangue freddo sotto. il fuoco, stando· sempre al fianco del comandante l'avanguardia e portando avvisi con pericolo di essere sorpreso dalla cavalleria ne-· mica. Concorse all'assalto con esemplare intrepid~7.za >>. VEN'l' ULLI GIUSEPPE , sergente squadrone cavalleria. Cheren, n. 32 di matricola. 'l'O SONE lVIODESTINO, sergente squadrone cavalleria. Cheren n. 34 di matricola.
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~AFFI MAURIZIO, sergente squadrone cavalleria Chere~, n. 93 di matricola. 1 NASTASI SPIRIDIONE, caporale maggi~re squadrone cavalleria Cheren, n. 128 matricola. « Si comportarono con mclto coraggio nella lotta sproporzionata 'sostenuta dallo sq nadrone contro la cavalleria nemica e coadiuvarono il loro comandante di plotone con calma ed intrepidezza. ». . NOT'l'ARI ARNOLDO, caporale maggiore aiutante di sanità 2° battaglione fanteria indigena, n. 130 di matricola. « Conservò ammirabile calma sotto il fuoco, tenendosi sempre accanto al ten~nte medico cav. Buccino e aiutandolo, appena en trato a Cassala, a prodigare le cure ai feriti. Prese parte all'assalto con intrepidezza ». SAID aga SALE H, j us-basci, 2" battaglione f~nteria mdigena, n. 2 di matricola.. HA.SSAN aga SALEH, jns basci, 2• bataglione fanteria indigena, n. 2 di matricola. « Coadiu varano efficacemente il comandante la mezz11 compagnia nel combattimento e nell'assalto, dimostrando molto coraggio ed energia ». lVIUSTAFA aga MUH.GIA:\1, jus-basci 2° battaglione' fanteria indigena, n. 56 di matricola. « Con calma, fermezza e coraggio coadiuvò il. comandante la compagnia in tutte le operazioni, distinguendosi per intrapidezza ». UANDU MARB A, jus-ba~ci 3" battaglione fanteria indigena; n. 52 di matricola. (( Comandante di mezza compagnia, slanciassi arditamente alla baionetta contro i dervisci coadiuvando il comandante della compagnia nella riuscita dell'assalto ». TESFU' MARIA M AIL U, muntaz 2" battaglione fanteria indigena, n . 371:1: di matricola. « Si distinse per slancio durante l'assalto e continuò a combattere sebbene ferito ». BAIANÈ ME DIN, muntaz 2° battaglione fanteria indigena, n. 1559 di matricola. « Funzionando da buluk-basci, coadiuvò efficacemente il
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CASSALA
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con;1andante la mezza compagnia nel mantenere disciplinato 'i l fuoco e, per coraggio e sangue, freddo, fu di uobilG esem. pio ai suoi dipendenti essendo anche fra i primi a superare la zeriba ». BEIED HA1\1ED, trombettiere squadrone cavalleria Cheren, n. 557 di matricola. « Seguì sempre il comandante dello squadrone e, perduta che ebbe la cavalcatura, continuò a combattere appiedato, uccidendo un cavaliere nemico. 'rABER ABU' F A'rMA, zappatore 2" battaglione fan _teria indigena, n. 28 di matricola ». · NEGUSSÈ MESSELEAB, ascari 2· battaglione fante1;ia indigena, n. 2086 di matricola. HAMRT Al\iED, ascari 2'' battaglione fanteria indigena, n. 3091 di matricola. ADA~~r MOHAMED, asca.ri 2.o batta.glione fanteria indigena, n. 4019 di matricola. TESFAI T)ALDU, ascari 2· ba.ttaglioue fanteria indigena, n. 4133 di matricola. MOHAMED 0SMAN ALI, ascari 2" battaglione fanteria indigena, n. 6437 di matricola. « Benchè feriti continuarono a combattere ». HOMAD MOHAMED, ascari 2·• battaglione fanteri~J. indigena, n. 2624 di matricola. . ABD-EL-KERiì\1 AMED, ascari 2° battaglione fanteria indigena,, n. 3828 di matrico~a. MOHAMED I8MAIL, ascari 2• battaglione fanteria indigena, n. · 4136 di rnatricol~. TACLE GHÈRGHIS SALOMON, ascari 2" battaglione fant eria .indigena, n. 5268 ~i matricola. « Benchè feriti continuarono a combattere, e colla compagma presero parte all'assalto ».
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Encomio sole11ne.
SEVERI c,av. GILDO, capitano l o battaglionl'\ fanteria ·
indi~ena.
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ODDONE LUIGI, ca.pita.no 2' baUaglione fanteria in-digena: , ~ P~RINI cav. RUFFILLO, capitano 4" bàttaglionefanteria indigena. ACERBI cav. LUIGI, capitano comando locale genio. ARTA.LE CARLO, capitano fanteria a disposizione. CASTELLAZZI cav. FEDERICO, capitano 3o battaglione. fanteria indigena. SANDRINI PIETRO, capitano 1• battaglione fanteria indigena. , MAGNAGHI ERMENEGILDO, capitano 2" battaglione fanteria indigena. BH.AMANTI NAZZARB: NO, tenente 2" battaglione faH· teria indigena. CESARINI CIRO, tenente l" battaglione fanteria indigena. SOLIANI-R:\SCHINI VITTORIO, tenente 3" battaglione fanteria indigena. VECCHIO CLEMENTE, tenente fanteria a disposizw~le . . lVHANI ANTONIO, tenente fanteria a disposizione. ·GERUNDA T~DOARDO, _ tenente 1° battaglione fanteria indigena. , GUASTONI CARLO, tenente P battaglione ùnteria indigena. · RIGUZZI ALFONSO, tenente 4'' battaglione fanteria in· digena . . . MANFREDINI MARZIO, tenente batteria da montagna. ·PANCALLO FOR'rUNATO , tenente l.t' battaglione fan, teria indigena~ L0MAZZI ADO LFO, tenente l" battaglione fanteria, indigena. MERCURELLI AUGUSTO, tenente l" battaglione fanteria indigena. DELLA CHIESA DELLA TORRE FEDERICO. tenente 2' battaglione fitnteria indigena. UGCELLI AZZOLINO. t enente 4" battaglione fanteria indigena.
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CASSALA
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DE GIOVANNI CARLO, tenente 1° battaglione fanteria indigena. « .P el modo lodevolissimo col quale condussero le loro truppe in occasione della presa di Cassala, ovvero inseguirono per tre giorni con faticose e rapide marce il fuggente nemico, imponendo con serena fiducia mirabile e sicuro contegno nei loro dipendenti }} :iYIOZZETTT cav. E LISEO, tenenl;e medico a• battaglione fanteria indigena. GERBALDI GIOVA.NNI, tenente medico direzione servizi sanità e sezioni sanità. «Durante le marce e nel combattimento adempirono al ser· vizio sanitario da loro diretto COJ:! coraggio, calma ed abili tà.~ PIERUOCI LUIGI, tenente veterinario direzione servizi veterinaria e infermeria cavalli « Durante le marce e nel combattimento adempì al suo ser vizio con molto zelo e lod evole sangue freddo. >> Pil~IS I .MICHELE, furiere l • battaglione fanteria indigena: « Eseguì con lodevole fermezza un difficile mcanco per gar anl;ire la marcia della sua compagnia. >> GUE.RRL.'\4'! P IETRO, caporal maggiore a• battaglione fanteria indigena. « Coadiuvò con instauca.bile operosità il direttor e del servizio sanitario. »
Atto Mini sterial e N. 19 0 del lo ottobre 18 94. - Denomina~ione di ope?"e di (O?"li{icazione neUa colonia E1··itrea. S. M. il Re nel conferire a S. E. il Governatore dell'Eritrea la meritata onorificenza per la presa di 0assala, ha altresì ordinato che a memor ia ed onore del generale che condusse a compimento l'importante operazione, il forte test(~ i vi eretto sia intitolato al suo nome. P orto a conoscenza di tutti la Sovrana determinazione, comunicando che il forte Cassala assnmerà il nome di « F oRTE BARAT[ERr. » Jl jlfiniSl?'O -
:JfoCENNI.
CURif)SlTr.\. S1'0RIOHE Briinn in Moravia . (~l'ita liani che n Rrlinn di Moravio, ~::!h.:.uo la dolorosa e glor iosa altura dello pielber).{, vi cerca no prima di tullo i luouhi .e le memorie di quegl' imm ortali martiri e precursori dell ' indi" pendenza nazionàlc, Ghe la nostra fantai>ia vede lieramentc rag· l?ruppati lass(t nell' e:·gas tolo intorno alla muta lignra di Silvio Pellico. Il c.a rcere duro e i l<ti'Ori fo rzati ce.~~arono nel ·18i)0 : vi subentrò l'onorata mili:da: 111a ciò che re~ta anche ocruidì no ci por~a a quei giorni ilei 1821, in cu i sirestau1·ò . il bastione fallo saltare dai l'rancesi nel 1809, si alzarono llllt e le ruu raulie di ci nta, si collocarono 3856 palizzate perchè fu,;se inviol::tbile la prigione iu cui dovevaneo essere ch iu.;i i Carbonari . Qnesti erano, secondo il Metternicll, pi!r I'Austrin assa i piu pericolosi che i ribelli boemi , che i partigi;mi di Wallen::teio, che gli zingari vagabondi , che i prigionier·i di guerr:t prussiani , che gli akh imisti fa h hricatori d'oro, che gli in :; •rt i polacchi della Galizia, .ospiti forzati del lo Spielberg uel .l 62·1, nel H):!(), nel ·l iz 1, .nel 17H, nel HHii, nel ·184.(). . Sono anni terribili quelli daJ 18~3 al 1836. in cui le porte dello Spielh erg si aprirono e si rinchiusero sui pass i dei ·nostri. Certo ch e la slori•• carce raria de ll o Spielherg non è tnt ln lì; a ltri i!tsigni pe1·:;onnggi ne conobbero le seg rete. Nel ·141 O Pro.popio fu da re Sigisrnondo ;;eppell iLo nei sotte rran ei del ca;;tell o de' suoi antenati 1largravi di ,\·Joravia, c I' Ì mori. Dal 1692 aH 694. il feld-maresciallo von con ing vi dimomva, pervhtl a1'ea ten tato di pet·.,nadere l'elettore di Sa:>so nia a parteggi are colla Francia comro I'Au . ;tria.
CURIOSIT-~ STORICHE
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Nel ·l / 23 Yi fu il francese generale austriaco conte Bonneval, l'am ico di Eugenio di Savoin , qu egli r.he poi si fe ce mussulmaM ~fu generale turco col nome di Ach med-pascià. Nel ·174·0 l'irlandese feld-maresciallo conte Wallis ci stette qualche mese ·a meditare sul trattato di pare di Belgrado, mHlamente da lui conchiuso, dopo le sue brillanti ca.mpagne per l'Austria e l'Italia . Dai 1793 al 1795 vi rimase pure il famoso giacobi no Drou et, quegli ch e im pedì la fuga di Luigi XH e che si lasciò prendere dagli austriaci a tVlaubeuge. Nel 18H\ condannavano gli Au striaci a rimanervi a 110 anni per alto tradim en:o, la contessa Filangeri, figlia di Gaetano e sorella del gener·ale. Fra tnnto nomi ve n'è però uno al qua le In precedente rinomanza di avventuriero senza scrupoli e di mil itare a udacemente eccentrico assicurarono una popolarità, quasi ·una rinomanza. Scendendo nclltl sotterranee C11semat.te dello Spi elberg :1el tratto detto (~i usepp ino e anche Galiziano, superata la impress ione dell'aria chinsa e fredda , alla luce delle fia ccole che rompono l'o3cur·ita assoluta del corridoio sulla carcere n. l. si le)!ge il cartello : Francesco barone di Trenk i. r. colonnello comandante dei Panduri. La sua storia è interam ente nota: prima <:~ n co r.a che egli morisse, nel Ot.-8 venné puLbli cr~ ta ; in forma autobiografica , a Lipsia in due vo lumi. Mezzo seco lo dal1:1 -sua morte nuove pubblicazioni tenn ero viva la sua memorin, e tutti conoscono in Austr·ia, se non altJ'O, ciò che incidentalmenlf:', ma per disteso e di lui racconLano le memorie di su11 cugino il b::rone Federico di Tzenk, pri)!ioniero di Federi co II a Mngdehurg-o . Di famigl ia prussiana, Francesco di Tzenk era nato nel nH in Calabria, dove suo padr·e co mandava al sen•jzi o austriaco un reggimento di croati: fu allevato dai gesuiti a Oedemburg; fece le prime armi contro i turchi al servizio russo, facendos i perdonare l'incorreggibi le insubordinazione co i fo rtunati successi della sua temerita. EreditaLi dal padre vasti pos:;essi in lnvonia, per pu r~arli dai briganti org<lnizzò 11n:t forza armatn di cnr:tttere non meno · brigant esco, ma a lui devotissim<l, chè, d.d suo v!llaggio di Pandaur. p;·ese il nome di Panlluri. Ne ofTri uil corpo di 4·000 a 'Iaria Te re~a per la gnen a di succe;;,;ione a n ~trincn. domandò l
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1809
CURIOSITÀ STORICHE
ed Ottenne libertà d'azione all'avanguardia: la sua strateaia era . n assat semplice: ardimento se nza lim ite e crudeltit senza misericordia; il terrore della mus ica turca dei Panduri lo precedeva e lo favoriva; il sacche;?gio lo arricchiva; ma non v'ha dubbio ch'egli rese io quella guerra importanti servizi che gli avrebber·() ollenulo perpetua indulgenza per le sue azioni da cape:>tl'o _ L'nttuale 53° reg!{imento austriaco di fanteria , che appal'tenne a PalllY, a Jellacie, a Hill er, deriva dall'originario corpo dei . panduri . In esso si r icorda ancora che sotto il comando di Tzenk i pandur·i fecero più di 4-000 prigioni eri, fra cui 9 general i, 58 ulficiali superiori; che presero 4.5 cannoni e ·15 bandiere. Tzenk non rispa rr11iava i suoi panduri, dopo 5 an nj di guerra, 3600 di questi non tornarono più a casa. Come mai fin i allo Spielberg? Rapace e violento ;tveva in corte e nell' eserc ito tutt i nemici nessuno am ico ; nel n .i() , a Soran, egli sorprese il campo eh F~derico II e s'impadronì del suo letto, ancora caldo ; appro fittando dell'or:rore sugcilato nei suoi san;:(uinari eccessi al castel!<> bavarese di Cham, i suoi nemici ottennero elle ùc•Ji fos:;e tolto il comando e che comparis,:;e al tribunale di guerra; lo accusaron() di essei·:;i lasciato co mprare e cercarono di provarlo allega ndo la vera testimonianza di un'avventuriera, che asseriva di essere (igli a del feld - maresciallo prus:;iaòo conte Schevrir'l e aYeva diviso, nel campo di Sor·atr, il letto reale; per di più gli attribuironc} lo stupro di ragau;a, che, viceversa era la l!anza d' un rrenerale· -fecero osservare alla devow sonana che egli non freq uentava la santa messn . Forse neppu r questo sarebbe stato ~ufficienLe per fat· d.imenti care i suoi insignì serviz i, ma dur·ante il processo egli si con· qusse da pazzo: avaro, non volle comprare la giLtstizia (rnen(} ~ rrtale) , IQ 'l neppur·e volle pagare l'avvocato. Ordinato da Sua Maestà agli arresti, osò uscire in carrozza e compa rire in teatro. dove essa era, ed ivi pubblicamente assalire uno de' suoi ar.cusatori. Insomma lo condannarono in vita allo Spielberg. Le tradizi oni sono concordi nel descrivere il Trenk come un t~omo di forza straordinaria, che tagliava le teste à'un colpo dr sciabola, è sono quasi concord i circa la sua bellezza qua~i irresistibile ; quasi, perchè alcuni vogliono invece che, mezzo abbru stolito il volto da un barile di polvere esploso, mettesse rihrezzo.
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CU RJOSIT;\ STORI CHE
Ali'A.ntlyune raccontarono cb~ et·a nero come un diavolo e non O~>tante atTascinatore delle femm ine, le qual i preg;1vano Dio, ma si rìavano ·al diavolo. Haccontarono pure che il Tenk passò gli. ultimi suoi due mesi in un ''ero parossismo di fu rore; ch e fu trovato morto disteso sul pavimento, nero (co~e lo era st.ato in vita); la cel ln. era tutta fumigante di zolfo: aveva le mani arse e gli si vedevano sul eolio le impr·onte delle zampe del diavolo, col quale aveva lotLato; che fu sepol to come un cane, e che la sua an ima, in forma di lepre nera si faceva vedere qunndo · doveva morire qualcuno al lo Spielberg-; im~ece si vedeva una lepre bianca (l'anima della ragazza morta per lui), quando moriva qualche galant uomo; e infaLti l' avevano veduta alla mo rte del nostro povero Oroboni. Il racconto di suo cugino r:arra che la mallina del 'l o ottobre Tre r. l\ stava benissimo; disse che S. France~co gli era .comparso riYehnflogli clie il giorno 4, loro comnne onomastico, snrebbe venuto a prenderlo; domanclò un cappellano pet· .confessars i e lo spedì a. Vienna ton certe sue commissioni . L' indomani an nunziò che il cappuc.cino era morto per la via e ~! l i era comparso a certificarlo della sua morte. Il giorno 3 convocò tutti gli ufficiali della guarn igione di Brii.nn, si fece tonsurare e vestire da cappuccino; dopo lri confessione pubblica pronunziò 'un lungo sermone, e tutto il resto come nelle morti dei santi . l\ . :~ ottobre si mi se n pregare in ginocchiò. Verso mezzogiorno guardò l'orologio e disse : Dio sia lodato L l'ora è vicina. Hiprese la sua preghiera, a mezzogiorno in punto restò immo·bile cogli occhi aperti. Se ci fosse bisogno di provare l'assurdità di questo racconto, basterebbe notare che Federico sog'giunge essere morto il cappuccino ritornando da Vienna il secondo giorno, come Tren k aveva annunziato: ora . da BrUnn a Vienna ci sono per la più corta 70 miglia geografiche. Conforme alleultime disposizioni di Trenk,_il suo cadavere ve stito da. cappuccino, ma legato e inct\tenato, fu portato giù dall o Spielberg a spal le dei forzat i, fr,l un prc>digioso concor·3o di popolo , e sepolto nella cripta della chiesa dei cappuccini . ALI~' H EDO RABOTTt capi!a.no di [ ant'! l'ia.
NOTIZIE POLlTlCO-MILITAR! ITALIANE
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Uno dei granrli nrgornent.i di discussione per la nostrll stampa anzi per la stampa europea, fu nn di>COI'SO pol itico del Ministro austroungarico, conte Kalnoki; discorso sul quale non ci ferm erem~ perchè neppure quel rnini;tro disse novità, quando pa rlò della situazione internazionale pienamente rassicur<l!lte e dello scopo alwmeote pacifico della triplice alleanza; ma fu notevole, in quel discorso pieno di assicut'àzioui pacifiche, l'afl'ermazioue recisa della necessitit di continuare gli armamenti . Ed è anche più notevol& che al le p(lrole hanno subito corrisposto -i fatti: i bilanci presenwti alle delegazioni portano per l'anno veiHuro un nurnento dr vari milioni di fiorini , in confronto dell'anno precedente, su l bilancio dell a guerra· e su quello della mari ua. Le questioni del Meditenaneo, t~i cui ci siamo occupati nella puntata. precedente, continuarono ~~~ ngitarsi nella nostra stmnpa periodica, e queì che più importa, si ugita rono, a quanto pare, nei consigli della dipi?mazia eu ropea, perchè :1lcune di esse si vanno maturando, ossia gli avvenimen ti le spingono ad una (alrrwno pronisor i ~) solnziòne. Strettamente leg11t<1 con sifTatte questioni si volte vedere lll nuova fase della politica della Francill vc~ r;;o la German ia; fase che non dil'emo di amicizia, ma che è certo eli tregua aile dimostrazioni ostili. Fu n'on iQopportuoamente notato che lo stesso fenomeno si vide ai · tempi delle spedizioni del Tonchino e di Tuuisi, Siceome dalla parte de~ !{euo, per ora, non c'è nulla da fare, la Francia cerca ~e fosse pt>ssibile di fa re qnalche cosa da lla pa rte del Mediterraneo; perciò ri-· manda a migliore occasione il tentativo della ri\'incitl'l e sorride all 'avversa:e perchè le. lasci usufruire il tempo dell'aspettativa .
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1812
NOTIZIE POLITICO-MILITA,Rl ITALIANE
Ci sarebbe da ·raHegra,rsene i'nfinitamen;e ·se la F~·am:ia trovasse .1 d' f · ., nue-to •empo ~enza danno altrui e speCialmente nost.ro. mofJO 1 usu ruue .1 ~ • .. • • 1~ 'compito rlei nostri uomini di St~to vegliarH a que~to ngu~rdo. ~~.r fortuna non abbiamo i i\iinistri del tempo della spedrzJOne eh ~uoisl: · Il paese vive tranquillo d1: chi oggi ha 'le redi~~ in mao~ t1ene gh occh~ _ aperti e saprà trarre tUttO Jl profittO dalla Sl.tU3Zl011e e dalle ~OStre al leanze; le quali non devono essere state stipulate a s~lo proflt.to altrui. Se le forze dell'Austria e della Gern1a~1ia, ciueste. ultrm,e s1~ec~~lmente~ non pesassero a nostro, fa\·ore anche nelle quesuon1 de.l MeJneuaneo, CI .. qua~1.' do" u·'ornand·n·si 't che ei serva la tr1pliC<l al leanza. sa re 1'Jue ' • . . , . . , . Ed ora dnlle questioni, cl1e potrebbero dirSI la~ti m gestaziOne, passiamo ai fatti compiuti . ·
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Buone notiZie criunCJono dall' Eritrell . A ca~sn là continua alaci:emente · 1 l' . (1· ordin~me;lo delle tribù. bli ant.ichi abiwtori che SI. erano 1 ,!'oOfO l · d· 1-d· . .·"nlente e''l li.ot' r er sfucr"ire al le ferot~i razz1e . · m mal IStl, VO l00 t31\n · .. " 1• t1 0 10 richiedono di tornare <1lle loro terre. Da Tocar arnvarono molte fami <rlie indigene attratte chi terreni. fcrtilis::;imi, che .ora potra~no col~ 0 · rta' • Alt 1·e· famiolie dgcrli degh Adendc,a,. degli t1· vare con SICLJ ' e n Allaol!il, v . • .,.. Sciaraf preparansi a venire. Si accordano terrem per costruztODI, ~~ prepat·ano coltivazioni su vasta sc"la. . . . Il ·l o settembre è giunta a Ca~sal11 da Chereu, con cann.ont e mttra. · · una Cb "'I'O"ana (]1. oltre 400 cammelli)· a mezzo chilometro dal cr l!all'ICI " • · . . forte la' carovana si fermò colla scorta scltierata e 1 peZZI salutarono . ·al" un 1· ~.. [)0~e (,.a~sc · ro i cannoni del forte, snl quale S\'entol:wa .la nostra .lJan · d'Je t". .., 1' 'effetto 1 er ol' fn sorprendente. . , o indi•reni o . Intanto siccome da questo lato tutto è trancpu.llo, 1! gove~nator~ partì. da Cheren pe1· rec.ar.;i all 'Asmara ~ome è. sohto n tar:- pn ma. d1 ritor~arH a Massana. (:;iuo~e all'Asmara ti 2, .nee\'UtO .J:~gl1 enrop·e·1 e . · d' · C(l[l entusiasmo cruale non SI era rna1 vednto. L nn.. ... dag l1 m 1geru . 1111 pressione della 1;onquista di Cassala perdura q~1antuuque sm trascot ~o parecchio te mpo. . . . . . . . . .. :- ll " (l.I 1·artire da Cheren 1l "overnatore ha d1rau1ato gh 01 dm1 pet l.ì PIII 1( " d li' E . costituzioM definitiva deJla milizia mobile in tutto Il tcrntorw .. e. ·r~~ trea. Abbiamo narrato in precedenti dispense come questa mrli~w, gm stabilita per gli abitanti dell'altipi:~no, sia acco.rs:t puntualmente alle chiamate fatte per esperimento. Ora si tratta dt lormarc . grosse c~m. c1·1 011·1·IZiu ·".anche 'td ·\ "oi·Jat , ad -~di-U.,.ri pagme < " 0 o ' a Saati.· ad Archtco. (l .
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NOTIZIE PO LITJCO-MILlTARI ITAI:IANE
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Oramai il numero dei soldati · indigeni in congedo 'nella colonia è .abbastanza ragguardevole per costituire, in caso di chiamata, un grosso rinfòrzo alle · truppe attive e per.. mantenere, in caso di guerra, .\a sicurezza interp.a di- tutta la colonia. Sono inscritti nella milizia gli uomini atti alle .a I'mi ihe abbiano servito nelle truppe: indigene, e non siansi poi resi immeri tevoli di questo onore per cattiva condotta. Essi ·vengono formui in buluc, af!alogamente .a quelli delle truppe attive e i buluc sono riuniti in compagnie, al co.mando delle quali possono venir preposti ufficiali dell'esercito attivo od anche ufficiali di complemento, dei quali gif1 parecchi si trovano nella colonia. I ruoli sono tenuti dai comandanti di presidio, a cui è pure affidatrt la custodia e, in caso di chiamata, la distribuzione delle armi. I militi in congedo nulla ricevono dal governo; in caso di chiamata, hanno diritto alle competenze degli ascari. · Il concetto di questa milizia è fondato sulle tradizioni c costumanze .abissine, le quali impongono ad ogni uomo libero il dovere di conere a difendere il proprio paes~ quando il capo batte il nega1·it. Chi conosce il paese sa quanto sia l'ambizione di essere soldato e quanto attac- · camento conservino gli ex soldati, divenuti agricoltori, alle cose militari; · ciò spiega come nelle recenti chiamate si siano presentati molti individui che non erano obbligati e come, durante la impresa di Cassala, essendo stati chiamati 50 uomini dei dintomi di Cheren, molti altri sieno accorsi anche da lontane località pretendendo di aver diriuo· di servire sotto . le armi. . Queste ultime disposizioni furono avvedutamente usufl·uite dal governatore. Un suo manifesto concede agli individui inscritti nei quadri della milizia vantaggi specialmente d'indole momle, co·me sarebbero la· preele'zione nelle nomine a capi di viìlaggio, nelle nomine ad ill'lpicghi o incarich,i' retr!buiti od onorari, la distinzione nelle :~ssemblee, la preferenza nella temporanea concessione di terreni per pascoli o per coltivazioni . . · Sono vantaggi che per gl'indigeni valgono molto ed a noi non oostano niente;, anzi giovano indirettamente al consolidamento della colonia, perchè i soldati in congedo, parecchi dei quali hanno. contribuito all.e , nostre 'vittorie, sono gl'indigeni più affezionati al nuovo ordine d.i cose, sono quelli che danno maggiori guarentigie d' interessamento a mantenel'lo. _ · Siamo certi che la istituzi,:me della milizia mobiìe conisponderà mtte:r.amente. al s~to &copo, che è quello di costituire, con spesa minima, una forza .ragguardevole per la difesa della colonia . . U4 -
AN:iO l(:t~IX
NOTIZIE· POLITICO· MILITA'Rl 1TALI4NE
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NOTIZIE POLIT!CO-MIL1TARI ITALIANE
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Coi bollettini pubbli~ali durante la quindicina venne ulti mato o quasi il movimento per promozioni e trasrerimenti negli ufficiali dell'esercito iniziato nel mese · preceden.te. Giova notare fra le promozioni quelle di ·tre principi della Casa Reale. S. A. Vittorio Emanuele Princi pe di Napoli, già maggior generale comandante della brigata C~r~o: venn~ ?ro·mosso tenente generale e nominato comandante de}la diVIsrone rn1lttare di Firenze;· S. A. Emanuele Filiberto Duca d' Aost.a, già tenente colonnello nel -19 ar·tiglie•·ilt, fu nominato colonnello comandante il · 5° artiglieria; S. A. Vittorio Emanuele Conte di Torino: già ca pita~o nel re(J(rimento Piernonte Reale, venne promosso maggtore nel regg1mento stesso. In complesso il movimento per promozioni, se non rispo~e ai desideri (cosa impossibile), fu maggiòredi quanto molti s~ aspett~ vano, ~onoscendo / le ristrettezze del bilancio e l'arresto nella rotaz1one der quadn per mancanza di una legge sui limiti di età, pe•· la limitazione :;tabilita nel numero degli ufficiali in posizione ausiliaria, e per la $Omma assegnata al ·fondo delle pensioni. Fra i promossi necrli e ultimi bollettini vi furono alcuni allievi della. scuola militare e della scuola dei sottulficial!; pur troppo non tutti quelli che hanno ultimato i corsi prescritti e fUI·ono approvati agli esami. 'È la terza volta, e speriamo sia l' ultima, che si ripete questo inconveniente di cui non può farsi colpa a nessuno Quando andò in vigore la Jecr<>e del-1892 che· ridusse l'ot·ganico degli ufficiali, le scuole e1:ano ' pi:~e essendosi fatte le ammissioni in base' alla, legge precedente. Di qui 'il su~ertluo a cui non si può dare sfogo. L'anno sc?rso si •·i.corse all'e~ spcdiente di nominare sottotenenti n~ l corpo conta~tle, do v~ VI erano posll vuoti, gli allievi segnati perla fantena, aspettando Il tl·osfertmento appena .·fosse possibile, e pareécbi l'aspettano anc~ra; s~cchè que~t' anno an.~he questa strada è chiusa. Sarebbe forse destderab1.le una m1s u~·a eccer.w·nale per far cessare le lagnanza, non del tutto mfondate, dt molte famiglie; lagnanr.e che trovano facile ~ccog~ienza nella ,stampa e fanno ·sembrare l' inconveniente molto maggwre dt quello che e. ., ~
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* * , Nel prossimo mese di ottobre si radunerà nuovamente la commi.ssione ~ dei generali per le economie nel bilancio della guerra e per le nform~
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nell'ordinamento dell'esercito, delle quali abbiamo parlato nelle precedenti
1815
punt.ate; è noto che in massima le proposte della commissione sono già concretate ed è anche compi lata .la relazione che deve accompagnade. Però nè questa nè qu<:llla sono di pubblica ·ragione e non è impossibile che abbiano imco•·a a subire qualche piccolo cambiamento. Non volendo. tenere conto delle dic11rie più o meno fondate, nè delle indiscrezioni dei giornali, pa de remo di queste prop?ste quando siano Ùt1fìniti ~a mente stabilite ed urficialmente note. Un'altr:~ commissione tenne le sue sedute in questa seconda quindicina di settembre e sbrigò in pochi giorni il suo compito; la commissione delle ,rYfonne nei collegi militari; della quale fu presidente il generale Carenzi, membri il generale Afan de Rivera, il colonnello Chialn, due professori ·civili e due impiegati del Ministero della pubblica istruzione. Si ct·edeva da talimi che questa commissione avrebbe deliberato la riduzione del numero dei collegi militari; ma pare che suo compito fosse soltanto quello di riformare i programmi degli' siudi in modo da ottenere il pareggiamento cogli istituti tecnici e di ridurre il numero degli anni di corso. Il fatto sta che le deliberazioni della commissione furono in massima le seguenti; conservare tutti e cinque· i collegi milital'i e·, tenuta per base l'educazione militare, impartire agli allievi l' istruzione secondo i programmi ,degli istituti tecnici. Ridurre. il corso a tre anni.
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Il ·20 settembre, anniversario dell'ent.rllta delle truppe italimle in Roma, venne festeggiato col solito entusiasmo nella capitale, nella pro~incia e nella colonia. Non ci fermeremo in descrizioni; diremo solo che in Roma ebbero luogo, coll'intervento delle :mtorità e <ielle rap,lpresentanze militari e civili, la consueta visita alla tomba di Vittor-io Emanuele e la consùeta commemorazione davanti alla breccia · di Porta Pia~ Qui vi il sindaco del la città lesse il seguente . telegramma del Re ' che riportiamo come documento: «-L'omaggio che il mu,nicipio di Roma, fedele inte1·prete della cittadinanza, rende ogni anno, in questa gloriosa ricorrenza , alla vene , rata memoria di mio Padre, è la maggior prova ù'affetto che possa desiderare il mio cuore. « Ricordando le virtù del Re liberatore, la capitale del Regno. ne addita l'alto esempio per far prospera e grande la Jliltria, cui . e(lli diede indi pendenz(e libertà.
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NOTIZIE POLlTICO· MILlTARl IT.ALlARE
, Iddio benedica la nobile impresa e la Nazione. italiana, cel.e~rando ·11 prosstm · 0 anno , in questo o~riorno • il primo giub1leo della .umta. della . · , · ne ho fede [Asteagiare ad un tempo ti ~u o r1sorg1mento patrta, po.ra, • · o . . IT economico. Con questo augurio rmgraz10 Roma del suo a ettuo~o saluto • .
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Fra le più importanti disposizioni d'interesse militare emanate nella . . a . quindicina notiamo le seguenti: Fu sta'bilito che nel prossimo mese d1 ottobre abb1ano luo~o .le .ras· · do semestrali per tutti i militari. in congedo 1lhm1tato segno d1. nman . · d. a qualunque classe e categoria a?.Pa.rteng.ono, 1 q.~~lt, l~e.r ~ag10ne ~ salute, ritengano di non essere pm tdonel al se.rvJ:-10 mtbtat e, ammess~ a tale rassegna i militari prede_tti dovranno m:l.arne . do~a~~a, pe1 . . d 1 s·ndaco al comandante del distretto m1htarc m cu1 mwdono. mezzo e l • . . f · t' d · Per 1·egolare nel modo più semplice le nomme e 1 tras enmen 1 e~ caporali ~naniscalohi il ministero ha deterrnina~o c~e alle vacanze de1 medesimi nei reggimenti d'artiglieria c del gemo si. pr~vveda col~a nomina di allievi tuttora alle armi, che abbiano comp~to .11 corso ~~ ma: . p esso la scuola di cavalleria, nei reggimenti dt cavallerw poi sca lc1a r . ' . . . , · 1· .· d' vi si provveda col trasferime.nto dat reggtmentt d arttg 1e1 ta 1 caporali maniscalchi che ne facCJano domanda.,. . . . . Fu instituita a datare dal ·l o ottobre un mfermena d,'. pres1d1~ a ~e sana 'f orinese e soppressa a da tare dalla stessa epoca lmferme11a presidiaria di nocca d'Anfo. A ~ioglimento dei dubbi sollevati sull'~pp.licazi.o~e delle nuov~ ~orme . l'' d nn· · di vir.agio ai congedandt 1 11 m1mstero ha dtcb1arato pet m e 118 e . . . · · db 1. · .. da sotto le armi per qualstasJ mottvo, e ·. che ne1· rmvu . . g 1. uommt . bono essere provvisti di indennità di viaggio da1 dtstretti o .dal corp1 fino al comune di domicilio e non più fino al capoluogo d1 mandamento. d1 · A scopo di semplificazione e discentramento: venne e egata ~~ c~. d't distretto la facoltà di concedere 11 nulla osta. al nlasc10 mandan t1 · d' · · del pas~aporto a' militari in congedo illimitato, .a~che m 1vers1 cas1 nei q~ali fìnora il nulla. osta e.ra .ri~er~a'?. al. ~~m~~e1.'o. ' · ,. . , Visto il nu mero rilevante d'tndlVIdm gm, dJclnaratl. tdo~et all.unp1~g? di ca po armaiuolo e in attesa della nomina a tale 1mp1ego, tl m1n1-
NOTIZIE POLITICO-MILITARI ITALIANE
1817
stero a dete1·minato di sospendere temporaneamente l' ammissione alle fabbriche d'a rmi di nuovi aspiranti. In confot·mità di quanto si praticò lo scorso anno, il ministero ha stabilito che anche in questo, gli allievi del 3o anno di corso nella scuola militare (arma di fanteria) ed i sottuffiziali allievi del 2° corso della scuola dei sottu6ziali che ultimamente non poterono essere promossi sottotenenti, frequenti no, alla scuola centrale di tiro, un corso d'istruzione sulle armi, sul tiro e sui lavori da zappatore, col grado di sergente gli allievi, col loro grado i sottufliciali allievi. Venne determinato che sieno inviati in congedo: 1° pe1· il primo di ottobre i volontari di un anno che ripresero servizio il 1° novembre 1893 ; 2° per il primo di dicembre i militari 'di { a categol'ia con ferma di quattro anni che fu rono trasferii alla classe 1871; quelli con ferma di tt·e anni che furono trasferti alla classe 1872 e quolli con ferma di due anni che furono trasferii alla cl~sse del 1873; 3° per il primo di aicembre, i volontari ordinari eon ferm(l di tre anni ascritti alla classe 1872 e che ne facciano domandn ; nonchè i rnilitlll'i dclln elasse '1893 llrruolllLi colla ferma di 1111 anno quali rivedibili di due leve ; 4° i militari i quali trovinsi in determinate condizioni, specifìeate dnlla rel ativa circolare, e ehe pure ne facciano domanda. Allo scopo di rendere pi(t semplice e spedito il serv izio delle rafferma, venne delegata ai comandanti di corpo d'ormntn e delle truppe coloniali la facoltà di concederle, colle seguenti nonne: ·l o le domande saranno inviate ai rispettivi comandanti di corpo d'armata e al comandante delle u·uppe coloniali nella seconda quind icina di ottobt·e d'ogni anno; i detti comandanti inviano al Ministero, nel novemb1·e successivo, un elenco, per arma e per specie di rafferma, dei mil it:u·i che giudicano meritevoli di otlenerla, e il Ministero io base a ~uesti elenchi I'ipartisce il numero delle rafferme da concedere. Le proposte di rafferma con premio e quelle per l'ammissione al soprassoldo di 365 lire saranno parimenti trasmesse ai eomandanti di corpo d'at·mat.a e al comandante delle truppe coloniali, i quali, dopo aver deciso in p1·oposito, trasmettano al Ministero i rela tivi elenchi entro la seconda decade del mese precedente alla decorrenza delle rall'erme c dei soprassoldi. Nulla è iunova~o pe1· quanto riflette le domande d'indenni là, la capitalizzazione dei p1·emi di rall'erma, le rafferme ai militari deJÌ' Arma dei carabinieri.
1818
NOTIZIE POLITICO-MILITARI ITALIANE
Importantis~ime poi fra le dispo~izio ni nccennate, sono le modilìcazioni a ll'J.çlru~ione complementare al1·egolamento sul 'recl1ttamento. Io seguito a queste vengono istituiti ogni anno, presso diversi reggimenti, corsi pel' J,!li allievi ufficiali eli complemento, solto l'nlta direzione dei comand~1nti di corpo d'armata. Al •19 ottobre si aprono le nmmissioni e si chiudono nl 30 del successivo novembre. Possono essere a m mc$~i : ~ · Gl'inscritti di leva dH" categoria chiamati alle armi; 2o i militari di)cve antet·iori, già am messi a ritnrdare il servizio come studenti di univer:>ità; 3° i gioYaui che non hanno ancora concorso alla lev:~ e che, compiuto il i8° anno, contraggano arruolamento volontario ordinario; 4° i caporali maggiori, caporali e sold<~ti che ·trovansi nlle armi da non oltre un lmno; i militari in congedo illimitato che non superino l'età di 26 anni; 5° i volontari di un anno anche se ritardntari. Questi allievi devono essere istrttiti secondo determinati programmi. 11 corso ha In durata di 9 me~i, cioè dal ·1° genn<tio al30 settembre ed è diviso in due periodi di circa •l mesi e mezzo 1:iascuno. Nel pri mo periodo s'inseJtHI tullo quello che, secondo il regolameuto, deve essere conosciuto dal caporale e dal soldno; nel secondo tutto quello che deve es~ere conosciuto dal st>rgentc. Alla fine d'ogni periodo hanno luogo i relativi esami. Coloro ehe sono dichiarati idonei al gr:~do di sergente vengono promossi a tal grado quando c.;ompiono sei mesi di ~nzianità di caporale. Ogni anno poi nel mese di dicembre, alla sede dci comandi di corpo d'armat11, sono aperti gli esami per conseguire il grado di sottctenente di complemento. I coma ndanti di corpo d'arm~tta possono ammettervi: ·1° i dichian1ti promovibili a sergente nel corso dell'nono stesso ; 2° i dichiarati promovibili nel corso degli anni p1·ecedenti, qn11ndo per ci rcostanze indipendenti dalla loro volontà, non at.biauo nucora potuto subire l'esame; a• i volontari di un anno, dichtarati promovibili a sergente da non più di due noni. I dichiarati idonei per esami e meritevoli per buona c.:ondott11, vengono quindi su proposta dei co m ~ndanti rli corpo d'armata, nominati sottotenenti. Dopo ciò i provenienti dai volontari di un anno debbono compiere tre mesi di effettivo servizio come ufficiali; quelli non provenienti dai volontari di un anno debbono· in massima compiere la loro ferma di leva l\Ome ufficiali , ma non sono in ogni caso, congedati prima di avere prestato nlmeno 3 mesi di efl'ettivo servizio nella qualità anzideua. Disposizioni speciali vennero emanate per gli allievi ufficiali medici di
NOTIZIE P OLITICO-MILITARI I TALIANE
1819
complemento, per gli allievi ufficiali commissari é c.;ontabi li _di comple~ento, ~e r gl ~ allievi ufficiali veterinari di complemento .. . O.ltre 1 cors1 p~r g_li ufficiali di complemento, altri ne veqnero istituiti per Il reclut:tmento dt>i sottufficiali, corsi ancheqÙesti'c11e 'avranno luocro pres~o ~liversi r~ggimenti , sotto l'alta so1·veglianza dei ri spettivi coma~ d_antl d.•.corpo d nr~nta . Ed. anche per que:;ti corsi come por i precedenti SI St<tbll1scono partwolaregg•at.e ed opportunis~ime norme, informate al carattero degli eserciti moderni ed intese olio scopo di quel criusto discentramento che tutti in vocano e tìnorn nessuno ebbe il corng; io di attuare. Roma il 30 settembre.
M.
NOTIZIE 111LITAR1 ESTERE
1820
NOTIZIE MILITARI ESTERE AUSTRIA-UNGHERIA.
I rbilancio della guerra pel 1895. - ~l •l:i-. set.tem~re p. p. il ministro della guerra ha presentato alle Delegaz1om ti bilanciO della guerra . . per l'esercito permanente e per la marina pel ·1895. La partd ordinaria del bilancio della guerra è di 1•1 6,0-~5. 956 fiorm1, con un aumeuto di 3,6·18,693 fiorini sul corrispondente bilancio del1894. cosi ripartito fra i diversi capitoli: DilTerenz'\ in
CAPITOLO Amministrazione centrale . Comandi territoriali e di presidio Intendenze militari e controllo . Servizio religioso . v. Giustizia militllre . . VI. Comandi e stati maggiori . VII. Corpi di truppa. VIII. l stituti militari . . . . IX. Comitato tecnico e amministrativo x. Magazzini sussistenze . XI. Magazzini di letti . . XII. Stabilimenti vestiario . XIII. Artiglier ia tecnica . . XIV. Deposito materiale t~·en? . » » plùlllerl xv. XVI. Direzioni genio . . . . XVII. Istituto geografico militare XYIII. Sanità militare . XIX. Pensioni militari • xx. Stabilimenti militari di pena. XXI. Spese di verse . . . XXII. Pane, foraggi e paglia. XXIII. Viveri per la truppa XXIV. Spese letti e vestillrio xxv. Acquartierarr.euto . · XXVI. Himonte. . . XXVII. Premi di ran·erma . Totale spese: Da dedursi per introit1 dell'amministrazione militare e del ~1tni stero delle finanze. Restano I. II. III. IV.
Fiorini
4-95 735 50lÙ49 9~·1 ,783 1.5·l,H-O 34-6,'237 f,974-,H9 27,941,-IM ·l ,735,052 ·156,068 61 '2,859 4-2,955 1o8,.\.09 3,691 ,48~ 90,985 . ·l '•2J26 2,994,057 355,581 3,6i 2,-i-30 12,077,06 61,868 318,000 ·t 7,658,nn 16,531 ,88:~ 8,863,53412,389,737
· più od In meno rispetro al bilancio !894
+ 1,620 + >13,395 + 3,242 + MO + 6,093 + 703,555 + 76,828 + 4,94-6 + 59,649 + 1,766 + ·18,800 + 8·1,000 - 501l
+ ·104-,305 + -1?5,938
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83·1,901 400,619 268,796 689,84·1 96,463 2,65~,056 + 100,000 2,000,000 ~ •18,50·1466. + 3,618,763 '
2,4-55,5·1o 4-16,0 \.5,956
+ + +
+ 70 + 3,6 ~ 8,693
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1821
La parte straordinaria, del bilancio della guerra ammonta a fiorini U,525,872 osssia 50,693 fiorini m,eno che nel 1894. Si riassumono crui di seguito i principali motivi di maggior spesa nel bi!Mcio ordinario e degli stanziamenti. _ a) Au mento dc(quadri. - Nel ·1895 debbono e5sere nominati due nuovi comandanti di divisione di cavalleria (2 ne debbono essere nominati entro il1894) in modo da avere i quadri per 8 divisioni di cavalleria. Debbono inoltre essere aumentati i quadri della f;~nteria c ùei cacciatori di 4 co!onnelli, 6 tenenti colonnelli, 26 maggiori, 4-8 capitani e di 353 subaltcrni. La spesa per i nuovi quadri sarà nel ~ 895 di fiorini 272,825. (Le nomine nvverranno parte in maggio ed in parte in novembre). b) AIJmento degl1: effetti o?;. - Nel ·1895 ~ i procederà all'aumento di 9 uomini per compagnia nell'effettivo di pace di 27 reggimenti fanteria. Questo provvedimento completa rrnelli già accennnti nella dispensa dei •l • uovemb re 92 P. del Hì febbraio 03 di rrnesta Rivista e per osso tutte le com pu~nie dei •l 02 reggimenti eli fanteria avrnnno, entro il ·1895, il nuovo organico ùi pncP. di ::3 ullìcinli, 'l cadetto IL di ullìcìale e 91 uomini di truppa. Quest':mmento porta nu;~ maggiore spe;n di 46i,398 fiorini nel bi· lapcio ordina rio e di ·175,000 fiorini in quello straordinario. c) Fonna zione Stl ti rcgyiment·i dei 1(} tJattaghon·i del 1·eggimento Cacciatori dell' hnperatO?'e. - A questa riforma organ icn si è già awmnato nella dispen~n del 1° maggio p. p. della Rivista. Essa era ormai nec6Ssario pre::;eutando gravi inconvenienti, sia sotlo l'aspetto militare che sotto quello :unministrativo, questo grosso corpo composto di ·16 batlaglic.ni ntt1vi e qu:lttro qundri di battaglioni di co mplemento. Nel bilancio ordinario In spesa per queste formazioni è compensato clnlla economia cbe si ottiene colla ridmione dell'org::mico delle musiche dei reggimenti di fan teria: nel bilancio su·aordinario sono invece stanziati fiorini 36,000 per c1uesto scopo. d) Complet.amento delle nuove 14 batterie costituite nel 1894. In seguito al riordin<1mento dell'artiglieria da cnmpo avvenuto col 1° gennaio 1894 (l) si costituirono .f.i. nuove Latterie da campagna con organico provvisoriamente ridotto a 50 uomini e 21 cavalli. Con uno staoziamento di ·122,360 fiorini nel bilancio ordinario e
(t) Vedi dispensa 1° genn:tio p. p. di (JUtJSta
llivista.
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NOTI~IE
MILITARI ESTERE
di 500,000 in quello straordinario, si porternnno anche queste batterie all'org~nico normale di 92 uomini e 42. cavalli. e) Contimtaz'ione del ?'io,rdinamento delle truppe tecniche. - Sono stanziati ,166,983 fiorini in più nel bi lancio ordinario e 780,000 fi ori ni nel bilancio straordinario per aumentare .}5 ufficiali .subalterni, portare all'orgnnico normale di pace le 5 compagnie dei battaglioni, per la provvista di m:~teria l i di equipaggio e di e~e rci taz ione , ecc., ecc. Nel bilancio ordinnrio sono poi assegna ti 3061 fiorini per l'istituzione di uno aiutantato com posto di nn Cllpitano e di un tenente, per seguire i progressi tecoiei delle ferrovie e per la com pilazione delle istruzioni. f) Ca·~Jalli pc1· i capitani di fanteria. - Altri 383 capitani di fnnteria saranno montati nel 489ii, così entro il detto anno, su 19H- capitaui di fa nteria ·1 !~ 96 sa ranno monta ti. g) Sono pre\•entivati ~ 00,000 fiorini in più dello scorso anno, ossia •1,450,000 fìorini, per concentramenti e manovre. h) R'io·rdinamento della scuole~ di gue1'ra. - Si istituiranno corsi paralleli alla scuola di guerra in modo da portaro il numero degli allievi fino a 180. Il personale direttivo eù, insegnante sarà composto da •l maggiore-generale, 4 colonnello, 1 tenenti colonnelli, 2 maggiori e ~ capitani. tutti di stato-maggiore; ,1 capitano ~e l genio, uno di cavalleria (maestro di equitn zione) ed nn contabile. Ciò porta una maggior spesa di c;irca 39, 000 fiorini . i) Istituzione di una J4a scuola di cadetti : sono preventivati complessivamente nei due bilanci ordi!Hlrio e straordinario 70,000 fiorini per tale scopo. è) Studi preVim'ina?·i per l'ist·ituzione di una :Ja accademia mili ta?·e. -Sono sta nzillti 40,000 fiorini per tale scopo. m) Anni portatiH. -È fi ssata in bihmcio straordina rio una 5a rntn del credito stanziato per .nrmi portati li nel 189·1; essa ammonta ad 1,712,300 fiorini. n) Polvere senza fumo. - 2,0ÒO,OOO di fiorini sono desti nati a questo scopo nel hilnncio straordinHio. o) Munizioni d'Mti,qlie?·ia. - Nel bilanci.:, straordinario è stabilita una spesa ùi 600,000 !iorini per proietti per artiglierie d'assedio. . p) Eqtàpaggiamento. - ~00,000 fiorini per tonde portatili (spesa continuativa sul credito di •i-,200,000 accordato nel 93 per t:~ l e scopo). È inoltre richiesto no credito complessivo di 693,300 fiorini per provvista di c.1 rreggi leggeri ed il prele\'amento di 82,000 fì orini come prima rata su tale credito, per il 9~ .
NOTIZIE MILITARI ESTERE
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q) Costitt,zione di un qua4i1·o di ~·eparto aerostie1·i e per materiali relativi: sono stanzinti ,14-,000 fi orini. r) Fo?·tifìcazioni. - •l , 978,000. s) Fabbricat·1: mi litari. - Sooo stanziati 12,389 ,737 · fiorini di questi 500,000 , debbono servire por ca mpi con baracche in Galizia. --: .n !'e~·o rdnung_sblatt !\'. 42 del 22 settembre p. p. contiene disposiZIOni l'lguardantl l'uni forme degli attenden ti e dei palnfrouieri (PferdewiirLer) assegnati agli uflìciali. È in massima stabilito che l'un iforme è fomito a tali militari, dallo ~la to, _ma _è ~atn faco ltà ngli uffi ciali generali, agli urficinli superiori, a1 c:1p1tanJ dt stato maggiore, agli ufficiali addetti allo stato maggiore C(l a ~ u~l _li di taluni st.abilimeuti , di forni re essi il vestiario ai propri soldatt r1ttrnndo dall 'a mministrazione mil itare un:~ inùennitit di 25 fio ri ni annui. Bilancio delta marina" - Il bilancio ordinario per la marina pel -1895 ~ stabilito in 10,·127,060 ossia 2H ,380 fiorini in più di quello pel ·1884. Il bilancio straordinario ammonta a 2,854,200 ossia con un aumento di 289,200 fi orini su quello rlel 1894. Si nota: un prelevamento di 850,000 fiorini nel bilancio ordina rio come 3• ra1a per la costruzione della nuve di difesa costiera che sostituirà la fregata corazzata di vecchio tipo (•1861:>) Ilabsb?t'r!J. Per la nuoYa nave è accordato un credito totale di 3,500,000 fiorini, e furono finora prelevati da esso :1,-1 60,000 fi orini; per l'incrociatore « ]{. c [(. 1•1cwia The1·esia » un 6° prclevamento ~i 20,000 sul credito totale 3,1.40,000 {non ne restano più che 80,000 da prelevare); per una 2• nave di difesa costiera un 3° prelevamonto di 700,000 fiorini sul credito totale di 3,500,000 (sono già stati accordati prelcvamenti per 1,078,000 fiorini) per una 3a nave di difesa costiera, per la quale fu acc01·dato nello sco1·so anno llll ere lito dt 300,000 fiorini. st t·ich iede un secondo stanziomento di 750,000 fio rini; per 6 nuove torpediniere di alto mare si domanda u_n credito complessivo di 1.,080,000 ed il ()l'Cievameuto per quest'anno d1 1.08,000 fiorini su tale credito. Movimento t1ell'alto person~le. - Con bollettino del 15 settembre · prossimo passato il feldzeugmeister barone Antonio von Schonfeld comandante del 2° corpo d'armata (Vienno) è dispensato da tale carica e ~esso a disposizione di S. A. l. R. l'arciduca Alberto , feldmai'CSciallo tspettore generale dell'eserci to. Il tenente-maresciallo conte Uxkull-Gyllenhanà comandante del 1. o corpo (Cracovia) è trasferito al comando del 2o corpo in Vienna. Il t~nente-maresciallo barone Eugenio Albori, addetto al comando del
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NOTIZIE MILITARI ESTERE NOTIZIE JULlTARl ESTERE 1824 2o corpo di armata, è nomina~o comand:nt~ d.el i 0 co~.po ~'armata in Cracovia ed il tenente-maresCiallo cav. n.nton10 von P1ttre1ch, comandante della 36a divisione addeUo al comando del 2° corpo d'armata. Il maggior generale Giovanni von Beck, c.o1~1~ndante di brigata di landwer, è destinato al comando della 36tt dJvJ~lone.
FRANCIA.
Jfanovl'e a.utumwti. - Le manovre autunnali hanno avuto quest'anno uno sviluppo e un interesse speciale. . Olt'r·e le solite grandi m3novre d'arm3ta che sono state esegu ile .nel dipartimento ci'Eure et. Loir s?tto la. direzione .~el ~enera~e de. ~all,Jf~= oltre le manovre nelle zoM dt front1era e ne~ l mteJ no d.e1 COl pt d,al ' '" ccc. si è avuto cyuest'anno un grande s1mulacro d1. guerra d asm•w sedio intorno a P<uigi. L3 direzione di queste rna~ovre e stat.a ~ssun.w. dal governatore militare di Parigi ?enerale Sa uss1el·, generahssuno m caso di guerra delle àrmate frnnces1. . . Degno di nota, quest'anno, è stato Ji fatto c.he ~ur?no ~celll, come terreno di manovrà, luoghi particola1·mcnte not1 pe1 ncord1 ùel 1870. 11 settore scelto dal governatore di Parigi per l'ese:u7.ion~ delle manovre di fortezza è sUllO occup:~to nella guerra del 70-11. d:~ll armata tedesca della Mosa comandata dal principe renlo di Sas~onia. L3 r.ona nella le manovre d'armat3 Arten:~yChateaudun fu. qu"n\e s'0110 .c:.tnte ., CSC"lJite o· : • . va lidamente contrasta.ta dall'armata franr.ese della ,Loll'a, cd e p1ena d1 se<~n i e monumenti commemorativi. Questa coincidenza non è avv ~nu~a a ~aso, 0 il gener~de de Gallifet ha . dichiarnto che è ·stato suo dcs td~no diritrere le orandi manovre su questo teneno, affinchc oltre a u~ mezzo 0 d'is~ru 7.ionc questo fosse come un pellegrinaggio del risorto eserc1to francese in onore di quei giovani soldati della Loira. che, se_non poterono , impedire la disfaU3, ~alv3ro~o l'onore dciii' arm1 fra~~e~1." . . . .. A questo motivo ·p3triott1co furono cost :~n temente 1~p11 ati 1 d1scor ~~ del presidente della repubblica cht: intervenne ~Ile m.anovre e alla nvista fìn 31e di Chateaudun, di tutti i personagg1 ufflctah, ed anc~e del comando mi\ita l'e che emanò apposite prescrir.ioni circa il rnod? d1 rendere gli onori ai monumenti commemorativi che s' incontravano m quella
zonn.
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lmpie!JO di batte1·ie da campagna in terreno di montagn{t. - In Francia si sono preoccupati della necessità di potei' occupan con at·t·iqliei'Ìa da campagna posizioni di montagna ·inaccessibili al traino ordinario. A tale uopo sarebbero adibite batterie montate da 80 millimetri ·-come risulta da una pubblicazione recente che ha per titolo: Instruction su.r t' emploi des agrès dont doivent étre pour·vues les batt.éries de 80 de campa!fne cttJ?lelées rì m-anoeu.vrer en pays de montc~qne. Ogni batteria è munita degli attrezzi seguenti : 3 t;m'l'ucole snodate, del modello della marina. Questa carrucola si compone essenzialmente d'una ruota mobile intorno a un perno, sopportato da una staffa, la quale po rta a una estremità un gancio e all'altra un anello. In una delle guancie della stofl'a i: praticata un'a rticolazione che permette alla parte superiore di ripiegarsi su lla inferiore. Questa disposizione presenta il vantaggio di poter introdu1n la corda nella ruota per una qualunque delle sue parti; 1 cavo da 27 a 30 millimetri di diametro e di 80 metri di lun-
ghezza; 2 ca.vi da 27 a 30 millimetri di diametro e 40 metri di lunghezza; , 2 corone semplici di 4 metri di lunghezza; 4 funicella da 9 a W millimetri di diametro e di 75 metri di lunghezza; 5 picchetti di ferro di 5 centimetri di diametl'O e di metri 0,80 di lun-
ghezza; 4 mazzet di ferro. La detta lstruzi·one ha pe1· oggetto di dare alcune regole per l'impiego degli attrezzi. Essa si compone di 7 capitoli ciascuno dei quali tratta: l. Trasporto degli a ttrezz.i; l I. Preparazione al tt·aino; III. Disposizioni di sicurezza e di ritenuta; l V. Sistemi d'attacco ùelle carrucole e dei paranch i ; V. Esecuzione del traino; VI. Rifornimento dei pezzi durante il combattimento; VII. Funicella. Vi è inoltre un ' appendice che studia il caso del passaggio d'una batteria in terreni difficili di montagna. ·L'artiglierùt del6° corpo d'annata.- In seguito alla creazione del 39o e 40° reggimento artiglieria, a pa rtire dal i 0 ottobre prossimo l'artiglieria del 6° corpo d'annata s~rà ripartita nel modo seguente:
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NOTIZIE !ULITARI ESTERE
So Reggimento: 6 batterie montate dell'H a divisione di fanteria a Nancy; 3 ~attei'Ìe montate della divisione dei Vosgi, a B1·uyères: 2 battel'ie da montagna della stessa divisione a Remiremont; 2 battane a cavallo della 2" divisione di ca,·alleria a Luneville; 25o Re,qgiment.o: 6 bntterie montate del 6° corpo; 5 batterie montate disponibili; 2 batterie a cavallo del 6° co'rpo; 2 batterie a cavallo della 3a divisione di ravalleria, tutte a Chùlons; ago Reggimento : 6 batterie montate della •12• divisione di fanteria e 3 batterie montate del gruppo di Toul ~· Toul ; 40o Reggimento: 6 ba tterie montate della :J9a divisione a Saint-l\lihiel; 6 batterie montate della 40° divisione a Ve1·dun; i batt~ria a cavallo della 6a brigata di cavalleria a Saint-~fibiel ; 2 batterie a cavallo della (l,a divisione di cavalleria a Stenay. A partire dal 1.o ottobre vi samnno dunque nel 6° corpo 52 batterie di cui 4·1 montate, 2 di montagna e 9 a cavallo, ossia un totale di 31.2 pezzi d'artiglieria.
NOTIZIE BIBLIOGRAFICH E
R e censi o n i.
Prof. Angelo Volpe -
L' Amm.inistmzione scolastica in ltalio -
Belluno, Tipografìll dell ' Alpigiano . Non sì sente inai nessuno che facendo tutt'altro mestiere di quello del calzolaio o del fa legname ardisca metter bocca sul modo di far le scarpe e i tavolini, ma d'istruzione, di finanza, di politica tulti parlano e scrivono senza uno scrupolo al mondo perchè queste paion cose alla pot·tata d'ogni cervello. Si'cchè in m ~zzo al chiaccherio vano dei dilettanti se ogni tanto si leva una voce autorevole, il pubblico a mala pena se u'accot·ge o, auche accorgendosene, pieno di di tJì denza com'è, ha paura 11 batter le m:mi e fa il sordo. Speriamo nonostan te che una meritata eccezione sia fatta per uno scritlo uscito di questi giorni a Belluno col tito lo « L'a mministrazione -scolastica in Italia - Errori e rimedi • dovuto all' esperta operosità d~l prof. Angelo Volpe, il quale fu per lunghi anni provveditore agli ·studi iu sette provincie del Regno ed ora è {per modo di dire) a riposo. I l la voro è venuto fuori dal proposito non ancora abbandonato dall'autore, di fo ndare uu giornlllc « di ragionata e non sistematica opposizione al 'Ministero dell'istruzione pubblica », non è altro cioè che un esteso programma o « prodromo • del giornale. La materia è divisa in sette parti : errori di massima, errori uel\a trattazione degli affari, errori nella scelta del personale, et-rori che offendono la giu- · ·stizia, cause degli errori, premi e pene, vantaggi di un miglior siE1·rori e r imedi -
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NOTIZIE BlBLIOGRAFICfiE
stema ed ordinamento. Il prof. Volpe a\'verte subito che delle Uni· versità e detr\i Istituti tecnici può dire ben poco perchè alle prime appartenne ~oltanto come studente, mezzo secolo_ addie.tro, e nei. secondi non ebbe alcuna ingerenza mai . Ed ha qu1 occas1one o ragtOne !l'osservare il fatte• che gli Istituti ternici siano indipenrlcnti dai provveditori e l'altri, , lam~nwto genernlmente e continunmente, che tuui i Ministri pHrli no rli una riforma unive1·sitaria mentre invece gli noni e i Ministri passano senza che ne venga altua ta alcuna. La proposta ch'etrli fa di too-lier l'ubhligo dell'llssirluu frequenza <dle lezioni delle Uni~ersità, sou~ponendo a .lìu d':mno gli assidui, conosciuti dai singoli professori, ad un esperimeuto brc\'O e gli altri a prove !ung~e e sev~re varrebbe oltrechè ad assicurare uua maJ?gior frequenza a1 cors1, a toglier anche uno dei motivi più comuni degli annu:~li disordini universitari. Osserva e biasima l'accresci uto numero delle vac:~nze e la poca cura pnsta nel determinare gli .orari. per le divet:~P- età, .m~utre ~Mebhe n~· cessnrio attenersi alla mass11nn d1 tnntenere 1 hambtnt molto tempo m iscnola e poeo i giovani gia iuoltl'nti nello studio, perchè i primi dn soli non sanno profitwr quasi punto, i secondi possono nella scuola perdere un tempo prezioso per la loro attività ed attitudin?_in~lle t tu n le. . Combatte la proposta abolizione del greco, l aggmnta dclln lm gu~ tedescn obb]i<ratoria nelle scuole secondarie classiche,. i progrommt t' • . delle scuole normali mal rispondenti allo scopo per cu1 vennero tsll· tuite, i. progra mmi delle scuole elem en~a ri • afT~tti di sensismo ~ in~ farci ti d'enciclopedia» e ~cova con un pl~'cabtle es:~ ttezza tutti gh errori che si perpetuano e si ~uccedc•no in ogni part.e dell'ammini· strazione scol:~stica quanto ai libri eli testo, ai regolamenti, ngli istituti , 0 vcrnativi d'educazione, agli istituti non governativi , alla soppressione dell 'insegnamento religioso, nlln legge. dell'obbligo scolastico, nll':~vo· caziooe delle scuole elementari al lo Stato. Dopo trnttato cosi delle Jeg<ri e disposizioni genernli di maggior importanza e accennato appena agli errori nella trattazione degl.i an·ari,. passa <)d es~minar_e .e criticar~ i metodi seguiti nel\:~ scelta det maestri clementan, degh msegnantt e dei runtionnri scolastici govcl'nativi, dei preposti agli istituti governativi di educazione, degli insegnanti e dei preposti agli istituti non gov~rnativi. E svela e desct·ive, senza ricorrer mai ad :~rtilìci retto· rici, le molteplici e varie ingiustizie che gli insegnanti e i funzionari "Overnativi subiscono e torna sulla difettosa trattazione degli affari , al ~ual proposito vorremmo che nel venturo e ben augurato. giornal~ dedicasse qualche studio più particolare. Ma il prof. Volpe non st limita nd una minuta e coscienziosa requisitoria dci falli del ì\Iini-
NOT IZIE BIBLJOGRAP ICHE
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stero dell'Istruzione pubblict~, dimostrando qunnto abbia pecc~to e pecchi in pensi-eri, ope1·e ed omi.~sioni , ma rintraccia di tutto il cattivo ordinamen to le c~use, nelln cruda ti1·:mnia politica ed amministrat.iva e nell'erroneo ordinamonto gerarc:hico de!2'1i insegnanti, dei sopraintendenti e delle ispettrici comuna li, dei delegati scolastici, degli ispettori circondariali, dei proi' VE!d itori ogli studì c inlìne d•JI Ministero sk s:>o . La trattnzione di tllnto vastn mnteria in questo libretto di poco più di cento pagine procede sempre eo,: i dr.nsn, serrata, $enza fronzoli rettorici, con una co~ì siogolure lim pi dezza che non si riesce nd iu terromperne la leLtura: intere~sn ed attrae l'esposizione precisa dei f~lli, appassiona e persuade !:1 di;cnssione illuminata ed eminontement.e pratiea dei rimedi pos~ibili , improntati tutti , senza eccezione, a dne sovrnoi principi, assai ca lpestati ol!;:i~irJrn o : eq uità e ~emp l ici tà . Se si provved%se con quelle rifor•M che il Volpe suggerisce, :~1 riordiuarncnto dell'a rnministrnzione ~()()1:-t sticn, ci pnrrebbe di vivert} in no altro mondo, forse migliore el i qucst.o presente c gli olfetti bcnelìci sartlhbcro andw più sentiti da Il (~ gen1~ raz10ni nascenti. Il governo non anebhe spese maggiori, i comuni :S Ì, per l'nssoluta necessità di migliorare le condizion i degli insegnanti e dogli insegnamenti elementari. Anà il Volpe predicat•l :d deserto? speriamo ed auguriamoci di no o che almeno, se pure i! govbrno seguiti ad occupnrsi degli affari suoi, nasca una discussione ampi:1 c feconda fra gli insegnanti e si persuada il pubblico della loro esclusiva compet.enza ed autorità in t.1le materia. Esercitino e dimostrino quella fol'za che nella loro unione è ripo!>ta.
a)
Bollettino bibliografico
l . Sommario de lle riviste mi litari italian e. Uivista d' artiy Neri a e genio (luglio-agosto). - D~ lla rigatura uelle moderne artiglierie. Pcscetto. - MHcchioe tlin:nno- olettridle. Lnperficlo. - Hifrnzione geodetici! . ~{flttei.
H5 -
J.Nl(O XXXIX.
NOTIZIE BIBLI OGRAFICHE
1831
NOTIZIE BIBLlOGRA.l'lCHE
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Casella. -
Scuola centrale di tirc' in Nettuno.
Mi scell :~nea.
2. Ordinamento degli eserciti.
Notizie. Bibliografia. Riv·istt~ d·i fctnteria (;1·1 agosto). Gli esploratori di fanteria. Il servizio e l'istruzione. . NuoYo ref!olamento d'esercizi per l~ fantena francese. Il ploblema organico della cavallem. Il servizio ùcl vestiario. Varieti1. Bibliografia.
Hiv·i sta marittima (agosto settembre). Soliani - Caldaie e tubi ù'acqua. Bon:nni<;o. -- Sullo 1uanov1'll navali italiane. Mazza - Del diritto di visita. .-. . Bravetta. _ Le compo~izioni inc-endiarie, le OI'Jguu della polvere e le
prime artiglierie. . . . . l\1assei-Pagcs-Oe Angelis -: Sull'ammm1:;trazwne del corpo RR. eqmP:ì{!gi. Lettere. Notizie. Bibliografia .
- Colone! Roberl. Réf'm·mes nécessaires. Parigi, Lavau1.elle. È u.n complesso di articoli staccati scritti però secondo un piano d'insieme prestahilito. I concetti del colonnello Robe1·t poswno riassumersi cosi : l o r ministri della guerra e della mt~ rina devono essere milital'i, :stabili e soltntUi alle influenze politiche. 2° Il comandante in capo designato per la guenn deve esse1·e il capo Jell'osercito in pace. Esaminando lo sviluppo dell'esercito germanico, fa alcune proposte concrete e cioù: Trasformare il 6° corpo f1·ancesc io tre co1·pi rl'armata, trasformare i reggimenti regionali in 1·eggi mcnti :~uddivisiona li, consolidare i reggimenti . di 1·iserva, aumenta re il contingente annuo, ~dotta re la ferm a di 27 mesi, eccetto che per la cavalleria c l'artiglierin. Esaminnnrlo poi la costituzione dci ~ u ad1·i richiede la provenienza • unica degli ufGciali, e miglioramenti ai sonuflìciali che restano tali. i\lolte di queste sono 1·ifo rme, che o r:~m a i tutti gli eserciti latini ad alta voce domandano. ·
3. Arte militare.
c1;0 male mcdù;o
detl'esenito e della marina (agosto). Pasquale. - Ricerche sul colera rlel 18\)3 a Napoli. La~ tari a . - Hc::.ezione e legatura di vene. Rivista medica. chirurgica. dermo-si lìlopatica. terapeutica. , chimica e farmacologia. di medicina legale. d'igiene.
- Fra il t~, c il 14 scllembr·e si sono svolte le manovre sviu-ere del IV corpo d'armata su l sPguente inter·cssantc tema: « Une armée de l'Est n pénétré dan' le plateau s uis~e après avoir « pris et occupè Saint- Luziensteig et elle a fra nc:hi In Limmatt il Zu.: rich. Une division dc l'armée de l'Est (l Ve division d'année) se pré• pare à pénétrcr daus la Suisse centrale en pertant du lac de Zurich, « partic supérieure, tandis qu'une pnrrie de ~'armée de l'Oucst (Vlfle « division) se r·assernblc prcs dc Schwytz pour s' opposer i1 cette tcn,c tative. Les J'outes d'accès de la haute montagne, prb; ùc Coire et dc « Naefcls, sont occupé;; pnr l'.mnée dc I'O uest ~.
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NOTIZIE BIBLI OGIU FICHE
- Sull'istruzione delle tru ppo africane vedere l' interessante studio pubblicato sui numeri 77 e 78 del 1lWitii1· Wochenblatt. - Sulla Revistn /emica· dé in{rmterin y caballerin del :W settembre notiamo una memorill del generalt.1 Prim, nome noto più politwamente che milital'lncnte, sull<l rlifensiva e sull'ollcnsiva.
4 . Storia militare e generale.
- Sull' 01·.qan der :Il il. Wi.ss. \"creine, fascicolo 7° del 189~· è apparso uno studio molto completo c sintetico della campagna del 1870 fino nlla Mosella. Gli argomenti svolti sono i sel!ucnti: L'esercito francese, ordine di hattav.lia, forza, radunatn. L'esercito tedesco, ordine di batt.agÙn, a,yanzata (1i1emoria di Moltke). Piano di operazioni. P•·ogetto di marcia. Difesa dei eonlìni. O•·dini al comandante della 3a arma ta del 2~ luglio. La marcia della :1. a e 2a armati!. L':wtmz<~la ~ulla Saar. · Combattimento di Saarbrùcken, 2 agosto. L'avanzata della 3a amwta. Combattimento di Weissenburg. Il Geisbcrg. Ordino poi 5 ngost.o. La battagli ~ di Worth . Il v e xr CO I'(JO a Vòrth. L' inscgui lllento del 5 e 7 ngosto. Ralla)!lia di Spichcren. La marcia alla 1\l o~ella, 7-H" ago>~to. -Di attunlitit il libro di George Curzon. Pmblerns o{ t/w fi'ar East, lapnn, J(orea, Cltinn, Londra, Longmans. - Libro di molta crudili?ne e redatto da persona pratica dei luoghi e dci popoli dell' estremo onente. - Souve1rin de Séba.~topol. - Raecolti c redatti da S.l\l.l. Alcssandro If( di Russia. Tradu1.ionc di N Nòtovic. Parigi, OllenùorfT. Libro pochissimo noto in Russi :~ , 111a che aHà ora larghissima diffu sione. -Le~ clifew del castello di Graz nol1800. - ~: una pagina glori?s11 della storia milita re nHsU·iaca illu,:t.rnt.a sull'Organ da Mi/. IJ"iss. Vereme, go fascicolo tln\ 181-ll!, con tma interess:n1le cDrta topogrnfien della capitale della Stiria al principio del secolo.
NOTIZIE BIBLIOGRAFICH.S
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5. Geografia, Colonie, Viaggi. - ilrtlwr Silvn White. - Lo sviluppo dell'Africa (tradotto in francese. Alcan, Parigi). Secoodo l'A. la vita coloni~le in Africa il un problema essenzialmente geogra!ìco c dalle particolarità geogrnlìche devesi concludere che la civiltit vi si spat·ger:ì secondo certe linee di facile penctrazione che sono per la massima parte in numo ngli i ngl e~ i . ~ - Un' interessante rel:1zione col titolo: Le Pell-i Rosse e ln guerra .de9U indian·i riferentesi alle vicende ùell'ultimo quo rt.o eli ~eco l o nelle praterie centrali degli Stati Uniti lcg-~esi sui numeri 37, 38, 39 della Deutuhe Annee Zeilun!J. - Centurione. - Il .lles.,·ico 11 le SlW ,~/onie a.qricole. - Yedi Rol lenino del mini~tero degli nfl'nri e~teri di agosto. Importante. - Oliver. - Il Sudtm frunce.~e e le rerenti orJetrLzion·i fhmre.~i sul. l'Alto Ni,qer in Jounwl (l(rhe U. S. [n.-litulion di settembre. È corredato da due interessanti carte e riguarda: La base delle operazioni. Il Senegal. TI nCJrtico. ,l o periodo·. Opera1.ioni contro Ahmndu e Samo•·y frn il -1 879 -e il 1888. 2• periodo. Esplorazioni c missioni rlcl tenente colonnello Gnllieni, :l 88~H888. 0o periodo. La campagna del colonnello Al'chirw rd 1888-9:1. g,o La camp:tgna del colonnello 1111\bert :l892. ;so • La campagna del eolonnellrJ Combe~ ,1893. Operazioni recenti, occupazione di Timbuetu - 13ounier e Joffre:>. - Sotto bt prolClione dell' Arcìduchessn Stefania si continua la .splendida pubblicr.zionc iniziata dal ru Arciduca Rodolfo d' Austria col titolo: . ' Die oa~ te rreichisch-·ungarisr,he Monarclm in Wori wul Bild. Il volume ora in puùblicazione trattn del Tirolo e del V or<~!bc rg .
6. Varietà. Leouc Tolstoi. - Phisiotogie de la guerre - Nnpol1imi, et, ln campagne do .Rt,ssie. - Werthuusser, Parigi. È un . lavoro molto originale. Desc.rivc la ritirata dell'esercito russo
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NOTIZIE BlllLIOGRAFICHE
NOTIZIE BIBIJIOGRAFICHE
durante l'estate del ·18i2 dinnanzi alla grande armata, l'evacuazione di Smolensko, gli sdegni di Alessandro I. Secondo Tolstoi gli eroi di questodram ma sono inconscienti. Esso tro1•asi in ciò coll'opposizione di lord Wolseley che nel recente suo libro sulla decadenza e caduta eli Napoleone cosi elice: ( Napoleone parti da Smolensko colla guardia il 25 agosto, parecchie c giornate indietro dalla cavalleria di Mu1·at già sulle traccie del nemico. « Ma , i cavalli e1·ano in istato così miserando che non se ne poteva ~ attendere che quel poco che Mu rat fece. Da Srnolensko n l\losca vi '' sono circa 400 ch ilometri in regione ferti le ma resa un deserto dai 11 Hussi, che vi erano passati in ritirata. La tattica finissima con cui• « Wellington aveva vinto Massena quando si era rìtirnto su Torresvedras era tenuta in gran concetto e Rarclay volle seguirlo finchè c ebbe il comando. l Fra ncesi t.rovavano villaggi abbandonati, molti • incendi<Hi, ed ogni nutrimento per uomini e cavalli asportali o di~ strutti. Questn tattica tuttavia non ern compresa dalla classe dirigente " ed era spnvcnt(wole pe1· i contadini che ne e r :.~no vittime. All11 fine it 11 elamore eontro il generale in capo divenne così forte che Bnrelay fu « sostituito da Kutuso:l/ Conformemente al desiderio di tutte )e classi· « civili e milil.ari, cgl( risolvettc di dare una grande battaglia pe1· dic fendere Mosca. La posizione ch'egli sccbe fu Rorodino a {20 chilo• metri all'ovest di Mosca. » Tolstoi invcee, mentre dipinge maestrcvo lrnente gl'intrighi dei generali russi, le telazioni fra Barclay e BagnJtion, l'incendio di Smolenskoeontro gli ordini dell'imperatore, cerca di mettere in cvidenzn la fatalità ehe guida i ciechi personaggi del dramma. Egli scrive: « Pour démontrer que la bata ille dc Borodino n'a pas ét.é livrée sut· • un point prévu par l'armée russe et que la redoute de Chevardino a n'élait pas un avant-poste de celle position, j'ai une troisième preuve « encore plus concluante que Ics précédentes, la voici : jusq u' au 6 • septcmbre, Darclay de Tolly et. Btlgrntion sont resl.és pcrsunùés qu(~ << la redoule dc Chevn rdino était le flunc gauche de la position, et « Kout.ouzolr lui-mf:me, eneo re clan:; l' entraìnement du eombat après « la bataillc, écrit un rapport où il appelle la redoute de Chevardino • le Il anc gauchc de la positiou. c· est !!videmment plus tard' quand • on fìt Jes rapporrs il tf:te reposée, liU ' on inventa pour justi fìer !es « fauw. du comrna ndanL tln chef IJUi cloit toujours e11·e infaillible, que « la redonte de Chevardino était un avant-poste, tandis qu'cllc n'était « en réa litc qu' un post fortifì è du llanc gauche et que l<1 bataillc de
Borodino avait été acceptée sur une position désignée d'avance· et fortifiée. En réal ité, la bataille s'engagea à l'endroit où l'on s'y nt-« tendait le moins et sur un point qui n'était presq ue point du tout {(, fortifié. c< La position avait été choisic sur la rivièrc Kolotcha qui traverse « la grande route, non pas sous un angle droit, mais ~ous un angle -c aigu, de sorte que le nane gauche se trou vai t h Chevardino, le nane -« droit p1·ès du village de Novoé. et le centre ia Borodino, au contluent « des deux rivière~ la Kolotcha et la Vo'(na. Napoléon s'éwit dirigé le -« 5 septcm brc verg Valouevo. « Il n'a pas vu, racontcnt gravement les hisloriens, !es positions des ·« Rus:;e;o. d'Outitia à Dorodino. Il ne pouvnit !es distinguer, par la · « bonne rai~on qu' elles n' existaicnt pas. Il ne vit pas d' avantage;; -« l'avant-poste de l'arméa r us~, mais se heurta, cn poursuivant l'ar« rière-ga rdc russe, contre la redoute de Chevardino, le nane gauchc de -« la posi1ion dc l'annéc russe, et prit !es Russes à l' improvistc, en « passa n t a vec ses t1·oupes i\ travers la Kolotcha. » , Uno d(li migliori brani ùi questo libro a tesi è il ritrn llo di RùstoptchiM, - ~l famoso governatore di Mosca : « Quant au comt.e Rostoptchine, tantòt il couvrait de honte ccux qui .. désertaient i\Iosc.ou, t""nklt il faisait lui-meme évacuer !es bureaux des « administrations; tantiìt il donna il des armes qui ne valaient rien il un -« rarnassis d'ivrognes; tantO t il faisait promene1· les icones dans la ville; « tanròt il défendait ù l' archcvùq ue Augnstin d' ern porter les reliques et -« les saintes images; tantot il mettait cn réqui~ i tion toute3 le;; voitures ' « privées; t:mtòt il t1·ansportait sur :136 chars le ballon préparé par ·« Lepic; tanLtìl il faìsait presscntir 5on intention d'incendiar :7\Joscou; _ -« .tant.Ot il déclarait qu'il avait de scs propres main mis le feu à sa maison ·« et en mcmc temps, il envoyait une proclamatitm aux Ft·:tnçais pour « reprocher solennellcment ù Napoléon d' avoir ruiné d'orphclin:l l ; « tantt}t il se faisait une gioire de l'incendie de Moscou et tantot il le « réniait ; tantot il orclonn'ttit n11 peuple de saisi1· tous le espions et -« de !es lui amencr; tantot il laissait en paix ù Moscou maelame Ober·« charnelct qui citait le centre de toute !Es société fr::mçaise de cett.e ville, « et sans raison aucune, donnait l'ordre de déporter le vieux Cl re« spectnble directeur des postes Koutchardf ; tantòt il convoquait le « peuple aux Trois-1.\[ontognes pour combattres les Fr::mc;ais; tantot <~ pour se déiJarrasser do cc peuple, il lui livrait le rnalheureux Veret-« chaghine pour qu'il le le rnassacrftt et ~e dt!robnit lui-rnerne por une " des portes de dcrrière; tantot il disait qu' il ne su rvivrait. pas aux -«
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
désastres ·de Moscou; tantòt il éerivait dvns !es albums des vers français dans ce goflt pour célébrer sa conduite à Moseou: .le $UiS nò Ta•·tarè; Je voulais tltre Roma ìn. Le~ Fran•; ai> m 'ap pelleronl lja rbare; Les Rnsses Georgcs D~n clin .
« Cet homme ne comprcnait pas non plus la porlée des événcments , qui allaient se pas;;e1·, il. voulait seulement fairc quelque cboses, <( étonner quelqu'un. » · In complesso il libm è molto stnmo e qua~i sembra siasi proposto di diminuire o annullare le glorie della Santa Russia. Certo che la dtaleuica eli Tolstoi è potente, e la sua evocazione del fato che tlomina sul preteso genio degli eroi russi e francesi eolpisce fortemente; nel complesso sorge il dubbio che come altri lavori del potente scrittore russo questo sia un magistrale complesso di paradossi. - La .Rivìstn del Clu/1 Mihtctre A1'.ffl.mtùw reca nel suo 2° fasc;icolo Importanti argomenti fra cui: ;. Or,qunizacion Milito.r de Ch·ile, por ,\!berlO Capdevila (c(},.Gt't!.Sioni.} Socinbitida'd, estudio y rewei·dos del paso.do, por Eduardo Oliveros Eseoln. . [nstn t.cciòn del tii'O (Rcglamento para la instrucciòn del tiro,· vigente en Francia, traducido expresamentc para esta Rev-ista). Rusia y w eferòto en 1894, por Luis C. Caronti. Maxirnas de Napoléon l sobre el nrte de la guerra, traduciJas y anotadas por .Tosé Antonio Pàez. Las Med(ll/as del Pm·agtwy: Confraternidad argentino-uruguaya por C. R. Notns Bilicas, por Marino Brais. Colr,qio milita•·. .El cnnon que iWS conviene, por E(luardo Oliveros Escola .
Per la Direzione Lonovrco CxsoTTI
DEMARCHI CARLO,
gerente..
IDE~ CHE C~RRONO ~UUA GUERRA ESUGLI ESERCITI
. Il fenomeno della guerra diviene oggetto di investiga ... .zioni sempre più premurose e sottili in oggi che, a diffe. '.·renza dei tempi andati, gli eserciti entrando in campagna conglobano tutta la parte valida della nazione e ne toccano tutti gli interessi. Tra i varii scritti che compaiono su tale argoment,o ci parve importante quello contenuto nell'ultimo fascicolo della Rifm·ma sociale per la natura dell'argomento, per il nome dello scrittore e per l'autorevolezza del periodico che lo contiene (1). Riguarda la psicologia della gu,erm, e appartiene al signor No\yikoff che ha posto distinto tra i pubblicisti odierni. Diciamolo subito. Non vi si tratta, come saremmo inclinati a érederlo, del periodo che va dallo scoppio della guerra alla conclusione della pace. Se ciò fosse le ansie del comando, le peripezie dei bivacchi e delle marce, le vicende della battaglia, le emozioni della vittoria e della sconfitta dovrebbero essere capitoli assai interessanti in un tale studio. Elementi precisi e copiosi non mancano per giungere a conclusioni positive e certe, e l'educazione militare, come l'arte d'impiegare le' truppe, dovrebbero ritrarne utili suggerimenti, mentre il 1!1-voro non sarebbe di esclusiva importanza militare se vi
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(l.)
Vedasi Ri(o1·ma Sociale del 25 settembre !894- Anno I fas. 17 in cui e ripor-
tat9.)~~ftieolo del NowikaiT tolto dalla sua opera Les lutte-entre sociètés humaines.
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AN/'10 XXXIX.
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.I DEE CHE CORRONO SULLA GUERRA. E ' SUGLI ES!U~CiT[
10K2 CHE CORl\0~0 SULLA GUERRA E SUGLI I!SERCI't'l
fosse considerata. anche l'altra. faccia del problema., quella che comprende le r elazioni tra il teatro delle operazioni militari e la nazione che è in guerra, lo slancio dei primi momenti, l' impazienza delle prime notizie, l' inftueuza. che esercitano le nuove del campo, l'abbattimento che segue ai <Yrandi disastri l'esaltamento delle passioni suscitate dalle t:> ' ' grandi vittorie, la misura dei sacrifici affrontati da una nazione in confronto dei risultati, e l'arte profonda di moderare le passioni quando esse sono più eccitate ed ardenti. Ma oggi gli studi mirano ad altri intenti. Un nobile pensiero ispira gli scrittori: essi volgono i loro sforzi a rendere meno frequenti le guerre ed a sopprimerle eccitando il ribrezzo che destano le ruine ed i massacri che vi :~i collegano. Se l'indirizzo sia il più opportuno per raggiungere lo scopo o se non sarebbe meglio di ricercare anzitutto le ragioni della guerra nell' indole umana e nelle condizioni assegnate alla vita dell' uomo sulla terra · que:~to non vogliamo discuterlo. Lo 'scr itto citato risponde a quel pensiero. Esso riguarda il periodo che precede lo scoppio della guerra, o specialmente le cause che generalmente ne provocano lo scoppio. Va-le la spesa di riassumerlo e di esaminarlo seguendone il riassunto.
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Premesso éhe le sensazioni provenienti dal mondo esterno si trasformano in noi in percezioni, immagini, id ee, sentimenti, moti volitivi e passioni, lo s0r ittore osserva c~e de:)tandosi nell'uomo i moti volitivi, essi generano quasi sempre un'azione, ma gli lasciano tempo per scegliere i mezzi e per considerare le circostanze in cui egli sì tr ova e qttelle in cui sta per trovarsi dopo compiuta l'azione: e che invece quando opera la passione essa non gli lascia il tempo necessario per fare la scelta dei mezzi. Allora yiene che l' uomo « p~r raggiungere l'ideale sognato non « .i.udi~treggia nemmeno dinnanzi al sacrificio dei propri
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-« simili. Individualmente assassina, collettivamente fa la • guerra. » Questa conclusione che assimila la guerra all' assassinio,, -e ne fa un episodio di brigantaggio, potevamo, per dire il vero, aspettarsela conoscendo le idee dello scrittore, ma non ·dalle s ue premesse. 'Che la passione possa esser e causa di un assassinio, -è asserzione incontestabile; d'altra parte che la passione -a nimi l'azione guerresca lo si può anche facilmente am'm ettere; ma che la passione possa vantaggiosamente sugg erire i modi di condurre la guerra questo sar ebbe a. parer mio assai difficile di provarlo, od almeno sarebbe çlesìde:rabile che non succedesse, sebbene anche la direzione della .guerra sia parte integrante del fenomeno assai complesso -che da essa trae norme; ed infine che la passione sia causa ·es ~lus iva di guerra può ammettersi solamente in qualché -caso, almeno trattandosi di popoli moderni ed europei. Ed in seguito a ciò dovremmo giungere a conclusioni diverse •dJ~.- quelle dell'articolo che leggiamo, tanto più se per passione 'lnte1idiamo quello stato particolare dell'animo che, facendo 'Velo all'intelligenza, spinp;e ai subiti ed impreveduti atti, ov·vero induce l'uomo a travedere le cose od a vederle mon:che, o da un punto di vista interamente soggettivo ed all'in'fuori delle vere relazioni che esse hanno con l'ambiente. . In realtà a noi sembra che la guerra sia un fen6meno ·-assai complicato nel quale dovrebbero distinguersi. parecchie ~fasi successive. Alcune di esse sono innegabilmente sottoposte all'impero della passione che vi esercita la massima 'Ìnftuenza: altr e molto meno e tra queste ultimo quella che ··compr ende i fatti, i quali insensibilmente e per mille vie ··conducono àllo stato di guerra, e spesso à.nche quelli che -ne provocano lo scoppio. Assolutamente mai la passione influisce sulla scelta dei mezzi per fare la guerra e sul loro ··impiego. · . ·~uindi il conglobare in una sola massa tutte le fasi per 'CUl pa:ssa la guerra, dacchè si prepara incoscientemente nel ,Profondo della coscienza dei popoli all'atto suo supremo
lDEf:: CHE CORRQNO SULLA GUERRA E SUGL! ES!l:RCl'I'l
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IO.EE CHE CORRONO SULLA GORRRA E SUGLl ESERCI'l'l
che è la vittoria di una idea la quale no:n -possa fa.r.s i strada. che colla violenza, poichè mancano o riescono inefficaci i mezzi della persuasione, può condurre a conclusioni inesatte, e giova l'avver tirlo.
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Si parla comunemente delle guerre dinastichE' di Luigi XIV, di guerre di gabinetto del secolo rassato, delle guerre di preponderanza di questo secolo: ma analizzate le cause che condusser o Luigi XIV alle quattr o guerre da lui intraprese, n oi dobbiamo confessare che le t re prime erano provocate da un desiderio lungamente ragionato: quello 'cioè di bilanciare la sorgente potenza marittima inglese e di dar e il crollo definitivo alla olandese, e nello stesso tempo di definire nettamente i confini orientali della Francia lungo la. vallat.a del Reno, perpetuo oggetto di contesa tra i popoli galli e germanici, oggi, come nei tempi degli eredi di Carlomagno. Poichè lo stesso movente opera per tanti secoli sull'in-· dirizzo politwo di una nazione, bisogna ben concludere che esso non sia effetto del passionato slancio che t1·ascina lo spirito ed annuUa ogni ?'esistenza, ma bensì il r isultato di un lungo ragionamento, e la manifestazione di un sentimento intimamente connesso alle funzioni vitali della nazione che lo nutre. Cosi può darsi benissimo che i politicastri francesi della. metà dello scorso secolo siensi lasciati indurre a sostener~ gl'interessi della monarchia spagnuola contro l'austriaca in Italia, col pretesto di regolare la successione di Polonia, e pochi anni dopo quelli dell'austriaca contro la nascente monarchia prussiana con una inconseguenza, se non ammissibile certo discutibile; ma non è men vero che lo storico è oggi in caso di ammirare la sapienza politica con cui l'Inghilterra andò pr eparando nel secolo scors<!l la sua grandezza marittima alle spese della Francia e dell'intera Europa. Sarà passione quella che l' agitava, ma una grande e ~obile passione che trasforma i ragionamenti in profonde convin-
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zioni, rende men gravi i più dolorosi sacrifici, e rivela l'energia della vita in una nazione: anzi corrisponde al punto massimo dell'energia della vita collettiva, tanto da · giungere a sa.crifìcarle l'individuo. Lo scrittore stesso accorgendosi che assassinio e ()'uerra n on sono una· identità, malgrado il sac1·i(i.cio dell: vita umana che ~ntra~bi es~gono, accumula nuove prove· per -corroborare 1 sno1 assert1. E le prove so~o confronti che egli fa sullo svolgimento del ,fe~o me~o ~e.t due casi, cioè quando esso è il prodotto dell az10ne mdtvtduale e quando lo è del collett ivo. -Paragoniamo, egli dice, le fasi per cui passano i due as$assinii, l'nno individuale e l'altro collettivo (e badiamo! è · l'autore stesso che prima di averlo provato identifica sen.z 'altro .il nome e vi distingue ' semplicemente la qualifica), e dobbtamo concludere che le fasi sono identiche. Aazitut~o _stabiliamo che ogni azione dal pensato al fatto passa bem;;;s1mo per tre fasi: il bisogno di tradurre in atto il pensiero e si forma in mezzo a mille oscillazioni nel mi$te~ioso lav~rìo della mente; la scelta dei mezzi per l'ese· cu.zwne, . ra.ptd.a ~u.and~ la passione fa velo, lenta e pensata quando tl razwc1mo tnonfa, ed infine l'atto. Il desiderio di una. cosa è movente all'atto, e la convin<;·ione di non poterla Qttenere se n_on per una determinata via, quella che è scelta per ragg1t1ngerla, sono qualifica del desiderio, e misura de~la sua energia, ma non mi paiono nè l'uno nè l'altra momenti . o fas~ di un'azione. Nè questo lo volli dire spinto da pedanteria, ma bensì. dal desiderio di mettere in chiara luc~ il sentimento dello scrittore, acciocchè se l' espressione -è dtversa da quella che i o la ho intesa ricada sa me la colpa di quello che scrivo, e sia esso per non scritto· ma in caso contrario non stia proprio li la causa di ravvici1~amenti s~ra~i . di cose, di paragoni non adatti e quindi di concluStont t~aspettate . E qui mi pare proprio che stia il nodo della dlVergenza d'idee.
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JDI>E CRE CORRONO BOLLA GUERRA E SUGLI ESERCJTl
IDEE - CflE CORRONO SULLA GUERRA E SUGLI E.SERCITI
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per l'amor dei loro begli .occhi, mi ha sempre lasciato dubbioso; e la storia infatti ha sempre dato spiegazione ai miei dubbi poichè dietro all'uomo ho potuto sempre intravedere tutto un'ambiente che si riassumeva nell'uomo, ed allora ho compreso perchè egli non era lasciato in asso quando voleva condurre gli altri a farsi ammazzare con lui. Anzi vi ho trovato perfino la controprova, e mi sono accorto che l'uomo era lasciato solo coi suoi affezionati, quando non ri" spandeva alle esigenze della nazione che in passato lo seguiva entusiasta. Annibale e Mitridate nei tempi antichi, Gregorio VII tra i ~ormanni nei medievali, e Napoleone nei recenti bastino per tutti. Seconda fase: nell'assassinio individuale la convinzione di non raggiungere lo scopo prefissato senza uccidere, e nel collettivo ancora la com;-inzione di non poter soddisfare alla cupidigia senza ricorrere alla guerra. E qui il paragone che a parere dell'autore è equilibrato a parer nostro zoppica, e sempre più evidente appare la differenza nel concetto fondamentale della guerra, ampio per noi che vorremmo concepirla come ce lo suggerisce la stor ia, ristretto assai per la scuola cui appartiene lo scrittore, che si contenta di ricavarlo seguendo i porta feriti nella sera di una battaglia. Doloroso quest'ultimo, e profondamente dolor0so non lo nego, anzi atto a far nascere nell'animo nostro profondi dubbi, se quel concetto non fosse sostenuto dalla fede nello sçopo che ba provocato tanto entusiasmo e tanti sacrifici quanti quelli di cui è t estimonio il campo di battaglia. Terza fase: l'esecuzione del delitto nell'assassinio individuale, la guerra nel collettivo, e qui l'identificazione esistente a prim·i nell'animo dello scrittore scatta improvvisamente e la tesi serve di prova a sè medesima.
** T orniamo ora allo scritto ed esponiamo le tre fasi quali sono in esso esposte, ponendole a raffronto immedi~t?. . . Prima fase: da una parte, da quella dell'assas.sm10 mdlviduale un desiderio qualsiasi: dall'altra, da quella del col~ lettivo, la cupidigia accesa in una classe sociale ~con:e il desiderio di conquistare delle ricchezze, od un teJ;ntor~o, o l'ambizione per gli onori e così di seg.uito). Senza discutere la generalizza.zione del qualsia:i, ~l ~uale :iguarda sempre in qual caso il meglio di un md1v1duo, Cl pare che la. confusione tra 0o-uerra di brigantaggio e guerra promossa. dallo Stato sia tanto infiltrata nella inente ~ello scrittore, che egli non può assol~~amente. s?tt~a~visi. E. un c~ncetto stabilito a p1·ior·i in cm 1l meglw md1v1dua:e e cons1de~ato ed il collettivo dimenticato: è il risultato d1 una concez10ne morale assai restrittiva, e di un seguito di premesse, che trovo riassunte dallo scrittore in una nota nella qu~le av~ verte incidentalm~nte che taluni individui possono ntrarre benefizi di una guerra, ma le nazioni intere non mai, e rimanda ai suoi saspillages des societes 'ìilO(let·nes. . E sta bene, limitiamoci ora al testo che abbiamo sott'oc~ chio, e confessiamo che ci pare ostico, che una classe ~.l persone possa imporre il suo volere a t~tte le. altre, e le abb1a. ubbidienti e devote fino al punto d1 fars1 sbudellare per procurare ad essa sola ricchezze, benessere o soddisfazion~ dèlle velleita ambizio~e. Il concetto della guerra, quale qm appare, ci sembra monco. Noi l' abbiam~ trovato. ne~ sommari di storia, in cui si narra che al t1ranno d1 S1rac~sa salto in mente di assalire la città vicina, che Cesare mosso dalla sua insaziabile ambizione perseguitò Pompeo e pro-. vocò la guerra civile, che un'imperatrice m.osse ~ue~ra a. Federico II per vendicarsi dei suoi epigrammi, e v1a d1 seguito. Ma quel tiranno, quel di~tatore? e_quel!~ imperatrice, e mille altri che mi sfilavano mnanz1, 1 quah un bel mattino si chiedevano che cosa avessero da fare e facevano la. guerra, 0 trascinavano gli uomini a farla esclusivamente
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"'* * Però siam giusti : lo scrittore non rimane soddisfatto e· to'rna sull'argomento parlando di classe sociale che fa della guerra pretesto alla soddisfazione delle proprie cupidigie. Non fu mai visto i11fatti che una banda brigantesca tro-
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IDEE
cm:
CORRONO SULLA GUE&RA E SUGI.l ESERClTl
-vasse ausiliari 'senza compensi e larghi compensi. Invece tutt'altro avviene nella guerra secondo lo scrittore che cosi ne parla: un uomo immagina un'impr·esa brigantesca, Ce?' ca l'aiuto dei compagni, diventa capo banda e recluta delle schie,·e per un'azione militare. L e parole son testuali. Ma quest' uomo che ha immaginato l'impresa brigantesca come trova i seguaci? Durante certi periodi stor ici in cui la guerra ha cacatterc di cosa privata li trova in coloro che hanno speranza di ottenere vantaggi superiori al rischio affrontato. Così contin ua Lo scrittore. Quando? come? tra le com pagnie di ventura? nei tempi feudali ? In questo secondo caso v:orrei cer tamente fare qualche riserva. Invece nei tempi moderni dacchè « le g uerre cessarono « di essere imprese private e divennero rnonopolio del Go« verno, dopochè furono organizzati gli eserciti permanenti ,. i seguaci furono trovati << in una serie di istituzioni che « il 'l'olstoi qualifica assai esattamente come un'ipnotizzazione delle masse popolari». Lasciamo cla parte q uella g uerra d ivenuta monopolio del Governo, la quale è una frase che non ho potuto ben comprendere ogni qual volta l'ho incontrata, tan to quel . monopolio mi ha un cattivo senso ed inadatto ad esprimere un avvenimento che fu r itenuto molto u manitario annullando la guerra privata. « Chiesa, scuola, ed altri istituzioni continua lo scrittore, c avvinghiano l'uomo fin dalla culla (?) e gli imprimono « certe idee speciali. Per esse ci si fa credere che sia. « nostro interesse star pronti ogni momento per gettarci « sui nostri simili e massa'crarli, e che la nostra felicità. ,« sia in ragion diretta dell'ampiezza dello Stato )), Anche queste credenze impostaci vorrei piuttosto formularle nei seguenti termini alquanto diversi: che la felicità di uno Stato stia nella proporzione tra g li elementi che lo compongono, la quale proporzione è variabile per effetto del movimento storico: diguisachè uno Stato troppo piccolo ha le stesse probabilità ·di malessere di uno troppo grande, ed uno Stato, ben equilibrato in ampiezza oggi, può tra qualche
IDEE CHE CORRONO SULC,A OUBRRa E SUGLI eSERCITI
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~nno trovarsi squilibrato. Ed allora l'impulso alla guerra non è continuo nè ineluttabile come lo supporrebbe la formola scritta più sopra. Tuttavia teniamoci allo scr itto. L a prima parte si riferisce certamente ad altri tempi, gìacchè l'autore stesso, senla volerlo, si affretta a modificarla, aggiungendo che in oggi « uno dei mezzi più ef« fì.caci per tenere desto lo spirito militare è quello di « mostrare che si sta sulla difesa, e ehe è il vicino quello « che v uole aggredire ». Ma allora la credenza di dovere 'ogni momento tenerci pronti a gettarci sul nostro simile _non regge, ed essa dovett.e già mutarsi nell' altra che è quella di dovere ogni momento tenerci pronti a impedire il.- nostro simile di gettarsi su di n oi. Misura non del tutto censurabile se opportuna, compatibile se è un effetto di mania di persecuzione che abbia invaso tutti: e ad ogni modo malattia curabile, che compromette h borsa ma. non offende la ,-ita. di nessuno, nè provoca la guerra., finchè non è altro che « un'illusione che ha penetrato tutte le grandi nazioni )). A d ogni modo vero progresso sulla credenza anteriore. Oonosciuto il male non c'è diffie;oltà nel t rovarv i il rimedio. L o scrittore si sbraccia nel provare che questo è il vero male, ma· allora che bisogno c'è di fare l'intemerata , contro la guerra con cui principia il suo breve articolo ? Volga i suoi sforzi nel curare le nazioni dalla manì.a che le ha invase: rivolga loro le sue parole persttasive e sia. pace tra gli nomini di buona volontà.
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** ' Certo che rigirandoci tra gli opuscoli politici, come ci obbliga a fare lo scrittore nella seconda parte del suo ar ticolo, c'è da disperarsi. Ma gli opuscoli politici, come tutti sanno, sono scritti da gente fatta apposta per creare le dif. fid enze più che per moàerarle. Basta sentire qualche brano · riassunto dallo stesso autore dell'articolo di cui ci occupiamo. Si legge nella Revue des deu.r jlt[ondes della Prussia, che
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l DF.E CHR CORRONO SULLA G_!JBRRA E SU(?Ll ESER Cl"l;I
JDEE CHE CORRON O SUL LA GUERRA E SUGLI E SERCITI
1847
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fa. della guerr a un'industda nazionale, e di Bismark il quale colle sue perfìdie ha mutato l'Europa in un campo a.rm11oto, in una mina di dinamite ; e questo po' po' di roba forma il fondo di uno degli u ltimi fascicoli di quel periodico per l'i~dole sua sempre calmo e moderato. Un opuscolo tedesco si lagna della Francia eterna nemica. della pace e pr opone di spartirla: un altro vuol r·icacciare la R ussia in Siberia (non so perchè ricacciarla come se ora fosse venuta, o non vi fosse ora) perchè se ne sente minacciato. C'è proprio da concluderne melanconicamente con lo scrittore : dapper- . tutto è così. Ma via! è così dappertutto dei pubblicisti, i quali son gente nervosa, appassionata, e non sempre logica. E ssi ri~ sentono più energicamente degli altri certe correnti che corrono a traverso la compagine dei loro conn azionali: ne sono invasati, e n on hanno più requie, finchè, come l'antica Pizia, non espettorano l'oracolo. Ma tutti questi oracoli si incrociano tra loro e si paralizzano: dimodochè è inutile il leggerne uno o dhe; .e lo spaventarsene; bisogna prenderli, in massa e tranquillizzarci, ovvero cercare altri mezzi per trarre l'oroscopo dei tempi.
•• Invece han ben altro merito i Governi europei. Da diciotto anni si affaticano nel rimandare le g uerre, nel m~ derare le passioni, nel risolvere le cause di conflitto, nel conciliare i dissidi. 'rrovo scritto nello stesso articolo che « in grazia dell"or« ganismo perfezionato delle · società moderne, un ordine « partito dal ga binetto del ministro può mettere sossopra « in un attimo una nazione di cento milioni di abitanti ». Lo può infatti. Ma nessun ministro avrà. il coraggio di assumersi una responsabilità tanto g rande quanto quella di porre il dit o sul bottone elettrico da. cni partirà la scintilla capace di accendere tanto incendio : e l'avrà oggi meno che mai, finchè. n on vi sarà spinto da circostanze estreme quando l'opinione
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pubblica gli sosterrà la mano e lo persuaderà che. è venuta per la nazione l'ora dei grandi sacrifici, come per lui quella della più terr ibile responsabilità. Sì, i popoli detestano la guerra, e noi -pure ammettiamo che secondo la felice frase nello scrittore non fu mai veduto un popolo presentar petizioni per chiedere una guerr-a. Presentar petizioni no, ma travolgere nella guerra il governo repugnante, questo lo si vide per due volte in un secolo da parte della stessa nazione. Nell'aprile del 1792 il re Luigi X VI a malincore e quasi piangendo fu costretto a éomunicare all'Assemblea legislativa infiammata d'ardor guerresco il suo acconsentimento a muover guerra « al re dell'Ungheria e di Boemia » conforme al voto (< manife« stato più volte dai rappresentanti della nazione, e testi« moniato da un gran numero di cittadini di diverse pa.r ti « del.regno » Il fre mito guerresco, che agitava gli antichi progenitorì nelle foreste della Gallia, percorreva allora da un capo all'altro la Francia nel risveglio di un popolo che aveva conquistato il diritto di governarsi, ed era ansioso di far prova di questo diritto e eli darne testimonianza al mondo. I ministri del r e, che si erano provati a moderare la. passione guerr esca, allora erano, notiamolo bene, in car~ere , accusati d'alto tradimento per aver compromesso r onore e la sicurezza della nazione. Settantadue anni dopo la. stessa nazione, rifatta padrona dei suoi destini dopo 20 anni di governo assoluto, nello slancio provocato da un'offesa al suo orgoglio travolse di nuovo il suo Governo in una guerra ltmga e <litficile come la prevedeva il capo dello Stato prima di porsi stanco ed ammalato al seguito dell'esercito . Sia pure che in quel momento « i produttori ed i lavoratori tedeschi non so« gnassero d'invadere la Francia, e che i tre c01npagnoni « Moltke, R oon e Bismarck lo volessero » questi valentuomini diremo noi, non fecero altro che segnare l'ora dello s.coppio di una. guerra lungamente maturata. nei destini delle due nazioni, e prevista fino dall'H eine. Se essi cercarono che scoppiasse n el momento in cui poteva riuscire meno nociva. alla. Germania, chi potrebbe far ne loro un biasimo?
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1849
IDEE CUE CURRONO S ULLA G UERRA E S UGLI "BS.ERCITl
I DEE CHE. CORROXO SULLA GUERRA E SUGLI ESERCITI
N ella storia degli ottant'anni a ll'incirca, che stanno , per compiersi dal 1815 a noi c'incontriamo almeno con nove grandi guerre europee. Tra esse quella ·del 1848-49 fu voluta assolutamente dal popolo che la sostenne : quella del 1870, decisa in uno slancio di passioni provocate dall' orgoglio offeso di una nazione assai suscettibile: le d ue ·del 1859 e 1860, care al popolo italiano che le pone tra i pit\ bei ricordi della sua vita nazionale. Le tre guerre d'Oriente migliorarono successivamente le condizioni dei popoli balqanici che noù vi presero parte o ve la presero assai scarsamente : quella del 186G corrobor ò l'unità politica del popolo tedesco. Rimarrebbe a sapere come valutare quella del 1864 in D animarca, lotta di rivalità eonsiderandola per sè medesima, proemio necessario del 1866 r imettendola. nella nicchia che le conviene di fronte alla storia. Tutte queste guerre e le altre minori che ebbero luogo nei tempi vicini ai nostri non sono àltro che episodi di una situazione storica l.entamente elaboratasi uel consorzio delle nazioni europee. S embrano i sobbalzi del carro gigantesco che le travolge a traverso i loro destini, e dipendono dal cozzo irrimediabile delle idee nuove colle vecchie. Il capriccio dei ministri e la volontà dei re non ebbe forza di provocar e questi ur~i, essi erano contenuti in germe nelle condizioni sempre mutevoli dei t empi ; e se quel capriccio e quella volontà credettero d i avere un potere, lo esercitarono piuttosto per allontanare lo scoppio della guerra che per provocare un terribile giuoco le cui alternative ed i cui rischi non sono computabili. Scorrendo gli annali del nòstr o seGolo vi troviamo lunghe tregue, un re che perde la corona d i Francia rimproverato di voler la pace a qualunque costo, uno straordinario faccendìo di diplomatici e di governanti occupati nell'adoperarsi a guadagnar tempo e calma., e di tempo in t empo la guerra ritardata per mesi ed anni a forza di conferenze, di verbaiL di protocolli, di mdzze misure, di termini faticosamente studiati per dire e per non dire, di tergiversazioni d'ogni genere, ·Scoppiare poi rapida, impetuo~a
tremenda quando er a meno preveduta.- Come una molla che scatta improvvisamente quando maggiore era la fiducia nei ritegni che la trattenevano, o come una corrente che rompe gli argini con gran cura iunalzati, e dila.ga spargendo il terrore e la. morte. Questo troviamo nei recenti annali deL secolo,, piuttosto che gruppi d' individui, i quali, disponendo dei destini dei più grandi Stati se ne appr ofittano per scatenare guerre sanguinose collo scopo di ottenere vantaggi materiali e soddisfazioni di amor proprio, mentre d i fronte a loro una. folla. ipnotizzata, incoscientemente trascende al sangue per suggestione di coloro che sanno approfittarsene, o che la obbligano a commettere atti odiosi in seg uito all'abitudine della ubbidienza. l destini dei g randi Stati si rivelano confusamente nel profondo della coscienza popolare : ognuno per p~rte sua comprende alla sua maniera e nel piccolo r aggio della sua azione ciò a cui tende; ha le sue aspirazioni ed ha le sue volontà. Tutte queste aspirazioni e tutte queste yolontà si manifestano per mezzo di vaghi desideri, di monchi ragionament i, di malessere indeter minato, di cifre statistiche, di espressioni incoerenti, di opuscoli, di articoli d i giornale, di eccitazioni, di sollecitazioni, e questo armeggio si converte in una quantità grandissima di impulsi la cui energia è proporzionata alla importanza di coloro dai quali ognuno d'essi si genera. Questi impulsi in parte si elidono, ed in parte producono un movimento effettivo che corrisponde ·alla vita della nazione. T occa al Governo, collocato in posizione tale da misurare l'energia del movimento e da conoscerne la direzione, l'assecondarlo, rimuovendo per quanto gli è possibile gli ostacoli che si potessero incontrare. ' Può darsi che gruppi d'individui, opportunamente dotati di sagacia speciale, comprendano il profitto che possono trarre dal movimento, sappiano giovarse.n e, e colleghino l'opera loro a quella del Governo, salvo il volgerla ad utile proprio. Ciò avverrà durante i periodi di pace, quando il movimento è più regolare e procede lentamente. Durante la calma germogliano i parassiti, e la tempesta di solito li sperde.
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IDE I! C~E CORRONO S ULLA GUERRA E llUGLI ASERCIT!
' E per solito questi periodi di movimento lento e regolaré d~ rano a lungo. Il mo.vimento, a ben considerarlo, trae origine dalle n ecessità di un popolo da gran tempo stabilito sul suolo sul quale dimora, si uniforma. al caratteré di questo popolo, s' accorda con interessi da lunga pezza avviati, e · si collega colle relazioni che corrono tra l'nn popolo e tutti g li altri. Tutte questè sono ragioni di cost;anza e di uniformità nel movimento. Se poi vi si aggiunge l'attrito potentissimo che ha origine nell'abitudine e si manifesta sotto forma di repugnanza alle nuove cure ed ai cambiamenti repentini, si avrà. nuova ragione di costanza e di uniformità nel movimento. Infatti esso dà u nità alla storia di ciascuna nazione, le 'i mprime caratter e speciale e collega i diversi avvenimenti 'p er cui ella passa. Tuttavia mille cause- tendono a perturbare il moto regolare che altrimenti si stabilirebbe nella vita di ciascuna nazione. Qui s'arresta il moto ascendente nella fortuna di un individuo, là i molti che si trovano a disa!.!io insoro-ono l:> . contro la misera parte che loro vien fatta, altrove nuove terre e nuovi prodotti son posti a disposizione dei bisogni ·uma.ni, ovunque la tenacità di chi possiede si trova a capo coll'avidità di chi vuole. A queste cause diverse di perturbazione due se ne aggiungono più potenti e più universali delle altre: il desiderio di miglioramento ond' è travagliata l'umana stirpe, e l'aumento numerico delle popolazioni assai più rapido di quello della quantità di prodotti che dovrebb ero nudrirle e soddisfarle. La perturbà.zione prodotta da tutte queste cause di minore e maggiore importanza si manifesta a lontani intervalli nella vita di una nazione. La trasformazione è inces'sante, ma coloro che vi si trovano travolti non l'avvertono se non di tempo in tempo paragonando le situazioni in cui ·si trovano succassivamente, ed avvertendone le differenze 'colle consuete esclamazioni di paragone coi tempi andati. '1-fa intanto tutti i minori cambiamenti si sommano; appaiono nuovi ed imprevisti ideali, generano nuove aspirazioni, ed ~
. ID&E CHE CORRONO SULLA. GUERRA E SUGLl .1!8e RC!Tl
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esigono nuovi cambiamenti. All' inherno le istitu.zioui invecchiano, le convinzioni mutano da una generazione all'altra ; all'esterno si alterano le relazioni cogli Stati vicini o lontani, va percfuto l'equilibrio che gli uomini di governo ed i diplomatici avevano consacrato nei loro trattati . col nome di pace. · Allora comincia il dissidio, ma l' urto non è ancora ine... vitabile. Ad impedirlo interviene ancora l' azione medica"' trice degli statisti, cui la nazione affida la cura dei suoi :interessi, e la naturale r es istenza degli uomini ai grandi sacrifici che esige la guerra.
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N oi possiamo accettare interamente le proposizioni del signor Novikoff su questo riguardo: « I popoli detestano le <.< guerre. Non c' è uomo sopra diecimila che farebbe una « campagna di lieto cuore, per piacere. » E saltando gli esempi che egli toglie dalla stor ia dei R omani « il popolo « più belligero che sia mai esistito )) secondo lui, e quelli · che egli porta ad illustrazione del periodo medievale e della storia moderna per provare che la guerra non è « cosa gra« dita )) cosi egli soggiunge: « Riguardo all'epoca contem«'poranea, si può affermare, senza timor e di sbagliarsi, che «dagli Urali all'Atlantico i popoli europei sentono il più « vivo or rore pel reclutamento e per la guerra. » ·· È questa infatti una provvida forza passiva, la qaale im~edisce che la guerra scoppi per ogni piccola divergenza c~e sorga tra nazione e nazione. L e cause di dissidio operano lentamente, e prima che gl' interessi o le aspirazioni della grati maggioranza di un'intera nazione si t rovino interamente in contrasto con quel!i della gran maggioranza dell'altra nazione, corre molto ·tempo. Per tutto quel tempo ' la vita sociale degli individui si svolge entro la ristretta cerchia. di cui son centro gli affetti e gl'interessi di ciascun d'essi, e sfuggono loro in gran parte le ragioni della vita collettiva, ed i sentimenti di solidarietà che vi sono connessi. Prevalgono gl'interessi egoistici e con essi la repu-
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IDEE CHE CORRONO SULLA GUERRA E SCOLI
IDEE CHE CORRONO SULLA GUERRA. E SUGLI ES.&RCIT!
di affrontare sacrifici per il benesser e comune. Dugnanza . . . d' rante questo periodo l'azione medicatrice degli uomm1 1 Stato e dei diplomatici riesce proficua, e durante quest o perjodo sarebbe anche assai di~cile p~r?~o ad un p_ersonaggio di volontà energica e di autor~ta, mcon~uss~ d1_ trascinare un paese alla guerra. L o proVI l esemp10 d1 Na.p~ leone negli ultimi anni del suo impero, quan~o la ~ranma aveva -rimediato alla maggior parte delle sue ptaghe mterne, alle spese dell'Europa, e soddisfatto a~piamen~ alle su~ aspirazioni di gloria, e quando i po_poh . eh~ gh erano stat1 affezionati cessarono di credere alle tlluswm che aveva fatto loro balenare per accaparra.rseli. I suoi Prefetti avevano da deplorare il numero ingent_e dei ~sertori ~he p~llula~ano ovunque e la mancanza de1 mezz1 necessan per mdurh &~ l'obbedienza. L'incantesimo era rotto, non quello che dtpende dall' ipnotismo generat? dalle _is~itu~ion:i, come Io chiama il gran romanziere od1erno; le lStlt~ziOnl reggev~no sempre ; bensì quello creato dalla concordia tra le aspirazioni del popolo e la volontà del ~apo dello Stato. . Noi siamo in caso di conoscere m quale modo. sco~pla· rono moltissime tra le guerre del passato, ma non c1 cunamo d'investigare colla stessa cura _q~1ante v~lte la guerra ~ott.c.t~ da un piccolo gruppo di uomm1 potenti nello Stato, 1 quali ne avrebbero tratto profitto, sia sfumata per la mancanza dell'adesione dei più. . . . La storia tien conto di ciò che fu, e non puo cur~rs1 d~ quello che non avvenne. Tuttavia citando a memona, m1 pare di ricord.armi che a, R~~a., ove non era de?r~ta~a ~n.a guerra senza che fosse assent1ta da solenne plebtsc1to. l ol~- . garchia, quando era più potente, non po~ette per p~recc~~o tempo indurre il popolo a .permetter!~ d1. portare l a~n:~ m Macedonia ed in Grecia. E trattavas1 dt una. spe~1~10ne oltremare, intrapresa con forze poco numerose e no~ d1 un~ vera guerra che potesse coinvolgere i più gravi mteress1 dello Stato. Sappiamo noi quante altre guerre: ~ome q~ell~, furono rimandate ovvero rimasero allo stato d1 mtenzwne ~
ESERCITI
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Credo che ne troveremmo ampie tracce compulsando le storie speciali di ciascun popolo. ·.Ma vi sono altri periodi in cui accumulandosi gli effetti delie perturbazioni, la vita nazionale ristagna, ed il malessere che ne viene spinge quanti compongono la nazione a congiungere i loro sforzi per rimovere l'ostacolo onde vien loro il danno. Nel male comune si ravvivano i sentimenti di solidarietà di cui si nutre la vita sociale ; l'egoismo si smorza; i sacrifici affrontati per il vantaggio comune paiono men gravi perchè chiaramente emerge il bene che da essi ridonda anche all'individuo. Sono i momenti di slancio e di entusiasmo, i più belli nella storia di un popolo, i più grandi ed i più proficui in quella della civiltà. La guerra è in questi casi inevitabile se le ragioni per cui vien male ad una nazione sono le medesime per cui l'altra prospera. Niuna forza potrebbe impedirla, ed agli uomini di Stato non rimane altro còmpito f'norchè quello di t.ener pronti i mezzi per affrontarla, e di regolare nei limiti del possibile il momento dello scoppio acciocchè sia il meno inopportuno. Questa, a mio modo di vedere, sembrami l'analisi psico· logica del periodo che precede da guerra tra due nazioni. Punto di partenza è nn momento di equilibrio n ei loro rapporti, sia per una recente guerra, sia pei trattati che l'hanno chiusa. L e molteplici cause, che alterano il cammino uniforme nella vita. dei popoli, alterano anche l'equilibrio per un momento ottenuto nelle relazioni esistenti tra le nazioni le quali hanno un qua.lche contatto. Perchè il dissidio si converta in urto è necessario che gli effetti del ~urbamento vincano la ripugnanza propria ad ogni individuo nell'affrontare sacrifici da cui non veda l'immediato suo vantaggio. Quindi lo scoppio delle guerre avviene a lunghi intervalli, e solamente quando la massima parte di color o che compongono la. nazione aia pr ofondamente persuasa che senza la violenza non sarebbe possibile di togliere gli ostacoli che sono causa del malessere di tutti e di ciascuno ·particolarmente. Infatti le guerre che nell'antichità e nel medio evo, finchè prevalse l'ordinamento municipale, erano H7 -
A);NO X~lllt.
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'IDEE CHE CORRONO. SULLA GUERRA E, ·sUGLI ESERClTl
IDEE ' çHE· CORRONO SULI,A G'UERR'A E SUGLI ESERCITI
frequentissime, diradarono quando. so~se_ro ~r~a~isrgi. ~ta~a~i · in cui era mao-giore il numero degh .mdlVldUt comprest, e . più ampio il cop:tplesso dei loro interesst ~- per consegu~~~a .meno facile e .men frequente il loro . completo sconvolgt-
uèHa erii storia secondo l'acuta proposizione &el Vico si riflette la successione deU!universa storia profana, quando .,Augusto chiuse il tempio di Giano, la guer.r a, cass~ta nel.r interno de-ll' imper0, arse aLla periferia e fu combat,t uta c0;n elementi nuoYi reclutati tra. i popoli estranei alla romana sogg·ezione·. Cotes-to ra-ffronto ricorre spesso aJ[a me·n te, ,>Ora che ;popoli stranieri alla ci viltà nostra combat-tono tra ,lo-ro pe-r interessi che ha-nno origine in Eu.r o,pa, .e che trn;p;pe .africane ed asiatiche armate e disciplinate come lo sono .i . 1nostri eserciti, e guidate da capi europei, si preparano alle ,-g·randi lotte d:i cui saranno teatro l'.A:fìrica e l'Asia.
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mento.
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Se ne può .desum.ere ehe aumentando ancora questi organismi statali le guerre diverrann_o più r~~e? No~ vogliamo investigarlo perchè è quest10ne ché ng.uarda tl _fu~ turo. Una cosa sola osserviamo: che a,nche le f~deraztont · l'esecuzione federale e le guerre di secess10ne, h anno . ~ . e la più ammirevole di tu~te !o:~atasi du~ mil~ :tnm 1a,, m ~~me di Roma, tra i popoh ctvth del Medtterran~o ~rocacc:o un secolo e più di pace, ma cominc~ò a ~c~ogherst. a . ~tsura che andarono sviluppandosi le vtrtuahta propne nel ~o poli che la costituivano. ~embrò_ c_he ~na forza rep~lstva ~a risvegliasse malgrado 1 tentatlV~ fatt1 dal gov~r~o _imperiale per vincerla. Adesione spontanea, omogenet~a dt com, gt"ne e molta libertà d'azione alle. singole partt rendono pa . . d' . . possibile i grandi organismi ~tatah. _La_ ston~ _ua se st_en~ -·~ ·b·l· tra 0o-li Stati europet maggwn ravvwmament1 dt . po::~::.l 1 1 . , . . che oggi stabilirono tra loro la comunanza degl mtequelll a· . . . resst· e la tradizione, e racconterà a quali con . . tztom steno ,. avvenuti, se pure avverranno. Per ora non e tl cas~ d tnteressarcene. Solo ci pare che il volerli a forza togherebbe loro consistenza. · · . . Son già quasi vent'anni che l'Europa, sebbene m arm1, ha t;egua, e sia lode a coloro che cercarono d~ ~ar:t~nerla: L 'opera loro fu . resa più fau~le dalle_ o~og~netta mvt~e de~ oopoli europei, dai numerost legamt d ogm natura che h intrecciano tra loro, dall'a:umento universale del benessere, ~ forse da una nuova fase nella quale sta per entrare la nostra storia: in cui -le questioni strettamente . eu~~pee pe~ deranno d'importanza di fronte a quelle assa1 p;m a:Up1~ che si stanno aggrovigliando esse pure d~ una ventma d annt sul territorio asiatico e sull'africano. Rtguardando a Roma,
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Tronehiamo il raffronto, per non approfondirci trop.po in .--esso, con Jnaggior diletto della fantasia che soddisfazione ~del ra?.iiocinio. Non è il caso di osservare che ;partendo da diverso pu-nto, ·con diverso indirizzo la stessa q:uesttione ci ha portati assai lontani dalle proposizioni con cui il sig. Nowikoff chiude il ·suo articolo. E se egli crede che l'abitudine mantenga la ,guerra che tutti vogliono abolire, che ìa guerra continuerà -a farsi perchè si è sempre fatta, pe)."chè ad ogni mezzo con·ciliativo preferiamo quelli suggeritici da un idolo a. noi caro: ·cioè la santa abitt~dine, noi, pure ammettendo l'influenza .grandissima di questa forza sulle cose umane, la crediamo ·più. atta ad impedirci di fare, che a fare, ed abbiamo sulla ..guerra un concetto diverso dal suo. Crediamo che essa sia fa. ·tale conseguenza dellà varietà di condizioni che presenta la vita sulla terra a causa della varietà delle condizioni geo;grafiche di ciascuna regione; lo scoppio violento che avviene in una disputa insorta tra due popoli a cagione di interessi od aspirazioni essenziali per la vita loro è giunta -.ad un punto di acredine oltre il quale son vani i mezzi ·conciliativi della pura dialettica: l'urto prodotto da due convinzioni opposte.· ed incrollabili. ·' Importanti relazioni corrono evidentemente tra le · con-dizioni sociali, la forma degli eserciti e la guerra, e formano
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IDEE CHE CORRONO SULLA GUERRA E SUGLI ESEII.CITl
uno dei capitoli più interessanti . nella · scuola . psicologic~ delle nazioni. A noi militari non sono ignoti . i principii che reggono quelle relazioni chiaramente indicati parecchio tempo fa dall'egregio lavoro del Blanch, e con piena coscienza dei tempi esposti-magistralmente negli scritti del generale Marselli. Mai come 9ggi desidereremmo che la conoscenza effettiva delle cose fosse base alle discussioni sovra questo argomento che invade cattédre, tribune e giornali, porta.ndovi un complesso di vecchie proposizioni e di criteri tolti alla storia d'altri tempi o dedotti con senso restrittivo dal punto di vista strettamente economico o partigiano. Solamente a questo patto i ques iti che si legano alla grave questione potranno esseue discussi con profitto ; e noi abbiamo colto con piacere l'occasione che ci porgeva lo scritto del sig. Nowikoff n on per desiderio di sterile polemica, ma perchè ci parve assai adatto a mettere in evidenza le diver· genze d'indirizzo e di criteri che da esso e dalla scuola cui egli appartiene ci separano.
c.
FABRIS.
1859
IL REG.OLAMENTO DI ESERCIZI PER LA FANTERIA FRMlCESE DOPO LS ULTIME MODrFICAZIONI
Il regolament~ dì eserci1.i per la fanteri a francese ha subi to · nello. scorso ~pr~le. un~ completa rtWìsi'.>ne: di quattro volumi in c.he ti . testo .si dmde, 1 tre primi furono ristampati a nuovo, l'ultimo.s1ebb~ m fronte. un fasci coletto di varianti. Possiamo adunque ~onstd~r.~r~l come _dt fronte ad un regolamento affatto nuovo , benche 1• l1tolo: (Rertlement du 29 jonillet 1884 sm· l'e.ce-rcice et les maneuvres dP t't'nfantl•rie), l'nspetto esterno dei volumettì l'anda_~~nt~ ~en:rale delle male~ie ed anche buona parte del!~ presc~ZiOni dt mwor. con.to Sia m~asto invariato, o quasi: e ad un re~olament~ , aggmngtamo sub11o, degno di essere molto attenta:e~te. st.udiato e. medi t~to, giacchè porta seco la soluzione de 1 0 .Vissu:u. plo.blem, che Si presentano a quanti studiano l'arte diffict~ di .' mpregar~ la fan~eria _nel!~ guerra moderna. ~ uestt prob lem1, quest1 cap1sald1 su cui basan o le inn ovazioni apportate sono definiti in una specia le premessa al primo vo~nm e, e sono :
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Orga?izz~zion.e. ed impiego degli esploratori (liclai?·eu1·s). 2 Marc1a dt avv,c mamento. 3Q Soppressione del so:;tegn o. Rinfor:zo della linea di comba'ttimento. o Condotta del fuoco. . . Go Formazione delle truppe per l'urto (de choc). · Ctò che salta subito all'occhio del lettore è I' abolizione d 1 sosteano C ) '> f\ · . · e l'> • ,(m e . ,ue1 sostegnt che han formato sin qui la delizia
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IL REGOLAMENTO DI ESERCIZI
dei tattici, quei sostegni la cui posizione e il cui funzionament() son stati finora la chiave di volta di tanti bei problemini e la quintessenza dal sapere di tanti professori in sedicesimo, quei sostegni, sono stati spazzati via cosi, da un sol colpo di penna ? Sic transit glm·ia m1mdi. Certo la novità è ard ita : è vero. che da molto tempo s'era sentito a censurare quei piccoli gruppÌl d'uomini (rinforzi , sostegni e simili), che stavano dietro all a line~ di fuoco come appendice obbligata, esposti qualche volta a gravt perdite, soggetti alle più deleterie impression i morali e privi della soddisfazione di far uso delle proprie armi ; e lutto questo aveva anzitutto persuaso i più che i sostegni dovevano .;ssere raccolti in più sempli~ scaglionamento, il che rendeva più facile l'averli ben wmandatì e giudiziosamente di:;posti: poi èonsìderando che. neppur ciò sarebbe bastato si era concluso .eh ~ ~l comin~iare del fuoco decisivo, per esempio a 600 od 800 met:-1. 1 sostegn• fossero. oià fusi colla catena: il che poi veniva a dire che quando l'en· ~rata in nzione succedesse un po' più presto di quel che i'> i sarebbe preveduto, le compngnie trovandosi riunite, si sarebbero. disposte per combattere in una sola linea, e ~er tal_ modo. i casi di aver catene senza sostegno sarebbero d1 ventat1 molto. numerosi. !\la se queste rag1oni conducevano a togliere l'obbligo. del sostegno e a non considerare più in errore chi, anche pel' buone ragioni, ne facesse a meno, non portavano però al punto. di concludere col divieto d'aver ~ai un sostegno : nè per poco, nè per mollo; nè per circostanze normali , nè per circostanzespeciali ; tantochè sia in fallo chi ha un sostegno dietro a sè. Da ciò la na1ural .nostra meraviglia nel leggere quel terzo punto della premessa. . . . Ouanto aol i altri punti è far.ile vedere come essi .s1eno, almeno. . . in g randi ~s ima parte, la conseguenza obbligata di quella mnovazione. Abolendo la divisione della compagnia in catena e so-· ste<•nò si è implicitamente rinunciato a quel graduale presentarsi della truppa al fuoco che dava l'orientamento primiti"o sul nemiw e sul terreno: qualche r.osa dovendo pur supplire a ques:a mancanza si è ricorso alla organizzazione costante degli esploratori. Anche il modo di esegnire la marcia di avvicin:-~mento ed il modo. di rinforzare le catene rlovette essere necessariamente camb iato, ~
PER. LA FANTERIA FRANCESE DOPO l,E ULTIME MODI FICAZlONI
1859
e cambiale anche ' le norme per eseguire i fuochi non più-di piccoli riparti successivamente accresciuti ài forza, ma, addirillura -e fin dall'inizio, di intere compagnie. E finalmente anche l'arrivo in linea delle truppe destinate allo sforzo decisivo dovette · esigere qualche cosa di nuovo, dacchè veniva co::;i sostanzialmente cambiato ìl modo d1 impiego delle fo rze destinate a precederle ed a sostenere la prima parte dell'azione. La pre me~sa dì cui parlo spiega ad una ad una le ragioni di tntte q ue~ te novità. Esaminare tali ragioni è il còmpito modesto di questo mio modestissimo scritto: ma perchè il lettore cortese possa agevolmente seguirmi in simile esame vogli a egli prima permeuermi dì dargli un cenno molto sommario della tessitura generale del regolamento, quale, dopo le ultime modìficazìoni , si presenta ad una rapida lettura.
,. * * Meno ancora che nelle edizioni precedenti si è fatto in questa economia di divisioni e suddivisioni, di appendici , di richiami a piè di pagina, di frasi scritte in carattere diverso, ecc . A rendere anco1· più dillìcile la lettura sta il fallo che i quattro volumetti, aventi ciascuno una wop1·ia numerazione delle pa ~;ì n e, mancano d'indice ; solo a un certo punto dove comincia il vero testo delle prescrizioni si hanno dei sommari nei quali sono indicati gli argomenti dei singoli articoli , ma senza indicazione della pagi na relativa: nell 'ultimo volume manca anche questo sommario . Nel primo volume, che c di 25-f pagina, si comprendono tre parti essenziali: Titolo '1° - Basi ddl'istrn.::irme. Titolo ~~~ - Scuola del soldato. pi ù otto, dico otto nppendici. ta p1·ima appendice pal'ln del maneggio della sciabola. La seconda {che è una delle novità di questa nuova edizione) contempla l'andamento annuale dell'istrtt.zione. La terza è dedicata alla ginnastica. La quarta alla scompo::;izione, ricomposizi one e co nservazione det· fucile modello ·1886 e del fucil e modello 1886, m. H3 ; (ciò
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PER LA FANTERIA P&ANC.ESE D O~O L.E UL TIME !IODlFICAZI ONI
IL REGOLAMENTO DI .ESERCIZI
che riguarda . l'arma modello ~1 88 6, m. 03, è una ~o vità di questa edizione). La ;s• e la u• r iguardano l' uso e il tiro col vevolrer modello ~1 87::!. La 7• è l' istruzione pel capo- tamburo . La s• contempla l'u~o dei segnali d1 fischietto e di tromba. Anzitutto è lecito r,hiedere come mai, giacchè si ri:-tampava il re)!olamento, non si siano intercalate nel testo tnlte queste cose diven;c ; la materia regolamen tare, specie la materia d i cui qui si tratta, ha tale una unità di scopo, che sembra ci voglia della buona volontit a ;;cinderla cosi. E passi per certi argomenti speciali r:ome illamburo, la _tromba. il r~volver, per quanto per es::.e non sembri afi'allCJ dillicile trova re un posti ccino pi u aàa.tto; passi pur anche che in alcune di q~es te appendici si trovino cose che non ha nno a che fare con la relatiYa intitolazione, ad esempio, co me quando nell'appendi ce ~1 " (maneggio della sciabola) si parla di un mod(J speciale di portare il fucile in qualc:he particolare occasi one. Passi tullo ciò: ma quell'appendice 2• in cui si tratta dell'andamento generale dell 'istruzi one, mentre nel Tit olo F òel testo si ha un capitolo sulla stessa materia, mi semhl'a in verità un vero errore: perchè i regolamenti son libri che debbono passar per le mani d'una quantitù di persone diverse per età, per istr·uzione e per intelligenza i quali vi debbono tutti capire nello stesso modo; debbono essere perciò sommamente chiari . semplici, lampanti: meglio , mille volte megli o, non pre::crivere una cosa, lasciare un vuoto, che presentare la stessa materia trat· tata in piu luogh i e con incertezza . Qnest'appèndice, è detto, ha essenzialmente lo scopo di ottenere che le reclute sieno in grado di entrare io campagna il li) marzo, abolendo i periodi d' i:truzione in cui prima era divisa l'annata d'istruzione. E sta bene: e nessuno dubita che in Francia le reclute saranno d'ora in poi pronte ed en trare in campagna; ma io parlo qni del libro, come libro , e trovo d'te quell'appendice ha dovuto toccare non solo le materie del volume a cui essa è aggiunta, ma, in genere, tutta l'armonia dell'istruzione dei ~ o l dati e dei quadri, e quindi parlar di cose dette da él ltri regolamenti come, ad esempio, quanto rigua rda il servizio territoriale,
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servizio
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dei porta-feriti, dell' imbarco e sbarco dei quadrupedi sulle ferrovie, e persino del modo di impiegare le pompe da incen!Ìio! Eviden temente facciamo meglio noi ponendo il quadro delle istruzioni da fa rsi in un regolamento speciale, superiorl3, in certo qual modo, ai regolamen ti di manovra e di altre materie tecniche come il tiro, la ginnastica, ecc. . L'istruzione individuale del soldato, con armi e senz' armi , complicata e prolissa non può essere a · noi sorgente di grandi ammaestram.,n ti : noi ci siam messi in crucsla materia sopra una via nella quale non e permesso recedere , . abbandonando tutto ciò che non è indispensauiie, e rinunciando alla rigidizza ed alla uniformi tù ogni qualvolla potevano es.,ere di noc.umento alla scioltezza ed all'ag ilita, doti sine q)w non del fa ntacci no moderno. E nel fatto Ht dove i nuovi regolamenti sono stati più coscienziosamente applicati, lit si è visto non solo quel progresso che il regolamento si proponeva , ma anche quell o che , in apparenza .e agli occhi dei lettori superficiali, sembrava che il regolamento curassa di m.eno: la regolaritù delle mosse, degli :dlineamenti, dél porto delle armi in quelle circostanze in .c ui la ,reg,olarità è piu prer.iosa, VOI-{lio dire nelle parate, nel marciare per le cittù , nel montare la guardia: accessori, pan·enze, esterioritit che pur tanto influiscono sulla discipli na e sul concetto che i c:ittadini debbonc farsi dell'esercito, e la cui Intona riuscita -deve necessariamente essere conseguenza indispensabile e naturale della i!>trnzione individuale mol to accurata e della razionale suddivisione delle responsabili tit. Qualche cosa abbiamo tuttavia da notare in questa parte del regolamento: como ad ~seinp io una maggiore celerità di andature in con fronto del regolamento !lOstro . Al nostr·o passo corrisponde il pas acceléré, cosi chiamato per antica · abitudine, ma che in fatti si adopera come vero passo abituale , ordinario: ha la stessa lunghezza del nostro, mà la . sua celer·itit (che era di HW per minuto come da noi) è stata portata a ~1 28 per minuto. Il pas gymnastique, che corri sponde alla nostra cona è veramente un po' più corto del nostro , ma varia da no a '180 per minuto, mentre noi serbiamo il ·180 pei soli bersaglieri .
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I l. REGOLAME NTO DI E SBRClZl
pER LA FANTKRIA FRANCESE DOPO L.b: ULTIME MODI FIC.iZlONl
Il pas de charge non ha ri.>contru nel nostro regolamento: la sua cadenza è, in pt·incipio, di ·l 4.0 per minuto come il nostro passo dei bersaglieri, ma può essere spinto, secondo le circostanze alla maggiore cel erit~t possibile : dunque in alcune circostanze il fa ntaccino francese cammina più svelto del bersagliere ital iano. Finalmente noi abbiamo la corsa ··veloce, che, non avendo lunghezza nè cadenza determinata, degenera facilmente in una specie di carica sbrigliata di brevissimo percorso: il regolamento francese si propone invece, con una serie di esercizi graduati, di condurre la truppa al maggiore sforzo pos~ibile: e son prescritti, pe1· tutto l'anno, due esercizi di· corsa veloce per settimana: ripeto due esercizi per settimana. Noi , diciamo ii vero, siamo in arretrato in fatto di andature~ Non sono pochi ancora oggi gli ufficiali nostri che abbianù una certa antipatia per le andature veloci, e che non amino di richiedere dal soldato neppur ciò che il regolamento esige: temcno. che la truppa si disordini, si stanchi ..... hanno torto perchò sotto il grandinare dei proi etti la lentezza è sinorf'imo di morte: ma hanno un grande auenuante in quella palla al piede che è posta alle nostre compagnie da quei pochi semi-invalidi, che, volere o no, ci vengono . ogni anno regalati dalla leva. Chi ha esaminato molto da vicino la fanteria francese in questi ultimi tempi mi assicura che vi è là m~?ltO da imparare circa il modo di assegnare i gue•·ri e1·i alla regin a delle battaglie l Fanno parte dell'istruzione d~l soldato la sch erma con la ba ionetta e r 'i?tstruclion tlu. ii·retw: parlerò solo di quest'ultima. L'in.vtruction du tireur è la -riunione di ciò che nel nostro regolamento di esercizi si trova nel capitolo Ca1·ica. e {1~ochi con la parte del regolamento di tit·o che chiamiamo scuola di ptottamento. È questa una special itit del regolamento francese che esisteva giù nel testo precedente (tranne qualche aggiunta di cui dirò) e che fu molto criticato, sembrando ai più che nn ramo d'istruzione che ri chiede tanta e minuta diligenza non sia al suo posto lit fra la scherma col fucile, l'istruzione di squadra ed altri ~i -
miti cose da insegnarsi con ntetodi e criteri affa tto di fferenti. . Gli esercizi che questa scuola comprende sono assai numerosi, e sono spiegati minuziosamente. Eccoli in brevi parole:· ·l . Prendere la linea di mira. - Si fa al ca valletto che non è, come da noi, un modesto insieme di tre bastoni, ma è un vero congegno di precis ione, che dit idea , a primo aspetlo , ·. d'uno . strumento topografico . Il puntatore deve porre tullo - it· mirino sul bersaglio per modo che la tacca di mira rimanga quasi piena, restando a destra ed a sin istra del mirino un piccolissimo spazio di luce : per meglio limitare airo.,chio il campo di ,vista l'istruttore pone sulla tacca dell'alzo una lama di coltello pel taglio. che egli leva quando s'accorge che il soldato è ormai riuscito a puntare. ' 2. l'untare sopra t~n punto delerminato. - 11 punto da m irarsi è un disco nero del diametro di un centimetro , posto a dieci metri di distanza: si punta al limite inferiore, facendo in modo che il mirino, riempiendo la tacca di mira, come sopra ho detto, tocchi con la sommità la parte pi ù bassa della circonferenza. 3. JlegolR. di tiro e di p t~nta1nento . - Comprende il maneggio dell'alzo e le regole di puntamento pel solo fucil e modello '1886. 4. Constatare la reyola1·iui del pw~tamenlo. - Si fa col sistema ben noto detto del l·riangolino. 5. Corre.: im~e del puntarnento . - 11 regolamento pone il ]Jrincipio che essendo ra ro che si possa direllamente puntare il punto che si vuol colpire, la correzion e del tiro, anche con una· ·arma giusta e precisa, è la regola e non l'eccezione. Ciòposto, messo sul bersaglio un segno che rappresenti un punto colpito per ~ hi ha puntato nel centro, si fa vedere dove si dovrebbe puntare perchè il colpo successivo colpisse nel centro medesimo. , t). Pusizion·i del ti1·ato1·e. Sono in piedi, in ginocchio ed a terTa : della posizione da seduto non si accenna. Gli esercizi sono tanti e così minutamente descritti che non mi è possibile darne qui un 'idea : basti il dire che occupano tredici pagine del testo l •· 7. Car-ica·re L'arma e scarica?· la. · 8. Azione del dito S!tllo scatto.
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IL REGOLAMENTO Dl ESERCIZI
9. Fm· parti?·e il colpo senza altem1·e il. p·t mtamen~o . È un lungo ca pi tolo in cui si insegna a far eseguire individualmente le varie specie di fu oco. Per verificare se le armi rimangono ferme durante lo sparo si fa uso d'uno specchietto a rinessione simile a quello che fu giil in uso nel nostro esercito. L' istruttore adopera i comandi e ne spiega il significato per modo che di qui abbiamo un'idea di ciò che saranno , nel progregso dell'istruzione , i fuochi' collettivi : Fnoco a volontà - è all'a tto simile al nostro, sol che non appare quale sia il numero massimo di colpi a cui può ~iu n gere il tiratore. I·'Lwco a salve - in tutto si mile al nostro : non si u·a però un comando simile all'attenti che da noi. precede il {oc. Fnoco 1·apido - cioè a volontà accelerato caricando colpo per· colpo: la velociti~ da rnggiungersi è di ·12 eolpi circa pe1· minuto. Fnoco a ripeti~ione - il soldato deve ~iungere a sparare · in 30" tutte le cartuccè del serbatoio: se dopo sparate tali cartucce egli deve continuare il fuoco, lo fa caricando col po per colpo . ·l O. [st1·u..=ione dd tiratore pel combattimento. - !:'arte affatto nuova: poche reg.ole, questa volta . . ma cosi importanti che io non mi posso trattenere dal tradurle per esteso: « Il primo dovere del so ld~to è di osservare un'esatta disci« plina: egli .si deve attenere strettamente ai seguenti prin cipi << a.~sol1t·ti : (< 1. Non caricare l'arma e non lasciar cartucce nella ca« mera che 'al momento di far fuoco. « 2. Non aprire il serbatoio che in seguito ad ordine di un « ufficiale o del comandante della truppa nel caso di piccole « fra1.ion i isolate. « 3. Non tirare se non dopo il comando. « 4. Dirrgere sempre i propri colpi sull'obbiettivo prescritto. « Il fuoco concentrato produce nella linea avv e r~ ari a dei vuoti « che impressionano ed indeboliscono il nemico; il fuoco dissi'« minato sn tntta la fronte è impotente . « i)0 Prendere con cura .l'alzo prescri tto; caricare presto ma
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« puntare attentamente ; un fuor,o male di1·etto, per quanto in« tenso, è smm effetto. « 6° Puntare ai piedi del bersaglio. « 7" Ce$sare il fuoco appena ne viede dato il comando ». Seguono i limiti entro i quali un tiratore isolato può sparare io guena, simili molto a quelli usati da noi con le armi modelli 70/87. Nel suo complesso questa Jstn u ione del ti-ratore conduce il soldato, per una serie abl.Histanza logica di esercizi, lino a fargli conoscere tuttociò che gli occorre per fa re uso della propria arma in qualsiasi contigenza e caso : ma la lungaggi ne, la complicanza, la moltiplicità degli esercizi alcuni dei quali non facili a'd. insegnarsi ed a comprendersi, altri forse pi ù dannosi che utili come quella tale r,orrezione del puntameoto, seml>rano fatti piuttosto per uccidere che non per eccitare l'emulazione e l'iniziativa. Noi partiamo cla tutt'altro principio, e segnatamente nella lst?·u.dontl pe·i ~orpi di fanteria cmrwti di {ncili mo(lello 1891 , siamo giunti al pi ò alto grado di semplicittt in cio che costituisce la preparazione della recluta al tiro. Abbiamo noi per questo rinunciato a tutti quei mezzi accessori che aiutano a formare dei soldati abili nell'uso della propria arma? Evidentemente che no. ;\la il regolamento, come regolamento, non deve dare che il puro necessario, restringendosi a quegli esercizi che sono realmente indispensabili. Tutto il resto non può venire se non dalla passione che gli uftìciali pongono nella istru1~ione dei proprii uomini e nello studio inces(\ante delle armi e del m9do di adoperarle. Se questa passione e:;iste, non dubitale in ogni compagnia salttran fuori mille piccoli mezzi, mille sistemi diversi, che, messi in pratica dalle persone stesse 'che li hanno pensati e che naturalmente ci credono, fa ranno passare nei graduati e nei soldati quello stesso amore e quello stesso fuoco sacro che animano l'oper·a degli ufficiali, e così il buon frutto non potrà mancare : se invece questa passione mancherà, il regolamento avrit un bell'inventare cavallet.l.i, triangolini, specchietti ed allri s1mili gingilli, il risultato sari'1 sempre zero! Per termi nare la materia compresa nel primo volume debbo dare nn cenno dell a istru1.ione di squadra . . Come 1': noto nel
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I L REGOLAMENII'O DI E&BRC!ZI
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nostro regolamento non vi è t'istruzione di squadra per l'ordine chiuso: t'istruzione poi della squadra in ordin e sparso fa parte della scuola di plotone. Nel regolamento fl'!ancese si ha invece l' istruzione di squadra in ordine chiuso e sparso come complemento dell'istruzione individuale : Gli uomini non sono a contatto di gomiti ma a circa ,13 centimetri da gomito a gomito : per ottenere questo intervallo gli uomini nell'allinearsi portano la mano sinistra alla cintura e si dispongono in modo da toccare col gomi to sinistro il gomito destro del loro vicino : questo spazio è assai utile quando gli uomini sono in completo assetto di guerra, ed io non saprei ·dire in verita, perchè da noi si sia ritornati al contatto dei gomiti , r inunciando a quei cinque centimetri che prima avevamo, e che erano meno del necessario. La squadra non ha che una guida, che si porta a destra od a sinistra seco ndo il bisogno ed il comando : sistema dannoso che esiste anche nel plotone e di cui avrò occasione di parlare più ol tre. Inutile quasi aggiungere che tutto il meccanismo dell'ordine chiuso è quanto mai complicato : si avverta però che la squadra ha modo di arrestarsi ed insieme cambiare di fronte, come ad esempio marciando di fianco arrestarsi e porsi in linea di fronte a destra od a sin istra., cosa utilissima. nelle manovre e che fu già in uso da noi , ma che il nostro rego lamento attuale non contempla. Ben più im portante e degna di attenzione è un'altra specialita del r&golamento fra ncese: È l'esercizio che c hi a~an o c Asso!tplùsement de l' escouade ~ it quale ha per iscopo di far eseguire coi mezzi più sempli c ~ lutti i movimenti dell'ordine chiuso ed abituare il soldato ad un iformarsi pron tamente alta volontà dei capi : servono come di passaggio fra le manovre di piazza d'armi e le manovre a conceuu tattico. L'i struttore '>i pone davanti al centro della squadra e con cenni prestabiliti e col muoversi personalmente in varie direzioni ed a varie andature, fa eseguire, senza mai aprir bocca , tutti i movimenti più importanti di piè fermo e di marcia. Di· ciamo subi to che anche il plotone (section) e la compagnia hanno
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simili esercizi di assouplissement, ed aggiungiamo ben di cuore che non v'ha null a di meglio per insegnare la prontezza del movimento, il silenzio durantP. le manovre, e soprattutto per abituare il soldato ad avere sempre l'occhio ai propri capi ·e ad essere prònto a secondarli senz'aver bisogno ad ogni passo del concitato imperio e del suon della tromba per rivol gere la propria attenzione a ciò che i superiori vogliano da lui. ' Volendo, noi potremmo benissimo far eseguire ese rcizi simili dai nostri soldati senza cambiare una sillaba al nostro rer~o ta "' mento: basterebbe se ne introducesse l'abitudine. Un intelligente ufficia le, che ebbi ai miei ordini per parecchio tempo, mi fece vedere più volte a far eseguire dil lla propria compagnia · tutte le possibili manovre senza mai pronunciare par·ola, ma usando semplici cenni e dando di propria persona l'esempio dell'andatura e la direzione: poch issime racco mandazioni erano ba~tal.e ai soldati per far loro comprendere questo eserciz·io ed essi mostravano di interessarsene moltissimo, felici dellrt meraviglia che questo lor modo di manovrare produceva nei presenti. 1 , L'istruzione della squadra pel combattimento presenta una spe· cialir.;{ marcatissima del nuovo regolamento: l'antico comando : « E1i tiraillcun )) è soppresso, di ordine ~par5o non si parla più. Di fatto però l'ordine sparso esiste ll ncora, ma è divenuto un semplice diradamento degli uomini ~frondato di quell'inutile corredo di speciali nomenclature e regole che , più. o meno, in tutti gli eserciti han no avuto un'epoca di fortuna. La s,quadra, quando si arriva nella zona battuta si dispone pel combattimento: ciò può essere fatto in due modi disti nti : - ~on gli uomini su due ri){he di fronte, le file ad un passo · di intervallo l' una dall'altra; - -.:on gli nomini sopra una sol ri~a con intervallo l'uno dall'al tro eguale a quell o not·male di ordine chiuso; - quest i inten'alli possono essere aumentati con app osi~a aggiunta al comando, che è c Par frles » nel primo caso, e « Sur un rang >> nel secondo. · I movif!!enti sono quasi identicamente quelli che si avrebbero se si comandasse nel pri mo ca!'o: « A destra (od a sinistra) « a ... passi. Aprite » e nel secondo c A destra (od a sinistra). · « Stendetevi ». Si guardi però che la fo rmazione a file aperte
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IL REGOLAMENTO Dl BSER'ClZl-
non fu mai considerata nei nostri regolamenti come forma da co mbnttim~nto , ina la si riguardò sempre invece quale un espe· diente ut ile ai sostegni ed alle riserve per· rendere meno continuo il bersagli o che presentavano al fuoco nemico . Si hanno adunque due formazioni àistinte fra le quali chi comanda la truppa può scegliere la più opportuna e adatta al caso: e perchè una tale duplicità ? - Un drmx colonel che sc rive sull':henir militaire ci racconta che mentre un'alta personalitil milirare da lungo tempo caldeggia la prima di queste form e, altra personalità non meno eminente vuole ad ogni patto la seconda : così il compilatore del regolamen to, per non disgustare nessuno ha prese le due forme, lasciando libero ogni co. mandante di scegliere rra le due quando e come gli piacesse, e solo avvertendo che d'uso più frequente_ deve essere il primo , cioé le fìiP. aperte pe1·chè men vulnerabile, più elastico e più opportuno per la marcia in terreni ineguali. Che la forma per file aper te si11.... meno vulnerabile che non la form<1 sopra una riga e indubitalo : anche tenendo conto che nn medesimo proiettile può colpire due uomini posti l'uno dietro l'altn>., sta il fatto che questa doppia ferita non avve rr~t che per nn certo numero di colpi, mentre i proietti che passano tra fila e tìla non colpiscono nlcnno, si osservi pero che non sempre i due uomini della ~ tessa fil<1 troveranno modo ò. i appostarsi precisamente un dietro l'altro per far fuoco ; da ciò ne verrà che tal i nomini tendendo a spostarsi e tutto il complesso della linea assumendo quella forma irrego lare c:1 e ù di suo carattere, si avrà una. ~atena che vista da una certa distanza snr·à poco differente dalla ca tena su una riga : insomma fra due riparti che manoHano ~~iascuno con nno dei dne sistemi le difl'erenze andranno via, via , scemando a misura che l'avanz:1ta procede. ~ è questo è per me un grave inconveniente, anzi credo che l'un modo possa assai bene ser·vire di avviamento e di preparazione all'altro: e mi spiego. Il regolamento esige che la truppa . sappia venire all'una od all'altra delle due formazioni direttamente dal l'ordine chiuso; ma evidentemente In catena più pronta, più facile dn ottenersi , è quella per file : un allargamento graduale delle file nel mentre stesso che si guadagna terreno vi dit la for-
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mazione richiesta senza esitazioni ' senza sbattr·ment 1,· senza rn. somma quella momentanea crisi che quasi sempre sMue il c mando:. Stendett~vi. Si avanza così finchè è, possr·b·lt e0 e, rno lo · , . · 1 . 1 · probabrlmente fìnchc raggiUnto un appostamento r . ·J · laVO! evo e, SJ apre r luoco : ~flora l~t catena assnm.en.do quella disposizi"one più o men~ regolai e che 11 tcrr·eno constglta, gl i uomini venerano a _ ~rovarsr, ~er. la più ~ran parte, l'uno a fian co dell'altro ,.,che è ti modo mtglJOre per lar· fuoco e così si trovano, quasi senza avre~ersene e senz~ apposito coma.nd~, distesi sopra una :;ola ri~a. ' ede adunque d lettore che qut V1 è qualche cosa da "tud· ed an l1 'b'J d . ~ tare . c e, se pos:-t · 1e, a sper-imentare per conoscere il valore dr questo nuovo meccanismo, così semplice e cosi razionale pas~ar·e_ dalle fo~mazioni di marcia e di ammassamento alle r~;~ mazton1 tlella pmna linea di fuoco·' il reflohmento fr"n · n • <• cese e certamente• nel vero in questo punto • cheC', c he' 11 e d·c,.. ·1 · 1 " 1 meu.t colone~, gt~cclrè .ha reso quanto più piccola è pos~ibile la differenza fra l ordme chtuso e l'ordine sparso. 'Seguono le ~orme ~ei lnochi e gli esercizi in terreno vero. ?alle ~or~e pe1 f~o/d~1 non appare ancom quale sia l'intimo pen:;tero _d, eh ~ ha scn~to ." regolamen~o: ciò 11pparirà ben chiaro più olt~e · vedtam~ pelò tnt.anto che 11 capo di squadra isolato non ~o~ fare. esego1re fuochi oltre i mille metri e che sono fatte vive, tns1stentr raccomanùnioni per la simu ltaneità dei fuochi a comando.
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Dopo questo vengono lJUelle tali appendici di cui ho giù detto a sufficienza. Il .sec?ndo volume comprend11 il Titolo te1·zo: scuola di compagnta . E di 4 06 pagine vale a dire circa doppio della pane del r~golamento ~ostro che riguarda la stessa materia. Ha ur.'appen _ dtce: « Onon da rendersi alla bandiera». Le forme tipiche dell'ordine chiuso sono all'ntro simili alle no- consr·d er~ la colonna a distanza inrera come una -stre·, so1 c:he s1 forma sp.ecJUle e non come un semplice caso della colonna di compa.gma. Ma il meccanismo di m<"~nona è assai più complicato. Anzttutto è da o:ìservarsi che ogni plotone (section) non avendo .che una guida sola, le quattro gnidé debbono essere assai spesso m mo~o da un'ala all'altra del rispettivo plotone: oltre a ciò quasi 11.8- AN!IO :u x:u.
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IL REGOLAli ENTO DI ESERCIZI
in ogni movi mento o tr~sformazione si ha nno da porre a sito indicanti, jalonnetM'S e simi li: ogni movimento poi termina con lo allineamento, che i soldati fanno da sè e che dura sino al fissi di chi comanda la truppa ; insomma un numero inrinito di piccolo preoccupazioni fa tte apposta per distrarre continuamente il comandante della compagnia dal suo còmpito principale. Egli hn il suo posto normale dietro la .linea : tutti i comandi di movimento che dà terminnno col marche, per cui se Yi sono dei movimenti preparatori c~l i deve aspettare che si facciano fra il suo comando di avvertimento e quest'obbligato comando di esecuzione. La wlonna di compagnia si fa sulla destra o sull a sinistra: gli spicgamenti si fanno sempre arrestando la sezione di testa: per:;ino nel passaggio della colonna a distanza interna alla colonna di compagnia la testa deve fermarsi. La co lon na a distanza intera si forma in linea sul proprio lianco per conversione delle sezioni , se ferma: se è invece in marcia adopera il movimento che i conoscitori dei nostri antichissimi regolamenti riconosceranno alle parole: c Sulla destra (o sulla !>in islra) in ballagli a ». E Lullocìò a suon di comandi speciali, di co rse delle guide e di indicanti, di allineamenti , ecc . ecc . Ma lasciamo queste singolarìtf.t e cerchi amo di farci un' ider.t del modo di combatle1·e della compagnia inquadrata, gincchè questo ò il punto che meglio può illuminarci circa lo spirito generale del regolamento. << Solo l'olTensiva » dice il testo « permette di ottenere dei ri« ~ultali decisivi. Questo principio deve servir di hase nell'educa« zione militare, e di gu ida negli esen:.izi e nelle manovre '». La fronte med ia della compagnia tutta stesa sulla st~ssa linea sia a file aperte, sia sopra una · riga, è calcolata ·d ~ l .rej!olamento di ·t ;jo metri per ona forza di 200 uomini : questa fronte è adunque alquanto maggiore dì quella (~ontemplala , sempre come dato medio , dal nostro regolamento , il quale la conta dì una volta e mezzo il fronte di ordine chiuso, giacchè tale fronte saril sempre minore di cento metri <1nche tenuto conto del maggio re spa7,ìo che si lascia in Francia fra uomo e uomo nell e formazio ni d'ordin e chiuso. La compagnia è sempre preceduta òagli dclaireun, che fnnno
PER LA FANTBRJA PRANOESE DOPO LE ULTIHE KODI FI OAZIONI
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i' ufficio che negli altri regclamentìs i assegnano alle pattuglie di com-
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b.attimenlo, con questa specialità che gli éclaireurs so nm·uomini in ·precedenza designati ed appositamente i_struiti : che essi non hanno il solo còmpito dì esplorare, ma \lltresì que.llo di comb:rl.· <tere non solo per respin )!ere gli esploratori nemici, ma ·.:~ nch e per preparare l'avanzata delh compagnia : dipendono dalle cir-costanze i limiti della loro azione, per allro il regolamento stabilisce che nelle manovre in terreno piano e scoperto gli esploratori precedano la truppa rl i almeno 500 metri , e che si arrestino a 900 met ri dalla linea nemica : a tal punto la compagnia li rag ,giung~ ed il loro cò mpito i.· finito . 'La compagnia che si è avanzata sino a questo punto nella formazione più. opportt~na per et)itare le pe1·dite, viene dal capitano -disposta in linea dì combattimento con tutta o parte della propria for7.a .... . .Ma come ? - sento qui a dire - non ci avete ·detto che i sostegni sono aboliti? Se una parte rimane indietro ·questa non è un soste/l nO ? , 1a il regolamento è cosi : è vero che si all'retta a dire che si deve cercare di mettere in lineH, fin dal principio, il maggiM numero dei fu cil i ; che in ogni caso, non si •lascierit indietro alcuna frazione se non vi è modo di coprirla ..... ma queste sono cose sapute e risapute : intanto le gra ndi novitA dell'abolizione del sostegno scema di valort-. ·La compagnia guadagna terreno ; 1·isponde al fnoco nemico solo ·çuando vi è costretta, e di sbalzo in isbalzo cerca di ra~gin n ,gere l'appostamento àel fuoco · decisivo. . E qui, in mancanza di precetti tass:~ti vi , il reg-ol amento ci presenta alcune prescrizioni il cui comples::.o ci rappresenta come il 'tipo del combatti mento pel caso di terreno piano e scoperto. Eccone le lin ee principali : ·- t a marci" di avvi cinamento è ese~o ila dall a com pa~nia a ·plotoni (sections) o, me,2lio ancora. a. mezze compagnie (pelotons) :affiancate, con intervallo quanto maggiore è possibi le compatibil·mènte con lo spazio a;segnato o disponibi!P.. - Quando , nel processo del movimento, questa fol'mazione di viene troppo vulnel'ahìl e la compagnia vien formata in linea a 'file aperte o sopra una riga, lasciandr qualche passo di intervallo
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IL REGOLAMENTO DI ESE:ROI2il
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fra plotone e plotone per maggior facilitàf· di ma:rclà e' per la buona riuscit~.A~i fuqcqi ;l s~lv~.. · · ' ~ La compa!!ilia rarr'••iun<re tultu unita la linea deali éclaireu1·s l' ' . ' "' ' si forma in una riga; se non ha già tale formazione, e cerca subito di. guad,~gnar~ lel'l~.erio : guid~ al centro. - Dal moment() in cui si si riconosce impossibile l'avanzare· senza.t·i. spondèi:é 'al fuoco nemico il capitano imp'rime all'azìone la . Jt,. · f. . ·' più1 grande ener~ia; egli indica glj ohbiettivi ed il fuoco comincia su tulla la linea, per quanto possioile a salve di plotoni: se la di.sposizione degli uomin·i stt!' terreno rende impraticabile il fuoco a salve, si fa fuoco a volontà. - Dopo ciò la compagnia e portata innanzi, di posiZione in posizicne, generalmente tutta intem: il fuoco si alteJ:na con la marcia: gli uomini si vanno serrando al r~entro. - A .WQ metri dal nem.i(:o, b~io~etta in canna e fuoco r,L~ t pido di breve durata. , fuoco a ripetizione, ufjiciali in testa - . A ·P>Ù a .20Q' me~ri lh"'' .· e (< En a·vanl - A la baiJOnette l n - Tuttoèiò con la ~Òmpagni~ sola, se l'evento fa~orevole lo permette; in caso•• oiverso si ~spettano i rinfor~i della riserva 1. · ·: • del battaglione: i'ar~j,vo di tali rinforzi è pre.visto come possi-' bile ed oppor'tuno tanto a 400 metri dal nemico come anche nel momento.' del·.· fuoco a n'petizione. ' Dal che si' vedon~ essenzial.. i.. mente due cose: la prima che il tenere . sempi·e la compagnia riunita ò un ideale a è'ui il regolamento vuole' che si tenda, senza però escludere che in p~recfhie circostanze riesca opportuno, o utile, o necessario di, averne una parte. impegnata e l'altra fu01:i della linea di fuoco; questa seconda parte non si può c~hiamare sostegno unicamente perchè il nome ·di: sostegno è abolito: - la secon~a che il fuoco a salve è pel regola~ento francese il fuoco tipo fin . che non si giunge a !~00 metri dal nemico, alla quale distanza, comincia il fuoco rapido · eh~ a ·15() o 200 metri cede il pusto al fuoco a ripe~j.zi9ne: il fuoco avolontà propriamente detto ò l'eccezione da' impiegarsi solo quan_ç!o non si possa faré. altrimenti. A que~to proposito il regolamento st spiega ancor più chia~
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1873
· ;1-ra'fuente in lin · éap.itolo 'speciale ·a~'dica;o ai fuochi ~!:della com· pagnia . '« I fuochi a 'sal've :. tradùco qliàsi l~ti~ral~ente' ~ corÙribui« SCOnO a TJlUntenere J'à~'c~iid,ente d'ei capi sÙlla trtlppa, faciJ!Ìa~O t~. 11 concentramento dei colpi sopra uno stesso obbiettivo, per« mettono di rettific~re il tiro con l'osservazione dei punti di -« caduta e danno il mezzo di regolare il consumo delle mu· « niziòni. « Il loro impiego tanto nell'offensiva quanto nella difensiva si ·-«deve prolungare quanto più lungamente è possibile, ed è ob« bligo degli u!Ticiali e dei graduati di vegliare a che non degene« rino in fuochi a volontit. « Dopo la presa di una posizione nem ica le salve costituiscono «il miglior mezzo di inseguire il nemico e di rimettere gli uomini « nella mano dei capi •. l fuochi a 'volontà sono dunque eccezionali: li adoperano le truppe a cui manchi la calma necessaria per fare i fuochi a ~alve, gli éclaire1ws, cd anche truppe che attacchino << una posizione di eui il nemico occupi la ct·esta »; in quest~ ultimo caso saranno utili i · -« fuochi a volontit eseguiti su larga JJ:onte ». . · Qualche altra regola merita di esset·e accennata: z< Non si deve mai, nel solo scopo di procurarsi i vantaggi dei . -« rimbalzi, prendere un alzo più piccolo dellrt distanza stimata o -<< riconosciuta d11i punti di caduta. « Alle distanze superiori ai mille metri e quando si ha una '« grande incerter.za sulle distanze ed urge aprire il fuoco, si po'<i. tra nno usare due alzi differenti di 200 metri, comprendenti fra « loro la distanza stimata. L'impiego di due alzi è proibito ai drap· • pelli inferiori al plotone 11. « Nel combattimento si punta ai piedi del bersagUo 11. Come semplici norme vengono date le dimensioni minime dei bersagli contro cui conviene aprire il fuoco: « A 800 metr.i..contro un bersaglio avente a un dipresso la fronte « d'una squadra. « A 1000 contro la fronte di mezza sezione (e ciò, nella nomen« clatura nostra, mezzo plotone). •
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1874
IL REGOLAMENTO Dl ESERCIZI PER LA PANT ERIA l"RANCESE 1 E CC. '
18'75
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« A 1200 contro la fronte d'un plotone o una sezione d'artic glieria . « A 1500 contro linee estese di fanteria >colonne di mezze com(( pagnie o compagnie, o contro artiglieria o cavalleria. « A. 2000 contro col onne di via o formazioni di adunata ».
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L'ALLEVAMENTO EOUIN O IN UNGHERIA
(Continua). tOD OVICO LA DERCHJ maggior e di f an teria.
(Continuazione, vedi 11u1ntro precedente)
Dalla fondazione dello stabili mento di Kisbér sino alla fi ne del 189 J. gli stalloni da monta adoperati per razza furono 88, di CUI: 65 puro sangue inglese 7 mezzo sa ngue inglese t)
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Norfolk (trottatori)
3 Percheron Lipizzano ·1 Napoletano ·l Arabo di razza ignota Le fatt rici impiegate a Kisbér dal :J803 al ·18tH furono : a) Puro sartfJUAl, ::'{ . 182, delle qual i : 1 12 1 importale dall ' Inghilterra ·1 importata dalla Francia 1 importala dal Mecklenhurg 3 anglo-arabe 06 nate ed allevate in paese. b) Meuo sangue, ~. 460, delle quali ·136 fungo no attualmente da madri distinte per razza come segue: cavallt:j di mezzo sangue inglese della razza di Kisber; » » JJ » di Mezohegyes; » Norfolk dell'allevamento di ~i sbél' ; J) ~oniu s » di 'f ezohegyes .
..1876
L' A LLEVAMENTO EQUINO i N UNGHEIUA
( ALLEVAME NTO 'EQU INO IN UNGHE RIA
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acquitrigni. L'abbondanza di acqua è utilizzata per èoltivare praterie artificiali irrigue. Anche Kisbér è una vera e propria colonia agricola . Contempo. raneamente ai cavalli vi si allevano, in diverse fattot·ie, animali bovini ('1000 capi), pecore (3300), maiali ('l 000 circa). Attualmente lo ·stabi limento è ampiamente provvisto di tutti i fab brica ti occorrenti, caserme, ospedali, maneggi, ecc..: pos~iede inoltrl' un mulino a vapore, due mulini ad acqul'l, una fabbrica di laterizi, ed è dotato di buon numero delle più recenti macchine agricol e e di una oflicina per le ahbis'ognovoli operazioni di ·· queste.
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c· G. Wrangel, nell'opera citala al princtpto ùì questo scritto, o.sserva che lo stabilimento di Ki sbér splmde assn i per l'allevamento del pur'o sangue, senza adeguato compenso, e che non fu, negli ultim i anni, molto fortunato in quanto ad acquisti 'di fattrici. - « 'apoleone rn, - soggiunge il sopra menzionato « autore - ebbe a dire a propoc;ito dell'allevamento equi no in « Francia, che lo Stato deve fm·e soltanto ciò che ai privati ?·iesr.e «impossibile. - Questa massima si adatta all'Ungheria. Dappoichè << Kisbér non è più, nel lo stretto significato della parola, il vivaio « unico del puro sangue, esso ha perdltto, in gran parte. ragione « di esistere siccome stabil imento per l'allevamento del puro c: sangue )) . OtLimi .per contro ne sono i prodotti 'Cosi detti mezzo sangue; ess i sono pregiatissimi per nobiltit e armonia di forme, per statura, per andature, per eccezionale resistenza alle fatich e. E i'nvero, visto il metodo da lunga serie di ann i seguito per gli accoppiamenti del mezzo sangue, si può dire che la rlistinzione· fra mezzo sangue e puro sangue risponde, sostanzialmente, più a co n ve nzion al i~mo che non a realtà; ciò che, per avventura, infirmerebbe parzial mente le precedenti considerazioni. Il conte
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Come già ebbi a dire, lo stabil imento di Kisbér è situato in Ungheria circa 30 chilometri a sud di Komorn. Il suo territorio, a,·ente circa 7000 ettari di estensione, è lievemente Gndulato ed è intersecato da buone rotabili e da una ferrovia che lo congiunge direttamente con Vienna e con B ttd ~pest . Il cli ma vi é temperato, la media temper.:~ tura nel!!anno è di poco superiore a + 9°; vi dominan o i venti, ma in proporzione minore che a Mezohegyes; per contro è maggiore In quantità di pioggia che vi cade e:che raggiunge nell'i ntero anno i 500 millimetri circa, in mfldia. ,Il sottosuolo è costituito, in gran parte, di strati impermeabili i quali mantengono soverchia umidità, e rendono necessari lavori di canalizzazione e drenaggi per lo scolo delle acque, che raccogliendosi nei punt·; pi t't bassi fo rmano qua e là
1877
Comandante dello stabilimento è nn ullkiale superiore ( l ), dal quale dipendono due capitani ed un ufficiale subalterno di cavalleria, un aiutan te (ufficiale subalterno) un tenente contabile, un médico di reggimento, un veterinario capo, u'n veterinario ed ni' Cuni assistenti veterinari. alcuni sottufficia ~i , '150 goldati , più gl i allendenti degli uffici ali. L' ufliciale subalter·no di cavalleria , di cui sopra è cenno. è. inc'aricato specialmente ·di istruite nell'equit:nion e i -rag'aizi destinati · à' montare i giovani cava'lli (V .. quanto a questo riguardÒ si disse a pt·o.posito di Mer.ohegyes) e di attendere all'a llenamento delle giumente da provare in corsa . Il personale civile consta di : un direuore, ·19 impiegati, 307 tra ~cri vani ed operai, 5 addetti al sèn riiio forestare (2) , 49 csikos (guardiani di cavalli), più una cifra indeterminata di lavoranti avventizi, assoldati mensilmente a seconda dei bisogni campestri. Il direttore si occupa, essen7.ialmente, della parte economica generale ed agricola.
.. (\) .\\tualtnehtc è, in via prO\'VÌS(:rifl, incaricato (\e lle funzioni di coma.n<iant(\ il C~t pitano di cavalleria Giulio oeseo de ·Szent Viszto. (j) Circa un quarto, in superllcie. del territorio di K i3b~r ~ occupato dalla rorest:1 di Nà'gybér.
1878
L'ALLEVAMENTO EQt11NO I N UNGHERlA
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** Il materiale cavalli é ripartito come seg·ue· a) a Kisbél', propriamente, è raccolto tutto il puro sangue, vi sono inoltre i giovani stalloni e le giovani giumente ammes)e all'addestramento , come pure le cavalle di proprietà privata inv i:~te alla monta; IJ) nelle fat~orie Batthyàn e Ptda vi sono le madri di mez.zo sangue e i puledri lattanti; c) nella falloria Paragh trovansi le giumente mezzo sangue di 4, di 2 e di 3 anni; d) nella fattoria denominata :lliuele.r-Jlaierhof sono radunati gli stalloni mezzo sangue di un anno; e) nella fatto ria Tm·cs allevansi gli stalloni mezzo sangue di 2 e di 3 anni.
,. * * I fabbricati sparsi sul territorio di Kisbét· sono ampi , aerati, ben costruiti e raggruppati in dive rse fattorie, le quali sono congiunte da telefono. . In quello che chiamerò capoluogo, ossia Kisbèr, vi è il cosi detto Castello (Schloss), il quale non è altro che un modesto palazzotto ove alloggia S. M. l'Imperatore col seguito, allorche si reca colà; vi sono inollre In. casa. ove abita ed ha l'ullìcio il comandante, la ca~a di abitazione del direttore, quell?. .ove sono gli uffic: della direzione e gli alloggi degli impiegati ecc. ecc. Ecceuuato il castell o, gli altri fabbricati ad uso abitazioni ed uffici hanno tutti un so lo piano terreno , e sono costruiti ~ guisa di cottage. Per gli stallon i riproduttori vi è una apposita scuderia ripartita in tanti box quanti ~o no i quadrupedi stessi . Ai box si accede da un eorridoio estemo che li cong.iunge e che conduce al locale riservato alla monta. Di fronte ai box vi sono 6 recinti coperti ove, eventualmente, si lasciano in libertà gli stalloni. Le madri puro sangue sono ricoverate nel cosi detto « RitterMrfi•t :1 denominazione questa che ricorda il primo direttore dello stahilimento generale von Ritter. Il Rilt1~1·d.orj'el è situato nel parco del .~astello e consta di l 6 èhdùt di foggia svizzera, disposti parai-
L' A LLEVAMENTO EQUINO IN UXGHERIA
1879
!el amen te fra loro' e co l lato maHgiore perpendicolare alla strada che li unisce; in ognuno di e:;si, diviso in due compartimenti distinti, tro,,ano posto due madri col rispettivo puledro lattante. Ad o~ni chdlet va unito uno spazioso prato cinto tutto all'in torno da staccionata ed in parte da alberi, che proi euano omhra benefica durante le calde ore della giornata. Al centro del piccolo villaggio vi è la casa per l'alloggio degl i addetti alla sorveglianza; alle due estremità so rgono due ampie scuderie, l'una a bo:c per le cavalle di proprietà privata , e l'altra per sopperire alle esigenze impreviste. Kisber, città, che di tal titolo è fregiato il capol uogo, conta ci rca 3500 abitanti. ... * La tassa di mon ta varia a seconda dello stallone. Finora la tassa massima , salvo una sola ecceziqne, ascese a fiorin i 500 (lire 1·100 circa). :\ i cittadini ungheresi proprietari di giumente sono concesse al riguardo, alcune speciali agevolezze; del pari sono concesse riduzioni sulla tassa ora accenn ata a vantaggio degli alìevatori del puro sangue, pnrchè sudditi della corona di S. Stefano. E cioè : a) Per ogni cavalla puro sangue, di madre o di padre nati ed allevati in paese, che abbia vinto in corsa un premio dello Stato o che ab!Jia avut(l prodotli vincitori di tal premio, si paga metà ta.ssa , se coperta da stallone puro ~an gue importato dall'Inghilterra. e un terzo della tassa se coperta da sta llone puro sangue inglese nato ed allevato in pae:3e; b) Per le cavalle puro sangne nate ed allevate in Ungheria, senza riguardo a prove faLLe in corsa, ammesse al salto di stalloni di _p uro sangue inglese nati ed allevati in paese, la tassa di monta è ·ridotta della metà; , c) Se le menzionate cavalle puro san gue riman go no infecondate, metù della tassa già pagata è restituita al proprietario . Norme apposite fissa no r epoca i n cui i singol i proprieta ri devono iscrivere per la monta le giumente di puro ~a ng ue e di mezzo sa ngue, e (i ssano la tangente giornaliera pel mantenimento,
1880
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L1ALLEVAM'ENTO EQUINO
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L:Al.LEVAMENTO E QUIN •O JN UNG HERIA r ~ Il', f \1 ÙNGHERIA
pel 'governo e per le cure veterinarie delle gi umente stesse, h et te'mpo in cui rimangono allo sta bilimento. La monta delle giumente mezzo sangue principi a il ·l o dicembre; la monta delle gi umente puro sangue il 15 febbraio. Per l'atto dell'accopp iamen to Ot>n vi è a Kisbér l'abitudine di impastoiare le cavalle, bensì si r ivestono le zampe posteriori di queste con coprizoccoli elastici e morhidi . TI solo mezzo coercitivo adoperato è il torcina5o. Dopi) il primo salto la ).(iumenta è lasciata seite giorni in riposo, l'oltavo gi orno .viene r icondotta allo stallone, e altrettanto si fa successivamente, a giorn i alternati, fi nchè essa non lo rifiuti. Gli stalloni, durante il periodo della monta, a:llorchè il loro nutrimento è copioso, sono mossi f!iornalmente tre ore, e ci oè ·! l-jc1, ore o.l mattino ed 11 th ora nel pomeriggio, sia a sella, sia alla corda. Nel rìinaneri(e dell'i nno sono messi in moto dalle 5 alle 7 antimeridiane , in massima a sel1:1.
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La nascita dei puledri puro s<mgue comincia in ~ennlti o , quèllit dei puledri mezzo sangue in novembre. È fatto constatalo, sebbene non per:mco spiegato scientificamente, che i puleà ri nati in gen naio vanno per eccezione esenti dalle maiat.tie delle vie respi ratorie, a cui generalmente sono soggetti i pufedri nati negli altri mesi . Dai 5 ai 6 mesi di età ha ltlO:;!O lo slanamento , e ha inizio la preparazione dei puledri che, tosto raggiunto un anno, deb· bono essere venduti all 'incanto. Que:;ta preparazione ha per scopo di sviluppare le quali tà richieste in un cavallo da corsa, e consiste, principalmente, in un appropriato nutrimento. Tosto slattati , i puledri sono in _grado di mangiare giornalmente da 3 a ,i- chilogrammi di avena; contemporanea~e nte si a bi tuano anche al latte di vacca. il qu~l e i! ottimo, sovratutto, per gli · all'etti da cimorro. Tre volte per settimana sono alimentati , la sera, con un pas tone composto di orzo cotto, di avena e di crusca. Pertanto la razione dei puledri i\ lattai i con sta, d11 pprincipio d'i: 4 chilogrammi di avena . . . . . Ì 2 i / 't chilogramm i di fieno dì 1• qualità. ~ giornalmente 2 litri di latte di vacca . . . . )
1881
300 gramm i di orzo -~ .2 chilogralilmi di _cru ~çjl settimanalmente 2 chil ogrammi di carote 300 grammi di sale - me nsilmen te. Le carote sono distribuite, in quanti tà di mezzo chilog ramma circa per volta, nei giorni in cui non si distri buisce il pastone. I puledri rimangono, durante la giornata . in libertà nel pr·ato (paddo ck) attiguo alla scuderia, e soltan to la sera vengono rinchi usi Alla fi ne di .settembre comincia per essi il regolare esercizio, dopo che ebbe luogo la separazione àei sassi. l puledri pertanto, riuniti in branchi , sono fatti muovere due volte al giorno, prima e dopo mezzodì per oltre un'ora ogni volta, al passo e al trotto incalzat i da custodi a cavallo . In oltobre si procede all'esercizio del galoppo . Affinchè i giovani cavalli possano fare moto ancbe nell'inverno duran te ji gelo , vi ene preparata un'app o ~ ita pista di paglia. Prima di far u:>dre i puledri di scuderia si ari eggiano le ~ cud e rie stesse apre~do porte e finestre, amnchè il passaggio di temperatum sia graduale; tosto usciti tulli i puledri si chiudo no di nuovo, con cura, le finestre e le porte perchè (Juelli, rientrando r·iscaldati dal moto fatto, trovin o un ambiente temperato e non si rafl'r edd ino. La razione, in proporzione del lavoro, è successivamente accresciuta nella misura seguente : 4,800 chilogramm i di avena. 2,500 id . di fieno . ·i ,200 id. di favella giornalmente 4 ad 8 litri di !alle di vacca . ·l ,500 chilogrammi di caro te 0, 400 chilogrilmmi di orzo . '( 3 volte per settimana 2,000 id. di crusca , 0,300 chilogrammi di sale - mensilmente. Ai puledri più gracili si dit laue a volontù, aggiungendovi talvolta tuorli d'uovo. In gennaio la razione di avena è portata a 6 1/2 ed anco a 7 chilogrammi. L'orario giornaliero rel ativo ai puled ri per esempio è quale rn ap,presso : Ore 5 antimerid. prima distribuzione degli alimenti.
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Dalle ore
i :ml. - riposo. 8 » - primo govern <• . Dalle ore 8 ·alle ore 9 nnt. - esercizio all'aperLo del primo branco di puledri. .Dall e ore !i alle ote ~1 O ant. - esercizio all'aperto del sec.ondo bran co di puledri. Dall e ore H) •12 alle ore H 1/ 2 ant.- seconda di::;tril.Juziont: c. s. Dalle ore 1·1 !h_ alle ore ~1 2 lft ant. - riposo. >> ·12 t h » 2 t/ 2 pom. - esercizio dei puledri c. s. Dalle ore 2 •;"! alle ore 3 pom. - secondo governo. » 3 >> 4 · » - terza di~trihlZ ion e , come sopra, indi riposo. Ore 8 pom. - quarta di5tribuzione come sopra. , Grad ual mente la durata di ogni singolo esercizio al passo, trotto e galoppo prolungasi complessivamente di un quarto d'•>ra, poi di mezz'ora; in marzo il lavoro dei puledri si fa più intenso, e se le condizioni del suolo lo permellono, essi vengono allenati al galoppo su apposita pista avente 635 metri di S\'iluppo e che percorrono tre vol te nel pomeriggio al piccolo g:tloppo . Sul principi o di maggio i puledri puro sangue convengono alla ~e de centrale. ossia a Kisuér propriamente, ore rimango no le citcrt cinque settimane precedenti l'incanto; ivi son fatti galoppare ogni giorno ad uno ad uno in libertà, alla presenza del comandante e degli ufficial i addetti allo stabil imento , sopra nna pista ci rcolare lunga circa 2:20 metr.1. Il numero ~i giri digaloppo che ogni puledro fa, dipende dalle condizi oni in cui si trova; ad ogni modo non si ammette eh~ tal munero superi il dieci. Dappoichè la cifra dei puledri supera in· genere. la quar:t nLina , si comprende come la occu pazione giornaliera deJ?Ii ufficiali che assistono al galoppo non sia di durata indifl'erente. Prima che abbia luogo l'incanto, una. apposita commi:>sione è incaricata di fissar6 il prezzo mini mo di ogni quadrupede. Indetto l'incan to, ogni puled ro è singolarmente presentato agli aspiranti all'acquisto , affìnch è po:>sano e3aminnrlo minutamente, »
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L'ALLEVAlfENTO EQ,U!NO IN UNGHERIA .
L ' ALLEVAMENTO EQUINO IN ONGHBRIA
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quindi lo si fa galoppare in libertà, finalmente si procede all a licitazione. fl prezzo mediv di vend ita di ciascun puledro si è, nell'ultimo decennio,· aggirato intorno ai fior ini 3i;00 (lire 8000 circa); il puledro che raggiunse fino ra il prezzo più alto fu truello (:1) vendnto nel ·1882 al conte Schlick per fiorini :f8,'200 (olt re lire 40 ,000) e cl\e fece una meno che mediocre riuscita. · Riassunto brevemente quanto* *concerne l'allevamento del puro sangue, è d'uopo accenni all'allevAmento del mezzo sangue, di cui già ebbi a porre in rilievo l'importanza. Il primo maggi<' ha luogo Wpas;;aggio dei puledri dall 'una all'al tra classe di età, poichò ivi come a M ezo h ~gyes i puledri sono distinti in branchi per età. Quindi i puledri stessi sono avviati ai pascoli solto la so rveglianz:~ di csikos (cus todi) a cavallo. Coll'inoltrarsi della calda stag ione i quadrupedi escono all'aperto piu presto il mattino e pìu tardi il pomeri ggio dopo il riposo mer idiano nelle scuderie. In giugno si fa ogni anno la classificazione a cui si attribuisce notevoli ssima importanza e che si compie con grande solennitù, e coll'inten'ento di numerosi invitati fra i più intelligen ti ippologi della monarchia. Questa funz ione dura circa una settimana ed ha per o~ getto: 1• La scelta delle g1ovan1 giumente .di lre anni da desti narsi quali fattric i; . 2° La scelta di quelli fra gli stallon i di tre anni che titengonsi più propri a funzionare dn riproduttori ; 3° La. cernita degli stalloni riproduttori e delle madri non più idonei ; 4' La designazione delle gio,•ani gi umente e dei c:~ va ll i di servizio ordinario che debhono essere venduti; 5' La designazione dei giovani stalloni da castrare, perchè difettosi in qualche parte ; .6• La visita di tutti i pul edri al di ~otto dei tre anni;
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Oa Duccancer e da Wiueral.
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r.'AI,LEVAlrENTO E QUINO IN UNG HERIA
L'ALLEVAMENTO EQ,UINO lN ONGBERlA
7• Infine l'esame dell'inventario dello sta'bilimento, dei fab bricali , ecc. ecc. . In que:;la ci,·costanza, insomma, prende~i in min~to. esa~ne lutto rruanto concerne il fu nzionamento tecn1co e ammm1strat1VO ùe!lo stabilimento. Le aiovani ttiumente icelte.quali future. riprodullrici vengono, nella ;rimaver~ ,lell'anno successivo a quello ~ella classificazione, sottoposte a prove in corsa. A tal uopo le giUmente stass~ sono. tHldestrate alla sella a cominciare dall'ottobre de.ll'anno 111 . cu1 ebbe Iuo~o la classifi cazione, e nell'inverno successtvo sono giOrnalmente montate in maneggio, per circa un'ora e mezza, da aiovanetti scudieri addetti allo stabilimento, dei quali già si disse ~arlando di .\iezohegyes. Le corse hanno luogo in apt·ile, per gruppi di .i. a i) giumente, le quali si contendono la palma sopra un<l distanza di 1000 metri in corsa piana. . .. 1 ..,iovani stalloni non sono sottoposti alla prova dt veloctUl. e di re~istenza come le giumente, hen:;ì. il giudizio· relativamente ai medesi mi si basa , essenzialmente, ,;ulla discendenza e sulla Sti'UttUI'i\ lìsica. Debbo pure ricordare che· annualmente Kisbér for~is~e all'istituto di equitazione di Vienna un certo nu.me_ro dt g 11.1~ente scelte fra le migliori , le quali sono provate s1a 10 corsa p1ana, sia alle caccie di Holics, in confronto colle giumente dell'allevamento di Mezohegyes. Le cavalle di Kisbér nun ritenute idonee a divenire b uo~e madri (da ,15 a 30 annualmente) e dichiarate sopran~um.erarJe, sono, come quelle di )lezoh egyes, vendute al pu b~ h co tncant? a Budapest tostochù llbbiantJ raggiunto i 4 '/ . anrll. ~on staro a ripetere ctuanro <:oncerne le formalità •Ì elJ'incanto, che .ha luogo al principio di ottobre. 11 prezzo medio delle g iova~1i gium~n~e ~~zzo sangue vendute a Hudapesl nell' ultimo decenn10 fu d1 ftorml 900 circa (pari a lire :2000); assistetti tuttavia a licitazioni in ct~i :gi~.1~ent~ me~zo san ••ue di Kisbér r:1ggiunsero l'elevato prezzo d1 li orm1 '16:)0 (c10è lire 3/00 circa). Fra i co ncorrenti all'acquisto di tali puled re si notano nnmerosi uffkiali delle armi a .cavallo , e sovratntto molt i fra i pili l')
1885
distinti cavalieri dell'esercito. Questi ultimi non si arrestano di fronte a prez:~.i elevati, trauandosi di cavalle che promettono buona riusci ta , imperciocchè essi si prefiggono generalmente di pre$entarc poi le cavalle ~tesse al grande concor·so ippico, che ha luogo ogni an no a Yiennn, indetto dalla società pe1· l'equi.tazione di cam]Wgna, colla quasi certezza òi bn scn rsi qualcuno dei gros~i e numerosi prem i ìn denaro assegnnLi ai vincitori, rifacendo in tntto o in ~ran parte, la spesa di compera. Si aggiunga che il valore dei cavali i vinf-ilori nl concorso ippico si accresce, per q_n e.~ to fatto, notevolmr.n te. ...
* * È d'uopo n w~nni ancora aliA marche convenzionali di r:n za con cui sono sE-gnati i puled ri di K i~bér, appena slattnt i., nell'apporre le (jii Hii si segue sistrnna analogo a quello i1Ùl icato per Mezohegyes. Su i due lati del dorso del puleò ro in corri s p o nd(~ n za drlla sella, viene im pressa a fuoco la marr.a propria dell'all evamento di Kisbér !R sormontata dalla corona di S. Stefano e la marca di discendenza pnternn , r,ioè: ~~ C - Doncaster ; V - Verneu il; CM .. Cr:~ ig )l i!lar: Kisbér tjcscse; G - Gumersbury ; P - Pù:-;ztor ; M - Mil on ; C- Czimer: B- Sweethread; ecc. Pei puro sangue la marcn di allevamen to 1.! fatt:1 ~ul lato sinistro, e la marca di di.~c end e nza ~n l lato i l es l?' IJ del dorso; pei mezzo sangue questa disposizione delle marche t' invertita. ·
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Lo stabilimento di Kisbér rese nn vero e real e serv1o1o alla produzione equi na in Ungheria ;;ia per l'allevamento d~l pnro sangue, sia per l'allevamento del mezzo sangue . Dapprincipio non fu né troppo opportuna nè troppo omogenea la scelta delle fattrici, sicchè i primi prodotti la sciarono alquanto a desiderare; P.iù tàrdi i dift~tli, inevitabili sul nascere di ogni nuova istituZione, si corressero a grado <1 grado; tuttavia sembra che molti H9 -
-.
ANNO XUIX.
1886
L' -~LLEVAMEN'Ì'O E QUINO I~ U~GHE&!A
L' AU•.EVA liENTO EQ.UUCO lN UNGHE RIA
1887
==~=====r=r~======
fatli siena venuti a provare éhe se otLimo e proficuo riusciva l'all evamento del mezzo san)!ne, non allreltanto poteva dirsi pel saD1!llC pu ro, specie per la co nco rrenza che i privati facevan o e fann o, per quest' ultimo rignardo, allo St:~ lo. Porrò termine a que~ti cenni nportando, traduceodoto , un brano del giornate T.o Spo1·t di. Vienna, d'onde ri:>ulta che una forte corrente dell'opi nione pubb lic:a si pronuncia .per la ~oppfessione, a Kisbér . dell'altev;nnento del puro sangue . « Ki;:hér, ha, per taluni rispetti, ,-oddisfatto ampiamente al pro« prio compito . A ){i udizio degli alle\'lltori privati la "endita dei « pul edri di un anno non è più ut.ile, nè indispensabile per la con· « sernnione in pae:;e ciel purn sangue; al contrari o essa crea nn a « dura concorrem;a agli allevatori, i tfuali saluteranno con gioia il « ~iorno in cui Kisbér si disferit delle sue fatt rici puro sangue. Dal « momenlo che a Kisbér :;ono annualmente avviate soltanto 200 « cavalle di proprietà printa per ademp.iervi le funzioni di mndri, ~ non ò più il caso di manten ere, per il puro sangue, un vivnio (( proprio dello Stato; anzi, sciolto questo vivaio, gli allevatori !\i « sentiranno maggiormente isp irati dal proprio interes::.e a con~er << vare ciò che è patrimonio del parse . ~
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l l i dalla :3• a lla 6• !;'etti mana . . . 0,300 - ,- 5 16 - - Jalfanli /dalla 7' settim. allo s latta mento 1 16 - l- - ·Puledz·i s lattati. 2,500 2 ;j 3:3 101:35•i 60 -
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3 5 3 5 10 \ dz :1 a:1ui, durante il pascolo . ·1,500 2 5 10 10 - Giovani stalloni ammessi allascozzonatura 4,500 6j- 5 101 101' - 5 o- 5 10! 10 210 Stalloni \Bel periodo della monta .
2
512
da monta? nel rtmanente de ll'anno .
4,500 ò 10 10210 4,500 4' 3 5 ·IO ·10 _ _
. S tallo ni ~ nel pe!'iodo della monta .
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dt durante il pascolo . . 1,500 21:! 5 101 10' 2 anni . nel t•imaneuteddl'a nno :2,500 5 3 o 10j 101-
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1 anni nel r-imanente dell'anno 2,500 5 3 5 Gwvtani giumente·arnmesse alla scozzo j na ura . . . . . . . ·· · · · -· l 4- 6- 5 .
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menlo di Kisbér.
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Il ;;nguente prospetto contiene i dati relativi al regime alimentare dei cavalli di proprietà dello . laLo appartenenti allo :;t.abil i-
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1889
APrRELZAMENT~ D~:LtE DISTANlENEl TIROUl~ANTERlA chilogr:nnm_i .!-l~-:,...,.•r:_ •n_ >n-=-li---:-
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PREFAZIONE.
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uan to ~oocerne il nutrimento det. puled.ri puro sa~gue, slat~ .V. B. In q . l r le lermtuatu Jlì modo a:::soluto. Dt tali e di un anno, n_ulla ~~~ la. o ce"'"l. quella accennata allorchè si . . h . · e gJOr na tera e per ~1a raz1on masstma c:: an c;ruP.. tuLtavia tale raz1one, c e fece parola dell'all evamenlo del puro ·'ala "'a ;e'cond a degli individ ui . Ai le può es:::ere var1 ~ . chiameremo norma • · h . a ...giunt.n al rimanente, tuorh puled r i più g ra cili ~i danno anc e. JO "' . d'uovo $ino a lj. al gwrno.
(Continua)
U. B.
L'autore dell'ar ticolo sul Tù·o di gue1'-ra della fanteria, pubblicato nelle dispense III, IV e VI della Rivista lll ,ilitare -di quest'anno conclude intiicando come « mezzi pratici per ·dare la massima efficacia al tiro di guerra della fanteria : l" ottime armi, a serbatoio o magazzino ben provvisto, molte munizioni col soldato ; sicuro, celere e sufficiente il 'l'ifornimento d i queste sulla linea di fuoco; un telerùetro semplice a J;llaneggiarsi » indi l'ammaestramento del per' souale. E nel medesimo articolo l'autore d imostra che l'efficacia ·-del tiro di guerra della fanteria se non è, come altri vorrebbe, del tutto indipendente dall'abilità del personale, non varia con questa però d' olt.re q uanto può variare con le .armi e le relative munizioni e celerità d i tiro ; mentre fra limiti molto più estesi può variare coll'errore nell'estima· zione dell'alzo occorrente. «L'eloquenza delle cifre, egli dice, chiaramente d imostra, quanto sia importante per la fanteria la stima delle distanze essendo gli errori cosi. perniciosi all'efficacia del tir o. >> P er verità in questo punto l'autore raccomanda la stirna delle d is tanze a vista; ma quale assegnamento egli vi faccia si ·r ileva, oltrechè dal posto assegnato a l telemetro nelle sue
1890
APPREZZAMENTO DELLE DISTANZE :-<EL •TIRO DI FANTERIA
con~lusioni anche dalla seguente esclamazione: « presso di noi si stan~o esperimentando due diversi modelli di tel~ metri, e cosi ci sarà lecito. sperare che anche la fantena italiana potrà avere il mezzo di mantenere, qualche volta , almeno, la stima delle distanze entro limiti relativamente ristretti. » A dimostrare poi come sia generalmente riconosciuta l'importanza d'un tal sussidio nel tiro, b~sta il semplice fatto che le principali fanterie ne sono mumte, e quelle che non lo sono ancora non trascurano lo studio di qualche telemetro da adottare. •ruttavia, ·per poter megno determinare ~uali sien~ i requisiti da ricercarsi in consimili strument i,_ non ~~r~ del tutto superfluo il seguente esame della relat1va utihta nel t iro della fanteria.
DISTANZA DEL BERSAGLIO. CAPO . l.
Sua influenza sul tiro.
Alzo occorrente. -
Innanzi tutto la radenza del tiro della fanteria e la dispersione dei singoli colpi dànno luogo ad una profondità di zona dominata da un .alzo qua_h~nque, la quale·; sebbene decresca col crescere della distanza d1 t1~0, pure nel tiro di auerra non risultà inferiore a 400 metn nem-meno alle ;assime distanze (l ); ma tale zona non riuscendo (il Dal la ta llella nassuntira <ICI rbul ta.ll ottenuti nelle è> J~eri~nze. ~$cgu.ite alla scuola centr,1 1c di tJro dJ r,mtena nel !S\10 col ruc11e mod~ l lo iS,().S,_ (c.11tuCCJa ·1890); puntato ali ·appoggio, l'i!iulta che t<tle profonditi!, non $UpeJ'!ore ,a 3,0 _rnctr1 fino al!<> di stanza di ·1700 sn rli nn terl'eno or1zzontale, tende arl nn hnu tt, qua•J costan te pel compen:;o rrJ. 1'angolo di caduta e la dispersione dei colpi: chiaro è prr conseguen_za che col puntamento a braccio sciolto cd in guerra sroec1almeate e.>S<l de~h a. nusc1re pur sempre superiore a t,.OO metri, su d'un te-rreno . non ecce:sivamente -~nchn:to, ed (7 anct1c lino a 2000 me:ri <;o! rucile !891 _per qua.nto p:u esatto (,~nto f.'JU a' uto fle1lardc alla maggiore rad~nza delle J'elttiVP, 1rajettorie}.
APPREZZAMENTO DELLE DISTANZE NEL TIRO Dl FAN'l'ERIA
i891
batt~1ta in modo uniforme su tutti · i suoi punti, bensl .con un~
intensità decrescente dal centro verso la periferia (l)
è chiaro che l'efficacia risulterà tanto maggiore quanto più prossimo è l'alzo col quale si tira a quello occorrente per la posizione del bersaglio . . Tale alzo poi non corrisponde esattamente all'e:ffettiva distanza del bersaglio, per le varie cause che possono spostare il centro dell'anzidetta zona; ma questo spostamento non raggiungendo d'ordinario
:o
della distanza di tiro (2)
(l) Pel r ilevamento del fucile all'atto dello ~pa m e pel rim llalzo d~i proieW sn terreno, la massima ellica1:ia si l! a d 'ordina•·io io un puu to più lontano d ~ l ecott'O d•!lla zona dominata; ma ~ ia ,la <li>t<tnza fn tali due punti e si<t la dill'erenza fra le rispr. t· ti ve efllcacie riescono sempre m~n o notevoli col crescere della di$tanzn eli tiro, e meno sensibili dovrebbero riuscire co l fucile ! 891 (sveci:thnente :;ui ten·eui sfavorevoli al rimbalzo .rei jlJ'Oio: tti) fJCf la !'eaziouo dell'arma: all'atto d!\~ lo sparo iJ1 ogni caso rn inore.· 1(2) Le:lilposite .esperienze hanno potuto dl!tt:rrnin;u·rl le Sit•:.!olol al to)s·;t~io n i dovute allo condizion i atnJosrerklle, e si ritiene che per gl i attu:il.i fueili, ch iam;tndo d 1:-t fl istarwt di
1
tiro, la dl!viazion e in gittai:t uovut<t alla pressione atrnosrerica si;J ~~:~ d. in cni n rappresenta in mill imetri la .tifrerema rr1' 750 mill inwtri e l'altcz'l.a barometrica :;peciale del po;to e del momento in cni .>i ~->egnis•:e il tim, <') uelliL dovuta alla tempera· ttu-a
!~o~~
tura ;;peciale
d,
in r.ui n1 rappresenti in gl'adi ccntigra.di la differenza fra la tmnpeJ·a-
<)
u;•, e <)l!<~! la dovuta all'agitazioni) atmo5ft~l'ic<t :~o~~' cL, in cui n"raJlpre-
,senti la compo nen te .,ccorHio jJ tiro delia veloci t-il del vento speciale; riUCII:ttlovuta allo stato i!:rOrn~tri<;o dcll':lria riesce ir• pralic:t trascurabile. Sicché per farsene un'ìdtJa complessiva, ponentiOanche -n = n' = n!' = tO <: tutte e tre le alterazioni in un meri esimo senso si avreiJIJe nna deviazion e totale di ~ d. D'ordinario i valori di -n, -ré ed n" non raggitmg'Jranno il iO tutti tJ tre in;;ierne ed in modo da deviare il tiro tutti e tre nel mede-q mo senso: >iccl•c sr pnù ritenere r:he tale deviazione non raggiunga gen(JI·al'mente il limite di ~
2
d.
nep(Jure col h~ attuali a l'mi, e rneno ;~ncora colle ll\10\'e per !a
maggiore ve!oWil. d-.i pro:etti; e >i puù ritenel'lo tanto più ove si con;;ideri la possibilita dj tGnel'e quel grossolano conto ciH\ ba::ta a t;tl uopo dell(' con· lizioni atrnosferir.he atte a farlo oltre)lassam in casi eo.:<~ez ional i. ln()llre le aqrie generali delle al'mi e delle munizioni possono l'accorciare pi1'1 o meno la :::ittata rne:lia anche d'un tiro collcltivo, m;t non rl i molto. a meno di straos·diliarie avarie di cui si puo pure terwre quel groòsolano conto ~he basta a renderuc ~rascnrabile l'inlluenza in ogni caso. Il rnou o poi di lJ llnta rc c sparare i sing-oli col pi ln complesso, oltrtJ all'allontnr;amento del pun to rti rnassima efficacia 1lovut.o al rilev~mentC) d el iucile al l'atto dello sparo ma sempre piu tra~curahile col cresc:erc de lla distanza di tiro, come 6 c!etto nella n.-.ta pr<Jcer!ente, l!tlù anche produ •-rr: un'alt-.ra-
'
18()2
nesce inferiore ad
!
-zionc ~.uualt) della ~i lla ta medi~ nell' uno o nell 'a ltro sCn3o, ma semp re l' ili tr;~$cura loilc anch'es.;a col a e;c<! rt) del!a distanz« •1i u,·o; J•olthe le tl!ll'ìazioni dui .;ingoli C(llpi P"soono essrro in <f<JOm t. not ev<> l i~sìmo , nu, tanto n• ll'uno 'Jnan to nell'altro se n~o, ·u; modo che ta J(itt.at.~ media non puo esserne alterata di rnnlto, tanto J•iil col ere· ~cere clelia d i:;t.,nz.. tlt:l nc:nico, :;ia per la l>ù>Si bilitil .ii limitare maggiormente J'~nlita flell c singole (loviaziuni ~ ~ ia. pel mi) tnre spo.- tam onto dei mlpi s ul terreno a parità ·di rlevi nzionc: sem))l'C !'ili l rascumb ile prw conseguenza rie.,•·n anche ' lll'~~ta' c:ausa rlella de1•iazìonc cC.!llJIIO.i>il a del tirc. alle :;r<w di rli>lànzc, por J,· q uali pill s(>ecialmcnt(' ~>C oc.:orl"l~ la conosnonza. l: mcli nazì on c del lCI't'OilO SU! t)Uale SÌ t.ira inlìnO, a paritiJ t(' aJterl\ZÌ011C t)t\l la gitta!;L mcdi:t, può piiJ. proiJabllmentc cd in maggiore propr) rzione· <liminu iro nuzichò :t.um •'nt~r~ lo .<;>osta mcnto del ceutro della zona b~ ttut..~ . sempre mcao anch'es~a col cr,'.;cerc ·della rl i:> tanza di tiro c non di molto general mente .
2
Sicehc non ~ d a ritenersi cltc il suindic.110 spostamento Ili ~ d non ros,;a riuscire ·sor pnssa.lo nei tir i che si escgui;rono in conrlizioni ccct•zionali. come in mont.1;ma e più ~J>ec,alnwnt~ alle llrel' i di.>ta nzc, nn si puo ri ten er•' ~ho O.iou no n sia fl 'ordu•ario ·ra;:;(;iun to. speci,, lrncnt.e •w antlo si tonga il ilehito r:ont.1~ rlclle prin<:irali cause innuo!nthi, .quali sono lo) co ndizioni at mo, rerichc e le Slraortlìnari.· a,·arie delle armi e delle m u-
1893
' sa.glio (l ) ; nè più generale e sicura è l'osserva.zione del
della suindicata. profondità dell'int era
zona battuta da un tiro abbastanza prolungato anche alle massime distanze ; sicchè tirando coll'alzo corrispondente all'effettiva distanza del bersaglio, non si avrà sempre la massima efficacia, ma non si avrà neppure in nessun caso un tiro collettivo a.ffatto inefficace, come potrebbe a.versi invece con cm alzo molto differente. Alzo iniziale. - D'altra parte in qual modo si può determinare L'alzo più adatto? ' V'è chi risponde: col tiro ~ tesso, o mediante un fucile telemetro che lanci una granata atta a far scorgere il suo punto di caduta da lonta.no come quelle dell'artiglieria, ovvero mediante qualche salva di prova; ma chiara è l'insufficienza del 1• mezzo, ove si consideri che neppure la granate d'artiglieria fanno scorgere il loro punto di caduta su tutti i terreni, e quella del 2• mezzo non riuscì~·à meno chiara, ove si pensi che troppo profonda è la zona di terren o colpita da una salva di fucileria per poterla scorgere tutta su tutti i terreni e potem e determinare il punto di mezzo da riconoscere se avanti od oltr e r ispetto al ber-
r
.APPltEZ ZA!I E NTO DEL!,!~ DISTANZE NET. Tlkù DI FANTERIA
APPUEZZAlllEN'l'O DELLE 01STAN2JE NEL TIRO 01 FANTERIA
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come si comporti il nemico rispetto al tiro, rari essendo i bersagli visiblli in modo da poterne distinguere l~ perturbazioni e le perdite prodottevi col tiro, che può essere ri·tenuto inefficace ancorchè bene aggiustato, come può accadere il contrario, attr ibuendo irregolar mente al proprio tiro quegli effetti che su qualche bersaglio si scorgono e che possono anche dipendere da tutt'altra causa (2}. Evidente è ad ogni modo poi, che per procedere alla determinazione dell'alzo più adatto con tali mezzi è indispensabile iniziare il fuoco, e che n on v'è nessun altro punto di partenza all'infuori della distanza del bersaglio per la ~celta dell'alzo iniziale ; nè meno eYidente si è, che al medesimo intento, quando sia conseguibile con tali mezzi, si può giungervi pur sempre con un nU:mero di colpi tanto
lliftirìl e t: la ofl:tcr tnilt 31.iOI1t! •lei centr" rh nn.t 7.vm• baau ta ar.chc <1:• solo rolpi, si~ no •tuesti spar!l.li ìn; ietn() o succe>Si v:uuente . P<ll'li uo tercuwlo clì rile va re i sìuznli punll ,.olpill co n tuili !(lì artili %i couce.;~i dai tiri •l'('i<perien7.a ~ni poli!!oni: ma tl ifOc! lì.<~ima (p<'r non dire (IC I h•tto •mJ•o>:<ihile) HP e In rletermirmziont' da parti' ( t)
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ft1 l'Ili dirige il Liro, .:; pcda lmentc :dle (! rnndi d1.-~ U1 nze, per l' i w~ensi hi l r var·i;1 ziu nt~ di punti •o h,lti •!al cr.ntro 1·or'o h pcrH•wb rlclla 'lOD :t loa l tntD, o sui terreni :u:cillentati -chu no n fauno scnr;tcre tutta l't'<lcns'on t· tli tal wrM. •·om'o\ la ~l'!ll'l :lh tà dt•l :e rreni quantl o ;;l o;ca dagli on1ìuari poli;cuni tli tirv, sui quali non (· ccr lv n•olto prt•habiie in~ontra n! tm nemico •l11 haUCn' . (2) Il mag:.~ ioro o minore scn rnpiglio
cl•e puù sco r;;e•·;;i u ~J her;agllo, an c•>rch·~ il tir o ~ìa allatto indlirnc~. c elle nou ,.uo e.-sN r11stiuto, an•:orclou il tirc. sia eftìraec. no.n ti cert o il pii• allattu a dimo~ trarr l'o ·~attrna u ;::li orrvri rl t'.!.: lì :tizi impio•)!a• i. rn ··()nanto :d computo dC' IIé perrtit c .del nem ico poi. lasda tHlo da pki'IC la !lifilc(lltit di stabil ire <•nelle iu tem )•O ,li p:u·u <Jual numero di sugouHJ d'O!f! IÌ JJI'Obabi le bor.s:t~Eo si rlfl H~bhe rfllpirc pr r ''lfllÌ rt>uto rolpì ~~~~rali in t utte lr po ~~ihili condìzion'. r la ':dìfllco ltà molt o maggiore di rir.rmosr••re ili g ue rrn. :o ~cconrla. deliJ sprcialc natu ra de l l.er.sag!io, del io ~pecial e numcru lli colpi d'ogni sa lva e dell o speci.11i corHiiziOIIÌ d el t ìt·o •m3li ~icno le rrrdite rhr si rlo rrehh~~ro os~er varc rl r.J hcr&•gl io, t' c••rtc. rhc ta' \ perl1i tc, ;:;inst:t le tabelle d'efli ca ci<• cieli~ fndleria , sarann o semp re pìrcolissime, ~pe· c~<llmcntc ;d le grautli cl i ~t<tiiZO !r sui bC'r:<agli radi c Slitti li: siGciHi t1ifli cìit) (Jlrr r.or. diro ìmpllss ihiln del tntlo) e il iliSlingur r c ~~ (:•lì i n~ensihìli pernil•· ~ i r ro!lur llHO :• no ron ogni ~a l l'a, per potrr giuclit'a rc so il rt'lat ìvo aJw sia na ri i CnPr~i orpur n" ·como conveniente, senza ccnsicler<• rc ncppt•rtJ cl•e le mNlosimc r• erdilc, •Jitan r!o , ; potc~sero rul li•rc. potrebill'l'O 0~scre prùrJOtLe <'l:l a ll ri tiri rli retti OIIJ•tll' r.o ~ul m~ tlesimo bcr;aglio. Oi qui :;i puù rilcvar<J r.zi«tllli•J •1uanto ~ ia ammissiloiie il cr, n;iglìo .:.tt•) tla l gtnera!c · .Rrinltr.on t ur lln 6\Ht 'l'acli(! lll' de r.•Jm.bat 1/.•,, t,·,-.i$ a.l' mes, dì r·tr cio~ S J\<~r;••··~ ~ va nzarHltl con un alzo stimato corto uno o JliÙ nhitì tìr~•to rì, t l mh~ si scorga cn l111 to il l•er,;rglto; tnetodo che avr~ llOiuto il. rd !nH>ni risultati, ma sn qualche ll•lli.!Or: u ,,,:1:1:Ho.
1894 Al'PREZZAlllE~TO
/
DEL LE DISTAN"-E N EL TlRO DI FA::\TERIA
minore e tanto meno inefficace, quanto più prossimo è alzo iniziale a quello più adatto da determinarsi. Controllo. - Opportun a pertanto è da ritenersi l'osservazione dei risultati del tiro, quando sia consentitèt dalle con~ dizioni eccezionalmente favorevoli del combat timento, per· meglio accertarsi dell'efficacia del fuoco iniziato con un alzo scelt~ comunque; ma, non essend o essa sempre possibile, n on e neppure opportuno affidare a quest'unico mezzo tale· accertamento in og ni caso. Di qui l'utilità della successiva, se non immediata, più esatta conoscenza dell'effettiva distanza del bersaglio, la quaJe, se non può garantire in ogni caso la massima effir.acia, può indicar e in ogni caso per ò fra quali limiti dell'alzo siano probabili tiri abbastanza efficaci. L 'importanza di questo 2° ufficio della vera distanza del. bersaglio si rileva meglio ancora dalla considerazione delle sta tistiche, per quanto imperfette esse possono essere, desunte dalle passate campagne. E vidente è infatti che in guerra l'orgasmo dei tirator i debba aumentare notevolrneute la profondità della zona dominata relativa ad ogni aho; ma dagli appositi esperimenti eseguiti in tempo di pace, benchè non vi si sia potuto riprodurre · tutto l'oro-asmo ammissibile in un combattimento, non si può neppu~ con tale riguardo giungere a spiegarsi la riduzione dell'efficacia in guerra a meno di 0,07 èli quella conseguibile nei t iri di esperienza, se non col concorso d i notevoli errori neo-li a lzi . . b 1mp1egati; i quali ultimi invece bastano anche da soli a s~ieg~re tale riduzione, non essendo rari i casi in cui per s~ffatt1 _errori n egli alzi appunto si ottengono più scadenti nsultat1 anche nelle ordinarie scuole di tiro, e le tabelle d'efficacia ne dimostrano la possibilità (l ) .
(t'l Si ritier~tl che ~el ma.;simo ecci talll\lll tO llstco prod uci bi le nei t ir~tori in tempo d i pa•;u la perdrta d'cJIJcac rn. non rnggrnnga l 0,3 e pe t tiro ce ler·e vd a ripe ti zione i o5 l:,on u n ~ .s~mma ~omp l essi -:a rlj 0,6:;; b '( nnle rcr qu ;tn to po~sa fSo~ re infr. riore r1 ()n~ l: / ,'! ll lllllsSJ LJJ ie per le medr,s nn<l t:ause rn ~ 11 er·rn, nou .~ pres umi bile che l' i di l'CII t ( PiLI •·• CU volto rnaggrore sen za d co n~O '''O rl'·tl tre cause molto pii: importanti.
APPREtZAME~TO
DE LLE D!STA:N2E NEL TIRO DI FANTERIA
1895
Tale importanza. inoltr e va crescendo evid~nteme~te. col· crescer e delle distanze alle quali si vuole spmgere il t1r~ : 1 poichè quel medesimo errore nell'alzo, di / 6 per, es~mp10 della distanza d i tiro, il quale poteva produrre l anzidetta perdita d'efficacia anche fino ai 600 metri c~lle vecchie ~rmi, colle attuali non può proél.urla che verso 1 1000 metn, ma ' oltre i 1200 metri può dar luogo a tiri inefficaci del tutto : e per quanto si accresca la r adenza de~ tiro: nei limi~i ammissibili volendone ut ilizzare la maggiOr gittata, sara pur sempre ~nto più necessario un mezzo atto . a diminuire il pr obabile errore nell'apprezzamento della d1~tan~a del b~l: saglio, quanto più precisa sarà l'arma c~e s'r~p1e~a e pm sviluppata l'abilità di chi l'impiega, ove SI vogha ev1tare una mag giore. perd ita d'efficacia nelle g~erre_ future, :nalg rado ·tutti' gli altri sacrifici che al medes1mo mtento s1 possono far e. Mobilità del bersaglio. - Ove poi si consideri la mobilità dei bersagli che ordinariamente la fant eria dovrà battere in guerra, si comprende come l'ef~cacia del ti~·o, che può essere già piccola per errore dell alzo, possa. dnrentare ancora
Quo1J,1 dovuta in\·ece :tll'•~rrorc d~ll'<ll7.0 11011 ha limite al:uno, poten•!tl<i ottenere pe r· t.ale cau,;a soltanto anch(l nn'cffìcncin uulla fld tutto . . . . Ammetttmdo òil'atti la de termi n~zi one dell'alzo med iante la $l!llta a v•st:t ~elle <h stanze ed i11 ques ta corr•e prollaloili ~li errori >l i •;,. o di '/t . qnaud<> VI s• c.; tenrless() Ìnoltr~ il rapporto di ';. fr<t ;;;li errori JII'OilalJili e ma<; imi (<:Ile dedotto d.a 5JJCciall· esperienze di tiro, $i è in que:; lO ge ncr(t liua lo trOI'IIO ·~ 1neno a proposrto ~~stato çsteso ap punto anche :1gli errori ncll'nJ•)l rer.zamcnto delle di:;tanzc: d:tl Lan.glo~:· p rofeSSùl'•) ali ti scuola di guerra francese, nella sua p r~:;·•vol e Ptlhh!,;:aY.•onc sul l art •~ lr er~a da ~ampagna) faci le sardl,he riwno>cerc .fiU<ll pcrtl ita.• tl 'cllicac~t\5i po~rel,l).e Il\'~~~ '~' <IU:tlunque caso ~on errori gli al1.i e:ilensthtlr StilO a• / 10 od a1 /c de lla dr.tanz.<. •1., 1 bersaglio; ma pure ammettendo come limite mas.;imo '.1uello d~ 't. (bench~ no:• "'. >ta ra<>'one che val"a :1 limit<lre l'errore possibile nPila stuna a \'!sta dello cll,t:lnze -reei:l~nente in gu~rml, dntla t•rcci lata tabella dc~~a scuola centrai~ di tiro si nh' ' a che lino :1i 100 metri adoperanrl•.> inq).:c dell'a17.o tnu adattC't quello •m mf11:tta mr~Hc Inferiore la perdita ct'etncacia può già risnlltu·e ~uperiore a 0,65, ed a 1000 mctn :l<loperand~ 1'alt.o di ~00 o !200 r cllìo:acia può risultare anci1C infe riore :dia nt~dla Ili 0,07 de>unta dall e stalist.iche rk lle pasMte {lnerre. A t:~li •:onsiderazioHi :\J!g rn n~endo la minore precisione delle arm i imr•icgate o la rno toilità dr. i ber,agli si compren•ic la..possilJilltn di si scadenti risultati and1e a dis tanze rti co mlìntt imento notel'o luwnt e •nfcr,ori. senza ri correre pertanto all'oqw>mo <l ei ti rat ori; il q uale anz i, diminuen do l'_cfOcaci<> conseguibile coll 'alzo più arlntto, JHtv qualche \'O!ta aumen tlll·e qucii;J relat•va ad un· a lzo •m·oneo.
18G6
APPREUAMENTO DELL!; DISTANZE NEL TiRO 1>1 FANTRRIA
più piccola, se non del tutto nulla, per l'allontanamento del bersaglio dal centro della zona battuta. Di gui la maggiore importanza eli n n mezzo atto a co11trollar~ . continuamente la distanza variabile del bersaglio, per evttare che questo sfugga all'azione del fuoco uscendo da~la. . zona ~attuta, essendo meno facile ancora if giudizio de1 r1stùtat1 del tiro su eli un bersaglio in moto, sia per la polvere cl.1e ~1uesto può sollevare sposLandosi e sia per le pertur~aziont ch'esso può snbire dagli ostacoli del terreno che attraversa. · E q uesta stessa considerazione, meglio del vanta<mio di l '. bb a:ere a ~p m. presto possibile gli alzi più adatti per la maggwre efficae1a del tiro, serve a dimostrare la somma importanza d'un mezzo atto all'apprezzamento della d istanza del bersaglio in ogni circostanza ammissibile di terreno e di co~battimento e colla massima speditezza possibile. Ttro scalato e suoi limiti. - Molti, per l'anzidetta divergenza pr obabile fra l'alzo più adatto e la vera distanza del
Al'l'RE7.ZA1·1ENTO DET.LTI DIS1'AN7.E NEL ':"!RO DI FA)ITERiA
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bersaglio, e più ancora per la difficoltà di avere con sufficiente esattezza anche quest'ultima distanza specialmente per un bersaglio in moto, propong~no ~m tiro scala.to, il quale consentendo un' etncacia quas1 umforme su d1 una zona centrale più o meno estesa dello spazio battuto dall'intero tiro, renda meno difficile il comprendervi qualsiasi bersaglio ed ànche uno invisibile di cui si conosca l'esist enza in una determinata. zona di t erreno. E la giustezza d i siffatta teoria non può essere certamente disconosciuta ; ma ad aver~ una sufficien te efficacia, ancorchè non uniforme, su tutti i punti della predetta v,ona centrale dell'intero spazio battuto, occorre un numero di alzi diversi tanto maggiore e l'efficacia conseguibile a parità di numero di colpi risulta tanto minore, quanto maggiore è la pro· fonditi1 che si richiede in detta zona e maggior e è la distap.za di tiro: nE' consegue che la difficoltà d'esecuzione di un tal tiro con alzi diversi e la perdità d'efficacia r ispetto a quella conseguibile con un medesimo numero eli colpi impiegando il solo alzo pi ù adatto, aumentando colla distanza di tiro e colla. profondità della zor.a da bat.tere, questa, non solo non può essere estesa indefinitivamente, ma è tanto più opportuno che sia ridotta fra i minimi limiti possibili, quanto maggiore è la sua d istanza. Di qui l'utilità della maggiore esattezza conseguibile nel. l'apprezzamento della distanza anche in questo genere d i tiro, per circoscr ivere fra i limiti più ristr etti possibili lo scalamento degli alzi, colla massima certezza di comprendervi quelli occorrenti e colla minima perdita d'efficacia che inevitabilmente ne deriva (1). (l ) Supponendo, per est!m!lio ch\l un:t fantel'ia nemica in lmea ;timata a -!500 metri non possa trO\'a rsi u'oltr•: '1 .. 1•iù lontana o \'iciua, bastera tirar(' coi tre alzi di 1400, 4500 e iOOO, ed :~ncorchc il I.Jcrsa~:lio si troYi a ! 550, stando alla Jlrccitata tabella, non si avrà l'erTicaC'ia <Id 3,3 °/0 •:Ile si anehhe ,·ol so!o alzo 11i 1500. ne 'IUella del 3 rel at iva nl >Olo alzo di 1600, rna .<i a'rçlolle pur sempre <JUella doli'! •;. pci colpi ,;parati coll'alzo di !000, rlc ll'l , l •;. t•er nue ll i coli'alzo cli PiO\) n rle l O.l "lo per quelli col· l'alzo di UOO, ossia l'ellìca •· ia <'l ei :!,2 °'0 in com pl~sso; lailuO\'rJ se il m e• l~si 1no h~rsa· glio fos~o stimato a HOO metri (•:ol l 'el'l'or~ di ' / oo ;;i1'ca) e si temcssB un ,~rroro. di •;, in pi u o·l In meno. til·(m•·lo ~oi tre alzi •li t!OO. HOO e liOO. l'cfllcar ia !otale ~nr~bllll
°1.
1 8~8 _.\pPREZV!IlENTO DELLE DISTANZE NEL TIRO DI FANTERIA
ÙAPO
APPREZZA31E~ TO DELLE D ISTANZE NEL TIRO DI FANTER I.\
II.
Approssimazione occorrente.
Limite massimo. - - Da quanto precede deriva che a paritit d'armi, di munizioni e d'impiego delle medesime, l'efficacia · del tiro può essere tanto meglio accertato in generale, quanto più esattamente si conosca la distanza del bersaglio ; e che eseguendo il tiro però con un alzo, il quale . non se ne scosti d'oltre quanto può spostarsi dalla distanza relativa a tal alzo il centro della zona battuta, nel 50 °/ 0 dei casi possibili, i due errori sommandosi fra loro, si anà una efficacia minore di quella che si avrebbe coll'alzo relativo .all'esatta distanza,, ma nell'altro 50 "/ 0 dei casi pòssibili, i .due errori compensandosi a vicenda, si avrà invece un'efficacia maggiore. Così, per esempio, in un tiro la cui g ittata per le condizioni in cui si eseguisce dovesse riuscire d i '/., 0 pit'l lunga, apprezzando la distanza coll'errore di 1,'. 0 in meno. si otterrebbe un'efficacia maggiore di quella che si avrebbe apprezzando la distanr.a con tutta esattezza, allo stesso modo che apprezzandola invece col medesimo errore in più si avrebbe un tiro meno efficace.
i11f~ rio re al 0,3 •;. os.>la il • f~rio n, ad •;,' de lla prcceoleute. lrn!)iogano.lo >·~i a lzi iu1·ece cti tre nel 2• caso si nn-0b be una mino•·•J •llfl'orm ita d 'erlk:tci;t ; ull o.> ,;pn io di (i00 metri com]Jre$OI'i, ma s~ma consid erare l'impossilJ ilila di raggiunger~J J'efllcada olo•l t• tiro chi:•ra risulta l ~ rn_al!:;ior e •l ifiico!lft cl'e~~cu1.io ue di quest' ultimo. La prcci.sìone pol d~!le _armt e •ICI tu-:~ ton non puo che rend~rc sempre più no t..~ voli t;tli differenze. S•ccne ammes. o dì 1 /s il raJJ('orto fra le cmracìe consrguibili coi fucili attuali e cruelli 18~1 m·vcro con scart~nti ed ott imi tiratori. evirtcntc risulta quale mo:;p:•ore im(>Ortanza abbia in,·ece ~ull'cflica~ia la rirluzitJOA ad un '/• dell'en·ore arnmi3S ibìle nell':lll· prezzamento del le dl:it<mze anche per •IUesto t;cno• r<J di tiro. Il puntamento .:1. braccio sciolto, in guerra specialmente, putJ cert o nlteraro) ·il prede tto rappo)r to fra i <iue diversi tiri qualunque sia l'a rma. è l'abi litil. d1!i tiratori, [Ila non di tnnto pre~untihi l menttl da togliere inoieme co ll'util ita rl~lla prt.'cisione delle anni e d~l tiratnri la sus>i~ steoza fieli~ r1re•:ed~nti conclusioni. ·
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Ciò non si può dire per un errore nell'apprezzamento della distanza del bersaglio doppio della deviazione del ·tiro: poichè, commette1.1do sì in più che in meno un tale ·e rrore, si avrebbe sempre un'efficacia minore di quella relativa all"alzo cor rispondent e all'esatta distanza. del bersaglio. Cer tamente sarebbe desiderabile la massima esattezza nell'apprezzamento della distanza per ridurre a.l minimo la .somma dei d ue errori predetti nei casi sfavorevoli, r inunciando al loro compenso nei casi fiworevoli : ma non essendo possibile aumentare illimitatamente tale esattezza, nè facile spingerla oltre un certo limite, evidente r isulta da quanto precede come evitare errori nel detto apprezzamento ~feriori alle possibili deviazioni dell'inter o tir o non abbia tanta importanza, quanta ne ha invece l'evitare errori notevolmente maggiori. Di qui il limite massimo dell'appros~imazione utile chL ricercarsi nell'apprezzamento della di, stanza del bersaglio, il quale limite riesce per conseguenza proporzionale alla distanza stessa come la possibile devia:zione di tutto il tiro per le cause che v'influiscono, a parità delle medesime (1) . . Limite minimo. --D'altra parte, se l'errore nell'alzo aumentato dalla deviazione del tiro, oltrepassasse la metà della ~ona bat tuta iu profondità, il tiro risult!"rebbe del tutto inefficace: sicchè il limite minimo dell'approssimazione occorrente nell'apprezzamento della distanza del bersaglio per evit.a.re un tal caso è inversamente proporzionale alla di· . (IJ V'ù Ghi deduce un tal Hmit~ da ll a deviar.ionc P•·ounhi lè ot ei sin~oli colp i ri~rw tl o alla traìClLOria mtldia; ma tlliCSta deviazione llOil \''ha ue;suna importanza; ~VÌOCIILC t\ rJìf;otti eh• la coooscenza. cieli:.. vera cl istanza otd bersac; lio :;arehbe pii1 inq,ortlin~~ per un'arma la cui traiettori:t m&lia non pOtesse spostarsi seu~lhil meute fla quell:< r~lath':l " ciascun alzo, nncorché i singoli co lpi pote.-;.;~ro sco.;tar$4lue di molto. anzi c n~ per un'attm la cui tr:~ietloria tnc•tia potasse S[l•)star~i rli mollo da quella relati,·a a ci:lscun a lzo, unr.o rchll i >ingoli coltli non potcs,;r.ro rt~riarnc ~~'u sihilmenti' : ti nell'o;sen·azioue de l ri sultato cl'o~?ni s in;~:olo colpo che si pu0 arcn· una fi.-Juo:i:\ ]lroporzionale alla prou:1bi le di' Viaziorw d~i colp i dalla traiettoria mecli:L, ma nella ili~tanza rtc l bet·sag lio no11 s i pui> avere ello un;l liducia ]HO JHJ rziiHllll(l a lla prol)al>ile deviazione delle rraiettorie m~die, ed a r1nosta <ie viozionc per l'OMCK\ll'fl7.a rleve cs;;en· proporzion:tta I'~J>Jirvssi nnzi on e oh rko~rca re n ,>J J':lj •p re7.7.om ~nto di 1.:1.1~ dist~n~:L
APPREZZAMENTO DEI,J.E DI~TA~ZE J;Er, TlRO D ! FANTERIA
APPREZZA)IE~TO DELLE DISTA:-<ZE NEr, TIRO DI FANTER IA
stanza di t iro, a1llllentando con quest'ultima la deviazione dell'intero tiro, e diminuendone invece in profondità la . zona battuta. Ne consegue che un medesimo errore di 100 metr i, per esempio, nell'estimazione dell'alzo riesce sempre più perico loso col crescer e della distanza di tiro, per la probabilità sempre maggiore che ne risulti un t iro affatto ineffi.cace, bench è dall'evitare un tale errore, per quanto si è detto di sopra _non si possa trarre che un vantaggio sempre minore. Va/or medio. - Non è certo fiwile deter minare la deviazione massima dell'intero tiro, dipendente sopratutto dalla . distanza e dalle condizioni atmosferiche, nonche da quelle generali delle armi, delle munizioni e del modo d' impiegarle; nè più facile è determinare la profondità della zona. battuta da un tiro di fucileria in guerra, dipendente sopratutto dall'inclinazione del terreno sul quale si tira e dal modo su cui si punta e si spara ciascun colpo, nonchè dalle differenze fra i vari fucili e le varie cartucce e dalle var iazioni atmosferiche durante il tiro: difficilissima per.conseguenza riescirebbe la determinazione precisa dei limiti fra i quali è da ritenersi come utile e sufficiente l'approssimazione nell'apprezzamento della distanza del bersaglio; ma da quanto precede si rileva che quella di 1/ , 0 , mentre non è da considerarsi come superflua in generale, può ritenersi come soddisfacente anche per le massime distanze dell' attuale t iro per la fanteria.. È vero cha in talunì tiri, specialmente in montagna, alle grandi distanze e con armi, munizioni e tiratori molto precisi, aumentando la deviazione della t raiettoria media per l'in!luenza atmosferica, e diminuendo la profondità della zona battuta per l'inclinazione del terreno e per il puntamento ed il tiro bene eseguito, la prima potrebbe superare anche da sè sola la metà della seconda : ciò che dimostra l'insufficienza di qualsiasi maggiore approssimazione nell'apprezzamento della distanza dd ber::>aglio per evitare l'as-
soluta inefficacia del tiro oltre un certo limite di distanza tanto minore quanto maggiore è la precisione delle armi, delle munizioni e dei tiratori, a parità d'influenza atmosferica e 'topografica, e l'opportunità. per conseguenza d'un tiro scalato oltre quel limite ove non si voglia tenere il debito conto sopratutto dell'influenza atmosferica; specialmente nei t iri contro bersagli in moto; ma, giusta quanto si è detto n'el Capo l, generalmente la deviazione del tiro essendo inferiore ad '/,0 della distanza o riducibile a tal ·media tenendo quel grossolano conto che è possibile tenere dell'in:fhtenza atmosferica, e la profondità della zona battuta non riducendosi al disotto di 400 metri neppure alle massime distanze per un · tiro di guerra abbastanza prolungato e su di un teneno non eccessivamente inclinato, si comprende come il predetto limite, oltre il quale si potrebbero avere tjri affatto inefficaci contro bersagli fermi, non sia da ritenersi d'ordinario inferiore alle massime distanze dell'attuale tiro di "fan teria, neppure accoppiandosi colla predetta deviazione media del tiro un eguale errore medio nell'apprezzamento della distanza del bersaglio. Chiara d1t ciò risulta la sufficienza in generale dell'appro~ simazione di 1f•o in quest'ultimo apprezzamento anche per le massime distanze di tiro e la superfluità di una maggiore approssimazione, sia perchè essa non garantirebbe da una maggiore divergenza fra il centro dèlla zona battuta ed il bersaglio, possibile anche per la sola deviazione del tiro, e sia perchè fino ad un tal limite è ancora probabile che una causa d'errore compensi l'altra. Meno chiara può sembrare invece a taluno l'opportunità di ricercar e una tale approssimazione anche per le ordinarie distanze di combattimento, benchè evidente risulti da quanto si è già detto, il maggior e vantaggio che se ne può trarre col diminuir e della distanza di tiro, ed evidente sia del p~ri per se stessa l' inoppor tunità di limitarsi in ogni caso alla minima approssima.zione atta soltanto ad evitare l'assoluta inefficacia.
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ANNO lXXIX .
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AI'PI!EZZAMENTO DEI..LE DISTANZE 'NE(, TIRO DI YANTERI.\
del tiro, tanto più avuto riguardo alla possibile mobilità del bersaglio (l). . . Distanza di tiro. -- Certamente l'approsstmaz10ne att~ a_d evitare l'assoluta inefficacia del tir o diminuisce col . dtmr. .. della distanza ·' ma-ciò non toglie che cresca . m vece uuue .. .· • · d'o"""i a panva su altra condizione la. perdita .di puntr . co1pttr . per una medesima differen~a ~ra ~l bersaglio ed . tl. c~utro della zona battuta : chiaro e drfatti che alle_ grandr dtstanze, anche conoseendo con tutta esattezza la drstanza .del ~er saO"lio puntando e sparando bene, ciascun colpo puo devra.re no~evolmente per un piccolo difetto dell'arma _o della cartuccia 0 per una lieve perturbazione atmosfen~a ; laddove alle piccole distanze, essendo poco notevole ogn1 altra :ausa deviatrice, puntando e ;;parando egualmente bene, sr può
(IJ Sempre secondo la prccil.a~.;t .tabc: l:t, ammc;sa la d•~'·iazione rli '/•o io u.'.' Urn , t ·o un hor>aglio fermo e sottile, l'assoluta incrficac1a. non si a~rcbbe oemme.: o rol c m"'. 1. d' , . 00 erro neo nel medesimo senso rispetto alla d1,;tanztt del btlr,a:.;llo lllot, ,uuo a zo ' "111 ' . . 1''00 !'00 erronoi 0 1 d"ollrc 11 a >i potrebbu averla invece con a l7.f supenon a • . o • . . · · :;, 0 e 1: 0 11 ~~ci ii supr•riori a l 1~ o WOO _erronei di 1/., ;e~orHioch~ I a rt~vra1.10n~ del liro c l'errore rlell';dw avv~uissero 111 rru ori )Il mQn_o. So tl hCr>agho ll<l! S'. m~o. ,·cs~o in senso OJ)IlOsto, si potrchbero a"cre tiri incflit.1Ct _a <li~tanze anche lllfenon ~~ , . . . . 1Jt't•rletti limiti, 0\'0 non si r·icorrcsse allo scalamento deglr al1.1. Nelle medesiroo illotcsi e <:oll'alzo di lOOù, se erroneo di 1/ .,, 81 rtLiurrebhc a 0,62 0 0,4 3, se erroneo di 1/ 10 a 0,_35 o 0,!5 e se error!~o .d' . : • a 0,10 o O., F· Vl'l"O C1aC ·Hl guerra. l·t \ rJ·1~· r•or"· ,,1on•'..... rtct coi(H rnal~rJJlo l mclm,monc . del terreno . sar·; "~ucralmcnLc. m~gt!iore di quella ottr-·nutn. ne lle citate csperienzl) ed • colrt m~g gio~·,;cntc diswsU dal o;cntro della, zona l!attul.a potrch_bcro sempre a11<1~re a .colp1r~ -~s u·rlmonte il llc r~<t"liO a qualu nque distanza •1uesto :H tro va~se; nw. talt co lpi, ,cnu ç,'Sè;e hii.ti an orma sara nno pur sempre troppo dispersi per· poter dare una s?dtlrsfa~: te cfllcucia piccola' col la parte •Iella loro mot:•, che tle,·iantlo ,·erso il ber.ia)!ho cadra ccii · ~~~ 1·,.1 1·!>.·sA" .•10z·1cl11·•• oltr"l>ass~rlo o •rimunero c indietro. ~:ti. c Vt: .ro ch•J• h.l (fcvl:. !1 ro1>no ' ·• . . . 1ziooc del tiro uon raggiungerà sempre lt hrnrtc rll ' / 20 , ancorcl1 e possa o 11repas.ar o ne sarà :iCtnl>rc conw mitantc co!l"erroro nell":tlzo, ~ench e fJOS.'a c>scrfo, e ~he non :_r ttrcra sempre con lrr.> bersagli so ttili allo sudrl c tt~. d,;t;u~1.t, ht' Hch n 'lUalch?.' olta pos,,~ occorrere, ma c16 11 on toglie l'opporl.uolfa d• 1•remun1rst coulro tutte que>t() ev eotui\ litit pur sctunrc po,;ibi li. . . l' Per con~nguenn si potrit rilouc rc come superlluo il cer~ar1). cl~ v~~C-Nl\113 rel~ tr:c • lf· !ico lta por ottenere un·approssimaz1one s upenorc ati ' / 20 • g1.1 suthtlCote a~ cm.arc la aSS(} IUt.a iucrtica1;ia del liro anche in tali s~:t\·orcvoli r:vcntuali til cd a ;;ar,,_ntlro: r:oa sorldisfac<!nlo erncacia d'ordinario (tan to (liù consiclerarHio In rm:rtctla,_poss•lulltn rl_una dc: viaziono noi Lir... mag~iore di tale erroro u~l.'alzo o la l_' robab1 l1La, fino. a. Lal ltm1te d~ uu reciproco •:oli'! penso); ma non si _flU<) _raro, a meno <h n~ono~c~ro _l opron,~nJta •h si!Tatta a p1lrossima7.ione, ova si vog l1a uv1tarc l'assoluta mofhcn.r.1.'1 c~ntro hcr,,a,." fermr fino alle mas.,ime di;tanzc di tiro. cd assicurare la maggioro cflto:acta compat•l.ule eolie <condizioni de! tiro in o;;ni easo.
APPREZZ.<l!ENTO DELL e:
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I.JlST.~NZE
NEL 'l'IRO DI FANTERIA
1903
-essere tanto più sicuri di colpire in prossimità del punto mirato quanto più esattamente l'alzo corrisponda all'effettiva distanza del bersaglio (l) . È vero che alle brevi distanze la massima efficacia con-seguibile è talmente superiore a quella delle grandi di:stanze da rimanere pur sempre superiore anche eolla per·dita di un numero di punti colpiti notevolmente maggiore; ma non si può disconoscere che l' importanza di una mede-sima efficacia cresce invece col diminuire della distanza di combattimento. · Di qui si rileva come avendo un mezzo atto a dare l'apprezzamento della distanza del bersaglio coll'approssimazione ·di '/ ••, indispensabile per evitare l'assoluta inefficacia del ,tiro alle massime distanze, non è certo inopportuno servir-sane anche alle brevi distanze, potendone anzi trarre un vantaggio sempre maggiore col diminuire della distanza di tiro. E ciò risulterà ancora più evidente ove si consideri ·che, se alle disuanze inferiori ai 1000 metri, p. es. anche un -apprezzamento della distanza del bersaglio a meno di ';d può bastare ad evitare l'assoluta inefficacia .del tiro contro un bersaglio fermo, non può bastare nemmeno a tal uopo un mezzo, il quale non dia che in media l'approssimazione 1 ·di / 0 ; poichè, potendo esso far commettere qualche vol ta ·errori più grossolani, può dar luogo a tiri affatto inefficaci .anche a distanze inferiori a 1000 metri, e specialmente contro bersagli in moto, che, se anche non fossero inizialmente -discosti di oltre ',a dalla d istanza stimata, potrebbero sco.Starsene maggiormente subito dopo. · Radenza del tiro. - Vero è poi che alle minime distanze ' la radenza del tiro è tale da richiedere errori molto gros'Solani negli alzi per l'assoluta inefficacia; ma non bisogna ~sagerare neppure l' importanza grandissima di questo fatto. (!) D:~ !la ripetuta ta h~lla rile\·a che il •;. dni punti col pili "t'i her~agli cvnt nu i eu -alli metri l ,65, Ctli si rif~riscc, a !00 metri o! troia distanza corrispondente 3ll'alzo (dai1;1 Q"ual parte e più probabile che si tro,·i il her>aglio in guerra p~r la ~lima delle distanze generalmente in feriori alle •·ere) di minui;c'l di 2,4 a ! iOO metri. di 2,9 a ! 500 metri , ùi :;;,2 a 1000 metri o •Ji 20.8 a ·'+00 metri.
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190-! APPREZZAME:STO DELLE DISTA:SZE l'IEL T!HO DI F ANTJ::RIA
AdPREZZAMENTO DBT.r,e DISTANZE NEL TIRO DI FANTSR:A
Coll'attuale fucile, p. es., la zona dominata d~ll' ~lz~ dì 550 metri all'altezZ!l- d'un uomo d'ordinaria statura m p1eéh co· ~ìuciando ·dalla bocca del fucile oltt;epassa gli 800 ~etri, ma. .P.er un tiro d'una infinità di colpi; p~r ~n col~~ solo m vece s~ il bersaglio si trova~se a 30 metr~ cr:ca pm lontano od a. 40 metri circa più vicino del punt o 1n b1anco non s~rebbe colpito ; e se l'uomo pre.s o di mir~ facesse fuoco da cor:cato, -çon sax:ebbe colpito neppure se d1scosto 8 _o 10 metn solt~n~o dal medesimo punto. Ed è. vero .che m guerra non Sl tlr~rà un sol colpo contro ciascun bersaglio .. ,ma non ne potrà tirare neppure un' infì~ità, ~auto, pm _av~1to ng uardo alla rapidità dei combatt1ment1 a s1 brev1 d1stanze~ senza consid~rare, eh~ non vi sarà neppure un uomo sol' ; tanto da battere. . Nè le cose C/l>~bi,E~f,<;tJ;lnO sostanzialm~nte_ per la m~gg10r~ radenza del fucile M. 1_89~, col gua~e. nnp1egjlondo l alzo d1 300 metn, es., contro ~p. uomo in ginocchio, ancorchè questo si trovi a 160 metri sjuà., colpi_to puntand_o e s~a.rand? esattaebbe più se la tra1ettona dev1asse solment e, m a non~ lo sar --:n . . . tanto di 22 centim,etri ir;t aJto, la quale dev1az1_one u~ve~e non basterebbe a re.nde:re ineff!p~ce il colpo se 1l bersaglio . j • si trova,i?p~ p:r,episamente a 300 metn. . Di qui s.i rilev.a come, a qualunque, d1\>tanza qualunque sia la radenza del tiro, importarnte è pur s~mpre la c~1~0: scenza. della vera distanz~ del bersaglio -eer la probab1htà di colpirlo con un limitato numero di colpi. . Puntamen.to e sparo. - - $i può inoltr:e oss§rvare che a s~ brevi distanze non sarà possi\;>ile puntare e sparare come _s1 rjchiepe;rebbe per ottenere la massirpa effic~cia. ~el_ punto 1~ bianco dell'alzo impiegato, e che pel mod~ 1n ctn .sl ~untera. efficaCia . potra e. s1· spar era· m· guerra la massima · . . . nsultare invece ill un altro punto qualunque, ora pm ~1clll~ ed ora più lontano, di poco od anche di molto; ma s1 ~uo prevedere questo pnnto variabile casualmente da un tlro ad un
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che in generale si può dire_ si è che, auche pun· tando e sparaudo male, è più probab1le generalmente avere
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una maggiore efficacia alla distanza corrispoti.d'è ute all'àlzo impiegato an~ichè a qualsiasi altra dìsta nz~ prevedibile. D'altronde la perdita d'efficacia dovuta al tiro celere od -a ripetizione col massimo orgasmo producibile nei tiratòri in tempo di pace, ritenuta d i 0,65, non raggiunge la nhnima derivante da un errore di 150 all'alzo coll'attuale fu· -cile ; ed ove si consideri che essa non è dovuta al solo spostamento dal punto di massima efficacia, ma soprattutto alla maggiore di:>per sioue dei colpi, si comprende come au·che in g uerra, per l'orgasmo dei tiratori, si possano avere molti colpi mal puntati o non puntati affatto che oltrepassino o non raggiungano il bersaglio, ma la gittata media, -sia pel numero dei colpi regolari che vi sarà pur sempre ·e sia per la possibilità che gli altri deviino tanto nell'uno ·quanto nell'altro senso, pur riuscendo sempre piit differente dalla distanza relath·a all ' alzo ìmpieg<'tto col diminuire di -quest'ultima, non se ne debba scostare nemmeno alle minime distanze di tiro !'t> uon d'una quantità notevolmente inferiore ai 150 metri. Inoltre q uesto casuale spostamento qualunque e:;so sia. può :av\•en ire tanto impiegando l'alzo più ada tto quanto impiega ndone un altro qualunque, e potrebbe darsi ch'esso compensasse l'errore di quest' ult imo · fino al limite della sua ~sten;:;ione, ma lo potrebbe anche aumentare: evidente da -ciò risulta l'opportunità di evitare per quanto è possibile -quest'ult imo caso troppo sfavorevole rinunciando al predetto ·casuale compenso. Spostamento del bersaglio. - Insufficiente è poi qualsiasi magg iore approssimazione nell'apprezzamento della distanza -di un bersa.glio in moto. come ad evitare l'assoluta ineffi-cacia del tiro alle g randi distanze ove non si r icorra allo ~calamento degli al7.i, così pure ad assicurare la massima efficacia compatibile alle altre cond izioni del tiro a quaIùuqne distanza ; poichè quand'anche si potesse ridetermi · n are con tutta esattezza continuamente la variabile d istanza -del bersaglio, non sarebbe certo opportuno ancor chè fosse _possibile variare continua mente anche l'alzo a scapito della
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APPREZZAMENTO . DELLE DISTANZE NEL TI RO D~ FANTERIA
,APPREZZAMENTO DELJ;.E JjJSTANZE NEL TlfiO DJ FANTERIA
celerità del ti~ o : d'onde la necessità-di rettificare, quest'ultimo di tratto in tratto soltanto, colla perdita d' efficaqia che inevitabilmente ne deriva ; ma ciò non toglie, anzi dimostra la maggiore importanza della massima esattezz~ com,~ patibile colle condizioni del tiro nell'a~prezzam~nto d~ ogm successiva distanza, sia per poter megho determmare m numero ed entità le occorrenti variazioni dell'alzo, e sia perridurre al minino possibile la- relativa perdita d'efficacia a. parità eli variazioni dell'alzo. . . , . Evidente .è per conseguenza la magg10re opportnmta. d1 se:·virsi in tal caso d'un mezzo adatto a dare le successive distanze del bersaglio coll'approssima.zione di 1/ , 0 , quando lo si abbia, quantunque le successive variazioni dell'alzo debbano essere proporzionate alla velocitì1 del bersaglio, ~n zichè alla distanza del medesimo, e possano per tanto rlUscire d'entità relativa ed assoluta anche maggiore alle piccole. a.nzichè alle grandi distanze. . Graduazione dell'alzo. - Da quanto precede nsulta a,nche evidente che per ottenere la massima efficacia compatibile colle altre condizioni del tiro anche l'alzo dovrebbe poter essere fissato con una precisione crescente col diminuire della distanza di tìro; poichè quantunque la variazione dell'alzo corrispondente ad una medesim·a. variazione di gittata ~i minuisca col di1ninuire di quest'ultima, pure è innegab1le che l'alzo occorrente, se non è prevedibile a meno di 100 alle ~assime distanze, per l'influenza atmosf~rìca soprattutto, è prevedibile invece a meno di 50 alle medie ed a. molto meno alle minime distanze di tiro ; ed una medesima differenza di 100 nell'al~o, se alle massime distanze non produce una gran differenza di punti colpiti. ne pro.duce una sempre maggiore e più importante mvece col diminuire della distanza di tiro. Tuttavia la difficoltà d'avere un alzo ~Lgevolmente gì·aduabile coll' occo~rente precisione alle minime distanze, quando si richiede la massima speditezza del fuo~o, e _Più ancor,a la rapidità colla quale l'alzo occorrente puo vanare cl~ più ventesimi a sì brevi distanze per la mobilità del ber-
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' saglio, hanno imposto invece una maggiore larghezza nella graduazione dell'alzo per le minime anzichè per le massime · distanze di tiro. . D:l qui gli sbalzi di 150 fino al 700 nell'alzo dell'attuale fucile; ma la perdita d'efficacia che ne deriva nel tiro non · è stata disconosciuta nella fabbricazione dei nuovi fucili, la graduazione del cui alzo si protrae di 100 in 100 fino al 600 malgrado la maggior radenza del tiro, e non sarebbe certo inopportuno trovare il modo di protrarla identicamente fino all'origine, facilitando però nello stesso tempo la materiale · variazione dell'alzo (l); poichè non tutti i bersagli possono spostarsi su tutti i terreni di oltre 100 metri per volta ed in ' tempi talmente piccoli da non poter essere segniti iino a . tal limite colle corrispondenti variazioni del tiro, e non è nessun caso trascurabile la differenza d' efficacia derivante da 1ma differenza di 100 nell'alzo. Ad ogni modo poi qualunque sia la graduazione dell'alzo -è chiaro che un errore qualsiasi nella stima della distanza, anche quello di l j 20 , può far prendere un alzo per un altro, con una perdita d'efficacia tanto maggiore quanto magg~ore è la differenza fra l'alzo scelto e quello occorrente; ma l'er. rore di 1 /~o non può far prendere in nessun caso se non l'alzo successivo a quello occorrente, laddove un errore più grossolano può far saltare anche diverse divisioni dell'alzo, specialmente per le distanze superiori ai 700 metri; inoltre se il bersaglio si trovasse a più di 625 metri, p. es., in modo da dovere impiegare l'alzo di 700 coi fucili attuali, per l'errore dì 1/w non si potrebbe prendere l'alzo di 550 ove il ber.saglio non fosse a meno di 660 metri, e non ne deriverebbe per conseguenza che una. deviazione del tiro di poco superiore a 100 metri, laddove per un errore di 1/ 6 l'alzo di 550 potrebbe
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(1) Un tale alzo ri escire!.:be ino ltre ;) iti ageYo lm~nt.e gratl u;• i.J ile anche per ;' soldati
ahalfabeti, ove ro:;~~ro rr}eglio distin te le varie dh:isìoui di ~i in 5.. po~enllovi si c•on l:tre eon maggiore sperlitt;zza <l f:·tcilitit i l numero corrispon<le;Jte alle (:entinai~ di rrHltl'i
delle. distanze di tiro, le qna.li potre:,J;ero es>ere pure meglio indic1te ne l comando, p. es. a 7 o 13 cen/ill(tia ;< nzic:il i! n 700 e t.wo metri.
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API'REUA&f.I::NTO DELLE D ISTANZE NEL Tl&O DI 'PANT.E&IA
APPR.E'ZZ.UfENTO DE LLE DISTA~ZE NEL TIRO DI FANTE R IA
essere prescelto ancorchè il bersaglio fosse a 750 metri circa, con una deviazione del tiro di circa 200 metri. D'onde si rileva come neppure per la più grossolana graduazione dell'alzo sia trascurabile un mezzo atto a dare la approssimazione di thLl nell'apprezzamento della distanza del bersaglio, quando lo si abbia e si possa impiegarlo : poichè per quanto minore possa riuscire in guerra la differenza fra le rispettive efficacie in un duello fra. due fanterie, l'una delle quali adoperi un alzo più esatto dell'altra, è chiaro che a parità d'ogni altra condizione il vantaggio sarà più probabilmente per la prima, e non è certo trascurabi~c in guerra qualsiasi vantaggio per quant.o piccolo possa sembra.re. Bea/amento degli alzi. - Qualunque approssimazione nell'apprezzamento delle distanze, infi ne, è sufficiente per evitare l'assoluta inefficacia rlel tiro scalato, ma occorr e pur sempre a tal uopo innanzi tutto conoscerla <1uesta appros simazione, qualunque essa sia, in modo da potervi fare un adeguato assegnamento, ed impiegare inoltre, giusta quanto si è detto alla fine del. Capo precedente, un numero d'alzi diversi tanto maggiore, quanto minore è tale approssimazione, affinchè non risultino spazi intermedi d rl tut.to incolumi anzichè uniformemente battuti fra i limiti estremi._ Chiara per conseguenza r isulta anuhe in questo genere di tiro l'opportunit~, se non l' indispeusabilità, dell'approssimazione di 1 /~o specialmente per le distanze superiori ai ·1500 metri, per le quali soltanto d'altronde, quando si potessero conoscere le d istanze con l'approssimazione di 1,';!0, sarebbe ammissibile il tiro scalato, contro bersagli in moto, malgrado l'inevitabile sua perdita d'efficacia rispetto al tiro col solo alzo più adatto, avuto r iguardo all'incertezza (derivanti ·dalle condizioni atmosferiche sopratutto) circa q uest'unico alzo più adatto. Conclusione. - Da quanto precede risulta: l" Che importante al sommo grado pel tiro della fanteria è la conoscenza dell'effettiva distanza del bersaglio, più che per iniziare il tiro con suffi ciente efficacia, per aclartarsi di quest'ultima in ogni caso, non essendo generai·
mente possibile l'osservazione dei risultati del tiro, atta al medesimo scopo in qualche caso speciale soltanto (benchè non in egual modo mai) e non essendovi niente altro che possa servire a tal u opo ; 2° Che la distanza del bersaglio, per servire al secondo ·degli uffici predetti deve essere conosciuta con un' approssimazione di I, ·20 circa, sufficiente in ogni caso ad indicare gli alzi occorrenti per poter raggiungere la massima effi, eacia compatibile uon tutte le altre condi:àoni del combat· ' timento, e sufficiente ad evitare l'assoluta. inefficacia del tiro contro un bersaglio fermo anche alle massime distanze dell'attualo tiro della fanteria, quando si mantenga al disotto di tale limite anche l'influenza atmosferica; insufficiente soltanto, come in qualunque altra maggiore approssimazione, contro bersagli in moto alle ma-ssime distanze di tiro, e non • / -eccessiva neppure alle minime distanze per accertare la maggiore efficacia concessa dalla g raduazione dell'alzo; 3° Che occorre pertanto un mezzo atto a dare l'apprezzamento della distanza del bersaglio ogni qual volta si voglia impiegarlo, colla massima speditezza possibile e coll'approssimazione di 1 /~'fJ ogni qual volta s i voglia averla ; e che -se può riuscire opportuno farne a meno dell' apert.ura del fuoco, specialmente alle minime d istanze e tutte le volte che s' impieghino più alzi iniziali; non è opportuno in nessun · caso farne a meno per accertarsi al più pr esto possibile se tali alzi possono dare oppur no una soddisfacente efficacia.. n che non toglie che possono tornare utili anche quei mezzi impiegabili soltanto in determinate condizioni eli terreno e di tempo 7 pei casi in cui tali condizioni si presentino, ancorchè nei loro risultati non raggiungano l'anzidetta approssimazione, purchè si conosc;a quella che essi possono in media garantire; ma vuoi dire che i req uisiti principali da ricercarsi sono la maggiore possibile generalità e spedìtazza d'impiego senza limite alcuno, affinchè essi possano riuscire utili nel maggior numero dei casi ammissibili i11 guerra, e l'approssimazione di 1. 20 nei risultati per consentire la massima efficacia compatibile colle altre condizioni
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APPR EZZAMENTO DELLE DlST.<\:1\~E NBL TIRO Dl FANTERIA
del tiro, poichè una maggiore esattezza non potrebbe sempre assicur are una maggiore efficacia. Nè s'o no per t anto trascurabili gli altri requisiti che possono concorrere alla costituzione dei tre predetti, se non direttamente allo- scopo dei mezzi in parola, quali sono la trasportabilità. e la facilità d'impiego dei medesimi, e quegli altri che per quanto estranei al detto scopo, come la spesa d'acquisto e la durata, devono esservi pur sempr e commisurati; ma tutti questi requisiti, che possono rendere preferibile un mezzo ad un altro, anzichè nella determinazione dell'apprezzamento della. ' distanza occorrente pel tiro della fanteria in generale, de· vono essere pr esi in considerazione nell'esame dei singoli mezzi a tal uopo ideati, per riconoscere quale fra i medesimi sia da prescegliere in com plesso. E quando si sia convinti che la magg ior parte della perdita d'efficacia in guerra . devesi attribuire agli errori negli alzi (poichè l'efflusso di proietti della fuciler ia, per quanto possa tremare il polso ed essere offuscata la vista dei tiratori, avrà pur sempre una preponderanza tale verso l'asse del cono inviluppo, che, ove quest'asse non si discosti troppo dal bersaglio, se ne otterranno pur s~ mpre utili effetti), e quando si sia convinti inoltre che difficile è in guerra rilevare e corr eggere siffatti errori (a seconda delle perturbazioni o col computo delle perdite spesso insensibili se non estranee al proprio tiro _che si dovrebbero produrre e che effe ttivamente si osservano nel bersaglio, o col determinare e riferire a quest'ultimo il centr o dei molteplici e dispersi se non invisibili punti di ca_duta dei singoli colpi) non si potrà fare a meno eli riconoscere la grande importanza della r icerca di questo mezzo più adatto all'occorrente apprezzamento della distanza. del bersaglio pel tiro della fanteria, ove si vogliano convenient emente utilizzare tutti gli altri elementi che che ne costituiscono l'efficacia, e tutte le spese che ad aumentare quest'ultima si sostengono continuamente.
G. F A.LJJET'l'I capi/11110 d'M·tigtie>·ia,
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NOT IZIE POLlTI CO-MILITA RI IT ALI AN E
La commissione dei general i per le riforme nell' eser·cito c lt! economie . nel bilancio della guerra, che, com' è noto, doveva ancora tenere alcune sedute complementari per rivedere cd approvare la Relazione stesa dai segretari, si radunò presso il Ministero della guerra il fl. ottobre, sotto la presidenza del generale Cosenz, e tenne sedut<t anche nei due giorni seguenti, poi chiuse defi nitivamente i suoi lavori e firmò l'u ltirno verbale. La relazione venne suhito stampata e presentata all'on. ministro della guerra. Del contenuto in questa non possiamo dar·e un sunto e neppure notizia staccata, perehè non è da lìdursi alle voci che corrono e per ora di positivo non si sa nulla. La Helazione non fu resa puLblica, nè forse lo sarà. Essa infatti è di sua natura un documento d'ordine interno, come sono quelli di tutte le filtre commissioni consultive e dell' uffizio del capo di stato maggiore dell'esercito sulle più importanti questioni militari . Certo l'on. ministro della guena nel prepa rare i progeui di legge che, come fu giit annunziato, prcsentcrù :1l Parlamento, tel'l'ìt il debito conto di una Relazione firmata da persone così autor·evoli; n1a il pubblico non deve credere la r·elazionc stessa equivalente a un progetto di legge. Non è se non un parere eire il ministro hn c:hiesto e che la commissione ha dato. Frattanto, apparecchiandosi alle riforme tJ aIle economie per le quali è necessario il co neor~o del Parl<Hneuto, l'Hmministrazione dell<1 guen a attua quelle che possono fursi senza il detto concorso. Abbiamo gi:'t accennato nella pt·ecedent.e puntata alle importanti disposizioni relati re agli allievi ufficiali di complemento e agli allievi sergenti, ali~· Mncessione delle rafferme, dci pas:>aporti, ecc., ecc., c:he tutte mirano a rendere piil spedito ed economico il disbrigo degli alTari per mezzo del disc:entrnmento. Ogni settimana, con qualche nuovn disposizione, il ministero fa un altro passll
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NO~IZIE
NOTIZIE POLJTICO·!!II.ITARI IT.1LIA'i'E
su questa via. L'ist1·uzione sulle matt·icole che si sta compilandù, e forse sarà pubblicatn verso gli ultimi del mese, segnerà un progresso notevolissimo. In p:1ri tempo non si tr<lscurit mez%0 per rendere più econo mici mediante attiva sorveglianza, quei servizi che non importano riforme n~l loro ordinamento. Co.sì,. p~r. esempio, ':eonero diramate disposizioni [t Ile a ridurre nei più strett• lumt1 le spese d1 cancelleria e stampat! presso i corpi dell'esercito, e si fanno gtudi per stabilire il massimo di spesa annutde da non oltrepassar;;i senza autorizznzione del ministero, che la concedorà solta.nto a rag~on e vednta. Furo~o impartiti ordini severi perehè tutti i corpi procurino dt ottenere la massuna economia nell'acq uisto e mantenimento di bard;1lure, oggetti di scuderia e simili. Questi particolari di servizio vennero finora piu ttosto tr&3CUI'ali, e non sarà ~erto.d:d l o r~ miglioramento che potranno risultare vistosi risparmi; ma SI av1·a tuttavta un vantaggi() economico non trascurabil e, ollre i vantaggi mor:1li che accom pagnano sempre tlllrt buonn ed oculnt:• amministrazione.
Fu già dotto elle l'on. ministro della guerra ha in,·i"hl al corso sullo armi e sul tiro, presso la scuolà di P:t rma, gli allievi Jella scuola milit<1re e della scuol:~ sottuffìciali che, supernto l'esame d'idoneità :t sottotenenti, non poterono ottenere tal nomina per rnanc;1nza di posti . Certo ù un buon ripiego questo di far anticipare a fJue' !'!iovani un co•·so che avreLbero poi dovuto fare come soltot.enent.i, e così ~enel'!i occupa~i in att~a della. loro nomi.na ; ma al termine del corso (23 dicen~bre) dona pure .n solver~ I 13 ~uestr?n e della loro nomina. È bensì previsto ~~ c~so, che m muncanz::t d1 posti da sottotenente si possano tenere gli allieVI della scuola militare nel grado di !'ergente, ma il farlo sarebbe mancare a tu tre l.e ~onsuet.udini e non puù ncglll'si esservi quasi un impegno verso le fr.~~nrg he che su queste consnctudiui hanno basato i loro calcoli. Di qui la necessillt di un provvedimento speciale, dacchè non siavi .m o~ o. nella. legge di riso!rere la questione. l'egli anni precedenti si adoltò Il I'Ip•ego d1 promuovere questi allie,·i nel corpo eontabile, aspettando le vacanze per trasferil'li in fanttlria; mn r1uest' anno anche tale strada è chiusa; infatti si ltanuo nnco•·a 13G sottot.enenti contabili che aopcttuno il trasferimento. Vi :-ono poi 12fi allievi ehe, supE"rato l'esame d'idoneità, (! a5peltano la promozione, e ad .e3si si aggitlllf!e•·~~ n no f··~ l)oco aItri cento e
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più che supereranno l'esame di riparazione. Al primo luglio poi dell'anno venturo avremo altri 240 alliev i da nominare sottotenenti e mettere a posto. Ora, non solo i post.i di sottoLenente nella fanteria sono tutti occ!fPat.l, ma sono ancora coperti i iJOO posti di subaltcrni, soppressi con la legge del 18U2, per i quali la legge stess.a ba lasciato facoltà al ministero di procedere alla soppressione gradatamente. .Si è tentato pure, per far posto, di mantenere temporaneamente gli sq, capitani e maggiori in sopranumero, soppressi pure dalla detta legge, ma a questo ripiego la Corte dei conti non ha voluto acconsentire. Così ~ tando le eose, non v'è che Ull mezzo per risolvere la questione Soddisfa cendo iIl pari tempo gl'i Uteres:;i dell' CSl!I'CÌtO e quelli delle famigi~C. Qu e~to mezzo è una legge speciale che dia facoltà al ministro di eccedere per un dato numero d'anni, nelle nom ine a sottoteuente, l'organico stabilito, ~ia pure face ndo fronte alle rel:11ire spe,;e con altre economie sul bilancio delln guerra. È noto t:lw questa :>ovr~hbonJnnzn di sottotenen ti nominati e da nominarsi dipende dal !e numerose ammis~ioui ~ià fntte nei collegi e nelle scuole militari, prima delle leggi che hanno ridotto gli organici; sicehè proporzionando ora le 11mmi ~.s i oo i agli organici ~tess i, in po(;hi anni si ritornerà nelle condizioni normali. Dicesi che l'onorevole minist.'o della guerra 11 ilbia appun10 intenzione di presentare alla prossima apertura del Parlamen to un progetto di legge nel senso sovraindicato e noi non sapremmo che felicitarnelo, perchè è l'unico modo di ti'OOC<\re senw danno ùell'eral'Ìo, una causa dj malcontento gran(!issimo.
Ebbero h10go nella r1uinrlicina le ammissioni ,di nuovi allievi a\l'acmilitare, nlla scuola militare e alla scuola dei sollufflciali. I giovani ammes:si all'accademia furono 6:3, qnelli all:J scuola mil itare 250, dei qua li ·IO;ì. provenienti dpi collegi militari, 1 3~ pel' titoli (licenza li.ceale o d'istituto tec.nico) e ! 2 per esame. Gli ammessi alla scuola dei sottufliciali fu rono 73, dei 1111al i 53 aspiranti all'arma propria e l O ai contabili. Nei concor;;i all'accademin è nlla scuola militare, i giovani muniti di licenza liceale o d' istituto tflcn ico furono t:ùrn pie:>$ i l'<nnente 129; i c?ncorrenti per e::.a me fu rono z,j.Q dei qmdi solo una piccola p:me potè essere t~mme;: Ea. Qne,;te rifre provano ahbastauza cl,e, si a per il ric;~demia
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NO:I'I ZIE t'OLITtCO-MILlTAR! ITA Ll ANE
NOTIZIE POLlT100-MILlTA1ti IT ALIANE
stagno nelle c.1 rriere pubbliche, sia per alt re came, quando pure si s.o pprimessero llllti i collegi militari, il reclutamento degli ufficiali sarebbe assicurato. 1\la non vogliamo ora rientrare in siffatta questione della quale ci siamo occupati altra r olta, e che ebbe recentemente una soluzione provvi ~o ria, o meglio una fermata d:-d la commissione per le riforme da iotrod ur ~ i nei collegi militari la f(Uale ne ridusse i corsi e ne modifi cò i progrnm mi.
Strettamente legata al la questione degli allievi è quella degli uffi ciali in posizione au ~i li a ri a . È proprio vero che alle volte, gli estremi si toccano, od anche senza toccarsi influ iscono gl i uni sopra gli ~litri. Gli all ie\·i da promuorersi spingono all:1 coda gli ufficial i in posizione ausil inria, fann o ingombro :l lla testa; non è colpa n'è degli uni nè degli altri ; è colpa del bilancio. Le ultime leggi di bi llli:J.cio s r a b i li ~co no a mille il numero degl i uf· liciali che si pos~o no tenere in posizione ausiliarill con una spesa di Hì 6 mi la lire. Ora ~ l 1° ottobre correnw il numero degli uffic iali in dctt.'l posizione era ùi ·1400 con una ; pes~ comp l e~~ iva di oltre iS50 mila lire. È pennuto eYidente l'assoluta necessità in cui si troYa il .Ministro del la guerra di 1·ientrare il più presto uei limiti segnati dalla ' legge, e a tal uopo nou v'è che un mezzo: c.olloca re a ripo,;o un numero t1deguaw di ufH cia li che ora si trovano in posizione :~us i l ia r ia . A si fTfl ttO pron cdim(>nto il Mi ni~tro è ~p in to anche da un'altra necessità: quella di mantenere la rotazione nei quadri dell'esercito attivo; senz:~ la IJnale, non solo ~-t li allievi restano alla porta, ma tutti restano immobilizzati al loro posto c 'luesto è un danno sotlO ogni 1·iguardo. L'unico modo di rendere meno gravoso questo provwdimento inevitabile si è di applicarlo con la m as~ ima equi tà, tanto negli nlti (fuanto nt'gli infim i gradi, e non perdere di vista che parecchi urflci:di inferiori, :mcora in grndo 1li prestare buoni servizi, dovrebbero essere colloca ti a riposo, per ottenere lo stesso risultato fina nziario che darebbe il collocamento a riposo di un solo generale, che fot·se non potrebbe più prestare servizio alcuno. A proposito degli urficiali inferiori da co llocarsi a ri poso, abbiamo vi ~ to es pressa da qun ichc gioroale un' idea che ci semhra degn11 di essere presa in considerazione. Perchè non si sottopongono a una visita <j~~ nitn ri 11, a unn specie di ras.segna di rimando presso i rispettivi di-
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strt>lti? È l'unico mezzo di t·icono5.cet'b quelli che souo ancora atti nl servizio e quelli che più non lo sano. È l'uniCc) modo di eviture il pericolo di mettere a ripo>-o gl i 11biii e tAn e r~i gl'inabili. Come si ò ordinato che f! li ufficia li in posizione amiliaria si presentino una volta all'anno ai di~tre tti per una ri,·ista allll montura. si ordini che si presentino per una rassegna di rimando e :;i vedric quali con,·en1;11 m~ttere a ri poso e quali no.
Le vive c reiterale i:;tanze fatte dal :\l i oi~t ro della guerr~•• per sc.on· giurare che una troppo rigoro::a i nte rp reta z io n ~ delia lcige sui provvedimenti finanz ia ri w nis:;e a colpire le intlenuità di ma r~ia c di acc:mton~me nto , le razioni foraggi ed altri piccoli nsscgni militari, uon hanno approdit to a buona fine : il Mini stero dP-IIc lin~uze fu irremovibile nel ritenere l' impossibi lità ass olu t ~ di c5eutnre sifl':l tti Rsscgni dalla ù ssa di ricchezza mobile . La ~ u e stion c fu port<1 ta fin o in consiglio dei t~Ùni:stri, ma anche f[UCsto, dis('usso il pro e il contro. conchiuse come avèva conehiuso il Min i~t ro delle !inn uze; <.:osicchè. gli assegni stessi , già pagati o <~ neo rn dn p11 ~w r::i , verrann o tutti sottoposti nlln ritenuta ' del 7,50 per r.eutfl :1 tominciare dall'8 ago$tO p. !'. Vi ~a r[l uno pu re, souopostc le pensioni eli ria:>5oldamento di L. :100, i premi per gli "rre~ti dei dise,·tori e le gratilicazioni di qualunr[ue specie. A :;tento si riuscì a sottrarne le indennit~ per hl pl'ima provvista o per In pertlita dei cavalli, 111 so vr~paga ai mu;;icanti crl altri as~egni ùi car<~ ttere simile; come pure, n;,turalmente, tutt~ Il' compelf.•nze ordinario degli uomini di truppa . Questa nuova imposta pe.;a abbastanza duramente sui militari, i cui assegni erano già stati cosi ridotti, ma lo spirito di abnegazione, di eui l'esercito ha dato prova in tante circostanze, non si smentirà neppure questa volta; ~J.d ogni modo: dum le."C, sed lex. Ed è inoltre una legge che complicherà non ~oco tutte le coutabi- . lità: mili tari, mentre si studia tanto di semplifi ca de ! Per rimediare in parte a questo inconveniente si sta compilando (e venne già annuu.ziato dal Giornale militare) M 'fli'Ontuar io per 'il rttlcolo delle ritenttttl -su.rili assegni militm·i. Ecco un libro proprio di a ttu :~ li tà .
Venne pubblieato il decreto pontificio, apprO\'<l lO già lino dal 4 settembre, che istituisce nel!n eolouia eritrea una pre f.~ t tu r~ apostolica, :Jlfimmediata dipendenza delia eong regn~ione di PropJg:,nd,l FiJe.
1916
NOTI ZIE POLITICO·MLLlTARI lTAT,JANE
NOTIZIE POLITICO-MILITARI lTALlANB
· 11 dect·eto fissa la giurisdizione di questa prefettura ~ lungo il li tto rale del mar R.:JSSo da Ras Kasar fino a Raeita, esclusi i possedimenti ft·:mcesi dello stretto di l:lab-el-i.\landab, ed incluse tutte le isole che, lungo il liuorale suddeuo, sono sottopo3te al dominio it.aliano. ~e ll'interno poi, i confini della prefettu ra apostolicn sono detenninati dalla lineu ohe, partendo dai limiti degli anzidetti possedimenti ft·:mcesi, prosegue ve•·so occidente e circoscrive l'Abissinia fino al congiungimento dei fiumi Selit f:j Menatepe, verso il grado 4Qo, 10' òi latituc.line boreale; indi seguendo il corso ùel Selit poi quello deiL\tbara e fi nalmente volgendosi ad est,. va a raggiungere il littoralo n Ras Kas:w. r;:lnnu nzio dell'istituzione di questa prefettura apostolica italiana fu accolto c()n giubilo nella nostra colonia, dalla quale continuano a 0ui ungere notizie eccellenti. J\falgrado l'appello alia guerra santa che il califfo manda incessan temente da Cartum, ! dervisci non riescono a riempire le loro file ed ogni giorno •Jualche dis~rton~ viene ad annunzia•·e che temono di essere attaccati, piucchè non pensino ad attaccarci. Fanno bensi qualche scorreria di cavnlli al di qua dell'Atbara, ma unicamente per non essere sorpresi una seconda volta o per im pedire le diserzioni. La con!Juista di Cassala oltre i risultnli politici e commerciali, ne ha avuto uno militare di primissimo ordine, sgomiuando le forze nemiche in modo che, dopo tantO LCmpo, non hanno ancora potuto t•ifal·si · ha poi distrutto la base d'operazione nemica e l'ha convertita in un~ base !Jer noi. Certamente il mahdismo non è morto, ma il no~tro colpo gli ha tolto ogni fot·t.a di espansione e l'ha ridotto alla difensiva. Certo i de1·visci non assistono indiflerenti alla propria decadenzo, ma un profondo malcontenlo c entrato nelle loro file c una salut:u·e paul'a di noi. Se neanche nei loro tempi migliori non ardirono mai attaccare posizioni fort.ificate, è poco p1·obabile che i'ardiseono adesso; ad ogni modo il forte di Cossal;:t,, urarnni eornplcto ed al'fl1ato, è pronto n riceverli . Sotto la prot~zionc di questo f01;tc si ~ riaperto il mercato, intorno ad r.sso sorgono numerose capanne, la fid ucia delle popolazioni indigene in t:! 5SO e ne' suoi difensori è im mensa . D'altra parte la tran~ quillitfl più pel'fetta continua n regnare in tutta l'Eritre11, dove tutto l' orJinnmen to, va migliorando e consolidandosi ogni giorno. In Abissinia il nome itoli:mo non fu mai così rispettato c, 50 dobbiamo dire il vero, un pocfJ di rialzo al nostro p•·estigio la conrpti:>ta di Cnssnla l'ha prodotto anche m Europa, dove ne avevamo 1onto bisogno.
1917
' Fr:~ le altre più importanti disposizioni d'intc rcs~e militare emanate nella qniudiciua, noti;1mo: .Fu pubuiil:lHO un H. Decreto che porta modificazioni al regolamento org11nico, a f1uelli d'istruzione, di servizio c di di ~ciplina dell'arma dei car:tbiuieri rr:1li; più un'istruzione mini:o.teriale contenente nuove nonne per i carabit1ieri transitati nelle co111pagnie di disciplina. Yeuuero ;;tampatH in':tppo:;i to opu scolo le ntHlYH tavole di tiro dell'obice da 2·1 lJ HC d'assedio, df~ l mortaio d~ ·15 AH l{et. e del mortaio da 9 BR. Het. destinate a sostituì re quelle corri.spouclenti erlite ucl ~ 88\f. Per Il: minori assegnazioni f~tte nelle u!Lime due leve "' per:;onale permanente dei distù tti mi lituri, wmendo ptlr essi a risuilare esuiJeraute il numero dei c:~pOI'a li e capora li maggiori di l:Ompagui a stabil ito dall'org:mico del ·1887, ,·enne vrdinato che, iu ogni caso, il numero c.loi gradu;Hi predetti nt•Jt po,;:;a (•;;sere maggiore di ,;ette in ogni eompngnia perrnanente. Vennero imp;,rtite le diS!Jusizioui per un esperimento su V!ISta scala, da farsi in tutti i reggimenti di cav:dloria e per la durata di un anno, delle bisaccie di l~la olona rit:operto di pel!e di vitello 0011 pelo ra:;ato, le quali h:mno ~ià f;1tt 0 buon<~ prova iu esperimeuti parziali. Si desil!narono i rel!gimenti .di ranterin di l iue~·. ber~ag licri, nlpini , cava lleria, nniglieria, genio, corpo snn itario e corpo di commissariato e l:Ontabile presso i fluali pogsono ossere costituili i corsi di allievi . ufficiali di complemento ed allievi sergenti . Venne pnhblicll ttt nua uuova istruzione su ll e l:Oiombaie milita ri , l:t quale sostitui~ce cluell:~ rlel '1890. S'indisserc1 per il 2H corrente gli es:~ mi d'idoneiù per l'avanzamento al grado di l~a pitanu uell'arrna d'artiglieria, i qu1<li avrauuo luogo in .i{oma presso l'ispettornto gener~le dell'arma . . Gli e~perimenti pratici per la special ità da fortezz:~ avrauuo luogo al poligono di fira cciano e quelli per la specialitit da campagna al poligono di ~e ttuu o. Roma, i l 15 ottobre
·189~.
C. M.
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ANNO XXX.JX
NOTIZIE MI LITAIU ESTER:E
1918
NOTIZIE MILITARI ESTERE
GERMANIA. Nt~ovu reqolumentv. - L'btruiJOIW del 1890 i'ifletten le il llluscheuo 88 <) le sue munitioni è :>latri abolita ed in sua sostit.uzionu è stato pubblicato il manuale riflettente: la nonwnclaturrt e il govcrnn .Ici moschetti modello 88 e modello 91. (Ar11weve1'01'dnu.n_q;; ulott 9 settembre 1894). Uni(onne. - 11 rast•·ano di colore turchino finora portato dai soli urftt;iali delle hntteric a cavallo t' stato adottato anche per quelli delle b:ltlerie da cnrnpagna. E' concesso però a questi ultimi di rare u~o del loro attuale pastntno nnrn fi uo al .J. gennaio tlel ventili'!• anno. CMnlrio di denomùwzioni n 1'Cfl!linwuti e poliyoni: - In oc:cn~ionc del 25o annivei·su rio della nomina del 1\e di Sassonia ft conwndnntc del rermimento draaoni della Prussia orien tali) !\. 10, tal reggilllCnto prcnd:t"la denomin~zione rfi « Heggimento dragoni Be Alhert~ tli Sn~ :;onin (Prussia orientale) N. 10 ·n. 11 1. reggimento fanterin clHIIa Tu•·ingia N. 31. prende la dcnolninazionc di c Reggi111ento fanteria conte Bose ({0 della Turingi;t) :'i. :31. • Il poligono di Falkenberg per artiglieria da camp3gun prende 13 denominazione di • Lamsdorf. , Co mzzc~ DmtJe. - Da rappo1·ti ttfliciali pu.bblicati iu giorn:tli tedeschi ,si rilevano i risultati poco favor0voli ottenuti nelle ulteriori esperienze di tiro cont ro la corazza Dowc {Vedi RiliiSta. m.ilita1't! -ital-imw Hi mnggio 1.894). Si trat!~ di due esperienze fntte iu pre~enza della Couuuissione 0
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1919
-d'esperienze per le armi port:~lili in Spandnu, ol'e il tiro fu eseguito dal personale della suddetta tommissionc con fucile e munizioni 88. Nella pri ma •!..;pericuza (metà di mnggio) le corazze presentalé furono -due di pe~o diverso e pet· rlimcnsioni qu3si eguali a quelln ndopcrata nella precedente esperie nz~ del \Yintcrga rten. (A ltezza 46 cc n tim~:tri, larghezzn :{5 e~n timetr i, ~pes>ore G centimetri) . Il punta mento fu sempre ·diretto su un foglio di carta bianco r.pplirato nel mezzo della rorazza, .alto 25 centimetri largo 20 ccntim(.'.tri , dietro il !]'Uah~ si t1·ovni'a la pre$Uilla pnrtc inv ulnerabi le. Contro la corazza pes:mtl! chilogrammi li-, ~ fu tirato nlla di:.tonzn di 8 metri, e rontro l'altra pe>:lntc chilogrammi 8,5 alln distanza Ji 30 metri. Ambedue furono forate e danneg~iate in modo da causare l'interruziont> dell'esperienza, la rptalc 1.-'\iSÌ ebbe un risultato cornplet:uuent€' negativo. Nella seconda esperienza (metil Ji giugno) una co r:1zw per ·form e c dimensioni uguale :1lle precedenti c pesnnte chi logmmmi 8 fu parimen te forata. Con tali risul1ati l'invenzione non trova pe1· ora nlcuna npplinl7.ione di uso mili tare. Velocipedisti comlwtltmli. - Dall'Alleywwine .Militiir Zeitun!f togliamo che nelle manone di brignt;l, di divisione e di corpo d'al'lnnta eseguite in cyuesùmno dal !)o corpo, ·i veloeipedisti oltre :1 trovare impiego nel servizio di guida e di portatori d'ordini, fu rono adoperati come ·combllttenli. Il succitato giornale nnrrn n questo proposito che il 1~1s$:1ggio Ji un cava!cavia. tentalO da un ripn1·to d' u ~sa ri fu impedito ùn unn sn lvr eli oO velocipe.listi, i quali cominsern :dln ritirata quei Cl\\'ali!'l'i. Espe1·irnento di costitnzione rli nn hrtltaglimw di riserva cun elem!m.li ,dell'Alsa.zin 11 l.omw. - Le recluti~ fl ell'Alsazia e dHila Loren!l. eccezione fatta per i volon tari, ~o no, com'è noto ineorpornte in corpi d'al'lnatn non aventi :wde in CJUelle provineic c principalmente nel 2°, lto, 7°, So, HY·, 11. 0 corpo del!n guarrlia c 25" divi.~ione a"siann. L'esperimento fatto nelle m:mov re di quest'anno, colla c11Sli tu zio ne . di un riparto di riserva con tutti clementi tratti dl! quelle •·egioni, è riuscito soddisfacente per il contegno e l'abilità militare da essi dimostrata; cd ha fatto nasct:re la speranza negli A lsnziani e nei Lorenesi che in un prossimo avvenire la t~-r r itoria l itil del •·eclutl!mento e del completamento ~i estender~ nnche alle loro terre. fl riparto che inquadrò i suddetti elementi di riser\'a fu il ,j.o hnttaglinnE> del rt>g~i mento di fanteria N. 14:1. Con.~e_qna di bandil'i'e. 11 -12 del mese passa to, f!Cnetliaco del tle-
1920
NOT I~IE
KOTIZIE M!LlTAHI ESTERE
MILITAR I E STERE
funto granduca d'Assia Luigi IV, furono solennemente conseonate le lJandiere ai quani batLagl ioni dei quatlro reggimenti della divisione gnmducal~ Assiana (2:1"). Il 17 corrente in Berli no ,·errà fatta uguale consegna ai qu;li'Li battn~lioni dci rcggintt•nti pru~siani. .
SPAGNA.
Nuova l'iorgaui:;zw::iCJnt! dell'esercito. - Secondo ii decreto reale pulJhlicato dallo G11ccta y Diario Oficial, i corpi armati c le unità di reclutamento e di 1·i ~erva, é-li stabilimenti di insegnamento ed istm?-ione milita re, co mter~tnuo, dur11n te l'csel·cizio economico 1894-1 895, del p~H·3ona l e seguente: Ftw leria. - M reggimenti di linen ; 20 battaglioni di calwiatùri ; 4 reggimenti regiona li li' Arriea: f haH;1gliorw disciplinare d i Meli Ila; 2 reggimenti rtlgionnli delle Cn nnrie ; 5() ;.:nnc di reclutamento nella Pe·nisola ed una nelle Baleari ; 5 zone di reclutal!lento complementare;. 58 reggimenti di ri~erva nella penisolu i! 6 battaglioni di r i:>.erva nelle . Can:u·ie, Clìn un tot:lle di ti2,:Ht) uomini . Caw.llP.I'Ìa. Uno sq uad rone di scorta reale; 28 reggimenti attivi; squ:tdronc caccintol'i di .Mallor·en (Baleari); idem dì i\Ielil1:1; H reggimenti di ri~er vn; 3 st:Jbilimenti di rimonta; 4 depositi stalloni, con un aumento di rl tll' $C~ion i di stnlloni per il primo deposito. Totale ·12,535 uomini . Arli(llierìo. - 5 reggimenti llluutat.i (da eampagna) con materialt~ di 9 centimetri ; 2 baueric a cavallo, nddettc a 2 reggimenti montati; 9 reggimenti mon tati eon m;1teriale di 8 cm; 2 reggimenti eia montagna con materi:!lc dì 8 centimetri: 3 bn ttaglioni dn fortezza su 6 compagnie; lì idem su 4 compaf!nic; l~ com-p:;gnie di operai; 7 depositi di riserva~ scuola ccntrnle di tiro; museo di ar·tiglieria, con un totale di 9,859 uomini. Genio. - 4· rcggimenii di zapparori- minato1·i; unu musìcu adddta td reggimento di gunrnigione a Madt·id : una eornpagnia regionulc deliLr Balea ri ; un n:ggimento di pon tieri; un battaglione dì ferrovieri; un battaglione di tclcgruft51.i; uun hrìgatn topogralìca; una sezione di operai ; 7 depositi di rise:-v;l, con un total e di 3,838 uomini. Bri,qtttrt opemi c topO!Jrafi del corpo di .statd nwgqiol'c. - Totale 1,320 uomini.
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Pri·ma brigata. di sa11itd militare. - Totale 750 uom 1111. Brigata di amminist.rozionC' militare. - Tt•I<J ie I ,3~0 uomini. Vi sa r~t pure una sezione di montagna a Ccuw t.!d un'altra a Mclilla con 97 uomini. St.obilmwnto d'istru::.ione militnn•, con 1~7 uomini; accademia di fanteria 185 uomini; nccndemin di cal'alleria -I l! l ; accademia di arti.glieria 56: accademia del genio !~(i: n c!~'Hi emia dell'arnministr:Jzione mìlitnre 25 uomini. · Milizia volontaria di Ceuta. - La compagnin dei mol'Ì tintt(•ri con un totale di 50 uomini; In comp11tnia di m:m: con 60 tll)mini. GUARNIGIONI D' AFRICA
Comando generale di Centa. - 't reggimenti di fanteria ; un battaglione di nl'tiglieria da ftJr tczzn; In compagnia dei JJlori ti rntori: !11 -cornpagnia ,di nuirc; lo squ adrorlù cacriatori. Comando _qenerale di Jfelil/a . - 2 reggimenti di fa nteria; un battaglione di disciplina ; uno squ:1drorw eaccintori ; un ba wudione di nrtjglieria da fnrtena eJ tmn b~U!lri a mi~ta nddetta ;d med~5imn; 1111 3 compagnia del :311 reggilfhHlln z:tppat.ori- Htiuatori (100 lt,1Jll ini); la. compagnia di mare. · · Il comando genet·ale della piaY.za rli Melilla S;l t'Ù assu nto da un "èuerale di divisione <: tanto v q ucsto conwndo eome a fJ ucllo di Ce~ ta verrà assegnato un genende di bt·i1.wta come cu111andante in secoml<t. l reggimenti dì fanteri11 della guarnigione di Ceutu c di Melilla si denomineranno di Afrieott, con In numernziono dnll' l al l.a,. Essi costituiranno 2 brig<He, compost~ coi ieggiulenti 2 (! 3 in Ceuta, ed :1. e 4 in i\Ielìii<L A vrnnno il comando di queste lidgate i due gcnernli comandanti in 2•. Ogni reggimento d'Africa conster:ì di 2 bnltnglioni =<u 4 compagnie, con un towle di 1200 per ogni reggimento. Il batt:1glione ll isciplinnre di )fnlilla crJnscn·Nit 1:1 sua niLuale nrgaUJ7.zazione. . Ad eccezione dei colonnelli, nessun altro uffiniale superiore o ìnf~J n ore potrù rimanere nei reggimenti d' Aft·i(:a piil di due anni. u(!uale · ~~mpo .di massima permanen~:a è asscgnat<• ull'uflicinlit:ì ch:llo S•flWdrone cll Mc!JIIa, fatta eccezione del comandante. Per aumen tnre la forza del 2° e 3• reggimento d' Africa, sa r:tnno chiamate le classi clw si trovano in l ic~ìmza ill itni ta!a e che hanno avnto istn1ziune milìtnre.
1922
1923
NOTIZIE MILITARI EST ERE
Per la creazione del 4° reggimento servirà l'eccedenza di truppa det 1o reggimento, calcolando non solo il personale eccedente nelle file, ma anèhe il pc rson~le istruito che si trova m li cP.nza illimitata e che· sarà tutto chiamato. Passeranno pure al !~o reggu11ento i soldati citi bauaglione di discipli na delle ulti111e tre leve, che in base a sentenza di tribunale non fut·ono de~igna t i per detto battaglione. Il personale di truppa manr-ante per coprire i •pHtdri dei r·cggimemi 2", :3° c 4°, sarù tolto pro111iscuamcnte dai 56 reggimenti di linea della penisoln, in parti uguali dalle t.r·e ela,;si, dw attualmente si trovano ::.otto le armi. L':Jttualc sezione di cavalleria di Melilla sarà sostituita dal nuovo sq11adrone, delln forza di 1H uomini e JOO cavalli. li personale mancante sarà in parti u~uali somulinisu·:tto dai reggimenti cacciatori di Tetuan, Alfonso Xli, Sesm :~, Villarrobledo e )!aria Cristina. I quadrupedi mancanti rli cruesto squadrone saranno sornministratr dal rPggimento dragoni di Sautingo, e le ba rdature tanto da qul)sto reggimento come dai cinq ue suddetti. Il ! 3° battaglione di artiglieria da forteua, il di cu i stato maggiore t·i:::iederà in .Melilla, formerà parto della guvmigione di questa piazza, distnccando una compagnin a .Maluga. Detto baltaglione constct·à di () compagnie cJ ttVJ"à aggregata una batteria mist::t su 2 sezioni, ognuna su 3 pezzi, una da montagna e l'altra du campagna. il personale necessat·io sarit tolto dal 1o e 2o hauaglione di artiglieria dn fo rtez7.a La baucria mista con person;~lo e quadrupedi del i 0 reggimento da camp1tgoa c 2n d:t mont(lgna. In quanto al materiale si utili 1.zerà f{Uello che esiste nel parco di ~ft,lilla, ~~o mpl ctandol o, se è necessario, con materiale dato d:oi ,;uddetti reggi mèi oti. Dipendente dalla pi:ma di Malaga si <:rea una se:.:.ionc Ji guardia civile (c!ll'abinicri) con dest.inazionc alla piazza di Melil la, co111posta di un tenente, un sergente, due capot·ali, due guardie di prima e venti di seconda classe. I serYizi proprii della brigata di amministrazione militare ~ar:t nn o nel comando generale di ~1 elilla, disimpegnati ùa una set.ione sciolta di montagna. L' esercito in piede dì pace, si comporr:t di 82,000 uomini di truppn, 12,779 cavnlli e 3,134 muli. 'L':.nnnento di spesa ò di 2,100,000 pesetns sul precedente esercizio.
. NOTIZI g BIBLIOCi-RAFICHE
Recensioni.
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LtìiTilNlW. - 1Jic uestiindiye Be(e$lzquny wul der F eslUt!!JSki'ÙI(! (La fortiflcnzione permanente c la guerra ù'as::edio) 2" cdi:-:io1w. Vienna, Waldheim ~8H4. - 2 volumi L. :i7,50. La Rivist'' di artiy/.iel'ia e .11' 11ÌO ha nd 5UO fnseicolil di seuemhre pub blicato un vasto e (}Otn pletc, ri ;:t~s unto di un'opera recente Jcl tenente colonnello dello s~tlo maggiore austriaco Leithnct· sulla fOI'tifìcnzinne delle eo::;te. A complèture •1ucll' importante studio della nostt·a consorella ed anche allo scopo Ji popolarizzare un po' di più, un :t ltro libro del Lei thner di interesse meno tecnico ma fo r~e pii1 generale, cogliamo occasione dello annuncio di unrt seconda edi4ione cieli· opera capitale del predetto ufficiale per dame un breve cen no ai nostri lettol'i. L'opera const1l di duevolumi t{ si inspit·a il questo principio: « Dinnnnzi «ai recenti Jlt·ogressi dell'artiglieria la fortilìcazione c In guet'l'il d'ns'' scdio hanno dovuto modillca r3i ed <~ parare ai v:trì inr,onvenienti ma" nifestatisi si sono presentate proposte molto divet·se, tal volta contrnùùit« torie. Nell'ineer t e4~a. che tuttora esiste occorre stabilire quali Jei ]JUnti ' controvet·si può rir.erere solu1.ione soddisf:tecntc e la soluzione del pro« blema deve trov[lr.Si ndl'o:;nme ct·itit.:n ed imparziale di tut.te le idee « messe in circolazione. ~ 11 primo volume è den icat.o ali' esame dei prìn'cipi gener:tli, il secondo, compilato in collaboraziolle con altri uffieiali :.tustriaci, tratta delle applicazioni pratiche, esecuzione di progetti, costruzioni ecc. li cùmpito ~~:i-el usi vamenle tee.uico è quello che può meno iute-
NOTIZIE BIB!.IOGRAFJCJIE
NO'rtZIE BIBL!OGRAPlCHE
ressarc i lettori della Rivista e quindi ci ~ embr~ conveniente soJTcrrnarci di preferenzn su l 1o vol ume. L'autore inizia lo studio trncciando lo svi luppo dell;~ fortiflcllzionc nell'ultimo vcntennio c scgnantlo i nu ovi fattori , chn hanno ùi tanto modificata l'arte fortificatoria, i qnali :t suo ~vviso sono : le artiglierie rigate a tiro curvo, In shrarncl, le granate a potemi e.splosivi. i c~nuoni a tiro rapido, le rnitragli:Jtrit:i, i nuovi ~ffusti d'assedio. Dopo di ciò l'auto1·e sottomeuc a critica le opere, che dall'npparizione dei nuovi umzzi d'ofl'•!S<l ltanuo tr:ttto Ol'igine; discute perciò le 11per<:: dÌ Brialfllont. (/,a {ol'lifìcotion du h'IIIJM présent, t' inflnencc du lir plongean/' Ics ré,qious {ol·tifìés), di Sauer ( lll<tcco t'difesa di p1:azzc forti), di Scllllmaun ( Tnn·i col'a;;zatc), di :\l ougin (TI fortP (lel/'rtvvenù·e), di Woorduin (F01'/i r'Oraz;;nti), del nostro Hnedti. di V,ditschko (SistPmn di j(wti.fkozione). Da questo esame inlcrc:-snnt.c P ;, ;:~;lÌ llen con dolio l'auin~e con('lude: 1° f cannonuni i'''sauti non po~so n" trov;,1·e intpiego n ei(•lo scop<·.fto, spettano ad cs~i: il ti ro ind iretro o le co::truzìoni cn,·aaate; 2o Le mitra!fiÌill.rici f' i cannoni a ti:·o n•pido ~c1· vo nn in ;;osti!u· zio ne d i fan te1·io, eho po11sono es~cre così itn pieg~ t<· in operazioni tn ttiehe; 3" l furti, n int!•!'l':1 ll i minori eh•! pel pa:::~ato, rJe,·onn (lV<::rc profil o debole, nrlll!tllJCnto mobile, rnolt11 rcsisten;r,;t nelle costruzioni. Il colonnell o Leitltner es:1rnirw poi i si~terrri rli for tilìcnzi(•ne usciti d:.1 lle varie scuole rieonduccndoli a tre tipi: 1° Fronti t:Or:tzzati dello Scl1umann. Un<t eint.ura su due o tre linen di batterie cor:tzwte. Tutti i pezzi sotto toni, ncssurw J[tntcrin: 2" Sepanrziouo a~oluta doli H difesn vicina e della lontann ( Vcl itsko). Assenza di cornzature, forti con [u·mamcnti leggeri e guarnigioni di fnnteria, batterie d'm;sccfio pei gro~i pezzi; 3° Sistema dei f~Jrti t:orazz:rti. Ogni forte Ira armamento leggero a cielo scoperto, •Jualclw .)!rosso · cannone in toni. Guarn igioni di fa nteria. La preferenza i: datn a qucstrJ terzo sistema, la"cianrlo ~li rtlfl·i a casi speciali. V<meudo a parlare rlcll:r f.{uerrrt d'asseuio l'au tore dice d1P bisogna abbtlndnn:,re of(ni t.r:u:ein del sistema Ji Va ub[tll e concepisce così.l':' ttacco: 1a fase. - Co nf[ u i ~ ta del terreno per stabilirvi le batterie d'a;;sed i r~. Operazinn j di campngna fu ori del l':tggio del raggio di nzione <ki forti. . 2• fnse. - Jnrp.irtnto dcii<• haHQrie d 'it~sedio d11 2000 a ;{COO metri dai forti . Quesll.l i::p·;; l'unic[t posizi(JI.W d'a rtiglieria, ~alvo ehe pei· i ennnoni pi1t
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mobili che potranno essere spinti più avanti e per qu n~clt o gnrpp" di c:mn· potenti per smantellare corazzature non ::~ncora dl st t· utt~.. . d' f no l 3a fasf.'. - Occupazione successiva di t.re o quattro po~lZl~nr t an. ·n tt··lncee le,aere costruite di' notte. !(i)nzn npprow !Il' collegatona, 1 <>o • ' • menti orrni qualvolta ;;i possa . . . . 4• fase. - Assalto simuhtlneo :n fo rli " glt intcn·:llli. Carnttc:ristichc della difesa devono essere; . 4o Ingannare il nemico sul fronte ~l aua~h, .·.. . , . .. . consumnrs1. .tn lotte li'OJ>JlO Vlolenlt sulle po~llltOIII a\anzn lt:, 2o !\•on :~o Piccr,le e numerose sor·tite. ·. l . 'l Il libro che l'autore. assicnra non c~sere un l:woro u l~c.l.l c, pel. ~ . supenon eo delle .autonta . . . numero c 'qualità ùei co Il a hOl'tllll, Pe•r J'appo<rtrio rapprescmla cel'l.O .un c~m p ~e~so. ~.li ìd.~e ~l estinate a lllrllrrzztll'<~ Hl un Alato senso ~rli studi degh uniclah ,tustJ tact. . .. . . . . . ..dtll'lC, avi "'lt't''a rli l'~posiztonu. f .' t U tOrO'·Coli. utl. ,,l !!l " .selnpl!flcando rptOblctnl, . · ·Con' :nolto' ~e.nsc; pr;~ÌC(J e molto amore :11 prol!rn!'so, ~enzr: es.a~era7.10~11, . . nttua l'l ~ f•.t C'.uJlOS('CI'!' e C te sollc.wa c risehiMa Jllolte qtH:~tJom , . l OJIIIH011 . p1·oh·Jbil mente ha rnnggior fn\·orc in Ausl.rn\. d lo 5tudic•. : [l, pl:1uso avuto ch{l libro, ci eonsiglia a raceomn~ a me . ùeIl :1 pn. ma [J'lrte llflicinli di 1.1111.6 le aruu . specw , , aoli '~
a) Bollettino bibliografico
l. Sommario delle riviste militari italiane . n· . ·( d'a t•tirt/ieria e IJimiO (seltCillbrC). nUH~ a . · · · t' Caveglia. - Studio sulla r<Jsistetv., ùet maiPn~ ,r. Cairo. - L'e.quitazione delle reclute n(>lle battertc. Leithncr. _ Fortificazihni da costa. ~ nadoa)io. - Uniform!' dei cannonieri da campagnu. ~Jt e . . Mazza. - !menzioni meecamehc vane. Mi~cellant>a .
Notizie. ~Bibli ngrn fia.
llivistu. di f(mt.ui!J (30 $!)flemhn>). La religione nell'esercit\}. Nel pnes•~ dei bollettini
'
1926
' NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
NOTIZIE !HSLIOGftAFlCHS
( Nous venon:; de voir daos quelles conditions s'e.xerce cn l taliJ~ le
la gerarchia del territorio. Note ed appunti. Y:ll'ietà.
c commaudement d'un escadt·on ou d'un régi ment.. Il est intéressanl de
« continuer notr·e étudc et de rechercher si les générau.x tr·ouvent clans c l'accomplisscment de leur,; Jevoirs journaliers l'occ.asion d'acquérir la « pratiqu,~ du commandement et d'eutretenir les qualités dc caractère, « dont ib devront fa irc preuvc en cnmpagne. • (( Lor:> de la formation du royaurne !l'ltalie, l':mnée !\t~it eomposée « d.'elemen ts pcu homogùncs. Pour former un tout conq•nct. e avcc des « régiments animés d'un e::OIII'it trÌ!S diiTcn.nH, il etaitindi5pensahlt• dc leur «imprimer une impulsiou unique; d1: lù la centralisl.ltion qui clon na « au ministro de la guerre les moyens Jl'action nece3saircs pour créer • l'arm(-e n:~tiona'e.
Bi b liogr:~ fia.
l~ ic ·~sta mar ittùna (ago:>to·settembrc). Soliaru_ - Caldaie e tubi d'acqua. Bonnmreo. - Sulle manovro navali italiane. Ma7.za - Del dir·itto di visiti\. Brnvett_a. - ~e ~or~tpo~izioni inr-endiarie, le origini della polvere e le prrme artrgherre. Mnssei-Pa~es-Oe Angelis- Sull'amministrazione del corpo RR e ·p:rggr. . qut
c .
Lettere. Xotizie. Oibliogralìa.
(:;iornale nwc~ico delt'esercito e della marina (agosto). - Hrcerchtl w l co lcr:1 del 18\)(l a :\';~po l i . L1Ha rr11. - l{esezioJJc t: l egntu r~ di venil. Rivi ::tn medica . chir·nr·gica. der mo-si filo pati ca . tera peutic<~. chil)1iC.a e f~ rm acologia. di medicina leg:1le. d'igiene. Pa ~q u~l e.
2. Ordinamento degli eserciti. ~ello .
studio . . .in pubblica·· . zroue ·.su 11 a J>tCVlte de cat•ulerie, col titolo : ternunato nel fascivolo di settembre 189'· . ; mteressa nt · 1 · · 1 ~. Vt e un . . . e caprto ~ mtrt~ alo: Le r,(nmnmldemenl. dans fmmée iwliemle ~n wr, dopo una cntr~a dt alcune parti del nostro regolamento di servizio ~nt~rno d~ll-~ c:tvallen~ (~Ire la .Revne de cm;alerie dice sernhr:t aver avu;o: ,, t.,lclte ùe reahser les rdees euuses cn 188!.) par le ~rénéral ~far·se ll') fatte ~lcu · · dt. .rndolc gener~tle. e ' · J sono ' , , ne osservazwnr osservazioni d' Queste l t. · .meritano di essere ripm·tate ' ' flO· t.clrt~ · , ·rrt "~ Jc,une parl.t. rn os t ano un tmparzJale e acuto esa me dì t:Jlune cose nostre.
1927
~a cavalene ttahenne,
>
c Celui-c:i se trountit au.x prises avec un problèmc bien dilficilc it • resoudre: entrelenir l'armc;c et le matéricl de guerre avcc un budget «qui part.out. ailleur;; eùt. été juge insuflisant.. Le ministl'e se vit par « suite dans In neces~ité de baser l'aclministr1t.ion de l'arméc sur le prin« cipe d<: I'!Sconornie la plus :;triete et SI! t·escrva la solut.ion de toutes Ics « qu'cstions entn•inr,nt des dépenses pour I'Étnt. « Le pouvoir centrai est donc orga nisé en ltalre plus forternont fJIH~ « partout ailleurs: le rnini~t•·e l:Ornrnande et ad mini~trc l'arméc. « Une certaine déeantralisatiou s'est opérée a•.t proOt cles chd:> de c corps, qui oot vu :iétend re lcurs attributions, rnais n:m au prorit c des générau.x QUi sonL devcnu:; cn quelque sorte de.s orgaues de « transmission, dcs inter méd iaire:~ cntre ces deux autorité:< forterncnt « constituécs: le rninistre et le J:olonel. « Il était oécessaire cepentlant de donne,· un Jbut ù l'acLivitu des ·« générau.x: ce Jut la n•ison d'•:tre dc~ lu J~<l pcras~erie, dont :;e plaint « nrnèrement anjourJ' hui J'aril1,;~ ir.nlilmnc. « Le papier rcpré.~ente le lr~vnil faeilc: les ~(Jlutions prises clan:> une « ad ministr·atiotl pa pe•·a~siè1·e sout basées non poiut srn la logi•1ue mai,;; c sur les précédeots. Un~~ rlifficu lt<\ se pré;;ente, on reclrerche pou r la « résoudre ce qni s'est fait l'an nce J'~rant. Dt•ns cc.-; condition~. le c chef se dispense de preudre un parLi: il applique :>implement un c texte. Sa décisiou aura en quelque sortt: un caructère impersonnel • et sa responsahilité ;:era à couvert. « L~ rou tine paperassii:re tl'e't clone pas faite pour· dévcloppcr chez. « un chef l'initiativc et la décision, ellt! f:worise la pnre3se de l'intolli. « genee et, ce qui est plus grave, de la volont.C. « En ltalie l'activite du nrinistrc et c~elle des gén,)rau.x se rn ~u ifes-
1928 a
NO'l'!ZlE BIBl-lOGRAFICliE
NOTl Z!E IHBLIOGRAFICHE
tent par \'envoi do nombreux papiers. I\ eut été
Ci~pen c]ant
1929
bien
4. Storia militare.
« facile, dans une armée où l'on tùvait pas à rompre avec Ics tradi-
tions du pnssé. d'o1·ganiser ie co;11 mandement sur dc tout aut•·es « ba~es . Les ha:ieus :1uraient pu prendre ù ceL éga rd les Allemaods « comme modèlt>, si le cara<:tère national l'eùl permis. L' ltnlien est « plus iotl'lligent que I'AIIom:~nd, il a la conception plus rnpide, mais « il est moins hien douè sons le rupport du cnractère: choz lui la c volonté t>st paressense. Voilà pourquoi il nimc, mall!ré tou t ce 7'1' « gime cMtareo, C(Jtte pap!!ragseri~o•· fJui le dispense dr ·vouloir et so uvent de pense1·. « 1.' Allemand n'a pas l'imagin(ttion brillante d n méridionn l, mais • il s'assimile aisémont Ics idées des autres et il en poursuit la réa« lisation a ve~ In perst\vérancc et la ténacitti f[ui sont les pri ncipale:< • f{ualités de sa race. La tkicentralisntion s'est opérèc depui long« temps d :m~ l'armée allemnnde, In principù de la division dn tnwail c y es: appliquu aujourd'hui. Quand un cas diffici le se préscnte, J'au« torité locnle so prononce, - on n'ér:rit pa>, - c't:st tout au plus si « on rnrl compie. « Cc que nouus ven on~ de dire dcs Allcn1ands l!! dos I tali~:ns s'np« plique plus ou moins nu x autrcs nations eut·opénnnes· Lo~ peup l,~s « du Nord, l' Anglctel'l'e, In Suède, la Russie, ne sont pas de~ peu« ples pnperassicrs: c'c!st dans le 1\'[idi, rlans le pays oi~ l'oranff/J" fl<JIII'it, « qtJ'on n l'arnour du papier et la n;~ime des r<'~'ponsnbilités, è-n Tur« quie, eu Roumanie, en Gri:ce, en Espagne. L'ltalie,, qui a basé l'orc ~anisation du haut commandement su1· la ccntrnlisation it outr:mce et part;tnl la pa per:Js:>erie, se serait donc (lOnformrc, sans s·en dou ter peul-etn•, a une loi géÒgraphitrue. «
.·. orientale nel ·189(1, (recente lotta ira la Cina ed La rruerra neIl ' ..•,,1,1 ' . . . , . • . 11;
. . e · .. t d· uno SjJeòinlc cornsponùcnte m1ltt,uc ~ u 1 1l eue ti Gwpponc) e nnua o '1 ,. ·r· • • c• .l . ... · ·l • vlit:tt~r rli ottobre. Finora furono trattati l "eouen l ti ;lf t ILIP lSG !C D . "
gomenli: Preliminari della guen·a. For1.e dcl!li avversari. . . . dell' Jnternationale Revu.e sul mcIn tel·essanti piii'C le comlllliC:li:I OI11 c.lesimo argomento. 10 H ., !' d. pH~~t'auno _ Il Hiliti~r W oclwnbla.tt nel suo go e · 0 et ~e t . 1 t ~ · ' : tel·e""ante p•rallclo fra le opcrnioni di Vellmgto n e Sou 1t reca un 10 ~, " · · 1• nel 1809 e nel 1812 dovuto alla penn<l del defunto maggiOra te~ e~c? Roesler.' E mo~lo conciso, e al tempo stesso rieèo di vedute ongtnall. v
_..... Di "nminente pubhlica;.:ione: . t . l'eltdlimc, Le Pierre- LchautwurL ·- Cmn[JIIfJIW cl•• l·~ Lutl'e - . O.StltS, M'a1tS P·uiai Ber!,!er-Levroult. . , ' ' ·ccedenti lavori 511 Coulmiers et Orleean;; l nnFacendo segUito 31 pt ' . . . · l' Cl. · · nelle . l .• . ·. lo l'interessante !('ladro degli erOJsnu c ' ~,1IIZ} tote Hl L1 acC1<t . ne E un lnv1Jro uiornate memorandt: che resero immorta1e l1 >~ O no.• . , . •. .: ,. l'l ' • • l "tesso .lln()nt·zi·tle scritto eon stlle hnllante SJecJw lo st pa.tnott1co e a ~ · < ' • • • • d. l] ole-ti<•ri poichè, ,.c.,\ori;ce al vero t! triSte quadlo l que a . leggera v •• . , fati cosissima camp~1gna d 1nvcrno. . _ _ ,~ .. ,,. Chuquet - Jlodw et ln lotte 7lO!tl' l ;1lsacr, (119.1 -l/911!• P:u ~ol. ,.e di lavori illustratiVI della l'lvoluzlono ft:mçerf. Fa parto d1 una sc11 · cese di c11i sono usciti: · . . ~ ·k , L .· . va·ione prus~i ana - Valmy - La riltrnta di I runswtc . a l)tltna 1l1 '"' . l B Ici - Il tradimento di DuJemmapes _ La conquista <el e 1!)\0 mouriez. · _ ~{agonza - Vissenburg - Hoc11e 1: La spedizione di Cu;;t1ne ,, v la conquist~ dell'Alsazia. l!) '
"'
•
u
3. Arte militare. Pernot - A7Jl'rr,:u hislorÙJill' snr· le. .~N·vù:e des tnms110rt.~ militaires, Parigi, Lavauzeli<J. Sotto lJliC!.>to tito lo l'au tore ha riassunto In storia dei meai di trasporto al sef(uit(l degli eserciti dai tempi greèi fin o a noi . Il lavoro paziente ed ac.cu rato dì ri ce~ca negli stori(:i e nelle cronache, accenna :tssai bene ni prog1·essi fatti sot.to i migliori organiwttori dell'esercito franr.ese ed ~ i'otto molti rapporti conunenderoli.
•
•
s. Politica )
-
e diplomazia.
L'adesione della Turchia alla triplicn alle:.tii7.a è tratl<lta sui Neue
Militiirische Bliitte1· di ottobre. . . . .· Può riuscire interessante per le acute c<ms•dera.ziOnt su 11H ~ l Ila po. ,. . · , t· .w· ·hP e·so ntrarreblJe pe1 a sua ht1ca dell'Impero turco e su1 van <~ ee 1 c ' "' . ... , eIl'ett.o della adcswnc precomzzata · sicurezza e per la sua autonom1·a per .l'·
1930
NOTIZIE B!Rl.lOGRAFICHE
6. Varietà. - La Revista rimti[ico Militrn· di Barcellona ha riassunto, lodandolo, uno studio dei cnpitan i )la ngianti e Pasqualigo pubblicato nel nostro fascicolo del ·16 luglio u. s. sulle ferite prodotte dal nostro fucile modello ·1891. - Sulln Revuc tl!t w·r.le miliwire interessanti notizie sullo svolgimento delle manovre d'n~scdio sollo Parigi. - Guyon - Un comJHI[JilOn de voyage, Parigi-Dantu. È un libro di novelle nJilitaJ·i ; f1·n le sed ici che lo com pongono citiamo fra le meglio riuscite: Petit Pierre (scer.e della guerra del :l ~H4) , Criquet (storia di un parigino volonlario), les dcu.x Invalide;; (memorie del eulto Napo leonico). - Sulla fnternationn.le Revue di ouobre interessanti notizie sullo manovre imperiali di Gerrn;1Uia - (· suliP. mnnovrc navali inglesi.
Per la Direzione
Looov rco Crso·r rr
DEMARCHI CARLO,
ge ren ie.
1931
:·Ll NUOV! LEGGE DI RECLETA)IENTO
Le dispo::;izion i della leg~e sul reclutamento dte il Ministro dell<1 · guerra, generale Mocenni, pre,.enteriL alla Came.ra alla riapertura .della sessione, :;ono divenute oramai note nelle loro linee generali per le numerose e r·ecenl.i informazioni, che ne hanno dato i giornali politici . · Gli studi fatti sull'argomento sotto il Ministro Pdloux erano talmente dettagli ati, numerosi, esaurienti elle la nuova legge, pur aclottandone qua.si integralmenle le idee fondamentali doveva riuscire più completa e più armonica nelle varie sue parti. Ci è sembrato per queste ragioni non inutile, nè indiscreto dedicare al disegno di legge Mocenni uno studio, se non ampio ed analitico, almeno illustmtivo di quei punti principali che ne costituiscono l~ pr·incipali innovazioni e co me i cardini fondamentali.
l. La nuova legge. ·
.~
Il nuovo disegno di legge sul reclutamento comprende tre ti toli: della leva, del servizio militare, dispo;;izioni complementari .
**
Jl. titolo I della legge tratta : degli obblighi di .leva, delle formaz{oni delle liste di levn, e dell'arruolamento degli iscritti.
!22 -
.UH\0 XXXIX.
"(
1932
LA NUOVA LEG GE DI RECLUTAliENTO
Degli obblighi di leva. l n I[U&sto capitolo, dopo sp iega to ùa qtJali operazioni la leva !-ìÌa costituita, la legge espone l'obbligo universale di leva stabi lendo, che tuLLi i cittadini italiani , nonchè coloro che essendo . stnmieri dichiarano di eleggere la cittadinanza italiana, sono soggetti alla ieva di terra o di mare, alla quale concorrono divisi per classi, comprendendo ogni classe i giovani nati dal primo all'ultimo giorno di uno stesso anno e la leva di ciascuna classe avendo luogo nell'anno in cui i giovani compiono il 2·1• di loio eti1 ( l ) . . 'el mese di gennaio dell'anno in cui ciascuna classe compie il '1H0 anno di etit, i giovani che vi appartengono hanno l'ohbli(•o di farsi iscrivere sull e liste di leva ed i loro genitori o tutori n . l'obbli••o di curarne l'iscrizione: sono esclusi da tal(~ ol1biJgo o gli indegni di appartenere all' esercito per· condanne ri portate, superiori ai 5 anni di reclusione, i quali non concorrono perciò alla leva. l cittadini che concorrono alla leva sono assegnati , o alla categorianorclinaria, o alb1 categoria di riserva e la l eg~e Ossa i seguenti casi in cni i ci ttadin i stessi hanno diritto all'assegnazione alla categot·ia di riserva, stabilendo eziandio le condizioni per le quali i membri di una famigl ia debbono considerarsi come non esistenti : liglip unico di padre cinquantenne ; figlio primogenito di prrch·e cinquantenne che non abbia altro fi ~ li o· di età superiore ai 12 anni ; figlio primogenito di padre setlantenne ; figlio un ico di madre ''edova o primogenito dì vedova che non ba allro (iglio .di eti1 m'aggiore di '16 anni ; nipote unico o primogenito di avolo senza figli e seltantenne:
(l) Concorrono alla lev:t i giovani rep utati italiani a sen~o clegli articoli 5, S. iO del Cod i(:C civilt~. gli stranieri a senso degl i art icoli 6 e 8 (2° tapovet:so) sempre che nel· l'anno della 10aggiore età i primi nou :i bbiano eletto altra cittadinanza c i secondi abbiano eletta quella italillnìL. - Divengono però di fatto cittadini italinni se con(:orrono ~enza nul la eccepire alla ICI':l. o ~cccttano impiego pubblico.
LA NUOVA LEGGE DI RECLUTAMENTO
1933
nipote unico o primogenito di avola vedova senza fioli maschi· l> ' primo~enito di orfani di padre e di madre; fratello unico di sorelle nubili e orfanE' di parlre e di madre.
Della form azione. delle l'i:ste di letJa. Il sindaco e la. :;!iunta municipale sono in ciascun comune incaricati della formazione del le liste di leva. J sindnci devono il ·l o gennaio di ciascun anno fare conoscere con pnbulico manifesto ai giovani , che nell'anno compiono il l u• di loro età. o che avendo giit compita tale etit so no stati omessi da li ~ liste della loro classe, ed ai loro genitori o tutori, il dovere che rispettivamente hanno i primi di farsi inscrivere nelle li ste di leva entro ·il mese ed i lcro genitoi·i o tutori di cu rarne l' iscri· zione. . In modo analogo si regolauo i regi consoli, compi lando un elenco per ' provincia dei giovan i dell'etit sovraindicata, nati all'ester·o e residen ti nella giurisdir.ione del loro consolato. Entro i mesi di febbraio e marzo i sindaci compilano le liste di leva , nelle quali devo11o comprenrlere Lutti i giovani ancora viventi nati nel comune nell'anno cni si r iferisce la lista di leva, quelli nati all 'estero e re~iclen ti nel comune, gli stran ieri naturalizzati e quelli residenti nel comune, pei quali non pGl tendo ac .certarsi il luogo e il tempo della nascita siano t·eputati notoriamente di età che li renòa soggetti alla leva. Seguono quindi · norme pei sindaci circa i diversi casi e le modalità per la formazione delle liste rlì leva, che devono il..S.I dicembre essere firmate dai memiJ1·i della giunta comunale e quindi dai sindaci trasmessi per copia nutentica in doppio esemplare al prefetto della p'rovincia.. Da qnel momento i sin rlaci tengono nola delle mutazioni che si veri ficano nella situazione dogli inscritti fino al termine dell'anno in cui i medesimi compiono il 20° anno e. le comunicano al prefetto per le opportune COI'rezioni , quindi no~ .più tardi del '' :5 gennaio dell'anno successivo i prefetti diChlar;mo chiuse le li.;tc di leva, le firmano e le rendono esecu tive.
1984
Oell' accertamento derJli obblighi di
ltv(t.
La leva si apre il l o gennaio e si chi ude il 3·1 dicèinbre dello stesso anno ed è divisa in due periodi ; nel .J• (dal l o gennaio al 30 giugno) hanno .luogo le operazion i ordinarie per l'accertamento degli obblighi di leva degli inscritti ; nel 3" (dal ·1° luglio al :H dicembre) l'esam e e l'a rru ol amento degli inscritli. Il .Jo gen naio di ciascun an no il prefetto pubblica in tutti i comuni un manifesto con cui si dà avviso dell'apertura della leva ed invito agli in scritti e loro famigli e di fare domanda e prodnne i titoli per l'assegnazione alla categoria di riserva, qualora gl i in scr·ini vi abb iano diritto. ·L'accertamento degli obblighi di leva degli inscritti ~~a ffidato in ciascuna provincia <td un consiglio di leva, composto di un consigliere di prefettura, presidente, di un con:;igliere provinciale e di un giudice rli tribunale, membri: per il servizio di leva e l'i:;truzi one delle pratiche è poi istituito presso ciascuna prefettura uno speciale ufficio di leva diretto da un co mmissario di leva, che nssiste alle sedute quale rappresentante della legge ed è condiuvat.o da uno o più aggiunti, e nelle provincie aventi più di 600,000 abitanti da un sostituto; vi assi5te in ollre un aaaiunto del commissario che adempie le funzioni di segretar io del consiglio. T consigli di leva decidono sentito il commissario di leva. Le sedute sono pubbliche. Nel ,, o periodo i consigli si adunano in sedu,te ordinarie, nell e l{Uali rivedtmo le liste di leva , le rettilicano dec idono a seconda dei casi . Le assegnazion i all a categoria di riserva devono essere richieste dai membri delln famig lia a favo re dei quali sono accordate o in caso di legittimo impedimento dal sindaco . Gl'inscritti non hcmno obbligo di presentarsi ma possono far valere le mgioni loro perso nalme nt~ c a mezzo del sindaco. Gli inscritli che si ritengono gravati dalle decisioni dei consigli eli leva in materia di cittadinanza, di filiazione o di età potranno nel termine di un · mese rivol gersi al tribunale civile; 1')1')
e
1935
LA NUOVA LEGGE DI RECLUTAMENTO
LA NUOVA LEGGE DI RECLUT AMENTO
il r ichiamo al tribunnle sospende gli etretti della decisione del consiglio; intervenuta la sentenza. esecutiva, i consigli, in conformità di essa, pr0nunciano derinitivnmente su i diritti dell"inscrillo. Contro le decisioni dei consigli di levn, ad eccezione di quelle ora delle, è ammesso il ricorso ad uu consiglio centrnle di leva : tale ricorso non sospende però· gli efi'etti dello decisioni dei von;;iali .. n di leva provinciali. Il consiglio centrale di le,·a è composto di 2 consiglieri di Stato e di un consigliere di cassazione ed ha la facoltit di annullare o modificare le deci sion i dei consigl i di !era provincial i e le sue dec~sioni sono inappell:1 hili. Dal 30 gi ngn9 al ~li dicembre i consigli si adunano in ;;edu te suppletive per decidere sull e asse(!nazioni all a cate••oria .. " di ri serva, il eu: diri tto si spE-r imen ta ~~~ ritardo, o su questioni per qualunque ra~ io ne lasciate sospe:;e.
. .. ,._
/JI'lta !''Ìsita e ,/,•ll' a-rnwlawc.nto
dt~!{ li
inscritti.
La visita e f'anuolamento dcgl'inscritti soilo in <:iascun distretto affidati ad -untL o più com missioni d'arruolamento. costituite da un uffìciale superiore o capitano in servizio efTelli;o, 'presidente, da un uffic iale medico e da un urlicinle dei reali carabinieri, membri: tali comm issioni di massima si recano nei comuni capol uogo di mandamento, o in quelli fissat i dai comandanti di distretto: le sedute sono puhhliche e devono interveninTi gli inscritli chiamati alla visita, e i sin daci dei rispettiri comuni assistiti dai segretari comunali. La commissione decide a maggioranza di voti sulla idoneitit o sulla rivedibilit<Ì. degli insai tti: per decidere l'inabilità occorre l' unanimiti1 dei suoi componenti. E s~a rilascia ai dichiarati inabili la voluta dichiarazi one, noncM quelli arruolati nella categoria di riserva il foglio di congedo illimitato, dichiara abili ~d arruolati nella categoria oJ·dinar-in o in quella di riserva. secondo le indicazioni 1l~ i rispettivi elench i, gli nlt.ri
a''
1936
1937
LA NUOVA LBGGE DI RECLU'rAMENTO
f-A NUOVA LEGGE DI RECW'fAlllENTO
inscritti, e de.~igna conw abili ed anuola qli inscritli che non si presentano prendendone nota sugli elenchi. I n caso · di dubbio o s0spetto di malattia simulata o procurata, il commissario arr·uola l'inscritlo nella categoria che gli spetta, facendogl i obbligo di pr·esontarsi, al tempo della chi<lmata, al distr·etto militare, 01•e sarà deciso 5UIIa sua idoneità o meno e denunciandolo, ove ne sia caso, all'a utorità giudiziaria . .~el giorno stabilito per la chiamata della classe alle armi derono inoltre presentar~i al distretto tutti g-li assegnati alla categoria ordinaria e quelli appartenen ti tanto all'una che :tll'altra categoria designati come abili senza che si siano presen tati alla co mmissione. [ eomandanti òei distretli fnnno sottopone a visita tutti ••li in "' scritti ehe si prflse ntano alla chiamata e dec.idono sulla nvedibilitù od idonei ti t dei medesimi , rimanclnndo alle leve suecessive gli inscritti cho per legill.imo impedimento non possono presentarsi al la chiamata e qnelli in attosa clelia sentenza del tribunale civile circa materia di cittadinanza, filiazione o età . Dispone per· l'osserv;rz.ione in ospedali militari degli inscritti ::;n cui pnò sorgere dubbio. Le dec~isioni d'inabilità e di rivedibil it;'t pos~ono essere revocate en tro il periodo di due anni dalle decisioni stesse ed il. J(inislro della guerra può :>olloporre a nuova visita gli in~criLti dichiarati inabili o rireci ibil i.
dell'anno successivo quelli che ottennero il rimando, chiedere al console di essere visitati all'estero: La visita ha luogo, a spese deii'interessalo, alla presenza del regio console, con le modalità alle a garantire l' interesse._dell'individuo e quello dello stato.
/Je!Jli inscritti residenti all' est,~ro . <:li in~critti residP.nti all'esler.o, che nel primo trimestre dell'anno io cui compiono il 2·1° di loro età ne facciano domanda al reg io console, vengono da questi rimandati alla leva ventura. Se non ottennero tale rimando e non si presentano alla commissione di arruolamento nel giorno della visi ta, sono dichiarati idonei." al servizio mil'ilare ed arruolati; non presentandosi al ~stretto il giorno della chiamata so no dichiarati mancl,lnti alln chiamnta alle armi. · Gl'inscriui res identi all'estero possono, nel prir11o trimestre dl'lla leva sulla r:lasse cui apvarteilgono, o nel primo trimestre
* •
11 titolo 11 tralla esclusivamente del :>ervizio militare e non ha alcuna relazione coi fatti civili che accompagnano il reclu-
tamento. Comprende que~ti argomenti principali :
D•'qli obbli!Jhi di seni:;iu miLita?'''· { ·~li inscritti arruolati nella. r:ategoria ordinariu o nella eategoria di riserva l1:mno personalmente il diritto e l'obb li go <lei servizio militare dal tempo dell'anuolamenl.o fin o al 8 1 dicembre dell'anno in cui compiono il 39• di etit e sono dur·nn1e l[nesto tem po successivamente ascritLi all'esercito permanente. alla milizia mobile ed alla milizia tenitorialc; cioè: fìno al ,3·1 dicembre dell'anno in cui compiono il 28° anno di età all'E. P., dal t o <rennaio dell'anno successivo fino al 3 1 dicehre dell'anno in cu"i compiono ii 33" anno di etil alla ~1. )l.. dopo fino al compiménto ùell'obbligo di servizio alla ..\1. T. l! Minislro della guena può ritardare tal i passaggi. In pace i mili tari della categoria di riserva sono lasciati in conl-'(edo illimitato, salvo le chiamale per istruzione o gli obbligh i di servizio nella milizia comunale: que ll i dell a categoria ordinaria compiono l'obbligo eli servizio parte sotto le armi e par·te in congedo: la ·parte di seevizio sotto le armi costituisce la l'erma, e dura tre anni a cleCOI'I'~I'e dal giorno in CUi Ira efl'ettivai11ente princ.ipio il servizio ~otto le armi. Nell a ferma non c\ corripreso il tempo trasco rso in istalo di penao in un corpo discipli nare a titolo di punizione o quello •n attesa di giudizio segni1o cìa condanna.
19'38
!.A NUOVA LEGGE Dl RECL'Q'I'Al\!ENTO
LA NUOVA LEGGE DI R.EC.T.UTAMENTO
1939
l
Il diril.to di essere inYiato in congedo o il passaggio da una mil izia all':1 ltrn è sospeso appena indetta la mobil itazione. I militari del la categoria ordinaria in congedo illimitato appartenen ti all'E. P.' ed alla ~1. }l. dehbono per recarsi all'estero, avere ollenuta l'aulorizzat.ione del comandante del distretto. A1 vennta la chiamata alle anni i comandanti di distt·euo, dopo di avere sottoposto a visita gli inscritti e deciso in merito alla ri,·edibilità o idoneità dei medesimi, procedono 'all'assegnazione dei militari della categoria ordinaria alle varie armi e corpi, giusta le norme del regolamen to e gli ordini del Mi nistro del la guerra, il qtw iP, ha racol tù di assegnare ad un corpo disciplinare, perchò ,.i compiano In ferma , coloro che fu rono condann r~ti all a pena della reclus ione per un tempo non maggiore di ~) anni , come pu re di radi cessare dal detto corpo dopo un anno di buona condoun. [ militari stati arruolali nella categoria ordinaria e ehe prima della ch1amata sinnsi :ltTuo lati volon tariamente~ nel corpo dell e guardie di flnan za: sono dispensa ti dal ser~izio sotto le armi fìnch è continuano n rar parte del dell.o corpo: come pure ~ono di::;pensati dal "ervizio gli abitnnti della borgata di S. Remy incari~a ti espre:;samenle di prestare soccor·so ed assistenza ai viandanti. Entrambi però seguono la sorte del la loro classe di leva, renendo a cessare la cond izione per cu i furono dispensati da l servizio. (;li studenti delle unirersitù e degli istituti superror1 possono ottenere dal comandante del distretto di ritardare in tempo di pace la chiamata sotto le armi . lino al compimento del 21i" anno di e1à. I mil ilari dl: ila categoria ordì naria cl1e per qnal:'( ias i motivo (ad eccezione dei rived ibi li che continuano ad essere ascritti all a classe dell 'annù di nascita anche durante la ferma), irnprendono serv izio co n classe poslt:riore del l'anno in cui nacquero , sono duJ'ante la ferma ascrill.i a (rues ta classe ; dopo sono trasferiti alla loro cl as~e dì nascita. 1
Degli arrnolamenti vr>lontm·i . •
Oltre all'arruolamento per fatto di lera. sono ammessi i seguenti arruolamenti volontari: con la ferma ordinaria di anni :1. '2" con la ferma di anni :>, 0
]
;l• )) » )) 'l ' 4-0 per la durata della guerra, ;_lo rafferme. 1 volontari sono sogge tti a tutti gli obLJiighi di servizio im· posti ai militari di leYa, ee~:etto: ,l o quelli che hanno compiuta la ferma speciale sono dispensati dal compiere quella di leva qualora per la loro etiì polesser:o esse rvi chiamati; però all'allo del coo~edamenlo passano alla loro dasse di leva, di cui seguono la ~o rt e per gli ulteriori obblighi. 2° r volontari co n ~edati, perchè dichinrnti inab ili a cont inuare il servizio, e che per rngione eli eLi1 non abb iano ancora concorso alla leva devono conwrrervi coll a proprin classe, e :;e dichiarati abili in tale circostanza, ultimare la parte di ferma r.ui erano vincolati , purchè sia di almeno il mesi. Tutti i cittadini dello Stato, non in ser,·izio sotto le armi per ragioni di leva , possono assumere l'anuolamento volontario or dinario, cioè la ferma di :1 anni. in nn corpo a loro scelta. purchè : a) abbiano compiuto il '18" anno di E:'tit e non ollrepa;:;sato il 26°; h) siano idonei al senTizio : c) non siano incorsi in conda nn a al la pena della reclusione per un tempo qualsiasi, o alla detenzione per più di un anno . r:arrnolameuto volontario con la l"et·mn di anni 5 è neces sario per conseguire l'ammissio ne nell'anna dei reali carabi nieri e negli allri corpi per speciali gradi ed impie).!hi: :-\ <[uesLo arruolamento po;;:;ono aspirare anche i mi litari della ordinaria durante In l'erma e quelli in congedo illimicate"oria ;, tato lino al 30" an :lo.
l
1940
t A 'N UOVA LE GGI!:
J)J
RECLUTA)fENTO
I giovan i ell e!· olt1·e ai requi siti voluti per aspirare all'ai'ruolamento volon tario, abbiano conseauito la licenza di liceo o di isti tuto tecnico o diplomi di studi "di grado superiore in un istituto regio o pareggiato possono da quando abbiano compiu to il 18o anno di età e rì no al giorno in cui .siano arruolati per leva, chiedere l'arruolamento volontario di un anno, nonchè ritardare la prestaxione del servizio fino al 26° an no con ali stessi l) titoli degli inscrilli nella caletroria ordina r,·a· " . t volontari di un anno devono ~eguire un corso che li ahilitn alla nomina di ufliciali di com pl emento; se però al tenni n~ della ferma di un anno, prolungata oc;correndo d i altri tre mesi, non superano gli esami di idoneità a sottotenente di complemento s?no considerati co me vo lontari ordinari per compiere la ferm a dt tre anni. Tutt i i militari nl termine della !oro l'erma poswno nspirare ad una o pit't ra(l'e rme ,; t l(~ces s iv e .
IJeLle
so~>titu:io ni
di j?·att:llo .
l milita1·i della categoria o1·d inaria possono farsi so;;tituire da
un fratello (non pcranco annoiato, oppure nella categoria di riserva) il qunle sia icioneo al sen'izio, abbia compiuto i 18 anni e non oltrepassati i '26 e non incorso in pene, come è dello per poter contrarr(~ l'armolamento volontario . La sostituzion e ha luogo avanti il comandante del distretto . li .\l iriislro della guerra d'a•:cordo con quello della marina, può autorizzare che avvenga nella regia. ma rina la sostituzione di un mi litare ascritto nell'eseréito . TI :;ervizio prestato dal fratello che si fece sostituire il tenuto in co nto pe l fratell o che lo sos tituisce.
Dei conge<lamenti anticipati. La legge stabilisce
casi in cui per condizioni di famiglia i
~ ilit a ri hanno diritto di e;;;sel'e inv.iati in congedo ill imitato per
LA "'UOVA LEGGB DI RECLUTAMENTO
anti Ct pazione d')PO un anno di servizio od almeno· un periodo d'istruzione. Tali co ndi zi~ ni sono : fìglio un ico o primogenito; nipote unico o primogeni to di avoli non aven~i fi gli ma:;chi ; primogenito di or fani di padre c matlre; fratello unico di sorelle nubili orfane; aventi fratelli arruolat i nella categoria ordinaria, a riposo o morti per cau"e di ser\'izin militare : :;ostegno di fami,din indispen,:ahile. residenti all'estero da tempo anteriore ai dil:iannove:-irno anno tornati in patria per com piere il ser\' izio mi l itar e. IJualora, no nostante i congedamenti nnticipa ti, il numero di militari sotto le ann i ecceda l'effe ttivo :;tnnzialo, il ~li n i s tro ùell a guerra hrt facoltit di inviare in co n ~erlo per nnticipazione dopo un periodo d'istruxi one e pet· :>o rteggio nn con ven iente numero di mil ilari dell a classe me no anziana.
fJ,•lte chiamate alli' anni dci militari
ù~
t;onyl'rlu iLlimitato.
l mil itari in eongedo ill imit.ato po~so n o ..:ou decreto reale es,ere chiamali alle armi in totalità ovvero in pa rte, tantv per istruzione quanto per mobil itazione, ras.>egna e per qnalsiasi cventuali tit; i mili tari in congedo nella Coloni :1 Eritrea lo possono con dncreto de! governatore . Sono dispensati dalle chiamate i militari che lrovansi in servizio nelle guardie cii finanxa , di cittil o cal'l~e,·ar i e, e coloro che si trovi no in una delle posizio ni intlièale dalla npposita lstruzicne .
I milita ri assegnati ad un ~o r po, i I'J Ua li risu lt:tno inab ili a co ntinuare il set·vizio, sono "o lloposti <1. rassegna . Se risultano · inabi li assolu ta1ri ente) ~o no congeda ti in modo asso luto; se temporaneamente, ~o n o inviati in lieBnzit di convnlesce:na da :1 mesi ad ·l anno . Se risuHano solo inabi li al seni 7, iO nel corpo cui furono as:.. . se~ n ati , :so no trasferit i in un di:;t.retlo o in unn compagnia di suss istenza o ài ::anitit o nel treno.
1942
LA N UOVA LEGGE DI RECLUTAMEN1' 0
,:;L
L.L N UOVA LEGGE DI RE CLUTA~i RNTO
Oei milita1·i 1·esidentj altestero.
I mi_litari d~lla_ categoria ordinaria n:1ti e residenti :lfl'estero ~ qn~lf , che VJ SI reca rono colla loro fam iglia prima dell'ann o r ~. cu1 dovevano . ess~re inscritLi nelle liste di leva, posso no essere da1 com_andant1 d1 d1stretto a1 crnafi i re~i consoli avran no trasmesso_ 1 voluti d_owm enti, proHisoriamente dispensati dnl presentarsi alle. ar m1, fin chè duri la foro resid enza all' estero. e quand~ abbJano w rnpiuto il 82o anno di etù senza che abbi~no Lrasfen ta• la loro resirlenza nel reano venaono ({eu·rn·t· • l'l • ò . 1 1vamen1e proscreltr ·da ogni obbfi ao di servizio Tale d' ·· •1n C'ISO d. b. . . . ~"~ ' · , .rspensa cessa pero 1 • 1 mo 11tazron e . . Ai m_ilitari ora de !ti pnrchè si siano procurati all'estero i mezzi ~~ sussJstenza pu_ò essere dai re).!i consoli concesso di recarsi nel 1~gn_o per un pen odo non eccedente i tre mesi ed i co mandanti dJ distretto po3sono inoltre rl CCOJ'dare proroghe nel limite cl ' . dera nn . l . l e Cl e . . o opp~ll.~no. .>erò qneli J che vi si recassero seuza autonzzaziOne o vr '" tr·atten essero dopo la scadenza sen • za avere ot' tenuto.'~ Pl:orogn, sono tenu:i a .compiere il servizio militare. T md ll.ll l'J dell a categoria di risel·va res identi all'este . Il stesse condiz ioni om dette per n uell i della cateaot·· 'od. ne . e . . • ., ' ' m or mar1a 0 po~sono_ es~er~ _d1spensat1 da ogni obbli g-o di servizio se al :32o anno di eta l'JSJeciono ancora all'e:;tero.
~~ tal~ conce:sio_n i non posso no godere i mili tari che per·dono la c; Jttadulanza rta!Jana a tenore dell'art 'l l (lei (' l' .. l ' ' • .()( IC8 CIV! e. Disposi zìoni complement ari.
!Jispo.<rizioni penali.
~l!i~~que fraudole_nleme_nle coopera alf'om;ssione di sè 0 di altro ~ 10v~ne su lle lrste d t leva è punito co n la detenzione lin o a. tre anrn €1 cpn la multa fino . a l ire 2000 ; se pu.bblico uflì~tal e le pene sono aumentate di un qunrto.
t
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1943
Chiunque falsifichi atti o scientemente li produca allo scopo ora detto o per fare assegnare qn individuo ad una categoria · che non uli spetta è punito con la reclusion e dn l a o anni ; " . se pubblico uffi ciale la pena è aumentata di un quarto . Il pubblico urficiale che :lut.orizza ori. ammette cancellazioni dalle liste di leva, assegnazioni alla categoria di riserva od esclusion i contrariamente alla legge, od arbitrariamente modi fica quanto è stabilito per In ch iamata alla leva ti punito per abuso d'antorità a mente del Codice penale. Chiunque coopera al la fraudolenta sostituzione di persona è punito eon la det.enziome da ·l a iJ anni. L' inscrillo che allo scopo di rendersi inabi le al serv izio mi litare si procaccia infermità temporanee o perman enti il punito con· la detenzione lino a (i mesi se rimane tuttavia abile al ser;izio ; da .1, mesi a 2 anni se rimane inabil e al servizio in qualche corpo ud arma; con la reclusione da 3 a !5 anni se rimane ina· bile a qualunque sen izio. Se rimane abi le ad un servizio qualunque militare ù arruolato nella categori a che gli spetta. Il medico o farmacista, che ha scientemente concor~o in questo delitto è pun ito con le ste.~se pene, ol tre una multa estensibile ' fino a lire 2000. L' inscritto che abbia simulato infermitit od imperfezioni allo scopo di e. ;sere dich iarato inabi le al servizio è punito con la detenzione lin o a () mesi ; Gli inscr itti che non si presentaron o al distretto nel giomo stabilito pe1· la chiama ta all e armi , uò negli 8 giorni successivi , sono dichiarati mancanti a lla chiamata e deferiti all'autot·itit giudiziaria mi litare e puniti con la detenzione da 4 a .J O mesi: Nei casi di chiamata alle- armi per istruzione o rassegna, il mancante è punito con il carcere militare da 2 n 8 mesi. In caso di mobilitazione o di guerra Jr, pena e della l'eclusione militare da 2 a 7 anni . La diserzione all'estero è un aggravante per cui le pene predette aumentano da '/.1 a 'la· La presentazione spontanea entro i quindici giorni in pace e 1 in cinque in guerra attenua le pene da / 3 a 'lt·
1944
l.A NUOVA tEGGE DI RECLUTAMENT O
LA. NUOVA LEGGE DI
Dis7J0si::ioni tmnsiw1·ie. . l.fli omessi di le1•e precedenti, non che gli inscritli delle lève stesse che furono rimandati per qual;;iasi ragione ad altra leva, ed i renitenti dichinrati tnli pr·ima della promulgaz.ione della presente legge, i quali venissero arruolati in avvenire, saranno assegnnti alla categoria di ri s~rva se, in base alla presente legge. loro spetta tale as~egnazion e all'allo dell'arruolamen to. T militari arruolati prima della promulgazione della presente legge, e così anche coloro che furono ammessi al volontariato di un anno col ritardo del servizio sino al compimento del 26° an no d! etit, o che vennero ammessi al ritardo dal servizio qual i studenti universitari, continuano negli obblighi di servizio e di ferm a ad essi spettanti pèr ell'etlo della legge pr·eesi~teote. Questi ultimi però pos,;ono contrarre l'arruolamento volontariato di un anno purchè posseggano gli altri requisiti indicati dalla legge. I militari arruolati temporaneamente nella 3" catevorin secondo la legge preesislente, sarnnno definitivamente as~r:tti alla categoria stessa nella prima leva successiva alla promulgazione della presen te. tegge, se ne conservano Lutlora il titolo secqndo la legge preesrstente o ne acquistarono un altro secondo la legge stessa. Vi . saranno pure ascritti se, perduto il diritto secondo la lecrO'e preesrstente, lo avessero acquistatm per effetto del In pr·esente legge . (;.li inscritti che furono dichiarati renitenti a ter·m ini delle preesistenti leggi sul reel uta mento, sono prosciolti da lla deltn imput.azione. Esst dovranno, entro due nnni dalla pubblicazione della presente legge, regolare la loro posizione di fronte alla leva a termini delle disposizioni della stessCL legge. A. c~ue!li di .e:;si che risiedono all'estero sono applical1i!i le diS(.'OStzrom della presente legge. · ~ A quelli che imprendernnno il servizio militare nella categoria n~
HECLUTA~fEN~O
1945
ordinaria sono applicab il i le disposizioni della nuova leggo sem· prechò éssi si trovino nellP. condizioni volute. Quelli che al 1) 0 gennaio ,1898 non avranno regolato In loro posizione nei modi di sopra indicati saranno arruolati nella categoria che loro spetta ed avranno l'obbligo di presentarsi alle armi con la prima classe che sarit chiamata dopo quel tempo. IL ministro della guerra ha la fnC(JJtit di di;;porre che siano trasferiti all'esei'Cito permanente od nlla milizia mobile, i militari stati nrruolati nella 3a categoria giusta la legge preesistente e che non dovrebbero far parte colla nuova legge della eategoria di risen ·n. Sono mantenute le disposizioni della legge 28 giugno 189 1 n. 3116, che stabiscono un maggiore ohblif!O di servizio per alcun E~ classi di leva.
/Jisposi.doni _qene?'ali. Il ministro della guerra hn la facollit di ablll·e,·iare tutti i limiti di tempo nei quali. giusta le disposizioni della presente le7ge devono normalmente essere eseguite le operazioni di lera. La presen te legge andrù in vigore il ·1o gennaio ·1896. Nel detto anntt ·1896 il ministro della guerra avr;'1 la facoltir . di ch iamare alle armi per intraprendervi e compiervi la ferma ,di leva militari di P categoria delle preecdenti leve non ancora chiamati alle armi .
.. "* Esposti così per sommi capi le disposizioni della legge Mocenni crediamo opportuno eseguire : 1° Un confronto sommario fra questo disegno, q~tello dell'onorevole Pelloux e la. legge vigente; 2° Un esame delle conseguenze della nuova legge in rotazione ultimata in riguardo alle condizioni dell'esercito in pace ed in guerm, ed alle condizioni del bilancio militare.
1946
L A NUOVA r.EGGE DI REÒtUTAMEN'l' O T, A NUOVA LEGGE DI RECLUTA:MENTO '
1947
L'importanza di questa armonica divisione -di arO'omenti si reol'l der;\ più manifesta nell 'esame dell e varie quistiooi fondamen tali.
2. Confronto delle leggi .
DallcL semplice espo:-; izione del contenuto della nuo va le'"''e nn è facile rendersi conto come una armonica disposizione delle
pani Yarie, più ch e la corrispondenza al l'ordine della legge vigente abbiano presief}uto alla r,ompilazione di questo diseguo QeJI'onorevole Mocennì. Il reclutamento dell'esercito e dell 'anna ta comprende invero essenzialmente due ordini di fatti : i primi sociali in diretta relazione col movimento della popolazione e si riferiscono alla de terminazione ann ua di coloro i quali possono essere reclutati, gl i altri militari riguardano la scelta e l'arruolamento degli el ernP.nti che debbono poi costi tuire gl i organismi mil itari del paese . Logico quindi dividere la legge in due grandi parti, la prima sociale, ch e si riferisca a lutti i cittadini e determini come e 'luando essi sono sottoposti alla leva; l'altra, militare, che stabil isca in qual modo, con quali norme e per quanto tempo i soggetti alla leva prestano un servizio militare. Questa semplice divisione, non nettam ente stabi lita, nè dalla legge vigente, nè dalla legge Pelloux è feconda di risu ltati, primo l'ra tutti un abile e razionale decentramento di funzi oni negli organi incari· c.ati òi eseguire la legge e di un'organica concatenazione delle disposizioni. Cosi , per citare un esempio, men tre la legge vigente (agli arL. 'l , 2, 4) e quella J>elloux (agi i art. ·1, 't , a, 4) sta bi li sco no l'epoca, la durata del serYizio militare; l'assegnazione generica a dati reparti dell'eserci to per poi ritornare più tardi (art. 6, 1O, :Il del testo unico e art. 6, 7, 8, 9, IO) alla indicazione del modo con cui si concorre alla leva e più lardi ancora (art. -18 a 25 legge :Pelloux) alla compilazi one delle liste di leva ; col nuovo disegno si determina successivam~nte: ch i è sottoposto alla leva (arl. ·l , 2, 6) a quale categoria di leva gli individui possono essere assegnati (art. 7, 8, 9, ·IO) come si riconosca tale obbligo coll'iscrizione :'>'tllle liste, come queste si compili no e si accerti no .
Detmninaziont' de,qli individui a cui intontii e l'obbligo di le1;a. ·
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·L'obbligo universale della lèva, base di una legge di recl utamen to è mantenuto ed anzi aiTermato in mQdo più assoluto, ben· distingnendo la natura di tale obbligo da quella dell' obbl iuo di servizio militare, che non esattamente le altre due leO'oj in ""' esame rilevarono. · L'escl usione por indegnità ila tale obbligo è mantenuta pres· sochè nei limiti indicati dal progelto Pell oux e per le ragioni che nella relazione di quel progetto il proponente cosi magistra.lmente esponeva: « Al seguito della pubblicazione dèl nuovo Codice penalo comune, « col quale fu cambiato tutto il si st~ ma penale, e per molti reati « anche la quantità delle pene, si è reso nccessa1·io mod1fìcare la « legge sul reclutamento in varie parti , e tra queste specialmente « qùella che rigunrrta la esclusione dal servizio mi litare. « t 'art. :3 della vigen te legge sul reclutamento escl ude dal reg io «' esercito i condannati ai lavori forzati per qualnnque reato, ed i « condannati alla l'eclusione ed alla relegazione per alcuni r<>at i « di :indole maggiormente prava. . « Essendo state per altro, nel nuovo Cod ice penale comune « a.holite le pene dei lavori fo rzati e della relegazione, e più spe« Clalmen.te essendo state diminuite, nella lfUa lith e quanti lù, le « pene d1 alcuni reati, che prima si punivano coi lavori forzati 0 « con la reclusione o la relega1.ione, per un tempo non minore « di t1·e anni, non potrebbesi più tenere per base il disposto rlel« l'attuale articolo 3, poichè altrimenti si verrehbe alla conse« gu~nza, all'a tto inammissibile, di esclnde1·e dall'esercito molli « individui r.ondannati ad un anno od anche a pochi mesi di « recl u~ ion e · e perii no di detenzione. , l 23 - AN~O
lXXIX.
1948
LA NUOVA LEG GE DI R ECLUTAMENTO
~
Onde abbandonat() ii concelio dell'alluale legge sul reduta « men to, si stabilirebbe nel presente disegno che debb:mo essere . « esclusi dal servizio militare, e non possano far parto del regio ,« esercito, tutti i conòan uatì ttll' ergagtolo, ed alla :·ec!usione per « un tempo non inferiore ai :) an ni, per mettere co~ i la escln« sione degl'inscrilti di leva dal serviz io militare in rel <tzione con « l'articolo 20 del diseguo di legf e del codice penale dell'eser« cito, che non stahilisc.e la de;~radazione per ·le condnnne in fe« ri01·i a tali pene » . .Nel disegno del eodire penale per l'esercito si è stabil ito che la def!radazione di un militare è prodotta soltanto dalla condann a a piit cìì cinque anni di reclusion e, è lop- ico quindi cho non Yen ~a la esclusione pronunziata anche per le condanne a soli cinque ann i. ~on si c creduto di potere adott:11'e la restriz.iunc in vista della minore eti1 su cui faceva calcolo il ministro .Pelloux poichè la eselusione clipende dal delitto c non dalla pena1 l\on si è creduto di estendere l <~ esclusione ai condano;!li all a detenzione, perchò questa pena si applica :o;oiamente ai reati d'indole pol it ica, od a quei reali che non addimostrano nel colpevole perversitit od abbiettezza d'animo, e neppure si è creduto di portare la escl usione ai condanati a tre anni di reclusione eome dispone l'attuale legge, poiché per tale pena i~ conCe$sa la liberazione condizionata. /Jell'epnca in òti talt• obbligo si e rlf'l modo cnn cni si dett:I'IIIÙW.
manifì•vta .r .
Cr.11ne nel disegno l'ell oox l' epoca della !era è il 2 1• anno d'etiL, anzichè il 20° come sta bi lisce la legge attua le; ' in prat ica però efi'ettivamente ciò avviene tullodi. La determ inazione dell'obbli;.:o ~n· vien e r.olla is.:rizione sulle:liste dì leva e le norme per la compilazione di tal i li ste di lent non differiscono sostanzialmente da crnelle del progetlo PelloJ.l.X, se non che vengono concessi ai sindaci in più i me.~ i di febbraio e marzo di ogni anno per lfl co mpilazione delle liste,
L.\, NUOVA LEOCE DI RECLUTAliENTO
1949
viene ~~ortnta al primo d'aprile anzichè in febbraio la loro pub· tlicazione, ed al 31 dicembre dell 'anno in cui gli inscritti compiono il '19° di età· la firma delle liste stesse da parte dell a . :giu nta comunale e il loro invio all'autoritit politica. li lavoro di correzione è quindi ripartito in un periodo di tempo assai lungo ' -e potrà essere calmo, regolare ed ordinato, tanto da rendere -diflìcile ogn i ulteriore contestazione. È interessante notare che nel nuovo disegno di legge la ese,cutorietà delle liste di leva, atto veramente sociale co n cui lo _ Stato diviene arbitro della sorte dei suoi cittadini, è con forma ~ ol enne definito dalla chi usura delle liste colla firma del prefetto al 45 gennaio dell'an no in cui ~li inscrilli entrano nel 20° di etit.
J)ell'accertanwnto degli obbligh·i di leva. Tl nuovo pro~et to determina a differenza dell'atLual e e del :pro~etLo Pelloux due sc.le categorie di obblighi di leva e si inspira in ciò ad un savio e logico concetto, che deve servi re di ·base ad una legge di reclutamento, legge in sè fondèl.mentalmente organica, La legge di reclutamento og~i in vigore, coordinat;l nel '1888 in testo un ico , qua e là dì poi parzial mente modili cnta, ha. ·come not o, le sue basi fondamentali nella legge del ~ ~iH· . Que;gt'ul tima si ripromelleva di fornire ad un esercito non molto numeroso, ed in pace, di forza non troppo superiore a q u~lla di guerra, gli elementi più validi della nazione da ammaestrarsi ·con un tiroci nio non breve alle armi. Fra la popolazione e l'olfettivo dell'flsercito mohilitalcnorreva :allora tale relazione aritmetica, che in realtà solo una limitata aliquota di cittadini ven iva ad esser distolta dalla vita ordinaria -in pace ed a e:>s.er chiamata alla difesa in guerra. Giusto quindi e logico che ogni considerazione militare ave~ ~o il sopravvento sulle sociali esigenze. Le condizioni della società e la costituzione degli eserciti vennero p~rò sempre pi1'1 profondamente modilicnndosi nell'ul tima metà del secolo. ~
LA. Nl10V A q:GG E o 'I RECLUTAlJENTO
1950
LA NU OVA LEG GE
01
RECLUTAMENTO
Da un lato rendevasi ind ispensab ile proteaaere in teres ·i famigliari, soddisfare esigenze sociali, alle indivi;uali e col_lellive. at~ività quel li hero svolgimento che il progresso quoll drano r rclnede; estendere a tuLLi l' uguaglianza assoluta e reale nell 'esercizio di un diritto e ili un dovere, che melle a contributo la vita stessa dei cittadini. Dall'altro per il mutato organismo degli eserci ti," relativamente pict:~li in pace ma. smisurati in guerra, . diveniva urgente accrescere rl numero degh uomini istrui ti abbreviandone il tirocinio alle armi . Le basi del problema, sono venute cosi radicalmente modifìca ndo_si che è impc,ssibile ammettere oggi che la soluzione prescelta rn allora possa essere ancora soddisfacente. La societit ri chiede che le f'unzioni di diJ'e:;a turbino nel minor· m~do _possibile l'ordinario svolgei-si della vi ta civile, mentre Je rslrluzron' reclamano con urgenza crescente il concorso di tn lle le forze valide con la massima istruzione mi litare. · Orbene, una legge di reclutamento fo ndamentale nel civile c~n so rzio , deve piegar,;i a queste esigenze, e assumere la forma d~ una_dopp~a legge, sociale e militare, come è doppio l'ordine dt hrsognr a cnr essa deve soddisfare. Alla legge sociale spella considerare la natura e l'estensione ?el. ~ov~re i_mpost_o al cit~a~ino, i dil'itti di que'sti, i casi e gli rnùiVldUl per qual' la socreta antepone la sua quotidiana dife.sa nella lotta, per l'esistenza, all1t difesa temporanea e violenta dei giorni di guerra, e quindi deter·m inare glt ol1blighi di costoro veramente indispensabili. Ali:\ leRge militare spella indicare con qual i norme si aiudich i e_;;i _s t~bilisca la ~do~eità al servizio militare; come si c~mpia il trr?cm_ro ali~ arm1 ; m qual modo la nazione debba provvedere a tornrre glr elementi di quegli organi militari, che sotto il nome di quadri e di corpi speciali, sono adibiti a funzioni delicatissime, fra cui prime: l'istruzione dell 'eserci to stesso e la tutela ddl'ordine. l n questo ordine di idee, specie se si tien calcolo della obblign torietit universale delia leva_, non si comprende 1'esistenza eli designazioni per sorteggio, eli e:-;enzion i dal servizio i n di pen-
concede~~
1!151
denza del numero degli assegnati a certe armi dell'eset·ci to , poichè non si comprende come diritti e doveri, per nalurn loro esclusivamente sociali e positi,•i, possano riceYere limitazioni da all i estranei alla so,~iale convirenza. Oggimai si può aiTennnre che non vi possono e;;,ere cate~ori~ òi alcun genere nei chiamati all a leva. Se la società reclama ehe tnluno , per ra gion i di inte re~se ~oc iale, non venga per lungo tempo distratto dalla sua vi ta normale e che ad esso siano richi esti obblighi di servizio minori , costui ~arit. un'ecce1.i one, mentre ogni nltro fari1 perle della ordinnria t~ate goria dei cittadini soldali. l.o stabilire tali eccezioni . atto eminentemente sociale e politico, non può cadere ~otto l'azione di autorità militari: ma deve essere pot,estit di altri organi di governo, le cui funz ioni sii"lno esclusivamente politi che e sociali . Alle esigenze sociali la nuova legge hn provvedu to largamente lasciando i cittadini che trovansi in determinate condizioni , e queste me'ri nurueros:1 elle per il passato,. alle lor case, vinco lati pur sempre ~! l'obbligo di un ·servizio , creando, un complesso di €ccezioni coil"la categoria di riserva, nome dato quasi ad inòicare ~he negl i estremi bi,ogni della di fesn in ·essa si attinf(eranno gli ultimi clementi della forza armala. La categoria ordi naria comprenderà tutti gli altri elementi . Non essendò~·i più un contingente fisso da arruolare con oh blighi speciàlmente gravosi e quindi non potendo più l'esenzione da un obbligo di un individu o ripercu0ter:;i su altri, spetteri1. ad ambe le categorie rimanere per un ugual nnmero (l'anni a disposizione del paese. vincolate cioè in modo elle ognuno dovrà e po trà oiTrire tutte le sue forze nel giorno della difesa naz ionale. In altri termini la categoria un ica, che può o~gimai considerarsi come nn progresso imposto nlle nostre condizioni rnili tari, posta n base delle sue riforme dnl generale Pelloux, è adollata nella :ma più ampia espressione della nuova 'ei!ge. E sui vanta:;rgi della ca tegoria unic:~ , coll e conseguenti soppressioni del sortep:gio, con la derivanLe nguaglian7.a di tutti i cittadini. specie se combinata c.olle rimanenti disposizioni clelia le••oe l"'r> ' mi pare n·on occorra diffondersi dopo i numerosi studi, che anche sn questa l\i viSH\ ne furono l'alti.
1952
TJA N UOVA LEGG E DI R ECL UTAMENTO
LA NUOV A LEGGE DI R ECLUTAMENT O
D(!lle attlo,·ità inca1·icate dell' acc~·rtam ento degli obblighi di leca. Il progetto Pelloux di poco si era discostato dalla lecr11e vi11ent&
l'" on l> neI nnportantc argomento. Questo nuovo, invece inspirandosi al
concetto fondamentale che la separazione delle due caterrorie è un fatto sociale indipendente dalle condi;,ioni fisi che dell'in~critto, attribuisce esclusivamente ad autorità po litiche c social i l'accertamento dell 'obbligo. L'autorità militare non può, nè deve in alcun modo influire in un atto che ò emanazione dire\ta di .hisocrni. sociali e non di esigenze mili tari. n l Consigli di leva sono composti di un rappresentante dell'au ~or·i til po l~tica, di un rappresentante dell'autorità provinciale e dr un magrstrato; ne sono esclusi i membri militari, come rrJi è tol.to ogni obbligo di visita degli inscrilli . Dal. ,lo gennaio ?":al 30 gr ugno esso accerta gli obblighi di leva senza intervento obbligatorio degli inserì tti, deli.n isce ogni quistione .. rela.tiva alls liste di leva, con appello ai giudici civili naturali , alle corti di cassazione od a un consiglio centraie di leva e completa la sua azi one socinl~ e giuridica in una serie di sedute suppletive. Quando ha determinato se ed in quale categori a ogni inseriti(} ha oLbl igo di leva, la sua azione cessa immediatamente c vi subentra quella dell'autorità militare, la quale sola ·g,indica sull'abilità fi sica al servizio mili tare. , Cessata quindi ogm mgerenza dell'autorità poli tica nella parte militare non è chi non veda quale fruttifero decentramento & quali sempli ficazioni siano per risultare da questa innovazione. li cons.iglio di leva , organo in cui si ponevano di fronte a contradittorio i difensori dei b is o~ni sociali e i rappresentanti delle. es igenze militai·i, è così diven uto il naturale giudice del le condrzioni familiari, gl' interessi della società sono meglio salvaguardati; le liste di leva già epumte da un lavoro locale di H · mesi si presentano all'esame di quest'or·gano per un altro in tero anno; l' inscritto ha tutto il tempo di fa r valere i suoi diriui sono tolle tulle le cause di renitenza, tutte le diJTìcoltà inerenti alla presentazione degli inscritti, allo spostamento dei ccmsigli
1953
di lev a, riùotlo il numero di que~ti con ine:;timabi le vanta~~io per la regolarità ed uniformità delle rlecisioni e con sen~1tnl.e prolillo eco nomico. E gli inconvenienti che per tal mo?o sr ev~ tano, avevrt già il mini stro Pd lonx accennato in questr termm r: « La proccd nra delle operazioni della leva è st.ata :: pe~~c volte « ·o·•i!etto di o:~ serv azi o n i è eli proposte rlirel.te :t rmglrorarla, c :.;o-. « prattuHo n renderla mo lto più sempli ce . . « Prima e piLt grnve tra le osservazioni fat.t.e, :>1 presenta quella « snll'obbligo ora imposto agl'in,;crilli di leva ed alle autoritit co« munal i, di reearsi al capoluogo rli mandnmento dove si eseguisce « l'estrazione a so rte, e di dovr.r poi, cl ue o Ire mesi ùopn, re« carsi al capoluogo del cir·cond:~rio dove ha lnogo l'esamn de• (initivo c l'arruolamento degl' inscrit ti . ·« i~ no to al I)al'lamento , anche p t~r in terrogazioni ed interpel < lanze state più volle pt·esentate su ta le proposito, come que::.ti « due via11rri e1l in isper~ie il secondo, che è il piillungo {ed è << asso luta;~~te obbli gatorio , sotlo pena di renitcnza per gl' in« scritti) sieno causa di spese non ind ifferenti per quei Ct1 muni i «quali, per: la '!ontauanzrt. dal capoluogo del :-ircon~l~r.io: yer la « mancanza di fa cili comu nicazioni , pet' la mrserabll rt:t rh parl f:l « degl'inscritti, hanno dovuto indursi a fomi re ai medesim i i mezzi « di viaggio. . . . . ~ Per gli insc·i'itti po i ch e non wno ~~ cco rst. clat propr.' <:o mun.~~ « e che ~ono assolu tamente sprovvisti ù1 mew , In cosa c re>a pm « 11rave perchè. :>ebbene sinsi più volte studiato il mollo d1 age«·~olar~ t;adcm~irnento dell'obbligo rli pre:;entarsi al capbht~lgo del « circonda rio, non fu nemmeno possibi le, co me ebbi giil a <l it:hi<~ « rare alla Camera, di ottenere rlalle società una dimin ozi,one di .«prezzo snlle linee ferroviarie; il che avrehiJe, ge non altro, di« minuito ""per taluni in:>t:ritti la spesa relativa. ·. · « Soltanto per l'ultima leva, sulla da.~~e dei nati nel 1872 , ed «appena nei circondari tli Ancona, ,\ ,;eoli Piceno, Fermo, l\lacec: rata e Pe:;am fu possibile tentare nn esperimento, per conces« sione speciale dell e società delle ferrovie meridionali , ~ol rih~ss~ «del 60 per· cento, limitato però acl un J)eJ'corso supenore nr l n « chilometri. « -~ la qnantun•lne l'esperinwnto procede;:se senza inconvr.nicnti ~ .,
1954
LA NUOVA LEGGE DI RE CLU1' AiiiENTO
« di sorta; nonostante che sul totale di 1,7.25 inscritti che avreb« bero potuto godere di quel beneficio alle condizioni suddette, « soltanto 1882 ne godessero, l'amministrazione delle ferrovie ebbè « a dichiarare clte non intendeva stabilire nulla dì definitivo su cc c1uesto proposito. · <c Nou si può per fermo disconoscer-e 'che l' inconveniente so« vraccennato meriti tulla l'attenzione del governo, . ia per rispetto << al danno economico che ne risulta agl'inscrilli ed alle ammini« strazion i locali, sia anche per In opportunità di evitare che il <c c:ompimento dell'obbligo del servi;~,io militare non sia reso ancor « piu grave, ii n dal suo prin cipio, per eiTetto di dispos izion i eli cui · « non si ricono ~ca l'assoluta suprema nccess ilit: « Entrato in quest' ordin e di idee. era naturale che io esami« nassi, come ho esaminato, le ragioni per le quali gl' inscritti e cc le autoritit comunali sono ntt.ualmente costrelte a com piet·c i d11e cc suaccennat.i viaggi o « Ed ant.itutto ho dovuto considorare che la estrazione a sortP.. « per la qual e gli inscriui hanno l'obbl igo di recnr~i al capoluo<ro « di mandamento, ha la soa unica ragione di essere nel fallo cf7e « gl'inscritti idonei alle armi dovcano linora essere assegnati a due « distinte categorie p.er lasciare a casa, a disposizione del Go« verna, (juelli di 2• categoroia; e che l'asseguazione all'una oò « all'altra di tali categot·ie era ri lascia:.a alla sorte. c< Giit era stato osservato che, a ri !!Oio di termin i, i' es tr:-tzi(Hi~ a c< sorte anebbc òovuto essere eseguita soltanto da eoloro che foste sero stati dichiarati idonei, e che non a-vessero fatto valere titol i « di esenzione, o. per espriraei·si più chiaramente, che c;;se avrebbe '«dovuto succcder0 e non precedere la vi sita e l'arruolamento de..,li <c in:;crill.i, non che la con~tatazion e dei loro diritli di esenzior;:_ «oMa indipendentemente da lJUe,; lo , nna volta che ;;i propone « dt entrare nel concetto di asscgnat·e gl'inscritti idonei ;JÒ unil « sola ed un ica ca tegoria, r•gni idea di estrazione può lasciarsi « da parte, e si può soppri mcrne addirittura tuLtc le o~e razioni . « Oltre a ciò è stato avvertito che la leva eseguita per manàa« menti, costrin ge talvolta le autoritiJ comunali a riman err. al ca« poluogo di circo ndario, per vari giom1 , per l:I Ssistere all'esame -« ed all'arruo lamento dei propri inscril.li o
LA NUOVA I,EGGE D1
RE CLUTA MENTO
1956
« La loro presenza a tale operazione è veramente ne~essaria p~r «tutelare r>"l'interessi ùei loro amministrati , ed impechre le sostt« tnzioni di persona: · e siccome lo(l' inscritti sono chiamati alla VI Si t a c< secondo il num ero ottenuto nella estrazione ma ndamcn tale, ne . « conseg ue che in un medei'imo giorno devono presentarsi 3 o 4 (( coscritti del comune Jl, IJ, o :j del comun e fl , ecc ., e ciò per «. tut~i i giorn i necessari ad esau rire la vi si ta di tuili gl' inscriui « del mandamenloo c Tsindaci ~•dunque ecl i loro segretari sono costreui a_rimauere « al capoluogo del circondario per tnUi i giorni in cu~ dura l'esame (t de..,i'inscrilli del mandamcnto. abbandonando eos1 le lor(• :;ed t. « 00~ clanno del regolare procedere dell'ammi nistrazione comunali.', « e con pregiudizio di interess i ahrni; il che è st.'\~o lam en ~ato « anch e in una petizione presentata alla Camera det depntat1 da «. vari sindaci del circondario di Crema. «n'altra parte è fuor di dnbbio c.he la esecuzione delle opera· (( zioni ·di leva per mnndamenlo è una conseguenza naturale e <.< necessaria della es tra;~,i o n e n sol'le, che !i i eseguisce nppunto per « rnanònmcnti . « Gravi mi pa.n·ero le .:onsiòerazion i soHa esposte, e meri tero! i « di o:.;ni attenzione. « Laon(le sa rei venuto nella determinaz;ione : «a) di abolire la estrazione a so rte; «b) di stabili re rob e, nel tempo in cui, seco ndo le di::;posi· « zioni attual i. si esegui sce la estrazione a sorte, il Consiglio di « leva debba recarsi nei vari capoluoghi di mandamento ad e~e « " uire la visita e l'arruolamento, facendo affi uire, secondo ordini « ~restahi liti, gl'inscrill i al cnpoluogo del ma.ndamenLo, ma distinti « comune per comune : « c) di riservare ai consigli eli leva sedenti nei capoluoghi .«circondariali, le operazioni inerenti all'a~segnazione all'altnale « 3" ca tego ria~ alla esclusione, e si mili . o · cc Con tale sistema. si eliminer,~bbero tnt ti gl'inconvenienti sovra « esposti, ed in ispecie quelli derivanti dall'obbligo p~ù ~mve, ~h~ << .. in O""i si nbb iano •rl 'in scritti e le autoritit comunalt, quello CtO\' ,,., n ' « di recar:>i al capoluogo del circondari o, poiche':, anche per l ase; segnazione all'attuale :1" ca te~or i a di coloro r.he ne aves~ero proo
r,
'
o
1956
dotti i documenti, non o~currerebbe la presenza dell'interessato « al Consiglio nel capoluogo del circondario; e, ad ogni modo, se « ptll' quest'oohligo vi fosse, esso non rigum:dereube che la quarta « o la quinta parte degli inscrilti, quelli soltanto che vi si dovreb« bero recar per ottenere un beneficio e che non avrehbero cena« mente dirilto a rimpinngeme la spesa. « Rimarrebhe J'obbli.~o per le autorità e per gl'inscl'llli di re« carsi :d capoluogo del mandamento, ma poichè le operazioni della « ieva si elfelluercbbe!'o per comune e non per mandamento se ne « anebbe per resultato una diminuzione notevole di spesa per le ((amministrazioni municipali. « I sindaci et! i segretari dei picco li comun i avrebbero in tal modo \( diminuito di molto il tempo della loro permanenza fu ori clel èo(( mune. Tn fatti , in oggi talvolta, per 7 o 8 inseritti soltanto devono « trattenervisi per tutti i giorni uei quali ba luogo l'esame defìni« tivo ed arr11olnmento di tull.i gl'inscritti del mandameuto, ment1·e 11. per taluni hasterebhe appena una mezz'ora di un solo giorno. Si « diminairanno cosl le spese, le indennitù ecc.; ed r)ltre a ciò i si n•< daci ste~si non dovmnno altrimenti recarsi al capoluogo del cir« conrlario ma soltanto al capoluogo del mandarnento. « Inoltre, cosi facendo, si risparmierà anche la compilazione, <( la vidimazione e lo esan1e di tutti i documenti pe1· le as,;e,gna« zioni alla attuale 8• categoria, che in oggi sono preparati e pre« sentati anche per quegl'inscrit.ti che vengono poi riformati, e pei << quali resta perl'ellamen te inutile l'avvenuta compilazione e lo <<esame di •Jnei dacumenti. « ~ el concetto di eliminare ogni ostacolo che potesse opporsi ~~ al funzionamento di un tale sistema. ho ce1·cato di rappresen<< ta1·mi quali poLe~~ero e.~sere le difficolt:'t che si potrebbero in (( r.ontrare, e non avrei trovato che queste: « ,,. Che sia necessario un tempo non breve perché il Con« siglio di leva possa compiue il giro nei vari mandamenti; « 2" Che la lontananza protratta dal capoluogo del circon« clnl'io , e contempo1·anea per il sotto-prefetto e per il commissario « di leva , pos~n nnoeerù all 'andamento degli altri servizii; « :)" Che non tuili i capo lu oghi di mandamcnto ahbinn o lo«
LA N U.OVA LEGGE D l
LA Nl10VA LEGGE DI RECLUTAMENT O
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RECLUTAMENTO
1957
« cali sufficienti ed adatti a compiere le operazioni ineren ti alla vis_ita: . .l ~ « .\.° Che si vad~ incontro a :>pese sul bila nCIP•dello Stato. « Alla prima dilijcoltà si può_ obbiettare ~h~ ~a_l SI appor.~ebbe «c. l11. crea'es-e :) di. determinare · Il numero del giOI nl necessatl . . alla . (< visita per parte del Con:>iglio mobile, alla stregua di CJ_uelh. Ol a delìnilivo ed atTuolamento avanti al Lon« necessan. per l'e·ame :::. « siglio di leva at~uale . . . d r rur1 un· arao Jlarte di tempo c con:;at;rata ali esame e « ~n Ooo • a. " · · · l non « alla discussione dei titoli di esenz•one, ecc.; mcai'ICO c le soltanto •• sare bb e devoluto 'al Consi or,lio mobile.· cui spetterebbe · · T .la « semplice dichiarazione di idonei ti~ ~ no, al_ serviZIO tnt :~:u.~. <<È quindi da r itenersi che pre~umtbrlmente Il ter~po n ec~--:>al IO « alle operazioni da fnrsi fuori del capoluogo del ctrconclar~ o do« vrebbe e~sere al minimwn. diminuito di . un terzo per nsp ett~ <<a quello ora occon·ente per l'esame defint ttvo ed arruo l a~e nto: lll CUI « 'tenuto anc l1e cOnlo C 1~le per no'['in scritli del mandarnento . . « ha sede il (~apoluogo del circondario, le operaz ton l avranno «'luogo nel eapoluogo stesso . In 3.2 circondari in 7 giomi. . . « J)el re$lO, come ne è previ.sto il ca~o ne.! ~!segno.~~ le~g~, « nulla osterebhe a che si stabilissero pe~· la VISI_ta. degl m sc~ ltt_l, «paes-i fissi in Juogh_i central i e comod•. p~t· po_s1~1one ~ .p:~. VI'~ « di comunicazione, nei quali SI adunasse Il _Lon_slgllo, e SI ~o=->' Uf. ( passero anche all'occo rren~a,_ co_n ri:>parmlo di tempo e di spesa, « taluni piccoli mnndamentt lumtrofi .. :~> ·- n Tutte queste difficoltà sono in masslna p:.: rte tolte ~el . dl~e.,_no di legge ~'l ocenn i, pel' il di:>centramento delle funziOni JOSILO nella legge.
<<
2,:
L'inscritto al 30 giugno dell'anno in cu i esso ~:ol_mpl e il o di etit travas i cosi delìniti vamente, nei cas i norma 1,_ ~~-s~gna ~ ad una delle gràndi categorie in cui la ,;ocietà vuoi cl iVlst l suo1 cittadini. ·La legge attuale cd il progetto l'ell onx stnbili vano a
1958
LA. NUOVA LEGGE DI HECLUTAl!ElSTO
<JUesto. moi~ento che la medesima autorità rriista addivenisse alla determmazwn~ della sua abilità fisica ed al suo arruolamento ." provve~rll_lento ragionevole, quando per la difrerenza di ferme, per. l es rstenza della 2a catecroria . teura le . n , per·· ,,., " non rn wcorpo.razrone del contingente annuo pote\"' l'ab'l 't: , d'r .. r 1 .t fi-· ::.rea . . . , un rnscrrllo modrficare le condizioni di un altro a l . .. o te ~· llt su:>se ~'>~e.n per. nu.mero. Cl l . estrazione a so rte, non ba oggi ragione d e_:-.~ere . porcho tullr ~lr abili dovran no per ngnal tempo essere an nol::ltr. ~· C onr~ ni~nte e logico. quindi. che un organo militare (commi:'~wn.~ d a ~r~o!a ~en to) sra solo rnca ricato di definire la quistionr· . dell rdo~ertu JOdrpendentemente da ogni altro potere. , Al l dr agosto l'i~1 !'C riLt o pas~a sotto l'azione di questo nuoro or~ano, che lo classrfica fra i revidihili ali abili o c }' . l 'l' lo "t' l Il . ' ~'> ' n r rna n'· . " ruo . a ne a categorra precedentemente fi ssata ' , e cos ,r prepara l 1 conlrngente alla chiamata alle armi . Questo di logica ed or"aniea, .J· . · li · concetLo · "' ''~erJar·lzr'one ' '· , lll CIII »:1 :,~ J le mu ttle contestar·e l'inestimabil e vantaggio, trae la sua ori~·rne da una propo~ta s~rta natwalmente in seno alla commissrone p;~ rlamen tare rocancnta di esaminare il proaet.to Pello . la era es posta incident almente dall'an. in terrnr nr : ' '
qt~al.e
relat~re.
fJU~:;i
c<. SA, il consiglio di leva ne!le sedute da tenersi nei cap iluo;,tlti « dr t ~t,t.ndar~ e?Lo non deve (nr altro che accertare la idoneit;t ' •(~ deglt .rnscrrltr util'. . . . al ;;ervizio milil'lre ' • sarebbe ' r~srmo c11e <ru este < oper~z wnr !ossero delegate o affìdale ai so li membri mi litari « ed :11 commis~ari di leva.. ' .cc ~~nuando ques.Ut opinione si ouerrebbe lo scopo con minore « :--p e~a. co.n maggrore sollecitndine e con minori inco nvenienti. « t.on mrnore spesa, perchè le spese di viaf(g io e le indennità « ammon ter·anno ad una somma mino re, essendo minore il numero « delle persone che vanno in giro. «.Con maggio re sollecitudine, sia perchr c ovvio r.lre e-,endo « Jlllnor·~ i.l n ur_n ero li elle persone un sceran no presumi bi~t~len te : me.~ o ~ncrden ti che po;;sano ritardare il giro, sia perchè, trallan do::. r dr far mnovere per3one già abituate a movimenti similii,
l, A ~UOVA LEGG E D I RECLUTAME);T0
19 59
«come uflìciali ed i commissari di leva: il ~iro ::.i potrà compiere l « con minor tempo . • << Con m:nori inconvenienti, perchè non si di sturberà dalle sue «funzioni naturali, nè ,;i far~l allontanare dalla propria ·sede il « prefetto ed il sollo-prefl3tlo, o chi per essi, con evidente van« taggio del servizio, e non si disturberan no i consigliar i provi n-
« ciali.
« Opponev as i alla minoranza una dilli olti1 speciosa e cioè: « Delegando però alla visita d'idoneità lisic ai soli membri mi<< litari del cousig\io e cioè i due uffi ciali, l' ufficiale medico, e « l'ufficiale dei carabinieri, na:>cono dt~lle tjuistion i sul modo cla « segnirsi per le decisioni ; e la minoranza si <~rcdè in dovere di « ti·ovare la sol uzione pratica di esse. . « Dovranno decidere n maggioranza di voli i due ullì ciali e l'uf-
« fi ciale medi.co ~ • «~o: poichè l'ui'li1:iale medico non può essere chiamato ~ de« cidere, sem a distogl ierlo dalla sua naturale run7.ione di perito, << << <«
funzione che per e::;:>ere rettamente ed eflicacemente esercitata deve rimanere nel terreno neutro del giudizio essenzialmente erl esclusivamentù tecnico . « Uovranno decidere Cl ma)!gioranza di voli e i due urticiali c
«' l'ufliciale dei carabinieri ·~ «Nemmeno, perc\ ri~ così facendo. si distoglierebbe quest'ultimo « d~lle sue l'nozioni, rliremo cosi di azione pnllblica . qunle rappre« sentante de\l'Mdine in tutte le sue manifestazioni e quale in ca· « ricato di rnantenerlo e eli farlo mantenere di fronte a. r.hil'.-
«. che:;sia. «. Dovrehhero dunque decidere i due ufficiali delegati, salvo il « rimandare ogni decisione al consiglio di leva, nel caso che i due ' « ufliciali non siano d'nccordo tl'<l loro , oppure non opinassero pe r «la idoneità dell'in:;crillo contro il parere del medico che lo rite« nesse idoneo . >> Ora a noi sembra che In le;,:ge prescrivendo l'unanimitit nel giu dizio di _inahilitit abbia tol Le tutte queste difli coltà e n tale uopo, ci serviamo delle parole stesse della Commi ~sioo e . «La minore spesa, la mn~gior sollecitudine e la diminuzione di « inconvenienti sopra accenn.ati sono indi scutihili; d'altra parte
1960
LA NUOVA LEGGE DI REGi..UTA~IENTO
« per coostata1·e In idoneità al serviziom ilitare, pare che nessuno « possa esserk giudice migliore dell'autorità mil itare. << Essa come hn interesse ad arruolare l'elemento ottimo, cosi « ne ha del pari, se non maggiore, a non nmmettere nell'esercito «.l'elemento $Cadente, causa in seguito di dan ni materiali e di« sr.iplinari. « 'elle operazion i di leva co nviene distingue:·e due ~ener i di « questioni che de~bono essere risolute dalle persone incarieate: « lo Le questioni di rivedi!Jilità, di riform;•, e di :Jssegna« zione al servizio ausi liario, cl1e non costituiscono un diritto neo-li « inscriui, ma un diritto dello Stato- questioni spinose ed esci~ « sivamente tecniche- e che tanto pi tt facilmente sono risolutEI, « C{Uanto pitL riman go no nella sfera del tecuicismo e sono trattn te « da persone pratiche. « 'Zo Le ques tioni lega li , per l'applicazione della legge cCime « quelle d'in~crizione sulle liste, di cittadinanza, di stato civil e, di « a sso~ nnzioni alla categonia di riserva (ora 3a ca tegoria) ecc., per « le quali è opportuna, necessaria anzi, la presenza dei membr·i « civili ed in ispecie dei consiglieri proYinciali. «Qua nto alle questioni di cu i nl n. l, non Yale obiellare che « affidando le decisioni relative agli ufCiciali delegaLi, questi po« trebbero facilmente essere del parere del medico, sia perchè per « alcune infermità od imperfezioni sarebbe ben ditlìcile il non se« guire il parere del perito sanitario e conseguentemente rispetto « ad esse i membri militari si troYerebbero di fronte al perito nelle « identiche condizioni dci membri civili del consiglio : sia perchè « per le attitudini ester·iot·i :d servizio militare possono certamente « avere, di fronte al perito, maggiore indipendenza di giudi?.io i « membri militari esperti dei bisogni del serri7.io, anziche i membri <<civili del consiglio. « Ollr·c a ciò de,·esi avvertire che la istituzione della cate~oria « unica diminuisce, anzi elimina del tutto l'interesse dei terzi 'nelle <<decisioni di riformn. « Con un con tingen te fisso di 'l• categoria da fom irsi in parti « propurr.ionnli dn' va1·i mandnmenti, accadeva che la rifor·ma di «un inscritto i5 Ì convertiva in d:mno di un altro abile. che altrimenti avrebbe potuto rimanere .in 2& categoria; ma ~ra, conia.
LA NUOVA LEGGE DI
r
It.t::01.UTAMEI:'>TO
1961
cc cau)goria unica, una riforma indeb itamen te ottenuta, non clan« neggia più gl'interessi diretti di alcuno, o quingi,, anche sotto ( questo aspetto, mancherebbe la ragione della presenza dei membri « civili del consigl io nelle sedute nell e quali si decida sol tant o della « idoneità al servizio mil itare •. D'altra pa rte il perito emanato il gi udi?.io avril ;:iit esprPsso · il suo voto per l'inabilità e non verri1 distolto dalle sue runzioni. L'ufficiale dei carabinieri appunto come rappresentllnte dell'ordine e della lègge e sarà nella sua vera funzi one se putril col suo voto non uniforme a quello dei colleghi far valere le raf!io ni di imparzialità e di dir·itto . Quanto alle questioni di cui ai n. 2 e ello si sono chiamate legali, la legge lm stabilito l'intervento a tutela degli intere~si de·· loro amministrali di membri civili nei consigli di leva . Osserveremo infine che la disposizione con tenuta nell'art. 47 della legge che qu i riporli<tmo P-limina Of(ni dubbio sull 'app licazione. Le commissioni di arrnolarnento f.tl'•>nunciano le seguenti decisioni: a) manùano rivedibili alla leva successira ~fii inscritti che hanno la statura di m. 'l ,tH, ma non rap-:,:i nngono quella di m. 1 ,56 e gli inscritti di debole costituzione od all'etti da infermitit presunte sanabili; b) dichiarano inahi!i al scrvi1.io milita rr~ ~?li inscritt! di statura minore di m. ·l ,M· e gli inscritti alTetti dn infermità od imperfezioni indicate e stabilite in apposito elenco, da compilarsi dal ministro della guerra, e rilasciano loro analoga dichiarazione; c) dichiarano abili ed arruol:-~ti nella categoria ordinari;·, o in quelln di riserva, secondo le indi ca~ ioni contenute negli elenchi rispettivi, gl i altri inscritti cl1e si presentano alla visita e gli i,nscritti stati assegnali alla categoria d i risen'a essendo all'estero ; rl) ri lasciano a quelli stati arruolati nella categoria di riserva il fog lio di congedo ill imitato ; . e) designano come abil i ed arruolano gli inscrilli cil e non · . SI ,presentano, quelli che siano ritenuti inabili da due soli com;• .
1962
LA
NOO~A
LA NUOVA LEG GE DI R.ECLUT.UfENTù
LEQGE DI RECLUTAM ENTO
ponenti della commission e e quelli pei quali ritengansi necessario di accertare la e:;i ste n~:a od il grado di una malattia; deferiscon o all'autorità giudiziaria gli inscrilti pei quali siavi fondnlo motivo di r·itenere che abbiano simulato o siansi procu rata un a malattia od una imperfezi one all o scopo di esimers i dal · servizio mil;tare. Le decisioni di rivedibilitil, di t:ui alla lellera. a) del presente artico lo, possono e~sere pronnnziate solamente riguardo agli inscrilli appartenenti per ragione di età alla leva chiamat.'l . Hig uardo agli inscritti di cui alle lettere e) ed() del presente articolo le cominissioni di anuolam ento dovranno prender nota sugli elenchi delle ('.ircostanze a loro relative. Come ~~ evidente da lle disposizion i del comma t' ) la decisione di inabi litil, se contestata, appartiene ad altra autoritil la quale è il comandante del distretto e quindi la commissione di leva finirà col del i Ilerare solo le inahil it.à indiscuti hili .
n
1/idoneitd al
serri.~ in
m ilita?·e.
Quali saranno i criteri in base ai quali verrit stab ilita l'id oneitit fisica al servi~i o militare ·? La legge uon li fissa ed accenna che verranno determinati dal minist ri) della guerra in apposita istruzione. La llui stione militare che si connette a quesl.rL istruzione assume qui una grandi::.sima importanz~t. Il progeuo del ministro )locenni escl ude a pl'iuri la ricerea di vari gradi di idoneitit a ·difTerenzn del progetto Pelloux , cho distingueva. J' idòneit:t al servizio armato e l' idonei tà ai servizi snssidirtt·i, ed a som iglianza dr-Ila legge vigente stabilisce il li mite minimo di statura a metri ·l ,:.s;-; che l'onorevole Pelloux aveva portato a metri l ,i:>G. Si pt·esentano quindi le seguent i domande : Quale è il limite minimo di statura ammi ssi bile ? È necessaria e conveniente l'i stituzione dei servizi sussidiat·i? Dovranno le imperfezioni fi siche essere su larga scala considerate o si dovr-à escludere dal servizio militare sol tanto coloro
1963
ch.e banno infermità di carattere asso lutamente grave od uno sv1luppo ;;cheletrico e muscolare totalmente inetto a sostenere le fatiche militari? La prima .di. queste quistioui fu lnrgamente diLattuta dalla precitat<'l Comm.tsswne ed ~ da gran tempo nel domi nio pubblico. ta Cornmrsstonc relatrvamente alla proposta. Velloux dic.eva: «.Nell'esame di questa proposta la Comrni$sion e non si trovò « d'accordo in un rnedesimo giudizio ; In maggioran:~.a di essa ma« nifestò il desiderio che sia mantenuto fermo l'attuale minimo di « statnra. ~metri ·l ,55), men tre !:t minorant.a convenendo nell'op« portuntlll del la proposta ministerial e fu di avviso si dovesse ac« cenare il minimo di metri '1•.5G. <~ Principale delle r·agioni su .cni la maggioranza ùel la Comm is« stone basò il suo giudi:~.io, si è che elevando il mi nimo di sta~ ~ura a metri l )>6, il co ntingen te degli ahil i al serv izio arm ato "' rn ciasc~n<~ le\'a verrit ad esser·e sovcrchiamenle depanperato di « elementr cne m gen erale posseggc,no la necessaria idoneitù al « servizio mili tare. • « La mi nor~nza rit~m~e invece che tale depauperamento sia ap« pt~n~o la .ragton: prr?ctpal.e eh e consiglia di accettare la proposta « mmts~en~ l ~, ?'~tcc~te se. d con t~ngente verrà eosì a perdere un " nm~.errJ C~l mdll'tdur che m massnna, per certi ri spelti, 11 on sono « r pm aUt alle fatiche militari, esso ri uscirà per·ò all'atto pratico « gran.demente ~igliorato, per quanto ri)o!o:1rda le qual itil fisiche ~ deglt arruolatr pel ser·vizio armato. ' « E quanto poi al temuto depauperamento del cottlin•rente tleve 0 ~ osservarsi che, se una tale eventualità poteva avere valore in « passato, quando cioè l'annuo contingente degl i abili al servizio «non veni va tutto ascri tto alla ·l " cate)!oria, e;:;sendone una buona t parte assegnnto alla 2•, essa non ha più valor-e con l'adozione ( della categoria unica po ichò il contingente di ogni leva, arruo« lato pel servizio armato, sarit sempre più forte di quelli di J• ca~ tegoria delle passate leve, tenuto conto del minor numero di esen« zion·1 che sr· avranno ·tn avventre, · se saranno approvate le maa' « giori r·estrizioni all'uopo proposte n'el presente diseano di Jea:a « Si può qui ndi , con piena cognizio~e di causa, affermare ~he. ( pure rin nnciando pel servizio annato a tJU~gl i in scritti che no~ !l!,~ -
ANSO XXl!IX .
1964
LA NUO\'A LEGGE DI RECLUTA:!olENTO
« raggiungeranno il proposto minimo di statura di ~metri ·1,5G, non « mancheranno certo mai gli uomini necessari ~ {a-_bisogno pel « nostro eserci to, m&ntre d'altra parte è risentita la necessità di << prend erli (rn·ti, 1'tJin tsti e ?'esistenti alle fatiche della vi ta mili « tare. fra le· qual i preci pua quella del peso che essi clehbono « portare. « Per quanto infatti siasi studiato, e si studi tut!ora. di limitare (( il più possibile il peso che il nostro soldato di fanteri.a deve por« tare quando è completament e arredato. equipaggiato ed armato, « pure questo peso è sempre as3ai rilevante, es~endo in massima «superiore ai 25 chilogrammi. Ed è in tali condizioni che il sol« dato deve compiere le marcio e sostenere tutti i disagi e le fa« tiche di una campagna. « Certo si hanno e si potranno semp1·e avere eccezioni belli ss in1F~ «di robnstezza tra gli uomin i piccoli, ma saranno solianto delle « eccezion i che non possono perciò per l'esercito costituire la re« gola, la qual e sani. sempre formata dai resultati dell'esperienza « che è lit a provare come gli uomini di troppo li mi tata statura , 4: specialmente nelle classi meno agiate, ed in quell e delle grandi <c cittit, siano anche i meno forti, i meno robusti e in consc· « guenza i meno resistenti alle fa tiche. « Qui ndi , per poche diecine di buoni , si arr uolano attualmente, « col.minimo di statllra di metri ·l ,i)?), numerosi elementi sui quali « poco assegna~e nto si pnò fare, poichè all'atto pratico, e per i~ « rapporto che esi~ Le tm la statura eil il passo, si rivelano in mas« sima per non valori. · « I ntrodurre nelle file uomini di troppo disparata statura vuoi « dire aggravare enormemente, nelle marce, lo condizioni dei pie« coli , che, portando lo stesso peso degli altri, devono ciò non « ostante mantenere la stessa velocitit di andatura. « Se si potessero meLLere tutti i piccoli di statura insieme nello « stesso corpo, se ne potrebbe ottenere un resullnto migliore; ma « dovendoli mescolare c:on gli uomini eli alta statura si finis ce con « l' imporre loro una fati ca esauriente. È una questione di mecca« nica vitale indJ;;cuti bile. ' « Ma vi ha di più. Finora questi ultimi elementi sono st.ati asse« gnati alle compagnie permanenti de i di~t re tti militari, corpi non
LA NUOVA Lli:GGE DI
RE CLUTA~JEN TO
1965
« mobilital·ili,_e pei quali può quindi esse reconsenlita. una certa « larghezza, nelle assegnazioni: ma <>e, com'è sperabile, e come ·~ ne dù. fidanza· un'analoga dichiarazione contenuta nel!~ relazione « min isteriale, si verril tra non molto ad una di minuzione o ad « una trasformazione del le dtit.te compagnie permanenti , gli elec< menti di cui LJ·auasi dovrebbero pur essi venire assegnati ai « reggimen ti, _p~i l(nali è invece asso lutamente indispensabile, -4: che il contingente sia perfetto, cioè. depurato da tulli i coef<< fi cienti di mino!' valore, ciò ch e è del resto uno dei principali « scopi che si propo'ne questa legge . « Finalmen te deYe avvertirsi che gli inscritti che non raggiun.« gano la statura di metri l ,::>6, minimo om proposto p:e r l'iclo« nei til al serv izio armato, non saranno giù riformati ma, dopo di « essere stati mrmdati, se del caso, rivedibi ii alla ventura leva, << verranno assegnati ai servizi ausiliari , com 'è detto all'articolo .i7,.. « quante volte beninteso la loro statura sia sempre infe1·iore al << detto _limite minimo. « Ora gli uomini che a 23 anni non sono riusciti ad oHrepas« sare la statura di metri ·l ,55, pare in vero sieno da ritenersi « come solamente adatti a questi ultimi servizi, a meno che per « tali casi non si es iga una speciale robustezza ed una maggiore « amp iezza ò.i perimetro toraciw , per dichiarare la loro idoneit it ..c al servizio nrmato . » · A noi , remissiv:Hnente, questa. lon)!a Lliscnssione ci è sembrato a!Tatto in ~pporLu na. Ammettiamo pure che oltre a un dato limite .non bisogna. scendere per ragioni fis iologiche, estetiche e militari, <Od anche amministrative; non è certo coll'aumento di ·l centimetro nella statlll'a limite che si pos~ono togliere le disparitit di velocità nel la mnrc;ia. che costituiscono uno dei principali argomenti. Noi crediamo e vogliamo sperare che il Min istro Moconn i s~guir~ altro concetto, e ci<1è che, determinato un limite minimo al disotto del lJUale la delìcenza di statura è sempre un indizio di . arresto nello sviluppo fisiologico dell'individ uo anzi una prova patologica: deve prevalere nella r icerca della ab ililit al serv izio il concetto della rohustezza rolativa all'individuo, robustezza di cui la ~tatnra non ~ ceJ'lO indi ce costante e suffici ente , specie . in paesi
tA NUOVA LEGGE
1966,
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D! R i>CLUTAME!'iTO
J, A NUOVA LEGGE PI R.EC!,UT.AMENTO
come il nostro ove la statura media varia grandem~qte. da regione a regione. Vorremmo in altri termini che agli individui alti ·1 metro e i)'5 ~i richiedesse una speciale architettura corporea, che assicurasse una complessiva forza e resistenza aìle fatiche relativamente supe. riore a quella mhiesta per gli individui più alti .,,i Questa· condizione, che i tecnici possono con o,pportune formole antropometriche esprimere in modo preciw, risolverebbe assai bene quei problemi del ia me1;canica umana che la soia statura è insufficiente a determinare. Se non basta ricordare su questo argomento che la classe 4868 l'unica 'a cui. fu applicata la condizione di abilitit al ;;ervizio espress.a da un determinato rapporto fra lo sviluppo _Loracico e la statura, diede un numero percentaale di riformati assai superior·e al consueto per quel solo fatto. Orbene quella cl~tsse ha per·duto assai meno della sua forza a ruolo , che al tre classi successive giudicate colla legge vigente. lla:;terii · questa tabella per di mostrare che la conservazione della forza delle dassi in congedo è proporzionale alla scelta eseguita nel conLingente.
..
Classe !866
l
1
1
Classe !868
l
Classe l.SiO
l l l l
11
rer 100 per 100 per iOOI Totale [ arruo · Totale arruo- Totale arruo· lati lati lati"
'1 !,
l
i
Contin~ente di leva lotale dell'anno
l Al'l'uolati tegot·ia
in i• e 2• ca-
1---,----;-----;---·-_!.1_-~-!'
358064 102001
:J27841 1
353897
ll 87a;39
-
90075
l
Riformati.
72ù85 70 %1 65004 74 % 6"130fìr :2 ·;.
Rimasti nei ruoli al 1° maggio 1894 . . .
t38725 86,5 ·;. 7ì7H4 89,7% .~6938'87,7 %11
.
Perdite nel t• quadriennio - . .
.
. . .
.
G908 6,H%
6363 6,9 .,; '
l
12137,12,3•'"11
,. ' 1967
La crèài1one dei servizi ausiliari peì meno abili è qui- . stione complessa. ·· L'o n. Pelloux i'aveva proposta in base a questo concetto: ·« Utilizzare i meno abili fra gli idonei e i meno inabili fra i non « idonei al servizio militare, secondo i precet.ti della ::.cienza e con . «condizi on i da determinarsi per tentativi. » La Commissione parlamentare si appagò di que~te risposte e .soggiunse che: « La nuova istituzione si p1·eseuta come nn miglioramento ed un « progresso così in di r:tto, come in fatto. - « In diritto, di fronte al principio dell 'obbligo general·e al ser« vizio militare, costit.uisée un progresso, giacchè obbligando nl ser« vizio, sia pure ad un servizio ausiliario, talnni di coloro c'he at.<( t.ualmente sono ril'ormati, dariluna pi1\ lata estensione al principio · « dell'obbligo gen erale. « In fatto poi pro.dnrrit non solo .il vantag).!io di eliminare dalle «1ìTe dei combattenti , con inestimabili benefìci morali e materiali , «oli elementi meno ab ili,. ma si oJTrirà la maniera a t~hi "dovrà n « giudicare della iiloneiliL aJ servizio militare, di emettere più fa« cilm,ente un giudizio coscen1.ioso, rigoroso e sereno. _ « Quando si pensa che attualmente un inscrillo deve essere di« chinrato o abile, o inabile, senza gradi intermedi, chiaro appa« ri sce come esiste una lacuna nelle nostre disposizioni legislative «' sulla materia; e la lacuna è rappresentata appunto da tntti coloro « che non --possono recisament e essere dichiarati abili, come non « po::>sono del pari eoscienziosamente essere ritenuti ·inabili. « Uno dei t~ommissari sollevò delle difficollit sulla adozione di <~ questa istituzione e fece le seguenti osservazioni. , « La nuova dnssilìcazìone dei cittadini non idonei al servizio ar(( muto, ma capaci di prestare u.n utile servizio alla difesa del paese « sembra non corrispondere a vantaj!gi tanto reali da ammetterla « senza discussione. «Ed nnzi il pensiero che bt semplicitit in .caso di mobilitazione « è fattore indiscutibile di riuscita, fa ritenere, che, lo stabilire ··« una nuova 6la.;sificazione, possa essere in caso di chiamata di <( classi, fonte di confusione non indi!Terente. . « n ricorret'e a f[ltesto servizio ausiliario dovrebbe avere per
. « precipuo scopo di non diminuire il numP.ro dei fudi~ ciò latebbe
« vtztO disarm<1:to, ne nasce naturale la domanda: con LJUali criteri
«supporre che si abbia deficenzn eli uom ini, men'tre dai ruoli del «nostro esercito. risulta invece che non fanno dife tto gli uomini, « tn::1 bensì i quadri dei graduati, per dare a tutti un ot·rlinamento «completo. Non essendovi difetto di uomin i, ma.eccesso. si è in« dotti a ct•ederc che la creazione di una categot·i~ di dire,llosi non •< abbia l'<lgion e di essere. << L'opera loi'O presso le truppe mob ilitate non potrà certo pre« starsi. sin dai primi giorni, ma ~o ltanto dopo un certo periodo d'i« strulione militare, senza del qu:~lc pott·ebhe ri uscire dan no:;o in« vi~1.'e uomini in prinu linea, i quali non conoscono la disciplina v. mtl ttar·e, ma debbono sotto<>tnre a tn tte le conse).!uP.nze della sua '"applicazi one , scnzn avere inoltre in sò stessi quell'e:o;senziale sen<< tim en!O della difesa, ehc ò la forza principal e del soldato. « All'argomento del .\'li nistero che il cou tingHn te della ea te;;oria « ordinaria verrà fi sicam ente molto migliorato po ichl! i Consi<•·li eli «leva, nel duhiJio se, un indiridno sia o non idoneo al ;;e ,~·izio « <mnato, molto probahilrnente si ,Jecid er·arHl<) per in;;cl·iverl o al « serrizio ausiliario, si obietta che simile atrermazione ha tutte le «apparenze per es;;(•re fnei lmente intcs•J, ma nnn l'agg iun ~e però « la real tà dell o scopo. « Al servizio ausiliario possono essere fra gli ailri asseanati ali « individui gif.l. dichiarati per dtw volte rivedi bili. lld ave;ti ce~ti q difetti fisici, per i quali ora oltene\'ano la riforma . « Or~ ~are che p~r quanto riguarda i rivcdibili , cd avendo por\( tato l eta della ch tnmata a 2 l· :-t nn i, ;;e al 2;1° anno )'i:>c ritto non « ha co~pi uto il suo svi luppo, ben rlifTicilmente potrà compierlo, « e perc10, non essendovi servizio, sia pure ausiliario , senza soffi: fe r·enze e fati che, egli non potrà che corrispondere male. Se al «contrario il perito medico opina elle l'individuo abbia r aggi~n to « l'idoneità fisica per e;;sere a::;segnato al servizio armato . ne na« scerà <ruella stessa . controversi<L che si ha Ma fra i membri ci« vili e i milita l'i nei Consigli ai leva , controversia nella quale in « massima, l'elemento militare coadiu vato dal funzionario o-overna« livo. viene a.d aver ragione. Se il medir~o rimane invece ; erplesso « fra ti sen•rzto armato e quello ausiliario, la controversia sarit an « cora maggiore . Infìne se il medi-cCI s tes~o lo dichiam atto al ser-
« potrà fa re una simile dich iarazione '? « D'altra pa rte, si ripete, qualsiasi servizio in caso di guerra è << fa ti coso : mille incidenti possono sorgere, clte costringano a pro« lungare illavoro sia di n•llte che di giorno, e non si crede perciò « che si possa sta!)ilire questa idoneità S!Jecialc ton tutti i vantaggi « che con essa si promettono . » Per tutto lfues te considerazioni il eommissario dissenziente concluse col trovare la proposta del ~I inistero uon solo non uece::;saria ma dannosa: a) Per l'età in caso di rivedib ilità, quando l' in scritlo venendo assegnato al ::;enr izio ausili ario, non rh speran1.a ùi miglioramento ; b) Data la nostra forza inquadrata, dessa è esuber·a nte e perciò la n e:)::; tllHt co nvenienza di aumentarla eon individui direttosi privi alfatto di qualsiasi istruzione militare: c) Le esiziali ingerenze clu~ fa, 11<1seere rp1e;;ta, nuova assegnazione, per la flll<ll e l'interes::;e per:;onale viene ad avere lllllH la :ma. p revalenza; d) La necessit;\ di rturnentnre il numero dei ruoli nel tempo di pace, il che vuoi dire perdita di tempo e di persc,nale; e) La facile confusione ehe farà nascere nel momento della . chiamata delle class i, confusione cht> pei· quanto possa ritenersi piccola, è però sempre gmnde nei soiHnn i momenti rleìla chiamata in c~~o di guen a . A que::;te osserV<lzioni la Commi s.>ione r ispose altzilutto che la. ntlOI' a istituzione ,non derivava dall a ncecssità di provvedere a servizi speciali, ai ttuali ora non :;i ahbia mo ~lo di provve,Jerc·, ma dalla opportunitit di stabilire per legge nn mezzo l.onnine eorri spondente, al vero stato delle cose, che permeue di scegliere ·un elemento combauente ottimo, senza costringere eh i deve ~ce gUerlo a dibattei·si i'ra l'al ternativa o ni ammettere nelle file dei combauenti elementi non otLimi, o di esonerare dall'obbligo del servizio chi pu re un quakhe servizio può presta re. P. naturale po; che, una volta arruolati, wstoro potranno essere ntilment~ d estinati a vari ~ervizi senza ,;osi distogliere tlalle file dei combattenti, nn numero non inditreren t~ !li indi vidui
1968
LA NUOVA I.EGGE DI RECLUTAMENTO
r.A NUOVA LEGGE D I
ltECLUTAMEN 'l'O
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LA NUOVA lEGGE D I RECLUTAMENTO
validi e resistenti, come bisogna distoglierli in o~gi senza poter scegli ere i meno buoni. D'al tra parte, se potesse sorgere il dubb io che costoro arrecassero. in caso di chiamata per mobilitazione, tutta quella conIusiono cui fu testè accennato, nulla osterebbe che costoro fossero ch iamati a mobilitazione compiuta, od anche , se non se ne senti:>se il bi sogno, non chiamati affatto, e ad ocrni modo chia. n ma ti soltanto in parte ed a seconda de lle esigenze di guerrn. Esaminata la cosa sotto questo aspetto che all a Commissione, come al ministro, è parso il vero nspeno della questione, si osservò che le principali tre obiezioni perdono di ''alore: quella di cui al la lettera a), p e r~ h è non recherà, in ogni caso . alcu!t danno che l'inscritto assegnato ai servizi ausiliari non dia speranza di miglioramento, una volta che esso sia stato escluso dal novero dei combattenti; quella di cui al la lettet·a b), perchè scopo dell a istituzione non è quello di aumentare, per riconosciuta deficienza, il numero degli a<;(:ritti all'esercito; quella di cui alla lettera c), perchè, come si è detto sopra, pur ammessa la possihilità dell 'inconvenir.nte, esso potrebbe es sere radicalmente eliminato . In qu anto poi alla obi ezione, ch e tJnesta nuova istituzione potrebbe far nascere dell e pernic iose ingerenze, per parte di coloro che tenterebbero , con frode, di ottenere rasseg nazione ai servi7.i ausiliari. la Commissione osservò : ·1' Ch e data la impre.;cindibile neeessità, f!Ì à da tempo reclamata , di eliminare dalle fi le . cl ei comh<li.Lenti i non \'alori, :;e non si ricorres;:;e al met.zo termine escogit:tto da l ~1 i n istt·o. bisognerebbe aumenlare inevi tabilmen te i casi di riforma. 2° Che aumentando i ea.si di riforma, ed aumentandoli precisa mente di quei casi che formerebb ero la fonte principale di reclutamento dei se rvizi aus iliari , le ingerenze di indole personale aumenterebbero el i valore e di numero, in ragio ne del maggior vantaggio da esse derivante, cioè quell o della riforma con assoluta e:;o nera7.ionc di ogni obbligo, anzic,hè cruello dell'as~e gnazione ;1i servtzJ ausiliari. « fin almente, in quanto alla obiezi one di eui all a lertera d) la
LA NUOVA LEGGE DI RECLUTAMEN1'0
« Commissione osservò che se -
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come pare da ammettersi - la (( nuova istituzione migli or:l di numero e di qualitù. la forza com « battente, non è il caso di preoccnpar,; i del lavoro uni camente di ( scritt urazioni - ad ogni modo non ra~~uarilevol e - che essa c potrà produrre in tempo di pace. » Ora a noi sembra che la que,;tione posta nei suoi veri termini <Jffra argoment: assai convincen ti per ritenere i ;~ diritto ed in fatto che il provvedimento non è tanto lodevo le quanto la Commissione pnrl amentare ritener a. Anzitutto in dir·itto si o,;serva che non è l'oubligo generalE> al servizio mi litare che è co::;titni to come pri ncipio ma l'obb ligo generale alla leva. Ed infatti mentre l ' i ~ ti tnzion e di un ;1 categoria di r iserva , e tutti gli altri provved iment i specia li de lla le;r;::e di recl utamento non sono in contradd izione cvll'obbligo della leY:•, sarebbero in aperta opposi zione col prin cipio, ,;e que:;to esiste,;se. di un uni versale obbli go di servizio. Tutti i cittad ini ùebbono essere a disposizione della patria , roa non tntti, nè in Italia . nè altr"ove sono chiamati ad un servizio effettiYo. E poi qual progr~sso in li nea di diritto si trova nel sottoporre a. obbligh i speciali talnni individui sol perche la natura li favorì meno di altri. Ed in fallo , mentre è ancora possibile stabilire in modo a;; solulo un ti po fis ico adatto al servizio militare in tuua la sua estensione od altt·imenti non è impossibi le determinare una struttura scheletrica e muscolare, un organismo che poss:t in modo assoluto resistere a dat e fatiche, è impos~ib ile realm ente determinare i grad i minori eli ahiliti1. All'occhio del medico l'indecisione ,:a rà a:;sai ma~g io re quando avrà da scegliere in tre categorie: abili al servizio armato :. al servizio sussidiario inabil i anzichè su due sole. In quel primo caso frequenti le indulgenze o gli errori, nel secondo può succedere di escludere qualche abile, mai di inr.ludere inabili, quando di sponendosi di un ampio contingente e quando l' inabilitit di uno non t' c1anno ad altri,
1972
LA NUOVA r,EGGE 0 1 RECLUTA MENTO
:;i potrà non ·~ome oggi ricerc:.are l' abil ità relativa, ma quella a»soluta . Iu Italia poi la quistione assume una speciale importan1.a di opportunità. ~ el nostro pae:;e infatti la ci i'ra della popolazione trovast n spetto a quella dell'efTett;vo dell'esercito in rapporto assai diverso dtt quello ehn si verili ca in altri Stati. Non ò citi non veda ch e, dalo un certo ordinamento militare, il numero ,[egli individui ric hi esto per costituire un esercito. ù .limii;Ho ed agguaglia quello degl i uomin i occorren ti a costttuu·e in guerra tutte le unità di cui è prevista la formm~ione, più .una certa riserva dì complemento de~tinat;l a colmare i vuoti duran te una guerra. ln Italia 1•i è. sovrabbondanza dell'elemento inC{nadrabile e la nostra difesa non richiede par ora costituzione di ctltri .~or pi oltre tJUell i attualmente preordiuati . Bas ti a tal uopo notare che l ~ sole classi ascritte alla milizia tt~ rrito ri ale comprendono una forza a rnolo di circa 64-000 0 uomini di ·l" e .2• categoria, e di ·l ,300,000 di uomini di 3" cate·•oria cioè in totale. quasi due milioni di uomini a ruolo . l~ n ' eriihmte che questa enorme massa non troverà mai, nè l'inquadramento numeroso richiesto dalla :ma li mitata e poco omogenea istrt!zione, nt} un impi.ego utile e t.otale in guerra, e ([ui ndi vi saril ;:;cmpre un eccesso di uon1ini rispetto ai bisogni. l.' i:;trnzione uniforme di tutti i nostri contingenti del la cn te,.,·•ori rt ordinar·ia si Lradnrrebhe in uno sperpero di ·mezzi in adeguat.i 'l llo scopo che ogg i si tratta rl'ollenere . . t:o l !{istema vigente oggicli ii legislatore nel determ1nare le •)Onclizioni di ab ilità al servi1.io militare si trovava di fronte a due e:>igeuze opposte: determinare tjuali condizioni fisi che erano veramente necessarie per assicurare la possibilità di servire util mente n eli'e~ e rc.ìlo e non trascurare in pari tempo nessun elemento, che per <1unnto dehole, potesse tlltlavia essere uti lizzato. I nfatti da un lato l'organismo mi litare richi ede uomini realmente validi e robusti , rlall'alLro la di chiarazione di inabilitìt di Llll i:>;;rillo pe5ava eerlam cnte :mila sorte di un altro che in c:on-
LA NUOVA LEGGE DI RECL\J"I:Al1E~1'0
1973
seguenza dove\'a essere trasferto dalla 2a alla ·l a categoria, dalla fer ma di 3 anni a quella di .f.. L'autorità mi litare doveva per non danneggiare troppo i vari in teressi ~~o n tentarsi degli elementi mNlinntc 1.:nlidi e non rit~er c~re quelli denatam ente ·ualìdì . Colla nuova legge le esige!17.f\ sarannn da un lato solo; di ch iarare ' inabile un iscritto signific:a >.oltanto di minuire di un uomo il eontin gente, ness un altro 11e risentirà danno, poiché i suoi obblighi rimango no eostanti. A. questa nuova streguo. l'ahi litit ù indipendente Ll a o~n i considerazione c l'esercito potrà avere nelle sue !ile un elemento assai più ~celto, più omogeneo, più fMte e questo vantaggio sarit inestimabi le per la òifesa del pae~e ed anche per l'erario del lo Stato . Il costit.uire una classe di id(mci :Li ,;ervizi ausiliari, n. somiglianz:t delia l~ermania , aumenterebbe la gii:t notal<.t esn lHlranzt\ del ~o n t in g ente pet" r ispetto all e formazioni dell'esercito. l)' al tronde questa categori;1 di idone i ai servizi sussidiari in gnena, per ragioni eco nomiche racili a <:omprendersi, non potrebbe essere istruito in tempo di pace, sicché pm eostitoendolo il ministro l'ellonx ebbe giit a propo:Te che avesse a co mpiere il sno servizio in congedo illimit t lo . [o Ol!ni caso in prati ca si finirebbe co.::ì col preferire du ran te la guerra, :'Ìa pure per servizi sed~nta ri o eli relr{!iinea, ad uo mini validi e rob usti e poco istruiti della. categoria di ri:;erva, i meno validi dell a. catego ria otdinnria, altrettanto poco istrn iti. .E infine in reallit biso!!n a riconoscere ben poco conforme alle es i"enze militari un prov~v edimcnto che si tradurréube · nell' ef· rettuare in un elemento num eros issimo una seella, non con Il coucetto di prenclere pal ,-ervìzio militare i migliori ma con l'idea di prendere il mas:;imo unmern possibile, pur riconoscendo che nelle attuali fo rmazioni non tulli i migl iori irovano impiego. In ultima analisi si co rrereube il rischio .) dì non servirsi della cate~o ri a sussidiaria. avendola o el i servirsene lasciando all e loro case gli abili al servi zio armnlo. ·Ed ora veniamo alla ler'l.n q u e~ti o ne. Si clebhono scegliere i mediamente o gli . eccellentemente vali di :> 'i")
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L' ALLEV M lENTO EQUINO IN UNGHEltiA
spici non molto favorevoli. L'Europa fu , sullo scorcio del passato secolo e sul principio di questo, funestatfl. da guerre, a c:ui l'Austria, come è noto a tutti, prese parte principali!>osima, e le cui Yi cende non potevano non ripercuotersi ivi su Lutti i pubbli ci servizi. r.osi l'anno 1806 circa 800 cavall i appa rtenenti ai òist:ioiLi par-chi di riserva dea\i eserciti operanti in l;erman ia ed in Italia furono l'l avviati a Bàbolna, affinchè ìvi si rifacessero delle fatiche sopportate; questi cavnlli recarono seco i germi di non poche malauie . Ma quanto cattivi corressero i tempi, Bilholna lo senti specialmente nel 1809 allo1·chè le truppe francesi, a mezzo gì u~n o, vi piombarono. Esse non trovando più colà cavalli, poichè questi erano stati condotti frettolosamente a }J ezohegyes pochi giorni innanzi, vol · \ero vendicarsi della provata disillusione mettendo a fuoco quanto rinvennero. riducendo cao>e, scucierie, magrtzzini, (i enili in un muc, chio di cenere. l,' anno 'l 8'16 la direz-io ne del rifatto stabi li mento di Bàbolna adottò il principio di accoppiare esclusivamente le fattrici ivi im - · piegate con ~tall oni orientali. All'uopo si ebbero alcun i stalloni ar11bi che le trnppe a ust r i :H~Ite aveano nel HH (i to lti da l deposito fran c e~e La Rosière, più alcuni stalloni acqui stati direuamente in oriente, t1·a i t[ nali ultimi nn Siglavy Gi dran, <li nobil i:;s imo sangue, che ebbe una. pregiatissima e numero:;a progeni e. ,.\l tre comper·e di riprodullori orientali fu rono fatte neg li anni ~nccessiv!, se. nonchè nel ·18:33 veggiamo apparire improvvisamenLe a Ditholna tre stalloni puro sangue inglese. a mescolare questo col sangue orient~le che cominciava appunto a mettere ;;alàe rad.ir;i. - Gli stal loni inalesi ora menzionati rimasero colit due anni soltanto, ma l'> certamente ' a ...,aiudizìo de"li intelligenti. con danno dell'alleva. n ., mento, come di danno pare siano stati per la prod uzione di Bit' bolna gli stalloni spagnuoli ivi recati. verso quetl' epoca, dali~ razze imperiali dì Kopschan, collo scopo di migliorare la sottile membratura dei prodotti orientali. E che la inopporLnnitit di quest1 incrociamenti fosse stata riconosci uta, ce lo provano i numerosi acquisti di stalloni e di gium ent~: arabe fatti nel 'l 836 ~ nel ·! 843 1 in Siria per conto dello Stato. Fra gli stalloni importati in tale occasione (:1836) debbo mom:ionare Schagya , il quale fu capogtipi tE' di una tra le migliori · famiglie cavn llin ~, nll a fjUfl le appartiene 1
L'ALLEVAMENTO EQUINO IN UNGHERIA (Conlinua:ione e fine, redi 1mmero precedente)
c) Bàbolna. - Ed ora mi f<1rò a disc.orrere dell'ultimo, per ordine, fra gli stabili menti equin i nn gh e r e~ì che ho visitati , dello stab ili mento. c i o ~, cti Bàholna , ove ~ i allevano, e"senzinlmente, cavalli di razza orientale.
Questo :;tabilimeuto che dista poc hi t:hilometri da Kishér, fu crealo l'nnno ·l 790, siccome succursale di }'lezohegyes, regnando l'imperatore Giuseppe H. I l territorio adibito allo stabilimento è, in massima parte, costituito dalla antica signoria di Bitbolna ~iit appartenente ai conti Szàpary, da cui il Governo racquistò per fiorin i .t 50,000 (circa un milione di lire) . Bàbol nn rnd'a pprincipio, piit che altro deposito di puledri , di cavall i di rimonta per l'esercito e di animali da macello (buoi e montoni); basti rico1·dam e, ad esempio, l'eiTettivo in uomini e quadrupedi al l o gennaio ·1806, pari a : ·l 6 uomini , 2 stalloni , 3 cavalle madri , 23 puledri , 2 1O cavall i dì rimonta e 2026 buoi. Soltanto più tardi furono gitLate le basi di umL vera e propria razza di cavalli allorquando Bilholna, staecato da Mezohegyes , divenne autonomo. r primi stallon i ivi adoperati furono, da quanto risulta , esclusiyamente spagnnol i importati direttamente (in numero di 21 ). Qnesto .~ t ab i l ime nto nacque e ~ re bb e i suoi primi anni sotto au-
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L'ALLEVAliENTO EQUINO IN UNGHERIA
la giumenta denominata pure Schagya, che all'età di 9 anni Yinse uno dei pri11i premi nell a corsa di resistenza (Distanz1·itt) ehe ebbe luogo fra \'ienna e Berlino nel 18!12. Sfortunat.1mente lo stallone S,chagyn funz!onò pochi anni e nel •IR4-2 fn abbattuto perchò nJretto tla moccio. :~
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L'ell'ettivo caval li di Bitboln,l ascendeva l'anno 184.ij alla cifra di 673 , e cioè: i.:$0 stalloni da monta, ·1 ~ ~1 madri , IO puledri lattanti e ·l 09 slaltati, 1.-6 stalloni di :m anno, 'Z6 di due e 21. ùi tre anni, 53 giumente di un anno, .t-9 di due, 40 di tre, una di fJ Uattro anni, inoltre 8·1 cavalli d~ sella e da tiro pel servizio dello :>tai>i limen to. Sopraggiunsero poco di poi nuovi giorni calamitosi, punto gradevoli per g!i ufTicia li addetti allora a Bàbolna. Le fortunose vit~e n de del let ~uerra della rivoluzione . unghere;;e ·18.1·8-49 fecero andare l'amingando i cavnlli della razz<t di Bitbolna; dapprima, da tj uesta località a Goàollo, ove furono in fretta e fur ia trasferili per ordine del comanda nte in capo le forze ungheresi; poi nu~J va· mente da. G·odol lo a Bàbolna. per volere del comandante l' esercito austriaco, le c11 i truppe erano giunte sin lit ; infine da Bàbolna a. Graz, ovc rimasero lino al febbraio '1850. Rinuncio a descr:vere le peripezie di questi pellegt·inaggi , le marce notturne, le fughe di branchi di pul edr'i sprmriti senza motivo, i fantastici inseguimenti a briglia. ::;ciolta al ch iarore di luna, lo svegliarsi di soprassalto degli abitanti dei villaggi che ud~ndo lo scalpitio dei passanti cavalli trepidanti credevano all' invasio n~ di struadroni nemici.
L'ALL EVAMENTO EQUI NO IN UNGHERIA
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qunle aveva meritata riuomanzadi .e:perto conos~it01:e di .cav alli : Le vic·ende di questa seco11da spedlzlr>ne, che arnccln lo Stato dt 16 stal loni , di :)0 giumente e di '14. puledri nati da cavalle acquista te pregne, sono narrate in una interessante opera redntta dal tenente Edoardo Lofller che a quell a aveva preso parte ('l). Preaevolissimo e ricco di insegnamenti è pure il promemoria rio . l servato diretto dal colonnello Rrudermann all' 1spettore gl!nera e del le r imonte in Vienna, nel CJnal e sono esposti i criteri tla seguire c le disposizioni preventive che conviene prenda r.hi .vuoi roclu·;;i all'acquisto di cavalli in oriente. Tn qu c~t a promemorw dopo aver esposto le considerazioni alle quali si deve informare la scelta dcll '~poca di pnrtenza dell a missione, il predetto nllìc.iale. snpe.ri o~·~ discone brevemente delle rlifferenti razze di cnvalh Ol'lentah pw pregevoli e delle cautele da aversi po1· non errare nella compera; accenna alle misure eli sicnrezr.a da prendere in Asia ed al concorso perciò indi spensabil e delle nutorit it tnrche; accenna · alla più . op~ po1·tuna compos izione della missione , all'equi.paggiam~nto .degli nomini e dei cavalli; accenna f).lla parte econom1ca, ed at ùon1 che è opportuno ofl'rire colà a talun i personaggi nell ' i.nterosso ~el buon esito dell'impresa; accenna infine alle hiso ~nevol1 vettovagl1e, afle nor me per le marce in A~ia tlclla piccola carovana, all e cure da nversi ai r~wall i sia in cammino, sia nelle fermate, sia durante il viag-gio per mnre. Se lo i> pazi o tiranno non mi. racesse difcuo, sa rebbe pregio clell'operrt chH qui ri portassi per d1steso d promf!moria in parola.
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~egli anni snccessivi nl ·18i>7 furono fatti altri acquisti di stal-
Ricostituito una seconda voltR nel l 850 lo stabilimento di Bàbolna, ed al)on1unndo ogni cosa ebbe ripreso andamentu normale, si pensò, anzitntto, ad infondere nella razza nuovo sangue orientale puro. Pcl che apposite commissioni fut·ono inviate a fare acquisti di stalloni e di giumente in Siria. t;na di queste commission i vi si recò l'anno ·18~>2 e condusse a .Bàbolna sei stalloni e quattro giumente; e l'altra commissione mosse per l'oriente sul fini re del ·1856 .so tto la direzione del colonnello Kodol fo di Brudermann, il
loni e di cavalle orientali per Bitholna, sebbene non altrettanto numerosi e non aiLreuanLo buoni. Il 4° gennaio 18G9 lli1bolnn divenne regio stabili mento ungherese. (l ) • Di~ à;terreicltisc.he P(~rdeankau.{sn~ission u.nie1· dent K. K. Obe1·slcn Rili~r Rudot[ von Jlr~t(lennmm in S!lrien, Pal,i'stina rwrl rle1· ll'iisle in aeu Jah1·en 18:,c unà 18(S7 ·v att BàuanJ. L o{{ler , 1<. K. Obtwlleutcmutl, RH!er Ile~ F r·anz-Joscph Otden, Jlisslon-T;·oppc111 t8GO. Otto Scl! itltl''s Ruchlumdltmg, F1·iednch lkrg :!litg!ied
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mann. • !25 -
ANNO XXX IX .
L'ALLE VAMENTO EQUINO IN UNGHERIA 1980 Dalla fondazione sino 'a l{nesta data erano stati JVI adoperati per razza: a) Stalloni N. 'l 01, dei llual i: T2 puro sangue arabi importati dall'oriente; ·14 puro sangue arahi nati _ed allevati in paese; 6 mezw sangue di razza araba nati ed alleva LI in pae5e; 2 mezzo sangue di razza turca, presi in ' Francia nel dedi posito La Hosiòrd l'anno '18Hi dalle truppe austriache d'inva:;ione; (j inglesi puro san ;me ; l anglo-arabo puro sangue. b) (!inmcnte N. ·l 01, nella quale cifra il puro :-;angue era st.:arsamenle rappresentato. Fra i primi alLi del ~'finistero di agricoltura ungherese vaannovemla la nomina di una commissione incaricata-di visitare questo stabilimento , e di rare quelle proposte che stimasse opponune neil'interesse dell'allevamento. Tale commissione, dopo allento esam e, decre.tò, senz'altro·, la riforma di buon numero di fattri ci e di nnmero ragguanievole di stall oni, o troppo ve(:chi o di sangue non :;u!Jicientemente puro. In quella circostam~a non mancò chi sol leva:>se dubbio rùca l'opportunità di conservare Bàbolna siccome vivnio di sangue orientale. Quflsto dubbio fu messo innanzi da taluno anche recentemente e, panni, a torto. :bsai uti le e proficuo fu il metodo adottato, so tto il nuovo regime, nella secl ta delle fattrici tra le giovani giumente. Fino a tluell' epoca la ~ce lta rle1 1e future madri era siala fatta in base unicanlenw a!l_e forme esteriori dell'anim;de: quindi innanzi si so ttoposero le giumente. a prove di resistcnzn: vuoi al la sella vuoi al trainò, ed a que:le prove si dette un carattere efi'~tli·i'o di praticitil tantochò fosse po~sibile l.rarnc deduzioni concludent..i. La prova eonsistflva in un intero anno di servizio effettivo ; le cavalle che non la superavano vantaggiosamente erano vendute.li<
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L'anno •18/2 l'efl'ettivo cavall i (stalloni , fattri ei'- puledri d'ambo sessi, cavalli di scrv it.i o) di Bit.bolna ascendeva alla c.ifra com-
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plessiva di 4-22, di cui ·l :1U' di puro sangue orientale e 298 ài - mezzo sangue orientale. Dal '1870 in poi furono adoperati ivi : a) 37 stcttloni riprodnttoTi, di cui 'l G a1·abi puro sa ngue 1m portati, H.l.: at·abi puro sangue nali ed allevati in pae~e, 9 di j'a7.Za araba mezzo sangue, nati ed alleYati in paese; b) oltre 140 madri: eli cui 3,1 soltanto di puro sangue arabo {per la maggior· parte nate ed allevale in paese) e il rimanente di mezzo saogue. Allualmente gli stalloni che funzionano a Bàbolna sono 7, dei -quali: ,l arabo puro sangue importato (O Bajan), 3 arabi puro -sangue nati ed allevati in paese, 3 di razza araba , mezzo sangue. ·_Le cavalle adoperate siccome fattrici sono ,156, di cui : 2~ arabe puro sangue, o ·128 arabe mez7.o sangue. Scarso assai è oggi: pertanto, il numero degli stal1Qni ripro-duttori e non tuiLi sono ottimi, mentre tra essi figura un solo arabo " :puro snngue originario, bellissim o per armon ica struttura,:-per eleganza, ma assai piccolo di statura. Del pari è scarsamente rappresentato il puro sangue tra le fattrici. Per ciò che concerne la dipendenza noterò che i discendenti di Zarif (mezzo sangue) e di Siglavy si distinguono per forte membratura, per resistenza e per ottima indole; ottimi pure, sebbene d i fòrmc non molto distinte sono i discendenti di Jussuf, larga meme rappresentati nelle fattriei di mezzo sangue; eccellenti · Schngyn ma, sfoJ'tuna tamente, ognora in decrescenza.
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Sino dal ;187~ Bàbolna fu stabilimento autonomo; da questa epoca sino al marzo '1.883 funzionò siccome fig liale di Kisbèr; ' quindi riacquìstò la propr1a autonomia . Oggi è comandante a .Bàbolna un distinto, intelli~ente, appassionato ippologo e perfetto gentiluomo, it colonnello di cavnlleria Giuseppe von Pat· zolt. Da lui dipendono: nn capitano e tre nfiiciali subaltemi di cavaller·ia, un medico, un ufficiale contabile, tre veterinari, ·135 _, individui di truppa, ed una sessantina circa tra guardiani di cavalli , scndieri, eocchieri ecc. ecc.
L'A!,LEVAMENTO EQUINO IN U:'<GHERIA
1982
t/ALLEVAMENTO EQUJNO lN UNGHERI A
Babòlna trova:;i a pochi d1ilometri da Ki:;bèr ()d è parte integrante del Comitato di Komorn. 1l suo territorio, lievemente ondula to, si estende a roggia di vasto pen lat(ono con superficie di circa 7000 gioghi catastal i austnaci, pari a circa 1·000 ettari. Nessun corso d'acqua lo solca: vi hanno tuttavia abbondanti so rgenti di acqua salubre, sebbene ricca di nitrato di potassa. ll suol o ha fondo sabbioso , o le :;abbie sono ricoperte ùa un sottile strato di hwrm.~ . Fatta eccezione dei dopp i lilnri lungo la strada, e di qualche poco estesa macchia , l'all.Jeratura. è piuttosto rada. fl cl ima è asciutto e temperato, in massima, vi hanno tuttavia talvolta rapid i slmlzi di temperatura, e vi spirano fredd i venti di settentri one, il che è ca:,:ione di malattie infiam matorie, reu matiche e catanali nei cavall i. La rete :3 Lradale consta di vie inadianli dal gruppo di l'abbrit.;ati debo mioato Cent?'O (Oreg·IJàbolna) congiunte da rotabili pres5oc1Ìù parallele al pèrimetro pentagonale del territorio e J.la· l'allele tra loro. La pianta di LJnestn rete ral1igura. gro:)so lannmente, una ampia ragnatela . Una rotabil e che dipartes i da Haall e tocca Bàbolna, un isce questa con Budapest. La stazione ferroviaria pit~l importante nelle adiacen11e di llàbolna è quella di 1\.omorn (linea Vienna-Bruck '1/d L- Budapest) a cni si giunge in un'ora circa di vet:ura, percorrendo una mediocre rotabile, assai paotano:;a nella cattiva stagione. li coma nd o.dello stabi limento risiede al Cent1·o nel cosidetto ,:n.stello (se mplice casa di campagna), il quale chiude uno dei lati di un ampio rettangolo agl1 altri lati del quale vi ~o n o le s~uderie a bo.,: por 'gli :;talton i da monta, le scuderie dell e 1:avalle madri, le caserme, i magaz?.ioi ecc . ecc. :\ el mezzo del rettango lo SQrge un ampio maneggio coperto, fiancheggiato da un maneggio scoperto .. Tutto ciò rispecchia l'o1·dine e la uettezza, tuttavia ogni cosa vi· è disposta in modo assai più modesto che a Ki shér. l cavalli appartenenti a Bàboln a sono ripartiti fra le seguenti local it ~t e nel seguente modo: a) al (< Cent1·o >>: gli stalloni riprodnttori, e le. mad ri coi pu~ ledri lattanti;
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b) alla fattoria« llùte?' 1JfqjoT », si tuata a 20' dal « Centro »: ~ l i stallon i di 'l , di 2 e d1 3 anni: c) alla fattoria (< C.<>ikotelep ~ ( l O' dal « Centro »): i puledri :slawui r.h e non rngginn:-cro ancora nn anno di età : e le giumente di ?} di 3 e di k an ni; d) alla rauoria << ft'arkaslìut >> (J:i' daì « Cenf1·o n): le giu.mente di tin anno.
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' La monta cominda ai primi di di cembre e '> i protrne sino nll a fine del giugno ~ u ccessivo. Dai cinque 'ai ~ei mesi di etit i puledri sono tolti al ln madre e slallati. A di~:; c.i mesi ha luogo la separazione dei sessi e, contemporaneamente , i puledri :'ono marcati a ruoco una prima volta. mentre nna seconda marca vier!e loro appo:)ta ad un anno ·compinto . La prima marr.a consiste nell'iniziale de l nome tl el padre e nel segno convenzionale di razzn , n cu i si a~;:!i u nge una cifra araba. indicnnte :>e il puledro e 1°, o 2~. o :3o ecc ., figlio di quello stesso padre. La '>econda rmrca il quella proprio dello sta bilimento (lettera 13 maiuscola. sormontata dalla corona di S. Stefnno) . Tali marche, impresse in corri spoiHlenza della sella jn !-!Uisa da essere poi da questa coperte, sono disposte così da far comprendere a vista se il puledro ù di pur·o sangue o di me7.7.0 sangue. E cioè, pei puro s a~f! :r e 1!1 marca dello ~tab il imento è impres5rt sul lato sini-~t?·o del doriio e l'altrn marca sn l lato dest1·o; ed inv er~a:nen te pei mezzo sangne (-1) . Tutti i puledri $ia ma schi, ~i:1 femmi ne ricevono n Babolna il nome del padrt>. I segni convenzionali sov 1·a accennati ~ono raccolti in apposit:1. tabella che si co nserva pres>o lo stabilimen to e che ometto per semplicit:\_ (J.l esempio. - IJu IJU ièth·o puro .>angtte 7" llglio o figlia dello ,tallone O ilajan: avrà. sul lato sinistro del dorso.la marca n dellrJ stabilimento, e sul lato destro l segm O B 7 {inizialo 1lel nome <!el 1>adre e numero llel puledro) più. la marca speciale della razza.
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I.; .ALLEVAllfENT O EQOU\0 lN UNGHERIA
** * La cifra media annua delle nascite di puledri fu, nell' ultim() decennio, pari a ·l 00 circa, con proporzione quasi uguale di masch i e di femmine. A tre anni compi uti i giovani :; talloni sono abituati alla sella e ml•lll<Hi giomalmenLe per due ore al passo e al trottò; a quattro. anni , quelli designati tJUali riproduttor·i pei depositi stalloni del regno, vengono avviati ai depositi s te.~si . - Durante la scozzo· natura apparisce, più che mai, l' indole docile e generosa del ca vall o orientale . Trascorsa a mn l.tpena un'o ra da che i puled ri sono stati dal pascolo menati nelle scuderie al « Cent1·o » è loro messa la sella, qui ndi pe1· gruppi di Ollo a dieci vengono condotti in maneggio e montati, senz'allro, dai giovinetti scudieri addetti allo stabilimenLo·. Pei tre primi giorni di questo ese rcizio, ogni cavall o è tenuto alla corda da soldati, quind i lasciati in li· bertù. ' Le giovani giumente sono ammaestrate alla .~ ella nell' istessa guisa degli stalloni, senonchè quelle ritenute più adaue per di· venire madri sono oltre i 3 '/ 2 anni di etil messe in treno , e provate in corsa piana di 3000 .metr·i, co u nonne nnaloghe a quelle seguite a Kisbér. Per tale prova le giumente · si riparti 'scono in tre classi, distinte per elevate7.za di sacgue; corrono dapprima le ca valle di ogni singola classe separalamen te, e nel gio rno successi vo vi ha una corsa decisiva di confronto, cui prendono parte le due prime <liTivate alla meta di ogni clas.se. Citerò, ad esempio , le velocità i·aggiunte in queste corse l'anno J8çJ l dalle giumente vincitrici. Giumenta di ·l a classe - distanza 3000 metri - metri 4',4• id. .2. id . id id . id . id . 4', 17" id. 3a id. id. id. id. id•. 4·', :1511 Giumenta vincitrice nella corsa decisiva id. id. id. · id. 4',2' Gli stalloni riprodultori debbono fa re due ore di moto giornal iero, montati , al passo e al trotto. l puiedri dei due sessi di età inferiore ai tre a nn i, e le ca,.. valle madri sono lasciati in libertù l'in tera giornata, dalle prime o
L'ALLEVAMENT O EQUINO I N UNGHERI A
1985
ore del mattino sino a sera fatta , durante l'epoca dei pascoli; nel rimanente dell'anno i puledri sono spin ti dai guardian i al passo ed nl trotto, le cavalle madri esclusivamente al passo , per ~ltre due ore al giorno in apposito recinto adiaeente alle scnderie. r puledri !attMti. dieci giorn i ùopo la nascita, escono al l'aperto insiell).e alla madre, anche co l freddo e colla ueve. 1~ un q u:~d ro cara t te r i ~ ti r. o , intero!>sn nte, que llo ofl'e rto da nn branco di giovani cavalli preceduto da un esikus, a cavallo, e fiancheggiato e seguito <la altri csikos nel pi ttoresco costume n:1zionale. i quali con abi lità tutta speçialc incal7.ano e ma ntengono riuni ti i pnledri .IJted iant e gli schiocch i dell:t frusta a lun1!o staffìle , di cui sono' mnniti e che adopu ano con rara maestria.
*•~ Ogn i anno, al pt·inctpw di giugno ha luogo a Bàbol na, nel l'istessa guisa che a K i ~ b l! r, la classificazione dei cnvntli; elassiiì cazione che ha per scopo eli detfl rmiuare quali eavalli debba no I'imanere allo ~ ta!J il im e nto e quali debbano essere con;;iderati in soprann umero _ oppnre riformati o quindi venduti . Le ginmenLe di 4- ann i in soprnnnu mero da vendersi a ll' incanto che, come piìt volto eb hi a ni1·e , ha l uo~(O a Bn!Iapest, ' ai, primi di ollobre, son o, dtu·anr e l'intervallo di tempo fra. la classi.ficazionc e qnest' ultima epoca, continuamente esercilate alla sella . Le bell o c vivaci giumente di Bàbol na trovano nu merosi amatori sia tra gli uiTi ciali nell'esercito, sia, e più aneora , tra i nnn n1ilitnri. Le eleganti e t·il evanti andature al trotto di C[llest i simpatici a nim ~ l i , li rendono specialmente r·icr.!'cati pel tiro. e però rag~.: i u ngo no prezzi eccezionalmente al ti, aii OJ'qLLanclo si possono apparigliare . Il prezzo medio di una giumenta el i llaholna , :r t 1/~ anni, si ag~ ira intorno ai 1500 lìorini (lire ·11.:)0 ~~ it·ca) . Il prezzo massimo di aggi uclic:azione f11 nel 18!10 di fi orini l kOO ( ollre 3000 lire) nel 18\J I ti i fì orin i 1420 (oltre !1 100 lire) , nel 189'2 di fi orini ·1200 (circa lire z(}:)O). Annualmente il nnmero di giovani cav;11le messe all' incanto ù pari ad una ventina eirca; vi hanno inoltre le ca valle madri ri- . forma te che vendonsi pr.r 1.1n:'tl che <:entinnio di li re.
1986
· L ?A LLE V.\M~ NT O EQU INO l N UN Gli E RlA
L'ALI. E\' AME!\TO EQU INO IN UNGHERIA
Bàbolna fornisce pure stalloni ai depositi stallon i del regno, e ne vendette talvolta anche n Stati esteri (Giappone, Baviern, Bulgar ia); il pt'C7.ZO medio dei primi può ritenersi pari a 1000
. fi orini (3200 lire), il prezzo dci seeon di raggi11nse i fiorini 2300 (oltre 5000 lire). Ciascun auno due giovan i caralle d i Bùbolua sono in viate all'istituto di equitazione in Yien na, ove rimangono in prova in concorso colle cava lle di Mezohegyes e di Kisht:•r, di cui più in nanzi feci parola. Nell e caccie ad Holics questi cnmp1nni di sa n~ue orien tale :;i comportano, generalmente, as;;ai bcue: fra essi le discendenti eli Schagya e l1 i J u~s u r si distinguono ;;pecialmen te per resistenza e per attitudine a supera re gli o:;tacoli.
Ho giit avuto occasione d i accennare a La luni correnti contrarie all'aLtuale <ll levam cnlo di Bitholna, secondo cui vorrebbesi. ch H. aholit o ivi il san).iue oriental e. vi si so.;Lituis$e il mezzo san•Ttt~ . i ng le~e . LI mini stero di agricol tura ungherese convocò all 'u opo, nel ma~~ i o Hl90, una comm issione composta dei più distinti e provelli al levat ori del regno, la qualt! rloveva decidere ci rca la convenienza o meno di conservare lo stabilimento di Bùholn:, per l'allevamento del sangue arabo; questa C()tnmi ssione si pronunc:iò in senso all'ermativo, ed ebbe con !:t' il parrre della gran maggioran za de~ l i ippo logi. Hli oppositori a questo Yerdetto si ba:>a\'ano, e si basano , e.'senzialmente, su ci rco, tanze di fallo che so iu apparenza pos..;ouo dar loro parzi almente ragione, son o lulla\'ia dipen dent i da precedenti errori i quali si posso no :;enz.a di rricoltit corregge!·e . eliminando co~i il pu nto d'appoggio della loro argom entazione . l difelli che tìggi ancora si hunentano nell' allevamento di Bl\ boln<l, c che solto l'efficace impulso dell ';lltnale comandante col onnello Patzolt andranno, senza dubhio, a mano a mano scomparendo, sono conseguenza dell<t incostanza di <~r i ter i segui ti dapprin cipio negli incrociamenti e de l!a inol'pot·t una mi;;cela di :-:angui diversi . Quegli stes.5i inteliigcn ti nella materia <~ Ile dieh iarn ronsi contrari alla co nser ra;;ione a Kisbi· r del puro sangue ingle..;e, non ~
1987
esitano a dichiararsi fnu tori della conservazione di Ràboi na siccome vivnio del puro sangue ori eutale, specialmen te adatto pel mi gl ioramento delle razze nngheresi . Oggidì senza l' inlervento di. rello dolio Stato. diHicil e, se non impossibi le, riescire bbe il poter importare direttamente clall 'orienl.n ~tn llo n i e giumente arabe puro sangue, vincendo gli ostacoli che il governo ouo mano crea, col mezzo di molteplici· e complicate formalitiL. Epperò ~ e si può ammettere che Kisbér faccia, sino acl un certo punto, concon enza agl i allevatori del puro sangue i n~l ese, Bàbolnfl. è all' incontrr1 di gn1ncle giovamen to ai privati per ciò che rifl ette l'allevamento d<'l sangue araho.
r: ALLE VAMENTO
1988
·L, ALLE VA MENTO E QUINO I N U:<G}!ERIA
KQUJNO l~ UNGH ERIA
1989
Negime ctlimentare
Puledri lattanti Pul edri
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T. cenni raccolti in questo scritto ofl'rono molte lacnlle, lo :;o, tuttavia parmi diano una ide:\ sufficientemente comple ta dell a parte che ha lo Stato nell'all evamen to equino in Ungheria. (;li stabilimenti che mi limitai nel enumerare, difettando di el ementi per parlam e di ffusamente, sono ordinaLi, a un di pres,;o, ~ u l l e stes3e uasi di l[uelli qui presi in esame. Vorrei, :;ovratutto , che da quanto espo ~ i :>p i c~a s~e lo :;pirito di conservazione, non disgiunto da il lum inaLo progresso , che ha presi eduto e presiede all 'allevamento cl ei cavalli ncl!a monan;hia austro-ungarica, ove. gelosamente si sono se rbate le razze esistenti procurando di migliorar!e a grado, a grado. Ciò che, forse , non si ~ fauo pel passato in pae.>i assai me no ricchi di quello in cavalli, e che pure in tempi non mollo remoti ne po::;sedeV<Ino èii ottim i e di uni ver:;almente preginti. Si dime11ticn troppo facil mente che :;p e~s o occo rrono ann i a rifare ciò che in ùn giorno si ò dist rutto. Cos ta cosi poco il trarre pro(illo dall a scienza e dall a esperienza altrui ! Ma la genialità italiaua , confortata in parte dalla pigrizia di ricercare quanto altri ha gii1 studiato e fallo, r ifuggo quasi sdegnosa da ciò ch e potrebhP- ri · guarda rsi, il ciel ne scampi , siccome plagio) o quindi per·voler ' Creare cose nuove di ~a n a pian ta, non L1 nulla di perl'etto. Si dice che la prodt1r.ione ('tJnina lìorisce , spec ialmente in Un· gheria, percbù la natura del suolo ù col i1 singo larmente aclalla all'uopo; c chi dice ciò non ha tulli i torti. O;;serverò soltanto, ché le migliori .raue di cavalli a~a bi non sono qnelle della pianura, bensì quelle della roccio;;a e montana An1hia. Secondo l'ultimo censimento la monarchia austro-ungarica pos· siede 3,400 ,000 cavalli, eli cui l ,500 ,000 nella Cisleitania e 1,900 ,000 negli Stati della Corona ungarica, oltre circa ,160 ,000 esistenti in Bosnia-Erzegovina ('1) . Il cavallo ungher·ese allevato col sistema semibrado, l: docile, domestico, amico dell ' uomo, il che age\'Oia assai l'istruzione delle rimon te nei corpi di truppa.
(i} l muli e gli a:;ini ammontano, 111 t utlo l'impero, alla
r.enue dfra di
8~.01)0.
, 1990
r,' ALL E VAM ENTO EQU INO IN U ~G HERIA
1991
Il Mini stero ungherese di agricoltura ha pubbl icato una carta ippol ogica dell'Ungheria propriamente detta, nella quale sono indica ti: i depositi stn lloni, le razze di cavall i dello Stato, le località ove hanno luogo mercati di cavalli, e infine la ripartizione del territorio . per rispcllo all 'allcvament.o eqniuo, e cioè, per ri spetto alle specie di cavalti nllevati in ogni singola regione, distinti in eavalli pesanti · da trnino, t~avalli da vett.nra, cava lli pesan ti da sella, cav:1 lli da sella leggeri e cavalli da montagna. ~ e i principali centri popolosi del lo Stato vi hanno, annual ment !é', una ed anche due volte, corse e concor:>i ippici, con rngguarde\'Oii pre.11 i di inr.oraggia mt:nlo in denaro. Dalle corse !lono esclusi i corridori appartenenti a scuderi~ francesi e ingle;:i , e ciò nell'intento di proteg-ger·e la produzione indi)!f\na . fin chè essa abbia raf!giunlo cosi :~ l to li vtl lo da forn ire Luoni competitori a qnelli. lo. misero profa no. a\TÒ torto ma a occ hio r· croce, stimo che questo ::;istcrno, malgrado i suoi inconveni enti, sia tutto pe:>ato, degno di encomio e quindi di imitaz ione. Le co r ~e non dovrebuero essere co nsiderate siccome pretesto, più ('.be altro , a pubhli che feste, fatte per attirare tflla o lit il forastiero , falle a ''antaggio economi co di qnesta o di qnella cittit; ben"i le eorse dou ebhero e5sere intese a._ più :1lto scopo, ed a f!i u·tamente compensare gli alle,·atori nostrani, con beneficio del paese. Altrimenti . per poco che i premi assegnati siano e ~ca suf· fì ciente e vnlgano In spesn, i c :~ m pi di co rsa princi pali saranno, come lo fnrono gpesso, !; fru ttati da stranieri ch e, cnn cavalli di ::.la%e superiore, conquister.1nno nge,·olmente la p:1 lma. E :; n questo l'o punto. Se · ho detto qualche ~ prop os i tacc i o , i tecoici m: risparmino i lorq fnl mini: r redann che non l' ho fatto a posta . C U.
L~ MAT~MATICHI~ E L'A ~ANlAMRNTO N~lL' ARTIGU~RIA :\. PROPOSITO DI N .BL PAESE Dl:I BOLL.B T1'INI
(1U VI81'.J. DI FANT.BR!JJ. A);:\0 111, FASCICOLO IX, 30 SET'I'R:\lDRE)
Non è per imbarcarmi in una polemica che chiedo ospitalità alla Rivista militar·e italiana, ma perchè non si deve tacere eli fr·ontéJ a certe afFermazioni ma é dovere di alla alzat·e la ·voce. Per l'articolo poi della R ivista di fanteria « nel paose dei bollettini )) la polemica cessa per dar luogo alla r etti:fica di giudizi d'indole generale.
* • Come dissi altra volta (1), la R i·vista di ('antèria è una pubblicazione che onora e i redattori e l'esercito, la si legge così volentieri e vi si impara tanto; or non so comprendere come con tanto valore debba, nol sostenere cer te tesi, seguir.e il metodo di attaccare le altre armi, specie l'artiglieria e procedere per confronti, imbevut i d'acr edine. ,r a.le metodo è piccino ed è dannoso sia all'argomento, sia allo scopo alto che la Rivista si propone, sia al morale dell'esercito. È piccino, perchè ridnce le questioni organiche all e liti dei bambini per chi ha più dolce nel piatto, svisando con (l ) • La fanteria pn ù il;u· genera li ·? • 1/ici~la mi llla 1·e ita ti(l lla , i "
a jll'ill)
1803.
1992
L~ MATEMATICHE E r,'AVANZAMENTO NELL'ARTIGLIERIA, ECC.
LE MATEMATICHE E L'AVAl'ZAMENTO NELL'ARTIGLIERIA, ECC.
ciò il concetto delle questioni stesse che va sempre inteso nell'inter esse gener ale, non personale, di ;:trma, categoria o gruppo. . t dannoso alFargomento perchè, a parte che il metodo indiretto non è il pitl efficace, spesso dà in esagerazioni e non ottiene l'intento. È dannoso allo scopo alto della Rivista perchè ne alliena gli assidni. Questi, non perchè si urtino nei nervi sentendosi toccati, no, ciò anzi li alletta, ma leggendo con piacere la Uivista e restando convinti su molti argomenti intorno ai quali la competenza loro non è intera, allorchè trovano in altri, di piena competenza loro, inesattezza, esagerazioni e diciamolo pure fiele, temono di restare ingannati anche nei primi e però abbandonano la lettura dell'intera pubblicazione. È dannoso infine al morale dell'esercito, perohè altera l'armonia fra le armi, armonia indispensabile se si vuole che esso renda al paese quanto questi giustamente si aspetta. Noi, amici e tutori dell'ordine gridiamo tanto ai mestatori delle plebi che per ingraziarsele ne solletticano gli appetiti, ne esagerano le sofferenze, e rappresentano le altri classi sociali fortunate, sfruttatrici beate nell'opulenza ; si dice che ciò conduce ~t ruina, cho scema la produzione del paese derivattte dalla sintesi armonica eli tutte le attività; eppoi nel campo nost't o, con pubblicazioni che dovrebbero moralizzare, si finisce a ·s copo di popolarità per fare altrettanto. Così si r ende un cattivo servizio anche alla parte che si vnol sostenere, così si sfascia, si alimenta l'errore e gli errori non frnttano mai del bene.
* * Perchè la Rivista eli fanteria l'abbia così aspra con l'artiglieria (non dico colla povera artiglieria ohè non direi ancor se capo?"ale in essa fosse il g rado supremo) non so darmene ragi'tme. Uno ·dei punti su. cui quasi costantemente attacca o dìrettamente o per insistenza .le anni speciali è l'insegna-
1!)93.
mento tecnico specie matematiche che, nella regia acca demia militare viene impartito completo, all'incirca come nelle università.. Che interesse abbia la Rivista eli fanteria a combattere questo studio, che essa sostiene inutile, non si 'c apirebbe se non asserisse che desso costituisce un titolo ingiustificato a vantaggi dì carriera, per gli ufficiali eli dette armi. Più innanzi potremo vedere in che consistano questi vantaggi, ora cerchiamo di chiarire l'inutilità degli studi tecnici e di matematica.
* .,. Si dice: Le matematiche sono inutili,-perchè fanno perdere del tempo nell'apprenderle, mentre poi non occorre mai applicarle, e tale tempo è sottratto allo studio della storia, geografia, arte militare, ecc.: le quali veramente servono, e gli ufficiali di fanteria che tale tempo non perdono dovrebbero avere nella carriera militare una preferenza. Il ragionamento in apparcn~a fila. ma esaminato attentamente non regge. Prima d i tut.to sarebbe opportuno pr ovare che gli ufficiali di fanteria, tutto il tempo che i colleghi d'artiglieria hanno dedicato alle matematiche, lo hanno poi impiegato veramente ad approfondirsi nella storia, geografia, ecc.: 0 dopo che g li studi di matematica escludano gli altri. I programmi provano il nontrario, e più ancora lo provano (n~· qui temo smentite) le conoscenze possedute da coloro che questi studi di matematiche seguivano. I paragoni se non sono interi non valgono e però il dire p. es., che dalla scuola militare escono più colti in materie militari perchè matematiche non studiar ono, che dalla scuola d'applicazione d'artiglieria e genio, {l) non è completo; ocCI)rre esaminare il tempo ai vari studi dedicato, analizzare
(l) Il program ma di stucli pc•· gli u!'nciali Ll·artiglicria. e :,;enio solo allora
~·int~n de
espletato, tanto ti vero ch" i rim~n~ati In ']Ualnn'Jue materh non· n~stano ncllt> due M mi.
1994
I.E ~1ATEMA T1C H F. l> L' AV ANZAllEr\TO !\ELL'ARTlGLI.ERlA, ECC.
bene i programmi, scrutare come sono svolti, come gli allievi li apprendano, quanto da essi si richiede negli esami, ecc.: e ·questo fatto. converrebbe ancora dopo poter pr ovare che il rapporto dei veramente colti fnt licenziati dalla scuola militare è superiore a quello fra i licenziati dalla scuola d'applicazione, e che superiore ne è pure il valore assoluto. Io (1uesto còmputo non l'ho mai fatto nè mi sento di farlo , anche per la ripugnanza ai paragoni, ma vedo alcune manifestazioni che mi proverebbero il contrario. Ogni anno concorrono per l'ammissione alla scuola di g uerra ufficiali delle diverse armi e vi sono accolti in un numero proporzionato all'arma; or bene, come è che quelli d'artiglieria e genio non fanno mai seconda figura nè nello scrivere, nè nella storia, nè nella geografia eco., e che ammessi a detta scuola ne escano dei primi classificati anche in logistica, tattica, organica·ecc., e che nella. maggioranza, anche assoluta, sono trasferti nello stato maggiore? A questi lo studio tecnico non ha poi fatto un gran male! nè qui dissi che questi fatti sieno eccezioni perchè si ripetono costantemente, uò sembra accennino a cessare, anzi !. ... M.a parliamoci chiaro. Gli studi. militari e prima l'arte militare hanno bisogno di mente atta a ragionare con stretta logica, atta all'analisi ed al passaggio da questa alla sintesi, se no possono facilmente degenerare in un bagolamento (mi si passi la parola} poco concludente, benchè infiorato di voci :>onanti, eloquentemeilte ed elegantemente esposto. Or a.vviene che, chi a studi severi eli scienze positive ha educata la mente anche nogli altri studi ne importa lo spirito ed il metodo ed anzichè parole e frasi, cose concrete r icerca, le scruta, se ne dà logica ragione e piu facilmente, più perfettamente, più fortemente le ritiene ed assimila. '-ii "
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"JiJ un pregiudizio che gli studi tecnici scemino l'attitu-
dine al comando tattico, è un pregiudizio sorto e cresciuto pel fatto di essere divenuti eminenti tecnici alcuni che, se pure non tecnici, non sarebbero riusciti mai nel comando
LE !l.o\.TEMATICHE E L'AVANZAMENTO :•mLL'A RT!GLIERIA, E CC.
1995
tattico. L a prima qualità non esclude la seconda anzi può rafforzarla, e nel fatto abbiamo sommi tecnici che nel campo tattico si copr ir ono di glor ia. . ~l sapere tat~ico non può non riuscire più agevole a chi pm ardue teone apprese, chè semplici. sono le tattiche e solo difficile ne è la loro traduzione in atto. Questa difficoltà è assai scemata dalla ;;erenità di mente, derivante dall'intelletto pronto, dalla sicura coscienza del proprio operato, dall'impero sui dipendenti. La prontezza d'intelligenza non è certo in contraddizione cogli studi tecnici, la sicurezza nell'agire e l'impero sni dipendenti sono doti naturali, che possono forse mancare per natura, ma che sempre ·aumentano qna.lunque sia lo stud io cui l'individuo si è dedicato, essendochè specie l'impero è sempre pr oporziona to all'ascE;~nd ente che la s uperiori éà eli sapere rlà sui dipendenti.
•
* *
I o, Yecla l'egregio articolista Llella Rivista di ( ante1 ·it:t, non s?no maligno, ma so lo fossi, potrei dire ehe, questo contmuo assalire l'ar tiglieria e genio e più specialmente l'accademia militare ove gli studi si c~mpiono, gridando alle matemati~he potrebbe aver fede in un altro sentimento, per esemp10, nel desicler·io di lioella1·e. N:ell'ammissione in accademia, appunto pel motivo delle matematiche, ha luogo una selezione, alla quale può dar si che qu~J.lcuno sfugga, ma che nella generalita assicura essere negli eletti un fond o di cultura q~1ale ~ richiesta per la scuola militare, più una mente, non totalmente comune P.èr compiere g li studi tecnici, mentre che con questi studi Sl rafforza, senza per nulla trascurare, anzi sviluppando e completando gli altri studi. È natur~tle quindi che, presentandosi ogni anno. un num~ro grande, relativamente, di concorrenti e pochi essendo ~h amfuessi, questi riescano scelti fra i più for ti per intelhgeuza e volontà e che in prosieguo cosliituiscano un valore superiore a coloro che nel concorso d'ammissione fàJ1~6 - Ali:VO
HX I:( .
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1996
LE MATEMATICHE E L'AVANZAMENTO NELL'ARTIGt.IERIA, ECC.
LE l!ATEMA'l'ICHE E I.'AVANZ.:p!EN TO NELL'AltTIGLIERI-A , ECC.
lir~no,
ed è ancor naturale che nelle ga.re si mantengano ad un alto livello. L'avere nell'uffi.cialità una. somma di'sapere anche tecnico, panni non debba essere tal cosa che, chi ama veramente l'esercito, sente l'orgoglio di appartenervi ed il cameratismo vero e santo che allaccia cuori ed aspirazioni, non deve deplorare, anzi benedire. ~i.·
~*
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Ed ora parliamo dei grandi vantaggi delle anni <fartiglieria e genio in confronto della fanteria e poniamo anzitutto ben chiaramente la questione. Vi sono vantaggi de· rivanti da circostanze di tempi trascorsi, altri derivanti da cause transitqrie, altri infine accentuantisi ora con leggi e regolamenti e che l'avvenire promette di più s~tldamente a.:ffermare.
··· *··· Prima del 1871, epoca in cui fu riordinato l'esercito, la carriera in tutte le armi soffrì un forte ristagno. Fra gli elementi che costituivano l'uf.ficialità ve ne erano di tutte le provenienze e molti pressochè incolti. L'artiglieria e genio, pel fa.tto che, per accedervi ·occorreva la laurea in mate. matiche; si trovarono in migliori condizioni; ~t ciò si aggiunga che, mentre la riduzione nelle altre armi era facile, nell'artiglier ia specialmente, riusciva difficile e perchè il suo quantitativo era già scarsissimo e perchè il materiale non si poteva disfare senza grave pericolo e spesa; infine costituendo l'nffi.cialità un elemento nella somma più colta, non sarebbe sta.to economico prìvarsene. Ne conseguì che, mentre anche in artiglieria la carriera fn alquanto rallentata, lo fu meno che nelle aJtre. armi che s offrivano ·forti riduzioni. È perciò che fra gli ufficiali entrati nell'esercito prima del 1870 si t rova che quelli d'artigLieria sono favoriti, paragonandone l'età e gli anni di serv1z10. Dopo il .1871 avvennero altri fatti di carattere organico. ~·t.-
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1997
.'La fanteria ebbe presto un forte incremento pel · quale si ampliarono i quadri ed una vo.lta completati successe l'equilibrio, è per questo che u fficiali entrati nell'esercito intorno ' a quell'epoca ebbero poi a soggiornare a lungo nei gradi causa l'elemento giovane che loro stava innanzi. . L'artiglieria ritardò alquanto il suo incremento, causa la spesa ed il materiale che si dovè . creare e fabbricare, e perciò in essa le nomine numerose avvennero più tardi ed anche più sentite perchè l'incremento fu assai forte e quasi ·d'un tratto. Ecco qui la ragione di due fatti, primo l'età e l'anzianitit di spalline degli u-fl.l.ciali d'artiglieria posteriore, se-condo lin grande numero di subalterni in breve tempo promossi a capitano. In tutto questo è però d' uopo di ben chiarire eziandio un altro punto. La Rivista di f'anlet"ia qua.ndo in questi paragoni parl[t di ufficiali di fanteria e ne lamenta la lentezza di carriera non tiene conto della provenienza e considera solo quelli che ava.nzano per anzianità, mentre per gli uffi·ciali d'artiglieria non considera che qùelli provenienti dalla scuola d'applicazione, e cos:. non ,g li è difficile trovar cifre e farle giuocare a suo piacere. '
..
.
* * Ciò detto, ecco che avv1ene ont e si prepara per l'avvenire. La fanteria ha due modi eli accelerare la carriera, scuola -di guerra ed esame a scelta, vorrei comprenderne un terzo ed è il ritorno nell'arma degli utYiciali di stato maggiore, m~ divagherei troppo (1). Ora quando in una categoria· di · ufficiali vi sono mezzi di accelerare la carriera, chi non vuole fruirne non ha che ad incolparne sè stesso, e chi ne f ruisce tanto più si avvantaggia quanto minore è il numero dei concorrenti, e per coloro che non vogliono il danno aumQnta nella. misura del vantaggio dei primi. (·l) Scn\bra un pan~closso ed
c'
inv<·~c un fatto
<Ici più facili a dimo;tmr;i v~ro.
1998
LE )!ATE:!!ATICHE E 1,'.-!.VA NZAl!EJ\TO NELL'_\ItT!GLIERIA, ECC.
Orma_i nella fant:eria l'esame per la promozione a scelta a mag~10re deve r~tenersi ~ome la via normale per giungere. E una provvida selezrone, che può dirsi per esclusione e coloro che non vogliono o non sanno non hanno a lagnarsene se procedono lentamente nei o-radi . . Se q:1indi. la Rivista di (ante?·ia vuol fare dei parao-oni 0 dt carnera h può fare, ma nei seguenti ter mini. . . yfficiali di fanteria provenienti dalla scuola dei sottufiiCiah che non si provarono a godere di nessun vautao-O'io ed trffic~a!i . d'~rtiglieria provenienti pure da detta sct~ola. Ulficrah dr fanteria che concorsero all'avanzamento a sc~lta. e ufficiali d'artiglieria provenienti dalla scuola d'apphcazwne. . Ufficiali di fanteria che superarono i corsi della scuola entra.re nello stato mao-rriore ed u ffi cra ·. 1·1 dr. g uerra · 1. · senza . o ., d ·artrg 1ena In eguali condizioni. .
~osì v.edrebbe de?li effetti curiosi, per esempio due erano
1D.~1e~e . m accadem1a, uno di essi . procede sempre tra i pnm1, l'a.lt~·o alla scuola d'applicazione soccombe, è tra-
sfert~ (l ) m ~a.nteria. Questi benchè promosso capita~o q nasi due anm dopo del primo, è poi promosso magO'iore tre anni prima. · o Oppure in uno stesso bollettino, che potrebbe essere anche quello del marzo ultimo scorso uno dei trasfer ti in fanteria percorre la scuola di guerra, supera l'esame a scelta, ed è promosso insieme ad un altr o d'artiglieria uscito dall'accademia quando egli entrò e. che pur esso superò il corso ~ell~ scuola di guerra, risultando sempre dei primi classi-
ficati.
?hi .prima ar~·iva ad ufficiale superiore anche sem:a ruolo un1co e certo dr non .essere più superato. ~eco come uz: esa~1e..fallito che dovrebbe sempr e rap~r~::sentare n.na. 1nfenor~ta a confronto di chi lo superò, può fimre a costltmre uu titolo a preminenza pel fa tto del trasferimento nella bersagliata fanteria. l_fl Quest.i ~ras~el'imcnti sono depiQrèroli, lllìl afT~t·m:mo scntfll'<l •:Ire il trnsrcrto con-
~or~.:
e non rrusct.
I.E }!A'l' ZlllATICHE E L'AVANZA~!Er\TO NELL'ARTIGLIERI.>. , E CC .
1999
* La Hivista di fanteì·ia potrebbe però farmi rilevare che se gli ufficiali d'artiglieria non godono dei vantaggi dell'avanzamento a scelta, la colpa è dell'arma stessa.. Ebbene, qu·esto è ora uno dei tanti luoghi comuni, strillato e ripetuto al punto che ha finito per !Clssere quasi accettato anche da distintissimi ufficiali d'artiglieria, e non è vero.
..
* ... L a questione dell'esame a scelta od anche della scelta nell'artiglieria e genio può ben servire di bandiera a molti scopi, e primo quello di togliere all'arma le sue caratteristiche che ne costituiscono l'essenza sua ed ii potente e fecondo spirito di corpo. Su che ramo deve vertere la prova od il giudizio per la scelta? N el combattente o nel tecnico? Se nel combattente in guale specialità? campagna, montao·na, a cavallo, fortezza, costa ? Voi dite campagna e forte;za, ma in cosi dire mostrate che non conoscete l'impiego dell'arma, chè vi è più differenza, nel campo tattico, sul modo d i combattere dell'artiglieria da campagna e a cavallo che tra l'artiglieria da campagna e quella da fortezza. come questa, sempre nel campo tattico, non ha n ulla a che fare coll'artiglieria da costa. Al profano potrà parere perchè nell'apparenza le prime sono trainate da cavalli, e le seconde adoperano mecca,uismi, ma all'artiglier e che conosce l'impiego della propri!\ specialità q ue~ta confusione fa sorridere . . Se nel tecnico, pure in quale specialità? fond eria, arsenali, piro tecnica, fabbricazione d'armi. polveri, ecc.? Percl1.è chi non se ne intende può credere tutto eguale, ma chi crede dover opera.1;e non solo star a veder e, sa che vi sono ben g randi differenze.
2000 .
LE
MATE~IÀTICHE
E
L'AVANtA)!I~i'iTO
NEJ,L'ARTlGLIERIA, ECC.
Nell'artiglieria la scelta e la specializzaz~one salvo eccezioni a.vvengono naturalmente e producono il grande vantaggio che utilizzano tutti i valori nel modo più produttivo. La scelta si ha dapprima uelJa non facile trafila cui si deve passare per affermarsi ufficiale nell'arma, in segui to colle P-liminazioni naturali. La specializzazione avviene col tempo pur essa naturalmente secondo l"inclinazione r attitudine ed il desiderio. Cosi si ha il modo di utiliz~are gli ottimi clementi in una specialità anche in altre ove se non saranno eccellenti saranno sempre buoni e all'occorrenza servire utilmente, il .::he colle separazioni si perderebbe, mentre per contro si sarebbe costretti a conservare anche del!e mediocrità in specialità ove per errore fossero ontrat.i. h: questo insieme che dà all'artiglieria quel for te collettivismo che alto ne mantiene lo spirito d'arma, colla scelta o colla separazione di carrierH, questo collettivismo si aftìevolirebbe per lasciar sorgere l'individualismo e mentre ora è l'arma tutta nel suo insieme che è un valore, si avrebbe questo rappresentato da alcuni emergenti, e come conseguenza gare d'interessi personali o di spe0ialità. Ammettendo quindi che il non avere in artiglieria i vantaggi della scelta sia colpa dell'arma stessa, questa non è perchè la scelta non si voglia, ma perchè non si possono non combattere le basi su cui è offerta. Presto o tardi si verrà al 'ruolo unico di ufficiali superiori e allora ragioni d"equità imporranno che si modifichi l'attuale legge d'avanzamento facendo questa non per arma ma per grad o. Ora ecco come io proporrei che fosse retta. la prova per la promozione a scelta ad ufficiale superiore: l" Esame pratico nella propria specialità qualunque sia, per tutti i capitani di tutte le armi aventi eguale anzianità di spalline. Questo per stabilire insieme alle note caratteristiche e ai rapporti l'id oneità nell'arma o specialità.
LE M..1.1'EM.'.1'ICHE E !.'AVANZ.UIEN1'0 NELL'AR'l'lG I,li::RJA, RCC.
2001
2° Esame di concorso eguale per tutti, severo ed elevato. I primi classificati in questa seconda prova godranno della scelta e prenderanno nel ruo.l o unico l'anzianità che d~lla classificazione risulta, restando ognuno nell' arma propna. 3) Quelli non risultati nel numero dei vincitori del concorso dovranno ripetere la prova. Qui ~hi ci perderebbe è evidentemen~ l'artiglieria. perchè oltre alla minor pratica nel campo tatlilCO avrebbe m con~ corso un numer o assai superiori di ufficiali di timte.ria. rot~1 al maneggio dei battaglioni e che non hanno scmpato tl tempo in servizi tecnici.
Per ultimo mi è cl'nopo a,ccennare ai voli uhe lf.t Rivisla d'i ('ante1•ia at.tribuisce all'artiglieria. T~tt? il cl~.moro .è, come sopra ho detto, provocato d~ p~·o~lO::It01ll a c~pt.tano fatte nell'epoca dell\mmento dell'arttghena, promoz10m dovute a.d un · mutamento organico. Ora è evidente che in un'arma ovo non si ha avanzamento a scdta, le promozioni clipendenùo dal fabbisogno annuo, non sono arbitrarie, rna ~e~ate ~d un quantitativo pressochè costante. Questo la .Rwtsta (.~'1. _fante1·ia potrà veder e non è taio da dar carnera .ver ttgmosa all'ar tiglieria anche eonfrontata colle altre. ar.m 1 .. Sono da 2l a ~2 anni di spalline che s1 n chtedono per arrivare a maggi~re, e in fanteria potranno essere più. ma per chi non volle o non seppe, ma .per chi vuole c ~a è di q uesti che conviene interessar:n) sono appena 16 o lt.
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E per fare dei numer i un'occhiata all'an~nario o al ù~l~ lettino permette un confronto fra i promos::n per an~wmta in fanteria ~ in artiglieria.
2002
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2003
LE ~IATE~U.TlCII E E L'AVANZAl!ENTO NELL'ARTIGLIERIA, ECC .
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IO dicembre 1882 luglio 1885
NOTIZlE POL!TlCO-MlLlTARI ITALIANE
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Devesi però aggiungere che : In artiglieria maggiori con anzianità 7 ottobre 1887 Ye ne sono ancora 9, e 25 ve ne sono del 1888,mentre in fanteria ve ne sono solo 23 del 1888. Capitani con anzianità 10 dicembre 1882 in artiglieria ve ne sono ancora 6, e 40 con anzianità. del 1883, mentre in fanteria non ve ne sono che 35 del 1883. Dei tenenti con anzianità 25 luglio 1885 ve ne sono ancora 61, e 22 dell' 11 ottobre, mentre in fanteria non ve ne sono che l GO dell'ottobre. E basta, mi fermo invocando in nome degli alti ideali uhe, abbiano fl ue le lamentele, fine le rivalità basate sulla gelosia, sereni attendiamo la promozione, col solo pensiero di renderei sempre più ~ttti a coprire il grado superiore. Fissiamoci bene nel cuore e nelia mente che la carriera militare non è un'industria, è una missione; le pr omozioni sono nel!.' interesse genera.le, non uu premio pel' servizio prestato, nè un diritto pel tHmpo trascorso, ma un mezzo per poterE' meglio o piit ntilmente servire il nostro paese. M.U.A ,, ASC CELSO CotJiltlll•l tl"M ligliuùl.
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Il fatto culminante dellt\ quindieina è. senza dubbio, lo scioglimeni{) delle società socia listiche che a rerano fatto adesione al pro·oramma del cosidett.o partito socialistlt dei lavoratori. Questo sciogli~ento è un r11tto essenzialmente politico, cpperciò non intendiamo sof. fermnrcisi ; ma ha troppn importnnza perchè poss:~ passarsi sotto silenzio. Le società disciolte furo no in tuttu 27:1. :1 si trovavano sparse in 3~ delle 60 provincie continentali d'Italia. Nella Sardegna non ve ne sono; nella Sicilia le societi1 congeneri f , rono tutte disciolte al tempo dello stato d'assedio. Nelle altre 2n provincie vi sono hensì associ:~ zioni s_ocialistiche, ma nessuna che abbia fatto adesione al p•·ogra m m:~ essenzialmente rivoluzionario del part-ito socia.lisw dei lavoratori; perciò ·non vennero sciolt.e. Alcune, comprese nella list~ di -scioglimento, avendo provato che il part.ito suddet.to aveva, eontrariam1mte al fatln, asserita la loro adesione, vennea·o lasciatH SliSSÌSten~ ; altre cbbt'I"O ~ol tanto un:• diflida. L'operazione dello scioglimento. beu concepita e ben C•>ndotta, srnz:~ preavvisi e senza debole:~.ze, riuscì egregiamente. . , In nessun luogo s'incontrarono resistenze, nè fu necessarw operare arresti. L'impressione in paese fu gmnde nHt generalmente favorev oh:. Molti uomini politici che, pu•· ricouoscnndo l'utilitfl di quest'att.o non avrebbero avuto il coraggto di compierlo, s• meravigliano della ris_olutezza ·ed abilità con cui fu ad effetto e l'approvarono. Esso, proprt3mente padando, spiacque ~olo a quelli contro cui fu di~·cn~ e _alle grida di questi fanno eco alcuni più o meno sinceri dottnnan d1 !tbel-tà; più la massa di coloro che sistematicamente disapprovano tutto
2004
:\OTIZIE POLITICO-MILITARI ITALI.~NE
quello che fa il Governo quando non è del lot·o partito. Ma tutte queste voci, per diversi rapporti, interessate, non bastano a forviare il giudizio del paese, che dai fatti, assai pil! che dalle discussioni ha oramai imparato essere meglio prevenire che t·eprimerc. ' La stessa buona impressione che l' eue1·gicn misura del· nostro Gov_erno fece in Italia, la fece all' estllro presso le nazioni amiche, come SI può ~e-dere uell~ stam pa_ ~n_gl e.>c, tedesca ed austriaca. Si leggano bensì cnuchc e van pronost1ct tu qualche giornale francese, ma oramai è noto che i giudizi di quei giornali Lisogna p1·enderli all'incontrario ; ciofl rit~:nere buono per noi eiò ch'essi dicono cattivo·~ vicev~Jt·sa. r
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. L'on ..\linistro deii:J guena ha pre~entato a (ptello del tr.sot·o J,, slato rl1 prirnn pre\'isionc del suo bi lnucio per· l'esercizio 189\. -95. Per quanlo è g i~ noto al pubb lico, l'on. l'rfocenni in ques1o bilancio non ha compreso più il credito di lire 5,700,000 domandalo 31 Parl~mento co~ ~~ta di variazione 31 bilancio nel febbraio scorso, affine · d_1 poter r1pnstmare nelle primarie condizioni la ehianratn all'istr·11. zwne dello classi in congedo e le gmuji manovre. ~ello stato di previsione anzidetto sono inolt•·e introdotte note1•oli e.c.onom ie _fra cui quella di lire 200,000 sulle spe:-c dell'amminist.t·a;.:ione centndP, m osservanza del voto espresso dalla Camera dci deputati nf'll'ultima diseussionc del bilancio. ' Oltrecciò l'on. :\finistro, con altre economie e con assest3mcuti nei rapitoli del bilancio, è riuscito ad avere i fondi per ristabilire uel1895 le grandi manovre e la chiamata delle elassi, inscri vendo in bilaneio, risp<~ tti vamente, a tal uopo, l:1 somma di lire 1,000,000 e eli L. i,500,000. Potè i~oltre iu3c,·ivere lir·e :H2,000 per una giorna ta io piiJ, essendo l'anno biseslile, . ed a~'>efp~arc un aumento di lire 250,000 3 ,·antaggio Jelle ma~se dc1 corp1 e lire i,OOO,OOO in pi1ì per la fabbrica;.:ione dei nuovi fuctli ,. portando così l'assegno complessivo n!) milioni. E tuttociò senw eh1eJere uulla di piì1 al tesoro, ma traendo tutto da nuove eeonomie L'aumento di un milione per la fabbricazione delle nuove armi oc~OI·~·~va mantenere la !H:·>duzio_ne n! limite st.abilito di {()() mila Jueilt al_l ann?, es:;endo orarnm •ruasr esaurite le nwteriH prime di cui finora s~ po~e trar· re pa rtito. Con ciò, natura! mente si ottiene pure il va_ntaggto dr non essere costrelti a licenziare circa il decimo degli oJlerm dalle fabbriche d'al'lni. L'annunzio di questi risultali notevolissimi fece nel paei;O la rnigliore impre>::sione.
per
NOTIZIE POL! TfCO-M1Ll TARI ITALIANE
2005
Abbiamo gi~ parlato nella precedente puntata di ra~comanrla~ioni _e misure dell' on. ~finistro della guerra perc;hè la maggwr_e par~unon1a re"ni nelle spese di cancelleria, e in quelle per· la provvista ~ ti mante~imento delle bardature presso i co rpi di truppa; ora dob_lu~ mo notare che disposizioni si mili fu rono emanate ~er la m_assa ve_sti:mo. venne, cioè, prescritto ai ·consigli d'ammimstrazwne d1 prov\'eder~ . · h·e s1· tenoa il debito conto delle le quando pew ~' . .l'O .be .usate.. l'i parando , . . ..l) possibile e servendosene per \'estrrH 1 rtcluamatl da l _conged? p~t hi C~'~ periodi, adoperandole per servi;:i interni, cedendoh· m sostilll7.10ne d1 altre a coloro che partono in congedo, ecc. ecc. . .. Oltraeeiò si raccolsero presso il Ministero della guerra ~la lr lJl'CCI~I su quanto in altri eserciti dovf: si ries~c a •:estire la truppa Ju~·se n~egho eli noi, con minor spesa di noi, questi datt che possono serv1~e _dr ba~ a ;,tudi compnrati utilissi mi furono sottop~sti ad una commt~;;wne ~~ persone competenti, sotto la presidenza . d1. un generale l~. eut ~nt_elh-. genza è pari all'iniziati \':l nelle mnovazwm veramenle ull h e pt a nche, il f!enera le ll cusch. . Onesta commissione è incaricai.:~ di studiare o proporre le riforme dn ~dottarsi per togliere In ditl'eren;-.a n n?st~·o svanta_ggio ~h-~ rea~ment._e e~i:;te nella ~pesa +: nel ::m·\' i1.io del vestwno tra var1 es.ercrtt es_tert cci ti nostt·o. Essa si r.adunò per la prima rol~a il 23 eorrente cd rnt~·aprcse alact·ementr. il suo lavoro; anzi per quanto l: noto avrebbe deliberato di dare all' incarico riCCI'Uto il seguente svolgimento : . Pa.rte prima. - r~) ])e.termi·nare se si debbano elirnin:ue alcuni_oggeL ~l di vest.iario cd altri dall'equipaggiamento del soltlato m CilSO d1 moh1 litazione e in oc.ca.sione di richiami per istruzio~e_. . . b) Propon·e quelle moditìca?ioni all'atlllale dtv1sa, ufhci_ah .e truppa, che più rispondano Jlle presenti esigenze di e~~ono mia.' sempl1ctt.a ~ m~nor visibilità, -;enza pregiudizio dei cambiamenti defintliVI da studwrst ed attuarsi in .;eguito. . . . · c) Proporre quei provvedimenti amministrativi e cjucglr e~ped~cn~1 economici ch 1~ possono essere applicnt.i fin d'ora con v_m~tagg~o, Jndtpendentemente dallo stlldio generale dell'organismo arnmm1straltvo della <>estione cquipa<>giamento c vestiario. . l> Parte seco dn~"'- d) Studio del sistema :1mministrativo e . contabile 11 della gestione equipaggiamento e vestiario, aflìne di rn~glio ~istmguere l_c · funzioni dell'arnministrozione cenlr:~le da quelln de1 corp1, d1 sempl1 -
2006
r-!OTIZ IE POLJTICO·JKILITARI IT..lLIANE
ftcare il servizio ordinario, di attribui1·e alle alte autorità militari maggiot·e ingerenza e l'esponsabilità rispetto al servizio di mobilitazione. e) Studio e sistemazione definitiva della tenuta degli ufficiali e della truppa in base :llle condizioni fatte dal perfezionamento dalle nuo1'e umi e dalle previdibili esigenze della guen:a moderna. ~ella p1·imt~ parte, come si vede, sono compresi quei provvedimenti che si possono attuare subito, senza derogare a ciò che è prescritto dalla legge e dnl regolamento di contabilità; nella seconda parte si tratta di studi piil m:1turi ed ll$tesi che forse irhporreranno modilicazioni di leggi e di rt>golamenti.
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Benchè non tlliCOI'tl pubblicato e conosciute) nella sua integritù, il nuo\'1• progetto di legge su l reclu!ameuro è giù noto abbastanza pe1· pubblieazioni ufficiose, dn potorsene fare un' idea e formula re su esso un giudizio.
Questo progetto, bnsan{Josì sugli studi fatti dalla precedente amministrazionc, ne nccetta il buono r·d uti le, per veni re a const>guenze che gli danno un'improntt'l sua propria. Esso non è in opposizione eol pro~ \( getto Pelloux, nl:'t no deriva in qutmtochè 1·illette i sostanzia li p1·ovve~ dimenti portali da ll 'attu11le sistcm:~ di lev<J. Paragonati· fra loro i due progetti, si può di re che il nuovo rappresenta mùtpplic:~zione più ardita d~Jgli stessi principii. Sono accettate clal progetto della precedente amministrazione la C!ltt>goria unica (per chi non si trova in date condizioni di fa miglia), le facilitazioni pei residenti all'esteJ·o, il volontariato di un anno per titolo di · studio. È spinta ad un grado maggiore la resrrinzione dei riroli per l'assegnamento ali:~ riserva (già 3• categoria). Sono respinte la tassa militare e serv~zio dei :$8mì -idouei, che nel progetto pr·ecedente era chiamato servizio ausiliario. Caratteristica speci<lle del nuovo p1·ogetto è la separazione as.;oluta dei poteri delle nutoritì• ci rili cui è affidata la tutela degli interes.>i individuali da quelli dell'nutoritù militare cui è affidata la tutela degli interessi dell'esercito, per (pl:lnto riguarda l'<~ttitudine dei singoli individui e la loro conseguente destinazione. Il nuovo progetto comprende tre titoli: il primo riguitt·da le oper·azioni di leva, dalle formazi oni delle liste, all'incorpo1·azione degl'inscritti; il secondo determina gli obblighi dci cittadini rispetto al servizio; il tHJ'ZO stabilisce le pennlitf1 per i delitti in materin di lenL
,.; l l' l TARI l'I'.U.IAN& NOTIZIE POLI'l'ICO-,.,
2007
,.*.. . . d' l ,· compiono all'infuori dell':wtoritù militare. Le Le operazJ?~' .' eva no le cifre i ('OilSi"li di l~va le rivedono e deautorità mumcJpall coJ~lpl a l' h' . l . _'. ,ol· Cl.t:t'·ld.Jni per essere assegnaLi . d' · · h obb 1.r 1 ue1 :.101( 1 "' cidono sm . ll'lttJ "Ila d'1 r1·se"I·v~.. · "ontro le decisioni dei con·d· c .·ga 0 a que '' alla categona OJ mau, . · ·1· dr· leva centrale. . . . · · \' · è il ncorso a un COOSig IO ' . sJgh dJ leva pro~LDcJa l c . rl' cate-'OI'I e si trasmettono lo cifre al co· t' of1 asseonamentt 1 e • . . . . T ermma l.~. .e . . .· R . 'l . mpito delle autori tà cll'lh fì msce. mandanti del dJstret~J rmhtaiJ. t, qm ' co te d' militari visitano "li iscritti . . . d' . ·uola menlo compos l e Le comrnJsSIOill l <l ll , si fa la chiamtlla alle llnni, e tuui devono e li arruolano. A sno tempo, d ' no r'uovamentc visitati e quelli · l .· distretto ove so • ' . presentarsi a. prop~ro .. l id, nei ven~rono assegnati alle varie armt ed dell.11 .cat~gor•a. orldmarn•caal~\ so~lO· deferi~i ai tribunnli e con ciò le operain vJall a1 corp1. ma ' '
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zioni di leva restnno chiuso. hJ· t· t. ·1 1 ·····l·v,·z·Io ll(~ll'esercito [)eirnanente . l' l· t ·ono o ) 1"3 l • ~·· • TuUl g l ,31'1'110 al ~ .,e. . l' le fino al nello riserVll fino ' • ' 19!)o • 0 nella m1 !Wl lllO. ll dal 21o fi no .t - · ,~nn . , \' . . lati nella eaterwria di riserva vengono al 3\l". In tempo dJ pace g t alJ U?' .· " '<fnn ·ia ~ono tenuti aù ... . . • " .dO' g ]i arruolati nella cn tegoJHl Ot . ' ' ' • , • • • • • lasc.mtl m con" e , ': H e~ tano le fac1 ·r·1t~z.,· orl·, aglt studenti' le soslJtuzJOlll .t· ' una ferma ul tre a nn r. . -- . . . . nse"uire il volontariat.o di un .1. f·atello ccc. ecc. Viene stabrl tto che per co e _. , 1'1' ' . paoare . a . lc un~ tassn · ece····ano • •' ma JHesentnre 1a 1rcenw l anno non e n :;:., 'o · . . . d' un anno per ottenere c •aie o d'is~ituto tecnico. 11 volontano a1 ~eum~o ' • ' l' di uflìmale dJ complemento. e il congedo, deve superare .esf~m.e . . . ,·deu ti all'estero. Senza enuImportantissime conce.ssronr SI fa n.no_ ar JC(::odlal" le attuali condizioni del" ' . . l sono opportum:;sJme d. merarle, !remo c le . . violentement-e e con rP.ciproco danno J l'emiorazione) per non rompcJe . rapp~rti degli emigrati con la madre patna.
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. " .. . Pelloux venne abhandonata la tassa Abbwmo notato c·l1e del pro"etto e ·t· 'l ser·vizio dcoli ausilito·i. l d.l. fili rla J·e e l . ··bl"lUdOil<lla T)CI' e l T1t ·e crec .amo SI"o St'tto • " v IJ< l Quanto alla tassa mr nJ ' . ,.scon<l l:~nto m~ftuiori quanto r. . . le le qua 1l appati < "" ficoltà della sua app J<.;aztor ' . , . (, v ,] propone un11 tassa . . D<•lre·to se 11 0~rove 111 111 , più si stHÙJa l argomento . . • '~ ' ' senza che sia necessa rio mi.litare, è sempre a wmpo lO rpralunque ero(}ll, ' . . 1 11 leorre di reclutamento. ·· ,. sarebbero stati una no\'lta mscn ver a ne . a oe ·r , · del tlro(retto pe11ou.,, l Quanto <~g ' cws%wr~ . ~ . . te··'ll Po di ·guerr<l ci mancasse. .per1 ecce1"!ente, se p.er ·t scrv1 · z· non . at ma.tJ m . ·n . .· · ruolo ci rca un mt11onc 1 :>l , · P011.~ ~ , clte · sonale; ma qua n :o ' '~ 111 llnmo ' s01 111 1 '0
o,.
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.. 2008
2009
NOTIZIE PULI'I'ICO-liiLlTARI ITALIANE
NOTIZIE POLlTICO·MlLITARI ITALIANE
tt·ccen tomila uomini di 3 categoria, la maggior dei quali non solo non trov.cre~bero .posto n~i quaùt·i, ma non potrebbero neppure essere armatt S1 dovra convemrc che per adopra1·e nei servizi ausiliari i semi-ahili bisognerebbe lasci:~re a casa gli abilissi mi. Ch~ se, come è p~·ùbabile, coll' i$truzione degli ausili:~ri il progetto Pelloux llllcndev:1 togl!et·e dalle fil e dei combattenti quei mezzi idonei i qu~ l i non servo:10 che a popolare gli ospeclll li, lo stesso scopo si può rnrr•ri ttn g?.I'O elev:mdo il grado d'idoneitìt lìsica, lino al punto che non p~~netta d tncorporare ~e non un personale capace di sfidare le più gravi Jatich~' della g~retTa. Steeo.me le l~ostre condizioni finanziarie ci obbligano ad una certa l't S trellczz:~ d1 quadn, pro fì tti:~m o almeno della larghcua del conting~ n te per f~ t·e u.ua scelta. rigorosa, :~ffinchè, se 1! nostro esercito sa 1·i1 pi il ptccolo deglt ~l!rt yroporzt~n3l3 mente :11 1:~ popolazione si:~ più forte p1•1· la robustezza de suo1 elementi.
sulle b<lsi principali sia giit stabilito fra i due Ministeri interessati. Restano a studiarsi alc:uni pilrticolari di cui si occupa ttuualmente uno commissione nominata d:~l )Jinistro dell :~ marina.
P.
3
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Non u!tir~lù vantaggio del nuovo progett.o sul reclutamento il quollo fil poter c.os~tru~re una l.egge di leva unica p~:r l'esercito e per l'annata. Tutte le obbrP.zront messe mnanzi linora a questo riguardo ce~sano di aver valore. .Ou~nto dal nu.ovo progetto è attribuito al le autoritit civili, cioè l;~ ~om~tl~z1on~ delle hste e Je attribuzioni dci consigli di leva provinci:tli e cen~r ah,. puo v:~ler~ egualmente per In gente di terra come per quella di mar c. R1guardo . .ali arruolamento, qu:~ndo si:~ di r~ol:t stabilito eh,e l·,, g.ent? d.~ ma1·e vw 1e arruolata nell':mnat:l t' facciano parte delle comrnisSIOllt dt. :H'J'~Oillm.ento, nei mandamenti mariuimi, un ufficiale di porto e un m.ed1co dt mal'!na per la sc~;Ji ta e la designazione degl'inscritti di mare, n?n SI ve<~e per~hò le stesse commissioni d'arruol<1mento non possano servtre per l eserCito e per l'armata. . ~Ile e hiamate, gl~ a~ru?lati nella marina si presentano ai rispetti l't capttaut <~t r.orto anr.tcbe :11 comandanti di distretto, con quelle dilazioni c.he sono mdrspensahi li alla gente di rnnre; poi volontnri di un anno nell :u·u.latn è prescritto eh~ :~1 t~r~l Ì nrl del medesimo debbano prova re, medran~ esame, l:t loro rdoueua al grado di ulliciale nella riserv:t nava le~ "•.a dreendo. In~omma , mediante oppot'luni temperamenti tutte le prlocrp.alt <~isposizioni riguardanti il reclutamento dell'esercii~ possono :~ppl:cars t a quello dell'armata. Non vi è dunrrue ragioue di nvcro una legge per ciscuuo. Si. assicur:~ clt~ l'on. Morin , ministro del !:~ mal'ina :~bbia già <~ccot· lato ti concetto dt preser!t<lre un tli$e~uo di legge unico 0 che l'accordo ~
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" Il ·l ,} corrente, a trenova, ebbe luogr1, la consegna cieli n bandiera donatn da S. ~L il Re alla roraz.z.nto UntbM·to T. Fece la cou:;cgua il Ministro della marina delegato da S. M. Non descriveremo le feste che riuscirono solenni in terra e in mare; solamente riporteremo okuni tele· grnmmi che meritano di essere rico rd~ti. . S. M. il Re dire~st! d ~eg n ente cltspnceto al l'onor. Ministro rlcl l:~ mari nn: c Assisto col cuore c col pensiero :~ Ila con~egna dell3 bandiera d:~ mc donatà alla corazzata che porta il mio nome. « Mi compiaccio vivamcn1e che la solenne cerimonia abbia. luogo ~n pre~e.nza del la città illustre per tnnti rmrittirni t.rionfi e che ':' parteCIpino novi d e die:~tc a grandi glorie nazionali. Sw q~tes~a !Jandtera pe~n o. perenne del mio amore per la bella c fo rte armata ttrdtaua e rnpprescnt1 o.vuuqne la grandezza e In prosperit1: d'ella patria.». . . L'on. Morin rispose con questo telegramma. dtreLto al pruno atllt:mte di cam po di S. ì\1 . . . « Cooseonai la baudiern alla nave Re Umberto, ed m nome d1 S. M. comunicai :11:~ marina il telegram ma che si degnava di1·igermi. , La prllgo presentare :1 S. M. i ~ensi di gratitudine d~lla na\'e che. ne porta il nome e dell'armata italiana per il gr:mde o ~o~c rrcevuto e nferirle l'entusiasmù cl te la sua :1t1gu; ta parola susc1to 1n tutt.a la !lotta. Questa parola, come il douo prezioso clte l'aecompagna; sarà pei. mnrinai italiani uobilis~imo stiuwlo per fare ogni sforzo onde mostrarsi semp re deoni del Re e della patria » . ~nche tra il Ministro della guerra o quello della mnrina vi fu in questa occasione uno scambio di telegrammi. Il Ministro flella guerra inviò a quello della marina il seguente dispaccio: . c In questo giorno in cui nelln forte Gen ov:~, che . nella . s u ~ ston a conta i più bei ricordi delle i mprese marinarcscbe nalrane, st a!Itda a.lla nave Rt! Umbel'to la bandiera itnliana, tengo a dirle che anche l'esercito prende viva parte a questa solennità, che dimostra ancora una volta da quanti indissolubili Jegamì la Nnr.ione sia stretta aì difensori rlel :'UO onore e della sua integri t:\ » . Il ~linistro _della marina rispose: [.'1, « Q.rar.ie pel cortese tele[.{rnmma. l n fJne::to gioruo in cui S . .M. onorò
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NOTIZIE POUTICO-MJLl TARl ITALIANE
la ma rina, le riescono particolarmente gradite le di mo~tra zio ni di fra tellatlza e di simpatia deli'e:;ercito. Fra :Soldati e marinai sia ;>empre salda l'nn ione ..:ome è comune l'allo mand11to ». ·
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"* f:onw ;l ppa ri ~cc da <ftHlnto
pn~ced c,
le notizie militari del ln quindicina si rife ri::;cooo specinlmente n studi e~ progetti . Chiuderemo riassumendo come al solito, le prin..:ipnl i dispo~izioni pu uh lic:~ te sul Gì01·nale mi·
NOTIZIE MILITARI ESTERE
lilttre . Ve nru~ro pubblicate alcune l'a ria~.ion i all' istruzione per la compilazione delle no~ caratteristiche dei ragionieri d'artiglieria, ragionieri geometri del genio, ~:apitecnici di artiglieria e genio cd assi'stenti locali del genio. Vennero pubblicati allegati all' i::;truzionc complementare dd regolamento sul reclutamento relativi ai corsi degli allievi ufficiali ed allievi sergenti, fra cui i programuai degli esn mi di 1:oltura gener:tlc per l'a mmis. sionf: ai corpi di allievi uflìciali, e i programmi d'insegnamento ed esame 1wr la nomina ad urrìcialc di complemento. Vennero pubblicate le. !Avole di tiro col mortaio da 24 A H Het. destinate a sostituire quelle corrispond·enti edite ncl 1889 le quali sono conseguentemente abolite. Venne delerminn to quanto segl!e rispetto all'arruolamento dei vo lontari •>rdinari nel regio esercito. t o· L'an olamento sarà aperto a datare dal 1° novembre p. ·v. c lino a tutto il ao aprile 1895, presso quei corpi in cui può essere effettuato giusta , il dispo3to dal § 708 del citato regolamento; 2° l! numero di volontari ordina1·i, clte nel detto per·iodo di tempo possono essere ammessi, è di :10 p~r ogni reggimento di fanteria di linea, bersaglieri e genio; in q ~t es to numero, debbono computarsi i militari di 2• e di 3a categoria ammessi in senizio nello stesso periodo di tempo, in seguito a trasferimento alla i" r:n tegoria per libera elezione; 3° \fei reggimenti alpini ed in tutti quelli dell'arma di aniglieria il numero dci volontari ordinari è illimitato, ed i consigli d'amministrazione dei reggimenti medesi mi sono auto1·izzati:a delegare i risprlttivi consigli d' amministrazione di distaccamento o di briga ta ad ammettere all'arrolamento volontario ot·dinario i giovani che vi si presentino facendone domanda; i t·cggimenti di cavalleria potranno parimenti am mettere un numero illimiwto di volont:ari ordinari per la ferma di anni tre. Roma, ao ottobre 189tr.. C. .\L
BELGIO.
Ridu.zione del carico del soldato. - Nelle ultime manovre, al campo di Beverloo sono stati speri mentati un certo numero di oggetti di equipaggiamento nuovi o moditìcati, adottati in seguito alle pt·oposte concretate dalla Commissione permanente di equipaggiamento. Il programmo seguito da questa commissione è stato tracciato sulle seguenti basi : ' 1. o Allegget·imento notevole del carico completo ; 2o Diminuzione in particol:lre gia dello zaino vuoto, come degl i oggetti di equipaggiamento contenuti vi; 3o· Porto delle cartuccie esclusivamente nelle cartucciere, potcndosi quelle portate nello zaino perdem in certe circostarn:e e non essendo esse punto direttamente a disposizione dell'individuo ad ogni bisogno; IJ,• Soppressione di qualunque cinghia o bandoliera incrociantcsi sul petto, per faeilitare i movimenti di respin1zione; 5o Adott.at·c un zaino leggiero, in modo da J·enderlo indivi;;ibilc dal soldato cont.enente solo il puro indispensabile. Ecco intanto come questo programma è stato seguito: Si è sostituito al ferro battuto l'allnminio per la gavetta ed il biùone, ottenendo così una di minuzione di 500 g1·ammi sul peso. Camicie di Oanell:1 finissima sono state ùatc invece di quelle di cotone. Si è diminuito di piì1 di i chilogra mma il peso dello zaino vuoto, che da chilogr;unrni 2,800 che era pri ma è sceso a chilogrammi 1.;600, 127 -
ANJIO UX XI.
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NOTIZIE MU.lTARl ESTI!:RE
NOTIZIE ' MILlTARI ESTERE
co'l rimpiazzare un'ossatura di canna d'I~dia a quella di legno riquadmto e col fare in alluminio le ferrature ed altri rinforzi che prima erano in ferro. Infine si è portato da 180 a i20 il numero delle cartucce di dotazione del soldato. In seguito a tutte que;te sostituzioni il carico totale del fantaccino da chilogrammi 28,850 è sceso a chilogrammi 24,600. La commissione spera ancora, con nuo~·e modifìcazioni, di arrivare ad un carico totale di soli 22 chilogrammi.
I !5 nuovi generali di brigata appartengono 6 alla fanteria, 4 nlh ca-valleria, 4 all'artiglieria e t alla gendarmeria. I sei colùnnelli di fanteria promossi di cui, 2 con 5 amii e 7 mesi di ;grado, uno n anni e 3 mesi, un'altro 5 anni e i mese e gli altri due 4 anni e :H mesi di gl·ado, sono rispettivamente dell'età di 57, 55, 58, 53, ;~>S · e 56 anni, di una età media perciò di 56 anni e mezzo. ,I 4 colonnelli di cavalleria promossi, rispettivamente con 7 anni e i mese, 5 anni e 5 mesi, e due, con 5 anni di grado sono deWetà di 5(), 57, / :58 e 59 anni, di un'etit media perciò di 56 anni e 9 mesi. ·I /J: colonnelli d'artiglieria promossi rispettiY:Jmente con 6 anni, 5 anni <e 6 mesi, e 2 con 4 anni di grado, sono dell'età di 55, 5-2, 5() e 54 anni, -di un'età media perciò di 54 anni e 3 mesi. . Il colonnello di gendarmeria promosso è dell'età di 58 anni. L'età medw dei H> nuovi generali di brigata è per conseguenza di 56 anni e -4 mesi. ,. Dei 20 ·tenenti colonnelli promossi colonnelli 10 appartengono alla fan.teria, 4 alla cavalleria e 6 all'artiglieria. I iO tenenti colonnelli di fanteria sono stati promossi rispettivamente ··uno con 4 anni, 3 con 3 anni e 10 mesi e 6 con 3 anni e 7 mesi di gt·ado ·.,e dell'età dai ùO ai 54 anoi, e di un'età med1a di 52 anni e 2 me:;i. l 4 tenenti colonnelli di cavalleria sono stati promossi rispettivamente . f. con 4 anni, 2 con 3 anni e 3 mesi, ed i con 2 anni e H mesi di grado '•e dell'età dai 48 ai 56 anni e d'un' età media di 52 anni. T 6 tenenti colonnelli d'artiglieria sono stati promossi rispettivamente, ' :4 con 5 anni ed ·l mese, i con l.t anni ed H mesi, e l'altro con ~, unni c ':f.t mesi di gt·ado e dell'età dai 4-9 e mezzo ai o5anni, e di un'età media di 52 anni e 4 mesi. Da quest'esame somma1·io fatto si scorge chiaramente che, malgrado da molti anni sia in vigore la legge de'limiti d'età e che si sia ancora provveduto all'acceleramento della carriera, con l'ultima legge dei quadt·i, l ·pur non si vede raggiungere i gradi di colonnello, maggiore generale e te·nente generale nello esercito francese se non in un'età abbastanza inol· trata. ·, Forse le cause di questo ritardo di carriera bisogna ricercade vuoi nel . :lungo periodo di pace succeduto agli avvenimenti del !870-7:1, vuoi per 1< 1a rilu'ttanza che si ha avuto _,cmpre di mand:11· via, per selezione, uffi· ..ciali prima che raggiungimo i limiti di età. Ridtt;ziòne del 7Jeso dello zaino. - Il nuovo ?.aino modello !893, dei ' '~'eggimenti di fanteria ù stato da.to in distribuzione ai corpi. ·
FRANCIA.
lstruziom speciali ayl·i ufficiali della riservtl e della territoriale Cav(tlleria. - Il governatore di Parigi ha emanate le disposizioni
riflettenti le scuole di cavalleria alle quali sono obbligati di farsi ' inscrivere tutti gli ufficiali di riserva c della territoriale. Le -swole funzioneranno tutte le domeniche dal :f.o novembre al :f. o agosto, cd in due distinti periodi. Nel tG, che durerà fino a tutto il mese di marzo, saranno fatte conferenze stil servizio dell'arma cui essi appartengono; nel secondo · periodo si svolgeranno esercitazioni pratlche sul tcrr~no. Gli uffieiali iscritti riceveranno col programma delle eonf!.! renze e degli esercizii, una nota che indicherà loro i giorni, le ore ed i luoghi dove s'impartiranno le istruzioni. Ji'anteriu. - In seguito a disposizione ministeriale, gli uffìdali di riserva cii fanteria ehiamat.i ad occupare in tempo di guerra impie~hi di uffil:iali monlati, sia nei reggimenti atlivi sia in quelli di riserva, sa1anno ammessi d'ora innanzi a seguire i corsi di equitazione che si fanpo nei corpi di truppa a cav-allo per gli uffic;iali di fanteria delJ'e,~i·cito attivo. l co1·si avranno la durata di i) mesi, dal -1° novembre c~ioi:· sino al 31. marzo. Le ultime promozioni nelt'esercito francese. - Dall'ultimo bollettino delle promo1.ioni del 9 ottobre togliamo i seguenti particolari, sia sull' ctil dei nuovi promossi sia sulla loro an1.ianità del grado precedente. Dei ctuattro nuovi gene1:ali di divisione il primo è di cavalleria con 8 anni e 4 mesi di grado e dell'età di 61 anno: gli altri 3 di fa11teria rispettivamente con 5 anni e 5 mesi, 5 anni·e 3 mesi e lJ. anni di grado e dell'età di 59, 58 e 60 anni. L'età media dunque dei nuovi generali di divisione e di 59 anni e 9 mesi.
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NOTIZIE HIUT ARt .ESTERE
NOTIZIE MILITARI EST ERE
Esso è differente dall'antico mcdello, 1882, nelle dimensioni, avente in altezza 5 ccntimet1·i di meno. La scatola di feno bianco che era destinata a ricevere le cartucce o la e-assetta di legno per co.n tcnerla sono spal'ite. Sono state ridotte di dimensioni le coreggiuole, le Jìbbie c lo spessore dell'ossatura di legno. E stata tolta la fodera di tela, meno che nella copertina. Con queste modificazioni si è avuto nel peso morto dello zaino una diminuz;one di 705 gram mi, peso equivalente presS3ppoco a quello di una razione viveri. Il costo dello zaino da L. H>,2o'·c!J'era prima è sc-eso a L. 13,8ti. eon un'economia perciò di L. 1.,35. La sezione tecnica di fanteria si è proposto intanto lli alleggerirne ancora dippiù il peso, col trasformare probabilmente l'ossatura rigida di legno. Il cav(t/lo a·i capitani del qttadro complmnen(are dei corpi di fanteria. La legge dei quad ri del 25 luglio -1893, lasciava incerta la · questwne se i cnpit:mi del quadro complementare dei eorpi di fanterin dovessero. essere montati o no. Ogni incertezza al riguardo venne tolta dalla 13riffa elle determinava il numero delle razioni foraggio assegnate agli ufficiali dei vari gradi, iuserta con la data, del 16 maggio :1894 nel bollettino unìciale del ministero della guerra, la quale stabiliva esplicitamente che i detti capitani non dovessero essere montati in tempo di pace. Tale dete1·miuazione è :>tata ora modifiC-ata con decisione presidenziale del 9 settembre u. s. la quale assegna una razione di foraggio ai capi tani del quadro complementa1·e dei corpi di fanteria nelle seguenti posizioni: a) Distaccati al ministero della guerra. b) llrèvettati in seniizio presso i loro corpi, salvo nel caso che disimpegnino le funzioni i cui titolari non sono mai montati, come quelle di capitaine-major (relatore) nei battagl ioni for mante corpo e di ufficial(} d'abbigliamento o tesoriere nei reggimenti. .;) Distaccati alla scuola di tiro (quadro permanente). d) Imuttori co mandanti di compagn ia alla scuola di St. Maixent .. e) Impiegati CQme càpitani di tiro nei propri corpi.
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GERMANIA.
Re9olament·i militari. _:_ 11 nuovo regolamento di serv1z1o m guerra stato messo in vigore il 20 luglio scorso in sostituzione di quello del :1890 ·consta di una introduzione e di due parti: 1° servizio in campagna; ·2o dispositivi per le esercitazioni autunnali. In succint•> si notano qui i punti che più differiscono dal vecchio testo. L'introduzione contiene critel·i generali sui cc mpiti del militare in guena, criteri basati sul con·cetto fondament3le che soltanto 1nedinntc l' <~CCuratissima istruzione di ·ogni singolo uomo si può ottenere la r:ecessari3 unità d'azione di molti. Viene raccomandata la risolutezza nell'agire, la seguente frase di chiusa ripete la raccomandazione « ognuno, sia il pii1 elevuto comandante od •il pii1 novizio soldato, deve aver sempre presente essere la trasQuranza e l'indugio a lui più gravemente imputabili di uno sbaglio nella sce!ta {lei mezzi d'azione. » . Sonvi alcune novità, introdotte in eonseguenza del riorganamcnto del'l'esercito e dei progt·essi della tecnica. Cosi t1·a1tnsi per la prima volta di sezioni telegralìche di corpo d'ar!nata e di divisione, di sezioni areo·stieri, di vHlocipedisti e di battelli pieghevoli asscgn:~ti ai reggimenti cavalleria di linea. Il modo di compol'l'e l'ordin<! per collocamento d'avamposti risult.a .:alquanto diverso da quello del precedente regolamento, essendo stata soppressa ln primitiva forma ~c hematica, riguardo ai punti che l'ordine -deve trattare. Le ferrovie ed i telegrafi facevano d3pprima oggetto di un medesimo capitolo ; ora i due argomenti sono trattati separatamentc c per le reti telegrafiche viene esposto ampiamente l'impiego, n1entre dapprima parlav~si soltanto del~a loro distruzione. Una appendice al testo riguardo le esercitazioni in iscritto e contiene 'le norme sul modo di redigere i di versi rapporti, gli ordini ecc., vietando nella chiusa che per tali esercizi si impartiscano altre prescrizioni all' infuot·i di quelle contenute nell'nppendicc stessa. In settembre fu pubblicato nelllfil'iUir Wochenblatl il nuovo regola'mento per l'esercizio, l'amministrazione e le nuove costruzioni delle regie i~rrovie militari. In forz:t del disposto· dnl regolamento, queste vengono 'l'elle ed amminist1·ate dalla regia direzione delle ferrovie militari. Compongono la di1·ezione: un direttore utncinle supe1·iore avente gra-do di -co,uandante di reggimento, l'aiutante del direttore quale capo dell'ufficio
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2017 NOTIZIE MILITARI BSTER3:
centrale, un ufficiale superiore o capitano della brigata ferrovieri qualecapo della sezione traffico, due contabili e l'amministrazione deposito. Il personale inferiore è formato di 3 compagnie di ~esercizio (una per· ciascun reggimento ferrovieri). La direzione si suddivide in uffit io cen-· trale, ~ezione traflìco, amministrazione di CliSsa e di deposito. Inoltre, per· costruzioni di grande portata entra in funzione una sezione costruttrice,. della quale è, per regola capo il comandante d'una delle compagnie di· c'Sercizio. La detta direzione di pende contemporaneamente da tre diffe-· renti autorità, vale a dire dal comandante della brigata .ferrovieri, dall'autorità direttrice delle fenovie com uni e dal ministero della guen a. MARINA.
Nuovo incrociatore. - Il -1.8 ottobre scorso a Wilhelmshaven fu va· · rato il nuovo inci'Ociatore di 4• ciasse, Geier, compagno degli incrociato•~ Schwalbe e Sperber stati pure costrutti nel cantiere di Wilhelmshaven. Ha due macchine a tripla espansione le quali sviluppano una forza di, 2800 cavalli, velocità -1.6 nodi. È capace di portare tanto carbone da. poter navigare senza interruzione per 6000 miglia marittime con velo· citb media di iO nodi. L'armamento consiste in 8 cannoni Krupp a tiro· celere da centimetri 10,5 ed in 4 mitragliere ~la xi m. Sarà altresì prov· vista una forle dotazione di torpedini. Il costo complessivo della naver comprese le corse di prova è marchi 2,650,000. Il Geier è destinato allestazioni delle Indie, dove si troverà probabilmente nella prossima primavera.
NCYTIZIE BIBLJOGRAFICJ[-:JE
Bollettino bibliografico
1. Sommario delle riviste militari italian~. Jli·" is ta d'artiylùria e yen·io (settembre). Caveglia. - Studio sulla resistenza dei materi~li. Caire. - L'equitazione delle reclute nelle battene. Leithner. -Fortificazioni da costa. - Badoglio. - Uniforme dei cannonieri da campagna. Mazza. - Invenzioni meccaniche var·ie. :Uiscell:mea. Notizie. Bibliografia.
n'ivista di fanteria (30 settembre). La religione nell'esercito. Nel paese dei bollettini . La gerarchia del territorio. Note ed appunti. Varietà. Bibliografia. Ric·ista. ma·1·Wima (ottobre). Perroni. - Caldaie e tubi d'acq ua. Ruggieri. - Sui modelli di eliche.
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NOTI ZIE B! BLIOGRAl'ICHE NOTIZIE BlBLI OG!tA PICHB
Manfroni. - La squadta inglese a Livorno, 1652. Ranieri. - Olii lubrificatori. Lettere al direttore. Informa?.ioni e notizie. Bibliografia. Appendice. - La coltura delle ostriche. G·ioruale med1;co dell'ese?·cito e della. ma1·ina (settembre). Rho. - La cura coll'ittiolo. Guiccioli. - La cura moderna della blenorragia. Rivista medica . ehi rnrgica. anatomica. det mo-silìlopatica . tera peutica. di igiene. Varietà. Notizie.
2. Ordinamento degli eserciti.
_Dn un Saggio :;ull'ordinamento militare delle grandi potenze, pubhlu:ato dallo Stref1lew· di ottobre togliamo questo confronto f 1·a le forze organizzate dei vari Stati atte alla guerra. Battaglion i
sr,uauroni
!latterie
GP.rmania 0 05 508 504 Austria 934 !~35 268 I ta li<~ 567 4 ~5 265 Francia :1.1 33 500 6!)6 Russia 1555 i 21S3 ~73 alla quale tabella contrapponiamo la seguente delle popolazioni : Germania 46 milioni Austria 34 " Italia 32 Francia 38 Russia 90
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3. Arte militare. - Espanet. Un vieux: règlement sur le$ requisitious. Des requisitions penda n t la guetTe de Vendeé. Parigi, La vauzelle. - Catinat. Études de stratégie. Parigi, ·Lavauzelle. - Gavoy. Le service de sauté militairc hier, aujourd'hui, demain. Parigi, Lavauzelle. ' - Étudc sur l'armée et la marine russe, presso il medesimo editore È uno dei soliti lavori a base di amori ft·anco-slavi. - Il combattimento secondo la tattie:1. avvenire in Strcfflw r di ott<>bre. - Modo di dat·e gli ordini, nel medesimo giorna le. l'tlolto interessante, comprende : { o Un'intt·oduzione inspir:1ta alla formula: Ot·dt·e, contrordre, désordre. 2° Qualità che deve avere qual unque ord!ne. 3° Ordini verbali. 4° Ordini scritti. 5° Riassunto. Quest) riassunto merita di essere riportnto. Per dare un buon ordine occorre avere: { 0 Tranquillit.1 d'animo. 2• Pensieri chiari e propri. 3° Calma e rapida decisione. 4• Energia e cat·atterc. 5° Tralasciare quanto ì dipendenti devono saper fa 1·~. 6° Conoscenza degli uomini. 7° Imparzialità. 8° Piena conosr,enz:a dello scopo a cui s1 vuoi giungere. 9° Reale coltut·a generale o militare.
4. Storia militare e generale. - llalau. La Belgiquc sous l'Empire et la défaitede Waterloo !80~- 18 1 5. Louvain, Fonteyn. · · -:- Graudin. Le dernier ma rét~ha l de France. Parigi, 'folza. É una affettuosa e interessante biografia dt> l maresciallo Canro.bert.
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:SOT!ZJE BIBLIOGRAFICHE
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
- La cavalleria russa, la sua a:~.ione e la sua taUica nella guerra del ! 877-78. - La cavalleria russa nella guerra avvenire suli'Jah1·biicher fiir tlie deutsche Armee u~!d 1~farine di ottobre. - Crediamo interessante ripo•·tare qui alcune notizie sulle due ma•r0 giori battaglie avvenute nella re<:ente guerra chino-giapponese. Il 29 luglio i giapponesi sbarcat.i in Corea con un corpo di 5000 uomini avevano battuto i chinesi a Song-van e si erano preparata una base di operazione. Sbarcati nume rosi rinforzi sulla costa orientale occidentale e meridionale della Corea dirette a Hipien-Yans come punti di giunzione. Le tre colonne che dovevano percorrere dai 120 ai 200 chilomett·i dopo penose ma•·cie giunsero in vista di Hipien-Yang il 12 settembre ed in grado di prest:u-si vicendevole appoggio. Il giorno 16 avvenne la battaglia, la quale terminò colla vittoria completa dei giapponesi quando le loro due colonne di aln ebbero avvol tn la pos i~ione nemica. J...e forze presenti non supen1rono di wale i 50,000 uomini. Assai più imponante fu la battaglia navale alla foce dello Ya-lu Jel 17 settembre data dalla llotta giapponese già in caccia da due mesi dell'avversaria. Le forze presenti e )Jiù probabili erano le seg 1ienti : Squadra cinese. U navi d:1 guena in cui 5 corrazzate e lt- torpediniere. 98 cannoni di grosso calibro e 8i cannoni, revolver o metragliatrici. Sq uadru giapponese. 8 incrociatori corazzati e 3 navi minori. ! 78 cannoni di calibro e 51 mitragliatrici. Superava la squadra chinese per numero, per potenz:~ di due sue navi il Chen- Yuen ed il Ting- Yuen, per tonnellaggio. Superava la giapponese per numero e manovra di cannoni, velocitù di navi, forza dell'equip:.~ggio. . Comandanti gli :~nHniragl i Ting-.lu e Ito di p;11·i rinomanza e stimati am bedue. La migliore t·elazione della battaglia è quella pubblicata dalla Revue ?~tilitaire S!Usse, traduzione del •·apporto uflìciale giapponese, che qui n produciamo nella sua versione in francese: « J..'cscadre était restée quelques jours dans l'e..;tuaire de Hpieng-Yang, • coopérant avec !es fo rces de terre de la rivière Ta-Tong. J...e H> au • matin, nous fumes avisés que Hpieng-Yang venait d'etre IWis; l'amiral « lto appnreilla de suite, - ronte au nord - avec onze biìtirnents et « le croiseur auxiliaire Saikio qui portait l'amiral Kabay:1ma, do l't!tatc major !_!l:nl\ra l de la rn:u·ine, en inspection sur le littoral.
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c- Le i 7 au jour nous passons Haiyant.au; vers onze heures, nous ( apercevons la baie Takuchad, SUl' la cote de l'tlandchourie, et bientot , nous acquerrons la certituJe que des bàtiments sont de ce còté. Nous , avançons et nous arrivons rapidement en vue de quatorze nnvires « cltinois et quotre torpillellrS. Nous reconnaissons bien !es bùtirnents t $Uivants: 1'ing-Yuen, Chen~ Yuen, Lai- Y~ten, Pìng- Ytten, Ching- Yuen, c Tschi-Yuen,King-Yuen,Tschao-Yong, Yang-Ouei, Kuang-Ping,Kuang-.Ki; « deux autres navires sur Jesquels nous n'nvons pas de notion cornplè' tent la flotte chinoise. • Tous ces bàtiments man<.euvrent pour sortir de la baie et marche•· , à notre rencontre, forman t un croissant assez fermé. A (!()()() mètres, , l'amiral cbinois ouvrit le feu, les autres l' imitùrent. ~ous étions sut· , une seule ligne, l'amiral au cen~re, sur le Mat•·u-Schit1w.: bravement c le Saikio avait pm piace parmi !es combattants, malgré son fai ble c armement. Pour ne pns gaspiller inutilement les munitions, nuus alten' dimes que la distance fut rt!duite à 3000 mètres pour répondre nu « feu de l'ennemi. , On ne tira, dans ces conditions, qu' un pctit nornbre de coups, mais c bientot, conformement aux ordres de l'amiral, notre flo tte manreuvra c de manière à concentrar ses feux su r cote un de l'escad•·e chinoise, pui~ c sur l'autre. L'amit·al Ting, se forma .alors en !igne de file; une ca• qonnade des plus violentes s'engagea entre !es deux part.is, entre des ' distances variant de 2000 il 3000 mètres. c Nous constatàmes très vite que notre tir était infìmment supérieur « à celu i de l'ennem'. Très peu de projectiles arrivaient jusqu'ìt nos c hfltiments; au contrai re, nous !es touchions continuellcment et de la t fa \Oll la plus efficace. Presque tous nos canons éta ient de modèle c nouveau et faisaient une excollente besogne. Au bout de f{l:elque temps, c, mirai chinois s'inquiéta appa•·emment de sa rnauvai:>e situation; il - « rornpit sa ligne, et deux ùU trois de ses batirncnts foncèt·ent sur nous « à toute vitesse. Le combat se flt acharné, mais la masse de métal que c lancèrent les chinois dans ce mouvement ne nous ébranla pas; un c de leurs navires, le J.ai- Ytum, croiseur cuirassé, fu t t.rès mahraité c dans ceue aventure. Et lorsque les C.hinois reprirent leur ligne de _« formation, nous dirigeàmes tous nos feux sur !es navires endomma' gés, en particulier sur le Lai- Yuen. c Ce batiment était perdu, il s'enfonO<lit n vue d'c.eil ; 5es cannoniers t restèrent ù leurs pièces jusqu'à la dernière minute, lìnalernent le c .Lai-Yuen conia lent.;ment, l'anière le premier. Son avant se dtigngen • « pr~;~sque en entier; le croiseur resta une minute et demie dans ceue
la
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
positrou, puis il disparut il jarnais. i.Xous n'avons pas lancé de torpille ce hàtiment, c'est le canon qui l'a anéanti. Sur notre flotte, reoc thousinsme était indescriptihle, .nos équipages redoublaient d'ardeur, « nos ofliciers exu ltaient de satisraction. « Maintenant, au Tschi-Yuen. Il est risibleml!nt en mauvaise condic tion. Nous le eouvrons de projectiles et il coule hientòt. avcc: tout so11 « l;quipage. « A notre tour, maintenant. Le Saikio avait anaqué de son micux cc :tvec ses canons, mais il n'est pns fait pour cornbattre en ligne contrn ( des cuirussés (c'est un paquebot armé en guerre), aussi courut-il fré« quemment les plus grands périls. Les Chinois voyaient bien que c c"était un (aiù!c ll:l\'Ìrc. Un obus du Ting-Yuen l"atteignit et dé1ruisit « so n apparci! à guu verner; le ~aikio était hors de combat t Il cbcrcha « nlors il sortir de la ligne en gouvernant arce ses hélices; mai~ , en « rnameuvrant, il arriva Ìl 80 mètres du T·in.rJ- Ynen etdu Chen- hwn c (euirassés), qui s'étnicnt lancés à sa poursuite à tonte vnpeur. Le;; c c.ommandants Chinois pcnsaient é\'idemrnent que le Saikio cherchait « à leur donner un coup d'èperon, ils manmuv1·èrent de manière il le « parer, lui laissant ainsi dc l'espace. Le Saikio on profit.~ pwr se • dérober vers le sud de tonte la vite.sse qu' il pouvait encore donncr. « Les Chinois lui lancèrent deux torpilles, mnis san,; sune<is. Le feu, « qui flvni t 'diminut: pendant cet incident, reprit aven une plus granue « énergie. « Lo croiseur le 1'chao- Yaug 1;\tait su1· une rochc, en pal'lie désem« paré, et cependant il continuait à combattre contre deux de nos cl·oi« seurs qui le serraient de prè~ . Bientot il s'enfon1:a p~r l'arrière flt • couln en eau profonde. On ne voyait plus que !es deux tiers de :;c.; « mftls. L'équipagc, réfugié dans le gréernent, poussnit dcs cl"is de dé' tresse. C'étai t un spectacle !ament.able; mais le combat était trop « ncharné pour qu'il no u~ fu t possible de prcte1· :1ssistanee i1 ces ma' lheu rcu x. Au mcme rnoment, le Yanr1 O"ei se retirait lenternent di:' c In ligno de bataille; il roulait fortement, une fumée épaisse sortait de « ses flancs. « Nous étivns nuu:; lllt•mes éprouvés, mais non autant quo l'ennemi. « un obus avait éclaté su r le Matsn-Shima, démootant te canon dc -1.2 ~ centimètres à tir r<1pidc de l'avant ~>t tuant un eertain nornb1·e d'hom« mes. Le canon avait été lancé 11\' CC violcnce contre le navire, eu lui c faisaut des dornmages coosidérables. Le Matn~- Shima avait été l'objet c des altentions 1:h inoise~ depuis le commencement du com bat. So n < comma ndant en second, son premier lieuten:~nt étaient tués, i20
NOT I ZIE
nlBI,JOGRA l'l CilE
hommes avaient péri ou étaient blessés. Mais le bon navire lloÌtait
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( L'amiral l to et son état major passèrent su r le lf1tshidate; quel' qucs mi.nutes apn~s, ils étaient au plus fort du feu. Entre temp~, le ' Hiyei avait été l'objectif de deux puissants navires chinoise. 1\fanrou« vrant habilenwnt, il lcur répondit jusq n'au moment où un obus mit c le feu à se:> amcnagemcnts en bois; un second projectile, ,:cJatant , da11;; le poste des blessés, tun le w(ldecin, son aidc et plu ~ieu rs des « bless6s . Son e:~ pitaine sortit de la lignc pour étei ndre l' incendio; cela • fait, il n~ prit gou poste de bataille. c Le croiseur le Yoshino s'était cornporté :ldmirablement. Qunnd il « s'apcr1;ut que le /l iyei ét. ait dosemparé, il m<nH»UVI'a dc fa~on ;, le , eouvm, prit sa p!nce et aunqua l'ennemi avcc la plus grande vi, gueu r. Atteint par de nomhreux projcctilcs, il eut des avaries dan_s « sa barbette ,]e l'avant; mais scs domrnages ont ét1~ w omptement rec por~s. . c Les Chinois cherch ~rent plusieurs fois 3 se servir de leur.s lOTflll. « leurs, mais on !es surveilloit avec soin. Se tenant dans la hune, le , capitaine de la cannoniere l' Akagi sui vai t tous leurs mouvements , • et Ics si!!nalai t au moycn Je pavillons. Il était Iii quand un proiectde cc coupa ~~- mitt, la h une s'cfi'•)ndra sur li: pont, le capitainc et les doux , hommes en vigie furent tués. Le prcrnier lieutcnant prit le comman• dement et continua it r.ornhattre jusqu'it ce quc la nu it mit Gn à « lo lutte. c A la tombée de la nuit, une fumtie dense sortait du cuirassé Tiny« f uen et dè!< croispurs cuirassés Kin,q·Yven et Pinq-Ytt-en; nous prè!'.U• mions qu 'il s étaient en feu. Une grande confusion régnait sur ccs h:ìc timents, mais ils OP. se J·etir11ient p:~s. !.es Chinois ne tirnient plus que • pii( intermillHnces. « Au eoucher du soleil, In !lotte chinoise éta it en pleine retr:1ite. , Nous prìult:S le large, daos l'iotention de l'nttaquer de n ocve~u le « lendemain matin . La nuit (\tait noi1·e. Nous n:gbìme~ notre v1tesse « sur eelle do~ navire:> <t Vtlrié,; !es p!us lents; nous nous doignitmcs · • par précaution de !a flotte chinoise, aGn de ne pas Hrc expo~,·· à c une a"ression de ses torpilleurs. « A l~ nuit, l'cnnemi n'était plus en vue. ~.,us cherchùmes ù le re' trouver au petit JOUr, mais san;; succi!sl c Il avait dù SI~ réfugicr ù.1ns quelrpre pori. Nous avons tr·oun: sur ., le théatre Je l'action le croiscur le Yan,q Our.i ~~eh oué et abandonné. « Nous l'avons achevé avec une torpille; c'est la seuie que nous nyons c employée.
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NOTIZIE BI BLI OGRH'I CHE
( No.us n'avons pas perdu de Mtiment; trois de nos navires sont « cependnnt sérieusemcnt endommagés. Mais tous; sauf le Matw·Shiml~, « peuvent ètre répa1·és provisoirement à la mer; le navire-amiral a été « forcé de quitter lo fl otte. Je suis pnrti dès ìe torpillnge du Ya11g , 011ei. La conduite de nos équi page5 a été au dessus de toul éloge,.
5. Marineria. Segnaliamo tre recenti libri mglesi, che riesciranno molto iut.eressattti pei cultori di storie marineresche. Te Great War in England in 1877, di Le Queux. Londra, Comp. Tower. Te Nesct Nuvat War del capitano Wilmont. Londra, Stanford. Ancient Ship di Ton·. Cambridge. Tip. dcJJ'ljniversita. Quest'ultima 6 molto concisa, ricca di notiz:ie e atta a dare una precisa idea delle nntiche marinel'ie gt·eche, romane ed orientali.
6 . Geografia, Colonie, Viaggi. Importantissimi sono nlcuni articoli pubblicati dal rnaggio1·e Wissmann, nome celebre fra gli esplora tori afrit.:ani, :>u l :f[il itiir Wochen· blatt dell'8 e 1.0 ottobre. Essi trattano dei seguenti argomenti: I. Prepa1·azione al servizio coloniale in Afric;:~ . II. Considerazioni sull'equipaggiamento degli europei. Il f. Combattimento offensivo contro gl i indigeni . IV. Attacco di un posto fortificato africa no. 7. Varietà.
Tenente Guyot. - A Mont.elenior d.a Costantinopoli in bicicletta, Parigi. Plou. E un rncconto del vinggio e•eguito in bicicletta da quest'ufficiale, ricco di aneddoti e nbhastan7.a spirit.oso. Per la Direzione L ono vrco C rs oTT I
DF. MAR.C HT CARL O ,
çeren.t•.
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LA NUOVA LEGGE DI RECLUTA~IENTO ( Continu.a zione, vedi
nwneo·o precedente)
Oeqli obblighi tli sen:t::io militare, della ferma. e dei congedi anticipat·i.
Gli obbligh i di servizio, come nella legge precedente dell'onorevole Pelloux ed in quella vigente, si comp iono o solto l~ armi o in congedo illimitato e le classi passan o dall'eser•:ito permanente alla milizia mobile ed alla territori;tle. La ferma sotto le armi e la sua durata costituiscono quindi la qnistione fonda mentale . Come il ministro Pellonx, il ministro Mocenni non imporrebbe l'obbligo della ferma che alla categoria ord inarin, se non che nel la durata di questa ferma vi sono grandi diver:;i tà per le quali stiminmo opportuno fare questa tabella 1li confront<•.
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. La fern:a c\ n seco~1rl11 rlci. r.~ si, d i ~ nn i . l.n f~rt.nn ù q1wll:t_ parte cl<:>ll'obblig-o Ju .tonq.>o .d i pneo i m il i r.n~· i ~lr:lln. cacmqur, d > qu:1tt.ro, rll ire, eli due e d t n n d t sel'\'J7.JO c·J.e tn Yt:J. norma le, Rl <leve \ tt~g·o t·m d t rt sena sono lasctat.t 111 concompit>1·e clai m ilitari rlella C'ntf>gorin. Ol'- 1g-c•do illimikt1 o, sal n> l<\ chiamate per :umo. La fel'll):l eli anni cinque P dì anni uno di na t·ia sot.lo le at·mi. istrnziour, C! srolvo g·Ji obhlig·hi di serdecorrn dnl g-iorno in cui ha avuto etTet Ln ft'rmn è, a s('Condo tiPi cn;:i, rli anni vizi o twlla milizia comunale g·iusta la ti1·amPnte principio il set·l·izi) solto le uno, di due, di t.rc e eli cinque. leg-g,• d PI 3(1 ~iu~no IRiG, ::-\. 320•1. armi. La ff'rm:~ ciN·OI'l'C dal giorno in cui ha At·t (.4 . La ferma tli nnui qu:.ttro, di muti Ire avuto efl'l"ttivam('nl<' pt·incil>io il sen·izio c fii anni duo rlnc·ort·e da l l o gennaio l sotto lP nrmi. l milital'i della cn.t.eg:Ot·in. Ot·dinnria rlell'anno ili c·u i g:li uott ti o i della cl:.sse compiorw J'obb lig·o di servbdo rnili ta •·e Art. \H. JXI I'I.e :-:otto le nt·txt i c pn.l't.e in cong·cdo d i Jp y n, alla quale l'nnHolnto t' ascl'i t.to ('o uhn gA'C>liO la l'e l'Ili :) (li n n a n no: illi tttitn t.o. eo mpiono il 2 1,., nn no rll e tit. a) l).'li st.ndenU di c ui :ill 'nr t. 88i La parte d i serl'i ~ io clte in via norArt 12'1. 1/ g·i' itt!:eritt.i ·sta t-i rima nrla t.i, pr t· malr es~ i o]('Yono compirro ~ot.to le armi Cont.ragg-ono 1:1 ferma di tmni cinqnr. due lrl'l', pr1· mal:tl t.ia constat~1 tn, a i'l'IISO <'O!>ti tuis:ce In f('t·ma. sottutllci:tli delle }':t ric arnti, coloro che tlell':wtirolo :J(i o comr t·iv<\dibil i a ~e11so J.a ferma di Jc,·a cima t re nnui e desi arruol:lHO uell':t t ii Hl cki carabinirri dPII'arl. 4G, t> che !<irtHO poi ricono;:r-inti rone cl:tl g:iomo in cui ha pflf>Uivameute reali, i eapi armainoli, A"li allievi ser- itlonc.>i: ·' prinl'ipio il seni7.iO sotto le armi. gent.i, i nt:tni~C:llohi, i mu~<icanti, i Yi -c) ~d' inscl'itti c!Je ottennero ~iii per AJ't.. "i4. Y:tHdieri, g-li nomini di poYP.rno dc~li st.a - dnP le1·c l 'asseg-nazione temporn.ne:1 nlln bilimenl i militari tli peHn, i milit•H·i r\ci cMeg ot·ia d i t·i sen ·ft, r che Ye ngono :.rl militm·i rlf•lln (·ateg:ot·ia ot·ùi m'lt'ia, che ùe poRiti c-:wnl\i st.:illoni C'd i milir:u·i ri nnt- rn ol:tt.i li C'll:l ('ntcg-ot·irt ot·rl iu:-tl'Ì:'l. pt' t· q llitls iasi mol.ivo imprrndtlllO i l sermessi in . !'ervizio eli qnnls ias i a rma c ol i Pu ò nsP.() t· r•oJH:C><SO il passng-A·io ,,na ! viz io con e lasst> postel' iOl'O n quell n del-
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q ue11a di anni quatfJ·o gl'inscrittf dl leva. assegnati alla cavalleria e coloro che si .arruolano come volonta ri ordinal'l. in quest'arma; quella di anni tre gl'iuscritti eli leva assegnati alle altro a1·mi e coloro che si arruolano volon!m•i nelle arm i stesse, HOn che g l' inscritti di lov.a che sin no asse· gnati ·alla regia marina mili.tare; qucll:t di nnni tino gl'insel'itli eli leva <lhe pct· l'ag·iontHlel lllt111ero llStratto I'Cn· gono assegnati :\ quella pùrte del contingente et i J" categoria per la qnale nello, lr!~ge nHnualn di leva sia. CO!IÌ limitnto il loro oi,IJI igo i quella di un :umo i volontari eli un anno.
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e ~li ;~rruolttt.i a scuso de:rli articoli 88 denti ct<d survizio militare, od al)l)ia a v uto o 8\J che 11011 !'iano, gli u11i o g-li altri, un frutl.lllo morto sotto lo armi, pu rchè. r comwesi nei precedenti •u·tieuli 9-1 o fl5. tale vautaw.;io uon sia g iit :>la LO cou- > cesso ad altro fratollo per lo stosso ti-
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( 'ouh·aggouo la forma di a.nui c iuquc: a) i :;oft'ufliciali clclle Y<H·ic ~mni ; b) c:oloro che sono ammessi ul'!l '01 nna d ci ca ntbinicri reali ; c) g-li a rm aiuoli.
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a~·J·uolato per fa~to di l~va uolrog~o eser·
e~to o nella re:;pa rnal'lna e che sm stato
ri cuuoseiuto idon eo a l s<: J·vi ;r.io n0lla vi· s ita al distretto militnJ·O; 7° chi sia l'iCouo.sciuto iHd ispensa' IJile a l so~tont.arnento della sua tìunig lia. i'\cl dc~t.ermi nttl"O il didtto eli un mili:\J·t . 102. ta re al congc<iamonto au ti cipato a ter(~tmlora il uumcro degli uomini sotto ' mini del p t·csem c a rtico lo devono con1 lo Ul'rui sia cccodcnt.e all'cffct th·c> d eter- :siderars i come 11011 C»istcnti i n wml>ri mirmtc) d:11la le:rgc del lJihtucio, ù ili fa. della su;~. tìunig lia elle si trO\"HUù in una <:o llit del miuistl'o della g- uerl"a, per t•i.l delle cond izjoui indica te u e l"art. 9. d urlo nei limiti stabili ti : .. a) eli anticipare l'invio in COilf.,'"edo Art. \JtJ. illimitato d<•lla classe am:ian a, rio;, il compimcutu del terzo JICriocto cl' istru<~ualor<J , nono::;luute i cuugcdnmeuti ;douc; autici}>ati, di cui <lÌ prc.l ccdou ti aJ·ticoli b• eli maudare iu cou~""Cdo illituit.;•to. cccccla J'ctTottivo dot.ct·ruin:;to (talla legge pc t· anticipazione, ùopo il sccoudo pcc·i•kl~ del IJilanciu il )Jinistt•u dollu ;:rucc·ra, p er
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ooìi-li lrfdtri:1o
il' istruzione parte degli uomini· fn tàl " ferma di tre anni; vi are in congedo p!'l" nnti<'ipo;r.iona dopo c) eli ma_ n dare in congedo illimitato un pct•iodo di istrnzione fl per sorteggio per antic ipnzionc, dopo il p rimo perioclo un eonvon ion lo n nmern di militMi dell a. di istruzione, una. part.e de:rli uomin i ('011 ola~,;e nw11o a 11 ~i:H1:1 la. i~mnn eli anni due; d) fii concedere liceu~e straordinari P. d opo ultim a to il primo perio(lo cf i~t.ru zione, o fillO alln chnatn. , d i s(li,mes i per lnYor i Uì]rir.o li, od opr.r.t: in<"!l)st.J"iali , o ;o;i mi li, 11ci" n11chn l' in yio iu co11g-eùo ill im ituto Jll' l' ·a lltici puzioue pr im a d c:> ll"inYio tl c ll n c lasse in c:o11g·ec!o illimitato pet· t-e crz i nn:-~ li c' il"l'Os tanw eli t;,mi~·Jia.
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LA N UOVA J,EGGE DI
L A N UOVA LEGGE DJ RECLUTAM ENTO
Premettiamo anzitutto che i provvedimenti di cui all'art. 97 del progetto Pelloux e quelli di cui al comma a) dell' art. !Hdi_detto progetto si ritrovano esposti in forma più consentanea alle odierne esigenze militari trattando degli arruolamenti volo n-tari· e che i prevvedimenti di cui ai comma b) e c) dell'art. 94. e /1) c) dell'art. 95 trovano riscontro nella formola concisa dell'art. 74 del progetto Mocenni. A noi preme rilevare come i due progetti si inrorm ino in questo punto !l concetti ben diiTer·enti: .. . , il ministro 'Pellonx era per le ferme progressive o graduali da tre ad un anno, . il ministro .1\'f ocenni è per la ferma unica 'di :3 anni, temperata largamente dal congedo anticipato per ragioni sociali efamigl iari. Quale delle due soluzioni è più logica· e consentanea ai bisogni militari e sociali odierni? La qui stione in astrat.lo è stata largamente dibattuta ed int~oria _credi~mo fe rmamente eire, nè l'uno, nè l'altro dei provvedrmentJ equrvalga alla sol uzione logica penetrata nella men te òi· tutti, la ferma di due anni. Non ù qui il caso di riprendere una ·lJnistione che in tutlaEuropa forma il soggello di discussioni quotidiane nel campo militare e fuo ri. '1. Per noi gli argomenti degl i oppositori della ferma di du e anni (dil'fìcoltà di istruire i quadri di truppa, recl utamento di armi. speciali) cadono dinnanzi a una questione di interesse molto ma"giore. La grande massa dei sol da'ti può istruirsi in 2 anni?. Sen;a d~ h bi'<),__ si. Ebb~no tuili . gli inconvenienti debbono scomparire ~rnnanzr al pensrero dell'mutila sacrificio imposto alla società per· l a~sen~a dalle loro case per un terzo anno dei contingenti ; se ess1 esrstono ancora ciò dipende dal fallo che l'ordinamento at · tuale degli eserciti, quistione esclus ivamente tecnica. non ha saputo abbastanza piegarsi alle esigenze sociali e deve' provved ere ancora a che bisogni esclusivamente militari non si oppongano ad iin· progresso richiesto dalla societit. Il vero elemento da tenersi a calcolo nel campo pratico è la opportunità.
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RECLUTAMENTO
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Se a noi partigiani conYinti della ferma unica di due anni ci si ch iedesse, se è dessa opportuna in Italia; noi risponderemmo senza esitanza che no. Tn Italia fa difetto uno dei grandi clementi che posso~~: mi· li tarmente pa rlando, giustifìcare e consigl iare l'adozione della ferma di due anni, voglio dire l'educazione militare. J)ifatti nelle tile èlell' esercito non :;i impara solamente il maneggio (Ielle armi , il loro impiego in guerra, ma si apprendono certe virtù di o1·dine. di disciplina, di sacrificio, oggi più che per il passato indispensabili alla sana e vigorosa azione di un organismo militare, che sono poco radicale o diO'u~e nel paese da sì poco tempo risorto n vita unita e regolare. Queste virtù, che In famiglia e la scuola debhono infondere e lentamente l'anno da noi ~vilnppat·e nelle generazioni giovani , non poterono per molli secoli e per molte canse, divenire abituali nel nostro popolo , mentre sono da lunga pezza o per il carattere della civile educazione, o per gloriosissime tradizioni vi~orose o costanti negli Stati col nostro confinanti. Occorre a noi un cot-rettivo per dat·e al nostro esercito rruolla compattezza morale di cui può difettare e per renderlo veramente potente; e . questo correttivo ch e la scnola e la famiglia non pcssono ancora darci e che l'istitnzione del tiro n segno . eccellentissima per apprendere la tecnica rlelle anni e l'istruzione militare, non potrit evidentemente mai forn irci, non possiamo trovarlo per ora che tenendo, e quindi a~itun o do i nostri contingenti alle armi. Ciò posto , una legge di reclutamen to italiana deve trovare temperamenti all'obbligo di servizio di tre anni , temperamenti tanto larghi che si possa con essi esonerare la miglior pane clel contingente dalla ferma lunga senza che ahbia a scnpitarne· il va~ lore militare complessivo. La natura delle esigenze che oggi consigliano la ferma di due anni è essenzialmente sociale e familiare; il temperamento alla l'eT:ma di :~ .a_nni deve propnr::;i quindi di soddisfare il meglio che sia possibile a tale esigenza. In questo noi troviamo la ragione di preferire la legge Mocenni a cruella del suo predccessot·e : "t'assegnazione ad una lal'ga . parte del contiogente, utile alle famiglie se non necessario, rlella
LA Nt;O VA LEGGE DI RECLUTA}IE!\TO
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LA NUOTA LEGGE DI RECLUTAM~NTO
ferma d1 un anno ò una logica conseguenza dell'intera legge. Come gli indispens~bili alla vita quolidiana costituiscono la categoria di riserva ~ così gli utili formano l'aliquota con servizio di nn anno. Con questo concetto la ferma di due anni non avrebbe ragione d'essere, poichè nè i bisogni militari, nè quelli sociali sarehbero soddii>fatti per quell'aliquota del contingente che verTehbe ad a~ sumerla. Vedremo poi le conseguenze numeriche di questo provvedimento per ora ci basti notare come dal confronto delle a disposizioni legislative, imperfetta e vaga la prima oggi vigente, fori>e troppo complicata e non ben armonizzante al · disegno generale di una Jegge di reclutamento la seconda, quella del ministro Mocenoi rappresenti la più logica e naturale c()mpensazione al servizio di tre anni . E ci rendiamo perfettamente conto, eome per ragioni di opportunità e puramente nazi onali , sia stato ragionevole esitare nell'adozione della ferma generale di dlle anni ,. quando e:;erciti sa ldissimi per tradizioni e vittorie non arrischiano ancora affrontare la radi cal e riformi\ dei loro ordinamenti che sarebbe necesS<! ria per addivenire a questo estremo deside·rattm~ del reclutamento. II progetto Mocenni conserva ancora la valvola di ~ic urezza dei congedi anticipati per ragioni di bilancio. Avremmo desiderato ch e non fosse fatl<t menzione di questo ripiego necessario si, ma esiziale al lmon runzionamento dell'organismo militare ; ma la parsimonia con cui si accenna e la form a col quale avrit attuazione (sorteggio dopo il primo periodo d-i istruzione della classe -meno anzi;ma) fanno sper:ue che vi si addivena con una estrema procauzione ed in casi ben determinaLi. La legge Pelloux ammettendo che il congodamenLo anticipato per rilgioni di bilancio potevasi fare su tutto il contingente e !; U tuLle le ferme ed a~giun gen do la facoltit di licenze straordinarie semestrali, veniva a costituire un sistema di ciò che non deve e non può essere che una eecezione, e introduceva un pericol oso elemen to nella vita dell'esercito, facendone di pendere la stabilità dalle variazioni del bilancio . Questo fatto se può e.ssere necessario per nn periodo eli tempo
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limitato e. per ragioni peculiari, consi~e.rato come ~or.mal~ da una legge organica, è certo fonte di gravi mconvententt di cut non è prevedihil e a priori la pvrtata.
Ve 1 Titarrli al serdzio La le""e Mocenni soLto questo punto di vi sta è meno proletPelloux e noi crediamo che il T'arlamento vorrit . . ' l 2 ()0 ' ritornare sulla qttistione adottando anche ~l ~Itarao ~.. . anno anche per i non studenti di istituti supen on che dlltgano , una '\zi enda aj:(ricola, industriale o commerciale. È vero che In C~m-~ <· l l a·. 'l pro(Jello Pe\lou:>.: CO~ l :-1 mi ssion"' par\amenlure C le S U l O l n · esprimeva : 1 , . ,r. · . d ll .. -·o --on è 1Je1' si., stt~sso un q·r an JtniJ,t.no. Il ntrtr o C·IJ sent ..t '" , ' ·. . . , . la' , .;o•,ani ?'ÌCercato S i' re·ramente fJ?'art ·ragwnt non nc es !SO e c • u • ' · ' · lo ?·ichiedano . . . . - ~l' '/. . lGeneralmente infittti i yiouan't pre{enscono di sor.c~~ m e a . . l . · ·t . · ' n· •sto posstlnle 7JI?l' po· l' ollbliqo del ser m.:w sotto e m nn t pttt 1 e . .. ~en- 1t~rt uolta li&c1·ati di -qnest' o/Jbli!~O, at~endere .con ann no pw i affari ed ai lm·o prmalt mtensst. :tranqu.illcJ aiJl· • Jl . • , nenmwno B q nindi, sotto q~wslo 1Hmtu (h ms/,a, non pno. . .. . . ·t · l. fatO?'e 71tr (tlcunt ctttad uu . C01V>Ìikr a?·st come 1n·ootle( l mento c t . . . . . . . . , . ... rnl\h a noi sembra che questo concetto stast m:;pn nto p1L1 ,tll l . · · . · I 1· . pprczzarono tale lupressione dei eommissal'l elle In tUIa n0 l1 cl . , ,.. . · ' sogno, cho ad un l• dei còmpi ti veramente _speltan~t. ad. t~ n,~ .~''"a lecwe di reclutamento, la protezione degli mteressi ::.octalt di II onte
. ,. a· ,q,n ella tl\cl l u ( L
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ai militari. . . .. · • . Troviamo im'ece lodevole l'avere tolto ogm. dts?o~Izlone speCHl•~ per a\i studenti di medi cina che u·over~t assai miglior sede lll re: ~ . . l. ·e vuolsi in una le<>ae di reclutamento ea 1-(0\amenti speCia l O S
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~vnnzamento degli ufficiali di complemento .
De.gli an·1wta.nwltLi rolontari.
Oue~le disposizioni sono ìl necessario complemento di quelle . 1-t. e alle -ferme ed ai congedi anticipali. . te ~..~~rn:olarr.ento volontario ordinario colla ferma ~ormale e man· tenuto : mantenute le ran·erme a cui è data semplicemente, (', ome
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LA
NUOVA LEGGE DI
LA N~OVA
RECL~TA~ENTO
era giusto, sanzione legale. :\fantenuto l'arruolamento pel tempo di guena. ,f Le principali innovazioni si r; ducono all'arruolamen to per anni cinque ed al volon tarìato di un anno. Nella ferma di cinque anni l'onorevole :\1ocenni si b completamente in:;pirato a quanto proponeva la minora11za della Commis~io ne che esami nò il progelto J>elloux. Ed infatti nella sua dotta relazione il generale Afan rle Rivera scriveva: « Secondo il parere espre,;so da lla maggioranza dei membri << della Commiss ione si propone che questo arti colo, co n cui si « stabilisce quali militari debbano contrarre la fE:rm a di anni c.inque, « resti com'è proposto nel disegno del Ministero. « La minoranza della Commis,;ione, basando.:>i su nn concetto « meri tevol e ce rto di considerazione, riterrebbe che fosse più op« portuno redi gere il presente articolo in modo più. gen erico , « :>tabilire cioè, in mr~ss ima, l'obbligo cl elli1 fern1il di ann i cinque « da assumersi da chi intende conseguire un dato scopo, ma seuza « indicare nella legge i vari casi pei quali quest'obbligo è im« posto, potendo a ciò meglio. e più opportunamente, provvedersi « con apposite disposizio:-ti regolamentari. « Considerati del resto i casi e i motivi pei quali in questo urti « co lo e fallo l'obbligo della ferma di cinque anni, sembra anzitutto « che, trattisi di un<\ vera e propri a questione d' avanzamento « piu ttosto che di nna questione di reclutamento. 11 Inoltre _ questa fe rma di maggiore durata è assunta sempre « col consenso del mil itare. ~on si comprende pertanto quale « ragione possa esservi di stabì liré per leggfl i vari scopi ch e con « l'a::;sumerla sì propongono i militari , i qur~li in oggi sono quelli « enumerati in quest'articolo e che d'altronde non sono neppure (( completamen te indicati, mancandovi, per esemp io , i maniscalchi « e i sottum ciali ammessi alla scuola magistrale di scherma, mentre « domani possono esservene meno o anche più, secondo le esi« genze del momento. « Insomma una disposizione di legge sarebbe indispensabi le se « si trattasse di un obbligo imposto, e non, come Cfuello di cui « si tratta, di un ohJ,Iigo spontaneamente assunto. « D 'altr~ pane deve poi notarsi che persistendo nel mantenere
LEGGE DI RE CLETAMENTO
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<~ fermo questo articolo com'è nel disegno mi nisteriale,· si viene « inrlirettamente a pregiudicare In questione dei so ttufficiali, la « qnale come è nolo, per quanto si sia fatto, n_on_ ha _potuto a~cora
«essere ri soluta conforme le mol te e speCHllt estgenze cu1 clo« vrebbe rispondere. 1< Per·chè imporre infatti in modo assoiuto, per legge, la fe rma «d i ann i ci nque a chi ùeve e.;;sere promosso sottufGciale~ L'espe« rienza potrebbe invece co nsigliare l'opportunità di una larghezza 1< maggiore, la t(uale consenti5se, per ese~n pio , in alcuni. casi ~pe « ciali , la nominr~ a ~ e1·ge n te :;enza l'obbltgo dell a delta lenna .. « Così facendo, si renderr!l)be pos:'iibile qualche altro tentntt\TO, « qualche altro e3perimento, iuleso a dimostrare, con prove di <1 fatto, se non sia possibile di risolvere pE!r altre vie l'impor« tante quesl ione del recl utamento dei sottuffi ~i ali, con siderata « sotto l'aspetto non già della quantitil rle~li elementi, n:a della loro << qu<~ lit il
« F.d uno di questi esperimenti potrebbe consistere nr l no« minare ~ergenti i migliori cuporali maggiori appartenenti alla « classe anziana da inviarsi in congedo illimilato, graduati questi, « che in genere fanno ottima prova, e che al momento òi lasciare « il servizio potrebbero forse essere in vogliati a rimanere solto « le armi dal conferimento del nuovo grado, quando non ave5« sero l'obbli go di assumere l'impegno un po' gravoso della ferma « di cinqne ann i. « Queste considerazioni co nsigliarono alla minoranza dd la Com« mi,;sione il parere di sov ra accennato, parere che e an·ermato « nel se.,uente articolo che essa proporrebbe in sostituzione òi i') «quello contenuto nel di segno del Ministero. « Contraggono la ferm a di anni cinque quei militari che voc lontari amente l' a~snrnon o per es~ere ammessi ad aspirare nd « un grado o ad una delle qual itil o degli impieghi special i. » Il volontariato di un anno è la pi it efficace protezione che si possa accordare agli 'tudi , alle professioni , alle arti a condizion e però ~: he nessuna considerazi one pecu niari a lo vincol i c che esso non abbia mai ad npparire, r;om e lo è oggi, nn privilegio accordalo al censo . Perciò logicamente devesi abbandonare ogni obbligazione pe·
LA NUOVA LEGGE DI
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!.A NUOVA I,BGGE DI RECLUTAMENTO
cuniaria sia sqllo forma di tassa sia sotto forma di obbligo di mantenimento, e introdurre in pori tempo la condizione di a\'ere ultim ati gli gtudi secondari - l':~ltra ch e ove i volontari di un an no nor1 diano proYa della istruzione ed attitudine che si (· in diritto di allen dere da un elemen to scelto e collo :;iano consi d er:~ti come volontari ordinari con ferma completa . Questa innon\7.ione è ardi.ta. poichè presso nessun esercito il volo ntariato di nn anno è assolutamente gratu ito, ma corrisponde all re~i ad un concetto organ ico importantt:. (Juando gli eserciti pa!>,ando dal piede di pace a quello di ~uerra :;i quadruplica no o si quintuplicano non sembra del tullo conforme alla loro indole che i i[Uadri inferiori {sottufliciali e ufficia li subalterni ) non abbiano ad aumentare in proporzione •analoga co n elementi tratti dal congedo. Il volontnriato d'un anno , :>ussidiato . dalla istituzione d e~ li speciali riparli di istruzioni per aspiranti :.>1 grado di ufficiali di complem ento , ed inteso come mezzo di selezione dell'elemento moralmente ed intcllcltualmente più scelto può essere di graÌ1cle gio1·amento nella co~t ituzione degli eserciti avvenire ed un a legge di reclu tamen to de,·e prevedere che a non lunga scadenza si imporrit la necessiti!, e per ragioni militari (avam.zamento) e per rngi oni economiche. di costi tuire i quadri inferiori con elementi tralli da l congedo. Su questa via si è posto fino dal '1889 l'esercito aust ro-un·· ~a ri co con altri moJi ed i risultati otlenuti ne furono co;;i soddisfacenti , che è da ritenersi che questa innovazione riu,;cirit di grande vanta!(gio anche al nostro esercito. L'on. Pelloux si era gi;1 messo su questa via coll'art. 8H del suo disegno di legge. Art. 88. - Studenti che possono ritardare al 26• anno . « 1 giovani di cui all'articolo 80, quando debbano venire alle «armi per compiere il loro obbl igo di servizio, possono oll enere « di essere amrnes~i alla ferma di un anno, purchè ~~spirino alla « nomina di ufficiali di complemento , e soddisfacciano alle condi· « zionì che appresso : \< u) che abb iano snperati gli esnrni di passa~gio dal :zo al << 3° anno eli corso del liceo Cl dell'istituto tecnico;
RECLUTAJ~ENTO
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« b) che si ·mantengano a proprie spese durante l'anno di « ser vizio, senza ri~evere alcun assegno, e ri mborsino l'ammini« .strazione militare delle ~ptlse occorrenti pel vestiario, l'arma« mento e l'equipaggiamento: e se desiderano di prestare serviz!o « nell'arma di cavalleria, csegu iscano nella cassa del corpo il ver« samento della somma di lire 400 per l·uso di nn ca vallo di « truppa ». ~la la rifor·ma non em completa specie se comb inata coll'a rticolo 94: « Può essere r.oncesso il passaggio alla ferri1a di un :) nno a «q uei militari della categoria ordinaria, vincolati a ferma di m:lg« giore durata, i qo:1li, compiuto lodevolmente un anno di servizio, « di.eno prova di suflìcien te istruzione nei modi che saranno sta'< biliti dal regolamento e previo il versamento della :>omma che «sarà stabilita ogni anno per decreto rea le >> . Il vecchio volonlariato cacciato dalla por'la rientravadall:llinestr·a, tanto che la Commissione parlamen tare dovè co nchiudere nelln. sua r·elazione: se, mediante pagamento e con la sempliee prova di una sufiì ciente istruzione, si potesse otten er·e il p:1ssnggio alla ferma di un anno, è presumibile che gli stut1en ti riprovati ngli esami di nomina ad urticinle di ~~o mpl eme nto, ~i troverebbero nel1n massima parte in condiz ione di ottenere il pas8aggio a quell a ferma ed io tal caso sarebbe effimera, se no n danno!>a alla di.sciplina la dispos:zione tiell'articolo 89 la quale ~eYe inYece avere tutto il carattere di una disposizione di giustizia, che costringa alla ferma normale coloro che hanno di mostrato di non possedere i requisiti per attenerne una riduzione. Oltre a ciò fu os=-erv3to ehe la conce~~ione di una riduz.rono di ferma, medi an te pagamento, potrebbe ragionevolmente far nascere confront.i deleterì non solo nella vita militare, ma anche in quella socinle. « Ormai una limitazione di ferma non si comprende che a van« taggio di chi possegga gii1 coltura genernle e preparazione mi<< li·t·are tali , da far presumere che più presto degli altri acqui« ~terà la sufrtciente istruzione, in guisa eia poter anche impar(\ tirla ad altri come gradualo».
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E d'altra parte le stesse ragioni che inducevano il mini stro a trasformare l'attuale istituzione del Yolontarialo di un anno, militavano contro qnesta disposizione che sotlo altro aspetto avrebbe fatto riYivere, quantunque migliorato, il privilegio del volontariato stesso. Dal punto di vista del bilancio questa innovazione sarà certmnente dannosa, ma dal punto di vista sociale, militare e morale noi l:t interpretiamo come una ri fo rma veramente equa, ~a iu tare e consona allo spirito democratico dei tempi in cui viviamo.
Dell1• surruya:ioni o sostitu.=ioni di fratello. Questa questione di reclutamento non ha una ~ rand e importnm.a mi litare, nò socia le. Le disposizio ni genera li YiJ?enti sono ancora quelle stesse che regolfiYano, in genere, il :;ervizio dello surrogazioni quando era in vigore In surrogazione ordinaria, e la libernz.ione, od affra n ca~ ion c, median te pagamento. Nulla di più naturale che, quando era ammesso di sostituire ad. un inscritto, un estraneo, si esigesse che quest'ul timo soddisfacesse alle pil't ~ravi condizi oni: nulla di pjù naturale che quando era in "igore l'aiTrancazione, cui era interesse del Go''erno di proteggere percb è se ne ritraevano i mezzi per sop oerire al riassol damento dei sottufnciali e dei carabinieri, quelle ~tesse grav i ~~ondizion i si esigesserll anche per le smTogazioni di fratello. Ma lo stato delle cosl:l è ben dì!Tercnte al giorno d'oggi. L'obbligo del sel'\'izio militn re è genernle, ed è supremo interesse dello Stato che quando si possa ottenere il sod isfacimento di quest'obbligo senza turbare l'interesse delle famiglie, anzi avvantaggiandolo con le surrogazioni di fratello, ciò sia ammesso dalla legge. E d'altra parte t~ da avvertire che !e surrognzioni di fratello f;aranoo molto minori in avvenire, in conseguenza de l nuovo s i ~tem a proposto per le nssegnazioni ~ Il a categoria di ri ~erv a : mentre è evidente che esse furono pi ù che altro istitui te, od
LA N UO VA , LEGGE DI R&CC.UTAl! ENTO
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:1lmeno erano più che altro necessari e, allora qu.ando il primogenito non poteva godere di esenzione e questa era invece t·iservata ·al secondog-en ito. Le sostituzioni d i fra tello sono un va n ta~gi o indiscutibile per le famigli e, ed a nessuno potrebbe oramai veni re in mente di fr~ppo rvi ostaco li non necessari ; ma si deve baderc che qu esto vantaggio non si converta in danno dell'esercito e non si~ fo mi te di poss ibi li frodi, per cui bisogna circondarne la concessione di tutte le g•1ranzie possibili. Yi sono due specie di sostituzi one di fratello : quella in cui un o o .ambedue i fratelli non hanno ancora concorso alla leva , per elfetlo della quale il minore risponde alla leva invece del maggiore, salvo poi a quest'ullimo di r:~ppresen tll!'l o quando, per etil, >petlerit al minore .: c l'altra in cui ambidue i fratelli so no ~iii arruolati, l'uno nella categoria ordinaria e l'altro nella. ca te~oria d i ri se rva, e scamLiAno i loro obbli ghi di ·ervizio, di g~-isa che qnel!li ~he è ascri l.lo all a categoria ordinari a di vi~ne di caLe•roria di ri:>erva. e ,· i cevers ~ . Ora ," nelle sostituzio ni dell a prima specie, ancorchè il frateiiCJ minore di eti1, venn to alle ~rm i pri ma. in lnogo del maggi.ore, non sia idoneo, niuu danno der iverà alla forz a dell'esercito, n (' alcun aou s ii'0 · 1 ~·antaggi o alle famiglie, perchù ore esso si:t !!indicato inabile sarà riformato, e quando poi concorrerit alla leva donil rappresentanrelo il fratello maggiore, e questi !'ara arruolato. J\la nelle sostilltzioni del!a seconda specie può accadere clte il fratello il quale assume gli obblighi della categoria ordinnria, sia poi, dopo poco tempo , r iconosciuto inabil e e ciò anc,he per malattia abilmente dissimulata al momento della visita ; eò in -tal caso, se non si dispone per le12ge che la sostituz ione è nulla, non solo l'esercito verrebbe a perdere un nomo dell a categoria. ordinaria, ma) ciò che più monta, si lascierebhe aperto l'adito all a probabile frode per patt e dell e l'amigli e che tentere-bbero così di f<tre esonerare dal servizio alle armi ambidue i fi~l i, quello abile per via dello scambio di categoria e co n l'll:'segnazione all a ca tegori•t di riserva, e quello inabile pe r via dell a riforma. :.:.
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LA ~UOVA LEGGE UJ
I, A. NUOVA LEGGE DI RECLli TAMENTO
Con queste parole del Ministro Pelloux e dell'onorevole Afan De Rivera sono interamente giustifìcate tut~è le innovazioni portate sull'argomento, innovazioni che il ~t i nistro Mocenni ha, salvo qualche varian te di fo rma, riprodotte.
Disposi.: ioni l'ignal'danti i residenti all' estel'o. La re:)idenza all'estero d;\ origine ad una delle più dillìcili parti della legislazione in materia di reclutamento. La legge attuale xi occupa esclusivamente, al riguardo dei residenti all'ester·o della facoltit loro concessa di far valere i loro titoli a riforma avanti ai regi consolati e dell'obhligo, se riconosciuti abili, c1i presentarsi alle Commissioni di leva. Il ~l inistro Pelloux si era già occupato dell'imporwnte ar·gomento e ne aveva fatto oggetto di studi aecurati come risulta da questo brano della sua relazione alla legge di reclutamento. « Non poche sono le lagnanze che si sollevano dai cittadin i « residenti all'estero, e che furono .anche esposte in petizioni al « Parlamento; molte le premure delle autorità consolari che, in « teressandosi alle famiglie poste sotto la loro tutela, reclamano \< più eque disposizioni. « Le c1uali piLt eque disposizioni, è bene avvertirlo, sono recla « mate anche da un'altra circostanza tutt 'nJTatt.o a noi speciale, « quella cioè della natura, e quasi si direbbe della camtteristica \{ della nostra aLtuale emigrazione. « E,;sa si compone in gran parte di operai, di lavorator·i di << terra , di gente po.vera insomma , che non abbandonerebbe la « patria qualora il bisogno non ve la sospingesse, ma che l'ab« bandona col fermo proposito di ritornarvi , non appena abbia << potuto fo rmarsi una qualche fortuna a costo di disagi , di ama(( rezze e di sacrilizi. « Ora costoro meritano, a mio avvi ~o, che lo Stato con la sua « azione tutelatrice renda più fac ile l'adempi men to degli ohhl igh i « che essi emigranti, ed, in proces:w dt tempo, i loro figli, manten« gono ver,;o la mad re patria: obblighi ehe essi saranno ben li eti « di compiere, qu<.~lo ra ne sia loro offerto un mezzo, che co ncilii le
RECLUTAMENTO
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« esigenze derivanti dalla pQsizi one anormale dei cittadin i molto <~ lontani dall;l patria col sacrosanto ilovere di compierli. « Il ~l i n istero della guerra st:1diò, d'accf.lrdo con quello degli af« fa ri esteri, di proporre una pratica applicazione di questi con« cetti, e eonsidernnclo che le co ndizioni linnnziarie dell o Stato « non permettevano di sopperire alla. spesa occorrente per fornire « agli inscrilli c1i leva i mezzi di viaggio, avvisa rono anzitutto al v. modo di far ~ ì che le compagnie di navigaz ione sus~idiate d:.llo << Stato fo i'.Sero obhligat.e al traspor·to gratuito sui loro piroscafi , degli 11. italian i indigenti clre debbono rimpatriare per :~ dempi cre all'oh« bligo della leva, salvo ben inteso a provvedere essi stessi , rlnv. rante il tragi tto, a quanto p o te~se occorrere per il loro man te« nimento. (( In que.~ to senso fu già interessato il Ministero di poste c tele« ;.:rafì aOinchè in occasione di nuove convenzioni fosse stnhilita ap« posita prescrizion e; e quel Mini;;tero provvicle perchò, tanto nella « convenzione conclusa con la Navigazione t~ene ral c Italiana pei 0 1< servizi postali mar·itLim i che avrebbero dovnto attuarsi col ·l gen« naio ·1892, quanto in quella posterio rmente conclusa fosse staLili to <<nn provvediment o in proposito. « Infatti nel testo unico delle Convenzioni per la concessione dei (< servizi postali e commerciali maritt.imi si trova la seguente dispo1< sizione: . « Art. ii6 allegato A: « l concessionari si obbligano di trasportare gratuitamente, per « o)!ni viaggio , e;;clnso il vitto, dall 'estero in lt.al in e viceversa (( un missionario ital iano od una suora di caritit, due individu i ap« partenenti alle societit italiane cii beneficenza all'estero, ed i na« _; iona.li indigenti che sono chiamati in Ttnlia, pe1· gl'ni::io mi«lita1·e. • « ' la le aspirazio ni delle diverse associazion i italiane esistenti al« l'estero, e sper-ialmente in Levante, non si limitavano soltanto al « gratuito r impatrio degli indigenti. « Esse chiedevano altresì che In visita dei giovan i i n ~crilli potes!'e « aver luogo a vanti alle regie autori tit consolari senza bi sogno di. re« carsi in Italia , ossia domandavano che le dec:i~ioni di quelle au129 -
Al'iNO
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LA N t:OVA LEGGE Dl RECLt:TA.HENTO
LA. N t:OYA LEG.GE DI RECLUTAMENTO
« Loritil avessero effetto pienamente definitivo, s~nza obbli go di « ri mpatriare. « Si accennava alla opportunitit di isti tuire dei Consigli di leva, « specialmente nei paesi di giurisdizione consolare, adducendo l'e(( sempio di altri Stati che, cosi facendo, ne trassero vantaggio non « poco: e si aggiungèva che ciò sarebbe stato conforme alla condi« zio ne :s peciale di quelle nostre colonie governate daeiln regime pri« vile:,:iato,. !p.lal'è il sistema. derivante dalle capitolazioni , sistema « che ha per conseguenza due fatti impo1·tantissimi pei nostri nazio· « na.li: l'uno di essere considerati come c1uasi ex.lratèrritoriali e l'altro « di conservare, sah'o casi eccezionalissimi , intatta' l ~ loro qualità di '< italiani. « Per quanto però fosse grande il desiderio di soddisfar e a do« rnnnde appa rentemente cosi giustificale, non fu facile trovare un << modo che risolvesse praticamente tali questioni, mantenendo tutte « le guarentigie necessar·ie percl1è il servizio della leva procedesse « all'es tero nel modo migliore e meno disforme da qu eÌlo' prati ca to «in ltalia. « Gia i grandi Stati vicini ci hanno preceduto su questo terreno, « nonostante che la loro emigrazione non assuma quello spicca to ~< carattere che sop·ra abbia mo accennato. « La Francia non ha per la generali tà degli inscri tti, forse np· << pu nto per la differenza nel carattere dell 'emigrazione; disposizioni « molLo clillerenti dallen ostre, nè consta in modo alcuno che presso « i suoi Consolati all'estero , fun zionino dei veri o propri Consigli « eli lent i qunli possano pr·ononciare delle decisioni definitive di « riforma anzichè dei semplici pa reri. « Però la Francia ha fat.to qualche eosa di molto i.mportante pei «suoi nazionali all'estero, ed è la disposizione contenuta nell' ar:ti« colo 50 della legge 15 luglio ·1889 ,~ a quale costituisce una !ar<c l!his.>ima e;;cezione al principio assoluto dell 'obbligo del ~ervizio. << mili tare . ·· « Questa eccezione fu originata dalla necessi tò di e\'itare ch e « rnolti giovani francesi occupati all'estero potessero essere indottr «a rinunziare alla propria rwzionalit.it per non soddisfare all'ob« Gli tto del servizio militare, ovvero dovessero abbandonare urta « occupazione che, oltre ad essere utile acl e$si, contrilJuiva ad
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estendere all'e5tero l'influenza, la lingua e le relazioni commerj 1:. ciali della Francta. « Sul parere dei Consoli, sono dispensati in Francia, in tempo -<< di pace da qualsiasi servizio sotto le armi tutti i giovani che, « prim:1 di aver compiuto il1 9' anno di etù , ablJiano fì:>sata la loro « dimora all'es te~Ptf1~:~ori di Europa, e vi occupino una posizion e re· ·(( golare , di:>pensrJPhe è subordinata al solo obbligo di gi usti ricare «anno per anno che perdurano i motivi per cui fu concesso (1). << Ma, indipendentemente da questa dispensa che non potrit forse ·c: essere applicata, ,a gran numero di persone la l~gge fran cese c contien e una disposizione per la quale e agevoi<•to ai re.:;identi -« all'estero l'o bbl igo di soddi$fa re alla ler a; la disposizion'e•cioè « che si rontiene neli' ultimo capoverso dell' articòlo ·19. « S'ils ne, se rendent pas à la convocation (gl' inscrilli di leva), « s'il s ne s'y font rcpré.;enter, ou s'il s n'ont p:ts obtenu un délai, -« il est procéclù comme s'il.) étai ent ·pré;ents. « rt r.lie vuoi dire, in altri termini , che essi, se non hann o di·« ritti da far valere, non hanno l'obbligo, come hanno gli italiani, ·« di presentarsi al Consiglio di le\'a, durante le operazioni che -<< hanno luogo molto tempo prim a della presentazione al le ar·mi, « m.t basta si presentino soltanto quando la loro classe è chia·« mata solto alle armi. « E ciò è, per fermo. non p i~co l o v a nta;r~ io. « L' Austria-Ungheria ha delle norme apparentemente più larghe "<< per la gen~l'alitil degli in;;criui di leva, quando abbiano dimora -<< -<<
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(·Il Art. 50, Legge rr~nce;e t;; luglio t~: • En wmps du r•nb: le; jeunes ~~~n; •tnl, ;1\·a uL l\ige de t 9 au; r~1·o1us onL ~t.~ bi i leur r~;idencc il I'étranger hors d't:urope, el qui y occut>cront une sit uation règuh~re pour rònt. sur l'avis du consul dt! France, tl lrf: di.;pcns~s du scr 1·ice mit itaire 11cmJant la dur('<l o!l' lonrr séjour à 1\ ltrang!!r. Hs devront j ustiller dc lcur si t ualion chaquo année. • S'i l~ r!lnl rcn\ t•n France, av:tn t l'ùge ole 30 nns, ils devront accomplir le scn ·ic(' aclir pré.>crit par la prè.;ente loi, sauf toutefoi; pouvoir etre rétenus sou; te; d rareaux au de li• dc I':i1N dc 30 an;. Ho so.1t cnsuit soumis a toutes te ; obligations <le l~ ·classe i\ l~c,ncll é il; appar\iennen t. • S'il> ron treut ·:~p rè~ l'ùge dc 3U an~, ils ne seront so umis qu'aux obligatìons dc lour classe. • Penol:Hll l:t ù nré<l <le leur ébbli;scment à l'ét.ran gc•·, il:; n~ pourront séjournet· a•:· 'tirtentellcmcnt cn Fr~n ce pl u~ di} trols mols, et sou:; la n!; erve d'aviser l~ consul dc leur nhscnco . •
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LA NUOVA LEGGE Dl
RECLUTAMENTO
« stabile all'estero, che cioè sieno colà proprietari o fittaiuoli di « un ?odere. da essi amministrato, o siano amministratori di alTari, <~ o VJ conv1vono da lungo tempo coi parenti , o comunque ritrae.« ga~o dalla permanenza all'estero i mezzi di sussi.stenza , ed an ch(} « po1 1n cas1 speciali degni di r iguardo~ per individui che si trat« tengono, a scopo di studio, lungo tempo all'estero. « Pe1: qu~sti. è . ammessa un a vi sita sanitar7& presso le imperia!• « e regre rn1,;sroor, ed anche ava n~i alle au torità consolari dove « non esistono rnis:;ioni. ~( L'a vi5itn ha luogo in presenza di un mem bro dell'a utorità «ed ~ve si~~· i un a.ddetto mil itare, in prese'tlzrl di questi . ' «, L aut.orrlii a~·ant1 alla quale ha avuto luogo I:J. visitJ, rilasd<\ « ~lll cert~~cat~ 111 base al quale il Consi gl io di leva rispettivo ri« lorma l 1nscr lllo senza obbligarlo a rientrare nello Stato. «In Germania si pratica in no senso un po' cfitrereo te. <~ Anzitutto la sl<lbile dim om all'estero è per glr effetti di leva « con~rderata come. ~n morivo per ottenere di rimanda re la pre« :s~az1.one del iìe,rvJZIO anch e a Ire anni dopo il ·ternpo ordinario, « ~·mv1o c le t1ev essere pronu nziato dal Consiglio di leva di anno « m anno: e che per gli insct·.itLi dimoranti in Rus.;ia può essere « pro~ unc1~t~ dall'.amhasciatn tedesca a Pietrobnrgo . « ~ .sta.bd Jto po1 ch e le decisioni definitive rigu ardanti ,.li in« s~rrtt~ ~hmo.r~nti all'estero, ~in su lla inabilitit di ess i, per"qu,\1« s1as1 mte,·m,ta, anche non C\'Jdente, sia sull'ahili tù condizionai. · Il d. · ' a, « s,1a s~1 .e ~on 1zroni di famiglirr, possano esser pronunziate dai « ~-ons~gl.' d1 J·eva, anche senza la presenta7.ione personale deoJi « rn~atUJ, quando !e occorrenti dichiarazion i medich e sieno ril~ « sc1ate: ..« a) ~n medic i tedeschi residenti :ll l'cstero od anche da me « d1C1 ester·, , espr~s:amente autorizzati dal cancelliere dell'impero; « b) da med1cr della marina imperiale irr servizio attivo <~Non vi è traccia nei regolamenti tede~chi , di speciali Consi ;~li « d1 leva sedenti, sia pure tempor:a nearoente all'estero·. Viene ~i . « petuto. che e.ssi veramente esistono;· ma non è difficile trovare « la ~·agro ne d1 questa afl'ermaz ione evidentemente inesa tta. «.con l.e. fa~oltù co nces~e ai medici della marina ,di rilasciare « de1 certrf1catJ. che possono valere presso i rìspettivi Consigli di « leva per la l'l forma senza obbl igo di presentazione degli inscriui-
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LA. NI.:OVA
LEGG E DI RECL UTAME NTO
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~< è rinturale che, quando arrivi in un porto straniero una nave . ~< nazionale, i ~ittadini tedeschi ivi· residenti e che si fecero pre-
,« ventivamente autorizzare a tale elretto, invochino la visita del~< l'uffic iale medico ed il rilascio del ùr:uo cert.ilicato : e siccome è -« p1·~scrillo che qua.ndo la visita medica viene falla dal medico di << marina da guerì-.a . debba normalmente inten·enire un ufficiale « della medesima, così ù faci le r.he da ciò sia derivata la suppo« sizione di nn vero e proprio Consiglio di leva, che decida sul -<< po;;to, tanto più :~!•e è noto che, per agevolnr·e il rila~rcio di . «: questi certificati, la Germania ·invia apposi tamente una nav~ ,da -<<guerra con un medico dell a marina nei porti della Turchra. « del la Grecia e deii' E~itlo . « Sta pl:lrò: di fatto che in tali visite il medico della marina non ~< fa che rila::ciare un certificato da sottoporsi al giudizio del ri «, spetti vo Consiglio di leva in Germania, il quale però, giova dirlo, « non consta abbia mai contrndelto ai resultati del certificato stesso. • a La questione, come si vede, è dunque giù risolta altrove, e « noi, soltanto, dobbiamo nncora provvedere alle esigenze recla« mate dal progresso dei tempi . « A(tai uogas i a tullo ciò dell e circostanze nuor e ch e si ver iri i'.. cano per efl'etlo di un receut.e e notevole cam biamento avvenuto -{(nella lec,islazione relati\'il. al servizio militare in Francia. 0 ' « Colit, la legge 26 giuguo '1889 sull a nazionn lilit stabili ~ce, -(( come già vi ~lo detto precedentemenle che i fi gli di stranieri « nati e stabiliti in Francia siano di diritto cittadini francesi , se \{ non r ivendicano la ci ttadinanza paterna, provando che han no «.soddi sfat.to alla legge sul reclutamento del paese del proprio ~<padr e l « E per conseguQnza, se non si procura di faci litare ai cittadini << italiani dimoranti in Francia il modo di S()(itlisfar e alla leva in ~ Italia, noi ci troveremo a vedere entrare nell'esercito francese «degli itali ani sottratti al servizio in Italia . « A pone u(l. . r im edi o allo !'lato di cose pi1.t sopra accennato, •~ convi ene stabilire: .« rt) che il cittadino italiano :1quale si trova all'estero, abbia <s: .facoltit di resl;nvi fin o a che non sia chiamata la leva su quella « clas>e, nelln quaie, $e foss~ rimasto ne! H e~no, la sua sorte «. doV!'ebhe esser det:isa in modo definitivo, r.iol' a dire ~ino a che ~ ~:~
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~A NUOVA LEGGE Dl RECLUTAMENTO
« sia chiamata la ,classe poster iore di due an:rll , a quella a cui. « appartine per nascita ; ''!t « b) che sia fallo al cilladino il .~olo obbligo di provare la «sua residenza all'estero, e ciò, sia che ritengasi idoneo, sia che «creda di avere dei moti vi per essere dichiarato inabile: in questo. i< frattempo, esso potrà ottenere la riforma in' ~erti casi , ed anche«senza r·ientrare nel Hegno , qualora sia giudicato inabile, in vi« sita passata, con le debi te . cautele, avanti al consolato italianoL « Tra queste cautele vi sarebbe quella, a mio avviso, ch e la visita « avesse luogo avanti al console, assistito da quallro notabili della « co).onia italiana, preventivamente fissa ti anno per anno, e rico« nosciuti come tali in modo permanente dai Ministeri degli a/l'ari (( esteri e della guerra ; « c) che abbia facoltit inoltre di com piere l'arr·uolamento per' « procura, non solo nella categoria di riserva, com~ ora già si «pratica; ma anche nella categoria ordinaria, aon l'obbligo però, « ~n quest'ultimo caso, di riemrare nel Regno per pre~tare il sert: vizio alle armi al tempo in cui la classe, con la quale sarà stato. (( arruolato, vi sarà chiama ta, a meno che non si trovi nelle « co ndizioni di potérfruire del ritardo del servizio fino al 26° anni). « di età. » ~l essi oramai su questa strada di giustizia , consen~ieote a ques t~ id ~e la Commissione parlamentare, il ~Ilnistro Mocenni ha ere~ dut<: opportuno .riunire in un complesw armonico tutte le disposizioni. E co;ì ai re~ i den ti all'estero è concesso : 1° Il rimando di una leva; ·" · ·2o L'arruolamento per procura all'estero nelle due cate<•orie-> :3o La visita all'estero; 4- 0 La soppressione della rivedibilità; 5° Il prosciog limento del servizio al 33° anno , · l.a dis pensa. con tinuata della chiamata, il permesso cE rientrare per tre mesi in patria in caso di bisogno ai nati e re~iden ti all'estero, 0 a quelli che vi presero residenza anteriormente al 19" anno purchè vi abbiano posizione stahile. Queste larghezze non parranno eccessive- se si considerano io paragone alla legge francese e specialmente se si nota che nella alt ernativa fra il cadere in renitenza e l'abbandonare la i·es1 1')
LA N CO VA LEGGE DI RE!)LUTAMENTO
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denz11 e la v.ita creatnsi all'estero, oggi la massima partf) crede convenient'e soggiacere alle conseguenze del reato .. Abbiamo così, oggi, all'estero moltissimi cittadini italiani circa 2ii0,000 che non preser·o servizio e che per tal fatto non r itornarono mai in patria creando cosi famiglie ed industrie, portando la loro at tivi~~. e i loro capitali a profitto della patria d'adozione.
f)isposi.;ioni penali. Come è fa.~;jle rilevare viene colla nuova legge nnnullato il reato di reniteoza. Resa impossibile la renitenza innanzi ai consigli di leva, poi chè questi possono sentenziare ~enza l' intervento degli inscritti; re~a inutile dinanzi alle commissioni d'arruolamento perchè da queste i non presentati sono dichiarali validi, v.iene n ce'iSare ogni ragione eli questo realo ibrido, non socinle. nè militare, creato sol tanto per eiTetto di disposizi,oni di logge più che per natura delle co!'.e. Individui non ancora soggetti :llle leggi militari vengono oggi disturbati nelle loro funzio ni quotidiane pei hisogni della milizia più.d'unn volta. f~ logico invece accordare loro di ritardare la presentazione eiTettiva fino alla incorpor·azione evitando di dare ori. gi ne ad un. reato per la mancanza ad una presentazione non ind ispensabile? Noi crediamo che molto sarà semplilìcata la proced11ra e molto dimi nuita la criminalita in materia eli leva, quando si prescriva che solo mancando alla chiamata della classe alle anni si cada in reali•. La legge hn nllora unn ragione vern di sancire una pena , poich~ l 'escrcit~ ch iama i cittad ini al disimpegno <lei loro doveri e chi si rilìuta, opera contro nnn vera necessitù sociale cd è colpevole. Alla renitenr.a, rAato che poteva verificarsi in molli casi si sos!ituisce. la mancanza alla chiamata clte si verifica in nn sol caso ed ù nn· vero e proprio reato militare. . Questa semplificazioM grandissima della nostra legislazione penale, gmfldissima poich è in media si contano oggi all'anno circa l ~),000 reniten ti, ù una conseguenza logica del decentramento del servizio di leva e deliA disposizioni ri~u:~rdanti gli inscrilli all' estero. poichè quei 10,000 appartengono quasi tutti a quegt'ultima calegoria e noi non possiamo che far plauso alla iniziativa che can.
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LA NUOVA LEGGi,;
DI
RECLUTAMENTO
LA NUOVA. [.EGGE DI :RF.CLIITAl!ENTO
cella un reato pi ù che altro provocato dalle disposizioni esorbitane della legge. ·. '
Richiami alle a·t mi rlelle classi in congedo.
m·~>l ' .t d · b· · . . , , 11> tOra e ~~con . o ' tsogn.' spectalt dell esercito e rese meno tassative e ri ~'?e; e tolta. la .d tsp~ns~ per eiTetto del tiro a segno, vero progresso ~~~h~are~ potchc .se ti Lt_ro a segno può conserva re l'abilila profe~ st~n_ale ~~ alcunt co_rp~ e perfettamente inutile in tutte le armi di cut d fu ctle non costttutsce il principale armamento. L e di:3po$izioni vigenti sussistono ancora se non che
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O:t questo lungo confron to e prima di esaminare oJi effetti che avreobe la le.-•" · · d'. · · nt>e ora tn tsegno , posstamo rtass umere in poche parole la nostra impression e. l'}
Il pl'Ogresso nrdito segnnto sulla via delle riforme in mater· d' . . ta ' reclutamento dal ministro l'elluux portando alla . L ·IJ'·d · · .. . caegorta untca, a a oztone deftnttrva dt ferme brevi ci aveva ,.,,·,, dat l ' ' n n < o una eO'<Je clw }otel:a sotto. ~o lti riguardi considerarsi perfetta. Adotta~~o q~a::.t .t~tlt ', prutctpt d~l suo rredecessore il ministro Mocenni aveva dmanzt a se ~n magnt~co materiale pronto in cui era facile apportare un maggiOr coor drnamento. Da questa armonia fra le preme~·e e le co~seguen~e sono risultare le massime innovazion i e cioè separaztone det servir.i della leva. la ferma di un ann .l l .· . o, 1 vo ontal i~to esame da tasse, erl .è uscita una legge che a nostro aYViso ~appt esent~l un lutto armonr co e hen rispondente agli 5copi che nna leg?'e d.' r_eclutame.nto deve proporsi oggi, ossia forni re il maa"ior ed il_mt_ghot:e con t t n ~ente all'esercito turbando nel minor mod; le funz10nr soctali ordinarie.
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, Dicemm.o, che. l'an. M~cenni ha -racco lti quasi tutti i principi ·dell on. Pelloux ~d rnvero dt due cose la nuova legge non fa menz ione: della tassa mtlttare e de l re;:r istro matricola . Qualu?que .sia la ~or:ma d'applicazione della tassa militat'e, ryualun~ue 1".a?o ' ~enefr c r che se ne possano ripromettere ed i provv.ed~mentt tntest ~d attu~rla, senza cadere in inconveuienti gravis stmt , qualunque mfinc sta la tesi ~i uridica sostenuta per assicu-
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rarne la legi ttimità, la tassa in l talia non sarebbe probabil mente nè opportu na. nè applicabile. Presso di noi l'elemento poco o nulla ahhicnte è numeroso, J'nliq uota tributaria elevatissima, ed ogni im posizio ne, sotto qua lunqne fo rma e speci e :3otto quella di ct:pitazione, non è scevra di pericoli Escludendo gli inabili e ~li indigenli, come ù di di ritto. la tassa colpirebbe e;;clusivamento gli a:;sel-!nati alla ca tc~Joria di risen·a e sa rebbe di un gettito inadeguato alle dif(ìcolliL di riscossione ed alla sua odiositù, poichè tale è la pa1·ola che og~i In cnratterizzerehbe nelle cln:;si povere. Es~a colpirebbe quelli che orga ni c.a mente e lo-gicamente sono astretti ,, minor ;.:rn vezz:-~ di sen•izio per ragioni sociali e famigliari. IJuesto gravarne può e:;sere imposto in due modi o gradualmente o sotto forma di tassa fissa. La tassa graduale sarebbe la più ammissibile, poich~ non è chi di leggieri non co mprenda come il pa· gamento di una somma fissa costituisca un gravame enormemenle ·differente fra una ed altra fami glia a seconda della fortuna posseduta. Col nostro sistema tributario l'accertamento di questi vari gradi -di fortuna è pressochè impossibile e di questa difficoltà fece ampia dimostrazione la C<lmmi:;sione rarlamcntarc presieduta dall 'ono· revoleGaribaldi nellasua t·elazionepresentala il ~ l dicembre 189? . Sotto la forma di tassa unica la spereq na~io n e dei suoi ellet ti è 1:osi man ifesta oel nostro paese, che senza aleuna preoccupazione si può per ora lasciare i n disparte un prov,•edimcnto tanto poco consentaneo alte nostre condiz1oni sociali ecl a quelle econom iche della maggioranza dci nostr i contt·ii.Jucnti . Circa il re~stro maLricola l'on. 'Pelloux cosi ne espr·imera la util ità: « E di :; upremo interes~e per la mobilitnzione ch e la in:;crizione « di un giovine sui ruoli militari conisponda il più e$altameote «possibile al luogo della rcs idenzu di lui ; onde diminuire il nu« mero degli uomini che si presenteranno aù un distretto, sui ruoli «del qnale non sono inscritli, ed avere cosi esalta informazio ne « della ron:a precisa che si presenterà ad un dato luogo per essere « equipaggiala ed armata. È pertanto necessario dare obbli go ai « cittadini di far conoscere quando si :1llonLanino dal luogo ove '<i furono inscritti al momento del loro anuolameuto, e di prov-
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LA. NUOVA LEGGE D' I REC LUTAMENT O
« vedere che al camb iamento di residenza corrisponda, e nel loro «ste sso interesse, il cambiamento di ruolo. « Conviene poi far bene conoscere a tutti e rendere tutti per« suasi di tale necessità; ed a ciò si presta appunto il disporlo « per ~ egge . per dare cosi all'esecuzione di tal~ disposizione, an« z.itulto la maggior pubblicitil, e poscia la maggiore sanzione. « La istituzione di questo registro, e più che tutto, la regola« rità della tenuta di e5so renderà poi possibile ciò che è t·i« chiesto da molto tempo dalle superiori autorith militari, il con· « trollo , cioè la verificazione, della forza in congedo illimitato. « In Germania ciò praticasi due vol te all'anno,in Austria ed in (( Francia annualmente perchè è ritenuto una condizione sine qua « non di una pronta, e non tumultuaria , mobilitazione. « Senza andare a cercare esempi di altre nazioni avrei potuto « citare ciò che facevasi nelle antiche provinci e del regno per ef« fello del regolnmento 3·1 marzo 1855: ed è pecca to che quelle « disposizioni, che giustizia vuole si dica erano cadute in disuso, « sieno poi state abolite. » Ora nell'11ltimo periodo del brano citato sta la dimostrazione dell'inutilit~t di un enorme lavoro di scrillut:azione e di un vincolo alla libertit dei cittadi ni. E,;isteva ed andò in di~uso, ma non per lrascuranza di chi doveva eseguire il re~o lame n to del ·l 8i)ij; uensi perchè se esso e necessario in un paese in cui il reclutamento è regionale, r.io ~ dove i corpi rec.lutano e si completano nella regione in cui hanno sede e dove i corpi stes.s i son'o uni fo rmemente distr'ibniti, es:;o perde molto del suo val ore 1:'1 ove, come ;n Ital ia. la forma ;.;eograrìca, l'a)!glomerazione delle forze militari in una data re· ~io n e rendono indispensabile un ordinamento difiercnte da quello germanico. fn lìne dei conti poi ammesso che questo registro matricola serva a fare re tti fì c~re un errore di domi ci lio su ogni 50 in scritti nei ruoli. il che è addirittura enorme, non sarebbero certam ente quei 4.0,000 errori in meno che mod ificherebbero lo condizioni della nostra mobilitazione resa piu diffìr.ile che altrove da ragioni geografi che e mi li tare pit't che amministrative. (Continna) Y
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L' ~VOlUliON I~ SO~IALE EfJ DIS~IPUNA
Le verità più semplici ed elementari sono non di rado perdute di vista quando uno non sappia striga:rsi ~a q~el1' insieme di idee pr econcette che per forza dt abttudme, più che altro, divengono quasi innate e_ conn~tura~e fn no_i stessi; e nulla si riesca a vedere al eh là d1 quel ststemt, più 0 meno complicati, tra i gua~i ~no. è . cr~s~it1to e stato educato; sistemi che le elocubraztont d et teonc1 hanno poggiato per circostanze speciali, che non paio.no ma ~on? ~r~n sitorie, credendo in buona fede di basarh su prmctpl mconcussi ed immutabili. Chi queste verità rimette in luce ha l'aria di fare, dir ei così una nuova edizione dell'uovo di Colombo, e forse la fa r'ealmeute; t,'la la colpa certo non è sua, e qualche po' di merito gli va ptn' ùato.
Uno degli elementi costitutivi di uno S_tato, o _U:eglio di una società in genere, è la forza e l'organtsmo mthtare: ed è elemento quanto altro mai necessario eù indispensabile, perchè tro\·a sempre impiego dovunque lo Stato o la società è minacciata, od anche solo si avvia ad nna qualche trasformazione ; la quale accetta e proficua a molti, e da questi desiderata e promossa , ad altrettanti deve naturalmente essere invisa e molesta, per cui si originano i partiti e la
L'EVOLUZIONE SOCIALE E LA DlSCIPLIN A
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L'Evv :.UZIO!->E
SOCL~Ll::
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lJISC! PLiNA
· lotta. L'influenza e la necessità dell'elemento rnili tare si fanno maggiormente sentire quando tale trasformazione , invece di O})e.r arsi lentamente nel decorso degli anni, per influssi moderati e costanti, come avviene talvolta, succede violentemente per cause subltanc1e, e nella violenza loro transitorie. Se è vero, come sembra. che la società. non può perire, com1.m que· <~ssa possa., anzi debba, ti;adormarsi, l'organismo militare che è uno dei suoi elementi costitutivi, e non può da essa disgiungersi, non deve naturalmente avere d iverso destino. Ne deve seguire le trasformazioni quando tale trasformazione è dovuta ad .altri elementi, e può a sua volta essere egli stesso agente di trasformazione. In altri termini si potrebbe dire che società ed organismo militare sono cosi i~1tirnamente- legati tra loro che i mutamenti ai quali van soggetti procedono di pari passo, armonicamente; e sono reciprocamente conseguenza e causa gli uni degli altri: di guisa che il modo di essere dell'elemento militare indicR e spiega la società nella quale esso si svolge; e per contro studiando a fondo questa stessa società si può, fino ad un certo punto, intuire e spiegare l'essere e lo sviluppo delle sue forze militari. Le trasformazioni che si svolgono per l'influenza reciproca della, società sugli organismi militari, e di. questi su quella, hanno nel primo caso un carattere di stabilità, non assoluto, che non sarebbe possibile, ma relativo, e s~ svolgono con . calma in una direzione che può ritenersi costante: invece nel secondo èaso di trasformazioni subite dalla società per l'influenza esclusiva dell'elemento milìtare, hanno carattere violento, di breve durata, ed un obbiettivo incerto e mutevole.
È facile applicare e riscontrare l'esattezza di c1nesti assiomi nelle varie epoche della storia. Qui, solo a rneglio chiarire il mio pensiero, mi sia. da,to ricordare, nei tempi a noi più prossimi, come la formazione dei grossi Stat.i monarchici abbia coinciso collo apparire degli eserciti permanenti; come la rivoluzione francese abbia condotto alla costituzione degli eserciti nazionali; come lo sviluppo stra-
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. ordinario dellQ forze militari nel p~·incipio. del ~ec~lo, si~ stato seo-uito da cambiame!lt i radicali in CJUaSl tutt1 g h Stat~ eul.:opei ~ e poi lo sviluppo sLraordinario. dell'industri~ e de1 •ommerci abbia introdotto le fer me brev1. E questo sv1luppo . g li eserciti permanenti e .a ferme brevi si a~~iino evidentemente ad una ±orma speCiale, .non ben. definita ancora, eppur già discussa col titolo d i n<1ZlOne armata. Quest a forma, fi n ora più tra:vista ~h<~. attu~ta, nell~ ;me grandi linee coinciderebbe cogli ant10h1 ordmam.~ntl CTreci e romani, per cui forse accenna ad un assetto pm o ~eno prossimo dei grandi Stati moderni, il qual~ potrebbe benissimo rappresentare una nuova tappa nella v1a .del ~ro~ gresso, nel modo stesso appunto cl.le gli ~rdina~entl an~1 ch1 areci e r omani rappresentarono m altn temp1 un penodo · di civiltà e di perfezione relati va . .i\-Ia non insistiamo su ço;;a troppo incerta ed ancor nebulosa. . . Le trasformazioni adunque che un eserc1to, un orgalllsmo militare, snbisce in base a quanto si è detto dovrebbero essere giudicate con occhio calmo e sereno. ì\fa. ~ on v~ ne_sc~ la. mcmte turbata da idee preconcette e da v:~cdue ab1tu.dm1. Se, pttrlando più specia.lmente dei ca~i uostri, cons~d~namo l' esercito sardo del 1859 e l'attuale 1tahano, la d1flerenza t ra i due non è piccola; e tutti quelli che ebbero la fo rtuna di appartener<'?. al primo, o quasi tutti,. considerano lo stato attuale come un peggioramento, e s1a pu~ solo nel senso militare. Mà peggioramento non ~ s~ no·n· m. q~ant~ la società attuale, nella quale gli orgamsm1 nubtan d'altn t emp1· non. potrebbero assolutamente più . . vivere, vuolsi che sia peggior e della società di allora : opmw~e questa ~he o1:a di discutere se e quanto s1a vera. Ne panno11 e, il lucwo o . . · menti giova guardare con diffidenza a:l altrr e. magg~or~ cambi~tmenti che fossero per sopravvenn·e, purche quest1 s1 sviluppino nel giusto senso, cioè in. c~rris~01~denza delle tendenze e delle possibili trasformazrolll soCla!L . In uno scritto recente>. di un distinto uffimale legges1 : (( cer tamente i soldRr..i dell'avvenire non segneranno un ,< prog resso ne ll'arte delht guerra intesa nel senso assoluto
~erdurand9
~azionali ,
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L'EVOLUZIONE SOCIALE, E LÀ DISCIPLINA
« della parola. >'> Ora come mai può essere ciò ? Finchè il soldato corrisponde a quanto l'arte della guerra esiO'e da · lui, l'ar.te, intendiamoci, e non la pratica, non si puÒ parlare di decadenza. l\:Ia la pratica non 1 è l'a.rte. Nello stesso . se~I~o, q~ando s'inventò la polvere , si disse che lo spirito ' m1htare doveva decadere; e forse decadde lo spirito antico, quello dell'epoca fe udale e cavalleresca, ma lo spirito che vi subentrò, lo spirito militare degli eserciti moderni, in confronto dello spirito militare degli eserciti antichi, segna forse un regresso? La domanda mi sembra non conceda che una sola e recisa risposta negativa.
Iu una, società come l'at!iuale, che si sente a disaO'io nelle o sue forme d'oggi, la stabilità . degli organismi militari, in tutte le epoche sempre relativa, è men che mai assicurata · ma non è, come ho detto, fenomeno che sorta dal con;~ ordinario delle cose. I caratteri della t rasformazione alla quale la società e gli organismi militari OO'gi . o , evidentemente Sl avviano, si. t:ra?,:edono appena, non sono ancor ben definiti. ma il movimento è f~ttale. E nel fatale andare alla prudenz~ dell'uomo questo solo è concesso, a questo solo deve mirare : nel vivace contrasto delle passioni e degli interessi cozzanti riconoscere la giusta via, non perdere di vista la meta e ~ . ' !are m modo che ogni trasformazione abbia ad operarsi nél giusto senso, grado grado, in un periodo più o ìneno lungo, senza intaccare le basi fondamentali, la vera essenza, ma le forme soltanto degli organismi militari. Sia pure che questi, come la società di cui son parte, non possan perire, ma transitoriamente, tra organismi militari e società, come diremo anche in seguito, può sorgere uno squilibrio, una dissonanz3r. Squilibrio o dissonanza che non potrebbe perdurare a lungo , e verrebbe fata lmente corretto; ma che, anche per poco perdura..ndo , renderebbe sempre più difficile la correzione, fin al punto da non potervi riuscire senza contrasti di giorno in giorno più vivi, urti sempre ma,g giori e violenti, e forse forse disastri e catastrofi.
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* * È opinione diffusa che gli ordinamenti militari attuali, non dell'I talia soltanto, ma di tutta E uropa, d iscendano in linea r etta dagÌi' ordinamenti prnssi<mi; ed il fatto che essi sorsero quasi tutti dopo le vittorie g ermaniche del 1866 e del 1870 sem bra confermare tale opinione. P are a me però che essa deb ba accogliersi con qualche restrizione, e che il germe, o meglio il ![evito, della trasformazione che han su bito gli organismi militari in questi ultimi tempi debba ricercarsi più g iustamen te alt.r0ve. · L' ordinamento prussiano nelle sue forme tipiche risale al 1813 ed anche più in su al 1807; e fino al 1866 fu dai militari d i mestiere riguardato con occhio poco favorevole; più come una degenerazione delle vecchie for me sotto cui fiorivano gli eserciti permr.nenti, un ripiego imposto da circostanze speciali, che come una promessa dell' av\·enire. D ifatti lo spirito militare di quell' epoea, buono o cattivo che fosse, e quale era uscito da.lle g nerre napolconiche e dalla. rist;orazione del 1815, non poteva cori venientemente adagiarsi in quelle forme. F ra gli stessi prnssiani vi era chi d ubitètVa del valore d i q uegli ord inamenti in <:onfronto dei veechi ordinamenti austr iaci e francesi, e gli aYvenimenti del 1848 parvero una conferma di ci6. I n ogni modo nessun o neg herà ehe l'efficacia degli ordinamenti prussia.ni n on si manifestò che nel 1866, quando da. altm parte gli ordinamenti austriaci e francesi apparvero mo lto al disotto dell'opinione che se ne aveva , e non erano difatti più all' unisono colla società dalla q n al e sortivano. Solo dopo il 1866 gli or dinamenti prussia.ni furono d iscussi ed a<:cettati coma prototipi degli ordinamenti militari moderni, e considerati un pi·ogresso, tranne, ben inteso da coloro che delle forme antiche, più che devoti, sono e rimangono bigotti ed idolatri, caso pur troppo fi:equente tra soldati. Se, come dicevo, questo ordinamento, dopo il 1866 e 18 '70, fu ritenuto e proclamato un progresso, fu i)erchè le form e d i esso meglio si adattavano al n uovo spirit0 che era an-
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dato infil~randosi nelle fìle di quasi tutti gli eserciti, come riflesso della vita civile; però' questo spirito, · buono o catt ivo che fosse, nei primordi poco o nessun cammino aveva fatto nell'esercito prnssiano, e forse molto non ne ha fatto neanche oggi, motivo per cui quelle istituzioni non furono. e non poterono essere apprezzate ·nel loro giusto valore che in epoca più recente. Io credo che il germe delle trasformazioni degli eserciti permanenti e nazionali, così accentuate in quest'ultimo quarto di secolo, in confronto di quello che erano prima del 1860, lo si abbia piutt.osto a ricercare nell'esercito francese del1859, nelle armate improvvisate dall'America nella guerra di seces:c;ione, e per noi italiani, più specialmente, negli eserciti improvvi,:;ati di Garibaldi. Le vittorie ed i successi riportati da queste armi, ove più vivo che al trove alitava il soffio, e dominava l' influenza della nuova società civile, diedero la spinta u la vita a quella trasformazione degli organismi militari, alla quale quella mate?'iale già operata, c forse prematuramente dalla Prussia, offrì terreno adatto a fiorire e svilupparsi sempre. meglio; e quindi tornò a ccetta quasi universalmente, senza un contrasto troppo vivo per parto anche degli elementi conservatori. Negli organismi militari antichi (chiamiamoli così) della epoca napoleonica il nuovo spirito dei tempi non poteva entrare : 'negli ordinamenti prussiani trovava invece un terreno più propizio, ed essi fnrono quasi ovunque adottati. E che il nuovo spirit.o non potesse sussistere coi vecchi ordinamenti, lo ha d imostrato il fatto della riorganizzazione militare francese, tentata negli ultimi anni dell'impero, Ìn base alle antiche forme. e che non potè evitare la catastrofe ùel 1870. L'esercito francese portava in sè nel 1859 g ià il germe dell'indisciplina, che alt.ro non era se non il contrasto, trascorso inavver tito, tra lo spirito moderno e le forme antiche, mantenute nella loro pienezza , mentre si lasciava a. quello libero il corso. Nella campagna d'Italia, in quella del l\fPssico, come nella precedente di Crimea, lo slancio ed il
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>talore individuale coprì e neutralizzò in parte il difetto di ·disciplina; però già allora il pr edominio dell'azione individuale, spontanea, sull'azione collettiva ed automatica, caratteristica dei vecchi organismi, faceva che specialmente sul terreno del combattimento, le vecchie for me, i veochi met'odi, le vecchie idee, venissero messe da parte. Epperciò più. che una nuova t-attica del campo di battaglia, prendeva aspetto d'indisciplina. Nè il cambiamento si verificava, come sembrò a molti, solo per l' influenza delle nuove armi, almeno per quanto riguarda la fanteria; e direi di più che questa opinione fu quella appunto che trasse per cattiva via. Le armate americane, i volontari di Garibaldi, che apparvc~ro quasi contemp?raneamente, sfatarono ancora più. le vecchie forme, i vecchi metodi; e nel porre più palesemente alla luce, anzi nell'ostentare, il nuovo spirito da cui erano mossi, dimostrarono come questo non pregiudicasse in nulla ad una azione energica ed efficace. Allora a.pparve evidente come nelle forme dell'ordinamento prussiano, più che una degenerazione delle forme antiche, si potesse avere un av viamento alle forme migliori dell'avven ire, essendo esse quelle eh~ facilmente si potevano adattare a.I nuovo spirito dei tempi: più ancora, chi le imitò si trovò anche nel caso di doverle sorpassare, perchè spinto da quello spirito nuovo, che nelle forme prussiane non era per anco penetrato. O sbaglio, o questa origine degli organ ismi militari moderni non sarà a mmessa da tutti, e specialmente dai vecchi soldati per la r agione a.uche che sembrerà ad essi un'origine, direi così, impura e troppo democratica. Il sentimento ò naturale, ma fa. d'uopo riflettere come anche una impura sorgente può 'dar vita ad un orga.nismo sano e potente: ciò si verifica per l'uomo; ciò si veri fica per le cose ; e ciò può 'Verificarsi, anzi si verifica assai più facilm ente per le istituzioni. Il male può venire solo dal fatt<' che di <JUesta origine ,non si voglia t ener conto, o la si voglia sconoscere. Lo spirito che anima un esercito per manente e nazionale, non può, non deve, che in via eccezionale e transitoria, 130 - AN~O XX~ l X
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essere diverso da q uello che trascina nel suo fatale andare la società dalla quale esso nasce, e nella quale vive; e questo spirito nel suo complesso va considerato come b_uono, poichè la legge del progresso ormai è indiscutibile. È vero che questa marcia verso il progresso non è co.sì retta e costante che non si verifichino talora, per parte di chi deve eseguirla, delia deviazioni, delle soste, ed anche delle cadute; ed allora temporaneamente, ed in via eccezionale, possono, ed an:ti devono, gli organismi militari seguire una via diver:;a da quella che segue la società; possono, in confronto di questa, seguire meglio la giusta via retta. Ma è cosa da uonsiderarsi con molta prudenza, perchè possono anche in confronto della società civile degenerare, e con molta facilità presentare al cammino di questa u:ç.~ ; resistenza poco ragio11evole. È ·in questi casi che sorgono i contrasti tra la società e gli Qrganismi militari: e questi contrasti facendosi sempre maggiori o prima o poi. ne viene un cozzo violento dopo il quale l'accordo torna nuovamente a ristabilirsi. E se la vittoria rimarrà a chi meg lio seguiva la via _d el progresso, o la società avrà salvato gli organismi mi!itari, o g li organismi militari avran salvato la società, chè l'un caso o l'altro può verificarsi, e si è verificato. Se invece, per forza di circostanze speciali predomina pel momento la parte più corr otta, quella che più si è alienata dalla via del progresso, o l'~ua e l'altra si allontaneranno sempre più dalla giusta meta a cui dovevano tendere, e che quindi non potranno raggiungere se non più tardi, con molto maggiore stento e fatica; o dopo scontato l'errore commesso, passando pel crogiuolo purificatore di dolorose e sanguinose esperien'ze. P oichè, in quanto a raggiungerla, è pur fatale- che la raggiungano ! Certo non è facil cosa. il riuonoscere qua.ndo e come si pronuncia un distaceo tra lo spirito dei tempi e quello dell'esercito : certo si pnò errare nel giudicare se 1\m,o piuttosto che l'a ltra segua la giusta via, e nel modo di ristabilire il dovuto accordo con la reciproca azione loro; perchè
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l'esame accùrato, ·e sopratutto l'~same calmo e spassionato, -di tendenze nuove è problema irto di d ifficoltà: ed il più -sovente~ se :non occorre l'esperienza, l'esame solo non basta .a stabilire se quelle tendenze siano o no migliori delle antiche. Ai~ più, e nei primi momeiJ.ti, appaiono in genere peggior i a motivo del contrasto con opinioni, tendenze, ed -abitudini già radicata da tempo negli animi, quindi sempr e più care e, come vecchie, anche rispettabili. Tanto vero che p er lo più il 'primo apostolato sorge sempre tra giovani. ...:.:.
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si
Dicevo che quando negli organismi militari impongono dei cambiamenti, più o meno sentiti, all'attua.Iità delle -cose, pel bisogno di seguire nelle sue trasformazioni la so'<lietà civile, il fenomeno nulla deve ~vere e nulla ha di pauroso. Ma e nella società, e negli organismi militari vi ·deve essere un principio · fondamentale che è quasi come la loro essenza, la loro base ; principio che q ualsiasi trasfor:mazione non può intaccare a meno di distruggere la loro v ita. Più ancora: questo principio è unico per la società e per gli organismi militari; :solo che assumendo nome di'Verso, fin ad un certo punto ha parvenze e forme diverse. · D i questo principio, che è ancora di salvezza in ogni trasfor mazione, intendo ora di parlare. Per noi militari questo principio ha nome d iscip'lina; e ne parlo dal punto ili vista esclusivamente militare.
L a d isciplina è un ramo dell'arte militare; e come tale :appare vari!l.- secondo i tempi e secondo i luoghi, ma. è varia. 'Soltanto nella forma. L a disciplina, come la strategia, basa :su principìi fondamentali e costanti che, pur troppo non ·s empre dappei·tutto sono riconosciuti ed osservati; e là dove / non lo sono gli organismi militari decadono e rovinano; .appunto come sconoscendo, o male applicando, i principii -della strategia, le operazioni di g uerra o non riescono, o :si riso l vono in rovine e disastri. E con tinuando nel para-
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gone, s1 potrebbe dire che nella guisa stessa che nella con- . dotta di una guerra alla strategia, che dirige e coordina,. o:.;corre la tattica che eseguisce, cosi negli organismi militari all'essenza della. disciplina., che dà loro i'ess~'to ed il vigore, son necessarie le fm·me che ne regolino lo svolgimento e l'azione. · E per quanto importanti si vogliano ritenere le formedella disciplina, al punto che era universale il detto chequesta si conosceva dai bottoni lucidi, esse non sono l'essenza, e convien sempre saper disting uere le \ine dall'altra. Ciò sembrerà una ingenuità, ma non è; gia6chè l'intimonesso che, corre t ra di loro può far sì che in molti casi o. le forme celino l'assoluta mancanza dell'essenza, o dalla. mancanza loro si deduca falsamente che non esista l'essenza. B qui à.. chiarire il mio pensiero in breve discorso valga. più. che. altro un esempio. Dove• era migliore disciplina, negli eserciti di Washingt.on. od in quelli inglesi? negli eserciti prussiani ed austriaci della fine del secolo scorso, o negli eserciti rivoluzionari di Francia? ncli''esercito borbonico del 18GO, o nei volontai•i di Garibaldi? Eppure, in quanto a forme disciplinari , gli Americani,. i Francesi, i garibaldini si può dire che poco di meglio. offrivano di un. vero scandalo; ma essi della diseiplina avevano invece l'essenza; quel quid che dà la massima efficacia,. il massimo vigore all'azione di un organismo militare; ~ che in una lunga epoca di lotte può ricondurre ·1-a vittoria. anche là do...-e l'opera della ::;trategia è riescita impari aJ bisogno. Certo dove le forme della disciplina si collegltno colla.. essenza, trovasi la più invidiabile delle condizioni ; ma dove le forme solo si mantengono, per modo che l'occhio di un. osservatore non troppo esercitato, od annebbiato da idee preconcette, non avverte la mancanza dell'essenza, là vi è un pericolo grave ed imminente.
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Le forme della disciplina. sono di loro natura mutabili J,' ·•.: ' sentono in modo delicatissimo l'influenza dell'ambiente da -cui sorge, ed in cui si ::~volge, l'organismo militare. L'es-senza è immutabile e sfugge ad ogni influenza. esterna: ·essa deve risiedere nell'anima dell'uomo, tanto più che come -accennavo altrove; · anche la società, e non i soli organismi militari, poggia sullo spirito di disciplina. Per cui si potrebbe a~hche dire che ufficio dell'organismo militare è più ·che altro quello di svolgere la corretta forma della disciplina: l'essenza di essa deve già esist-ere nella società civile, e provenire da questa. E quando la società civile difetta ·del principi'~' disciplinare, l'~rganismo militare ha l'arduo còmpito di correggere il difetto a qualunque costo; arduo .anche pel motivo che allora può verificarsi la peggiore delle ipotesi ~, q uello che si cerchi solo di coprire colla correttezza delle forme, facile ad ott-enersi, la mancanza dell'es:senza. La discjplina militare, la sua essenza, si manifesta nelhL -esatta subordinazione, cioè « nella l:!Ottomissione di ciascun .grado al grado superiore. » La subordina;>;ione è' il fatto materiale che acCO!npagna semp1·e la disciplina, ma non è tutta la disciplina. Volendo definire questa io la direi « l'orientamento ed il coordinamento di volontà diverse ad uno .·scopo ~t~-ico prefisso da una volontà direttriee, od anche dalla natura. » Queste volontà, comunque si manifestino ed -agiscano, purchè non perdano di vista la via e lo ' scopo prefiss9.! saran sempre disciplinate ; e con esse l'azione di·rettiva, l'azione del comand o, si svolgerà facilmente. Così l'essenza della disciplina militare non viene ad essere :altro che il rispetto e la fiducia illimitata nei capi; non di versa in ciò dalla disciplina della famiglia; solo che qui, oltr e il rispetto e la fidu cia entra in azione un sent imento speciale eli amore e di venerazione verso i genitori, che si -svolge e cresce istintivamente. Ma della differenza è causa ~l fatto che l'azione dei parenti è un'azione diretta spon~
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tanea, conseguenza d~ una legge di. natura; ,mentre l'azione dei superiori, dei capi militari, è un'azione ri:fl ~ss~, imposta. da leggi positive. Del resto l'analogia è così intima che, anche per la disciplina militare, il generale convincimento. è che essa più che altro dipenda dal modo di comportarsi . del superiore verso l'inferiore. Tralasciamo, per ora, il discorso delle forme della disciplina; ma dell'essenza di essa è necessario ancora dire qualche Ct)sa. La quale, per quanto si può giudicare, pare a me che~asca e s~ ~wilup~i pel co~corso di tre elementi: il sapere,. l abnegauone, ed 1l coragg10. Il sapere che contrasta e vince l'ignoranza, origine delle più basse e vili passioni, che per la discipli~a sono le più deleterie: l'abnegazione che contrasta all'egoismo, sentimento il più funesto ,d i ogni altro ad ogni qualsiasi specie di vita sociale: il coraggio che vince il timqr~, e senza il quale l'azione dell'uom o non può essere piena ed efficace in tutte le circostanze. Ma avvertasi bene che dico saper€~, e non scienza.od erudizione: dico a15negazione e non rimessività: coraggio e non temerità. E pongo qui ad ognuna ·delle tre basi della disciplina, le qualità opposte per indicare il periculo facilissimo d.i trascorrere, senza volere e senza accorgersene, da. una buona qualità ad un brutto difetto. L'abnegazione ed il coraggio sono più che altro doti naturali dell'uomo. Là dove mancano per natura, non si pu<} riescire che fin ad · un certo punto a svilupparle; ed il còmpito di instillare queste doti, per quanto ciò può farsi, è quasi, esclusivamente pertinente all'educazione giovanile, la quale vi riesce con un corretto allevamento fisico, e colla. · forza degli esempii. Ma quando l'uomo, il cittadino entra . a far parte degli organism i militari, esse son bcrià Aue l che • 'l SOI!O, nè m generale possono poi svilupparsi di più; per cui semprè meglio si conferma come in fondo, la disciplina miJitare dipenda strettamente da una buona educazione civile; specialmente quando per la brevità delle ferme non è il caso di discorrere di vero e soda educazione militare,. ma.
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solo di istruzione; e che un esercito disciplinato, è l'espressione naturale e legittima di una sana società. P el sapere la cosa è diversa; perchè è dote acquistata dali'uomo per virtù propria, ed infusa in lui in ogni circostanza della vita, quasi direi dalla. sua nascita alla s-o.a morte : e perchè per sapere non s'intende già l'istruzione la quale non è che il mezzo, ma uno dei frutti che questa. istruzione deve recare quando sia correttamente impartita e dei quali testè..:.ne accennavamo due spesso e facilmente dannosi pit\ che: utili alla disciplina, la scienza e l'erudizione. n frutto dell'istruzione che è utile alla disciplina è molto più umile cosa, e poco considerata in generale, forse pel motivo che tutti ne parlano e tutti cred0no di averlo colto mentre perchè, molto pochi, vi sono effettivamente riesci ti; e lo si incontri assai di rado. Voglio parlare del « buon senso ». . Vi è di pil1 quest'altra differenza tra l'abnegazione ed \l coraggio da una parte, ed il sapere dall'altra. Quelle son ·qua-lità assolute che in certo senso non cambiano nel tempo e nel luogo : sono oggi quelle che ;;on sempr e state: sono da noi quelle che sono in qualunque altro paese. Invece il sapere no ; ed inoltre nel senso da me indicato, di « buon senso » è sempre rela.tivo al tempo ed al luogo; sì che può essere completo anche là dove le cognizioni generali non han raggiunto che uno sviluppo mediocre, od anche sono in istato rudimentale. Quindi si spiega come per questo lato si abbia potuto avere buona e salda. disciplina anche in tempi ed in paesi poco colti e barbari; e come per contro possa far d ifetto in tempi r elativamente civili perchè ci può essere squilibrio tra il sapere individuale che intendo io, e le cognizioni generali. Questo squilibrio nasce facilmente da difetto d'istruzione e d~ educazione .. Considerando solo quanto accade oggidì nel modo come si impartisce l'istruzione, quella elementare compresa, ··· predomina un sistema che si è già dimostra.to deleterio in altre cose; il sistema di considerare l'istruzione, come si dice, fine a se stessa. Si fa l'ist.ruzione per l'istrn-
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zione, non l'istruzione per l'uomo : di guisa che s1 creano, è vero, degli s0ienziati, degli eruditi, ma insieme si creano, ed in numero sproporzionatamente maggiore, degli spostati. L 'uomo però non si for ma nè si educa, ed è generale il lamento che ·si vadan sempre facend o più rari i veri e robusti caratteri. I n queste condizioni, nelle quali il sapere, come buon senso, riesce incompleto, non è generalizzato abbastanza, il valore delle forme disciplinari sembra debba crescere in proporzione semì)l·o maggiore perchè esse sole possono coprire la inevitabile mancanza della essenza, e si avrà così la disciplina apparente dei bottoni lucidi, mancherà invece, o quasi, la disciplina vera, quella del campo di battaglia, quella degli ardui cimenti e delle situazioni critiche. Fatfl che il sapere aument i, aumenti cioè il buon senso) quell'aurea dote che fa l'uomo sempre adatto all'ambiente ed alle circcstanze in cui può •trovarsi, ed il predominio delle forme r igide ed assolute, la necessità loro, scemerà sempre più siu ad apparire non dico superfluo ma poco meno. E qui devo insistere. Superfiue adirittura le forme della di_sciplina non saranno mai. rrroppo intima e spirituale Ì? l'essenza della vera disciplina perchè all'infuori di rare circostanze, di vere eccezioni, possa riconoscersi in ogni occasione della vita ordinaria, come pur e si richiede ed è n écessario, senza l'indice di qualche fatto esterno e materiale che ne faccia palese l'esistanza. L 'essenza della disciplina, come un effetto qualunque dell'animo, ha bisogno di · esplicarsi con manifestazioni più o meno materiali (non fosse altro pel maggior numero degli uomini) e forse senza tali .manifestazioni finirebbe, come in pari condizioni gli a ffetti cui accenn~tVo, col languire ed estinguersi. Ma lo studio di queste manifestazioni, di queste forme, stLtdio importante e non facile, qui, come dissi, non trova luogo. Emerge da quanto dissi sin q ui ora che non è già l'istru· zione o l'educazione per loro stesse, che poco si confacciano colla disciplina più o meno rigida : è l'opposto quando l'una e l'altra siano intese nel giusto senso. Il fatto che oggidì l'elemento più disciplinato vien fornito all'esercito · dalle
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campagne e dai villaggi, anzichè dalle grandi città, per quel tanto che esso può avere di fonaamento, perchè ·infaLti gli ufficiali son da.ti di preferenza dalla popolazionE\ delle città, lo si spiega facilmente con ragioni più che altro fisiche e materiali. Nell'elemento r urale pit't generalmente e meglio nascono e si sviluppano le altre d ue basi della discipliria, l'abnegazione ed il coraggio: nell'elemento cittadino queste due basi. sono meno sviluppate, mentre il sapere più che nella direzione del buon senso, si svolge nella direzione della scienza e della erudizione. Si è anche detto : per obbedire. non occorre essere istruiti; anzi l'ignorante vi è sempre meglio disposto. Non è, ma pel momento ammettiamolo pure. P er ò in tal modo, voi non vedete che un lato solo della disciplina, l'obbedienza; non considerate che l'inferiore; non védete l' altro lato che vi corrisponde, e non è meno importante, il comando; non considerate il superiore. Obbedienza completa, e soprattutto salda, non si ottiene se non vi è cor rettezza di comando; e la. corr ettezza del comando, dove manca il sapere, dove manca il buon senso, non si troverà cer tàmente. Chi non ha conosciuto (e forse non è scomparsa del tutto la razza) -quei vecchi ufficiali dai . modi ruvidi e sgarbati, dalla volontà, piuLtoato che ferma, dispotica ed autocratica, dagli -scatti nervosi secondo il capriccio e l'umore variabile, mille miglia lontani dal buon senso e dall'equanimità, e che solo -circostanze straordinarie e terribili, non i miseri incidenti più o meno consueti delht vita di ogni giorno, potevano giustificare e scusare? Essi ottenevano si l'obbedienza, pel timore che incutevano, ma con l'obbedienzA non la disci_ plin~t, perchè essa sola non la dà; e l'obb edier..z~t frutto d'intimidazione non ha valore in molti casi ; alla lunga non può dur are nè resistere a tutte le terribili prove e traversie della vita militar e. Ma è poi vero che il sapere s;.a più nocivo che utile alla obbedienza ed alla d isciplina? il sapere inteso nel senso che ho indicato ripetutamente? No, perohè se il sapere è indispensabile al comando, onde. veda in tempo e misuri esattamente la necessità ed utilità di esso, la sua est.ensione,
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non lo è m eno all'obbedienza che solo allora sarà piena, nel vero senso disciplinare, quando sarà cosciente, quando cioè riconoscerà la necessità, l'utilità e l'estensione della subordinazione; al che non si arriva senza il saper e, senza il buon senso; poichè do 1 e questi mancano nell'obbedienza non si vede che la soggezione. In altri ter mini è il sapere, il buon senso, cho da una parte dà la fermezza e la <'Ostanza al comando, che gli dà l'autorevolezza, che gli ispira il o-iusto contegno e la giusta misura nell'emanare gli ordi~; e dall'altro lato dà lasubordinazione, inspira il rispetto e la fiducia nei capi.
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Un sistema disciplinar e basato sui principii che son venuto enundando parrà troppo perfetto per essere umanamente pratico, ed i prinoipii st(~ss i qualche cosa di indeterminato di vaporoso. Si rifletta però che da un lato anche . le forme disciplinari degli organismi militari in cui essi dovrebbero trovare la loro applicazione, come dissi fin da. principio, non si possono ancor~ ben, . definire; d~ll' .altra che io ho segnato la meta ultrma, lrdeale a cm s1 dovrebbe pervenire : questa meta per ora, o mai non si potrà sarà inaccessibile alle forz e dell'uomo; ma amrae<,giuno-ere b ' . messo pnr che sia così, avvicinandoci quanto più possibile ad essa, noi saremo cer ti di camminare sulla via del progresso, non su quella della decadenza. Anche i rami del-:l'iperbole si avvicinano sempre agli assintoti senza poterh mai toccare. Del resto uno sguardo a l passato, all'epoca della rigida, quasi br utale, disciplina dei nostri nonni, ed il confronto del cammino fatto sin ora, cammino compiutosi senza quei danni e quelle catastrofi che molti predicevano imminenti, a.:;certa che si tende sempre più ad avvicinarsi alla meta accennata. Quello che occorre è che le idee ed i principii sui quali basa la vera disciplina si uni.versalizzino, e di essi si imbevano tanto chi sta in basso, chè chi sta in alto; ecl il fatto che per ciò non occorra che del buon senso, non rende pur troppo fitc ile e sped ito il cammino per parte di tutte indistintamente le classi so.ciali.
..
É evidente per tutti che le rigide forme disciplinari del passato, non che r· pristinarsi, non potrebbero più mantenersi in 'una società come la nostra: la disciplina a base di bottoni lucidi ha fatto il suo tempo: Ma deve e può mante. nersi la sostanza della disciplina, la quale non è solo fondamento degli organismi militari, ma sotto altro nome, sotto • altre for me è fondamento di qualunque società., di qualunque aggregazione d'uomini. Perchè una società senza disciplina, è l'anarchia, è '"biò che per la natura sarebbe il vuoto : una cosa iniJoinprensibile alla mente umana: o gli organismi militari, che son quelli che più r igorosamente conservano il principio disciplinare, anche per questo riguardo, e sinchà adempiono a tale loro ufficio, sono l'ancora di salvezza della società. N on · se m p re essi furono a tanta a ltezza; ed in un passato non troppo lontano il principio disciplinare era, più che da altri, custodito e sviluppato dagli ,organismi religiosi: ora che il prestigio di questi è scemato, gli organismi militari rimangono presso che soli custodi della vecchia bandiera. È certo, in questo senso, è più che esatto il detto che la milizia è un sacerdozio. Quindi anche la diffusione del ser vizio militare obbligatorio si può c~nsiderare come un fatto provvidenziale finchè g li organismi militari manterranno il principio es~enz iale della disciplina; quello insieme di sapere, di abnegazione, di coraggio che permette alla società di sviluppare con calma, ed in tutta la loro efficacia, le energ ie complesse e singole, senza urti, senza contrasti. E mai non si dimentichi che è la sostanza della disciplina che importa, non le for me: anzi che queste possono non di rado coprire un pericolo imminente, per cui è talvolta u tile, necessario far getto di esse. L a conclusione di tutto ciò il lettore la potrà facilmente . dedurre da sà ove, in r elazione a quanto da molti, ed in molte occasioni si va proclamando come nuovo dogma sociale, voglia prendere ad esame il quesito « è veramente ii militarismo il tarlo r oditore della società moderna? »
A. C.
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A PllOPOS!TO D! CASSA LA
A PROPOSITO DI CASSALA
Con questo titolo, promettente assai per chi si f! dedicato allo studio dei problemi coloniali, ed anche semplicemente per coloro cui scalda il onore una fiamma d'ent~siasm~ per la gloria e la grandezza della patria, .è ~p.parso dt q~es~t giorni, edito dalla tipografia della Pace d1 Fthppo Cuggtam, nn discorso del sig. Pio- Giovanni Milanesi membro della Società Geografica Italiana. · Chi sperasse trovarvi un encomio per colui che. conduss~ a fine con mezzi di una modestia inverosimile la nobtle ed ardtta impresa, chi dal tit.olo argomentasse v;de~v~ .acco~nati i vasti orizzonti apert1 da questo fatto all atttvttà. naztOnale. rimanebbe stranamente deluso. Il discorsQ, pretenzioso fin nel titolo di economico-politico sociale, non è che una stantia rifrittura di cose vecchie e stravecchie lardellata dì motti latini, francesi ed inglesi e per sopra mercato condita di terzine dantesche, che hanno che fare coll'argomento come P onzio Pil~tto col s~"Sùil)iat . V uglio a.mmette,re, anzi ammetto ben volentier i, che l'autore abbia avuto in mente di compier e opera buona co~ pila.ndo il suo discorso; ma panni che egli non ab.bia m~ surate le forze al soggetto, nè abbia pensato soverchtamente al precetto del vecchio Orazio, e.gli così amante della letteratura dei nostri padri, di veder prima . . . . quid ferre 1'ecùse7it (J,uid V(t/eant ll.ume1·i: . ..
Gli argomenti vivi, cocenti della politica coloniale, che si svolgono nel presente momento con una rapidi.&à fnl-
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minea, con una logica di ferro, non possono esser tema di una elucubrazione accademica, a comporre la quale con<.orrono n0tizie O raccolte in dizionari geografici di quindici anni fa., o fornite da persone, che poco videro personal mente e quel poco a traverso lenti colorate dalla passione. · Molto meno poi (come confessa di aver fatto l'autore) è lecito rinvangare vecchi appunti obliati da qualche anno negli scaffali e. raffa.zzonarli alla meglio per presentarli a l pubblico a fine di persuaderlo che, sotto date condizioni, la P,resa di Cassala deve esserci di giovamento. Eh! il mondo cammina e con una tal velocità che occorre del nuovo ed il nuovo ba.c;ato non su concetti astratti e subiettivi, ma su daf di fatto oggettivi. D'altronde il lodevole intento di dimostrare al pubblico come la presa dì Cassala ci possa essere di giovamento, sia pure sot to date condizioni, si perde per via perchè una critica minuta, ma inesatta delle circostanze di luogo, di fatto · e di penone finisce per gettare lo scoramento n'ell'animo d ~l lettore, che non lo abbia corazzato con un lungo studio sui luoghi. L'autore, del quale riconosco l'onorabilità e stimo il patriottico intento, non prenda questi appmiti per una indiscreta e malevola critica, di quelle che egli dice di « more gel'ìfWnico )), ma come il desiderio di dileguare la nehbia di cui egli ha circonfusa la nostra azione coloniale, nebbia che può impedire di vedere il fu lgore di eroismo, d·intellige~za, d'op~rosità che ne emana, ~t coloro, e sono molti, che si fanno le loro idee su scritti compendiosi come il suo, non avendo nè tempo, nè volontà, nè mezzi di ricorrere a fonti più ampie, più limpide e più vicine alla. sor gente.
.. .•.. Ciò premesso ecco in succinto il pensiero dell'autore . Lo sbocco necessar·io· delle merci e carovane provenienti da,l Sudan Orit:ntale è Suakim e non :i\[assaua. - Scelta Cassala come centro commerciale, per essere una impor tante stazione dei nostri possedimenti e da cui debbono inevita-
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A PROPOSI'fO Dl CASSALA A P ROPOS ITO DI CASSA LA
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bilmente transitare tutte le merci e carovan'e proven ienti dal sud-ovest dell'Abissinia, dai Galla, dal Gallabòt, dal Nilo azzurro e dal Ghedaref, sì le une che le altre affluiranno a Suak im e non a Massaua perchè, sebbene la distanza fra Cassala e Suakim sia· più lunga, tuttavia sarà la prefer ita. Ed ecco le ragioni che ne adduce l'autor e. P er lui chi volesse invece da Cassala discer;~ere a Massaua dovrebbe rasentare i monti dei Baria e la corrente del Barca, le accidentalità delle t erre dei. Bogos ed esporsi alle
facili
p~·ecle
clelle iTibù, che impunemente scorazzano pe1·
monti ; mentre da Cassala a Suakim havvi una via più agevole, sicw··a e r ela tivamente breve da condurvi i mercanti in meno di 15 g iorni. Dato e non concesso, per le r agioni che adduce poi, che con una saggia politica, con mezzi conciliativi, Cassala possa r estare nei nost ri domini, dato che la vifl,bilità fra i paesi limitrofi possa addivenire più facile e più sicura, l'autore afferma che la corrente commerciale non affluirà mai completamente a Massaua perchè è là Berber, alla destra del Nilo, che add i.ta più facile cammino alle car ovane proven ienti da Cartum. Giunto a questo punto l'autore si domanda: Dovremo per questo rinuniìare a Cassala ?; ma (respiriamo !) risponde negativamente e soggiunge : Benchè Suakim sia l'1mico sbocco commerciale nel MaT Rosso, del qualè poco però approfittano gl'inglesi, che attualmente ne sono in possesso; benchè Berber !1ottragga tutti i commercianti dei paesi dell'alta valle del Nilo; sta, tuttavia in fatto che Cassala accent1·a ancora, per quanto sia stata sviata, una buona pa.r te delle· merci proven ienti dalle regioni limitrofe. Oltrechè ha poi · u n'importanza somma anche dal lato strateg ico. Il problema dunque di utili~zare Cassala come risulta da queste p1.·emes:~e è sopratutto un problema di viabilità. Giustamente osservava Stauley nell' intervistà avuta l'anno scorso con l'òn . An tonelli, che, se volevamo trarre profitto d 6 i nostri possed imenii africani, si dovevano a qualunque costo att-um·vi delle bwme e sicure st~·ade.
q uei
La giacitura di Cassala è oltremodo strategica e commerciale; strategica perchè trovasi sulh~ destra sponda del Gasc' (veramente l'autore scrive Gesch), che la difende dai lati sud e sud-ovest nell'in,vrn·no colla sua 1·apida co,·r·ente e l'estate col suo la1·go e sabbioso letto; dall'O?;est é anche pra-
tella da elevate montagne.
·
È commerciale perchè centro di sette ri levanti paesi, coi qua.li può facilmente comunicare. A ponen te Cartum ; a sud il Scnna~.r, il Galhtba t ed il Gondar (quale sarà mai questo paese ? forse la città di Goudar capoluogo dell'Amhara ed un tempo anche metropoli d'Abissinia?); ad est Massaua e Suakim e a nord la regione di Berbor. 'l'utte le merci e carovane provenienti da queste stazioni debbono necessariamente far tappa a Cassala ed ivi sceglier e o lo scalo di Massaua o quello di Suakim. Per la qu al cosa essendo molte e svariate le mer ci che ·vi s'impO?'·Jano dovrebbe avere l'aspetto di un grande emporio, di un vero magazzeno generale. Le merci principali che vi af/luiscono ;;ono : cera, miele, cotone, indaco, r iso, pepe, caffè, dura, gomma, pelli di bue, di leone, di leopardo, d'ippopotamo, penne di struzzo, avorio, zibetto. SoYente vi si fanno esposizioni di vari animali e fiere per fornir e serragl\ e giardini zoologici, abbondanti vendite dì eccellenti cammelli da ca rico da sella. A tutto ciò aggiungete ubertosìtà di terreno e abbondanza d'acqua che potrebbero dar luogo a svariate e rimune~·atrici coltivazioni, cruali gli or taggi, la dura, il cotone, il tabacco, ecc. Jlifonti, vall-i, fl·umi, (m·este, palmi:1.i rendono questo paese attraente, proficuo é dilettevole. L 'annessione di Cassala dunque è stata non solo utile, ma necessaria. Quello che manca è una buona strada che la congiunga a Massaua. Sarebbe questo, prosegue il Milanesi, l'unico mezzo per fare affluire a quella volta le carovane, che debbono assolutamente transitare per Cassala, come anche il modo più accou<:io per divergere il commercio da Suakim e dal Nilo.
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A PJl OPOSITO DI CASSALA
A conseg uire un tal fine, egli consiglia, di utilizzare la
via che si dù·ama dal forte di Moncullo pe1· ·unù·si a Chm·en alla distanza di circa 100 d~ilomet'ri. (Quale sarà mai questa strada?) Da Cheren a Cassata si potrebbe far ?'Ìattm·e quella strada che fu alla meglio costruita dagli egiziani. Così le carovane giunte a Cartum preferirebbero la via di Cassala, facendo la prima sosta nella principale stazione di GosH.egieb sulla sinistra dcll'Atba.ra, per pro0edere non più per Filich-Suahim bensì per Sabderat-Biscia a Massaua. Suggerito così un facile modo per unire Cassala alla nostra stazione principale, pare all'A. che non g li r esti altro che svolgere il punto capitale della questione, cioè se ci sara rlato di poterla stabilmente ritenere nei nostri possedimenti eritrei. Una piccolezza, come si vede ! Premesso che a raggiunger tal meta dovrebbero convergere t utte le nosrre forze, egli soggiunge che non la crede cosa di faci!e attuazione anzi dice che stat-nltem est Cassala non debba esser nostra che iu via provvisoria. Confo rta questa sua opinione con la gelosia delle potenze, le rappresaglie di tl'ibù, 'il telegramma del 29 gennaio 1892 (fresco come si vede !) mandato a Londra col quale l'agenzia Reuter dal Cairo annunziava che il Califa Abdullahi, era risoluto ad ogni costo che Cassala non pa~. sasse in mano degl'italiani, ed in oltre, come boccone ghiotto Fart. 2 della conv~nzione anglo-italiana, nel quale ammessa. la facoltà in noi d i occupare Cassala e la regione confinante fino all'A tbara nel caso vi fossimo obbligati da necessità militari, resta però convenuto fra i due governi che nessuna occupazione militare del territorio addizionale potrà menomare i diritti del governo egiziano sul territorio stesso, diritti che s'intendono solo sospesi sino a che il detto governo sarà in grado di rioccu parlo e mantenervi l'ordine, la tranquill ità, ecc.
*• Giunto a questo punto l'autor e esce dal campo di Cassala per avviarsi in regioni sterminate a Cartum con la
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ferr~~ia ·progett~ta da Messedaglia-bey, a Baso centro di
tut~1 1 con:merCl. Galla, ad Oboch occupata dai nostri· frate\h ~lleat1 nom~ nali d~i .Mos:oviti. Poi ritorna un Ì! tante , a,_ll ~ntrea e fa m brevi cenm la storia della nostra occupa~IOne, ma ritorna st~bit~ ad Oboch ed al .Moscovita per spwcare un salt-o a Tnpoh e a Bengasi e di la in G · · 1· er mama per p1g 1arsela c?n Von der Bismar·k e quindi in Francia per la facce~da dr Tunisi per arrivare infine in Italia a p'rendersela coll haute sagesse del nostro o-overno del 1885 h . d' o ,' c e m~ece 1 occupare Trip~li e. la Cirenaica pensò meglio di far_salpa~e ~e nost?·e nam dm loro p or ti af'(ine cl'incagliade net b_anc:L~ eh_J1assaua con la pe1·dita, almeno pe1• om, di ,;_on
poch~
nnlw nz.
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Ahimè ! qni cessano il sorris1) e Ja crit ica cortese e cadono le braccia pe~ il dolore e la meraviglia. Se queste P?ssono essere le tdee ed i giudizi di una persona coltca., 4t un. membro della Società geografica alla :fine dell'anno 1894, cosa. sperar mai da lla massa. dei cittadini del t paese ? nos ,ro Non tJ fors e opera vana che compiono coloro che a d' ·fi · d' · prezzo 1 sA.cn z1 ogm specie, mettendo anche più d'una v lt · h' l · . o -a a ·n sc 10 a VIta SI affannano dietro al nostro probl · l 'l ema, col Ollla e. H o seg~ate, ~:~portando i concetti fond amentali dell' autore, _q~as1 ~e~p~e con le sue parole, le inesattezze é gli erron 111 cm mmampa. Rilevare 1~' une e b,.,.Ii altr'1 par t1' t a• . . . . mente e :n:pos~1b1le; ~a 10 spero che ii:a i lettori della nostra Rtvzsta tt magg1or numero vi penserà da sè. Ma ~ome n on arro~ellarsi e spendere pol' ciò dne parole, ~n~he ,e non ve ne sta stretto bisog no, per la continuata 1ns1stenza con la i[uale si parla, nel momento presente d· C~ssala .co~ne su di essa non fosse passata l'onda deva~ta~ tnce de1 Dervisci? è il nome geoo-ra.fico di un mucch 1'0 d' · 0 ·Ca-ssala • . 1 r ovme, 1 p01c l~ le lunde capanne, che al momento della nostra occup~zi~ne _form~vano l'accampamento d i quei nemici di Dio e dt m1sencord1a che sono i Baggara e le quali andarono ! 31 -
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in fiamme, non avevano nulla a che fare con:la bella. città egiziana ornata di palazzi, moschee, stab ilimenti commerciali e recinta di mura, che le orde d-:ll Mahd i distrussero completamente n el 1885. Nè in condizione migliore della capitale è la provincia. Tutto attorno a Cassala è il deserto poichè gli abitanti furono o distrutti dalla carestia del 1889, o ster·i ninati dai D ervisc', o fuggirono da tali orr ori riparando chi a S ua- · kim, chi a Massaua; donde fa nno r itorno in patria soltanto adesso, dopo la nostra vittoria, poveri, ·addoloratbdalle passate traversie, fidenti in un avvenire migliore all'ombra della nostra bandiera. Nè pure è da credersi che in più florido stato siano le altre provincie del Sudan, specialmente quelle che possono avere qualche influenza sull'avvenire di Cassala, quali il Ghedaref, il Sennaar ed il Gallabat; chè, come la t erra 8 U cui non doveva più crescer erba dove·era passato il ca\·allo del barbaro, nulla più spunta su quella ove sono passate le tnrbe mahdiste. -· .. La pace, la tranquillità, la giustizia ripotteranno la ricchezza, ne bo fede: ma a ciò occorrono anni, nè è questo il moment.o per discutere quale via sceglierà il commercio se qu~lla d i Suakim o quella di Mas'sàua quando Cassala sia tornata l'emporio importante che era una volta. Intanto è assai dubbio che, anche date 1e- 'condizioni migliori, vi possa ma i più affluire la quantità cl!1 merci di una volta. Qnellé "preziosissime, che scendevano dalle regioni circostanti ai laghi ec]uator iali per la valle dei!· Nilo e, fatto· scalo in Cartum, cercavano in parte il màre per la via di Sual}im e d i Massaua, d'ora innanzi la ecrcheranno verso l'Oceano Indiano, sul quale tutte le nazioni civili e la nostra non meno delle altre si affannano ad accaparrar si dei porti. Altrettanto d icasi dei paesi Galla, e ciascuno vedrà come saranno in avvenire assottigliate le sorgenti commerciali di Cassala, cui rimarranno quelle del Ghedaref e· del Gallabat forse gnelle del Fa~oglu.
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' Se ne persuada il signor Milanesi, l'insurrezione del}fahdi ha prodotto in Africa. un cambiamento così r adicale .cp~ i ·,giudizi .d'adesso non hanno piìt alcuna analogia con quelli, ~he si potevano dare sull'avvenire della valle del Nilo 15 -<> 16 anni or sono. · Ma già fin d'allora Gordon scriveva che al d isotto del . regno di Mtesa (Uganda) la valle del Nilo non era che t~na miserabile palude ; e già fin d'allora l'Egitto cercava dei -porti sulla ·costa dello Zanzibar ed alle foci del Giuba. L 'autòre\ dell'opuscolo fra le cause che impediranno al -Commercio di seguire da Cassala la via di Massaua pone il pericolo di esporsi alle facili prede delle tribù, che impunemente sco1·azzano per i monti ai piedi dei quali essa :si svolge nel p~ese dei Baria e lungo il Barca. · Ciò è tanto strano che a dimost rarlo basta il fatto che, :nonostftnte lo stato di ostilità esistente fra noi ed i Dervisc', fino dall'anno 1890, per un tacito accordo, carovane di merci -:sono partite da Cheren per Cassala ed altre da Cassala per <Jheren, ·fino al gennaio scorso alla vigilia del 2" Agordat, -èd anche dopo "'~ell'intervallo passato fra quella battaglif-t ·<e la presa di Cassala. Saprebbe dirmi il signor Milanesi quante nello stesso t empo abbiano fatta la strada di Suakim? e con tanta -sicurezza quant~ ne seppero garantire i nostri bra.Yi r esi-dent i nel Bar~.fl.-? Altra difficoìts't è l'asprezza del terreno; per ovviare alla -quale si propone la costr uzione di strade e se ne indica .anche il tracciato generale, suggerendo d i utilizzare. la strada -éhe si dirama chb 1\foncullo per Cheren. Che le strade siano indispensabili è una verità di lauelle ·che L a Palisse non avrebbe sdegnate, ed a-ppunto perchè ~lamentare .sono lieto di assicurare l'aut ore che è g~rmo gliata in capo (sebbene possa sembrargli inverosimile) a -tutti quelli che ebbero mano in pasta negli affari della co· lonia a. cominciare dai governatori per terminare ai più :modesti ufficiali snbalterni. Cosicchè una str ada rotabile eccellente congiunge da più
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A r ROI'OSrro . Dl C.!SSALA
di un anno Massam~ . all'Asmara, strada che-:ebbe a destare lo stupore degli ufficiali stranieri e. dei d otti, che visitarono la. cqlonia in questi ultimi tempi, sia per la difficoltà superata, sia pel modo geniale ed economico con cui fu compiuta. È ''ùon basta ! Altra strada ancor più ardita, su pei fianchi del }faldi, splendidi di vegetazione imbalsamata dalrodore dei gelsomini e dei fiori d'arancio e di limone, che v.i crescono spontanei, porterà da Saati a Cherer.J..; e questa stradp, è già fatta per metà. A ltra strada in · costruzione· a.llaccerà . Asmara a Cheren, donde una buona strada provvisoria, costruita da noi, permette di condurre a traino, senza difficoltà soverchie le artiglierie fino ad Agordat. Non dubiti il signor Milanesi il p\·oblema è studiato con amore, anzi con passi1me ; tanto che posso dargli una notizia. c4e g·li f~~rà piaeere. " l: P rima ancora che app<\rissc il s 10 opuscolo, due ingegneri di una società, di cui non mi fo lecito dire il n ome,. erano partiti per l'Eritrea allo scopo di studiaTe rimpianto di una ferrovia, a dentiera e ad attr ito contemporaneamente, dalla stazione di Saati all'altipiano e per questa ferrovia è già pronto il materiale, che sarebbe posto in opet:a dalla Società stessa senza spese del Governo. / Dopo ciò è facile comprendere come divenga superHuo il suggerimE:'nto di riattare la strada, che fu .alla meglio costrutta dagli egiziani da Cberen a Cassala :1Jl n perchè non si conosc·e nessuna strada fra questi d ue punti costruita dagli t!giziani, a meno che non abbia da intendersi la via,. naturale degli Alg heden sulla quale gli e@iziani, si limitarono a rompere alcune roccie sullo spar tiacque fra il torrente D'aura ed altri torrenti più ad ovest verso Elà-Dal: 2• perchè se si tratta di ciò, il . desiderio fu prevenuto fino dalla ~ settimana susseguente alla presa di Cassala; poichè il tenente Fuso degl' inéi.igeni con la banda degli Algheden venne incaricato eli riattare quei punti, che le acq ue ed il lungo abbandono avevano ricvndotte allo stato primitivo. È inutile soggiungere che r opera sarà stata compiuta in
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modo ben snperior~ a quello degli egiziani, dai quali non .abbiamo nulla da impar ·re nè in opere materiali, _n_è in J inea di condotta generale. Infatti è notorio che il loro governo non fu. che una lunga e crudele estorsione, donde l' odio inestinguibile, ·che fece lor perdere il Sudan in poche settimane; odiorche in parte si ..ri,verbera su noi, poichè è noto pure che gli ~miri del Califè\ a.lle lor turbe abbr utite van spacciando -che noi siamo tt~rchi, col qual nome gl'indigeni designano ·egua lmette1 i sudditi del Chedive e quelli (1el S ultano non ~en7.a buone ragioni.
Ma i consigli dell' autore sulla viabilità ed i lavori ·energi camente proseguiti dall'autorità coloniale sarebbero ·cose vane se Cassala non potesse essere ritenuta nei. nostri possedimenti eritrei. come il signor Milanesi dubita, pur -s qggerendo d i far convergere tutt-e le nostre forze per rag~iunger L-al meta. Fra. le ragioni, che egli adduce per confortare la sua ·opinione è !giusto riconoscere che a.lcnne meritano di essere .attentamen·te considerate; se ~eue sia altrettanto giusto riconoscere che da chi- s i doveva e poteva furono e sono tuttora seriamente ponderate. La gelosia fr.a .le potenze, intanto (sebbene l'a.rgomento ·trascendR. le mie cono~cenze e porti a considerazioni di politica generale che non possono esser fatte altrove alà'infuori. dei gabinetti diplomatici e d 1L chi ha J~, grave re.sponsabilità dell'avvenire degli Stati e delle Nazi~ni), mi '-sembra, per quanto se ne conosce da.l volgo, che militi in nostro favore. In fatti non sembra probabile che nell'antagonismo esi·stente per <;il predominio sulla via che conduce alle Ind ie ed all'Estremo Oriente, quella potenza che lo ha presentemente in sue mani, pensi a diminuire il prestigio di noi, -che le siamo amici fidati e costanti e lf.l. come nel Mediterrat;eo le possiamo esser utili con interesse reciproco,
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A PROPOSITO DI CASSALA
A PROPOSITO DI CASSAtA
In quanto ai diritti del governo- egiziano su quel territor io riconosciuti dall'art. 2, della convenzione anglo-italiatla. néssuno pensa a metterli in dubbio, come nessuno pone in dubbio la sovranità della P ort.a sulla Bosnia-Erzegovina e . su Cipro, come è conosciuto da tutti che l'Inghilterra, per sua spontanea dichiarazione, sgombrerà l'Egitto a tempo. opportuno e la Francia Tunisi, come è detto neiF art. 4° del trattato del Bardo. xQ.uando il momento degli abbracci generali sarà venuto. e l'Egitto ce la domanderà potremo a.nche dargli Cassala facendoci, bene inteso, pagare quanto avrà. costato a noi. fare di un mucchio di macerie ciò che la la!Ostra intelligenza, il nostro lavoro, l'oro nostro, il nostro sangue avranno saputo crearvi, che sarà molto se argomentiamo da ciò cheabbiamo saputo fare 1dl'Asmara, a Cheren, ad Ago1·dat ed alt rove nella Colonia. E tanto più potremo per il bene generale ri'n unziare. allora a Cassala e suo territorio in·· quanto con molta probabilità, starei per dire con certezza sol che quel momento tardi tre o quattro anni e forse meno a •venire, il commercio del Fazoglu, del Gallabat, del Ghedar ef e della. parte migliore del Sennaar ncn trove.rà più conveniente. per i suoi interessi l'Emporio di Cassala. P rendiamo infatti una carta qualunque dei paesi che c'interessano, per esempio quella dell'Egitto e dell'Abissinia alla scala l : 4,827 ,942, e guardiamo la p.osizione relativa. di Massaua e di Suakim rispetto alle règioni più sopra nominate. Cade subito sott' occhio che risalendo il BaharSetit fl.ttraverso il paese dei Baza, si raggiunge in brevi giorni il Sona o Medio-Mareb, d'onde p·ar" t erritorii pienamen-te sicuri, come quelli che fan parte integrante dell'Eritr6a, si· raggiunge l'altipiano etiopico. Bi·evità di percorso, abbondanza d'acqua e di pascolo sembrano imporre una tal via per le comunicazioni commerciali fra quei paesi ed il Mar-Rosso; ed in fatti questa via. seguivano nei tempi antichi\ come è ancor vi-va. tradizione, i commerci ' fra Adulis e l'isola di Meroe. Perchè n on la
. seguirebbero in avvenire?. Già fanno vive ista.nze per ent rare a "far .::p arte del nesso politico dell'Eritrea quei Baza, che non vollero ·mai subire il giogo nè dell'Egitto,. w~ dell'Abissinia e che seppero opporre una resistenza indomita e selvaggia alle orde mahdiste. Già stanno per avviarsi, se pure non vi sono già. pervenute, a presidio di Mai-:~afales nel Deca-Tesfà due compagnie indigene, che vi troveranno gente amica, abbondanza di viveri e forte posizione. qià il Tigrè, entrato felicemente in intima e cordiale relazione con le av..torità coloniali, checchè per il passato sia stato fatto per-nrespingerlo fra le braccia di gente ostile a noi , assicura che da occidente le carovane non riceverebbero · molestia, unica ragione per la quale l'Egitto creò Cassai n. per luogo di deposito. Comunque · sia per esser e, rimanendo a Cassala non avremmo a temere gli altri due pericoli accennati dall'antore. Non della gelosia delle tribù, che non so immaginarmi quali possano assero. all'infuori dei Baggara, in mano dei quali sono rimasti i residui sanguinosi dell'immenso imper o del ~lahdi. Costituitisi in aristocrazia superba e spietata, questi a:vanzi~ li tengono solo colla violenza e il terrore mentre i soggetti esausti, riluttanti esplorano l'orizzonte con la speranza di vedervi spuntare gli stendardi di un liberator e qualsiasi. Ed è coi Baggara che in u.n avvenire non molto lontano avremo anco1:a a misura-rei : ma non è da noi preoccuparci sover chiamente di t al fatto. Dopo il telegramma del 29 genUR.io 1892 speditq, ~ Londra dalla Reute1·_.g Nilo ne ha t ravolta dell'acqua davanti Ondurman! Nono$tante i fieri propositi del Califa Abdullahi, in esso riferiti, le più flo ride .truppe della Mahdia, J '.invitto corpo del Ghedaref: i dodicimila uomini guidc:tti da Alun~ù Ali fur~o distrutti sotto À~gordat dai nostri duemila indigeni radunati in fretta e furia e portati al fuoco dal nostro bravo generale Arimondi; e tre mesi or sono Cassala stessa, la base d'operazione nemica, cadde nelle nostre mani. Con la preparazione, con le trup11e indigene accresciute,
:;oso
A i'ROPOSlTO UI CASSA LA
A I'ROl'OSJTO DI CASSAU
col forte di Cassala compiut<> ed armato di buone con una popolazione devota ed affezionata alle vremo essere, un' 1!-ltra volta che quei signori molestarci, da meno di quello che siamo stati in
artiglierie, spalle, dovengano a passato?
P er quello che ho detto plU sopra potrebbe farsi strada, nèll'animo del lettore il sospetto che io non attribuisca a Cassala un grande valore in se stessa e sento la necessità di spiegarmi. Che Cassala per se sola od anche col suo distr etto meriti la pena di mettersi in urto coi nostri amici o solo in antagonismo con loro; ovvero, che per essa convenga eompromettnFe o solo ritardare i nostri progetti, le nostre mire sull'immenso territor io, che i trattati assicurano alla nostra influenza io non credo e ciò che m' induce in questa opinione penso di averlo a lungo di::.;corso. Ma è fuori di dubbio che il toglier Cassala ai Dervisci s i presentava come una necessità imprescindibile. L 'impresa che ce l'ha data in mano sebbene imp1·ovvisa non ha nulla di misterioso. Dopo la dura lezione di Agordat, in un consiglio di emiri teuutosi in Cartum sotto la. presidenza del Califa Abdullahi, era stato deciso di non presentare mai più battaglia agl'italiani ed era stato adottato un piano d i. azione veramente degno di quella canaglia. Scorrer ie a ca· · vallo sarebbero partite numer ose e frequenti da Cassala · e l:;arebbero rapidamente piombate ora in un pu~to, ora iii nn altro del nostro territorio massacrandovi g li uomini, bruciando le capanne e le tende, rubando le donne, i bambini e gli armenti; quindi con la massilt;la rapid ità a vrebbero · fatto ritorno in Cassala evitando con ogni stud io il comba ttim.eit t o. Con questo sisteri1a si prefiggevano di tener no.i in continuo allarme e sta.ncarci ; indurre le popolazioni da noi protette !1-lasciarci per seguir loro ; rialzare il loro prestigio .ormai tanto depresso in tutto il Sudan. · Una di queste scorrerie, composta di. 100 baggam a ca-
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20S l
vallo, fu inseguita da una mezza compagnia dei nostri fanti indigeni, guidata dai capitani Spreafic'o e Giardina e comandata dal tenente Lo Casale. I baggara furono costret ti alla fuga lasciando ai nostri la preda consistente in qualche <!entinaio di pecore e capre. Ma, oome è naturale, in tanta vastità di territorio e con scarsa cava.lleria, se veniva posto riparo ad una di queste ~·azzie, molte restavano impunite; quindi danno enorme pei nostri fedeli soggettì e perdita di pres tigio per noi ment1·e ne abbiamo tan to (e ciò forma la nostra for za principale) \ .poichè i nostri protetti ci veggono accorrere in loro tu tela da enormi distanze e sfidare a tal fine ogni rischio e disagio, contrariamente a quanto si opera altrove. Nove o dieci giorni soltanto prima della spedizione, che ci condusse a Cassala, una di queste scorrerie piombò sopr a un piccolo villaggio di pastori, lo pose a ruba e t roncate le , testo di cinque fra le persone principali le spedì, sanguinoso trofeo, a Cartum in un sacco frammiste a sale perchè non imputridisser o nel lungo viaggio. Presa Cassala le nostre t r ibù potranno la vorare e prosperare in pace giacchè da quest'antemurale saranno convenientemente difese. Ecco dunc1ue un primo vantaggio di Cassala. Un altro e non indifferente è la feraci tà del suolo, davvero merayigliosa poichè vi si può fare raccolta di cer eali due volte ·all'anno ; la prima nella stagione delle piogge, là seconda in occasione della inondazione del Gaso', che, gonfio delle acque dell'Amasen, del Seraè e del Deca- Tesfa, supera le sponde e allaga la circostante pianura deponendovi un limo fecondatore. Anche vi si raccoglievano cotone, tabacco, indaco, canna da zucchero, datteri ed altri generi preziosi; ma come i mahdisti p.el 1885 distrussero la città; cosi fnrono causa che ogni cultura proficua al commercio nel distretto dipendente morisse. Ora che Cassala è in nostre mani tutto ciò tornerà a r ifiorire ~ siccome la regione è deser ta per le tante stragi, , che l'insurrezione, la fame, la carestid. vi hanno volta a 'Volta. compiute, ed il suolo è 1·es nullius, nulla impedisce
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· A PROPOS ITO DI · CASSALA
che possa esser dato in proprietà ai primi italiani che lo domanderanno. Questi i vantaggi principali, altri di minor. conto trascuro e a chi fossero per sembrar scarsi farò osservare che quello della sicur ezza per il r esto della colonia è da sè solo di capit<~le importanza e che le restrizioni, le trattative difficili, i lunghi negoziati per la nostra occupazione di Cassala sono forse nati dalla troppo ardente bramosia che abbiamo dimostrata per averla; mentre, in tanta disinvoltura di tutti nel farsi largo e nell'espandersi, non vi era necessità d i chieder e il permesso a nessuno per andare a schiacciare le vipere nel cam po abbandonato dal vicino. La domanda, come avviene sempre, ha fatto aumentare il valore della. merce. In conclusione Cassala ~ ·u n accessorio momentaneamentH necessario come baluardo contro i dervisc' e molto utile economicamente anche per il futuro; ma non è indispensabile per l'avvenire della nostra colonia, che ormai è indirizzato ad un ideale determinato, chiaro, prestabilito; ideale, .che sarà proseguito con la tenacia dei virili e dei coscienti purchè si lasci far e a chi sa, a chi è sul luogo, a chi ne ha la responsabilità e non vengano, come nel deplorevole passato, ad intralciargli i passi influenze segrete, azioni divergenti od antagonistiche della sna tal!W più fnneste quanto meno gravate di responsabilità. E qui faccio mie le nobili parole · del signor G. Borélli nella lettera indirizzatll. al signor Milanesi e messa da questi quasi a proemio del suo lavoro : La nostra colonia pttò e deve divenire oggetto di nobile e legittimo orgoglio per la patria; e mezzo eli effica.ce cooperazione al lenimento del più doloroso problema dei nostri giorni: l'emigrazione del proletariato per contrade altrui. Ma come potrà avvenir ciò se i migliori, come il signor :Milanesi, contin ueranno a dolersi che le nostre navi si siano incagliate nei banchi di :i\fassaua, che le nostre corna si siano spuntate sullo scoglio di. :Niassaua e a credere che
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PROPOSITO DI CA SSALA
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dopo tutto vi ci troveremo sempre nelle strette di una specie di E x:equatur di chi possiede Suez e Perim? Come avverrà ciò se continueremo noi stessi a diminuire l'importanza dell'opera nostra? se i nostri scrittori stessi vedranno pallide le nostre gesta in Africa d i fronte aFa campagna puramente logistica degl'inglesi contro Re Teodoro? I o sono troppo umile persona e la gloria inglese sfolgora troppo luminosamente dai suoi an nali coloniali, perchè io possa sperare di far cambiare a.d alcuno parere in questo singolo argomento. Ma poichè, sebbene ad armi cortesi, combatto per il buon nome del mio paese e del suo esercito, mi sia lecito sparare l'ultima cartuccia anche dovessi fallire il colpo; sarà se non altro una protesta. Nel nostro attivo non abbiam solo la spedizione condotta dal generale di San Marzano ed il recente fatto d'armi di Agordat eose affatto diverse dall'impresa condotta da Sir Robert Napier. Qualche cosa di somigliante furono e la occupazione d'Asmara condotta con prudenza, abilità somma, conoscenza profonda di uomini e cose dal generale Baldissera; la marcia altrettanto felice del generale Orero sn Adua ed, ora è poco, quella su Cassala del generale Baratieri. Troppo a lungo condurrebbe l'esaminarle partitamente e porle a confronto con quella inglese ·del 1868. Ma questo solo not-erò che la spedizione brittaunica aveva a sua disposizione sterminate legioni di Cavalie1·i eli S. Gim·gio, governo amico a Massaua città attigua alla sua base d'operazione, alleate tutte le popolazioni abissine stanche delle pazzie del Negus e poche centinaia di veri nemici di contro, ma auche questi esausti di for ze e mancanti di viveri, di a.rmi e di munizioni da guerra. Ciò è tanto vero che la campagna si sarebbe chiusa con una farsa se, a ll'ul ti mo momento, Teodoro, avendo per un istante rLcuperato un lampo d'intelligenza, non si fosse da se stesso punito. Oh! come diverse si sono svolte le cose per noi! Ma dalla nobile Inghilterra è ben vero che noi dobbiamo
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A l' ROPOSlTO D l CASS A L\
A P ROPOSITO Dl CASSALA
· apprendere una virtù; il modo cioè come la Patria deve ricompensar e color o che la servono. . Chiusa la campagna Sir R ober to Napier fu nominato Lord e duca d,, ri ! Mao-dala e g li fu concessa una splendida o dotazione. I nostr i buoni, bravi e modesti generali si sarebbero contentati di molto meno; di esser lasciati in pace e di continuare a ser vir la patria con t utte le loro for ze senza divenir oggetto di discussioni velenose ~ crudeli. Ma buon sangue non mente e, nonostante t utto, l'opera procede. Ciò che sarà un giorno il nostro mondo africano va di giorno in giorno sempre meglio delineandosi. L'attitudine ad adattarsi a qualunque clima e a qualunque ambiente ereditata dai nostri maggiori non l'abbiamo per- · dnta, come ci resta tutt'ora la facilità di assimilarci le genti che vengono a nostro contatto. Già abbiamo crea.te mili:>.ie indigene salde, fedeli, valorose che nel I Agordat, ai pozzi di Ha la t, a S erobeiti, nel II Agordat, a Cassala hanno saputo combat tere !:l vincere nemico sempre, quattro o cinque volte almeno, SLlper iore di numero, capaci di· percorrere distanze di 55 e 60 chilometri al giorno e per vari giorni di seg uito; libere di salmer ie e di servi, che oecorrono in g ran numero ad altri eserciti coloniali, poichè ai nostri ascari basta una razione di 600 grammi di far ina al giorno e ne portano, occorrendo, dieci razioni per ciascuno, con sè. Già fra loro suona comune, dopo soli sei anni da che furono. organizzate, il nostro dolce idioma generalmente compreso; già alle spalle, in rinforzo per quando marceranno a difesa della frontiera, si trovano milizie paesane mirabilmente organizzate e su cui il governo pnò fare pieno assegnamento; esempio unico, cr edo io, di un governo coloniale, che può affidare le armi agl'indigeni dipendenti e che certo non fareb · ber o nè la Francia in Algeria, nè l'Inghilterra nell'India non astante il luni!O dominio. E si che i nostri indigeni appartengono ad una stirpe bellicosa e valorosa! Ma checchè ne s ia s t.ato detto in conrrar io, nonostante gli sproloqni di certuni, tale è stata la bontà dei nostri metodi di governo, l'onestà e l' umanità dei funzionari, la serenità nell'amministrazione della
g iustizia che quella gente e nostra, completamente nostra nell'anima; ci stima e ci ama ed il suo paese sarà la nostra splendida base di operazione quando, smesso lo scetticismo infecondo, l'ozio pa.rolaio, la critica che abbatte ogni fed e robusta., p enseremo esser venuto il momento di espanderci sul paese vasto quanto sei volte la patria, posto quasi tutto, meno la cost.a, in clima temperato, che i trattati consentono alla: nostra att ività.
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Il discorso del signor Milanesi ha una seconda parte, in eu i si trattano questioni economiche, polit iche e so0iali, di cui non m'intendo affatto e che d'altronde solo indiret ta-men te si connettono a Cassala, all'Eritrea ed alla nostra sfera d"intlnenza in Africa. :vlemore dell'aforisma: Suto1", ne ulf.1·a G1'epiclan'" (faceiamo sfarzo crerudizione anche noi) m"inchino e ho finito. U N VETERANO
DEr,r) E nT'l'REA.
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IL REGOLAMENTO DI.ESBRCIZI PER LA FANTERIA 'PRANCESE1 E CC.
. ,t
r.
IL REGOLAMENTO DI ESERCIZI PER Li\ fANTSRlA FRANCESE DOPO LE ULTIME MOD!FICAZ!ONl
(Con.tinua~iOIIe e fìne. -
Vedi Oispeno:l del
in otto br~)
li terzo volume contiene il Titl)lo f)u arto : Scuola di battaglione : è di 88 pagine e non ha appendici. La manovra lormale di ordine ch iu:;o si risente per necessi tà di quel complesso di disposizioni peòante~che e minute di cui l~o parlnto n suo luogo. ed anzi qua e lit, con qualche altra prescnzione, lo aggrav:1. ~t i basti di enumerare le fo rmazioni del battaglione per far vedere come sieno più r,omplicate delle nostre, te quali, appunto percltè tanto semplici, co ntengono in embri one tutti i mezzi per prestarsi a qualsiasi esigenza. ''· Linea spiegata. - Simile alla mostrn; i capitani ed il maggiore sta nno dietro la linea; il batt:1gl ion~ che non la bandiera è prov- · visto di un fanion, utile in molte Circostanze di comhallimenlo e di adunata . Unw di colonna di compagnia. - t di fre specie: n 6 pa5SÌ di intervallo fra co mpagnia e compagnia: n :H passi: ad intervallo di spiegamento. Colonna di battaglione. - Per plotoni: le compagnie in colonna serrata: fra compagnia e comp:1gnia distanza uguale nl fronte di nna sezione più sei passi . Colonna doppia. - InterYalli e distn nze di 6 passi; oppure di 24·; oppure maggiori di 21· passi. nattaglione in massa. - Le compaF. nie in linea a 6 fJ::tssi una. dietro l'altra.
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· Co!onna a distanza intera. - Per plotoni: fra le compagn ie . distanza eguale al fronte di plotone. F01·ma: ione di fianco. , E veniamo all' avanzata del battaglione in quad rato nella manovra oJl'ensiva. Le minutezze non mancano neppur lfui. <t Quando il cocc mandaule del battaglione dice il testo - ha ricHuto l'or<< dine di marciare all'attacco, riunisce i comandanti dì compacrnia e « o l'uffi ciale incaricato nella condolla degli cfclairenrs, e, pc·r << quanto s i ~• possibile, gli altri uffici ali del battaglione; egli sta« .hilisce le compAgnie che debbono formar la linea di combat« timento, il n umero degli éclaireul'S, la compagnia che deve « fornire gli uomini di collegamento e dà le istruzioni; egli in« dica. l'obbiettivo e mette a sito il furiere po?·te-{anion. >> Paragonate questo paragrafo alla disposizione nnaloga del nostro regolamento e mi saprete dire qual e sia me~l io conce pita. Il bauaglione si pone in movimento: le compagnie di prima linea prendono form a di combattimento: le altre seguono e vengono dal comandante del hattagtione impiegate a misura del bi sogno per trasci nare la li nea di combatlimento rerso l'appostamento del fuoco àecisivo. Ed anche qui vediamo come, secon do il regolamento, si deve svolgere In munol'l'a in terreno piano e scoperto. - Le compagnie di prima linea, avanzandosi per lile o sopra una riga nel sito .occupato dagli éclai1·enrs lasciano fra loro un intervallo di circa 30 metri . - Le altre compagnie se;;uo no a distanza di ft,OQ a i.>OO metri. - Le compagni e di prima linea aprono il fuoco quando loro non e più possibil e di avanzare senza ri spo ndere al fuoc o (lVversario: continuano poi a guadagnar·e terreno muovendo tutte contemporaneamente, od n sr,agl io ni di compagnia secondo gli ordini del comandante del battaglione. ~- l e altre compag ni e seg uono nella formnzione meno vul.nerabile: general mente di franco: non sono ù;d comandante d~l battaglione cbia:mte presso la prima linea se non al mom ento ~i entrare in azione: se non ha modo di dissimulare la loro
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IL REGOLAMENTO DI ESERCIZI
marcia si tengono a 300 metri circa dretro le ali o gli intervalli delh linea di combattimen:o. - (( l)aando la linea di comh;dtimento ha bisogno di essere '< rinforzata il eumandante del battaglione fil entrare in linea l& << frazioni dw egli giudi.;a necessarie, il pi ù sovente u,la mezza compagnia (peloton) od anch e uua eompagn ia intera, ev itando,. · <l fin o allo sfor:w decisivo, di formare la lineà di comballimento •< sn due n più uomini di prof1md itil , se non vi sono coperture fa'< vorevoli di terreno. « l capitan i :>i dividono fra loro il comando della linea . « L!1 marcia ù ripresa col più ;.:rande vigore e generalmente pt:r « ~caglio ni di co mpa~nia . » - ..\ 1·00 metri dal nemico il comandante del battaglione fa ravidnmente av:-1nzare le frazioni non ancora impegnale le quali debbono e:;sere tutte in linea al momento dell'assalto. l)ues to il dato per ordine del colonnello c eo n l'•1iuto del battag li on~ di .z• lin e:1 c: he s'ù avanzato a tempo, se il battaglione non ù slatù in ~rado di alrernrsi alla posizione nemica co n le so le proprie f,H·ze. Il qnarto volume contiene il Titolo 5°: Scuola eli reyyimmto - Applica.::ione alle unità pùì fc>rti - lstrll~7ion e 1/1'1' le rit•ist1• 1' yli sfilamenti. Fra le modirìcazioni apportate n questo V•Jiume richiamano la n•J ~ t ra allenzione quelle che ri :!llnrdano l'irnpie~o dell e truppe di ~ct:o nda e di terza sd1iera le qnnli ci permettono di completùi·e l'id ~a che ci siam formata cir;·a l' impiego delle Lruppe nel com battimento oll'ensivo: « Durante il fuoco a ripetizione ed a meno ehe circos tanze ,< f;n-orevoli non permettano al la prima linea di ri solvere 1\ellaccv · 1< colle sole proprie forze, la seconda linea, in tutto o in parte, rag · « ginn :;e la linea di comi.Jattimento . L'a::salto è dato per ordine « del comandante di brigata, al segnale e solto la direzione per« sonale del ~~o l n nn e llo, bandiera spiegata al centro, gli ullìciali « in prim a riga. « Le trnppe della terza linen , d issimulate per quanto è pos« sibile, sono condotte progressivamente sul luogo nel quale il 1< colonnello ruol fare lo sforzo decisivo. t"on ù possibi le preci ~ are (l
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« la formazio ne che le ri serve debbono prendere per l'assalto; t~
tali disposizioni variano secondo le circO$tanze, il terreno e le forze di cui si dispone. Tuttavia si avrit generalmente vantaggio < impiegando le piccole colonne, che, bene alla mano dei rispet« •.ivi capi, sono dirette con faci liti• e spiegate rapidamente. l.a 1< linea di colonne di compagnia a intenalli di spiegamento e h ' « colonna doppia aperta rispo ndono meglio a tali condizioni. « Al enne di queste compagnie, pnrticolannente le compagnie d 'a la 1< possono essere formate in colon na a distanza intera . . .. ~ Fatta, con la grata compag nia del mio pazientissimo lettore, questa corsa vertiginosa fra il maremagmm di tante disposizioni rego'lamentari, ritomo alla prima pagina per esaminare i punti d1e, come ho dello altra volta, ~o n o come i capisaldi dei nuovi si.-temi di -manovra francese. l~claireu rs . « Le polveri senza fumo hanno reso la rico« O'nizione delle posizioni nemiche estremamente dillicile. Qnest.a !< importante missione che mette in op13ra IH migliori qHalitil del << soldato, intellil{enza, buona vi:;ta, sveltezza, v igore fìsico c mo(( ral e, non può e5-sere aflìdata che a nomini scelti e specia lmente ,~ esercitati a questo scopo. Da r.it'l la co nseguenza logica dell a or" ga nizzazione degli éclainmn. » Tn altro luogo il regolamento ci fa ancor notare che: .« la poi· « Vèl'e senza fumo. la giustezza delle arm i, la rapiditi1 del Liro 1< hanno per ell'etto di r·enòere piit invisibile un avversario che !; j «tiene al riparo, e più danno5e le zone battute dal fuoco . Ne , . « viene r.he · l;t ricognizione d e ll ~ posizioni del nemico divien f: " d' t1nn estrema dillìcollit per uomiui a cavallo; so lo gli écLai?·ew·s « di ranteria bene e~erciLati , valendosi dei minimi ostacol i del • terreno potranno spingersi na:;costamente sin presso al nemico « per prucurare notizie di l[ltalche valore ed evitare lt: sorprese. » E 1 ù vero: tanto vero che u;Ini ul1i.:iale di fanteri a dovrebbe legarsi al dito quest'ultima frase. Gli r!clrti'l'enrs ~ono adunque scelti in ragione di due per· isqnadra e sono istl'lliti per compngnia da un uiliciale apposi tamente in · caricato: in guer.'l'lt copi'Ono genernl mente la propria compagni:1, ma po;;sono anche es;;ere riuniti per· mi:;sioni speciali. Diciamo •anzitutto della scnlta. fn genere gli ~pecialist i hanno l<
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IL REGOLAMENTO DI ESERCIZI
queste 1lifello che quando occorrono, pare destino, non si hanno mai sqtto la mano: la loro istruzio ne speciale, croc.e del servizio in temo di compagnia, ha spesso questo effetto: che nil servizio loro, all'atto del vero bisogno, vi ene disimpegnato. da altri. Che volete'? In guerra si hanno dei l'eri ti, dei malati, degli assenti per t[ualche allra causa speciale: si hanno anche dei famos i soldatoni· di· guarnigione che, al fu oco, diventano piccol i, pi~coli, mentre certi altri che furon o sempre tenuti per br nlti soldati, Yi si presentano come preziosissimi. Ho anche un'altra rflgio ne mia partic_olare contro gli specialisti; ragione che espongo senza pretesa che il lel.lore la condivida: ed è che per· me tutta la f'anteria di campagna dovrebbe essere un corpo scelto nel vero senso della paroJa, tullo composto di gente di buona vista, svelta e robusta: cosa possibilissima se la difesa territoria le e tutti i servizi che non includono la marcia verso il nemi co col fucile in manO\ e lo zaino in spalla, fossero aflìdali agli elementi meno perfcll:i. Ciò essenào lo scegliere continuo per ogni servizio speciala i migliori , è, ai miei ocehi, una conferma implicita che si possono avere nelle nostre file elemenli incapeci di fare il soldato di farlleria nel senso che io attribuisco a tale professione. [n compless(J, senza bisogno di scegliere tanto formal mente e di fare degli ~pecialis ti , mi pare debba essere facile agli ufTìciall il trovare, a misura del bi sogno, gli esploratori fra gli indi\•idui che entrano nella compagnia di pace: ben altra cos<t ù pei richiamati, gente sconosci uta che pure. giunta appena oggi alla cGm· pagnia, può troversi domani al fuoco . Per questi sarebbe pur bene avere qualche cosa che indicasse subito gli individui che, durante la pace, furono riconosciu ti atti ai servizi di esplorazione, e cioè i soldati otlirni per lìsico e per morale. Abbiamo, secondo la Jst?'tb.zione st~lk anni e snl tii'O pei corpi di'f'antr;?·ia armati di lnoilc modello 1801 , tre distintivi: la carabina .rossn, distintiYo di tiratore scelto; la carab iu a d'argento: distintivo de i tiratori t:oniermaLi per due anni consecutivi; ed il distintivo di stimatora scelto. Non abbiamo pi(t il distinti \•o di ·appuntalo lanto utile per riconoscere a primo aspetto gli uomini di fidncia. È egli lecito farf3 voti perchè quel distintivo ritorni, con la prescrizione che l'appuntato deb ba. essere scelto fra i buoni stimatori e tira-
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t ori che durante le manovre si sieno anche dimostrati buoni espio · n!ori '? È una domanda che faccio; ma se la risposta sarà alTer. 'mativa credo che si sarà fatlo un passo sicuro per avere un buon -:s'ervizio . di esploratori. Il qual servrzio evide11temente non deve esse re sulla so la fro nte, ma ~ni lianchi e dovunque non ~ i sappia di aver pros:sime altre truppe, e deve formarè , insieme al servizio di col~egamento , l'accessorio obbligato d'ogni mossa o stazione di truppa , del quale è responsabile ogni comandante, come di ogni ;altro p:ll'licolar·e esecutivo. Quel vedere adunque il maggiore ob:bligato a (issare il numero degli /clairenn e a dire qu:-de compagnia deve dare gl i uomini di collegamento, mi p:1re errato. Ed errata mi sembra anche la massima che gli ùlai'r ews debibano far· fuoco per preparare il terreno alla compagnia . I n fondo , lo si vede, ~i è finito per formare una leggera catena di cac-ciatori, dietro cui le compagnie giungono in una disposizione che s'avvicina all'ordine chiuso: par di !ornare all'antico. Come norma di massima a me pare che gli esplora tori debbono eer. -care di non im pef!n:lrsi nel fuoco, sia per non isrelare cosi in 'Precedenza lt> intenzioni del proprio partito, sia per· non e:-por~i. se soprnfatti ad una r itirala deleteria pel mor:lle delle truppe 'fetrostanti. . ·. AJa·rcia diJ a1)vicinamentn. - A piccole (;Oionne di lianco con :grandi intervalli fra loro : poi a linee spiega te a file aperte o :sopra una riga per le compagnie di prima linea. nel men tre che le compagni e di seconda linea seguono a di::.tanza di ,}00 a 500 rnet.ri. . Le piccole colonne marcianti eli fianco non sono una novità !per noi. Il nostro q·egolamento attnale nè ha spinlo i: meccan.ismo alla maggior possib ile perfezione, ma esse err,no giù contem plate dai regolamenti precedenti, e nell' uso esistono, si può ilire, da quando esiste l'e;;ercito italiano, come nalurale.'conseguenza delle continue manovre in terreni rlifricili, rotti da fossi. intri cali rla siepi. fitte alberature, riYe scoscese, muricciuofi ed '{)gni altr·o l-'t enere e specie di ostacoli che non permeltonò all e ·-colonne di· lnrga fronte eli muovers i che per breviss:mi tratti.
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p ER LA FANTERI A FRANCESE DOPO L!:: UL1'1M E MOD! FlC.l.Zl ONl
Poco adunque può insegn:trci n questo ri~ua rdo il regolament<> france5e. Quanto alle form e dell a prima linea per file o sopra una. s0la ri r•a non ho che n ripetere che queste forme meritano uno. :-:tudio ~liligente e illum:nalo, giacthè il passaggi·o· de(le fa nterie dall'ordine ehiuso all'ord ine sparso, o se si vuol e, dall 'ordinedi ri;~rcia all'ordi ne di comhat~imento, for mano una fase delicatissima del combattimento, le cui diflicollit ed i cu i pèricoli diflici!mente si apprezzano nelle manovre di pace, nelle qual! le titubanze. gli agglomeramenti , le •manovre processionali all o. Sl~op,erto non ricei'OOO l'adegu;tlil punizione d ~ l rnoccJ n~rnko. E finalm ente diciamo una parola :;u quet benedetti ·~· 00 .1 :)00 metri che separano la linea di fuoco dalle compagnie di. seconda linea: quel oicn.c colmwl che ho più volte nw:n inal.o, quel riaido censore il quale trae argomento dall'avere il regolamento. 1·:1~~comandat 0 l' impiego della h u~sola per dire che"ll' regolamen to ~ te sso ha perduta la bussola, gridò qui alla con trndizio.ne . .Si· vuole infatti un fu oco soverchiante si n d.nl primo momento, e:;i lasciò lit quella linea leggera, debole abbandonata a sè stessa l Ecrli ha fo rse ragione, ma bisogna ammettere che in queste cose ~ p~veri compilatori di regolamenti si lro: Q.no fra l'incudi ne e· il, martello. .. Fare il maggior danno al nemico , ma non espo/;r~v-~.iù del hi:;ogno la proprin gente: avere at1 ,1 mano delle)ort1 nserve, ma non portarle al fuoco prima del bisogno: tutte cose. pres.~o ~e lle ma che vi lasciano pensosi sul modo di ottenere scop1 cos1 dispa rati . Men grave è la diflìcoltù quando il regolamento, ri strello i~ proprio campo al minimo prescritt1 bi le lascia a ciascun?. di sbri-· gar<i comP- può, sapendo di parlare a gen~e che l/.~ occh1 m fronte· e giurl izi o snflìciente per rego larsi nelle s111gole f1li'CO.s ta nz~ : ma n. questo il regolamento dì cui parl iamo non ha voluto declsn mentepiegarsi; da cui una quan t it ~t di re~ole, eh~ a~mc llo n o una q~a n Lilit di eccezioni, una quantitit di cisi prev1st1 ~ta . preveùe rs l , e; tutl' i n~.ieme una matassa parecchio aruffata . · Com't;nque siasi la condoua della ~ econda linea diviene sìnaolarm~nle diflieil e, specie, naturalmente, nell'oiTensiva, perch& \.1 quell a prima li nea, co5ì leggera e cil e balza avan t1 come gaz?")
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:zella, può avere ad ogni istante bisogno di un aiuto che chi segue ·non a rrive r~t. presto a darle. Soppressione del soslP-gno e rìn{orz u della linee~ di combal< timento . - Che in molti casi i sostegni sieno da soppri mer:;i ~ evidente';· ma ch e in qualche ca so non possano occorrere è .ancor da dimostrare: il regolamento, come vedemmo li un'l'melle ·nei terreni accidentati. 11 nostro regolamento ha fo r3e il torto di porre come normal e In djvisione della compagnia in catena c sostegno (n. 'l Hl), ma dopo ciò ammette in modo così espli cito che la compa~mi a p ossa schier;{r.;;i anch e in una sola linea che di più non si po. t rehbe des iderare . I o non sen to che il comando della compagnia schierata ~~~ ·11>0 metri '\\'i fronte sia cosi facile in para~one della cornpagn ia divisa in frazioni scaglionate in profonditit: nè son sicuro che i -sostegni ;ieno così diffl cili da comandare e da coprire co me il . >reaol n amenLo francese mostra di credere : mi par dunque ragi "·nevole che fi n tanto che la situazione non è chiarita, il capitano ·possa dispone la propria gente come meglio crede: posto questo t>rincipio, che nel nostro regolamento è chiarissimo, gli si potril dire dì portare al fuoco tuitti i suoi uomin i appena ciò sia pos-sibile ' di non indietro alcnno se ·non v'è modo di porl o . lasciare . ;a l ri paro ed altri tali consigli ch e illuminano, guidano, ma non Jj . incatenano la sua vol ont a. Condotta del {t~oco . - Vennero soppressi fuochi a pau ~e, -ossia a cartucce numerate. E questo fu certamente ottimo consiglio : io non so rendermi conto del come mai r.nche presso d i ·n oi tali fuochi abbiano aYuto un'èra di glo ria: cc•me può venire in me.nte che ~.~ soldato co nti le cartucce che spara dur:111 te il ~ombattimento, n;1uando ciò è già diffici le da farsi da persone intelligent i nell a calgw del poligono'? - t cosa faci le. da pro'Varsi · il più calmo e flemmatico tiratore perde facilmente al .bersa~lio la no~iÒne del numero di colpi che ha sparati, unicamente perchè tutte le sue facoltù si con centrano nell~\ buona Tinscila del tiro, ed unica mente per questo voi . vedrere spesso i solda ti ' costt·etti a contare le cartucce ri maste per sapere quante :siano le spara te.
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JL REGOL AMENTO DI ESEllCJ.ZI
PiiC'dnbhia è la quesLione . dei fuochi a salve: tanto dubhi <~ chc fra le pi 1i alte competenze militari v'è chi li difepde a· spada. tralla e v'è ch i non ne vuoi sentire neppure il nome. Fra i due, non mi pare che il regolamento francese abl1ia scelto la via migiiore, perchè il dire: - f;1remo f'uoco a salve_ fin,c;hù non ci. mancJ,ti la calma necessaria, e allora, non potendo fare altrimenti, faremo fnoco a volontit - gli è quanto dire che il prin· cipio del fuoco a volontà è segnale per amici e nemici che ::;'è· perso la testa. _.:. Meglio è, mi pare, tenere le due specie di fuochi a salve ed a volontit pei casi in cui potranno· u.sarsi lìrl tanto almeno che gli intelligenti della materia non ·abbiano delta l'ultima parola e sopratntto non lasciarsi condune dal lassativo. a l contraùditorio r..ome su · questa materia fa evidentemente il regolamento france~e nell'ammeLI.ere i fuochi a volon ti'- contro 1111 avversario (~h e occupi la cresta d'una posizione. · Ji'orn·u~-rione delle t?·nppe per l'urto. - Al titolo abbastanza. pomposo, corrispondono poche raccomandazioni generiche·: l' uso. di piccole colonne di~poste sulla stessa linea e a ,distanza di spie·gamento, oppure in colonna doppia aperta. In verità la preparazione della grande scena iìna le che, nel sistema na.p0leon icodoveva chiudere il dramma sanguinoso ..della battaglia, fu mai. sempre il supremo pensiero dei condottieri di eserciti: mutati· armi e sistemi vi è pure, nel concetto che oggi ~ ci formiamo di, una battaglia, una parte della truppa che, tenJite a bella posta fuori del comb:Jttimento iniziale, o non giunto a prendervi parte, o fuorviata o comunque rimasta lontana, giunge in un dato. momento ' a decidere le sorti della giorna<ta o per ordine . ricevuto, o perchè chiamate a grari voce da chi sta al fuoco , o pe1· proprio felice intuito o per qnaiéhe altro movente di cui, a cos t~ finita, riesce difficile precisar l'origine. Ora a q~este truppe che forse avranno dal caso la loro missione, potrit il regolamento. dar norwe. di condotta , di formazione, d'impiego? Si potranno. fare per essa i soliti periodini sul rapporto agl.i •;<:~ftìciali, gli or- · dini P~-~ la direzione di marcia, i collegamenti ecc. ecc.? Il t·egolamen~o quando entra in questa par~~ el evatissima della tal· ti ca e.s~e dal proprio campo e perciò di-viene monco e superfl-uo,. incompleto e inopportuno, nella stes~a parte~ nello &IE'sso -arti-·
PER LA FANTERIA FRANCESE DOPO .L E ULTIM E MODIFICAZION I
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colo, nellùe>~tessa parola. Se un regol amento potesse insegnare il modo di vincere le bal.laglie s:1rebbe perfettamente inutile avere dei generali: il regolamento deve fornire i mezzi di creare truppe perfette, perfettamente manovranti : fuor di questo non ha nè compito, nè mezzo, ed il suo inLrornetlersi in (~ose ehe non lo riguardano è un accrescere le difficoltà, 5ii1 tanto numerose, che s.i affollano intorno agli alti comandi . Non fac1~iamo adunque voti perchè altri regolamenti vengano a compiere ciò che l'alln:ll e regolamento francese ha solo' ten · tato di sanz-i'oilare: .l'errore sta piuttosto nel tentativo che non nella incompleta soluzione del problema. Ma concludiamo che n'è ben l'ora. Questo 1·égolamento, malgrado i suoi numerosi difetti, contiene in sè t;mte cose interessanti da meritare la più grande att.enz.ione .per parte degli ufficiali studiosi. S'ha nn bel leggere trallati di tatl.ica e di arte militare; ma questi libri, per •Jll<Hito dotti, non rappresentano che le idee dei loro autori, i ql1a li, for se, fors e, nel caso pratico dovranno essi medesimi lascia J'··tl ~· parte le loro teorie. l regolamenti invece sono .la parola autorevole di chi comanda gli es•!J'Citi e li predispone alla guerra , ed il loro ;nnusso si dovrà necessariamente sentire nel giorno della prova; se il' cé>mnndo supremo d'un esercito , al presentarsi d'una guerra volesse ·rinnegare le idee che i regolamenti hanno san7.ionato, egli metterebbe i propri ufficiali ed i propri soldati nella pi it ' deplorevole confns·ione; alcuni principi applicativi possono, t\ vero, .. venir cambiati durante tal campagna, come av~enne ai tedeschi nel : ·1870, ma la base regolamentare, specie di linguaggio con venzi onaie fra chi comanda e chi' ubbidi~;ce deve rimanere intangibile. N(~ viene ehe -se i regolamenti non ci dicono propriamente e completamente i~ qual modo un esercito si comporteri1 in guerra, c:;si però ci rappresentano sempre un dato utilissimo sul suo moda•!Qi inten. dere e di prev_ed'eJ'e le vicende nel combattimento. Se i miei giovani lettori , saltando un po' di quella così falla parte formale che non può essere di molta utilità, vorrannif\attentamente leggere nel regolamento francese la parte e:;senzialmente ·applicativa··e tattica vi troveranno materia a molti l'affronti che io, per necessilit di compilazione, ho dovnto trascurare, e ciò con mi -
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IL REGOLAliENTO DI ESERCIZI PER Là FA NTERIA, ECC.
nima fatica. Da questi paragoni essi ricaveranno un argomento di piu per apprezzare il regolamento nostro, così semplice. cosi sintetico ed insieme cosi elevalo, e condivideranno C•>n me il convinr:iu)ento che la fanteria it.aliana, come non ha ormai nulla da invidiare alle altre fanterie in fatto eli armamento, cosi ben poco ha da in vidiare quanto a form e di manovra; ragione di più per volgere tutte le al tivitit alln perfel.ln applil'.azio ne dei principii che il regola· mento stahili~ce. Giaccbè ò bene dirlo a lettere cubitali, l'avere un buon regolìlmento non è nulla, se questo rego lamento non è studiato co n intelligenza ed amore ed applicato con zelo e vigore: una mediocre e fiacca applicazione darebbe ragione a quei che amano ancora i regolamenti tas~ati,·i, minuziosi e pedanti, con le loi'O ma novre a macch inetta e ]l) battagli~ a ;;chemi prestabi liti. Le armi ottime, e gli ottimi regolamenti richiedono ufficiali e !\Oida ti ottimi :' giacchè adunque abbiamo felicemente risolte le di ffì. ciii qne::;tioni dell'armamento e della manovra facciamo voti perdlè sieno risolte anche le altre che attendono anc0ra una de!ìnitiva soluzione: quella. sopratullo del reclutamento,. che deve portare la f:tnteria italiana ad essere ciò che io chiamo nna fanteria di campagna, capace cioè di rispondere a qu~lla intelligenza di mosse, a t{Uella resistenza e celeritit di andature che sono ineluttabil mcnte richieste dalle armi mode!'ne. LODOVICO L ADEIICill
Marn i0re di .fanteT'ia.
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NOTIZIE
POLITfCC)-~IILITARl
La lllOrtc del in czar Alcssnndro l I l fu il grandè :1\'venimènl•) d'impnrtauza europea, che diede materia :d ia ~taml'a nazionale ed C31era durante la r1uindicioa. Noi p11rò non 'ci ferm eremo sopnr di essn, ~e non per p;;primere un;, paro}:, di compianto sulb sorle rli rm monarca, che. arbitro della p:1ce c della guerra fra le print:ipnli polcnw europee, s'ispirò sempr~ all';rmore nella ptrcc. SullH condizioni interne dclhr Hussia , di cui lo eza r fu vittirn<r ~:ome~ tant.i suoi pn:d oc:(lS~o··i e le eui vtttime in ultro C<llllpo si contano a de~;ine di migl i ;,~iu, non ~iova :1 noi discutere, ma ~olo far voti perchò la civiltà, l'uma ni;;'r, la tulleran:w reciproca, fuc~;ia nu trovnre :1 quella twzinne 1:. ,·ia d1 uscire, ;;enza rivoluzioni sanlluino~e e senza ulleriori lotte infeconde, da unu stato oramai intollen•hiln r •uettcni n paro, anehe per ordinaute!llÌ in terni, colle 11l1re nnioni curtlpee, a cui {: sorclln p~r razza e non infc·riMc per naturali r~tti tu dini. Ln rnort.c~ dello cznr fu inre~n ~~on dolore dr~ Lulti i governi e le famiglie t·egnanti di Europn . Le LL. ~I M. il Re e la Regina d' ltaliil ed i Beali principi,, app!mn :wu1<1 In lristc notizia. h11nnn invin to dispacci rli eondoglianza alla famiglia imperiale :1 Liv~dia. Il Governo h:t Mdinato che sugli edifizi pubblici c sulle navi rl:r guerr11 veni~se inaiZ<~tn lu bandiera a mcu'asta in segno d·i lutto. Ai funerali dello czar, S. M. il Re d'Italia \'Olle esseri! rapprcsontato da S. A. R. il Principe di 1'\npoli, che a tal uopo parti r~ j>er PietroLargo il :1.5 eorrenle.
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Questo no·>Lro principe, di c:ui nollr~ precedente puntar n ubbiamo nowto la promozioM a tenente gener·trle e la nomina a comandante della divisione militare di Firenze, primn di laseiare il cornand Q della brigata
NOTIZIE pO LJ TICO·MlllTARl
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?\ OTIZIE POLITJ CO -MILIT ARI
Como ne invito tu tti gli ufficiuli a banchetto e congedassi da loro affe!tu0samenre, poi diresse alle tru ppe della medesima il seguente ordine del giorno: « Dopo" essermi congedato dai signori ufficiali, cui ebhi ~d esprimere la mia soddisfa~:ione per lo zelo e J'intP-lligenza dirnostrat:t costl•Uicrnente nell'adempimento dci propri doveri , tengo a dit·c addio ai souufficiali, cap)rali e soldati dei reggimenti, che tante ~oò di sfazioni mi procut·at·ono·dfl rante il tempo clw ebbi la fortuna di colllandure la I)l'igata • . Grandi dimoslr:lzioni di all't!tlO ebbe il principe :tlla sua partenza dalla città di Nu poli, dove aveva risieduto vn t·i anni, pri ma co me comand a n t~ di reggi men to, p·li come comandante di brigata, e non meno atl'ettuose furono le nccoglienze che gli fecero al suo at·rivo i fi orentini . Il (i corrente S. A. R. assunse il coma ndo ddb div.isionc e il giorno appres~o ebbe luogo il riconoscimento del nuovo com:mdante per p:Hte della tru ppa. L' H novembre festa di S. )iartino e in pari tempo genetliaco di S. A. R., la popolnzionc di Firenze fece al princi pe una grande o v~zione.
Due processi terminati <.:ou due condanne di morte cmuro due soldati, che, senza provocazione avevano u s:~ to le armi cootro i propri compagni e superiori, diedero luogo nella stampa a vive discussioni sulle cause prossime e remote di que,;ti falli e di al tri simili che li hanno preceduti e sui mezzi da adottarsi per impedirne la rip;~ tizione. )la, come :;pesso succede, nella ricerca delle c:lllse, partendo da puu ti di vista dil\'ercnti , $i giunse a eonclusioni diametr.almnnte opposte. .-\ lcuni vollero trovarle nella SO\'erchia rigidità dell'odierna disciplina che dissero non più ar.lntt.n ai tempi, :~ I tri nnlla ri l:u>satezr.:. o almeM . n e ll ~ mitezza della medesima in omaggio apputlto allo spirito dei tern pi; perciò questi e rjuell i vorrebbero riformarla in sen~o contrHio, ma nè gli uui ui) gli altri non ci persuadono. La disciplina dev'essere bensì in armonia c:.ollo spi rito doi tempi, mn bisogna distinguP-re in es,;o ciò che rappresenta un ve ro prog re~ so dell'umanità e della civiltù, da ciò clu: rapprP.sent.a l'aumento dell'e~a gP.ra to individualismo, dell' irrequietu diue, dell ' insubordinazioue, della sfrenatezza. Sia pu re che codesti elementi concorrano a costituire quell 'insieme di sentimenti e d'idee chn :;i desigua eol nome di spi-
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rito dei tempi, non devono concorrere affa tto nello spirito degli eserciti, nè in!luire meuom amente sul sistema disciplinan), s.e non forse per renrlerlo più rigido. . . . . Perciò b detto, non senza r~ g ion f.' , che In 1h::ctplma dHglt e ~e rcttr rlev'es5ere tanto più sevcrn quanto maggiore è la l ibe r i~: tfel popolo. M11 sever:1 nou vuoi dire feroce, e certe punizioni rli einqu a n~ t'anni addietro urterebbero realmenttl oggidi con qnnoto ha dt huono 1o :-pirito dei tempi ; perciò furono :~bo lite 1 nè la loro ll holizione ehbfl pet· ell'euo ùi numcutare i delitti nell'esercito 10 proporzione ma)tgiore Ili quello che <~ umentin o. n ~lla ;;oci.età. Q ues~o tc ~ miue di confronto non bisogna mai perdere d1 vtstll -:s e st vuoi ragwnaw retta mente. Volendo poi mwi uglln:i a quei deliui gravts;t mt,. d11! .appunto in tJ· uesti (>torni fau no tanto rumore e ~o lle\· nuo tante d t ~cu~s tOm, non o . l solo ~ i può osservare che la loro pt·oporzione. non i: m11g?•orc ne l'esercito che nella ~ocietà <;ivile, mn ~i puù aggiUngere che l'i"petto, n.d essi, mentre il codice penale c.omu ne i1 mutato, il cod1ce penaltl m•litarc è rima~;to lo ~ tesso. L' ese mplari ~s irnn rena di morte mP.dianLe fucilazione nella schiena, previa degrad37.ione, ~i 11ppli..a n cll 'e~erci to o(>!!idi come si applicava einquanw o cento :l nni addietro. Si vort•it f~;:e di re <;hc l'abolizione dei {erri incrociati o di qualçhc cv:;a 1li simile sia ~ t11 to un fren o tolto a questi deliui 1 No, percltè non era pena per que$ti delitti. Non ril;crd tiamo dnnrpte la causa di co t~ h sanguinose nooi!à uel ll'l tro ppo blnnda o trop1w se,·era e molto meno, nella poca sorveglianza dei su periori, effetto della libertìt d'iniziativa loro con;;e:;sa dal nuove. regolamento sul servizio interno. ~o n è ' ~ui il caso di conl'routa re il nuovo regvlnmento rol ' 'ecchio, ma diciamo : 5i11 coll'uno sin coll'altro, dw vigilanza può valrt·e contro chi no ò provocato, epperciò non ,;ospeltnto. si alza di notte in un accampamento t) in un camProne e fa fuoco sopra i c.ompagui dormienti ? · Nè ~ouo più nel Yt<ro coloro che la c:~u sa di quc,;te co:;iùet ~ tra.aedt:e milita?·i vogliouo trovare nella ltl'e\'ità della fèm ta che non ' dà tempo di e.lucare il soiJa to e nel servizio generale obbligatorio che pon a nelle fil e dell'esereito ogni sorta di gente. Qun uto alla ferma, ammf3ss0 pure che i soldati cdttCfl ti , ~i où i soldati con tre o •1nattro anni di servizio siono esenti dul cadere in dt~ci fJ l ÌM mi litare ~·ome fecero tnlnn i,
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NOTIZIE PO LIT1 CO·MH:ITARI
simili delitt' , potrebbel'o oggi ed nHebbero potuto anche in p ~ s:>a to ca1lervi prima rli ra g~in ngere tale anzianità; perchè gli nnoi di ferma c he restano dn compiere non pos;:ouo avere etl'etto, diremmo co;:ì
preattirn. Quanto ::l i servizio obbligatorio è da notare ch'esso ha aumentato nell'esercito la proporzione dP,i giovani tra ui dalle classi migliori, i quali una volta si fa cevano surrogare, e i -surroganti erano in buona pariti schiume da gnlera. s· a~g iunga che i pregiudicati a cui toc.:ava la so'rtc per conto proprio, entravano nell'esereito allora come c'entrano adesso ; pc1·ciò s'nnco non vogliasi am mcuer3i che il servizio obbligatoriJ abbia aumenwto nell'eseJ·cito la proporzione tlei buoni, non si può in alcun modo sostenere che vi ahbia numentato quolla dei tristi.
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* .. Mn dunq ue q uali sono le cause di questi eccidi m~lilari di cui una volta non si :weva esempio ? Qualche causa ci deve essere, perchè non si d~ efi'e lto $Cnza causo. Sicuro ; qualche causa ci deve essere, ma . bisogna ricercnrla nella_ societi1, non nell'esercito. Ci saprc5tc dire perc-hè i delitti di snnguc crescono da qunlche anno in tutta l'! tali:1 e non in Italia soltanto? Ci sapreste dire perchè akuni di rtucsti delitti sono di un'dl'erratezza affatto (tiOri di proporzione colla causa a delinf{ ueJ·e, in modo che riescono inespliMbili se non si t·icone aIla pazzia o a q uniche cosa di simile? Non eite'remo falli; le eronache dci gior nali ne sono piene, quantunque poch i si scervellino per st.utliarne le cause. Si :~mmeltc in termini generali che un:~ specie di epidemia tnor:Jie imperversa nell'odierna societù e nùo si cerca al tro. 11 Ma allora pcrchè vi meravigliate se uomini venuti ieri da questa :1-0· cict:ì infetta e passati in un ambiente guardato si, ma non isol(lto (chè. l'isolamento è impossibile}, portano seco uno strascico d'infezione e di tanto in tanto scoppia :mche in quartiere qu~1lch e caso simile a quolli che succedono rgn1 giorno in piazza c nelle case priYate ? Se non vi fn ,:pecie che un servo beneficato uccida la padrona per toglierle quatti'O soldi, che un am·malato uceiùa la suora di carità che l'hn assistit:l (è caso successo in questi giorni " Roma); che un marito uccida la moglie pcrchè non vuole mantenerlo prostituondosi; che un padre uccida i figli perch~ oli sono d'a<r«rnvio:, volete cnscare dalle nuvole • se un soldato u ct~ide il caporale da eui era stato ri mprovera to o punito 'l ~
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Xè p1ù fo:·wnata clte l:1 rict•J·.:u Jelle c:111se {l! IÒ essere qucl1 :1 elci rimed •, ~e :;i vogli•Jno cercare ~ peci:, l mente nell'esercito. Due ne furemo p ropn~ ti, inefnc:Jci per impedire i ddit;i e dn nno~i ,;otto nltt·i 1·apponi . li primo è quello d1 togli'!re le ca rtucce ai soldati; m i ~urll antim!litare e di eattii'O ett'etto :;iecome quèl la che ind ic:~ s!Ìdu t~ia; no n ~ ,;uffk iente allo scopo, pe1·chè si Janno eircostanzc in cui il soldato dere :1\·cr•! nece:;s:Hiamcnte le sue c:artucoo ed allura appun t~> può C.tunnhlltere il delitto, conw è suc;ce.ss,, J·ecnnleulente con u u ~o lda t.o d i guardia a l red tl~orio di Favignann; è perico losa sotto :Jltri rapporti. perchù può far perdere un tempo pre1io:>o in easi ehc richieùollc) l' intervento iuunedialo delln truppti eon le armi c:~ri chc c le curtll t:Ce nella gihcma. Questa misura fu adottaw allra ,·olta e poi re"ocata P"r gra,· i ragiuni; riproporla tìggidi è un :m l.lc ro ui~mo. L'altro rimedio sarehhe t l'inc:o l'p o r :•r~ iu cm·pi discipiin:ni tutte le rc:c.lu tc che hanno gi:i avuto a che fnre colla gi ustir.ia. Fino aJ un c•·rto punto 1::t misma è possibi le c potrebbe :10che r•ssen: utile, ma non fi iH• al punto elle si crede. ln primo luo!O non tuui gl i autori dPg!i ell'crf[tl i delitti. che commosse1·o l'opinione puhhlica, 11\'C I·:~ n o prinw di ~"e nir,~ sotto le :~ rmi , In loro j'ellina sporo1. l n secondo luogo se; ~i don ;,;,;~ro s~gregarc dagli altri, asse.gnantloli a t;orpi Jisciplin:u·i, tu tt.i quell i che ehhen; quak!~e pieeob condnnn:t, ei sarebbe for~(; da tdlarguru i q uadri di questi corpi più ùi qua nto ~i :;ieno ristn:tti o si 1·o~li ano rc_stringere quelli degli altri c l'c5ercito nostre) farebbe la figura tl1 essere 11 pi1'! ricen di delitJucnti, mentre non !-(li spetta IJII Il.->lù. p rim~~o . [n terzo lunco, sarebbe giu3to, sarehhe morale mettere alla rmfusa 10 un corpo d1•siunato :li pu hblico ;;o:;petto, n sorveglianza e disciplina gpeciale, ladri inc~;-reggihili, delirHJIIenti n<1ti IJfl indil'idui ciH~ in prinw gio ventÌI , in nn i m p1~r.o di pnssionc, hanno coJU messo un 1lelitto di sangue_ P~': il q u a!t~ hanno ~aià scont<1to la pena 9 Non s :m~bhe un .metterll dellnttlv:unento . ~ulln Yia d1•1 delitto. mentre a:;sieme agli nl•n . m nn corpo onorato, p.:Jssono emendarsi c t·i tomare alla :>O<:i~tù huon1 ~:irt:J d llli 1. , . La diffìeoltù di tnware ri medi ò :~d •mqu e grnnd JSSIIllu e, S ICCO IHt~ l tm 1co rimedio prcYent il'o alle epiùc:mie p1·opr i ~~mc n ~c dette~ l :igi~ne della po· pobzioJh! in g1~nerc, eosi Ctlulro queste ep1clem_1e lll~mth l UtliCt! (ll'!!~t:~ r va ~ tiYo ù lu buona educuziooe del popolo. Sono nnwd 1che danno 1h>ro clfetlt a lunga scadr.n~on , ma li danno. ....\ epidemia :;coppiala non v ·~: rimed i•> :;icuro. Si va a tentoni e ciò cltn fn bene 1wr un verso, fa 111alr JlL~r nn :ll tm. Aspettando) dtnHJIII' cliC' prc1nid1! leggi o propizi 3.\'Wllilllcnti modi-
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NOTIZfE Pt>LlT! CO·lfiLITARI
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NOTlZIE pOLlTIC O-MILITARl
fichino in meglio le condizioni morali della nostra società, guardiamoci ft·attanto dnl credcdo pe)!giori di quello che ~ono ; gua rdiamoci sopratutto dal di re c dallo scrivere che eerti delitti sono una nostra specialità: ba;;ta darci un'ucchiatn allorno per n·dere ehe gli allri non swnno meglio di noi, ma hanno più prudenza nel parlat·e c nello · sct·iyere, perchè sanno fJUanto valgn il credito specialmente quando si tratta ddl'esercito. l•
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Onll' Eritrea niùnt':Jitro clic buone notizie; tr:tfllfuillitit perfetta nell'interno c sulle frontitJre. Al forte B:natieri si stanno f<~cendo i la vori di linimento, si lermiiwn o i tamburi alle entt·ate, i canal i di scolo, i magnzi ni Ji r ifo rni m~n to. Dall'allo delle sue piaz;wole i cannoni da nol'e ~ rau~ no il terreno lino ~1 ci nque chil ometri di di;;tnnw; le sue d i fe~c accessorie mel'al'igliano sii indigeni o suno argomento di siclll'ezzu ad <·ssi c ~ noi. Quando sì pensa che le mut·a cadenti del!:~ vecch ia Cns~a l n, mall!Ui;rnite e mnl dife3e da 1tna dt~bole I!LI~n·ni~ iOill: egiziana, rcsist.etrero per bt>.t~ due aoni alle orde di o~m au Digmn, allora tanto in nuge quanto sono oggitlì decndute, non è po::sibile nutrire il menomo dubbio s,ull'esito di un eventuale :.ttacco d~l nemico. È quasi da dirsi che un attncco al forte sarebbe de~iderabile, per dare ai Jervisci tnle lezione da togliere loro pPt' sempre la voglia di passare l'Atbara e fa re scorrerie. Oramai questo fiume è guadabi le e CJualche piccoln scol'l'eria a scopo di rapina conviene aspctttmela; ma di vellei tà di attacco non vi è il menomo indizio. I pochi negoiianti che, con vinggio molto penoso vengono dal Ghedaref a Cassnla, parlano di r,onsigli di difes~ che ten~on o i enpi cont1·o supposti attacchi anglo-itnliani; riportano millantcrio e minaccit• da mettersi ad effetto in un tempo indeterminato, ma niente che accenni ati una vera preparazione di <lttacco; malgrado ciò conviene stare all'ertn, pcrchè di lunghe preparazioni questa gente uon ha bisogno o almeno non si cura e le sue risoluzioni le prende talvolta all'imp1·ovviso. Frattanto, ad impedire le scorrerie verso Agordat e Cheren, si sta fortificando la gola di Sabderat, per cui passa la st•·adn da Chcren a. Cas.s~la. Questa gola. lunga circ:.l 3000 metri su di una larghezza di metri 800 è traversata. dal torrente Tama rat nel cu i letto, :~oche asciutto, si tro\'<.t, sca1•anJo, huoua (lCrpta in suffìt:ientc cruantit~; condizione rruesta essc:nzilllc pel' costruirvi opere e tcnervi ~u:~ rnigione . Abbiamo detto altra volta che i suceessi delle nostre armi cd anche più quelli della nostrn politica in Africa hanno eccitato l'ammirazione
degli stranieri. Notiamo ora con piacer~ una conferenza tenuta giorni sono, alla $ocietà geografica di Amburgo dallo scienziato e viaggiatore africano Schweinfurt., che simili conferùnze tenne già a Berlino e della nostra politica nell'Eriu·ea (dove risiedette gran tempo), si lll05tra addirittura entusiasmato. Fra le nh•·e cose t·:di dis3e: c Lungo il cnmmino, visi tando il gronde accampam<Jnto di operai occupati alla costruzione delle strade, potei constatare che gli ufficia li itoliani del genio al'evano ottenuto sorprendenti successi dall'impiego degli indigeni al lnvoro, specialmente per la d:tlìcile eostruziouc dello ;;trad~. • ~ elle vicinanze di Keren aveva luogo un concentramento di grancli mas~c di truppe, che nei loro esercizi militnri o!Tl'ivano uno s pett:~co\o pittoresco; per la maggior pat·te erano abissini, o pochi quelli delle altre tribù, Somali, Sudancsi, ecc.; Cristiani e .Maomcttani erano frnmmist i sen1.a alcun inconveniente. « Gli indigeni trovansi, in seguito alle l'ittori l\ it:tliane sui mahdisti, bene c sicuri sotto la protézione italiana, special mente le trihìt nomadi dell'ovest e la posizione po litic:-~ dell'I talia pare fJuindi in Africa l.J euc assodata. Colà, fu a dir vero, intt·odotta dall' Ltalia la riscos:;ione delle imposte ma gli indigeni, invece di lagnarsene, presentava nr, trionfanti i certificali di pagamento che loro garcntiscono il diritto alla protct.ionc it<~li:ma t\ {}hc essi riguardano co me un talismano contro i loro nemici. « Anche l'ordinamento giudiziario italiano, colla pubhlicitil dello pro· cedura c co ll'assistenza di ind igeni, ispi ra loro il sentimento dalla sicurezza lt:gale. Nella sala di udienza del Tribunale spicca in grandi lettere in lingua italian11, arnbo e amaricà, crnindi a tut ti intelligibile, il motto: La legge ,: uguale per t ntt·i. , In cruesto modo gli italiani seppero rendere docili gl'indigeni :d servizio milito re, al I:Jvoro e al pagnmento dell'imposta » .
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A sotniglianza ..3i quanto si è fatto n!tre volte per le campagne dell'indipenrléni\a c a soddisfazione di un d e~idcrir> universalmente sentito nell'esercito c nell'armata, S. M. il Re, su propostu dei ministri degli -estùri, della guerra e della marina , ha istituito una medaglia a ricordo <Ielle r~a m pagnc d'Africa . Tale medaglia ti di bronzo e da una parll' porta l'cfiìgie di S. M. il Re e dall'altra due rnmi d'allora col la indicazione Campaqne d'Africa. 11 nastro è di color rosso cupo eon orlo azzu rro. In massima, avran no diritto ad ottenere l'auto rizza~ione n fregi3rsùne i militRri del regio e::ercito e della regin marina che, abbiano otteut:lo
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2104
NOTI ZIE POLl'l'ICO-MlLITARI
·il riconoscimento di un:l o più campagne d'Africa, opp·He abbiano servito nella n ostr:~ zona d'inlluenza in Africa per un periodo di tempo continuato di almeno un ann o. Avranno anche diritto ad ottenere tale autorizzazione quei m il it;~ r i nh.: presero pt~rle :lll•~ spedizioni di Keren, Asmara ed Adua . Quei militari poi che hanno preso pa rte ad uno o più dei fa tti d'armo di Saati, Dogeli, Saganeiti, Agordat l, Halat, Serobeti, Agordat II u Kassala, potranno portM'C nel nastro altretta nte fascette di argento con incisa vi l' iodicaziotw del fano d'armi e così per coloro che presero partE> ad tma delle impi'!.'5C di Kcrcn, Asmara ed Adua. Gli indigeni delle truppe coloniali e delle bande assoldate potranno ottenere di fregiarsi della medaglìn solamente nel caso che abbiano pre.:>•> parte nd uno o più dei fatti d'arnw di cui sopra è cenno. Potranno inoltre oLtenere l'autorizzazione di fregia•·si della mednglia d'Africa i militari dell'esercito e dell'at·mata, i funzionari del governù eentt·ale e coloniale ed i eiu.adini ital i:H'.ti che, compiimdo incarichi importanti ndln zona italiana •finfluen7.a in Afriea o ricognizioni od egplorazioni o missioni, siamt resi henr!rneriti della nostra estensione ·~o l o niale in quelln regione. l/ istituzione di questa medaglia ù sopratutto una s oddisfazi on~ mo rnle data all'esnrcito in que:;ti wmpi in cui le soddisfazioni materiali gli vanno mancando (l, rialz11 ndo il pre:nigio delle cnmpague d'.\fricn, rialza in pari tenrpo l'l non inutilmente il prestigio dell'Eritr·ea in faccia ali ;~ madre patri:1. Il governatore della Colonia Eritrea, generale Baratieri, al qua le il Ministro della ~uet·rn ha partecipato che S. M. il Re ha Jecretato la istit.uzione di 11110 medaglia a ricordo delle campagne d'Africa, t·ispo~l wbito con il seguente telegt·tHnma : , Prego e~pri m erc a S. .\1. il Re la vivissima riconoscenza della Co• lonia per la splendida prova di affezione che si è degnata dì tlarle. • Ringrazio V. E. della lieta novella ».
...*... Fra le altre più imp,lrtanti disposizioni d'interesse militare emanate nella quindicina, notiamo le seguenti : Il ~lini ste ro ò vnnuto nella determinazione di pubblicare una nuova Jl,w:ulta delle disposi::·ioni insel'!e nel Giornale militare, la quale cornprenda le disposizioni delln raccolta attuale dal 18:H al :l8oo, e l1: :d tre eontenutc nella parte prirùa del Giornale militare d~l :l88G a tulto il 1893 che continunno ad :lvere vigore.
NOTIZIE
POLlTJCO-IdlLI'URI
2105
Vennero em~ nat~ nuove disposizioni circ:J l'esame di coltura genernle pt-r gli aspir:~nti alla nomina di ~ottotenente di fanterin nella milizia terri!OI'iale, in sostituzione delle norme stabilite dall' Atto N. 42 del189·1 il rruale in consPgucnza viene abolito. Allo scopo di render·e più semplice e ;:pcdito il serv izio delle ras~>eg nc, $ia speciali sia di rimando, venne determinato che gli atti relativi ali~ ~ tesse, non veng:~ no più trasmessi :~ l Ministero, ad eccezione dei <·asi in cu i trattisi di militari afi'eui da ·infermitù ritenuto provPnienti dn servizio e dei casi in cui, a senso dell' istruzione com plementare al regolamento sul reclutamento, occorra senti1·e il pa rerA dell'ispettorato di ~ani tù militat·e. Venne pubblicato l'elenco degli ufriziali ammessi a preleva1·e un cavallo rli agevolezza nella distt·ibuzione che avrà luogo il 22 corrente, ed jndiento le norme per silfatta concessione, fra eui quella che gli ufficiali che preleveranno detti cavnlli non potranno e?ntrane dehito, verso il1·i-. spett.ivo conto rimonta, superiot·e alla ~G mma f!ssat;nln l regola.ment? sug ~1 stipendi erl assegni lis:;ì pelregio eserc1to. Per conseguenza al.l atto rn cut, scaduta In guarentigia, il c:~vnllo snrit definitivamente concesso d'trgevolr·zza, l'uflìcia!e ùoVI'ù ve1·snrc al conto rimonta la sornmn ecceden!e. Vrmnero modificati i prezzi Ji tarill'a delle stoll'e c degli oggetti 1li corredo e ri01·dinate :Jlcune categorie del Modello per gli inveut:Jri del mnte•·iale pei servizi amministrativi. . . . Venne publ\)icato l'ordine e le nonne per la ?lu~ mat.a nll.e nrm.': a}orni 5 7 C iO del (\l'OSSimo dicembre (S~lCOndo l dtverSI C:lS I specJirC:ltl appo;ito manifesto da pubblic:usi dai . co mandanti di distretto) dei militari di prima categoria della classe -1871! e di quelli •lelln cbs:::e ·1873 ri masti alle loro case a disposizione del governo.
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2106.-
NOTIZI E MILl TAIH ES'1' ERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE
AUSTRIA-UNGHERIA.
Riordi11amento dello stato maggiore del genio. - Una serie di disposizioni di cui le prime dfl tauo dal 189-i, trasformarono radicalmente l'ordina mento delle truppe del genio, sopprimendo i due reggimenti genio ed il reggi mento pionieri e creando :1.5 ba ttaglioni autonomi di pionieri. Tuli riforme si vossono oggi dire compiute. Cun decreto imperiale del 5 ottcJb rc p. p. viene ot·a introdotta una radicale modificazio ne anche nello stato maggiore del genio. Questo infatti, col 1° gennaio 18H5, ca mbierà assolutamente cnrattere assll menrlo impiego ed ordiuamcnto annloglti a quelli del corpo di stato maggiore e perdendo coutemporaneamente tutti gl'incarichi, finora aflìdatigli, di progettare, costrurre e ma ntenere fabbricati militari che non sono opere di fortificazione. Al nuovo stato maggiore del genio incombera nno i seguenti obblighi: { o Pro~ettat·c, dirigere la costrutione, la manutenzione e la sistemazione di opere fortificatorie pennanenti; 2° Studime c predisporre per opere fortilica torie dn erigersi io caso di mobilitazione; 3° Tenere al eorrente le descrizioni delle piar.ze austro-unga riche c di quelle estere; t1o Compiere :tltri lavori scientifi ci secondo speeiali istruzioni. ·~
2107
Il corpo consterà: a) di ufficiali eflettivi da capitano di f a classe in su; b) di ufficiali delle truppe, comandati. L'organico ed il r i p ~ rto degli ufficia li nei diversi impieghi risultano ·dallo specchio che segue. A ca po dello stato maggiore del genio sta L'ispettore .?e11eral-e d~l :r1enio: egli è organo ausiliare del M in i~ tero della guerra e da esso dipende direttamente. A lui spetto l'approvazione dei prog~ui di opere fortifìcatorie e sono ·di sua competenza tutte le questioni tecniche militari . Egli ha ingerenza nelle promozioni, nei tt·asfcrimenti ·e nelle destinozioni degli ufficiali dello stato m3ggiore del genio: ha l'ispezione del ·corso :;uperiore del genio cd, alla fine del corso, rleve proporrc•ol :Ministero gli allie\'i che ritiene utile comandare per esperimen to, allo ·sta to maggiore del genio. Gli ufficiali e[l'ettivi dello st1 to maggiore del genio sono scehi fra i , .-comandati per esperimento e r(Hesti fra gli urtìeia li delle tru ppe che >hanno: i o almeno 3 anni di se•·vi1:io come ottimi ufficiali nelle truppe: 2o carattere fermo; 3o fondata coltura generale; q,o cognizioni militari e tecniche c, :t prova di possederle, d~hbo no .;avet· superato l'esame finale del corso superiore del genio; ;.so speciale attitudine fisica e resistenza alle fatiche. La scella ft·a gli uffi ciali comandati pel trasfet·imento nello stato mng:giore del genio, spetta all'ispettore generale del genio. Gli ufficiali ddlo sta to maggiore del genio seno impiegati presso il Ministero, pres~o i comandi di corpo d' armata, nel comitato tecnico, nei r.:orsi speciali tecnici, Mgli istituti militari e nelle direzioni del ,genio, dippiù un certo numet·o di ~ssi presta, per turno, servizio presso 'le tt·uppe. Gli ufficiali addetti ai comandi di corpo d'armata ed al comando militare di Z::n-a, dipendono dal capo di stato maggiore del comando c 1rattano le questioni di viabilità e di for tifica zione, pt'edispongono le interruzioni stradali ccc. ecc. dippiù si occupano <~nche di altr·c costnnioni mil itari, ma dal solo punto eli vista militare. Pet·ò questi ufificiali sono impiegati anche in altri servizi presso il comando e deb-bono sem.pt·e presenziare alle esercitazioni delle truppe .
~OTIZIE
2108
NOTIZIE ~fi L!TARl ESTEI\E
MILITARI ESTERE
Orga-nico dello stato maggiore del genio.
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2 109-
Corpo degli 'ingegneri militari. - T ulte quelle costruzioni militari -ehe non sono opere di fortificazione o non vi hanno stretta attinenza, spettan<' ad un corpo, nuovo istituito, degli ingegneri militari: v'è 'un ·Ù~!JC!Jnere gener(lle militare che ~ capo rlcl personale, ispettore dei ln''ori ed ~ ot·gano consulente del Ministct·o in materia di costrm:ioni non ··fortirtontorie. - Il co1'po constn poi di alt1·i 95 ingegneri di varie _-.d assi e di un certo numet·o di assistenti, ragionieri e capimastri. Per l'nllutlzione del servizio, que~to personale è ripartito in scziowi ..di cost.mzioni militari delle quali ve n'è una presso ogni comando ter-ritoriale di corpo d'armtlta e presso il co mando militare in Zara. Al--cuni ingegneri militari sonv pure co mandati r•·esso l' 8" seziono del Ministero della guerra (genio e costru7.ioni) e presso il comittlto tl'cnico militare. , Raddoppiamento dei corsi dell<~ scuola di _qu.e1T rt. - Essendo sttlto ;approvato integralmente il bilancio pel 189ti dalle delegazioni, il gior"'lale militare pubblica il decreto imperiale per attuare l'istitu7.iOOt-l di corsi parnlll.lii alla scuola di guerra, provvedimento compreso appunto ·iil detto bilancio (Vf~di Rivista del -1° ottobre p. p.). Per l'anno scolastico 91!-95 si raddoppierù solo il -t <> corso, con ~l'anno scolastico ·l8U5-96 anche il 2• corso. Scuole di ·volontari d'un anno pel servizio sassisten;;e. - Secondo il Wiener Tagbu!l-t, il ~l i nistero della guerra av rebbe imptl rtito ordini per 'l'istituzione di scuole di volontari d'un anno di •1ualsiasi a•·ma o corpu :per abilitarli nel servizio di sussistenze in campagna. - Di tali scuole una dov1·ebbe sorgere a Vieuna e J'nllra a Budape~t. f volontari eht• ".3vranuo compiuto con successo tali corsi, sa r;mno nominati, in seguito, .i,mpie,qati di rism ;a. delle su.ssist.enze militari. - Con CJUeslo per~ona le si provvede1·ebbe, in caso di guerra, a completare que1.1o permanente delle ·sus>istonze che pare non sia 11bbnstanza numeroso pei bisogni dell'c~ -sercito in ca mpagna. Ntwvi ispetto·ri d'artiglieria. - C. on bollctii no del 29 ottobre p. p. ·il tenente generale cav. Carlo Ludwig; <~ mandante dell' A c~ademia tecnicn militare, è stato nominato ispettore genet·aie d 'art i~od ier ia al posto •del defunto arriduea Guglielmo, erl il colonnello Semrad Gustavo arl ·ispettore dell'artiglieria da fortezza . Bollettino delle promozioni. - Il Personal- l'Ci'ordnungsblatt. N. fjQ, ~ontiene le p1·ornozioni semestrali di novembre le quali sono molto nn,merose nei gradi di generale, meno nei gradi inferiori. Esponiamo qui di seguito i dati più importanti di tale a vanzarnt'nlo. Nei gradi di generale :~i bnnno ~ promozioni a generale di ca-·
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JSOTIZIE JULIT.ARI ESTERE
va.lleria o d'artiglieria, Hl a tE)nenle generale, 22 a ·maggior generale. Al gradi) di generale .di cavalleria furono promossi i tenenti generali: Conte AndrE'a PàlfTy ab Erdod, capitano della guardia del corpo ungheresf' (anzianitù 25 ottobre 86). Barone Antonio von Rechtolsheim, comandante del i 3° corpo d'armata (anzianità 27 aprile 87). , Al grado di ge11erale d'artiglieria, il tenente generale principe Rodolfo von Lobkowitz, comandante del 4° C<lrpo d'armata (anziani ti• 29 aprile 87). Al grado di teuente generale i maggiori generali: Fedt:rico von Tlerrenschwand, comandante della fortezza di Trento; Cav. Carlo von Peche, capo del genio del 1. 0 corpo d'annata; Conte Alexandro lh•bner, comandante la divisione di cavalleria .Jaroslau; Cavalier Gustavo Zygadh:owicz, divisionario di Landweh!· Przemysl ;. Giovanni Jleck, comandante la 36a divisione fanteria; Morawetz von Klienfeld Ottone, divisionario di Landwehr in Josefstadt; Alessio Zoltan de Csepe, ispettore della . cavalleria di Landweh r unghere$e; Lodovico Janky de Bulcs, comandante del 2° distretto di Landwehr· unghe•·esc; Cav. Francesco Hcller von Hellheim, divisionario di Landwehr in. Gratz; Cav. Alfredo Kropatschek comandante la 3• b1·igata d'artiglieria; ~obile Giuseppe Ilermann, capo sezione ministero della guerra; Giovanni Latscher, ispettore generale del treno; Barone Camillo Komers von Lindenbach, comandante la 29a divisione di fanteria; · Òttone Beck nobile von Nordenau, ispettore generale del genio. Le anzianità da maggior generale di questi nuovi prornoss1 variano fra, il novembre ·1889 e l'ottobre i 890. Dei 22 colonnelli promossi maggiori generali H appartengono all'arma. di fanteria, 5 alla cavalleria, 3 all'artiglieria, 2 a!lo stato maggiore e l at genio. Degli H di fa.ntcria 4 t~ppartengono alla Landwehr. L'anzianità dei colonnelli promossi maggiori generali variano fra ib novembre 1888 e il novembre 1889. l dati riguardanti gli ufficiali superiori ed inferiori sono riassunti. net ~cgucnte ~recchio:
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NOTIZIE MI LITARI ESTER.S
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nuovo bilancio venaa presa in considerazione la formazione di nuove sezioni traino, uon bastando il provvedimento preso sin dal .·18?·1 col l'aumento dell'organico in truppa e cavalli presso i hatta~liont treno N H1 c Hi. ' .Que!'te nuove sezioni verrebbero assegnate ai battaglioni. ~-·\. c ed avrcb(,cro ciascuna: ·l urJicinle, 6 svttufliciali, .i~ soldatt ordrnnrr, 42 c;w:JII i da sella e .H pesa nti da tiro. 1Y1to-oe disposizioni pe1· i K?'i4mperpfe?·de. - I ' krUmperpfcrde • (cavalti riformati tenuti dai corpi in più dell'_etrettivo senza P.r~le~n mento tli razioni) potevano sinorn essere tenuti dagli squadront cavalleria in numero di !• al più, dalle batterie montate ed. l\ ~avallo, dalle com paf(oie treno in numero di 5, rlalla scuo~a. ~~ :-qurtaz1one per uffìci~J i i in numero di (i c da quella pe~· sot_tullt.:ral l tn ntrmero di 4. Per e!reuo di un:~ fii s p~osi zioue am miOrStratr,·a dello scorso ottobre è falla fa•:oltà anche ai reggi menti fanteria, J'artiglieria a piedi, ai batt~glionr cacciatori , pionieri e ferrovie_ri di. te~1ere. uno o du~ di cruesti qnadrnpcd!. prenrleudoli. come glt altn n pa rt1, tra qu e\11 che vengono propo:;ti per In riforma in occasione delle ras::egnc annuali dei re"rrimenti cavt~lleria. Regolame~7L - Con ordine di gabio~tto pubblicato nell' Mn~eet1 e rordnungs-Biatt del :H ottobre scorso venne adott;~ta una nuo,·a rstru· zioue di ti ro per il treno, io sostituzione di quella precedente dnwta dal 1892.
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. Tnnovazione nel (lrande stato ma.q.?io1·e. - :\'el lo scorso ottobre furono fatte alcù ne iuoo\•azioni nel grande stato ma"~rior <>ener 11 1e . ~· ee e pruss•a no. ~mora .fJ~lCsto comprendeva, come è noto otto uflici (Abtheiluo~en) ossta : ufftcw centrale, quattro uffici per lo studio delle forze m~z10oall cd estere, un uftìcio ferrovie, uu ufficio stor ico-militàre, uu ulfìc.ro geogralìco-statistico. Quest' ultimo venne soppn~sso, pas~andoue conte~porau ca m ente le mansioni alla competenza dei rispettivi scac· cl11en. Ai quattro sc.~cchieri esistenti furono aoaiunLi altri due: il 5o l . d. oe co co,mpr~o 1 attendere <1i lavori c studi inerenti al!'Au stria-Unrrheria ed _ali 1tal r<1, che prima inco!n hevauo ri:;pcttivarnente al {o sc.:ac~hiere (one~tale) ed al ::l 0 (o~cideutalc); il 6o uffie.io il cui compito è complessrvamente espresso m quello (li « lavori speciali ». Q~1esto ufficio e quello storico-milit11 re noo dipendono ùa nessuno d~glr ,Obe?·quartie?·tneist~r (corrispoudenti ai no~tri C!lpi-riparw), ma J1rettameotc dal capo dr stato maggiore. , _IstT'~'~io.ne, deqt·i. ·ufficiali di m·tigliet·ia. - Per promovcre tra gh uffrc1.all. d art1gh_ena da campagna e da fortezza lo studio costante delle qu1stron1 tecnr~he ? tat~icl~e d'nrtiglieria, veugono di quando io q uan~o da_Ile. rrspettl ve rspezron ( generaii prussia ne proposti temi a pre~10 su1 più Importanti (ruesiti iu tali materie. Gli ufficiali concorren~r tr:Jsmcttoo? la sol uzione dei terr. i alla competente ispezione generai~'. unen?on come contrassegno uo •porto. I premi sono di ·i 000 ma rc~u ~er 1 lnvori dichiarati ottimi c di 500 per quelli clas~i fìcati huom. ~ccondo uu ''ccorrlo eonvenmo nello scorso ottoiJrc vennero <~.mrne~sr d'ora innanzi ai concor~i in pnrola anche r•Ji uffi ~iali d'a rt1g~1ena .ba.vare~i. L'invio de~ lavori · 1>cr l'attua le ~oucor~o h<l per ultrmo lunlte dr tempo 1H1Ie 11 f o <IJ)rile ·1895. Pari_glie_ per tmùw di pezzi cl'at·tiglteria dn fortezza. _ Sc~ondo Il grornale l~ .Po~t le manovre d'assedio di crucst'auuo misero ID cbrar~ la ne~essrta dr aument<~re le sezioni traino che devono dare l~ partghe ~a t_rro alle batterit' rnoiJi li da fortezza, atte:;oclu'l il noleug~are da prrva11_le p~rigJ;e stc:;stJ dù luogo il uotevoli iocouvenienti ~ d altra par~e, gl1_ ordinari cavalli del treno uon sono <ld&tti a tr 11 i~ nare gro:,;s1 pew dell'arti ~::111ieria da fort"zza " . ..s···, a,;pett11 perciò c11e ue1
MARINA . .
Le mwte cora~zate. - A Danzica fu varatn il 3 uovemùre corrente la nuova corazzata di ,i a. classe Y e ba ttezzata col nome dr Od·in. È la prima che vcnrie co~tru ita nel cantiere imperiale di quella citti1. ·Altra corazzata (T) pnr~ eli :~a clas::e i· in costruzione <W3nzat~ , nel cantiere imperiale di 1\iel. Con que~tc duo a ~cende ad otto rl nu mero delle torazzatc di tale tipo destim1tc alla difesa delle coste e che col tempo saranno dieci, come è giù pron-cduto nel pro· gramma di costruziO!H~ della lloua. Le ;d tre l) giù esistenti sono: Siegfhed, Beowulf, F1·ithjo{, Heimda/l, llildebmnd, Hngen. Le dne nuove, sebbene non di!reriscauo ~:ome tipo dalle altre, dovranno tuttaVI a essere su periori, per non pochi perfezionamenti introdotti nella costruzione in seguito all' esperienza atf{ui s t:~ tn nel lavorare le pre· cedenti navi.
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NOTIZIE )f!LITARI ESTERE
La T e la V hanno l u nghezz:~ metri 73, larghezza 15, pro fontlità 4,50 sotto la line:~ d'acqua, corazzatu ra di ferro-nichel dello spessore di mill imetri 240 ; due macchine a tripla espansione della forzn complessiva di 4800 cavalli; armam ~nto costituito di tre pezzi Krnpp a lungo calibrò <hl 24 centimetri, otto cannoni Kropp · da•·centilnetri 8,8 a tiro celere più una forte dotazione di torpedi ni. Le velocità è di circ<l ·15 nodi· Il pot·to di Stettin. - Procede alacremente la costruzione del porto di Stettin, cui la visita fatta d:lfl'Imperatore nei pl'i mi giorni rlel corrente novembre sembra abbia dato nuovo impulso. J.a somma n disposizione per quest'opera è di 1 O milioni di marchi. Tra i lavori più importanti in corso vi 1\ l'abbassamento del letto deli'Oder per dieci metri nella zona del porto. ~la per ottenere un risultato veramente pratk o occorrerehhe fare altri grandi scavi sottomarini, per far si che le grandi navi a vapore possano entrilre direttamente nel porto senza prima fe rmarsi a Swinemlinde onde alleggerire il loro carico. Qne,;te ultime escavn iooi richiedcrehbero però eirca altri ·l O milioni di spesa in march i. A Stettin si spera che anche questn somma Yenga col tempo cooces;;a a favore del porto.
NOTIZLE BIBLIOGRAFICHE
Bollettino bibliografico
1. Sommario delle riviste militari italiane. llivist.a (li (antetia (:H ottobre). L'avanzamento a scelta. Sulle strette, La prima capitolnionc del castello di Milano. Le musiche. .Note cd appunti . Variet.à. Bibliografìn. Rnista marttltma (novembre). Gros:>i . - Le ragioui storiche della questione della Corea . Martinez. - La navig:~zione elettrica e la nwrma da guerra. . F. Riazzi. - Rapido cenno sulle conrli6ioni generali della nautica presso gli anti~;hi. lì. A. Raggi. - Pescn dfli tonni a Favignana. Leuere al direttore. ~l a n fro ni. La sq uadra inglese a Lirorno nel 1652. Grossi. - L'emigr:n:ione c l' ig ieUI~ uul'aie. C. G. - .Metodo per determinare la capocitiJ cleltrostatica di un conden;<ltore qualsiasi senza l'uso di un conden;;atore campioo~. . s. Raineri. - rstituto in<crnnionale d'ingegneri ed /ll'CllltP.Itl. C. Airaghi. - Sbarchi.
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N OTIZ IE BIB LIO GRAFICH E
1'\0T! ZlE BI RLJOGR AFICHE
1/ioiola d'at·tiylie ria e genio (ottobre). Ottolenghi. - Tiro indiretto della fanteria. Rocchi. - La guerra di fortezza . L'artiglieria a piedi con parigliH in Gennania.
3. Arte militar e.
M i~cell:mt:>a .
l'otizie. Bi blio!lrnfia .
2. Ordinamento degli eserciti.
Le riforme militari dJ Scharnh oro;r e la dt'Inocrazia s"ciale (:1/ilitù:r Wodt.enbfatt del 3i ollobre).
Ta~chenkaleoder fi.'1r d<lS Ht!er (~fa nuale per l'esercito) per l'anno 1895. Pu bblicazione annuale dirclln dal maggior generale Firb. Berl ino
O. Ha~ h.
'
L:1 dispense d•J ::cnice en l<'ra uce (Progrés militaire del :~ novemb i·e). . Heelutamcnto e ord inamt>nlc delle forze armate. ( Strcflleur'.~ , pu ntatn dJ norewbre). Questo lav_oro fonnt~ la seconda fHll'te di altro pubblicato nel 1892 collo stesso titolo e nella stessa ri vista. ln '{uella prima parte si lratta\':1 del reclutamento dc,.,li urficinli d uorni.ni di truppa presso gli eserciti dell'Austria, Germ~nia, Franci::, Rus~Ja e Italia. Jn rruesta si trattn dell' ordinamento degli eserciti SI ~S I.
, - .Sulla ferma della c:~valleria. Fir·enze, •18H(J., tipografia C(loper<tli,·n. Snlans, soltotenente di complemento di cava lleria. r..·autorc i.• pn1·tigi:mo della riduzione della ferma di cavalleria ;1 rn• ann1 e ne · dice le ragioni. - De l'cscadron divisionnire d:lll~ le eas de mobilitrilion. (/lt•t>tte d1, ravaleru:, ollohre). . - [/~tat mil~taire rle.s puissance;; étnengères ;eu printernps de ·1894. (,ermanJa, Iugh.dt.err·a,. AustJ·ia, Russia, Italia, Belgio, Spagon, S\'izzenl. Per_ Lauth•. c.apJtano dJ stato maggiorr. Cn gr·os~o \·ol ume di ci 1·c..1 700 pn ~o nl'. Pan~(l -1894, Bcrger-Levrault. .. - L'esercito e !:1 llotta italian;, nella prima metil del ·1894. (.Jalu·Mkher ( w· d1r dl'utsdH· Arml'e wul Mflrine, puntata di novembre).
_ Fucili 0 ('nnuoni·? Fran~esr.o L:wro tenente nd 4i fanreri;t, Bercrttino. Gn l:nzi; t 89l!. 0 Opuscolo co ntenente que:>tioni di tntiit:<l .•\!la J om;Hlda f'w;ili ~~ cannoni, l'autore, in conclusiou(', ri$ponde che ci vuole HO<l co;:a e l altra, ma erede più a1 fucili che ai ca nnoni, cioè più <di'importanza futura della f:~ nteri:t ehe a quella dell'artiglieria. . - IJttorno :.d Gollnrdo (Um dcn Gouhard herum}, ptllerm~he e reminiscenze ùi Henri Swdcr, iugegnure. Zt~ri go i89ii. __ Ocu\J'eS 11\ilitairc,; cf u go!néral lì. Jlanrion, e•>lllmandant de c11rps rl'ilrmée. Instruction cles trou pe~. Ext:cution di:'S manoeunes d'<wtomne. Avec un alla<. Pnr·is et Nancy J8Wk Bergf!r-Lennult. _ Les lni ~ dtJ uom bre et. de In vitc<se 1lan,; l'art de la guerre. Le travni l Je:; BJ'In ée~ d de:\ 11•11les p11r Il• 11nlll m:tndnnt Z.. . et H Mont,!i:h:tut. Paris et Naney ·1894. Be1·gcr-Lev rault. . - l:struzionll per il nuoto netla carrolleri::e nl:>.~n. Traduz1one tedesca, Yiennn, ·I H95, Kreisel et Grogcr. - Gli ttrhitri nelle manovre. Lnro necessitia c Dttribuzioni (flomrwùt milit,u·e, seucmbre). - Tactitl'IC et straté)!it:: mouvcrncnts de nanr., pnr le géncl·:d Bern:~ rJ, Je réserve. Tarhes, Le~c:amel n, ·189/L - La strategia del futu ro (TJeulscht! /Teeres-Zeitun.,q del :ì novembre). - L'nrtillcrie a picJ (Progrès militaii'C dHI 31 ollobre). - Il ~crvizi o s:mitario pt·esso una divisione di fanter ia in campagna. rSt,·eiJleur's, puntata di novembre). ')ue$10 lavoro mette in luce, per mezzo di esempi pratici, IJLWnto Ì! pr·escritto in proposito nei I'egoln mcnti ddl'e:;ei·cito au:>triaeo. . - J.:cuscignement mi liwir(~ su pcrieur· en ..\ llemagne (Revue du cerci~ militaire, 4- novembre). - L'istruzione delle reclu te in otto scllimaue Jll'Csso le i. e r. truppe. Vienn:J, 189!!, lliickel. - La cavalleria russa e la sua llli$sione (.Jahrbiicher {tìr die tleutsclte .41'1111:~ wtd mr~ri11 e, pun wta ùi novcmbrt>). Si esamina la tall ic:~ !Iella cnvallcria russa Ol'lln ca mpagnn dei Balcani ·{187i-78) c st~ ne deduce quel1:1 che adoprerf1 ne~ lc guene future. Il lavoro cominciato nelle prCt t!tlenti puntat.c,.contintw nelle srguenti. - Rrgola menti di '1'ercizi tlclln primn repubblicn e del primo impero
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NOTIZiE BIBLlOGRAl'ICHE
fnmCe$e.' (Jahrbiicher ( iii' die deutsclte ATmee und martnl', punlara di novern bre). .È la conclu~ione di uno studio cominciato nelle puntate p~ccedenti. In quest' ultima parre si tratta dell'artigl:eria. - Idées pratiques su•· l'éducation e l' istruction du soldat et du cavalier en particulier. (Revue de wvaleriP, ouobreì. Conclusione di lavoro cominciato nelle puntate precedenti. - Lcs allures du cheva l dévoi lées par la methode experimentale. (Revue de car;a/erie; ot:obre). Continua7.ione. - Considerazioni e proposte sullo s l:~to attuale della fortifìcazione permanen te. (Jahrbuclter (ur d·ie deulsche Annee nnd Mari·ne, punta ta di novembre).
4 . Storia militare e generale.
-Guerre de 1870-7•1, 'Paris, Tbiers, le pian de TrociJU 'et ['Hay, par Alfrecl Duquet. Pùrigi, Charpentier, 1894. È una delle tante monogr alle d cll ':ts~ed i o di Parigi:. Si narrano special mente gli avvenimenti dal 2 rd ~2!:1 novembre 1870. E un libro di 370 pagine con una bella carta topografìca delle operazioni militari. - llistoirc sommai re de l'in fanterie prussienne, par Elie .Mourin, capitai ne au 1fle batnillon de chasseur à pied. Parigi, Lavauzelle, 1894. Questa storia comincia dalla fa nteria dell'Elettore di Rr:JOdeburno e r: viene lino a IJLH~IIc dell'attuale impero germanico. L'r111 t.ore conchiude che la fno teria tedesca è forse la primn del mondo e si trova in via di continuo progresso. E eviden te nell'autore lo scopo di eccitare l'emu!azione della fanteria francese. - Le campagne del pri ocip~: Eugenio di Savoia. Pietro Fea, Fi renr.e, 189!! ti pog rarìa della /lassegna nazionalt.>. - L' expédi rion du Tonki n, par le capitaine Rosset. Parigi, 1 89~, Dupont. - Les marche$ do la ca va lerio fra nc; ;~ise eu T urquie d' Eut·ope 1844-1845 (Revue diJ Clwafl' r ie otto bre). Lavoro eorninciato nelle punl3,te precedenti. - Les renfort:S de ca valeri r. et ,l es remontes à la grande al'lnée. (Revu,? de cava/aie, ottobre). Continuazione di lavoro cominciato nelle puntaH~ precedenti .
NOTIZIE SIBLIOGB.AFICHS
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5. Marineria. La CDrilwUa B1·ennus. (Le Yncht, 27 ottobt·c). - Qualche osservazione sull'odierna l~ttica navale. Le nuove macchine della c1JI'~7.zata Mo11arch. Lo stato maggiore della marina inglese. (Engi11W·ing, 26 ottobre). . - Il compito della marina tedesca (Die Aufgabc der de~'tsch~ ll-~ ar~ne) per Hcnk, vice ammiraglio. Si passano i_n rasse.gnn l~. \'llrl~ _m1ss~on~ 11 cui deve soddisfare la marina tedesca e SI conchwde eh essa e 1nfenorc al suo compito per quantità e per qualità. (Jahrbz,cher (iir die deutuht• Armee wul llfarine, puntata di novembre). . - Ordinamento dell'a mministrazione centr:Jie della man na presso le prinmpali nazioni marittime. Dante Parenti, commissario della R. ma rina. Fascicolo separato della Ri·vista rnmi ttima, novembre 1.89fk.
6 ; Geografia, Colonie, Viaggi. - L'cxpédition françaisc de Formose 188~A88o. Par le capitaine Garnot du :J-te d'infanterie. Avec 30 gravures hors te:<te et un atlas de H} <:artes cn couleurs. Parigi, 189~, Delagrave. _ Le Indie portoghesi. Iscrizioni trascritto e commentate da Cunh:> Ri vara (Roletin da socutade de geographùt de Lisboa, serie n , N. 8). - Ameriea Australe. Descrizioni di Lopes Mcndes. Conclu5ione. ( 11oletin d1t societnde de ,geographia de l.isboa, serie 13 N. 7).
1. Tecnologia militare. - Le fusi! de guerre de J'aYenir, pa r \e colone! Ortus, P:~rigi, Lavauzelle, {89l.l-. L'opera è divisa in due parti, nella prima, ~ntitol:l.t:l il fucile del passato e del presente, l'autore eomineia dal fuctle a ptclra e ne mostra la dis1:cndenza naturale rìno al fucile Lebcl; nella seconda parte consacrata al fucile dell'avvenire, l'a utore s'~tddcn tra nello studio delle propl'ietà essenziali delle armi pot·tatili e delle c:oodizioni o c.:u i deve rispondere un'arma da guerra, affine di mostrare (flt ale è secondo lut, la strada ehc bisogna suguire pér trovare un'a nna migliore rli quel la attualmente in uso. · - L'illuminazione elellriea dei campi di battaglia <' il suo impiego nelle guen·e future. Carlo Erlcr, capitano nello strtlc• maggion' au striaco. Vienna, 189-1, Seidel et Sohn.
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NOTIZIE BI BLIOGRAFJCHE
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8 .. Varietà
- Projet d'un gnmd hallon captif à vupcur pour l'exposition universelle dc Paris en 1900, de l'ingénieur Gabricl You, lO rue Desnix, Paris 1894. Piccolo opuscolo in cui :;i descrive questo futuro areosta to e si dànno nozioni di areostatic3. -L'esercito inglese nelle sue attuali uniformi, con i 4 tnvole a colori e 180 lig:m~ d1 11 fliciali e soldati. Lipsia, 1894, Ruhl. - Dietionnaire militaire. Encyclopédie cles sciences militaires rédigée pa r un comité d'offlciers de tout.es armes. Prima puntata; Pnrigi, 1894, Berger- Levn1 ul t. - La science du poin t d'honneur. Commentai re raisonné sur l' offense, le cluel, "'es us.'lgl~'ò et sa législation en Europe, la responsubilité ci\•ile, péoale, religieui!e, des adversaircs et cles témoins. Aver, p ii~Ctls justilì•:ative5. Pa1· A. Croabbon, avocat. P:nigi, 189.fl, Quantin . , - Devoirs de,; mnires et des rnunicipalités en ce <rui concerne l'al'lnée et rct~ucil mll itaire pour le ci toycn dans ses foyers, par Léon Bnuer, lieulenant au 89e régiment d' infanterie. Parigi, i 894, i\fontnrgis. - Stech rt's .\rmeeintheilung unJ Quartierliste der deutschen R·~i clt sheerc und der Kn i~erlichen marine. (Ripartizione eri annuario rlell'esercit.o tedesco e della ntarintl imperiale cornpilnto eia Stechrt) per l'anno 1895, tipogralìa Dreher. - Sull'onere r: sul falso punto d'onorc, colonnello Eberstein. Lipsia, 1894,, Wilhelm. --Le leggi •·us:>e sul duello llegli uflìciali. (Ja.htbiicher (iii' die detasche Annee w1d Jfal'ille, puntata di novPmbre). - L'alleama nnglo-italiana. Feltre 189-l, tipografia C:astaldi. Breve •Jpuscolo in cui l'autore discute! il pro<: CQntro di questn alleanza e ne dimost.n\ i vnnt:Jggi.
Per la Direzione LODOV I CO CISOTTI
DEMARCHI CARLO,
gerente.
3. Le conseguenze militar·i della nuova legge.
Le disposizioni di una legge ~u l reclutamento fanno senti re la loro influ enza sui due elementi, che mi litarm ente ne sono il de, rivato e diremo, l'ultima espressione: il contingen te e la forza dell'esercito. Han no pt•i inti ma relazio ne col bilancio militare, unico elemento estraneo ai criteri fonòam entali della legge, cl1e possa vincolarne l'attuazione pratica. ~ouo questi Ire pnnti di vista noi considereremo la questione.
JJet
contingenti~ .
La ci fm i'onci:lmenta le del contingente è ùata dal numero de i maschi che raggiungono il limi te d'etil assegnato per la leva . Considerando il. decennio in cui si presentaro no alla leva le classi denom inate del :(863 fino al :1812 si ha un contingente annuo medio di 3i>O,OOO uomin i co~ì ripartiti: L'erchè nati nell'anno a cui si riferisce la leva . 273,000 Perchè rimandati da leve anteriori (omessi sulle liste ecc.). z,o25 Pcrc hè rivedibil i della leva precedente. 47,44-0 Perché r ivedihili di due leve precedenti, uichiarati per la seconda vo lta tali nella leva prr::cedenle . ::.?7,220 :H)0;16i) i3~ -
ANNO X:'>XIX.
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f.A NUOVA LEGGF. DI RECLUTAMENTO
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LA NUOVA LEGGE DI RECLUTAMENTO
Ora la nuova legge se non inllui sce in alcun modo sul numero de_i nati porterà sen:sibili modilicazioni nelle altre parti del contingen te, e cioù: '1° Il numero di rimandati da altre leve per ragioni varie diminuirit, essendo concesso maggior tempo per la compilazione delle liste, sicchè .sarà assai più dil'fìcile cl1e gli errori di una leva si ripercuot:mo su altre. 2° Eseguendo la leva al ventunesimo anno occorrerà tenere calcolo delle perdite verificantisi per morte durante il ventesimo anno , perdite che sono indicate dalle tavole di mortalità per l'I talia di circa 8 °0 / 00 per i masch i di 20 anni. 3° Non essendovi che una sola rivedibilità, e cio!) quella all'atto della leva e questa aHenendo a 2'1 anni, si dovrà considerare che ogni leva infl uisce sull a susseguente soltanto col numero di rivedibili che oggi si ritrovano ancora nel ventunesimo anno. 4° che ad ogni contingente verTanno ad aggiungersi quali rimandati alla leva successiva i residr.nti all' ester·o. Il numero di costoro potrèbbe desumersi in due modi: '1° dal numero annuo medio di renitenze che si verilìcano per residenza all'estero. '3° tenendo una proporzione analoga a quella esistente nel Regno fra la popolazione mascolina e gli inscritti sulle liste di leva, rispetto ni maschi residenti all'estero. 11 primo numero non può essere trallo dai documenti ufficiali, essendo compres.i in una sola cifra sulie relazioni sulla leva i dichiarati renitenti , tanto se sconosciuti e forse morti , quanto se r·esidenti all'estero o renitenti all'interno. Ora la media annua dt renitenti veramente tali può ritenersi nel decennio citato di •15,000 circa e di questi ·10,000 trovansi di certo all'estero. Costoro invocheranno senza dubbio i benefizi della nuova legge mentre i 2,800 arruolati, benchè residenti all'estero, che vi sono tutti gli anni, seguiteranno a prestare tale servizio. ·Il secondo numero ci darebbe sugli 800,000 maschi italiani residt>nti all'estero circa 8,800 inscritti, sicchè può r itenersi accettabile la cifra di 110,000 sopra esposta.
Il nuovo contingente sarà dunque cosi composto: Per ragione di etit (':Ho nnno) . 270,800 H.irnandati dall' anno precedente 10,000 perché all'estero. 2 ,000 » per varie cause . Etivedibili della leva precedente. 27,200 TOTALE
. 310,000
"Prendendo a base i fatti che oggi si verificano durante l'epu· razione di C[Ltesto contingente, sembra ovvio che si possa supporre: 1o Che in ogni contingente vi sarà lo stesso numero medio di cancellati per ogni leva. 2o Che in ogni contingente si verif'tcheranno in ugual mi sura rimandi per omissioni e varie cause. 3" Che costante sarà il numero o quasi dei residenti all'estero cho non concorrono alla leva in cor·so . 4·" Che quelli che non si presentano alla chiamata, perchè intenzionati a non servire siano costanti. 11 contingente odierno subi sce oggi io medi a le seguenti perdite: 6,250 Per cancellazione dalle lisle . Per renitenza ·15,000 Per rimandi a leve venture (ommessi ecc.) 2,500 23,750
Sarà logico supporre che sul contingente avvenire si avran no le perdite: 6,250 l'er cancellazioni. . ;),000 Per mancan1.a alla ehiamata :J 0,000 rimandnti della leva pre· cedente Per residenza all 'estero ,10,000 dalla leva in corso. Per rimnnài a leve venture 2,000 per varie cause 33,250
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T, A NliOV A Ul:GGE DI RECLUTAnTENTO
Resta oggi un contingente medi0 (\epurato ·che sì presénta all a visita ed all'arruolamento di 326,4-1 t) e se ne avri~ in avvenire uno di 276, 7~>0 . ' Alla. visita colla legge attuale il con tingen te di minuisce in media ancora per l'iforrne di . 60,000 uomi ni per diclliara;:ioni di ril .f. 7,~)00 dopo 'l anno vedibilità di 74,200 uom ini l 27,i00 dopo :2 anni . ,, 34,200
sicchè gli arruolabili si riducono a :] 83,2·1:j uomini. I ;;alcoli sul nuovo contin gente dovranno essere fatti in ha~e a questi nuovi criteri: 0 · '' I ri,·edi:Uil i saranno sollanto tJUelli cllC', oaui lecroe 1· 1·"n la <. manda per 2 volte alla visita, poiehè facendosi la leva al veut.unesimo anno gli altri, o saranno gift abi li al servizio, o si "arit manifestato il bisogno d i riformar!i. 2° I riformati saranno in numero maggiore avendo giit presnp.· posto come base che i eriteri di idoneit.it fìsica saranno resi più rist.retli e rigorosi. · A calcolare quale !>Ìa il numero d1 indil'idni che si dovrehbero eliminare bisogna con:;i derare che ogni ann o si hanno su i 37.000 r ivecLbili di due !~ve precedenti almeno '11.000 inab il i. Qu inòi è certo che le riforme dovranno cakolnrsi sulla base minima di '77.200 individu i in complesso. Stabilendo norme più .-;everc, specie in fatto di riforma degli ind ividui che per difetti org:mici snno meno ada tti al le marcie, provv isti di fac. oltit visive por~o sodd is[:Jcen ti , ecc. non si andr~t er·r<l ti supponendo un numero di ;JOO,OOO inabili, ai qn nli aggiu ngendo qualche rifo,·maai corpi ed ni distreu:i ch e sempre si verilìca si può p 1·~~\·edere , sempre che le dispo,;izioni della nuova legge si svolgano in tal senso , che vi saranno circa :J 04.000 riformati. Il contingènle nuovo, residua lo. giit in 276,/i)d, si ridurrit per ciò co lla diminnzione di 27,200 rivedibi li e ;J04,000 riformati a H5 550 arruolabili . Quali i vantaggi di quesfo contingente cosi depurato "? '1° .La rag~ua rdevole diminuzione di rassegnati durante il n~
::1125
LA NUOVA LEO GE DI RECL lì'l'lJ..M.I!:'N'l'O
servizio sotto le armi, con che si evitano spese per uomini che poi scompaiono dalle (ile dell'esercito. Le rassegne annuali gi ungono ora a 4-,\.HiO cosi ri parti te: rassegne di rimando con trasferimento di corpo. ;2:36 id. id. con licenza di con l'aleseenza. in attesa di congedo . ,l, :J:J3 rassegna òi rimando con congedo asso luto . . :3,609 4·' \)[)()
considerando come di questa ci fra il G3 °/ 0 è devoluto a ma lattie estranee al :-;ervizio e il 150 "/o ci rca è devoìu to a mil itari con serviz io in ferio re a '18 mesi si può concludere che ogn i anno · 2 ,000 militari . vengono rinviati> pe~·chè non più idonei essendosene ch iari la la debolezza fisica, dopo che lo Stato ba speso pe1· e:>si cir-ca ,l milione. '2° ll wntingente è migliorato fisicamente e quindi diminuerarmo le morti per malatt ie lente o costituzional i che raggiungono ora cirea il ~l3 "/o delle morti naturali solto le armi e cioè il 2 °0 /oo della forza media presente alle armi. 3° Di minuite le giornaLe c quindi le spese di speclali Là, cosa non disprezzabile ove si consideri ehe è in cura normalmente negli ospedali ed infermerie dal 33 al Mi per mil le della forza presente. V Diminuiranno le perdite a cui sottostanno le classi in congedo , tra ttando~ i di elemen to più scciLn e questo è faLLo da tenersi a grandt3 ealcolo, poicltè le perdil.H di tal genere eqnivalgono n ooel'i so~LenuLi dallo Stato senza profi t.to per l'organismo militare.
* * Jl Gontingente arruo labi le ollieruo di :J82,ili5 uom ini è stato
fin qui ripartito eosi : Arruolati in :!" e 1>." categoria ii;1 °/ 0 o:;sia 97 ,i500 Id. in 3• ci1tegoria 47 °/o in media 85,000 li nuovo contingente sarebbe invece ripartito in altro modo e per detenninarlo terremo ealeolo del 0/ 0 avutos i iin qu i nei casi di . assegnazione alla 3a categoria che rl:1rnnno in avvenire di-
' LA NUOVA LEGGE DI RECLUTAMENTO
'
LA NUOVA LBGGK DI RECLUTAMENTO
2126
ritto alla assegnazione alla categoria di riserva, t(Unli si rileva, dalla accurnta rei Hzione sulla leva del '1872, e dagli :;Ludi più recenti in materi a.
r
'l'ITOI.O
ll'AS::>f;GNAZIO\~:
- - - - - --
·-
l
Ntut-,e-ro-~
Numero •1cgli assegnali degli as~c:;nabili alla 3• C."llegoria per lOO appartenenti n Ila categol'ia a l c.ortl in"enLI! t rli riserv;t arruolabil() l in ci fra tonda
li
__
---:,--
Figlio unico di padre cinquantenne Figlio pr imogenito di padre cinquantenne che non abbia allr·o figlio mal!giorc di anni 12 Figlio primogenito di padre !:<eltantenne . . . . . . . . Figlio unico di madre vedova . . Figlio pr·imog-enito di madre vedova non avente altro figlio se· dicenne. . . . . . . . . . ' Nipote unico di avolo seUantenne e non av•)nte figli maschi. . . Nipote unico o primogenito di avola vedova senza figli maschi Primogenito di orfani di padre, e di madre. . . . . . . . . Fratello unico di sorelle nubili orfane . . . . . . . . . .
10 °/o
14-,650
7 °/o
10,;j20 220
0,'15 >/o
7,:~00
;) o/o
4,400 0,08 °/o
120
. 0,07 "lo
100 1.4GO
1,5 O/o
l
2.000
l
1-40~:;-- ,
Hestano pertanto disponibili per la categoria ordinaria: 105,000 uomini (cifra media) da in corporarsi ogni anno; cioè un contingente superiore in numero e qualitit all'attuale.
{)ella {o·l'.za !/eU' esercito. Gli elementi che costituiscono In ma!{giore o minnr·o forza di nn esercito in riguardo al fallo materiale del rf'clutamr.nto dei
21~7
suot elementi di truppa, ed esclusa ogni considerazione sul suo in quadramen~o, sono essenzialmente i seguenti: a) Uomi ni risultanti inscri Lti come istrui ti a rotazione compiu~a d el11~ legge. /,) (;rado di istruzione degli uomini compresi nel ruolo. c) Limiti di età entro cui trovasi compresa la fo rza inscritta sur ruoli. d) Validitù fisica degli ('lementi inscritli noi ruoli. ·Ri spetto :dio stato nttnale il criterio c) non risulta variato essendo mantenuti i limiti di etit entro cui siano eompresi gli in scrit.li nei ruol i del l'eserciLO; migliorata in compenso grandemente la valid itit fisica di tul.Li trnt.i.andosi di uomini più rigorosamente scelti. Hesta qu\nrli ad esaminare la quistione solto gli aspetti a) e b) . a). Ruoli dell'esercito a rotazione compiu ta delta le)!ge. Oggi i ruoli dell'esercito portano inscritte 4 9 classi e cioè da · quella del ·18;)5 a quella del ·187:3, più le classi 18t>4-53- 52, per le quali fu prolnngato l'obbligo di servizio per soddisfare ai bisogni di alcune specialità e di cui non terremo calcolo. Queste classi erano cosi ra~gruppate al ·1° maggio ·1894:
.
'
'
l conlT.omtm l, l,_ f,•rma P categoria ;pccinle l Istruiti -
~3 ~al()guria
0
'
i
l
1
1---
3a r:ntegoria
1
lstr ui ti
l~on istnuti
Tolali
l
Esercito permanente (età 21 a 29 :1.nni)
090,4()2
l
:Milizia mobile (età 30 a 3G anni) . .
308l5U8
l ·148,518
. l
84;1:28
l q,.vf.:O ..
837,0i>7
3:)-,6 (~~ 9
4 ~9,800
Milizia speciale di Sardegna (eta 24 14,:iR ~
a a6 anni) . . . . . . . . . .
l,
.'J.,CH8
20,~8 l t
l l
Milizia terr itoriale (elù 21 a
.w anni) .
-·---
-<.
; 6t;,. ° 11 ·>
•1 99,~ - ~ -,
/.•)··>, 15 ~l ·1
-- - .-
·1,2•12,-,·51 ,.....,..__ _
1,255,908
113,7:'.3 • >
l ~o~.r,.g~s
_ --- - ..
28},170 ! - - - - - - - - - - - -· l
1:61, l f> l
~
-
--20}~fJ58
1' t3:> . :.. . -(·}· ' .)
l
- - - -- t:132,ì05
3,051-,722
----------,
•1 •)·).,. l'C!.·) ,·>·J t,nov
l
~ 1 29
LA. NUOVA Ll>GGE lH ltEC J',UTAMJ•;N'l'O
O raggruppando iu altro modo :
,----l
=--:-===== = = - = Parli\ cumlml· lent e
istruita d i
l'Jrtc
PartP.
plcmcnt•l
•:om·
istr-nfla.
non
1
Esercito permanente
; :n,fH!J
l
R'f., L2R
Milizia mobile . · .
.>08,:,!)8 l
11~,;)1 :i
Ji.. :tfq. l
-HllX
Milizia spceialc di Sardeg na 'Milizia tcrTitoJ·iale
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[ t,ir>5,011S
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10!1,128
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l'"'"'·""j
· ~-- ---·
llond c risu lta uua forza istruita e uti i in ca111pagna l , 0~ 2 , 3 ~-7 lizzubile . 1. nel territo ri o :~ l :~,{i() l L)i scarsa istruzione e Lli:<ponibilc per \ in camp;:gua '?33,(),1..·1 compleruen ti . . ? all'iulemo . 266, .t 8'ì Non ulil izzahile . l ,2!l!l,li86 Abhi;nno per tal modo un euc1rrnu ec~:cs so di uom iui non i:;Jruiti 6 di quelli istruiti e di.sponillili per tulle le operazioni di guerra, soll anlo l ,000 ,000 circa lrovasi in flo r ide contl iziou i per eltt. Se le condizioni generali possono dirsi ,;otlrlisfacen Li, nou è mcn vero che fu n ece~sari o prorogare J'obb!igo di :;ervizio per talun e clas:;i lìno al 1-~· anno per potere soddisfare nlle esigenze milil.al'i della di[C!;a all'interno del paese e pur LUlLitVÌa uisogna c:onfes~are che una metit dei conti ngenti va del tul.to peròuta n ~ lla congerie dell e 3e categorie non istruit e. Ora tfu ando fo:::se appl icala per 119 anni la nuova legge (l datare ual ,, ~95 , teuendo ;t base i coef'ficient.i probabi li e consueti di riduziono delle class i in r:ongedo si avrebbero le seguenti ripartizioni:
2130
LA NUOVA LEGGJJ: IJI &ECLUTA!IENTO
2131
LA N UOVA LEGGE D l &ECLU1.'A MJo:NTO C~lLegoria ordinal'ia Catogoriu. di •·ison ·a h; h·uita e ferme :;pecia li nou lSlruila
336.,5.1.\.1
EsP.rcilo permanente (da 21 a 38 an ni) i61 ,38\.1 Milizia mobile (da 2\.1 a 3t.. an ni) :n3,;J35 Milizia territoriale (da 31· a .w anni) 1) 52,396
·l 5o, 17(i 257,66 11
Donde risulta una forza ist.ruila e uti- \ in campagna ·l ,09.t,,U24 . Ì nel territorio 552,3% lizzabile ili·9,786 Non ntilizzahile
NotCI. - l.!! cifre di quc.,t:L taoollina furono calcolate in base ai sr,gucnti cri teri : t• Diminuzione costante delle claS$i in congedo variabil e fra il 3 •;. nei rrimi
due anni, il 2,5 •;, nel terzo nn no , il 2 •;. negli a nni succeSSIVi lìno :1 ll' 8" ann(l , cloJII' 1 °/ 0 fino al !9° per .le cnto~orie ordinarie , dell ' i ,5 •;. nei primi tre nnui c :LI l' 1 •;. noi successivi nella categorin d1 riscn •a esposta" min<>ri f•ttidw. '2° Contingr.nte or·iginalo r.oonp less lvo llccortato di ·145,000 uomini eh cui fo.U,OOO nIla cntegorin. di ritcrva: 3° Diminuzione di elementi permanenti per circa 5,4.00 uomini. l contingenti di categoria ordinaria snreiJI>ero adunque 1~0si formati acl -'11110 11i servizio co mpiuto. l
' Esercito permanente
Permanenti. t • classe nati nel
\
8 ci•ISSi
"
1 Milizia mobile !. dassi
Milizia territoriale 7 classi
l
37,579 {89~
189t
9~,720
1890 4889
91 ,376 90,S't6
1888
89,46~
1887 1886
88,132
4885
85.~98
·!• d:lSSC n<lti nel 't884 !883
!882 {882
i•
97,000
\ l Tota le 761,389.
86,800
"·'" !
83,798 82,961
.
. • .
.....
rotate 333,'> 3:>.
82,132
classe nati nel iSSO
81 ,3U
1&79 1878 1877 ·18i6 187ii
80,.~98
ISH
76,556
79,69~
78,898 \ Totale 5Si1,396.
78,H O 77,329
Le riduzioni prodotte dalla nuova legge verlerebbero adunque quasi eslusivamenle sulla categoria di riserva e sulla forza della parte non istruita dell'eserciro. poichè fra milizia mobile ed esercito permanente rimarrebbe quasi costante la cifnt attuale di uomini istruiti (diventerebbe di l ,O\H ,U24·), mentre aumenterebbe sensibilmente la forza armata ed istruita disponibile per la difesa all'interno del paese per circa 300,000 uomini, da cui si potranno trarre complementi istruiti, molto più giovani e più validi che attualmente noi siano. b) Istruzione degli elementi inscrill.i nei ruoli. J~ nostro avviso che il migliore indice per determinare la istruzione degli uomini inscrilli nei ruoli sia quello del numero dcl{li anni che i vari indi vidui rimasero sotto le armi e la frequenza dei richiami dal congedo. Le classi che ora costit.ui~cono l'esercito contano oggi i seguenti rich iami in servizio: 3 classi sou.o le armi ·1 cla!<se non richiamata Esercito perm~nente 3 classi con un richiamo parziale e uno -1 a categona ) totale ( 2 classi con nn solo richiamo parziale l tutte le classi meno quella del 1871 chiaEsercito perm~nente ) male ·l volta Qu cateaon a l . . ""' o \ 2 classr cluamate 2 volte Milizia mobile : tntte le classi chiamate due v0lte. Milizia terri toriale : ,1• e ::>.• categoria: tre o quattro richiami di cui però ·due parziali aù alcune armi . .È dil'ficile prevedere la stregua di questi richiami in avvenir·e, ma cerlO essi non saranno minori che pel passato poichè da tutti è riconosciuta la necessil.à ·di aumental'ii e rendcrli fi·e-
. l
quenti . Circa la durata dell'istruzione ricevuta i ·1,700,000 nomini istruiti in cifra tonda si raggruppano così : 800,000 Con istruzione di 3 anni 300,000 » >> di 2 anni . 100,000 di •1 anno . » Yl :>00,000 minor~ di ::.ei me~i )) 1
.,
213B 1.11. NUOVA J~EGt1E UJ ltl!:CCUT.AMENTO
Quale Sè•rehbe il riparto degli individui per durate di istru~ioni se il progeLLo ~l oce nni ave.;;se attuazio ne? · Anzitutto occorre esa minare qual parLt1 d e~l i arruolati della ca tegoria ordinaria :·1Oo, OOO uomi ni) .~arà obbligata al servizio di ·l anno. Tenendo a calcolo i dati delle leve passate noi possiamo (come giit per le assegnazioni alla categoria di riserva} compilare il ;;egnente tjuadro:
l' -
·"'- - ==ii N UIO(:ro
il
JICI'
i ,,l! 11
l 1
l
1
c.l;ts~c
FJl!liO unico di pttdre vivente~ non flssegn<Jto g ià alln c:ntl'gor·ia di l'ISC•rva . . . • • . •
Fratell o di militn r·H in :-;or·viz io Figlio pri mogtlnitn d i pad t'e vi vnn le Altri casi v11r·i ~~ cako lo . . . . .
eli leva.
to,OOO
ao,ono :\dO O ·JO,OilU
l
l
li
Hest;•no 11uindi c:olla fcrrna tli tre auni il7,00C uom1111, J.i cui (JOSsiamo calcola re che 5000 s;mmnu ::;lati ri,·edibili e qu inòi con ferma tìi 2 anni. A rotazi one compiuta avremo perciò : Uomini i.~ tr·uiti con :l anui. ?WO,OOO )\ )) » ':? a nn i. ~0 , 000 )) » » l an no. /00,000 l ,fHO, 000
Il t; onl'routo rm fjrte.ste cifre c le precedenti ò nhbastanza eloquente per d i ~ p cu :;;1re da ogni con~ ider-az i nn e. .
/le{gz:ioni sul
La somma
a~segn ala
recl-t~tam entu
col frilanciu
per mautenimenlo degli uomin i costituisce senza dnubio il fondam ento rlel bilancio militarH e ad un tempo le colonne cl' !Srcole a cui rlevcsi arrestare forzal,llnentc lo svi lnppo dell"istruzione militare. !'{oi partiremo dal co ncetto che questa somma rimanga i n varint~'l clnl bil;tncio 189,1- · 95 in poi sicchè resti provv<>duto a tenere presBnle una forza media di :205, 126 militari sotto fe armi. Ponemo poi a base dei nostri calcoli lo S(~g n e nti ipotesi cile ci ;;em!Jrano non troppo disformi dnlla rea ltà: ·1" Contingente di :100,000 eon le seguenti l'ermo: ij3,000 con :3 anni ~;,ooo con 2 anni 43,000 con 1 anno 2° Pcn1iLA uniformemente dislrihnitc clrrrnnte l' an11o e raggnagliatn ;ti :J 0 /o nei primi due anni e del 2 o; . nel terzo. :1° Congedamento delle classi al :2:; agosto e chi amata allA armi al 5 di cembre. 1~: 0 Elementi permanen ti di :18,000 uomini co n p e rdit ;~ an nua del 2 °/ •. recl utati fr-a i i)OOO che dall'intero co ntingente arruolabi le bisogna detrarre per raggiungere la cifra di 1100,000 . Tali elemen ti permanenti non ~~ esageralo supporre eire si rinnovino nel giro di 7 anni . .\ llora potremo compilare il seguente specchio relativo agli anni ~ 898- 189~ , a ernando cioè la classe nata nel 187:) sarit giunta al terzo an no di servizio e lo compi rit avendo così piena attuazione la legge.
• Permanenti
Clnssc •875
Classe 48i6
Classe i877
Classe t878
Total e
-l
l
-- -
o
l'
E--
zt:l
1o dicembre 1898
lo-(
38,000 .·r9:r ',.:..o
49,850
5~,390
100,000
243!240
49,750
~)5,210
H9,~80
2'i2,695
~7,850
4H,650
[)5,090
99,560
2~2,150
.
:iì,7Tf>
49,550
5t,!l40
89,310
24'1,605
• l
'
37,700
~
1.9,·t<> t'"O
5'1-;;~o
99,120
241 OGO
ll
37)625
.}9,350
f>lf~ 1-0
98,900
240,515
3i,55fl ~- q ~ 1,·• n
49 250
5l.49U
98,680
239,9i0
49,·150
5},340
88,460
239,425
37~'~00
4U,050
5'~,wo
98,24·0
238,880
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11° giugno '1899
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50,:~00
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30 250
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55,1)!)0
t36,090
30,175
50,000
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1351715
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l 1° novembre '1899
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11° dicembre 1899
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settembre l89D
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1o oUobre '1899
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'l
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'
100,000
213,2{0
I,A. NUOVA LEGGE DI REC.IAJTA!!ENTO
2135
Donde risulta un periodo di 9 mesi l~On forza ma~sima oscillante da ;Z/~3,2Hl a 238,880 ossia in med i<l il't·'l ,060. Un peri odo di a mesi di forza miuima da 136,Hi5 a ,13o, ,'7;J5 cioè in media di ~130,0\.)0. Venendo al calcolo della forza che in tùl modo occorrerebbe Lli· lanciare in un esen~izio finanziario avremo :
239,425 per :li giorni l, l 238,880 per 2i) giorni 1Il Agosto. 1·136,k65 )} (j )) Settembre 136,090 » 30 )) Ottobre . '136,ono » 311 )) Novembi·e ·135.745 » 30 )) )) 5 )) • ~ 1135.7-1 i) D11:ernhre ·l 9.-....:L·t. " · 0 ,. 3 , ... :I.0 )) 2(1 }) ) Gennaio. 2.1-:?,695 )) iH )) Febbraio 2-12,4 50 )) 28 Marzo 2 ~·1 ,605 » 3'1 >> Aprile 24-'1,060 >> 30 )> i Maggio 24·0,5'1 ij » ~l-1 >> 1 l Giugno 2:39, 9'70 >> 30 » 1 La difl'erenza esistente fra questa e la fot·za che appare bilanciala pel '18~H-95 è all'atto insignificnn te e vi potriL essere provveduto senza diflìc.oltà con un breve ritardo nP.Ila chiamata alle armi del contingente nuovo, tanto più che qualche perdita si verifìca anche all'incorporamento. Luglio
l
La legge ché abbiamo preso in esame contiene come gii1. dicemmo alcune altre innova;r,ioni di cui non sarit inutile prevedere la portata, chè quantunque non interessino il reclutamento in genere sono fattori utili da tenere a calcolo nello apprezzare il valore del disegno presentato dal ministro Mocenni . . Ci limiteremo alle pi ìL impor-
tanti. At 1-" àicemlwe !898. - La classe ·1875 avrit penluto il 6 °/0 •lcgli uomini con 3 anui. cioè . L:• classe 1 :•vrà perduto il 3 °/0 tlegli nomini con 3 anni, •~iot'; !,550 l876 l ' o il 3 °/0 » " 2 > • t 50 Nota. -
3,t20
2136
LA NUOVA LEGGE DI RECLUTAMENTO
L A. NUOVA LEGGE DI RECLUTAMEN'rO
lJecent·ramwto elci s&rvizi di leua. Nelle leve dell'ultimo quinquen nio si euhero in media annualmente le seguen ti spose di leva; A cm·ico dt•llt• provincù~: l'er indennitil di ''iaggio a sindaci e segretari comu ndi per reca rsi nei capoluoghi di mandamento per l'estrazione a sorte e nei capoluoghi di circondari e provincie per l'esuma o arruolamento ii80 ,000 Per st ampati . 77 ,000 Per all estire locali, ~uppellett.ili , e cc~ .:r2,ooo Per spese diverse 90,000 '
A can:co tld ;Jfiniste?·o tlell' intrnw : Per indenni tit di viaggio e soprassoldo ai rr. di eo111rnissari rl i leva. . .·1 enrico rld ilrinisltH'O della .1111.!1''/'a: Per in dennitit di viaggio ai carabinieri reali per assi;;Lere alla estrazione a sorte Per indenn itù ai medesimi per assist~re .ai l~o n ~ sigli çli leva . . . . Per indeunitit ag li inscr'itti per rccar,;i ai di sLr·etti o da questi ai corpi . Per onorari n medici civili per· vi;;ite Per sta mpati Per cura o trasport o degl i in sc!·itti. so.tto~o~t·i a osservazione . . . . . Per indennitit agli uffi ciali coma ndati allo operazioni di leva. . . . . . . . . . . Per soprassoldi agli ;;crivani. l'er spose diver~o .
7'i\l ' ()()()
R:2 ,000
12,000 1.000 l ,OO'J, OOO :),000 li,OOO
,i.:;,ooo 80,000 ·12,000
4.,ooo
, '175 000 Per effetto del decenlramento e del la sempl ifìcatione r:ei se,rvizi succederebbero le seguenti economie :
2137
Per le provincie : Per la quas i totale :;oppressione doi viaggi dei sindaci e segretari comunali almeno . 450,000 Per mi'nore spesa di stampati, essendo soppresse tutte le operazioni di estraziene . H,OOO Per minore spesa di all~timen to di locali limitandosi a quelli solo necessari per le commissioni di arruola· mento . 6,000 Per minori spese eventnali essendo diminuito il m·ovimento delle autorità 55,000 5·15,000
T>er il Ministero dell'interno: 52,000 Soppressione dei viaggi pei commissari di leva . Per il Ministero della guerra: 2,500 . l)er diminuzioni di spostamenti dei cal'abinieri renli 4,000 Per· cessazione di visite di medici civili . Per minore numero di inscrilli sottoposti a osservazione, essendo diminuite le cau$e di simulazione e aumentati i 15,000 requisiti di idoneità Per mi nor·i indennità ad urficiali , che funzionano solo :JO ,OOO nelle com mi ss ioni d arruolamento 31,000 Alla sensibile economia complessiva di circa 600,000 lire su una spesa totale che oggi è di 2,000,000 di lire, corrispondono poi : Una maggiol'e celeritit di operazioni; ~linore disagio degli inscritti; Minori movimenti delle autorità e quindi minore inciampo agli nitrì servizi ; \laggiore larghezza di tempo concessa alle operazioni di leva; Minore ingerenza delle autorità militari nelle funzioni civili della leva; Ln difesa dei p:·opri interes~i agevolala in ogn i modo agli inscritti, i quali hanno per loro conto maggiori garanzie nell'intel'venlo di un membro della magistratura. ·1 35- ANNO l XXU.
2138
LA NUOV A LEGGE DI
RECLUTAIIIE:lfTO
Jnsct·itti 1·esidenti all'e~te1·o . .:..._ Renitenti. · Se consideriamo le classi dal 1863 al 1872 noi troviamo sognati in esse i seguenti renitenti : 9,884 Classe 1863 )) •1864 9,802 )) 14 ,055 ·1865 )) -1866 111,529 11867 )) ~1 2, '148 11868 )) IJ.2,77i) )) '18G9 20,077 )) 1870 19,436 )) tJ87:1 22,353 )) 1872 20 ,099 1
1
1
1
Totale H9: '1o0 cift'a veramente g-rande la quale va divisa cos1: a) Renitenti nIla leva residenti in . Italia, veramente intenzionati di evitnrne gl i obblighi ; ù) Henitenti alla leva residenti all'estero e che non vollero nhbandonare i paesi di immigrazione; c) Ren itenti ritenuti tali senza esserlo ett'ettivamente (morti inscri1ti sulle liste ma sconosciuti, per errore ecc). La prima categoria rappresenta il vero reato e coloro che se ne resero colpevoli possono essere considerati in avven1re come mancanti alla chiamata . La seconda categoria verrà a cessare qualora si accordi ad essi il rimando di leva in leva successi va e la cessazione dal servizio. La terza categoria viene naturalmente a perdersi col procedere degli anni e delle naturali correzioni ai registri dello stato civile. Non è punto art·i schiaLo lo asserire che . dopo un cler.ennio tutti i renitenti che non sono all'estero sono o amnistiati, o incorporati e che in un quinquennio l'eliminazione dei renitenti per eiTore è completa. ln base ad un calcolo approssimativo sì po-
LA NUOVA LEGGÉ DI RECLU'l'AMENTO
trebbe facilrnenté asserire che la ci fra di H·9 ,'160 potrebbe cosi ripartit·si . 4.0,000 Dichiarati renitenti per errore !1,000 Renitenti effettivi esistenti nel Regno · 1 00,000 Renitenti all'estero
449,000 Ora in un decennio noi ahbinmo creato colla legge vigente un gruppo di 'l 00,000 italiani che per· molli an?i non ~otran n o rientrare in 1erri torio nazionale e lascieranno at loro hgli memorie. citlaàinanza e forse sentimenti diversi da quelle della madr~ patria. Mentl'e militarmenle non è di dan no esonerare dal servizio costot·o, che giit non lo avt·ebbero in trapreso !o stesso,_ moralmente e socialmente è assai raccomandabile che c1ueslc emi.,rali anzichè considèrare l'llalia come nn lnogo da fu ggirsi ven;ano a recarvi tt·anqnìlli i frutti del loro lavoro e educhino a sentimenti patriottici le loro famiglie. Qu esto provvedimento non mancherà certo di inlluire come fauore di emigra1.ione e questo riteniamo che nelle nostre condizioni economiche e demogranche non sia certamente un danno, pnr~hù agli emigmnti non sia preclusa la via del ritorno.
A·rnwlam.enti ,,olonta1'i. 11 volontarialo di un anno nello stato attuale por·ta al bi lancio della guerra un inll'oito medio, per somme versate, di un _·milione e 500.000 lire ci rca. Questa som ma andreb be perfetta'. men te perd~ta in avvenit·e per quelle altissime ragioni sociali che prima accennammo. Vi sono però alcuni fa tti militari che valgono grandemen ~e ad attenuare l'impressione che la perdita potrebbe produrre. Nottamo quindi:
.
.
:1• Che di :J368 volontari d t un anno che lacero serv11.10
dal 'lo novembre '189·1 al 3'1 ottobre ·1892 soli 33 ehbero la ·nomina o l'idoneitil a ufficiali di complemento - e quesl<.L esigua proporzione si mantenne pel passa lo rostnnle.
2140
LA · NUOVA LEGGE Ul RECLUTAMI~N'J'O
I.A NUOVA LEGGE D I RECLUTAMENTO
L'islituziona vi eue tjniudi a mancare completamon le al propt·io scopo, cli utoslrando che il n o lo dei volontari non possedeva i requi~ i ti di coltura etl in telligenza che giustificano il trattamento di fav ore a lvro ri gua rdo e che dovrebbe arrecare henertcio nll'e;:ercitn. 2• Che lo Stato non spende meno di 500 lire per ogni volonta rio nel l'auno ùi servizio e quindi la perdita reale si ri· duce ci rc:a della metit :3• Che nei pi•>Loni allie\' Ì ulliciali si ascrÌ\'Ono annualmente circa DOO in divid ui, aventi tito li di studio e che di qnesti circa ();jo sono pro111oss i ulliciali di complemento. Applicando i nu ovi concetti è indiscutibile che il volontariato di un anno vcrrit assun to quasi in totalitit dai 900 alli evi ul'ficiali di 1:omplemento e da pochi altri degli :1ttuali volontar i ùi un anno, cioè (!alla parte veram ente colta e mit.;liore del contin gen te. L' istituzi one sarit soltanto allora una veril c reale proteziono agli stud i e unn l'onte di ottimo reclntameoto di ottimi ufliciali di complemento, mentre lo Sr.al•> realizzerà ancora una sensil,i le economia nella unka durala del servizio rispetto a quello degli attuali :11l ievi uffi ciali rli complemento . Il d.mn o economico ridollo perciò a minime pt·oporz.ioni sarit largamente compensalo dal vantaggio mil itare e morale tratlo dalla innovazione.
lla/Jàme. La nuova leggè l\ mollo generica sull'a i';!Otn ento delle rarrerm e. Questo lrae origin e giustificata dal fallo che lt rall'erme non sono oggi corno per l'acldietr·o il cotTispondente dello esonerazioni e degli ;;ca mhi, morcè dena ro, di catego ria o di nnmer·o, ma un sempliee l'enomeno d i rocl uta mento an P lo go ali 'a rruolamento volontario. La legge del ·l ~!)4. dovea ueeessariamente stabilire norme legislative, poic:hù i prem i di ra(l'erma erano tenuti in preei;;a corrispondenza del lu tasso cl'csonerazione e eli st'Nrnbio; cessato ogni dirninnz.ione di ouh lighi mercè deuaro t le conseguenti enl.nll.e, le
..
214 l
disposizioni legislative occonenti per le rall'enn~ troveranno in altra legge fede più a(latla e più conforme ai bisogni odierni dell' esercito. Le attuali norme per la concessione dell e rafferme si inspirano nella loro essenza al concello della anz.innitil di ;>ervizio ed al desiderio di provvedere al reclutament o dei sottulliciali occorrenti all'esercir o. Noi crediamo che questo concetto non debua, nè possa essere accettalo nello svoigimento odierno degli eserciti. Ed infatti cosi intese le • ra!Terme si traducono in un ingente aggt·avio al bilancio militare, e nel popolamenlo con sottufliciali molto anziani (in genere furieri mag:.:ior.r) di Lutti gli ullici, direzioni , seg reterie ecc. di cui è tanto rièco il nostro ordinamento militare . Lasciando a parte le rafl'erme dei carabinieri reali, conseguenza dell'ordinamento spec iale dell'arma, noi consiùer.inmo: 'l • Che nei ruoli dell'eserci to. fignnwano a l ·l o gen nato •18\H 7;38;l raiTermali a cui si pagrt un premio CO$Ì sudd ivi si: raiTermati con premio , secondo la legge '14· giugno :J87.i ·: 43H; Sottufticiali raJTermati con premio, secondo la legge '28 giugno ·1891 : ~124.9; rafl'erma ti con soprassoldo : 1)695. e di costoro almeno alla metà spellano due ralrenne con premio mentre i soprassoldi alla 3a delle categorie sunnominate ascendono alla egregia somma annua di ·l ,2:!i1,000 lire circa. 2o Che l'esercito permanente contava sotto le armi ed in al l" ma•raio ·18\H (esclusi i carabinieri) 2·1, 7:35 sottufCo urredo n <"ò ficiali e oH5,266 capo rali SLl 659 ,060 sol dati sempl ici ~(co mprese le sèconde categorie istrui te) il ch e r.orrisponde ad un inquadramento di nn sottuffiriale per ogni :30 uomini , e un caporale per ogni 6, cifra. certo esnuerunte :~ l bisogno; :1• Che dei 'l :1:;,'26() caporali almeno 20,000 erano caporali maggiori che avrebbero potuto henii;simo sosti tuire altrettanti sergenti ; 4·" Che lo Stato deve ancora pt·nvverlere all' impiego di sottuffìc:iali co n ,13 anni dì servizio in cifra consitlerevnle: '12G7 . E da questi elementi lmgghiamo argomento por invocare una
2142
~A
riforma di ordinamento che a nostro avviso sarebbe veramente proficua, e cioè : l 0 Abolizione del grado di caporal maggiore; 2° Nomina di sergente ai militn ri con 3 anni di ferma: ~Jo Rafferme concesse in numero limitato in oase solta;Ho ai meriti personali degli individui e limitatamente a quanLo occorre per il reclutamento in pace dei furi eri e furi eri maggiori . Con questo avremmo i ,seguenti vantaggi: ·l " Miglior proporzione fra i graduali ed i soldat i n~lle classi in congedo; ·:ao Maggior economia ed al tempo stesso possibilitit di aumento de i soprassoldi di rall"erma; a• Raggiungimento del vero scopo delle attuali leggi :;ul reclutamento dei soltufficial i; 0 -1: Possibilitit di diminuzione od abolizione dei reparti al·liev i sergenti il cu i funzionamento non è dei migliori, se si ticn conto che in media sn ·100 ammessi a quei riparti si ha questo risultato: Promossi sergenti e considerati ottimi ·15 •; . » » >> buoni 35 % » » » mediocri 30 ·;. Non promossi . 20 % qu antunque non si proceda con eccessiva severità di giudiz io.
diSI}fjnG
di legge Pellonx.
Non sarà del tutto inutile presentare i risultatr analoghi dì uno studio di si mil genere sui risultati che avrehbeJ avuto la legge presentata dal ministro Pelloux secondo le previsioni che fece la Commission e parlamentare incaricata di riferirne. Contingente disponihile l.otale previsto 340,000 ( Rivedibili . 80,000 Diminuiti i B.iformati . 1.>3,000 ~ n enilenti . 1:2,500
j
B.esta contingente arruolabile
D'a dividersi in
75,000 Categoria di riserva » dei servizi sussidiari· . 20, 000 100,000 » ordinaria. Forza dell'esercito a rotazione compiuta 540,000 E:;ercito permanente 764 ,389 144,000 250,000 Milizia mobile . 333,535 57,000 uo,ooo Milizia territoriale . 552,3!)6 ·l \3,000 1
Calngoria ordinaria Servizio ausiliario istituita non Istituita
'195,000
Categoria. di riserva
( in campagna 1,094,924 Forza istruita e utilizzabile ~ all'interno 552 ,396 Forza non istruita e quindi non utilizzabile '' ,526,000. L'elemento inutile comprenderebbe circa 800,000 uomini in più. con 3 anni 656 ;000 Grado di istruzione dei contingenti
l
con .2~..anni 820 ,000 con 4 anno 46~ , 000 l ,640,000
Fo,r.za bilancùtta al 3° anno. llta1"ZO Congeclamento 1• nooembrc
Chiamata 1•
·l O, 000 per '' anno Riparto del contingente ~iO,UOO per 2 anni \ ~,0,000 per 3 anni
Nota,. Gli eff'etti del
2143
LA NUOVA LEGGE DI REOLUTA'MENTO
NUOVA LEGGE DI RECLUTAMENTO
'2144
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c: ..,= E ..... l 0..
l
RECLUTA~fENTO
2145
l Classe ~876
~817
!875
l
1878
:18,000
38,000
87,8H
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-
1° Aprih;
37,~)25
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!-)7,780
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:!7,8.50
:l7,8iJO
87,~211
!l9,')GO
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. , 37,775 . 37,700
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-
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R7,o:w
9!),1 20 98,900
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1
LA PRESA DI SUSA
l 2fll,6:10
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Introduzione. Le pu/;/lticaziom· di JUt1'te f ran ceSI! rct~.~tiVti allrr, ctm tp af/1!11. del JU!JO in Pie111onte accttsauo t' eset·cito del d1ecr" di Savoia di csset· stMo p assivo spettatore delia presa di S tesa, qaellt• di 111tde ·11ost·r a mm pt·e.~et~tano clw poco f ondate ,qiu.<tijica:ziuni i1e Ji1'0JJOsito, mentre ttlclmi dowmenN inediti degli At•cMvi ili 8tatu i1~ 1'01'ilto o.ff'roJw mnpi pat'#colat"i, lttti a r ishtbilirc la Vt•t·ità su fJ.It<'Ì jittti ed a cM a·
S OM MAHJO. -
t•ir·ne i '!Ieri responsctbili.
Forza m1 n1ma med ia •157, 875 per q. mesi. Forza massima media 2G0.730 per 8 mesi . Fon a media bilanciata con questo sistema 22i ,555. A tale eccedenza occorre •·iparare con congedamenLi anticipati per 8,200,000 circa giornate di presenza, pari alla somma occorren te per mant enere .H>,i:>OO ttomini per 6 mesi .
x.
* * Nella prima metà di novembre dell'anno 1600 Ca.tinat, generale in capo delle truppe francesi in Italia, sparge la voce di voler sospendere le ostilità per portare il sno piccolo eser cito a. svernare nel Delfinato, o fatte ripiegare dalla pianura le sue truppe verso P inerolo la avvia per la valle del Chisone nell'intento di spingerle improvvisamente per i colli delle Finestr e e del Sestr ières all'aLtacco di S usa.. La colonna princip<1le, dir etta personalmente da Catinat sor prende di pr imo slancio nella sera élel 9 novembre la g uardia del ~rincerarp.en to ul colle del'l e F inestre, ricaccitt un secondo posto avan>mto al Colletto c scende sopra Susa dove non incontra altra resistenza che q uella della Citta- . · delhL, la, quale ridQtta a mal partir.o pBr lo seoppio di nn deposito di munizioni, capitola il 13 novornbre mentre a
2146
2147
f,A l'l!ESA DI StJSA
LA p r!gSA JH SU!:ìA
pochè ore di distanza e con una parte delle truppe in vista di Susa sta inattivo l'esercito del Duca d i Savoia e dei suoi alleati imperiali e reali d'Austria e di Spagna. Tali appaiono nel loro complesso i fatti dalle due opere storico-militari di maggior momento di parte nostra e francese quali la « Storia. militare del Piemo~te del conte Ales-. sa.ndro di Saluz~o » ed i « Mémoires et correspondance du marechid de Catinat ~' messi in ordine e pubblicati colla scorta dei manoscri~ti autografi ed inediti da Le Boyer di S. Gervais. Mentre poi in quest'ultima opera si aggiungono molti particolari ed apprezzamenti i qua,li pong ono in ca t ti va. luce l'operato dei nostri ed in pa,rticolare l'azione del comando dell'esereito, nomina.lmente ten uto dal Duca di. Savoia, nella prima si sorvola eon poche parole allo :-;volgi· mento elci tristi fatti di quei g iorni, e per quanto il nostro S aluzzo si mostri convinto nello attribuirne la r esponsabi· lità ag li alleati tlpagnuoli, non riesce tuttavia colle sue asserzioni a scagionarne il Duua eli Savoi<L, poichè i mpieg<~ a-rgomentazioni che non reggono ad una sever a critica storica. Negli altri scritti d'indole militar e e più ancora in quelli d'indole politica o si sorvola o si ripete quanto è riferito nelle due opere sopra citate. Questo stato di cose ha generato in me il convincimento che non siano stati prima. d'ora consultati alcuni documenti importantissimi che io ebbi la for tuna. di esaminare sfogliando un grosso mazzo di carte relative ad imprese milit ari, non ancora classificate, negli archivi di Stato di 'l'orino.
presidio del forte si dibattevano contro un soverchiante
+
* * Il fa tto più grave emergente dalle memorie d i Catinat è l'inazione dell'esercito del D uca d i Savoia e dei suoi alleati, rimasto i mmobile a poche ore da Susa, per quattro intere giornate, durante le q uali la difesa avanzata ed il
nemico. Nel tomo l" di dette memorie t.roviaroo, a pag. 163 « Il « fant remarquer que l'armée ennemie était ca.mpée à une (< lieue et demie de Suse, ce qui fit .iuger à Catinat qu'~~ « voulait défendre cette ville dans les formes » - E pm innanzi, dopo un cenno sulla resa della cittadella di Susa (Forte di S . Maria) « La conquete de Sns~ ~\larma tou t le « Piémont, et le clv~ de Sa~;oye ne c mptatt pas qne nons, « fi.nirions la campagne par un si bean coup. 8on ar·r.nee « campee, en par·tie d uue, cler'l"iè,·e celle ·ville, l~ lwssa « p 1·(mdr·e sans I[U'elle pm'1Ìl a'ooi?· enliie de la_ defendr·e; '- l es enne mis s' occupdr·rint, settlemenl (l) i~ counr sur no::; « marandeurs et en prirent q uelques um; ». n SaJuzzo che ben conosceva l'alto SC;lutirnento di ,f ou· ~roifensiva di Vittorio. Amedeo II e del suo gmncle (2) consig liere e cugino E ugenio di Savoia, ritenendo assolu_tamente i mpossibile u na sitfatta condotta da ?arte loro _cerco eli :-:;uagionarneli, ma venne meno nei. rnezzt r.ox~e ns~lt~ dalle segtien ti parole che, se sono vere per le. mt~nz10~1 attribuite al D uca. di Savoia, non sono esatte c1rca 1 movt· menti di trnppa ai quali accennano, nè g iuste per gli apprezz-amenti a carico del governatore di Susa.
(l) Pare che C<ttinat voglia con •1uestc parole
allutle~c, scemandone J"t:lretto·'· ad. ~u:
~o"OIItO di mano fortunato dal Principe Eugenio di Sa vota, Il liUale ~Orfl~e;.c e ~coniJs.-;<.
colla sua cavalleria, presso Cumiana, un distaeca~nento rr~nce:e•. .ntoghendo:~' 11 boL· ad ogm ec. e."o• saççhcg.,mndo ed t.1110 ratto ..• n1voli • dove i francesi erano t;.lScCSI . . r1alzò · • 1 le· incendiando la cittil . Qucll"ardito atto del PrlllCIPC g1·anr1emen t e ·1 • m01a e< 1 nostri sul finire rli quella disgrazi:tta campagna. . . (2} Giova q ui ricordare che il Princir•e Eugen io Ili S:tvota, 1! 11ualc nel •690 non co n· &ava che i 7 anni di etit (e cioè soli tre anni rli piu r.l•c Vittorio Amedeo Il) aveva gu1acritU: 1 t orande fama c ratto una grand~ espel"ienza di gu~rra ne1 prccedentt sette anut ~tc~nti~uc lotte, durante le quali aveva co minci:lto, a soli ' .o anni, nel 1683, col conqut· star~i sttl campo di !:> attaglia il gratto di CCIIOnnello. Egl• g ua<lagn.ava~• pm nel 1685, alla IJattaglia Ili Novigrad, il grado di maggio•· generalo o nel ·1687 ali ass~l to tlt Harsa~y 11'ud lo di tenente ~enm·ale. Nel t69ù lo troviamo rivc; tito (Iella o;:mca, d1 so tnma dtstlll· • .ZIOU · 0 111 'Lt't ··,,. <li o~enerale Ili cantlleri a. Sc tlc.. rorLunate c;un J)a!(nO e quattro r\ • 1 n) • p!!IO· . rioso rol'i te riportate nelle drcostanze piu IJt•illanti davano gia. a questo g.o va~te · nn· cille tutto )"ascend ente di un generalo provr. u.o o ne formavano nat~rahncnte ti pmdt· Ie~to cosig liere del suo giovane cugino, il qnnlo solo .ta qunttro an m avlll'a <tssunto ti potere.
214'8
I.A PltESA
!.A l'IIES .\
DI SUSA
« Le duo de ' Savoye, scrive il Saluzzo, avait envoyé « vers Suse le général de Louvigny avec ordre de fort;ifìor « plusieurs postos qui en rendaient l'approche difficile: il « y aurait conduit l'armP.e entière, dès qu'ou lui apprit les « mouvements de monsienr de Catiuat: mais sur le refus
« des E spagnoles, il marcha à la tet;e de ses seules troupes .. « Cependant le comte Loza ne donna pa"! a.u secours le « temps d'arrivar; a.près s'ètre enfermé dans le chii.tea.u, « en abandonant la ville sa.ns resista.nce, il s·y defendit eu(< core très mal ».
L o stor ico piemonte::;e avea troppo fede nel tenace carattere di Vittorio Amedeo, nel :mo sentimen~o della dilosa ad oltranza, per non cercare di scagionarlo da ogni Lraccia di inen1ia. Esso intuì giustamente che altre cause avevano dovuto imporsi, ma si limitò a quel semplice cenno sul rifiuto degli Spagnuoli. Ben altro avrebbe egli potuto as~erire, se avesse avuto conoscenza della « Relazione della presa di Susa » esistente fra le carte degli archivi di Stat o, nella q uale sono r iport<tte le insistenti e ripetute richieste f~ttte da Vittorio Amedeo al generale Fuensalida per energici e pronti atti controffensivi. da tontarsi prima e durante l'attacco di Susa. Dagli stessi documenti, concordanti in questo con le coso narrate dal Ca.tina.t, avrebbe il Saluzzo .riconosciuta inesatta la P,ropria asserzione : c:he il Duca di Savoia, app1•eso
il ?'i(iuto degli Spagnuol·i, ma1·ciasse ananti colle sole sue t?'Uppe. Ed infatti ebbe luogo ;come vedremo più in nanzi) nella giornata dell'H novembre un movimento di poche truppe condotte dal marchese di P ianezza verso Susa, ma non inteso ad <ttto offensi vo, bensì. a dar protezion(~ e raccogliere la truppe mobili della difesa di Susa alle quali per insistenza del gen.erale spagnuolo si era mandato nella. sera del 10 l'ordine di. ritirarsi, abbandonando i posti che ancora occupavano 1.1.ttorn.o a Susa. Ove quei documenti inediti fossero stati noti al Saluzzo non avrebbe egli lanciat.a poi una così grave accusa al conte di Loza govornatore eli Susa e primo per can ea fra
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le a.utorit~~ che tra.tLarouo della resa. Come infatti vedremo la condotta di questo gentiluo1no avrebbe potuto bensì essere più fortnna.ta, ma non più corrett-a... por <1ua.nto abbia sempr e torto un comandante che capitola. Ed a questo proposito mi g iova notare come il Loza, sebbene sfortunato, sia stato più benevolmente giudicato dal Dumont il ctnale scrisse (l ) poco dopo questi twvenirneuti « L <\ gamison du « Chateau de Suso obbligeat-elle roonsienr de Ca.tinat de « lui accordar une ca.pit.ulaLion houon\ble, et le comte de « Lo?:a, qui comma.ndait dans cettc phwe, y acquit cle la
«
?'ep~'lation ».
Come risulterà dalla narra:tioue ordinata degli avvenimenti, se anche la. capitolazione del fort;e di S . Maria avesse ritardato d i uno o due giorni, (ed era i l massimo che se ne potesse aspettare nelle condizioni del momento) ciò non avrebbe mutato sensibilmente la sit;uazione generale, preaiLldic<tta OTavemente da ben altre ca.use. o Gli storici non militari (anche i più at1torevoli e diligenti e fra questi lo stesso nostro Carutti) non forni rono mag· o-i01·i notizie suo-li avvenimenti militari che formano oggetto .., o di quesco scritto ma si limitarono a ripetere presso a poco le parole del Saluzzo o del Catinat.; ciò che una volta più mi conferma nella idea che i documenti citati iu questo lavoro non furono prima d'ora consultati da alcun pubblicista. Ciò premesso, io mi accingo colla scorta. dei citati doc~ menti, a rifare una pagina della nostra storia. militare. E una pagina modesta, riguardante un periodo di durissime provo a d i sventure, ma a mio avviso non meno ricca. di ammaestramenti di quello che possano essere le pagine più brillanti per fe lici successi della armi nostrfl. Nè credo di esagerare asserendo che sotto certi riguardi così tecnicì come morali essa possa riesciro particolm:mentP. intoress<tnte t\l tempo nost.ro nel quale è tornata. iu onore (t ) /li~tMt·•~ ;1/ilil. uu Jlri KcC Nti(Ji!lle dtJ Scu>oie, du l'ritiCP. tl~ :J/(I!'lbOl'tlti[JII cl tl lt
Pt·inçe de Nassau • Fl'ise • A la Haye 1729.
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l'idea di profittare energicamente delle condizioni difensive e controffensive delle nostre Àlpi; e me~tre, d'altra parte l'opinione pubblica, spesso in balia di nervosità morbose, ed eccitata in modo malsano dai tristi speculatori della Borsa e della Stampa, ha bisogno di ri.temprarsi nel ricordo di quanto ha saputo fare, or son due secoli in questa nostra Italia., un popolo onesto e fiero, amante della indipendenza, fedele ad un priucipe devoto alla patria; lottando in mezzo ad una situazione delle più disastrose, col paese devasta.t.o e rovinato da un'invasione straniera imbestialita nel propo· sito di spegnere cogl'incendi, coi saccheggi e colle stragi il sentimento nazionale. · Non impari, per la tenacia nell'amore di patria e la fede nella resistenza ad oltranz::t, ai nostri padri ant ichi, che frustraron o l'opera di Brenno, di Pirro, di Annibale, dei più terribili invasori d'Italia, 1 nostri P iemontesi del 1690 diedero aci amici e nemici la più nobile prova delle attitudini del nostro popolo a resistere, ma.lgrado la miseria e gli orrori di una guerra. spietata, ad ogni prepotenza straniera ; e videro uscire dalla lotta il loro oaese libero, e il loro D uca aggiungere alla nominale cor ona di Re di Cipro quella effettiva di H.e di Sicilia, mutata poi in quella, di Sardegna, felico presagio alla unione delle sparse membra d'Halia in nn unico Stato.
..
CAPO I. Sguardo riassunt ivo all a campagna del 1690 in Piemonte.
Speciale f ;i/e?·esse o.!!'e1·to i1~ questa campagna dal vitto1·ioso eseMpio di 1·esi.~tenza ad olt1·anza conl1·o tma i·m;asio11e vr rame·nte wmdalica. - t valdesi. - Difjìcile sitterrzione j)Olitico-milita1·e del ducato di Sa•eoia azh·m'zio della gutwra. - L' o.fl'ensiva di. Catinat n ·assu·nta 11ei suoi atti p1'i11CiJl(t/i e ta cont-ro./!msiva di Vitto1·io Ame· deo II. - Pe1w1~ve1'anza del .Duca nell'utilizzat·e la fortt: tJosiziom· t;;mh·ale appog,qictta at Po fra .1'orin" e Vitlaf'nmca, e 11el rio1·di na1··vi l'esercito dopo ltt {1atta1Jiia di Sta/J'M'da. - Pt·onta iniziativa del Duca nel lasci a1·e quella jJOsizione pe1· c0?'1't!1'tJ ltllo sbocco di' Val eli St~sa mJl morttento i·n cm: r?atinat volge l'otl'ensivtt JiiW i ?I!Ortti cont?'O Susa..
SOMM ARIO. -
Per il compito assuntomi di rifare, colla, scort~'l. di docu: menti inediti una pagina della nostra storia militare, potrei passar e senz'altr o alla narrazione dei fatti che dirett~mente riguardano la presa di Susa. J1a sot~ diver~i asp~tti ~r~do utile riassumere assai brevemente gh avvemment1 pohttco· militari che determinarono la situazione del momento e ri· corda,re per sommi capi nelle loro linee generali le princi: pali fasi della campagna che ebbe per epilogo la c:W~ta dt Susa · campa<Yna non priva di utili ammaestramenti, s1a per il o-r~nde ese~pio di fiero patriottismo col quale, nella difes: ad oltranza, Il nostr o popolo rese vani gli eccessi van· dalici dell'invasore straniero, sia per il savio impiego stra· tegico dei nostri mezzi eli difesa. Ed infatti fra gli utili insegnament,i che emergono dalla storia di guei giorni non potrà sen:?.a delitto di lesa civiltà. essere dimenticata la dimostrata im~tilitd degli atti c?·udel·~ di una guerra« sans rnerci et sans souci )) quale'qu~lla ordinat a allora dal primo Ministro di ~'rancia, L ou vo1s, nella
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presuntuOSlL pretesa di -arrivare coi sacchegg i, cog li incendi, col « Bntlez, brulez lo~~jours » colla dev<tstazione la più spietata, ad a vvilire il nostro popolo riducendolo all'ultima. m1sena. I pad ri nostri risposero fieramente a quell e incivili offese stringendosi attori-w ai loro pr incipi e dimostrando nella più fiera r esistenza ad oltranza come l' antica fibra romana fosse in essi sempre salda e vibrante. Et hoc forsan meminisse j uvabit... oggi che fra. scrittori francesi di cose d i mare f~t capolino una piccola. scuola, la quale ponendo in non cale le tradizioni cavaller esche di quel glorioso paese, tenta di rimettere in corso per la g uerra mar ittima quelle stesse teorie barbaresche che il L onvois applicò allora in Italia e nel Pala tinato. I fatti che mi accingo a narrare segnano il tet·min e di nna ca.mpagna iniziata a primavera col distacco d i Vittorio Amedeo li dall'allean7:a colla F rancia, d iventata insopportabile per le pretese di Luig i XIV, isti gato dal Louvois a spadroneggiare senza riguardo ed a disporre come in casa propria, in t utti i suo i rappor ti col Duca. di Savoia. IL Re d i F rancia, dopo avere ob bligato questo suo alleato a partecipa.re ad una feroce g uerra di religione contro i Val d esi, coronata da ll'esodo di questi nella Svizzera, dopo avere prevenuto il Duca di Savoia nel sospirato possesso di Casale, di cui Luigi XIV aveva ottenuto la cessione a preezo d'oro dalla famiglia dei Gonzaga ; dubitando che Vittorio Amedeo potesse nella prossima guer ra eontro Austro-Ispani ed Anglo-Olandesi, a prire al nemico le porte di 'B'rancia, sollevò nella primavera del 1690 pretese tali che ove fossero state accolte avrebbero ridotto il ducato di Savoia ad una semplice espressione geografica, mettendone 11 principe in assoluta balia della Francia, a g uisa dell'odierno Bey d i T unisi. Basterà ricordare che Luigi XIV, dopo avere stabilito un distaccamento di sue tru ppe nella s t(~ssa · 'rorino col pretesto d i nna gtmrdia al suo ambasciatore dopo avere fatte pè~ssare, fìssauùono arbitra l'ÌR.meu te le tappe, snl territorio
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del D uca., le truppe destinate a dare il cambio alle g uarnigioni de l Monferrato, :;pin:-;e le proteso fi11o a chiedere che i migliori reggimenti del Duca. eli Savoi<Lfossero mandati in Fnmeia, e che venissero rimesse in sua mano prima , due poi gnattr o for tez7:e, fnLle quali voleva. compr ese Montmeillan chiave della. Savoia, e la. stessa cittadella di T orino. Con quell'and irivieni di guarnigioni fra P inerolo e Casale, cla dove i :E'ranccsi potevano premere sulle terre più orien t.all del Piemonte; c;on la Pia.zzit di P inerolo da essi forLifictLta. e per mozzo della quale i Francesi tenevano aper ta nna porta. d'Italia snl bel mezzo cl ella pian ura occidentale del Piemonte : c, col possesso di tutta la valle del Chisone, che collegava quella pitlzza alla Francia, e dell'alta Dora (compreso i l forte d i Exill es e le por:: izioni ~ino a Chiomonte) che proteggevano qnella comunicazione da nn a èt,f.weo per la rotabile di Susa, ne risultavR che quella specie el i mezzaluna formante gli. Stati del Duca (l ) dal Ni zza rdo, pHl :P iemon te alla Savoia, era. si pnò d ire già quasi strozzata nel mezzo. mentr e le d ne pun te potevano con facilik-ì. es~ere avvil uppate, come presto in par te lo fur ono, da minacce moventi chtlla Bresse, dal Del-finato e dalla Proven7.a. .Oppres::~o da tante pretese, col. paest:' già ~ccupato in parte fla i frances i, Vi ttoriu Amed eo non esitò ad aprire negoziati coi nemici della F rancia. G!fl nell'anno precedente non aveva esso op posta cho n na resistenza più apparente
(I) Pi:r la circosc:l'izionc politi ~ll drJI monwnto puu il lettore consulta•·e h Carta geuer.tlc politica del tc'a tro della ~ucrra nell ' alta Italia negli Alleuali g~'a/iri a l volume !" serie J", t..wola 111 A, clell e Camrwg•H: d et P rincipe HIIOCnio d i Sa voia. Opora puhh lieata dn ll'l. n. Arc hivio eli guerra nu~tro·ung-arico, raua trad urre c s tampare da S ?.L Umberto l nr cl' Italia P m:uulala in dono alle ~ui ncipali hihlioLcdJc del regno. Per l' insientn dillie operazioni si (Imi consult..'lre b Cnl'ln sl,·tJlegica del teat r o tli guena delt'allt' I talia. Ta vola l \'-A 1lcgli stessi alle::;aLi al vo l. t Per l'at tar.eo dell a ci tt:trl ella di Susa si pnl> consnl tare l:. Ta,•oia Il degli allegati a l vol. Vl della snrie 1• della stessa opem. con l'avv(•rtenza pcr!J r. htl nell'anno ! 690 non · eSf8tevano :LJJ GO ra n<i la ridott.:J. eli Culinat sul poggio (formante p~rte delle alture clelia 13rnnetta) a 400 •n circ:t a nord r•> t dalln l itt.adella o (F.'" Santa Maria), nè la riclotta di Crouallo (Regione Croaglic)al ris volto della strada elle mc:tLc a Chiomonte, J1l'(ISSO il convento dci rranc~s.:ani. · {36 -
AN/CO :U.UX .
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che reale alla rientrata déi Valdesi (1689), dalla S vizzera, e non appena potè (ai primi di giugno l ot!O) ritenere pronti gli aiuti au:;tro- i~pani , . ruppe aper tamente la vecchia. a omai troppo pesante catena che lo legava al poco compiacente suo zio il re di F rancia. La rientrata dei Valdesi dalla Svizze~a, dapprima impedita nei tentativi del 1687 ed 88 e compiutasi nel 1689 attraverso a difficoltà incredibili, aveva portato ad una l:i.presa di ostili.tit contro di essi da parte dei F rancesi, che avrebbero dovuto essere uoadiuvati, per obbligo d'alleanza, dalle truppe del Duca di Savoia. Ma l'azione di queste ultime si era di mano in mano allentata, sicchè quando nel maggio 1690 le operazioni dei francesi vennero spinte a fo ndo, col celebre assedio della Balziglia (vera fortezza im-. provvisata dai Valdesi nell'inverno dall'89 al 90), la cooperazione delle trnppe del Duca venne meno, e gli assediati poterono scampare ad una strage altrimenti inevitabile. Mentre durava quell'assedio il Duca di Sa.voia avea fatto avvisare i Valdesi che esso era entrato nella grande allean:r,a, o già ai primi di giugno (fra il 2 ed il i5) una compagnia di truppe ducali compieva il primo (1} atto di ostilità contro i Francesi: facendo prigioniero in un agguato un distaccamento, che sotto gli ordini di Clerambault traversata l11 valle di Lucerna ripiegava a.l Villar, cercando soccorso alle truppe del Duca che quello Francesi ancora credevan(l alleato. Quel primo atto di ttperta os tilit~1 decise Catinat r.1 prendere risolutamente l'offensiva contr o il Duca di Savoia, iniziando una serie di puntate a fondo, basate sulle piazze di Pinerolo e tendenti a trarre il nemico in aperta campagna. Con truppe agguerrite e piene di fiducia nel loro capo, che, a 53 anni di età, già da tempo ne reggeva il supremo
(l) Cosa r:he risulta cht una letterA di Catinat a Louvois in data 6 :,:iugno !690 rla · Pinerolo. Vedi • b"tude de 1opographit et d'llslcil't ,lfiliu,.i,·es (l<lr A. DE ROCHAS n'Ai" GLUN chef de bataillon rio Génie.
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comando, e1·a naturale che un generale del) o stampo di Catinat prendesse risoln t!tmente l'iniziativa delle operazioni, le quali, per la campagna dell'auuo 1Ei90, possono riassumersi nelle ~egue nti puntate a fondo : l. da [>ineì·olo su Carignano, ripiegando poi per ·Lombriasco a Marsaglia; 2. da Mar-saglia su. Mi?·a(ior·i, ripiegando poi su Bibiana; 3. da. Bibiana sa S~tlt{,~~o c Saniglichno; -.1:. da Savigliano ~m Hacconigi, r ipiegando po1 su Pinerolo; 5. cla Pinm·olo per l'alto Ch isone ed i colli delle :B"'i nestre e del Sestrières sopr-a Susa. · Con le prime di queste puntate tentava Catinat di attirare il nuca di s ~tvoia in aperta campagna, prima che fosse abbastanza rafforzat;o dagli alleati, e, per meglio attirarvelo, minacciava ed incendiava piaz:r,e e città, imponendo ad esse enormi contribuzioni, rispondendo, ad ogni passo, con l'incendio, il saccheggio, la devastazione dei campi, all' insi, stente resistenza delle popolazioni, infine, spargendo dappertutto , giusta gli ordini di Louvois, Ja desolazione e la morte. P er quanto pr ovocato e di spiriti bollenti il giovane Duca di Savoia il quale contava allora soli 24 anni di età ed aveva da quattro anni appena preso in mano le redini del governo, rispose alle r umorose punta te del nemico con mosse pronte ma piene di circospezione e di prudenza ; e mostrò di sa per trarre tutto il profitto da quel tratto della , linea del Po che, appoggiandosi ver.;o est alle falde dei coll i di Moncalieri e tagliando verso ovest la pianura in direzione quasi normale alle Alpi, potea, in dati momenti, funzionare come ostaeolo separatore fra le masse dell'avversario, e permettere al D uca di manovrare liberamente a cavallo del fiume, con l'appoggio di Torino e della sua fortissima cittadella, della città murat.a di Carignano, della buona fortezza di Carmagnola e del Castello di Villafranca. Ed infatti alla prima puntata di Catinat parò il Duca di l
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Savoia., lauciaudo a tempo su Carignano, cinta allora. rla solide mura, un distaccamento sotto gli ordini del marchese di Pianezza, ed accorrendo egli stesso colla maggior parte del~e s_ue ~narnigi?ni e .la mili1.ia r eale alla Logg ia (l) . ~ alhto il tentatt vo d t una sorpresa su Carignauo, Catinat si ritirò, incendiando villaggi, dfwast.ando campagne, prima a :md ovest sopra Lombriasco, poi spostandosi, con largo gtro verso nord est, su Marsaglia, da dove corse a saccheo-. o gtare Orbassano e Rivoli (2). Indi rinforzato dal ritorno di buona· parte delle truppa che ai primi di g iugno avea dist:accat~ cont_ro i Valdesi, pose campo a Miranori quasi in v1sta d t Tonno; sperando cogliere il Duca in qualche ten~ativo ~i soréita. E ve lo stimolava colle dP.predazioni e gli m~endt ~e~le su~ fedeli città e della. stessa villa (3) del sno pnm.o muustro, tl Saint Thomas . A quest1~ seco nda puntata di Catinat fatta con forze superiori ed in rasa pianura attese il Duea, a rispondere non appena fn raggi unto da 8000 Au~:~triaci venuti dal Milanese sotto gli ordini di Louvigny e nel frattempo sventò uu complotto ordito dai Francesi nella stessa T orino. Viste soverchiare le forze nemiche Catinat indietreo-giò prendendo nuo vamente il largo e ripigliando il triste 0ai~~co degli incendi o dei saccheggi, nella l usinga di trarsi dietro l'avversario e coglierlo al momento opportuno. Da Miratìori. }Jer Beinasco (che . fu allora bruciato} e None, Catinat ri~
(t) Noi1 mi e stato P<Jti~ lbilc trova•·e a.lt.ri da·li , di f(uelti ehe mnn mano un 1Irù.ripor-· t.anclo, cmca. In ro1·za lltuneri ca, tlelle IJ.1rli IH~ IIIgcmnti. Nella s tc;sa l V Srzinno degli Archivi di SI., t o in Torino, ovo si consorvnno quasi tutti gl•, <tUI.1~ft t :1t1.1 rll carattere ammini~ lmth·o mancano in m:.ssima p:lrtelo carte relati Vtl ali nnno t 690, e non VI c che una sola grossa cartella (Ufficio Generale tlel Soldo. volu me 111, tG90) contenente decreti (cuciti a.~siomc, scoza ordine cronologico) portanti la tìrma a_u~graf:t di Virtorio Amedeo Il. D:t questì si rileva che in quell'anno venivano r.oslltn•to compnl(nie di mitizi:t della forz.t di cinquanta uomin i. U~a ::;•·andJ.lSima IWrtc tlci documenti conservat i nell'antico Ufficio Generale rJcl So ld~ ando d1spersa. nel r_eriollo rivoluzi onario, durante l'occupazione rrnncose. ' ~~) Dove rece .llllf)lccaro i rlue sirHla.ci allo 110rtc del castello per aver to llerato che il lot_o comu~1e Jll entlcsse le ann: contro un eserci to nemico. (3> _.ram at~ pnlais no f11t si hien rletmit, ri m1 llè fu t epnrgnè et toltt fu t renvt'r:': 011 br 0 "'- (Mem. Catmat, OJJ. cit. ) '~
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piegò ad ovest fino a Bibiana; di là volgendo a sud, corse sopra Cavour, che prese d'assalto ed abbandonò al f uror del so ld ~;~,to, indi puntù sopra Salm~zo. II ].luca di Savoia, rafforzato dagli alleati, si era intanto avanzato per Moncalieri lungo il Po a Villafranca, giu~ta mente contando di trar vantaggio nella controffensiva dal1\tppoggio delle piccole piazze lungo il Po. Colpito dallo eccidio di Cu,vour e dall'imminente per icolo d i Saluzzo, sperò vend icare il primo, prevenire il secondo e, noli o stesso . tempo, cogliere in f~dlo Catinat, attaecandolo di. fianco al passaggio del Po durante la sua marcia sopra Saluzzo. L 'incontro ebbe luogo presso Stafiar da a mezza strada fì:a Cavour e Saluzzo, ma l'esito fn disastroso pei nostri. L'ord ine di marcia sopra Saluzzo era stato da Catinu.t providentementc regolato su tre colonne, parallele, colle imped imen ta alla colonna d i destra n le truppe distribuite per modo che, nel cu.so d i attacco dalla sinistra, bastasse ad ogni colonmt fu,r fronte da tal parte per avere tutto l'esercito in ordine d i. battaglia su tre linee. Questa prontezza ad ordinarsi dei Francesi, e qualche g rosso errore tattico dei nostri, ebbero per conseguenza che, malgrado il grande valore spiegato dalle t-ruppe, i nostri ~:~uhissero perdite enormi. (d<t 3000 a 4000 uomini fra morti c ferit-i -~ 1200 prigiouiori) e si dovesse abbandonare il eu,mpo di lJatta.gl ia, lasciando iu mano a l nemico parecchie artiglierie ed impediment.a. Però le sapienti ed energiche disposizioni del P rincipe Eugenio a prote?..ione della. ritimta tolsero che l'insuccesso si mutasse in completo disa~:~tr o. Sebbene l'esercito avesse perduto più di un quinto del suo effettivo, 0sso mostrò ancora saldezza. bastevole a ·frenare l'inseguimen to, e la ritirata, si potè compiere seuz<L ulteriore molestia su :J1oretta, ind i sopra la for tezza di Carmagnola, ove l'esercito si riordinò, per ripiegare successivamente su Carig nano o .1\{ oncalieri. Vitt,orio Amedeo a veva scelto opportup.umente il momento per cogliere a Staffarda. il uemico in Jlagrante marcia di fianco, mentre con parte delle ·truppe ~vova passato il 'Po
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(che per quanto ostacolo di poco rilievo poteva essere pur sempre un inciampo al riordiuarsi delle colonne nemiche) ma, quella mossa non f'Ll spinta a fondo con sufficiente r apidita per sorprendere il nemico, il quale, avvisato por tempo dai suoi fiancheggiatori, potè richiamare le truppe che .già avevano passato il fiume e fo rmarsi in battaglia. · Il fiero contegno del Principe Eugenio e dei valorosi rimasti ai suoi ordini tolse a Catinat eli raccogliere il mas· simo dei frutti da una vittoria riportata in rasa pianura: IJUello di distrngge.:re, incalzandolo nella ritirata, il nucleo principale dello esercito nemico. Questa enerO'ica resistenza . o sptega pertanto il perché, all'indomani della battaglia, Catinat, anv.ichè riprendere l'inseguimento, continuasse nelle sue scorrerie e devastazioni sopra Saluzzo, Savigliano, Fossano; dimostrando cosi col fatto come egli trovasse più prudente. sfruttare lo sbigottimento prodotto sulle p opolazioni, che ntenta e collo inseguimento la prova delle armi. Aggiungasi che le perdite, malgrado le solite vanterie, dovevano essere state assai gravi nel campo francese, dove oltre a quelle della g rande battaglia, quotidi~tnamente se ne contavano di nuove per le continue insidie tese dal popolo iu armi; che inasprito fino alla disperazione daO'li incendi e dagli eccessi di ogni sorta, non solo massacra.~a i r itardatari ed i militari isolati, ma osava spesso recar molestia !1lle stesse grosse colonne. Mentre nell'ultima deeade di agosto Catinat occupava. senza ulterior e resistenza, Salnzzo, Savigliano e Fossan~, al tr e truppe, entrando dalla, F rancia in Savoia, avevano costr etti i difensori di c1uesta, agli ordini del marchese di Bernezzo. a ripiegare, prima sn Monthiers, poi nella Valle cl' Aosta. e si avanzavano ai. piedi del Cenisio. Di là dalle Alpi la sola Jfontmeillan (1) con piccolo presidio, agli ordini del mar(liuzza rcsis tctrr. ancora pet· più rli un anno ai continui c•! insistenti atdi un nemico di gmn !ung;t su pm·ioro. Con Pcr5evct·ante hravn ra i! suo :;ovcrnatore, Del Ca rrcuo marchese di oaanasco sel)[lC !lis putat·e ai Francesi lino al 4 a:;osto t6n{ la cattiva cinla rlella città m~!arrul~ i [lroce.limenli di un asseclio regolare. Ridoltosi infine cou [!Oca gm1li!, nella' citht~OIIa, (t) Quel!:l
r~cchi
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chese di Bagnasco, teneva ancora alta la bandiera del D uca. Ma lungo tutto il versante piemontese delle Alpi le popolazioni si mantenevano in armi. I Valdesi (così detti Ba.rbett) e le milizie condotte dal mar chese San Martino eli Parella, scorazzando nelle alte valli, molestavano i Francesi con una guerra da partigiani ricca di episodi prodigiosi per ardimento, e vera mente degna di apposita storia. Vittorio Amedeo con vigore impar eggiabile attendeva a rialzare gli animi, costernati dal t riste esito della prima battaglia campale; che, come sempre avviene in simili IJasi, per le voci sparse da disertori e fuggiaschi, era stato esa. gerata;nente dipinto alla popolazione sotto i più. foschi colori. Incu orava e soccorreva il Duca le genti della campagna, ridotta alla più squallida miseria, e come generosamente spezzava il proprio collare dell'Annunziata. per distribuirne i frantumi a sollievo di quella povertà valorosa, non esitava a moderare a tavore delle classi meno privilegiate, alcuui privilegi dei nobili: atto che gli sollevò contro non poche recriminazioni della aristocrazia, cui, come nota il Saluzzo, pareva quello un cattivo compenso alla molta abnegazione colla quale essa aveva ser vito il suo principe. N on per questo però venne meno fra quei nobili guerrieri la virtù di sagrincio nel pagare il loro tributo di sangue. Riord inava Vittorio Amedeo l'esercito, tentando con ogni
vi ~i 5ostenn c lino a l 22 (liceinhl'c; nel qual giol'!lo ogni tllterior·e ro~is tenza ru resa impossibile dallo scowio de!lt: mine 3piuLP lln solto ai ua.stioni. Va l'icortlato che Ca.tirml., llnita la c.un pn~rm del ! 691 in Piemonte, avc,·a .riunito On dal 22 novembre sotto le mtu'1l di ~lontrrwillan un gro>SO cm'llO d'as;e;lio con :!!i morrai e 1•0 cannoni; ma malgrado i suoi attacchi incess:lllli r!al 25 novembre al 22 dicembre, malgrado !a brccci:r :;ia aperta dalle mir1e, e le gravi porrlite por le lfll:LJi il prcsi(llo era. riclot.to a soli 200 uomini in istato eH combattere, i! tn:trchese di Bagnasco persisteva nel non cedere. Avenero 11erù dol'uto nell'es tremo momen to, di fronte alla strage quasi certa dei suoi, riu uire un Gon~iglio di guet·ra, !a pluralita t'lei voti fu per la resa.. • CatmaL (corn<' si legge uell•} sne memori e), accorda une car•itulation acco rnpagnt'e • .te tous le.< hon·neur; dns it nu galan thommc r.cl que M.•· clc B:11,masco :o. Questi usc·r il '23 cli.:embt·o per l:~ lm:•:cra. :1 ta rnlluri llatto~nti e ,·essilli sp iegati, !ihero •li ritkars• in Piemou lo: coi .<uoi 1lucccnr.o supcriiLil.i e trtl r•ezzi d 'artiglieria. Vittorio Ame leo ricornpo!n~ù <JlH!I [Ho• le co!!n promozione a l<'nentc• s:;eneralc e rolle insegue dcll'Or<liue Su(H'cmo tlc: II'ACmunziatn.
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mezzo di rial zarne il morale o prepararlo all a rivincita, e d ava opera a completare la sua g ià forte posizione d'aspetto, cho lo r endeva padrone' di manovrare per le due r ive d el Po, appoggiandosi} como si disse, sulla riva sinistra alla fortissima citta della d i Torino, alla città murata di Carignano od <t l castello di. Villafranca e sulla riva destra alle fo rti posizioni d i Moucalieri ed alla piazza di Carmagn~hi, nella ·qualo aveva lasciati a presidio ·l: r eggimen ti rli fanteria, un regg imento eli dragoui e 500 nomini di milizia por ~or · . vegliare i movimenti del nemico scora7.zaute allora. fra S<Llu zzo o Savigliano. Sotto h prote?:iono di questa forte pos izione, Vittorio Amedeo, chiamata. alla. bandiem tutta la milizi<i r eale, aveva rimesso l't-lsercito in grado di scendere n uovam entf\ in cc::. rnpo. Anzi non appell<\ ebbe un nuovo 1·iuforzo, per l'arrivo di sette ad otto m i la Au:;triaci, e delle Lruppe uhe il m<Lrchese . di Berne:t.zo <LVeva ricondobto per Vallo d'Ao:;tro~. dalln, S avoia, Lrovandosi abbastanza for te per non 11.vere bisogno di Lntta. la m1Iizi<L co l~t rinnita subito dopo la g iornata di SLaffarda, dispose pcrchè e:;sa rirwasasse, tenendosi però pronta ~~ marciare (l ) alla prima chiamata. 1<-:, per assicurarne la celere r ad unata ad ogni evento, sta bilì sogmtlazioni in t utte le provincie. A _questa provvida m isura si dovette lòl. possibilità eli riunire ·i n !~·ella for ze considerevoli nelle provilwie d i Asti e d i Al ba: precauzione uhe sa.lvò queste provincie dalle razzie nemiche, le guaii nel frattempo si (·ll:au volte <t taglioggiare, sacchegg iando ed incondùmdo, Ca.stagnole, Ca:,mlgrasso, Ce· resole, Sommari v <L ed altre borgate. Intanto Catinat col grosso dell'esercì to 1uiziava la. sua quarta p untata in avGLnti: spos t~mdos i prima d a Saluzzo a Savigliano ove si rafforzò e raccolse approvigiouamenti dal 22 al 2H agosto; per a van7.are, .i n quest'ultimo g iorno, sopra Racconig i.
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Con questa nuova mossa e col portare l'incendio ·~~ sotto le mura di Carma(Tnola (di cui. brnciò i sobborght) ; colla 0 presa di Villafranca, fatta di concerto col pre~i~io ;Ii P inerolo; e finalmente collo impos;;cssarsi a l{.accomgt dt una d ellf' più splendide villeggiature dt~lb fato.ig lia. di Savoia,. spenLva Cati~at el i at.t irare nuova.tnento Vittorio Amedeo tn apert<L campagna. · Ma fu opent vamt. . Il Ministro Lcuvois continuava iL tempostare con gh ordini di bruciare tutto, di terrorir,zare il Pi~monto e di pren· cler e ht pi~Lzza Carmagnola che faceva into ppo al dilagare dello g randi razzie . . . . Ma nel consiglio di g uerra, a. ta1uopo nututo da Catn1at, · p~·evalse il parere el i non ittLrapreudcre 1.\ t::;,;eclio di quell a piaor,a. e limitarsi <L bruciame i sobborg~u . . . (< Nos troupes étaient trop fatig uées; tl y avatt pett d of· .\{ ii.ciers da,ns . l'ar méo, l<t plus graudc l)artie ét<Lit blessée. et « raut.re ma.lade )> (l· . Ed il sou timento di resistenza dell:popolazioni lmzichè spegnersi soL~o <11 regime di terrore n· nasceva più Iiero. . Basti citare !"esempio dato dagli abitanLi di Sommanva: i quali ai 2 di ottobre caeciavttno <L :fucihtte i foraggia.ton nemici, sicché Catinat vi dovette mandare quaLtro comp~ · gnie di gra.natieri per sot.tomet.tere il vi llaggio " oì1 los hab.t· « tants avai ent eu In. temorité de tonir derrièr c de mu.nv:u::; « ratranchements )) . P er porre un fren(J <Llle scorrerie del nemico e mctc;:rsi ~n ' erraci o di dare appoO'o·io ai d ifensori eli OanrHtg nola, v lt&O rlO o t'>t> . d ' ')0 000 Amedeo si era avanr,a.to 1 I l G settembre alla testa 1 ~ , uomini da YLoncalieri a c~1.riguauo. J:>aclroue di operare sullo due r ive del Po per l'appoggio del le pittzze di ~ar~gnano e Carmagnola, p()tè il Duca, con vantaggio, tener e 1n 1scaoco il nemico e ::;tanca rlo col temporeggiare uosì. da ridmlo dopo 40 giorni di un in utile giuoco di. scher ma, ad abbcmdonare la
Ul ,1/em. àe (~li,~at. op. c.il.
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pian ura, ed a ripiegare, al cader d' ottobre, sotto la protezione -della piazza di P inerolo. Si iniziò allora per parte d i Catinat l'ultimo atto d el! a . campagna d1 quell'anno ispirato al seguente con cetto: abbandonare la. pianura, ornai esausta, del Piemonte; concentrare a Pinerolo g li. approvigionamenti r accolti colle rami.e e tentare . l'occ~pazione di S usa, col possesso della quale: ment~e s~ cop.n va la conquista già quasi compiuta della SavoHt, Sl apnva .una. nuova porta d'I talia meg lio legata c~e ~on. qu~lla .d t P merolo alla Francia, poichè garanttva l u.sc1ta m ptan ure tanto alla via del Mong inevra per le ~roventenze da1 D elfinato (protette g ià da Exilles, ~tllora f~rtezza francese) quanto alla via del Cenisio per le prove· menze dalla Moriana e dalla Bresse. . .t~rrivati a questo p unt o e esaurito l'esame sommario dei f<tttt. che precedet.tero. l'impresa di Susa ci occuperemo più partwolarmente dt questa.. (Continua)
G. P J<:LtltUCOHll:T'!'.r Colmwrllo di stato IIIClfl!liore.
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IL LIBRO DEL SOLDATO
Che l'esercito italiano, ma.!grado l' incoraggia.n te concorso bandito dal Ministero della guerra, malg rado i mille ten tati vi fatti colle migliori intenzioni di questo mondo, a bbia u n vero e ·proprio .Dib1·o del soldato destinato a sostit uirsi con successo a tutti i liborcoli stampati alla macchia che i soldati acquistano dai vendi tor i g irovaghi, un libro che u nisca al d iletto l'utilità, non si potrebbe con coscienza affermare (l ). :Molte persone di ingeg no e di buona volontà, si sono date a tutt'uomo a compilarlo e tutte, astrazion fatta dai mériti lètterarii, hanno fatto un buco nell'acqua ; tantochè la commissione esaminatr ice dei manoscritti mandati al concor so, non credè di accor dar e a nessuno dei concorrenti il premio abbastanza vistoso d i \ire ·ventimila e si limitò a elogiare (accompagnando l'elogio con qualche premio in denar oì q uelli fr a i tan ti, mri nanles i n g~wgile l.'aslo, che meno avevano perduto di vista l'obbiettivo e lo scopo finale a cui deve tendere il Lib1·o del soltlalo. L a ragione di ta.te insuccesso sta, a. mio creder e, in un er- r ore fondamen tale in cui t u tti, dal più al meno, sono caduti (l ) Colle idee c colle argomentazioni e.;prr.ssc nel presente articolo non intendo in :tkun modo criti c;u·e nd inllnnaro i tre bellis; imi lavori tlt\1 ()ani, del maggiore Mariani e Ili G. C. Ahba • cui meri ti intl'inseci è letterarii furono ricono~ciuti da tutti oltrechù rlalla commissione aggitulica tric<:; dissento da q uegli egregi s ignori .solamente in r1u anto a linea tlh·clli,·a e a•·chitctto uica del lihro, e sui conc!ltti pmtici.
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IL LI BRO DEl, SOLDA T O
ed in cui moltissimi ancora. cadrebbero ovo si bandisse nn altr o concor::;o. L 'errore è ques to: si è creclnt(), e forse si crede <~.nuora, che il ~ib?"O del so ldato abbia ad es::;ere nò pirL u è meno che una piccola enciclopedia tascab ile, ed è stata uua. vera O"ara a chi più riusciva. a rimpin~arlo di storia, di geografia, di mo-. r~~e, di regolamenti, di balistica, di tattica e chi piLL n'ha pnl n e metta. Evidentemente tutti prendevano alla lettera il vecchio clettA.to che l'esercito debba esser la SeMola della l-la.:::ione, e credev<ulO sul seri o che ht caserma dovesse mutarsi in cattedra di storia e el i d iritto costitu:r,iouu.le. La. pratica ha. dimostrato molte coso: prima fra tutte che il s?ldatc, vale a dire la. parte più interessata, Cjuella por cui sl sono versati fiumi di inchiostro e anneriti l)niutali di carta, si è t rovato dinanzi a un manuale arido, noioso, amp olloso c incomprensibile e lo ha gi ttato via ritonttm do uon entusiasmo all a prediletta .')tol"ia dei reali eli F1·t:owia, e a.l benamato Onerl"ino detto i l meschino. E si capisce: il so\·er chio rompe il coperchio; il caLtedra.tismo e la pedant.erìa già. dì por loro b iasimevoli, lll<tlameu~e soppor tabili in servizio e all'istruzione, d ivengono sempliue_mentb assurdi c ridicoli c1uan<io pretendono di sp(J,· droneggw.re anche nelle ure li bore, :uolle corporal i o.cl intelleUuali ricrea:r,iou i del solda.to. . B poichè il soldato, che app eHa sa leggere o capisce a stento lo spirito e l'intima essenza dello cose lette, è un povero contad ino od operaio ignorante, poicltò n ella dura eervice di n n ignorante non en treranno mai idee astr at te o nulla che non sia alla portàta <l<~lla s ua piccola in telligenza rarlerà. mai al suo cuore o desterà nell'a.nima Stti.l un sentimen to nuovo, ne consegue uhe le pi ù commoventi ritl~ssi~ni morali, il pilL bello sg ua.rcio lirico vibrante di patr1ott1s~o, lo las~eranuo perfettamente iudifferen te se pnr non g lt faranno dtiudere il libro sti;;,zito e seccato. Epperò tu t to quanto esce dall'llrdine del fat to concreto, tutto ciò che nel tempo, n ello spazio e nellft concezione :filosoilca delle
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cose dellu vita, esco dai Limiti della sua. potenzial_ità intellet.t.uale, non soltanto non lo interessa 111<\ lo annoia. P ar tendo da questo da.to d i fa tto cho ha le sue radici n elle più semplici dedu?:ioni delle leggi biologiche e fisio· logiche, l;utti i liùr·i del soldato che vidHro la lnce dal G7 n questa parte, non hanno ragione di essure, o posson o tutt'al più servire a quelli t ra. i graduati cd i soldati che, per cultura :tntecedentcmllnte acquisi ta, si trovano in grado di comprenderli e di ap prezzarli. Così ridea di inseg na.re, sia pu~·e per sommi capi , h\ meravigliosa epopea del n ostro risorgimento, mentre sembm a prima vista assai logica e dettata da un sen timento di puro patriottismo, è in fondo la più eomica e barocua delle preteso dato il substrat0 di perfetta e assolu ta iguoranza. delle masse che il paese ci m~mda di anno in anno a dirozzare. Sarebbe lo stesso che por tare a B eyren th u n pastore ab bruzzcse o incaponirs i a fh rgli gustaro il P m·sif'al e la JValckiria o il metter e in mano a un ragaz:1.etto di d ieci an ni i roman:-:i filosofici ùel 'folstoi <.:oll"idca fissa cho ci si abbia a divertire. ~J presto detto narrare o insegnare la storia. del nostro risorgimento, sia pure per sommi capi; ma anzi tutto, una mano sulla coscienza : q uanti cl i n oi eùucatori p ossono Vl\.11· tarsi di conoscerla p er bene? -~ doloroso il d over lo constatare, ma i quattro quin ti degli ufficiali non la conoscono cho snperficial mente, i sott'nfficiali non la eonos<.:ono allàtto, i nostri studenti degli istituti secoudn.ri la ignorano del pari, e vorremmo p reten der e che la conosca il povero solcla.to ?. . E poi di dove cominciarne la narrazion e e l'insegnamont.o? D<l.lla rivoln:1. ione francese fo rse? l\fa per qufl.lc strano proce:>so narrat-ivo e persuasivo si potrà portar e di botr.o nn<l. mente così limitata a eomprendere la sintesi del lavorio rivoluziouario e l" importan?:a storico-sociale del la Dichicwazione dei cl'i1'itli dell'·ttomo? Ona cosa tim l'<~.l t r a come g li anelli della ca ten<t e ogui f rase impreparata. si l ascia d ietro il buio e ogni p11.rola nuova ha bisogno d i luco e di commen ti: ! popoli vo le1;ww dellr~ ?'i(orme, Ghiedevano
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la costituzione... Perchè? che cosa sono le riforme? Che cosa è la co~tituzione ?... s i domanda il povero ignorante. E l'evo· eazione di quelle date così lontane da lui, perdute noH'abis~o del tempo, i l ~l, il 4:H, il 59, quell& ridda di nomi nuovi e strani, quella em1merazione di battaglie alle quali nessuna memoria familiare si collega, quelle considerazioni storicosociali o politico·militari che non capisce e che non lo ·ap· pagano, questa nuova e improvvisa Babele di fatti, di pensieri e di cognizioni, lo lasciano freddo e inquieto con una gran confusione nel uervello e un gran senso di incredulità diffidente nell'anima. 'l'uttavia è ancora probabile che questo brano luminoso di storia italiana, eletto dall~L viva voce di un superiore che abbia qualche qualità oratoria, colorita dall'azione del gesto, riscaldata dal calore dell'accento, attragga la sua attenzione, ne colpisca l'immaginazione, facuia vibrare nel suo cuore di buon figliuolo qualcuna di quelle corde riposte di cui egli ignora la presenza. 1\iai e poi mai però il soldato potrà reggere alla lettura di due pagine consecntive di storia, mai e poi mai dai piccoli caratteri neri allineati, letti stentatamente da sè solo, potrà salire alFanima sua una vampata di entusiasmo . Tutte quelle cose e quei luoghi e quelle persone gli sembrano immaginarie, escono dal suo mondo, dal piccolo mondo in cui è abituato a muoversi e ad agire. Dalla quasi infantile semplicità delle sue idee all'altezza di quelle a cui vogliamo innalza.rlo, il salto è troppo brusco: il suo cervello non resiste alla straordinaria. tensione a cui vogliamo sottoporlo, s i ribella all'introduzione forzata nelle sue cellule di tutte le cognizioni di cui pretendiamo rimpinzarlo: le sue scarse energie intellettuali repugnano al grave nuovissimo lavoro. E il soldato relega il libro nel sacchetto degli oggetti fuori d'uso, fer mamente deciso a non riaprirlo mai più.
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Inoltre il libr-o del soldato ha da avere due grandi prerogative: devo essere di piccola mole, tale cioè da potersi mettere in tutte le tasche e deve costar pochissimo.
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Le ragioni ne saltano agli occhi prima ancora che io mi accinga a spiegarle. Malgrado ciò quell i tra i lib?"h clel sol·· dalo che ebbi occasione di vedero e di sfogliare, cbe avevano ottenuto qualche premio in denaro o il plauso del Ministero e della commissione esaminatrice, erano grossi volumi di 250 a. 400 pagine il cui prezzo non era e non poteva essere inferiore alle 2 lire. Lasciando a parte il valore del conten~to, un libro di quella mole non è nè pratico, uè logico. E incom1•do. pochissimo trasportabile e costa troppo. Si può egli in coscenza pretendere che un soldato spenda due lire a comperarsi un libro che non ha nemmeno la virtù eli interessarlo, mentre per mettere da parte tale somma gli oucor~ono :enti giorni di assoluta privazione, di assolnta, econom1a sulla. sua paga t;(,lla mano veramente irrisoria? E si può con pari uoscienz~L pretendere, coi tempi che corrono, col vento di economie che imperversa, che il Ministero si addossi .la spesa non indifl'erente di fornire ogni compagnia, squadrone o batteria, di una certa dotazione di tali libri da dare in premio a quei soldati e graduati volenterosi che dimostrino di interessarsi alla lettura eli quei volumi?... No lo ripetiamo: il Lib?·o clet soldato non ha da oltrepass:re (per rimanere efficace) le 100 pa.g~n~ di piccolo_ f~r mato, e il suo prezzo deve essere modest1ssano, access1blle alle· più umili borse, tale da permettere al Ministero di acquistarne un cer to stock con spesa quasi insignifi~nte. Sopra.tutto poi il piccolo libro deve essere per li soldato di una utilità. reale, imm-e diata e continua. Gli insegnamenti e le massime morali che si vogliono inculcare nell'animo suo debbono scaturire naturalmente, per via del ' . . ragionamento riflesso, non per le cattedratiche dimostrazton~ , ma come corollari spontaneamente e incvnsciamente. den. vati nell'animo del soldato in seguito alla lettura. Tutto quanto si vuoi apprendergli non ha da aver l'aria di una esercitazione didatt ica pura, non deve, nè per la forma, nè per la sostanza, uscire dalla cerchia della sua comprensivitit e delle sue idee concrete.
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Le parole e le idee debbono essere del pari semplici ed elementari, t mtte dalle cos,e e dai fe nomeni naturali che il soldato toce~ o vede ogni g iorno : le imagini nou hanno ad essere nè facili sino alla volgarità, nè elevate sino all'incomprensibil e ; nulla, n ulla deve lasciarsi di~tro lo strascieo di un punto interrogativo, il buio dell'ignoto. Insomma. il libro deve essere tale che, letto ad alta voce ad una classe di analfabeti, questi prendano g nsto ed interesse ad ascoltarne la lettura e ne ritengano facilmente il senso. Il che se ò più diffi cile di quanto non si creda, non è però, a parer mio impossibile purché non si perduri. nell'errore di volerlo rimpinzare di una buona metà dello scibile umano. P er concluder e, il libro in questione sarà di uso generale potrà cioè ser vire al graduato intelligente come al coscri tt~ a ualfalleta, qualora sia fat to con metodo, quando cioè tanto l' uno che l'altro ci troveranno la nota che li interessi parsonalmente e che li diverta. Ma, pnr essendo nell' intima essenza morale e istr utt;ivo, non ha da essere nè un rnant{,ale, nè un ·vacle mecum o tanto meno una picco la eneiclopedia. Coloro che hanno di. già. nna .cultura r udimentale e una intelligenza più sviluppata, potranno istruirsi mao·o-iormAnte con altri mezzi e con altri libri, ma .lA. g rancle m:;gioranz<t.. la massa grigia. degli analfabe ti o <Juasi, deve trova.r vi il suo piccolo mondo, deve amarlo e tenerlo car o come un amico.
Per d iscendere dal campo delle aft'ermazioni a p?"'iori, a quello delle proposte concrete, non esito a d ire cho il lib1·o del soldato r isponder ebbe a tutte, o quasi, le condizioni richieste, qualora si riuscisse a darg li il carattere intimo e familiare di un epistolario sapientemonte graduato; allora., oltre al diletto, chi legge troverebbe nel libro una ntili ti~ immediata. Mi spiego.
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U na raccolta di lettere (30 o 40 al massimo) che s1 unmaginano scritte da soldati e graduati alle mamme, alle sorelle, ai fratelli, agli amici e qualcuna. - perchè no ? anche all'amorosa, in cui si narrino in forma piana e scorrevole, in istile facilissimo le peripezie della propria vita militare (secondo le specialità dell'arma e del corpo) in cui si .descrivano le çittà. vedute, i paesi attraversati, la vita del campo, delle g randi manovre, del distaccamento in Sicilia o sulle Alpi, i pericoli corsi, le feste a cui si è preso parte, tutto quanr.o insomma può fare, conoscere e vedere un soldato d urante i trenta mesi del suo servizio, non sarebbe forse il più vario, il più utile, il più istrut tivo c dilettoso libro per il soldato ? Regolando sapientemente le lettere secondo gli argomenti da trattare, l'analfabeta e il graduato intelligente vi troverebbero del pari una forte attratt iva e si servirebbero del libro come di ua segretario particolare nelle loro relazioni fa.miliar i. Tu!ite le armi e tutti i cor pi vi sarebbero rapprosentttti, tutte le. gradazioni intellettuali vi troverebbero il lor o corrispettivo, poichè l'epistolario dovrebbe esser fatto in maniera dn comprendere tanto l'umile lettera della r eelu.ta appen ~t giunta al reggimento, quanto quella dell'ufficiale che descrive una brillante fazione campale. Chi sa leggere comincierebbe a cercarvi le lettere che più fanno al caso suo, che raccontano fatti a lui. accaduti, cose da lui vedute. e pÒi poco a poco, si anelerebbe interessando anche delle altre e piglierebbe gusto <Llla descrizione di abitudini speciali a soldati di altri corpi o di paesi e città che egli non vide mai. Così con una non avvertita, ma innegabile progressione, la cerchia ristretta delle sue idee e delle sue cognizioni si verrebbe gradatamente allargando, fino· alla comprensione di quelle tre o quattro lettere di concetto e di stile più elevato, do ve potrebbero trovar posto quelle osservazioni etiehe ed estetiche che si ìu1. interesse a metter loro sott'occhio. Quanto ag li a.nalf~tbe ti , essi non potrebbero che pigliar g usto alla le~~ura fattane ~' voce a.lt a da qualche g raduato ·\ 37 -
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nei quarti d"ora d' inter vallo tra l'una e l 'al tr~ Ìtitruzioue interna, e son certo uhe facendo ~crivere ai loro parenti d(l, qualche amico, esigerebbero che nella narrazione di tale o tal altro fatto, in questa o in quelraltra descrizione , lo scrivente si attenesse a qu~ i brani del libro che per la quasi identicità dei casi o dei pensieri, sono rimasti loro più impressi.
" ' Un Libr·o del soldato così concepito e così fatt o, non puù essere l'opera di un uomo solo; è necessario perchè non r iesca monotono ed unilaterale, che molti scrittori appar tenenti ad armi. e corpi diversi (non esclusa la marina) vi portino volenter osamente il cont.ributo del loro lavoro. Nessuno meglio di un cavalleggiere potrà descrivere l'emo: zione di una carica, o meglio di un alpino le peripezie di una escursione ardita, o di un artigliere la g randiosità di una manovra di molte batterie. Tntto, d"altronde, può da.r soggetto ad una lettera, tutto può esser fonte di utili riHessioni, un fù nerale, umt rivista, un viaggio, un cambio dì g uarnigione, un incend io, una rivolta., una traversata di mare, una degradazione, tm picchetto armato. 8i otterrebbe dalla collaborazione dì tante intelligenze quella ·rarield neltunilci che è nei libri, come il sale nelle vivande ; e ogni lettera avrebbe nn suo carat.ter e spiccato e quasi personale, uno stile suo, da cui l'intero epistolario acquisterebbe un carattere di pia.cevole festevolezza e di non interrot to interesse e fin ireb be per rendere con immensa efficacia t utte le faccette d i quel m ultiforme poliedt·o che è l'esercito, per farlo palpitare del suo palpito immenso ed isocrono, per animarlo di un soffio di vit<L vera e -veramente vissnta. A titolo di prova io pubblico qui t re letter e, diverse di concett-o, di intonazione e di colorito che d ovrebbero se· gnare come le colonne principali della struttura architettonica del libro, le pietre miliari della. sna prog ressione da l semplice al complesso.
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Accettttt~t l'idea nelle sue linee generali si può certamente far meg lio, nò que::;tu, che io sottopongo . all'a ttenzione del pttbblico, rappresentu.uo l'nltitna parola iu fatto di semplicit<i. e di scorrevolezza d i stile. Ma a me basta per ora di aver gittato il. seme dell'idea e l'appello ai volentet•osi; il lavor o della selezione e dell'epurazione verrà in seguito, quundo non ci sarà più che l'imbarazzo dell~ scelta e io sarò g rato di cuore a tutti coloro che vorranno essermi larghi dei loro eonsigli e del loro valido aiuto.
Dalle « Lettere di caserma.
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L'arrivo al reggimento . Cat'a mamma, Ave vo promesso di scl'ivorti a pperm g iunto al r·eggimento e mn.ntengo la parola; ma non so cht1 cosa ti llit.·ò, ta nt!.~ è lrt confus ione clw hn ne lln. testa, tantn sono le emozioni uuovo clw sto Jli'Ovando da t.re g iorn i a questa. parte o iant~ sono le cose .che vorrei e non so dir ti. Ad ogni m()(IO mi voglio provare aù andare por ordine e a dirti come so e eome posso, t utto quello che ho veduto e provnt.o da l mo mento tanto doloroso delltì nostra separazione ali:< sta;,ione eli Barletta. lo mi imma.gino quello che H.VI'!'Ii provato tn rp.u:r.uùo la locomoth•a. h a dato l'ultimo fischio o il treno c volato via sullP r·otaie; sono stato al fi nestrino un pezzo a ::;ventolar·!' il fazzo l~tto nuovo che mi regalasti; mi hai vedu to '! • E poi, quando perdetti di vista la st.a.zione mi buttai a sedere sulla. panca e sugli occhi mi scese come un g l'an velo di nebbia che non mi faceva distinguere piit le uostre belle campagne. Ero vici no a. i\lenico, il figlio di Tm·esa. S panò, che è stato messo n!'l mio reggimento e anche i\lonico piange va e si asciugava g li occhi con la. pezzuola. T graduati che avevano acceso la pipo o s'eran tolti il eint nl'ino e il kepy badavano a. t.enerci allegri o Sassara anzi (l'attendente del :;igno" t•mente che è venuto a prenderei) avl!va ti rato fnm·i l'ot·ganclt.o e s uonava e eanta.va. Lui potova canta ro che a moment.i va in cong·edo; sfido io ! lo invece nou potevo staccar·c il pen!licro da v•l inltri; mi pareva di ve-
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I L· l.IIIRO DE L SOJ.nATO
dc.wti r iinett.e•·c il basto ;1 ll 'a~-;ino c ripig lj;.,,re n piedi la vilt d i' Hif;ee~He ins i01 uc a Luisclla o a l'1~ppi u o: 1ui pa•·e va di indovinare i vostri pClu,;leri, mi pareva... Basta, è meglio che non ci 11eusi, ta n to è inutile ... !>e•· fhrla hrovn, Menico fit·ò fuori dal tascap:mo una corona di ficl 1i sec<dli, una hott.iglia rli .Ta tH·aso vecchio e me ne otrerse. E :1.nche g·li altri nello scompari i monto co minciarono n mangiar!' e a stare a ll eg-ri: mn si veù1•m chf' clu Cll::t. e1~1 nu'nllei!Tin n fiot· <li pelle e> che tntti avrv:lno riracciato le lacrime dentro nl'l cuoi~'. Soltanto Peppino Lapl'rticn, quel pove raccio che ha lasciato la mop;lic con nn<t crcatut·ll a l pet to, uoH volle nù maugiaro. n ù bere, nò me t.tersi a ea nta.re cogli ;dt.ri. E quelli c he sapevano il pe rchù lo lasciavano in pace. Alle prime stazioni fu nn divert.imento. All'aJTii'O del treno c'era la ~rent P, cos't: <lonno per la rmtggior partt' cou dei gran piatt.i •li macchcroui fumanti tra le mani l' •·ug·aizi con t'Iell e damig iane piene <li vino Il d elle corone di fi chi secc- h i. ~la. il tenente non voleva !asciarci scendere a nessun costo per la p:m:·a cllr ci sbandassimo e che qualcheduno lX>•·de~se il treno, o la roba P<•S:;ava dai finestl'ini : t.utti si a nampicavano s ui prede llini de i ''rtgoui !'! v<mivano a saln tare i. lllHl o t:1·e veechi s u ll a banchin~. pifmg·evn.no c ci racev:~no segni d'a ddio; io stringevo tut te le mani che mi venivano 1cse o anzi ho persino ba.c iato una vecchietta cbe somiglia.v;). t.utta . a te. Si s:1, in col'li momenti par ·r ruasi di essere t.utti fl·atelli, non ò vero, mamma" Ma poi, pii1 il t.reno p1·oseg niva e si f\l.ce v~t notte, pii1 la gen te n lln piccolo sta zioni si fi1ceva 1·ada; soltanto a ~. Giova nn.i l\icastro una !'<l gazza riconobbe al finestt·ino Nicola Di Marzo, il figlio di'l cal?.olaio di llisceglie, e cominciò a dare in ismanie che credevamo si volesse gethll'(' sotto r~l t.t'cno. F. p:li alf ri :1 cantaro in cot·o menti'•~ ì\ icoln spenzola va i 1 btt!;f.O da ll o spvd ollo, sa.lut~'LJHlo: Addio, mia bella, addio l':u·mala se ne va, e se non partissi aiH:h 'io sa.rohho una vilt;'l. .. Basta, veune l:t nott~ e, bene o male, ci a<lliorment:untllO c1nnRi tutti : io porò mi svegliavo ogni momento spavf'ntato dal rumore infernalo che il tl'('no face va pnssando sni pont i in re no. Era la prillla voltn e he vingg-invo in q uel modo, s u qne i g rr~nd i carroz:~.oni e mi po.reva impo~s ibi l c che andando con quella ve lociti1 qualche disgrazia no11 a vesse a !!nccedet-e. E ogni volta 1·he mi svegliavo di soprassalto col capo sulla spall:l del vicino, pens:lvo a voi che a quell'o ra dovevate e~;sere a veg-lin nella st.a ll a a parlal'e di me a calcolare dove potevo ess<-!l'B in quel .rnnrnont.o; · e mi co nsolavo dell a. prome"!!:t dnl tr.nonh~ chr. tni aVI'e bbe m:md ato iu licenza per Pasqua. Figm3ti, uon ''edo l'ora! ...
I L LIBRO D.I!:L SOLD ATO
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Alla mattin a ci siamo sveg liati in mozzo a i mon t i; monti a destra, monti <t sinistra o l'ncova u n freddo cane. Di tan to in t.an to il trP.no si internava. dentro certi buchi neri scivati nella montagna che si chiamano gallerie, con un chiasso d'inferno c li fumo entrava pe i tines tri ni dello scompartimento e ne acc iecava tutti. Qua.ndo ;;i usciva fuori dalle gallcrio a riveder la luee, nllom tutti g l'idn vano ooh! o ricomincia\'U. l'allegrill; q uc ll' ass:u;sino di TotiJ Cotica il e<1ntpanaro di S. Auna, ci faceva sbellie<1re rla.llc risa e Sassara SO!rnitava n s uo nar l'organin o e a lavorar di gomito con una damigiana di vino bianco rimasta dall a snm n v;mti. Parccehi, am:i, e rano g·i;', un po ' brilfi. l~inalmentc dopo · veutisei ore di viag·gio a rrivammo a Roma s ul Lra, monto; la s taziono immun;;a era tutta illuminata a luce elettrica c la lllUl;ica de l •·egg:imeuto, COt ti <' il t.rono e ntrò sbutlitlldO sottll la te ttoia, att.nccò a snonnro insieme alla fnnfnra pc,· da t'Ci il henvennto Accanto alla nmsica c 'e ra no tutti g-li ufiìcia.li o i s ot.t'ufticiali. Ci fecc1·o scendere sulla banchina iu mezzo a una confusione straorclinat·ia di passegg-ieri e di treni in partenza o in arrivo, ci miset·o pot· quattm, zaino in 'sp;ll hL o sace hctto Ro t to al braccio c via, prima la mu~> ic<•. poi il c:nlonnello u g-li umciali n po i noialf;ri. Anbhe pnt·occ hi s oldati anziaui de l distretto di Barletta ci venue ro inc:ont.ro o s i mi:;cro a l passo con uoi. c'os·, uscimmo dall a ;;t<~zioue cd onLmmmo a Homa, nella g-t·anrln c itL:~ tli em i abbiamo tanto son l,ito parla re lag-~:;-iil a BisCO!-!.Iin. lo nou li >;o d ire che impt'CSRinnn mi fecu; ho aneora, g-l i occ:hi staucbi pe r aver ' ' is to umti lumi o le orecch ie intronate da quel rumore assordante Quanto oro abbiamo canuninato prima di giungere in qua r ti ero '! Chi lo sn 'l lo uon capivo più null:l, camminavo corne se so::massi: non ricordo <\ lt•·o che una g r;tn tnoltit.ndi ne tl i popo lo in l'cs tn n palazz i e s trade e g iardini e lnmi c lumi e lum i dappertutto e un incrociarsi di cat·rozzo o omnihus l' g-oute che si pigiava sui marciapiedi davanti alle vetrine lu miuose dci nogozi i. Ques to ti so diro: che qucll 'cnt.rnta a Roma, di sera, dietro alla musica, non potrò dime ut.icarla ma.i più. E finalmen ta si passò s opra u n gran pout e, si camminò un a ltro quarto d'ora, si arrlvo in un palazzono enorme che si chiama la Caserma il1at·!Jitcrita e lì ne l oo•·tile, a l lume di corte lanterne di tela ci divisero iu dodic i g ruppi e o i accompagnaro no nei dormitori i. Allora e l)hi una sorpresa piacevole; ne l dormitori o dove mi cond ussero trovai il cugino Pietro, il flgl'io di t ua sorella Rosaria, rlJe è caporale e che mi ~·oiJe per forza portare in cantina a homo un gotto nlla salute d i tutti voialt. t·i. Ti puoi tlg urare clte no n pal'!a.mmo c he di te, d e lla zia e d el la g-ente d i la.p:g-iù. Tlir;}i ;1nzi a lla zia Itosm·ia (:he s uo fi[!· lio s ta bf~ nissimo ed è diventato g-rosso e robusto come nn toro.
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J L LIR IW DE I, SOLDA TO
IL LIBHO DJU, SOLDATO
Di piit il caporale e forse andrà in eongedo da c<~.poral maggiore; bf'ato lui l E ora, siccome la lettera è di già troppo lunga, mi tocca a !asciarti: ma ti scriv erò in seguito, appena av rò un minuto di tempo. Tu rispon dimi :subito o fammi rispondere da Poppino o da I.nisclla che bacerai per mc. Saluta zia Rosari;\ e tutti gli amici e i parenti che mi rammentauo e tu Yccchictfa mia, fatti coraggio e pigliati cento baci dal tuo
s ulla neve delle cime, e nelle schiume della Dom precipitosa o urlante tra i macigni: qua e là tratti scoperti del bel verde tenero del grano·novello, macchie cupe di castagni, macchie net·e d i hnschi d'aheti, rompevano la monotonia di tut-tO quel bianco. l.::t punta ardita del Chaberton, s i drizzava al cielo come una g uglia sul piedistallo delle suo roccie granitiche. Si camminava allegramente, fumando, ca nt:u·ellando, motteg-gian ùo, il capitano a cavallo al suo sauro monumentale, gli ufficiali a pìccli, la mantollina a t racolla, il virginia tra i denti. Le recl ute della. compa~nia (non più reclute omai pc rchè dal giorno avanti aveva:10 super:tto gli esami ed avevano subito int.r·aprcso il servizio cogli anziani}, cantavano in tempo di marcia una loro canzone, iuterrott:r da frizzi amichevoli degli anziani Negli inte n •alli tra l'una strofa e l'::tlt.ra, l 'appuntato 'Meucci u rl av;l colla sua voee in falset to: - Silenzio, cappelle, chò non avete ancot·a prestato il gi uramento! .... Pcrchè so non lo sai, finchc la cerimonia del g iuramento non è compiuta, una recluta non può dire di essersi levato la ca7Jpella, cioè di ~,vcr fi nito eli esser recl uta. Il g·iuramento u come il bat-tesimo del solrla.t.o, il )a fi ne della vi g i lia d'armi, è la ceriwonia con cui uno ha il ' diritto d i oRser bat,tu to cavalie re. Ep pec·ò in g uaruig:ioue a quolla cerimon ia s·i rià tn tl,<L la possibile solen nità c tutti vi inte rveug·ono dal colonnello all'ultinto rpa?·titie1·e. Si ha un bell'essere o vo ler parere scett ici, un hel volersi irTig:idire contro le emozioni, ma il g iuramento eli un 'intera classe di reclute prestato solennemente dinanzi alla band ie ra del rogg·imento, dinanzi al colonnello e a tutte le compag ni e schierato a pnsentat- an11, vi lascia nell' n.nima u na di quelle impressioni che non si dimenticano tanto facilmente. E a.ppunto in quel momento io ri pensavo a quel giorno due an ni ta, quando ero ancora coscritto e il tempo da rare mi pareva non sarebbe passato mai, e non sapevo schermirmi da una certo. commozione al ri cordo di quel g iorno di ma.ggio, nel gran cortile della caserma Dogali a Torino, e quasi l'iudivo la voce maschia e ''ibrata del colonnello che ci ra mmentava la grande importam.a dell'at-to che stavamo per compiere. Ad n n tratto il trombett iere suonò l'alt a un risvolto della strada., vici no a una cascina abbandonat<1, sopra una specie di piattllforma naturale da cui lo sguardo pot.eva sp"azia.re sopra uu orizzonte immenso; sotto, l:ì Dora. urlava, cbiusa nel suo abisso roccioso. CHi ufficiali misero la compagnia in quadrato front.c n :N01·d, con un lato aperto; poi qnando il t enente piì1 anziano ebbe fatto presenta1·c le armi, il ca.pitano entrò fc·a le due al i c pronunciù :t voce alta queste parole ello a me., e a tutti credo, so no rimaste imprestie nel cuore o nella memoria insieme a lla visione del paesagg·io straordinariamente pittoresco e grandioso. « Giovan i soldat i ·della il" compagnia!
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AffezioiJatissimo .ftgliu JACOPQ.
Il giuramento. Cat·u Piet,·o, T i :;cJ·ìvo da <.;osana, nn nero paesello di confine a 1500 me~ri sul live llo del mare, in una. specie di oster ia ch e po trebbe anche essoro tum sto.lla o u na spelonca di ladl'i; m i scintilla accanto un bicchiere di quel viuetto aspl'i g no e razzent.e di Chiomon te, fresco. come il ven ticello uhc vien clall'enorrne massiccio del ChrtbfJrton: quattro o ci nque contadini iu un au.;olo g iocano alla morra. E buon per te che mi trovo in uno di quei momenti di espansione in cui fa tanto i)cnc sfoga rs i n discorrere o scrivet·c agli amici, chè alt.rimenti chissa quando avre i risposto alla tua a.tl'ettuosa lettera dello scorso mese piena di preziose notizie sul conto tuo e di tutti i parenti e g-li amici di laggiù. llastu, poichè tu esigi assolutamente un lett.erone dove non si pori i che di me o della vita Cb{\ meno al reggimento, approfitto della vena. in cui mi t rovo, delle due o tru ore che ho disponibili e mi preparo a schicchcr rarti giù u n letterone tale da. farti passare l'uzzolo di domandarmene degli altri. E comincio. A Cesana non ci sono che da. poche ore; questa mattina alle 9 partivamo da Oulx in armi e bagaglio salu tando gli amici del battaglione tra cui, carissimo, quel capo scarico di ì\Ienico Lancia nostro terra;::zano e condiscepolo, che è caporal maggiore di maggiorità e se la passa come u11 principH dando&i l'aria di mandare :tvanti il dist.accameHto e non facendo, in realtà, mai nnlla. Da Oulx a Cesana la strada na.zionale cor re in fondo a ll a valle delh• Dora c 11e l"isale il corso, inerpica ndosi poco a poco su lle penùici r.olli· nose o montuose de l Chabor ton a destra, del g ran Sen·et a sinistra, una. strada assai vari rttrt n pittorosea, ricca di pa norarni tanto più belli ttunnto più l'nJtit.udiuo aumenttt. La g·ior nata era stupenda, 1<1 pr im:t giomo,t(l. primaverile dell'ttnno; il sole t iepido incendia va t ut ta la valle, scintilh•va
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« L'istruzione dell e recl u te ò · finita; godo di este rn a-rvi In mia g ran« diss ima sodclis f:lz iono pe r la bella prova che deste d i vo i ie t·i agli esami « a vete cosi luminosamente dimostrato <'ho le cut·c o lo fàt.ich c dei vostri « s u per·iori nfli oi:dl c g raduat i, non l'tll'ono spese invano e che di ogni .i str u« %:ione impa rtita vi voi sapcsto t.run·o profitto.
Com e capitat iO o soldato io vado orgo::~;lioso di voi o mi n ug·nro e son << ce r to a nzi, cho t utti gli altri soldati italiani vi ~omiglieranno pm· fortuna « dell'Tmlia. · « ~1 a non ancot·a posso ehiamarvi soldati veri se p•·imtl ciascuno di voi ,, non ha din an zi a 1110 c dinanzi ai compugni s uoi, vint:ohto con un giu" t·a nùmto la s u: \ l'o de a l Re c a lln. Patri:1.. « Non io ho bisog·uu di ripetervi l' inl(Jo •·t.anza. dell'atto ell e s i esige da « voi: troppo volto o meglio di me g-li ul'fh:iali deUa oump:lgnia vi hanno « spiegato <} commentato ogni p;trola racch iusa nella formoh1 del g-iura« mento che voi sapete a memoria. « E non soltanto per compiere una cerimonia prescritt a dal regolame nto << di disoiplinn, io vi 110 fe rm ati q ui s ullo svol to d i q uesta st.l'ada nazionale '' del Mong·inev•·a. << lo ho vo luto cli c il severo profilo d i r1ucsti monti ita li a ni rappre;;en« tasse uno s fo nd o cleg-Ho dell a solc nnitit ù1~ll 'attu d 1u vo i s ie te pe r « compiere. « Guardato. Vedete quel monte a.;r.zul'l'ìno l;tg:giÌI i cui contorni si per« dono nella chiara serenità del <·ielu'! Quello è il mont.c .lanus, una '' montagna francese che fronteggia coi s uoi fort.i c collo boc<:hc dei suoi « ca nnoni la g rande st!'acla c:he noi pei'CUI' l'iamu ed alla c ui d il'e sa saremo « preposti in caso di g uerra.. Ebbe ne; io vog lio c:he le pendici bos cose di « quel monto ocheg·g ino del g rido del vostro g ima.me nto, non per una « vana. provocazione o per nna pazzo. sfi da, s ibhenc por ch ia marle a te« stimoni della fedo che g-iurate al vostt·o H.e, della. solenne promessa di difen« derc fino al vostro estremo respiro q uesti valichi alpestri, questi passi , ,, queste strade il cu i possesso è costato tanto sangue d'e•·oi. Sono queste « le porte d'Italia e voi ne siete i g ua rd ian i Che si di rebbe di voi se, v ivi « ancora, no lasc iuste libero il varco allo straniero'? « Per quc~ste b:ll:t.P, [l!'r questo mn l:tl t i N~, pe•· ques ti son tim i, si sc:ende; « alla va lle de lla Dot•1J. e cht q uesta a ll i' t\ntilissime pia nure del Po, allo ,, vPrdef!·~ i:1 ll1 i coll i!J e t!Pll'Amo,ai parsi I.Ic Hr.dct(i drt·mezzog iowoti'Ualia, « cl oYr tanti di. Yo i hanno un campiorl ln, 1111:1 casn, cl cllo persone care da « proteggl'ri' l' Ù(l. rlifl'nd('l'!'. << E q u i, in faccia alli' nost1'C' <li fl'sl', iu faccia alle operi' di oftèsa fran " cesi, il g iur:nnt'll!O cl11> ro i fMI'1r snl'it il pii1 g-rand!', il piit <•ugns to, i l « più sacro d i quant i .!!:inr:l ntl'n t i u h bia!t· t;tt.tom ai nrlln ros tra ,·i ta . « Lo ri pl'lr. ralllH> g li ec hi ilf' lle ,.,lll i, lo t·inf'r:1rigNn.nn o l!' g •·<Lni!ich<• « roccie, lo cm dPJ'(L l:t Uo t·a :;pnmc·;:~;g-i n ll l c· , lo por tc>rit fors t• quost·o prima « vel' ilP wnt.ico ll t) a l t! i là del c nnliJu•, ll OII collie nna min:1 ocia, ma eomr « un a vvertimento. «
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IL LI BRO DEL SOLDATO
"
(~ul,
ai passi estremi d'Italia voi soldut i italiaui gi u rate di essere
« t'cdeti al Re e ai suoi R eali successod, di os.~ct'l!cere lealme-nte lo 8tatz1to « 1:. le attn: leg.c;i dello Stctto, di adempi1·e a tutU i d6?iC?'i del v o:;t?·o statfJ « al solo st:Qpo del òene ins~p,trabile del R e e rtelttr. P«t?·ia. « C:iO\'<tJIÌ :;oldati, lo g- iUI·a te \C> i ·! - conehins" lc nt ndo it• alto la oci:t" boia. e liP ba.leuù nrl solr. " L:1 compagnia intera tu·l ù coml' uu sol uomo: -- Lo g-iurooo! ..... Pa1·vr che nella Yallc ampia l' ,·pr<leggiant(·, iu <[Uill cielo di un <17.zUJT<J <li t u•·c hosP, fosst• scoppinio acl un tt·a ttu u11 eul po di tuouu. TnU i, anzin ni, I'I'Clute, pcJ·sillO g·l i Hllìe i:tli :n·cHliH) g illl': tto ad a lla YOC<', lov:t.ll(llJ :Li ci•' ln h mano s inistra, ttJit Oitdo eo lla destr:1. il fuc ile o hl sciabu tn. >t Jll't:.senlat'a?'m' E l'urlo d i r1 uei IIOYa nta. g io va ni petti si J' i jl<~t·cossu a ln11go Hl'lll' v;dli miHOJ' i, !m i buschi di l:n·ic;i C\ di a br.li, in uua. vibmzione SOitOra simile allo SCOJll>iO dri bass i uplJ'Ul·g;liJO •li uua. cattcdr;tk. A \'1'\':llnO t u tu i volti r gli occhi lucenti cl i rut usiasmo o i muscoli trsi impa~ielll i, come COI'Si da nua correute dettriC;l . Uua cosa indimeuticabiln. - l'iclt'rr.r?n! onl ini' il capila11o.
-
A M nh!
S i l'i p n' se ! :1 marci<~ SII Crsaua t:un un pas~o :H·d ito come se vrrameute ,si :ntdi!SSI' :11la conquista di q uel mOli \t' mit~:tecioso 1ra lr cui macch ir JI('I'(' ogu uno di noi prete udrva distinguere i cauuOlli <lellP ba t.tmi('. Si c;Hnminam dim('utichi di'IlO zaiuo, r!rlla fatica, rlrll'app<'fito, ::tnl~ltrllati d;t un t111 ico pr.nsie ro, d n uu:~ gio ia comunr.. E q unudu Pusateri issò sull;1 bn.cc hr tta dd fuciln una. \ CCC hia ba utle'i- uola tr icolore, po rtnta via l';i.llllO prima :d f.il'i·tli cornha 1.1 inw uto, t'u un n uovo fonn idabilP hUt'1'tth! un lll'lO pof.r utn eh<~ il Yento ' rlo vè po rhtrr assai lonta no. ~l :lnca.Ya la musica drl reg·g· imcn to, ma che impOI'tava? La music:<. piì1 bolla. cr:t q urlla che il cnpilano aveYa saputo destare ucl uostro c UOI'<' di mut'a uui, litcrudoue ,·ibral'C' Cl't'tl' fib1·e dposlr clw a volte per uu·malinteso pudot·r twsc~ndiamo co11 gelosa c un\ com!' se ci vergognassimo <li possetl ei'!P. E ha!'lta pe r og·g· i, PiPtr•J mio. Ti s rt·t·o la ma no eoll\J ntica e tt'u siouc
tuo i\L\lJHO .
Manovre in montagna. A•iJi Cf' mia. L 'alt ra sem alle 10 r. m(·~za il tJ·ombei.t.im·r eli g uard ia h<t suonato la sveg·lia, p!'rt:hò alle undici s i rloveva pa rti rEI p OI· l'esercit-a zione ILOttu •·u;l. d i oombal!-.imeuto al eo lln di Housson. Il map;giore e i qual.lro c.;a pita ui che erano andati a buttarsi sul pn-
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I L LIBH O DE L SOL LI ATO
lL l, l DRO OEL SOLI;>A 'l'O.
g~ieri~cio a lle o(t.o o m('zza, clormivano saporitamente : i s u ba ltel'lli iuvcc<.> g"IUOCa.vano n scopa nella cappella Cuoguetto c he da. ventiduc giorni non eche ggia ahimè! piit di s:lllt<' p1·cci, non odora più d 'incenso per la semplice 111gioue chr gli ufficiali ,.i hanuo st.abilito la loro mensa. Ti im magini la ;;t.ranezza d el coufrll~to, non è v<wo? l~igurati uua tavola lun:,>-a e su·ett-1. cha Ya d a lh1 porta. all'ahn re, in~rn? alla. qu~IP. du_e volte al giorno, sedici ufrlciali tu tti giovani, pieiri d1 v1ta, provv1,;t1 d1 un uppetilo formirlabilr ~i s eggono a ma.ngia.t'l'. Immagi na, dispostll in bPll'ordinc sull'altare, a destra e a. sinistr-:1. del crocifisso~ ,·icino_ ni ~and~lie ri di IPgno iuurgeutato, una fila d i bottiglie di hquor1, u na p1ram1dt> eh t<tzzr d a caffè, una colouna di piat.ti e di piattini, un t roreo di posate riluccml-i; irnmagin;l ancora semp r·e s ul l'altare, disposti iu u n m~gui~co di!'òorcline, uu vnsetto di Lie big·, cl ue zuccheriPrc, t 1·e o qua llro bwcluenm da eognac , onn scatola d 'a.rag·oste in conser va, un b:u·at.to lo d i cilieg-o sot.~n sp i ~ito, una. pepaiola. d i leg-no , rt na pipa dimen t icata. R poi lu ng·o 1 ntn r·t HnbraucatJ, nn' infi ni ta d i rtua dri g rand i ·e pi cciui, Yccch ie liio.;;·rafie e cromo litog-rafie, infantili <tbbozz i di pitlnra., acq ue forti d c•l '700: in cis io n i iu leg no de lla v<:ce h ia. sc uola, <1-bitini e x-vot i, daghc roti pi, euort d 'a rgonto; tl, n.pposi ag·l i ste;;si ch iodi, u n it n penc.~trah i l!•, u n tna ntc ll o, uua IJorsa zai no, q ua.t-tt·o o c inrJUe s a lami. V ic ino a H'acq uas:tlltic•,-n t t·a S . G irola mo e Sa.nfn F ilom ewt, pendo nn magn ifico p rcs.ci n tto c, eosa s trana! i d ue sa.nf.i hanno l'aria d i voler ne assa g·gian•, tanto Jo g-u:-u·clano eon a.r·ia. ghioLta; qua.Uro fucili in un <tJtgolo, easse, cas!iett'e e cassoui lung·o il mut·o, 1111 ba rile di vi no o uua darnigian <t- in fonrln. Ci se i '! Ne vuoi nncora. '! A!lp<Jt(;J; una bandiera SYCutola fuori, sull'angolo ci el t e tto vicino all a croce in fl'rro: s n!l:t drs1ra. drlla chiesetta. fumano i forn ell; d i una cuciu:t improl'l'isata ri<:oper·t.a. da 1111<1 intelaia tura di frasche; sul sagrato i soldat.i puliscono le ma.rmitte <' le sto,·ig lie chiacche1, 111c!o, e To,n, il mag:nifico cauo tiPI capitauo Goh1, schiaccia un sonnellino al sole. ~alle lrt• ciel mattino alle clieci di 8el"<l, la eappP ila è sPmpre a!ll'l'ta ; all 'al ba gli nfllciali SCc•nclono :l prt'ndrrP il cane USC!'nclo rlalla loro tenda, mentr<' le· compagnie J>:tssauo iu rango pet· J'Psercitazionc: due soldati l'iempi ono sileuziosa mente lr tazze elw g·Ji ufficiali sorbi:;eono si le miosame ntP, _an cora un po' :tcldormt•ntati e immancabilmente di cattivo umori', a q ne ll orn. La luce rossast1·a eli d ue stE'ar1che lot.ta con c1uella biallch iccia <lcl l'~ lba. che <'ntra pe r !:.1 por ta spalanca ta rncftenrlo sul mmo de ll e om bre st t·anissirnl'.
P ii• tardi, qnn.n(IO soldttti e u rtt(;ittli si a rra mp icano a llogt·amc•nt.c pc~i bosc h i di piui E' pPr le roccio ùi P un t;< Ras ciit o <li Mo nsises, per la pi cco la. portn. apor t n. rnf ra.no t ri onfì1lrnen te nella cappe lla il s ole e lt• mosc he come ' pa d n nd nsso lut i. · 11 sole mott<~ <le i b:bg·lio ri da ppertu1.1;o CO!l una m u u ifice rrza t! i g·m.n sig nor·e, acce nde scinWl c lu m iuoSB ~>n Ile doratu re d e ll'a lta re, s ui ca n-de labri,
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sul c 1·ocifisso d 'argen to ; la. lampa d in a. pompeiauR cbr pende ' ':tlla. volla, • luccica. com e se fosse d'oro; i crista lli de ll e bottig·lie, dei bicchier i hanuo riflessi che <ibbarba.gliano. ì\el pu!l·iscolo bionrlo è un a danza d'insetti m inuscoli. un rimescolarsi vert,igin oso di piccoln cosr impalpnbili, l<t poi· ,·ere auimala dt>lle cose inanimate chr il sole colora. Dalla poda. spalancata untrnno nell'umile chiesetta il sauo p1·ofumo dPi pr:ltì, il pispillorio a llegro degli uccelli, il fruscio a rgentino della Ripa, tutte le 1·oci confuse della montagna fresea c ,·erde che sorrid o, ello ca.nta Jtcl :sole . Allo ra la cappella mouta nina, così trasformata, ns~nme u tt'ada Ili festa colle s ue mescolan~e di sacro e rl i profatto; sembra una di q uelle chil.'suole descritte da W alter Scott, che i templarii (l i fmti ~UIIl'i('t•i d el aoo costr uìl'ano quà e là uelle l01·o peregrin<~z ioni n1·veutnrose per il ntondo: pa t· di essere atwora sui mont-i dellr Ca l:~bric a i tempi in c ui ]C' clti~sr godentuo del d iritto d\tsilo. 1 che i quadri sem brrrno meno orr ibili •· lo imrn:tg·iui d e i saut.i in cromolifog ra.fia, me no lwut te ; auzi c' è una test:~ di sa.nt;t, u no st mlietto ad ol io ;1.bbasta.uz:t rius c ito, elw. in qu~lln luccj g:1.ia ;t.;Stlln~ uno, g ra udP es pres-
A;
~:~ ione
di soa vit iL. [ n quell'or<t e sotto la sor·veglia nza d el g-ra.nde Meauo, il d ire t torc:-nato di tu tte le mense, i n ostri q ua ttro <u·m ìg-od lavora.no (bd a lles ti ro ht t:tvola ed il (;uoeo in torno a i s uoi fo rne ll i, escog ita qualche suo nuovo intingo lo infe rna le pe t· fars i maled ire. Ì!: l'01·n. piit tranq uilla de l g-iomo per la ch iesetta, a bituata da g-ran t.empo a i· lunr;hi s ile nzi inverna li, allo lunghe >;iest e est ive. ì\1<1 verso il mezzogiorno, appena si od ono in dist<tnza le trombe del batta.glione che rie n tra dal ea.mpo, la cl: il!se tta ò dprcsa da una gTall t'ebbre d i movimento di cui stupiscono assai i poveri santi così ;'l.t.rot;emente calunn iati nei quadri che pendono alle pareti. Dalle vicine marmitte esala un caldo vapore sul'eolen to che peuetra vivamente dappertutto; s ulla to,·aglin bianchissima si allineano i tre piatti dell'antipasto, dove i pomidori mettouo la nota allegra del rosso acceso e i peperoni quella cupa del loro ,-erdP. oscuro; nelle bott.igl ie di cristallo scintilla il vino di Monfer•·ato; lo porcellane del Ginor i, filettate d 'a zzu r ro, percosse dal s ole, h r.mlO una clol(;e trasp.-uenza d 'ala bastro. 1l battagl io ne a rri va precedu f.(\ dalla limfara Il maggiore è alla testa sempre fresco come se il ealore di q ues to so le e l'all'annoso sali re di q ueste erte scoscese, no u g in ng·essct·o a strappnrg li dalla. t't·on t e una sola gocciola di sudo re; l 'aiuta nte mag·giore rosso, s butran to, a(;eeso, a ppog·g iato all'alp en-stock che lo ra sc mbra rP., mono la ba.rba, ad u no tli que i ,-o lnm inos i pe lleg-t•in i ohe da ll'Oce ide ntr. !;i <·ocavnno in ltulilb pe r pre n d e r pa rte alle c <·oeirttP. nella s pe ra.nza di clim;1.g·mre e d i srLiv a re il :c;a n to sepo lero. Seg·uouo le compagnie in colonna eli fi le per qmtttro, l soldnt.i g-rou-
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IL LI RnO 'DI~I. SOL DA1'0
da n t i d i s ud ore, loggc rmon te <1u •·vi sotto lo ?.a i no pcsa n l o, l'occh io aeceso ue lla. ce•·tezzrt d el ranc io e de l riposo. E g li ufficial i s i fe rm a uo !;U) sas-•·ato, s i tolgono il ke py e la l;ciarpa, s i asci u:,'<~no il sudore, da n uo u no sgua rdo s oddisfatto a lla tavola a p pa rocch iata, seoperc lli a n o le u1rt•·m itw in cucina, si prepara no l'antipasto di pomidori iu insala ta, si seg"~ouo al lm·o pos to s ulle pa ne ho co ns n n te ùo ve n n g iorno s cd c v,lno (o t.or nem n uo a sedere appena rihcuedo!ta la chiosa) i fcrlcli montanari. Se m h•·<t a.ll o1·a d i ;~ ssiste l'e ad uno di quoi lhwtagrue lici ba nchetti i it c ui, dal più a l me no, tu tt i fanno la pa rt~ d i Ga.rg auiua. :-Ici primo q ua tto d'ora non s i se nte che l'acciottolio dei pia tti o il L i nti n n: 1.~· d e i l)icc hiori e il di l uviar d e lle rn;I SCA!le che d ivo rano :L cpmtt.ro pa h neut1: scodelle euormi d i minest ra spari;;couo corne por incauto nei po ten ti ventric;o li g io vani li; bis te cc he c eo~ tole tte iu verosi mi 1i slilano in un baleno. Il d irettoru di mensa s i g ua rda dattorno spavl'ntiltO. Poi, cnlmnto il primo impeto della fa. •ue, :;di i; C:il iug uD g noli ::;i s c~iol g-o no eccita t i dal vinetto •·a zzen te del .\Jonferrat.o, cd i rlisco rsi voi"'Ouo tutti su lle pe ri pezie dollc manovt•.; mattuti ne, l:i ulle e r te s a lite, :;u ll: d isces e : 1. rompi collo, s ui celeri 111nriramouti c:lw h :u n10 dec iso dell e sor ti della g ioruata. ~ i disc u te s u lle tllanov t·o dHl ril!la ngo uu auuo ra a fMsi ~ n lla f•: st.a. do l cmll po, su ll 'agog nll.IO 1·ito nw all a g' llitl'n ig iono do ve ogn 11 11 ~ ha lasctnlo nua segreta attra7.ioue, u n sogno inconfessato una speram:a ~•.;sa.i pro~s i mn. :1 mutnrs i in real1~1.. ' Alle fmlta i discOI'si caclouo, le palpohm si r:lll no g-revi: o;rnuno Cùt't:a
mo uta.lm c "tc~ 11n ang·oJo ombroso d ove •·i po~ "·r:> i ; la tonda () u 11 fomo crcm ;ttor JO, la c;oll ma, t u t ta a g-rano, ll l>lt ba un a l be 1·o : 111:t tJIIalc uno ha ~cope1:to acc.a nto alla l'i pa, u n boschetto deli zioso dove c d olco aogwu·e w llatt d a l lrag o1·e de lle :1CC(ne che !>i •·ifra ng·ono ~m i ma c ig·n i. <~uni che altro. pon~a al fresco sacro d ella eapp<)Jla, all'ombra p rote tt r ice dei san ti. .. . Dopo un'ora la chiesetta. alpestre è diventata u n cltmni torio: dalla por ta buio, wnzn11o n lle n·ra m e n to 0 seccano i d ormrnii. l'ci ca.n tpi, c!appert.utto dovo è nn fi lo ontlm 1 si vcg gono s oldat i s d t·ai>t ti ~.:h a dormo no ' it l'om della ean icola.. . Jl s ole llOn irrompe più, le mosch e, 1101
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. ~ l a io, ?oma a l s oli Lo, d iv::tg-o. l'l'l·do na 111i; t i di cevo d u nq ue c he 1\ i.lt r•l tert sera 11 trombetti ere d i g-ua rdia ha s uouato la s vegl ia alle 10 e mezza. u na di Que ll e sc~tC II t •·ion :1 1 i s e ratP •ti 1101·ilu nio i11 c ui le !>trll o nel! nzz ul'l'o pro fondo h:11111 0 un r:1 ùdoppia.to scitd·illio c he. rnctte 11e l ciclo come una d iffusa lnce opaliua, im potl'n to pcr·ò :1 dissipa re le tf•lwù rc ehe avvolgono l:t l!~rrn: u.nll d i qu ello nnl. t i i11 c ui pn r d i eam miltHI'e c:o l capo . ne lla luco c co1 fliC<h nel !mio.
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IJ, LIBRO OF.L SOLDATO
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Allo l:><tu ill o della .t.romlJa suiJ it.o le tende r;i accesero; il calll po, vis to clal sagra.to della ch iesa, <tvcva u n fau ta stico aspetto; s e mbra va uu pa.esaggio intravi s to in ~og·no, ill ulllinato qna e là d :< in ton o tt.c luci traSI.k'lren t i. Si nclin~ il vocia i'P uo nrus o dci soldati, si ud ivano i vari rumori di u n campo ch e s i rides ta; nell a fo11 rln sP re n i tA dnl c iclo i monti pa revano d' inch iost•'O c s eg-na,·ano nna linea. di demarca zione br usca. e rlu t-a. Gli u i'fic ia.lì p res c t·o il cnlt'è o t'agg iunsero lo> eom pa f);n iP c he loli mot ten1no i11 marcia. per il ,·iottolo angusto l' sassoso che coJUi nee a lJousson. Ad ll ll tratto, ap pe u:t dato l'o rd inP di a cc c ucl e re lo l;tnt.c rHe da campo, parve ChE' u na p rocessione m iste riosa c solenne pa~sasse dinan zi a ll a cappe lla s p:~.lan catll.: d a i p ra t i un venticello assai f1·csco )Pnw:t il profu mo dc> l timo; sotto a i piPd i clr i soldat i J'ru sci:wa una p ic:eoln. ve11a d 'acq ua co rrente . S i all<hwa c:osì, tas tando il tPn e11o eolla. punta de l ba.s toue, i nc it~ mpaudo Ili tratto in tratto s u i c iott.oli <h'l sentiero aiP<'s tre. A Boussou la J)l'OCl' Ssionc delln lan te rne d iv<m nc• più ln n:,ra, s mis urat.n, s e t•peg·g ia nte. f-\u, su, in silen zio per la s tr;tda d i Bonll<' ~ lai so11, tra la m:l.Cchia nera eli Citna Co r biou rl:t u na part e r i prat-i co llinos i d i ClJ a lpe ~ dall' <l l tra ; la stra cl;t. s i s,·olgp,·a i11 picc~ lc gi ra voltt·, Hr ta. e sassosa come il lett.o d i 11 11 ton e ute, fì: 111Cheggint.a <lal rio di &• rvièrnttes r:IIP s ciutilla.,·a a tratti tw ll'o m l>r:1. l.'asct•u;:iOJII' è durat;ì due o •·r: tutti cammina,·amo iu ;;i !Pnzio conw proscg·npnd o a d occhi a pe t·ti Ull sogno incom inc iato; i c onlJ:edan•li el i Te•·amo, di Onieto c di Potcmza J)<'usa,·ano C1•1-Lo alle• loro notti •ue ri<lio lla l i el i plo>ni lu11 io, t u tte s ci nt il\:1.11 ti di ostri l ' od o rant i di fi e n i maturi clow è così dolce ca11t:u·e g li s lorue ll i pa esani s ull ':lia o iu mPzzo :diC' ,·ig-nr, c• i t·ichiamctti di P inHt·olo P d i VNcelli s og"uavanc: cer to la mog-lie f' i bimb i lo11t:~.ni, :1s pettn.n ti s ull a s og·li;J. dd caso iL LrP. lo, s i cap h;ee, pensaYo a t.e, e a i lunghi 'iali torinl'si J)I'OI'umati di acacia, a i tortuosi ,·inli del ValPn ti uo, c:ospars i eli f> n.b bia fi nissi lfla, clil'COllclati d i a iuole. fi o•·ih•: pensavo al miuuscolo l' sehag-g-io :;ria r<lino i11 cui le rose a spa ll.ir. m , a titsci, :\ tra lc i, md ,tono eo me nn' .i rwb •·i:mtr i nomln ~ i o n e di prl!fu mi ch1' solloca r ass or be g li :11l ri p•·ofumi più mO<IPsti d ei lila.~. dell a n •rbonn, de i g·plsomin i. E CPrc::m rlo di :~fli>r r:L rt• le inossol'\·abi li r cang- iant i s l'uma t11re d e l pacsa~.rg io llot tnrno,. in Yolonta•·iament e pens:LVO a l h~ sfumahtt·c iiWifc rrabil i elc i t uo carattc1·e e clelia t ua stmua bcllcz~a. Soltu.uto i11 cel't.i occ hi l'l.'m illt'l llJ. n a ~u rn s i com pi:we di r ip roc\u n r la t :'t''olozza onde f;l pompa nE'Ile t'O:Sl' del creato, solia nto in certn pup ill e tl i ciO III\ :1. s i t rovauo •· ip t·od ott.n le gt·ada~io n i d i. t iJitC onde c i appni o no eu~·, he:li i l ciclo e il mar P. ìl:1 t n, lo sen to. m i accusi eli lil'ismu ed io >:l 111e tto. A ll' u na ;o.n tin wrid ia na L'''"vam u a ll e gT:mg·ip dt•ll r. Se\'\'ière lt.t•,;, v ic iuo a l Lago Nr ro : uu laghe tto uon più gt·ande di una \'a,;ca le cui a CCJU('
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IL LIBRO DE L SOT,OATO
l L LIBRO DE L SOLDA TO
contengono trot.o deliziose ed hanno di giorno uno strano colore di acciaio tempt·;~to al ,·iolctto. Ma in •tnnll'o~cUt·ità H lago uon ~i nxleva ed i11 cumpcusu il frcdtlv ci s erpO\'<L per lu o~sa. :\1i invidii <'h '! Nè t i riesce lhcilo l'inmaag- itt:Me co11 i t uoi :H g-radi t.oriru•s i che a l li tli luglio si possa tremare da l freddv '! ... l'ure è così: soldati e uffi ciali s i e1·ano rav voltolati nelle loro copertA\ imbaccu ecat i ne i mant~?lli, avovnno acceso dei fuochi qua e là prepara ndo!)[ al bivacco; io anzi mi ero giil adqormentato col capo poggiato ad uno zaino e mi ero incammi nato per una serie di sogni hb:zarr i fortmoatnmontf> interrot ti dalla voce del maggio t·e che ci chiaumva a rapporto. l.a manovra incom iHcia,·a; te ne d ico il corocetto in linea ge net·a.Ic pe r non !':ecc~.rti o)( ro mis ura. 11 nos tro reg·g·irneuto l'a p presentava il partit.o invasore S<'Hnrl ente dai colli a lpin i e rl il·ig·endosi su Cesana per la valle di ~eni òrettes. i\Ia.rci a.va in due coloune con una riserva di UH battaglione per assicut·arsi il pos:sesso del montE\ Croujot dal quale poteva proteggere l'avanzarsi di grosse colonne per· la st.t·aù<L di Bousson. Il miCI battaglioue prese dunq ue tra i boschi a l'is:1.1ir·e il contraflbrte che costeggia la riva sinist ra del rio delle Servièrott.es: per precauzione le la uternc c rnno spente, i solda t i obbligati a.l piìt l'igo roso silenzio. Non ti d ico nu lla di qu<'sta. strana m<u·cia tl i l'a nfnsmi nel bui o, l'ra g·li :lbr.t i c i p ini, per un sent.idro sconoscint o; però verso le tre il t:ielo ad ori ente si li ro sc di u na pallida luce et·epuscolare che ci guidava, c di minuto in minu to la luce facevasi piit diafana e ditrnsa annunziando l'alba. Ad un tratto sulla nostt·a. destra sì udirono le pl'imc fucilate; come pe1· incanto il SOHno e la stauchezza sparirono; era.,·amo in presenza de l nemico. La rnarci:1. ~u l coutranb rte du t·ò a ncor·a lu nga c peuosa; erano osc uri Yalloni 1ht va licare e scoscese pend ìci da risalil·e tra. ces pug l i densi 1li rododendri fioriti, sti llanti rli mg iada., ma il crepi tar·o dei moschetti a lla nostr<ì. dest.;·a. cresceva di intens ità. e da lontano tuouaYa il cauuone,
riconosco colpevole di aver dormit~ di fronte alla sublime poesia di tale spettacolo. Salto qttindi di piò par i la clc~c t·i zìouc do! bivacco. Alle sei c.: mozza eravamo d i nuovo in marc;ia se nte ndo il con ta tto del II Cmìco senza vcderl o. F inalmente dalle a.ltu r·e che dominavano le (; ranp;ie di Cha lpes, la pri ma com pa.g·nia aprì un t\1oco di fi l:.. ,:;ui kep y bian chi am massati nella valle. :-;i iniziò quasi spon t.aneamente da t utt i, per una d i quelle rap ide e felici intuizioni di cui ogni uomo sentcsi capace iu certi momenti della vita, nn movimento girante verso sinistra che ci portò ad un tratto sul fianco del nem ico. Le nostn' t roppe erano ~ch i orntc SO{Ha u n anfit~Jatro di a lture nel cui fonrlo tHJreg-g·ia vano le umil i case di Chalpes occ11p~t,e d a i ba ttag·Jion ì del par t ito bianco; m r fuOC<> dì flla ben nurhit o che durò pa r·ecchi minuti decise l'n.vYcrsm·io a ripio~arc. Allora una trom ba lontana squillò : A. vanti.' D'un balzo la lu nga.· li nen che COriJn:Ha le alture si !Jrccil!itò <li basso salt:!udo siepi, tossati. 1wecii>izi. fermandosi sopra un altro altipiano a dueccuto metri rlal ncmiC>o, apr·cnclo on ntic iclialissimo fuoco a t•ipetizionr.. Ln t rom ba sq u illù ancora: - At tenti pet' l'as.~alto ! Cnr~ I' OCe ste ntorr.a ul'\ò la parola che s tra ppa il g lor ioso g:rirlo d i : Savoia.' ai soldati, ch e :i Ia11t:ia ad oct:hi chiusi c.:ontro i cannoni e contro le bocche dei fucili.
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•li minuto iu minuto ammonìto re.
Giun t i sopra un rip iano tond eggiante, la trom ba del comando suon ò l'alt e t ut te le trombe risposero. Et·ano le 5 antimeridiane; in un' apoteosi <lì nu vole dorate il sole sorgeva illuminando le nevi del Cba bcrton, del Pelvo, della. Rognosa e di Fourrnieres; tut to ritornava alla vita : nel venticello fresco i grandi pini svetta.vano frusciando e i fiori rialzavano nel sole le loro coppe profumate, aviclc eli u n bacio caldo. Tu che prolu ngh i pigramente i tuoi sonni di fanciulla sogntLtt'icc fi no alle ore tarde del matt ino, non saprai mai che cosa splcnrlidameute incantevoìe si:L una levat.:1. di sole a 2000 met n d i a ltezza, su queste. montag ne verdcggianti e fior it e. Bast a, non insisto sn ciò anche perchè mi
-
Alla bai onetta.'
Fu un urio i111menso che tutte le ,·alli ripercossero a lungo;
poi la de11Sa linea s i precipiti1 da!le al ture come n n ton·e11te uman o, sft·euatumente. Nessnuo ved eva pii1 nu lla, uessuno senti v:L più nu lln a.ll ' infuori rl i un g- r~.n bisogno d i M rrero, di g·ritlare. 11lt l squillarono le trombe. - Alt..! g ridarono g li u fficiali. -
Zaim· a tet·ra .'
La battaglia era lìnit.'l.; il sole saliYa. tl"ionfalmen!R. sulla cima del Chaberton in tut to il suo splendore. Ten. A. Or.I vmm SA N0 IA0-0MO ·
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NOTIZIE POLITfCO-A1ILITARl
Le di sc u s~ io n i, t;u i ahhia mo neceun ~ to nr.lla prcreden te puu tn tn. :;oJI,•vnlt~ dn duo eondniJIIe t.li 1110rte contro due mi lit:1ri, per deli tti 1li s~ugue. eontlllll1ll'Ono. in principio dclln corrente q11indicina, iu cu i le d11n sentenze elliHH'••, dii'Cilltl çosì, l:1 loro r•J;IIsione: l'una coll'e:;i·cuzimre , l'rdtra eolln .grni11. Noi non 1:i torncronJo !'Oprn, 111:.1 vogliamo not:•I'C qnc:;tn dt•ro di l'òi l.lO <". I H~ hn la suf• i111por1.1111ZII c pnù nll'rire argòmeuto nd ntili con,-ider[lzioni : l'n no rlt·i cnuti11nnati (,;oidato lladice) J'e.:e nnn mort.n e,;ernplart'. Sul luogo tlcll'csecnzione, ~ n uz n ~pc raozc l) Benzn debolezze, ricon oldJe l't!norrn it;'r del sun delitto c la ~iustizia della pc;w che stava per subirr; domnrulò perdono :1 i su per iori P :1 i roru pa~n i c Hnnz:llo>i con MIO spou!Mreo haciò 1<1 nwuo Hl suo roloonello. :\lon ~aprern rno rome lllCJ!Iio eomrnP.u tarP !JliC$10 fatto r hc ri portaudu la helln leuera partirolarc st:riWl dal generale Co r~i. COIIIarrdnmc il :X !'orpo d';~t·rnata , a rn un:;iguor Dc Luce d 1e Ira n;;~i ~ti to il conrliiUnatn : « l.a CO!>eicnza di un ~a u to dnvt:re compiul•l è l:t pir'r l•ell;r so.ldisfazionn per un nn imo uoiJilc: ('.iò •wn di rucuo io mi permeuo, \l o ns i~no rc , di c:-<primcrle l:a mi:r rit:onosccuz:• per l'alto ~po nwrren di vera earitil cristi;1 rr:r da l.ei compiu to noi soccorrere c eonfortare n e~ li ultirn i momenu lo sc iagurnto soldato Kad icc Pietro, del '23o rer,oi nreoto f:1nteria. ' r. v « E •rn P.~ t:ì In lt.ìr'zn volta eli ' lWa i,;pirnto nl "ubl imc COIICCtto delh• r::l· riti1, cùmprc au.i cn;;ì gr nerosi; e noi, t.utti , ne si!lrrlù vivamente cnrnmos:;i nd am mirati. «Se il H:11 lic•~. d11ppr·imn eini eo, indi ll'crcute. sprezznnte d'ogni snnt.imento del henc, connbhn in l\r.guato l'fHJ.-.r·mitit del $110 delitto, ne sentì pcntimeOtO al punto Of\ Clriedcrc innanzi /dle truppe, negli i~S tl'et ni tno·
NOTIZIE POLl'l'l C0-1\IIT,ITA RI
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menti, perdono al suo colonnello, al sno <:npi tnno; !'C rassegnato e tr·anqnillo subì la pena che la gi ustizia umnna gl i ~vevn ionittn, dnndo così un salutare esernpio a tutti r1 uelli elle ~~~~i ~tevnuo 11lln fatale funzione, è dovuto all:t di Lei opera di caritit, nllo avere JWa saputo penetrare nell'animo dello sciagurnto c risusc:it:lrgli nel cuore quei :;entimcnti che semùra\'nno spenti p•'r sempre. (( l<'n um• t.~rz:• ' 'era e ~anta vittoria da LPi riportata, ed io, come c:auolico, come uomo c C()me comandantr. di queste truppe. Le ne rendo iurini te grazie. •> Anche il grazialo (soldato Henando), iu farorc dcl lpwiH rnil it:mmo cir·co:-tanie che, se non potevnno vnlere come nttenuonti iu giudizio. enmo tali nella coscienza pubblica, si mo~ trò profondam eot.e pentito del fa llo commP.sso ed ::tccolse la eornmut;1zior.HJ doll:r pena di morte in trent'nnni di reclu ~ione col più vivo :;entirnento di riconoscenza. Fatto nnc:lr' esso cara tteristico 1fU11rHlo si eou ~ ide r' i c:he, ~ nbito dopo il rlelitto, aveva ten tato di ~nieidar,;i. Tuttoriò ùirnosl!:n che oè l'nno nè l' nltro di questi due 51'Ìagurnti era cattivo di fondo; arnhednc furono perduti per quello spirito d'in- · soll'erenza che abitudiui <ìutiehe B dottrine nuove hanno radir;:ll.o e geu e ra lizz~to JJCile nostre popolilzioni e che alla primn collt.rorietà seat.tn prop1·io <:ome un'arma, dancio lu0go a delitt.i di cui iu vauo si cerclrerebbP. la cnn:-a effi ciente.
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Non nra aucorn spenta l'eco delle di ~eus~ioni :-n questi due proces;;i militari, (1uaudo 1111 processo di tutt'al tra ~pc~.:.ie, ma mili tare auclr 'e:->o ~otto coni r:rp porti.. diede luogo a fJlWiti oni nou meno vive e di C.1rauere internazionale. Yogliamo alhulcrc al proce~;o del t'apit.1no franc.·se Hom:mi acrnsaJ.ò di ~pion~ggio; procrsso r ile terminù colla rontlnnua dcll'im pumh) a H- mesi di reclil ~io rw. Quesw ::entcuza in Italia non so t'pre~e nes::uno, ~'.l uou fors'l per In ma mi tezzn. Dopo quanto si era ;;nputo ~ u Il•! circos tanze che avevano necompagnato l'arresto, dopo il :>t!t {UC~tro n 1 :~ conseguente decifrazio ne delte note trovate nel taccuino dd Bomani , la :;ua rr.sponsahilitit era matematicamente a.,~o<l ata. Se un duiJbro lù s~c ri masio (uon ai giudici, ma all e per~onc estranee al proecsso),,si oll'rottarono i g iornali fr~ueesi a toglierlo, annnnzinn!lo :•i quattro venti cile il Homani e r~ vittima del tradimento del capit:1no Un'lyl'u s, anc h' c~so l'rnneese c sotto processo in Francia sicr·ome a ecu~ato di nvere denunziato nlle potenze ennfin:.nti i nomi degl i nllieiali fr:m c:r.si c·. hn l'acevnuo. l'uflìzio di esploratori . l~S,- A ~~O X~X JX.
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NOTIZI E POLITlC O·Jif!LITA RI
N OTIZIE PO LITICO·il>U LITARI
Sicchè pare eh& detta :;enteuza non avrebbe dovuto meravigliare atcuno neanche in Franci;~, dove è recente la co:odanna del maggiore italiano F alta, e l'espulsione ' del generale Goggia dal principato di Monaco, rèo di nien te altro che di aYere assistito senza licenza a una manovra di battaglione svoltnsi nelle vicinanze di un suo podere. Iovece l'annunzio di questa condanna , suscitò nella stampa fra nee ~e un't:splo~i(lnc di sdegno altrettanto VIolento quanto ingiusto. E ppu re d ali:~ mede~ima venne ~em pre accol to quasi :~ pr ire bocca l'annunzio di simili contlanoc di ulliciali francesi per paTte dc' tribunali tedeschi ! l\on ~.:e rto risponderemo alle diatribe, nè riferiremo le mioaccie e neppure ci fermeremo scii' insensata supposizione che la seoteuza uel tribunale di San Remo sia stata dett:lla dal Governo; deploriamo invcec sinceramente che anche r1uesta volta la stampa francese abbia servito ma le allo scopo, c.ui da grnn tempo tHndono i governi d'Italia e di Fr11ncia : riannodare rapporti di amiciziu tra le due llll7.ioni, i CJllali, se è possiuile, aprano la strada ad a Itri rnpporti che potrebuero essere r•·ofi.:ui fld entramhc. Speriamo che, come spes,o suecede, la wmpa di Parigi non rispecc hi in questo cago i sc1Hi menti e le idee della nazione e siamo persua~i che non rispecchia •1uelli del governo. Coulidiamo pure che, sbollita ht prim~ irritazione, anche i gi orna l i~ti francesi capiranno che giudici iHd iani uon potevauo p:·onunt:inrc una scntcuza dilTerentc.
dei giornali f•·auc~si , quando pllt' gpiega re al col to pubblico e all ' indita guarnigione la causa misteriosa delle sconfitte del 18i0, immnginarouo squad•·c d'ingegneri, di ufficiali prussiaui cl1e da dieci anni .girilnlllo la Frt.ncia col cr,mpasso e colla macchina fotogra fica, misurando ..il terreno .:;l decimetri d:~l ca mpanile di Strasburgo alle torri di 1V6tt·e Dame e tutto fotografando c descriveutlo drd ie strade, dai fiumi, -dai ' 'illaggi daii'Aizazia-Loreua, fìno alle cnnnoniere dei forti eli Pa-rigi . l~cco l'origine ùi qur~ s ti n no ~·i studi di contrabbautlo . Ora noi oon ·4flmondiamo se la cosa sia ammissibile od ;~nche ;;o lt:~ nto decente~; do· mandia mo :>olo Sf' si ritengn proprio rea lmente utile e ~e dia risultati -che pos,nno stare in bilancia colle spese c coi danni che ordinaria mente ne tlerivano e con quelli molto mnggiori che eventual111en te pn,;;ouo derivaruc. Dì <rnesti clflti minutissimi Napoleone non ehbe bi-sol!;no nè per passare le Al pi, nè per girarle, nè per correre da un · -capo all'altro d' Europa, e noi siamo persunsi che all'atto pratico a\'l'ehbero ben pot:o importanza :tocht} oggidì; meno cura di dati sta tistici e più cura di uo•uini: ecco di cha cosn c:'è uisogno ecco; il segreto -delle vittorie tlclln Pru s~i a.
Piuttosto che, rct:rimioazioni tnt I'It[dia o la francia, que;to a rt~O· mento dello spionaggio più o mt:J no organizzato da tutti gli Sta ti sullo rispettive frontiere uà luogo Il considerazion i di ordino generale, the e~pu n iamo e sottoponia mo :~l ~i u di1.io dci wmpeteoti. L'utilità degli :;t.udi sulle posizioni e sul le di fese di uu eventua le nem ico è da tutti e da gran tempo <tmmc~~w; ma rr on si è nnd<lli oggidi tropp'oltrc io qne:;ta faccenda ? .\fon è un'esagerazione c diremmo quasi u011 pucrilitù, :;e nou a vos~e funeste conseguenze morali e politiche, questo trave~tim cu to, questa truccatu ra di uffici ali per scoprire segreti di P ulr:i nellt>. che sono st<~mpa ti nei giornali o ve1;iucare, metro più metro meno, una cplùta eli nltimctri11 sn posizioni dove sono giiJ av••cnutc ciuquaut.a battaglie {tali sono tutte le posizioni fra cui s'upre un pas~agg iù tra la Francia e l'Italia ) le cui descriziont si trovano in cento libri '? Que~ te esagcrazi oui c la conseguente :;mania di e:;p lorMiioni , iJUCS\(l :>port dello spionaggio, fu messo iu voga da lle ch itoccltcrc f<tntastithe
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[n principio della quindicina, ripetute scosse di tel'l'emoto sparsero 'lo spavento in Sicilia e la de.solaz:one in parecchi comuni cleila Calabria. 1\on è quì il luogo di descri\·ere disastri nè di di re <Jomc, nei 1im iti del possibile, ha pro vvisto immediatamente il gt~verno , nè come si spera che piit ampiamente e stabi lmcnt<.'l abbia a provvedere il Parlamento e il buon cuore delle popolazioni; diremo solo che in quest'oc-casione le guamigioni che si trovavano nei luoghi colpiti si mostrar QDO pa ri alla vecch ia f:.ma di eroica carità , onde i militari it:lliani 11anno se cnp r~ do to splendidi esempi . A Palmi, a Seminara, a Sant' Eufemia, a San Procopio, dove gli ef.fctt1 dd terremoto fu rono più terribili, ufliciali e soldati lavorarono infaticabilmente e con proprio pericolo :Il snlrataggio dei sepolti vivi . Fra i primi ad uccol'l'ere su i luoghi del disastro fu il generale H.imediotti che, con saggi provvedimenti, contribui a menomare le conse,guorv.e del disastro stesso e miglionre le condizioni delle popolazioni misere, fu ggenti, abbisognevoli di ricovero ~ alim<Jntazione; le truppe divisero coi cittadini viver! o tendo. L:l m;~rina militare contribuì anch'essa efficacemente nei siti più vicini al mare. Le popolazioni rico. no;centi accoglierano i militari con commoventissime acc.lamazioni con-
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NOTIZIE POLITICO -:MI LlTARI
siderandoli come salvatori, e il coraggio dì questi infondeva fiducin in tuui. , Un tel ~gramma rlel regio commissn rio straonlinario on. Gall r, :dl onor. MnllStl·o della guerra ha le ;;eguenti parole che tornano ad onore del nostro esercito: • Mi riserbo di riferirle l'ammirabile condoua de~l! ufficiali e solda~i dei qunli V. E. · può essere orgogliosa •:ome ì\II ~liS tr o e come patnotta. Io cl1e vid i e vedo l'opera loro cd ammtro ~~ loro ~~oraggio, ordinai giù che tutli abbiano un soprasso1d o. per q Ut!Stl la von >>. L'esercit.o non mancn e non ha nl:lncato m:.i ai bisogni della nnzione; speri3mo che la n3zione, o almeno suoi rnppre.sentanti non man chino ai bisogni dell'esercito.
· Ai solenni funerali dello cz<ir Alcs:;andro III, clw ebbero luo"O ·} Pietroburgo il 1.9 r~orrcute, S. ..\1. il Re d'Italia fu rappresentai~ d~ S. A: 1~. il Princ.ipe. di ~apoli, che jn uniforme di gener~le, con ueeo r~ ~I011 r~I;)SC e 1tnlu:llle, cireondato d:d suo seguito tl d}ll per~omd~ d ellarnh a~e•ata J'U~sa :1 Pietroburgo, l1a :wcompagnato il feretro. ..Nella. co~ita le dell'illlpero russo ì1 no5tro Pri vcipe fu uggt!!ln delle pm lusmglucre auen1.ioni. . T o ~nando in patri:•, :;j fe.-n1ò un giorno 3 Berlino in se2uito allo ''n 'e IS!<in1.o delrimperato1·e Guglit'lmo etl il 27 novemb re e~·<'~ <•ii; fii l"ltol'flo nlln SIW residenza in Firenze. c . La commissione incàricntn degli studi su lla divisa c sugli arredi rnihtnn ha ~ospe.:;o pe1· pochi giorni le sue sedute, donmdo il suo presirlcnttt gencra.lo .lleusch recar~i ad assistere, quale ispettore degli 11lpini, tdlo escu t·3100l delle tmppe nlpinc nel Veneto; Ili:\ ll[)pt:nto neo.r]i ultimi oiomi d Il . d' . l:' l:' e a ~~~~n ICJUn, essendo il gencrnle lleuselt tornato n Rom::l dotta. conln11SS!One ripmnderù to,to ì suoi lavori ' _ Es~i, per q.uanto si Hllèl'lna, sono giunti a buon punto in ciù che ngua:da la pnma parte del programma, cioè le modifìrH1zioni alla di\·ìsn, an·ed 1oee. ecc.; però non e a credere che rh, f[LIC'IC nlo Ili ... fìI(;<IZIOill · · (lOS_ . , " ~~a no .n e~ ra r:~~_ p1·or~te e ri levan.li eco ~omie. Le econornic di qualche npo1ta 1~zn, p 11~ech e da pal'i:wil modJftcozioni, pot.ranno attenersi dn nna ra · IJ(~a l e nforrua nel sistema di amministrazione del vestiario, ci~ eh(' fo~m.it la seconda parte del prog1·amma, la più ardua dnoli ~tudi delJ:. commi~SIOnc; essa richieder~ tem po per lo decisioni e mis1~rn nell'app.lie~t l.ione.
NOTI ZIE
POLJTlCO·MILI'r ARl
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..** Le notizie giunte direttamente da ll'Er itr~:' parlano di tranquillità e di sicurezza generale della coloni:~; r1uelle giunte d:sl Cairo e rifercnlisi spe cialmente ai movimenti c ai preparativi dei dervisci nella \'alle del Nilò, non manc:mo di un ::l certa gra viti1. Forse le une sono troppo rm;ce e· le ~ ILrc trop.po di colore oscuro , m:1 in fondo non si contraddieouo; qualche nuova gloria per le nostre guarnigioni d':\fricn si preparn. · r: .:\thara da qualche tempo è guadabile; pare cert.o che i tl,•rrisci ~Ili nostri confini abbiano rice\'uto rinforzi d:r Cartum c che Osman Digrna col suo prestigio per:'onale sia riuseito :td aumcn ta•·e :tlquanto le proprie forze, ragg1·a nellando gregari nei dintorni di Ber be•·; q unlche piceob scorreria nelliOSI I'O territo1·io, n scopo di furto, i dervisci la fa nno; m ;~ siamo-ben }ungi dalle v3ntatc orde, precedute d;I nuvoli di c.walicri, che dove,·ano dare la sc3lata al forte di C:Jssala c portare lo sterminio nella colonia erit1·ea. fino ra non SP ne lw il menomo indizio. li ca l ifl"o, dicesi, vorrebbe proe la Inll re la guerra s<•nta ad oltrn nza contro gl'italiani; ma il timore di una nuova sconfitta, che avrebbe per conseguenza la rivolta gencr;,Jo c ridurrebbe in frantum i il suo impero è grande. D'alt1·a parte, i suoi emiri tremano all'idea di trovnrsi da,·nuti n Ile nostre fortincazioni, col pericolo d'essere presi tra gl'italiani del forte e quelli deiln col(•nia o di vedere i propri soldati sq uagliorsi per fame, CMa imm:11H:ahi le se il forte resiste a lungo. E sanno inoltre chC', in c<•~o dì scoulìtta, non potrebbero :;alvare la pelle neppure colla fuga, pcrchè andrebbero a fare ornamento alle centinaia dì forche che ci rcon(hlfio la nuova cttpitnle della M:>hdì<ì, Ondarman; perciò e:;itano ed è n;tlur:lle. Qll;cste sono le notizie ehe rcc:mo n Cassala i nostri emisgnri e qualelw raro merc:mtc che, con grande rischio(: fati c:•, vi porta le .sue lllCIT<ìlllit•. Notizie invece giunte d:~ l Cniro a giorn:di inglesi c fra ncesi vorrebbero f:n· credere che un ~··ande :•ttacco sill prepn•·ato, deciso eù in1minente. Jl c.1 liflo avrebbe radu nato un'esercito dì quindici a venti mila uomini; queste truppe si trovcrebùero gi~ iu ma rcin di\'iSe in tre colonne: In prinu, da Ondunn~n so tto il ~~onwnJ o di Sayed Jlamed, wgino rlel c:din'o; la seconda dal Ghcrla rt>f .sotto l<'edil Numngarn; la terza da Gos lkje!J sotto O;:man Digm<.t. li c:~ l ifTo non potrebbe prescindere da questo att,,ceo, pC'rciJ~ 1:~ perdit:i di Casg:.tla ha ,;cosso profondamen te lt~ sun nutori tà c gli hti su~cii ato conlro dei pretenden ti. Se fosse :>confitto un'altra V(1lta, S(lrehhe irr·emissibilmente perduto. Si ~onferma d'altronde r;hr> 111i~eria e malcontento regnano ad Oudur-
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NOTIZIE P OLI'l'H!O -llliLITARI
man; che i frequenti tumulti obbligano il califfo a mantenere numerose truppe nel Kordofan ; che gravi di~co rdi e re!ltHono fra i c:1pi che devono condu rre l'impresa contro gl 'itali~ni . ~
Queste notizie destarono in Inghìltet·ra un certo fermento. La Westminster Gazette, com mentandole, si domanda se non sta finalmente oivnto il momento di un'azione com une tr:J l'Ingh ilterra e I' Jt:dia nel St~c.lan; se non convenga.a lrn~no far uva nau·e le tr11ppc egiziane fino a Dongola ed operare un·a ·d·l\'crston~ verso Unyoro. Secondo molti ufftciali ìogiesi che sono au~rt_t~ m. maten~, non mai si ù offerta un'occasion.: così propizia per anmchtltre il malld1smo. 11 citato giornale spet·o quindi clu,ì non si l~sc~crà sfuggire, tanto più clic molti prigionieri eur0pei in mnno dei derVISCI nspetiano da dieci 11nni la loro libcrnzione. Vedremo.
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~'1:attan~o !!U:Il'lliamo di non !asciarci prendere alla sprovviw, noi, per•~ l •c c specl31mente e forse unicamente su noi che dobbiamo contare. A
buon conto sappiamo che il governatore non dorme c abbiamo visto alla P.rova c~1e, non gl.i . ma net~ nG il senno politico pt>r affezionarsi il' popolaZIMll, ne l arte nul!tare pHr condurre imprese importanti, nè il co 1·ai!ITÌ(} di n~su mcrsi 1-(r:mdi respoma!Jilità. < r> A Ca~sn la è giuntn In qui nt11 compagnin del battaglione 'furith> con grandi provvis!C di viveri o Ji munizioni. li forte si trova or<HtHli fìnito e formida bilmon.te armato. ~l governatore ha preso te disposizioni per potere, quando sui neccssano, portare contro i der\'isci tu tte 0 quasi tu tte~ le forze ~~!l 'E ri trea, nè è a temersi che gli manchi il tempo ncccss.1rio per mobiltt.arle. essendochè la resistenza del forte Ji Cassala glielo assicura abbondantemente. Un recente decreto del governatore instituisce in Mass~ua stessa una compagnia di milizia volontaria. Scopo della medesi ma ~ • addestrarsi alle armi ed :.1 bersaglio per trovarsi pron ti, ordinati ed attr a concorrere in caso di bisogno, ai sen·izi militnri in .\lag;;aua e dintorni e tener alto, come si conviene n liberi ciuudin i, il decoro ed i~ prestigio della colonia ». Sarebbe una specie di milit.ia comunf1te a eu! affidare il servizio di sicut·czw in Ma.ssaua, quando fosse neccssM·io impiegare altrove In trupp~. Il go ,·cruato•·e non dubita che si ascri veranno in C(~l es t~ eompngnia volontal'ia, non solo tutti gl'italiani, nw tllt.t.i gl1 eul'OpOI att1 a porture le anni c residenti nel capoluogo della nostra co lonia. D'altril parte l'amicizia coll'Abissinia e l'attaceamcoto delle popolazioni
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oritree pe1· il govemo italiano ci permettono, non solo di usufruire iutte le nostre forze contro quel neniieo comune c odìatissimo che sono·i dervisci, ma ci nssicurauo eziaudio, da pa rte delle popola~ioni stesse, il mag:.(iore conr.o1·so. '· Pm·ciò, St' i dervisci sono pronti; vengano pure ehc gl'italiani in Africo !'O ilO preparati a ricevcrli, e noi qui in [tlllia viviamo pure tranquilli, cht\ la sorte elci nostri possedimenti •' in buoue ma!.li .
b Ga zzetta u(fir:inlr• h:~ pubhticnto il l\. tlecreto eh•) convoca !:1 sessione pa dament::~ rc per il 3 del prossimo clic:embre. Quali sieno le grandi que.~tioni militari ~~he si appMeechiono, quali i progetti c lu~ l'on. :'11inistro delln l{uerra presenter~ per i p•·imi :li Pndamento, l'abbiamo dHtlO altra \·oltn. Qui dolobiarno notare che il :30 novembre furon o pubhlicati ~lcuni imporwntissirni decreti ùa convertirsi in legge, i quali modificano l'ordinamento del regio esercito e dei servizi dipendenti ol~l Ministero della guerra, la ci rcoscrizione militare territorinle del n~gno, gli ;;tipendi ed nssegni fissi degli ufficiali ~ dei mi litari di truppa del regio C:5ercito e1l il ruolo organico del persnn:~le dell'amministr:tzione della guerra. Questi decreti sono preceduti da una sobria f\ chiarn relnzioue dcl] l'on(Jrevolc Ministro della gtwrra n S. :VI. il He, dalla quale togli •• mo l• i l seguentll brano: c In questi ultimi ann; t' Amministrazione dP.lla guen·a, ispirnta .1i su premi bisogni delln fìnanzn dello Stato, ha fortemente contribui to n diminuire il enrico dell' m·ario pubblico, riduneudo di ben 2~ milioni le spese ordinarie, ed assottigliando n circa 16 milioni lrl spese sti·aordinnric, che talvolt11 salit·ono ad oltre i 150 mi lioni. " Ciò ha ottenuto soprattutto col rinvio di spese straordin:Jric: per armi e opere eli dtfesll, col restringere la forzn presente sotto le armi, col liIJlitare lo S\·ilu ppo delle esercitazioni campali <: col ridurre il quadri) l organico e gli nssegni degli ufficiali. « Fatta ora gran pane del c:~mm i no verso l'equilibrio fra le ent 1·~•le c le spese, I' Amminist1·azi0ne rnilitnr<: non d eH~, nè può ritiutnre il SIIO ultimo eoncot·:;o, aceltè si raggiunga la metn. ~ Tuttavia, ottenere nuovu economie senzn recar danno alla snldeY.z::t dell'eset·cito e quindi alla difes:\ del paese ù ardua, se non ,·ana irnpt·e~a·, ove non si apportino radicali riforme nell'ordinamento dei servizi, per rondemo ad un tempo più semplice e più eeonorn ico il funziona mento.
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• È r1uest<t l'unica via per potere, nel momento attuaie, conciliarclc esigenze fi nanziarie col bisogno di rinvigorire l'esercito ed impiegare per la parte viva del. medesimo la massima parte delle risorse, onde continuerà a disporre il bihlllcio della guerra. « A ciò unicamente ho 111inllo c, nel risoll'ere le singole ~uestioni, 1 Ì l:Hgo ~iuto . ho richiesto agli studi eompiuti ual mio predeccsson} ed ai lavo ri di :mtorevole Commissione. · ·· « Concrr!tate le riforme, ò appnrsu mtlllifesta la neccssitù di applica rle senza ritardo, acciocchè gli effetti economici possano risentirscnc nel minor tempo possibile. « Questo pensiero ha reso unanimn il Consigl io dei bli ui ~tri nel ucJibernrc che le riforme stesse ;;i:mo prQmul~ate con Regio llecrelo, da presen- tarsi poi al Parl:unento per essere convertito in legge ~ . • lu conseguenza di tale dClliberazionc, l'onor . .Ministro della guerw ha sot.tome!;SO alla firma di S. M. i seguenti schemi di deewti: \/ 1° per .w10dilìcazioni all'ordinamento del li . Esercito c dci servizi )\ dipeuùenti dall'A mrninistrazione della guen a; 2° per modifìcnzioni alla ci)'(:oscrizione territoriale militaru del Heguo; 3° per m od ilìc~tz i o ui agli stipendi ed assegni tissi degli uffit;iitli c V dci mi litari di truppa del H. Esercito. l1o e 5o per mod ifìcaz:oni al ruolo orga nico del personale deii',\ 111V mini:;trazione ccntrnle della guerra. Lo più sostauziali fra queste riforme si possono così riassumere: 1° Diminuzione di 8 ullicinli generali· ~ 2~ Soppressione dell'ispettorat~ dei l;CJ·saglier i; 3° Riordinamento dei dist,retti militari. Le attribuzioni dei distretti verranno lirmtato a quelle ùi uffici per la leva c per l<t requi:::izionc tJ.u a~ rupedi pass:mdo ai corpi atLivi il compito di vestire i propri uomini sw rn tempo di pace, sia in mobilitazione, c di costituirr. le unità co rrispondenti di milizia mol!ile e di milizia tcrrito'r·iale. Quasi intera la truppa dei distreui ven·i• versata nei reggimenti di fa nteria; il 0he, atcrcscendo senza aggra,·io la for:w delle compagniin tempo di pace, rene derù più efficace l'istruzione, massime rruella di campagna. Inol tre fatto ancor più importante - la riduzione del personale dei distreu i, oltre ad una sensibile economiu, pcrmettcril di aument;n·c il numerr• degli ufficia li nei reggimcnt.i, con gran l'll ntaggio dell'istruzione loro 'e de·JJ·c. truppe, e di una più rapida e sir:ur[t costilllzionc dei rcp;trli di ~.~nlrzr a mob1le. Basta invcroa tlimusu·a r·lo il fatto, ehc si avranno disponibili lm dnl tempo di pace per ciç~ scun rr·ggi111ento di milizia mobil e tutti gli
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NOTIZI J.:; POLlTl\:0- ?tllLlTARl
KOTlZlE I'OLITlCO-MILl TA R I
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ufficiali superiori, 8 capitani e 12 subalterni. Tale risultato, .c!•e av,:ici:neril il nosLro e~ercito alle condizioni già raggiunte da esercJII Ftronre~·,, è dà considerarsi di entità capitale nuesochè auesochè la milizia mob1le ~ ui udicatJt ormai vera truppa di P lio(.'a ehiamata fi n dai primi giorni a ~o mhHttcre a fìauco ùell' cscrtit<l permanente. tfo [{iduzionc dei depositi d'allc\'amento d<t 6 a /f. L" riduzione. è intesa all o scopo di scemare le spese d'amm inistrn ionc per qt~e~t:J / :;ervizio, senza variare gli acqnisti di quadrupedi nelle singole reg1o~l r . 0o Hiordinnrncnto rlei riparLi (: dei servizi cl';q·tiglicrin c ~e nr o . Questo riordinamento comprende: . . . . . o) La ~opp re:;sione degli i ~pcllo ra ti gcnwtl, d1 art1glrerr a ,. uenio . Questi enti, po~ti fnr gli ispcltori, che rispondono direttamente ~ sinoolarmente del sen·izio toro affidaLO, ed il Ministro, il qnnle ha il do~ern di mantenere integra la propria rcsponsa!Jili!lt, dol'e,·auo c l'esperienza di oltre 6 anni lo ha dimo~trato ~ ~~c~;;snri.ame!lte. ri5ultare or..,ani con non ben definite nè ben dcflmbd• ll ttnbur.•ont. tJ) trasformazione in bntteriHda montagna di ~i , La~terie d11 campagna. Da rrualche tempo ~ i era climostrn tn la necesstla rl.r aumentare il numero delle batterie da montagna. Il nuovo ordrnamento :;a,nzioua delìnitinimente l' im piego, come ta li, delle 6 l!at_terie dette t1·as[onnobil1, ebe facevano promiscun- mente il doppio servizio da tnmpa~na e da montagna. Sem.a dubbio (dir.è l'on. Ministro) sa rc~he stato gioverole ncosti tu ire le 6 batterie da camp.agna; ma, mentre "' ho dovuto ora rinunziare per r<1gione dt opportunità, ho provvcdul() ?cr un corri;;pondcn te aumento delle batterie di milizia mobile, in ~ll JSll ch.c• ri mnrril inalterato il numero delle hnttcrie campali nell'esercito mol!llitlltn. ~:) Altra 1·ifo rnHt rigu;ll'lla lr• :.a;iol!li rncnto dci rJ reggimenti di ;trtiglic:ria dn fortezza e delle H direzioni territoriali d'artiglieria, con la contemponea eostituzionc di 12 comandi locali diartiglieria, compostr di .t.:n ufficio tecnico pel materiale o di due o più brigate tl'urtigliet·i;t da co:;ta o da fortezzaCon eiò rc$te•·a mcglin colle$1ato il serrizio degli en1i che provvedono il mnteriale per l'armamento delle fortezze, c:on quello delle truppe incaricate di eseguirne l'armamento e servire i pezzi. La riforma darà una notevole economi:., non osta n t~ cht•, per prol'l'erlcr(: al, servizio nelle opere di fortilìeazione, assai c:rcsciute ~· nu utcHO e di entità, si siano aumentnte 8 c:ornpagnie, port;111dole da (58 n 76. rl) Si diminu iscono di n1r mcro gli stabilimenti di pr11duzionc· di anni, munizioni e car·r·egf!i. Qucstn riform11 , che risponde ad un voto ri-
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NOTIZIE POLl'riCO -MILITARl
petutamente espresso anche in Parlamento, era una vera necessità e produ rrà considerevoli vantaggi, che la relazione enumet'D e che noi pe1· brevità omettiamo, notando solo che coll'effettuarsi delle propo.;te rifo rme, risulterà molto migliorata la dislocazione degli stabilimenti sotto l'aspetto strategico. e) Riordinamento del genio· militare, sia col dare una migliLn·e forma~ione alle truppe oggi riunite in reggi~nenti troppo pesanti, sia.çol semplificare il servizio territoriale, delle dirc;.ioni che vengono diminuite di numero. Ancbc nel genio St sono dovu te aumentare due compagnie per portare da due a q uattnl le compagnie di lavoro della brigata fel'rovieri, ora assolutamente insufficienti ai previsti bisogni d1·lla mobilitnzione. 6° Si diminuisce il numero degli uffìciali medici ai reggiment.i, con che, pur riducendo il lluadro organico di un centinaio di ufficiali, se ne potmnno assegnare in m::tggior numero agli ospedali . .;La riduzione cadrà in massima parte sugli ufficiali subalterni, in guisa che in uvveniro ne deriverà un scnsibilll uecelcramenLo nel passaggio a capitnno medico. · 7o Importanti riforme ~ i apporta no ai set·vizi amministrntivi u contnbili : n) coll'abolizione dell'ufficio di revisione. 11 còn1pi to di sorrue ~t l ir.re l'indiriu o anuninislrutivo dei corpi, oggi impropriamente disimpc ~nato dall' ufficio di revisione, verrà affidato ai comandnnti di corpo d'r• rmata, che Jll! "edranno co.sì completata la propria autorità e sar:mno 1n grado di meglio misurare le spese dci corpi con le esigenze lo•~ali . La mvisionc delle eontabilità l'ichiede, invece, d'essere accentr31a; e pt~r conseguenza sarà fatta direttamente dal Ministero, al quale si assegna per lo scopo un conveniente numer·o di ufficiali contabili. b) P<~r eontro si assegnano aÙù compagnie di sussi~tenza ufrìeia li conuni ss~ ri in luogo di uffìciali eontabili pel doppio rilles:;o, chù tale s•Jrvizio non ha rapporto diretto colle cognizioni richieste nel personale contabile, mentre tl' altra pa rte gli uf(iciali commissari nei gradi infcJ·iori avaanno così un meu:o di acquistare cognizioni pratiche sull'esecu zione particolareggiata di quanto ha attinenza a quel :;ervizio s~ HiguarJo agli istituti mi litari :;i propone la nunione della ~cn ola dei sottufficiali alla :;.;uola rni lit., re e la soppressione d~i collegi Illilitari. ' · Le attuali condizioni del reclutamento degÙ uflit;iali giustificano l'un11 c l';,ltra proposta , la cui attuazione porterà nn:~ notevole e.;o norn ia.
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NO'riZlE POl.lTlCO-MlLlTAR t
go H.iduzione delle razioni fornggio agli uflìciali e moJ ificaziooi •l' indennità varie. 10° Hiduzione nel numero dei tribu nali militari. Il o Riordinamento dell'a mministrazione centrale della guerra. l?er eil'etto comple3sivo tlelle anzidette riforme verrà ridotto di oltre \)QQ il numero degli UftìCJIIIi ÙÌ ogni gr:1d0 C ÙÌ oltre !~00 il numerO dei fun zionari civili dipendenti dal Mini::tero della guerra. La riduzione è la massima che poteva apportarsi. L'onorevole Ministro ha creduto indispensabile includere nel primo decreto la facoltà di app l ic~t·e il nnovo organico nel periodo di tre anni, per quanto riguarda gli uffi ciali ; co::;ì pure ha pt·ovved uto ac~: ltè p•):;sa es:;e1·e gradu:.JP. la rìsluzioue degl i impiegati civili. La bella relazione di cni ahiJiamo d:llo un la rgo cenno, si coo~h iude così: (( SIRE,
« Non ,d<~gno la respous:1bi litil che assumo, perchù tutta la comprendo; rna mi sentirei profondamente mrbato se le riforme descrilte mi fossero state suggerite d~ ll ' intento esclusivo di diminuire le spese . « ?lialgrndo il dovere e il desiderio di venire, nell'attuale momento, in aiuto-ai con tribuenti , mi nstt>rrei dal fare le prese:lti propo5te, se solo per poco temessi di recar nocumco to a ll'e~ercito cui tanto artìdano \'oi e la patria. « Sono invece couYinto che dal nm,vo ordinamento l'esercito usci rj più vigoroso. ~on una uoi tit combattente scomp~re _; :~lenn o ~ ozi ~e ne aumentano; separate più nettamente le :Htnbuz1om dt alcun1 corp•; sllmplifìeati e r<:>si meno di ~ pendiosi tutti i servizi ; cresce il nume.ro degli ufnciali rwi reggimenti, cresce la forza di pnce t!elle com.rag.rlle, d'onde più efncace addes tr~rn c nto alla g uerr~, più sohdn cO WILIZI OtH~ Òf>,lle milizie, più celere mobili tazione. « Confortato da r1uesto convincimento, è con animo sereuo che Ilo l'onore di pregare Vostra )laestil di ''oler apporre 1'.-\ ugu ~w Sna lirmn ai dea eti che Le ho presentati ».
[l
tempo e lo spazio non ci con,;eotooo di fermat·ci oggi su •1ueste
di s po~izioni . Possiamo dire soltan to che la prima impressione n1~i cir-
coli militori e nell'opinione pnbb lica fu ac.colt.o fnvorcvolmente; infntti le
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2197 2196
l'ìOT1Z1E POI.ITICO MI I.lTARl
medesi me apparvero egua lmen te iospi rnte dnlle n eccs~i ti1 fina nzia rie del paese e da uecessità , non meno irnprcs( indibile di nwutenere in tatto, anzi aumen tare In fo rza rlell'esercito. La rnisur~ specia lmente di attnat·c le :H:.:eunnte rifnrmc per regio decreto incontra In [.(\Jucrale npprovnionc, perché or[t m~i !"esperienza hn d invHi r<~to che, io si mile m;llcrin, era r1ue~ to l'unico mcz1.o per riu::cire n concludere qualche co5<~. Rom:~ ,
1 o d i cemltr~ 189L
NOTIZIE MILITARI ESTERE
\.
AUSTRIA-UNGHERIA .
Gli llonvèd dal 1881 ot 1891. - Il Peste/' Uoyd, iu occasione dc.: l giu bileo del .\liui~tro della llifc~n del pae~c (o degli Honveù) h:~ rone Géza FPjt:r vil ry c.fc l\omlò:> Kert':>st.e,; e del segretMio di Slit to Dc$iderio Gromon de Vaisea, i 'l'wl! compi rono nello :;corso ottobre 10 anui di perma nenza nelle rispettive l'ariche, pubblica una serie Ili nrticoli 1la cui si può de:mmerc qu~li benefici 11b1Jia potuto tt'Drre l ' i ~ t i tuzione degli Honv•ìd da ntHt stabilità di indiriuo durante il decennio t 8:H .91~ . Si nr.ti poi che il ba rouc FPj ~J'\'ary prim:~ di di1·enir tito iHe del .\linistero •lcgli HonYéd, era ,;tn to per 12 auni scgr<:tario di Swto tlel Ministcro ~tesso . Sono così hen 22 auui ~:he l' illu~ trc generale ~ i adopra nell'orgn nizz~rè questo nuovo esercito ungherese. H ia ~s uuw rerno brevemente quegli artieoli , ri1:o rdando che in questa Rivista furono già pn!Jblicati i du ti sul nuovo ordinamento della Landwehr cis:eiwua. Hi sult:-t da t:iil m mr, poeo per volt<~, 1':\ustria-Ungherin sia riuscitn a eo~ litu ir·ç ltllrc all'esr.rrilo r.mmwe, al tre due for:!.t: armate alle qu.1li nou :>i può più oggi dare il uome di miti:;ic, ma hert:;i quello r!i veri · e~·~ rc iti ; <• vendo esse •1nad ri al completo c ltll'7.ll su pier!e ridn ttt) permanentemen te sotto le armi . J..:J raotet in degl i Hon rc': d 1)1'<1 formata nel 1 88 .~ SII 92 lw tta~ li o ni , dei f[Ua ii però in pac~ 11 0 0 t' Si51CV:l che il I( U:ttlro dello ~tn!O mng-
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NOTIZ IE li!ILITA[tl ESTJ::ll.E
giore (5 ufficiali e 3 uomini di truppa ed un quadro di compagnin). Quc~to quadro di compagnia era rislreltissimo e -variabile da bat · tag.ionu a battaglione e commisurato io . modo da bast:~re ap pena nl l'istruzione dci rir.hiamnti ed alh• rnHlUteozione dei materiali di mobilitazione. Ogni 6 o 1 baLLaglioni v'cl'iì un comando di brigata; ogui due brig:~ t~, un comando di di$tretto di Landwehr. ln caso di moLilitazione, ogni brigata dovevn formarsi su due mezze bri ga ~e (reggimenti) su 3 o .i- battaglion i. fli sogna\'a perciò, in caso di guerra, costituire uno st"ato maggiore di mezza bri :mta formare <i eompagn ie con l'unico ristrettissimo quadro esistente e" per' dippiù forma re uaitn di complemento. Quantunq ue il bisogno di un forte ampl iamento di qu:~dri fosse srntito, pure le condizioni finanziari e allora poco liete dell' Ungheria neon permcttcv~no che un aumento progressivo. Jt così che nel 1886 i 3 o ~~ b:~ttag l ioui furono riuniti in mezze brigate fin o dal tempo di pace; e di queste ftl costituito il comando permanente (in tutto 28 comandi di mezz:~ hrigaw con -13 o '16 nflkiali e 20 o 2 ·~ uomini ciaswno). \'el i 8H\l si fece un passo pi ù i mportant~ ed al quadro di compagnia. !'i sostituirono~ compagnie per ogni battaglione : il piede eli pace di o~ni compagnia era di 2 ufficiali e 2i uomini . - Si crearono inoltre nuclei per trn ppe di complemento e di riservn e furono infatti istituiti pres:;o ogni m ezz:~ hrigata un fruadro di bau~g l ione di complemento c~ ufficiali c H n '16 uomiu1 di truppa ciascuno) c, prc..;so ·H mezze brigate, anche un quadro di riserva ('l urCicia le e 7 a ·12 uomini). Inol tre i b:1ttnglioui di Honvéd f'lll'Ono porwti da 92 n \H. ~ e l 1890, colla nuova leg~e per gli Ilonvéd, si raggiunse l'or<lionlfiC!uto ;l\tun l ~ e la fanteria degli Tl onréd si formò su 28 reggimenti n /3 o.} bauaglioni : i quadri di battaglione di complemento debbono in caso di mobilitazione, formare il battagl ione di complemento del reggimento; i quadri di riserYa , truppe di riserva cogli uomini eccedenti ai bauaglioni del reggimento. - Alcune compagnie debbono poi costituire delle , compnguie di stato maggiore » per i grandi comandi. La lorza di p:ICl~ dello stato maggiore di reggimento fu stabilita iu 'l u uffì ci11li e 30 uo'mini di truppa pei reggimenti a 3 battaglioni, in 20 urfi cillli e 36 uomini di truppa in quelli n ,j. battaglioni. 11 piC'de di puce delle compagnie rimase inalterato, però si ottenne un considerevole e{fettivo nei mesi da marzo a settembre poiçltè durante
NOTIZIE MILITA!H ESTERE
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questo periodo le nuC've •·ecl ute r ice,•ono la prima i:;truzione e sono computa te in soprauumero all'organico di pnce delle compagnie (l). Contemporaneamente si d1ede il cav~l!o a tutti gli aiutan ti maggiori e si dete rminò la sfcr:~ d'azione dci ci rcoli di reclut<tmento degli llonvéd istituiti nell'anno preeedeute. Altri e continui perfez.ion~menti furono introdotti nelln fanteria degli Honvé<l dal ·1890 ad o/.{gi. Si llnnwut;uono 2 ufficiali superiori, 2 c:1pitaui ed un ufficiale di :nnministrazionc per reggimento: si portarono a .} gli uflìciali di ogn i compagn i:~ e si diede il cavallo a tutti i capitnni e comandanti Ji compHgoin . L a cavalleria de;di Ilonvéd nel1 88,\. a,·eva l'ordinamento del ~ Mi7 con fJI131che leggera modifica?. ione: ronsta\':~ di 1O reggi menti us~cri '' 2 divisioni di 2 gquarl roni cia~cuna . Ogui 5 reggimenti vi era un rom~ndo di brigllta di cavalleria e, per tuttn la cavalleria degli Tlouvt'd . un i:;pettore di c~v~llerin. Ln !'t<tto mnggiore di reggimeuto constava di 6 ufficiali, '16 uomini di truppa c di 2 c:wa lli erat·inli: ogni squadrone aveva un eiTetti vo di 2 uf· lìcw li, 3'2 uomini di Lruppll e 17 Citva Jii , più, periodi.earnente, Si formov~ un n sezion<~ di rimonta com posta di 1'1 nomini e Hl c:~ vull i. - In guorrl\ ogni reggimento doveva avere 4 squadroni da earnpo, uno di complemento e 2 di risen·a; In scar.sezza del quadro di pace era perciò enorm ~. Nel i 889 furono costituiti~ nuoiÌ squadroni permanenti (nl posto dci 2 di riserva da costituirsi in guerra) dippiù si for mò un quadro per lo squadrone di complemento (i ufficia le, 1•1 uomini di truppa cd 4 ravallo) . L'cll'e ttivo dello scruaclronc perrn:mcmtc l'u portato a 3 nfrìeiali, 39 uo· mini di truppa e '!H ra\'alli, la sez;one di rimoot!l a !) uornini e ,15 cava lli. Al principio di quest'anno si aumentarono noeora gli efTett.ivi: lo st:•to m:oggiore di reggimento fu portato ad ·H uflìcialì, -11 uomini di truppll e 18 cavalli; lo sq uadrone a'~ ufficial i, 65 uomini di truppa, 5·1 ~:av~tlli; il qnadro di complemento a 4- uffic ial i, ·10 uomini e \l ca'valli. La ferma biennale, i numerosi richiami per istruzione, e l'a,·cre o ~otto le armi o 3ià istruiti ed in cou~ef!na :1i privati qunsi tutti i c.:a-
Cl) t numcrosiss imi richi:lllti fii t•·uppn itt ('Ongctlo portano poi le co mpagnie ari un organit:O mol to forte rlul'antc le mallO\'l'C. lt• t]u es t'a.nno era provvi>lo in t)ilancio per 6i,OOO uomini di fan terhi dn. richiamn rsi pe r Ltll periodo d i 35 giorni. Le t:nmt:ta~tnlc di l'an tcria non sono cloe 3i6 quindi ad ognuua J)i esse poteva asscgn;usi fliH' più o1i un mu>e Il considcre\'OIC\ rinforzo di -t7S tWmin i tltt ranl e le più importanti m:tu ton·c.
2200
:>OTiZlB l llLITAUl ESTERE
vall i occorrenti, consolidano l'at.tuale ordinamento della cavalleria degli Houvéd ('l ). Anche ì grandi comandi furon o aumentati: nel HHlO ru ìsJìtuito un 3• comnnJo di brigata dì cavalleria: sì ebbero così 2 briga te a 3 reg· gìmenti cd ,l a +. - Fn anche a più riprese aumentato il personale dei con1:1ndì dì distretto e quello ùcl Ministero degli Honvéd. Presso ogni comando di distretto si·l'.reò un poòtO di gene,·ale aùdcmo e si rorrnò una sezione per le prr<ti che risgnardanti il Landsturrn. \!el H\86 sì pensò anche :dl'organìzznzione del la l.an dsturm ungherese, istituendo magazzin i di nrredamonto e dì erf uipn~g ì:lnHHHo e colllàJHiando nrtìcìal i alla tenuta al corrente dei ruoli. "\nelle nelle scuolH, negli stabilimenti v:1ri i fnrllll O intro,lotti miglioramenti ed nmpliamenti notevoli.
ROMANIA.
Le grll lldi manovre . - Ndl'autnnno SCOI'W ebhero luogo le grandi manovre dell'esert:ito rumtlllo, nella va llata del Hìo Hnrlad (affl uente del SP-rèth) nel tratto Vasl ui- Dolina- 13erlad, cioè iu pros,-imìtfl della line<t del Seretlt , apprestata, come è noto, dìf(:nSi\•amente con Lmrì e to rrell<~ pre~so Gala1-, Nomoloasa e Foesani. Alle manovre presero parte il 111 eorpn d'armata (partito Stul), dì sede n Gflln , rinfonato rln una divì~ì orw ca v~IJe,·ìn ed un batwglionc Cllccìatorì (comandato dal principe eredita rio), e il IV corpo d'annal:l (partito N ord) , di stanza n J ros~ i, cosi form:1ti I li
r.onro o' AR MAT.\ -
r. F:NF.fl.~ LE ll.\llllZZI
(27 batta,qliom:, 24 squadroni e G pezJi). ( IJ. reggimenrì fanteri:1 (7, 8, 2:3, :3:{) 12 battaglioni ?)a divisione fan- \ 1 ba ttaglione c::tedatorì. i teria (generale ) 'l reggimento cJ'3rtìglìeri::t t7). Hi peui A.lgiu). { colonna munizioni e am bulanza della divisione l~ reggimenti fanteria (9, -10, ti , 24) 12 hattaglioni 6" divisione fan. -1 · ,l battaglione cacciatori ·~rìa (generale 1 reggimento d'nrtiglieria (H) Hi pe1-zi AI'!Jentoianu). eo lomw mu nizioni c ambulanza della d i vi~ i onc .
~
l
(l) Per ques t'anno il bilancio Jorovverlevn nl c·ichi~tno rli i OOO riserv i:<t i c di 6915 ca valli in consr>~ na «i privati, p~ l tlcrior1o di 3:i giorni : o.>sia ognuno dei 60 SIJU:lo! roni ·a,Tebhe potul'l a1~re un r inforzo r! i l 16 uomini c !li H 5 <;avalli l"'r p!ù di un me;;e.
NOTIZIE MILITARI ESTEJ!E
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Artiglieria dì corpo d'armata (H. J'éggìmento) c I batteria da montagna. 20 pezzi B1·ìgata ùì cavallerìn (I l e 12 rf>,ggìmento Calamsci). ('1) 8 squar!1·onì ·l lJaunglione del genio . i battaglione Colonna munizioni di corpo d'armata (·t • sezione) Colonna sussistenzr.. Truppe .w ppletti ve. Oì vìsione cavalleria (Il •·eggìmentì flwim·i) (2) 16 squadroni 2 Batterie d'arti~Zii e rìa n eanllo. 8 pez1.i IV cont•o o' An~IATA - r. Exf:n.>. LP. B~:oiSTF.A N U. (26 batta,qlitmi, 8 squad1·oni l' 48 pezzi). !J. reggimenti fanterìn 12, :t:3, l ft., 2o) ,12 baJt[<glioni 7° divisione fan- 1 battaglione cacciatori . . . . . :l » reria (generale t reggimento d'nr~ìglieri~ (8). . . l o pezzi Ptlflt). colonna munizioni e ambulanza della divisione. \ Sa dì1'isìone fan- 4 regg~ rnen ti fan ~er~a ~Hi, .w' 27, 29) ·l ~ batt~gl ì o nì lf!l·ìn (generale < I reggunento artrghena (I :2) . . . 1h pew Pastin). l colonna munizione c ambulanza della divisione. ' d'amlatn (4 •·eggimcnto). ,\ t·tigl i< !I'Ìn dì corpo '16 pezzi Brig:11:1 dì cava lleria (5, 6 reggimento Calamsci) 8 squ:1droni -1 battaglione del genio . l ba ttaglìone Colonna mu nizioni dì corpo d'al'lnata. Colonnn sussistem:e. Presero pa rt~ in comp lesso rtlJe grandi manovre: 53 bnttagl ìoni, 32 squadron i e 108' pezzi, cioù :32'000 uomini e 5000 cavalli. I reggi menti dì fanteria v'intervennero con una for;:a media di 1512 nomini dì truppa (12() per compagnia), o i battaglioni cacciatori eon 50!~ uomini , mediante il richiamo delle classi ·1886 (della riserva), ,1888 (uomini in congedo il!inlitar,o) ~~ 18!)4 (uomini co n :;cambio). r l'eggimentì di cav31lerìo tt1rritor ìale (6. o 5 squadroni) furono portati alla fot7.3 dì ·l ~l!fl. soldati per squadt·onc, chiam:1ndo in ser vizio gli uomini con scambio dell(\ cla;;si -i89S! c 1893. l reggimenti d'art:glìOI'ìa fni'Ono formati su 4 batterie di 4 f.J eai; la 5a hatterin fu sciolta per forni re gli uomini e cavalli neCQSsarì alla costituzione delle t:olonne munizioni. Le esercitazioni sì srolsero nell'ìpote$Ì generale che un corpo nemico (IV corpo d'arm31n), proveniente dal noni, discendendo ht valle del Sert'!h
l
ìt ) cava li<Wia lcrritoria lo o .~emi permancnt~. (2) Ussad o cavall eria permaner:te.
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A ~!\0 nXIX.
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NOTIZIE MILIT ARI ESTERE
giunto a Berlad, distaccasse una divisione dalla sua avangu~rdia per occupare Jassi, mentre l'esercito dirensorc ~i prep[rrava ad opporsi inviando 110 corpo d armata (III) per la v;alle del Herlad, coperta da una divisione di cavallet·ia verso la sinistra del Sereth. Lo svolgimento di questo tema generale diede luogo, a tre far-ioni (24-, 25 e ~6 settembre) nella vall:,ta del Hedad, sfavorevoli all' in vt~sore: il (rualc si ritirò su Vaslui, dove il 27 ebbe luogo la ri1·ist<t generale delle truppe dei due partiti, passa ta dal re Carlo. · La Rivista armatei dice che le manovre, diedero un risullato dei piì1 sodfl isfncen ti. «'La cura posta nella preparazione loro , e le misure prese a c tempo per prevenire le diflicoltù di tntti i generi, fecero si che le opera' r.ioni procedessero coll'ordine il più perfeuo. Ciò è la prova più evidente, c dic:c il giornale, che si sono realir.z:tti progre~si notevoli nell'esercito « rumeno, c che i r..omandanti superiori di (ruesto sono attunlmcnte in « misu ra di maneggiare ed impiogore masse considerevoli di truppe in c qualsiasi cil'(jostanza ». Soggiunge il pci·iodico rumeno, che tla molti anni si sente tl U(~si dul'io dì eseguire manovre libere in modo che ogni ilflici~l e possa libcl'all1ento esplicare la sua irzione o guirlat·si sol tanto eoi propri mozzi, nondimeno considerazioni di varia natura indussero le autoriti1 a slabil iro anche per (J UCst'anno che le mauoHe fossm·o con solur.ione obbligata. Fra queste considerar-ioni in primo luogo d è CJUella, che, essendo due nnni di :~cguito durante i quali non si eseguirono manovre, sarebbe stato ÌIIIJlrudenza di passare d'un tratto all'esecuzione di manovre libere, tanto piil che le manovre dovevano aver luogo su scala più \ USt11 che in passato. li giornale chiude dicendo: « È vero che si diedero le idee gene« rali ed alcune idee ~pecia li per ogni giorno di manovra, come pure « le direttive per ognuno dci partiti, ma (jueste direttive furono così « elastiche da permctterr ai vari co mandanti di f<ll' largo uso rlcllu « propria iniziativa ».
· RUSSIA
Fo1·ma.zione del XIX corpo cl'at·mata.- Fino ad ora esistevano in R.ll!;sia 21 corpo d'armata (totale 45 divisiiJlli fanteria) più 3 divisioni isolate. Ora, mediante l'incorporazione di due delle divisioni autonome (20a c · 40&) ed opportuni cambiamenti di divisioni fanteria c eavollçria di
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NOTIZIE JIILlTA!U ESTERE
alcuni corpi d'armata, fu ùecretnra la formazione del XIX corpo d'armata di linea, da costituirsi nella circoscrizione militare di VarsaYia (Invalido I'"SSO, N. 207). Pur restando invariato il numero complessivo delle divisioni di f:lnteria (48) e di cavalleria (18 regolai·i e 4 cosacche), a compiuto moviment~ si avranno quindi 22 corpi d'annata , formati come appresso: Col'pi cl'amlata
Guardia Grannticri l fl III
IV
v vr VII
VIU IX
x xn XI
XIII XIV
Divi~ìon i
f<llllel'ia
Divisioni t;walloria
·P, 2a c ;3a ùella Guardia i a e 2• della Guardia f a di Jine:~ t a ' 2" e 3" dei fi.rnnatil'ri ( 1) 22a e 37a di linen 2• di linea 26& c 27• 3• 28a e 29• 30° e 4Qa ·7· e w• q,a e i(}a 13a e 34a sa v.~:a e 15" 9• » 03 e 33& w· » 9a e 3•1" ua • H a e 32~ 12• ·12a e ·19a i " e 36• i 7•e.i 8a
•·
xv
fia e 8• 25;' e !.d a XVI 3• e 35• XVII 23a e ~!!! 0 X VITI 2" e 38' XIX del Caucaso, granatieri del Caucaso, 20a c 39• di linea ,Ja c 2a cosucch i del Caucaso; 3 corpi d'armata sono su 3 divisioni fa nteria e ·19 su 2; 2 corpi d'armatn hanno 2 divisioni cavalleria ognuno, i 3 ne hanno 1. e 7 sono sprovvisti di cavalleria. Sono quindi in totale 47 divisioni di fanteria e 1.7 divisioni di cavalleria (2 delle quali cosacche), facenti pal'te di i5 corpi d'armata.
(l) r.a t• divisione cavalloria fa parte de l t• co rro d'armata, ma il co rpo dei granatieri (Mosca), ~he non hn cavalleria propria.
e comnnù ata presso
220-1
2205
NOTIZI E MILITARI ESTERE
NOTIZIE MlLlTAfil ESTERE
Si hanno inoltre non incOI'flOI'Ulc i divisione di fanteria, c /1 di cadelle quali cosacche), c cio\:: 2·la divisione f:J nteria (nel Cauc:1so), 13• c:nallerw (in Polc,nio), t;)• (in Po loni<~), Divisione eosacchi del Don tin Polonin), Divisione cosacc:~ mista (eircoserizione di Kicv). Forma.z ione di un nucleo·spt!C'iale rli caDntlerùr in l'olotiÙl. - Le :J divisioni cavalleria :L3a, 15" e dei cosacchi del Don, non incruadratc neì corpi d'al'lnata furono r·eccntemr.nte riunite sotto il comando di un solo generale (!!cnerale Bodi~ko) , c formano una grossa massa, il r.ui cen tri} (13• divisione e comando) 6 a Varsa via, l'ala destrt1 (considerandola rivohn vcr·:;o occidente) è n Plozk ~H.>• divi:::ione), e la sinistra a Lu!Jiino (di visione cosacchi dd Don). Con. questa imporwnte disposizione si è così nn dnl tempo di pacn l'<~alizzata la proposta costituzione di forti nuclei di C[i\'allel·i:• (raùLs), rln lancinr~ i ai prirnorJi dellu guerra nel ten·itorio del nemico jh:r ri l:lrdal'llc ad impedirne la mobilitazione ed il concentramento. 'l n tH IB Cl jlt•I'Hzione questa speciale c:l\'alltwin su r:ì validamente so,;tcnntn dulie hrign te cacciatori, pr·onedute nn dal terupo di pace di artiglieria leggera propria (2 batterie per brig:ll11) e di appositi parchi !.l'artiglieria pcl proprio rifornimento di cartucee e munizioni d'nrtiglieria, nonchè dei reggimenti e halte1·ie n c:~vallo delle Ji,·isioni di ca,·aJieria, a cui saranno addcue. Riordinnmento del !fCtl.io. - Ho~;entcmentc (Prikas, N. :200) furono apportate notevoli rnodi!ìcazioni :dl'ordin:unnnto ed alla forzn delle truppedel genio da carnpagnr1, le quali or:• coustano di: 1o Zappato1·/ : a) E-ttropet e Cow:a.w): .J batt.:~gl i one della gnardw, 1 dei granatieri, 2 del C:lllcaso (l 0 e 2°), 2.1 di lint~a (lo-21 o), inoltre 2 battaglioni zapp:1Lori Ili l'i.~en;a.
>patori ed 1 di t~legra fisti, qu·ello del 'fran;;caspi'o di 2 compagnie 7.appatori c -1 di telegraftsti; gli altri battaglioni zappatori attivi constano ciascuno di 3 compagnie zappatori e i telegrnfisti. I battaglioni zappatori di riserva sono cinsenno d:~ 3 compngnie zappatori ·soltanto. O~ni battaglione ;:appatori è provveduto del materinle pet· uu. pon~e ·spcditi vo c del rnaterinle tcleg•·alic,? occorrente alla rispettiva com pugma 'tc l ~~ ~·nfisti pt\r stendere una linea di 85 verstc (!}0 chilometri circa). In tempo eli querm ogni corpo d'at·mata è pro,·vcduto d'un batta-. ·glione zn ppntori così cogtituito. T battaglioni zappa tori di riservn si tra~ fo r ;nano in al trettanti bnuaglioni z:qlpatori di risena, su G compagnie, e 11ello stes5o tempo ognuno di O$Si fo rnisce i quadri di tru ppa necessari .-alla costituzione di 2 battaglioni di deposito (zapass), ciacuno di 6 compagnie (4 di znppatori, 1 di telegralisti e ·l di m!natori). 2o Pontieri, 8 battaglioni. Ogni battaglione (su l piede di pace e di guerra) consta di 2 comJK•gnie ed ha il matE~ritdc per la costruzione di un ponte di 10~ sagene •(metri 22!.~-). 3" Pcm:hi det 9enio da cmnp!1.ff1!Ct. () parch i. Ogni pareo òel genio da ca mpagna consta del numero di sezioni dn parco di corpo cl'armal~t sotto inuicato: 4 sezioni, eiascuno dei pMclri 10-4°, 3 il 5° parco, 2 il parco del Cauc:~so. Ogni sezione ha il mate•·iale ocCOl'l'ente pei bisogni di 2 divisioni fan1eria , i di\·isi11ne cnvalleria e~ l battaglione zappatori (di 3 compngnie zapp:Hori e l di telegr::-fisti). Tutti r1uesti vari servizi di r.orpo d'annata dipendono iu tempo di g uerra dal comandante del rispettivo bat taglione z11ppatori . Der.11den::a della razza equ,ìna dci coscwch·,: del Don. - La stampa russn ·deplora lo stato prwu·io nel fj uale si trova al presente l'allevamento, altra volt:t sì celebre, dei cavalli del Don. Essa rileva non essere molto tempo ehe i cava lli cosacchi for mavano l'ammira;:ioue di tutta l'Europa e le pot.enzc occidentali invidiav:1no, la cava lieri :~ leggera russa, la qunle per nu me1·o non aveva chi la eguagliasse. Immense steppc e praterie senza ·numero permettev::- no ai eosacchi di allevare in grande qunntità cavalli, vacclw, montoni e capre. Il bestiame era tanto numeroso che in tere mandrie passavauo allo stato selvaggio nelle steppe, senza che ad alcuno venisse in mente di appropriarsentl. Mn a datare dalla seconda metù di ·que~to secolo ],, popolazione M$DCca venne sempre nurncntando, in grnzin -<legli elementi stranieri :iuinili nelln l'lll!ione dd Don dalle vantate stu:
v:~lleria (2
b) Asia:
·l battaglione del T t n·ke~tan, ·J del TranscHspio, -1 ddla Siberi a orientnlc, 1 compagnia delln Siheriu OCt:identalc. Totale ~~O battaglioni (2 dei quali di riservH) e J compDgnia. Il battaglione znppatori della guardia è formato di -i comp;1gnie za p--
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NOTIZIE !llLlTARI ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE
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ricchezze. Le stoppe wmnero coltivandosi per produrre ••rana<> lic ·pe1•
l' esportazione, . o ma dopo sfruttate vennero successivamente "'abbandonate
con danno della fenililù del suolo che si ridusse in sabbie mobili e con danno_ del clima .. Le ferrovie provoearono egualmente \'esport:1zi;ne dei, cava.!h e del best1ame: L'.estero, e spe,;ialmente la Romania, esportarono e contmuano ad esportare m grande quantitit i migliori cavalli del Don. La rau..a cominciò così a diminuire rapidamente, tanto che i cosacchi del Don provano grav i ùitlicoltà a provvedersi i cavalli per essi obbli~ratori stando anche in congedo; . ciò che •·end e loro il servizio militat·e assci pesan te. ~e razze p:tl'ttcolan del Don producono cavalli molto costosi, ed i cosnccht sono quindi costretti in generale a procurarsi aavalli di mino •· prllz~o _ne!le nme calmucche delle steppe di Manytc. Questi eavalli, robusttSSIIlli e nello stesso tempo as3ai leggeri, ricordano gli antichi cavalli dt>l Don, c completano per la maggior pal'le le fìle della cavalleria russa. UJ morte di Alessandro ILI e la stampa mssa. - La dolorosa ci rcos ton~a della morte di Al essa~dro III (20 ottobre-lo novem bre) ùiedtl monvo alla stampa ru s~a di consacrare numerosi articoli alla memoria del s~vrano, pianta .da tutto l' impero e dall'intera Europa, la quale vetleY.a m e$SO un vahdo sostegno della pace del mondo. Osscrvasi che le b~s1 di questa politica pacifica ebbero per fondamento la nota ci rco la r1~ d1rett_a d~ Giers, fin dai primi momenti del regno di Alessandt·o (4 marz~ ·1,88!!, a1 rappresentanti clelia Russia all'estero, e si tracciano le fasi princtpnh del regno del defunto imperatore e se ne riassumono i 1·isulta ti. . ~alito al trono nel tempo in cui il pueso non si era ancorn riavuto sotto Il r1 g uan~o ~conomic~ delle conseguenze della guerr:t d'O•·iente, Alessandro SI (hede a rivedere ed emendare le riforme compiute dal :;u 1l p ~·ed~cessore. Nell'opera dell' istt'uzione pubblica, si rimise al clero la dtrez10ne delle scuole primarie e si procurò di sYilupparè l' istrur.ioue. professionale. Notevoli furono i progressi nella sfera fì.nrmziuria, ad onta della carestia e dell' impoverimento delle classi rurali dei !!Overni dell'interno. Si .cercò tl_i eman~ipare il pae3e da una troppo gr~~de dipendenza cor~mercwle.ed wdustnale dall'estero, si ridusse il s11ggio ù' interesse del d.ebtto _pub~ hco e si fecè scompa•·ire il deficit del bilancio, si riscattarono f~rro~tc pnvate e s' intraprese la costruzione della grande ferrovia .della Stbem. D~.l punto di vista della politica esterna, dice il Novoie Vremia, nessuno pm del d.ef~nto sovrano ebbe il di ri tto di dire che , 1' I mpero è In pace.) ?ranùt nforme furono opcrute nell'ese1·àto e nella flotta: in q.ucsta parllcolar~leiHe, che dal ddunto fu interamente rigenerata c eonS!rlerevolmente rmforzatn.
SPAGNA.
I ca:oalJi deU'e;;eròto.- Un' imporj:Jnte disposizione è stata ultimamente presa circa i cavalli dell'H~ercito; tratta vasi di sostituire nel 'più breve te111po pv,.sibile, caval li cnstrati ai cavalli intieri delle :1rmi a cavallo. La circolare contiene le prescrizioni da seguire e le precauzioni da ooserv:trsi per il perfetto risul wto dell'operazione. Il totnle dei cavnlli snr;'t ,Jiviso in due grnppi; il primo composto di (jUelli In di cui età è compresa frn i quattro c i sette :mni, ed il ~econdo, formato dai cavalli che hanno oltr(lpassato qur,~to limite di età. Fu ordinato eli procedere immedinwmcnte alla castrazione dci cavalli del primo gruppo, senza altre ew~zi o ni eh(\ quelle i m po~te da c:~si patologici speci:tli. Terminnta l'operazione pci ca valli del primo gruppo e dopo la lvro perfetta guarigione, si comincierà la ca~p·nionr! di quelli del :;econdo gruppo. La Commissione vetr.r in~ria r.o u sul~iva di ogni eorpo montai!• sarà sentita per tutto quello che concefll!! le precnm.ionì da prendersi , come pure per le eccer.iooi da farsi, eccezioni che saranno natnl'almentc più nnmerose nel ;;ccondo gru ppo. I capi dei ('O rpi sono :mtorizzati ad impiegare tnlti i mezzi aHtisellJCt che ~i renderanno ncces:;ari ùu1·antc l'operazione, com e pure ad aumentai'e la razione dei cnvnlli opernti, :1 llo ~eopll di accelernro(l la guarigione. Nei depositi di monta, slll'anno c:-~strati solo i puledri che dìl qua lche segno patologico, ~i reputernnuo inuti li per la riproduzione. Si arriverà cosi al rlcsidcratnm che si esige oggitlì, rli non avere nelle nnni a cavallo, che cavall i castrati e eavalle. La circolare dice, fra le altre cose, che le statistiche dimosu·nno i grandi van taggi che risultnno tlall'csclnsione dci cava ll i intieri dal servizio nell'esen:ito, oll'rendo i ('. astrati una maggiore resi:;tenza alln ru tie:J (~) l! alle cause occasion11li di t:dune malattie, come pure per il numero mi n'lre di accidenti che si veriflc.1no coi cavalli ca~ trn ti . ,\ ggiuugH infine la cireolare che i progressi falli da Ila scienza veterinaria permettono oggidì di operare con le più ~ra ndi garanzie e riuscita . .-tnnamento. - La questione dell'armamento del l'esercito spagnolo pare che d1Jbbn essere l'r:~ breve risolta. Le macchine per In fabbri cazione dei fucili Mnuser Ja mm. 7 sono già arrivate alla fabbrica d'armi di Ovied<J e comincieranno a funzionare nel prossimo gennaio. ~la ~H sarà po~~iiJi le armare nello spazio rli qualehe a11UO le truppe dell't!-
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NOTIZIE MILI TARI ESTERE
sercito permaucote, mediante i fucili e c.arahine · acqui;;tate da case estere e quelli che pot1·ù fornire la fabbrica d'armi di Oviedo, si renderà difficile di poter dare un uguale ann11 mento allo riserYe. Ln somma <1ssegnata per l'at:quisto nll'estero di 100,000 fuci li Mltus~r. pare che si eonvertirù nella somma COI'rispondcnto a l c.osto per la fabhricazioue di 70,000 fucili uella fahiJrica di Oviedo, e che la difl'erenza r crrà impiegato per l<~ riforma di 250,000 fucili Hemington . La riforma consistcrelJbc nella riduzione del suo cal ibro u mi llimetri 7, come IJnello dell\lauser spagnolo, sostituoudovi uaturalmcntc unn nuoYa canna, capace di resistere alle forti pressioni del la polvere souza fumo, e miglionllldo le coud ir.ioni del meccanisnll) di chiusura. 11 progetto, che è stato giit presentato al miui;;tro clelia guerra, appartiene al ~eocrale di nrtiglieria don ~:ll'ciso Herren' DàtYila. La trasfornwzione dei 250 ,000 n.emington e~ i s ten ti nei parclti e su~ce t tlbili di q uelb1 riforma , imllOl'Lùrehbe una 'spesa di iS m ilioni di pesetas, cioè venti lire alf'in~:in;a per ogni fuci le. (;Ji e~ pe rim cn ti fa tti n Ovìedo coi fu cili l.tcmington riforrnnti, die· dero ~odd i sfa ceu t i r i ~ ultn t i ·e 20 di questi fu cili santuuo trasmessi a Madrid per e,;sere sottopu;;ti ad uua uuova prova nella scuola di tiro di Ca1'a.banclul . Se si an:tnuo soddisfnccnti ri:-:llltati, si crede ehe la riforma di tanti rlcmingtou, il fuci le ornwi cla ~~ico e leggendario degli Spngnuoli, sarù COU\'Cnientissi ma, tan to più che per l'ugnaglianzn del ca libro col l\fauser sragnolo, nou si farà uso che di una ~ola specie di cnrtuccic. Ciononostante fjne:;to fucil e riuwrrit di gran lunga inferiore al Illauscr r·. <~gli altri moderni fuci li n ri petiziouc, perchè nuche nou tenendo .:.auto del grnve difetto di non polerlo carh:are a ripetizione, esso non ha un vero estrattore per espellere il bossolo rlopo lo spa ro e il soidato devi! perdere ben ~pcs:-o un tcmpl• prczirÌ~o a ti rado fuori perfino con le dit.a dalla camera. Se lo si considera tollerabile per le risenc, ~i ritiene per l'eserci to di prima linea necessaria, iudispensabile u o'!ll'm;, a ti ro rapido.
PORTOGALLO . PERSONALE.
Nuova compagn-ia di amministrazione nt'ilita·re . - L'amministrazione militare ha rosseduto finora nna sezione di et{uip:~ ggi distaccala dalla :seconda compagnia di amministrazione ed incaricau1 del traspor to dei vi veri e fo raggi.
NO'l'IZIE. nilLl'l'ARI ESTERE
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In vist.a dcii ' importanza se mpre maggiore che <1cquista t;~ le servizio. questa sezione vicuc tr:-tsformata in compagni:~ che si chinmerà 3' com partnia di amm·inistrazionc m·il-itat·e. . l~ ssa ~on s i:; te rit , in piede di pace, di un cap ttuuo e tre suba lterni di <:avallcria. un primo e .1 secondi sergenti, R cn poral i, 11n ;;cllaio, un segatore, .un fal egname, SO ::oldati, un tromueuier·e, ':2 mani;;r:tlclt!, ~O cavn lli di trupp:1, ·120 Inul i, !~ 6 carri n !~ n 2\:l a 2 ruote. ~~ dtYiderit in !~ sezioni, c ognuna di '[Ueste saJ'it ,,c[detta alln corn:'pondente di,'isione militare territoriale. In tempo di guerra verril rinforzata con uorniui deJI <, ~· i ,erv[, o eor~ c:.wal li di requisizione, e ~o mminì strc rà il person:de o 1 rt.uadrnpcdJ neces~:tri ai traini òei qn:ll·tieri geucrali, ;~ I l e a.muulanzc, nlle colonn<' Y in~ri e ;1 tutti gl i <~It ri servizi di :~m m i n ist l'azione milit~trr. MATERIALE.
Baltcrie a wvn.llo. - Finora il Portog<dlo non lt:t avuto nel l:1 s1w artirrlieria le lJatterie a Cft\'IJ.IIo. Un ordine ministeriale del7 lu ~IJ o dtspo~e che il primù dei :J reggi menti da ramp:.tgna (o.(!n~mo. su ·10 ~;11terìe :tttivc c ~ fli risPrva) trasformi la 5a e 8• IJauet'lll rn kt ttcm' :t cav(ll lo. . Oj!n un<l di queste batterie si comporrit di . 11n c<~piu,o o .. 2 tenent~ 2 Sllllotenenti . 11n primo c 4 !'econdi sergeuts, 64 càpol·alr e sold:.ttt, 2 rnani:scalchi, 2 trornbetticri , 5·1 cnndli e :; ~ muli . MARINA. Co.~tn~::. iunc dt, ·nuore nu. ~;-i dn IJUerrn. - l i msn1stl'O dell<1 marina portogltese ha presentato al Parlamento un dì;e!!no di lcg;rc per la t·o~tru:~.ione di varie navi da guerra. . Queste constcrnono di 2. cornzzate di medio too nella ~gio, r.. iucrocratori /~ corvette. 6 cannoniere, 2 aV\'isi, 4 cnnnoniere nuvi<J li, 12 torpediniere di .p classe. il anisi torpediniere, 20 lanci:~ si luri per_ il servizio del le colonie, un tra:sporto ed una nnvc a vcl:1 da ::er v1rc come ua ve scuola. Var ie r,asc estere, priucipalmen tc ingle:;i, hanno f<~Uo al governo portoghese le loro proposte, non potendo l'industria naz ion~le porto~he;,;L; fornire che IJen poc:hc rli rrn es t~: navi.
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NOTIZ IE lll BL!OG RAF!CHE
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
Recension i. La Vita I tal·iana. -
Ri dsta, illust'l'atn dù·etta da
ANGEI,O DE
Cullto:R:->An :>.
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GIOI'tlale metlico dell'esercito e della 1~tarina (ottobre). Calalm!Se. - Cisti tem porale. Guerra. - Delle fìMole toraciche. Turìna. -· Hiparto chi r urgi::~ all'f)spedale mili ta re eli Torino. R.ivisla medica . chiru rgica. ana torllo-fisiologica . det·mosifilopatiea. • terapeutica. medico-legale. di igi rmc~.
2. Ordinamento degli eserciti.
Il prof. Angelo De Gubernatis è conosciuto in- Italia come il più fM tuuato lllOCiator di riviste. Egli all'erma di ;wer voluto con La vita itltliana chiudere gloriosamente la sua splendida cani11ra di p u~ • bli rista e se dobbiamo giudicarne dai due primi .numeri che abbw mo 60tt'occhio, possiamo dire che egl i ha raggiunto il suo scopo. li titolo della Hivista ne dice chiHarncnte gli ÌJ11Cuti : chiamare a raccolta tutte le manifestazioni della vita del pensiero nazionale, oprire un laruo campo a tutte IB nobili attività i ntell ettu:~li, con ùen~arc in un fa sricoio di HO pagine la vita ital iano di ·l O giol'lli (poichè !11 Hivisl<l e;c(l tr~ volte al mese), ecw il gt'llllde lavoro a cui si sobbare~ la fen omeuale auivitù di An~elo De Gu herua ~is. A darne l'esempio basterebbe pnublicare il sommario del '1° c 2° fa ~ sciçolo; ma quando si è detto che tutti i pi ù forti scrillol'i e per:tsatorl d'I1alia le più o-eniali scrittriei vi fì gurauo, avrHmo detto tutto. ' o l . La V·ita ftaliana costa L. 20 oll'a nno, lire ·1O al semesu·e : 'ul ficio di direzionE: e :~mmin is trnzi onn 6 iu Piazza della Madda lena ~ . :2:.
La ReL•ue militaire dc l'Etran,qer dedica buona parte dei suoi fa scicoli di sel!emhre e ottobre ad uno studio obhiettivo e completo sull' ordinamento militare dell' Impero turco. Il lavoro è molto completo e r-om prende: 1° Uno sgu:u·do etnù,(n-<tfìco, politico, a m mini.~tt·ativo, un saggio sulla situazione religiosa, sull'o1·dinamento gi udiziario, dell'istruzione pubblica, un esame delle cond i :~.ioni nnanziarie; 2° Un somma rio storico delle vicende organiche dell'esercito ottomano dal i826 ìn poi; 3o L' indicazione del l'atliJale ordinamento - Amministrazione ·cenlrale - Grandi comandi - Qundri c loro reelu!amenro- Stati maggiori - Leggi di reclutamento. Quc6to lavoro è in eor;;o di continunioue. - Le Journal dcs sricnces m.i litaire di DOI'!Jiltbre si oceu pa ,Iella imporlanza ed azione del sistema difcnsil'o belga in una guerra francogermanica.
Bollettino bibliografico
3. Arte 'militare.
1. Somm a rio delle riviste militari it a lian e.
Rivist-a d'm·t.iglierin e genio . - (Vedi fn;;cicolo precedenle). Rivista di {wue1ia. - (redi fascicolo precedente). Rivista ·m(l.rittinw. - (Vedi fa scicolo precedente).
- Segnaliamo la tr<lduzione in francese di una conferenza del genet·ale l.eer all'nccaùemia di Pietroburgo sui Quadri degli eserciti da Federico li in p0i. L'aurore comparando il progresso della s t1·ateg i r~ e della tattien, cercn di stabilire il fu nzion;unento interno Ùef!'li ese1·citi in avv.mire.
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. NOTIZIE lllBL"tOG!tAFI CHE
NOTIZIE UIBLIOGRAFJCliE
Un opuscolo Jel colonnello Clare llart, soprnintenJtlntc delle scuole militar·i in India col titolo : Riflessioni sull'arte clc.lla guerra. Londn1, Clowe3.
ripo rti~mo e rappr·esenta per i francesi 1m che( d'oeuvre in cui la critica :;torica trovcr:'l qualcosa da osservare. Ecco In prefazione: • ~[es cornpagnons ! "' J'entreprends de tr:tcer l'histoire de la Grande-.-\ rm,;c cl dc son chef c pendant l'aonée i8·121 ,{ J'adrcs~e ce tnblea u it ccux d'entre \'Ous q ue les glaces du Nord ont « dt:sarmé$, et qui ne pcuvcnt plus sc1·vir In patrie qué par Ics souvenirs « de leur:; 111:tllieurs et dt! h!ur gioire! "' Arrèt•;s dans votrc noble earrière, vous existcz plus envtll'C dans le ' pnssé fJIIC d:tns le pn;scnt: mais quand !es sou renirs soni si grands, il ~est JfCnnis de ne viHC quc dc souvenirs. .le ne cr·aindr!li donc pa.::, en « vous rappel:wt le plu ~ funeste de vos faits tl'armcs, dc troubler un « repos si ehòrernent achct•'· Qui de nou:~ iguorc !fu e, du ,;cin ùa son oh« seuri t···, le.~ rcgards de l'ltom mc ùckhu se tourne involontnirement. vers « l'éclattlc son existencc pnssr•c, m•~me lorsque cette lueur brillo sur l'écueil « où se brisa sa fortune, et tprand elle •'claire les d·•bris du plu~ grand « des nau fra gcs? • Moi-m•lme, je l'avouer:ti, un sentiment iJT(;.sistible me rnmènc snns ( cesse vcrs ~:ette désnstrcuse ùporp1e de nos ma llieur:> publics et priv,!s. < Je ne s:1is quel triste pl:1isir ma mémoir trouve à contempler età r·e" produire Ics trace:; doulourcuses que tant ù' horrcurs lui ont lai&;ées. • L' <ime aussi e:-; t-elle donc rtùre de st•s [HOfondes et nombreuses cicaoc trices ·? se plnit-cllc itles moutrer? eskce possession dout el le doive s'eno•·( gui llir ? ou, plu tòt. apri!s le dùsir deconuaitre, son pn~ mier dési r s~rait-il c de faire part:tgcr ses sensatious? Sentir et •'prouver, sont·ce-là le:> plus " puiss:ulls mobiles de notre ùme'? « Mais enfi n, quelle •rue so it la cause d11 ~en timem qui m'entraìce, je « cède au hesoin de retracer toutes les etlloti.ons que j'ai t'prouv!!es dans « le cours de celte funeste gtwrre. Jc veux ocr.upe1· mes loisirs à démèler, ' à rassembler avec ordre, et. ù r•:sumer· mes souvenirs •'pa•·s et con foudus. • Compagoons, j'i nvoque au:~si les vòtres! ne laissez pas ~ perdre de ~i « grands SOIJ YeniJ·,;, :.chel!'.> si chcr, et flui ·sont pour nous le seu i bien « que k passù la issc ù. l'rtveni J·. Seuls eontre l<tnt d'ennomis, vous tom« bitte:> nvec plus de gloi1·o rpr'ils ne se relevèrent. Sochez donc i~trc « vaincus sans honte! Rclevcz ccs uoble~ fronts, sillonn1•s de toutcs Ics << foudrcs de I' Europc! N'aha isse7. ·pas ces ycux qui ont vu tant de capi• tales soumiscs, tant de rllis vnincus ! Le so1·t vous ·dcva it s:1ns doutc un « plus glorieux repos; mnis, qucl ,!fU'il soit, il depend de vous d'eu faire • un nohlc u$ngc. Dictez il l'histoire vos . souvenirs; la solitude et le si« lence du malheur ;;ont l'nvo1·ables à ses travaux; et fJ U'ennn la vt'•rité,
4. Storia militare e generale. Notinu1o: - Sullo SJ)I'rlateur milituire del ·1° ottobre una mcmoriu slorica sul fvr~c eli :\bukir e sulle duo battaglie che vi nn ennero negli anni 1.799 c '1801, un r,enno ria~sun ti1•o dnlle opcrnioni france,;i nel 187·1 :1 .Josnes, V endl)m(~ et Le l\lnns. . - Sul fn scicolo del 1° novembre un allm in ttìrcssante studio :;ull'a,~edio rl i .J alfa c su quello del Hi, monogr3 f13 sull'nsscùio di Ro:'Ctt3. - Il 2o volume dcll'Historie dell'infantcrie en Fra nce del colonnell o Bel homme, lavoro p:tlieute c istruitivo. Questo secondo voiu nw riguarda: De Hi4-:3 ù HìfH 1\lazMin et Le Tcllier. R~gne de Louis XIV De 1661 it Hì91 Louroi5. Dc 1691 it 1il5 BarLezicux l'l Voysin. Elio Mou rin. Histoire dc l'infanteric prussienne. Picc-olo sommario di storia militare assai conciso e succoso . - Il sunto delle lezioni alla :;euola di ~ uerra rumena del generale Falcoiaun riOetlonti la gucrrn t.urco-russn, puiJblicato dalla llomania militarci .(fascicoli di seuembrc, agosto e luglio). - Il combattimento di -uits (·18 dicembre ·1870) dato dal1<1 divisiom· Cremcr ù illu strato con molti clcttDgli d~ ! co Jnandanto Pnlot sul .Tnurnal des scienct•s mititaires di no vCJil bre. -Di ree1~n tissiu w pubblicazione d~lla casa Mittler di Berlino: Corady: La Yitll c le opere di CMio G•·olman. - Saggio storico militare delle epoche di Federico Gugl iel mo lll e f ederico Gu~l ielmo IY. 1:: E u~cita la prima parte, 17n-i8i3. - Kortzllcisch. - I l duea di Brun~wick nella emnpagua del -1 809. Mittlcr. - Bùrlino. - La vie militairc du g('111;ral Ducrot (1839-·1871). J\u-igi. Plon. Contiene intertssanti notizie c notevoli giudizi dati dal Ducrol (·1865-1870) allora comandante la divisione di Stwsburgo su ll'esercito tedesco. - .E uscito !l seeondo ''olume delle Memorie del generate eonte di Ségur sulla c:ampagna di Russia già rla noi menzionate. Parigi, Finnir~ Didot. - Questo volume comincia con una prefm~ ione enfatioa che qu•
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NOTIZIE li!IIL!OGRAFI CH E
a toujours pr(:sente aux longues nuits de l'adversité, ,\clvire des l'eilles • qui ne soient pas infructueuscs l . . « Pour moi, j'userai tlu privilegc, tantut cruel, tantòt gloneux, dP. drl'C «ne que j'ai vu; j'en retracerai, peut-l'tré avec un soin trop gcrupuleux, « jusqu'aux moindres détails. :\Iais j'ai cru que rien n·,··tait minutieux cc dans ce prodigieux génie el ùans scs fa its gigantesques, ~ans ~~~qucls « nous ne saurions pns jusqu'où pcut aller la force, l_a glo1re et lmfor« tune de l'hornmc! »
5. Geografia, Colonie, Viaggi. [ndi ~,;hiamo per la loro import11nza 1 seguenti studi : _ Sulla cav::~lleria indigena in India, nei ,f\'e ue m1:litiir Bliitler di nove :n bre. - La guerra nell'Asia Orientale, nei 1\'eue mililf.T Bliille1· eli i.JoYembre. _ Studi su lle guerre coloni11li nfricane elci mnggiorc Wissman n sul
Jlfilitii.?' Wochc1lblall.
- Dmt. Madagascnr. - Qu e sera l'expédition'?- Parigi, Dupont. - L'A. è un av,:~rsario delltt spedizione di recente decretata e queste ne sono in succinto le ragioni, che t:i fann o incidentahhente conoscer.: lo swto reale di alcu ne colonie francesi. . • .Pour coloniser Mad<1gascar, il faut ùpP-uyer sur ~es habnants: «or, t[Ue v;:~lent rt:lellemènt. les Ho vas? . . . ·, c An ph y~ique, ils sont en très grande part1e pourns par la sypluh, « et on pourrait dire que tous les Hovas le sont. Qu:mt au monti, le " Malga~,;he est paressenx, menteur, vole_ur et 1vroguc. . . « n est impossible dc fa ire fond snr lu1 ; une pcrso~ne ~ u1 vo u_Jra1~ c entreprendre une explotation quelconque ne peut Jama1s snvo1r S I {(elle aura demain les lravaillcurs noirs rru'elle a aujounl'hui . , Aussittìt que le ì\lalgache possède uuc petite somml', il retourue " vivre dc peu, si peu que rien, d11ns son vilhtge et CP. n'est que la· cc foim qui In ramène. . « Il arri ve mème quc, sans motif, sa ns lui-rrH'\me savùJr pourrr_uo1, «il s'eu v:~, ne récl:tmaoi pas ce qui pourrait lui etre dù. On d1ratt « ryue la bète sauvage, indomesticahle, rep:trait eu lui. « Eu nn mot, il faut supprim cr la populatioo 11ctuelle de Mnd aga~car « ; i l'on veut faire de celte ile un Etat policè, mis en culture par de: « gens lahorieux, rùmuoérant les capitate'\: des politiciens coloniaux: qur
lSOTIZlE DIBLIOGRAFICHE
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« y rèvent des mines de Golconde, des jardins d'Arrnide, avec toutes
« !es douceurs Ju pays de Cocagne.
' En ré~um é , qoe nous dit on? Pais riche : tout peut y pousser à • merveille, ou~~ i bicn les fruits des pnys tcrnpérés que ceux des « tropiques. « Des mots que tout cela. • Qn'on nr us rnontr·e une exploitation quelconqoc nyaot n!ussi. « On objectcra qu'11vec les HOI'ii S, il n'y n jnm:~is eu moyen de rien • teoter. Soit. « Supprimons par la peusée le H0\':1, est·ce r1ue le c:~ractùe dc l'io• digèoe sera clwngé? « Et puis, comment admcttrc quc ces cultures soient rémuncra« trices? . « A la Hénnion, à ì\Iauricc, it [\'os$i-Ré, que sorJt deYenues !es « plantations de cnnnes? « Pourquoi? Manque de bras ! • Comment donc alors vouloir cnier de~ cxploi tati!ms similiares il « Madogas~,;Hr, quand celles en cours depuis des annécs ·ct des ann1!es " crient mi:>ère ·? · « A Diego-Suarez, uous sommcs eu sécu rité, q n'a-t on fai t 'l « Combien y :H il de concessions? Qu 'o nt clles produit ? E n ·1892 << non:: en connaissiom; quat.re. La grainercrie avee s:t fabriq1 ie de con« sen•cs, quel· resliltat a-t-elle obtenu, apr&s avoir d1;pensc dc:: mi!« lion; ? Pou rqooi n'en tire t-on aucun pront? « Puree que les conditions d'exploitatiou sont trop diffiri les. « Quant au :\ trois :mtres eoncessions de Diego·Sunrez ellt~s ne pa« raisscut pas avoir don ol; de mei lleurs n;sult:Jts que In fabriq ue de « conserves. « Eolìn, admettons quc la colonisation :>oit possible: cncorc faut-il « évincer Ics possessenrs actuels dc l'ile qui paraissen t ne pas vouloir • se la is:;er domcstiquer pa r persnasion. TI raut donc <~ ll c r à Tn u ~tna « rive, les nrmes à la rnain. • On fait va loi•· cn favcur de la route de Majunga à Ta nan:tr~\'C que « l'on peut remonter I'Ikopa au-delà de sa rencontre avec le Bet:;iboka. « j usqu'ù Mnevatauaun. En pratiquc, il n'en e~ t pas toujours ainsi, et « c'·cst malheureux, carde .Maevatn uanu, il n'y a que '2tW kilomètres . • Le fl euve ne pent t1tre rcmootè que par de::: bateaux d'uu trl!s faible « ti rnnt, et encot·e pendant la saison des pluies, octobre it mar~. « ":\:ous l'avous desceodu en pirogue, it.partir de l\IaeYat:lnamt l't t"•taut
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])101'IZ1E BlBLlOGRAF.lCHE 2216 « panis à 2 heures tlu soir, nous n'<ìVous pu p_arveni r r1ue le quntri ~me · • · 1· 1 ~ •tarow· éwct cependant commeocc. 1y · l'hìverna(Je « JOlll', U tnlllll , u •1 ' . : . n_ • •, : , · lu' nve• · Ull IJOilll'e d IIOUS :l ln\lu, pour ·a lfi \ Cf ,l ~13JUU 0_,a ' (( D!, ' " v ' d l . , un jour et une nuit; cette derni ~re pas~ é.e ~~ atteo re . n m:~e~ , · Que:;ta brochw·e uon im pediri1 a 1 frAnct:~q . ù~ nnda;.e a. ~_Jnda<>ascar, 1111 tln' nèl suo cntJmo IHnpe!O ma serve ,,, r.•11• cooo~ccre ~ . . coloucale franef!~e che il Orut sti~mntizza con unn frase ben nuse~ t a ~ . · 1- t 1 omme~ 3 ·1n 1ent 1 ~ orandes femme~. les grand~ chev~Hx l I « ,es pe 1 ::. " ' "' c et.,. le,. graudes ço~e!\ .
6. Varietà _ Loi r __ .J enu Gaspartl Vence cor;u ireet amiral: Parigi, Baudoin. La biografia di que:;to marin3 io, clte fu um~ Jelle ptù .avveuturosc ~ . 1"11 (J errc mnrittirnr. della n~ pubblica franeese (vcssnto dal 4h7 JJ;lll fl 1 -, P. 0 11 • . · · 1· . ·,H ~ l 1808}, interr..;sn p oic~h ù l'il meglio cou05cere 1 .dettagli ~ 1 un_a p<trte ' e periodo sto ric~n militare n~po l ro ni ro, meno storltaw dc~~~~ rdtrc. _ ·.. , - Il ()ionwl·· tlcL yw·io CÌ1Jile di settembre :eca 101 ro:tautc JIOll ~h ·~ studi sulla idrograott ciel Pcì e sui grandi recen11 p rogrt:~ssl delle co~u nzioni ma1·ittimf!. . . . · 1, . J;' ... . CI' • 1l 'e·crcitn france$e in pace r. m gu~:: rra. fierlmo, ~l1tt .m. , J'.t\:11 ~ , • la :;ecoml:~ ecl i7.iooe di un libro assai nnto e apprezzato tn Germa111a.
Per la Direzione Lonovrco CrsoTTI ~~~aggid re M. M.,
DEMARCHI CARI..O,
gerente.
incaricato
LA SCUOLA DI GUERRA
Quando si considera, che la Scuola di guerra con ta già 28 auni di vita, gmnde aevi S!Jcaitw~ per cono.5cerne l' organismo e determinarne il va lore, quando si rillette alla sua. influenza su ll e sorti dell'eserci to, della guerra. fu tura e delln patria, quando si clvverte, che la sua fama ol~repassò i confini d'italia, attit·ando ottimi uffìciali dalla. Romania, dalla Bulgaria, dallr1 Grecia, dal Monl.enegro, e persino dalla lontana r epul!hlica argentina e dal remotissimo Giappone, si è indotti a crecler·e che tulti abbiano in Italia una chiara e prec~i:-;a idea del più alto nostro i:> tituto militare. Eppure. molti ne ignorano ancora gli intenti, l'ordinam ento e il funzionamento; nssai spesso si leggono sni giom ali considerazioni e pmposte su~gerite dll un ' idea confu:>a. dell'istituzioni:}; anzi non sono neppure scomparsi del tutto nell'esercito stesso i pregi udiz\ fa llaci . Non è utile e patriottico mettere in chiara luce questo preziose. coefficiente della difesa na,;ionale '! A chi scrive parve di si, sopratuu o riflettendo, che, tranne al cuni opuscoli polemici, finora comparve un solo studio notevole sulla Scuola di gl]erra del tenente generale Cnrlo Corsi, giil. suo comandante, diretto a spiegare quali fo:;sero gli studi della scuola, quando sperimentavasi la riduzione del .corso cla tre a due anni {'l). Questo scritto, non ispirato da alcuno scopo polemico od apo · logetico, m ira acl una descrizione :-;trettamente obb iettiva. Ve n -
(l) Vedi Rivista militare italiana, l 888. !40 -
ANNO XXXIX.
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LA SCUOLA DI GUERltA
I..A SCUOLA Dl GUERitA
totto a nni di vita possono bastare a fare conoscere schiettamente il valore della Scuola di ~uerra, perché ii giudizio ormai si fonda sui fatti e non su fuggevoli speranze. Non rivolgendosi ad una ristreLLa classe di persone , fornite di speciali cognizioni tecniche, ma a tutti gli utriciali dell 'esercito e anche ai profani di cose mi litari , che prendono a cuore quanto riguarda il progres-;o dell a difesa naziùnalc, non esporrà minutamente l' evoluzione fin qui subita dalla :;cuoia di guerra , ma rannoderi1 le notizi e essenzia li per la conoscenza cieli' fstiLnto in torno ai se!!nen ti punti : ;] o In tenti e ca rauere della scuola di gnerra, 2° .\mmissione alla scuoln, 3<> Ordinamento degl i studi. 0 lt Vantaggi per gl i nffì ciali e per l'esercito
l. Custoza e Lissa! Tr·emendo fu il disinganno. S'era detto sempre : aspellate che gli Ital iani siano liberi dai ceppi della servitrt c cong iunti in un solo Stato, e si vedranno prodigi di gnerr·a. IJa fiducia della nazione era assoluta ; il governo con prudenza aveva atteso l 'all ean~a prussiann per atlaccare I'AusLria, ma confi dava nella vittori a; il giovine e~ercito non dubi tava di ricacciare oltre le Alpi la casa di Absburgo costrella a difendete in Germanra la sua ser.olnre preminenza; la flotta, orgoglio dell a patria, avrebbe ridato alla gran madre Trieste e l' rstria. rors'anco ' la Dalmazia. Se- Cusloz;'l c Li ssa furon o causa di :;confo rto inenaerabile. valsero pùre di solenn e am monimento. Molteplici senza dubbio erano l~ causP. di cruella dolorosa disfat ta, cause che no n è mio scopo rrnlracc1are ed esporre ; ma le vittol'i e fulmin ee della Prussifi ra· dicarooo in tutti la convinzione, che il diretto d'istruzi on e nell'esercito, e più specialmente negli ufficial i dei uradi più elevati . e rn que lli di stato maggiore, fo sse la ragione principal e della sconfitta. E Yeramente, per usare !e parole del Corsi : (-1) « i ~
(i) V. op. cìtalo, [l:lg. 6.
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nostri ufliciali del '1866, senza distinzione d'origine, di grado, di arma , se potevano stimarsi eri essere stimati non· inferiori « a quelli di r[n al unq~e esercito quanto a prodezza, ed anche ~ quanto a conoscenza delle minute pratiche del loro mestiere, « avevano però in generale idee e cognizioni molto superficiali « ed imperfette, e persino fal se circa, al modo di condurre e fare Q: la guerra a' dì nostri; e ciò tanto per mancanza o insufficienza ·« di studi militari, quanto per l'indirizzo e pel metodo or:~mni ~ antiquato e grandemente incom pl ~to delle esercitazioni di pre\{ par:nione alla guer·ra, com e pm·e pei difetti dcll\•rgan am~nto <\militare allora ''igente, e pei gravi rlisturbi recati alristrnzìone «ed all'addestramento sia dei quadri sia delle tru ppe dalle in « lerne. condizioni del paes•} o singolarmen te dal br-igantaggio « che aveva imperversalo nelle provincie meridional i n. Non si doveva disperare dell' e:;e rcito e della flolla; e, per quanto difficili le cn ndizioni pol iti che e fi nanziarie, imponevansi la ricerca e l'applicazione dei rimedi n~l raccoglimento della pace, per assicurare il Lrionfo avven ire. Quale sia s1atn la trasformazione clelia: nost1·a marina militare. è noto, nè io intendo qui occuparmene: come p nre non .è mio proposito ricordare l'opera assidua del governo nell'intento di rafforzare l'eserci to e di migliornrlo sotto ogni rigùardo . .Hi propongo solo di rilevare le cure poste per eliminare il difetto di doLtrina, per preparare valenti ufficiali cosl per il corpo di stato maggiore come per i più. alti gmdi ·dell' esercì to. Era naturale, che, se tale difet.to U\'':lVa dato Custoza. si ritenesse Sadowa figlia del saper·e, e che gli ucchi di tutti s'!lppun-tasser·o sulla Prussia, fin o allora poco conoscinta, per avere spiegazione del mistero . Si credette di riconoscere , che i valenti generali e il meraviglioso corpo di stato maggiore del re Gu,_glielmo doveano la vittoria nl tésoro di coltura militare ed anche civile, ond'erano fomiti, o che questo era stato attinto non giit -dagli ordinari istituti rispondenti nlla nostra scuola militare , alla ·nostra accademia , alla scuola d'npplicazione d'artiglieria e genio , :alla scuol <~ d'applicazione di str1to maggiore, ma da un l ~t i tut o speciale, superiore a tutti, denominato Kl·iegs<Lkaclemie, ossia Accademia. di gu-erra, in cui gli ufficiali scelti di tnlle le armi , -Il
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do.po un certo tempo di servizio nei corpi, percol'l'ono un corso triennale di alti studi mil itari e civili. Quale era l'intento e quale lo spi rito di quest'Ar.cademia? Federico il Grande aveva nella guerra dei sette anni conosciuto da vicino le debolezze degli uomini chiamati al conwndo dell e truppe; a prevenirle nelle gnerre future aveva prescritto la fondazione d' uua accademia di nob ili , che fu inaugurala a Bel'li no il 9 marzo del :J765 con quindici cadetti e una. dotazione tli 2o· mila talleri; le i5truzioni sul modo d'educazione e d i di:;ciplioa furono scritte dalla mano stessa del re. Dispersa l'accademia durante la bufera del ·1806 , riapparve il :~ maggio "8·10 sotto il nome di Scuola gene-rale di !JW?'ITa, per nssumere il pre::;ente titolo di Accademia di ynerra (Kriegsakademie} il l • ottobre ·18o9. (~l i eventi militari df!l 1866 e del ·1870-7 1 suggerirono parecchie rnodilìcnioni al suo organamento ('1), ma l'i ntento e lo SIJirito rimasero qua li emno, quandù l'attenzione dei maggiori Stati di Europa , colpiti da lle vittorie prussiane, si rivolse a stull i:1 rne· l'ordinamento ed i risultati. La più ampia istruzione sull 'estemJOne e sul metodo del programma di studi alla Kriegsakculemie tli Berlino è quella del 22 marzo ·1868; !"ordinamento vigente di stud i è del ·12 agosto ·188S; da quell'istruzione e da questo ordinamento si possono rilevare· lo i\COpCl, il valore e l'importanza dell'lstitnto. Il § 1° de ll' i~LI'Il zione dice : « L'accademia ùi guerra ha per missione di diri ~ere « uell e branche piLl elevate della scien?.a mi litare nn ce110 nn<' mero di uffì cial i, i qual i abbiano l'uttitud in e volnta, po;seggano « giit un' istruzione militare e scientiGca conveniente, e sì dcèli« chino per ìnclìnazìoue e con passione all 'i d~a di perfe1.ionare « (,, loro istruzione. Essa ha pure per iscopo di i'ar acqui ~La r c « a questi ufficiali tn le \'alore da rended ì capaci 11111 corso di loro «carriera mi li ta re di adempiere alle funzion i dello stato maggiore «e ~o pra tu llo di comandare e condurre le truppe». E prosegn~ : « L'accademia di guerra non ù una scuola elementare, ma lo sta« hilimeoto d'istrnzione più elevalo dell'esercito . Es.>a per con-
(!) 22
marzo
·!~6S,
21 norcm!Jre !Si2. l11 o~toltro 1.Si5, H agos to !888.
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< seguenza non ha per mi ssione di procurare a giovani uflìciali
le cognizioni elementa1·i necessarie nei servì1.i secondari , come « farebbe una scuola specia le; non ha neppure l' nrficio di co n~i « nn are il programma d' istruzio'ne d'una scuo la mili tnre tecniC<l ; « essn deve al con tra ri o rornire l'occasione ed il pretesto dì uno ·« svi lu ppo scientifico eli principi: nti li nelle alte funz;oni milita ri >>. E il § 4, determinando il con(~el to morale dell' [slit.nto , elichiara: « L'edncniclne data nell'accademia ha il vnntag-gio inesti« maui le di lemprare fol'temenle la volontà, e per conseguenl.a « di condurre allo scopo morale, che essa si propone. Il :'ent i« men to di sicurezza , che dii il sa pere, e la facoitit rli potere in «circostanze ,;traor·dinarie Lr;)rsi d'impaccio abilmente e pronta « mente, lin iscooo per mettere ~ li stessi caratteri deho li in con« dizioni di pre.ndere in una di!'rrci le congiun lura una deci:;ione ·« precisa e di eseguirla. Al co ntr·ario chi sente la su:1 ignoranza « vnga irre:wlulo, c fac1l mente si lascia cadere d'an imo». In conformità. dì crnesti principii era ed ù anCOI'Il ordinata l'acCa(lemia di gnerra ili Berli no. Sen1.a dubbio quell'alta isti1 u1- ione mili tare non em stata la sr1la ca~sa della vittoria nella ·campagna di Boemia , come non lo fu .di poi dei trionfi nella guerra del ·1870-/ 1; ma. certan:ente doveva aveni avuto nna parte notevole, perchè di Iii erfl no usciti quasi tutti gli ufficiali superiori e generali e gli uflìci:lli di stato .mag~io r e, chr, con tanta. energi a o senno avevano guidalo gli ·eserc iti all a villori a. Or bene l' [lalia ha il merito di aver subito intui to questa vel'itil , e d'avere fin. dal ·1807 cercato in nua i;: tiluzione analoga .alla Kriegsakademie, qual e ò la· nostra Scnoln di [JW'1TO., la tra. -sformnione dello stato mag~iore o dei supremi comand i rl ell' e~er ·Cito. ~ e segui rono pilr tardi l' est>m pio 1<1 Frnncia . il Belgio e l'Austria . La Hossia possirde bensì fin dd 183~ un'accademia milit(lte, ora della accolemia .Yicola, dov uta specialrnent.o ni consigli del general e Jomini , ma essa non ebbe il carattere rtella K1· ie!Jsnkademir~ che dal gennaio di quest'anno. Anche la Spagna istiLu ì solo nel fehhraio del 1 8~):·1 una scnota mpm·iorll di fJ?ten·a. La genesi della no~t1'a Scuol<L di fJUer ra potrebbe hagtare a spiegarne l'intento e a dt>fìnirne lo spi rito; ma ì decrrti rea li, le -11.
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relazioni ministeriali e il regolamento escludono qual5iasi dubbioal riguardo . Il Ministro della guerra, generale Cugia, nella relazione, che precede il n.. decreto ,, l marzo •1867 , con cui si istituiva la Settala d~ fflWI"l'CL , così si esprimeva: c Il progetto di riordinamento del << co•·po di stato maggiore, co mbinato con l'istituzione di una (l scnola di guerra, risponde al tripli ce concetto: ·i o di ritornare « temporaneamentè gli ufficiali di stato maggiore alla pratica del « servizio nell'interno dei corpi; 2° di difi'ondere nei corpi s te ~si « l'istruzione scientifica per mezzo della temporanea permanenza « in essi d'ufficiali dotali di speciale coltura; 3° di ;::chiudere a « tutti gli ufficiali intelligenti e volonterosi un adito al migliora« mento della loro carriera col solo mezzo, che in tempi ordinari « può dar diritto a tale vantagg i o~ lo studio ». Nelht relazione del Ministro, gene mie Ricolti, iu dala 31 gennaio ·187 1, dicevasi: li. lliconos<:iula la convenienza di introdurre « nell' ordinamento della ~cuoi a superiore di guena alcune modi« fìcazioni, onde essa meglio corrisponda al doppio scopo per cui (l fu istituita, di perfezionare l'istruzione degli urficiali e di pre· « parare gli elementi pel reclutamen to del corpo di stato mag · « giore, ecc . ., . Nell a. relazione del Ministro dell a guerra, generale ~Jezza cnpo, 26 ottobre ·1876, troviamo: « t 'esperienza di qualche a'1,o ha « posto fuor di dubbio, quanto sia :;t.ata provvida per noi \'isti« tuzione della scuola di guen a sotto il duplice a::;pelto eli una q; .buona costituzione del corpo di stato maggiore~ dello ::;vi lttppo «dell'istruzione nell'esercito, ecc. ». E in termini ancora più precisi l'articolo 58, comma a) det testo unico delle leggi di ordinamento dell'esercito, app•·ovato con R. decreto H - luglio ·1887 , cosi si esprime: « La scno\a. di guerra « ha per iscopo di col tivare negli uHiciali quelle cog-nizioni scien« tifiche e militari che sono necessarie per servi r·e nel corpo di « ~lato maggiore e per reggere i coma ndi superiori o gli alli « impieghi militari , . Da queste dicb ia•·azioni ufli cia\i comparate con quelle rl ell'istruzione prussiana si rileva adunque: l o Che la scuola di guerra non è un istituto di ma,!.!giore 1
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c;oltura per l'universalità degli ufficiali, di guisa che debbano esservi ammessi tutti o almeno quanti vogliano frequentarla, per meglio estendere e approfondire le loro cognizioni militari e civili. Se cosi J'osse, lasciando da parte gli inconvenienti gravissimi per il servizio , anzi direi quasi l'i mpossibilità mat~r i a l e di richiamare dai reggimenti nna massa di ufficiali , non ~ i raggiungerebbe alcun utile scopo. Imperocchè o la scuola di guerra si adatterebbe al sapere della massa, e allora diverrebbe davvero un corso elementare con nessun vantaggio degli uf(ìciali piil colti e o si co ufo rrn e n~hhe alle esigenze di questi, .., d i mi ..n Jiore in"enoo· e allora la moltitudine impreparata dovrcbhe tosto disert;we la scuol a. Può tuttavia afl'ermarsi col ministro Cugia e coi :;noi successo•·i, che la scuola di guerra di ffonde nei corpi un'istruzione più elevata in quanto che river:;a. in ess i molti nfnciali piil sicuri nelle dottrine militari e anche .eivili, e in quanto che gli altri ul'li ciali e tt;tlo l'e"ercito risentono il benefizio di essljrc governati òai mi~ li o ri. 2{' Che Ja scuola di ~merra 11on ò una ~c no la tecnica superiore; perr,iò i ;:;uoi studi non devono essere comparati con lfUel \i che si èompiono negli istituti, i quali mirano a formare ufficiali dotti in armi speciali. e la si vuole ritenere come una scuola tecnica . è solo in t[llar. to che in essa si formano gli ufficiali di ~ lato maggiore. Ma chi consideri la natn1·a, la va~Lità e la val'ielit dci servizi di ques to cor po in pace e in guerra, non pnò rirruardarlo come uno spec ial e eorpo tewi co, estendendosi. la sua azion e :-u tutte le armi e inadi antlo:-<i su. tutte le i'nnzioni della vita militare. Che cosa t~ dunque la .~cu o ia di gtterra '! g nn istillllO affatto nuovo r i ~p()nclent e al progresso scientilìco, ai bisogni speciali rlegli eser;:iti attuali, alle presenti condizioni normali di pace, e ad un tempo allo spirito della democrazia moderna. Sollo la monarchia assoluta gli nflicinli, speci;dmente per i gradi superio ri , erano tras•~elt i dal capo dello Stato tra i cadet.ti delle nobi li famiglie. Il prestigio, di cni godeva la nobiltà nell 'o•·dinamento sociale, la tradizion e militare domestica, ht devozione al Be. il sentimento d'onore supplivano nl difetto di coltura; le guerre J:requenti e l'esperienza ~~o n seg uente potevano valere come criterio ?)
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di selezione e portare in al to i più intelligenti , coragg1os1 e sa· gaci. Nella democrazia moderna non c'è più classe privi legiata, che fornisca ~l i ufficiali all'esercito; tutt i i ciuadinit hanno diri tto di aspirare ai comandi supremi senza esclusione; con quale criterio !>i far·n la sr-elta? Senza dubbio In guerra !'m·ebbe sempre il miglior esame per gi udicare delln pronta intuizione, òella fermezza nel comando . de l coraggio personale e anche della c~ott ri na militare: ma siccome ai dì nostri sono rn1·e le guerre e .rli breve d11rnt n. manca il mezzo più diretto e ,;ìcuro del giurlizio. Non riman e che iJ !'apere accompagnato da quelle (JUnlitil mo rali , che anch e in tempo di pace è possibile apprezzare. Il sapere necessario a formare l'ufficiale è dnto nella scu ola mi litare e nell 'accadem ia; il sapere conveniente a formare l'uflìcialc tecnico rli cavalleria, di artiglieri a e genio è fomito dalle scnol e di cavallerin e di applicazione. Ma, formato l'ufficiale e sperimenta to in alcuni ann i di senizio, non è l o~ico che s1determini pnre col criterio dello sludio la scelt a degli ufficiali di stato maggiore e virtualmente quel la deg li uf(i cial i snperiMi e degli ufficiali genern li'? La risposta arre rm :~ li 1'a pare evidente. È negazione della vera democrazia l'uguagli anza material e che non tien conto delle disn)!uaglianze naturali e Yolontarie d'i ngegno e di carattere; l'a uzian itù pu ra e semplice è l'esp res~i o n e del giacohinismo più ili iherale e più ioginsto. La vera democrnzia sta nell' uguaglianza degli ugunli e nella ine~ u agl i a n za dei disuguali. non per nrtilizi legi!>lativi o per violenze di ca!'tn. ma per qnalitit fi~iche. intellet.tuali e morali avnte dalla nat.ul.1a e fecondatf~ dall'educazione e dal lrL volontil individ uale. Orn se in tempo di p~ce ei può essere mezzo !> nfficicntfl per riconoscere le doti Osiche e morali, non trov.1 si nei sen·izi normali modo sicnro per vaiLitarc co nvenienterneule la capaci tà degli ufli cia li al l'az ioue compll:'ssa dello stato maggiore c agli alti comandi dcll'eser1;ito, e per meglio coltivare la menti' dei più in telligenti e volonterosi. ~d ecco la S onola di que-rm, istituita appunto per ri spondere a queste es i ~enze . . Essa invita ad un eoncorso t.uui gli ufficiali , c.he ahuiano gii1 dato pr·ova nei servizi uormali fi i ottime qualit i1 militari , di sposta atl aecogliere i migliori in numero rispondente ai p re~enti bisogni dell'e,;ercito. Accolti li istrui sce, li prova e rw r,t la selezione.
A che tendono gli studi '? Anzitutto. senza dubb io, a fo rmare ufliciali forniti di un' alta coltul'a generale profes siona le ; imperocchè Lnlli sanno, che la tntticn, la logi stica, l'organicn, la sloria e la geo~ raOa militare, la poliorcetica , l~ topografia , ecc. apprese nelle scuole e nell'accademin. militare, sì per la etil giovanile e per difetto di precedente preparazion e, come per la brovitil clel tempo disponibile e la mancanza di esperienza militnre non hanno mdici profonde nè este:>e, e consistono in ripetizioni superfic iali delle lezioni e del testo scolastico. Lu scuola di guerra rivolgend osi agli eletti per intelligenza e per r olont.à, ~iù pratici della vit:1 milita re. li approfondisce in tutte IJUCste dis,;ipline militari, li snlleva ai pr·in ci pii della scienza , li av1•ezza ad appl icarli nei ca~i conr.1·eti, e svolge in essi l'iniziativa , che solo emerge dalla sicurezza infusa dal sapere. .\là gli st.ndi deila :;ellola di guerra hanno ancora un altro intento. Qun11do la soc1età militare viveva Bepèlrata dalln :wcielù civile, e quasi in loua con essa, ror,;e poco im·portava c.orloscere l' o rga ni~mo e l'amhient.A :-;oc inlc ; hastava pnttiou· bene il mesLiere dell'armi. L'arte per l'arte era la guida dei n o~ Lri valenti capitani , che combatLerono per l'impero nella ~ner ra dci trent'a nni e nelle gue1Te di guccessione t di equilibri•L t\l n ora tulto è mu1a to. FoFiunatamente l'e,;ercito non è più lo strumen to d'u n capri cci o o di nn interesse puramente dinastic(l, ma i~ il pal laòio dell'indipendenza e dell a libel'lit dei popoli : l'e;-;creitcl non ù più rec.lutato dalla cinrmnglia c dagli in(ìrni ì'- trati sociali , ma da tutl<t 'la nazione vali lla.; gli ufOcia li quindi devo no con oscerA la società civile. palpiWre eon e~ sa , seutirne i Ili sogni c le tendenze. I noli re. destinati alle ambasciate , chiamati a l eg iferan~ in Parlamento, inviati al governo di provincie o delle. colonie. nomi nati membri di congressi in teruazionali, non pos:;on·o gli ufficiali, che aspira no agli alt.i gradi della mili7.in, rinchiudersi nel campo esclusiva mente militare. Se vogliono arlempiere a tali uffi ci con co gni z~on e di <:ausa, devono allarga1·e il lnro 01:izzon te jntellettual e, elevare lo spirito scientifico . couoscere la \' ia p'ercorsa dalla societit per giungere nlle prese nti condizioni, aver chiara idea degl i ordinamenti poli ti ci e . amtni· ni sLmli vi clel loro paese e dei maggiori Stati cl' Rurnpa , ~a per
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quali siano le relazioni internazionali determinate da conve:Jzioni e consuetud ini, aver idea del moto eeonomico-sociale presente, conoscere talune delle pr·incipali lingue moderne sì per gli usi della \'ila, come per istrumento seientifico. In fi ne la scuola di ~ uer ra , s~bhene abbia per alun ni ufliciali scelti , giil u(Jmini e soldati fatti, perfino capitani , non ha soltanto azione~ e virtù istmttivn, w me può sembrare a primo aspetto, ma anche edt1cativa, imperocchè, co me giustamente dichia rava il generale Corsi, che ne tenne per otto anni !a direzione (pag. '12) « un triennio passato in un ambiente di l'orte « disciplina, di seri e rigol'Osi stndi, di :; tudiosa ed anche fati« cosa operosità, di ottime tradizion i mili:ari e civi li, in com« pagnia e sotto il governo d i persone elette, non può non c: avere. un' innuenza grandiss ima , così sugli ani mi come sulle c: menti d'uomini anche più maturi che nol fossero gli uflìciali « di maggiore età ammessi · a truello istituto, influenza, ch e si « estende persino a. coloro ch e vi esercitano per qualche tempo « l' insegnamentol )) . Ecco che cosa è la Scuola di guerra nel wo scopo e nel ;;uo spirito morale e intell ettuale; è in sostanza quel che è l'Accademia di guerra di Beqino con le va1·iazioni consigliate dal carattere italiano e dalle condizioni deila coltura generale del paese e speciale dell'esercito nostro.
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Determi nato chiaramente e precisamente l' intento e lo spirito della scuola di guerra, si presenta quale primo problema quello dell'ammi ssione, problema grave e delicato, perchè dalla sua soluzione dipende in gran parte il ri sul ta to dell'istituzione. · Anzitutto , in omaggio al principio di eguaglianza.. che è poi fonte di buon cameratismo e di~cip qn a militare, non privi legi nè esclusion i a priori; di regola tutti gli uffì ~;i ali dell'esercito devono 1·it~ nersi ammissibili, senza distim:ione di arma, di condizione famigliare e di studi precedenti. Eppure fin dnlle origini della scuol'a, con esclusione alla rovescia. non furono compresi
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tra gli ammittendi gli ui'liciali di arti glieria e genio. E perchè"? .Per du e ragioni print~ip al i: per mancanza di chiaro concetto dello scopo della scuol.t di guerra; 2° per antico pregiud izio sul valore degli studi matematici. Parve nel ·1867 , come pare ancora ogg-idì a taluni. che pe1· ufficiali usciti \'ittoriosi dalla scuola di applicazione fo.)se una diminul-io capitis, un regre>'so, o almeno una snpertluit.èl tornare sui banchi della scuola in compagni a eli ufficiali fuo r di duhbio meno istruiti òi loro nelle matematiche. Era un ermre, perche la scuol a di guerra, non mi rando a formar- e uflici ali tecnici, ma di stato magg iore, e a preparare un'eletta di ufficiali per i g-1·adi superÌOI'Ì dell 'esercito, doveva essere ed ù qualcosa di affatto nuovo tanto per gli utrici al i d'arliglieria e ge nio, quanto per lluelli dì fanteria e cavalleria. E secondo me era anche un e1Tore, in quanto che io ritengo essere un pregi udizio pedagogico l'opinare, che le matematiche meglio òi qualsiasi altnt sc i ~nza. informino la mente al racriona,., me nto, alla comprensione dello scibile e all=l facil ità ·dell'azione. Consento volentieri nelle assennate parole pronunziate dal ..,trenerale .lkuzzo in Senato nella tornata del ·1" marzo 189:3, ·quando elogiando le scienze positive, ne racc(tmandava lo studio, specialmente perchè insegnando a ragionare con calma e ad ammettere solamente ciò cJ'le c pr9nll.o od alm eno molto proba bile. val .gono di co rre\tivo al nostro ca rauere , snl qua le ha predominio l'immaginazione. ~l a non convien e esage1·are. « Lo studio òelle rn ·1tenHLtiche ~ uperiori , scrivevi\ saviamente « il generale 1:o r5i (op. ciL. a pag. 16), anche per gli odierni bi « sogui della milizia e della guerra. non dit frutti vera men te uti li , « mentre ingombrn le memi di scienza superflua e toglie il << tempo ad altri studi venHnente positivi , cioè di im mediata por« Lata p rati~a, eccetlochè per poche speciali occorrenze di esclu« siva spettanza dell'artigliel'Hl e del genio . La tempra JOatema« ti ca è soverchiamen te rigida, beochò ottima per cert i r-asi e « per cert i momenti; rigida nei suoi ell'ett;, poichè da in generale « capacità troppo schiave delle r·egole, troppo remote dal do. « minio dei f:ttti, cd anche talvolta troppo angol o"e >) . Ed io mi po1'metterò di aggiu ng~:>re, che le ma tem atiche come fu nzìone echt -
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cativa dell'intelletto, raggi ungono spes~o lo scopo contrnr io, che i pedagogisti se ne ripromettono. L' intelletto si avvezza a ragiona;·c soltanto $Ui ra pporti ner.essa ri dell e- idee e per ded uzione logica, e a segu ire costantemente il medesimo procedimento: mentre le vicend e della vi tn e della guerra moderna mutevolissime richiedono un intelletto agil e e spigliato , capace di vedere i più lontnn i rapporti tra le cose c:ontin gen ti , di comparar·e i fatti e le isti ruzioni apparen temente più di:>parn te, di procedere per indu· ~.i one tlui falli os~e rvati alle leghi , rli ispirare pronte e sicnre ri ~o luzioni anche quando manCélno i rlati certi della scienza. La reritit , nfTnscata da principio, andò via via rischiarandosi e finì per trionfare. La co ndi.zion e di cose stabilita dal regio decreto di fondazione durò dal 1867 al 187'1. Compi uto il •1° triennio, non appe na ~i videro i primi uffkin li usciti col diploma da ll a scuola di g11erra pr·omo~si con vnn taggi ai gradi superiori e li'asferiti nel corpo 1l i sta to rnaggi0r·e, si levò un grido d'allarme nel\'nrt.igli eri a e nr l genio, al qoal e r·ispose il decreto reale del iH gennaio 187 1. in ~ui si stabil ì (art icole, 6) eire potessero pure ammettersi a freq uentn r:e i corsi della scuola superioi·e di guerra i lnn· gotenenti di artiglieria c genio. Ma siccome questa ammissibi lità non clerivava Hnco ra da chiar.t com prensione dell' intento della scnoln, quegti furono ammessi senza esami al 2• anno per compiervi un corso speciale (articolo 3 del decret•l :l'l gennaio 187 1, e H c'l ei regolamento ·z giugno success ivo) . Con decreto del :?G ottol>re ·187G, proposw dal rninrstro \!e nerale Mezzacapo , si nrnh mise,I"O pnre alla :;cuolr.. ma · senza privilegi gli ufficiali dì artig1ieria e genio provenienti dai sottuffìcialì (nrtic:Jio ·1°), e ~ ì rinnovò la dichiarnio ne d'ammissibilità degli uflìciali d'artiglier·ia e genio senza esami al 2° anno, ma non si fece più parola d' un corso speciale. Il regolamento 8 febbraio 1 ~83 soppresse il privilegio di ammi ssione alla cuoia senza esami, mn l.'onserrò l_' iscrizione immediata al 2° cor::o. Fina lmente col regio decreto 2o ge nn ~1 io '1888, qua nrlo il corso della seuola di guerra yenne ridollo a d~e an ni, tutt.i gli ul'licìali , di qualunque pro veqienza. furono equipara ~i nell 'obbligo dell'esame di nmmì ssionc, nel n!lmero dei corsi e delle m:tterie di studio; dispo·. , ;;izione che venne mant.enutn nel recen te riordinnmento, che
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rest1turva il corso triennale. Così fi nalmenle si adottò un provvedimento rispondente al vero concetto della scuola e dell'u guaglianza , ch e avrebbe dovuto essere applicato fin dalle or·igini della scuola. Stabilita a priori l'uguagl iama di tulte l ~ armi e di Lulli gli ul'liciali quanto al clirillo virtu ale di ammìs<;ione alla scuola dr gu erra, con quali crìter·i si dovrà procedere alla selezion e, che non offendano il diritto di alcu no, non perturbino la concordia fra gli uffici ali, e rispondano al snpremo bene dell'eserci to?· Tre elementi es$enziali si richiedono : 1° pratica del servizio militare; '& 0 buone quali tà fisi..:he, intellettuali e morali; :3° un certo corredo di cognizioni. ~essn n dubbio ~ulla necos:>itit dì un pr·ecedente tirocinio, data l' inrlole dell a scuola; perdrù altrimenti s' in iziereb be troppo tardivamente l'esercizio ell'ett ii'O del comnndo, non s'avrebbe mezzo di valutare le doti dei c.ancl idn.ti ehe ri sultano solo dal servizio , e manclrerebbc la esper·ienza , sull a quale fa assegnam ento la scuo la nell'indirizzo pratico deg li studi. Si può dunque di scutere sulla durata di questa esperi enza mi litnre, ma ·non sulla ne.ces:;i tà. 11 ministero n gò dai due ai quattro anni, prescrivendo dopo molte incertezze e mutazioni col regio decreto 25gennaio ·1888 (articolo 30, comma b), « che gli ufficiali da am« mettersi alla scuola di guerra abbi;mo compi uto al '1° ottobre « dell'anno in cui ~~oncorrorro per l'ammissione al la scuola « q uo.ttrt> ann i d i effetti vo serv izio come ufficiali nella propria « arma. falln eccezione per gli urti ciali d'artiglieria e del genio « provenienti dalla sr~11o l ~l d'app li cazione di dette arm i, pei « quali si richiedi:Jno soltanto tre anni >> . Provvedimento razionaln ed eqno, e;;sendo in massima opportuno e suf!ìciente un tluaòr:iennio per fonnarsi un'idea precisa della vita militare, e dovtJndosi tener conto per gli ufficiali d'artiglieria e genio del maggior tempo consumato nellè scuole. Quauto alle doti fisiche, in tell etluali e morali i vari decreti, ell e si succedettero, ripetono sostanzialrnente il pensiero , .:Ire fu poi cosi espresso nel comma a, urtic:olo 3• del decreto 2i) gennaio '1888 : \~ gli nfiìcial i da arnmettersi al la scuola di guerra « devo no, per giudizio dell a rispettiva commissione compilntrìce 1
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« degli SJ:?ecchi carat,teristici e formulalo in modo esplicito me« dia nLe apposito verbale, e~sere rep utati assolutamente distin ti
« fra gli il Itri · per inLelligenza, per buona condotta, per· diii« gente osst'rvanza dei propri doveri, per amore allo studi o e « al servizio. per qnalità mi litar i sia morali , sia fisiche, e quindi « meritevoli di concorrere all 'avanza ment o a scelta » . E anche questa pr escrizi one semb.rnmi rnzionale. e iodiscutihile. Rimane a deter minare, qnale sia il ~orrE>do di cognizioni necessario per essere ammessi alla scuola. Se il programma è troppo elevato, si corre pericolo di rendere deserlO l'i stituto, perciò di demolirlo; se è troppo modesto, ne vi ene menomata la dignità, ed esso fallisce al suo scopo . Quale ~arà il giusto mezzo'? L' istr nzione per In f(riegsakadmric dedica alla ;:questio ne molle consideraziOni. che possono rias:;umersi in questi ter mi ni: ·l" l'ambito generale de).{ li esami non deve estender:>\ al òi là delle dottrine fondamentali richieste per l'ammis:;ione al grado di u fficiale~ 3° deve però risulta re dai medesimi , che le facoltà intellettuali del candidato sieno di tal natura da poter comprendere un'istruzione piìt vasta e più solida. ~ c si potrebhe pretend ere di più ; imperocchè non è presumibile, che nei quaLLro anni trascor~i dal compimento degli stud i gli urfìciali occupati nella. vita atti va del reggimento e nell'apprendimento di num~rosi servizi abb ia no potuto attendere a nuo vi e special i studi ; e cl'altt":l par te non può contestarsi la necessità di accertaro, :::e l' ufficiale possiede un tal grado d' intelligenza e di ab il iti.l nel ma neggio logico de i suoi pensieri e tale precisione nel suo lingual{gio, da essere giustamente riconosciuto alto a continua re con vantaggio pii1 alti studi scientifici. Seguendo in massima tale criterio, nei 28 anni trascor,.;i dall' inizio della scuola varie furono le modaUlà. L'u ll.imo regolamento (8 giugno 1894) stabil isce, che ahbia.no luogo quatlro prove scritte, cioè Ji composi.::ione it(tliana, di sto1'irt, di un tema m·i litrtre, di disegno topogmfico, e che gli uificiali giudicati ido nei subiscano quindi quauro prove oral i, cioè di lingna fmncese, di geogmfia, di al'itmetica e alqeb?·a, di geometrirt e trigonumet·r ia 1·ettilinea. Gli ufficiali d'artigli eria e genio , come già ru detto, non fu rono obbligati ad alcun esame d'ammissione sino a tn tto il ·188 1 ; dal 1882 al 1887 si domandò lor·o so ltanto guarentigia dell e co-
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2231 .g~izioni letterar·i~,. storiche e geografic he ; dal ·1888 in poi, elim '?~te_ tutte l~ d1fl~renze di ar·ma, vennero pareg~iat.i agli altri uf~lCJ~l1. Un appos~to . articolo (22) in d;ca in modo espl_ici to il ~n_t~r·ro, che deve rsp1rare la commissione nel suo giudizio dehn1 t1vo . « La c~m.m iss ione nel pron unziarsi per l'am messib ilità, «sulla. base . de1. militati profle rl.i dai ~sinrroli esami ' dovr,,. ·• · " 1:-pl « rarsr al Cl'lterto, che i candida ti abbiano complessi vamente fa tto « pi'Ova, _no n soltanto di possedere la collum generale e le co~ g~ 1 z ro.n~ necessarie per seguire col m.us im.o prolitto il cor·so 1 < dr st_u~r della_ scuola di )!uetTa, ma al tresì di inlelligenza e « cognrztonr tal1 c:he appaiano susce ttibili di nlterior·e efri cace «sviluppo » . Chi c~nosce il re~ ntamento degli uflici ali di ffi iHeria, specialmente prrma del 186 1. non ~i maraviglierù , che il Minislero, istit.uendo la scuola di guer·ra, in allora e~clusivamen te per essi siasi p:eoccup~t? dell ' insufiicienza di loro preparaziono, non tan~o per {llfeu?. d1 mg_egno ~ dr buonn volontil , quanto per mancanza di esercrz10 ne.glt ~ludt , sopratulto in quelli di maggiore anzianitù, a vve~zi da anni ai servizi del_ reggimento, ma non più al rnaneggJo d~ll~t ~enna e dei libri. li Mi nistero credelle quindi opp_ortuno r ~ trtUII'e una scuola preparatoria, che dal ·1867 al '1870. st tenne rn Torino , t\lilano, \"ero na, Bologna, Firenze, NaP,oli: Pal ermo (nel '18G7 anche a Bari) e dal 187'1 al '1882 in Par~a. per la durata m ir~_im~ di tre mesi e massima di cinque . Soppress~ con decreto del :Zo grugno '1882 fu risLilbil ita nel ~1 89.2 con sede a Bologna. Secondo l'a rt. 70 del nuovo regola mento il co rso prep_aratorro, della durata di quattro mesi , (: istituito ann ualmente smo a nuova dis posizio ne in contrario. Ouesto cor:>o è dirello a fornire il mezzo anli uffìciali di riordina_rc le cogni~ioni _an t~riormente acquistate, ~lirugginire la memo:Ia da alcunr annr dtvezzata dallo studio, e riprendere l'abit udrne del comporre correttamente e a filo di lo~ica. condizioni necessarie per superare viUoriosamenLe gli esami di a~missione. Però questa scuola, utile co me strumento di preparazione. non può affermarsi necessaria; ~li ufficiali più intell igemi e più voJenteros i sapranno semi)l'e trovar mod o di appa recchiarsi' alla
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« degl i sgecchi carat,teristici e l'o rmulalo in modo esplicito me-
diante apposi to verbale, e$sere reputati assolutamente distinti (< fra gli altri per intell igenza, per buona condo tta, per diii« gente ossl't·vrtnza dci propr·i doveri, per amore allo studio e « al servizio, per qnalità militari sia mor·nli , sin fisiche, e quindi « meritevoli di concorrere all'avanzamento a scelta ». E anche ques ta prescrizione semb.rami r·azionale e indiscutibile. Rimane n determinare, qnale sin il ~orr<>rlo di cognizioni necessario per essere ammessi alla scuola . Se il programma è troppo elevato, si corre per icolo ùi t·endere deser to l'istituto, perciò <li demolirlo; se è troppo modesto, ne viene menomata la dignit it, ed es:;o falli sce al suo scopo. Quale ~a rà il giusto mezzo'? L'istruzione per la Krie,qsnkademù• dedica alla (questione mol te t:onsiderazr oni . che po.ssono riassumersi in questi termini: ·1° l'àmbito genemle degli esami non deve estendersi al di là delle dottrine fondamentali richieste per l'ammisiì ione al grado tli ufficiale: ~o deve oerò ri sultare dai medesimi , che le facollit intellettual i rlel ca ndi~lato sieno di tal natu r·a da poter comprendere un' istruzion e pir'Lvasta e più sol ida . ~ ù si potrebbe pretendere di più; imperocchè non i! presumib ile, che nei quattro auni trascor~ i dal compimento degli studi gli ufficiali occupati nella \'i ta attiva del reggimento e nell'a pprendimento di numerosi servizi ab bian o potuto attendere .a nuovi e special i studi; e .d'a ltr·o. parte non può contestarsi la necessità di accertan 1, ::e l' ufficia le possiede un tal nrrr·ado d'intelligenza e di a bili tiL nel mane):!gio logico dei snoi pensieri e tale precisione nel suo linguaggio, da essere giustame nte riconosciuto allQ a continunt·e con vantaggio più alti :>tndi scientifici. Seguendo in massima tale ct·iterio, O(:lÌ ?8 anni trascor:;i dall' inizio della scuola varie furono le modalitj, L'ultimo re~o l amen to (8 gi ugno 1 89/~) stabili sce, che abbiano l no go tluatu·o prove scritle, cioè di co1nposi~ione italiana, di st01·ia, di. un tema 1niliwre, di dise,qno tof>orrrafìco, .o che gli uificiali giudicati idonei sub iscano quindi qua ttro prove orali, pioè di ling 1~a fm ncese, di geOff?'afict, di aritmetica e algeln·a, di geometrin e trigonumet1·ia ?'ettitinea. Gli urficiali d'artiglieria e gen io , come già fu dello, non furono obbligati ad nlcnn esame d'amm issione sino a tutto il ·188·1 ; dnl i 882 al 1887 si domandò loro soltanto cruat'enti o ncria delle co«
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.g~izio ni letterari ~, stot·iche e geografich e ; dal ·1888 in poi , elim rn~le.tul~e le dr1J~renze di anna , vennero pareggiat i agli altri
uf?c1~lr. Un appos~ to. artir.olo (22) ind;ca in modo espl.icito il crrteJ·ro , che deve Ispt rare la commissione nel suo criudizio deCiniiÌI'O. « La com missione nel pronunziarsi per l'a~messibilil it, « snll~ base _de~ risulta_ti pro O'erti dai singoli esami , dovrà ispi« rars1 nl crrteno, che 1 candidati abb iano complessivamente fatto « prova, non :\Oitanr o di possedere la coltura gen erale e le co« gnizioni necessarie per seguir·e t.:ol m.Bsimo profillo il corso << di studi della scuola di )l!nerra, ma altresì di intellivenza e 0 «cognizioni tali che appaiano suscettibi li di nlteri ore eflìcace «sviluppo » . Chi c~nos c e il reclutamento cl egli urtlcia li eli fanteria , specialmente pnma del ·18G7. non si mnmvìglierit, che il Ministero . istilllendo la scuola di guerra, in allora e;;clusivamente per essi; siasi p~eocc up~t? de ll ' insuOìcienza di loro prepara;:ione, non tanto per dtfeuo dr rngegno e dr buonn volontil, quanto per mancanza di esercizio negli studi, sopratulto in quelli di maggiore anzianilir, av ve~zi rla an ni ai servizi del_ reggimento, ma non più al maneggro d~ ll~t penna e dei li!Jri. 11 Ministero credette quindi opportuno rst1Lu• re una scuola preparatoria, che dal ·1867 al ·187'0 si Leone in Torino , Milan o, Yerona, Hologna, Firenze, NaP,oli: Palermo (nel 118()7 anche a Bar'i) e dal ·187'1 al '1882 in Parma, per la durata minima di tt·e mesi e massima di cinc1ue. Soppressa con decreto del ~5 giugno 4882 fu rislitbilita nel ·1892 con sede a Bologna. Secondo l'ari. 70 del nuovo regolnmento il co rso preparatorio, della durata di quattro mesi , i~ istitui to annua lmente si no a nuova disposizione in contr·ario. Questo corso tl dirello a fornire il mezzo agli ufrrciali dì rior.dioare le cognizioni anteriormenl e acquistate, dirugginire la memoria da alcuni anni divezzata dallo studio, c riprendere l'abitudine del comporre correttamt3nle e a filo di logic~t, condizioni necessarie per· superare vittoriosamente gli esami di ammissione. Però questa scuola, utile come strumento di prepamzìooe, non . può aiTermarsi necessaria; gli ufficiali più inlelligenr.i e pi ù volente rosi sapranno. sempre trovar modo d i apparecch iarsi' alla
LA SCUOLA DI GUERRA 2232 stuoia Idi guerra anthe fra i disagi intellettuali della vita di guar-
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nigione. Nelle 28 ammissioni, che ebbero· luogo d!ll 186/ al 18~H i concorrenti furono 330 l , come risulta dal seguente specchieuo : \ di fanteria e cavalleria :Zit-0 ì Capita ni 1, ( . artigl ieria e genio . 64 ,1 ~~04: 11 '1648 ( \, di fanleria e cn.valleria T~nenti · ·\ 933 ( di Ht.iglieria e genio 285 ~ Sotlotenenti delle varie anni . ·l 064· To tale Ora tra gli ufficiali dichiarati idonei negli esami di ammis-sione quanti dovranno effettivamente essere ammessi alla scuola di guerra ? Per determinare il nnmero degli amrnillendi non può aversi altro cri terio fuor di quello dei bisogni dell'eserci to e delle esi"enze didattiche della scuola. Ln confo rm ilit di questo cr·i terio n . il Ministero della guerra. variò spes.:;o la c ifra degli ammittendi, ilnchè col retrio decreto 20 gen naio ·18S8 ancora vigente il nl.i.è> mero fu portato a GO, cioè 48 di fan t.eria e cavalleria e .-12 di artiglieria e genio , con facoltit di co mpensazione tra le divers e armi. Questa cifra non segna le colonne d' Ercole, e po trà. essere soggetta a mutazione; spetta nì Ministero responsabile determinai'! a. Ad ogni modo per ora pare adeguata ai bisogni e alle condi~i o ni dell'esercito. ed è etp.la, perchè ri sponde alla propon:ione degl i u((iciali nelle varie armi. _ Cè stata molta incertezza nel deGnire il grado degli nllìciali ammittendi: dal ·1867 al '1872 furo no ammessi ca.piiani, ten enti e sottotenenti, dal 11878 a l ·1879 tenenti e sottotenenti, dal •1880 al 188/ soltan to tenenti, dal 11888 in poi (~apita.ni e ten enti. Quando si ricordi, che tra le condi:t.ioni giustamente richiesle per l'ammissione c'è la prnticft del servizio e del comando, calcolala in un quadriennio per la fanteria e «avalleria e in un triennio per l' ar tiglieri<l e genio, si compre nderà che ragionevo lmente s iansi esclusi i sottoteneoti , dopochè s'è di n1olto abbreviata la pen)1anenza in quel grado. l\ o n si comp rende invece l'esclusione -dei capitani ordinata nel .-1873 ; imperocchè per tale provvecli nrcn!J> ·
si privarono molti v'11 lenti ufficiali, di null'altr'o colpevoli che di
essere in/ grado p_iù elev,ato dei loro colleghi, dei vantaggi .di coltura e di carriera derivanti dalla scuola di ~uerra, si concor·se ad accrescere lo scrni librio, elle (a torto od a r'agione si . v.edrit poi) già. lamentavasj nelle lì.Je dell 'éserciLo , e si privò la scuola di ufGciali provetti, più atti nel usufruire de' suoi insegna.menti applicati, appunto per la mag~ ior· pra.tioa acquistata nel più lungo servizio. Nè poteva obbiettarsi, che per la loro lontananza dai reggimenti ne avesse a soffrire il servizio, perchè la media annua dei capitani t:oncorrenti nel primo sessennio era stata di 22, e quella> degli arrimessi soltanto di nove. Parmi quindi, che anche sotto questo riguardo sia lecito conchiudere, r..he il provvedimento vigente, mentre contr ibuisc~e ad estendere i beneftzi _ della scuola di guerra, risponde ad equ ità e non ollende le esigenze del servizio militare. Nei 28 anni trascorsi dal '1867 al ;1894 gli ammessi furono - l M>'7, come può rilevarsi dal seguente prospetto : . . ) eli fanteri::t e Qavalleria . 97 139 . . . . Capiiam d. 42 1 artrg11er1a e gento . ~ di fanle!'ia e cavalieri~. 7H! 94-0 • . . . Tenent1 l d. 1._ art1g . "(. 8 1em1 e genro ·zt 1 378 Sollotenenli di fanteria e t~avalleria Totale ·1-1-57 Notisi però che in questa cifr·a (-1 M>7) non sono compresi' 11 'l O ufficiali · ammessi a corsi special i dal 11867 al '187,1 in virtù di disposizioni transitorie, come neppure .-J8 so ttotenenti di vascello. che nel '186\J, '1872 e '1873 frequentarono speciali inse-gnamenti . Così non sono eomputati gli ufficiall stranieri., che furono in tuUo ,H), cioè ,19 rumeni, 23 bulgari, 3 argentini, 2 gre-ci, 11 giapponese e ,, mont.enegrino. Quando si tenesse conto anche, di questi la somma degli ammessi sarebbe di >163L
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ANNO XXXIX.
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Hl.
Da Berlino venne l' idea della scuola; era naturale, che di lit venisse l'ordìnameBto degli studi . salve le varianti suggerite dal carattere italiano, dalla coordinazione generale degli studi e dalla dottrina dei nos tri ufficiali. L'i.stntzion1l del 22 marzo •1868 sull'es tensione e sul metodo eli ì n ~egnamcnto dct seguirsì nella f(riegsakademùl dedica liUasi un centinaio di pagine a descri,•ere le basi generali, lo spirito ed il caraltere dell'insegnamento, a precisare i limiti e a fornire le rl()rme per gli esam i dì licenza dall' istitu to. Ma i prìncip ii fond amentali possono ridursi ai seguenti : 1• Non si deve aggrava re oltre misura il programma d'insegnamento, affinchè gli allievi abbiano tempo sufficiente sì pet· eser·citare con frutto la loro attiviHt intellettuale, come per allen dere personalmente a lavori speciali ; 2° L'accademia di guerra deve anzitutto possedere il carattere di un'alta scuola militare professionale, e quindi nel dominio dell'istruzione generale sì adopera di avere la impronta dì un vero ateneo ; ao L' insegnamento deve procedere per applicazione. ossia ad una lezione teorica va unito uno studio pratico del soggetto , iruperocchè in ~uerra il .fatto lu il p<.~ss o sull'idea, l'azione sulla paroin, la pratica sulla teoria ; ~.o Per ciò che concerne le lezioni di scienza militare, sì deve anivare a tal pun to che gli ufficiali alli evi acquisti no possibilmente la conoscenza più completa della guerra solto il rapporto della scienza e della potenza. Ispirato a questi principii l'ot·dinamento degli studi nella K?·iegsakademie su-bì p~recehi e variazioni dnl ~186 8 in poi nell e modalìtit, ma non nell' indiriuo generale ; anzi si venne successivamente accentuando meglio il carattere applicativo descritto nell' Istruzione ricordata, sopprimendo certi insegnamenti troppo astratti , come la sto1·ia dellct letter(ttu·ra universale e la sto1·ia clelln. filosofia, e istituendone altri di util itit più dìre.tta, come l' igiene
2235 milita-re, il di?·itto n~ilita1·e, l'atnmin'isttazione e costituzione ·dello Stato col dù·itto intérna.:ionale. A norma del vigente 0 1·dinammw di studi (Leht·o~·dnung. del 1888) le materie ' di insegnamento sono ~e seg~entt : sto1·!a d~lla qtM?Ta, storia m·ilita·re dà, lempi remott, tatt~c.a, sent.:w d1 stato rn,aggio1·e, gtwyrafìa generate. g~ografia nttlttare, Lo~ogmfia militare, comunica~ioni, anni, fort1ficazwne, !JUC'ITa dt ttssedio , igiene m·ilitare, amministrazi01w dello Stato, diritto statale e diritto intrmw%ional~, cii1·ilto rnitita?·e, storia, yenemle, fisica, chimica. !JW_ql'afìa-fìsica, ling1w f?·ancese, lm.qua 1'!~ssa, nw.tematica, geodesia. Di queste 2.2 materie. sono obbligatorie le prime quindici ; le altre sette sono facolla~ ~ tive nel.. sens?1 che ciascun uffir.iale può sceg li ere o il gruppo m~temat1co-o ;rco (matematica, geodesia, fisica , chimica, geografia fìsrca), opp~re una ~el.le due lingue straniere (francese o russa), mfl la matena scelta d1v1 ene obLli;!atoria . A ragrrìun"'ere po i meaJ io 1•· · " e o 1 1He~to prat~co. de.11: Accadem i~ ~o no prescritti via.r;gi di stato maggwTe, nlwm mtlttan, ese?·ct.zt pratici nei dintorni di Bel'lino (come risoluzione sui terreno di problemi tallici . rico"'nizioni milit~l:i, ~tudio dì trinceramenti campali) v·isite ,agli ~vtabiliment.i rntlttan (come fo nderie di cannoni, polver·i ere, arsenali. fortezze, ecc .). ' L'ordinamento degli studi della nostra scuola di auerra non si allontanò dal suo modello, ma subì anch'esso in anni frequenti modifìcazìoni , dirette a meglio raggiungere l'intento fo ndamentale dell'istituto. Queste variazioni possono rilevnrsi dai quattro regolamenti del '18ì,l, ·1883, ·1888 , 1894-, a ciascu no dei c~ual i ~ ~nn esso un prospetto tleglì studi col IJrogramma si nt.etrco dt ciascuna materia d' insegn amento. È inutil e ornai ric.ordare tulle le rarianti, ma è bene rilevare che la nostra Scuola rli guerra. fu Gn da principio più app licativa della stessa Kriegsakademie. A .norma del regolamento recenti ssimo ('1894-) le materie d'ins~gname nto nel!a scuola di guerra sono le seguenti: sto,r ia miht~~·e, OTganica, tattica•. logistica, geogmfìa _q1merale, geo!Jrafìa 1~nl1.tare, .topografia e dzse.qno topografìco, com1micazioni, an ni, /O?'tlfì~a:none., guerm d'assedio, a1·te militare navale, igiene 1'nilikt1'e, tppologta, scienze sociali, storia gmwrale, lett-erat1wa ita-
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trascurano altre guerre recenti , come quella di secessione negli Stati Uniti d'America (·1861-M) e la guerra civile di Spagna (-1872-76). All'esperienza del passato si aecom pagna lo studio dell'm·te militm·e moderna ne' suoi tre mmi princi pali: ~rganica, tattica, logisticn. La OT_qaniCCL descr ive il nostro stato militare quanto a recluLameoto, ordinamento, :1ssetto dell'esercito, costituzione dei {[Uadri, comando e ;1mministrazione, comparato con quellò dei principali al tri eserciti europei; e studia le questioni vive eh e vi si riferiscono. :.'iella ta.ttic·a, riassunti i priocipii fondamentali , si esaminano dnpprima gli element i materia li e morali del problema tattico, per procedere di poi all'ammaestramen to delle truppe e dei quad ri nelle varie forme, che può assumere la guerra . Lo studio teorico trova la soa applicazione in una seri e di esercitazioni pratiche, in tem i speciali e segnalamente nella campagna -tatticn . La ln!Jistica descrive il servizio dello stato maggiore in guerTa, la mobilitazione, la radunata e lo sch ieramento strategieo dell'esercito; espone l'andamento e il funzionamento dei comandi e dei servizi ; e più specialmente studia le operaz ioni occorrenti nelle molteplici contingenze della guerra. Le esercitazioni pratiche sono coronate dalla campagna logisLica. Mentre si apprende l'arte mili tare, si prende pure in esame il teneno, che esercita t.anl.!l. influe~za sull'a7.ione degli eserciti: indi la _qeogmfia e la topografia. Il corso di yeogmfia è diviso in {lue pa rti: yeog l'afia genrwale e yeo,qr·afia militare. L!l. prima esa mina gli elementi geogra fi ci, che più inte l'essnno l'azione militare, -come l'orognllia, l'idrografia, il clima, la vegetazione naturale e l'uomo stesso come agente geografico c sociale; la seco nda, studi ati i rapporti fra gli elementi geoj.!rnfici e le operazioni della ~llerrn, riutncc ia e segna i tea tri di guerra europei, esami nando particolarmente quelli dell'Italia r ispetto agli Stati limitrofi, sì per 4a difesa come per l'offesa. Scopo della topografia non è t<lnlO -di formare nbili mappatori , quanto di ed ucare l'occhio e la mente dell'ufficiale ad apprezzare il terr·eno e i suoi acc.identi e a rappre~entarli in modo ellìcace nel minimo tempo per gli scopi militari . Numerose sono le esercitazioni , che trova no il loro cu lmine nella campa,gnct topoymfi.cn.
tiana, lingua e letteratuTa (1·ancese, {t.sica; chim,ica, ,itinerctlogia. f. geologia, linfttta tedesca, lingua inglese, ling·ua arava. Di qu este 24· materie sono obbligatorie per lutti le prime diciotto ;· le ciuque· successive sono facoltative nel senso che ciascun ufficiale può scegl iere o il gt·uppo rlelle scienze naturali (lìsica, chimica, geologia e mineralogia) oppure una delle due lingue straniere (tedesca o inglese) ; l' arabcl form a argomento di un corso libero . A raggiungere lo scopo pratico dell a scuola di guerra durante l'anno scolastico si compiono nei dintorni di Torino esercizi pratici di tattica, di logislica, di fort.ificozione, di studio del lerr·eno; agli urticiali vengono fatti visitare gli stabi limenti mi litari , come fab briche d'arm i. fo nderie, arsenali di costruzione, poh•erifici, ecc., !a cui conoscenza serve a completare e confermare gli studi fatt i ; nè si trascura la visiLa di qualche grande stazione fenovia ria, de~ poligono d'arti glieria di Ciriè, ecc . Con temporaneamente si proseguono gli e5ercizi cl' equitazione e di scbet·ma. In fine hannoluogo le C;lmpagne regolari di topografia per il 1o corso, di tattica per il 2° con la visita eli qualche piazza for te, e di logistica per il 3o, con la visita ad nn po:to militare. Non () qu i luogo opportuno per discutere intorno alle singole materie di studio, ma non snrit fuori di proposito fornire alcune: . dichiarazioni desunte dai programmi "in letici annessi al regolamento vigente . <:onvien an;,itulto far· tesorn dell 'esperienza , ed ecco la sto1'ict militlw~. Dopo un rapido sguardo ~gli ordinamenti e alle isLitu· zioni militari in G-recia e in Roma, :; i cerca di mettere in rilievo gli ammaestramenti sulla condotta della gnena, che si desumono dalle campagne di Alessand ro 11agno. di Annibale. e di (; iulio Cesare . Indi, esposte le principali vi cende dell'a rte mil itare dal suo risorgere sul princi pio dell'epoca moderna sino alla metit del secolo xvm, l'i nsegnamento s'arresta più di proposito sui tempi el i Federico II, della rivoluzione francese e di Napoleone l. analizzando alcu na delle campagne più istruttive di quel l'.et ~t. Inline si fa uno studio più partico lareggiato delle guerre combattute per l'i ndipendenza e l'unità d'Italia, della campagna austro-prussiana del 1866, dei vari i periodi della guerra (r~o co germaniea òel •1870- 7 1 e dell a turco-russa del ·18i7-78 . :'{ e si l
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Complemento dello studio del terreno sono le conferenze sulle com·nn?·cazioni . Esse sono destinate a far conoscere_ le ferrovie nell'ordinamento del servizio, nel materiale fisso e mobi le e nel loro uso pei trasporti mil itari , la co~tituzi one del corpo stradale e la trazione nelle vie ordi narie, le norme che reggono la nav ioazione dei fiumi e dei canali, la costruzione dei ponti militari, ~ telegraua el ettrica, acu:>tica ed ottica, l'areostatica e l'areonautica, i colombi viaggiatori. Studiato il terreno. l'attenzione degli ufficial i viene rivolta a i mezzi di offe.~a e di difesa; onde le m·mi e la fm·ti{ica.zione . ~el corso sulle anni si studiano le artiglierie, le arm i portatili, gli esplosivi, il tiro; la teoria è chiarita dalla visita a qual che poligono di tiro, all' arsenale e alle oflìcine d'artigli eria in Torino, al polveri cio di Fossano, ecc. L'insegnamento di fortificazione permanente e passeggera è informato al concetto di mettere in evidenza il valore ofl'ensivo e difensivo dei mezzi, di cui nel campo dell'arte militare è dato disporre. La visita di una grande fortezza concorre a rendere più eiiicace e pratico questo stuclio. A complemen to dei mezzi di difesa e offesa furono istituite le conferenze su lla g1~ena d'asstdio. Riassunte le sue vi cende sto riche, si descrive l'assetto difensivo attuale dei principali Stùti europei , si studia u!W fra i più memo rabili as;;edì delle ultime guerre, quindi si fa l'applicaz ione a qun lche esempio ipotetico di assedio di una grande piazza da guerra modema. Poche conferenze rl' m·te· milita·re navale, richieste dalle conci izioni naeorrrafìche dell 'Italia, bastano a fo rni re adeguata idea del ~ materiale navale, della tattica navale, della difesa e dell'attacco delle coste, e delle spedizioni marittime, e a far conoscere l 'ordìnamento della marina italiana c<•Ì dati stati;;tici riguardanti le prin~i pali marine straniere. La visita d' uno dei principali porti mi litari rl'llalia completa l'istruzione di questo corso . Le conferenze d'i,qienc: m,ilita?·e mirano a meuere in rilievo quali sieno le condizioni d'attitudine al servizio militare., a dar norme sicure circa gl'indumenti, l'equipaggiamento e il vitto dei soldati, i quarli.eri c gli accantonamenti e il servizio sanitario in pace e in guerra.
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Non occone chiarire l'argomen to del corso d~ippo logia, perchè ciascuno lo apprende dal ti tolo stesso. Il me todo generale. da tenersi nell 'insegnamento è chiaramente tracciato dall'articolo 3~1 del nuovo regolamento, che merita di essere letteralmente- r iprodotto: « Nello svolgimento dei r ispettivi « pt·oghmmi, e per quanto l'indole della matel'ia lo comporti, gli « insegnanti dovranno aver presente, che per gli scopi della scuola « e la natura della scolaresca , sarit metodo opportuno ed enìcace « quello di far concorrere io lat·ga misura gl i stessi ullìciali allievi « nella disamina e nello studio del le varie tjuestioni, di chiamnrl i « ad essere in certo modo i loro collaboratori. Mantenendo all 'in« segnamento un indirizzo essent.ia lrnen te applica tivo, e restrin« gendosi, in convenienti e giu sti limiti, a fare più che altro da « guida e consigliere, gli insegnanti metteranno a contribuzione, « più che la memoria, la rines:-;ione e il raziocini o degl i alli evi · e « li porranno eosi in grado di vi0ppiù approfondire le cose, di << formarsi e svolgere idee proprie, tlC(IUistare un sapere solido « e hen fondato, apprendere un buon metodo per i loro studi «a vv eni re. ~) Per conseguir meglio lo scopo pratico della scuola eli guerra, durante l'anno- sco lastico, oltre gli esercizi pratici e le visite gi;\ descritte, più volle per :;;etti mana gli all ievi sono esercitati nell'equitazione e nella scherma per rorn ire al corpo di stato maggiore destri , fo rti e al'diti cavalieri, e per mantenere gli ufficia li in esercizio nel maneggio del le armi. Il carattere prat:co della scuola trova però la sua vera ed ampia esplicazione nelle campagne, che tengono diétro in fine d'ogni anno agli insegnamenti teorici, ossia, come giit si disse, nelle campagne di topografia per il ·1° cor:;o, di tattica per il 2° con la visita di qual che piazza forte, e di logislica .per il 3° con la visita eli un po rto militare. La campa;1.na topogra{ica, comincia co n nn periodo d'esercizi ili levate regolari nei pressi di Torino, a cni succede la levata d'una determinata regione. In questa levata si procura l'intelliaenzn topoarafìca e rnilil.ar' t~ del terreno, non meno che l'esatn n tezza e la netLezza del lavoro e l'e!Jicacia tnilitare del di:>e~no. Ségnono alcuni es~rcizi el i levate a vista , che servono dì compi-
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mento e riprova ai precedenti lavori, e altri con determinaLi scopi tatti ci, o logistici o pol iorcetici . Il pror.ed imento ùegli t:scrcizi tattici è questo : a) ascendere a grado a grado dalle applicazioni delle unità tatliche delle ingole armi e dai più. semplici casi tatti ci a queUe dei corpi composti delle tre armi e degli atti pi1't wmplessi della tattica di batlaglia: b) ricouoscere accuratamen te il terreno, in cui si debbono esegu ire gli esercizi , procedenllo dai terreni più facili ai più diffi cil i, studiandone le pt·oprietit tattiche generali e particolari; c) sullo stesso terreno e colle medesime truppe supposte risolvere successivamente tem i prima difensivi e poi oiTeosivi, e per ultimo di scontro, facendo rilevare lo più importan ti eombinazioni dell'offensiva colla difen:;iva . La campagna logistica si divide in due pani. Ln pt· ima rappresenta un periodo :;tralegico di una campagna di guerra campale; si svolge su un:1 regi one, c:he si Stlppone parte di un teatro dì guerra, alla qual e si applica lo studio dì radunat:J, movimento, posizione, loll.a, e~c., di un :.;rosso corpo di truppe in ~m erra offensiva o difensiva o avvip.endata. Lo svolgimento delle operazioni , che ~i suppongono, dà occasione ad ordini, rapporti. ri co~nizioni , disposizioni eli marcie ed acca mpamenti. apprestamenti a difesa di posizi oni, apparecchi e sviluppo d'attacch i e resistenza, ecc. La seconda parte della campagna è una esercitazione di guerra di fortezza, che cornpreiHle la ricognizione d'u na fortezza, la determi:nazione d'Lm f1·onte d'attacco e lo stud io del settore corrispondE\nte, !e operazioni t~i accerch iameuto e investimento, l' arri\'O e il collocamento dei materiali di a:;sedio , l e~ op!'razioni d'attacco dell'aniglieria e del genio col concorso delle truppe. le disposizioni · per l'assalto, cd eventualmente la c.onquisr.a progressira e l'ocr:upaziorte clelia fortezza. Al l<1 campagna. logistica. succede la visita di un porto militare, r;on studi applicativi d'imbarco e sbarco di truppe e di materiali. · Esauri to l'esame nell e materie strellamente militari . sa ri1 opportuno l'ornire un breve cenno rlegli studi, che contribuiscono a integrare IR coltLli'H civile, in quanto ha strettamente rappo1tu 'é llll la professione militare nei suoi gradi più elevati. Tra le materi e di coll nra ~iY ile prim eggi<~ no le .~cùmze socidti',
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le qual i non consistono, come taluno potè credere, in uno studio di sociologia e in disquisizioni giut·idiche, che hanno miglior sede a ll'universitù. nella fa coltà di giurisprudenza , ma in una selezione organica di temi e questioni di dit'itlo pubblico, la cui conoscenza è richiesta dagli svariati ull'ìci, cui può essere chiamato un ufficial e di stato maggiore o qualsiasi nfliciale superiore. Pertanto le scienze sociali. sempre rimanendo; in un campo concreto, e sempre riguardandc.' gl i argoment.i soprat.utLo nei rapporti che hanno con l' esercito, comprendono il diriuo co.>tituzionale, il diritto mili tare, il di ritto amministrativo, il dirillo internazionale, l'economia po litica c:on le notizie di statistir.a necessari e a rilevarne il carattere scientifico e il valore pratico . La sto1·irt genemltl non cons iste nè in una esposizione di fatri che si suppongono noti, nè in un cot'SO di lìlosofla della storia, che sarebbe troppo astratto per gli intenti della scuola, ma in unà stori,1 della civi!tà nelle sue varie esplicazioni attraverso il mondo ilntico, il medio evo e i tempi moJe rni. ilei quali deve chiari re la genesi e descrivere i ca ratteri. La storia gencr11le ill ustra le nozioni di storia militare e si.oria lettemria sparse ;n tntto il corw, coloranrlole con !;1 cog nizione chiara. dei tempi cui si riferi sco no, di modo che vengon o in perfetr.a lucr i legami complessi di cnusa e cl'efl'etto, che formano il fi lo conduttore del progresso s! nelle co;;e di guerra come :n tutto qu an to il lavoro de ll'u man iti1. Lo studio dell e lettel'e ital-iane fu sempre contrastato, parendo che gli allievi di un istituto si elevalo non dovessero abbisognarne; on(le frequenti i rimaneggiamenti del programma fin o alla soppressione col regio decreto 2i> gennaio •1888. Per quanto i più degli Ltnicial i non si presentino mol to preparaLi alla scuola nella lingu a e nelltt storia leHeraria nazionale, convien e pure convenire, che un corso regolare di istituzioni e di storia della letteratura non s 'adr~tln alla natura de ll 'istituto ; però l'insegna. mento di lettere itali ane. quale fu. stabili to dall'ultimo programma, non pare indegno della scuola nè pu nto inutile agli all ieYi . Esso con :Sisle in una serie di eonferenze su lla storia dell.a nostra letternt.nra, le quali, menlre fornisco no una cb iara idea del moviment'> leuemrio in Italia, ~tudiat o m correlazione con la vita
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della nazione, raggiungono pure il duplice scopo d' integn11·e lo studio della civiltà italiana e di migliorare il gusto e la forma dell o scr·ivere con l'esempi o dei grandi capolavori. E gli esercizi non sono di retti semplicemente alla lingua e allo stile, ma sì e più ancora alla logica parlizione e concatenazione delle idee e al modo di architettare, disporre e svol~ere le dilrferenti parti di uno scritto secondo la natura dell'ar·gomento. La necessità di una sicura conoscenr.a della lingua fh.mcese per ufficiali di stato magg iore e per qualsiasi uiTiciale superiore non è discutibile. Senza dubbio quest'insegnamen to potrebbe escludersi dalla scuola di guerra, quando nelle scuole secondarie del regno e in tJuelle di recl utamento degli urficiali si acq11istasse di fallo tale possesso della lin gua francese da sape:·la parlare e scrivere correltamep.te. Ma poichè le cose stanno diversamente, si reputò necessario inscrivere le lettere francesi tra le materie obbligatorie dello istituto, prescrivendo che l'insegnamento sia condotto con singlllare riguardo alle esigenze del servizio militare. La posizione politica e militare della Germania , dell'Austria e dell'In gh ilterra in Europa , e i nostri rapporti con quello potenze rendono assai utile la conoscenza dell e lingue tedesca e inglese, essendo conveniente avere nell'esercito, e segnntamente nel cor·po di stato maggiore, un certo numero di ufficiali ch e possedano bene, oltre il francese, questa o quella dolle lingue straniere per tante dive1·se occorrenze di pnce e di guerra che interessano il servizio. Ma naturalmente non può e non deve essere studio obbligatorio per lutti. Quanto ali" arabo si mira ad .una discreta conoscenza d13lla lingua parlata odierna e ad nna preparazione all'uso di essa. È studio essenzialmente pr::~tico, ed anche come tale non può essere confortato da nn sufficienle esercizio; ma l'ufficia le, ch e abbia fatto quesLo corso, troverà più faci le, quando gli si presenti l' oc· casione di trarne profitto, il giungere a capire e fars i capire. l.o studio della figica non può estendersi a .tutta quautn la materia, sì per la natura degli allievi come per la brevittl del tempo disponibile, ma prende principalmente a considerare gl i ultimi progressi dell a scienza e le sue odierne app li cazioni, dando qualche mag~iore sviluppo a quelle parti, che hanno relazione più ·
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dirella colle cose della milizia, come la meccanica, il calorico, il maanetismo e J'eleLLricità. Gli l)studi di chimica, minM·alogia. e geologia non s' allontanano dall'indirizzo "egnato per la lisica, e ancor essi devono di neces:>ità r~stringersi entro certi limiti, determinati dalla natura dell'istituto. È bene. che nell' eser·cito sianvi uflìci ali addottrinati in que.~te scienze naturali; ma non se ne può ir~porr~ ~ tutti 10 studio, perchè non conferiscono di rettamente a1 serVJZJ dello stato maggiore e ai bisogni dei gradi superiori dell'eserci.to. Or quale dovrà essere la durata del ~orso all<ì scuol.a d1. gu erra, affinchè tutte que~te materie ::;iano insegnate e studrate 10 modo rispondente al sno scopo~ . In Prussia dalla fondaz ione della K1·ieg.)akademtc la duraLa del corso de(rli studi fu invariabilmen te di tre anni , « e la saggezza c di que;La disposizione, dite l'istrnzione dei 1868. _è ~La~ pie« namente criustificata da lla lun ga esperienza . I nfall1 sr drspose 1 « con un t/enni o del tempo necessario per dare ai giovan i uf« ficiali un'istruzione solida e praticamente utilE>, per· isvil uppare « senza sovraccarico le loro fa col tà intelleltuali e conriurle a matu(( ri tà completa. Questo line non può ragf!! ungersi che per ~radi : c perchè ogni cultura esige un certo tempo per produrre 1 suo1 <t eJietti ». I n Italia la durata del corso fu di tre anni dalla fondazione della scuola al 1888 per gli ufficiali di fanteria e cavalleria e per quelli d'artiglieria e genio non provenienti da~lasc~ola d'a~ plìcazione, e solo di due anni per ~l i ufficiali .rl'art1gl1ena ~ gen10 usciti dal la scuola d'applicazion e; col reg1o decreto 2o ge~ naio ·1888 la d ~u·ala fu ridotta a due anni per luLti gli ufficinli ammessi alla scnola; col regio de<:reto 1·1 :>ellembre ·18U3 fu rislahililo il corso triennale reso obbl igatorio per tutti gli uffici ali senza distinzione di arma. 11 ritorno al triennio e il pareggiamento di tntti gli ufficiali nell'obbl igo dell a rrrrJnenza triennale fu un progresso? . Jl ripristino del corso triennale fu veramenl~ un bene co ns1· gliato dallo scopo che si propone la scuola d1 gu~rra, e con ~ fèrmato da cinqne a·nn i di esperienza del corso b1ennale. Ch1 consideri il grado d'istruzione professionale e di coltu ra della
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maggioranza dei giovani ufficiali , deve ri conoscere ch'esso di sta dnlla al tezza alla quale vorrebbe elevarl i il nostro su premo istitu to militare, se que~ to vuoi essere, come saviamente dice va in Se;1ato nella toma ta del :f O fe bb raio ·18D2 il general e Me'zzacapo, un t'e?·o q?·antle nteneo nJ,il'itct'l"e . Ora non è possibile senza sovracar ico inte:Jettuate e senza diminuzion e c~ntemporanea delta serietà e t[uanti tà di studi superare il dislivello tra. il pun to di partenza e quello di arriro in meno di tre anni. Invero per la riduzion e del corso da tre anni a due si dovettero anzitullo condensare gli stud i, onde la mancanza di tempo agli allievi per assimi larsi bene gli insegnamenti r icevuti e agli insegnanti per fo rnirl i bene assimi labi li. In secondo luogo, malgrado il condensamen to, si dovette sopprim ere alcuni insegnam enti ulilissimi , rendere racoltativi nltri qùasi necessari , e rinserrare parecchi in limiti tanto angusti da r itenersi insuflìcicnti alla loro ampiezza ed importanza. In terzo luogo la brevità del tempo più non con sentì di tenere dietro, come a sì al to istituto si addice, al progresso della scie n~a. svilupp:1ndo mal-{giormente le materie di studio, man mano che ~rescono di estensione e di intens ità. Infine le stretlezze del tempo cond ussero all'abolizione degli esami di promozione da nn ~:-orso all'altro, procì ucendo cosi l'inconveniente di rendere piu fac ili gli errori di giudizio con l'u nica prova dell'esame fi nale, e l'altro non meno grave di lasciare più facii I?en te negli alli evi rimandati in seguito alla classilìcazio:l e ot- · tenuta nel , o anno di corso la convinzione di non esser sta ti equamente giudicati, convinzione che difficilmente si sradica q uando il -rimando no n c preceduto immedia tamente dalla prova d' un esame infeli cemente sosten·uto. Già s i addussero e forse si addurran no di nuovo in con trario le seguenti ragioni. Primieramente si è lamentnta la lontananza dalle truppe d' un nu mero troppo ril evante di uftìciali col corso trienna le ; ma quan do si avYert.a, che i regg imenti nell'esercito nostro sono 17t, me n Ire gli ali icvi non potranno mai superare i ·180, e certamente non saranno mai tantr per le perdite nor mali che avvengono nel passaggio dal ·1° a l ;2° e dal 3" al 3o co r:>o,si vedi'à ç.he gli nfrìciali ten ut i lontani daile truppe si riducono al maxima m d'un o in me dia per cia.s1~U n reggi mento, il cho non può
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recar danno sensibile al servizio . l~ secondo luogo s'è osservato , che la lontananza troppo lunga dalle t1·uppe degli uflìciali·noceva agl i ufficial i stessi, in quanto si d i vezzav~no dal comando e dai servizi del reggimento; ma, ptn· ammettendo la giùstez.:a di questo concetto, ri1~ane sempre vero che il corso biennale teneva gli ufficia li lontani dai reggimenti per due anni consecutivi , mentre il corso trien nal e può essere disposto in modo che consenta di far citoi·nare ogni anno ai corpi per un di screto periodo di tempo gli ufficial i all ievi della scuol<\ di guerra. E ùil'atti il nuovo regolamento stabilisce che nell' intervallo di t(!mpo rra l'uno e t'altro anno scolastico gli urticiali allievi siano in viaLi per qu alche tempo a far servizio presso le truppe, (preferibilmente in un'arma ùiver:>a dali a propria:), o che gli uffi ci~li all ievi del 3° anno, i quali avranno compiuto con buon esito t' intero corso . prima di rientrare ai loro corpi, vengano di massima comandati a prender parte all e grandi manone, come ad òetti :-1i quartieri generali, ai comand i di brigata e ai giudici di campo. Si citaron o Gnalmenle gli esempi di Parigi e di Vienna, dove te scuole analoghe hanno la durata di due r~ nni soli ; ma oltrechè potreb be sempre contrapporsi a tali esem pi quello non meno au torevole di .Berlino, dove il corso di studi della K1·iegsakaclPmic dura tre anni . con· verrebbe dimostrare, che gli urtìciali frnnces.i e austriaci si presentano alla loro scuola di guerra nelle condizi oni di preparazione dei nostri e ne escono nelle condizioni di profitto che noi esigia;no dai n o~tri e elle non si potrebbero rendere più modeste. Una questione sarà senza dubbio risollevata da taluni dopo il ristabilimento del corso triennale: è giusto elle gli nfficiali d'artiglieria e genio siano trattati alla pari degli altri, oppure non è bene, come pratica vasi prima del ·l 888, ammetterli subito al 2° corso? Quanto scrissi intorno allo scopo e allo spirito della scuola di guerra mi dispenserebbe da ul teriori pa role su questo argomento; pure non sarà fuor di proposi to aggi ungere alcune considerazioni per dimostrare che con molta savi ezza e logica coerenza tntte le armi sono state. equiparate nella durata del corso. Lasciando da parte le ragioni d'indole morale ed i gravi in-
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convenienti nell'ordinamento degli studi, che porterebbe seco tale privilegio, si ricordi, che il magg ior tempo passato dagli ufliciali d'artiglieria E\ genio nell'accademia militare e nella scpola di applicazione fu dedi cato a studi tec.n ici, i quali non mettono delli ufficiali in un'eccezional e conòizione di preparazione di fronte ai loro colleghi per trarre profiuo dalla scuola di guerra; si rammenti che gli insegnamenti di questa non sono una ri petizi one di studi precedenti , ma o un più ampio svolgimento di temi <lppena delibati o la trattazione di argomenti a(fauo nuovi, e sempre in modo più .cleva.to , che non comportassero le scuole dell 'accademia e dell'applicazione; e si avverta infine, che le ragioni addo tte a dimostrare la insuflicienza òel tempo in un corso biennale non toccano soltan to gli uffi ciali di fanteria e cavalleria, ma rifleuo no il carattere intri nseco della scuola. Del rimanen te questo pareggiamento ha sì poco urt:~Lo i bravi ufliciali usci ti dalla scuola d'applicazione, che il numero dei conconenti andò sempre crescendo dall'anno in cui esso fu sancito; invero mentre la media annua degli aspiranti fino a tutto il '1887 era stata di circa ·l 'l , il numero salì a ·15 nel 4888, a '1~ nel ·1889, a 25 nel ·1890 , a 2-1. nel 'l 89;J, a 27 nel ·1892, e dopo il ristabilimento del corso trien nale obbl igatorio per· tutti ascese a dirittura a 38 nel 18!l3. Con quali criteri sono valutati gli ufliciali al lievi? Grande attenzione è rivolta non solo all'i struzione, .ma più ·ancora a r·aggiungere un apprezzamento sicuro e giusto del valol'e di ciascun allievo. Sul lini re dell'anno scolastico gli insegnanti rimettono al comando della scucia lo specchio dei punti ann uali , che avranno assegnalo ai singol i allievi. Questi punii sono espre~si per ventesimi , e debbono rappresentare il gi udizio complessivo , che gli insegnanti si saranno formalo circa la capaci tà e il profitto dei loro allievi. In fine d'anno hanno lnogo prove d'esame sulle singole materie, per talnne soltanto oral i e per altre orali e scritte, davanti ad una Commissione esaminatrice, nominata. dal ministero , e suddivisa in tante Sottocommissioni quante sono le materie d'esame. I punti riportati in tali prove fanno media coi punti annuali. Sono reputati idonei gli allievi che, otten-· nero una ·media complessiva non wl'eriore a "/ 20 , purchè in nessuna materia abbiano riportato punto al disotto di /~o e non 1
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inferiore a H· se fos sero risul tati deficienti in qualche prova , 8 /w Compiuti gli esami, il comandante della scuola convoca e presiede una Commissione, composta del comandante in 2" e di tutti gli insegnanti militari , al doppio scopo : 1) o di attribuire agli ufficial i allievi del 3o corso. idonei nn punto ~i merito (da 'l O a 20), il quale, sull a base de1 risultati conseguiti negli studi e del la intima conoscenza che la Commissione possiede d' ogni singolo ufficiale, esprime un giudizio compl essi vo circa il valore intri nseco e pmtico delle doti militari di ciascuno di esgi ; 2° di compilare le liste di propMta per quelli fra i delli uflì.ciali . ch e, presunti idonei ~el servi.zio 'li stato maggiore, dovranno più tardi e:;sere chiamatr a spec1ale esperimento presso il comando del corpo di stato maggiore o pre!>so i comandi territoriali di divisione e corpo d:.ar~ata . Gli ufficiali, i quali (:ompiono con buon successo l 1n ttero corso della scuola di g~erra, ricevono dal ministero nn diploma d' i.duneiuì, che dit loro diritto ai vnntaggi, dei quali discorrerò in seiTuito. A coloro, che compiono sol tanto una parte dEll corso, o al n termine di questo non oltengùno il diploma d'idoneità, purcb è abbiano compiuto il ,1• anno e all a (in e d i esso abbiano avuto almeno 1J O punti di media annuale in ciascuna materia, ovvero una. media complessiva di 42 nel caso che in t[ual che mater ia avessero un pnnto minore eli ·l O, ma non inferiore ad 8, viene . rii'asciato uri atte~tato , che dà. dirittÒ ad una nota permanente sull o specch io caratleristi co dell'ulficiale. Su 330'1 concorrenti alla scuola dal 1862 al ~1 8\H in 28 anni , e su ,1457 effelt.ivamente inscritti ottennero finora il diploma dal ~1 870 al ·189:l, ben 9·1:3 unici~li, come risulla dal seguente specchietto: 408 :-- r· . . ~ di fanteria e caval leria l 'i ~ '1,),) il· Caprtanr l di artiglieria e genio 4.93 } H) , . ~ di fanteria e cavalleria 6 . . e gento f enent1 , d'1 art1.g11erm · . ·126 ) 139 Sottotenenti di fanteria e cavalleria
pe~ò con punto' non inferiore ad
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Totale ~ . 913 In questo numero non sono computati gli ufficiali inscritti a
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corsi speciali e gli ufficiali stranieri. 1!: pregio il r·ilevare, che fra gli ammess i del 20• corso· {'1886- 89) ci fu S. A. R. il principe Emanuele Filiberto. duca d'Aosta, che seguì lo studio di alcune materieo assegnate al 3• anno ('1888-89), e che tr·a nali inscritti del :2!~ corso ('1 890 -92~ ò compreso S. A. R. il conte di Torin o, che seguì l'intero ordine di studi.
IV.
La scuola di guena ba prodotto frulli buoni e copiosi? « J,n risposta più concludenr.e (dirò co l generale Corsi) possono « darla coloro che hanno fatto il corso della scuota rli gtMrm, e « specialmente quelli che dopo esservi stati di scepoli, vi furono « maestri. D ic~tno essi, se credono che aVI'ebbet·o potuto da loro « stessi, mercè dello stwiio libero nell e or·e non divorate e non « aiTrante dal servit.io , nel tratto non di tre. ma di sei, di nove , «di dodici e più e più ann i, acquistare tutte le cognizion i utili, « che ebbero dal C1Jrso tr·iennale di quella scuola ... dicano, se «sono· persua$i o no, che. abb ia loro giovato, e moltissimo, l'aver « fatto quei loro studi sotto la scorta di maestri bene scelti, in , «compagnia di condiscepoli eletti, studiosi , coi migliori male« riali alle man i, co lle relative applicazioni a momento opportuno , « in somma con assiduit à e pienezza di mezzi e senza spesa , senza « disturbo alcuno. E dican o ancora, se sono d'avviso, che le cose · « apprese da lor~ in quell'isti tuto, e poi da tal uno di loro inse« gna te, sin no materie speciali utili soltanto per gli ufficiali di < stato ma~giore; oppure se parrebbe loro ammissibile, che qnanto « si insegna nella scuola di guerra potesse senza danno essere « trasferito nei programmi di studio degli altri istituti militari , di « reclutam ento o di perfezi onamento tecnico . » .Ma siccome non è possibile raccogliere qni le r-isposte, che· darebbero gli u11ìciali usciti dalla scuola di guerra, 000 sarà inopportuna la testimonianza del generale Marselli, comandante in ·.2· il corpo di stato maggiore, fa tta al Senato italiano nellà torna.ta del 24 febbraio 11803 : « Q ~a li sono stati gli e!Ietti della «scuola di guerra? Sono questi , o signori, ridotti pràiicamente,
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« e tutti coloro · che hanno avuto il comando di un reggimento lo « sanno : sempre che vi siano lavori ùi speciale importanza da ese'' guire, sempre che vi siano occupazioni le quali escano dal co« munè, è mestieri ricorrere agli ufficiali che hanno seguito i corsi «della scuola di guerra. In qtwst'Aul;,. vi sono ul.liciali generali, « che hanno esercitato ed altri r.he esercitano alli comandi; essi « possono render·e testimonianza, che negli uilìciali proven ienti da « quella scnola e pr·oven ienti dallo stato maggiore hanno trovato « pre:t.iosi collaborator i. Con qnella scuola e col corpo di stato mag« giore, noi, dopo l'insuccesso del '' ~()(ì, siamo riusciti ad elevare « la coltura dell'esercito ed a provverlere degnamente agli alti co« mandi . » A meglio dimos:.rare la tesi, sarit oppor·tuno scend.we a considerazioni e indicazioni più analitiche. Anzitu.tto ru ed è vantaggio innegabil e pt'r la coltura professionale dell'eser·cito , che parecch i ulliciali superiori siano stati e sinuo tuttont dall'uiTìcio stesso dBII ' insegnamen to' spinti a coltivare più profondamente i vari ram i dello scibile mil itare. Circa nn centinaio di unìciali lu giit chiamato a questo lavoro educativo ed istruttivo, e tra questi se ne w ntano parecchi, che ora occupano altissimi nOìci nella. gerarchia mili tare, com e: il .generale Stanislao ~Jocenni. ora ministro della guerra, il contrammiraglio Costantino Morin , ora ministro ilella marina, il generale Nicoht )iarselli, · comandante in ·zo il corpo di stato maggiore, il generale Giovanni Sironi. comandante del 5° corpo d'armata, il g~neral e Car!o Corsi, comandante del l o• corpo d'armata, il generale Agostino Ri cci, gi ~t comandante del 2° corpo d'armata, il generale Ettore l 1 edotti , comandante della scnola di guerra, ecl altri valentissimi , i quali diffondono nei corpi da loro di penden ti il severo e fo rte spir·ito educatore dello studio,. e ad un tempo costitui:;cono Mtorità rispellate e competenti negli speciali rami di scienza mi li tare, ai quali più di proposito nttesero. Quest'applicazione di ufficiali colti a determinaLi studi fu occasione e causa di uno straordinario incremenlo della leLLeratura militare italiana. Invero, pur lasciando di menzionare le sinossi · litografate o riservate :~d uso dell a scuola, e pnr racentlo le numerose monografìe pubblicate da insegnanti ecl allievi nella Bi142 -
ANNO XXX 11' .
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blioteca nnnirna, nella Ri·oista militare e in altri periodid, si potrebbe dare un lunghissimo elenco di pubblicazioni a stampa ispirate dalla scuola di guerra. Ad illustrare la mia affermazione sarà utile citarne alèune per ordine alfahetico d'autore : . Brusati - 01·dinamertto d.egli eserciti ge-rmanico, austro-ungarico, france.~e ed italiano; Torino, Candeletti, ,1883. Chiala - Ltt guerra aust·ro-pruMriana del 1866: Torino, Candeleni, '1880. Corsi- Sommario lli 8toria ~nilùan; Torino, Ca5sone, 1866-69; ri fatto poi e ampliato in 3 volumi; Torino, Candeletti, 1884.. Guerra d'ftctlia dl!l .f 8(J6; Firenze, '1869.- Venticinqu e anni in Italia; Firenze, Faverio , '18G9.- Tcttiica; Firenze. Giuliani, '1872. - D1'-l SIWDÌzlO cl'intendenzn in g~tena ; lloma, Voghera, ·188~ oltre nnmerose c importantissime traduzil)ni dal tedesco, fm le a}tJ•e r.iuella !Iella GtMt•t•a francu-uennanica dello stato marraiore .1 nn prussia no, e pregevol i rnonografìe pubblicate nella Rivista militan~. nPIIn Nnova Antologia e nella Internat-ionale Jlevue. Corticelli - Jlfamtale d'm·_qaniw nàlitare; Torino, Camilla c Bertolero, 1892. Cosentino - Trctttato di {ortifìca.zione; 1Iodena, tipogr:llia sociale, ·1877 - Lezioni di sto·ria gene1·alr:; Torino, tip. Operaia, /
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1885.
Oabormida - Lep.ioni sullo scolgimento yto·rico dell' arti~ della guerra zn·ima della ,.,-volnzione. {mncest~; Torino, CandeletLi, 1874. Fabris e Zanelli - Storia della b-rigata Aost.a dalle origiai ai nostri tempi; Città di Castell o, S . Lapi. '1890. Fabris - Co1·so di sto1·ia generale; Torino, Casanova , -1894-. Manzi - l..e.zioni di topogmfìa; Torino, Roux B Favale, '1878. Marselli- at-iatn;enimentiddl8i0 -71 ; Torino, Loescher, 187·1 - La gnena e la st~a storia; ~I ilano, Treves , 11875 - Lnscienza della sto1·ia; Torino , Loescher, '1880-85. Moreno - Trattato di stor·ia 1nilitan~; Modena, Zanichelli , 187L - Mànttale di logistica; Torino, Camilla e Bertolero, '1886. Perrucchetti - Sulla dij'esa di alcuni valichi alpini e l' o?·dinamento militru-e tel'rito•riale delldzon~ di frontiera alpina; Roma , 1
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·Voghera, ·1 87~. - Il Tirolo; Roma, Voghera, 187-L - Dal' F1·inli · al Danubio; Torino, Roux, 1878. - Teat1·o eli gt~e1·ra italo-au~tro unyarico; Torino, Houx, 1878.- Lct pianura lotnbat·do-'Ve.n. eta ~ ie coste adt·iatiche; Torino, Ronx, 1878. - Del metodo neglt stttdt per la dife.~a dello Stato; Roma, Voghera, •1882. - La difesa <lello Stato ; Torino, Hou:-.., ·1886. Sironi - Saggio di geografict stmtegica; Torino, Cande·letti, 1873. Sismondo - Appnnti tl'o·rganica nvìlitm·e; Torino, Roux e Favale, ·1879 . Zanelli - Uom·ini di 91~erra dei tempi 1w.m·i; Roma , Vo.rrhera, ·l 887··1889. n Molti allri scritti, oltre i citati , aventi maggiore o minore .atti·nenza colle varie discipline professnte nella scuola di gnena si pou·ebbero ricordare, se si volesse porgere una completa bi~ blio"rafia; e più lungo ancora riuscirebbe l'elenco, quando SI serr;alassero anche le pubblic.nzioni, aff~tto indipendenti dalle n . l ·materie insegnate nella scuola di gqerra, ma che npetono a -loro orirrine dagli studi che in essa furono compiuti. Quan~o poi si rifletta, che 330:1 uffi cinli si appl icarono di proposito per alcuni mesi a studi eh~ altrimenti avrebbc:o trasandato , per concorrere alla scuola d1 guerra ; quando SI. a_vver\a che 1397 ufficiali (oltre ai 128 ammessi a corsi spec1ah) tra·scorsero un anno o più tra i severi e ordinati studi della scuola; e quando si noti, che 25 uscite dalla :;cuoia giit fornirono all'esercito italiano 9·13 ufficiali provati per virtù militari e per dottrina, devesi conchi udere ch e i frutti intellettual i e morali del supremo istitnt.o militare italiano sia no stati e siano per essere buoni e copiosi . Ma l'obbiettivo essenziale della scuoln d1 guerra non era ·propriamente l'incremento della coltura nell'esercito, che si sarebbe potuto consegui re anche con altri: mezzi. ma la preparazione di valenti uffì ciali di stato maggiore e di ufncialì atti agli ' alti comandi in el:'t relativamente ancor giovine. Come s'è ~~ercato di ra~giun gere questo speciale in-tento, e .quali difficoltà si dovettero superare '? Fin dal ·18153 nelloJ ~tato Sardo, dopo ampia e viva discus-
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sione erasi approvata una legge sull'avanzamento, che dav<> a~ Ministro della guerra ampia facoltà di p1;omozioni a scelta, di un terzo al grado di capitano, di metà a quello di maggiore, e intieramente per i gr·adi superiori. l motivi della legge erano stati chiaramente compend iati dal relatore gene1'ale Durando in queste parole: « Che cosa vogliamo stabilire con questa legge? « Noi vogliamo particolarmente fare in modo di avere capi gio· « -vani , energici,- per il tempo di pace, che servano poi per il .,· tempo di guerra ..... t'avanzamen to a scelta serve a dare ai « giovani d'ingegno e di operosita la faciiità di pervenire ai « gradi sup~riori nell'e'là della forza e del vigore ». La legge fu però raramente e in modi diversi applicata lìno al ·1867; però tutti' sanno, che l'ingrandimento straordinario dei quadl'i , causato dalle guerre per l'indipendenza e unitit nazionale e dalla formazione d'un grande Stato, supplì in pal'te alle cons·eguenze derivate dalla scarsa applicar.ione della legge. Dopo la guerra del ;J866, nella convinzione generale che con veniva r ialzare la coltura dello stato maggiore e _preparare uffi- . ciali superiori meglio addottrinati, era natnrale, che si invocasse seriamente il principio dell'avanzamento a scelta, stabilito dalla legge del ;J8f)3. Mentre però fino allora le promozioni afl'rettate dipendevano dall'Wtrbitrio del Ministro, con l'istituzione della scuola di guerra, cbe àiveniva meuo di preparar.ione e di selezione, si sancì il diritto di speciali vantaggi di carriera. a quelli ch e fossero muniti del diploma d'idoneità della s cuo l ~ . Da principio, nell'urgente bisogno di ringiovanire i quadri con nuovi elementi più capaci, si stabilì (R. Decreto :J :J nprzo '1867} che gli ufficiali dichiarati idonei negli esami finali della scuola ..fossero inscritti d'autoritit e per ordine d'anzianitò. pei primi sulla lista d'avanzamento per essere promoss.i al grado superiore, quando venissero a trovarsi o entrassero nel primo terzo degli ufficiali del grado e dell'arma cui appnrtene~n no, purchè non' si fossero resi irnrnerìtevoii di tnle favore per condotta; . e si· ag~iunse, che i_ più distinti Jra gli idonei potessero aspirare a far passaggio nel corpo di stato maggiore, allorquando fossero- promossi nella arma loro al grado superiore. Con lt. Dec'reto 31 gennaio ·l8TI, essendosi pure ammess1
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gue1:ra i luogotenepti di anigliel'ia e genio,~ si determinò, che per questi ufficiali' l'aver superato gli esami finali fosse soltanto un titolo di merito per la proposta d'avanzamento a scelta nell'arma loro. Però contemporaneamente si riordinò il trasferimento nel -corpo di stato maggiore, ammettendovi pure gli uf~ciali d'arti~ glieria e genio, e preserivendosi che gl i ammess1 tra quest1 .fosse 1·o promossi maggiori di fanteria, quando entrassero per an.ziimità nel primo terzo dei capitani di fanteria. ·Con R. Decreto :J7 novembre 1872 si modificò leggermente ,quest'ul tima disposizione, ordinandosi che gl.i ufficiali ~'arti alieria e crenio, i quali avessero fatto passaggw al corpo d1 stato ; 1aggiore,"' ac;Juistassero il d~ritto ad ess~r promoss,i a scel.ta- al .grado superiore nel ::.orpo d1 stato magg10re o nel! arm_a d1 fan. Leria, quando per la loro anzianità venissero a trovarsr od entrassero nel primo terzo degli ufficiali di fanteria di grado uguale . . :a quello di cui essi fossero rivestiti . , n vantaggio del terzo concesso tanto per t! passagg1o . dal .o-rado di tenente a quello di c.apitano, quanto per la promo1.10ne .dal grado di c::1pitano a quello òi mnggiore produsse notevole squilibrio nell'avanzamento ; perciò con . decreto 26 otto- •bre ·1876 si prescrisse che il diploma d'idoneità valesse solo per gli uf(iciali di fanteria e cavalleria per concorrere _al .vantacrO'io della promozione . a scelta a capitano, appena gmni.J nel 1e;:,eterzo dei tenenti della rispettiva, arma; e ch e 1· proposti· cl al ~ornando della senola, tanto delle armi di fanteria e cavalleria - quanto eli artiglieria e ganio, per il co~po ~i stat~ maggio~e fosse1·o comandati per un esperimento d1 set mest presso Il co· mando del corpo, compiuto il quale tirocinio dett~ com~nd~ ,farebbe la sua proposta al Ministero, classificando 1 cand1dalt ' con avve,.·tenza però che ~l trasferi1per ordine di altitudine mento avverrebbe soltanto dopo la promòzione a eap1tano . I vantaggi notevoli di carriera acquistati dagli nffkiali di linea ,usciti dalla scuola di guerra provocarono lagnanze non del tutto ·info ndate, sì per l'eccesso della concessione come pei · difetti .d'applicazione. Però col R. decreto 25 gi~gno ~1.882 si sostituì al vantaggio d~l · ter:w quello del quarto, e SI stab1h che gl i ufficiali '
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d'artigliel'ia e genio non proveni enti dalla scuola d'applicazioner che desiderassero fruì re di tale benefizio, dovessero passarenell'arma di fanteria o di cavalleria. Continuando l'allarme per i rap idi avanzamenti , cvn R. decreto 29 marzo 1885 si ridusse il vantaggio di promozione dal quarto al quinto per gl i ufficiali di fanteria e cavalleria. e si concesse ai Lenenti di at·tiglieria e genio di far passag;io col grado di capitano nell'arma di fanteria, allorchè per la ;ropria, sede di anzianità venisse a spellar loro la promozione a scelta in della arma. Questa restrizione non bastò ad attutire il malcontento. E con H. decreto 25 gennaio '1888 si modificò ancora l'ordinamento· precedente, riducendo al sesto il vantaggio, tmsferendolo alla promozione a scelta al grado di maggiore, e riservando al Mi-· nistro la scelta degli uf(iciali da comandarsi al corso di esperimento presso il comando del corpo di stato maggiore. L'ex- Mi nistro della guerra, . generale Pelloux, nel suo disegno· di legge sull'avanzamento volle dnre stabilità al provvedimento, che regola il benelizio di carrie.-a, eliminare le lflgnanze dcoli· ufficial i d'arti/ieria e genio ammettendoli a fruire dei medes i~i vantah"gi, e regolare il tt·asferirn ento nel corpo di stato ma•roiore. nn Il disegno di legge naufragò , com'è noto, pella question e dei limi ti di età; ma il Senato aveva già approvato gli arti co li seguenti, che giova sperare sa ranno c<Jmpresi nel programma futuro· della scuola d i guerra. · · « A1·ticolo 29 . - I tenenti ed i capitani di fanteria~ cavalleria, « artiglieria e gen io i quali ab biano compiuto con esito favo« revole il corso di studi al la scuola di guerra, o ne abbiano« superato gl i e~am i finali senza obbligo d'averne frequentalo i· c: corsi, saranno promossi a scelta al grado immediatamente su« periore, quando si trovino nelle condizioni di anzianità stabilite << dagli articoli 24 e 25 e sempre quando soddisfacciano alle« condizioni volute dall'art. 27. « Art·icolo 24. - Per essere promossi capitani a scelta i· « tenenti dovt·ann o trovHsi nel primo sesto del rispettivo ruolo· ~ di nnzianith. del proprio grado. .. « A1·tieolo .25. -Per essere promossi maggiori a s·~e ltn i capitani1
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« do.vranno trovarsi nel primo quinto del rispettivo ruolo di << anzianità del pr0prio grado . « A·r ticolo 27. - É condizi0ne indispensabile per !"avanza« m~nto a scelta l'esplici ta dichiarazione della Commissione « compilatrice del quadro d'avanzamento, che l'ufficiale p~r la c: sua coltura e per le sue spiccate qualità mil itari, morall ed « intellettuali è veramente meritevole di conconere all'avanza<< mento a scelta. « A1·ticolo 34. - I capitani di stato maggiore sono sr.elt i, giusta « norme stabilite da apposito regolamento, fra i capitani delle « armi di fanteria, cavalleria, artigl ieria e genio. i quali abbiano « compiuto con distinzione i corsi della scnola di guerra , ed « abbiano effettivamente comandato almeno per nn an:1o nella « propria anna col grado di capi tano una compagni a, uno sqna« clrone o una. balleria. 11 A1·ticolo 38 . -· l capitani di Stato maggiore, sempre quando « wddi~facciano alle eondizioni volute ùall' nrt. 27, sono pro« mossi maggiori per· tu rno di anzi anitit nell'anna di prove« nienza ed eccezionalmente nel corpo di stnto maggiore, quando « si trovino nel ·l· C[uarto del ruolo genernle di anzianitit dei « capitani dell'arma di fanteria , senza pregiudizio del diritto che « potrebbe loro spettare di essere promossi a scel ta nell'arma « di provenienza per effetto del disposto dall'at·t. 29. » L'ampia discussione avvenuta nel Senato itali ano nelle t~ r~ ate CJL 9. ~ r.>'"'1· 9.8 febbraio :J e '2 di marzo •1893 chmmce ,;,J t> , .aJ !J• , .-a ' del 9.·:> i mctivi di questi provvedimenti, che mirano a conciliare ~li interessi individuali dell 'anzianitiL cogli interessi generali dcll'eserciLo, forse con maggior riguardo ai primi che ai secondi. Per,~h è meolio si conoscano ed apprezzino i t·isultati della scuola di oue~ra in ordine a' suoi rlue principali obhiettivi, ossia al corpo di· stato maggiore e all'esercizio degli alt1 comandi, sarà opportuno aggiungere <l; ncora qualche indicazione statistica. Attualmente il corpo di stato maggiore è per lllttero composto di ufficiali che passarono per la tralila della scuo la di guerra, tranne alcuni pochiss:mi che nei primi tempi dell'istituzione venner·o direttamente trascelti dall'arti glieria e genio nei ;,.J•J
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LA SCUOI,A OI GUERI!.A
LA SCUOLA Dl GUERRA
gradi di capitano e maggiore. Invero in .25 usci te dalla Scuola (•l 870- 1893, ricordando che fu doppia nel 1890) furono proposti per lo stato maggiore 359 ufficiali> ossia .J4.0 capitani, 480 tenenti e 39 soltotenenti, dei quali ci rca 300 · furono etTettivamente . trasferiti nel corpo medesimo. Questo egregio numero di ottimi uffi ciali, passati per tante depurazioni di esam·i e di specchi caratteristici, as:::icura al corpo di sta to ma~gi ore un serio e :;olido valore, degnissimo della fidu cia del paese, come <tppunto au"u~ ravano .1 fon datori della scuola di guerra. Quanto aii'E>sercizio degli alti comand i, basterà l'ilevare, che degli ufficial i l i quali compirono il corso della scuola, ben 17 sono già pervenuri al grado di generale (tra questi il "enerale Arimondi di recente promosso per la bella vittoria di A~ordat) , 90 a IJUello di colonnello. parecchie centinaia a quel di ten ente ~olonn e ll o e maggiore. Degli nfliciali dell'antico corpo di stato m~ggi?r~, e h ~ seg ui~·o n o come capitani o Lenen ti i corsi• ~pe!;iali der prrmr ann1, 22 frgurano nel ruolo dei generali - parecchi oi:1 comandanti di .tliv isione - e 25 in quello déi colonnelli. Se teniamo anche conto degli unìciali scelti dall'artialieria e <:>nen io per .lo stato maggiore ne' primi tempi dalla scuola di guerra, quasr consel{nenza clell'istituzione, iiOno 30 i generali e 3 ·~ i colon neli i. Aggiungasi infine' che TI ren"j menti sono onergi l'>F.I comandati da ufrrciali che compirono gli studi della scuola di guer·ra, molti dei qu:rli prt~staro no po.i per luncrhi anni servizio di stato maggiore. n Ed ora, dopo quanto sia mo venuti fin qui dicendo, dopo llltle le indicazioni for·nite, non è e)!li lecito nutrire ben fo ndata speranza, che l'esercito nostro, quanrlo fosse costretto a scendere in c~mpo, sarebbe governato da capi valenti, non solo per devozrone alla bandiera, per prodezza e per pratica del mestiere, ma anche per alta dottrina mi litare '? «Alla f'ormazione di buoni utlìciali per la ìnilizia di terra e di « mare e precipuo fond amento, ma solida ed elevala coltura. ~ « L'esercito e l'armata saranno potenti, temuti e vit.loriosi, se la « la scienza ne ~uidi ed !llumini sempre la disciplina ed ìl va« lore. » Co~:i diceva, e ben issimo dice\'a, l'onorevole Mestica alla
Camera dei deputati, discutendosi il bilancio dell a · guerra nella . tornata del 15 giugno •1893. E veramente se la dottrina, sopratullo nei capi e nei loro rmmediati coadiutori - la dottrina accoppiata con quelle eminenti virtù del carallere e dell'animo, al cui sviluppo tanto contribui:;cono i seri studi - è stata necessaria nelle guerre di un passato recente, essa lo sarà più che mai nelle guerre future. Come la K1·iegsakademù di Berlino fu tanta parte delle vittorie prnssiane, e cosi largo contributo ha recato alla gloria ed alla potenza germanica, possa la nostra Scuola di guena ess~re un oiorno altrettanto benemerita delle armi e della grandezza d Ital ra. l'l
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LA PRESA DI SUSA PRECROUTJ\ DA lll RAPIDO SGUARDO SULLA C.tMPJ\GNA DEL 1600 H PIEMONTE
CAPO II.
L'impresa di Susa SOM)JARJO: - llrepa.ratil'i di Catiuat e dnl Du . ·. • c la difesa di Susa. - Hiluttnnza de•rJi a~ d~ SavoJa ~er I_ attacco sciare la po·· · austro-1spanJ a IaSJZJOne t.:entra.Ie d'aspetto "'(\[o' eatl · . . soste"' d' s . ' · nca1Ieri) e ad accorrere a .,no l usa - Mosse di Catinat er 'l l .. di Laney per il colle dJ Ses tr' ~ . P l col e delle F mestre e ICles sopra Susa - Utac d l delle. Finestre e della Gittadell d.1 S · . ' co e colle Memorie di <.;atin·~t D a . . usa. - Pat·t~eolari forniti dalle ' ' . ocumentl mediti di parte - . t mettono di compensare e rettificare l'ins "" . . nos t·~ che per..... u.wc1enza ed mesatte a. . . d Il 1 e e puvv JCazwni precedenti rnettend . "d zz dal Duca di Savoia per ~occorrere os~:aev~deni~a .tutt_i i ten~ativi di <.:ooperazione da parte de"'li alleati aust . . contmuo rifiuto
f~tti
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, ro-1spant.
L'attuazione della p t ta S da C· t. t un a sopra usa era stata preparata a llla con tanta cura e previdenza da t per qualche tempo il disegno dell'impresa las . endere cedlato che l'e:sercito , · · ~LU . d asse a porre i quartier· 'd;. Clan o ere ere 1 fìnat · 11 mverno nel Del~· .e~ ne o stas~o tempo, da agevolare effettivamente quest ulttma operazlOne nel caso che non . d ' n uscen o l'irn _ S presa. sopra usa, fosse stato conveniente di ...· ver o a. s:eruare di là dal .l\ fonginevra. portat::>l da v-
~Il mmtstr~ Louv~is . (l ), dubitando che Catinat non po- .. e,se tenere l quartten d'inverno a Racco . . t mgl, e non eredesse d· l po er attaccare la piazza di Carmagnola, gli aveva t
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(f ) .lfèmoi·t·c.1 di . Catinat, o p. ci t. (l
ettem in cifra da VersaHJes -IO settornbro) .
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già espresso il desiderio che non si perdesse l'occasione dt occupare Chieri e Bene ed altri siti dai quali si potesse presidiare ·Casale. :Ma la resistenza ad oltranza incontrata fra le forli popolazioni del P iemonte ad il timore di vedersi nell'inverno interrotta dai Valdesi quell'unica strada (l) che costeggiando le loro montagne lo coll~gava par Pinerolo e l'alto Chisone colla F rancia, lo indussero ad insistere, con prudente consiglio, nel partito che abbracciò. Tutte queste circostanze però , delle quali qualche cosa naturalmente trapelava nel pubblico valsero a dar credito alla voce che l'esercito di Catinat andasse veramente a svernare in Francia. Fino dal 10 ottobre si era uominciato lo sgombero d:ei feriti e malati da Savigliano e Salu.zzo per Pinerolo su Gr enoblc.
(i ) Catinat :tvea ralrorzato con fortilicazioni imPrOI'I'isnto tutta. la valle del Chisone, circondando di muraglia i villaggi dell'alto Pragelato, ed elevando delle ridotte alla. Balma, n Bee Oa.uphin, a Pct·os:t, a Pina.che e sull'altopiano della Turina, affidandone la difesa a compagnie fmnchc reclntate nel paese. Feee inoltre improvvisare delle ridotte a Fenestrelle, $ e Yenucro poi, tre anni dopo, bruciate d<tl prlnci(>e Eugenio. Conviene qui ri cordare che nel ·1690 non e~istevano ancora. fortHìcazioni permanenti a Fenestrelle. Sol o dopo l'attacco fattovi da.! prmc;ipe l~ugenio nel iG93, Catinnt, che aveva in q uella occasione dovuto ahbandonare il fondo della Valle e la strada, ma si era mantenuto in minac~iosa. posizione eli fianco sull'altipiano fra l'nttualc Forte delle Valli c l'Orslera, (altop iano che prese da allora il nome Ili P rato di Catinat) pensò a. sbarrare in modo permanente il fondo della valle, con tro chi tentasse di rimontare il Ch isone. Si cominciò allora la costruzione del forte Mutin del qu:~le ancora. ~i vedono le grandiose rov~ne sulla r iva 'd estra elci Chisone. Era desso costituito da un pentttgono regolare bastionato, pedantemente applicato come si sarebbe ratto in pianura ai llnnchi di un contraiTorte del versante destro, secondo un disegno venuto da Parigi, e domln~tlo tutto ail 'intorno dalla. montagna ripida ma non del tutto inaccessibile. Vauban, visitato questo forte nel 4700 scrisse il t8 dicernbr~ a Louvois • la piace quc j'y ai trouvéo rr.'a fait tleu•·. (Vedi Lcs l'allées VaudOises, op. cil. pag. 268.) Nelle già citate Memorie di Cntinat che ne danno un bel disegno a pagina t21, tomo l, si aggi unge che Vauban trovò cosi catti ve lt nellc rortillcazioni che pensò di chiedome al governo Ja demolizione, ma poich é vi si erano gin spesi più di duecento mila franchi propose di fortificare tutte le montagne circostanti conservando il forte Mutin come piaz~a d'ar me. Dopo il t7i3 essendo la valle del Chisone stata ro~utui ta alla casa di Savoia, vennero e>tese le foruncazioni sulla rìva sinistra a demoli t.o il forte sopra noiOinato. Ho creduto dare tutti questi particolari percile il giovane lettore non fosse trntto in errore dal vedere nelle cita te carte del tempo segnato Fenestrelle come posto fortificato.
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Seguì poi, alla stessa volta; fino agli ultimi di ottobre lo sgombero dei magazzini di grano e foraggi, e dei grossi equipaggi dell'esercito. Ai 29 di ottobre fu fatta partire dal campo di Racconigi, g iit sbarazzato dei feriti e doi malati, quasi tutta l'artiglieria scortata da un reggimento. Il 30 le truppe di Catinat abbandonavano ~Racc011 igi dopo avere incendiati tutti gli accampamenti; cosa che nou aveano ancora. fatto in alcun altro accampamento di quell'anno, e che rivelava il proposito di una partenza definitiva.. Movendo su tre colonne, seguito da una brigata (Grancey) di retroguardia rafforzata da 4 cannoni, il piccolo esercito si avviò il 30 a Laviano, ove soggiornò il 31. Indi proseguendo nello stesso ordine passò il Po a Cardè il 10 novembre, cacciando le milizie pétesane che tt~ntavano contrastargli il passaggio del nume, e ·! accampando aéi Anvise fra co~tinue scara~u~cie. Conti~uò il 2. a ~a~·zigliana, Ansasco, M1randola e S. Secondo, ne1 press1 dt Pmerolo. T utta questa marcia, fattlt in mezzo alle ostili manifestazioni della popolazione, fu sinistramente illuminata dagli incendi di Anvise, di B arge, di Lucerna e di tutti i cascinali · che s'incont ravano lungo la strada. Quegli incendi parevano l'ultima disperata vendetta di nn esercito cost1:etto a.d abbandonare un paese indomito anche in mezzo alle rovine fumanti; ma essenzialmente tendevano a distrarre l'attenzione del nemico dalla nuova impresa, dall a 6' pun t1~ta offensiva, che doveva chiudere quella campagna colla. presa di Susa. Quel ripiegamento di tutte le forze francesi attorno a Pinerolo destò i! sospetto nei nostri di un tentativo sopra Sus9., al quale avrebbero anche potuto concorrere le truppe francesi che allora avevano occupA.ta la Savoia. Il Duca, che già aveva predispostt: a. difesa di Susa le milizie del paese, il reggimento di Cbiablese ed un reggimento di r ifugiati fra ncesi, sollecitò ed ottenne dagli a lleati l'invio di un rinforzo di truppe regolari , a lla. · stessa volta e propose che tutto l'esercito avan~asse daLla .posizione in cui si era fino allora tenuto. E poichè dalle posi-
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zioni attorno Moncalieri non potevasi arrivare in tempo nè a soccorrere Susa nel caso cbe venisse attaccata pei monti di Val Chisone o per la valle di Oulx, nè ad impedire. al nemico di correr e da Pine1·olo per Cumiana e Trana ad Imboccare sopra Avigliana la valle di Susa e risalirla; ~l Duca , insistette fino dal primo d;i no·vemb,·e perchè l'eserClto movesse subito cla Jfoncalie,·i su Riroli. .Ma i comandanti delle truppe imperiali e reali frapposero dapprima mille diincoltà ad ogni mossa, yoi ~vanza~ rono poco ed assai lentamente; infine, quando il pen colo s1 palesò ,maggiore attorno a S usa, non s'indussero che ad a:..anzare picr.olissilll<L par te delle l~ro for~e ~ Bussoleno, .e continuarono a tenere il grosso ne1 prsss1 dt S. Ambrog1o <'\ Rivoli; non mo:.;trandosi pronti insomma che in una. sola cosa nel contraddire cioè il Duca in ogni proposta d1 offensi va, come chiaramente risulta dai documenti che pit\ . . avanti esporrò. Intanto Ca.tinat ultimava i suoi appareooh1, regolandosi per modo da lasciare nel dnbbio fino all'ultimo ~?~ento il nemico e r.iserbandosi a portare con grande celenta 1l suo colpo per il colle delle Finestre s~pra Snsa: sussi~~ato da una seconda colonna avviata per Il colle d1 Sestneres ed Exilles alla stessa volta. Oatinat aveva per tempo provvedut-o al migliorament~ della stradtt. del Sestrièros e della valle di Oulx, facendo~1 lavorare 400 c0ntaclini, e dopo avere fatti s-filare ~er tl .M:onginevnt verso il Delfinato i malati e le gro~se lmpedimenta, uominciò ad avviare il reggimento clt B orb?n.e per il collo di Sestrières e clu~ b~~taglioni a scorta d1 9 cannoni (da 18 libbre e da 16) duect1 verso Susa. . · Per. la stessa via marciò poi il resto della colonna (altrt tre reggimenti almeno (l) di fanteria) agli ordini del ge(l) lllanC<\ una ; ituazionc precisa delle tmpJHl francesi, rna per qu~n lo si può dcdurre da par<:cchi cenni r:~ccolti qu:~ e !;i il gencrnle l.arrtly mosse per la vali~ d1 o."lx con qunttro reggimenti appartenenti a\In brigal.'l ?rancey (che q ual~h-~ me.e, p~ m~ contava cinque r eggimenti) c Catinat t.en ne con so le brl.galc ~~ la Sa11: e ~~ A.·.~~~~ che dalle situazioni di qualche rncse prima con t<•vano nspett11 ament.c .' ~. ~ . 1t:l!o1 menti, ma che do"evano, al momento di cui. si tratt~, c;se~c stat1 dunmu•ll <h forza c rilloW assai probabilment e a (JUalii'O regg•menll cw.~•:un.l.
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nerale De Larrey, diretti per Oulx sopra Susa. Dietro a questa stessa col~nna dovevano marciare tutte le impedim~nta ed_anche 1l grosso bagaglio dell'altra colonna (due b_ngate d1 fanteria, probabilmente a quattro reggimenti c1ascuna, e tre reggimenti di cavalleria) che ao-li ordini di Ca tinat era diretta da F enestrell e per colle delle Finestre sopra Susa.
ciando i Barbetti da Lucerna dove non lasciò in piedi una
Era sta.b_ili~o che. quest'ultima colonna giungendo a Fenestrel_le v1 s1 mumsse di viveri per quattro giorni e di foraggio, alleggerendosi delle impedimenta per attraver sare la montagna. • Circa la marcia della colonna De Larrey, non ho trovato che una svia data ed è quella del suo arrivo sulle alture f1:a Chiomonte e Susa (al passo di S 11 sa) nel mattino del gwrno 11 novembre. Tenuto1 conto però della lunghozza del_ yercorso, circa 60 chilometri, da F enestrelle per il Sestneres ed ?ulx al passo di Susa., si può ritenere che questa colonna abbia dovuto precedere dì almeno un paio di o·iorni 0 quella .di Catinat giunta il 9 novembre a 1!-.enestrelle. 0oll~t quale ~recedenza non solo poteva mettersi in grado eli operare d1 conserva sopra Susa, ma concorreva, col seo·uire :fino a ? esana la via già battuta nei giorni precedenti dai malati e da altre impedimenta dirette nel DelfinH-to ad acc~editare s~no ad un certo punto (l) la voce che' l'armata nentra.sse m Francia, o per lo meno che nulla volesse tentare per il colle delle Finestre allora coperto di ne~. Catinat continuò a mascherare il suo disegno, non movendo fino al mattino dell'8 novembre il grosso delle sue truppe dai pr~ssì di P inerolo. E per agevolare l'impres.,a aveva anche g1à cercato di distrarre l'attenzione dei Valdesi, mandando all'alba del 3 a L ucerna un distaccamento di 2?00 ~omini con l'incarico di finire di bruciare quella città; diversiOne compiuta dal Feuquières col massimo rigore cac-
UJ Come cisulta da lla Helazic>ne di parte nostra un mo vimento dì trupp, Chlsone fu segnalato fra il G cd il 7 novembre al quartiere generale del Duca ed appunto poteva riferi rsi ali:~ colonna Oe Larroy.
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sola casa. Ma nessuna repressione poteva domare quegli Ìlll,pavjdi, e quando nel mattino dell'8 Catinat iniziò la marcia della sua colonna da Mirandola e S . Secondo sopra P erosa, appen a ritirat i i posti che nei giorni precedenti erano stati collocati sulle alture fra Mirandola e S. Germano per tenere in freno i Valdesi, furono visti quei montanari scendere in frotte a coronare le alture, e perse g uitare fino a Perosa la colonna francese, la quale, per confessione di Catinat perdette in quella marcia più di sessanta soldati e molti cavalli. .All'alba del 9 la stessa colonna proseguì. su F enestrelle. Catinat che con tava di sorprendere in quella stessa. sera i difensori del colle delle ]'inestra, si spinse innanzi con una avanguardia di 700 ad 800 uomini, attraversò la cit~ e, Heguendo la via mulattiera che per il colle delle Fmestre mette a. Susa, giunse fin da mezzogiorno « i1 un petit vil« lage ( l ) au dessus de Fenestrelles sur la droite en tirant « au col de la Fenestre ». F ino a quel villaggio avanzarono pure nella stessa giornata del 9 · le brigate d'Artois e rle la Sarre, che vi si accantonarono. Dal villaggio, e cioè presso a poco ad un'ora e mezza di
(l) Due mu lattiere meLte~ano lino d'allora da F_enestrelle a~ colle delle Fi~e~tre p.~sand~ l'una per il Pequcrel, l'altr!L per Usseaux. Da 1nformaz10nt raçcolte sul Sito la prnnn clt queste (cho seguiva da vicino, in buonrt parte, il .tracciato della rotabile ~he or;t mette a quel colle) passava sotto l'attuale ()atteria di Serre Marie, ove_ trovavan~' alcuno~:aso, ora rovine, denominate del Claus o eli Fè Gautìer. Su questa v1a che _m1 pare do1:esse e3sere prefe rita 'la Catinat perche più al coperto rì>Petto alla sorveglianza de1 difensori delle Finestre cttc non quella di Usseaux, si impiega un'ora per anrlare da Fenestrelle nt vi llaggio del Puy, ';. d'ora dal Puy al Pequerel, t ora 'li dal Pequerol _al eolie delle Finestre, 2 ore c •t. dal colle a Meana, a;, d"ora da Meana _a St~sa. I Vl llaagi ciel puy e .Pequcrel dove probabilmente pernottaro no le truppe d1 Catmat dovcva~o essere più ampi a quel telllpo, poiché in seguito al dillosctunento ed alle valanghe che ne seguirono nei due secoli ora scorsi parccc.hìe case ne vennero ~·strutte. La mulaltiera che passa per Usseaux é designata dal Bonrcet (che lllustro questa regione verso la moti. del secolo scorso! co me praucabile ai cavalli come la Più fre. quentata per anelare (in quattro ore) dalla valle dt Pragelato a Susa. È probabile che pe1· il Pcqucrul sia passata la fanteria e per Usseaux l<t r,avallena che segni la colonna a due giornate di distanza.
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distanza dal colle, Catinat, dopo aver preso tutte le precauzioni necessarie a favorire la sorpresa, mosse a sera all'at' taçco, traendo vantaggio dalle tenebre e dalle stesse nevi, che con altezza di oltre mezzo metro coprivano la montagna nelle adiacenze del colle delle Finestre fino a più di mezz'ora di distanza. La via seguita. da Ca.tinat, come r is .lta. dalle sue memorie, era. quasi impraticabile per le nevi, specialmente poi disagevole nella discesa verso S nsa, ripid~t e lunga. Il colle delle Finestre, alto 2200 metri sul mare, era coronato in cresta, sul fronte rivolto alla valle del Chisoue, da un tr inceramento chiudente l'insellatur • e la via per dove era necessario passare, fìanche~iato da buone ridotte, per modo che, al dire d i Catinat, se i difensori vi avessero tenuto solamente 400 uomini, sarebbe stato impossibile alla sua armata di passarvi; e Catinat stesso confessa a·vere calcolato che q uel pa;;saggio g li avrebbe potuto costare maggiori perdite cho non l'assedio di Susa. Non risulta in modo pr eciso quale fosse ìa forza lasciata dai nostri a · guardia del colle delle Finestre, nè il còmpito .fissato al comanda.nte di quel posto, ma dai d ocumenti iuediti che mi riservo di riportare più. innanzi, credo poter dedurre che il comandante le truppe mobili a S usa, non avendo che 1400 uomini per la difesa attiva, e dovendo guardarsi da parecchie parti, e specialmente verso ·Chiomonte da dove l'attacco nemico, favorito da una strada rotabile ed appoggiato al vicino for te di Exilles7 poteva irrompere colle tre ar mi riunite e con mag gior facilità e sicurezza, non abbia mandato che un posto d'osservazione al colle delle Finestre; e, probabilmente invece dei_400 uomini che Catinat repnta.va necessari e sufficienti ad una difesa ad oltranza del posto, si sarà limitato a mandarvi un piccolo ripa.rto, probabilmente un plotone, ed anzichè esigere , una difesa ad oltranza, avrà ordinato al posto di limitarsi a sorvegliare il nemico, fargli perdere il maggior tempo possibile, ma non compromettersi se attaccato da f?rzo sproporzionate e ripiegare verso Susa, facendo sosta, quasi a
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mezza strada, al Colletto, ove era stabilito ~n altro_posto, d_i rinforzo, in posizione a migliore portata~~ pr out1 soccors~. Nelle memorìe di Catinat, le sole che d1ano qualche _par.mort1, ne . lar·e sull'attacco del colle non si accenna nè a . t lCO .D . feriti nè a prigionieri fatt,i in quell'attacco, ma s1 n en sce ~'occu~azione del passo con queste semplici parole: . « Cat.inat s'eu saisit le soir du 9 avec pau de res1st~nce « de la part, cles ennemis qui se sauv~ren~ et nous la1sse: « rent les inaitres de ce poste. On y etabh~ une garde q~1 « pàssa la uuit assez mal, puisg:u· il ~ . ava1t deux et tro1s « pieds de neige à plus d'une heue a ~a ronde. >> . • Tutto fa credere che quest.o colpo d1 mano abb1a sorpreso alla sprovvista la guardia del ~olle_ e sia stato com. to eia Catinat colla sola vanguard1a eh 700 ad 800 uopm · h ·1 mini ; ed infatti è detto nelle sue memone c e 1 gr~sso non arrivò al Colle delle Fim!stre che llf'll s e~uente mattm.o : « le 10 à la pointe clu jour on marcha dr01t au Co~ de la <.< Fenestr e on toute l'armée fut surprise de se voir, cet .: endroit étant reputé impraticable ». . Nella o-iornata del 10 Catinat scendeva colla vang~a.rd1~ , o ove d 1'stribuite alcune compagnie in diversi post1 , ~ · d 1 a JJMeana, a guisa di fer ma ta protetta, stette in attesa . dell'ar nvo e suo a-rosso che sfilava per il Colle delle Fmestr~, e della colo;na condotta da L array per il colle di Sestnères e la valle della Dora verso Susa. Da Meana. Catinat mandava, il 10 a sera, d~e . com~a gnie per r iconoscere se la colonna_ di L~rray s1 fosse impadronita del passo di Susa o de1 . post1 . (Mad onna della L osa e Barricate di Chiomonte) pe1 quah Larray . dove;a passare. Ma quelle due compa.gnie, essend.o partite (l) ',a notte chiusa, furono anestate m un rovesc10 della _monta.·na da una compagnia dei nostri. F orse erano gh stessi : ostri soldati che, come accenna il Saluzzo si eran ripiegati sulla loro compagnia posta.ta al Colletto.
(l ) .11e1nori e Culinl•t. Oliera citata. 143 -
ANNO XXXI X
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« On cria qui vive plusieurs fois de part et d'autre sans se répondu. Les ennemis qui occupaient ce poste « crurent quelque temps qne c'éttl.it de leurs troupes~ mais « nos grenadiers ayant en:fin r épondu : vive France ils fu« rent chargés de v1ngt si~· coups de fusi! et de quelques « grenades. Quelques- uns tombèrent, et plusieurs officiers « furent blessés. Le capitaines, qui n'avaient ordre que de « s' informar si M. de L array et ses t roupes occupaient ce « poste, revinrent dire à Catinat que non. » Quella compagnia dei nostri, arrestando la. ricognizione notturna delle due comfagnie francesi, impedì va ad essa di aver notizie della colonna di Larray la quale er a. ben vicina, poichè appunto nel mattino seguente, 11 novembre, fu vista da Catinat apparire « sur les hauteurs en deça, sur « la gauche du pas de Suse, en venant de Chaumont. » Mentre le due compagnie francesi ritornavano al loro campo presso lV!eana quella nostra compagnia :t:ientrava a Susa, richiamatavi dal marchese de la Pierre, comandante la difesa avanzata; il <J.nale aveva riceV).tto l'ordine di ritirare i posti, lasciando solo in Susa il presidio del forte (330 uomini) e ripiegare colle truppe mobili su Bussoleno, cosa che effettuò nel mattino dell'H senza essere inseguito, e trovando por strada un distaccamento fatto avanzare da B ussoleno per protegger e quel ripiegament-o. Giunto a questo punto credo opportuno riportare qui la esposizione dei fatti successiv i quali risultano dalle memorie di Catinat, riservandomi a farla seguire da quanto risulta dai documenti inediti di parte nostra. « Alle ore otto del mattino dell'H tutte le truppe della colonna di Catinat, (eccetto i 3 r eggimenti di cavalleria Mestre de camp, Grammond e Laland, che vi arrivar ono il giorno in cui la piazza si arrese) si trovarono riunite a Meana. Contemporaneamente la colonna di Larray appariva sulle alture del passo di Susa, ed era tosto presa di iuira dalla Cittadella (forte di S. Maria) con più di trenta . volate di cannone che non prodl;lssero alcun danno . « Catinat, che fin dall'alba si era recato a riconoscere <<.
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Susa sulle alture, che presso Meana la dominavano a t iro di cannone, vide nello stesso momento uscire dalla città ·due battaglioni, due squadroni e molti equipaggi; e ne dedusse che il nemico sgombrava la città, sprovvista di ogni mezzo di difesa. » Erano appunto i reparti della nostra difesa avanzata. che ripiegavano sull'esercito del Duca. Larray intanto, raggiunto Catinat, confermava che i nostri .avevano abbandonato anche il passo di Susa !asciandovi due falconetti, archibugi, moschetti e quantità di altre armi .con molte munizioni da guerra.. Catinat, presi con sè i granatieri, marciò direttamente sulla città che aprì le porte. I sindaci gli portarono le chiavi. La Cittadella raddoppiò il suo fuoco ~ulle truppe attaccanti, · e tirò qualche colpo anche sulla città; ciò che provocò la ,minaccia di Catinat al governatore della cittadella di passarlo per le armi se continuava a tirare sulla città. L e tre brigate francesi scesero allora (da Meana} lìno alle piccole borgate attorno a Susa. La rimanente parte della giornata dell' 11 fu passata dai francesi in ricognizioni e nei provvedimenti per la sicurezza della città, mettendo anche guardie avanzate in direzione di Bussoleno. Nella giornata del 12, preparate fascine e gabbioni per la trincea e le batterie, verso notte fu aperta la trincea, impiegandovi parecchi reggimenti. Vi furono due attacchi ed il lavoro fu spinto fino a 50 passi da un'opera rivestita di palizzate e di cavalli di frisa che copriva la porta della Cittadella (l }. (i) Oltre alla tavola H degli allegati ~ralìci al v l I'Oiumo delle Campagne del Princitle Eugenio citaLa a pag. iO il lettore Jluò fin d'ora consnltar·e per farsi una idea 'delle condizioni della cittll.della di Susa. i sci documenti allegati a questo sturlio e riferentisi : a) al consiglio di guerra nel '!naie fu decisa la cal>ito la~io no; /1) al diario ùell'~sscdio cotnllilato dal governatore di Susa e tendente a giustlflc:ue la sua condotta ·CO n mo lti particolari interes~<tnti ; c) alla cavi tolaziono (copia del testo originale); à) alla situazione de l forte di Stu~ . reda tta ancho questa <ial go vernatore rlì Susa ed interessante so tto parecchi aspetti, ma evidenternente un po' esagerata sul com puto <l ello forze necessarie per una buona rlife:;a; e) al parere dato nel {666 dal generale
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Nella stessa notte da112 al 13 fu impiantata una batteria. di due pezzi da 16 che tirarono con poco successo contro la cittadella, la quale fece fuoco quasi continuo per tutta la notte, ma non scoprì le batterie francesi che all'alba del 13, dal quale momento tenne sempr e i cannoni puntati su queste e sulla grande strada di Susa. Le bombe di due mortai co"llocati in basso e non visti dalla. c~ttadella ~ecisero il cofandante di questa, a chiedere di v~ nue a pattl. Stabilita la capitolazione nei termini che riporterò più. avanti, il presidio uscì dalla cittadella il 14 a ò ore di sera cogli onori delle armi. T utto questo avveniva, mentre come è scritto nelle memorie di Catinat « l'ar~ée du Due de Savoie campée, en « partie à vue, derriere cette ville, . la laissa prendre sans « gu' el)e parut avoir envie de la défendre. » Catinat, giudicando dalle sole cose vedute, sc~iYeva quelle amare parole. Ma la realtà era ben diversa. d':ntiglieria ~lorcllo in tomo alla piazza di Susa, estratto da un \•olume manoscritto(} corredato (la una interessante pia nta dì Susa c della sua cittadella, pianta che se non r•snlt<•. g~ometrica~cnt& molto esatta, como si può rilevare dal confronto di essa coirecenti nlev_nm~n.tl fatti CO~! !.,,,·~letta . pretoriana alla scala di i: iOOOO, ser ve però a porre bene m nhevo alcum parLacolara, essendo delta 11ianta, approssimativamente a s~la di l : !000; f) Rnnlmcnto un rlisogno prospettico di detta piazza ricavnto d~l1 opera T lleah·um Statuu11~ Regie Celsituainir Sabauàie àu;;is Pedtmonli P rmcipis (A~sterdam_ t~). Quest'opera piuttosto rara pubblicata appena otr.o anni prima dei fatta che r1u• sa trattano, olTre una imagine abbastanza precisa della cittadella e dell mura di Susa e consigliorr.i il lettore, ove lo possa ad esaminare il flise~rno ori<>inalee non potendo io •rui Jlrcsentare che uno schizzo informe, da me tratto daU'opera"stess.~ conservata nelhl Riblioteca dct ne in Torino. La carttt al i : 50000 e quelle a r.aù grande scala del nostro stato maggiore permetteranno al lotto re colla scorta eli questi documenti di rendersi esatto conto delle difese di Susa nell'anno l690. Per comoclitia d~gli stntl;osi ho introtlotto nella pianta del Morello alcuni dati ipso~etnca esp a·•menta nlteue In metri sopra il livello del mani. Da qne>ti dati il lettore l'Ilevera a colpo d'occh io come la citt(ldella dominasse la cittil. wn un c;omando rla so ' " . 90_metri ~il'ca, <l ll;t rlistnnzn di GOO metri d;ll r.astello \'ecchio e dalla. porta Gallica, d l ;,~o metn dalla Porta eli Torino. di a~O metri dalla porta Sabaurlica. L~ stessa ci t tu - " della po i~ H cui punto pi,·, :tlto cnt sitlJato <t 585 metri sul mare po teva essere battuta con doa~ lll H) rh qualche rnotro dai punti cl•lminanli delle alture della llmnetta che m d n·ez1~ne cll OO!'it-ovcst cri <t clistanY.a di circ;t 600 metri presentano l'altituclino t1i :>?O me trt mcnt,·o anche IL nord-est rlella èii.I:Jt lella, ;t so li 300 metri circa da questa I'J.Cscono \)l'esso che rli li vello c-olllt medesima, nel punto o ve fu poi eretta la ridotta da Catmat.
LA PRESA DI SUSA.
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L e truppe che Catinat aveva potuto scorgere dalle alture presso Susa non erano che un'accozzaglia di sette ba't taglioni appartenenti a tre eserciti diversi (e cioè: 2 battaglioni cesarei, 2 del Re, 2 del D uca di Savoia) circa 3000 uomini in tutto, mandati fino dal 7 novemb're a Bussoleno (ad 8 chilometri da Susa). Dietro a questi erano giunte il O novembre truppe del Duca di Savoia a S. Giorio, a due chilometri più indietro. Ma il grosso e cioè tutto il resto delle truppe I. e R . era rimasto immobile a S. Ambrogio, a 25 chilometri -d a Susa, e, per quanto Vittorio Amedeo avesse con somma .energia e ri petutamente insistito per attirarle ad un'azione ·controffensiva, non si mossero di là. Vittorio Amedeo sebbene sovrano e guerreggiante nel proprio territorio non aveva che un' apparenza eli comando sulle truppe alleate, le quali · di fatto non-movevano se non .dopo che i rispettivi comandanti, cioè il ]'uensalìdft per gli spagnnoli ed il Louvigny per gli imperiaLi, non avessero con-sentito nella loro cooperazione . . Su. questi pertanto come sull'austriaco De Vins nelle guerre , del Nizzardo, come su Amlr ea Doria nella infausta impresa ,d elle flotte cristiane alla Prevesa,. e non su Vittorio Amedeo II ricade la responsabilità di quei fatti. Ed il lettore se ne potrà convincere leggen,do attentamente la « Relazione sulla presa di Susa )) il cui mano- . -scritto è conser vato negli archivi di Stato di Torino (l ) e che credo prezzo' dell'opera l"iprodurre qui integralmente .anche a costo di obbligare con ciò il lettore a rileggere qualcuna delle cose già e.:;poste. Questa relazione sc1·itta pochi gio;·ni . dopo la p..,·esa di :Susa non por ta alcuna firma, ma un attento esame di essa basterà a confermare il lettore nel convincimento che io mi son fatto che essa sia stata redatta sotto la diretta ispirazione eli Vit~orio ~~medeo II e del Principe Eugenio di Savoia, tanta è la precisione e. la copia dei particolari in-
(l } i\lazw 111 - Imprese milit.<H'i.
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LA PRESA DJ SUSA
timi, che solo potevano a.d essi essere noti e da essi scritti o comunicati a qualche personaggio del loro seguito, riferendosi ai dibattiti di par ecchi consigli di guerra tenutisi dai generali in loro presenza e ad altre pratiche da essi fatte personalmente presso i generali in capo alleati. Aggiungasi che qua e là in margine ~lla relazione si trovano postille, fatte senza dubbio dai Principi stessi, che vollero rincarare la dose delle critiche esposte nella relazione, insiRtendo su alcuni particoj..<1.ri che dovevano aver prodotto specialmente su eli essi la più viva e dolorosa impressione. Ciò premesso ecco il documento che, ripeto, merita. essere attentamente ponderato.
Relatione della presa di Susa.
« È la città di Susa capitale della Valle dì questo nome situatn a, piedi dc' monti, che dividono il Piemonte dalla Savoia, et in quella parte puranclte dal Delfinato andandosi dalla detta città dal canto dduo alla Novalesa per ascendere al Moncenisio, e tirar in Savoia, e da lla sinistra parte si volge à Cbiomont prima terra del Delfinato : la positura di que~ t<l città è iofelice in genere dì fortezza per il sito dominato ìntieramente dalle vicine montagne, è parimente destituita d'ogni aiuto dell'arte non scntlo t:i nta che d'antiche mura senza tel'l'apteni ,. ne fiancheggiamenti ». « IJn un castello della stessa natura poco rnen debole, ma ugualmente" inca pace di resistenza ad un attacco formale d'armata; vi è però un forte sopra la punta d'un monte vicino alla città, che la domina intieramente, il quale è per la positura assai niigliore se ben anche dominato da un posto della montagna vicina (1) , ma poco secondato dall'arte, se ben vi si:1 dalla parte più esposta una specie di Basti~e con una mezza luna circondato dalle altre parti di semplice muro i.:On ben piccioli fianchi. La detta città e fo rte ; de quali si farebbe ben poco conto in altro sito, sono stimabili per la qualità del posto per c.ve necessariamente si passa, o poco discosLO, per andare in Savoia, e che da
(t)
Dalle
alture
della lkunetl<t.
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adito parimcnle n~l Delfinato, se ben a ~oche miglia distante vi sia il forte di Exilles appartenente a franccst ». « Considerandosì pertanto da S. A. R. l'im portanza del. detto . posto, vi mandò oltre un buon presidio delle milizie del Paese,. ti. Regtmen~o di Chioblnis, e vi ha trattenuto nn Regimto di Rifugtatl F.rances1: comandati da un tal sig. Julit\n, sul ùubuio che le truppe fra nces1: che SI erano impadronite delh1 S:woin, t) sole od . assts~ite da. parte d t <(ne~l~ del C11tin at intraprendessero tl'occnparlo, e rh coutmuo s1 te~ev<1no co1p1 di gull!'dia ne' posti avvanzati delle montagne, per ove convtenc passare per venire dalla parte del Delfinato »: . . c Scorse qualche tempo, che uon SI vedeva nuovo mot1vo d uùom~ brarsi del dissegno de' fram:esi ; se ne accrebbe però il sospetto negh ultimi aiorni del c.aduto ottobre d~lle notizie, che venivano d:~ ~nell~ parti, CD a tal nne fece s. A. H. pregar il sig: ~o: .di Fuensnltda dt volcrle dare due Regimti da mand:~rsi colà per lorllficare quel ~re· sidio, per il cbe furono eletti li Hegimti Itali~m.i di Porles:;o, e L1tta, ù quali pochi giomi dopo si aggiunse quello dt .c~lon~a,. ~Lfl~ t~. che Ji primi er~nfl debolissimi . E perehè facevano dtfhcolta d ub~tdt~ e ~l solito Governre di quella citti:, t:ome che non h(tvesse gradt d1 dtsti ntione nella militia, fn maodnto per comandarvi il march::-e de !a Pierre ma rescwle di campo nell' ormata di S. A. H ..qualttà c:om .spomlte à Sargenti generali di l-3attaglia nt~ ~le tr~ppe d1 S. ~l ». c Sul fine del mese scorso doppo haver 11 CatJUat fa Llo far condott~ considerabili di grani, e robbc pred;~tc in Pinarolo, spinse due, o tre volte aros::i distaccamenti dalla sna armata, che ;,mlavano hora da un 0 canto, hora dall'altro, e finalm ente levò iotieramte il campo da. ~~c~ nigr.ri volo:nudo verso Snvigliano et accampatosi à Legnasco nttro 11 pre~idiQ, ~h'era in Savigliano, nt in. F<!s~:.lllo rl~p~o haver e~at.te ~alle dette Città grosse contributioni, et 111d1 mcend1~tt h luog~11 dt Vtllafall etto, e di Votignasco prosegui la su a marchta vers.o Saluzzo, ove ritirato pure il presidio, e tentato tli far saltare in m n,. quel castel!~ con miue, che uon hebbero efretto, od in poca parte, s mtesc •. c~e s1 inoltrava versÒ Pinerolo con voce, che dovesse campare iu Garstghana; si hebbe questa uotitia in }loncalicri il primo giorno . ùi ~ovem bre con avvisi, che meditasse d'i mpadronirsi di Susa, e come .rillette S . .\. R. che l'inimico pote1ra prevenirci con 1-(Uadaguare l'imboccatura ùella Valle di Snsa portauJo~i in Rivoli, oli in Avigliana n~ fece S.. 1~. R. consl,pevole il sig. Co: ùi Fnensalida rappresentandogiJ h mo~IVI ~h~ dovevano invitarci a guada gnllf tempo, procurando d'essere h prtml ad occupar l'imboccatura della \' alle »,
.
.
2272 !luto
s~"cecte
re clie Siclevono 3
LA PRESA DI SUSA
~ Per questa risolutione consigliata da così e>ide~ti motivi coll\·enne dr r ' 'ù l i! J '
• n a, e. 'emr p1 . vo. te, e uDII mente passare la m3oo1 le cose p1.•u 1n. • ~(') or parte della . non sendovi notte, CIOè stno nlle cmque hore doppo mezzanotte prima d'haver pa-
determina1·c di mover5i, e concertare un mezzo ter mine per ~fucrl' · Il ' e m~oppo de a precedenza fra le tru ppe deli'Impr·c e ( ue1Je del 1 nte di I<'ttensa- HrJ, per li che fu concordato, che quelle partirebbero le prime da un Mn .sollevin.o canto, e le altre rla un'altro eomponendo ambi due uu Corpo ·epa·mpta1re, o n. . . . . . ~ · rre tanto 80110 rato, e che S I andarehbe a Rtvol 1: mn d S 1g. Conte di Lovviany im ·si all'operare. pegnatosi a dire che non si pou·ebbe fa r quella marchia di ~o i e sei migiia iu un giorno, l' imbrogliò cosi bene nell'atto pratico, che non v1 gnmse, restando ind ietro due miglia, benchè l(~ ~ltro vi si siano tro• vate prima di mezzogiorno ». !Sta. diflicotta, « Giunse l'iodimani. che fu li t1·è n Hivoli. Da questo lnocro. a por!l've d~pretest~ lata d'opporsi alle marchio che potesse far l'inimico da (jUeest·a p~rte -nf1•aàl!' 0{/IU • , • ' " ~ia, va toua, verso la valle d1 Susa, s1 stelle sul Ci!SO di risaperoe li rno1·imenti eatt'·.t ·~nente per prendere lume di quelio si dovesse operare d;rl nost1·o cnn to )/ . ~ POSSibile, elle « L't'n 1·m·lco· , cl1e c1,1 .. ,,: Osa sco, e 'l•l 'II'HCl ol o VICtuo · · n P1 · oorolo r~as-o' . . mo mneme 1t! . , ~' • " <l Im.ptritrli, e oltre dettn ctttà po~tandosi aii'Ahbntill poco di~costa, e race •n insen1 :i senza. sc.on- sibilmente passare li monti nIla fanterill , e corne della t:ava lleria come e P'·eumdtcìo non ne··es"al'.l" all ''m e d · · rvi!io. ~ ,.. " 1 pr sa es1gnata restava una parte :tlla detta ab!Jatia, l'altra s~odo. passata nel Delfinato per prendervi li quartieri, tem ev~ sempre d S1g. Conte di li'uensalid:1 et il l ouvigoy di vederscia chetro, a segno eire stimavano poco probabile, che il nemico coltivasse alcun ([isseguo sopra Susa, il d1e fu causa, elte si so(wiornò in Rivoli più del hisoguo, ne si fece altro Ji qullttro, cinqu;,"' e sei de l cprreot~, ('l) che star sull'avviso da ll'una, e l'altrn parte '' · «Pure ingrossandosi visibilmente li ri scontri dell'inten'to del nem ico (2) sopra Susa, ne fece S. A . R. rappresentare il pericolo al Siar <:'<Onte di Fuensalida, acciò dasse mano, che :;i Hanzasse qualche soidatesca à quella parte come segni, ~endo>i ordinato a tre battaglioni Ce$arei, olo, .ne <liffi· tuto • che Il ContRdi 0 · i.gny, 1101t elle otre
Hl Questo co!'l'ente mcsn prov;. che l;', presento relat.ionc ru scrilt.a nello stesso mese <lr novern b:e iG90. (~) Fermo St:llldo ciò che si é di!3Unto d:tll o mornorie rli CatinaL circa il movimento delle truppe che operarono per il CQUe dello Fine;;tre le quali sarebbero partite ùa' S. Secondo e :llirttndolo 1'8 no1·ernbre (c non glil il 6 conte scrisse il Saluzr.o), Catinat a:rebbe condott_o le sue trup(Je a Fenestrollo Il ginrno 9. Si può pr.r·ò ritenere che t ella (;JOI'Mta del 6 sm strtto ini zi:1.t0 il mo virnento <Iella colonna del generale Larra~ la qua~e clovev;' (lercorTere un iti11eraric Ili duo gio r11nte piu lungo, pa~sanrlo per il sest.r·wres ed Oulx. Questo ultimo movimento por·tnnto sarebbe quello ello mo tivò Ja richies ta di rinrorzo f<ltt~ da l duc:t al Fuensalidn, e po>ta in ;~.tl.o nel ma ttino del 7 novembre.
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a due italiani del Rè, et n due di S. A. R. di iucamminar~i a Bus: solino distan te quattro miglia dn Susa come fecero la mattma delh setto del cadente ('1) e perehè st<~nte la debo!e1.za ac~en.nata della Piazza si prevedeva la necessità di difenderhi co ll'imp.edtr ti passo :~l l'armata fraucese ne' posti nvnnzati dell a mon tagna, st portaro~o per ricouoscerli il Sig. Prencipo Eugenio d• Savoia, il Sig. C?ntt> d.t LonVÌ"ni il Sia. Jllarchese di Pianezza, et il Sig. B ;~rone D Oneh1a serge~te' gener;le di bauaglia nelle lruppe imperiali,. li quali. pa~ton.do à, tal fine la mattina delli sette giunsero a prauso a Susa, lr~ .t i r.lmanente di quel giorno, e la mattina delli otto visitarono l~ c1tta, lorte: e contorni di Susa, c si portaro~o nelia ~ontagna a, r.teonoscere. lt pas~i od attnalmtc in personn od m p~c.a d1stanzn, coli a.mt.o delle tnfo rmatni che si ricavano rla persone s1cure, e ben espe1te del pa ese~ _dop poche :;i ricondussero la sera in Ri voli, .ove :ire.ri~·ono. lo S~to d1 Susa e del fo rte nel modo sopra accen nato 10 rnnctpt?. dt que::.~a relatione concorrendo ULlita mente al sentimento, clte la d~lesa e?ns1s:eva principalmente in quell? de' p~sti delle mont~?oe, pet/mpei~n·nr. l ~c: CHSSO ai nemic.i, senza ti che s1_ çorrevn mantlesto pe11co lo~ ~tante cltc Susa non era defendihilo, e che il forte dominnto (lalla VICtoa m.ontagna non era capace di lunga resisteo~a . Quanto ~. p?st1. ~:anz~ t• n ~ fecero un distinto ragguaglio con le Circostanze p1u tudl\ tdnalt pot darne un n compi w noti ti a, asserendo c. be li pos~i erano ::eramenl~ buoni , ma molti in assai lnugo tratto di strada, e che var11 sepa ra ~t daoli altri non potevano vie!lndevùlmente ~occo rrc rs i, concludendo ttm·
f~;~memente che st-imavano potet·si dif'ender·e, ptwchè 1n: s'·impegnasse
l'armata int'iera con qualche pezzo d'a·rtigl·ier·iet 1w· oppot·re a qu.ella del nemico, poichè sat·ebbc ~·ittsc'ito insumciente at.t' ·t:mpn.~a un mmot· numct·o ». , Qoe~ to sentimento unito a gli aHisi conlìrmativi del disseguo ~c Sisutte qu~s~t~tta .. S· A · R·.a non p~ t·re 1' l minimo In nott.e, cloe smo nemici sopra Snsa ob bltgo . inducr&IO ~~ alle quattro della a premere nppresso il S1g.r Conte dt Fueosahd.~ per pa.rt~r c.on l nr~ n~attina (d;l! 9) pe1· t · l'indomani cioè il 9 Nov.e con pensrere d tnoltrarst ti p1ù che Slnsolvere questa ma a ' ma·rchia, et andar potreiJbe >> . • . . . . • • . • • .l,~peran.cto g!'ostn( Giunse S. A. R. a S . Gior10 dtst.antc und1c1 mtgha da 1:{1 voh, e cm- coli, che s' t1·aponeq ue da s u ~ a con par te delle tru ppe, ma il. Sig.r Conte di Lou vigni rcsLò v ano, bencM. n~n ~ . . . . . d' S G· · ameltusear blt'l'l o con le t1·uppe di S. i\1 1" in S. 1\mbroggw SCI m•~tha adl(:tro 1 ~ · YIOrtO, pe1· la·necessilil , che la consiglia·va.
(l l Setto uo vembre ! 690.
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ove pervenne il S. :\.H, l'avviso, (4) che li nemici si erano impadroniti d~l ~olle delle Fenestre e del Colletto, due posti superiori, e più vantacr. g10s1 delle montagne, perchè se hene vi fussero corpi di guMdia <dia d"i. f~sa, non havevauo potuto rruesti resistere al numero,di rrran lun<ra rnacrgiOre ». " o " « A ques~o inaspetLUto avvi:>o mandò S. A. H. pregare il S ~" Conte di Fueosahda ~n ~- .hnbroggio d'avvan~arsi .~ino à S. Gi~rio, ove tenutost consegl10 dt guen a, repilogata la fJnalità de' posti, bilanciate le circostanze del caso: che tutti li posti non potevano sostenersi se non coll:armat.a, la m:1gg~or parte della qunle consistente nell'infanterin era in S. Ambrog1o, m dtsWnza ch'era del tutto impossil.Jile il ainnCl'er in tempo·
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(4) Nel mattino del tO <!o vette artivare appunto al ou•· ·10 s c· · . • ~· . . · rorro un rapporto del ~e~~rale De la Prerre com:wllante la difesa avanzata, spedit-O eia Susa :r lle 3 ~ntimeuclra!le oi~l ~O uovembre. Dr tale rapporto conserl'll~ì l'ot·iginale negli archivi di St<tto
o qur lo rrp10duco te~ tua lmente vrs.ta la sua granoic importanza. ' « Les commanrtaHts des corps croyen t (hr servlce de v A R ·tal . . . . . sousmìssìon, la situatlon ()t l'e~tat des cosos. . . . ' uy ' ep r~seHter <ne..: : • Nous n':1•ons ~ne mille et qua tre cent lromme$ sous les ar.mes, la garn ison du rort a part, Mes,,.. le, Generaux ont vu l' espnce clu terrai n et d es hantc111.. ' qne nous dcvons occuper que nous tenons enoore sans 11ue l'en nem\ • a·1 e r• .1' · cd • · d . . . • J "' aucurrc ten tatn•e sau u cost.é es llehgronnmrrs. que, selon les rcla tions qui nous 1·icnr eul · t . momcnts, le poste d u. Lotoret est pris, qui est sur la hautcur cl~ la g~·u che \;e he~r ~~= tranchcment, pr·1s pa r 1es d errteres · · , l · . et . les· . dtts . rehgionnaires . . crai"n·wt .. " ' cl'estre · parorssent 10u otr se 1etu er du cos tt' des rt.1hens dans le retranchemenc de G . 'è 1 rorco supeneu re rle l'ennemy est grande a pr·oportioJr de ·e r.tvr rf'. ,a . __ . . ,. .. • c qne 110us n1·ons prosentemont dan~ no, estr~ r• tforcés a" n t 1 · . postas, et s rls pouvorenl. . " "' • .a o 10ur pat· un corps do troupes fretches, Cl. en csta t d'agir' nous les• crovon" sorl"tenalll·e ' n t mar-· • • J • •. s eu •OSa c~ter de c~tto rnut ()t~elquo _llataillons pour· s'opposer il la rlescentc de l'cnnemy qui vrent .du Collet, et Qut paro1t par les feux quo nous I'Oyons co ttoyer la mont:r<>ne vou l~r r tomber sn r nos troupes par le costé de noLre Dame de 1a L07.C. " • Nos hauteurs ne scau roient se gar·cler sans o.~ tre re le ves de tem1rs en tcmps p . d' _ tres troupcs, parce •1u'ìl n'y il ny Eau ny hofs, et le soldat passo 24 heur:: dea~ sorte, et ne scaurort con tinuer sans estro rafralch ~·. ,,'A m~ins _que _ l ~s tro?pcs no soien~ venu?s do Bussolin a Meane il faut quc ce soit l on nern) qm y sort dCSJil descenclu, t·on vort Ile grand fenx et l'on onlen 1 (lr. "r d c~·ys, l'on a dcsja envoye plusieur·s Paysants. et soldats rJui'ne'rovieonont po\ot·' ;. a.~, · rn~s) St c'est l'enncrn y rhr colle t ils sont a nos· portes , et non", n'ave11s 111us l1e troupes icy declaus. Un de n~s paysants arrive, et asseure que los Franeais sont dans Arcane et d;~ns tous !es pellts Hameaux rt 'alento ur. . • Ordounc 11onséigneur ava n t le jour s'il vous plalst, parceque la cho:le mc paro i t prcs sante po~r, le sen·l~ Ile V.•\. R. et la cause c.ornmunc, d'ailleu rs nous rcmplirou; nos dev01rs et sacnfler·ons nos personncs. · . • Le M. DE J, A Pr.BRnE. • cc iO 91m· (l .1 h. de nuiet . . • Mr 1~ M. dc Porlessa ot Ics com mandil.nts itallcns ont mioux ai me(o escrir . M. ·10 Fncnsallda que rtc se slgner. ~ a ' c • llr• Julien est it son 110ste et nos c.ommandaul$ il luur devoir· •.
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che li nemici resi padroni delli due pasti sudeui havevano· disposto l'attacco degli altri per la mattio:~ seguente, che potevano tagliarli fuori commodte, con evidente pericolo di perder tutta quella gente che vi stava alla custodia; che la città di Susa non era punto defendibile non sendo l'at·mata a portata di giun~ervi; si considerò parimtc che li sette batlaCl'Jioui componenti circa trè milla fanti già avvanzati a Bossolino non : rano ca paci di resistere all a piena de' nemici rinforzati per quanto si assicurava da un corpo di fa nteria venuta di fresco; onde, dibattuto accuratamente l'afi'nre, si convenne, e dal sr Conte di Fueusalida particolarmente: che stante li motivi sop r~r accennati non consentiva il servitio di S. Mtà e di S. A. H. che si esponesse la soldt1tesca distribuita ne posti, e che era in Susa, nd un eccidio manifesto, che però secondo tutte le rerrole della prudenza· militare si dovesse fa1· ritirare la detta gente, dand~nc l'ordine la stessa sera (1) per non e;;scre prevenuti da nemici la mattina seguente , . c Non potè S. A. R. staccusi da questo sentimen to e le fu [tJ rzoso aderirvi uon pottndo aver in tempo l'opportuno riparo; cosi diede l'or· dine al M;~rche .de la Pierre, che posti trecento l'anti nel forte, numero abbondante alla qualitil del medemo, e provedutolo largamente di munitioni da bocca, e da guerra ritirasse la gente da posto, e col presidio di Susa giungesse l'armatn sendosi inc.aricato il Sig1' Marchese di Pianezza d'andargli all' incontro con un distaccamento di cavalleria, e di fanteria. Questo, determinato la sera delli dicci, fu eseguito la mattina delli undici del cadente, nel qual giorno li nemici entrarono in Susa, e corninciorono à disporre l'attvcco del forte; nel giorno seguente e quello de tredici prosegui detto attacco. » ~ In questo giorno de.çidet·àndo pnre S. A. H. &i non stM' otioso spettatot·e delle operat'ioni de' nemic·i la mattina prima del pranzo discorse con alcuni de' mezzi vi sa rebbero stati per impedire l'occupne del l'orte sudto. » " Due rurono le propositioni, che si fecero, l'una di prender alla sinistra di S. Giorio una stn,da, che conduce alla cima de' monti, particolarmtc al colle delle Fenestre, del .quale sarebbe stato facile l'im· padronirsi, e prendendo la superiorit.il de' monti, e per conseguenza il vantaggio, che havevano havuto li nemici so pra di noi, si sarebbero potuti cacci are da loro posti in feriori, tanto più che occupati all'attaceo del forte, e tenuti a bada dn un corpo di cavalleria con qualche fanterin,
(!.) La
sera del 10.
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che si farebbe comparire nello stesso tempo nella piana non havcreb~ero probabilmte pensato d'essere nssaliti da rruella parte - l'altro senll ~nto fn d'avanzarsi con tulla l'armata dalla drilla di S. Giorio nella p•ana, ?a. dove portandosi vicino a Susa si potrebbero occupare posti vantagg10s1 per <~ontrnstare nl OP.mico l'oce.upazioue del forte, massime che uon havendo egl i caval lerir., nlla riserva di soli dueeento o trecento dragon i, potevano eseguire questo progetto con ogai sicnrezu- . Si, 7Jort~ S. A: R. all'alloggiamto del S·ig'· Conte di F'ttensalìda pe1· comtmlca:gh, come {ec c, li detti sentimenti acciò si compiacesse di ?'iflettcnn colla sua pntdenzà, ed l'.çam·inarli con suoi genemli, et anche tutto que' di pi·~· o di dive-rso, che si stimasse potet·si ope1·are, il che trattenne tutt~ ~l dop110 pmnso, r la sem si convocò il Con.~iglio eli gtterm a.wntt S. A. R. nel qnale si cominciò a'pon·e in scritto li stmtimenti, {onnalità che non :;i prat·ica d'01·dinario ma solo ne' casi di qual~he particolare. conseguen1.n.: furono varii li sentimenti citi per il p~nste r~ p~·opos~o dt guadagunre l'ahura dei monti alla siuistra del it1ogo d~ S: G•orto, _clu per l'altro di marchiare alla dritta verso Susa, mct f'rn h cl1pendent1. dd S1' Conte c/;i Fwmsalid(t non ·v·i {n ne. pu·1· uno che non esclud~sse l'uno e l'altro pr011r.tto sr.nza propome alcamo eh; tendesse ad ope.nu·e qualche cosa, il che dnvu ablJastanza à vedere lflLOl fusse . l ° d' esso sr Conte, l' l/Il alt! t l conce1·to pt·eso nel co1u 1·es:;o t'l SC',ntlln 1 part1Colat·e fatto f'ra' suo·i . J . • uo ve1uiero • S. A. R. licentiato il consiglio restò col sr Conte di Fueusalidn ::e !::~~:.iv: rit(lnuto però il Prenci pe Eugenio per determinare co o detto Conte c~Ò nza etat pa volesse operare, ma non fu possihile d'ottenere r.he si spierrasse dicendo ' sttoi de)len- che voleva pensar vi, e porrebbe. in cat·ta il suo sentimP:fo · 111tasiche ~a nQII VO l/,e ' • > ;i per tton- ~n conr;1.ttnl~t·a che non ammetteva nto?Jtenti di· n 'tardo convr.n·isse ·epliclle, e consumare (IW?'nate a {onna1·e pcwtwi. , 1 ~t·e sotlecittJ• S. A. R. rammaricata d<1 simile forma di procedere in tal urrreozn :olvel·e, me- f r • d' l. . . . o ' . in (OI'ma n 011tn acen•sst rno sent11nto I'tcevendo poco doppo uoa lettct·a (4 ) ·are tl·ascor-
,
ùmpo, al'le - llica~a
11
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~uesta postilla non pno evidentemente cssero che •lei Ouc:~ 0 rto! P. Eu:;onio cho: soh st trovavano col Fnensalida nell'ultimo colloquio. (t~ Ques~ teu:era, comin~iata al!e ore 3 pom: c sp_ellita :~Ile 4 al t 3 OO\•embre 1690, oi con.ervala m orJgl~alc ne~! archi\ 10 di Stato d1 Tonno e la riporto qui Integralmente: •, Alter.ta Rea!e. L csser~t sempre fallo et massime hyeri doppo un'om di notte un con• ~muo row s1n a queH'ora che sono ortl tre tloppo moso giorno, con havcr sofferto • 11_cannonn et bornba •fai far de l giorno s ilt :1 meso "iorno s'è tenuto il canse<>l"oj • (lt guea-ra con tutt:i gli nfllcìali del prcshllo, onde tuUi un;nimi, con essersi sìgn~;.i/ « il nnno concluso dJ far fare In chh1mata, il che s'o fatto, Un accidente flct foco pre~o • nella "_lCSt\ luna nel far del giorno alta I>Oircre et grenàcte c'li che il JIO\'C ro Cav.re • Vcrcelh sta malie, co tro altri offìcinli rnollo oiTesi, ilc>ertali un sarg,w et molti sol-
Conte eti <:l
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del Conte Losa che comandava nel forte, colla quale le dava conto ch'havendo combatluLv sino alla metà di quel giorno, che fu li tredici , sendo fuggiti alcuni soldati, altri feriti, e resi inabili al servizio dal fuoco di qnalche poivere accesa si nel forte con alcune granate, a segno che si trovava privo d'no terzo del presidio, e che li soldati restanti si erano così sbigottiti dal sopradto accidente, che si era trovato costretto a far la c:hiamata à nemici, da quali procurarebbe d'ottenere una Cnpi tolazione onorevo le. Con qu<1l s6ntimento habbia S. A. R. lettù la eletta lettera è più facile il pensarlo che l'esprimerlo, ha vendo però ~apu to dal latore della stes:;a lettera, che vi ernno solo due Regli al piede del forte, cioè nel piano, e che il ri manerlle dell'armata nemica era cfist•·ibuito nei posti della monlagna, fu proposto di mandà1· ttn distaccnmento di due in tre milla huomini sostemtto da tutta l'annata, con quale scacc1'and{)si li due 1·egimti che stavano al piede del {M'le., si sarebbe 9ettato in esso un nuovo Got,re et nn nuovo p1·esidio espellendone q1tell·i, e/w hat,evano fatta la ch'ittmata, col che, senza manca1·e alla pnrola , s·1: usciva d'impegno, e s·i sarebbe (att'-'- ·maggior d·,:fesa nel
"dati in (tuella confusione, tra morti o feriti in tal occasione costar ancora •tuarantotrè: • ci havcva diminuita la guarnigione d'un uon quarto, di che non havevamo cento , scssant homini per servire, et intimiditi di quel accidente; si procurerà la capitola• tione lliù av:mta),'iosa si polrà. i con te lacrime alli occhi che ne dò parte a S. A. R • in non haver hav uto meglior fortuna come desiderara p. suo Reat servit io. • . . , , . . Li facio profonrla riveren1.a. « ùi V. A. R. • (Jm:m.o obl,
mo Se1·v.
Gov, • :;;usa li 13 9bre 1.690 ore 4. • Il Mastro di po>ta di Fore:;to non manchcr:'r di mandar in posta la pnte a S. A. R· • con ogni flih~enza, " Strsa li 13 9 bre 1690. • li Conte !.OSA Go v. Sert de passeport pour le prcsent que j'envois a Forest pour envoyel' donner part a s. A. R. d'avoir raict la Chamade pour ca1•itulc r avèc Monsicur de Catinat·faict au fort de Suse ce 13 9bre ·1690 priant Lous ceux qui so nt à prycr de le laisser librcmt passea· et rcpasser célant te pnt avec mon seaus. • FRA:'l.CO LOSA
LE COMTE LOSA ..
Per 1n:tggior notizie p\!0 il lettore consultare fino d'om gli altri documenti inediti allegali al presente lavoro e cioè: a) copia dell'atto del Consiglio di guerra seguito nel forte di Susa il ·13 nov, {690; b) Diario dell'assedio (c'lei Gov.re t osa); c) Capitolazione ; et) Appnntl sul forte Santa Maria (del GIJv.re Los~1). Di qucst.i documenti conservati il'l originale negli ~trchivi eli Stato quelli <:ontrasscgll;tti b) o tl) hanno eviclentementc cost.itoito la difesa del conte Losa da,•anli al Consiglio di gnerra dal qmtlc questi fn poi giuc1icato non passibile di condanna e rimesso in libertà.
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(O?·te; per altro non v1 correva gran pericolo, tolto quello poteva derivare dal counitto del pred0 distaccamento con gli :.ccennati due Regim.ti poichè non bavendo li nemici Cavalleria, non pote'' ano impedire una ritirata sicura dell 'armata. Li Gene1·ali di S. A. R. t?'OVO· rono la cosa fattibile, ma pa1·ve. del tntto impraticabile al S1' Conte di F1wnsalida et à gli altri del suo Consiglio, onde gli fn forza a S. A. R. di porre il suo cuore in pace come si dice, ma soffrendo •imtpatientemente di vedersi astt·etto a perdere quella piazza senza poter far un passo si determinò à venire in quest:~ città di Torino, il che seguì la sera tlelli quattordeci del corrte e vi fù anche sollecitata da una gagliarda flussione accompagna!~ da alquaillo di alteratione di polso, che l'ha obbligata a tener il letto questi tre giorni (i ) . , ' vollemaiadec Il Sig. Conte di Fuensalida benchè pregato da S. A. n. di restare questo atto per comandare l'esercito, e provedct· alli emergenti, che potevano oc· 110 risoluto, · pure sub'110 partrta · .s. ' .·•... R. . et an cl o' .erm r • • · si esibisse e correre, vo Il e parttrc at·st 111 _ra1· con'leS. Ambroggio, et al Sig. Conte di J.ouvigny fu lasciato da S. A. R. e diS.A : R. clceda S. Ecza il Comando doll'armntn la qu11 le ha soggiornato li quindcci, wrebbe1·o le d . . S ('. · . d" · · S A b · 1· d" · e poi gl'tm- e se ect 111 . :rtGrJO, 11 rec1sette e venuta a , . rn roggw, c 1 tCCIOtto , non chie- si è ripartita in Hivoli, Avigliana, c contorni per tenere l'imboccatura i da col lui,res!o clw della valle di Susa, contenere de nemici, cd esser pure in •~.e1·e . . • · le scorrerie . mata in pia- tstato d'accorrere al brsogno rn caso dt qualche nuoyo Rttentato dal canto :olia cavalle- dì Pmerolo. , ontro tm nehe n'e>·a tltdilta11te, e ll' improv!so.
A questa relazione cosi particolareggiata ed esauriente non credo necessario aggiungere altro per portar luce intorno all'impresa di Susa, solo mi permetterò di esporre alcune conclusioni a riassunto di quanto ' mi è parso più degno di nota, durante l'impres~t suddetta e gli avvenimenti che la precedettero.
(l) Si può ded urne che la presente rel:~zione ru ultimata il l i o -18 no--~m bre, al termine cioe della indisposizione che obhligo Vittorio Amedeo a tener il le!Lo .
(Continua)
G.
PErtRUUO.ffE'l'TI
Colonnello di stato mo.g{Jio1·e.
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TRA
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MemoiTes militaires du baron Ser·uzier colonel cl'a1·tillerie légè1·e (1.769-1823) Paris, Baudoin. - Lettres du ma?"échal Bosq~tet, 1880 -1850. -
•..
Paris, Berger-Levrault e comp. - Genéral D·u Barail - Mes souvenirs . Tome premier, 1820- 1851. - · Paris, édit. Plon. '
Continua la sfilata delle Mémoù·es dei generali ed ufficiali del periodo napoleonico. P areva di saperne abbastanza a loro riguardo, ed ecco nuovi libri che ripetono fatt i oramai conosciutissimi, poco importanti per la storia, e, direi pedino, poco utili per conoscere un ambiente che nulla dipinge meglio delle )l{emorie del generale lVlarbot, e dei ricordi aneddotici raccolti dal S. Hilaire, malgrado le inesattezze delle une e degli altri. Le Mémoires del colo:imello Seruzier comprendevano nel manoscritto una quarantina di pagine, l'editore le sviluppa, in 300 pagine, stamp~te,. a dir il vero, con larghi margini e grandi spazi bianchi come oggi us~ per aumentare il peso del libro con poca materia. Il colonnello Seruzier, figlio di militare entra in cavalleria nell783 a quattordici anni di età: vi rimane cinque anni senza esser e altro che un semplice dragone: congedato e richiamato in casa, i parenti vogliono dargli moglie, e preparano la cerimonia degli sponsali senza che lui ne sappia nulla. Il futuro colonnello lascia in asso le cerimonie dello sposalizio, e la sposa,
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che non aveva ancora veduto, e corre ad arruolarsi nell'artiglieria, service pou1· leqttel on e-rut me reconnait1·e bientot une aptitude èvidente. L'avanzamento fu rapido per gli avvenimenti che allora cominciarono a svolgersi: l'emigrazione della maggior parte della uffìcialità esistente nell'esercito e un quarto ,di secolo di guerre non sono casi che sì ripetano spesso nella storia degli eser citi. Lasciando i fatti minori, alla battaglia di Austerlitz Napoleone eccita l'artiglieria a rompere la crosta di ghiaccio sulla quale pa~sa vano i russi rit ira.ndosi, invece di tirare cont ro di loro. Ser uzier eseguisce l'ordine facendo tirare in arcata invece che di lancio sul ghiaccio; l'effetto e maraviglioso, le altre batterie imitano l'esempio et nous ensevelimes q'u inze mille R~tsses et Ant1~iehiens sous les eaux dru tac . Segue una serie di racconti che illustrano le manovre usate dall'artio·lieria o nelle grandi battaglie napoleoniche, e fanno risaltare la sua mo bilità e les ruses adoperate per a.ttirare i n emici sotto il tiro del c~mno•e mentre erano in condizioni da riceverne il più gran da.nno possibile. Una specie di piccola guer1·a la quale dava all'artiglieria una impor tanza che non aveva. :fino allora avuto sul campo di battaglia e che precedè l'impiego delle grandi masse di ar tiglieria preconizzato a l!" rieclland ed impiegato nelle grandi g uerre moderno. Non sarebbe male rhe questo modo d'impiegare le ar tiglierie sul campo di battaglia, com'è accennato nelle memorie del colonn ello Ser uzier fosse preso in esame da qualche scr ittore competen te per vedere quali insegnamenti se ne possono tr arre per l'uso dell'artiglieria nei nostri terreni generalmen te rotti e frastagliati. Testimonio di tutte le grandi battaglie dell'Imper o, prigioniero in Russia, difensore di Tolone nel 1815 e dopo Ja Ristora.zione incolpato a torto di essersi ar rischiato ad unf.tentativo di rovesciamento del nuovo governo e tenuto per dieci mesi in carcere, il colonnello Seru zierlriflette nella sua vita qnella eli tanti altri ufficiali di quei tempi, in cui il genio di Napoleone risvegliò la vece hia"ifibra guerriera ed avventuriera d~lla stirpe gallica.
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L e lettere del maresciallo Bosquet ci portano all'epoca della monarchia del trenta e del secondo Impero, alle guerre di Africa ed alle campagne di Crimea in cui il Bosquet ebbe il bastone di maresciallo che coronò la sua brillante carriera, ed una grave ferita che la chiuse. I n gran par te queste let tere contengono le confidenze fatte alla madre dall'allievo della scuola politecnica, dall'ufficiale che corre le sue prime guarnigioni, dal guerrier o d'Africa e Jàl generale in Crimea. In ciò sta la charme;di questa raccolta. Noi seguiamo impressioni che dal più. al meno avemmo comuni con colui che scrisse le lettere per quanto i tempi e la carr iera sieno così di versi per noi. Chi non rammenta i giorni di collegio mili tar e, ou un r·épètiteur nous accablait .de questions su/r toutes les branches d;u cour·s e lo slancio del cuore nell'uscire di collegio qnando tutto il mondo pareva -nostro e gli occhi di tutti par evano rivolti verso di noi come per congratularci delle spalline che mettevamo per la"iJrima volta, e la carriera ci pareva scarsa per dimostrare tutto ciò che ci sentivamo capaci di fare. Il Bosquet uscì dal P olitecnico nel 1831, dopo il cambio del Gover no, . quando un nuovo spirito animava ht F rancia e la chiamava ad una vita che la monarchia del T renta non seppe darle; egli vuole passare in marina : vedeva u n gr·and siècle, de g;;;na,s è-vénements, e non si sentiva di poter 1"esta1· neutro. Ne"'scrive con un t rasporto straordinar io a sua madre, come ne ha scritto nello stesso giorno al ministro della marina ; ma in lui questi slanci sono frequenti «se sua madre l'avesse saputo ogni volta che gli venivano simili idee, ella lo avrebbe ved~to marinaio, ar tigliere, costruttorev, iltggiatore, Turco, Arabo ... ». Finalmente tanto entusiasmo trova una destinazione conveniente, e nel luglio 1833 il Bosquet, luogotenente d'artiglieria, parte per l'Africa ed invia alla madre le impressioni di nn giovine, calmo osser vatore delle cose. L 'Algeria di: sessant'anni fa ci si ripr esenta in tutta la sua verità, e le descrizioni del Bosguet completano la bella nar~~~
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razione che fece il Rousset della conquista francese. Stralciare qua e là qualcuno di questi bozzetti corrisponderebbe a far del male a colui che li scrisse nella spontaneità dì una confidenza fatta alla madre. Sono tocchi di penna incastonati a meraviglia nella lettera di cui fann o parte, e nel loro complesso rivelano l'uomo. Una bella stoffa d'uomo; modesto, fermo, intelligente, osservatore, arguto delle cose e dei fatti. Il generale L amoricière lo prende in grande stima, e lo chiama come segretario': le prove d'affezione non mancano, e le occasioni per distinguersi si offrono frequenti. T uttavia in questa vita passata lontano dalla Francia lontano dalla madre per la quale il Bosquet ha un culto ed una devozione speciale, corrono momenti 'dì stanchezza e si rivela . colla profonda mestizia, colla indeterminatezza del pensiero che vola lontano e vorrebbe sapere più che non gli riesca di sapere dei parenti, degli amici, della piccola città che r icorda la fanciullezza, dell'Enropà. da cui sembra dì essere tanto lontano. Sono i momenti in cui le operazioni hanno una sosta, in cui cambiano i distaccamenti ed una par te degli ufficiali torna in patria. P oi un nuovo comando, unanuova.spedizione, una sorpresa imprimono nuovo ardor e a questa vita piena di avventure sempre nuove, e nelle fatiche del la.vorìo opprimente e privo di tregua che prepara la spedizione o nelle alternativé della riuscita ritorna lo slancio diminuito in un momento di stanchezza. P erò a misura ·che il Bosquet rimane in Africa l'intonazione delle lettere cambia. Il giovan e diviene uomo : il carattere dell'ufficiale si afferma nelle r esponsabilità che deve affr ontare: il successo lo rende più sicuro, il molt iplicarsi dei combattimenti lo inasprisce. L o si sente dal tuono imp~ rioso che traspare fino nelle lettere scritte alla madre. E vero che gli affari hanno allargato la cerchia delle idee nell' ufficiale. Nelle prime lettere si sentiva il subalterno che descrive le impressioni destate in lui da un paese, da costumi·' e da avvenimenti sconosciuti fìn. allora ed impre. . . visti. Più tardi s'int ravede l'uomo oramai addentratosi ne1 segreti del governo per r agione d'ufficio e partecipe delle
:gravi responsabilità del comando. Dalla sua posizione il Bo·squet, intermediario tra il comando e la parte militante del1'esercito che em in Africa, ci per mette di porre in r ilievo il contrasto che sempre avviene in simili circostanze tra la tolleranza larga verso i vinti di coloro che essendo al di sopra delle piccole vicende della vita giornaliera debbono provvedere non solo al presente ma anche all'avv:enire, e l'acredine degli altri che « ogni giorno sotto la pioggia e ·sotto il sole nel freddo e uella canicola, nel fango e nella polvere, senza posa e quasi senza r icompense affronta la morte .e l'ospedale, peggiore della morte». Ed il Bosquet, in un momento di sconforto_, amareggiato dalle notizie che venivano . dall'Europa ove la guerra d'Africa era considerata a. traverso gl'interessi dei pa rtiti politici i quali si. agitavano e ·si combattevano nella Camera dei deputati, travolto dalla -difficile lotta contro Abd . el Kader, l' implacabile nemico dei fràncesi, il quale con qualche centinaio di cavalieri fanatici e devoti risollevava la guerra tutto intorno all'esercito francese, ovunque credeva di averla seda.ta, il Bosquet .osserva, nello scrivere alla madre, che (< decidendosi ad una .conquista bisogna aver l'audacia. di applicare il codice del conquistatore : giustizia finchè le popolazioni piegano le gi• n occhià, terrore esemplare quando levano la testa » e con .t inua, deplorando che morto Abd el Kader altri capi lo so·stituiranno, poichè la loro bandiera portava una mano ed una sciabola nuda, mentre quella dell'esercito non si componeva che di pagin,e di gim·nali cucite insieme e composte .di pettegolezzi. Tristi parole che rivelano un cambiamento profondo nell'uomo e nei tempi. I limiti di questa rassegna non permettono di seguire la lenta trasformazione che avviene di quest'ufficiale trovatosi al contatto coi pr incipali generali delle guerre africane e di quell'esercito che oramai .aveva formato una specie di confraternita militare non dis·s imile da guelle delle compagnie di vent ura medioevali. Lo ·studio di quella trasformazione varrebbe bene di occupare la mente e la penna di un p:~icologo . Il Bonsquet non ebbe alcuna parte negli avvenimenti
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del 1848 in Francia. Egli rimase in Africa fino al 1854 salvo qualche breve comparsa a Parigi dopo che Napoleone III, aveva già la corona imperiale. Sopra. gli avvenimenti del 1848 un solo accenno ed assa.i indiretto nel parlar e della tendenza al disordine sollevato del nome di Repubblica. Dall'accoglienza fattagli alla corte imperiale, un bel bozzetto pieno di vita dipinge la bontà ass~i famigl~are con cui Napoleone III trattava coloro che lo avvicinavano, e la franchezza un po' leggera della Imperatrice. La corrispondenza del Bosquet si chiude colle lettere sci:itte cla.lla Crimea. Sulle prime vediamo di nuovo l' osservatore calmo e spassionato degli anni giovanili. Costantinopoli e l'Oriente gli si presentano nuovi ed inaspettati, come gli si presentava nuova ed ina,spettata l'Algeria. PitL tardi cominciano l~ gravi cure del comando e la sicura persuasione sull'indirizzo che prenderanno le c'ose. I.1a oarn- · pagna, della Dobrugia tra le paludi ed il colera apri la grande spedizione, poi la traversata per l'oecupa.zione della Crimea. « Noi vi avvantaggeremo gli interessi degl'inglesi non i nostri: siam davvero come Don Chisciotte pagando col sangue e coi danari nostri i vantaggi altrui )) quindi la battaglia dell'Alma in cui prese parte gloriosa la divisione Bosquet « poche parole in fretta ... ho il cuorè tranquillo perchè la fortuna mi diede di attaccare per il primo - l'esercito russo e di forzarlo a tenermi fronte con forze quintuple: ebbi il piacere di vederlo andarsene (filer) e di seguirlo a colpi di cannone; ho il cuore tranquillo perchè mani amiche e stimabili strinsero la mia. ». In seguito In· kermann in cui il generale Bosquet « ha l'onore e la gloria di aver conèorso personalmente a fabbricare uno dei primi anelli della alleanza. che sarà la salvaguardia della civiltà occidentale. » Infatti ha combattuto cogli Inglesi, e si è riconcili~tto « con questa gente che ±~• del suo meglio sebbene lo faccia lentamente. » Tuttavia i successi ottenuti non lo tranquillizzano, e non gli nascondono i gravi inconvenienti di una spedizione cominciata uolla indifferenza e coi metodi di una razzìa, e condotta senza concetti oo·uer-
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raschi, per puro sforzo di uomini ed in mezzo alle discordie più <• meno ben appariscenti dei ,capi. Gli sapeva mille anni di vedere finita, una guerra, di cui la Francia « avrebbe raccolto pochi allori a costo dei migliori soldati, per trovarsi sola abba.ndonata dall' Inghiltena di fronte ad una invasione russo-tedesca. Povera F rancia! esclama il Bosquet, sempre colla spada alla mano, battendosi per Dio e per il diritto, e sempre sola in fine di ogni lotta pagando -col più puro del sangue suo e coll'ultimo dei suoi risparmi il progresso del mondo civile! ... » C~uante chiose si potrebbero fare mezzo secolo dopo a queste righe scritte nel lu· g lio nel 1855. Lasciamole ai lettori, ai quali non ho pot uto che accennare il libro, pensando che esso debba divenire una delle più care letture per quanti amano di tro· varsi a tu per tu cogli animi sinceri e di scrutare i sentimenti dei cuori nobili ed elevati qtumdo si trovano alle prese cogli avvenimenti e specialmente colle responsabilità del comando e colle amarezze di una vita consumata in lontane terre per la potAnza e per la gloria della patria.
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* * I ricordi del generale Du Barai! si aggirano nello stesso periodo e tra gl' ist-essi avvenimenti in cui si aggirai~o le lettere del generale Bosquet: l'Algeria, questa terra da cui tanto bene e tanto male venne alla Francia. Il Du Barai! era figlio di un colonnello francese di quelli che servivano in A.frica: vi andò giovinetto, a suo tempo prese servizio negli spahis, conosce tutti gli ufficiali, la maggior parte dei quali ebbe poi un nome sto1·ico, ebbe da fare con mol~issirne persone, sicchè i suoi ricordi, minuti e pieni di aneddoti riescono interessantissimi. Il colonnello Pelissier? Ebbe un duello con suo padre. L amorieière, Changarnier, Bedeau, M:ac-Mahon, L eboeuf? Brano ufficiali, da colonnello in giù, nell'esercito di Afi:ic<t. Qual parte ebbero uei disastri della Jhaucia i ricordi giovanili e quel modo di far la guerra spigliato e senza preconcetti che questi ufficiali avevano adottato in Algeria.,
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e di cui avevano fatto scuola in Francia? Quest'osservazione fu fatta da molti, ma una risposta adeguata non è-· possibile senza l'analisi dei libri come questi del Du Ba-ra.il, il quale riferendo quanto è successo a lui ed a quelli che lo conoscevano si introduce nei segreti della vita.. africana. Non vale la spesa di spilluzzicarne ad uno a.d. uno gli aneddoti più curiosi. È un libro che per il suo modo di esser e somiglia assai a quello del Marbot: dipinge l' am-biente a forza di miniare i ritratti degli uomini disegnandoli secondo le abitudini di quei tempi. Una sola cosa vorrei aggiungere, la lett~ratura militare francese si arr icchisce di un gnl.n numero di libri di cotesto genere; anzi passa addirittura da una fase all'altra con una successione cronologica ammirevole. Poco tempo fa i generali del primoNapoleone: oggi comincia ad esumare quelli provenienti dalle guerre d'Algeria: tra breve sarà l'e:poca dei militar i che combatterono le guerrQ d' Italia, del Messico e chiusero la carriera colla campagna del 1870. I francesi per uno speci~~le indirizzo della lor o mente raccontano in modo· splendido e trovano piacere più di ogni altra cosa nel racconto di cose militari. Ma intanto nel ricordo delle guerre passate ritemprano il carattere ed alimentano il genio guerresco tradizionale nella loro nazione dai tempi gallici. O noi perchè non potremmo narrare anche noi e· rendere ·popolari i nomi di coloro che presero parte alle guerre nostre Nomi illustri, guerrieri simpatici, capitani singolari per carattere e per contegno ne abbiamo a-n che noi da Gari-· baldi a Lamarmora, da Bava a Guglielmo P epe e giù giù fino ai minori. P erchè non risvegliamo il ricordo delle lor o gesta colla pubblicazione delle loro autobiografie, delle lorolettere, dei documenti che di essi ci son rimasti e non conosciamo ancora? Non basta il poco che è fatto, e non è ab bastanza conosciuto; varie r agioni di ogni genere vorrebberoche fosse conosciuto di più. Se non altro per ravvivare un po' di affezione al nostro passato e serv1re di sprone al
presente acciocchè l'uni versai fiaccona non ci abbia da travolger e. Ogni g iovane che mette per la prima volta le spalline porta seco cuor e infoéato ed orizzonti ampissimi, e non trova che regolamenti, prescr i?:ioni e circolari; o perchè non potrebbe trovarvi agg iunto qualche riflesso d..Ile passioni che hann o animato tanta brave gente che l' ha preceduto nella carriera delle armi ? F.
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NOTIZIE' PO LITIC0-1\ULITARI
NOTIZIE POLITICO -l1ILITARI
Il 3 novembre col solito cerimoniale, preSenti. S. M. 1:-r regina ed i Reali Principi, davanti. alla Camera piena di senatori e di deputati e alle t1·ihune gremite S. .M. il Re, inaugurando la sessione, p1·onunziò il seguente discorso; ' S IG NO RI SEl\A'l'O!U
! SJG:>:OUI DEI'll'I'A TI
!
t 'anno che tramonta sursc inl'crto e diffidente di sè; ll1a, grllzie nl buon senso de.l popolo _ed alla vostra saggezza, ci lascia la sicurezza degli ani mi, senza la qua le non sono possibili nè gaglia1·dìa di volontà cittadine, nè virtù di lavoro ordinato e fecondo. Voi ralfermerete quest'opera del popolo e vostra, con leggi, le quali accrescendo l'armonia fra le varie classi sociali, agevoleranUQ l'efJua distribuzione dei benefici che risu lwno dal lavoro e rlal capitale fraternamente cooperanti alla riccheua del Paese. • Con uguale cura prov vederete ngli Istituti di pubblica beneficenza, apportando alla legge che li governa le riforme addimostt·:Jtc utili dalla esperienza, ailìnchè il patrimonio della pulihlica carità sia adoperato unicamente a sollievo clei meno favoriti dalla fortuna. Noi dobbiamo essere grati :~i nostri padri per la loro generosa previggenza a pro' dei miseri. J1 loro C&3mpio non è rimasto infecondo, ed anche oggi i benefici ricordi portano il loro fru tto. Anche oggi, pei disastri delle Calabrie e di Messina, che tanto colpirono i l cuor 1\'lio, accorrono da tutte parti del Hegno gli aiuti cittadini e nella sventura fu rnimbile I'Eser ~ito, il <]uale ha dato ~uova prova, che esso non è solamente prode in guerra, ma sollecito e pieno di abneguzione nelle pubbliche ealamitil. Fin da quando l'Italia ebbe unità dì HegnQ crebbero le scuole, ma
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non fu abbastanza curata la educazione civile. Oecone che esse preparino alla patria cittadini e soldati. 11 Mio Governo vi presenterà leggi intese a meglio indirizzare l'insegnamento r·opolare; e poichè l'in tellelto si accende e si perfeziona con In emulazione e con la lotta, si aprirà il campo alle nobili gare della scienza con una legge. che din autonomia e severa disciplina alle Università degli studi ed agli Istituti superiori. SwNoRJ Sex A'l'onTl Swxo111 DEPUTATI! Nella passata Sessione avete gii• fatto valida opera di rcsh'IUl'azione :Iella pubblica fo rtuna. Ai p1·opositi vostri, alla v1rtu del popolo italiano, che non venne mai meno a sè <tesso nelle neet~sità della Pa t ~·ia, ha risposto dovunque la fiducia che ispirano i Governi forti e sinceri . Si ravviva il movimento della produzione nazionale, e propizie SI disegnano le correnti del credito. Dalla fiduc ia addimostrataci e dnlle eonclizionì favorevoli, e reso più imperioso il dovere di raggiungere prontamente la mèta, compiendo e consolidando il pareggio nel bilancio dello Stato. A questo mirano i provvedimenti , che saranno sottoposti al vostro giudizio. Con essi il Mio governo intende a ridune le spese dello Staw, contempcrandò le ragioni dell'econo1nia col miglio1·amento dei pubblici servi?.i, ed a rinfon:are le entrate, senza rendere più difficili ](} condizioni dell'Agricoltura e senza turbare il movimento ascendeme della prod uzione nazionale. Di pari passo, coi provvedimenti del pareggio · del bilancio, dovraq.no proc,·dere le proposte che il l\lio Governo vi presenterà per migliorare la circolazione ed il credito, dnndo nd un tempo modo agli Istituti di cmissione,senzn a~g ravio del puhblieo ernrio, di liberarsi più faci lmente degli impedimenti. del passato e di dediearsi, per intiero e soltanto, al compitnento della loro vera missione. Così, mercè vosll·a, l' 1talia wrncrà vieppiù operosa e siclll·a di sè, dopo superata una ·m·ise, che E"hbc comune con gli altri popoli e della quale non fu causa ultima la rapidità dei suoi progressi. StC:-\Ol\1 SENATOUII SI G);OIH D !!:I'U'l'ATI!
Tutto accenna in Europa r1d um1 tluiete, che nessuno pensa od oserà tlll·bare. · L' lll.i.iver<-ale.rimpianto per una morte a u gust~ ha recentemente provato, come una r.orrente di simpatie unisca popoli. e governi e collle il
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mutato imperio nelln potente Russin abbia confermato quella concordw di scopi che assicura per un lungo avvenire la tranquillità degli Stati. Sono gravi i problemi, che siete chiamati a risolvere; ma essi ~on sono maggiori nè del vostro senno, nè del vostro patriottismo. Avrete il merito di compiere l'opera così bene avviata. La fed e che ci uniscil nella virtù delle libere istituzioni, mi è pegno che dalle vostre deliberazioni, la Patria avril in èruesta Roma immortale, "in, cremento di forla e di prosperità .
** • Questo discorso, terminato fra vivi e prolungati applausi, fece un'ecimpressione nel Parlamento, in paese cd all'estero. L'accenno alla restaurazione della puhblica fortuna, al risveglio della produzione nazionale, alle correnti del credito che si vanno disegnando S()mpre più propizie, non poteva che destare in Italia e presso le nazioni amiche un sentimento di fiducia e di soddisfazione, apparendo da mille segni che le parole del Sovrano non erano t.anto J'esp•·essione di una speranza, quanto la constatnzione di un fatto. E quelle paroleebbP.ro una luminosa confel'!na nell'esposizionf: finanziaria fatta pochi giorni appresso (10 dicemb•·e) dall 'on. Sonnino Ministro del tesoro. Ascoltato in principio con fredd<rlZa, direm mo quasi con una certa diffì denza, l'on. Sonnino andò mano mano acquistando la simpatia della Ca· mera, non per l'eloquenza del suo discorso, ma per l'importanza e il gradimento delle cose che diceva. L'annunzio del pareggio per il prMsimo esercizio, in bocca di un uomo tutt'altro che ottimista e del quale si ricorda la sincera ma sco· raggiante esposizione dell'anno scorso, rianirnò la Camera. I rappresentant.i della nazione llpplaudirono alle economie e non fecero neppu•·e il viso dell'armi all'annunzio di nuove imposte. E così colla buona volontà, col lavoro e coll'abnegazione di tutti e di ciascuno, usciremo dal barat.ro del disavanzo più presto. di quanto ci era dato sperare e l'Italia, con un governo forte e assennato, •·i.piglierà, anzi ha già ripigliato, il posto che le compete nel concerto deiÌe potenze eu· ropee. Rispetto alleeconomie rnilitat·i, nella relazione dell'on. Sonnino, si trova questo notevole brano: • Le economie militari acquisite al bilancio sommano a iO milioni, ehe si ·aggiungono ai iO milioni già fatti nell'esercizio corrente. Sono in totale 20 milioni di econonue nette realizzate dal presente Gabinetto nelle cellent~
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spese militari . Andare più oltre non è possibile senza mettere. in per.i~ol~ gli interessi su premi della difesa del paese. Anzi un totale d1 3 rmhom dovrà reintegrarsi in alcuni capitoli dei due bilanci militari non appena le condizioni della finan7..a si presentino migliori.·» ...
* * Un accenno applauditissimo del discorso reale fu quello riguardante la condotta dei militari nel recente disastro del tenemotQ, che col pì tanti paesi di Calabria e di Sicilia. Piacque sorn r.na~·iam~~te ai rapp1:esent~nti .della nazione la lode tributata dal Re ad alli d1 cant3 ero•ca, de1 quali la nazione era stata testimonio. Non torneremo su fatti che vi diedero luogo, avendone già porlato nelle precedenti puntate; registreremo soltanto alcuni attestati che possono valere come documenti. 11 presidente del. consiglio p•·ovinciale di Reggio Calabria ha inviato al Ministro della guerra il seguente telegramma: ". L' immane disastro che colpì questa provincia fu lenito dall 'opera intelligente, energica e dal cuore del nostro esercito. . c lJ consiglio provinciale st•·aordinariamente convocato commcuem1 porgere ,, V. E. sentimenti d' imperitur~ gratitudine. ~ Il commissario straordinario del Re ne1 paes• funestati dal terremoto ha pubblicato un manifesto nel quale esprime il sentimento pubblico di ammirazione per i soccorsi prestati dall'esercito e dall'armatn. ~el manifesto è ripo•·tato il seguente telegramma inviato dal presidente del consiglio : « So a prova quello che valgono e possono l'esercito e I' armata e conosco l'animo dei nostri soldati, per non dovermi meravigliare di quanto abbiano operato costà in soccorso di codeste popolazioni. Il mio cuore esulta percl1è gli atti fii abnegnione dell'esercito e dell'armata mi confer· mano che la patria nostra sarà sicura del suo avvenire. • Nell'indirizzo del Senato in •·isposta al discorso della Corona si legge : « Il Senato, al pari del cuore paterno di V. M. si è commosso alla , sventura che lta funestato tonto crudelmente le provincie di Calabria e di Messina; ma gli fu di non lieve conforto, vedere i soldati dell'esercito nnionale accorre•·e col coraggio e coll'abnegazione che fece vincere i loro compagni d'arme ad Agordat ed a Cassala, a soccorrere i colpiti da cos~ grande calamità, a rassicurare le popolazioni atterrite. Educato da questi nobili esempi, l'esercito non solo è presidio de'la Nazione, ma .scuola popolare elficacissima, nella cp;a le il dovere e un sentimento ed il s11critizio una p•·ova d'onore. •
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Gl ~ stessi sentimenti si trovano espt·essi nell'indirizzo della Camera: Gh encom: delle autorità locali, dei corpi legislativi, del Governo e del Re, _In gratitudi~e . delle popolazioni sono premio ambito c pienamente mentato da uflicwh e truppe di quest'esercito, che non trascura occasione per dimostrare d'essere sempre pronto a qual unque bisogno della patria. +
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Fino d:11la sedu~a del 6 corrente, l' on. Ministro della guerra presentò alla Catn<>ra un dtsegno dt legge per la leva sui nati nel 1.875 ed altro per la con1•ersione in legge dei .Regi Decreti in data 6 novembre 1.894 rigua rdanti modilìcazioni all'ordinamento del re"io esercito e dei servizi dipendenti dnl Ministero della guerrn, modifìca: ioni alla circoscrizione militare tenitoriale del Regno, modificazioni agli stipendi ed assegni fissi del regio eset·cito, modificazioni al trattamento del personale del~ammi nistrazione centrale della guerra. Il progetto per la c~nver~ione_in legge di questi decreti !J accompagnato da una notevole relazwnc m eut sono esposte le ra"ioni dei dec 1·eti stessi anche più diffnsa mente che in quella con cui ·venttel~o sottomessi alla firm~ di S. l\[. il Re. Però essendo sostanzialmente le stesse ed avendone noi rri·ì dato un sunto a~b~s~nza esteso, parlando dell'ahra relazione nella p;e~ cedente puntata, ct ltmltoremo a dare di questn soltanto la conclusione : . ~ Onorevol·i ~alleghi l Per_qu_anto sommarinmente, mi lusingo d'avervi mdteato c~n cbwrczza le rag10nt che consiglia rono le diverse riforme. Da ciò che ho avu to l'onore di esporre, potrete convincervi eome le riforme stesse siano state inspirate al concetto di conciliare i bisogni urgenti della finanza colla tutela delle rorze vive dell'esercito, che da questo ordinau~ ~nt~ trae anzi un _qualche ralforznmento. E questo ho l"itenuto il mezzo p1u s1curo per con1spondnre ai vòstri voti, chè, mentre raccomandavate ulterio~·i riduzioni d_i spese, manifestaste sempre ed altamente il patriottieo propos!to che non SI seuot.esse la compagine dell'esercito. «Certo non mancheranno obbiezioni contro l' una o contro l' altm delle a~port?te riforme, ma sia giudice l'alto vostro senno se in un'ot·"anizzaz~one SI v~st.a , quale è l'ordinamento militare, che pur tocca tanti i~teressi, SHl poss1b!le avere da ogni parte unanimità di consenso. ' Po~so a~e~·mare ~he, nel deliberare ad una ad una Ie:singole questioni, sol~ gm_da _m1 e stala. ll_suprem_o i~teresse dell'eset"Cito e del paese, e questo pute. ~~ da fed e che vot, al pan dt me devoti alla patria e giudici della sol.enn~ta del momento, saprete, ove occorra, fa r sacrificio di qualche particol~! e con~eu_o, per suffl·aga ro col vostro voto un complesso di riforme che ho Il convmctmcnto ri~pondn alle necessità presenti. •
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Il iO corrente l'on. Ministro della guen a presentò al Parlamento altri progetti di legge importantissimi, cioè, al Senato : il progetto di legge sul reclutamento e quello sull'avamamento ; alla Camera: il" progetto di legge sullo stato dei sottufficiali c quello sulle requisizioni e somministrazioni dei com uni alle tmppe. Del progetto di legge sul reclutamento abbiamo parlato altra voha, essendo già noto al pubblico nelle sue linee principali ; di quello sulle requisizioni e le somministrazioni alle tn1ppe non ci occuperemo per ora, percbè relativamente di minore importanza. Diremo invece una parola sugli altt·i due. Il nuovo disegno di l c~ge sull' avam amento nel regio esercito , ha, per quanto è noto, un carattere essenzialmente organico e non si inspira alle condizioni momentanee dell' nvanzamento. La forma della legge in questo disegno è tule, a quanto consta, che abbandonando disposizioni particolari le quali trovano miglior sede in un regola mento, sia nella parti ~ione della ma teria, sia nella successione delle disposizioni, segna obbiettivamente i criteri e le forme dell'avanzamento senza piegarsi esclusivamente, come i disegni prCI}edenti, alla successione dei gradi. La legge contiene soltanto i principi fondamentali, puramente indispensilbili, riguardo all'avanza mento nei gradi di truppa e negli ullìciali in congedo. Non è proposto il ruolo unico pei maggiori e Lenenti colonnelli. La legge provvede in sufficiente misura alla eliminazione per ragione di età, senM incorrere negli inconvenienti derin1nti dalla tassativa e dettagliata applicazione di li miti di età; stabilendo un limite estremo di età di 68 anni e un limite all'avanzn mento dei capitani all'età di 48 anni, e dei colonnelli all'età di 56 auoi. L'avanzamento a scelta conferisce nei gradi di tenente e capitano sensibili vantaggi cii carriera, contribuisce con tutte le allre disposizioni ad assicur11re e mantenere un regolare reclutamento negli alti gradi, con età relativamente non troppo el<wate. . Ben poco è innovato nel k proposte dell'ex ministro Pelloux circa l'avanzamento degli ufficiali di stnto maggiore e negli effetti delln scuola di guerra, salvo che sono meglio protetti i diritti alla scelta delle varie armi. Non viene fìssata alcun' epoca per le promozioni, nè vio'ne stabilita alcuna norma tassativa per la promozione dei sottotenetHi a tenenti.
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N01'IZ1E :POLJTiCO·MI LITARf
Jt alq11anto dimirruito.l'accesso ai gradi di ufficiale ai 1>rovenienti dai graduari di truppa. "' É stabilito. un minimo di servizio presso le truppe pritna di potere fruire dei vant~ggi della scuola di guerra. É reso possibile il trasfet·imento da sottotenente di complemento a sotto_tenente effettivo per coloro che presero parte ad operazioni di guerra, o che hanno studi elevati. . La scelta è aperta a tutte le armi e le promozioni sono fatte: ad anzianità esclusiva per gli ufficiali in congedo; ad anzianità ed a scelta per gli' ufficiali in servizio attivo con quegte nO\'Hle; per anzianità da sotto tenente a tenente; un quinto a scelta e quattro quinti ad anzianità da tenente a capitano col vantaggio di un sesto del ruolo dei tenenti; . . un terzo a scelta e due terzi ad anzianità da capitano a magoiore con vnntaggio di unquinto delwolo dei capitani ; · <> per am:ianitit da maggiore a tenente colonnello: . a scelta in t.utti gli altri gt·adi. · . E stabilito il ritorno nell'arma di provenienza degli ufficiali di stato maggiore,_non comprendendoli però nell'aliquota devoluta alla scelta nelle armi di artiglieria, genio e cavalleria ..
Non ultima ragione di questo fatt.o sono le conseguelze della legge sullo stat9 dei sottuffìciali, le quali ora agiscono nella loro pienez?.a. Da una parte l'aver fatto della concessione d'impiego civile un diritto dei sottuflìciali, dall'altra le riduzioni. progressive degli impieghi pubblici e 'l'aumento pÙre progressivo di coloro che acquistano diritto ad \m piegò, hanno c1·eato uno stato di cose insostenibile, e ci hanno più che mai allontanati dalla soluzione della questione. · La situazione si potrebbe riassumP-re cosi: fo reclutametÙo scadente; 2o sistema di l'all'erme tale da favorire il progressivo aumento del numero di coloro che acquistano diritto ai vantaggi sanciti dalla legge; 3° impossibilità di sistemare coloro che. hanno acquistato quei diriui, colla conseguenza inevitabile di doverli tenere alle armi. La via da seguire per eliminare il, primo inconveniente era indica'ta già dalla opinione universale. I comandanti di c..:11npagnia, preferendo i caporali maggiori ai sergenti, hanno additata la vera fonte di reclutamento dei sottufficiali: i caporali maggiori di compagnia . Per realizzare questo desiderio universale si potevano seguire due vie: o abolire i sergenti, o promuovere sergenti i caporali maggiori, sopprimendo ad ogni modo i plotoni allievi sergenti. li disegno di legge dell'onorevole i\Iocenni, per ragioni facili a cornpreudersi, ha seguito la seconda via . Ci occuperemo più difl'usamente di questo progetto di legge in qualche prossima puntata.
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Ecco ora le principali innovazioni portate dal disegno di legge su llo stato dei sottufficial i. ·' . Sarebbe stabilito che i sottufOciali- non contraggano più una ferma speCiale e .ma n tengono la ferma della !'ispettiva arma. Essi sarebbero reclutati fm i caporali; resterebbero quindi aboliti i plotoni allievi sergenti. ' Ie r~lferm.e si con~eguirebbero di anno in almo; ed il premio, soprassoldo g~ornal.Ie~·o corrispondente all'attuale, comincierebbe dopo il quinto anno d1 servizio. Si avrebbero due tariffe per i soprassoldi: l'una per i carabinieri reali, corrispondente all'attuale rafferma con premio; l'altra per tutte le àrmi cot:rispondente all'attuale rafferma con soprassoldo. · Quanto agli impieghi ci·vili, continuerebbero ad esser conferiti ai sott~f~ciali n~!· limiti del possibile, ma verrebbe abolito il diritto all'impiego C!VIle com e ammesso dalla legge vigente. · Da qualche tempo a questa pat·te la questione dei sottufficiali si è fatta più viva che mai.
,.. ** Per parte del mmtstel'O della guerra, adunque, tutto era pronto. Il Parlamento si trovava dinanzi, in ogni l'alno della pubblica azienda, ma speciaJ.rnente in quello militare, materia ad un lavoro intenso e · proficuo. E la parola del Re vH lo nveva invitato. Ma gli atti non corrisposero alle speranze. La malaugurata questione degli uomini politici compromessi colle banche, che fu già causa di tanta agitazione nel Parlamento e nel paese, rinfocolata per fini politici e personali colla presentazione di un famoso plico alla presidenza della Camei·a, sconvolse talmente Fnnimo e il criterio di mol~i deputati, che non . fu più possibile andare avanti. ' Sedute tumultuose e sèandalose per r~~;iproche ingiurie producevano uno strano spettacolo in un paese perfettamente tranquillo, e non erano senza pericolo per la quiete pubblica, potendo, col loro prolungarsi, comunicare l'inconsulta agitazione al paese stesso.
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Ieri sera (15 dicembt·e) la Gnzzetta ufficiale pt;bblicò il seguente R. Decreto: « L'attuale Sessione d.el Senato del Hegno e della Camera dei de« putati è prorogata. • Con aiLro Decreto sarà stabilito il giorno della riconvocazione del « Parlamento •. Il tempo non ci permette oggi di far commenti. Diciamo solo che il paese fu libet·ato da un incubo. La risoluzione del capo dello Stato s'imponeva per mantenere alto il prestigio delle istituzioni parlamentari e per altre ragioni eh~ non è qui il luogo di esporre. Questo decreto ha creato una, situazione nuova sul cui svolgimento non arrischiamo pronostici. v
** Fra le disposizioni d'interesse militare emanate nella quindicina notiamo come principali le seguenti: Un ~- ~ecret? ha modificato lo tabelle di fornwzione deiJe compa"nie del gemo m Afnca. :;, Vennero pubblieattl le norme per la domanda alla concessione deila medagli a d'Africa instituita con R. decreto del 3 novembte !894. Per semplifìcnr.iùne eli servizio il. Ministt·o ha determinato che non sieno più fatte al Ministero lo comuniC<lzioni specinli circa gl'inscritti di 1" categoria mancanti alla ch iamatn alle anni, stabilite dai §§ Hi6 e lo7 della .istruzione compie menta ':e al regolamento sul reclutamento del regio eserctto, ed anche dt lnsctare m facoltà dei comandanti dei distretti militari di concedere in talun i casi una dilazione a presentarsi alle armi a quelli dci prede~ti inscri tti mancanti alla chiamata ehe sono stati arrolati per procura, come residenti all'estero. Parimenti allo scopo di semplificare la procedura di alcuni servizi e consenti re cosi all'ammin istrazione centrale la più effic.ace azione direttiva, ha ravvisato opportuno di delegare alle autoritil dipendenti alcuno d~lle ~ltr!bu;:i~n i. d~ esso. esc~·ci~a te eire~ il conferimemo d'impieghi e destmazwm spec1ali a1 sottufficw!J del regw esercito. Per ciò ha determinato che sia delegata ai comandanti di corpo d'armata la facolt~ di nominare i sottuflìciali agl'impieghi di guardaforte, di guardarnnganmo e guardastazione; di deliberare circa l'esonerazionc volontaria e d'autorità dagli impieghi stessi e da quegli altri in cui s'ia ri~~hiesto lo intervento del Ministero; di provvedere in ordine alle proposte e doman~le ~i destinazioni speciali dei sottufficiali. In conseguenza i comandanti d1 corpo, ogni anno nel mese di dieembre, a comincinre da
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NOTIZIE POLlTlCO- MILITARI
quello p. v. invieranno ai rispettiv~ co~nand~n~i di corpo d'armata, tutte le domande di sottullìeiali per imptegh• spee~ah, le proposte. o le domande per trasferiment.i da uno in alll·o ~ist.r~tto.e d~i ~orpi ~tti v t nel,perso~a~e di governo delle scuole c dei collegt nuhtan, net dtstrelll e nelle compa.,me di sanità e sussistenza. · \"enne pubblicata J'is~ruzione per l'esegui1~1e~lO de.( l\. decreto 6 novembre ·1894 portante varianti alla legge sugh :;ttpendt. +* *
Le notir.ie dall'Eritrea possono t·iassumcrsi così: piena t.r:mquillità al. l'interno, aspettazione di combatti menti alla frantiera. Oramai più nessuno dubita che l'occupazione per~a.nente dt C~ssala per parte delle truppe it:!liane sia st~to u~1 c?lpo ternbtle a.! 'Mahd•~mo, e che i 1 Califfo 51 trovi nella necessità d1 r1cuperarla o cl1 ~~de1~S1 del tut.to esautorato. Le dillìcoltà e i pericoli dell'impresa, forse p111 d1 tutto I~Atbara inguadnbile lo fecero ritardare qt~alche. mes.e, 111a o•:a pare ehe finalmente si sin deciso e le sue truppe SI trovmo m marcta. . . Per qnanto si assicura esse sarebbero divise i~ tro ~r~P.P' pnì. o meno trrossi, ma non superiori in complesso a HS tmla uorlllm (1l grupp~ del Ghedaref cou Ahmed Fadil, il gruppo eli el Fascer con Ahmed Ah con Osrnan Digrna), o si avanzerebbero su e il' 17rtl'!Oo di Gos Re11ieh ~ l tre colonne, incerte se :~ttaccaro Cassalll o ~vitarln e gettn•·st su ter. . ritorio eritreo. L' Atbnra da quniche tempo è gundabile, anzi noi dintorm ~~ ~as~ala comincia a farsi sentire la siccità cd ogni giorno che passa dJmmmsce l'acqun tanto necessaria per gente nume.ros~ ?he devo tenere l~ campacrna. Le nostre truppe nelle loro escurstom SI portano sempre l acqua. I n una di queste escursioni, il •17 novembre eb~e luogo uno :co.ntro. Si era saputo che verso El Fascer si trovavano c1rca 600 ~~rvts?' con molto bestiame. Il maggiore Turi.tto, comandante del pt·esJdJO d1 Cas. sala mosse contro loro con due compagnie, precedute dalle bande. P~rtiti da Cassala alle 5 del mattino nel massimo si lenzio, port,ando con sè l' acqua sullìciente almen~ fino aii'A tbara, si sono spinti oltre qQ chilometri; e, dopo sei ore eli penosissima marcia per un vet:o deser~o, si sono fermati per riposare sotto cespugli di ombrellifeJ·c spmose, c•rcondat.i da soli fiancheggiatori ed avamposti di marcia. Non si erano ancora d.ise!lati i cavalli, e cominciato a mangiare un boccone, quando una mano di ?)0 cavalieri bagg~rn, sfondati i picco~i. posti, in un lampo e con un ardire sorprendente s• c:acc~a~·o~o fra ~ss1. S' imrJe"nò subito il combattimento, che fu breve e v•v•ssHno. Rwwn .
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ANNO )(XXIX.
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sero sul terreno dieci morti dei loro e tre dei nostri. Costretti baggara ;~Ila fuga, portarono seco i lot·o feriti. I nostri fecero alcune prede di cavalli, lancie e fucili. Verso le ore fJ. pomeridiane essendosi avuta noti;da che quella scorreria proveniva da Osobri, dove si sono concentrati circa 2000 dervisci fu ripresa la .via cl el ritorno e si t·ientrò in Cassalo. verso mezzanotte. Probabilmente a quest'ora il grosso dei dervisci avrà passato l' Atbara e sarà in movimf?nlo, inevitabilmente rapido, perchè fra Cassala ll l'Athara non può fermarsi ·e vivere. A qual parte si volgeranno'? Cassala è relativamente inespugnàbile. . Anche Agordat ha il suo forte, e la gola di Sabderat fu pur essa opportunamente munita di tdncera menti. Si sono fat ti tutti gli app1u·ccchi necessari per far pagar caro ai dervisci il ll•ro <~rdire. Eviteranno essi Cassala, e cen:he1·a nno di tagliarne le comunicazioni con Agordat, razziando intanto nel territorio interposto ? Il caso è possibile e fu previsto. Scorrerie possono farne; danni seri no. Il governatore frattanto ha preso tutte le misure per rendere intieramente disponibili per la difesa della frontiera le t•·uppe di prima linea. In i\lassaua ste3sa ha fatto appello agli europei di qualunqu.c naziona· lità per la form a~ione di una compagnia di milizia volontaria, e i massuini hanno risposto con tale entusiasmo da sorpassare ogni speran~a; in quattro giorni, quasi lutti, an?.i si può dire tutti ' i cittadini bianchi di 1\lassaua, sono corsi ad inscriver:>i, lieti che si offrisse loro l'occasione di concorrere, in q nalche modo, al servizio milit.are della colonia. Fu un' aflluenz<l veramente confortante e eonispondente al decOJ'O della cittadinanza. I 320 militi volontari, ordinati in plotoni, com ~n dati da ufficiali, bene armati, composti in parte da abili tiratori, da antichi soldati e sottu.fficia li, da negozianti, da operai, da ltbed Cittadini, rappresentano una forza morale e materiale maggiore assai di quello ehe generalmente si può credere. Tutlc le lettere giunte dall'Eritrea con l' i1ltimo corriere <tlfermano la grande fiducia dei nostri uffi.cinli e la serenità con cui aspettano gli avvenimenti, per i quali sono preparati. Attendiamo dunque anche noi con calma e fiducia. Uoma, -16 dicembre ·1894,
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BELGIO .
Una serie di nuovi progetti tendenti ad una riorgnnizzazione dell' eser,cito è in istudio presso il ministero della guerra del Belgio. . r principali fra essi sono i seguenti: . .. 1o Il servizio obbligatorio personale nella mthzta; 2o La 1·evisione della legge sulla milizia e la riduzione della durata 'totale Jel se1·vizio da '13 a ·12 anni; . 3o La l"iduzioue del servi1.io permanente, nella mtsura seguente: Per ,Je armi a piedi : 17 mesi '/2 nei primi d~Je anni, di .seJ:vi~io, 4 mesi '/! ne~ terzo ed un mese nel !fUarto; 29 rnest per l;~rtJg ltena da campo~>na, 3 anni per la cavalleria e l'artiglieria a cavallo;. La chiamata delle reclute sat·ù fatta al 1° apnlo per le armi a piedi, al 1o ouobre per quelle a cavallo; r~o La riduzione della durata del servizio sarà compensata da un aumento del contingente di leva; . . . . 0o Creazione d'un quadro serio d'ufficiali e sottuffictaiJ dt r.'se•:va; . 6o La istituzione del volontariato di un anno a fav ore de1 g1ovam ·studenti muniti di certificato di studi. Qudsti volontari. dovr:~nno eq.•Hpaggiarsi e nutrirsi a proprie spese, con la facoltit dt pot~r allog~taro presso le loro famiglie. Saranno eccezionalmente . •~an.tenutt e vestttt a spese dello Stato quelli, che trova.ndosi n~ll~ condiZl?lll con~e sopra, non avranno i mezzi per equipaggiarsi e nutm·s• a propne spese, 7o La rimunerazione alla famiglia del milite sarebbe portata do. -lO a Hi franchi al mese;
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soyna tassrt rn·ilitm·e sarebbe proposta per tutti i giovani
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32 anm che per r1ualsiasi motivo non fanno parte dell'esercito· . ~o l militi, c? mpiuto il servizio auivo, possono libernmedte ammog~JarsL In caso d! chiamata sotto le armi sarà corrisposta un'indennità d1 L. :1. ,00 per g10rno alln moglie del milite.- Questa iudenuità ~arà aumentata di L. O,oO pe1· ciascun figlio al di sotto dei 16 anni· . . 4.0°. La lcgg~ relativa_ al reclutamento ed all'avanzamento' degli urficwh sara messa m a1·monw con le modificazioni che saranno per apportar-i alla organizzazione dell'esercito. l ~ generale Brassine, ministro della guerra, nel redigere questi prog~ltJ ha saputo, con tutte le concessioni compatibili co!?. una buona Ol'"an_m:azJOne miJit·ar~, accaparrarsi la fiducia de' membri del Parlame:to, SiCuro che ess1 saranno per dare il loro voto favorevole il "iorno in cui i progetti saranno presentati alle Camere. "'
FRANCIA~
l?eclutamento dell' escn;ito coloniale. - H previsto fabisoano di uomlllr per le tr~1ppe ·coloniali' ris_ult_ò ~ualche mese fa di 3600, dt"'cui 3000 per la fant_ena. e _600 po1· l art1gl10l'ta. Allo scopo di procurarsi tale conting_en_te 1l ministro della marina, in esecuzione della legge 30 _luglio i 893, SI J'IVOlSO a 'fUCilO della guerra perchè fosse fattO appello ai milital'i dcil'esercitO di terra desiderosi di passare nell'esercito coloniale. Tale ~1ppello produsse i 340 volontari, di cui !OliO p~r la fanteria e 300 pe1· l'a1·tigliel'ia o tyuindi una ùolìcienza di i 900 volontari. Tale deficenza rest'1 di poco attenuata dal numero degli inscritti della c:lasse i 893 che al momento clelle operazioni di leva domandarono di servire _n ~ll~ tr1~ppe coloniali, numero che raggiunge appena la r.ifra di 258 uomm1 d1 cut 172 per la fanteria e 79 per l'a1·1iglieria. Resta pertanto una defìcenza di 1650 uomini circa, che non è probabilé pos.>a essere coperta prirns della lìne dell'anno con arruolamenti diretti. o non riassoldo.menti. Questi risultati poco soddisfnccnti fanno prevedere non lontane radicali modilìcazioni alla legge 30 luglio :1893. Gli uomini reclutati fra i militari dell'esercito di terra vennero inviatiai corpi il 1° novembre, f(IJelli della classe 1893 sono chiaJnati alle 11rrn! per il Hi dello stesso mese.
.Modifico.zio ne dell' (l1'ticolo 63 delllt legge -19 tu,glio 4889. La Co mmissione dell'esercito preso ad esame il progelto di leggo dol Visconte di Monforl, tendente ad introdurre nell'csen:ito sold:1ti semplici riassoldati, ha proposto alla Came1·~1 l'approvazione di esso, presentando J'a1·ticolo 63 modifìctllo, e fatto precedere da una succinta relazione, in cui vieM dimostrata più che la opportunit.ì anche la nocessit.~ rle\1' nccetwzione di una tale modificazione alla legge sul reclu ta mento. In questa relazione, fatlo cenno alla Lenclonza sempre crescente . di numentare per quanto possibile gli c[eLLivi di pace dal 4872 in poi, in relazione agli aumenti subiti dalle unità germaniche, si viene a dichiarare che non è solamente del numero che bisogna preoccupa1·si ma eziandio della buona qualità dei ~oldati, e la Commissione si augura che, con tale legge appro,·ata, ~i vedranno rimanere sotto le anni provetti e sperimen.tati solchtti di bu,ona condona, i qunli nel tempo stesso che saranno di buon esc~mpio, contribuiranno a rendere più salda e rispettata la disciplina negli elementi giovani clw ogni anno acr,orrono sou.o le bandiere. La Commis,.ionc dell'csereito, al pari dell'onorevole rleputato propo· ncnte, si studia nella pi'ech)tta relazione rli f!ll' vibrare la col'dn plltriottica in ft1vore degli alsat.iaui- lorenesi; molLi dei quali, compiuto il loro servizio nella legione straniera, non trovando impiego, ~11 rebbe1·o ben lieti di poter contrane un riassoldamento di qunlcho anno. Come il Monforl anche i membri della Commi ssione propongono che .questi alsaziani-lorenesi vengano assegnati ai reggimenti disiM:ati presso .la f1·ontie1·a franco -tedesca. Ecco intanto il testo modillcato dell'art. 63: « Om·ante il corso dell'ultimo anno del servizio e dUl·ante il primo « anno dopo il congedamenlo i caporali e sold11ti di tutte le arn1i possono , essere ammessi, dietro parere del Consiglio d'amm inist rt~zione del rP,g" gimento, a contrarre un riassoldamento per due, tre e cinque anni. • Anche gli uomini delle truppe coloniali possono esse1·e ammessi al c riassoldllmento dopo () mesi di servizio. • Ogni nnno, su propo:>ta del ministro della guerra, un decreto presi« clenziale determine1·à per ciascun'arma e per ciascun CO I' (lO d'armata « di frontie 1·a il numero dei riassoldamenti che potranno accordarsi. « l capo,·<lli è soldati riassoldat.i serviranno ell'ettivamentc nelle COI I1-<~ pagnie, squadroni e batterie e non potrnnno mni essere impiegate nei « serv i~i accessorii. « lriassoldamenti datano dal giorno in cui termina il servizin lega le «nell'esercito attivo, o dal giorno iu cui vione eonu·atta la fe rma da « quPJii già in congedo.
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NOTIZIE 111LlTARl ESTERE
~ I riassoldamenti possono rinnovarsi fluo ad una durata totale di
« 1 ~ anni di servizio effeuivo ».
A1~mento ~i s_t1:pendio al capitano. - Nel bilanci~ della guerra francese e sta ta rscntta una somma di L. 650,000 per aumento del soldo dei capitani. · La scala d'aumen to san:lbbe la seguente: Dopo 5 anni di grado, invece di 6 come era pr·ima, l'aumento annuale di di L. 360.00. Dopo 8 anni di grado, iuvece di W , l'aumento annuale di L. 720. Dopo 12 anni di grado, i n~ece di 1::1 , l'a umento del soldo sarà eli L 1080. Esperimenti di una nttova ,gtweua. d'alluminio. - Durante le ultime grandi manovre sono stati sperimentati da due reggimenti fanteria il 93° ed il i03o, due tipi di gavetta e di tazza di all uminio, urio cosidd~tto· forte, l'altro leggiero. Per ogni tipo sono stati co;;;t ruiti due specie di gavette, un:r colletti va per 5 razioni e l'altra per una razione sola. Di ogni tipo i pesi sono i seguenti: Tipo forte: gavetta per ~- razioni grammi 28o, tn:t.tt grammi 50; totate 875. Tipo leggiero: gavetta per 4 grammi 38;), per •1 grammi 215, tazza 40 ; totale 640. Il peso degli stessi oggetti in fen o battuto sono rispcttrvamente 870, 430, 85, un to~ale cioè di chilogrammi 1,38rs; la differenza perciò col tipo pesante grammi oiO col tipo leggi ero grammi. 745. Differenza perciò abbastanza sensibile. e di cui Lisogn:r fare il massimo conto. · 11 tipo pesante l1a dato i migliori l'isultati, tanto che la Commissione d'esperimént-0 ha scortato assolutamente il tipo leQ'oiero. L'esperienza falla ha dimostralo che l'all uminio"'r~iste magli~ del fen·O> battut~ al!~ cause d'o~si~azionc, la pulitura ne è più facile c quel che nncora drppw ha rneravJg!Jato si è che !!utensile d'allurniuio· è un eccellente conduttore del calore, ot.tenendosi l'ebollizione in questi rm·ipienti in un tempo molto più breve che non sia 'luello di ferro battuto. Insomma le conclusioni tratte da questo primo esperimento fatto sono . state senz~ dubbio favorc~o l i , per l' adozione della nuova gavetta : e mal~•· ado ll _co~to elevato dt essa e della tazza - il doppi'o di quello degli stPSSJ oggetlr dr ferr-o - la necessità gener:rlmente ammessa di r·idul'l'e il carico del soldato si imporrà sovra qualunque ragione finanziaria . E bene pure fare osser·_va•·e che la m_anu tenzione di questi oggetti non impol'ta nessuna spesa rn eonfront.o dr quelli di ferro che occon e spesso fat·
NOTIZIE llflLl TARI ESTE RE
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stagnare, e che perciò con questa eeonomia unita all'altrn del minor combustibile occorren te per la cucinatura de' viveri ÌJl questi recipienti d'alluminio, si può in parte sopperire al costo maggiore, e quindi con piccola spesa ottenere il vantaggio di un:r sensibile diminuzione di peso nel carico del soldato.
STA T I UNITI.
Nel suo rapporto annuale al Segretario di St:rto per la guerra il l'r Merale Schefield, comandt111te in capo dell' esercito federale, insiste ~ulla necessità di aumeutarB le forze militari permanenti della grande Repubblica Americana. L'elfet.tivo presente, decretato venticinque anni fa nllorchè la popolazione degli Stati Uniti era 'luasi la metà dell'nuuale, è 'divenuto notoriamente insufficientH per un paese d! 70 milioni d'abitanti. Egli proporrebbe la creazione di due nuovi reggimenti cavalleria .(oggi sono iO) stante il gravoso se•·vit.io che fa quest'arm:~ pm· In sorveghanza dell\l innumerevoli linee feJToviarie. · Per 1:'1 nuova uecessit(t, anche per parte degli Stati Uniti, della difesa delle coste vonebbe portare rla 5 a 7 i \·eggirncn ti d'artiglieria, e per accrescere l:r forza della fanter·ia propone di trasformare i 25 reggimenti attua !t a -10 compagnie, in reggimenti a 3 battaglioni come negli eserciti europei. Il generale Schenlield insiste nelle sue proposte, tanto più che quegta trasformazignc non importer·ebbe punto una troppo for'le spesa. Ormai, egli ripete, con soli 25,000 uomini, non si può assolutamente fa r fronte a tutti i bisogni di un si vasto territorio, tanto più che l'esercito, in virttì della costituzione vigente, è incaricato d'uu servizio di polizia molto più esLeso che in qualsi:rsi altro pa('se del mondo.
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SVIZZERA.
PI'OTJOsta di modificazioni all'un·i(onne del soldato. - La Soei e l~ degli ufficiali di Berna, secondo quanlo riferisce la /le1nte mìHtairc Suisse. sulla questione proposta all'assemblea c messa in questi termini .. blousr. ' Oli- tunique r si è pronunziala aJI'uuan1111itìl in favore dell'adozione, per la fanteria, di un'ampia e abbastanza lunga blou-se, con colletto abbassato, provvista di una sola fila di bottoni e munita di qua1tro t.a~che esterne, La ston·a di questa uniforme dovrà essere di lana impermeabile. Questa risoluzione è stata motivata dalla necessità di da•·e al soldato un'uniforme perfettamente auatta nIle esigenze della vita militat·c in campagna; cioè: libertà di mov imenti, fa cilità dell'evaporazione cutanea, liberu circolnzione del sangue, protezione eontro il freddo e l.' u111iditù, possibilità di vestire sotto l'uniforme un secondo abito. La società ha proposto che ogni soldato sia fornito eli due di questo blotMC. L'u[kiale non deve port:lrt' uniforrl1e uilTerente dn quello Jclla truppa.
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
Bollettino bibliografico
1. Som mari o del le riviste militari italiane. Rivista di cu·tigliei'Ìa e genio (novemlll't}). Rocchi. _..:._ Guerra di fortezza. Parodi. -Sulla densità dell'aria. Calichiopulo. -Tiro da costa. Zironi. - Quadrante a livello. !. - Impiego tattico d'artiglieria in Francia, Germania, Russia e Austria. :Miscellanea. Notizie. Bibliografia. Rivi.sll! di {ante1·ia (novembre). Polemica breve. L'istru7.ione delle reclute. Vestiario militare. Mentana. Ln delinquenza nell'esercito. Stampa militare.
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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
Rivista 1naTiltima (vedi numero precedente). G'ipTnale med·ico dell'esercito e della ma?·ina (novembre) . Operazioni chirurgiche militari. De Alartiis. - Pazzia. Forti. - l?erite d'arma da fuoco. Rivista medica . chirurgica.' an atomo-fisiologica. der mo-si fì lopa ti ca. , tera peutica. , tecnico-militare , Varietà.
2. Ordinamento degli eserciti. - La questione dei sottuftìciali in Francia è assai precisamente trattata sulla Deutsche Heeres Ze~tun,q N. 92. - ~ol?nnel~o. Frey. - .L'':''111éc suisse. Ginevra, Eggiment. - Questa ,pubbhcazwne e uuportautJSSima per la chiarezza e la concisione con cui sono date tutte le informazioni sull'esercito svizzero. ~sce a fascicoli, con la collaborazione delle maggiori autorità militari della confederazione. . - La tassa milita~·e sotto il Consolato e il primo impero, studio assai ~~portante ed esaur•ente del sot~intenden te De. Lorier è stato pubblicato dalla Revue ~u sermce de'l intenclance (ottobre-novembre). - Sulla Intemattonale Revue di dicembre sono indicati l'ordinamento e la forza delle t•·uppe coloniali tedesche.
3. Arte militare. - Segnaliamo sulla lnternationat~• nwue u d'1 otto 1lrc 1· seguenti importanti studi di arte militare: Considerazioni sull'importanza strategiéa delle fcrr9_~e alpine. Gibilterra.
NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE
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Su!l a p•·ontezza alla mobilitazione dell'esercito russo. Dal teatro di guerra chino-giapponese. - Sul Jalt1'bikher der d. A. und iii. è da notarsi un interessante studio del tenente colqnncllo Blankner sulla odierna istruzione ed .educazione delle fantm·ie. L'argomento è trattato con molta competenza c molta hu·ghezza di veduto. - Klermann. - Le linee di difesa celebri nell'Europa centrale nel f?o e i8' secolo. Lipsia, Zernin. - È un lavoro di arte e storia militare inteso a illustrare alcune li neo militari famose. Finora lo studio si riferisce a\le : 1. Linee olandesi. - Guerre francesi contro l'Impero, l'Olanda, la Spagna, la Svezia i o88-1697. - Guena della successione di Spagna. 2. Linee dell'allo Reno -- Foresta Nera - Dùhl·Stollhof Linee di Ettling - Linee di Weissenbu rg, di Queyr e di Spira . 3. Difese dei confini bavaresi 170i-:l704:.
4. Storia militare e generale.
- Il prof. Otto Opel illustrando i fatti della guerra dei 30 anni ha pubblicato a Magdeburgo (Faber) il 39 vol ume della sua opera magistrale. - La guerra danese e detl<t bassa Sassonin. - Il volume tratta della guerra danese dal i 627 lino alla pace di Lubecca . :...._ Capi t~ no ~.JO't'ter. - D:~ Frèjus all' Elba. Amstcrdam. - È la riprod uzione delle memorie del comandante dell'U111aimted, che nel ·1814. fu incaricato di trasportareNapoleone l nll'isola di Elba, ove egli rimase per qualche tempo ospite dell'imperatore. - Heinemann. - Storia dei normnnni nell' Italia meridionale e in Sicilia. Lipsia, PfeiTer. - È uscito il prirno volume che conduce lino alla mor te di Roberto Guiscardo durn nte la conquistrt di Sicilia ({7 luglio 1085). - Schimpii. - 11 i8i3. - Napoleone in Sassonin . - Dresda, Baensch. - Hassell. - Storia dell'Annover, dalla pace di Basilea fino al l'occupazione prussiana nel 180(i. - Annover, Meyer.
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"OTIZIE BIBLIOGRAFJCHE
Le génénJl La vea ~.: co u pet. - Parigi, Blond et Barrai.- È una biografi n interessante, specialmente perchè il generale ebbe larga parte nelle prime batk'lglie della ca mpagna del 1870-71. - GaiTarel. - Bonaparte et !es républiques iraliennes - Parigi, - A lca n. È In l"ipet.izione della solita storia delle repubbliche Cisalpina, Ligure, Homn na e Pat"tenopea, r.he i francesi credono sempre ferma mente di avere crea te spingendo l'l talin sulla ''ia dP.l progresso, che cln sola non avrebbe mai potulo trovare. - Barharich. - Lu guerra serbo bulgara nel 1885 - (Trn, \"•·ap lsce, Slivni lza, Pi•·ot). - Torino, Casanova . - Il Militiir Wochenblatt ha pu bblicato di recente alcune memorie inedile del dott. Fischer su Giorgio Derffiiuger, maresciallo di Brandeburgo e generale svedese (t606-·16f"i0) che fu una delle figu re più caratteristiche dellu guerrll dei 30 anni, amico di Baner, di Gustavo Adolfo, di Oxenstierna, ed uno degli eroi di flautzen. ·- Fazio. - Guida per lo studio della storia generale. - Padova, Salmini. Ci riprornel.l.inrno di pDr lar(! in altro numero di questo hvoro di uno dei nost.n distinti ufficiali di stnlo mnggiol'.e.
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NOT!ZlE BffiLlOGRAF!Cl:lE
tuttt· 1· 1avon· d.el naen1·0 militare duranle le operazioni ed sante. Può considerarsi così suddiviso:_ . Origine e preparativi della spedJztone. Cos~ituzione della base d'operazione. Avanzata dalla costa a Touè. Presa di Cana e Abomey.
~
molto interes-
7. Marineria. - Le squadre str<Jniere sul te;•tt·o eli gtwrra chino-giapponese. Vedi Deutsche Heeres Zeitumg, N. 97 .. La battaalia di Yalu nel mede::;imo giornale _N. 9~. ( Racc,ot~to e "d . n· "'dell' ammiraglio in!!lese Elliot). Il glOrnole lleers Zettung cons1 eraz10 1 ' v • • · 1 Il' · · · · net· numell· .· 80 e· 82 le rel:nioni o cons•dcraz10m ce ammlpubbhco raglio auslriaeo Sterneck e rlell'ammiraglio tedesco Werner.
5. Tecnologia militare. 8. Politica e diplomazia. - Nolia rno i seguenti libri di recente pubblicazione: Exler. - L'illuminazione eletlrica da campo e il suo impiego nell:. gÙer ra di assedio. - Vienna, Seidel. Voyer. - Théorie élemenlaire des conrants alternatifs. - Parigi, Carré. Lehlond. - Cours élementaire d'électdcité pr:~tique - Parigi, Berger Lev rnult. Véry.- Manuel prntique d'électricité. - Parigi, Berger Levrault.
. lian. - I-es moeurs politiques de l' Allemagne.- Pardte . · Il . libt·o ·d "tto con ttna certa imparzialità e fi nezza dt osservaziOne ' e a semhra scrl ' · d 11 h· .. l fa •to non comune che l'A. senza essere entustasta e e a 1se"naIa l'SI t • ' . · · 1 · · ed. · della "ita tedesca accenna con ponderaz10ne qual. • stano e ve1e tu 101 e • ' · ·1· d" · · · . t.•cbe d't quella vita meritevoli e suscetttbt • l JffiltaZJone. ca rauens
6. Geografia, Colonie, Viaggi.
9. Varietà
- La Revw~ d~t _génie pubblica un .rapporto del c;ornandante Roques col ti t(• lo: - Le Génie un Dahomey en 1892. In osso •·ncconrnnrlo 14li eventi del la spedizione Dodds sono esposti
il romanzo francesi inspirati• alla lrl>.OSCW ·I 1Z. - .La' llO\'Cl l,~" "Cl v , d" "0 71 Ber·lt"no Gronau . E un interessante studio l guerra del ·18 ' - · · - . ' · critica storica e letteram.
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Pet· la Di1·ezione Lonovrco. CrsoTTI tmaggiore .\1, M., incaricati)
DEMARCHI CARLO,
gerente.
,-